You are on page 1of 4

Sulla moneta elettronica e l'abolizione del contante.

L'idea di contrastare o addirittura abolire l'uso del contante non è nuova. Il documento ripropone alcune idee già espresse nel 2005.
Autore: Glauco Masotti Parole chiave: contrasto uso contante, tassazione contante, abolizione contante, moneta elettronica, tracciabilità dei pagamenti, la fabbrica del programma, Milena Gabanelli, contrasto evasione fiscale, contrasto criminalità Il recente articolo di Milena Gabanelli sul sito del Corriere: http://www.corriere.it/inchieste/reportime/economia/11_novembre_12/fine-del-sommerso_099fe7d6-0d3f11e1-a42a-1562b6741916.shtml sta suscitando un vivace dibattito1. La proposta di Milena Gabanelli va nella giusta direzione. Mi chiedo però chi userebbe ancora il contante con delle tasse di versamento e prelievo dell’ordine del 25%, poiché se 100€ in contanti devono costare come 150 “immateriali”, di questo si tratta. C’è poi il problema del contante già in circolazione, che non sarebbe tassato e sul quale si potrebbe quindi ingenerare una sorta di mercato nero, ovvero di banche clandestine che non applicano la tassazione di prelievo e deposito, in cambio di una “cresta” inferiore. Chi poi ha già da parte grosse somme, si troverebbe molto avvantaggiato, a meno di non mettere fuori corso la moneta attuale per sostituirla con nuove emissioni, sulle quali poi applicare la tassazione; ma tutta l’operazione avrebbe un costo notevole, e non sarebbe scongiurato il pericolo del mercato nero. Così come un bel costo sarebbe a carico di chi non si rassegnerebbe all’uso del contante. Peggio per loro, si potrebbe dire, eppure la soluzione di abolire completamente il contante sarebbe alla fine più lineare e meno costosa, oltre a portare tanti vantaggi in più. Quindi, perché non essere ancora più radicali e proporre l’abolizione del contante? La moneta elettronica poi, potrebbe anche prendere forme nuove e più comode da usare, rispetto a quelle a cui siamo abituati2, ed essere praticamente liberata dalle esose commissioni attuali, in modo da renderne possibile un suo uso generalizzato. Era l’idea che Francesco Cerri ed io avanzammo nell’oramai lontano 2005 sul sito www.lafabbricadelprogramma.it3. Purtroppo però, noi non avevamo un megafono come quello che Gabanelli ha avuto ed ha a sua disposizione. Le nostre proposte caddero nel vuoto, non ricevettero attenzione e non suscitarono un dibattito, come forse avrebbero meritato.

1

Anche un’estrema sintesi di questo scritto è stata proposta come commento all’articolo sul sito del Corriere, per due volte e in due versioni diverse, ma nessuna di queste è stata pubblicata! Spero si sia trattato di disguidi o problemi tecnici, poiché una censura mi pare incomprensibile. Molti dei commenti poi, insistono nel riproporre la deducibilità delle spese, ovvero il ricorso al “contrasto di interessi”, come panacea o utile corollario (come fa anche Gabanelli), per contrastare l’evasione, una prospettiva purtroppo illusoria; rimando in proposito a questa mia analisi: http://www.scribd.com/doc/72129382/Il-contrasto-di-interessiMeglio-una-lotteria. 2 Ad esempio il telefonino potrebbe funzionare anche da portafoglio, una tecnologia che si sta già sperimentando. 3 Il sito, non più attivo, era nato per iniziativa di Romano Prodi, al fine di raccogliere le idee e le proposte dei cittadini per il suo programma di governo.

Ho conservato il testo delle proposte originali sul tema, che credo sia utile rileggere oggi e che vi ripropongo: “ Moneta elettronica Come ottenere rapidamente una forte riduzione dell'evasione fiscale e della criminalità - A costo zero Contributo di: Francesco Cerri 3 Marzo 2005 Già oggi molti pagano la spesa con il Bancomat o la carta di credito, le bollette delle utenze domestiche ci vengono addebitate sul conto corrente, riceviamo lo stipendio tramite bonifico, alla macchinetta del caffè paghiamo con una chiave elettronica, ecc. ecc. Altrove è già disponibile un borsellino elettronico (piccola card con microchip) per tutte le piccole spese, come l'acquisto del giornale, ecc. ecc. (anche se per ora non è ancora molto diffusa). Molti acquisti vengono pagati elettronicamente e tecnicamente tutto si può già pagare in questo modo, senza usare ne' banconote ne' monetine. Già ora gli esercizi commerciali che accettano pagamenti con il Bancomat sono moltissimi e molti accettano anche la carta di credito (alcuni non l'accettano a causa delle irragionevoli commissioni chieste in Italia dagli enti che le emettono - IN ITALIA... altrove le commissioni sono bassissime e quindi tutti gli esercizi commerciali le accettano). Di certo i movimenti di denaro che lasciano una qualche traccia vengono tutti dichiarati. Quasi nessuno pensa di nascondere al fisco i soldi lecitamente guadagnati in questo modo, perché sarebbe difficilissimo e molto alto sarebbe il rischio di essere scoperti. Allo stesso modo se uno compie un crimine a scopo di lucro (spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, estorsione, prestito ad usura, ricettazione, ecc. ecc.) non chiede certo alla controparte di pagare con carta di credito, sarebbe subito scoperto! Anche altre forme di criminalità organizzata, che pure hanno altri scopi (come il terrorismo) hanno bisogno di finanziarsi e non chiedono certo ai loro finanziatori di pagare con carta di credito. Basterebbe solo imporre per legge un "piccolo" cambiamento nella mentalità degli Italiani (e imporre a chi di dovere delle commissioni ragionevoli sugli acquisti con carta di credito): basterebbe imporre ai cittadini italiani (e agli stranieri di passaggio sul territorio nazionale) di eseguire SOLO pagamenti con mezzi elettronici o assegni, VIETANDO l'utilizzo di denaro contante (cosa che l'Unione Europea ci consentirebbe certamente di fare, visto che la nostra moneta sarebbe sempre l'Euro, solo non l'Euro in banconote e monete ma quello elettronico). Dal punto di vista tecnico la cosa è possibilissima anche ora, non ha quasi nessun costo. Perché già oggi è possibile pagare praticamente in questa forma in quasi tutti gli esercizi commerciali (basta proibire le forme di pagamento alternative), molti si stanno adeguando e lo farebbero certamente prima se gli italiani fossero meno legati all'uso dei contanti (cosa che propongo di vietare). Bisognerebbe chiedere (cioè, imporre per legge) alla gente di pagare solo con questi strumenti di pagamento (moneta elettronica o assegni), e decidere che il denaro contante non ha più corso legale (ai turisti si chiederebbe di andare in banca e dotarsi di un borsellino contenente valuta "Euro elettronico" prima di entrare in Italia, visto che da noi i contanti non varrebbero più). L'evasione fiscale (per i motivi suddetti) scenderebbe moltissimo (così come il lavoro nero), la criminalità organizzata sarebbe alle corde (persino le rapine in Banca sarebbero impossibili - il denaro contante dopo una prima fase non esisterebbe neppure e, tra l'altro, se uno riuscisse a rubare delle banconote non sarebbero spendibili). Quindi la pressione fiscale potrebbe scendere per tutti (pagare tutti per pagare meno...), le città sarebbero più sicure con meno crimini (e quindi anche la macchina giudiziaria non sarebbe più sovraccarica, con meno reati da perseguire). In cambio un piccolo cambio di mentalità (non più grande di quello chiesto alla gente con l'introduzione dell'Euro - vedi gli n-mila convertitori venduti...) otterremmo vantaggi enormi ad un costo quasi nullo (la moneta elettronica è già entrata quasi ovunque, poco resta da fare se non la messa fuori legge della moneta fisica). Sarà per deformazione professionale, perché sono un informatico, ma a me sembra proprio l'uovo di Colombo.” Fantastico vero? Vi fece seguito questo mio contributo:

“ Sulla moneta elettronica e l'abolizione del contante. Un sogno o una possibilità reale? Contributo di: Glauco Masotti 10 Marzo 2005 Francesco Cerri il 3 marzo ha espresso un'idea, o per meglio dire "un sogno", che anch'io ho da tempo e che quindi mi trova pienamente d'accordo. In estrema sintesi egli propone di abolire il denaro contante e di usare solo moneta elettronica. Il fatto però che questa idea sia così rivoluzionaria e così lontana dall'attuale situazione, mi ha consigliato prudentemente di non presentarla come contributo (preferendo presentare invece, in tema di lotta all'evasione fiscale, un'idea più modesta, di minore impatto, ma di più facile realizzazione). Complimenti quindi al sig. Cerri per il coraggio che ha avuto nell'avanzarla. Temo però che il suo ottimismo sia eccessivo e che sottovaluti le difficoltà dell'impresa. Tuttavia la posta in gioco è talmente alta e i vantaggi della sua attuazione sarebbero così grandi, che credo valga la pena di cominciare a pensarci seriamente. In sostanza in questo modo verrebbe praticamente abolita l'evasione fiscale in quanto sarebbe tecnicamente possibile risalire a tutte le entrate e uscite in denaro di ciascuno e quindi il reddito reale di ogni contribuente sarebbe verificabile quasi al 100%, in quanto solo gli scambi in natura sfuggirebbero ad eventuali accertamenti, che potrebbero essere fatti anche in modo automatico e su larga scala, se non sulla totalità della popolazione. Tutti potrebbero quindi contribuire a pagare le tasse in base alle loro reali possibilità, come afferma la nostra Costituzione, e per garantire progressività ed equità del sistema fiscale basterebbe in fin dei conti un'unica tassa fondamentale: quella sul reddito. Non avrebbe più senso infatti un sistema così complicato e farraginoso come quello attuale, a che scopo? Niente più quindi IVA, IRAP, bolli e altri tasse indirette, ecc.. Avrebbero forse ancora senso alcune tasse per disincentivare scelte o comportamenti dannosi (ad esempio quello di circolare con auto inquinanti), ma nel complesso tutto il sistema fiscale potrebbe essere enormemente semplificato e reso finalmente, per la prima volta nella storia, equo! Però vedo enormi difficoltà da superare. Quella del cambiamento radicale di mentalità e di abitudini della popolazione mi pare ovvia. Quanto tempo potrà richiedere questa transizione? Vero è però che anche quando abbiamo cambiato dalla Lira all'Euro, anche questo un bel salto, sia pure non così sostanziale come quello in questione, il tutto è stato fatto in pratica in un paio d'anni. Una difficoltà ancora più grande la vedo però nella potenziale violazione del diritto di privatezza (o privacy se preferite). Affinché questo diritto possa essere garantito occorrerà fare in modo che non si possa risalire ai particolari di tutte le transazioni, a meno che non vi siano indagini penali da fare e autorizzazioni da parte della magistratura. Ai fini di accertamenti fiscali sarà infatti sufficiente conoscere l'ammontare degli introiti e i dettagli sulle sole spese detraibili, non sarà necessario conoscere da chi si è ricevuto il denaro o se abbiamo speso il resto dei soldi comprando caramelle piuttosto che biancheria sexy, quindi forse anche questo sarebbe un problema superabile. Un altro problema è che vedo difficile attuare un cambiamento simile in un solo paese, quindi la questione andrebbe posta perlomeno a livello europeo. Ma questo potrebbe anche essere un vantaggio per la sua attuazione. Chissà? Ad ogni modo, se non per il programma del 2006, invito a prendere in seria considerazione la cosa per gli anni a venire.”

La proposta di “minore impatto” a cui faccio riferimento è quella di istituire una “lotteria fiscale”, di cui ho già fornito una sintesi su questo sito in: http://www.scribd.com/doc/72129382/Il-contrasto-di-interessi-Megliouna-lotteria . Il testo completo della proposta era questo: “ Una lotteria con gli scontrini e le ricevute. Perché no? Per combattere l'evasione fiscale non basterà la repressione. Contributo di: Glauco Masotti 26 Febbraio 2005 Istituire una lotteria in cui ogni settimana venga estratta una partita IVA e un numero di scontrino o ricevuta fiscale potrebbe essere un utile strumento per combattere l'evasione fiscale. Ogni cliente di una qualsiasi attività commerciale sarebbe incentivato a chiedere il rilascio del documento fiscale non solo per mettere a posto la propria coscienza, ma anche per ottenere l'opportunità di essere premiato per avere ottemperato ai propri doveri. Credo che un incentivo sufficente potrebbe essere assegnare premi il cui ammontare sia da 10 a 100 volte l'importo corrispondente al documento fiscale estratto. Il coefficente di premio potrebbe essere inversamente proporzionale al suddetto importo, in modo da rappresentare una cifra significativa anche per importi modesti e da non "rovinare" il fisco per importi consistenti. Tecnicamente, qualora il numero di documento fiscale estratto fosse superiore al numero di quelli emessi, potrebbe essere dichiarato vincente il numero risultante dal resto della divisione del numero estratto per il numero di scontrini o ricevute effettivamente emessi. In un paese dove il Lotto e altri giochi hanno tanto successo anche una lotteria come questa, per giunta "gratuita", se adeguatamente pubblicizzata potrebbe diventare molto popolare, con grande beneficio per l'erario, vista l'enorme entità dell'evasione fiscale. Inoltre, se è giusto reprimere e sanzionare i comportamenti illegali, perché non anche premiare quelli virtuosi? Lo stato ha sempre puntato prevalentemente a punire i cittadini per fare rispettare la legalità, spesso non riuscendovi, mentre non ricordo un singolo provvedimento volto a premiare i comportamenti virtuosi. Perché non seguire anche questa seconda strada? Forse si potrebbero ottenere risultati migliori.” Ravenna, novembre 2011.