Rigging Albero

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pag. 02 Sartiam3: tabella 03 Velscaf: • 03 L'Albero: Progettazione e costruzione • 04 Momento d'inerzia, Albero in chiglia o in coperta, Uno o • più ordini di crocette, Stralli • 05 Costruzione + Profili alberi • 06 La regolazione dell'albero • 07 Regolazione laterale, Regolazione longitudinale • 08 Posizione delle crocette, Controlli e manutenzione • 08 Nuove frontiere 11 Bamar: preventivo e girafocchi 12 Boma: uscita della borosa 14 Boma: la Trozza 15 Memo Canaline dei cavi elettrici 16 Crocette rilievi 18 Crocette da Loisirs Nautiques 22 Drizze da Loisirs Nautiques 24 Hasselfors: cavi in acciaio inox e accessori 28 IanNicolson: la testa d'albero 29 Incappellaggi da Loisirs Nautiques 31 La Pazienza 35 Rilievi Albero 43 Schede cavi acciaio 44 Testa d'Albero da Loisirs Nautiques 45 Trozza da Loisirs Nautiques 46 Vang Skizzi 47 Varie da Loisirs Nautiques 51 Vendo albero 52 Verifica lande sul piano orizzontale

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Sartiam3.aba staffa a b h lung. incapp. cm cm cm tot. m cm ---------------------- ------ ----- ------ ------ ------Str. di prua 1510.0 456.0 -5.0 15.73 0.3 Str. di trinchetta 1062.0 301.7 6.0 11.10 0.0 Sa. alta dx Sa. alta sx Sa. Sa. Sa. Sa. Sa. Sa. Sa. Sa. inter inter inter inter bassa bassa bassa bassa tr/alto dx tr/alto sx tr/basso dx tr/basso sx avanti dietro avanti dietro dx dx sx sx 1472.0 134.0 1472.0 132.5 1062.0 1062.0 600.0 600.0 585.0 585.0 585.0 585.0 14.4 14.0 14.92 14.92 4.66 4.66 6.14 6.13 6.16 6.26 6.16 6.26 10.92 10.91 8.0 8.0 9.0 9.0

LUNGH.TOT. lungh. diff. con lande del tra impiombat. forate solo cavo dispon. e arridat. o arridat. cavo disponib e necess í cavo m NB cm m m cm mm ---------- --- ---------- ---------- -------- -------- -----15.72 *** 41.3 15.31 15.31 0.0 10 OK 11.10 43.0 10.67 -1066.8 8 da COMPR 14.84 14.84 4.57 *** 4.57 *** 6.14 6.13 6.07 6.04 6.07 6.04 10.70 10.69 55.3 55.3 43.0 43.0 43.0 43.0 43.0 43.0 43.0 43.0 43.0 43.0 14.29 14.29 4.14 4.14 5.71 5.70 5.64 5.61 5.64 5.61 10.27 10.26 14.51 14.51 4.365 4.365 5.995 5.995 8.35 8.35 8.35 8.35 10.37 10.37 21.9 22.4 22.0 22.0 29.0 29.5 270.9 273.5 271.0 273.8 10.4 10.6 10 OK 10 OK 8 8 8 8 8 8 8 8 OK OK OK OK OK OK OK OK

64.5 -600.0 64.5 -600.0 0.0 13.5 0.0 13.0 150.0 180.8 148.0 179.5 12.6 14.8 13.0 14.9 13.8 13.9

9.0 22.0 9.0 22.0 22.0 22.0

Sa. falsa volante dx Sa. falsa volante sx

1062.0 184.8 1062.0 183.0

8 OK 8 OK

Pater. patta d'oca dx 760.0 363.0 19.9 8.60 0.3 8.60 Pater. patta d'oca sx 760.0 363.0 19.9 8.60 0.3 8.60 Pater. 1510.0 340.0 -760.0 8.23 0.3 8.23 ====================== ====== ===== ====== ====== ======= ========== a = dalla miccia al foro dell'incappellaggio b = dalla miccia alla verticale della landa h = da b alla landa *** = NB no arridatoio; ma lande forate

*** 43.0 8.17 8.20 3.1 8 OK *** 43.0 8.17 -816.9 8 da COMPR *** 3.0 8.20 8.24 3.8 8 OK === ========== ========== ======== ======== ======

http://www.velanet.it/velscaf/index.html

L'ALBERO
La continua evoluzione negli ultimi anni degli alberi delle barche da regata, ha portato notevoli miglioramenti anche nell’attrezzatura da crociera. Dai tradizionali alberi a un ordine di crocette, di grossa sezione, con sartie basse prodiere e poppiere, sicuri e marini ma molto spesso pesanti, senza la possibilità di flettersi per smagrire la randa, e con crocette molto larghe, si è passati ad alberi a due ordini di crocette, una sartia bassa singola e uno stralletto di regolazione verso prua. La ridotta sezione dell’albero, oltre che essere più leggera, aumenta l’efficienza della randa, e le crocette più corte permettono di bordare i genoa più all’interno migliorando la bolina. Seguendo questa strada sono stati realizzati alberi a tre, quattro od anche cinque ordini di crocette, diminuendo sempre più la sezione dell’albero...

PROGETTAZIONE E COSTRUZIONE Come è possibile calcolare il dimensionamento del profilo di un albero?
La caratteristica principale che definisce la sezione di un albero è il momento di inerzia: è la somma delle superfici moltiplicata per la distanza dell’asse neutro al quadrato ( I = S x d ) ed indica la resistenza alla flessione e quindi alla compressione. Per calcolare il momento di inerzia richiesto dal nostro profilo bisogna per prima cosa stabilire la struttura dell’albero. Un albero in chiglia richiede una inerzia minore di un albero in coperta, perché il primo pannello è sostenuto dall’incastro tra il piede e la mastra. Perciò a parità di profilo, un albero in chiglia è meno sollecitato di un albero in coperta, ma se il profilo è dimensionato correttamente anche quest’ultimo non ha alcun problema strutturale. Un’asta caricata di punta tende a flettersi e a parità di carico, diminuendo la lunghezza dell’asta, diminuisce anche la flessione. Se consideriamo l’albero come un’asta caricata di punta, ogni coppia di crocette creerà un nodo che, riducendo la lunghezza libera dell’asta, diminuirà la flessione; quindi sarà minore il momento di inerzia richiesto e di conseguenza più piccola la sezione necessaria. Stabilita la geometria dell’albero ci occorrono altri due dati:
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il momento raddrizzante a 30 gradi di sbandamento ( RM30 ) e l a distanza delle lande dall’asse dell’albero ( b/2 ).

Se ora immaginiamo una barca che naviga sbandata a 30 gradi c’è un equilibrio tra il momento raddrizzante e il momento sbandante: il momento sbandante crea una compressione sull’albero ed una tensione sulle lande delle sartie che lo sostengono che si equivalgono. Questa compressione ( Pt ) dovuta al sartiame trasversale si può calcolare così: Pt= RM30 x 1,5 : b/2

È da ricordare che se aumenta la base delle sartie (b/2), essendo al denominatore, diminuisce Pt. Il carico di compressione totale sarà: P=1,85 Pt dove 1,85 è il fattore dovuto agli stralli di prua e di poppa. A questo punto per calcolare l’inerzia richiesta dovremo considerare la lunghezza ( L ) dal pannello della coperta alla prima sartia che sostiene l’albero per l’inerzia laterale, o allo strallo più basso per l’inerzia longitudinale.
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I= C P L :10 dove C= fattore dell’albero in coperta o in chiglia P= compressione totale L= lunghezza del pannello non sostenuto

Ciò conferma che se aumenta il numero delle crocette, essendo quella inferiore più vicina alla coperta, diminuisce la lunghezza del pannello libero (L) e quindi l’inerzia richiesta. Per quanto riguarda la lunghezza delle crocette, dovrà essere calcolata in base all’angolo di incidenza delle sartie sull’albero. Tale angolo non dovrà mai scendere sotto gli 11 gradi; in caso contrario la sartia, anziché sostenere l’albero, darà un grande carico di compressione. Per concludere: anche su barche da crociera un’attrezzatura a due ordini di crocette per barche fino a 46 - 48 piedi e a tre ordini di crocette per barche più grandi, migliora le prestazioni riducendo il peso in alto e aumentando la possibilità di regolazione e l’efficienza della randa.

MOMENTO D’INERZIA
Indica la resistenza alla compressione (e quindi alla flessione) di un profilo. È la somma delle superfici moltiplicate per il quadrato della distanza dall’asse neutro.

ALBERO IN CHIGLIA O IN COPERTA
Un albero in coperta richiede maggiore inerzia di uno in chiglia. A parità di profilo, in chiglia è più robusto.

UNO O PIU’ ORDINI DI CROCETTE
Un’asta tende a flettersi: Diminuendo la lunghezza diminuisce la flessione. Aumentando il numero delle crocette diminuisce la sezione necessaria ma aumenta il peso e la complicazione della regolazione. Numero ideale è 2. A parità di profilo un albero a due ordini avrà le crocette più corte di uno a un solo ordine.

STRALLI
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a prua un solo strallo strallo di trinchetta mobile molto alto (necessario se c’è l’avvolgifiocco

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baby stay per regolazione (oppure 4 sartie basse) 4 sartie basse 2 sartie basse (a poppa) + stralletto

sartie volanti. Se tutte la sartie laterali sono attaccate in un unico punto in coperta sull’asse trasversale dell’albero sono necessarie. Con lo strallo di trinchetta sono necessarie solo in condizioni particolarmente dure.

COSTRUZIONE
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rastrematura basi crocette (3 tipi: passanti - saldate - in collare) testa d’albero: a 3 drizze da regata - con drizze spi esterne da crociera attacco boma non saldato ma imbullonato anodizzazione - ossidazione stabilizzata - verniciatura - decappaggio - fondo epossidico - smalto attacchi sartie: a martello - a sfera - attacchi interni lande inox esterne. Pulegge in alluminio anodizzato

PROFILI ALBERI

SEZIONE AS 102 AS 136 AS 143 AS 160 AS 170 AS 171 AS 174 AS 186 AS 190 AS 198 AS 218 AS 222 AS 250 AS 282 AS 334 AS 361 AS 360 AS 378 AS 380 AS 428

MISURE 102 X 68 136 X 88 143 X 93 160 X 104 171 X 105 171 X 108 174 X 101 186 X 112 190 X 112 198 X 116 218 X 138 222 X 140 250 X 160 280 X 180 334 X 211 361 X 229 360 X 240 378 X 229 380 X 245 428 X 250

PESO 2,0 3,4 3,5 4,4 4,4 5,0 5,24 5,2 6,2 6,35 7,2 8,5 9,5 12,5 13,5 15,6 15,7 20,1 21,5 26,9

INERZIA YY 101 285 312 420 530 614 717 748 1032 1070 1602 1817 2650 4148 6790 8604 8600 12185 12200 18400

INERZIA XX 51 120 146 206 270 285 236 298 390 406 665 772 1040 1927 2898 3704 4100 5042 6085 7400

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Misure = mm Peso-Weight = kg/m Inerzia YY = Inerzia longitudinale (Fore and aft inertia) Inerzia XX = Inerzia laterale (Athwartship inertia)

LA REGOLAZIONE DELL'ALBERO
L’albero di una barca a vela da crociera è una componente che viene molto spesso trascurata nella messa a punto generale e nella manutenzione. Basta girare un po’ per banchine per vedere alberi con delle brutte curvature laterali, inclinati verso prua o con delle crocette che guardano in basso. Spesso i terminali del sartiame presentano delle vistose ossidazioni o, peggio, delle drizze di barche con già qualche stagione sulle spalle sono spesso al limite della sicurezza soprattutto nel caso si debba mandare un uomo a riva. Per prima cosa vediamo come possiamo regolare nella maniera migliore il nostro albero.

REGOLAZIONE LATERALE
La prima operazione da fare è posizionare l’albero esattamente verticale, con le sartie alte, servendosi di una drizza (per esempio quella della randa) per controllare che la distanza dalla testa d’albero alla falchetta sia uguale dalle due parti. Una volta che l’albero è verticale si tendono le sartie basse gradualmente, controllando sempre che l’albero resti allineato. È importante effettuare queste regolazioni tesando alternativamente uno o due giri per parte, per tenere sempre sotto controllo la forma dell’albero. Una volta regolate le basse si tendono le alte, contando che sia uguale il numero di giri che si danno ai tenditori a destra e a sinistra, per avere la testa d’albero sulla posizione verticale. Normalmente le sartie basse si tendono più delle alte perché, come abbiamo visto precedentemente, la parte bassa dell’albero è quella che deve sopportare i carichi maggiori. Per ultimo si regolano le medie che devono essere ancora meno tesate delle basse e delle alte. In questa maniera si ha un buon punto di partenza ma la regolazione vera e propria va fatta in navigazione, scegliendo una giornata di vento medio intorno ai 10 nodi, con randa e genoa, controllando alternativamente la forma dell’albero con mure a dritta e sinistra, ed effettuando regolazioni di fino sul lato sottovento, dove le sartie sono meno in forza. Se vedrete la testa d’albero flettersi sottovento saranno da tesare le sartie alte, se al contrario andrà sottovento la parte centrale dell’albero saranno da tesare le basse e le medie. Quanto tesare le sartie? Innumerevoli sono le serate invernali passate seduti in quadrato a discutere se sia opportuno tesare più o meno le sartie ed ognuno ha la sua idea che difficilmente potrà cambiare. Personalmente, venendo dalla scuola delle regate, ritengo che una buona tensione sulle sartie migliori le prestazioni della barca specialmente di bolina e limiti le oscillazioni e vibrazioni dell’albero stesso.

REGOLAZIONE LONGITUDINALE
Anche longitudinalmente bisogna per prima cosa mettere l’albero in posizione verticale, o con una leggera inclinazione verso poppa. Direi che è essenziale per una buona regolazione avere sullo strallo di poppa un tenditore meccanico a manovella per poter dare in ogni condizione di vento la giusta tensione degli stralli. In genere nelle andature di bolina più aumenta il vento e più bisogna dare tensione allo strallo di prua, per evitare che si pieghi sottovento, cioè che faccia catenaria. Ma spesso lo strallo di prua non ha un arridatoio per la regolazione di fino, ed in ogni caso è molto difficile da regolare in navigazione, per cui bisogna agire indirettamente tesando lo strallo di poppa. Bisogna ricordare che per una buona andatura di bolina è necessario avere lo strallo di prua il più rettilineo possibile, e questo è molto importante anche con gli avvolgifiocco, che funzionano bene solo se lo strallo è molto tesato. Al contrario al lasco allentando lo strallo di poppa, avanza la testa dell’albero e cioè il centro velico, migliorando le prestazioni; inoltre allentandosi lo strallo si da al genoa una forma più grassa. Quando l’albero è passante, è molto importante che sia ben fermato nel suo passaggio in coperta con delle zeppe di legno o di gomma dura, in una posizione che lo faccia rimanere dritto con una tensione media dello strallo di poppa. In questa maniera quando aumentando il vento si tenderà a ferro lo strallo, l’albero si fletterà verso poppa, migliorando la forma della randa. Infatti la maggior parte del grasso della randa è dato dalla curva sull’inferitura e quindi, con vento forte, piegando l’albero, si eliminerà vantaggiosamente parte di questo grasso. Le sartie volanti servono per regolare la forma dell’albero e permettono di dare un grosso carico sullo strallo di poppa senza piegare l’albero in maniera eccessiva. Le volanti sono anche necessarie in caso di armamento a cutter, per contrastare il tiro dello strallo di trinchetta che essendo attaccato a metà albero lo farebbe piegare in modo eccessivo.

POSIZIONE DELLE CROCETTE
È molto importante che le crocette abbiano un angolo verso l’alto di 2-4 gradi perché il carico delle sartie agisce nella direzione della bisettrice dell’angolo formato dalla sartia stessa dove passa sulla crocetta, spingendo questa verso il basso. Quindi è consigliabile fissare le crocette in posizione rialzata per evitare il pericolo che si abbattano completamente verso il basso, provocando la rottura dell’albero.

CONTROLLI E MANUTENZIONE
In fase di regolazione dell’albero è anche importante effettuare un accurato controllo generale. Cominciando dalla testa d’albero controllare
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tutte le connessioni delle antenne e delle luci, sostituire le lampadine, lubrificare le pulegge delle drizze e sostituire quelle logorate.

Controllare che le drizze di acciaio lavorino su pulegge di alluminio anodizzato o di teflon, perché le solite pulegge di delrin non ne reggono il carico e si rompono (sono anche da evitare le pulegge di bronzo che creano corrosione galvanica con l’alluminio). Controllare che le coppiglie dei perni degli stralli e delle sartie siano ben aperte; controllare i perni delle basi delle crocette e che non siano ossidate le teste delle crocette dove passano le sartie; nel caso che queste teste siano avvitate è bene tenere ingrassati i filetti delle viti inox che altrimenti si saldano i maniera irremovibile all’alluminio. Lubrificare con CRC il carrello e la campana del tangone; verificare che lo snodo del boma non prenda troppo gioco e per finire lubrificare i filetti dei tenditori delle sartie che altrimenti rischiano di gripparsi. Nel caso si debba smontare l’albero è buona norma, una volta svitati i controdadi di fissaggio, segnare con del nastro adesivo la posizione di regolazione dei filetti dei tenditori, per poter poi rimettere l’albero esattamente nella sua posizione originale. Per un controllo ancor più approfondito è bene verificare che tutti i perni del sartiame abbiano dimensioni adeguate e cioè il diametro del perno deve essere 1,5 volte il diametro del cavo così come il diametro del filetto dei tenditori deve essere 1,8 volte il diametro del cavo. In caso contrario è bene provvedere alla sostituzione. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria è bene ricordare che la principale causa dell’ossidazione è il sale marino e pertanto la cosa migliore è lavare il più spesso possibile con acqua dolce albero, boma, tangone, drizze, tenditori e tutto il resto dell’attrezzatura di coperta.

NUOVE FRONTIERE
I primi alberi di alluminio sono comparsi sulle barche da regata agli inizi degli anni sessanta. Erano di sezione abbastanza grossa e

rispecchiavano la struttura dei precedenti alberi di legno, con una o al massimo due ordini di crocette. Agli inizi degli anni ottanta gli alberi si sono trasformati radicalmente diventando più piccoli, sottili e leggeri e con un maggior numero di crocette. Questi alberi dovevano essere molto flessibili per seguire la forma delle vele in dacron, un tessuto non molto rigido. Quanto più veniva flesso l'albero tanto più si riusciva a smagrire il profilo della vela. Con l'avvento delle vele di kevlar, con una forma molto più stabile, gli alberi sono diventati più rigidi ed é quindi la vela a seguire la forma dell'albero. Inoltre, il regolamento di stazza IMS concede un notevole abbuono alle sezioni grandi e pesanti per cui, anche su barche da regata, si é tornati ad avere alberi con una sezione importante. L'ultima innovazione in termini di materiali, é stata l'introduzione della fibra di carbonio. Se i vantaggi dell'alluminio sono l'economicità del materiale, una lavorazione relativamente semplice e una maggiore esperienza nel calcolo progettuale, il grande vantaggio del carbonio é nel suo peso. Con un albero in carbonio si può risparmiare fino al 35/40% sul peso complessivo dell'albero. Tale risparmio é tanto più importante quanto più grande é la barca, su grandi unità da crociera può arrivare anche a 300/400 chili, influendo in maniera sostanziale sulle prestazioni a vela e sul comfort in navigazione, riducendo lo sbandamento e il beccheggio. Il carbonio é inoltre molto più rigido dell'alluminio e permette la realizzazione di strutture molto più semplici da gestire in navigazione, senza sartie volanti e stralletti, certamente più indicate per imbarcazioni da crociera. Allo stadio attuale il grande svantaggio dell'attrezzatura in carbonio é dato dal suo costo elevato, derivante sia dalla materia prima che da una lavorazione più complessa e sofisticata. Si può verosimilmente prevedere, però, che in futuro l'utilizzo del carbonio sarà sempre più esteso e di conseguenza anche i costi ne verranno ridimensionati, soprattutto per le grandi imbarcazioni. Per queste ultime già oggi il rapporto costo/prestazioni di un albero in alluminio o in carbonio non é così sfavorevole alla "fibra nera". Tuttavia, i materiali o le tecniche costruttive non sono i soli fattori che hanno influenzato o influenzeranno il rigging di una imbarcazione a vela. Le grandi innovazioni in questo settore vengono anche dagli studi strutturali e aereodinamici. E sono, soprattutto e ancora una volta, i multiscafi e le imbarcazioni da regata Open quelli che hanno fatto fare i maggiori passi avanti. Alberi alari, girevoli, non insartiati, alberi basculanti: sono tutte innovazioni che derivano da questo tipo di imbarcazioni e che certo potranno avere applicazioni importanti anche negli utilizzi "più casalinghi". L'albero alare girevole deriva dall'esperienza e dalla tecnologia dei multiscafi ed é entrato da poco anche nel mondo dei monoscafi. Ancora una volta onore al merito al "grande Jean Marie Finot", che ha sempre avuto la capacità e il coraggio di applicare innovazioni e concetti derivanti da altri campi e da altri tipi di imbarcazioni. L'albero alare girevole offre il grande vantaggio di migliorare l'efficienza aereodinamica della randa. Considerando, ad esempio,un'andatura di bolina con vento apparente proveniente da 30°, tale vento investe il profilo dell'albero e crea una zona di turbolenza che diminuisce il rendimento della randa. Utilizzando un profilo alare, orientato nel senso del vento, tale turbolenza diminuisce drasticamente (il coefficiente di resistenza passa da 1 a 0,15) e l'efficienza della randa migliora del 30%. Se la grande larghezza dei multiscafi permette di avere sartie con un angolo sufficientemente ampio da sostenere l'albero senza crocette, sui monoscafi si é costretti amontare due crocettoni giganti (sui 60 piedi sono lunghi circa sei metri) sui cui sono fissate le sartie che sostengono l'albero. L'esperienza ci insegna, infatti, che l'angolo minimo della sartia rispetto all'albero necessario a sostenere la struttura é di 10°.

Il primo a usare questo sistema é stato Yves Parlier su Aquitaine Innovation, seguito da Giovanni Soldini sul suo nuovo Fila, entrambe barche progettate da Finot. È evidente, tutavia, che non tutti possono permettersi di "andarsene in giro" con una barca larga sei metri ma con un ingombro di dodici. I direttori delle marine non ne sarebbero certo felici! E nemmeno gli armatori costretti a pagare due posti barca! A questo punto eliminiamo le sartie e di conseguenza i crocettoni. L'albero passante in coperta e incastrato in chiglia, privo di sartie, é già utilizzato su derive come il Laser e il Finn, sulle barche americane della serie Freedom ed ha dimostrato la sua affidabilità. L'unione dei due concetti di albero alare girevole e di albero senza sartie ha portato all'armo di Junoplano, la nuova barca dell'ingegner Sandro Buzzi. Su Junoplano l'albero é sostenuto solo dall'incastro tra il piede girevole in chiglia e un'enorme cuscinetto in coperta, che gli permette di ruotare. Le crocette e le sartie che si vedono montate sull'albero sono dei rombi che si richiudono al piede e che non servono a sostenerlo, bensì a mantenerlo diritto. Questo tipo di albero é sollecitato solamente a flessione; il valore massimo del momento flettente é in corrispondenza della coperta e decresce progressivamente verso le due estremità. La parte bassa dell'albero é quindi particolarmente sollecitata e deve avere una struttura molto robusta e inevitabilmente più pesante. Allora, é meglio avere un albero più leggero sostenuto da crocette e sartie o uno più pesante senza sartie? È meglio privilegiare il fattore peso o il fattore aereodinamico? L'obiettivo é quello di soddisfare entrambi questi requisiti, essendo l'albero ideale quello leggero e che offre una minima resistenza. Il compito non é facile. E la soluzione sta, anche qui, nell'uso dei nuovi materiali. Utilizzando il carbonio si potranno avere alberi senza sartie più leggeri, più efficienti e più resistenti rispetto agli attuali alberi in alluminio con sartie e crocette. E il prossimo passo? È quello che gli anglosassoni chiamano "Rotating canting mast" ovvero un albero alare, girevole e basculante. Ai già citati vantaggi del profilo alare, girevole e senza sartie in questo caso si va ad aggiungere la possibilità di inclinare lateralmente l'albero di circa 15°. In questo modo si ottengono tre risultati:
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inclinando l'albero sopravvento lo si mantiene perpendicolare all'acqua a barca sbandata; un albero verticale é più efficiente permettendo la massima esposizione della superficie velica; - essendo la spinta propulsiva delle vele perpendicolare all'albero, inclinando l'albero si avrà una componente di spinta verticale verso l'alto che "alleggerirà" la barca diminuendone la resistenza all'avanzamento - inclinando di 15° un albero di 28 metri, che pesa armato circa 500 chili, il suo baricentro si sposta sopravvento di circa 3 metri aumentando in maniera considerevole il momento raddrizzante della barca.

Anche questo concetto deriva dalla tecnologia dei multiscafi, essendo attualmente applicato sul trimarano Fujicolor di Loïck Peyron, ed é stato recentemente applicato anche su un monoscafo, il 60 piedi Petit Navire disegnato da Bernard Nivelt e Franck De Rivoyre. Mentre Peyron utilizza due lunghi cilindri idraulici che modificano la lunghezza delle sartie e inclinano l'albero sopravvento, su Petit Navire l'albero non é insartiato. Il piede scorre in senso trasversale su una rotaia posta in chiglia e un cuscinetto in coperta pemette all'albero di essere ruotato e inclinato. Secondo i calcoli dei progettisti con questo sistema la resistenza aereodinamica diminuisce del 10%, la migliore stabilità dà una potenza

superiore del 7%, più un ulteriore 7% di guadagno per l'uso più efficiente del piano velico. Le vele di prua sono armate su normali stralli, messi in tensione per mezzo di sartie volanti.