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CARTA del Forum Sociale di Firenze

Siamo singoli cittadini e cittadine, sindacati e associazioni, movimenti e realtà dell’autoorganizzazione sociale, forze politiche e sociali fiorentini che si riuniscono nel Forum Sociale di Firenze. Insieme vogliamo costruire una alleanza per contribuire a creare una nuova società che, anche nello spirito dell’Appello di Porto Alegre, sia libera da ogni logica che utilizzi il mercato e il denaro come unica e sovrana unità di misura. Esistono altre misure, tra cui la vita delle donne e degli uomini, la capacità di creare rapporti e la qualità delle relazioni umane. Noi sappiamo che insieme stiamo già ricostruendo una forma di felicità pubblica capace di sconfiggere la dispersione degli individui isolati. Ci sentiamo parte di un movimento internazionale che intende sfidare le oligarchie e le loro procedure antidemocratiche, rappresentate dalle grandi organizzazioni economiche e militari mondiali. Intendiamo condividere le nostre lotte, scambiare le nostre esperienze, rafforzare la nostra solidarietà e manifestare il nostro assoluto rifiuto delle politiche neoliberiste che si stanno diffondendo globalmente, contrastandole anche nella pratica quotidiana. La capacità di valorizzare le differenze senza trasformarle in ostacolo, ma in una ricchezza a cui attingere tutti/e, rappresenta la novità di questo movimento. A Genova, in occasione del G8, insieme abbiamo sperimentato come il mantenimento dell’attuale sistema comporti la repressione e la distruzione della democrazia e denunciamo che la dinamica repressiva è tuttora in atto, anche nel nostro paese e nella nostra città. Siamo innanzitutto donne e uomini fra altri/e donne e uomini: lavoratrici e lavoratori, spesso precarie e precari, studentesse e studenti, disoccupate e disoccupati, pensionate e pensionati. Vivendo le contraddizioni della parte più ricca del pianeta, siamo dalla parte dei popoli, delle donne e degli uomini oppressi, ovunque vivano. Siamo contro l’egemonia del capitale, la distruzione di culture e di civiltà diverse, il degrado e lo sfruttamento della natura e il deterioramento della qualità della vita causati dalle imprese, in particolare da quelle transnazionali, e dalle politiche antidemocratiche. Crediamo che la democrazia partecipativa sia utilizzabile in ogni parte del mondo, anche in Italia e a Firenze, attraverso il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione di ogni donna e di ogni uomo, a qualsiasi generazione appartengano. Siamo contro tutte le forme di nazionalismo e di integralismo etnico e religioso oggi esasperate dalla globalizzazione neoliberista che nega i diritti umani, sociali e dei popoli; vogliamo invece che ogni donna ed ogni uomo possano esprimere liberamente la propria identità di genere, culturale e relazionale. La globalizzazione neoliberista esalta tutte le forme di violenza contro le donne, ne incrementa la povertà e la mercificazione, ne nega l’autodeterminazione e quindi è fondata su un sistema maschilista e patriarcale. La discriminazione e la violenza sulle donne accomuna la parte ricca e la parte povera del mondo. Senza il contributo fondante delle donne, un altro mondo non sarà mai possibile. Riconosciamo parte della nostra battaglia i movimenti che lavorano per difendere il diritto all’autodeterminazione di ogni donna e di ogni uomo, riconosciamo le istanze di liberazione delle lesbiche e dei gay come espressioni di diritti fondamentali che non possono essere negati in nome di presunte culture locali. E’ dimensione centrale della nostra lotta che l’accesso alla possibilità di decidere sia libero per le donne come per gli uomini. La guerra e l’uso del terrorismo oggi sono motore e prodotto strutturali dell’attuale globalizzazione. La nostra opposizione implica la condanna di tutte le guerre che, oggi più che mai, sono lo strumento di conservazione, affermazione e imposizione del sistema capitalistico e dei suoi interessi economici e politici. Denunciamo che le vittime di tutte le guerre sono state, sono e saranno le popolazioni civili. La guerra è in ogni caso l’espressione della voluta rinuncia a creare rapporti e

relazioni umani e quindi rappresenta la sconfitta della politica democratica ed è strumento di compressione dei diritti individuali e collettivi nonché degli spazi di democrazia. La globalizzazione neoliberista distrugge l'ambiente, la salute e le condizioni di vita dei popoli. L'aria, l'acqua, la terra, gli animali e anche gli esseri umani sono trasformati in merce. La vita e la salute devono essere riconosciuti come diritti fondamentali, e le decisioni economiche devono essere subordinate a questo principio e non a quello del profitto. Proponiamo la ricerca di una nuova consapevolezza ecologica ed umana attraverso un’opera capillare di studio, informazione ed azione finalizzate alla ricostruzione di un’armonia tra esseri umani, animali e natura. Nel quadro della finanziarizzazione dell’economia le compagnie multinazionali, attraverso i mercati finanziari, depredano le risorse e la ricchezza dei popoli e assoggettano le economie nazionali, anche la nostra economia fiorentina, agli interessi degli speculatori. La compromissione delle principali banche italiane nei finanziamenti alla guerra è la prova della loro appartenenza a questo sistema. Reclamiamo la chiusura dei paradisi fiscali e l'introduzione di tasse sulle transazioni finanziarie come primi passi nella direzione di un controllo diretto, pubblico e democratico sulle politiche economiche. Vogliamo l’annullamento del debito pubblico internazionale dei paesi del Sud che, nato dal furto delle loro risorse, è stato pagato più volte. Le privatizzazioni, che in Italia e a Firenze stanno avendo un momento di forte espansione, consegnano i beni pubblici e le risorse collettive al capitale privato e, per questo tramite, agli speculatori finanziari. Noi ci opponiamo a ogni forma di privatizzazione delle risorse naturali e dei beni e servizi pubblici. Ci impegniamo perché venga protetto l'accesso a questi beni e servizi, e per garantire una vita degna per ogni donna e ogni uomo. Attualmente le compagnie transnazionali organizzano la produzione mondiale utilizzando la disoccupazione di massa, i bassi salari e il lavoro non qualificato e rifiutano di riconoscere i diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori. Vogliamo il pieno riconoscimento del diritto ad organizzarsi e a negoziare per mantenere e acquisire tali diritti e la piena libertà di appropriarsi degli spazi e dei tempi di vita. Il tema della mercificazione del lavoro viene assunto come fondativo, eredità nel movimento delle lotte della classe operaia novecentesca. Difendere la dignità del lavoro significa, oggi, estendere garanzie e diritti, ripensare i tempi con la riduzione dell’orario di lavoro, combatterne la precarietà anche con l’introduzione di un reddito di cittadinanza, ridefinire cosa e come produrre. La globalizzazione neoliberista porta sempre più donne e uomini alla perdita della titolarità dei diritti. Le restrizioni sui movimenti delle persone esasperano lo sfruttamento e la repressione. Una delle forme di esclusione contro cui intendiamo combattere riguarda quella che utilizza le istituzioni totali (carcere, manicomi, centri di detenzione permanente, campi rom e altre forme detentive inumane) per negare l’identità di donne e uomini non funzionali alle logiche di questo sistema. In particolare crediamo che su questo sia necessaria una vigilanza democratica continua. Il neoliberismo diffuso globalmente ha provocato la concentrazione della proprietà della terra e promosso, anche con l’utilizzo degli organismi geneticamente modificati, una agricoltura transnazionalizzata distruttiva della società, dell'ambiente e delle biodiversità. Nelle società avanzate la terra è già stata distrutta dall’edilizia indiscriminata e la speculazione ha trasformato il diritto all’abitazione e a spazi di socializzazione in un ulteriore momento di accumulazione e concentrazione della ricchezza e di lesione dei diritti fondamentali dei/delle più deboli. Siamo testimoni di come questo sia avvenuto e continui ad avvenire anche nella nostra città. Noi, Forum Sociale di Firenze, con la sottoscrizione di questa Carta, ci impegniamo a lottare per i diritti dei popoli, delle donne e degli uomini, per la libertà, l’autodeterminazione, la pace, la sicurezza, il lavoro. Al nostro interno convivono riferimenti e ambizioni differenti: la non violenza, la non obbedienza civile e sociale, il pacifismo e lo sciopero di massa sono per noi forme di lotta compatibili fra loro. Ci diamo le seguenti priorità di obiettivi e metodi:

1.

Un impegno costante contro ogni guerra in atto attraverso l’informazione, la controinformazione, la testimonianza della solidarietà ai popoli colpiti dalla guerra, tramite aiuti concreti, raggiungendo i luoghi del conflitto, manifestando nella forma non violenta e pacifica che riconosciamo storicamente attuale; 2. La partecipazione a un movimento internazionale che ha dimostrato di saper offrire un’alternativa al paradigma neoliberista, costruendo un’alleanza trasversale e sovranazionale che alla globalizzazione delle merci sostituisca l’universalizzazione dei diritti di ogni donna e di ogni uomo nel rispetto delle diversità. 3. Il rafforzamento di un movimento italiano, indipendente e trasversale, che sappia trovare e innovare i canali di comunicazione e partecipazione di tutti e tutte, per diventare forte nel paese. In questa direzione l’esperienza dei Forum locali, che hanno dimostrato la capacità di radicare la partecipazione e l’impegno sui temi e sui contenuti del movimento, testimonia l’efficacia di uno sforzo congiunto per un progetto comune. Ci proponiamo di continuare a lavorare con lo spirito che ha permesso di dar vita, a Genova, ad una delle più grandi e importanti mobilitazioni degli ultimi anni, dove le differenze si sono rivelate un punto di forza. 4. La valorizzazione delle attività di ogni realtà che converga nel Forum Sociale e che contribuiscano alla resistenza delle donne e degli uomini contro la mercificazione delle loro vite e che si contrappongano alla privatizzazione di beni e servizi pubblici essenziali anche nella nostra città; 5. L’individuazione di iniziative e obiettivi di lotta che coinvolgano un numero sempre maggiore di donne e uomini nella riconquista dell’autodeterminazione e che intercettino l’attuale desiderio di partecipazione di chi non intende delegare ulteriormente la gestione delle proprie vite a chi le gioca sui mercati del denaro e della guerra; 6. La sperimentazione di iniziative ed obiettivi che coinvolgano sempre più donne e uomini ad autodeterminare le proprie vite sia nelle relazioni sociali e personali, che nella scuola, nell’università e nella gestione del tempo di lavoro. Iniziative indirizzate ad accrescere spazi di libertà, a dispetto dei processi economici e delle barriere proprietarie che procedono invece nella direzione contraria. In tal senso intendiamo sviluppare e promuovere la partecipazione di ciascuno/a alle decisioni che riguardano tutte e tutti noi, nelle forme di democrazia partecipata che sapremo darci. 7. metodi di democrazia anche diretta interna che rispettino le differenze di genere, di orientamento sessuale, di generazione, di appartenenza e di cultura che riteniamo elementi di ricchezza; 8. La sperimentazione di percorsi di democrazia partecipata dal basso che nello “spirito di Porto Alegre” perseguano l’obiettivo del bilancio partecipato nel nostro territorio. Il metodo da perseguire dovrà essere inclusivo e di apertura verso quei soggetti che nel loro insieme compongono la Polis, in modo da rendere protagonisti i ceti popolari e i soggetti oppressi. Questa carta è stata scritta con l’intento di comprendere tutte le realtà che compongono il forum sociale di Firenze. Non è statica, anzi rimane aperta alle modificazioni che la crescita dei movimenti saprà apportare. Firenze, 2001