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LA FORMA NELLARCHITETTURA

ABSTRACT : The theme of form in architecture is a very complex issue and extended, since it could have many readings. In the text to follow, I put some points in characters and architectures that I hit, in the way that acquires Meaning Form, Function and becomes reality.

keywords : f a n t a s i a - c r e a t i v i t - f u n z i o n e - m a t e r i a - l u o g o Il tema della forma nellarchitettura un argomento assai complesso ed esteso, in quanto pu avere innumerevoli letture. Nel testo a seguire mi sono posta alcuni punti di riferimento in personaggi e architetture che mi hanno colpito, nel modo in cui la Forma acquisisce Significato, Funzione e diviene Realt. Larchitettura intesa come trasformazione del paesaggio da parte delluomo, con le sue forme disegna i luoghi e lascia un segno. Nellapproccio REGIONALISTA ledificio pienamente integrato con lambiente circostante grazie allattenzione posta nei riguardi delle risorse locali, delle caratteristiche geografiche e culturali, e con lambiente costruito esistente. La forma la condizione attraverso la quale larchitetto interpreta la realt, egli in essa imprime la sua idea, il suo modo di essere e pensare larchitettura. In principio le forme dellarchitettura hanno imitato quelle della natura, si pensi alle foglie dacanto del capitello corinzio; le volute, gli ovoli e i dardi dellordine ionico; le colonne di papiro dei templi Egizi, fino ai motivi ornamentali nell Art Nouveau o alle forme adottate da Antoni Gaud. Nellarchitettura la forma ha potuto evolversi grazie alle nuove tecniche e ai nuovi materiali che le danno aspetti sempre differenti e innovatori. Dapprima vi furono le forme massicce rese necessarie dalle costruzioni in pietra e mattone; poi sorsero le volte, gli archi, le ogive, i vani immensi, le forme libere che il cemento ha reso possibili. Successivamente le possibilit spaziali furono ulteriormente cambiate e dilatate con lintroduzione delle leghe metalliche (associate anche al vetro) che sconvolsero il linguaggio architettonico dopo la rivoluzione industriale.

LIspirazione del Maestro Munari in un suo scritto: Artista e Designer dedica un capitolo alla distinzione tra Fantasia e Creativit. Alla prima affidata una concezione pi libera, ma priva di concretezza, in quanto la fantasia quella facolt di inventare qualsiasi cosa, le

immagini mentali, senza considerarne la realizzabilit. La Creativit invece concretissima, quella capacit produttiva dove fantasia e ragione sono collegate per cui ogni suo risultato sempre realizzabile. Da questo nasce lassociazione :

FANTASIA ARTISTA

CREATIVITA DESIGNER

Da queste considerazioni, secondo me, ne deriva che larchitetto un Artista Designer. Egli con la sua fantasia supera i limiti e con la sua creativit, li vince. L Architetto colui che sviluppa la fantasia della creativit. ARCHITETTO CREATIVITA ARTISTA DESIGNER FANTASIA della

Il processo creativo sviluppato da queste capacit genera forme sempre pi affascinanti e sorprendenti non solo per aspetto estetico, ma anche in quello tecnico. L a F o r m a n o n s o l o e s t e t i c a !

Munari in un altro suo saggio: Fantasia, tratta esclusivamente del processo creativo. Molti aspetti da lui elencati, che sono oltretutto operazioni elementari, spesso si possono leggere in un progetto architettonico, in un dettaglio. Ad esempio, il capitolo dedicato a Relazioni tra ci che si conosce, pu essere letto come la ricerca che si compie sui mezzi, materiali e tecniche al fine di migliorarli (RICERCA di MIGLIORAMENTO). Qui si inserisce limportanza della conoscenza,come atto formativo, in quanto non si pu superare o migliorare qualcosa che non si conosce profondamente. Un altro aspetto da lui studiato la moltiplicazione delle parti per migliorarne la produttivit, che insieme al ridimensionamento degli elementi sono i sistemi maggiormente adottati in architettura. Ovvero spesso si tende ad usare ripetutamente lo stesso elemento ma variandone la dimensione. Esempio non banale: R. Piano , Centro Culturale J. M. Tjibaou , NOUMEA

Anche il cambio di materia un operazione di sperimentazione sviluppata in campo architettonico ed i risultati da essa generati hanno cambiato il linguaggio e il modo di progettare , si pensi alle trasformazioni del pilastro: PILASTRO (tronco di legno) PILASTRO (in cemento) PILASTRO (in pietra) PILASTRO (in ferro ) PILASTRO (in mattoni)

Il cambio di materia stata una delle operazioni che nella storia dellarchitettura ha generato il maggior numero di variazioni di FORMA ed stato applicato in vario modo e determinato soprattutto dalle risorse locali.

Al concetto di cambio di luogo si fa riferimento alluso di un modello architettonico in un sito diverso da quello originale e con eventuali operazioni di adattamento. L obl di una nave pu trasformarsi nella finestra di un appartamento. Analogamente col cambio di funzione uno stesso oggetto APPRENDE e SODDISFA una funzione diversa dalla sua natura originale, cos una vecchia stalla pu divenire unabitazione. Munari opera una descrizione del processo creativo con vari approfondimenti e ci lo si pu ritrovare sempre in qualsiasi progetto ed esso prende vita attraverso la F O R MA d e l l A R C H IT E T T U R A . FORMA = NO BRAND La forma un concetto che non va inteso solo in senso estetico, bens anche su quello tecnico. Un progetto pu essere caratterizzato ad esempio dalla particolare forma di un suo dettaglio costruttivo. Si pu sempre fare riferimento sia alla piccola che alla grande scala.

La forma deve sempre rapportarsi alla FUNZIONE (in quanto una forma esclusivamente forma ha valore artistico-scultoreo ma non architettonico). La funzionalit degli edifici deve essere una condizione indispensabile. Non considerabile unarchitettura che non derivi le proprie forme e la distribuzione dei propri spazi, dalla funzione a cui deve assolvere. Il rapporto FORMA - FUNZIONE non univoco, ci si pu chiedere : O g n i F u n z i o n e q u a n t e F o r m e

h a ?

Basti pensare alle diverse soluzioni formali (se non opposte ) di ZAHA HADID, di UNStudio, le sezioni di R. PIANO, gli schizzi di FRANK O. GEHRY. Nella societ contemporanea : Accettiamo il passato, indaghiamo il presente e immaginiamo il futuro ,, Oggi non riconoscibile un linguaggio comune (se non fosse che ci si sta rendendo conto dei limiti dellambiente, per cui il comun denominatore la sua salvaguardia). Oggi, o meglio con gli architetti odierni, si spesso di fronte alla creazione di un marchio, di un brand. Il BRAND ha delle regole da rispettare, tra le quali troviamo la riconoscibilit. Molti grandi architetti, sono professionisti che pur partendo da intuizioni geniali e interpretazioni innovative, tendono a chiudersi nel proprio modo e mondo progettuale. Si pensi a Gehry(1), alla Hadid(2), a Meier, a Libeskind(3), a Eisenman, a Fuksas, a UNStudio(4) sono tutti STARCHITECTS con BRAND per cui sempre riconoscibili.

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Fortunatamente vi sono altri Professionisti come R. Piano, il quale intenzionalmente affronta ogni progetto come una nuova sfida, con voglia di rinnovarsi ed il suo linguaggio risulta sempre diverso pur seguendo con coerenza il proprio percorso.

MODELLAZIONE AL CAD / FORMA MODERNA

La forma non pi vincolata al foglio da disegno, ovvero con i nuovi strumenti di progettazione CAD, attraverso la modellazione di superfici si possono raggiungere risultati altamente complessi, prima impensabili. stata creata la QUARTA dimensione, quella del computer, che non va sottovalutata n considerata come unica strada da percorrere in fase creativa. Il computer un mezzo che ci permette di controllare loggetto completamente, di vederlo inserito nel contesto e ci deve essere sfruttato al meglio, al fine di non creare mostri solo perch lo strumento elettronico lo permette. Lesperienza attiva e diretta non deve essere messa da parte dal progettista, perch prima del foglio (reale di cellulosa o elettronico) vi il luogo. Il processo creativo, in una progettazione, deve attraversare tutte le fasi :
LUOGO FOGLIO in CELLULOSA FOGLIO ELETTRONICO SIMULAZIONE

SIMULAZIONE =

LUOGO FOGLIO ELETTRONICO

Queste fasi permettono al progettista di avere un rapporto diretto col progetto sino alla sua definizione. Deve esserci un INTERSCAMBIO di INFORMAZIONI tra REALE e VIRTUALE affinch vi sia un ARCHITETTURA POSSIBILE e REALIZZABILE.

Lesperienza della BIENNALE DARCHITETTURA 2008 La sensazione derivata dalla visita della Biennale dArchitettura 2008 di forma indiscriminata. Aaron Betsky ha chiarito (dichiarato) pi volte che gli edifici spesso e volentieri sono brutti e

tristi, per cui in tale manifestazione stata posta lattenzione sullincontro tra limmaginazione e la realt dellarchitettura. Inoltre indica: quello che dovrebbe essere un fatto ovvio: larchitettura non il costruire. Larchitettura deve andare oltre gli edifici perch gli edifici non sono una realt sufficiente. Sono grandi e dispendiosi accumuli di risorse naturali difficilmente adattabili alle condizioni sempre mutevoli della vita moderna. Le installazioni realizzate da architetti che hanno risposto allo stimolo di Betsky ,la rendono somigliante alla Biennale dArte, e sono per la gran parte interattive, attirando e attivando lattenzione del visitatore . Nelle visioni dArchitettura presenti, c un osservazione molto attenta del presente e uno sguardo lontano nel futuro, i cui esempi pi simbolici sono la Citt per Single (5) e la Citt Stella(6).

(5)

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posto uno sguardo al passato e ripresenta Roma Interrotta(7), un progetto nato nel 1978 da Piero Sartogo e promosso dagli Incontri Internazionali dArte per ripensare una Nuova Roma intervenendo direttamente sul nucleo storico della citt.

(7)

Dietro ogni oggetto allinterno della Biennale espressa un innovazione di pensiero fondata sulla consapevolezza della condizione delluomo contemporaneo ed il tema pi indicato da affrontare in questo periodo storico che stiamo vivendo. Bibliografia : Carlo Olmo (a cura) (2008), Breviario di architettura Siegfried Giedion, Bollati Boringhieri ed., Torino

Bruno Munari, (2005), Fantasia invenzione, creativit e immaginazione nelle comunicazioni visive, Laterza ed., Roma - Bari Bruno Munari, (2004), Artista e Designer, Laterza ed., Roma - Bari