Il Traffico e lo Smaltimento Illegale di Rifiuti

Il business del traffico e dello smaltimento illegale dei rifiuti avvelena l’ aria, l’ acqua, le coltivazioni e i prodotti agricoli che arrivano sulle nostre tavole.

Definizione di Ecomafia
Le organizzazioni criminali che arrecano danno all’ ambiente sono definite Ecomafie, termine coniato da Legambiente. Vengono definite ecomafie anche attività (sempre illegali) nell’ ambito delle escavazioni, nel traffico degli animali esotici, ilo saccheggio dei beni archeologici e l’ allevamento di animali da combattimento. Le regioni in cui è registrato il più alto tasso di attività eco mafiosa sono la Campania, la Sicilia, la Calabria (dove sono presenti le principali organizzazioni mafiose).

Le aree di smaltimento
Le principali aree dello smaltimento abusivo si trovano nel sud Italia. Nel nord è stato accertato lo smaltimento di fanghi tossici come fertilizzanti. L’ Italia è anche crocevia di traffici internazionali illegali di rifiuti provenienti da tutta Europa e destinati in Nigeria, Romania e Monzambico.

Una discarica abusiva in Nigeria.

Casi
Un significativo caso da ricordare è quello della società italiana O.D.M. (Oceanic Disposal Management) che avrebbe gestito, dietro il paravento dei “penetratori”, un intenso traffico di rifiuti radioattivi caricati su diverse “carrette dei mari” e poi fatte affondare in segreto in diversi punti del Mediterraneo (mar Adriatico, mar Ionio). Caso famoso è quello della Jolly Rosso, che nel 1990 finisce piaggiata nei pressi di Vibo Valentia. Sulla Jolly Rosso, oltre a una ingente quantità di rifiuti altamente tossici (due mesi solo per raccoglierli tutti correttamente dalla stiva della nave), viene rinvenuta una mappa dei fondali più adatti allo smaltimento per penetrazione con indicati due luoghi coincidenti con due inabissamenti sospetti. Nonostante la O.D.M. sia sotto inchiesta in Italia, ha continuato e aumentato imperterrita la sua attività di inabissamento di penetratori e nonostante la sua illegalità, ha aperto numerose sedi in tutto il mondo. È invece di quest’ estate la notizia di un pentito mafioso che avrebbe indicato le coste calabresi come un vero e proprio cimitero di navi affondate illegalmente e contenenti ogni

¤ a livello di TRASPORTO: possono venire compromessi/falsificati i documenti di classificazione della merce in modo da dirottare il carico o farlo scomparire. anche se le loro sparizioni sono effettive. Risale al 1997 il primo rapporto redatto da Legambiente sui movimenti eco mafiosi. trasportatori… Le persone sotto inchiesta appartengono spesso alla malavita organizzata (mafia. Dal 2002. imprenditori. 679 arresti e 2279 denunciati tra funzionari pubblici. dopo l’ approvazione del decreto Ronchi. ci sono state 109 inchieste. Nel 1995 viene istituita la commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e da allora sono stati condotte parecchie operazioni di polizia contro il traffico illegale di rifiuti. Ma è solo nel 2002 che grazie al “decreto Ronchi” è possibile perseguire penalmente gli autori dei reati ambientali.sorta di rifiuto. purtroppo nessuna nave è stata ritrovata. trattamenti inadeguati. abbandono in discariche abusive e/o luoghi non adatti (cave. Il giro d’ affari stimato per difetto è di circa 7 miliardi di Euro l anno e solo dal 2005 sono “sparite” nel nulla (quindi non smaltiti correttamente) ben 20 milioni di tonnellate di rifiuti. Prima di questo decreto tutte le faccende riguardanti l’ ecomafia e lo smaltimento illegale di rifiuti non ha ricevuto particolari attenzioni da parte del governo: per anni Legambiente non ha ricevuto risposte alle numerosissime interrogazioni parlamentari effettuate. si può coprire l’ abbandono dei materiali sul posto di produzione. ‘ndrangheta…). Conclusione . ¤ a livello di SMALTIMENTO: con finte trasformazioni. fondali marini…) Un po’ di storia Per la prima volta vengono accettati gli illeciti sull’ ambiente come reati nel 1991. che da allora ogni anno fa il punto sulle condizioni ambientali. camorra. bancarotte fraudolente di impianti di smaltimento. Dal 1994 viene invece istituito da Legambiente l’ osservatorio “ambiente e legalità” in collaborazione con i Carabinieri. I reati ambientali nel ciclo dei rifiuti Lo smaltimento dei rifiuti avviene in tre fasi ben precise (ciclo dei rifiuti: produzione-> trasporto-> smaltimento) e i reati ambientali possono avvenire a ogni livello: ¤ a livello della PRODUZIONE: il produttore può mentire sulle quantità e sulle tipologie di rifiuti da smaltire e/o incaricare dell’ operazione imprese che lavorano sottocosto.

Fonti: ¤ Legambiente.it Martina Micheletti Livia Pappalettere Marta Pelaia . tumori. quali cancri.it ¤ Wikipedia.La soluzione del problema “gestione rifiuti” non è sicuramente semplice ed economica e priva di rischi. immunodepressioni. ma un corretto smaltimento dei rifiuti è necessario per la salute di tutti: le popolazioni che vivono nei pressi di discariche/siti abusivi sono molto più soggette a malattie. lesioni cardiache e broncopolmonari e mutazioni genetiche.