Primo Corso di Sahaja Yoga

seconda Parte
1

SAHAJA YOGA
I Corso - IV Lezione Sahaja Yoga e la Musica – I Suoni – I Mantras

DIO E LA MUSICA

(da: Il Vishuddhi - 02 - 02 - 1983 - New Delhi)

La Musica è venuta dall' amore di Dio per noi. Non è musica se non è per l' amore di Dio. Da sempre la Musica serve per adorare Dio. Anche Maometto ha detto: "La musica deve essere fatta per adorare Dio". Ai tempi di Shri Krishna tutta la musica era fatta in forma di "Ras". "Ra” è energia, e "S" vuol dire Santo. Shri Krishna suonava e cantava con Rada questi Ras ed in tal modo mettevano in moto una circolazione di energia con la quale si integravano a vicenda; ma la gente non capisce, vuole usare la musica per scopi sensuali e ciò è completamente anti - Dio. Questo potere, questa forza della musica, viene data a noi per adorare Dio, nient' altro. La musica classica in India è basata sull' OM. Quando la Kundalini arriva al Vishuddhi Chakra emette tutti i suoni delle 16 vocali della lingua sanscrita. Queste 16 vocali che vengono dai 16 sotto-Chakra, o petali dello stesso Vishuddhi sono i 'beeja' (seme) mantra del Vishuddhi Chakra. Tutte le vocali provengono da qui, e quando cantiamo delle canzoni sporche (o in qualche modo indegne) roviniamo il nostro Vishuddhi chakra. Per questo motivo coloro che cantano delle canzoni sporche bevono anche l' alcool perché non possono farlo senza cercare di nascondersi agli occhi di Dio. Così la musica e l'alcool hanno cominciato ad andare di pari passo. In Occidente la musica ha rotto con la propria tradizione, perchè non c' è stata una sensibilità sufficiente per riconoscere che la Musica è fatta solo per Dio. Tutta la musica deve essere fatta per adorare Dio. Tutti i 'ragas’ (modelli melodici della musica indiana) devono essere fatti per adorare Dio. In India, non abbiamo un sistema di 'namas’ (preghiere mussulmane) per i diversi periodi dell’ anno, ma abbiamo un tipo di musica per le diverse ore della giornata. Ad ore diverse deve essere suonata musica diversa in cui viene rappresentato un certo tipo di stato d' animo e tutti gli stati d' animo devono avere un rapporto con Dio. Non ci sono altri stati d' animo in cui lo Spirito possa gioire. Non ci sono altri stati d' animo in cui una persona possa provare gioia. Il nostro sistema musicale è estremamente scientifico perchè prende la forma di... in realtà la Kundalini si muove, nelle varie ‘sapta swaras” (swaras = note, sapta = progressione). Queste sette swaras sono incorporate nei nostri sette chakra. Cominciamo con SA, poi RE, GA, MA (madre), PA, DA, NI, anche il mio nome comincia con NI. Queste sette swaras sono incorporate nei sette chakra, e messe insieme con quelle degli altri chakra che abbiamo, fanno circa dodici swaras. Nessuno ha capito, però, il vero significato della musica. Sharadar, la Deità di Saraswati è Colei che porta il messaggio del Virata dentro di noi, e ci insegna come dobbiamo cantare. Ci dice ciò che conta per Dio; come le melodie furono create. Le melodie sono fisse: non potete cambiare le melodie o le note, perchè è stato scoperto che lo Spirito si risveglia in quei punti precisi. L' hanno scoperto attraverso le vibrazioni. Hanno scoperto cantando che questo era il sistema. Suonavano la ‘’vina' (strumento musicale) e hanno scoperto le swaras esatte: le swaras che ci avrebbero fatto sentire bene. Sapete che le persone che vengono dall'occidente non capiscono la musica indiana al livello mentale, ma la comprendono al livello spirituale, perchè il loro Spirito si riempie di gioia, e cominciano a fluire le vibrazioni. Il senso della musica, questa descrizione della musica fu dato da Shri Krishna. E' Lui che ha insegnato i 'tala' (ciclo ritmico). Naturalmente si può dire che Shri Shiva è Colui che danza il tala; ma Colui che ha descritto il tala per gli esseri umani, che ha diffuso il messaggio nel modo in cui doveva essere il tala, è stato Shri Krishna, tramite la Sua danza. Egli continuava sempre a danzare il tala, il Suo modo stesso di stare in piedi suggeriva il fatto che Egli continuava danzare il Tala. E il fatto che suonasse il 'moorli’(flauto) suggerisce che la musica è l'essenza dell' amore di Dio. La Sua musica vi dà un'idea dell' amore di Dio, che vi calma, che vi pulisce, che vi rende felici, che vi dà gioia. 2

La tradizione musicale dell'India è antica di secoli, il primo trattato che ci è rimasto risale
almeno al quinto secolo dopo Cristo, se non a un'epoca precedente. Gli invasori mussulmani, che si erano stabiliti nell'India settentrionale durante il dodicesimo secolo dopo Cristo, parlavano con ammirazione e rispetto della musica Indiana come di una delle glorie della cultura di quel Paese. Essi stessi esercitarono un'enorme influenza sulla tradizione musicale locale e di conseguenza negli ultimi quattrocento anni ci sono stati due tipi distinti di musica in India, quello del Nord (Hindustani) e quello del Sud (Karnatak). Ma tutti e due i tipi hanno molto in comune: gli elementi di base sono la melodia e il ritmo, perché armonia, progressione di accordi e contrappunto non hanno mai attirato l'orecchio indiano. Per cui gli elementi fondamentali sono il raga, il tala e l'accompagnamento. Non si può fare una descrizione breve e contemporaneamente accurata del raga, è costituito da una serie di note (non una scala e nemmeno un modo) che compiono un movimento ascendente e discendente, con l'inclusione di microtoni e di accenti su note particolari. Si possono avere cinque, sei, sette o più note, ma non necessariamente lo stesso numero nella fase ascendente e discendente. Questo movimento ascendente e discendente è ulteriormente complicato dall'uso di note accidentali e di un moto sinuoso. Se si dovesse parlare in termine di scale si potrebbe dire che, mentre nella musica occidentale si potrebbe dire che, mentre nella musica occidentale abbiamo famigliarità con le scale maggiori, minori e quelle melodiche minori, i raga hanno venti forme, di cui solo la metà viene di solito usata. Una descrizione più accurata del raga dovrebbe anche parlare del momento della giornata in cui viene eseguito, e sullo stato d'animo relativo. Ci sono diverse centinaia di raga ma solamente una cinquantina vengono usati comunemente. Se il raga fornisce il linguaggio o la struttura che organizza e governa la melodia, il tala fa la stessa cosa per il ritmo che è creato dalle tabla (tamburi). Un tala può essere descritto come un gruppo di colpi ritmati. I tala Hindustani sono costituiti da sei, sette, otto, dieci, dodici, quattordici o sedici colpi ritmati, e quest'ultimo tipo è il più comune e viene chiamato tintal. I colpi in un tintal sono raggruppati e accentati in modo caratteristico ma l'enfasi maggiore è sempre sul primo, che viene chiamato sam e che è anche l'ultimo del tala, si potrebbe aggiungere che il tintal è diviso in gruppi di quattro battute: 4+4+4+4. Il primo, il secondo e il quarto gruppo si possono dire accentati, il terzo relativamente senza accento. Benché il sam sia quello a cui si dà più enfasi, non è necessariamente suonato con un accento eccessivo tutte le volte: può anzi essere proprio la sua assenza di accentazione a caratterizzare il pezzo. Questa descrizione piuttosto rozza del tala non esprime di certo le sottigliezze dell'esecuzione, né più né meno di quanto si riesca a parole ad esprimere le sottigliezze espressive di un raga. Alap. Nella tipica esecuzione di musica classica hindustani, per prima cosa il raga viene sviluppato da un assolo dello strumento melodico solista (sitar, sarod, sarangi o altri) e ciò può durare anche metà esecuzione. Ci sarà una sequenza invariabile di tre parti, con un tempo che passerà da molto lento a piuttosto veloce: alap, jor e jhala. L'alap è la parte più lunga e più importante, una lenta, seria ed estesa esposizione del raga senza accompagnamento e senza una precisa cadenza ritmica che riflette di fatto lo stile vocale, di solito seguendo uno schema ascendente che parte dalla nota più bassa del raga. Jor e Jhala. La parte seguente, jor, è caratterizzata da un ritmo regolare, lento all'inizio, ma che diventa più veloce via via che ci si sposta impercettibilmente verso la parte più energica, jhala, che non ha tanto a che fare con l'esposizione della melodia, quanto con l'intento di creare un clima di eccitazione.

3

Ghat. Ci può essere poi una pausa nell'esecuzione, per accordare gli strumenti, o si può continuare con il passaggio improvviso a una melodia limpida da parte del solista che invita il suonatore di tabla a seguirlo. I tamburi da quel momento in poi mantengono il particolare tala, cioè la particolare figura ritmica ciclica spiegata precedentemente, come accompagnamento alle melodie precomposte conosciute con il nome di gat. Dopo l'esecuzione iniziale di una melodia gat (che in genere è lunga come un ciclo di tala) i suonatori passano velocemente all'improvvisazione. Spesso solista e accompagnatore giocano fra di loro scambiandosi i ruoli: il suonatore di tamburo esegue il tala mentre il solista improvvisa, oppure il solista espone un gat senza abbellimenti mentre l'accompagnatore si esibisce come improvvisatore. I musicisti si possono anche impegnare in uno scambio che è una sfida all'imitazione: il solista suonerà una serie di frasi melodiche, sfidando l'accompagnatore a riprodurle ritmicamente. Il gat viene suonato con crescente complessità e intensità e termina con un jhala. Ma sempre, infallibilmente, l'esecuzione farà ritorno alla matrice eterna del Sà, la prima nota del raga, da cui è emersa. La melodia e l'accompagnamento si fondono in un unico suono e le corde del tambura che hanno fornito un incessante sottofondo per tutto il pezzo, sono le ultime a fare udire la loro vibrazione. La sequenza alap, jor, jhala e gat di un'esecuzione strumentale è la più nota al pubblico occidentale, e può durare un tempo che va dal quarto d'ora (in questo caso si tratta di una semplice dimostrazione) a un'ora. Questa è la scala delle note indiane con le corrispondenti occidentali, ma bisogna considerare che nella musica indiana sono presenti oltre ai semitoni, anche i quarti di tono, chiamati “Shruti” (komal = bemolle Sa Re Re Ga Ga Ma Ma Pa Dha Dha Ni Ni Sa tivra = diesis) Do Re bemolle Re Mi bemolle Mi Fa Fa diesis Sol La bemolle La Si bemolle Si Do

Sadja Komal Rishab Rishab Komal Gandhar Gandhar Madhyam Thivra Madhyam Pancham Komal Dhaivath Dhaivath Komal Nishad Nishad Sadja

Ragas vengono eseguiti anche seguendo il tempo, ovvero le ore o le stagioni, ed anche il “Rasa”, cioè il sentimento, l’umore che si vuole trasmettere (mood in inglese), il modo d’interpretare il raga. A seguire lasciamo alcuni esempi principali al riguardo.

Tradizionalmente ci sono nove tipi diversi di Rasa, con possibili variazioni. Rasa
Adabhuta Bhayanak Vibhatsaya Hasya Karuna

Mood
Meraviglia e la curiosità sono due degli attributi di questo Rasa. Questo Rasa ci aiuta quando abbiamo emozioni di paura, ansia e incertezza. disgusto e ridicolo Ispira gioia, felicità. Tristezza, pathos, compassione, solidarietà.

4

Raudra Shanta Shringar Veera

Mostra l’ira, rabbia, e altre emozioni violente. Emozioni contemplativa, meditativa e pacifica si trovano in questa forma di Rasa Questo Rasa mostra il sentimento di amore, di sensualità, e le emozioni. Coraggio, eroismo, sono alcuni degli attributi di questo Rasa.

Oltre questi nove, c’è il "Bhakthi Rasa," il sentimento della devozione. Per lo più invocano questo Rasa i Ragas usati negli Slokas, nei Vedas, ed ogni volta si ha a che fare con qualcosa di divino o spirituale. Questi rasa hanno delle note predominanti le quali sono state ispirate dai versi degli animali.

SWARA NOTA
Sadja Rishabha Gaandhaara Madhyama Panchama Dhaivata Nishaada Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni

SORGENTE
Pianto del pavone Verso del toro Belato della capra Richiamo dell’airone Canto del cuckoo Nitrito del cavallo Barrito d’elefante

CORRISPONDENTE
Do Re Mi Fa Sol La Si

Qui sotto riportiamo alcuni schemi ed illustrazioni che mostrano come i Ragas abbiano corrispondenze con Chakras, Canali Energetici e Note Musicali, e come i Ragas aiutino a curare alcune malattie.

5

Ragas
Ahir Bhairav Basant Bahar Bhairavi Malkauns Chandrakauns Darbari Kanada Deepak Gujari Todi Gunakali Hindol Jaunpuri Jaijawanti Kaunsi Kanada Kedar Madhuvanti Marwa Nat Bhairav Puriya Ramkali Shree Shuddha Sarang Shyam Kalyan Sohini Yaman Puriya Dhanashri

Patologie che possono essere trattate Indigestione, Artrite Reumatica, Ipertensione Colecistite Artrite Reumatica Gas Intestinale Anoressia Mal di testa Indigestione, Anoressia, Iperacidità, Colecistite Tosse Artrite Reumatica , Costipazione, Gas Intestinale , Emorroidi Artrite Reumatica , Mal di schiena, Ipertensione Gas Intestinale, Diarrea, Costipazione Artrite Reumatica , Diarrea, Mal di testa Ipertensione , Raffreddore Mal di Testa, Raffreddore, Tosse, Asma Emorroidi Indigestione, Iperacidità Indigestione, Artrite Reumatica , Colite Colite, Anemia, Ipertensione Colite, Emorroidi Anoressia , Raffreddore, Tosse , Asma Anoressia , Colecistite Tosse , Asma Mal di Testa Artrite Reumatica Anemia

Sotto invece riportiamo una lista di strumenti usati nella musica classica Indiana con a fianco i Chakras sui quali hanno effetto. Strumenti Chakras Shennay Mooladhara Vina Swadishthan Santoor Nabhi Tabla Anahata Flauto Vishuddhi Sarod Agnya Sitar Sahasrara

6

Le combinazioni di note (scale musicali) danno poi 10 Thaats (gruppi di Ragas), che fanno ognuno Bilawal Kalyan Khamaj Bhairav Poorvi Marwa Kafi Asawari Todi Bhairavi Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni Sa Re Ga Ma’ Pa Dha Ni Sa Re Ga Ma’ Pa Dha Ni Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni Sa Re Ga Ma’ Pa Dha Ni Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni

riferimento ad un Raga principale, caratterizzato ognuno da una particolare scala. I Thaats danno origine a tutti i ragas. Aroha ed Avaroha sono le scale ascendente e discendente in un raga. Devono avere un minimo di 5 swaras (note). Il raga avrà note che vengono definite Vadi (Re, principale), Samvadi (Regina, o Ministro) , Anuvadi ( Praja / soggetto) e Vivadi (nemico) swaras. In un raga quando le scale aaroha o avaroha hanno tutte e sette le note sono chiamate sampoorna; se la aroha o avaroha hanno sei note sono chiamate shadav; se la aaroha o avaroha cinque note sono chiamate auduv. Nello specchietto sotto c’è una dettagliata divisione dei principali Ragas con l’orario in cui vengono eseguiti:

Inglese
Afternoon Late Dusk Evening Night Midnight Pre Dawn Early Morning

Italiano
Pomeriggio Tardo Tramonto Sera Notte Mezzanotte Prima Alba Presto Mattina

7

Riportiamo a seguire un elenco dei principali Ragas con relativo Thaat di appartenenza, con indicazione dell’ora, mattino , pomeriggio , sera, notte (ma bisognerebbe entrare più nei particolari per essere precisi), o del periodo dell’anno in cui dovrebbero essere eseguiti od ascoltati. Ce da ricordare però che a volte qualcosa può cambiare tra una scuola musicale (Gharana) ed un’altra, specialmente le cose cambiano tra la tradizione dell’India del Nord (Hindusthani) e del Sud (Carnatic). Ad ogni modo, un raga eseguito anche dallo stesso artista, con lo stesso strumento, può cambiare da una esecuzione ad un'altra, pur rimanendo una esatta esecuzione del raga stesso. E’ questo il fascino particolare della musica classica indiana. Raga Piloo Kafi Mand Dhani Gaud Malhar Miyan Malhar Deshkar Bhairavi Ahir Bhairav Asavari Bairagi Bhairav Basant Mukhari Basant Bhoopali Todi Bhatiyar Bilawal Bilaskhani Todi Bhairav Desi Sohni Gurjari Todi Nat Bhairav Kalingada Lalit Jogiya Jaunpuri Hindol Todi Vibhas Vrindavani Sarang Shuddh Sarang Poorvi Patdeep Madhyamad Sarang Madhuvanti Bhimpalasi Gaud Saarang Multani Thaat Kafi Kafi Bilawal Kafi Kafi Kafi Bilawal Bhairavi Bhairav Ora Sera Qualsiasi Qualsiasi Pomeriggio Stagione Primavera Raga Thaat Kalyan Kalyan Khamaj Kalyan Bilawal Khamaj Kalyan Kalyan Khamaj Kalyan Bilawal Kalyan Poorvi Marwa Bilawal Ora

Bihag

Bhoopali Kamod Desh Yaman Kalyan Hansdhwani Monsone Khamaj Monsone Shyam Kalyan Mattino Mattino Yaman Mattino Tilang Mattino Shuddh Kalyan Bhairav Mattino Shankara Mattino Primavera Maru Bihag Poorvi Mattino Primavera Puriya Dhanashri Bhairavi Mattino Puriya Bhairav Mattino Pahadi Bilawal Mattino Jansammohini Bhairavi Mattino Marwa Bhairav Mattino Shree Asavari Mattino Bahar Marwa Mattino Tilak Kamod Todi Mattino Bageshri Bhairav Mattino Charukeshi Bhairav Mattino Malhar Poorvi Mattino Raageshri Bhairav Mattino Nand Asavari Mattino Malkauns Pancham Kalyan Mattino Malkauns Todi Mattino Bhinna Shadja Bhairav Mattino Shivranjani Kafi Jhinjhoti Pomeriggio Kalyan Pomeriggio Kirwani Poorvi Pomeriggio Chandini Kedar Pomeriggio Chandrakauns Kafi Pomeriggio Kedar Todi Pomeriggio Darbari Kafi Pomeriggio Kalavati Kalyan Pomeriggio Adana Todi Pomeriggio Durga Jaijaiwanti Gorakh Kalyan Kalyan Notte Hamir

Sera Sera Sera Sera Sera Sera Sera Sera Sera Sera Sera Sera Sera Sera Sera Sera Marwa Sera Poorvi Sera Kafi Notte Khamaj Notte Kafi Notte Night Kafi Notte Khamaj Notte Kalyan Notte Bhairavi Notte Bhairavi Notte Khamaj Notte Kafi Notte Khamaj Notte Notte Kalyan Notte Notte Kalyan Notte Asavari Notte Khamaj Notte Asavari Notte Bilawal Notte Khamaj Notte Khamaj Notte Kalyan Notte 8

Scala musicale per i tre canali
Pingala Nadi (canale destro) : SA - RE - GA - MA tivra- PA - DHA - NI - SA Ida Nadi (canale sinistro) : SA - RE komal - GA komal - MA - PA - DHA komal - NI komal - SA Sushumna Nadi (canale centrale) : SA - RE - GA - MA - PA - DHA - NI – SA

Bija Mantras Per la Kundalini è : RIIM
Bija Mantras dei Chakras e loro sottochakras con nota relativa al Chakra Mooladhara
1) 2) 3) 4) Vam Shyam Sham Sam

Anahata
1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) Kam Kham Gam Gham Ghnyan Cian Cham Jam Jham Nian Tam Tham

Swadisthan Vishuddhi
1) 2) 3) 4) 5) 6) Bam Bham Mam Ciam Ram Lam 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) Am Aam Im Iim Um Uum Hrum Hruum Lam Rlam Em Aim Om Aum Am Aham

Nabhi
1) Dam 2) Dham 3) Rnam 4) Tam 5) Tham 6) Dam 7) Dham 8) Nam 9) Pam 10) Pham

Agnya
1) 2) Ham Kshyam

Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni Sa
corrispondono a:

Do Re Mi Fa Sol La Si Do
9

I MANTRAS IN SAHAJA YOGA
La parola Mantra viene dal verbo Sanscrito Manana che significa meditare. Solo in meditazione un Mantra ha senso ed efficacia. Le Vibrazioni diventano suono, suono della voce, un suono specifico che ha effetto diretto sull’Essere Interiore. Quando un’anima realizzata pronuncia un Mantra, quest’anima diventa lo strumento attraverso il quale l’Energia Spirituale può essere usata per uno scopo specifico. D’altra parte i Mantras stessi hanno il potere di avvicinarci allo stato di consapevolezza senza pensieri, cioè allo stato di meditazione: emettendo Vibrazioni fresche, fanno ascendere la Kundalini lungo il canale centrale e la aiutano ad attraversare i Chakras. Certe pratiche oggi in uso sia in Occidente che in Oriente, prescrivono la ripetizione costante ed indiscriminata di determinati Mantras. Shri Mataji ha chiaramente spiegato che la ripetizione dei Mantras prima della Realizzazione del Sé è inutile e talvolta anche deleteria, e che in ogni caso, non bisogna cadere in ritualismi: “…come il dire 108 volte il nome di Shiva per chiedere le Sue Benedizioni. Non è questo il modo, a Lui non piace, nessuno ama un mormorio di questo tipo. Immaginate che qualcuno si metta a ripetere, ripetere e ripetere il vostro nome vicino alla porta dove abitate: lo caccereste via! Quindi dire tante volte un Nome, pensando che quella Deità vi aiuterà, non è proprio il modo di fare. Innanzi tutto dovete diventare abbastanza saggi da capire che siete parte integrante del Paramchaitanya, le Vibrazioni Onnipervadenti dell’Amore Divino. Tutto funzionerà in base a questo. E funziona in maniera così bella!” Shri Mataji - Navaratri Puja ’98 I Mantras sono costituiti da suoni o frasi che hanno una corrispondenza diretta con le qualità vibratorie del Chakra o del canale a cui sono rivolti. Ad esempio quando diciamo “Madre, io sono lo Spirito”, quest’affermazione provoca un'eco nella regione del cuore, che è la sede del Sé. Come risultato il Chakra del Cuore tenderà ad aprirsi e a riequilibrarsi, permettendo il passaggio della Kundalini. Conosciamo già alcuni Mantras in italiano (per es. quelli che abbiamo pronunciato quando abbiamo ricevuto la Realizzazione) ed altri ne conosceremo. Vogliamo ora ricordarne alcuni in Sanscrito, l’antica “ Lingua degli Dei “. Tra i Mantras in Sanscrito distinguiamo i Bija Mantras ed i Mantras più complessi.

I Bija Mantras
I Bija Mantras sono quei Mantras basilari costituiti da pochi suoni semplici. La parola bija significa infatti “seme”. I primi Bija Mantras che utilizzeremo sono Aum, Ham e Ksham. L'Aum è il Mantra Primordiale e contiene in se i tre poteri fondamentali che regolano l'Universo così come il nostro sistema nervoso. Abbiamo posto la rappresentazione grafica di questo suono in apertura di questa dispensa. Riporteremo altrove le parole di Shri Mataji che spiegano come in questo segno, ormai piuttosto conosciuto anche in occidente, sia rappresentata la storia dei primi momenti della creazione. Il suono del Mantra si compone di tre lettere: A, che esprime il potere del desiderio puro e rafforza il nostro senso di esistenza (lato sinistro); U, che manifesta il potere della creazione e delle nostre azioni (lato destro); M, che attiva il potere dell'evoluzione consapevole (canale centrale). Lo si può pronunciare sia emettendo distintamente i suoni A - U - M, sia fondendoli in un'unica sillaba: OM. quando lo pronunciamo con le lettere distinte, possiamo guidare l'attenzione in due modi diversi: • nel primo, cantando la A si pone l'attenzione sul canale sinistro, cantando la U sul canale destro e cantando la M (con le labbra chiuse ma distese, e senza stringere i denti) sul canale centrale; • nel secondo modo porremo l'attenzione sulla zona addominale emettendo il suono A, sulla zona toracica emettendo il suono U e infine pronunciando il suono M sentiremo come esso abbia una risonanza nella testa.
10

I Bija Mantras Ham e Ksham costituiscono poi i suoni nati dai due emisferi del nostro cervello: il Superego e l'Ego. “Ham” significa io sono, nel senso di: “Io esisto”, “Io sono lo Spirito”, ed è un Mantra che nasce dal Superego. Attraverso questo Mantra il Superego ci vuole comunicare la verità della nostra esistenza e assicurare che non saremo distrutti. Chi è timoroso o è autodistruttivo, ha un problema che si può localizzare nel Superego e troverà giovamento nel pronunciare in meditazione il Mantra “Ham”. “Ksham”, viceversa, ha il significato di: “Io perdono” ed è un Mantra che viene dall'ego e serve a riequilibrarlo. Coloro che sono astiosi o aggressivi nei confronti degli altri, hanno un problema d’ego e troveranno sollievo dalla propria aggressività pronunciando in meditazione questo Mantra. Per lavorare sull'ego e sul superego contemporaneamente si possono pronunciare i due Mantras: si dà prima con la mano destra aperta un colpetto sulla tempia destra (che insieme alla nuca raccoglie la fine del canale sinistro) dicendo Ham, poi con la mano sinistra un colpetto sulla tempia sinistra (che, insieme alla fronte contiene la fine del canale destro) dicendo “Ksham”. Continuare per qualche tempo alternando i Mantras e il corrispondente movimento delle mani.

Mantras per gli aspetti Divini
Si possono usare dei Mantras in sanscrito, più complessi di quelli sopra descritti, per risvegliare le qualità presenti nei singoli Chakras ma “assopite” e perciò scarsamente presenti (o addirittura assenti) nella nostra interazione col mondo esterno e interno. Di quest’assopimento, o assenza, soffre lo scorrimento della Kundalini nel sistema, e in particolare la sua ascesa verso il Sahasrara. Grazie ai Mantras possiamo, con rispetto, porgere il nostro omaggio (anche con il namoh namah finale), la nostra attenzione d’amore alle deità, cioè ai singoli aspetti del Divino che presiedono ai vari Chakras, e le qualità si risvegliano. L’efficacia del processo dipende, tra l’altro, dalla intensità del nostro desiderio di cambiare e di conoscere, dalla purezza della nostra attenzione (cioè che almeno in quel momento non stiamo pensando ad altro), dal saperci guardare come osservatori esterni, testimoni gioiosi dei poteri che la nostra recente “seconda nascita” (processo che dobbiamo stabilizzare) ci sta conferendo. Parte integrante di questa dinamica sono anche l’abbandono e la gratitudine al Divino e al ruolo che Shri Mataji Nirmala Devi sta svolgendo nella nostra contemporaneità. L’efficacia dei Mantras ci lascia talvolta, specialmente all’inizio della nostra esperienza in Sahaja Yoga, stupefatti e incuriositi. Lo stupore, comprensibile e naturale, non deve lasciar posto ad una specie di meccanicismo magico, miracolistico o superstizioso, come se per ogni cosa “bastasse” ricorrere ai Mantras. È chiaro che è necessario il desiderio di trasformarci, e dobbiamo poi riuscire a cambiare dei comportamenti, delle abitudini sbagliate, anche perché un comportamento sleale nei confronti della nostra evoluzione farebbe perdere efficacia al Vishuddhi Chakra. L’introspezione illuminata che si può avere avvicinandosi o uscendo dallo stato “senza pensieri” è in questo di grandissimo aiuto. Qualunque cosa facciate, dovrebbe essere fatta con la fede che si ha quando si adora, lo zelo di un guerriero e la sensibilità di un artista.

Shri Mataji Nirmala Devi

LA FORMULA BASE PER I MANTRAS È LA SEGUENTE:
OM TWAMEWA SAKSHAT SHRI...... (Nome dell’aspetto Divino) ....SAKSHAT
SHRI ADI SHAKTI MATAJI

SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH Come nelle lingue più antiche, il verbo è in fondo: Om, io rendo omaggio (namoh namah) a chi è realmente (twamewa) presente (sakshat) come Shri……………..; rendo omaggio all’Energia Primordiale Materna (Shri Adi Shakti Mataji); rendo omaggio a Shri Nirmala Devi. Le Deità per i canali sono le seguenti: Ida Nadi ( canale sinistro ): ............................. Shri Mahakali, Shri Bhairava; Pingala Nadi ( canale destro ): ........................ Shri Mahasaraswati, Shri Hanumana; Sushumna Nadi ( canale centrale ): ................ Shri Mahalakshmi.

I TRE MANTRAS PER IL SAHASRARA CHAKRA:
1. OM TWAMEWA SAKSHAT SHRI MAHALAXMI, MAHASARASWATI, MAHAKALI TRIGUNATMIKA KUNDALINI SAKSHAT SHRI ADI SHAKTI MATAJI SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH 2. OM TWAMEWA SAKSHAT SHRI KALKI SAKSHAT, SHRI ADI SHAKTI MATAJI SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH 3. OM TWAMEWA SAKSHAT
SHRI KALKI SAKSHAT, SHRI SAHASRARA SWAMINI MOKSHA PRADAINI MATAJI

SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH

Nello specchietto seguente vengono indicate le principali Deità a cui rivolgersi per i singoli Chakras ognuno nei suoi aspetti, centrale, destro e sinistro:

CHAKRAS
1 - MOOLADHARA 2 - SWADISTHANA

CANALI
Centrale e sinistro Destro Centrale Sinistro Destro Centrale Sinistro Destro Centrale Sinistro Destro Centrale
Sinistro

DEITÀ
Shri Ganesha

Shri Kartikeya Shri Brahmadeva Saraswati Shri Nirmala Vidya Shri Brahmadeva Saraswati
Shri Nirmala Chitta

3 - NABHI

3a - VOID 4 - ANAHAT – CUORE

5 - VISHUDDHI

6 - AGNYA

Destro Centrale sulla fronte Centrale sulla nuca Destro tempia sn. Sinistro tempia ds.

Shri Lakshmi Vishnu Shri Gruha Lakshmi Shri Raja Lakshmi Shri Adi Guru Dattatreya Shri Jagadamba Shri Shiva Parvati Shri Sita Rama Shri Radha Krishna Shri Vishnumaya Shri Vitthala Rukmini Shri Maria e Shri Gesù
Shri Mahaganesha

Shri Buddha Shri Mahavira

Come vedremo in seguito, non mancheranno vari altri riferimenti: da Socrate a Lao Tze, da Mosè a Confucio, da Zoroastro a Mohammed, ed altre personalità divine che tanta ed ancora attuale “eredità vibratoria” hanno lasciato su questo pianeta. Si tratta di riconoscere la loro autonomia da ciò che è stato costruito attorno ad Essi, ed il loro essere tutti fiori e rami di uno stesso “Albero della Vita”, che ha trovato manifestazioni diverse nelle diverse aree geografiche, in vari linguaggi ed epoche storiche, ma di cui è ora di riconoscere l’Originaria, Assoluta Unità. Contemporaneamente l’immagine che abbiamo di noi stessi diventa più grande: imparando a riconoscere il nostro corpo sottile, la parte più intima della nostra personalità, come frutto della storia dello Spirito su questo pianeta, impariamo ad accettarci come esseri universali, ben al di là delle ristrettezze dell’ego e del superego.

Le affermazioni
Le affermazioni, sono dei tipi di Mantras che ci aiutano nella meditazione quotidiana. Pur nella loro semplicità, sono molto indicati per lavorare sui nostri Chakras. Ne diamo qui alcuni, validi aiuti per differenti situazioni.

Mantras per l’aspetto centrale dei Chakras
1) 2) 3) 3a) 4) 5) 5a) 6) 7) Mooladhara Chakra: Swadisthan Chakra Nabhi Chakra Void Anahata Chakra Vishuddhi Chakra Hamsa Chakra Agnya Chakra Sahasrara Chakra Madre , fa che io sia l’innocenza. Madre , fa che io sia la conoscenza creativa. Madre , fa che io sia completamente soddisfatto. Madre , fai di me il mio proprio guru, il mio proprio maestro. Madre , fai di me una persona senza paura. Madre , fai di me un testimone distaccato, rendimi parte del tutto. Madre , fai di me una persona che sa discriminare. Madre , fai di me una persona che sa perdonare. Madre , per favore, risiedi nella mia testa, rafforza e stabilizza la mia Realizzazione del Sé.

Mantras per l’aspetto di destra dei Chakras
1) 2) 3) 3a) Void 4) 5) 6) 7) Anahata Chakra Vishuddhi Chakra Agnya Chakra Sahasrara Chakra Mooladhara Chakra Swadisthan Chakra Nabhi Chakra Madre , Tu sei in verità la distruttrice di ogni forma di male. Madre , io non faccio nulla. Tu sei in verità Colei che agisce. Madre , per favore dammi l’attenzione pura. Madre , Tu sei in verità la dignità regale in me. Tu risolvi i miei problemi economici e familiari. Tu ti prendi cura del mio benessere. Madre , Tu sei in verità il mio Guru. Madre , Tu sei in verità la responsabilità in me. Madre , Tu sei la dolce continenza delle mie parole e delle mie azioni. Madre , io perdono tutti, anche me stesso. Madre , Tu sei in verità la vittoria in tutte le sfide dell’ascesa.

Intero lato destro

Madre , fa che io sia l’azione pura.

Mantras per l’aspetto di sinistra dei Chakras
1) 2) 3) 3a) Void 4) 5) 6) Anahata Chakra Vishuddhi Chakra Agnya Chakra Sahasrara Chakra Mooladhara Chakra Swadisthan Nabhi Chakra Madre , per Tua Grazia, io sono l’innocenza potente di un bambino. Madre , per Tua Grazia io sono la pura conoscenza. Madre , per Tua Grazia io sono la pace, sono una persona generosa. Madre , per Tua Grazia io sono il mio proprio guru. Madre , per Tua Grazia io sono lo Spirito. Madre , io non sono colpevole di nulla. Madre , perdona i miei errori. Madre , per Tua Grazia io sono protetto, e sarò vittorioso in tutte le sfide dell’ascesa.

7)

Intero lato sinistro

Madre , per Tua Grazia, io sono nell’attenzione dello Spirito Santo. Madre , fa che io sia il desiderio puro.

CAPIRE IL MONDO DELLE DEITA'
Prima dell'inizio del ciclo cosmico (Creazione) l'ultima realtà era indifferenziata, come Parabrahma. Essa era infinita, astratta e senza manifestazione. La Creazione comincia quando questa realtà si separa in due: Sadashiva il Padre Primordiale, e Adi Shakti la Madre Primordiale. "Lui" é l'eterno testimone, "Lei" é il suo potere, lo Spirito Santo. Attraverso l'energia dell'Aum, la Parola Primordiale, "Lei" creò poi l'intero universo. Aum é l'espressione delle tre fondamentali energie che strutturano i cosmo. "A" é la fondamentale energia del desiderio “Mahakali”, "U" é la fondamentale energia dell'azione “Mahasaraswati”, e "M" la fondamentale energia dell'evoluzione, “Mahalakshmi”. Aum è il suono che rappresenta il principio della Divina innocenza e purezza che permea il cosmo, ed é stato personificato dalla divinità a testa di elefante, Shri Ganesha. In seguito, prima del nostro proprio universo materiale, fu creato il mondo delle Deità. Le tre principali sono Shiva, Vishnu e Brahmadeva. Di queste tre, Shri Shiva non si é mai incarnato ed é la manifestazione della pura esistenza spirituale. Sua moglie (la Shakti, il potere) é Parvati. Shri Vishnu é la guida dell'evoluzione ed é colui che si incarna per dare avvio ad una nuova tappa dell'evoluzione. Sua moglie é Lakshmi, donatrice di prosperità. Brahmadeva, il creatore, si incarna molto raramente. Ciò nonostante Hasrat Ali, genero di Maometto e marito di Fatima, ne é un esempio. La Shakti (Potere, raffigurata spesso come moglie) di Brahmadeva é Saraswati, Dea della bellezza, dell'arte e della musica. Un incarnazione può avvenire in una forma completa (Avatar) oppure con una limitata manifestazione (Anchavatar). Le più famose avatar di Shri Vishnu sono Shri Rama e Shri Krishna. Le incarnazioni possono essere divise in quattro tipologie: il Padre, il Maestro Primordiale, il Figlio e la Madre. L'ASPETTO DEL PADRE Shri Vishnu si incarnò come Shri Rama circa 8000 anni fa in India. Egli fu il figlio di un Re, e fu educato quale erede al trono. Era il Re filosofo e benevolente descritto da Socrate, un guerriero di ineguagliabile coraggio, abilità e serietà. La sua vita fu esempio di un'esistenza di estrema rettitudine Dharmica. Shri Rama ci diede il modello per un perfetto schema delle relazioni sociali. Fu perfetto come figlio, marito, fratello, padre e re. E' la Deità del Chakra Anahath destro (cuore) e a questo livello sottile Egli stabilisce dentro l'uomo il potenziale necessario per manifestare le qualità di padre, figlio, marito. Shri Krishna si incarnò circa 6000 anni fa in India. Egli esprime la grandezza di Dio, l'Onnipresente Altissimo (Virata). Uno dei più straordinari aspetti di Shri Krishna é che egli é Yogeshwara, il Signore dello Yoga, completamente distaccato da ogni coinvolgimento verbale, pur adempiendo a tutti i compiti terreni con molto successo. Fu lui che introdusse nella consapevolezza umana la nozione di "Lila" (il gioco), dell'azione compiuta con distacco quando l'uomo agisce in modo distaccato, quale strumento dell'Inconscio liberato dalle interferenze dei desideri del nostro Ego. Il potere della testimonianza di Shri Krishna risiede nel Víshuddhi Chakra, che può essere risvegliato attraverso il potere della Kundalini. L'ASPETTO DEL MAESTRO PRIMORDIALE L'innocenza di Brahma, Vishnu e Shiva si integra per manifestare un'altro aspetto della realtà: il Maestro Primordiale (Adi Guru). E' colui che si incarna molto sovente per assistere Vishnu nel Suo compito evolutivo. Ci sono state dieci principali manifestazioni dell'aspetto del Maestro Primordiale: Abramo, Mosé, Confucío, Zoroastro, Lao Tze, Socrate, Raja Janaka, Maometto, Guru Nanak, Sai Baba da Shirdi (seconda metà del 19.sec.). L'aspetto del Maestro Primordiale si manifesta nell'area del corpo sottile come Void (Oceano di Illusione). Le sue incarnazioni hanno dato all'uomo i principi per mantenere l'equilibrio nella vita quotidiana, evitando gli estremi, Quando l'energia della Kundalini illumina l'area del Void, l'individuo diventa il suo proprio maestro (il suo proprio Guru).

L'ASPETTO DEL FIGLIO Shri Ganesha si incarnò come Signore Gesù Cristo circa 2000 anni fa in Israele. La sua Shakti é la Vergine Maria. Il Signore Gesù stabilizzò dentro l'Agnya Chakra il potere dell'uomo per perdonare ed essere perdonato, per purificare se stesso dagli effetti dei suoi peccati e dal suo Karma. II figlio Divino, il Signore Gesù, era la parola Aum fattasi carne. Nella tradizione indiana Cristo é conosciuto come Mahavishnu. L’aspetto del figlio viene raffigurato anche sotto l'aspetto del guerriero Shri Kartikeya. L'ASPETTO DELLA MADRE L'Adi Shakti é la Grande Madre, lo Spirito Santo. Pure Ella si incarnò sia nel suo proprio diritto (come Durga 10.000 anni fa) o in uno dei suoi molteplici aspetti. E' lei che controlla le manifestazioni dell'intero cosmo. Ella si é incarnata per esempio nel suo aspetto di Madre, quale Madre di Cristo, Maria. Nel suo aspetto di moglie come Sita, nel caso di Rama, o Radha, moglie di Shri Krishna. Ella fu pure Nanaki, la sorella del Maestro Primordiale, Guru Nanak, e la figlia Fatima del Maestro Primordiale, Maometto. Tutte le Deità sono l'aspetto di un Dio Unico. Le incarnazioni sono questi aspetti al lavoro nella storia dell'universo. Tutte controllano gli specifici elementi del meccanismo intero, Chakras o Nadis. Sono estremamente viventi e agiscono in supporto del grande lavoro di Sahaja Yoga. Attraverso la conoscenza dell'arte dei Mantras, e sopprattutto risvegliando la devozione del cuore, i Sahaja Yogis possono entrare in contatto con tutti questi aspetti di Dio per essere aiutati e protetti. In conclusione, le qualità del Divino sbocciano e si manifestano attraverso i Chakras. Le Deità governano sopra un panteon molto complesso di esseri oltre l'umano. Dalla parte delle Deità ci sono i Devas che controllano le forze della natura: Indra, la pioggia, Vayu, il vento, Agni, il fuoco, Adi Bhoomi, la terra, Varuna, l'oceano, ed altri ancora. Stabilizzando pienamente la propria relazione con questi Devas, si può in ultimo controllare gli elementi. Ci sono anche esseri Celestiali quali gli Arcangeli: Gabriele, cioè Hanumana, e Michele, cioè Bhairava. Dalla parte del Male esistono pure varie categorie di esseri Satanici. Queste forze (per esempio gli Asura) sono al lavoro per impedire all'uomo di raggiungere i suoi scopi spirituali. Shri Mataji citò le forze Sataniche che hanno ora assunto forme umane quando visitò l'America nel 1972, e mise in guardia dal danno che possono arrecare allo spirito dell'uomo. Sono stati tutti distrutti da Shri Mataji nelle sue precedenti incarnazioni, e verranno distrutti ancora. Nel frattempo resta a noi di approfittare della sua venuta e di diventare Esseri Spirituali attraverso la Realizzazione.

TUTTO E' STATO FATTO COSÌ BENE Hampstead, GB - Programma pubblico 22.7.82
Shri Mataji Nirmala Devi Continuiamo con lo stesso discorso che avevamo cominciato ieri: la struttura sottile interna dell'essere umano che, vi dicevo, Dio ha fatto così bene. Basta che guardiate una qualunque cosa viva, per esempio un albero. Se lo osservate resterete incantati nel considerare come i diversi canali, che portano la linfa verso l'alto, siano così ben fatti che il liquido non ha nessuna difficoltà a salire. L'aspirazione della linfa lungo il tronco e i rami avviene perché il sole splende ed il liquido è spinto a salire. La Natura è costruita così bene, in modo del tutto armonioso: quando è inverno le foglie cadono perché Madre Terra richiede nutrimento e le foglie non devono più catturare tanta luce dal sole, così la superficie esposta può essere minore. Lo stesso nutrimento rientrerà via via in ciclo: in primavera vedrete ancora bellissime foglie venir fuori dalla corteccia. Tutto funziona così bene! Tutto, proprio tutto l'intero Universo è fatto così bene e le relazioni fra tutte le cose sono così ben disposte che l'intera rete di rapporti fra tutte le cose riceve ogni benedizione del Divino senza difficoltà alcuna. Piove e la natura riceve l’acqua. Se siete mai stati in una foresta, cosa che comunque potreste immaginare, vi sarete meravigliati di come sia pulita, di quanto sia pura la fragranza del luogo, di come nulla ristagni. Come mai? Tutto funziona: attraverso la luce del sole, attraverso la pioggia, attraverso il vento... In mezzo a quest’Universo è stato creato l'Uomo. Il che è un problema. La struttura sottile interna dell'uomo può essere distrutta dall'uomo stesso; solo lui può farlo. Gli alberi non possono autodistruggersi, vi pare? Si ergono come testimoni e, semplicemente, offrono. Offrono, e basta: anche quando muoiono, danno il legname, mentre finché sono in vita offrono fiori, ombra e bellezza. Sono sempre lì a dare, a dare, a dare e non smettono mai. E chi prende è la grande epitome della creazione (colui che ne contiene il “riassunto” - ndt.): l’essere umano. È lui che è destinato a ricevere tutto questo. Egli ha anche ricevuto l'intelligenza per raccogliere tutti i frutti possibili ed usarli per i suoi scopi. Perciò noi utilizziamo, sfruttiamo le benedizioni della Natura. E questo è cosa buona. Questo è quel che Dio ha voluto: che noi potessimo davvero avere le benedizioni della Natura, che gli uomini fossero i monarchi di questo Universo. Così ogni cosa è lì, pronta a soddisfare i vostri bisogni. Perché mai allora l'uomo diventa matto assumendo comportamenti estremi? Non pone mente alla sua struttura interna, che lui stesso può rovinare. Il problema è che solo l'uomo può farlo, e non basta: può rovinare anche la struttura più esterna, cioè l'atmosfera. Mandate un uomo in una foresta e tutto va bene, mandate duecento tigri in una foresta e tutto va bene; ma se mandate dieci uomini nella foresta tutto sarà distrutto. Ogni cosa bella verrà rovinata. Da un lato, solo gli esseri umani hanno ricevuto il senso della bellezza, solo gli esseri umani hanno ricevuto la capacità di apprezzare la pulizia. Quindi sono gli unici a gioirne. Sono gli unici a poter gioire di tutto. O meglio dovrebbero, ma c'è qualcosa che manca in loro e questa mancanza non consente la gioia completa. Quando guardate un albero - oggi ci sono ciliegi in fiore dappertutto - arriva il pensiero: “Quanto possono aver pagato quest’albero? Quanti anni ci saranno voluti?’ Pensieri di questo tipo, terra terra, invadono la mente. Immaginate la possibilità che nessun pensiero arrivi nella mente: guardate e basta, come dei testimoni, puri testimoni. Allora la gioia di dare troverebbe completa espressione in voi! Questa condizione non l'abbiamo ancora raggiunta; abbiamo sempre pensieri, pensieri che sono tutti artificiosi, pensieri che vi rendono una specie di persona irreale o, se non andate ad un livello più sottile, una persona molto materialista. Non è la realtà, l'immaginazione non è la realtà e neanche il materialismo lo è. Per esempio un poeta potrebbe dirvi che quando c'è un fiore, emette tanta bellezza che...insomma una delle tante storie che si sono costruite attorno ad un fiore; mentre una persona che non ha immaginazione potrebbe dire: “Non sa quanto costi... come buttarlo giù?... che uso farne, come ci si può ricavare qualcosa?” La poesia, ovviamente, tocca un

lato più sottile della vita, senza dubbio. Grazie a Dio, Hampstead (la città ove Shri Mataji ha tenuto questo discorso, n.d.t.) ha avuto molti grandi poeti. Ma quel lato può essere pura fantasticheria per altra gente. Ciò a cui guardate e a cui voi pensate potrebbe non essere vero per altri. Per esempio prendiamo una persona come William Blake: ogni cosa che ha scritto è poesia, ma nessuno lo ha compreso. Per capirlo dovete ricevere la Realizzazione anche voi, altrimenti non lo capirete affatto. Dunque, qualunque cosa sia offerta dalla natura, sia a livello materiale, sia a livello dell'immaginario, non può essere effettivamente goduta dagli esseri umani. Non può. Si tende a credere di sì, ma guardate le leggi economiche: si basano sul fatto che ... i desideri, in generale, non possono essere soddisfatti, il che vuoi dire che non c'è proprio alcuna soddisfazione. Insomma è detto, è confessato: oggi volete avere una macchina, poi volete un aeroplano. E va bene, prendetevi l'aeroplano; ma poi volete ancora altro. Non c'è fine. Questo prova che la gioia che ricavate dalle cose materiali non è soddisfacente, perché nello stato in cui gli esseri umani sono ora, non riescono a provarla. Non possono gioire di nulla sebbene, poiché solo loro hanno la capacità di gioire, si pensi che possano godere di tutto. C'è qualcosa che manca, e a causa di questa mancanza non possono godere nulla. Qual è questa qualità? Qual'è questa condizione? Eccola: per provare gioia si deve essere connessi con lo Spirito. Lo Spirito è la connessione che emette gioia. Non c'è altra via per gioire della vita senza rimorsi. Essere per prima cosa connessi con lo Spirito è la sola via perché è l'unica che non abbia doppie facce. Immaginate della gente che vada a ballare, si pensa debbano essere felici. Tornano a casa e cominciano a litigare a più non posso. Dio solo sa di cosa hanno avuto gioia. La gioia della vita è possibile solo se riusciamo a connetterci con lo Spirito e questa connessione è possibile solo se noi sbocciamo in Esso. Diventate lo Spirito. Come Cristo ha detto con semplici parole: si deve nascere di nuovo. Molto semplice, sembra molto semplice. Ma come fare? Bisogna essere battezzati. Ma in che senso? Supponiamo che uno vada in un seminario o altra istituzione del genere. Ti dicono: “Ora hai ottenuto il diritto di battezzare”. Qualsiasi persona intelligente non è attratta da una strada come questa. Può mai essere possibile? Che ne è del Battesimo come processo vivente nel quale si deve raggiungere una connessione, la connessione con lo Spirito? Quello che si deve raggiungere è uno stato della mente nel quale voi diventate lo Spirito. Questa connessione deve poi essere stabilizzata, altrimenti non si può dire di essere “nati due volte” dicendoselo da soli. Ho visto molta gente dire: “Madre, io sono un nato due volte”. Ed Io: “Come fai a dirlo? Quale certificato hai ottenuto per affermare che sei nato due volte?” Uno non può certo darselo da solo. Non esistono qui autocertificazioni. Supponete che un cane dica: “Io sono un essere umano”. Lo accettereste? No, non può proprio andare in giro dicendo di essere un essere umano. Non ci si diventa, è uno stato, una qualità del processo evolutivo, e tale deve risultare di per sé. Un pesce che debba diventare una testuggine deve diventare una testuggine, non può semplicemente dire: “Io sono una testuggine, sì, io sono una testuggine”. Ecco dove entra in gioco l'ego umano. A parole non cambiate in niente. C'è una cosa fondamentale da sapere: dobbiamo diventare qualcosa d'altro, sul piano dei fatti, della realtà, dobbiamo metterci faccia a faccia con la realtà e non credere a qualcosa solo perché è stato detto. Chiunque può permettersi di dire... tutto. Che importa? Che dica quel che gli pare. Quanto ci vuole a scrivere un libro? Si va da chi li stampa, gli date qualcosa da scrivere... si può scrivere qualsiasi robaccia. Uno può scrivere su Dio, o su questo o quell'argomento, fare grossi discorsi, grosse organizzazioni, ma tutto questo non c'entra col tipo di cose di cui vi sto parlando. Ancora. Prendete il caso di quegli animali, cani per lo più, che i padroni vestono come bimbi in fasce, li fanno ballare nei circhi e sembrano uno po' come... umani, avete presente? Sanno portare una lettera, o magari sanno andare a prendere i bambini a scuola. Possono fare tante cose di questo tipo, ma vi mettete per caso a dire che sono esseri umani? Non sto dicendo che nel nostro caso la differenza, la distanza sia così

grande, ma si deve capire una cosa: non siamo ancora diventati lo Spirito. In tutta umiltà va accettato che dobbiamo diventare lo Spirito. Supponete che sia la sola fonte di gioia. Se è lo Spirito quel che realmente vi appartiene ed esso è dentro di voi, se è ciò che dovete raggiungere, se è - provate a supporlo! - se è per esso che siete diventati esseri umani, non dovreste dunque tutti diventarlo? È una cosa logica, che la vita senza lo Spirito non ha significato. Supponiamo che avete fatto una candela, che ci avete messo lo stoppino e via dicendo e poi, quando arriva il buio dite: “E che facciamo adesso?” Ma accendete la candela, no? È cosi semplice! L'esistenza stessa tutta intera non avrà senso se non diventiamo lo Spirito. Tutti dobbiamo diventarlo, altrimenti siamo inutili, buoni a nulla, le nostre vite sono prive di senso. Ora, quando qualcuno parla così... non potrei Io essere un’ipocrita, come ce ne sono tanti? Oh non potrei essere un falso Guru, come sono chiamati? Potrei esserlo Io stessa, raccontandovi un sacco di storie; potrebbe essere possibile, non vi pare? Chiunque può esserlo. Ma perché ingannare voi stessi? Questo è il punto. Lasciate che chiunque tenti di ingannarvi, ma non ingannate voi stessi! Accettate un semplice punto, che dovete diventare lo Spirito, in tutta umiltà. E questo è l'unico desiderio che un ricercatore dovrebbe avere. Ho conosciuto molti ricercatori, ed i ricercatori le provano tutte. Ho chiesto una volta ad un signore che aveva un pessimo Agnya (il sesto Chakra n.d.t.) “Che genere d’esperienze ha fatto”? Rispose: “C'è un tale, Rampa Shampa, che ha scritto dei libri sul Terzo Occhio e li sto mettendo in pratica; il mio Terzo Occhio sta sviluppandosi.” Risposi: “Ah sì? E chi te lo ha detto?” Replicò: “Ci sono libri su libri su quest’argomento!” Ed Io: “Davvero? E come osa costui fare quello che fa esercitando un potere qui (sull'Agnya Chakra n.d.t.) per farti aprire il Terzo Occhio?” e stava commettendo sciocchezze su sciocchezze credendo in quel tale ed il suo Agnya si era rovinato. Chiesi: “Ma chi è quel tale, che fa per sé, su di sé”? Questo è il bello, vedete... Dio non ci ha dato solo dei cervelli, ci ha dato anche la saggezza. E dovremmo usarla e giudicare persone come questa con il filtro della saggezza per capire bene cosa ci vanno dicendo. La maggior parte di loro rovinano la vostra struttura sottile. Non mi preoccuperei di nessuno di loro se semplicemente contrabbandassero denaro o vi stessero riducendo in povertà. Non è questo il punto, è chiaro? Se vogliono denaro, dateglielo e basta. Ce ne sono tanti di contrabbandieri, banditi, rapinatori, truffatori. Al mondo ci sono tanti tipi di persone che mille e una parola non basterebbero per descriverli. Ma stanno rovinando il vostro corpo sottile! E quando vi rovinano il corpo sottile, la salita della Kundalini segna il passo, questo è il problema. Si sviluppano malattie, problemi emozionali e mentali, problemi d’ogni tipo. Di fatto sappiate che, se siete un ricercatore e state cercando, dovete diventare una persona assolutamente normale. Lasciate cadere tutto quello che c’è d’anormale in voi. Se non va via, sappiate che nella vostra interiorità c'è qualcosa d’arretrato, retrogrado, involuto. Purtroppo la gente non capisce che essere anormali vuol dire diminuire se stessi. Quelli che pensano di potersi tingere i capelli di tutti i colori o vestire in modo matto, girovagare senza scopo e raggiungere Dio... non so come dir loro che non è quella la via. E quelli che vanno comportandosi nelle maniere più balzane, gridando e strillando e dicendo preghiere a voce alta per le strade, dando spettacolo di sé e pensano che così, poi, arriveranno a Dio... Non è possibile! L'unica via è di mantenere intatta la propria saggezza, la propria salda fede che siamo lo Spirito, e che Dio è compassione, e farà di voi lo Spirito. Questo è ciò che è necessario in un Ricercatore. Ma quando provate a fare certe cose senza saggezza è come se faceste un gran giro per ritrovarvi poi allo stesso punto di prima, ma confusi, feriti e talvolta malati in modo irreversibile. Il problema oggi è molto complesso. Il vostro corpo sottile è stato rovinato non solo da gente falsa, ma anche da cosi tante altre cose cui stiamo appresso. La società, la vita di famiglia, le droghe, le abitudini e tante, tante altre cose si sono insinuate dentro di noi intessendo una rete così fitta che non è possibile uscirne fuori. C'è una sola via d'uscita. Una volta da bambina ho letto una storia a proposito di certi uccelli. Qualcuno aveva gettato una rete e molti uccelli n’erano rimasti prigionieri. E fecero la scoperta: “Siamo stati sviati, messi su una falsa strada.” Avevano visto

del becchime ed erano stati ingannati. Era per loro impossibile scoprire come uscire da quella rete. Ed è una cosa impossibile. Uno non può uscirne, cerca di liberare altri, si lega ancora di più e va sempre peggio. Che fare? E dissero: “Perché non voliamo via tutti assieme con tutta la rete? Poi col becco taglieremo la rete e saremo liberi, ma prima di tutto andiamo via di qui. Uniamo le nostre energie e voliamo via.” Così fecero. Dispiegarono le ali tutti insieme e presero il volo, andarono lontano e si liberarono. Oggi Sahaja Yoga è un mezzo del genere. Una persona da sola non ce la può fare. È impossibile. Se una persona prova a farcela da sola, si scontra con cose insormontabili. Dovrebbe fuggire, andar via e vivere costantemente in una caverna. Qualunque singola persona che, pur dotata di poteri come Cristo, venga su questa terra è crocefissa, finita. Tre anni, poi fu crocefisso. Nessuno lo ha capito. Dobbiamo quindi essere tanti e tanti per uscir fuori da questa rete creata dall’opera di gente falsa e dalla nostra stupidità, da atti sbagliati, da strade sbagliate e da tutto quel che è contro l'evoluzione. Bisogna diventare un gruppo compatto per elevare la società più in alto, perché ci si possa davvero liberare dalle catene di questa schiavitù. Può essere che ci siano in India dei maestri, anime realizzate, che hanno impiegato molte vite per essere realizzati. Sono persone molto pulite. Sì, ce ne sono, nessun dubbio, ma sono molto pochi e vivono nelle foreste, nascosti in grotte e anzi quando ho detto loro: “Perché non uscite dai vostri nascondigli?” Hanno risposto: “Meglio che restiamo al sicuro qui!” Hanno le gambe spezzate, le mani spezzate, la gente non li ha mai sopportati. Ritengono, dopo dodici anni (dall'apertura del Sahasrara a livello cosmico, avvenuta nel 1970, n.d.t.) e forse finche Io resterò qui in Inghilterra, che sia meglio per loro non uscire allo scoperto. La gente vuole davvero far loro del male. Uno di loro è stato colpito così forte che gli hanno distrutto la spina dorsale. E dunque, i veri Guru sono ben nascosti, e quelli falsi sono in giro, con il chiaro intento di far soldi. Tutto qui. Perché sanno benissimo come gonfiare il vostro ego, giocare sulle vostre debolezze in modo da invischiarvi sempre più in quella rete, in quei miraggi ed approfittare il più possibile di voi. Ecco perché loro sono qui. Alla gente, in fondo, questo non piace, ma è facile identificarsi con quel tipo d’inganno; ma quella non è libertà. Libertà è quando davvero liberate i poteri che sono dentro di voi, quando ottenete questi poteri, quando diventate il guru di voi stessi. Dovete raggiungere quel punto dal quale vi guidate in modo che le giuste linee di condotta diventino parte integrante di voi stessi. In altre parole, dovete sentire l'esistenza dello Spirito nel vostro sistema nervoso centrale, nella mente conscia. Il processo evolutivo consiste in questo ed è quello che dovete raggiungere; qualunque altro discorso è assolutamente privo di valore. Affrontiamolo questo processo evolutivo! Non c'è da fare discorsi infiorettati, nulla del genere: è una pratica, è qualcosa da fare. Supponiamo che io vi dica: preparate una torta, mescolate questi ingredienti con questi altri ecc. Quando riunite il tutto vi accorgerete che, come risultato, è stata creata una persona. E magari c’è chi lo dice: “Bene, mischiate questo, stemperate quest'altro, e avrete la vostra torta” E invece poi, la torta non c'è proprio per niente! Che vi mangiate? Tutti i discorsi che vengono fatti, le organizzazioni che vengono create sono tutte cose che non hanno proprio nessun significato. Non vi danno il potere di essere lo Spirito. Io non sono qui per denunciare nessuno, né per far vergognare nessuno. Ma devo dire quel che penso, e cioè che quella gente rovina le proprie energie e le vostre energie. Perché non accettano il fatto che per anni, insieme, hanno fatto tante sciocchezze e non hanno raggiunto nulla? Quel che davvero mi preoccupa è: come mai non se ne rendono conto? Perché hanno buttato il cervello all'ammasso? Perché non vedono chiaramente che non hanno raggiunto nulla e cosa mai ancora credono di poter raggiungere? Perché non si dicono: “Quel che mio padre, mio nonno, mio bisnonno hanno fatto, Io lo sto ancora facendo; non ho raggiunto nulla come loro non hanno raggiunto nulla!” Qualsiasi persona con una mentalità scientifica dovrebbe pensare così. Qualsiasi persona religiosa dovrebbe pensare: “Questa religione se pure ha un qualche significato, non sta dando alcun frutto”. Che c'è scritto nei libri

sacri? Nella religione islamica - non so se abbiate letto il Corano - c'è scritto: “Ci sarà il giorno della Resurrezione”. È stato detto che tutti dobbiamo risorgere. Ma che significa? Nessuno ne vuole parlare. Parlano solo del giorno del giudizio perché, mettendovi paura, ricavano un bel po' di denaro: “Il giorno del giudizio sta arrivando, è meglio offrire del denaro”. Come se Dio comprendesse i vostri conti in banca. Non avete pagato nulla fin qui per diventare esseri umani. Cose così false e grossolane sono accettate da gente saggia, sensibile, colta, matura. Tutti pensano che è impossibile starsene fuori. Questi sono i principi che unificano la gente, le cose per cui si sta insieme. No, ognuno di voi è un individuo in questo stadio evolutivo: pensate con la vostra testa! Dio vi ha fatti come esseri individuali. Siete come un uovo, come un singolo uovo. Pensateci su, esercitate la vostra capacità di giudizio, scoprite tutto questo; e allora diventerete collettivi, cioè diventerete consapevoli di essere degli esseri collettivi. Collettività non significa reazioni massificate. Dieci persone si mettono a ballare - è proprio un bel rito, sapete? (Shri Mataji accenna qui alla pratiche di alcuni falsi guru, n.d.t.) Si alzano e si mettono a ballare. Quanto dovete pagare per questo? Solo dieci sterline, questo è tutto. Basta andare lì, togliersi i vestiti e ballare, tutto qui e... raggiungete Dio. Una cosa molto semplice: e la gente ci crede! Davvero, la gente ci crede. Credono in queste banalità, in queste assurdità. È una cosa semplicissima quel che si deve appurare: siamo diventati il nostro Spirito? Una domanda semplice è quella che ci dobbiamo porre: quel che stiamo facendo è per il nostro Spirito? Si stabilisce un qualche rapporto con il Potere Divino? Abbiamo sentito il Potere Divino da qualche parte? Se non teniamo bene a mente questo punto, possiamo rovinarci. Quest’insieme, questa struttura sottile che è molto delicata e così ben fatta, può guastarsi; Dio l'ha fatta la migliore di tutte, meglio di tutti gli alberi messi assieme, di tutti gli animali messi insieme, è il compendio di tutta la Sua Creazione: l'uomo. Eccetto che per una cosa: che all'uomo è stata data la libertà di scegliere. Così doveva andare, doveva essere fatto. Se non si dà libertà a questo livello (della Creazione, n.d.t.), come si può dar luogo alla completa libertà? Se non sapete usare la libertà, che resta? Prendiamo ad esempio un uomo che non sappia usare la sua libertà, che se ne vada in giro armato di pugnali, uccidendo a destra e a manca o uccidendo se stesso, o tutte e due le cose. C'è chi comincia con l'uccidere gli altri, chi con l'uccidere se stesso. Dareste la libertà ad una persona del genere? Basta il buon senso per dire che non si dà a nessuno la libertà d'andarsene in giro uccidendo se stessi o gli altri. Bisogna avere l'idea del giusto uso della libertà verso se stessi e verso gli altri, e quella libertà dobbiamo usare: se la usiamo in maniera appropriata, in modo saggio, non sorgeranno problemi. Ognuno di noi è fatto così bene! Vi ho detto come ci sia la Kundalini dentro di voi, com’essa sia collocata nel posto più sicuro, avvolta come una spirale; e vi ho detto dei centri posti in maniera così sottile nel midollo allungato, dentro la spina dorsale. Come lei sia protetta e come l'Agnya Chakra sia collocato tra le ghiandole pineale e pituitaria all'interno del chiasma ottico, e quanto sia ben fatto il Sahasrara. È stupefacente! Manca solo che la luce dello Spirito venga a illuminare tutto questo, null'altro. Dovete solo scegliere, in maniera concreta, di diventare lo Spirito. Non potete forzare in nulla il modo con cui Dio ha disposto la Sua Creazione. Dipende solo da Lui, l'organizzazione che ha creato dipende solo da Lui. La sola cosa che potete fare è di entrare nel Suo Regno e diventare parte integrante di quel dominio benedetto. Non vorrete più modificarlo. È così meraviglioso, così protettivo, così pieno d'amore, così gentile, così cortese, così compassionevole che rifuggirete dal cambiare una realtà organizzata così. Eppure lo facciamo, cerchiamo di organizzare Dio! Per chi pensa che quella realtà sia l'estrema sponda d’ogni ricerca, è tutto pronto per entrare nel Regno di Dio. Il tempo è venuto, questo è il giorno della Resurrezione, questi sono giorni della Resurrezione. C'è molta gente che nega quel che Cristo ha fatto. L'altro giorno c'era un libro che diceva che Egli non è mai risorto. Questi esseri umani, ma davvero ... cercano prove... scientifiche! V’immaginate? Come si possa provare scientificamente la Resurrezione non lo capisco. Secondo loro, Egli non morì. Naturalmente, non poteva, Egli è Eterno, lo so, quest’affermazione è corretta. Ma non è

mai morto! Egli morì nel modo in cui un Essere Divino può morire, ma risorse come un Essere Divino può risorgere. Nel modo più assoluto: Egli risorse! Gli scienziati non erano lì a vedere! Poi discese di nuovo, questo è un altro discorso, ma nel modo più assoluto Egli “ha risorto” il Suo Corpo Divino. E aveva una tale bella, fortificante personalità che ovunque sia andato, dopo la Resurrezione, ha lasciato un segno indelebile sulla gente. E il guaio è che quei signori, cui accennavo prima, cercano di provare tutte queste cose “scientificamente”. Non si può provare scientificamente la Resurrezione di Cristo, il che vuol anche dire, del resto, che non si può nemmeno negarla. Quel che Egli ha fatto a livello materiale a quel tempo, deve accadere a livello di corpo sottile dentro di voi. Questo è quello che ha fatto, ecco perché è detto: “Dovete passare attraverso Lui” Egli ha fatto quel che ha fatto per noi, e realmente lo ha fatto. Dobbiamo vedere questo processo accadere dentro di noi, non dicendo: “Ora seguiremo il Cristo”, ed ecco che prendete una grossa bandiera con i colori di Cristo e poi siete tutti soldati di Cristo” che marciano e: “Noi crediamo in Cristo e siamo tutti risorti”. No! non lo siete, non lo siete!!! Al massimo, se siete buoni Cristiani, o buoni Hindu, o buoni Musulmani, ripeto buoni, allora siete ben predisposti per la vostra resurrezione. Se non siete nemmeno questo, allora è un problema per me e per voi. Se siete stati un buon ebreo o un buon cristiano, o un buon Hindu, nel senso che avete saputo prendere il giusto nutrimento, che siete stati una persona normale, che siete andati per il Sentiero Centrale della vita e l’avete mantenuto senza andare agli estremi, che non avete fatto nulla di anormale, se siete - insomma - una persona normale, allora siete molto ben predisposti per ricevere la Realizzazione; così, semplicemente, stanno le cose. Non ha nulla a che vedere con Dio il modo con cui certa gente ha portato l’esigenza di organizzare e indirizzare gli altri verso qualcosa di migliore, fino all’assurdo dell’odio, dell’assassinio, e via dicendo.“Noi siamo gli scelti, noi siamo i migliori, noi siamo i selezionati”: questi sono tutti certificati che chi se li dà, se li dà da solo. Se dico di essere laureata a Cambridge, quanto a lungo posso prendere in giro me stessa e gli altri, dato che non lo sono? Allo stesso modo dobbiamo essere veramente quel che diciamo di essere. Dobbiamo maturare fino ad essere davvero onesti con noi stessi, poiché altrimenti, finché non abbiamo raggiunto lo stato dello Spirito o finché non ci apprestiamo a raggiungerlo in tutta umiltà, siamo noi che ci perdiamo, nessun altro. Dobbiamo raggiungerlo questo stato, dobbiamo accettare che un simile evento possa accadere anche a noi. È così semplice. Così semplice e così naturale. Era scritto che in quest’epoca doveva accadere. È una cosa così semplice. Non c'è nessuna complicazione, se voi non avete complicato troppo voi stessi. Ma anche in questo caso, il Potere Divino sa come sbrogliarvi e portarvi al successo. Questa è la benedizione del Divino: potete diventate lo Spirito e raggiungere quindi la vostra forma assoluta, dove non c'è più alcun dubbio. Se volete sapere come accada allora vi dirò come accade: cominciate a sentire una brezza fresca fluire nelle mani o dalle mani, poi fate una domanda: c'è Dio? E la brezza aumenta. Se chiedete di un assassino: è un buon uomo? La brezza cessa. È stabilito il rapporto con il vostro Spirito, che parla come una brezza fresca nelle mani. Questa brezza fresca nelle mani è il fluire dell'Energia dello Spirito, grazie alla quale i vostri mali saranno curati, voi potrete curare malanni d’altre persone, potrete alzare loro la Kundalini, dar la Realizzazione e gioire della bellezza della Natura, senza farne oggetto di pensieri o di valutazioni materiali, ma proprio godendone appieno. Tutto questo è dolce, ed avviene in poco tempo, ma è una così lunga storia, insegnata migliaia d’anni fa e che oggi sta raggiungendo il suo punto culminante. Il frutto è vicino a formarsi, è proprio il tempo della fioritura per questa storia e se i ricercatori collaboreranno sono certa che finirà più che bene. Sperateci. Che Dio vi benedica tutti!

SAHAJA YOGA
I Corso - V Lezione

GLI ELEMENTI
Gli elementi, ovvero l’Aria, l’Acqua, la Terra, il Fuoco e l’Etere, sono manifestazioni diverse della Natura, ovvero di una stessa Energia Creatrice. Per noi esseri umani, sia per il nostro corpo grossolano che per quello sottile essi sono un valido strumento di pulizia. E tra noi e gli elementi c’è un continuo e reciproco rapporto di sostentamento. Rispetto ad un tema tanto vasto, ci accontentiamo qui solo di questo piccolo accenno, interessandoci al momento di ricordare che in generale: • Aria ed Acqua sono particolarmente indicati per pulire il lato destro Pingala Nadi. • Fuoco e Terra sono particolarmente indicati per pulire il lato sinistro Ida Nadi. • Terra ed Acqua sono particolarmente indicati per i primi Chakras Mooladhara, Swadisthana, Nabhi e Void. • Fuoco, Aria ed Etere sono particolarmente indicati per i Chakras Anahata, Vishuddhi e Agnya. Qui di seguito sono illustrate alcune tecniche di base che usano le qualità proprie degli elementi per la pulizia dei Chakras. Altre saranno introdotte in seguito. Lo scopo di questi esercizi, è quello di ridare vigore, o di far finalmente riaffiorare, le qualità implicite nei nostri canali e nei nostri centri sottili. Alcune delle tecniche presentate sono molto antiche, ma acquistano nuova e maggiore efficacia dopo la Realizzazione. Nessuna tecnica vale di per sé, esse sono espressione sintetica d’Amore e Conoscenza e possono condurci verso quello stato in cui Amore e Conoscenza sono una cosa sola. Ogni esercizio può essere ripetuto quante volte si vuole, a proprio piacere, approfondendo via via nel corso dei giorni le varie fasi ma sempre senza forzare: non stiamo nel mezzo di una prestazione sportiva, e nessuno ci corre dietro. Ci stiamo unendo con il Divino dentro e fuori di noi. Lasciamoci andare, diventiamo solo osservatori e testimoni di noi stessi. Stiamo scoprendo la bellezza e le straordinarie potenzialità della Natura di cui siamo espressione, e questo produce un senso di gioia profonda e serenità, simile a quella che si prova ammirando un capolavoro artistico. Anche durante le prime fasi di apprendimento, in cui necessariamente l’attenzione va agli organi ed ai singoli centri interessati, cerchiamo dolcemente, di eseguire queste tecniche portando l’attenzione al Sahasrara, il Loto dai mille Petali, il Chakra dell’Integrazione di tutti i Chakras, ora irrorato dall’Amore Puro della nostra Kundalini risvegliata. Dopo un po’, prima di stancarsi, è bene sospendere l’esercizio e goderne i benefici restando solo con l’attenzione al Sahasrara.

L’ARIA
Il Pranayama è la scienza (ed anche l’arte) antichissima della respirazione. È fondato sulla possibilità di utilizzare meglio il prana (energia biologica) contenuto nell’aria, e sulla relazione tra il ritmo del respiro e le onde cerebrali, ovvero lo stato del cervello, il nostro stato d’animo (espressione semplice che indica fenomeni molto ricchi e complessi). Ognuno può facilmente rendersi conto dell’effetto che il nostro stato d’animo ha sulla respirazione: chi ha paura ha il fiato corto, quando la paura passa tiriamo un bel respiro di sollievo. Con la disciplina della respirazione è possibile, invertendo il processo di causa-effetto, influire liberamente e volontariamente sulla nostra condizione fisica, psicologica e sottile. Il Pranayama venne infatti elaborato, perfezionato e usato dagli antichi maestri per favorire il risveglio della Kundalini nel sistema sottile dei loro discepoli. Grazie all’amorevole rivoluzione operata da Shri Mataji a partire dal 1970, la prima cosa che viene donata al ricercatore che si accosta a Sahaja Yoga è proprio l’ascesa della Kundalini, restando poi affidato alla sua umiltà, alla sua libertà, alla sua responsabilità, ed anche alla sua capacità di coordinarsi con altri, il lavoro di stabilizzazione dello straordinario processo avvenuto spontaneamente, cioè senza alcuno sforzo. Un Sahaja Yogi non ha più bisogno delle complesse discipline dell’Hata Yoga e del Pranayama perché si verifichi nel suo sistema sottile il fenomeno che più c’interessa, quello della Realizzazione del Sé. Un Sahaja Yogi non ha più a che fare solo con il Prana (energia biologica, molto poco sottile) ma finalmente con il Pranawa, cioè l’Energia Illuminata. Tra l’altro sarà già capitato, a chi si è avvicinato o qualche volta è entrato nello stato di consapevolezza senza pensieri, di osservare come il respiro cambi, diventando spontaneamente più rado e lento, durante la meditazione (il bisogno biologico di respiro è ridotto al minimo indispensabile, la consapevolezza è massima). Alcune semplici tecniche di “governo del respiro” possono comunque essere utili, quando ce ne sia bisogno, per stabilizzare lo stato meditativo e tutto il processo. Ne consigliamo qui alcune. Va ricordato che tanto le espirazioni che le inspirazioni avvengono dal naso: la bocca è chiusa, le labbra distese, le mascelle rilasciate.

ESERCIZI
• Espirare senza sforzo ma profondamente, restare qualche momento a polmoni vuoti. Inspirare, restando poi qualche momento a polmoni pieni. Espirare di nuovo ripetendo più volte il ciclo. Cercare di mantenere l’attenzione sul Sahasrara. Respirazione alternata, utilizzando cioè una sola narice per volta. Le dita della mano destra chiudono alternativamente la narice che non sta lavorando: il pollice esercita una leggera pressione sull’esterno inferiore della narice destra, l’indice su quello della narice sinistra. S’inizia chiudendo la narice destra ed espirando dalla sinistra. Si chiude la sinistra e s’inspira dalla destra; ancora dalla destra si espira. Si chiude poi la destra e s’inspira dalla sinistra; si espira dalla sinistra. Ripetere più volte il ciclo. Cercare di mantenere l’attenzione sul Sahasrara. Una volta raggiunta una certa destrezza, è possibile combinare i due esercizi, restando cioè a polmoni vuoti o pieni anche quando si respira ora con una narice, ora con l’altra.

• Altre tecniche dal “Libro dei trattamenti”
Sentirsi uno col tutto, sentire la dignità di essere parte del tutto. Si metta l'indice sul collo e con la lingua rivolta verso il palato si sentano la dignità e la dolcezza (Raja Yoga: ra-ja = nato con l'energia). Si prema il mento sul torace e si arrotoli indietro la lingua senza toccare le gengive. A questo punto si inspiri ed espiri lentamente alcune volte e ci si rilassi. Bisogna ricordarsi di mantenere sempre fissa l'attenzione sul Sahasrara durante tutto l'esercizio.

L’ACQUA
Pediluvio. Durante la meditazione, preferibilmente la sera, immergete i piedi in
una bacinella d’acqua salata per 10 - 15 minuti, cercando di rimanere in consapevolezza senza pensieri. È bene avere vicino una brocchetta d’acqua ed un asciugamano per sciacquare e asciugare i piedi alla fine. L'acqua della bacinella dovrebbe essere tiepida ma può essere più calda se il lato sinistro è più pesante, o più fredda se è pesante il lato destro. Immergere i piedi nel mare o nei fiumi produce lo stesso effetto ed è anzi uno dei più efficaci metodi di pulizia. Fare questo esercizio regolarmente (magari ogni sera) porta grandi giovamenti, che saranno tanto più chiaramente valutati e apprezzati quando più si sarà acquisita sensibilità rispetto alla percezione dello stato dei Chakras. Alla fine l’acqua del pediluvio va scaricata nel water, la bacinella va ben sciacquata e l’acqua che rimane va di nuovo nel water. Dopo di che risciacquate anche il water, perché questa acqua raccoglie molte pesantezze che possono tornare in circolo se non ben allontanate. D’altra parte sono proprio queste pulizie che, migliorando lo stato dei Chakras, ne consentono una migliore percezione: cominciamo a rimpiazzare i circoli imperfetti che hanno angustiato e angustiano le nostre vite con dei circoli virtuosi sostenuti da una parte da grandi ideali e grandi aspirazioni alla trasformazione personale e sociale, e dall’altra dall’umiltà, che ci consente di non restare mentali, ma di eseguire effettivamente e con la costanza dovuta le tecniche necessarie. GHIACCIO SUL FEGATO. Il fegato a livello sottile é la sede della nostra attenzione, per cui se il fegato non é completamente a posto ed é un po' caldo, può essere difficile rimanere in consapevolezza senza pensieri. Un metodo molto efficace, è quello di applicare del ghiaccio misto a sale (messo in una busta di plastica e avvolto in un panno) sul fegato per 10 -15 minuti. Mai durante la digestione. GHIACCIO SULL'EGO. Un'eccessiva attività del lato destro, come ad esempio il pensare troppo, causa l'aumento dell'ego ed ostacola la strada della Kundalini verso il Sahasrara. In questo caso usando lo stesso procedimento descritto sopra per il fegato, possiamo poggiare il ghiaccio nella parte sinistra della testa.

Shri Mahalakshmi e l’acqua

Shri Mataji 1981

…..Vedete, Mahalakshmi è l’acqua. Lei toglie la sete, anche la sete spirituale. Voi potete eliminare la sete spirituale della gente. E’ un potere grandissimo, voi date la Realizzazione e la “ricerca” è finita. Cosa altro è l’acqua? E’ nutrimento, e voi nutrite la gente, semplicemente con la vostra presenza, voi nutrite la gente. E poi…… è un solvente, e voi fate sciogliere l’ego ed il superego delle persone. Diventate anche una personalità rinfrescante, siete freschi e rinfrescate gli altri. Che altro vi accomuna all’acqua? Trasportate gli altri con voi, e qualcuno anche lo affogate, nell’Amore, nell’Oceano di Amore. C’è poi un’altra qualità importante dell’acqua, e cioè essa permea. Nella forma di particelle minuscole essa raggiunge le radici, ed il principio di Mahalakshmi è quello di farci vedere le persone nelle loro proprie radici, e di farci vedere da dove vengono i problemi delle persone. Veramente questo è il potere del risveglio, l’intelligenza, la Verità, la vera parte dell’acqua che diventa illuminata. Un’altra caratteristica dell’acqua è il suo scintillio, e la vostra pelle stessa diventa brillante, radiante…..

Le Qualità dell’acqua
L’acqua nasce fresca e pura compassionevole per natura: sgorga dalla sorgente senza chiedere niente e scorre felice. E’ l’acqua che ci dice come stare al mondo: accettando fino in fondo quello che ci aspetta, scorrendo senza fretta, disposti a dissetare, capaci di aggirare qualunque impedimento. L’acqua è uno strumento: bagna la sabbia, calma la rabbia, spegne il fuoco, accetta il gioco: si condensa e si espande, è piccola e grande, è ghiaccio, vapore, lacrime d’amore e oceano imponente; stupisce la mente con mille funzioni e grandi emozioni accoglie ed esprime. Unica tra le prime sostanze del mondo che fu mare profondo e culla di vita; da allora, infinita, pulisce e raccoglie, sostiene le foglie, imbeve la terra, le essenze ne afferra. E’ senza sapore senza odore o colore di per sé non appare: ci insegna a lasciare se stessi, a prendersi cura d’ognuno in uguale misura, ad esser prezioso specchio meraviglioso che riflette ogni cuore e ne coglie il valore. Veicolo di pace eppure capace di scrosci potenti, di salti imponenti, di grandi espansioni, di continue invenzioni, l’acqua è l’essenza della persistenza: che disseti o riscaldi, i suoi legami son saldi, chiunque conforta, accetta e sopporta; di giorno il calore la cambia in vapore che in alto condensa: esprime l’immensa Divina Compassione che sostiene tutta la Creazione.

IL FUOCO
PULIZIA DEL LATO SINISTRO. Come già sappiamo, il lato sinistro – o canale femminile – quando si blocca o non funziona come dovrebbe, invece di darci il senso della pienezza del nostro essere e il desiderio per ulteriori rinnovamenti e trasformazioni, tende ad essere freddo, umido, oscuro, a darci depressione; il passato ci chiama e attira la nostra attenzione, diventiamo nostalgici e letargici, ci sentiamo costantemente insicuri, il nostro superego (il pallone blu dell’omino) cresce e siamo facilmente manipolabili dall’esterno. Il fuoco è l’elemento che aiuta a ristabilire l’efficienza di questo canale.
ESERCIZI

1) Sedere con le mani appoggiate sulle ginocchia ed i palmi verso l'alto. Mettere una candela accesa di fronte alla mano sinistra. Un'altra candela accesa può essere piazzata dietro la schiena al livello dello Swadisthana sinistro. Quest’esercizio é particolarmente utile se vi sono impurità nel Mooladhara e nello Swadisthana sinistro. Si può anche sedere per terra con una candela accesa davanti la mano sinistra mentre il palmo della destra scarica per terra. 2) Seguire con la fiamma di una candela tutto il percorso del canale sinistro (vedi l’omino all’altezza degli occhi dove i canali s’incrociano) andare verso la tempia destra e girare dietro fino alla nuca, quindi fare lo stesso percorso in senso inverso. È bene, per fare quest’esercizio, usare una candela molto corta, appena qualche centimetro, poiché è più facilmente manovrabile. BANDHAN AI CHAKRAS DEL CANALE SINISTRO. Facendo dei Bandhan (movimento ad arco) ad un Chakra del lato sinistro, in particolare con la fiamma di una candela, il Chakra si purifica e viene protetto.

LA TERRA
“Sapete qual è l’essenza di Madre Terra? È la fragranza.” ( Shri Mataji)

PULIZIA DEL LATO SINISTRO.
Appoggiare la mano sinistra sulle ginocchia con il palmo verso l'alto e appoggiare il palmo della mano destra sulla terra. Le impurità in questo modo si scaricano sulla terra. PER GLI OCCHI è molto positivo e purificante rivolgere lo sguardo verso Madre Terra. PULIZIA DEL MOOLADHARA. Vi è un rapporto speciale tra questo Chakra e la Madre Terra. Semplicemente sedendosi, sdraiandosi, o camminando sulla terra si ricevono molti benefici. Prendendo Vibrazioni con la mano destra e poggiando a terra la sinistra, si può purificare e stabilizzare il nostro Mooladhara Chakra.

LO SHOEBEATTING
Lo shoebeating (pron. sciubitting) è uno degli esercizi pratici che vengono eseguiti dopo la Realizzazione e che ha come scopo quello di allontanare da noi, da persone o da situazioni, la negatività. Questo avviene perché attraverso lo shoebeating noi sollecitiamo l’attenzione dell’Inconscio sul problema o sulla persona. A questo punto è importante rendersi conto che noi veniamo immediatamente scaricati dalla responsabilità inerente alla situazione negativa e che ogni nostro ulteriore coinvolgimento emotivo non solo è inutile da un punto di vista pratico, ma è dannoso, in quanto è un ostacolo che poniamo al lavoro dell’Inconscio.

COME SI EFFETTUA 1. Eseguire questo esercizio all’aperto, o sul balcone,o sul davanzale della finestra, ma se questo non è possibile, allora lo si può eseguire in una qualsiasi altra stanza possibilmente tenendo la finestra aperta. 2. Ringraziare con il cuore prima di tutto Madre Terra che assorbe tutte le nostre negatività recitando il Mantra base relativo (Shri Bhoomi Devi). 3. Darsi un Bandhan e descrivere con la mano destra una spirale in senso orario per terra, nel punto dove batteremo la scarpa; eseguiremo poi un gesto come per scrivere il nostro nome e cognome con il dito indice; dopo di ciò sempre con la mano destra (la mano dell’azione), faremo un Bandhan di protezione intorno a ciò che abbiamo scritto ruotando circolarmente la mano per sette volte. 4. Battere 108 volte con il tacco della scarpa sinistra nel punto dove abbiamo scritto all’interno delle sette spirali (se la scarpa è di quelle aperte e bassa, battere con la parte del tacco interno rovesciando la scarpa stessa). Questo perché il tacco, come anche il tallone del nostro piede, corrispondono al nostro Mooladhara Chakra. 5. Alla fine fare il gesto di raccogliere con la mano destra la negatività dal punto dove si è eseguito lo shoebeating e offrirla con gentilezza alla Madre Terra. Si può a questo punto ripetere l’esercizio scrivendo il nome di persone che vogliamo aiutare o che ci sono ostili, in modo da allontanare da loro la negatività. Nell’eseguire lo shoebeating, bisogna tenere presente quanto segue : a. non si può sciubittare il nome dei genitori. b. si può fare lo shoebeating anche su una situazione particolare oltre che per persone fisiche, descrivendo il problema. È importante specificare bene su cosa vogliamo che si ponga l’attenzione dell’Inconscio. c. Non si può, nello shoebeating, scrivere i nomi dei Chakras. Se c’è un blocco, bisogna cercare di scoprire il difetto in noi che lo ha provocato. d. Mentre eseguiamo lo shoebeating, possibilmente non bisogna guardare sul punto dove battiamo con il tacco. Finito lo shoebeating darsi nuovamente un Bandhan e ringraziare di tutto Madre Terra; quindi lavarsi le mani con acqua e sapone. e. Il nostro nome va sciubittato sia all’inizio che alla fine dello shoebeating. Tenere sempre presente che ogni particolare dello shoebeating ha un effetto pratico e un significato simbolico preciso. Bisogna ricordare che lo shoebeating, come ogni tecnica di Sahaja Yoga, può solo aiutare noi stessi e altre persone e mai nuocere a qualcuno e che è molto importante che esso venga effettuato se possibile tutti i giorni prima di iniziare la nostra meditazione giornaliera e mai in presenza della foto di Shri Mataji, sia come forma di protocollo da rispettare nei Suoi confronti e sia per non alterare le vibrazioni positive che dalla foto si propagano nel nostro ambiente meditativo.

Shri Mataji - Ashram di Surbitan - 21 Agosto 1983
…Desidero parlare della connessione tra Sahaja Yoga e la Madre Terra. È molto importante comprendere il valore della Madre Terra. Essa è molto gentile con tutti voi, ha assorbito le vostre vibrazioni e vi ha anche dato tutto ciò che vedete intorno a voi. Dobbiamo comprendere la connessione e l’espressione simbolica della Madre Terra dentro di noi. Vi ho già detto che la Kundalini, che è avvolta in tre spire e mezzo, si trova all’interno dell’osso triangolare. La sede della Kundalini è chiamata Mooladhar ed è rappresentata in questo universo come Madre Terra. Finora, con il movimento della nostra consapevolezza, abbiamo tentato di comprendere Dio Onnipotente e tutti gli altri cinque elementi che riteniamo importanti. Inoltre, la consapevolezza si è indirizzata alla comprensione di tutti gli altri quattro elementi tranne la Madre Terra. È dovuta andare così, perché, finché la comprensione di tutti questi quattro elementi non

raggiunge un certo livello, la Madre Terra non può esprimersi. Se, per esempio, tutti i vostri Chakras, anzi, quattro Chakras, sono colpiti, non potete alzare la Kundalini e non potete dare la Realizzazione. Non potete ottenere un processo evolutivo di massa. È per questo che abbiamo avuto gli yagnya (cerimonie sacre), per sollecitare i quattro elementi. Si venerava l’acqua e l’aria, il cielo, il firmamento, la luce. Ed è così che, arrivati all’epoca di Cristo, si venerava la luce. Ma oggi, che ci troviamo in questo moderno Sahaja Yoga, siamo proprio al livello della Madre Terra. Adesso la Madre Terra è simboleggiata dentro di voi come Mooladhara, simboleggiata come Adi Shakti, seduta di fronte a voi per nutrirvi, per farvi sbocciare in nuove personalità, personalità mature. Dobbiamo comprendere questo concetto. La Madre Terra che vi permette di fare ciò che volete con Lei. Voglio dire che gli esseri umani sono stati tanto stupidi da sfruttarla al massimo, ma essa tollera tutta una serie di assurdità. Poi, però, arriva un momento in cui diventa esplosiva e inizia a distruggere. Gli uomini devono pagare un prezzo per i problemi che hanno creato con la loro natura aggressiva; anche per l’aggressione a Madre Terra. E stanno pagando. Per arrestare questo movimento aggressivo che provoca disordini di ogni tipo, occorre tornare indietro e sviluppare un senso di totalità, di compassione. Finché non comprenderete la totalità, il totale, la completezza, il Tutto, cioè l’utero, cioè vostra Madre; finché cercherete di essere individualisti, non potrete essere buoni Sahaja Yogis. Dovete diventare uno con il Tutto.

Preghiera a Shri Bhoomi Devi - (Madre Terra)
di Shri Adishankaracharya

Su di Te, amata Madre Terra, noi ci troviamo, a questo punto cruciale del destino dell’umanità. Solo attraverso il Tuo premuroso amore, i Tuoi bambini possono essere qui ora. Tu ci hai così a lungo graziosamente sostenuto. Ci hai dato cibo, acqua, vesti e riparo. Oh amata Madre Terra, con la testa china noi Ti ringraziamo. E con la testa china veniamo umilmente da Te, per chiedere ancora più forza e sostegno per molti giorni a venire. Oh amata Madre Terra, ora che siamo un po’ cresciuti , e siamo ogni giorno più solidi, Ti preghiamo di aiutarci a purificare il cammino che iniziamo a percorrere. Noi desideriamo purificare ogni terra, così che su di Te, amata Madre Terra, i giusti possano tornare alla loro Casa Divina. Speriamo di essere molti. Oh amata Madre Terra, dacci pazienza nel cercare i nostri fratelli e le nostre sorelle. Dacci distacco da ogni distrazione, dacci perseveranza nel nostro compito. Oh amata Madre Terra, più di ogni altra cosa, aiutaci, affinchè i Tuoi mari puliscano le nostre rive, aiutaci a pulire i nostri cuori, affinchè essi desiderino solo ciò che è giusto. Oh amata Madre Terra, dacci supporto, per poter essere presto in gran numero, ad invocare con una sola voce la Danza del Signore Shiva. Queste cose, più di ogni altro, umilmente preghiamo.

L’Etere
ESTRATTI DA DISCORSI DI SHRI MATAJI

"L’elemento controllato da Shri Krishna è l'etere. In Sanscrito lo chiamiamo 'Akasha’. Come voi sapete quest’etere viene ora usato per le trasmissioni televisive e radiofoniche, e per ogni sorta di lavoro collettivo. Come yogi dobbiamo quindi essere responsabili di questo etere. E' la cosa più sottile che esista, perché permea tutto ed è al di là di tutto". (1983 Krishna Puja) "Poi la qualità del Vishuddhi chakra è conosciuta come "Janah" e gli elementi che lo costituiscono sono l’aria e l’etere. L’etere è più sottile dell’aria, è AKASHA, è ciò che chiamiamo spazio. Dunque la sua essenza è “Janah”, che vi dà i mezzi per esprimervi, per comunicare, vi dà il senso di collettività…" "… Se non ci sono impedimenti, la Kundalini sale direttamente al Brahmarandra, sulla sommità del capo, nell’area della fontanella e va oltre. A questo punto l’elemento etere entra in gioco e la diffonde: è così che sentiamo la brezza fresca, che è energia sottile. Questa è la proprietà dell’etere che è l’essenza dello spazio". (1985 I Chakras e gli Elementi) "E le persone vi verranno a dire che voi gli avete risolto dei problemi e voi non saprete nemmeno come sia avvenuto. Perché questo Amore è il Potere, può vedere le cose, è tutto. Abbiamo la televisione, il telefono... ma, per esempio, Io non telefono mai. Non ne ho bisogno: tutto il potere sottile dell' etere è a vostra disposizione, potete fare tutto con le vibrazioni. E potete curare chiunque. Ma per far questo dovete essere la fonte dell' Amore. Quando date un bandhan, questo amore così potente si prende cura del problema : "Bene, farò lo il lavoro!". Ma dovete essere maestri di questa bellissima cosa. Essere maestri senza dominare, maestri d' amore vuol dire sapere come costruire un rapporto con l'Amore Divino". (1995 Guru Puja)

Alcuni Mantras per gli Elementi
Per un apporto di energia al lato sinistro, possiamo recitare il Mantra del Sole: OM TWAMEWA SAKSHAT, SHRI SURYA SAKSHAT, SHRI ADI SHAKTI MATAJI, SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH. Per rinfrescare il lato destro, possiamo recitare il Mantra della Luna: OM TWAMEWA SAKSHAT, SHRI CHANDRA MA SAKSHAT, SHRI ADI SHAKTI MATAJI, SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH. Per aiutare il Void, recitiamo il Mantra per l’Oceano: OM TWAMEWA SAKSHAT, SHRI VARUNA SAKSHAT, SHRI ADI SHAKTI MATAJI, SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH. Recitando questi Mantras, risvegliamo il principio attivo degli Elementi all’interno del nostro corpo sottile: Per la Terra: Shri Bhoomi Devi. Per il fuoco: Shri Agny. Per l’Acqua: Shri Jala Tattwa. Per l’Aria : Shri Vayu (il Vento). Per l’Etere: Shri Akasha.

( Shri Mataji Nirmala Devi - Oltre l’Era Moderna, cap. 6 ) “ Tutte le religioni, fin dai tempi più antichi, hanno detto che l’uomo e la donna devono pulirsi la mente attraverso atti religiosi, vivendo una vita retta ”.

Kabir, poeta indiano del XV Sec.
Non andare al giardino dei fiori! Amico mio! Non andarci, é nel tuo corpo, il giardino dei fiori. Siedi sui mille petali del loto, e resta lì a guardare la Bellezza Infinita.

Usi dell’elemento Vibrazioni
I cibi e le bevande, e come vedremo in seguito anche altre cose, possono essere poste in prossimità della fotografia di Shri Mataji per assorbire vibrazioni positive. In questo caso, li nomineremo come cibo vibrato o bevanda vibrata nelle nostre lezioni.

Bere acqua vibrata (lasciare dell’acqua un giorno davanti alla foto di Shri Mataji). Mangiare cibo vibrato, usare cibo vibrato per cucinare, tipo olio, sale, pepe, zucchero, farina, frutta, etc. (lasciare un giorno davanti alla foto di Shri Mataji). Dare vibrazioni a tutto il cibo e le bevande (Om twamewa sakshat, Shri Annapurna sakshat, Shri Adi Shakti Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namah). Dare vibrazioni al capo in corrispondenza dei Chakra, massaggiando il cuoio capelluto in senso orario con olio vibrato, lasciarlo agire per un’ora o due. Lavare sempre le mani prima di mangiare, per evitare di assorbire vibrazioni negative con il cibo. In tutti i casi di infezione è buona norma usare acqua e sapone precedentemente vibrati. Anche il ghee (burro chiarificato) vibrato è molto efficace (nelle narici col contagocce) nella cura di raffreddori e simili. Massaggi con Olio vibrato, o kerosene vibrato in caso di artrosi. Possiamo mettere di fronte alla fotografia di Shri Mataji anche delle cose che indossiamo, magari dopo averle ben lavate ( ad esempio collane o bracciali, o anche altro). Mai scarpe usate, che al contrario vanno lasciate lontano. Infatti dai piedi, scarichiamo le nostre impurità, soprattutto a livello vibratorio.

Gli otto stadi dello Yoga
Patanjali, uno dei più riveriti santi indiani, è ritenuto il massimo studioso dello Yoga, sentiero per raggiungere l'unione con Dio. La sua data di nascita non è certa, alcuni esperti ritengono che sia vissuto circa 10.000 anni prima della nascita di Cristo. Patanjali mise in forma scritta insegnamenti che fino ad allora erano stati tramandati oralmente, e per questo viene considerato il fondatore dello Yoga. Il suo insegnamento è contenuto in una serie di aforismi che spiegano come, con il controllo del Sè, la padronanza della mente e della sua attitudine (vritti), si possa arrivare all'intima unione con il Divino. Patanjali indica al praticante 8 stadi dello Yoga, cioè gli otto passi che conducono all'unione con il Paramatma. 1) Yama sono i comandamenti morali universali. Sono i cinque "freni" dell'etica dello Yoga: • Ahimsa: non-violenza, astensione dall'infliggere a qualsiasi essere vivente qualunque tipo di male, sia esso fisico, o psicologico. • Aparigraha: distacco, non-attaccamento, astensione dalla bramosia del possedere. • Asteya: onestà, astensione dalla cupidigia, liberazione dall'avidità. • Brahmacharya: castità (intesa anche come purezza morale). • Sathya: verità, aderenza al vero, sincerità (soprattutto con se stessi). 2) Con Niyama si intendono le regole dell'autopurificazione. • Saucha: pulizia, salute fisica, purezza; • Santosa: appagamento, felicità della mente, l'accontentarsi; • Tapas: fervore nel lavoro, desiderio ardente di evoluzione spirituale, anche penitenza; • Svadhyaya: studio di sé stessi, ricerca interiore; • Ishvara Pranidhana: abbandonarsi alla Divinità, la resa al Signore di tutte le nostre azioni. 3) L'asana per Patanjali è la posizione seduta per meditare. Patanjali dedica tre soli sutra agli asana. Ne riportiamo uno, Sutra (II.46): “Sthira sukham asanam”: la postura deve essere stabile e comoda. L’asana è stabilità nel benessere. Queste āsana, (posizioni o posture), sono utilizzate in particolare nello Hatha Yoga. La funzione delle asana è volta, attraverso l'assunzione di diverse posizioni del corpo, ad ottenere un beneficio psico-fisico. Le asana conosciute sono alcune migliaia; ciascuna di esse porta un nome derivato dalla natura (soprattutto animali), o dalla mitologia induista. Il testo tecnico e dettagliato che si occupa delle asana é lo Hatha-Yoga Pradipika dove però troviamo come premessa: "l'Hatha Yoga è la scala per il Raja Yoga", è cioè una preparazione alla meditazione. 4) Il Pranayama (controllo del respiro) è il quarto stadio dello Yoga, secondo lo Yogasutra di Patanjali. Pranayama e Pratyahara (ritiro della mente dagli oggetti dei sensi), sono conosciuti come le ricerche interiori (antaranga sadhana) ed insegnano come controllarci e liberare i nostri sensi dalla schiavitù verso gli oggetti di desiderio. La parola Pranayama è formata da Prana (respiro, vita, energia, forza) e da Ayama (lunghezza,controllo, espansione). Il suo significato è quindi di controllo ed estensione del respiro (energia vitale). 5) Per Pratyahara si intende l'emancipazione della mente, il suo ritiro dagli oggetti dei sensi. La ritrazione dei sensi si ottiene distaccando l'attenzione dall'ambiente esterno dirigendola verso l'interno.

6) Dhyāna è un termine sanscrito che letteralmente significa meditazione. Dalla traslitterazione della parola Dhyāna nell'ambito delle Filosofie orientali derivano i termini Chan, in cinese e Zen, in giapponese. Al principio, quando iniziamo la ricerca, si rivolge l'attenzione verso l'oggetto della venerazione. Questo modo di agire è chiamato “Dhyana”. 7) Il termine Dharana indica la capacità di attenzione, diventare tutt'uno con quello che si sta facendo, con un oggetto esterno o interno. Il Dharana è il passo successivo al Dhyana, in cui si mette in azione tutto il proprio sforzo. Proprio questo è il dramma delle persone che non sono realizzate. Per loro è una specie di faticoso tentativo, mentre per un'anima realizzata è una realtà. Dunque, all'inizio ci deve essere questo primo passo, Dhyana, e poi Dharana. Qualcuno lo fa rivolgendo la propria attenzione a ciò che ha forma. 8) Per Samadhi si intende uno stato di coscienza superiore: è l'unione con Paramatma, l'unione dell'anima individuale con l'Anima universale. Si può individuare con uno stato d'essere equilibrato, raggiungimento del benessere totale, tramite un percorso che porta ad uno stato di profonda realizzazione. Per fortuna Sahaja Yoga è una cosa così grande che ci porta subito al massimo livello; si evita tutto il resto e si raggiunge quel che si chiama Nirvichara Samadhi (consapevolezza senza pensieri) , e successivamente Nirvikalpa Samadhi(consapevolezza senza dubbi).

Ulteriori accenni sulla respirazione yogica
«Con la respirazione yogica il corpo diventa forte e sano; il viso si fa luminoso. La digestione si svolge con facilità. Il corpo si purifica e la mente diviene calma. La pratica costante apporta felicità e pace». La respirazione yogica completa consiste in tre fasi successive legate da un unico e armonico atto che costituisce la respirazione ideale: respirazione addominale o diaframmatica respirazione toracica o media respirazione clavicolare o alta. La tecnica Per eseguire la respirazione completa, questa deve essere calma e profonda e non deve essere praticata a scatti o forzatamente. Respirare secondo i dettami della scienza yoga deve diventare una gradita abitudine. Cominciamo dall'espirazione, perché è questa la fase più importante della respirazione, contrariamente a quanto siamo soliti pensare e fare. In ogni circostanza, dunque, bisogna liberare in profondità i polmoni dall'aria viziata, prima di inspirare aria fresca. Ora ci mettiamo seduti, colonna vertebrale, collo e capo eretti. Nell'espirare bisogna contrarre prima la parete addominale e quindi vuotare la cassa toracica, per percepire l'espirazione. Inizialmente aiutiamoci con una leggera pressione delle mani ai due lati della cassa toracica. Il diaframma tende a salire verso il torace. L'espirazione ideale deve durare il doppio della inspirazione. Per facilitare il rallentamento dell'espirazione possiamo poggiare il mento verso lo sterno e proveremo una meravigliosa sensazione di benessere. Il respiro deve essere come un'onda tranquilla, quindi inspiriamo cominciando dall'addome, gonfiandolo leggermente, per passare poi alla cassa toracica e agli apici.

L'inspirazione yogica completa unisce i tre modi di inspirare e li integra in un unico movimento ampio e ritmico. Il diaframma nell'ispirazione si abbassa verso gli organi addominali. Noi conosciamo generalmente solo 2 o 3 fasi della respirazione, ignoriamo la ritenzione a polmoni vuoti e quella a polmoni pieni (dal sanscrito suniaka e kumbaka). Dopo l'espirazione effettueremo una ritenzione a polmoni vuoti per la durata di un secondo, mentre la ritenzione a polmoni pieni seguirà l'inspirazione sempre per un secondo. Questo ritmo respiratorio (6-1-3-1 secondi) non comporta alcun rischio e non ha controindicazioni, salvo casi di gravi disturbi patologici.

Altro sul Pranayama
Il termine sanscrito prâna (dalla radice "an" - «respirare») può assumere molteplici significati, indica «energia», «soffio vitale», «forza» e «dinamismo»; è spesso usato al plurale per descrivere i respiri vitali. Ayama d'altro canto significa «prolungamento», «espansione», «controllo»: il prânâyâma quindi è, ad un primo livello, l'arte dell'estensione del respiro e del suo controllo cosciente, ma più profondamente è la capacità di controllare quell'energia sottile contenuta non solo nel respiro, ma anche nell'aria, nell'acqua, negli alimenti. I saggi indiani affermano che questa energia, il prâna, può essere immagazzinato dal discepolo, grazie alle tecniche yoga. Il prânâyâma pertanto è un metodo per armonizzare non solo il respiro, ma anche i sensi e la mente. Attraverso la pratica del prânâyâma, aiutiamo il corpo a diventare forte e sano. Con la pratica del prânâyâma, gli apici dei polmoni riceveranno un apporto adeguato di ossigeno, come di solito non accade, e ne conseguirà un miglioramento nella quantità e qualità di sangue nell'organismo. Effetti del Pranayama Il diaframma è un muscolo potente e si può considerare per importanza un secondo cuore che separa gli organi addominali da quelli toracici, procurando un eccezionale massaggio agli organi interni. La semplicità del sistema della respirazione yoga impedisce a molti di prenderla in seria considerazione, mentre sprechiamo fortune in cerca di salute con sistemi complessi e costosi. La respirazione completa yoga è una necessaria difesa dall'inquinamento; correggendo la respirazione abituale otteniamo una rivitalizzazione dell'organismo nei confronti della fatica fisica e della depressione mentale. Il ritmo della respirazione è collegato a quello del cuore, in rapporto tale che ad ogni respiro corrispondono quattro battiti cardiaci; anche il ritmo dei pensieri è collegato a quello della respirazione: una persona che respira in fretta è agitata mentalmente. Ujjayi - il respiro vittorioso Un pranayama fondamentale che dona pazienza, calma i nervi e tonifica tutto l'organismo L'etimologia di questo termine non è certa. Tradizionalmente Ujjayi prânâyâma viene tradotto come «il respiro vittorioso» in quanto per la sua esecuzione è necessario espandere al massimo il torace, tipico atteggiamento di un guerriero. Una differente interpretazione prevede che il termine derivi dall'unione del prefisso ud, che significa «elevare», e della parola jay, una tradizionale forma di saluto indiana: vittoria! Esistono due tecniche classiche di esecuzione: di seguito verrà illustrata la più semplice, che non implica ritenzione del respiro, a differenza del Poorna (completo) – Ujjayi, che prevede una ritenzione prolungata a polmoni pieni ed è pertanto riservato ai praticanti più esperti. Una delle migliori posture per eseguire questo prânâyâma è Padmâsana oppure il mezzo loto; se non si riesce a mantenere l'immobilità richiesta è possibile sedere normalmente. Il bacino è leggermente inclinato in avanti in modo che la regione lombare sia lievemente incurvata; il dorso delle mani appoggia contro le ginocchia. La tecnica per eseguire Ujjayi consiste nel contrarre i muscoli alla base del collo, vicino all'inserzione delle clavicole, in modo da ostruire parzialmente la glottide (organo che isola l’apparato respiratorio da quello digestivo). Conservare il controllo della cintura addominale per tutta la durata del prânâyâma; la contrazione dei muscoli addominali non permette al ventre di espandersi,

pertanto l'inspirazione sarà principalmente toracica e sub clavicolare. Tanto l'inspirazione quanto l'espirazione avvengono attraverso le narici, che rimangono rilassate e passive. Inspirare lentamente contraendo i muscoli del collo per ostruire la glottide; quando il diaframma incontra la crescente resistenza offerta dalla cintura addominale verranno sollevate e dilatate al massimo prima le costole e infine la parte alta del torace. Al termine dell'inspirazione il torace risulta completamente espanso e non deve risultare possibile l'introduzione di un seppur minimo volume aggiuntivo di aria. Dopo uno o due secondi di ritenzione con la glottide completamente bloccata iniziare gentilmente l'espirazione dapprima contraendo i muscoli dell'addome poi quelli del torace abbassando le costole e le clavicole, badando tuttavia a non incurvare la colonna vertebrale. L'espirazione deve essere completa e avere una durata circa doppia rispetto all'inspirazione; Dopo uno o due secondi di ritenzione a polmoni vuoti inspirare nuovamente e ripetere il prânâyâma. Effettuare cicli di una decina di respirazioni, proseguendo per 5-10 minuti con brevi pause di riposo fra un ciclo e il successivo. Al termine dell'esercizio rilassarsi in shavâsana per qualche minuto. Ujjayi può accompagnare anche l'esecuzione degli âsana, limitandosi ad una parziale chiusura della glottide; oltre ai benefici del prânâyâma in questo modo la mente si concentra più facilmente e risulta inoltre più agevole osservare se il respiro fluisce con regolarità durante la pratica. Controindicazioni La ritenzione deve essere evitata da chi soffre di disturbi cardiaci o affezioni polmonari. Ujjayi senza ritenzione, eseguito supini con le gambe sollevate, offre un grande benefico a chi soffre di alta pressione sanguigna o disturbi alle coronarie. Kapalabhati Una tecnica potente, per ossigenare i tessuti, purificare i polmoni e i condotti nasali. Sebbene kapalabhati faccia parte delle pratiche di purificazione viene comunemente ritenuto esercizio di fondamentale importanza per la pratica del prânâyâma. E' una tecnica potente che elimina una forte quantità di anidride carbonica e nello stesso tempo, con l'inspirazione lunga e lenta, porta un flusso fresco di ossigeno a tutto il corpo oltre ad accelerare la circolazione sanguigna, tonificare la cintura addominale, mobilizzare il diaframma e mantenere l'elasticità polmonare. Questo esercizio non è indicato per chi soffre di malattie polmonari ed è sconsigliato ai cardiopatici. La posizione più adatta per praticarlo è Padmâsana. La colonna vertebrale è eretta e la concentrazione è sull'addome. Procediamo con un'inspirazione diaframmatica lenta e profonda dal naso e, mediante una violenta contrazione dei muscoli addominali, effettuiamo un'espirazione breve e forzata, sempre dal naso. Anche se all'inizio può sembrare difficile, con l'esercizio l'espulsione dell'aria nell'espirazione diventerà più potente. E' la potenza dell'aria che viene espulsa che interessa in questa pratica, il cui nome significa «pulizia del cranio» in quanto elimina decisamente il muco e ogni impurità delle vie respiratorie. La difficoltà in questo prânâyâma, in apparenza semplice, è eliminare l'aria inspirata lentamente in un solo soffio rapido. I muscoli dell'addome si contraggono di colpo e ci aiutano ad emettere tutta l'aria; il tronco, le spalle e la testa restano immobili e, per quanto possibile, rilassati. Solo la pratica quotidiana ci renderà padroni di questa tecnica. Bastano 3 serie da 10 espulsioni rapide con un riposo di 30 secondi: si ricorda di non rinunciare mai alla potenza dell'espulsione a favore della velocità di esecuzione! Se si avverte un leggero capogiro, meglio fermarsi, inspirare aria e trattenerla qualche secondo. E' importante procedere gradatamente e lentamente, interrompendo subito la pratica se si avverte troppo sforzo. INSPIRARE LENTAMENTE E PROFONDAMENTE. SUBITO DOPO UNA ESPIRAZIONE ENERGICA E RAPIDA, IN UN SOLO GETTO. RIPETERE 10 CLICLI .

Altri esercizi guidati di Respirazione Yoga
Portiamo la nostra attenzione al respiro. Respiriamo dalle narici e non dalla bocca. Ascoltiamo il respiro naturale e osserviamo in quale zona lo percepiamo, qual è la sua ampiezza, quale il suo ritmo. Lasciamo per un po' scorrere il respiro, semplicemente osservandolo. Senza forzare, cominciamo a guidare dolcemente la respirazione, ponendo particolare attenzione a renderla lenta e completa. Partiamo dalla respirazione naturale e guidiamola senza forzature. Durante le espirazioni profonde cerchiamo di svuotare completamente i polmoni in modo da sentire che tutta l'aria sia uscita. Mettiamo l’attenzione sul nostro addome che rientra. Alla fine dell'espirazione aspettiamo qualche istante fino a sentire il bisogno di inspirare. Quando inizieremo l'inspirazione sentiremo che il nostro addome si espande in modo naturale, spinto dal diaframma che si abbassa. Facciamo una breve ritenzione a polmoni pieni, lasciando il torace immobile, la schiena rilassata, e centrando sempre meglio il movimento respiratorio nell'addome. Proseguiamo lentamente, ascoltando e favorendo il respiro che si farà sempre più ampio e profondo, trovando un ritmo lento e dolce e naturale. INSPIRIAMO LENTAMENTE E PROFONDAMENTE CONTANDO FINO A NOVE. TRATTENIAMO IL RESPIRO CONTANDO FINO A 3. ESPIRARE LENTAMENTE E FROFONDAMENTE CONTANDO FINO A NOVE E PER 3 SECONDI RIMANIAMO A POLMONI VUOTI.

Ripetiamo l’esercizio precedente applicando ad esso la respirazione alternata, utilizzando cioè una sola narice per volta. LE DITA DELLA MANO DESTRA CHIUDONO ALTERNATIVAMENTE L’APERTURA DELLA NARICE CHE NON STA LAVORANDO; IL POLLICE ESERCITA UNA LEGGERA PRESSIONE SOTTO LA NARICE DESTRA, L’INDICE SOTTO LA NARICE SINISTRA. CHIUDIAMO LA NARICE DESTRA ED ESPIRIAMO DALLA SINISTRA CONTANDO FINO A NOVE, POI TRATTENIAMO IL RESPIRO CONTANDO FINO A 3. CHIUDIAMO LA NARICE SINISTRA, INSPIRIAMO DALLA DESTRA CONTANDO FINO A 9. TRATTENIAMO IL RESPIRO CONTANDO FINO A 3; ANCORA ESPIRIAMO DALLA DESTRA CONTANDO FINO A 9. TRATTENIAMO IL RESPIRO CONTANDO FINO A 3. CHIUDIAMO POI LA DESTRA ED INSPIRIAMO DALLA SINISTRA CONTANDO FINO A 9. TRATTENIAMO IL RESPIRO CONTANDO FINO A 3. ESPIRIAMO DALLA SINISTRA. CONTANDO FINO A 9. TRATTENIAMO IL RESPIRO CONTANDO FINO A 3. RIPETIAMO PIÙ VOLTE IL CICLO, CERCANDO DI MANTENERE L’ATTENZIONE SUL SAHASRARA CHAKRA. RIPETERE INSPIRARAZIONE ED ESPIRARAZIONE LENTAMENTE, CERCANDO DI ALLUNGARE SENZA SFORZO I VARI INTERVALLI.

Savasana è un processo completo di rilassamento, attraverso cui vengono eliminate
fatica e tensioni nel corpo e viene dato riposo alla mente. Diamo qui le indicazioni per la pratica. In sanscrito "sava" significa "avente l'apparenza di un corpo umano morto" e nella Savasana il corpo è disteso a terra in posizione supina, completamente abbandonato, senza alcun movimento. Stendetevi sulla schiena: le gambe leggermente divaricate, le punte dei piedi un po' aperte verso l'esterno; la colonna vertebrale il meglio possibile aderente al terreno, con la zona lombare e cervicale ben distese; le braccia ai lati del corpo, i palmi delle mani rivolti verso l'alto, le dita morbide; gola, lingua, mascella, occhi e fronte rilassati. Oppure in alternativa, per chi preferisce, sedetevi comodamente, le gambe leggermente divaricate, i piedi a terra,la colonna vertebrale il più possibile eretta, ma ben distesa; le braccia ai lati del corpo, i palmi delle mani rivolti verso l'alto. Con gli occhi chiusi, ascoltate tutto il vostro corpo risalendo dai piedi al capo: rilassiamo i piedi,i polpacci, le cosce, i glutei , l’addome, il torace; rilassiamo la schiena, le spalle, le braccia, rilassiamo la gola e il collo, rilassiamo il volto e il capo. Se percepite delle zone tese, lasciate che si allentino, favorite mentalmente la loro distensione. Il vostro corpo pian piano si rilasserà completamente. Se avete la sensazione che persistano delle tensioni, risalite di nuovo mentalmente dai piedi al capo lasciando che ogni contrattura si allenti. Dopo aver rilassato la muscolatura, portate l'ascolto più in profondità, permettendo agli organi interni di rilassarsi: gli organi dell'addome, del torace, del capo. Il battito cardiaco diventerà più lento e regolare, così come il vostro respiro. Ascoltatelo senza influenzarlo. Semplicemente percepite all'interno del corpo il leggero movimento della respirazione, lasciandola naturale, così come viene. Per un po', senza fretta, rimanete in ascolto del vostro respiro. Infine permettete anche alla mente di riposare. Lasciate che i vostri pensieri vi abbandonino. Come osservandoli dall'esterno, non soffermatevi su niente in particolare. Assaporate gli effetti del rilassamento. Possiamo ripetere volendo: “Non questo, non ora”. Immaginiamo il nostro capo, bagnato da un corso d’acqua, che scende portando via i nostri pensieri. Ancora ripetiamo: “Non questo, non questo, non ora”. Senza combattere i pensieri, se persistono. INSPIRIAMO LENTAMENTE E PROFONDAMENTE CONTANDO FINO A NOVE. TRATTENIAMO IL RESPIRO CONTANDO FINO A 3. ESPIRIAMO LENTAMENTE E FROFONDAMENTE CONTANDO FINO A NOVE

SAHAJA YOGA
I Corso - VI Lezione Lo stato meditativo – La meditazione a casa – Consigli di Shri Mataji - 3° lettera di Shri Mataji

SHRI MATAJI NIRMALA DEVI LO STATO MEDITATIVO
SYDNEY, AUSTRALIA 14/3/1983

A questo punto avete tutti realizzato che dentro di noi dimorano la pace, la bellezza e la gloria del nostro Essere; ce n’è un oceano! Non possiamo trovarlo fuori, ma dobbiamo andare “dentro”. Nel cosiddetto “stato meditativo” voi cercate quest’oceano, e ne gioite. È come quando siete assetati: andate al fiume, oppure nell'oceano, cercando di placare la sete. Neanche l’oceano, però, vi potrà dare acqua potabile. Come può, dunque, qualsiasi cosa esteriore darvi quel qualcosa di profondo che è dentro di voi? Voi cercate questo ‘qualcosa’ all'esterno, dove in effetti non c’è. È dentro di voi, al cento per cento. È così semplice, perché vi appartiene per davvero. Finora non avete fatto altro che proiettarvi all'esterno di voi stessi per trovare la gioia, la cosiddetta gioia, la felicità e la gloria dei poteri e dei possessi terreni. Dovete rovesciare l'intera cosa e indirizzare la vostra attenzione dentro di voi. L'averla finora proiettata all'esterno non è stata una cosa né giusta né sbagliata. Non dovreste sentirvi dispiaciuti per quello che avete fatto fino ad oggi, anche se, comunque, non era la maniera giusta per raggiungere la vera gioia della vita, la vera gloria del vostro Essere. Com’è successo a tante altre persone, anche voi siete ora entrati in una sfera di comprensione più sottile. Alcune persone sono solamente a un livello mentale, ma non importa. Altri, magari, non vanno oltre il livello fisico. Pazienza. Voi, invece, siete sulla strada giusta, e seguite l'esatta direzione. Cercate di meditare. Meditate di più, per poter raggiungere l’Essere Interiore, quel vasto Oceano di Beatitudine che esiste in ciascuno di noi. È quell'immenso flusso di luce che inonda la bellezza interiore di ciascuno. Per poterlo avvicinare dovete, dunque, andare dentro di voi, rifiutando tutto ciò che ostacola questo cammino. A volte il vento contrario può essere talmente forte da farvi dimenticare che la gloria di Dio è dentro. Tornate, dunque, sui vostri passi, e ricordate ogni momento che la vostra attenzione deve essere indirizzata all'interno. Quando questo movimento è verso l'interno, dimenticate l’idea di glorie esteriori. L'uomo di natura bassa pensa che se fa un sacco di soldi raggiungerà la gioia. Questo,

invece, non accade, e quando s’incontrano persone di questo tipo, sembrano le creature più infelici del mondo. Si preoccupano delle più piccole cose della vita. Dovreste aver sentito dire che certe persone ricchissime soffrono di cleptomania. Sono molto avare e si danno pensiero persino per uno spillo. Manca qualcosa d’insignificante? Si turbano. Hanno cosi tante abitudini da non poterne più fare a meno. La ricchezza, dunque, ha sempre portato con se una specie di maledizione che si abbatte sugli esseri umani. Quelli che cercano solo la ricchezza, va a finire che non possono godersela. Certa gente, poi, è ancora peggio: pensa di poter raggiungere un'altissima posizione nella vita dominando gli altri e ottenendo più potere. Come sapete, anche loro falliscono. Avete visto cosa accade loro? La gente non ne vuole neppure parlare. Ci sono altri, invece, che si attaccano a qualcuno, a una persona o alla famiglia, ai figli e ai parenti. In India è una cosa molto comune. Anche questo non è il modo di giungere a Dio, è un atteggiamento molto limitato che vi porta a gironzolare attorno ad alcune persone, sprecando completamente tutta la vostra energia. Quando, però, entrate totalmente dentro il vostro essere, allora tutte queste cose acquistano un tale significato! Se possedete infatti qualcosa, o se siete una persona che in teoria dovrebbe essere possessiva, in effetti non possederete niente, sarete distaccati. Sarete distaccati. Non sarete mai possessivi, ma avrete un tale distacco! Grazie a questo potrete anche giocare, recitare la parte come in una commedia, giocare con le cose che sono in vostro possesso, e impartire molte lezioni alla gente. La persona che ha raggiunto questo stato è così distaccata, così generosa! Gode della sua generosità. Tutto diventa così differente e dinamico! Tutta la bellezza creata dagli esseri umani per il semplice desiderio di possesso viene smascherata ai vostri occhi. Cominciate così a godervi le cose senza possederle, capendo a fondo cosa sia il “mito del possesso”. “CHRISTMAS PUJA” - PUNA (INDIA) 26.12.1982 ... Portate la vostra attenzione dall'esterno verso l'interno, come Cristo, che visse una vita tutta interiore. Egli non visse rivolto all'esterno, ma verso l'interno di se stesso ed è questo che dobbiamo capire oggi che abbiamo avuto la nostra nuova nascita. Essa deve portarci all'interno di noi stessi. Il nostro corpo deve servirci per farci stare a nostro agio internamente, non esteriormente.... ‘BRAHMAPURI PUJA’ 29.12.1989 ... In Occidente, siccome la gente si è buttata a capofitto nella scienza, ha perduto tutta la cultura della società. Tutta la cultura in Occidente si riduce al modo di tenere la forchetta ed il coltello ed non esiste più alcuna regola interiore. La gente si è totalmente coinvolta nella rivoluzione industriale e quindi ha perduto qualsiasi contatto con la realtà. La cultura di ogni Paese può sopravvivere soltanto sulla base della spiritualità. La scienza non può parlarne, ed ha così tante limitazioni che non può neanche rispondere a domande molto elementari. Soprattutto la gente non ha alcuna idea di cosa sia l'amore e che cosa sia il Potere Onnipervadente. Tutti voi l'avete percepito, sapete che cos'è e come usarlo. Certo, i Sahaja Yogis mediocri non sono di nessun aiuto nel radicare il bene. Dovete essere grandi dentro di voi, molto potenti ed estremamente sensibili, in modo che le energie e l’attenzione non vengano sprecate in cose superficiali e insensate. Dobbiamo liberarci di tutte queste cose e diventare persone distaccate, distaccate da tutto ciò che può creare dei problemi. Con una visione distaccata delle cose vivrete una vita che saprà dare nutrimento alla vostra società, una società che adesso è veramente malata. È una società malata e decadente e per aiutarla c'è bisogno di persone che abbiano una grande forza morale, che siano estremamente pure e che sappiano tutto su Sahaja Yoga ...

PUJA PER IL SIGNORE BUDDHA - SAN DIEGO (CALIFORNIA) 04 08 1988 Tutto è stato facilitato per voi in Sahaja Yoga ed anche semplificato. Non dovete soffrire la fame o digiunare, non dovete diventare vegetariani né andarvi a sedere sotto il sole o meditare sull'Himalaya. Niente di tutto questo. Potete sedervi, in modo confortevole, dove desiderate ed entrare in meditazione. Tutto senza difficoltà. E, quando avete stabilizzato il vostro Spirito, potete gioire d’ogni cosa bella. Nel complesso, per alcune persone, forse questo è veramente troppo. Immaginate di trovarvi seduti nel deserto del Sahara, con un vento che soffia all'impazzata sulle vostre teste: “Che cosa sta succedendo?” - direste - ‘Com’è possibile vivere qui, vivere una vita cosi dura! Ma voi non vi sentite così, perché avete il conforto dello Spirito dentro di voi. Si tratta del conforto dello Spirito e per il conforto dello Spirito voi non avete bisogno di nulla. Questa è la vostra ricchezza ..

ANCORA SULLA MEDITAZIONE
Ricordiamoci che la meditazione non è un'azione, ma uno stato. O si è in meditazione, o si sta solo seduti li, magari a fantasticare. Lo stato di meditazione si riconosce fondamentalmente dall'esperienza della consapevolezza senza pensieri: la mente smette il suo usuale chiacchierio di sottofondo e diventa assolutamente tranquilla. Si sperimenta un silenzio interno ed i problemi, le preoccupazioni della vita d’ogni giorno scendono in secondo piano. Inoltre, appena si progredisce, cominciamo a sentire nel cuore una gran gioia, ed un grande amore, che riconosciamo come manifestazione del nostro Spirito. I vari metodi e tecniche disponibili in Sahaja Yoga sono destinati a pulire il sistema sottile che affiora nella meditazione. Tali metodi diventano via via più profondi ed accattivanti.

LA MEDITAZIONE A CASA
Il momento migliore per meditare è la mattina presto, cioè quando le Vibrazioni sono più forti. È anche un ottimo modo per iniziare la giornata. Sedete con rispetto davanti alla foto di Shri Mataji, alzatevi la Kundalini e datevi un Bhandan. Mettete le mani con le palme rivolte verso l'alto sulle ginocchia o sul grembo in atteggiamento ricettivo per ricevere le Vibrazioni; portate gentilmente la vostra attenzione verso l’alto, facendola posare sulla sommità della testa nella zona della fontanella. Sedete calmi per qualche momento e cercate di divenire consapevoli di quali indicazioni arrivino dalle mani, in modo da sapere quale canale o Chakra ha bisogno d’attenzione e pulizia (vedi la prima e la seconda dispensa). Fate un Bandhan nella zona dei Chakras interessati o dategli Vibrazioni per un po’. Nel tempo dovuto la sensazione sulle dita diminuirà o andrà via completamente indicando che, qualunque fosse la causa, l'ostruzione ora è stata rimossa. Alcuni possono sentire l'ostruzione sul Chakra stesso piuttosto che sulle dita, in quel caso vanno comunque seguiti gli stessi procedimenti già indicati per alleviare la pressione o il risentimento nel centro sottile. Spendete pochi minuti per correggere il problema di questo o quel centro, (come dice più sotto Shri Mataji: “…al mattino non c'è bisogno di usare troppo le mani adottando questa o quella tecnica. Scoprirete che i vostri Chakras si puliscono in meditazione)”. Poi riportate entrambe le mani sulle ginocchia ed entrate più profondamente in meditazione: è importante che la meditazione non sia tutta un “lavoro”, dobbiamo anche semplicemente gioire di noi stessi. Non appena entriamo in meditazione i pensieri cominciano a rallentare e può accaderci di entrare in “Nirvichara Samadhi” (consapevolezza senza pensieri), che è una prima importante tappa da raggiungere. Se vi accorgete che i pensieri persistono, non cercate di mettere sotto controllo la

mente con la concentrazione o combattendo con voi stessi. Distaccatevi dai pensieri osservandoli come dall'esterno. Lentamente i pensieri scompaiono. Se scoprite che ancora i pensieri v’infastidiscono chiedete con umiltà a Gesù Cristo (che risiede nell'Agnya Chakra) di aiutarvi, recitando con calma il Padre Nostro. È anche di molto aiuto aprire gli occhi e guardare l’Agnya Chakra di Shri Mataji (il punto rosso sulla fronte), finché la mente non si acquieti, poi richiudete gli occhi e ricominciate la meditazione. Per abitudine alla mente piace vagare, per cui anche dopo avere sperimentato per un po’ lo stare senza pensieri (ossia lo stare esattamente nel presente), ci sarà ancora la tendenza a mettersi a pensare a diverse cose (spostando l'attenzione dal passato al futuro). Se questo accade basta che gentilmente tiriate indietro la mente dalle sue tortuosità e riconduciate l'attenzione sulla parte alta della testa, al di sopra dell’Agnya Chakra. Questo comporta una qualche visualizzazione, che poi viene abbandonata per entrare semplicemente in uno stato. Dopo un po’ di pratica l'attenzione verrà portata automaticamente sulla sommità della testa non appena la Kundalini ascende. Quando la Kundalini si è stabilizzata nel Sahasrara vi verrà anche il desiderio di mettere l'attenzione sul cuore. Praticando per un po’ Sahaja Yoga comincerete a sentire più fortemente amore e gioia, e questo renderà la vostra meditazione molto piacevole e soddisfacente. Più o meno dopo una mezz’ora (o un po’ di più, se vi va), portate a termine la meditazione dandovi ancora un Bandhan, alzandovi la Kundalini e ringraziando dal cuore. Shri Mataji.

Consigli di Shri Mataji per la meditazione
da Nirmala Yoga n° 19, 1984

Alzatevi presto al mattino, fate la doccia, sedetevi senza parlare. Non parlate al mattino presto, sedetevi e meditate ... A quell'ora arrivano i raggi divini; il sole viene più tardi. È così che gli uccelli si svegliano, così si svegliano i fiori e, se siete abbastanza sensibili, vi accorgerete che svegliandovi presto al mattino arriverete a dimostrare dieci anni di meno. È veramente un'ottima cosa svegliarsi presto al mattino! Di conseguenza, andrete a dormire presto la sera. Questo per quello che riguarda la sveglia; quanto al dormire non vi devo spiegare nulla perché, per questo, ve la sapete cavare benissimo da soli. Al mattino dovreste solamente meditare. In meditazione, provate a fermare i vostri pensieri. Guardate la mia foto con gli occhi aperti, così fermerete i pensieri. Prima dovete fermare i pensieri, poi andrete in meditazione. Il modo più semplice per fermare i pensieri è quello di recitare il Padre Nostro, perché agisce sull'Agnya. Dunque, al mattino, recitate il Padre Nostro, o il Mantra di Shri Ganesha: è la stessa cosa. Potete anche dire “io perdono”. Funziona. Dunque, potreste cominciare con il Mantra di Shri Ganesha, recitare il Padre Nostro e poi dire “io perdono”. A questo punto siete in consapevolezza senza pensieri. Ora meditate, prima di questo non c'è meditazione. Finché pensieri come: “devo prendere il te”, oppure “cosa devo fare dopo”, oppure “cos'è questo, cos'è quello?” continuano a passare per la mente, non c'è meditazione. Quindi prima dovete entrare in consapevolezza senza pensieri, perché la crescita spirituale inizia solo da quel momento, non prima. Questo è importante da capire. Non potete crescere in Sahaja Yoga, rimanendo a livello razionale. Così la prima cosa da fare è quella di stabilizzare la vostra consapevolezza senza pensieri. Anche se avvertite, qua e là, qualche blocco ai Chakras, dimenticatelo, semplicemente dimenticatelo. Ora cominciate ad arrendervi. Se c'è un blocco ad un Chakra, dovreste dire: “Madre, io lo arrendo a Te”. Invece di lavorarvi con le mani, dite solo questo. Ma questo arrendersi non deve essere razionalizzato. Se ancora pensate, o vi preoccupate anche del motivo per cui dovete farlo, non servirà a niente. La cosa migliore è avere puro amore e purezza nel cuore: questo è arrendersi.

Lasciate tutte le preoccupazioni a vostra Madre. L'arrendevolezza, l'abbandono è una cosa molto difficile nelle società centrate sull'ego. Anche solo parlarne mi preoccupa un poco. Quindi, se vi viene qualche pensiero, o se sentite un catch (blocco) in qualche Chakra, semplicemente arrendetelo. In questo modo, vedrete, i Chakras si puliranno. Al mattino non c'è bisogno di usare troppo le mani adottando questa o quella tecnica. Scoprirete che per lo più i Chakras si puliranno con la meditazione. Cercate di avere amore nel cuore e di porre il vostro Guru al centro di esso. Quando ciò avviene, inchiniamoci a Lui con amore e dedizione completa. Dopo la Realizzazione, qualsiasi attività mentale non è più immaginazione, poiché mente e immaginazione sono ora illuminate. Predisponetevi in modo tale da diventare umili, ai piedi del vostro Guru, di vostra Madre. Vi chiederete ora quali sono l'atteggiamento e l'atmosfera necessari per meditare. Meditare è “essere uno con il Divino”. Cominciate col dire il Mantra a Shri Ganesha e poi guardate dentro di voi e rendetevi conto di quale sia il principale ostacolo. Il primo è il pensare. Per eliminare i pensieri, dovete dire il Mantra a Shri Nirvichara: “Om Twamewa Sakshat, Shri Nirvichara Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namah”. Viene poi l'ostacolo del vostro ego. Vi accorgerete che i pensieri si sono fermati, ma potreste sempre sentire una pressione alla testa. Se è l'ego, dovete dire: “Om Twameva Sakshat, Shri Mahat Ahamkara Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namah”. Ripetetelo per tre volte (Mahat significa grande e Ahamkara significa ego ndt). Se continuate a sentire la pressione dell'ego, tenendo la mano sinistra verso la fotografia, alzate il lato sinistro sul destro per sette volte, in modo da bilanciare ego e superego. Provate a sentire come state dentro di voi. Una volta bilanciati, la cosa migliore è portare l'attenzione sulle vostre emozioni, sulla Manas Shakti. Osservatele. Le potete illuminare semplicemente pensando a vostra Madre. Illuminatele. Questo risolve qualunque problema di Mana. Se in meditazione vi connettete con le emozioni e le guardate, vedrete che cominceranno a dilatarsi e se tenterete di arrenderle a vostra Madre (di porle, come si suole dire, ai Piedi di Loto di vostra Madre), esse cominceranno a dissolversi, come ad espandersi. È un'estensione, vedete. E le estenderete in modo tale da sentire che le potete controllare e, controllandole, diventano estese, illuminate e potenti.
Quel che dovete fare ora è controllare il vostro respiro. Cercate di respirare più lentamente, nel senso che dovete prima espirare, aspettare un poco, inspirare a lungo, poi espirare. Durante un minuto, il vostro respiro sarà più lento del normale. D'accordo? Provate a farlo, tenete l'attenzione sulle emozioni affinché si stabilizzi la connessione. Va meglio? Vedete, la Kundalini si alza. Quando si respira c’è un momento vuoto. Inspirate. Trattenete il respiro. Espirate lentamente e a lungo. Ora, inspirate. Cominciate a respirare in modo tale da poter realmente rallentare il ritmo del respiro. La vostra attenzione dovrebbe essere sul cuore o sulle emozioni. Meglio trattenere il fiato per un po'. Trattenetelo. Espirate. Aspettate un po', non respirate. Bene. Vedete, adesso siete calmi. La Laya s’inserisce tra il vostro Prana e il Mana. Le due Shakti diventano Una. Adesso, alzate la Kundalini. Fino in cima, e fissatela. Di nuovo, alzate la Kundalini e fissatela. Ancora, alzate la Kundalini e fissatela per la terza volta. Ora, a livello del Sahasrara, dite il Mantra; tre volte: “Om Twameva Sakshat, Shri Kalki Sakshat, Shri Sahasrara Swamini, Moksha Pradayini Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namah”. Adesso è aperto, vedete? E potete farlo ancora, allo stesso modo. Adesso siete lì, stabilizzati ... Fatto questo, siete in condizioni di entrare in meditazione ... Rallentate il ritmo del respiro, sarà meglio. Rallentate il respiro, come se voleste fermarlo, ma senza fare sforzi.

III° LETTERA DI SHRI MATAJI NIRMALA DEVI
L’uomo vuole pace, ricchezza, potere, ecc., ma Dio é all'origine di tutto questo. Allora perché non ci dovrebbe essere il desiderio di Dio? Perché non ci dovrebbe essere l'aspirazione e l'ambizione d'incontrare Dio? Noi dovremmo pregare Dio per la pace e mantenere il desiderio d'incontrare Dio che é la pace stessa. Questa dovrebbe essere la differenza nella soddisfazione di un uomo comune e quella di un Sahaja Yogi. Si dovrebbe essere pronti ad arrendersi al grandissimo desiderio d'incontrare Dio ai Suoi Piedi Santi. Tutta l'attenzione dovrebbe essere su di Lui. Perciò si deve avere dedizione, determinazione e concentrazione (tapasvita), solo cosi tutti gli attaccamenti materiali potranno essere distrutti. Che cosa c’è in questo mondo a cui aggrapparsi? Voi dovete comprendere la gloria di quei piedi, in cui tutto si dissolve e diventa sereno. Soltanto allora vedrete la gloria. Perché ci si dovrebbe vantare di mete raggiunte? Dovete capire che qualunque cosa è fatta da voi é il potere di Dio che la realizza, l'Adi Shakti, voi siete solo i testimoni di questi miracoli. Per raggiungere tale stadio dovreste pregare: “Che il nostro “Io conscio” possa sparire e che la verità, che noi tutti siamo piccole parti del Tuo Essere, possa essere assimilata dentro di noi, cosicché, la Tua Divina Benedizione risuoni in ogni particella dei nostri corpi e questa vita sia riempita da belle melodie che incantino l'intero genere umano e mostrino luce al mondo intero”. L’amore fluisce dai vostri cuori. L'amore é illuminato. La vostra attenzione é su cose materiali e voi state parlando dell'eternità. Dovreste emergere nell'eternità per avere vita eterna. Voi siete gli ufficiali del Regno di Dio, allora perché state imbronciati? Tutte le Deità sono i vostri fratelli maggiori di questo Regno. Esse sono presenti in molte forme lungo il sentiero della Kundalini. Dovreste riconoscerle e raggiungerle. La Kundalini é vostra Madre. Imparate a rimanere sempre sotto la Sua cura. Siate i Suoi bambini e Lei si prenderà cura di voi fino all'ultimo. Una volta realizzato Colui da cui tutto é nato otterrete il riposo facilmente. Ma voi non siete coerenti nella pratica della meditazione e nella vita d'amore e serenità. Prendete con disinvoltura persino Me. Come siete impazienti, però, riguardo ai problemi terreni! Come diventate dinamici quando si tratta d’avere ciò che volete! Perché non siete casuali a quel riguardo? Non correte via dalla realtà, perché Io sono Mahamaya. Raggiungetemi. Sono Vostra. Sono per voi. Vi ho dato quello che é stato oltre la portata di grandi saggi e santi. Come lo userete? Vi é stato dato un gran bene. Migliaia di stelle pianeti furono creati proprio con un'onda. C’è un gran significato nella vostra rinascita. Voi stessi dovete raggiungerlo, scoprendo il significato di Swa (Sé). I Sahaja Yogis possono farlo. È un gran progetto. Io vi ho rivelato il segreto, ma voi che cosa avete raggiunto? Nessuno si lamenta per essere stato beneficato; e se capirete il trucco aprirete il cancello di gioia e dimenticherete voi stessi nel godere quella Benedizione. Nessuno diventa felice con le cose terrene. Vi ho dato la chiave del tesoro che altri non hanno. Ma voi dovete lavorare per aprire la porta. Avete preso tutto con superficialità. Volete che Mataji vi nutra, vi svegli la mattina, vi faccia sedere in meditazione per pulirvi della vostra rabbia, del vostro odio, ecc. Oggi è il giorno del Guru Puja. Che Guru Dakshina (dono al Guru) mi avete dato? Capirete che il vostro denaro non é degno della polvere dei Piedi di Vostra Madre, che è anche il vostro Guru. Dovreste dare i vostri cuori: solo cuori puliti e santi. Dovreste pulire i vostri esseri fisici. Non siate pigri in questo. Fare un voto. Dovete alzarvi presto la mattina e trascorrere almeno un'ora in meditazione ed adorazione, recitare l'Arti e meditare di sera. I discepoli di Satana lavorano sodo ai funerali. Smettete tutti i pettegolezzi. Non riesco a capire perché prendete tutto con tanta leggerezza. Lasciate da parte gelosie o liti. Il tempo non aspetta nessuno. Volete andare a mani vuote nonostante abbiate le chiavi del tesoro? Se non accettate il Regno di Dio, verrà il regno di Satana e dovrete biasimarvi per questo. Ricordatelo, perché voi siete persone rare, siete state scelte come ufficiali. Se lo

ignorate, da un lato sarete privati della gran fonte di gioia; dall'altro perderete la vostra autorità, a causa di un’incompleta conoscenza di Sahaja Yoga. Quindi siate saggi e fermi. Ogni momento ha migliaia di direzioni. Che i vostri raggi si spandano in direzioni diverse. Voi darete benessere al mondo intero. Trasformate l'inazione in azione. Voi siete i capitani. Che le melodie di Dio siano suonate dai vostri flauti. Trascendete i vostri sentimenti per quelli che non sono stati realizzati o benedetti ed il Regno di Dio sarà vostro. Possiate realizzare quest’auspicio. Tutti i miei sforzi sono per questo. Siete stati fatti come templi, manteneteli puliti. Alcuni di voi stanno godendo dell'oceano di felicità. La mia Benedizione è che tutti voi siate felici. La vostra vita terrena e la gioia dovrebbero essere allo stesso livello. La gioia di un Sahaja Yogi e le condizioni materiali in cui egli vive sono equilibrate. Le nostre gambe crescono insieme. Se una gamba é più corta dell'altra diventerete zoppi. Non dico di abbassare il livello delle condizioni finanziarie se la felicità è minore. Ma la gioia di un Sahaja Yogi non dipende dalle circostanze materiali. È felice nelle circostanze che prevalgono. Se egli non è così, la sua gioia é superficiale e non interiore. Possa Dio darvi posto ai Suoi Piedi. Vostra Madre, Nirmala

SHRI MATAJI NIRMALA DEVI

SETTEMBRE 1995 – PECHINO

CONFERENZA MONDIALE SULLA DONNA
Fratelli e sorelle del mondo, è un grande onore per me parlare del problema mondiale della donna di fronte a tale autorevole assemblea. Prima di tutto vorrei manifestare la mia profonda gratitudine al governo e al popolo del paese che ci ospita, la Repubblica Popolare Cinese. Ho avuto il privilegio di visitare la Cina in due precedenti occasioni e sono una grande ammiratrice della saggezza e della cultura di questa illustre nazione. Questo é - oltre ogni mia immaginazione - il tempo più glorioso nella storia dell'umanità poiché, in questa epoca, noi siamo fortemente consapevoli dei problemi delle donne. Le donne, nel loro insieme, hanno certamente sofferto in ogni epoca, poiché non é stata riconosciuta la loro importanza ed il loro giusto ruolo nella società. La società stessa, che é sua creazione, tenta di tenere sotto il proprio potere o di umiliare il sesso femminile. In Oriente possiamo dire che, a causa dell'influenza fondamentalista, le donne sono state oggetto di forte oppressione e la loro moralità sia basata sulla paura piuttosto che sulla libertà. In Occidente, esse hanno lottato per la propria libertà, tuttavia ciò che hanno conseguito é una falsa libertà: le donne in Occidente hanno la libertà di rinunciare a tutti i valori sociali e morali. Di conseguenza si può dire che, in Oriente, la maggior parte delle donne sono timorose, oppresse e non possono esprimere se stesse, mentre in Occidente si riscontra che la maggior parte delle donne sono ridotte a simbolo sessuale. Sono desiderose di esprimere il proprio corpo: tale ansia traspare nella pubblicità della moda e nella ricerca di una popolarità di basso livello. Esse accettano tale posizione poiché non potrebbero sopravvivere altrimenti nel caotico mondo occidentale. Ciò che le donne, in Oriente, sentono come assai umiliante e degradante, é considerato in Occidente qualcosa di assai glorificante. Ho veduto entrambe queste società in modo assai approfondito e sento che finché non si formerà una nuova cultura nella quale le donne d'Oriente e le donne d'Occidente possano tutte risorgere nella stima di sé ed esprimere se stesse in modo da creare elevati livelli morali per la propria società, le donne, ne dell'Est né dell'Ovest, potranno elevarsi nella loro piena statura di dignità femminile. Devo ammettere che non é difficile raccogliere denaro per le donne povere dei Paesi in Via di Sviluppo ed aiutarle ad uscire dallo stato di povertà ma, sfortunatamente, mi risulta che il denaro che viene raccolto possa non raggiungere le donne povere ma finire nelle tasche di ministri corrotti, di burocrati e di altre persone responsabili per confluire, in ultimo, nelle banche svizzere.

Noi, in India, abbiamo due stati assai grossi, chiamati Uttar Pradesh e Bihar, che sono aiutati in modo significativo dall'Unicef ed anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. L'Unicef avviò un progetto chiamato Angan - che significa "cortile"- secondo il quale i bambini dovevano essere educati e cresciuti in forma appropriata. Questo progetto non sta affatto funzionando per quanto riguarda i bambini e tutto il denaro affluisce, invece, nelle tasche delle persone corrotte che sono i responsabili di quel progetto ed i bambini non ricevono neppure il 2% di ciò che viene loro inviato. Lo stesso accade con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che invia medicinali e attrezzature all'India. Questi medicinali vengono venduti sul mercato e sono usati interamente da coloro che li ricevono per i propri profitti. La stessa cosa avviene per quanto riguarda le attrezzature dell'OMS. Così la gente povera non riceve mai alcun beneficio e rimane continuamente priva di aiuto. Tutto questo denaro é chiamato "denaro sporco", ma affluisce nelle linde banche svizzere. Una larga parte dei prestiti che la Banca Mondiale dà ai Paesi in Via di Sviluppo viene altresì riversata nei conti personali di funzionari corrotti, mantenuti presso le banche svizzere. Pertanto tutti i Paesi in Via di Sviluppo sono indebitati con la Banca Mondiale ma non hanno denaro. Il denaro é nelle banche svizzere. Quindi vorrei richiedere alle Nazioni Unite di occuparsi di tale problema con le banche svizzere e richiedere loro di restituire tutto il denaro che vi é stato versato da queste persone assai corrotte e di riconsegnarlo pertanto alle Nazioni Unite cosicché queste possano utilizzarlo per i propri scopi, come pure distribuirlo alla gente sotto un'effettiva vigilanza. Si deve avere una rete assai bene articolata di persone che si sentano corresponsabili, che siano oneste e che desiderino trarre il massimo da questo denaro aiutando la gente. L'immoralità e la corruzione sono i due orribili mostri che divorano la nostra società. Darei la colpa alle madri di queste persone corrotte ed immorali, poiché esse hanno fallito nei loro doveri di madre. L'insegnamento amorevole della madre é la prima e più efficace influenza nel forgiare i figli in buoni cittadini. Le madri che non hanno mai tentato di guidare con grande sollecitudine e amore, o le mogli o le figlie che cadono in balia della paura dell'uomo o della cultura distruttiva, costoro non hanno compiuto il proprio dovere - in qualità di membri integranti della famiglia - nel rafforzare la fibra morale dell'uomo. E' altresì importante vedere come sono trattati i bambini in queste due culture dell'Est e dell'Ovest. Ciò che constatiamo nell'Est é che i figli, se non fossero sotto l'influenza della cultura fondamentalista, darebbero ascolto alle loro madri. Questa cultura relega la donna al livello di essere umano inferiore, mettendola in condizione di essere dominata dall'uomo e dai figli. Anche nell'Ovest accade la stessa cosa. I figli non rispettano la madre, né le danno ascolto. Sento che, in generale, ciò avviene perché le donne occidentali spendono più tempo nel prendersi cura del proprio corpo e del proprio aspetto fisico piuttosto che nel prendersi cura dei propri figli e nell'amarli. Il legame tra madre e figlio cosi si affievolisce e si spezza. Per tale ragione molti bambini diventano ragazzi di strada. Fortunatamente, ci sono ancora numerose famiglie nell'Est ed alcune nell'Ovest che resistono tenacemente alle tendenze corruttrici di oggi e si prendono cura dei propri figli e li educano convenientemente. Tuttavia devo ancora dire che i bambini in Oriente non sono così rovinati quanto in Occidente. La ragione, tra l'altro, é che in Oriente esistono molte persone - sebbene tale numero sia esiguo - che non sono ricorse alla cultura fondamentalista o alla cultura occidentale e formano una comunità sociale rispettosa e tollerante in cui crescono figli che sono straordinariamente buoni e sensibili. Tuttavia qualsiasi cultura abbiano da lungo tempo, per tradizione, ereditato, questa é profondamente radicata nel loro animo ed essi considerano il sistema dei valori morali la cosa più elevata, più del denaro o del potere.L'Occidente é ora carico di problemi. Sebbene possieda il denaro, non possiede tuttavia la pace, né dentro né fuori. La verità é che le donne sono il potenziale di ogni civiltà e di ogni paese. E' evidente che le donne sono le creatrici e le preservatrici dell'intera razza umana: questo é il ruolo che Dio Onnipotente ha loro assegnato . I semi non possono creare nulla da se stessi. E' la Madre Terra che provvede ai fiori, ai frutti ed ad altri doni. Similarmente é la donna che genera il bambino, lo nutre ed infine lo educa per prepararlo ad essere il cittadino di domani. Le donne pertanto devono prendere il posto della Madre Terra nell’opera di edificazione dell'intera umanità. Sfortunatamente, gli uomini hanno utilizzato il potere dei muscoli per acquisire una posizione di dominio sulla donna. Non hanno riconosciuto che le donne sono compagne, complementari ed uguali, tuttavia non simili,

nell'avventura umana. La società che riconosce questa verità fondamentale e, ciononostante, non assegna alla donna il suo legittimo ruolo non è una società civilizzata. Nel mio paese, esiste un detto sanscrito, "Yatra narya pujyante tatra ramante devata", che significa "laddove le donne sono rispettate e rispettabili, là risiedono gli Dei del benessere". Così é giunto per noi il momento di comprendere il valore di questo grande potere che il Creatore ci ha donato. Ma che cosa si riscontra? Che sia in Oriente che in Occidente, le donne non sono state in grado di dare piena espressione della propria grandezza. Non sto asserendo affatto che l'unico ruolo della donna nella società umana sia quello di madre, di procreatrice e preservatrice dei figli, oppure quello di moglie o sorella. Le donne hanno il diritto di partecipare come pari ad ogni aspetto della vita sociale, culturale, educativa, politica, economica, amministrativa e tutto il resto. Allo scopo di preparare se stesse a questo ruolo pervasivo, esse devono avere il diritto all'educazione in tutte le branche del sapere. Ma se sono madri, hanno grandi responsabilità verso i figli e verso la società. L’uomo è responsabile della politica e dell'economia del Paese ma responsabili della società è la donna. Nel suo compito, la donna può anche sostenere l'uomo ed egli può assumere compiti autorevoli, naturalmente in qualsiasi posizione. Ma é assai importante che egli non dimentichi che è la donna a dover manifestare sollecitudine materna profonda ed amore. Ma se questa diventa virile d'animo ed aggressiva, allora la società non potrà conservare il suo equilibrio . Allo stesso tempo devo far presente che, mentre chiediamo il riconoscimento dei diritti della donna, dobbiamo anche porre l'accento sui suoi doveri fondamentali verso l'umana società. Le donne in Occidente, o coloro che sono state educate in Occidente, sono passate all'estremo opposto con l'assumere ruoli politici, economici o amministrativi. Per competere con l'uomo sono diventate troppo ostinate, egocentriche ed ambiziose. Non possiedono più le qualità consolatrici e gradevoli che conservano l'equilibrio. Al contrario, sono diventate dominanti, sono diventate individui alla perenne ricerca del piacere. Sono di gran lunga più preoccupate della propria attrattività fisica che di avere una personalità gradevole, dolce e dignitosa. Cedono, consapevolmente o inconsapevolmente, al loro più basso sé assai più rapidamente degli uomini. Tutto ciò conduce ad una società caotica ed i figli, pertanto, crescono come ragazzi di strada, ladri e perfino assassini - come si legge ogni giorno sul giornale. Ciò di cui abbiamo bisogno é di riportare l'equilibrio tra i due estremi. Abbiamo bisogno di donne compagne uguali ma non simili all’uomo; di donne dotate di una comprensione sottile della natura maschile ed in grado di condurre l’uomo al centro attraverso l’equilibrio interiore. Abbiamo bisogno di donne equilibrate al fine di avere una razza umana equilibrata, dotata, al proprio interno, di pace. Potreste affermare che tutto ciò é eccellente dal punto di vista teorico, ma come conseguire questo stato di equilibrio? Come arrestare la marea delle malattie, della corruzione, dell'immoralità e dell'immaturità? Come porre fine all'attuale stato di conflitto e di confusione? Come portare la pace in ogni mente ed in ogni cuore? Assai umilmente faccio presente che esiste una risposta a questi interrogativi. Che esiste una nuova via. Qualsiasi cosa stia per dirvi, non deve essere presa per scontata. Naturalmente, dovreste tenere la mente aperta come quella di uno scienziato e trattare qualsiasi cosa affermerò come un'ipotesi. Se tale ipotesi potrà essere provata, allora dovete accettarla, da persone oneste, come l’assoluta verità poiché essa é per la vostra benevolenza. E' per la benevolenza della vostra famiglia. E' per la benevolenza del vostro Paese e per la benevolenza del mondo intero. Sono qui per parlarvi dell'ultimo passaggio della nostra evoluzione. Questo passaggio della nostra evoluzione deve aver luogo nella nostra consapevolezza, in questi tempi moderni ed esso ci è stato peraltro, rivelato dagli scritti di molti profeti. Questo é il periodo chiamato "Tempo della decadenza", menzionato per ultimo dal grande santo Vyasa - colui che scrisse il Gita - ed é infatti la decadenza dell'umanità ciò che vediamo intorno a noi, in ogni forma possibile. Ora vi vorrei svelare la conoscenza segreta del nostro essere interiore, conoscenza che era già nota in India migliaia di anni fa. Per la nostra evoluzione ed ascesi spirituale esiste dentro di noi un potere residuale, che é situato nell'osso triangolare alla base della spina dorsale. Tale potere residuale é conosciuto come "Kundalini". Sebbene la conoscenza di questo potere fosse già accessibile in India migliaia di anni fa, il suo risveglio era tradizionalmente compiuto soltanto su base individuale : un guru risvegliava tale potere in un solo discepolo.

Risultato di questo risveglio é che ottenete la vostra Realizzazione del Sé, vi conferite la laurea nel campo della spiritualità. In secondo luogo - allorché tale potere é risvegliato - la Kundalini sale e passa attraverso sei centri sottili di energia situati nel vostro corpo, nutrendoli ed integrandoli. Da ultimo, questo potere si fa strada attraverso l'area dell'osso della fontanella, chiamata Talu o Brahmarandra, e vi connette al potere onnipervadente dell'Amore Divino, che viene anche descritto nella Bibbia come la "brezza fresca dello Spirito Santo", nel Corano come "Ruh" e nelle scritture indiane come "Paramchaitanya". Patanjali lo chiamò "Ritambara Pragya". Comunque, qualunque sia il suo nome, questo potere é il potere che tutto pervade, che compie tutto il lavoro sottile del processo vivente, dello sviluppo evolutivo. L'esistenza di questa energia onnipervadente non viene percepita prima della Realizzazione. Tuttavia, dopo la Realizzazione del Sé, potete sentirla sui polpastrelli delle dita o al centro del palmo della mano o al di sopra dell'osso della fontanella. Tale processo deve essere spontaneo, "sahaja". "Saha" significa "con" e "ja" significa "nato". Questo vuol dire che il diritto di ottenere l’unione con il potere onnipervadente dell'Amore Divino é il diritto di nascita di ogni essere umano. Le nostre energie mentali sono limitate. La nostra limitata energia mentale - che é lineare nel suo movimento e non ha il sostegno della realtà - raggiunge un punto e, lì, si ferma. Da quel punto ritorna, poi, a dove era partita e tutto questo movimento lineare della mente ricade su di noi, talvolta come una punizione. Ora tuttavia abbiamo bisogno di maggior energia, di una più alta energia, di una più profonda energia e, a tal fine, la Realizzazione del Sé deve avere luogo. Devo dire che in Occidente ho incontrato molte persone che sono autentici ricercatori della Verità, stanchi dell'artificialità della vita occidentale. Talvolta, essi stessi non sapevano di essere alla ricerca della Verità ed hanno perciò commesso molti errori: sono andati da falsi guru che hanno preso loro un sacco di denaro, sono andati in bancarotta e sono stati infine messi in condizione d'inferiorità fisica e mentale. La cosa che dobbiamo rilevare é che il risveglio della Kundalini e, il conseguimento della Realizzazione del Sé sono processi viventi dell'evoluzione, per i quali non occorre pagare alcunché. E' come porre un seme nella Madre Terra. Germoglia poiché la Madre Terra ha il potere di farlo germogliare ed il seme ha, dentro di sé, la qualità innata di germinare. Allo stesso modo, noi deteniamo - nell’osso triangolare che i Greci chiamarono 'sacro' - questo potere di germinazione. Si tratta di un'energia avvolta in tre spirali e mezza. Ciò dimostra che i Greci sapevano che questo osso era santo e pertanto gli diedero il nome di 'sacro'. Effettivamente in alcune persone, potete vedere l'osso sacro pulsare e la Kundalini salire assai lentamente ma, laddove non vi sono ostruzioni e la persona é un individuo equilibrato, la Kundalini sorge dall'osso sacro come uno zampillo e passa attraverso l'area dell'osso della fontanella per diventare una con il potere onnipervadente. Questa Kundalini é la Madre spirituale di ogni individuo e conosce, o ha registrato, tutte le aspirazioni passate del figlio. Ella é ansiosa di donargli la seconda nascita e, durante la Sua ascesa, nutre i sei centri d’energia. Quando una persona non é connessa al potere onnipervadente, é come uno strumento che non é collegato alla forza principale e non ha identità, non ha significato, non ha scopo. Non appena lo strumento viene collegato, tutto ciò che é in esso incorporato prende a funzionare e lo strumento inizia ad esprimere se stesso. Allorché la Kundalini sale vi connette al potere onnipervadente, che é vitale, che é un oceano di beatitudine e di conoscenza. Dopo il risveglio della Kundalini, potete sperimentare numerose coincidenze che sono miracolose e apportatrici di grande gioia. La Kundalini è, soprattutto, oceano di perdono. Così qualsiasi errore abbiate in commesso in passato, questo vi è perdonato e voi ottenete, come una benedizione, la Realizzazione del Sé. Le conseguenze del risveglio della Kundalini e del conseguimento della Realizzazione del Sé sono numerose. Innanzitutto una persona é costantemente in contatto - o ne diventa effettivamente parte con il potere Divino Onnipervadente. Ricerca la Verità tramite l'utilizzo della sua nuova consapevolezza e, poiché la verità é una sola, tutte le persone realizzate possono constatare la stessa verità. I conflitti vengono, di conseguenza, elusi. L'attività puramente mentale senza la Realizzazione del Sé, conduce ad idee conflittuali e persino alle guerre: tutto ciò, dopo la Realizzazione del Sé, può essere evitato. Ora, vediamo quante altre cose accadono a colui che riceve la Realizzazione. In primo luogo, iniziate a percepire la brezza fresca dello Spirito Santo sui

polpastrelli delle vostre dita, queste rappresentano i centri sottili di energia. In tal modo conoscete la verità sulle punta delle dita. Trascendete tutte le limitazioni di razza, di religione e le altre idee ed andate oltre la vostra mente per vedere e sentire la realtà e comprenderla. La cosa che accade successivamente é che entrate in uno stato di “consapevolezza senza pensieri”. Attraverso il pensiero, noi viviamo nel futuro e nel passato. I pensieri ci provengono da queste due aree del tempo e cosi noi non siamo in grado di vivere nel presente: mentre i pensieri sorgono e cadono, noi saltiamo sulla loro cuspide. Ma, allorché la Kundalini sale, essa allunga tali pensieri ed in tal modo un po' di spazio tra questi : tale spazio è il presente, è la Realtà. Pertanto il passato é superato ed il futuro non esiste. In quel lasso di tempo voi non avete pensieri. Essendo consapevoli ma senza pensieri, raggiungete un nuovo stato sul quale Jung scrisse assai chiaramente. In quel momento, qualsiasi cosa accada, essa viene profondamente incisa nella vostra memoria mentre voi godete di ogni istante di questa realtà. Quando entrate nello stato di “consapevolezza senza pensieri”, diventate, dentro voi stessi, completamente in pace. Colui che ha conseguito tale pace, emette pace e crea un'atmosfera pacifica attorno a sé. Questa condizione é assai importante. Finché non avremo conseguito la pace interiore, non capiremo mai veramente che cosa siano le nostre idee, se universali o giustappunto limitate. Potete sentire i vostri sette chakra sui polpastrelli delle dita. Potete anche sentire i centri degli altri poiché sviluppate una nuova dimensione di consapevolezza chiamata "consapevolezza collettiva". Quando questa nuova consapevolezza si stabilizza dentro di voi, iniziate a percepire anche i centri degli altri. Devo dirvi che questi centri sono responsabili del nostro benessere fisico, mentale, emozionale e spirituale ed, allorché sono affetti da negatività o sono in pericolo, le persone soffrono a causa di varie malattie. Come risultato del fatto che la Kundalini si risveglia e nutre questi centri, lo sviluppo importante é che a luogo è che proverete una condizione di equilibrio interiore e godrete di buona salute. Molte malattie, persino alcune di quelle incurabili, sono state curate dal risveglio della Kundalini. Anche la base dati dei geni ereditati può essere ristrutturata dopo la Realizzazione del Sé, tramite il risveglio della Kundalini. Come risultato, la persona che ha ereditato geni che determinano una tendenza criminale, può diventare assolutamente buona. Anche la nostra attenzione diventa assai pura. Alla luce dello Spirito, possiamo vedere le cose assai più chiaramente di quando eravamo ciechi. Per esempio, pensate ad una persona che vaga con occhi ciechi e tocca un elefante, dopodiché ne sopraggiunge un'altra e poi un’altra ancora: tutti costoro avranno idee differenti sull'elefante, a seconda di quale parte dell'animale abbiano toccato. Ma se questi aprissero gli occhi, potrebbero constatare tutti la stessa cosa - la Realtà - e non ci sarebbero contrasti né lotte. Una persona realizzata può percepire la conoscenza assoluta sulle punta delle dita. Supponendo che qualcuno non creda in Dio, una persona realizzata potrebbe allora suggerire al non credente di porre la domanda: "Dio esiste?". Colui che domanda osserverà - lo scoprirete - una brezza fresca assai gradevole pervadere il suo essere. Egli può non credere in Dio, ma Dio esiste. Sfortunatamente, così tanti di coloro che credono in Dio sono così assurdi, ipocriti, crudeli, bizzarri e talmente immorali che la gente ha perduto la fede in Lui. Ma, mentre coloro che rappresentano Dio possono essere immorali, Dio esiste ed esiste anche il suo potere, che noi chiamiamo il Potere Onnipervadente dell'Amore Divino. Questo potere è il potere dell'amore e della compassione e non dell'aggressione e della distruzione. Questo potere d'amore e di compassione, allorché é assorbito in uno yogi o in una persona realizzata, lavora in maniera assai differente, come un angelo. Tali persone possono curare gli altri e curare se stesse. Sono stati risolti persino casi di malattia mentale. Anche coloro che sono andati, nella loro ricerca della verità, da guru disonesti hanno potuto raggiungere la stabilità spirituale dopo avere abbandonato il falso maestro ed essere confluiti sul sentiero della Realizzazione del Sé. Nello stadio successivo - allorché la Kundalini è stabilizzata - acquisite lo stato di consapevolezza senza pensieri ed in esso riconoscete senza alcun dubbio di avere raggiunto la Realizzazione del Sé, di avere conseguito tutti i poteri, che sono li pronti per essere utilizzati. Divenite assai potenti poiché potete alzare la Kundalini degli altri. Diventate molto attivi e non vi stancate facilmente. Per esempio, Io ho settantatre anni d'età e viaggio ogni tre giorni circa, tuttavia sto perfettamente bene. Questa energia fluisce in voi riempiendovi di vitalità. Diventate estremamente dinamici e al tempo stesso estremamente compassionevoli, gentili e miti. Sentite di essere protetti e pertanto siete

fiduciosi ma non egoistici. L’intera personalità cambia. Questa é la natura della trasformazione globale che sta avendo luogo ovunque e con tale rapidità che anche Io ne sono sorpresa. Effettivamente questa conoscenza esisteva molto tempo fa ma il mio contributo, se ve né alcuno, é che ora è possibile ottenere la realizzazione di massa. E' un dono di questo tempo, del quale fu predetto che tale trasformazione globale avrebbe preso luogo. In 65 Paesi, migliaia di persone hanno ottenuto la Realizzazione del Sé attraverso Sahaja Yoga. Il potere della Kundalini é il potere del desiderio di conseguire il vostro coronamento spirituale. Se qualcuno non desidera averlo, non può essere forzato poiché il Divino rispetta la libertà personale. Se uno vuole andare in Paradiso, può andarvi, ma se desidera andare all'Inferno, può andare all'Inferno. La Realizzazione del Sé può essere conseguita facilmente se la persona possiede il desiderio puro e sincero di ottenere la propria Realizzazione. Ma se si resta fedeli a qualcuna nostre idee, che sono statiche, la Kundalini non salirà. Essa non può inoltre lavorare per le persone idiote o immature. Lavora per le persone che sono sagge, che sono maggiormente equilibrate, e lavora assai velocemente. Fui sorpresa di constatare che aveva persino lavorato su tossicomani, alcolizzati e su persone assai immorali. Tuttavia costoro possedevano tutti il desiderio puro un intenso puro ed intenso di riuscire a migliorare se stessi, di riuscite ad ottenere la Realizzazione del Sé. Così tante di queste persone hanno conseguito il loro obiettivo, la Realizzazione del Sé! In una sola notte, hanno rinunciato alle droghe, all'alcol. Si diventa persone molto potenti ed al tempo stesso si comprende di essere stati glorificati: si inizia pertanto a comportarsi in maniera assai dignitosa ed assai assennata. Ecco come é nata una nuova cultura e questa nuova cultura vi conduce, in una certa maniera, ad un nuovo stile di vita in cui voi diventate naturalmente, dico naturalmente, retti. Nessuno deve dirvi :"Non fare questo"! e "Non fare quello". Tutto é raggiunto attraverso l'attenzione illuminata. Questa attenzione illuminata é altresì piena di poteri. Ovunque si posi la vostra attenzione, essa lavora, crea pace, crea armonia e crea anche una nuova dimensione di consapevolezza collettiva. Pertanto non funzionerà più incolpare i geni dei vostri errori poiché tali geni possono essere mutati nella loro base di dati ed essere portati al livello di una personalità assai retta ed angelica. Con l'ascesa della Kundalini L'ego ed i condizionamenti dell’individuo si dissolvono e costui diviene realmente come un uccello libero. La libertà assoluta si raggiunge nella realtà ed il comportamento di tale persona cambia in modo straordinario ed egli acquisisce una grande fiducia in se stesso. Diventa testimone nell'intera rappresentazione della vita. Allorché siete nell'acqua, avete paura di annegare ma, supponendo di salire su una barca, è possibile osservare la stessa acqua con diletto. Se per di più si impara come saltare in acqua e salvare gli altri, si consegue una condizione ancora più elevata, in cui si è dotati di una consapevolezza superiore detta consapevolezza senza dubbi.Con questa consapevolezza, ci dissolviamo innanzitutto nell'oceano di gioia. La gioia é assoluta. Non possiede dualità. Non é come la felicità o l'infelicità la gioia è una cosa singolare. Ed allorché balzate in essa, apprendete con facilità come godere di ogni cosa, sia piacevole che ridicola. Nel primo caso ne scorgerete la bellezza, nel secondo vedrete con humour come le persone siano ridicole. La cosa significativa é che i Sahaja Yoghi sono diventati grandi musicisti, grandi scrittori, grandi oratori, grandi amministratori. In ogni modo sono cresciuti molto in alto, specialmente nel loro atteggiamento verso gli altri. Rispettano ogni persona e sanno cosa c'é di sbagliato in esse: possono quindi rivolgersi agli altri con attenzione, con gentilezza per far sì che chi ha determinati problemi possa facilmente evolvere e diventare un'anima realizzata. E' come una candela che accende un'altra candela. Tale lavoro sta procedendo ovunque nel mondo e vi é forte speranza che possa essere intrapreso anche in Cina. Prima d'ora, in qualche modo, non potevo cominciare il mio lavoro ma la coincidenza Divina mi ha offerto la possibilità, tramite questa conferenza, di parlare al popolo cinese, che Io trovo assai saggio e assai sensibile al grande tesoro della spiritualità. Non é una coincidenza. Era inevitabile ed é stata determinata da questo potere onnipervadente. Anche nella vostra vita avrete notato numerose coincidenze ma non saprete mai come collegarle a qualcosa di Divino, finché non sarete connessi con il Potere Divino. Confucio insegnò all'umanità come migliorare le relazioni tra gli esseri umani. Tuttavia, in Cina, Lao Tze ha descrisse assai magnificamente il Tao, che significa la Kundalini. Ed Io ho compiuto la traversata del fiume Yangtze, attraverso il quale Lao Tze é passato molte volte. So che Egli tentava di dimostrare che questo fiume, che é la Kundalini, fluisce verso il mare ed uno non dovrebbe essere tentato dalla

natura che gli sta attorno. La natura intorno al fiume Yangtze é senza alcun dubbio, assai, assai meravigliosa ma si deve seguire il fiume. Vi scorrono anche molte altre correnti che possono essere assai pericolose, pertanto, vi é bisogno di un buon navigatore che sappia condurre l'imbarcazione attraverso le correnti, nel punto più vicino al mare. In quel punto il fiume diventa assai silenzioso ed estremamente semplice nel suo fluire. Questo Paese é stato beneficiato da grandi filosofi: direi che il più grande fu Lao Tze, poiché l'umanesimo era per la preparazione degli esseri umani alla loro ascesa, della quale Lao Tze parlò. Tuttavia, poiché l'argomento era sottile, essa non fu tratta nella maniera così netta e precisa come ora ve la sto illustrando. E' un tale piacere per me parlare qui, di fronte a questa augusta assemblea. Dopo aver viaggiato attraverso tutto il mondo, mi rendo conto che la Cina é uno dei migliori Paesi per quanto riguarda la spiritualità. Che il Divino benedica voi tutti!

“PROFEZIE E COMPIMENTI”
QUESTA PARTE HA DUE SEZIONI : PROFEZIE - Antichi testi che mostrano sia riferimenti alla “ KUNDALINI ”, alla Realizzazione del Sé e alla associazione con la Brezza Fresca avvertita sulla sommità del capo e sulle palme delle mani, che le predizioni riguardanti l’avvento di SHRI MATAJI e di SAHAJA YOGA. COMPIMENTI - Il compimento di queste antiche profezie attraverso l’avvento di SAHAJA YOGA. SAHAJA YOGA è nato e gradualmente, , e si è diffuso come una silenziosa rivoluzione interiore.

“P R O F E Z I E”
DALLE SCRITTURE INDUISTE.
SHRI GNYANESHWARA, che visse in India nel dodicesimo secolo, è stato il primo Santo che, dopo aver chiesto il permesso al suo Guru, parlò apertamente alle masse della “ KUNDALINI ” : Conoscenza rimasta segreta e trasmessa, fino ad allora, solo dal Guru al discepolo. Egli descrive molto chiaramente il manifestarsi del risveglio della “ KUNDALINI ” : “ il Vento della Vita affiora grazie al movimento della “ KUNDALINI ” e crea una sensazione di freschezza del corpo, internamente ed anche esternamente.” Il seguente estratto dal “ Nadigrantha ” di Mr. Shantaram Athvale offre una stupefacente predizione tanto dell’Avvento di SHRI MATAJI e dell’inizio del Suo SAHAJA YOGA, quanto degli effetti che SAHAJA YOGA avrà sul genere umano. In questo libro Egli dà informazioni su alcuni differenti Nadigranthas che sono antichi, grandi testi astrologici quali il Bhrigu Samhita, il Satya Nadi, il Kak Nadi etc. In questo particolare estratto l’autore fa riferimento alle Scritture del Kak Nadi di Kakayyar Bhujander che fu un grande astrologo e ricercatore vissuto circa 2.000 anni fa. Quando Giove sarà nei Pesci un Grande Yogi si incarnerà su Madre Terra. Dal 1970 diventerà completamente evidente a molte persone che una nuova era è iniziata. Il Kaliyuga finirà ed inizierà il Kritayuga. L’asse di rotazione si abbasserà e l’orbita della Terra si avvicinerà sempre di più al sole. La vita umana sarà sottoposta ad una completa rivoluzione. Un Grande Yogi si incarnerà in questo tempo. Fino a quel tempo sia lo YOGI che il devoto potranno raggiungere la felicità perfetta della Moksha ( Liberazione ) e trovare il definitivo significato della loro vita solo seguendo il sentiero della devozione, della conoscenza e del Patanjali Yoga. Ma dovranno andare incontro a severe penitenze per il risveglio dei poteri dormienti nei vari Chakras del loro corpo e, finalmente, illuminare il potere della KUNDALINI. Con il nuovo metodo concepito dal Grande Yogi gli esseri umani saranno in grado di raggiungere la gioia della Moksha ( Liberazione ) entro l’arco di una vita. Non sarà più necessario sacrificare il

proprio corpo o morire per raggiungere la Moksha. Il Brahmarandra, così irraggiungibile che solo i grandi Santi fino allora saranno stati capaci di sperimentarlo - entrando nello stato del Samadhi soltanto in punto di morte - grazie al nuovo tipo di Yoga potrà essere raggiunto da comuni esseri umani senza aspettare il momento del trapasso. All’inizio sarà possibile conseguire lo Yoga della Liberazione soltanto a chi si nasconderà dal mondo. Invece, con l’aiuto di questo Yoga, dopo un certo periodo di tempo l’intera razza umana potrà superare se stessa. La gente non si dovrà preoccupare per il cibo, il riparo ed i vestiti. Vivendo una vita ordinaria, le persone potranno raggiungere lo Yoga l’Unione con DIO. Non saranno necessari ospedali e non ci saranno malattie. In principio il Grande Yogi potrà curare i malati con un semplice tocco. La decadenza del corpo e la sua conseguenza, la vecchiaia, non esisteranno più e le persone avranno corpi celestiali. Grazie alle nuove scoperte scientifiche scienza e religione diverranno tutt’uno. Con l’aiuto della scienza l’ esistenza di DIO e dell’Anima potranno essere provate, Il velo dell’ignoranza e della Maya sarà abbattuto ed il Brahmarandra e la Moksha, che precedentemente potevano essere raggiunti dagli Yogis attraverso un lavoro molto duro e severe penitenze, diventeranno facilmente disponibili a molti esseri umani”.

DALLE SCRITTURE CRISTIANE
La KUNDALINI è il riflesso dello SPIRITO SANTO dentro ogni essere umano. Il granello di senape altro non è che l’Energia dormiente della KUNDALINI che, quando è germogliata, diventa l’Albero della Vita - Il Sistema Sottile con i sette Chakras ed i tre canali di energia. Il Vangelo dell’Acquario riporta le seguenti parole di CRISTO : “ queste cose dico mentre sono con voi nella carne, ma quando lo Spirito Santo verrà nel Suo Potere, ecco, Lei vi insegnerà molto di più e vi porterà alla memoria tutte le parole che Io vi ho detto. Ci sono moltissime cose ancora da dire, cose che questa età non può ricevere perché non può comprendere. Ma ecco, Io dico che prima del Grande Giorno in cui il Signore verrà, lo Spirito Santo renderà noti tutti i misteri. I misteri dell’Anima, della vita, della morte e dell’immortalità ; l’identità di un uomo con ogni altro uomo e con il suo DIO ”. Nel Vangelo secondo Giovanni, CRISTO disse : “ Io vi dico la Verità. È bene per voi che Io vada via poiché, se Io non vado via, il Consolatore non verrà a voi ; ma se Io vado allora lo manderò a voi ( 16 : 7 ).” “ Ma il Consolatore, lo SPIRITO SANTO, che il PADRE manderà in mio Nome, Lui vi insegnerà tutte le cose e vi porterà alla memoria tutte le cose che vi ho detto ( 14 : 26 ).” “ Quando Egli verrà, lo Spirito della Verità vi guiderà dentro tutta la Verità ; poiché Egli non parlerà per Sé Stesso ma, qualsiasi cosa sosterrà, Egli parlerà ed annuncerà a voi ciò che stà arrivando.” Molto tempo fa un monaco cistercense chiamato Gioacchino Da Fiore ( c. 1130/45 - 1202 ) rivendicò che il Nuovo Testamento annunciava una terza età di conoscenza ed integrazione, l’età dello Spirito Santo che veniva dopo l’età del PADRE ( YAHWEH - il Vecchio Testamento ) e quella del Figlio ( GESÙ CRISTO - il Nuovo Testamento ).

DALLE SCRITTURE ISLAMICHE :
Il Corano accenna alla Brezza Fresca in relazione alla Resurrezione “ È ALLAH Colui che fa spirare i venti... così sarà la Resurrezione .” “ Nel tempo della Kiyama ( il tempo della Resurrezione ) sigilleremo le loro bocche e parleranno le mani, ed esse testimonieranno i loro peccati ”. Questo è precisamente ciò che accade in SAHAJA

YOGA, quando il nostro sistema interno può essere percepito, nella sua integrità e completezza, sulla punta delle dita. Ogni cosa che facciamo e che va contro lo Spirito si manifesta nei nostri Chakras e può essere sentita sulle mani dopo che abbiamo avuto la Realizzazione del Sé. Il Corano fa inoltre molti riferimenti alla Ruh ( o Ruah ), il Respiro di DIO, che è la stessa cosa del Potere Onnipervadente nell’Induismo o dello SPIRITO SANTO nella cristianità. Il loro riflesso nell’essere umano è la KUNDALINI. Una interessante relazione può essere rintracciata nella Breve Enciclopedia dell’Islam la quale descrive il Madhi - ovvero il dodicesimo Imam che fu predetto venire nel tempo del Kiyama : Credere in Lui come il Secondo Messia promesso è un articolo di fede perché, prima di tutto, il Suo Avvento nel 14° secolo dell’Egira fu annunciato da Maometto”. Ora l’Egira, dalla quale si fa partire il computo degli anni secondo il Calendario Islamico, iniziò nell’anno 622 circa ; la qual cosa ci rimanda ad un anno compreso tra la fine del 1922 e l’inizio dell’anno 1923. SHRI MATAJI NIRMALA DEVI nacque il 21 Marzo 1923.

DALLE SCRITTURE GIUDAICHE :
Anche la Tora menziona il “ Respiro Sacro ” in relazione al corpo sottile (albero seferotico) : “Un respiro che viene da questo mondo scuote i rami dell’Albero della Vita che diffonde, in questo mondo, la fragranza del mondo futuro e tiene in vita le Anime Sante. Queste Anime risorgono svegliandosi l’un l’altra ... e l’Albero della Vita gioisce .” Questo è un riferimento alla capacità dei Sahaja Yogis di dare la Realizzazione del Sé ad altre persone, come una candela accesa ne può accendere altre. La gioia dell’Albero della Vita è la gioia percepita nel nostro sistema sottile quando la KUNDALINI è stata risvegliata.

“C O M P I M E N T I”
Nelle prime ore del mattino del 5 Maggio 1970, disgustata dalle falsità diffuse dagli autoproclamati guru della Nuova Era, desiderando che tutti i ricercatori della Verità ottenessero la Realizzazione del Sé, sulla piccola spiaggia di Nargol (a circa 150 Km da Munbai), SHRI MATAJI meditava sul Sahasrara Primordiale, il Settimo Centro che è l’Integrazione ed il culmine della nostra evoluzione. Fu così Testimone della grandiosa apertura del Sahasrara, e così descrisse questo storico evento: “ Appena il Sahasrara fu aperto, l’intera atmosfera si riempì di intense vibrazioni e c’era luce intensissima nel cielo. Vibrazioni e Luce discesero sulla Madre Terra, come una pioggia torrenziale o una cascata, con una forza tanto travolgente che restai sbalordita e attonita”. “ L’evento fu così straordinario ed inaspettato che rimasi stordita e totalmente silenziosa di fronte al suo splendore “. “ Vidi la KUNDALINI Primordiale risalire come una grande fornace, e la fornace era molto silenziosa, ma era ardente come quando si scalda un metallo ed assumeva svariati colori. “ La KUNDALINI appariva come una fornace, un tunnel ( come uno di quegli impianti che bruciano carbone per creare elettricità ) : si allungò come un telescopio e venne fuori, una parte dopo l’altra, via ! Via ! Via ! Proprio così. “ Appena vidi tutto ciò mi persi nella gioia : come un Artista che guarda la Sua Creazione avvertii la “ Gioia del Grande Compimento.” “ Uscendo da questa meravigliosa esperienza, mi guardai intorno e vidi gli esseri umani così ciechi e divenni assolutamente silente e desiderai che diventassero delle coppe da riempire di nettare.”

SAHAJA YOGA era nato. SHRI MATAJI iniziò a dare la Realizzazione del Sé a piccoli gruppi di ricercatori in India, toccando i loro Centri di Energia lungo la spina dorsale. Poi il primo gruppo di dodici ricercatori ottenne il risveglio della KUNDALINI : la Realizzazione del Sé di massa era iniziata. SAHAJA YOGA si diffuse rapidamente nei piccoli villaggi dell’India, dove persone innocenti, con il cuore aperto, erano pronte per ricevere questo Dono Divino. Poco dopo il marito di SHRI MATAJI fu nominato Segretario Generale dell’Organizzazione Marittima dell’ONU e Londra diventò la loro casa. Il primo gruppo di sette ricercatori occidentali ricevette la Realizzazione del Sé e divennero Sahaja Yogis. Lentamente SAHAJA YOGA si diffuse attraverso l’Europa ed il Nord America. SHRI MATAJI era molto desiderosa di salvare i Suoi bambini americani dagli artigli dei falsi guru che, discesi sopra quel Paese, depredavano la gente in nome della Spiritualità. Nel 1972 vendette i Suoi gioielli d’oro per partire verso l’America. Visitò sale su sale ma il Suo messaggio cadde in anni sordi. I ricercatori di quei tempi erano troppo sprovveduti per capire che la Verità può essere ottenuta senza pagare favolose somme di denaro. Sulla strada del ritorno, a bordo della nave dedicò loro una poesia. Nel 1989, dopo il crollo della cortina di ferro, SAHAJA YOGA si è diffuso come un lampo in Russia e nei Paesi del Blocco Orientale, dove dozzine di migliaia di ricercatori hanno riempito gli stadi per ascoltare le conferenze di SHRI MATAJI e ricevere la loro Realizzazione del Sé. Al giorno d’oggi SAHAJA YOGA si è affermato in tutti e cinque i Continenti e sta entrando con piena forza nell’attenzione delle comunità scientifiche, politiche, ecologiche e spirituali come una soluzione per risolvere le crisi odierne a partire dall’interiorità delle persone.

IL TESTAMENTO DI RUDYARD KIPLING ( 1865 - 1936 )
1. Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa ; 2. Se riesci ad avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te, ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare; 3. Se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare; 4. essendo calunniato a non rispondere con calunnie; 5. essendo odiato a non abbandonarti all’odio, pur non mostrandoti troppo buono, e parlando troppo da saggio; 6. Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni; 7. Se riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine; 8. Se riesci, incontrando il successo e la sconfitta, a trattare questi due impostori allo stesso modo; 9. Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto, distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi; 10. vedere le cose per le quali hai dato la vita, distrutte e umiliarti, ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori; 11. Se riesci a fare un solo fagotto delle tue vittorie e rischiarle in un solo colpo a testa o croce; 12. E perdere e ricominciare da dove iniziasti, senza dire mai una parola su quello che hai perduto; 13. Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti, anche dopo molto tempo che non te li senti più, ed a resistere, quando ormai in te non c è più niente, tranne la tua volontà che ripete : “resisti”; 14. Se riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà; 15. passeggiare con i Re, senza perdere il senso comune; 16. Se tanto nemici che amici non possono ferirti; 17. Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo; 18. Se riesci a colmare l’inesorabile minuto con un momento fatto di sessanta secondi: TUA È LA TERRA E TUTTO CIÒ CHE È IN ESSA, E QUEL CHE PIÙ CONTA, SARAI UN UOMO FIGLIO MIO.

GIOVANNI DA GERUSALEMME LA VISIONE DEL SECOLO D’ORO

HERMES AGOSTO 1997

SE IL SECOLO CHE VIENE DOPO IL SECOLO FINIRÀ, GLI UOMINI AVRANNO FINALMENTE GLI OCCHI APERTI. ESSI NON SARANNO PIÙ IMPRIGIONATI NELLE LORO TESTE E NELLE LORO CITTÀ, MA SARANNO CAPACI DI GUARDARE DA UN’ESTREMITÀ DELLA TERRA ALL’ALTRA E DI CAPIRSI L’UNO CON L’ALTRO. SAPRANNO CHE CIÒ CHE AFFLIGGE L’UNO, FERIRÀ L’ALTRO. Gli uomini formeranno un unico grande corpo, di cui ognuno di loro sarà una parte minuscola. Insieme, ne formeranno il cuore. Ci sarà una lingua parlata da tutti e così, finalmente, nascerà la grande umanità. Perché arriverà la Donna per prendere in mano lo scettro. Essa dominerà sui tempi futuri e detterà agli uomini ciò che pensa. Essa, sarà la Madre del millennio che viene dopo il millennio. Essa, dopo i giorni del diavolo, emanerà la soave dolcezza di una Madre. Essa, dopo i giorni delle barbarie, rappresenterà la Bellezza. Il millennio che viene dopo il millennio, si trasformerà in un periodo spensierato. Ci si amerà, si dividerà tutto, si sognerà e i sogni diverranno realtà... ...Così, agli uomini, darà una seconda nascita. Lo Spirito prenderà possesso della massa degli uomini che si saranno uniti nella fratellanza. Quindi, sarà proclamata la fine delle barbarie. Sarà l’era di una nuova forza del credere. Dopo i giorni neri all’inizio del millennio che viene dopo il millennio, inizieranno i giorni felici : l’uomo ritroverà la via retta dell’uomo, e la Terra ritroverà il Suo ordine... Ci saranno le strade che, da una estremità della Terra e del Cielo, porteranno all’altra ; i boschi torneranno ad essere fitti, il deserto ritroverà l’acqua e le acque torneranno ad essere limpide. La Madre Terra sarà un giardino : l’uomo avrà cura di tutto ciò che vive e ripulirà ciò che ha sporcato. Egli capirà che tutta la Madre Terra è la sua casa, e penserà con saggezza, al mattino...... L’uomo saprà tutto su Madre Terra e sul suo corpo. Le malattie saranno curate prima che esse compaiono e ognuno curerà se stesso e gli altri. L’uomo avrà capito che si deve aiutare per mantenersi retto, e dopo i giorni della chiusura e dell’avarizia, l’uomo aprirà il suo cuore e la sua borsa ai bisognosi. Si definirà curatore dell’ordine umano e finalmente avrà inizio una nuova era.... Quando l’uomo avrà imparato a dare e a dividere, saranno finiti i duri giorni della solitudine. Crederà di nuovo nello Spirito e la barbarie sarà riconosciuta da tutti. Ma tutto ciò accadrà dopo le guerre e dopo gli incendi. Tutto ciò nascerà dalle ceneri delle torri bruciate di Babele. E sarà necessario un pugno di ferro per portare ordine nel caos e perché l’uomo trovi la retta via. L’uomo saprà che tutte le creature sono portatrici della luce e che tutte le creature meritano rispetto. L’uomo, nella sua vita, avrà vissuto più vite e saprà che la luce mai si spegnerà.

Per secoli, “ Gli scritti Segreti delle Profezie ” di Giovanni di Gerusalemme, da cui sono estrapolate le suddette citazioni, era considerato un libro proibito, finché, recentemente, è ricomparso. La Chiesa, che in quel libro non vedeva annunziata la sua vittoria e il suo trionfo, considerava l’opera “dettata dal diavolo!” Giovanni da Gerusalemme era un monaco Benedettino che, nel 1100, visse per circa vent’anni a Gerusalemme. Era l’era delle crociate, e Giovanni da Gerusalemme probabilmente rappresentava la “guida morale e profetica” dell’Ordine dei Templari, di cui era fondatore. Quando morì nel 1120, uno dei sette volumi di “Gli Scritti Segreti delle Profezie ” in circolazione dopo la sua morte, era in possesso dell’Ordine dei “Cavalieri del Tempio” di Parigi. Nel 1307, insieme al patrimonio dell’Ordine dei Templari, gli Scritti Segreti di Giovanni da Gerusalemme venne sequestrato a Parigi perché doveva servire come “testimonianza” per provare un presunto “patto col diavolo” dei Cavalieri del Tempio, accusati di essere “soldati del diavolo” ed i “cavalieri del cattivo” . Con la cattura dei Cavalieri del Tempio anche il sudario del Cristo che si trovava in loro possesso sparì in modo poco chiaro. Vennero giustiziati, per venire in possesso del loro mitico patrimonio, più di 60 cavalieri. Si presume che una copia degli Scritti delle Profezie si trovi in Vaticano, mentre un’altra venne probabilmente portata sul monte Athos. Un’altra copia ancora che si trova nel monastero di Zagorak nei pressi di Mosca sparì in occasione della confusione nata durante la Rivoluzione d’Ottobre. Dopo il comunismo, il professore russo Galvieski trovò una copia del famoso libro. Essendo esperto delle lingue orientali e antiche, era la persona adatta per tradurre l’antico testo in francese in modo che anche il mondo occidentale potesse leggerlo. “Gli Scritti Segreti delle Profezie” di Giovanni da Gerusalemme, comprende tra l’altro, una breve biografia del monaco che, in occasione delle crociate, raggiunse la Città Santa. Giovanni, di cui non si conoscevano i genitori, crebbe sotto la cura dei benedettini della Abbazia di Vézeley situata nella Borgogna, in Francia. Durante il periodo in cui visse a Gerusalemme, lavorava in qualità di medico o, semplicemente, di guaritore. Il suo libro contiene ben 40 profezie, tutte scritte in versi. La parte più angosciante delle sue profezie, riguardante l’oscuro periodo prima del “Secolo d’Oro”, risulta talmente terribile che quasi non si riesce a leggerla approfonditamente. Perciò, il quotidiano tedesco “ Rhein - Main - Tageblatt ” scrisse : “ tutto ciò che il monaco prevedeva nell’undicesimo secolo risulta terrificante ma, dal punto di vista attuale allo stesso tempo purtroppo anche convincente: prostituzione infantile, abuso di droghe, sovrappopolazione, odio verso gli stranieri, genocidio nonché guerre a fondo etnico e religioso. Nelle sue visioni, Giovanni sapeva pure dell’esistenza del continente americano nonché della potenza atomica e persino gli effetti terribili provocati dall’attuale buco dell’ozono. Inoltre, Giovanni prevedeva lo scenario del 2000 annunciando “Cavalieri” costretti a proteggere i pellegrini cristiani in viaggio per visitare la tomba di Cristo. Di fronte a tutte queste profezie i giornali preferiscono tacere o minimizzare. Viene dettagliatamente descritto l’abuso della genetica e le illusioni sulle capacità dell’elettronica moderna: “l’uomo non saprà più distinguere tra ciò che esiste e ciò che non esiste”. L’uomo del futuro non avrà nessun valore. Tutto si potrà comprare. La megalomania e l’atto blasfemo degli uomini non conosceranno nessun limite. Catastrofi inimmaginabili affliggeranno l’uomo. Il quotidiano tedesco “Bild Zeitung” riferiva solamente la profezia del Pianeta Plutone. Il professore Galvieski definiva i protocolli di Giovanni “ Una accusa senza pietà ”.

I NEMICI DELLO SPIRITO

Il principio di Satana, che è in effetti il principio collettivo del male, ha sempre ostacolato, con i suoi mezzi sottili, l’evoluzione dell’uomo. Tale negatività si è servita di sei principali strumenti per combattere l’umanità ed il suo conseguimento dello Spirito.

Nel Mooladhara Chakra il nemico dello spirito è la lussuria, che inverte il magnetismo naturale di Shri Ganesha limitandolo, indebolendolo e trasformandolo in un tipo di magnetismo che soggioga l’attenzione. Nello Swadisthana Chakra, il nemico dello Spirito è la collera, che si manifesta sotto forma di aggressività’ ed impazienza verso gli altri, e che si esprimerà poi attraverso il Vishuddhi Chakra. Nel Nabhi Chakra il nemico dello Spirito è l’avidità, che ci impedisce di essere generosi, concentrando la nostra attenzione solo sulla materia, allontanandoci dalla visione della realtà in cui il Divino è colui che ci dà sostentamento. A livello del Cuore, Anahatha Chakra, il nemico dello Spirito è rappresentato dai diversi attaccamenti, che affidano la nostra sicurezza a relazioni e situazioni puramente transitorie, che non fanno accedere alla sicurezza illimitata dello Spirito. Nel Vishuddhi Chakra il nemico dello Spirito è l’invidia, che ci impedisce di comprendere che il successo dei nostri fratelli e sorelle è anche il nostro, essendo tutti noi parte integrante di un Unico Organismo. A livello dell’Agnya Chakra il nemico dello Spirito è la vanità. Essa esalta il manifestarsi del nostro ego, tenendoci lontani da ogni forma di umiltà, che dovrebbe essere invece una delle qualità principali dei Sahaja Yogis. Il Cristo è la porta d’accesso al Regno di Dio, che non può essere superata senza aver prima sconfitto questi nemici. Il Sahasrara Chakra non ha nemici, essendo al sopra di essi. Il Sahasrara è la dimora di Shri Mataji Nirmala Devi, che è intoccabile. Così come ogni figlio ha diritto a stare nella casa della propria madre, anche noi Sahaja Yogis dobbiamo assumere la nostra degna posizione ai Piedi dell’Adi Shakti, nel Suo Regno eterno. Jai Shri Mataji!

Altro sulla meditazione a casa e sulla preparazione alla Meditazione
La meditazione è una esperienza interiore oggettiva e soggettiva allo stesso tempo. Oggettiva in quanto frutto dell’attività spontanea della nostra Kundalini interiore la quale comunica in modo simile, a ciascun essere umano, sensazioni di benessere, rilassatezza ed anche consapevolezza del nostro essere interiore. Ma anche soggettiva nel senso che ciascun essere umano sperimenta l’attività della propria Kundalini in misura proporzionale alle condizioni del proprio sistema sottile. Nel senso che più il nostro sistema sottile si trova in uno stato di armonia ed equilibrio, e maggiori e più intensi saranno i benefici e le sensazioni di benessere che saremo in grado di sperimentare. Per rendere meglio l’idea di come funziona la meditazione, possiamo paragonare il nostro sistema energetico ad una radio che deve sintonizzarsi su una frequenza radiofonica. Fin quando l’apparecchio radiofonico non viene sintonizzata sulla frequenza corretta non si è in grado di beneficiare di un ascolto nitido e piacevole. Non bisogna, tuttavia, confondere le tecniche di meditazione con la meditazione o con lo stato meditativo. Le tecniche di meditazione, infatti, posso essere equiparate alla sintonizzazione della nostra radio interiore mentre la meditazione all’ascolto della musica interiore che si produce dall’attività della nostra Kundalini. Essa si percepisce come uno stato di silenzio mentale, gioia nel cuore ed un profondo senso di pace e di rilassatezza che pervade tutto il nostro essere interiore. Cosicché tutte le tecniche di meditazione non sono altro che dei mezzi attraverso i quali creiamo in noi le condizioni di ascolto della nostra spiritualità interiore ed anche per consentire alla nostra Kundalini di migliorare, riparare e nutrire i recettori e i trasmettitori del nostro sistema energetico interiore. Naturalmente è evidente che se avessimo un sistema interiore completamente in equilibrio ed in armonia, privo di qualsiasi tensione o blocco energetico, allora basterebbe desiderare di entrare in meditazione ed immediatamente potremo ritrovarci in uno stato di assoluto benessere, pace e gioia senza dover far proprio nulla. Purtroppo, tale stato di integrità interiore è piuttosto raro, e pertanto, è necessario mettere in pratica le varie tecniche di meditazione, necessarie di volta in volta ad accelerare o addirittura a consentire l’attività della nostra Kundalini. Per essere efficaci, tuttavia, le tecniche di meditazione non devono essere poste in essere in modo asettico, ripetitivo, meccanico e ritualistico. Al contrario, è necessario ogni volta, sperimentarle con sensibilità ed con attenzione al fine di riscontare la loro reale efficacia sia sul nostro stato energetico sia quale mezzo per entrare nello stato di consapevolezza senza pensieri. A volte, tuttavia, il confine tra meditazione e non meditazione è molto labile, per il susseguirsi alternato di pensieri e momenti di assoluta consapevolezza senza pensieri.

LA MEDITAZIONE A CASA
In genere per una persona adulta sono necessarie almeno 8 settimane consecutive di sperimentazione pratica delle tecniche di meditazione (al mattino per non meno 15 minuti ed alla sera per una durata eguale), prima di poter sperimentare in modo intenso e completo l’efficacia della meditazione proposta da Sahaja Yoga. Ciò non toglie che chiunque desideri di avvicinarsi alla meditazione con tempi più lunghi e modalità meno intense, possa tranquillamente sperimentare la meditazione come desidera, dedicandogli il tempo che crede.

In ogni caso la meditazione proposta da Sahaja Yoga in genere necessita di una lunga sperimentazione per essere apprezzata in tutta la propria potenzialità. La meditazione mattutina viene consigliata per caricarsi di energia positiva, quella serale per terminare la giornata lasciando il nostro sistema sottile il più possibile in equilibrio e libero da eventuali tensioni. Shri Mataji in proposito consiglia: (Da Nirmala Yoga n° 19 , 1984 ) ….“Alzatevi presto al mattino, fate la doccia, sedetevi senza parlare. Non parlate al mattino presto, sedetevi e meditate ... A quell'ora arrivano i raggi divini; il sole viene più tardi. È così che gli uccelli si svegliano, così si svegliano i fiori. Se siete abbastanza sensibili vi accorgerete che svegliandovi presto al mattino, arriverete a dimostrare almeno dieci anni di meno. È veramente un'ottima cosa svegliarsi presto al mattino! Di conseguenza, andrete a dormire presto la sera. Questo per quello che riguarda la sveglia. Quanto al dormire non vi devo spiegare nulla perché, per questo, ve la sapete cavare benissimo da soli. Al mattino dovreste solamente meditare”. …. “Anche se avvertite, qua e là, qualche blocco ai chakra, dimenticatelo, semplicemente dimenticatelo. A quel punto comincia la vostra arresa. Se c'è un blocco a un chakra, dovreste dire: Madre Kundalini , io lo arrendo a Te. Invece di lavorarvi con le mani, dite solo questo. Ma questo arrendersi non deve essere razionalizzato. Se ancora pensate, o vi preoccupate anche del motivo per cui dovete farlo, non servirà a niente. La cosa migliore è avere puro amore e purezza nel cuore: questo è arrendersi. Lasciate tutte le preoccupazioni alla vostra Madre interiore (la Kundalini n.d.r). L'arrendevolezza, l'abbandono, è una cosa molto difficile nelle società orientate sull'ego. Anche solo parlare di queste cose mi preoccupa un poco. Quindi, se vi viene qualche pensiero, o se sentite un "catch " in qualche chakra, semplicemente arrendetelo. In questo modo, vedrete, i chakra si puliranno. Al mattino non c'è bisogno di usare troppo le mani adottando questa o quella tecnica. Scoprirete che i vostri chakra si puliscono in meditazione”.

(Chelsham Road, Londra (G.B.), 7 Settembre 1980)
“….Ora, quando meditate: per quanto tempo? Di nuovo, state pensando. Se provate ad adottare tutta questa meticolosità, state ancora pensando. Trovate il luogo migliore dove sedervi, mettetevi di fronte alla foto e sentite soltanto le vostre vibrazioni. Dove avete i blocchi? Bene. A questo punto sapete come rimuovere i blocchi. Provate a farlo senza pensare. Per prima cosa, dite i mantra in corrispondenza dei diversi chakra, ovunque abbiate un blocco. Nel recitarli, non è necessario dire tutti i mantra. Recitate il mantra solo su quel punto, con il cuore. Rimuovete le tensioni ed il calore (baddha) con il movimento della mano, come sapete, e funzionerà.” “… Individuate, inoltre, tutti i modi in cui la vostra mente divaga e bloccatela. Cercate di fermarla, perché la vostra mente ha già pensato per almeno altre sette vite; non vi occorre ulteriore attività mentale, ne avete avuta a sufficienza. Il cervello che Dio vi ha dato l’avete danneggiato, al punto che adesso è meglio lasciarlo tranquillo e non pensare. Allora l’ispirazione vi nascerà da dentro. E, quando vi nascerà l’ispirazione, scoprirete che sarà molto diverso, sarà bellissimo, assolutamente meraviglioso….” …..“La cosa principale è che dobbiamo essere una cosa sola con il nostro Sé. Senza conoscere l’Atma, non potete conoscere Dio. Dovete conoscere il vostro Spirito.”…. …. “Cercate di diventare senza pensieri. È la prima fase ma non l’avete raggiunta, voi continuate a pensare; senza motivo, vi mettete ancora a pensare. Questa è l’unica differenza qualitativa fra voi e gli indiani: essi non pensano, assorbono e basta. Avete visto un neonato che viene allattato? Lui non pensa, succhia e gioisce. Si dice di rivolgere l’attenzione all’interno. A chiunque chiediate qui, vi risponderà che sta rivolgendo l’attenzione all’interno. Con il cervello tenterete stratagemmi di ogni genere senza fare niente. Si tratta di raggiungere il silenzio, di ridurre la vostra mente al silenzio e percepire, intorno, l’atmosfera serena che io sento particolarmente in India.”

Modalità
Si può meditare in qualsiasi luogo (sul proprio letto, in giardino, perfinino in bagno..) ed in ogni momento della giornata (all’alba, al mattino, nel pomeriggio e la sera). Dato che ciascuno deve diventare il maestro di sé stesso, la scelta del luogo e del momento per mediare è libera e lasciata alla propria libertà ed al proprio desidero. In genere è da preferirsi la posizione da “seduti” per una maggior facilità a portare l’attenzione all’interno e, soprattutto, nell’area della colonna vertebrale. Quindi, ci si può predisporre alla meditazione stando seduti su di una sedia ovvero sul pavimento a gambe incrociate, sul divano o perfino sul proprio letto sempre che il materasso sia sufficientemente resistente da far mantenere facilmente la posizione con la schiena retta. E’ comunque consigliato meditare con un sottofondo musicale a scelta. Shri Mataji in tal senso consiglia : “qualsiasi tipo di musica, anche musica pop, purché abbia buone vibrazioni… . ( 1988 – Shuddy Camps – England) “musica che favorisca la vostra emancipazione, la vostra ascesa ed il vostro risveglio interiore ….” (31/05/92 – Shuddy Camps – England)

Tecniche di Meditazione
utilizzando la Fotografia di Shri Mataji Nirmala Devi Questa tecnica di meditazione riproduce in termini moderni, l’antica tecnica di meditazione proposta ai propri discepoli dai grandi maestri della tradizione spirituale orientale come Patanjali ed il Buddha. Tecnica che consiste nel raggiungere lo stato di meditazione mettendo la propria attenzione sul proprio maestro spirituale, il quale nella meditazione proposta da Sahaja Yoga è rappresentato da Shri Mataji Nirmala Devi. Nella raccolta degli aforismi di Patajali con il n. 37 è riportato l’aforisma secondo il quale “un’altra possibilità per entrare in meditazione (ed in consapevolezza senza pensieri n.d.r.) è la contemplazione di un maestro illuminato che è libero dai desideri e da ogni attaccamento, o la contemplazione di un oggetto divino.” Shri Mataji in proposito consiglia: (Da Nirmala Yoga n° 19 , 1984 ) …“In meditazione, provate a fermare i vostri pensieri. Guardate la mia foto con gli occhi aperti e cosi fermerete i pensieri. Prima dovete fermare i vostri pensieri, poi andrete in meditazione.” … “A questo punto siete in consapevolezza senza pensieri (thoughtless awareness). Ora, meditate. Prima di ciò non c'è meditazione. Finché pensieri come "devo prendere il the", oppure "cosa devo fare dopo ", oppure " cos'è questo, cos'è quello ?" continuano a passare per la mente, non c'è meditazione. Quindi, prima dovete entrare in consapevolezza senza pensieri, perché la crescita spirituale inizia solo da quel momento, non prima. Questo è importante da capire. Non potete crescere in Sahaja Yoga, rimanendo a livello razionale. Così la prima cosa da fare è quella di stabilizzare la vostra consapevolezza senza pensieri”.

(Chelsham Road, Londra (G.B.), 7 Settembre 1980) ..Non dovete pertanto usare il pensiero per correggere i vostri chakra. Dovrei forse scrivere in caratteri d’oro che non potete risolvere le cose pensando? È qualcosa che la gente non capisce.” “…..quando pensate, non avete potere su voi stessi. Vi è una barriera fra voi e lo Spirito, perché pensate con l’ego.”… “L’identificazione dovrebbe essere con lo Spirito, e lo Spirito non pensa: si manifesta.” … “Fate dunque tutto in silenzio, senza pensare, in consapevolezza senza pensieri.” “…Adesso, quando vi trovate di fronte alla (mia) fotografia, per verificare il vostro stato, diventate umili. Per prima cosa, assumete un atteggiamento umile come chi voglia perfezionarsi. Dinanzi alla fotografia, diventate umili e cercate di scoprire che cosa non va in voi. La cosa migliore è darvi un bandhan. Non pensate. Diventare umili, significa cercare di portare l’attenzione sul cuore; diventate umili: spostatela sul cuore, non pensate. Rivolgete ora l’attenzione verso la fotografia, senza pensare, e osservate per conto vostro quali sono i chakra bloccati. Non si dovrebbe subito giungere alla conclusione: “Oh sì, ho questo blocco per questo motivo, ho questo blocco per quest’altro motivo, mi sto bloccando a causa di quella persona”. Tutte queste assurdità non sono necessarie. Non è necessario giudicare razionalmente i motivi per i quali contraete dei blocchi. Per noi non è importante. C’è un blocco; d’accordo. Non lasciatevi subito andare ai pensieri. …per voi non è necessario.” Per chiunque volesse sperimentare tale tecnica, quindi, è possibile iniziare la meditazione semplicemente alzandosi la propria Kundalini, darsi sette bandhan (archi da sinistra verso destra e viceversa, passando sopra il capo), mettere le mani con i palmi rivolti verso l'alto sulle ginocchia e rivolgere il proprio sguardo sul punto rosso disegnato sulla fronte di Shri Mataji Nirmala Devi, fin quando i pensieri scompaiono spontaneamente. Estratto da un discorso di Shri Mataji Nirmala Devi a Puna (India) il 26.12.1982 ... Portate la vostra attenzione dall'esterno verso l'interno, … Il nostro corpo deve servirci per farci stare a nostro agio internamente, non esteriormente....

Riamonizzare i canali e i Chakras con le “vibrazioni”
Quando ci accingiamo a meditare possiamo percepire i nostri squilibri energetici interiori sotto forma di formicolii, pulsazioni, pizzicori, pesantezza e calore sui palmi delle mani ed anche su ciascun singolo dito . Per bilanciare e dissolvere tali squilibri possiamo utilizzare direttamente le “vibrazioni” ossia la sinergia tra la nostra Kundalini e l’energia onnipervadente, portando il palmo della mano destra direttamente a contatto con l’area del nostro torace oppure della testa dove si trova il chakra bloccato. Per individuare il Chakra è necessario imparare le corrispondete tra i singoli chakra e le dita della mano, come illustrato nello grafico che avrete notato esposto ai corsi di meditazione. Un volta individuato il chakra corrispondente potete anche fare con la mano destra un bandhan (movimento circolare in senso orario) nella zona del chakra o trasmettergli delle vibrazioni appoggiando il palmo della mano destra sulla parte del corpo in corrispondenza del chakra., fin quando non avvertite una sensazione di leggerezza, leggero fresco nell’area. Spesso i chakras bloccati o mal funzionanti possono essere percepiti direttamente nella loro sede principale ossia nelle corrispondenti aree del corpo. In tal caso vanno comunque eseguiti le stesse tecniche precedentemente consigliate. Shri Mataji sull’argomento consiglia: (Chelsham Road, Londra (G.B.), 7 Settembre 1980) “…… abbassare l’ego: usando la mano, massaggiando, potete abbassarlo, perché nelle vostre mani scorre il flusso;…… dalle vostre mani fuoriesce il flusso, dalle vostre mani proviene il flusso……. Usatelo per massaggiarvi la testa, per abbassare l’ego. Anche per il cuore, non pensateci ma dateglieli (bandhan, ndt), oppure appoggiate la mano su di esso. Dirigete le vibrazioni, ma senza pensare. È questa la cosa importante. Se, mentre le dirigete, pensate, non riuscirete ad indirizzarle, perché la vostra attenzione è coinvolta nel processo mentale.”

Riamonizzare i canali e i Chakras attraverso gli elementi della natura terra, fuoco, acqua , aria, etere.
Su tali tecniche esiste una specifica dispensa leggendo la quale potete apprendere le tecniche in oggetto.

Bilanciare i canali e riamonizzare i chakra attraverso i Mantras
Anche su tale argomento esiste una specifica dispensa leggendo la quale potete apprendere i vari tipi di mantra. Shri Mataji a tal proposito propone: (Da Nirmala Yoga n° 19 , 1984 ) ….“potreste cominciare con il mantra …dicendo "io perdono". E’ Il modo più semplice per fermare i pensieri….” poi guardate dentro di voi e rendetevi conto di quale sia il principale ostacolo. Il primo è il pensare. per eliminare i pensieri, dovete dire il mantra a Shri Nirvichara: "Om Twameva Sakshat, Shri Nirvichara Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namah". Viene poi l'ostacolo del vostro ego. Vi accorgerete che i pensieri si sono fermati, ma potreste sempre sentire una pressione alla testa. Se è l'ego, dovete dire: "Om Twameva Sakshat, Shri Mahat Ahamkara Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namah". Ripetetelo per tre volte. Mahat significa grande e Ahamkara significa ego. Se continuate a sentire la pressione dell'ego, tenendo la mano sinistra verso la fotografia, alzate il lato sinistro sul destro per sette volte, in modo da bilanciare ego e superego. Provate a sentire come state dentro di voi. “Una volta bilanciati, la cosa migliore è quella di portare l'attenzione sulle vostre emozioni, sulla Manas Shakti. Osservatele. Le potete illuminare semplicemente pensando all’amore della vostra Madre Kundalini. Illuminatele. Questo risolve qualunque problema di mana (oscurità, blocco, disarmonia del canale sinistro n.d.r.) . Una volta messe a fuoco in meditazione, vedrete che le vostre emozioni cominceranno a dilatarsi dentro di voi e se tenterete di arrenderle alla vostra Madre Kundalini, esse cominceranno a dissolversi, come ad espandersi. È un'estensione, vedete. E le estenderete in modo tale da sentire che le potete controllare e, controllandole, diventano estese, illuminate e potenti .” Lettera NY n.12/1 tradotta dal Marathi “…..I Mantra sono le parole della vostra Kundalini , Ma se non sono detti con il cuore o se non sentite la vostra Kundalini mentre state recitando un Mantra, allora tutto viene degradato ad un semplice rito privo di effetti.”

Riarmonizzare i canali ed i chakra con il canto della scala musicale indiana Sa-Re-Ga-Ma-Pa-Da-Ni-Sa dell’A-UM “ e dell’ “ OM”
Come sperimentato durante i corsi , potete eseguire per il canale centrale la scale dal SA al NI e/o la lettera M in scala crescente. Per i canali laterali la lettera A per il canale sinistro e la lettera U per il canale destro in scala crescente.

Riamonizzare i canali e i Chakras attraverso i Massaggi
Possiamo predisporci alla meditazione massaggiandoci la testa insistendo soprattutto sull’oso della fontanella , le tempie , le spalle, le braccia fino ad arrivare a massaggiare ciascun dito delle nostre mani . Shri Mataji in proposito consiglia: 26.12.88 Ganapatipule-India) ……“Dovreste rispettare I vostri corpi perché I vostri corpi non sono corpi ordinari ma Templi di Dio…dovreste mettere (anche massaggiare n.d.r.) dell’Olio (a scelta ed anche insieme: oliva, cocco, tamau, mandorle, neem, ect…) sulla testa (soprattutto sull’oso della fontanella n.d.r.) almeno una volta a settimana….. oggi giorno non và di moda mettere l’olio in testa…ma almeno una volta a settimana dovreste mettere un pò di olio sulla testa , ciò aiuterà ( a nutrire il sahasrara chkra n.d.r.) . Dovreste anche massaggiare dolcemente con l’olio il corpo prima di fare il bagno….almeno per quinidici minuti….” (08/10/2000 -- Cabella – Italia) …..“Dovreste mettere dell’olio nei capelli la sera prima di andare a dorrnire ed al mattino lavare I capelli ..facendo ciò vi e dormirete bene . Massaggiarsi con l’olio fa molto bene…sopratutto in questo clima freddo “………. (06/08/85 -- -- Chelsham Road – England) ….“Ogni Sabato dovreste massaggiare per bene la testa con dell’olio, la domenica lavate i capelli “ …………………. (06/08/82 -- Londra – Inghilterra ) …. “Se non sentite le vibrazioni in genere, è a causa di un disturbo del sistema nervoso …La miglior cura del vostro sistema nervoso sono i massaggi. Dovreste massaggiare la schiena; le mani…con dell’olio di oliva così diventeranno sensibili; Tuttavia se potete sentire i chakra bloccati all’interno del vostro corpo allora và tutto bene. In questo caso è solo il chakra del Vishuddhi che non funziona bene. Massaggiate con l’olio o con il burro l’area esterna al Vishuddhi e quindi tutti muscoli del collo ed alla base del collo; in questo modo riuscirete a percepire le vibrazioni sulle mani.”

Riamonizzare i canali e i Chakras attraverso le Asana (Posture)
Il termine asana deriva dalla radice del verbo sanscrito "as" che significa sedersi o stare seduti, in relazione alla posizione che il corpo assume durante meditazione. Quando ci troviamo in un’asana di meditazione il corpo deve sostenersi da solo, avendo tutti i muscoli completamente distesi e la colonna vertebrale in posizione verticale. La posizione delle gambe deve consentire di tenere la colonna quanto più diritta; questo dipende dall’angolo di inclinazione del bacino rispetto al supporto sul quale poggiano i glutei con la colonna vertebrale Shri Mataji in proposito dell’Hata Yoga e Raja Yoga : (09/07/82 -Birmingham-England ) …. “ immaginiamo che la vostra Kundalini si sia bloccata in un determinato centro sottile a causa di un problema fisico. Allora potremo eseguire alcune asanas per quel tipo di blocco o alcune posture fisiche ; ma ciò è una cosa molto diversa dal moderno Hata Yoga”….

Alcuni esercizi (Asana) insegnati da Shri Mataji:
Mooladhara chakra In questa posizione muovere per qualche tempo le gambe come fossero ali di farfalle. SWADISTANA chakra

Tenendo abbracciate le gambe muoversi a destra ed a sinistra senza perdere l’equilibrio.

Nabhi chakra

Torsione statica, senza sforzare

CUORE Anahata chakra

Scegliere la posizione delle mani più adatta e tentare le altre con gradualità senza forzare.

Vishuddhi chakra Si esegue con gli occhi aperti. Al movimento della testa all’indietro ed in avanti fino a portare il mento alla base del collo, può essere associato il movimento all’indietro della lingua senza toccare il palato, mettendo l’attenzione sulla punta della lingua, trattenendo il respiro e portando all’indietro la pancia.

Agnya chakra Poggiare la fronte a terra e chiedere a Madre Terra di assorbire il nostro eccesso di ego e superego

Azioni sui vari plessi nervosi in stimolazione dei Chakras
Massaggiare le mani l’una con l’altra, e successivamente massaggiare ogni singola parte dov’è la corrispondenza dei vari Chakras. Massaggiare i piedi dov’è la corrispondenza dei vari Chakras. MOOLADHARA: bilanciate il Mooladhara seduti per terra in equilibrio sull’osso sacro, senza toccare il suolo con i piedi e le mani. Spostare e massaggiare le "prime" articolazioni, ovvero i fianchi e le spalle. SWADISTHANA: prima massaggiare il plesso in senso orario (visto da davanti) per poi massaggiare braccia e cosce . NABHI: prima massaggiare il plesso in senso orario (visto da davanti). Lasciando fermi ginocchi e gomiti come se fossero il perno di una ruota, muovere in senso rotatorio gamba ed avambraccio, descrivendo circonferenze per piedi e mani. ANAHATA: prima massaggiare il plesso in senso orario (visto da davanti) e poi massaggiare avambracci e gambe (dalla caviglia al ginocchio). Il nostro cuore è un muscolo formato come una spirale. Effettuare dunque movimenti di torsione a spirale del busto. Allungare le braccia ed il dorso verso il basso a sinistra e verso l’alto a destra e poi viceversa. VISHUDDI: prima massaggiare il plesso in senso orario (visto da davanti), poi massaggiare caviglie e polsi. Muovere successivamente il collo verso sinistra e verso destra e poi avvicinare l’orecchio alla spalla dolcemente. Ruotare il collo evitando di andare dietro. Ruotare la testa verso destra e sinistra con un semicerchio (mai indietro). AGNYA: prima massaggiare il plesso in senso orario (visto da davanti) e poi massaggiare il dorso del piede e il dorso della mano. SAHASRARA: Massaggiare il chakra in senso orario, poi tutte le corrispondenze dei chakras (muovendo la cute). Massaggiare il palmo delle mani e la pianta dei vostri piedi. Per “allenare il cervello” con un po’ di coordinazione tenere le mani dietro la testa e senza guardare separate gli indici dai medi e poi i medi dagli anulari e così via. Allungare la schiena, le braccia in su, per "raggiungere il cielo"e poi inchinatevi avanti verso terra.

Riarmonizzare i canali ed i chakra con alcuni esercizi di respirazione
Shri Mataji a tal proposito propone: (Da Nirmala Yoga n° 19 , 1984 ) “Quel che dovete fare ora è controllare il vostro respiro. Cercate di respirare più lentamente, nel senso che dovete prima espirare, aspettare un poco, inspirare a lungo, poi espirare. per un minuto, il vostro respiro sarà più lento del normale. D'accordo? Provate a farlo, tenete l'attenzione sulle emozioni affinché si stabilizzi la connessione. Va meglio? Vedete, la Kundalini si alza. Quando respirate, vi accorgerete che un interspazio rimane vuoto. Inspirate. Trattenete il respiro. Espirate lentamente e a lungo. Ora, inspirate. Cominciate a respirare in modo tale da poter realmente rallentare il ritmo del respiro. La vostra attenzione dovrebbe essere sul cuore o sulle emozioni. Meglio trattenere il fiato per un po'. Trattenetelo. Espirate. Aspettate un po', non respirate. Bene. Vedete, adesso siete calmi. La Laya (fusione, integrazione n.d.r.) si realizza tra il vostro Prana (respiro,forza vitale n.d.r. ) e il Mana (energia emotiva n.d.r.). Le due Shakti (energie n.d.r.) diventano una. ..... Rallentate il ritmo del respiro, sarà la cosa migliore. Rallentate il respiro, come se voleste fermarlo ma senza fare sforzi.” Si può praticare anche la respirazione a narici alternate, facendo una piccola pausa nel passaggio all’utilizzo di una narice e l’atra, purché non si eseguano più di tre ripetizioni consecutive al fine di evitare entrare in iperventilazione.

Lo Stato Meditativo

Shri Mataji Nirmala Devi 01/01/80

“….Le vibrazioni sono( come una energia n.d.t.) radianti. Quando meditate dovete esporvi ai raggi in tale energia, il modo migliore per farlo consiste nel non essere porre in essere alcuno sforzo; non vi preoccupate in quale punto (del vostro sistema sottile n.d.t.) sentite ci sia un problema. Ho visto molte persone che durante la meditazione se avvertono un blocco energetico iniziano subito a cercare di rimuoverlo. Non vi dovete assolutamente preoccupare, lasciatelo a se stesso e si risolverà spontaneamente . Quindi, la meditazione è assenza di sforzo. Meditazione significa immergere se stessi nella grazie Divina, e la grazia stessa conosce come curarvi, come guarirvi, come stabilizzarsi dentro il vostro essere , come nutrire il vostro spirito. Consoce ogni cosa. Così non vi dovete preoccupare di cosa dovete fare o quale mantra dire. In meditazione dovete essere assolutamente immergervi nella grazie Divina senza sforzo alcuno e dove essere assolutamente senza pensieri durante quel momento. Se durante la meditazione vi vengono dei pensieri in mente allora cercate semplicemente di guardare i vostri pensieri, ma senza rimane coinvolti dagli stessi. Vedrete che, gradualmente, così come quando sorge il sole l’oscurità scompare e la luce illumina e si diffonde in ogni luogo, allo stesso modo il vostro essere verrà completamente illuminato. Ma se vi sforzate, o cercate di fermare qualcosa dentro di voi, o cercate di dargli un bandhan non funzionerà. Senza sforzo è l’unico modo per meditare. Ma non dovreste essere letargici, ma dovreste essere ben svegli, ed essere consapevoli. Se avete un atteggiamento da pigri verso la meditazione non funzionerà. Dovete essere completamente aperti , allerta, e consapevoli senza il ben che minimo sforzo. Se siete privi di sforzo, la meditazione funzionerà al meglio. Non pensate assolutamente ai vostri problemi , qualsiasi chakra sentite bloccato , semplicemente esponetevi all’energia della grazia Divina. Vedete , quando il sole sorge, tutta la natura si espone ai suoi raggi, a riceve le benedizioni del sole senza sforzo alcuno. Non compie alcuno sforzo.”

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful