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MANOSCRITTI GRECI DI TERRA DOTRANTO. RECENTI SCOPERTE E ATTRIBUZIONI (2005-2008)*.

Daniele Arnesano

Le ricerche sulla produzione libraria in una determinata area geografica possono trovare uno strumento valido, fra quelli a disposizione della comunit scientifica, nei repertori di manoscritti prodotti sicuramente in quellarea o ad essa attribuiti per ragioni filologiche, paleografiche, codicologiche, storico-artistiche. Lo sforzo di compilare sussidi come questi scaturisce, tra laltro, dallantica esigenza di alternare a sessioni di reperimento e decifrazione dei dati (analisi) pause di raccolta e interpretazione degli stessi (sintesi), come sinora avvenuto negli studi sulla produzione libraria italo-greca1. Con questa finalit, il primo corposo repertorio di manoscritti di Terra dOtranto fu pubblicato nel 1972 da Marco Petta2, cui fece seguito quello curato nel 1989 da Oronzo Mazzotta3. Ai 237 manoscritti registrati da questultimo 170 sono stati aggiunti nel 2005 sulla scorta di ricerche personali e, soprattutto, sulla base dei dati pubblicati dagli studiosi da parte di chi scrive4. In quel contributo proponevo un inventario non sostitutivo,
* La bibliografia sar in parte citata in forma abbreviata; per lo scioglimento delle abbreviazioni si veda la fine del presente lavoro. 1 Col termine sintesi non indico, beninteso, il banale compendio ma quellimpegnativa operazione che consiste nellunificare una pluralit di dati sparsi, ordinandoli poi in una presentazione organica. La sintesi dettagliata sulla cultura italo-greca e sulla relativa produzione manoscritta quella offerta nel 1982 da Guglielmo Cavallo (Cavallo, La cultura italo-greca). Declinati secondo le diverse e spesso complementari discipline che hanno per oggetto il libro manoscritto, i contributi di tipo analitico, apparsi negli ultimi decenni, vantano metodi di indagine via via pi affinati e risultati tanto pi soddisfacenti; nellimpossibilit di citare anche solo i pi importanti, ricorder, fra quelli pi recenti, un articolo di Roberta Durante in cui finalmente si riprende il filone di indagine sulla decorazione libraria salentina (R. Durante, La decorazione dei codici salentini: lesempio del Vallicelliano C 7, Neva Rwvmh 5 (2008), 277-301). 2 M. Petta, Codici greci della Puglia trasferiti in biblioteche italiane ed estere, BBGG n.s. 26 (1972), 85-129; rist. in Brundisii Res 4 (1972), 59-121. 3 Mazzotta, Monaci e libri greci. 4 Arnesano, Il repertorio dei codici greci. In quella sede erano contrassegnati con un asterisco (*) i manoscritti dei quali avevo esaminato loriginale o delle riproduzioni; erano invece privi di asterisco quelli registrati sulla base di attribuzioni o di segnalazioni altrui ma da me non esaminati (in questa sede far ricorso al medesimo espediente), tra cui il Par. 2268 (p. 57) ed il Par. 2988 (p. 58): un successivo esame autoptico mi consente di escludere, almeno su base paleografica, lattribuzione dei due cimeli ad area salentina. Per

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ma, come esprimevo gi nel titolo (aggiornamenti e integrazioni), integrativo del repertorio di Mazzotta5. In questa sede saranno elencate le testimonianze in scrittura greca per le quali, dal 2005 al 2008, stata proposta da parte di vari studiosi la localizzazione in Terra dOtranto o lattribuzione a mani educate alle caratteristiche grafiche salentine6. A queste ho aggiunto alcune testimonianze da parte mia7. Si troveranno anche dei casi di attribuzione espressa dagli autori in modo dubitativo: ho comunque ritenuto opportuno includerli nel repertorio, in attesa che da ulteriori ricerche scaturisca maggiore certezza8. Fra interi codici9, singole unit codicologiche10, frammenti11 e marginalia 12 si tratta in tutto di 38 segnature, corrispondenti a libri conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana13, presso diverse istituzioni italiane14, alcune delle quali locali, salen-

la stessa ragione stato proposto di espungere dallelenco dei codici di Terra dOtranto i Laurenziani Plut. 8.17, Plut. 9.12 e San Marco 770 (cfr. Baldi, Il palinsesto Laur. Plut. 57.26, 492-493). 5 Tale complementariet era espressa il lettore perdoner lautocitazione nella premessa: A distanza di oltre quindici anni, forse opportuno proporre un aggiornamento di questo repertorio, che, spero, ne confermi lutilit e ne rivitalizzi la funzionalit (Arnesano, Il repertorio dei codici greci, 25). I nuovi manoscritti erano registrati secondo gli stessi criteri di Mazzotta (i dati forniti riguardavano: segnatura, datazione, supporto, contenuto e bibliografia). Quelli gi presenti nellinventario del 1989 (secondo la sullodata complementariet) non presentavano nuovamente i dati relativi a datazione, supporto e contenuto ma, contrassegnati dal rinvio a Mazzotta (con la sigla M, seguita dal numero di pagina), erano corredati dei soli aggiornamenti bibliografici (senza la ripetizione di quelli gi presenti in Mazzotta). Alcuni manoscritti registrati nel 1989 erano del tutto assenti nellaggiornamento, per mancanza di integrazioni bibliografiche successive a quellanno; altri lo erano per riconosciuta incompatibilit con le caratteristiche paleografiche salentine (elencati a p. 25 n. 5). 6 Essi sono Maria Luisa Agati (per il manoscritto nr. 28 del repertorio), Davide Baldi (nr. 8), Marco DAgostino (nr. 25), Francesco DAiuto (nr. 5), Maria Rosa Formentin (nrr. 1719), Anna Gaspari (nr. 13), Andr Jacob (nrr. 1-2, 4, 9, 22-24), Santo Luc (nrr. 6-7, 29, 33), Carlo Maria Mazzucchi (nr. 16), Bram Roosen e Peter Van Deun (nr. 15), Elisabetta Sciarra (nrr. 26, 30-32), David Speranzi (nrr. 10, 14) ed Elena Velkovska (nr. 11). Non unattribuzione ma, pi precisamente, unidentificazione di frustula sinora ritenuti dispersi quella di Angelo Giaccaria (nr. 35). 7 Alcune sono state attribuite alla Terra dOtranto gi in miei contributi del 2005 e del 2008 (nrr. 3, 21, 27, 36), altre sono attribuite qui per la prima volta (nrr. 12, 20, 37-38), alle quali si aggiunga lidentificazione nr. 34. 8 Nrr. 16-17, 19, 24, 28 (queste attribuzioni saranno distinte dalle altre con dubit.). 9 Nrr. 1-7, 9, 11-12, 14, 18, 22-24, 27-31, 33, 37. 10 Nrr. 10, 15, 17, 19, 36. 11 Nrr. 8, 13, 20-21, 25, 32, 34-35, 38. 12 Nrr. 16, 26. 13 Nrr. 1-5. 14 Nrr. 8-12, 15-19, 25-29, 34-38.

Manoscritti greci di Terra dOtranto

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tine15, e in biblioteche europee ed extraeuropee16. del tutto evidente che questo nuovo elenco, come del resto i precedenti, non pu essere considerato esaustivo n definitivo; i dati provenienti dalla ricerca scientifica, infatti, sono sempre in fieri (n per questo si pu rinunciare a riordinarli periodicamente), soprattutto quando essa per fortuna intensa e proficua, proprio come quella sullattivit scrittoria salentina, grazie alla sinergia di vari specialisti17. Saranno escluse dallelenco le testimonianze di natura documentaria, le quali, bench minoritarie, appaiono proprio per questo degne dattenzione: fra di esse si possono ricordare le numerose pergamene tarantine18, le sottoscrizioni testimoniali in calce a documenti greci e latini19, ma anche reperti poco noti, quali il ricordo relativo ad unautentica notarile di un inventario di beni ecclesiastici risalente al 1505

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Nrr. 13, 20-21. Nel Salento, come noto, si conservano oggi pochissimi codici greci. A Galatina ne stato recentemente scoperto uno, conservato presso la Biblioteca Comunale Pietro Siciliani; esso tuttavia non fu scritto in Terra dOtranto n da mano educata alle caratteristiche scrittorie salentine, bens a Roma, nel 1592, dal famoso copista cipriota Giovanni Santamaura (cfr. D. Arnesano, Un nuovo codice di Giovanni Santamaura (Galatinensis 25), in Miscellanea Bibliothecae Apostolicae Vaticanae, XIII (ST 433), Citt del Vaticano 2006, 7-25: 10, 13, tavv. 1-4); invece certamente salentino il manoscritto di Nard, Archivio della Curia Vescovile, C 147bis, gi registrato nel mio aggiornamento (Il repertorio dei codici greci, 53) e che ho poi attribuito alla mano del copista Angelo Micheli di Galatina (cfr. D. Arnesano, Copisti salentini del Cinquecento, in D. Levante (ed.), Colligite fragmenta. Studi in memoria di Mons. Carmine Maci, Campi Salentina 2007, 83-94: 91, tavv. 1-2). 16 Nrr. 6-7, 14, 22-24, 30-33. 17 Lo conferma il fatto che lelenco seguente si basa su attribuzioni di esplicite segnature, ma gi altre e nuove testimonianze sono allattenzione degli studiosi; si pensi, ad esempio, che ai manoscritti salentini del solo fondo greco Barberiniano della Biblioteca Vaticana (pp. 30-31 dellaggiornamento del 2005) si possono aggiungere almeno altre otto unit (V. von Falkenhausen - S. Luc, Due documenti greci inediti provenienti dallarchivio del Patir, ASCL 73 (2006), 71-93: 83 n. 45). 18 Per un approccio paleografico a questa documentazione cfr. G. Breccia, Scritture greche di et bizantina e normanna nelle pergamene del monastero di S. Elia di Carbone, ASCL 64 (1997), 33-89: 41-56; E. Crisci - P. Degni, Documenti greci occidentali e documenti greci orientali, in F. Magistrale - C. Drago - P. Fioretti (edd.), Libri, documenti, epigrafi medievali: possibilit di studi comparativi. Atti del convegno internazionale di studio dellAssociazione Italiana dei Paleografi e Diplomatisti, Bari, 2-5 ottobre 2000 (Studi e Ricerche 2), Spoleto 2002, 483-528, 492, 494-496, 521; cfr. anche F. Magistrale, Le pergamene dellArchivio arcivescovile di Taranto. I-II (1083-1258) (Universit degli Studi di Lecce. Dipartimento di Studi Storici dal Medioevo allEt Contemporanea 30, Fonti Medievali e Moderne per la Storia di Terra dOtranto 5), Galatina 1999, 10-12 nr. 3; 23-25 nr. 7; 31-34 nr. 9. 19 Si tratta di uno studio tuttora in corso; per il momento mi sia consentito rinviare ad D. Arnesano, Le sottoscrizioni greche nei documenti pugliesi (secoli XIII-XIV), in D. Bianconi - L. Del Corso (edd.), Oltre la scrittura. Variazioni sul tema per Guglielmo Cavallo (Dossiers Byzantins 8), Paris 2008, 217-251.

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[tav. 1]20, e sopravvivenze tardissime, come latto di battesimo more graecorum redatto da don Donato Vinzi di Soleto addirittura nel 1667 [tav. 2]21. Grazie alle nuove attribuzioni, di cui tra breve si dar conto, il panorama della produzione libraria in area salentina risulta, ancora una volta, arricchito sotto molteplici aspetti. Nel dominio della filologia e delleuristica dei testi si segnalano anzitutto diverse testimonianze aristoteliche: due Vite del filosofo di Stagira, i suoi trattati Categorie e Sullinterpretazione (con il commento di Psello), lIsagoge di Porfirio, il commento dello pseudo-Alessandro agli Elenchi Sofistici e un commento anonimo al trattato Sullinterpretazione22. Spiccano poi un testimone dellEtymologicum gudianum23, il Catalogo di Lampria24, un codice miscellaneo di contenuto grammaticale25, un frammento schedografico 26. Degni di nota sono inoltre i nuovi testimoni salentini del romanzo Barlaam e Joasaph 27 e del comSogliano Cavour (Galatina), Archivio parrocchiale, Libro dei confermati, f. 1r. Cfr. F. De Dominicis, Sogliano Cavour tra storia ed economia, Lecce 1988, 49, 153, 167; Sogliano Cavour tra Medioevo et Et Moderna, Galatina 2003, 25-26. 21 Otranto, Archivio diocesano, Luoghi della diocesi, Zollino. Liber baptizatorum ab anno 1622 ad 1694, f. 10v. Cfr. M. Cassoni, Il tramonto del rito greco in Terra dOtranto, a c. di M. Paone (Sallentinae Res 1), Nard 2000, 37, 49-50; P. Palma, La Greca salentina e le sue fonti documentarie. Indagine per la ricostruzione dei caratteri originari della sua popolazione, in Fonti archivistiche e ricerca demografica. Atti del convegno internazionale di studi, Trieste, 23-26 aprile 1990 (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Saggi 37), Roma 1996, II, 737-757, 749; Id., Melpignano tra Oriente e Occidente. Documenti e immagini di una comunit della Greca salentina (Archivi e Societ 4), [Galatina 2005], 27. Il Vat. Barb. gr. 383, copia del typikon del monastero di S. Nicola di Casole ed ultimato da Stefano Ripa di Soleto nel 1583, il libro manoscritto datato pi tardo prodotto in Terra dOtranto (cfr. Mazzotta, Monaci e libri greci, 65; Arnesano, Il repertorio dei codici greci, 31); latto di battesimo di Donato Vinzi pur nella sua sporadicit ed esiguit la testimonianza datata pi tarda di scrittura greca salentina. 22 Nrr. 10, 22, 36. Sulla produzione di manoscritti di contenuto aristotelico in Terra dOtranto, limitatamente ai secoli XIII e XIV, cfr. D. Arnesano, Aristotele in Terra dOtranto. I manoscritti fra XIII e XIV secolo, S&T 4 (2006), 149-190. 23 Nrr. 30 + 31 + 32. Sulla tradizione manoscritta dellEtymologicum gudianum si veda Sciarra, Note sul codice Vat. Barb. gr. 70. 24 Nr. 17. 25 Nr. 14. Lattribuzione a mano di educazione grafica salentina si deve a David Speranzi, che ringrazio per avermi comunicato il suo parere in merito a questo manoscritto. 26 Nr. 36. Per un elenco dei manoscritti salentini di contenuto schedografico, molti dei quali attendono uno studio approfondito, cfr. Arnesano, La minuscola barocca, 10 e n. 36. 27 Nrr. 6, 33. Il loro testo appartiene ad una recensione tipica, A secondo R. Volk, Urtext und Modifikationen des griechischen Barlaam-Romans. Prolegomena zur Neuausgabe, BZ 86-87 (1993-1994), 442-463: 459.

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Tav. 1. Sogliano Cavour, Archivio parrocchiale, Libro dei confermati, f. 1r.

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Tav. 2. Otranto, Archivio diocesano, Luoghi della diocesi, Zollino. Liber baptizatorum ab anno 1622 and 1694, f. 10v.

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mento di Teofilatto ai Vangeli28, ma anche sei fogli sinora ritenuti dispersi e recentemente identificati appartenenti al codice Taurin. C III 17, contenente il typikon del monastero di S. Nicola di Casole29. Dal punto di vista storico-culturale rilevante la scoperta di un testimone salentino del Nomocanone di Alessio Aristeno30, tanto pi che le annotazioni in margine sono state riconosciute come autografe di Nicola-Nettario di Casole ( 1235)31. A pi tarda temperie culturale invece riconducibile un manoscritto, contenente il commento dello pseudo-Alessandro agli Elenchi Sofistici, prodotto nella cerchia erudita gravitante intorno alla figura di Sergio Stiso di Zollino (attivo fra il 1480 ed il 1530 circa)32. Un dato utile alla conoscenza dellumanesimo salentino proviene anche dallattribuzione dei marginalia presenti in una cinquecentina delle Vite parallele di Plutarco33 alla mano del suo possessore, il medico e poeta Alberigo Longo (sec. XVex.-1555), nato ed educato a Nard, attivo a Bologna e, come traduttore dal greco, a Roma34. Le recenti scoperte in materia di produzione libraria salentina sono degne dattenzione, infine, anche sotto il profilo paleografico. Sullo stile definito rectangulaire aplati ou cras 35 si apre un interessante filone dindagine: stato infatti individuato un gruppo di circa 30 codici, prodotti fra la met del secolo XI ed il primo quarto del successi-

Nrr. 2, 4, 24. Sulla diffusione in Terra dOtranto del commento di Teofilatto ai Vangeli cfr. Jacob, La rception de la littrature, 29-54. 29 Nrr. 34, 35 (con bibliografia). 30 Nr. 1. 31 Abate di S. Nicola di Casole ed intellettuale di primo piano dellentourage federiciano: si veda J. M. Hoeck - R. J. Loenertz, Nikolaos-Nektarios von Otranto Abt von Casole. Beitrge zur Geschichte der Ost-westlichen Beziehungen unter Innocenz III und Friedrich II (Studia Patristica et Byzantina 11), Ettal 1965; Jacob, Autour de Nicolas-Nectaire, 231-232 (con bibliografia). 32 Nr. 10. Sergio Stiso fu maestro di greco, fra gli altri, di Aulo Giano Parrasio: si veda F. Lo Parco, Sergio Stiso grecista italiota e accademico pontaniano del secolo XVI, Atti dellAccademia Pontaniana 49 (1919), 217-236; ulteriore bibliografia reperibile in Arnesano, San Nicola di Casole, 133-138 e note. 33 Nr. 26. 34 Ringrazio Elisabetta Sciarra, cui si deve lattribuzione, per avermi permesso di darne anticipatamente notizia in questa sede. Per ulteriori ragguagli rinvio al suo contributo I copisti e la stampa. Su Alberigo Longo cfr. G. Jacovelli, Medici pugliesi del 500 in Europa e nel mondo: Matteo Tafuri, Alberico Longo, Jacopo Ferdinando, in M. Lanera M. Paone (edd.), Momenti e figure di storia pugliese. Studi in onore di Michele Viterbo (Peucezio) (Biblioteca di Cultura Pugliese 21), Galatina 1981, I, 252-272: 265-268; V. Gallo, Longo, Alberigo, in Dizionario Biografico degli Italiani, LXV, Roma 2005, 686687 (con bibliografia). 35 Su cui cfr. Jacob, Les critures de Terre dOtrante, 270.
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vo, la cui scrittura, tuttora oggetto di studio, rappresenterebbe lo stadio iniziale di tale stile, del quale dunque si potrebbe chiarire la genesi36. Ad una successiva fase della storia grafica locale afferiscono invece le nuove testimonianze vergate in minuscola barocca, le quali arricchiscono il panorama delle scritture in uso durante i secoli XIII e XIV37. Anche per let umanistica sono stati portati alla luce elementi di interesse paleografico; anzitutto i nomi di due nuovi personaggi, il copista Gabriele, responsabile del citato manoscritto aristotelico uscito dalla cerchia di Stiso 38, e quello gi menzionato di Alberigo Longo, di cui non si conosceva sinora la scrittura greca39; poi gli altri materiali databili ai secoli XV e XVI40: essi vanno ad aggiungersi al gi consistente gruppo di libri vergati nei due secoli da mani di educazione grafica salentina, per i quali uno studio palografico dinsieme, tuttora assente, fortemente auspicabile.

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Cfr. Luc, Dalle collezioni manoscritte, 55, 62. Tra questi codici annoverato il manoscritto Scor. T III 3 (nr. 6), che fu vergato dal copista Eustazio, nellanno 1057; se lipotesi di una salentinit geografica, oltre che paleografica, del manoscritto scorialense cogliesse nel vero, esso toglierebbe il primato del pi antico manoscritto salentino datato al Par. gr. 3, risalente al 1095 (su cui cfr. Mazzotta, Monaci e libri greci, 91; Arnesano, Il repertorio dei codici greci, 55, con bibliografia). 37 Nrr. 8, 21, 25, 27, 36. Su questa tipica scrittura salentina (ivi comprese le testimonianze nrr. 21, 25, 27 e 36) cfr. da ultimo Arnesano, La minuscola barocca, 19-58. 38 Nr. 10. Sullattivit e la figura del copista Gabriele cfr. Speranzi, Per la storia della libreria, 90-110. 39 Nr. 26 (cfr. supra, n. 34). 40 Nrr. 11-14, 18, 28.

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REPERTORIO CITT DEL VATICANO - BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA


1) Barb. gr. 324*. Alexius Aristenus, Nomocanon.
Attrib.: Jacob, Autour de Nicolas-Nectaire, 232-234, tavv. I-VIII. Cfr. Canart - Peri, Sussidi bibliografici, 143.

Sec. XIIex., cart.

2)

Barb. gr. 570. Theophylactus, In quatuor Evangelia enarrationes.


Attrib.: Jacob, La rception de la littrature, 41-49. Cfr. Canart - Peri, Sussidi bibliografici, 163.

Sec. XIII1, membr.

3)

Chis. R IV 2*. Euchologium.


Attrib.: Arnesano, La minuscola barocca, 73, 76 nr. 9.

Sec. XIV, membr.

Cfr. Franchi de Cavalieri, Codices graeci, 2-3; Buonocore, Bibliografia 1968-1980, I, 341; Ceresa, Bibliografia 1986-1990, 296; Parenti, Il monastero di Grottaferrata, 313.

4)

Ottob. gr. 37. Theophylactus, In quatuor Evangelia enarrationes.


Attrib.: Jacob, La rception de la littrature, 38-41.

Sec. XIIex., membr.

Cfr. Feron - Battaglini, Codices manuscripti, 30; Canart - Peri, Sussidi bibliografici, 185; Buonocore, Bibliografia 1968-1980, I, 384-385.

5)

Ross. 766*. Andreas Caesariensis, Commentarium in Apocalypsin.


Attrib.: DAiuto, Per lo studio, 244 e n. 5.

Sec. XIV-XV, cart.

Cfr. Canart - Peri, Sussidi bibliografici, 325; Ceresa, Bibliografia 1991-2000, 481; Il fondo rossiano (scheda di A. Aletta).

ESCORIAL - Real Biblioteca del Monasterio


6) T III 3*. Barlaam et Joasaph. Copiato dal kalligraphos Eustazio. A. 1057, membr.

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Attrib.: Luc, Dalle collezioni manoscritte, 55, 58, 62 e n. 52.

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Cfr. Graux - Martin, Fac-simils de manuscrits, tavv. 30-31; Vogel - Gardthausen, Die griechischen Schreiber, 123; Revilla, Catlogo de los cdices, 509-510; Cavallo, La cultura italo-greca, 526; Prez Martn, Apuntes sobre la historia, 161; Luc, Su due sinassari, 69 n. 61; Id., Teodoro Sacerdote, 150-151 nr. 4; Id., Manuscritos griegos, 102.

7)

W IV 7 [ff. 1r-103v]. Gregorius Nyssenus, De opificio hominis. Anonymi interpretatio duodecim signorum zodiaci.
Attrib.: Luc, Dalle collezioni manoscritte, 84. Cfr. De Andrs, Catlogo de los cdices, 212-213 nr. 559.

Sec. XIV, cart.

FIRENZE - Biblioteca Medicea Laurenziana


8) Plut. 5.18 [f. 193]*. Psalterium.
Attrib.: Baldi, Il palinsesto Laur. Plut. 57.26, 498. Cfr. Bandini, Catalogus codicum manuscriptorum, 41; Palivmyhsto". News from Rinascimento Virtuale, 46.

Sec. XIII, membr. palins.

9)

Plut. 5.22*. Collectio canonum.


Attrib.: Jacob, Autour de Nicolas-Nectaire, 233 e n. 13.

Sec. XII, membr.

Cfr. Bandini, Catalogus codicum manuscriptorum, I, 45-48; Ecloga. Das Gesetzbuch Leon III., 35; Rpertoire de rglures, 380.

10)

Plut. 72.6 [ff. 12r-80r]*.

Sec. XVex., cart.

Ps.-Alexander, In Aristotelis sophisticos elenchos commentarium.


Attrib.: Speranzi, Per la storia della libreria, 107-111, tav. II. Cfr. Bandini, Catalogus codicum manuscriptorum, III, 30-31; Baldi, Il palinsesto Laur. Plut. 57.26, 498-499; Arnesano, San Nicola di Casole, 135.

FIRENZE - Biblioteca Riccardiana


11) 82*. Euchologium.
Attrib.: Velkovska, Un eucologio del monastero, 88. Cfr. Vitelli, Indice dei codici greci, 528.

Sec. XV2, cart.

[tav. 3]

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Tav. 3. Ricc. 82, f. 15r.

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12)

87*. Horologium.

Sec. XV, cart.

[tav. 4]

La scrittura esibita dalla mano principale (ff. 1r-9r, 12r-67v, 69r-86v, 88r95v, 98r-103r [r. 4], 106r-134v, 142r-144r, 145r-165r), ora pi posata e con qualche pretesa calligrafica, ora pi corsiveggiante e grossolana, appare riconducibile ad un filone di tarde minuscole italogreche specialmente salentine caratterizzate da un ritorno pi o meno marcato a forme geometrizzanti, angolose e sobrie, dopo quelle barocche del secolo XIII e di parte del XIV, di cui pure il filone conserva dei fossili in certi squilibri modulari e in alcune legature un po pi vistose. Tale ritorno a forme tradizionali stato riscontrato soprattutto in modesti manufatti duso liturgico, databili gi a partire dalla seconda met del secolo XIV (cfr. Jacob, Les critures de Terre dOtrante, 276-277).
Attrib.: Arnesano (segnalazione di S. Parenti). Cfr. Vitelli, Indice dei codici greci, 530.

GALATONE - Chiesa parrocchiale Maria SS. Assunta


13) 4 [f. 12r]*. Octoechum.
Attrib.: Gaspari, Due frammenti, tavv. 1-2. Cfr. Gaspari, Francesco dAssisi, 159.

Sec. XV, cart.

LONDON - British Library


14) Harl. 6875. Miscellanea grammaticale. Il codice comunemente datato allanno 1468 e attribuito al milieu messinese di Costantino Lascari, sulla scorta di un colofone presente al f. 22r. David Speranzi ritiene che il colofone si riferisca non gi alla confezione del codice ma alla stesura di uno dei trattatelli grammaticali e costituisca quindi il terminus post quem per la datazione del codice stesso, il quale, in base alla filigrana, va piuttosto assegnato alla fine del secolo XV o allinizio del secolo XVI. Lo studioso, inoltre, dubita della localizzazione messinese del manoscritto e riconosce nella mano che lo verg una chiara educazione grafica salentina.
Attrib.: Speranzi (comunicazione personale del 2 ottobre 2009). Cfr. Summary Catalogue, 214; Wright, Manuscripts of Italian Provenance, 468; Martnez Manzano, Constantino Lscaris, 73.

Sec. XVex.- XVIin., cart.

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Tav. 4. Ricc. 87, f. 29r.

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MILANO - Biblioteca Ambrosiana


15) A 109 sup. [ff. 1r-10v]. Anastasius Sinaita, Viae dux.
Attrib.: Roosen - Van Deun, Les collections de dfinitions, 59, 66-68 (sigla M). Cfr. Martini - Bassi, Catalogus codicum, 36-37; Pasini, Bibliografia dei manoscritti, 194; Arnesano - Sciarra, Libri e testi di scuola, 460 n. 181.

Sec. XIV, cart.

16)

Q 74 sup. [marginalia]. Miscellanea sacro-profana.

Sec. X, membr. (marginalia del sec. XIIIex.)

Il codice stato attribuito dagli studiosi al sec. X e ad area orientale (per i dettagli sul suo contenuto si consulti la bibliografia citata in basso). Verso la fine del sec. XIII esso fu annotato da una mano latina, ma vi compaiono anche dei marginalia greci che se intendo correttamente le parole del Mazzucchi lo studioso cautamente riferisce ad area salentina: Il Q 74 sup., pi o meno nel periodo in cui fu postillato dal lettore latino, ricevette le attenzioni di quattro mani greche. Doveva quindi trovarsi in unarea di tradizione ellenofona. Se aggiungiamo che ai ff. 223r, 223v, 226v quattro lettere ejn ejkqevsei e al f. 227r una numerazione marginale del primo copista sono state riempite in rosso, si potrebbe concludere che il codice fosse nel Salento (Mazzucchi, Un testimone della conoscenza del greco, 358-359).
Attrib. (dubit.): Mazzucchi, Un testimone della conoscenza del greco, 358-359 e n. 16. Cfr. Martini - Bassi, Catalogus codicum, 767-780; Pasini, Bibliografia dei manoscritti, 306307; Mazzucchi, Un testimone della conoscenza del greco, 356-357, 358-359.

NAPOLI - Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III


17) III B 29 [ff. 246r-247v]. [Lamprias], Catalogus.
Attrib. (dubit.): Formentin, Uno scriptorium, 92. Cfr. Cavallo, La trasmissione scritta, 161 n. 8, 193, 195-196, 197, 199, 212; Id., La cultura italo-greca, 558, 577; Id., Scritture italo-greche, 36-37; Codici greci, 89-90 nr. 32 (scheda di M. R. Formentin); Dorandi, Diogene Laerzio, 100, 103, 115-117, 121, 155, 172.

Sec. XIV, membr.

18)

III C 25. Leo VI Sapiens, Tactica.


Attrib.: Formentin, Uno scriptorium, 93.

Sec. XVI, cart.

Manoscritti greci di Terra dOtranto

77

19)

III E 8 [ff. 3-9, 12-14, 16-58, 60-125]*.

Sec. XIV, cart.

Joannes Philoponus, In Aristotelis De anima commentarium. Il manoscritto la cui attribuzione alla Terra dOtranto stata espressa in modo dubitativo ritenuto opera di almeno nove copisti. Non ho esaminato integralmente il manufatto ma devo rilevare che le due mani riprodotte negli specimina pubblicati non presentano, a mio avviso, caratteristiche paleografiche proprie delle scritture salentine.
Attrib. (dubit.): Formentin, Uno scriptorium, 97. Cfr. Formentin, Un codice farnesiano, tavv. 1-2.

NARD - Archivio della Curia Vescovile


20) Frammento s.n.* Evangeliarium. Il frammento costituito da un bifoglio, conservato in una cartellina di cartoncino giallo, sulla quale scritto: Diocesi di Nard - Gallipoli. Curia Vescovile. Nard, 147. Ritengo che esso appartenesse al medesimo manufatto dal quale provengono i gi noti frustula di Galatone [tavv. 6-8], su cui cfr. Petta, Tre manoscritti greci, 21-22 nr. 1; Arnesano, Il repertorio dei codici greci, 42 (con uno specimen del fr. B, f. 6r, a p. 27; il fr. E risulta tuttora disperso, ma una riproduzione fotografica del recto pubblicata in Fattizzo, Il Crocifisso di Galatone, 49).
Attrib.: Arnesano.

Sec. XII, membr.

[tav. 5]

NARD - Biblioteca della Curia Vescovile


21) Cinquecentina s.n. [f. di guardia]*. Hymni.
Attrib.: Arnesano, Il Copista del Digenis Akritas, 141, tav. V. Cfr. Arnesano, La minuscola barocca, 106 nr. 124.

Sec. XIIIex.-XIVin., membr.

NEW HAVEN - Yale University Library


22) 256*. Sec. XIII, membr.

Porphyrius, Isagoge; Aristoteles, Categoriae, De interpretatione; Michael Psellus, Paraphrasis in Aristotelis De interpretatione.
Attrib.: Jacob, La rception de la littrature, 59.

78

Daniele Arnesano

Tav. 5. Neriton. fr. s.n.

Manoscritti greci di Terra dOtranto

79

Tav. 6. Galaton. fr. D, f. 7v.

80

Daniele Arnesano

Tav. 7. Galaton. fr. F, f. 10r.

Manoscritti greci di Terra dOtranto

81

Tav. 8. Galaton. fr. G, f. 12r.

82

Daniele Arnesano
Cfr. Shailor, Catalogue of Medieval, 15-16. Uno specimen del f. 3r reperibile presso il sito web della biblioteca (www.library.yale.edu/beinecke).

PARIS - Bibliothque Nationale


23) Gr. 161. Catena in Genesim.
Attrib.: Jacob, Autour de Nicolas-Nectaire, 246 e n. 35. Cfr. Omont, Inventaire sommaire, I, 19.

Sec. XIII, membr. palins.

24)

Gr. 185. Theophylactus, In quatuor Evangelia enarrationes.


Attrib. (dubit.): Jacob, La rception de la littrature, 49-51. Cfr. Omont, Inventaire sommaire, I, 21.

Sec. XIII1, cart.

ROMA - Archivio di Stato


25) Stato Civile-Appendice. Libri parrocchiali, 1565-1725, I/1*. Hymni.
Attrib.: DAgostino, Uno sconosciuto frammento, tavv. 1-4. Cfr. Arnesano, La minuscola barocca, 115 nr. 153.

Sec. XIIIex.-XIVin., membr.

ROMA - Biblioteca Angelica


26) Cinquecentina DD.19.13 [marginalia]*. Plutarchus, Vitae parallelae. I marginalia sono attribuibili alla mano dellumanista salentino Alberigo Longo. A p. *ii si legge: Sum Alberici longi sale(n)tini et amicor(um).
Attrib.: Sciarra, I copisti e la stampa.

Sec. XVI.

ROMA - Biblioteca Casanatense


27) 1255*. Menologium. Sec. XIVex., cart. [tav. 9]

Manoscritti greci di Terra dOtranto

83

Tav. 9. Casanat. 1255, f. 8r.

84

Daniele Arnesano

Attrib.: Arnesano, La minuscola barocca, 73, 116 nr. 155, tav. XXV. Cfr. Bancalari, Index codicum graecorum, 188; I luoghi della memoria, 329 nr. 16 (con uno specimen).

ROMA - Biblioteca Corsiniana


28) 41 E 30*. Horologium.
Attrib. (dubit.): Agati, Catalogo dei manoscritti greci, 71-74 nr. 6, tav. 9.

Sec. XVI, cart.

ROMA - Biblioteca Vallicelliana


29) B 22*. Menaeum.
Attrib.: Luc, Dalle collezioni manoscritte, 62 n. 52. Cfr. Martini, Catalogo di manoscritti, II, 8-10; Luc, Ars renovandi, 133 n. 6.

Sec. XII1, membr. palins.

SANKT-PETERBURG - Rossijskaja Nacionalnaja Biblioteka


30) Gr. 114. Etymologicum Gudianum.
+ Sinait. gr. 1201 + Sinait. Neva EuJrhvmata M 186.

Sec. XIII, membr.

Lattribuzione al Salento stata proposta per ragioni critico-testuali; la pubblicazione di uno specimen del codice Sinait. Neva EuJr hvmata M 186 (cfr. nr. 32) sembra confermare su base paleografica tale attribuzione.
Attrib.: E. Sciarra in Arnesano - Sciarra, Libri e testi di scuola, 431 n. 25. Cfr. Granstrem, Katalog gre eskich rukopisej, 254; Reitzenstein, Geschichte der griechischen, 72 (sigla e); Ghin - Fryshov, Nouvelles dcouvertes, 173 e n. 27; Sciarra, Note sul codice Vat. Barb. gr. 70, 372, 402.

S N - Monh; th'" Agiva" Aijkaterivnh"


31) Gr. 1201.
[vd. Sankt-Peterburg gr., 114]

Manoscritti greci di Terra dOtranto

85

Cfr. Gardthausen, Catalogus codicum, 247-248; Reitzenstein, Geschichte der griechischen, 72 (sigla e); Bene evi , Catalogus codicum, 521-523 nr. 558; Kamil, Catalogue of all manuscripts, 137 nr. 2101; Ghin - Fryshov, Nouvelles dcouvertes, 173 e n. 27; Sciarra, Note sul codice Vat. Barb. gr. 70, 372, 402; Arnesano - Sciarra, Libri e testi di scuola, 431 n. 25.

32)

Neva EuJrhvmata M 186*.


[vd. Sankt-Peterburg, gr. 114] Cfr. Ta; neva euJrhvmata, 186 nr. 186 (con uno specimen); Ghin - Fryshov, Nouvelles dcouvertes, 173 e n. 27; Arnesano - Sciarra, Libri e testi di scuola, 431 n. 25.

SOFIA - Nau en Centr za Slavjano-Vizantijski Prou vanija Ivan Duj ev


33) D 270. Barlaam et Joasaph.
Attrib.: Luc, Dalle collezioni manoscritte, 62 n. 52. Cfr. D urova, Checklist de la collection, 36; Luc, Su due sinassari, 69 n. 61; Id., I copisti, 153, 154, 155.

Sec. XIex., membr.

TORINO - Biblioteca Nazionale Universitaria


34) B IV 34 [f. 172]*. Sec. XII2, membr. [tav. 10]

Theodorus Studita, Poenae monasteriales. In seguito allincendio che colp la biblioteca di Torino nel 1904, il foglio fu accorpato al manoscritto B IV 34, un noto codice di contenuto innografico tradizionalmente assegnato al sec. XI (su cui cfr. Grosdidier de Matons, Romanos le Mlode, XIII, 73 [sigla T]; Giaccaria, Nuove identificazioni, 435-436), con il quale in realt nulla ha a che vedere. Esso apparteneva invece al Taur. C III 17 (typikon del monastero di S. Nicola di Casole) e ne costituiva uno dei fogli ritenuti sinora dispersi, precisamente il f. 4 (secondo la foliotazione precedente lincendio). Lo conferma, tra laltro, la presenza sul verso di alcune pene monastiche (epitimia) relative al bibliotecario e al copista, trascritte proprio da questo foglio e nel 1890, quindi prima dellincendio da Henri Omont (Le Typicon de S. Nicolas, 391). Ritengo inoltre che esso appartenesse originariamente al medesimo manufatto dal quale proviene il f. 5 del Veron. 133 (su cui cfr. Arnesano, Il repertorio dei codici greci, 25 n. 6; 62). Per un approfondimento rinvio al mio Gli Epitimia di Teodoro Studita.
Ident.: Arnesano. Cfr. Pasinus, Codices manuscripti, I, 296 nr. 197 (b.III.8), sul B IV 34; ibid., 308-309 nr. 216 (b.III.27), sul C III 17.

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Daniele Arnesano

Tav. 10. Taur. B IV 34, f. 172r.

Manoscritti greci di Terra dOtranto

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35)

C III 17 [1 f. iniziale, ff. 40*, 180*, 182*, 183*].

A. 1173 / Sec. XII, membr.

Typikon monasterii sancti Nicolai Casularum; lettera del patriarca di Costantinopoli a Paolo, vescovo di Gallipoli. Cinque fogli del codice torinese, ritenuti dispersi, sono stati ritrovati; cfr. Giaccaria, Nuove identificazioni, 438: ff. 5 (1 f. iniziale, gli altri numerati prima dellincendio come 40, 180, 182 e 183) da unire al codice restaurato in passato (a questi va ora aggiunto il f. 4*, identificabile con lattuale f. 172 del Taur. B IV 34; cfr. supra, nr. 34). I ritrovati ff. 182* e 183* dovrebbero contenere parte di una lettera patriarcale di risposta alle domande poste da Paolo, vescovo di Gallipoli, sulla proscomidia, sulla liturgia dei Presantificati e sulla frazione del pane (ed. Cozza-Luzi, De excerptis liturgicis, 167-171; cfr. Jacob, La lettre patriarcale, 144 n. 5).
Ident.: Giaccaria, Nuove identificazioni, 438. Cfr.: Pasinus, Codices manuscripti, I, 308-309 nr. 216 (b.III.27); Gulmini, I manoscritti miniati, I, 33-34 nr. 17, II, fig. 76; Mazzotta, Monaci e libri greci, 98; Codici greci, 104 nr. 41 (scheda di A. Jacob); Arnesano, Il repertorio dei codici greci, 61.

VENEZIA - Biblioteca Nazionale Marciana


36) Gr. 257 [ff. 256r-274v, 276r-283v]*. Sec. XIII2, cart. [tavv. 11-12]

Commentarium in Aristotelis De interpretatione; Aristotelis vitae; Schedographia.


Attrib.: Arnesano, La minuscola barocca, 73, 119 nr. 166, 124 (segnalazione di D. Bianconi). Cfr. Mioni, Codices Graeci, I, 371-373; Arnesano - Sciarra, Libri e testi di scuola, 465 n. 213.

VERONA - Biblioteca Capitolare


37) 120*. Contacarium. Il manufatto rientra in una tipologia di libro liturgico, con notazione musicale, di dimensioni ridotte, di livello modesto, ben documentata nel Salento dei secoli XIII e XIV; ricordo ad esempio i manoscritti criptensi G. g. III, E. a. VIII, E. a. X, E. a. XII, E. b. II, E. b. V ed E. g. IX (cfr. Crisci, I palinsesti di Grottaferrata, 34-35, 43-44, 46, 49; Luc, Su origine e datazione, 190, 191, 193, 204; Arnesano, La minuscola barocca, 83 nr. 36; 94-95 nr. 75; 96-97 nrr. 81-86). Sul piano paleografico, utili materiali di confronto sono costituiti ad esempio dal Crypt. E. a. XII, dal Sec. XIII, membr. palins. [tavv. 13-14]

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Daniele Arnesano

Tav. 11. Marc. gr. 257, f. 280r.

Manoscritti greci di Terra dOtranto

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Tav. 12. Marc. gr. 257, f. 282r.

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Daniele Arnesano

Tav. 13. Veron. 120, ff. 100v-101r.

Manoscritti greci di Terra dOtranto

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Tav. 14. Veron. 120, ff. 101v-102r.

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Daniele Arnesano

Crypt. E. b. V (Crisci, I palinsesti di Grottaferrata, 46, tavv. 92-94) e dallAmbros. Q 2 sup. (ff. 1, 239) (Luc, Lapporto dellItalia meridionale, 200; Pasini, Bibliografia dei manoscritti, 302).
Attrib.: Arnesano. Cfr. Mioni, Catalogo di manoscritti greci, 490-491; Formentin, I palinsesti greci, 183185; Moran, A List of Greek, 69; Marchi, I manoscritti della Biblioteca, 211.

VITERBO - Biblioteca Capitolare


38) 69*. Octoechum. Si tratta di due bifogli, vergati in una minuscola caratterizzata da ductus corsiveggiante, moderato chiaroscuro, leggera inclinazione verso destra, contrasto tra lettere schiacciate (ad es. pi minuscolo e omega) e lettere oblunghe (ad es. epsilon maiuscolo e lambda), uncini allestremit inferiore di alcuni tratti verticali (ad es. in my e ny). La scrittura si colloca nel medesimo contesto grafico cui appartiene un gruppo di manoscritti di contenuto sacro, in cui le caratteristiche sopra citate vengono tuttavia espresse in modo ora pi ora meno evidente. Lesempio pi eclatante esibito da un amanuense, attivo durante lultimo ventennio del secolo XII o forse durante il primo decennio del XIII e responsabile delleucologio Vat. Barb. gr. 443, di parte del sinassario Par. gr. 1624 + Vallic. C 34III (ff. 9-16) e dei ff. 1 e 34 (typikon-lezionario) del Par. gr. 175 (cfr. Jacob, Les annales du monastre, 125-126, tavv. III-VII; Luc, Su due sinassari, 65-71, tavv. 1-4; Jacob, Tra Basilicata e Salento, 23-28).
Attrib.: Arnesano. Ringrazio Santo Luc per la conferma di tale attribuzione (comunicazione personale del 4 aprile 2008). Cfr. Mioni, Catalogo di manoscritti greci, 528.

Sec. XII, membr.

[tavv. 15-16]

Manoscritti greci di Terra dOtranto

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Tav. 15. Viterb. 69, f. 2r.

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Daniele Arnesano

Tav. 16. Viterb. 69, f. 2v.

Manoscritti greci di Terra dOtranto

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Daniele Arnesano

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