Rosario Turco dicembre 2011 Introduzione Dopo l'articolo RH generale sui numeri naturali, la zeta di Riemann e la zeta Dispari

, in questo breve studio si esamina la zeta ottenibile solo con i numeri pari, che nel seguito definiamo come Zeta pari. Nell'articolo si fa una semplice analisi in campo reale che mostra un evidente legame con la zeta di Eulero, si osservano i valori delle costanti e si analizza il tutto in campo complesso dove si osserva, eliminando determinati numeri dalla serie, come gli zeri spariscono. Da questo studio emergono conclusioni interessanti, ammesso che non ci siano errori, che il lettore attento può segnalare. Definiamo la Zeta Pari come di seguito: Zp(s) =

Zp(x) in [0..6] (campo reale) 10

5

0 1 2 3 x 4 5 6

"# Costanti della Zp #" "Zp(2)="

"Zp(3)="

"Zp(4)="

"Zp(5)="

"Zp(6)="

"Zp(7)="

"Zp(8)="

"# Valore assoluto della Zp#"

|Zp(1/2+I*t)|

2

1

0

10

20 t

30

40

50

Dalle costanti è evidente che, in campo reale, con x pari c'è un legame della Zp con una potenza x di pi greco; mentre per le potenze di x dispari c'è un legame della Zp con il valore della zeta di Riemann valutata in x. Il legame per i dispari 2n+1 è con una formula del tipo Zp(2n+1)=1/2^(2n+1)*Zeta(2n+1). Dal diagramma del modulo della Zp(1/2+I*t) notiamo che la curva scende sull'asse delle ascisse verso i valori: [14.134725, 21.022039, 25.010857, 30.424876, 32.935061, 37.586178, 40.918719, 43.327073, 48.005150, 49.773832, 52.970321, 56.446247, 59.347044, 60.831778, 65.112544, 67.079810, 69.546401, 72.067157, 75.704690, 77.144840]

che sono gli "zeri non banali" della zeta di Riemann e sempre sulla retta critica!

"1/2CIt" (1) Nel seguito verifichiamo anche che le zeta ridotte, cioè con termini in meno, abbiano gli stessi zero ed era prevedibile che ciò non è.

|Zp(1/2+I*t) senza 2|

0

10

20 t

30

40

50

|Zp(1/2+I*t) senza 4|

2

1

0

10

20 t

30

40

50

(2)

Conclusioni Anche tutti i numeri pari sono responsabili degli zero non banali sulla retta critica. Dallo studio si intuisce che, forse, ogni tipologia di numeri a sè stante o con caratterizzazione (solo pari o solo dispari o solo primi) e con uguale cardinalità di infinito danno gli stessi zero non banali. E' intuitivo anche che dietro a tutti i numeri naturali, compreso i numeri naturali con caratterizzazione, esiste una RH generale. Il risultato che qui congetturiamo è che se definiamo una funzione zeta su ogni insieme numerico numerabile (cioè di cardinalità alef 0) ed equipotente - come ad esempio i pari (zeta pari), i dispari (zeta dispari), i numeri primi (zeta di Riemann)- esse hanno tutte gli stessi zeri non banali della zeta di Riemann; per cui ognuno di questi insiemi è studiabile o approssimabile con la zeta di Riemann, il che giustifica il Teorema di Voronin. E' da verificare se su insiemi come R, non numerabili o di cardinalità alef 1, magari con una somma di infinite zeta di RIemann o con le cosiddette "multiple Riemann's zeta" è possibile trovare a questo punto una dimostrazione dell'ipotesi del continuo di Cantor.

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