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Misure Industriali con Strumenti

Analogici
Corso di Misure Elettriche
http://sms.unipv.it/misure/
Piero Malcovati
Dipartimento di Ingegneria Elettrica
Universit` a di Pavia
piero.malcovati@unipv.it
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 1/158
Indice
1 Generalit` a
2 Misure in Corrente Continua
Misure di Tensione
Misure di Corrente
Misure di Resistenza
Misure di Potenza
3 Misure di Tensione in Corrente Alternata
4 Misure di Corrente in Corrente Alternata
5 Misure di Potenza in Sistemi Monofase in Regime Sinusoidale
Misure di Potenza Attiva
Misure di Potenza Reattiva
Misure di Potenza Apparente
Misure di Fattore di Potenza
Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della Corrente
6 Misure di Potenza in Sistemi Polifase in Regime Sinusoidale
Misure di Potenza Attiva
Misure di Potenza Reattiva
Misure di Potenza Apparente
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 2/158
Indice
7 Misure in Regime Non-Sinusoidale
Misure di Tensione e Corrente
Misure di Potenza Attiva
Misure di Potenza Reattiva
Misure di Potenza Apparente
Teoria di Budeanu
8 Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo
Apparecchio di Epstein
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Sinusoidale
Separazione delle Perdite
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
Misura del Valore di Cresta dell’Induzione Magnetica
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Generalit` a
Le misure di tipo industriale sono quelle che si effettuano per il rilievo
di grandezze su apparati, macchine ed impianti, al fine di verificarne le
condizioni di funzionamento o la rispondenza a specifiche tecniche
Le misure di tipo industriale consentono, in genere, incertezze
relativamente pi ` u elevate di quelle che si ammettono nelle misure di
laboratorio
Gran parte delle misure sono indirette, in quanto la stima del misurando
viene ottenuta dalla elaborazione delle indicazioni di due o pi ` u
strumenti
Le misure industriali possono essere effettuate con strumenti
elettromeccanici analogici o con strumenti elettronici analogici e
digitali, con numerose possibili alternative
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Generalit` a
Al giorno d’oggi gli strumenti elettromeccanici analogici tendono a
essere rimpiazzati da strumenti digitali
Tuttavia, le problematiche legate all’uso degli strumenti analogici sono
utili per evidenziare aspetti che, con l’uso di strumenti digitali, si tende
a trascurare
Pertanto, conviene fare riferimento a misure effettuate con strumenti
elettromeccanici analogici, considerando che le argomentazioni e i
metodi trattati valgono anche per le misure effettuate con strumenti
digitali, bench´ e alcuni aspetti diventino di secondaria importanza
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Misure in Corrente Continua
Le misure in corrente continua possono riguardare
Tensioni
Correnti
Resistenze
Potenze
Le misure di resistenza e potenza sono indirette in quanto ottenute dalla
elaborazione delle indicazioni di pi ` u strumenti
Le misure di tensione, corrente, resistenza e potenza in regime
permanente (corrente continua) si possono effettuare utilizzando
strumenti magnetoelettrici
Nelle misure in corrente continua si presuppone che l’oggetto
sottoposto a misura sia lineare (indipendente dal valore delle grandezze
in gioco) e non sia polarizzabile (per cui sono escluse misure su
semiconduttori e liquidi)
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Misure di Tensione
Per la misura di tensioni continue si pu` o ricorrere all’uso di un
voltmetro indicatore di tipo magnetoelettrico
Poich´ e la bobina mobile dello strumento ` e realizzata con filo sottile di
rame, la cui resistivit` a ` e funzione della temperatura, in serie alla bobina
viene sempre montato un resistore a filo di materiale avente coefficiente
di temperatura trascurabile (manganina) e di valore pi ` u elevato di
quello della bobina stessa
Il valore di fondo scala viene, cos`ı raggiunto con un ben definito valore
di tensione (per esempio 50 mV)
La bobina con in serie il resistore in manganina presenta, allora, una
resistenza globale r, che prende il nome di resistenza interna dello
strumento ed ` e dell’ordine delle decine di ohm
Se lo strumento deve essere predisposto per misurare tensioni pi ` u
elevate di quella determinata da r, si pone in serie ad r una ulteriore
resistenza R, detta resistenza addizionale
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 7/158
Misure di Tensione
V
I
R
r V
0
V
R
V
Si pu` o allora scrivere la relazione
V = V
0
+ V
R
= (R + r) I
0
=
r + R
r
V
0
La tensione applicata V ` e legata alla tensione V
0
letta dallo strumento
dal coefficiente
k
V
=
r + R
r
che ` e detto potere moltiplicatore della resistenza addizionale
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Misure di Tensione
Per facilitare l’impiego dello strumento, all’interno dello stesso sono,
spesso, montate pi ` u resistenze addizionali in serie commutabili, in
modo da poter disporre di pi ` u portate (pi ` u poteri moltiplicatori)
Normalmente non si superano per ragioni di sicurezza i 600 V con 3 o 4
portate
Ad ogni portata ` e associata la costante strumentale k per la quale si
deve moltiplicare la lettura per ottenere la grandezza cercata, data da
k =
Portata
Numero di Divisioni
V
M
= kV
div
dove V
div
denota la lettura in divisioni dello strumento
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Misure di Tensione
V
I
R
1
R
2
R
3
*
P
1
P
2
P
3
I voltmetri magnetoelettrici possono appartenere a classi di precisione
anche fino a 0.1
Date la classe di precisione dello strumento e la portata, l’incertezza
tipo che grava sulla misura risulta
u (V
M
) =
Classe · Portata
100

3
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 10/158
Misure di Tensione
L’incertezza tipo relativa ` e, invece, data da
˙ u (V
M
) =
Classe · Portata
100

3V
M
Per determinare l’incertezza estesa U (V
M
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
V = V
M
± U (V
M
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
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Misure di Corrente
Per la misura di correnti continue si possono utilizzare strumenti
magnetoelettrici, ma poich´ e la corrente che pu` o essere sopportata dalla
bobina mobile ` e molto piccola (qualche milliampere), ` e solitamente
necessario ricorrere all’impiego di derivatori (shunt)
La resistenza interna dello strumento r ` e costituita dalla serie della
resistenza propria della bobina e di una resistenza a filo in manganina,
in modo da rendere r il pi ` u possibile indipendente dalla temperatura
I
S
I
S
r A
I
0
Si possono scrivere le relazioni
SI
S
= rI
0
, I = I
S
+ I
0
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Misure di Corrente
La corrente da misurare I risulta, quindi
I =
r + S
S
I
0
La corrente da misurare I ` e legata alla corrente I
0
che attraversa lo
strumento dal coefficiente
k
A
=
r + S
S
detto potere moltiplicatore dello shunt
Con l’artificio descritto, uno stesso strumento pu` o essere impiegato per
misurare correnti da pochi milliampere fino a diverse migliaia di
ampere, precisando che esso deve essere tarato assieme ai propri shunt
Per facilitare l’impiego dello strumento, all’interno dello stesso shunt
sono, spesso, montate pi ` u resistenze in serie commutabili, in modo da
poter disporre di pi ` u portate (pi ` u poteri moltiplicatori)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 13/158
Misure di Corrente
Ad ogni portata ` e associata la costante strumentale k, per la quale si
deve moltiplicare la lettura per ottenere la grandezza cercata, data da
k =
Portata
Numero di Divisioni
I
M
= kI
div
dove I
div
denota la lettura in divisioni dello strumento
I
S
3
*
A
S
2
S
1
P
1
P
2
P
3
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 14/158
Misure di Corrente
La classe di precisione di un amperometro magnetoelettrico pu` o essere
elevata (classe 0.1 o 0.2)
Date la classe di precisione dello strumento e la portata, l’incertezza
tipo che grava sulla misura risulta
u (I
M
) =
Classe · Portata
100

3
L’incertezza tipo relativa ` e, invece, data da
˙ u (I
M
) =
Classe · Portata
100

3I
M
Per determinare l’incertezza estesa U (I
M
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 15/158
Misure di Corrente
Bisogna porre attenzione agli effetti delle connessioni tra shunt e
strumento, che possono incidere sulla accuratezza della misura, se la
loro resistenza non ` e trascurabile rispetto a quella interna dello
strumento (che ` e solitamente dell’ordine di qualche ohm)
In tal caso, la misura risulta affetta da errore sistematico (di segno noto,
si misura in meno), ma non definito in ampiezza
Di conseguenza, risulta aumentata l’incertezza che grava sulla misura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
I = I
M
± U (I
M
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
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Misure di Resistenza
Uno dei metodi pi ` u semplici per effettuare misure di resistenza ` e il
metodo voltamperometrico, che prevede l’impiego di due strumenti
magnetoelettrici, un voltmetro e un amperometro
Si possono realizzare in alternativa due schemi
A
V
V
U
V
I
M
R
A
R
V
A
V
V
I
M
I
U
I
V
R
A
R
V
R
U
V
M
V
A
V
M
V
U
R
U
Si consideri per primo lo schema che prevede l’inserzione del voltmetro
a valle dell’amperometro
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 17/158
Misure di Resistenza
Risulta immediato constatare che, mentre il voltmetro ` e alimentato
esattamente dalla tensione ai capi dell’oggetto R
U
, del quale si vuole
determinare il valore di resistenza, la corrente misurata
dall’amperometro ` e la somma di quella che circola nell’utilizzatore e di
quella assorbita dal voltmetro (autoconsumo)
Nella misura di corrente si commette, quindi, un errore di tipo
sistematico dovuto all’autoconsumo del voltmetro
Si possono, infatti, scrivere le relazioni
_
¸
¸
_
¸
¸
_
V
M
= V
U
I
M
= I
U
+ I
V
La resistenza incognita R
U
` e data da
R
U
=
V
U
I
U
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 18/158
Misure di Resistenza
Si misura, invece, la resistenza R
M
data da
R
M
=
V
U
I
M
=
V
U
I
U
+ I
V
Quindi, essendo
I
U
< I
M
appare evidente che si commette un errore sistematico di segno
negativo (si misura in meno)
L’errore ` e tanto minore, quanto minore ` e il valore di I
V
In pratica, invece di R
U
, si misura il parallelo tra R
V
(resistenza interna
del voltmetro, R
V
= V
U
/I
V
) e R
U
, per cui il valore di resistenza
incognito risulta
R
U
=
R
V
R
M
R
V
− R
M
Si osservi che, se R
V
→ ∞, si ottiene R
U
= R
M
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 19/158
Misure di Resistenza
In modo analogo si pu` o trattare il caso del circuito con l’amperometro a
valle del voltmetro
Risulta immediato constatare che, mentre l’amperometro ` e percorso
esattamente dalla corrente che fluisce nell’oggetto R
U
, del quale si
vuole determinare il valore di resistenza, la tensione ai capi del
voltmetro ` e la somma di quella ai capi dell’utilizzatore e della caduta di
tensione sull’amperometro (autoconsumo)
Nella misura di tensione si commette, quindi, un errore di tipo
sistematico dovuto all’autoconsumo dell’amperometro
Si possono scrivere le relazioni
_
¸
¸
_
¸
¸
_
V
M
= V
U
+ V
A
I
M
= I
U
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 20/158
Misure di Resistenza
La resistenza misurata risulta, quindi
R
M
=
V
U
I
M
=
V
U
+ V
A
I
U
= R
U
+ R
A
dove R
A
= V
A
/I
U
` e la resistenza interna dell’amperometro
Si osservi che, se R
A
→ 0, si ottiene R
U
= R
M
Il valore della resistenza incognita ` e dato da
R
U
= R
M
− R
A
L’errore sistematico dovuto all’autoconsumo dell’amperometro ` e
positivo (si misura in pi ` u)
Esso ` e tanto minore, quanto pi ` u piccolo ` e il valore di R
A
rispetto a
quello della resistenza da misurare
La scelta dello schema da utilizzare non ` e arbitraria e ci si deve
orientare verso lo schema con voltmetro a valle per la misura delle
resistenze di basso valore (sotto i 10 Ω) e allo schema con amperometro
a valle per la misura di resistenze elevate (oltre i 1000 Ω)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 21/158
Misure di Resistenza
Nel campo intermedio, possono essere valide entrambe le alternative
Si osserva, infine, che, se si effettua la misura senza correggere l’errore
sistematico, ` e come se si operasse con strumenti di classe inferiore, in
quanto l’errore sistematico viene, in pratica, inglobato in quello
attribuito al caso, aumentando quindi l’incertezza
In ogni occasione, ` e necessario valutare l’opportunit` a o meno di
effettuare la correzione dell’errore sistematico
L’incertezza che grava sulla stima della resistenza del misurando deve
essere valutata in base alle incertezze tipo relative a tensione e corrente,
determinando, quindi, l’incertezza composta
In generale, si assume come modello del misurando
R
U
=
V
M
I
M
ovvero si trascura, in quanto praticamente ininfluente per il calcolo
dell’incertezza, il termine di correzione dell’errore sistematico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 22/158
Misure di Resistenza
L’incertezza tipo relativa sulla misura di resistenza risulta
˙ u (R
U
) =
_
˙ u (V
M
)
2
+ ˙ u (I
M
)
2
L’incertezza tipo assoluta risulta, quindi
u (R
U
) = ˙ u (R
U
) R
U
Per determinare l’incertezza estesa U (R
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
R = R
U
± U (R
U
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Una variante del metodo voltamperometrico, particolarmente adatta per
la misura di resistenze di valore ridotto, ` e il cosiddetto metodo del
confronto
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 23/158
Misure di Resistenza
R
x
R
k
I I
V V
V
k
V
x
Questo metodo si basa sul confronto tra le cadute di tensione provocate
dal resistore incognito R
x
e da un resistore campione R
k
, dotati di
quattro terminali (due di tensione e due di corrente), collegati in serie
fra loro attraverso i terminali di corrente e facenti capo alla sorgente di
alimentazione
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 24/158
Misure di Resistenza
Ai terminali di tensione di questi due resistori sono connessi due
voltmetri, che misurano le cadute di tensione V
x
e V
k
ai capi,
rispettivamente, di R
x
e R
k
Considerando che le resistenze sono connesse in serie, valgono le
relazioni
V
x
R
x
=
V
k
R
k
R
x
=
V
x
V
k
R
k
Un resistore variabile viene generalmente inserito nel circuito in serie
alla sorgente di alimentazione: esso funge da regolatore della corrente
che circola attraverso R
x
e R
k
, dato che si tratta, in genere, di resistenze
molto basse
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 25/158
Misure di Resistenza
Compatibilmente con l’esigenza di non provocare un riscaldamento di
questi due resistori, la corrente deve essere mantenuta al valore pi ` u
elevato possibile, poich´ e in tal modo sono maggiori le cadute di
tensione su R
x
e R
k
, che, come si ` e visto, sono le grandezze che
vengono valutate dai voltmetri
Si noti che V
x
e V
k
e, quindi, la misura di resistenza risultano, in prima
approssimazione, indipendenti dalle resistenze di contatto, in quanto
attraverso i terminali di tensione di R
x
e R
k
fluiscono correnti
estremamente ridotte (molto minori della corrente I che fluisce
attraverso i terminali di corrente)
L’incertezza tipo relativa sulla misura di resistenza risulta
˙ u (R
x
) =
_
˙ u (V
x
)
2
+ ˙ u (V
k
)
2
+ ˙ u (R
k
)
2
dove ˙ u (R
k
) ` e l’incertezza tipo relativa della resistenza campione
L’accuratezza di R
k
viene, normalmente, espressa in termine di classe
di precisione (data in percentuale) con distribuzione rettangolare
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 26/158
Misure di Resistenza
Pertanto, l’incertezza tipo di R
k
` e data da
˙ u (R
k
) =
Classe
100

3
L’incertezza tipo assoluta sulla misura di resistenza risulta, quindi
u (R
x
) = ˙ u (R
x
) R
x
Per determinare l’incertezza estesa U (R
x
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
R = R
x
± U (R
x
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 27/158
Misure di Potenza
Uno dei metodi pi ` u comuni per effettuare misure di potenza in circuiti
in corrente continua prevede l’impiego di un voltmetro e di un
amperometro magnetoelettrici
Si possono realizzare in alternativa due schemi
A
V
V
U
V
I
M
R
A
R
V
A
V
V
I
M
I
U
I
V
R
A
R
V
R
U
V
M
V
A
V
M
V
U
R
U
Si consideri per primo lo schema che prevede l’inserzione del voltmetro
a valle dell’amperometro
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 28/158
Misure di Potenza
La potenza da misurare ` e data da
P
U
= V
U
I
U
La potenza misurata risulta
P
M
= V
U
I
M
= V
U
(I
U
+ I
V
) = P
U
+
V
2
U
R
V
nella quale R
V
denota la resistenza interna del voltmetro
Appare evidente che l’errore sistematico ` e positivo (si misura in pi ` u) ed
` e tanto minore, quanto pi` u elevato ` e il valore di R
V
(il voltmetro ideale ` e
quello con R
V
→ ∞)
L’errore sistematico pu` o essere corretto, se ` e nota R
V
, tramite la
relazione
P
U
= P
M

V
2
U
R
V
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 29/158
Misure di Potenza
In modo analogo, si pu` o trattare il caso del circuito con l’amperometro
a valle del voltmetro
La potenza misurata ` e data da
P
M
= V
M
I
U
= (V
U
+ V
A
) I
U
= P
U
+ I
2
U
R
A
nella quale R
A
denota la resistenza interna dell’amperometro
L’errore sistematico che si commette ` e positivo (si misura in pi ` u) ed ` e
tanto minore, quanto pi ` u piccolo ` e il valore di R
A
(l’amperometro ideale
` e quello con R
A
→ 0)
Il valore della potenza misurata pu` o essere corretto, se ` e nota R
A
,
tramite la relazione
P
U
= P
M
− I
2
U
R
A
L’incertezza che grava sulla stima della potenza deve essere valutata in
base alle incertezze tipo relative a tensione e corrente, determinando,
quindi, l’incertezza composta
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 30/158
Misure di Potenza
In generale, si assume come modello del misurando
P
U
= V
M
I
M
ovvero si trascura, in quanto praticamente ininfluente per il calcolo
dell’incertezza, il termine di correzione dell’errore sistematico
L’incertezza tipo relativa sulla misura di potenza risulta
˙ u (P
U
) =
_
˙ u (V
M
)
2
+ ˙ u (I
M
)
2
L’incertezza tipo assoluta risulta, quindi
u (P
U
) = ˙ u (P
U
) P
U
Per determinare l’incertezza estesa U (P
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
P = P
U
± U (P
U
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 31/158
Misure di Tensione in Corrente Alternata
Di una tensione alternata presentano significato tre valori: il valore
efficace, il valore medio sul semiperiodo e il valore di cresta (o valore
massimo), la cui importanza varia a seconda del fenomeno in esame
I rapporti tra i tre valori citati, se la forma d’onda della tensione ` e
sinusoidale, assumono valori costanti e definiti
Infatti, valgono le relazioni
V
C
=

2V e V
m
=
2

2
π
V
essendo
V il valore efficace
V
C
il valore di cresta o valore massimo, V/V
C
= 1/

2 0.707 ` e detto
fattore di cresta
V
m
il valore medio sul semiperiodo, V/V
m
= π/
_
2

2
_
1.11 ` e detto
fattore di forma
Per misurare il valore efficace di tensioni alternate (sinusoidali o meno)
si pu` o ricorrere a strumenti indicatori di tipo elettromagnetico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 32/158
Misure di Tensione in Corrente Alternata
Alla parte fondamentale dello strumento vengono aggiunte resistenze
addizionali per ottenere pi ` u portate (e quindi pi ` u costanti)
Le portate tipiche variano da alcune decine ad alcune centinaia di volt
Per misurare tensioni pi ` u elevate si pu` o ricorrere alla interposizione di
trasformatori di tensione
Le tipiche classi di precisione sono 0.2 e 0.5
Per misurare il valore medio sul semiperiodo di tensioni alternate (il
valore medio di una grandezza alternata esteso ad un intero periodo ` e
nullo per definizione), si pu` o ricorrere all’uso di uno strumento
magnetoelettrico, preceduto da un raddrizzatore
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 33/158
Misure di Tensione in Corrente Alternata
V
i
V
u
V
T
e
n
s
i
o
n
e
Tempo
V
i
Vu
Per effetto del raddrizzatore, nella bobina mobile dello strumento
magnetoelettrico fluisce una corrente unidirezionale periodica
Se la pulsazione di risonanza dell’equipaggio mobile ω
0
` e
notevolmente pi ` u bassa della pulsazione della tensione da misurare
(ω = 2πf ), la deviazione dell’indice risulta proporzionale al valore
medio sul semiperiodo della tensione in ingresso (V
m
)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 34/158
Misure di Tensione in Corrente Alternata
Infatti
V
m
=
2
T
_
T/2
0
V
C
sin (ωt) dt
dove V
C
` e il valore di cresta della tensione, T = 2π/ω e t il tempo
Sugli strumenti concepiti per misurare il valore medio sul semiperiodo
della tensione, la scala ` e di solito tracciata tenendo conto del fattore di
forma π/
_
2

2
_
relativo ad un’onda sinusoidale, in modo che la lettura
dello strumento corrisponda al valore efficace della tensione sinusoidale
che ha valore medio sul semiperiodo uguale a quello della tensione
misurata (taratura in valore efficace)
La presenza dei raddrizzatori fa s`ı che questi strumenti abbiano classe
di precisione non migliore di 0.5
Il valore di cresta di una tensione alternata pu` o essere misurato, sotto
certe condizioni, ancora con uno strumento magnetoelettrico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 35/158
Misure di Tensione in Corrente Alternata
V
i
V
u
I
i
= I
d
V
d
C
V
Un condensatore, connesso alla tensione di ingresso V
i
attraverso un
diodo, tende a caricarsi al valore di cresta di V
i
(a meno della caduta di
tensione V
d
dul diodo)
Considerando la resistenza interna R dello strumento magnetoelettrico e
la capacit` a C del condensatore, se il prodotto RC risulta notevolmente
superiore alla durata del periodo T = 1/f = 2π/ω di V
i
, il condensatore
si scarica poco durante il tempo in cui la tensione non ` e al valore di
cresta
Di conseguenza, l’indicazione dello strumento risulta praticamente
proporzionale al valore di cresta stesso
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 36/158
Misure di Tensione in Corrente Alternata
L’incertezza tipo che grava su una misura di tensione in corrente
alternata, data la classe di precisione dello strumento utilizzato, risulta
u (V
M
) =
Classe · Portata
100

3
L’incertezza tipo relativa ` e, invece, data da
˙ u (V
M
) =
Classe · Portata
100

3V
M
Per determinare l’incertezza estesa U (V
M
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
V = V
M
± U (V
M
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 37/158
Misure di Corrente in Corrente Alternata
Per la misura delle correnti alternate ` e, in generale, richiesto il valore
efficace I, per cui si pu` o ricorrere all’impiego di strumenti
elettromagnetici
Negli amperometri elettromagnetici, la bobina viene realizzata con
poche spire di sezione relativamente elevata
Molte volte la bobina ` e suddivisa in due parti uguali che possono essere
collegate in serie o in parallelo, per ottenere cos`ı uno strumento con due
portate
I
I
I
I
Connessione in Serie Connessione in Parallelo
I I
I/2
I/2
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 38/158
Misure di Corrente in Corrente Alternata
Gli amperometri elettromagnetici hanno normalmente portate non
superiori a 10 A
Per misurare correnti pi ` u elevate si pu` o ricorrere alla interposizione di
trasformatori di corrente, in quanto l’uso di shunt non ` e possibile per la
presenza di parametri non puramente ohmici
Per misure di laboratorio fino a 500 Hz, sono abbastanza diffusi
amperometri elettromagnetici in classe 0.2 e 0.5
L’incertezza tipo che grava su una misura di corrente in corrente
alternata, data la classe di precisione dello strumento utilizzato, risulta
u (I
M
) =
Classe · Portata
100

3
L’incertezza tipo relativa ` e, invece, data da
˙ u (I
M
) =
Classe · Portata
100

3I
M
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 39/158
Misure di Corrente in Corrente Alternata
Per determinare l’incertezza estesa U (I
M
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
I = I
M
± U (I
M
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 40/158
Misure di Potenza in Sistemi Monofase in Regime
Sinusoidale
In un circuito monofase in regime sinusoidale, la potenza istantanea (p)
` e uguale al prodotto dei valori istantanei di tensione (v) e corrente (i)
p = vi = V
C
sin (ωt) I
C
sin (ωt + ϕ)
dove V
C
e I
C
sono i valori di cresta delle grandezze in gioco, ω la
pulsazione, ϕ l’angolo di sfasamento tra le due grandezze (ritardo della
corrente sulla tensione) e t il tempo
Sviluppando il prodotto, si ottiene la relazione
p = VI cos (ϕ) + VI sin (2ωt + ϕ)
nella quale V e I rappresentano i valori efficaci di tensione e corrente
La potenza istantanea ` e formata da un termine costante VI cos (ϕ) e da
un termine sinusoidale con pulsazione doppia VI sin (2ωt + ϕ)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 41/158
Misure di Potenza in Sistemi Monofase in Regime
Sinusoidale
La potenza attiva P ` e, per definizione, il valore medio di p sul periodo
P = VI cos (ϕ)
in quanto VI sin (2ωt + ϕ) ha valore medio sul periodo nullo
T
e
n
s
i
o
n
e
,

C
o
r
r
e
n
t
e
,

P
o
t
e
n
z
a
Tempo
v
i
p
P
T
v
= T
i
= 2 T
p
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 42/158
Misure di Potenza Attiva
Lo strumento analogico classico per la misura della potenza attiva ` e il
wattmetro elettrodinamico, che fornisce una indicazione proporzionale
al valore medio della potenza istantanea
Alla bobina fissa viene inviata la corrente (amperometrica), mentre la
bobina mobile ` e sottoposta alla tensione (voltmetrica)
Possono essere utilizzate due possibili inserzioni
V
I
U
R
V
W
U V
U
R
A
V
I
U
R
V
W
U V
U
R
A
I I
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 43/158
Misure di Potenza Attiva
I wattmetri da laboratorio hanno solitamente la bobina amperometrica
realizzata con poche spire di sezione relativamente elevata, suddivisa in
due parti uguali, che possono essere messe in serie o parallelo (due
portate amperometriche)
La bobina voltmetrica ` e invece costituita da molte spire di sezione
ridotta, associate alla quale vi sono pi ` u resistenze addizionali (pi ` u
portate voltmetriche)
Ad ogni combinazione tra le portate amperometrica e voltmetrica
corrisponde una portata wattmetrica, data dal prodotto tra la portata
amperometrica e la portata voltmetrica
La costante (k) dello strumento ` e determinata dal rapporto tra la portata
wattmetrica e il numero delle divisioni della scala
k =
Portata
Numero di Divisioni
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 44/158
Misure di Potenza Attiva
La potenza attiva misurata ` e, quindi, data da
P
M
= kP
div
dove P
div
denota la lettura in divisioni dello strumento
La misura effettuata con il wattmetro ` e affetta da errore sistematico, la
cui entit` a dipende dall’autoconsumo dello strumento e il cui segno ` e
sempre positivo (si misura sempre in pi ` u)
Nel caso in cui la voltmetrica ` e derivata a valle dell’amperometrica, si
pu` o osservare, in analogia con quanto esposto a proposito delle misure
in corrente continua, che la tensione applicata allo strumento ` e
esattamente quella esistente ai morsetti dell’utilizzatore, mentre la
corrente che fluisce nello strumento comprende anche la quota parte
assorbita dalla bobina voltmetrica
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 45/158
Misure di Potenza Attiva
Il wattmetro misura, quindi, una potenza (P
M
) pi ` u grande di quella
realmente assorbita dall’utilizzatore (P
U
), secondo la relazione
P
M
= P
U
+
V
2
U
R
V
L’errore sistematico relativo ` e dato da

%
= 100
V
2
U
/R
V
P
U
Il valore di P
U
si pu` o trovare immediatamente, se ` e noto il valore di R
V
(correzione dell’errore sistematico), utilizzando la relazione
P
U
= P
M

V
2
U
R
V
Analogamente, si pu` o trattare lo schema che prevede l’amperometrica
inserita a valle della voltmetrica
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 46/158
Misure di Potenza Attiva
Anche in questo caso il wattmetro misura in pi ` u, secondo la relazione
P
M
= P
U
+ I
2
U
R
A
L’errore sistematico relativo ` e dato da

%
= 100
I
2
U
R
A
P
U
L’errore sistematico pu` o essere corretto, se si conosce il valore di R
A
,
utilizzando la relazione
P
U
= P
M
− I
2
U
R
A
Si noti che, a differenza di R
V
, la resistenza R
A
non ` e indipendente dalla
temperatura, in quanto la bobina amperometrica ` e realizzata in rame
Si deve, infine, osservare che la correzione dell’errore sistematico pu` o
essere fatta comunque, anche quando, ad esempio, nel circuito sono in
gioco potenze reattive
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 47/158
Misure di Potenza Attiva
Un’altra causa di errore sistematico, che ` e per` o di difficile valutazione,
` e dovuta al fatto che il circuito voltmetrico non ` e puramente resistivo
(prevale in genere l’effetto induttivo della bobina voltmetrica), per cui
la corrente nello stesso non ` e perfettamente in fase con la tensione
Un altro parametro, che pu` o portare a errori dello stesso tipo, ` e la mutua
induttanza esistente tra le due bobine
Nella costruzione degli strumenti si fa in modo di ridurre al minimo
queste sorgenti di errore
Prescindendo dagli autoconsumi, la potenza misurata risulta
P
M
= VI cos (ϕ − θ)
essendo θ l’angolo tra la tensione applicata alla voltmetrica e la relativa
corrente
Sviluppando, si ottiene
P
M
= VI cos (ϕ) cos (θ) + VI sin (ϕ) sin (θ)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 48/158
Misure di Potenza Attiva
V
I
ϕ
I
V
θ
Essendo l’angolo θ molto piccolo, si pu` o assumere cos (θ) = 1, per cui,
semplificando, si ricava
P
M
= VI cos (ϕ) + VI sin (ϕ) sin (θ) = P
U
_
1 + tan (ϕ) sin (θ)
_
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 49/158
Misure di Potenza Attiva
L’errore sistematico percentuale risulta, quindi

%
= 100
P
M
− P
U
P
U
= 100 tan (ϕ) sin (θ)
L’errore sistematico che si commette non dipende solo dallo strumento
ma anche dalle caratteristiche del circuito (sarebbe nullo per ϕ = 0 e
infinito per ϕ = 90

)
Risulta, pertanto, che le misure a basso fattore di potenza possono
risultare critiche per quanto riguarda l’accuratezza raggiungibile
Ad esempio, per cos(ϕ) = 0.05 si ha
tan (ϕ)
1
cos (ϕ)
= 20
Se l’errore proprio di fase θ del wattmetro fosse pari a 0.002 rad
(0.2 crad), l’errore sistematico sulla misura di potenza sarebbe pari al
4% (di valore positivo se il misurando ` e induttivo, negativo se ` e
capacitivo)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 50/158
Misure di Potenza Attiva
Poich´ e il valore di θ non ` e noto e non ` e neppure costante, ` e impossibile
procedere alla correzione dei risultati, per cui il problema finisce per
ricadere nella valutazione dell’incertezza da associare al risultato della
misurazione
Si deve anche rilevare che per bassi valori di cos (ϕ), la deviazione
dell’indice dello strumento, date le portate voltmetrica e
amperometrica, risulta molto ridotta, per cui l’errore relativo dello
strumento, ˙ risulta elevato
Assumendo di avere valori di tensione e corrente pari, rispettivamente,
alle portate voltmentrica e amperometrica, risulta
˙ =
Classe
100 cos (ϕ)
Per ovviare a questo inconveniente, si pu` o ricorrere all’uso di wattmetri
per basso cos (ϕ), che sono strumenti pi ` u pregiati, nei quali la coppia
antagonista ` e ridotta, in modo che la portata wattmetrica dello
strumento sia pure ridotta, mantenendo inalterate le portate voltmetrica
e amperometrica
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 51/158
Misure di Potenza Attiva
Ad esempio, un wattmetro per cos (ϕ) = 0.2 si porta a fondo scala con
una potenza attiva pari a 1/5 di quella corrispondente al prodotto VI,
essendo V la portata voltmetrica e I quella amperometrica
La portata wattmetrica di un wattmetro per un dato cos (ϕ) risulta,
quindi, VI cos (ϕ)
Il valore di cos (ϕ), se diverso da 1, ` e normalmente indicato sullo
strumento
I wattmetri elettrodinamici possono appartenere a classi di precisione
anche fino a 0.1
Date la classe di precisione dello strumento e la portata, trascurando, in
quanto praticamente ininuente, il termine di correzione dell’errore
sistematico, l’incertezza tipo che grava sulla misura risulta
u (P
U
) = u (P
M
) =
Classe · Portata
100

3
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 52/158
Misure di Potenza Attiva
L’incertezza tipo relativa ` e, invece, data da
˙ u (P
U
) = ˙ u (P
M
) =
Classe · Portata
100

3P
U
Per determinare l’incertezza estesa U (P
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
P = P
U
± U (P
U
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 53/158
Misure di Potenza Reattiva
Quando le grandezze sono sinusoidali, la determinazione della potenza
reattiva potrebbe essere, in linea di principio, effettuata ricorrendo ad un
varmetro
Possono essere utilizzate due possibili inserzioni
V
var
U
I
V
var
U
I
Tuttavia, gli artifici circuitali utilizzati per realizzare un varmetro di
questo tipo garantiscono una misura corretta solo per una ben
determinata frequenza
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 54/158
Misure di Potenza Reattiva
Pertanto, generalmente, la determinazione della potenza reattiva Q
viene effettuata per via indiretta ed elaborando le indicazioni di
wattmetro, amperometro e voltmetro (sono quindi necessari tre
strumenti)
Possono essere utilizzate due possibili inserzioni
A
V
V
U
V
R
A
R
V
R
A,W
R
V,W
A
W
V
V
W
I
V
M
U
I
M
I
M
V
M
U V
U
U
I
U
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 55/158
Misure di Potenza Reattiva
Con entrambi gli schemi, la potenza reattiva risulta data da
Q
U
=
_
(V
M
I
M
)
2
− P
2
M
dove P
M
` e la potenza attiva fornita dal wattmetro, mentre V
M
e I
M
sono,
rispettivamente, la tensione misurata dal voltmetro e la corrente
misurata dall’amperometro
Questa misurazione non ` e affetta da errori sistematici dovuti agli
autoconsumi, in quanto essi contribuiscono solo alla potenza attiva
L’incertezza che grava sulla misura della potenza reattiva deve essere
valutata in base alle incertezze tipo relative a tensione, corrente e
potenza, determinando, quindi, l’incertezza composta
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 56/158
Misure di Potenza Reattiva
In particolare, l’incertezza tipo assoluta sulla misura di potenza reattiva
risulta
u (Q
U
) =
_
P
2
M
u (P
M
)
2
V
2
M
I
2
M
− P
2
M
+
I
4
M
V
2
M
u (V
M
)
2
V
2
M
I
2
M
− P
2
M
+
V
4
M
I
2
M
u (I
M
)
2
V
2
M
I
2
M
− P
2
M
Per determinare l’incertezza estesa U (Q
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
Q = Q
U
± U (Q
U
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 57/158
Misure di Potenza Apparente
Poich´ e non esiste uno strumento analogico capace di fornire
direttamente la potenza apparente S, occorre effettuare una misura per
via indiretta, elaborando le indicazioni di amperometro e voltmetro
Possono essere utilizzate due possibili inserzioni
La grandezza da misurare viene ottenuta dal prodotto delle indicazioni
di voltmetro (V
M
) e amperometro (I
M
)
S
M
= V
M
I
M
A
V
V
U
V
R
A
A
V
V
I
V
M
U
I
M
I
M
V
M
U V
U
U
I
U
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 58/158
Misure di Potenza Apparente
In linea di principio, questa misurazione ` e affetta da errore sistematico
In molti casi, tuttavia, l’errore sistematico non viene corretto, in quanto
la potenza apparente presenta importanza notevolmente ridotta rispetto
alla potenza attiva
Per poter correggere l’errore sistematico nella misura di potenza
apparente, occorre conoscere l’angolo di sfasamento tra tensione e
corrente dell’oggetto sotto misura, ovvero, occorre misurare anche la
potenza attiva e la potenza reattiva
A
V
V
U
V
R
A
R
V
R
A,W
R
V,W
A
W
V
V
W
I
V
M
U
I
M
I
M
V
M
U V
U
U
I
U
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 59/158
Misure di Potenza Apparente
La potenza attiva corretta, in questo caso, a seconda dello schema di
inserzione utilizzato, ` e data da
P
U
= P
M

V
2
U
R
V

V
2
U
R
V,W
dove R
V
e R
V,W
sono, rispettivamente, le resistenze interne del
voltmetro e delle voltmetriche del wattmetro, oppure
P
U
= P
M
− I
2
U
R
A
− I
2
U
R
A,W
dove R
A
e R
A,W
sono, rispettivamente, le resistenze interne
dell’amperometro e delle amperometriche del wattmetro
La potenza reattiva risulta data da
Q
U
=
_
(V
M
I
M
)
2
− P
2
M
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 60/158
Misure di Potenza Apparente
La potenza apparente corretta ` e, quindi, data da
S
U
=
_
P
2
U
+ Q
2
U
Nel caso in cui si utilizzi l’inserzione con le voltmetriche del wattmetro
e il voltmetro inseriti a valle dell’amperometro e delle amperometriche
del wattmetro, la tensione misurata ` e effettivamente la tensione ai capi
dell’utilizzatore (V
U
= V
M
), mentre la corrente che fluisce
nell’utilizzatore ` e data da
I
U
=
S
U
V
M
Invece, nel caso in cui si utilizzi l’inserzione con le voltmetriche del
wattmetro e il voltmetro inseriti a monte dell’amperometro e delle
amperometriche del wattmetro, la corrente misurata ` e effettivamente la
corrente che fluisce nell’utilizzatore (I
U
= I
M
), mentre la tensione ai
capi dell’utilizzatore ` e data da
V
U
=
S
U
I
M
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 61/158
Misure di Potenza Apparente
L’incertezza che grava sulla misura di potenza apparente deve essere
valutata come incertezza composta
In genere, si assume come modello del misurando
S
U
= V
M
I
M
ovvero si trascura, in quanto praticamente ininfluente per il calcolo
dell’incertezza, il termine di correzione dell’errore sistematico
L’incertezza tipo relativa sulla misura di potenza apparente risulta
˙ u (S
U
) =
_
˙ u (V
M
)
2
+ ˙ u (I
M
)
2
L’incertezza tipo assoluta risulta, quindi
u (S
U
) = ˙ u (S
U
) S
U
Per determinare l’incertezza estesa U (S
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 62/158
Misure di Potenza Apparente
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
S = S
U
± U (S
U
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 63/158
Misure di Fattore di Potenza
Per la misura del fattore di potenza, occorre utilizzare le indicazioni di
wattmetro (P
M
), amperometro (I
M
) e voltmetro (V
M
)
A
V
V
U
V
R
A
R
V
R
A,W
R
V,W
A
W
V
V
W
I
V
M
U
I
M
I
M
V
M
U V
U
U
I
U
Il fattore di potenza ` e dato da
cos (ϕ
M
) =
P
M
S
M
=
P
M
V
M
I
M
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 64/158
Misure di Fattore di Potenza
Questa misura ` e affetta da errore sistematico, per via degli autoconsumi
degli strumenti
La potenza attiva corretta, a seconda dello schema di inserzione
utilizzato, ` e data da
P
U
= P
M

V
2
U
R
V

V
2
U
R
V,W
dove R
V
e R
V,W
sono, rispettivamente, le resistenze interne del
voltmetro e delle voltmetriche del wattmetro, oppure
P
U
= P
M
− I
2
U
R
A
− I
2
U
R
A,W
dove R
A
e R
A,W
sono, rispettivamente, le resistenze interne
dell’amperometro e delle amperometriche del wattmetro
La potenza reattiva risulta data da
Q
U
=
_
(V
M
I
M
)
2
− P
2
M
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 65/158
Misure di Fattore di Potenza
La potenza apparente corretta ` e data da
S
U
=
_
P
2
U
+ Q
2
U
Il fattore di potenza corretto risulta, quindi, dato da
cos (ϕ
U
) =
P
U
S
U
L’incertezza che grava sulla misura di fattore di potenza deve essere
valutata come incertezza composta
In genere, si assume come modello del misurando
cos (ϕ
U
) =
P
M
V
M
I
M
ovvero si trascurano, in quanto praticamente ininfluente per il calcolo
dell’incertezza, il termine di correzione dell’errore sistematico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 66/158
Misure di Fattore di Potenza
L’incertezza tipo relativa sulla misura di fattore di potenza risulta
˙ u
_
cos (ϕ
U
)
_
=
_
˙ u (V
M
)
2
+ ˙ u (I
M
)
2
+ ˙ u (P
M
)
2
L’incertezza tipo assoluta risulta, quindi
u
_
cos (ϕ
U
)
_
= ˙ u
_
cos (ϕ
U
)
_
cos (ϕ
U
)
Per determinare l’incertezza estesa U
_
cos (ϕ
U
)
_
, si scelgono
opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
cos (ϕ) = cos (ϕ
U
) ± U
_
cos (ϕ
U
)
_
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 67/158
Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della
Corrente
Le misure di potenza, soprattutto in ambito industriale, vengono spesso
richieste in funzione della tensione (pi ` u frequentemente) o della
corrente (pi ` u raramente), ovvero, si richiede di misurare le potenze
(attiva, reattiva e apparente) assorbite da un utilizzatore per un certo
valore di tensione o di corrente
In questo caso, i risultati devono poi essere riportati al valore di
tensione (V
R
) o di corrente (I
R
) di riferimento
A
V
V
U
V
R
A
R
V
R
A,W
R
V,W
A
W
V
V
W
I
V
M
U
I
M
I
M
V
M
U V
U
U
I
U
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 68/158
Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della
Corrente
Nel caso in cui la grandezza di riferimento sia la tensione, i valori della
potenza attiva, apparente e reattiva, riportati alla tensione V
R
, sono dati
da
P
R
= P
U
V
2
R
V
2
U
, S
R
= S
U
V
2
R
V
2
U
, Q
R
= Q
U
V
2
R
V
2
U
In genere, si assumono come modelli del misurandi
P
R
= P
M
V
2
R
V
2
M
, S
R
= S
M
V
2
R
V
2
M
, Q
R
= Q
U
V
2
R
V
2
M
ovvero si trascurano, in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo
dell’incertezza, i termini di correzione dell’errore sistematico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 69/158
Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della
Corrente
L’incertezza tipo relativa che grava sulle misure di potenza attiva e
apparente risulta, rispettivamente
˙ u (P
R
) =
_
˙ u (P
M
)
2
+ 4˙ u (V
M
)
2
˙ u (S
R
) =
_
˙ u (V
M
)
2
+ ˙ u (I
M
)
2
L’incertezza tipo assoluta per le misure di potenza attiva e apparente
risulta, quindi, rispettivamente, pari a
u (P
R
) = ˙ u (P
R
) P
R
u (S
R
) = ˙ u (S
R
) S
R
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 70/158
Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della
Corrente
L’incertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza reattiva ` e
data da
u (Q
R
) =
¸
_
_
_
_
P
2
M
V
8
R
u (P
M
)
2
V
8
M
Q
2
R
+
I
2
M
V
8
R
u (I
M
)
2
V
4
M
Q
2
R
+
_
4P
2
M
V
4
R
V
5
M

2I
2
M
V
4
R
V
3
M
_
2
u (V
M
)
2
4Q
2
R
Per determinare le incertezze estese U (P
R
), U (S
R
) e U (Q
R
), si
scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
P = P
R
± U (P
R
)
S = S
R
± U (S
R
)
Q = Q
R
± U (Q
R
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 71/158
Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della
Corrente
Nel caso in cui la grandezza di riferimento sia la corrente, i valori della
potenza attiva, apparente e reattiva, riportati alla corrente I
R
, sono dati
da
P
R
= P
U
I
2
R
I
2
U
, S
R
= S
U
I
2
R
I
2
U
, Q
R
= Q
U
I
2
R
I
2
U
In genere, si assumono come modelli del misurandi
P
R
= P
M
I
2
R
I
2
M
, S
R
= S
M
I
2
R
I
2
M
, Q
R
= Q
U
I
2
R
I
2
M
ovvero trascurando, in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo
dell’incertezza, i termini di correzione dell’errore sistematico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 72/158
Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della
Corrente
L’incertezza tipo relativa che grava sulle misure di potenza attiva e
apparente risulta, rispettivamente
˙ u (P
R
) =
_
˙ u (P
M
)
2
+ 4˙ u (I
M
)
2
˙ u (S
R
) =
_
˙ u (V
M
)
2
+ ˙ u (I
M
)
2
L’incertezza tipo assoluta per le misure di potenza attiva e apparente
risulta, quindi, rispettivamente, pari a
u (P
R
) = ˙ u (P
R
) P
R
u (S
R
) = ˙ u (S
R
) S
R
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 73/158
Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della
Corrente
L’incertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza reattiva ` e
data da
u (Q
R
) =
¸
_
_
_
_
P
2
M
I
8
R
u (P
M
)
2
I
8
M
Q
2
R
+
V
2
M
I
8
R
u (V
M
)
2
I
4
M
Q
2
R
+
_
4P
2
M
I
4
R
I
5
M

2V
2
M
I
4
R
I
3
M
_
2
u (I
M
)
2
4Q
2
R
Per determinare le incertezze estese U (P
R
), U (S
R
) e U (Q
R
), si
scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
P = P
R
± U (P
R
)
S = S
R
± U (S
R
)
Q = Q
R
± U (Q
R
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 74/158
Misure di Potenza in Sistemi Polifase in Regime
Sinusoidale
Per trattare le misure di potenza in sistemi polifase, conviene, per
semplicit` a, fare riferimento a sistemi trifase, che peraltro sono i pi ` u
diffusi, per poi generalizzare i risultati ottenuti, estendendoli a sistemi
aventi un numero di fasi qualunque
In un sistema trifase, l’oggetto sotto misura pu` o essere collegato a
triangolo o a stella, oppure essere costituito da pi ` u carichi misti in
parallelo (anche monofase)
In un sistema trifase, il sistema di alimentazione pu` o essere a tre o
quattro fili
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 75/158
Misure di Potenza Attiva
I
1
R
1
W
1
Z
1
1
I
2
R
2
W
2
Z
2
2
I
3
R
3
W
3
Z
3
3
N
O
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 76/158
Misure di Potenza Attiva
Un sistema trifase ` e a quattro fili quando si ` e in presenza di neutro attivo
In questo caso, la potenza attiva si ottiene come somma delle potenze
relative a ciascuna delle fasi
Dette E
1
, E
2
ed E
3
le tensioni di fase e I
1
, I
2
e I
3
le correnti di linea,
sfasate rispetto alle tensioni di fase degli angoli ϕ
1
, ϕ
2
e ϕ
3
, la potenza
attiva ` e data da
P = E
1
I
1
cos (ϕ
1
) + E
2
I
2
cos (ϕ
2
) + E
3
I
3
cos (ϕ
3
)
Per i sistemi trifase a tre fili con collegamento a stella, la potenza attiva
si ottiene come somma delle potenze relative a ciascuna delle fasi
Per i sistemi trifase a tre fili con collegamento a triangolo, invece, la
potenza attiva ` e data da
P = V
1
I
1
cos (ϕ
1
) + V
2
I
2
cos (ϕ
2
) + V
3
I
3
cos (ϕ
3
)
dove V
1
, V
2
e V
3
sono le tensioni concatenate e I
1
, I
2
e I
3
le correnti di
fase, sfasate rispetto alle tensioni concatenate degli angoli ϕ
1
, ϕ
2
e ϕ
3
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 77/158
Misure di Potenza Attiva
I
1
R
1
W
1
Z
1
1
I
2
R
2
W
2
Z
2
2
I
3
R
3
W
3
Z
3
3
O
(a)
I
1
R
1
W
1
Z
1
1
I
2
R
2
W
2
Z
2
2
I
3
R
3
W
3
Z
3
3
O
(b)

Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 78/158
Misure di Potenza Attiva
Si vuole ora dimostrare che la potenza attiva nei sistemi trifase a tre fili
pu` o essere misurata con solo due wattmetri
Per semplicit` a, si fa riferimento ad un circuito collegato a stella, anche
se la dimostrazione e i risultati hanno validit` a generale
O
1
2 3
V
23
V
31
V
12
E
1
E
3
E
2

H
I
1
ϕ
1
I
2
ϕ
2
I
3
ϕ
3
E
3
´
E
1
´
E
2
´
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 79/158
Misure di Potenza Attiva
Se si separa il centro stella delle voltmetriche da quello del carico, si ha,
in generale, che i due centri stella non coincidono elettricamente
Ci ` o pu` o essere dovuto a dissimmetrie nelle impedenze a valle della
sezione di misura o nelle resistenze addizionali dei wattmetri
La somma delle indicazioni dei tre wattmetri pu` o essere scritta come
P =
_

E
1


H
_
·

I
1
+
_

E
2


H
_
·

I
2
+
_

E
3


H
_
·

I
3
avendo indicato con

H il vettore di tensione esistente tra i due centri
stella
Sviluppando si ottiene
P =

E
1
·

I
1
+

E
2
·

I
2
+

E
3
·

I
3


H ·
_

I
1
+

I
2
+

I
3
_
Essendo il sistema a tre fili, la somma vettoriale delle correnti ` e per
definizione nulla, ovvero

I
1
+

I
2
+

I
3
= 0
per cui la potenza misurata coincide con quella assorbita dal carico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 80/158
Misure di Potenza Attiva
I
1
R
1
W
1
Z
1
1
I
2
R
2
W
2
Z
2
2
I
3
Z
3
3
O
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 81/158
Misure di Potenza Attiva
A questo punto, ` e possibile collegare il centro stella delle voltmetriche
dei tre wattmetri ad una delle fasi, per esempio la fase 3
La tensione applicata alle voltmentriche del wattmetro W
3
, quindi,
diverr` a nulla, mentre alle voltmetriche dei wattmetri W
1
e W
2
sar` a
applicata la tensione concatenata, invece della tensione di fase
Questo schema prende il nome di inserzione di Aron
In questo caso, si pu` o scrivere
P =
_

E
1

E
3
_
·

I
1
+
_

E
2

E
3
_
·

I
2
+
_

E
3

E
3
_
·

I
3
Il termine
_

E
3

E
3
_
·

I
3
` e evidentemente nullo e, pertanto, si ottiene
P =

E
1
·

I
1
+

E
2
·

I
2
+

E
3
·
_

I
1

I
2
_
Essendo

I
3
= −

I
1

I
2
si ricava
P =

E
1
·

I
1
+

E
2
·

I
2
+

E
3
·

I
3
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 82/158
Misure di Potenza Attiva
Conseguentemente, si ottiene
P = P
1
+ P
2
dove P
1
e P
2
sono rispettivamente le letture dei wattmetri W
1
e W
2
,
come volevasi dimostrare
Da quanto sopra esposto deriva un importante conclusione di validit` a
generale: la potenza attiva in un circuito ad N fili pu` o essere misurata
con N − 1 wattmetri
Questa conclusione ` e valida per qualsiasi sistema polifase (incluso il
monofase che ha due fili e per il quale la misura di potenza si effettua
con un wattmetro), anche se non simmetrico nelle tensioni e non
equilibrato nelle correnti
La misura effettuata con l’inserzione di Aron pu` o comportare che un
wattmetro fornisca indicazione negativa, per cui essa deve essere
sottratta dall’indicazione dell’altro wattmetro
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 83/158
Misure di Potenza Attiva
Infatti, per un sistema simmetrico ed equilibrato si pu` o scrivere
_
P
1
= V
31
I
1
cos (ϕ
1
− 30

) = VI cos (ϕ − 30

)
P
2
= V
32
I
2
cos (ϕ
2
+ 30

) = VI cos (ϕ + 30

)
Sviluppando, si ottiene
_
P
1
= VI cos (ϕ) cos (30

) + VI sin (ϕ) sin (30

)
P
2
= VI cos (ϕ) cos (30

) − VI sin (ϕ) sin (30

)
Imponendo P
2
= 0, si ricava
tan (ϕ) =
1
tan (30

)
=

3
e, quindi, si ottiene cos (ϕ) = 0.5
Per un sistema simmetrico ed equilibrato ` e possibile ricavare cos (ϕ) da
P
1
e P
2
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 84/158
Misure di Potenza Attiva
Infatti, dividendo membro a membro, si ottiene
P
1
P
2
=
cos (ϕ) cos (30

) + sin (ϕ) sin (30

)
cos (ϕ) cos (30

) − sin (ϕ) sin (30

)
ovvero
cos (ϕ) cos (30

) (P
1
− P
2
) = sin (ϕ) sin (30

) (P
1
+ P
2
)
Sviluppando, si ottiene
tan (ϕ) =

3
P
1
− P
2
P
1
+ P
2
cos (ϕ) = cos
_
arctan
_

3
P
1
− P
2
P
1
+ P
2
__
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 85/158
Misure di Potenza Attiva
In un sistema polifase, quindi, la potenza attiva assorbita dal carico U ` e
data da
P
U
=
M

i=1
P
U,i
dove P
U,i
` e la lettura di ciascuno degli M wattmetri utilizzati
(normalmente M = N − 1, dove N ` e il numero di fili), su cui ` e stata
effettuata la correzione dell’errore sistematico dovuto agli autoconsumi
Per il calcolo dell’incertezza, in genere, si assume come modello del
misurando
P
U
=
M

i=1
P
M,i
dove P
M,i
sono le letture dei wattmetri, ovvero si trascura, in quanto
praticamente ininfluenti per il calcolo dell’incertezza, i termini di
correzione dell’errore sistematico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 86/158
Misure di Potenza Attiva
L’incertezza tipo assoluta che grava sulle misura di potenza attiva risulta
u (P
U
) =
¸
_
_
M

i=1
u
_
P
M,i
_
2
Per determinare l’incertezza estesa U (P
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
P = P
U
± U (P
U
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Nel caso in cui il circuito abbia un fattore di potenza molto basso,
l’inserzione di Aron cade in difetto, in quanto le letture dei due
wattmetri sono poco diverse tra loro, prossime alla met` a del fondo scala
e di segno opposto
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 87/158
Misure di Potenza Attiva
L’incertezza tipo relativa, ˙ u (P
U
) = u (P
U
) /P
U
, quindi, risulta molto
elevata, in quanto P
U
= P
M,1
+ P
M,2
→ 0
Poich´ e l’uso di wattmetri a basso cos (ϕ) non ` e adatto per l’inserzione
di Aron, in quanto entrambi i wattmetri vedono cos (ϕ) 0.5, per la
misura si deve ricorrere a tre wattmetri (o in generale a N wattmetri per
un sistema a N fili), misurando le potenze di ogni fase e sommandole
In questo caso l’uso di wattmetri a basso cos (ϕ) ` e possibile, poich´ e i
wattmetri vedono il cos (ϕ) effettivo del carico
Nel caso in cui venga richiesta una misura si potenza in funzione della
tensione (in sistemi polifase, normalmente, non si eseguono misure in
funzione della corrente), la potenza attiva, riportata alla tensione di
riferimento V
R
, risulta
P
R
= P
U
V
2
R
V
2
M
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 88/158
Misure di Potenza Attiva
W
1
V
1
V
3
Z
1
1
W
2
Z
2
2
Z
3
3
O
V
2
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 89/158
Misure di Potenza Attiva
Siccome viene fornito un solo valore di V
R
, si assume implicitamente
che il sistema sia simmetrico e, pertanto, il valore di V
M
deve essere
calcolato come valore medio delle tre letture dei voltmetri, ovvero
V
M
=
V
M,1
+ V
M,2
+ V
M,3
3
L’incertezza tipo relativa che grava sulla potenza attiva riportata alla
tensione V
R
risulta
˙ u (P
R
) =
_
˙ u (P
U
)
2
+ 4˙ u (V
M
)
2
Considerando che le letture dei voltmetri saranno, inevitabilmente,
diverse tra loro, per determinare ˙ u (V
M
) occorre, innanzitutto,
determinare lo scarto tipo delle tre misure, s
_
V
M,i
_
, e l’incertezza tipo
assoluta dei voltmetri, u
_
V
M,i
_
, assumendo per semplicit` a i tre voltmetri
uguali
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 90/158
Misure di Potenza Attiva
Se risulta che s
_
V
M,i
_
> u
_
V
M,i
_
, allora
u (V
M
) =
s
_
V
M,i
_

3
Quindi, bench´ e il sistema non risulti effettivamente simmetrico, in
quanto lo scarto tra le tre tensioni misurate dai voltmetri eccede i limiti
definiti dall’incertezza di misura dei voltmetri stessi, si assume
comunque il sistema simmetrico (non si pu` o fare altrimenti)
Si ricava, per` o, l’incertezza di V
M
dallo scarto tipo delle tensioni
misurate, che risulta maggiore dell’incertezza di misura dei voltmetri
(in sostanza si assume che vi siano altri fattori, oltre all’incertezza dei
voltmetri, che determinano lo scarto tra le tensioni)
Se, invece, risulta che s
_
V
M,i
_
≤ u
_
V
M,i
_
, allora
u (V
M
) =
_
3u
_
V
M,i
_
2
3
=
u
_
V
M,i
_

3
in quanto il sistema ` e effettivamente simmetrico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 91/158
Misure di Potenza Attiva
L’incertezza tipo relativa ˙ u (V
M
) risulta, quindi
˙ u (V
M
) =
u (V
M
)
V
M
L’incertezza tipo assoluta per la misura di potenza attiva risulta pari a
u (P
R
) = ˙ u (P
R
) P
R
Per determinare l’incertezza estesa U (P
R
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
P = P
R
± U (P
R
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 92/158
Misure di Potenza Reattiva
Per misurare la potenza reattiva in un generico sistema trifase a tre fili,
occorre inserire un voltmetro, un amperometro e un wattmetro su
ciascun ramo del carico, procedendo poi, per ciascun ramo, come per i
sistemi monofase
La potenza reattiva complessiva sar` a, quindi, data da
Q
U
=
M

i=1
Q
U,i
dove M ` e il numero di rami del carico considerati (M = 3 per un
sistema trifase a tre fili)
Se il carico ` e connesso a stella, occorre inserire le voltmetriche dei
wattmetri e i voltmetri sulle tensioni di fase e le amperometriche dei
wattmetri e gli amperometri sulle correnti di linea
Se il carico ` e connesso a triangolo, occorre inserire le voltmetriche dei
wattmetri e i voltmetri sulle tensioni concatenate e le amperometriche
dei wattmetri e gli amperometri sulle correnti di fase
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 93/158
Misure di Potenza Reattiva
L’incertezza tipo assoluta che grava sulle misura di potenza reattiva, in
questo caso, risulta
u (Q
U
) =
¸
_
_
M

i=1
u
_
Q
U,i
_
2
Per determinare l’incertezza estesa U (Q
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
Q = Q
U
± U (Q
U
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
In sistemi simmetrici ed equilibrati, ` e possibile misurare la potenza
reattiva utilizzando un solo wattmetro
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 94/158
Misure di Potenza Reattiva
W
c
Z
1
1
Z
2
2
Z
3
3
O
O
1
2 3
E
1
E
3
E
2
I ϕ
90˚ – ϕ
V = V
23
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 95/158
Misure di Potenza Reattiva
La potenza misurata dal wattmetro risulta, infatti
P = VI cos (90

− ϕ) = VI sin (ϕ)
dove V ` e la tensione concatenata e I la corrente di linea
Conseguentemente, considerando che, per definizione, la potenza
reattiva Q = 3EI sin (ϕ) e che E = V/

3, si ricava
Q
U
=

3P
U
dove P
U
` e la potenza letta sul wattmetro, su cui ` e stata effettuata la
correzione dell’errore sistematico dovuto agli autoconsumi
Questo metodo, che presuppone le condizioni di simmetria ed
equilibrio del sistema, pu` o essere utilizzato solamente per misure
indicative (ad esempio sui quadri di centrale)
Per misure di precisione, non si pu` o infatti presumere che le condizioni
richieste siano verificate
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 96/158
Misure di Potenza Reattiva
Per il calcolo dell’incertezza, in genere, si assume come modello del
misurando
Q
U
=

3P
M
ovvero si trascurano, in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo
dell’incertezza, i termini di correzione dell’errore sistematico
L’incertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza reattiva, in
questo caso, risulta
u (Q
U
) =

3u (P
M
)
Per determinare l’incertezza estesa U (Q
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
Q = Q
U
± U (Q
U
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 97/158
Misure di Potenza Reattiva
W
a
Z
1
1
W
b
Z
2
2
W
c
Z
3
3
O
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 98/158
Misure di Potenza Reattiva
In un sistema trifase a tre fili, nel caso di carico arbitrario ma tensioni
simmetriche, per la misura della potenza reattiva si pu` o ricorrere alla
inserzione di Righi o dei tre wattmetri
Essa viene realizzata inserendo due strumenti secondo lo schema di
Aron ed il terzo con la bobina amperometrica sulla fase rimasta libera e
la voltmetrica derivata fra le due altre fasi
In un sistema trifase simmetrico la potenza attiva ` e data da
P =

E
1
·

I
1
+

E
2
·

I
2
+

E
3
·

I
3
=
=

E
1
·

I
1
+

E
2
·
_

I
1

I
3
_
+

E
3
·

I
3
=
=
_

E
1

E
2
_
·

I
1
+
_

E
2

E
2
_
·

I
2
+
_

E
3

E
2
_
·

I
3
=
=

V
12
·

I
1
+

V
32
·

I
3
=
= VI
1
cos (ϕ
1
+ 30

) + VI
3
cos (ϕ
3
− 30

)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 99/158
Misure di Potenza Reattiva
In un sistema trifase simmetrico la potenza reattiva ` e data da
Q =

E
1
×

I
1
+

E
2
×

I
2
+

E
3
×

I
3
=
=

E
1
×

I
1
+

E
2
×
_

I
1

I
3
_
+

E
3
×

I
3
=
=
_

E
1

E
2
_
×

I
1
+
_

E
2

E
2
_
×

I
2
+
_

E
3

E
2
_
×

I
3
=
=

V
12
×

I
1
+

V
32
×

I
3
=
= VI
1
sin (ϕ
1
+ 30

) + VI
3
sin (ϕ
3
− 30

)
In un sistema trifase simmetrico V
12
= V
32
= V
13
= V sono le tensioni
concatenate, I
1
, I
2
e I
3
sono le correnti di linea e ϕ
1
, ϕ
2
e ϕ
3
sono gli
sfasamenti tra le tensioni di fase E
1
= E
2
= E
3
= E e le correnti di linea
Pertanto, indicando con P
a
, P
b
e P
c
le indicazioni dei tre wattmetri, si
ottiene
_
¸
¸
¸
_
¸
¸
¸
_
P
a
= VI
1
cos (ϕ
1
− 30

)
P
b
= VI
2
cos (ϕ
2
+ 30

)
P
c
= VI
3
cos (ϕ
3
− 90

)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 100/158
Misure di Potenza Reattiva
Sommando P
a
e P
c
, si ricava
P
a
+ P
c
= VI
1
cos (ϕ
1
− 30

) + VI
3
cos (ϕ
3
− 90

)
Espandendo le relazioni trigonometriche, si ottiene
cos (ϕ
1
− 30

) = cos (ϕ
1
+ 30

− 60

) =
= cos (ϕ
1
+ 30

) cos (60

) +
+ sin (ϕ
1
+ 30

) sin (60

) =
=
1
2
cos (ϕ
1
+ 30

) +

3
2
sin (ϕ
1
+ 30

)
cos (ϕ
3
− 90

) = cos (ϕ
3
− 30

− 60

) =
= cos (ϕ
3
− 30

) cos (60

) +
+ sin (ϕ
3
− 30

) sin (60

) =
=
1
2
cos (ϕ
3
− 30

) +

3
2
sin (ϕ
3
− 30

)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 101/158
Misure di Potenza Reattiva
Pertanto, risulta
P
a
+ P
c
= VI
1
_
¸
¸
¸
¸
_
1
2
cos (ϕ
1
+ 30

) +

3
2
sin (ϕ
1
+ 30

)
_
¸
¸
¸
¸
_
+
+VI
3
_
¸
¸
¸
¸
_
1
2
cos (ϕ
3
− 30

) +

3
2
sin (ϕ
3
− 30

)
_
¸
¸
¸
¸
_
=
=
1
2
_
VI
1
cos (ϕ
1
+ 30

) + VI
3
cos (ϕ
3
− 30

)
_
+
+

3
2
_
VI
1
sin (ϕ
1
+ 30

) + VI
3
sin (ϕ
3
− 30

)
_
Sostituendo, si ottiene
P
a
+ P
c
=
1
2
P +

3
2
Q
Ricordando che, per l’inserzione di Aron, P = P
a
+ P
b
, si pu` o scrivere
P
a
+ P
c
=
1
2
(P
a
+ P
b
) +

3
2
Q
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 102/158
Misure di Potenza Reattiva
La potenza reattiva assorbita dall’utilizzatore U risulta
Q =
P
a
− P
b
+ 2P
c

3
La misura risulta affetta da errore sistematico dovuto agli autoconsumi
dei wattmetri
La potenza reattiva corretta risulta, quindi
Q
U
=
P
U,a
− P
U,b
+ 2P
U,c

3
Per il calcolo dell’incertezza, in genere, si assume come modello del
misurando
Q
U
=
P
M,a
− P
M,b
+ 2P
M,c

3
ovvero si trascurano, in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo
dell’incertezza, i termini di correzione dell’errore sistematico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 103/158
Misure di Potenza Reattiva
L’incertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza reattiva, in
questo caso, risulta
u (Q
U
) =
1

3
_
u
_
P
M,a
_
2
+ u
_
P
M,b
_
2
+ 4u
_
P
M,c
_
2
Per determinare l’incertezza estesa U (Q
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
Q = Q
U
± U (Q
U
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 104/158
Misure di Potenza Reattiva
I
1
R
1
W
1
Z
1
1
Lettura 1
P
1
P
2
P
1

P
2

I
2
R
2
W
2
Z
2
2
I
3 Z
3
3
O
I
1
R
1
W
1
Z
1
1
Lettura 2
I
2
R
2
W
2
Z
2
2
I
3 Z
3
3
O
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 105/158
Misure di Potenza Reattiva
Una variante dell’inserzione Righi ` e la cosiddetta inserzione
Barbagelata, tramite la quale ` e possibile determinare la potenza reattiva
in un sistema trifase a tre fili simmetrico, utilizzando due coppie di
letture successive di due wattmetri (quattro misure di potenza)
La prima coppia di letture viene ottenuta dai due Wattmetri inseriti
secondo Aron, mentre la seconda coppia di letture viene ottenuta dagli
stessi due wattmetri in inserzione simmetrica
`
E facile dimostrare che
P
c
= P

2
− P

1
Infatti, si pu` o scrivere
P

2
−P

1
=

V
21
·

I
2

V
12
·

I
1
= −

V
12
·

I
2

V
12
·

I
1
=

V
12
·
_

I
1

I
2
_
=

V
12
·

I
3
= P
c
Quindi, ponendo P
a
= P
1
, P
b
= P
2
e P
c
= P

2
− P

1
, si pu` o utilizzare la
stessa formula ricavata per l’inserzione Righi per determinare la
potenza reattiva Q
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 106/158
Misure di Potenza Reattiva
La misura risulta affetta da errore sistematico dovuto agli autoconsumi
dei wattmetri
La potenza reattiva corretta risulta, quindi, data da
Q
U
=
P
U,1
− P
U,2
+ 2
_
P

U,2
− P

U,1
_

3
Per il calcolo dell’incertezza, in genere, si assume come modello del
misurando
Q
U
=
P
M,1
− P
M,2
+ 2
_
P

M,2
− P

M,1
_

3
ovvero si trascurano, in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo
dell’incertezza, i termini di correzione dell’errore sistematico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 107/158
Misure di Potenza Reattiva
Lincertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza reattiva, in
questo caso, risulta
u (Q
U
) =
1

3
_
u
_
P
M,1
_
2
+ u
_
P
M,2
_
2
+ 4u
_
P

M,2
_
2
+ 4u
_
P

M,1
_
2
,
Per determinare l’incertezza estesa U (Q
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi,
Q = Q
U
± U (Q
U
) ,
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 108/158
Misure di Potenza Reattiva
W
a
V
1
V
3
Z
1
1
W
b
Z
2
2
Z
3
3
O
V
2
W
c
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 109/158
Misure di Potenza Reattiva
Nel caso in cui venga richiesta una misura si potenza reattiva in
funzione della tensione, la potenza reattiva, riportata alla tensione di
riferimento V
R
, risulta
Q
R
= Q
U
V
2
R
V
2
M
Il valore di V
M
deve essere calcolato come nel caso della misura di
potenza attiva
L’incertezza tipo relativa che grava sulla potenza reattiva riportata alla
tensione V
R
risulta
˙ u (Q
R
) =
_
˙ u (Q
U
)
2
+ 4˙ u (V
M
)
2
dove ˙ u (Q
U
) = u (Q
U
) /Q
U
e ˙ u (V
M
) si determina come nel caso della
misura di potenza attiva
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 110/158
Misure di Potenza Reattiva
L’incertezza tipo assoluta per la misura di potenza reattiva risulta pari a
u (Q
R
) = ˙ u (Q
R
) Q
R
Per determinare l’incertezza estesa U (Q
R
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
Q = Q
R
± U (Q
R
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 111/158
Misure di Potenza Apparente
Per misurare la potenza apparente in un generico sistema trifase a tre
fili, occorre inserire un voltmetro, un amperometro e un wattmetro su
ciascun ramo del carico, procedendo poi, per ciascun ramo, come per i
sistemi monofase
La potenza apparente complessiva sar` a, quindi, data da
S
U
=
¸
_
_
_
¸
¸
¸
¸
¸
_
M

i=1
P
U,i
_
¸
¸
¸
¸
¸
_
2
+
_
¸
¸
¸
¸
¸
_
M

i=1
Q
U,i
_
¸
¸
¸
¸
¸
_
2
dove M ` e il numero di rami del carico considerati (M = 3 per un
sistema trifase a tre fili)
Se il carico ` e connesso a stella, occorre inserire le voltmetriche dei
wattmetri e i voltmetri sulle tensioni di fase e le amperometriche dei
wattmetri e gli amperometri sulle correnti di linea
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 112/158
Misure di Potenza Apparente
Se il carico ` e connesso a triangolo, occorre inserire le voltmetriche dei
wattmetri e i voltmetri sulle tensioni concatenate e le amperometriche
dei wattmetri e gli amperometri sulle correnti di fase
Se il sistema ` e simmetrico, ` e possibile misurare la potenza apparente
utilizzando l’inserzione di Righi o l’inserzione di Barbagelata
In questo caso, la potenza apparente ` e data da
S
U
=
_
P
2
U
+ Q
2
U
L’incertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza apparente,
in questo caso, risulta
u (S
U
) =
_
_
P
U
+
Q
U

3
_
2
u
(
P
M,a)
2
S
2
U
+
_
P
U

Q
U

3
_
2
u
(
P
M,b)
2
S
2
U
+
4Q
2
U
u
(
P
M,c)
2
3S
2
U
Per determinare l’incertezza estesa U (S
U
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 113/158
Misure di Potenza Apparente
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
S = S
U
± U (S
U
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Qualora sia richiesta una misura di potenza apparente in funzione della
tensione V
R
, risulta
S
R
= S
U
V
2
R
V
2
M
Il valore di V
M
deve essere calcolato come nel caso della misura di
potenza attiva
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 114/158
Misure di Potenza Apparente
L’incertezza tipo relativa che grava sulla misura di potenza apparente,
in questo caso, risulta
˙ u (S
R
) =
_
˙ u (S
U
)
2
+ 4˙ u (V
M
)
2
dove ˙ u (S
U
) = u (S
U
) /S
U
e ˙ u (V
M
) si determina come nel caso della
misura di potenza attiva
L’incertezza tipo assoluta per la misura di potenza apparente risulta,
quindi, pari a
u (S
R
) = ˙ u (S
R
) S
R
Per determinare l’incertezza estesa U (S
R
), si scelgono opportunamente
il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
S = S
R
± U (S
R
)
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 115/158
Misure in Regime Non-Sinusoidale
Si consideri un circuito in cui la tensione o la corrente o entrambe le
grandezze siano periodiche con frequenza f , ma non siano sinusoidali
Se ciascun segnale viene scomposto in serie di Fourier, si ottengono
tanti termini di tipo sinusoidale, detti armoniche, con frequenza pari ai
multipli interi di f , ma ampiezza e fase diverse
Non necessariamente tutte le armoniche sono presenti, anzi nella
maggioranza dei casi avviene esattamente il contrario
La potenza istantanea (p) ` e sempre uguale al prodotto dei valori
istantanei di tensione (v) e corrente (i), qualunque sia la forma dei
segnali
p = vi =
_
¸
¸
¸
¸
¸
_

k=0
V
C,k
sin (kωt)
_
¸
¸
¸
¸
¸
_
_
¸
¸
¸
¸
¸
_

k=0
I
C,k
sin (kωt + ϕ
k
)
_
¸
¸
¸
¸
¸
_
dove ω = 2πf , mentre V
C,k
e I
C,k
sono, rispettivamente, i valori di cresta
delle armoniche di tensione e corrente, mentre ϕ
k
` e lo sfasamento tra le
armoniche di indice k di tensione e corrente
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 116/158
Misure in Regime Non-Sinusoidale
T
e
n
s
i
o
n
e
,

C
o
r
r
e
n
t
e
,

P
o
t
e
n
z
a
Tempo
v
i
p
P
T
e
n
s
i
o
n
e
,

C
o
r
r
e
n
t
e
,

P
o
t
e
n
z
a
Tempo
v
i
p
P
(a)
(b)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 117/158
Misure in Regime Non-Sinusoidale
Se si sviluppa il prodotto, si ottiene un numero di termini molto elevato
(a causa dei prodotti incrociati)
In un caso la corrente ha un’armonica di terzo ordine, mentre nell’altro
la corrente ha un’armonica di quinto ordine
In entrambi i casi, il valore medio della potenza istantanea ` e nullo,
stando a significare che non transita potenza attiva
Il fatto che siano in gioco correnti e tensioni, per` o, implica che nel
sistema ` e in gioco potenza reattiva
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 118/158
Misure di Tensione e Corrente
Si consideri un circuito in cui sia la tensione, sia la corrente non siano
sinusoidali
Entrambe le grandezze possono essere espresse tramite sviluppo in
serie di Fourier
Il valore efficace della tensione viene definito come
V =
¸
_

i=0
V
2
i
dove V
i
sono i valori efficaci delle singole armoniche di tensione
Il valore efficace della corrente viene definito come
I =
¸
_

i=0
I
2
i
dove I
i
sono i valori efficaci delle singole armoniche di corrente
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 119/158
Misure di Tensione e Corrente
Nei voltmetri o negli amperometri elettromagnetici, ogni armonica di
tensione o di corrente produce una coppia motrice C
m,i
proporzionale al
quadrato del valore efficace dell’armonica stessa
L’equipaggio mobile ` e globalmente sollecitato dalla somma delle
singole coppie C
m,i
Ne consegue che il voltmetro o l’amperometro sono sempre in grado di
fornire l’indicazione corretta del valore efficace di tensione o corrente
(almeno nel campo delle frequenze industriali)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 120/158
Misure di Potenza Attiva
Si consideri un circuito in cui sia la tensione, sia la corrente non siano
sinusoidali
La potenza attiva viene definita come
P =

i=0
V
i
I
i
cos (ϕ
i
)
dove V
i
e I
i
sono, rispettivamente, i valori efficaci delle armoniche di
tensione e corrente
La potenza attiva ` e quindi costituita dalla sommatoria dei prodotti
scalari (in senso vettoriale) di tutte le combinazioni di tensioni e
correnti sinusoidali aventi la stessa frequenza e secondo il relativo
angolo di sfasamento, considerando anche eventuali componenti
costanti (in questo caso ϕ
0
= 0)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 121/158
Misure di Potenza Attiva
Nei wattmetri elettrodinamici, ogni contributo V
i
I
i
cos (ϕ
i
) produce una
coppia motrice C
m,i
L’equipaggio mobile ` e globalmente sollecitato dalla somma delle
singole coppie C
m,i
Ne consegue che il wattmetro ` e sempre in grado di fornire l’indicazione
corretta della potenza attiva in gioco nel circuito su cui si effettua la
misura (almeno nel campo delle frequenze industriali)
In un sistema polifase a N fili, la misura di potenza attiva pu` o sempre
essere effettuata con N − 1 wattmetri
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 122/158
Misure di Potenza Reattiva
Si consideri ancora un circuito in cui sia la tensione, sia la corrente non
siano sinusoidali
Anche per la potenza reattiva si possono definire i contributi delle
diverse coppie di armoniche isofrequenziali di tensione e corrente
Q =

i=0
V
i
I
i
sin (ϕ
i
)
dove V
i
e I
i
sono, rispettivamente, i valori efficaci delle armoniche di
tensione e corrente
La potenza reattiva Q ` e, quindi, costituita dalla sommatoria dei prodotti
vettoriali di tutte le combinazioni di tensioni e correnti sinusoidali
aventi la stessa frequenza e secondo il relativo angolo di sfasamento
(eventuali componenti costanti danno contributo nullo in quanto ϕ
0
= 0)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 123/158
Misure di Potenza Apparente
`
E generalmente accettato considerare, convenzionalmente, come
potenza apparente, anche in un circuito in cui sia la tensione, sia la
corrente non siano sinusoidali, il prodotto dei valori efficaci di tensione
V e corrente I
S = VI =
¸
_

i=0
V
2
i

i=0
I
2
i
dove V
i
e I
i
sono, rispettivamente, i valori efficaci delle armoniche di
tensione e corrente
Tale definizione non ha un chiaro significato fisico
Infatti, confrontando le espressioni di P, Q ed S, si pu` o verificare che
S
2
> P
2
+ Q
2
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 124/158
Misure di Potenza Apparente
Infatti, n´ e l’espressione di P, n´ e l’espressione di Q tengono conto dei
prodotti tra i termini non isofrequenziali presenti nell’espressione della
potenza istantanea p
D
ik
= V
C,i
sin (iωt) I
C,k
sin (kωt + ϕ
k
)
con i k, che, invece, sono presenti nella espressione di S
Esistono diverse teorie per interpretare i termini aggiuntivi presenti nel
bilancio delle potenze in regime non-sinusoidale, tra le quali vale le
pena di citare, oltre alla teoria di Budeanu, che ` e la pi ` u diffusa, anche la
teoria di Shepherd e Zakikhani, la teoria di Sharon e la teoria di
Czarnescki
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 125/158
Teoria di Budeanu
Budeanu esprime la potenza apparente S mediante tre componenti
mutuamente ortogonali
La potenza attiva P
P =

i=0
V
i
I
i
cos (ϕ
i
)
La potenza reattiva Q
Q =

i=0
V
i
I
i
sin (ϕ
i
)
La potenza reattiva deformante D
D =
¸
_

m=0

k=0
_
V
2
k
I
2
m
+ V
2
m
I
2
k
− 2V
k
V
m
I
k
I
m
cos (ϕ
k
− ϕ
m
)
_
con m k
V
i
e I
i
sono, rispettivamente, i valori efficaci delle armoniche di
tensione e corrente, mentre ϕ
i
sono gli sfasamenti tra le armoniche di
indice i di tensione e corrente
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 126/158
Teoria di Budeanu
La potenza reattiva deformante D assume valore nullo quando tutte le
armoniche di corrente sono proporzionali a quelle di tensione e quando
tutti gli sfasamenti relativi ϕ
i
sono uguali
Si pu` o dimostrare che
S
2
= (VI)
2
= P
2
+ Q
2
+ D
2
dove V e I sono, rispettivamente, i valori efficaci di tensione e corrente
La potenza reattiva deformante non ha alcun significato fisico, anche se
viene associata alla potenza reattiva
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 127/158
Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo
Quando le misure di potenza devono essere effettuate su circuiti
non-lineari, si deve porre particolare attenzione alla interpretazione dei
risultati ottenuti
Per chiarire i concetti, conviene fare riferimento ad una classica
misurazione che viene effettuata per determinare la cifra di perdita dei
lamierini magnetici utilizzati nelle macchine elettriche, nelle quali essi
sono sottoposti a magnetizzazione alternata
I suddetti lamierini presentano una caratteristica B = f (H) non-lineare
e dipendente dalle vicissitudini a cui gli stessi vengono sottoposti (cicli
di isteresi)
Si deve anche tenere presente che essendo B e H interdipendenti, risulta
che se B ` e sinusoidale non lo pu` o essere H e viceversa
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 128/158
Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 129/158
Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo
Il primo caso ` e il pi ` u comune e corrisponde, ad esempio,
all’alimentazione del circuito elettrico con tensione sinusoidale
impressa, per cui l’induzione magnetica B risulta sinusoidale, mentre la
forma del campo H (che ` e quella della corrente nel circuito) ` e appuntita
Se ` e, invece, sinusoidale H (corrente sinusoidale impressa), la forma di
B risulta appiattita
La potenza magnetizzante (induttiva) perde allora significato preciso,
appunto perch´ e B ed H non sono entrambe sinusoidali
In tal caso, considerando B sinusoidale, si pu` o, convenzionalmente, fare
riferimento al valore efficace H
E
ed assumere come potenza
magnetizzante specifica
Per unit` a di volume
Q
V
=

2πfBH
E
Per unit` a di massa
Q
M
=


η
fBH
E
dove η ` e la densit` a di massa (o peso specifico) e f ` e la frequenza
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 130/158
Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo
Un secondo importante problema riguarda le perdite nel materiale
magnetico, che sono da attribuire a due fenomeni distinti: l’isteresi e le
correnti parassite
A causa del fenomeno di isteresi, durante la magnetizzazione viene
fornita al materiale una energia, che non ` e poi interamente restituita
durante la smagnetizzazione
L’energia perduta, che si trasforma in calore, ` e rappresentata, in una
certa scala e per unit` a di volume, dall’area del ciclo di isteresi
Si pu` o, perci ` o, scrivere
W =
_
B
max
B
min
HdB
dove B
min
e B
max
sono, rispettivamente il valore minimo e massimo
dell’induzione magnetica
Poich´ e W ` e l’energia dissipata per ogni ciclo, per passare alla potenza
basta tenere conto della frequenza
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 131/158
Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo
Si ` e soliti esprimere le perdite per isteresi P
I
con una relazione del tipo
P
I
= k
I
fB
n
dove k
I
` e una costante e n un parametro, detto coefficiente di Steinmetz,
che varia tra 1.5 e 2.5 con l’induzione magnetica stessa
Per limitare le perdite per isteresi il lamierino viene ottenuto da una
lega ferro-silicio, con silicio intorno al 3.5%
Un’altra sorgente di perdite ` e dovuta al fatto che, per la presenza di un
flusso dell’induzione magnetica alternato, nello stesso materiale
magnetico si inducono forze elettromotrici
Essendo poi il materiale un buon conduttore elettrico, si ha la
circolazione di correnti parassite
Le perdite per correnti parassite sono proporzionali ai quadrati di
induzione magnetica, frequenza e spessore del lamierino, nonch´ e
inversamente proporzionali alla resistivit` a del materiale
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 132/158
Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo
Per limitare le perdite per correnti parassite, i circuiti magnetici
vengono laminati e si ricorre a leghe che permettono di aumentare la
resistivit` a
L’isolamento superficiale dei lamierini ` e oggi ottenuto per ossidazione
diretta, durante il processo produttivo
Analogamente a quanto detto per le perdite per isteresi, si pu` o usare,
per le perdite per correnti parassite P
P
, una espressione del tipo
P
P
= k
P
f
2
B
2
dove k
P
` e una costante
Le perdite totali nel circuito magnetico possono, quindi, essere espresse
come
P
U
= k
I
fB
n
+ k
P
f
2
B
2
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 133/158
Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo
Normalmente, per quantificare le perdite in un materiale magnetico,
viene utilizzata la cifra di perdita, data da
C
P
=
P
U
m
Essa rappresenta la potenza dissipata per unit` a di massa m da un
materiale magnetico, quando uniformemente eccitato a prefissati valori
di induzione magnetica (B) e di frequenza (f )
A titolo indicativo si pu` o ricordare che, per f = 50 Hz e B = 1.5 T, la
cifra di perdita pu` o variare da 0.8 W/kg a 2.0 W/kg
I valori pi ` u bassi sono quelli dei lamierini a cristalli orientati, usati nei
trasformatori di potenza
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 134/158
Apparecchio di Epstein
L’apparecchio di Epstein viene utilizzato per determinare la cifra di
perdita dei lamierini magnetici
Lungo i tubi esterni sono avvolti, insieme ed uniformemente, in modo
da simulare un solenoide, due avvolgimenti detti, rispettivamente,
primario e secondario
Ciascun avvolgimento ` e costituito da un predeterminato numero di
spire (normalmente 600 spire)
Per la prova si sceglie una prefissata massa di lamierini (normalmente
10 kg), tagliati in strisce di lunghezza e larghezza pure prefissate
(500 mm e 30 mm, rispettivamente)
Le strisce cos`ı ottenute devono essere disposte nei tubi in modo che i
giunti che si formano all’esterno siano alternati e stretti, cos`ı da ridurre
l’effetto dei traferri
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 135/158
Apparecchio di Epstein
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 136/158
Apparecchio di Epstein
W A
~
V
f
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 137/158
Apparecchio di Epstein
Esso ` e caratterizzato dal fatto che il voltmetro e la voltmetrica del
wattmetro sono connessi all’avvolgimento secondario dell’apparecchio
di Epstein, ottenendo cos`ı due importanti vantaggi
Si escludono dalla misura della potenza le perdite dovute alla resistenza
dell’avvolgimento alimentato (primario)
La forza elettromotrice indotta al secondario ` e direttamente legata
all’induzione magnetica nel materiale, che ` e la grandezza che interessa
Per la misura, si devono utilizzare strumenti di buona qualit` a, che
consentano di misurare la tensione, la potenza, la corrente e la
frequenza, preferibilmente di tipo digitale, in quanto caratterizzati da
autoconsumo trascurabile
Si deve anche tenere conto del fatto che il circuito risulta fortemente
induttivo, per cui ` e necessario l’impiego di un wattmetro adatto per
basso fattore di potenza
Per l’alimentazione del circuito, occorre una sorgente che, per il
momento, si considera in grado di fornire una tensione perfettamente
sinusoidale
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 138/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Sinusoidale
Per determinare la cifra di perdita, si deve, innanzitutto, determinare la
sezione A del pacco di lamierini
Detti m la massa dei lamierini, η il peso specifico del materiale
magnetico ed l la lunghezza totale del circuito magnetico, si ottiene
A =
m
ηl
nella quale si pu` o assumere m = 10 kg, η = 7.6 kg/dm
3
e l = 2.0 m
Poich´ e lo scopo della misura ` e di determinare la cifra di perdita
all’induzione magnetica B
R
e alla frequenza f
R
, occorre calcolare la
tensione V
R
che deve apparire ai terminali del secondario per i valori
prescelti di B
R
ed f
R
, che risulta
V
R
=

2πn
s
f
R
B
R
A
nella quale n
s
= 600 ` e il numero delle spire dell’apparecchio
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 139/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Sinusoidale
Le misure vengono, quindi, condotte rilevando un certo numero di
valori di potenza assorbita, in funzione della tensione a frequenza
costante, ed effettuando l’interpolazione grafica dei punti risultanti, in
modo da escludere eventuali letture affette da errori grossolani
Al valore di tensione V
R
, si determina, quindi, la potenza misurata P
M
Se l’autoconsumo delle voltmetriche del wattmetro e del voltmetro non
` e trascurabile, si deve determinare il valore della potenza corretta P
U
Il valore della cifra di perdita C
P,U
` e dato, infine, da
C
P,U
=
P
U
m
L’incertezza che grava sulla misura di cifra di perdita deve essere
valutata come incertezza composta
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 140/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Sinusoidale
Per il calcolo dell’incertezza, in genere, si assume come modello del
misurando
C
P,U
=
P
M
m
V
2
R
V
2
M
= P
M
2m(πn
s
f
R
B
R
)
2
(ηlV
M
)
2
ovvero si trascura, in quanto praticamente ininfluente per il calcolo
dell’incertezza, il termine di correzione dell’errore sistematico
Inoltre, si assume una dipendenza quadratica della potenza dissipata
dall’induzione magnetica e, quindi, dalla tensione V
M
(si assume il
coefficiente di Steinmetz n = 2) e si trascura la dipendenza della cifra di
perdita dalla frequenza (si assume f = f
R
)
L’incertezza tipo relativa sulla misura di cifra di perdita risulta
˙ u
_
C
P,U
_
=
_
˙ u (P
M
)
2
+ ˙ u (m)
2
+ 4˙ u (η)
2
+ 4˙ u (l)
2
+ 4˙ u (V
M
)
2
Le incertezze sulla massa ˙ u (m), sulla lunghezza ˙ u (l) e sul peso
specifico ˙ u (η) possono, generalmente, essere trascurate
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 141/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Sinusoidale
L’incertezza tipo assoluta risulta, quindi
u
_
C
P,U
_
= ˙ u
_
C
P,U
_
C
P,U
Per determinare l’incertezza estesa U
_
C
P,U
_
, si scelgono
opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
C
P
= C
P,U
± U
_
C
P,U
_
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 142/158
Separazione delle Perdite
Se si desidera effettuare la separazione delle perdite tra perdite per
isteresi e perdite per correnti parassite, si possono esprimere le perdite
per ciclo (energia)
W
U
=
P
U
f
= k
I
B
n
+ k
P
fB
2
Esse rappresentano una retta in funzione della frequenza, per cui, con
misure in funzione di f , a induzione magnetica costante B = B
R
, si pu` o
ottenere la ripartizione desiderata
Il valore di P
U
corrispondente all’induzione magnetica B
R
, per ogni
valore di f , deve essere determinato per interpolazione grafica e deve
essere effettuata, se necessario, la correzione dell’errore sistematico
dovuto agli autoconsumi degli strumenti
Sono necessarie almeno due misure a diversi valori di frequenza per
poter operare la ripartizione delle perdite
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 143/158
Separazione delle Perdite
W
U
f
k
P
fB
2
k
I
B
n
I valori dei coefficienti k
I
e k
P
risultano
k
I
=
W
U
|
f =0
B
n
R
, k
P
=
W
U
|
f =f
R
− W
U
|
f =0
B
2
R
f
R
dove B
R
` e il valore di induzione magnetica di riferimento e f
R
` e il valore
della frequenza di riferimento
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 144/158
Separazione delle Perdite
Alternativamente, considerando che il valore di n non ` e tipicamente
noto, si possono determinare i coefficienti α
I
e α
P
, che esprimono,
rispettivamente, la frazione di perdite da attribuire all’isteresi e la
frazione di perdite da attribuire alle correnti parassite, dati da
α
I
=
W
U
|
f =0
f
R
P
U
, α
P
=
_
W
U
|
f =f
R
− W
U
|
f =0
_
f
R
P
U
A questo punto, noti i coefficienti α
I
e α
P
, ` e possibile tenere conto
anche della dipendenza della cifra di perdita dalla frequenza nel calcolo
dell’incertezza
Il modello del misurando da utilizzare per il calcolo dell’incertezza che
grava sulla misura della cifra di perdita, infatti, risulta
C
P,U
= P
M
_
α
I
f
R
f
M
+ α
P
f
2
R
f
2
M
_
2m(πn
s
f
R
B
R
)
2
(ηlV
M
)
2
dove f
M
` e la frequenza misurata
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 145/158
Separazione delle Perdite
L’incertezza tipo relativa sulla misura di cifra di perdita, assumendo
f
M
= f
R
, ma considerando l’incertezza tipo relativa sulla misura di
frequenza ˙ u (f
M
), sapendo che α
I
+ α
P
= 1 e trascurando le incertezze
sulla massa ˙ u (m), sulla lunghezza ˙ u (l) e sul peso specifico ˙ u (η), risulta
˙ u
_
C
P,U
_
=
_
˙ u (P
M
)
2
+ 4˙ u (V
M
)
2
+ (α
I
+ 2α
P
)
2
˙ u (f
M
)
2
L’incertezza tipo assoluta risulta, quindi
u
_
C
P,U
_
= ˙ u
_
C
P,U
_
C
P,U
Per determinare l’incertezza estesa U
_
C
P,U
_
, si scelgono
opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
C
P
= C
P,U
± U
_
C
P,U
_
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 146/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
In laboratorio ci si trova, a volte, a dover effettuare la misura della cifra
di perdita con una sorgente di tensione che presenta una forma d’onda
non perfettamente sinusoidale
Questo ` e dovuto, nella maggior parte dei casi, al fatto che, a causa della
non-linearit` a della relazione B = f (H) nel materiale, la corrente che
circola nell’avvolgimento primario dell’apparecchio di Epstein non ` e
sinusoidale
Pertanto, in presenza di una resistenza non nulla in serie alla sorgente di
tensione (resistenza interna della sorgente e resistenza dei cavi), la
tensione effettivamente applicata all’avvolgimento primario
dell’apparecchio di Epstein risulta essere, a sua volta, non-sinusoidale
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 147/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
Le perdite per isteresi e per correnti parassite che si manifestano nel
materiale, seguono leggi diverse
Le perdite per isteresi sono funzione del valore di cresta dell’induzione
magnetica B
C
, in conseguenza del fatto che dipendono dal ciclo di isteresi
e, in aggiunta, l’esponente di Steinmetz ` e variabile con l’induzione
magnetica stessa
Le perdite per correnti parassite sono, per la legge di Joule, proporzionali
al quadrato del valore efficace delle tensioni indotte nei lamierini e
dipendono, quindi, dal valore efficace dell’induzione magnetica B
E
Ne consegue che, se la tensione non ` e sinusoidale, non ` e pi ` u possibile
effettuare direttamente l’interpolazione grafica delle misure effettuate,
per determinare le perdite in corrispondenza del valore di induzione
magnetica di riferimento B
R
Con tensione non-sunusoidale, infatti, risulta che B
E
B
C
/

2 e,
quindi, se si misura il valore efficace della tensione, legato al valore
efficace dell’induzione magnetica B
E
, il valore di B
C
non ` e
determinabile
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 148/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
Sarebbe, quindi, necessario disporre di uno strumento in grado di
misurare il valore massimo dell’induzione magnetica (o una grandezza
proporzionale a questa), in aggiunta al voltmetro a valore efficace
Si pu` o dimostrare che il valore massimo dell’induzione magnetica ` e
proporzionale al valore medio sul semiperiodo della tensione indotta
(V
m
)
Pertanto, occorre inserire nel circuito anche un voltmetro a valore
medio
W A
~
V
m
V
E
f
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 149/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
Il voltmetro a valore medio ` e generalmente tarato in valore efficace e
fornisce, quindi, il valore π/
_
2

2
_
V
m
1.11V
m
Per l’esecuzione delle misure si procede come nel caso di tensione
sinusoidale, prendendo come riferimento le indicazioni del voltmetro a
valore medio
In questo modo, si riportano correttamente per via grafica alla tensione
V
R
= π/
_
2

2
_
V
m
, ovvero all’induzione magnetica B
R
= B
C
/

2, le
perdite per isteresi, ma non quelle per correnti parassite, che sono
proporzionali al valore efficace della tensione V π/
_
2

2
_
V
m
Il contrario avverrebbe se si prendessero come riferimento le
indicazione del voltmetro a valore efficace
Conviene esprimere i risultati in funzione della tensione fornita dal
voltmetro a valore medio, in quanto l’esponente di Steinmetz non ` e
costante (si opera ad induzione magnetica massima costante)
Dalla interpolazione grafica si ottiene il valore, riportato a
B
R
= B
C
/

2, delle perdite complessive P
M
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 150/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
P
M
1.11 V
m
P
M
V
R
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 151/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
Se l’autoconsumo delle voltmetriche del wattmetro e dei voltmetri non
` e trascurabile, si deve determinare il valore della potenza corretta P
U
Per poter procedere alla correzione dei risultati e riportarli al caso di
onda sinusoidale, ` e necessario procedere alla suddivisione delle perdite
Una volta determinati i coefficienti α
I
e α
P
, ` e possibile riportare le
perdite per correnti parassite al valore corretto di tensione e, quindi, di
induzione magnetica, tenendo conto del fatto che le perdite per correnti
parassite dipendono dal quadrato del valore efficace dell’induzione
magnetica stessa
Le perdite corrette sono date da
P
C
= α
I
P
U
+ α
P
P
U
V
2
R
V
2
R,E
dove V
R,E
` e il valore efficace della tensione che corrisponde a
V
R
= π/
_
2

2
_
V
m
, ricavato per via grafica (in regime sinusoidale
V
R,E
= V
R
)
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 152/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
V
1.11 V
m
V
R,E
V
R
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 153/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
Nel caso in cui non sia possibile determinare sperimentalmente α
I
e α
P
,
per esempio perch´ e non ` e possibile effettuare misure in funzione della
frequenza, si usa assumere, convenzionalmente, α
I
= α
P
= 0.5
La cifra di perdita corretta risulta, quindi
C
P,U
=
P
C
m
Per il calcolo dell’incertezza di misura si assume come modello del
misurando
C
P,U
=
P
M
m
V
2
R
V
2
M
= P
M
2m(πn
s
f
R
B
R
)
2
(ηlV
M
)
2
trascurando, in quanto ininfluente per il calcolo dell’incertezza, anche
la correzione dell’errore dovuto alla tensione non-sinusoidale
L’incertezza tipo relativa sulla misura di cifra di perdita ˙ u
_
C
P,U
_
` e data,
quindi, da
˙ u
_
C
P,U
_
=
_
˙ u (P
M
)
2
+ ˙ u (m)
2
+ 4˙ u (η)
2
+ 4˙ u (l)
2
+ 4˙ u (V
M
)
2
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 154/158
Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
Le incertezze sulla massa ˙ u (m), sulla lunghezza ˙ u (l) e sul peso
specifico ˙ u (η) possono, generalmente, essere trascurate
L’incertezza tipo assoluta risulta, pertanto
u
_
C
P,U
_
= ˙ u
_
C
P,U
_
C
P,U
Per determinare l’incertezza estesa U
_
C
P,U
_
, si scelgono
opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura
Il risultato della misurazione sar` a, quindi
C
P
= C
P,U
± U
_
C
P,U
_
Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare
nell’espressione del risultato
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 155/158
Misura del Valore di Cresta dell’Induzione Magnetica
In diversi tipi di misure industriali che coinvolgono grandezze
magnetiche, come per esempio nella misura della cifra di perdita di un
materiale magnetico tramite l’apparecchio di Epstein, si rende
necessario determinare il valore di cresta dell’induzione magnetica B
C
Si pu` o dimostrare che B
C
` e proporzionale al valore medio della
tensione indotta V
m
, purch´ e la forma d’onda della induzione magnetica
passi per lo zero due volte per periodo
Si considerino le forme d’onda dei valori istantanei dell’induzione
magnetica b e della forza elettromotrice di autoinduzione o indotta e
Si pu` o allora scrivere
e = −n
s

dt
= −n
s
db
dt
A
dove φ = bA ` e il valore istantaneo del flusso dell’induzione magnetica,
n
s
` e il numero di spire considerato e A ` e la sezione dei circuito
magnetico
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 156/158
Misura del Valore di Cresta dell’Induzione Magnetica
T
e
n
s
i
o
n
e
,

C
o
r
r
e
n
t
e
Tempo
b
e
T/2
V
m
B
C
–B
C
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 157/158
Misura del Valore di Cresta dell’Induzione Magnetica
Risolvendo, si ricava
edt = −n
s
Adb
Il valore medio della tensione V
m
riferito al semiperiodo, misurato ad
esempio con un voltmetro magnetoelettrico ` e dato da
V
m
=
2
T
_
T/2
0
edt =
2
T
_
B
C
−B
C
−n
s
Adb = −
2n
s
A
T
2B
C
= −4n
s
AfB
C
avendo indicato con T il periodo, con f la frequenza e con B
C
il valore
di cresta dell’induzione magnetica
Questa relazione ` e valida in quanto la forza elettromotrice indotta ` e
nulla quando ` e nulla la derivata dell’induzione magnetica, ovvero,
quando quest’ultima ` e massima
Si tenga presente che, se il voltmetro a valore medio ` e tarato in valore
efficace per forma d’onda sinusoidale, la lettura del voltmetro sar` a
V = 1.11V
m
= −4.44n
s
AfB
C
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 158/158

Indice
1 Generalit` a 2 Misure in Corrente Continua

3 4 5

6

Misure di Tensione Misure di Corrente Misure di Resistenza Misure di Potenza Misure di Tensione in Corrente Alternata Misure di Corrente in Corrente Alternata Misure di Potenza in Sistemi Monofase in Regime Sinusoidale Misure di Potenza Attiva Misure di Potenza Reattiva Misure di Potenza Apparente Misure di Fattore di Potenza Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della Corrente Misure di Potenza in Sistemi Polifase in Regime Sinusoidale Misure di Potenza Attiva Misure di Potenza Reattiva Misure di Potenza Apparente
2/158

Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici

Indice
7 Misure in Regime Non-Sinusoidale

Misure di Tensione e Corrente Misure di Potenza Attiva Misure di Potenza Reattiva Misure di Potenza Apparente Teoria di Budeanu

8 Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo

Apparecchio di Epstein Misura della Cifra di Perdita con Tensione Sinusoidale Separazione delle Perdite Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale Misura del Valore di Cresta dell’Induzione Magnetica

Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici

3/158

incertezze relativamente pi` elevate di quelle che si ammettono nelle misure di u laboratorio Gran parte delle misure sono indirette.Generalit` a Le misure di tipo industriale sono quelle che si effettuano per il rilievo di grandezze su apparati. al fine di verificarne le condizioni di funzionamento o la rispondenza a specifiche tecniche Le misure di tipo industriale consentono. macchine ed impianti. con numerose possibili alternative Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 4/158 . in genere. in quanto la stima del misurando viene ottenuta dalla elaborazione delle indicazioni di due o pi` u strumenti Le misure industriali possono essere effettuate con strumenti elettromeccanici analogici o con strumenti elettronici analogici e digitali.

considerando che le argomentazioni e i metodi trattati valgono anche per le misure effettuate con strumenti digitali. le problematiche legate all’uso degli strumenti analogici sono utili per evidenziare aspetti che. si tende a trascurare Pertanto. bench´ alcuni aspetti diventino di secondaria importanza e Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 5/158 . conviene fare riferimento a misure effettuate con strumenti elettromeccanici analogici.Generalit` a Al giorno d’oggi gli strumenti elettromeccanici analogici tendono a essere rimpiazzati da strumenti digitali Tuttavia. con l’uso di strumenti digitali.

corrente.Misure in Corrente Continua Le misure in corrente continua possono riguardare Tensioni Correnti Resistenze Potenze Le misure di resistenza e potenza sono indirette in quanto ottenute dalla elaborazione delle indicazioni di pi` strumenti u Le misure di tensione. resistenza e potenza in regime permanente (corrente continua) si possono effettuare utilizzando strumenti magnetoelettrici Nelle misure in corrente continua si presuppone che l’oggetto sottoposto a misura sia lineare (indipendente dal valore delle grandezze in gioco) e non sia polarizzabile (per cui sono escluse misure su semiconduttori e liquidi) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 6/158 .

cos` raggiunto con un ben definito valore ı di tensione (per esempio 50 mV) La bobina con in serie il resistore in manganina presenta.Misure di Tensione Per la misura di tensioni continue si pu` ricorrere all’uso di un o voltmetro indicatore di tipo magnetoelettrico ` Poich´ la bobina mobile dello strumento e realizzata con filo sottile di e rame. si pone in serie ad r una ulteriore resistenza R. la cui resistivit` e funzione della temperatura. allora. una resistenza globale r. che prende il nome di resistenza interna dello ` strumento ed e dell’ordine delle decine di ohm Se lo strumento deve essere predisposto per misurare tensioni pi` u elevate di quella determinata da r. in serie alla bobina a` viene sempre montato un resistore a filo di materiale avente coefficiente di temperatura trascurabile (manganina) e di valore pi` elevato di u quello della bobina stessa Il valore di fondo scala viene. detta resistenza addizionale Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 7/158 .

Misure di Tensione I R VR r V V0 V Si pu` allora scrivere la relazione o V = V0 + VR = (R + r) I0 = r+R V0 r ` La tensione applicata V e legata alla tensione V0 letta dallo strumento dal coefficiente r+R kV = r ` che e detto potere moltiplicatore della resistenza addizionale Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 8/158 .

spesso. montate pi` resistenze addizionali in serie commutabili. in u modo da poter disporre di pi` portate (pi` poteri moltiplicatori) u u Normalmente non si superano per ragioni di sicurezza i 600 V con 3 o 4 portate ` Ad ogni portata e associata la costante strumentale k per la quale si deve moltiplicare la lettura per ottenere la grandezza cercata.Misure di Tensione Per facilitare l’impiego dello strumento. data da k= Portata Numero di Divisioni VM = kVdiv dove Vdiv denota la lettura in divisioni dello strumento Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 9/158 . all’interno dello stesso sono.

l’incertezza tipo che grava sulla misura risulta u (VM ) = Classe · Portata √ 100 3 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 10/158 .1 Date la classe di precisione dello strumento e la portata.Misure di Tensione P2 I P1 V * R1 R2 P3 R3 I voltmetri magnetoelettrici possono appartenere a classi di precisione anche fino a 0.

quindi a V = VM ± U (VM ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 11/158 . si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` . data da u (VM ) = ˙ Classe · Portata √ 100 3VM Per determinare l’incertezza estesa U (VM ).Misure di Tensione ` L’incertezza tipo relativa e. invece.

e solitamente necessario ricorrere all’impiego di derivatori (shunt) ` La resistenza interna dello strumento r e costituita dalla serie della resistenza propria della bobina e di una resistenza a filo in manganina. in modo da rendere r il pi` possibile indipendente dalla temperatura u I I0 S r A IS Si possono scrivere le relazioni SIS = rI0 . I = IS + I0 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 12/158 . ma poich´ la corrente che pu` essere sopportata dalla e o ` ` bobina mobile e molto piccola (qualche milliampere).Misure di Corrente Per la misura di correnti continue si possono utilizzare strumenti magnetoelettrici.

quindi I= r+S I0 S ` La corrente da misurare I e legata alla corrente I0 che attraversa lo strumento dal coefficiente kA = r+S S detto potere moltiplicatore dello shunt Con l’artificio descritto. montate pi` resistenze in serie commutabili. all’interno dello stesso shunt sono. uno stesso strumento pu` essere impiegato per o misurare correnti da pochi milliampere fino a diverse migliaia di ampere. precisando che esso deve essere tarato assieme ai propri shunt Per facilitare l’impiego dello strumento.Misure di Corrente La corrente da misurare I risulta. in modo da u poter disporre di pi` portate (pi` poteri moltiplicatori) u u Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 13/158 . spesso.

data da k= Portata Numero di Divisioni IM = kIdiv dove Idiv denota la lettura in divisioni dello strumento * S3 P3 S2 P2 S1 I P1 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 14/158 A .Misure di Corrente ` Ad ogni portata e associata la costante strumentale k. per la quale si deve moltiplicare la lettura per ottenere la grandezza cercata.

data da u (IM ) = ˙ Classe · Portata √ 100 3IM Per determinare l’incertezza estesa U (IM ).Misure di Corrente La classe di precisione di un amperometro magnetoelettrico pu` essere o elevata (classe 0.2) Date la classe di precisione dello strumento e la portata. invece.1 o 0. si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 15/158 . l’incertezza tipo che grava sulla misura risulta u (IM ) = Classe · Portata √ 100 3 ` L’incertezza tipo relativa e.

quindi a I = IM ± U (IM ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 16/158 . che possono incidere sulla accuratezza della misura. se la ` loro resistenza non e trascurabile rispetto a quella interna dello ` strumento (che e solitamente dell’ordine di qualche ohm) In tal caso. la misura risulta affetta da errore sistematico (di segno noto. si misura in meno). ma non definito in ampiezza Di conseguenza.Misure di Corrente Bisogna porre attenzione agli effetti delle connessioni tra shunt e strumento. risulta aumentata l’incertezza che grava sulla misura Il risultato della misurazione sar` .

Misure di Resistenza ` Uno dei metodi pi` semplici per effettuare misure di resistenza e il u metodo voltamperometrico. che prevede l’impiego di due strumenti magnetoelettrici. un voltmetro e un amperometro Si possono realizzare in alternativa due schemi IM A V RA IV RU VU V IU VA IM A RA RU VU V RV VM V VM RV Si consideri per primo lo schema che prevede l’inserzione del voltmetro a valle dell’amperometro Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 17/158 .

Misure di Resistenza
` Risulta immediato constatare che, mentre il voltmetro e alimentato esattamente dalla tensione ai capi dell’oggetto RU , del quale si vuole determinare il valore di resistenza, la corrente misurata ` dall’amperometro e la somma di quella che circola nell’utilizzatore e di quella assorbita dal voltmetro (autoconsumo) Nella misura di corrente si commette, quindi, un errore di tipo sistematico dovuto all’autoconsumo del voltmetro Si possono, infatti, scrivere le relazioni   VM = VU      I =I +I M U V ` La resistenza incognita RU e data da RU = VU IU
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Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici

Misure di Resistenza
Si misura, invece, la resistenza RM data da RM = Quindi, essendo IU < IM appare evidente che si commette un errore sistematico di segno negativo (si misura in meno) ` ` L’errore e tanto minore, quanto minore e il valore di IV In pratica, invece di RU , si misura il parallelo tra RV (resistenza interna del voltmetro, RV = VU /IV ) e RU , per cui il valore di resistenza incognito risulta RV RM RU = RV − RM Si osservi che, se RV → ∞, si ottiene RU = RM
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 19/158

VU VU = IM IU + IV

Misure di Resistenza
In modo analogo si pu` trattare il caso del circuito con l’amperometro a o valle del voltmetro ` Risulta immediato constatare che, mentre l’amperometro e percorso esattamente dalla corrente che fluisce nell’oggetto RU , del quale si vuole determinare il valore di resistenza, la tensione ai capi del ` voltmetro e la somma di quella ai capi dell’utilizzatore e della caduta di tensione sull’amperometro (autoconsumo) Nella misura di tensione si commette, quindi, un errore di tipo sistematico dovuto all’autoconsumo dell’amperometro Si possono scrivere le relazioni   VM = VU + VA      I =I
M U

Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici

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se RA → 0. quanto pi` piccolo e il valore di RA rispetto a u quello della resistenza da misurare ` La scelta dello schema da utilizzare non e arbitraria e ci si deve orientare verso lo schema con voltmetro a valle per la misura delle resistenze di basso valore (sotto i 10 Ω) e allo schema con amperometro a valle per la misura di resistenze elevate (oltre i 1000 Ω) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 21/158 . quindi RM = VU VU + VA = = RU + RA IM IU ` dove RA = VA /IU e la resistenza interna dell’amperometro Si osservi che.Misure di Resistenza La resistenza misurata risulta. si ottiene RU = RM ` Il valore della resistenza incognita e dato da RU = RM − RA ` L’errore sistematico dovuto all’autoconsumo dell’amperometro e positivo (si misura in pi` ) u ` ` Esso e tanto minore.

in quanto l’errore sistematico viene.Misure di Resistenza Nel campo intermedio. in quanto praticamente ininfluente per il calcolo dell’incertezza. e necessario valutare l’opportunit` o meno di a effettuare la correzione dell’errore sistematico L’incertezza che grava sulla stima della resistenza del misurando deve essere valutata in base alle incertezze tipo relative a tensione e corrente. quindi. possono essere valide entrambe le alternative Si osserva. l’incertezza composta In generale. si assume come modello del misurando RU = VM IM ovvero si trascura. il termine di correzione dell’errore sistematico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 22/158 . in pratica. e come se si operasse con strumenti di classe inferiore. se si effettua la misura senza correggere l’errore ` sistematico. determinando. inglobato in quello attribuito al caso. aumentando quindi l’incertezza ` In ogni occasione. infine. che.

quindi u (RU ) = u (RU ) RU ˙ Per determinare l’incertezza estesa U (RU ). e il cosiddetto metodo del confronto Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 23/158 . quindi a R = RU ± U (RU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Una variante del metodo voltamperometrico. si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .Misure di Resistenza L’incertezza tipo relativa sulla misura di resistenza risulta u (RU ) = ˙ u (VM )2 + u (IM )2 ˙ ˙ L’incertezza tipo assoluta risulta. particolarmente adatta per ` la misura di resistenze di valore ridotto.

collegati in serie fra loro attraverso i terminali di corrente e facenti capo alla sorgente di alimentazione Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 24/158 . dotati di quattro terminali (due di tensione e due di corrente).Misure di Resistenza Vx V Vk V Rx I Rk I Questo metodo si basa sul confronto tra le cadute di tensione provocate dal resistore incognito Rx e da un resistore campione Rk .

valgono le relazioni Vx Vk = Rx Rk Rx = Vx Rk Vk Un resistore variabile viene generalmente inserito nel circuito in serie alla sorgente di alimentazione: esso funge da regolatore della corrente che circola attraverso Rx e Rk . rispettivamente. di resistenze molto basse Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 25/158 .Misure di Resistenza Ai terminali di tensione di questi due resistori sono connessi due voltmetri. di Rx e Rk Considerando che le resistenze sono connesse in serie. in genere. che misurano le cadute di tensione Vx e Vk ai capi. dato che si tratta.

poich´ in tal modo sono maggiori le cadute di e ` tensione su Rx e Rk . indipendenti dalle resistenze di contatto. la corrente deve essere mantenuta al valore pi` u elevato possibile. come si e visto.Misure di Resistenza Compatibilmente con l’esigenza di non provocare un riscaldamento di questi due resistori. che. la misura di resistenza risultano. in prima approssimazione. sono le grandezze che vengono valutate dai voltmetri Si noti che Vx e Vk e. espressa in termine di classe di precisione (data in percentuale) con distribuzione rettangolare Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 26/158 . in quanto attraverso i terminali di tensione di Rx e Rk fluiscono correnti estremamente ridotte (molto minori della corrente I che fluisce attraverso i terminali di corrente) L’incertezza tipo relativa sulla misura di resistenza risulta u (Rx ) = ˙ u (Vx )2 + u (Vk )2 + u (Rk )2 ˙ ˙ ˙ ` dove u (Rk ) e l’incertezza tipo relativa della resistenza campione ˙ L’accuratezza di Rk viene. quindi. normalmente.

quindi a R = Rx ± U (Rx ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 27/158 . l’incertezza tipo di Rk e data da u (Rk ) = ˙ Classe √ 100 3 L’incertezza tipo assoluta sulla misura di resistenza risulta. quindi u (Rx ) = u (Rx ) Rx ˙ Per determinare l’incertezza estesa U (Rx ). si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .Misure di Resistenza ` Pertanto.

Misure di Potenza Uno dei metodi pi` comuni per effettuare misure di potenza in circuiti u in corrente continua prevede l’impiego di un voltmetro e di un amperometro magnetoelettrici Si possono realizzare in alternativa due schemi IM A V RA IV RU VU V IU VA IM A RA RU VU V RV VM V VM RV Si consideri per primo lo schema che prevede l’inserzione del voltmetro a valle dell’amperometro Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 28/158 .

se e nota RV .Misure di Potenza ` La potenza da misurare e data da PU = VU IU La potenza misurata risulta PM = VU IM = VU (IU + IV ) = PU + 2 VU RV nella quale RV denota la resistenza interna del voltmetro ` Appare evidente che l’errore sistematico e positivo (si misura in pi` ) ed u ` ` ` e tanto minore. tramite la o relazione V2 PU = PM − U RV Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 29/158 . quanto pi` elevato e il valore di RV (il voltmetro ideale e u quello con RV → ∞) ` L’errore sistematico pu` essere corretto.

quanto pi` piccolo e il valore di RA (l’amperometro ideale u ` e quello con RA → 0) ` Il valore della potenza misurata pu` essere corretto. l’incertezza composta Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 30/158 . determinando. se e nota RA . o tramite la relazione 2 PU = PM − IU RA L’incertezza che grava sulla stima della potenza deve essere valutata in base alle incertezze tipo relative a tensione e corrente. quindi.Misure di Potenza In modo analogo. si pu` trattare il caso del circuito con l’amperometro o a valle del voltmetro ` La potenza misurata e data da 2 PM = VM IU = (VU + VA ) IU = PU + IU RA nella quale RA denota la resistenza interna dell’amperometro ` ` L’errore sistematico che si commette e positivo (si misura in pi` ) ed e u ` tanto minore.

quindi u (PU ) = u (PU ) PU ˙ Per determinare l’incertezza estesa U (PU ). il termine di correzione dell’errore sistematico L’incertezza tipo relativa sulla misura di potenza risulta u (PU ) = ˙ u (VM )2 + u (IM )2 ˙ ˙ L’incertezza tipo assoluta risulta. quindi a P = PU ± U (PU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 31/158 .Misure di Potenza In generale. in quanto praticamente ininfluente per il calcolo dell’incertezza. si assume come modello del misurando PU = VM IM ovvero si trascura. si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .

V/VC = 1/ 2 fattore di cresta √ Vm il valore medio sul semiperiodo. assumono valori costanti e definiti Infatti. valgono le relazioni √ √ 2 2 VC = 2V e Vm = V π essendo V il valore efficace √ VC il valore di cresta o valore massimo. il valore medio sul semiperiodo e il valore di cresta (o valore massimo). V/Vm = π/ 2 2 fattore di forma ` 0.11 e detto Per misurare il valore efficace di tensioni alternate (sinusoidali o meno) si pu` ricorrere a strumenti indicatori di tipo elettromagnetico o Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 32/158 .707 e detto ` 1. la cui importanza varia a seconda del fenomeno in esame ` I rapporti tra i tre valori citati.Misure di Tensione in Corrente Alternata Di una tensione alternata presentano significato tre valori: il valore efficace. se la forma d’onda della tensione e sinusoidale.

Misure di Tensione in Corrente Alternata Alla parte fondamentale dello strumento vengono aggiunte resistenze addizionali per ottenere pi` portate (e quindi pi` costanti) u u Le portate tipiche variano da alcune decine ad alcune centinaia di volt Per misurare tensioni pi` elevate si pu` ricorrere alla interposizione di u o trasformatori di tensione Le tipiche classi di precisione sono 0. preceduto da un raddrizzatore Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 33/158 .5 Per misurare il valore medio sul semiperiodo di tensioni alternate (il ` valore medio di una grandezza alternata esteso ad un intero periodo e nullo per definizione). si pu` ricorrere all’uso di uno strumento o magnetoelettrico.2 e 0.

nella bobina mobile dello strumento magnetoelettrico fluisce una corrente unidirezionale periodica ` Se la pulsazione di risonanza dell’equipaggio mobile ω0 e notevolmente pi` bassa della pulsazione della tensione da misurare u (ω = 2πf ). la deviazione dell’indice risulta proporzionale al valore medio sul semiperiodo della tensione in ingresso (Vm ) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 34/158 .Misure di Tensione in Corrente Alternata V Vu Tensione Vi Vi Vu Tempo Per effetto del raddrizzatore.

Misure di Tensione in Corrente Alternata Infatti Vm = 2 T 0 T/2 VC sin (ωt) dt ` dove VC e il valore di cresta della tensione. la scala e di solito tracciata tenendo conto del fattore di √ forma π/ 2 2 relativo ad un’onda sinusoidale.5 Il valore di cresta di una tensione alternata pu` essere misurato. in modo che la lettura dello strumento corrisponda al valore efficace della tensione sinusoidale che ha valore medio sul semiperiodo uguale a quello della tensione misurata (taratura in valore efficace) La presenza dei raddrizzatori fa s` che questi strumenti abbiano classe ı di precisione non migliore di 0. T = 2π/ω e t il tempo Sugli strumenti concepiti per misurare il valore medio sul semiperiodo ` della tensione. ancora con uno strumento magnetoelettrico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 35/158 . sotto o certe condizioni.

Misure di Tensione in Corrente Alternata Vd V i I i = Id C V Vu Un condensatore. tende a caricarsi al valore di cresta di Vi (a meno della caduta di tensione Vd dul diodo) Considerando la resistenza interna R dello strumento magnetoelettrico e la capacit` C del condensatore. connesso alla tensione di ingresso Vi attraverso un diodo. l’indicazione dello strumento risulta praticamente proporzionale al valore di cresta stesso Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 36/158 . il condensatore ` si scarica poco durante il tempo in cui la tensione non e al valore di cresta Di conseguenza. se il prodotto RC risulta notevolmente a superiore alla durata del periodo T = 1/f = 2π/ω di Vi .

invece. data la classe di precisione dello strumento utilizzato. risulta u (VM ) = Classe · Portata √ 100 3 ` L’incertezza tipo relativa e. quindi a V = VM ± U (VM ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 37/158 . si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` . data da u (VM ) = ˙ Classe · Portata √ 100 3VM Per determinare l’incertezza estesa U (VM ).Misure di Tensione in Corrente Alternata L’incertezza tipo che grava su una misura di tensione in corrente alternata.

per ottenere cos` uno strumento con due ı portate I I I I I/2 I I Connessione in Serie I/2 Connessione in Parallelo Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 38/158 .Misure di Corrente in Corrente Alternata ` Per la misura delle correnti alternate e. richiesto il valore efficace I. per cui si pu` ricorrere all’impiego di strumenti o elettromagnetici Negli amperometri elettromagnetici. la bobina viene realizzata con poche spire di sezione relativamente elevata ` Molte volte la bobina e suddivisa in due parti uguali che possono essere collegate in serie o in parallelo. in generale.

sono abbastanza diffusi amperometri elettromagnetici in classe 0.Misure di Corrente in Corrente Alternata Gli amperometri elettromagnetici hanno normalmente portate non superiori a 10 A Per misurare correnti pi` elevate si pu` ricorrere alla interposizione di u o ` trasformatori di corrente.5 L’incertezza tipo che grava su una misura di corrente in corrente alternata. data da u (IM ) = ˙ Classe · Portata √ 100 3IM 39/158 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici . risulta u (IM ) = Classe · Portata √ 100 3 ` L’incertezza tipo relativa e. in quanto l’uso di shunt non e possibile per la presenza di parametri non puramente ohmici Per misure di laboratorio fino a 500 Hz. data la classe di precisione dello strumento utilizzato. invece.2 e 0.

quindi a I = IM ± U (IM ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 40/158 . si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .Misure di Corrente in Corrente Alternata Per determinare l’incertezza estesa U (IM ).

Misure di Potenza in Sistemi Monofase in Regime Sinusoidale In un circuito monofase in regime sinusoidale. ϕ l’angolo di sfasamento tra le due grandezze (ritardo della corrente sulla tensione) e t il tempo Sviluppando il prodotto. la potenza istantanea (p) ` e uguale al prodotto dei valori istantanei di tensione (v) e corrente (i) p = vi = VC sin (ωt) IC sin (ωt + ϕ) dove VC e IC sono i valori di cresta delle grandezze in gioco. si ottiene la relazione p = VI cos (ϕ) + VI sin (2ωt + ϕ) nella quale V e I rappresentano i valori efficaci di tensione e corrente ` La potenza istantanea e formata da un termine costante VI cos (ϕ) e da un termine sinusoidale con pulsazione doppia VI sin (2ωt + ϕ) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 41/158 . ω la pulsazione.

per definizione. Potenza p P Tv = Ti = 2 Tp Tempo Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 42/158 . il valore medio di p sul periodo P = VI cos (ϕ) in quanto VI sin (2ωt + ϕ) ha valore medio sul periodo nullo v i Tensione. Corrente.Misure di Potenza in Sistemi Monofase in Regime Sinusoidale ` La potenza attiva P e.

Misure di Potenza Attiva ` Lo strumento analogico classico per la misura della potenza attiva e il wattmetro elettrodinamico. mentre la ` bobina mobile e sottoposta alla tensione (voltmetrica) Possono essere utilizzate due possibili inserzioni I W RA V RV U VU V IU I W RA RV U VU IU Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 43/158 . che fornisce una indicazione proporzionale al valore medio della potenza istantanea Alla bobina fissa viene inviata la corrente (amperometrica).

associate alla quale vi sono pi` resistenze addizionali (pi` u u portate voltmetriche) Ad ogni combinazione tra le portate amperometrica e voltmetrica corrisponde una portata wattmetrica. suddivisa in due parti uguali. che possono essere messe in serie o parallelo (due portate amperometriche) ` La bobina voltmetrica e invece costituita da molte spire di sezione ridotta.Misure di Potenza Attiva I wattmetri da laboratorio hanno solitamente la bobina amperometrica realizzata con poche spire di sezione relativamente elevata. data dal prodotto tra la portata amperometrica e la portata voltmetrica ` La costante (k) dello strumento e determinata dal rapporto tra la portata wattmetrica e il numero delle divisioni della scala k= Portata Numero di Divisioni Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 44/158 .

Misure di Potenza Attiva
` La potenza attiva misurata e, quindi, data da PM = kPdiv dove Pdiv denota la lettura in divisioni dello strumento ` La misura effettuata con il wattmetro e affetta da errore sistematico, la ` cui entit` dipende dall’autoconsumo dello strumento e il cui segno e a sempre positivo (si misura sempre in pi` ) u ` Nel caso in cui la voltmetrica e derivata a valle dell’amperometrica, si pu` osservare, in analogia con quanto esposto a proposito delle misure o ` in corrente continua, che la tensione applicata allo strumento e esattamente quella esistente ai morsetti dell’utilizzatore, mentre la corrente che fluisce nello strumento comprende anche la quota parte assorbita dalla bobina voltmetrica

Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici

45/158

Misure di Potenza Attiva
Il wattmetro misura, quindi, una potenza (PM ) pi` grande di quella u realmente assorbita dall’utilizzatore (PU ), secondo la relazione PM = PU + ` L’errore sistematico relativo e dato da
% 2 VU RV

= 100

2 VU /RV PU

` Il valore di PU si pu` trovare immediatamente, se e noto il valore di RV o (correzione dell’errore sistematico), utilizzando la relazione PU = PM −
2 VU RV

Analogamente, si pu` trattare lo schema che prevede l’amperometrica o inserita a valle della voltmetrica
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 46/158

Misure di Potenza Attiva
Anche in questo caso il wattmetro misura in pi` , secondo la relazione u
2 PM = PU + IU RA

` L’errore sistematico relativo e dato da
%

= 100

2 IU RA PU

L’errore sistematico pu` essere corretto, se si conosce il valore di RA , o utilizzando la relazione
2 PU = PM − IU RA

` Si noti che, a differenza di RV , la resistenza RA non e indipendente dalla ` temperatura, in quanto la bobina amperometrica e realizzata in rame Si deve, infine, osservare che la correzione dell’errore sistematico pu` o essere fatta comunque, anche quando, ad esempio, nel circuito sono in gioco potenze reattive
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 47/158

che e per` di difficile valutazione.Misure di Potenza Attiva ` Un’altra causa di errore sistematico. che pu` portare a errori dello stesso tipo. si ottiene PM = VI cos (ϕ) cos (θ) + VI sin (ϕ) sin (θ) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 48/158 . o ` ` e dovuta al fatto che il circuito voltmetrico non e puramente resistivo (prevale in genere l’effetto induttivo della bobina voltmetrica). la potenza misurata risulta PM = VI cos (ϕ − θ) essendo θ l’angolo tra la tensione applicata alla voltmetrica e la relativa corrente Sviluppando. e la mutua o induttanza esistente tra le due bobine Nella costruzione degli strumenti si fa in modo di ridurre al minimo queste sorgenti di errore Prescindendo dagli autoconsumi. per cui ` la corrente nello stesso non e perfettamente in fase con la tensione ` Un altro parametro.

Misure di Potenza Attiva V IV θ ϕ I Essendo l’angolo θ molto piccolo. si pu` assumere cos (θ) = 1. o semplificando. per cui. si ricava PM = VI cos (ϕ) + VI sin (ϕ) sin (θ) = PU 1 + tan (ϕ) sin (θ) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 49/158 .

2 crad). che le misure a basso fattore di potenza possono risultare critiche per quanto riguarda l’accuratezza raggiungibile Ad esempio. per cos(ϕ) = 0. l’errore sistematico sulla misura di potenza sarebbe pari al ` ` 4% (di valore positivo se il misurando e induttivo. quindi % = 100 PM − PU = 100 tan (ϕ) sin (θ) PU L’errore sistematico che si commette non dipende solo dallo strumento ma anche dalle caratteristiche del circuito (sarebbe nullo per ϕ = 0 e infinito per ϕ = 90◦ ) Risulta. pertanto.002 rad (0.Misure di Potenza Attiva L’errore sistematico percentuale risulta. negativo se e capacitivo) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 50/158 .05 si ha tan (ϕ) 1 = 20 cos (ϕ) Se l’errore proprio di fase θ del wattmetro fosse pari a 0.

la deviazione dell’indice dello strumento. rispettivamente. in modo che la portata wattmetrica dello strumento sia pure ridotta. ˙ risulta elevato Assumendo di avere valori di tensione e corrente pari. che sono strumenti pi` pregiati. risulta ˙= Classe 100 cos (ϕ) Per ovviare a questo inconveniente. date le portate voltmetrica e amperometrica. mantenendo inalterate le portate voltmetrica e amperometrica Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 51/158 . alle portate voltmentrica e amperometrica. si pu` ricorrere all’uso di wattmetri o per basso cos (ϕ). per cui l’errore relativo dello strumento. nei quali la coppia u ` antagonista e ridotta. risulta molto ridotta. per cui il problema finisce per ricadere nella valutazione dell’incertezza da associare al risultato della misurazione Si deve anche rilevare che per bassi valori di cos (ϕ). e impossibile e procedere alla correzione dei risultati.Misure di Potenza Attiva ` ` ` Poich´ il valore di θ non e noto e non e neppure costante.

in quanto praticamente ininuente.2 si porta a fondo scala con una potenza attiva pari a 1/5 di quella corrispondente al prodotto VI. e normalmente indicato sullo strumento I wattmetri elettrodinamici possono appartenere a classi di precisione anche fino a 0. se diverso da 1.1 Date la classe di precisione dello strumento e la portata. VI cos (ϕ) ` Il valore di cos (ϕ). l’incertezza tipo che grava sulla misura risulta u (PU ) = u (PM ) = Classe · Portata √ 100 3 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 52/158 . essendo V la portata voltmetrica e I quella amperometrica La portata wattmetrica di un wattmetro per un dato cos (ϕ) risulta.Misure di Potenza Attiva Ad esempio. il termine di correzione dell’errore sistematico. un wattmetro per cos (ϕ) = 0. quindi. trascurando.

data da u (PU ) = u (PM ) = ˙ ˙ Classe · Portata √ 100 3PU Per determinare l’incertezza estesa U (PU ). si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .Misure di Potenza Attiva ` L’incertezza tipo relativa e. quindi a P = PU ± U (PU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 53/158 . invece.

Misure di Potenza Reattiva Quando le grandezze sono sinusoidali. gli artifici circuitali utilizzati per realizzare un varmetro di questo tipo garantiscono una misura corretta solo per una ben determinata frequenza Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 54/158 . effettuata ricorrendo ad un varmetro Possono essere utilizzate due possibili inserzioni I var V U V I var U Tuttavia. la determinazione della potenza reattiva potrebbe essere. in linea di principio.

amperometro e voltmetro (sono quindi necessari tre strumenti) Possono essere utilizzate due possibili inserzioni IM A V W RV.W U VU V IU W IM A U VU IU RA.W RA RV V VM V VM Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 55/158 . generalmente.Misure di Potenza Reattiva Pertanto. la determinazione della potenza reattiva Q viene effettuata per via indiretta ed elaborando le indicazioni di wattmetro.

l’incertezza composta Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 56/158 . corrente e potenza. determinando.Misure di Potenza Reattiva Con entrambi gli schemi. rispettivamente. mentre VM e IM sono. in quanto essi contribuiscono solo alla potenza attiva L’incertezza che grava sulla misura della potenza reattiva deve essere valutata in base alle incertezze tipo relative a tensione. la tensione misurata dal voltmetro e la corrente misurata dall’amperometro ` Questa misurazione non e affetta da errori sistematici dovuti agli autoconsumi. quindi. la potenza reattiva risulta data da QU = (VM IM )2 − P2 M ` dove PM e la potenza attiva fornita dal wattmetro.

si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .Misure di Potenza Reattiva In particolare. quindi a Q = QU ± U (QU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 57/158 . l’incertezza tipo assoluta sulla misura di potenza reattiva risulta u (QU ) = P2 u (PM )2 M 2 2 VM IM − P2 M + 4 2 IM VM u (VM )2 2 2 VM IM − P2 M + 4 2 VM IM u (IM )2 2 2 VM IM − P2 M Per determinare l’incertezza estesa U (QU ).

Misure di Potenza Apparente Poich´ non esiste uno strumento analogico capace di fornire e direttamente la potenza apparente S. occorre effettuare una misura per via indiretta. elaborando le indicazioni di amperometro e voltmetro Possono essere utilizzate due possibili inserzioni La grandezza da misurare viene ottenuta dal prodotto delle indicazioni di voltmetro (VM ) e amperometro (IM ) SM = VM IM IM A V U VU V IU IM A RA U VU IU V VM V VM Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 58/158 .

W U VU V IU W IM A U VU IU RA. occorre conoscere l’angolo di sfasamento tra tensione e corrente dell’oggetto sotto misura. tuttavia. questa misurazione e affetta da errore sistematico In molti casi.W RA RV V VM V VM Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 59/158 . l’errore sistematico non viene corretto.Misure di Potenza Apparente ` In linea di principio. ovvero. occorre misurare anche la potenza attiva e la potenza reattiva IM A V W RV. in quanto la potenza apparente presenta importanza notevolmente ridotta rispetto alla potenza attiva Per poter correggere l’errore sistematico nella misura di potenza apparente.

Misure di Potenza Apparente La potenza attiva corretta. rispettivamente. in questo caso.W sono. le resistenze interne del voltmetro e delle voltmetriche del wattmetro. rispettivamente. a seconda dello schema di ` inserzione utilizzato.W sono. oppure 2 2 PU = PM − IU RA − IU RA.W dove RA e RA.W dove RV e RV. le resistenze interne dell’amperometro e delle amperometriche del wattmetro La potenza reattiva risulta data da QU = (VM IM )2 − P2 M Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 60/158 . e data da PU = PM − 2 VU V2 − U RV RV.

quindi.Misure di Potenza Apparente ` La potenza apparente corretta e. la corrente misurata e effettivamente la corrente che fluisce nell’utilizzatore (IU = IM ). mentre la corrente che fluisce ` nell’utilizzatore e data da SU IU = VM Invece. data da SU = P2 + Q2 U U Nel caso in cui si utilizzi l’inserzione con le voltmetriche del wattmetro e il voltmetro inseriti a valle dell’amperometro e delle amperometriche ` del wattmetro. mentre la tensione ai ` capi dell’utilizzatore e data da VU = Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici SU IM 61/158 . la tensione misurata e effettivamente la tensione ai capi dell’utilizzatore (VU = VM ). nel caso in cui si utilizzi l’inserzione con le voltmetriche del wattmetro e il voltmetro inseriti a monte dell’amperometro e delle ` amperometriche del wattmetro.

in quanto praticamente ininfluente per il calcolo dell’incertezza.Misure di Potenza Apparente L’incertezza che grava sulla misura di potenza apparente deve essere valutata come incertezza composta In genere. si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 62/158 . quindi u (SU ) = u (SU ) SU ˙ Per determinare l’incertezza estesa U (SU ). si assume come modello del misurando SU = VM IM ovvero si trascura. il termine di correzione dell’errore sistematico L’incertezza tipo relativa sulla misura di potenza apparente risulta u (SU ) = ˙ u (VM )2 + u (IM )2 ˙ ˙ L’incertezza tipo assoluta risulta.

Misure di Potenza Apparente Il risultato della misurazione sar` . quindi a S = SU ± U (SU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 63/158 .

Misure di Fattore di Potenza Per la misura del fattore di potenza. amperometro (IM ) e voltmetro (VM ) IM A V W RV. occorre utilizzare le indicazioni di wattmetro (PM ).W U VU V IU W IM A U VU IU RA.W RA RV V VM V VM ` Il fattore di potenza e dato da cos (ϕM ) = Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici PM PM = SM VM IM 64/158 .

oppure 2 2 PU = PM − IU RA − IU RA. a seconda dello schema di inserzione ` utilizzato.W dove RV e RV. rispettivamente.Misure di Fattore di Potenza ` Questa misura e affetta da errore sistematico.W sono.W dove RA e RA. per via degli autoconsumi degli strumenti La potenza attiva corretta. rispettivamente. le resistenze interne del voltmetro e delle voltmetriche del wattmetro.W sono. e data da PU = PM − 2 V2 VU − U RV RV. le resistenze interne dell’amperometro e delle amperometriche del wattmetro La potenza reattiva risulta data da QU = Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici (VM IM )2 − P2 M 65/158 .

dato da cos (ϕU ) = PU SU L’incertezza che grava sulla misura di fattore di potenza deve essere valutata come incertezza composta In genere. si assume come modello del misurando cos (ϕU ) = PM VM IM ovvero si trascurano. il termine di correzione dell’errore sistematico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 66/158 . in quanto praticamente ininfluente per il calcolo dell’incertezza. quindi.Misure di Fattore di Potenza ` La potenza apparente corretta e data da SU = P2 + Q2 U U Il fattore di potenza corretto risulta.

Misure di Fattore di Potenza L’incertezza tipo relativa sulla misura di fattore di potenza risulta u cos (ϕU ) = ˙ u (VM )2 + u (IM )2 + u (PM )2 ˙ ˙ ˙ L’incertezza tipo assoluta risulta. si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` . quindi a cos (ϕ) = cos (ϕU ) ± U cos (ϕU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 67/158 . quindi u cos (ϕU ) = u cos (ϕU ) cos (ϕU ) ˙ Per determinare l’incertezza estesa U cos (ϕU ) .

si richiede di misurare le potenze u (attiva. vengono spesso richieste in funzione della tensione (pi` frequentemente) o della u corrente (pi` raramente). i risultati devono poi essere riportati al valore di tensione (VR ) o di corrente (IR ) di riferimento IM A V W RV.Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della Corrente Le misure di potenza. reattiva e apparente) assorbite da un utilizzatore per un certo valore di tensione o di corrente In questo caso. soprattutto in ambito industriale.W U VU V IU W IM A U VU IU RA. ovvero.W RA RV V VM V VM 68/158 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici .

Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della Corrente Nel caso in cui la grandezza di riferimento sia la tensione. riportati alla tensione VR . sono dati da V2 V2 V2 PR = PU R . apparente e reattiva. SR = SU R . QR = QU 2 VR 2 VM ovvero si trascurano. i valori della potenza attiva. si assumono come modelli del misurandi PR = PM 2 VR 2 VM . i termini di correzione dell’errore sistematico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 69/158 . in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo dell’incertezza. QR = QU R 2 2 2 VU VU VU In genere. SR = SM 2 VR 2 VM .

rispettivamente.Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della Corrente L’incertezza tipo relativa che grava sulle misure di potenza attiva e apparente risulta. quindi. pari a u (PR ) = u (PR ) PR ˙ u (SR ) = u (SR ) SR ˙ Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 70/158 . rispettivamente u (PR ) = ˙ u (SR ) = ˙ u (PM )2 + 4˙ (VM )2 ˙ u u (VM )2 + u (IM )2 ˙ ˙ L’incertezza tipo assoluta per le misure di potenza attiva e apparente risulta.

U (SR ) e U (QR ). si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della Corrente ` L’incertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza reattiva e data da 8 P2 VR u (PM )2 M 8 VM Q2 R 2 8 IM VR u (IM )2 4 VM Q2 R 4 4P2 VR M 5 VM − u (QR ) = + + 2 4 2IM VR 3 VM 2 u (VM )2 4Q2 R Per determinare le incertezze estese U (PR ). quindi a P = PR ± U (PR ) S = SR ± U (SR ) Q = QR ± U (QR ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 71/158 .

i termini di correzione dell’errore sistematico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 72/158 .Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della Corrente Nel caso in cui la grandezza di riferimento sia la corrente. sono dati da 2 2 2 IR IR IR PR = PU 2 . i valori della potenza attiva. si assumono come modelli del misurandi PR = PM 2 IR 2 IM . SR = SU 2 . QR = QU 2 IR 2 IM ovvero trascurando. QR = QU 2 IU IU IU In genere. SR = SM 2 IR 2 IM . apparente e reattiva. riportati alla corrente IR . in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo dell’incertezza.

Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della Corrente L’incertezza tipo relativa che grava sulle misure di potenza attiva e apparente risulta. rispettivamente u (PR ) = ˙ u (SR ) = ˙ u (PM )2 + 4˙ (IM )2 ˙ u u (VM )2 + u (IM )2 ˙ ˙ L’incertezza tipo assoluta per le misure di potenza attiva e apparente risulta. pari a u (PR ) = u (PR ) PR ˙ u (SR ) = u (SR ) SR ˙ Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 73/158 . rispettivamente. quindi.

Misure di Potenza in Funzione della Tensione o della Corrente ` L’incertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza reattiva e data da 8 P2 IR u (PM )2 M 8 I M Q2 R 2 8 VM IR u (VM )2 4 IM Q2 R 4 4P2 IR M 5 IM − u (QR ) = + + 2 4 2VM IR 3 IM 2 u (IM )2 4Q2 R Per determinare le incertezze estese U (PR ). quindi a P = PR ± U (PR ) S = SR ± U (SR ) Q = QR ± U (QR ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 74/158 . si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` . U (SR ) e U (QR ).

per semplicit` . l’oggetto sotto misura pu` essere collegato a o triangolo o a stella. che peraltro sono i pi` a u diffusi. fare riferimento a sistemi trifase. conviene. per poi generalizzare i risultati ottenuti.Misure di Potenza in Sistemi Polifase in Regime Sinusoidale Per trattare le misure di potenza in sistemi polifase. estendendoli a sistemi aventi un numero di fasi qualunque In un sistema trifase. il sistema di alimentazione pu` essere a tre o o quattro fili Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 75/158 . oppure essere costituito da pi` carichi misti in u parallelo (anche monofase) In un sistema trifase.

Misure di Potenza Attiva I1 1 W1 R1 Z1 I2 2 W2 R2 Z2 O I3 3 W3 R3 N Z3 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 76/158 .

V2 e V3 sono le tensioni concatenate e I1 . I2 e I3 le correnti di linea. la potenza attiva si ottiene come somma delle potenze relative a ciascuna delle fasi Per i sistemi trifase a tre fili con collegamento a triangolo. invece. sfasate rispetto alle tensioni di fase degli angoli ϕ1 . E2 ed E3 le tensioni di fase e I1 . la potenza ` attiva e data da P = E1 I1 cos (ϕ1 ) + E2 I2 cos (ϕ2 ) + E3 I3 cos (ϕ3 ) Per i sistemi trifase a tre fili con collegamento a stella. ϕ2 e ϕ3 . sfasate rispetto alle tensioni concatenate degli angoli ϕ1 . la potenza attiva si ottiene come somma delle potenze relative a ciascuna delle fasi Dette E1 . ϕ2 e ϕ3 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 77/158 . I2 e I3 le correnti di fase. la ` potenza attiva e data da P = V1 I1 cos (ϕ1 ) + V2 I2 cos (ϕ2 ) + V3 I3 cos (ϕ3 ) dove V1 .Misure di Potenza Attiva ` ` Un sistema trifase e a quattro fili quando si e in presenza di neutro attivo In questo caso.

Misure di Potenza Attiva I1 1 W1 R1 Z1 1 W1 R1 I1 Z1 I2 2 W2 R2 Z2 2 O W2 R2 I2 Z2 O´ O I3 3 W3 R3 (a) Z3 3 W3 R3 I3 Z3 (b) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 78/158 .

si fa riferimento ad un circuito collegato a stella.Misure di Potenza Attiva Si vuole ora dimostrare che la potenza attiva nei sistemi trifase a tre fili pu` essere misurata con solo due wattmetri o Per semplicit` . anche a se la dimostrazione e i risultati hanno validit` generale a O´ E1´ E 2´ E3´ H V31 I3 ϕ3 E3 3 V23 E1 ϕ1 O E2 I2 ϕ2 2 I1 1 V12 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 79/158 .

in generale. la somma vettoriale delle correnti e per definizione nulla.Misure di Potenza Attiva Se si separa il centro stella delle voltmetriche da quello del carico. ovvero I1 + I2 + I3 = 0 per cui la potenza misurata coincide con quella assorbita dal carico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 80/158 . che i due centri stella non coincidono elettricamente Ci` pu` essere dovuto a dissimmetrie nelle impedenze a valle della o o sezione di misura o nelle resistenze addizionali dei wattmetri La somma delle indicazioni dei tre wattmetri pu` essere scritta come o P = E1 − H · I1 + E2 − H · I2 + E3 − H · I3 avendo indicato con H il vettore di tensione esistente tra i due centri stella Sviluppando si ottiene P = E1 · I1 + E2 · I2 + E3 · I3 − H · I1 + I2 + I3 ` Essendo il sistema a tre fili. si ha.

Misure di Potenza Attiva I1 1 W1 R1 Z1 I2 2 W2 R2 Z2 O I3 3 Z3 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 81/158 .

diverr` nulla. mentre alle voltmetriche dei wattmetri W1 e W2 sar` a a applicata la tensione concatenata.Misure di Potenza Attiva ` A questo punto. si pu` scrivere o P = E1 − E3 · I1 + E2 − E3 · I2 + E3 − E3 · I3 ` Il termine E3 − E3 · I3 e evidentemente nullo e. quindi. e possibile collegare il centro stella delle voltmetriche dei tre wattmetri ad una delle fasi. invece della tensione di fase Questo schema prende il nome di inserzione di Aron In questo caso. pertanto. si ottiene P = E1 · I1 + E2 · I2 + E3 · −I1 − I2 Essendo I3 = −I1 − I2 si ricava P = E1 · I1 + E2 · I2 + E3 · I3 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 82/158 . per esempio la fase 3 La tensione applicata alle voltmentriche del wattmetro W3 .

anche se non simmetrico nelle tensioni e non equilibrato nelle correnti La misura effettuata con l’inserzione di Aron pu` comportare che un o wattmetro fornisca indicazione negativa.Misure di Potenza Attiva Conseguentemente. si ottiene P = P1 + P2 dove P1 e P2 sono rispettivamente le letture dei wattmetri W1 e W2 . per cui essa deve essere sottratta dall’indicazione dell’altro wattmetro Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 83/158 . come volevasi dimostrare Da quanto sopra esposto deriva un importante conclusione di validit` a generale: la potenza attiva in un circuito ad N fili pu` essere misurata o con N − 1 wattmetri ` Questa conclusione e valida per qualsiasi sistema polifase (incluso il monofase che ha due fili e per il quale la misura di potenza si effettua con un wattmetro).

si ricava tan (ϕ) = e.Misure di Potenza Attiva Infatti. per un sistema simmetrico ed equilibrato si pu` scrivere o P1 = V31 I1 cos (ϕ1 − 30◦ ) = VI cos (ϕ − 30◦ ) P2 = V32 I2 cos (ϕ2 + 30◦ ) = VI cos (ϕ + 30◦ ) Sviluppando. si ottiene cos (ϕ) = 0. quindi. si ottiene P1 = VI cos (ϕ) cos (30◦ ) + VI sin (ϕ) sin (30◦ ) P2 = VI cos (ϕ) cos (30◦ ) − VI sin (ϕ) sin (30◦ ) Imponendo P2 = 0.5 ` Per un sistema simmetrico ed equilibrato e possibile ricavare cos (ϕ) da P1 e P2 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 84/158 √ 1 = 3 ◦) tan (30 .

si ottiene tan (ϕ) = √ P1 − P2 3 P1 + P2 √ P1 − P2 3 P1 + P2 cos (ϕ) = cos arctan Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 85/158 . dividendo membro a membro. si ottiene P1 cos (ϕ) cos (30◦ ) + sin (ϕ) sin (30◦ ) = P2 cos (ϕ) cos (30◦ ) − sin (ϕ) sin (30◦ ) ovvero cos (ϕ) cos (30◦ ) (P1 − P2 ) = sin (ϕ) sin (30◦ ) (P1 + P2 ) Sviluppando.Misure di Potenza Attiva Infatti.

i ` dove PU. ovvero si trascura. dove N e il numero di fili). su cui e stata effettuata la correzione dell’errore sistematico dovuto agli autoconsumi Per il calcolo dell’incertezza.i sono le letture dei wattmetri.Misure di Potenza Attiva ` In un sistema polifase. la potenza attiva assorbita dal carico U e data da M PU = i=1 PU.i e la lettura di ciascuno degli M wattmetri utilizzati ` ` (normalmente M = N − 1. in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo dell’incertezza. i termini di correzione dell’errore sistematico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 86/158 .i dove PM. si assume come modello del misurando M PU = i=1 PM. in genere. quindi.

in quanto le letture dei due wattmetri sono poco diverse tra loro. l’inserzione di Aron cade in difetto.Misure di Potenza Attiva L’incertezza tipo assoluta che grava sulle misura di potenza attiva risulta M u (PU ) = i=1 u PM. si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .i 2 Per determinare l’incertezza estesa U (PU ). quindi a P = PU ± U (PU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Nel caso in cui il circuito abbia un fattore di potenza molto basso. prossime alla met` del fondo scala a e di segno opposto Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 87/158 .

Misure di Potenza Attiva L’incertezza tipo relativa. per la misura si deve ricorrere a tre wattmetri (o in generale a N wattmetri per un sistema a N fili). la potenza attiva.1 + PM. quindi. misurando le potenze di ogni fase e sommandole ` In questo caso l’uso di wattmetri a basso cos (ϕ) e possibile. in quanto PU = PM. poich´ i e wattmetri vedono il cos (ϕ) effettivo del carico Nel caso in cui venga richiesta una misura si potenza in funzione della tensione (in sistemi polifase. risulta 2 VR PR = PU 2 VM Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 88/158 . u (PU ) = u (PU ) /PU . non si eseguono misure in funzione della corrente).5. in quanto entrambi i wattmetri vedono cos (ϕ) 0. normalmente. riportata alla tensione di riferimento VR . risulta molto ˙ elevata.2 → 0 ` Poich´ l’uso di wattmetri a basso cos (ϕ) non e adatto per l’inserzione e di Aron.

Misure di Potenza Attiva Z1 1 W1 V1 V3 Z2 2 W2 V2 Z3 O 3 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 89/158 .

pertanto. e l’incertezza tipo assoluta dei voltmetri.1 + VM. ovvero VM = VM. diverse tra loro. si assume implicitamente che il sistema sia simmetrico e. innanzitutto. il valore di VM deve essere calcolato come valore medio delle tre letture dei voltmetri. ˙ determinare lo scarto tipo delle tre misure.3 3 L’incertezza tipo relativa che grava sulla potenza attiva riportata alla tensione VR risulta u (PR ) = ˙ u (PU )2 + 4˙ (VM )2 ˙ u Considerando che le letture dei voltmetri saranno. s VM. per determinare u (VM ) occorre. assumendo per semplicit` i tre voltmetri a uguali Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 90/158 .i .Misure di Potenza Attiva Siccome viene fornito un solo valore di VR . u VM. inevitabilmente.i .2 + VM.

i . bench´ il sistema non risulti effettivamente simmetrico. allora u (VM ) = s VM. che determinano lo scarto tra le tensioni) Se. invece.i √ 3 ` in quanto il sistema e effettivamente simmetrico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 91/158 . si assume comunque il sistema simmetrico (non si pu` fare altrimenti) o Si ricava. che risulta maggiore dell’incertezza di misura dei voltmetri (in sostanza si assume che vi siano altri fattori.i 3 2 = u VM.i √ 3 Quindi. in e quanto lo scarto tra le tre tensioni misurate dai voltmetri eccede i limiti definiti dall’incertezza di misura dei voltmetri stessi. risulta che s VM.Misure di Potenza Attiva Se risulta che s VM.i > u VM. per` .i .i ≤ u VM. l’incertezza di VM dallo scarto tipo delle tensioni o misurate. oltre all’incertezza dei voltmetri. allora u (VM ) = 3u VM.

si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .Misure di Potenza Attiva L’incertezza tipo relativa u (VM ) risulta. quindi a P = PR ± U (PR ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 92/158 . quindi ˙ u (VM ) = ˙ u (VM ) VM L’incertezza tipo assoluta per la misura di potenza attiva risulta pari a u (PR ) = u (PR ) PR ˙ Per determinare l’incertezza estesa U (PR ).

i ` dove M e il numero di rami del carico considerati (M = 3 per un sistema trifase a tre fili) ` Se il carico e connesso a stella. procedendo poi. occorre inserire un voltmetro. occorre inserire le voltmetriche dei wattmetri e i voltmetri sulle tensioni concatenate e le amperometriche dei wattmetri e gli amperometri sulle correnti di fase Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 93/158 . occorre inserire le voltmetriche dei wattmetri e i voltmetri sulle tensioni di fase e le amperometriche dei wattmetri e gli amperometri sulle correnti di linea ` Se il carico e connesso a triangolo. un amperometro e un wattmetro su ciascun ramo del carico. data da a M QU = i=1 QU. quindi. come per i sistemi monofase La potenza reattiva complessiva sar` .Misure di Potenza Reattiva Per misurare la potenza reattiva in un generico sistema trifase a tre fili. per ciascun ramo.

i 2 Per determinare l’incertezza estesa U (QU ). risulta M u (QU ) = i=1 u QU. in questo caso. si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` . quindi a Q = QU ± U (QU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato ` In sistemi simmetrici ed equilibrati. e possibile misurare la potenza reattiva utilizzando un solo wattmetro Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 94/158 .Misure di Potenza Reattiva L’incertezza tipo assoluta che grava sulle misura di potenza reattiva.

Misure di Potenza Reattiva Z1 1 Wc 1 Z2 2 O E1 O E3 ϕ I 90˚ – ϕ V = V23 E2 2 Z3 3 3 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 95/158 .

che presuppone le condizioni di simmetria ed equilibrio del sistema. considerando che. la potenza √ reattiva Q = 3EI sin (ϕ) e che E = V/ 3. per definizione. infatti P = VI cos (90◦ − ϕ) = VI sin (ϕ) ` dove V e la tensione concatenata e I la corrente di linea Conseguentemente. non si pu` infatti presumere che le condizioni o richieste siano verificate Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 96/158 . si ricava √ QU = 3PU ` ` dove PU e la potenza letta sul wattmetro.Misure di Potenza Reattiva La potenza misurata dal wattmetro risulta. pu` essere utilizzato solamente per misure o indicative (ad esempio sui quadri di centrale) Per misure di precisione. su cui e stata effettuata la correzione dell’errore sistematico dovuto agli autoconsumi Questo metodo.

quindi a Q = QU ± U (QU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 97/158 . si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` . in questo caso. in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo dell’incertezza. risulta √ u (QU ) = 3u (PM ) Per determinare l’incertezza estesa U (QU ). i termini di correzione dell’errore sistematico L’incertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza reattiva. si assume come modello del misurando √ QU = 3PM ovvero si trascurano. in genere.Misure di Potenza Reattiva Per il calcolo dell’incertezza.

Misure di Potenza Reattiva Z1 1 Wa Z2 2 Wb O Z3 3 Wc Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 98/158 .

Misure di Potenza Reattiva In un sistema trifase a tre fili. per la misura della potenza reattiva si pu` ricorrere alla o inserzione di Righi o dei tre wattmetri Essa viene realizzata inserendo due strumenti secondo lo schema di Aron ed il terzo con la bobina amperometrica sulla fase rimasta libera e la voltmetrica derivata fra le due altre fasi ` In un sistema trifase simmetrico la potenza attiva e data da P = = = = = E1 · I1 + E2 · I2 + E3 · I3 = E1 · I1 + E2 · −I1 − I3 + E3 · I3 = E1 − E2 · I1 + E2 − E2 · I2 + E3 − E2 · I3 = V12 · I1 + V32 · I3 = VI1 cos (ϕ1 + 30◦ ) + VI3 cos (ϕ3 − 30◦ ) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 99/158 . nel caso di carico arbitrario ma tensioni simmetriche.

Pb e Pc le indicazioni dei tre wattmetri. indicando con Pa . I1 . si ottiene   Pa = VI1 cos (ϕ1 − 30◦ )     Pb = VI2 cos (ϕ2 + 30◦ )    P = VI cos (ϕ − 90◦ ) c 3 3 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 100/158 .Misure di Potenza Reattiva ` In un sistema trifase simmetrico la potenza reattiva e data da Q = = = = = E1 × I1 + E2 × I2 + E3 × I3 = E1 × I1 + E2 × −I1 − I3 + E3 × I3 = E1 − E2 × I1 + E2 − E2 × I2 + E3 − E2 × I3 = V12 × I1 + V32 × I3 = VI1 sin (ϕ1 + 30◦ ) + VI3 sin (ϕ3 − 30◦ ) In un sistema trifase simmetrico V12 = V32 = V13 = V sono le tensioni concatenate. ϕ2 e ϕ3 sono gli sfasamenti tra le tensioni di fase E1 = E2 = E3 = E e le correnti di linea Pertanto. I2 e I3 sono le correnti di linea e ϕ1 .

si ricava Pa + Pc = VI1 cos (ϕ1 − 30◦ ) + VI3 cos (ϕ3 − 90◦ ) Espandendo le relazioni trigonometriche. si ottiene cos (ϕ1 − 30◦ ) = = + = cos (ϕ3 − 90◦ ) = = + = cos (ϕ1 + 30◦ − 60◦ ) = cos (ϕ1 + 30◦ ) cos (60◦ ) + sin (ϕ1 + 30◦ ) sin (60◦ ) = √ 1 3 ◦ cos (ϕ1 + 30 ) + sin (ϕ1 + 30◦ ) 2 2 cos (ϕ3 − 30◦ − 60◦ ) = cos (ϕ3 − 30◦ ) cos (60◦ ) + sin (ϕ3 − 30◦ ) sin (60◦ ) = √ 1 3 cos (ϕ3 − 30◦ ) + sin (ϕ3 − 30◦ ) 2 2 101/158 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici .Misure di Potenza Reattiva Sommando Pa e Pc .

per l’inserzione di Aron. si pu` scrivere o √ 1 3 Pa + Pc = (Pa + Pb ) + Q 2 2 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 102/158 = Sostituendo.Misure di Potenza Reattiva Pertanto. si ottiene . P = Pa + Pb . risulta Pa + Pc = √   1    cos (ϕ1 + 30◦ ) + 3 sin (ϕ1 + 30◦ ) +   VI1    2 2√   1     cos (ϕ3 − 30◦ ) + 3 sin (ϕ3 − 30◦ ) =   +VI3   2 2 1 VI1 cos (ϕ1 + 30◦ ) + VI3 cos (ϕ3 − 30◦ ) + 2√ 3 + VI1 sin (ϕ1 + 30◦ ) + VI3 sin (ϕ3 − 30◦ ) 2 √ 1 3 Pa + Pc = P + Q 2 2 Ricordando che.

in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo dell’incertezza.a − PU. in genere.c QU = √ 3 ovvero si trascurano.a − PM. i termini di correzione dell’errore sistematico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 103/158 .c √ 3 Per il calcolo dell’incertezza.Misure di Potenza Reattiva La potenza reattiva assorbita dall’utilizzatore U risulta Q= Pa − Pb + 2Pc √ 3 La misura risulta affetta da errore sistematico dovuto agli autoconsumi dei wattmetri La potenza reattiva corretta risulta. quindi QU = PU. si assume come modello del misurando PM.b + 2PM.b + 2PU.

quindi a Q = QU ± U (QU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 104/158 .Misure di Potenza Reattiva L’incertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza reattiva. si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .b 2 + 4u PM.c 2 Per determinare l’incertezza estesa U (QU ). risulta 1 u (QU ) = √ 3 u PM.a 2 + u PM. in questo caso.

Misure di Potenza Reattiva Lettura 1 1 P1 R1 W1 I1 Z1 I2 2 P2 R2 W2 Z2 O I3 3 Lettura 2 1 P 1’ R1 W1 I1 Z3 Z1 I2 2 P 2’ R2 W2 Z2 O I3 3 Z3 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 105/158 .

Misure di Potenza Reattiva ` Una variante dell’inserzione Righi e la cosiddetta inserzione ` Barbagelata. ponendo Pa = P1 . tramite la quale e possibile determinare la potenza reattiva in un sistema trifase a tre fili simmetrico. si pu` scrivere o P2 −P1 = V21 ·I2 −V12 ·I1 = −V12 ·I2 −V12 ·I1 = V12 · −I1 − I2 = V12 ·I3 = Pc Quindi. si pu` utilizzare la o stessa formula ricavata per l’inserzione Righi per determinare la potenza reattiva Q Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 106/158 . utilizzando due coppie di letture successive di due wattmetri (quattro misure di potenza) La prima coppia di letture viene ottenuta dai due Wattmetri inseriti secondo Aron. mentre la seconda coppia di letture viene ottenuta dagli stessi due wattmetri in inserzione simmetrica ` E facile dimostrare che Pc = P2 − P1 Infatti. Pb = P2 e Pc = P2 − P1 .

1 − PM.1 − PU. data da QU = PU. in genere.2 − PM. in quanto praticamente ininfluenti per il calcolo dell’incertezza.1 √ 3 Per il calcolo dell’incertezza.2 + 2 PM. quindi.1 QU = √ 3 ovvero si trascurano. si assume come modello del misurando PM.2 + 2 PU. i termini di correzione dell’errore sistematico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 107/158 .Misure di Potenza Reattiva La misura risulta affetta da errore sistematico dovuto agli autoconsumi dei wattmetri La potenza reattiva corretta risulta.2 − PU.

risulta 1 u (QU ) = √ 3 u PM.2 2 + 4u PM. a Q = QU ± U (QU ) . si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` . in questo caso.2 2 + 4u PM.1 .Misure di Potenza Reattiva Lincertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza reattiva. quindi.1 2 + u PM. Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 108/158 . 2 Per determinare l’incertezza estesa U (QU ).

Misure di Potenza Reattiva Z1 1 Wa V1 V3 Z2 2 Wb V2 Z3 O 3 Wc Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 109/158 .

riportata alla tensione di riferimento VR . la potenza reattiva. risulta 2 VR QR = QU 2 VM Il valore di VM deve essere calcolato come nel caso della misura di potenza attiva L’incertezza tipo relativa che grava sulla potenza reattiva riportata alla tensione VR risulta u (QR ) = ˙ u (QU )2 + 4˙ (VM )2 ˙ u dove u (QU ) = u (QU ) /QU e u (VM ) si determina come nel caso della ˙ ˙ misura di potenza attiva Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 110/158 .Misure di Potenza Reattiva Nel caso in cui venga richiesta una misura si potenza reattiva in funzione della tensione.

quindi a Q = QR ± U (QR ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 111/158 .Misure di Potenza Reattiva L’incertezza tipo assoluta per la misura di potenza reattiva risulta pari a u (QR ) = u (QR ) QR ˙ Per determinare l’incertezza estesa U (QR ). si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .

procedendo poi. per ciascun ramo.i  +      M i=1 2    QU. occorre inserire un voltmetro.i    ` dove M e il numero di rami del carico considerati (M = 3 per un sistema trifase a tre fili) ` Se il carico e connesso a stella. quindi. data da a SU =        M i=1 2        PU. occorre inserire le voltmetriche dei wattmetri e i voltmetri sulle tensioni di fase e le amperometriche dei wattmetri e gli amperometri sulle correnti di linea Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 112/158 . un amperometro e un wattmetro su ciascun ramo del carico. come per i sistemi monofase La potenza apparente complessiva sar` .Misure di Potenza Apparente Per misurare la potenza apparente in un generico sistema trifase a tre fili.

c ) U 2 3SU 2 Per determinare l’incertezza estesa U (SU ). la potenza apparente e data da SU = P2 + Q2 U U L’incertezza tipo assoluta che grava sulla misura di potenza apparente.Misure di Potenza Apparente ` Se il carico e connesso a triangolo. risulta u (SU ) = PU + QU √ 3 2 u(PM. in questo caso. e possibile misurare la potenza apparente utilizzando l’inserzione di Righi o l’inserzione di Barbagelata ` In questo caso. si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 113/158 . occorre inserire le voltmetriche dei wattmetri e i voltmetri sulle tensioni concatenate e le amperometriche dei wattmetri e gli amperometri sulle correnti di fase ` ` Se il sistema e simmetrico.b ) 2 2 SU + 4Q2 u(PM.a ) 2 2 SU + PU − QU √ 3 2 u(PM.

Misure di Potenza Apparente Il risultato della misurazione sar` . quindi a S = SU ± U (SU ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Qualora sia richiesta una misura di potenza apparente in funzione della tensione VR . risulta 2 VR SR = SU 2 VM Il valore di VM deve essere calcolato come nel caso della misura di potenza attiva Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 114/158 .

si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` . pari a u (SR ) = u (SR ) SR ˙ Per determinare l’incertezza estesa U (SR ). risulta u (SR ) = ˙ u (SU )2 + 4˙ (VM )2 ˙ u dove u (SU ) = u (SU ) /SU e u (VM ) si determina come nel caso della ˙ ˙ misura di potenza attiva L’incertezza tipo assoluta per la misura di potenza apparente risulta.Misure di Potenza Apparente L’incertezza tipo relativa che grava sulla misura di potenza apparente. in questo caso. quindi. quindi a S = SR ± U (SR ) Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 115/158 .

Misure in Regime Non-Sinusoidale Si consideri un circuito in cui la tensione o la corrente o entrambe le grandezze siano periodiche con frequenza f . detti armoniche. i valori di cresta ` delle armoniche di tensione e corrente. rispettivamente.k k    k=0 k=0 dove ω = 2πf .k C. qualunque sia la forma dei segnali ∞  ∞       V sin (kωt)  I sin (kωt + ϕ )     p = vi =     C. anzi nella maggioranza dei casi avviene esattamente il contrario ` La potenza istantanea (p) e sempre uguale al prodotto dei valori istantanei di tensione (v) e corrente (i). ma non siano sinusoidali Se ciascun segnale viene scomposto in serie di Fourier. ma ampiezza e fase diverse Non necessariamente tutte le armoniche sono presenti. mentre ϕk e lo sfasamento tra le armoniche di indice k di tensione e corrente Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 116/158 .k e IC. mentre VC. si ottengono tanti termini di tipo sinusoidale.k sono. con frequenza pari ai multipli interi di f .

Misure in Regime Non-Sinusoidale v Tensione. Potenza i p P Tempo (b) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 117/158 . Corrente. Corrente. Potenza i p P Tempo (a) v Tensione.

implica che nel o ` sistema e in gioco potenza reattiva Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 118/158 . stando a significare che non transita potenza attiva Il fatto che siano in gioco correnti e tensioni.Misure in Regime Non-Sinusoidale Se si sviluppa il prodotto. mentre nell’altro la corrente ha un’armonica di quinto ordine ` In entrambi i casi. il valore medio della potenza istantanea e nullo. si ottiene un numero di termini molto elevato (a causa dei prodotti incrociati) In un caso la corrente ha un’armonica di terzo ordine. per` .

Misure di Tensione e Corrente Si consideri un circuito in cui sia la tensione. sia la corrente non siano sinusoidali Entrambe le grandezze possono essere espresse tramite sviluppo in serie di Fourier Il valore efficace della tensione viene definito come ∞ V= i=0 Vi2 dove Vi sono i valori efficaci delle singole armoniche di tensione Il valore efficace della corrente viene definito come ∞ I= i=0 Ii2 dove Ii sono i valori efficaci delle singole armoniche di corrente Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 119/158 .

i Ne consegue che il voltmetro o l’amperometro sono sempre in grado di fornire l’indicazione corretta del valore efficace di tensione o corrente (almeno nel campo delle frequenze industriali) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 120/158 .Misure di Tensione e Corrente Nei voltmetri o negli amperometri elettromagnetici. ogni armonica di tensione o di corrente produce una coppia motrice Cm.i proporzionale al quadrato del valore efficace dell’armonica stessa ` L’equipaggio mobile e globalmente sollecitato dalla somma delle singole coppie Cm.

considerando anche eventuali componenti costanti (in questo caso ϕ0 = 0) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 121/158 . rispettivamente. sia la corrente non siano sinusoidali La potenza attiva viene definita come ∞ P= i=0 Vi Ii cos (ϕi ) dove Vi e Ii sono. i valori efficaci delle armoniche di tensione e corrente ` La potenza attiva e quindi costituita dalla sommatoria dei prodotti scalari (in senso vettoriale) di tutte le combinazioni di tensioni e correnti sinusoidali aventi la stessa frequenza e secondo il relativo angolo di sfasamento.Misure di Potenza Attiva Si consideri un circuito in cui sia la tensione.

i ` L’equipaggio mobile e globalmente sollecitato dalla somma delle singole coppie Cm.i ` Ne consegue che il wattmetro e sempre in grado di fornire l’indicazione corretta della potenza attiva in gioco nel circuito su cui si effettua la misura (almeno nel campo delle frequenze industriali) In un sistema polifase a N fili.Misure di Potenza Attiva Nei wattmetri elettrodinamici. la misura di potenza attiva pu` sempre o essere effettuata con N − 1 wattmetri Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 122/158 . ogni contributo Vi Ii cos (ϕi ) produce una coppia motrice Cm.

rispettivamente. costituita dalla sommatoria dei prodotti vettoriali di tutte le combinazioni di tensioni e correnti sinusoidali aventi la stessa frequenza e secondo il relativo angolo di sfasamento (eventuali componenti costanti danno contributo nullo in quanto ϕ0 = 0) Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 123/158 . sia la corrente non siano sinusoidali Anche per la potenza reattiva si possono definire i contributi delle diverse coppie di armoniche isofrequenziali di tensione e corrente ∞ Q= i=0 Vi Ii sin (ϕi ) dove Vi e Ii sono.Misure di Potenza Reattiva Si consideri ancora un circuito in cui sia la tensione. quindi. i valori efficaci delle armoniche di tensione e corrente ` La potenza reattiva Q e.

Misure di Potenza Apparente
` E generalmente accettato considerare, convenzionalmente, come potenza apparente, anche in un circuito in cui sia la tensione, sia la corrente non siano sinusoidali, il prodotto dei valori efficaci di tensione V e corrente I
∞ ∞

S = VI =
i=0

Vi2
i=0

Ii2

dove Vi e Ii sono, rispettivamente, i valori efficaci delle armoniche di tensione e corrente Tale definizione non ha un chiaro significato fisico Infatti, confrontando le espressioni di P, Q ed S, si pu` verificare che o S 2 > P 2 + Q2

Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici

124/158

Misure di Potenza Apparente

Infatti, n´ l’espressione di P, n´ l’espressione di Q tengono conto dei e e prodotti tra i termini non isofrequenziali presenti nell’espressione della potenza istantanea p Dik = VC,i sin (iωt) IC,k sin (kωt + ϕk ) con i k, che, invece, sono presenti nella espressione di S

Esistono diverse teorie per interpretare i termini aggiuntivi presenti nel bilancio delle potenze in regime non-sinusoidale, tra le quali vale le ` pena di citare, oltre alla teoria di Budeanu, che e la pi` diffusa, anche la u teoria di Shepherd e Zakikhani, la teoria di Sharon e la teoria di Czarnescki

Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici

125/158

Teoria di Budeanu
Budeanu esprime la potenza apparente S mediante tre componenti mutuamente ortogonali
La potenza attiva P

P=
i=0

Vi Ii cos (ϕi )

La potenza reattiva Q Q=
i=0

Vi Ii sin (ϕi )

La potenza reattiva deformante D
∞ ∞ 2 2 2 2 Vk Im + Vm Ik − 2Vk Vm Ik Im cos (ϕk − ϕm ) con m m=0 k=0

D=

k

Vi e Ii sono, rispettivamente, i valori efficaci delle armoniche di tensione e corrente, mentre ϕi sono gli sfasamenti tra le armoniche di indice i di tensione e corrente
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 126/158

rispettivamente.Teoria di Budeanu La potenza reattiva deformante D assume valore nullo quando tutte le armoniche di corrente sono proporzionali a quelle di tensione e quando tutti gli sfasamenti relativi ϕi sono uguali Si pu` dimostrare che o S2 = (VI)2 = P2 + Q2 + D2 dove V e I sono. i valori efficaci di tensione e corrente La potenza reattiva deformante non ha alcun significato fisico. anche se viene associata alla potenza reattiva Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 127/158 .

conviene fare riferimento ad una classica misurazione che viene effettuata per determinare la cifra di perdita dei lamierini magnetici utilizzati nelle macchine elettriche.Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo Quando le misure di potenza devono essere effettuate su circuiti non-lineari. risulta ` che se B e sinusoidale non lo pu` essere H e viceversa o Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 128/158 . nelle quali essi sono sottoposti a magnetizzazione alternata I suddetti lamierini presentano una caratteristica B = f (H) non-lineare e dipendente dalle vicissitudini a cui gli stessi vengono sottoposti (cicli di isteresi) Si deve anche tenere presente che essendo B e H interdipendenti. si deve porre particolare attenzione alla interpretazione dei risultati ottenuti Per chiarire i concetti.

Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 129/158 .

mentre la ` ` forma del campo H (che e quella della corrente nel circuito) e appuntita ` Se e. per cui l’induzione magnetica B risulta sinusoidale. considerando B sinusoidale. la forma di B risulta appiattita La potenza magnetizzante (induttiva) perde allora significato preciso. u all’alimentazione del circuito elettrico con tensione sinusoidale impressa. invece. si pu` . ad esempio. appunto perch´ B ed H non sono entrambe sinusoidali e In tal caso. fare o riferimento al valore efficace HE ed assumere come potenza magnetizzante specifica Per unit` di volume a QV = Per unit` di massa a QM = √ 2πfBHE √ 2π fBHE η ` ` dove η e la densit` di massa (o peso specifico) e f e la frequenza a Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 130/158 . sinusoidale H (corrente sinusoidale impressa). convenzionalmente.Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo ` Il primo caso e il pi` comune e corrisponde.

rispettivamente il valore minimo e massimo dell’induzione magnetica Poich´ W e l’energia dissipata per ogni ciclo. e rappresentata.Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo Un secondo importante problema riguarda le perdite nel materiale magnetico. che sono da attribuire a due fenomeni distinti: l’isteresi e le correnti parassite A causa del fenomeno di isteresi. perci` . per passare alla potenza e ` basta tenere conto della frequenza Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 131/158 . durante la magnetizzazione viene ` fornita al materiale una energia. dall’area del ciclo di isteresi a Si pu` . che non e poi interamente restituita durante la smagnetizzazione ` L’energia perduta. in una certa scala e per unit` di volume. che si trasforma in calore. scrivere o o W= Bmax HdB Bmin dove Bmin e Bmax sono.

nonch´ e inversamente proporzionali alla resistivit` del materiale a Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 132/158 . per la presenza di un flusso dell’induzione magnetica alternato.5% ` Un’altra sorgente di perdite e dovuta al fatto che. si ha la circolazione di correnti parassite Le perdite per correnti parassite sono proporzionali ai quadrati di induzione magnetica.5 con l’induzione magnetica stessa Per limitare le perdite per isteresi il lamierino viene ottenuto da una lega ferro-silicio. frequenza e spessore del lamierino.Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo ` Si e soliti esprimere le perdite per isteresi PI con una relazione del tipo PI = kI fBn ` dove kI e una costante e n un parametro. detto coefficiente di Steinmetz.5 e 2. nello stesso materiale magnetico si inducono forze elettromotrici Essendo poi il materiale un buon conduttore elettrico. che varia tra 1. con silicio intorno al 3.

una espressione del tipo PP = kP f 2 B2 ` dove kP e una costante Le perdite totali nel circuito magnetico possono. quindi.Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo Per limitare le perdite per correnti parassite. i circuiti magnetici vengono laminati e si ricorre a leghe che permettono di aumentare la resistivit` a ` L’isolamento superficiale dei lamierini e oggi ottenuto per ossidazione diretta. durante il processo produttivo Analogamente a quanto detto per le perdite per isteresi. o per le perdite per correnti parassite PP . essere espresse come PU = kI fBn + kP f 2 B2 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 133/158 . si pu` usare.

usati nei u trasformatori di potenza Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 134/158 . viene utilizzata la cifra di perdita. data da CP = PU m Essa rappresenta la potenza dissipata per unit` di massa m da un a materiale magnetico. la o cifra di perdita pu` variare da 0. per quantificare le perdite in un materiale magnetico.Misure su Circuiti Non-Lineari di Tipo Induttivo Normalmente. quando uniformemente eccitato a prefissati valori di induzione magnetica (B) e di frequenza (f ) A titolo indicativo si pu` ricordare che.5 T.8 W/kg a 2. per f = 50 Hz e B = 1.0 W/kg o I valori pi` bassi sono quelli dei lamierini a cristalli orientati.

rispettivamente. insieme ed uniformemente.Apparecchio di Epstein L’apparecchio di Epstein viene utilizzato per determinare la cifra di perdita dei lamierini magnetici Lungo i tubi esterni sono avvolti. tagliati in strisce di lunghezza e larghezza pure prefissate (500 mm e 30 mm. due avvolgimenti detti. in modo da simulare un solenoide. primario e secondario ` Ciascun avvolgimento e costituito da un predeterminato numero di spire (normalmente 600 spire) Per la prova si sceglie una prefissata massa di lamierini (normalmente 10 kg). rispettivamente) Le strisce cos` ottenute devono essere disposte nei tubi in modo che i ı giunti che si formano all’esterno siano alternati e stretti. cos` da ridurre ı l’effetto dei traferri Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 135/158 .

Apparecchio di Epstein Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 136/158 .

Apparecchio di Epstein A W ~ f V Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 137/158 .

preferibilmente di tipo digitale. si considera in grado di fornire una tensione perfettamente sinusoidale Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 138/158 . occorre una sorgente che. per cui e necessario l’impiego di un wattmetro adatto per basso fattore di potenza Per l’alimentazione del circuito. che a consentano di misurare la tensione. in quanto caratterizzati da autoconsumo trascurabile Si deve anche tenere conto del fatto che il circuito risulta fortemente ` induttivo. la potenza. che e la grandezza che interessa Per la misura. per il momento. la corrente e la frequenza.Apparecchio di Epstein ` Esso e caratterizzato dal fatto che il voltmetro e la voltmetrica del wattmetro sono connessi all’avvolgimento secondario dell’apparecchio di Epstein. ottenendo cos` due importanti vantaggi ı Si escludono dalla misura della potenza le perdite dovute alla resistenza dell’avvolgimento alimentato (primario) ` La forza elettromotrice indotta al secondario e direttamente legata ` all’induzione magnetica nel materiale. si devono utilizzare strumenti di buona qualit` .

innanzitutto. si deve.6 kg/dm3 e l = 2. che risulta √ VR = 2πns fR BR A ` nella quale ns = 600 e il numero delle spire dell’apparecchio Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 139/158 . si ottiene A= m ηl nella quale si pu` assumere m = 10 kg.0 m o ` Poich´ lo scopo della misura e di determinare la cifra di perdita e all’induzione magnetica BR e alla frequenza fR . determinare la sezione A del pacco di lamierini Detti m la massa dei lamierini. η il peso specifico del materiale magnetico ed l la lunghezza totale del circuito magnetico.Misura della Cifra di Perdita con Tensione Sinusoidale Per determinare la cifra di perdita. occorre calcolare la tensione VR che deve apparire ai terminali del secondario per i valori prescelti di BR ed fR . η = 7.

infine. condotte rilevando un certo numero di valori di potenza assorbita.U = PU m L’incertezza che grava sulla misura di cifra di perdita deve essere valutata come incertezza composta Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 140/158 . si determina. si deve determinare il valore della potenza corretta PU ` Il valore della cifra di perdita CP. in modo da escludere eventuali letture affette da errori grossolani Al valore di tensione VR . da CP. ed effettuando l’interpolazione grafica dei punti risultanti.U e dato. quindi. in funzione della tensione a frequenza costante. quindi.Misura della Cifra di Perdita con Tensione Sinusoidale Le misure vengono. la potenza misurata PM Se l’autoconsumo delle voltmetriche del wattmetro e del voltmetro non ` e trascurabile.

dalla tensione VM (si assume il coefficiente di Steinmetz n = 2) e si trascura la dipendenza della cifra di perdita dalla frequenza (si assume f = fR ) L’incertezza tipo relativa sulla misura di cifra di perdita risulta u CP. essere trascurate ˙ Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 141/158 .U = ˙ u (PM )2 + u (m)2 + 4˙ (η)2 + 4˙ (l)2 + 4˙ (VM )2 ˙ ˙ u u u Le incertezze sulla massa u (m). generalmente. sulla lunghezza u (l) e sul peso ˙ ˙ specifico u (η) possono. si assume una dipendenza quadratica della potenza dissipata dall’induzione magnetica e. si assume come modello del misurando 2 PM VR 2m (πns fR BR )2 CP. in genere. il termine di correzione dell’errore sistematico Inoltre. quindi.U = = PM 2 m VM (ηlVM )2 ovvero si trascura.Misura della Cifra di Perdita con Tensione Sinusoidale Per il calcolo dell’incertezza. in quanto praticamente ininfluente per il calcolo dell’incertezza.

U CP.U = u CP.Misura della Cifra di Perdita con Tensione Sinusoidale L’incertezza tipo assoluta risulta. quindi u CP.U ± U CP.U ˙ Per determinare l’incertezza estesa U CP.U . si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .U Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 142/158 . quindi a CP = CP.

per ogni valore di f . per cui. a induzione magnetica costante B = BR . deve essere determinato per interpolazione grafica e deve essere effettuata. si pu` o ottenere la ripartizione desiderata Il valore di PU corrispondente all’induzione magnetica BR . si possono esprimere le perdite per ciclo (energia) WU = PU = kI Bn + kP fB2 f Esse rappresentano una retta in funzione della frequenza. la correzione dell’errore sistematico dovuto agli autoconsumi degli strumenti Sono necessarie almeno due misure a diversi valori di frequenza per poter operare la ripartizione delle perdite Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 143/158 . se necessario. con misure in funzione di f .Separazione delle Perdite Se si desidera effettuare la separazione delle perdite tra perdite per isteresi e perdite per correnti parassite.

Separazione delle Perdite WU kPfB2 kIBn f I valori dei coefficienti kI e kP risultano kI = WU |f =0 WU |f =fR − WU |f =0 . kP = n BR B2 fR R ` ` dove BR e il valore di induzione magnetica di riferimento e fR e il valore della frequenza di riferimento Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 144/158 .

noti i coefficienti αI e αP . infatti. si possono determinare i coefficienti αI e αP . la frazione di perdite da attribuire all’isteresi e la frazione di perdite da attribuire alle correnti parassite. αP = PU PU ` A questo punto. considerando che il valore di n non e tipicamente noto.U = PM αI f 2 2m (πns fR BR )2 fR + αP R 2 fM fM (ηlVM )2 ` dove fM e la frequenza misurata Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 145/158 .Separazione delle Perdite ` Alternativamente. rispettivamente. che esprimono. e possibile tenere conto anche della dipendenza della cifra di perdita dalla frequenza nel calcolo dell’incertezza Il modello del misurando da utilizzare per il calcolo dell’incertezza che grava sulla misura della cifra di perdita. dati da αI = WU |f =fR − WU |f =0 fR WU |f =0 fR . risulta CP.

risulta ˙ ˙ ˙ u CP.U CP. sapendo che αI + αP = 1 e trascurando le incertezze ˙ sulla massa u (m).U . si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` . sulla lunghezza u (l) e sul peso specifico u (η).U = u CP.Separazione delle Perdite L’incertezza tipo relativa sulla misura di cifra di perdita. assumendo fM = fR . ma considerando l’incertezza tipo relativa sulla misura di frequenza u (fM ).U ˙ Per determinare l’incertezza estesa U CP.U ± U CP. quindi u CP.U Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 146/158 .U = ˙ u (PM )2 + 4˙ (VM )2 + (αI + 2αP )2 u (fM )2 ˙ u ˙ L’incertezza tipo assoluta risulta. quindi a CP = CP.

in presenza di una resistenza non nulla in serie alla sorgente di tensione (resistenza interna della sorgente e resistenza dei cavi). a causa della non-linearit` della relazione B = f (H) nel materiale.Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale In laboratorio ci si trova. a sua volta. non-sinusoidale Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 147/158 . al fatto che. la corrente che a ` circola nell’avvolgimento primario dell’apparecchio di Epstein non e sinusoidale Pertanto. la tensione effettivamente applicata all’avvolgimento primario dell’apparecchio di Epstein risulta essere. nella maggior parte dei casi. a dover effettuare la misura della cifra di perdita con una sorgente di tensione che presenta una forma d’onda non perfettamente sinusoidale ` Questo e dovuto. a volte.

risulta che BE BC / 2 e. per determinare le perdite in corrispondenza del valore di induzione magnetica di riferimento BR √ Con tensione non-sunusoidale. in aggiunta. per la legge di Joule. seguono leggi diverse Le perdite per isteresi sono funzione del valore di cresta dell’induzione magnetica BC . infatti. quindi. in conseguenza del fatto che dipendono dal ciclo di isteresi ` e. non e pi` possibile effettuare direttamente l’interpolazione grafica delle misure effettuate. l’esponente di Steinmetz e variabile con l’induzione magnetica stessa Le perdite per correnti parassite sono. legato al valore ` efficace dell’induzione magnetica BE . dal valore efficace dell’induzione magnetica BE ` ` u Ne consegue che. proporzionali al quadrato del valore efficace delle tensioni indotte nei lamierini e dipendono.Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale Le perdite per isteresi e per correnti parassite che si manifestano nel materiale. se la tensione non e sinusoidale. quindi. se si misura il valore efficace della tensione. il valore di BC non e determinabile Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 148/158 .

necessario disporre di uno strumento in grado di misurare il valore massimo dell’induzione magnetica (o una grandezza proporzionale a questa). occorre inserire nel circuito anche un voltmetro a valore medio A W ~ f VE Vm Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 149/158 . quindi.Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale Sarebbe. in aggiunta al voltmetro a valore efficace ` Si pu` dimostrare che il valore massimo dell’induzione magnetica e o proporzionale al valore medio sul semiperiodo della tensione indotta (Vm ) Pertanto.

Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
` √ Il voltmetro a valore medio e generalmente tarato in valore efficace e fornisce, quindi, il valore π/ 2 2 Vm 1.11Vm Per l’esecuzione delle misure si procede come nel caso di tensione sinusoidale, prendendo come riferimento le indicazioni del voltmetro a valore medio In questo modo, si riportano correttamente per via grafica alla√ tensione √ VR = π/ 2 2 Vm , ovvero all’induzione magnetica BR = BC / 2, le perdite per isteresi, ma non quelle per correnti parassite,√ sono che proporzionali al valore efficace della tensione V π/ 2 2 Vm Il contrario avverrebbe se si prendessero come riferimento le indicazione del voltmetro a valore efficace Conviene esprimere i risultati in funzione della tensione fornita dal ` voltmetro a valore medio, in quanto l’esponente di Steinmetz non e costante (si opera ad induzione magnetica massima costante) Dalla interpolazione grafica si ottiene il valore, riportato a √ BR = BC / 2, delle perdite complessive PM
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 150/158

Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
PM PM

VR

1.11 Vm

Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici

151/158

Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale
Se l’autoconsumo delle voltmetriche del wattmetro e dei voltmetri non ` e trascurabile, si deve determinare il valore della potenza corretta PU Per poter procedere alla correzione dei risultati e riportarli al caso di ` onda sinusoidale, e necessario procedere alla suddivisione delle perdite ` Una volta determinati i coefficienti αI e αP , e possibile riportare le perdite per correnti parassite al valore corretto di tensione e, quindi, di induzione magnetica, tenendo conto del fatto che le perdite per correnti parassite dipendono dal quadrato del valore efficace dell’induzione magnetica stessa Le perdite corrette sono date da PC = αI PU + αP PU
2 VR 2 VR,E

` il dove VR,E e√ valore efficace della tensione che corrisponde a VR = π/ 2 2 Vm , ricavato per via grafica (in regime sinusoidale VR,E = VR )
Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 152/158

11 Vm Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 153/158 .E VR 1.Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale V VR.

quindi CP. ˙ quindi.Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale Nel caso in cui non sia possibile determinare sperimentalmente αI e αP .U e data. convenzionalmente. in quanto ininfluente per il calcolo dell’incertezza.U = PC m Per il calcolo dell’incertezza di misura si assume come modello del misurando 2 PM VR 2m (πns fR BR )2 CP.5 La cifra di perdita corretta risulta. αI = αP = 0. da u CP. anche la correzione dell’errore dovuto alla tensione non-sinusoidale ` L’incertezza tipo relativa sulla misura di cifra di perdita u CP.U = = PM 2 m VM (ηlVM )2 trascurando. si usa assumere.U = ˙ u (PM )2 + u (m)2 + 4˙ (η)2 + 4˙ (l)2 + 4˙ (VM )2 ˙ ˙ u u u 154/158 Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici . ` per esempio perch´ non e possibile effettuare misure in funzione della e frequenza.

Misura della Cifra di Perdita con Tensione Non-Sinusoidale Le incertezze sulla massa u (m). si scelgono opportunamente il livello di confidenza e il fattore di copertura Il risultato della misurazione sar` .U Occorre poi determinare il numero di cifre significative da utilizzare nell’espressione del risultato Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 155/158 . generalmente. quindi a CP = CP. pertanto u CP.U ± U CP.U CP. essere trascurate ˙ L’incertezza tipo assoluta risulta.U ˙ Per determinare l’incertezza estesa U CP. sulla lunghezza u (l) e sul peso ˙ ˙ specifico u (η) possono.U = u CP.U .

` ` ns e il numero di spire considerato e A e la sezione dei circuito magnetico Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 156/158 .Misura del Valore di Cresta dell’Induzione Magnetica In diversi tipi di misure industriali che coinvolgono grandezze magnetiche. si rende necessario determinare il valore di cresta dell’induzione magnetica BC ` Si pu` dimostrare che BC e proporzionale al valore medio della o tensione indotta Vm . come per esempio nella misura della cifra di perdita di un materiale magnetico tramite l’apparecchio di Epstein. purch´ la forma d’onda della induzione magnetica e passi per lo zero due volte per periodo Si considerino le forme d’onda dei valori istantanei dell’induzione magnetica b e della forza elettromotrice di autoinduzione o indotta e Si pu` allora scrivere o e = −ns dφ db = −ns A dt dt ` dove φ = bA e il valore istantaneo del flusso dell’induzione magnetica.

Corrente –BC Tempo Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 157/158 .Misura del Valore di Cresta dell’Induzione Magnetica BC V m b e T/2 Tensione.

ovvero. la lettura del voltmetro sar` a V = 1. misurato ad ` esempio con un voltmetro magnetoelettrico e dato da Vm = 2 T T/2 0 edt = 2 T BC −BC −ns Adb = − 2ns A 2BC = −4ns AfBC T avendo indicato con T il periodo. con f la frequenza e con BC il valore di cresta dell’induzione magnetica ` ` Questa relazione e valida in quanto la forza elettromotrice indotta e ` nulla quando e nulla la derivata dell’induzione magnetica.Misura del Valore di Cresta dell’Induzione Magnetica Risolvendo. ` quando quest’ultima e massima ` Si tenga presente che. se il voltmetro a valore medio e tarato in valore efficace per forma d’onda sinusoidale.44ns AfBC Piero Malcovati – Misure Elettriche – Misure Industriali con Strumenti Analogici 158/158 .11Vm = −4. si ricava edt = −ns Adb Il valore medio della tensione Vm riferito al semiperiodo.