Laura Lobina IV F

Liceo scientifico “G. Brotzu”

a. s. 2011/ 2012

IL LIBERISMO ECONOMICOIL PENSIERO ECONOMICO DI ADAM SMITH
La nascita della moderna scienza economica fu il tratto più significativo della cultura britannica fra il ‘700 e l’800. Il suo fondatore fu Adam Smith che era profondamente legato all’Illuminismo. Al centro della sua riflessione c’era la concezione secondo cui l’uomo vive in un cosmo retto da leggi comprensibili, fondamentalmente orientate al benessere di ogni uomo. Smith osserva che gli individui offrono alle altre persone il loro guadagno solo per desiderio di profitto, quindi ognuno, inseguendo il proprio guadagno, in realtà contribuisce a fare in modo che tutti possano realizzare le loro necessità; come se l’egoismo dei singoli si possa convertire in felicità degli altri. Seguendo questo ragionamento, lo Stato deve astenersi dalla dinamica economica che deve essere governata solo dalla legge della domanda e dell’offerta che determinerà il costo delle merci. Questo è il primo pilastro del liberismo, la dottrina di cui Smith si considera il fondatore, che è in accordo con il liberalismo: infatti l’orientamento politico liberale attribuiva un ruolo centrale alla proprietà privata che trovava la sua giustificazione e legittimità nel lavoro del singolo. Il secondo pilastro è il concetto di libero scambio che significa la rinuncia, da parte dei governi, di ostacolare la libera circolazione delle merci e dei prodotti. Secondo Smith l’ordine economico internazionale si deve basare sulla divisione del lavoro, cioè sullo svolgimento, nei vari Paesi, di attività fondamentali che permettano lo scambio delle merci. Un grave ostacolo per questo era il protezionismo.