Il Padre Jean Corbon e Il Catechismo Della Chiesa Cattolica

Il Padre Jean Corbon e il Catechismo della Chiesa Cattolica Autore: Raymond Abdo, Roma 2007

Vita e opera del padre Jean Corbon Abbiamo raccolto nella bibliografia la maggior parte dei contributi del padre. Possiamo dividere il suo pensiero nelle seguenti linee: Una linea teologico liturgica, che è la principale, e che è rappresentata dalla sua grande opera liturgia alla sorgente dove ci offre un contributo unico del suo genere sulla liturgia vissuta che è il fiore della vita liturgica sacramentale, riflesso della liturgia eterna sempre in atto. Questo pensiero si può anche incontrare nell’opera Prières orientales des Eglises, libro di preghiera in quattro volumi che raccoglie tutta la tradizione bizantina; e diverse raccolte di Lectio e commenti alla parola di Dio legata all’anno liturgico bizantino. È una mistagogia non meno importante di quella dell’era patristica. Una linea ecumenica rappresentata da un grande numero di articoli legati alla sua attività nel Consiglio ecumenico delle Chiese e in diversi altri Consigli ecumenici cattolico-ortodossi. La maggior parte di questi articoli si trovano nella rivista Courrier Oeucuménique du Moyen-Orient, che lui stesso diriggeva, e nella Rivitsa Proche Orient Chrétien. Il pensiero ecumenico che possiamo descrivere appassionato del padre Corbon è arrichito da una ecclesiologia di comunione fondata sulla tradizione della Chiesa indivisa e arrichita dal Vaticano secondo, ma soprattutto animata da una visione mistica ed esperienziale nella vita del padre Corbon. Non dobbiamo dimenticare che il Padre Corbon ha lasciato l’occidente e si è inserito in un mondo orientale proprio per realizzare questa sua esperienza di Comunione, alla quale certamente lo Spirito lo ha portato. Una terza linea è quello del dialogo islamo-cristiano, legato anche a quella ecumenica in qualche modo, e alla ecclesiologia di comunione nell’esperienza della Chiesa araba. Il contributo è stato formulato in molti interventi e articoli, ma soprattutto nella sua opera importante Eglise des arabes1che descrive la realtà drammatica della chiesa araba senza perdere di vista che questa chiesa, o questa chiese hanno la missione di testimoniare Cristo al mondo musulmano partendo proprio dalla loro comunione. Lo
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Rimandare riguardo alla lettura attuale del libro, ai due articoli importanti di: TAREK METRI, « L’avenir des chrétiens du monde arabe: Réflexions à partir de l’Eglise des Arabes », in L’oecumenisme au service de la présence chrétienne au Moyen-Orient- Actes du Colloque international en mémoire du P. Jean Corbon, Beyrouth, 2002, 41-48 e SAMIR KHALIL, « Présence et témoignage des chrétiens dans le monde arabe », nelle pagine 49-66. Questi articoli espongono alcune tematiche importanti dell’opera come l’identità della chiesa araba, la comunione tra le chiese e la sfida del dialogo islamo-cristiano in molti aspetti critici per noi oggi: ad esempio la condizione dei cristiani come dhimmiti, la situazione dei cristiani diventati ormai delle minoranze in diminuzione come sfida (vengono considerati da Samir Khalil come pont tra occidente e Oriente) di fronte alla loro missione nei rispetti dell’Islam.

Spirito di comunione e di servizio è legato alla presenza e alla testimonianza dei cristiani in Medio-Oriente “hic et nunc”. Questa testimonianza diventa vera ed efficace se prima i cristiani cercano e realizzano la loro vera unità nella comunione tra i diversi rami della chiesa antiochena2, e poi offrire un servizio al mondo arabo dove tutte le chiese sono radicate cominciando dall’era apostolica. Solo con queste due condizioni si può parlare di una fedeltà al Vangelo. Più la comunione ecclesiale sarà visibile e tangibile, tanto più ancora il suo servizio sarà capace di trasformare la società dall’interno, sulla scia del Vangelo. Jean Corbon colloca l’Islam in questa visione: il dialogo col mondo musulmano deve essere fatto a partire dai dati biblici, teologici e ecclesiologici. Una quarta linea è quella biblica e spirituale, legata al suo ministero di sacerdote e alla sua attività di ricercatore, di professore e di persona pienamente impegnata nella sua vita spirituale. Questa linea serviva sempre alle prime due linee, essa contiene tutta la ricchezza spirituale e mistica del padre Corbon. La Parola di Dio, l’esperienza dei Padri della Chiesa, Maria icone della Chiesa, La preghiera nella Trinità, Lo Spirito Santo vero attore della nostra vita, questi ed altri temi arrichiscono l’orizzonte di chi accede all’opera del Padre Corbon. Una quinta linea catechetica e mistagogica che si riassume nella sua attività sacerdotale colla sua comunità di fedeli, durante la guerra in Libano, e soprattutto nell’insegnamento della Catechesi in diverse scuole di stampo misto islamo-cristiano. Risultato di questa attività è l’istituto di formazione dei catechisti tuttora attivo e in fioritura dove il padre ha curato diversi programmi di catechesi. Il Padre Corbon ha lavorato anche su un progetto di possibile catechesi ortodossa e cattolica. Aggiungo in questa linea la sua attività da sempre come professore universitario di teologia liturgica e ecumenica. I libri e le raccolte di sermoni del padre Corbon formano un insieme di appunti di teologia spirituale e di contemplazione del mistero trinitario che ha riunito a sé l’uomo ferito dal peccato, per trasfigurarlo ridargli significato. Aprono la porta alla preghiera, e aiutano alla lettura della Parola, e alla fiducia che permette allo Spirito di agire e far sorgere l’aurora di Pasqua. L’esperienza spirituale è arrichita da una capacità teologica e
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MICHEL VAN PARYS, « Exigences spirituelles de la rencontre entre églises », in A.A.V.V., L’oecumenisme au service de la présence chrétienne au Moyen-Orient, Actes du colloque international : Faire mémoire, Père Jean Corbon, 16 mars 2002, Proche Orient Chrétien, 52 (2002), 120-126.

biblica che si nutre in continuità dalla teologia dei Padri e dottori della Chiesa. Gli argomenti principali possono essere riassunti in qlcune linee brevi: Il nostro Dio, Mistero della Comunione Trinitaria è aperto a far partecipare gli uomini alla sua Comunione. Il Padre come Sorgente della Vita, sorgente di ogni compassione dona il suo Verbo e il suo Spirito La missione congiunta del Figlio e dello Spirito, della Parola e del Soffio: Il ruolo specifico dello Spirito Santo come artefice dell’Incarnazione e della sua attualizzazione nella Chiesa. La Chiesa, Corpo indiviso del Cristo Risorto, Corpo della Compassione di Dio, mandata nel mondo. Il ruolo dello Spirito come artefice del desiderio del Padre, della deificazione dell’uomo, del suo passaggio cioè dalla vita quotidiana alla vita trasfigurata. L’epiclesi sacramentale, epiclesi quotidiana riassume tutto! La venuta dello Spirito, questa effusione del Dono sovrabondante, trasfigura l’offerta del pane e del vino, deifica ogni povertà che porta l’unico Figlio verso il Volto del Padre, perché “Dio sia tutto in tutti”. Teologia spirituale o vita spirituale è da capire, secondo il padre Jean Corbon, come teologia dello e nello Spirito Santo, una vita animata e trasformata dallo Spirito Santo. Il suo pensiero e la sua teologia si concentra sulle grandi energie dello Spirito Santo in rapporto col Cristo e col Corpo di Cristo (dal punto di vista comunitario e personale): Lo Spirito rivela, realizza, mette in comunione et invia. Nella storia della Salvezza c’è un solo Evento: l’Intervento di Dio nella storia nella sua Incarnazione (fino alla Morte) affinché ogni uomo possa partecipare dall’interno alla vita trinitaria. La Deificazione è il frutto e il termine della vita secondo lo Spirito (la vita spirituale). La partecipazione dell’uomo è la fede pura nell’agire dello Spirito Santo in lui (e qui l’analogia è molto forte col pensiero e spiritualità di Giovanni della Croce riguardo alla fede, caro a Jean Corbon).3

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In questo capitolo presenterò in modo completo l’opera principale di Padre Corbon liturgia alla sorgente, con alcuni punti raccolti dalle altre opere. La vita del Padre Corbon Nato a Parigi nel 1924, è morto a Beirut nel 2001 per incidente automobilistico. È entrato presto nella sua vita nella società missionaria dei Padri Bianchi, e ha iniziato la prima fase di formazione nella sua vita consacrata nel 1941 a Thibar in Tunisia. La guerra mondiale ha modificato il suo ritmo di vita per passare dopo la guerra in Algeria dove fece il suo noviziato nel 1945. Fece ritorno dopo il noviziato in Tunisia dove, com piuti gli studi di teologia, fu ordinato sacerdote a Cartagine il 24 marzo 1951. Dopo aver ottenuto la laurea in studi biblici a l’Istituto Biblico di Roma, ritorna in Tunisia per completare la sua formazione in lingua araba e studi islamici. Nell’autunno 1955 fece
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Sono appunti personali che ho avuto da Marie de Nazareth che ha conosciuto bene il Padre Jean Corbon.

alcuni studi al Cairo i Egitto. Si sono formati catechisti. questo apostolato si è esteso poi fuori Beyrouth e altrove in altri paesi. Il Centro editava una rivista “Parole de vie”. Nel 1964 coopera alla fondazione di un centro catechistico che si chiama “Notre Dame des Dons”. così. e poi il padre Corbon lancia un gruppo di ricerca che si chiama “Paraboles et symboles aujourd’hui” che intendeva mettere i mezzi di comunicazione al servizio della Catechesi. che hanno raccolto molti fedeli da diverse parti del paese fino a formare quasi un circolo che chiamarono “circolo della speranza”. Le chiese delle sue cappellanie sono diventate centri di irradiazione spirituale e pastorale. si sono scritti libri e fatti programmi di catechesi. gli istituti scolari dove ha collaborato accolgono giovani da tutte le religioni. Il cetro si trasforma in istituto di formazione teologica destinato sempre ai laici. nel 1956 va in Libano per passare le vacanze estive. Ma la guerra del Suez in quel periodo lo blocca a lungo in Libano. Da notare che poi gli anni 70-90 sono stati marcati dalla guerra e la sofferenza. nel 1968. Da notare anche che il padre Corbon ha risieduto sempre nella zona musulmana di Beyrouth. Il Contributo del Padre Corbon è stato molto efficace e fruttuoso. gruppi di studi biblici. Il suo intento dietro questa . si chiarifica di più la sua vocazione ecumenica e orientale. Passa dai Padri Bianchi ai Domenicani per motivi di organizzazione. A Beyrouth il Padre Corbon lavora da cappellano di più di una congregazione religiosa femminile. Nel 1975 il Padre Corbon elabora e edita in quattro volumi la liturgia delle ore della chiesa bizantina: “Prières orientales des Églises”. Prima di completare questi studi orientali. In questo contesto si è sviluppato nel vivo della vita il diologo islamo-cristiano. ma solo per poco tempo. I laici erano formati per diventare fedeli responsabili e impegnati nella Chiesa inviata nel mondo. Il Padre Corbon portava avanti un formazione biblica. un incidente stradale lo bloccò a lungo aspettando la sua guarigione. impegno caro al cuore del Padre Jean Corbon. infatti nel 1956 si è aggregato in modo definitivo alla Chiesa greco melchita. e in definitiva. era un risposta al nuovo documento Lumen Gentium del Vaticano II. sviluppando una spiritualità orientale al servizio della chiesa di oggi. aiutato da un comitato. Durante questo tempo il padre Corbon ha scoperto l’importanza che potrebbe giocare un paese come il Libano nel dialogo islamo-cristiano e nelle realzioni ecumeniche.

l’ecclesiologia e la pedagogia catechistica all’Istituto superiore della scienze religiose (ISSR) della Facoltà San Giuseppe. Durante questi anni il Padre Corbon inzia diversi tipi di attività academica: insegna la liturgia. Nel suo libro L’Eglise des Arabes (1977) Jean Corbon ha mostrato una conoscenza profonda della chiesa in Oriente. oltre all’istituto di teologia.realizzazione importante era di formare alla preghiera e di mostrare la ricchezza della tradizione orientae spirituale e liturgica. Nel 1990. con un gruppo di professori dell’Istituto. È saputo che il Padre Jean era sempre irraggiungibile il giorno di Lunedi. Unité et diversité dans les Eglises en Orient (1997) . perché lo consacrava sempre alla preghiera e alla solitudine. Prêtres matiés dans les églises orientales catholiques (numero speciale della Rivista Proche Orient Chrétien. Questo può spiegare tanti aspetti del suo carattere contemplativo. l’oecumenismo. Nel 1996 è stato incaricato di redigere il progetto di programma di catechesi comune. Renouveau des églises orientales catholiques (2000). poinel 1987 in collaborazione col Consiglio ecumenico delle Chiese in Medio Oriente (CEMO). nell’Istituto di liturgia. Ha insegnato anche alla università pontificia dell’USEK. dei Gesuiti. come ha mostrato una profonda cultura ecumenica e una visione theologica. infatti erano anni di guerra molto forte in Libano. Nel 1978-1979 ha redatto Liturgie de Source che lui chiama come la sua risposta alla violonza. dove si formano i sacerdoti e religiosi delle diverse congregazioni clericali del Libano. Anche fu membro dell’equipe di redazione della . il padre Corbon collabora alla pubblicazione di diversi contributi importanti: Foi chrétienne et inculturation au ProcheOrient (1992). Negli anni 1980-1992 fu il segretario esecutivo dell’associazione delle Facoltà e Istituti di Theologia nel Medio Oriente (ATIME) e direttore della redazione della rivista Courrier Oecumenique du Moyen-Orient. e ha dato diversi contributi nelle settimane di liturgia mediante conferenze cominciando dal 1985. questa rivista comincia nel 1978 come lettera circolare della commissione ecumenica dell’Assemblea dei Patriarchi e vescovi cattolici del Libano. dei padri maroniti. perciò ha avuto un ruolo determinante nell’ecumenismo. dall’incontro dei Patriarchi cattolici e ortodossi orientali.1994) . Quel est ton Dieu? (1994 in arabo). In questa università ha insegnato. cattolico-ortodossa.

A livello ecclesiale il padre Jean Corbon ha partecipato come esperto all’assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per il Libano. Gruppo misto di lavoro tra il Consiglio delle Chiese e la Chiesa Cattolica (1991-1998). Il padre Jean Corbon è morto a Beyrouth. La sua morte è stata l’occasione di una delle più importanti manifestazioni ecumeniche della storia del Libano . Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa (sin dalla sua fondazione nel 1980).rivista Proche Orient Chrétien. è stato nominato teologo interprete presso gli osservatori ortodossi al Concilio Vaticano II (1962-1965). in collaborazione con l’ISSR di Beyrouth. in un incidente stradale. È stato membro della Commissione teologica internazionale che dipende dal Vaticano (1986-1996). il 25 febbraio 2001. e anche membro di parecchie commissioni ecumeniche: Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese (1972-1979). Anche partecipò al primo congresso dei Patriarchi e vescovi cattolici del Medio Oriente nel 1999. tenuto a Roma nel 1995. Il suo ultimo contributo ufficiale a questo livello è stata la sua collaborazione alla redazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. A livello internazionale. diretta dai Padri Bianchi a Gerusalemme.

FELIX AROCENA. «On a voulu confier ce commentaire à un théologien d’inspiration orientale . J. déjà le Catéchisme du Concile de Trente avait mis fortement l’accent sur la richesse patristique et spirituelle. Giuseppe. ma al padre Jean Corbon. La Oracion en El Catecismo de la Iglesia Catolica. « Apport d’une sensibilità orientale aux documents de l’Eglise Catholique ». “The Holy Spirit and the Church in the Liturgy”. (testo di corso nell’Istituto di Catechetica della Facoltà di scienze dell’Educazione dell’ UPS). Since it was not possible to secure a bishop as author. April 1996. Figure. Tutte le testimonianze riguardo alla scelta del Padre Jean Corbon.415-417 5 “After having resolved to add a distinct fourth part on prayer to the first three. plus marquante. we settled upon Jean Corbon. Arocena. Corbon. La testimonianza del Cardinal Christoph Schonborn è utile e autorevole nel nostro contesto riguardo alla qualità del ruolo del padre Jean Corbon la cui importanza è stata scoperta piano piano dalla commissione che si è affidata a lui. 1994).…le père Corbon fut choisi».X. per fare parte della commissione di redazione del Catechismo. Momenti. 245(2001). sa contribution (du p. Corbon) devenait de plus en plus étendue. Corbon fu accueilli avec beaucoup d’admiration. frequently in the midst of dramatic situations. 6 Christoph SCHONBORN. 425. 23. Joseph Cardinal Ratzinger and Christoph Schönborn. Roma. «Le commentaire du Notre Père rédigé par le p. who wrote the beautiful concluding text on prayer while in beleaguered Beirut. Pourtant. 119-137. c’était l’aspect oriental. si è riservato un posto alla preghiera del Padre Nostro come epilogo. in Phase. in TC 22(2003)n. Cfr. Introduction to the Catechism of the Catholic Church (San Francisco: Ignatius Press.85-86. semblaient un peu contraster avec le genre littéraire habituel du Catéchisme. data dal Cardinal Ratzinger5. E quando ancora non c’era una parte per trattare il tema della preghiera. citato in CASSIAN FOLSOM. Temi –II. in L’oecumenisme au service de la présence chrétienne au Moyen-Orient. partono dalla testimonianza al riguardo. à peine présent dans le catéchisme du Concile de Trente » «au fur et à mesure qu’avançaient les travaux de redaction.La partecipazione alla redazione del Catechismo La redazione della quarta parte del Catechismo della Chiesa Cattolica è sostanzialmente dovuta non ad un vescovo. “El Padre Jean Corbon y el Catecismo de la Iglesia Catolica”. Castellano Cervera. p. in Homelitic and Pastoral Review. Il Cardinal Christoph Schonborn fu nominato segretario della commissione di redazione del Catechismo nel 1987. sa densité spirituelle. plus structurante. Sa richesse patristique. Storia della catechesi contemporanea (1870-2002).Actes du . we looked for a representative of Eastern theology. anche F. Tutta la sua vita di sacerdote e teologo è dedicata alla liturgia e all’ecumenismo. Egli redige le pagine del CCC dedicate alla preghiera in un momento particolarmente violento della storia recente del Libano4”. taking shelter in his basement in order to continue working during the bombardments”. 2003. Liturgie de Source.527-546. pour l’ensemble du catéchisme »6 4 Biancardi. Mais ce qu’apportait en plus le texte du P. in “Scripta Teologica” 35(2003). de Jean Corbon: una clave ermeneutica para el Catecismo de la Iglesia Catolica.

Beyrouth. Ce type d’exposé. delle sue grandi preoccupazioni nelle sue opere teologiche.129. I suoi principali apporti al Catechismo sono come un sommario dei suoi grandi temi teologici. esprime la fede della Chiesa. fu lo stile vivente e vibrante.22 ) (n.Questa ultima riga deve dirci molto sull’importanza della persona del Padre Corbon in questo contesto. con afflato. l’autorità dottrinale suprema della Chiesa. mystère si cher à l’Orient chrétien. 2002. Ma ci ricorda anche che “è necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel Regno di Dio” ( At 14. ma anche piena di esperienza di vita nello Spirito Santo… Introducendo diversi modi di letture storico-teologiche e bibliche. 556) L’altro apporto sostanziale del Padre Corbon fu sullo Spirito Santo. 7 .21 ). La trasfigurazione e lo Spirito Santo fanno parte integrante della opera teologica. “Le thème de la Transfiguration est comme la première touche de ce que père Jean a apporté au catéchisme » … « Témoin de la Transfiguration. ma anche della gradualità dell’agire stesso dello Spirito Santo. Certo che una volta promulgato dal Santo Padre. Quello che ha apportato il Padre Corbon oltre il rispetto di queste regole. Colloque international en mémoire du P. 130-131. Corbon a apporté en maints endroits de l’ouvrage. È il padre Corbon che ha scritto l’articolo di base del credo: “credo nello Spirito Santo”. Lo spirito procede in quattro tempi. comme disent les italiens. patristica e pneumatologica. Il suo stile portava uno slancio spirituale senza scomodare il senso del testo7. il padre Corbon ha sviluppato “una maniera di vedere l’opera dello Spirito Santo che rende conto non solo della gradualità storica nella storia della Salvezza. La ricchezza biblica. « L’exposé peut être énumeration sèche des doctrines. Non deve contenere nessuna idea personale di qualsiasi teologo. il a su en donner la sève dans l’exposé sur la Litrugie… »8 La Trasfigurazione è il sacramento della seconda rigenerazione: la nostra risurrezione” mediante lo Spirito Santo che agisce nel sacramento del Corpo di Cristo. La Trasfigurazione ci offre un anticipo della venuta gloriosa di Cristo “il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso” ( Fil 3. et c’est bien cela que le P. anche la più bella e non doveva rispecchiare nessuna scuola teologica. il Catechismo è diventato un documento della Chiesa Cattolica. In quanto tale. présentation vivante et vibrante. presque neutre ou. Ciò che chiama il padre Jesus Castellano in un suo articolo “linguaggio sapienziale” lo descrive il Cardinal Schonborn ampiamente nel suo articolo. Jean Corbon. est un élan spirituel sans être pour autant le reflet de telle ou telle école théologique » 8 Iibid. p. des vérités de foi.

Accenno a questo lavoro perché ha fatto un paragone tra i testi della Liturgia alla sorgente e i testi del Catechismo. lo fa anche nella Chiesa. ricorda loro la sua parola.In the article "Synergie" in the Dictionnaire de Spiritualité (DS 14 [1990] 1412-1422). come leggiamo nel n. che è la più misteriosa. CCC numeri 722-725 dove applica questo processo a Maria. specialmente quando si parla del ruolo dello Spirito Santo nella liturgia11 (CCC 1090-1109). 737. mettendo sotto luce un tradizione pneumatologica ricchissima della Tradizione della Chiesa.16 ). April 1996 11 Lo Spirito Santo nella Sacrosanctum Concilium. che nel suo libro Liturgia alla sorgente ha dato un respiro a due polmoni: cioè unendo quello occidentale a quello orientale. by Jared Wicks.5.132. by Tomas Spidlik and 2) the Lutheran controversy. in un’azione che non è da separare da quella di Cristo: Egli prepara. non è oggetto di molti studi.Corbon.9 “La missione di Cristo e dello Spirito Santo si compie nella Chiesa. in Phase 271(2006)2754 12 Questa nota l’ho presa da Folsom da rivedere alla luce dell’articolo del Dictionnaire de Spiritualité . L’autore riporta poi diversi passi paragonabili cominciando dal capitolo ottavo della liturgia alla sorgente che è intitolato Lo Spirito Santo e la Chiesa. “La pneumatologia liturgica del catechismo y de J. Gv 15. Corbon”. al fine di riconciliarli e di metterli in comunione con Dio perché portino “molto frutto” ( Gv 15. I temi della cooperazione o la triplice sinergia12 dello Spirito che spiegheremo poi.8. The usage of the word in the Christian East includes: a) the synergy of the three divine persons of the Trinity. The usage of the word among the early Lutherans concerns specific controversies concerning the relation between grace and free will. “The Holy Spirit and the Church in the Liturgy”. (I am expanding somewhat upon Spidlik's presentation). 737 Gv 15. li previene con la sua grazia per attirarli a Cristo. che trova echo chiaro nel numero 1091 del CCC. Questa missione congiunta associa ormai i seguaci di Cristo alla sua comunione con il Padre nello Spirito Santo: lo Spirito prepara gli uomini. Corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo. p. b) the synergy of the divine and human wills in the one person of Christ. (1210-1690) proprio perché c’è l’influsso diretto il Padre Jean Corbon. Rende loro presente il Mistero di Cristo. 9 Ibid. the presentation is divided into two parts: 1) the Christian East. l’essere più recettivo nei confronti dello Spirito. realizza. c) the synergy of grace and free will in the life of the believer. d) the synergy of the Holy Spirit and the Church in the liturgy. il padre Corbon ne espone con bravura rara la dottrina. 10 CASSIAN FOLSOM. Ciò che fa lo Spirito in Maria. e mette in comunione”.secondo lui. manifesta. Se l’azione dello Spirito Santo. . (CCC 737) Cassian Folsom ha fatto uno studio sull’influenza del Padrte Jean Corbon nella sezione liturgica nel nuovo Catechismo (CCC 1066-1209)10 che ha un respiro differente dall’insieme dell’intera sezione sacramentale. apre il loro spirito all'intelligenza della sua Morte e Risurrezione. nel CCC e nell’opera del padre J. nella liturgia. vedi FELIX MARIA AROCENA. Manifesta loro il Signore risorto. soprattutto nell'Eucaristia. Cf. in Homelitic and Pastoral Review.

viene ad occupare un posto centrale anche. Si tratta dei nn 1091-1109. De diversis quaestionibus octoginta tribus. “Che cosa è la preghiera contemplativa? Santa Teresa risponde: “L'orazione mentale. la huella de la inspiración eclesial. 56. 381. Schonborn è preziosa e ci aiuta a capire anche alcune terminologie del Catechismo alla luce della terminologia e della spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino.Accanto al tema della Trasfigurazione e dello Spirito Santo. fue sabio interprete de la tradición y del pensar de la Iglesia. testo che era scritto in uno stile “neo-scolastico” che non soddisfaceva molto. nel quale ci si intrattiene spesso da solo a solo con quel Dio da cui ci si sa amati”13 (CCC 2709). alusivos. a mio parere. El P. 6. Il Padre Jesus Castellano riporta una testimonianza illuminante riguardo rapporto colla spiritualità carmelitana colla parte sulla preghiera. a veces muy densos. “El Catecismo tiene el valor de los contenidos. “la preghiera è l'incontro della sete di Dio con la nostra sete. in Teologia y Catequesis 85-86 (2003)136-137 15 Si riferisce a Sant'Agostino. non è che un intimo rapporto di amicizia. come i Desideri. Riconosceva sempre di essere il discepolo di Teresa di lisieux. lo slancio… 14 Jesus Castellano Cervera. Corbon tocca anche i sacramenti. Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui” 13 15 (n. Cf anche Sant'Agostino. Enumeriamo alcune molto particolari che attirano l’attenzione: Iniziare la parte quarta sulla preghiera con Teresa di Lisieux. Nel capitolo sulla preghiera il Padre Corbon lascia una impronta importante della sua personalità interiore come uomo di preghiera. Sermones. fino al numero 1186.”14 Una secondo elemento è quello di definire la preghiera come dono di Dio. E continua: «Il fit un projet de texte complètement neuf pour le traité des sacrements en général dans une perspective trinitaire et évidemment pneumatologique». que fue el redactor de estas paginas. 2560). “La Oración en el Catecismo de la Iglesia Católica”. como los iconos o las oraciones de la Iglesia que quedan en el anonimato de sus autores. il lavoro del p. 9: PL 38. Cardinal Schonborn testimonia che dopo aver presentato il testo suo sul Padre Nostro. 8. l’ammirazione e la fiducia della commissione l’hanno spinta a chiedergli oltre gli altri apporti. Corbon. “L'uomo è un mendicante di Dio” (n. en ciertos pasajes no fáciles. il Tema della Liturgia. di riscrivere l’introduzione alla parte liturgica. como me confesó en una ocasión hablando con el: la Espiritualidad del Oriente cristiano y la inspiración carmelitana. . 56. 64. Le caratteristiche legate alla sua persona in questo catechismo sono molte. le infundió dos de sus experiencias fundamentales que lo marcaron profundamente. 4: PL 40. Questa testimonianza riportata dal Card. L’uomo Vita. Estas paginas llevan el sello. 2559). e sviluppare la preghiera contemplativa con Teresa di Gesù nella sua definizione della preghiera.

Se esso è lontano da Dio. educatori e pastori. E' in questo silenzio. far cadere le nostre maschere e rivolgere il nostro cuore verso il Signore che ci ama. E' il cuore che prega. 2717). giovani e adulti. 134-135. 53).” (n. Schonborn. 66) o “silenzioso amore” (San Giovanni della Croce. CABASILAS. C. Liturgia alla sorgente: L’autore apre il discorso del suo libro proponendosi di rispondere a una questione che tutti i cristiani. è una vera partecipazione nostra. ma come ramoscelli che alimentano il fuoco dell'amore. nel senso che la vita di preghiera -perché non c’è preghiera separata dalla vitaè il prolungamento naturale dell’esperienza cristiana di Dio nello spirito: andare al Padre per Cristo nello Spirito. trasformano la vita dei cristiani? Dove si trova il legame vitale – e all’inverso. sofferente.” (n. (Cfr anche il n. è tutto l'uomo che prega.mendicante di Dio.2717) La Vita in Cristo ci riporta a Nicolas Cabasilas che ha presentato i sacramenti dell’iniziazione in un’opera mistagogica che si chiama vita in Cristo (Cf. Tractatus mystici. Si tratterà di una scoperta orante 16 17 Mgr. abitare la dimora del Signore che siamo noi. Il terzo è la preghiera del cuore. Sulla questione essenziale: Da dove viene la preghiera dell’uomo? Risponde carico di una tradizione vissuta intensamente “Qualunque sia il linguaggio della preghiera (gesti e parole). Nella preghiera contemplativa le parole non sono discorsi. per vive che siamo. questa è la liturgia. cit. la separazione. per indicare il luogo dal quale sgorga la preghiera. morto e risorto. insopportabile all'uomo “esteriore”. Dio mendicante dell’uomo e della sua fede. che il Padre ci dice il suo Verbo incarnato. Questa preghiera dissettata dalla sorgente orientale e quella occidentale. concentrare tutto il nostro essere sotto l'azione dello Spirito Santo. e che lo Spirito filiale ci fa partecipare alla preghiera di Gesù” (n. 2711) “L'entrata in orazione è analoga a quella della Liturgia eucaristica: “raccogliere” il cuore. N. 2562) Viene poi il fatto di leggere tutta l’esperienza della preghiera cristiana in chiave liturgica. Parole di luce e di amore.tra la Litrugia e la vita? …Questo libro vorrebbe aiutare a ritrovare l’unità della Liturgia e della vita in Cristo17. Il . per opera dello Spirito Santo. La vita in Cristo. Ma. alla preghiera di Gesù: “La preghiera contemplativa è silenzio. ridestare la fede per entrare nella Presenza di colui che ci attende. le Scritture parlano talvolta dell'anima o dello spirito. (n. UTET. l'espressione della preghiera è vana. op. Torino 1971). più spesso del cuore (più di mille volte). al fine di consegnarci a lui come un'offerta da purificare e da trasformare. 2. editio Bedjan. “simbolo del mondo futuro” (Cf Sant'Isacco di Ninive. 2711) Questo piccolo paragrafo dice bene ciò che è la vera preghiera per il padre Jean Corbon16. si pongono: “Le celebrazioni.

tra Liturgia e celebrazione sacramentale. per formulare il suo pensiero. della Chiesa19. A cura del Monastero Uspenskij di Roma). Elle ne procède pas d’abord de l’ascèse ni de la prière pure.10). 21 Il CCC illustra questo argomento. Prima di iniziare il suo lavoro. 19 I termini spiegati brevemente sono i seguenti: Agape. 337-364. per dire a tutti noi dove e come si adora il Padre. “L’uomo ha sete e cerca la sua acqua là dove pensa di trovarla”. 26/2(2001).13) scavando i nostri pozzi screpolati dove non troviamo acqua21. Ecco Gesù davanti alla Samaritana. In Revista Catalana de Teologia. in PrOrChr 50 (2000) 266). l’autore offre un vocabolario liturgico necessario. “Progreso o retroceso de la teologia liturgica? Elementos para una reflexion epistemologica sobre “Liturgie de Source” de Jean Corbon. Corbon non nega. edizioni Paoline.9. Mistagogia. appoggiandosi sul pensiero di S. la sua domanda sale dalle profondità di Dio che ci desidera. J. e passa a formulare una riflesione epislemologica che allontana molto dal linguaggio sapienziale adottato dal Padre Corbon. Roma 19832. all’inizio della quarta parte in modo mirabile: “Se tu conoscessi il dono di Dio!” (Gv 4. Egli parte dalla Bibbia.1ss) e della Sorgente d’Acqua viva. la preghiera è l'incontro della sete di Dio con la nostra sete. (trad. e da considerare. la Litrugia nuova. si fa “in Spirito e in Verità”.. mais sa source inépuisable est dans les saints mystères. sin que nos demos cuenta de que podemos hablar de aquella precisamente y solo porque tenemos la “liturgia terrestre”. presso i pozzi dove andiamo a cercare la nostra acqua: là Cristo viene ad incontrare ogni essere umano. dai Padri e dalla liturgia orientale. cit. Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui” (Cf Sant'Agostino. sin respeto por la analogia. Anamnesi. in una espressione che può illuminare: Gli animatori del rinnovamento liturgico talvolta si limitano a dirigere i loro sforzi sulla parte esteriore della celebrazione e non ci aiutano a penetrare veramente nel Mistero liturgico.). En cela. per indicare il Padre radice della vita. CORBON « le sens des sacrements d’initiation selon Saint Nicolas Cabasilas ». “La meraviglia della preghiera si rivela proprio là. In questo articolo l’autore sembra non aver letto le prime pagine della Liturgie de source.della Liturgia alla sorgente più che di una ricerca erudita” 18. È lui prima di tutto che ha sete e che si mette sulla strada per cercarci. egli ci cerca per primo ed è lui che ci chiede da bere. op. 362). fino a raggiungerci alla sponda dei nostri pozzi irrisori”20. Noi sappiamo che questo discorso è elaborato dal Padre Corbon. L’autore descrive il metodo di Padre Jean Corbon come una “evasione mistica” (ibid. Tempo. de la vida divina” (ibid. Dentro la sua opera fa una distinzione utile. variante d’un ex opere operato automatique. la Nuova liturgia. CORBON. 17. Bisogna lasciarsi guidare dalla sua guida e non cadere nella tentazione descritta da Geremia (2. è il risultato dell’azione dei sacramenti che realizzano una deificazione dell’uomo. 18 Jean CORBON. a la “liturgia celeste”. Sinergia. Bisogna termine è carico di senso mistico spirituale. la liturgia es equiparada. Liturgia alla sorgente. e ciò si dimostra nei numeri 1088-1889 del CCC dove la liturgia terrena porta alla partecipazione alla liturgia celeste con Cristo 1090. La base della critica non è falsa. aucun quiétisme sacramentel. car la spoudès. In questo contesto alludo all’articolo di Angelo Manuel de Santos Cardita. Energia. Apocalisse 22. “La vie en Christ est ainsi déification progressive. Liturgia alla sorgente. 20 J. De diversis quaestionibus octoginta . non dorme Colui che scava nell’uomo e la sete e l’attesa. Epiclesi. Anafora. di ogni vita. Koinonia. Che lo sappiamo o no. Dossologia. per permettere ai lettori moderni di capire il linguaggio dei primi secoli. ma scivola in un discorso inutile che il p. l’ardeur déterminée de la liberté humaine. Il Padre Corbon è citato nella prefazione fatta dal Cardinal Roger Etchegaray. “Ebbene. Gesù ha sete. Il nuovo culto. el rito como figura antropologica abierta a la manifestacion de lo sagrado. L’autore adotta il simbolo del fiume di vita (cf. Agostino. Economia. Il padre Corbon ha una intenzione ecumenica che lo porta a formulare la tradizione comune della Chiesa indivisa. Kenosi. “Entonces. est indispensable” (Cf.

1-2. Nel timore di rimetterci a scavare i nostri pozzi. cit. Prima di essere una celebrazione. la vita dell’assemblea. accogliamo Colui che ci offre la Sorgente. J. “Perché il Verbo di Dio è lì e la sua operazione attuale è di smuovere la terra dell’animadi ciascuno. 19 23 Ibid.imparare a cercare la vera sorgente della vita nuova. La prima parte è il mistero della liturgia. unita alla vita “ci è offerta – se conoscessimo il dono di Dio-. PG 12. l’uomo trova il suo posto dentro l’Economia26 della Salvezza. l’ordinamento per tappe della realizzazione del Mistero di Cristo (Cf. il canto e la partecipazione viva di tutti… ma dimenticano talvolta quel che è celebrato come se ciò andasse da sé. 245(2001). sì. 25. Il padre Corbon è cosciente esplicitamente delle scelte della teologia liturgica e del movimento liturgico moderno. hanno in esso tracce chiare”. Omelia XIII sulla Genesi. 2560) 22 Ibid.. L’autore dell’articolo aggiunge nelle pagine 418-419 che “una lettura attenta rivelerà come alcuni argomenti del libro. i testi e i gesti. e appoggiandosi anche su San Paolo (Ef 3. 25 FELIX AROCENA.25) . Questa sorgente è in voi e non viene dal di fuori. 56). La liturgia non deve essere confusa colla celebrazione. 24 Ibid.. Liturgia alla sorgente. le sue espressioni. 20-21. i temi del combattimento della preghiera (2725). 419. scritto dodici anni prima dell’apparizione del Catechismo. cioè la distribuzione. Perché meravigliarsi in seguito che dopo tanti sforzi la Liturgia sembra non aver presa sulla vita? Si sono riparati i canali. Ibid. le sue forme. 234). nota a p. segno…) chiude irrimediabilmente nel cerchio della celebrazione. per far sgorgare la vostra sorgente. op. coll’altro. 4: PL 40. ma soprattutto con Dio Vivo (2563)… 26 Cf. “La Trinità Santa non si rivela a noi se non per il suo Disegno d’amore realizzato per gli uomini e con loro”. dove “il veggente di Patmos intravede l’indescrivibile Energia della Trinità Santa nel cuore” della Chiesa degli ultimi tempi in cui noi siamo. in Phase. Economia. mentre la terza è La liturgia vissuta. la terza è considerata la più importante perché parla della liturgia nella vita o la liturgia vissuta “forse è una delle contibuzione più importanti della teologia attuale sul tema della liturgia-vita25. la Liturgia è un evento. la descrizione stessa del cuore come luogo dell’incontro autentico con se stessi. 64. La questione non è tanto “celebrazione e vita” quanto “Liturgia e Vita”. e non “fabbricare la liturgia”. ma deve essere scoperta e vissuta”22. ma la Sorgente?”23. L’evento totale di Gesù Cristo è di un’altra ampiezza e un’altra profondità: è “il mMistero”24. I. la seconda è la liturgia celebrata.9). Colui che “è generato prima di tutti i secoli” ci introduce nel Mistero: tribus. come il Regno di Dio che è al din dentro di voi” (Origene. Cf. (n. La Liturgia. 20. “El Padre Jean Corbon y el Catecismo de la Iglesia Catolica”.Il Mistero Della Liturgia Sempre partendo dalla contemplazione del fiume di vita descritto in Ap 22. CORBON. ma aggiunge che “limitarsi a questa categoria (efficaccia. il cuore altare della preghiera (2655). Il libro è diviso in tre parti. Alcuni rinnovatori della liturgia fanno attenzione solo alla “celebrazione.

ha influito molto sul pensiero del Padre Jean Corbon. Ma il Dio-Amore non cessa di donarsi. e alla quale l’uomo è invitato.29-30) 27 28 Ibid. il suo Spirito è tutto “di” lui. parlando della preghiera. è Sorgente della Vita. “Tutto il dramma della storia è tra questo Dono e questa Accoglienza: La passione di Dio per l’uomo. 957-958. Ma devo riconoscere che il termine è usato intensamente dai Padri. Secondo me il termine “desiderio” come lo concepisce e lo usa Santa Teresa del B.14). Comunione divina di Amore. Non accettando di essere l’albero della vita. la sua Comunione d’Amore è abitata da una desiderio28. Cf. 61.6).5. non è che ciò che gli è dato da Dio (s. la sua protesi29 nascosta”.26).28). ogni Persona è Dono e Accoglienza. Dio desidera l’uomo che sarà l’accoglimento. in Diccionario de San Agustin. Perché colui che è la sorgente creatrice di tutto ciò che esiste è eternamente sorgente nel cuore della Trinità. del Figlio e dello Spirito”27 Nella Trinità Santissima. a nostra somiglianza” (Genesi 1. Lo Spirito prepara pazientemente la preliturgia del Verbo. la funzione della preghiera sarebbe di aiutare ad avanzare plasmando e fortificando il desiderio del cristiano di giungere alla felicità eterna. ridonandogli nel suo Accoglimento il Dono che egli è e che “procede” dal Padre…. Burgos. Rebecca H. l’uomo si piega su di sé. “Da Abramo a Maria. Essa è una questione di anelito e di desiderio vivo: “il tuo stesso desiderio è la tua preghiera” (en. offrendogli nel suo splendore tutto ciò che è e che è “generato” dal Padre. e ricorre anche nella quarta parte del Catechismo (14 volte) per indicare i desideri di Dio e quelli dell’uomo. tutto Amore. e l’uomo. Questo Desiderio del Padre è generato dal suo sguardo verso il Figlio in seno alla Trinità. una impazienza. Ed. Monte Carmelo. “L’Energia del Dio Santo. Essa è un dilatarsi del cuore verso Dio. Weaver. 2001. così l’uomo per la sua fede “comincerà a divenire risposta. e si dona nella sua Parola. accoglienza. tre volte Santo. si dà e ciò è bello” (p. Allora Dio crea l’uomo. Così la Trinità una e adorabile è Comunione del Padre. in Particolare Agostino che definisce proprio la preghiera partendo dal desiderio e anelito del regno. San Agustin a traves del tiempo. Il Padre è “onnipotente” prima di tutti i secoli perché è sorgente di Dono e di Accoglimento. ama e ciò è buono. 29 Protesi è la preparazione del pane e del vino prima della celebrazione della liturgia eucaristica nelle Chiese orientali. una passione: “dimorare tra gli uomini” (Pro 8. nostalgia di Dio”.Ps.G. lo chiama all’esistenza: “Facciamo l’uomo a nostra immagine. alleanza”. a cura di Allan D Fitzgerald OSA. In questo processo il cuore stesso va cambiando. (p. ritmo che regola dall’eternità l’attività amorosa di Dio.31). svuotamento di se stesso. “Egli dice e ciò è. Il Padre è Sorgente del Verbo che esprime e del Soffio che spira. La preghiera progredisce per diventare una unione del cuore con aneliti che non sono inzialmente i suoi.il Dio vivo e vero è Padre. Ma è sorgente di comunione: il suo Figlio è tutto “verso” di lui. da Lui ogni cosa trae esistenza. Il Dio Trino e Uno. quando parla della preghiera. 26 Il desiderio è un termine che ricorre spesso negli scritti del padre Corbon. di manier che ciò che desidera veramente da Dio. Questo dono gratuito e totale di Dio ha bisogno di essere ricevuto. Oracion. . altrimenti è una “kenosi”. 37.

1). tutto è gratuito.38 e Gn 1.. personale.cit. in Maria e il Dio dei nostri Padri. distinzione senza separazione. CORBON sviluppa una spiritualità mariana a partire dalla liturgia in diverse occasioni e articoli preziosi. Edizioni Marianum.32).” Allora risponde “che ciò sia!” (Lc 1.35) “Ogni aspetto della kenosi del Verbo. ma in Persona il Verbo del Padre. più si rivela. In lui tutto l’umano è offerto e il Padre vi si dilata. “La liturgie. al “Sì” di Maria. 3-6 novembre 1992). Le “teofanie” o le Manifestazioni del Mistero sono a misura della kenosi dell’Amore. Durante la sua vita mortale tutto manifesterà questa meraviglia dell’Unzione” (p. Roma. Roma. a cura di Ermanno M. dirà quattro secoli più tardi il grande Concilio cristologico di Calcedonia. con una “unzione” che assume e vivifica. Dio diventa Uomo e ha una Nome. in PrOrChr 45 (1995) 1025. Nel cuore di Gesù.28)”(p. 167-183. La spiritualità mariana : legittimità. Lo Spirito Santo lo manifesterà31 cominciando dal battesimo sul Giordano fino al Battesimo sulla Croce. lo Spirito “unisce il Verbo e il Sì. Toniolo. 399-415. Padre del Signore nostro Gesù Cristo.”30 (p.” Nella sua Incarnazione si è vuotato di se stesso per diventare uomo. 31 Cf. è pronta per riconoscerlo e accoglierLo. “cristico” se questa parola potesse farci riscoprire il realismo meraviglioso della parola “cristiano”. si chiama GESÙ. “Formata dallo Spirito. manifesta il Santo di Dio che vi è immerso”. l’Energia divina e l’Energia umana. source et témoin de spiritualité mariale”. e “fin dalla sinergia di questa prima Pentecoste. In Gesù il Padre si dona tutto intero e il Figlio l’accoglie. è questo la pienezza del tempo. a cura di Elio Peretto. non più parole del Verbo. il Servo. . senza saperlo. Atti del 9 simposio Internazionale Mariologico (Roma.33). che l’attività più feconda dell’uomo è di essere “capace” del suo Dio. « Sainte Marie Mère de Dieu dans l’économie sacramentelle et dans la vie chrétienne ». che meritano almeno di essere menzionati per la loro importanza: “Marie. È in lui che si verifica eminentemente la sinergia che darà vita a tutto. Questo rapporto con Maria è la prima sinergia tra Dio e “il mondo della carne”. 34. 1994. non più una legge esteriore all’uomo ma la Grazia che nasce nella nostra umanità da colei che è “piena di grazia” (Lc 1. “più il nostro Dio si dona. La Manifestazione nella carne della pienezza della grazia è un mistero d’Unzione: Il Cristo. Atti del XII simposio Internazionale Mariologico (Roma 5-8 ottobre 1999). articolazione. ella vede. Edizioni Marianum. Unione senza confusione. Icône de l’Eglise de Dieu”. “e questa Pienezza è Gesù. Cristo vive Dio umanamente e l’uomo divinamente nel minimo dei suoi comportamenti. in AAVV. la figlia si Sion. potenza dello Spirito” che aiuta ogni uomo ad accogliere “la rivelazione delle cose che debbono presto accadere” (Ap 1. 2001) p. non secondo una unità di modo.3). il Dono e l’Accolgienza. Liturgia alla Sorgente. ma di Persona. non più un atto divino da una parte e un atto umano dall’altra. ma un atto di Cristo. si 30 Il Padre J. natura. Il Padre offre il suo Figlio nel suo Spirito d’amore.Maria è la sorgente dell’Accoglienza. pp. op. Ormai il Gesù tutta l’Energia d’Amore impregna l’Energia umana. vale a dire la nostra condizione umana autentica.

Da allora.10ss) … La Risurrezione non è nel passato. In essa tutte le promesse del Padre trovano il loro punto di compimento (At 13. notte della frattura. non un ricordo del passato o un simbolo. Dio nasce nell’uomo e l’uomo in Dio Il momento centrale di questa “pienezza del tempo” è pero quando Gesù giunge fino a sperimentare la morte dell’uomo. Arriva il giorno della Risurrezione. Ormai. Ciò che è primo è la relazione dell’una e dell’altra all’Evento della Pasqua che sorge nel cuore di ogni avvenimento. Questa potenza inaudita del fiume di Vita nell’Umanità di Cristo risorto. “Nel Cristo risorto il Verbo incarnato è Uomo vivente e l’uomo diventa figlio di Dio” (p.32). può sgorgare dalla nostra terra nel corpo incorruttibile di Cristo”. la Comunione della Trinità santa non cessa di diffondersi nel nostro mondo e di inondare il nostro tempo con la sua pienezza.(47) Gesù. “Ma è accaduto “una volta per sempre” (Rm 6.38) Il Verbo della Vita si offre per morire: la kenosi dell’Incarnazione era l’aurore della Grazia. Penetrando la nostra morte. in questa ora decisiva sorge il Mistero.48-49) -La Liturgia Eterna . Il momento della Risurrezione è il momemnto culminante del dono di Dio e dell’accoglienza dell’uomo: le due energie si sono congiunte per sempre. È questa alleanza delle sue due Energie. in cui “la Vita zampilla dalla tomba. Questo è un Evento sempre attuale e vero. è l’Ora della Croce e della Risurrezione. La kenosi della Croce è lo Splendore della Grazia tra le tenebre più fitte. 46). altrimenti Gesù non avrebbe vinto la nostra morte” (47-48). (42-43) La Croce diventa una Teofania della Sorgente. la prima dove la ferita del costato diventa “fontana zampillante”. Colui che è la luce si assume l’umano senza rovinarlo. è “l’Ora di Gesù” verso cui tende tutto ciò che è prima. che rende il Cristo risorto Sorgente inesauribile della liturgia. In questa prospettiva. divina e umana. nella sua Risurrezione è il primo zampillamento della liturgia che nasce.manifesta la passione di Dio e la passione dell’uomo: la compassione. solo l’Uomo-Dio attraversa e supera la morte colla sua Croce. ecco la liturgia. l’Economia di salvezza è divenuta Liturgia. la domenica dopo il sabato. (p. più limpida che dal costato trafitto. più vivificante che dal seno della Vergine Maria. la relazione tra la celebrazione e la vita è una questione aggiunta. (p.

Il Padre aspetta che l’uomo possa rispondere alla sua sete. perfino nella parola che l’esprime. Questo Mistero viene raffigurato nel libro dell’Apocalisse. e col Ritorno di Cristo al Padre. questi due piani sono interni l’uno all’altro. “A noi che siamo degli ultimi tempi. Questa Ascensione è progressiva per far crescere l’uomo fino a diventare com il Cristo. la Profezia diventa apocalittica”33 (p. La liturgia alla sorgente è la Liturgia Celeste mediante la quale il Padre e il Figlio “operano sempre” (Gv.54) 33 Il Catechismo della Chiesa Cattolica riporta nel n. Nelmovimento sempre più drammatico degli ultimi tempi. che dona ed è donato” [Liturgia di San Giovanni Crisostomo. Il momento dell’Ascensione inaugura un tempo nuovo. [Cf Ap 7. La Liturgia celeste è “apocalittica” nel senso originale del termine: essa “rivela” tutto nel momento in cui lo compie. la Liturgia degli ultimi tempi. la Liturgia celeste ci rivela tutti gli attori del dramma: Cristo e il Padre.9 ] infine “una moltitudine immensa. Al modo delle icone. “di ogni nazione. gli Angeli e tutto ciò che vive. il nuovo Popolo di Dio (i centoquarantaquattromila). la Sposa dell'Agnello: cf Ap 21. lo stesso “che offre e che viene offerto. .6 ] (n. Lo Spirito Santo.55) La Liturgia celeste è un moto di ritorno al Padre Sorgente di Amore e di comunione. e la santissima Madre di Dio. il più nascosto introduce presso Colui che detiene le chiavi dela morte. figure e ne decifra anche i segreti. seduto” ( Ap 4. .1-8.10-14. ciò avviene 32 Il libro dell’Apocalisse Il libro dell’Apocalisse serve di quadro di base per tutta le concezione del Padre Corbon. 5. i servitori dell'Antica e della Nuova Alleanza (i ventiquattro Vegliardi). La nostra liturgia è la celebrazione della gioia del Padre che aspetta il ritorno del figlio prodigo. Tra la prima Ascensione di Gesù e quella che terminerà nel punto culminante della sua Parusìa gloriosa si pongono i nostri ultimi tempi. 1137-1139 gli elementi di questo pensiero: “L'Apocalisse di san Giovanni. Quando l’Evento c’è. Il più apparente svela il carnevale della morte condotto dal Principe di questo mondo. il “fiume di acqua viva” che scaturisce “ dal trono di Dio e dell'Agnello ” ( Ap 22.1 ] in particolare i martiri “immolati a causa della Parola di Dio” ( Ap 6. Ora quel chesi vive qui e là è la Liturgia.1137).6 ): il Cristo crocifisso e risorto. Ap 14. . questo processo inizia nel mistero della Pasqua Croce e Risurrezione che unisce defintivamente Cristo all’uomo. Infine. usa i suoi simboli. termini. “Il moto dell’Ascensione sarà compiuto soltanto quando tutti i membri del suo Corpo saranno stati attirati verso il Padre e vivificati dal suo Spirito. Anafora]. Cristo è asceso. sembrerebbe dapprima che ci si trova davanti un piano inferiore (la terra) e un piano superiore (il cielo).” (p. uno dei simboli più belli dello Spirito Santo [Cf Gv 4.9-11 ). razza. tutta la creazione (i quattro esseri Viventi). ci rivela prima di tutto “un trono nel cielo. Ma il procedimento non deve ingannare.1 ). “Rivelazione” del mistero totale di Cristo32. “immolato e ritto” ( Ap 5. Poi l'Agnello.L’Evento della Pasqua si svolge in una Ascensione e in una Pentecoste continue.17). il Popolo di Dio. che nessuno” può contare. popolo e lingua” ( Ap 7. e sul trono Uno. l'unico Sommo Sacerdote del vero santuario. questo libro rivela il volto nascosto della storia… La visione di fede si sviluppa costantemente su duepiani. ma sempre ritorna.1138).1 ).9 ) (n. La liturgia comporta.” (P.53) Dunque il movimento di ascesa e di discesa è continuo. letta nella Liturgia della Chiesa. [La Donna: cf Ap 12. un aspetto essenziale d’azione e di Energia. il principe di questo mondo e le Potenze che l’adorano. Ap 21.2 ): “il Signore” ( Is 6. Partecipano al servizio della lode di Dio e al compimento del suo disegno: le Potenze celesti.

fino alla realizzazione dell’Evento.16 )”. La liturgia celeste celebra l’evento continuo del ritorno del Figlio -di tutti in Lui. sileziosamente. perché pieni dello Spirito.nella liturgia dove l’uomo diventa anche lui sorgente. realizza l’Evento che scrive e decifra la storia. Come Maria anche Gesù è stato preparato a diventare obbediente ed essere accoglienza abissale della morte dell’uomo. La Pentecoste costituisce in questo contesto un Inizio Nuovo: Lo Spirito è diffuso dal Padre e dal suo Cristo. Manifesta loro il Signore risorto. In breve ricapitoliamo che lo Spirito prepara. e realizza in lei il mistero dell’Incarnazione. Rende loro presente il Mistero di Cristo. . Signore della Storia che solo colla sua morte.8. nella liturgia celeste partecipa la terza persona della Trinità santissima: Lo Spirito Santo. per diventare energia di accoglienza. Lo Spirito Santo è la Potenza verginale con la quale Il Padre ha incarnato il Verbo e risuscitato Gesù. diventa Energia di Accoglienza per ricevere tutta l’umanità nel Figlio. Il mistero della Santità è infine divenuto Liturgia perché è partecipato e comunicato. realizza. il giorno della Pentecoste.65) 34 Il Catechismo della Chiesa Cattolica descrive l’attività dello Spirito in questo modo nel n. ne formano la continuità. (61) Lo Spirito del Figlio agisce da sempre. “La celebrazione della Liturgia eterna è in quest flusso e riflusso sempre nuovo della comunione trinitaria partecipata da tutta la creazione”. soprattutto nell'Eucaristia. prepara Maria. manifesta per mettere in comunione.(57) Emerge la figura di Cristo Sommo Sacerdote misericordioso e fedele (Eb 2. per risorgere per opera dello Spirito. Sono trasformati. 737 “La missione di Cristo e dello Spirito Santo si compie nella Chiesa. Corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo.nella casa del Padre. La stessa opera è compiuta dallo Spirito negli Apostoli con Maria. Accanto alla figura di Cristo e del Padre. Questa missione congiunta associa ormai i seguaci di Cristo alla sua comunione con il Padre nello Spirito Santo: lo Spirito prepara gli uomini. Gv 15. li previene con la sua grazia per attirarli a Cristo. È il cuore del pensiero del padre Jean Corbon.5. Le irruzioni dello Spirito Santo accompagnano tutta l’Economia della Salvezza. per essere invasi dalla Sua Presenza personale. al fine di riconciliarli e di metterli in comunione con Dio perché portino “molto frutto” ( Gv 15. Diventano una Comunione Nuova34. Nella Pentecoste “Lo Spirito Santo ha generato verginalmente il Corpo di Cristo tessuto della nostra umanità: La Chiesa. Questa è la glorificazione del Padre (la dossologia) è nel fatto che il Padre. Energia di Dono.”(p. Gv 15. Egli è fonte di benedizione e di salvezza. apre il loro spirito all'intelligenza della sua Morte e Risurrezione. Egli la previene per pura Grazia.13-17). li prepara e li forma. ricorda loro la sua parola. Il Fiume di Vita sgorga ormai dal trono di Dio e dall’agnello.

65) La Chiesa è il luogo dove lo Spirito di Cristo si manifesta e mette tutti in comunione con il Corpo vivente del Figlio di Dio. è assunta da Cristo e dalla Chiesa. L’Evento della Pasqua è sempre attuale.”(p. ma è piuttosto la Chiesa che è la condizione attuale della Liturgia nella nostra umanità mortale. essa non è totalmente davanti a noi. “Il Corpo di Cristo. così il nostro tempo diventa “l’Oggi di Dio”.”(p.“Lo Spirito vivifica mettendo in comunione” (p. così nasce la Chiesa. ecco il mistero degli ultimi tempi. “La Chiesa è essenzialmente “escatologica” vale a dire “negli ultimi tempi”. “Mediante la Liturgia che irriga il nostro mondo. la compassione del Padre penetra la sofferenza di ogni uomo” (p. e la Liturgia che la conduce alla sua Consumazione.66) -Lo Spirito e la Sposa Il padre Corbon spiega poi il senso della Chiesa degli Ultimi tempi. “è all’interno del nostro tempo. . quando lo Spirito agisce su ogni persona e su tutta la camunità. essa è il sorgere della Pienezza nel profondo del nostro tempo e con ciò.65). esiste prima dei membri che si uniscono a Lui. da cui la Liturgia si diffonde nel mondo. l’inizio della sua Consumazione attraverso la sua attesa. ha deciso tutta l’Economia della Salevzza. compatisce. la sua presenza radiosa e trasformante nel nostro tempo. ma è incominciata all’Ascensione e progredisce tutti i giorni”. nella profondità del silenzio della morte strappa l’uomo al male per ridargli la vita (70-71). È l’attività del Cristo nel Sabato Santo.70).”(p. La Trinità si unisce all’uomo sofferente. mediante la fede unisce ogni membro al Corpo di Cristo: è la Pentecoste. Non si fabbrica la Chiesa perché non si fabbrica la Liturgia: si nasce in essa e la si vive. La Chiesa è come il volto umano della Liturgia celeste. per dargli la vita. quanto alla Parusìa. 68) Cosi anche la Liturgia della Chiesa è escatologica. Infatti la pienezza della divinità che abita in Cristo introduce Dio nel tempo che diventa “pieno di Grazia e di Verità”.7). infatti Cristo ha vinto il principe di questo mondo proprio perché il Padre che ha visto la sofferenza del suo popolo (Es 3. La Sofferenza dell’umanità causata dal peccato. nella Liturgia. “La Liturgia non è dunque una componente del mistero della Chiesa.

l’Umanità di 35 L’autore spiega che ogni “tempo” dell’Economia della Salvezza. allo stesso modo. Gesù è il grande sacramento di Dio per l’uomo e il sacramento dell’uomo per Dio. La Chiesa è il luogo della kenosi dello Spirito Ciò che lo Spirito del Padre aveva compiuto per la Vergine Maria nella Pienezza del tempo. lo attua ora. che è inviato e donato. la Chiesa diventa sposa e Madre per lo Spirito di Gesù che abita in essa. il Servo Sofferente. Così come Maria. Nel Cristo agisce l’Energia di Dio Padre. ma stavolto fino alla consumazione del tempo. ultima kenosi d’amore manifestata dalla Chiesa. è il Volto della vita che comunica la sua Vita a noi. . -La Trasfigurazione Attraverso la figura del Roveto ardente (Es 3. In questi tempi che sono gli ultimi. In questa inabitazione trasparente. la Chiesa è manifestazione dello Spirito Santo perché essa ne è la kenosi. noi abbiamovisto allora operare l’Energia dello Spirito Santo per manifestarlo e per risuscitarlo. ha inaugurato in sé la Pienezza del tempo per l’Energia dello Spirito.Dopo il tempo del Figlio viene il tempo dello Spirito. In tutti i due i casi è la “Compassione divina abitante in mezzo all’angoscia del suo popolo” (76). è il Figlio. Durante lo svolgersi dei tempi. È proprio questo che lo costituisce come tempo.7) per assumere la nostra condizione di schiavi fino alla morte. tutti i fiotti della Compassione divina confluiscono nel fiume di Vita: l’Amore lacerato del Padre e la Passione del Figlio si effondono nell’abisso della nostra morte per mezzo della kenosi dello Spirito manifestata nella Chiesa. “si vuotò di se stesso” (Fil 2. I miracoli annunciavano le Energie di Cristo risorto. e nello stesso tempo agisce l’Energia dell’uomo Gesù. personalmente. Ecco gli ultimi tempi: Lo Spirito e la Sposa. Quando venne la Pienezza del tempo. L’Energiadivina non agisce più da sola. La fiamma della divinità non consuma l’umanità alla quale si è unito il Figlio. negli ultimi tempi è lo Spirito stesso.35-41). cioè la fede che è vivificata e risvegliata da Gesù che affronta la nostra angoscia (Mc 4. per la Chiesa negli ultimi tempi.74). la kenosi del Verbo si rivelò con la Promessa e con la Legge. che. l’amore di Dio sollecita la nostra cooperazione. ma in sinergia con l’uomo e perciò Gesù è il grande Sacramento.” (74). divenendo Madre del Verbo incarnato. personalmente. mentre quella dello Spirito si manifestò nel dono della fede e nell’ispirazione dei profeti. Così avvenne all’inizio dei tempi: la kenosi della Parola e del Soffio del Padre si manifestava con la creazione. Questi eventi di Dio per l’uomo e con l’uomo sono allora le manifestazioni della kenosi nascosta.1-6) che è teofania che opera l’evento figurativo della pasqua. È anche a motivo di questa kenosi che ogni tempo comporta degli eventi salvifici. Kenosi e Manifestazione. la Trasfigurazione è la teofania che ne svela il significato e realizza la nostra deificazione (79). è segnato dall’avvento di una kenosi dell’amore del Dio vivente. è la kenosi dello Spirito35. agendo in noi. “Hai visto la Sposa dell’Agnello? Hai visto lo Spirito!” (p. si intravede la figura del Figlio. è l’abisso del Paradosso dell’Agape divina. come Spirito di Cristo crocifisso e risorto.

Gesù è il centro vivente in cui l’uomo diventa Dio. la quale sarebbe “quaggiù”. Per di più c’è un’altra certezza: Secondo la misura della sua fede l’uomo può partecipare alla vita del Padre che si dona atrraverso Cristo. e li offre al Padre offrendo se stesso. aktro sacramento. la nostra umanità e l’Umanità di Cristo: “Ma la sua preghiera sgorga da una sorgente ben più segreta.” (2606). lo scopo della Trasfigurazione è la salvezza dell’uomo. In questo senso la liturgia d’Oriente vede nel Mistero della Trasfigurazione l’evento-fonte della liturgia sacramentale. “I sacramenti sono infatti le azioni deificanti del Corpo di Cristo nella nostra stessa umanità”37 (83) Alcuni immaginano Cristo.4). Quello che troviamo qui è un fondamento antropologico e cristologico della nostra preghiera. è molto importante per il tema della preghiera cristiana. sarà deificato (82). è una delle cause 36 37 Cf Mc 9. con la Madre di Gesù (Cf At 1. poi la Chiesa. Questa è una certezza che risulta dall’Evento straordinario della Trasfigurazione. sacramento della salvezza degli uomini. essa può sposare i minimi moti e le più intime ferite della nostra umanità per diffondervi la Vita del Padre”(83). troveremo il fondamento più della preghiera cristiana che si trova nella liturgia. E quando la nostra umanità acconsentirà ad unirsi all’Umanità di Gesù. nella Chiesa. celebrati di tanto in tanto. Per essa ed in essa la nostra preghiera filiale entra in comunione. Egli apre gli occhi dei discepoli per vederlo. lo Spirito Santo ci unisce alla Persona del Figlio unigenito. come lascia presagire già all'età di dodici anni: “Io devo occuparmi delle cose del Padre mio” (Lc 2. viene finalmente vissuta dallo stesso Figlio unigenito nella sua Umanità. “L’Umanità di Gesù è “filiale”. nella sua Umanità glorificata. è perché “la santa Umanità di Gesù è la via mediante la quale lo Spirito Santo ci insegna a pregare Dio nostro Padre. non c’è dubbio. all’inverso tutto quello che l’uomo vorrebbe passare a Dio anche deve passare solamente per Gesù. se la liturgia e la vita cristiana vengono collocate nel posto giusto. La Trasfigurazione36 è il culmine del ministero di Gesù. il quale sarebbe “lassù”. Espongo quanto dice il Catechismo riguardo al rapporto tra la nostra preghiera. Il Verbi lascia vedere nel suo corpo la Luce della divinità per far vivere e salvare. poiché egli ha pienamente assunto l'umanità nella sua Incarnazione. Mt 17. schiava del peccato e della morte. e infine i sacramenti della Chiesa.” (2602). In ciò Egli fa la gioia del Padre che dall’inizio vuole salvare.1-9 e Lc 9. Egli rivela donandosi e si dona per trasformarci in Lui. con e per gli uomini. Qui comincia a rivelarsi la novità della preghiera nella pienezza dei tempi: la preghiera filiale.” (2664) “Nella preghiera. . tutte le implorazioni e le intercessioni della storia della salvezza confluiscono in questo Grido del Verbo incarnato.14)” (2673).” (2599). Trattando questo tema dentro la liturgia alla sorgente. Questo schema. “Egli porta gli uomini nella sua preghiera. “Tutte le angosce dell'umanità di ogni tempo.2-10. e tutto il suo desiderio passa verso l’uomo solo attraverso il Corpo del Figlio. Il cambiamento non è da parte di Gesù ma da parte dei discepoli. parteciperà alla natura divina (2Pt 1.28-36 Il tema dell’umanità di Cristo. che il Padre aspettava dai suoi figli. La deificazione dell’uomo sarà dunque la partecipazione al Corpo di Cristo. È questa la motivazione di pregare sempre e solamente nel nome di Gesù.49). punto di incrocio tra Dio e noi.

Riportare questa nota ci aiuta non solo a capire il suo senso liturgico e la sua distinzione dal termine cooperazione. diffonde tra gli uomini il fiume di Vita. e questa epiclesi aiuta la nostra nel processo di santificazione. usato dal Catechismo della Chiesa Cattolica (n 1091 e 1108). 87) spiega perché egli preferisce l’uso della parola sinergia all’uso latino “cooperazione”.13). a deificare gli uomini nel suo stesso Corpo che è la Chiesa. la cui sorgente eterna è il Padre.9s e Fil 2. e sgorgando da Lui. -Lo Spirito Santo e la Chiesa nella Liturgia Poiché lo Spirito Santo. Lo Spirito purifica i nostri sguardi carnali e ci da la forza dello 38 È unitle per noi alludere per quanto riguarda il senso profondo del termine sinergia. secondo lui. la Litrugia. si pensi. . È la missione meterna del Padre presso gli uomini affinché conoscano il Figlio. la nostra umanità e la sua sono divenute un medesimo Corpo. l’unione trasformante in cui l’uomo diventa Dio. Il paradosso degli ultimi tempi è focalizzato nell’evento permanente e dinamico della Trasfigurazione di Cristo: lì si realizza la liturgia sacramentale. La Chiesa è infatti lo stato di kenosi nel quale la carne del Verbo comunica la Vita al mondo fino a che la morte sia definitivamente distrutta (1Cor 15. ed ecco la Trasfigurazione oggi. nella vita cristiana. E quando suscita in noi la risposta alla sua Energia multiforme. il tema. lo Spirito: prepara. Gesù ha due volontà e due operazioni o “energie” unite di fatto ma liberamente e senza confondersi. L’umanità della Chiesa è il Corpo nel quale il Signore si rivela ed agisce. Il Medesimo Signore… continua adesso e con infinitamente maggior potenza. ma anche a capire un elemento della preghiera cristiana dove l’azione dello Spirito nella preghiera viene descritto come Epiclesi. per il suo Spirito Santo. Questo concetto diventa sempre più chiaro quando si va a fondo nel rapporto Chiesa (Corpo)-Cristo. poiché. Vero Dio e vero Uomo.26). è una nozione chiave per entrare nel mistero della Liturgia. È questo l’Amore in atto (Cf Ef 2. la sua passione per il proprio Figlio e tutti i figli. Così tutta la santità cristiana consiste nella deificazione della nostra natura in Cristo. gli siano incorporati e comunichino la sua vita. la sua Comunione diffusa a profusione. manifesta e mette in comunione. a partire da una certa profondità d’unione trasformante. e nella “sinergia” del battezzato e dello Spirito Santo in ogni atto vitale. Il Signore dopo la sua Ascensione. La sinergia dello Spirito Santo e della Chiesa. lo Spirito e la Chiesa sono uno in una stupefacente “sinergia”38: la Liturgia. si vede chiaramente che è un prolungamento della liturgia della Chiesa. Ormai in questo corpo che ha vinto i limiti della morte. nell’unione della nostra volontà a quella del Padre in Cristo. nel suo Corpo che è la Chiesa. realizza. Se il suo Corpo non partecipasse alla nostra condizione mortale. (86-87) Come agisce lo Spirito39? La prima Energia dello Spirito è di manifestare il Corpo di Cristo a noi. Il suo fondamento è il Cristo stesso. Di qua la preghiera personale. a conformarsi sempre più a Dio. nel cuore degli uomini egli è l’attrazione del Padre verso Gesù. 39 Abbiamo visto prima e ora mettiamo qui lo schema. le cui connotazioni sono altre nel linguaggio moderno. ma più profondamente. Il Padre Corbon in una nota (cf nota 1 p.del divorzio della liturgia e della vita. alla parola così forte di San Giovanni della Croce: “Dio e la sua opera è Dio” (Massima 157). (84) La liturgia fa vivere nella Chiesa la Trasfigurazione del “Corpo totale” in crescita. Questo schema si applica sempre sull’azione dello Spirito. secondo il padre Corbon. lo Spirito santo è come l’impazienza della Gloria del Padre affinché l’uomo viva . nella chiave esposta dal padre Corbon. Per questo. è inviato fin dall’inizio dei tempi con il Figlio e per lui. E il Padre Jean Corbon si rifà a San Giovanni della Croce per chiarire. Nel Corpo di Cristo. lo Spirito agisce con potenza. come potremmo noi essere deificati? Ora questo Corpo vivificante è la Chiesa.

… Ma da quando la Chiesa ha preso Corpo nella Pentecoste. come i discepoli che hanno assistito all’Evento della Trasfigurazione. quello della testimonianza di fede e del profetismo cristiano. Il suo sguardo purifica il cuore. è un principio guida per una efficacce partecipazione alla Liturgia.” (CCC. Il Corpo del Signore diviene l’evidenza prima e splendente delle nostre vite nella misura in cui noi rinunciamo a noi stessi e lo cerchiamo per amore.92) “A misura della nostra fede”.”(p89) Da questo punto emerge un altro. è un concetto affine a quello che sarà il criterio della teologia dei Santi e dei Padri che hanno ricevuto questo dono. avviene sempre lo stesso: lo Spirito manifesta 40Gesù a degli esseri abbastanza poveri per credere in lui. per capire questa sua azione. Lo Spirito poi ci mette in comunione colla realtà del Corpo di di Cristo. non mediante un “discorso su Dio”. la Chiesa. La medesima conformità filiale e piena d'amore al Disegno d'amore del Padre. La medesima unione trasformante nello Spirito Santo. perché si tratta del medesimo amore e della medesima abnegazione. Ecco la prima sinergia in cui lo Spirito ci trasforma42 in discepoli e in teologi. Lo Spirito Santo illumina il cuore dell’uomo. nel Catechismo. bisogna cercare e riconoscere sempre la strada del cuore. Egli ci insegna a leggere gli avvenimenti della vita e dare senso ad essi alla luce dello Spirito che è sempre in atto. lo Spirito ci insegna dapprima a ritrovare la strada del cuore. questa sinergia di Luce ci condurrà di conversione in conversione… Per ritornare alla sorgente della Luce in noi. 41 “La preghiera contemplativa è sguardo di fede fissato su Gesù… Questa attenzione a lui è rinuncia all'“io”. solo per la nostra fede entriamo sotto l’influsso della sua Energia nella 40 Ecco un accenno chiaro a una teologia che non è sistema razionale o intellettuale. 2711.sguardo di fede. 2715) 42 Questo tema importante della trasformazione operata o da operare sotto l’azione dello Spirito Santo è fondamentale nel processo di Configurazione a Cristo. A partire da lì. lasciare tutto per lui e divenire capaci di portarlo nella tribolazione. là dove egli si diffonde in noi e dove la preghiera diventa vita” (p. “Il vero profetismo cristiano sta in questo discernimento che sfocia nella conversione sconvolgente: il Signore è lì e viene. con questa energia degli ultimi tempi lo Spirito ci trasforma nel Corpo di Gloria del Signore. “In questa terza energia. . ma per la fede ardente nel suo Cristo. (p. che sempre più ci configura a Cristo Gesù”.88) Il primo a cui lo Spirito manifesta il Corpo del Verbo è sua Madre la Vergine Maria. lo Spirito e laChiesa sono nella più intima sinergia poiché sono donati l’uno all’altro nella medesima missione d’amore”. offerto nel profondo di ogni avvenimento come promessa di Risurrezione. Lo Spirito Poi raggiunge l’intimo di noi stessi per purificarci e illuminare ciò che il peccato ha sfigurato. L’Energia dello Spirito Santo non consiste nel farci sapere delle idee su Gesù Cristo. 2739. ma nel purificare il nuostro cuore per lui41. e nel 2745 “preghiera e vita cristiana sono inseparabili. Cf n. che scaturisce dall'amore. la pedagogia dello Spirito Santo è inesauribile… A misura della nostra fede.

la sua Cresima. e per essere veramente convertiti noi solo dobbiamo accogliere il Dono gratuito che ci fa essere. perché Cristo solo è l’Albero della Vita.17” (p. quando la nostra fede è povera e offerta. è dal consenso dell’Umanità di Gesù che è sorta la luce deificante della Trasfigurazione ed è il medesimo consenso della Chiesa che permette alla Liturgia di venire celebrata e di essere vissuta…. la risposta. La Grazia dello Spirito è libera e liberatrice. Lo Spirito di Comunione fa del Corpo di Cristo un popolo sacerdotale che partecipa al sacerdozio di Cristo. Questo “sì” della Vergine ha permesso l’Incarnazione del Verbo. ma la realtà è divenuta altra. la kenosi dello Spirito nella Chiesa ci ricorda che l’Evento liberatore della Pasqua è soltanto proposto in ogni avvenimento.93) Lo Spirito realizza un vero passaggio in noi. “Lì risiede l’evento decisivo della Liturgia”. “L’Epiclesi è l’invocazione al Padre affinché mandi il suo Spirito Santo su ciò che noi gli offriamo perché trasformi l’offerta nella realtà del Corpo di Cristo… Le apparenze rimangono fin tanto che noi siamo in questo mondo di morte. la Chiesa. ma resta da attuare con noi e in noi. Egli realizza in noi la Pasqua di Cristo. Corpo di Cristo. Così le strutture prime del cristiano restano le medesime dopo il suo Battesimo. sacramento della Comunione di Dio e degli uomini. L’essere sacramentale della Chiesa significa che tutto in lei è Energia congiunta dello Spirito Santo e dell’umanità che egli trasfigura. Contrariamente ai nostri attivismi che pretendono di liberare l’uomo in ogni azione per l’uomo. Scaturisce da qui il valore del Simbolo nella Liturgia e nella vita. senza volontà di potenza. e entrare in vera comunione col Corpo suo. donato. Così diventiamo parte della Chiesa per dono gratuito di Dio. colla nostra fede. è passata nella Pienezza di Cristo. il suo Matrimonio o il suo Perdono.La Liturgia Celebrata Questa seconda parte del libro Liturgia alla Sorgente parla della celebrazione e delle celebrazioni. il medesimo “sì” di kenosi. nella Liturgia che è comunione di quelli che sono trasformati e credono nel Figlio “diventa ciò che essa è”. ma inizia volendo rispondere all’interrogativo: che cosa significa . nella Liturgia. Questa sinergia costituisce la Liturgia…” (97) II. è l’Amore misericordioso che colma l’abisso della nostra miseria. Essere in kenosi. e tuttavia. trasfigura… è il lavoro della Grazia che è inziativa libera del Dio vivente nell’umanità del Verbo. per lo Spirito di Cristo Risorto vuol dire essere offerto. è una creatura nuova: le cose vecchie sono passate” (2Cor 5. A immagine della Trinità Santissima dove le Tre Persone comunicano nell’unità. Solo quelli che hanno partecipato alla sua Morte e Risurrezione possono far parte della Liturgia. “c’è un essere nuovo”: “se uno è in Cristo. deifica.Liturgia. Egli trasforma. ed egli invoca da parte nostra l’accoglienza. Crocifisso e Morto e Risorto.

celebrare la Liturgia. essa è il momento totale della Chiesa locale e della comunione delle Chiese. Nella diversità delle liturgie e dei tempi e luoghi si realizza la pedagogia dello Spirito che vuole comunicare il Mistero. e infine dei segni. contiene tutto il Mistero. questa festa rende la gioia comune partecipata. Ordine dei ministeri. la celebrazione è l’epifania che irraggia le energie della Liturgia. Nel momento della celebrazione l’Evento di Cristo diventa l’Evento della Chiesa riunita qui e adesso per accogliere la Liturgia Celeste e parteciparvi. azioni. perché tutte partecipano alla stessa Liturgia celeste. i ministri. il più grande dei sacramenti. La celebrazione è centro della liturgia e condizione incarnata di ogni Chiesa. “Una celebrazione appare come un “momento” in cui il Signore viene con potenza e dove la sua Venuta diviene l’unica occupazione di coloro che rispondono al suo appello” (104). Riconciliazione. come abbiamo visto prima. Matrimonio.10) dello Spirito del Signore” (p. una Chiesa. con una Tradizione particolare e ministri. parole. che ci permette di entrare nella gioia del Padre. le Sacre Immagini. L’energia trasformante dello Spirito varia a seconda della celebrazione. La Celebrazione avviene in un luogo determinato in una determinata Chiesa locale. La celebrazione è momento. luogo dell’Epiclesi. cioè con tutti i particolari che fanno di un grupppo umano. ma anche “luogo” dove la Liturgia fa vivere la Chiesa in tutto il suo Mistero. . Questi elementi sono i seguenti: una Assemblea di battezzati e cresimati. Cresima. Da sempre la celebrazione è stata strutturata da elementi costitutivi permanenti. e perché celebrare la Liturgia? La celebrazione in fondo è un momento della litugia. multiforme” (Ef 3. simboli. ma differiscono nelle Energie dello Spirito Santo che realizzano e comunicano il Mistero. La celebrazione è festa della liturgia. e riconosciuta come Chiesa. La celebrazione del grande sacramento. Poi vengono i sacramenti in ordine di importanza: il Battesimo. Così tutte le chiese particolari vivono una unità nella Cattolicità. l’Eucaristia. Unzione dei malati. Corpo di Cristo. musica. le celebrazioni hanno la stessa struttura. perché la Liturgia non è solo quello che celebriamo. canto. cioè inuna comunità umana di battezzati delimitata e non disincarnata.114). La Parola di Dio che diventa Parola della Chiesa. “Ogni celebrazione nella sua originalità pedagogica ci permette di discernere la Sapienza “infinita.

ed anche le ideocrazie. ciò perturba la celebrazione e ne oscura il significato. e partendo dalla nostra realtà umana e debole. Il realismo dei sacramenti ci porta a dire che i segni sono delle verità che siamo invitati ad accogliere e capire colla nostra fede. il Culto in Spirito e Verità. comandamenti da praticare. allora bisogna usare discernimento e non lasciare spazio alle rivincite degli idealismi dottrinali. Questi segni portano il massimo di verità. Ogni unità realizza una sinergia. La celebrazione liturgica deve resistere.La celebrazione festa richiede soprattutto fede e conversione. 43 Questa nota cosi importante diventa attuale riguardo al Catechismo. poi Lo Spirito trasforma in Cristo ciò che la Chiesa Chiesa gli presenta (Epiclesi). –La terza si trova nei dettagli della celebrazione che sono delle “unità sacarmentali”. infine la sinergia di Comunione in cui Cristo è comunicato e si diffonde in Liturgia vissuta. mezzi di santificazione. un canto. “Lo Spirito umano è a suo agio in questo tripartitismo da catechismo: verità da credere. È illusione soggettivistica che misconosce il dato elementare degli ultimi tempi. La terza tentazione da affrontare e evitare è quella “omnisacramentale”. L’attuale Catechismo ha introdotto la quarta parte sulla preghiera. Questa sinergia si svolge nelle celebrazioni secondo tre costanti: -La prima è una movimento di fondo di ogni celebrazione dove Il Padre si dona attraverso il Figlio nello Spirito Santo. “lo slancio della Liturgia ci trasporta verso il Padre. per Cristo nello Spirito. una parola. L’unità sacramentale è l’armonia di tre elementi inseprarabili: una azione. –La seconda è la triplice sinergia dello Spirito e della sposa che ritma ogni celebrazione: i tre grandi tempi di una sacramento sono dapprima lo spirito manifesta Cristo (liturgia della Parola). l’Evento salvifico e Vita nuova coincidono. . la sinergia dello Spirito e della Chiesa diventa sinergia personale.43“(p. Tutti i monoteismi si fermani lì. nella vita della Chiesa a tutte le tentazioni che la riducono e la disperdono: la prima tentazione è culturale dove delle manifestazioni della cultura del tempo possono contaminare la liturgia e la riempiono di simboli vuoti. una liturgia non può essere separata dalla vita.120). ed ha usato una ottica completamente diversa da questo tripartitismo. il ritorno verso il Padre si realizza nella liturgia. Nella nuova Liturgia. secondo la quale tutto sarebbe ormai sacramentale. cioè non ha ancora vinto definitivamente il male in noi. la seconda tentazione è cultuale che riduca la Liturgia a culto come tante altre religioni. Non si può mutare o togliere uno dei tre tempi. con autenticità di vita.

silenzio dell’uomo deve cercarsi in queste profondità del mistero. cioè la Comunione del cielo realizza la Comunione della e nella Chiesa e delle chiese. più esattamente. e in altre situazioni dove l’ingiustizia e la sofferenza dell’inncocentre gridano… la si può trovare in questo silenzio dinamico di speranza che ha vinto le radici del Male. della sua età. Poi. il “nulla è impossibile a Dio” che egli realizza nella Chiesa. personalizza questa partecipazione dovenendo lui stesso l’Energia indefettibile di questo nuovo membro. Nella Riconciliazione del peccatore e nell’Unzione di un malato. dispiega la sua potenza di Vita. Esso è il Venerdi e la Domenica. cioè il ritorno verso il Padre. .143). la sua fecondità verginale. fa partecipare alla Sposa. Nel Matrimonio e nel Ministero ordinato. la mensogna della morte è dissipata. nella Cresima. e il suo Spirito ci fa entrare nella Comunione eterna del Padre” (p. quello di Dio e della sua creazione. La risposta da ricercare al silenzio di Dio mentre l’uomo soffre e chiede nella preghiera. Lesperienza dei mistici parte da questa profondità. tutti gli attori della liturgia eterna sono all’opera: La Trinità santissima. dove la chiesa adopera la sua energia di accoglienza e di fede. In questa discesa agli inferi del Corpo incorruttibile.5). Anche in ogni azione liturgica sacramentale. Lui “il Signore che dà la Vita”. la Pace della Comunione 44 Il tema del silenzio del Sabato Santo è un fondamento molto importante nell’esperienza della preghiera cristiana.156) Il Padre Corbon analizza in modo nuovo il mistero del tempo liturgico che parte dal giorno di Pasqua. per arrivare alla settimana di cui il Colmo è il Giono del Signore. In ognuna delle sinergie sacramentali noi viviamo i tre movimenti della Pasqua di Gesù: “il Padre ci dona il suo Figlio diletto. di risurrezione in risurrezione. gli angeli.Nell’Eucaristia principalmente. Il rapporto silenzio di Dio. non come un calendario di feste. il silenzio 44 delle profondità in cui il Vivente penetra le sorgenti di ogni essere. l’anno è attirato nella sinergia della liturgia eterna: diventa “liturgico”. lo comunica ai membri della Chiesa. il Verbo assume la nostra carne e la nostra morte per risuscitare con lui. il grande Sabato. senza omettere ne il Venerdi Santo “il sesto giorno in cui la kenosi divina diviene la nostra teofania: “Ecco l’uomo!” (Gv19. negli altri sacramenti si offre a ciascuno a seconda dei suoi bisogni. e santi. così ogni sinergia sacramentale comunica un dono dello Spirito Santo legato a una Epiclesi propria del sacramento. Per coloro che sono già risorti con Cristo. dei suoi doni in Cristo. Da qui nasce procede dalla più grande unità che è l’anno. mediante lo Spirito Santo d’Amore. È una pentecoste sacramentale: Nel battesimo Lo Spirito fa nascere alla Comunione trinitaria nel Corpo. ciascuno secondo i suoi doni” (p. la Pasqua. ma come svolgimento del Mistero che sposa i ritmi del nostro tempo. e nelle Epiclesi degli altri sacramenti si esprime il dinamismo dell’Ascensione verso la Parusia definitiva. la Chiesa. Mentre nell’Eucaristia il mistero dell’Amore si compie per tutto il Corpo.

tempo per eccellenza della Chiesa in crescitya. Allora chi prega è la Chiesa. Alla Liturgia della Parola corrisponde il tempo della manifestazione del Signore (Epifania . degli Apostoli.17) e ci fa comunicare intensamente al suo amore creatore e salvatore. Battesimo) All’anafora eucaristica corrisponde il tempo della Pasqua del Signore (tra quaresima e ascensione) Alla liturgia di Comunione. (161-163) Alla base dell’Anno di grazia c’è la domenica “giorno del Signore” in cui “il Padre opera sempre” (Gv 5. le strappa a loro stesse per unirle nella Comunità. C’è un ultimo “segno sacramentale del tempo nuovo che ce ne rivela il signoficato: è la Preghiera delle Ore. Durante la Settimana del Rinnovamento. il mistero della liturgia celebrata la domenica penetra e trasfigura il tempo di ogni giorno. Le tre grandi Sinergie dell’Eucaristia sono mostrate nella celebrazione dell’Anno Liturgico.” (p. assolutamente necessaria. dispiegherà su tutti gli altri giorni la luminosità vivificante della Risurrezione” (161) Spiega poi la struttura teologica dell’anno di grazia “durante il quale il Signore comunica alla sua Chiesa la sua grazia”. corrisponde il tempo dell’Effusione dello Spirito Santo. Il primo giorno della Settimana. 2004. della Trasfigurazione del Corpo di Cristo e della sua partecipazione alla Croce vivificante È in questa Luce di Comunione che si rivela il senso del “santorale” come celebrazione del santo Corpo di Cristo.17)…(p. animata dallo Spirito Santo e offerta al Padre: “Eccomi. io ed i figli che Dio mi ha dato” (Eb 2. selon l’Esprit. la Sposa del Signore della storia. …La célebration liturgique est centrée sur le Christ resuscité. in un certo senso: supera le persone. per dare nascita ai due grandi tempi dell’Economia partendo dalla Pasqua: il tempo della Teofania e il tempo della Théosis. ma il dispiegarsi del Giorno che non conosce sera. Nouan-leFuzelier. . la domenica.” Cf Jean Corbon. non ripetuta ma sempre nuova. Questa settimana propriamente sacramentale diverrà il prototipo. la speranza diviene l’inizio di tutto. dapprima della santa Madre di Dio.164). vivant aujourd’hui. réalise et communique pour nous. Cela s’appelle l’aurore: Homélies liturgiques. ci apre a tutte 45 “L’année liturgique n’est pas une rétrospective litérale des évennements sauveurs réalisés par l’Esprit Saint dans le Christ : elle en est l’actualisation pour nous. il Fiume di vita trascinerà tutto verso la comumazione del tempo” Per questo la settimana che segue il Giorno della Risurrezione non è più una settimana cronologica. Nella sua struutura e tradizione è una preghiera liturgica di carattere comunitario. la Vergine Maria. “sommo sacerdote misericordioso e fedele” (Eb 2. l’Ufficio va più lontano. que l’Esprit révèle. È l’Ufficio del popolo sacerdotale nel Sacerdote unico. la cui Comunione è giustamente celebrata come compimento della Pentecoste. la matrice stessa. 11. 13).165) Anche se la preghiera del cuore. le dimensioni dell’Amore nella storia degli uomini. Editions des Béatitudes. poi di tutti i santi. Per essa. Esso parte dalle sette settimane della quaresima e dalle sette settimane della pentecoste. la liturgia pasquale è continuamente celebrata. la tutta santa. di tutte le settimane dell’anno “liturgico”45.divina è diffusa.

cioè mediatore della presenza. 179). contemplarlo e essere accolti da lui. l’esteriorità è abolita. Con Gesù “la Grazia e la Verità”ci sono date. Parte dalla questione della dimora di Dio tra il suo popolo. così la sua Vita in noi è “mistica” o non è vita” (p. l’uomo doveva ricordarsi della Parola di Dio nel suo Cuore e vivere una vita Morale che è mettere in partica la Parola. la chiesa allora deve rappresentare la Chiesa. (171) III. è la nostra risposta alla Parola che ci trasforma. Icona del Corpo di Cristo. Silenzio del cuore. sacramentale. È il tempo dell’impegno. noi possiamo in comunione gli uni con gli altri essere noi stessi nella verità del cuore.24). In fondo Dio abita in mezzo al suo popolo. quando ci trasforma in lui o quando ci mette in Comunione con Lui. Questo silenzio in cui siamo impegnati partecipa allo spazio sacramentale della chiesa. Ma il luogo della celebrazione è il luogo dove si compie la promessa della dimora. È questa la Liturgia in Spirito e Verità (Gv 4. ma la vita ci offre delle occasioni difficili da capire. “Il medesimo Cristo che celebriamo è colui che viviamo. Come i suoi sacramenti sono i suoi misteri.”(179). silenzio degli occhi. e spontanee. è la nostra offerta alla luce che ci trasfigura. ascoltare il Verbo salvatore. Allora imparare a capire quando lo Spirito ci rivela Gesù. Il cristiano è chiamato allora a discernere le presenze dello Spirito nella sua vita dove le sinergie si realizzano. grazie a questo spazio tutto nuovo. “Nella casa di Dio. Nella celebrazione la realtà del Mistero. quale tipo di dimora. Nell’Antico testamento si riduceva a un’osservanza rigoroso di tipo morale. diventa un impegno responsabile. qui e là è sempre il suo mistero.Per terminare questa parte conclude il padre Corbon con una considerazione profonda sulla chiesa come luogo del culto. del Cristo totale. L’alternarsi dei “momenti” della liturgia e e lo spazio della vita normale.La Liturgia Vissuta La liturgia cristiana abolisce la separazione che esisteva nell’Antica Alleanza tra il culto e la vita morale. Questa presa di coscienza è importante. la Liturgia celebrata continua nella vita misera e nel tempo. e dopo la risurrezione abita l’universo. Lo spazio della Chiesa converge sull’altare che fa diventare lo spazio della chiesa. ma fuori della celebrazione c’è la vita. queste sinergie sono imprevidibili nella vita. in esteriorità. . “Moralismo e ritualismo vanno assieme. ci mette di fronte a delle difficoltà: nella liturgia i segni sono semplici davanti alla nostra fede che accoglie. ci porta infatti a scoprire l’unità vita e celebrazione.

Il punto in cui il fiume di vita diventa sorgente nell’esistenza dell’uomo è il suo cuore. Quando il cuore si volge a colui che è. le nostre celebrazioni ridiventano riti e la liturgia resta estranea alla nostra vita. Se ci sottraiamo a esso. come il lievito d’immortalità che fa levare gli ultimi tempi verso la loro Consumazione. Per noi. a livello esistenziale. In questo modo la Liturgia eterna penetra il nostro mondo con la kenosi dei membri sofferenti di Cristo. umilmente offerti allo Spirito santo. possiamo “compiere” la comunione eucaristica e diffonderla in seguito nella comunione degli uomini. annunzia. La dinamica della preghiera è la stessa della liturgia.” (p 179-180). ecco la sorgente costante della Liturgia vissuta. E’ a partire dalla preghiera del cuore che la liturgia diventa vita. prosegue nel cuore che prega. l’uomo incontra se stesso e diventa se stesso solo nel cuore. ma lo dilata attirandolo. L’Epiclesi nella vita dei cristiani e sul mondo. 2563. il momento personale del sì o del no. innestati su Cristo e penetrati dal sigillo personale del suo Spirito possiamo celebrare e vivere tutto il mistero di vita che il Padre ci offre in abbondanza. perché è la sola che colma il suo cuore approfondendo il desiderio. allora tutto il nostro essere discenderà nel cuore e sarà raccolto alla sua sorgente. lo Spirito che è la nostra Vita ci fa anche agire (Gal 5. è l’uomo. con gli altri. ma vissuta a livello del cuore47.181) “Si prega come si vive e si vive come si ama”. Qui c’è la soglia personale da varcare e nella quale tutto si decide.Il grande dono del Signore risorto è la nostra Sorgente e la nostra vita. Solo tale presenza può essere la vita dell’uomo. è comunione con la Santissima Trinità . cioè di quella comunione divina. allora Egli viene. Il cuore è la dimora dove sto. La continuità profonda della sua Energia si manifesta fin dal nostro Battesimo e dalla nostra Cresima. L’Epiclesi del Corpo di Cristo. Anche quando è vissuta “nel segreto” (Mt 6. “Il cuore è il luogo dell’incontro autentico con se stessi. allora.16).” (p 181-182) “Dove abiti?” (Gv 1. il suo impulso si colloca tra due 46 47 Cf. tutta la dinamica della liturgia vissuta è celebrata parte da qui. Ma se siamo risoluti a pregare. il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo!” (Gen 28. Il luogo del cuore L’effusione nella vita del mistero della liturgia comincia nella preghiera. I Padri della vita spirituale talvolta paragonano il cuore a un altare. Non si può definire la preghiera cristiana. immagine della comunione trinitaria e in cerca della somiglianza. attualizza e comunica il Mistero della salvezza. CCC. nella Liturgia sacramentale della Chiesa.(p. ma soprattutto con il Dio vivente.38). ma ecco il primo appello al quale ci è difficile rispondere. Quando siamo riconcialiati dal dono rinnovato dello Spirito.. remissione personale del nostro peccato. i determinismi o i condizionamenti. dove abito Il Catechismo offre un’immagine simile nel n. che non lo inganna saziandolo.. e non le strutture psichiche46. La preghiera interiorizza ed assimila la Liturgia durante e dopo la sua celebrazione.6). Il Signore può essere trovato soltanto nel nostro cuore. la preghiera è sempre preghiera della Chiesa. luogo in cui scaturisce la sorgente: “Certo. è allora comunicata a tutti i membri secondo i carismi del loro sacerdozio regale. È il cuore che prega.” “Il cuore è il luogo della decisione. 2655-2656 “La missione di Cristo e dello Spirito Santo che. di cui i ministri ordinati sono i servitori.35).

il mistero “avvolto di silenzio nei secoli eterni” si dilata nel cuore che crede e spera: in esso diventa “silenzioso amore” 48. Attraverso i segni della sua Presenza. Quando noi invochiamo “Gesù”. 183. Sentenze II. La preghiera “a” Gesù è il nostro vero ingresso nella liturgia del cuore. OPERE MINORI.esperienze di non-sapere: non sappiamo come pregare (cf.53. La sua Umanità degna di adorazione è il fondamento di ogni nostro passo verso il Padre.” “2656 Si entra nella preghiera come si entra nella Liturgia: per la porta stretta della fede. come l’altare nella celebrazione eucaristica.182183) “Lo Spirito santo è il pedagogo della nostra preghiera così come è il mistagogo delle nostre celebrazioni. Solo quello di Gesù è vero. mentre la nostra umanità né è il punto debole. Rm 8. sono analogie o simboli sempre da purificare. cit. . L’Umanità di Gesù è la roccaforte della nostra preghiera. Tutti gli altri. ed è questo Nome a conferire significato a tutti gli altri. Liturgia alla Sorgente. Non è forse così che egli stesso ci insegna a entrare nella preghiera: “Sia santificato il tuo nome”? L’unico nome divino che le nostre labbra e i nostri cuori possono pronunciare in verità è quello di Gesù. noi entriamo nel mistero del suo Nome. ma contiene la presenza evocata. e quando è lui solo che ci guida dentro. Imprime nel nostro cuore l’unica parola che può esprimere tutto: Gesù. I segni mancano. in pienezza. (p. 9). specie a quello di Padre. ma dopo che lo Spirito ci fa entrare nella preghiera di Gesù. è da esso che parte tutta la dinamica del mistero. i nostri cuori si aprono all’unico Nome che non è una parola staccata dalla persona cui si riferisce. Cfr. Questa purificazione avviene solo quando lo Spirito è all’origine della nostra preghiera. Il padre Corbon non dice solo San Giovanni della Croce senza indicare il luogo della citazione. anche quello di Padre.(p183)49 “Invocare il Nome di Gesù non è un metodo tra tanti altri o una tecnica di preghiera.” Nella liturgia del cuore. op. perché invocando “Gesù” sotto l’azione dello Spirito santo (1Cor 12. per questo il padre Corbon dice che anche il nome del Padre contiene analogie o simboli sempre da purificare. non sappiamo che stiamo pregando. resta la fede.26). è la dinamica fondamentale dello Spirito nel cuore della sposa: tutta la sua missione si compie in Gesù e se noi entriamo nel Nome del Signore imbocchiamo l’unica via che conduce al Padre”(184). La preghiera (Cf Principi e norme per la Liturgia delle Ore. la speranza e l’amore.3). Il Nome di Gesù è lo spazio nuovo della preghiera. lo Spirito santo cerca di far entrare Cristo risorto nel cuore che si risveglia alla preghiera. è il Volto del Signore che cerchiamo e desideriamo. 49 Il discorso di questo paragrafo si inserisce nel tema importante dell’Umanità di Cristo e la nostra umanità. Lettera 8. E’ l’unico che non viene posseduto mentre lo si pronuncia. è la sua Parola che vogliamo ascoltare e custodire. perché apre il cuore attirandolo a Cristo.” 48 San Giovanni della Croce.

sinergia attiva. più il silenzio è umile e fiducioso. dove lo Spirito santo depone e scolpisce l’evangelo eterno: Gesù. La preghiera della Chiesa. (p. come abbiamo visto. questa presenza è nel cuore come su un altare. l’anima che prega diventa ecclesiale che. 185. con il loro sacerdozio attuano la dinamica di questa epiclesi nel cuore. la croce. 50 A questo punto l’autore mette in un nota in basso della pagine riguardo al vuoto mentale: “Si conoscono gli energici avvertimenti di Santa Teresa di Gesù in proposito. è presente in profondità nel mistero dell’epiclesi. La tradizione spirituale delle Chiese. alla scuola dello Spirito. op. è estranea alle tecniche che ricercano il vuoto mentale”. citato sopra.cristiana non è da ricercarsi nel vuoto della mente50 poiché il suo spazio misterioso è Cristo risorto. più il Nome di Gesù lo dilata con la sua presenza. impara la creatività della tenerezza divina. Giovanni della Croce. Il “silenzioso amore”51 della preghiera a Gesù si dilata allora nel suo autentico spazio: È allora che noi siamo la chiesa nel suo mistero più nascosto ma più vivificante: al cuore della kenosi dello Spirito e della sposa. Pregare è una lotta nella quale lo Spirito ci fortifica combattendo: ci spoglia delle nostre armi ridicole. 24 “E così nei secoli. La nostra volontà è consegnata a quella del Padre. i doni e i carismi dello Spirito che li hanno istituiti sacerdozio regale della nuova alleanza. l’epiclesi è preghiera pura e potenza sovrana.. locale o mentale. nel Battesimo e la Cresima. Brescia. Tale è la preghiera dei santi che permette al mondo di sopravvivere nella speranza: così il Signore viene grazie alla perseveranza dei suoi santi52.185) Tutta l’ascesi che accompagna la preghiera ha allora un centro. 186) Da quanto abbiamo visto prima l’epiclesi è il momento di massima intensità della forza dello Spirito e della Chiesa. Nella notte il “silenzioso amore” vince la morte provocata dal peccato. d’Oriente e d’Occidente. Morcelliana. conformata al suo Signore. ma purifica la relazione del cuore con tutto ciò che esiste. 1987. Essa non consiste nel far svanire persone e cose. La questione determinante della preghiera non è il suo spazio. (186) Il dramma della morte. gli avvenimenti visibili della storia della Chiesa. I battezzati hanno ricevuto. 51 Cfr. per rivestirci dell’ armatura del Figlio di David. così il Padre fa la nostra volontà! più il cuore è puro da ogni attaccamento. Ora. sull’altare del nostro cuore lo Spirito trasformerà tutto ciò che noi offriremo. più è ricolmato dallo Spirito.Cfr Liturgia alla sorgente. si preparano nel dialogo silenzioso della anime . 52 Vorrei citare un passo di Edith Stein. cit. ma la presenza che la abita. affinché il cuore sia là dov’è il suo tesoro: il suo Signore.(p.

Più egli conforma consacrate con il loro Signore. è il modello di quelle anime attente in cui rivive la preghiera di Gesù sommo sacerdote. ma la nostra umanità ci lega a tutti gli umani. cuore. la completa ed eterna unione. che fù ed è il grande desiderio di Gesù. è lo stato più altro che sia accessibile. Nessuno viene lasciato fuori.Se il cuore persevera in questa preghiera. Lo Spirito santo cerca di trasformarci in Cristo a partire da quello che siamo integralmente: corpo. come una Brigida e una santa Caterina da Siena…. La comunione nella quale lo Spirito ci introduce non si limita a un faccia a faccia tra la persona di Cristo e la nostra persona.” “L’anima che è giunta al più alto grado della preghiera mistica è nella “tranquilla attività della vita divina” e non pensa ad altro che a darsi all’apostolato cui Dio l’ha chiamata.” . il gardo supremo della preghiera. grazie alla preghiera dei santi. La Vergine. né a un conformarsi esteriore della nostra volontà alla sua. La deificazione dell’uomo E’ necessario perseverare su questa determinazione del cuore nella quale la nostra volontà si consegna incondizionatamente all’energia dello Spirito santo. Nascoste con Cristo in Dio non possono che irradiaree in altri cuori l’amore divino di cui sono ripiene e cooperare alla perfezione di tutti gli uomini nell’unione in Dio. in noi. e il battesimo di fuoco. esso deve impregnare tutta la nostra natura. Nella liturgia del cuore lo spazio della preghiera è aperto in comunione con la moltitudine. Luogo dell’incontro tra la fame degli uomini e il desiderio di Dio. si danno alla contemplazione della vita e della Passione di Cristo. cioè l’amore in cui lo immerge lo Spirito. Capitolo primo…Poi prosegue nelle pagine 30-31 dicendo “Il dono totale del nostro cuore a Dio e il dono che Egli dà in cambio. Perché l’amore divenga la nostra vita non basta che ci tocchi nella nostra origine personale. La comunione della santa Trinità ci viene donata incessantemente nel corpo di Cristo affinché noi la condividiamo. e quelle anime che dietro suo esempio. la théosis. di cui molti sono senza speranza e senza amore. anima. e condividere sempre più la sua Umanità. in relazione agli altri e al mondo. Gesù. Questa potenza trasformante viene chiamata dalla tradizione delle chiese: la deificazione. il cuore che prega prende parte all’attesa dei poveri e alla sovrabbondanza di doni del Padre. Attraverso il battesimo e il sigillo del dono dello Spirito santo noi siamo divenuti “partecipi della natura divina” (2Pt 1. (p190-191) Entrare nel Nome del Signore Gesù: far nostro il suo amore per il Padre e la sua compassione per gli uomini. Ciò che la preghiera celebra nella fede pura e nel “silenzioso amore” è la profondità nascosta della comunione eucaristica dove la chiesa invita al banchetto tutti i poveri della storia. La preghiera “a” Gesù diviene preghiera “di” Gesù stesso davanti al Padre nella liturgia eterna.4). L’Umanità di Gesù ci mette in comunione continua e diretta col Padre nello Spirito. conoscerà il battesimo delle lacrime che lo purifica dal suo peccato. che custodiva nel suo cuore ogni parola che Dio le rivolgeva.Santa Teresa” Edith Stein cita qui un passo del Cammino di perfezione. vengono scelte di preferenza dal Signore per essere gli strumenti delle sue grandi opere nella Chiesa. Le anime che lo hanno raggiunto sono veramente il cuore della chiesa e in esse vive l’amore sacerdotale di Gesù. spirito. carne. si è assunto anche tutta questa umanità per la quale è morto ed è risuscitato.

più ci fa partecipare alla sua divinità. per divinizzarci e diventare “come Dio”. I Vangeli sono stati scritti per descriverci i sentimenti di Cristo (Fil 2. nella Chiesa la Bibbia diventa vita. Non Non si tratta di una pseudo-mistica. ma quando viene accolta e accettata. Allo stesso 53 Massimo il Confessore PG. Ero ferito dal peccato e radicalmente incapace di amare. la restaurazione e l’attesa della consumazione.101c. citato in basso alla pagina. Le sue energie divino-umane dalla Risurrezione in poi sono quelle del suo Spirito santo. che suscita e richiede la nostra risposta. la nostra umanità partecipa alla vita della santa umanità di Cristo. Nella deificazione tutto ciò che costituisce la mia natura.la nostra umanità alla sua. in certi momenti. Questo trasferimento di appartenenza non è né ideale né morale. La santità cristiana è deificazione perché noi partecipiamo nella nostra umanità concreta alla divinità del Verbo che ha sposato la nostra carne. i suoi doni e le sue acquisizioni. tutto questo non e più mio”. perché la natura umana condivide realmente la divinità del suo salvatore. ma “di colui che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2. lo si vedrà in seguito. le sue potenzialità di vita e di morte. è realistico e mistico. “Il realismo mistico della nostra deificazione è il frutto del realismo sacramentale della liturgia. O si prega sempre o non si prega mai. No si tratta neanche di moralismo. l’opera di Dio viene scolpita nei nostri cuori. Questa sua umanità Egli l’ha realizzata venendo verso di noi. non dobbiamo imitare. questo tempo nuovo in cui essa ci ha fatto entrare. la pasqua. l’economia della salvezza che è deificazione. l’esilio e il ritorno.20). affinché noi la viviamo per tutto il tempo.” “Il Figlio di Dio è divenuto uomo affinché l’uomo divenga figlio di Dio” ci dicono i padri dei primi secoli. . la liturgia celebrata ci fa vivere intensamente. Ora. in altre parole per dirci in che modo Egli ha vissuto da uomo nella nostra condizione mortale. Questo significa che. l’alleanza e il regno. i comportamenti di Gesù riportati dagli evangeli: è la tentazione primordiale sempre latente.91. ma Cristo che vive in me” (Gal 2. quando la nostra volontà ribelle si consegna al suo Spirito.5). è allora che la deificazione è all’opera. a tappe che sono: la creazione. la promessa. Questa identificazione di Gesù con l’umanità di ogni essere umano porta molto lontano nel nuovo tipo di relazione che si instaura con gli altri. La sua è una umanità nuova e santa: Gesù è il Verbo di Dio realmente incarnato. a misura della sinergia dello Spirito con il nostro cuore. i suoi limiti e il suo peccato. Ora però. “L’uomo diventa Dio tanto quanto Dio diventa uomo” 53. l’esodo. ma ecco che l’amore è nuovamente entrato nella mia natura: “Non sono più io che vivo.20). la persona rimane libera di fronte a Dio. da lontano e in modo estrinseco. È questo il mistero che noi dobbiamo cercare di riuscire a vivere. Ma per pregare sempre bisogna pregare spesso e talora a lungo. Ma al contrario è Gesù che viene a deificare questa natura umana che ha unito a sé una volta per tutte. dicono i padri del deserto.

incontra un fondamento di gloria. L’ascesi inerente alla nostra deificazione. Egli ci rende “cristi” in Cristo. “La forza creativa e formativa della liturgia” in card. Rm 8. da questa possiamo capire la chiamata alla somiglianza con Dio. la ricerca del dialogo che è attitudine fondamentale dell’uomo. Qui tutto ciò che il Verbo vive per l’uomo diventa Spirito e vita. il peccato. ossia in luce. ed. 2005. ed. L’uomo nuovo un essere liturgico. (p. L’unico ostacolo è il possesso. Lo studioso riporta diverse volte il pensiero di Jean Corbon. Lipa. A partire dalla bellezza.modo. Lo Spirito Santo restaura la nostra immagine sfigurata con tratti di fuoco. (p. ed è questo il peccato: la ricerca di sé è la rottura della relazione. 2005. Lipa. l’aggrapparsi della nostra persona agli appelli della nostra natura. per il Padre. nell’uomo. Špidlík – Marko I. Alla base della nostra natura si pongono tre questioni: La nostra origine. celato nell’economia. attraverso il Nome di Gesù. consiste. che realizzerà la deificazione.194) A livello esistenziale. Cf M. Ma il luogo e il momento in cui il fiume di vita. Di offerta in epiclesi. nel rimettere ogni volta in una dinamica di offerta ciò che tende a ricadere nella possessività. in unità con Cristo. irrompe nella vita del battezzato per deificarla. alla sorgente della nostra deificazione c’è la sinergia in cui lo Spirito è unito al nostro spirito (cf. Cristo e Signore. In queste tre direttrici dell’icona trasfigurata noi veniamo deificati nella misura in cui le più piccole pulsioni della nostra natura tendono alla comunione della santa Trinità. e di epiclesi in comunione. La nostra deificazione non è subìta ma vitale. L’economia della salvezza che scaturisce dal Padre attraverso il Cristo nello Spirito santo si effonde nella vita deificata del cristiano nello Spirito santo.e lo trasfigura in se stesso.il peccato . poiché procede inseparabilmente da lui e da noi. Dietro queste tre questioni possiamo intravedere la natura di questa immagine di gloria che è in noi. Teologia pastorale. il fuoco dell’amore che consuma il suo contrario . la vita diventa eucaristia fino a che l’icona sia totalmente trasfigurata in colui che è lo splendore del Padre. lo Spirito può allora deificarci incessantemente. per deificarci sempre lo Spirito santo deve deificarci spesso. è la celebrazione della liturgia. Roma. 400432.CAMPATELLI. un’icona del Figlio instancabilmente amato. Sull’altare del cuore l’epiclesi deve allora essere intensa perché lo Spirito possa toccare e consumare la nostra morte e il suo pungiglione. e talora in modo molto intenso. mache aspira alla Gloria. l’aspirazione alla comunione. semplicemente ma risolutamente. Noi “viviamo” allora mediante lo Spirito. Cf anche CLAUDIO GUGEROTTI. 196) La liturgia nel Lavoro e nella cultura54 54 Il tema è attuale nel nostro tempo. verso il Padre. Quando lo Spirito inizia il suo lavoro in noi e con noi. Rupnik. dato che si tratta del medesimo mistero. unico modo attraverso il quale il nostro io profondo può realizzarsi. ma spezzata e sfigurata dal peccato.16) per manifestare e realizzare il nostro essere figli del Padre. . e che è ancora sinergia di grazia. Roma.

La potenza del Signore Risorto è all’opera per liberare il suo lavoro dalla morte. “Non per risparmiargli la fatica –la Croce è sempre l’Ora di quest’opera decisiva-. Il lavoro dell’uomo e la sua cultura s’inseriscono in questa colata di Gloria. essi sono il luogo dove l’uomo e il mondo si ritrovano nella Gloria di Dio. e l’uomo ne è l’icona vivente. 202-203). Lo Spirito ci aiuta. il mondo deve essere purificato da lei.” (p. ed è proprio l’assenza della comunione che è alla radice delle ingiustizie del lavoro. questo è lavoro. gli occorre dapprima essere impregnato di luce. Nell’Eucaristia l’uomo offre il risultato del suo impegno in questo lavoro. L’arte è la ricerca della Bellezza che sola può salvare il mondo. e non nella materialità di ciò che ha fatto.203). ed è in Cristo che la somiglianza gli è data. La cultura è l’insieme delle attività dell’uomo che trasformano la natura e la umanizzano. Tutto il lavoro viene trasfigurato. ma per innalzarla come offerta allo Spirito di Vita.Il mondo è il riflesso della Gloria di Dio. e che in essa l’uomo diventa più umano. della giustizia. Per il cristiano che partecipa all’Eucaristia il lavoro trasfigurato dal suo Signore è qualcosa di reale. La Gloria della Trinità è nascosta in kenosi nella creazione. ma perché ciò sia vero. il lavoro è ancora il luogo dell’Epiclesi. Quando si tratta di ristaurare l’immagine di Dio nell’uomo e mediante l’uomo ristaurare la Gloria di Dio nell’universo. sono vissuti e trasfigurati nella domenica giorno del Signore. nlla Liturgia a essere creativi e tradurre in atto: i valori della pace. Nella prima Creazione la natura è muta e senza parola. umanizzazione della materia dove l’uomo lascia una impronta di se stesso in ogni cosa che tocca o fa. L’Eucaristia vissuta culmina nella Comunione. gratuità. 200).” (p. in Colui il cui sguardo diffonde la Bellezza. Il peccato impedisce questo incontro. Egli è alla ricerca del Volto amato che lo chiama nele profondità del suo essere” (p. La cultura è l’iconografia dello Spirito e dell’uomo. la deificazione e la liturgia del cuore sono la condizione per entrare in questa tappa di Gloria. A livello del cuore di colui che lavora. L’uomo che lavora la natura. Il frutto della cultura è di anticipare la Comunione eterna nell’umità . Perché il nostro sguardo liberi la Bellezza nascosta in tutti gli essere. “L’uomo che coltiva la creazione creca di rivelare il significato di una immensa sinfonia dove egli è ad un tempo strumento insostituibile e testimone meravigliato. se si mette sotto l’influsso dello Spirito fa vedere Dio nel suo lavoro. “La suprema attività dell’uomo è di acconsentire ad essere sposata da Verbo. Essa è rivelazione della Gloria di Dio nascosta e prigioniera nella creazione.

della carne. occorre anche il realismo della preghiera del cuore e .203) La Liturgia nella comunità umana Il realismo della liturgia. La novità della liturgia stà nel fatto che la Comunione del Regno non è più soltanto al termine della celebrazione. questo dono lo sperimentano i battezzati e lo ricevono nell’Eucaristia. Le strutture impoveriscono la società umana. dove regna la carità e l’amore. ma si passa dalla legge alla Grazia. egli ci rende sacerdoti.206) Lo Spirito rivela il Signore che viene e ci rivela anche la società come icona del Regno. Il nostro sacerdozio dovrà liberare la Comunione che è prigioniera nelle nostre società. misteriosamente. La Comunione divina trasforma un gruppo umano in Comunità animata dallo Spirito: questo è un evento fondatore della comunità. come lo è la Bellezza nella cultura. è la prospettiva del Regno. Occorre dapprima il realismo delle nostre celebrazioni sacramentali. La prospettiva proposta è quella della Liturgia eterna che penetra le nostre società umane. Lo Spirito Santo ci rivela Cristo in tutt le dimensioni della vita. mentre la comunità tra gli uomini è un ideale. Il Regno di Dio è realmente presente sempre segno dell’Amore di Dio. ma anche alla sorgente della loro presenza “in mezzo” agli uomini. Mentre il cristiano moraleggiante considera la sua vita sociale com un fatto e il Regno annunciato dal Vangelo come un ideale. la Liturgia vissuta rovescia la prospettiva: il Regno di Dio è un fatto. consiste in ciò che l’ideale diventa principio vitale. dalla famiglia fino alle relazioni tra le nazioni. non è valore. lo spirito Santo e il cuore dell’uomo diventano allora sorgente di vita: è il mistero della sinergia. Il dramma del Mistero di Cristo è di inserirsi in questa vita sociale com un paradosso: il Corpo di Cristo in cui si instaura una nuova relazione tra gli uomini non è una struttura e lo Spirito Santo anima di questa nuova relazione. la novità cristiana originale.” (p.(p. L’energia trasformante dello Spirito Santo agisce sempre nella liturgia vissuta. Non è più una struttura morale che regola vita del cristiano. e perciò con l’uomo riconciliato e con una natura ridivenuta trasparente. “Ma vivere la Chiesa in Epiclesi in tutti i nostri gruppi umani. celebrata e vissuta. dalla morale alla mistica conformata a Cristo. mette l’uomo in comunione col suo Dio. non si improvvisa. “Essa raggiunge ciò che cerca soltanto quando. Il cristiano deve scegliere il modo nel quale impegnarsi nella società.

“Bisognerebbe che facessimo nostro lo sguardo muto e stupito del ferito della parabola. ma anche mette in comunione a livello delle relazione tra i gruppi. la nostra morte non è più nostra ma è di Lui… La kenosi del Figlio assume ogni nostra sofferenza e morte di ogni povero. spogliato della Gloria di Dio. Ciò che soffre ogni essere umano è la stressa sofferenza di Gesù. Liturgia dei Poveri Il dramma della povertà non deve essere affrontato con sentimentalismi vuoti. nel decentrarle dall’”io” mortale verso il mistero dell’altro. il Verbo diviene povero nella nostra umanità.finalmente quello della Comunione nella Chiesa. allora lo Spirito Santo guarisce la realzione offrendo se stesso. ci occorre contemplare lungamente Gesù ed entrare umilmente nel silenzio del suo santo Nome.211) Questa energia dello Spirito Santo non solo mette l’uomo in comunione col suo fratello nel segno della Carità. tale è il servizio di comunione affidato alla Chiesa sotto la guida dello Spirito che l’abita. perché il povero è Gesù: in lui Dio diventa povero ed ormai il povero è Dio. I cristiani lasciano l’altare dell’Eucaristia solo per andare all’altare dei poveri. La parabola del Buon samaritano rivela chi è il mio vicino. La terza energia dello Spirito Santo è di comunicare la Comunione che ci fa esistere come Chiesa. “Il medesimo Corpo di Cristo . Un giorno tutti gli uomini saranno “suo popolo ed egli Dio-con-loro”. È nella Liturgia del cuore che si impara come divenire prossimo dell’uomo ferito. ma con realismo che ci porta alla comunione con veri sentimenti di Cristo che è il Povero Quando sposa la nostra carne. In Gesù la povertà della luce e quela delle tenebre sono assunte personalmente: ma rivestendo la povertà del peccato. Perciò questa gioia la Chiesa la deve portare al mondo. della povertà essenziale dell’uomo.” (209). La Compassione. Il suo passagio alla Risurrezione porta la gioia a tutti. una comunità aperta al Regno può nascere. e per primo passo ciò consiste nel ribaltare la relazione che prevale nelle nostre società. è Dio mio prossimo. È infatti nella nostra inserzione sociale che viene più intensamente provato il nostro senso ecclesiale. Il nostro sacerdozio ci aiuta ci porta a vivere un radicalismo nella comunione. ad immangine del suo Dio. ma sei poveri che è una persona. e della povertà del peccatore. Per questo. restaura quella dell’Amore. Perciò non si parla di povertà. si passa da una umanità di “nazioni” a quella del Popolo di Dio”. l’Unzione della Nuova Alleanza. Là dove i cristiani acconsentono a partecipare alla kenosi d’amore del Verbo e dello Spirito. la Comunione si diffonde.” (p. ai poveri e ciò viene come conseguenza della vita eucaristica.210.

imapriamo a soffrire con loro. La Croce del suo Figlio è il luogo dove sembra più assente ma dove è maggiormente donato. Lo Spirito Consolatore. “La Liturgia vissuta comincia a vivificarci a livello del cuore. colle sue energie. allora la Chiesa. Se Cristo per servire la nostra povertà è diventato come noi senza imitare i nostri comportamenti. nel nostro profondo incontro con Gesù. in questa kenosi della Chiesa che diviene nostra per la Compassione. Noi diventiamo consolatori. trasforma tutto nel suo Corpo e distribuisce la sua Comunione. essere senza forza. deve diventare povera come il suo Signore. niente Comunione né comunità. rivela Cristo. Davanti alla sofferenza innocente sembra davanti a noi che Dio è silenzioso. Per ultimo la Liturgia ha una missione negli ultimi tempi. come la Vergine Maria che ha detto “si”.che noi serviamo nel Memoriale della sua Passione e della sua Risurrezione. “Ma chi acconsente ad entrare nel silenzio della Compasisone di Gesù. Conoscere la Compassione divina diventa il movimento più profondo dello Spirito nei nostri cuori.219). del fanciullo e dell’oppresso. Queste tre energie sono . è entrare nel combattimento dell’orazione. Dobbiamo credere ed entrare in questa kenosi del Verbo e dello Spirito Santo. è partecipare alla debolezza di Dio sulla Croce. Ma la compassione non si diffonde dalle nostre emozioni. e da lì penetra la nostra natura. la nostra attività ed ogni relazione” (p. vedere questo scandalo e scoprire l’abisso della Compassione divina. della compassione” (217). La Chiesa cresce in questo modo nella comunione divina e nello spazio umano. La vera missione della Liturgia nel mondo sarebbe la realizzazione delle energie dello Spirito Santo nel modo seguente: Lo Spirito Santo. ma dal nostro cuore di cui il primo moto creatore è il perdono. si diffonde attraverso noi nel cuore dei nostri fratelli sofferenti. dell’intercessione. Invece di piangnucolare per ciò che gli altri ci fanno soffrire. Il secondo è il sentire il peso della sofferenza dell’innocente. Bisogna diventare poveri nello Spirito. niente Risurrezione né liberazione. lo abbiamo visto prima. il “gemito dello Spirito” in loro e in noi diverrà sorgente di Vita. a seguirlo fino là? C’è soltanto lo spazio di un lancio di pietra tra l’assopimento dei discepoli e l’agonia del loro Signore: superarlo. Compatire. con la preghiera sempre più continua. perché è perdonato. Senza di lei niente. Lo Spirito Consolatore ci insegna a guardare l’uomo che soffre. dobbiamo servirlo adesso nella persona dei poveri” (215) È sull’altare dei poveri che la passione di Dio diventa la Compassione della sua Chiesa per gli uomini. per servire i poveri. tale trasparenza rende possibile la comunione con i poveri.

223). Tutto parte quando i battezzati ricevono prima il dono dell’Amore di Dio nella Liturgia. la testimonianza non si improvvisa. Gesù. questo è il criterio delle espressioni autentiche della missione. è l’uomo”. testimonianza. salvando l’uomo là dove egli cerca il suo Dio. donar loro lo Spirito dando la propria vita”. nella sua condizione mortale.2: PG 7. Cf Sant’Ireneo. non ha reso nessun servizio sociale. La Missione della chiesa è di manifestare Cristo attraverso il suo essere: comunità ecclesiale di carità. sono inviati. e lo attua nella Liturgia e nella Missione. è l’uomo vivente e la vita dell’uomo è la visione di Dio… perché la Gloria dell’uomo è Dio. quella della Vergine Maria”. Adversus Haereses IV. (222) Al centro di tutto c’è l’uomo “gloria di Dio”.6). dono della prorpia vita (p.55 che il Verbo è venuto a ristaurare dificandolo. ma ricettacolo dell’energia di Dio e di tutta la sua Sapienza e di tutta la sua Potenza.20. La missione viene resa cosciente nella Chiesa. sacerdozio santo.220). lei è la Sposa. ma deve donarsi fino al martirio. La testimonianza della Chiesa deve crescere sempre e non arrendersi. (223) Il cristiano che si rallegra ricevendo le ricchezze di Cristo. “occorre una lunga intimità con il Verbo di Vita e la morte dgli uomini verso i quali ci trascina al suo seguito: vi occorre la compassione sempre rinascente. questo è il dinamismo pasquale della missione della Chiesa. neppure moltiplicando i pani. Essi. In più ancora.431ss .alla base della missione della Chiesa che è di essere “il volto umano di Dio. 20. nella Liturgia. lo Spirito.2Cor 4. là dove è ferito dalla morte. ma non possono inventare quello che devono dare. il Corpo del Signore. 55 « La Gloria di Dio. nella fame e nella sete.7 e III. Il suo servizio è divino. dove gli uomini possono riconoscere Colui che cercano e … il volto degli uomini che riflette laq Gloria di Dio (cfr. Nella liturgia l’uomo è raggiunto nello stato in cui aspetta di essere salvato. parola.” (p. (225) Altrimenti la Parola è impoverita e non giunge al peccatore per deificarlo. la Chiesa non la può fare senza il suo rapporto esistenziale con Cristo. lo devono ricevere prima. non può non cercare di comunicare Cristo che gli si è rivelato. cioè là dove Cristo si è fatto servitore degli uomini. Questa missione però. “allora la Chiesa potrà ridire a tutti gli uomini Colui che essa conserva inciso in sé. Il tesoro che viene offerto alla Chiesa è la Parola. per poi andare a comunicarlo.

cioè l’aspetto orientale e liturgico. secondo l’espressione di santa Teresa del Bambin Gesù” (p. sorgente e gratuita. Essa è il carisma nascosto della Chiesa. Dal momento in cui ella concepì il Verbo del Padre. Da una parte e dall’altra. PG 32. La Liturgia del cuore vi trova sempre qualche brace e la preghiera si riaccende nello slancio e nella fiamma dell’Epiclesi. 2002. gemito dello Spirito. questo linguaggio e questa sapienza è chiaramente riflessa nella quarta parte del Catechismo56. è cominciato per lo Spirito Santo con la Vergine Maria. si alimenta a un fuoco che non si spegne mai. intercessione. in questa chiave viene descritta come una ricchezza unica nella vita della Chiesa perché assicura questa preghiera continua. La Chiesa. In segreta comunione col gemito dei santi sotto l’altare della liturgia eterna. In questa Pentecoste ininterrotta degli ultimi tempi.). Il Padre Jean Corbon conclude con un gioiello di pensiero spirituale sulla preghiera cristiana: Nell’Epiclesi dell’Eucaristia. la sua missione. in “visitazione” presso gli uomini. le mani aperte e stese. Così avvenne fin dall’aurora della pienzza dei tempi. è la base e il nutrimento della missione della Chiesa. la Vergine Maria e Giovanni Battista. della Parola e dell’Amore.181c. La preghiera è nel cuore della Chiesa l’Epiclesi della sua Missione continua. Beyrouth. non sono che preghiera. secondo le parole di san Basilio. “Vuol dire essere l’Amore nel cuore della Chiesa. “il luogo dei santi” (liber de Spiritu Sancto. anche quando è inutile per il mondo. Questo mistero di effusione.227) L’icona della Déisis: al centro Cristo tiene con una mano il rotolo della storia (l’Agnello crocifisso e risorto) e con l’altra benedice il mondo (l’effusione dello Spirito Santo): è sempre nell’Ascensione che si rivela e si realizza il mistero della Missione.” (227) La vita Monastica. nella preghiera del cuore la Liturgia della Missione non si esaurisce mai. la preghiera del cuore è il luogo da dove lo Spirito non cessa di effondersi sugli uomini. augurando la pace. profetico e regale. ma tra le prime linee del combattimento escatologico che sostiene tutta la missione della Chiesa. ella la dona: lo Spirito invade la madre. « Apport d’une sensibilità orientale aux documents de l’Eglise Catholique ». lo Spirito Santo è.” (228) Ecco il fondamento dell’apporto del Padre Corbon. è sempre così in missione. Jean Corbon. parte “in gran fretta” per andare dalla cugina Elisabetta ed ecco che.129. .Actes du Colloque international en mémoire du P.L’Amore del Padre. il nostro sacerdozio. e il suo bimbo conosce i sussulti del Paraclito. in L’oecumenisme au service de la présence chrétienne au Moyen-Orient. Leggere e contemplare il testo del Catechismo prima o dopo la liturgia alla sorgente cambia completamente. La preghiera cristiana 56 Christoph SCHONBORN.

«La Oraciòn cristiana». affrontiamo il tema della preghiera nel senso più stretto della parola.3). “la preghiera è più che un sapere. La preghiera è un cammino che ci porta “alla conoscenza di Colui che cerchiamo”. per andare incontro al nostro tema generale. e appoggiati su altri apporti importanti del padre Corbon. « La prière chrétienne ». alleanza viva. Corbon. Il processo di crescita nella fede sotto l’azione dello Spirito in un contesto temporale e ecclesiale. e il tuo inviato. Jean. solo Dio vero. Il Padre Jean Corbon ha fatto una conferenza durante il Simposio internazionale di Teologia. la santità di natura e la dignità regale vengono dal Padre. per il Figlio unico. in Scripta Theologica 31 (1999) 733-747. Questo slancio ci fa uscire dal nostro isolamento per cercare Dio (Tu sei il mio Dio e io ti cerco. l’esperienza nella liturgia centro dell’esperienza ecclesiale. e la vita nella carità. per il Figlio che è Uno. la sua preghiera si perde nel nulla. Non si tratta più di metodi o di sudivisioni e riferimenti. Ci limiteremo ad esporresoltanto le linee generali del pensiero del padre Corbon. in fondo il nostro primo slancio nella preghiera è donato.413) . Il testo originale è in lingua francese. Che questo slancio sia di ammirazione o di lode. Ecco come inizia un suo discorso sulla preghiera. 18. formano le condizioni che permettono ai figli di raggiungere il Padre. In PrOrChr 50 (2000) 63-79.Alla luce di quanto abbiamo esposto finora. fino al Padre che è Uno. è una conoscenza. “Pregare in Cristo “Prier en Christ” è l’esperienza la più semplice e profonda della nostra esistenza di comunione col nostro Padre. suscitato da Dio. Nella SUA origine.2). che salga dall’angoscia o dalla speranza. Jean.” Se l’uomo perde di vista che Dio lo cerca per primo e dove siamo. e in senso (inverso) contrario. da Cristo Risorto che mi ha dato il suo 57 Corbon. 47 (SC 17bis. Punti di riferimento possono essere delle costanti molto evidenti: l’esperienza dei Santi.” Si tratta di un tema esistenziale. quello della nostra comunione col Padre57. esprime sempre una ricerca: usciamo di noi stessi un momento per rivolgerci verso il nostro Dio. le scuole di spiritualità. Traité du Saint Esprit. ma la sorpresa è di scoprire “che il cammino percorso da Colui che ci cerca per primo”58. allo Spirito” BASILE DE CÉSARÉE. comunione d’amore: “La vita eterna è che loro conoscano te. organizzato dall’università di Navarra (21-23 aprile 1999). Gesù Cristo” (Gv 17. ma dell’orientazione della nostra esistenza. nel senso biblico del termine. 58 “Il cammino della conoscenza di Dio parte dallo Spirito che è Uno.salmo 62. Punto di partenza della preghiera cristiana è la celebrazione della Parola di Dio e della Liturgia nella Chiesa guidata dallo Spirito Santo. il movimento della preghiera appare come uno slancio verso Dio. la bontà di natura.

perché ogni membro del Corpo del Cristo Risorto. i numeri 2559. Cela s’appelle l’aurore : Homélies liturgiques. nella comunione del suo Spirito vivificante. Editions des Béatitudes. lo spirito filiale ci unisce subito a Gesù e possiamo “conoscere” il Padre nella fede. Giovanni Damasceno ci dice che la preghiera è61 l’elevazione dell'anima a Dio. La morte. 2725). 2560. la preghiera cristiana si rivela come dono60 gratuito…” “La novità della preghiera cristiana è che ai battezzati è “dato” di conoscere e di riconoscere il Padre che li ha fatti rinascere alla sua Vita eterna.941C Questo concetto viene ripetuto all’inizio della quarta parte col titolo “La preghiera come dono” cercando definire la preghiera (Cfr. attualizza invisibilmente l’Economia di Salvezza negli ultimi tempi. Così anche ogni volta che nella nostra preghiera invochiamo il nome di Gesù. ma da dove si eleva l’anima. Il nostro cuore diventa allora l’altare di questa prodigiosa celebrazione. 2604. “Dio Discende verso di noi. 2626. perché è ecclesiale e personale. 2004. La verità della nostra comunione col Padre punto di partenza dello slancio della preghiera. 3. per elevarci a lui per Cristo. nella speranza e nell’amore. alla vita vivente. Omelia VIII sul Cantico dei Cantici. 24: PG 94. “Quando decidiamo allora di pregare. cooperatore del mistero di salvezza. Il Padre è l’origine e il termine della nostra preghiera”.” “IL cammino della conoscenza di Dio” che si vive nella preghiera. Nel fondo del nostro cuore. e la fa tramite noi. e questa attrazione è quella del suo Spirito di Comunione. e poi ritorna al Padre con noi. ci richiama anche che noi siamo attirati dalla “comunione (Koinonia) col Padre e il suo Figlio Gesù Cristo” (1Gv 1. la Santa Trinità fa la sua opera in noi. ogni morte. la preghiera cristiana. l’angoscia diventa fiducia”62. 2713. 5. 1089s) (CCC. 61 “La preghiera è l'elevazione dell'anima a Dio o la domanda a Dio di beni convenienti” (San Giovanni Damasceno. In questo senso. 59 60 Gregorio di Nizza. ci ama per primo. “La conoscenza del Nostro Padre va di inzio in inzio fino all’Inizio che avrà mai fine59. 2559) 62 Sono parole di Olivier Clément nell’introduzione alla raccolta di omelie di Jean Corbon. In ogni Eucaristia la morte e la Risurrezione di Cristo diventano nostre. perché tutti siano salvati.Spirito. nella liturgia lo Spirito Santo insegna a pregare il Padre nel suo Cristo. . “A Pasqua ogni espressione di morte è abolita. De fide orthodoxa.” La preghiera cristiana attualizza la pasqua nell’anima del battezzato. PG 44.3). Durante il tempo della preghiera. non è che passaggio dalla vita morta . e cosa intendiamo per anima nostra? L’Economia della salvezza è stata compiuta in Cristo Gesù che viene dal Padre fino a noi. si dona a noi donandoci il suo Figlio Unico e il suo Spirito. è a sua volta.

confidenza filiale. e perché ci ha inseriti in Cristo. ma la Tua Volontà”.13). Essa sarà un’elevazione nella misura in cui sarà una discesa con Gesù. conformità filiale. Il titolo di questo movimento di discesa è quello dell’umiltà63 che deve diventare una “disposizione abituale” che ci permette di accogliere l’amore del Padre. nella misura in cui accettiamo il Disegno d’amore del Padre. così fragile e nobile allo stesso tempo. 56.26) L'umiltà è la disposizione necessaria per ricevere gratuitamente il dono della preghiera: “L'uomo è un mendicante di Dio” (Sant'Agostino.”(2599). Nella scuola di Gesù impariamo a dire “si” al Padre che si compiace di suscitare in noi “il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni”(Fil 2. viene finalmente vissuta dallo stesso Figlio unigenito nella sua Umanità. dal cuore umile e contrito. trattando la preghiera del Padre Nostro anche: 2779. noi possiamo comprendere meglio e vivere la realtà della preghiera nella 63 “L' umiltà è il fonmento della preghiera. nella fiducia nella sua misericordia infinita. Ma la sorgente e il termine della nostra preghiera è il Padre. 2854.” Alla luce della preghiera dell’Ora di Gesù. manifestato nella kenosi del Figlio. 2713 (che parla della preghiera contemplativa che non può essere accolta che con umiltà). si rivela come una risposta . 64 Cfr. con e per gli uomini. “Padre. Il “Si Padre!” della preghiera di Gesù è come la traccia dove s’inserisce la nostra preghiera filiale 64. essa è comune alle tre Persone. 381). la sua Economia di Salvezza. inviato nei nostri cuori. Lo Spirito paraclito. In altri posti la parola filiale viene accompagnata da fiducia filiale. è Cristo allora che prega in noi e con noi. Questo ritorno del cuore (metanoia) sarà vero se noi cerchiamo la gioia del Nostro Padre. Preghiera del cuore Nel Nome di Gesù. La preghiera che parte dal più profondo. Nella preghiera. 9: PL 38. ma manifesta nell’economia della salvezza ciò che è caratteristico di ognuna delle Persone (le proprietà hypostatiche). diventa ritorno verso il Padre. 2728 poi parla dell'umile vigilanza del cuore Di fronte alle difficoltà della preghiera(2729-2731). che il Padre aspettava dai suoi figli. Il Padre però non è generato.”(2559) vedi anche altri posti dove il CCC parla in modo significativo dell’umiltà: 2613. nel Nome del Padre Del carattere trinitario della nostra preghiera La preghiera cristiana è una sinergia divino-umana. unito a Cristo nella sua kenosi. spirito filiale … .2599-2606) inoltre il n 2766 porta lo stesso tema. Tutto il tratto che parla della preghiera di Gesù davanti al Padre rispecchia esattamente il pensiero del Padre Jean Corbon su questo punto (nn. “Nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare”(Rm 8. 2706. Essa unisce misteriosamente le energie divine e il dinamismo della nostra libertà. Sermones. una energia di accoglienza. audacia filiale. Opera di Dio ad extra. 6.Lo slancio della nostra preghiera ci fa partecipare alla Gloria del Risuscitato. non la mia. 2631. 2628. Pregare il Padre da parte nostra. ma anche alla kenosi del Dio che ha sposato la natura umana. mentre noi non siamo che domanda rivolta verso di lui. Per quanto riguarda la preghiera filiale nel CCC: “la preghiera filiale. “senza origine” (an-arkos). ci conduce verso la verità tutta intera.

Il Padre Corbon sottolinea nel suo articolo sette costanti della preghiera ecclesiale e personale: Stare Davanti al Padre. imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì” (Eb 5. noi dobbiamo imparare a dire “grazie”. 65 Riguardo al desiderio cf.41). “Il termine greco “ascoltare” (upakoueon: sottomettersi ascoltando) prende tutta la sua forza del suo significato all’Ora di Gesù. le “distrazioni” sono una “attrazione” più forte della nostra attrazione verso il Padre. nella Risurrezione il Suo Figlio “cerca di purificare il nostro desiderio nel crogiuolo della preghiera -qui trova il suo vero significato l’ascesi cristianasvegliando la nostra sete in risposta a Colui che muore di sete e di amore per noi. È davanti al Volto del Padre che si celebra. si trova presso il Padre. Questa preghiera si realizza per eccellenza nell’Eucaristia dove lo Spirito insegna alla Chiesa come pregare il Padre con Gesù. è essenziale alla preghiera cristiana. “Pur essendo Figlio. Egli colla sua vita insegna le attitudini più profonde della nostra preghiera gradita al Padre. Essenzialmente essa è un movimento di amore e una preferenza del Padre che consiste nel grande amore che il Padre ha per noi. anzitutto il silenzio e l’ascolto. suo Signore. perché Lui conosce i nostri bisogni meglio di noi. diventiamo divisi e incapaci di ascolto. non dell’incapacità.” In questa chiave si legge l’ascolto e l’obbedienza di Abramo. Questa costante della preghiera di Gesù. per questo il Padre lo ha esaudito e lo ha salvato dalla bocca della morte. Malgrado tutto ciò il Padre continua ad avere “sete” di noi. “elevazione dell’anima a Dio”. la nostra umanità assunta da Gesù che ritorna al Padre. Come Cristo è perpetuamente in ascolto di fronte al Padre e cerca unicamente ciò che piace a Lui.8). Il silenzio di Dio quando il suo Figlio moriva sulla Croce è quello del mistero.comunione col Padre. così noi impariamo ad ascoltare nella nostra preghiera. Cosa succede allora quando la fede nell’amore di Dio non ha occupato la profondità del nostro desiderio65. . Noi saremo sempre esauditi se preghiamo il Padre nel nome di Gesù. e di cercarci. siamo abitati dalla Santissima Trinità. l’ascolto del cuore è la disposizione che lo Spirito cerca di sviluppare in noi. la nota sopra.” Come ha pregato Gesù: “Padre ti ringrazio per avermi esaudito” (Gv 11. Nella preghiera tutto si apprende nella scuola di Gesù. perché sappiamo che il più importante è la Persona del Padre e non i nostri bisogni.

diventa evidente che il movimento dell’epiclesi è essenziale alla preghiera cristiana. Partecipando all’eucaristia noi decidiamo di essere di Colui che si è consegnato per noi. La Larghezza d’Amore del nostro Padre si estende a tutti gli umani e a ognuno in maniera unica. L’Epiclesi del cuore. davanti al nostro Padre. “Padre Nostro che sei nei cieli”. Jean Chrysostome . nella celebrazione eucaristica. Nell’Eucaristia è il “Cristo che offre ed è offerto”66. sarà centrata sulla salvezza di tutti gli uomini che devono arrivare “alla conoscenza della verità” (1 Tm 2. “L’offerta è la disposizione del cuore.” In Sacrificio Spirituale. non può cogliere e trasformare l’esistenza cristiana che colla preghiera del cuore. che abbiamo celebrato nell’Eucaristia. Il battezzato è un’anima ecclesiale perché ha partecipato alla Pasqua di Cristo. comunione di amore col Nostro Padre. sotto l’influsso dell’epiclesi eucaristica. copre con larghezza d’amore il mondo intero.4). In larghezza d’Amore. In Offerta. la più povera e la più vera.1). e “di offrire le nostre persone in sacrificio vivente. Essa possiede il suo pieno significato dentro il movimento dell’Eucaristia. la più gratuita.Ritornare al Padre. come lo sarà allora la preghiera della Chiesa al nostro Padre. Se la preghiera cristiana è una risposta al Padre che ci ha amato per primo . La preghiera cristiana. santo e gradito a Dio” (Rm 12. l’esistenza cristiana consiste nel vivere nella verità del quotidiano. 66 Anaphore de s. essa sarà “la risposta” per eccellenza a tutto il Disegno d’amore. il mistero pasquale di Cristo. Il cuore che prega. nell’amore. Ciò che è celebrato in questo modo nell’Eucaristia. al Padre. La preghiera del Signore. ma dobbiamo imparare anche a perdonare. e questa diventa una condizione nella preghiera del Padre insegnataci da Gesù. col suo amore abolisce la nostra separazione dal Padre e cancella la menzogna della morte. Siamo peccatori perdonati. e ciò a causa del rapporto intimo che ha coll’Economia di Salvezza. è al culmine dell’anafora di consacrazione e alla porta della festa del Regno: La comunione. Anche noi siamo offerti insieme a lui. Solo il sangue di Cristo ci purificherà.

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