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Confercnza programmatica
ed ilComprensorio della Stretto

per la Citra

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inunComprensorio produttivo
in una Calabria moderna e democratica

Idee e progetti per il lavoro e l'occupazione per un nuovo ruolodi Reggio

I

P.C.I. . . .Federazione di Reggio Calabria ::Comitate regionale calabrese
:

Sezione meridionale della Direzione . . . .... . ..."
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Reggio .Calabria ,,8119 genna!O 1985

roma

g. gangemi editore

AUTORI

Fabio Mussi Leone Pangallo Giovanni Palamara Giovanni Bilardi Marco Minniti Antonio Quistelli Giuseppe Imbesi Guido Bolaffi Demetrio Costantino Sandra Bianchi Sarino Pietropaolo Demetrio Libri Titti Federico PinoArena Enzo Fanto Tommaso Rossi Pino Soriero Stefano Rodota Pino Comerci Mario Centorrino FrancoZema Giuseppe Bova Sisinio.2ito Eugenio Rossi Franco Politano Giuseppe Morabito" .Leone Zappia' Umberto Calore Antonio Bassolino Mario Tornatora" Lucio Libertini

direzione nazionale del PCI . segretario di zona del comprensorio reggino del PCI . 'sindaco di Reggio Calabria . vice presidente dell'Assindustria . responsabile del Dipartimento economico del PCI rettore dell'Universita di Reggio Calabria docente di ptanificazione territoriale aRoma responsabile meridionale della CGIL presidente della Confcaltivatori di Reggio Calabria docente di urbanistica a Reggio Calabria comitato di zona del PCI, docente universitario presidente della coop. di acquacultura responsabile femminile del comitato di zona del PCI presidente dell'ordine degli ingegneri di Reggio deputato del PCI deputato europeo del PCI segreteria regionale del PCI deputato della sinistra indipendente comitato di zona del PCl, docente universitario docentedi economia politica a Messina comitate dei medici disoccupati della CGIL segretario regionale della CGIL senatore del PSI segretario di sezione del PCI segretario regionale delPCI . consigliere comunale del PCI segretario dellafederazione reggina del PCI . comitato del disoccupati della CGIL direzione nazionale del PCI responsabile per ;1 PCI de; problemi del territorio comitato centrale del PCI

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Mario Tornatora

RELAZIONE

La Calabria sta attraversando una fase di profondo degrado economico e sociale, caratterizzata da un alto tasso di disoccupazione - siamo al 16%della forza lavoro disoccupata - con una prevalenza di giovani diplomat] e laureati in cerca di prima occupazione; da un reddito pro-capite del iSO%' al di sotto della media nazioanle; da un costante depauperamento delle risorse e delle forze produttive, dall'agricolfura al territorio, alia professionalita; dalla presenza sempre pili massiccia della mafia (e stata accertata in Calabria la presenza di ben 105 cosche mafiose con 1500 affiliati) che da anni esercita forti condizionamenti sull'economia e sulle istituzioni. Tra i settori economici solo nel terziario si segnalano tendenze all'aumento dell'occupazione, rrientre negli altri settori, da almena un decennio la riduzione degli occupati e quasi costante. Nell'agricoltura, ad un timido e sporadico sviluppo nelle aree di pianura, con l'introduzione di nuove tecnologie, di colture in serra e di alcuni impianti per la cornmercializzazione dei prodotti, si accompagna un generale decadimento nelle aree di collina e di montagna, che ormai dura da anni, con l'abbandono di vaste aree: nell'ultimo decennio la superfice agraria coltivata si e ridotta di 130 mila Ha, compresa la superficie sottratta alle colture dall'espansione caotica dei centri urbani. Basta vedere quanto e accaduto nell'agrumeto del reggino, un tempo area di produzione di ricchezza e occasione di lavoro ed ora coperto dal cemento armato. Vero e che nell'ultimo decennio la produzione agricola in Calabria e aumentata del 37%, in presenza di un calo dell'occupazione del 28%, rna e pur vera che I'arretratezza dell'intera struttura produttiva ha mantenuto la nostra agricoltura in posizione assolutamente marginale rispetto ai mercati nazionali ed europei, anche per l'inefficente sistema dei trasporti che toglie cornpetitivita ai nostri prodotti, cosl come avviene per la Sicilia. La perdita di peso dell'agricoltura nell'economia regionale non si accompagna, .come e accaduto nelle altre regioni del Paese e dell'intero mondo capitalistico, con 10 sviluppo dell'apparato industriale. La vicenda dell'industrializzazione della Calabria e troppo nota per essere qui riproposta. Di tale vicenda rimangono emblematicamente quelli che potremmo definire i reperti archeologici dell'industrializzazione mancata, e 10 sconvolgimento del territorio, dove le industrie ora abbandonate (Praia, Castrovillari, S. Eufemia Lamezia, Saline) erano state locatizzate.

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Per questo settore credo si possa soltanto ricordare che nel decennio 71180 il numero degli occupati e diminuito del 13,3%,e la tendenza negli anni successivi non si e invertita. II solo settore in espansione e quello terziario, rna anche qui occorre stare attenti, perche l'espansione riguarda relativamente i comparti avanzati (informatica, energia, servizi tecnoIogici all'industria, trasporti e com unicazioni, ecc.). Infatti, mentre nei servizi destinabili alla vendita I'occupazione aumenta del 27% nel decennio 71180, in quelli non destinabili alla vendita (pubblica amministrazione, ecc.) tale aumento supera il 50%. . Uno dei comparti del terziario dove e possibile verificare la distorsione dello sviluppo e certamente quello del sistema dei trasporti, che accentua in Calabria la sua arretratezza, penalizzando l'intera econornia regionale. Questa situazione colloca la Calabria agli ultimi posti nelle gradutorie nazionali di quasi tutti gli indica tori economici della sviluppo. Tutto cio, come sappiamo, non e il frutto del caso, rna la conseguenza della politica economica nazionale e del modo in cui si e realizzato nell'ultimo quarto di secolo l'intervento straordinario. II fallimento della politica meridionalista delle classi dirigenti nazionali e stato sanzionato, sia pure tardivamente, dallo scioglimento della Cassa per il Mezzogiorno, che di quella politica era al tempo stesso 10 strumento ed il simbolo. La Cassa e morta, rna sopravvive la logica che ispirava la sua politica, come dimostra II recente disegno di Iegge presentato dal Governo per I'intervento straordina rio in Calabria, che, tra l'altro, dovrebbe costituire la contropartita per l'istallazione a Gioia T. della Centrale elettrica a carbone, la quale darebbe un altro duro colpo alIo sviluppo produttivo della «Piana», come e stato ampiamente dimostrato. Di fronte all'incapacita del Governo, della Giunta regionale e dei partiti che [a sostengono, di proporre una nuova poliuca di sviluppo economico e di progresso civile per la Calabria, il nostro Partito non si e limitato in questi anni a denunicare i limiti della vecchia politica meridionalista e Ie responsabilita della Giunta regionale rna, superando anche propri ritardi, ha compiuto uno sforzo di elaborazione per definire una linea alternativa di sviluppo per i prossimi anni, Con ia recente Conferenza programmatica per l'alternativa il nostro Partite, confermando Ia sua capacita di governo, ha offerto aI movimento democratico, ai sindacati ed aIle altre forze politiche una piattaforma di confronto per una politica di sviluppo, fondata sutla piena vaIorizzazione delle risorse e delle forze produttive locali, che presuppone un diverso tipo d'intervento dello Stato, una diversa capacita di governo della Regione. Per superare il vecchio metodo dell 'erogazione a pioggia delle risorse, dispersive e clienteIare, la Conferenza ha indicato Ia necessita di individuare aree ben definite neUe quali la risorse esterne possano saldarsi con Ie potenzialita promozionali locali, per la piena valorizzazione di tutte le risorse, di tutti i fattori dello sviluppo. Tra Ie aree indicate dalla Conferenza vi e quella della Stretto, dove e possibiIe e necessario intervenire attraverso un «Progetto finalizzato». Non si tratta solo di una necessita localistica, rna di una scelta strategica che 240

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lntcrcssa I'intero Paese, per la particolare posizione dell'area rispetto al bacino del Mcditcrranco e a gran parte dei paesi in via di sviluppo, che nei prossimi decenni nvrunno bisogno di beni servizi per superare illoro state di arretratezza, per un 1I110VO equilibrio deIl'economia mondiale. Per rendersene conto basta pensare che ogni anno 10 Stretto e attraversato da oltre 60 mila navi di ogni tipo. L'idea fondamentale della nostra conferenza si basa sulla stretta connessione tra 10 sviluppo economico, un piu avanzato livello dei servizi civili, delle strutture scientiliche e culturali e un equilibrato assetto del territorio. Superando e correggendo le situazioni di congestione urbana presenti sulle due sponde, per bloccare it processo di depauperamento del territorio. Tenendo inoltre presente che le nuove tecnologie stanno modificando la qualita dello sviluppo. E onnai tramontata l'epoca dei grandi complessi industriali, spesso calati daU'alto e in contrasto con le vocazioni locali della sviluppo, che hanno sconvolto il territorio e consentito agli avventurieri della promozione industirale, come gli Ursini e i Rovelli, di dilapidare ingenti risorse finanziarie, senza creare un solo posto di lavoro, n nuovo sviluppo presuppone attivita industriali di dimensioni limitate e diffuse sui territorio, che utilizzino Ie nuove tecnologie e siano sostenute da un terziario avanzato; che non entrino in contrasto con l'esigenza di salvaguardia dell'ambiente e del territorio. . Per questi presupposti riteniamo possibile I'attuazione neIl'area dello Stretto di un progetto integrato di sviluppo, L'area dovrebbe comprendere la costa siciliana, da Milazzo a Catania e quella calabr.ese da Gioia TauTO a Melito P. S.: una delimitazione pin precisa potrebbe essere defmita attraverso l'analisi puntuale dei diversi fattori. Le condizioni indispensabili affinche il progetto possa realizzarsi, sono: , I) che tutte le risorse e gli investirnenti, interni ed esterni, pubblici e privati siano coordinati da una auto rita interegionale di Piano e siano finalizzati allo sviluppo economico, all'occupazione, al miglioramento della qualita della vita; 2) che l'indispensabile afflusso di risorse esterne venga orientato, attraverso adeguati incentivi, alla piena valorizzaizone delle risorse locali: 3) che, attraverso un piano di assetto del territorio, raccordato ai piani territoriali di coordinamento delle due regioni, venga prevista una diversificazione razionale di funzioni per I'intera area, dall'agricoltura, all'industria, ai servizi.

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II sistema dei trasporti La realizzazione di tale progetto presuppone la creazione di un moderno sistema di trasporti e di comunicazioni, quale fattore fondamentale dello sviluppo, tenendo conto dell'esigenza attuale e futura di mobilita intern a aU'area e quella delle relazioni esteme, a livello nazionale ed internazionale. Da qui occorre partire per: 1) razionalizzare, ammodernare ed integrare l'attuale sistema, garantendo efficenza e continuita tra i diversi modi di trasporto: . . 241

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2) programmare 10sviluppo ulteriore delsistema, in re1azione alia previsione della futura domanda di trasporto e tenendo eopJo della funzione che il trasporto pub assolvere per 10sviluppo del sistema produthvo e l'assetto del territorio. In atto nell'area integrata dello Stretto operano tutti i modi di trasporto: ferroviario, marittimo, aereo, stradaIe, urbano ed extra urbano. Nella stessa area sono IocaIizzate importanti strutture produttive del settore dei trasporti: dalle OMECA di Reggio C., che producono carri ferroviari di diverso tip 0, ai cantieri navali SMEB e Rodriquez di Messina, alle Officine Grandi Riparazioni di Saline (RC), in fase di costruzione. Sono inoltre presenti aIcune importanti strutture universitarie che hanna attinenza allo stesso settore: la facolta di Ingegneria dei trasporti e di Architettura di Reggio Calabria e la facolta di Ingegneria di Messina. Sempre nella stessa area sono ubicate alcune importanti infrastrutture: i porti di Catania, Messina e Milazzo, sulla costa siciliana, e quelli di Gioia T., Villa S. Giovanni, Reggio Calabria e Saline sulla costa calabra; esistono poi import anti collegamenti autostradali, nonche due aereoporti, Catania e Reggio Calabria. Si tratta di un complesso di infrastrutture e servizi che costituiscono una importante risorsa da utiIizzare per programmare un sistema integrate di trasporti ad alto livello, senza eccessivi investimenti. Tenendo presente che in atto alcune infrastrutture sono sottoutilizzate, 0 non utilizzate affatto; che i diversi modi di trasporto, oltre a presentare gravi carenze nel proprio ambito, operano separatamente, senza un minimo di collegamento che assicuri la lora integrazione. . Non e possibile in questa sede esarninare dettagliatamente 10 stato dei diversi modi di trasporto, mi limitero ad alcune considerazioni sulle situazioni piu significative. Traffico sullo stretto In relazione allo sviluppo economico, al fenomeno emigratorio e al bisogno di comunicazioni tra le diverse aree del Paese, nel corso degli ultimi decenni il traffico tra le due sponde dello Stretto, soprattutto tra Villa S. Giovanni e Messina ha sublto un notevole incremento, sia per i passeggeri che per Ie merci, rna soprattutto per il traghetto dei mezzi gommati (autovetture e autocarri). Tra il 1973 e il 1982 il numero di passeggeri trasportati nei due sensi e passato da 11.000.000 a 13.090.779 con un incremento del 19% mentre nella stesso periodo il numero dei mezzi trasportati e passato da 711.530 a 2.132.491, con un incremento del 200%. II regime di concorrenza che negli ultimi dieci anni si e istaurato tra il vettore pubblico, gestito dalle Fs, e quello privato, gestito dalle Societa Caronte, Turisl e SNAV (per i soli passeggeri da RC) e Trovel-Tichts, ha finito per favorire queste ultime, che hanna operato con mezzi piu veloci, con elasticita di orari e un maggior numero di corse, rna che hanna anche goduto di particolari privilegi - soprattutto a Villa S. Giovanni.
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Infatti, mentre il trafflco passeggeri, aumenta complessivamente di oltre 2 milioni di unita, Ie FS non solo non acquisiscono nueva utenza addirittura perdono I. 195.579 passeggeri. pari a I J I~.• Dove la concorrenza si e risolta in netto svantaggio per le FS e stata nel trasporto dei mezzi gommati. In questo comparto le societa private prevalgono nettamente. con i seguenti indici: camion privati 83%, FS 17%; autotreni, privati 70%, FS 30%: autovetture, privati 84%, FS 14% (art. rilevazione FS 12-17 die, 1983~ La svantaggio delle FS e dovuto alIa insufficenza della flotta, che comprende navi vecchie ed inadeguate, che richiedono continue manutenzioni; alle difficolta negli approdi di Villa S. Giovanni e di Messina: alla inadeguatezza dei colIegamenti dei porti col sistema vairio, che genera soprattutto in alcuni periodi una enorme congestione, con gravissime conseguenze nelle aree urbane di Villa e di Messina. I provvedimenti adottati di recente con Ia messa in linea di una nueva nave. la «Riace», si sono rivelati insufficienti, La nuova nave non si e aggiuntu alia floua rna ha sostituito altre navi andale in disarmo. Per migliorare 11traftico e garantire concorrenzialita alle FS sullo stretto e necessario affrontare in tempi brevi it problema degli approdi, sia a Messina che a Villa S. Giovanni; potenziare la flotta con nuove navi piu veloci e di facile carico. _ Sono inoltre necessari alcuni interventi di assetto urbanistico nei centri di Messina e di Villa S. Giovanni per superare l'attuale congestione. Al tempo stesso, e necessario valutare la possibilita di utilizzazione anche del porto di Reggio Calabria, in alternativa a quello di Villa S. G. per il trasporto dei mezzi pesanti, • Nella reJazione tra Reggio e Messina. la situazione e menD grave. per la lirnitatezza del traffico che interessa quasi esclusivamente it trasporto passeggeri, con una media di 2500 persone al giorno, di cui circa 1.000 pendolari (studenti e impiegati), Cia i! dovuto alla preferenza della relazione Villa S. Giovanni-Messina da parte di viaggiatori provenienti dalla zona jonica, che usano il mezzo private, e per i minori tempi della traversata. . 11trasporto viene effettuato dalle FS con una sola nave che impiega circa un'ora mentre gli aliscafi della societa SNA V impiegano 15 minuti, ed hanno una maggiore frequenza di corse. In questa relazione e necessario sostituire Ie navi delle FS con aliscafi pesanti per il trasporto passeggeri e assicurare un collegamento rapido e piu frequente tra it porto e il centro della citra di Reggio. Per i trasporti sullo Stretto rimane perc aperto il problema della costruzione del Ponte.

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II ponte sullo Stretto Negli ultimi tempi il dibattito sulla costruzione del ponte sullo Stretto e diventato piu stringente, su tale tema si susseguono i convegni, i seminari, Ie prese di posizione di tecnici, amministratori, uomini di gaverno. Spesso si continua a fare demagogia. 243

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La prospettiva del ponte rischia di 'diventare ancora una volta un diversivo per eludere i problemi immediati del trafflco sullo Stertto. Tutti conosciamo la vicenda, che si trascinata per decenni, sino alla costituzione della societa per 10 studio della fattibilita del manufatto, avvenuta nel 1971. II nostro partito, per mettere in funzione la societa e togliere ogni alibi al Governo, ha operato nel Parlamento per il finanziamento degli studi. Si e successivamente costituita una commissione tecnica che, come sappiamo, non e ancora pervenuta a eonclusioni definitive. L'imponenza delI'opera e i problemi di vario ordine che devono essere risolti, da quelli tecnici costruttivi, a quelli urbanistici, arnbientali e finanziari, richiedono indubbiamente notevole impegno, rna il Ministro dei trasporti venendo a Reggio 10 seorso setternbre, non sappiamo con quanto senso di responsabilita, ha dato per condusi i lavori della commissione con I:t decisione della fauibilita dell'opera. Creando nell'opinione pubblica l'illusione che la costruzione del ponte e cosa certa, Questa posizione rallenta l'impegno per dare soluzioni ai problemi, ormai indilazionabili, del miglioramento dei servizi di navigazione. Sollecitiamo le conclusioni della Commissione e chiediamo che il Parlarnento venga informato sullo stato dei suoi lavori: ache punto e la ricerca, come sono state spese le somme stanziate a suo tempo. Nel contempo, poiche riteniamo che i tempi per la eostruzione del ponte saranno lunghi e non sara eerto possibile sopprimere totalmente il trasporto via mare nep'pure dopo tale costruzione, oecorre affrontate subito i problemi del trasporto marittiino.

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II sistema portuale del/urea dello Stretto
NeIl'area dello Stretto sono loealizzati sette porti, di cui quattro in funzione (Messina, Catania, Villa S. G. e Milazzo) e due in avanzato state di costruzione (Gioia T. e Salimi), si tratta certamente di una densita portuale sproporzionata al grado di sviluppo della stessa area e dei traffici marittimi in atto. Tuttavia, riteniamo che per la loro posizione strategica rispetto ai traffici marittimi del bacino del Mediterraneo i porti esistenti possono assolvere un loro ruolo, nel quadro dei trasporti marittimi internazionali. sempre che gli stessi sapranno adeguare le proprie strutture e rendere competitiva la loro attivita. Cia vale per i porti giit in funzione, che potrebbero acquisire nuovo traffico, rna vale anche per quelli in costruzione e soprattutto per it porto di Gioia T., la cui costruzione sara ultimata entro il 1985. Quello di Gioia T. e un porto di notevole dirnensioni, con cinque Km di banchina: . con fondali da 13 a IS m. e nel quale possono attraccare navi fino a 60.000 TIS, e con il possibile abbassamento dei fondali fino a 20 m. navi da 150.000 TIS. II porto dispone di 250 Ha di superficie di servizi, e collegato al sistema ferroviario nazionale, alIa superstrada Jonica (Rosarno-Gioiosa J.) e aU'autostrada Reggio C.» Salerno). E situato a meta strada tra gli aereoporti di S. Eufermia L. e Reggio Calabria. dai quali dista rispettivamente 55 e 65 Km, 244

La collocazione del porto all'imbocco nord dello Stretto di Messina sulla costa calabrese, nel punto di transito di oltre 60.000navi all'anno, 10 pone in una posizione strategica rispetto alle rotte rriarittime da e per il bacino del Mediterraneo, verso il Medic Oriente e il Canale di Suez. Gli ampi spazi di movimentazione merci; la profondita dei fondali, costituiscono senza dubbio oggettivi elementi di richiamo e di concorrenzialita rispetto ad altri portio Gli studi compiuti dalla Cassa per il mezzogiomo e quelli di alcuni spedizionieri per contodi societa di navigazioni straniere, hanno riconosciuto a quel porto alcune condizioni ottimali soprattutto per l'approdo delle moderne navi portacontainers transoceaniche, Una delle compagnie americane aveva giA richiesto la disponibilita delle banchine e le attrezzature necessarie per operare a partire dal 1°luglio 1984. Il breve tempo a disposizione non ha consentito di soddisfare la richiesta e la stessa compagnia ha dirottato i carichi verso altri porti non italiani. Riteniamo tuttavia che una delle destinazioni del porto possa essere appunto quella dell'approdo delle grandi navi porta containers per la rottura del carico e la successiva distribuzione nelle medie distanze con navi piu piccole 0 il proseguimento via strada 0 ferrovia. Tutto dipendera ovviamente dai costi e quindi dalla capacita gestionale della struttura. L'altra possibile destinazione e quella relativa all'installazione di cantieri per la riparazione di navi, tenendo conto dei limiti dimensionali degli altri porti esistenti nella stessa area. In ogni case, si tratta di verificare concretamente ogni possibilita di utilizzazione di quel porto, superando tutte le posizioni preconcette, che anche nel movimento democratico si sono manifestate negli ultimi tempi. Ci rendiamo conto che in questo momento si manifesta una acuta crisi della portualita, soprattutto in ltalia e comprendiamo le preoccupazioni che a questa proposito si sono manifestate nel movimento sindacale. Ma la conclusione non pUD essere quella di sopprimere un porto appena.costruito e per il quale la collettivita nazionale ha speso oltre 300 miliardi. .

Trasporto ferroviario
Iltrasporto ferroviario nell'area dello Stretto e asso1utamente inadeguato a svolgere una funzione di stimolo dello sviluppo economico e di assetto del territorio. Esso risente dell'arretratezza generale del sistema ferroviario italiano, con elementi di ulteriore aggravamento. . Ci riferiamo in particolare alla situazione dell'intera linea Jonica della provincia di Reggio C., operante su unico binario non elettrificato; alle difficolta del nodo ferroviario di Villa S, G.; alla relazione tra Villa S. G. e Reggio C.; allo stato delle linee siciliane, SuIla linea .Jonica calabrese la velocita commerciale con i treni piu veloci, «i rapidi», (si fa per dire) non supera i 70 Km/h e i 30 Km/h con gli altri treni; la

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frequenza dei treni supera i 100 minuti, Mentre a Villa S. G. Ie difficolta nell'area di Bolano provocano spesso Iunghi tern pi di attesa per 10 sbarco e l'i m barco dei treni. La situazione non e migliore sulle linee siciliane, sia verso Palermo che verso Catania: per percorrere i 95 Km che seearano Messina da Catania, con alcuni treni, si iropiegano fino a 150 minuti, mentre con i treni a lungo percorso, e quindi con poche fermate, la situazione non cambia di molto (Messina-Siracusa, 182 Km, 3 are e 30 minuti, senza calcolare, naturalmente i frequenti ritardi). Denunciamo i ritardi con cui si sta procedendo all'attuazione del Piano integrativo e degli altri piani straordinari delle FS, che avrebbero potuto in qualche misura migliorare i servizi, Cio vale per iI raddoppio e l'elettrificazione della linea Melito P. S.-Reggio Calabria; per il raddoppio Reggio C.-Villa S. G. sulla costa calabrese; per il raddoppio Contesse-Giampilieri-Calatabiano, ecc. e per il raddoppio Priolo-Siracusa e Fiume Torte-Cefalu, in Sicilia. Nel trasporto ferroviario, che dovrebbe costituire l'asse attomo a cui far ruotare l'intero sistema dei trasporti, e urgente intervenire sia per migliorare il traffico locale che per rend ere efficenti i treni a medio e lungo percorso, consentendo rapidi collegamenti con il nord d'Italia e il Centro Europa. Non siamo in grado di avanzare proposte specifiche per la Sicilia, rna per quanto riguarda la parte calabrese dell'area riteniamo sia possibile ipotizzare una metropolitana di superficie delle FS nella relazione Melito P. S.-Reggio C.-Gioia T. (85 Km) con treni frequenti e veloci, cio consentirebbe di collegare le aree di sviluppo industriale con la citta capoluogo, contribuendo nel contempo ad una equilibrata distribuzione del traffico tra la strada e la ferrovia anche nel centro urbano, tenendo presente che nel territorio del comune di Reggio so no ubicate ben 10 stazioni delle FS. Riteniamo inoltre che it futuro piano poliennale della FS debba prevedere adeguati investimenti sulla linea Jonica reggina, per it raddoppio e l'elettrificazione . . Tenendo presente tra l'altro, che tale linea puo costituire l'altemativa a quella tirreniea in caso di interruzione 0 di congestione del traffico.

Servizi urbani
ITmiglioramento dei servizi ferroviari deve essere accompagnato dalla ristrutturazione del trasporto urbano nella citta capoluogo per assicurare I'intermodalita e l~efficenza complessiva del sistema: Per Reggio C. il cui servizio urbano e in atto gestito da uu'azienda municipalizzata (AMA) si rende necessario am pliare l'esercizio, comprendendo un migliore collegamento con le aree suburbane e i comuni limitrofi, definendo col Piano regionale dei trasporti, ilbacino ottimale di traffico e costituendo un consorzio trasporti tra Enti Locali. Un ruolo essenziale dovrebbe essere assolto dal trasporto urbano per i collegamenti tra il centro storico della citta e gli altri modi di trasporto (porto-aereoportostazioni ferroviarie), attualmente assai carente.

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oorto aereo

I trasporto aereo nell'area dello Stretto e svolto dagli aereoporti di Catania e di ;io C., il primo classificato «internazionale» e iI secondo «nazionale», )uello di Catania svolge un notevole traffico, collocandosi al T posto nella graoria degli aereoporti italiani con 12.716 decolli e atterraggi all'anno e al 6 posto, a di Palermo, per numero di passeggeri, con 922.735 unita trasportati. :aereoporto di Reggio svolge uu'attivita piu limitata rna crescente, essenzia1e per :egamenti rapidi con Roma e Milano di Reggio Calabria e Messina. Si svolgono ) voli all'anno e un traffico di circa 200.000 passeggeri. 'er una mig1iore funzionalita dell'aereoporto e necessario: ) migliorare i1 collegamento con Messina mediante 1'attracco dell 'aliscafo in ;imita dell'aereoporto; ) prolungare una delle due piste fino a 2.600 m., per aumentare la sicurezza e entire l'atterraggio di aerei piu grandi, soprattutto dei voli charter, provenienti
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;).realizzare il collegamento autostradale; ,)trasferire la gestione dell'autostazione e dei servizi aereoportuali alIa societa tra pubblici costituita da oltre 2 anni e in attesa della concessione governativa.

estero;

una viario tfigliorate con I'autostrada del sole i collegamenti dell'area della Stretta con il .del Paese, permangono invece notevoIi carenze nelle relazioni con la zona jonica ina per il grave stato della SS 106. Per questa strada sono previsti finanziamenti 'iano decennale della grande viabilita (legge 531180) che perc corri'e noto non e ancora definite. .a situazione piu drammatica si manifesta nella viabilita minore di collina e di tanga che rende inaccessibile i1 centro urbano ed estremamente diffici1e i colnenti con Ie zone interne delI'Aspromonte, provocando un abbandono di quelle ed un processo patologico di urbanesimo. In questa comparto si rende necessario ificare gli interventi dei vari enti operanti sulla viabilita CANAS-Ammo Provin-consorzi di bonifica-Comuni, ecc.-). Per tale area sarebbe indispensabile 1a uzione di un'arteria di collegamento rapido con i centri turistici montani.

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rutture produttive net settore del trasporti .e strutture produttive del settore dei trasporti sono le OMECA con uno stabilito a proprieta mista (FIAT -IRI) e le Officine Grandi Riparazioni di Saline. Per Ie Ie occorre superare l'attuale situazione di precarieta determinata dalle esclusivita : commesse da parte delle FS che tra I'altro provoca una sottoutilizzazione deg1i anti per la costruzione di carri e verture ferroviarie, In atto gli stabilimenti 247

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lavorano solo per il montaggio di sernilavoruti provenienti da altre industrie, avendo una potenzialita maggiore anche per la costruzione di locomotori.

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E necessario valutare le possibilita di questa industria di produrre mezzi di trasporto ferraviario per l'esportazione, soprattutto verso i Paesi in via di sviluppo del vicino Mediterraneo, Va messa in discussione l'attuale gestione della stabilimento affidata alla parte privata che non ha compiuto nessun tentativo per allargare il mercato e che ha operato una errata gestione del personale, consentendo perfino la penetrazione della mafia negli ambienti di lavoro, con ripercussioni sulla -produttivita. Per le Officine Grandi Riparazioni e necessario accelerare i tempi di costruzione, augurandoci che nella prossima campagna elettorale non cali qualche altro Ministro, che sarebbe il quarto, a prometterci che tra qualche mese 0 qualche settimana l'impianto entrera in funzione. Sarebbe intanto necessario che le FS approntassero per tempo tutti gli strumenti necessari per Ie assunzioni e l'addestramento del personale, garantendo il massimo di trasparenza.
Programmazione e ricerca scientlfica

Lo sviluppo e I'ammodernamento di un sistema integrato dei trasporti, per l'incidenza che esso ha negli altri settori e nell'asserto del terri IOrio, non puo essere affidato alI'empirismo e alIa casualita, Sono necessari percio una rigorosa programmazione ed un alto livello tecnologieo, frutto della ricerca applicata, adeguata ai problemi da risolvere, tanto piu necessari in una realta come quella della Stretto dove non sempre possono essere utilizzate altre esperienze. La recente istituzione a Reggio C. della facolta di ingegneria dei trasporti, la presenza nell'area di una facolta di ingegneria a Messina, di Architettura a Reggio C. e del eompartimento ferroviario, col suo ricco patrirnonio di tecniei e di esperienza, possono costituire I'occasione per 10 sviluppo della ricerca applicata ad alto livello. A tale proposito riteniamo sia attuale ed opportuno riprendere la proposta, avanzata alcuni anni fa dal compagno Libertini, per l'istituzione a Reggio C. di un Istituto Superiore dei trasporti, che consentirebbe, tra l'altro, I'addestramento di tecnici provenienti dai paesi in via di sviluppo e I'esportazione in questi stessi paesi di tecnologie avanzate. Infine, vorrei sottolienare che un modemo sistema dei trasporti presuppone un'adeguata pianificazione territoriale. Su questo lema si parlera nella Conferenza programmatica che avra luogo la prossima settimana, voglio perc cogliere questa occasione per richiamare I'attenzione degli urbanisti sul problema, ricordando che se i piani regolatori generali di Messina e Villa S. G. avessero a suo tempo preso nella giusta considerazione le questioni connesse al sistema dei trasporti e se gli amministratori dei due comuni avessero prestato una maggiore attenzione a tale problema, non asisteremmo sulle due 248

sponde della Stretto alle pesanti situazioni di congestione alle quali oggi assistiamo, penalizzante sia per gli utenti del servizio trasporti che per I'intera collettivita cittadina di Villa e Messina. L'intervento nell'area dello stretto per adeguare il sistema dei trasporti richiede investimenti che non possono essere certamente reperiti a livello locale rna richiedono l'impegno dello Stato. Chiediamo percio che per l'area dello Stretto venga elaborato un piano finalizzato che comprenda sia i finanziarnenti e le opere gia decisi con i programmi straordinari (piano integrativo-piano poliennale FS-piano grande viabilita ANAS) che altre opere da inserire nel piano generale dei trasporti. E importante che si tratti di un piano organico con obiettivi ben determinati, tempi di esecuzione e finanziamenti adeguati. In questa senso va il nostro impegno nei prossimi mesi, in tutte le sedi in cui si discuteranno i problemi dei trasporti, augurandoci di trovare altre forze disponibili per quesia battaglia. A conc1usione. vogliamo sottolineare che, mentre Ie forze sociali can le loro organizzazioni, i sindaci, gli Enti locali e le Universita di Reggio e di Messina sono stati in questi anni impegnati nello sforzo di ricerca per dare soluzione ai problemi dell'assetto del territorio dell'area dello Stretto, dello sviluppo economico e dell'adeguamento del sistema dei trasporti, e stata marcata I'assenza delle regioni Calabria e Sicilia, che piu di ogni altra istituzione avrebbero il compito di farsi carico di tali problemi e di richiamare su di essi l'interesse della Comunita Europea. Per quanto riguarda la Regione Calabria tale assenza non e casuale, se e vera che a distanza di oltre 10 anni dalla conferenza region ale dei trasporti e di 2 anni dalla decisione del Consiglio regionale per la definizione del piano regionale dei trasporti, che dovrebbe costituire 10strumento essenziale di riferimento per la riorganizzazione dell'intero sistema dei trasporti siamo ancora al punto di partenza. Vogliamo augurarci che la prossima legislatura sia quella buona per avviare in Calabria una nuova politica dei trasporti.

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1.118 1.057 1.078 1.047 4.300 1.075' 10

PARTENZE SNAV
966 692 666 857 ,3.181 795 22

ARRIVI TOTAL!
. 2.084 1.749 1.744 1.904 . 7.481 1.870

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TOTALI
2.375 2.404 1.854 2.089 8.722 2.180

F.S.
1.302 1.482 1.085 1.055 4.924 1.231

SNAV
1.073 922 769 1.034 3.798 950 . 22

10

POTENZIALITA. UTILIZZAZIONE PERC. UTILIZZ.

14.350 4.300 30%

7.040 3.181 45%

14.350 4.924 34%

7.040 3.798 54%

RIPARTIZIONE TRAFFICO VIAGGIATORI TRA ES. E SNAV Relaz, G. Minniti (ciclostilato)

SNAV VIAGG.
6.979 43%

F.S. VIAGG.
9.224 57%

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REGGIO

C. M.MA MESSINA

E VICEVERSA

TRAFFICO PENDOLARI (DALLE ORE 6.30 ALLE ORE 9 E DALLE ORE 12 ALLE ORE 15.00) PARTENZE GlORNO NAVI F.S. ALISCAFI TOTALl NAVI F.S. ALISCAFI TOTALI

ARRIVI

13 aprile 14 aprile 16 aprile 17 aprile
MEDIAGIUR.

684 767 694

708

336 219 238 249

1.034 904 l.OOS 943
971

729

807 549 567

385
348
208 322

1.114
889

1.155 758 979

CAPAcnA

E UTILlZZAZIONE

NIT F.S.

NAVIT.

CAPACITA VIAGGIATORI

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POTENZIALITA . COMPLESSIVA

CEDRA CEL. ASPROM. PlACE AGATA PACE TOTALE CAPACITA UTILIZ-

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400

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9.500 12.000 4.800 1.600
800 28.700

ZATA

PER. DI UTILIZZAZIONE

9.224
32,13%

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Lucio Libertini

CONCLUSIONI

Oggi, qui a Reggio, abbiamo compiuto insieme, 10 sottolineo, ai compagni di Messina, alcune riflessioni importanti. Da questa riflessione congiunta quali conclusioni possiamo trarre? Intanto io credo che domani, nella conferenza stampa, saremo in grado di esporre una serie di punti che io qui vi riassumero: come una proposta, non della Federazione di Reggio 0 della Federazione di Messina, rna della Direzione del Partite Comunista Italiano, relativamente al problema «dell'area integrata». Quindi il primo sbocco di questa riflessione sara la presa di posizione ufficiale che noi faremo come Direzioni del P.c.I. domattina qui a Reggio, rna insieme can i compagni di Reggio e di Messina. In secondo luogo io credo che si possa seriamente pens are alia presentazione di una mozione in Parlamento, al Senato e alla Camera, che abbia per titolo: «Misure urgenti a breve e medio termine, per l'area integrata della Stretto». Una mozione che certamente saremo in grado anche di discutere, costringendo le altre forze pelitiche a cimentarsi ed aprendo un dibattito di rilievo, che potra avere conseguenze impegnative e vincolanti per il governo. In terzo luogo, e ne prendo qua impegno, noi assumeremo con i Parlamentari siciliani e calabresi e con i nostri gruppi parlamentari, alcune iniziative che riguardana le commissioni permanenti. Non Ie elenco tutte, rna ne cito solo una perche e stata esplicitarnente richiesta, Non c'e dubbio che noi chiedererno che la Societa del Ponte sullo Stretto riferisca alla Commissione LL.PP. della Camera e del Senato sullo stato della questione del ponte. Infine, io vorrei ricordare, anche perche questa cosa non e stata menzionata da nessuno, che in Italia stiamo giungendo ad una decisione di grande rilievo: circa otto mesi fa e stata approvata all'unanimita una legge presentata dal Ministro Signorile, rna praticamente elaborata insieme con i comunisti, che obbliga il governo a redigere entro marzo 1985 il Piano generale dei trasporti. Questa legge e stata approvata, sono stati insediati i comitati di esperti, nei quali noi siamo rappresentati, seguiamo da vicino i lavori. Posso dirvi che e state gia predisposto il piano e che, entro febbraio, ci saranno scelte irnportanti. II piano, se uscita, e noi stiamo dietro perche esca, contrastando una resistenza da parte della DC che vorrebbe rinviarlo di qualche anno, ci permettera di avere entro tre 0 quattro mesi un Piano generale dei trasporti in grado di fissare alcune opzionifondamentali. ~ .. ~
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Qui annuncio, e 10 direrno domattina, che per noi comunisti una delle opzioni strategiche del Piano generate dei trasporti e «la questione dell'area integrata della Stretto», 11che vuoI dire determinare Ia utilizzazione delle risorse pubbliche e private in questa direzione. Quindi mi sembra che gli sbocchi che noi possiamo dare sono questi: la conferenza stampa di domattina nella quale assumiamoquesto impegno come Direzione del Partito; Ia redazione, la presentazione e Ia discussione della mozione sull'area integrata dello Stretto; Ie iniziative specifiche che -prenderemo ~elle varie commissioni Parlamentari ed, infme, l'introduzione di questa scelta strategica dell'Area della Stretto all'interno del piano generale dei trasporti. Vanno bene le conferenze stampa, rna occorre, anche, organizzare un'azione di massa, una propaganda perche questa questione sia posta in termini corretti dinanzi agli occhi dei cittadini e dei lavoratori. Ma quali sono i contenuti di quest'azione di cui ho detto i punti? 10 voglio riprenderli ad uno ad uno partendo dalla realzione di Tornatora, che condivido, Ma c'e un elemento di dissenso e comincio da quello.

1) Porto di Gioia Tauro
La questione sulla quale esprimo una riserva, cosl come e posta nella relazione e in alcuni interventi, e la questione del porto di Gioia Tauro. Noi sappiamo tutti come e nato questo porto: e nato da un'operazione fantasiosa, alla quale non ho mai creduto: il Quinto Centro siderurgico, Sappiamo tutti la storia: il risultato e che il Quinto Centro non si e fatto e si e fatto - in parte - il porto, che ha un difetto di fonda perche non nasce come porto commerciale. Nessuno poteva programmare la costruzione di un porto commerciale a Gioia Tauro. 11 porto fu costruito per il Quinto Centro siderurgico; ora il centro siderurgico non c'e e c'e il porto, Se si dovevano spendere-dei soldi in Italia, bisognava spenderli in grandi porti gia esistenti. Oggi ci giochiamo la sorte di Genova, nei confronti di Marsiglia 0 dei grandi porti del nord, per i mille miliardi che ci vogliono di investimenti; rna ci troviamo questo porto di Gioia Tauro costruito per altri scopi che non ci sono piu, Questa struttura ha il difetto, molto grosso per uri porto, di essere lontana dai grandi rnercati; questo e illimite del porto di Gioia Tauro: che e lontano dai mercati non solo in termini chilometrici, rna anche in termini di rapidita di trasporto, di ore di trasporto, Il porto di Gioia Tauro si apre suI rnediterraneo e questa e una grande opportunita. Ma un porto e la congiunzione fra due cose, una e il Mediterraneo, l'altra e il mercato interno. Gioia Tauro si proietta di piu verso il Mediterraneo, cioe si raggiunge prima che Genova, pero e lontano dai grandi rnercati che non sono la Calabria e la Basilicata, rna il centro Europa, laddove avviene oggi la grande sfida. A Rotterdam si sbarcano quasi quattro milioni di tonnellate di rnerci che vanno al triangolo industriale. Si sbarcano a Rotterdam perche piu collegato con le ferrovie e piu vicino al mercato tedesco. Ma il problema del porto di Gioia Tauro non e soltanto la distanza chilometrica necessaria per raggiungere Ie grandi aree industriali, rna il grande fatto che - aile 256

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spalle di Gioia Tauro - c'e un sistema ferroviario penoso, per il cui ammodernamenta ci vorranno molti anni di interventi. C'e un sistema viario pili efficiente, rna che da solo non basta, perche resta il problema dei costi, Quindi noi dobbiamo capire che mettere a confronto Gioia Tauro-Rotterdam-Marsiglia-Genova e una cosa senza proporzioni. Non vorrei che tornassimo a ripetere I'errore del Quinto Centro siderurgico; non vorrei che in Calabria si parlasse per dieci anni del ponte sullo Stretto e del Porto di Gioia Tauro inseguendo miti e sfuggendo la realta. 10 quindi penso che il problema del porto di Gioia Tauro vada affrontato con realismo e modestia. Non diciamo che qui siamo di fronte ad un grande porto che ha funzione strategica: siamo di fronte ad un porto che dobbiamo utilizzare al meglio possibile perche c'e, mettiamola in questi termini Iimitati e concreti. . Intanto il porto manca di una cosa fondamentale, il soggetto gestionale. Ora un porto per prima cosa deve acquisire il traffico che non arriva, rna va negoziato. Quindi la prima cosa e dare una struttura capace di dirigere il porto. Ho sentito parlare di . consorzio pubblico. 10 sana perche i porti abbiano questa garanzia pubblica; tuttavia a Genova, dopo una lunga battaglia e stata realizzata una gestione mista col privati. Detto questa, io penso che c'e una funzione che il porto di Gioia potrebbe assolvere che e quella della sytistamento dei containers dalle navi grandi e guelle pili piccQI~ della differenziazione fra i porti, non tanto nei confronti dei porti italiani (anche perche stiamo lavorando affinche le navi da 150.000 tonnellate arrivino a Genova, a Livorno), rna nei confronti proprio di altri porti del Mediterraneo. Oggi questo smistamento e effettuato a Sipro. 10 ho fatto dei sondaggi: coloro che fanno 10 smistamento a Cipro considerano una possibilita l'idea di farlo a Gioia. Bisogna perc che q_uesto terminal containers sia completato e occorre realizzare quei raccordi viari e ferroviari che sono indispensabili per la funzionalita del porto. Non vorrei che noi inseguissimo dei grandissimi obiettivi che sono irrealistici e, poi, non facessimo i passi modesti per ottenere intanto risultati concreti che sono possibili. Quindi credo che dobbiarno prendere una linea di azione che va in questa direzione e non pensare che, can it porto ~i Gioia, risolviarnQ j) prpb1ema complessivo della Calabria. Dobbiamo incalzare le parti, it Govemo, perche questi obiettivi si realizzino, perche il consorzio pubblico con operatori privati (quali?) possa essere costituito: perche si completino queste opere. Non credo che si possa parlare invece di questa progetto fantasioso del rapporto fra Milazzo e Gioia Tauro. Intanto perche c'e un'opposizione consoli data di Milazzo e, in secondo luogo, perche non e economico un tipo di trasporto COSI concepito. Se una merce viene irnbarcata su mare si tenta di fare una rottura di carico il piu lontana possibile. Un imbarco delle merci a Milazzo per Livorno, non puo prevedere una rottura di carico a Gioia Tauro ed il successivo trasporto per treno: questo e un progetto non fattibile, fantasioso. II porto di Gioia puo lavorare, secondo me, invece, delle merci dal punto di vista dello smistamento dei containers. Questa e un'ipotesicredibile che riguarda i porti del Mediterraneo e puo avviare via terra una certa quantita di merci. Quindi, io lavorerei in questa direzione, con tenacia e rnodestia avendo in mente le cose concrete che dobbiamo fare. Queste cose vanno messe nella mozione che presenteremo al Senato e potranno essere anche

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oggetto di nostre iniziative nelle commissioni Ministri, 2) Ponte sullo Stretto di Messina

parlamentari,

di contatti nostri con i

La seconda grande questione e quella del ponte sullo Stretto. Mi pare che qui siamo tutti d'accordo: aprire una discussione se il ponte e utile sbagliato, se si deve fare 0 non si deve fare ci porta indietro di quindici anni, Noi comunisti abbiamo deciso molti anni fa, nel 1971, che se il ponte si puo fare, un ponte con la strada e la ferrovia, e se i suoi costi non sono sproporzionati rispetto agli altri bisogni, siamo perche si faccia, Perche, se il ponte fosse fattibile, se costassedelle somme ragionevoli, grandi rna ragionevoli, avremmo anche il vantaggio di un'opera che mette in mota energie culturali, industriali, che diventa una grande attrazione turistica in quest'area. Quindi con la legge del '71 abbiamo detto sostanzialmente alla Societa ed al Governo di fare gli studi di fattibilita e sul costa, sulla 'base dei quali decidere (tunnel, ponte sospeso, ponte a campata unica). La verita e, pero, ehe noi dal 1971 stiamo aneora aspettando, e, se Ie mie informazioni sana giuste aspetteremo ancora, perche il Ministro Signori Ie, ehe ha smosso alcune case e si e mosso in alcune direzioni in convergenza' con noi, in questo caso corre con la fantasia. E venuto a Reggio e ha dato delle direttive, per cui sembra che questo ponte sia dietro l'angolo. Addirittura ha data una prima scadenza per il 3 I dicembre, che e passato senza che nulla sia state fatto. Secondo me, rna io parlo anche can quelli della Societa, siamo ancora aH6 state zero: questa la verita. E non vorrei che questo dibattito terminasse can un 'altra richiesta di miliardi per studiare per altri dieei anni. Ora a questa situazione noi dobbiamo dire basta. Insomma, questa Societa, dana quale stanno andando via alcuni esperti qualificati, deve eompletare i11avoro che ha detto it Parlamento. Su questa noi dobbiamo fare uri'azione chiarificatriee e nessuno durante la campagna elettorale puo tirare it Ponte come occasione di publicita elettorale. Noi abbiamo una linea molto precis a ehe unisce Sicilia e Calabria ed e questa: se , si puo fare il ponte si faccia, ma it govemo deve finalmente tenere fede agli impegni e la Societa, che ne e l'espressione, deve venire fuori e dirci che cosa e. Seconda considerazione: poiche noi ancora non sappiamo se il ponte e fattibile e quanto costa; poiche, anche se 10 si decidesse adesso, nell'ipotesi piu ottimista, il ponte sara pronto entro 10 anni, non si possono piu rinviare gli interventi immediati necessari, non possono esserci alibi per risolvere i problemi urgenti. II PCI ha le carte in regola: la legge del 1971 fu voluta da noi insieme ad altri, e nel 1978 fummo il compagno Peggio ed io che, nelle due commissioni che presiedevamo, \ abbiamo sollecitato i ministri interessati a costituire la Societa.

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I servizi di trasporto nello Stretto

Nel mentre vanno avanti gli studi sulla fattibilita del ponte sullo Stretto, non ogna bloeeare altri provvedimenti urgenti e, tra questi, vengo ad un altro punto: ll'ipotesi di un'area integrata chesignifica servizi, produzione, terziario avanzato. e il problema dei servizi di trasporto. Qui, devo constatarlo, c'e un primo ritardo preliminare ehe riguarda gli approdi. oi diseutiamo da molto tempo sulle eoneentrazioni del traffico privata e pubblico in nuovo approdo a sud di Messina, nella zona di Contesse. Le FF.SS .. interpellate me, hanno risposto in modo Japidario che non essendosi trovato aecordo unanime sede di Enti locali per la collocazione di due nuovi terrninali, l'Azienda eonta di ilizzare i 100miliardi previsti nel piano integrative, per il potenziamento di Villa S. . con una quarta invasatura e per Messina con una nuova invasatura, II compagno vestro, infonnato oggi, ha risposto che a Messina hanno tutti un'altra opinione, esto e un punto di discussione ehe io metro insieme con la questione di Villa S. G .. rche hanno ragione i compagni di Villa quando dicono che la situazione e intolrabile. Ora, badate, oggi - in termini di ingegneria del terri torio - si possono yare molte soluzioni: si puo dirottare il traffico a Reggio, si possono fare alcune praelevate, si puo fare quello che si vuole, rna cost corn'e, la situazione non puo anere. Quindi l'approdo di Messina: Contesse si puc fare 0 non si puo fare? Se non puc fare, bsiogna studiare altre soluzioni ehe implieano cambiamenti nel P.R.G, di essina e, se si pub fare, si deve fare subito. A Villa: una soluzione si deve trovare e n si puc dire ehe si aspetta il ponte, perche i mezzi arrivano adesso a Villa e perche ilia subisee adesso l'attacco dei mezzi gommati. 10 eredo che su questa questione bbiamo uscire rapidamente e credo ehe. anche in vista della seadenza amminirativa, noi dobbiamo provoeare un incontro ehiarifieatore tra Ie FF.SS. e gli Enti ocali. 10 proporro al Ministro Signorile un ineontro fra Ie FF.SS. e gli Enti Locali urante il quale, finalmente, questa questione venga chiarita, Per quel ehe riguarda il traffico dei passeggeri le idee sono emerse con chiarezza: uesto traffico tra Messina e Reggio Calabria (traffieo che assume molta importanza al punto di vista pendolare) non puc pill essere fattocon navi lente. Quindi noi roponiamo che sia soppresso, da parte delle Ferrovie, il trasporto con nave passegeri da Messina a Reggio Calabria e che questa trasporto sia svolto da parte delle rrovie con aliscafi da 250-300-400 passeggeri a secondo Ie dimensioni necessarie stituendo l'attuale linea di aliscafi. Fra I'altro sappiamo che la Societa SNA V e isposta a lasciare il servizio perche non e pill interessata. Questa propostanoi possiamo farla avanzare rapidamente, all'interno del piano tegrativo delle FF.SS. ehe, elaborato dalla Commissione Trasporti nel 1978 e artito, per gli impianti fissi, solo nell'84, terminera nell'89-90: L'unico problema e he il materiale rotabile ordinato con que! piano si sta avviando ad essere completato. Allora noi abbiamo avanzato una proposta, che e stata accolta dal governo, di una egge ehiamata «Piano Ponte per il materia Ie rotabile», cioe una legge per ordinare ateriale rotabile negli anni vuoti fra la fine del Piano integrativo per il materiale otabile e l'inizio del piano poliennale. 259

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Nella legge finanziaria di quest'anno abbiarno ottenuto il successo di fare inserire 4.500 rniliardi finalizzati al finanziamento della legge che si dovra fare nei prossirni mesi per il piano del materiale rotabile. Ora q uesto 10 abbiamo fatto con un accordo con il Ministro Signorile anche se tra noi ed il Ministro c'e un dissenso. Su 4.500 rniliardi previsti dalla legge per il materiale rotabiJe, 3.500 andranno at rnateriale rotabile e 1.000 il Governo vuole utilizzarli per altre opere, alcune delle quali anche legittime, come alcune opere fisse in Puglia. La cosa grave e che il Ministro vuol mettere dentro questa ipotesi anche il ponte sullo Stretto, struttura non fattibile entro 1'85. Ora io penso che, siccome gli aliscafi sono «materia Ie rota bile », potrebbero essere finanziati can il piano ponte. In ogni caso noi avanzeremo la proposta che si finanzi I'acquisto deg!i aliscafi di grandi dimensioni e che possano essere .utilizzati a fare questo servizio dirottando le navi su altre Iinee. Quindi possiamo orientarci sull'obiettivo di avere con gli aliscafi un servizio veloce con un biglietto di L. 500. Studi recenti provano che questa obiettivo e possibile, Per quel ehe riguarda il trasporto del gommato e delle merei, io devo dire d'accordo con il compagno della FIL T di Messina - ehe si tratta di un problema di effieienza e di gestione, perche esiste una situazione di concorrenza tra pubblico e privato. Certo se i privati svolgono it servizio a costi minori, il gommato va ai privati. II problema dei carri e pili complesso: deriva dalla inefficienza cornplessiva del sistema ferroviario. II calo dei carri deriva dal fatto che mettendo la merce suI camion. sia pure a prezzi maggiori, si riducono i tempi di percorrenza rispetto aile ferrovie. II traffieo gommato si svolge, quindi, tramite tragheuo privata, ehe e piu veloce ed arriva prima, mentre con Ie FF.SS. si sa quando si parte e si sa che si arriva molto dopo, E chiaro ehe il numero delle spedizioni per ferrovia diminuisea. II grande problema e la riabilitazione del sistema ferroviario Italiano. Noi pun· tiamo sull'obiettivo di fare svolgere aile ferrovie, tramite gli aliscafi, il trasporto dei passeggeri e, quindi, di rafforzare le capacita concorrenziali del trasporto gommato con una soluzione pili avanzata alia questione degJi approdi. Per quel che riguarda invece i carri sappiamo che si tratta del problema ferroviario generale. ·1

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4) Officina grandi riparazioni, sistema ferroviario e OMECA Area integrata dello Stretto vuol dire anche occasione di un polo di servizi e di produzione per i trasporti. Ora vorrei che nessuno dimenticasse che qualche risultato 10 abbiamo strappato: per l'Officina di Saline. l'ultimazione dei lavori civili, servizi, ecc., e prevista entro fa fine dell'85 e. nei rnesi successivi, il cornpletamento, l'attrezzaggio tecnologico. L'officina potra iniziare I'attivita entro il 1986: anche se a me sembrano tempi storici, bisogna gia cominciare a predisporre i provvediernnti per la riserva del personale locale. non dimentieando che il progetto si realizza perche il PCI pose questo problema e la Commissione trasporti nel 1978 yare la legge 503 che ha finanziato I'officina grandi riparazioni di Saline. La stessa legge 503 che ha finanziato I 'officina grandi riparazioni di Saline ed il piano integrativo. che ha garantito in questi 260

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la produzione dell'OMECA, sono due fatti voluti dal PCI. Quindi noi, che svolto un ruolo importante e decisivo per la realizzazione dell'Officina di dobbiamo incalzare perche sia terminata e perche i tempi siano rispettati. messo in moto un vasto impianto di ammodernamento del sistema ferroH famoso raddoppio del binario Reggio Calabria-Melito P.S., problema che veniva rieordato ponemmo tanti anni fa, e entrato nel piano integrative e nella prima fase; il consorzio sta eseguendo la progettazione esecutiva: UVJ1Zl<me ella prima fase e prevista entro 1'86, la seconda ed ultima fase verra d ta con i fondi del rifinanziamento approvato con la legge finanziaria nella abbiamo potuto introdurre 15.000 miliardi per il piano integrativo fino al 1989. bloceo automatieo del tratto Reggio Calabria-Battipaglia dovrebbe essere ultifino ed oltre Lamezia entro il 1986, il tratto piu a nord fino a Battipaglia verra to con i soldi del rifmariziamento. quindi questi due importanti fam; raddoppio Melito P. S. e il blocco !-'U,Lau,",v. Ma mentre dobbiamo continuare ad incalzare su questi obiettivi, dobporre altri problemi come il piano poliennale che segue l'integrativo. Siamo a fare entrare nelle schede del piano poliennale tre opere importanti che sempre riehiesto: il raddoppio del binario fra Reggio Calabria e Catanzaro l'elettrifieazione delI'intera linea Jonica e I'ulteriore potenziamento di Villa S.
fAt)blam,O bisogno che queste opere non siano depennate

dal piano poliennale e esse si possa dare inizio appena terrninano Ie opere del piano integrative. nueleo del sistema ferroviario c'e I'Officina delle OMECA, per la quale devo che noi dobbiamo partire, e 1'oecasione e gia il piano ponte per il materiaie per chiedere un salto di qualita. Hanno ragione i com pagni che hanno e che ehiedono la diversificazione della produzione. Le OMECA. devono . per una produzione qualitativa superiore, fino al materiale di trazione. Noi fare delle OMECA una grande fabbrica ferroviaria dell'ltalia meridionale. e un punto di battaglia ehe puc iniziare immediatamente, perche cia che l'OMECA, ehe e gestita da FIAT ed IRI insieme, dipendera dalle comehe 10 Stato dara. Se can la legge ponte e poi con il successive finanziamento si alI'OMECA cornmesse in una direzione stretegica diversa, I'OMECA potra e attrezzarsi diversamente, comunisti, gia dal piano ponte che discuteremo fra alcuni mesi, porremo il di un saIto di qualita nel ruolo e nella funzione dell'OMECA come un'esiper le Ferrovie Italiane ed. insieme, per estendere I'area delle nostre esportaQuesta il nueleo ferroviario che noi collochiarno dentro l'area di Reggio.

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!I avuto poco rilievo nella discussione il piano della viabilita. 10 mi limite a in guardia i compagni e I'opinione pubbliea. Noi anni fa strappammo in la Iegge 53l con Ia quaJe si obbligava il Governo a redigere e a presentare

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in Parlamento un Piano decennale della grande viabilita al di fuori di scelte clientelari e parziali. II govemo e, da un anno, in ritardo rispetto a questo impegno: sappiamo che ha raccolto le riehieste delle Regioni e che Ie Regioni hanno inserito nel piano tutto al di fuori di una selezione delle seelte: sappiamo che il Governo ha diviso Ie riehieste delle Regioni - che assomrnano a 50.000 miliardi - in due fasce, la prima di 220000 miliardi ed il resto di 28.000 rniliardi che a prezzi attuali diventano complessivamente 60-70 mila miliardi, Non essendo finanziati neppure i 22.000 miliardi le opere che stanno nella second a fascia non si faranno mai e c'e il rischio che non si facciano neppure quelle della prima. Noi stiarno conducendo un 'azione perche nel piano della viabilita possano trovar posto Ie opere che [a relazione Tomatora indicava essenziali e Ie altre che i compagni della Sicilia dovranno deterrninare. Ma nella legge 53l sono compresi alcune opere che interessano ['area integrata della Stretto: la Messina-Palermo, il completamento dell 'autostrada.

6) Aeroporto
Infine e stato toccata nella relazione il problema dell'aeroporto. Anche qui io ripetero cose che ho detto molte altre volte a Reggio quando sono venuto: I'aeroporto di Reggio e Iimitato nella sua proiezione, perche noi andiamo verso un 'epoca nella quale ci saranno grandi aeroplani con una concentrazione dei traffici nei grandi aeroporti, NelI'area dello Stretto, a Catania. abbiamo un grande aeroporto, il quarto in Italia, che avra un grande futuro e calamitera molto traffico. Tuttavia I'aeroporto di Reggio svolge una funzione, corn'e dimostrato dalla quantita di traffico. 10 credo che il problema vada posto in questi termini: 010 si chiude, e noi siamo contrari a chiuderlo, oppure bisogna portarlo oltre i limiti della sicurezza attuale con l'allungamento della pista e l'ammodernamento di irnpianti per il controllo del volo. Queste due rivendicazioni dobbiamo avanzarle con molta forza, perche, ripeto, non puntiamo ad un grande aeroporto, perche in quest'area c'e queUo di Catania: rna puntiamo ad un aeroporto che svolga Ie sue funzioni in modo soddisfacente e che richiede alcune opere che poi non sono rnolto costose,

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7) Istituto superiore dei trasporti A questo punto viene quella che qualcuno ha chiamato la mia proposta, rna io la chiamerei una proposta del pel anche se io rho avanzata personalmente nel corso di un incontro con la citra di Reggio anni fa, quando presiedevo la Commissione trasporti, Vorrei fermarmi un momento su questa proposta, sulle novita che ho da portarvi che possono qualificare i'area dello Stretto. L'idea qual 'e? Manca in Italia un Istituto supeiiore post-universitario che forrni quadri dirigenti del sistema dei trasporti. Badate, questo e un problema acutissimo perche oggi si va ai sistemi metropolitani, ai sistemi portuali, nel mentre non esiste una scuola che formi quadri

dirigenti del settore e questa problema e acuto in Haria ed in tutti i paesi del Mediterraneo, nei paesi emergenti. La nostra proposta e che l'Istituto superiore dei trasporti sorga nella forma di una Societa per azioni, controllato dall'Universita di Reggio e Messina, con la partecipazione del Ministero per il Mezzogiorno, del Ministero dei Trasporti.ed in collaborazione con iI Dipartimento perla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. Posso annunziare che colloqui su questi terni con i Ministri De Vito e Signorile sono stati positivi. Noi saremo in grado di presentare un disegno di legge di iniziativa parlamentare COnIa nostra ed altre firme e di avviare Ie procedure. Non so se Ia cosa andra in porto, perche non governiamo noi; so perc che abbiamo portato questa idea ad un punta di fattibilita, che esiste un progetto, esistono Ie !inee di questo progetto. 10 vorrei che ognuno di voi cornprendesse che se una cosa di questo genere andra in porto il suo rilievo molto grande, perche costituisce un centro di aggregazione del terziario superiore, e una finestra aperta verso ii terzo mondo,

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8) Il recupero ambientale Infine, voglio sottolineare con molta forza, perche c'era nella relazione di Tornatora, che parlare dell'area dello Stretto significa parlare delle navi, dei porti, delle Officine di materiale rotabile, della viabilita, dell'Istituto superiore per i trasporti, rna significa parlare di una grande operazione di recupero del territorio. Badate che e possibile che entro la fine del mese di febbraio venga approvato in Parlamento la legge sul condono edilizio: una legge brutta, rna che noi abbiamo molto migliorato. Nel memento in cui questa legge sara approvata, si aprira un grande problema: i terreni colpiti dall'abusivismo, e qui ci siamo in pieno, avranno il node del recupero, perche il condono non vuol dire solo sanatoria, rna anche recupero ambientale. Qui nasce un problema enorme. Sapete che uno degli aspetti distorti della legge e che una parte dei fondi che gli abusivi pagheranno vanno allo Stato e vengono sottratti ai comuni. Allora la parola d'ordine che il Partite deve agitare can forza e: «nernmeno una lira di quelle pagate dagli abusivi deve uscire dalle regioni meridionali». Contestualmente a questa rivendicazione vogliamo un piano di recupero delle aree colpite dall'abusivismo e consideriamo it piano di recupero una grande occasione di lavoro, investimenti per migliaia di miliardi, sviluppo, miglioramento della qualita della vita. Le questioni che oggi abbiamo discusso costituiscono una linea di azione precisa, che potra avere anche dalla Conferenza programmatica importanti riflessi. Perc compagni ora su queste cose dobbiarno corninciare a lavorarci can tenacia, una per una. E importante non mollare la presa, smuovere Ie acque. Del problema dell'area integrata della Stretto parlano un po' tutti; rna i primi a parlarne sono stati i comunisti. Dobbiamo essere i primi anche nel far Sl che questa idea scenda dalle nuvole e camrnini nella realta concreta dei fatti.

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