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Universit degli Studi di Modena e Reggio Emilia Facolt di Ingegneria Sede di Modena

Laura Triennale in Ingegneria Civile

Corso di Analisi Computazionale delle Strutture Anno Accademico 2009/2010

Formulazione e Analisi Computazionale di un Problema di Elasticit Lineare

Studente: Giovanni Tirelli Matricola: 7206 Docente del Corso: Prof. Dott. Ing. Massimo Mancuso
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INDICE
1. Introduzione 2. Modello di Timoshenko 3. Principio dei Lavori Virtuali 4. Principio di Minimo dellEnergia Potenziale Totale 5. Discretizzazione secondo Ritz-Galerkin 6. Problema Test 7. Analisi dei Risultati 8. Glossario 2 pag. 49 pag. 25 pag. 17 pag. 14 pag. 11 pag. 8 pag. 4 pag. 3

1. INTRODUZIONE
I metodi risolutivi solitamente utilizzati dai software per strutturisti, compiono spesso approssimazioni per loro natura, ed facile immaginare, che questo possa generare errori. Nelle strutture complesse, in cui quindi sia necessario utilizzare condizioni dinterfaccia, si ha anche una Propagazione dellErrore, con un suo Conseguente Incremento. Questo implica la necessit di quantificarlo, valutarlo e Tenerlo Sotto Controllo. In questa relazione andr ad analizzare un esempio di algoritmo, molto utilizzato dai software di calcolo strutturale, al fine di Dimostrare lesistenza dellErrore. Per farlo mavvarr del calcolatore, utilizzando un compilatore matematico generico (Maxima). Questo software istruito opportunamente, mi risolver una semplice struttura a Mensola in due modi differenti. Il primo metodo, che sfrutta il Modello di Timoshenko, mi fornir la Soluzione Esatta. Il secondo, quello in esame, attraverso la Discretizzazione della Soluzione del Principio di Minimo del Funzionale Energia Potenziale Totale, mi dar per definizione risultati approssimati. Il Confronto tra le Soluzioni mi fornir lErrore. In seguito vedremo che possibile diminuire lerrore migliorando lapprossimazione, per cui ricalcoler la Soluzione Approssimata, aumentandone la dimensione del sottospazio di dominio. Infine, valuter la relazione che intercorre tra la distanza delle soluzioni (Errore) e il grado dei polinomi approssimanti.

2. MODELLO DI TIMOSHENKO
Questo modello prevede uno studio della trave simile a quello della Linea Elastica (Modello di Eulero-Bernulli), ma considerando anche lo Scorrimento a Taglio, quindi il contributo diretto dellazione tagliante nella deformazione della trave. CINEMATICA La cinematica della trave definita dalla deformazione dellasse e dalle rotazioni delle sezioni. Nel seguito viene trattato esclusivamente il problema piano della trave; infatti, posto il sistema di riferimento cartesiano illustrato in figura, si considera il caso in cui la trave si infletta nel piano yz. Nel suo modello, Timoshenko assume che la sezione retta allascissa z sia inizialmente piana ed ortogonale alla linea dasse della trave, ma a deformazione avvenuta, che sia ancora piana, ma non necessariamente perpendicolare alla deformata dellasse. Nella figura riportata di seguito, evidenziata la deformazione della tipica sezione della trave: la sezione allascissa generica z ha uno spostamento w0 lungo lasse z, uno spostamento v lungo lasse y ed inoltre presenta una rotazione intorno allasse x, ortogonale al piano yz.

I parametri cinematici (rappresentanti gli spostamenti) sono tutti esprimibili in funzione dellascissa z. w0 = w0(z), v = v(z), = (z) Volendo considerare la trave come un solido, senza quindi approssimarla al proprio asse centrale, con questo modello possibile calcolare lo spostamento u, tra la condizione di riposo iniziale e quella finale di equilibrio della deformata, di un qualsiasi punto valutando quello dellintera sezione trasversale cui appartiene.

Componenti dello Spostamento: ux(z)=0, uy(z)=v(z) uz(z)=wo(z)+y (z) Noto lo spostamento u(z) lungo tutta la trave, possibile determinarne lo stato deformativo. Infatti, le componenti non nulle del tensore di deformazione valgono: dove lapice () indica la derivata rispetto a z, 0 la dilatazione lineare dellasse della trave e la curvatura flessionale della stessa. EQUAZIONI DI EQUILIBRIO Si assume che la trave sia soggetta ad un sistema piano di sollecitazioni: forze agenti nel piano yz, coppie lungo lasse x Equazioni indefinite di Equilibrio N = p T = q M = T Traslazione lungo lasse z per lo Sforzo Normale Traslazione lungo lasse y per lo Sforzo a Taglio Rotazione intorno allasse x per il Momento Flettente

dove p sono i Carichi Distribuiti Assialmente e q quelli Distribuiti Trasversalmente.


LEGAME COSTITUTIVO Esposti in precedenza cinematica ed equilibrio della trave, ora ci occupiamo del legame costitutivo che ci permette di definire la relazione che intercorre tra loro, che dipende in generale da forma e materiale. Note le deformazioni del solido trave, possibile determinare le Tensioni, presenti in esso, utilizzando le equazioni del legame costitutivo. Ottengo le seguenti relazioni: = E = G Tensioni Normali alla Superficie Trasversale Tensioni Tangenziali alla Superficie Trasversale 5

dove E il Modulo Elastico Longitudinale (Modulo di Young), e G il Modulo di Scorrimento a Taglio. Definite le Tensioni del generico punto nella sezione retta della trave, possibile determinare le equazioni costitutive della trave:
Sforzo Normale = Risultante Tensioni Normali alla Sezione Trasversale Momento Flettente = Momento Risultante delle Tensioni Normali Sforzo a Taglio = Risultante delle Tensioni Tangenziali

Sostituendo le tensioni interne con le equazioni di Legame, si ha:

PROBLEMA DELLEQUILIBRIO ELASTICO NEL MODELLO DI TIMOSHENKO Il modello pu essere espresso dalla seguente tabella riassuntiva (con la Trave approssimata al proprio Asse) CONGRUENZA CINEMATICA:

EQUILIBRIO:

LEGAME COSTITUTIVO:

Il modello propone quindi, la risoluzione con equazioni differenziali, dove noti i carichi esterni possibile calcolare prima le sollecitazioni interne alla trave, poi le deformazioni e infine gli spostamenti. Cos facendo, per, a ogni integrazione sar stata aggiunta una Costante, che render molteplici le soluzioni. Per lo spostamento trasversale avremo, ad esempio, 4 soluzioni. Ora con il problema di Cauchy, faccio valere le Condizioni imposte dai vincoli, fino a ricavare tutte le costanti dintegrazione, ottenendo cos la soluzione esatta.

3. PRINCIPIO DEI LAVORI VIRTUALI


Questo principio si basa sul disaccoppiamento tra forze e spostamenti, da qui laggettivo Virtuali, non si deve, infatti, pensare a lavori effettivi in cui gli spostamenti sono causa diretta delle forze applicate. Per questo sono richiesti solo congruenza cinematica di spostamenti e deformazioni e equilibrio per forze, coppie e tensioni. SPOSTAMENTI VIRTUALI Per garantire che non vi sia un rapporto diretto di causa-effetto, tra forze e spostamenti introduciamo gli spostamenti virtuali. Si tratta di artifici matematici, infatti, per la prima legge della dinamica, con un sistema inizialmente fermo non esistono spostamenti senza forze. Gli spostamenti virtuali devono essere compatibili con le condizioni di vincolo, invertibili, indipendenti dal tempo e dalle forze, per vincoli reonomi risulta quindi necessario congelare la situazione di vincolo allistante iniziale. Definiamo quindi un sistema di spostamenti virtuali u, v e che soddisfi le equazioni di Congruenza Cinematica. EQUAZIONI DI COMPATIBILITA CINEMATICA dove: vuol dire virtuale, u spostamento assiale, v spostamento trasversale, deformazione assiale, scorrimento a taglio, curvatura, rotazione

PRINCIPIO DEI LAVORI VIRTUALI Consideriamo un sistema di forze, in cui, le forze esterne rispettino le equazioni di Equilibrio e siano congruenti con le sollecitazioni interne. EQUAZIONI INDEFINITE DI EQUILIBRIO dove: F sono le forze interne, f le forze distribuite esterne, M le coppie interne, m le coppie distribuite esternamente e r il braccio della forza. In caso di forze o coppie concentrate avremo invece delle discontinuit nelle funzioni F e M che rappresentano le azioni interne, quindi: dove: si il punto di applicazione della i-esima forza esterna fi e sj il punto di applicazione della j-esima coppia esterna mj. LAVORO INTERNO Il Lavoro Interno compiuto dalle forze interne (tensioni per area dazione) per gli spostamenti del caso piano vale:

ovvero utilizzando le equazioni di Navier e di Jourawski possiamo scriverlo come:

quindi

svolgendo lintegrale di superficie

quindi

LAVORO ESTERNO Il lavoro esterno delle forze esterne per vale:

E possibile dimostrare il principio applicando le equazioni di equilibrio e quelle di compatibilit cinematica, solo se gli spostamenti sono compatibili con i vicoli, avendo quindi lavoro nullo per le reazioni vincolari. Per ricadere nel caso in cui ci siamo posti (solo taglio e momento flettente) dobbiamo considerare solo forze esterne, sia distribuite che concentrate, trasversali allasse della trave in particolare con la direzione di v , e coppie esterne con direzione perpendicolare a quella delle forze e a quella dellasse principale.

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4. PRINCIPIO DI MINIMO DELLENERGIA POTENZIALE TOTALE


Questo principio afferma che: tra tutti i campi di tensione equilibrati con i carichi, la soluzione del problema elastico (che, nel rispetto del legame costitutivo, realizza anche le relazioni cinematiche) quella che minimizza il funzionale dell'energia potenziale totale del sistema. Imponendo un dominio di possibili deformazioni quindi facile ricercare la soluzione al suo interno, o meglio trovare nello spazio vettoriale la funzione che meglio approssima la soluzione. FUNZIONALE DELLENERGIA POTENZIALE TOTALE Sommando lenergia potenziale elastica di deformazione e lenergia potenziale delle forze applicate , nellipotesi che queste ultime siano conservative, si ottiene lenergia potenziale totale . Dove: u -> Funzione Vettoriale dello Spostamento Trasversale v(s) -> Funzione Vettoriale della Rotazione (s) s -> Ascissa curvilinea della trave -> Energia Potenziale Elastica di Deformazione D -> Vettore delle Deformazioni (,,) S -> Vettore delle Sollecitazioni Interne (N,M,T) -> Energia Potenziale delle Forze Applicate come Forze Morte

f -> Forze Distribuite m -> Coppie Distribuite per esteso:

F -> Froze Concentrate M -> Coppie Concentrate

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PRINCIPIO DI MINIMO DELLENERGIA POTENZIALE TOTALE CAMPO ELASTICO LINEARE Come gi accennato allinizio del capitolo, questo Principio permette un metodo alternativo per la ricerca della soluzione, infatti ci da importanti informazioni per riconoscerla allinterno di un insieme di funzioni. Questo principio non ne permette, appunto, il calcolo diretto, come si fa ad esempio utilizzando le Equazioni differenziali del modello di Timoshenko, ma consente di individuare la Migliore, allinterno di un Dominio. I risultati derivanti da questo tipo di analisi saranno quindi soluzioni approssimate e la loro bont (vicinanza alla soluzione esatta), posso supporre dipenda principalmente dal tipo di funzione che rappresenta il dominio per la ricerca Riprendo la formula per calcolare lEnergia Potenziale di deformazione:

Applico lEquazione di Legame Costitutivo Quadrata e Invertibile di Elasticit, cos diventa: , dove E la Matrice

Quindi il Potenziale dellEnergia Totale:

Considerando la sola Elasticit Infinitesima posso dimostrare il Principio, almeno in questo campo. Chiamo i vettori corrispondenti alla Soluzione Esatta, utilizzando la Forma Quadratica:

Quindi:

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Da cui, noto che: in equilibrio con le forze e coppie esterne; Gli spostamenti , le Rotazioni congruenza linearizzate con ; Gli spostamenti Vincoli. e le rotazioni soddisfano le equazioni di si Annullano in corrispondenza dai

Per il principio dei lavori virtuali risulta:

Visto che E definita positiva si ha che: quindi dimostrato il fatto che la soluzione esatta fa assumere il valore minimo al potenziale dellenergia totale. Evidente quindi lapplicazione del principio per trovare la soluzione:

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5. DISCRETIZZAZIONE SECONDO IL METODO DI RITZ GALERKIN


DEFINIZIONE: La discretizzazione il Processo che trasforma un modello matematico in un numero finito di componenti discrete, al fine di poter essere calcolate da un Computer. Questo per, come tutte le approssimazioni, implica un errore. SPAZI VETTORIALI DI HILBERT In matematica uno spazio di Hilbert uno spazio vettoriale che generalizza la nozione di spazio euclideo. Insiemi, di funzioni reali di vettori reali, appartengono a spazi vettoriali a Dimensione Infinita che hanno le seguenti propriet nellintervallo chiuso [a;b]: LEMMA FONDAMENTALE DL CALCOLO DELLE VARIAZIONI

o viceversa

L'annullarsi dell'integrale, che rappresenta la variazione prima, implica l'annullarsi della funzione integranda. DISCRETIZZAZIONE SECONDO IL METODO DI RITZ-GALERKIN Ogni spazio vettoriale tra le sue caratteristiche ha la dimensione. 14

uno spazio vettoriale che si pu generare da 1 solo elemento, quindi diremo che a dimensione 1. Per come sono definiti gli spazi vettoriali potremo trattare come vettori ordinari elementi di diversa natura come: Funzioni, Spostamenti, ecc. Gli spazi vettoriali che utilizzeremo dovranno essere pi complessi dei normali, ad esempio negli spazi vettoriali standard non compreso il concetto di distanza, e per poterlo studiare dovremo introdurre il concetto di norma e di conseguenza quello di prodotto scalare. Norma introdotta dal Prodotto Scalare associato allo Spazio Vettoriale. Abbiamo precedentemente introdotto gli Spazi di Hilbert per risolvere Equazioni Differenziali senza affrontarle direttamente, quindi anche nel caso in cui queste risultino essere molto complesse. La funzione esponenziale ad esempio, pu essere generata da una base contenente polinomi di grado n qualsiasi, si possono quindi Espandere Spazi Vettoriali a Dimensione Finita a quelli a Dimensione Infinita.

Le Funzioni appartenenti ad H si dicono a Quadrato Integrabile. Che cosa sono le Distanze tra Funzioni? La distanza tra funzioni si chiama Errore, quindi facendo la Norma della Distanza, si ottiene la Norme dellErrore. Errore Assoluto Errore Relativo

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Che senso ha calcolare la Funzione Approssimata e lErrore quando conosco gi la Funzione Esatta? Questa una procedura spesso utilizzata per validare i calcoli compiuti da un Programma. Infatti confrontando la Soluzione Esatta di una Piccola Struttura Test e con i Dati ottenuti dalla stessa dal Software Commerciale, se ne pu verificare lAttendibilit.

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6. PROBLEMA TEST
Nei capitoli precedenti abbiamo descritto 2 differenti metodi risolutivi, ora li confronteremo nello studio di una mensola caricata trasversalmente soggetta solamente a Taglio e Momento flettente. Entrambi gli approcci presentati sono compatibili con Maxima (software matematico), quindi, con uno script che segue il modello di Timoshenko, andremo a calcolare la soluzione esatta, poi con un'altra parte di codice che sfrutta la discretizzazione del minimo assoluto del funzionale energia potenziale totale, ricaveremo la soluzione approssimata. Questultima, come abbiamo gi anticipato, per definizione soggetta a errore, e lo scopo di questa relazione appunto il suo studio. Prima lo quantificheremo confrontando le 2 Soluzioni, poi cercheremo di diminuirlo aumentando la precisone, quindi il grado delle trial function. Infine valuteremo il rapporto che intercorre tra errore e incremento della precisione. DATI Come gi accennato la struttura oggetto del test, una Mensola di Lunghezza L caricata trasversalmente con una distribuzione lineare q di forze trasversali.

La funzione di carico vale:

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Condizioni al Contorno Cinematiche Condizioni al Contorno Meccaniche Assumeremo inoltre che: SOLUZIONE ESATTA
Abbiamo fatto risolvere a Maxima le Equazioni Differenziali del Modello di Timoshenko e il relativo Problema di Cauchy, per definire le Costanti dIntegrazione mediante le Condizioni al Contorno.

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SOLUZIONI APPROSSIMATE Come gi detto, queste soluzioni, ottenute attraverso la Discretizzazione del Minimo Assoluto del Funzionale del Potenziale Totale, sono soggette a Errore. Ricalcoleremo la soluzione aumentando via via il Grado delle Trial Function, incrementandone le dimensioni del sottospazio di Dominio, al fine di ottenere soluzioni sempre pi accurate. DIMENSIONE DEI SOTTOSPAZI DI HILBERT: nv=2, nr=2 nv=3, nr=2
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nv=3, nr=3

nv=4, nr=3

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nv=4, nr =4

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nv=5, nr =4

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7. ANALISI DEI RISULTATI


Nel capitolo precedente ho riportato tutte le soluzioni, ora andr a calcolare gli errori compiuti da quelle approssimate, sottraendone quella esatta. Non avendo definito lunghezza della trave (L), modulo di Young (E), coefficiente di scorrimento a taglio (G), momento dinerzia (I) e la sezione resistente (Ar), per non perdere di generalit, lerrore travato sar una funzione dipendente da tutti questi parametri, quindi difficile da rappresentare. Per graficarli li render dipendenti da uno unico , che come evidente dalla definizione li raccoglie tutti. ERRORI ASSOLUTI

dove: nessun pedice Esatta e pedice h Soluzione Approssimata. ERRORI RELATIVI Gli Errori Relativi saranno calcolati in termini Energetici, associando unEnergia di Deformazione allErrore e rapportandola a quellInterna della Trave , che dovuta al Taglio (T) e Momento Flettente (M) della soluzione esatta. Energia di Deformazione

Come gi visto, nel problema in esame, non considero il contributo dello sforzo normale, quindi lespressione diventa: Considerando gli Errori Assoluti di Taglio e Momento come Azioni Interne della trave, ne posso calcolare lEnergia di Deformazione Associata: sia ai singoli errori, che alla loro combinazione. Energia di Deformazione associata allErrore a Taglio.
Energia di Deformazione associata allErrore a Momento. Energia di Deformazione associata agli Errori a Flessione.

Abbiamo cos ottenuto le Stime degli Errori nella Norma dellEnergia.

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Confrontando ora, queste Norme degli Errori con lEnergia di Deformazione della Soluzione Esatta, calcolata in precedenza con il Metodo di Timoshenko, otterr i rispettivi Errori Relativi.

Come gi accennato per non perdere di Generalit non andr a definire le Funzioni che determinano la Rigidezza, semplicemente le far variare reciprocamente in funzione di un parametro arbitrario ma per semplicit le considerer costanti. Per farlo sostituir a ottenendo:

Successivamente, risolvendo in serie di Taylor in un intorno di =0, in particolare ammettendo lo sviluppo nellintorno destro [0,2], (Taylor centrato in 0 detto Sviluppo in Serie di Mc Laurin), andr a studiare meglio che cosa succede per valori piccoli di , quindi presumibilmente per Travi Snelle. Ora riporter i Grafici degli Errori Relativi al variare del Parametro . Tali Errori commessi con il Metodo di Ritz-Galerkin, di ricerca della soluzione, applicato al Principio di Minimo dellEnergia Potenziale Totale, avranno in generale una dipendenza dalle Dimensioni dei Sottospazi di Approssimazione nv e nr. Quindi, ripeter lanalisi incrementandone progressivamente il grado, aspettandomi una diminuzione dellErrore. Per lAnalisi dei seguenti andamenti dellErrore utile sapere che per ->0 avremo Travi Tozze e che per -> Travi Snelle.

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Per nv=2 e nr=2


Errore Relativo del Momento Flettente
e_r EM

0.75

0.5

0.25

10

alpha

e_r EM (Mc)
3.6

3.2

2.8

2.4

1.6

1.2

0.8 0 0.025 0.05 0.075 0.1

alpha

27

Errore Relativo dello Sforzo a Taglio

e_r ET

0.15

0.1

0.05

0 0

2.5

7.5

10

alpha
e_r ET (Mc)
0

-0.4

-0.8

-1.2

-1.6

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

28

Errore Relativo della Combinazione di Sforzo a Taglio e Momento Flettente.


e_r fh

0.75

0.5

0.25

2.5

7.5

10

alpha

e_r fh (Mc)

1.6

1.4

1.2

0.8

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

29

Per nv=3 e nr=2


Errore Relativo del Momento Flettente
e_r EM
0.4

0.3

0.2

0.1

2.5

7.5

10

alpha
e_r EM (Mc)

0.4

0.38

0.36

0.34

0.32 0 0.025 0.05 0.075 0.1

alpha

30

Errore Relativo dello Sforzo a Taglio

e_r ET
0.0075

0.005

0.0025

2.5

7.5

10

alpha
e_r ET (Mc)

0.0015

0.001

0.0005

0 0

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

31

Errore Relativo della Combinazione di Taglio e Momento


e_r fh (Mc)

0.4

0.38

0.36

0.34

0.32 0 0.025 0.05 0.075 0.1

alpha

e_r fh
0.4

0.3

0.2

0.1

10

alpha

32

Per nv=3 e nr=3


Errore Relativo del Momento Flettente
e_r EM
0.4

0.3

0.2

0.1

2.5

7.5

10

alpha

e_r EM (Mc)

30

20

10

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

33

Errore Relativo dello Sforzo a Taglio

e_r ET

0.075

0.05

0.025

2.5

7.5

10

alpha
e_r ET (Mc)
0

-4

-8

-12

-16

-20

-24

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

34

Errore Relativo della Combinazione di Taglio e Momento


e_r fh
0.4

0.3

0.2

0.1

2.5

7.5

10

alpha

e_r fh (Mc)
12

10

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

35

Per nv=4 e nr=3


Errore Relativo del Momento Flettente
e_r EM

0.015

0.01

0.005

2.5

7.5

10

alpha
e_r EM (Mc)
0.017

0.016

0.015

0.014

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

36

Errore Relativo dello Sforzo a Taglio


e_r ET

0.00012

0.0001

8e-005

6e-005

4e-005

2e-005

0 0

2.5

7.5

10

alpha

e_r ET (Mc)

3e-005

2e-005

1e-005

0 0

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

37

Errore Relativo della Combinazione di Taglio e Momento


e_r fh

0.015

0.01

0.005

2.5

7.5

10

alpha
e_r fh (Mc)
0.017

0.016

0.015

0.014

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

38

Per nv=4 e nr=4


Errore Relativo del Momento Flettente
e_r EM

0.015

0.01

0.005

2.5

7.5

10

alpha
e_r EM (Mc)
0.017

0.016

0.015

0.014

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

39

Errore Relativo dello Sforzo a Taglio

e_r ET
0.00012

0.0001

8e-005

6e-005

4e-005

2e-005

0 0

2.5

7.5

10

alpha
e_r ET (Mc)

3e-005

2e-005

1e-005

0 0

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

40

Errore Relativo della Combinazione di Taglio e Momento


e_r fh

0.015

0.01

0.005

2.5

7.5

10

alpha
e_r fh (Mc)
0.017

0.016

0.015

0.014

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

41

Per nv=5 e nr=4


Errore Relativo del Momento Flettente
e_r EM
0.00028

0.00024

0.0002

0.00016

0.00012

8e-005

4e-005

2.5

7.5

10

alpha
e_r EM (Mc)

0.0003

0.00029

0.00028

0.00027

0.00026

0.00025

0.00024

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

42

Errore Relativo dello Sforzo a Taglio

e_r ET
0.0075

0.005

0.0025

2.5

7.5

10

alpha
e_r ET (Mc)

3e-007

2e-007

1e-007

0 0

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

43

Errore Relativo della Combinazione di Taglio e Momento


e_r fh
0.00028

0.00024

0.0002

0.00016

0.00012

8e-005

4e-005

2.5

7.5

10

alpha

e_r ET (Mc)

3e-007

2e-007

1e-007

0 0

0.025

0.05

0.075

0.1

alpha

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fun1: nv=2 e nr=2 fun2: nv=3 e nr=2 fun3: nv=3 e nr=3 fun4: nv=4 e nr=3 fun5: nv=4 e nr=4 fun6: nv=5 e nr=4

Sar interessante vedere nei grafici riportati, qui di seguito, che aumentando il grado dei polinomi di approssimazione, non sempre si avr una diminuzione dellerrore. Sar anzi evidente che, nel caso in cui i sottospazi degli spostamenti trasversali e delle rotazioni abbiano la stessa dimensione lerrore sar maggiore rispetto a quello commesso diminuendo di 1 il grado del polinomio delle rotazioni.

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Ho dunque dimostrato come lAlgoritmo Risolutivo in esame (Discretizzazione secondo il Metodo di Ritz-Galenking applicata al Minimo del Funzionale Energia Potenziale Totale) possa commettere Errori anche molto significativi, soprattutto per le Travi Senelle (3800% Momento Flettente, appunto con ->0). Inoltre, questi Errori Risultano difficili da Controllare, infatti, dipendono da diversi Parametri, non tutti facilmente gestibili dal Programma di alto livello (per il Calcolo Strutturale), che fornisce invece lIllusione della Soluzione Esatta non citando il Campo dellErrore.

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8. GLOSSARIO
Analisi Computazionale: E la disciplina che si occupa dellutilizzo di Metodi Computazionali attraverso i Calcolatori per simulare Fenomeni Fisici o Sistemi Ingegneristici. Energia Potenziale: E la differenza di Energia posseduta da un Sistema in due Diverse Configurazioni. In termini matematici la definizione espressa dall'uguaglianza tra l'opposto della variazione di energia potenziale U ed il Lavoro L compiuto dal campo. Errore: In questo caso, la distanza tra le funzioni Esatta e Approssimata, lo stesso errore sar quindi una funzione. Errore Assoluto: Errore con le dimensioni della stessa grandezza fisica cui riferita. Errore Percentuale: Errore Relativo per cento. Errore Relativo: Errore Assoluto rapportato al Valore associato, quindi in forma adimensionale. Funzionale: Funzione le cui variabili indipendenti sono a loro volta delle funzioni. Il suo Dominio perci un insieme, o spazio di funzioni, e dato che il Funzionale un'applicazione di esso in un sottoinsieme di numeri reali, il suo Codominio sar appunto un sottoinsieme di . Isotropo: Le propriet fisiche non dipendono dalla direzione e dal verso. Lavoro: E la Variazione dEnergia di un corpo dovuta a una Forza lungo un generico percorso. Lavoro Interno: Lavoro dovuto alle azioni interne e rappresenta la variazione di Energia Potenziale di Deformazione. Lavoro Esterno: E il Lavoro Meccanico provocato dalle Forze e Coppie Esterne. Lavoro Virtuale: Lavoro Fittizio legato a Spostamenti Virtuali. Mensola: Trave Incastrata da un lato e libera allaltro estremo. Modello: Intendiamo, Modello Matematico di un Sistema Fisico, cio che intende rappresentare il pi possibile fedelmente un determinato oggetto, un fenomeno reale o un processo fisico dal punto di vista quantitativo, traducendo assunzioni in sistemi di equazioni, la cui soluzione consente di determinare la funzione rappresentativa del suo comportamento. Omogeneo: Ha le medesime propriet fisiche in ogni sua parte. Principio: Enunciato che si accetta per vero senza dimostrazione. Sistema Meccanico: Sistema Materiale su cui agisce un assegnato Sistema di Forze Attive e di Vincoli. Sistema Meccanico Olonomo: Sistema Meccanico dipendente da tante Variabili Indipendenti quanti sono i suoi Gradi di Libert. Sistema Meccanico Scleronomo: Sistema Meccanico soggetto solo a Vicoli Fissi, non dipendenti dal Tempo. Spostamento Reale: Spostamento determinato da una causa Esterna Diretta (Forza, Coppia o Spostamenti impressi dai vincoli).

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Spostamento Virtuale: Spostamenti non necessariamente collegati ad alcuna causa e non necessariamente ne rappresentano nessuna. Sono enti, Artifici Matematici utilizzati per dimostrare teoremi ecc. Caratteristiche: Hanno le dimensioni fisiche degli spostamenti (Lunghezze). Devono rispettare i Vincoli alla Struttura in modo Omogeneo. Devono essere Regolari (derivabili, continui) a seconda dei casi. Sono Elementi di Spazi Funzionali a Dimensione Infinita. Struttura: E la parte dedificio, o di un oggetto qualsiasi, incaricata di resistere alle sollecitazioni esterne. Vincolo: E un qualunque dispositivo, dovuto a corpi, che Limita le Configurazioni e/o le Velocit del Sistema Meccanico. Vincolo Reonomo: Vincolo che ha una dipendenza dal Tempo, detto anche Vicolo Mobile. Vincolo Scleronomo: Vincolo che non cambia le sue propriet nel Tempo, detto anche Vincolo Fisso.

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