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Studi di Glottodidattica 2008, 2, 37-51

ISSN: 1970-1861

LA LINGUA DELLA MODA
GLORIA CORBUCCI Università per stranieri di Perugia

Abstract I linguaggi non verbali sono stati trascurati per molto tempo dagli studiosi della comunicazione e della glottodidattica, che hanno focalizzato il loro interesse sulla lingua. Recentemente c’è stata una rivalutazione della componente non verbale negli scambi comunicativi, ma si tende ancora a trascurare l’abbigliamento, anche se è una parte fondamentale dell’identità sociale. La vestemica, nell’accezione di Roland Barthes, è la scienza che studia la competenza nella moda e nell’uso degli abiti, più o meno formali, che fanno parte dei modelli socio-culturali di una comunità. Un altro motivo per prendere in considerazione lo stile e l’immagine è la massiccia presenza di studenti stranieri che studiano l’italiano perché vogliono frequentare i vari corsi universitari o master presenti in Italia per poter poi entrare nel mondo della moda. In tali corsi di italiano a stranieri diventa quindi necessaria un’attenzione particolare non solo al modo di vestire e alle differenze interculturali fra popolazioni diverse per quanto riguarda le regole dell’abbigliamento e l’uso degli status symbol, ma anche alla “lingua della moda”, con le sue caratteristiche lessicali tipiche di una lingua settoriale, che si diffonde principalmente attraverso i mass media. Il docente può presentare agli studenti articoli tratti da giornali e riviste per guidarli a una riflessione sulle peculiarità di questo linguaggio.

Parole chiave: linguaggi non verbali, moda, stampa,

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che definiremo ‘di fascia media’: <<Amica>>. Gli scopi di questo lavoro possono essere così sintetizzati: -verificare se e in quale misura quella che abbiamo definito la ‘lingua della moda’ sia effettivamente identificabile come lingua settoriale autonoma. finiscono per avere più rilievo. Le fotografie. <<Marie Claire>>. 2. Per esaminare il linguaggio della moda sono stati selezionati articoli presso le seguenti fonti: periodici femminili specializzati. un tema trattato dalla stampa specialistica non è di solito riscontrabile nelle riviste che non sono di settore. dove vi sono per lo più foto con descrizioni di abiti o brevi trafiletti. secondo la definizione di SOBRERO (1993: 239). La selezione di un corpus ragionevolmente omogeneo non è stata facile per le seguenti ragioni: mentre articoli di moda sono presenti saltuariamente nei quotidiani e si trovano con una certa regolarità nel settimanale «L’Espresso». non compaiono. periodici non <<L’Espresso>>. La moda è regina nelle riviste patinate di élite come «Vogue». «Marie Claire». 38 . e viceversa. Non c’è più il giornalismo dei grandi reportage. E’ impossibile trovare articoli in comune in tutti i diversi periodici. specificamente rivolti ad un pubblico femminile: stampa quotidiana: <<Corriere della Sera>>. spesso completamente distaccate dagli articoli. periodici femminili non specializzati rivolti ad un pubblico di lettrici giovani (in generale nubili. Si cerca di reinventare il rapporto testo-immagine. invece. periodici femminili non specializzati rivolti ad un pubblico più anziano (donne sposate. ma un turbinio di immagini e parole. come la musica e il cinema. Le riviste esaminate affrontano raramente gli stessi argomenti. eventualmente riconducibili al grado di specializzazione nel settore ‘moda’ o al tipo di target selezionato. vincono. che – data la loro settorialità – definiremo sinteticamente ‘di fascia alta’: <<Vogue>>. <<La Stampa>>. perché sono più efficaci e più aggressive. «Elle». nelle riviste di fascia media e bassa. LA MODA E LA STAMPA La moda ha assunto una particolare importanza nei nostri tempi e si può considerare una forma d’arte. <<Glamour>>. ma il paragone non comprende mai tutte le testate. mediamente scolarizzate e generalmente non lavoratrici).Studi di Glottodidattica 2008. con figli. che raccontano stile e stili in una cornice sofisticata. o per lo meno un settore che è molto legato ad altre arti. di cultura medio-alta ed impegnate professionalmente). ci si appella alla forza del ritratto piuttosto che a un articolo di dieci pagine. La selezione dei testi è stata quindi estesa il più possibile. -se tra le diverse tipologie di testate siano riscontrabili sostanziali differenze nelle scelte linguistiche. 37-51 ISSN: 1970-1861 1. che definiremo ‘di fascia bassa’: <<Intimita’>>.

appartenente al linguaggio giovanile. che non si suppone appassionato a questo genere di ‘frivolezze’. chiamato rigorosamente make-up e maquillage. marzo 2001. 2. p. ‘lucidalabbra’ e ‘integrali’. sanno presumibilmente gestire il proprio fascino in modo autonomo. in modo da consentire un aggiornamento costante. puntate sui gloss e sugli all over. 18. giovani sofisticate e cosmopolite. vi sono inoltre consigli pratici per valorizzare il viso che. mancano completamente nelle riviste ‘di fascia alta’. rispettivamente. per non dire austeri. di fascia media. soprattutto. sulla base della loro presenza/assenza. i periodici femminili trattano di cosmetici secondo modalità estremamente diversificate. è possibile tracciare una distinzione preliminare tra le testate scrutinate: come prevedibile. p. 37-51 ISSN: 1970-1861 2. 39 . realizza la seguente descrizione: 2)Bocca: la nuance di tendenza e’ chiara e iridescente e da’ un effetto di maggior volume alle labbra. utilizza una sinestesia ‘civettuola’: 1) Per labbra da colpo di fulmine. tempestivi accenni sulle ultime tendenze del make-up. Per un risultato extralight. nelle riviste ‘di fascia media’. da ‘molto leggero’. La morigerata «Intimità». GUSMANI (1993: 13). le cui lettrici. di ‘fascia alta’. Ben più arditamente. mentre i termini extralight. al contrario. GLI ARTICOLI SUI COSMETICI Particolarmente interessanti ai fini di quest’analisi sono risultati gli articoli sui cosmetici. perfetto il rossetto luccicante di L’OREAL alla vitamina C e al profumo di lampone.Studi di Glottodidattica 2008. I rossetti costituiscono un tema privilegiato. ad esse saranno piuttosto destinati sintetici e. Il trafiletto prosegue: 1 Sui concetti di ‘prestito di necessità’ e ‘prestito di lusso’ cfr. si da’ molta importanza al trucco. da sovrapporre a piccoli tocchi anche sul rossetto. se non altro perché. declinato in quindici golose tonalità. se non sotto forma di rapidi accenni all’interno di articoli di costume o di moda. ma in origine tratta dal gergo dei tossicodipendenti). un tocco punk”. i quotidiani e i periodici non specificamente destinati al pubblico femminile non si occupano dell’argomento. Nelle riviste femminili da noi definite ‘di fascia bassa’ non compaiono di solito veri e propri articoli dedicati ai cosmetici. parlando di “tocchi esperti per labbra da sballo” (ove si nota la presenza di un’espressione estremamente marcata.45). la descrizione sarebbe risultata troppo neutra e piatta. coerentemente con le abitudini del target. 109. d’altra parte. un gloss fruttato. inevitabilmente.30). che sembra stimolare la creatività linguistica delle redazioni. «Glamour». «Marie Claire». invece. però. (<<Glamour>>. fallendo lo scopo persuasivo verso le lettrici. gloss e all over avrebbero potuto essere sostituiti. 10 maggio 2001. che rimane a tutt’oggi l’opera di riferimento più esaustiva e rigorosa sui fenomeni di interferenza linguistica. parla di “feticci da avere: il viola (e il rosa). La frase presenta un prestito dal francese e tre dall’inglese. Nessuno di essi può dirsi prestito di necessità1: al posto di nuance si sarebbe potuto usare sfumatura. (<<Intimità>>. generalmente caratterizzata da toni assai sobri.

molto usato nel linguaggio della moda.534). perfetta per il look American Graffiti: gonne a ruota e ballerine. p. 37-51 ISSN: 1970-1861 3) Erano i mitici anni 80 quando Cindy Lauper cantava Girls Just Want To Have Fun. le mamme trash. del quale si faccia menzione). mediante frasi ad effetto. appaiono immediatamente come calchi strutturali dall’inglese. Tentazioni delle nuove collezioni make-up: nell’ordine viola e rosa (contagiati dalla rediviva Pucci-mania). A potenziare l’effetto estremamente ‘dinamico’ ed espressivo del brano. p. Con il lusso-pensiero in discesa (si teme già la recessione) saranno i piccoli feticci quotidiani a risollevarci lo spirito. 3. la ‘bibbia’ della moda. in particolare. moltissimo eye-liner. anche Tom Pecheux. Gennaio 2001. Nel descrivere la sfilata di Galliano per Dior. (<<Marie Claire>>. ma in versione chic. (<<Vogue>>. che è prestito linguistico proveniente dall’American English: wannabe è un sostantivo derivante dal costrutto verbale want to be (‘voler essere’) e indica una persona che 40 . si parla infatti di modelle truccate come reginette di bellezza. i numerosi anglicismi apportano un contributo fondamentale. Vi sono poi beauty pageant ‘passerella di bellezza’. che costituiranno parolechiave anche nel resto dell’articolo. che una volta si portava al collo con accessori fai-da-te. «Vogue». 2. con il trucco degli occhi colato per le tradizionali lacrime d’emozione e la faccia coperta dei baci rosso fuoco delle rivali: 5) Così oltre alle beauty pageants le labbra rosso vivo caratterizzavano anche un altro gruppo di eroine dello show. Provocanti da beauty pageant. I prestiti dall’inglese si addensano vistosamente (salvo un omaggio alla lingua francese nel riferimento all’unico tocco di raffinatezza. 605. Sono le labbra le protagoniste del trucco 2001. si rileva la comparsa di neologismi (lusso-pensiero.670). le labbra scarlatte. hot & lipstick. L’effetto? Di bocche baciate tutta la notte. Si noti in particolare l’espressione Madonna wannabes. che tende ad imitare il carattere emotivo e colloquiale del parlato.Studi di Glottodidattica 2008. a biglia. che sul binomio labbra ultraclassiche e pelle impeccabile costruisce il look della sfilata di Prada.534). […] L’idea più divertente? Il gloss roll-on. 605. trash da cloni di Madonna prima maniera. Pucci-mania) che. tecnicismo da addetti ai lavori. purchè mat. una cipria profumata in stile Fifties. marzo 2001. p. la sequenza trimembre di prestiti dall’inglese serve a creare un alone di fascino. E vede rosso anche Dick Page da Mark Jacobs: le sue Madonna wannabes dell’epoca Borderline accostano occhi sbavati di colori elettrici a labbra imbibite di lip balm su cui è stato malamente applicato con le dita il rossetto rosso ciliegia. (<<Vogue>>. pubblica la seguente didascalia: 4) Red. Gennaio 2001. […] Incondizionatamente a favore della bocca deep red. e trash ‘robaccia. classiche da signora bene. senza che il risultato sia però all’altezza delle aspettative. oltre all’uso dell’iperbole (mitici) e dell’interrogativa contratta (tipica anche dello slogan pubblicitario). pasticciate da adolescenti baciate tutta la notte. per ex material girls. Nell’evidente ricerca di uno stile raffinato. quelle che si sforzano di creare un impeccabile maquillage haute couture. Senza logo. peraltro non attinta. ciarpame’. […] Per loro è d’obbligo il viso bianco. nella loro struttura di composti con ordine interno determinante-determinato.

che richiama una delle prime canzoni di Madonna. grazie alla combinazione di colori forti. leggermente azzurrato. sulla scia di Madonna. infine. a suggerire un’intenzione ironica neppure troppo implicita. L’espressione ha un riferimento di cronaca ben preciso: nel 1984. Ancora un riferimento alla popolarissima cantante americana si coglie in Epoca Borderline. chiamata appunto Madonna-Wanna-Be.610. anche qui gli aggettivi scaturiscono in misura rilevante da strategie di ibridazione linguistica (vivacegourmand. p. Giugno 2001. con una successione di frasi brevi ove prevale lo stile nominale. La combinazione di elementi di provenienza italiana e straniera è riproposta da altri due aggettivi. Le ragazze all’ultima moda sono ritratte così: 6) Esuberanti. contaminato di lilla. seminude. Come in 6).326). Madonna ha fondato un’azienda d’abbigliamento mirato soprattutto alle teenager. il rosa acceso e l’arancio tangerine. il costante richiamo delle denominazioni dei toni di rossetto alla sfera semantica del cibo (con un effetto affine alla sinestesia): oltre ai due precedenti. Da rilevare. di grande impatto. 2. che combina il prestito con un modificatore tipico dell’italiano colloquiale più stereotipato e ‘caricaturale’ (BERRUTO 2001: 147). scintillanti di microparticelle glittering. rosa bambola piuttosto che sofisticato-freddo. in proposito. Febbraio 2001. 41 . Il trucco è fruttato-pop. Molto Chloè girls: abbronzate. Si noti soprattutto la strategia di giustapposizione utilizzata per quasi tutti gli aggettivi che compaiono nel paragrafo: le due componenti che si fondono a formare l’aggettivo sono accostate senza l’ausilio di elementi funzionali. Vivace-gourmand. toniche. (<<Vogue>>. e textures ultra-sheer. che incontra il gusto delle giovani donne ansiose di indipendenza e di raffinato anticonformismo. e al tempo stesso ricercato. acidulato di mandarino in Impressions Couture di Dior. con un procedimento analogo a quello definito da SABATINI (1985:169) ‘superlativo del sostantivo’ (il tipo ‘Vorrei un caffè-caffè’) e da lui individuato come tratto caratterizzante dell’italiano dell’uso medio. particolarmente degno di commento appare il seguente brano. la ripetizione dell’aggettivo esalta la purezza e l’intensità del colore. latteo-marshmellow). La descrizione si sviluppa per tocchi rapidi. Un filino trashy. che la rockstar è presente molto spesso negli articoli di bellezza di «Vogue» come modello di riferimento: il suo look esprime infatti un certo sensazionalismo sexy. n. In rosa-rosa. fruttato-pop e arancio tangerine. insieme naturale e vistoso. (<<Vogue>>.156). p. ellittico del verbo ‘essere’.Studi di Glottodidattica 2008. Permane l’abbondanza di anglicismi. latteo-marshmellow o fuxia granatina in Pinkplash di Lancome. è in particolare interessante il sintagma aggettivale un filino trashy. Va osservato. 37-51 ISSN: 1970-1861 vuole imitare un personaggio famoso. indossando abiti simili e cercando di atteggiarsi alla sua stessa maniera. si vedano in proposito acidulato di mandarino e fuxia granatina. supersexy. sempre pubblicato da «Vogue»: 7) Rosa-rosa. 606. Soffermandoci ancora sulle descrizioni delle tonalità di rossetto.

ancora. O occhiaie livide e bocche mirtillo da revenant. p. un aggancio immediato (punk) per la comparsa di uno dei pochi prestiti che possano davvero dirsi ‘di necessità’: il termine piercing.Studi di Glottodidattica 2008. 2. di una denominazione specifica. 613. a proposito del quale vale la pena notare come la scelta del secondo termine.426). I punk. quasi a suggerire la possibilità di un’alternativa. contribuiscono efficacemente ad evocare un’atmosfera ‘horror’: il film “Il corvo” non è citato a caso… Ancora espressioni complesse e composite: in particolare. in 8). catene. più che un rapporto di determinazione tra le due componenti: oltre a aggressivo/dark. macabre bocche nere alla Brandon Lee ne “Il corvo” da Mc.Queen. questa volta. borchie. il frequente ricorso all’unione di aggettivi mediante slash (/).426) Il ridondante sintagma aggettivale nero shining post punk. vocabolo colto proveniente dal greco. a enfatizzare una moda destroy/flamboyante ricca di influenze barocche. Settembre 2001. sotto il profilo linguistico e concettuale. avevano un look molto aggressivo fatto di tutto nero. destroy barocco cela probabilmente un riferimento ad un romanzo della giovane scrittrice ‘pulp’ Isabella Santacroce. laddove il ben più corrente ‘ragnesco’ avrebbe ottenuto un effetto ridicolo di anticlimax. Le scelte lessicali. (<<<Vogue>>. variante di ‘aracneo’. 42 . I non pochi prestiti dal francese si rivelano in questo brano assai più adatti degli anglicismi ad ottenere un alone di eleganza misteriosa e vagamente decadente. in una sorta di esaltazione frenetica del nichilismo. Per molti aspetti affine al ‘look horror’. spille e anfibi. destroy barocco da Gaultier… Il nuovo trucco? Aggressivo/dark. il make-up di sapore ‘sado-maso’ consente ai redattori di «Vogue» di giocare con i simboli della trasgressione sessuale: [Didascalia] 1 Il movimento punk (aggettivo che ha il significato di ‘marcio’. E Saint Laurent punta su grafismi jais o bordeaux cupissimo per spietati cat eyes. L’articolo prosegue: 9) […] Palpebre nero shining post punk e piercing multiplo da Gaultier. in un altro ‘pezzo’ «Vogue» lancia lo “scary look”: 8) Visi graffiati e occhi pesti da Dior. quando non addirittura frosted. Settembre 2001. e su labbra appena contrastate. Da notare. ad oggi. ‘scadente’) nacque in Inghilterra e si diffuse presso i giovani in tutto il mondo occidentale. carnicine. in cui il termine ‘destroy’ ricorre ossessivamente nella scansione dei paragrafi. per tale procedura. crea un effetto sofisticato. 613. venuta in auge con il movimento punk alla fine degli anni Settanta1. calze bucate. p. […] Palpebre nere su incarnato fanè. fornisce. il cui credo era no future. si riferisce alla perforazione di alcune parti del corpo. 37-51 ISSN: 1970-1861 Se nell’articolo appena commentato le labbra femminili sono rappresentate implicitamente come frutti morbidi e profumati da mordere. infatti. (<<Vogue>>. si vedano destroy/flamboyante (dove si accostano due prestiti di diversa provenienza) e ipnotico/aracneico. con inserimento di anelli o spille. mentre cela un ulteriore riferimento alla cinematografia ‘nera’. esangue. […] Protagonisti ombretti neri o falsi tali per uno sguardo ipnotico/aracneico. l’italiano non dispone. come di neve.

Vedi i chokers con manette sfavillanti di strass di Agent Provocateur. si chiude con la sigla & co. mutuata dall’inglese commerciale. charms. Il gruppo allitterante iniziale. al contrario delle foto dei periodici femminili di fascia più alta . (<<Vogue>>. mostra fotografie di indossatrici in abiti rigorosamente classici e piuttosto anonimi. 615. notando come i termini che lo designano nelle diverse lingue (noir. «Intimità». mentre non è usato l’equivalente italiano ‘vittime della moda’. 37-51 ISSN: 1970-1861 10)” Al collo dei nuovi profumi. cinematografico (The Blues Brothers. evoca il buio.Il tema del nero nella moda è stato affrontato dalla vasta maggioranza delle testate scrutinate ed è quindi interessante porre a confronto i brani linguisticamente più significativi inclusi nel corpus. realizzato in uno stile neutro e privo di enfasi. il colore nero nella moda è associato principalmente al vestiario feticista. chains & co.le foto di «Intimità» fanno pensare a rassicuranti e ovattate atmosfere familiari. A eccitare le fashion victims o a esprimere le vibrazioni tenero/perverse del rapporto dominante/dominato?” [Articolo] Un trend che viene dalla moda. annulla in sé tutti gli altri colori.che evocano atmosfere esotiche da jetset . 2. come i Bauhaus). p. chokers. novembre 2001. la notte. non rivela caratteristiche ‘marcate’ dal punto di vista sociolinguistico: 11) [Didascalia] “Non tramonta mai il successo di questo colore che. come zone in cui l’imprevisto. a sottolineare la chiave d’interpretazione ironica e giocosa con la quale l’atmosfera di perversione sessuale viene proposta. composto da tre prestiti dall’inglese. NERO. coniugazione perfetta di S&M e glamour sfoggiati col consueto aplomb anche da Claudia Schiffer. L’uso di sigle (S&M) e di grafemi ‘brachilogici’ (& in luogo di ‘and’) richiama il linguaggio scarnificato dei messaggi SMS e delle chatlines. 3. potenziando in tal modo l’effetto allusivo e ammiccante del pezzo. Fashion victims è un anglicismo molto diffuso. in un breve servizio intitolato “Signore in nero”. l’inaspettato. soprattutto di sera. GLI ARTICOLI SULLA MODA: IL RITORNO DEL COLORE CALEFATO (1999: 98) sottolinea l’importanza del colore nero nel mondo della moda. sexy & dangerous con ironia. l’inaudito possono diventare la normalità” (CALEFATO 1999: 104). black. [Articolo] 43 . Secondo Calefato. resta l’indiscusso protagonista dell’eleganza femminile”.148).Studi di Glottodidattica 2008. il fumetto italiano Martin Mystere). dark) pongano in rilievo il legame con un genere letterario (ad esempio. Men in black) o musicale (gruppi dark degli anni Ottanta. perché “il nero assorbe la luce. L’articolo che ne accompagna la presentazione. indicanti alcuni strumenti tipicamente ricorrenti nelle pratiche sadomaso.

Trent’anni dopo non poteva che perdere queste connotazioni. dal nome della creatrice Coco Chanel e dal nome del primo estimatore dell’oggetto in questione. definendoli ‘appellativi da nomi propri’ (derivano infatti.14. in particolare. Degno di nota è il termine borsina. Nel sito Internet http://www. molto scollata sia davanti che dietro’ risulta decisamente poco incisivo. l’ultimo dall’inglese. p. Il tono è informale. (<<Intimità>>. il top con coulisse bianca. elegante donna punk? Nero. con il suo sapore ‘provinciale’ e vagamente infantile. Serena Viviani.dellamoda.14. il generale britannico J. L’italiano ‘lustrini’ non ha lo stesso potere connotativo di paillettes. L’articolo prosegue senza sorprese: 12)In maglina la gonna. cinture alte. giornalista del mensile femminile «Amica» (di fascia media) firma un pezzo sulla tendenza neo-punk: 13) Non ha niente a che vedere con il punk degli anni Settanta. ed è conosciuto anche da chi non sa l’inglese. chanel e cardigan. Si può immediatamente rilevare che paillettes. mai esagerato. cinturini. che l’uso di eponimi è molto diffuso nella lingua della moda. ironico. il top in maglia goffrata di seta e inox. Brudenel. ma di diffusione così ampia che si trova anche nei dizionari di lingua italiana. E’ addolcito. provocatorio.. a fronte dei francesismi “pochette” o “trousse”. inox e top sono prestiti di necessità. (<<Intimità>>.it/articoli/200611/borchia_amica_mia.Studi di Glottodidattica 2008. occhio a scarpe. realizzato dalla casa editrice Baldini e Castoldi. 4/4/2001 ).”http://www. che torna sul cardigan. Quali sono i must della nuova. quasi gentile. «Elle» e «Marie Claire». tale vocabolo non ha una traduzione adeguata in italiano.php. con molte espressioni e costrutti tipici dell’italiano colloquiale. romantico. È sugli accessori che si legge la tendenza.13). fibbie. in quanto evoca un’atmosfera più kitsch. dire ‘indumento femminile costituito da una camicetta senza maniche. da circo. Compaiono altri prestiti di necessità. 37-51 ISSN: 1970-1861 Essenziale il modello a balze sovrapposte con spalline sottili realizzate in paillettes… Sulla lunga gonna in seta. Nude look è un prestito di lusso dall’inglese. rispettivamente. Serena Viviani. allegra. 12 aprile 2001.. conte di Cardigan). che. […] per una donna forte. p. costituiscono esempi di quelli che GUSMANI (1993: 101 ss. Il consiglio: la sovrapposizione del cardigan al top mitiga e sdrammatizza l’effetto nude look. Va detto. anche queste sull’onda dei new seventies. “Borchia Amica mia. due dei quali. ma se volete seguire la punk wave. che vivacizzano lo stile: sotto il profilo sintattico. che se ne frega di tutto. trasgressivo. i primi due provenienti dal francese. 12 aprile 2001. borchie. ma non drammatico: chic. Quanto a top. si notano 44 .it. n. spesso priva di allacciatura. raffinato. borse e cinture. Chanel in tessuto con calze a fiori.) include nella categoria dei prestiti apparenti.dellamoda. 2. Th.13). nero e ancora nero. n. Sul vestito possiamo chiudere un occhio. come la borsina. in proposito. incorrerebbe in una rigida censura presso testate quali «Vogue».

conturbante e al contempo contegnoso. a commento di un servizio fotografico intitolato “Magnificent excess”. citazioni vintage couture. Anche «Vogue». Ladies evoca un’atmosfera aristocratica. il francesismo è l’unico mezzo per evitare l’imbarazzante anticlimax che l’italiano ‘collari da cane’ avrebbe prodotto. è molto usato nel mondo della moda. cinture strizza-vita. sul piano formale. in alcuni casi. I numerosi prestiti non adattati dall’inglese e dal francese costituiscono i cosiddetti ‘tecnicismi collaterali’.620). che indica l’accostamento di un accessorio d’epoca a un abito contemporaneo. (<<Vogue>>. costrittive come corsetti: una collezione che riattualizza il classico arsenale seduttivo della femme fatale. «Vogue» crea propriamente una lingua nuova. La rivista osanna ed enfatizza il re dei colori come un poeta invoca la sua musa: 15) Altero ma seducente. riproposta dall’espressione principesse punk. 2. Interessante l’unione dell’aggettivo inglese tough (‘duro’) al francese chic. molto sobrio e follemente opulento. ottobre 2001. fluidi e sexy. a sottolineare l’eleganza aggressiva della moda punk. spacchi e cut-out strategici. che nel brano si sostituiscono efficacemente a ben più prosaici ‘gioielli enormi’. tuttavia. ma l’effetto è ben diverso: 14) Pantaloni brodés. selezionando parole di notevole potere evocativo. audaci simmetrie. nel brano i prestiti di necessità sono soltanto due. Colliers de chien in pelle modellati come guepiéres. intrinsecamente freddo ma organicamente caldo. monacale e spudorato. Sul piano delle scelte lessicali. a conferire una certa ‘nobiltà retorica’ alla frase. «Vogue» dedica a più riprese veri e propri reportages al colore nero.Studi di Glottodidattica 2008. giugno 2001. 37-51 ISSN: 1970-1861 – oltre alle consuete ‘frasi nominali’ – la tematizzazione (sul vestito) e la focalizzazione (è sugli accessori che) di costituenti. lunghi guanti di raso nero a evocare lo spogliarello di Gilda. non a caso. in cui è costante la rivisitazione di stili passati. […] audace ma inattaccabile. giocata sul contrasto tra bianco e nero. A ben vedere. perbenistico e marginale. Il termine vintage couture.137-139). 610. top sfavillanti di paillettes. La sintassi sembra ‘esplodere’ e lo stile è rigorosamente nominale. Una collezione grafica. 614. strass e guêpière. e tuttavia preferite perché conferiscono al discorso una più spiccata connotazione tecnica”: ne sono esempio i bijoux oversize. l’austerità e la severità dello stile sono sottolineate dall’assoluta mancanza di prestiti. cioè “parole ed espressioni stereotipate dal cui uso non risulta una maggiore chiarezza dell’enunciato. bijoux over-size. (<<Vogue>>. parla di punk couture. il ricorso al forestierismo è quasi obbligato: per colliers de chien. ad esempio. tradizionale e modaiolo […]. Abiti lingerie. secondo la definizione di DARDANO e TRIFONE (1999: 631). p. Una profusione di strass. che mescola lingue diverse. L’ampio uso dell’ossimoro mira. L’articolo si conclude così: 45 . per moderne ladies in cerca di un tough chic da principesse punk. pp. castigato anche se veemente. le concessioni al parlato informale giovanile sono assai più evidenti e ‘funzionali’ a fini espressivi di quanto non siano quelle al gusto dell’esotismo.

“Voglio un estate in bianco e nero”. Eleonora Attolico.espressonline. ci sono le tonalità di grigio.Studi di Glottodidattica 2008.621). con una gonnellona a sbuffo. Al di sotto del tono ostentatamente ‘ieratico’ dell’articolo. l’allitterazione con inversione di senso della coppia aggettivale seguente).it/moda/2000/articoli_tendenze/neroebianco/neroe bianco. Non tutto è bianco o nero. riverito e irriverente. in topless integrale. 37-51 ISSN: 1970-1861 16)Il nero di-vi-no. infatti. che sembra proclamare con tranquillità: “Fuori di me. Cominciamo da Gianfranco Ferrè. che poco ha a che fare con le tinte fortemente espressive di alcune riviste femminili. tra i quali spiccano i ben poco ‘tecnici’ gonnellona e molto nude. […] E’ sull’ebano e sull’avorio che si sono scatenati i cosiddetti trendsetters. che potremmo dire costituisca una delle caratteristiche più salienti dello stile di «Vogue».(<<Vogue>>. è tuttavia il tono degli articoli a mutare drasticamente. la sua sfilata era tutta giocata sui grafismi a contrasto. (http://www. e mantenuta anche con l’ausilio di espedienti di livello fonologico (la scansione in sillabe dell’aggettivo iperbolico. Fino dall’incipit. nessuna salvezza”.speciali. sono giocate sul contrasto bianco-nero. il bianco avorio. si sa. non sempre rispecchia la vita. annunciatasi nelle righe precedenti. nella sua versione on-line. Giacche striminzite da bambino si sposano a toplingerie e calzoni di pelle nera. quasi che le esigenze della cronaca producessero una sorta di distacco.html) . le inevitabili sfumature… Ma la moda. come una piccola vena romantica e rilassata. Lo spirito baby doll domina. che si snoda in una successione di brevi frasi semplici. l’argomento rimane lo stesso. ottobre 2001. Il 46 . 614. A New York. presenta spunti interessanti: 17)Dice la saggezza popolare: la ragione non sta mai da una parte sola. su tutta la collezione raramente rischiarata da tocchi di rosa. 2. come dimostrano i suoi abiti da cocktail e da gran sera presentati da Gisèle Bundchen e dalla iperfemminile Isabeli Fontana. incluso in un articolo sulle sfilate di Milano. L’enfasi retorica. vagamente irrisorio e condiscendente. molto nude all’altezza del seno. si percepisce il permanere di quell’ironia. direttore creativo di Gucci e di Saint Laurent: 18) E’ fuori da ogni schema la sua creatura kissable (‘baciabile’. si avverte un tono piuttosto pacato e prosaico. tuttavia. Il brano selezionato. p. appena interrotta da una scissa con funzione di ‘focalizzazione’. è costellato da pochi anglicismi e da alcuni colloquialismi. Nei servizi di moda del quotidiano «La Stampa». comunque ‘partecipe’. L’andamento estremamente veloce e disinvolto del periodare. la nota dell’ironia predomina nettamente.La febbre del “Black and White ha fatto presa anche su Ralph Lauren. Il settimanale «L’Espresso». Anche le sue casacche. raggiunge il culmine con la personificazione del colore. L’analisi della stampa non specificamente destinata ad un pubblico femminile riserva qualche sorpresa: se. che nella sua strepitosa collezione etno-chic non ha esitato a mandare in passerella una modella ebano. resa mediante il ricorso al discorso diretto. rispetto all’oggetto trattato. si sofferma sulla passerella di Tom Ford. così la definisce lui) che ama i contrasti.

Il nero che ci propongono ultimamente non è il preferito di noi filo-Morticia. l’’effetto’ è ottenuto da un’efficace coppia di superlativi. sottolinea angelico Tom Ford. e ci scoccia abbandonarli. scollatissimo e strapponissimo (‘indumento arricchito di tagli e squarci’). a beneficio delle espressioni gergali o ‘contratte’ tipiche dell’italiano colloquiale. sia sul piano sintattico (cfr. sottilmente umoristici. sabato 3 marzo 2001. aggettivo che allude in modo estremamente specifico. 47 . che abbiamo comprato parecchie cose di altri colori.13). funziona come una sorta di ‘titolo’ al periodo successivo. sono di genuina matrice italiana. Alla tostissima moglie di John Lennon. 37-51 ISSN: 1970-1861 resto è tutto nero.” [Articolo] […] Ci hanno talmente rotto le scatole in questi anni. alle modalità di rappresentazione del mondo della prostituzione. sia sul piano lessicale (ci hanno rotto le scatole. I neologismi.Studi di Glottodidattica 2008. tra allegati-donna. p. (<<La Stampa>>. i soldi ormai li abbiamo spesi. le caratteristiche di vestibilità dell’abito. Che passione la tinta scarafaggio. sabato 3 marzo 2001. sottolineandone in tal modo l’anomalia e la resa semantica e formale sottilmente ridicola in italiano. per così dire. p. L’articolo prosegue: 19)Yoko Ono mon amour. Perché non festeggiare anche il 25 dicembre in black? “Ci ho già pensato. tute di nappa e grandi occhiali a mascherina. E’ roba diversa. sembra richiamare costantemente il lato grottesco degli eccessi proposti dal mondo della moda: basti pensare alle giacche striminzite da bambino. che – in qualità di efficace anticlimax – interviene a ridimensionare il tono serio e competente della frase precedente. con uso ad effetto del francese. (<<La Stampa>>. (<<La Stampa>>. Il giornalista traduce tra parentesi l’aggettivo kissable. dal punto di vista culturale e geografico. p. scollatissima. del resto. l’articolo. sganciate. o alla tinta scarafaggio. vetrine dei nostri negozi preferiti. raffinatissimo dark-dipendente che ama firmare gli oggetti più disparati. Chitarre e tavole da surf comprese. tutta spacchi e stranezze. Sempre nel quotidiano «La Stampa».13). come testimoniano le numerose concessioni al parlato. che ‘mimano’. tendenzialmente minimaliste. sabato 3 marzo 2001. la giornalista Maria Laura Rodotà così si esprime sul ritorno del nero: 20) [Titolo] “Via i colori. riviste di moda sganciate dai quotidiani. da filo-Morticia a nero tangenziale. strapponissima. roba). praticamente un Nero Tangenziale. Genny dedica calzoni seconda pelle di pitone piombo. cose. torna il nero scollatissimo strapponissimo. Il titolo è composto dalla giustapposizione di due frasi. sto preparando alberi di Natale neri e decorazioni in tinta”. ci scoccia. la dislocazione a sinistra in i soldi ormai li abbiamo spesi). dal quale – secondo una logica di contrasto – sono completamente banditi i forestierismi. la prima delle quali ellittica del verbo.8). 2. La frase nominale. a volte pure in pelle. Il tono dell’articolo è informale.

In molti casi vorrà dire ritirar fuori tutte le cose nere non da tangenziale. il mondo è blu”. vabbè e XY (in luogo di un chiarissimo disfemismo) conferiscono al tutto un’ulteriore nota di bonaria irrisione. E’ difficile immaginare cosa possono produrre sei giorni di sfilate nella testa di un uomo.” (SEVERGNINI 2000: 16 s. A fronte dei tre sparuti prestiti di necessità dall’inglese. poteva rispondermi: “da oggi. come nella Casa della Libertà. a questa dimensione del contenuto corrisponde pienamente il piano espressivo. Sopra la camicia scura d’ordinanza. Il resto dei colori non è meno semplice: tinte grigiate. p. anche la sera. Nell’ambito dei materiali raccolti dalla stampa quotidiana. CONCLUSIONI A conclusione di questa sintetica rassegna del materiale tratto dal corpus raccolto. […] In Italia. […] L’unico colore che assolutamente non va l’ho scelto io. per il fine settimana”. […] Per non parlare degli hot pants e degli shorts da ciclista a rete (sì. piuttosto che ‘di moda’. infatti. se è per quello. una versione sexy delle mutande post-operatorie). a rete.8). brinate da Armani. I dati illustrati ci inducono. non più. Per fortuna ormai nel vestire. e avesse visto la sfilata di Giorgio Armani. avevo messo una giacca marrone. e il blu sia roba da cresime e gommisti. il culmine della dissacrazione nei confronti del rutilante mondo della moda si raggiunge con gli articoli pubblicati da Beppe Severgnini sul «Corriere della Sera». (<<La Stampa>>. a commento alle sfilate milanesi di moda maschile (“Noi uomini neri”): 22)Ieri indossavo giaccone nero. con una camicina sobria sobria. L’accumulo di diminutivi (tratto in forte espansione nell’italiano neo-standard) svela definitivamente l’intenzione ironica. Ma lui. 2. a concludere a favore dell’ipotesi secondo la quale la ‘lingua della moda’ sarebbe effettivamente una lingua settoriale autonoma. Se Farinacci ieri fosse tornato a Milano. cantava Battiato: peccato che oggi il grigio sia antracite o coke. che nessuna di noi neriste ottimiste ha buttato. accantonando – o utilizzando con ostentata imperizia . […]“Il mondo è grigio. bretelline scopri-bicipiti e sotto attaccate grosse maniche a sbuffo? Sono questi i capetti che propongono gli allegati. Gianfranco Ferrè l’ha guardata e ha detto: “Bella. i tre colloquialismi fortemente marcati mutande. 37-51 ISSN: 1970-1861 Il pezzo prosegue così: 21) Chi se lo metterà? Chi ha voglia di andare in giro. che attinge all’italiano neostandard. Vabbè. che dispone di un proprio lessico specializzato ed utilizza con particolare frequenza specifiche strategie morfosintattiche che ne caratterizzano profondamente lo 48 .gli esotismi e i tecnicismi. Gli ho fatto presente che era mercoledì. ognuno fa l’XY che gli pare. sorridendo tra le righe. lo mettono nelle banche. La camicia scura-quasi-nera non è più un consiglio: è un comandamento. in primo luogo.Studi di Glottodidattica 2008. oggi. 4. camicia scura. poteva farsi illusioni. siamo tutti seminaristi in libera uscita. pantaloni grigi. Il brano ha un taglio bozzettistico. sabato 3 marzo 2001. possiamo delineare i risultati più rilevanti della nostra ricerca.). Stavo per aggiungere che anche il suo gessato. azzurrate. come si addice a quello che potremmo meglio definire un articolo ‘di costume’.

«Vogue») la densità di tecnicismi. la loro appropriatezza e precisione designativa rendono non di rado i testi quasi inintelligibili ai non addetti ai lavori. infatti. spesso. Si può dire. Va osservato infine che.Studi di Glottodidattica 2008. In generale si può affermare che: nei suoi usi giornalistici più specialistici. i potenziali consumatori di beni di lusso o. come didascalia o commento. in periodici come «Vogue». questa lingua ha sostituito il francese. La finalità persuasiva è raggiunta principalmente. attraverso le immagini. di solito. peraltro talvolta sovrapponentisi. sono alcune strategie di formazione di parola. il lessico settoriale della moda si rivela in grandissima parte effimero. i testi dei servizi fotografici evidenziano un notevole sforzo di adeguamento al fascino della componente visiva del messaggio. proprio per il suo inscindibile legame con la cultura dei consumi di massa. quanto la stravaganza e la notevole ‘marcatezza’ delle neoformazioni possono essere interpretate innanzitutto come scelte espressive ‘iconiche’ di una materia multiforme e colorata (quale è la moda). Va tuttavia considerato che è la stessa vertiginosa velocità dei cambiamenti della moda. 37-51 ISSN: 1970-1861 stile. Che l’uso più o meno intenso di entrambe queste categorie di parole. di pari passo con l’affermarsi in Europa della supremazia americana nei settori dell’entertainment di massa e dell’abbigliamento sportivo e casual. tanto la vistosa ‘esterofilia linguistica’. o – spesso – anche come indici di un atteggiamento ironico di fondo. e permangono nell’uso singole voci lessicali circoscritte allo statico settore dei capi. nell’uso di neologismi e di prestiti non adattati. l’incessante moltiplicarsi e avvicendarsi delle tendenze. va detto. esaltando tuttavia la funzione conativa e persuasiva. la lingua della moda dispiega al contempo la funzione referenziale e informativa che le è propria. nondimeno. La corrente di prestiti dal francese si e’ affievolita. il proliferare di varianti (spesso caratterizzate in senso geografico-culturale) di uno stesso capo di vestiario. comunque. che ben si addice al tema e ai destinatari del messaggio. ciascuna delle quali assurge in o per breve tempo al ruolo di status-symbol. anzi. ma angusto. che – è bene non dimenticarlo – coincide poi con il vocabolario dell’industria della moda. alla luce dei dati raccolti. capi. determinano una continua tensione verso l’arricchimento del bagaglio lessicale di settore. 2. dei tessuti o delle lavorazioni di base. in questo particolare sottocodice. non sarà casuale che i prestiti provengano soprattutto dall’inglese: negli ultimi cinquanta anni. che nelle testate specializzate (quali. eventualmente. Ciò che di stabile si può osservare. voluttuari. salvo considerare che. ad esempio. oggetti e stili-culto entrano a pieno titolo nel patrimonio culturale e linguistico collettivo. È senz’altro vero che. rispetto alle quali. sebbene non esclusivamente.D’altra parte. in parte endogene 49 . Le strategie linguistiche usate per rendere il clima sfavillante della moda consistono principalmente. la parola si colloca in posizione subalterna. quanto meno opinabile. associandosi stabilmente ad un’epoca. sia determinato esclusivamente dall’intenzione di conferire fascino ai servizi di moda appare. unitamente ai suoi strettissimi rapporti con il mutevole mondo dello spettacolo (in particolare il cinema e la musica) a rendere necessario un continuo adeguamento del lessico. o all’intramontabile. olimpo dell’alta moda.

Zanichelli. si può notare innanzitutto come la lingua della moda. R. dei neologismi di provenienza straniera: se gli anglicismi sono assolutamente predominanti in riviste di settore come «Vogue» e sono presenti. Grammatica italiana con nozioni di linguistica. Carocci. Un secondo ordine di considerazioni scaturisce dalla comparazione tra le diverse testate prese in esame. 1988.. essi si rivelano quasi completamente assenti in periodici rivolti ad un pubblico di lettrici di età ‘matura’. Sociolinguistica dell’italiano contemporaneo. possa essere utilizzata sia a livelli che potremmo definire. II ed. CALEFATO P. P. Storia. Segni di moda. di). cosmopoliti. Moda. 2 In proposito. Saggi sull’interferenza linguistica. appena commentato. con qualche forzatura. che sono giovani. corpo. SOBRERO (a c. 2. Sotto questo profilo..1993. 37-51 ISSN: 1970-1861 (soprattutto derivazioni per prefissazione). vanno costantemente rafforzandosi e diffondendosi presso la massa dei parlanti anche grazie ad usi settoriali quali. GUSMANI. anche se in misura minore. Roma.. Marsilio. Le Lettere. 10° ristampa. culture diverse. Guida alla BERRUTO G. Le strutture. 50 . il cui target si suppone non adeguatamente ‘acculturato’ rispetto all’enciclopedia condivisa in seno alla comunità dei ‘cittadini globali’. 2002. ‘scientifici’. si veda l’interessante contributo di PILLER (2001). DARDANO M... omogeneizzandosi. Introduzione all’italiano contemporaneo.1999. CALEFATO P. Bulzoni.. Palomar. salvo sporadiche occorrenze lessicali. Bari. 1993. Laterza. come «Amica» e «Glamour». al pari di una vera e propria lingua specialistica. Venezia. in parte esogene (si vedano i calchi strutturali dall’inglese con ordine interno determinante-determinato). Ne è esempio l’uso. come «Intimità». pp. Roma. mitologia e ossessione del corpo vestito. appunto. Firenze. in A.E.” Lessico e semantica”. 1999.. Castelvecchi. Bari. e TRIFONE. DARDANO M.. alle caratteristiche linguistiche degli articoli di diverso argomento. Roma. tali strategie. La formazione delle parole. peraltro generalmente utilizzate dal linguaggio giornalistico.2 Nelle pubblicazioni non specificamente indirizzate ad un pubblico femminile.. dunque. 291-370. Parole comuni. DARDANO M. Riferimenti bibliografici BALBONI P. sia a livelli decisamente divulgativi. d’altra parte.Studi di Glottodidattica 2008. mobili e.1999. comunicazione interculturale. Bologna. in periodici femminili non specializzati e rivolti ad un pubblico giovane. 2001. quello dei giornali e degli articoli sulla moda. appare evidente come la lingua delle rubriche e delle pagine dedicate alla moda e alla bellezza perda completamente ogni specificità.. mito. 3° ed.

/BIANCONI S. Gesprochenes Italienisch in Geschichte und Gegenwart. SOBRERO (a cura di). Introduzione all’italiano contemporaneo. in Language in Society. 2. pp. ” Linee di tendenza dell’italiano contemporaneo“. 37-51 ISSN: 1970-1861 MORETTI B. Milano. II vol. 153-186. 30. T bingen. P. Torino.Holtus/E.. L’intruso – un alieno nella moda a Milano.repubblica.. 1992. 1993. pp. in L. pp.it http://espresso. PILLER I. Bari./PETRINI D. Narr. Storia della lingua italiana. Sitografia http://www. 154-184. 19-21 settembre 1991). “Lingue speciali”.Studi di Glottodidattica 2008. Bulzoni. “ L’italiano dell’uso medio: una realtà tra le varietà linguistiche italiane”.dellamoda. “La lingua della pubblicità”. Roma. TRIFONE (a cura di). 2000. SERIANNI.Radtke (Hrsg).it 51 . pp. 599615. PERUGINI M.... La variazione e gli usi. in Atti del XXV Congresso Internazionale della Società Linguistica Italiana (Lugano..stile. SOBRERO A.. RCS Libri. 1985. 2001. SABATINI F. Laterza. in: G. 237-277. “Identity constructions in multilingual advertising”. (a cura di). SEVERGNINI B. in A. Einaudi. 1993.it/ http://www..