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Malattia

Malattia: situazione in cui lo scostamento dalla norma (nella morfologia, struttura e funzioni di una pianta), comporta un danno MALATTIE

Classificazione malattie su base eziologica (in f. delle cause che le determinano):  INFETTIVE (trasmissione da pianta a pianta) provocate da:  funghi  batteri  attinomiceti  virus e viroidi  micoplasmi  fanerogame parassite (cuscute, vischio..)  agenti animali  MALATTIE NON INFETTIVE (fisiopatie)  eccesso/carenza T, U, luminosità;  avverse situazioni meteoriche (grandine, neve, vento..);  carenza/eccessi minerali;  disadatto pH terreno;  tossicità fitofarmaci.

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Metodologie di lotta
Recentemente: aumento sensibilità opinione pubblica verso un’agricoltura sostenibile, a basso impatto ambientale. Tappe percorse dall’agricoltura sostenibile:

 Lotta guidata: primo passo di una evoluzione verso tecniche di lotta a basso impatto:
(iniziata negli anni ’70: razionalizza l’uso dei prodotti chimici attraverso:     riduzione quantità fitofarmaci utilizzati; lotta non più a calendario ma secondo rilievi in campo; Mezzi chimici rispettosi dell’ambiente e degli insetti utili; Monitoraggio visivo in campo (trappole sessuali, soglie di tolleranza, sfruttamento nemici naturali, rilievi meteo, modelli previsionali capaci di indicare fasi fenologiche e momento di sviluppo del fitofago); trattamenti eseguiti solo quando il danno dovuto alla presenza del parasita diventa economicamente significativo. INTERVENTO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO

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Metodologie di lotta  Lotta integrata: iniziata anni ’80. chimica. si interviene su tutta la tecnica colturale (non solo sulla lotta) per ottenere produzioni di qualità.  scelta tipo di lotta da eseguire (= mezzo migliore per quella situazione): agronomica. Basata su:  individuazione momento ideale di intervento (con campionamenti e modelli previsionali). 3 . fisica. biotecnologica.  Produzione integrata: Iniziata anni ’90. biologica seguendo quanto indicato disciplinari produzione integrata. mantiene le soglie di intervento della lotta guidata + introduzione concetto “priorità ai fattori naturali di limitazione”(=controllo bio).

) 4 . analisi terreno).  Concimazioni (attenzione N. Portainnesti idonei  Preparazione terreno all’impianto (attenzione ai ristagni).  Raccolta e conservazione: (epoca ottimale.). all’inquinamento falde e lisciviazione.  Gestione terreno (preferibile inerbimento).Metodologie di lotta Produzione integrata prevede:  scelta cultivar (resistenti e adattate alla zona).. riduzione trattamenti post-raccolta.. distribuzione omogenea.  Ambiente vocato.  Lotta ai parassiti secondo lotta integrata (riduzione quantità.  Materiale vivaistico (certificato: virusesente e con requisiti agronomici).

impiego di fertilizzanti organici. concimi organici. Attraverso:  scelta cv resistenti.  Infestanti controllate con inerbimentio controllati.Metodologie di lotta Produzione biologica Fondata su eliminazione prodotti chimici di sintesi. minerali naturali).  Portainnesti vigorosi (x avere piante robuste).  Forme allevamento che assecondino il portamento naturale.  Lotta malattie: diretta (preparati naturali)e indiretta (resistenza).  Consigliate consociazioni. uso di tecnica colturale che valorizzi l’ambiente.  Fertilizzazione organica (sovescio. 5 .

in mancanza di queste. Tra i "considerando" del Reg. che potranno avere riportati in etichetta i riferimenti al biologico se ottenuti in conformità a specifiche norme tecniche che la Commissione U. ma è prevista la possibilità per gli Stati membri di adottare norme nazionali specifiche o. in tema di etichettatura e controlli in materia. Finora si è potuto riportare in etichetta esclusivamente la dicitura "vino ottenuto con uve da agricoltura biologica". si è impegnata a definire.   6 .  Campo di applicazione è esteso ai prodotti dell'acquacoltura.E. 834/07 è evidenziata. CEE 2092/91 al Reg. CE 834/2007: come cambia la normativa europea sull’agricoltura biologica Sintesi delle novità apportate dalla nuova normativa: 1. la necessità di stabilire un quadro normativo anche per il vino (fino ad oggi penalizzato da importante carenza normativa). una volta che la Commissione avrà definito i requisiti per il processo di vinificazione. norme private. lieviti ed alle alghe marine. Continua ad essere esclusa la ristorazione collettiva. invece.Dal Reg.  con la nuova normativa. si potrà indicare la dicitura "vino biologico".

CEE 2092/91 in relazione:  al sistema di calcolo della percentuale di ingredienti biologici negli alimenti. prodotti e coltivati all'interno della U. Etichettatura La nuova normativa prevede importanti cambiamenti anche per quanto riguarda le indicazioni in etichetta: Si potrà scrivere "Prodotto Biologico" e non più "Prodotto da agricoltura biologica". con indicazione della loro incidenza percentuale. con un contenuto in ingredienti bio superiore al 95%. di modifica del Reg.E. CE 834/2007: come cambia la normativa europea sull’agricoltura biologica 2.  Per i prodotti con un contenuto di ingredienti bio inferiore al 95% non può essere utilizzata la dicitura "Prodotto biologico" ed è possibile riportare la dicitura "biologico" solo all'interno della lista degli ingredienti.  Fino al 1° luglio 2010 gli operatori possono continuare ad utilizzare. 834/07. Uso logo europeo:  prima facoltativo. diventa obbligatorio per tutti i prodotti bio confezionati. Obbligo di indicazione dell'origine UE o non UE delle materie prime che costituiscono un prodotto.Dal Reg. il Reg. CEE 2092/91 al Reg. 7 . ha rimandato però al 1° luglio 2010 l'obbligo di impiego del logo comunitario. ai fini dell'etichettatura. 967/08..  al numero di codice e/o al nome dell'Organismo di Controllo. le disposizioni previste dal Reg.

Divieto di utilizzo di OGM La nuova normativa conferma l'assoluto divieto d'impiego di Organismi Geneticamente Modificati e loro derivati in tutte le fasi della filiera e del ciclo di produzione. 8 . Organismi di Controllo: obbligo accreditamento secondo la norma EN 45011. riferimento per la valutazione di competenza e terzietà degli enti di certificazione di prodotto/processo/servizio. Il sistema di controllo dovrà tenere in dovuto conto specifici obblighi per la tracciabilità del prodotto biologico lungo tutte le fasi della filiera di produzione e commercializzazione  che ogni Stato membro dovrà definire in conformità all'art. CE 834/2007: come cambia la normativa europea sull’agricoltura biologica 3. 4. in conformità al sistema ufficiale di controllo Vigente nell'UE per la generalità delle produzioni agroalimentari. ossia il 0. Grossisti con attività di immagazzinag. L'approccio del controllo si deve basare in particolare sull'analisi dei rischi. Sistema di controllo È confermato ed ulteriormente esteso l'obbligo di controllo e certificazione per tutti gli "attori" della filiera. CEE 2092/91 al Reg.9%. 18 del Reg. CE 178/02. Soglie di contaminazione accidentale: uguali all'agricoltura convenzionale.Dal Reg. distribuz/immissione in commercio prodotti bio (= obbligo sistema controllo) Esenzione sistema controllo: operatori dettaglio che vendono prodotti confezionati ed etichettati direttamente al consumatore.

Importazione da Paesi Terzi Il regolamento di riferimento è il n. CE 834/2007.  La valutazione degli organismi di Controllo potrà avvenire sulla base del solito giudizio di "equivalenza" oppure sulla base della piena "conformità alla norma europea. CEE 2092/91 al Reg. È presumibile ipotizzare una maggiore facilità negli scambi commerciali con i Paesi extra UE. effetto controbilanciato dall'obbligo di indicazione della provenienza delle materie prime in etichetta. A tutti gli enti è richiesto l'accreditamento ai sensi della norma ISO 65. 9 . 32 e 33 del Reg. CE 834/2007: come cambia la normativa europea sull’agricoltura biologica 5. Anche questi ultimi.Dal Reg. infatti. di enti autorizzati ad operare nei diversi Paesi. La nuova normativa prevede diverse novità:  Introduzione procedura per il riconoscimento degli Organismi o Autorità di Controllo operanti nei Paesi Terzi (= parità con gli altri enti europei). 1235/2008. mentre l'equivalenza dei disciplinari tecnici è valutata assumendo come livello minimo le Linee guida dell'agricoltura biologica del Codex Alimentarius. previste dal regolamento.  applicativo degli art. per poter operare al di fuori dei confini UE dovranno seguire un identico percorso di riconoscimento ed entrare nelle apposite liste.

CEE 2092/91 (e successive modifiche) Fornisce indicazioni specifiche su: NORME DI PRODUZIONE SISTEMA DI CONTROLLO IMPORTAZIONE da Paesi extra-UE ETICHETTATURA 10 .Agricoltura biologica: REG.

DIFESA in agricoltura biologica BASATA SU: Metodi indiretti (PREVENTIVI)    Scelta varietà resistenti.inerbimenti. . 11 . CEE 2092/91(con successive modifiche: attualmente vige Reg. . . Difesa agronomica: .consociazioni. .Lavorazioni corretta.Irrigazioni corrette. CE 889/2008.fertilizzazione equilibrata. Metodi diretti Se il danno compromette la resa della coltura è consentito l’uso dei prodotti elencati nell’Allegato II B del Reg. Favorire riproduzione insetti utili.

Revisione europea agrofarmaci Direttiva europea 91/414: negli ultimi mesi ha portato alla revoca molti vecchi prodotti. essa è stata però compensata dalla scoperta e introduzione di nuove molecole IMPORTANTE RINNOVAMENTO PRODOTTI REGISTRATI (migliore efficacia e sicurezza verso operatore/consumatore/ambiente) 12 .

a. zolfo. Strategie preventive e di difesa: pratiche che riducano presenza fogliame caduto (aumentando attività microbiologica e dei lombrichi nel suolo). 13 .  Impiego p. ad azione preventiva (a base di rame.  Centri assistenza tecnica= attraverso strumentazione meteorologica. per aumentare in autunno non appena diminuiscono. potatura. polisolfuro di calcio): scelta p.  varietà resistenti adatte all’ambiente e ai canali commerciali.a. concimazione…). le spore si diffondono e se ci sono condizioni ottimali di T e sufficiente durata di bagnatura hanno inizio le infezioni primarie. dosaggi da applicare e strategia applicativa dipendono dalla varietà coltivata. apparecchi captaspore dislocati sul territorio e gestione di modelli matematici di simulazione forniscono al tecnico gli elementi necessari alla decisione sul tipo di trattamento da consigliare.Difesa fitosanitaria del melo Ticchiolatura Sverna nel fogliame caduto.  pratiche che riducano durata di bagnatura degli organi degli alberi (forma allevamento. con pochi mm di pioggia. In primavera. Nelle nostre zone tali spore si esauriscono a fine maggio-inizio giugno: possono seguire delle infezioni secondarie: con T superiori ai 30° il rischio di infezioni secondarie si riduce. fase fenologica.

3 con le strobilurine.  Prodotti di copertura: utilizzati da rottura gemme a bottoni rosa (retroattività di 36-48 ore) o con anilinopirimidine (retroattività 72 ore) non influenzati dalle basse temperature a inizio primavera. anilino-pirimidine).  potenziale dell’inoculo. NB Per evitare fenomeni di resistenza:  non superare 4 interventi/anno con fungicidi IBE e anilinopirimidine. strobilurine. T inferiori a 10°C= scarsa efficacia IBE.  attendibilità previsioni meteo. Per evitare di trattamenti in fioritura:consigliabile intervento cautelativo a inizio fioritura con fungicidi a lunga persistenza (es. ditianon.Difesa integrata ticchiolatura Quando effettuare il trattamento Considerare:  caratteristiche sostanze attive che si utilizzano.  Prodotti curativi: se non si è potuto intervenire prima di piogge infettanti o prodotto è stato dilavato (IBE=inibitori degli ergosteroli o anilinopirimidine).  persistenza residuale nel tempo. 14 .  miscelare fungicidi IBE con prodotti di copertura (applicabili anche su vegetazione bagnata).  velocità di crescita vegetazione.

Metodi di lotta:  eliminazione con potatura dei germogli malati (=riduzione inoculo). Afide grigio Uova deposte in autunno nelle fessure corteccia. Stayman. Gli insetti utili contrastano questo afide ma non riescono a contenerlo definitivamente.  sensibilità delle piante è ridotta da misure che garantiscono crescita regolare (potatura. Punture= arrotolamento foglie. Enorme potere riproduttivo: sufficiente sopravvivenza di poche fondatrici a causare danni alla produzione. T intorno ai 20°:ideale per inizio infezioni: colpite foglie giovani. Granny. Braeburn). Difesa: utili i preparati a base di Neem (translaminari) in pre-fioritura (=fondatrici ancora in fase giovanili).  scelta varietà tolleranti o resistenti. Le fondatrici sfarfallano in primavera e si riproducono in modo esplosivo per partenogenesi.  interventi con preparati a base di zolfo o polisolfuro di calcio (attenzione alle varietà che non tollerano bene lo zolfo. 15 . concimazione…).Difesa del melo in agricoltura biologica Oidio Fungo sverna nelle gemme e rami infetti. arresto crescita e deformazione frutti. es.

A fine marzo le larve diventano attive e iniziano ad espandersi: le colonie si moltiplicano in corrispondenza dei tagli di potatura. Difesa fitosanitaria:  scelta varietale (alcune varietà più attaccate delle altre: peduncolo corto). nelle screpolature… Difesa: oggi basata sia su interventi di contenimento del fitofago che a favorire gli insetti utili. In maggio inizia il volo della 1° generazione: larve nascono a inizio giugno. A metà agosto si osservano le larve della 2° generazione.  diffusione antagonisti naturali (imenotteri). Limitatori naturali: imenottero Aphelinus mali (parassitoide).  trattamenti con azadiractina in pre-fioritura+ B. thuringiensis in dosaggio ridotto contro 1° generazione.  introduzione pratiche che aumentino numero uccelli nell’impianto (contenimento parassita). Forficole (Forficula auricularia). Tortricidi ricamatori Svernano come larva. In zone calde può esserci una 3 generazione.Difesa del melo in agricoltura biologica Afide lanigero Sverna come neanide nell’apparato radicale oppure tra le screpolature della corteccia. Trattamenti con polisolfuro di calcio in inverno bagnando perfettamente tutte le parti dell’albero. completano il loro sviluppo dopo fioritura. 16 .

prima dell’inizio dei voli.  alla difesa con preparati microbiologici. frutti con larve vive alla raccolta annata precedente e a quelli bacati a terra. Prima decade aprile: inizia volo adulti.Difesa integrata carpocapsa melo Fitofago temibile su tutte le varietà (gruppo Red Delicius= cultivar maggiormente suscettibili). di specifici dispenser erogatori). 17 . 2° generazione sui frutti. Sverna: larva nel bozzolo corteccia alberi. Deposizione uova: 1° generazione sulle foglie. Confusione e distrazione sessuale Confusione sessuale= se applicata correttamente riduce il fitofago: Tecniche frequentemente abbinate:  alla difesa chimica: idonee per frutteti di una certa ampiezza (distribuzione. accoppiamento e deposizione uova 20 gg dopo. Rischi infestazione: correlati q.

indoxacarb. Soglia di attenzione: indicativamente 2 adulti/trappola/settimana.Difesa integrata carpocapsa melo Interventi insetticidi Trappole sessuali a feromoni di sintesi: indispensabili per seguire l’andamento dei voli. diflubenzuron. granulovirus). I granulovirus. sifenozide. agendo x ingestione sulle larve.  Controllo 3° generazione: (coincide con maturazione o inizio raccolta). Difesa 1°generazione: fondamentale la massima efficacia contro la 1° generazione (la presenza di appena l’1% di frutti con larve vive costituisce fattore di rischio x la restante stagione vegetativa). spinosad. difesa può essere realizzata con spinosad. Controllo 1° generazione: fondamentale trattamento ovicida pre-ovideposizione o su uova bianche: chitinoinibitori (triflumuron.  oltre l’1%: consigliabile primo intervento ovicida con chitinoinibitori per chiudere il programma con metossifenozide.  18 .)+1 o più interventi larvicidi (clorpirifos. fosmet. NB.. non limitano il bacato secco di conseguenza il suo impiego è sconsigliabile in presenza di elevati attacchi larvali.  Controllo 2° generazione: frutti con larve vive della prima generazione:  sotto l’1%: difesa della 2° generazione può essere realizzata solo con larvicidi. tiacloprid e fosforganici. Impostazione interventi corretti: attenersi ai modelli previsionali per conoscere l’evoluzione degli stadi dell’insetto.

Ciclo insetto Presente praticamente in tutti i territori dove si coltiva l’olivo: sverna come pupa (anche come adulto e larva).  utilizzando dispositivi Attract and kill: posizionare. delle quali 2-3 più dannose da settembre a novembre sulle olive da olio. Normalmente viene deposto 1 uovo/oliva ma in casi di infestazioni gravi possono essere anche più di 1. a inizio ovodeposizione. Generalmente compie il suo ciclo biologico in 1 mese: fino a 6-7 generazioni all’anno (in media 4-5). una quantità pari a 300500g di una miscela di proteine idrolizzate avvelenata con insetticida autorizzato. un numero di trappole già pronte per l’uso pari a 100-150/ha. Difesa  Contro gli adulti:  metodo delle esche proteiche avvelenate: irrorare. Contro uova e larve: con intervento chimico tramite campionamento delle punture fertili. Soglia di intervento: determinata prelevando a caso 100 olive da 10 piante rappresentative dell’oliveto:  soglia di intervento: 10% di olive colpite 19 . su parte della pianta.Difesa integrata mosca delle olive Dittero (Bactrocera oleae) fitofago più dannoso coltura dell’olivo: non interferisce sulla vegetazione della pianta ma danneggia la produzione dal punto di vista quantitativo/qualitativo.

Difesa integrata Cidia e Anarsia Cydia molesta e Anarsia lineatella: specie carpofaghe più importanti nel programma di difesa insetticida. Spinosad (adatto anche a interventi di chiusura per breve periodo di sicurezza. Attualmente: Cidia molesta:   1° generazione: ovicida (chitinoinibitori)+larvicida (es. interessante anche x zone ad elevata presenza di Ceratitis capitata in quanto efficace anche contro di essa).  successivamente larvicidi: ottimi sia etofenprox (molto usato nei trattamenti di chiusura) che Bacillus thuringiensis var. kurstaki e aizawai (persistena limitata. 20 .  Successivamente larvicidi: thiacloprid (sistemico).  Metodi di lotta chimici: revoca diazinfos-metile e fenitrotion. Frutta senza residui: fondamentale riduzione popolazione nelle ultime fasi di permanenza in campo dei frutti (=possibile riduzione dei “trattamenti di chiusura” alla raccolta). Opportuno effettuare difesa insetticida contro 1° generazione (meno numerosa). fosforganico) o larvicidi sistemici (es. etofenprox (molto usato nei trattamenti di chiusura). Anarsia:  1° generazione: ovicidi. spesso occorre ripetere l’intervento). thiacloprid)i. Metodi di lotta con feromoni Impiego di dispenser erogatori di feromoni di sintesi per la confusione e distrazione sessuale. Attenzione quando tira vento per più giorni consecutivi: il vento può allontanare la nube di feromoni artificiali lasciando scoperto il frutteto.

 cure colturali: potature invernali. Interventi curativi: operando bene. consigliabile difesa preventiva Modelli previsionali: anche se non ancora completamente affidabili forniscono un aiuto per gestione razionale della difesa.Difesa integrata peronospora e oidio vite Peronospora e oidio: malattie più importanti della vite (ancora oggi è difficile prevedere come e quando compariranno nel corso dell’annata) Difesa integrata Fondamentali:  scelta del sito d’impianto e. sesto impianto. corrette irrigazioni. accorta gestione suolo. compatibilmente con disciplinari produzione. 21 . potature verdi. vitigno (portainnesto. non dovrebbero essere necessari. forma allevamento). concimazioni equilibrate.

poltiglia bordolese)+antioidici (IBS. analoghi strobilurine. zolfo. IBS…)+ antioidici (zolfi). A. antiperonosporici (prodotti di contatto es. non più di 3 consecutivi)+ difesa antioidica (IBS. folpet. Ampelomyces quisqualis.  bottoni fiorali-inizio fioritura: difesa antiperonosporica + eventualmente antioidica (zolfo. A. zolfi.. mancozeb. quisqualis.  allegagione-chiusura grappolo: altro periodo critico.). A. quisqualis… miscelati con molecole antiresistenza). zolfi non rischi resistenza). abbozzi fogliari: no trattamenti specifici. entrambi possono causare gravi danni. rame…)+ antioidica (in condizioni di rischio con: zolfo.  maturazione: Italia settentrionale (possibile necessità antioidici e antiperonosporici=poltiglia bordolese).IBS non più di 3 volte/anno.  fioritura-allegagione: una delle fasi massimo rischio peronospora (=sistemici. foglie distese: necessari interventi antioidici(=attacchi tardivi annata precedente: es.  chiusura grappolo-invaiatura: antiperonosporici (rameici. ditianon. analoghi strobilurine…. rame. analoghi strobilurine.Difesa integrata Peronospora e oidio vite Fasi:     riposo vegetativo: potatura invernale(osservazione situazione: attenzione a oidio sui tralci…). analoghi strobilurine: max 3-4 trattamenti/anno. grappoli visibili-grappoli separati: peronospora= Basarsi regola 10-10-10 o su modelli previsionali difesa peronosporica (prodotti di copertura: es. Italia centrale e meridionale (=le elevate T bloccano ulteriori sviluppi fungini). 22 . Ampelomyces quisqualis).quisqualis). zolfo.

controllo insetto vettore: attualmente la cicalina vettore è localizzata nei vigneti del nord. disseccamento acini. in certe aree la lotta è obbligatoria (trattamenti mirati contro le prime forme giovanili). Si manifesta con:       improvviso arresto attività vegetativa. 23 . eliminazione piante colpite. Difesa indiretta:    impiego materiale di propagazione sano. germogli tendono ad incurvarsi. trasmesso da una cicalina vettore ( Scaphoideus titanus). foglie si arrotolano verso pagina inferiore assumendo colorazione giallo-dorata o rossastra in funzione della varietà.Difesa in agricoltura biologica Flavescenza dorata Causata da un fitoplasma. tralci con difficoltà a lignificare. mancato ingrossamento grappolo.

24 . poltiglia bordolese. ruggini. mal del piede e marciumi radicali). impiego seme sano e concia sementi (prodotti a base di rame es. Raramente possono essere necessari:  trattamenti contro oidio (zolfo bagnabile). carboni. buon drenaggio terreno (i ristani favoiscono i marciumi radicali).  trattamenti contro afidi (piretro. Metodo preventivi:       varietà resistenti (a mal del piede. ottimale densità i semina(riduzione umidità: semine fitte possono favorire mal del piede). ruggini. oli vegetali). avvicendamento e rotazioni (il ringrano favorisce malattie fungine). carie. oidio).Difesa frumento in agricoltura biologica Frumento soggetto a:  malattie fungine (oidio. concimazioni equilibrate (equilibrio N/P rende le piante pù robuste mentre un eccesso di azoto favorisce oidio e afidi). contro carie e carboni. Contro marciumi si possono usare prodotti a base di Trichoderma).  insetti (soprattutto afidi).