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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
domenica 28 agosto 2011

Unicuique suum
Anno CLI n. 197 (45.842)
.

Citt del Vaticano

Bombardata da caccia britannici la citt di Sirte ritenuta il nascondiglio del colonnello Gheddafi

I ruderi delle abbazie cistercensi nel verde delle campagne inglesi

In Libia uno scenario di morte e orrore


TRIPOLI, 27. In Libia si allunga a dismisura la lista delle violenze e delle crudelt. Oltre alle notizie di esecuzioni sommarie, vendette, uccisioni e stupri, c da segnalare il ritrovamento di pi di duecento cadaveri allinterno dellospedale Abu Salim di Tripoli, abbandonato da medici e infermieri dopo gli attacchi delle truppe fedeli al colonnello Gheddafi. Morti di stenti, o uccisi dal regime, secondo la denuncia della Bbc. Un giornalista dellemittente britannica infatti riuscito a entrare nel nosocomio, descrivendo uno scenario di orrore e di morte. Venticinque cadaveri erano sui letti. Gli altri sono invece stati trovati sparsi nei diversi reparti dellospedale. Diciassette sopravvissuti in gravissime condizioni sono stati subito trasferiti dalla Croce Rossa in un altro presidio sanitario della capitale. La struttura ospedaliera, costellata di fori di proiettili e rimasta isolata per sette giorni, una delle macabre scoperte avvenute dopo la liberazione di uno dei quartieri a sud della capitale, saldamente nelle mani dei lealisti fino a tre giorni fa, quando c stato lattacco definitivo degli insorti. Si teme, per, che dentro altre sale dellospedale possano esserci altri cadaveri. Il capo delle operazioni per la liberazione della capitale libica, Abdel Majib Mlegta, ha confermato che a Tripoli, nelle ore prima della caduta del regime, ci sono state delle vendette. A Bab al-Aziziyah, ha spiegato, c stato un eccidio di prigionieri di guerra, con pi di 150 morti. Le guardie riferisce lagenzia Ansa avrebbero ucciso i detenuti facendo esplodere delle granate allinterno delle celle prima di fuggire, in quello che diversi esperti non hanno esi-

Bussole di pietra orientate verso Dio


di FERDINAND O CANCELLI on capita spesso nelle campagne italiane di potersi muovere liberamente attraversando il verde dei campi su sentieri di erba appena tagliata: tracce di libert che parlano di uomini e donne il cui lavoro, attraverso i secoli, ci ha regalato anche il panorama che ci circonda. Ma nel vento dello Yorkshire tutto diverso. Il caldo, le recinzioni, i cani da guardia spariscono, spazzati via insieme alle nuvole che non riescono a trattenersi pi di un secondo sulla stessa grassa zolla di terra. Solo le pecore, quelle strane pecore candide dal muso colore della cenere, osservano: curiose e pacifiche nel voltarsi a guardare noi che camminiamo a poca distanza, ondeggiano lentamente con lerba mossa nellaria tersa. Fountains, Rievaulx, Jervaulx: cosa nascondono nomi come questi a chi ci giunge ottocento anni in ritardo rispetto al loro fiorire pi bello? Ogni pietra parla di Lui, ogni arco porta a Lui, ogni finestra sbrecciata lascia intravedere il Suo cielo dietro al nostro. A malapena si distinguono i luoghi che in un passato lontano hanno ospitato intense preghiere, sonni interrotti, freddi pungenti, enormi fatiche, lunghe diatribe, piccole lettere e grandi pensieri. Le abbazie cistercensi inglesi spuntano proprio cos tra i campi verdissimi, come un imprevisto, come un ostaco-

lo che nessuno ha voluto o potuto rimuovere del tutto dalle praterie della storia tante volte insanguinate. E parlano un linguaggio profondo, forse non sempre facile da capire per chi lo ascolta distratto: il linguaggio di un Dio che pu suscitare i suoi figli anche da quelle pietre, anche da quei ruderi eloquenti che si ergono come pietra dinciampo sulla via di chi pensava di avere tutto previsto, di avere calcolato con cura ogni passo. E cos ancora oggi, in Inghilterra, chi ha perso il sentiero lo pu ritrovare tramite quelle pietre del cuore, bussole sgretolate ma ancora perfettamente orientate alleterno Oriente delluomo.

Un uomo accusato di essere un mercenario di Gheddafi tenuto sotto la minaccia delle armi (Reuters)

tato a definire un vero e proprio omicidio di massa. Intanto, Muammar Gheddafi potrebbe essersi nascosto a Sirte, la sua citt natale. Lo hanno indicato fonti dellEliseo citate dalla stampa francese. Unipotesi accreditata anche da Abdessalam Jalloud, ex numero due del regime. Aerei da combattimento britannici sono cos tornati a colpire Sirte, prendendo di mira in particolare un

vasto complesso fortificato, dove si ritiene possa nascondersi il rais. La citt continua a resistere. Stamane, un convoglio di sei autovetture blindate ha attraversato la frontiera tra la Libia e lAlgeria. Lo ha fatto sapere lagenzia di stampa egiziana Mena. Al momento non stato possibile verificare la notizia, n chi ci fosse a bordo delle auto, ma le fonti ipotizzano che alti uffi-

Chiusi aeroporti, metropolitana e ponti per limminente arrivo delluragano Irene

2011: fuga da New York


WASHINGTON, 27. Anche se oggi stato declassato da categoria tre a uno (su una scala di cinque), luragano Irene continua a essere molto pericoloso, con venti fino a centocinquanta chilometri orari. Lo ha precisato il Centro nazionale degli Stati Uniti per gli uragani, come riferisce lemittente britannica Bbc. Lindebolimento di Irene luragano grande quanto la California, che il presidente Barack Obama ha definito di portata storica era stato previsto dagli esperti. Luragano si abbatter in giornata sulle coste della Carolina del Nord, per poi riprendere forza e dirigersi verso New York, dove il sindaco, Michael Bloomberg, ha dichiarato lo stato di emergenza e ordinato lo sgombero obbligatorio di oltre 250.000 persone dalle zone pi a rischio, quelle vicino alla costa: dal sud di Manhattan a Staten Island; da Coney Island alle aree di Brooklyn e Queens, che si affacciano sullEast River e sullHudson. Lintera rete della metropolitana di New York stata chiusa, cos come tutti i ponti che collegano lisola di Manhattan alla terraferma. Anche i tre principali aeroporti Jfk, La Guardia e Newark sono stati fermati, con la cancellazione di centinaia di voli nazionali e internazionali. Pure lAlitalia ha cancellato molti voli per gli Stati Uniti. Pioggia e vento hanno cominciato gi a sferzare la costa a Outer Banks, localit turistica della Carolina del Nord, dove sono state segnalate onde consistenti. Lautorit nucleare statunitense ha subito avviato un monitoraggio straordinario e ispezioni supplementari nelle nove centrali nucleari che si trovano lungo il percorso delluragano.

ciali libici o addirittura lo stesso Gheddafi con i figli possano aver lasciato la Libia. Non stato nemmeno possibile contattare le autorit algerine per un commento ufficiale. Malgrado le disfatte subite e gli incessanti raid aerei della Nato, i lealisti non hanno esitato a contrattaccare a Tripoli, ingaggiando un violento scontro a fuoco con gli insorti nei pressi dellaeroporto, che hanno poi bombardato. I ribelli hanno per annunciato che controllano ormai il novantacinque per cento della capitale. Il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) prosegue comunque per la sua strada, annunciando che da ieri la sua nuova sede non pi Bengasi, ma Tripoli, dove il Governo-ombra ha tenuto la prima seduta.

Labbazia di Rievaulx

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dellArcidiocesi di Ciudad Bolivar (Venezuela), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Medardo Luis Luzardo Romero, in conformit al can. 401 1 del Codice di Diritto Canonico. Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Nevers (Francia), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Francis Deniau, in conformit al canone 401 1 del Codice di Diritto Canonico.

La nuova edizione del celebre saggio filologico di Victor Klemperer sul linguaggio del Terzo Reich

Il lessico del male


ANNA FOA
A PAGINA

Provviste di Chiese
Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Metropolita di Ciudad Bolivar (Venezuela) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Ulises Antonio Gutirrez Reyes, O. DE M., finora Vescovo di Carora (Venezuela). Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Nevers (Francia) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Thierry Brac de la Perrire, finora Vescovo Ausiliare di Lyon (Francia).

Pietro in visita a Madrid nella dimora del diacono Lorenzo

Il fuoco nascosto dellEscorial


MARCO AGOSTINI
A PAGINA

La solidariet del Papa allOnu e al Paese africano

Era arcivescovo emerito di Toronto

Dopo lattentato di Abuja si temono nuove violenze in Nigeria


ABUJA, 27. stato rivendicato dal gruppo terroristico Boko Aram lattentato dinamitardo compiuto ieri contro la sede delle Nazioni Unite ad Abuja, capitale della Nigeria: venti i morti e pi di settanta i feriti. Lo scorso giugno il gruppo Boko Aram aveva perpetrato un altro attentato ad Abuja: una bomba era stata fatta esplodere allinterno del parcheggio del quartier generale della polizia. Pi di dieci persone rimasero uccise. In due telegrammi a firma del segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone fatti pervenire rispettivamente al segretario generale dellOnu, Ban Ki-moon, e al presidente della Nigeria, Jonathan Goodluck Benedetto XVI formula le proprie condoglianze e rivolge un appello a coloro che scelgono la morte e la violenza affinch abbraccino, invece, la vita e il dialogo rispettoso. Intanto la comunit internazionale ha espresso unanime condanna per lattentato. Il presidente statunitense, Barack Obama, lo ha definito orribile e vigliacco. Si teme ora una escalation della violenza nel Paese. Come ricordano gli osservatori, il gruppo Boko Haram da tempo rappresenta una seria minaccia per la sicurezza nel territorio. A tale cellula terroristica, infatti, vengono attributi numerosi attentati, soprattutto nel nordest della Nigeria. Nella ricostruzione della dinamica dellattentato, gli inquirenti hanno indicato che a provocare la deflagrazione stata unauto, carica di esplosivo, e guidata da un attentatore suicida. Da principio si era pensato a una bomba. Nel rivendicare lattacco, un portavoce di Boko Haram ha detto, alla Bbc, che lOnu rappresenta uno degli obiettivi principali della loro lotta.

Il Pontefice per la morte del cardinale Ambrozic


Venerd 26 agosto morto il cardinale canadese, di origine slovena, Aloysius Matthew Ambrozic, arcivescovo emerito di Toronto. Il Papa ha inviato allarcivescovo di Toronto Thomas Collins il telegramma che pubblichiamo in una nostra traduzione. La notizia della morte del Cardinale Aloysius Ambrozic, Arcivescovo Emerito di Toronto, mi ha profondamente rattristato. Porgo a Lei, al clero, ai religiosi e ai laici dellArcidiocesi le mie sentite condoglianze e vi assicuro delle mie preghiere. Ricordo con gratitudine la dedizione del Cardinale e il suo servizio alla Chiesa nel suo Paese dadozione. Mi unisco a lei e a tutti coloro che lo piangono, inclusi i membri della famiglia del Cardinale, nellaffidare la sua nobile anima alla misericordia infinita di Dio, nostro Padre amorevole. A tutti coloro che sono riuniti per le esequie solenni, imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica quale pegno di pace e di consolazione nel Signore. BENEDETTO
PP. XVI

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Lettere del Papa a tre cardinali suoi inviati speciali


PAGINA 8

Analogo telegramma stato inviato dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato.
LA BIO GRAFIA DEL COMPIANTO CARDINALE A PAGINA 7

Un segnale indica la via di sgombero (Reuters)

pagina 2

LOSSERVATORE ROMANO
Nellatteso discorso a Jackson Hole il presidente della Fed rinvia a settembre gli incentivi alleconomia

domenica 28 agosto 2011

Bernanke il temporeggiatore
I mercati europei chiudono in calo appesantiti dai timori di recessione
WASHINGTON, 27. Ben Bernanke delude chi ancora credeva in un nuovo round di allentamento monetario: il presidente della Fed lascia aperta la porta a nuovi aiuti alleconomia, ma rimanda tutto a settembre. La ripresa debole ma si rafforzer e lAmerica non sembra avere bisogno di aiuti. Parole pesanti, anzi pesantissime: una doccia fredda per i listini europei e americani. Il discorso di Jackson Hole non ha rivelato nulla di nuovo: le difficolt ci sono, e sono tante, tra cui in primis il lavoro. La Fed secondo Bernanke ha tutti gli strumenti per sostenere la ripresa ed pronta a impiegarli. Continueremo a valutarli nella prossima riunione, che stata prolungata di un giorno, il 20 e 21 settembre. Unestensione che lascia aperta la porta a nuove misure e che, secondo gli analisti, stata decisa per raggiungere un consenso in un consiglio direttivo ancora spaccato. Bernanke non ha illustrato nel dettaglio gli strumenti a disposizione della Fed e le condizioni con le quali la banca potrebbe dispiegare il proprio arsenale finanziario, mantenendo alta la pressione su Washington, che invita a completare le azioni intraprese e ad affiancare la politica monetaria con politiche efficaci. Ma secondo Bernanke la politica monetaria non pu fare molto per leconomia nel lungo termine: da qui linvito al Congresso a mettere i conti pubblici americani su una traiettoria sostenibile senza danneggiare la ripresa. Molte delle politiche che sostengono una crescita economica forte nel lungo termine sono fuori dai poteri della Banca centrale ha tagliato corto il presidente. Tuttavia, Bernanke ottimista sul lungo termine: la crisi e la recessione non hanno segnato in modo permanente i fondamentali delleconomia americana. Ci attendiamo che una ripresa moderata continui e si rafforzi nel tempo ha aggiunto. Le Borse non hanno reagito benissimo. Dopo un brusco calo quando il presidente della Fed ha preso la parola le piazze europee hanno recuperato poco per volta: londata ribassista si placata, e le perdite sono state contenute, con Milano che ha lasciato sul terreno lo 0,97, Parigi l1,01, Francoforte lo 0,84, Londra lo 0,02 e Zurigo lo 0,71. Wall Street ha avuto pi tempo per digerire il discorso di Jackson Hole e ha chiuso in rally: lindice Dow Jones salito di 134,32 punti, pi 1,21 per cento; il Nasdaq avanzato di 60,22 punti, pi 2,49. Lo S&P 500 ha messo a segno un progresso di 17,53 punti, pi 1,51 per cento.

Il pil americano cresce meno delle attese


NEW YORK, 27. Il pil (prodotto interno lordo) degli Stati Uniti nel secondo trimestre del 2011 aumentato dellun per cento dal primo al secondo trimestre. Laumento sotto le attese. La variazione del pil annualizzata (la variazione trimestrale cio moltiplicata per quattro). Nel primo trimestre, riferisce il dipartimento del Commercio, il pil reale era aumentato dello 0,4 per cento. Le stime odierne sono basate su una serie di dati pi completa di quella che era disponibile per la stima preliminare diffusa il mese scorso. Nella stima preliminare la variazione era dell1,3 per cento. Laumento del pil reale riflette contributi positivi dagli investimenti fissi non residenziali, dalle esportazioni, dalle spese per consumi personali e dalle spese del Governo federale, che sono state in parte compensate da contributi negativi dalla spesa dei Governi statali e locali e dallinvestimento nelle scorte da parte dei privati. Le importazioni, che vengono sottratte nel calcolo del pil, sono aumentate. Laccelerazione del pil nel secondo trimestre riflette la decelerazione delle importazioni, laumento della spesa federale e unaccelerazione negli investimenti fissi non residenziali, parzialmente compensate da decelerazioni nelle spese per consumi personali, nelle esportazioni e da un calo degli investimenti nelle scorte. Intanto, il presidente Barack Obama e il direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, si sono detti daccordo sulla necessit di politiche che spingano la crescita nel breve termine assicurando il risanamento fiscale nel medio-termine. Nel loro primo colloquio da quando Lagarde diventata direttore generale del Fmi, i due leader hanno trattato dei massimi temi attuali dello scenario economico. Ma il dibattito sulle riforme al Congresso sempre pi vivace. Il discorso di Bernanke a Jackson Hole segnala che il Congresso deve agire: servono politiche a sostegno della crescita ha detto il numero tre dei democratici in Senato, Charles Schumer.

Per Merkel la sola ricetta lausterit sui conti


BERLINO, 27. I Paesi dellarea euro che hanno un debito ingente devono fare il loro dovere. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ribadisce la necessit per lEuropa di tenere i conti in regola. In un discorso a Brandeburgo, secondo quanto riferisce lagenzia Bloomberg, Merkel non ha fatto sconti a nessuno e riproposto la sua ricetta anticrisi: lausterit. Il cancelliere, che ha nuovamente espresso parere contrario sugli eurobond, ha poi accusato i mercati di cercare di tenere sotto ricatto i Governi e ha sottolineato che la moneta unica un fatto positivo per la Germania. Dopo che gli Stati hanno salvato le banche ha affermato Merkel i mercati finanziari stanno di nuovo tentando di ricattare gli Stati e dicono loro voi avete fatto troppo debito. La soluzione, ha proseguito Merkel, spingere i Paesi che sono fortemente indebitati a fare il loro dovere e ridurre il debito. Secondo Merkel, infatti, unEuropa con una moneta unica ha bisogno di doveri comuni. Pochi giorni fa, il cancelliere ha chiesto che sia la Corte di giustizia europea a vigilare sui conti degli Stati.

Il presidente della Federal Reserve (Ansa)

Luned laudizione di Trichet, Juncker e Rehn

Gli analisti prevedono tensioni in Borsa

Bruxelles considera lopzione Eurobond


BRUXELLES, 27. Per il Parlamento europeo sono gli eurobond e una forte governance economica il solo modo per fare un salto in avanti e superare la crisi del debito pubblico europeo. E saranno questi insieme alla Tobin tax e al lancio dellagenzia europea di rating i principali temi su cui verteranno le domande che i parlamentari Ue faranno luned prossimo al presidente della Banca centrale europea, JeanClaude Trichet, al presidente dellEurogruppo, Jean-Claude Juncker, e al Commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Olli Rehn. Gli eurobond sarebbero titoli pubblici congiunti a livello di eurozona. Titoli che sarebbero garantiti non da un solo Stato, ma da tutti i Paesi delleurozona. La copertura comunitaria darebbe maggiori garanzie agli investitori. chiaro spiegano gli analisti che gli eurobond gioverebbero soprattutto agli Stati con i conti non in regola.

Nuove incognite sulla Grecia


Ad Atene la missione della troika Ue-Bce-Fmi
ATENE, 27. Crescono le incognite sulla realizzazione del nuovo piano di salvataggio della Grecia da 160 miliardi di euro definito lo scorso luglio. Mentre i partner dellEurogruppo sono ancora alla ricerca di una difficile soluzione del caso Finlandia, a causa delle garanzie supplementari chieste da Helsinki per prestare soldi ad Atene, nuove nuvole si addensano allorizzonte sul fronte della partecipazione dei privati alloperazione. Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, ha scritto ieri a 57 colleghi di tutto il mondo chiedendo la loro collaborazione per convincere gli investitori (banche, assicurazioni, fondi) ad aderire al programma di scambio tra vecchie e nuove obbligazioni pubbliche previsto dal piano Ue per allungare la vita del debito greco. Perch, se ladesione non arriver al novanta per cento dei titoli interessati in circolazione lavvertimento lanciato da Atene la Grecia non proceder alla transazione. E il piano Ue salter, almeno per la parte relativa al coinvolgimento dei privati, proprio quella voluta a tutti i costi dalla Germania. Il programma sulle obbligazioni riguarda 81 emissioni di titoli del debito pubblico che scadono entro il 2020. Il controvalore del novanta per cento di questi titoli pari a 135 miliardi di euro. Tutti i Paesi dellEurozona, le istituzioni e le banche internazionali partecipano al piano ha scritto Venizelos ai suoi colleghi per convincere chi ancora si mostra riluttante ad aderire alloperazione di scambio. In questottica stato anche esteso al 20 ottobre il termine entro il quale portare a compimento loperazione. Intanto, crescono i timori di nuove tensioni sui mercati quando, a partire dalla prossima settimana, lattivit sui mercati torner a pieno regime. Ad alimentare un clima di incertezza su cui pesa sempre pi anche il rallentamento della crescita economica, ci si messa pure la partita che si sta giocando, sempre sul fronte del salvataggio della Grecia, tra Finlandia e il resto dei Paesi euro. Helsinki ha fatto sapere due giorni fa che non intende rinunciare al principio delle garanzie supplementari sul prestito ad Atene possibilit, inoltre, prevista dalle conclusioni del vertice di luglio anche se disponibile a negoziare sulle sue modalit. Una posizione che la Germania di Angela Merkel ritiene, anche per motivi di politica interna, inaccettabile e che quindi critica. Questo perch stando al giudizio di Berlino la decisione di Helsinki rischia di creare una catena di analoghe domande da parte di Paesi come lOlanda, lAustria, la Slovenia e la Slovacchia, mettendo a repentaglio tutta larchitettura del nuovo piano salva-Grecia. Per essere operative spiegano gli analisti le garanzie alla Finlandia devono per ricevere lapprovazione dellintero Eurogruppo e quindi il confronto in atto sta di fatto bloccando tutta loperazione. In ogni caso da luned una nuova missione della troika Ue-Bce-Fmi sar ad Atene per fare il check up dei conti greci in vista della concessione della prossima tranche del prestito da 110 miliardi di euro concesso nel maggio del 2010. Tutto dipender dal responso.

LUcraina non ha bisogno di finanziamenti dellFmi


KIEV, 27. LUcraina, al momento, non ha bisogno di ricevere finanziamenti dal Fondo monetario internazionale (Fmi). Lo ha affermato il premier ucraino, Mikola Azarov, dopo che lFmi ha deciso di rimandare da fine agosto a fine ottobre la visita a Kiev di una propria delegazione. Il Fondo monetario prevede un programma di prestiti da 15 miliardi di dollari per lUcraina, ma questanno ha bloccato i finanziamenti perch Kiev non ha ancora messo in atto alcune riforme richieste dallFmi, tra cui quella delle pensioni, che stata approvata dal Parlamento a inizio luglio e che entrer in vigore il primo settembre, se firmata dal presidente. Il premier ucraino ha poi affermato che la cooperazione tra Kiev e il Fondo monetario internazionale non solo sta continuando, ma si sta sviluppando. Il Governo di Kiev sta anche cercando in queste ore un compromesso con Mosca sulla partecipazione allUnione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan. Lo ha confermato il presidente ucraino, Viktor Ianukovich, citato dallagenzia russa Interfax. Rispondendo al presidente russo, Dmitri Medvedev, che recentemente aveva definito impossibile un ingresso solo parziale di Kiev nellUnione doganale, Ianukovich ha affermato che lUcraina ha una propria posizione, che prevede la difesa degli interessi nazionali attraverso una politica basata sul pragmatismo. E proprio per questa ragione, ha detto, necessario trovare dei compromessi. LUcraina, politicamente divisa tra Russia e Occidente, temendo di compromettere la propria integrazione europea, nei mesi scorsi ha pi volte ribadito il proprio parere negativo allingresso nellUnione doganale guidata da Mosca, dicendosi per disponibile a creare una zona di libero commercio con la stessa Unione doganale, secondo la formula del tre pi uno.

Il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Olli Rehn (Epa)

Total verso la cessione dei siti petroliferi francesi


PARIGI, 27. Il gruppo petrolifero francese Total in procinto di vendere le proprie attivit di esplorazione e di produzione in Francia: lo ha rivelato il Bollettino dellIndustria Petrolifera (Bip), mentre la societ non ha voluto commentare la notizia. In particolare, secondo le indiscrezioni, quattro giacimenti nella regione di Parigi e un campo in Aquitania dovrebbero essere trasferiti alla societ canadese Vermilion. Ai francesi della Geopetrol andranno invece i campi Total, sempre in Aquitania, di Lagrave e di Pecorade. Non invece specificato il futuro dei siti di Lanot e di Meillon, mentre il sito gasifero di Lacq dovrebbe essere trasferito a Vermilion nel 2013, quando limpianto del trattamento del gas verr fermato, secondo quanto scrive il Bollettino. Total ha iniziato lo sfruttamento di questo giacimento nel 1957. La cessione dei siti di produzione francesi da parte di Total secondo quanto scrive il quotidiano economico Les Echos appare abbastanza logica, visto il livello molto basso della sua produzione di petrolio in Francia. Il gruppo francese ha estratto 21.000 barili di olio equivalente al giorno nel 2010, contro i 25.000 barili/giorno nel 2008.

Volkswagen investe nelle energie rinnovabili


BERLINO, 27. Il gruppo automobilistico Volkswagen prevede di investire nei prossimi ventiquattro mesi circa due miliardi di euro nel settore delle energie rinnovabili. La notizia stata pubblicata ieri sul quotidiano tedesco Financial Times Deutschland (Ftd). Secondo il giornale, che cita una fonte vicina ai negoziati, la Volkswagen si prepara a investire in un parco eolico marino e starebbe negoziando con quattro societ del settore per scegliere un partner entro la fine dellanno. Secondo il Financial Times Deutschland, il parco eolico dovr avere una capacit iniziale di 200 megawatts. Volkswagen ha anche conseguito ottimi risultati per quanto riguarda lecologia delle proprie vetture. Secondo i dati diffusi dalla stessa casa tedesca, un recente studio avrebbe dimostrato come le auto e i veicoli destinati al mercato delle flotte aziendali abbiano non solo soddisfatto, ma addirittura superato le richieste dellUe in merito alla riduzione delle sostanze inquinanti emesse nellaria. Nella prima met del 2011, infatti, le flotte caratterizzate dalla presenza di mezzi Volkswagen hanno fatto registrare una media di emissioni di anidride carbonica ben al di sotto del limite richiesto da Bruxelles.

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domenica 28 agosto 2011

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 3

Da parte delle Nazioni Unite

Russia e Cina si oppongono a una condanna della Siria


DAMASCO, 27. Russia e Cina si oppongono a ogni ipotesi di risoluzione dellOnu che imponga sanzioni contro il regime del presidente siriano, Bashir Al Assad. Mentre alcuni membri del Consiglio di Sicurezza Gran Bretagna e Francia (membri permanenti) Germania e Portogallo hanno preparato una bozza con misure meno severe di quelle adottate da Washington, lambasciatore russo al Palazzo di Vetro, Vitaly Churkin, ha lasciato intendere che Mosca pronta a imporre il veto. Alla decisione di Russia e Cina potrebbero unirsi stando al parere degli analisti anche Brasile, India e Sud Africa. Mosca intenderebbe proporre una propria bozza di risoluzione priva di misure sanzionatorie. La missione umanitaria delle Nazioni Unite ha concluso ieri la sua visita in Siria sottolineando lurgenza di proteggere i civili dalle violenze che continuano a segnare il Paese. Lo ha sottolineato Farhan Haq, portavoce dellOnu. Haq ha spiegato che la missione il cui compito fondamentale era quello di stimare il numero di sfollati e i loro bisogni non ha rilevato una crisi umanitaria di dimensioni nazionali, ma c urgenza di proteggere i civili, molti dei quali non vedono di buon occhio la presenza massiccia di truppe dellesercito nelle strade delle citt. Durante la visita, la situazione si fatta particolarmente tesa nella cittadina di Homs: gli esperti del Palazzo di Vetro sono stati allontanati perch era in pericolo la loro sicurezza. Qualche giorno fa il Consiglio Onu per i diritti umani, che ha sede a Ginevra, ha dato mandato per unaltra missione questa si concentrer sulle violazioni del diritto internazionale e non sulla situazione umanitaria e far rapporto allo stesso Consiglio entro novembre. Sul terreno, la situazione resta molto tesa. Ieri nuove manifestazioni si sono svolte nei principali epicentri delle proteste, anche se stando agli osservatori citati dalla stampa la partecipazione popolare stata inferiore rispetto alle settimane precedenti. Gli scontri, tuttavia, non sono mancati. Quattro civili sono stati uccisi, secondo i Comitati di coordinamento locali: due a Deir Ezzor, nella regione orientale al confine con lIraq; uno a Maarrat an Numan nella regione nord-occidentale di Idlib al confine con la Turchia, e un altro nella regione centrale di Homs.

Israele autorizzer lingresso di truppe egiziane nel Sinai


TEL AVIV, 27. In deroga agli accordi di smilitarizzazione del Sinai, Israele incline ad autorizzare lingresso nella regione di migliaia di soldati egiziani per mettere fine alle attivit dei gruppi terroristici che si avvalgono del sostegno di trib beduine. Lo ha dichiarato ieri allEconomist il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, al termine di due settimane di alta tensione nella regione. Ma le parole di Barak hanno gi innescato polemiche in Israele: soprattutto alla Knesset, dove c chi ritiene che il Governo non possa alterare arbitrariamente quanto stabilito negli accordi di pace di Camp David (1978). Riferendosi alle ripercussioni degli attentati terroristici condotti la settimana scorsa a nord di Eilat, Barak ha reso noto che Israele autorizzer lingresso nel Sinai di nuove truppe egiziane, nonch di elicotteri militari e di mezzi corazzati leggeri. LEgitto non potr invece introdurre carri armati. In un ulteriore gesto di distensione verso Il Cairo, Israele ha confermato limpegno a condurre insieme con lesercito egiziano una dettagliata ricostruzione dei recenti episodi di violenza al confine, in cui cinque guardie di frontiera egiziane sono rimaste uccise. Intanto, secondo lintelligence israeliana, resta elevato il livello di allarme su possibili atti terroristici. Lo ha confermato un comunicato ufficiale diffuso ieri.

Il presidente afghano durante una recente cerimonia pubblica (Reuters)

Una missione diretta ad alimentare prospettive di pace nella regione

Karzai in Arabia Saudita


RIAD, 27. una missione diretta ad alimentare prospettive di pace nella regione quella del presidente afghano, Hamid Karzai, in Arabia Saudita. previsto un incontro con il re, Abdullah Ibn Abd El Aziz. Prioritaria, nellagenda, la valuzione della crisi afghana. Da tempo, ricordano gli analisti, lArabia Saudita ha offerto la propria disponibilit ad aiutare Kabul a uscire dallimpasse. E Karzai intende, in occasione della visita, avere conferma di questa disponibilit. Il ritiro delle truppe della coalizione internazionale dallAfghanistan cominciato a luglio e dovrebbe terminare nel 2014, quando le forze di sicurezza afghane avranno la piena responsabilit del presidio del territorio nazionale. In questo scenario particolarmente importante che il dialogo con gli insorti che accettino di deporre le armi prosegua. Per questo motivo Karzai ha creato, lo scorso anno, un alto consiglio per la pace, incaricato di intavolare il negoziato, per ora senza particolare successo. Da tempo il presidente afghano sta cercando di convincere i miliziani ad accettare qualche forma di dialogo, nellambito del tanto sospirato processo di riconciliazione. Fino a questo momento, tuttavia, lofferta di Karzai stata respinta. Non solo. I talebani continuano a tessere la loro azione destabilizzante, fatta anzitutto di attacchi e di imboscate. Anche la comunit internazionale, seppure con le dovute riserve, appoggia il tentativo diplomatico di Karzai. Lo stesso presidente statunitense, Barack Obama, si detto favorevole a cercare vie di dialogo con i miliziani, nella consapevolezza che il processo di riconciliazione afghano avrebbe il fiato corto se non integrasse al suo interno anche lelemento talebano. Anzi, la sua esclusione potrebbe configurarsi come un nuovo focolaio di violenze. E Karzai, in occasione della missione in Arabia Saudita, intende porre laccento indicano i suoi stretti collaboratori sul fatto che un Afghanistan pacifico sarebbe un elemento quanto mai prezioso per garantire solidi equilibri nellintera regione. Di conseguenza interesse di tutti, e non solo degli afghani, che il Paese riesca a liberarsi dal giogo delle violenze. Nel frattempo, tuttavia, si ha notizia di nuovi attacchi. Ieri una carica esplosiva stata attivata nel cortile di una moschea della provincia nordoccidentale di Faryab: quattro i morti e quattordici i feriti. Lesplosione, ha detto Mohammad Akmadzai, portavoce della polizia nellAfghanistan settentrionale, avvenuta nel distretto di Almar, ed stata provocata da un ordigno collocato su una motocicletta parcheggiata nel cortile della moschea e fatto detonare a distanza. Unendosi alla condanna dellattentato espressa da Karzai, il generale John Allen, comandante della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) ha rilevato come ancora una volta gli insorti abbiano ucciso dei volti innocenti. Quindi ha aggiunto: chiaro da questo e da molti altri atti disumani come la vita e la sopravvivenza dei cittadini afghani non abbiano alcun significato per questi nemici dellAfghanistan. E oggi unautobomba esplosa a Lashkar Gah, capoluogo della provincia meridionale di Helmand. Numerose le vittime, riferisce lagenzia di stampa Xinhua. Il portavoce del governatorato dellHelmand, Daud Ahmadi, ha precisato che lattacco avvenuto vicino alla filiale di una banca, dove decine di militari stavano ritirando gli stipendi. Insomma, sottolineano gli osservtori, il solito, consolidato canovaccio: da un lato si assiste agli sforzi diplomatici per uscire dalla crisi, dallaltro si registrano continue violenze, che hanno leffetto di prolungare e acuire tale crisi.

In India si blocca il dialogo sulla legge anticorruzione


NEW DELHI, 27. Non riesce a decollare, in India, il dialogo sulla legge anticorruzione. Intanto arrivato al dodicesimo giorno lo sciopero della fame dellattivista Anna Hazare, settantaquattro anni, nella spianata di Ramlila: le sue condizioni di salute preoccupano i medici, che lo descrivono come sempre pi debole e stressato. Lo sciopero della fame stato deciso dallattivista per protestare contro il Governo e il suo modo di gestire la scottante questione della corruzione. Oggi si dovrebbe tenere, in Parlamento, un incontro al quale parteciperanno le diverse forze politiche. Allinizio dei lavori previsto lintervento del primo ministro Singh. Hazare chiede la creazione di dispositivi anticorruzione in tutti gli Stati indiani, della inclusione anche dei funzionari minori nella sfera di competenza del nuovo organismo anticorruzione e della redazione di una solida Carta dei diritti del cittadino. Se tutto funzioner secondo le previsioni, Hazare dovrebbe considerarsi soddisfatto e di conseguenza sospendere lo sciopero della fame. Rileva lAnsa che non mancano riserve sullatteggiamento di Hazare: per qualcuno, infatti, il suo sciopero della fame costituirebbe una indebita pressione sul Parlamento.

Tra miliziani e soldati dellesercito regolare

Aspri combattimenti nel Sud Kivu


KINSHASA, 27. Aspri combattimenti tra miliziani e militari dellesercito regolare (Fardc) sono divampati in un villaggio del territorio di Uvira, nellest del Sud Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Rileva lagenzia Misna che i bilanci riferiti da diverse fonti ai media locali sono contrastanti: i ribelli sostengono di aver ucciso sette soldati dellesercito, che smentisce le perdite e afferma, dal canto suo, di aver condotto, con successo, unoffensiva contro i ribelli tanto da farli ritirare nella foresta di Manana. Secondo il comandante locale delle Fardc, i miliziani sono composti da disertori dellesercito, combattenti rwandesi delle Forze democratiche per la liberazione del Rwanda, e da ex ribelli burundesi delle forze nazionali di liberazione. Rilevano gli osservatori che i combattimenti confermano un peggioramento delle condizioni di sicurezza nella regione. E i civili sono le prime vittime di questo clima di tensione. I ribelli attaccano i villaggi, fanno razzia e costituiscono una costante minaccia per la popolazione, denunciano fonti locali. Di conseguenza sono numerosi gli abitanti dei villaggi fuggiti in cerca di un rifugio pi sicuro verso il capoluogo, Shabunda, dove c la polizia. Infatti nel territorio di Shabunda si rischia sempre pi una sorta di anarchia. quanto rilevano esponenti del centro africano per la pace, la democrazia e i diritti umani. Il territorio in questione misura circa 26.000 chilometri quadrati. E nellarea, denunciano fonti locali, citate dalla Misna sono rimasti soltanto cento militari: troppo pochi, dunque, per garantire apprezzabili condizioni di sicurezza e di ordine. E di questa situazione, sottolineano concordi gli osservatori, i ribelli, che stanno guadagnando terreno, potrebbero presto trarne notevole vantaggio. Da ricordare che larea nordorientale della Repubblica Democratica del Congo stata, negli ultimi quindici anni, teatro di sanguinose violenze che hanno visto coinvolti gruppi armati ed eserciti regolari, in particolare quelli congolese, rwandese e ugandese. In base ad accordi di pace stipulati nel 2008, alle Forze armate nazionali sono stati integrati ex combattenti di gruppi armati, per un successivo ridispiegamento sul territorio nazionale.

Il terrorismo torna a colpire lAlgeria


ALGERI, 27. Il terrorismo torna a colpire lAlgeria. Due attentatori suicidi in sella a una motocicletta si sono fatti esplodere ieri sera davanti allingresso di una scuola militare a Cherchell, a un centinaio di chilometri a ovest di Algeri, uccidendo almeno diciotto persone e ferendone diverse decine. Fra le vittime secondo quanto riporta il quotidiano El Watan sedici soldati e due civili. Lattentato stato compiuto al termine del digiuno del Ramadan osservato durante la giornata. Gli attentatori, infatti, si sono fatti saltare in aria proprio davanti allingresso della mensa ufficiali. D allinizio del Ramadan, il 1 agosto scorso, i gruppi islamici algerini hanno moltiplicato il numero degli attentati, dinamitardi e suicidi. Due poliziotti e un militare sono stati uccisi marted sera in due diversi attacchi armati, nella regione di Borj Bou Arreridj (a sudest della capitale) e a Boumerdes (a est di Algeri). Tre civili rileva lagenzia Ansa sono invece stati uccisi e altri due feriti il 19 agosto scorso nei pressi di Maatkas, a est di Algeri. La maggior parte degli attentati contro le forze di sicurezza sono stati attribuiti dalle autorit ad al Aqmi, il braccio algerino di Al Qaeda.

Cresce il numero dei profughi in fuga dalla carestia

Dalla Somalia allo Yemen


MO GADISCIO, 27. La crisi nel Corno dAfrica non accenna a placarsi e cresce il numero di somali che si riversano nello Yemen. Nello stesso tempo si rileva un rallentamento dellesodo allinterno della stessa Somalia e verso il Kenya e lEtiopia. Questi gli sviluppi negli spostamenti di popolazioni registrati dallalto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) durante il mese di agosto. In Somalia, spiega lUnhcr in una nota diffusa ieri, le agenzie partner del programma per tracciare i flussi di popolazione, hanno constatato una significativa diminuzione nel numero di persone arrivate a Mogadiscio. Lafflusso di sfollati nella capitale somala avrebbe dunque raggiunto il suo picco nel mese di luglio, quando ventottomila sfollati si erano riversati in citt in cerca di assistenza umanitaria. D allinizio di agosto, invece, le persone affluite a Mogadiscio sono state poco pi di cinquemila, portando la media di arrivi giornalieri dagli oltre mille di luglio ai circa duecento attuali. Una tendenza inversa rispetto al rallentamento dellesodo verso i Paesi del Corno dAfrica, si registra nello Yemen, dove cresce rapidamente il numero dei rifugiati somali in arrivo verso il Golfo di Aden su malmesse imbarcazioni. Finora sono 3.700 i rifugiati somali che, nel solo mese di agosto, hanno raggiunto le coste del Paese allestremit della penisola araba. Si tratta di un inizio anticipato della tradizionale stagione in cui le barche di trafficanti partono dal porto di Bossaso, nel nord della Somalia, e della pi alta quota mensile dellintero anno. Sono state le instabili condizioni di sicurezza, la grave siccit, gli alti prezzi del cibo e la mancanza di opportunit lavorative, dicono i nuovi arrivati agli operatori dellUnhcr, a spingerli alla fuga. Il fatto che i rifugiati abbiano scelto di trovare rifugio nello Yemen, un Paese esso stesso alle prese con acute tensioni, non fa che confermare la loro disperazione. Attraversano il golfo di Aden su barche malridotte e sovraccariche. Molti non sopravvivono alla traversata. Gioved, riferisce lagenzia Asca, due di essi sono annegati dopo il ribaltamento della barca in cui si trovavano. Intanto si prevede che nei prossimi mesi saranno ancora molti i somali che giungeranno sulle coste yemenite. Molti, affermano gli operatori dellUnhcr, hanno gi abbandonato le proprie case e sono a Bossaso, in attesa di condizioni favorevoli per imbarcarsi. I rifugiati somali nello Yemen sono circa 192.000. Circa 15.000 vi sono giunti dallinizio dellanno.

Combattenti nella regione congolese

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LOSSERVATORE ROMANO
Nuova edizione del celebre studio filologico di Victor Klemperer sul linguaggio del Terzo Reich

domenica 28 agosto 2011

Il lessico del male


Eufemismi, superlativi e neologismi brutali per legittimare lideologia hitleriana
di ANNA FOA ato in Brandeburgo nel 1881 da una famiglia ebraica di origine boema profondamente integrata nella societ tedesca, figlio di un rabbino riformato di Berlino, Victor Klemperer fu studioso di letteratura e filologo di grande rilievo. Si convert nel 1906 al protestantesimo tornando per quasi subito allebraismo, e si dedic per alcuni anni al giornalismo. Nel 1912 si convert nuovamente, al fine soprattutto di poter intraprendere la carriera accademica, iniziata come lettore di tedesco a Napoli con lappoggio di Benedetto Croce e poi proseguita a Monaco, dove si addottor con Karl Vossler. Nel 1921 ottenne la cattedra di filologia romanza alluniversit di Dresda, che dovette lasciare nel 1935, quando ne fu espulso in seguito alle leggi di Norimberga. In quanto sposato ad unariana, Klemperer pot continuare a vivere a Dresda, sia pur sottoposto a crescenti persecuzioni. Nel dopoguerra rest in Germania, nella parte del Paese che sarebbe divenuta la Repubblica Democratica tedesca, continuando a insegnare a Dresda e in altre universit tedesche fino alla morte nel 1960. Un destino tutto tedesco, quindi, ed una forte identificazione con la patria tedesca, per cui Klemperer aveva combattuto volontario nel 1915, che lo porter perfino, dopo la guerra, ad accettare il totalitarismo comunista, sia pur pi che per affinit ideologica per mere ragioni di carriera. Unidentit tedesca fortemente sentita, che resiste a ogni traversia e persecuzione, e che lo porta in questo libro ad analizzare, del nazismo, lo sviluppo totalitario non attraverso i fatti e gli eventi bens attraverso la distruzione perpetrata sulla lingua tedesca (LTI. La lingua del Terzo Reich. Taccuino di un filologo, nuova edizione riveduta e annotata a cura di Elke Frlisch, traduzione di Paola Buscaglione Candela, prefazione di Michele Ranchetti. Firenze, La Giuntina, 2011, pagine 418, euro 20). Il taccuino di un filologo, come lo chiama nel sottotitolo, spiegando il titolo, LTI, Lingua Tertii Imperii, Lingua del Terzo Reich. LTI conobbe nella Ddr un enorme diffusione, pi di 250.000 copie fino al 1989, mentre assai minore fu la sua diffusione nella Germania Occidentale, dove fu pubblicato per la prima volta nel 1966. un libro complesso, pensato e abbozzato nella parte filologica negli anni del nazismo, fra il 1933 e il 1945, poi redatto tra il 1945 e il 1946 fondendovi brani tratti dai suoi Diarii, e pubblicato in Germania nel 1947. Quanto ai Diarii, che porter avanti fino alla soglia della morte, saranno pubblicati in Germania nel 1995, dopo la riunificazione quindi (la versione italiana, per gli anni dal 1933 al 1945, per Mondadori, del 2000, mentre il suo diario del 1945 stato tradotto nel 2010 da Scheiwiller sotto il titolo E cos tutto vacilla). Quanto a questo volume, LTI, la sua prima edizione italiana, sempre per La Giuntina, del 1998, mentre questa seconda edizione, riveduta, si avvale di un ricco apparato di note. un libro che fonde lanalisi della trasformazione indotta nella lingua dal nazismo, la distruzione del tedesco della societ liberale a favore di un lessico che esprimesse le modalit della societ totalitaria, con la narrazione della sua storia attraverso quegli anni, delle vicende concrete, quotidiane direi, della persecuzione degli ebrei e della persecuzione subita da lui stesso, ebreo sposato ad unariana e quindi sottratto alla deportazione, ma sottoposto a una serie crescente di divieti: da quello di frequentare le biblioteche, che blocca le sue ricerche sulla storia della letteratura francese per spingerlo a riflettere appunto sul tema della lingua del Terzo Reich, al divieto di possedere e leggere libri ariani con la conseguenza paradossale che Klemperer, che stava analizzando la lingua del Mein Kampf, costretto a leggerlo clandestinamente, rischiando la vita), allobbligo di vivere in una casa degli ebrei (Judenhaus), insieme ad altri ebrei che avevano stretto un matrimonio misto prima del 1935. Sono testimonianze di grande importanza sulla Germania di quegli anni e sullo statuto assolutamente singolare degli ebrei sposati con ariani, che nel 1935 e di nuovo nel 1941 erano stati esentati dalla sorte riservata agli altri ebrei (anche se quelli che non avevano, come lui, figli mezzi ariani dovettero portare la stella). Su questi coniugi ebrei di ariani il regime nazista fu esitante, tra quanti sostenevano la necessit della deportazione per tutti i coniugi di matrimoni misti, e quanti invece si preoccupavano delle ripercussioni che la deportazione dei diciottomila coniugi e ancor pi dei circa centomila meticci di primo e secondo grado, avrebbe avuto nella societ tedesca, dato lalto numero di parenti di puro sangue tedesco che questi avevano. Fra ordini di deportazione e ripensamenti, essi sfuggirono per la maggior parte alla deportazione. la stessa situazione del film Rosenstrasse di Margarethe von Trotta, che a Berlino, nel 1943, port allarresto dei coniugi ebrei di matrimonio misto e alle manifestazioni delle loro mogli ariane davanti alledificio dove erano rinchiusi, fino a ottenerne il rilascio. Quanto agli ebrei di matrimonio misto di Dresda, lordine di deportazione giunse per loro il 13 febbraio 1945. Avrebbero dovuto essere eliminati nel viaggio, dal momento che i campi allEst erano ormai stati in gran parte liberati. Ma la sera dello stesso 13 febbraio, le bombe alleate

La giovent serve il Fhrer in un manifesto di propaganda nazionalsocialista

Nel 1632 usciva il Trattato di Giovanni di San Tommaso

Filosofia dei segni


di MARCO TIBALDI Alla radice della crisi che attanaglia la postmodernit si trova linfausta separazione tra verit e realt. Da quando Nietzsche ha proclamato che la verit divenuta una favola, la ricerca della ragione ultima delle cose stata per molti svuotata dallinterno. un processo che cominciato ben prima dellarrivo del padre del nichilismo come, con la consueta precisione, Benedetto XVI ha ricordato nella sua Spe salvi. Un ruolo non marginale nel disancoramento della verit dalla realt stato determinato dalla comparsa di una disciplina che si affermata negli ultimi due secoli: la semiotica. Il termine coniato dal filosofo John Locke nel suo Trattato sullintelletto umano designa la dottrina dei segni intesi come il materiale con cui luomo comprende il mondo e lo descrive a suo piacimento. Per tutto un filone di pensiero che arriva fino ai nostri giorni, lattenzione al segno e ai suoi processi di funzionamento indica lassoluta convenzionalit e arbitrariet del conoscere. Tutto segno e nulla veramente reale, perch la realt non altro che un infinito rimando di segni creati dalle comunit umane per intendersi, ma non per aggredire la realt che in definitiva, in questa prospettiva, non pi un problema. Lespansione esponenziale del mondo virtuale sembra rafforzare questa percezione. Eppure esiste un altro tipo di semiotica. Paradossalmente nellanno in cui nasceva Locke (1632), usciva la prima edizione del Cursus Philosophicus del domenicano portoghese Giovanni di San Tommaso, al cui interno si trova lampio Trattato sui segni ora riproposto in edizione bilingue a cura di Fernando Fiorentino (Giovanni di San Tommaso, Trattato dei segni, testo latino a fronte, Milano, Bompiani, 2010, pagine 1456, euro 35). Questa opera stata definita rivoluzionaria da uno dei suoi massimi studiosi, il domenicano John Deely (che ne firma la postfazione), ordinario di filosofia e semiotica presso lUniversit San Tommaso di Houston, poich essa segna un nuovo punto di partenza dellintera filosofia, nel quale si prospetta la necessit di andare oltre lopposizione tra essere e pensiero, cosa che divide la filosofia moderna e contemporanea dalle tradizioni filosofiche dellAntichit, del Medioevo, del Rinascimento. Il punto di Archimede di Giovanni di San Tommaso consiste nellinterpretazione del celebre passo di Aristotele che ha dato lavvio a tutta la riflessione sul segno. Nel trattato sullInterpretazione, Aristotele aveva definito il legame che intercorre tra le voci scritte o parlate, le affezioni dellanima e gli oggetti che le producono. Mentre le prime variano a seconda dei popoli e delle culture, le affezioni dellanima sono uguali per tutti. Ignorare la convenzionalit delle voci porta a ridurre lessere al linguaggio facendo s, come nota Fiorentino nellintroduzione, che il linguaggio racchiuda in s tutta la realt, e che pertanto, la filosofia, oggi, non pu essere che filosofia del linguaggio, inteso come luogo non tanto rivelativo quanto fondativo dellessere. C in questa visione il rischio di considerare la parola in relazione allessere altrettanto creativa di quella che la Genesi attribuisce al creatore. Cos come, al contrario, ritenere che la relazione tra i concetti, le affezioni dellanima e le cose sia puramente razionale, senza fondamento nella realt, porta a separare precisa Fiorentino il pensiero dallessere e, per conseguenza, le parole dalle cose: separazione che si consumata genericamente con la filosofia moderna. Giovanni di San Tommaso considera il segno come una relazione categoriale, ovvero una forma reale, tutto il cui essere consiste in rapporto ad altro. Esso ha la sua ragion dessere nel fatto che rappresenta unaltra realt a cui si riferisce in un modo di essere inferiore rispetto ad essa, come qualcosa di meno principale rispetto a qualche cosa altra cosa maggiormente principale, come ci che misurato rispetto a ci che lo misura, come ci che sostituisce e fa le veci rispetto a ci che sostituito e di cui fa le veci. Se non ci fosse la cosa di cui somiglianza, il segno cesserebbe di esistere, per questo conclude Fiorentino la tesi dellautoreferenzialit della semiologia una contradictio in terminis, poich vi si sostiene che il segno, il quale per essere tale, deve necessariamente stare per qualcosa, non sarebbe nello stesso tempo segno di qualcosa. Troviamo cos allinizio della modernit unopera che, senza nulla togliere alla dimensione

colpirono disastrosamente la citt, distruggendola quasi totalmente. Nella confusione, gli ebrei che avrebbero dovuto essere deportati, almeno quelli risparmiati dalle bombe, una settantina circa, riuscirono a fuggire. Tra loro i Klemperer, che trovarono rifugio sotto falso nome fino alla fine della guerra. Nel 1945, Klemperer ader con sua moglie al partito comunista. Negli anni successivi, ebbe numerose incarichi e partecip alla politica culturale del partito. Non scrisse mai nulla sulle trasformazioni della lingua tedesca sotto il totalitarismo comunista. Ci nonostante, il suo LTI unopera straordinaria, che deve forse la sua eccezionalit al suo carattere di opera mista tra la filologia e la

Il nazismo si insinuava nella carne e nel sangue attraverso le singole parole e la forma delle frasi ripetute a martello per milioni di volte
memorialistica, oltre che alla riflessione linguistico-politica, in cui Klemperer apriva una strada che sarebbe poi stata allargata e approfondita da tanti studiosi, ma che era allepoca assolutamente nuova. Come non pensare, infatti, leggendo le pagine che dedica alle manifestazioni pubbliche naziste e alla propaganda di Goebbels, ai lavori di Mosse sulla liturgia nazista? Scritto nelle sue parti pi filologiche fra il 1933 e il 1945, quindi nella quasi totale impossibilit di procurarsi libri per il suo lavoro (ma quanti grandi libri non sono stati scritti in condizioni analoghe? Basti pensare alla Storia dEuropa di Henri Pirenne, scritta senza libri in prigionia nella prima guerra mondiale), il libro non infatti un lavoro erudito, ma una riflessione sulla trasformazione di al-

Fu unopera rivoluzionaria che determin un nuovo punto di partenza per la scienza del pensiero umano
convenzionale della conoscenza, fonda nel contempo una semiotica realista in grado di valorizzare le ragioni dellessere e come afferma ancora Deely una singolare posizione di liason tra il mondo della teologia cristiana, la filosofia della tradizione latina e gli interessi intellettuali moderni.

cuni termini, sullintroduzione di altri nel linguaggio comune: Il nazismo si insinuava nella carne e nel sangue della folla attraverso le singole parole, le locuzioni, la forma delle frasi ripetute milioni di volte. Fanatismus fanatismo, uno di questi termini: esecrato dagli illuministi come il contrario della ragione, tuttavia gi rivalutato da Rousseau come una delle forma assunte dalla passione, per assumere una valenza decisamente positiva con il Terzo Reich, dove laggettivo Fanatisch usato con grande frequenza: si parla di fede fanatica nel Reich, della necessit di una fanatica violenza, delle truppe che si battono fanaticamente. Cos Sippe stirpe, Untermenschen sottouomini, Versteppung steppizzazione, Weltanschauung che sostituisce Philosophie filosofia, troppo connotato in senso illuministico, Erlebnis esperienza vissuta, Jdlein ebreuccio, invece di ebreo, Volljude completamente ebreo, e via discorrendo. Cos alcune espressioni, quali Festung Europa fortezza Europa, absolute Sieg vittoria totale. Cos luso incessante del superlativo, lintroduzione di metafore desunte dalle macchine. E cos anche luso particolare, potremmo dire eufemistico, di termini quali abgewandert emigrato, per intendere deportato, melden presentarsi, per presentarsi alla Gestapo, Strafexpedition spedizione punitiva. E, potremmo aggiungere, Endlsung soluzione finale. Sono solo alcune delle parole analizzate da Klemperer, nellintento di rivelare nel linguaggio lanima del nazismo: unammonizione senza tempo a non perder di vista il peso e il senso delle parole, a ricordare, come scriveva Carlo Levi, che le parole sono pietre.

Una vignetta di Giuseppe Novello allindomani della morte di don Carlo Gnocchi

Ecco perch non sei morto con noi in Russia


di ARTURO COLOMBO Allindomani della scomparsa di don Carlo Gnocchi, il pittore e illustratore Giuseppe Novello, che aveva vissuto con lui la drammatica esperienza della ritirata di Russia, ha disegnato una tavola dal titolo Dopo il bene compiuto, dove si vede, sulla sinistra, una piccolissima figura che avanza verso il regno dei cieli, e in primo piano un gruppo di alpini suoi compagni, che lo guardano arrivare, e pi in basso la didascalia: Don Carlo, ora comprendiamo perch non sei morto con noi allora in Russia. Quando muore nel febbraio del 1956, don Gnocchi ha da poco superato la cinquantina, essendo nato nel 1902 a San Colombano al Lambro, paesino della provincia di Milano. Ma la sua vita non ha mai avuto un attimo di tregua, sempre bruciata da un attivismo quasi frenetico, soprattutto durante gli anni in cui volontariamente aveva voluto scegliere di andare in Albania e poi in Russia, come sa bene chi ha letto quel suo straordinario libro-testimonianza, intitolato Cristo con gli alpini (poi raccolto in Gli scritti 1934-1955, Ancora, 1993). Quante sofferenze nel mondo e quanto bisogno di Vangelo aveva sostenuto in una lettera del 7 settembre 1942 indirizzata al cardinale Schuster. Qualche mese prima, era partito per il fronte russo in qualit di cappellano della Divisione alpina tridentina, come si pu leggere nellottima biografia che Giorgio Rumi e Edoardo Bressan hanno dedicato a questo grande imprenditore della carit (Don Carlo Gnocchi, Milano, Mondatori, 2002). Il racconto di quellesperienza, e soprattutto la tragica ritirata, dal 17 gennaio 1943, restano fra le sue pagine pi cariche di pathos. Svegliarsi di soprassalto, in un pigro mattino invernale di Russia, e trovarsi circondato dai nemici, senza alcuna speranza, una sorpresa da annientare ogni uomo scriveva don Gnocchi . Lorizzonte spettrale di neve ci era apparso sinistramente segnato dai punti neri dei carri armati, avanzanti da ogni lato. Tale il coraggio e lo spirito di sacrificio che riceve la medaglia dargento al valore militare sul campo. Come si legge nella motivazione, durante quindici giorni di duri combattimenti, in azione di ripiegamento, [il Cappellano don Gnocchi] si portava dove pi infuriava la lotta per porgere ai feriti il conforto della Fede. Con una lunga marcia a piedi riesce a sfuggire alla morte per congelamento, e torna in Italia. Arrivato a Milano, il 5 aprile 1943 celebra al Gonzaga quella che definisce la messa del redivivo (come annota sul registro); il 23 maggio pubblica sul giornale LItalia un robusto articolo su Lepica ritirata della Tridentina; poi, mentre continua ad aiutare i famigliari dei caduti e dei dispersi, prende contatti con i gruppi della Resistenza, specie con conosce il carcere duro a San Vittore. Ma una volta liberato per diretto intervento di Schuster, non rinuncia a collaborare in vista di quelle non lontane giornate della Liberazione, che avrebbero dovuto aprire una pagina nuova, non solo nellesistenza di don Gnocchi, sempre pi convinto che occorreva rifare luomo, come non mancher di scrivere: lo si avverte anche nel volume Don Gnocchi. Il prete che cerc Dio tra gli uomini, a cura di Emanuele Brambilla (Milano, Centro Ambrosiano, 2009). Infatti, accanto allidealismo etico e religioso, don Gnocchi possedeva un senso concreto, pratico, super-attivo dellimpegno, che lo porta a maturare quella sua radicale scelta di vita. Siamo rimasti in pochi, infatti, a ricordarci le ferite tremende che la guerra aveva lasciato, non solo nelle citt distrutte dai bombardamenti. Un fenomeno ancora pi doloroso era quello dei molti, troppi feriti, anche fra i pi piccoli, fra i ragazzi. Poveri bimbi di guerra! ha lasciato scritto nel volume Pedagogia del dolore innocente, e ha aggiunto Chi, come me, li ha visti in Albania, in Grecia, in Montenegro, in Croazia, in Polonia, in Ucraina, in Russia, a torme scomposte, macilenti, randagi, stecchiti nella morte, non riuscir mai pi a trarsene dagli occhi e dal cuore limmagine funerea e conturbante. Ecco perch, sempre fedele allimperativo della carit, don Gnocchi, per far fronte a una cos traumatica emergenza, comincia quellopera di aiuto, di assistenza, di sostegno ai mutilatini di guerra (almeno quindicimila in Italia), che lo avrebbe coinvolto totalmente, fino allultimo giorno della sua vita. Comincia da Arosio e da Erba, poi si allarga, coinvolge il Piccolo Cottolengo di Milano, e acquista via via unampiezza, un respiro nazionale compresa la pronta adesione di grandi personalit: in primis, Arturo Toscanini , fin quando, il 12 ottobre 1948, nasce la Federazione Pro Infanzia Mutilata. C chi non ha dimenticato lo spettacolare volo oltre oceano di un piccolo aereo, battezzato simbolicamente LAngelo dei Bimbi, che partito da Milano con due piloti deccezione Maner Lualdi e Leonardo Bonzi avrebbe raggiunto Buenos Aires: una traversata compiuta con il dichiarato scopo di raccogliere fondi, in aiuto di questa impresa straordinaria, che trover subito lappoggio convinto di Giovanni Battista Montini.

le Fiamme Verdi. Con il nome in codice di Chino, aiuta a preparare documenti falsi in difesa degli ebrei; poi, sempre clandestinamente, prosegue quella che lui stesso indica come costante attivit di apostolato; va in Cantone Ticino, dove tiene i collegamenti anche con gli antifascisti rimasti in terra lombarda. Il 17 ottobre 1944, a Milano, in casa Visconti di Modrone, viene arrestato dalle SS, e per dieci giorni

domenica 28 agosto 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Pietro in visita a Madrid nella dimora del diacono Lorenzo

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Il fuoco nascosto dellEscorial


di MARCO AGOSTINI

l monastero dellEscorial un luogo straordinariamente bello, paesaggisticamente collocato in un bel posto; n tetro n incombente come irragionevolmente talvolta lo si descrive, austero s, ma non cupo o triste. Il visitatore ne ha netta impressione. Anche della figura del suo artefice, il re di Spagna Filippo II (1527-1598), la recente storiografia offre un profilo diverso da quello tratteggiato nei decenni scorsi da certa manualistica o cinematografia. Bisogna vedere per credere. Pu accadere di trovarsi innanzi alla facciata ovest, la principale, del Real Monastero di San Lorenzo di El Escorial, nel momento in cui le finestre, al di sotto del fregio che ripartisce in due il monumentale ingresso, sono spalancate. Lo sguardo rapito in alto dalla meraviglia: la compatta trama del granito grigiobruno delledificio sallenta e lascia affiorare le forme e i colori della volta della biblioteca affrescata da Pel-

legrino Tibaldi (1527-1596). Filippo ladito! Oltrepassato anche questo che, tra il 1563 e il 1594, fece co- secondo ingresso ai piedi della granstruire da Juan de Herrera questo de scalinata appare la meta, il punto monastero-reggia dedicato al martire dapprodo della ricerca: l lo sguardo Lorenzo come luogo di preghiera, di di nuovo attratto in alto, al cuore studio, di vita ritirata e di governo, del monastero. La perfetta assialit volle la biblioteca che secondo il delle porte conduce al cuore; in vista suo desiderio doveva raccogliere tut- di quel fuoco costruito lEscorial e to il sapere del tempo proprio serenamente si sviluppa in modo logico e simmetrico. Liconografia allingresso. Varcata la soglia, dalla penombra delledificio ha la forma della gratidel vestibolo gli occhi cercano subi- cola, lo strumento di passione del to unaltra porta e, dilagando per lassoSe le finestre della facciata occidentale lato patio de los Reyes popolato di giosono aperte, lo sguardo viene rapito in alto vani monache e suoLa compatta trama del granito re, la trovano sotto il portico dellimpolascia affiorare le forme e i colori nente facciata madella biblioteca affrescata nierista della basilica compresa tra due torri. Sembra una metafora di ci diacono Lorenzo. Oltrepassare tali che il Papa di l a poco dir, allin- soglie senza distrazione consente di terno della chiesa, citando il Parme- percepire che in chiesa si arriva pasnide di Platone: Cerca la verit fin sando per la biblioteca: allaltare al che sei giovane, perch se non lo fa- tabernacolo si va per la dolce, e pur rai, poi ti scapper dalle mani. Cer- sempre faticosa ascesi dellascesa, ca la verit fin da subito, desiderane della ricerca della verit, dello stuII

sione dellOstia dalla navata della basilica, dalle stanze di Filippo II, dove il re trascorse lultima parte della sua vita e mor, dellinfanta Isabel Clara Eugenia e dagli appartamenti reali attorno al patio de los Mascarones. Ai lati del presbiterio, entro architetture disegnate da de Herrera, nello stile e nella materia del retablo, i gruppi oranti dellimperatore Carlo V, in cornu evangeli, e di Filippo II, in cornu capolavori epistolae, Le volte a botte della basilica in bronzo di Pompeo Leoni, fungono da sono coperte di dipinti cenotafi e si configuIl granito grigio delle navate rano come perfetta nelle volte abbandona il suo aspetto austero dilatazione del registro delladorazione. e mostra immagini di paradiso La direzione ascensionale a oriente ai lo disegnato da de Herrera e realiz- piedi del presbiterio riceve unimzato da Jacopo da Trezzo (finito nel provvisa accelerazione e da orizzon1586). Una custodia, di quattro me- tale si fa verticale. Cuore e sguardo tri daltezza, che ha la pianta centra- salgono veloci i gradini ad altare Dei le e la forma cilindrica di un tempio e passando per il tabernacolo che classico con tamburo e cupola prov- custodisce il Corpus Domini, sinnalvista di lanterna. Il tabernacolo za allo scomparto con il tormento cinto alla base da otto colonne co- del corpo di Lorenzo e a quello col rinzie di diaspro rosso con trabeazio- corpo assunto della Vergine, per rine ornata da otto statue bronzee de- posarsi nella serenit del corpo crogli apostoli, le altre quattro sono al- cifisso di Cristo coronato di spine, bergate nelle nicchie della thlos. Le che elevato da terra attira a se tutti porte del tabernacolo sono di cristal- con i Sacramenti sgorgati dal suo Le volte affrescate della biblioteca dellEscorial lo semicircolare e consentono la vi- fianco. Ma lo sguardo attirato ancora pi in su, fino al cielo, alla volta del presbiterio dove laffresco di Luca Cambiaso (1527-1585) mostra la Trinit che incorona Maria regina. Anticipazioni della modernit nel famoso film di Pier Paolo Pasolini uscito mezzo secolo fa allora che ci si accorge che le volte a botte della basilica sono letteralmente coperte di affreschi. Le superfici murarie in granito grigio-bruno delle navate scandite da pilastri poligonali consumi. Che non ha trovato nella politica Lynch. Daltronde persino lo splatter ter- in un finale che non potrebbe essere pi dedi EMILIO RANZATO movimentati da paraste doriche, nelrisposte sufficienti per s e per gli altri. E mine inaugurato proprio per Romero pri- finitivo. le volte abbandonano il loro austero Ecco come Pasolini liquida gli strascichi Negli ultimi cinquantanni tante volte, persi- che ora vuole lasciarsi andare a una risposta ma di diventare un passatempo per palati aspetto e squadernano visioni di pano troppe, si sottolineata la santit dei personale tutta poetica, finalmente libero dai forti nasce come simbolo dei metodi con cui neorealisti che pure pervadono la sua opera. radiso. Il programma frescale delle personaggi di Accattone. Per quellinnocenza vincoli di unideologia precostituita. Il cine- la societ moderna si libera di tutto ci che A pochi anni di distanza, quella speranza di volte della navata maggiore pur moma, da questo momento in poi, sar per Pa- produce in eccesso, e di tutti coloro che non andare avanti nonostante tutto, sembra gi garantitagli dallessere fuori dalla storia. strandoci qualcosa della vita eterna Ma il capolavoro di Pasolini va anche in solini il territorio franco dove far convivere riesce a impiegare. svanita. futura, tuttavia, ci restituisce al preuna direzione per molti versi opposta, verso tutte le sue contraddizioni, e dare ampio I suoi primi tre lungometraggi, daltronNaturalmente, Pasolini non propone solusente allingresso: il Dono della manlessenza di un problema moderno: leccesso sfogo a quella permeabilit di dottrine intezioni altrettanto drastiche. Lanelito di mor- de, finiscono con una morte. Ma se nel sena di Luca Giordano nel bema, la del corpo e della materia. Ovvero il corpo riori che sulle pagine dei giornali continuer guente Mamma Roma (1962) il protagonista Resurrezione dei corpi per il giudizio fite che grava sul suo protagonista, per, asrifiutato, emarginato, non utilizzato da una a far discutere, scandalizzare, disorientare gli sfiorava lalterit assomigliando al Cristo pi nale di Luca Giordano (1636-1705) solve in fin dei conti la stessa funzione. Se societ che al contrario accoglie e accumula esponenti di ogni parte politica. famoso di Mantegna, ne Il vangelo secondo nella nave centrale, il Paradiso di Ecco dunque che in quel viaggio a ritroso la societ non riesce a riconoscere in quel Matteo (1964) si parla gi di una morte solo oggetti inutili, effigi di un benessere di carCambiaso nel coro sovrastante la tapesta. Un problema ideologico, dunque. verso le radici antropologiche delluomo mo- corpo una persona, Accattone far in modo apparente. Il Cristo pasoliniano in fin dei porta maggiore. derno, verso il primitivo, che sar Accattone, di liberarsene per conto proprio. Non a ca- conti un alter-ego e un contraltare di AccatMa anche estetico. Il pellegrinare terreno delluomo Tanto si detto della frontalit dellimma- Pasolini si imbatte senza paura anche so, con laiuto di un simbolo della moderni- tone: rappresenta la grazia di essere fuori che cerca ragionevolmente la verit, gine pasoliniana, della figura umana sempre nellatavico problema della presenza di un t. Ruba una motocicletta come lAntonio di dalla storia. trova nella fede lautentica possibilicentrale, con un riferimento alla pittura me- corpo o di oggetto sullo schermo, e della Ladri di biciclette (Vittorio De Sica, 1948) ruNella sua brama febbrile, quasi disperata t di poterla raggiungere, nellEucadioevale che in seguito diventer esplicito ci- sua incontenibile forza. Che sia la locomoti- bava la pi umile delle due ruote. Entrambi di vivere, anche a dispetto della difficolt di ristia di poterla mangiare e adorare. tazionismo. In effetti il dato pi innovativo va di Lumire che minaccia di uscire dallin- falliscono nel loro maldestro, illusorio tenta- trovare un posto nel mondo come i suoi AllEscorial questa stima dellintellie sconcertante dellesordio cinematografico quadratura facendo fuggire gli spettatori, o tivo di scalare la piramide sociale. personaggi, Pasolini forse aveva gi scorto genza per la fede ben visibile. Il del poeta e intellettuale sono i personaggi un eroe delle comiche che rimbalza sulla Ma se Antonio veniva graziato in un fina- una nuova risposta per s e per luomo mofarmaco dimmortalit (santIrescena distruggendo tutto come una mina va- le aperto, Accattone trova lagognata morte derno. che attraversano i luoghi senza abitarli, senneo) ricevuto con fede rende forti za viverli, come fossero davvero gli sfondi di gante. nellamore e nella testimonianza, Nel cinema di Pasolini questo problema un dipinto. nella carit dellintelligenza, come il Questa frontalit, per, richiama anche il estetico ed espressivo diventer un tuttuno diacono Lorenzo e fino al martirio, cinema muto, fonte dispirazione del nuovo con i problemi che la modernit sembra non prepara i corpi per la gloria come regista per sua stessa ammissione. Al di l di poter risolvere, e anzi sembra alimentare: coavvenuto per Maria, mostra la piena precise influenze Pasolini parler di Cha- sa fare degli emarginati, dei non impiegati, regalit di Cristo che regna in alto plin, Ejzentejn, Dreyer ci che riporta al degli ultimi. Di coloro che rimangono sulla dalla croce. Ragione e fede cinnalcinema degli albori il problema dellutiliz- faccia oscura della societ dei consumi. Che zano al cielo e in pari tempo ci restizo del corpo. Problema che nasce dalla tra- cosa fare dei corpi e degli oggetti in eccesso. tuiscono con piena coscienza alla sparenza quasi scandalosa dei mezzi espres- Con questa geniale sintesi, loutsider coglie terra giacch fides quaerens intellectum sivi cinematografici, e dalla difficolt di ap- dunque nel segno. Mettendo il dito in una (Anselmo dAosta). Tutto questo lo porvi dei filtri. E il profano della cinepresa tematica che da l in avanti avr lungo corso ha appena detto un giovane profesPasolini, abituato a trincerarsi dietro lambi- e ampia fortuna sul grande schermo, divesore di storia medievale nel suo guit rassicurante della parola, proprio gra- nendo addirittura il concetto pi politico commovente indirizzo di saluto al zie al suo sguardo ancora vergine avverte su- espresso dalla settima arte. Il corpo come Santo Padre: Non pochi di noi qui bito questa sfida. Tuttavia, non vi si sottrae. escrescenza. Il corpo come materia non utiriuniti hanno vissuto unesperienza Vi intravede, anzi, la soluzione estetica alle lizzata di cui sbarazzarsi in qualche modo. personale di conversione a Cristo in Sovrapposto com a uno scenario di borproprie posizioni ideologiche, che gi in cui la ragione e la conoscenza sono quei primi anni Sessanta stavano perdendo gata che non offre pi nulla di abitabile, Acstate un aiuto efficace allazione della monolitica consistenza marxista per aprir- cattone s un martire di Mantegna, ma la grazia e non il contrario; possi a derive pi complesse, pessimistiche, ma anche a un passo dalle orde di zombi cosiamo cos annunciare il Vangelo ed stretti a reiterare azioni inutili nel cinema di anche pi universali e poetiche. essere fermento di comunit che viIl cinema con la sua trasparenza disar- Romero, dai reietti stipati in ghetti sempre vono in armonia e con reciproco mante, e il poeta con in mano una cinepresa pi istituzionali di Carpenter, dal connubio amore la fede, sempre unita alla riche per lui ancora un mistero, diventano fra organico e inorganico come aberrazione cerca della verit nel campo del saquindi unalchimia perfetta per lintellettuale della tecnologia in Cronenberg, dalle suburLattore Franco Citti in uninquadratura del film ossessionato dallincombere della societ dei re industriali che creano mostri nel primo pere umano.

dio. Ci era chiaro nella Spagna del siglo de oro dove laccurato studio del pensiero teologico e giuridico, ed il suo intimo rapporto con la scienza e con le arti dellepoca, nelle sue espressioni pi belle, trovava la propria ispirazione ed un atteggiamento intellettuale e spirituale caratterizzato dallumilt di ricercare Dio, pi concretamente nelladorazione di Ges Cristo Sacramentato e nella Messa (Antonio Mara Rouco Varela). Le parole vere che a El Escorial si odono hanno la forza dei secoli: appaiono esse stesse accadimenti o monumento soprattutto alla presenza di Benedetto XVI, primo Pontefice in visita al monastero, il 19 agosto 2011. Il Papa ha parlato delledificio come di una eloquente testimonianza nei secoli di una vita di preghiera e di studio. In questo luogo emblematico, ragione e fede si sono fuse armoniosamente nellaustera pietra per modellare uno dei monumenti pi rinomati della Spagna. Ragione e fede allEscorial sono di casa, anzi, sono diventate casa: biblioteca e chiesa, progetto culturale vergato nel granito e da cinquecento anni. I giovani docenti universitari qui raccolti hanno applaudito a lungo, soprattutto dopo questintenso passaggio: doveroso tenere in mente che il cammino verso la verit piena impegna anche lintero essere umano: un cammino dellintelligenza e dellamore, della ragione e della fede. Non possiamo avanzare nella conoscenza di qualcosa se non ci muove lamore, e neppure possiamo amare qualcosa nella quale non vediamo razionalit, dato che Non c lintelligenza e poi lamore: ci sono lamore ricco di intelligenza e lintelligenza piena di amore (Caritas in veritate, 30). Se verit e bene sono uniti, cos lo sono anche conoscenza e amore. Il Papa ha pronunciato queste parole mentre i giovani professori, che gremivano la navata mediana nelle loro variopinte toghe, avevano innanzi agli occhi limmensa macchina dimmagini dellaltar maggiore alla cui realizzazione si pose mano a partire dal 1576. Vedevano laltare con il tabernacolo, e il diacono Lorenzo vincere le fiamme con lardore amoroso della verit. La preziosit dei marmi, lo splendore dei dipinti, loro dei bronzi, tutto a corona del tabernacolo dalle porte di cristallo che custodisce el Amor de los Amores come canta un popolare inno spagno-

lo. Ancora innanzi a quellAmore Carlo V, Filippo II e i loro dignitari stanno inginocchiati dai loro cenotafi, da secoli. La policromia dei marmi e delle pietre dure del retablo allude simbolicamente alle virt teologali della Fede, della Speranza e della Carit. Il progetto di Juan de Herrera fu realizzato da Jacopo Nizzola detto Jacopo da Trezzo (1515-1589), Juan Bautista Comane, Leone e Pompeo Leoni (1509-1590; 1533-1608). Organizzato orizzontalmente in tre registri, secondo la classica sovrapposizione degli ordini, il retablo coronato da unedicola di stile composito. Nel primo registro, che potremmo chiamare delladorazione o della Fede, ai lati del tabernacolo si vede lAdorazione dei Pastori e lAdorazione dei Magi di Tibaldi. Nel secondo registro, del martirio o della Carit, riconosciamo la Flagellazione di Cristo di Federico Zuccari (1542-1609), il centrale Martirio di S. Lorenzo di Tibaldi, e Ges sale il Calvario carico della croce di Zuccari. Infine, nel registro della gloria o della Speranza, contempliamo la Risurrezione di Cristo, lAssunzione della Vergine, la Pentecoste ancora dello Zuccari. Alla sommit sta il gruppo bronzeo del Calvario dei Leoni in diretto rapporto con laltare e con quanto su di esso si rinnova nella Messa. Ai lati del retablo sono disposti i bronzi, sempre dei Leoni, raffiguranti gli evangelisti, i dottori della Chiesa e i santi apostoli Giacomo, Andrea, Pietro e Paolo. Cuore del retablo, della Basilica e dellintero monastero, il tabernaco-

El Greco, San Pietro (1580)

Accattone non muore mai

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LOSSERVATORE ROMANO
Aprono due nuovi centri del Silsilah Movement a Manila e a Basilan

domenica 28 agosto 2011

Sofferenze e speranze della nuova nazione raccontate da una suora missionaria comboniana

Cresce nelle Filippine il dialogo fra cristiani e musulmani


di ROBERTO SGARAMELLA Due nuovi centri per il dialogo interreligioso tra cristiani e musulmani stanno per essere inaugurati nelle Filippine. Il primo verr aperto il 2 settembre a Basilan, unisola nella parte pi meridionale delle Filippine facente parte del territorio sotto lamministrazione dellAutonomous Region in Muslim Mindanao (Armm). Il secondo, invece, inizier la sua attivit a Manila il prossimo 20 settembre nello storico quartiere di Quiapo. Nei giorni scorsi si tenuto un incontro a Manila per definire gli ultimi dettagli per lapertura del nuovo centro di dialogo tra cristiani e musulmani. Tra gli altri, alla riunione hanno partecipato il parroco della storica chiesa di Quiapo, padre Clemente Ignacio e padre Sebastiano DAmbra, il missionario delle Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), fondatore del Silsilah Dialogue Movement, lorganizzazione che gestir il nuovo centro presso i locali della parrocchia di Quiapo. Questa una tra le chiese pi antiche e famose delle Filippine e al suo interno viene conservata la venerata immagine del Nazzareno Nero che due volte allanno, il 9 gennaio e il venerd santo, viene portata in processione per le strade della capitale con un seguito di oltre un milione di fedeli. Lincontro di Manila dichiara padre DAmbra a LO sservatore Romano servito per stabilire gli ultimi dettagli della futura attivit del nuovo centro del Silsilah Movement. La sede si trova in una zona molto frequentata dai musulmani che si recano a pregare alla Golden Mosque, un grande edificio di culto islamico che sorge anchesso a Quiapo. Il nuovo centro del Silsilah a Manila organizzer alcune iniziative per offrire occasioni di dialogo tra studenti cristiani e musulmani. Alcuni dei volontari della nuova struttura sono studenti universitari provenienti da Mindanao e che ora risiedono a Manila per specializzarsi presso le facolt della capitale. Proprio da questi giovani nato il proposito di continuare anche nella grande capitale lesperienza di dialogo religioso tra cristiani e musulmani gi sperimentata in Mindanao. Qualcuno dei ragazzi ha gi partecipato negli anni precedenti agli incontri del Silsilah Movement a Zamboanga. Nella capitale si cercher di continuare il dialogo coinvolgendo i giovani di Quiapo e i fedeli musulmani che frequentano la moschea. A Basilan, il 2 settembre, inizier a funzionare il primo centro di dialogo interreligioso nellambito dellArmm. Lapertura della sede di Basilan afferma padre DAmbra costituisce una sfida, perch si tratta diniziare il dialogo in un contesto culturale ed economico arretrato dove per anni ha prevalso la violenza. Lapertura del nuovo centro in un territorio dove sono ancora presenti gruppi di terroristi aderenti allorganizzazione Abu Sayaf comporta dei rischi per i volontari musulmani del Silsilah accusati dai fondamentalisti islamici di non essere degli autentici credenti a causa della loro scelta di dialogo con i cristiani. Per questo motivo i membri del Silsilah hanno nei mesi passati svolto una capillare opera dinformazione sulle future attivit del centro prendendo contatto con le autorit religiose dellisola. Essendo le comunit costituite da fedeli molto rispettosi dei precetti tradizionali islamici non stato facile convincerli che il dialogo con i cristiani non intende minare la loro fedelt ai precetti religiosi, etici e culturali. Allinizio i musulmani di Basilan hanno dimostrato una forte diffidenza verso i volontari del Silsilah ma in seguito gli stessi leader musulmani locali hanno offerto la loro collaborazione perch ritengono che la popolazione abbia ora bisogno di aprirsi al confronto per non rimanere isolata. Rimangono certamente preoccupazioni riguardo allaccoglienza del nuovo centro Silsilah a Basilan. Osserva padre DAmbra: Siamo tutti nelle mani del Signore. Frequento i miei amici musulmani da oltre trentanni e devo dire che da loro ho ricevuto tanti insegnamenti poi risultati utili alla mia missione. No, non ho timori quando, in nome di Dio, ci sincontra per stabilire il dialogo.

In Sud Sudan fino a quando Dio vorr


di ALBERTO MANZONI Ha visto nascere il Sud Sudan, dove mise piede per la prima volta nel 1973; ha vissuto in diretta le fasi del referendum e i festeggiamenti per la proclamazione dellindipendenza, il 9 luglio scorso; lo ama come una seconda patria e dopo tre mesi di riposo in Italia ci torner per restarvi fino a quando Dio vorr. Suor Agata Cantone, missionaria comboniana, ci parla dei popoli Dinka, Acholi e Nuer come di propri compaesani e mostra lentusiasmo di chi partito laltro ieri per la missione. E poi ci parla di monsignor Cesare Mazzolari, il vescovo di Rumbek morto il 16 luglio, una settimana dopo la raggiunta indipendenza, per un malore che lo ha colto mentre celebrava la messa: Io lo conobbi quandera viceparroco a Inz. Tutti lo ricordano per quello che era, per la sua dolcezza e la sua semplicit. Incontriamo suor Agata a Incirano (frazione di Paderno Dugnano, provincia e arcidiocesi di Milano), nella parrocchia di Santa Maria Assunta, dove cresciuta e ha maturato la propria scelta. Nata nel 1945 a Ramacca (Catania), era emigrata ancora bambina con la famiglia al Nord dove cominci a lavorare a 13 anni come operaia. Partecipava alla messa domenicale, era impegnata nella catechesi. Nel 1964 la svolta, legata alla morte di un collega di lavoro: Un po alla volta il Signore mi ha chiamato ricorda e mi sono chiesta cos la vita, se vale la pena vivere se non la si dona a qualcuno o per qualche cosa. Sono stata aiutata moltissimo a fare discernimento nella mia vocazione dallallora parroco, don Fausto Bigi. Mi fece capire soprattutto questo: se dici s al Signore, devessere radicale. Per me lui fu come un padre. Scelsi la missione perch sentivo qualcosa che mi spingeva ad andare fuori dal mio ambito consueto. Due anni di formazione, poi i primi voti (nel 1968), il servizio a Roma, Trento ed Erba, quindi, nel 1973, arrivarono la destinazione Sudan e i voti perpetui a Khartoum, mentre la gente stava tornando a casa dopo la fine della prima guerra civile fra Nord e Sud. Suor Agata si immerse in una realt composita,

fatta di trib, lingue, religioni, tradizioni diverse, che pagavano ancora le conseguenze delle dominazioni coloniali europee. Dopo quattro anni in Inghilterra, nel 1983 torn in Sudan, in tempo per vedere riaccendersi la rivolta nellEst. Nel 1990 dovette fuggire da Nzara, ai confini con la Repubblica Democratica del Congo: Eravamo alla fine dellanno scolastico, festa di Cristo Re, il luned sarebbero incominciati gli esami. Scappati nella Repubblica Centrafricana, siamo rimasti nella foresta due settimane condividendo con la gente fatiche e sofferenze. Poi sono venuta in Italia per rifare il passaporto perch avevo perso tutto. Era dicembre e arrivai con le ciabatte. Segu il ritorno in Africa, prima in Zambia, poi ancora in Sudan, ma per poco: Ci furono altri scontri continua suor Agata e dovemmo scappare in Uganda. L aprimmo la prima comunit con i rifugiati e la gente disse ai funzionari Onu: vogliamo le nostre suore, perch sono rimaste sempre con noi. Fecero le capanne per noi, stata unesperienza bellissima. Dopo altri otto

Sempre pi giovani visitano lex carcere di Scutari

Chiusa a Camaldoli la settimana teologica del Meic

Le persecuzioni contro la fede nel racconto di un anziano albanese


di SERGIO CASALI Il vecchio albanese, ci accoglie, seduto placidamente al tavolino del bar, sorride, con il bicchiere in mano e pronuncia la sua frase con una solennit tutta orientale, facendo sfoggio di un italiano perfetto: Shkodr la vera capitale albanese, la capitale culturale. E in effetti a Shkodr, Scutari, nel Nord dellAlbania, il paesaggio urbano sufficiente a esprimere da solo la vivacit umana e culturale della citt: sulle rive di un lago, ai piedi della suggestiva fortezza di Rozafa, il profilo dei minareti delle moschee si affianca armoniosamente a quello dei campanili delle chiese cattoliche. Lanziano spiega la storia della citt, mentre ci conduce a un basso edificio in pieno centro. Un tempo, qui si formava lintelligentija del Paese e questa citt si soprannominava, con un po di vezzo, lAtene dAlbania. Ma poi afferma il nostro interlocutore venuto il regime comunista di Enver Hoxa, che per pi di quarantanni ha chiuso le frontiere e cancellato la libert. Nel 1967 lAlbania fu dichiarata primo Paese completamente ateo del mondo e la pratica religiosa fu considerata un reato: ogni trasgressione veniva punita severamente con la prigione, i lavori forzati, a volte la morte. Scutari capitale intellettuale, citt dalla forte presenza cattolica in un Paese dalla maggioranza musulmana e ortodossa, sub quindi un controllo pesante e la Chiesa ebbe soprattutto in questa regione un ruolo significativo nella resistenza al comunismo. Lanziano ci conduce davanti al pesante cancello di quello che era il cuore nero di questa citt: il temutissimo carcere della Sigurimi, la polizia segreta. Qui, in quarantanni, sono stati imprigionati, interrogati e torturati migliaia di prigionieri politici: attivisti, religiosi, ma anche cittadini accusati assurdamente per una delazione, o per essere stati sorpresi ad ascoltare la radio italiana. Significativamente, alcuni anni dopo la fine del regime, una comunit di suore ha voluto fondare qui il primo monastero dedicato in Albania a santa Chiara: un luogo di preghiera e di silenzio, ma anche una scelta precisa di memoria del martirio subito dai cristiani albanesi, poich oggi lala del monastero dove una volta erano le prigioni aperta al pubblico, per testimoniare le sofferenze del popolo albanese. A poca distanza, nella chiesa dei francescani, una serie di affreschi rappresenta la persecuzione dei frati, nove dei quali sono stati martirizzati sotto Enver Hoxa. Il carcere, conservato dalle clarisse, testimonianza eloquente delle sofferenze di migliaia di uomini. qui che ci conduce lanziano signore che si chiama Giovalin Gecaj ed uno dei pochi sopravvissuti a quel periodo. Giovalin ha 83 anni, ma i problemi alludito e le difficolt a camminare sono dovuti pi alle torture ricevute da giovane che allet. Ricorda quando queste celle erano piene di notte (circa quattrocento cattolici e cento musulmani), mentre di giorno si svuotavano per condurre i prigionieri ai lavori forzati. Il lavoro era pesantissimo: Il primo anno abbiamo aperto un canale con i picconi, e il piccone era pi pesante di me. Io devo ai miei due compagni se sono sopravvissuto, perch erano molto forti e non mi lasciavano fare nessun lavoro pesante. Ma quellanno la met dei prigionieri morta a causa della fatica. Ricorda di almeno cinquantatr cattolici morti nel campo di lavoro e circa mille famiglie al confino nelle regioni montuose del Nord. Giovalin ci conduce nel buio delle celle e racconta la sua storia di giovane cattolico anticomunista, coinvolto in un gruppo di resistenza non violenta, una sorta di Rosa bianca albanese: Avevo diciassette anni spiega cio let in cui sei pieno di coraggio, e hai anche la follia dei giovani. Ero stato cresciuto nei valori cristiani e mi ero reso conto che il regime di Enver Hoxa avrebbe portato il mio Paese alla rovina. Per questo ho iniziato a parlarne con un mio amico seminarista e abbiamo pensato che non potevamo rimanere con le mani in tasca, ma dovevamo lottare. Abbiamo radunato trentanove persone, intellettuali, contadini e soldati, soprattutto cattolici, ma anche musulmani. Abbiamo preso la mia macchina da scrivere Olivetti e abbiamo scritto e ciclostilato volantini per mettere in guardia la popolazione: Dobbiamo lottare contro il comunismo, ma non con le armi, con le parole. Era un affronto che il regime non poteva sopportare. Giovalin era il pi giovane attivista dellorganizzazione nazionalista Bashkimi Shqiptar, Unificazione albanese, che ruotava attorno al Seminario pontificio scutarino. Il 31 dicembre 1945 la polizia scopr lorganizzazione e arrest i padri gesuiti Daniel Dajani e Giovanni Fausti. Poco pi tardi tocc a Giovalin e ai suoi compagni. Oggi, Giovalin anziano e guarda con affetto i gruppi di giovani volontari italiani che vanno a fargli visita. A tutti racconta la sua storia e quella di padre Fausti. Alla fine, fissa dritto negli occhi ciascuno dei suoi ascoltatori e gli ricorda: Io alla tua et ero gi stato in prigione per la libert. Poi gli sorride e aggiunge: Mi raccomando, anche tu devi trovare il modo di usare bene il tuo tempo.

Un nuovo patto per una cittadinanza unita


AREZZO, 27. Il futuro prossimo delle nostre citt o sar un coordinamento di diversit o sar un fallimento. I credenti sono chiamati a impegnarsi per dare un volto positivo a questa unit. Il presidente del Meic Carlo Cirotto ha chiuso, ieri, venerd, i lavori della Settimana teologica di Camaldoli su Le religioni nella citt. La giornata conclusiva della Settimana teologica ha visto gli oltre centoventi partecipanti impegnati a riflettere sul rapporto tra cristianesimo e citt. Nonostante lesistenza ha annotato Marta Margotti, storica dell'Universit di Torino di un tessuto cattolico ancora consistente, formato da parrocchie, associazioni, gruppi e congregazioni religiose artefici di rilevanti iniziative spirituali e sociali, emerge la difficolt di una parte della Chiesa italiana ad abitare la citt . E questo non tanto per gli attacchi di quella che viene definita cultura laicista, quanto per la lenta, sottile e allapparenza inarrestabile erosione dellappartenenza religiosa avvenuta nella societ del benessere. Occorre allora sollecitare la capacit di critica verso il potere che schiaccia lumanit, alimentare lo spirito di libert contro lassuefazione ai conformismi della politica, interrogarsi sulle conseguenze della globalizzazione nella vita dei singoli e delle comunit. Ci significherebbe ha concluso Margotti non soltanto accrescere la capacit di reazione dei singoli alla variabilit e allim prevedibilit delle situazioni, ma anche recuperare in modo vitale il messaggio evangelico. Durante i lavori di gioved, il Meic ha rilanciato il suo impegno per una laicit includente, aperta a credenti e non, basata sulla mediazione culturale e capace di accogliere i nuovi cittadini. Nei loro interventi (il filosofo Roberto Gatti, il costituzionalista Luigi DAndrea e lavvocato Francesco Russo) stata sottolineata la necessit di una nuova educazione alla cittadinanza, e a partire da questa un nuovo patto di cittadinanza basato sui principi della Costituzione

Maria Bonafede confermata moderatora della Tavola valdes


TORINO, 27. Il Sinodo dei valdesi e dei metodisti, con unampia maggioranza, ha rieletto, ieri, alla carica di moderatora della Tavola valdese la pastora Maria Bonafede. Dialogo interreligioso, diritti umani, libert di coscienza nelle scelte bioetiche, ma anche un richiamo allunit dItalia, sono i temi forti che, dopo aver segnato la settimana di lavori, hanno caratterizzato il discorso conclusivo della moderatora. Tra gli ordini del giorno votati, uno specifico, infatti, sui 150 anni dellunit nazionale. La comunit valdese e metodista ha ribadito il suo profondo radicamento nella realt sociale e culturale italiana. In questo contesto, la pastora Bonafede ha sottolineato la sempre maggiore importanza di una Italia unita e solidale da Nord a Sud.

anni la missionaria torn in Sudan, dapprima ancora a Nzara, poi presso unaltra trib per due anni. Segu, nel 2003, un incarico da parte della congregazione in una casa di esercizi spirituali nel Bresciano, ma nel 2008 lei chiese di tornare in missione. La nuova destinazione Leer, in una zona diversa sotto il profilo ambientale e climatico, abitata dai Nuer (secondo gruppo del Paese dopo i Dinka), dediti per lo pi alla pastorizia, per i quali missionari e organizzazioni umanitarie hanno avviato progetti di formazione tecnica, allo scopo di migliorare le condizioni di vita e lavoro. La missione dove suor Agata torner a fine settembre vede impegnate con lei altre tre comboniane, due italiane e una ecuadoregna: Io sottolinea ho appena aperto un asilo, lunico in tutta la zona, con 195 bambini; unaltra sorella sta formando un gruppo di donne, unaltra i catechisti e laltra ancora opera nelle scuole, soprattutto alle superiori, insegna religione. Poi andiamo nelle cappelle dei villaggi a guidare la preghiera. La parrocchia immensa, non molto abitata. Il sacerdote riesce a raggiungere ciascun villaggio per dire messa due o tre volte allanno. Per il resto ci sono i catechisti, che sono il vero braccio destro del missionario e che sono pagati dalla gente. Suor Agata ci parla della grande ospitalit dei sudanesi, del ruolo della donna, che merita di essere valorizzato, della presenza della religione animista, dellimpegno dei giovani che studiano allestero con lo scopo di tornare a servire il loro Paese, della fervente partecipazione dei cattolici alle celebrazioni, dove si raccolgono famiglie intere. In questa realt la religiosa ha vissuto i mesi di preparazione allindipendenza del Sud: stata una cosa molto sentita. Il presidente, Salva Kiir Mayardit, cattolico praticante, sta cercando di costruire lunit nazionale, mentre la capitale Juba si sta espandendo. Ci sono ancora questioni aperte nel Nord, come la destinazione del territorio di Abyei, le lotte in corso sui monti Nuba (dove opera un solo ospedale con tre suore e un medico), la situazione nel D arfur. Ma cosa possibile fare, concretamente, per i missionari del mondo? Lideale risponde che qualcun altro parta. Ma in realt la cosa pi importante la preghiera. E importante essere uniti. La Chiesa un corpo e, come dice san Paolo, quando una parte sta male le altre ne soffrono, e del bene che fa uno ne risentono tutti gli altri.

La Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli informa che venerd 26 agosto scorso deceduta la

Signora

JANINA NOWAK
Mamma del Rev.do P. Tadeusz Nowak, O.M.I., Officiale di questo Dicastero. I Superiori e il Personale della Congregazione assicurano la preghiera di suffragio per lanima della Defunta e laffidano alla misericordia Divina.

domenica 28 agosto 2011

LOSSERVATORE ROMANO

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Il cardinale Bergoglio al congresso di pastorale urbana a Buenos Aires

Arcivescovo emerito di Toronto, aveva organizzato la giornata mondiale della giovent del 2002

Dio vive nella citt

La morte del cardinale Ambrozic


Nel pomeriggio di venerd 26 agosto morto, dopo una lunga malattia, il cardinale canadese, di origine slovena, Aloysius Matthew Ambrozic, dal 2006 arcivescovo emerito di Toronto. Aveva ottantuno anni. Nato il 27 gennaio 1930 a Gabrje, in Slovenia, nellarcidiocesi di Ljubljana, aveva ricevuto lordinazione sacerdotale il 4 giugno 1955 ed era stato incardinato nellarcidiocesi di Toronto. Eletto alla Chiesa titolare di Valabria il 26 marzo 1976 e nominato ausiliare di Toronto, aveva ricevuto lordinazione episcopale il 27 maggio. Il 22 maggio 1986 era divenuto coadiutore a Toronto e, il 17 marzo 1990, arcivescovo della medesima circoscrizione ecclesiastica, succedendo per coadiuzione. Il 16 dicembre 2006 aveva rinunciato al governo pastorale dellarcidiocesi. Nel concistoro del 21 febbraio 1998 Giovanni Paolo II lo aveva creato e pubblicato cardinale, del titolo dei Santi Marcellino e Pietro. Un canadese con il cuore sloveno. Il cardinale Ambrozic non ha mai nascosto le sue origini, la sua storia di esule costretto a lasciare la propria terra natale, lallora Jugoslavia, nel 1945 quando aveva quindici anni. Secondo dei sette figli di Aloysius Ambrozic e Helen Pecar, ha frequentato la scuola elementare a Dobrova e le superiori a Lubiana. Nel maggio del 1945, dopo la seconda guerra mondiale e alla presa del potere da parte dei comunisti, la sua famiglia fuggita in Austria dove vissuta per tre anni nei campi profughi a Vetrinj, Peggez e Spittal an der Drau. In quel difficile contesto che non ho mai dimenticato, tanto da essere sempre in prima linea nella difesa dei diritti di immigrati e rifugiati riuscito a completare gli studi superiori. Nel settembre 1948 la famiglia Ambrozic emigrata a Toronto, cominciando cos una nuova vita. Poco dopo larrivo in Canada, entrato nel seminario di SantAgostino, diventando sacerdote nel 1955, in un tempo in cui larcidiocesi di Toronto era gi molto vivace e attiva: una grande comunit, in continua espansione, composta da persone di ogni parte del mondo. A Toronto diceva la messa si celebra in almeno trentadue lingue. Quando sono arrivato qui, nel 1948, la Chiesa era quasi unicamente irlandese. Adesso ci sono italiani, portoghesi, sudamericani, filippini. E portano una ricchezza inusitata alla Chiesa. A questa particolarit di Toronto il cardinale sempre stato particolarmente legato, recandosi a visitare le parrocchie proprio per contribuire a dare un senso di unit. Nel primo anno di sacerdozio, stato parroco di Santa Teresa a Port Colborne. Poi ha insegnato latino in seminario. A Roma, tra il 1957 e il 1960, si laureato in teologia allAngelicum e in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico. Tornato a Toronto, ha insegnato Sacra Scrittura nel seminario dal 1960 al 1967; successivamente andato a studiare in Germania, ottenendo un dottorato in teologia allUniversit di Wrzburg nel 1970. Fino al 1976 stato professore di esegesi neotestamentaria alla Toronto School of Theology e decano degli studi al seminario di SantAgostino. Paolo VI, nel 1976, lo ha nominato vescovo ausiliare di Toronto. Jesus est Dominus il motto scelto per la sua missione. Le sue attivit episcopali hanno abbracciato la regione centrale e le comunit etniche, sempre a stretto contatto con le parrocchie. Unattenzione particolare lha riservata alla formazione, visitando le quarantatr scuole superiori cattoliche dellarcidiocesi. stato anche membro della commissione della Conferenza episcopale per leducazione. E a Brampton gli stata persino intitolata una scuola. Quindi, dal 1986, divenuto arcivescovo coadiutore di Toronto e, dal 1990, arcivescovo a pieno titolo. Ha partecipato alla revisione del Catechismo canadese. stato uno dei quattro vescovi che hanno rappresentato il Canada al Sinodo del 1990 sulla formazione sacerdotale. stato tra i delegati al Sinodo del 1994 sulla vita consacrata. Membro della Commissione teologica e per quattro anni del gruppo pastorale della Conferenza episcopale canadese, ha anche ricoperto la carica di presidente della Commissione per i migranti. Cardinale dal 1998, ha fatto parte del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti; della Congregazione per il Clero; del Pontificio Consiglio della Cultura; della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e della Congregazione per le Chiese Orientali. Nel dicembre 2004 stato chiamato a far parte del Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede.

BUENOS AIRES, 27. Uscire da se stessi e andare incontro allaltro, con atteggiamento di vicinanza, di prossimit, in modo mai autoreferenziale; offrirgli testimonianza del fermento di fede di cui ogni buon cristiano deve essere portatore; utilizzare sempre, con il prossimo, quello sguardo di amore sinonimo di misericordia, amicizia, generosit. Aprendo, gioved 25, allUniversit cattolica di Buenos Aires, il primo congresso regionale di pastorale urbana, il cardinale arcivescovo Jorge Mario Bergoglio, presidente della Conferenza episcopale argentina, ha esortato i cattolici a non avere timore di uscire fuori a evangelizzare la citt, proponendo una nuova pastorale basata sullincontro, sullaccompagnamento, sulla partecipazione, soprattutto in unepoca caratterizzata dal non guardare, da una preoccupante mancanza di attenzione verso chi in difficolt. Ecco allora che lescluso, in particolare chi dorme per strada, non visto pi come una persona ma come parte della sporcizia e dellabbandono del paesaggio urbano, della cultura dello scarto. Nella sua relazione, intitolata Dios vive en la ciudad, il cardinale Bergoglio, rivolgendosi in particolare ai quattrocento delegati presenti (fra laici, sacerdoti, religiosi e religiose), ha sottolineato che avere uno sguardo di fede sulla citt significa includere senza relativizzare. La fede migliora la citt nel senso che solo essa ci libera dalle generalizzazioni e dalle astrazioni, ha aggiunto il porporato, secondo il quale la vicinanza, il coinvolgimento, il sentire come il fermento faccia lievitare la massa, portano la fede a desiderare di migliorare se stessa, lo specifico cristiano. Per poter vedere laltro, il prossimo, senza dividere, senza escludere, la fede ha bisogno di vedere Ges. Si tratta di uno sguardo che, per comprendere, per accettare, si circoscrive e si chiarifica in se stesso: Se ci poniamo nellambito della carit ha spiegato larcivescovo di Buenos Aires possiamo dire che questo sguardo ci evita di dover relativizzare la verit per poter includere. La citt attuale relativista: Tutto permesso, e si pu cadere nella tentazione che, per non discriminare, per includere

tutti, si senta a volte la necessit di relativizzare la verit. Ma non cos, rassicura il cardinale Bergoglio, perch il Dio nostro che vive nella citt e partecipa alla sua vita quotidiana non discrimina n relativizza. La sua verit quella dellincontro che scopre i volti, e ogni volto unico. Accettare le persone con il proprio volto e il proprio nome non comporta la relativizzazione di valori n la giustificazione di antivalori; significa solo che non discri-

minare e non relativizzare implicano la forza per accompagnare i progressi e la calma del fermento che aiuta a crescere. Solo lo sguardo dellamore non discrimina n relativizza, conclude il cardinale Bergoglio, perch misericordioso. Dio vive nella citt, ma anche la Chiesa vive nella citt, e la propria missione evangelizzatrice non contrasta con il fatto di poter imparare dalla citt, dalla sua cultura, dai suoi cambiamenti.

Appello dellarcivescovo di Cochabamba

La difesa delle terre degli indigeni boliviani


CO CHABAMBA, 27. Per favore, mettiamoci seduti con sentimenti di speranza e apriamo un dialogo per trovare una via duscita al problema e una via di comunicazione che possa soddisfare tutti. Lo ha sottolineato larcivescovo di Cochabamba, monsignor Tito Solari Capellari, riferendosi a una situazione di conflitto nel Paese che attiene alla giustizia ecologica e allecologia umana. Diversi gruppi indigeni stanno protestando contro la costruzione di unautostrada che, secondo il progetto, attraverser il Territorio Indigeno e Parco Nazionale Isiboro Secure (Tipnis), loro habitat. La riserva india Tipnis infatti minacciata dalla costruzione di questa arteria stradale che dal cuore della Bolivia porter le materie prime al confine con il Brasile, collegando il traffico delle merci dal Pacifico allAtlantico. Circa un anno fa le popolazioni indigene erano riuscite a ottenere la sospensione per un anno del progetto. Ora che stato approvato il primo tratto di strada e linizio dei lavori, gli indigeni stanno protestando pubblicamente. Questo problema, come tutti gli altri che abbiamo affrontato ha evidenziato larcivescovo dovr passare attraverso il dialogo, per questo incoraggiamo il dialogo e chiediamo alle parti coinvolte di deporre atteggiamenti negativi per costruire una risposta adeguata, e allo stesso tempo di rispettare i diritti, ascoltare le motivazioni e garantire il bene comune di tutti. Monsignor Solari ha sottolineato che le parti in conflitto dovrebbero leggere ci che dice la Costituzione politica dello Stato al riguardo: Ci sono indigeni che hanno la loro voce, il loro territorio, un diritto riconosciuto dalla Costituzione. I manifestanti dicono che la nuova strada che coster 415 milioni di dollari minaccia unarea protetta e inoltre contestano la violazione del loro diritto a essere consultati. Una prima marcia che ha raggiunto la capitale, La Paz, si svolta nei primi giorni di agosto e ha visto riunite tre differenti trib, tutte contrarie al tracciato che passer attraverso i territori da loro chiamati la grande casa: la nuova strada, infatti, lunga 305 chilometri attraverser la foresta pluviale amazzonica. Si snoder dal municipio di Villa Tunari, nel Dipartimento di Cochabamba, fino a La Paz. Il 17 agosto almeno 500 attivisti indiani hanno iniziato una nuova protesta: una marcia di 600 chilometri da Trinidad fino alla capitale boliviana, La Paz.

Un momento straordinario, unico della sua missione episcopale a Toronto stata la Giornata mondiale della giovent del 2002. Liniziativa stata sua; lha voluta fortemente. E non si spaventato per leffetto causato dai tragici eventi dell11 settembre 2001, uno shock per tutto il Nordamerica. La mia citt ha accolto il Papa con i giovani di tutto il mondo in una straordinaria esperienza di fede e gioia. Una giornata non improvvisata, ma che il cardinale aveva a lungo pensato partecipando gi ai raduni precedenti. Per lui il grande messaggio di Toronto Cristo come pietra angolare di una nuova civilt. Lo disse al Papa anche il 27 e il 28 luglio, nelle celebrazioni conclusive a Downsview Park, con un milione di persone, nonostante la pioggia sferzante. Pur riconoscendo i problemi, Ambrozic ha sempre parlato con ottimismo della realt della Chiesa in Toronto. Il grande problema resta la secolarizzazione. Ma bisogna anche saperne cogliere gli aspetti positivi. La notizia della sua morte ha suscitato una profonda commozione nel Paese. Lopinione pubblica lo ricorda come uomo di profonda umilt che preferiva i fatti alle parole, rispettoso di tutti, ma fermo sullessenziale della fede. stato anche ricordato il suo impegno per la vita e la famiglia, in particolare per il matrimonio cristiano.

Polemiche per la decisione delle autorit sulla commemorazione dei 10 anni dallattentato

Alla cerimonia di Ground Zero non ci saranno leader religiosi


NEW YORK, 27. Ha suscitato diverse critiche e polemiche la decisione delle autorit di New York di escludere leader religiosi dalla cerimonia commemorativa, presso Ground Zero, per il decimo anniversario dellattentato dell11 settembre alle Torri Gemelle. Molti sostengono che proprio i leader religiosi abbiano svolto un ruolo importante durante e dopo la tragedia e per questo dovrebbero partecipare. Anche il sindaco di New York allepoca dellattentato, Rudolph Giuliani, ha espresso la propria indignazione. Questa lAmerica ha detto e avere un servizio commemorativo dove non c la preghiera mi sembra una follia. Mi sento come se lAmerica avesse perso la sua strada. Come riportato dal Wall Street Journal, un portavoce del comune di New York ha ricordato che nelle commemorazioni degli anni precedenti non sono mai stati coinvolti i responsabili religiosi e che lattenzione e la priorit degli organizzatori sono rivolte, in particolare, ai familiari delle vittime dellattentato di Ground Zero. Un membro del consiglio comunale, il pastore della New Life Outreach International, Fernando Cabrera, ha detto che i leader religiosi sono stati uno dei pilastri che ci ha sostenuto. Sono stati e continuano a essere ha proseguito la spina dorsale emotiva e spirituale, e quando si ha una situazione in cui le persone stanno cercando un senso alla loro vita, dove qualcosa pi grande di loro, quando si ha una crisi di questo livello, ci si rivolge ai leader spirituali. John Long, direttore della Federazione dei cappellani del Mid-Atlantic, ha raccontato di essere rimasto profondamente disorientato quando ha appreso che sarebbero stati esclusi i gruppi religiosi dal decimo anniversario. Non si pu avere ha spiegato un servizio commemorativo, senza la religione. In fondo, se non fosse stato per la misericordia di Dio, non si sarebbero potuti svolgere servizi commemorativi. Di parere diverso invece il rabbino Joseph Potasnik, vice presidente esecutivo del consiglio dei rabbini di New York, il quale ha riferito al Wall Street Journal di trovarsi daccordo con quanto deciso dalle autorit comunali perch una delle difficolt sarebbe stata quella di individuare quali gruppi religiosi di New York coinvolgere. Chi decide chi deve rappresentare una determinata fede? Tutti abbiamo diversi raggruppamenti. Ci sono considerazioni pratiche quando si progetta qualcosa, anche se si volesse includere tutti ha proseguito il rabbino sarebbe impossibile far s che siano presenti quelli che dovrebbero esserlo. Sono davvero molto dispiaciuto. Long si detto contrariato delle dichiarazioni del rabbino Potasnik e ha dichiarato di non accettare assolutamente questa argomentazione. Per la Giornata nazionale di preghiera ha spiegato Long saranno coinvolti diversi gruppi religiosi. Qual la differenza tra la Giornata nazionale di preghiera e il memoriale del decimo anniversario di Ground Zero?.

Il presidente della Conferenza episcopale arcivescovo Ezzati Andrello

Per un dialogo in Cile sulle vie della giustizia e della pace sociale
SANTIAGO, 27. Che le autorit e tutti i responsabili del mondo politico, in modo speciale quelli della pubblica istruzione, considerino le richieste importanti ed essenziali emerse durante il confronto fra le diverse parti in causa. lappello fatto dal presidente della Conferenza episcopale del Cile, monsignor Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Santiago del Cile, in riferimento al duro confronto che da alcuni mesi sta opponendo le parti sociali e gli studenti al Governo cileno. In una dichiarazione intitolata Per una Giornata pacifica e di rispetto alle persone, il presule ha voluto esprimere una parola dincoraggiamento e di speranza ai credenti e a tutte le persone di buona volont, prima dello sciopero generale nazionale di due giorni, terminato gioved scorso. Il presule ha anche ricordato limportanza del documento dei vescovi sul dialogo politico e ha lanciato un appello a tutte le parti sociali e al Governo in modo daprire uno spiraglio al dialogo definitivo per potere costruire il Paese sulle vie della giustizia, della solidariet e della pace sociale. Larcivescovo di Santiago ha concluso la sua dichiarazione ricordando i sei giovani studenti che per 37 giorni hanno condotto uno sciopero della fame per solidariet con tutti gli altri studenti cileni allo scopo di sollecitare un miglior sistema educativo nel Paese. I giovani sono stati costretti a sospendere lazione di protesta in seguito alla precariet delle loro condizioni di salute ma il loro appello ha detto il presule non pu, non deve lasciarci indifferenti. Lo sciopero generale, purtroppo stato segnato anche da atti vandalici contro una chiesa, il Tempio della Gratitudine Nazionale a Santiago del Cile. Un gesto gravissimo che, anche se commesso da una minoranza, offuscando la legittimit della protesta, rischia di porre in secondo piano i contenuti delle rivendicazioni dei lavoratori e degli studenti. In un comunicato ufficiale, la Congregazione salesiana fa notare che un gruppo di persone ha bruciato la porta principale, senza riuscire a distruggerla completamente, ha infranto vetrate e ha cercato di forzare le due porte secondarie della chiesa. La Congregazione salesiana di Santiago del Cile ha deplorato tali atti ricordando le espressioni del presidente della conferenza episcopale, il quale pi volte ha sottolineato che le legittime dimostrazioni dei cittadini devono essere svolte in un clima di pace e di rispetto, senza aggressivit o provocazione, cautelando sempre la dignit delle persone e il bene comune.

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LOSSERVATORE ROMANO
Il Pontefice allincontro tra i suoi ex allievi riuniti a Castel Gandolfo

domenica 28 agosto 2011

Nomine episcopali
Le nomine di oggi riguardano la Chiesa in Venezuela e in Francia. ottenendo la licenza in lettere moderne. Nel 1982 entrato nel seminario Saint-Irne di Lyon. Nel 1987 ha ottenuto il baccalaureato in diritto canonico e la licenza in teologia con uno studio sul cardinale Newman. stato ordinato sacerdote il 19 giugno 1988 per larcidiocesi di Lyon. Ha quindi iniziato il suo ministero presso la parrocchia di Sainte-Bernadette a Caluire come diacono e, dopo lordinazione sacerdotale, anche presso la parrocchia dellImmacule Conception a Caluire. Nel 1994 divenuto parroco di Notre-Dame-du-Point-duJour, a Lyon, a cui si aggiunta nel 1997 la parrocchia di Sainte-Anne de Mnival. Oltre a questi incarichi, negli stessi anni, ha svolto il ministero di cappellano diocesano delle Guides de France e di Foi et Lumire. Nel 2001 divenuto parroco della Sainte-Trinit, e nel novembre del 2002 stato nominato vicario generale e gli stata affidata la formazione permanente dei giovani sacerdoti. Eletto vescovo titolare di Zallata e nominato ausiliare di Lyon il 15 aprile 2003, ha ricevuto lordinazione episcopale il successivo 25 maggio. In seno alla Conferenza episcopale francese membro del consiglio per i movimenti e le associazioni dei fedeli.

Due generazioni a confronto sulla fede


Sono ripresi questa mattina, sabato 27 agosto, alla presenza di Benedetto XVI, i lavori del tradizionale seminario estivo del cosiddetto Ratzinger Schlerkreis, il gruppo degli ex allievi di Joseph Ratzinger, riuniti da gioved scorso nel centro Mariapoli di Castel Gandolfo. Lincontro si svolto oggi nella Sala della Rocca, del Palazzo pontificio della cittadina laziale. stata la sofferenza di unintera generazione a emergere sin dalle prime battute di questo annuale incontro. La sofferenza della generazione degli anziani spiega al nostro giornale il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schnborn durante una pausa dei lavori testimoni di un tempo florido per la Chiesa e costretti oggi a vivere lo spopolamento delle parrocchie. Una vera iniezione di rinnovata speranza venuta, anche per noi, dalla recente Giornata mondiale della giovent a Madrid. Abbiamo riflettuto su questo evento, soprattutto su quanto questi giovani hanno dimostrato. A colpire di pi i 40 studiosi, ex allievi di Papa Ratzinger, stata soprattutto la sensazione di aver colto in questi ragazzi la consapevolezza di essere addirittura una minoranza rispetto alluniverso giovanile ha detto il cardinale immerso oggi in un clima relativista e poco incline alla dimensione spirituale. Laspetto positivo che essi hanno per mostrato la tenace volont di testimoniare la loro fede proprio in questo ambiente, tra i loro coetanei. Definiti ormai la generazione di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, essi sono visti come

Antonio Gutirrez Reyes arcivescovo di Ciudad Bolivar (Venezuela)


Nato a Pedregal, nellarcidiocesi di Coro, il 29 aprile 1951, ha compiuto gli studi filosofici a Valencia in Spagna e quelli teologici a Caracas. stato ordinato sacerdote a Coro il 27 dicembre 1977. Ha poi svolto i seguenti incarichi: parroco a Maracaibo, amministratore del collegio Tirso de Molina a Caracas, incaricato del seminario mercedario a Caracas, provinciale dellordine dei mercedari dal 1994 al 2000, rettore fondatore del seminario mercedario a Palmira, nella diocesi di San Cristobal. Nominato vescovo di Carora il 5 dicembre 2003, ha ricevuto lordinazione episcopale il 27 febbraio 2004.

lespressione della nuova tappa del cammino della Chiesa. Questo aggiunge il porporato stato sottolineato durante i nostri lavori: il loro essersi messi senza esitazione al fianco del Papa. Soprattutto da quando lo hanno visto mettersi al centro del cortile dei gentili e mostrare una

straordinaria apertura, molto pi di quanto si pensasse. Tra gli obiettivi dellincontro degli ex allievi, il cardinale ha citato la riflessione sulle modalit di diffusione della fede in una societ secolarizzata ma che si mostra in attesa di ricevere di nuovo il messaggio del Vangelo.

Thierry Brac de la Perrire Vescovo di Nevers (Francia)


Nato il 17 giugno 1959 a Lyon, ha compiuto gli studi secondari presso lExternat Saint-Joseph e quelli superiori presso luniversit di Lyon,

Lettere di Benedetto

XVI

a tre porporati suoi inviati speciali in occasione di celebrazioni e ricorrenze anniversarie

per il

XXV

Il cardinale Re ad Ancona congresso eucaristico nazionale italiano


tus olim Congregationis pro Episcopis, aptus omnino videris ad huiusmodi munus congruenter explendum. Idcirco harum Litterarum vi Te designamus MISSUM EXTRAORDINARIUM NOSTRUM, mandatis Tibi factis, ut diebus III-XI proximi mensis Septembris Anconae sacris celebritatibus Nostro nomine praesideas atque Nostros pastorales sensus fidelibus ibi congregatis humaniter renunties. De Eucharistia loqueris atque omnes adhortaberis ad spiritalem vitam per eam renovandam, fontem scilicet cuiusque formae sanctitatis. Dum per Te, Venerabilis Frater Noster, sacrorum Antistitem Anconitanum-Auximanum ceterosque Praesules et fideles qui Anconam ad Congressum advenient salutamus, precibus Nostris eos comitamur atque Deum omnipotentem obsecramus ut omnes credentes in Christum, materno praesidio Beatae Mariae Virginis suffulti, praeceptum caritatis in vita cotidiana diligentius servare pergant. Munus tuum magni sane ponderis aestimantes, peculiaris benevolentiae Nostrae pignus Apostolicam Benedictionem Tibi peramanter impertimus, universis XXV Congressus Eucharistici Nationalis Italiae participibus transmittendam. Ex Arce Gandulfi, die XXII mensis Iulii, anno MMXI, Pontificatus Nostri septimo.

Il cardinale Tomko in Croazia per lanno giubilare a Ludbreg


Nella stessa data stata pubblicata la nomina del cardinale Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli, a inviato speciale del Papa alle celebrazioni conclusive dellanno giubilare nel VI centenario del miracolo eucaristico di Ludbreg (Croazia), previste nel santuario di Ludbreg (diocesi di Varadin) il 4 settembre. Il porporato sar accompagnato da una missione composta dai seguenti ecclesiastici della diocesi di Varadin: monsignor Ivan Godina, vicario generale della diocesi, e dal sacerdote Damir Bobovec, bibliotecario e archivista diocesano. Di seguito la lettera papale di nomina. Apostolica potestate, te nominamus MISSUM EXTRAORDINARIUM NOSTRUM ad sollemnibus, quibus explebitur memoratus annus Iubilaei, praesidendum, peculiaribus tributis iuribus et facultatibus huiusmodi muneris propriis, dum non dubitamus quin hoc creditum quoque munus laudabiliter sis exsecuturus. Nostro igitur nomine participes comiter salutabis itemque adhortaberis ut Sacrificium Eucharisticum colant tamquam totius vitae christianae fontem et culmen (Lumen gentium, 11): sine Eucharistia enim haud possumus esse vere Christiani et Ecclesia ipsa haud aedificari potest in hominum salutem. Audiantur ceterum et resonent in adstantium cordibus praeclarissima Domini Nostri verba: Ego sum panis vivus, qui de caelo descendi. Si quis manducaverit ex hoc pane, vivet in aeternum... Qui manducat meam carnem et bibit meum sanguinem, in me manet, et ego in illo,(Io 6, 51.56). Hisce igitur divinis verbis moniti atque formati, studeamus omnes magis magisque panem eucharisticum sumere, venerari et adorare ut nostra vita hic in terra plene nutriatur sitque intime coniuncta cum Christo et parata simul ad vivendum sicut Ille vixit et ad amandum sicut Ille dilexit, ita ut digni efficiamur ingredi in vitam aeternam, videlicet esse et gaudere cum Deo, Cuius essentia est Amor. Quem benignissimum Patrem enixe precamur ut ex iubilaris anni sollemnibus uberrimi spirituales fructus oriantur, dum, auspice de caelo Beata Maria Virgine, cuius hodie memoramus Immaculatum Cor, tibi, Venerabilis Frater Noster, ac per te sollerti Praesuli Varasdinensi cunctisque participibus Apostolicam Benedictionem, peculiaris dilectionis Nostrae testem ac supernae gratiae auspicem, effusa caritate impertimur. Vale! Ex Aedibus Vaticanis, die II mensis Iulii, anno MMXI, Pontificatus Nostri septimo.

Com noto, il 2 luglio stata pubblicata la nomina del cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi, a inviato speciale del Papa al XXV Congresso eucaristico nazionale italiano, in programma ad Ancona dal 3 all11 settembre. La missione che accompagner il porporato sar composta da monsignor Umberto Gasparini, del clero di Senigallia, parroco di Santa Croce e Santa Lucia in Ostra (Ancona), vicario foraneo e membro del collegio dei consultori, delegato diocesano per il Congresso eucaristico, e dal sacerdote Franco Magnani, del clero di Mantova, docente di liturgia presso lo studio teologico del seminario diocesano e listituto di liturgia pastorale Santa Giustina di Padova, direttore dellufficio liturgico nazionale della Conferenza episcopale italiana. Di seguito la lettera papale di nomina. scilicet orationis, meditationis atque eucharisticae renovationis, qui proximo mense Septembri Anconae celebrabitur. Argumentum propositum Domine, ad quem ibimus? (Io 6, 68). Eucharistia pro vita cotidiana verba recolit a beato Petro ad Iesum pronuntiata atque peculiare pondus Sacramenti caritatis in vita et opera uniuscuiusque credentis dare demonstrat. Nosmet Ipsi, Qui diligentissimam damus operam ut eucharistica in Dei Populo fides vividior semper fiat, libentes die conclusionis Congressus Anconae aderimus et omnes eius participes ex corde salutabimus. Huius Congressus opportunitate data Venerabilis Frater Noster Angelus S.R.E. Cardinalis Bagnasco, Archiepiscopus Metropolita Ianuensis atque Conferentiae Episcoporum Italiae Praeses, nomine etiam Venerabilis Fratris Adriani Caprioli, Episcopi Regiensis in Aemilia-Guastallensis atque Praesidis Comitatus pro Congressibus Eucharisticis Nationalibus, humanissime Nos rogavit ut aliquem eminentem ecclesiasticum virum destinaremus qui Nostro Nomine huic Congressui praeesse valeat. Itaque ad Te, Venerabilis Frater Noster, animum Nostrum vertimus qui, Praefec-

Domenica 11 settembre la chiusura con il Papa


Sar Benedetto XVI a chiudere domenica 11 settembre il venticinquesimo Congresso eucaristico nazionale italiano, presiedendo la messa conclusiva nellarea portuale di Ancona. Il Papa, che poi pranzer con una rappresentanza di operai in cassa integrazione e di poveri, incontrer nel pomeriggio anche le famiglie, i sacerdoti e i giovani fidanzati. Le giornate del congresso si apriranno nel pomeriggio di sabato 3 con larrivo del cardinale Re, che nella cattedrale di San Ciriaco sar accolto dallarcivescovo di Ancona-Osimo, monsignor Menichelli. Il giorno dopo linviato pontificio celebrer la messa inaugurale nellarea Fincantieri. Venerabili Fratri Nostro IOSEPHO S.R.E. CARDINALI TOMKO Praefecto emerito Congregationis pro Gentium Evangelizatione Laetanter accepimus die IV proximi mensis Septembris huiusce anni in Sanctuario paroeciae Ludbreg, intra fines dioecesis Varasdinensis in dilecta Croata Natione sito, expletum iri annum iubilare sextum ob revolutum saeculum a prodigio eucharistico, quod ibidem, ut fertur, mirabiliter evenit. Ad Sanctuarium idem, ut novimus, convenient plurimi Praesules, sacerdotes, religiosi viri ac mulieres et Christifideles laici ex ipsa Croatia et finitimis regionibus, sicut solent quotannis quam plurimi advenire prima Sancta Dominica Septembris, ad pie recolendam reliquiam pretiosissimi Sanguinis Christi, qui ex vino mero est mutatus, celebrante quodam sacerdote dubitante de praesentia reali Nostri Redemptoris. Quo prorsus hisce celebritatibus maior adderetur nitor, Venerabilis Frater Iosephus Mrzljak, Episcopus memoratae dioecesis Varasdinensis, collato consilio cum Venerabili Fratre Nostro Iosepho S.R.E. Cardinale Bozani, Archiepiscopo Metropolita Zagrebiensi, a Nobis petivit ut tu, Venerabilis Frater Noster, qui claris mentis et cordis dotibus ornatus functus es maximi momenti muneribus in Curia Romana et Nobis uti Pater Cardinalis adsis proxime ac fideliter et qui illustris es filius Slovachi populi, fraterni et fere propinqui cum Croato, Missus Extraordinarius constituaris qui Nostram gerens personam sollemnibus istic agendis praesis. Nos igitur libenti cupientes animo enixam postulationem audire, hisce Litteris summaque

Venerabili Fratri Nostro IOANNI BAPTISTAE S.R.E. CARDINALI RE Praefecto olim Congregationis pro Episcopis Ecclesiae fides essentialiter eucharistica est fides, quae Eucharistiae mensa praecipue alitur. Hanc sententiam placuit Nobis in Adhortatione Apostolica Postsynodali Sacramentum caritatis (n. 6) scribere, qua praecipua quaedam elementa officiaque explicavimus ad novum in Ecclesia impulsum eucharisticum concitandum. Nunc vero de singularis momenti eucharistico eventu cogitamus, videlicet de XXV Congressu Eucharistico Nationali Italiae, tempore

Il cardinale Martino a Cava per il millennio dellabbazia della Santissima Trinit


Nella stessa data stata anche pubblicata la nomina del cardinale Renato Raffaele Martino, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, a inviato speciale del Papa alla celebrazione del millenario dellabbazia della Santissima Trinit di Cava, in programma il 4 settembre. Il porporato sar accompagnato da una missione composta da padre Bruno Marin, O.S.B., abate presidente della Congregazione sublacense con sede al monastero di SantAmbrogio a Roma, e padre Pietro Vittorelli, O.S.B., abate di Montecassino con sede allarchicenobio d i Montecassino. Di seguito la lettera di nomina inviata dal Pontefice al cardinale Martino. proposita permovendi, insignibus instantibus huius Abbatiae christianae fidei exemplis. Ipso igitur miserenti favente Domino, mense proximo Septembri sollemniter mille annorum recoletur huius Abbatiae memoria, frequenti adstantium monachorum fideliumque corona, cum ipsius primordia revocabuntur ac superiorum fastorum documenta. Quocirca, cum Reverendissimus Pater Iordanus Rota, Abbas Administrator Apostolicus Abbatiae Sanctissimae Trinitatis Cavensis, rogavisset ut Purpuratum Patrem mitteremus, huic postulationi obsecundandum iudicavimus, quo ritus ille elatius et luculentius explicaretur. Ad te ideo, Venerabilis Frater Noster, cogitationem convertimus, qui idoneus videreris ut eventui illi interesses personamque inibi Nostram gereres. Itaque permagna moti affectione, te MISSUM EXTRAORDINARIUM NOSTRUM renuntiamus et constituimus ad celebrationem die IV mensis Septembris millenariam Abbatiae Sanctissimae Trinitatis Cavensis agendam. Universis igitur participibus ac familiae potissimum Benedictinorum voluntatem Nostram benignam ostendes, ac pariter cohortationem ad pristinam illam pietatem repetendam atque salubria praecepta tenenda. Omnibus Nostro nomine auctoritateque Benedictionem Apostolicam impertias volumus, quae sit animorum renovationis signum et futuro de tempore supernarum gratiarum documentum. Ex Arce Gandulfi, die IV mensis Augusti, anno MMXI, Pontificatus Nostri septimo.

Venerabili Fratri Nostro RENATO RAPHAELI S.R.E. CARDINALI MARTINO Pontificii Consilii de Iustitia et Pace emerito Praesidi Millenaria iam appetit memoria ex quo tempore Abbatia Sanctissimae

Trinitatis Cavensis condita est. Ex illa aetate monasterium feliciter multumque crevit, ita ut alia coenobia gigneret, quae sancti Benedicti diffunderent praecepta et Salvatoris salutaria beneficia. Complures insuper inibi praestantes exstiterunt viri tum sanctitate, tum doctrina, tum operositate, qui saeculorum decursu ipsum monasterium collustrarunt et in populum spiritalia et corporalia subsidia converterunt. Admodum ideo aequum est et convenit ut eventus hic congruenter commemoretur et optimo iure extollatur. Celebratio enim haec copiam dat et facultatem non tantae antiquitatis dumtaxat memoriam repetendi, verum homines ad ferventiorem religionis sensum, firmiorem fidem certioraque