Una radice amorevole
"Vina bibant homines, animantia cetera fontes", sentenziava un precetto della Scuola salernitana, attorno all'anno Mille: "gli uomini bevano i vini, e gli altri esseri bevano acque di fonte". Non c'è paese che sul vino non abbia coniato un proprio detto. In Cina, la proverbiale saggezza di Confucio si ritrova nella massima "non aspettare la prossima vendemmia per far posto al nuovo vino". Il termine "vino" deriva dalla parola sanscrita "vena", formata dalla radice ven (amare, da cui Venus, Venere). Questa parola ha dato luogo alle altre definizioni. "oinos" in greco; "vinum", in latino: "wein" e "wine" nelle lingue germaniche e anglosassoni. Il vino, dunque, è sempre stato considerato una fonte di vita e di gioia, in tutte le civiltà. Nella Bibbia, si narra che il patriarca Noè, quando si accinse a coltivare la terra, "Iniziò col piantare la vite". Presso molti popoli antichi, il pampino - la foglia della vite - era un simbolo di fertilità. Oltre ad attribuire a questa pianta rampicante significati mistici, gli uomini impararono ben presto a ricavare il meglio dai suoi frutti. Come testimoniano le tavole di Hammurapi, nel 1700 a.C., la viticoltura era ormai diffusa in Mesopotamia e nei meravigliosi giardini pensili di Babilonia, dove tra ortaggi e cereali importati da lontani territori, crescevano vitigni ricchi di grappoli, ordinatamente disposti in lunghi filari. Solo con l'unità dell'impero egiziano, però, che le grandi opere di irrigazione del terreni e di canalizzazione delle acque del Nilo consentono di estendere la coltivazione della vite e di aumentare la produzione di vino. Pian piano, il nettare d'uva sostituisce altre tradizionali bevande, quali l'idromele (miele fermentato, addizionato d'acqua) o il panace, una mistura simile a birra, ricavata da una pianta ombrellifera somigliante al cerfoglio. A quel tempo, la vinificazione si svolgeva già secondo un metodo ben definito: gli schiavi pigiavano con i piedi l'uva entro un enorme tino, il mosto veniva versato in grandi anfore spalmate di resina all'interno, per evitare la fuoruscita del prezioso liquido e garantirne una idonea conservazione. Talvolta, dal mosto cotto e zuccherato si ricavava un liquore denso e aromatico, riservato alla reggia del faraone e alle cerimonie religiose. Il concetto di "sacralità" della vite e del vino - che nelle varie culture viene spesso ricollegato al colore e alla forza rigeneratrice del sangue - è ancora più evidente nelle tradizioni religiose e letterarie dei Greci e del Latini. Nel popolato Olimpo delle divinità greche, un posto di riguardo era riservato a Dionisio, figlio di Zeus e protettore della natura. Nei templi a lui consacrati e nelle campagne circostanti si svolgevano danze e cortei dove le ninfe e i satiri mascherati davano luogo a celebrazioni mistiche; proprio da questo genere di rappresentazioni ebbe origine il genere tragico del grande teatro greco. A Roma, la devozione verso Bacco, il dio dell'uva e della felicità, era diffusissima e spesso le gioiose cerimonie in suo onore - i baccanali - si coloravano di aspetti molto popolareschi e goderecci. "Se il vino dona felicità, la divinità che ci ha fatto un simile regalo non può che essere allegra e benevola": questa filosofia spicciola consentiva al popolino di trasformare ogni vendemmia in un'occasione buona per feste sfrenate. Tra le amene favole tramandate dalla letteratura minore, ve n'è una divertente, che descrive il "carattere" di questa divinità tanto benvoluta. Bacco, a capo di un esercito celeste, vuole conquistare il mondo e, perciò, si prepara a dure battaglie, ma rifiuta ostinatamente l'uso delle armi. Quando Giove gli ordina di conquistare l'Egitto, il divino generale

avrà le membra conquistate dal sonno e dalla stanchezza". Bacco riuscì così a rendere invincibile il suo esercito e a sconfiggere i nemici più bellicosi. "Da questi frutti puoi ricavare un liquido portentoso. Chi ne beve avrà in dono forza. suo precettore. "Se non vuoi spargere sangue spargi qualcos'altro che gli somigli" suggerisce il maestro. fino al Concilio di Trento (1545) viene dispensato ai fedeli nella comunione eucaristica. il quale presenta a Bacco una strana pianta con frutti assai buffi. Ma chi eccede nella libagione. tanto amanti della compagnia da stare raggruppati in moltitudine attorno al gambo. insieme al pane. ma anche nel primi trattati di medicina viene riconosciuta al vino una funzione vitale insostituibile. carmi e poemetti inneggianti alle celesti proprietà del vino si ritrovano a fiumi nella favolistica popolare. Usando con furbizia quest'arma straordinaria. energia e coraggio. il vino nelle cerimonie religiose torna ad assumere un significato profondamente mistico ed intenso. Con l'avvento del Cristianesimo. e per questo motivo vengono coltivati dal clero estesi vigneti. . dal sapore delicato ma di colore simile al sangue.consulta il saggio Sileno. Aneddoti.

La quantità massima. che "Il primo bicchiere riguardo la sete. l'apporto energetico principale è dato soprattutto dall'alcool. Infatti. di cui andrebbero sempre verificati la gradazione e. . dato che l'alcool produce sette calorie per grammo possiamo stabilire che una quantità pari a cento grammi di un vino secco di l0 gradi svilupperà circa 70 calorie. dunque. ma così vario nelle sue diverse caratteristiche di colore. tenendo conto dell'età. oppure a stomaco pieno. la quantità massima di alcool può essere indicata in 7 gr. Si può misurare la quantità giornaliera di alcool indicata a ciascuno. la tecnica della vinificazione. Per una donna. uguale a se stesso. cioè al ai grammi di alcool presenti in cento grammi i prodotto. Diceva il saggio Apuleio. soprattutto nella stagione estiva.Il vino un alimento? Col passare del secoli. rimane quel prodotto naturale di sempre. all'ora. Gran parte degli esperti definiscono il vino come "alimento energetico e complementare": Energetico poiché contiene alcool e talvolta zucchero dalla cui combustione si originano calorie. ma il vino sostanzialmente rimane un alimento originale. È un detto che anticipa i suggerimenti del nutrizionisti sull'assunzione equilibrata e ottimale di bevande alcoliche. Perciò. in 100 milligrammi per ora e per kg di peso corporeo. l'apporto totale in alcool e calorie. il livello di guardia si riduce a 50 millilitri (corrisponde alla quantità d'alcool di mezzo litro di vino). digestivi e superalcolici. che dipendono solo dall'andamento climatico stagionale (un'estate molto assolata. della corporatura e delle condizioni fisiche? E qual è il livello di guardia da non superare? Non basta un semplice calcolo per rispondere a queste domande. di sapore. una dose che. Dunque. può far aumentare il contenuto in zucchero dell'uva e. quindi. quindi. Immodificabile nella sua costituzione. Dal punto di vista nutritivo. in considerazione della corporatura più esile e del minore fabbisogno energetico. di cui però si dovrebbe limitare il consumo. di alcool che il nostro corpo può trasformare ed utilizzare si può stimare. oltre a stimare quanto alcool si beve. per esempio. è importante considerare anche quando lo si assume: stiamo parlando di una sostanza che il nostro corpo può assorbire con differente velocità. in media. si modifica la qualità e la quantità del pasti e delle vivande. cambiano i gusti alimentari e le esigenze nutrizionali dell'uomo. che viene utilizzato per certi processi permettendo un risparmio di energie proveniente da altre fonti. all'incirca. complementare poiché da solo è insufficiente a sopperire al bisogna nutritivi. la composizione del terreno. oltre a limitate quantità di vitamine e di sali minerali. ottenuto dalla fermentazione del mosto di uva fresca. l'apporto energetico di un vino corrisponde alla sua gradazione alcolica. per un uomo di media corporatura e del peso di 70 kg. il secondo l'allegria. il quarto la pazzia". attivo. giovane. Adesso possiamo fare qualche conto. a seconda che venga ingerito a stomaco vuoto (e allora basteranno da 15 a 30 minuti perché passi direttamente nel circolo sanguigno). incrementare la gradazione alcolica del vino) e da una saggia dosatura del fattori produttivi: il tipo di vitigno coltivato. Ad esempio. corrisponde al contenuto alcolico totale di tre quarti di una bottiglia di vino il giorno. Il vino che oggi compare sulle nostre tavole. senza trascurare di inserire nella quantità quotidiana massima anche l'apporto alcolico molto elevato fornito da aperitivi. perciò. il terzo la voluttà. di aroma e di gradazione.

6 13 13.9 11.6 7.9 7. e valuta e sia l'apporto di alcool in grammi il valore energetico in calorie da alcol e in calorie totali (questo ultimo valore prende in considerazione anche gli zuccheri semplici eventualmente presenti).6 5.Cosa contiene un bicchiere? Bevande alcoliche Contenuto in millilitri di un bicchiere medio Alcol (g) Vino a 12 gradi Vino a 13 gradi Spumante Brut Aperitivo (Vermut) Vino liquoroso (Marsala) Birra normale Birra doppio malto Amaro Liquore a 20 gradi Liquore a 40 gradi Brandy Grappa Altre acquaviti 130 (un bicchiere medio) 130 (un bicchiere medio) 100 (una coppa) 40 (una dose) 40 (una dose) 330 (boccale medio) 330 (boccale medio) 30 (una dose) 30 (un bicchierino) 30 (un bicchierino) 40 (una dose) 40 (una dose) 40 (una dose) 11. ecc.2 12. è bene saper riconoscerne il contenuto del bicchiere (o bicchierino.7 13 9 5. boccale. .8 Valore di un bicchiere Calorie da alcol 82 91 63 39 39 55 83 50 34 67 91 92 90 Calorie totali 82 91 71 55 41 101 155 55 137 170 91 92 90 Quando beviamo qualcuna delle bevande alcoliche più diffuse. come quelle riportate in questa tabella.8 9.) medio.2 4.

che compromette tutte le sue qualità organolettiche: colore. che possono essere di cemento. invece. Per la vinificazione in bianco. il vino va dunque colto prima della sua irrimediabile sfioritura. cresciuta. Staccati i grappoli sani e asciutti da un vitigno integro e ben coltivato. con tendenza all'imbrunimento (maderizzazione). si procede ad una preventiva separazione del mosto dalle parti solide. Questo lungo processo di affinamento che conferisce ad ogni vino la sua inconfondibile corposità e la sua anima ha un tempo determinato che varia da vino a vino. il vino nuovo deve affinare il suo "bouquet": la fragranza e il sapore giungono a perfezione attraverso un miglioramento graduale e lento delle proprietà del liquido. A questo punto.formato da polpa. Nelle bucce sono contenute le sostanze coloranti (antociani. Nel vini bianchi. svolge un'azione determinante nel diminuire l'acidità biologica e nell'arricchire il vino di sapore (bouquet).trasformarsi in vino attraverso un lungo processo naturale: man mano gli zuccheri. Durante questa operazione il vino perfeziona anche il colore. L'ossigeno. continuare a "respirare". Come una preziosa rosa. raggiunto il vertice del perfezionamento. Pian piano. per lo più dopo essere stata separata dal dai raspi (diraspatura). per opera di alcuni microrganismi (lieviti) danno luogo alla fermentazione del mosto. . in questa fase. liberandoli anche da altre scorie. ecc. con il travaso nelle botti si separerà il vino dalle vinacce e dai depositi formatisi sul fondo dei vasi per la precipitazione di residui e sostanze organiche. il vino può subire rapidamente un processo di depauperamento. e da un vinificazione condotto a regola d'arte in ogni sua fase. deve avvenire solo nella parte liquida del mosto.Come nasce il vino Non c'è dubbio che un buon vino può nascere solo da una buona uva. Durante questo processo si sviluppa anidride carbonica. che consente la progressiva conversione della sostanza zuccherina in alcool etilico. In seguito. quali batteri e lieviti. cioè dalle bucce e dal vinaccioli: la fermentazione alcolica. l'uva viene pigiata. nel vini rossi gli antociani di colore blu scompaiono e il colore dei tannini si fa più tenue e aranciato. sapore e gradazione alcolica. vendemmiata e pigiata in una stagione favorevole. acciaio o legno . resina. aroma.) che lentamente si diluiscono nel mosto e fanno assumere al vino la sua giusta colorazione. succo e vinaccioli d'uva torchiati e versati nei vasi delle tinaie. però. Grazie alla porosità del legno il vino contenuto nelle botti può. Il mosto così ottenuto . un gas che impedisce l'aggressione dell'ossigeno e la formazione delle muffe. l'ossidazione va controllata perché può dar luogo all'attenuazione dei toni verdolini e brillanti. che non contiene sostanze coloranti rosse.

La guida viticola italiana. quella di Aosta. e il Picolit si trova solo nel Friuli-Venezia Giulia. limo. oggi viene "pilotato" dalla tecnologia affinché il risultato migliori sempre dal punto di vista della qualità. Oggi tra l'altro si usano vasi vinari di acciaio inossidabile che garantiscono una fermentazione perfetta ed una conservazione sterile di questa bevanda.Viti. Ad esempio si sono introdotte moderne pigiatrici che hanno sostituito la tradizionale immagine del tino ove uomini e donne schiacciano i grappoli con i piedi. Tutto quello che un tempo si lasciava solo alla natura. castagno). L'ammodernamento della vigna ad esempio è avvenuto attraverso una selezione accurata sulla tipologia specifica del vitigno. Nelle regioni subalpine le viti però si sono adattate alle condizioni ambientali e quindi sopportano meglio il freddo. Ma per l'invecchiamento di molti vini rossi di qualità restano insostituibili le tradizionali botti di legno (rovere.500 si è passati alle 4. fuori dai valori massimi e minimi di temperatura. Ad esempio il Merlot è diffuso in 53 provincie. a seconda del risultati tecnici che si vogliono raggiungere prima dell'imbottigliamento. si trova in una sola provincia. diventano determinanti per la scelta della sistemazione di un vigneto. Si descrive la vite in ogni sua parte per poter riconoscere e fare identificare la specie. azoto. Regolando la potatura si può ottenere per ogni ettaro di vigna. vitigni e tecniche di produzione del vino Chi viaggia attraverso la nostra penisola in macchina o in treno. il Barbera in 68. La composizione del terreno poi è importantissima per la coltura della vite: la presenza di sabbia. Negli ultimi vent'anni sono avvenute notevoli trasformazioni sia nella coltura della vite sia nella produzione di vino. le innovazioni sono state anche maggiori. compresi i barili di circa 2 ettolitri (barrique). Non si deve pensare però che un vitigno più diffuso sia anche di qualità migliore. Una cura particolare viene riservata al processo di affinamento dei vini bianchi in . traccia ufficialmente la mappa di 330 vitigni cioè di varietà coltivate di viti.000 e più. argilla. ma la loro diffusione varia molto da vitigno a vitigno. ma più zuccherina perché limitata per ogni ceppo della vite. In altri casi si sono aumentate le piante coltivabili per ettaro e così dalle tradizionali 2. Sono tipi diversi di "allevamento" alcuni del quali consentono in gran parte la raccolta meccanica dell'uva. Il Petit Rouge della Valle d'Aosta ad esempio è un vitigno di pregio. fosforo. Quando poi dalla vigna si passa alla produzione vera e propria del vino. filari alti ed impettiti o viti che si sdraiano su reti dove fioriscono e fruttificano a due metri dal suolo o ancora piccole viti con fusto basso come quelle che si usano in collina. l'acidità del terreno insieme al contenuto in calcare. frassino. Per queste selezioni sono oramai mobilitati istituti agrari e tecnici in tutto il mondo. Non meno di 15 C e non più di 30 e non oltre gli 800 metri. una resa simile in uva. La vite ha trovato in epoca moderna le condizioni adatte per svilupparsi e diffondersi dove il clima è abbastanza mite. Quasi una radiografia (il termine tecnico è ampelografia) per sapere tutto su di una vite e distinguerla dalle altre. Gli elementi che rendono un terreno adatto alla vite son più frequenti in collina che in pianura ed il risultato si ritroverà nel vino. Per avere uve selezionate adatte per questo o quel vino il lavoro non è semplice: viene preparato addirittura una specie di identikit. Un lavoro complicatissimo. potassio. di varie dimensioni. resta spesso stupito nel vedere quanta uva si coltiva in pianura ed in collina: pergole a ridosso delle case di campagna.

Il vino dunque può definirsi come frutto della tradizione ma anche delle nuove tecnologie. fruttati. Le tecniche introdotte in Italia hanno delineato un vero "stile" italiano che fornisce vini bianchi freschi. Questa nuova immagine si è diffusa in tutto il mondo aggiungendo valore al nostri prodotti. soavi. .bottiglia.

Qualcuno potrebbe essere tentato allora di dedurne che più o meno ogni vino dovrebbe avere lo stesso sapore. del sapore. sostanze che pur presenti in piccolissime quantità ne determinano robustezza. . Ed infine un vino si definisce secco o dolce per la presenza maggiore o minore degli zuccheri. Ed il colore? Cosa fa un vino di colore rosso più o meno intenso? Questo compito è svolto dal composti. Vi è mai capitato ad esempio di assaporare un vino e definirlo rotondo. Ben pochi poi stanno a riflettere sul fatto che il costituente principale è l'acqua per circa il 90 %. morbido e valutato? Ebbene questi attributi si hanno in presenza di glicerina in buone dosi. in genere tale sapore è dato dall'acido malico che si trova nel frutti un po' acerbi. in altre parole di tutte le caratteristiche che possiede un vino. Questa sostanza è in pratica un alcool (si dovrebbe chiamare "glicerolo") che si sviluppa nel corso della fermentazione. Così ad esempio quando si dice che un vino è "aggressivo". In realtà anche se l'acqua la fa da padrona. Dunque ben 300 costituenti che insieme o autonomamente provengono dalla fermentazione alcolica dell'uva e sono i veri responsabili del colore. il frutto deve avere proprio queste caratteristiche. le cose son ben diverse. colore. è il componente principale di un vino perché presente in una quantità che varia dal 9 al 12%. della corposità.Cosa c'è dentro il vino Se facessimo un sondaggio nazionale probabilmente scopriremmo che nessuno o quasi alzando un bicchiere di vino si pone il problema di cosa vi sia dentro. Il vino ha qualcosa come 300 costituenti. il glucosio ed il fruttosio. dell'aroma. che sono costituenti naturali dell'uva. La fermentazione del mosto d'uva sviluppa poi l'alcool etilico (etanolo) che. Per certi vini. aroma ed "anima". del bouquet. dopo l'acqua. come gli antociani che si modificano con il passare del tempo.

Niente di più sbagliato. magari a stomaco vuoto. D'estate. cappuccio. Due sono gli effetti: l'alcool funziona da vasodilatatore. Arriva subito al cervello dove svolge una funzione farmacologica. . quando poi. come avviene assai spesso in montagna si beve a digiuno o quasi. lo stomaco assorbe l'alcool che va immediatamente in circolo senza essere metabolizzato. brodo. L'alcool infatti agisce in modo assai diverso a secondo della temperatura dell'ambiente. Questo porta a dire che non è opportuno bere alcool quando si sta molte ore al freddo. mentre sarebbe più opportuno dare la preferenza a bevande calde come the. un grappino!". Se invece l'ambiente è freddo. Ne conseguono disturbi di tipo nervoso e neurovegetativo. nel bel mezzo di una giornata frenetica di sci si sente dire "beviamoci un bicchiere di vino!" oppure "che freddo. l'alcool provoca una fuggevole sensazione di calore alla quale segue una dispersione di calore nell'ambiente freddo.Sfatiamo un errore comune Quante volte in montagna. andiamo a bere qualcosa di forte. Un buon bicchiere di vino si potrà consumare se ci si ferma a fare un semi pasto o quando si rientrerà a casa per una merenda o per la cena. influisce sulla pressione e rallenta la circolazione del sangue abbassando la temperatura dell'organismo. ecc. quando il termometro sale molto. l'ingestione di una bevanda alcolica determina un'immediata sensazione di calore e di sudorazione.

Il binomio "vinosalute" è però da legarsi strettamente solo al concetto di uso ed abuso. sempre la ricerca medica ci dice che non è la stessa cosa assumere piccole quantità di alcool sotto forma di vino o di altre bevande alcoliche. Ad esempio il consumo di grassi animali come il burro. da onesto compagno a cattivo e subdolo consorte. Si conferma. con moderazione" confermano infatti le recentissime "linee guida per una corretta alimentazione" dettate dal nostro Istituto Nazionale della Nutrizione. in piccole dosi (2 o 3 bicchieri il giorno) consumato costantemente avrebbe la capacità . favorendo coni la sua rimozione dal sangue che scorre. soprattutto quello da vino. Ebbene mettendo a confronto Francia e Stati Uniti dove il livello dei consumi di questi grassi è molto simile.i sospetti. che il vino funziona come spazzino delle arterie. ma è indubbio che un moderato consumo di vino può avere alcuni effetti benefici. Così. nel senso che favorisce un aumento nell'organismo delle lipoproteine (H/D/L) quelle che hanno effetti benefici poiché hanno la proprietà di agganciare il colesterolo che passa nelle arterie. sotto l'aspetto della salute.Il vino e salute ovvero … lo diceva Ippocrate "Per vitem ad vitam" cioè la vita nasce anche dal vino. vodka o birra) vi è una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari. ma anche ad esempio antinfluenzale per eccellenza sotto forma di vin brulè. di immergerli ogni giorno in una tinozza di vino rosso caldo. quando non si erano ancora inventati i modernissimi vasodilatatori. Droga dei poveri. Le ricerche sugli effetti benefici del vino si perdono nella notte del tempi: certo che oggi le armi si sono affinate e le verità sono più concrete. "Il vino? Si. nel corso di questi anni. si è riscontrato che la mortalità per incidenti cardiovascolari è minore nel paese europeo e si ritiene che questo vantaggio del francesi sia proprio da attribuire al fatto che bevono vino. La medicina moderna per fortuna ha cancellato molte superstizioni ed ha invece approfondito gli studi per fugare i dubbi o sradicare . Su di un fatto sembrano infatti concordi medici e nutrizionisti: per una buona salute e per mantenersi in buona salute è meglio bere poco vino costantemente che non berne affatto. E un po' come immaginare una locomotiva con tanti vagoni che fermandosi ad ogni stazione caricano tutto il materiale lasciato sui binari che restano così liberi. La NFI (Nutrition Foundation of Italy) ha infatti illustrato in un suo importante convegno sull'alcool svoltosi a Milano che nel Paesi in cui il consumo di alcool è molto vicino ai nostri (ma si beve invece whisky.ove ce ne fossero . la pancetta e così via è considerato responsabile del danni alle nostre arterie. Dal che se ne deduce che non tutte le bevande che contengono alcool hanno gli stessi effetti sulla nostra salute. Sotto il profilo della salute se ne può dedurre che l'alcool. Il vero e grosso limite della nostra bevanda nazionale. Ma allora si può dire che il vino è alimento e farmaco? Forse la definizione è un po' esagerata. gli impediscono di depositarsi sulle loro pareti. Che bere vino in piccole quantità protegga le nostre arterie è stato confermato. Impossibile risalire all'origine di questa abitudine. è solo la quantità che lo trasforma da amico sincero in falso amico. da altre considerazioni sempre svolte dai ricercatori. quando è assunto in piccole dosi. Da sempre il vino è accompagnato da un retaggio di "bene" e di "male". lo strutto. negli studi dello stesso Istituto. uno dei molti che commentano vizi e virtù della nostra bevanda nazionale Un'antica usanza che si tramanda da secoli nelle campagne italiane consigliava alle giovani madri che avessero figli maschi ritardati nel comminare. Un proverbio latino. ma conferma ancora una volta che l'uomo ha sempre visto nel nettare rosso un forte simbolo di virilità.

lo sappiamo . confermerebbero anche utili applicazioni dietoterapeutiche. ma anche del suo "beneficio" varia in funzione del tipo di bevanda. possiede un'azione benefica preventiva e protettiva. il vino si comporta come Giano bifronte: Da un lato . Ma le virtù della nostra bevanda nazionale sempre se assunta in dosi moderate sembrano non finire qui.è un fattore di rischio quando si eccede.6 di media. ma anche al sapore gradevole che stimola la secrezione salivare. Indagini condotte presso l'Istituto di Nutrizione Umana dell'Università di Ferrara. soprattutto in coincidenza con i pasti. Sotto il profilo medico però sull'alcool si dicono molte altre cose: ad esempio che esiste una risposta individuale all'alcool nel senso che la soglia della sua "pericolosità". delle modalità di assunzione e delle occasioni di consumo.4. Concesso o proibito a seconda delle tolleranze individuali. Dinnanzi all'occhio clinico del medico. studi condotti in più istituti di ricerca americani hanno evidenziato che se consideriamo pari a uno il rischio di infarto per i "non bevitori".questo ridurrebbe il rischio di alcuni tipi di calcoli biliari. Si dice che nel diabete il vino può svolgere un'azione ipoglicemizzante avendo attenzione al contenuto di zuccheri disponibili nel vino stesso. Le ricerche volte a portare a galla alcune doti "farmacologiche" del vino ci confermano anche che sempre in dosi molto moderate . ma per chi assume vino. Un buon bicchiere di vino tra l'altro esercita pure un'azione digestiva. grazie non solo alla presenza dell'alcool. gastrica e intestinale.di pulire le arterie dal colesterolo facendo scendere il rischio delle malattie cardiovascolari. quelli che consumano alcool moderatamente vedono scendere il rischio a 0. . quando invece si assume in dosi moderate nell'alimentazione di tutti i giorni. della predisposizione genetica ed anche del nostro peso corporeo. scende a 0. Dall'altro. Ad esempio rivolgendosi in particolare al tipo di bevanda.

la legislazione che regola la materia è molto complicata e prevede un etichettaggio non sempre decifrabile dall'acquirente. sigle. prezzi. qualche nozione di base. ma anche da uve del vitigno Merlot. la ragione sociale e la sede della azienda imbottigliatrice. giacché la maggior parte degli italiani predilige passeggiare con questi vini di prezzo più accessibile.Quanti tipi di vino Non c'è dubbio che lo squisito bouquet di un "parli da solo": anche un palato riconoscere dal gusto e dall'aroma i qualità. "Vino da tavola bianco delle Puglie"). significa che per la produzione di quel vino sono state utilizzate esclusivamente. significa che sono state utilizzate uve provenienti esclusivamente. per legge devono essere specificati la gradazione alcolica. tra i tanti esposti in negozio? A quali informazioni contenute sull'etichetta bisogna dedicare una speciale attenzione? A volte lo dei consumatori meno esperti passa in rassegna migliaia di denominazioni passa differenti. . non solo dal Veneto. se compare l'anno della vendemmia significa che almeno l'85% delle uve utilizzate per quella produzione sono state raccolte nella vendemmia indicata. Possono essere venduti anche con nomi di fantasia o con il marchio del produttore. provenienze.uve della zona specificata. E d'altronde. per la quale è richiesta apposita autorizzazione ministeriale. o almeno per l'85%. "Merlot del Veneto Vino da tavola"). il volume nominale. che potrà esservi utile nella scelta del vino più adatto al vostri gusti e alle vostre esigenze. perciò. Quando in etichetta viene indicata la provenienza geografica (ad esempio. diverso formato dei contenitori. Ad esempio. A grandi linee. Inoltre. Altre informazioni contenute in etichetta sono supplementari. marchi. Ma come individuare un vino particolare. Vengono prodotti con uve bianche o rosse provenienti da vitigni diversi. se viene riportato il nome del vitigno (ad esempio. o in prevalenza . e così pure.almeno per l'85% . Però sia l'annata sia il nome del vitigno possono essere indicati in etichetta esclusivamente per vini che portino l'indicazione della loro origine geografica. Vogliamo fornirvi. i vini che si trovano in commercio in Italia si possono dividere in: Vini da tavola Rappresentano la fetta più consistente del mercato. e si confonde tra colori.

C. dal gusto e dalla composizione particolare distinguiamo diverse categorie: Vini frizzanti Questa categoria. da qualche anno gode di molta simpatia tra i consumatori italiani. cioè delle fascette numerate applicate sul tappo.O. Grecia e Portogallo gli omologhi vini d'origine e di qualità. La produzione.O. e Controllata Garantita D. Finora.5 atmosfere anziché minimo 3 atmosfere) e un tipo di confezione e tappatura in genere diverso da quello tradizionale degli spumanti stessi.O. La prestigiosa categoria "comunitaria" del VQPRD.G. Secondo la definizione riconosciuta in ambito CEE.O.. del Barolo. che devono essere sottoposti alla degustazione prima dell'imbottigliamento.C.. Nell'ambito di questa categoria si distinguono i vini D. che sta ad indicare "vino di qualità prodotto in regione determinata". I processi di vinificazione sono sottoposti a stretti requisiti che assicurino la qualità e dettagliate prescrizioni regolano la gradazione alcolica. viene eseguita nel rispetto di norme assai severe in materia di zona d'origine e composizione ampelografica dei vigneti.O. che in Italia pone alla ribalta soprattutto il Lambrusco. anche la sigla VQPRD.Vini a Denominazione d'Origine Controllata D. Si tratta di vini spumeggianti ma con una pressione inferiore a quella degli spumanti (massimo 2. e D.C. si tratta del Barbaresco.O. in Francia comprende le A. ma anche parecchi vini bianchi.O. che è obbligatoria. del Chianti. rilasciate agli imbottigliatori in numero limitato.G. che si forma in . del Brunello di Montalcino. secondo il quantitativo di ettolitri prodotto. del Vin Nobile di Montepulciano e dell'Albana di Romagna. l'invecchiamento e le caratteristiche organolettiche.C. Tra gli altri vini.C. che in Italia equivale alle D.G. Germania. questi prodotti possono riportare. solo una nobile e ristretta cerchia di vini italiani può vantare la denominazione di origine controllata e garantita. (Appellation d'origine controlée) in Spagna.G.C.C. e in Lussemburgo i vini con "Marque nazionale".C. in quantitativi limitati. o D. mentre sulle bottiglie vengono apposti dei contrassegni di Stato. oltre alla loro qualifica D. Vini spumanti Le mille bollicine e la forte pressione interna che determina il classico botto all'apertura della bottiglia sono opera dell'anidride carbonica.O.

a determinare il suo sapore peculiare è l'artemisia. Appartengono a questa classe anzitutto il Marsala e poi vini come Moscato passito di Pantelleria. oltre al diversi Moscati. Vini aromatizzati Si distinguono per il gusto caratteristico determinato dall'aggiunta di estratti naturali. Vernaccia di Oristano. Tutti i vini aromatizzati hanno una gradazione alcolica compresa tra i 16 e i 22 gradi e un contenuto zuccherino non inferiore a 14 grammi per 100 millilitri di vino (se all'uovo almeno 25 grammi). ecc. Quest'ultima definizione. Il vermut è senz'altro il più noto tra questi vini. Vini liquorosi Sono vini di gradazione alcolica effettiva compresa tra i 15 e i 22 gradi. però. Malvasie. Cinqueterre Sciacchetrà. Aleatici. dovrà essere modificata per disposizione della CEE.modo naturale nel vino spumante durante il processo di fermentazione alcolica. Caluso passito. Due sono i metodi di spumantizzazione adottati dal produttori: mediante autoclave (metodo Charmat) oppure lasciando spumeggiare spontaneamente il vino già imbottigliato (metodo Champenois). . in quanto può dar luogo a confusione con le denominazioni degli spumanti d'Oltralpe. ma i1 vermut "dry" deve avere non più grammi di 4 grammi di zucchero e almeno 18 gradi di alcool effettivo.

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si abbinano a calici svasati dalla forma appena rettilinea. qualche consiglio molto stringato attinto dai "saggi" del vino. Eccovi. dal profumo delicato e ancora un po' crudo. Ma se agli ospiti proponete uno spumante dolce. È il consiglio di uno tra i più noti esperti nel Gotha dell'enologia italiana. per favorire 1'ossigenazione del vino e l'esposizione alla temperatura ambiente. . perciò. che accolga tutta la fragranza del vino. Attenzione con gli spumanti! La classica flute. che facciano scorrere l'aroma verso l'alto. ma assume un'importanza determinante quando intendete valorizzare a pieno il bouquet corposo di un vino speciale. dal gusto amabile e morbido. Il chiaretto o i rosati. agevola lo scorrimento delle bollicine che si sprigionano nello spumante secco. In fondo. alta e sganciata. di carattere austero e dal gusto ben strutturato? Allora dovete preparare un bicchiere di superficie ampia e rotonda. Mai e poi mai la mescita del vino va effettuata nello stesso bicchiere in cui è stata versata in precedenza una bevanda dolce. Se il rosso che porterete in tavola è un vinello giovane.Ogni vino ha il suo bicchiere preferito "Volete mettere alla prova un amico che vanta di essere un grande intenditore di vini? Ebbene: voi servite il vino e a lui fate scegliere il bicchiere adatto". In ogni caso il bicchiere deve essere incolore e di vetro sottile. E in effetti la scelta del bicchiere non è solo una questione di moda e di eleganza. in questo caso è d'obbligo una coppa molto larga e panciuta. per gustare il vino basta avere un po' di gusto. o nel caso vogliate rendere ancor più gradevole per i vostri ospiti il sorseggio di uno spumante fresco e frizzante. è preferibile disporre dei calici tondeggianti ma più sottili. Servirete un rosso d'annata.

a distinguere gli aromi soffusi. l'acidità del vino.l'olfatto. sono le nostre papille gustative: le stimolazioni dolci vengono recepite per prime dalle papille situate sulla punta della lingua. mentre i gusti amarognoli sono avvertiti da quelle situate più internamente. e anche tra gli esperti vi sono differenze di opinioni sulle qualità di una determinata annata o sul bouquet di un vino invecchiato. controlla il colore in trasparenza. Degustare. osservando una scena simile alla TV o magari al ristorante. ad apprezzare i sapori delicati che si rivelano solo a chi sa scoprirli. tuttavia. E dopo una breve attesa rompe il silenzio con un perentorio "si". Saper degustare significa scoprire un mondo di sensazioni. alla degustazione vera e propria. vini giovani e vini maturi. il livello di sapidità. perché la fluorescenza del neon potrebbe trarci in inganno) l'aspetto e il colore: un buon vino colpisce l'occhio per la sua brillantezza. l'aspetto limpido e senza velature. e non è per niente difficile. Controlliamo in controluce (ma alla luce naturale. odori e sapori del vino L'esperto controlla i gesti del sommelier che stappa. non ha mai desiderato conoscere i segreti della degustazione? Eppure. Cominciamo col versare il nostro vino in un bicchiere incolore. di vetro liscio e a pareti sottili ma senza riempirlo troppo: il livello deve sempre essere un poco inferiore alla metà. con il naso. un parametro e un linguaggio condivisi da tutti per la classificazione e la stima del valore del vini su scala mondiale. di colore. con maestria la bottiglia ordinata. in un certo senso. quindi. vogliamo far bella figura con gli amici e offriamo loro un buon vino da degustare in compagnia. a volte appena percettibili. imparare si può. e infine sorseggia con gesti studiati. Poi alza delicatamente il bicchiere. Perciò. le più piccole variazioni cromatiche nella brillantezza del vino e nei suoi variegati riflessi. Si può sempre fare marcia indietro. Arbitri in giudizio. che il vino ci trasmette. adesso. ognuno ha i suoi gusti personali. Bisogna predisporsi nel modo migliore a recepire gli stimoli. di profumo e di sapore tra vini comuni e vini millesimati. in modo che l'ossigenazione sprigioni l'aroma del vino. con il palato e con la lingua. e pian piano cogliere con sicurezza le differenze di aspetto. infine. aspettando il responso di ogni sua papilla gustativa. odora il profumo annusando con soddisfazione. e. per verificare attentamente il sapore. non dimentichiamo che il gusto e il sapore si possono "uccidere" o esaltare anche per effetto della temperatura ambientale alla quale il vino deve adattarsi. Poi facciamo roteare con volute ampie il liquido nel bicchiere.Colori. Un'ultima cosa. È quindi di grande importanza educare alla degustazione gli organi sensori mettendoli alla prova con vini diversi. a volte. attraverso il metodo della diversa degustazione si cerca di stabilire un metro di giudizio universale. a riconoscere le tonalità di colore più sfumate. predisporsi ad "ascoltare" le sensazioni che proviamo con l'occhio. E per far questo bisogna educare i nostri organi sensori . come ci insegnano i "grandi" del vino significa. infine. prendiamo nota del suggerimenti indicati nella tabella qui riportata. il gusto e la vista . di emozioni e di sapori che il vino spesso nasconde a chi non sa. e via dicendo. molto importante: quando. non può apprezzarli nella giusta maniera. non vuole. ** tabella *** Barbera 18/29° Dolcetti 16/18° Grignolo giovane 10/12° Freisa amabile 8/12° Malvasia 8/10° Moscato e spumante 5/7° . Chi. ci capita di trangugiare un bicchiere di buon vino invecchiato come fosse aranciata. il colore deve essere netto. a casa nostra. nascosti da odori intensi. Siamo talmente poco allenati a dar retta ai nostri organi sensori che. il gusto di acido e salato viene nettamente distinto dalle papille situate nel fianco. a volte intensi. Certo. Si può passare.

che gli spumanti svaniscono quando l'invecchiamento supera i due anni. tuttavia non conviene conservare un buon vino troppo a lungo. perché un eccessivo stazionamento in cantina potrebbe comprometterne le tipiche caratteristiche organolettiche e rendere il vino troppo acido o senza gusto. il discorso è diverso: se appartengono ad una buona annata ed hanno un discreto "corpo" in bottiglia possono ben sopportare un invecchiamento di 4 o 5 anni.Quanto dura il vino I vini bianchi e i vini rosati possono essere conservati in condizioni ottimali al massimo per 2 anni. invece. Per quanto riguarda i vini rossi. giunge integro fino a 10 anni e più. per esempio. Ricordate. . Il Barolo. Ecco perché si usano le cantine. L'invecchiamento deve essere graduale e quindi lento e per questo viene fatto a basse temperature. infine.

teniamo conto anche di questo. dovremmo controllare che non vi sia troppa umidità o che al contrario non batta il sole che. ad esempio in uno scaffale. il meglio di se stessi. Se si possiede un "posto" per il vino. Come? Chi lo possiede può mettere in funzione un umidificatore così come si fa per le piante o nelle camere dei bambini.Il posto del vino Riponete abitualmente in un sottoscala. "in peggio". altre in materiale plastico. degli ascensori e del traffico possono "disturbarlo". pratiche e resistenti che possono risolvere il problema di chi ama acquistare parecchio vino e conservarlo per alcuni mesi. Esistono del trucchi abbastanza semplici che molti applicano per conto proprio se invece il posto del vino è un luogo secco. sarà utile ricordare ad esempio che esistono in commercio delle scanalature chiamate "cantinette". le capsule e le etichette. fiaschi. L'ideale sarebbe che nel locale vi fosse un'aerazione minima ed una temperatura costante fra gli 8 ed i 22 gradi. del tram. Se il vino viene conservato in cucina. qualunque sia il luogo dove si tiene il vino: le bottiglie devono essere riposte sdraiate. scaldando il legno o la lamiera del mobile. Diverso ovviamente il prodotto con tappo a corona. ma anche troppo elevata. Il vino rifugge da una temperatura troppo bassa. pur non disponendo di un apposito locale. . una volta aperti. ma non disperata. Infatti il rischio è solo quello che invecchi più in fretta. rosato o liquoroso il vino deve bagnare il fondo del tappo che così non si restringe e permette quasi una chiusura ermetica della bottiglia senza alterare il prodotto . pur non disponendo di una vera e propria cantina. alcune di legno. Talvolta la cantina o il ripostiglio sono a sud e d'estate la temperatura può alzarsi tra i 22 ed i 25 o più gradi. Per gli amanti della perfezione c'è da aggiungere anche che il vino ha bisogno di un'atmosfera tranquilla: le vibrazioni dei treni. come quello che possiedono le bevande gassate. Altrimenti funziona sempre un vecchio sistema che è quello di mettere in un angolo un sacco di sabbia da mantenersi umida. modificandone. in un corridoio o semplicemente acquistate un cartone per volta da mettere sugli scaffali della cucina? Niente paura perché vi è solo una regola che va rispettata da tutti. Bianco o rosso. bottiglioni devono comunque rispettare alcune regole per poter dare. il sapore. La situazione per la salute del vino è grave. Bottiglie. alzi la temperatura anche del fiasco o della bottiglia. I fortunati possessori di una cantina vera e propria sono anche informatissimi sull'umidità giusta che deve essere tra il 40 ed il 70 per cento. In questo caso il bottiglione può restare in piedi. Si possono collocare anche in un terrazzo purché non vi batta il sole e la temperatura non scenda sotto i 5 gradi in inverno. Sanno anche che tale umidità non va superata per evitare che si alterino il sughero. Per valorizzare al massimo una bottiglia.

da bere preferite vino bianco o rosso?". Tra l'altro. secco o amabile. ARROSTI DI CARNE BIANCA Vini rossi. morbidi e di medio corpo. Ciò conferma ancora una volta che il vino rosso o bianco. MINESTRA IN BRODO E MINESTRONE Vanno accompagnati con vini bianchi tranquilli. APERITIVI E ANTIPASTI Ottimi come aperitivi e per accompagnare snack e antipasti i vini bianchi. "Vi ho preparato lasagne al forno. .ma non tutti vogliono mischiare troppi gusti e sapori. Per due motivi di fondo: primo. mentre in realtà è il sugo a determinare il vino di portata.. ARROSTI DI CARNI ROSSE Vanno scovati in cantina del vini rossi austeri. una pasta con sugo leggero. profumati ed asciutti. pasta e riso di per sé sono cibi neutri. e anche un semplice discreto intenditore rimarrebbe sbalordito. allora bisogna perlomeno abbinarla al piatto forte del pranzo. senza conoscere quali altre pietanze verranno servite.Gli abbinamenti del vino Ecco qui un "vademecum" degli abbinamenti più armoniosi. perché nel coniugare un piatto con un vino non ci si può basare solo sulla prima portata. Una domanda del genere farebbe sprofondare nella disperazione un enologo. secchi oppure un po' amabili. di medio invecchiamento. di buon corpo. invece. Secondo. l'acidità del vini bianchi secchi e l'anidride carbonica contenuta negli spumanti favorisce la secrezione di succhi gastrici che predispongono il nostro organismo alla ricezione del cibo. perché se una sola qualità di vino è destinata a comparire in tavola. per un riso al burro o una pasta con ragù a base di pesce andrà preferito un bianco secco. I troppo snob pretendono di cambiare vino ad ogni portata. o gli spumanti. LESSI E UMIDI A BASE DI POLLAME Il miglior accostamento è con i vini rossi leggeri. freschi e mediamente secchi. Per esempio una pastasciutta al ragù o un risotto al funghi si combinano perfettamente a un vino rosso di struttura corposa. seguendo le regole del bon-ton enogastronomico. stilato secondo i preziosi consigli di noti gastronomi e ancor più preziosi sommeliers. PASTASCIUTTA E RISOTTO Naturalmente. lega meglio con un rosato. molto spesso deve fare i conti con il riso.

a torte o pasticcini di cioccolata. dolcezza del dessert. ma molto secco. come l'Asti. LESSI E UMIDI DI SELVAGGINA (DA PELO) Sono piatti che si accompagnano perfettamente a vini rossi di ampio gusto e profumo. LESSI E UMIDI A BASE DI CACCIAGIONE (DA PENNA) Occorre un vino rosso che si lasci gustare. gli altri Moscati. molto invecchiati. Per torte. i vini rossi leggeri o i bianchi asciutti si accompagnano bene ai formaggi freschi. perché la scelta è legata alla differente quantità di grassi contenuti. Con i molluschi e i frutti di mare.. la scelta del vino più adatto va fatta in base alla. mentre se servite un pesce bollito e sgrassato conviene abbinargli un bianco fresco e gentile. biscotti. . e cosi via. oppure vini bianchi dolci o abboccati.LESSI E UMIDI A BASE DI CARNI BOVINE Richiedono la compagnia di vini rossi giovani e generosi. DOLCI Lo zucchero vincola molto la scelta del vino. le Malvasie. Gli esperti dicono che nessun vino andrebbe abbinato alla cioccolata. l'Aleatico. FORMAGGI È davvero difficile accostare il vino giusto ad un determinato formaggio. il Vin Santo. PESCE Con pesce alla griglia o in frittura dovete prevedere un vino bianco secco. sempre un vino bianco.. elegante e di corpo pieno. Si possono proporre vini spumanti dolci o amabili. In via di massima. e al gelato: gusto e sapore ne risulterebbero distorti. zuccotti e così via. mentre a quelli stagionati e piccanti si abbinano meglio i vini rossi di struttura più robusta.

Se ci si è scordati di aprire in tempo la bottiglia. Infine. vanno aperti qualche tempo prima di consumarli. . più a lungo affinati. cosi si riuscirà a far bene ossigenare il liquido lasciando eventuali sedimenti sul fondo.Il momento giusto Il vino non può arrivare in tavola all'ultimo momento. in modo da recuperare la goccia dentro l'imboccatura. Quanto? Gli esperti consigliano di "dosare" il tempo in relazione all'invecchiamento: calcolate all'incirca un anticipo di un'ora per ogni anno trascorso dalla data di vendemmia. per evitare spiacevoli macchie di vino sulla tovaglia. Bisogna ricordare che i vini rossi. basta far ruotare di mezzo giro la bottiglia al termine della mescita. basterà travasare il vino in una caraffa di vetro. Una volta stappata la bottiglia (senza scuoterla di troppo) versare lentamente il vino dentro il bicchiere tenendo l'imboccatura appena appoggiata al bordo del calice.

In cantina è bene conservare alcuni esemplari di un grande cru. E anche in casa. anche un semplice arrosto o un comune bollito possono cambiar aspetto. del gusto e dello stile che sta dietro al "pianeta vino" un mondo che vive nell'attualità.Fare bella figura con il vino Il vino oggi sembra essere rimasto vittima delle sue stesse virtù: nell'epoca del fastfood. il vino sta tornando di gran moda. Per esempio. del pasto veloce. alle tartine a base di uova. Siamo agli antipodi della filosofia. non vi troverà sprovvisti del vino giusto. Grazie alle mille. . spumante dolce. non si sa mai. anche tra i giovani si sta diffondendo l'abitudine a scegliere del buon vino e nasce il desiderio di scoprire nuovi raffinati modi di bere. così. proporre dei vinelli giovani. Ma non è il caso di scoraggiarsi se si dispone di una sola qualità di vino. Questo non significa essere a tutti i costi "tradizionalisti" nella scelta del vini. Si accostano bene al salumi. potreste pentirvi di non aver fatto un'intelligente provvista di vini. alla carne cruda. Quando arrivano i parenti da lontano un vino sincero rallegra la compagnia. ma continua a produrre con i saggi metodi del passato. invece. un vino d'annata e di provenienza geografica certa: l'arrivo inaspettato di un ospite di riguardo. c'è un vino giusto per ogni occasione. inimitabili sfumature del suoi sapori. l'elegante bicchiere di spumante o frizzante secco inizia a prendere il posto dell'aperitivo qualunque. L'importante è saper scegliere. oppure si può offrire in alcuni casi una bottiglia di un vino molto selezionato o raro. si sta già prendendo una grande rivincita. questa bevanda-alimento è stata trascurata a vantaggio delle soft-drink. però. Ma anche al bianchi va lasciato molto spazio: non tenetene di una sola qualità. L'importante è che sia buono: vi darà soddisfazione in ogni caso. proposte al pubblico senza troppi problemi di qualità o di conservazione. Perché la coppa che festeggia un incontro deve essere speciale: nei momenti dolci. Ma è da sempre l'ambiente domestico a esaltare in modo particolare le qualità del vino. In esempio: accostato ad una bottiglia di quelle buone. delle bevande gassate e della birra. e naturalmente prodotte su scala industriale in enormi quantità e con gusti-standard. e al banco vengono serviti sempre più spesso i vini novelli italiani. Il vino. bisognerà. accostare sapori e profumi e gusti coordinati. In certe circostanze. ma in questo caso non va fatto l'errore di ricorrere ad un grande vino d'annata. teneri e leggeri. leggermente aciduli. Anche al bar. seguendo l'esempio dei Beaujolais francesi. meno impegnative e consumabili in fretta e furia. potete anche rompere le regole servendo un rosso come aperitivo.

Aromatico Asciutto Austero Bouquet Brusco Corposo Debole Delicato Duro Elegante . Si possono evocare i tempi dell'orchestra. Un vino la cui percentuale di zuccheri è tra i 12 e i 45 grammi per litro. Si potrebbe parlarne con amici diversi dando a ciascuno una versione differente. ascoltare un sommelier o un esperto di vino quando parla di una bottiglia è come assistere ad uno spettacolo ove il linguaggio è appropriato. Si dice di un vino che conserva l'aroma dell'uva di origine. Si dice di un vino ricco di alcool e estratto secco dove sapore e colore sono strutturalmente in armonia tra loro.Il linguaggio del vino Descrivere un vino e impresa ardua: sarebbe esempio di descrivere una sinfonia di Mozart. finezza e pregio. l'attenzione sulla "voce" del primo violino o sulla potenza degli ottoni senza riuscire tuttavia a dare l'impressione dell'effetto che la musica ha prodotto su di noi in quella particolare atmosfera. Vino tendente all'aspro. Un vino non ancora affinato. Ecco le più frequentemente usate. Così è per il vino quando si è neofiti. Caratteristica di grandi vini rossi di alta gradazione e struttura. Quando il vino ha tonalità gialla simile all'ambra. aspro. È il vino che lascia in bocca una sensazione di "pulito". Al contrario. ma non sgradevole. Si definisce un vino che ha caratteriste di armonia. Guai osare definire un vino se non conosciamo la "battuta" del copione. Si dice di un vino di razza che ha pregio ed armonia. È tipico dei vini da dessert. Si dice di un vino disarmonico in cui sapore acido e quello di tannino sono elevati. Termine usato per definire un vino scarsamente dotato di alcolicità. Letteralmente significa mazzo di fiori. ma è una definizione negativa nei bianchi secchi perché questo colore si assume quando sono troppo invecchiati. ricercato e ben preciso. Si riscontra in un vino invecchiato bene ed è l'insieme delle percezioni olfattive. E così in ogni trattato che si rispetti c'è un dizionarietto delle "parole" del vino. Si attenua con l'invecchiamento. Abboccato Acerbo Amabile Ambrato È un vino con un residuo di zuccheri naturali compreso tra i 4 e i 12 grammi litro. Lo è quasi sempre un vino giovane soprattutto un rosso che deve maturare.

piacevole ed equilibrato. Con questa importante parola si vuole indicare un vino che proviene da vitigni o vigneti superiori alla norma. È un vino ottenuto da uve nere o bianche che sono stare appassite per un certo periodo. eccezionale e completo.Equilibrato Il temine viene usato per indicare un vino in cui tutti i componenti sono in giusta proporzione tra di loro. struttura e dolcezza sono molto affini ai liquori. Si definisce un vino equilibrato con buon tenore alcolico e che da una sensazione completa. Sinonimo di un vino ben strutturato. Un vino pronto ad essere bevuto che all'assaggio non presenta asprezze o durezze. Si dice di un vino della vendemmia più recente. Un vino che ha un certo contenuto di zucchero ma che non sovrasta sugli altri sapori. Un vino che ha aroma e grado di alcool molto accentuato. È un vino che per naturale fermentazione ha presente una certa quantità di anidride carbonica. Termine improprio che tutttavia caratterizza un vino. morbida ma non dolce. . Inebriante Si dice di un vino che all'assaggio dà una piacevole esaltazione Leggero Liquoroso Maturo Millesimato Dicesi di un vino che fornisce in etichetta l'indicazione dell'anno di produzione cioè della vendemmia. Si tratta di vino ben equilibrato la cui morbidezza è accompagnata da brio. Sensazione caratteristica olfattiva e gustativa di un vino giovane. Morbido Nervoso Nobile Passito Pastoso Pieno Potente Robusto Si definisce così un vino che dà una sensazione gradevole. È la sensazione che dà un vino giovane nel quale si ha un netto sapore di frutta fresca matura. Dicesi di vini che per la gradazione alcolica. Trattasi di un vino a bassa gradazione alcolica. Un vino che supera i 14 gradi alcolici e che dà all'assaggiatore un senso fortificante e di benessere. Franco Fresco Frizzante Fruttato Generoso Giovane Grande Si dice di un vino che esprime sensazioni nette e ben definite per profumo e sapore.

. Un vino che dà una sensazione semplice ed immediata. È quel vino in cui lo. ricco di glicerina e morbido nel contenuto di zuccheri. Stagionato È un vino che senza essere vecchio ha raggiunto la sua giusta maturità. Tranquillo Vellutato È un vino che ha terminalo la sua fermentazione e non sprigiona più anidride carbonica. È un vino che richiama alla mente sensazioni morbide. carezzevoli come quelle del velluto. È un vino che dà sensazioni fuggenti nell'odore.Rotondo Schietto Secco Sfumato Un vino con moderata acidità totale. zucchero si è trasformato completamente in alcol. nel colore e nel sapore.