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Giuseppe Bellantonio

MASSONERIA DA SFOGLIARE QUALCHE NOTA SUGLI AALLAAMM Affrontando le tematiche correlate alla Figura di San Giovanni Evangelista e all'uso corretto che di tale nome pu essere fatto in indicazioni e titoli, si visto come tanto i ragionamenti che le fonti originarie ed originali citate, al pari dell'ampia bibliografia di corredo, fissano in modo incontrovertibile che il San

Giovanni riferito e riferibile ai Massoni di Rito Scozzese Antico ed Accettato - unicamente SAN GIOVANNI EVANGELISTA .
In precedenza, ho anche ricordato come - successivamente alla nascita della c.d. Massoneria Moderna, e segnatamente quando la fase operativa venne considerata sostanzialmente e formalmente esaurita - si fosse aperta in modo pi ampio la ricerca speculativa. Fu quella la fase temporale a far data dalla quale, specie dopo una serie serrata di incontri internazionali, vennero decise importanti mutamenti formali ma anche strutturali: nella nomenclatura ufficiale i Liberi Muratori cedettero il posto ai Massoni; le Logge presero il posto delle Officine (di cui, liricamente, si ricorda il clangore: a sottolineare l'alacrit degli operai impegnati nei lavori, particolarmente tipici in specie nelle botteghe dei fabbri e dei maestri scultori); la Muratora assunse il titolo di Massoneria a livello mondiale ossia Universale; venne riaffermato il palese riferimento ad un Principio Creatore Unico, identificato nel G ADU ed alla cui Gloria dedicata la Comune Opera; venne ribadita l'assoluto valore della Massoneria Azzurra nei primi Tre Gradi dell'Ordine (gradi che, utile ricordare, venivano conferiti simbolicamente: da cui, Ordine Simbolico); venne stabilito in modo univoco e rigido che non potessero esservi confusioni tra l'amministrazione rituale delle Logge dei primi Tre Gradi dell'Ordine Simbolico e le Camere Superiori del Rito. Ma cosa ancora pi importante, fu stabilito che i Fratelli Massoni che avrebbero seguito il percorso scozzese avrebbero dovuto operare nel richiamato rispetto di ben precise formule: cos che avrebbero potuto e dovuto appartenere al Corpo Azzurro e quindi Simbolico - degli Antichi Liberi ed Accettati Massoni (professanti, dopo l'acquisizione dei primi Tre Gradi, il Rito Scozzese Antico e Accettato,). Nasceva cos l'acronimoAALLAAMM. L'argomento AALLAAMMdovrebbe essere un tema non solo interessante ma anche diffuso e molto noto, specie per i lettori che da lungo tempo operano in Massoneria, costituendo un concetto cardine della propria qualit. Invece ho dovuto prendere atto che almeno secondo le moltissime segnalazione ricevute sono in molti a fare confusione, o ad avere cognizioni

parziali quando non del tutto inesatte: condizione, quest'ultima, che comporta una dannosa reazione a catena, moltiplicatrice di erronei convincimenti e conseguentemente di erronee condotte massoniche. Passando alla specifica trattazione del tema, mi permetto di richiamare l'attenzione dei lettori circa due elementi: all'inizio- sulla base dei deliberata nelle Potenze Massoniche Mondiali, nell'ambito dei periodici Conventi - fu data solo alle Grandi Logge riconosciute e quindi complessivamente giustamente costituite e regolari - l'autorizzazione a potersi fregiare di questo significativo ma anche pi completo e impegnativo titolo; vale la pena di annotare che, in quegli anni, l'autorizzazione per l'Italia venne solo ed esclusivamente concessa alla Gran Loggia Nazionale che faceva capo a Piazza del Ges n 47 (in quanto unica ad essere riconosciuta regolare, al pari del proprio Supremo Consiglio). Un'autorizzazione non concessa ad altri e che tuttora risulta vigente. L'altro elemento che la doppia M (poich di plurale si tratta, e come tutte le pluralit nelle abbreviazioni massoniche il raddoppio una prassi corrente e consolidata) si riferisce senza dubbio al termine Massone e non certo al precedente Muratore: ci perch con molta semplicit - i termini afferenti la trascorsa fase operativa erano stati superati da nuovi e pi moderni concetti, di tipo speculativo. Appare quindi del tutto anacronistico chi abbia deciso di utilizzare ovvero adattare la terminologia muratria in epoca successiva a tali deliberazioni internazionali, assumendo titoli che da soli gi danno un'idea di contenuti sui quali riflettere: ovviamente, in termini di regolarit operativa. Proprio sulla base di questa e in particolare delle Note di studio sul nostro San Giovanni, posso sostenere che quanti oggi intendano seguire un proprio cammino rifacendosi al San Giovanni di Scozia, per onorare questo titolo e seguire un indirizzo ritualistico regolare e di tipo scozzese, devono necessariamente tenere presenti un insieme non casuale n banale di elementi: rammentando che la Massoneria non nata n nel XVIII secolo, n nel XIV o nel XV secolo e che l'Opera di chi senta in s il fuoco dei veri Iniziati deve tendere al recupero delle Antiche ed Originarie Tradizioni. Proprio quelle che negli ultimi trecento anni sono state accantonate, abbandonate, dimenticate e molto, troppo, spesso tradite. Anzi, dando credito a ci che ci viene riportato di quegli infausti momenti dei primi del 1700, Anderson raccolse tutti i rituali e gli scritti che riportavano all'Antica e Vera Massoneria, per darli alle fiamme: cancellando in un solo colpo un enorme patrimonio di Storia e di Cultura Iniziatica e Sociale. Dopo aver ribadito che nelle Regolari Logge (RRLL) della Massoneria Azzurra, lindicazione AALLAAMMcontraddistingue solo ed esclusivamente gli Scozzesi cos fornendo di per s esatta connotazione

rituale anche della Gran Loggia nel cui ambito queste operano opportuno specificare che non possono assolutamente fregiarsi della qualit di AALLAAMM(ossia: Antichi, Liberi ed Accettati Massoni) e quindi di veri e completi Scozzesi, delle loro prerogative, dei relativi segni distintivi, simboli e araldica: 1. quanti non pratichino in modo corretto lo Scozzesismo anche nellambito dei rapporti concorrenti a collegare per il completamento della c.d. Piramide Scozzese - le attivit proprie dellOrdine Simbolico con quelle del RSAA, e viceversa- secondo le regole fondamentali gi stabilite nei Conventi Mondiali e attualmente in uso nel contesto di detta regolare Piramide. 2. Quanti non riconoscano lesistenza di un Corpo Azzurro ovvero di una Massoneria Azzurra (anticamente, detta anche Massoneria Turchina), ovvero ne calpestino lessenza oltre che trasgredirne i relativi attributi, simboli e segni distintivi. 3. Chi non onora la Festa dellOrdine, non celebrando il Patrono San Giovanni Evangelista (Patrono delle Logge Azzurre Scozzesi, ovvero delle Logge AALLAAMM, dette anche Logge di San Giovanni di Scozia) il 27 Dicembre di ciascun anno. 4. Chi in dispregio dei deliberata assunti dai Conventi Mondiali, accettati ed in uso specialmente presso chi faccia riferimento al concetto di regolarit opera attualmente in modo difforme dai Landmarks e dagli Statuti Generali dellOrdine Simbolico (per noi, Napoli: 1820-1821) ovvero perpetra miscugli di Rito e di Ordine, anche coinvolgendo il Corpo Azzurro degli AALLAAMM in gestioni irregolari del Rito e della stessa ritualit delle Logge, specie se dette irregolarit ed irritualit si riferiscono allapplicazione di testi o, ancor peggio, di parti di essi alterati ovvero dichiarati decaduti in quanto modificati dai Conventi Mondiali dellOrdine Massonico: testi spacciati per buoni, quindi, ma in realt superati, inefficaci, quanto non irregolari ed irrituali. Al punto da poter essere considerati falsi e scismatici. 5. Quanti, pur se dicentesi AALLAAMM, operino con rituali diversi da quelli oggi in uso a seguito dei deliberata internazionali, come pure operino irritualmente in Templi i cui arredi, la disposizione degli stessi e persino le insegne personali siano difformi da quanto stabilito per le Logge Azzurre della Massoneria Azzurra. 6. Quanti, pur se dicentisi AALLAAMM, operino in comunit massoniche ove siano presenti e/o attuate Logge la cui composizione difforme da quella c.d. ortodossa prevista per i Gradi Simbolici, e ove

sussistano commistioni di Ordine e di Rito con sovrapposizione e confusione di organi amministrativi, rituali e disciplinari: cos ponendo in opera una pratica massonica avulsa da ogni regolarit e quindi da ogni pur minima legittimit, inventandosi letteralmente, e talvolta quotidianamente regole e procedure per cos distorcere la Nobile Arte Reale a favore di proprie visioni e/o utilit soggettive, che nulla hanno a che fare con le reali Regole della Massoneria Universale contemporanea. 7. Quanti non professino un Credo fermo ed assoluto in un Principio Unico Creatore convenzionalmente e quindi simbolicamente indicato - per sommo rispetto alle idealit religiose dei singoli Fratelli - con il nome di Grande Architetto dell'Universo. Ossia, Colui dalla cui sola Volont ed Energia emanata la scintilla costruttrice e vitale della Creazione del Tutto. Creatore di un Universo inteso, peraltro, nella sua pi ampia quanto classica e complessiva accezione. Costoro non solo non potranno mai essere dei veri AALLAAMM, ma non potranno mai essere dei veri Massoni (n, come tali mai dovrebbero e/o potrebbero ricevere alcuna forma di iniziazione!). Concludendo, non pu esistere un Corpo Azzurro che non sia costituito da AALLAAMMcome pure non pu definirsi un Massone scozzese regolare chi operi in un Ordine che si definisca AALLAAMMma che non pratichi il RSAA Norme alla mano comunque, nell'ambito della Giurisdizione Italiana , secondo il mio punto di vista opera in modo non ortodosso o persino irregolare quanti possano asserire di essere Corpo Azzurro, o ALAMo Scozzese e invece indossino insegne dei Gradi Simbolici diverse da quelle Azzurre (ad esempio insegne riconducibili ad altri riti che pur tentando di emulare , in realt non sono). Per estensione, ritengo che non possa definirsi regolare o tendente al regolare, chi non accetti l'esistenza della Massoneria Azzurra al pari di quella degli AALLAAMM, pur asserendo di aderire al RSAAcos dimostrando di praticare con pressapochismo tanto l'uno che l'altro. Del pari non riesco a trovare neanche un'ombra di regolarit in chi possa operare praticando miscugli di Rito e di Ordine, peggiorando la situazione se vengano effettuati miscugli impropri di AALLAAMMe RSAA(ancor peggio se trattasi di altro Rito... ) facendoli convergere in un tutt'uno (il fatto che costoro possano eventualmente rifarsi al dettato federiciano, con tutta evidenza giova a rendere il quadro pi complesso, atipico quanto irregolare). Rammento a me stesso come l'opera di Federico II sia stata esaminata, analizzata, rivista e profondamente rivisitata nei Conventi mondiali, pur se lo

spirito di detta opera rimasto fieramente presente e attuale sotto il profilo storico ed iniziatico. Ricordiamo come il dettato federiciano prevedesse un'unica Piramide Scozzese, senza soluzione di continuit dal I al XXXIII Grado, posta sotto il maglietto del Sovrano. Non entro qui nel merito delle tematiche correlate a quella ritualit riconducibile ai gruppi c.d. misti, pur se mi sono ripromesso di trattarne in seguito. La mia visione della vexata quaestio molto semplice e di ordine pratico, tanto stanziale quanto al di fuori dei consueti schemi. A prescindere dalle diversit che la Natura ha imposto ai due sessi - sotto il profilo della biochimica e della fisica, come pure del modo in cui si formano il pensiero, le valutazioni, le decisioni, le azioni e le reazioni - la presenza maschile nei Lavori ove siano presenti delle Sorelle crea in queste una disarmonia estremamente marcata pur se nel profondo della loro percezione interiore. Si determina dapprima in modo non percepito a livello cosciente - confusione, un depauperamento della loro autonomia e della stessa loro energia vitale oltre che ad un calo della loro concentrazione nei momenti pi significativi della ritualit celebrativa, cos determinando un appannamento pur sfumato delle finalit iniziatiche poste a loro obiettivo e della stessa crescita interiore, che cos pu risultare alfine incostante. E' per me evidente che questa disarmonia e questo sbilanciamento che analisi alla mano si determina nei gruppi misti non avviene nei gruppi squisitamente a componente femminile, dove le Sorelle seguono un percorso pi equilibrato e costante, con pi serenit e con una dinamica ed un ritmo eccellenti scevri da inibizioni alle pulsioni pi autentiche. E' un fatto che io nutra profondo rispetto per il mondo iniziatico femminile, che personalmente ritengo possa richiamare maggiore attenzione e miglior credito allorch riuscir ad affrancarsi da strane ed anomale combinazioni, emancipandosi e cos rendendosi autonomo, senza soggezioni psicologiche pi o meno palesi, pi o meno profonde, e soprattutto adottando un proprio articolato complesso di norme e di rituali che non suoni come semplice adozione e modifica di tradizioni, allegorie, simbolismi e modelli definiti su un archetipo tipicamente maschile. Va da se l'auspicata, fattiva collaborazione nell'ambito di un confronto partecipativo ed attento delle rispettive autonomie che deve permeare i rapporti tra i due contesti: nella certezza che gli stimoli per la buona crescita verranno cos potenziati al massimo. Grazie per l'attenzione e un cordiale saluto ai pazienti Lettori Roma, 20 Ottobre 2011
e-mail: giuseppebellantonio@infinito.it

f.to Giuseppe Bellantonio

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