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LANGOLO TRIBUTARIO n.

10/2011
a cura del Dott. Maurizio DElia info@professionistiassociati.eu Albo Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Firenze C.t.u. del Tribunale civile e penale di Firenze, specializzato in Societ Associazioni Sportive ed Enti non Profit. Revisore Contabile; iscr. Albo Giudici Arbitrali di Firenze. Master di perfezionamento in Diritto ed Economia dello Sport

Calciatori. No alla Super-IRPEF Contributo di solidariet e mondo del calcio sul piede di guerra
Secondo la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro nel parere n. 17 del 18 agosto e vari periodici, il contributo di solidariet, introdotto dal D.L. n. 138/2011 per i redditi medio alti, deve essere pagato solo ed esclusivamente dai calciatori. Intanto lAssociazione Italiana Calciatori (AIC) con lo sciopero di qualche settimana fa, si rifiuta di pagare il contributo di solidariet previsto dal Governo nellultima manovra economica. A tal proposito dura la reazione del ministro Calderoli: Se c qualcuno che dovrebbe pagarlo sono proprio loro, la casta dei viziati. Se dovessero continuare a minacciare scioperi o ritorsioni proporr che come ai politici anche i ai calciatori venga raddoppiata laliquota del contributo di solidariet. Ora, al di l delle idee politiche che ognuno pu avere, lascio a voi commentare se in effetti questi poveri ragazzi potrebbero o meno aver ragione in proposito. Mi limiter ad esporre e riportare i fatti cos come esposti da ben pi autorevole stampa specializzata. Premessa. I contenuti del D.L. 138/2011, con cui sono state approvate alla vigilia di Ferragosto le misure necessarie a fronteggiare la crisi dei mercati, hanno aperto un acceso dibattito anche nel mondo del calcio. Rischia di diventare il caso dellestate, almeno per gli sportivi (gli unici a desiderare la fine delle vacanze perch almeno coincide con linizio del campionato di calcio). Il motivo della disputa apertasi tra societ e calciatori nasce dalla reciproca mancanza di volont di accollarsi il nuovo onere. In quanto se laccordo fa riferimento al lordo, la tassa a carico del calciatore, se fa riferimento al netto carico della societ. Situazione ibrida e non usuale nella gestione degli altri rapporti di lavoro, ma ormai il mondo del calcio ci ha abituati a certe digressioni giuridiche che nulla hanno a che vedere con il diritto del lavoro. Dunque, la disputa esistente non tale in quanto a livello giuridico la situazione non presenta margini di dubbio. Sono i calciatori a dover versare il contributo di solidariet e non le societ.

Il contributo di solidariet. Il contributo di solidariet, previsto dallarticolo 2 del D.L. 138/2011 del 13 agosto, stabilisce che per fronteggiare la situazione dellattuale crisi economica di portata internazionale al fine di realizzare gli obiettivi di finanza pubblica che sono stati concordati in sede europea, la norma introduce per il periodo che va dal 2011 e fino al 2013, in deroga allarticolo 3 dello Statuto del contribuente un contributo di solidariet a carico dei contribuenti con reddito complessivo superiore a 90.000 euro annui. In particolare, il comma 1 dellarticolo 2 stabilisce che il predetto contributo dovuto dalle persone fisiche ed calcolato sullammontare del reddito complessivo di cui allarticolo 8 del TUIR dalle stesse prodotto nellanno di riferimento. La misura percentuale del contributo da applicare al reddito complessivo pari al 5% della parte eccedente 90.000 euro e fino a 150.000 euro e al 10% sulla parte di reddito che eccede 150.000 euro. Il medesimo comma 1 prevede, inoltre, la deducibilit ai sensi dellarticolo 10 del citato TUIR, del contributo di solidariet che, pertanto, riduce il reddito complessivo ai fini della determinazione dellimposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali regionali e comunale. Secondo la posizione espressa nel parere, infatti, il contributo di solidariet assume natura straordinaria che le parti sicuramente non avevano previsto in sede di sottoscrizione dellaccordo e quindi, se ne deve far carico il contribuente che percepisce la somma.

Solo nel caso in cui la norma avesse qualificato il contributo come unaggiunta di aliquota allIRPEF (opzione possibile), si sarebbe potuta prospettare limposizione in capo alla societ calcistica.

Il dettato della norma dunque chiaro. Si tratta di un contributo a carico dei contribuenti e quindi dei calciatori che percepiscono il reddito. Contribuente-Fisco. Calciatori-Societ. I Rapporti. Si ritiene opportuno effettuare alcune precisazioni in merito ai rapporti che intercorrono fra le diverse parti chiamate in causa. Pertanto possibile distinguere due tipologie di rapporti: il primo, tra contribuente e fisco; il secondo, tra calciatore e societ. Contribuente-Fisco. Rispetto al primo, la norma chiara. il contribuente che deve pagare il contributo per espressa previsione della legge. Peraltro, il contributo pu essere deducibile dal reddito complessivo che gli stessi calciatori dichiarano al fisco italiano. Caratteristica che differenzia in modo assoluto il contributo dallIRPEF. doveroso precisare che il contributo non dovuto solo sul reddito che il calciatore percepisce dalla societ, ma esso va calcolato sullintera ricchezza prodotta dal calciatore derivante anche da introiti indiretti come, ad esempio, i redditi di fabbricati e/o di sponsorizzazione.

Calciatore-Societ. Altro aspetto il rapporto contrattuale tra calciatore e societ e la modalit con cui stata scritta la clausola economica. Infatti, si possono verificare sostanzialmente tre casi: 1. Se le parti, pur avendo concordato una somma netta da erogare, hanno redatto un contratto indicando la rispettiva somma lorda; in tal caso il contributo rimane a carico del calciatore.; 2. Ad analoghe conclusioni si giunge se il contratto indica un corrispettivo sia lordo che netto, poich la somma netta normalmente viene riportata solo a titolo indicativo e non sostanziale; 3. se invece, il contratto indica solo una somma netta da erogare, va analizzato caso per caso se tale somma netta stata individuata esclusivamente depurando le imposte e non di altri oneri.

Dunque, potrebbe trovare diversa valutazione il singolo contratto che regoli la posizione individuale di ogni calciatore ove lo stesso preveda la disciplina specifica di eventualit come quella in discorso. In tal caso sar quella clausola a determinare lassetto delle parti.

Caso contrario, che vige per la stragrande maggioranza dei contratti stipulati tra societ di calcio e giocatori, si applicano le regole generali sopra descritte che assegnano al calciatore lonere di corrispondere allerario il contributo di solidariet.

Che dite?..oltre che andarli a guardare sgambettare sul verde prato. li vedremo ridursi al verde?....