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Giuseppe Bellantonio

MASSONERIA DA SFOGLIARE

MODI E MODE
Parte I: i MODI Da pi parti, ed in particolar modo attraverso i visitatori ed i blogger del Notiziario Massonico Italiano, mi pervenuta tra le altre la richiesta di esprimere una nota di approfondimento su una questione molto trattata direi che rappresenta uno dei primi gradini dell'ABC del Massone - e quindi scontata nei contenuti, tanto che in un certo senso trovo una qualche remora a trattarne pur se a beneficio di chi possa aver palesato una certa qual confusione al riguardo. In ogni atto che compiamo c' un modo, e questo riguarda il come si debba operare, seguendo quelle che amiamo definire essere le regole, le norme ma anche solo le corrette consuetudini. C' poi un altro aspetto che riguarda le mode, ossia quel particolare modo di fare che talvolta a livello inconscio decidiamo di adottare seguendo non la cosa giusta, corretta e opportuna da fare, bens quelle che sono delle tendenze dettate da condotte che in molti hanno gi praticato: degli atteggiamenti e delle procedure gi da altri adottati, che ci appaiono interessanti e/o appaganti e che adottiamo senza interrogarci a fondo sull'utilit reale di quanto andremo a fare; una sorta di effetto traino che porta solo ad imitare ci che altri hanno gi fatto. Si segue una moda, appunto, che per lo pi limitata nel tempo ed alla quale spesso ne subentrano altre accantonando quelle precedenti, specie qualora quanto intrapreso sia stato frutto di condotte superficiali carenti di un radicamento profondo e sopratutto di convincimenti originati da idee, progetti, programmi e programmi attuativi definiti per raggiungere obiettivi definiti, enunciati, trasparenti e condivisi. In questa nota che vuol trattare di modi e mode - affronto subito il concetto di modo seguendo un certo fil rouge : cos che gli elementi siano il pi possibile conseguenziali tra di loro. Un Fratello o una Sorella presente in un ambito territoriale dove non esistono altre Regolari Logge di uno stesso gruppo, costituisce di per s un punto (parlando di geometria anche esoterica): una presenza quindi viva, visto che il soggetto attivo e quotizzante presso una qualche regolare Loggia. Quando questi punti si moltiplicano ossia, vi siano altri soggetti

regolarmente Iniziati che facciano riferimento al medesimo gruppo e che quindi palesino di voler operare insieme raggiungendo il numero minimo di tre, ci troviamo in presenza di un triangolo: triangolo che, come tale, pu iniziare ad operare con una certa continuit e nel rispetto di una ritualit minima quanto essenziale. Ritualit riposta pi nella regolarit dei comportamenti e dell'apprendimento che non nella pienezza di una completa ed effettiva ritualit operativa che, con tutta evidenza, in siffatto contesto non trova eccessivi spazi per poter essere espressa compiutamente. Per poter operare e quindi essere riconoscibili (ma anche eventualmente riconosciuti) come tali i componenti del triangolo stileranno un idoneo verbale costitutivo, decidendo se e con quale nome contraddistinguere detta neoformazione, e nominando un coordinatore (figura che presiede alle attivit ed alle relazioni formali: motivo per cui viene anche qualificato con il titolo di presidente del triangolo). Qualora questo triangolo in persona dei suoi componenti intenda operare sotto gli auspici di una Grande Loggia, una volta assolte le procedure d'obbligo, si dice che questo opera facendo vertice sulla stessa. La Grande Loggia che in questo caso non pu rilasciare alcun documento costitutivo, n un Breve di Licenza (leggasi: autorizzazione temporanea) ma solo un documento di presa d'atto di norma emette un documento a firma della Gran Segreteria attraverso il quale, anche ai sensi delle norme di Legge in vigore, ne attesta la regolarit documentale e la decisione di aver iniziato un percorso di corretta e completa adesione alla Grande Loggia stessa. Va ricordato che nelle more i componenti del triangolo continuano a far parte attiva e quotizzante - del pi di lista di una Loggia, detta Loggia di appartenenza: fatto salvo l'ottenimento di eventuali permessi o congedi di tipo sospensivo e quindi temporaneo. Se, come negli auspici, il numero degli Iniziati come sopra indicati tende a crescere, arrivando al numero di cinque, possiamo dire che il contesto assume una forma pi completa e propedeutica alla possibile nascita di una nuova e regolare Loggia. Con la crescita a cinque membri, il triangolo si trova evidentemente nella condizione di poter operare con contenuti di migliore e maggiore spessore, quindi con una concreta prospettiva di crescita. Questa struttura imperfetta, ma embrione di una Loggia compiuta nel proprio procedere sviluppa determinati e ben precisi atti e traccia tutta una serie di documenti interni utili a contraddistinguerne la libera attivit, l'operato di tipo rituale, gli obiettivi. Nel caso in cui tale embrione abbia delle attese concrete (leggasi: seria possibilit di accrescere rapidamente il numero degli aderenti) - sempre

prendendo in esame un triangolo che operi facendo vertice su una Grande Loggia - invalsa la consuetudine di agevolarne la costituzione in Loggia mediante delle temporanee adesioni. In pratica, attraverso il sistema della doppia appartenenza (nota: azione abbandonata ovvero ormai non consentita nei gruppi pi tradizionalisti e corretti; lo storico ha dimostrato che spesso se ne fatto estremo abuso, favorendo in modo anomalo la creazione di nuove Logge, specie nei periodi immediatamente precedenti momenti importanti, qual' ad esempio - il rinnovo della cariche di una Grande Loggia) si favorisce l'immissione di nuovi Fratelli, cos che la costituenda Loggia abbia i numeri corretti minimi (sette) per potersi trasformare da triangolo in Loggia. Proprio per sottolineare l'eccezionalit di quello che di fatto un'artificiosit, alla Loggia cos costituitasi non viene immediatamente rilasciata una Bolla di fondazione, bens un'autorizzazione momentanea quanto temporanea: il c.d. Breve di Licenza. La Bolla di Fondazione o Bolla di Costituzione verr rilasciata solo dopo che i candidati potenziali di cui sopra saranno entrati a pieno titolo nella neo-costituita Loggia, ossia dopo che risulti che la Loggia non solo abbia iniziato ad operare, ma che faccia ci in modo giusto e perfetto. Di norma, trascorsi almeno tre mesi dalla redazione del verbale di costituzione periodo, per l'appunto, utile alla Grande Loggia di riferimento per verificare che l'operato della Loggia sia ritualisticamente corretto e qualitativamente soddisfacente si procede alla solenne cerimonia di Installazione, momento nel quale si usi consegnare al Venerabile Maestro a capo della Loggia la Bolla di Fondazione. E' quello anche il momento in cui gli eventuali quanto temporanei membri in regime di doppia appartenenza possono congedarsi dalla stessa: cos che, anche se il loro nome far sempre parte di coloro che hanno materialmente fondato la Loggia, costoro non ne faranno pi parte attiva essendosene formalmente congedati in conseguenza della scadenza dell'autorizzazione temporanea di doppia appartenenza ricevuta dal Centro. Ora la Loggia si regolarmente costituita come tale, e quindi regolare, giusta e perfetta, ed (o almeno lo dovrebbe...) libera, autonoma e sovrana nella propria attivit, pur avendo accettato di essere coordinata dalla Grande Loggia sulla quale ha deciso di fare vertice: quest'atto indicato come atto di sottomissione ed obbedienza. La regolarit nella fase costitutiva, la giusta ritualit nell'Installazione, la richiesta di fare vertice e quindi di aderire ad una Grande Loggia, l'aver prestato atto di sottomissione ed obbedienza e infine l'acquisizione della Bolla di Fondazione, danno diritto alla Loggia che sia in regola amministrativamente con la Grande Loggia di godere dei

relativi diritti: la possibilit per i propri membri di poter accedere alla dinamica di nomine, cariche ed incarichi; la possibilit per il proprio Venerabile Maestro di sedere nella Grande Assemblea per esprimere il proprio voto deliberativo e consultivo (in nome e per conto della Loggia di appartenenza), la possibilit ricorrendone - di designare un Delegato di Loggia. Vale la pena di ricordare come il fare vertice su una Grande Loggia, per molte Logge costituisca una specie di passe-partout che possa consentire di acquisire una maggiore e pi spiccata valenza, l'acquisizione di un indirizzo pi costruttivo e di un ombrello ritualistico-amministrativo arricchito dalla possibilit di utilizzare lo stesso titolo distintivo della Grande Loggia. Un'operazione, questa, che oltre ad offrire dei benefici comporta dei costi e/o delle penalizzazioni non indifferenti riposte nelle rinunce che si fanno all'esercizio libero, autonomo e sovrano della propria attivit, Chiarito abbondantemente che una Loggia, per essere giusta e perfetta e quindi essere riconosciuta e riconoscibile quale RL - ossia Regolare Loggia - deve essere costituita da un minimo di 7 Fratelli, evidente che quando un certo numero di Logge intenda costituire una Grande Loggia questo numero minimo non pu essere che 7. In sintesi: per costituire correttamente una Grande Loggia - regolare, giusta e perfetta, per similitudine con quanto avviene per una normale Loggia indispensabile il raggiungimento di un minimo di 7 Regolari Logge. Ricordiamo che in questa sede stiamo trattando di Ordine Simbolico, ossia dei primi Tre Gradi della Massoneria Azzurra: il percorso, per noi, eminentemente Scozzese con i Gradi dal IV al XXXIII - assolutamente successivo, autonomo e indipendente da quello Simbolico. Accenniamo qui brevemente all'utilizzo del termine Grande Oriente: al di l del suo esatto quanto corretto significato ritualistico-tecnico e anche amministrativo che qui superfluo ricordare - ormai invalso il malvezzo di utilizzare indifferentemente il titolo di Grande Oriente come sinonimo di quello di Grande Loggia: purtroppo - nella grande confusione e nella grande moltiplicazione per divisione che predomina nell'italico contesto - utilizzare l'uno o l'altro per molti ormai la stessa cosa! Credo che, nel concludere questa I parte, sia utile soffermarsi anche sui concetti insiti nei termini federazione e confederazione e quindi nel loro stesso corretto utilizzo. Federalismo sta per sistema politico col quale parecchi piccoli

Stati si riuniscono in un corpo di Stato superiore, mantenendo ciascuno

autonomie capitali (Diz. Melzi), o pi semplicemente sistema politico con il quale pi Stati, pur mantenendo determinate autonomie, si associano in federazione. Il richiamo al termine federazione ci porta al concetto di unione politica tra pi Stati con governo e costituzione unica ma autonomie in vari settori. L'attenzione del Lettore deve concentrarsi su quattro elementi sistema o unione (il che ci porta ad un ente complesso, originato da una fase di unione di tipo associativo); il mantenimento di autonomie (pur in un'ottica superiore, sono poche le rinunce cui si va incontro); il carattere politico dell'azione (con riguardo alla polis di ellenica origine, che ci porta al concetto di

collettivit nel cui primario interesse avvengono atti complessi di governo); infine il coinvolgimento di parecchi piccoli aderenti (la qual cosa giustifica un atto cos solenne: l'unione di molte piccole realt per costituirne una pi complessa). L'etimo di federazione - nel suo significato di alleanza - nel latino foedus, forma pi antica della radice: che la stessa di fedifrago (unione di foedus e frangere); entrambe ci conducono a Fede, divinit allegorica romana, personificazione della lealt e dell'onest (rappresentata da una donna molto anziana con un cane vicino a s. I sacrifici in suo onore venivano offerti porgendoli con la mano destra avvolta in un panno candido). Etimologicamente, il tutto ci porta quindi al latino fides, a sua volta radicato nell'antico bheidh presente nel greco peito (io persuado) e che ha il significato di fidarsi. Quindi, nell'atto di federarsi c' un azione dettata dalla fiducia, dalla lealt, dal credere fermamente in qualcosa che viene considerata come patrimonio comune ma anche come obiettivo del lavoro di rafforzamento. Confederarsi - a mio avviso invece un atto che appartiene pi al concetto di alleanza o di lega, e quindi un'azione pi complessa di quella insita nell'attivit di una federazione: quindi un passo pi completo e di maggior spessore che non quello federativo, che talvolta potrebbe rappresentarne un valido quanto diverso inizio, specie con riguardo ai contenuti. Confederazione infatti la unione politica di pi popoli o di Stati,

retti da leggi proprie, ma con certi interessi e doveri comuni, e stretti da vincoli d'alleanza e con un governo istituito per gl'interessi riconosciuti come comuni (Diz. Melzi); pi sinteticamente unione politica di pi popoli o di Stati, legati tra di loro da vincoli di alleanza. L'etimo ci porta al latino confoederatio, da cum e foederare, che trova anch'esso radice in foedus (quale alleanza).
Molti testi che raccolgono in modo pratico sinonimi e contrari a volte alimentano indirettamente quella confusione che sono in molti a manifestare, poich alla voce dell'un termine indicano quale sinonimo anche

quella dell'altro. Purtroppo in Massoneria, il pressapochismo domina: cos che c un abuso diffuso di termini, che spesso sono utilizzati o peggio scopiazzati senza che si approfondiscano i contenuti, usati quindi in modo improprio. Come fossero una fisarmonica. In realt, come andremo a vedere nella II parte, i contenuti hanno consistenza e valenza diversa. Roma, 25 Novembre 2011
e-mail: giuseppebellantonio@infinito.it

f.to Giuseppe Bellantonio