Alle radIcI del movImento operaIo: |arx e la "PrIma ÌnternazIonale¨

dI Franco FerrarI

Comµnìcczìone cll'ìncontro del 25 ¤enncìo 2008 sµl temc "Lc ncscìtc del movìmento deì
lcvorctorì: l'ìdec socìclìstc, ìl mcrxìsmo, l'cncrchìc", or¤cnìzzcto dcl Cìrcolo Arcì "ll Lìvello"
(RE) e dcl Cìrcolo Arcì "Al Pclczzo" dì S. \ìttorìc (RE).


La conoscenza della storIa della sInIstra
e del movImento operaIo resta, credo, un
Impegno che va mantenuto vIvo. Non
tanto per rIcostruIre una sorta dI
leggenda lacerata daglI avvenImentI
storIcI. Né per pensare dI trovare
soluzIonI pronte aI problemI che abbIamo
dI fronte oggI. PIuttosto per poter avere
uno sguardo pIu ampIo suI processI dI
lunga durata, che cI evItI dI restare
rInchIusI nella contIngenza, nell'attualItà
del gIorno per gIorno.

Non c'e dubbIo che se Il concetto dI
"sInIstra" come parte dello spazIo polItIco
nasce dalla rIvoluzIone francese e IndIca
le componentI pIu radIcalI nella rottura
col vecchIo mondo feudale,
l'avvIcInamento decIsIvo tra sInIstra e
movImento operaIo sI realIzza nel corso
dell'800. E' In questo secolo che sI
delInea e sI radIca a lIvello InternazIonale
quel pensIero polItIco che sI IdentIfIca In
larga parte col suo fondatore: Karl |arx.

|a deve essere chIaro che contrarIamente
a quanto vIene spesso dIvulgato neglI
ultImI annI, soprattutto dalle tendenze
pIu ostIlI alla sInIstra dI IspIrazIone
marxIsta, non sI puo far dIscendere
lInearmente la storIa del '900, In
partIcolare Il fallImento delle esperIenze
dI socIalIsmo dell'UnIone SovIetIca e
dell'Europa dell'Est, come la naturale ed
InevItabIle conclusIone del processo
aperto dalla rIflessIone marxIana.

II pensIero dI harx accompagna Ia
crescIta deIIa nuova cIasse socIaIe

Il movImento socIalIsta nelle sue varIe
artIcolazIonI, spesso In aspro conflItto tra
loro, non nasce d'Incanto dalla testa,
peraltro lucIda, del fIlosofo dI TrevIrI.


Nasce da mutamentI realI e profondI delle
socIetà pIu avanzate d'Europa.
Nell'ottocento sI realIzza un doppIo
processo, strettamente correlato:
l'espandersI della rIvoluzIone IndustrIale e
l'estensIone quantItatIva e qualItatIva dI
una nuova forza socIale, la "classe
operaIa".

Una classe operaIa che vIene sottoposta,
proprIo neI puntI pIu avanzatI del
processo dI crescIta economIca, ad uno
sfruttamento terrIbIle e che sI trova In
gran parte costretta a vIvere In condIzIonI
dI degrado socIale e morale. 0uesta
classe, che ha una fIsIonomIa dIversa da
quella che vedremo profIlarsI nella prIma
metà del '900 con l'affermazIone della
grande IndustrIa dI massa, InIzIa anche ad
organIzzarsI e a porsI con una soggettIvItà
autonoma sulla scena socIale. SI formano
le prIme coalIzIonI con una funzIone
sIndacale dI dIfesa delle condIzIonI dI
lavoro e dI vIta e comIncIano a prendere
pIede le prIme correntI teorIche che
InIzIano a dare forma al pensIero
socIalIsta.

Tendono a perdere rIlevanza le correntI
pIu proprIamente utopIstIche che sI
pongono crItIcamente neI confrontI
dell'assetto socIale esIstente ma tendono
a proporre soluzIonI a volte affascInantI,
ma spesso Ingenue, dI IngegnerIa socIale.
Non poggIando su una base socIale larga,
pensano che una nuova socIetà possa
scaturIre da un dIsegno Intellettuale,
sostenuto da sperImentazIonI operate da
pIccolI gruppI (sono notI I nomI classIcI dI
FourIer, Dwen e SaInt·SImon).

0uando Karl |arx entra sulla scena, lo fa
da erede della grande cultura e fIlosofIa
lIberale tedesca. TrovandosI ad affrontare
anche I problemI socIalI ed economIcI,
modIfIca progressIvamente e
2
radIcalmente la sua prIma vIsIone del
tutto ostIle al comunIsmo, che consIdera,
non a torto, un movImento culturalmente
rozzo e pIuttosto prImItIvo.

A metà del secolo |arx sI avvIcIna ad una
pIccola organIzzazIone che sI chIama
prIma Lega deI CIustI e poI Lega deI
ComunIstI. E' In questo ambIto che
produce quel pIccolo capolavoro
letterarIo passato alla storIa come
|anIfesto del PartIto ComunIsta. Ìn
questo testo sI comIncIa a delIneare un
pensIero che IndIvIdua nel proletarIato e
pIu In specIfIco nella classe operaIa Il
soggetto dI una grande, ImmInente
trasformazIone socIale destInata a porre
fIne al domInIo della borghesIa.

Ìn questa sua prIma esperIenza polItIca,
|arx IndIvIdua gIà alcune deI fondamentI
a cuI faranno rIferImento grandI masse
dalla fIne dell'800, fIno alla seconda
metà del '900. Ìl ruolo del proletarIato
vIene Interpretato non come la mera
affermazIone deglI InteressI dI una parte
socIale. CosI come la borghesIa,
sottolInea |arx, ha svolto un ruolo
storIcamente progressIvo avvIando un
processo dI radIcale trasformazIone deI
rapportI socIalI, anche Il proletarIato
deve svolgere una funzIone posItIva non
solo e non tanto per sé, quanto per
l'Intera umanItà.

Nel |anIfesto sI specIfIca che Il ruolo deI
comunIstI non e quello dI avere obbIettIvI
dIversI dall'InsIeme del proletarIato, ma
al suo Interno dI costItuIrne la
componente che pIu spInge In avantI la
lotta, perché e quella che pIu cerca dI
dotarsI dI strumentI dI comprensIone
dell'IntIero processo storIco e dI tenere
sempre presente la dImensIone
InternazIonale.

7a tenuto presente, se sI legge Il
|anIfesto, che In questo momento |arx
non ha ancora elaborato fIno In fondo la
proprIa analIsI del capItalIsmo, una analIsI
che rItIene fondamentale perché eglI sI
vuole collocare Interamente all'Interno
dello svIluppo del pensIero scIentIfIco. Ìl
ruolo del proletarIato, della classe
operaIa non vIene IndIvIduato sulla base
dI un prIncIpIo morale, a partIre da una
esIgenza dI gIustIzIa che pure e
fortemente sentIta, quanto sulla base dI
una estrapolazIone delle contraddIzIonI
proprIe del capItalIsmo.

Ìl pensIero dI |arx non sI afferma
ImmedIatamente tra le nuove realtà
operaIa che sI vanno Interrogando suglI
strumentI necessarI a mIglIorare la proprIa
condIzIonI e sulla possIbIlItà dI dIventare
soggettI attIvI all'Interno dI una socIetà In
trasformazIone.

Nel nascente movImento operaIo sI
confrontano correntI dI pensIero dIverse.
Una delle pIu fortI soprattutto In FrancIa
e quellI che sI rIconosce In Proudhon, Il
quale sottolInea soprattutto l'Importanza
dell'esperIenza mutualIsta e cooperatIva
pIuttosto che quella del conflItto socIale.
Ìn Cran 8retagna cresce un forte
movImento sIndacale (le Trcde µnìons)
che nonostante la repressIone comIncIa ad
avere un seguIto Importante. Al suo
Interno tendono a prevalere Idee
pIuttosto moderate. Sul pIano polItIco Il
prIncIpale obbIettIvo e rIconoscere un
ruolo aI lavoratorI attraverso l'estensIone
del dIrItto dI voto.

La fondazIone deII'AssocIazIone
InternazIonaIe deI LavoratorI

Nel 1864, dopo che per un paIo d'annI sI
sono svIluppatI deI contattI tra gruppI dI
dIversI paesI, sI forma a Londra
l'AssocIazIone ÌnternazIonale deI
LavoratorI.

0uesta organIzzazIone e dIventata poI
nota come PrIma ÌnternazIonale, perché
successIvamente sI formeranno
l'ÌnternazIonale SocIalIsta o Seconda
ÌnternazIonale, quella ComunIsta fondata
daI bolscevIchI, che dIventerà la Terza, e
InfIne la 0uarta, molto meno Importante
delle precedentI, creata da Trotsky In
esIlIo.

Ì promotorI della PrIma ÌnternazIonale
sollecItano la partecIpazIone dI |arx, Il
quale dopo lo scIoglImento della Lega deI
ComunIstI, non ha pIu partecIpato
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dIrettamente ad un lavoro polItIco
concreto, orIentandosI Invece sul lavoro
dI rIcerca teorIca. |arx decIde dI
accettare l'InvIto. |otIva la sua scelta col
fatto che tra I gruppI promotorI vI sono
organIzzazIonI che dIspongono dI un reale
seguIto operaIo. Non glI Interessava far
parte dI una setta polItIca che non avesse
una qualche Influenza tra I lavoratorI
almeno neI prIncIpalI paesI neI qualI sI
stava svIluppando Il processo dI
IndustrIalIzzazIone.

L'ÌnternazIonale, raccoglIe gruppI e
tendenze che sono Impegnate soprattutto
nella lotta economIca, nella dIfesa deI
dIrIttI fondamentalI deI lavoratorI per
quanto rIguarda Il salarIo e Il
contenImento delle ore dI lavoro, che
tendono ad arrIvare fIno a 14·16 al
gIorno. Ìn questa fase Il capItalIsmo sI
svIluppa senza porsI alcun lImIte nel
lIvello dI sfruttamento verso la forza
lavoro. Le InchIeste socIalI sulla
condIzIone della classe operaIa IndIcano
condIzIonI dI vIta assolutamente
mIserabIlI. |arx pur sostenendo tutte le
lotte e le InIzIatIve per mIglIorare le
condIzIonI dI vIta deI lavoratorI precIsa
l'Idea che non vI sIa soluzIone reale
all'Interno del capItalIsmo. L'unIca
soluzIone dIce |arx e Il superamento del
sIstema del lavoro salarIato.

0IstInguendosI dalle forme dI pensIero
utopIstIche, |arx tende a non elaborare
una IpotesI dI socIetà dIversa, non
fondata sulla proprIetà prIvata, In cuI
pure crede. FItIene che questa
prospettIva dI socIetà comunIsta sIa
fondamentalmente InsIta nella dInamIca
del capItalIsmo stesso. La borghesIa
svIluppando Il capItalIsmo, estendendolo
a tutto Il mondo, demolendo le vecchIe
strutture feudalI crea Il soggetto socIale
che le scaverà la fossa, ovvero Il
proletarIato. Ed e a questo soggetto che
spetta Il compIto dI costruIre la nuova
socIetà, ma non sulla base dI un dIsegno
precostItuIto.

L'ÌnternazIonale, comIncIa a dIventare un
punto dI rIferImento polItIco e Ideale
Importante per la nuova forza socIale che
e nata e sI e estesa numerIcamente con
l'IndustrIalIzzazIone. Ì suoI dIbattItI
determInano In parte Il corso successIvo
da cuI scaturIranno le forze polItIche
operaIe del novecento.

Ìl prImo Importante dIbattIto mette a
confronto le tesI dI |arx con I seguacI dI
Proudhon. La polemIca ha gIà avuto un
traccIa letterarIa In due saggI neI qualI
questI due teorIcI hanno messo a
confronto le proprIe tesI. "La FIlosofIa
della |IserIa", scrItto da Proudhon, al
quale ha rIsposto "La |IserIa della
FIlosofIa".

Per Proudhon Il problema prIncIpale della
classe operaIa consIste nel fatto che Il suo
lavoro sarebbe scambIato con una
quantItà non equa dI denaro e quIndI dI
mercI. Un gIusto salarIo per Il lavoro
operaIo, questo chIede Il socIalIsta
francese. La rIsposta dI |arx e che Il
capItalIsmo sI basa dI per sé stesso su una
quota dI valore prodotta dal lavoro e della
quale sI approprIa Il capItalIsta. Non cI
puo essere quIndI salarIo gIusto all'Interno
deI rapportI dI produzIone capItalIstI, cI
deve essere Il loro superamento.

Ìn una conferenza che tIene per conto
dell'ÌnternazIonale nella antIcIpa alcune
delle analIsI del CapItale, e che verrà
successIvamente pubblIcata con Il tItolo
"SalarIo, prezzI, profItto" chIarIsce alcunI
concettI fondamentalI della sua analIsI del
capItalIsmo.

Nella sua analIsI sempre pIu matura, |arx
precIsa Il concetto dI plusvalore, che
corrIsponde a quella parte dI valore della
merce, che Il lavoratore produce e che Il
capItalIsta non retrIbuIsce fondando su dI
essa la quota dI rIcchezza della quale sI
approprIa, ovvero Il profItto. Ìn questo
modo Il tema dello sfruttamento vIene
posto su basI scIentIfIche.

|arx Introduce un altro elemento: la
necessarIa conflIttualItà del rapporto dI
produzIone tra capItale e lavoro. Ìl
capItalIsta, mosso dall'esIgenza proprIa
del sIstema dI Incrementare la quota del
profItto, tenderà a rIdurre al mInImo Il
salarIo e ad allungare Il pIu possIbIle la
durata della gIornata lavoratIva. E' questa
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contraddIzIone tra InteressI
IrrIducIbIlmente contrappostI che |arx
vede superabIle solo attraverso un
momento rIvoluzIonarIo. CIà quI vIene
affermata l'Importanza della lotta
polItIca e non solo economIca.

0al punto dI vIsta pratIco, nell'ambIto
dell'ÌnternazIonale Il dIbattIto teorIco ha
un Impatto sulla questIone dell'utIlIzzo
dello scIopero come strumento dI lotta. Ì
proudhonIanI lo rItengono non solo InutIle
ma fondamentalmente dannoso. Ìnvece
|arx, ma anche altre correntI
dell'ÌnternazIonale, lo dIfende come
strumento dI lotta. L'AssocIazIone
IntervIene sul pIano pratIco creando una
rete dI solIdarIetà tra lavoratorI che
ImpedIsce Il rIcorso aI crumIrI, una forma
usuale In questa fase grazIe alle qualI la
borghesIa IndustrIale stronca glI scIoperI.

NeI prImI annI dI vIta, l'ÌnternazIonale
sostIene attIvamente anche Il movImento
della FIforma, che sI svIluppa In
ÌnghIlterra, che sI batte per una
democratIzzazIone polItIca basata sulla
conquIsta del suffragIo unIversale. C'e un
altro tema che svolge un ruolo Importante
nel dIbattIto e nell'InIzIatIva
dell'AssocIazIone deI LavoratorI ed e Il
rapporto tra Il momento nazIonale e
quello InternazIonale della lotta polItIca.
ClI InternazIonalIstI sostengono la lotta
per l'IndIpendenza della PolonIa ed anche
Il sorgente movImento nazIonalIsta
Irlandese.

|arx consIdera partIcolarmente posItIvo Il
fatto che la classe operaIa Inglese attestI
la proprIa sImpatIa verso I fenIanI, I
nazIonalIstI IrlandesI che sI battono anche
con la vIolenza contro Il predomInIo
Inglese. La lotta della classe operaIa
rIchIede la fraternIzzazIone al dI là delle
frontIere polItIche ed anche Il rIfIuto pIu
fermo della guerra.

Speranza e tragedIa neIIa Comune dI
ParIgI

Sarà proprIo la guerra ad aprIre la strada
ad una esperIenza fondamentale per Il
movImento operaIo ottocentesco e per
l'ÌnternazIonale: la Comune dI ParIgI.

La guerra scoppIa nel cuore dell'Europa
tra la CermanIa dI 8Ismarck e la FrancIa
dI LuIgI 8onaparte, soprattutto per
volontà dI quest'ultImo. Ì francesI
vengono sconfIttI nella battaglIa decIsIva
dI Sedan nel 1870 e le truppe tedesche (o
meglIo prussIane) sI avvIcInano a ParIgI.

La cIttà sI rIbella al governo che ha
portato Il paese ad una sconfItta cosI
umIlIante e Il potere vIene preso ad un
certo punto dalle correntI polItIche pIu
radIcalI (socIalIste, gIacobIne, ecc.) che sI
basano sulla CuardIa NazIonale. Ìl governo
della Comune approva una serIe dI mIsure
radIcalI sIa polItIche che economIche.

0al punto dI vIsta polItIco sI realIzza un
processo dI democratIzzazIone. 7Iene
Introdotto Il suffragIo unIversale (ancora
solo maschIle) e vIene superata la
dIstInzIone tra potere legIslatIvo e potere
esecutIvo.

La macchIna dello Stato, almeno nelle
IntenzIonI, vIene sottoposta dIrettamente
al controllo dell'elettorato. Ì salarI deglI
elettI e deI funzIonarI vengono equIparatI
a quellI deI lavoratorI. ClI elettI sono
sottopostI ad un mandato ImperatIvo e
sono anche revocabIlI In qualsIasI
momento da coloro che lI hanno votatI.
FusIone del potere legIslatIvo con quello
esecutIvo; eleggIbIlItà dI tutte le carIche,
compresI I magIstratI; separazIone
drastIca del potere polItIco e del potere
relIgIoso: sono questI glI elementI
prIncIpalI.

Nella dIrezIone della Comune confluIscono
correntI dIverse: borghesI radIcalI,
gIacobInI IspIratI alla FIvoluzIone
francese, proudhonIanI, blanquIstI
sostenItorI dell'esIgenza dI una dIttatura
rIvoluzIonarIa, sIndacalIstI,
InternazIonalIstI verI e proprI pIu o meno
InfluenzatI da |arx.

L'esperIenza della Comune emerge In una
sItuazIone del tutto eccezIonale. Ìl regIme
del Secondo Ìmpero e caduto con la
sconfItta mIlItare subIta da parte deI
5
prussIanI. Ìl nuovo governo francese e
espressIone dI una assemblea nazIonale
nella quale prevalgono le tendenze
monarchIche e reazIonarIe. Ìl nuovo
governo, mIlItarmente molto debole,
ostIle allo spIrIto rIvoluzIonarIo ancora
vIvo nel popolo parIgIno, decIde dI
InstallarsI a 7ersaIlles, da cuI Il nome dI
"versaglIesI" con Il quale vengono
spregIatIvamente IdentIfIcatI glI alfIerI
della controrIvoluzIone. Ìn questo caso
non c'e una vera proprIa conquIsta dello
Stato, semplIcemente perché lo Stato e
scappato da ParIgI.

SI tratta dI una esperIenza molto breve,
un paIo dI mesI In tutto che cade, sIa per
alcune Incertezze nella conduzIone
dell'azIone mIlItare, che per l'alleanza
tra I prussIanI e la borghesIa francese che
dI fronte al perIcolo rIvoluzIonarIo
trovano un'Intesa.

La repressIone e molto vIolenta,
concentrata In quella che vIene rIcordata
come la "settImana dI sangue". |IglIaIa
dI comunardI vengono fucIlatI davantI al
muro deI federatI, nel cImItero parIgIno
del Pére LachaIse. Ancora fIno a pochI
annI fa, ognI anno la sInIstra francese
organIzzava deI corteI commemoratIvI deI
cadutI della Comune vIttIme della
brutalItà deI versaglIesI.

0uesta breve esperIenza ha un'eco e un
Impatto enorme In tutta Europa.
Spaventa le classI domInantI, ma
rappresenta un punto dI rIferImento per
tutte le componentI pIu radIcalI del
movImento operaIo e socIalIsta.

L'ÌnternazIonale rIvendIca la Comune
parIgIna come una proprIa esperIenza
anche se In realtà glI InternazIonalIstI verI
e proprI rappresentano al suo Interno una
mInoranza.

|arx scrIve Il documento con Il quale
l'AssocIazIone ÌnternazIonale deI
LavoratorI analIzza e celebra la vIcenda
della Comune per trarne glI InsegnamentI
allo svIluppo ulterIore della lotta operaIa.
A proposIto della Comune |arx parla dI
tentatIvo dI "assalto al cIelo" da parte
del proletarIato, tentato per la prIma
volta ma non rIuscIto.

Non c'e dubbIo, come hanno analIzzato
moltI storIcI, anche dI sInIstra e marxIstI,
che vI sIa stata un elemento dI
costruzIone dI una leggenda
nell'esaltazIone della Comune. |a
l'analIsI che ne compIe |arx, e le
rIflessIonI ulterIorI dI Engels, In una
successIva e Importante IntroduzIone ad
una nuova edIzIone tedesca del lIbretto dI
|arx, e un punto dI rIferImento
Importante per capIre alcune delle loro
Idee polItIche.

La dIttatura deI proIetarIato In harx
e neII'esperIenza sovIetIca

Un tema che e opportuno rIchIamare
proprIo In rIferImento a questo testo e
uno deI concettI pIu controversI lascIatI
daI fondatorI del comunIsmo: la dIttatura
del proletarIato. Una formula lascIata
largamente e gIustamente cadere anche
nel movImento comunIsta da almeno una
trentIna d'annI. |a vale la pena dI
soffermarcIsI anche per mettere In
dIscussIone le letture che vedono un
legame dIretto tra l'esperIenza del
socIalIsmo sovIetIco e le Idee dI |arx.

Ì bolscevIchI rIpresero e rIlancIarono
l'Idea della dIttatura del proletarIato. EssI
sI presentarono come coloro che
rIalzavano la bandIera rIvoluzIonarIa
lascIata cadere dalla grande maggIoranza
della socIaldemocrazIa, In partIcolare
quella tedesca, che per oltre due decennI
era stato Il faro polItIco, IdeologIco ed
organIzzatIvo del movImento operaIo
IspIrato al marxIsmo.

|arx non elabora una IpotesI dI Stato dI
transIzIone fra Il momento rIvoluzIonarIo,
che rItIene InevItabIle, e la costruzIone dI
una socIetà comunIsta non pIu basata
sulla proprIetà prIvata e sul lavoro
salarIato. 0uando |arx parla dI questa
nuova socIetà la IndIca come una forma
assocIata nel quale Il lIbero svIluppo dI
ognuno e la condIzIone del lIbero svIluppo
dI tuttI.

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FItIene che sIa necessarIa una transIzIone
che IndIca nella formula della dIttatura
del proletarIato. Dccorre chIarIre che per
|arx lo Stato e sempre lo strumento della
dIttatura dI una classe sull'altra e questo
non IndIca specIfIcamente una forma
polItIca pIu o meno lIberale. Attraverso la
presa del potere da parte del
proletarIato, la dIttatura e uno strumento
attraverso la quale sI esercIta la forza dI
una classe sull'altra, In partIcolare sulle
vecchIe classI possIdentI, borghesI e
feudalI, ma sI tratta della dIttatura dI una
classe che rappresenta la maggIoranza
della socIetà. 0I una classe che secondo
|arx non ha Interesse a costItuIre una
nuovo domInIo oppressIvo e percIo
dIventa la chIave per un processo dI
lIberazIone generale dI tutta la socIetà.

0uIndI la dIttatura, nella vIsIone
marxIana, non e destInata a costItuIre
una forma autorItarIa dI dIrezIone della
socIetà. 0'altra parte e anche necessarIo
chIarIre che |arx non la IdentIfIca con
una dIttatura dI partIto. E' questo uno
deglI elementI che dIstInguono Il
comunIsmo marxIano da quello che
sorgerà dalla rIvoluzIone d'ottobre
sovIetIca. |entre per |arx Il ruolo dI
protagonIsta resta assegnato alla classe
operaIa, con LenIn e poI ancora dI pIu con
StalIn, la scena vIene domInata dal
partIto.

Naturalmente non sappIamo come |arx
avrebbe valutato le socIetà emerse dalla
rIvoluzIone del 1917. Dccorre tener
presente che la formazIone deI partItI
come strumentI organIzzatI, dI massa,
dotatI dI una IdeologIa relatIvamente
omogenea, ecc. avvIene dopo la morte dI
|arx. Ìl fatto certo e che non c'e
contInuItà dIretta tra la forma concreta
che la dIttatura del proletarIato assume
In UnIone SovIetIca, cIoe la dIttatura del
partIto unIco e al suo Interno dello strato
burocratIco domInante, e la vIsIone dI
|arx.

Non c'e dubbIo che I bolscevIchI russI
reInterpretano la vIcenda della Comune
per motIvare una serIe dI scelte che
vanno In una dIrezIone parzIalmente
dIversa da quella che era l'IspIrazIone dI
|arx.

Dccorre d'altra parte tenere presente che
la vIcenda della Comune, un potere
democratIco a base operaIa, represso con
sproposItata vIolenza dalla reazIone
dIventa un elemento che InfluIsce
sull'Idea che una rIvoluzIone possa
affermarsI solo con la forza e mantenersI
con l'uso spIetato della vIolenza. 0uesto
dI per sé non legIttIma alcune delle scelte
fatte successIvamente, ma ne IllumIna le
ragIonI storIche che l'hanno motIvata.

Engels, nell'IntroduzIone al testo dI |arx
che prIma ho rIchIamato, scrIve a
proposIto della Comune: ecco questa e la
dIttatura del proletarIato. Engels prevede
anche la possIbIlItà dI una transIzIone
pacIfIca e non vIolenta al potere da parte
del proletarIato. ÌndIcando cosI seppure
come mera possIbIlItà una prospettIva che
verrà perseguIta dalla grande maggIoranza
della socIaldemocrazIa tedesca neglI annI
successIvI.

Sarà la crescIta numerIca della classe
operaIa, accompagnata dall'estensIone
del partIto operaIo e da una fItta rete dI
organIzzazIonI culturalI e socIalI, In un
assetto polItIco che consente Il suffragIo
unIversale potrà permettere la conquIsta
pacIfIca del potere.

Nella vIsIone dI Engels come In quella dI
|arx e evIdente che Il socIalIsmo sI
caratterIzza per essere una esIgenza
oggettIva e quIndI alla lunga
InsopprImIbIle, derIvata dal prevalere
della classe socIale destInata a dIventare
numerIcamente maggIorItarIa.

harx, ßakunIn e II probIema deIIa
poIItIca

Tornando alle vIcende della PrIma
ÌnternazIonale, glI annI successIvI alla
Comune ne segnano Il declIno e la
scomparsa e saranno anImatI da un
vIolento conflItto Interno che vede
schIerato da una parte |arx e dall'altra
8akunIn. 0uest'ultImo, dal quale nasce Il
7
movImento anarchIco, accusa Il prImo dI
essere un centralIzzatore autorItarIo.

Ìl dIssIdIo verte sulla necessItà o meno
dell'azIone polItIca. Il cuI fIne, per |arx,
deve essere necessarIamente la conquIsta
del potere. Lo Stato e lo strumento
attraverso Il quale sI mantIene Il potere
del capItale, potere che nasce pero sul
terreno dell'economIa e deI rapportI dI
produzIone.

|arx condIvIde che Il superamento delle
classI debba portare necessarIamente
all'estInzIone delle stato. Non rItIene che
questo possa avvenIre come un atto
ImprovvIso e soprattutto, a dIfferenza dI
8akunIn, non consIdera che Il nemIco
prIncIpale sIa ognI tIpo dI autorItà.

0al punto dI vIsta pratIco lo scontro, che
poI assumerà una valenza generale al
punto da far scaturIre due correntI
polItIche antagonIstIche, verte
fondamentalmente su due questIonI
ImmedIate. La prIma rIguarda la
partecIpazIone deglI InternazIonalIstI alla
lotta polItIca, compresa la partecIpazIone
alle elezIonI. |arx e del tutto favorevole,
mentre 8akunIn e contrarIo.

Ìl secondo punto rIguarda l'organIzzazIone
dell'ÌnternazIonale: per |arx questa deve
avere un certo grado dI centralIzzazIone,
mentre per 8akunIn deve avere un assetto
federalIsta che consenta ad ognI gruppo
che vI aderIsce dI seguIre una proprIa
polItIca.

7a detto che nell'Idea dI |arx non vI era
certo la pretesa dI dIrIgere Il movImento
operaIo da un solo centro. Lo dImostra Il
fatto che vInta la battaglIa neI confrontI
deglI anarchIcI eglI favorIsce dI fatto lo
scIoglImento dell'ÌnternazIonale. 0uesto
sI realIzza con Il trasferImento della sede
neglI StatI UnItI, da dove e pratIcamente
ImpossIbIle dIrIgere forze che per la gran
parte sono ancora dIslocate nel vecchIo
contInente.

Tra |arx e 8akunIn emerge anche una
dIversa concezIone dI quelle che sono le
forze socIalI motrIcI della rIvoluzIone. Per
Il prImo e soprattutto la classe operaIa
della grande IndustrIa, per Il secondo sono
glI elementI dIseredatI ed anche I
contadInI. Anche per questo glI anarchIcI
hanno Il loro seguIto soprattutto In ÌtalIa e
In Spagna, cIoe In realtà dove lo svIluppo
IndustrIale e pIu arretrato.

ChI aveva ragIone tra |arx e 8akunIn: A
me pare che la storIa successIva abbIa
dato ragIone a |arx. L'azIone polItIca
della classe operaIa, la formazIone dI
grandI partItI polItIcI e stato un elemento
fondamentale dI progresso democratIco e
socIale dell'umanItà.

E' d'altra parte vero che alcune delle
preoccupazIone sollevate da 8akunIn,
secondo Il quale porre l'accento sulla
conquIsta del potere e sulla necessItà dI
ImpadronIrsI dello Stato potesse dar vIta a
costruzIonI autorItarIe, alla luce della
stessa esperIenza storIca, non possano
essere Ignorate.

DuaIche concIusIone per comIncIare

Volendo trarre una qualche conclusIone
da questI brevI accennI ad alcunI momentI
dell'esperIenza storIca della sInIstra e del
movImento operaIo dIreI questo:

1) |olte delle ragIonI e delle analIsI
crItIche sollevate da |arx neI confrontI
del capItalIsmo restano valIde, anche se
le socIetà capItalIstIche sono dIventate
sIcuramente pIu democratIche e meno
oppressIve dI quanto non fossero aI suoI
tempI. Parte dI questo cambIamento
derIva proprIo dall'emergere dI una
dIalettIca storIca che ha posto deI lImItI
alle tendenze proprIe del capItalIsmo
ottocentesco IndIrIzzandolo su una strada
dIversa. |a questo non e un dato
acquIsIto una volta per tutte, né sul pIano
polItIco, né su quello socIale.

2) Ìl ruolo della classe operaIa come
agente del cambIamento storIco non sI e
realIzzato neI modI e neI termInI prevIstI
da |arx, anche se non c'e dubbIo che essa
sIa stata una forza socIale produttrIce dI
cambIamentI profondI. Ìn |arx c'era la
focalIzzazIone sull'emancIpazIone
economIca del proletarIato, ma c'era
anche, In InterventI meno dIrettamente
8
polItIcI, un'Idea della rIvoluzIone come
processo dI lIberazIone umana da tutte le
forme dI oppressIone e dI alIenazIone. E'
sottolIneando quest'ultImo elemento che
sI puo Integrare nell'azIone polItIca del
mondo del lavoro Il punto dI vIsto emerso
da altrI movImentI dI lIberazIone.

J) EsIste tutt'ora la necessItà dI una
azIone polItIca autonomIa delle forze che
sI pongono sul terreno della lIberazIone, a
partIre da quella del lavoro ma non solo,
oppure la sInIstra non ha pIu bIsogno dI
questo punto dI vIsta autonomo e crItIco
rIspetto all'attuale assetto socIale
capItalIstIco. E' un tema che e aperto
nella dIscussIone dI oggI anche In ÌtalIa,
ma Io credo che la rIsposta da dare a
questo sIa ancora posItIva. 0eve esIstere
ancora un legame forte tra la sInIstra e Il
mondo del lavoro e questo sI colloca sul
terreno della crItIca e del conflItto socIale
neI confrontI del capItalIsmo. Un
capItalIsmo che da un paIo dI decennI
almeno, nella forma del lIberIsmo, ha
rIdato fIato ad alcune del sue pulsIonI pIu
dIstruttIve, tra cuI quella della guerra
come strumento permanente dI
regolazIone deI conflIttI.

Franco FerrarI

SuII'autore

E' nato e vIve a Parma (ÌtalIa). 0a annI sI occupa delle vIcende delle forze polItIche della sInIstra
marxIsta e alternatIva In ÌtalIa e nel mondo. Ha pubblIcato ¨Le sInIstre In Europa¨ (1994, 0atanews) e Il
supplemento specIale dI AlternatIve ¨Le sInIstre e l'ÌnternazIonale dopo l'89¨. E' autore dI una tesI dI
laurea su ¨Ìl trotskIsmo InternazIonale dalla rIvoluzIone cubana al movImento no global¨. Ha collaborato
come AssocIate EdItor al ¨PolItIcal Handbook of the World¨ (8Inghamton UnIversIty, New York). SuoI
artIcolI sono statI pubblIcatI da ¨Correspondances ÌnternatIonales¨, ¨AlternatIve¨ e altre rIvIste. Cura Il
sIto http://leftwatch.blogspot.com

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