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Dati aperti e portali per una Pa senza ombre


Focus a cura di Domenico Pennone

endere i dati accessibili a chiunque, in base al principio secondo cui, tutte le attivit dei Governi e delle amministrazioni dello Stato devono essere aperte e disponibili per favorire azioni efficaci e garantire un controllo pubblico sul loro operato. Favorire la trasparenza e linnovazione nella Pa, consentendo ai cittadini e alle imprese di fruire in modo semplice e intuitivo del patrimonio informativo disponibile. Contenere la spesa pubblica rilanciando linteresse delle aziende a sviluppare soluzioni tecnologiche innovative. Sono questi gli obiettivi posti alla base delloperazione Open Government, dati aperti e App lanciata con la presentazione del nuovo sito www.dati.gov.it e presentata lo scorso 18 ottobre presso la sede del Dipartimento della Funzione pubblica. ll Portale dei Dati aperti della Pa, nasce dunque per consentire a cittadini, sviluppatori, imprese, associazioni di categoria e alle stesse Pubbliche amministrazioni di pubblicare e usufruire dellimmensa base di dati conservati e prodotti dalla Pubblica amministrazione. Partendo dalle esperienze gi in corso, il portale mira a valorizzare le esperienze esistenti cos come a sensibilizzare e supportare le amministrazioni che ancora non hanno messo in cantiere iniziative specifiche. E, proprio per questo, sul porta26 NOVEMBRE 2011 - n 47

le stato anche pubblicato il cosiddetto Vademecum Open Data, un documento che prova a chiarire come rendere aperti i dati delle pubbliche amministrazioni. Uno strumento, insomma, per supportare operativamente gli uffici pubblici che scelgono di pubblicare i loro dati. Sul sito dati.gov.it gi possibile trovare i link e le descrizioni di 148 database pubblici resi disponibili dalle amministrazioni che per prime hanno aderito alliniziativa. Dati pubblicati in modo accessibile e leggibile e messi a disposizione di tutti coloro che li vorranno riutilizzare per sviluppare applicazioni dedicate o a fini di analisi. Affianca queste iniziative il contest Apps4italy, un concorso aperto a cittadini, associazioni, comunit di sviluppatori e aziende che vorranno progettare soluzioni utili e si spera interessanti basate sullutilizzo di dati pubblici. Il portale e lintera operazione Open Government, dati aperti e App fa seguito alle azioni del governo avviate da qualche tempo nel campo della diffusione dei Dati aperti. Questo percorso, iniziato un anno fa con alcune attivit sperimentali, come quella legata al progetto MiaPA, ha portato, per il momento, alla pubblicazione del primo database in formato aperto degli indirizzi della pubblica amministrazione (RubricaPA) e alla de-

finizione e alla diffusione della licenza Italian Open Data License v1.0 per la pubblicazione dei dati da parte delle diverse pubbliche amministrazioni. La diffusione dei principi dellOpen Data in Italia legato soprattutto alle attivit di nucleo di sperimentatori e di innovatori riunito nellAssociazione Italiana per lOpen Government. LOpen Government (letteralmente Governo Aperto) - si legge nel documento costitutivo dellassociazione - innanzitutto una dottrina secondo cui lamministrazione deve essere trasparente a tutti i livelli e consentire un controllo continuo del proprio operato mediante luso delle nuove tecnologie: Unamministrazione che intavola una costante discussione con i cittadini, in modo da sentire quello che hanno da dire, e che prende decisioni basate sulle loro necessit. E non un caso che proprio dallinterno di quel movimento nascano anche le maggiori critiche al ritardo con cui il processo di liberalizzazione dei dati si sta affermando concretamente dentro la Pubblica amministrazione italiana. LA NORMATIVA In ogni caso, sottolineano gli stessi promotori del progetto, il nostro ordinamento gi contiene le premesse per lapplicazione delle teorie dellOpen-Government e dellOpen Data, soprattut-

Negli ultimi anni la nostra Pubblica amministrazione ha imparato a declinare i principi dellaccesso, del dialogo e della partecipazione dei cittadini al processo decisionale mettendo in cantiere molte iniziative finalizzate a rendere consultabile limmensa base dati conservata e prodotta dagli uffici pubblici grazie a un quadro normativo che favorisce la condivisione

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Il portale dati.gov.it

l portale vuole mettere a disposizione nel modo trasparente, semplice e intuitivo il patrimonio informativo della pubblica amministrazione. Un catalogo dei dataset pubblici disponibili in formato aperto e messi a disposizione di cittadini, associazioni, comunit di sviluppatori e aziende - per la creazione di App, applicazioni e servizi sul web di pubblica utilit. Le sezioni del portale: Cerco i dati, il catalogo con funzioni di ricerca che permettono di selezionare allinterno dei dataset alcuni parametri come formato, licenza, area tematica, e cos via. Condivido i dati, attraverso cui possibile segnalare un dataset della pubblica amministrazione pubblicato gi in formato aperto. Le Applicazioni della Pa, rassegna delle App gi disponibili per i pi diffusi smartphone, realizzate da amministrazioni centrali, regionali e locali. Questa prima raccolta sar poi sostituita da apps.gov.it, un catalogo pi articolato che l andr on line dopo la premiazione del Contest.

to se lo si interpreta come concreta applicazione dei principi della trasparenza amministrativa. Gi con la legge 241/1990 veniva posta con chiarezza la necessit che lattivit amministrativa sia retta da criteri di economicit, di efficacia, dimparzialit - e soprattutto - di pubblicit e di trasparenza. Con la legge 7 giugno 2000, n. 150, che disciplina le attivit dinformazione e di comunicazione delle Pubbliche amministrazioni, il Legislatore ha poi di fatto riconosciuto, per la prima volta nel nostro Paese, il diritto di accesso del cittadino allazione amministrativa, anche attraverso il ricorso agli strumenti di comunicazione elettronica. La legge 150/2000 ha chiesto quindi alle Pubbliche amministrazioni di dotarsi di strumenti essenziali per migliorare le relazioni con i cittadini utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione messi a disposizione dalla tecnologia.

Ecco dunque che il principio della partecipazione attiva e della trasparenza dellazione amministrativa, che trae fondamento dai diritti fondamentali di accesso agli atti derivati dellarticolo 117 della Costituzione e che si rafforza grazie allutilizzo anche delle tecnologie informatiche, pu essere considerata come la base normativa su cui sviluppare i concetti di libero accesso a tutti i dati della Pa italiana. il tema della trasparenza, dunque, ad aver aperto le porte degli archivi pubblici. Trasparenza intesa oggi come accessibilit totale, e che nel testo chiave di riforma della Pubblica amministrazione - il Dlgs 150/2009 - trova la sua naturale attuazione attraverso la pubblicazione sui siti web istituzionali delle amministrazioni pubbliche delle informazioni concernenti ogni aspetto dellorganizzazione. Se vero che il Dlgs 27 ottobre 2009, n. 150 ha definito solo una serie di contenuti obbligatori che le pubbliche amministrazioni hanno lonere di pubblicare in unapposita sezione sui propri siti web, di fatto, per, ha anche sancito il non limite dellaccesso ai dati pubblici. Ma con il nuovo testo definitivo del Codice dellAmministrazione Digitale, (CAD) che si pongono le basi normative per consentire una vera politica di governo aperto. Per il CAD, luso delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione da parte delle Pubbliche amministrazioni nellesercizio della propria attivit amministrativa non pu prescindere dal libero accesso ai dati che viene indicato come la stra-

da per garantire la realizzazione degli obiettivi di efficienza, efficacia, economicit, imparzialit, trasparenza, semplificazione e partecipazione (articolo 12). I concetti di governo aperto e dato libero, posti alla base delle teorizzazioni dellOpen-Government, vengono indicate dal codice come obbligo per le Pa che devono garantire la disponibilit, la gestione, laccesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilit dellinformazione in modo digitale (articolo 2). La sola disponibilit dei dati ovviamente non sufficiente a garantire una corretta politica di open government. I dati devono essere accessibili e utilizzabili per scopi e fini non necessariamente dichiarati a priori, in pratica disponibili in forma grezza e quindi utilizzabili per scopi non necessariamente affini alla ragione per la quale sono stati aggregati e archiviati. Anche in questa direzione possibile intravedere nel CAD interessanti anticipazioni: i dati delle pubbliche amministrazioni sono formati, raccolti, conservati, resi disponibili e accessibili con luso delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione che ne consentano la fruizione e riutilizzazione, anche dai privati (articolo 50). Nonostante lampia fonte normativa, ancora non esiste al momento nel nostro Paese, una direttiva governativa precisa e una piattaforma operativa tecnica unica cui le Pa possano adeguarsi. CIVIC HACKING Premesse normative a parte, e nonostante lenfasi de26 NOVEMBRE 2011 - n 47

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dicata al tema, le esperienze concrete di diffusione e messa in comune di dati aperti della Pubblica amministrazione restano ancora assai poche e hanno tutte carattere ancora di sperimentazione. In alcuni casi, addirittura, gli esempi di diffusione organizzata pi interessanti dei dati pubblici sono legati ad azioni come quelle del cosiddetto civic hacking. Percorsi alternativi per la liberazione dei dati pubblici, posti in essere da soggetti non pubblici, che sono in grado di accedere alle informazioni presenti sul server della Pa, estrarle e predisporne i contenuti per un riutilizzo pi creativo. Tra questi va segnalato sicuramente il portale spaghettiopendata http://www. spaghettiopendata.org/. Il sito il risultato del lavoro di molti utenti che hanno segnalato links a dati pubblici gi disponibili e riorganizzati secondo precisi criteri di ricerca. Il sito stesso in formato open ed realizzato interamente con lavoro volontario: Il sito non ha alcuna ambizione - sostengono gli autori che non sia quella di fornire un punto di entrata provvisorio ai dati pubblici italiani in attesa che siano resi Open Data e ai pochi Open Data italiani esistenti. ESPERIENZE LOCALI Intanto, tra le esperienze istituzionali locali degne di nota c sicuramente quella della Regione Piemonte con il suo sito dati. piemonte.it. Il Portale, realizzato dal Csi - Piemonte, per conto dellamministrazione regio26 NOVEMBRE 2011 - n 47

nale, mette a disposizione una serie di dati pubblici per cittadini e imprese. Progettato con la collaborazione di un team di esperti appartenenti a Top-IX e CentroNexa, il sito rappresenta non solo lo strumento per fornire un catalogo dei dati pubblici messi a riuso (scaricabili gratuitamente nei formati aperti csv e xml), ma anche un punto di condivisione e discussione sul tema. Il portale, infatti, consente di interagire con lamministrazione regionale, lasciando feedback e proponendo nuove idee per lutilizzo dei dati. Tra i primi set di dati messi a disposizione possiamo trovare la distribuzione degli studenti per anno scolastico e le informazioni sulla diffusione e sullutilizzo delle tecnologie Ict fra cittadini, imprese e scuole. Le informazioni pubblicate sono in costante aggiornamento e dovrebbero arricchirsi progressivamente di nuovi contenuti. Allancora esigua pattuglia dei progetti Italiani nel campo dellOpen Data si aggiunge il Comune di Firenze. Il Comune toscano ha, infatti, recentemente inaugurato, una sezione del proprio sito dedicata alla liberazione dei dati: dati.comune.firenze.it. Sul sito si possono trovare i primi dataset disponibili con la nota licenza cc-by 3.0. Sono inoltre disponibili e scaricabili, sia dati alfanumerici sia geografici, dei pi vari argomenti, dallambiente, allo sport, allurbanistica. Dal febbraio 2011, poi, il Comune di Udine, ha pubblicato i dati di bilancio dellEnte in formato open.

Open data: quadro normativo


Articolo 21 della legge 69/2009 Trasparenza dei curricula e degli stipendi pubblici; Articolo 11 Dlgs 150/2009 la sezione trasparenza valutazione e merito sui siti pubblici; Delibera n.105/2010 Civit la trasparenza dinamica e lelenco dei dati che le amministrazioni devono esporre sui loro siti; Articolo 52 comma 1-bis del Codice dellAmministrazione Digitale; Dlgs 82/2005 e Dlgs 235/2010 promozione della diffusione e dellutilizzo dei dati, obbligo di esporre i dati in formato aperto; Linee Guida per i Siti Web della Pa-2011 lo strumento per il miglioramento continuo della qualit dei siti web pubblici e specifica le caratteristiche dei dati aperti; Linee Guida per la stesura di convenzioni per la fruibilit di dati delle Pubbliche amministrazioni - articolo 58 comma 2 Cad indicano le modalit per consentire la fruibilit dei dati fra amministrazioni. l

Stessa cosa ha fatto il Comune di Faenza. La Regione Emilia-Romagna a sua volta ha messo on line, su: dati.emilia-romagna.it, una prima serie di dati aperti. Tutte le esperienze territoriali vengono comunque riprese e valorizzate nel portale nazionale degli open data, che, come abbiamo accennato, dovrebbe raccogliere, oltre ai dati aperti del ministero per la Pa e lInnovazione, tutti quelli messi a disposizione delle amministrazioni centrali e territoriali. Una collaborazione, tra dati.gov.it e i portali regionali che dovrebbe comunque proseguire nei prossimi mesi. Sono state gi annunciate attivit di pubblicazione di dati proveniente delle regioni Lombardia, Veneto, Sicilia, Sardegna. Uno scambio dinformazioni, che nelle intenzioni, anticipa e prepara la prevista globale integrazione del sito italiano con il portale open data pan europeo. l