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DENTICE DI ACCADIA TOMMASO CAMPANELLA VALLECCHI EDITORE FIRENZE W^^ o .^^^^0] E3 IL PENSIERO MODERNO ' C.

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Codignola VII e. DENTICE DI ACCADIA ' TOMMASO CAMPANELLA .IL PENSIERO MODERNO a cura di E.

tedesca 2 voli. . Laterza. liana condotta sulla Nuova . Monologhi dello Schleiermacher zione Cultura delVanimay // razionalismo religioso di (introduz. Bari. Sandron. Biblioteca di Cultura Moderna. 1918. Palermo. 1919.Della stessa autrice: Schleiermacber. Carabba. e trad. nella collezione / Grandi Pensatori. Sandron (in corso di stampa). E.. versione ita- 8^ ediz. Storia della filosofia del Windelband. Kant 1920.). Pa- lermo. Colle- Lanciano.

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e. DENTICE DI ACCADIA Tommaso Campanella VALLECCHI EDITORE FIRENZE .

/ A. 1921 - Stalnliraenti Giafiei Attilio Vallecchi • Via Rte«M^. 8 . PROPRIETÀ LETTERARIA Firoize.

ALLA MEMORIA DELLA MIA CAKA NONNA MATERNA MATILDE CIMONE DE SIMONE GUIDA AMOROSA E INTELLIGENTE DELLA MIA FANCIULLEZZA SENZA MAMMA .

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1696. cap. Fortemente senza dubbio dovette colpire la sua sensibilità di fanci\iUo troppo intelligente e troppo curioso di ogni cosa straordinaria o misteriosa. Lugduni. Infanzia di bimbo precoce intelligenza sveglia. la_fi^ura della c ugin a Emilia. 15). fantasia inquieta e mobilissima. Gentile. convulsionaria. Caterina MarteUo. imaginazione calda e \dvare. Geronimo. De lihris propriis et recta ratione studendi Syntagma. che nelle sue crisi : . I. « Di cervel dentro un pugno io sto. quinquenne appena. donna esaltata. era una donna rozza e ignorante. potere di attenzione e di concentrazione straordinario per la sua età. Quanto ho mangiato e del digiun pur moro !» ! Anima {Poesie. trascinava a stento il peso di numerosa famiglia la madre. impressionata innanzi tempo e potentemente dai riti e dai simboli della religione. immortale p. art. I. e ad afferrare con avidità ogni insegnamento che i maestri o i familiari gli offrissero *). p. : il piccolo Giovan Domenico. 172 (edizione Crenius De . Dal piccolo mondo domestico gli vennero forse soltanto imagini di dolore e di angustie il padre. philologia etc).Il senso delle cose. già tendeva ansiosamente la sua anima a cogliere tutto quanto intomo a lui si dicesse circa la religione. •) Thomae Campanellae. che quanti libri tiene il mondo non sazian l'appetito mio profondo. ed. e divoro tanto.

il chiostro. ed era circondata da un'aureola tra di santa e di strega. ma anche unica via che aprisse la possibilità di agire efficacemente sul mondo. le doti eccezionali del suo ingegno lo posero in vista verso nei modesti cenacoli letterari della sua Stilo tredici anni già poetava estemporaneamente e già i coglieva i primi allori di oratore e di scrittore. Su uno spirito siffatto. l'autorità si abbandonava ad atteggiamenti da il vedeva . e raccontava la vita di S. donde pei passò. quasi ancora fanciullo. Ma ben altri interessi. martirii atrocissimi. illustrava con ricchezza di colori le glorie dell'ordine domenicano. Appena quattordicenne (era nato il 5 settembre 1568). forse di tranquilla potenza. e quindi. dolori.ata. Già sul liinitare tra la fanciullezza e l'adolescenza. in quello di Nicastro. in quello di S. a chiunque non volesse o non potesse scegliere quella dell'azione politica o dell'azione arnt. di meditazione. si rinchiuse nel chiostro *). che dinanzi a lui. di serena luminosa gloria pareva dovesse schiuderglisi dinanzi. Tutta una vita di operosità ideale sicura e tranquilla. accendendogli nell'anima il desiderio di emulare quegli eroici campioni della religione nel campo del sapere. e in tempi come quelli. nella dilagante marea d' ignoranza circostante. Giorgio. e largiva rimedi contro le malattie. e più profondi e più vasti. come noil 1585 e il 1586. Che prese voce e anima per lui nella parola di un eloquente predicatore. Dedicatosi con ardore allo studio. non poteva non esercitare un potentissimo richiamo. tra Nel convento di Placanica. E ^) vizio. silenziosa aristocratica rocca di austerità. assumendo il nome di Tonunaso. e antifuturo. Forse già fremeva in lui qualcosa del futuro riformatore e del futuro profeta della Città del sole. germogliavano intanto nella sua anima. di cultura. invece lo aspettavano sofferenze. Tommaso e di Alberto Magno. .—8— Sibilla.

precocemente assorbito nella lettura attenta ed ansiosa di tutti i grandi filosofi. art. i. l'uomo che ardentemente aspirava ad un sapere per tactum intrinsecum in magna suavitate . nell' intento di vedere fino a che punto le loro dottrine concordassero con la natura. solleciti soltanto delle sentenze di Aristotele che. p.. non de veritate. Quando. rivolgevano asprissirni. e che già disprezzava in cuor suo quei sapienti che inter se de omnibus certant. nel travaglio interiore del suo spirito adolescente. insieme con quella di Aristotele. ^591.. ripetono senz^. e già ai condiscepoli egli appariva come colui che « è contraddicente ad ogni cosa e particolarmente sui » tutti. sempre più vivo. che già alli lettori . accendendogli nell'anima.. non sapendo opporre ragioni a ragioni. intendere. che viene dal sentirsi. vano le apprensioni dei frati. ') Philosophia sensibus demon sfrata. e non mai di quello che la natura medesima E verso un uomo siffatto già si destaci rivela ^). l'amore alla verità. non occorre dirlo. Pa1638. non in possesso della verità che sarebbe — iis. Neapoli. del resto. veementi rim^proveri. sicut manducare ore aliorum non est nohis manducare *). 6 della I parte. che a lui. 2. ogni autorità tradizionale. telici. ma forse non aveva ancora dato quel senso di sicurezza e di solidità interiore. e sempre più irrefrenabile. codice vivente di Dio. C'era già in lui l'uomo che più tardi doveva scrivere che il sapere per autorità è quasi un tangere per niammi alienam e perciò non est sapere. Praefatto. amareggiandogli in tutti i modi la vita. I. p.di Aristotele cominciò subito a tentennare nella sua mente. cui un intenso quinquennio di severo studio filosofico aveva certamente resa l'anima più forte e più salda. fedeli aristoE. seu metaphysicarum rerum. gli facevano assaporare la voluttà di soffrire per la propria idea. I. cap. ) Universalis phtlosophiae. . Proemium e 1.

forse soffriva talvolta gli smarrimenti della sohtudine. nella grande sacra solennità della morte. E quando . Campanella morto ma forse. praecipue Aristoteli ^). non volendo. quo omniòus adversahatur Philosophis. che voleva essere di rimprovero. e che invece. come gli dicevano i frati. dicendogli. con ardore di consenso. ricco soltanto di un'oscura fede nel proprio pensiero. e come lui ribelle al giogo tradizionale. Corse a Cosenza. si procurò le opere del Telesio. com'egli stesso con semplicità racconta. le lesse avidamente. s' inchinavano. e pure unito a lui nella comune aspirazione alla verità. Non ci voleva altro per indurlo a partire immediatamente alla ricerca di questo filosofo a lui ancora sconosciuto. . IO — essere spiritualmente morti per aver già tutto visbene orientati sulla via che mena a raggiungerla del suo spirito che. questa parola di liberazione gli venne.— un suto. lo aiutarono a romperne la prima maglia. non c'era che lui che osasse combattere con tanta temeraria audacia le sentenze dei grandi. depravatimi esse miki intellectum. forse dubitava talvolta perfino della propria verità. si chio Telesio moriva. privo affatto di altri contatli spirituali che non fossero quelli del chiostro. qiialis eroi cuidam Bernardino Telesio Cosentino. ca. e che invece rischiarò d' insolita luce il suo mondo intcriore. cui tutti gli uomini. e rafforzò incrollabilmente la sua fede. — ma . 4. quel plò a limgo con venerazione gli disponeva ad avvinarlo di persona. nella volto ch'egli contemparlò con più sugge- *) Philosophia sensibus demonstrata. come suole accadere. ma. p. poiché. il vecnon potè vederlo che chiesa austera. universalmente. proprio da coloro che più si sforzavano di rinserrargli intorno la corazza della tradizione ciecamente accettata e passivamente seguita.dde un giorno una parola imprudente. diffidente ed ostile.

ed. la coincidenza del punto estre- mo della attività filosofica di lui col punto iniziale della sua propria. dovettero fargli nascere nell'anima il sentimento di una investitura spirituale e di una missione. non più remoto. Telesio aveva svelato a lui. cap. che risale al 1586-87 afferma risolutamente che la definizione deve essere non principio della scienza. lo aveva bruscamente strappato. acquistò per l'adolescente filosofo. al mondo dell'antica ontologia. suggelvente lato dalla morte. In sette mesi. con una violenta ondata di — — realismo. dotato di leggi proprie. Con foga giovanile e con entusiasmo neofitico. art. n. p. poco dopo la morte del maestro egli scese in campo in sua difesa. già tendente a scoprire arcane relazioni e misteriose influenze soprannaturali negli umani eventi. *) Syntagma. Campanella («Giornale critico della filosofia italiana». dal *) V. ma organismo vivo. già spontaneamente ribelle ad Aristotele e già disposto ad invertire le posizioni fondamentali della scienza tradizionale (il primo abbozzo del De investigatione remm ^). Aveva rivelato a lui stesso la sua possiquel eh' è più bilità di guardare il mondo con nuovi occhi. contatto ideale col cosentino era stato decisivo pel suo orientamento spirituale. sopraggiunta quando appena egli aveva cominciato a conoscerlo. . e in fondo indif'^) ferente. 175.— . ma ancora tenace. il valore d'una promessa e d'un Certo il rito. Crenius. I. e intelligibile in virtii di queste leggi medesime. ma il suo coronamento il -un mondo nuovo. oggetto di studio. II — stive parole di quelle che avrebbe potuto dirgli viforse quel primo ed ultimo incontro. intelligibile soltanto mediante l'applicazione di formule trascendenti tradizionali. 5 della mia Bibliografia degli Scritti di Tommaso II). i. La morte del maestro. aristotelismo. Egli dovè sentirsi chiamato a difendere e diffondere la nuova filosofia contro il vecchio.

n. Muove il Campanella. Cenno bibliografico I. attraverso Pico. è tuttavia ben lungi dall'avere il carattere di una ricerca esattamente scientifica e freddamente disinteressata.— 12 — gennaio all'agosto del 1589. tanti mesi quanti anni aveva impiegato il Marta a scrivere il suo Propugnaculuni Aristotelis adversus principia Bernardini Telesii ^) il Campanella scrisse la sua Philosophia sensibus demonstrata ^). Cardano. Agrippa. typis Bartholomaei Bonfadini. una posizione così centrale e così preponderante. in quanto centro di vita capace di generare da sé nuovi soli. ter: *) ^) Romae. quale si potrebbe concepirla dal punto di vista della scienza moderna. in quanto cuore vivo e pulsante del grande organismo vivente del cielo. non autem sensata duce natura philosophati sunt. i in appendice a questo . superstite di una cosmologia già tramontata. e il sole vi acquista. ancora rappresentato in questa visione dell'universo come supremo reggitore del mondo. voi. V. opera di non grande interesse intrinseco. la fisica terrestre del si delineano concezioni nuove tempo viene arditamente applicata alle sfere celesti. ne resta offuscato e indebolito fino a pallida parvenza. Fondata ancora su basi prettamente telesiane (il caldo e il freddo come principii agenti) già la sua concezione della natura si rivela più fortemente animistica di quella telesiana. p. 1587. . Accanto a rappresentazioni tradizionali e alla ingenua identificazione della volta celeste col cielo della rappresentazione religiosa. che l'antico Dio. 228. come del resto tutta quella corrente di filosofi rinascenti che. e in un certo senso Bruno stesso. ma assai significativa per la sua posizione storica nello svolgimento spirituale del filosofo. Ma questa philosophia sensibus demonstrata adversiis eos qui proprio arbitratu.

Ecco perchè il Campanella si sente potentemente attirato. impaziente. vita. verso un oscuro rabbino. quanto i suoi segreti. e di farsene strumento Il della propria attività creatrice. Lo spirito umano. dove è passato nel novembre e dove ha ca . scritto appunto la sua prima opera filosofie s'intrattiene con lui in quei frequenti colloqui. teresse teoretico. in tutte le sue forme. astrologo e negromante. comfebbrile. anche quando protestano di volersi attenere soltanto ad una magia naturale. non tanto le sue leggi. e attribuendo. loro anzi non è un in- magico. non tanto il desiderio di conofenomeni dell'universo. del 1588. risolvendosi in esso. come manifestazioni di vita di questo « animai grande e perfetto ». ma la sua è una fede ancora inquieta. ma pratico. trice. poco dopo la morte del Telesio. dal minimo al massimo. sibbene in blocco. globalmente. Il miracolo è già disceso dal cielo nella natura. . confusa. confida ormai intensissimamente nelle proprie forze. Si tratta di carpire alla natura. che ha occasione di conoscere prima in Cosenza e poi in Altomonte. ma non concepisce questi in una serie meccanica o teleologica bene ordinata. La filosofia della rinascenza sente con più o meno di chiarezza i vincoli che stringono. ma non ancora dalla natura è asceso allo spirito. con ingenuo antropomorfismo cosmico. dopo la lunga sfiducia medioevale. passioni umane. fino a sconfinare nei regni del mistero. fino a stringersi d'amicizia con lui. Ecco perchè anche gli spiriti più robustamente filosofici di questo periodo piegano verso Toccultismo e verso la magìa.— lamina appunto scere i mossa e in lui. a tutte le cose dell'universo voRo. che ha bisogno di cimentarsi con la natiira. tutti i fenomeni dell'universo. estendendola sempre più nello spazio. e quasi di sperimentare in essa la propria virtù crea- Di cui cerca di misurare l' infinità finitamente. quanto l'ansia. di dominarli. che è il mondo.

umano. egli si era arrel' ma . gibile. e voltasi perciò anzitutto allo studio dei fenomeni della natura. nel loro aspetto empirico. cogliendole frammentariamente. di dedurne analogie e somiglianze interiori. Il suo De physiognomonia hiimana aveva tentato. e col quale il Campanella non tardò. il filosofo. in ambiente stimato più propizio.— 14 — in cui la I pavida superstiziosa fantasia dei contempo- ranei bolici. accennando in tal modo. fioriva quel cenacolo intellettuale che aveva il suo centro in Gio. che gli era parsa difecclesiastica. Incapace di cogliere mondi. aHa necessità d'una revisione del dualismo medioevale tra l'anima e il corpo. ad entrare in relazione. ma ingarbugliandole sue ricerche e le sue osservazioni con curiose ricette pratiche ed empiriche e con segreti ma- inesplicabile e inintelliintimo legame dei vari vegetale e animale. senza sapersele spiegare. stato ad analogie puramente esteriori. risponde allontanandosi da Altomonte. e colmando grossamente le lacune con singolari induzioni e singolarissime spiegazioni miracolose. e si era arrestato ad una simpatia e antipatia delle cose. il Porta non era tuttavia riuscito a raggiungere una concezione organica di questa. pur senza avvedersene. sede dell'Accademia de' secreti. forse per mezzo del suo ospite ed amico Mario del Tufo. riti familiari » fusa in tutto l'universo. e venendosene. forse in compagnia del rabbino medesimo. a Napoli. già intimamente inquieto e già scosso nella fede religiosa tradizionale. partendo da somiglianze esterne tra alcuni tipi di uomini e alcuni tipi di animali. Partito alla ricerca di un metodo che permettesse allo spirito umano di esplicare un'azione efficace sui corpi. Battista Porta. In Napoli. alle prime rimostranze dell'autorità convinta che l'ebreo sia dotato di « spie preoccupata delle sue relazioni col giovine domenicano. fino non tarda a vedere conciliaboli cabalistici e diaa che.

e pure intimamente diversa di un panteismo meno vigoroso e meno radicale. 201) imagina il Campanella. *) pp. Paris. compenetrante di sé tutto l'uniLe conversazioni col Porta non furono che la del causa prossima alla elaborazione del De sensu rerum. il problema che a lui la filosofìa del Campanella era sembrato insolubile e in un periodo del suo sviluppo singolarmente propizio alla posizione e alla soluzione d'un problema siffatto *). Alcan. lo spingeva verso la concezione d'una grande anima verso. 1920. p. 'i : V. ^) Non assegnerei all' avvicinamento del Campanella al Porta la genesi che gli assegna il Blanchet. fondata sull' esperienza. Le Monnier. fantasticamente atomistico e animistico. già in possesso del telesiano. Fiorentino. valore scientifico A vere. la ricca corrente di neoplatonismo. Agrippa. eterno e subsistente » allatto disindividualizzata. che. vada in cerca di una scienza reale. Il quale espone una concezione cosmologica. come colui che. filtra anche in — . lui. attraverso Bnmo. d'altra parte. . Pico. vorrei dire. come « una voce. Non una grande anima del mondo. 1874. et doni Vexistence de fati lui permette d'éprouver la solidité et la féccndité de la méihode de Teksio. e più. Già la sua adesione alla fisica telesiana e la sua iniziazione occultistica avevano condotto il gio\ine filosofo a concepire le cose naturali come capaci di azioni e reazioni ai fini della loro conservazione già. Il quale {Caynpanella.— gici. Telesio. mondo. lod* innegabile stranamente congiunti con teorie ^). sostanzialmente affine a quella del De la causa. universalmente immanente e inerente. Firenze. principio intrinseco formale. metodo . questo punto gli mediante la nuova delle cose come era venuta incontro a risolconcezione del senso fonte prima ed unica della uni- — versale attrazione e repulsione. la quale è tutta in tutta . 111-131.

ed. non è composto » ^) .^. immobile» che «non ha ese perchè non ha essere e essere. . Dia1 loga secondo. )> di Bruno: «uno. p. *) // senso delle cose. di Napoli. I. e in ogni parte di quella . chi più chiaro. Cfr. Naz. Cenno bibl. 5) Bruno. ms. De ^) la causa. chi più oscuro. 1907. ital. cap. ) Bruno. principio e uno.. 2. redaz. I. Gentile. Bruno. . tutto se intende tutta quasi franta in innumerevoli anime individuali. viva e bene conoscente» di cui tutte le parti e particelle hanno « senso. p. desidera che noi ammiriamo. 184 e 189. come di nervi. Laterza. un Dio che adornò il mondo « di vive statue. citato. illumina l'universo e indirizza la natura a produrre le sue specie come si conviene » che « forma la materia e la figura da dentro. ms. sici. // senso delle cose. i. 6 della I parte. ^) Metaph. da dentro il stipe caccia i rami da dentro i rami le formate brance da dentro queste ispiega le gemme da dentro forma. p. I. . intesse. pp. . semplici in cielo. sicut tennis in venL'universo di Campanella non è quello tre hominis ^). lodiamo e celebriamo queste sue opere . De la causa. pp. un artefice esterno. Al bruniano «artefice interno» che « empie il tutto. gli fiori. figura. De la causa. . 239 e 240. n. 54 Titolo (p.— i6 — una stanza. 236. gli frutti » ^) corrisponde nella concezione campanelliana. e miste e fiacche in terra » ^) e che anzi. . come da dentro del seme o radice manda ed esplica il stipe . dove ha dipinto li suoi gesti. 173 e 174. I D. Dialogo Secondo pp.12. Bibl.^ ma un'anima universale. i) ed Epilogo del senso dell' Uniuer so. le frondi. non sere ed essere ha parte e parte e per ciò che non ha parte e parte. ^) art. . e scritto li suoi concetti» ^). 230 di questo voi. Dialoghi metafi' ed. quanto basta alla conservazione loro e del tutto in cui consentono » una mirabile « imagine. infinito. che formicolano su lei e dentro di lei. ^. perchè da per *) .ma è utia « statua di Dio. Gentile. Bari. tempio vivo e libro vivo di Dio.

. Orazioni tre in salmodia metafisicale. 121. Gentile. aveva detto il Bruno — . anzi è nulla tutto lo che è fuor mentre per di quest' uno « aveva detto il Nolano ^) lo Stilese. . «eh' è del tutto alma vita e bel gioire» « « ^). Francofurti. 7. nella fermissima fede nel valore assoluto dell'unità. e paté varie morti e vite. sono assai di« Perchè questa versi. esie. ogni faccia. cap. poi muore il sangue. « Il mondo dunque tutto è senso. che serveno alla sua gran vita pane e si fa chilo. e noi di ciò non ci dolemo. seme. ogni altra cosa è vanità. spirito.. osso. 20. ogni linea della realtà è ben viva e salda ed esistente per sé. . anche se sia profondamente radicata in un armonico disegno complessivo in cui si realizza l'unità dell'universo e in cui ciò che appare male al singolo è bene per l'uni: . 2) 3) madr. nell'uno e nell'altro pensatore imita è sola e stabile. artificemque laudari *). p.. p. MDCXXII.^ 17 — sicut pictor et poeta sapiens suas ipsorum picturas et carmina legi volunt. Laterza. nervo. ITI. 243. . versale : e tal mutanza « male e morte » noi di qualità o d'essenza » sogliam dire. Di nulla cosa si duole si fanno in lei tante morti. p. poi muore e si fa sangue. I. e muore in noi lo vite. . ogni volto. rispetto alla vanità del mutare. 1915. ma *) Apologia prò Galileo. . et artis excellentiam inde agnosci. Bari. De la causa. ma i motivi che. e si fa carne. dolori e voluptati. Anche nell'universo campanelliano «non esiste mormutazioni soltanto mutazione di essere» te. ogni faccia. ed. è come nulla. danno al filosofo la sua inconcutibile serenità. ma — di modi dell'essere. e vita e anima. e sempre rimane questo uno è etemo ogni volto. 2 — Tommaso Campanella . ma alla vita nostra serveno. Canz.

ne l'un contrario l'altro sentirebbe. concludendo che « bisogna dunque che sia una medesima cosa. E per. Ciascuna cosa. anzi senza l'antagonismo di queste innumerevoli infinite sensibilità individuali. e da quello che era erba si fa spica. e respinge quelle ostili. da questo cadavero. e ogni cosa è fatta per lo tutto. p. da questo terra. Gentile. da questo embrione. ed. Dialogo terzo. non sangue. da questo seme. più o meno limpidamente. 235). e perderebbe ogni sua bellezza. da questo uomo. secondo che favorisca od ostacoli il suo conato di perseverare nell'essere. Mentre il Campanella si rappresenta l'unità in modo assai più corpulento e fantastico. ma a cui aveva dato un ben diverso significato. non uomo. ms. cossi a tutto il mondo tutte cose sono gaue servitio. i8 — )>.— godemo. ciò si sente attratta verso le cose affini. se non attraverso ima inesauribile lotta di contrari. da che era spica si fa pane. della propria esigenza di conservazione sente se stessa e sente tutto ciò che la circonda come un potere amico od ostile. Ma è fatale che cotesta aspirazione all'essere sia contrastata in tutti i modi. non embrione. si scolorirebbe. e lo dio Identità sostanziale tutto per Dio a sua gloria ^) nell'apparente mutare. p. 201. ogni sua armonia : « Senza lutto se fosse. Un mondo senza la distinzione. citato {Epilogo. la causa. da pane chilo. per minima che sia. da chilo sangue. da questa pietra o altra cosa ? »). non cadavero. ne ci saria tra lor combattimento. . senza senso sarian le cose e senza godimento. che da sé non è pietra. ed espresso quasi con le medesime parole (« Non vedete voi che quello che era seme si fa erba. e che l'unità universale non possa esser raggiunta. che anche il Bnmo aveva còlto. o altro ^). ha coscienza. *) Del senso *) De delle cose. non terra.

ch'egli si sforza di cogliere tra la natura e l'opera dell'uomo. Dunque veracissimo argomento è del loro senso l'ordine del mondo e il pro- ducimento delle cose ^). 5.— 19 — né generazione e la il bella distinzione caos immenso assorbirebbe» *). tende. e se l'uno contrario non conoscesse l'altro essere suo contrario.. contra quello non pugnar ebbe. li ventricelli La *) Orazioni 4. ') tre in salmodìa metafisicale congiunte. di curiose supersti- che è proprio delle ricerche tra naturalistiche : magiche della filosofia della Rinascenza.. Gentile. di ravvicinamenti arbitrari.. genuo naturalismo. 9 e io: . madr. canz. p. che rappresenta. I. 1. la teoria campanelliana conservi tuttavia molto e dell'una e dell'altra. le strade e corridori nervi. senziale tra lo spirito e la natura. dunque. l'acquedutti. citato. un notevolissimo progresso tanto sulla concezione del Porta quanto su quella del Telesio. 127. cap.. Il mondo. « la città e la casa sie mile al corpo. non sarebbe «se non ci fosse contrarietà.. ed. pp. come come li i testa è il Castello.. zioni. ms. per la sua energica affermazione dell'unità e per la funzione di vera natura che essa assegna al senso delle cose. dal Paracelso e dal Cardano fino al Porta « Dunque [l'uomo] ha fatto » dice il Campanella. Assai interessanti a questo riguardo sono le singolarissime analogie. soprattutto nella sua radicale incapacità di attingere là dov'essa veramente si trova quella unità es- dell'universo.. di grossolano collegamento estrinseco. agente. Poesie. Non si può per altro negare che. e che hanno quel peculiare carattere di in- mente. si fé' le sale del celabro. accanto a cotesta veramente feconda intuizione fondamentale. II. come le vene e arterie. cui essa ansiosama ancora inadeguatamente. Del senso delle cose.. nel suo mirabile organismo.

onde la pella si retira e paté. occhi. facile a lasciarsi impressionare dalle si retro Del senso delle cose. pp. E in cui. 9. ms. che gli veniva rivelando la sua intima armonia maravigliosa. naturale ed umana. per dimostrare quanto « sia falso il volgare argomento. la lucerna di notte come il sole di giorno 1' Hotrovò FArteglierie. IV. tutta una nuova « fìsica metafìsica che si veniva vigorosamente delineando nello spirito del giovine filosofo. esse valgono a rivelare un nuovo disegno cosmico. e 100 retro. •) . come noi vedendo il nemico ci retiramo » ^). redaz. sensibilissimo. : : : ^). redaz. 1. *) Del senso delle cose. ital. perchè li corpi morti. il temone come la coda. come le sfere celesti » ^). che tuttavia stanno ad esprimere un principio profondo e profondamente vitale nello svolgimento del pensiero filosofico F intima unità essenziale di tutte le più varie manifestazioni della realtà. che di senso affatto sono privi se farai un tamburo di pelle di Lupo. l'uomo. IO. sì che.. p. come il . le fornaci e mantici. p. 27.. che del Lupo qualche volta paura hebbe. e più di quella. trovarai che sonando il Tamburo del Lupo. veniva maturando altresì una nuova concezione delAvidissimo di letture fin dalla fanciullezza. come il tuono e fulmine rologgi. 1. e di pecora. quello di pecora si rompe chiaro argomento che la passione solita nelle in pezzi cose sopita si sveglia. 99 184 e . cap. e cap. 186 retro. E ancora. appassionatamente assorto nella contemplazione di questo universo. e un altro di pelle de agnello. auditori come orrecchie. li fanali e spie.. II. li remi come l'ale. ital. malgrado la loro frammentarietà e asistematicità. per questo si dicono morti.— 20 — sensi cuore e il fegato. che tutte le cose non sentono. ms. cap. Dimostrazioni ed esemplificazioni senza dubbio grossolane e puerili. insieme con questa nuova visione cosmica. . come il pulmone.

di Empedocle e di tutti i filosofi-poeti della Magna Grecia. l'antica passione naturalistica di Pitagora. De sphera Aristarchi) purtroppo perduti. 12. La granitica costruzione tomistica. qualcosa dei la nuova oh quanto suoi antichissimi padri *) passione naturalistica del « gran Telesio » diversa e degli altri filosofi della Rinascenza. dense di significati misteriosi e allegorici. 7 . attraverso i succhi della propria terra natale. Forse ciascuna aveva. E tutte si erano giustapposte e sovrapposte. nei più audaci. . (V.— 21 — più Opposte dottrine. dei profeti e dei veggenti delle più varie tradizioni religiose . le lontane solenni parole. e della magìa quasi contemporanea. e di un amore a Dio. ritrova finalmente se stessa. tra l'adolescenza e la prima giovinezza. l'entusiasmo mistico dei suoi fratelli neoplatonici. per una ragione o per l'altra. in uno slancio di immediatezza intuitiva. raccost ambenti e nelle più imprevedibili fusioni. egli si era. De tra il '90 e il '92. dal tutti questi svariati elementi Magino al Cardano ! — . contemporaneamente al rerum facuitale (prima redazione del Senso delle cose) egli aveva composti vari poemetti filosofici [De philosophia Pithagoreorum. col giovanile orgoglio di chi senta rivivere in sé. dal lontano Plotino al vicinissimo Pico. — . a. le oscure tentatrici malie dell'occultismo orientale e cabalistico. durante il tumultuoso periodo della sua rapida formazione interiore. la mia Bibliografia. ». celebratori tutti del sole e della luce. II). dopo lungo errore. suscitato in lui fervore di consensi e passione di adesione. n. lasciato impregnare dalle più svariate visioni del mondo e della realtà. ma talvolta felici. con il suo saldissimo senso dell'unità e con il suo mirabile disegno teocratico. crit. Forse nessuna concezione era passata su lui senza lasciare traccia di sé. De philosophia Empedoclis . ch'egli aveva letti e rivissuti dentro di sé. in cui l'anima. 1) Appunto sensitiva io. («Giorn. ecc.

nel fondamento ontologico *) Passaggio.). certo tutt'altro che naturalistica. tro. avido di sapere.asta in lui durante tutta la sua vita di di- ha impedito filosofico sciplina di studio e di rigorosa valutazione critica. che. i scientifica. Quella medesima multilateralità d' interesse. È questo il caso del Senso delle cose . gli di costruire a vigoroso e ben saldo sistema la sua esuberante farraginosa enciclopedia filosofica. dal proposito di questo senso. egli non poteva circoscrivere la sua attività filosofica nell'àm. lavoro ideato senza dubbio secondo i quadri della concezione telesiana. pronto a lasciarsi percorrere e dominare volta a volta dai più svariati interessi. emerge già chiara la linea di una metafisica. anzi di una gnoseologia.bito vasto. soprattutto di quella platonica. ma talvolta anche feconda dal punto di vista filosofico. disposto anzi ad aprirsi. ma chiuso. dinanzi alle più svariate tentazioni di conoscenza. tipico del processo del filosofare campanelliano e che si ritrova tal quale. una ricchezza atteggiamenti e una multilateralità di visione sem- pre interessantissima dal punto di vista biografico. V di questo voi. nella Metafisica (V. e in cui perciò dallo sviluppo di ima fisica naturalistica. ch'egli. con tanto calore di convinzione. priva com* è rim. cap. della ricerca telesiana. questo. . poetica. ma anche più evidente. idea- listica di fissare il ^). Incapace di fissarsi e limitarsi in una qualsiasi sfera particolare della conoscenza umana. ma via via slargantesi fino ad accogliere in sé motivi ideali di tutte le correnti che avevano agito i sulla sua formazione. il Campanella giunge alla constatazione.— 22 -— erano venuti a fondersi nel crogiuolo della sua fantasia mobilissima e della sua anima irrequieta. del suo volume. gli dà peralmomenti della sua vita. in tutti di religiosa. che « il senso I libro Partendo. sente diffuso in tutto l'universo.

la supera. II. p. giustapponendo accenni di vigorose concezioni filosofiche a grossolane constatazioni empiriche. 8-9 del ras. alla quale s' è destruttiva e dolo1 rosa. scossa. e sviscerandone il nucleo. e a narrazioni superstiziose. ma poderosa. quanto se ne dice qui. che « si fa insieme con discorso. la intelligenza gli si lontana» memoria languida. si resiste e contrasta. e che ogni sensazione si riduce a con- ama» II libro. I. tanto presto. cap. VI. quasi degne di una donnicciuola *) ? Inserendosi nel cuore della speculazione telesiana. a dimostrare che tutto è senso. e confuso. depurandola delle molte contraddizioni. 22. 1. Che importa durante l'analisi particolareggiata della funzione sensitiva. il Senso delle cose. e *1 senso è intendere vicino » *). » 1. e che egli s'abbandoni. ') . citato^ » » cap. II. alla fine del cap. il discorso strano. senza la menoma precauzione critica alle più ingenue e mirabolanti su- magiche. quando viene via via identificando con l' intelligenza (« Dunque l' intendere è senso lontano. tatto (« Tutti » gli sensi essere tatto. e quando dal suo sensismo naturalistico iniziale si viene sprigionando uno dei più vigorosi presentimenti d' idealismo. p. ohe non si scorge » e che « dunque il senso è percet* lione di passione. con una disordinata. II. cap. delle cose. soprattutto nel IV libro. pp. che la storia del pensiero ci additi ? Che importa ch'egli non riesca ad organizzare sistematicamente. segue et ch'egli continui. nel s' è piacevole e conser- ^). ma percettione notioa 1 e. e vativa s'applaude. 12. 105 B » » 1. e li sensori] e modi differire •) . l' poi cotesto senso ^). 50 » » » » 1. 4. p. la sua nuova intuizione. 30. Alla concezione tutta naturalistica della passività dello spirito di fronte al mondo esterno sostiperstizioni *) Del senso » *) 3) *) ^) cap. e che il senso è « cognoscenza vera. 77 V.—n— non solo è passione.

1. quanto all' importanza della mens nella dottrina liana. 113. 30. il cap. cap. che ha un compito precipuo. che sia pure intuita più che dimostrata. energicamente. ^) Del senso delle cose. — — ma : . II. che lo Stilese preannunzia rozzamente. è vero. p. afferrata di sbalzo per un lampo di genialità. 30. più che dedotta logicamente dal contesto delle altre dottrine camparapprenelliane. che costituisce il suo significato e la sua importanza nella storia della filosofia « raffinare e perfettionare ogni cognoscenza » ^) e accendere nel cuore dell'uomo il senso del divino ^). 3) « La religione nel spirito plantare » Del senso 1. attraverso Cartesio e Vico. di neoplatonismo. e perfino. sostituisce la trinità corpospirito-anima. culminerà poi appunto in Kant. p. ma è già un'attività originaria dello spirito. una concezione ibrida di tomismo. L'anima (mens) è qui ancora. 113 del y. contemporanea superfluo ricordare che nella terminologia spiri tus anima materiale. II. campaneldelle cose. di questo voi. cap. parole quasi kantiane ? All'angusta concezione della dualità corpo-spirito ^). tra cui resta anzi isolata e discorde senta tuttavia il principio di quella rivoluzione filosofica che. Il senso non è passività. in un certo senso. . di naturalismo telesiano . ma percezione (attiva) della passività. Non sono queste. *) E = filosofica V ms. citato.tuisce quella di una attività ed originarietà interiore.

nel nostro ospizio alfin ferma le piante . Al carcere {Poesie. di cui s' innamora. ». intimamente già distaccato dal complicato armamentario del culto e del rito cattolico. e doveva essere tanto più aspro e violento. fremente di vasti sogni innovatori. della ignoranza dcgH ambienti frateschi. spregiudicato. roso da un acre scontento di sé. il dissidio non poteva tardare a scoppiare. « così di gran scienza ognuno amante che audace passa dalla morta gora al mar del vero. crità spirituale. aveva completamente smontato e demolito dentro di sé con sconfinata Hbertà critica. quanta più era l'audacia e la giovanile petulanza del filosofo. ma già implacabilmente incalzanti come aculei roventi la sua anima giovanile orgogliosamente consapevole della propria grandezza. p. impietoso della medioch'egli . È evidente che tra una filosofia siffattamente orientata e la fede tradizionale. delle meschinerie. io6). ancora forse informi e disordinati. religioso. e perciò quasi impaziente di misurarsi col possente organismo della Chiesa. che le profezie dell'ebreo e le sue proprie convinzioni astrologiche gli confermavano straordinaria.II. quale quella di un uomo destinato ad essere « monarca del mondo » . che egli già non sentiva più . Naturalismo filosofico. motteggiatore. politico. ironico.

se pure non costituì un : — — ') Esame agèiunto T. La chiesa. erano più che sufficienti a farlo citare in giudizio. Già troppi elementi di accusa gravavano sul frala sua libertà di giudizio e di parola.co Merlino in Amabile. innanzi alla Biblioteca. senza espressa licenza del papa o del Maestro Generale dell'Ordine. la preoccupazione vivissima in un secolo ignorante e superstizioso come quello circa le fonti di una cultura già tanto larga e profonda. e nelle pubbliche dispute e nelle conversazioni private. del resto. . 352. le sue pratiche di magìa. simbolo vivace. ad aggravare tutti questi indizi. non aveva certo bisogno di una determinante siffatta per sentirsi in diritto di agire contro di lui. aiutato dalla sua prodigiosa memoria e dal suo acume dialettico. Fra etc. doc. la sua congiura. anche se non documento reale. e che appariva ancora più stupefacente per l'agilità intellettuale ond'egli. 332. C. sapeva servirsene a debellare in poche battute l'avversario. le sue relate zioni filosofiche. infrenatore di ogni sua attività e d'ogni sua libertà. di fra Fr. il suo aperto telesianismo. lanciato con un ambiguo sorriso in un folto gruppo di studenti affollantisi nel chiostro di S. Sicché la voce che queste fonti fossero diaboliche e che egli possedesse e uno spirito familiare ». è psicologicamente credibilissimo. Né mancava. 1882. L'episodio che la tradizione gli attribuisce. di tutto il suo stato d'anima di quel periodo. Napoli. quando egli. che si mangia ? » *) — : anche se non è vero storicamente. inciso sulla lapide murata nel corridoio del chiostro. Domenico Maggiore in Napoli. III.— 26 — come la « chiesa del Dio vivente ma come un morto congegno. di un motteggio verso la scomunica. rileggendo un giorno il breve pontificio )). avrebbe detto con un audace frizzo « Com' è questa scomunica ? . che decretava la scomunica maggiore a chiunque ne avesse tolto libri. p.

Lo svolgimento e la conclusione di questo primo processo (come. distinguendoli con esattezza l'uno dall'altro. Campa(«Arch. anche di quelli che gli tennero dietro a breve distanza) non sono ben noti. dalla quale risulta che il 31 maggio 1592 il Campanella era ancora in prigione. Troppe e troppo gravi ragioni indussero il filosofo ad arruffare durante tutta la sua vita il racconto di questi primi suoi contatti con i tribunali ecclesiastici. ritenuto. Recentemente il prof. pagine 623-631). fase. segretaiio di stato del Granduca. ». Spampanato lia trovato nell'Archivio di Stato di Napoli. poiché indiscutibilmente *) . fonda la sua argomentazione principalmente su una lettera del Niccolini. stor. Gentile. già destata dalla sua vivace opposizione all'aristotelico Marta. a cominciare dal Cyprianus e dall' Echard fino al Baldacchini. dovette durante l'estate abbandonare liberamente NapoU. non potò non aggravare nell'adei suoi superiori ecclesiastici quella preoccupa- zione. Soltanto pochi anni fa la questione è stata chiarita dal Gentile *). Per un pezzo i biografi. a dirittura un Aristotele redivivo. anno XXXI. in catene. napol. 1906. tra le carte dei monasteri soppressi. corn'egli stesso dice nel Syntagma. Ufficio di Roma. fuggendo. né d'altra parte le fonti di accusa ne danno testimonianze chiare e concordi. del resto. a Napoli e pensa che. confusero in uno i primi quattro processi anteriori alla congiura del '99. L'Amabile districò in parte il viluppo. nell'ottobre di quello stesso anno egli si trovava a Firenze. il quale ha dimostrato esaurientemente che nella V. che si sarebbe poi chiuso l'anno seguente dinanzi al S. che lo condusse al suo primo processo. al Berti. ma credette di poter congetturare un trasporto del Campanella a Roma.— 27 — capo d'accusa nimo esplicito. avvenuto nel 1501 lungo il corso del processo. con un veemente sospetto di eresia. gli emuli accusatori. al D'Ancona. Ambasciatore toscano a Roma. 4. nelle sfere dei ben pensanti. Ti -primo processo d'eresia di T. filosofo grandissimo. all' Usimbardi. . Il G.

Napoli. voi. Il Granduca. se pure non mai pronunziate... qui in se htinc spiritum non negant aliis quod dant . e accoglierne con simpatia l'autore. per cortese comunicazione dello Sp. Spampanato. invitato ad abbandonare le dottrine telesiane per tornare al tomismo. probabilmente nel settembre. e ad abbandonare Napoli. Riservandomi di tornare più tardi. caeteraque dona Dei ^). cap. propizio. nella ben nota lettera allo Sdoppio. da un tribunale domenicano. nell'agosto del '92. 184. nello in cui fu stesso pronunziata la sentenza (1592). Non si sa in ogni modo se appunto più specialmente a questo primo processo si riferisca il filosofo quando. donde. II. il Campanella partì volontariamente alla volta di Roma. II. accenno intanto a questa sentenza domenicana. se pur non airesterno. in corso di stampa). Il soggiorno di Firenze parve essergli. Fra T.— 28 — il processo si svolse per intero in Napoli. Parole che anche queste. C. nei momento in cui correggo le bozze di stampa. sull'argomento. *) Letiera allo Sdoppio. 12. dice che ai giudici che gli anno domandavano nt. p. vogliono essere un simbolo dell'atteggiamento da lui assunto nell' intimo suo. (Cfr. emanata in Napoli. e di proposito. in sulle prime. Principato. 1887. Ricevo questa notizia. dandogli buone promesse per una lettura di filosofia nello stusentientes. me plus ohi quam la sentenza. et trihiiiint diabolo sapientiam. che getta nuova luce sulle tenebre del primo processo. secondo lo Sp. parve gradire la dedica ch'egli gli faceva del suo De sensitiva rerum facultate. il quale sarebbe. (Amab. ed. Vita di Bruno.. accennando a questo primo periodo di burrasca della sua vita. verso quei giudici indegni. destinata a far da proemio all' A theismus triumphatus. cui già erano giimte pressanti raccomandatizie a favore del frate. ne' Castelli. doc. . egli rispose quomodo : literas scit cum non ipsi vini didice- comsumsisse. Messina. 61). contro il Campanella. per tornare alla sua provincia. esclusivamente telesiano. del i^ giugno 1607.

nei riguardi della Chiesa. Ufficio. fiutando nell'aria un vento non favorevole. tra le righe. come credette 1' Amabile. in Bologna. lasciò intendere. C. Ma qui lo aspettavano nuove traversìe. Sicché il filosofo. per quanto posso comprendere dalla sua amorevolissima scrittura» ^). la sua coiig. lo rivelò « giovane di senno maturo e di varia dottrina e recondita ». *) Amabu-e. Appena giunto in Padova. A. a prova della sua dottrina. in cerca di libertà fii osofica. Fra T. a mezzo ottobre lasciò Firenze per Padova. p. tutti i manoscritti delle opere da lui fino allora composte. Ancora prima di giungere a Padova. ma certamente per ordine del S. ma altresì antiaristotelico. che non c'era da fidarsi « Alquanto dilTerente relazione tengo io del Padre Fra Tommaso Campanella.. 6i . forse nella speranza di trovarvi lavoro. pur tacendo della recente sentenza del Tribunale interno. S. che jnentre la proprio allora Roma aveva condannato lettera di risposta del Padre Generale dei Domenicani al Granduca. o come insegnante pubblico. di quella che è stata fatta a V. Gio. e seguace ardente delle empie dottrine di Telesio. in questo suo lungo pellegrinaggio da una terra all'altra d' Italia.— 29 — dio di Pisa ^). o comepri: .. cui Granduca lo aveva invitato prima di aiMargli la il cattedra. Ma tuttavia aveva dovuto risolversi a fermarsi alquanto in quella città. : *) Al Granduca lo aveva raccomandato non Mario del Tufo. e di una cattedra da cui propugnarla. vi era stato coinvolto in un torbido processo di sodomia. l. da parte dei frati di quella città. Ma da un momento all'altro la scena mutò la discussione filosofica con Baccio Valori. ch'egli portava con sé. Il suo destino. ma il conterraneo e correligionaiio del filosofo. era ormai già segnato. riportandone un'assoluzione per mancanza di prove. Battista da Polistena. si era visto sottrarre fraudolent emente.

mentre pur scriveva vari nuo\^i lavori a difesa del telesianismo. egli V. Certo è che tra il '93 e il '94 egli fu sottoposto ad un terzo processo. 17 (« Giorn. di opinioni ereticali espresse parecchi^ anni prima in Calabria. come supposto autore del De tribus impostoribiis. come quell'Andrea Chiocco. la malmente condanna. Ufficio in Roma dovette rispondere altresì di un sonetto empio contro Cristo. sed me facere delinqttentem. stampata in Napoli nel 1591.— 30 — vato. Ma egli. e si accinse a rifarlo. Tutto il resto era perduto. Ma la Chiesa com'egli vigilare su lui. e perchè in verità aveva già fiutato in lui un pericoloso spirito di ribelle e d' innovatole. come assai più grave sarebbe riuscita. cui de- dicava dice il non cessava dal — iniquitas suo Apologeticits prò Teresio *). non opera per si dette per vinto. crit «. e come aderente alla dottrina di Democrito. forse nella speranza di poter attendere in pace alla rielaborazione delle opere perdute. timore. verso la fine del '94. Ma ben presto nuove accuse lo gettarono in un quarto processo e questa volta la difesa riuscì assai più difficile. mandato da di eresia e di sicché dinanzi al S. opera. perchè — non quàerebat delictiim. . e sfuggita poi sempre all'occhio degl' Inquisitori. Di tutto il prodotto della operosità filosofica da lui svolta fino a questo momento non gli restava ormai che la Philosophia sensibus demonstrata. n. II). in caso . ed entrava in relazione con alcuni studiosi veneziani. ma. di possedere un libro di geo Padova a Roma. con mirabile tenacia. la mia Bibliografia. in quanto lo si accusava formancata denunzia di una disputa de fide avuta con un giud aizzante.lgrado non avesse ancora trovato modo di concretare in un'accusa legalmente dimostrabile questo suo impreciso. ma fondamentalmente giusto. positivo. Il processo si venne ingrossando lungo la via dopo che r imputato fu.

egli riuscì anche per questa volta. . Lelio Orsini. sulla traccia di accenni apologetici del Campanella medesimo. p. — gno Nel quale molto probabilmente aveva avuto compaBruno. a lui estremamente benevolo forse perfino dell'Arciduca Massimiliano e dell' Imperatore o che : . Pare piuttosto (Amabile) che potentissime leve siano state messe in a. Non pare tuttavia che i motivi di questa assoluzione possano essere stati così semplici come quelli che molti dei biografi. e meno ancora che esso abbia potuto assol- vere il filosofo della gravissima accusa di aver disputato con un giudaizzante. soltanto in base al vox unius. Ufficio. 1920. Liberato così nel 1595 dal carcere del S. e che del libro di geomanzi a egli era in possesso perchè si disponeva proprio allora a portarlo all' Inquisitore per la denunzia. Firenze. ma Pietro l'Aretino.— 31 — manzia. forse dello stesso Commissario Generale del S. e perciò sulla impossibilità della immortalità : di quelle . pare meno credibile che il S. fondata sulla eterogeneità sostanziale delle anime dei bruti dalla grande anima del mondo. di avere finalmente esposto nel De sensu rerum. malgrado l'estrema gravità di queste molteplici accuse che la chiesa gli rivolgeva. una teoria da cui discenderebbe la conseguenza che anche le anime dei bruti e le cose naturali senzienti siano beatificabili. *) il Vallecchi. ad essere assolto. Tuttavia. V. Uffizio abbia accettata la giustificazione della dottrina del De sentii rerum. ma sotto ima sorveglianza piuttosto larga. Uffizio ^) fu costretto per altro a rimanere in Roma. chiuso in Tor di Nona fin dal 1592. . 35. adducono se è verosimile ch'egli riuscisse a convincere i giudici che del sonetto empio contro Cristo era autore non lui. Gentile. con l'animazione universale. Giordano Bruno e il pensiero del Rinascimento. vox nullius.zione per salvarlo r influenza di D. fra Alberto Tragagliolo. ma dopo parecchi mesi di prigionia.

fin da questo primo istante della sua attività politica. il De regimine Ecclesiae (Ad pontificem. accanto all' interesse sempre vivo per la pura contemplazione filosofica. pur attraverso inevitabili oscillazioni.vrebbero spinto verso il nuovo orientamento aveva in ogni modo senza dubbio suscitato nella sua anima. dall'altra la figura di una teo- *) KvACALA. . J908. Akademie dev Wissenschaften in Wien. 5 Abh. philos. mai non smentirono durante tutto il corso della sua vita da una parte la figura ideale di un nuovo regno. crescere et decrescere solet. Thomas Campanella und Ferdinand II {Sit- zungsberichte der Kais. che. ch'egli era venuto intanto scrivendo negli ultimi mesi del suo soggiorno di Padova e nei primi del suo soggiorno di Roma. si erano composte in quella duplice figura. Le linee fondamentali unione universale di tutti della sua teocrazia ideale i popoli in un solo gregge e sotto un solo pastore. affatto puro da interessi mondani e affatto perfetto. 159 Band. i Discorsi universali del governo ecclesiastico per far una gregge e un pastore [Secreto al Papa scio con modi non soggetti alla contradittion de' Prencipi). p. secondo la maggior parte dei biografi. e forse già. quibus modis non obnoxiis principum contradictionihus. Klasse. il sj cerdote. et qiiihus recuperanda sii). un interesse nuovo e vivacissimo per i problemi politici. histor. anMa questo primo brusco urto con la realtà che a non voler tener conto dei motivi puramente apologetici che. ex loto mundo ponti/ex solis armis ecclesiasticis potest efficere unum sub pastore uno). abbiano efficacemente contribuito alla sua assoluzione *). già gli erano apparse energicamente dinanzi allo spirito vigile e audace. di cui egli si sentiva chiamato ad essere il pro- maximus ovile — — : : feta. lo a. il re . 6).— 32 — discolpa certamente più efficace zia di opere — la estrema teocra- come la Monarchia Chvistianorum {commen- tarius quibus ariihus res Christiana crevit.

23. 28 e 29 (« Giorn.. Di cui l'esponente più significativo. V. di sottrarsi alla chiesa di Roma. In cui non vi è una parola diretta a indagare e valutare il valore religioso della Riforma protestante. sia pure alquanto modificata. e con una delle grandi nazioni storiche. p. 5. come nel De monarchia christianorum. 3 ». ma favorirla.. e perciò prima la Spagna e poi la Francia. volgarmente di Fiandra si possino ridtirre sotto Vohhedienza del re cattolico. 8. come braccio armato.. 27. La Riforma è nata dal desiderio dei popoli germanici. in quanto altresì espressione tipica della sua posizione verso la religione positivamente considerata.— 33 — crazia effettiva della chiesa cattolica. II) e il Cenno bibl. la mia Bibliografia. nei Discorsi ai Principi d' Italia che per bene loro e del cristianesimo non debbono contraddire alla Monarchia di Spagna. e nel Dialogo politico contro Luterani et Calvinisti et altri heretici ^). Tommaso Campanella — . ed è dannosa soprattutto perchè porta alla disgregazione anarchica e individualistica del secolare edificio per cui Roma sola *) crit.. insofferenti per natura d'ogni freno. Questo interesse politico. n. 22. 235 di questo voi. nel De re^ gimine ecdesiae e nei Discorsi del governo ecclesiastico. 6. è la molla animatrice di tutta la sua attività letteraria di questo periodo. è per l'appunto il Dialogo politico contro Luterani. 26. quella tra esse che meglio si mostrasse atta ad adempiere questa grande missione. ma tutto l'etiche same e tutta la valutazione sono orientati su un punto di vista puramente poHtico. e avidi di una libertà che confina con la licenza. con alla terta il papa. come nel Discorso circa il modo col quale i Paesi Bassi. n. o da un punto di vista più strettamente politico. o guardato dal pimto di vista più specialmente ecclesiastico e teocratico.. 7. né le cause strettamente religiose che concorsero con quelle polid'altra natura nella sua genesi.

Tuttavia il suo non è puro e semplice machiavellismo. Bari. annullando il libero arbitrio. della religione come quando. 391-421.— 34 — è dannosa. come è sembrato p. p. È la radice medesima del regno è il regno stesso. secondo di arrestare egli il miglior modo Campamovimento in sul il nascere. nap. per altro. mette innanzi i buoni frutti che quella credenza produce nel mondo (ospedali. 69-9?. da giungere. pp. ad ima svahitazione religiosa di tutte le religioni. perchè. nella secondo religiosa giudicata dal CampaGiorn. e per difendere il valore dei Sacramenti. un semplice « strumento di regno ». Non solo. ma qualcosa di assai più fondamentale. il es. fomenta guerre e inimiperchè finalmente. 191 1. sarebbe stato. ristampato in Stuai e ritratti ddla Rinascenza. . al Fiorentino *). ') Fiorentino. per difendere il valore della dottrina cattolica del Purgatorio. nella posizione limite della teocrazia solare. : dere Lutero. il vincolo religioso. La riforma un ms. es. 1875. di f. non è. di cui egli si fa qui strenuo difensore. e perciò politica o morale.los. estrinseca. dice che la penitenza è « pur troppo necessaria » alla buona consistenza politica e sociale d*uno stato e così via. in quanto. forse senza avvedersene. pp. nella. opere di pietà ecc. I..). pur non essendo per lui soltanto un valore intrinsecamente religioso e individuale. La Chiesa ha perciò il dovere di combatterla con tutte le sue forze. La religione. rompendo fu grande nei secoli quello solo che è legame saldissimo di unione tra i popoli. : . Ma va tant'oltre in questa sua svalutazione religiosa del Protestantesimo. e da rivelare apertamente la sua concezione puramente naturalistica. essa s' identifica a dirit. e lettere Napoli. inedito (« '). e il diritto di adoperare come mezzi anche l'esterminio e la morte ucci. e come infatti sembra a prima vista. . cizie sottrae Tunica base sicura alla morale degli uomini e delle nazioni. non escluso il Cattolicesimo.

^) E non deriva. quanto motivo fondamentale della comune opposizione al protestantesimo.— 35 — I tura col potere politico. 1920. fervidi assertori del sacro diritto dello spirito umano alla libera ricerca scientifica con e filosofica. sofia. CampaGentile. condannano tuttavia una mossa che può parere frutto d' incoerenza o di — nella. G. •) V.) e il Kvacala [T. a proposito del Campanella hanno pensato. un semplice surrogato popolai'e della verità filosofica. malgrado gì' innegabili punti di contatto tra Funa e l'altra dottrina *). pp. e nelle posizioni transitorie. Vallecchi. pp. V. Alcan. . caratteristiche della filosofia religiosa dele. cui soltanto i filosofi cui tutto il popolo deve attingere. un mezzo del suo trionfo finale. non è così netta e così precisa come pel filosofo nolano. dipingendone con crudi colori le pericolose conseguenze per la vita morale e civile dei popoli. 17-24 e passim Blanchet. Paris. che costituisce invece storiche. Entrambi. C. Le dottrine filosofico -religio se di T. il Felici (0. in parte. e. Ffxici. Campanella. E non e nemmeno. e perciò d' interpretazione deisticamente filosofica dei dogmi cristiani. il cap. . come. essa se possono una delle VAtheismus triumphatus taphysica '^). Entrambi combattono nella religione oltremontana il servo arbitrio luterano. 1895 Rinascimento. Nello spirito del Campanella la distinzione tra la verità esoterica e quella essoterica. *) . 1920. VI di questo volume. Firenze. non senza un ^tantino di passione confessionale. anche della Meal Ma. tra la filoe la religione. Bruno e il pensiero del Lanciano. 364-375. Il quale certamente non sarebbe mai potuto giungere a quel tentativo di conciliazione del naturalismo religioso col cristianesimo. ne differenzia soltanto in quanto fa di quello un suo strumento. come pel Bruno. ein Refornier. la posizione dei due grandi filosofi della Rinascenza è perfettamente analoga 3). e passim) da persistente incomprensione dello spirito della Riforma.

Chi più merita in questi ? chi è più : umano ? ^) ') V. 1920. e per motivi strettamente dipendenti dalla concezione che essi si fanno della rehgione ma non certo avversari ingenerosi o parziali. quasi noi mirando. Alfin giunse un tedesco luterano. Passò un vescovo. fingendo affetti buoni. come quelli che « incontaminata serbarono la libertà filosofica » accogliendo tra loro. p. 94. i quali non han saputo far altro che qualche nuova glosa sopra la Scrittura ».e. e lasciando affatto libero di professare dalla cattedra le sue credenze filosofiche e religiose. Bruno e Firenze.. Sonetto ecc. e. in San Luca ecc. che egli dipinge qui a tinte assai crude come . in un suo Sonetto cavato dalla parabola di Cristo. Gentile. Avversari accaniti e tenaci del protestantesimo dunqu. . pp. : « Da Roma ad Ostia un pover'uom andando : fu spogliato e ferito da' ladroni lo vider certi monaci santoni. Poesie ed. e '1 causar. pur così alieno dalla loro fede *). che nega Topre. lor preda bramando. sul breviario recitando. seguitò i ladi-i. lui. G. lo vestìo. 2) punto Gentile. il Campanella può esaltare la figura del « tedesco luterano » su alcuni indegni ministri della religione cattolica.-36tori preoccupazioni opportunistiche soltanto agli osservafrettolosi. del Rinascimento. il Bruno può salutare i suoi ospiti protestanti. lo fece sano.. ma che scaturisce invece da limpida acuta percezione di quello che deve essere l'elemento le disquisiessenziale di ogni esegetica reHgiosa — zioni e le sottigliezze erudite dei « grammatici ^) rifor- dispregiativo li chiama il Bruno di quegli « ignoranti. matori. come con tono dice sdegnosamente il Campanella. ed afferma la fede l'accolse. : sol gli fé' croci e benedizioni ma un cardinal. e se. se nel commiato alTuniversità di Wittemberg. 23-29. su questo il pensiero .

da questa violenta opposizione alla chiesa cattoHca e da questa brusca reiezione di quasi tutte le pratiche del suo culto. le stelle e cose elette. di contro alla osizione costantemente estranea a tutte le chiese e a utti i culti. di tutto un trentennio della sua attività filosofica. passerà invecie.— 37 — anzi sostanconfessionale verso le varie forme di religioni popiù completa e radicale nel Bruno. che «ammira sente il il sol. p. Gentilf. anche quando il suo naturalismo religioso. Fede naturale del zero sapiente. a quell'audace tentativo di innesto tra il suo naturahsmo reUgioso e la reHgione cattolica. II. invero. Non dunque passione . poli. attraverso un intenso sforzo di creazione d'una nuova singolarissima chiesa universale e di instaurazione violenta della sua teocrazia ideale. più paritive lale e singolarmente contaminata di qualche prefeenza cattolica nel Campanella. Anche il vero sapiente. il Campanella non riesce a conservare mai puro Il quale. Senza dubbio più ecclettico del Bruno. è proprio libertà di spirti umani « *) : *) *) V. ed. che resterà l'aspirazione costante^ se pure irraggiunta e intrinsecamente irraggiungibile. come per più rispetti. che il Nolano serba immutata durante atta la vita. specialmente il cap. può dirsi non è mai escludi questo periodo della sua vita sivo di altre posizioni . Poesie. per statue di Dio vive e cortigiani » bisogno di una chiesa : Scuola alza e regno a Dio da questi vani servir a Dio in comunità vivendo. VI di questo voi. . da cui anzi si lascia volentieri è radicale — — contaminare. iale indifferenza tica e religiosa ^). senza dubbio più intimamente impregnato della tradizione cattolica. Il quale.

*) Prodromi p.(«Giorn. la mia Bibliografia . MDCXVII. Duce sensu pMlosophandum esse existimamus. che invece era venuto a più riprese rielaborando la sua Fisiologia maggiore. )) art. Signum est. II) n. 24 e n. cap. a. compilato su uno schemia quasi analogo a quello della Philosophia sensibus dcmonstrata. (V. imprimerà al sensismo telesiano. e senza sovrapposizioni. philosophiae 27. si de-linea nettamente già fin da : questo periodo la profonda trasformazione idealistica. )> ^) ^) » Che. religans se Deo spernit viiam praesentem. quod aliae cognitiones dubiae ad sensum recurruni prò certif Udine.-38Accanto alla concezione schiettamente naturalistica della necessità politica della religione (Ncque Respuhlica et coetus hominum uno die absque illa subsisiere possent ^) s' insinuerà sempre nel Campanella qualche elemento più che naturalistico Homo enim. e il Cenno bibl. crit. ma su una redazione primitiva (del 1595). fino a darle la forma ch'essa presenta nella Realis philosophia epilogistica. nel 1617 dallo Adami in Francoforte. Accanto al crudo sensismo materialistico del Prodromus ^) tipicamente rappresentativo di questo momento del pensiero campanelliano.. » 1. la prima fase del pensiero del filosofo. ieiunaty se flagellai. p. ». rappresenta più schietta. proponendosi di essere un Compendium de rerum natura prò philosophia ttmana. pubblicato. non più rielaborata dal Campanella. . Eius enim cognitio omnis certissima est. Ma contempoch'egli *) Metaph. com'egli dirà. dice il Prodromus ^). 2. 25. P. quia fit obiecto praesente. 232. come quello che. summoque superis inliiat amore ^) Altrettanto può dirsi del suo naturalismo filosofico. coni' è noto. XVI. non è altro in realtà che un piccolo breviario di fisiologia telesiana. IV. n. Francofurti. con accenti di pacato. » 140 della III parte. 304. instaurandae. ma commosso misticismo. surgit in nocte ad contemplandum et canendum Deum .

7 del ms. Ma contemporaneamente. Francofurti MDCXVII. o scintilla di sa^) pienza divina. Il fugace accenno etico. e cossi nelle nubi e nel fumo. è cosi intensamente colorato di naturalismo.. 109 del ms. I. magis vitia dicuntur. voluptas et dolor.. p. « se *) Il Prodromus risale al 1595... citato. 4. magis virtutes sunt .. citato. . in qua destruendi vis manet . n.— 39 — raneamente . La prima redazione del Senso delle cose risale al 1590 (V. da risolvere quasi completamente l'etica nella fisiologia {Fontes omnium passionum sunt duo oppositi sensus. sta nello spirito come la luce sta nello specchio. come con mossa veramente rivoluzionaria. con la dottrina della 7nens. nel Senso delle cose già spunta. ma *) Prodromi p. non è passione. i primi abbozzi di fisiologia al '92. sicut in Ethicis dicemus. cap. p. 230). ma percezione di passione. 2 e 3. 3) T.. («Il senso essere percettione di passione con discorso di cosa esistente in atto. Cenno hihl. sicut purum aurum virtute praeditum. rossa e verde.. e non informatione di pura potenza» ^). in questo stesso passo. e nell'aria. quae prò ut magis conservant. philosophiae instaurandae. come dice il II libro del senso delle cose* ^) e. *) Cap. Est enim virtus puritas animae ad quam facultas sese servandi sequitur. alla istessa maniera l'anima se infà delle passioni dello spirito » è pur vero che il Campanella giunge. quanto alla mente. impurum vitio dicitur ^). afferma il I libro. 86. che chiude il Prodromus. perchè. fino a dichiarare che. se è vero che «la mente. 30. Vitium vero impuritas.. che rotto lo specchio dispare » e che « come la luce incorporea si fa nelli vapori dello irride gialla. p. l'accenno ad un completo superamento di questa concezione. ut vero magis destruunt. Hinc et virtutes sumunt ortum. « il senso è sapienza.

— 40 — vincere. in Dio) che raggiun- gerà più tardi. ms. il pathos dell'etica kantiana ^) Del senso delle cose. lontano com' è da quella quadruplice differenziazione (conservazione in sé. che costituirà. Ma tuttavia il pensiero di una possibile lotta della mens. citato. quella lotta interiore. 1. fino al supremo (amore a Dio) in cui il processo culmina. Il naturalismo etico si lascia sua mano» mentre che pone nella il conservazione nell'essere dell'uomo è qui non soltanto fonda- sommo bene mentale. cap. intuisce. Dichiarazione di importanza enorme. se pur non vede chiaramente. fino a preannunziare. resterà pura» ^). II. nella Realis philosophia epilogistica e che. . 114. ma anche molto crudo. sia pur rozzamente. il primitivo naturaHsmo. l'esigenza di un persistere che sia insieme procedere. dopo circa due secoli. nella fama. 30. di cui ciascun grado assorbe e potenzia il precedente. con le passioni. p. perchè il freno sta in «se vince. e di un possibile trionfo di lei capovolge interamente. con una siffatta concezione dualistica e drammatica della vita morale. nei figli. nella concezione di uno sviluppo progressivo della tendenza di conservazione. patirà pena. come in tutta la morale campanelhana.

La città del sole.III. Gen- . quel corso. Tempra non di sereno e calmo studioso che speculi tranquillamente sulle condizioni politiche e sociali del suo tempo. ancora inespressa. ed. 18. comunque. in realtà. La teocrazia solare et Redeunt Saturnia regna nova progenies coelo dcmittitur alto E doga {Poesie. ma di ardente impetuoso riformatore. e ne indaghi il corso. Roma a grandi eventi : « Io nacqui a debellar tre mali estremi tirannide. p. ipocrisia » •) : *) Delle radici tile. e doveva necessariamente tendere allo sforzo di tradurlo. sia pure violentemente. 195)^ ! Uno spìrito come quello del Campanella non poteva appagarsi della semplice formulazione teorica (Fnn programma politico e religioso. quanto più si veniva accentuando ed esaltando in lui la coscienza di uomo predestinato giorno in attesa. Poesie. che ne senta tutta la passione e si senta per ciò stesso spinto a deviare. p. spingendolo all'azione con tanto più di violenza. sofismi. il Campanella già durante gli anni del suo sogtile dovè sentire V insofferenza dell' inue l'ansietà di una vacta azione. de' gran mali del mondo. senza dubbio gli urgeva tumultuosamente nell'anima. e ne denunzi i mali.

carestie. che volentieri si abbandonavano. E la speranza e la fede si condensavano intorno alla imminente fine del secolo. cui gli astri avevano segnato fino in sul nascere un destino pari a quello dei grandi fondatori di religioni. egli vedeva sempre più corrispondere la sorda agitazione dei tempi. con quella fede nelle profezie. suo compagno di carcere nel S. All' irrequietezza del suo animo. com'egli confidava anche al Ciarlo. dove.. senza dubbio estrema in questo periodo. alla speranza di una titanica rivoluzione cosmica. p. non pure nelle carceri del S. che avrebbe dovuto non si sapeva come e perchè. Il Campanella doveva averne sentito parlare apertamente ed entusiasticamente. dicendogli di aver avuto sette pianeti ascendenti favorevoli nel momento della sua nascita. saccheggi. Ufficio. Un secolo finiva. erano ricadute sul nostro popolo. confortate dalle predizioni astrologiche che annunziavano il 1600 come anno fatale. nell'ate nella facile fioritura di magnifici piani d'azione. la speranza di una duplice redenzione religiosa e politica doveva rigogliosamente attecchire. ne aveva avuti soltanto cinque. mentre Cristo. pestilenze. sollevando gli spiriti dalla . nell'astrologia. ma questa stessa ignoranza ne accresceva il fascino misterioso influire sugli umani destini. miracolo di giustizia e di perfezione. sul nostro suolo. devastazioni. — — forzata tesa di presenti. per ragioni evidenti. che era stato fecondo di sterili guerre interminabili. propria del tempo.— 42 — com'egli doveva più tardi cantare nelle Poesie . oppresso e dissanguato da esose dominazioni straniere e una turbata fremente atmosfera da millennio si veniva formando negli spiriti. in tutte le espressioni del più misterioso occultismo. nella magìa. Ufficio. e di cui le più tristi conseguenze. e forse maggiore. ma anche nei circoli letterari e inazione e dalle sofferenze un secolo d'oro . es. combattute tra stranieri. di uomo. instaurando sulla terra un'era nuova.

Il clero minore. come di armi nella lotta e la S. come il principe di Bisignano. che egli ebbe senza dubbio occasione di avvicinare.di \ \ 1 j . diffuso non solo nel popolo. la depravazione del clero. le violenze d'ogni specie erano giunte a tal segno. corrottissimo nei costumi. Fazioni avverse contendevano talvolta e catastrofici. spinti da interessi di partito. 1 ' 1 \ . condizioni estremamente gravi di quella regione. maggiormente avevano sofferto dei soprusi del conte Olivares.. da dover effettivamente indurre negli animi la previsione di eventi straordinari . sanciva i soprusi e proteggeva i prepotenti. e tanti altri. Tornato finalmente in Calabria. Sede. liberatosi da Roma e tornato a Napoli. ma anche tra quei nobili che. vescovi. il Duca di Vietri. tuttora carcerato nel Castel Nuovo. servendosi della scomunica e di tutti i mezzi. non poterono sfuggirgli le. entravano in continui asprissimi conflitti giurisdizionali con i rappresentanti del potere civile. I 1 di famiglie . e in più un vivissimo fermento di ribellione contro il malgoverno spagnuolo. verso novembre del '97. entrambe rappresentate da uomini potenti e prepotenti.— 43 — scit'iiliiìci. egli doveva aver sentito anche il qui analoghi presentimenti e preoccupazioni. nel luglio 1598. e in cui non solo uomini di dottrina. Poi. non d'altro sollecita che d'affermare in qualsiasi modo il diritto di priorità sul potere regio. abusava ogni giorno più delle immunità ecclesiastiche. in cui la coesistenza di due forze come la Spagna e la Chiesa. e profanava in ogni modo il suo ufficio. anche i meno confacenti al loro ministero. ch'egli frequentò certamente dopo la liberazione del carcere. persone. e con una delimitazione di attribuzioni tale che non poteva non produrre continue contestazioni i soprusi dei nobih. ma anche alti prelati dividevano le ansie e le speranze per la catastrofe che si riteneva immancabile. lontana e anch'essa più che tralignante dai pricipii ideali del cristianesimo.

forniti di comitive armate. Appunto nell'estate del 1598 il famoso Bassa Cicala *). ta. la procedura dei giudizi. gl'imputati non a colpirli.. Ai pericoli. Fra Tommaso Campanella. commettevano abusi e prepotenze a non finire. affrettata talvolta siffattamente che. eroico per amore di libertà. agivano come banditi. per predarle. I nobili e le famiglie private. e il governo si mostrava impotente a difenderle. e non poche lotte erano coronate da omicidi e delitti d'ogni specie. Il Fiorentino. dilaniate da inimicizie ereditarie. le coste della Calabria. città e intere province venivano saccheggiate. e del Bassa Cicala un bandito. ^) pp^ 1 10-134. la frequenza delle liti e delle contese. La flotta turca periodicamente assaliva di sorpresa.— 44 — aspramente tra loro. quasi un cospiratore dell' 800 in anticipo . I facevano in tempo a comparire dinanzi ai giudici. anche volendo. I. Gruppi di frati si davano alla campagna. senza che il governo riuscisse gati. con grande terrore delle popolazioni. proprio del tempo. che comminavano la pena di morte per moltissimi delitti anche minimi. laici tutt 'altro cosiddetti diaconi selvaggi o clerici coniuche onesti. lasciandosi fuorviare da una duplice illusione anacronistica. Il gusto della prepotenza. voi. l'estrema severità delle leggi. che avrebbe abiurato la propria . alle lotte e desolazioni intei'ne s'aggiungeva il pericolo turco. bruciate. fatti d'un tratto clerici mediante il permesso vescovile d'indossare uno speciale ferraiolo nero. tenevano agitato il paese con combattimenti incessanti tra fazioni e fazioni. sì che molto spesso borgate. tende a fare del Campanella un cam- pione dell' indipendenza d' Italia dallo straniero. e perciò senz'altro risultavano colpiti dal bando o forgiudica . ^) Amabile. 1). e così esentati affatto dalle contribuzioni fiscali e dalla giurisdizione temporale. la sua congiura etc.lvolta distrutte interamente. e. aumentavano in maniera preoccupante il numero dei banditi.

Clemente Vili e Sinan Bassa Cicala. ed. quando non si sappia guardarsi dal pericolo di illusioni soggettive. certamente neanche quella di un uomo. E il governo. Giovanni» londe aveva mandato messaggeri a Messina. II. Luce che se non è quella di un transfuga religioso per amor di patria. Ilario RiNiERi. Telesio. Sbarcato a Nicastro. devoto e compiacente. i feroci oppressori della sua terra» perciò esagera oltre ogni verisimiglianza l'inP. Mentre è ovvio che i motivi intimi che spinsero alla congiura il filosofo della Città del sole sono ben altri e. per quella volta. egli se n'era partito. senza fare ulteriori danni alle coste di Calabria. Koma. C. dopo aver fatto sbarare al Capo di Stilo pochi uomini per un breve sacheggio. non è per altro. che non era uomo da as- religione (egli era. tuttora vivente in Messina. si era fermato nella «fossa di S. ma (Fioreniino. fluenza suggestiva che la figura di questo ardimentoso corsaro E avrebbe esercitato sul Campanella.— 45 — penetrato nel golfo di Sqiiillace. avrebbe tuttavia conservato nel profondo del. non aveva mancato di consentire a un così acerbo nemico l'incontro amichevole da lui chiesto. glia il com' è noto. . Amabile. senza opporgli la menoma difesa o fare il più piccolo atto di ostilità. s'intende.). ma pronto. quanto al Cicala. che gli dava speranza di vendetta contro genovese.133 sgg. che pur essendosi fatto di cristiano maomettano. p. 14. Fra T.1 * * dal vescovo. (V. Dove si vede fino a che punto da una parte e dall'altra si possa giungere. Sicché. la sua congiura. «Civiltà Cattolica '\ 1898. l'anima tale inconsapevole affetto per l'antica religione da adempiere molto volentieri l'ufficio « di correre i mari mediterranei colla flotta 'per tenere a bada Italiani e Spagnoli e impedirli di portar soccorso all' Imperatore » (!) P. 134). a nuovi ritomi e a nuovi saccheggi. I. chiedendo governo vicereale che gli concedesse di riabbracciare la vecchia madre. . d' origine cristiana e di faminato a Messina nel 1548) «abbracciando Maomettanismo. città in quel tempo interdetta il Campanella. p.. i documenti storici lo pongono in tutt'altra luce.

ebbe a seguire. il Campanella si ridusse. recitava l'ufficio insieme con gli altri frati.. forse nello stesso settembre di quel 1598. contro i precedenti biografi. 91. Kvacala. predicava. dove cominciò a vivere una vita in apparenza tranquilla e ritiratissima. dichiara esplicitamente « e scrivo ciò nell'anno 1599 » V. il Campanella. dopo questo episodio. Oltre a notevoli opere politiche. adempiendo puntualmente ai suoi doveri di religioso (celebrava la messa. Napoli. Interposti dapprima inu- tilmente i propri uffici di pacificatore presso il Vescovo. Marcantonio del Tufo. in ima sua « visita verso la marina » tutt' altro che gradita ai rappresentanti del potere viceregio. uno dei quali (Bibl. 147148) il quale sosteneva. Ma. in un piccolo convento della sua Stilo. 188 1. poi che la lotta si riduceva. // codice delle lettere del Campanèlla. Ueher die Genese der Schriften 1) La questione chia di : . verisimilmente autografo. secondo l'ingenua deposizione di un testimone del processo). ancora assai dibattuta al tempo dell'AMABiLE (V. la sua congiura ecc. I. dimostrando la insostenibilità delle date del 1600 e 1609 da essi assegnate. è stata ormai risolta dalla scoperta fatta dal Kvacala di numerosi altri manoscritti.. in ultima analisi. non mancò di porlo fin dal primo momento in non buona luce presso quest'ultima. pp. passato da Nicastro a Stilo. sconosciuti all' Amabile. quando. ma solo si notava che « stava astratto ». Campanella. si trovò ben presto coinvolto nelle lotte e negli intrighi che la dilaniavano. Che divenne a dirittura cattiva. circa un mese dopo. e attendendo ai suoi studi. p. in qualità di teologo. e Fra T. il che. Geneviève di Paiigi). il vescovo di Mileto. la data del 1598. finì poi col prendere le parti del Vicario di hii.-46sistere agli avvenimenti come spettatore inerte e passivo. verso la fine d'agosto. a una delle consuete contese tra l'autorità ecclesiastica e quella civile. come la Monarchia di Spagna *) e circa la data di redazione della MonarSpagna.

da vedere nel più naturale fenomeno. tanto più l'idea della fine del mondo lo turbava e lo agitava. 12. n. risalgono certamente (( al periodo di questo suo soggiorno in Calabria. ^). È Thomas Campanella.— 47 — una tragedia politica. come le terribili inondazioni del Po e del Tevere. di apocalittici colori. oscure influenze soprannaturali.38 («Giorn. 191 3. che scorrea da levante a ponente » gli si colorivano. così vivace sostenitore contraddire i principii fondamentali della sua filosofìa. un trattato teologico De predestinatione — — . e Neue Nachtràge. n. introdotti più tardi come Articnli prophetales nella sua seconda difesa . Quanto più la fine del secolo si avvicinava. 42 (« Giorn. I. nella fantasia eccitata ed accesa. ». . tema di vivo interesse anche a costo di per lui. quasi suo malgrado. scritta per Spagna contro Inghilterra ». Juriew. di trascendenza. la mia citata Bibliografia. cbe. . et ('gS-'gc)) gratta cantra Molinam prò Thomistis. p. p. e anche fenomeni naturali. p. ma straordinari. il passaggio di una « cometa marziale e mercuriale. che. coincidenze misteriose. È il trascendente. Ili. la mia citata Bibliografia. Maria Regina di Scozia. critico il Cenno bibl. *) V. calcoli astronomici e astrologici. 37. sì che il suo stesso naturalismo gli si colora. piccolo scritto. II) e . 239 di questo voi. 28 Nachtrag zu dey Abhandlung « Ueber die Genese » p. vicina a terra. la sua anima era così assetata di trascendenza. n. Profezie. pur di salvare l'edificio morale e politico che su quella e il primo abdel libero arbitrio dottrina si fonda bozzo dei Segnali della morte del mondo ^). che rivela quanto altro mai Io stato di eccitazione e di esaltazione in cui era giunta in questo periodo nel suo animo la febbrile attesa del millennio. 40. Mattiesen. critico». 1911. III. il terremoto di Calabria. *) V. II).. a dispetto della sua filosofia naturalistica.

si rivendica e rientra. e inconciliate con essi^ stupefacenti affermazioni di trascendenza il primo dei tre fattori della grandezza spagnuola e del Suo destino di preminenza mondiale è Dio. modello di razionalità e di perfezione. e assume le forme le più fantastiche. senza la menoma preoccupazione critica e con assolutamente inadeguata valutazione degli elementi di fatto. che è anch'essa spiccatamente colorata di naturalismo. ospite non richiesto e non desiderato. accanto ai caratteri naturalistici. si abbandona. non limitata alla Monarchia. opera di indiscutibile ispirazione naturalistica (la suprema saggezza consiste nel seguire la natura. e vi spadroneggia tirannicamente. mentr'cgli riesce a vedere. Del resto. la posizione veramente decisiva in cui si trovava sul finire del cinquecento la Spagna. da tutte le parti . « che è l'intima nostra arte divina e coerentemente naturalistica fin nei particolari del disegno di politica interna. . della politica e con perspicuo acume storico. qual'era stato Filippo IT. ma già priva di uno spirito di reggitore e dominatore. ma estesa a quasi tutte le sue opere. È perciò che. È perciò che. e si annida in ogni più remoto angolo del pensiero. con notevole senso realistico dei problemi •->) . e però priva di mediazione dialettica e quindi d'ogni terreno solido su cui posare. mentre il Campa. Posizione questa. ma che trae il suo va-» lore e la sua ragion d'essere dalle profezie e dalle rivelazioni di Dio stesso. . finanze ecc dà opera a creare la sua città del sole. amministrazione della giustizia. la stessa Monarchia di Spagna contiene.-48scacciato bruscamente da un'immanenza raggiunta di colpo. padrona ancora di un impero mondiale. leggi. perchè è la posizione : . all'utopia di poter instaurare di colpo tra i montanari della sua Calabria una repubblica ideale.nella scrive la Monarchia di Spagna. che si è manifestato attraverso le profezie la Spagna è grande innanzi tutto per motivi profetici ed astrologici.

Quella stessa idea che. questa fine un secolo d'oro dovesse realizzarsi. più o meno squisitamente e raffinatamente sensuale. Né questa sua fede egli smenti mai durante i processi. anzi proporzionata al valore dei singoli nella città del sole il più sapiente sarebbe stato insieme monarca. in cui alla reli. che anzi tentò di corroborare e giustificare. aveva suscitato nelr anima medioevale rinnovate fiammate di misticismo. che scaturisce appunto da una singolare fusione di conati naturalistici e razionalistici. 4 — Tommuso Campanella . ma non mai questa <>ua fede nelle « grandi mutazioni ». e che prima di . e di credenze profetiche e astrologiche. disperati propositi di rinunzia e scettiche denegazioni della vita. di una repubblica ideale S^ governata secondo le leggi naturali.'\ gione. una vivace affermazione di vita. Alle mutazioni straordinarie che egli prevedeva. legisla. vero uomo della Rinascenza. ^^ ' esente da forme singolari di culto e da una singolare gerarchia teocratica all'amor proprio. quando giunse fino a negare tutta Fattività esterna da lui messa in opera per preparare la congiura. Vivace e piena. un amore universale in cui. mediante il ricorso ad autorità canoniche. egoistico. egli credeva che fosse dovere degli uomini di contribuire in tutti i modi. nel senso di un godimento individuale. una nuova era di pace e di giustizia si sarebbe realizzata nel mondo. più conforme alla natura.-49 - medesima del suo spirito. ma anch'essa non . ma non nel senso del carpe diem oraziano. suscitava in lui. e cessato ogni motivo di dissidio tra gli uomini. Nessun dubbio dunque per hii che il mondo dovesse veramente finire. anzi nel senso di un novìis ordo universale. con ma l'origine prima dei mutale loro umane forze menti era in qualche cosa di più che umano. posti in comune tutti i beni. verso il mille.\\ gione cattolica si sarebbe sostituita una nuova reli. : . . e che ò indispensabile tener presente per la intelligenza della genesi ideale della congiura. Giustizia non egalitaria. dei singoli.

in virtù del principio estremamente aristocratico che chi più sa. voi. Fra T. lungimirante fino a sconfinare audacemente nella utopia e. con piena coscienza della egli bio fuori dell'ordinario. deve governare. quanto agli altri.. Profondamente convinto di questa idea. dotato di spiriti familiari e di poteri magici. avente diritto all'obbedienza assoluta di tutti i sudditi. e che. diabolico. Il popolo lo circondava a poco a poco di un alone taumaturgico gli chiedeva rimedi per le malattie. circospetto. animato dalla sua tenacissima fede. cioè una tabanella bianca fino alle ginocchie con maniche lunghe et un coppolicchio ligato a modo di turbante di Turcho ». di poi nelle prediche. : : *) Amabile. se sa obbedire ». C. p. Ili. ecc. intonando con sottile abilità le sue esortazioni e i suoi incitamenti ai differenti toni delle singole anime cui si accostava. ordiva nell'ombra la sua trama. . secondo la caratteristica deposizione di uno degli imputati nel processo ^). superstiziosi e orientati verso il soprannaturale. « assai sa chi non sa. insieme. in moltissime deposizioni. dapprima nelle conversazioni private. E. Né egli esitava ad assumere la veste di vero e proprio riformatore religioso senza dubbio al credo cattolico dovette contrapporre. ma. E questo accresceva il suo credito e contribuiva ad allargare la sua fama. 244. e ne aspettava fiducioso la salute del corpo e quella dello stato. 139 e passim. Campanella lavorava con tutte le sue forze a preparare l'avvento della città solare ch'egli sognava. nello stesso tempo. 4oc. sacerdote. entusiasta. Uomo senza dubappariva agli ignorantissimi contemporanei. e la sua congiura.— 50 — tore. consapevole dall'ascendente che la sua parola esercitava sugi' individui e sulle masse. intento a tracciare con cura minuziosa anche le più piccole linee del suo disegno («et havea stabilito alli congiurati nova sorte di vestiti.

et ultimamente Lutero. quali mai andorno per pensiero alli heresiarchi antichi. 30. o pure stiracchiare li sensi di quella a beneplacito. Tj C. et ordinare de nuove regole al vivere. così si lasciasse correre in simili heresie. rispose il frate arditamente. egli medesimo zione di essere non esistere i regni oltremondani così sua : ma . al rimprovero del « Signor Carlo Spinello » che gli ricordava « quanto erano inconvenienti alla professione d' un Cattolico Christiano simili false opinioni. con che si maravigliava molto eh' un literato suo pari de' buon ingegno. ma che pari suoi non attendevano a ciò. massime di lui. 1908. che come nuovo Messia era venuto al mondo. Calvino. quali non han saputo far altro che qualche gì osa sopra la Scrittura. *) Ragguaglio de* movimenti suscitati in Calabria dajra Tomasso Campanella. und Ferd. Cristo stesso essere non altro che un uomo. ecc. che si maravigliava del signor Carlo che l'andava comparando con simili ignoranti. e figlio d'una Religione come la Domenichina. il . ma a fare nuove leggi da per se. non essere peccato l'atto che conduce molti dei miracoli attribuiti a Crialla generazione sto essere assurdi . un suo proprio credo naturalistico. per la prima volta dal Kvacala. e che il motivo intimo della sua azione sia stato. Appena dopo la sua cattura. II. per salute dell' huomo » ^).— 51 — eresia. essere la tradizione cattolica se li rappresenta valore della religione riposto soprattutto nella ragione di stato . p. . come fu Ario. che fu sempre bastone degli heretici. Sabello. e clie forse predicò soltanto mutanon esservi morte. ed. che lasciò predicare dai più fidi seguacf. o dare un intelletto a qualche passo di essa a lor modo. che questa era la proprietà d' huomini grandi. et altri. come come . Non mi pare invece ch'egli possa aver assunto una posizione di vero e proprio rivoluzionario politico.

profezie e l'astratta speranza : nanzi alla sua mentalità di uomo che e tanto lontano dall' intendere l' intimo movente della predicazione campanelliana. ma il primo indispensabile passo nel sovvertimento delle istituzioni già esistenti. C. Del resto. ') KvACALA. non mi pare sia da dare troppo peso a una siffatta dichiarazione. È vero che la sua predicazione rivoluzionaria nel senso politico. che porterà alla felice teocrazia solare. che li popoli si risen. nel momento in cui. Il Ragguaglio gli fa dire. 1908. Ma. movimenti suscitati in Calabria ecc. mentre vedranno. il Campanella non doveva affaticarsi troppo per minarne le basi. und Ferd. non è come.8. Wien. arresto reranno li Signori a governare bene li vassalli. — — . quanto all'edifìcio pohtico.. ') Ragguaglio de' . und Ferd. e non eccederanno. anche a non voler considerare il fatto che l'anonimo narratore del Ragguaglio potrebbe aver accentuato questo lato. da non riuscire a vedere nelle parole e negli atti del frate altro che l'opera di un pazzo. a torto. Wien. « almeno da questo impaegli vien tratto in. l'ardente desiderio di trasformare radicalmente. p. T. come hanno pensato tutti coloro che hanno voluto fare del Campanella quasi un patriotta nel senso del secolo XIX. T. 1908.— 52 piuttosto che la fede nelle d' instaurazione della città eliaca. ha pensato l'Amabile frutto di un semplice calcolo circa le maggiori probabilità di riuscita del movimento in un terreno che fosse stato già eroso politicamente e religiosamente ma non è nemmeno. le condizioni^ politiche e sociali del suo paese. senza dubbio pili chiaro di- vorrebbe il K vacala ^). II. mediante una rivoluzione di tutti gli orSTnamenti politici del tempo e del luogo. scoperta la congiura. C. II. è vero. fine a se stessa La ribellione alla Spagna non è tanto la rivolta contro lo straniero invasore della terra d' Italia. secondo me. tono» 2). p. 32.

1908. laici animosi. — in tutto coerente. Maurizio de Rinaldis. trascinanti nella lotta intere famiglie e talvolta intere città sempre covanti nell'anima un fiero rancore verso la Spa. ma con caJore ed entusiasmo. 30. pronti. giovine fuoruscito ani- mosissimo ed esperto di armi. frati. C. T. gna . tutti insofferenti del duplice giogo religioso e politico. vento di S. che la lotta tra le due famiglie dei Contestabili e dei Carnevalari portò ad avvicinare il Campanella. Gli infervorati. Ed egli. già. KvACALA. venivano a lui. divenne rapidamente centro di numerosi sottili fili che in breve avvolsero in un' unica trama tutta la terra di Calabria e fin l'estremo lembo della Sicilia verso il continente. — — primo ragionamento li metteva il cervello in cattivava l' anime » ^) accennel secondo deva gli spiriti. lo stato d'animo dei fuorusciti. p. spesso in guerra aperta tra loro. che aveva abbracciato con entusiasmo e con ardore V ideale politico del filosofo e assimta su di sé la preparazione di tutto quanto *) ^(^gg^^glio. piano di organizzazione della congiura. sebbene non che al barazzo. ed. fu un'altra delle tante cause che accelerarono ed allargarono Il piccolo conil lavoro preparatorio della ribellione. Ferd. per la loro speciale condizione. und. II. ritrovo abituale di fuorusciti. Alle condizioni generali del paese aggiungeva. Il contatto con alcuni di questi. e con e realtà quella forza persuasiva a cui era fama che nessuno sapesse resistere (« e dicono che con tanta efficacia imprimevasi il suo parlare negli animi altrui. Fuorusciti. Senza dubbio. a tutto tentare e tutto osare. come luogo d'asilo. Wien. esisteva un vasto. infervoravano a loro volta e con viaggi frequenti nei centri principali della provincia. e le aggravava.— 53 — già si più che róse. . allargavano il movimento. con circospezione. Maria di Gesù. .

Scoppiata l' insurrezione. occupato Catanzaro. e sul concorso valido ed efficace dei turchi. anzi spiccatamente settario in senso opposto (RiNiERi. con la facoltà di occupare essi. o esagerati neil' intento di suscitare maggior fiducia nell' impresa si parlò di signori come Don Lelio Orsini. .— 54 — si riferiva all'azione da esplicarsi con le armi. Né gli animi esaltati e impazienti potevano avere la calma di considerare quanto vi fosse di assurdo La contare non : sui quali insiste con troppa compiacenza il Riche nel suo animus clericale giunge fino a manifestare quasi maggior simpatia pel « rinnegato » Bassa Cicala. avrebbe. si accennò anche con insistenza all'aiuto del Papa. « Civiltà Cat*) Ma nieri. Roma. Gli altri aiuti di cui. ma che sono invece più che verosimili ^) avrebbero protetto i rivoltosi e impedito l'arrivo di rinforzi per mare alle truppe del governo. sia pure temporaneamente. di cinque o sei vescovi della Calabria. le terre del litorale. con un pugno d'uomini. dove l' idea della congiura aveva suscitato — — numerose adesioni. a misura che il tempo stringeva e le esigenze della propaganda crescevano. i Del Tufo. erano illusori. che non pel « ribelle » frate di Stilo. realtà delle forze su cui i congiurati potevano era certo commisurata alle sterminate forze di una potenza come la Spagna . Dal mare i Turchi (secondo accordi che più tardi i congiurati e lo stesso Campanella negarono. tolica». Clemente Vili e Bassa Cicala. combattendo a buon diritto l'acredine anticlericale dell'Amabile. il principe di Bisignano. il primo nucleo di armati in Catanzaro si sarebbe venuto come si sperava rapidamente ingrossando per concorso di uomini da ogni parte della provincia. ma con spirito tutt'altro che sereno. favoleggiarono alcuni tra gli organizzatori della trama. tra cui quello di Mileto e quello di Nicastro . 1898). ma appunto per questo essi fidavano sulla coincidenza dei grandi movimenti previsti per la fine del secolo.

alla sedella congiura. dicatore di fantastiche rinnovazioni un gioachimista » cui « il desiderio che le sue profezie si avverassero portava ad amare e quelli che vi prestavano fede e quelli che tentavano di recarle in atto » la posizione d' incertezza permane. ugualmente non esiste il egli non ha il menomo dubbio circa la realtà della congiura e circa la parte che in essa dovette avere quel « grande imbrogliatore ». che ammette la congiura. tagliando ogni legame tra le profezie del Campanella e l'azione di Maurizio de Kinaldis e di frate Dionisio da Nicastro. e.. che salta a pie pari la questione. (Cyprianus).. questione si complica fino a. la ma fa molte riserve circa l'azione del Campanella. Il filosofo. diventare « l'eterno ed insolubile problema degU eruditi». per tutt'altre ragioni. per troppa fretta e per scarsa riflessione critica mente. se egli sia stato il capo della congiura. pubblicata dal Capialbi. ecc. felice filosofo. dichiara senz'altro « inventata » la congiura. oltre tutto a rigli abusi della religione e ad instaurare una speciale religione. finallora. a questo riguardo. o a quella del Berti. attenendosi fedelmente alla Narrazione apologetica del Campanella medesimo.. senza entrare in merito e senza fare commenti o apprezzamenti. — . : : . che non era certo quella cattolica in un' impresa alla quale cooperavano niente meno ile i Turchi Sicché le fila della congiura ingrossalo rapidamente *). facendo del filosofo « un giovane audace. ma poi conchiude con l'affermare che certamente « alcuna cosa egli fece o tentò di fare » fino alla recisa negazione del D'Ancona che. per debito d' informazione. entusiasta. sì. servendosi di formule più o meno convenzionali Neapoli perduellionis reits factus. che vi avrebbe partecipato non come iniziatore.— 55 — tefice verso e di contraddittorio in questo presunto favore del ponun movimento mirante. un pre. che dubita. per un malinteso senso di amore e di pietà verso V in- questione . Per i biografi colare più antichi non esiste. Mentre dinanzi ai biografi dell' 800. ma come seguace dalla incertezza del Centofanti. un vero e proprio problema storico essi ne parlano in termini generici. dapprima assai guar. tae.. ! formare *) Accenno appena. È noto come pel Giannone problema. Neapolim tanquam Majestatis rens tradiictiis (Echard). o se invece quella non sia al tutto o in parte una favola. La su. Dalla ingiustificabile congettura del Baldacchini. e per le nuove scoperte di documenti spesso contraddittori tra loro.

pacifico. e che convalida tutti i punti salienti della narrazione dell'Amabile. ma pure senza energia. esagerato poi nelle deposizioni di alcuni accusati fino ad un'orgia immonda. Napoli. innocente. Non e' è bisogno di dire quanto la figura del filosofo.-56dingo e circospetto. intemerato. ecc.. i quali non hanno altra differenza che nel nome » è una povera scialba figura dì uomo comune. uscire dal riserbo abituale e certo negli ultimi convegni tra i congiurati. come quella che non è ne un documento dell'accusa né della difesa. ma una semplice cronaca rozza e genuina degli avvenimenti. specialmente il Ragguaglio già citato). la famosa riimione del 3 settembre sul monte di Stilo « pingue di libertà »). filos. come assai giustamente osservava contro il dita D'Ancona lo Spaventa {Saggi di crii. e assumere ancora più che fino allora la figura del Messia predestinato a grandi eventi. Recentemente le conclusioni dell'Amabile sono state pienamente confermate dalle nuove scoperte di documenti del benemerito prof. p. lontanissima dalla figiira eroica di colui che noi amiamo e veneriamo come « uno dei maggiori filosofi e dei più forti caratteri che siano stati in Italia tra il decimosesto e il decimosettimo secolo ». e simile agli anacoreti delle vite dei Santi Padri. testimonianza interessantissima. pera decisamente soltanto I'Amabile. egli dovè diventare più esplicito. verso gli aitimi giorni. lungi dal diminuire. di cui dimostra esaurientemente la realtà storica e la partecipazione del Campanella come organizzatore. KvaCALA (V. ne esca anzi enormemente ingranperchè. senza indivi- dualità. dovè poi. del condottiero di anime e reggitore di popoli e dovette. con la sua calda accesa parola. cospiratore e martire della sua fede. 1867. 5) un Campanella brav'uomo. (il convegno di Pizzoni. far balenare più vivi che mai dinanzi agli spiriti i luminosi contomi di quella città solare ch'essi avrebbero creata. . . . che con la sua ricchissima documentazione e con la sua ricostruzione biografica porta un contributo risolutivo al problema della congiura. il banchetto (li Davoli. « buono se si vuole.

e più sentiva ingiganil pastore tire dentro di se un più grande sé stesso unico e universale d'un vero regno di Dio sulla terra. liari e di guadagno richiesta : la « esplicita di demmzia medesima conteneva competente remunerazione di . don Luise Xarava. 25). amico del Campanella e fanatico della sua idea. che è delitto violare. p. .IV. il filosofo più s'accendeva d'asua sognata città. denunziavano la trama all'avvocato fiscale dell' Audienza di Calabria Ultra. e al timore del più forte dimentica d'un tratto dell'effimero sotale e tanto . Il martirio «di vii tu regia è segnale il martire» Re e regni [Poesie. la sua solare utopia andava a sfasciarsi contro gli scogli d'una ben triste realtà due disgraziati. il « monarca del mondo ». e dai più che consueti fini personali di vendette fami). Fabio di Lauro e Gio. spinti dai simo rischio consueti ostentati motivi di sollecitudine pel « grandische correva il mondo. grande servizio ». aveva blia. Battista Bi- Ma proprio mentre la more per : : sui quali imprudentemente fra Dionisio Ponzio. E subito la coscienza popolare piegava verso i denunziatori richiamata violentemente dalla rapida energica azione del governo viceregale. al senso tradizionale della maestà della religione e del trono. di Sua Maestà e di Vostra Eccellenza ». e dalle repressioni che subito si annunziarono ferocissime. e di zelo « pel -ervizio di Dio. creduto di poter contare come possibili congiurati.

Si può agevolmente imaginare quali ordini mandasse allo Spinelli. cui la denunzia giunse verso la fine d'agosto. per dovere d'ufficio. doi dell' istessa città. Wien. C. che continuassero la pratica col Padre. und Ferd. a' quali il fra Ponzo baveva comunicata tutta la trappola. 1908. Non tardò a vedere nella congiura da un lato l'opera del papa. clero e dei vescovi locali vi partecipava. ordinando una ben agguerrita difesa di tutte le coste del Regno. il quale con prudenza averti loro. da cui si era lasciata pur con tanta passione sedurre « Ma piacque alla bontà divina ». i primi accordi con *) Ragguaglio. ^) Carlo regali. reso alquanto diffidente dalle inverosimili linee che la congiura aveva assunto nel racconto dei delatori. ma ebbe paura. con Albarano del detto sig. dapprima fu scettico.-58gno. P. come già ferno. non solo credette. 31. aveva tuttavia fin dal primo annunzio mandato in Calabria con pieni poteri. per parte sua. « obviare a tante abominationi. già che trovandosi in Catanzaro l'avocato fiscal della provincia. valoroso condottiero delle truppe viceanche esperto conoscitore delle terre di Calabria. Ma appena gli furono giimte le prime notizie dallo Spinelli ^) ch'egli. visto che tanta parte del . acciò da esso cavassero ogni trafico particolarmente. appena presi a CatanzaroT donde era giimto da S. za del Regno sarebbon premiati degna: mente» 11 ^). come -fedelissimi vassalli del Re Nostro Signore subito di comune consenso andorno all'avvocato fiscale revelandoli il tutto. T. II. Carlo. che dall' Ecc. Viceré. mandando eserciti verso i confini d'Abruzzo e contro questi. Questi. Spinelli. che più volte aveva difese contro gli assalti dei turchi. dall'altro quella dei turchi sicché si affrettò ad aggiierrirsi contro quello. era . et altri di casa Biblia. Kvacala. Eufemia. dice il Ragguaglio. di casa Lauro.

cui le intimidazioni. Maurizio de Riganni. Solevasi inoltre adoperare i fuorusciti che assumevano gU stessi incarichi e si dicevano « Guidati ». . lo stimolo. il subitaneo crollo del suo sogno lo aveva còlto affatto impreparato. venendo muniti di un guida tico o salvacondotto. con licenza di scorrere la campagna a capo di comitive armate e con ordine a tutti di favorirne le mosse erano questi i cosi detti « Commissionati » o Commissari di campagna. Da un capo all'altro. e imprimendo alla sua azione un carattere di estremo rigore. acutissimo in quel tempo di vendette familiari insodisfatte. dietro una promessa ed ordinariamente dietro una convenzione scritta od «albarano ». Fra T. abusando della *) dui. : loro autorità. gV in- e in quella terra. la sua congiura. Alla prima notizia della scoperta congiura. le violenze d'ogni specie. C. e rovinava in tal modo sé e gli altri . finivano per essere ricercati dalla giustizia essi medesimi.— 59 — lo Xarava. munendoU di lettere patenti. Quanto a quest'ultimo. zioni bene spesso false. i raggiri. per poi ottenere l' indulto o assoluzione dei loro delitti » (Amabile. leciti . indiziato. sia pure lontanamente. aveva senza il menomo indugio aperto il processo. p. tutta la Calabria fu invasa da ima gelida onda di terrore. incarcerando intanto senza distinzioni quanti più aveva potuto. spingeva a dela- parevano mentre bande di commissari di campagna ^) venivano rapidamente sguinzagliate dallo Spinelli in tutte le direzioni. I. si affrettava a denunziare per salvare se stesso. con la promessa d* indulto a chiunque consegnasse vivi o morti nelle mani della giustizia fra Dionisio. mezzi giuridicamente naldis e il Campanella. 253). giuntagli quando ancora sarebbe stato in tempo a sottrarsi ai rigori della « Solevasi allora « dare una Commissione » ad indiviche per guadagno si prestavano ovvero anche spontaneamente si offrivano a perseguitare i ricercati della giustizia. largamente incoraggiate da quella singolare giustizia. Ciascuno che poteva presumersi. i quaU talvolta. in cui era ben determinato il servizio che dovevano prestare.

egli aveva voluto rimanere al suo posto. sconoscente. Si rifugiò a Stignano. 224. Il filosofo dovette sentire che gli eventi precipitavano. 3) Sonetto di rinfacci amento a Musuraca. cosi la rendi. gli détte ricovero nel suo casolare. e devoto al governo spagnuolo. per tema d'un «signor possente e forte» ^). all'occorrenza. denunziandolo vilmente. . p. lo tradì consegnandolo nelle mani degli sgherri : « La vita che dovevi al padre mio. promettendogli di agevolarne la fuga. L'ospite non tardò a rivoltarglisi contro. . corse travestito verso la Roccella.— 6o — giustizia con la fuga. Ma già nel momento stesso della cattura. in casa d'un suo fedele. Tentò allora di rifugiarsi nel convento di S. inducendolo in un primo momento a non muoversi. che gì' imponeva di farsi. testimone e martire della sua idea ? Non è facile rispondere. Gen*) Il *) Il tile. Poesie ed. Insufficiente valutazione dell' entità del pericolo cui si esponeva ? Eccesso di fiducia nella sua buona stella ? Fiera consapevolezza della sua missione di riformatore. Forse ciascuno di questi motivi agì alternativamente sul suo animo. altre volte beneficato dal padre del filosofo. come gli griderà poi il filosofo tra le torture del carcere di Napoli. Ma dopo tre giorni ^). Maria di Titi ma. egli dovette aver ripresa intera la coscienza del suo atteggiamento di riformatore « habbiate preso un uomo » : 6 settembre I599Carafa. egli parve accettare l' idea della fuga. forse meditando una fuga per via di mare. Ma dopo qualche giorno appena. feudatario della Roccella. costretto a fuggire anche di lì. Un contadino. tal Antonio Musuraca. ingrato ? Ben ti castigala l' infamia e Dio » ^).

si giustifica secondo quella che rimarrà poi la sua principale linea di difesa. e dalla brama di salvare se stesso al suo grande destino e allora tenta di difendersi. e anche degli effetti immediati della sua azione. assorto in visioni lontane. oppone la sicura fermezza « non esiste morte. ma come conseguenza indiretta della sua parola. . . si lascia riprendere violentemente dal « dolce crudo amor di vita ». Ma poi. raffigurando in un efficace quadro di scorcio la sua imagine di risvegliatore dei dormienti. sì da non saper più guardare alla terra. dentro di sé. poi che lo vede in catene nella turba dei carcerati. Altri sopiti e i sonatori . egli ha piena coscienza della sua opera. 30. « Stavamo d' ignoranza nel sonno tutti al buio. a tratti.— 6i — dice a coloro che lo traggono in arresto. Mentre. 1908. circa dodici anni dopo. si traduce per i giudici in im atto di accusa. ma soldella sua fede filosofica tanto mutazione di essere ». e agli scherni delle guardie. « ma non perciò resterà di essegiiire quanto havrà da succedere ole più tardi alle ingiurie della folla. che con atroce cinismo gli annunziano il suo immancabile destino di morte. egli dirà poi. Kvacala. . « Stavamo tutti al buio )). e perciò affatto alieno dall'azione dal lungo guardare negli astri. Interrogato dallo Xarava. Raffigura se stesso tiatto preso in questa abbacinato fede. e che. : . non per suo incitamento volontario e consapevole. C. Wien. II. und Ferd. e incapace di azione vicina e immediata. e ora. in quanto conferma piena ed intera della sua posizione di riformatore. dianzi tre » ^) trascinata dalla sua parola. p. Non nega la congiura. *) Ragguaglio. T. ma la dice scaturita dalla fede nelle « grandi mutazioni « e organizzata da altri. accesa di fede profetica. irridente al suo sogno e insultante la sua sventura.

com'egli canterà più tardi nelle sue Poesie. condotto dallo Spinelli e dallo Xarava in Catanzaro. 82. Ma ingenuamente stupisce che * « Al declinare del giorno 8 novembre 1599 *). e poco dopo un battello spiccavasi *) Orazioni tre in salmodia metafisicale congiunte p. Gentile. la fautrice tolta notte sopra me a vendicar ladri e gelosi . davvero «una bestia varia e grossa». le quattro galere provenienti dalla Calabria giungevano in vista di Napoli. ecco. 119. sì che se alcuno voglia destamela per elevarla a vita più degna. . e que' le piaghe. ') Gentile. malgrado 3) Ai primi di novembre : . essa «l'uccide ed atterra» *). qual d'api sciame Io accesi un lume scoverti. Poesie. e poi in Gerace quello ecclesiastico da Fra Marco da Marcianise. e paga affatto della sua bestialità. i 156 carcerati erano stati fatti imbarcare alla volta di Napoli. p. il sangue. e i brutti sonnacchiosi . poi restar preda di lor ventre ingordo : le » *) tradito. ed. o si facean mariti d'ogni sesso. Visitatore della Provincia. Altri vegghianti rapivan gli onori la robba. del bestiai sonno le gioie interrotte pecore co' lupi fur d'accordo contra i can valorosi. insieme. in Squillace. Ma già tra il settembre e l'ottobre avevano avuto luogo i primi processi di Calabria quello laico. e schernian le genti grame. e poi in Gerace. ignara.— 62 — pagati raddolcirò il sonno infame. Della plebe. dove. gli amici lo abbiano che quelli ch'egli credeva suoi compagni di fede si siano rivelati spiritualmente inadeguati a tanta impresa (« miseramente guastarono » com'egli dice. ed. Poesie. « ogni mio pensier grande ») che il popolo gli si sia rivelato. . e da Fra Cornelio dg^ Nizza in Monteleone.

intimidito dalle minacce del potere viceregale. e per zelo di rappresentante del governo spagnuolo. . conte di Lemos. 1) Amabile. Malgrado le rimostranze formali del Nunzio Pontificio di Napoli. egualmente condannati a morte. si mostrò fin dal primo momento animato da feroci propositi contro i congiurati. l'esecuzione era stata ritardata da circostanze di forza maggiore. per spavento del populo di questa città. e. senza perdere (Idi Regio « tarcenale «. ed anNella sera. i precisi ordini del papa che l'uno e l'altro processo fossero condotti separatamente. il quale. neppure un giorno. Fra T. . e due altri si videro squartare in mezzo alle galere medesime. il papa stesso doveva avere idealmente partecipato. all'entrare in porto. concorso in numero infinito alla fama di quei). il processo di tentata ribellione. *) Altri due imputati erano stati giustiziati in Catanzaro di altri ancora. iniziò. il Viceré. C. la sua congiura. e dalla profonda convinzione che quella insistenza celasse il desiderio di proteggere gli autori di un movimento al quale. giunti ad una illegale fusione dei due processi. e per la completa esclusione dal primo di ogni ingerenza del potere laico. che continuava ad insistere per una netta separazione del processo di eresia da quello della congiura. i. mosso e da puntiglio giurisdizionale. p. dalle antenne di ciascuna galera si vide spenzolare un uomo appiccato. Sede. che aveva enormemente aj^gravata la posizione degli imputati. fatti gettare i prigionieri nelle carceri di Castel Nuovo e del Castello dell'Ovo. e per timore personale. per la deplorevole debolezza del Vescovo di Gerace.-63come allora si diceva. com'egli credeva. si era. II. visto che si trattava di delitto di lesa maestà. dava ad incontrarle. considerò senz'altro anche gli imputati ecclesiastici come sottoposti alla sua giurisdizione. La lugubre solennità di sti funesti spettacoli w queste esecuzioni ^) era stata voluta dallo stesso viceré. e anche della S.

con un cuore di grande fanciullo. sebbene sapesse che il Campanella nella sua prima deposizione in Calabria aveva fatto gravissime rivelazioni contro di lui : il primo. di forza d'animo. p. Impulsivo. appena scoperta la congiura. 200 e 221 scritti entrambi prima del 20 dicembre '99. non solo nei processi di Calabria.i. di fierezza anima tutta d'un pezzo. : aveva esitato un momento circa la via da percorrere: tener fede alla parola data. gioie familiari. . violento. vera stirpe del sir di Monte Albano. soffrendo tricent'ore si tormenti inusitati. il De Rinaldis si era dato completamente.-64Di cui l'episodio più notevole è la confessione di Maurizio de Rinaldis e l'atteggiamento del Campanella verso di lui. sacrificandole ogni cosa più cara tranquillità di vita. solo e ignudo. Pare che egli sopportasse due volte di seguito il terribile tormento della veglia. onori. di genero'^ità. senza tradire i compagni di fede. ricchezze. E i tormenti erano stati atrocissimi. e innumerevoli volte la tortura. sei notti e sei giorni tormenti antichi. e con una rude anima di soldato. ma anche in quello di Napoli. i vince generoso Rinaldi. alla causa della congiura. *) . onde Calavria se ne fregi e adorni » « Rinald. Poesie. senza fare la menoma rivelazione. senza riserve. e i nuovi sprezza. ristorasti l'onor di tutto il Regno. disposto a sacrificarle senza un lamento. non che Dio di onor ti fece un scudo » rizio Sonetto in lode di carcerati e Madrigale in lode di MauRinaldi . profondamente buono nelF intimo. priva di complicatezze e raggiri interiori. non . capace di grandi ingenui fervori e di tenacissime fedi. la vita medesima. Singolare figura di dirittura interiore. sopportando anche i più atroci tormenti. quando fu necessario.

p. vSospesa perciò la esecuzione. essendo all'ultimo cisuoi collegati mento dell'anima. indizi senza dubbio gravissimi. II. che sostenne. che avendo in questa sua prigiona softerto in tre mesi quaranta ore di corda et altri tormenti per i quali si trovava tutto attratto e quasi morto. Campanella aveva potuto menomamente turbarlo.-65lissima. affatto ignara di analisi interiori. d' incertezze. circa il disegno dell'azione.. voleva scoprir tutte le cose trattate. ma come convinto. senza la menoma alterazione tanto durante la ratifica della confessione in tormentis. e i suoi entusiasmi d'azione. di dubbi. disse. in lui sensibidel sentimento religioso. loccato abilmente nella corda. la sua congiura. senza aver mai confessato alcuna cosa. 35). (Ama- maio Campanella . circa la mente E Il 20 dicembre del '99! V. quanto durante rivelò. per non seppellirla neh' Inferno. Condotto ^) con grande lugubre solennità al patibolo. si e confessò ogni cosa. « tutto converso a Dio. che gli s'era mantenuto intatto nella purezza e semplicità di linea e nell'assoluta intransigenza d'una fede ingenua e primitiva. perfino circa lo stato d'anima del Campanella. sì che nemmeno l'atmosfera di eresia e di grandi ardimenti religiosi ch'egli aveva respirato in Calabria nel contatto frequentissimo col . C. non come confesso. Fra T. *) ^) 'i' ift Napoli. privo ormai di ogni illusione circa la possibilità di conservarsi in vita. di riflessioni. zione di salvarsi la vita» ^). trama della congiura. confessò con quella larghezza e quella pienezza di sincerità di un uomo che. . la relazione del Residente Veneto bile. e condotto dinanzi ai giudici ecclesiastici. ^ . in virtù della condanna ch'egli aveva ricevuto. sia completa- indifferente a qualsiasi interesse mondano. aveva abbastanza comprovato ch'egli per viltà non consentiva di mancar di fede ai ma che allora. senza niuna condipiegò in un attimo . e i suoi ardimenti di pensiero.

decorso il tempo necessario a compiere tutte queste pratiche. ferito a morte dalle rivelazioni di Maurizio ir questo. di fronte al torrione del Castel Nuovo. spirito rudemente accentratore ed egocentrico. negando con vii core l'onor di tricent'ore : mostrasti ch'eri di virtude ignudo. 'p. quel violento Madrigale di falinodìa gli : lanciò contrc « Vilissimo Rinaldi vera stirpe di Cacco. vituperasti tutto quanto il Regno. che gH sembrò un tra vista si e. non seppe intendere il gesto dell'amico. condotto di nuovo al patibolo nella piazza del Castello. vii timor di morte ti fu scudo ma ». 221) . Madrigale di palinodia {Poesie. *) che getta senza dubbio una luce alquanto livida sulh fìe^ura del filosofo. e tentava in tutti i modi d' infirmare anche i risultati del primo interrogatorio ch'egli aveva subito in Calabria da parte dello Xarava. aveva deliberato di mantenersi sulla negativa. inumano. empio. lasciandosi completamente sopraffare dal suo im peli ente bisogno di dichiarare false quelle rivelazion dimento . incapace di guardare le anime e le azion: degli uomini altrimenti che in relazione con la propria vita e con la propria missione. Rendesti al re d' infideltate il pegno.— 66 — il tragico confronto col Campanella. che ormai. a spettacolo non solo del popolo. Ma il Campanella. vi lasciò la vita a 28 anni *). ma altresì de' suoi infelici compagni d'ardire e di sventura. che lo condannavano senza scampo. fermamente convinto in cuor suo ch'egl fosse lasciato indurre a confessare per amor delh vita. Quindi. ch'era il suo più vitale interesse. ma che va consacrato e valutate *) 2) Il 4 febbraio del 1600. tutto ardente ormai della brama di difendersi e liberarsi a qualunque costo. avendo quanto fosse pericolosa la primitiva linea di difesa da lui assunta.

vede sua posizione giuridica aggravarsi di giorno in Risoluto. a tenere ben stretto nelle sue mani il filo della difesa. appena gli pare che le sorti del processo volgano a lui propizie. Con vanni in terra oppressi al ciel men volo. cheto. . ancora fierissimo nella coscienza della sua personalità. e della sua singolarità di uomo eccezionale solitario tra gli uomini. malgrado le difficoltà pratiche di concertare coi compagni di carcere un piano preciso e armonico. non ben saldo nella sua imea di difesa. in e. in cui onfronte ». lezze. e crede di poter essere sodisfatto del suo atteggiamento. Gentile. nel quadro i più storico di quei priinissinii mesi del processo e nell'atmosfera violenta. Egli stesso passa rapidamente dalla più luminosa esaltazione al più disperato abbattimento. terrificati dagli atroci tormenti che accompagnano gì' interrogatori. il fiero stuol confondo folle aU'opchio mortai del basso mondo. tra le esitazioni. si svolgevano gì' interrogatori e le Campanella. 106). le debogiorno. oscillare a ogni in tutti i sensi.-67nelle sue radici interiori noU'aiiima di lui. le ritrattazioni e controritrattazioni dei vari imputati.o divin dell'alto polo. e di una non meno intera negazione. si aderge. le incertezze. e oscillante volta a volta tra gli estremi rbolenta. lo vede invece. ed. se *) *) Di sé stesso. p. {Poesie. : gridando. ribili tra tutti — — . : momento « Sciolto e legato. tra le lotte e le sofferenze che egli ha comuni con gli altri . ciechi alla visione del suo maraviglioso destino. saggio al Seim. Il una confessione condizionata. costretto a mutare di di nìientamento secondo le varie fasi del processo. l'ale pur m'alzan sopra il duro suolo » . accompagnato e solo. e quasi spezzarsi. che infiamma pur lui. mesta carne d'animo giocondo talor m'abbassa il grave pondo. Talvolta. ma intera. Sonetto scritto verso la fine di gennaio del 1600. agitata.

che consentivano l'applicazione della tortura anche durante il processo informativo nei casi di lesa maestà. che era più che sufficiente a farlo giuridicamente dichiarare « confesso » con 1' inevitabile condanna a morte. dormia in terra e . e Gemma Frisio » e dei santi « Caterina. C. anche per le sfavorevoli sue condiizioni patologiche. in due sedute consecutive. nella seconda fase del processo di tentata ribellione: (La prima. Brigida.— 68 — talaltra. 61 e segg. 1848.). credendosi aver trionfato di tutta la causa. 41). nel 1620.. e nel mostiarne la strettissima derivazione dalle profezie « di Arquato Astrologo. contro laici. E confessò a due riprese. e non da quella civile (il fiscale Sances) come dice il Campanella nella sua Narrazione (ed. pose il Campanella dentro la fossa del niglio in Castelnuovo. descritto largamente dall' Amabile {Fra T. E così infermo poi lo posero nel tormento ». la sua cong. sicché chi veniva posto in essa vi affondava a poco a poco non appena cercava di muoversi. novembre si era iniziata nel '99). fu ordinata dalla autorità ecclesiastica. e Scaligero. che va quasi : sotto dire mare. ai fini della propria liberazione. secondo le leggi del tempo. Napoli. detta anche da alcuni del coccodrillo. ecc. II. p. (7 e 8 febbraio 1600) il suo proposito di aver voluto «far ribellione» sebbene insistesse nell' affermare questo suo disegno subordinato alle grandi mutazioni previste pel '600. p. scritta molti anni dopo. poiché agli occhi dei giudici le dichiarazioni di carattere profetico non diminuivano. davan da mangiare stava con li ferri alle vennero flussi di sangue. Quanto alla fossa del niglio o del miglio. dal Capialbi. dicendoli e li e facendoli malamente solo una volta gambe. contro i L'amministrazione di questo terribile tormento. quando egli voleva. p. gì' imputati ecclesiastici. nello sconforto sione che il terribile che lo assale dopo la confestormento del poliedro ^) ') Al quale egli fu sottoposto il 7 e l'S febbraio del '600. anzi accrescevano la gravite del delitto. Dionisio Cartusiano. e Cardano. accentuare in tutti i modi la responsabilità del governo viceregale nei suoi tormenti. ch'egli ormai si attendeva soltanto dal papa. giuridicamente corretta. «la tradizione è. Confessione gravissima. oscurissima umidissima. che senza altro aveva a morire . 40). e poteva ve- . All'atroce strazio fisico egli non seppe questa prima volta resistere. » {Narrazione citata. il li giorno . per attenuare invece quella dei giudici ecclesiastici « Per questo il Sances. Vincenzo. che nei tempi più antichi questa fossa abbia contenuta una grandissima quantità di semi di miglio.

p. Ma già da un pezzo questa fossa non serviva più per luogo di supplizio. tu vivendo sol. afflitto e lento » la magnifica virtù « ch'avanza anche il pinsiero » e confessando. p. I in lode del rev. Fra Tom. amici. Napoli. 227. nel tormento. affatto privo di forza. 109. viverò anch' io » ^) Talaltra ancora. S'a te par. eh' in te stava il valor e '1 senno mio. p. Poesie. con un tra- passo — » che non mi pare. chi non volendo nel mio mal si piega ^) Ahimé che. ammirandone « senza voce. e si rivolge umilmente compagni. 1887. ma. . io men vado. e solo al viver tuo fur ben conversi. veramente. impreca vanamente contro che lo tradiscono : gli amici « Frati. parenti. ') Sonetto scritto probabilmente nel febbraio '600. perchè tutta la sua forza è passata nell'animo dell'amico «una — — : « In me tanto martir io non soffersi. p. Pignatelli. si in se stesso. nota (a)). 224.-69gli ha strappata. o frate. Poesie. scritto tra il febbraio e il marzo del 1600. rialesca *) finzione poetica. resta di amico. a Dio né chieggio marmi. come fra Dionisio. a tempo d' infelice stato. Poesie. II. bensì per luogo di custodia atto a terrorizzare » (Amabile. Fra T. di giusto e di pio solo il nome. ^) Amabile. sente quasi mancare ogni fiducia a quelli tra i suoi hanno saputo re- sistere allo strazio del tormento fisico. chi mi nega. che. chi più ingrato mi trade e mi maligna. ma anche più cuanzi un affettuoso impeto di amicizia e di quella singolare umiltà proinsieme di umiltà che egli pria degli spiriti essenzialmente orgogliosi è rimasto. né prose. 3) Sonetto I in lode di fra Pietro Presterà da Stilo. *) Sonetto di rinfacciamento a Musuraca. 228. C. 96. com' è parso all'Amabile. . la sua congiura e la sua morte. in coverta del peccato » *) ! . dere avvicinarsi lentissimamente la morte per soffocazione. p. Morano. la sua congiura. padre fra Dionisio Ponzio. né versi .

. . il fm dei miei travagli. in verità. Gio. della « consegna alla curia secolare ^\ che il Fiscale. dopo la confessione tv ^) . Sicché il filosofo dovè poi dere ogni illusione nella elììcacia della difesa di quell'avvocato ^). Battista de Lt nardis. e dallo sconforto disperato emerge. Scritto forse durante il febbraio del 1600 {Poesie. replicando alla difesa dell'Avvocato. per testimonio lido di tua lx)nti\. in un bellissimo verso. e buona sono per gloria tua. poi che lo \'ide incapace a salvarlo. nominato difensore d'ufficio del Campanella e dc. pp. doc. scampato dalla morte e caiìlerd. del resto tutti i Cafìti dei carcere. sy cialmente i primi venti [Poesie. *) 1 Fm altri frati. tu ascendendo alla celeste corto. p. * io restarò : Intanto sullo sfondo del quadro si veniva profilan minacciosa e terribile nel rapido succedersi delle malità processuali. per diventar Con ghero ma che. chiedeva per questo terribile imputato. u più presto avocò contra. di troppo e\ddentc significato. 219-229). a AkiiUo lul òv cui si raccomanda *).. la sua congiura. ri insimul cum vita ho et honorem amiscìint ^). reheììis Diinnae humaiitìe Majestatis. che ritragga con \àvezza drammatica questo periodo della sua vita. t Gentile. Ursula Napolitana. V.. per colmo di strazio. la conclusione.. 140 ^) Era il valente avvocato dei poveri. toniavdo ai mio bel nido. 246. il suo dolore assume accenti di elegia. p. ch'egli aveva enfaticamente salutato contra l'ombra di morte accesa lampa » e che. come col che. ut tot infeìices ì miiies ìaqueofuerint suspensi. III. 226). con memorando grido ». C. T. *) Amabile.la d(ìlce imaginc della terra natale : Che.^70 — i-v. accusò. un'assurda speranza di salvezza e appaie in una lontananza evanescente. giti causa fuit.

alla quale attivamente lavo\a fin dal febbraio. 59). gli era stato assegnato un termine iìsso per la difesa. voi. detto fra Thomaso mi venne si altro *) Air insistenza del Nunzio per l' inizio del processo di eresia 1' Amabile [Fra T. giustiziato pochi giorni prima di Mau^ rizio) potesse sottrarre con la morte gì' imputati al processo d'eresia. C. mediante la necessariamente lunga dilazione di un nuovo processo. Nella mattina di Pasqua. . e io lo levai da terra. 82) attiibuisce un meschino movente di puntiglio giurisdizionale: il timore che una possibile rapida condanna nel processo di ribellione. quando. la sua cong. ecc. un saccone di inpuiaio.— 71 non potendo più j^ostencnic T innocenza. perchè proprio allora il Nunzio *) aveva scritto a Roma insistendo perchè s'aprisse il processo d'eresia. e lui stesso era « gettato in terra . che era in ogni modo ancora più grave di pericoli pel Campanella. p. Nò maggiori speranze capì di poter nutrire nella -uà Difesa personale. (2 aprile 1600) il carceriere Alonso Martines. trovò questa tutta piena di fumo. II. Al quale perciò non restava altra via d'uscita che fìngersi pazzo. ma poi io udii che un lamentava. le tavole. non sarebbe potuto mancare. sollecito di far rifulgere a qualunque costo la benignità del papa e della chiesa verso il filosofo eretico e ribelle. p. Roma. e rivenne quanto alle forze del corpo. e io credevo che fosse morto. appena dopo il tormento poliedro. e lo messi m loco. defraudando in tal modo la chiesa d'un suo fondamentale diritto mentre il Rinieri [Clemente Vili e Bassa Cicala. il Campanella e gli altri frati dal rogo. et una coperta » . 1898. pronunziata ed eseguita senza preavviso. « che fra Thomaso aveva brusciato la lettera. le asse. che allora aveva licenza di condurlo. la attribuisce al pietoso desiderio di salvare. (com'era già avvenuto pel Pisano. entrando come di consueto nella sua cella. poteva far altro che chiedere una meno terribile na il che senza dubbio fece. 1 paglia. che altrimenti . 1 . E ritornato da esso per condurlo alla messa.

seguita fra Pietro. . di attesa « Die 14.e ne voglio fare allo Nuntio mo sì. cor mio però fammi una gratia fra Pie. C. dopo poche vicino fra Pietro Ponzio. Amabile.o fa li miei prima. e anco con altri creduli dell' ingenuo carceriere. dicendo : li sonetti tuoi per tutto Napoli li ho sparsi. e poi fa quelli delo Nuntio ». cioè quelli che voglio per Ferrante. e io li ho tutti a mente. meno E : : . di timori. scambiato tra i due frati attraverso il muro delle loro celle. e sai Ma giudici. 416. 392. dicendo o fra Thomase. bona sera fra Pietro : o cor mio come stai ? che fai ? sta de buono animo. . e riboccante di ansietà per la sorte dei loro cari e per quella loro medesima. Fra Pietro chiamò quattro volte fra Thomase.— 72 — addosso e poco dalla faccia r e ci mancò che non mi in » levasse il naso da questa ora qua ha parlato spro*). di caldo reciproco affetto fraterno. poterono finalmente cogliere ripetutamente (il IO e il 14 aprile) frammenti di un accorato commovente dialogo. di speranze. positatamente. mensis Aprilis 1600 nocHirno tempore.. notti di vana attesa. o Thomase non senti no. . resi esperti dalla frequenza di queste allora non rare finzioni giuridiche. peremo qualche cosa . che domani viene lo nuntio qua. Fra T. fra Pietro interroga : : : . o cor mio ? fra Thomase : bona sera. euus Thoma. la sua cong. diffidarono della pazzìa e ordinarono un accurato servizio di spionaggio notturno nel corridoio attiguo alla cella del Campanella e del suo gli spioni. doc. mio fratello. fra Th. E il IO aprile. : ^) V. p. o fra Thomase. e non ho più gran gusto che leggere qualchie cosa delio ingegnio tuo. Ili.

C. Habes lumen ? T.— 73 — F. per la sospensione del processo di ribellione. la sua cong. come preludio della civitas Dei celeste e insieme nella luce di istituzione praticamente utile al re e al papa. Eamus ad dormiendum *). e ch'egli nella difesa si sforza di porre nella luce di una semplice ingenua aspirazione alla civitas Dei terrena. ma non presen?. 327. ch'era invece ben concreto nella sua mente. e tentativo di diribellione. P. iniziate certamente. in quanto indice del suo ritorno alla linea primitiva della sua apologia confessione del proposito aprile (Scripsisti allora. F. Scripsisti satis hodie ? F. Ili. Difese biograficamente interessantissime. Maxime omnia e. Eamiis ad dormiendum. dopo qualche istante di silenzio )> . e fese ^). et belli à Rege et Pontifice. e la subordinazione completa di qualsiasi progetto di azione al realizzarsi dei grandi mutamenti previsti pel millennio. Fra T. Il Campanella infatti lavorava allora alle sue Didi febbraio.. et estendere praeludium illius magnae universa. I* delineatio defensioniim fratris Thomae Campanellae. F. e presentate invece l'anno seguente durante il processo di eresia. F. P. *) Amabile. 350. poi che avevano udito hodorem hominis : scongiura « loquere lae il Campanella dice fra Pietro illos non intelligunt latinam tine. ex quo sunt idiotae et linguam ». in quanto seminario virorum magnorum in litteris et armis. p. : : P. T. 2* delineatio etc. ^) . pel io di F. secolare sogno di filosofi e profeti. doc. T. E. tata Maxime omnia). ai primi compiute. ma sperdere in una vaga nebulosità di contomi quel disegno di repubblica.. unde posse nt mini ad negotia pacis. : di giustificazione di esso mediante la fede nelle profezie. o almeno portate a buon punto. quia vidi lumen. Nequaquam minime. [Articuli prophetales).

politici e di setta. Thomas ? La conclusione giuridica della difesa è che il suo non è dunque delitto di lesa maestà. e determinato perfino ad ucciderlo tentativo d' infirmare la vaHdità dei giudici ecclesiastici e laici dei processi di Calabria ha scarsa importanza.. ut omnes Prophetae. frate. — — menti profetici.) rimaste a Stilo tra le sue masserizie. non praeterita . . che tutti i testimoni. .tivo d' infirmare buona parte delle testimonianze a suo carico mediante abili racconti di precedenti intrighi familiari. Tutto il resto tenta. che finalmente egli e della Monarchia. in quanto egli si rivolse. ma contro il Regno e non lo commise. ch'egli non esita a dipingere come a lui nemico. Articuli prophetales. quidne miser fr. la tragedia Maria Regina di Scozia ecc. Quia sequens fatum praedixit et cupivit preparare bonum ex malo. onde addurle a sua difesa che perciò dunque Nullo ergo pacto debet mori . Quia non convictus . anche se discordi in ogni altra cosa. come si può rilevare da tutte le opere fino allora composte {Monarchia di Spagna.. Discorsi. m ors est cautela contra mala futura.e perchè . la sua argomentazione che appunto la fede nelle profezie. Jeremias. Quia non rehellis i^ vel 2* intentione. in quanto un clerico secolare. e che i giudici gli impediscono di far venire di là. e non di prima. Amos hoc crimine notati sunt. ma di seconda intenzione (subordinandolo cioè ai famosi mutamenti) . è k sua principale discolpa. .— 74 — Reipublicae preparandae. non contro il Re. sono concordi nell' attribuirgli. ma lo delineò soltanto. et Christus domi- nus . Notevole è invece come documento del suo stato d'animo e del valore ch'egli attribuiva ai suoi convincilis . che egli.. di annullare la confessione del de Rinaldis. merita una pena minore di perchè dipende anzitutto dal Papa ha sempre scritto in favore del Re . videlicet Miche as. se mai. Item et Apostoli. perchè sempre proxima apparet Prophetia mutationis ipsi rehellioni'.

i quali svolgono con maggior ampiezza il tema della profezia. 489-498) (scritti tra e rifatti poi e allargati molto il febbraio e l'aprile del '600 più tardi tra il 1605 e il 1608 nella fossa di S. Una terza difesa è costituita dalla Apologia ad amiciim.-75.a del '95. e anch'essa rifatta quando furono rielaborati i Próphetales. ma *) lae . al Vicario Arcivescovile e al Vescovo di Termoli. (Amabile.so di eresia. che già. dandone incarico al Nunzio. doc. durante il proces. timo- in Napoli. pp. non Prima delineatio defensionum fratris Thomae Campanel(Amabile. 401-b. pp. doc.i. 478-489). Ufììcio. fra Alberto Tragagliolo. vista l'impossibilità di realizzare suo disegno primitivo di far condurre in Roma i frati sospetti di eresia. la sua congiura. . idem. modificandola alquanto appunto ai fini della difesa. dopo terminato il processo della congiura. A queste difese il Campanella dovette poi aggiungere anche la sua Monarchia di Spagna. III. che rielaborò. Ma poiché il Nunzio. come commissario del S. aveva giudicato il Campanella nel processo di Rom.iem career lìiclius ciirat in mcderia praedidioniz ^). aveva ordinato che il processo si facesse in Napoli. il roso della cultura del Campanella e amante dei suoi comodi e della buona pace della sua vita privata. pp. 401^. C. et liolum * processo di eresia i. sicuro ormai che la Spagna non gli avrebbe dato modo né tempo di farlo.a prima seduta del ebbe luogo il io maggio di quello stesso anno 1600. idem. Elmo). (Amabile. Fra T. non alterano menomamente il nucleo dell'argomentazione. 188-194) scritta subito dopo le prime difese.'. La seconda è costituita dagli Articuli prophetales. doc. 268. nel periodo tra la seconda metà del '600 e la prima del '601. 11 papa.

qualsiasi rivelazione circa 1 imputazione d'eresia. Ma anche in questo processo. Che. annotando e postillando personalmente tutto ciò che gli sembrasse conti adit torio o inverosimile. animato com'era da un sentimento di umana benevo- lenza verso i frati. passioni di parte. ordinò fin dal primo momento il processo. non facevano che deporre l'uno contro l'altro e quasi tutti contro il Campanella mentre questi. tumide di odi. raccogliendo spontaneamente. ma insieme da un onesto rigido senso dei propri doveri d' inquisitore. anche fuori del processo ogni notizia che potesse portar luce vera nel garbuglio delle testimonianze raccolte nei precedenti processi. scrupolosamente studiando per conto proprio volta a volta le singole testimonianze e i singoli risultati. evitava il pericolo di . molta luce non potè venir fuori dagli esami degli imputati. questi poveri frati. . vSottoposto.76 aveva alcun desiderio d' impelagarsi nello studio d* un processo così grave. solleciti ciascuno della propria salvezza personale. fu il Tragagliolo. Uomini tutt'altro che superiori. se ne disinteressava egualmente. il i8 luglio. esasperati e inveleniti dai molti tormenti già sofferti. Interrogato con le domande consuetudinarie. riuscì a sopportare il tormento senza confessare cosa alcuna. al tormento della corda. i più ignoranti e senza scrupoli. vendette. il solo giudice che prendesse a cuore la cosa. e il Vicario. de quo . rivalità di ordini monastici spesso esagerate e inasprite dal malanimo e dalle vessazioni dei prepotenti giudici regii e dei poco scrupolosi giudici ecclesiastici dei primi processi di Calabria. continuando a fìngersi pazzo. malgrado la serena scrupolosità del Tragagliolo. in modo che ogni minimo atto vi si «^volgesse con la massima cura.. sollecito più che d'ogni altra cosa di raggiungere la verità. a cagione delle moltissime cure del suo ufficio. durante i quali avevano avuto luogo i primi interrogatori.

compiendo gesti Minacciato di più gravi tormenti. uomo affatto alienato. e che non seppe dir altro che supplicare perchè lo facessero tornare presto in Calabria. durante un'ora intera non mai smentì la sua figura di gli. I 20 articoli dell'accusa contro il frate eretico non sono altro che la traduzione imaginosa. ubi. . à quo. dove una turba di donne. fatti in base ad articoli redatti dal procuratore fiscale sulle testimonianze già raccolte. che pronunziate e compiuti in quelle condizioni. e ora tutti mi dicono sfortunato quanto a me non so legere ne scrivere » si passò. che altra volta avea ceduto rivelando. ' poiché ormai era compiuto il processo offensivo (la escussione dei testi) al processo ripetitivo. sorelle. inerii rispose in tabat. — : . partim canpartim impertinentia dicebat. anche lui carcerato insieme col figlio Gio-Pietro. et oh quam caiisam affatto incoerente. et modo cactus. sospeso alla corda del supplizio. combatteva in quel momento la più terribile battaglia contro il corpo.—n— tempore strani. nella lotta. lo aspettava desolata dalla più squallida miseria. . figlie. congiunte. e a sprigionarsi sempre più puro e sempre più spirito dalla sono più belli e più puri e più enercarne straziata gicamente spirituali del più serafico atteggiamento di rassegnazione passiva. e . Esaurita la sfilata dei testimoni. com* è noto. che consisteva. da un uomo che. ed esclamare con doloroso rimpianto. Elevato alla corda. rievocando il tempo in cui il figlio suo era tornato in Calabria « allora tutti mi dicevano beato. tra cui il vecchio padre del Campanella. Alle domande rivolte- continuò a rispondere fuori tono. e sfogava con la parola e con gli atti quella prorompente materialità che gli era necessaria. affinchè lo spirito riuscisse a trionfare. della carne riluttante. sfogando il suo dolore fisico con imprecazioni e atti da Malebolge. in una serie di nuovi interrogatori.

p. . la cui predicazione venne. . che Cristo non era Dio. . . ma un pezzente. . II. e Lazzaro risuscitò per finzione adorare il crocifisso che non c'era purgatorio né paradiso né inferno e le anime tornavano nel nulla che l'anima era morche non c'erano i diavoli che egli volea predicare una tale nuova legge migliore di quella de' Cristiani che il peccato era tale in quanto così credeasi dagli uomini e non era peccato quello che commettevasi di nascosto che gli atti venerei non erano peccati e la chiesa aveva fatto male a proibirli che le Sacre Scritture erano invenzioni degli Apostoli ad ogche era lecito cibarsi getto d' introdurre la fede di Cristo di carne in ogni tempo. C. e Mosè passò il mare profittando del flusso e riche era una stoltezza flusso. Fra T. p. dichiarazioni dei dieci testimoni interrogati al riguardo. doc. si stabilì di sottoporlo all'atrocissimo tormento della tali *) Accusato di avere « detto apertamente e pubblica- mente che non c'era Dio. . che Maria non al pari di quelli di certi legislatori. pur tra non poche contraddizioni. . confermata da tutti i testimoni. Sacramenti erano invenzioni di uomini e istituiti per ragione di Stato che i miracoli di Cristo non erano veri ed ognuno potea farne. e il corpo di lui. . inverosimiglianze. . . 309. ancora pertinace nella simulata pazzia. 343). se non dopo un rigoroso accertamento delle sue vere condizioni mensicché. che l'eccHssi del sole a tempo della passione di Cristo non fu miracolosa né universale. . 151 e III. che la Trinità era una chimera. ch'egli sapeva fare miracoli e poteva farli che la legge dei turchi era migliore di quella de' Cristiani » (Amabile. del credo naturalistico e razionalistico del filosofo ^). . . non sembrando ai giudici sufficienti le . la sua cong. . fu rubato rimase vergine che nell' Eucaristia non c'era il corpo di Criche i sto ed essa fu istituita per semplice commemorazione . interrogati appunto sullo schema di questi articoli. Ma contro il Campanella.-78non esente da grossolanità. Quindi si passò al processo difensivo. . non era legalmente possibile agire. che la risurrezione di Cristo non fu vera. terza ed ultima fase dell'azione giudiziaria. e anche calunnie e falsità.

Non pare. 47). i) dibili le : . e lo scrisse al Papa ecc. p. mento . e fu curato per sei mesi con tagliarli tanta carne. Il suo successore nell'incarico di giudice. liberato questi frati ». Benedetto Mandina. e n'uscir più di 15 libbre di sangue delle vene e arterie rotte e sanò delle mani. e aveva perciò vivamente insistito perchè il processo di eresia venisse continuato in Roma. .— 79 — Il ch'era considerato come la prova suprema. che siano storicamente attengravi insinuazioni del Campanella circa questa morte vescovo si fé' intendere che voleva liberar tutti. in cui il supplizio fondamentale del non poter dormire era complicato da raffinatissimi tormenti accessori ed accenno soltanto a quel che il Campa« tornella medesimo ne dice nella Narrazione del Capialbi mentato 40 hore di funicelli usque ad ossa. ') Poiché esita ad indugiare nella rappresental' animo zione di siffatti efferatissimi tormenti. quasi per miracolo né confessò eresia né ribellione e restò per pazzo non finto. e disse morendo « mi dispiace eh' io moro. Napoli. 1601. certamente circa il procedimento illegale e abusivo dei primi processi di Calabria e delle loro conseguenze. prendendo sopra un legno tagliente e acuto. peraltro. del resto abbastanza noto. se non proprio circa la colpabilità degl' imputati. il detto anche che il Viceré e Fiscali con promesse e minacce lo volevano levar di questo proposito e venne a morte. legato nella corda a braccia torte. di Termoli. . sicché egli non pensò neppur lontanamente ad evitare al filosofo questo strazio supremo *) e appena ne ebbe ricevuto l'autorizV e g 1 i a. fuori dell'atmosfera turera morto il i^ genbata e viziata dei tribunaH locali naio di quell'anno ^). . » {Narrazione edita dal Capialbi. 47). che si dice la Viglia che li tagliò di sotto una libbra di carne e molta poi n' uscio pesta e infracidata. l'unico giudice scrupoloso e insieme pietoso che il Campanella avesse incontrato fino allora. 1845. : : . e che dal lungo attento studio del processo aveva tratto forti motivi di perplessità e di dubbio. come diceano » (p. e parti inferiori contra la speranza di medici. D. era uomo di tutt'altra tempra. Vescovo — . Dio sa pere non ho chè. Vescovo di Caserta. evito ogni descrizione particolareggiata di questo. tordella veglia.

462-466) die 31 maii 1601. *) V. p. 466).. Ufficii Romani pubblicati dal Celano. coram SSmo. nihil dicebat. C. Lo videro venir meno temettero che morisse Ma. . la sua congiura. non mi ammazzate. che gli ripetevano le domande prescritte.filosofo persisteva nel suo silenzio e nella sua tragica immobilità. sed dicebat : oh Iddio. alternando lunghi silenzi con pietose esclamazioni di dolore « Miserere Hoimè Hoimè. candelis acce Jisis » ^). ». esortandolo a confessare. sed semper persteiit in vigilia. e spenti i lumi e aperte stanza dei tormenti. III. . per essere pronti al loro ufficio di evitargli di addormentarsi ed egli taceva e « ad Interrogata nihil respondebat. a. e il povero Campanella. ancora il. 402. Processo di fra Tommaso Campanella. Et quia per riposare. et illum observari curet super simulatione dementiae» (p. venuto . già da oltre dodici ore soffriva il suo tormento. pp. . fece procedere senz'altro all'amministrazione del tormento M. 498. lectis literis Episcopi Casertani datis 18 hiiiv. Fra T. i Decreta S. Napol.. * * * Scendeva la sera del 4 giugno 1601. sibi dicendo : fra Thomaso Campanella. 2) Amabile. In causa fr atri s Thomae Campanellae. E gli aguzzini si davano il cambio intorno a lui. Noie Sommarie inedite « Feria V. che dici ?. se voleva finalmente ! ! ! ! . aspicjens hinc et inde. XXV.— 8o — zazione da Roma. non parli ?. Dio che son morto O mamma mia O misericordia » ma senza uscire menomanente del suo stato di simulata pazzìa.s SSmus mandavit ei rescribi ut procedat ad ulteriora. 1900. doc. frate mio et respiciebat circumstantes. il le finestre nella nuovo giorno.. stor. e senza dare alcuna risposta sensata e concreta ai giudici. : 1 . (« Arch. totam noctem vocatus.

. l' intima 9onvinzione che la pazzìa fosse simulaessa risultava giuridicamente provata. se a far gran ben si truova » di far gran bene. niadr. 1866. dell'Amabile) fondandosi su qualche passo Iella Narrazione : «E li fé' tanti strazi al povero Campanella he lo fé' impazzire. 37) dei primi mesi del '607 «Dicono pure e' ho finto d'esser pazzo io rispondo che David e Solone si finsero pazzi per lo stesso modo. Geronimo {Memoriale al Re di Spagna. o vero o finto prudentia est. come fu quella di Ulisse a Polifemo ecc. // codice ecc. p. se ben nel lor segreto hanno altro avviso (Nota al Son. ital. Nessuna era salvo. p. Amabile. E ancora « E restò per pazzo. e con spep. — : 6 — Tommaso Campanella . ritiene senz'altro vera la pazzia. alcune sue esplicite dichiarazioni sparse nelle Poesie e nelle Lettere con molta insistenza. E lo trovàro la mattina mezzo morto. rabola mirabile per intendere come il mondo diventò pazzo per lo peccato. Poesie. vista r impossibilità di farlo parlare. 9. 62) Stultitias simulare in loco. : la simulazione « : Bello è : il mentir. 107) «Pae. par bella. in nota « Pur la menzogna. e divenne pazzo. 23 ranze divine. 92). sino a che i giudici. : . il Rinvenne. IV. » {Canz. furon forzati a dire e fare e vivere come gli pazzi. Ma il dialogo notturno con gli atti del processo relativi a questo periodo.— 8i — sospesero alquanto giare. Il filosofo e dei medici e dei giudici ta ^). disse il comico e de iure gentium i pazzi son salvi».. allo stesso modo come la notte e come il giorno precedente. Arch. ecc. Erano passate 36 ore.. Bruciò il letto. Malgrado parte dei biografi del Campanella (ad ecceintende. serie terza. Gli dettero da mantormento ricominciò. '> . « e per pazzia dove non giovò la sapienza. Senno senza forza. Passò ancora tutta un' altra giornata. Poesie. parte II. pensando sanarlo. Centofanti. e che gli savi. non lasciano alcun dubbio circa *) La maggior s' zione. come diceano » ecc. detta a tempo . p. « Quando bruciò il letto della bellezza. p. ordinarono finalmente la cessazione del tormento. mancando tutte l'umane » [Memoriale al Papa V.. Il tormento. t. stor. fra Pietro. e pensando forse che la pazzia giovasse a mostrare meglio fino a qual segno fossero giunte la efferatezza dei tormenti e la crudeltà dei giudici. {Sonetto di se stesso quando ecc. Poesie. e pazzie cinquanta dì ».. e son lodati da S. non finto.

V. Men- m . edita in Francoforte dallo Adami. miserie di ogni specie.. del '98. ritrattazioni. continui ad essere il centro di gravità di quell'oscuro. false testimonianze. torbido. La perquisizione nella cella di lui rivelò direttamente soltanto una lettera insignificante. un delitto. Non si poteva che custodirlo in carcere indefìnitamejite. in cui si abbrutivano i poveri prigionieri e insieme offrono notevoli testimonianze circa l'attività letteraria e filosofica del Campanella durante questi primi travagliatissimi anni della sua prigionia. nel 1623. 3. II). Una rissa scoppiata nel Castello il 2 agosto. in appendice a questo voi. I. minacce. n. corrispondente appunto in basso alla finestra della cella. 230 i . sarebbe stato. *) Ulteriore redazione di una originaria Phisiologia. p. e che attraverso varie redazioni del '93. buttata fuori dalla finestra durante la visita dal fratello del filosofo. o fino al termine dell'alienazione. e insieme « una scrittura di dieci o dodici fogli in circa » (una parte del manoscritto della Filosofia Epilogistica *). secondo lo spirito dei tempi. e quindi trovata dai carcerieri nel « reveglino » tra le due porte del Castello. agitato. vendette. ». Perciò a partire da questo momento la figura di lui g i u r i d i e a e nsebbene spiritualmente t e entra nell'ombra..— 82 — azione legale era ormai possibile contro di lui. del '94. n. violento mondo di prigionieri. crit. esponendo in tal modo la sua anima alla dannazione perpetua e precludendogli ogni possibilità di im futuro rinsavimento e pentimento. aprono uno squarcio di luce sul brulicare di quegli odi. Mandare a morte un folle. quando il Campanella era ancora in letto. gravemente ammalato per le conseguenze della v eg 1 i a. e il mio Cenno tnbl. del '601 e poi del '609 andrà a finire nella Realis philosophia. dibattentesi invano sotto la ferrea stretta dei rigori inquisitoriali e carcerari. e la perquisizione e il processo che ad essa tennero dietro. 24 (« Giorn. che risale forse al 1592. la mia Bibliografia.

nell'an- difesa quasi disperata. zagarelle di seta pavonazze e rangiate » scritto di mano dello stesso Ponzio. si era sentito inclinato alla poesia. commosso anche nel cuore e nella fantasia dalle idee che turbinavano nella sua mente.-83tre la perquisizione nella cella di fra Pietro rivelò un libretto Poesie \). i primi numeri della mia Bibliografia (« Giorn. . il suo spirito fremente. dal fatto stesso che soltanto più tardi egli si pose il problema metrico. rivestito di pergamena. egli doveva aver sentito tuttavia assai presto la necessità di romperlo. p. nei suoi primissimi tentativi poetici '*). *) Queste. 9 del Cenno 1. ') Già prima della elegia al Telesio (1588) di cui egli parla nel Syntagma. agitato. Adolescente appena. impetuoso. propriamente le Postume dell'ed. accanto alla meditazione dei siosa preoccupazione di una vena poetica del filosofo martire. II) e iln. Tutti questi primi lavori sono perduti . a. ». 34 della mia Bibliografia (« Giom. II) egU aveva scritto in poesia. Probabilmente ancora chiuso. Tra le inenarrabili sofferenze dei tormenti. ma dall'argomento di essi. contenute nel codice Ponzio non sono che una piccola parte delle molte Poesie.e Cherubino in tandem et improperium muUorum. tutte evidentemente anteriori all'agosto del '601 e la maggior parte posteriori al novembre del '99. il n. nel bozzolo dei vecchi metri e dei vecchi schemi. «con. naturalmente portato a concepire sotto specie di imagini polpose e corpulente anche il più astratto pensiero. aveva ripullulato con nuovo vigore. a cominciare dal suo tredicesimo anno (V. Crit ». in qiiibus sunt multa qiiae videntur sapere di : idolairiam. 234). si può desumere che essi non si discostassero dalla poesia allora tradi- zionale. e dedicato a Francesco Gentile. se fin dal 1595. Gentile (pp. a. {V. la che già si era manifestata ricca e vivace fin dagli anni della sua prima giovinezza. che il Campanella scrisse. crit. ad amorem alti' ciendum . dagli accenni sparsi del filosofo medesimo in altre sue opere. Carmina definito poi dall' inquisitore P. 209-250).

Al novo secol lingua nova instrumento rinasca può nova progenie il canto novello fare » *) d' : . 277. Al senso latino contiene in niice l'essenza e l'orienta- ma ma mento « : Musa latina. forse aveva taciuto. Musa latina. « percosso nel cuore » dalle varie terribili fasi di questo vivente dramma della sua vita. n. : Poi. vieni meco a canzone novella te al novo onor chiama quinci la squilla mia. . egli aveva incarnata in forma poetica la sua varia riboccante passione sdegno verso i nemici odio violentissimo contro lo Xarava « l'empio mostro » « giudice invettive e parte e testimonio entrato » contro i compagni che gli erano. V. non pure tentato. o gli pareva che gii esaltazione iperbolica di qiielli che fossero. una poesia nuopolitici filosofici e religiosi. tutto preso dalla passione del suo sogno. è forza che prendi la barbara lingua : Concorri adunque al nostro idioma nuovo. Ufficio e il suo ritorno in Calabria. per te tornando al già lagrimato die. ed. sperando imponer fine al miserabile verso. dedicata al Clario. tra le angoscie dei processi. ) Al Senno latino {Poesie. e purtroppo andata di cui forse la magnifica elegia anch^essa perduta. . Gentile. i88) Elegia scritta tra la fine del 1594 e la fine del 1597. p. 87. D' Italia augurio antico e mal cognito. durante il periodo della congiura. egli gli urgevano nell'anima. . Ma ora. en: .-84problemi samente che tumultuoaveva. p. infedeli avevan trovato la forza di resistere ai tormenti. ch'ella imperii gravida e madre sovente sia. in quella Ars versificatoria de metro latino applicando vulgari lingiiae. altresì teorizzato le forme e le norme di es?a va. Annotazioni del Gentile. tra la liberazione dal S. con mirabile vigore poetico. durante il periodo che il Campanella passò in Roma.

-85conlerma del senso della propria missione. Nei Canti del Carcere ^), a differenza di tutte le altre Poesie campanelliane, sempre vibranti di ricchi,
tiisiastica

varissimi interessi
fetici,

astrologici

— poetici, — risuona con commovente
filosofici,
:

religiosi,

pro-

monoto-

dramma

sola la catastrofe della congiura e il dei processo. Tutto quel mondo di giudici, di complici, di testimoni, di amici e di nemici, di spiriti superiori e di anime abbiette, in cui riluce, in tanto tenebrore, la dolce figura di qualche anima benevola e pietosa al povero prigioniero, vive, in tutta la sua crudezza di luci e di ombre, in questa rappresentazione poetica. In cui non manca altresì qualche

nia

una corda

vera e propria nota d'amore di im amore, nella esuberanza della forma seicentescamente ridondante, violento ed esuberante anche sostanzialmente impetuoso, sensuale, realistico, senza la menoma sfumat\ira romantica, che talvolta si avvolge nelle ampollosità e si raffredda nei bisticci di parole, tanto cari al gusto del tempo (« Maria, ma ria » « donna, Anna, domina, anima ma spesso trova accenti di gentilezza, sebbene un tantino preziosa
; ;

)))

:

« Quando parla uom mortale, pria l'aer muove, e poi l'orecchio iutuona indi lo spirto sue figure accoglie. Ma pria l'anima assale, quando Flerida mia canta o ragiona. La dolce voce invola le mie voglie,

:

che
e
si

dell'udir le soglie,

soavemente,
;

passa, che non si sente, come fa Dio in noi ond' io re ve lo ch'ella donna non sia, ma dea del cielo
e,

»

;

sempre, esprime nei suoi termini più semplici e più
ardori, furori,

radicali la secolare vicenda di

sdegni.

^)

Poesie, ed.

Genth-e, pp. 219-234.

— 86 —
che
tipici

propria del dramma di amore, nei suoi momenti implorazione calda e commossa, nel tentativo vani tentadi commuovere l'oggetto amato riluttante tivi di ritrarsi «all'alto poggio della ragione» ma invano, che « già cinto d' intorno mi preme l'avversaquindi gioia del desiderio appario d'ogni parte » gato, e illusorio pensiero
è
:

;


il

;

«che solo
lo

Amor può
io

darci

sommo bene
»
;

qual filosofando

non trovai

finalmente sdegno pel tradimento, e vana confessione
«

:

E

veggio ben
sol

e'

ho navigato invano
» ^)

amai

ombre,

e fui dal ver lontano

Ma su ogni altra cosa campeggia la esaltazione entusiastica della propria missione di riformatore
:

«

fin dalla

Spesso m' han combattuto, io dico ancora, giovinezza, ahi troppo spesso
!

d'espugnarmi non fu lor concesso, ch'è Dio, che mi sostiene e mi rincuora. Sopra le spalle mie, quasi ad ogn'ora, fabricando processo con processo, han prolungato il lor maligno eccesso ma la spada del Ciel per me lavora « ^)
;

ma

Che

se ora, nell' infuriare atroce dei processi,
« Dio par che dorma, e 1 suo bianco campione da falsi testimoni oppresso giaccia, che vendono il suo mal per devozione » ^)

V. passim le Rime amorose in Poesie ed. Gentile, 235-248. me eie.» *) Sonetto sopra il Salmo v^Saepe expugnaveruni applicandolo l'autore a se stesso, Poesie, p. 220. ') Sonetto contro il medesimo (Xarava) Poesie, p. 223.
*)

pp.

-87moso giorno
verrà immancabilmente il giorno del trionfo, « quel fae' ha a scompigliare i figli della morte »
«
:

A

sua vita
viene
il

il

mondo

poco a poco rende al primo Creatore
;

;

giorno fatale al malfattore ritorna il Redentore a riveder il conto del suo gregge. Par mal annunzio a chi lo guida e regge con durissima legge e perchè taccia il vero in career tetro io sto ma con San Paolo e con San Pietro canto un occulto metro, che nel secreto orecchio alle persone la mia fa che risone ch'or l'eterna Ragione pria tutti i regni uman compogna in uno, che renda il caos tutte cose all'uno» *).
;
;

campanella

*)

Sonetto fatto sopra

li

segni con suoi appendici, Poesie,

p. 222.

1

V.

La

metafisica,

«

Con vanni
in

in terra oppressi al ciel raen volo,
;

mesta carne d'animo giocondo e, se talor m'abbassa il grave pondo. Tale pur m'alzan sopra il duro suolo

»

Di

sé stesso

{Poesie, p.

107).

Tra
altresì
sofico.

gi' indicibili

strazi

del carcere
il

maturando vigorosamente

si era venuto suo pensiero filo-

La prova giuridica della pazzìa avendo resa impossibile ogni altra azione contro di lui, egli fu finalmente lasciato in pace, almeno per qualche tempo. Il processo d'eresia, rallentato a cagione della morte del Viceré (19 ottobre 1601), e della inevitabile lungaggine della trasmissione di ogni menomo atto al S. Ufficio di Roma, si trascinò stancamente per oltre un anno, chiudendosi alla fine di novembre del '602, con la condanna al carcere perpetuo nel S. Ufììcio *), anL'Amabile {Fra T. C, la sua cong. II, p. 319) osserva una siffatta condanna non corrisponde alla tradizione giuridica del S. Ufficio, che, nel caso di riconosciuta eresia, non poteva infliggere altra condanna che la consegna alla curia secolare, mentre nel caso di riconosciuta follìa non poteva
1)
?

r imputato

pronunziare alcuna sentenza, dovendosi limitare a custodire nelle sue carceri fino al rinsavimento o alla morte. E crede, in contrasto col Berti {Tom. Campanella, II, « Nuova Antologia», 15 agosto 1878), che la attribuiva alla pietosa intenzione da parte della S. Sede di salvare il filosofo, strappandolo alle mani degli Spagnuoli, ch'essa si deva invece attribuire unicamente al desiderio di porre, comunque, un termine al processo di eresia, per rendere possibile il proseguimento del processo di ribelUone.

-90nunziata
al

Campanella

Rilasciatasi la tensione

il giorno 8 gennaio del 1603 d'animo onde il filosofo aveva,

durante le prime fasi del processo, dirizzati ogni suo pensiero e ogni sua energia al problema della difesa, costretto daUa reclusione alla solitudine e all' inazione, lui, così irrequieto e così avido di azione, tutte le sue energie spirituali, anzi la sua vita medesima parvero concentrarsi intomo al problema filosofico. Lo tentava un disegno titanico scrivere un libro che racchiudesse, nelle linee di una grande enciclopedia filosofica, l'essenza di tutte le scienze, una bibita philosophornm, sapientia scientiarum, divinar um et humanarum rerum Arx ; omniumque quaestionum de cunctis rebus actualibus et possibilibus, stimulantium mentes hominum-, resolutio ; ita ut omnes gentes scientiarum legumque suarum veritates et errores radicitus ex hoc codice explorare valeant *); un'opera che fosse perciò non una semplice logica o grammatica, ma una vera scienza universale, concepita in modo che non potessero non applaudire ad essa anche i Cristiani, ma i
:

veri, quelli

che onorano Cristo non
fisico in
si

vulgariter, sed subiiil
;

miter. Egli vi si sforza infatti d' inquadrare

suo na-

turalismo
riesce,

come appieno una

non può facilmente intendere, a realizzare siffatta fusione. Ne vien fuori un singolare

una metafisica tomistica

ma

libro, che, nei suoi stessi difetti, è espressione della radicale inanità del naturalismo, e perciò ha un notevole valore storico, come dimostrazione della peculiare posizione di questo naturalismo, che, per sostenersi, ha bisogno, suo malgrado, o di un salto nel tomismo, o di uno svolgi-

voluminosissimo

una eloquente

mento consequenziale
Universalis

di se

medesimo, che

lo porta in

*)

philosophiae,

seu
;

metaphysicarum rerum

juxta propria dogmata, Parisiis, 1638 Epistola dedicatoria, p. 2* (nel testo non numerata). V. la mia Bibliografia, n. 46
(«Gior. crit.
»,

II) e

il

Cenno

I,

n. 16, p. 241.

es. malgrado le sue contraddizioni e le sue incoerenze. lo scetticismo uno scetticismo in cui vengono radunate tutte le tradizionali tesi negatrici la parzialità. I. perchè sfarian la nostra fragil maglia» *) Poesie. partendo da premesse naturalistiche. — — . la soggettività. e passim. cap. non le possenti o dive. parte. sebbene non ben chiara né bene sviluppata. ma non priva di una felice. è schiettamente idealistica da una etodologia. arriva. il rapporto tra l'essere e il non essere curiosissima cosmologia. informata a una singolare amalgama di Telesio e di S. la relatività. che vuol essere una conciliazione della teologia positiva tomistica e di quella negativa plotiniana. sentiamo noi. . agostiniane. e neopla- toniche in generale — a una deduzione dell'essere dal pensiero. La prima parola di questa bibbia è con perfetta analogia con la prima Meditazione cartesiana. Questa « bibbia dei filosofi è costituita infatti da una gnoseologia. p.-^91 una direzione spiccatamente )' — — idealistica. 6 della prima . affatto scolastica nelle forme e nei procedimenti. come da una p. *). che é capace di cogliere ma non di giungere all'essenza : il fenomeno. che peK la sua stessa posizione essa é incapace di risolvere. « Indebolite luci e moti e forze delle cose. 142 e Metaph. che. la limitatezza della cono. che. . che batton la muraglia del career che n'abbaglia. con un meraviglioso balzo in avanti e sia pure non senza influenze plotiniane.. : scenza umana. p. . Tommaso da una psicologia. I. ma non può non risentire gì' influssi della gnoseologia che la precede. m vo da una ontologia. 1. sicché si arresta agnosticamente dinanzi ai problemi. che non vuol dimenticare la fisica telesiana. che spesso dimentica la gnoseologia che la annullerebbe finalmente da una teologia. intuizione di nuo.

ma non mai smentita voce. neqne scimus utrum vere sciamus. 19 della I parte. Ma cotesta disperata ansietà scettica è illuminata d'un tratto da una inoffuscabile luce di certezza l'anima s'avvede finalmente che l'unica conoscenza sicura è la conoscenza immediata.— ganoi siamo sulla za pochezza e la nullità dell* uomo terra sicut vermis in ventre hominis. se sia sana o sia folle.nto fermo in cui consistere non sa se sia desta o se dorma. e si convince che esistono universalissima certissimaque in qitihus non coniingit falli . cap. Certissime perché riguardo a tutte le cose noi possiamo ingannarci. le additava. 3. I. smarrita in un universo. . Met. che non riesce non pure a dominare. aut somniemus.. p. I. poiché non possiede un solo pu. come dice il CampaneUa. affermiamo : : . empirica. Tesi tradiriscaldate in queste Duhitationes dal pathos zionali. 32 della I pai te. cap. Met. se pur dubitiamo. e che essa non può conoscere immediatamente altro che se stessa.. cap. ani vigilemns. art. I. fino a tanto che. 1. Ili. et utrum scire sit scire ^). nosirique scire. nostrique velie. et seipsum *). qui totum ignorai hominem. scire et velie. *) Mei. In tal modo ella ritrova in sé quei motivi di certezza prima e assoluta che già tutta la tradizione neoplatonica. et statum suum. e che certissima sunt haec irta nohis : nos esse.. dell'anima umana. nulla est species aut moti o fantàstica. con varia e talvolta fantastica. 7. sed praesenHa perennis ^). art. i. art. 1. continua a cercare se stessa e a tentare di conoscersi : non intuitivamente. ma nemmeno a intendere. I. coincidendo quasi alla lettera con Cartesio versamur in loco alienaiionis et varietatis. E perciò non riesce a trovarsi. p. ma discorsivamen: te. I. 1. 6 (I parte). sedotta dalla analogia con la conoscenza esterna. perchè. ai nostri esse. smarrita perfino in sé stessa. perché noi uomini. p.

il cognoscere est esse cainpanelHano. al quale del resto il Campanella medesimo si richiama con una lunga citazione *). in ^) Al rapporto del Campanella con Cartesio e al problema storico della possibilità effettiva di influenze campanelliane sull'autore del Discours de la méthode. che costituisce la profonda anima di verità dei tre sistemi. Il mihi esse. a voler risalire più indietro. . fino alla lontana radice comune. mediante rapporto dell'essere col pensiero contiene già virtualmente la possibilità di uno sviluppo in senso puramente idealistico. e col neoplatonismo. e anche. è altresì a buon diritto la prima delia età successiva. Agostino. e l'altro. Certo è che un siffatto ricorso. me idqiie nosse et amare certissimmn est agostiniano. ha dedicato un accuratissimo studio il Blanchet [Les antécédents historiques du « Je pense. che pure ostentò un così spiccato dispregio pel filosofo italiano. di cui l'uno è considerato da un pezzo il padre della filosofìa moderna. scaturiscono tutti e tre da un suil ricorso alla indefettibile certezza interiore. com' è già stato osservato da altri. 1920) che esamina anche il rapporto di Cartesio con S. Ma in Agostino. con Agostino. che. Ma quale che sia la soluzione del problema storico. donc je suis » Paris. non può essere dubbia l'affinità ideale tra i due pensatori contemporanei. la certezza interiore è più un'esperienza che una verità. in cui è più che palese la coincidenza con Cartesio. e il cogito ergo SUDI cartesiano. sebbene sia l'ultima voce della Rinascenza. Alcan. e la conseguente inversione ch'esso produce nel modo con cui la filosofìa antica e il pensiero comune concepi- peramento del dubbio. pure tanto specificamente diversi tra loro. soprattutto plotiniano. in Cartesio lo svolgimento rigorosamente conseguente del suo penil scono in se siero l'iene arrestato dalle idee innate. che il Blanchet risolve positivamente.— 93 — nell'atto stesso del dubbio la coscienza del nostro pen- siero e quindi del nostro essere Movimento di liberazione dal dubbio.

Napoli... caldi o freddi ci facciamo. La sua gnoseologia. l'estremo svolgimento idealistico viene anche infrenato. nec infelligi posse.. nel suo primo movimento. art. e la puntura pungendo. come vuole Aristotile. talché all'hora sentiamo quando patiamo. VI. cum calorem ipsum siiscipimus et calidi f. con Telesio. ma. che sarebbe... ma per immutationem . 1867. Mei. 1.eri videmur . ms. ma per immutatione. color em cum color amur in oculo. Napoli. assimilatio passioque ^). se conoscere è mutarsi nella cosa conosciuta. I. sensistica. Del senso delle cose 1... 38. es. in Campanella finalmente. in un secondo momento. . perchè nihil sentiri. è. esse itaque videtur sensus ma in questa stessa concezione. l'unica conoscenza che non ci alieni da noi stessi è proprio quella tire . p. e l'odore la narice infacendo» (Redazione ital. ristabiliscono sia pure \m oggetto quella immobilità dell'oggetto e quella estraneità e anteriorità dell'oggetto rispetto al soggetto. portata a virtù della sua rovesciarle completamente. e la dolcezza noi addolcendo.. 8 e 7 retro il Prodromus philosophiae instaurandae. contro Aristotele. per dir così. che il sen- intemo. frigus vero cum frigidi . I. Vili.. i. Bibl. tunc enim calorem sentimus. . p. Pensiero espresso in modo letteralmente identico anche in altre sue opere (V. cap. 54. Egli comincia con l'affermare. che il cogito pai'eva destinato a superare. *) Spaventa. che muoveva da premesse affatto sensistiche. cap. 77 ecc. Saggi 3) : . Naz. di critica ecc. perchè. 58 della II parte.— 94 — quanto quiddità create da Dio e trovate poi dall'uomo dentro il suo spirito come in una « miniera » (secondo la felice espressione dello Spaventa *). » « quando noi sentemo il caldo o il freddo. non tarda a trov^are una conferma della priorità ed eccellenza dell'autocoscienza.. D. la posizione non muta — — m avviene non per informationem.. p. per sé. nisi sensus infellectusque fiat ipsum obiectum sensibile ac intelligihile . p. p. 4) « il senso non si fa per informatione..). appimto scoperta della certezza interiore.

ma tutto anche intelletto. Vili. art. 4. 30. Del senso delle cose « Dunque l' intendere in universali è senso languido e lontano. per cui noi riusciamo. reminiscentiam esse eiusdem renovationem per aliud agens simile aliquo modo. intellectum aristoteliciim esse sentire a longe. a cagione della scarsa ri elaborazione critica. 1) *) Met. senso.. ma la mens. XII. come si vede. La rispondenza tra la Metafisica e il Senso delle cose è costante e. della prolissità. 1. La realtà dello spirito consiste nella . 1. IV. p. a dirittura letterale. accanto all'autore della o. la quale. V. cap. è tuttavia proprio la funzione. cap. i. scibile. et sentii : ens : : passionis rei manenfem. e il discorso è senso strano» (1. ^) ma poi con una intuizione che trasporta di colpo lui. 89 della II parte.... 5. quoniam iam est illìtd : ergo cognoscere est esse^). art. e la memoria è senso sopito. : . Comincia con l'asserire che sensum esse causaliter passionem praetutto è senso sentis .. cap. art.. *) Met. 38. vel similitudinem absentis. ma anche intelligenza. cap. quasi sopitam . Perciò tutto è. VI. Nam cum" sensafio sit assimilatio.. 3) I.. 1. perjecte illud cognoscit. art. I della I parte. al corpo e allo spirito si aggiunge sebbene conservi ancora. propterea quod essentia cognoscitiva ef cum factum est ipsum cognofit ipsum cognoscihile. ultimo figlio della Rinascenza. citato). molto di tomistico.ppercezione originaria e della sintesi a priori. Met. della nostra cai. 1.. sì. II.. sed perceptionem passionis esse *) cioè non più senso soltanto. sed est id niiod est ^). I. et omnis cognitio fìat. cap. nel cuore della filosofia moderna. scopre sensum non passionem. p. memoriam esse passionem anticipatam et imdi noi. della I parte. p. p. delle contraddizioni proprie del sistema campanelliano. superando l' inevitabile fenomenismo della conoscenza sensibile (che si ricordi era una — — VI. — Non solo .— 95 — anima Eygo seipsmn magis judiquoniam non indigct fieri. 109 ms. — sua attività. V. 59 della II parte. Met. in qualche punto.

che nella dottrina campanelliana appare dapprima come « un ente speciale. 94. ha già qualcosa cognoscere enim est fieri rem cognitam. 3) II. portandolo a raccogliere in un solo pensiero il cielo. cap. perchè. e d' infinito qui scit Deum et amai Deum. la terra. XIV. e colui che brama V infinito. 1867. diventa poi. come il Campanella vichianamente dice. 4. art. 149 (HI Del senso delle cose. p. ms. e nella quale l'anima materiale è ministro. Met„ 1. («talché è suo officio la religione nel spirito plantare )>) ma anche la regolatrice sovrana delle altre funzioni spirituali. .-96delle capitali argomentazioni dello scetticismo). redaz. servo o castaido » ^) e che pare dapprima allatto dipendente dallo spirito materiale {mens autem omnia cognoscit per spintum. non solo la facoltà specifica dell' infinito e del divino. cap. come il filosofo profondamente osserva. p. quasi Dio. di cui lo Spaventa forse non ha tenuto sufficiente conto. Per non dire che essa sola é quella che rende l'uomo. : *) -) Spaventa. che è corpo già for- e organizzato. 113 retro. con un capovolgimento della posizione primitiva. suscitando in lui un ardente appeche è già segno di divinità. ital. a valutare criticamente la conoscenza medesima {cognoscere quod res non sunt sicut nohis apparent). e a sollevarci dalla sfera delle cose finite in quella dell' infinito e del divino. Saggi di critica. cui insidit '^). V. e colui che desidera diventare re. p. ci- tato. fit Deus in esse cognito astri tito di divino. noi non possiamo desiderare cosa che ci sia affatto estranea. gli mato come innumerevoli. liberandolo da ogni vincolo spaziale e temporale. Sicché quella stessa mens. ha già qualcosa di regale dentro di sé. 1. Napoli. in quanto « è suo officio raffinare e perfettionare ogni conoscenza » ^). 30. il quale è come un individuo venuto a posta dall'alto per abitare questa casa. parte).

non sui : ipse enim manifestissimum : . la distrae. cioè Dio. 1. ma noi non sappiamo vederlo^): At in nobis est Deus. 7. p. se non attraverso la sua grata preoccupata dal pregiudizio di voler raggiungere ogni cosa per discorso piuttosto che per intuito. T. ^) V. vien certo della divinità e lieto conoscitore e beato perchè è penetrante e penetrato da quella » *).. 1895. non in tutta la sua opera il Campanella tien fede a una concezione siffatta. P. Fe- lici. nella sua umana vita. Ma solo chi s' illuia. le sono tuttavia. Certo. Poesie ed. ^) Nota Le al sonetto VI. 15. ma da Dio infinito essa procedere. Anima immortale. Su questa splendida luce d' immanenza. Incarcerata nel corpo.. gli eroici furori bnmiani. et nostri causa latet. Dio è veramente più intimo a noi che noi medesimi. Troppo la conoscenza esteriore l'assorbe. Gentile. sensum et dulcedinem perchè. e chi s' incinge. che raggiunge. cap. C. anzi oltrepassa. *) Met. Queste cime di conoscenza e d'amore divino. che non può comunicare col mondo estemo. ella è pari al prigioniero. una coesistente e persistente volontà di trascendenza non tarda a gettare una fosca ala d'ombra. finalmente.. ch'ella pur potrebbe attingere in virtù della sua essenza. onde conosce non dalli elementi.. V afortitudinem in se ìiahet *) iiinia « riconosce se stessa immortale ed infinita. 91 (H parte). cioè chi si fa lui. e perciò non lo trova. cerca Dio per ima via falsa. XII. art. per questo vivace senso dell' intimità spirituale di Dio. L'anima è ben tosto costretta a ripiegare le ali che aveva dirizzate a così folle volo.— 97 — et et amato : et quendam divinitatis . su tutta la dottrina della mens dottrine filosofico -religio se di campanelliana. cioè s' impregna di Dio. l'allontana da queste sublimi possibilità. Tommaso Campanella . precluse. per non saziarsi mai di sapere e volere. Lanciano.

4. il sensus additus offusca quello ahditus. nos autem occultati in opaco corpore putamus illuni occultatum *). ne costituisce invece la più grave difficoltà. che mise in rilievo il momento agnostico di questo rapporto *) 2) Mei. Hamburg. Perchè ? Come ? Non si sa né si deve sapere. e che. cap. lungamente dibattuto tra gli studiosi campanelliani. pp. portarono notevoli contributi il Ritter. VI. cap. tra l'essere e il non es. art. p. Zweiter Theil. La certezza primitiva è la coscienza di sé finché noi restiamo in essa. VII. 3) I. che perciò non è più processo. ganno.. cap. Ili. 63 della II parte. VI. art. : . 1. È lo stesso ritmo che pervade tutta la metafisica campanelliana. {Geschichte der neueren Philosophie. in quanto recide con un taglio netto quello sviluppo che dovrebbe appunto spiegare. 1. che non sono volontari. p. *) Al problema del rapporto tra l'essere e non essere in Campanella. 2. con la sua maravigliosa varietà ci attrae verso l'esterno. confiisio notitiae innatae et illatae deceptionem parat^). con la sua molteplice infinita vicenda. quia alienorum viribus exagitatur semper^) actinia alienatur a sui notitia per obiecta . Anche qui. ci aliena da noi stessi. ma dipendono necessariamente dalla umana finità. 185 1. p. la conoscenza quella originaria. l'errore. Vili. Met. come il filosofo plotinianamente dice ergo quasi in sui oblivionem et inscitia cadit anima.-98est. 3... non siamo suscettibili d'errore. 150 della II parte). 1. Met. allo stesso modo come non si sa né si può sapere quale sia veramente il rapporto tra r infinito e il finito. l'in- sopraggiunta . ci distrae da quella coscienza originaria. Ma tutto il mondo che turbina intomo a noi. 30-32). con le sue luci e con i suoi colori. . escogitato forse dal filosofo come una via d'uscita dalle difficoltà di cui non sa liberarsi. in questo nostro supremo interesse. spezzando in due parti un processo. Nascono così la limitazione. 32 (I parte). art. — sere*).

II. che ha sostenuto una interpretazione affatto immanentistica. Paris. 1874. . né col Felici {Le dottrine. i.. à hi primauté ainsi recminue à la pensée de soi dans le monde des réalités natiirelles. p. 170-179). VI. 1.. 54). 108-124). con mossa iniziale affatto idealistica. 165) che afferma che «il problema della conoscenza fu per lui un risultato delle ricerche cosmologiche ». Alcan. *) Mei.). : . xlvii-lvii). tende tuttavia a determinare naturalisticamente la genesi della dottrina dell'autocoscienza campaneliiana. afferma la realtà dell'essere in funzione del pensiero (cognoscere est esse . cui questa dottrina parve quasi affatto tomistica e trascendente {Telesio. parte) ^) Non mi pare perciò che si possa consentire su questo punto col Fiorentino {Telesio. Palermo. il Felici {Le dottrine ecc. ma che tuttavia ineriscono l'una nell'altra in un rapporto ineffabile. sì che «dai principii fisici di queste (delle cose) deduce i metafisici. pur non trascurando di mettere in luce gli elementi di trascendenza finalmente il Gherghi {Le fonti del De sensu rerum. sebbene non neghi i punti di contatto del C. a more emanatistico della sua dottrina {Saggi.— 99 — in tal Al problema centrale della gnoseologia corrisponde modo quello della ontologia campaneliiana. cui pare «che il Nostro trascorra dall'osservazione empirica del naturalismo alla speculazione metafisica».. che ne sono la sorgente primordiale » . art. La quale. che non è di partecipazione. ecc.. pp. p. 1920. 76 e segg. ^) . pp. 1867. 267). 1874. Le Monnier. 1895.. Trimarchi. 62 (II in Campanella e il della creazione. il quale. che piegò verso una interpretazione immanentistica. che vide nella il Fiorentino dottrina campaneliiana dell'essere incertezza e confusione tra trascendenza e immanenza. 1920. pp. notitia sui est esse sui . Firenze. p. lo momento Spaventa . II. p. sapienza. notitia aliorum est esse aliomm^) e trasferisce senz'altro nel mondo estemo le p r i a 1 i t à ch'essa trova nell'uomo p o t e n- m : primalità che procedono l'una dall'altra. Vili. 59 e art.. con Agostino e con Cartesio. pp. ch'rr^^'li crede scaturita da quella del senso delle cose « Or. a cominciare dalla prima. ne finalmente col Blanchet {Campanella. 4. ma za. cap. devait nécessairement correspondre une théorie de la connaissance bien differente de l'empirisme se^nsualiste de Télésio ». p.

VI. quando si sente messo alle strette dalla logica stessa del suo sistema. Met... sicché. neque medium inter se ^) può tornare ad assus* nel tempo. il finito.. Ili. VI. 4. quam summam vocamus. : cum nem affirmatione et non esse cum esse. VI. art. Almeno. in Dio. in una posizione agnostica sed mirum quidem quo pacto negafio componat d* infinito si dibatte nei limiti del finito. mere la figura dell'antico creatore — Anche questo. p. 109 {I parte). II... Met. nei punti in cui egli afferma (Fieri non est produci ens. del bene ? È evidente che una risposta positiva a siffatte domande porterebbe a un deciso immanentismo. . cap. Ili. 2. pag. nei punti in cui egli nega (Dissimilitudo prima. primaque oppositio. est inter Ens et quae nullo pacto conveniunt. Terrore.— 100 — di toticip azione. nec necessitate cogente. non solum secundum amplitudinem. né recisamente nega o per dir meglio nega e afferma insieme. dell' infinito. ogni palpito sono dunsono condizione inevitabile del realizzarsi dell'essere. sed etiam secundum quidditatem. ') ') ") Met. art. dal nulla e intende.. art. cap. 1. 1. Compositioex ente et nihilo esse trascendentalem^). 25 (II parte). il non essere. un siffatto . sed limitari ens a non ente^) l' rischia di esser travolto nel processo medesimo deletemo divenire della realtà. cap. Ma il Campanella a questo pimto né afferma recisamente. non senza incoerenti restrizioni e curiosissime contaminazioni. il male Ma que necessari ? . In noi e nelle si cose rapporto d* infinita perfezione è imtrae seco neces- possibile e ogni posizione di essere sariamente una posizione di non essere. rifugiandosi poi. che. mentre il Campanella dichiara di credere mundum esse factum et non casu quodam. mentre una risposta negativa renderebbe ancora possibile la trascendenza e la creazione nel senso tomistico. neque ideam hahent Nonens commu- nem. 1. Sicché Dio. 3.

. né a quel tanto di tomismo. statici. 73- . cap. al medesimo miscuglio d' manenza ma i naturalistica e di trascendenza scolastica con spiccato colorito neoplatonico e specialmente plotiniano nella teologia.. sed ex Nikilo ^). et non ex materia praecedenti. ») ') 3) Met. et ah aeterno. d' La quale. e perch' è incinta e cinta. Poesie. Gentile. sed noviter. 2. Prefaz. ma altresì principi di sviluppo. né finalmente e qui la contraddizione Xóyo^ *) al suo immanentismo naturalistico è insanabile le primalità non sono soltanto principii costitutivi. s' è per noi estinta. Del sommo bene metafis. è vicinissima anche. che necessario. Ili. art. da infinito finita . con certamente acci- Cosmologia e teologia improntate più o meno. ma di sviluppo. neque ex ruinis alterius mundi. da cui per cui. come pioggia nel mar non mai mancante ». ^) . 1623. da cui poi dosi di due mezzi derivano cielo e terra. e tendenti ad attuarsi nel: . i. immobili. XI. sforzandosi in tutti modi di tenersi lontana dall'entusiastico fremito immanenza che anima le Poesie. entrambe in certo modo. dello Adami alla Realis philos. L. che pur vuole accogliere (tutte le rimanenti cose son create da Dio secundum idealem Contemplationem Creatricis Sapientiae. 11 della III parte. ed in cui son tutte in una. madr. inerenti nel primo Ente. Sapientissimo et ìion optimo Factore.. in quanto influenze magne. non rinunzia né al suo telesianismo (Dio crea. p. non è un processo dentale. acqua e aria). ma im. e da cui lontanissima è ciascuna. — — : l'universo. servenfreddo e e a 1 d o. «Lo spazio immenso all'esser d'ogni cosa è base in lui nascosa che solo in sé riposa. stante in lui viva e per lui. quae est Verbum Dei.— lOI — sed a Potentissimo.

Dio è luce ma luce in cui non possiamo fissare lo sguardo quando noi siamo giunti al concetto dell'essere semplicissimo. di risolvere in senso ortodosso. . ma ci abbaglia»^). Gesch. Anche Campanella parla degli attributi di Dio (eternità. *) Modo ^) Spaventa. Io l'universo adempio. perchè il nostro pensiero. e dir possa Dio contemplando a tutte cose interno»*). . Sicché il no. che è la scienza del finito. e di elevarlo di là da ogni vicenda e da ogni mutamento. un s o p r a e ss e r e. di statue vive ornò l'imo e '1 superno perch'ogni spirto qui l'arte e '1 governo leggere e contemplar. che in realtà non riesce neanche a porre nei ter- di filosofare. der neueren Philos. . ed. com'egli areopagiticamente dice.— « 102 — è il libro dove il Senno eterno propri concetti. stro parlare di lui è un balbettare. Gentile. p. i6. tomistica ma in verità non va molto oltre la negatività piotiniana. ne fa un essere assoluto. che di fronte al egli. non può aderire all'assolutamente indistinto e indeterminato. e vivo tempio dove. 33. : (. poi che è convinto che ogni determinazione sia negazione. e perciò di sviluppo e di realizzazione. pingendo i gesti e '1 proprio esempio. che procede per distinzioni e determinazioni.. In una posizione analoga egli si trova problema dell' immortaHtà dell'anima. una soprasostanza. forse in buona fede. e nella ma Metafisica e nel Senso delle cose e neW Atheismus cveàe. affatto privo di nonessere. ha termine la prima tenebra. p. e comincia l'altra che è l'abisso della luce divina. Saggi. per non farsi empio. La luce divina non ci illumina. ii6 e Ritter. Poesie. Di un Dio siffatto noi non possiamo sapere nulla. : — vorrebbe raggiungere una posizione positiva. nell' intento di purificare al massimo possibile Dio da ogni contaminazione di non essere. infinità. Il mondo i scrisse . verità. p. debba. bontà) scolasticamente ma.

ital. Bruno e il pensiero del Rinascimento. 139. *) Circa la singolare posizione degli spiriti della Rinascenza di fronte al problema dell'immortalità. pure Del senso delle cose. e poi carne degli Ma : membri umani. è mutarsi in altro. citato.. « Risponde l' anima al corpo. 235. cap. p. nota. morte patir o torto » ^) . e che morto è 'n verità chi sta fuor del bene a sé conveniente. mad. e non chi è mutato in altro ente : « Anima mia. V.— 103 — mini in cui lo pone la coscienza cristiana^). lo spirito in aria. 150. Perfettamente impregnato dello spirito naturalistico della Rinascenza. 6. 2. Dispregio della morte. e d'erba cibo. 111-178 del suo volume G. l'acqua in terra. ms. Poesie. e è in « intimamente convinto che la morte dell'uomo non che una delle innumerevoli «mutazioni di essere» : cui consiste la vita. in Questa cui egli crede . redaz. come. IV. se gli dispiace tanto il morire e scompagnarsi di lei. pur altre volte fu morto e trasmutato quando si fece di terra erba. 1. Gentile. i e nota. Tu sai dirsi morir chi fuor del suo ben giace. consolandolo che. Ili. .»*). // concetto dell'uomo nel Rinascimento. madr. e in fuoco » 3). *) Del senso delle cose. a che tanto sconforto ? forse temi perir tra immensi guai ? Tema il volgo. Vallec- 1920. p. 3) Dispregio della morte. Canzone I. fede è l'unica immortalità schiettamente naturalistica. egli è intimamente convinto che « Se ente alcuno non s'annichila. bisogna dire che la morte sia mutazione. e dell'uomo e dell'universo la morte delle cose simplici. pp. Canz. V. Se nulla in nulla si disfà giammai. Poesie. 184 retro. chi a sé pria non è morto. chi. p.. ed.. Epilogo. 2) p. non può altronde.

E il Campanella non un premio : - ^) De la causa principio e uno. da questo pietra o altra cosa e cossi oltre per venire a tutte forme naturali ? » *) ma che lo distanzia incommensurabilmente dalla tradi. la concezione tradizionale di una immortalità postulata per garantire la sanzione delle opere buone o cat- tive della vita terrena è già stata scossa dal Pomponazzi. ch'egli sente. da questo uomo. da questo seme. I. virtù alter vero cum spe praemii. 201. franta. il Bruno. da chilo sangue. 1907. cap. del resto. XIV. l'argomenta- zione della immortalità dell'anima dalla necessità di finale. ') PoMPONAZZi. Bruno. con maggior particolarismo che non p. da pane chilo. e pure intera. autonomia. e da quello che era erba si fa spica. da che era spica si fa pane. es. dicevo. il quale.— 104 — che lo affratella con Bruno (è superfluo ricordare il notissimo passo del De la catisa : « Non vedete voi che quello che era seme si fa erba. zione ortodossa cattolica. p. l'anima individua si è già in lui con più o meno di consapevolezza. nella molteplice anima delle cose. con una intuizione precorritrice della kantiana fragile. Opere italiane. ed. . il premio altera e contamina il valore della si aliquis virtuose operatur sine spe praemii. Laterza. anzi ha mostrato quanto sia moralmente condannabile. da questo cadavere. De immortalitate animi. L'antica concezione delcome. da questo terra. terreno o celeste che sia. Gentile. dialogo terzo. D'altra parte. egli non riesce nemmeno più ad intendere l'angosciosa ansietà per la conservazione della individualità personale. . Di cui. actus secundi non ita virtuosus hahetur sicut primi *). Finito o infinito. in tutti gii spiriti slargata nella intuizione di una della Rinascenza — — grande anima del mondo. da questo embrione.

Poesie. e trae la pena mente o nel corpo o nella fama : e che « La coscienza d'una bontà vera basta a far l'uomo beato. senza senso cose e senza godimento. Poesie. « Senza lutto le sarian né ci saria tra lor combattimento. la cui e che la bontà bea qua e là. 1920. che il dolore è necessario. 6. che « ride al tutto la parte che geme ». . né generazione. egli arricchisce e completa. perchè è morte e degna ma in altri. ed a questi lascia godere questa vita. Bruno e il pensiero del Rinascimento. per alcuni rispetti. 114 . risponde in alcuni punti della sua opera in modo ortodosso. ed. e con voce in cui canta di loro » 2) tutta la divina serenità di un entusiasmo panteistico. stiana. e '1 caos immenso la bella distinzione assorbirebbe » *) Che la malizia in questa vita e nell'altra ancora è danno. insinuandole : .— 105 — esita a raccoglierne esplicitamente il pensiero. né l'un contrario l'altro sentirebbe. perchè « se la mutazione fosse senza doglia. G. « nella Seco ogni colpa è doglia. ancor ch'altèra » *) Sicché al problema che assilla la coscienza morale criil dubbio circa la giustizia divina « Perchè Dio dona travagli a' buoni e fortuna a* rei ». che « i nostri gaudi sono etemi spassi ». Gentile. 147. che anzi. « dicendo ch'a quelH diede la parte più ardua della comedia universale per premiargli poi. *) Dispregio ecc. non rebbe piacere : ci sa- se fosse. p. Canz. e sgg. p. p. ed infelice la finta ed ignorante. 83 notevole importanza è stata messa in rilievo dal Gentile nel voi. nota.. Ili. madr.

1. fingit novos coelos epicyclos.. pp. Le varie redazioni del De sensu rerum. XIV. poiest recte notare vias syderum. adhuc plura cupit. madr. signat in coelo circulos. et suo suhdii ingenio totam rerum machinam . pur volendo dimostrarne la i mmortalità. II. p. Gentile. cap. ne dimostra in realtà la divinità. et coelum. edito dal Gentile. todosso. et mundum^ sed innumero occupare ^) egli. 1906. et cum non . 5761 .. sed adhuc semper aliquid ulterius intelligit absque fine e non rebus huius mundi acquiescit. quando egli tratta di proposito della immore crede di poterla dimostrare in modo orfondandosi sulla eccellenza dell'uomo. p.. pp. et cognitor e non modo excedit terram... ex quibus metitur cursus eorum ita videatur coelum accommodasse. riesce tuttavia a soggiogarli e a servirsene come proe non prio strumento in virtù della sua intelligenza pure si fa princeps et dominus despoticus animalium. mirabile dictu. i. et quacumque possessione Regnorum fruens. madr. Giannini. syderum cursus. facit de nocte diem per lucernam. 170-173) e passim. talità ^).. aequinoctia conversiones. e non solo nel senso di scaturigine divina {Divina ergo res est homo.. et mundum intelligendo. et solem. II.. sine alis in coelum volat. 130-132 della ») Nella Met„ 1. excentrices. 126 e Canz. II parte. nella bellissima saffica Della possanza dell'uomo [Poesie. ed » ^) io di mali innumerabili sto oppresso per letizia del tutto e d'altre parti Sicché. ut calcili o suo coeli. che. cap. pp. 1.. art. nel Del senso delle cose. tempora 7iovit. 30-32. II. et aèrem. i. 4. VII. dunque non ha male . I. nelV A theismus triumphatus. p. mariaque exuperat.io6 « Il mondo. 131 della III parte. ed. et supra coelum erigi. Napoli.. pp.. . 3) Met. ma altresì ventos domai. XIV. cap. *) Orazioni Poesie. 121. cap. II art. 7. pur essendo fisicamente più debole di tanti animali. Canz. 25. nec quia homo habet meliora organa est recte. esse faber ne dum tre in Salmodia meiafisicale.

concepirlo in tal modo signifi- cherebbe deformarne con grossolano antropomorfismo ^) Blanchet. Geschichte der neiieren Philos. che il Rinascimento la dottrina . pur senza accorgersene interamente. quanto mai contrario all'altissimo senso della umana eccellenza. 322-23 e pp. vorrebbe conservare nel senso di una divinità immanente. e Ritter. p. 37. . Ma anche lui gli contrappone una libertà che (come giustamente ha visto il Blanchet *). per Campanella. Zweiter Theil. ch'egli pure per alcuni rispetti. e che certamente si allontana di molto dalla tradizione scolastica dell' immortalità trascendente. al libero arbitrio tomistico. Ma propugna. Nella quale l'affinità dello Stilese col Nolano è eviri entissima. non è libero di agire volta per volta secondo che non singoli atti di arbitrio . 1920. che a torto ne accentuava il carattere tomistico). sed quia est melior hahet ab Autore Naturae mdiora organa). 547-549. col suo concetto della predestinazione. è la dottrina della libertà. come egli dice. concludendo ortodossamente questo suo inno alla ecceUenza delcon un'affermazione che va l'uomo ma altresì forse più in là ch'egli medesimo non voglia. è assai più vicina alla necessità spinoziana. Dio. pp. — — umana vita. rispetto al pensiero medioevale. e forse più. ^iiel duahsmo tra la natura e la grazia. Paris. non pure per i ben noti motivi politici e morali. contro il Ritter.. che l'uomo celebra nella sua . che la Rinascenza con tutte le sue forze tende a colmare e che esso presuppone un concetto di insuperabile corruzione originaria dell'uomo. ma anche. Anche Campanella lancia tutti i suoi strali ntro il servo arbitrio di Lutero che gli repugna profondamente. pel fatto che ^o inasprisce.— nielior 107 — animalibus . Campanella. campanelliana che forse meglio d'ogni altra rivela quanto cammino il Rinascimento abbia fatto.

già accennato. sed prò fato : siquidem non peccai impotens et inscius. sed nolens bene agere. cui spontaneamente tende la voluntas abdita. che sosteneva doversi la virtù : *) Met. cum possumus et scimus : ergo esse fatale nobis superare fatum . Ma non manca di inquinare anche questo di naturalismo. il Campanella si attiene all'altro filone. 5. nisi vincamus fatales causas. consiste nell'essere sempre più noi stessi.. in quanto consiste nel nostro aderire alla nostra legge di necessità interiore.— io8 — . e che è la conservazione del nostro essere in Dio. in realtà salva assai più questa che non quella Ex quo satis declaratur. piuttosto che al crudo materialismo del Prodromus. la figura ideale. come si vede. tra il naturalismo del Prodromus. V. cum voluntas adest. come è ovvio. p. proponendosi di salvare. Ouod declarat fatum posse vinci a nobis. nel Senso delle cose. sed fatum causarum siiperamus alio fato primae causae *). . Dove. e la trascendenza. cide con la sua etema necessità interiore. Soluzione che. quanto all'etica. la sua libertà è perfettamente analoga a quella divina. Di contingente anche in noi non e' è nulla . o per dir meglio il contingente [voluntas addita) esiste per l'uomo. 195 della II parte. in virtù della sua necessità interiore. e r immanenza. che è il nostro bene supremo. egualmente fluente attraverso tutta la sua opera. perciò coinla sua libertà non ha nulla di contingente. art. in quanto egli gli si oppone e lo vince. di quasi spiritualismo. soltanto nel senso che non è passibile di costri- ma [ zione ab extra. cap. Anche per noi perciò la libertà. non inesse lihertatem contra fatum. Egli è libero. il bene. 1. Certo. In lui il potere coincide con l'essere qualsiasi suo atto è coetemo alla sua essenza . dice il filosofo. IX. sapientia et potestate praeeunte : et imputari ad peccatum. Quanto all'uomo.

Poesie. p. come il rosso occhiale rappresenta le cose rosse. Canz. . ha il dovere di affrontare la lotta. madr. che *) e questo parla di una libertà non contra fatum. e va accettata nella sua integrità. ') Al primo Senno. che non al dualismo *) Al primo Senno. che arrivano fino a parlare di un « mentire naturale )\ derivante da impurità dello spirito (« Ma lo spirito impuro. . madr. (nota). ed è degno di biasimo se la fugge ma la lotta stessa si svolge tra r u n o e r a 1 1 r o fato. Ili. ma tutta la natura però natura menda- 1) . 3 . ed. 36. non vuol cangiarsi ! con altri » ^) . Ili. in fondo. nel senso tomistico e criè certamente stiano. ma prò fato.— 109 — ripetere dalla purezza dell'anima materiale. Ma soltanto di grado non di essenza. ma . e. L'uomo. p. che anima non solo l'uomo. e di alcune tra le Poesie. f uliginoso non si infà se non come egli è infatto. Gentile. dall'esterno. Concezione più vicina al — non e' è bisogno di dirlo — assai monismo spinoziano. possa turbare lo sviluppo di questa stessa vita naturale. così V imè per puro le sente. e naturalismo della Metafisica. e non quali sono. Questa lotta non è altro. tra una necessità esterna e una necessità interiore. e la possibilità di uscirne vittorioso. che V incessante conato di conservazione nell'essere. 2 Poesie. 39. corre una differenza notevole. di fronte alla quale l'uomo non libero. benché vii. (« Cosa stupenda ha fatto il senno eterno Ch'ogni ente. Il concetto di una lotta come fondamento e anima ispiratrice della moralità. spiritualistico. non è che lo sforzo di eliminare tutto ciò che. canz. che è perciò buona per sé. e magari cristiano pel Campanella. può sembrare non è.

152. e finalmente. 6. vera filosofia. è conservarsi nell'essere. quando l'uomo venga toccato dall'amore divino. madr. che è insieme la massima beatitudine e il bene supremo. canz. Poe- P. Ma il la conserva- zione nell'essere è appunto l'uomo. « all'alto volo gli veste le d'eternità penne ch'andiam quaggiù cercando))'^). si giunge al desiderio di sopravvivere nella fama. La vita morale non è. sommo bene per Tuttavia in questo e' è forma e forma di conservazione. portatile sepolcro e vestimento di colpa e di tormento » *) ma è un « buon compagno » che è peccato sprezzare. il ritrovamento di im vecchio Adamo smarrito. nido d' ignoranza. no — Per il Campanella il corpo non è in verità (com'egli tuttavia qualche volta canta nelle Poesie) « morte' viva. Tutto ciò che è naturale è buono per sé può essere male soltanto nelle contaminazioni e nelle diversioni sopraggiunte. 9. Dalla conservazione puramente egoistica. che medesimo. sie. 2) Canzon d'amor secondo 51- la madr. . i n se attraverso quella. Poesie. Restaurato nella sua integrità e nella sua purezza. al desiderio di conservazione in Dio. se mai. Vivere . e quasi si risolve in qualche cosa che lo trascende. In ') Del dispregio della morte. E appunto il naturalismo campanelliano si at- tenua. ma è. Ili. come vuole il cristianesimo. p. una rinascita dell'uomo nuovo da un vecchio Adamo colpevole.— cristiano. è certamente bene. più largamente egoistica. nei figli.

è buono e lieto oggetto naturale del proprio amor. tal ch'egli ama il Fattore.— ste cime. 3 . è 1' infinito Bene. di cui è certa imago. madr. » *) Canzon d'amor. perchè ogn'esser da quel primo viene. bramando che farsi infinito ed eterno è tal l'Autor superno)) *). Ili — : \ Tamore deirnomo a se medesimo coin quasi spinozianamente. 45. tranquillo sempre. proprio oggetto adeguato del su' Amore. con l'amore a Dio « Il primo Ente divino. Or. p. uno. immortale. E però s'ama d' infinito ardore. . Poesie. se stesso amando.

1 .

eh' un sempre stette Fede naturale {Poesie. V. su questo punto Amabile. ne' Castelli. un tentativo di evasione si stesse tramando in favore del Campanella. p. Il quale perciò era stato subito isoIato sotto più rigorosa sorveglianza in un torrione del Castello donde era stato tratto soltanto nel luglio 1604 per essere «con crudeltà ed astuzia grande » trasportato in S. 8 e seg. che il governo spagnuolo. si voleva tuttavia escluderne il (Campanella. 8 — Tommaso Campanella . e con la mediazione d'un certo D. dove. Elmo. I. non potendosi più procrastinare la risoluzione del processo (che infatti fu poi chiuso nell'ottobre di quell'anno con una assoluzione quasi completa per gì' imputati ancora cai - ma amico dei . con l'appoggio dei Turchi. a dir vero. le stelle e cose elette per statue di Dio vive e cortigiani : adora un solo Dio. (che coincide storicamente con la tacita « condanna a vita » *) del prigioniero. giunti a questo punto. convertitosi alla rehgione maomettana. quando. antico ospite ed tiu-chi. aveva ben presto raggiunta una posizione eminente alla corte del Bassa Cicala). ora carcerato in Castel Nuovo. Fra T. C. « Ammira il sol. Michele de Cer1 rigori (1603). po- non tendo *) ormai. quando vellone. È innegabile che. dopo una giuridicamente provata fol- erano cominciati. l'anno precedente il governo vicereale aveva avuto motivo di temere che per opera di fra Dionisio Ponzio (evaso nell'ottobre del 1602 e rifugiatosi presso i turchi.VI. p. » ii). cerati). Tentativo di conciliazione del suo naturalismo religioso col cattolicesimo.

e divenuto perfetto cattolico Mirabolante conversione. clamorosamente rjvolto ad una universale reductio ad religionem per scienti arum veritates di tutti gli atei. p. soprattutto. dalle Lasciandosi unilateralmente impressionare forti tinte di ortodossia déH'Atheismtk^ triumphatus ^). è. . nonché dai bellissimi accenti di contrizione di alcune delle poesie e delle lettere relative a questo periodo. in questa seconda fase della sua vita. cui il Falletti vorrebbe - *) Lamentevole orazione profetale dal profondo della fossa. fase. II) e il Cecino I. chiaro che la svolta non è tanto grave quanto generalmente si ritiene.— 114 — non volendo restilìa. se non altro per puntiglio giurisdizionale. 55 (« Giorn. e poi. enfatica dimostrazione dei diritti Summi Pontificis. christianorum Patris et capitis. Gentile. Campanella. 114. *) V. crit. ci si trova dinanzi ad una notevole svolta del pe siero campanelliano. p. VI. e perciò probabile. a. 3) Fai. pp. alcuni biografi ^) non hanno esitato a fingersi il mito di un Campanella originariamente eresiarca. Torino.lettt. Sede — — «dolente vita peggior di mille morti» *) . essenzialmente diversa. stor. super universum orbem in temporalibus et spiritualihus. rientrato con piena contrizione nel grembo di Santa Madre Chiesa. una pili o meno larvata liberacondannava invece a una zione da parte della S. 2. « Riv. e della Monarchia Messiae. e che ogni condanna mituire alla vita e all'azione nore di quella capitale avrebbe reso doverosa la consegna del Campanella al papa per la condanna di S. ». la mia Bibliografia. 1889. Del carattere di fra T. ital. ». Ma I ed è. 20. Uffizio. di cui sarebbe documento inoppugnabile appunto VAtkeismus. 244 di questo voi. 209-290. Poesie ed. condannare a morte. n. n. o mi pare.

quanto scarso filosofo. 2) Narrazione della hisioria.. ital. II. C. ma la privolta e in maniera tipica e fondamentale dall' Amabile {Fra T. negava la divinità di Cristo e la verginità di Maria. anche nei punti culminanti dell'apologetica religiosa campanelliana. ». I. con appena mezzo reale di vitto luce. sopra cui fu appoggiata la favola della ribellione ed. dal Capialbi. disperato ormai di potersi liberare dalle unghie dei suoi carnefici. 23 gradi sottoterra. e alcune delle sue dichiarazioni chea i rapporti col so- prannaturale (evocazioni diaboliche ecc. fùt XI. 49. di sostenere che « un Campanella simulatore con- ma . durante tutta la sua vita. sotto la grossa scorza cattolica. nò da invidiare « alle mosche e a' serpi (questa mirabile gratia v ^) della luce. ne' Cast. Querengo e ed.. C. 387 e passim. XX. Campanella («Atti Acc. Mentre altri. contro il Falletti..) come « una manifesta canzonatura )^ escogitata nell' intento di rendere più clamorosa la sua conversione all' ortodossia ^). il quale aveva ben ragione. Pont. p. 3) {Est-il vrai que Camp. Fra T. inferrato sopra uno stramazzo bagnato.— 115 — dare per titolo Mie confessioni I ^). Lettera a mons. pp. malamente» nò persona *). e condannato a \qvere nel fondo d'una « fossa oscura. oscuro e acqua. 59 Posizione sostenuta più tardi anche da altri. « senza veder umana » in condizioni tali mai cielo. sempre alla puzza. la sua ortodossia come una simulazione . e la sua congiura. *) Tesi recentemente portata agli estremi dal Déjob simplement déisie (e Bull. Del carattere di fra T. -dicembre 191 1) 1845. 181 e passim. in capaci anche essi di scorgere il vivace naturalismo che palpita intatto.. -2 apr. tanto diligente biografo. p. e celebrava i misteri della sua religione eliaca !). il quale è giunto a sostenere la perfetta ortodossia cattolica del Camp. Documenti inediti. 1890). Napoli. ^) lettere del dal profondo del Caucaso » Campanella.'). non hanno esitato a considerare la sua apologetica religiosa come un'apologetica puramente personale . (anche quando. e guardando soprattutto alla dolorosa condizione del filosofo. dall' Amabile (// Codice delle e 62). p.

— articolata nei suoi elementi. pur tra l' ingombro delle moltissime citazioni ortodosse. in cui il ma tinuo per una sublime follia-) non è da confondeisi «co' simuaveva il torto di non guardare oltre la latori volgari » stessa simulazione. attribuisce al vigoroso rude filosofo della Rinascenza un sentimentalismo troppo morbido e troppo moderno. malgrado i suoi radicali propositi di riforma. ma neppure un semplice « rivestimento d'un manto cattolico w in una simulazione di ortodossia. com' è parsa al Blanchet (Campanella. ridesiderandone. le pratiche e i riti. *) Deistica. mi pare. . una rivoluzione. una reliche cattolica. non agissero nell'anima del riformatore altri motivi meno estrinseci e più filosofici. nel profondo. les pratiques soni quelqite chose comme sources d'émotions bienfaisantes. per vedere se mai. sia volontariamente rimasto. non direi a dirittura stica. « au moins à l'epoque de sa longite détention « (Blanchet. di espressioni e di imagini tradizionalmente cattoliche. che è per lui l'unica chiave di volta di tutta la complessa e complicata psicologia campanelliana. Paris. pp. e sotto i veli. ii6 — - Mentre. ma — verso un cristianesimo deistica *) gfone piuttosto tuttavia evidentissirazionalizzato. Alcan. Camp. mentre io non riesco davvero a pensare un Camp. 1920. per motivi analoghi a quelli dei modernisti di oggi e specialmente del Loisy si les dogmes abstraits ne sont rien. insomma. a guardar bene in fondo neìVAfheìsmus e si scorge. il quale. non certo al tolica. per un bisogno tutto sentimen. cattolicesimo.— nella Monarchia. p. che guardi con un occhio siffattamente nostalgico alla religione cattolica. 102-105 e 481-488). oltre a trascurare il carattere radicalmente immanentistico e panteistico della posizione religiosa campanelliana. talvolta assai pesanti. ma ma moderni- : tale. non. un vero e proprio tenta- tivo di conciliazione del suo naturalismo religioso con la religione catuna brusca conversione con T annullamento di tutto il suo passato filosofico. 105) avrebbe sottoscritte. nella chiesa cattolica. quando crede di poter affermare che il Camp. Parole del Loisy che il Blanchet non dubita che il Camp. ma una purtroppo nò bene ordinata nò bene evoluzione Quindi.

e perciò meno paradossalmente appariscente e in cui la cornice e lo sfondo generale del quadro sono costituiti da giustificazioni ortodosse. quando dallo stesso Atheismiis lascia balzar fuori un Dio quasi : . anzi più spesso queste che quelle h'egli si sforza di accentuare. Vero è che. e asserisce esplicitamente che tra tutte le religioni il cristianesimo soltanto ha origini puramente esso solo si fonda suldivhie. coronata da conclusioni ortodosse Che importa ch'egli inneggi alla Sancta Monotriade e si richiami a tutti gli attributi tomistici di Dio.hi e di stiramenti. in Dio e pura. e intesa a dimostrare che la religione naturale. la sua costruzione si riveli per quello che realmente e una teologia naturale. : — : tiosa ratio dei sofisti e dalla ragion politica degli tisti ». e libero da apriorismi. primitiva. il suo consenso con le autorità ortodosse. scaturita spontaneamente nel cuore dell'uomo dal suo anenellito a tornare là ond'ebbe « sua prima radice » religione vmica l'essere. offuscata poi nel corso del tempo dalla amhi. « sta- che le vennero sostituendo le varie molteplici religioni sopraggiunte » fonti di errori e mali innume- l'voli — coincide col cristianesimo. sebbene assuma una forma più strettam^ente filosofica. ma perchè si noti e . anzi nel sopràessere. che si propone di essere un'apologia del cristianesimo. il prove di vero è iitorità. tesi. Le prove di (juesta conciliazione sovrabbondano anzitutto l'assunto medesimo dell' Ath et smus. a dimostrazione di questa )fo adopera alla rinfusa prove razionali filo- — — l'amore di e s\dla ragione prima. originaria. ma tutto questo non toglie che ad un esame non superficiale. anche a costo di ripie..— 117 — fermento eretico dei suoi anni giovanili resta sostanzialmente immutato. ma secundum viam iiatiiralem. da interessi tre religioni scaturiscono mentre le non religiosi. al- ma varia natura (ragioni seconde). tutta purezza e verità. fondata non su argomenti di fede.

ii. cap. quando in altri da lui espresso così giunge al medesimo pensiero esplicitamente nella Fede naturale del vero sapiente «Talché. 109. in quibus a ratione exorbitamus *) e quando perfino in un memoriale al papa dice che dopo aver percorso tutte le sette antiche e moderne egli si è fermissimamente con: . Aiheismus trimphatus. 104. X. sicut et nos Christiani neque christiani in illis sumus actibus. X. quando non esita a dire che omnes igitur qui profitentur vivere secundum Rationem. quam anima movet rebus. et totam humanam statuam ? Che importa ch'egli dichiari in qualche punto la eccellenza assoluta del cristianesimo sulle altre religioni. cap. docuerunt : ergo in quantum a recta Ratione dejlectunt. cap. p. anche là dove afferma la preminenza del cristianesimo. XII. 171. hos et violentia. la dimostra fondandosi sull'argomento solius Christianae solum praecepta moralia et ceremonialia cum natura. ^) *) Poesie. quam perficiunt. non autem non manibus extrinsecus. ^) *) Atheismus triumphatus.— bruniano ipsis : ii8 — cum sii Et vidi qualiter Deus intrinsecus faber. Parisiis. Gentile. non siete esenti dalle sante squadre » ^) e quando. . quihus internns est. p. sicut pedem nostrum et brachium. barbare genti [ed idoladre] se operaste giustizia naturale. ed. prorsus congruere ^) e sacrificium christianum esse rationabile in summo gradii ? ^) Che importa ch'egli dica ancora che r unico rimedio contro l' aberraizione dal bene ù l'opera di Cristo e i Sacramenti. Aiheismus triumphatus. christiani sunt eo modo quo Patres victores mundi. Movetque omnia majori intimitaie et magisierio et virtute. sed virtute quam actus dedity influii rebus. MDCXXXVI. etiam a Christo non sunt . p.

lungi dall'eliminare il soprannaturale. {Arch. che culminerà nel deismo illuministico. tanto più se lo troverà dinanzi. da quella risoluzione del trascendente nell' immanente che la metafisica del cognoscere est esse avrebbe resa possibile. XVIII. p. nella enumerazione delle varie forme di fede del cap. aut credunt.— sto. ^) Atheismus triumphaius. appunto perchè non ha saputo ucciderlo davvero. classe so. quanto più si affannerà a decretare la morte del trascendente. Le pub') Kvacala. blicazioni del prof. sior. p. p. Lincei. ne determina storicamente la sopravvivenza per qualche secolo ancora. . C. dice proprio dei filosofi. serie quinta. 25). pur simboli naturali e cresi noti e che sono — — dibili » ? *). deviando la filosofia di Campanella. che. 1909. verso quella giustapposizione estrinseca di naturalismo e soprannaturalismo. 1866. 119 — vinto «che la pura legge della natura è quella di Cria cui solo li Sacramenti son aggiunti per aiutar la natura a ben operare con la grazia di chi l'ha dati. questa sua così esplicita eliminazione del soprannaturale con l'atteggiamento che egli. risolvendolo dialetticamente nel processo dello spirito. I deWAtheismiis. *) Memoriale a Paolo V. Parisiis. MDCXXXVI. Kvacala etc. contrariamente a quel che potrebbe a prima vista sembrare.. T.. Indifterenza verso il soprannaturale. sempre vivo e immortale. 617. che in essa si chiude. Circa supra7iaiuraìia vero aut nihil credunt. aut suspensi retinent assen- sum )) P ^). ein Reformer. voi. P- 4. 99 e Tocco. serie^terza. it. parte I. omnia ex omnibus legibus. secondo una giustissima osservazione del Kvacala ^). Rend. che. I. cap. ed. E come si può non ricollegare. mor. che credono naturae legem omnibus communem esse in qua est certitudo ipsis et veritas indubitata. Centofanti. e con lei quella del Rinascimento.

l' intimo dualismo che era in lui. ». . che in lui per altro sarebbe potuto. : — E di cui lo Stilese costituisce il primo anello. 99 e segg. quando nell'elencare le prove di verità di una religione. p. XVI. 1633 {Biblion. si svolge fino a Locke da una parte. che il Campanella accentua (se pur non si voglia dire inaugura) nella sua Monarchia Messine. e fino agli Enciclopedisti francesi e al Rousseau. al mentre è insieme l'ultimo della Rinascenza. tra il panteismo naturalistico della rinascenza. mette. le une accanto alle altre. n. KvAcALA. e che trasmette - — — *) grafia. C. e di cui egli stesso forse non ebbe chiara coscienza. Posto limitare tra due età.. ^). dall'altra. le profezie. II. ^) fi il sottotitolo della Monarchia . si ccremonalia sacra sint symholica.— 120 — I La posizione di giustapposizione esteriore di ragione e fede. fidei et spei. et facilite7rt legis ohservantiam. Jesi. vera conformia rationi etc. che. dalla quale non riesce mai a distaccarsi completamente. dimostrata per philosophiam dioinam et hiimanam *) e sviluppa nella Metafisica ^). dall'altra si praecepta il moralia sint secundum naturam et philosophiam recfissimam. 19).. T. egli ha trasmesso alle generazioni filosofiche future. 215 della II parte. et causent ìinionem inier cives et cum Deo . cap.. 1. 53.. sol ch'egli avesse organizzato logicamente tutto il suo sistema intorno al fulcro idealistico della Metafisica. naturalismo e trascendenza. VII. ch'egli eredita da un'antica tradizione. crit. et sint vera in percipientibus fideliter. 3) p. diventare panteismo spiritualistico e il teismo. coli. possihilia. si qiiae proponuntur credenda de Deo sint evidenter credibilia. diventerà tipica di quella lunga catena.. ein Reformer der aìisgehenden Re- V. 243. ai s sance. e Cenno ì. attraverso Herbert di Cherbury... insoluto e non mediato. art. Cfr. da una parte i miramartirio. K^Giorn. p. 4. Mef.

Berlin. {docta ignorantia). ma non semplice conoscenza passiva. rito ^). che già attraverso i vari pensatori dell' Umanesimo e della potenza effettiva e realizzatrice » . nella sua TJieologìa natiiralis (intitolata poi Liber creaturarnm) aveva delineato un abbozzo di reli- gione naturale. cap. che fin dal secolo XV. infinito e ignoto. a comin- ciare dal lontano Raimondo di Sabieude.. KvACALA. 1920. Rinascenza si erano venuti preparando ^). che già aveva chiaramente additato nel fondo di tutte le più varie forme d'adorazione del divino l' identità essenziale d'un unico slancio d'amore verso un unico essere. ein Reformer der ausgehenden Re- naissance. C. cap. T. p. 261. ma notevole per la franca volontà di anteporre al libro scritto della rivelazione natura libro vivente della il grande dal Cusano. e della Cinquième Blanchet. È perciò che in Campanella che « approfondisce ane più (di Bruno) questo concetto della interiorità e quindi opria della natura. Campanella. nella forma naturalistica di deismo. cit. che è perciò tutta posse ma essendo 7iosse e velie : il cui essere è noessere iitia sui . ^) V. ma che è essenzialmente identico. di cui gli uomini sanno soltanto che non possono saper nulla . anzi — — cioè appunto spialla culuiina quel movimento di ritomo primitiva ispirazione cristiana della realtà da intendere come spirito)' ^). Partie. che il Gentile addita come cama insieme si consoliratteristico dell' Umanesimo dano definitivamente tutti quegli elementi deistici. Giordano Bruno e il pensiero del Rinasci- mento. 266.— alle 121 — correnti successive. '( . Op. quali che siano le forme ch'esso assume nella fantasia *) Gentile. certo incompleto. 2) Gentile. IV. V 1909. p. Paris. Firenze. 1920. .

ai fini della bellezza dell'universo. di organizzatore e propagandista religioso. quam per superbiam nullo modo coli . e che con Pico della Mirandola aveva ancora allargato il suo sincretismo. il quale. ma che egli coli mavuU quoque modo. e abbozzando quel mito. modo humane. partendo dal principio animos enim liberos vult Deus. accentuando il pensiero della identità della ragione con la legge cristiana. Elementi deistici. e quindi la necessità della più larga tolleranza religiosa e della più intera libertà di credenza. di cui l' illuminismo del secolo decimottavo farà poi il suo motivo dominante. che tutte si fondano su alcune verità universaU. di un originario affratellamento di tutti gli uornini in una morale e in una religione di estrema semplicità. in varie forme e con varia favella. in un cristianesimo fortemente impregnato di neoplatonismo. in una forma o nell'altra. ma a cui l'umanità dovrà tornare.— . 122 — dell'uomo che lo adora attraverso tutta l'Accademia platonica. e che r infinita varietà di esse è forse voluta da Dio. fino al Postel. che così largo favore troverà poi in tutte le correnti deistiche. spirito piuttosto che di filosofo mistico o contemplativo. sostenendo il principio della identità fondamentale di tutte le rehgioni. ma che sono già evidentissimi nella filosofia religiosa del Campanella. gli uomini adorarono sempre lo stesso . e ripete in tutte le sue opere che in tutti i tempi e sotto i vari cieli. saggi e profeti. se vorrà riacquistare davvero quel lontano paradiso perduto. nelle quali tutti gli uomini. il quale dice. da Zoroastro e Orfeo a Platone e ai profeti d'Israele. comprendendo nelle amplissime sfere di una rivelazione unica tutti i grandi poeti. complicate poi e contaminate dalle sottigliezze esegetiche e dalle frodi sacerdotali. si era energicamente opposto ai sistemi costrittivi della chiesa di Roma. vel inepte. credono. che col Ficino aveva. affermato che tutte le religioni sono sostanzialmente identiche.

cap. . non sunt leges. C. I. V. indita naturalmente nel cuore dell'uomo. in cui tutta l'umanità avrebbe realizzato effettivamente nella purezza della sua vita ancora bambina. *) Atheismus. voi. non senso raro mirando. invocarono. Amabile. ed. XVI. che avi-ebbe poi smarrita tra le aberrazioni delle varie religioni sopraggiunte {rcligio posita a no- nelle più sprezzate sette . 109.ergo mundus imam ') Fede naturale del vero sapiente. cap. 246. perchè vi son pensieri mirabih » ^) hahet naturalem legem in cunctoHìH cordibus insiiam. p. da Paiigi. IT. qui contra rationem sunt. ed i Cristiani « i Dunque Caldei. 17 luglio 1635 ed. II. doc. il quale finalmente già si abbandona senza riserve al mito di una favolosa « aurea età felice ». 1636. 123 — figli. p. p. seguitaro quello stile» è ^). Torino. . quell'unica religio ahdita. D' Ancona. Della Monarchia di Spagna.— Dio. p. quam nulla diversitas obliterare potest. 89. che son quasi raggi di Dio disseminati nel mondo ma meglio gli Ebrei per bocca delli Profeti i quaH Dio mandò... dovunque benigno. V. spesso rispose il pio Padre là dove e come i figli 1' invocaro » •) Dio per le stelle prudenza i Greci nell'Oracoli Pitonici. ') lettera al Peiresc. Met. 311. *) . Gentile. ne' Cast.. sed abusiis.. Sed nos ludum caecorum agentes non animadvertimus : illae enim leges ritusque. p. 1854. art. rispose ai suoi essi lo cercassero : comunque e « Bisogno e voluntà. et distortae regulae *).. Fra T. 208 della III parte. come Pitagora nelli numeri. Pomba. ed. dove mancò Romani la . che. i negli Augurj ed aruspicina ma i filosofi più saggi cercarono Dio nella natura. Medi e Persiani. 2. 1. Nel Campanella. Poesie. X. pure Parisiis. monopolio di nessuna Sicché il culto perfetto non speciale religione.

del tivo secolo d'oro. e a cui guarda. incominciato quando di nulla unquanque nulla uscio •) Sonetti alcuni profetali (sonetto terzo). loi. NapoU. Pel Campanella. io. . Poesie. si verrà delineando come concezione nel . cesserà tal divario. invece. ritroverà la sua pace « : Se fu nel mondo l'aurea età felice. e al defini- mito corrispondente. 30. p. p. della storia quasi l'uomo» esplicazione della idea razionale delmodo.— bis). ed. quando il circolo sarà compiuto. Gentile. Poesie. proiettato nel futuro. in un solo ovile. a distanza di poco più d'un secolo. da cui l'umanità sarebbe decaduta per sua colpa. Saggi. ed. se non per graziosa elargizione divina. affatto estraneo alla figurazione cristiana di una primitiva età dell'oro. in ogni che somiglianza estrinseca. ^) Spaventa. che non le sarà mai dato di raggiungere. che si ravviva ogni cosa sepolta. irretita com' è nel falso concetto che lo sviluppo della umanità possa consistere nel tentativo di ripristinare un fatto già una volta realizzato tempo e senza dubbio ancora molto lontana dalla nuova filosofia della storia che. in cui l'umanità. ben essere potrà più ch'una volta. Gentile. malgrado qualè. p. ma che : « Quando ogni cosa fatta ogn'altra sia. dal profondo della sua miseria. come a una eccelsa cima di beatitudine. e il lunghissimo ciclo di mutazioni in cui consiste la vita dell'universo si sarà svolto per intero « ^). finalmente raccolta sotto un solo pastore. ^) Fede naturale. 124 — i fonti di tutte le scissioni e di tutti mali. tornando '1 giro ov'ebbe la radice » *) Mito rivelatore senza dubbio di una filosofia della storia ancora puerile. 1867. il ritorno alla felicità primitiva avverrà fatalmente.

voi. — . Tu. abitator del lume mondo adempie e sol la teiTa ingrata aria. ma non ancora decisa a strappare il codicescritto della Bibbia.azione alle stelle . p. Campanellae. chi mi senti e tocchi. assetata di nuovo. lungi dall'essere non altro che una abile finta nel suo duello con la chiesa. Gentile. il cui giudizio è riferito dal Cyìanus nella sua Vita Th. scaturisce spontaneamente dalla sua anima. sacre stelle » *) . tu. P 148^) Canzone a Berillo. Atheismns triumphans. bisogna riconoscere che la chiesa sapeva bene quel che faceva quando condannava un libro che. nell' intento di debellare l'ateismo e l'anticristian esimo achitofellistico. consenziente con Bruno. nutrita di Telee pure ancora impregnata d'antico sio. Poesie. ed. si è spogliato ma anche di ') Hermann Conring. in cui già il cristianesimo non piire di tutti i suoi elementi mitici. della sua anima che quasi senza transizione passa dalla invocazione alla Vergine alla invor. Amstelodami. e pure non affatto dimentica di Tommaso ansiosa di leggere nel codice \' i V o della natura. e voi che state appresso beati.. che avrebbe voluto intitolare 1' Atheismns triiimphatHS. 1722. bandiva appunto quella medesima dottrina che negli atei e « libertini » del cinque e del seicento essa aveva giudicata degna del rogo. Ma d'altra parte bisogna persuadersi che il miscuglio di naturalismo e scolasticismo. . 162.— Sicché voglia 125 — se pur non si e non soltanto per questo consentire nel biasimo di quel contemporaneo ^). che è caratteristico dell'apologetica religiosa campanelliana. della sua anima. : (^ Madre spirti che '1 ancor non ha purgata di Cristo. vivo ciel. immanenza e trascendenza.

troppo peccai.. Gentile. doc. : « Se avanzano le cose le parole. Amabile. riducendosi alla sua i suoi fondamentale ossatura dottrinale. diretta allo Scioppio ^) Abusus snm donis eiiis. convinta della sua indegnità. è tuttavia essenzialmente prometeico non animato da spirito di cristiana umiltà. p. *) Poesie. Nò bisogna lasciarsi ingannare dai magnifici accenti di contrizione di cui risuona tutta la bellissima Canzone a Berillo di pentimento desideroso di confessione ecc. il conosco Signor. Né le mie abbominevoli preghiere di medicina. il pathos dell'anima si prostra nella polve. Gentile. ed. che. che assume talvolta una forma che può sembrare schiettamente cristiana. anzi da un senso vivissimo di umano orgoglio : . P. fatta nel Caucaso : « Signor. Ahi. più non m'ammiro del mio atroce martiro. troppo. doglia. 7. 184. *) V. che per molti rispetti pare al filosofo non inconciliabile col suo razionalismo e naturalismo religioso. ed. come la ben nota proemiale alVAtheismus. II. ne' Cast. ehihi indignaiionem eius. Dio non Miserere Dissi . p. superbia e l' ignoranza vostra stempiate al fuoco eh' io rubbai dal Sole » ^) Campanella ha completamente smarrita la cristiana coscienza del peccato. . 56. 157. C. e in cui risuona spesso un*eco dei salmi davidici. Fra T. stolto e losco Giudica. 3) Proemio alle Poesie. : — — ! — — ') e alcune sue lettere. Il suo impeto di contrizione. ma di mortai tosco fur degne. voi.— tutti 120 — motivi sentimentali.

i. o Signore. sette monti. e che. canz. la esalta con un castigo grandissimo. che nella sua in *) Lamentevole orazione profetale dal profondo della fossa dove stava incarcerato. Poesie. se invan non m' hai creato. madr. ridonsi e fanmi scorno del mio invano pregare. incatenato da un Dio geloso della grandezza umana. in quanto sentimento. p. cieli la La sincerità della sua contrizione è. nell'atto stesso in cui si propone di annientarla. p. e* ho d' intorno. d'esser mio salvatore. 114 e Orazioni tre in Salmodia metafisicale congiunte. 137. che i ferri. Quando ? Se favor tanto a me non si dovea per destino o per fallo. 8. degli occhi secchi e del rauco esclamare. tutta estetica. Ili. e '1 primo albo cavallo. ha già esulato dal suo cuore. degno della sconfinata grandezza di quel peccato. e vogUa ardente perchè m' hai dato a far la gran semblea. pur nelle canzoni di contrizione. con accenti da Capaneo : «A te tcxca. pervasa com* è da quel \àgoroso suo compiacimento della bellezza della propria figura di Prometeo. . in realtà. non religiosa . ti parrà ben eh' io sia ascoltato Fiù parlar non mi fido. Cristo non è più per lui una divina figura di martire.— attendendo dall'alto dei 127 — grazia redentrice. E a Dio infatti egli si rivolge. Per questo notte e giorno a te lagrimo e ^rido. arti nuove. con senno e pazienza tanta gente vincere ? Dunque mente tanto stuol di profeti che tu mandi ? » ') Che cosa v' è che possa dirsi veramente crisriano questo stato d'animo ? Il cristianesimo. vorrei dire. madr.

. a troncar la radice degli inganni « *) « aspettato commosso come per Non certo a lui si rivolge il Campanella. tutte istorie ritrovai. e pigra. anima e senso d'ogni seconda cosa Tu subblimi. contra sofisti. p. ed. ') ^) Fede naturale. né a nesdelle figura/ioni della religione cristiana egli attinge conforto alla sua pena. morta. bene che nella infinita commedia universale è toccata una parte dolorosa a lui. di tre dive eminenze falsatori.— 128 — l'u- sovrumana. a minimi vermi spirito e moto dai. pur spasimando tra gli orribili tormenti del carcere. Le smorte serpi al tuo raggio tornano vive invidio misero tutta la scher^ loro ». forse lieta al tutto che ne circonda e ne comprende. I tassi e ghiri dal sonno destansi lungo. che. : Tempio vivo del verace sei. rispetto all'universo. ii Blanchet. Gentile. e pur umanissima. dagli nostri errori e danni. languida. p. la terra riga. vita. suna quando « Le gelide vene ascose si risolvono in acqua pura. Poesie. Padre di natura e degli astri rege beato. avvivi e chiami a festa novella ogni segreta cosa. 416 e segg. ma è tutt'al più colui che e' venne in tanti guai. ma soltanto al pensiero che la soiferenza della parte può essere gioia del tutto ^). Campanella. sgorgando lieta. La più bella delle invocazioni che gli sgorghi dall'animo tra le tenebre e il gelo della fossa è il magnifico inno Al Sole « nella primavera. per desio di caldo ». ipocriti e tiranni. sofferenza redime "^ manità intera. statua e venerabile volto Dio pompa e suprema face. . che quel che a noi sembra male può essere.

non è il Dio dei Vangeli. cui più ch'egU altri caro ed amato sei. e que' ch'errando vanno. Dio. l'animatore eccelso di questa maraTi*=>i]'nonio E il vigliosa opera d'arte ch'è l'universo « : — Dal ciel la gloria del egli è i sonora tromba lumi stanti — gran — a pregi rimbomba tanti Dio : . Tu misererò. come una . ^) ') ad abitatori 9 — Tommaso Campanella . o stelle. Mia squilla è ebra per troppo desio di cantar vosco. te. 190. tu che sei larghissimo fonte : di tutte luci venga la Luce tua» la ') ^Così. anche quando è trascendente.ma^che j^jiell e co se n aturali. e mer. Sole altissimo. gelato tremo ? Esca io dal chiuso. mentre al lume sereno d'ime radici sorge la verde cima. perchè di tutti più. p. Gentile. n at urilè" spontanea^ èie yaziòn e dell 'anima verso jDio élèvazionéTncui culmi naJJ. Musica fanno per ogni confino. al buio. musica fanno. quando me vivo il rigido avello preme. Poesie. soltanto c osì.jiimLersaLaxQ nat-0 di amore al prop rio essere. ed. Credesi ch'ogge anche Giesù da morte resurse. il grande Dio gloria all'onnipotente Signor mio » *) ! — : Al sole. Se innanzi a tutti. ma tutt'al piùun primo motore. Salmodia che invita il cielo e le sue pu/ti l'jdar Dio benedetto [Poesie. che anima diatamente o immediatamente tutta la realtà. a Dio. dove il calor divino il ciel dispiega ed amor lega — — tante luci e muove altronde altrove. p. onoro. 175-78).— ! 129 — Deh avviva coU'altre me anche. coscienza — — r>grT7rq^ sr^an^o r'^g'"^''^"y?^^'mpidfl ^ dlìfl^' Dio stesso ch'egli invoca. aJIa^pr opri a ronservazione. o nume potente. egl i sente relig^ione.

portatore delle cose a noi mortali. Transumanate menti. {Poesie. o mar. il Campanella era già da qualche anno riuscito a conciliare insieme contemporaneamente un naturalismo religioso. : *) Salmodia che invita odar Dio ecc. mirar potrei ta' giuochi io sciolto — — — — — — Né con questa sua posizione di intimo distacco dal pathos cristiano. potrà dirne meno. e di astratto tentativo di conciliazione della propria sincera passione religiosa naturalistica con lo schematismo dottrinale del cristianesimo. Spirito veramente rappresentativo della sua età. che è età di transizione. sol s'accorge che poco scorge. cioè del cielo. come morale della chiesa cattolica forse potrebbe a prima vista parere. non soltanto teorico ed astratto. Sotto la luna il nostro dir trascenda al Re della tremenda maestate. la sua fede nella magìa e nell'astrologia. p. e la luna. ma concretato in un vero e proprio culto eliaco. e come infatti è parso a qualcuno. patre della natura. quanto nel tramontare la sera. celebrato effettivamente insieme con i compagni di carcere nelle oscure celle di Castel Nuovo (« E quando io adorava il sole. lampa dicessi queste parole.— « 130 — ! O aria. le cose in quella nate a . guardando fissamente al sole quanto posseva tanto nel nascere la mattina. ite al Signor che tutto sape e puote » *) vostri colisei chi è sepolto o terra. e condottiero della nostra simblea » e che — . e ancora più con la salda incrollabile impalcatura politica e è inconciliabile. la terra e 184). a tutti è aperto. voci e note. voleva fra Tommaso Campanella che io adorassi il sole in quel modo che mi ritrovava in piedi coverto o scoperto. e « O sacrosanto sole. ne' Ma in corpo. Se poco scorge. Ma il sermon vostro appieno a nazione alcuna non è coperto sotto la luna.

era stato. armonia e necessità. pure la preghiera dei solari (Città del sole. per un equivoco. pe' frutti di lor guerra . V altr e e s e >i {Salmodia metafisicale. insieme col Nassau e con altri amici tedeschi. pel caldo e per lo freddo. ti supplico e scongiuro. prima ch'egli — — ultime dichiarazioni del Gagliardo in Amasua cong. imprigionato in Castel Nuovo. canz. e per te medesmo. ') Cristoforo Pflug ebbe occasione di avvicinare Camil panella quando. per lo spazio. p. per V influenze magne. venuto a Napoli. sostituendolo con aDeo. 51) ecc. Paladino. C.. uomini ed armenti. d'eleme-nti gran fabbri. e per il cielo e per la terra fisse » *) con un notevole e e per le stelle errante la conversione di ardore di propaganda cattolica Cristoforo Ptlug al cattolicesimo *). stelle. V. doc. sapientia e amore. pivi o meno « diaboliche » cui avevano pai'tecipato altresì alcuni tra i suoi compagni di carcere in Castel Nuovo. tue figlie.— ' 131 — dire il Gloria si omettesse patri et filio et spintili do. che 'l regno dell'universo mantengon sicuro. per la potentia. Ili. fato. . 4. per la mole all' ingegno. Fra T. 582.. non compagne . 134). Testimonianza che trova piena conferma in molte espressioni dello stesso Campanella ') Brani delle :. optimo maximo potenimo et sapientissimo. la : « Poi ti prego. ed. pel tempo e per le statue tue viventi. che è il suo primo atto concreto di azione antiprotestante. or e finalmente con una tenace persiora ricordate stenza nella sua fede magica e astrologica. p. in viaggio di piacere. io te pregò e supplico per lo laro. per tutte p. eh' è base al tuo disegno . 518. Ili. madr. e per lo cielo e per la terra. è per l'appunto contemporanea delle pratiche di culto naturalistico. nel febbraio del 1603. estrinsecata anche questa in oscure pratiche. Gentile. necessità. Poesie ed. armonia.

IV. che pretendeva anzi di aver avuto a questo riguardo delle assai espHcite dichiarazioni negative del filosofo medesimo « una manifesta canzonatura ». cap. . parte card. appunto perchè egli lo trasporta dal cielo sulla . IV. e ci donò avviso di molte cose future in molti regni del mondo e del Papato e di Venezia eh' ha a rovinare. 213 e 215.. esso diavolo mi fece ponere in questa fossa con stratagemma stupenda che non posso scrivere » ^). 79. : . 1. ma alla comunità degli hu omini si dice opera magica » ^) ma credo che vi siano in essa anche altri. « ver la natività d'ina persona. redaz. motivi. pp. citato. p. Mentre a me non pare che si possa andare tanto in là. Mirabolante istoria. Blanchet. e non trascurabili. al t.— 132 : — E « m'occorse ». . ed. 1866. li dissi ch'era inclinata alla li donai il modo di disponersi all' influsso profezia divino e perchè egli era scelerato. con voluta oscurità. 2) Blanchet. I. . ital. ms. com'egl fosse trasferito in S. che è parsa a quasi tutti i biografi. p. Riconosco anch'io nella magìa del Campanella una forte impronta naturalistica (« Tutto quello che si fa dalli scientiati imitando la natura o aiutando la natura con l'arte ignota. e che essa non si possa nel complesso definire ^) come uno sforzo di razionalizzazione della magìa. Elmo stesso scrisse più tardi. si. per dirla con l'Amabile. o « tme invention et une supeychene » per dirla col Blanchet *). *) V. 5. 176. dal Centofanti {Arch. Io non credo che il Campanella neghi interamente il miracolo credo anzi che. . . li comparse il diavolo e dicea esser angelo. p. Del senso delle cose. Farnese. 66). 3J *J Memoriale del 30 agosto 1606 it. . Io poi dimandai segni come Gedeone s'era Dio o angelo ci li promesse e perchè non insegnassi a colui a scoprir il diavolo. a cominciare dal contejnporaneo Naudc. non solo alla plebe bassa.

ma non tarlo dalla natura allo spirito. rielaborando quello che era stato il conteauto della prima redazione. nel chiuso della orribile fossa di S.— 133 — ancora ha la forza di ritrasporterra *). va fino a questo periodo. « Quanto precisamente la nuova redazione riproducesse la primitiva. xxiou. Blanchet. e dove d'altra parte la fiamma delpura non ancora è potuta divampare a brul' idea ciare tutte le scorie. la fede nel miracolo sia in lui. grazie alla forza rara delle facoltà mnemoniche dell'autore. sequestrata dal S. di insuperato naturalismo che è appunto la magia. Chi segua con attenzione tutto lo svolgimento spirituale del filosofo attraverso quel lungo filone che dalle lontane pratiche in Altomonte con l'ebreo astrologo e negromante. Ora egli la ricomponeva in italiano. Elmo. attraverso le relazioni col Porta. e la religione è diventata una salda e ben costrutta impalcatura politica o sociale. viziato com' è quel conato verso lo spiritualismo. Per l'appunto il suo sforzo. assurda d'altra parte nei periodi di vivo ed acceso misticismo e di profonda interiorità religiosa. la magìa è invece spiegabilissima in un periodo di tempo come la Rinascenza proprio là donde l' intima anima religiosa è esulata. la magìa si sviluppa e si afferma vittoriosa. ancora imperdi ascensione intera e piena allo spirito. lo porta ad aderire ancora a per inadeguato che sia. Ufficio. Officio. benché intimamente combattuta e trasfonnata. mancando il termine del paragone. per inviarle al S. è chiaro che. p. chi il fetto. i) *) . Senso delle cose ^) e gli Articiili prophetales . in cui egli appunto rielabora. e di conquista di una vera immanenza spiritualistica. 220. ancora viva. Assurda e incompatibile con una compiuta fede idealistica nello spirito. per l'appunto il suo stato d'anima di sospensione tra immanenza e trascendenza. — — : V. Egli aveva perduta la prima redazione di quest'opera in Bologna nel 1592. quando i frati di quella città gli sottrassero le sue opere.

la luce più possente dell'uno . Basti pensare che egli. senza sentire il bisogno di portarvi maggior finitezza e chiarezza di pensiero....— gia) e ricordi 134 — } tenga presente V intonazione del IV libro {Della macon quanta larghezza il filosofo vi accoglie non pure le « regole de applicare animali.. che gli animali et herbe inducendo in noi le passioni che elle hanno.. che. tajchè le vaporose e viscose fa. però a rinforzar li nervi è buona la parte loro nervosa ben macerata e tritata. p.. ma cossi inducon le predette passioni. citato. tornare spesso a riflettere durante questo intervallo.. a 36 anni non si Ma «non v'ha dubbio d'altronde. 6 e 7). ms. aveva scritta e riscritta la sua Metafisica « (Gentile.. in queir intervallo. . tato. 199. ma più se si mangia il celabro e il core. le lente e d'acuto sapore e nate ne i monti fanno vigilia. di più stimo che ogni membro d'animale giovi al nostro simile membro. de Orsi| e più le viscere fanno l'uomo forte. 200-201 ms. del Senso delle cose. perchè non solo scaldano e lubricano infrigidano e humettano. 1. come il Campanella dovette. pupilla con pupilla. l'aromatiche forza sollecitudine. riprende un hbro scritto a 22. sovrattutto quando sulle idee di esso si sia dovuto. p... allo fegato il fegato. alla carne la carne. IV. mangiando e usandosi. ci» *) V. oltre molte altre opere naturali e morali. e all'ossa la midolla degli osvi loro. piante e minerali ad uso magico » ^) (« Hor io dirò con universali positioni. pp. 13.) ^) non pure la convinzione nella possibilità delle più varie forme di telepatia e di suggestione (« l'occhio manifesta molte cose magiche. *) Del senso delle cose. tutti entragno in usa di maggia. de Lupi. IV. 1906. corraggioso. Napoh..| dunque mangiando carne di Leoni. titolo del cap. può determinarsi».. poiché incontrandosi un huomo con un altro. 1. 13. C. Le varie redazioni del De sensìi rerum di T.. Giannini.nno sonno.. cap. il medesimo diremo dell'herbe e minerali. però gli animali sonnolenti come il tasso e ghiro hanno virtù de introducere sonno.

né sciocche pruove ho di secreti immensi. io credO..— 135 — abbaglia e abbatte l'altro che non può sostenerla. e la sua anima rappresentarsi ancora drammaticamente. 15. cap. IV. cap. Vedo senza stupore il suo mondo popolarsi ancora di spiriti. delle cose. Deh! sien da noi lontane » quelle dottrine che '1 celeste conio non ha segnato.. 1. 104 ms Poesie ed. sì che le donne chi riper timore se alzeranno le falde in su. parerà la casa piena de acqua e de anguille. in que- sto periodo di crisi della sua vita. <. accanto . egli. eh' io vidi il demonio 3) Sicché io non alla esiterei ad ammettere in lui. e tentato dal demonio. IV. delle cose. in fondo in fondo. crede facendo un lume de grasso d'anguille o d'altro pesce. il divino spirito del bene : Or e' han visto i miei sensi. u. 1. non potrà. ma testimonio. ma « Dicono molti che in cui. 14. magìa umana. stupire che e diabolica. Dispregio della morte. . IV. sotto forma di una lotta demo- *) *) 3) IV. meglio alla riduzione di esso a un semplice effetto di suggestione. siano pure immanenti.. trionfante nella sua luce. 154. . e spesso induce quella passione che ha nello patiente. p. Gentile. » ^) cordi come egli ammetta ancora pienamente. p. 203. Del senso Del senso p. . ma altresì le più curiose e negli amanti amore » *) superstizioni. : serrando le finestre che non vi sia altro lume. gettato nella gelida fossa. dai cui assalti lo avrebbe finalmente liberato. madr. accanto negazione del miracolo trascendente. o. Già gusto quel che sia di Cristo il pane.na superstite oscura fede nella possibilità di azione misteriosa di forze ultraumane. ch'egli riporta attribuendo ad altri. non più opinante son. canz. alla e divina. si senta confuso in un mare di guai « pien di mostri e di draghi ». una magìa angelica.

la trasformazione operatasi nel suo spirito anzi nella esuberanza medesima della sua fantasia. d' intuiti. Tant' è queste grandi figure eroiche di un periodo di passione filosofica cosi vivace e così intensa. nella impetuosa tumultuante effervescenza dei mille elementi diversi che ribollono nel crogiuolo della loro anima. un irrefrenabile bisogno di solidità e di concretezza lo afferra e lo asin una forma lampeggiamenti. offrono. e animato nel suo intimo da un vivace sentimento panteistico. ma : singolarissima. che può parere talvolta stupefacente. — — E . ma insieme dominato dal fascino da cui egli non riesce mai a liberarsi completamente della possente secolare tradizione cattolica. e quasi incredibile. fede magica ed astrologica. senza la menoma preoccupazione di controllo critico e realistico della propria fantasia e del' proprio sogno. con uno sviluppo lineare più meno ben definito. in questa seconda fase della sua vita.— 136 — . sono potenzialmente e talora attualmente. senza freni. e fantastica una possibile effettiva realizzazione terrena di una città ideale. si può dire. sente tutto l'universo animato e spiritualizzato. incanalando nell'uno o nell'altro dei vari sistemi della filosofìa moderna e. Tutte le varie correnti che si son venute poi. Fondamentalmente impregnato di naturalismo. nella sua ardente brama di dominio su tutte le forze. vedo nica. le intime radici profonde della sua. la sua vivace passione naturalistica. il Campanella effonde dapprima. nel suo desiderio di farsi conoscitore ed arbitro non pure del suo destino interiore. nella sua spontanea esagerazione di egocentrismo. naturali o spirituali. un cosi multicolore miscuglio di nuovo e di antico. tutta naturalistica. contemporanea. ma altresì degli avvenimenti esteriori della vita umana. e adora il sole e le stelle. a parer mio innegabile. come quella che intimamente dilania ed esalta la Rinascenza italiana. Ma poi. di contenute nel pensiero della Rinascenza. di bagliori. che gli fiorissero d' intorno. senza limiti.

Il filosofo della Città del sole e della Monarchia Messiae è più cattolico che cristiano forse per dirlo in una forma paradossale è cattolico. senza essere cristiano. perchè si possa giudicarla da un punto di vista strettamente religioso. ricca dei più impensati raccostamenti e delle più stridenti contraddizioni. sarebbe evidentemente fuori strada. un cristianesimo passato a traverso il crogiuolo idealistico e romantico. — . ma a fondo decisamente sincretistico e deistico. in cui troppi elementi extrarehgiosi (politici. nel senso almeno che noi moderni diamo a questa parola. e di riti. getta la fluida massa incandescente del suo naturalismo originale nello stampo delle antiche forme del cattolicesimo. anzi della teocrazia cattolica. assai più attivo che contemplativo. si fa sentire con sempre maggiore insistenza. I . anche se più complessa. Chi volesse cercare nella religione di Campanella una religiosità squisitamente raffinata e tormentata. ossia più sollecito di affermare il valore immenso e veramente divino dell'uomo nell'universo. che non di celebrare l'estatico abbandono mistico nell' infinito e nel divino. Da questa sua caratteristica posizione vien fuori come si vede. e lo spinge a mettere in rilievo piuttosto gli appetti umani che quelli divini della religione. filosofici e anche poetici) si mescolano. sia pure cattoHca e non certo per un bisogno sentimentale di miti . Anche lui vuole riformare la chiesa cattolica e riformarla dall' intemo. in uno spirito come il suo. Egli è radicalmente panteista. una dottrina. e per questo tende verso una Monarchia teocratica universale.— siila : 137 — e allora egli. ma il suo panteismo ha bisogno di organicità e di concretezza. — . ma la sua posizione religiosa è assai più intera e assai meno complicata. malgrado la forma cattolica ch'essa riveste una dottrina. così come i modernisti di oggi o di ieri. lasciandosi lai'gamente influenzare anche dalla sua passione politica. E l'esigenza teocratica.

Il movimento deistico e illuministico del settecento. che prepara sia le vie alla più recente fase della pure negativamente filosofia religiosa. si getta avidamente sulla realtà. conforme al proprio ideale. lungi dal chiudersi in un ascetismo razionale. impaziente di agire su essa. che non da Bruno. In questa sua singolare posizione è la fecondità che è forse magreligiosa del pensiero campanelliano giore di quella del pensiero bruniano.- 138 . in quanto. — — . . dipende assai più dal Campanella. di modificarla. di trasformarla. sdegnoso delle — forme positive della religione. di cui ha riconosciuto ormai la fondamentale equivalenza ed indifferenza. sia pure violentemente.

104). ch'egli aveva sognata con tanta passione. che è. era rimasta tuttavia viva e palpitante nella sua anima. di cui egli si sentiva chiamato ad essere il re e il sacerdote. La detta congiunzione {Poesie. e in virtù della personale evoluzione spirituale del filosofo riformatore. Campanella non per questo aveva smarrito la sua fede. grado a grado. s' io fuor di periglio sarò. Sviluppo del suo ideale di riforma « Ecco ceder le sètte empie e nefande al primo Senno e. e resta sempre. . La città bellissima. luminosa nel suo fulgore di perfezione. si era di- . la molla animatrice di tutta la sua vita. nuove uno spiccato deismo corrisponde linee. poi che egli non era riuscito a darle vita concreta nella realtà del mondo.VII. viene assumendo. pur rimanendo sostanzialmente immutato. predicherò cose ammirande». tutti i popoli della terra. Anzi. e in seguito allo sviluppo degli eventi. Alla evoluzione del suo primitivo naturalismo verso lo sviluppo del suo ideale di riforma. ma che. e poi. fiducioso che la bontà della causa e la palese perfezione di un siffatto regno di Dio sulla terra avrebbero senz'altro attirato nell'orbita del piccolo nucleo primitivo dapprima i limitrofi. p. Fallito tragicamente l'arditissimo disegno di lepubblica solare ch'egli s'era illuso di poter realizzare di colpo tra i montanari della sua Calabria. fino a costituire la monarchia universale unica.

consacrato al sole.. lo scritto del Croce. tutta bianca e armonica nei suoi sette gironi « nominati dalli sette pianeti ».. con nel mezzo l'altare circolare. C. in cui ogni uomo. Laterza. che è insieme re e pontefice. matematiche. a simbolo della disposizione planetare intorno all'astro maggiore . 469-506).. nella realtà dell'arte. fisiche. circondato da una serie settemplice di lampade perennemente accese. Die Vorlàufer des neueren Sozialismus. se non quello. Poi bisogna che sappia tutte l'arti meccaniche. in tutto il suo rilievo... animata soltanto dall' « amor comune » e retta da un sommo sacerdote. 1895.— 140 — sposto a darle una vdta di bellezza. viventi tutti in una singolare repubblica aristocraticamente comunistica ^). in una terra lontana. d. che sappia bene la radice e prova d'ogni arte e scienza. Stuttgart. Ma più di tutti bisogna che sia Metafisico e Teologo. avendo rinunziato definitivamente a tutti i beni materiali. E l'aveva amorosamente costruita plasticamente. di là dal mare. le similitudini e differenze delle cose. Inìomo al CoT. pp. la possanza sapienza e amor divino e d'ogni cosa e li gradi : •) Circa di il storia del ccmunismo. 191-239. che confuta interamente la concezione affatto opposta del Laeargue [Gesch.. che sa tutte l' istorie delle genti.. in virtù della sua suprema sapienza e saggezza « Però non può essere Sole. valore tutto negativo della Città del Sole nella v. ed inventori di leggi ed arti. e l'aveva animata di una moltitudine di uomini. I. . E tutte le scienze ha da sapere. e che è scelto liberamente tra tutti i cittadini. Diet7. astrologiche. con nel centro il gran tempio solare. puro perciò da quello « amor proprio » che è la radice di tanti mali. e Repubbliche. voi. e riti e sacrifizi. in Materialismo sporico. 1918. Sozialismu^ in « Einzelndai stellungen. munismo pp. la necessità il fato e l'armonia del mondo. vive in una grande famiglia universale. altrimenti concreta.

che tanto sa»^). Giannini. ne tiranno uno. e più onorano il Sole.. dicendo eh' è somma Possanza. Città del Sole. Nulla creatura adorano di latria.. e forse il fine. e d'essi entrambi.. stupisci.. p. V. p. Ciad del Sole.. sommo Amore. confessano. d'essere. restri e marine. 53 e 55. altro che Dio. e 141 — corrispondenze loro con le cose celesti. Paladino. come condizione senza . e luna... né scellerato. terPiù certi siamo noi. 13-14. ir Paladino. e tempi celesti ma non l'adorano... e il niente che è il mancamento : cui non si fa. 1920. pp. che un tanto letterato sa governare. Circa questa pericolosa curiosità. Stanno anche molto curiosi di sapere se queste pene sono eteme o no » ^). che sublimate l' ignoranti. ed. aveva trasfusa tutta intera la sua fede..— dell'enti.. La Città del Sole. e però a lui servono solo sotto l' insegna del sole. non sarà mai crudele. Sia pur tristo in governo il nostro Sole. 56. e sole. Nonché la sua fede astrologica: «E credono essere vero quello che disse Cristo delli segni delle stelle.. a cura di Paladino.. Campanella. eh' è Dìo. Qui ti che adorano Dio in trinità. metafisica e religiosa « Fanno metafisici principii delle cose Tente. *). e statue di Dio. E in questa sognata città. prudentemente eliminata nella redazione del 1637.. ed.. Tengono per cosa certa l'immortalità dell'anima.. da cui procede somma sapienza. Napoli. da cui viene la luce e il calore e ogni altra cosa. r interessantissimo confronto delle varie redaz. sua creatura di poesia. li quali alli stolti non paiono veri. pp. eh' è insegna e volto di Dio. che voi. ma li venirà.. Onorano il sole e le stelle come cose viventi. .. Città del sole. Paladino. *) T. Ma li luoghi delle pene e premi non 1' han per tanto certi ma assai ragionevole pare che siano il cielo e i luoghi sotterranei... xviii.. *) 3) . il fine delle cose. come ladro di notte. Onde aspettano la rinnovazione del secolo.

15 Cenno hihlicg). ed. contro quegli studiosi che la consideravano come un semplice romanzo filosofico e politico. XLIII. ». anche lui. programma ideale *) di quello ch'era stato il suo infelice tentativo rivoluzio-^ nario di Calabria. con immutata fede. Città del sole. da astute riformatore ne disegnò poi un'altra affine nei tratti fondamentali a quella originaria. 220 (Atti « Pontaniana ». la sua liberazione. chiarificando e dimostrando. p. ed. C. 1905) (T. la rinnovazione del mondo anche lui credeva fermissimamente nell'avvento del secolo d'oro. C. 609. ecc. quando scriveva le pagine di questo vivace e colorito opuscolo. Come risulta in modo più che mai evidente. 662 (ristampato poi in Materiansmo sierico. . e passim . sia pure utopistica. 45 della Bibliografia («Giom. (1602) che è (V.uh'bidJiieiite la più vicina al pensiero genuino dell'autore. 1895. e forse dileguare nell' impossibile. . Croce zioni avverse fecero . n. Pontaniana. 52 e 58. Del caràttere di Campanella p. Campanella « Ardi. p. XX. il Croce. aspettava tuttavia ancora. II e n.) e soprattutto il Kvacai. Il primo ad accorgersi del valore biografico della Città del Sole. Anche lui. Nota tradotta e presentata dal socio *) ') . 1890). Intorno al comunismo di T. pp. stor napol.. crit. Vi hanno insistito poi. I. di T. mà. und die Pàdagogik. 1909). Campanella. XX. . e non come l'espressione di una fede. e la sua congiura. ad alcuni ^) Consento pienamente col Kvacala {Intorno ms. Paladino. e appog{Atti Acc. Laterza. voi. Ma poi che aveva visto allontanare sempre più nel tempo. 2) «Le condisempre più fallire la riforma campanelliana ond'egli che dapprima l'aveva concepita in modo radicale. soprattutto dalla prima redaz. fu i' Amabile {Fra T.— 143 — \ che l'età del mondo succedono secondo l'ordine dei pianeti. '). egh aveva compresa 1' assoluta inutilità dell'insistenza nel suo antico disegno e lo era venuto gradatamente modificando ^). C.a (T. giantesi alla Spagna e al Papato ». ma accomodata alla sua nuova situazione. 1913. fino a fare coincidere la . 1918-3 il Felici {Le dottrine ecc. che rivoluzionava tutto da cima a fondo. III p. già esperto di tre durissimi anni di prigionia. e credono che le mutazioni degli assidi ogni mill'anni o mille seicento variano il mondo » *). . ein Befórmer der ausgehenden Renaissance.

se non colui. Ad essere tale. è parsa. La Città del Sole espresse al modo dal suo seno la Monarchia Messiae *).l'eccellente. la mia Bibliografia. Gentile. 53 Sonetto de l' *) i stesso. originariamente unico. Fin qui. al solito. Le discordie. ((^ G. ed.— teocrazia solare con ale della 143 — «). en. a cui l'uomo meno che qualsiasi altro essere può sottrarsi. La nella sua rigidissima intransigenza teocraticoUca. e concentrare in sé il potere spirituale e quello E da Dio emporale.crit. fedele al suo pensiero della unità. Soltanto da questa omissione. 19 Cenno Poesie. Ma vero moil ratteristica della Monarchia Messiae narca del mondo non può essere che il papa. no che amministrare. 98. è assurda perfino gli animali si formano un certo reggimento statale. «. una esplicita simulazione getica. mentre non è che una nuova forma del iuo euitico ideale. attribuendo al più forte tra essi la funzione di capo. -'^iiente? :e chi . e che essi non gli solo virtualmente possiede. I) . Data siffatta necessità. gli scismi. e finalmente — — i «goderanno i filosofi quel stato che d'ottima repubblica han descritto che in terra ancoia mai non s' è trovato» *) *) V. e una certa gerarchia. n. le eresie. cui l'autorità ? Ma una autorità parziale e frammentala. L'anafchia. le occorre essere mica. II. nulla d' immutato e qui è la vera caspetto alla teocrazia solare. soltanto dal ridursi definitivo di tutta Tumanità « in un solo ovile e sotto un solo pastore » Q mondo trarrà finalmente la sua pace. le guerre che dilaniano l'umanità cesseranno di colpo. dice il filosofo. on è vera autorità. se non l'ec. l'unico tutti i so\Tani temporali devano sottomettersi. una teocrazia effettiva ed uniChiesa cattolica. in iito detentori di un potere. egli dice nell'argomentadone fondamentale della Monarchia. p. come si vede. chi sarà il capo dello stato tra gli uomini.

— 144 * * * Grossolana finzione. Che dissigilla invece apertissimamente nelle Iettar e nei memoriali ch'egli dirige appunto in questi ani — . Campanella in « Ma terialismo storico». sommo pontefice della religion naturale ? » Croce.. Il comunismo di T. che oggi li Christiani han li dor dello Spirito Santo gelati.. quando pensi alla sua condizione di condannato d'eresia. fino a che punto. con un ardimento verament ! stupefacente e degno d'ogni ammirazione. E . quasi tutti i biografi. con la furi zione altissima. o al più astuta simulazic degna di essere perdonata ad un uomo che tanto aspi mente era stato percosso dal dolore. Ma bisogna ben ricordare eh nella Monarchia Messiae il Campanella non tratta nef pure menomamente . Laterza. ne e' è chi sappia risolver l'argomenti di questa ecliss *) « Dove il Campanella intendeva fermai'si nella riform degli abusi ?. non sembra quasi un' ironia quest' idea ( un papa razionalista o deista. iqiS^. p. raccostando nell loro mente il papato qual'era nel secolo di Campanellj il secolo del nepotismo e della Inquisizione.la questione storica se cioè. e che tanto arder temente anelava alla liberazione hanno gridato. che par che non oprino.. co — varia voce. anzi qui fortemente sigillata. al Papa e ai cardinali.. 216. e assurda in tanta indegnità. quel papa e quella chiesa ch'eg aveva dinanzi agli occhi fossero degni di realizzai la teocrazia ideale eh' egli sognava ^) ma si limit ad esporre in linee affatto teoriche il suo disegno. ogr sua valutazione della Chiesa contemporanea. cui filosofo lo destinava. eh pure osa condannare con tanta fierezza i mali dell chiesa: «Vedendo.. 1? sciando inespressa.. : .

star. » *).. le carceri. del 13 agosto e del settembre Cenfofanti.. : Dove. vadano alle chiese scalzi e digiunino. 57 e 60. con una nobilissima audacia. 1866.. cur observatis canones favorabiles cum Resinis et Mamatibus. vero rimedio secondo Dio è che tutto il clero. supplicante la liberazione. ed. 26 35. E così si perde la . sancii principes. pp. le linee della sua riforma sono trasportate nell'ambito della chiesa o anzi la chiesa trasportata nell'ambito di quelle. .. di questo voi. V.. e del resto tutti gli altri memoriali e lettere del periodo 1606-1607 (od. 21 a n. Vedi pure il Cenno I. da n. osa scrivere direttamente al papa Qui es tu ut timeas ab homine mattali ? E ai cardinali Sed vos. . ital. nn. o verde o negro. Arch. la mia Bibliografia. le è la differenza tra popoli ecclesiastici e gli altri ? pene. pp. e io trovo lo spirito morto corpo vivo anche in quelH che paiono santi . Dov' fede.di spirito e '1 145 — che e' è tra noi. come : : Memoriali a Paolo V... IO — Tom>HM9 CamfantiU . Dunque tutti caminano per una via e cosi li Principi credono che '1 Papato sia simile al dominio loro e l'obbediscono per servirsi di lui.. e pan plebeo mangino » perchè « non si può far riforma inoltre se lo Clero Romano non si riforma da sé » bisogna governar lo Stato Ecclesiastico di modo. li tormenti. .. 57 a 73) che ripetono tutti le medesime cose. la lettera si tira da ognuno dove vuole. condannato e prigioniero. parte I. rosso o bianco.. 33. et non cum pauperihus : canones vero duros et amaros cum miseris » ? E si « perchè dall'ombre dell'arbor mio chiede giudicano . ed essendo spento lo spirito.. ma non serviamo a Dio. li tributi. si vede. e bevan vino romanesco. e quasi con le stesse parole. non per servire a lui e questo viene perchè noi ci serviamo di Dio. l'angarie son simili per tutto. che ogn'altro popolo l' invidii e desideri star sotto la Chiesa. che è forse superata soltanto da quella onde il filosofo. 245-48 i) i6g6...

p. Nel tono necessariamente umile di questi memoriali. parte II. attraverso l'ossequio formale. in sé medesimo l' . fettamente coerente a se stesso. 1866. pur onorando in mai potere. Parecchi anni prima. e parla da uomo. in cui egli torna con un' insistenza veramente pietosa sulla triste odissea della sua vita. ital. minacciando judicium sine misericordia his. non rista intelligenza e la dottrina sicché. ma che. che. Immutata sostanzialmente la linea della sua concezione teocratica immutato perciò. memoriale al Sommo Pontefice. come quella di chi sappia che a lui. ironia. cui pur si rivolge. qui non fecenmt miseri e ordi ani)) *). che. È che egli. conserva fi erissima la coscienza della sua missione. incompiuta. . ma in nome d'una divina missione. pregando e deprecando. // codice. t. e' è una fierezza. dall'opere mie ? ». e sempre peraltri la nascita e il dall' onorare . altro linguaggio non si addice verso i potenti della terra. nelle sue condizioni. pur tra le iperboliche espressioni di umiltà e devozione di cui riboccano le lettere di questo periodo. pubblicato da Amabile. . 35 e memoiiale al Papa e ai Cardinali del 12 aprile 1607. e dalle parole di nemici. pubblicato dal Centofanti in Ardi. che lo porta a porsi costantemente al disopra di colui. senza data. nello stesso tempo. probabilmente dei primi mesi del '607. l'atteggiamento politico ch'egli assume dinanzi agli eventi. e non dalli frutti. pronti a spiegare ogni cosa col motivo dell'apologetica personale e e' è anche una sottilissima. quasi impercettibile. traspare r intima orgogliosa consapevolezza di sé. p.or. e supplica e implora e scongiura e depreca. TV. lo stimola e lo incalza senza tregua. serie terza. 74. che nel 1597 ritenne Ferrara ^^ *) V. non in nome d'un suo privato meschino interesse o soltanto del e dolce crudo amor di vita» chieda la liberazione..— 146 — di me. che sfugge agli osservatori frettolosi. st. a Cesare d' Este.

che è parsa all'Amabile (sempre portato. Nonché Fiorentino. 254. 249. Sonetto. p. che nel 1606. 91. ad esagerare oltre ogni misura il movente dell'apologetica personale nel Campanella) «un'odiosa ritrattazione». delle Poesie. in condizioni tanto dolorosamente mutate per lui. 4 {Sonetti politici). sostenendo fiera: mente i diritti del papato che promessa eterna. ma fatto più acre e più grave dall'amore ch'egli porta alla di città. determinata dal desiderio d' ingraziarsi il papa ai fini della propria liberazione. ostinatamente si rifiutava a riconoscere la supremazia giurisdizionale del Papa. anzi talvolta proprio a cagione di questa. Annotazione n. Venezia. 77). La ridorma religiosa giudicata dal Campanella (« Giorn. a Venezia. Poesie.— contro al papa ». ') *) A A A 1875. come esaurientemente ha dimostrato il Gentile ^). 3) Venezia. malgrado la Cestire d' Este. onor d' Italia» ^). e invitandolo ad abbandonare « sì stolta tracotanza )\ Circa dieci anni dopo. Poesie. ch'a lei giuri omaggio» '(Tu. ed. Gentile. Cristo a sua sposa. di filos. p. . 286 della sua ediz. nap. ma che invece non è altro. Gentile. P. e lettere ». ed. il Campanella si rivolge con lo stesso tono. e che ora non esita a di chiamare «nave Caronte» «eh' a la sponda tartarea guidi nell'eterno danno tante alme tristi che piangendo vanno la sua brama d'un obolo profonda» ^). p. 147 — egli si era rivolto. che l'ePalinodia. Gentile. ed. *) V. p. pia nepote Roma. che avea cantata «Maraviglia del mondo. Sonetto di palinodia. del retaggio del mondo tutto. sua grande scrupolosità di documentatore. chi t'opponi alla fé' ^).

così appassionatamente accorata: «Odo Venezia. ch'a pochi martiri cedo di tormenti. cui proprio in quel tempo egli dava forma si- stematica nella Monarchia Messiae. ') Laudi che ho dato a Venezia. Chiuso nella fossa. fiore verti ch'ora io ti contra le tue viscere. di coscienza buona. 246 di questo voi. 61 {« Giorn. che nel papato si serba (altrimenti saria tutta schiava de' forastieri. tu getti il Vangelo. *) »>. il filosofo aveva tuttavia sentito « murmurar dal barbiere e soldati » del conflitto giurisdizionale tra Paolo V e Venezia. 25). n. ma a tutti. il quale in tutta la vita mia m'afflisse con guai indicibili.. ed. la glo- ria verginale» Ma di siffatte affermazioni siffatte lotte puramente teoriche di combattute a pie fermo nella soffocante . e il I. Io son tuo geloso innamorato castissimamente. pp. delle varie vicende della contesa.. Cenno V. della scomunica papale e non aveva potuto far a meno di prender posizione idealmente nella lotta. *). 251-252. p.. e converti la tua forza d* Italia.— 148 — spressione del suo intimo convincimento politico-teocratico. odo bene come ti sdegni meco l'antidoto del Guai a queir infermo. lanciando contro Venezia la bellissima invettiva degli Antiveneii *). Dunque avdico il vero. Gentile. ecc. eh' è l'onore . n. Poesie. e perdi. la mia Bibliografia. tu disarmi il leone. come son l'altre sue membra). : ! ! verginale illustrissimo. e tanto amo Venezia. crit. a cui l'antituo male son io doto aggiunge infermità Tu non mi conosci. Pur sappi eh' io tanto amo la gloria d* Italia. Tu ti spogli dell'ale. non t'avvedendo. Sappi eh' io non parlo per mio interesse né per amicizia e amore del clero. II. .

Senza dubbio. da poter diventare veramente cattolica. operoso. e assimta a tanta potenza religiosa e politica. comunque interessata. Non bisogna dimenticare che nell'orientamento spiccatamente deistico che il suo naturaUsmo religioso è venuto assumendo in lui in questi anni. meglio che nella chiesa imiversale per eccellenza ? — — . E a quale di queste potrebbe egli accostarsi. alla conciliazione cui egli mira e alla della parola. febbrilmente avido di azione. se non al cattolicesimo ? E in quaJe altra istituzione storica la sua teocrazia imi versale potrebbe inquadrarsi.— 149 — inazione della sua vita di recluso. data la sua repugnanza al protestantesimo. irrequieto. e nella sua intima convinzione che la salvezza del miondo fosse effettivamente riposta nella teocrazia universale. le opere ch'egli scrive in questo periodo. in tutto il senso : . ma a quello della chiesa cattolica di una chiesa. che in realtà ha le sue radici nella antica irreducibile avversione sua al protestantesimo. intimamente e profondamente riformata. uno spirito come il Campanella. e le lettere e i memoriali che egli dirige al papa e ai cardinali contengono espressioni di una così avanzata ortodossia. Programma ideale che può parer nuovo. Alla MojiarcJna Messiae e agli Ajitiveneti egli fremeva di far corrispondere un'azione pratica. che non possono non stupire chiunque pensi ch'egli è pur sempre il filosofo intimamente distaccato dalla filosofia della chiesa. non poteva appagarsi. e il frate ribelle alla sua gerarchia. conforme alla sua modificata concezione teocratica ormai non più egli sognava di convertire il mondo al vangelo della città solare. ma razionalizzazione teorica del cristianesimo non può corrispondere altro che un avvicinamento concreto e sia pure non senza intime intenzioni riformatrici alle forme storiche e positive del cristianesimo. s' intende. Il suo ideale di riforma si era venuto anch'esso modificando. Ma non si tratta di una pura e semplice finzione.


150

Certo, egli sognava una teocrazia cattolica affatto nel suo spirito possentemente singolare. Il sogno fantastico, e insofferente quanto altri mai d'ogni giogo di riflessione critica, nel suo spirito, in cui il già quasi

decennale isolamento aveva ulteriormente indebolita
la possibilità, già tenue in lui, di valutare Y ideale alla stregua della realtà, e di misurare la distanza che passa

veniva assumendo linee tra un'utopia e un'azione ogni cosa gli si gonfiava in imagini mirabolanti o catastrofiche, o, comunque, straordinarie. Nel quadro di questa riforma, la figura di lui conservava una posizione tuttora centrale e predominante. Liberato dal carcere, egli avrebbe miracolosamente convertiti al cattolicesimo tutti quelli che avesse toccati col a Roma, in un mese, tutti fascino della sua parola i protestanti francesi e tedeschi che vi si trovassero (si aperiam o$ Romae per menses, videhis coelum novum ac terram novam, et ah aquilone et ah Austro confluxum ad Fideni catholicam, come scrive enfaticamente allo Sdoppio) ^) in Germania, in dieci giorni, due grandi principi protestanti, impegnandosi a tornar con oltre gli ambasciatori loro al papa entro pochi mesi r Europa, in rapidi viaggi trionfali, tutta la terra « li Gentili dell' Indie Orientali e Occidentali )>, gli Ebrei, i Persiani, i Mori. Ed è probabile ch'egli stesso non si chiedesse nemmeno con chiarezza, chi, una volta instaurato Vumim ovile, ne sarebbe stato il peistor, e che non esitasse ad attribuire ancora a sé medesimo, invece che al papa, l'ufficio supremo. Certo, la sua esaltazione era estrema come nulla, egli sconfinava da proposte attendibili e quasi concrete in enfatiche
singolari
;
:

;

;

:

:

racoloso,

promesse mirabolanti i limiti tra il naturale e il mil'umano e il diabolico ancora gli si confon;

*)

Frammento
p.

di lettera

allo

Sdoppio (Amabile,

//

co-

dice,

41).


devano ad ogni
istante.

151


«
il

Anche qui

soprannaturale
;

e sotto varie forme, tendeva a reinvadere il campo forse egli stesso ancora sinceramente credeva nelle proprie possibilità taumaturgiche. Non si può, a voler, intendere un siffatto stato d'anima e a volersene rendere ragione, misurarlo con ruevidente mile metro della nostra vita quotidiana. che in tal caso non resta altra alternativa che fare del filosofo un folle, o un simulatore (volgare o no che dal carcere, si sia), un uomo che, pur di Hberarsi campione di ortodossia ; eretico egh stesso finge e, intimamente incredulo, capace di miracoli. Ed è la via, che più o meno, han seguito quasi sempre i biografi campaneUiani. Né si può, del pari, giudicare il

È

suo ideale di riforma alla stregua d'un criterio di riè evidente che in tal caso gida oerenza filosofica un così violento ardore di propaganda cattoUca da parte d'un deista, che deve mettere su uno stesso piano tutte le varie religioni positive, ed essere intimamente^ indifferente a tutto ciò che ciascuna di esse ha di specifico e di particolare, è assurdo. Ma non bisogna dimenticare ne la singolare anima del filosofo, né il singolare colore del suo deismo. Già fin dai tempi della congiura di Calabria, pur nel periodo di più accesa propaganda eliaca, e poi, sempre, più tardi, tra le strette dei processi e le sofferenze del carcere, il tono fondamentale della sua anima ci si é rivelato il suo intenso e radicale egocentrismo. Allora come ora, l' interesse supremo é per lui non tanto il fine della sua missione, quanto lo sviluppo di essa il suo stato d'anima é, e resta sempre, pur nella esuberanza della varia passione che lo anima e lo trascina, essenzialmente estetico. Più che altro egh desidera la lotta per la lotta, la propaganda per la propaganda, per se stesso, per avere quasi una riprova del proprio potere d'azione sulle anime. Il fine gli è quasi indifferente tanto che spesso svanisce di;
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nanzi
luce.

152

al suo spirito, esaltato nel nimbo della sua stessa Chiuso e rigorosamente segregato nella orribile fossa di S. Elmo, soffre, non tanto della mancata realizzazione del suo disegno, quanto della inazione dell' isolamento, a cui ora lo si condanna. Isolato al punto da non vedere mai « persona viva », come farà egli, così ansioso di suggestionare gli spiriti, di trascinare le folle, a consumare la sua misera vita ? Miriftce me angit, scrive allo Scioppio nella prima lettera che noi conserviamo del loro carteggio, quod aspectus denegatur tmis ^). Lasciatemi venire a Roma, scrive al Papa e ai Cardinali, anche sottoponendomi alla prova del fuoco, se mentisco. E accoratamente rievoca il tempo quando « villas et castellas peramhulaham, turbas homines ante me obstupescens videham quaerentes remedia suis infirmatibus, et pecorum et boum. Ego iunc juxta fidem illorum, valde pavidtis ob scelera me a, singulis ex medicinae arcanis medelas tribuebam. Reomnes, latidantes Deum)) ^). E. impossivertebantur bilitato ad uscire dall'angustissima fossa, sogna tut-

tavia di percorrere in rapidi viaggi trionfah, tutta la terra tutto preso nella visione radiosa e magnifica, anche se assurda, di una lotta vittoriosa contro i « figli delle tenebre », dovunque essi si annidino, dentro o fuori del grembo della Chiesa in uno scatto di fiera protesta contro quella società contemporanea, mercantile nell'anima, che, intimamente irreligiosa, traffica cose di rehgione dentro e fuori della Chiesa, e le sfrutta per fini temporali di lucro e di utiHtà terrena; quella società, fatta di uomini che ncque Calvino, neque Papae credunt, sed propriis lucris ^) ma che egli sogna tuttavia di pò;
; ;

*) Ex Campanella^ Epistola ad Scioppium, pubbl. dal Centofanti, Arch. stor. ital, 1866 s. Ili, t. IV, parte i, p. 17. •) Ex Campanetlae ecc. Ibidem. (Centofanti) p. 19. ') Lettera allo Scioppio, proemiale all' Atheismus (Amabile, Fra T. C, ne' Cast. », II, p. 58),


ter
:

153

accendere con la scintilla di una fede ardente e violenta, pur che la predicazione sia infiammata e piira Si in marsupio et gloriola tìiesaurizahimus fidem ìpulorum, titì facilini concionatores nostri, erimus de>es et derisi a Deo et ah hominihus, et nihil proficie.

-

1).

il lungo isolamento, V intensa febbre inteesasperata continua tensione della sua anima verso se stesso, lo hanno portato ad una smisurata esagerazione delle proprie possibilità. è in lui non soltanto un' innegabile accentuazione ortodossa, stranamente commista con la sostanza stessa, affatto eterodossa, della sua fede di riformatore ma anche la singolare esagerazione di uno sguardo che, a furia di fissar sempre un punto solo, lo vede ingrandirsi smisuratamente, senza più limiti in nessun senso. E quanto al suo deismo, non bisogna dimenticare quanto esso è impregnato di teocrazia o meglio completamente inserito, malgrado le inevitabili contraddizioni, di cui sarebbe ingenuo stupire in un pensatore come il Campanella, nel quadro di una radicale teocrazia cattohca. Forse, se qualcosa v' è, oltre il bisogno estetico di affermazione ed espansione della propria esuberante individualità, nello spirito di propaganda del Campanella, questa è proprio il pensiero che, in ogni modo, la sua propaganda possa essere un mezzo per realizzare la sua teocrazia, nella quale e senza dubbio questa volta egli fermissimamente crede.

Inoltre

riore, la

C
;

;

*

*

di

Colui che stabilì o almeno si illuse da principio poter stabilire, che, quanto a riuscirvi, la cosa ri-

')

Lettera allo Sdoppio del 6 maggio
[Arch.
stot
.

1607,
Ili,
t.

pubblicata
IV, p.
iii,

dal

Centofanti

ital.'\

1866,

s.

p.87.

154


un punto di con chiese tempo e fatica grandissima tatto tra l'ardore antiprotestante del Campanella e h corrente della controriforma cattolica, fu lo Scioppio Venuto in Italia fin dal 1598 e convertitosi al Cattolicesimo, lo Scioppio, uomo di varia cultura, erudite soprattutto in questioni letterarie, polemista violento, in religione fanatico, non aveva tardato a divenire uno dei capi di quella vivace corrente di reazione al protestantesimo, che ormai si andava, e non senza l'opera assidua e tenace dei Gesuiti, sempre più ingrossando. Invogliato a leggere le opere del Campanella, forse dal Pflug, forse anche dal telesiano Antonio Persio, lo Scioppio era rimasto colpito dalla varietà e profondità di cultura ch'esse rivelavano, e aveva subito veduto nell'autore del Dialogo contro Luterani e Calvinisti un possibile strenuo campione della controriforma ^). Era venuto a Napoli *), e aveva ten[Le varie redazioni del De sensu rerum) e (r. e. und Ferdinand II) hanno dimostrato come non sia il caso di congetturare, come aveva fatto l'Amabile, altri meno nobili motivi all' avvicinamento dello Scioppio al Campanella, come p. es. il proposito deliberato di carpirgli i frutti della sua intelligenza, appropriandosi indebitamente delle opere di lui. 1/ Amabile nel giudizio delle tanto discusse relazioni del filosofo con lo Scioppio, si era attenuto esclusivamente alle lettere del Campanella, alcune molto aspre, e forse ingiuste, scritte quando, dopo qualche anno, il prigioniero, avendo visto fallire miseramente anche questa speranza di liberazione, aveva dubitato della buona fede dell'amico.
*)

Il

Gentile

il

KvAcALA

2) Ma spontaneamente, come ha dimostrato l' Amabile, non per incarico del pontefice, come lungamente (Baldacchini, D'Ancona ecc.) si eia creduto, sulla fede di un accenno del Syntagma : [cum venit missus a Paulo V, summo Pontifice,

e

meam

tractaturus libertatem

»

Syntagma,
:

art.

Ili,

ed. Crenius,
est

p. 182).

Anche

il

Cyprianus dice

Anno MDCVIII missus

Caspar Scioppius a Paulo
liberaret))

V

tur

grafia,

cap. — recentemente scoperto dal loi) — nella sua
{Vita,
I,

25).

Neapolim, itt vinculis nostrum, Vero è che anche il Reminiscen^

Kvacala

(V. la

mia

Biblio-

n.

Gregoiio

XV

dedica a Urbano VIII, e Paolo V, attribuisce a quest'ultimo le seguenti
triplice


tato, pare
filosofo

155


tristi, e,

inutilmente, di vederlo.

erano in quel tempo assai
si

Le condizioni quanto

del
alla

Né l'autorità viceera degnata di accogliere le sue proteste per la ormai illegale detenzione, nò l'autorità ecclesiastica aveva voluto riconoscere l' inumana asprezza del carcere il Nunzio e il vescovo di Caserta avevano accondisceso finalmente, verso l'autunno del '605, a visitarlo, ma, non essendo entrati nella fossa, donde invece il Campanella era stato tratto in quel momento per esser portato alla loro presenza, l'avevan giudicata buona « nel modo ch'ogni sepoltura par buona di fuori » e quanto alle promesse, ai racconti straordinari, alle profezie del filosofo, il Nunzio gli aveva risposto ch'egli « era poco humile » e Monsignor di Caserta ch'egli si proponeva di « far miracoli falsi per scampare o allungar la vita ». E, tornati l'uno e l'altro alle proprie occupazioni, non se n'erano dati pensiero più che tanto. Il papa, cui egli si era rivolto direttamente l'anno seguente, annunziandogli di aver avuto, in una visione profetica, gravi rivelazioni circa Venezia, e comunicandogliene soltanto una parte (« certo Venezia caderà »), « serbando il resto che è assaissimo, a suo tempo e luogo », cioè quando il papa lo avesse fatto tradurre alla sua presenza, non si era lasciato sedurre dalle promesse, più che non si fosse lasciato commuovere dai supplicanti memoriali del povero domenicano. 11 quale continuava perciò a soffrire, e quasi disperatamente, una così dura segregazione, che lo Scioppio,
possibilità di liberazione, disperate.

regale

:

;

parole, rivolte allo Scioppio « Vi doniamo licenza di trattar la libertà di questo frate » (V. Campanellas Widmiing an sei ner Schrift Ouod reminiscentur^ in Kvacala, T. C. ein Refornier, pp. 152-154). queste parole, che, del resto, non rappresentano un vero e proprio incarico, potrebbero anche, per gì' innegabili motivi apologetici del Retnmiscentur essere frutto di una lieve alterazione o esagerazione delle intenzioni
:

:

Ma

,

'iel

Papa.

Scrini vari. II.-156personaggio tuttavia infliientissimo. poco più tardi. la Monarchia Messiae. Pubblicato dal Berti in Nuovi documenti su Tornm. 25 e segg. 1881. medico risulta dal carteggio del Fabri. all' Imperatore. p. 1892. voi. a documentare l'ortodossia religiosa e politica del filosofo il Senso delle cose e la Filosofia epilogistica a provarne la dottrina nonché molti memoriali al papa. di cui egli avrebbe frattanto curato la pubblicazione. *) La maggior parte di queste opere gli fu veramente spedita. se non a dirittura il consenso. Camp. vòlti tutti a illustrare la . ai Cardinali. •) V. . per questi memoriali i num. me- diante la presentazione delle principali opere di lui. amico al Persio e allo Scioppio. alla quale egli partecipava come inviato del papa. . il Dialogo contro i Luterani. di Roma. tutti ferventi di zelo antiprote: stante.. avrebbe procurato di interessare gli Arciduchi e V Imperatore medesimo. dell' Amabile. altro tedesco. non era pure riuscito a vederlo di persona durante il suo mese di soggiorno in Napoli ^). gli Antiveneti. quale vigorosa tempra di pensatore. 263. lo Sdoppio portava con sé *) V Atheismus triumphatus. agli Arciduchi ^). prefetto dell'Orto Vaticano. alle sorti del povero filosofo. dopo un mese di permanenza in questa città. rivelando. naturalista. Ripartendo da Napoli il ly maggio del 1607. i Discorsi ai Principi e la Monarchia di Spagna. ve' Castelli ecc. voi. al re di Spagna. e a concretare tutto un piano d'azione tornando in Germania. e con parecchie correzioni. ristampato in Berti. doc. 107 e segg. 57-73 della mia Biblio|) Come e . Fra Tomm. per la dieta di Ratisbona. Lorna. Torino.. Ma certamente era riuscito a corrispondere epistolarmente con lui. e quale possibile campione della controriforma si celasse nel povero prigioniero. a Roma. II. e anche lui protettore del Campanella. Camp. languente in carcere pel tenace malvolere di Spagna e per l'acquiescenza. p.

». come inviato del Papa alla Dieta. 27). mostrandogli soltanto gli Antiveneti . Ciotti. nelle ulteriori tappe del suo viaggio. Fabri. ma anche molti sicché in quei mesi. nonché i num. o perchè timoroso che una liberazione dal carcere di Napoli ad opera della S. appena lo seppe in possesso di un libro scandalosum. e lo sottopose anche ad : _ arresto e perquisizione. . doc. C. precludendogli in tal modo appunto quella possibilità di apostolato religioso e d' insegnamento scientifico su cui lo Scioppio fondava non ne parlò al papa. la illegalità della sua detenzione. II. p. contumeliosum. Cfr. nn. della Filosofia epilo. già a priori insospettito verso lo Scioppio. una larga corrente di simpatia e di ammirazione si venne creando verso il Pro- — . lo Scioppio o perchè dubbioso della buona accoglienza del papa. che.— 157 — — pietosa condizione del prigioniero. si allarmò. Passando per Roma. sopratpersonaggi altolocati tutto per opera di questi tedeschi. al ben noto libraio Gio.?istica. del Senso delle cose. il Cenno I. 74-76 e 79-81 per alcuni opuscoli epistolari diretti dal Campanella allo Scioppio. meteo. e in Venezia. in data 7 ottobre •) Lettera dello Scioppio al 1607 (Amabile. grafia («Giorn. no. Ma non mancò d' interessarne con fervore non solo il gruppo dei suoi più fidi amici. II). ne' Castelli. Ufficio. quique populum veneiiim ai rehellionem commovere qneat *) come gli Antiveneti. dal che nacquero vivaci rimostranze del ConsigHo dei Dieci. aspramente inchiodato al suo Caucaso napoletano. Fra T. ch'egli si sentiva capace di esplicare in tutti i campi. 21-33. Intanto lo Scioppio. quelli delVAtlieismiis. Sede avrebbe necessaxiamente gettato il Campanella nelle prigioni del S. Batt. le maravigliose possibilità d'azione. intavolava trattative per la stampa delle opere campanelliane lasciava a Bologna i manoscritti della Monarchia Messiae e dei Discorsi. crit. come il Fabri.

Parve dapprima che le cose prendessero una buona piega nel gennaio '608 lo Scioppio riuscì ad ottenere dall'arciduca Ferdinando una lettera di raccomandazione al Viceré. fecero sì che un notevole r imperatore Ma *) Lettera dello Scioppio al Fabii. ordinando il trasferimento del prigioniero da S. perchè volesse concedere almeno una mitigazione della pena. . pur di ottenere il suo intento sottrarre il -filosofo dal carcere e tenerlo con sé almeno un anno in una sua villa. Trento ebbe frequenti colloqui col Fugger circa la possibilità di liberazione del Campanella. Il Fugger. di cui si disse esplicitamente che adeo insaniae processisse. per ottenere l'evasione del filo- A : E il Fugger aderì. . che ormai per questa via la liberazione era impossibile. Probabilmente lo Scioppio medesimo in questi colloqui lo esortò a tentare la via di corrompere i Segretari viceregali di Napoli. ipse sex tiaheat *). ed era disposto a profondere anche una somma cospicua. dopo qualche tempo un suo inviato speciale a Napoli ma invano. 46. p. non mancò d' intesofo. doc. tra cui non ultima le voci diffuse da antichi compagni di carcere circa le convinzioni eretiche e gli atteggiamenti messianici del Campanella. lo Scioppio potè proseguire tranquillamente il suo viaggio.-158Liberatosi da questo incidente. ne' Castelli. Cristiano di Anhalt e a dirittura V Imperatore. Fra T. 17 marzo 1609 (Amabile. 153. ut se a Beo novum orbis legislatorerlt electum putet. già da qualche anno aveva messo gli occhi su lui come possibile maestro. ressarne MassimiHano di Baviera. Elmo nel Castello dell'Ovo. C. TI. da Ratisbona. neque Christum ipsum sibi postponere formidet. Mentre : stesso si mostrò sulle prime ben disposto. avido di cultura e impressionato della larga fama del Campanella. ricchissimo mercante di Augusta. Giunto finalmente a Ratisbona. quod Christus quinque tantum planetas in ascendente habuerit. poi parecchie cause. mandando. in un carcere meno duro.

e che è bene altresì desiare. virilmente.— solo verso itori. *) all' Edita dal Berti in Nuovi docitmenii ecc. . come pur da taluni è stato fatto. con l'animo di chi non non considerarla altiimenti che come una realtà indeprecabile. malgrado i sospetti e le accuse del Campanella. totus ad Deum confugias. e che certo non ha bisogno dei molli ufemismi e dei veli pietosi che si userebbero con una emminetta. almeno ancora per qualtempo. eique omnem voluntatem tuam resis. Ma il Campanella. Tuttavia lo Scioppio non disperò ancora e. cupias et t's dissolvi. doveva fm dal 1607 aver scritto ripetutamente allo Scioppio. che non può non stupire per l'asprezza del tono. il 159 — i spirito di diffidenza si diffondesse filosofo. perchè questi giungesse tino a scrivergli da Ratisbona quella lettera del febbraio 1608 ^). et si te diiitius nobìscum esse non vult. li. con hmga insistenza. » . 35. Qui è un cat^ico. e . a 3arer mio. Fra T. ne' Castelli. che parla della morte. di cui 1' niplet amente. bisogna. Amabile. per la cruda franchezza con cui conclude Nihil tamen sperare te iubeo : potiusque auctor siim ut quum hifmana :onsilia et media paene omnia exhausta sint. a un filosofo.. sulla quale anzi è bene fissare gli occhi "'fidamente e serenamente. esasperato dalla ango)sa attesa ed inasprito dal non veder pubblicare abito le opere che gli aveva affidate. p. continuò ad adoperarsi in suo favore. guardarsi dal considerare con sguardo roppo modemO. C. che più d'ogni litro dev'essere in grado di apprezzare il valore della ita e della morte. già citati. ' : . e troppo annebbiato di sentimentaismi. per la ostentazione di tutto quanto egli ha già fatto per lui. 125. per altro. ma a poco a poco non Imperatore si disinteressò suoi troppo zelanti anche verso . Franchezza che. in quanto cominciamento d'una più vera vita ne parla. doc.

II. C. quoniam multi acceptis libris meis transcribentes ex his lìbros suos. i manoscritti. 1 63). bisogna guardarsi dal giudicare Sdoppio e Campanella.. silettera proemiale cut me Deus Ubi. Le varie redazioni ! del De sensu rerum. — — : i quam sua. al-. calcolo utilitario appropriazione delle opere del filosofo. ne' Cast. coi'i in un periodo pensa l'Amabile sebbene certo oggi di tempo in cui siffatti sospetti per lo meno non si mapuò sembrar strano nifesterebbero così apertamente Propterea rogo te ne sis mihi ac Ubi dedeco: il leggere abutunir et oneri. Lettera del Campanella allo Scioppio. e Kvacala. doc. 1908. possono essere semplicemente lo sfogo amaro d'un uomo che aveva ben potuto sperimentare la simulazione e la dissimulazione degli uomini. Le parole del filosofo allo Sdoppio de: <i Tihique nieos commendo lihros.— Come le relazioni tra lo i6o — il d'altra parte. Il. *) 1906. sebbene diverso. e soltanto per dura necessità. da parte dello Sdoppio e raggiungimento della libertà a qualunque costo da parte del Campanella^ il quale perciò sarebbe stato (come vuole p. quam 7' pina fortunarum honoris et quodcumque aliud faciw *) V.. deluso nella sua ardente speranza di libertà ^). ut caeteri ^). Napoli. prendendd alla lettera le espressioni di vivace. Wien. circa questo punto e circa T atteggiamento assunto a questo riguardo dall'Amabile. Né bisogna imaginare questa amicizia come determinata unicamente da un bilaterale. T. . p. 184. Hoc enim furtum et est deterius. Gentile.. l'Amabile) fin dal primo momento diffidente verso l'amico. et vendentes aliena ta: : i . Fra T. e forse ingiusto^ risentimento del povero prigioniero. es. proemiale VAtheismus iriumphatus (Amabile. senza essere l'espressione di un preciso sospetto e di una deci diffidenza da parte del filosofo verso l'amico. si forte non simulas. consegnati i su : . C. und Ferd. . e gli avrebbe a malincuore.

strappare e disperdere quasi tutti i suoi libri.. che doveva apparirgli un amaro destino incombente. sulla amarissima sua vita e la sua quasi morbosa preoccupazione a questo riguardo. non quia id abs te timeam. ne' Cast. Ma non bisogna dimenticare la condizione specialissima del filosofo. 153. la restituzione dei manoscritti. per ima ragione o per l'altra. sed ut intelligas. II — Tommaso Campatiella . che in tal modo si sanoscritti *) Lettera del Campanella allo Scioppio. . Del Campanella lo Scioppio si occupò con gran fervore durante tutto il '607 e il '608. et corporis. in data 17 marzo 1609 (Amabili:. doc. *) Lettera dello Scioppio al Fabri. Verso il '609 soltanto. C. Amabile.— qiwniam non i6i — filii siibripnintur. p. quihus te fraudibiis circumventurus est Abaddon Deus niger seculi huiiis. che aveva dato del supplizio . in seguito alle rivelazioni circa il passato eretico del filosofo. ma anche del recupero dei ma- campanelliani qiios sacrilegus ille (il Ciotti) neque imprimere postea. Fra T. 184. C. doc. II. che dovettero fortemente impressionare il suo animo di cattolico duramente intransigente (era ben sempre l'uomo. man mano che li aveva composti onde quel suo affannarsi a ricomporli sempre. riuscendo ad ottenere dal libraio infedele. quanto più gli sfuggivano. Ma ancora fino allora non aveva desistito dall'occuparsi non solo delle pratiche di liberazione. sed animae sane perennes *). quasi per vincere questo. p. : del Bnmo il ben noto giudizio della lettera a Rittershausen !) la sua premura si rallentò. insieme con tutte le altre miserie.. ne' Casi. e consigliando ripetutamente il filosofo di tradurre in latino le sue opere. che durante tutta la sua vita si era visto continuamente. 45). II. ncque rcstituere voluerit *). mediante r intervento dello stesso arciduca. 64. Proemiale dìiì'Atheismus iriumphatits. Fra T. espressa esplicitamente nelle parole che chiudono la lettera Ecce praedixi Uhi. qui timet a donis Dei in me.

nihìl de me erga se affectione dulitei. Cui mandato nisi paream. quam pcnculosum ei sii. Parole che possono anche esser condannate senz'altro come una cinica mancanza di fede d'amico. che gli aveva quasi fatto velo alla sua coscienza. dà pienamente ragione di tutto il suo atteggiamento verso il filosofo. pur veementemente cattolica. che lo pose in una — situazione di conflitto interiore tra la voce dell'amicizia e quella dello zelo religioso.. qui aliutide dependeui. 'iieque quicquam profeci. Certo. C. 102 — rebbe più facilmente riusciti a stampare fuori d' Itadove r ingerenza grandissima dei Gesuiti nelle tipografie rendeva a dirittura impossibile la stampa di opere di un eretico come il Campanella.e causam eius agam. 53). p. qualche anno dopo.. ne' Cast. se si deve prestar fede a una lettera del Fabri che scriveva il 12 marzo 1610 « Del Campanella siamo restati d'accordo il S. Amabile. ne* Cast. V. lo Scioppio al Fabii. 49. verso il '6 io il suo disinteresse pel filosofo non solo era pieno. e che chi lo cavasse di questo stato forse farebbe danno al pubblico e al privato » *).^"^ Scioppio ed io che sta bene dove sta. scriveva. sed meas quoque rationes penissime perdidero (V. eius ne^ctiis se admiscere quem Papa et Inquisiiio minime amant. e del successivo suo intiepidimento.— lia. qualora si voglia non tener conto della coscienza religiosa dello Scioppio. II. e che lo portò alla fine a sacrificare quella a questo. ma anche intinto di amarezza e di sdegno. . ') *) doc. La quale. Ah Inquistticne mihi dtseriim interdictum est r. Feci prò eo fere plus quam potiti. Se i] Campanella sapesse. invece. Fra T. p. 163. e del primo fervore d'amicizia. II. 178. C. non solum ipsi nihil profvero. dovuto al ridestarsi cer: — tamente acuito da rigorose ingiunzioni della Inquisizione 2) di quella coscienza. Fra T.

K di novi sistemi. ne' Cadutagli dall'animo la speranza di liberazione. nove stelle. La difesa di Galileo Queste novità di verità antiche mondi. Commissa divenuto Nunzio nell'aprile del '610. come si vede. ') rio dell' Inquisizione. A un breve periodo di respiro.. a. e più che mai l'attività magistrale segregato. p. 165). Galilei (Amab. (dove era stato trasferito fin dall'aprile del '608) la vita gli era ormai quasi tanto amara quanto nella fossa di S. son principio di secol novo». C. : — . II. per richiesta del nuovo Nunzio ^). il filosofo si abbattè in un più amaro dolore. Cast. Elmo. Mons. per riceverne vere e proprie lezioni era successo un periodo di rinnovato rigore interdettogli ogni contatto con l'esterno. . vescovo di Caserta. che gli era sembrata per un momento tanto vicina a tradursi in realtà. e più lo opprimeva il senso della inanità di ogni suo tentativo di liberazione.. e ammiratori delle sue opere. Diodato Gentile. Già oltre un decennio di rigorosa prigionia gli gravava sull'anima. novi nove nationi etc. Anche nel Castello dell' Ovo.vili. assai larga tanto larga che sotto questo nome erano potuti giungere fino a lui pur — . anche uomini ansiosi di cultura. Leti. Fra T. in cui gli era stato concesso di ricevere visite di religiosi e anche di « persone spirituali » dicitura.

e il Senso delle cose e la Realis philosophia ch'egli aveva ricomposte in quegli anni. in alias commi- pendi . 37 e Bibl. a. ma insieme calda e implorante. da me già ricordate) e quello dei '609 Memoriale e Promesse del Padre fra Tommaso Campanella al Papa al Imperatore e al Re per la sua debita libertà. crii. n. 88 (« Giorn. a due rigorose perquisizioni. la mia Bibliografia. 2) ^). n. n. Il gemito di dolore ch'egli esprime con lacerante insistenza nel Memoriale al Papa e al Re del 161 1 ^) è più un lamento di disperazione che un grido di protesta. edito dal Kvacala {Ueber die Genese etc. : . n. così meschinamente per fraude d'altri rinchiuso nelle criminali carceri horrendi in mano di crudele et amara gente non più grida fieramente . ma umilmente si di- Nella primavera-estate del 1610 e nel maggio del 161 1. V.— nel 164 — gli modo prescritto dal S.ciit. si erano salvate per miracolo. p. e di contrizione. n. 39). 85. a circa un anno di distanza ^). specialmente astronomici e astrologici. Il tono di fiera protesta. alta e dignitosa. 250 di questo voi. pur tra le pili calde implorazioni. V. ch'egli aveva. II eil Cenno 1. TI) e il Cenno I. e non dalle parole di nemici e d' interessati ^) » ^) . sottoposto due volte. p. 9). scoperto dal Kvacala. « ab operibus eorum cognoscelis eos. )^ . ^') Memoriale del 1609. si allenta e si abbandona qui in una pacata espressione di dolore senza speranza. Cenno I. tra i quali V importantissima seconda redazione della Metafisica (la Medicina ^). 38. Bibliografi a n. che puol'essere utilissimo alla repubblica Christiana. Giorn. ch'egli aveva composta. avendole egli già consegnate ai suoi scolari) il Campanella dovette vedersi ormai disperato. che egli studiava in quel tempo e parte dei suoi manoscritti. che gli strapparono tutti i libri. 3) Y. Non più egli protesta che '<non deve morire un huomo. ^) Quelli del '606 e '607 (le cosiddette lettere edite dal Centofanti. serbato costantemente nei memoriali precedenti *). 86 (e Giornale critico ». Uffizio per modo cioè quod facuUatem non haleant eretici.

passioni e azioni. p. 252. con le passioni degli astri. ferro.. Pomin : ba.. portando una nuova conferma e sia pure non filosoficamente. Quapropter septies de faucihus mortis ereptns certissime et millies in die ah in: certa. Unico conforto alla accorata tristezza di questo desolato dolore. V intelligenza... cccxxx appendice al suo Discoi so Della vita e delle opere di T. Torino. col movimento. attrazioni e repulsioni. crit. I. Mentre egli si sprofondava nello studio delle opere del Cardano e dei maggiori occultisti orientali. Memoriale al Papa. p) V. piccolo singolarissimo trattato.. le sue soUtudini. e scriveva ^ì Astrologicorum '^). mentre ogni umana cosa. ma già amate e tentatrici. la meditazione dei massimi problemi astrologici e astronomici veniva a popolare di visioni fantastiche e di ancora confuse.-i65chiara miserrimus peccator. che circola in tutti gii scritti del filosofo.. intuizioni scientifiche nuove. le amicizie. tenebris. 1854. dalla minima alla massima il sesso. irto di oscuri calcoli e simboli più o meno cabalistici. premesso alla sua edizione delle Opere di 2\ C. p.. nuditate. ma fantasticamente intesa della profonda concezione. fecit Dens^ ut omnia aerumnarn77i genera pertransirem. ». nam ego fui flagellaiiis tota die. Cenno la mia Bibliografia. ma in cui gli astri vivono una vita vivacemente antropomorfica.. 43. descritti come sono nelle loro amicizie. la bontà vien posta in relazione con la vita. et castigatio mea in matiitinis . sed non de illorum numero qui in labore ìwminum non sunt. n. et Vicarii ejus capitis Ecclesiae Principum chrisiianorum *). II) e . mine recurro ad misericordiam judicis vi- vorum suae et et mortuorum. C.. la fortuna. documento C. dolore. n. in timore. 95 («Giorn. fame et opprohr vis. della vivente organica molteplice unità del- — — — — ^)T)'Anco-sa.. e riconosce nelle sue sofferenze ima espiazione sed quia abusns suni donis Dei mirificis.

mor. attesta tuttavia un assai caratteristico sforzo di conciliazione del telesianismo con l'eliocentrismo. crit. tantum abest che desideri star sotto o sia espulso. ne' Cast. mentre espelle per salire ». amico al Tasso. forse a mezzo del Manla notizia del SidercAiS Ntmcius galileiano. aveva scritto nei suoi Quattro articoli sopra i galleggianti ^) ma nello « Per amor di Dio. che la pianta io dico con V. Camp. sebbene sia ancora lontana da un'adesione piena e totale alla concezione copernicana. «Atti Acc. Lincei». e sebbene ancora non fosse riuscito a liberarsi in tutto dalla fìsica tradizionale. aveva tentato di nuovo una soluzione dell'antico problema. S. Roma. ma non in quanto tali. tra il '13 e il '14. : *) Gio. *) Pubblicata dal Berti in Lettere inedite di T. . so si : . Più tardi. era rivolto al Galilei medesimo con quella singolare lettera ^). 93 («Gioip. ecc. allo stesso Campanella. che. peichè occorra qui parlarne. 447-451. è troppo noto nella stoiia della cultura del seicento. II. egli *). al Milton. p.^ i66 ^ l'universo. Battista Manso.) pp. poi. stor. ». Marchese di Villa. voi. *) V. (Amabiie. naturalmente cresce in su etc. II. e solo a questa attenda. aveva tuttavia precorso dentro di sé la soluzione nell'acuta lacerante coscienza dell'urgenza e gravità del problema « che tutti li corpi vadino al centro del proprio sistema in quanto corpi. C. 65). Marini. Serie terza. 185. lasci ogni faccenda stesso tempo d'altri scritti. II). dopo la lettura dello scritto galileiano Intorno alle cose die stanno in su V acqua. *) Lettera 3I Galilei in data 8 marzo 1614. doc.. il fuoco gitta i monti per salire. 1878 (classe se. Fra T. al . egli apriva ansiosamente l'anima al novello slargarsi dell'antico cielo tolemaico verso i mondi infiniti dell' intuizione bruniana e copernicana. n. che non sa se morirà dimane ^). vivacemente esprimendo quello stato d'anima di sospesa ansietà tra il nuovo e l'antico. Bibliografia. appena giuntagli. Già fin dal 1611.

senza destare alcun sospetto. e non ancora affermata quella eliocentrica. *) Gentile. poteva. nel momento culminante del primo grave nel 1616 Ma ^r con la chiesa. nella collezione « I grandi pensatori». drizzando al cielo il nuovo stnimento da lui scoperto *) ebbe visto rivoluzionarsi l'antica concezione del cielo con la terra immobile nel centro dell'universo. . infrangendo tutti i limiti dapprima aveva lalontana im- ma dell'antica concezione tolemaica. assumere con tanto calore la difesa di quella dottrina che vedeva «sotto l'etereo padiglion rotarsi più monai. Galilei. era corso a Roma a Galileo Bruno. tanto che non sapemo se il parlare è parlare ». sì che « tutte le cose son poste in dubbio. scrollare dalle radici la dottrina aristotelica della inalterabilità del cielo. passim. Palermo. p. Copernico. e il Sole irradiarli immoto» Circa la quale la chiesa. aveva potuto tranquillamente dedicare la sua opera a un papa. ed ebbe effuso nel Siderens nimcius la divina gioia di questa nuova visione.— 107 — quando. ancor più. per difendersi dalle accuse che già invidi e sospettosi frati privatamente gli movevano. invero. ed elaborare all'ombra della chiesa cattolica quella medesima dottrina che doveva più tardi essere condannata come grave eresia. nel marzo del '6to. Ma quando. aveva tuttavia slargato enormemente i cieli. era stata tutt'altro che intransigente. Sandron. scossa la concezione geocentrica. 225 e Fazio Allmayek. 1920. che sciato persistere nella sua concezione la mobile sfera delle stelle fìsse. le basi stesse del pensiero e della realtà sembravano crollanti. e quando. l'anno seguente. E Galilei medesimo aveva potuto. se dissidio del Galilei doveva aver superato ogni incertezza. nelle sue indagini astronomiche del '604 e nelfe comunicazioni ad esse relative. 1911.

principio e p. non aveva tardato a vedere nelle dottrine galileiane quell'unico filone. setuy gli si *) italiane». De furti. . ed. 241. incauta mossa. Gentile. 44. an vero adver- viene slargando tra le mani nel problema. quam Galileus celebrai. V. scrive l'Apologia ^). p. Apologia prò Galileo. faveat ^). ».— i68 — — dimostrare l'evidenza incontestabile delle sue scoperte. condannata. p. mathematico florentino. particolarmente grave in quel periodo storico. che non della sua salvezza personale e della sua liberazione. . n. dei diritti della scienza alla libera ricerca. da lui apertamente affrontato. Dopo avere minutamente esaminata la dottrina della stabilità del sole e del movimento della terra. per bocca del cardinal Bellarmino. ^) Cenno ^) imo (Dialogo quinto) in «Opere voi. sacris scripturis. 253). I. Proprio in questo momento il Campanella. sollecito assai più dell' interesse della scienza e della verità. E il problema. incurante del grande pericolo. che non pretenda a valore morale e religioso. attraverso 'la bruniana infinità dei mondi. crit. n. II e il I. la mia Bibliografia. 1907. MDCXXII. Francola Causa. ammonito il Galilei di desistere dal professarla. la Chiesa. aveva portato all'empia dottrina nolana « che l'universo è tutto centro » e che — centro dell'universo è per tutto e la circonferenza è in parte alcuna ed era frettolosamente *) corsa ai ripari. feconda a lui d* infiniti guai la e conciliabilità di quelle con le testimonianze della vSacra Scrittura. e dei limiti della Sacra Scrittura rispetto a ogni indagine puramente scientifica. che da Copernico. 6. cui si espone. l'aveva. la quale. illuminata dalla posizione medesima che il filosofo aveva dato al problema. Laterza. 98 (« Giorn. movendo dalla questione specifica Utrum ratio philosophandi. come quella che « nuoce alla Santa Fede col rendere false le Scritture » (24 febbraio 1616) e aveva ((il non >^ .

sed de moralibus. 13 e p. quarto . che muovermi punto della certezza de mie raggioni e proprii sentimenti. Neque neque DomiSanctus Moyses. poterono per un momento illudersi di con- — — Nam *) Bari. Gentile. I. Apologia pto Galileo. 86. Dial. ac dogmata sup e maturali a. io più — — tosto mi accostarci alla fede de le loro revelazioni. ma. intellecta conspicerent (Romanonim 2) docuerint autem nos beate vivere.. Dottrina eretica quanto altra mai. Che se i filosofi rinascenti.— e 1^0 — senso medesimo di da lui francamente e risolto nel quella incommensurabilità tra la veri- tà scientifica la verità religiosa. che aveva costato la vita al filosofo del Da la causa. cap. p. credetemi che. Opere ital. nohis phisiologiam et astronomiam apertieriiit. e pur tenacemente aderenti all'antico. Ma. sed Deus tradiderit mundum disputationi hominum (Ecclesiast. in Evangelio Christus numquam de physicis et astronomicis disputasse legitur. dice il Campanella nus Jesus. Laterza. La Chiesa non poteva di certo accettare una siffatta delimitazione dei suoi poteri. come ne han fatto favore di proporci la prattica di cose morali. ^) causa. 21. né poteva lasciar sussistere accanto a se medesima dottrine scientifiche apertamente contrastanti la sua propria dottrina.. aveva detto il Bruno « Or. 1907 . ad quae natura non snfficiebat. in grazia de la nostra mente e affetto. la De . avidi di nuovo. I) ut invi sibilla Dei per ea quae facta sunt. nelli divini libri in servizio del nostro intelletto non si trattano le demostrazioni e speculazioni circa le cose naturali. cit. et promissionibus vitae aeternae : cuius ''^'am exemplo et doctrina et sanguine patefecit ^). se gli Dei si fussero degnati d' insegnarci la teorica delle cose della natura. per le leggi si ordina la prattica circa le azioni morali » *). p.. come chiarissimamente ognuno può vedere. quanto a questo. come se fusse filosofìa .. II. ed. ed..

di dimostrarla come la più conforme agi' interessi della chiesa medesima. sostenuta con tanto calore dal Camd'interpretapanella. come quella della impossibilità di esistenza degli antipodi. sulla quale il Campanella insiste da un capo all'altro della sua Apologia con evidente compiacimento Che diranno i Gentili e i Maomettani. 27. Scrittura. . la chiesa non si illuse mai. o respingerla tutta. quando vedranno la chiesa costretta ad affermare per amore della unicità d' interpretazione e della massima possibile estensione della materia di fede. col Paradiso terrestre ? Uomini di poca fede. non aliter sentiendum docens ac ipse sensif. cap. sebbene il filosofo si sforzasse. nel ferreo dilemma ch'essa impose agli spiriti o accettare integralmente tutta la sua dottrina. egli grida ai rappresen: : — *) Apologia. con abile mossa dialettica e con grande lusso di citazioni ortodosse. sed etiam impie se hahet : quippe qui scripttiras sanctas ludibrio philosophorum et irrisionibus gentilium ac haereticorum exponit *) ? Come avrebbe potuto accettare questa argomentazione. dottrine ormai notoriamente riconosciute false e fantastiche. verso la dottrina. et scripturas uni tantum sensui sui ipsius aut alteri US philosophi subijcit et coarctat .— ciliare nella loro 170 — anima una fede religiosa contraddittoria alla loro fede scientifica. Ili. is non modo irrationabiliter et perniciose. Non mai piegò e porsi fuori di lei. tanquam ex S. Scripturae decretis. e conservò sempre lucidissima la coscienza della sua imprescindibile esigenza di unità. cioè contro di lei. ormai scoperto da Colombo. e gH eretici d'ogni specie. Come mai la chiesa avrebbe potuto accettare una dichiara: — molteplicità Quicumque philosophantihus leges zione come questa et metas praescribit ex proprio arhitratu. della z i o n i della S. p. e della identificazione del nuovo emisfero.

23. Ili. condanna la pluralità dei mondi (Sed ponere plura systemata parva intra unum maximum. artificemque laudari *). ut alt Sa codice codice profecto nos ea admirari. ma \m empio pagano pose all'umano pensiero. Aristotele. Si enim propter sui gloria ista creavit Deus. 51. sed tafttummodo contra Aristotelem '). et ex his autorem Deum : sicut pictor et poeta sapiens siias ipsorum picturas et carmina legi volunt. credete che Aristotele abbia raggiunto il più alto segno dell'umana investigazione. Ma voi. ordinata ad Deum. Lasciate che gli uomini sodisfino liberamente la loro inesauribile sete di conoscenza. e credete che nella sua dottrina l'uomo debba ristarsi e posare. : ) Apologia.- 171 — tanti ufficiali di quella fede che aveva condannato lui stesso e non avrebbe mancato più tardi. Audacia di pensiero davvero estrema per un accucole. p. . Igitur qui volunt. non esclude l'esistenza di altri mondi. la più grande testimonianza dell' infinito vigore di Dio. ma afferma soltanto che questo nostro mondo è stato creato da Dio. IV. incurioso di ogni altra cosa. di condannare Galilei. p. nequaquam est contra scripturam. non Tommaso. sunt causa *). lege Christiana vctari scientias. e percorrano in tutti i sensi questo magnifico codice vivo che ci si squaderna dinanzi. e che è la più bella. stolti. e pago delle colonne d'Ervult lomon. ut alii male suspicentur. cap. p. ") 9 » Ili. et studia. cap. 20. Ma colui qui timet a naturalihus contradictich nem. La parola di Giovanni Mundus per ipsum factus est. propriae falsitqfis est conscius. hi vel male seritiunt de Christianismo. laudareque . et inquisiiionem rerum physicarum ac coelestimn. •) cap. celebrare che non un cristiano. voi temete che il il vivo della natura possa smentire il scritto della Bibbia. et artis excellentiam inde a^nosci. vel.

quos haeresis nominare non permittit. anche a prescindere dall'audacia formale. quasi nos contra scripturas cum ethnicis sentiamus. e appellarsi appunto a Bruno per rafforzare il suo proprio pensiero Item doctissimus Cardinalis Cusamis hanc sententiam amplexiis est. p. et alios soles. come il Bruno della Cena delle ceneri « che noi siamo più vec: 1) ) Apologia. ut inimici nostri eadem avidius amplexentur celebrentque ^). . 9. » cap. e riconosciuta la falsità di intuizioni astronomiche o comunque scientifiche contenute nei testi di fede. hanc sententiam tuentur ^). com' egli dice tra gli Argumenta prò Galileo . e che osa concludere l'Apologia con queste parole non absque periculo irrisionis scripturarum. Et quidam Nolanus. p. II. come avrebbero potuto quegli uomini che avevano ormai conquistata. immobile. Ma. e di una completa razionalizzazione del cristianesimo. teste Bellarmino. V. 57. accettare una verità fìssa. et aia. la fede nel progresso dello spirito umano. stiidium Galilei prohiberi posse.— 1J2 — : salo di eretica pravità. vel potius suspiciones. identica a se stessa ab aeterno ? Chi ha visto. sia pure non senza qualche incoerenza. vel sublimibus ingeniis invideamus (praesertim cum haeretici nihil hoc tempore in theologis Romaiiis non reprehendant. e la convinzione che la verità sia figlia del tempo. una siffatta dottrina era sostanzialmente inaccettabile dalla chiesa. chi avrebbe potuto trattenere la chiesa sulla china di una vera e propria dottrina della evoluzione del dogma. che osa qui riprendere quasi in tutto la posizione bruniana. come quella alla quale appunto il Campanella mirava ? Ma d'altra parte. cap. Una volta ammessa la molteplicità d' interpretazioni. aliosque in firmamento stellato circumgyrantes planetas agnovit. scriptaque eius supprimi : imo hoc fare in causa.

deve necessariamente sostenere la inevitabilità di una riforma delle scienze. ed. p. n. Dial. Opere. linde necesse fiiit reformari Astronomiam per C operili: i) Cena delle ceneri. come il Campanella delle Poesie : . ch'io scrissi» ^). 108. Firenze. I. I. p. 63). et exarhitantiae pimctorum cardinalium Apo'jieortim. Campanella. di Firenze. qui prius latehat. Bibliografirr. Poesie. 686.. Cfr. 93 e Blanchet. p. 1920. Gentile. 3) De gentilismo non retinendo {De gentilium philosophia. Vedi ora in Opere. Cenno I. se. 2) Cito dal Gentile {Bruno. eh' io manifesto agli uomini presenti co' libri filosofici. 58). 173 — i ed abbiamo più lunga età che nostri predeces- come il Galilei del frammento edito dal Berti. 1920. «Ben seimila anni in tutto '1 mondo io vissi: fede ne fan Tistoiie delle genti. 1907. e che con gli anni cresca il giudizio. Gentile. «il dire che le opinioni più antiche et inveterate sieno le migliori è improbabile.. MDCXXXVl . s. 28 (ed. voi. post. VII. D ^). p. « Dal Berti in Storia dei mss. et viae solis per Copernicum. in «Atti dei Lincei» (1875-76). 143) qnaest. Consimili. e di una riforma della posizione della scienza rispetto alla fede Item novae stellae per Galileum. Galileiani della Bibl. 100)^ del quale riporto la nota relativa a questo passo. . parte terza. Parisiis. p.. citato anche dal Gentile. I (Dialoghi metafisici). nazion. 2». perchè siccome di un uomo particolare l'ultime determinazioni par che siano le più prudenti. voi. Bruno. 1920. p. n. *) A. et Peorhachium :t gyrus terrae totius per Lusitanos. art. p. hraeseriim peripatetica non tetinenda). Laterza. e ricordato dal Gentile. mor. così della universalità degli uomini par ragionevole l'ultime determinazioni sien le più vere » ^) come il Campanella del He gentilismo : priscos Gentiles philosophos fuisse quasi philosophormn Chnstianorum ^) iieros respecttt chi lia cantato. 6. Bruno. Naz.— chi sori. 102. I. Ili. ed.. che. 339. Mem. V.

. a. e fin dalla prima redazione della Metafisica. allo stesso modo ùeW Apologia prò Galileo. durante più che un ventennio. in fine.— cum vam et 174 — Tyconem. filosofo pagano. La riforma delle scienze — ideale perseguito dal Campanella. attraverso la esposizione programmatica del De geniilismo. MDCXXXVIil.. 90 («Giornale critico».. Paracelsus coeperunt : qnamvis in aliqtio erraverint . dovrà procedere per omnes scien. et Telesius.. che. ^). p. se si vuole... ma. Ergo etiam Physiologiam oportet noJacere de necessitate. per intrinseca impossibilità.. 6. quando si accinge a realizr ideale. lungamente perseguito. molto tempo prima. contro cui perciò egli poteva impunemente lanciare i suoi strali. dovrà fedelmente svolgersi secundum sanctorum patrnm expositioncm questa. che ha per oggetto il codice scritto. n. che ha per oggetto il codice vivo. sicut Pictis. Parisiis. V. 251). Valesius. 41. a cominciare da questo periodo della sua vita. . ap- De V. troncatogli dalla morte. Il Campanella riconosce che il codice vivo debba essere interpretato per physicas et mathematicas ohservationes. Philosophia rationalis. fino al tentativo. e non poteva esserlo. n. la filosofia scolastica ancora imperante e ch'egli non avrebbe certo potuto apertamente confutare. tionalis *).. Quella. non fu tuttavia raggiunto. la mia Bibliografia. pendice e Cenno I. di una Instauratio magna di tutte le scienze (Instauraet tarum scientiarum juxta propria dopmata. tias praecipue physicas et mathematicas ohservationes. ex natura scriptura Dei codicibus ^) dovrà consistere perciò * in una netta separazione tra la scienza divina e la scienza umana. combatte in Aristotele. p. MDCXXXVI. che è quello in cui egli scrive la Philosophia raanzi. indicant tamen quod tota Philosophia dehet renovari. Ma 1) ^) Cenno 3) gentilismo ecc. II e I.

Il notissimo 'principia scientiarnm sunt nobis historiae. malgrado il suo fiero antiaristotelismo e antiscolasticismo. la sua intuizione di nuovo si cristallizza ed irrigidisce negli schemi antichi. e che il pensiero a lui contemporaneo. Il Campanella è animato anche lui dal desiderio. ma non riesce a concepire questa azione altrimenti che in forma magica. non è che una accumulazione (coacevvcdio) di fatti singoli. giustapposti e sommati nell' intento di giimgere all' universale. di agire attivamente sulla natura. caratteristico dello spirito della Rinascenza. ma sempre storia. La sua fìsica resta tutta impregnata di metafisica e di magìa . il mondo è la grande offa. in quanto ordinamento dei singoli fenomeni in un organismo. storia naturale nella fisica. Anzi. gh è ignota . Ma è evidente che per una via siffatta all'universale non si giungerà mai. l'esperienza. 1638) — — ! — — . Anche per lui. con Galileo e poi con Bacone. Deus tradidit fm. La storia resta per lui il prototipo delle scienze. e però in quanto posizione attiva dello spirito indagatore di fronte alla realtà. ch'egli riesce felicemente a superare nella metafisica. la funzione che la matematica assume nella scienza galileiana. anzi l'unica scienza.. Storia divina nella teologia. rimane invece costantemente un limite insuperabile al .nium disputationi eoriim.gli 175 - zare questo procedimento. esperimento. per lui. L'osservazione della natura resta per lui osservazione.suo concetto della scienza e del metodo scientifico. ignotissima. Non riesce a sgroviprimo passo essengliare la fìsica dalla metafisica ziale alla scienza moderna. che Dio ha gettato in pasto alle dispute umane. la matematica non è nemmeno una scienza. e non diventa mai veramente esperie nza. egli dice nella epigrafe alla seconda edizione (Parisiis. Ciò ch'egli chiama con questo nome. risolutamente compie. (E non si tratta certo è superdi storia dinamicamente e dialettifluo avvertirlo camente intesa).

La sua Logica {Logicorum dogmata. della Redis philosophia. ma l'epilogo della scienza Deiìtde facit Definiti ones perfectas tanquani epilogos scientiae inveniae. in quel lontano trattato De investigati one rerum. Non è più la logica arima non è ancora una logica nuova. vent'anni. ch'egli si vanta *) di avere fin dai primi passi del suo cammino scientifico. e su quella rivoluzione nel valore e nel posto della definizione. I. e proprio durante quello che sarebbe potuto essere il più fecondo per la maturità del suo pensiero. egli si dibattè invano nei ceppi d'una rigida prigionia. libri tres. p. I p. Certo non si può negare che le condizioni esterne e il corso degli eventi gli abbiano reso più difficile che mai il raggiungimento di un compito siffatto. volta soprattutto. di cui sente tutta l'ur- come : . per difetto di sintesi.— . Egli stotelica non riesce. considerata non come il cominciamento. 176 — . CreMius (Lugduni in Batavis. ex officina Davidis Severini. poggiata com' è sulla svalutazione completa dei sillogismo scolastico. juxta propria Pars secunda della Rationalis philosophia) non è certo la logica aristotelica. Parisiis. . MDC- XXXVIII {Logicorimi. . nel quale l'uomo non abbia da far altro che disputare. e ripete con tenace frequenza convinto di dimostrare in tal in tutte le sue opere modo il diritto del pensiero alla libera ricerca senza accorgersi ch'egli intanto riafferma e ribadisce in tal modo l'antica concezione di un mondo già tutto creato. per più assai distante. a concepire organicamente e a porre su salde basi sistematiche quella ridelle scienze. forma genza e r intima necessità. scritto quando non aveva ancora rispetti. *) Nel Syntagma. e compiuto e perfetto. Durante circa un trentennio della sua vita. cap. ne è anzi. art. 175 della ediz. 414). 1696). com'egli dice ora nei Dialecticorum ^). ") Pliiìosopìiiae rationalis pàrtes qninque.

pre.— 177 — . in cercava di concretare la sua riforma delle cap. ch'egli pure ammirò con devozione quasi di discepolo. e nel 1632. quella ardente speranza di liberazione ch'era ormai la sua vita istessa. neir intenzione di coloro che ve lo condannavano. Tagliato fuori in tal modo completamente dalle principali correnti del pensiero scientifico contemporaneo. e rimastone affatto privo. di scrivere. generosamente mettendo a repentaglio. il IX di questo vchime. nel 1616. ma indirette. mediante l'azione personale *). egli soffrì altresì un più amaro isolamento non soltanto le mura del carcere furono ostacolo al suo avido desiderio di comunicazione con spiriti affini e fratelli una ben più insormontabile muraglia di diffidenza e di incomprensione gli drizzarono contro le preoccupazioni metodiche e scientifiche e. la fragile trama della sua dibattuta e pericolante libertà durante molti anni non détte nemmeno un cenno di risposta alle calde affettuose lettere del pri- più. la seconda. a metterlo per l'appunto in condizione di non più nuocere alla salute delle anime con la sua eretica pravità e perciò ad impedirgli di studiare. tornato in Germania. non solo . Il Galilei — — gioniero notizie trascurò perfino di chiederne trasmetterle allo Adami. 12 — Tommaso Campanella . mediante l'Apologia. di comunicare la sua dottrina sottraendogli tutti i possibili stnmienti di studio. per murosamente ne chiedeva allo stesso Galilei. nei due periodi più gravi della vita di lui. assai . : . gli scrupoli religiosi. la prima volta. e precludendogli ogni contatto con gli uomini. I *) V. e sostenne e difese con cuore di amico e con animo di fedele d'una stessa fede. che. * * * Ma cui nel egli medesimo periodo di tempo (1613-1618).

difendendo i diritti della fede cattolica contro la religione Difese diverse. 42 e 48. non avrebbe lorse potuto consentire in uno solo dei capisaldi della dottrina luterana. del protestantismo. Cfr. Bibiiografia. nn. che il filosofo vi sostiene con tanta insistenza !) mentre questi da parte sua. del protestantesimo. e voleva essere. l'autore della Monarchia Messognava anzi un cattolicesimo sempre più accentratore e veramente universale larghissimo e libéralissimo di fronte ai progressi scientifici e alla speculazione astratta. e le Respcnsioves ad obiectiones mi. ma non opposte. scritta nel 161 3. Che era. di Lutero ^). .— 178 — scienze. sciitte tra il 1618 e il 1619 {V. morale e politica. . Lungi dal frazionamento e della particolarizzazione. com'egli temeva. ma non certo nel senso voluto dai riformatori protestanti. il Campanella difendeva la libertà della rima contro cerca scientifica nel campo della scienza l'anarchia religiosa e. senza dubbio. egli elevava la bandiera ideale del suo cattolicesimo. pp. la Epistola mUilutherana de instaurafida prima Adaligione. Contro un cattolicesimo staticamente irrigidito in concezioni scientifiche e filosofiche. e difendeva con audacia e con energia i diritti della scienza rispetto alla fede cattolica. un cattolicesimo riformato. T . 92 e 105) inserite entrambe nel Rewiniscentur. insieme con le risposte dello Adami. in virtù del suo naturalismo religioso e della sua rigida idea teocratica. conseguenze inevita- — . in virtù del modo medesimo com'egli guardava alla religione. Cenv. oltrepassate dal pensiero moderno e perciò ad esso repugnanti. 252 e 255. nn. proseguiva nella sua tenace opposizione al protestantesimo. come potrebbe a prima vista parere anzi derivanti da un'unica radice.o I. re*) V. ma rigidamente infrenatore e categoribili siae . I quali avrebbero forse di tutto cuore sottoscritto buona parte déìV Apologia campanelli ana (basta pensare al diritto di moltepHcità d' interpretazione della vScrittura.

so- ciale e politica dei suoi fedeli. man 1' la cinica lucerna. e allo Scioppio. appunto per conoscere e frequentare di persona il Prometeo del Caucaso napoletano (Portando in scorri. « per molti spazi della nostra sfera. giurista e studioso tedesco. 113). p. ch'egli esaltò alquanto iperbolicamente nel' noto sonetto : degli anni tuoi. precettore di Rodolfo di Biinau ^) che nel 1613. Al giovane Rodolfo. in modo da suscitare in lui il desiderio di conoscerlo. Giunti a Napoli. ') ^) Rodolfo era fiatello di queir Enrico che era legato d'amicizia al Pflug. Asia ed Egitto. finché i piedi d'Ausonia in luogo hai fitto. L'occasione prossima a questa ripresa teorica della sua polemica antiprotestante gli era venuta dalla conoscenza a lui feconda di grande conforto nell' isolamento. si era fermato insieme con lui. ed. l'ale a volar con Adam. e di grande vantaggio pel notevole incremento della diffusione europea della sua fama di Tobia — — Adami. accompagnando in un viaggio d' istruzione il suo allievo. dov* io nascosto in ciclopea caverna) Tob'a. .— camente disciplinatore di 179 — tutta l'attività morale. o Bina. che certamente entiambi avevano parlato del Campanella allo Adami. innanzi a primavera han dato. per buona fortuna in un periodo (febbraio 1613) di notevole allentamento nel rigore carcerario. e avevano senza dubbio stretti affettuosi legami di ammi- razione e di simpatia col filosofo prigioniero. p. Gentile. Gentile. Europa. Poesie. t Senno ed Amor. 112. *) *) A A Tobia Adami filosofo {Poesie. essi avevano potuto assistere alle lezioni che il Campanella impartiva allora in Castel Nuovo. compagno di carcere del Campanella in Castel Nuovo. Rodolfo di Bina. guida fatale. dur^mte circa otto mesi in Napoli. ed.

per suo mezzo. Mattiesen. Juriew. anni infatti (dal 1617 al 1623) molti notevoli scritti campanelliani vedevano. Alla polemica religiosa aperta dal Campanella con 1' Epistola antilutherana del '13. Primo della serie il Prodromus philosophiae instaurandae (1617). Intanto l'Adami si dedicava con tenacia e con ardore all'adempimento della sua promessa di amico e di ammiratore realizzare praticamente la più bella e.. com'egli pensava. capitato nelle mani dell'editore in una redazione molto primitiva. e intensamente colorata di natusei ^) V. la luce. Protestanti sche gelehrie Polemik gegen Campanella vor seiner Haftenlassimg.. Probabilmente le 41 tesi delle Responsiones. pubblicandone rapidamente tutte le opere. apologia del filosofo : prigioniero. su tutto cir- colo protestante del Wiirtemberg (Besold. scritta dal filosofo «il qual conobbe nella sua natività in medesimo — — ingegno sublime e singulare . de la Wense. volte soprattutto a confutare la opposizione campanelliana al servo arbitrio (V Epistola non era che una rielaborazione del Dialogo politico contro luterani e calvinisti del '95).. piccolo trattato di fisiologia.— il i8o — - l'autore lui Campanella fu propriamente maestro «. per opera del giurista tedesco. 1909 e passim negli altri suoi studi campanelliani. il Besold futuro traduttore della Monarchia di Spagna) si (il convertì al cattolicesimo. Andrea e.e visitò » dice la nota al sonetto. parteciparono attivamente tutti gli amici Adami. la più efficace. etc) esercitò notevole influenza *). furono scritte in collaborazione dallo Adami e dallo Andreae. Indubbiamente per influenza del Campanella. ed introdotto il alla sua filosofia. fatale))). e però assai schematica e disarticolata. KvAÒALA. e attraverso la persuasione maturatasi in lui lungo il corso di questa polemica. in Francoforte. In . e continuata per oltre un dello quinquennio. l'esortò a seguire corso il Sull'Adami e.

aes inquietum audaciter Nobis molestimi sic ferat? quin tollimtis. 24 n. le Poesie filosofiche ^) e V Apologia prò Galileo ''). I. e a cagione . *) '} » « n. la I. . n. inquiunt. 25 (« Gioin. io. n.n. n. ii. nel 1620. » ' e Cefino » n. redazione assai più avanzata e molto più ricca di un trattato sullo stesso argomento. Quis. 34. crit. Dormire forte ditm placet mcrtalibus. appendi X politica) ed economie or uni. 44. Detergeat gravem Mea 6 aeruginem. che '*) . i 4 libri del De sensti rerum et magìa e la Monarchia di Spagna. a. Bibliografia. Politicornm. » » ». del non facilmente penetrabile « velame delli versi *) ^) ^) V. Bibliografia.— . 40 Giorn. Vedi ]a prefazione dell'Adami alla Realis philosophia Fiancofurti. (con la Civitas Soli s.Multum sonando suscitai Campanula. Mentis miinstra purior Campanula '•*). » K » n. tradotta in tedesco dal Besold ®) e. Le Poesie venivano alla luce in una forma quasi innocua agli occhi delle autorità ecclesiastiche. 9. Ile I. due anni dopo. costituita da quattro parti nettamente distinte Physìologicorum. 98. Sic personabit clarixis Primae Sacra. con le relative Quaestiones ^). i8i — ultima (1623) la Realis philosoralismo telesiano *) phia epilogistica. (« V. Secreta paucis nunc sonat Campanula Gravem misella contrahens aeruginem. la mia Bibliografia. ». Moraliiim. 3).8 Giornale critico crii. Oww epilogistica. mia 2). *) MDCXXIII. Tra l'uno e l'altra. 4). ancora vigilavano instancabilmente sul prigioniero dei Castelli e a cagione del pseudonimo (Scelta d* alcune poesie filosofiche di Settimontano Squilla). II e Cenno ^) n V. D. preceduta da un'assai caratte: ristica epigrafe dell'editore : Adspensa Mundi tinniens in angulo. » n.

II e Cenno I. IV di questo voi. la metafisica. V.581. la concitazione ed esaltazione poetica. n. del Carcere a. . Ili. scritte dal Campanella lungo oltre un quindicennio. come quelle che costituiscono un mirabile commento poetico alle successive opere filosofiche ch'egli era venuto elaborando. pp. Le rimanenti poesie filosofiche. ». stiche. la filosofia religiosa campanelliana e sarebbero perciò potute essere pericolosa testimonianza d'eresia. e riboccanti di assai esplicite allusioni e di assai pericolose dichiarazioni circa la congiura di Calabria e circa i congiurati ^). il cap. Fra T. ecc. anno in cui egli le aveva consegnate allo Adami. in nuce tutta la fisica. la sua congiura. Dalla Scelta erano stati inoltre eliminati quasi tutti (69 su 83) i Canti del carcere. fino al 1613.. in un piccolo codice scritto di mano di fra Pietro Ponzio. 34 («Giorn. Bibliografia. le mettevano quasi completamente al sicuro da possibili rincrudimenti di diffidenze e di preoccupazioni da parte delle autorità ecclesia. C. 541. i molti accenni oscuri e quasi sibillini. È noto come tutti i Canti furono poi ritrovati nel 188 1 dall'Amabile nella Biblioteca dei Gerclamini di Napoli. incluse nella Scelta. *) V. scritti nel biennio 1599-1601.— l82 — strani ». 9). contenevano senza dubbio. e pubblicati da lui per la puma volta l'anno seguente nel voi. crit. n. Ma la forma fantasticamente esuberante.

né. non avevano fatto altro che accrescere la diffidenza e i sospetti. p. La liberazione «e '1 fuoco più soffiato. 109). meglio che non fé* per lì il . le varie apologie tentate dal prigioniero medesimo. più s'accende. « Vi !che fin da allora avrebbe detto allo Scioppio 'doniamo hcenza di trattar la libertà di questo Frate. forte anclie. A consimili {Poesie. la altri quale veniva fuori rispetto di- un momento quanto mai inopportuno. erano riuscite a superare. essa aveva dedotto. con le loro invocazioni astrologiche. Lo Scioppio aveva allora. Queste. e qualche volta non senza l)nitalità consigliato il suo infelice amico a mutare di tono. a quanto pare da alcuni accenni del Campanella medesimo. tanto meno. allo stato La storia retrospettiva delle relazioni tra la chiesa cattolica e questo suo aberrante figlio è assai significativa. un reciso atteggiamento di diffidenza. con i molti sconfinamenti eretici. dell'autorità di Paolo V. e di stelle s' infiora ». durante i primi anni della prigionia.IX. Dalla sua inconcutibile convinzione della colpabilità di lui. anzi. che né le pratiche dello Sdoppio. che per l'avvenire adopri che Dio T ha dato. poi vola in alto. d'animo con cui ormai la Chiesa pareva sposta a guardare al prigioniero napoletano. Non in così l'apologia di Galileo. : — — ^talenti e diteli di nostra parte. con le loro mirabolanti promesse.

ein Reformer. Memoriale 16 18 al 1887. 152). Parole in fondo benevole. lo avevano portato a concretare le enfatiche e mirabolanti promesse miracolose. nelle Mittheilungen aus der Stadtbihliotek zu Eyssen. e ben più. . ^) *) V. da indurlo a nuova vita com'egli scrive con enfatici accenti di cattolica me ardores pios ingentesque et liqiiefacta est anima umiltà mea. in verità^ non soltanto e i consigli : . Egli si era ormai venuto rafforzando nel suo già antico convincimento della necessità d'una teocrazia universale unica (« e dopo il longo scompiglio avvenuto al mondo per la di\dsione de' prencipati s' ha da unire sotto una legge et un pastore con quella felicità di vita. Pontefice . che avrebbero esercitato un influsso così potente sull'animo del Ingeneravit in prigioniero. in un vasto ed organico disegno di propaganda cattoHca. quod tanta Maiestas tantillum vermiciilum septd- — — tum dignata tefice le esortazioni del pondell'amico. edito dallo HARDT III. Hamburg.» ^). E *) Dedica al Remini scentur. come per filosofia naturale e politica et astrologia si prova con senso del cielo e della terra e per dottrina commune di tutti i padri. lo spontaneo sviluppo della sua concezione religiosa e del suo ideale di riforma. edita dal Kvacala {T. da svolgersi simultaneamente in tutte le parti del mondo. ma anche. C. . p. 39-56.— i84 — : passato» ^). per opera di missionari opportunamente preparati. pp. che li filosophi descrissero de statu optimo reipublicae ancor non visto e li poeti de saeculo aureo e li profeti de statu Hierusalem liberandae dalla captività Babylonica d' infideli e vitiosi e li christiani dimandano il regno ubi fìat voluntas dei in terra sicut fit in coelo e le nationi tutte desiderano et aspettano. tumultuosamente sgorgate dalla concitazione del suo animo durante il primo decennio della prigionia. . altresì si era dovuto sii commonere ^). nota precedente. Ma.

Brevi periodi di rilassatezza di rigore si alternavano con più dolorosi incrudimenti di asprezza. ovvero si serravano con più inesorabile rigore. crit. il quale tanto da motivi interiori e schiettamente teorici. attraverso una ben dolorosa esperienza personale. 1. Divenuto viceré nell'estate del 1616 ') V. quasi senza ch'egli se n'avvedesse. p.). Ce7nio la n.- i85 - convincere. costruendogli nelle mani. mia 46. n. II . un ricco e complesso strumento di polemica e di propaganda. insieme convergenti. Anzi. Bibliografia. quanto da motivi di apologia personale. egli non abbia mancato di servirsene altresì ai fini della propria apologetica personale. ». Le sue condizioni di vita continuavano ad essere senza dubbio tutt 'altro che liete. secondo me. loi (« Giorn. che soltanto la chiesa cattolica. Ad ogni mutare di viceré o di nunzio pontificio in Napoli. durante la lunga elaborazione del grandioso suo disegno. 253 di questo voi. scaturisce ìtur ^). attraverso la sua granitica secolare organizzazione. e P'^rtandolo ad abbozzare il vasto quadro del Reniini' perciò. a. secondo i vari momenti storici o i vari umori degli uomini. Inoltre la polemica protestante ch'egli era venuto svolgendo in quegli anni con l'Adami e con i teologi wurtemberghesi lo aveva indotto a tornare con maggior calma e con più matura coscienza filosofica sulle argomentazioni ch'egli aveva espresse a difesa del cattolicesimo fin dal 1595. avrebbe potuto tradurre in realtà. io credo che le sue prime scaturigini siano ap- punto in un sincero sforzo di propaganda universalmente teocratica ed antier etica (è superfluo ricordare quali profonde radici avesse nella sua anima il bisogno di agire come riformatore :) e che poi. della vanità e della inanità di ogni tentativo di realizzare con forze individuali una teocrazia siffatta. le porte del carcere quasi si schiudevano fino a fargli intra vv edere una rosea speranza di libertà.

che «procurasse Fordine di S. o per aderire alle richieste dell'amico a lui carissimo. tanto da tentare una usurpazione personale del potere.— i86 — per la morte del conte di Lemos. II. ne' Castelli. per dissipare i sospetti insinuati circa le sue pratiche astrologiche. L'amarezza dello sconforto e la insistenza nel valore e nella utilità del suo disegno costituiscono infatti il aupHce motivo *) Non si sa se direttamente dal Castello dell' Ovo. aveva Campanella ^) in Castel Nuovo. e rispondendogli. p. Ma dopo pochi mesi. S. ardere» fallimento di questa nuova speranza doveva avergli ancora ulteriormente amareggiata la vita. avido di bere a tutte le più varie fonti della vita. in seguito alle rimostranze del Nunzio. amico anche allo Scioppio.tà. Amabile. non voleva né doveva metter mano nella sua persona e gli soggiunse poi che quando anco fosse stato semplicemente laico. Fra T. spirito bizzarro. o dal Castel S. dove probabilmente egli sarebbe stato trasferito fin dal novembre del 1614. quanto alla promessa liberazione. 96. ambiziosissimo. TOssuna. e accordandogli la facoltà di tenere loco carceris tutto il vastissimo Castel Nuovo. 22. curioso di scienze occulte. stringendolo in un carcere più duro. perché essendo egli regolare. per le informazioni che te. aveva dovuto anzi esagerare in rigori verso il filosofo. il Campanella si era visto d'un tratto assai prossimo alla liberazione. *) V. C. che gli aveva caldamente raccomandato il prigioniero. Francesco Quevedo. Il viceré. o per personale avidità di iniziazioni magiche ed astrologiche. la scena era mutata. doc. fatto trasferire il concedendogli parecchi abboccamenti. neva Il de' delitti e delle qualità di lui lo averia fatto ^). superstizioso. . Il nuovo viceré. e tutte le sue energie nella elaborazione del Reminiscentur. Elmo. e doveva averlo spinto a concentrare ormai tutte le sue speranze in un atto di clemenza del papa.

« perchè io già invecchiato penitenza mia alla chiesa di della dia li frutti dio» *).. è vero. (V. di diinostrare « che son presenti li segnali dati dal Messia del suo secondo avvento in sole e luna e stellis. e H symptomi della morte del mondo per fuoco con '^) S. ') P. ho abiurati chi [Eyss : in secreto del il servire a dio et a tutto mio core. Memoriale citato (Eyssenhardt. ch'egli aveva già delineato fin dall'anno r> . Frutti della peniIl quale s* intitola eloquentemente tenza di XIX anni di prigionia di Fr. Il centro dell'argomentazione è costituito dalla esposizione del suo Reminiscentur. *) . e sono limitate esclusivamente all'azione pratica e personale ch'egli s' impegna ad esercitare ai fini della propaganda « onde si raccenda la morta fede tra christiani e si sforzino con guerra spirituale gli infedeli a riconoscer la verità » ^). III. Neanche questo memoriale rinunzia interamente alle allusioni astrologiche (egli si propone. secondo m' impose ingegno e Vostra Beatitu- che] mi diede l' dine. nota precedente). 55 e 56). m' ha ordinato ») e sconsolatamente supplicando la liberazione. es. e mi sforzo solo mondo. i suoi meriti e le sue possibilità. 41. p. III. *) Memoriale citato (Eyssenhardt. 42). i quali a S. suo vicario.— i87 — : fondamentale dell* interessantissimo Memoriale del 1618. ricordando. Mittheilungen. Pietro contra le scole erranti né alle promesse ma queste hanno ormai perduto affatto il tono catastrofico e miracoloso che avevano nei precedenti memoriali. Memoriale. Gregorio et altri padri pareano prossimi. Tomaso Campache promette al sommo pontefice et alla scola di Nostro Signore Jesu Christo et a tutti prencipi Cliristiani et a tutte naiioni del mondo. Mittheilungen. PP. ma anche umilmente riconoscendo le sue colpe («li vitij li quali tutti io nella.

i giudei. i maomettani. . gli eretici. pridie nonas marta . pp. *) Neapoli. rivolte rispettivamente a Gregorio e a Urbano Vili. in castro novo. anche se non sempre espressa con piena efficacia. Da un siffatto originalissimo concilio non potrà che scaturire il trionfo universale della religione cattolica. XV . Eyssenhardt. al papa. alla umanità. Mittheilungen 188/. e non in virtù di « armi grammaticali e materiali » ma « con guerra spirituale e rationale » obbligandosi ciascuno « a dar ragione della sua fede. Egli si propone di invitare indistintamente tutti i popoli del mondo a un « concilio generalissimo » in cui ciascuno di essi. 45-46. in Santelmi arce. ^) Neapoli. saranno chiamati a decidere quale sia la fede vera. et insegnarla. quella onde nasce optimum genus vivendi et preparatio ad deificationem post mortem . di differenziare le forme. . secondo i vari popoli a cui essa si rivolge. che contiene tuttavia un motivo che non va trascurato l'esigenza. al diavolo non importa che alcune delle sue confutazioni contro gli scismatici. dal filosofo profondamente sentita. e. dice quella parte della triplice dedica del Reminiscentur che è diretta a Paolo V. siano esse stesse più che infir: . HI. lo spirito stesso della propaganda. s' è ottima. Kalendis Decembris mivo Domini 1617. agli angeli. anno Domini 1620. o farsi insegnare qual* è il meglio » ^). Non importa che Campanella apra il suo libro con una serie di messaggi a Dio. ^) Memoriale citato. die 6 aprilis 1629.— scemato i88 — : precedente ^) e al quale doveva poi lavorare con mai Quod reardore per oltre un decennio ^) miniscentur et convertentur ad Dominum Universi Fines Terrae. Mariae super Minervam. e tutti riuniti insieme come fratelli. Disegno indubbiamente semplicistico. come dicono le altre 2 parti della dedica. niabili dicali l'essenziale è l'aver còlto uno dei caratteri rae fondamentali di ogni azione di propaganda. in un certo senso. e Romae in aedibus S. i pagani.

C. verso la fine del 1622.. ma anche al Campanella è dovuta r ispirazione della Propaganda Fide. Reformer. o ai primi del 1623. 152). se. avrebbe non soltanto incoraggiato il Campanella a proseguire nel suo lavoro. nell' intento di riguadagnare terreno alla propria causa. la già ricordata dedica. ^) Come ha notato il Tocco {Le pubblicazioni del prof. Lincei. 1909. quando congregationem de propaganda fide erexit. Sede dovevano aver presa una piega piuttosto favorevole. -) KvACALA la accetta pienamente. come vuole la maggior parte degli ^) istoriogiafi di Gregorio XV. p. mor. k . a voler prestar fede alla triplice dedica già ricordata. Kva^ cala sul Campanella. serie 5*. dichiarando che Il non al solo padre Narni. sentendosi presso a morire. Rend. 617). quasi docens cui numeri commentarius de Reminiscentia Nationum et Reversione ad Deum destinahatur ^). Di un siffatto i89 — e di aver saputo gettare le linee di un'opera così vasta mento la piano di propaganda. Paolo V anzi. così ferventemente sollecito della diffusione universale del catto- XV XV V. L' impressione dovette essere enorme. giunsero a Roma le prime copie àéìV Apologia prò Galileo. è certo che durante il pontificato di Gregorio (1621-1623) i rapporti del CampaneDa con la S. segnalata r importanza al suo successore. e senza dubbio sfavorevolissima alle sorti del prigioniero ^). Quando. anche a voler dubitare ^) della efficacia diretta ed immediata del Reminiscentur sulla fondazione della celebre istituzione cattolica. proprio nel mostorico in cui la controriforma veniva orientando sua operosità concreta verso una migliore organizzazione delle missioni. ma ne avrebbe anche. Il quale ne avrebbe senz'altro tratto l' ispirazione della sua Propaganda Fide : Gregorms illuminavit.— e così grandiosa. ci. Il filosofo. XVIII. Ma. p. edita dal KvaCala (T. la chiesa non poteva disinteressarsi.

anzi della persuasione razionale (altra prova del suo invincibile razionalismo religioso) e perciò non contrastante. Nel suo progetto di progaganda per le missioni. Uffizio del 1623 venne a confiscarne e condannarne appunto VAthei. In Galilei. 190 — celava dunque ancora dentro di sé una cosi come mai.— lic esimo. e gravissima. egli auspicava un allargamento universale della chiesa cattolica. anzi perfettamente E . contra Né Vanno 1599 in Calabria de F. ma raggiunto non per mezzo della violenza. Sicché ogni tentativo di benevolenza verso il frate ribelle naufragò ad un tratto anzi un decreto del S. dopo la conpericolosa anima di ribelle ? danna della dottrina copernicana. ma alla chiesa non poteva che apparire sostanziale. La sua Informatione sopra la lettura delli processi fatti rebellione. come ho già notato. ma sovranamente legislatrice rispetto alla vita morale ed alle istituzioni poHtiche. smus e il i ReminiscenUir. che un cardinal Bellarmino e un Gregorio XV dovevano guardare la cosa con ben altri occhi. la contraddizione tra l'uno e l'altro atteggiamento era soltanto apparente . Thomaso Campanella di Stilo delli Predicatori con la Narrazione semplice della verità donde si cava la defensione di quella e la successiva Narrazione della Jiistoria. Ma è ovvio. sopra cui fu appoggiata la favola della . come a lui pareva. di una sfera destinata invece a sfuggire al suo potere e sognava intanto una fede e una chiesa cattolica tollerantissima rispetto alla scienza. d'altra parte. il Campanella difendeva i diritti della scienza contro una fede usurpatrice. egli osava difendere ancora una dottrina dichiarata formalmente eretica ? In realtà. concordante con quel hberalissimo atteggiamento scientifico che egli le consigliava. tentativi che il Campanella aveva fatti intanto per una difesa strettamente giudiziaria avevano avuto fino allora mighor fortuna. già avvenuta fin dal 1616.

verso la metà del 1623 l'ascensione al soglio pontificio di Urbano VILI parve autorizzare ogni migliore speranza.. di T. non avrebbe mancato di libe"are il filosofo prigioniero. almeno. ». rispose negativamente. prima che agli ìiltri. Francesco Barberini. alla constatazione che gli atti processo ormai non esistevano più. proiettore degli scienziati. uomo di lettere. . rilucendo la sua divina luce per me lon poco agli occhi di Santa Chiesa » *). susciandogli contro « l' invidia e la persecuzione degli tessi frati domenicani.bi. .. pareva dia nuova cosmologia. 106 e 107 (« Giorn. io son certo che upererò tutta V invidia con quelle grazie che Doraeleddio mi ha dato. C. Domenico travagliatissimo. : *) Entrambe pubblicate dal Capiai. lulla ormai rendeva giustificabile. e però alla constai azione della intrinseca illegalità di una così pròiiijgata detenzione. he dove sto regolatissimo. erano rimaste lettera morta. ciit. al card. avrebbe nociuto. ringraziando « di questo pensiero in sé pnilente e in me pietoso » ma dichiarando « io meglio. nel 845 (V. E di più. Tuttavia le pratiche tentate i questo scopo dai molti e autorevoli amici che il Campanella aveva ormai in Roma. p. sebbene avesportato. Ma — — ^> I I . lesidero morir in casa di S. Mafì"eo Barberini. che nello stretto senso giuridico. Fiancesco Barberini. 11 e il Cenno I.ione *).. 1624. in Napoli. autore di un'ode entusiastica je\ Galilei. ripondeva. la mia Bibliografia nn. la lett. *) V. non ostile a quanto. 49 e 50. edita dal Berti [Lettere ined. in data 13 apri. 11 quale da parte sua. il cardinal nipote. quanto alla richiesta del prigioniero di un proseguimento e conclusione del processo della cona. nn..). riuscirono vane. ancora pendente. Alle insistenti premure dello Sdoppio. al liberato medesimo. 255 di questo voi. adducendo 1 pretesto che una liberazione del Campanella. («Atti Lincei».

affermando. che con ir stancabile ardore aveva premuto. In seguii raccomandazioni assai pressanti del vescovo ( invano. jtibente Philippo IV. deliberava finalmente che « il sue detto fra Tom. "^ Ma — — R . ipsiusgue mandata exseguente Duce Albae. ma da quel! venirgli la liberazione. il Consigh d' Italia in Madrid accoglieva finalmente. le conclusioni dell' Am. 1696). 65-76) impi gnò in un'aspra ed ingiusta polemica. Napoli. Cardinalibus. Lugduni. che avrebbe liberato il Campanella appunl per spirito d' indipendenza e non di odio. bile. 1898. et auxilia't tibus multis S. edite dal Baldacchin Vita. monsignor Innocenzio Massimi. Domenico della provincia di Calabria chiedente la liberazione del filosofo e lo trasmettevi come d'ufficio. considerando documento infallibile il testo del Sy^ tagmi. 155-61. R. Die 15 Matj {Synfagma. cap. ed. al Viceré « perchè faccia in questo ci che gli parrà giustizia». ecc. Crenius. 452 eie 5 lettere (giugno -novembre 162 al cav. prianus fino al Berti. durante circa due anni sulla corte di Spagna e anche forse in virtù delle insistenze del Cardinal Lodovisi e del Cardinale Trexo y Paniaque.. il memoriale del Provinciale dei frati di S. qualche anno fa p. Hispanicaru Rege. per amore di una tesi ultracattolica. per mezzo dell'Ol vares. ^) Non doveva Catania. 183. che la liberazione i dovuta al papa. serie terza. dopo le ricerche dell'Amabile (V. pp. *) La cosa ormai. Cassiano del Pozzo in Roma. praesertim vero effìcacit negotiante Innocentio Maximo Episcopo Catanensi. lettera del card. ne avevano attribuito il merito ad XJ" bano. Roma.-a sua volta. libertatem /avente optimo meo Mecoena Urbano Pontifice octavo. che i ben noti motivi apologetici e di altra natura rei dono invece tutt'altro che attendibile {Affulgente postea reh meis feliciori sorte.maso Campanella sia consegnato ad u . pp. udito Consiglio Collaterale. E. 1877-78. RiNiERi {Clemente Vili. avverte il nieri verso la Spagna. e ce completa noncuranza dei documenti. art. 1847. p. mentre i biografi precedenti. Il Vicerè. nel mes di settembre del 1625. consea tus sum Anno 1626.— Ma di alle 192 — Madrid dalla corte di Roma. a cominciare dal C. I. Barberini di cui alla nota seguente) à fu< di dubbio.

pp. diffidò del governo viceregale e scrisse al Nunzio pontificio in Napoli. dine di S. Ma Dopo appena un mese di goduta libertà il Campanella veniva infatti condotto neUe carceri del Nunzio. in fondo. p. per mare. all' insaputa del governo spagnuolo. Egh tornava in tal modo. Antonio Barberini a mons. E. nunzio in Napoli. metta in buona custodia il frate suddetto e con la prima occasione lo mandi qua ben guardato. Giovanni Pizzuto. al ben noto ospizio » ^) . ^) Amabile. C. 106). t'anni. ha molti che lo spalleggiano. in catene. erano state durante tanto tempo consenzienti nella volontà di non liberare il prigioniero. E. E il 23 maggio del 1626 il filosofo poteva finalmente volgere per sempre le spalle ai )) Castelli Napoletani. e forse non T. ad ogni or*).— di presentarsi 193 — Monastero da doversi dichiarare da S. ordinandogli che « con destro modo. fatto travestire da prete. ne' Cast. p. Il negozio preme strasordiriamente alla sacra congregatione del S. C. Fra T. 99. 249-256. in data 4 giugno 1626 (Amabile. il papa. appena giuntagli la notizia della liberazione. I. «eh' è rocca sacra a tirannia segreta ma vi tornava tuttavia con mutato animo. e Dio voglia che non de' Regii medesimi. veniva spedito al S. 13 — Tommaso Campanella . Officio di Roma. Il frate è astutissimo. sotto il nome di D. II. Fra -) ^) Al carcere {Poesie .to Offitio » *. dove nel momento si trova. ma nella più cauta e sicura maniera che sia possibile. ne' Cast. a distanza di oltre tren. la liberazione non era definitiva. Per un curioso intreccio di reciproci sospetti tra l'autorità ecclesiastica e quella politica. con cauzione dentro il Castel Nuovo della detta fedelissima città.. e istigato a chiedere spontaneamente il trasferimento a — Roma e qualche giorno dopo. Lettera del card. che entrambe. Diaz. avvisandone subito il seguito. doc. 23).

Ma ') V. come ottimo centro d' irradiazione della sua propaganda. da che egli era venuto inquadrando il suo ideale di riforma teocratica nella robusta cornice della chiesa cattolica. egli dovette invece consumarvi la sua vita durante otto lunghissimi anni. ^) e. Dove. reggere i fili del complesso movimento di missioni. la realtà doveva dargli una smentita e più crudele e più angosciosa.— . perchè più lenta e sottile. e incarcerato nel . come possibile fonte di delle sue aspirazioni giustizia imparziale e serena poi. superbi. disegni di propaganda e di riforma. ma la sua libertà di pensiero. più che anima di pa. Blanchet. la sua vita medesima. di ricevere visite e di tenere corrispondenze epistolari) egli dovette. Campanella. il papa. Appena giunto in Roma. zare ? anche questa volta. alla fine. ma con scarso rigore (gli venne concesso. con quel senso realistico che conservò costantemente vigile accanto alle maggiori esaltazioni utopistiche. la sua libertà personale.S. Ufficio. forse anche per la benevolenza personale del commissario P. eh' egli ebbe il dolore di vedere crollare Tun dopo l'altro. meglio che in Roma. egli avrebbe potuto svolgere il vasto piano del Reminiscentur ? Donde. 194 — senza grandi speranze. Partito alla volta di Roma con la mente piena di grandiosi. Prima d'ogni altro. di potere effettivamente organizch'egli sognava . Roma era stata durante tutto il lungo periodo della sua prigionia la mèta costante prima. in una minuta incessante lotta a colpi di spillo. non i suoi vasti piani d'azione. p. Acquanegra. e più sottilmente torturante. Spirito da sovrano raffinato e intelligente di una corte umanistica del Rinascimento italiano. cominciare anzitutto a scrutare da vicino gli uomini e le istituzioni su cui si proponeva di agire. meglio che da Roma. 56. . per salvare.

n. 56. ». di che i più vicini al papa (i cardinali Nipoti Francesco e Antonio Barberini. supe- rando l'atmosfera di preoccupazione. e consolidare e allargare i domini della sua casa. Maero del Sacro Palazzo. e il cardinal Ridolfi. e per la sua vantata dottrina' e per la sua bruttezza. Attaccatissimo a tutti i beni terreni. Urbano. Cenno ^) Cenno Bibliografia. veementemente sospettato di astrologia. una nascosta. V. mia Bibliografia. non avrebbe potuto non esercitare un possente richiamo scisse a ostilità. il Campanella. fin dal primo istante del suo vvento al pontificato. 137 I. II . crit. era stato dominato. la 2. n. autoritario. Riccardi. ma orgoglioso. 257). l'opuscolo De praedestinaiione ^). detto il Mostro. espertissimo di studi let- ma scarsamente edotto di debole di carattere. Su un papa siffatto. attraverso la Defensio al De sensu rerum ^). da consentire a sé medesimo. . (< crit. energica rivendicazione della dottrina tomistica della Hbertà e della grazia contro *) V. o che si fosse veramente persuaso. avido di ossequio e di adulazione e ambiziosissimo. Ma verso l'estate del 1628. ma invincibile. Durante i primi due anni del suo soggiorno in Roma l'impresa parve impossibile. uomo di cultura. sentiva questo attaccamento in modo tanto superstizioso. Maffeo Barberini. la I. Ma bisognava ch'egli riucomunicare direttamente con Urbano. e perciò innanzi tutto alla vita. n. pur cosi tenace oppositore e poeta egli stesso. mia (" Giorn. anche a costo della efficienza religiosa di lei. da un'unica mira rafforzare il potere politico della Chiesa. assertore di disegni ultrateocratici. di difììdenza. p. II ». fede nelle sue pratiche e nei suoi riti. teologia : ex catìiedra dell'astrologia. 8 230). p. Oiorn. il card.— terari 195 — lore spirituale dell'umanità. n. generale dei domenicani) non mancavano di tener viva contro di lui.

da cui tanto ancora l'ambizioso pontefice si aspettava per destini. com' è assai più verosimile.'^. filol. fervorosamente evocando le nascoste virtù magiche di piante e di pietre speciali. ^) che già da qualche tempo circolava manoscritto in Roma. 3. Campanella e catalogo dei suoi scritti (« Atti Lincei ». perchè. e non esitò a iniziare insieme con lui vere e proprie pratiche di magia. II. due grandi figure canute.— 196 — la concezione calvinistica. («Giornale critico». Nella grande sala tutta parata di bianco. volessero umani ^) Del IO giugno 1628. tra effluvi di essenze odorifiche. in ima atmosfera densa di esalazioni di terebinto. o che. di cui aveva nascostamente letto l'opuscolo De faio siderali. il vecchio papa. di lauro e di mirto. che gli astrologi dichiaravano in pericolo pel settembre di quell'anno. se. Lettere inedite di T. . pp. ^) V. che il Campanella era venuto intanto scrivendo *). alla luce di fiaccole e candele. in modo da richiamare la disposizione degli cistri e dei pianeti. 43. s. e la famosa lettera *) che il filosofo gli aveva diretto a proposito del copernica- nesimo. e si fosse lasciato insieme vincere dalla sua umana ansietà per le sorti della propria vita. 133 della mia Bibliografia («Giornale critico'). della perfetta ortodossia del frate. stor. 453-458). pietosi prolungare una vita. 95 della mia Bibliografia I. 1877-78. il n. evocavano gli astri. al suono di musiche espressamente elaborate. mor. p. si fosse sentito commosso nella sua ambizione letteraria dal ricco commentario alle sue odi. circondati da simboli e rappresentazioni zodiacali. investigatore penetrante e tenace di tutte le scienze ammantate umane agli e divine. composte e disposte. edita dal Berti. 252). a. fece chiamare a sé il prigioniero. il n. ') V. II e Cenno n. a. e il veccliio domenicano. ci. tutto fiducioso nelle virtù astrologiche del Campanella. follemente pavido dell'angoscia della morte. di bianco. II).

Lettere inedite di T. nell'intento di imprimerle un ben altro orientamento nel suo atteggiamento verso la scienza finalmente fondare in Roma quel seminario di uomini « armati di dottrina. compiuto questo primo passo. gli restava tut* tavia incompiuta una ben più essenziale e difficile conquista la esplicazione libera e intera della sua operosità di filosofo e di riformatore. Ma. Ora non è dubbio. p. profezia. Uffizio. Desiderava onori ed aspirava a cariche. . libertà piena e definitiva. 458. e di poi. . e per quella. cardinale. Disegni audacissimi. come pensa il Berti. 1877-78. pp. che il Campanella mirasse a un ben più alto segno che la sodisfa zione di una vana ambizione personale. nell' intento di partecipare attidiffondere la sua fede naturalistica vamente al governo della chiesa di Roma. 441 e 443). («Atti Lincei». E in termini anche più chiarie! significa in altre lettere come il cardinalato sia segno al suo occhio e al suo cuore».— la 197 — grandezza temporale della sua chiesa. Lettere inedite ecc. della sua casa. « Atti lincei ». affin di suscitar la fede quasi smorta tra cristiani e moltiplicarla dove non è » *) che era divenuta ormai una delle aspirazioni fondamentali della sua vita. come esaurientemente ha dimostrato l'Amabile. per un antico condannato di : . Aspirazioni forse assurde *) O a dirittura come certo smisurate. temporalissirna. testimonianze e desiderio di martirio.. Conseguenza immediata e tangibile di questi colloqui e di queste pratiche fu la liberazione del prigioniero. a volgare ambizione « Non sapeva adagiarsi alla vita contemplativa ed ascetica ed allo esercizio dei semplici uffici monacali. : . Barberini (14 febbiaio 1630) edita dal Berti. C. ma non dovute... ') Lettera al card. Ufficio *). il 6 aprile del 1629.. cui dapprima fu concesso di tenere loco carceris tutto il palazzo del S.. 1877-78. eh' egli ormai aveva concretato in un triplice disegno raccogliere e pubblicare integralmente tutte le sue operC. come Consultore del S.. come ben fanno testimonianza le nostre lettere.

tutcostantemente predominanti in lui sull' interesse di apolotavia più che spiegabile e più che umano — — ma affatto irrealizzabili getica personale. 1° ottobre 1878) tenta di questo periodo romano della vita del filosofo eh' egli vuol rappresentare come un avido di onori e come un impulsivo che « s' impiglia in querele con i frati del suo ordine. l'acutezza d' ingegno e l'acuminata volontà del filosofo erano destinati a spuntarsi miseramente. C.. documenti emerge una tutt' altra verità. si crea intorno molti nemici » mentre dai . ne' Cast. I. di meschine ambizioni personali. voi. col . nelle mani del S. ovvero di tutta l'opera (i 6 libri Astrologicorum. delle sue opere. anch'esse ancora inedite. ^) Non si sa bene se si tratti del solo De fato siderali. C. la ricostruzione che il Berti nella sua Vita di T. ma con buon fondamento. e con i suoi scatti d' ira e le sue impazienze.— 198 — . cominciò chiedere. e col tentare di ottenere l'approvazione ecclesiastica alle altre sue opere. di gesuitica perfidia dei prelati e dei cardinali che circondavano e . e ai quali poi oltre un decennio più tardi il De . piuttosto che a rafappunto forzare. e finalmente ad infrangersi. Uffizio. (parte III. Nobilissimi nella Roma di quel tempo. la finalmente conseguita libertà per ciò nobilissimi. durante il periodo del manifesto favore del papa a suo riguardo. e la Philosophia rationalis e la Monarchia Messiae approvate. Uffizio. in cui il fervore di propositi. S. Ma negli ultimi mesi del '629 la pubblicazione clandestina e fraudolenta *). scritti molto tempo prima. contro la muraglia di creta di volgari invidie. Parve sulle prime che la richiesta non incontrasse ostacoli i due manoscritti gli furono restituiti. Quanto alla pubblicazione j J ') L'Amabile {Fra T. e atti a fargli perdere. la restituzione del Reminiscentur e óelV Atkeismus che erano andati a finire tuttora manoscritti. tutta satura d' interessi e passioni mondane. e attestazione irrefragabile della ma sua fede filosofica e della sua coscienza di riformatore. : dominavano il papa ^). «Nuova Antologia». passim) combatte con molta asprezza polemica.

mentre tutta Roma parlava apertamente del prossimo conclave. che avevano ormai spostato di due anni il pronostico letale a suo riguardo. *) tutti iiiimicissimi al Campanella. alla carica di Consultore del S. e che si abbandodegli — 199 — — aperta violazione — navano impudentemente ai famosi conciliaboli astrologici di S. 1629. e favorirlo nella pubblicazione delle sue opere. sempre più esasperato dal rinascente coro degli astrologi. spalleggiati dalla Spagna. ma suscitò veemente ira nell'animo di Urbano. Prassede. e si preparava. impotente a imporre la sua volontà ai cardinali. ma probabilmente dovette esser compiuta in Roma medesima. aveva tentato di suscitare la quistione giuridica dell'obbligo dei cardinali di risiedere nelle proprie sedi. da parte di Urbano. Non solo . ela- borato appunto quando (primi mesi del 1631) il papa. recandosi a Roma i preparativi per la prossima elezione a ordinare contro gli astrologi i famosi terribili processi del 1630. per ordine del Mostro e di altri cairdinali ispanofili. e a rinunziare definitivamente. lo scritto del Campanella a questo Delliguardo l'assistenza dei Cardinali nella Cima e della non assistenza ne' Vescovati. e molti cardinali già abbandonavano le proprie sedi '*). se non quando se ne stanno oziosi in Roma . a meno di non mettere in giuoco il suo prestigio personale. doppiamente preoccupato a cagione della sua intima compliità col filosofo nelle pratiche di magia. . dal tipografo Brugiotti. ad elevarlo. L'edizione porta la falsa indicazione Lugduni. Contio l'astrologia giudiziaria. ^) V. Continuare a ricevere il Campanella.delle Bolle Astrologicorum arpapali che interdicevano gli studi di astrologia restò d'un tratto le pratiche di approvazione. Proprio in quei mesi Urbano preparava la famosa bolla Inscrutahilis *). e costretto perciò ad ostentare un più crudo rigore contro il trasgressore. come infatti aveva pensato. sarebbe stata. Uffizio. emanata poi soltanto : nel 1631. una imprudenza ad iniziare ostentatamente — jato era stato aggiunto dal Campanella come settimo).

aveva poi. Piegando alle imposizioni del nipote cardinal Francesco. dalla quale egli aveva ormai molti peccati di francofilia ^) da farsi perdonare. Il filosofo da parte sua. mettano in scriptis quel e' han contra. il quale aveva iniziata la sua politica estera con lo sforzo di mantenere a tutti i costi l'equilibrio tra le due grandi potenze del tempo. Che invano scriveva al cardinale Quelli che questa mia giustizia impediscano. al timore di un eccessivo ingrandimento della casa d'Asburgo. per debolezza d'animo. iniziò una pugna a viso aperto contro tutti i suoi nemici. violentemente ispanofilo. tentando di riguadagnare con la lealtà il favore del Pontefice.— rittura 200 — S. Urbano venne sempre più disinteressandosi delle sorti del filosofo. al quale pure aveva durante un fugace momento concesso tutti i suoi favori. \dnto dal fascino della suggestiva personalità di lui. . Nominarlo Consultore del Uffizio a di- una follìa. così apertamente piegato verso la Francia. in sulle prime. Né mai mi fan vedere le qualificationi tirate da falsa poHtica di chi non vuole ch'altro lume s'accenda. di cattolico si è fatto cristianissimo» diceva la voce popolare in un notissimo epigramma. Ma invano. da sacrificare volentieri i possibili ulteriori trionfi politici della controriforma. gravissima. e non parlino di nascosto. . e inconsapevolmente tratto a riversarne tutta la colpa sul frate ancora. ma nello stesso tempo. ma nello stesso tempo adirato verso se stesso del proprio peccato di astrologia. tenne fermo nel suo rifiuto di ricevere il frate. : <( ') È noto che Urbano Vili. che aveva leso furibondi gli spagnuoli. «Il papa. sdegnoso di combattere con armi siffatte. e per amor di quieto vivere. alleata dei principi protestanti. pronto a sacrificare il Campanella alla fazione ispanofila. in seguito alle vicende della guerra dei trent'anni. Convinto in cuor suo che della pubblicazione degli Asfrologicorum il Campanella fosse innocente. accorato e indignato della meschina subdola lotta a cui veniva costretto.

Anzi la sua mente : « . ma è ingannata dal concetto che li poro di me con tante e tali astuzie che li toglieno ane al papa direttache la voglia di disingannarsi » *) . odit lucem . 458-59. quando egli era in auge. o con jus patronati e pension di principi questa è la maggior ruina dello stato ecclesiastico. Ili. ^) Durante l'anno 1631 (V.mo Padre.. pp. del 14 febbraio 1630. l' Lettera al card. e io che vengo per servire al util pubblico non 1' ho. Lettere inedite. n. gli veniva ormai. C. Gli uomini d' ingegno sono strumenti dell' imperio ecclesiastico. Quelli che vengon a dimandare l'utile loro a V. e persee cutioni. ne' Cast. situazione stenibilità. pubBerti.. 161-62. a sei mesi dall'avvenuta pubblicazione ^).mo Barberino hanno introito. a. Santità e all' Ill. Nel gran giorno dell'uni versai giuditio al tribunal deliltima Appellatione li tenero queste verità a fronte.. che nel 1629. e però il Diavolo cerca alienargli dal capo della Chiesa con accuse e sospitioni d'beresia. 233.— onde 201 — : il loro paresse o minore o tenebre in cui s'ascondeno. *) Lettera al Sant. Bibliografia. e anzi particolarmente elogiato dallo stesso P. II e Cenilo I. ma giudicar senza leggere quel clie giudica secondo il loro pregiuditio. n. E alla sua vie- *) blicata dal PP. e non vonno mai venire al paragone qui male agii.. Mai più egli riebbe l'antico favore. II. era stato approvato dalla Sacra CongregsLzione. «Giorn. S. «Atti Lincei». 20. S. (24 marzo 1630) edita dalAmabile. 111. p. crit.e Mostro. che altri dona quel che è della chiesa e li rubba gli animi. e fanno a V. >.. . 244)... 55. doc. andò sempre più precipitando verso VAtìieismus l' inso- friumphatus. le V. sequestrato sotto pretesto che era necessario eliminarne il prognostico astrologico circa r instaurazione della Chiesa. Francesco. 1877-78. Redime me a calnmniis hominum ut custodiam mandata tua '^). i ra T.

per ottenere la licenza pel Dialogo dei Massimi Sistemi. venne l'atteggiativamente mento da lui assunto durante il secondo processo di Galileo. aveva accolto con grandi onori nel suo viaggio a Roma del 1624. . Cenno I. respirante una malsana aura di grossolana sensualità. abusando della dichiarazione rilasciata dal filosofo medesimo nel 1629. Com' è noto. o magari non ancora scritte. cunt Author prò suis illa non agnoverit. Cfr. Il Campanella pensò che egli avrebbe avuto buon giuoco. impregnato di un'ambigua contaminazione di sacro e di profano. dominato dalla preoccupazione di esaltare la figura della Vergine quasi oltre Dio stesso. e questa volta definiMa ad aggravare ancora la posizione del filosofo. p. scrivendo a sua volta delle censure contro queste censurabilissime proposizioni. n. p. 259. il Galilei. 146). Mostro. — — tanto e lo temeraria. naturalmente rag- giunse l'effetto opposto. tutte le opere non pubblicate in Roma perfino. ma non a dirittura eretica. e tutte le altre non pubblicata quarantanni prima ancora stampate. Ma. per difendersi dalla responsabilità della pubblicazione del De fato siderali.— 202 — lenta reazione personale contro il Mostro ^). che prima di diventare papa gli aveva rivolta un'ode inneggiante alle sue scoperte. Bibliografia. . che condannava in blocco. n. poneva ora all' Indice tutte le opere di lui qitae Romae excusa aut approhata non sunt. fiducioso nelle buone disposizioni di Urbano. Decreto ingiusto e crudele. aveva dichiarata la sua dottrina sol: . 59. e anche dopo. e grottesco nello sforzo di rappresentare iperbolicamente una siffatta esaltazione. es. forse non ben edotto Urbano verso il copernica- *) Proemio e tavola delle censure sopra il libro del Padre Mostro (V. era tornato personalmente in quella del vero atteggiamento di città nel 1630. Il Riccardi aveva pubblicato nel 1626 un suo libro sulle Litanie. la Philosophia sensibus demonstrata. e una volta per sempre. rispondeva una ben più grave controreazione un decreto della Sacra Congregazione (1632) che. 11 P.

S. il libro aveva finalmente visto la luce in Firenze. dopo due anni di stenti. Da questo momento il Campanella. gli 203 — aveva accordato l' Imprimatur senza difa misura ch'egli era venuto scoprendo l'animo del pontefice al riguardo. perfettamente coerente con sé medesimo. Il p. il Campanella. Uffizio pel 23 settembre. egli eleva la sua voce. era rimasto assai male impressionato del libro. vien fatto minacciosamente tacere e obbligato a ritirarsi a Frascati con molte sbravate contra i Novi filosofi e ci fui nominato io ». frapporre ostacoli di ogni sorta alla pubblicazione. abilmente istigato dai suoi cortigiani.. né cose recondite. intimato al Galilei l'ordine di presentarsi dinanzi al S. e dice ex ore pontificis » *) e intanto a Roma prende il suo posto di battaglia spingendosi fino a chiedere richiesta tanto audace da parer ingenua di essere nominato avvocato o procuratore nella causa. p. che aveva osato proporsi difensore.. nel 1632. 238. sente il bisogno di tradurre in realtà l'Apologia prò Galileo. Nel doloroso silenzio universale di un mondo scientifico ancora titubante. Al primo sentore della ostilità verso il Galilei. Il papa. com'egli scriveva appunto da Frascati al : . doc. e pronto a inchinarsi ai tirannici dettami di una Sacra Congregazione. a difendere i diritti della libera ricerca. audace e serena. e non vi entra persona che sappia matematica. ne' Cast. Dubito di violenza di gente che non sa. *) Lettera al Galilei (21 agosto 1632) edita bile {Fra T. C. dall' Ama- . . anche a costo di aggravare la propria situazione.— nesimo. e aveva indetta un'apposita congregazione per esaminarlo. Mostro fa fracassi contra. aveva cercato di Ma poi. ! — — ( . ficoltà. 166. Ma... II. Tuttavia. si affretta a dargliene notizia « Con gran disgusto mio ho sentito che si fa congregatione di Theologi irati a proibire i dialoghi di V.

Giorn. crit. 240. ') Bibliografia. II. e il cammino della storia. n. » ^). veniva tessendo infaticabile la sua tela. Anzi. Fra T. . una teologia. Senza dubbio la Spagna decadeva sotto il peso della sua stessa grandezza passata. appena pubblicata. Ad ima approo alla concessione di vazione delle altre sue opere effettiva istituzione di quel collegio Barhevino.. tomistica nelle dichiarazioni e nelle apparenti intenzioni dell'autore. 22 ottobre 1632) ne' (« edita dall. veniva condannato al- mentre al Campanella l'abiura e al carcere perpetuo veniva sequestrata.— Galilei. e convulsa internamente dai conati egemonici delle grandi monarchie. che nei vasti campi dell' Europa. e scusar se stessi con : accusar noi L'anno seguente il Galilei . . ch'egli aveva scritto appunto in quegli anni ^) propugnando. insanguinata dalle asprissime lotte politico-r eli foiose. il giuoco nascosto di simulazione e dissimulazione della corte di Roma. Amabile. p. C. a. p. gli veniva perfino interdetta la facoltà d' insegnamento. le piccole lotte a colpi di o di veleno. ». 58. Cast. lo sguardo del filosofo dovè levarsi ben oltre <[uella breve cerchia. mirano ma « E sappia che gli huomini non a dar gusto. che pure era stata a suo tempo debitamente autorizzata dalla vSacra Congregazione. 204 — concludendo al vero. lleCenno n. a considerare il corso degli eventi. ma sostanzialmente telesiana e platonica. * * spillo pur tra le angustie. 143 258). ch'egli aveva ideato come seminario di propagandisti cattolici. la Monarchia Messine. non era più il caso di pensare neppur lontanamente. contro l'aristotelismo. che i suoi piccoli uomini *) l' Ma Lettera al Galilei (Frascati. 167. in base al De genfilìsmo.

non infirma per nulla il valore anche ideale del suo gesto Molte volte gH orientamenti politici non derivano. lui. o da un interesse ideale affatto puro. soprattutto all'ambasciata di Francia *). . egli aveva trovato un'atmosfera di deferente e calda simpatia. disgiuntivamente. amico e protettore del Cam. questo suo orientamento coi criteri di un meschino opportunismo personale ? Gli orientamenti della politica. appariva ormai io stato più idoneo a quella funzione di braccio della Ghiera. ch'egli aveva cominciato a frequentare in Roma. Tutta 1* Europa tendeva ormai a gravitare verso la Francia non solo la poli+ica di Urbano e r ideale teocratico del Campanella. così fieramente perseguitato dalla Spagna. ma dall' intrecciarsi e dal reciproco determinarsi dell'uno o dell'altro interesse. atteggiamento coincidesse con l' interesse personale di che. — . delle nazioni.ente accresciuta di potenza prattutto di fede in se stessa dopo il contrastato. E quivi aveva stretti *) Ambasciatore il }3éthune. panella. lo intuì. Senza dubbio. Mentre la Francia. sempre più rinvigorita dal suo accentramento monarchico. che è vano contrastare. con quella sua sensibilità politica che lo rendeva capace di guardare con occhio quasi profetico nelle grandi linee del futuro. enormem. alimentata dalla grande politica del Rima sochelieu. Che poi questo allo stesso . modo come il sorgere e il declinare hanno un loro corso fatale. con quel suo acutissimo fiuto della realtà contingente.— 205 — dell'oggi non erano capaci di sostenere. negli ambienti francesi. ma definitivo e glorioso. non poteva ormai che sperare aiuto e protezione dalla Francia. o da una volgare finzione e simulazione. trionfo sugli Ugonotti. cui ancora pochi anni prima pareva deE il Campanella lo vide anzi stinata la Spagna. e poi il De Brassac cui doveva poi succedere il De Noailles. Perchè giudicare .

1635. T. che dovevano più tardi offrirgli un aiuto prezioso nelle ultime avversità della sua vita. crit. doc.61. ^) De libris propriis Paiisiis. in data 28 sett. quando il filosofo era già morto. Pelé. scriv^endo altresì qualche opuscolo epistolare per sua richiesta. . p. ristampato poi due volte durante il corso del sec. 259). non lo esente da qualche pericolo. apud viduam Gnilielmi . XVII (V. tra la fine del '31 e il principio del '32. II. et Peirex. di « campanellista ») aveva messo a parte dei suoi studi. il Mersenne. il n. e che testimonia quanto scarsa consapevolezza . ». n. qui est a dire en France *). pa- gina 264. 154) della mia citata Bibliografia (« Giorn.. 327. que je le fisse imprimer qiielqiie jour. regalandogli les Minutes et Broiiillons de ses ecrits . accontentandolo nella sua richiesta di una Vita e di un trattato De libris propriis. 1642. finalmente. Ma anche questa volta il Campanella fu deluso nella speranza di pubblicazione. *) Lettera del Naudé Fra al edita dall' Amabile. il Peiresc. Con una disinvoltura veramente stupefacente. . che il filosofo gli dettò durante il soggiorno in Roma dell'amico. a. quando lo studioso francese era venuto in Roma come bibliotecario del cardinale di Bagno lo aveva ammesso nel circolo dei suoi discepoli (il che aveva fruttato al Naudé l'epiteto. Nessuna delle opere ch'egli aveva affidata al Naudé vide la luce se non il Syntap^ma. affidandogli i suoi manoscritti avec intenfion. C. Col Naudé si era stretto d'amicizia fin dal 1631. edito per altro dieci anni dopo ^). il Gaffarel. recta raiione studendi Syntagma .— 206 — rapporti epistolari o personali con nomini come il Gassendi. lorsque je seroi s cn pays de Liberti. il La Mothe le Vayer. II e il Cenno I. e in una forma tutt'altro che favorevole. come scrisse poi il Naudè medesimo. ne' Cast. il Naudè. il Bourdelot.

che pure confusamente ammirava e teneramente amava. convinto che la mancata pubbHcazione dipendesse non dalla difficoltà di come effettivamente era già eludere la rigorosissima sorveglianza die l' Inquisizione e i Gesuiti esercitavano sulle tipografìe. Sicché tardi. e forse inghisti. ce qui estoit une fois escrit ^). poiché esso gii era stato dettato stans pede in et s'il faiit dire. alla peggio.— 207 — il Naudé avesse della vera personalità dell'amico. -) V. (verso il anche questa volta non — — . piccole venvolere dell'amico dette e controaccuse. p. partito da Roma e giunto a Venezia. C. C. la inevitabile inesattezza di tutte le biogiafie del Campanella (Baldacchini. D'Ancona. Fra T. d'auianf qiie hiy ni }. come ha minutamente ed esaurientemente dimostrato l'Amabile. . probabilmente dal Failla e dal Pignatelli ^). ma da mal e da parte di questo. avvalendosi altresì. ne' ne' Cast. dove si proponeva di far stampare il Syiitagma. mancarono. s'era messo a ri vederlo. più 1635) risentimenti acerbi. non dal Campanella. che si credette ancora una volta defraudato nella sua proprietà letteraria. nel rileggerlo. Casi. Fra T. da parte del filosofo. soprattutto per la cronologia delle opere. 264). •) V. p. si era creduto in diritto di riscriverlo a modo suo {('est pourcuoi je le rescrims font entier et V accomodé en forme aiicunement plus passable'^). 264). Stabulum Augiae tant pour la diction que pour V extravagance du jugement. che trascinarono più tardi il filosofo in una meschina polemica non solo col Naudé.. di note e appunti fornitigli. 3) Donde.. lettera già citata (Amabile. 711 oy ne relisions jamais Ma avendolo trovato. Berti) fedelmente calcate sul Syntagma. lettela già citata (Ajuabile. ma da qualcuno degli scolari di lui.

come ha dimostrato 1' Amabile {Fra T. suoi amici . che non valsero. Pont. p. ma stampato. .— ina anche con 208 -^ gli altri studiosi francesi. a troncare l'amicizia. *) E anche oltie. C. I. Max. conservata ininterrotta fino alla morte del Cam- ma panella ^). poi che il Naudé pubbhcò nel 1642 il Syntagma e nel 1644 il suo Panegyricus dictus Urbano Vili. oh beneficia in Thomam Campanellam collata. per altro. ne Cast. nel complesso. il quale. quando il Campanella era già morto e Urbano stesso era presso a — — morire. 449) non fu come a lungo si era creduto letto solennemente in Roma nel 1632.

p. trionfatore della resistenza ugonotta a La Rochelle *). scioghendo un inno. 87). notte per le cantonate — Orazione per la presa della Roccella. non aveva esitato a volgersi decisamente contro di lei. sepoltura Agi' Italiani {Poesie. ^) Verso la fine del '33 o i primi del '34. In terra d'esilio « Italia. nell'ombra. appena sfuggito. biecamente sospettosa. rioso della Re. di troppo chiaro significato. scritta *) quinc'icina di dicembre del 1628. scritto afìfisso in di risposta al distico ingiu- quando l'antagonismo tranco-ispano era divampato violentemente in Roma medesima e fino a teorizzare la sua nuova fede politica nel ben noto Discorso politico tra un Venetiano.X. col suo Dìstico in omaggio al Re di Francia verso città. fino a prender partito personalmente per questa. Convinta che l'orientamento essenzialmente francofìlo della politica di Urbano fosse dovuto offesa della aperta. ostentata francofilia del suo antico prigioniero. il ^). alla influenza del Campanella . is nella prima -- Tommaso Campanella . la Spa- gna vigilava. al Richelieu. ») Nell'aprile del 1633. Spagnuolo e Francese circa li rumori passati di Francia ^) la Spagna . de' lumi suoi. che. e poi sempre più piegando verso la Francia. Intanto. quasi per un equivoco. d'esterni candeliere». dal pluridecennale suo carcere.

primo ispiratore. « con un odore velenoso e pestifero avvelenare il Viceré e gli altri Ministri di Sua Maestà *). notorio nemico e ribelle alla Monarchia di Spagna. Fra Tommaso Pignatelli. il venne a dare a lei il modo di sfogare il suo antico rancore. 0I-' ti e il Campanella. o.. con quest'odio alla nazione spagnuo^) era tornato improvvisamente in Napoli da la Roma dov'era vissuto in frequente contatto col suo maestro e con i circoli francesi.. Napoli. ma al quale Campanella non aveva menomamente partecipato. )> *) Amabile. e per la persona del principale imputato... Morano. per lo meno. con la dottrina appresa da così male- una congiura. e pel suo orientamento. p. ed. e al vecchio tormentato filosofo bandonare per sempre la terra natale. ma probabilmente allo stato di vaga e inconcreta aspirazione soltanto nell'animo generoso del j) — — : . Elmo. alla libertà e all'azione questo suo pericoloso nemico. oppresso com'era. 1887. giovane entusiasta ed animoso. « educato nella religione di S. come segnale della rivolta che il popolo. sarebbero stati. già noto da un pezzo alla Spagna (Cfr. . aveva subito fatto pensare al Campanella. si sperava avrebbe facilmente assecondato secondo un'altra versione dell'accusa. Domenico. 21. oppure... di ammazzare il viceré. la sua congiura e la sua morte. senza dubbio esistente. 2) Complici della congiura. il dolore di ab- Nell'estate del 1633 era stata scoperta in Napoli la quale. detta scuola.— 210 — non aspettava che un'occasione propizia per sottrarre alla vita. Quando un avvenimento imprevisto e non privo di qualche gravità. Fra Tommaso Pignatelli. con si diceva un vasto disegno di ribellione tentare. certi Antonio Pepe e Giuseppe Grillo. nonché quel Michele de Cervellone. Alla congiura. cap. che l'Amabile ricostruisce in tutti i suoi particolari nel volume citato. V). al latte e scuola di fra Tommaso Campanella. con un colpo di mano su Castel S.

fu condotto un nelle carceri di Napoli. il Monterey. Fra T. Pignatelli. . Ma il processo. Pertanto -io Maria Vergine de Costantinopoli. ^) La esasperazione contro la Spagna era giunta in queanni a tal colmo che cartelli infamatori e rivoluzionari venivano posti nascostamente in vari punti della città. ma soltanto convinto. Gennaro fui presente. ne prometto indulto. condannato tuttavia a morte nel settembre del '34. prometto indulto e salute. 114 nota: « Alli fideli cristiani soldati SpaPerchè Dio non può gnoli et Italiani del Regno di Napoli. in questo mondo e nell'altro. più sopportare le tirannie del conte de Monterey. si trova notizia appunto in Amabile. e perdere tante e tante anime. . e col veleno. Protettrice de Napoli. aiuto e favore. ^) Un nipote del Campanella. facendo perire. non avev^ mancato di costruire nella sua imaginazione una vasta base policooperazione niente meno della Francia. ancora più dei suoi predecessori sospettoso del papa e del Richelieu. a detto Conte. Domenico. viceré di Napoli. Anello Io S. Viceré de NapoU. e su debolissime testimonianze e nulla a dirittura a carico del Campanella. s' intende. del papa e ispirazione diretta del Campanella. affermo. e con larghe perquisizioni e arresti anche in Calabria ^). fui presente». e Io in nome de sua Divina Maestà.* persona cristiana che col ferro. e prometto Io S. Data in Cielo Io Maria Vergine de Costantia di primo de Magio 1634 nopoli sottoscritta col sangue de Cristo. dove languì per circa sette anni altri suoi parenti fratello Gio-Domenico si salvò con la fuga o amici vennero dispersi e perseguitati su indizi tenuissimi o a dirittura fittizi. e particolarmente dentro l'arsenale. condotto con grande severità. 211 — insofterente del giogo vieppiù gravoso insua terra *). brugiate et saccheggiate le loro persone e case. a quals. quanto de sopra. Di uno singolarissimo. nonché. combente sulla : . gli — — — — — . inimico de Dio e della Giustizia. dell* Intica ghilterra.— Pignatelli. . e ai suoi seguaci e Capoministri dete. rivelò ben poco a carico del Pignatelli. non come confesso. distruttore di questa Città e Regno. p. perchè Dio cosi permette e comanda. o seUccicreta. darà morte publica.

mano dal suo desiderio di porre nella peggiore luce l'opera . 22.. che si fonda {Fra T. . p. bastò alla s* cedersi contro Frati nel modo libero e licencioso che era fatto » ma. per intercessione della Vice-regina. 37. ^) Secondo la ricostruzione del De Blasiis {Una seconda congiura di Campanella («Giorn. p. cui il i) Amabile. per non accreditare ulteriormente i sospetti del Monterey circa la sua personale partecipazione.ver alla vigilia della morte. non resistendo al tormento. rifiutò. pubblicala per intero dall' Amabh. doc. ricorrendo magari a un ratto violento pur di riavere nelle loro mani il Campanella. e perchè non piaceva l' introduttione di procedente. p.' *) L'Amabile. Urbano. ma soltanto una minaccia. e che aspettava la venuta del Re di Francia in Messia « *) sebItalia come i Giudei aspettavano il bene smentita dal povero Pignatelli medesimo che. che. doc. Fra Tomm. tormentato iamqiiam cadn. 5 e doc. . io) sulle relazioni dell'ambasciatore Veneto e di quello toscano in Roma non vi fu una vera e propria domanda di estradizione.— 21t — Senonchè una rivelazione tardiva del condannato. 7. strozzato nel carcere. sulle prime. come al soUto. « per la qualità del soggetto. ne' Pignatelli. Pignatelli apparteneva. a 29 anni. e lett. ritrattò tutta la confessione pre- Spagna per rivolgere al papa formale domanda di estradizione del filosofo ^). 147 e Fra T..e {Fra T. . confessò « che avea trattato di questa ribellione in Roma. Il che. doc. che si fonda sulla lettera del Residente Veneto in Napoh. 464). prendere la lasciandosi. Cast. in verità non mi pare sposti notevolmente i termini della questione. p. invece che giustiziato pubblicamente. nap. e che sapeva che fra Tommaso Campanella era nemico capitale di Spagna. ^) Mori il 6 ottobre 1634. e per un riguardo all'ordine domenicano. p. C. 1875 . e impossibilitato di insistere troppo nella difesa di lui. II. convinto che gli Spagnuoli non avrebbero tanto facilmente desistito dal loro proposito. nell'atto di morire ^). 157...p 18) mentre secondo l'Amabile. 225. Napoli. Pignatelli.1. consigliò al filosofo la fuga *). ». di filos. Pignatelli.

ecc. : documentata. o per irresolutezza e mobilità di carattere. il Rinieri vuole vedere anche in siffatto consiglio una manifesta prova della glande generosità del papa verso il filosofo. E Urbano aveva promesso. s'era rifugiato nel palazzo del De Noailles. Napoli. aveva spedito uno staffiere all'ambasciatore francese per dirgli che ridomandava la sua parola. C. se poteva. per non uscire interamente d' Italia. Vita di T. 129). alle prime notizie del pericolo ch«ì correva. *) da relegai si nella leggenda l'episodio cui il Baldacchini. Al De Noailles non restava che proteggerne la fuga. Il 2T ottobre. il Campanella abbandonava per sempre la terra del suo martirio e del suo amore ^). e che provvedesse lui a far salvare subito il Campanella. il D'Ancona.— (Questi f I 'f 213 — intanto. . il fa per un uscio segreto da via scampare « (Baldacchini. p. Poiché l'ambasciatore di Venezia lo aveva distolto dal pensiero di rifugiarsi. Ipotesi affatto assurda e indi . in quel territorio. 1848. aveva chiesto al papa che ne assumesse lui la protezione. nella carrozza il stessa del De Noailles. Ma nella notte. questi che preveduto avea la violenza e provveduto a tutto. com'egli pur avrebbe voluto. avevano attribuito la fuga da Roma a dirittura una sollevazione di popolo contro il vecchio filosofo « Un giorno che ad alte grida il chiedono al Duca. tanto inviso alla sua corte. l'unica terra che gli si aprisse ospitale era la terra di Francia. sentendosi a sua volta insufficiente a difenderlo efficacemente contro gli Spagnuoli. o per imposizione del cardinale nipote. Urbano. e ormai certo non bene accetto neanche a lui medesimo mentre dalla parte opposta. Il filosofo dovette con grande dolore rassegnarsi a questa estrema necessità. sotto mentito nome di fra Lucio Berardi. di notte. che. non esita ad ammettere che questo consiglio sia stato determinato nascostamente dal desiderio di liberarsi in tal modo dal Campanella. travestito da frate minimo. È . con passaporti del papa e dell'ambasciatore.

o viceversa. dov'egli era felicemente ^) arrivato per via di mare da Livorno. di Peiresc. dichiarandosi felice di poterlo ricevere nella sua casa a qui ne pouvait pus estre disine de tant de bonheur i. lo avevano accolto come si accoglie un maestro lungamente amato. ed amico e protettore generoso di coloro che più travagliata ebbero la vita. urgentibiis magni momenti negotiis. e beoque) richiesto di ospitalità. essi dovettero certamente occuparsi di astronomia e di filosofia. erudito. la diffusione delle dottrine di lui in Italia. (lat. per 1' imbarco. come il Campanella. a difficoltà ch'egli avrebbe incontrato in Livorno. sub mentito habitu. ^) Qualche documento del tempo accenna appena. il libro dello Fabricius) sig. il 29 ottobre del 1634. Le ultime vicende del Galilei. Questi. il Galilei. che era anche lui in quel momento ospite del suo amico. *) Claudio Fabry. non estremamente ricco. fu in relazione con gli uomini più segnalati del suo tempo. E l'accoglienza era stata tale da non smentire le parole devotamente affettuose. Ma non se ne sa nulla di preciso. libéralissimo e munifico. ecc. In tal modo e in seguito a ricchi rapporti epistolari. allietarlo l'accoglienza affettuosa e N Marsiglia. accoglieva con grande cortesia nella sua casa tutti gli uomini eminenti che di Francia passassero in Italia. interessarsi ad ogni forma di cultura. non appena un misterioso biglietto del Campanella {sum praedicatorum et tintinnahulum tuum ad quem scripsisfì.214 * * * Certamente dovette devota ch'egli trovò in Aix nella casa del Peiresc *). lo ebbe avvisato del suo arrivo in Francia. desalutasti. ma spirito disposto ad ma ma . gli da aveva mandato una lettiga. Il Peiresc e il Gassendi. Il viaggio non gli fu grave. senza specificare. Nei brevi giorni che il Campanella passò in Aix. et saepe emini enim me a aperire nisi tibi volo.

« desiderosissimo che sia esaminato da un par suo.. inviando a quest'ultimo il libro di quegli. Già fin dall'anno precedente il Peiresc aveva fatto da intermediario tra Herbert e il Campanella. in data 4 ottobre 1633. doverono essere argomento di quei colloqui. ne' Cast. non senza grandissima ragione. già stampati fino al 40 hbro (H vide ma «perchè stavo in abito strano ed incognito. nella tipografia cui il Gaffarel li aveva consegnati. Fra T. avendo ella conquistata tanta fama per tutta 1' Europa per opere tanto squisite e pensieri tanto sublimi a comparatione di ciò. 313. che tutto *). e tuttavia assai significativa. . e dove riuscì a vedere. il De vcritate da di Herbert of Cherbiiry allora allora messo all' Indice in Roma. che egli stima molto più di ogni altra. e. e che passi per la sua censura. importantissimo nella storia del pensiero europeo e nella determinazione dei rapporti del nostro Rinascimento con altre correnti ideali. passando per Avignone e Valenza. in Francia e in Germania nel secolo decimot t avo. sviluppatesi soprattutto fuori d' Italia il Rinascimento filosofico italiano. C. tanto che il Campanella dovette poi darsi fare per procurargliene una copia. trasmette la sua fiaccola. dove giunse. i suoi Medicinaliitm. edita dall' Amabile. da una parte al Cartesio della deduzione dell'essere dal pensiero. vidi.— 215 — che interessò il Stigliola {Telescopio o Specillo celeste) Peiresc. per suo tramite. Da Lione. *) Lettera del Peiresc al Campanella. dall'altra allo Cherbury della religione naturale. spesso inavvertita. sin ora s'andava professando per Piccola )> circostanza. in qiianto indice reale di un contatto ideale. il i6 novembre. II. 248. concludendosi. a tutto quel movimento illuministico che così largamente doveva poi diffondersi in Inghilterra. : . doc. p. ancora pieno di energia e fecondità vitale in Campanella.

non gli impedirono di guardare con cuore sereno e con occhio « Ho ammirato d'amore la terra che attraversava l'ampiezza della Francia... 11 dicembre 1634. abondanza delle pianure. l'amarezza di questo tardivo peregrina ggio.. *) I-ettera del Campanella al Del Pozzo. » ^).. che per ogni vico e pago e taverna escono a cercar lemosina. : si trovò preceduto da ima grande fama vescovo di St. e non cede punto all'Italia. novembre. doc. 304. e tutte le differenze di questo eterogeneo corpo. . . ormai vecchio e fisicamente abbattuto dai lunghi tormenti della prigionia. 1635.. ridono. ne' Cast. Fra T. Notai le varetà della terra nella consistenza e colori e vene di essa. £ tutta gente allegra. p. 235.. C.. . 276. da Lione a Roanne insieme al corteo dell'arcivescovo di Aix. Flour. chi ponno dar pane a 4 regni e non ho sentuto ancora freddo. doc. e la feracità di colli. Campanella vorrebbe verso la iìne di questo libro più acconcio prese. la via di Parigi. II. ne' Cast. 332. assai gravi per lui. se non in quelli ragazzi. dopo aver attraversato il cuore della Francia. Anzi tutte le campagne trovai verdeggianti e fiorite sin a Parigi segno di gran bella temperie. da Parigi. gli offersero i loro servigi. ^bile. fratello del Noailles. se non che *). La tristezza dell'esilio. II. Fra Ti C. ') Lettera alPeiiesc.. Amabile. gli aprì la sua casa uomini insigni per dottrina e per censo lo visitarono. p. 14 marzo V. montosa e piana. a Parigi. e utilità di monti.. gli resero omaggio..— e 2l6 — : non dissi altro. delle sue convinzioni politiche circa i grandi destini della Fran- A Parigi il . che si recava a Parigi da Roanne a Orleans solo. Vi giunse il i^ dicembre. Ama- . che aveva esacerbato Iodio degli spagnuoli contro di lui. finalmente per terra. Non trovo lamenti né malinconie.. e per via della Loire da Orleans. li quali poi subito fino : . gì' inevitabili disagi del viaggio. Della sua dichiarata francofilia.

e mostrava saper quel che feci per S. Amabile. dai Nunzi. 236. Mi disse : trrs vien venti eie. lo accolse bene. Il Richelieu.— patriottismo francese. Urbani nobili or que throno *). Fra T. P. con un compiacimento esagerato dal peculiare colorito chauvinisfe del Un ignoto verseggiatore ab- bandonò a celebrare.. e insieme mostrava compassione dei miei gu. ne' Cast. C. non li farò mia protettiopromise altresì una ^) V. M. lo accolse « con tanto suo gusto e mio. come or ora dirò. Ma a questi trionfi mondani non corrispondeva or- . e si commovea con decoro regio sempre in piedi S. doc. eie. e io. insediando in Napoli il papa onde Napoli avrebbe poi .243. stia allegro e sicuro Gli pensione. 1635 al Pereisc. malgrado le manovre già iniziate. M. p. fasti di una futura discesa vittoriosa di Luigi XIII in Italia. . 309. cui il Campanella si presentò il 15 dicembre '34.. ne : . Il Re. i 217 — si eia si parlò pubblicamente in Parigi.ii. V. che non si può credere. *) Lettera del 9 marzo ne' Casi. Parthenope. II. . mi dava grande animo. lo ricevo in *). che ne avrebbe scacciato gli Spagnoli. cantato di sé Illa ego . Ammirai in tanta maestà una somma umiltà e mansuetudine. . Divum quae munere : (olio Nunc tandem indecori libera colla jugo Virgilii saxis et carcere Campanellae Nobili s. gli astanti.. e tutti . che egli potè finalmente vedere il 9 febbraio dell'anno seguente. 305. in una enfatica visione poetica. doc. . e rìdea d'allegrezza. Io credo averli parlato bene e lui interpretava. Non m'abbracciò due volte si mise mai in testa il bonetto e quando parlavo. ^) mancar cosa alcuna. di cui poco dopo egli ricevette il brevetto per 150 lire al mese. Amabile. Mi si fece incontra alcuni passi. nota a. C. Fra T.

ed il filosofo era venuto concentrando tutta l'attività che gli rimaneva nello sforzo di pubblicazione delle sue opere e nelle lotte della sua contrastata vita quotidiana. in quest'ultimo quinquennio della sua vita. tanto più che anche ora. Ai quali invano richiese lungamente la restituzione del Remimscentur. edite dal Berti. Ormai. al raggiungimento dei suoi fini si opponevano le stesse. o rimaneggiando lavori anteriori ^). prima ancora che il Campanella giungesse in Francia. a. critico». . 2 novembre 1634. costoro. si erano affrettati a dar ordine al nunzio Eolognetti che sorvegliasse « questo un termine anni lo si *) V. al card.— la così 2l8 — mai più un fecondo sviluppo interiore. che aveva zampillato così vivace e esuberante nei lontani anni del carcere più doloroso e dei più efferati tormenti. egli non poteva che continuare nella via già percorsa. 1° febbraio '35. dal n. ^) V. al card. pp. con tono afiettuosamente devoto e con sincera lealtà. II e Cenno I. dal n. chiedendo giustizia. «Atti Lincei». si era rivolto ad Urbano medesimo. C. scrivendo solo di tratto in tratto qualche piccolo lavoro più o meno occasionale. si era andata essiccando. Antonio anche da Parigi. impetrando finalmente . 256-62). 51 alla fine. tuttora manoscritto e indebitamente sequestratogli e la revoca della condanna dell' Atheismtis e della Monarchia Messi ae. 1877-78. Già da un pezzovena filosofica. e ai cardinali nipoti ^). Mentre egli. identiche difficoltà. la mia Bibliografia. alla meschina subdola guerra con cui da combatteva. 460-66. 103 in poi (« Giorn. che già in Roma gli avevano contrastato la pubblicazione delle opere e la realizzazione del suo ideale di riformatore e che anche ora egli fu costretto a sprecare quasi tutte le sue energie in una sterile lotta con i suoi antichi nemici romani. lettera al papa da Aix. Lettere inedite di T. in Parigi. fin dal primo momento del suo arrivo in Francia. nipote (Francesco) da Parigi 4 dicembre '34. pp.

far a lui concorso. malgrado certo. perchè ne interdicessero la vendita. Ma. ^) Detto dei Giacobini. Francesco aveva consigliato. pp.— 219 — cervello torbido.). in un trionfo pel Campanella. rivoltosi direttamente alla Tbona. risolvendosi anzi. farlo ritirare in Provenza o in Avignone. Bolognetti. ma invero con non grande efficacia. nunzio ordinain Francia (V. Il quale. perchè essendo egli per se animoso. editi ed .. potrebbe essere invitato dalla facilità che costà si trova di stampare a scriver stravaefanze » e che cercasse di « screditarlo appresso il non applauda dove si possa con buona maniera. poiché il filosofo aveva già ottenuto dal Richelieu l'assegnazione al convento della Nunziata in Parigi ^). Una delle più lungamente contrastate aspirazioni della contrastatissima sua vita poteva finalmente tradursi in realtà.. contro le intenzioni del j proteste del Bolognetti. II. si era dato con servile zelo. • . la concessione di pubbHcazione di tutte le sue opere. ne lo metta in luogo. e farsi capo di qualche perniciosa dottrina» ^). Ma che questo tentativo era fallito. P^gli poteva ormai accingersi a riunire in una edizione completa tutti i suoi scritti. a « screditarlo » presàò il Cardinale. riordinati secondo lo schema ch'egli vagheg- ') Carteggio in cifra di Mons. C. non aveva tardato ad ottenerne. a fine che S. Amabile. ne' Cast. Fra T. Em. appena venuto a conoscenza della stampa dei Medicinalimn. ond'egli s' insuperbisca. in via S. come il card.za sue inventioni. alle ma il Bolognetti non aveva mancato di eseguire gli ordini non potendo ormai. terminata allora (marzo 1635) in Lione. Nunzio. aveva insistito presso il Richelieu e presso il Guardasigilli. e se gli fomenti il prurito di stampare. inediti. e presumendo di sapere assai. : E Non solo. 255 sgg. doc. Cardinale. 218 e sgg. Honoré.

». il n. p. 1638. a. Thomam Canpanellani. V. . 3. Joannem du Bray. Punizione grave per lui. 263-65). II e Cenno {Bibliografia. p. crit. adirata per questo suo gesto. ^) finalmente nell'aprile del '38 la Philosophia rationalis ^) e nell'agosto la Metafisica ®). a. 24 (& Giorn. ».». n. juxta propria dogmata ex natura et scriptura Dei codicibus tomi X) in appendice alla Philosophia rationalis. via Jacobaea. 41. crit. . pp.». 230). p. De gentilismG e Athcismus) ^) nel set1637 il [De sensu rerum con la Defensio ^) tembre dello stesso anno le Disputationum suae philosophiae realis . MDCXXXVIII {Bibliografia. «Giorn. MDCXXXVIII crit. II e n. si vendicò col sopprimergli tacitamente la . via Jacob aea.— 220 — giava. juxta propria dogmata. II e in questo volume. 46. 7 della mia Bibliografia. L'indice si trova anche da me ristampato. 241). in una vasta Instauratio scientiarum *). crit. *) Parisiis. sub n. (V. n. ormai quasi privo della pensione francese a cagione degli aggravi che l'erario sopportava per le spese di guerra. «Giorn. II e Cenno \. apud Tussanum Dubray. n. sub Sento Solari. ') Parisiis. crit. crit. 2 del Cenno I. ». apud Dionysium Bechet. La pubblicazione medesima delle stesso pubblicò 1' Indice {instanratarum F. Spicis Maturis. 16. della Realis philosophia epilogistica. 55 della mia Bibliografia «Giorn. *) Parisiis. 251). il n. p. Parisiis. Nel marzo del 1636 usciva il primo dei dieci volumi. sub Spicis Maturis. Con giovanile fervore e con mirabile tenacia si accinse subito all'opera. ch'egli aveva disegnato {De praedesiinell'agosto del natione. edita nel 1623 dallo Adami. Ma a costo di quali sacrifìci e di quali pene La corte di Roma. alla fine della mia Bibliografia («Giorn. ! pensione che Urbano gli largiva. che. II e n. dovette dibattersi in strettezze finanziarie gravissime. •) Universalis phtlosophiae seu Metophysicarum rerum.». Il e il *) Di cui egli scienti amm per MDCXXXVI Cenno ^) l. n. Parisiis. 264). 90. via Jacobea. contro il quale vanamente protestò presso il governo francese e presso la Sorbona. V Giorn. 232). MDCXXXVII (V. 20 del mio Cenno I. Pari.siis. la mia Bibliografiu. apud I. p. MDCXXXVII (seconda ediz. n. Dionysii Houssaye.

per i ben noti mo- ivi anticlericali. gli costò 30 scudi Piccole miserie. di che era stata intessnta l'avventurosa sua vita. aggravò ulteriormente la sua posizione. e finalmente stampate a costo di sacrifici e di disagi personali. [I. quando si voglia valutare che cosa costarono al travagliato filosofo le sue opere.. ne' Casi. Ma aveva avuto 1* ingenuità *) di pensare che la chiesa di Roma — . fin dai primi giorni del suo arrivo in Francia. All'adempimento dell'altra sua aspirazione fondamentale esplicare la sua missione di riformatore religioso. per nulla deluso dalle più che insormontabili difficoltà da lui incontrate negli anni trascorsi. 88) fino a domandarsi con tutto candore: «Dunque. : ^) Ingenuità pienamente partecipata. il Campanella si era altresì dedicato con vivace fervore e con ingenuo entusiasmo. lemmeno l'opera della conversione degli eretici. incontrava il gusto di lere. ammalato. che giunge {Fra T. come dal pubblicare le opere sue. tutt 'altro che inattuabile per se. p. ma che tuttavia non vanno trascurate. alle quali somma non lieve per lui. . dall' Amabile. sopportati lietamente da un vecchio di settant'anni. approvate dopo fiere lunghissime lotte.— 2tr — opere. da parte del egli si doveva asteimpancila. ^là gravato dal peso delle molte aspre battaglie. fatta in gran parte a sue spese. non si vorrebbe nemmeno accennare. scritte quasi tutte nel carcere. cosi dal convertire i Roma : . esule. rifatte più e più volte ex tra tormenti inenarrabili novo tutte le volte che i rigori dell' Inquisizione. C. la mala fede degli amici o le vicende drammatiche della sua \dta ghele sottrassero. Perfino il recupero del manoscritto della Mefaphysica che il tipografo Brugiotti indebitamente aveva trattenuto. per tema di cadere dalla storia nell'aneddotica e nel pettegolezzo erudito. Egli aveva ormai limitato e concretato il vastissimo utopistico disegno del Remimscenftir in un programma di conciliazione del calvinismo col cattolicesinto.

il suo zelo era eccessivo . donc je suis. ne* Cast. {Fra T. voi. il carteggio del Camp. 1920). docc. e che ora il Campanella riusciva a riconvertire al cattolicesimo. come prova del chiuso malinteso orgoglio e della voluta cecità del. e umili. in quel tempo. ne* Cast. C.. voi. . il patrocinio di un uojno come lui. campioni del calvinismo. un notevole interesse. zione. . Ma il filosofo non aveva per questo desistito dalla sua azione. Mons.r Ingoli. 482 a p. II. 3) Il D'Ancona e il Berti soprattutto. pp. *) V. in ogni modo. La lunga corrispondenza col Segretario della congregazione di e propaganda. C. Paris. L'equivoco è stato poi chiarito dall Amabile. nobili di Francia alla fede cattolica . cor Mons. senza dubbio eretici rispetto alla chiesa cattolica. antico domenicano. 505. accoglierle.. pubblicato dall' Amabile {Fra T. di limitazione dell'abuso e. che offre tuttavia. che aveva da molti anni apostatato. a questo riguardo aveva avuto. sotto delle imagini. nato da un: curioso abbaglio di alcuni biografia). e a questo fine una Epistola alla regina d' Inghilterra. spingendo efficacemente alla conversione al cattolicesimo anche personaggi cospicui. e pensò ad un viaggio in Inghilterra ^). sperava di poter esercitare notevole influenza. 187778) quelle che vanno da p. quel ch'è più. *) Scrisse anche. com' è facile imaginare. 222 — potesse accogliere le richieste protestanti di celebrazione della messa in volgare. ben noto per i suoi propositi riformatori. ' Meditò anche certamente un più largo piano d'adove ma il viaggio non ebbe mai luogo come del pari non ebbe mai luogo un supposto viaggio in Olanda. Alcan. ecc. risultato affatto negativo ^). Ingoli.. ma non ignoti. e insomma doveva annullarsi perfino come sacerdote e frate de' Predicatori».— . II) e recentemente dal Blanchet {Les antécédents du Je pens. 283-291 e tra le Lettere inedite del Berti (« Lincei ». come il De Bellis. come il maichese d'Asserach « della primaria nobiltà di Francia ». con i cardinali nipoti. 338-343.

com' è noto. L'equivoco nacque così : Huggens aveva mandato a Cartesio il Prodromus campanelliano. e politico. edito. or ora citato. più tardi. e il filosofo gli aveva Vons avez sujet de tronver ctrange que votre Camparisposto nella ait tant iarde à retoumer vers vous. Oeuvres de Descartes. doc. En effet. j'avoue que son langage. Les antécédants. dall'Adami. che non volle mai riconoscere quanta parte della sua intuizione fondamentale egli dovesse al filosofo del cognoscere est esse. e che ostentò anzi contro più angusto ed ingiusto disprezzo ^). al suo ideale teocratico il Campanella si conservò fedele fino agli ultimi anni della vita. 1898. . Pour la doctrine. v. Fra T. mais il est déjà vieti : et ne peut plus alter fori vite. mais favai s trouvé dès lors. et celui de V Allemand qui a fait sa longue préface m' a empeché d'oser converser avec eux avant que i'eusse achevé les depéches que j'avais a faire. dopo che egli aveva accettato il pensiero di una teocrazia universale della chiesa cattolica. II. PP 291-297. il a néammoins été plus de irois semaines à venir jusqu'ici où. m'ayant trouvé occupé à répondre à quelaues ohjections qui m'étaient venues de divers parts. Adam et Tannery. ma con minore chiarezza e alciuanto disordine. de cent lieites. è poi sviluppata con maggiore larghezza.— 223 — Descartes. p. ne' Cast. bien que je ne sois pas eloigné de la Haye. citata anche dal Blanchet. Paris.. II. già nettissima negli Aforismi politici per le presenti necessità di Francia nel 1635 2). C. zione. crainte de prendre quelque chose de leur style. Léopold Cerf. e. voi. quello della sostituzione della Francia alla Spagna. 267) 2) Editi dall' Amabile. dedicando le estreme sue fatiche filosofiche ad illustrarlo nel dudi lui il Anche plice aspetto. et peut-étre que celui-ci en étoit du nomare . e nella nuova forma che esso era venuto assumendo nella sua mente. si peu de solidité en ses écrits. p. nella Comparsa Regia di Lui^) — •) Circa i rapporti del Campanella con Cartesio. ed. t. 47 . il y a quinze ans que j' ai vu le livrei(De sensu rerum)) du mSme auteitr avec quelques autres traités. teocratico. que je n'en avois rien du 0ut gardé en ma mémoire^K (V. il lo libro del Bianche!. 344. come « braccio Quest'ultima concearmato del Papa.

*) Il Le Monarchie delle titolo preciso del Discorso è Nationi finirsi nella Romana. V.. nn.— gì 224 — : 1) e nel Discorso Le monarchie delle Nache oltre il consueto ricchissimo esuberante argomentare di varia natura profezie. 3) Scritto nel 1636 e pubblicato nel 1637 in appendice alle Disputationum (pp. 234 e 261). etnici. pure la Bibliografia. V. 212-223 della III parte del volume). {Disegno di app'^lìo del Re di Francia al papa contro ^) Spagna). 68. II. morali. n. V. espone un vero e proprio programma della immancabile lotta quali siano i punti deboli da colpire nella Spagna già ferita. religiosi. II e Cenno I. E quelli principi aver più parte in esse chi più a qtiella s'ingeriscono secondo la Sacra Scrittura eli Natura. p. n. ma altresì esuberantemente fantastica e assai più vicina al giocipi. n. 193 («Gioru. 346. tioni : : in tutti accentrati in Roma). senato di prin- XIII ^) . ma insieme aristocratico (concili di cardinali.. vero regno di Dio sulla terra. n. Carattere strettamente teocratico ha invece il De Regno Dei ^). scritto nel 1635. : : . Mentre un' impronta anch'essa teocratica. C. la mia Bibliografia. alla quale ed a tutte segue e sovrasta la Christiana : a Qui dal Fato Divino fu promesso il Regno di tutto il Mondo. 211 (« Giorn. 67. motivi storici. libero per incanto da tutti i mali che affliggono l'umanità. segni astrologici. doc. pp. 261). e così via. 261). e democratico quanto largirà ai capaci {ejusdem religionis literatis omnibus sacri imperii capacibns) le più ampie libertà. pp. 24 e n. p. ne' Cast. Sciitto nel 1635. 3 e 69. stato universahssimo. governato dal papa. politici. fu pubblicato dall'AMABiLE nel 1887 [Fra T. crit. crit. quali i mezzi da adoperare. secondo im governo monarchico. crit. nel quale rivive integralmente l' ideale della Monarchia Messiae. 194 («Giorn. gettati alla rinfusa a documentare la sua asserzione che due uomini soltanto sono chiamati a dar il colpo di grazia alla moribonda monarchia spagnuola il papa de possibili e il re di Francia de facto. Quanto aUa ediz. 299-347). ». II e il Cenno l. ». la mia Bibliografia n. II e Cenno I.

che fu poi Luigi XIV. V.. e renderà cristiana tutta l' India. fraudes.. et nova progeni es eoe lo demi iti tur alto.. un Horoscopus Serenissimi Delphiìii. la futura nascita e cui certamente dedicò. Amabile. l'umanità. Quando. Paris. per virtù astrologica. 361. prisca fides. probabile fratello di di parentela di Gio. oltre V Ecloga. ') Il Delfino. nota C. singolarmente veridico {Erit puer ille luxuriosiis. abbat- musulmana. lites . riusparse membra sub Patre Apostolico. dopo vent'anni d' inutile attesa. attraverso di le maravi- gliose gesta del futuro re Italia. che lo accompagnò nel suo esilio in Francia. furono da lui attribuite le Note alle Poesie. aut armenta ieonem. 1828. inque bonum populi discent regnare tyranni : . Crit. Circa le supposte relazioni BorelH. 222 della mia Bibliogra». I. II e il Cemio I. p. C. 345. Le annotazioni alEcloga. tamen feliciter . nato da Luigi "OCIII e Anna d'Austria. illustr. fia («Giorn. II. realizzerà il suo secolo d'oro rà la potenza : .onihne. Alfonso questi. si cut Henri cus quartus. attribuite all'Adami al suo discepolo e amanuense Filippo Borelli. da nella più tarda vecchiezza/ proprio alle so- glie della morte ^). sed dure. le Francia ^). che.Redeunt Saturnia regna. desinet misere et in fine erit confusio magna in Religione et in Imperio). 71). p. comte de Bfienne. Barriere. Mémoires inódits de Louis Henry de J. col Campanella. — aveva fatto per — . Exulet impietas. riunita finalmente sotto un solo pastore. Fra T. mendacia. et valde superbus. che senza dubbio appartengono al Campanella me*) allo stesso modo come desimo. l' Nel dicembre del 1638 (V. O pietas.— : 225 — 1' m in - mile suo ideale della Città del sole rivela Principis Galliarum Delpìiini admirandam vaiiciniis Ecloga natività- lui scritta et divinis et hitmanis ceteherrimam. nec timeant agmve lupum. t. 13 — Tommaso Campanella . II. n. di cui si vuole che il Campanella predicesse. ne' Cast. disceso nendone i libererà questa terra dagli Spagnuoli.. il n. Regnabit din. o candida corda lugentum ignorantumque atri ahiere colores. voi. scacciando definitivamente Turchi dall' Europa. v.

V invocazione alla terra natale. non mancò di premunirsi contro il fato siderale. cui il filosofo qui si abbandona con piena confidenza. E *) ^') Eclogay Poesie ed. ancora campeggia la sua Ca- labria : Tunc Calabras Pinus Sylae. L'anno 1639 senti a lui fatale. Poesie. egli comincia nel primo verso della sua Ecloga . làbor est iocus. abietesque superbas. e ancora. Ecloga. la morte. pp. il ricordo della avventurosa sua vita ed emerge. 200. su una originaria predizione astrologica (sette pianeti in ascendente nel momento della sua nascita) e ch'egli cercò di regolare tutta mediante un ansioso scrutare degli astri. avventurandosi tranquillo sul fragile schifo di straordinarie coincidenze astronomiche e astrologiche concorrenti nella nascita del futuro Luigi XIV. nella colorita visione del futuro resino di Dio diffuso su tutta la terra. e forse pur tica. L'ecclissi solare del i'' Giugno lo avrebbe tolto di vita. 195 e 201. dolorosa nel cuore dell'esule — — Pierides Calabrae. s' inserisce. Aequora sulcantes sine vento et remige prons. Gentile. . ma sentita. enfadolce. ma attutito nella rimembranza e mitigato nella dolcezza del verso. quae lactavere Maronem. quippe unum agnoscent omnes pairemque Deumque *) In un siffatto quadro idillico della perfetta beatitudine dell'umanità ventura. p. egli presentì. per via d'astrologia. Conforme alla sua bella d'ardimento e di sventura. in multos pariiius amice. Vectantes justorum vim procul ambitus orbis Undique consptciet *) UEcloga vita. Forse anch'egli si costruì. fu l'ultimo suo lavoro.— 226 — oda cessarunt Nam et cess avere labores.

come ritti inter Fratrum preces se composuit. musiche dolcissime risuonarono sotto la piccola volta. et sacris piissime siiscespiritus efflavit. Il 21 magdel 1639. e veri e propri riti astrologici si svolsero. ora. hora more Gallico quarta matutina *) Secondo la narrazione dell'EcHARD [Vita Campanellae in Quétif et EcHARD.. no) che lo ripeteva da alcuni vecchi domenicani suoi contemporanei. Scripiores ordinis Praedicatorum. Deoqiie red- i anno MDCXXXIX. p. erbe esalarono il loro ^i matiche singolarmente propizie profumo. tra r ingenuo stupore dei buoni frati del convento. ristampata nella edizione 1722 del Cyprianus. Lut.— '. 1719-21. 227 — convento di Rue S. nella piccola cella del Ho- tanti anni prima. gravion fehri tandem corr eplus ad morchristiano . Paris. che erano stati spettatori di quella morte. arsero ceri e luci in settemplice armonia. apud Wetstenios. . sabhato ^). nella sontuosa reggia di diìo.. Amstelodami. ^^ questa volta il fato era indeprecabile.. XXI Mail.

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. impresa. e che la morte gli troncò al 4° tomo. della .. che possa offrire interesse biografico e Uografico. anche di quelle inedite. quanto perchè rivela nella sua integrità alla interes- è certo il dise- vasta enciclopedia scientifica. e le che contiene una bibliografia lagionata completa di opere del C. dedica. |il C. nel 1638. sottotitolo. ìgg. (OPERE DEL CAMPANELLA) Questo cenno contiene l'elenco di tutte le opere a stampa C. e |e lettere. II. o disperse. a.e qui viene. La giustificazione e la dimostrazione di tutto nto . e ogni a notizia analoga. come raccolta completa e definitiva di le sue opere. e col suo titolo. poetica. e che è non tanto pel suo valore bibliografico. che non [dissimo. predo opportuno altresì riportare anche qui 1' Index instauyum scientiarum. vagheggiava. e ogni ulteriore dettaglio. soltanto asserito. filosofica. scritti di 1* indicasi precisa delle varie fonti. pubblicato dal C.Cenno bibliografico I. e ricordate ciascuna nelle sue varie redazioni ed edili. ordinate cronologicamente secondo la data della redale (o della prima redazione per quelle che ne ebbero più na).). 'ano nel mio Saggio bibliografico degli Tommaso i ipanella [Giornale critico della filosofia italiana. per brevità. medesimo in appen- sua Philosophia rationalis. n.

col titolo De sensitiva rerum facultate 1604 1607 1628 » {scr ta in latino). 1591 : F. nuotando.230 — Redazione Edizione : : 1589. quae hic dilucidantur. et dictis. et * tur singulae imaginationes. non autem sensati duce natura.pro \ a Peripateticis fictae prorsus reijciuniur cum vera defensic Bernardini Telesij Consentini. precedute dalla epistola dedicatoria a Mai non numerata. qui proprio arbitratu. turae decretis convincun asseclarum ex propri) s . Marium de Tufo Apud Horatium Salvianum. Thomae Campanellae ordiijis calabri de Stylo praedicatorum philosophia sensibus demonstrata in ceto Disputationes distincta. Il mot è Verum quod sponte recepto submergi haud potuit). philosophati sunt. L' impresa del frontespizio rappi senta una sfera (forse un sole) a metà immerso nel mare. Dominum D. un monaco che. si sforza di raggiungerlo. Redazioni: 1590. Adversus eos. 518 in-8 del Tufo. contra seipsum et illum pugnare oste 1 \ \ ditur Ad Illustrissimum Neapoli. . prae pue Fiatoni corum confirmata : ac dum prò Aristotele pugr Jacobus Antonius Maria. D^^ senso delle cose italiano) (scritta » » De sensu rerum (scritta in latin» De sensu rerum e con la Defens . : 2. et \ Uhi errores Arisfotelis. 1591 (Pagg. antiqt rum sententijs. et defenduntur. Philosophorum maximi.

. beneque cognoscentem . e Adami 1637: precedute da un'epistola dedicatoria 371 da un Indice. omnes e illius partes.Edizioni : 1620 : F. Ac arcanorum naturalium -' quibus mundum esse | \ | rationes aperiuntur. quantus sufficit ipsarum conservationi \ I | \ ac totius. alias clariori. et fere o \ m rationes mnium Naturae arcano- aperiuntur Tobias Adami recensuit et nunc primura evulgavit Frane ofui' ti Apud Egenolfum Emmelium. praed. vivam Dei statuam^ omnesque illius partiumque particulas Sensu donatas esse. quantus ipsarum sufficit con tius in quo consentiunt.eorumdemque Interpretum. MDCXX dello pp. non numerati). ac Scripturae. Thomas Campanella ord. Mundiim esse Dei vi vam statuam. partes. ubi demonstraiur. ac Toalias obscuriori. Pars mirabilis occultae phi losophiae. alias obscuriori. in quo consentiunt. se. probatur. servationi. . exceptis Atheis. partiumqueparticulas sensu donatas esse ahas clariori. De sensu rerum et Magia Libros quattuor. Naturae. Corredo s et defensos a stupidorum incolarum Mundi calumniis per Argumenta et testimonia Divinorum Codicum. Thomae Campanellae De rum libri | sensu re et magia quatuor. Impensis Godefridi Tampachij Anno (in-8 .scilicet. Theo| \ \ logorum et Philosophorum.

Thomae Campanellae Calabri O. in ampiezza.— 232 — Jure potissimo dedicai consecratque Parisiis Apud Dionysium Bechet. {in-8. Poi una Defensio di 92 pagg. Realis philosophiae epilogisticae partes quattuor Hoc de est rerum natura. Sul frontespizio. pro- scritto in latino. con le parole Amplis/* Card. A. in latino. : 3- Redazioni : 1592 . di testo. Richelioeio). in alto. col titolo di Phisiologia. primo abbozzo. e 229 pagg. 1. in italiano. juxta pria dogmata. 1593 * ì> Nova phisiologia. in » forma di sempre compendio. Edizioni : 1623 : F. P. Richelieu. scrit- to in italiano. Filosofia epilogistica. distesa. sub Scuto Solari MDCXXXVII Cura privilegio Regis Contiene una epistola dedicatoria del Campanella al un indice Tuna e l'altro non numerati. P. Compendio di fisiologia. e . lo stemma del Cardinale. via Jacobaea. hominum morihus politica cui Civiias So lis iuncta est . » 1594 1598 1601. » Epilogo magno. tutta la sua 1609 » Realis philosophia epilogistica.

(pagg. comprendenti in tutto le Mar. nwrales Oeconomicorum da pag. Disputatianum in quatiwr partes suae philo sophiae realis libri quatuor prò rep. Cancellarium Parisiis. n. . 15. poi una Disputatio in prologum instaiiratarum scientiarum ad scholas Christian as. 415 a 464 finalmente gli i . Dionysii Houssaye. praesert. ac christianam philosophiam hisce lihris conteniam confirmandam Francofurti. Seguono pagg. Illustrissimi Ad et Excellentissimi D. 223.^33 ci { oeconomica Cimi adnotationibtis phisiologicis a Tobia Adami nunc primum editae. politicae. gicae. 367 a 414 la Civitas solis. appendix politica. ad naiuraletn. Literaria ac Christiana idest vere stabilienda cantra sectarios Una cìim textu instaurato auctoque post editianem Tabianam Suorum operum t. praed. 1-70). da pag. . 124 {Phisiologicorum). entrambe non numerate. 465 a 508. Quanto alla Città del Sole. 1637: Thomae: Campanellae ord. gina 219 a 365 . MDCXXXVII in-4 grande. II Petrum Segujerium Frane iae M. C' è la dedica al Seguier. {Quaestiones physiologicaé). . Physiologicorum vanno da pag. 570 pagg. a 218 i Moralium da pai Politicontm da pag. Adami e da un Index non numerati. Impensis Godefridi Tampachij nellae MDCXXIII precedute da una lunga Praefatio di pp. i. 508 in tutto T. pagg. quaest. Le Quaestiones phy sialoerano state da lui elaborate nel '609 e ritoccate tra il ' 19 e il '20. Quibus accedent quaestionum partes totidem eiusdem Campacantra omnes sectas veteres novasque. v. In questa edizione (in-8 . parisienses .

Sul frontespizio r impresa rappresenta un angelo. Il frontestizio porta in alto un gran sole. le Quaest. Joannis Ausonij Barberiti in-8 pagg. in basso una campana. sormontata da una stella. non numerato.— 234 — . . 145-169) . M. — Di lato. 212223). con un gran sole sul frontestizio interno (pagg. intorno a cui serpeggia un Omnis a ho[mine] mendax est a Deus nastro. con le parole verax Magister vester Fons sapientis. 1617 Prodromus philosophiae instaurandae id est Dìssertationis De natura rerum compendium scriptis secundum vera principia. e con la scritta Alla Schola del primo Senno. 170-21 1) finalmente il De regno Dei (pagg. la 25* dal sonetto del C. . una mano con indice spiegato verso campana. in basso. Chiude il volume un Indice. col titolo di Compendium phisiologiae. scritto in latino. Unus est mat. Verbum : \ \ — l' \ Dei eccl. Mundum tradidit disputationi eorum eccl. ex Thomae Campanellae Praemissum cum praefatione ad Philosophos Germani ae Francofurti. a destra. i De politicis (pagg. in latino . YAppendix politicae Civitas solis poetica Idea Reipublicae Philosophicae. Ai lati un motivo ornamentale. Redazione Edizione : : 1595 : . D. . sumptibus Godefridi Tampachij MDCXVII A. 26-86 dal Compendium de rerum natura prò philosophia humana. a lui (« Portando in man la cinica lucerna ») le pagg. 86 di cui le prime 24 sono occupate dalla Prefazione dello Adami. che suona una tuba. Oeco- nomicae (pagg. la s. Excudebat Joannes Bringerus. 71-144) . .

1887. io). volgarmente di Fiandra. Morano. Se^ creta al Papa solo con modi non soggetti alla contradittion de Prencipi. (Mylius sub Hyspanicam potestatem redigendo. Discorsi universali del governo ecclesiasiico per far una gregge et un pastore. Vedi perciò n. Da quest'anDiscorso appare sempre ristampato come im capitolo (XXVII) della (trad. Giornale Napoletano di filosofia pp. Edizione : 1887. Ristampato poi in Studi e ri- . olandese. 1618. Redazione : 1594-95. pp. Dialogo politico contro Luterani. che possi convincerli alla ogni la mediocre il il ingegno perchè lite. nisti et et Calvi* altri heretici. (Amabile. doc. Edizioni : col titolo Discursus De Belgio 1602. 75-97. 197. Redazione : 1595. 7. 1620 e 1623 no Besold. Hagen). II. 69-93. Redazione : 1595. Edizioni : 1875. (riassunto pubblicato dal Fiorentino nel e lettere. . tedesca in poi il Monarchia di Spagna. (trad. I. voi. a Roma ed a Parigi. si possino ridurre sotto l'obbedienza del Re Cattolico. Discorso circa il modo col quale i Paesi Bassi. un allungar vittoria a chi manloro è tiene il torto. modo usato con che è specie di prima disputa.— 235 — 5. Napoli. stelli Fra Tommaso Campanella ne' Ca- di Napoli.

Pomba. 83-189 del volumetto Apologia di Galileo e Dialogo politico contro Luterani. 1619. Poesie del gruppo del codice Ponzio. nella Collezione Scrittori italiani e stranieri). G. Bari. voi.— 236 — tratti della Rinascenza. pp. 8. Edizioni : 1819 (traduzione parziale di G. Poesie toscane e Poesie con metro latino. 1599-1601. 1911. per cura 'di P. 1854 in D'Ancona. Poesie della Scelta. vii-37 . 191 1. Caxabba. e Edizioni : 1848. Redazioni : 1595. di Tommaso Campa1854. che per bene loro e del Cristianesimo non debbono con- Monarchia di Spagna. Discorso ai Principi d' Italia. Redazioni : i595- 1607. . ma facome dal sospetto di quella si ponno guardare nel Papato e per quella contra infedeli con modi veri e miràbili. Lanciano. 1601-1613. in-4. Garzilli. Esposizione (Commento alle Poesie). Valentino An- dreas nei Geistliche Kurzueil. 1613. Laterza. pp. 391-421). pa- gine 41-75. Napoli.' tradire alla vorirla. (CiAMPOLi. Strasburgo. Opere nella. nella Stamperia del Fibreno. II. p. 1848 pag. 95 e segg. Torino.

arbitrariamente private della Esposizione.mma Adami): d'alcune Poesie filosofiche di Settimontano Squilla cavate da' suo' libri detti la Cantica l'esposizione con in-4 MDCXXII . 8 di dedica e indice Poesie filosofiche . pp. voi. e intercalate da una illustrazione . sie 1861 (raccolta non al tutto completa delle Poe- raggruppate arbitrariaallora note mente. André. 1834. Campanella. Torino. {Opere di T. MDCCCXXXIV pp. Gaspare Orelli professore all'Università di Zurigo Lugano presso Gius. : dal D'Ancona I. 1844 pp. Pomba. Libraire. 1864 (riproduzione della ediz. Osuvres choisies de T. C. 1844 (traduzione parziale e in prosa francese CoLET. Orelli. Paris. dell'editore Nicola Leoni : . compiuta . xx-223 in 8. pagg. 49-156. Ruggia e C.2-^7 1622 (cdi/ionc tmcnd Scelia u<i ì. Lavigne. di Tommaso Campanella pubblicate per la prima volta in Italia da Gio. pp. 3-180) che attribuisce erroneamente la Esposizione allo Adami. Rue du Paon S. 128 di testo.

la sua pazzia. Campanella. Bari. Tommaso Campanella II della Istoria della XXXVI. editio novissima. Maria Vertecoeli. 175 e 169. 1620 e 1623 (trad. Ili. a 2 colonne. Francoforti ad Viadrum. volume di Magna Grecia e della Brezia Nicola Leoni Napoli. 70° della colle- zione Scrittori d' Italia. pp. Le zione (1622) di Poesie. Pubblica per la prima volta le Poesie del codice Ponzio. pp. . Morano. Lanciano. i* Edi- completa. tedesca del Besold). voi. Edizioni: 1636. Carabba. Poesie. di Monarchia del Campanella dissegnator al Ri Spagna ove con discorsi et osservationi politiche. 549-581. ed. Redazioni: 1599. pa- IO. tipografico letterario n. Tra Tommaso.— 238 — Poesie filosofiche di eatratte dal cap. Gentile . De monarchia hispanica. 1861 9 pp. i suoi processi. 1882 (Amabile. Giovanni gine 319. rivista sulla edizione con l'aggiunta Giovanni Papini. 1882. e confederati 1600-01 (rielaborazione). Napoli. fa vedere come la Potenza Spatutti gnuola può rendersi soggetti li principi del mondo. Laterza. Dallo stabilimento dell'Ateneo Vico S. 1913. R. a cura 2 della colle- zione Scrittori nostri. a cura di voi. 1913 . Tommaso Campanella. di 69 Poesie voli. 47 in-8. 1916. la sua congiura. Tommaso Campanella.

1607. . Poni Torino. C. 1854. voi. la sua congiura. pp. secundum omnes Scieniias Divinas ac natuschizzo. sua cong. Opere di T. 489-498. 29) di- mostrata non essere altro che un rapido rispetto alla redazione assai più ampia. 37) è stata ora dal Kvaòala {Ueber die Genese der Schriften T. 239 — II. Nazionale di Napoli (VII. II. corrispondente a un ms. I* delineatio defensionum fratris Thomae Campanellae. C. doc. III. Fra T. che il Kva^ala ha trovato in un ms. la Edizione : 1882. Tra T. 12. Apologiae siiae inserti. della Bibl. della Bibl. 401*. C. (Amabile. dell'Arsenale in Parigi. (D'Ancona.. » » Articuli prophetales. G. 401 si cui pp. La redazione di servi l'Amabile per questa sua edib.— ba. 1911. Redazioni : 1600. manifestandis post annum Christi 1600 prouf Auctor praedicavit in anno 1599. pp. zione. col titolo di Segnali della morte del mondo. De eveniihus praecedentihus insiantem Mundi finem . 478-489. e che porta il seguente titolo: Articuli Prophetales XVI. p. Ili. 77-229). Campanella. 1882. Juriew. (Amabile. Redazioni : 1599 i6oo 1607 . rales. Edizione : doc. 2'** delineatio defensionum fra- tris Thomae Campanellae.

15- Redazioni 1602. Torino. (D'Ancona. II] doc. » 1623 corrispondente alla redazione latina del 1613 e inclusa nella Realis philosophia epilogistica (Francofurti. pp. 415-464) come Appendix Politica. 1623. della Città pp. pp. . Civitas Solis idea reipublicae philosophica. la 1882. Fra T. 1854. Redazione : Edizioni : {Centocinquanta Concetti^ Universa scienza politica di fra Thomasso Campanella). Pompolitici. (Amabile. 268. Città del I sole I | di | fra Tommaso Campa- nella le si Dialogo di Repubblica nel quadimostra V idea di riforma della Recioè I pubblica cristiana \ da Dio fatta alle conforme alla promessa Sante Caterina et Bri- gida. 1613 163 1 Edizioni » » latino. Aforismi Methodici ba. C. 161 1.— 240 13- Redazioni Edizione : 1600.^ 1911). scritta in italiano. : Ad amicum Apologia. voi. sua congiura. scritta in italiano. 1607. del 63-99 Sole. della sua edizione Carabba. 6-39). e con questo titolo. 1911. 14. II. Opere di T. C. Lanciano. dell' 1601. 188-194). pp. (CiAMPOLi.

— 241 —
1W7, corrispondente
alla redazione, anche latina, certamente posteriore al 163 1. Inclusa anche questa volta nelle DispiHationes in

quatuor partes suae philosophiae realis (Parisiis, 1637, pp. 145-169, in appendice ai

De

poliiicis).

1854 (D'Ancona, Opere di T. C, Torino, Pomba, 1854, voi. II, pp. 231-286, in italiano, ma su una cattiva traduzione italiana della

edizione latina).
1863. (Camerini, ed. Daelli, Biblioteca rara, Milano, 1863).

1904. (Solmi,

La

città del Sole di

Tommaso Cam-

panella, edita per la prima volta nel testo originale con introduzione e documenti, Modena, tip. lit. della « Provincia » di
L.
Rossi, 1904,
di

pp.

cxxvii-59 in-8)

1911. (CiAMPOLi,
litici

La città del Sole e Aforismi poTommaso Campanella, ed. Ca-

rabba. Lanciano, 1911, PP- LV-127 in-i6). 1920. Città del Sole. Testo critico, introduzione

Giuseppe Paladino, NaGennaro Giannini editore, 1920, pp. XXXIV-Ó3 in-i6.
e note a cura di
poli, dott.

16.

lazioni

:

1602-03 1609-10

(in italiano). (in

latino).
»

1610
:

Edizione 1638 Ad, ex quo omnia, per quem omnia, in quo omnia
:

Thomae
Campanellae
stylen. ord. praed,

Universalis
16

Tommaso Campanella

— 242 —
philosophiae
seu

metaphysicarum rerum, juxia propria
dogmata, partes tres,
libri i8

Duce Deo Suorum operum tomus quartus
Parisiis

MDCXXXVIII
in-4

grande.

Precede

un'epistola

dedicatoria

a Claudio de

Bouillon, non numerata. Seguono pp. 352 (I parte) -]- 296 (II parte) -[- 274 (III parte), più un larghissimo indice, non

numerato. L'impresa del frontespizio rappresenta una campana sormontata da un grande stemma. In basso a destra, la solita mano con l' indice teso verso la campana.

17.

Redazioni

:

1605. 1608. Sopra l'aumento delle entrate del Regno di

Napoli.
Edizioni
:

Arbitrio

primo

(circa l'annona).

1854. (D'Ancona, Opere di T.

C,

Torino,

Pom-

ba, voi, II, pp. 325-338). 1887, (Amabile, Fra T. C. ne' Castelli, Napoli,

Morano, 1887,

voi. II, doc. 199, pp. 108-117)

18.

Redazioni

1605.
1608. Arbitrio secondo e terzo sull'aumento dell'entrate

(circa la

Edizioni

1882, (Amabile,
1887. (Amabile,

moneta e Fra T. C,

la

pena
sua

di morte).

la

congiura,

voi. III,. doc.

519, pp. 591-596). Fra T. C. ne' Castelli, voi. II,

doc. 199, pp. 118-123).

^43

19.

Iv^ dazione

:

1605,

Edizione

:

1633

:

A. R. P.

Thomae
Campanellae
ord. praed. sac. theol.

mag

Monarchia
Messia^ Eminentissimo et Reverendissimo D. Diobaptistae Palliottae s. r. e. Cardinali Amplissimo Archiepiscopo Tessalonicensi Ferraraq. Apost. sedis a latere Legato Dicata [^ pp. 91. L'impresa rappresenta uno stemma sormondal cappello cardinalizio con tre ordini di nappe. L'oc— j porta il seguente sottotitolo In quo per Philosophiam Divinam et Humanam, demonstranfura Summi Pontificis, Christianorum Pairis, et Capitis, r uni versum orhem in temporalibus et spiritualibus : 'va Principum \filiorum ac membrorum, super subditos Po',

.

:

I

S mirabili

quadam
|

|

,

novaq. ratione.
et pseudo extinguendum inter Prinad iutelam ipsorum mutuam ab

Reipub. utilissima, in confusionem schismaiicorum,
'i
I

corum,
I

et

haereticorum
;

:

Ad

Zelum,
nviceni,
et

discordiasq.
|

et

ab

exteris sectariis
|

Item de Juribtcs Regis Catholiciin alterum Hemis phaerium
ya adiilantes
~^egue
'-t

et

adversav>tes.
le

una campaina con

parole

:

fiet

unum

ovile et

Aesii,

unus pastor. IO : X. apud Gregorium Arnazzinum

MDCXXXIII

244

20.

Redazione
Edizioni
:

:

1605 -1607.

1631

:

Ad divum
Atheismus

Peti'um

Apostolorum Principem Triumphantem
triumphatus
seu

Reductio ad religionem per sciantiarum veritaies
F.

Thomae Campanellae
cantra

st3iensis

ordinis praedicatorum

Antichristianismum
sexti

A chitofellisticum

tomi Pars Prima

tro Christi

Sancfissimo ac vigilantissimo Apostolorum principi Divo Peiriumphatoris vicario primo et successoribus Fr. Tho^

mas Campanella Ubi

sonans, Dominicanus Ubi latrans nil cU'
:

dens noviter, nisi ut statuat vetera
de thesauris sapientiae incarnatae,

non de suis
et

viribus,

sed

quorum

es dispensator, prae-

sumens

;

prostratus ad pedes tuos in timore

spe D.

Romae, apud Haeredem Bartholomaei Zannetti pp. 182 in-8 precedute dalla dedica, da un Indice e da una
;

Prefazione.

1686:
justo

Ludovico XIII Regi
ad

christianissimo
christicinae rei patrocinium

dedicat Fr. Thomas Campanellae, ordin. Praedicat. tres hosce libellos videlicet Atheismus triumphatus , seu contra Antichristianismum

etc.

De

gentilismo non retinendo
5'

à


De
Praedesiinatione
et

245


et

Reprobatiofte

nuxiliis divivae

Gratiae cento thomisticus
Parisiis

apnd Tussanum Dubray, via Jacobaea
sub Spicis Matnris

MDCXXXVI
cuna privilegio Regis in-8 precedute dalla Prefazione e pp. 273-I-344 in tutto dall' Indice, non numerati. L' impresa del frontestizio rappresenta lo scudo di Francia con la corona e i tre gigli. Pende dallo scudo una stella cui è attaccata una piccola campana con la scritta Propter Sion non tacebo. Di lato, a destra, una mano con l' indice spiegato accenna alla campana. Più
; ;
:

giù

il

motto

:

La prima parte

Donec egrediatur ut splendor Jiistus del volume contiene lo Atheismus
triumphatus
vel

eius.

recognitio

religionis

imiversalis

Secundum communent Philosophiam
nafurae
arcanis

ex

che occupa le pagg. 1-252. La Disputatio cantra murnmrantes (v. n. 60) va da pag. 253 a 273 della prima parte. Le limanenti pagg. 344 comprendono
siinatione.
il

De

gentilismo e

il

De praede-

21.

Redazione
Edizione
:

:

1606. (13 agosto) Memoriale al

Papa Paolo
ital.,

V.
se-

1866. (Centofanti,
rie terza,
t.

Arch.

stor.
I,

1866,

IV, parte

pp. 20-30).

22.

Redazione
Edizione
:

:

1606. (30 agosto) Memoriale al card. Farnese. 1866. (Centokanti, Arch. stor. ital., 1866, serie
terza,
t.

IV. parte

II,

pp. 58-67).

246

23-

Redazione
Edizioni
:

:

1606 (30 agosto) Memoriale al card. S. Giorgio. 1866. (Centofanti, Ardi. stor. ital., 1866, serie terza, t. IV, parte II, pp. 62-74. 1882. (Amabile, Fra T. C, la sua congiura, III,
pp. 596-602).

24.

Redazione
Edizione
:

:

(presumibilmente settembre). Memoriale a Paolo V, 1866. (Centofanti, Arch. stor. ital., serie terza, t. IV, parte I, pp. 30-40).
1606

25.

Redazione
Edizioni
:

:

1606. Antiveneti (in 3 libri). 1887. Discorso sopra la fragilità di
rere
allo

Venezia. Pa-

d'uno

che

fu

richiesto di dirlo

intomo

stato dell' interdetto seguito

contro Vene-

(Amabile, Fra T. C. ne' Castelli, voi. II, 98-108). L'A. considerò questi brani come probabili frammenti degli An ti vene ti.
tiani.

doc. 198, pp.

1904. Antiveneti,

I

libro,

6^

lamento

(ed.

dal

Solmi, pp. 5i-55 della sua ediz. della Città
del Sole, ricordata al n. 15).

1913

edizione del medesimo frammento, ma condotta su un altro manoscritto, trovato dal Kvacala {Intorno ad alcuni manoscritti finora non considerati di opere di T. C.

Nota tradotta

e

presentata oM' Accademia

Memoriale al papa Paolo V. Stor. 1915 (edizione critica del medesimo in 1913. Bari. pp. 1915. n. A spese dell'autore. 1866. Edizione: Serafino da Nocera). pp. e amor Il che li portai sempre. del clero . 71-85)- 28. // Codice. 35-41. con molti essempi simili al modo tiche di proceder di Venezia nelle prime prae del suo stupro e del suo adulatore. 251-254. t. Pontaniana dal socio Croce. 1881. e per che ragioni^ onde sospettar di me. 26. . 1881. Redazione Edizione : : 1607 (data probabile). frammento. 1886. e la accusa di Venezia è e che la sua scusa . 51-54)- . pp. di questo elenco. lettere del ecc. (Amabile. Napoli. il 31 maggio) De pestilentia coopuscolo epistolare diretto al p. terza. pp.. // codice delle nella nella Bibl. ediz. parte II. a. Laterza. Arch. (Centofanti. che solo ho occa- non deve sione di dolermi. Campa- Nazionale 1881. palinodia di sue laudi. più pericolosa suo male e l'augu- rio della rovina. lume XX). più che il di ninno. Redazione : 1607 (tra il 18 e loniensi. vo- appendice alle Poesie.— ^47 — a. ai Cardinali. (Amabile. Cfr. tolo : 9 lamento porta per tiLaudi che ho dato a Venezia. 27- Redazione Edizione : : 1607 (12 aprile) Memoriale al rie Papa e ital.. Gentile. se- IV.

Redazione : 1607. Arch. come il precedente. stor. 56-64. t. 1866. 87-94.. Jena. Redazione : 1607 (tra il 18 e il 31 maggio) De vitando aestivo diretto allo calore. parte II. stor. duchi d'Austria. IV. (Centofanti.. 1713. Redazione: 1607 Edizione : (1° giugno) tits. Arch. // Codice. 94-99- 33. C. Redazione Edizione : : 1607 (forse nell'estate) Memoriale all' Imperatore. IV. t. (Struvius.— 248 29. 54-58}. Proemio allo all' Atheismus triumphaex lett'^ra Scioppio. pp. pp. pp. 184. Memoriale agli Arci- . 1866. pp. CoUectanea maimscriptorum 1713). ital. parte II. (Centofanti. Fra T. 1866. 30. Castelli. Edizione: 1881. ìie' codicibus et fragmentis. (Amabile. serie : terza. ital. opuscolo epistolare Scioppio). (Amabile. doc. 1887. 31- Edizione Redazione: 1607 (data probabile) Memoriale al Be di Spagna. II. serie ^ terza. 32. 1866.

68-71). star. // codice. al Re per la sua debita libertà. Redazione Edizione : : 1609 (18 maggio) Sul peripateticismo e sull'Anticristo (Opuscolo epistolare allo Scioppio). 99-103. C. (Centofanti. parte II. 1612-13. pp. Redazione : 1609. IV. 191 1. Edizione : 1011. . (Amabile. 1881. PP* 9-i7- 38. 1611. Redazione Edizione: : 1609 (7 novembre) Sull'Anticristo (Opuscolo allo epi- stolare Scioppio). ital. Medicina propria conira Galenistas. pp. t. ed Mattiesen. Juriew. 36.— 249 — Edizione : 18M. Arch. pp. diretto al Fabri). Ueber die Genese der Schriften T. 37- Redazione : 1609. (Kv acala. 42-45). 34. Redazione Edizione: : 1608 (aprile-maggio) Sul pieno e sul vacuo (Opu- scolo epistolare. (A^mabile. serie terza. 1881. pp. // codice. 46-50). al Imperatore. (Amabile. // Codice. 35. 1881. Memoriale et Promesse del Padre fra Tom- maso Campanella et al papa.

sed omnibus naturae et privatae va letudinis studio sis utilissimiim Lugduni Ex officina Joannis Pillehotte sumptibus Joannis Caffin et Francisci Plaignard MDCXXXV Cum Il privilegio Regis al Gaffarel. Vita : al Re. 690 in -8. lo stemma del libraio Pillehotte pagnia di Gesù. Redazione: 161 1. all' . . e filosofia di T.— Edizione : 250 I lft35 : Thomae Campanellae stylens. insegna di Aldo Manuzio (apDiscorso sulla vita pendice) 1854) (D'Ancona. 39. Al posto dell' impresa. voi. un indice una prefanon nume- più pp. pp. col (monogramma della Commotto Laudabile nomen Domini). C. cccxxx-xxxvi) 40. Memoriale al Papa e Edizione 1843. e rati . . Medicinalium. doc. in T. Redazione: 1611. ord. praedic. juxta propria principia libri septem Opus non solum medicis. C. (Baldacchini. contiene una dedica editore. 1854. Pomba. Opere di ecc. sul frontespi- zio. Memoriale al Re di Spagna (scritto in lingua spaguuola). C. zione dello stesso Gaffarel al lettore. Torino. Napoli.

) Edizione : 1638 : Thomae Campanellae styl. Redazione: 1612-13. 152+491+258. : primo senno. (Eyssenhardt gen aiis der Stadtlnhliotek zu von Dommer. precedute dalla dedica a Francesco de Noailles. sormontata da un sole e con. con r indice spiegato accennante il sole. In alto Inclytis fratribus dominis de Noailles. de Noailles. L' impresa del fronuna campana. via Jacobaea sub spicis Maturi s MDC. su cui è inserito lo stemma de Noailles. 1885. 9-20. Rhetorica. episcopo Sanflorensi. 161 7. pp. A destra la solita mano. Dialectica. {Grammatica. poetica. la scritta la schola del : A . basso. ord. ex . Philosophiae rationalis partes quinque Videiicet Grammatica. praed. II.— Edizione : 251 — e 1885. juxta propria dogmaia. historiographia iuxta propria principia suorum operum tomus Parisiis I apud Joannem du Bray. in . MitteilunHamburg. X natura et scriptura Dei codicibtis tespizio rappresenta comitale dei Tomi X. Thomam Campanellam.XXXVIII cum privilegio regis in-8 pp. e seguite dal già ricordato Indice di tutte le sue opere in tomi {Instauratarum scientiarum per F. apud Summum Pontificem Oratori e al card.

Andreae et Matthaei Prost. Mattiesen. . lassung. 1626 {De fato siderali vitando 1630 : R. 1909. 232 -[-. MDC. Thomae. Redazione: 1613-14 Edizione : (i primi 6 libri). per opera dei nemici del filosofo.252 42.24 in 8 precedute da un ampio Indice. AstrologicoYiim libri VII Astrologia In quibus omni super stitione Arabum et Judaeormn eliminata phisiologice tractatur secundum S. Jiiriew. forse nella tipografia Brugiotti.XXX pp. 43. pp. Epistola ligione scentur). Redazione : 1613. L' indicazione del luogo di stampa è verisimilmente falsa. Antilutherana de instauranda poi nel ^ re- (inserita I L del Remini- Edizione : 1909 (riassunto del Kvacala stantische Gelehrte nella sua PretePolemik ver seiner Haften. P. sitmmorum Theologorum absque suspicione mala in Ecclesia Dei multa Scripturas. 48. . et cum ufilitate legi possimi Lugduni. or din. sumptibus Jacobi. et Alberti. Campanellae : libro 7°). praedic. Ita ut et doctrinam S. La pubblicazione avvenne clandestinamente in Roma medesima.

xv-i8(j 'L'Apologia vi occupa le pp. an adversetur Francofurti Impensis Godefridi Tampachii Typis Erasmi Kempfferi Anno pp. Redazione Edizione : 161 7. (CiAMPOLi. Uhi disquiritur. 58 in -8. 5-81.253 — 44- Redazione Edizioni : : 1616. D. P. quam Galileus celebrai. utrum philosophandi. Caxabba. in-i6. 1847. 191 1. faveat sacris scripturis. Redazione : 1617-1629. (Lizabe-Rufoni. Urbanum Vili Thomae Campanellae et Stylensis ordinis Praedicatorum Quod reminiscentur ad convertentur Dominum Universi Fines Terrae . ». 1622 : Thomae Campanellae calabri. Italia Parigi. Ad Sanctiss. MDCXXII 1911. pp. P. 46. Apologia di Galileo e Dialogo ecc. moti co florcn tino. Instruttione ai Principi della maniera con la quale si governano « li Padri Giesuiti. 45. Lanciano. N. F. ordinis praedicatorum Apologia prò Galileo Mathe ratio . ed. : 1847.

che proal sommo pontefice scola di nostro Signore Jesu Christo et a tutti pren- mondo (Eyssenhardt. 152-154. pp. Legaiiones ad Judaeorum Synagogas et Proceres etc. Tomaso Campanella. Edizione : 1887. pp. In tertia Legaiiones ad Machomethanos Reges et sectas eie. Redazione: 1618 (22 dicembre). Ducem et Graecos Praelaios (KvACALA. V. Messaggio di Campanella al Granduca di Russia. del Reminiscentur Paolo V. cipi Christiani et a tutte nationi del .. Mitieilungen aus der Stadihihliotek zu Hamburg. hisi. gine 21-28). Gregorio ein . 41-56). : : M. Ovatio pa- ad Deum deorum prò legatione sua (Kvacala. der philos. C. Berlin. T. d. Fruiti della penitenza di mette XIX et anni di prialla gionia di Fr. pp. Wien. Reformer der ausgehender Renaissance. C. In quarta Edizioni (tutte parziali) 1905. hang. II. Siizungsherichte Klasse der Kaiserlichen sensch. Akad. 1908. nentur. und Ferd. Volumen QuadripartUum.— Psalm. Abh. XV e Ur- bano VIII (Kvacala. etc. Legaiio II. [opuscolo scritto in russo]. Legaiiones : 254 — In prima parte contiad Coelicolas et Christianos sacerdotes et Reges. Ad Moschoviiarum : XXI. 1887. IIII. An- 47. a 1909. 32-36. T. Dedica 1908. In secunda Legaiiones ad praecipuos Reges gentilium. Mattiesen. WisB. Juriew. 159. 1905. 1909.

adizioni : 1845. Reminisc. Hai. c. Tip. 1845. . Mattie- 1909. 46. . Narrazione della historia. Adami. doc. Vanno 1599 in Calabria de Thomaso Campanella di donde si rebellione. 49-61. pp. c. (Palermo. pp. super epistola antilutherana (inserite anch'esse nel I 1.. (Capialbi. stor. ci. Juriew. Redazione : 1620. (Amabile. Fra T. Redazione : 1618-19. 49. n. o. ne' Cast. Responsiones ad obiectiones V. Firenze. del nella Protestantische gelehrie Polemik sen. IX. 123-127.. (Capialbi. 1887.255 - 48. 1887. PorStrada Mannesi. Redazione adizioni:" : 1620. 127-137). (Amabile. t. Stilo delli predicatori. pp. pp. Arch. 621-638). Napoli. 200. 638-644. con la Narrazione semplice della verità cava la defensionedi quella. c pp. Il. serie terza. sopra cui fu ap- poggiata la favola della ribellione. congiura di Fra T. T. Documenti inediti circa la voluta C. 1846). 1846. 13-49)1846. celli. C. Kvacala. 50. (in Edizione : 1909 riassunto. pp. Informatione sopra la lettura delli processi fatti contra F. (Palermo. o. o.

Tomaso Campanella Maestro di Sac. 138-147. P. Discorso primo del padre Tommaso Cam tanto PANELLA : Non trovarsi ampia. Redazione : 1627. parte III questo elenco). il n tanto vera libertà in alcuno stato di chia ne di come Edizione : e Repubblica in tiUto quanta è nel Papato. Theo logia dell'ordine de' Predicatori . delle : Disputadc n. 3 e 52. Virgini Cesarino.. Ut bano Vili. Pro Conclavi admonitio ad electores Pontifici. nella. 53. Tomaso Campc Domenicano. de' Il. pp. maestro fu di Camera di N. F. C. Discorsi Monar Mondo 1633 : della libertà e della felice suggettione allo stato ecclesiastico DEL M. nes suae philosophiae vealis cfr. titoli doc 201. R. Sumn 1637 (pp. Redazione : 1624. De' Titoli. Redazione Edizione : : 1623. con occasione di pensier eh s' Edizione : 1887. ne' Cast.— 256 — 51. (Amabile. S. havea di far riforma in materia Fra T. 221-223. Opuscolo di F. inviato a D.

ne' Cast. motto. impresa. Fra T. n. 55. 56. stampato in appendice alla Monarchia Messiae. num. È un opuscolo di 22 pagg. Pontefice. identici.seg. Avvertimento al re di Francia. di cui al num. Redazione : 1628. Discorso nella del è Padre meglio : Fra Tomaso Campasottostare all' Chi . 168-171. (Occupa le pagg. con frontespizio. Redazione : 1627. 54. Il Discorso primo vi occupa le prime 14 pagg. 19) e con identica indicazione di luogo di stampa e di editore. 14-22 dell'opuscolo. al re di alli Spagna Edizione : e al Sommo circa passati e presenti mali d' Italia. 241.). Redazione Edizione : : 1628.. (Amabile. reprobatione — I ouiinaso Campanella . Thomae Campanellae ordinis praed. precedente). De 17 praedestinaiione electione. doc. 1887. II.— 257 — Comprende questo Discorso e il successivo (cfr. Imperio Ecclesiastico vero al secolare ? Edizione : 1633. a quelli della Monarchia (v. 1636 : Ad Praeceptorem Scholasticorum F. pp. C.

Spicis via Jacobaea sub maturis MDCXXXVI Cum pp. Fra T. II. Apologeticus ad libellum de siderali fato vi tando. . 1636. et conscientiarum cum utnsque. cum Deo.pe Doctorem Angelicum vendicatum Nuncius ad Calvini et Lutheri Asseclas. 172-179.. C. Thomas non erat cum eis Parisiis Apud Tussanum du Bray. nel prec . 58. num . del De praedestinatione {v . non retinenda Utrum expedi at philosopho christiano alteram post Gentiles cudere Philoso- pp. ne' Cast. Redazione Edizione : : 1629. 1887. 242 pp. quod D. Redazione Edizione : : 1629. De Gentilium philosopkia praesertim peripatetica. 63 in-8. 344 in-8 tilismo.) phiam et undenam medesimo voi. privilegio Regis di cui le prime 63 sono occupate dal De gen 57.— 258 — et auxiliis divinae gratìae Cento thomisticus In quo pax Reip. doc. (Amabile.

. Pontificum Sixti V e Urb. pp. Amsterodami. per tip. ne' Cast.. XLVII. pp. C.. 1696 palis doctrinae. 253-273. Redazione Edizioni: : 1632. Edizione : 1887. . stab. Filippo MalfiAlfonso Santa nello. 179-185). Ex officina Davidis Severini. con sulle un Discorso preliminare dottrine di sulla vita e C. Redazione: 1630-31.. apud viduam Guilielmi Pelé).. 1887. Vili adversus Judiciarios editas. traciatiis Thomae Campanellae. . (Amabile.259 59. 243..iii.. 1696 (nella raccolta De philologia studiis libera- Guilielmi Budaei. doc. Lugduni in Batavis. 1642. gine 167-222. parigina dello Atheistriumphatus. Fra T. 368(nelle 413 in-24). 1645 Grotii et alio rum dissertationes de siudiis instituendis. Edizione : 1686 (in appendice alla ediz. pp. TANi. mus 61. Potenza. Disputano contra murmurantes citra et ultra montes in Bullas SS. De libris propriis et recta ratione siudendi Syntagma. Proemio libro e tavola delle censure sopra il del P. II. quos Thomas Crenius collega etc. 60. pp. (Parisiis. Redazione: 163 1.e Mostro.

Edizione: 1887. (Amabile. Fra T. Dialogo politico sopra il i Rumori di cia tra Re. et il Fratello. 1632. Risposta del C.— 26o — I cap. Spagnuolo circa rumori passati di Francia). 185-214. Redazione Edizione : : 1632. 1887. Fra T. . pp. Redazione Edizione : : 1635. 1631. 1633.. col titolo ne' Cast. 327-344- 63. pp. 65. II. 344. (Amabile. 291-297). 297-299).. Redazione : 1633-34. 345. pp. ne' Cast. doc. a un quesito circa la gran- dezza nel punto matematico. Aforismi politici per le presenti necessità di Francia nel 1635. II. doc. 62. C. 64. (Amabile. C. Expositio Apostoli. tra Discorso Francese. super al IX Epistolae Pauli (cfr. 56. : doc. pp. la Madre. Fra T. 1887. C. 1636 in appendice De praedestinatione n. FranVanni 244. politico del padre fra Tomaso e Campanella un li venetiano. ne' Cast . Redazione Edizione : : 1635.

Redazione Edizione : : 1636. francese Cureau de la Chambre. 212-223 della III parte). cra Scrittura e la natura. 1887. alla quale ed a tutte segue e sovrasta la Christiana il promesso quelli . Fra T. Edizione : 1665 (trad. 346. nel suo Dtscours sur les causes du desbordement du Nil. Redazione: 1635. Redazione : 1635. (cfr.). De (in regno Dei. 69. : 67. di di Luigi XIII. di appello del tro Comparsa Regia Re Spagna.— 201 — 66. Redazione : 1635.. Edizione 1665. Disegno Francia al Papa conprec. II. Jttdicium de causa inundationis Nili aliata. in appendice al num. PP. francese. 119 e segg. 299-347). Le Monarchie delle Naiioni finirsi nella Romana. 3) . (trad. p. E principi aver più parte in essa chi più a Edizione : quella s' ingeriscono secondo la Sane' Cast. (Amabile. C. doc. n. 1687 appendice alle DispiUationes pp. 68. a cui dal Fato Divino fu Regno di tutto il Mondo.

Dt- 1887. nativitatem Fr. PP. II. Fra T. 9 di questo elenco). col titolo Ecloga Christianissimi Regi et Reginae in portentosam Delphini Orbis Christiani summae spei. 1913 (Papini. Ca- rabba. doc. Laterza. 71. Lanciano. SaecuCantus cum annoi. Bari. praesert. excitbitoris Ord. nella : tipogr. di Giovanni Du- bray. (Amabile. Cfr.. (Gentile. II. 1913. Edizione : 1637 (pubblicata tationes : come Introduzione 3. n. ne' Cast. 1915. 347-355). Ecloga in Principis Galliarum Delphini et admirandam nativitatem vaticiniis et humanis celeberrimam Edizioni : divinis 1639. PP. voi. 347. in Parigi. 1915. pp. delle Poesie delC. delle Poesie del C.202 — I Redazione: 1636.193-207. Dispuiatio in prologuminstauratarum scientiarum ad Scholas christianas. parisienses. n. nella sua ediz. Thomae Campanellae lorum scip. Praed. Redazione : 1638. . 156-166). C. alle Dispu- cfr. nella sua ediz.

Item de Monarchia Hispanorum. Dialectica. lib.scripturam Item articuli profetales ex divina &' humana sapientia de instanti •mutatione seculorum. Philosophiae practicae part. ex natura & scriptura 5. Ad Polit. IV : PhilosopWae universalis Phllosopliiae divinae i. Gentiles.Magia 4. & Perthomistas. His additur Civitas Solis. Thomam Campanellam juxta propria dogmata. : cum Appendice 4. & simul de symptomatibus Mundi per ignem interituri secundiim naturarti 6. contra Perip. Cum Expos. i. Ecclesiast. contra Jiidiciarios. 3. & lib. 3 li- In V: : Theologicorum prò cunctis Natio nihus. In IX : Poematum part. Philosophia Pythagorica Car- mine Lucretiano instaurata. Medicinalium 7. Astrologiae 6 &• de fato siderali vi: tando I. In II Politica. Historiographia. &c ad Christianos. prò Conversione attitulati Reminiscentur. Scilicet. videi. de Regno Dei. De MonarDe Monarchia Messiae ad Jure Catholici Regis in novum Orbem. par. cS' Mahometanos. Rhetorica. In III Philosophiae practicae part. Metaphys. Poetica.— 203 — Instauratarum scientiarum per F. Item contra Atheistas . 3. In bri 15. Ethica. Physiologia. 4. Item Panegyricus prò eodem ad Italos Principes &> Remedium contra Timorem ab illa. Item poemata in lingua Italica. Pontif. cS* Epigrammata varii generis. in 9 : Rom. In VII Sapientes Praxis Politicae volumina de chia Christianorum ad Principes. cum textu & qq. Oeconomica. 4. 3. libri Theoiogiae practicae part. Et Disput. De Sensu Rerum &. Dei codicibus Tomi In I X Tomo : continentur Philosophiae Rationalls partes Grammatica. 8 prò Teles. partim Metaphysicalia. : In VIII Arcano rum Astronomico rum lib. cum qq. Item elegiae. In VI -sationum Jiidaeos. Item contra Haereticos. prò Bull. 6Disput. Cento Thomisticus. 4. .

Religio sorum. I una ad ad Gemien^es. Apologia prò Antonio Persio de potu calido Apologia prò Telesio de origine. ad Regem Hispaniae de ReItem Oratio ad Regem Galliae. Item an Monarchia Hispanorum sit in augmento. Item Orationes 3. Jtem viri de peste Coloniensi. S^ commodius sit viuere sub principatu Ecclesiastico quam seculari. Item quot modis possunt pauci in Dialogus prò Rege Gallorum & Item de Titulis. Item cur in magnis articulis temporum pr acciari s si mi benefactores generis humani oclaesae ciduntur titulo ges Maiestatis divinae & humanae. Item lihellus de Episcopo. Item ex arata. Eccles. Vili. Item Disput cur Gulli cum sint potenHores necessariis rebus ad victum numero. Item utrum Imperium Roman. viribus. vel Telluris. è contra. bello vincere multos. dum. id est. Item de residentiae cS» Cardinalium cS' Episcoporum Jure. non dominantur : Hispani vero imbecilliores. Item Commentaria Philosophica 6* Grammaticalia in Poemata Maffei Barberini. & coluntur. pecunia. culo praesenti .de Richelieu. vel in decremento.— propriis 204 — & Amicos. nervorum artehoc tempore mutari debeat. Item orationes i. plerique recentiores. Item de regimine sub uno grege unoque Pastore. Disputatio ad utramque partem de motu Terrae logus politicus & quiete. In X Miscellanea opuscula. Disticon & Cardin. B atavo s: 1 Melchisedecheam Pa^ politicae prò saead Venetos : i ad SabauPontif. & ad convertendum mundum & & & & riarum. Item de amplissima liberiate Romana sub papato. Item de praecedentia praesertim. ad swnmum Item A-bhorismi . Item elegiaca de parlim Politica. gno Neapolitano. videi. vel Solis. Dia- cantra Haereticos nostri tempori s. Item quaestio utrum utilius. ad Philosophos ars versificatori a de metro Latino applicando vulgari linguae. vesiitum super omnes Nationes. de Laudibus D. & in- sequenti seculo resuscitantur. Urb. Thomae. non obnoxio contradictionibus Principum. Item de eodem contra murmurantes. MuUaqiie poemata hoc ritti & : suorum aerumniis. vel in statu. assistentie à quo. Carolus Magnus. <Sf usu venarum. S* possit. Item cur antiqui Re- non coarctaverunt siciit glossis autoritaiem pae. Item de Conceptione Virginis.

metro & prosa. ad Venetos. & Usurarioruìu etnendatione.i sunt & alia opuscula Latino. Item de exigendis tributis cum populorum gaudio.— politici het 265 — prò saeciilo praesmU. Item de libris propriis lib. & lucro Regis. Orat. . Item de regni noviter occupati stabilimefito. Item de Papatus Bono ad principe'^. Item consultatio ad tollendam famen de regno Neap. Item à quibus desideravi pax desecundn m politic. Item politica consultaito contra praedeterminatores. cum lucro Regis. & Italico idiomate. 3.

.

: già dai primissimi anni del secolo Branchedauriae nobilis Taurinensis OraHo praemonitoria ad Imperatorem. di parlare di veri e propri Motivi intrinseci alla dottrina priva di rielaborazione critica e sintetica. sempre costretta in schemi antiquati e faticosamente scolastici. proprio allora che il secolo si orientala verso la nuova forma espositiva di Galilei. evidentemente. in — — senso sfavorevole. crearono il vuoto e il silenzio immediato intorno all'opera di lui. Reges. e quasi sempre. o tardiva. l'attenzione dei contemporanei. spesso farraginosamente studi campanelliani. di Cartesio. medesima quasi completamente esposta. ed estrinseci le singolari vicende della sua vita. Ma la sua vita. e sopra tutto l'evento culminante di essa. o clandestina. di Bacone. o soffocata sotto il peso delle condanne ecclesiastiche insieme congiunti ed intrecciati.Cenno bibliografico II (OPERE SUL CAMPANELLA) SECOLO DECIMOSETTIMO Durante tutto il secolo decimosetti mo non è il caso. Principes et Res publicas de 'mutatione imperii Romani et ortu Potitificum Caesarii . non tardarono a suscitare. fin I. del filosofo. la pubblicazione delle sue opere.

p. Mentre pensiero. Valentino Andreae. Geistliche Kurziveil.. 3. 95 e sgg. politica ad sacri Romani imperii Principes curiae Romanae potentia moderanda. e in : \ \ \ | I | 4.— 268 — (nei Monita De immensa furti. sumptibus Godefridi Tampachii MDCXVII (La Praefatio occupa le prime 24 pagg. appresso Del C. 167. 93. praefatio al instaurandae philosophiae Prodromus Francofurti Excudebat Joannes Bringerus. indegno dell'abito ch'ei portava» ma «do- occupa da p. p. senza riuscire menomamente ad intenderlo. il Costo nella terza parte del Compen155 a 158 del libro IV. 1609. Andreae) Tobias Adami. num. nonché il suo specialmente politico e religioso. di Mambrino Roseo da Fabriano. 2. dall'Ama114.. apostata. della la sua singolare personalità. Strassburg.. maniera filosoficamente più feconda. G. nel circolo protestante dello Adami e dei suoi amici (Besold. delle 86 complessive). Compendio dell'istoria del Regno di Napoli di PandolFO CoLLENUccio da Pesaro. dio. Riprodotto nella edi1696 del Syntagma. Ad philosophos Germani ai^ . i XIX. il Fabri. e di Tomaso Costo napoletano In Venezia | | | | MDCXIII. 1619. dal Berti. (traduzione di alcune Poesie del Campanella). il Velser ecc. si i Giunti | Con licenza dei Superiori. le lettere dello S. tato di mostruoso ingegno». con i suoi corrispondenti. (cfr. 127 di questo Cenno) altresì. del sec. Considera il filosofo di Stilo con attonito stupore. suscitavano : d' Italia oltre che nel circolo controriforma cattolica imperniato intorno allo Sdoppio V. dal Centofanti. giudicandolo «ribaldo. pubblicate soltanto nella seconda notevole interesse fuori metà bile.. de la Wense. Franco- zione Impensis Petri Kopffii. .

— 269 —
5.

Cristoforo Besold,

Von der Spanischen Monarchie, traduzione e prefazione, 1620 (1623, 2* ed.).
F.
| \

f

6.

Thomae Campanellae De sensu re rum et magia liTobia Adami recensuit et nunc primum evulFrancofurti Apud Egenolfum Emmelium, Impengavit Godefridi Tampachij Anno MDCXX. si9
\

bri quatiior
I

\

|

|

I

|

7.

Scelta
I

d'alcune
|

|

Poesie filosofiche
|

|

di
la

Settimontano
\

Squilla

cavate da* suo* libri

detti

|

Cantica

con

l'e-

sposizione
I

MDCXXII

(edizione curata dallo Adami).

;

F, Thomae Campanellae Calabri ordinis praedicatoApologia prò Galileo Mathe matico fiorentirum
| | I

|

no Francofurti Impensis Godefridi Erasmi Kempfferi Anno MDCXXII Tobia Adami).
I |

Tampachii

|

Typis

(edizione a cura di

9.

F.

Thomae Campanellae
epilogisticae
I

|

sophiae
nuyic
I

partes

Calabri O. P. Realis phxloquattuor a Tobia Adami
| |

Tampachij

primum editae Francofurti, Impensis MDCXXIl'l
|

Godefridi

Entiato poi in relazione col Galilei (V. per la corrispondenza del C. col Galilei, oltre che 1' Amabile, n. 127 XII, XI, a 1901 di questo Cenno, i voli. IV, a. 1894
;
;

XIII, 1903 XIV, 1904 XV, 1904 XVI, 1905 XVII, a 1906 dell'edizione nazionale delle Opere del Galilei, Firenze, Barbera, 1894-1906) e, più tardi, con
1902
; ;
; ;
;

;

i circoli filosofici e letterari di Francia, il Campanella cominciò ad esercitare su questi, mediante rapporti personali ed epistolari, una notevole, sebbene spesso disconosciuta, influenza. Qualcuna tra le lettere di Cartesio {Oeuvres, ed. Adam et Tannery, Paris, Léopold Cerf, 1898 segg. I e II) e del Gassendi {Opera, VI, Lugduni.

Sumptibus Laurentii Anisson et Joannis Baptistae Devenet, MDCLVIII) molte tra quelle del Peiresc e dei

— 270 —
suoi corrispondenti (V. Philippe

Tamizey de Larro

QUE,

Imprimerie nationale voli. I, II, III, IV, VI, VII, 1888 98 e Les correspon danis de Peiresc, {Nauaé, Paris, 1887, Mersenne, 1894 Bourdelot, 1897) si riferiscono al Campanella. Esplicita
Lettres

de

Peiresc,

Paris,

;

10. F.

mente e di proposito Marini Mersenni
|
|

:

|

ordinis

Minimorum
\

|

S.

Francisc
|

de Paula

Quaestiones celeherrimae

in Genesim

cum

ac

curata Texius explicatione. In hoc volumine Athei

et

Deista

impugnaniur

et

expugnantur
|

et

vulgata editio ah haeretico
|

rum

calumniis vindicatur

bus Sebastiani Cramoisy

|

Lutetiae Parisiorum Sumpti via Jacobaea, sub Ciconiis
|

MDCXXIII Cum privilegio Regis Christianissimi
rum
;

et Doctc

Approbatione. Del C. si occupa di sfuggita nell? Prefazione e passim (col. 130-13 1 707; 939-942; 1164 per esporne e criticarne aspramente la dottrina del sensc delle cose {Eapropter lihrum Campanellae de sensu rerun et magia, et quoscunque alios ei similes dignissimos essi

puto qui

flammam

senti ant et

fumo

incanfentur

(col.

1164)

11.

Martii Antonini Elegia cum Discursu theologico de li Th. Campanellae, Neapoli, ex typogr. Mat Nucey, 1626.
beratione

12.

Gaffarel, Curiositez inouyes,
sitez

Paris,

1629; 2* ed. Curio|

inouyes

\

hoc est curiositates inauditae
|

de figuris per|

sa
I

rum

talisma

nicis
\

horoscopo patriarcharum
|

et

|

cha|

racteribus

Jacobi Gaffarelli Hamburgi apudGothofredumSchultzen, Bibliopol. Anno 1676, p, 122. (Breve cenno insignificante).
crpìestibus
|

13.

Gaffarfj,, Clarissimi ac Reverendissimi P. F. Thomae

Campanella aevi nostri

facile

principis

De

reformatione

scientiarum Index, edente Gaffarelli, Venetiis, 1633, apud Andream Babà. (È lo stesso Indice, pubblicato più tardi
dal Campanella

medesimo

in

appendice alla sua Phivia

losophia rationalis, Paiisiis,

apud Joannem du Bray,

271


MDCXXXVIII,
e poi dal

Tacobaea, sub spicis Maturis,

Cj'prianus, n. 43 di questo Cenno).

14.

Mentre già I'Allatius lo includeva nel suo catalogo uomini illustri LroNis Allatii Apes Urbanae sive de viris illustrihus Qui ab Anno MDCXXX, per toimn MDCXXXIl Romae adfiierutit, ac Typis aliquid evulgariint Romae Excudebat Ludovicus Grignanus MDCXXXIII Superiorum permissu (Si occupa del C. da p. 240 a p. 243. Contiene un Indice di tutte le opere campanelliane, del Magliabechi, e un interessante elenco delle opere del C. fino allora
di
:
| \ I
\

j

]

|

edite)

'

Morto
biografia

il

C. nel 1639, in Parigi, a tre anni di distanza

dalla sua morte. Io

Erytraeus ne

tesseva la ben nota

Intàr egregia doctorum

hominum
»)
:

ingenio duo

clar%ssima familiae Dominicanae lumina

inspirata a

un

benevolo senso di affettuosa ammirazione
15.
|

Jani Nicii Erytraei Pinacotheca imaginum Pinacotheca haec imprimatur Coloniae, mense novembri 1642. (La
\

biografia del C. è al n.

XXI,

pp. 41-43);

mentre, contemporaneamente, in Italia, il Rocco ne scriveva un panegirico 16. Filippo Rocco, In obiiu Thomae Campanellae philosopho:

rum maximi, Mantova, 1642
Memorie
degli
Scrittori

(ricordato

dallo

Spiriti,

Cosentini, Napoli,

1705, p.

159

;

ma
ne'

finora introvabile e
Cast.,
II,

p,

che anche I'Amabile {Fra T. C. 158) dice di aver cercato invano
;

e

il

Naudé

si

decideva finalmente a pubblicare l'autobioaffidatagU dal filosofo
libris

grafia campanelliana,
17.

medesimo

:

Thomae Campanellae, De
Syntagma.
Parisiis,

propriis

et recia

ratione
Pelé,

^studendi
1642)
;

apud viduam Guilielmi


e
i8.
\

272


|
\

poco dopo, il Panegyricus dictus Urbano Vili Pont. Max. oh beneficia ah ipso in F. Thomam Campanellam collata. Auth. Gabr. Naudaeo Parisino Parisiis Apud Sebastianiim et Gabrielem Cramoisy, via Jacobea, sub Ciconiis MDCXLIV Cum privilegio Regis (Dedicato a Francesco e Antonio Barberino. Molto elogiativo per Urbano. Assai en|
|

|

|

|

I

fatico nel complesso).

L'anno seguente usciva una 2^
nelle
19.

ediz.

del

Syntagma

Grotii ET ALiORUM disseftationes de Amsterodami, 1645, pp. 368-413.
| I I

studiis instituendis

20. Grotii,

Qualche accenno al C. si trova pure in Opera inedita, pars III, Amstelodami, 1653.
Un'eco vivace della polemica che la pubblicazione del (1637, 2* ed.) aveva suscitato nei circoli

De sensu rerum
21.

si trova in D. Athanasi Rhetoris Presbyteri Bizantini Anticampa-

ortodossi parigini
nella in

compendium redactus adversus librum de sensu magia (nella D. Athanasi R. P. B. Antipatellarus Epistola de Unione Ecclesiarum ad Alexandrinum et Hierosolymorum Pairiarchas, Parisiis, Ex typis Juliani, Jacquin, Via Latomorum, prope Sorbonam, MDCI.V (v. Blanchet, n. 205 di questo Cenno, pp. 107-111).
rerum
et

22.

Petri Gassendi diniensis ecclesiae praepositi et in Academia Parisiensi Matheseos regii Professoris Epistolae quibus accessenint clarissimorum quorumdam ad ipsum
j
I

|

|

|

|

episiolae et responsa

:

eie.
|

|

Tomus
|

sextus

]

cum

indie ibus
|

necessariis,

Lugduni

Sumptibus Laurentii Anisson
|

et

Joannis Baptistae De vene t MDCLVIII Cum privilegio Regis. Contiene 2 lettere del Gassendi al Naudé, con accenni molto affettuosi al Campanella (pp. 46 e 48-50)
;

4 lettere del Gassendi al

C

(pp. 54, 56, 57 e 75) e final-


mente due
e 408), in data 7

273

medesimo al Gasscndi (pp. 407 maggio e 14 luglio 1632, ripubblicate poi dal Baldacchini, Vita di T. C, 1847, pp. 199, 203.
lettere del C.

Seguono, durante un decennio, o poco più, sparsi accenni insignificanti, esclusivamente biografici, quasi tutti concordi del giudizio dell'uomo, cui attribuiscono grande
ingegno,

ma

scarsa riflessione e prudenza, e
:

piuttosto

genialità d' improvvisazione che vigore logico
.3.

FoRSTNERi CiiRisTOPHORi, Notoe ad
cofurti
1662,
p.

Taciti Annales, Fran-

462.

24.

JOH. Henr. Boeclerus in Comment. in I Annales Taed. Argentorat, MDCLXIV. Giue III, § 7, p. 100 dica il C. homo callidus et ad fraiidem acutus, sine ulta
citi,
;

religione ac fide (riprodotto nella ed. 1696 del
p. 169).

Syntagma,

25.

Candor

lilii
\

\

seu
Petri

\

ordo

FF. Praedicatorum a calunmiis
|

et

confumeliis

Authore R. P. F. JoANNE Casalas, eiusdcm ordinis Provinciae Toa valle-clausa
vindicaius
|

losanae strictioris observantiae Parisiis, Apud Joannem de Launay, in atrio Scholarum Sorlx)nicarum MDCLXIV
|
|

cum
I

licentia et approbatione

|

Del C. parla a pp. 273-

274, preoccupandosi soltanto di scolparlo dall'accusa di
astrologia.

26. Degli

;

elogii

\

degli
|

\

huomini

\

letterati
|

\

scritti

1

da

Lorenzo Crasso In Venetia, MDCLXVI Per Combi e la Noù Con licenza de' Superiori e privilegio Parte secon| I

da, pp. 243-246. Contiene, oltre la biografia, del C.

un ritratto

27. Libri

già

quinque Apologetici Pro religione uiraqut Theolomoribus ac iiiribus ordinis praedicatorum Authore R. P. ViNCENTio Baroni© ordinis praedicatorum Parivia Jacobaea sub Signo siis, Sumptibus Simeonis Piget
| \

\

\

\

I

|

|

|

18

Tommaso Campanflla


|

274
|

Prudentiae MDCLXVI Cum privilegio Regis et Approbatione doctorum (pp. 401-402).
28.

Gabrielis Naudaei nalium Francisci a
|

I

Parisini

|

Eminentissimorum CardiFrancisci
|

Barberini Julii Mazarini ac demum Serenissimae Christinae Alexandrae Reginae Suetorum Gothorum et Vandalorum Bibliotecari Epistolae nunc primum in lucem prodeunt Genevae sumptibus loh. Hermanni Widerhold
|

Balneo

|

|

I

I

j

|

|

I

MDCLXVII

(pp. 254-263

:

lettera del

Naudé

al

C,

e

passim accenni in
>9.

lettere del

N. ad

altri).

Sciences de princes

\

ou consideraHons

\

pohtiques
|

|

sur

les

coups
I

d'état

\

par

\

Gabriel Naudé, Parisien

Avacqtce

I

Iss

Réflexions Historiques
I

Mo

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rales, Ckrétiennes et

Po

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li-

Hques
qu'elles

de

L.D.M.C.S.D.E.D.M
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Qui
qu'elles
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admire

ce

ont de

subtil
\

\

Éclaircit

ce
\

ont d'obscur,

Rejete ce qu'elles

jours
I

ont de mauvais Et les considere toupar tout avec indi^erence, et sans aucune passion Imprimées l'an MDCLXXIII (pp. 606 e 711) (2^ ed.
et
\

MDCCLII,

pp. 50 e 156).

30.DAN. Georg.
p. n.

Morhof

I

Polvhistoris

Litterar.

e.

XXII.
i

267 e segg. (riprodotto nella ediz. 1696 del Synp.

tagma

170. Il C. vi è considerato

come

insigne tra

poligrafi

contemporanei, e ricordato soprattutto per la sua dottrina del senso delle cose e per la sua erudizione
astrologica.

31, Biblioteca

in
I

Napoletana et apparato a gli huomini illustri Napoli e del Regno ecc. Opera del dottor Nicolò Toppi Patritio di Chieti In Napoli Appresso Antonio Bulifon All' insegna della Sirena A sue spese Anno 1678. Contiene, oltre un importante schizzo biografico e bibliografico (pp. 293-294) relativo al C,, anche un sonetto (p. 353) del Lavagna Al padre Fra Tommaso Campanella, al Dottor Signor Alessio A Ionia, enfatica\
\

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lettere

di

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I

e con stupomaggior miri oscurato ») e l'annunzio II suo vanto di una prossima pubblicazione del Lavagna medesimo «molt« particolarità recondite. nella Stamperia di Giovanni Gravier.re I 275 — mente elogiativo («Ceda a Stilo Stagira. 32. Thomae Cornelii Aurelii Severini ad consentini Epistola subdititia Marci Timaeum Locrensem nomine con scripta. 234-238 a 2 colonne). che giudica uomo di «deformi costumi» e alla sua azione politica. con una certa larghezza (pp. 274. MDCCLXX. Amstelodami. (voli. con ritratti) 2* ed.191 : Superiorum permissu et Privilegio (pa- piccolo accenno al C. 1687. 36. 35. Per Salvator Castaldo Regio Stamp. regno di Napoli. Addizioni Biblioteca I I \ di \ Lionardo \ | Nicodemo \ | [ alla Napoletana del Dottor Niccolo Toppi In NaMDCLXXXIII poli. I. Napoli. A spese di Giacomo Raillard. p. Violentemente ostile al C. Parrino. finalmente alcuni giudizi di altri. e sfavorevoli. voi. 1688 (pp. MDCLXXXIII | | Sumptibus Bartholomaei Nicola Moreschi gine 190. che pare non sia mai avvenutacopione \ circa morte. Napoli. toccanti alla vita ». che gli sembra deleteria. Grotii Epistolae. C. Thomae CoRNELii CoNSENTiNi Pvogymnasmata phyI | | | sica I Venetiis. 416-417). Teatro eroico e politico de' Governi de' viceré del .276. Napoli. Riproduce r indice degli scritti campanelliani del MagUabechi di 36 capi.. opere di T. nissime da quello che nell' interno sentiva ». poi interrotto quindi un elenco delle opere di I . Si occupa del C. concludendo con un suo curioso dubbio circa la sincerità del C. pp. che spesso « cose scriveva lontalui edite . 33. e favorevoli. apologetico). con tono ingenua- mente 34. 485. 3 MDCXCII .

nonché Not alla sua ediz. Gentile.(Scripsit etiam Atheismus triumphatun. 294). Amabile. Cortese. pp. . . dei Gerolomini (V. Città di Castell( 67 Principato. Gentile. et \ I. 1 | etc. I. Studi vichiani. in Napoli. 28-29 (nota) e p.. che p( passò alla Bibl.1232. F.^fac/a^wsGuiLiELMiBuDAEi. -D^J I 276 — \ philologia \ \ studiis liberalis doctrinae \ informatione e educaiione litteraria . quos in Thomas Crenius | collegit. 1892. Tho MAE Campanella censuit ecc. theodo De stus studiis liberalibus Romae Costantinopoleo \ Sta in Novus thesaurus I antiquitatum tius I I ab Alberto Henrico de Sallengre Hagae-comitum Apud Petrum Gosse | romanarum conge tomus tei | j MDCCXI] pp. C. il officio della Inquisizione II. Contiene : il noto giudizi ». p. a 2 colonne). stai nella seconda metà del sec. re Batavis Ex officina Davidis Se verini 1696 (pp.. p. circa il quale cfr. si XVL veniva suscitando. Giorn. 191: p.: celebre giurista napoletano Francesco D'Andrea (v N. di ci possedeva l'esemplare annotato dal C. 358) conosceva le Questioni filosofiche Valletta ne aveva lette le Poesie filosofiche. suWAtheismus (. delle Poesie del C. un certo interesse per la filosofia del C. Lapi. Contiene una ristampa de Syntagma. 444. // Sani 1920. cri. Arch. IT. 1920. e la Rinascenza filosofica in ape. medesimo. 167-222). codic.' qui tamen rectius est Atheismus triumphans Notevole è in Napoli il fatto che. Messins 1 . preceduta da alcuni Judicia scripforum di Campanella.. Napoli. 191 5. sebbene in rai spiriti isolati. Hermanni Conringii I Dissertano Urbis \ \ ad L. medesima N XV d( 3. Bari. 1 199.. Laterza. Lugduni 38. d'A.— 37. verso la fine del sec. napoL.

Florentin et Delaulne. 42. ft son Livre de Monarchia Hispanica dans lequel il donne au roy d' Espagne le movevi de devenir maitre : de l'Europe))). ne' Cast. quella più storicamente obiettiva. p. (Contiene la importantissima lettera allo Sdoppio del 1° giugno 1607. C. Cypriano Vita et philosophia Tn. Collectanea ìnanuscriptorum ex codicibus et fragmsniis excerpta. e quelle poche considerano in lui assai più l'uomo che il pensatore Naudeana et Patinìana ou singularitez vemarquahles si : \ \ \ \ prises des conversations \ de mess. MDCCIIT. poi dall' Amabile. Campanellae. Struvius. Jena. . MDCCXXI. EcHARD Campanellae Vita negli Scriptores ordinis praedicatorum recensiti notisque historicis et criticis illustrati. Jacobus Echard. II Lutetiae Parisiorura apud Christophorum Ballard et Nicolaum Simart. ri-pubblicata. 1705. a Amsterdam. F. 1713. doc. questa più amorosamente benevola 40. chez Francois van der Plaats. pp. Amstelodami. P. Marchand Libraire dans le Gapersteeg. Autore Ern Sal. Fra T. pp. 5-6 (Piccolo singolare giudizio « C. Seguono a breve distanza le biografie del Cyprianus e dell' EcHARD. B. e fon- data su testimonianze contemporanee e spesso ostili. proemiale SLÌVAtheismus triumphatus. Nandù et Patin | Paris. : 41. MDCCI.277 — SECOLO DECIMOTTAVO Nel lungo silenzio del secolo XVIII pochissime veci levano a ricordare il filosofo di Stilo. 56-64). 184. 4 Seconde edition. II. Inchoavit R.

vi : è accusato di ateismo e dì paradoxofilia. Ex typographia Johannis de Simone Superiorum permissu (Si occupa del Camp. all'elenco). pp. del Gaflarel. e avvicinato al Cardano tra i filosofi cui imaginationis vis judicandi fa- cultatern suppressit) 46. AcAppendices IV Doctoruw. 278 — | VitaTh. | | . da p. i|4. NiCERON. p. Hisforia critica pìiilcsophiae Lipsia. V appendix elenco delle opere stampate e di quelle inedite. Biografia molto semplice. I 45. seguita a sua volta da un indice tratto dal Syntagma. Jacques à la Science MDCCXXIX Avec approbation et privilege du Roy. condotta sulle tracce del Syntagma. dall' indice del Gafiarel. Biografia d' intonazione non favorevole. 50. chez Brìas[ son Libraire rue S. per la prima volta. tome VII. Memoires dans illiistres mes \ poiir \ servir \ a l'histoire \ \ des | \ hofnca- la republique des lettres \ avec un I talogne raisonné \ de leiivs ouvrages | a Paris. (La parte biografica è notevole. quello del 90-195: una ristampa della Vita dello Echard. inspirata a un notevole senso di ammirazione pel Campanella. MDCCXLIV. IV. notevole per l' intramezzamento di giudizi critici del Naudé. Campanellae \ Autore cedunt hac secunda Editione Virorum de Campanellae Vita diasmata I \ complectentes \ . 126 a 129. Angeli Zavarroni virorum Calàbriae \ | Bibliotheca Calahra \ sive illustrium \ Qui literis claruerunt Elenchus Neapoli. MDCCLIII. Ern. cap. t.— 43. Sal Cvpriano. da un Gafiarel. intravvede nella famosa congiura un problema. sofica Alla : biografia e alla esposizione e filo- seguono poi 1' indice del Magliabechi III. 107-144. Philosophia et Libfis scheAmstelodami apud Weistenioi | \ \ \ \ MDCCXXII. La parte filosofica è interessante come indice dei tempi il Camp. Bruckeri. come quella che. ecc. pagine 67-86. Segue il solito Indice delle opere.

I . dalla Colet. Ma già fin dai primi anni del secolo la figura del* Campanella. 279-81. Filosoficamente insufficiente e non BuHi. p. 1847. t. Lorenzo di Giovanni Nuccis Magg.E. Si occupa del C. 6 Luglio 1638 ristampata poi dal Baldacchini. Lettere inedite di di questo \ \ nomini \ illustri \ tomo secondo | In Fi- renze. Paris. insegna della verità. 1784. e trad. i. 309. 113 a p. Vita. 117. MDCCLXXV. pp. prima mano. comincia ad attirare l'atten- zione degli studiosi. Nella stamperia di Francesco Mon- cke con licenza de' Superiori (Angelo Fabroni). o per l'uno o per l'altro dei molteplici suoi aspetti. a cominciare dal suo quarto. 749-77^- . mitigate per altro da una certa quasi involontaria ammirazione. ma ampio e ricco. 49. e non senza preoccupazioni di ortodossia. 1816. da p. 48. XXXV. e soprattutto quinto. 195-198. . Oeuvres.re con licenza de' Superiori e Privilegio. pp.— 279 — 47- Storia civile del re^no di Napoli. decennio. IV. La parte centrale della narra/ione concernente il C. cap. Ostilissimo al C.t. e per opera «grande imbrogliatore ». di 50. al Granduca. A spese Sotto il campanile di S. Contiene (pp. derne. della letteratura I italiana \ del cavalier abate | Gi- I rolamo TiRABCscHi | | tomo ottavo. è costituita dalla congiura. Napoli. SECOLO DECIMONONO Il secolo XIX offre. 1-4) la importantissima lettera del C. un notevole risveglio degli studi campanelliani. GiANNONE. il cenno del Jourdan. 1763 lib. pp. Storia 1844. sulla traccia dei biografi precedenti. Palmyra. bita sia veramente avvenuta. che il Giannone non duAll' . trad. Histoire de la philosophie moII. da Parigi.

Thomas Campanella nach seinem LeheM imd seinen Schrijt' dargestellt. MDCCCXXXII. sa philosophie {Encyclopedie nou- 1834). Gaspare Orelli. 1834. contiene. 1820-29. alla fisiologia una sommaria esposizione del sistema. oltre la biografia. professore all' X^ni versi tà di Zurigo. È il volume VI delle Leben und Lehrmeinungen heruhmter Physiker amEndedes XVI und am Anfange des XVII Jahrdunderts ah Beytràge zur Geschichte der Physiologie in engerer und welterer Bedeutung herausgegeben von Thaddà Anselm Rixnf. ma incompleto 51.' . per più rispetti.. che «con gli immense sue fatiche e colla irresistibil forza della sua spiriti dal letargo. Poesie filosofiche di Bacone. Violentemente daloso 52. Campanella Paris. Sulzbach. collezione. presso Gius. 312-323. con larga prevalenza.r imd Thaddà Siber. Spinoza » Tommaso Campanella. 1826. del C. che attri». parte aiutatore del Keplero. Gio. «ingegno torbido e sfrenato cenno del Botta. Non molto 53. » ostile il buisce al C. velle. nonché una traduzione in versi tedeschi di alcune Poesie del C. pp. «opinioni sospette» ecc. Tipografia Elvetica. Rug: gia e e. facendosi editore delle Poerivendicava il sie filosofiche. le Insorgendo contro il Botta e contro il Giannone. pubblicate per la prima volta in Italia da Gio. MDCCCXXXIV. t. Ga54. Cartesio. e costume scan-| Carlo Botta.— : 28o — anch'esso. secondo lo spirito della . in 7 voli. Capolago. 4 Storia d' Italia continuata da quella dell Guicciardini sino al 1789. parola viva destò possentemente lilei. Migliore e più vario. nel Gaspare Orelli. e fu parte precursore. valore del filosofo. Lugano. H voi. significativo l'articolo del et Leroux. IV.

ed. Terza Ricordi e Comp. e air insufficiente trattazione del 56. Mamiani : Del rinnovamento della del C. Capra. Cousin. Hegel. dall'altra la calorosa. più largo. traParis. 62-69 . 31-39). Vita e filosofia di Tommaso Campanella. Gescliichte dsr Philosophie.— 28l — Ma dal punto di vista filosofico il Campanella restava ancora incompreso. da una parte cenno. Parisiis. H. de l'histoire de la philosophie. V. pp. esalta- zione del Simonetti 58. 1839. allora inediti. 59.) e la secondi (Della . filosofia antica italiana Libro uno presso Mamiani della Rovere. 1836. Messina. H. ma superficiale ed enfatica. / Quindi seguiva a breve distanza Ferrari. salvo il Remini scent ur Pel . faceva séguito. All' ingiusto e affrettato giudizio dello Hegel. XV. (Notizia di alcuni ms campanelliani della Naz. De religiosis Campanellae opinionihus. T. Mark- neike. Manuel pp. Stamperia di T. Firenze. Sul sensualismo ad occasione della speculativa di Tommaso Campanella. Werke. 85). ma frammentario e 57. all' insegna di Aldo Manuzio. t. di cui la prima parte (la sola Vita) vedeva la luce in Napoli. Ferrsiri. del Tennemann. (Schultze. il ediz. Typis : Moquet sociorum. 1836 (cap. 1840. Contemporaneamente il Baldacchini iniziava i suoi studi campanelliani. duit de l'allemand par V. v. con una 60. di Parigi. 2» ediz. Berlin. che la dottrina dello Stilese non abbia avuto nichts fntchthringendes zuy Folge 55. superficiale. 1840 (1847. t. e poi in buona parte pubblicati. 1839. p. : filosofia Onofrio Simonetti. 224). n.

il : 64. Memorie storiche degli è invece da notarsi un contemporaneo fiorire di ricerche documentarie. pp. i. ma t'altro importanza. La vigne. che il Baldacchini aveva già scetticamente dichiarata destinata a rimanere un «eterno problema degli eruditi » : . IV. Th. Rue du Paon Saint André. Paris. Dareste.. . Napoli. Histoire des sciences mathématiques en Italie delettres puis la Renaissance des tième siede. 49-156) una traduzione della Città del Sole. 1-48) biografica. pp. 2* latini). Napoli) Stamperia dei classici gli Anche fuori d' Italia si manifestò nuovamente in queanni un certo interesse. 1841 62. 328) 63. 283-338). 253-281) finalet témoignages di vari autori (pp. (documenti). Tipografia dell'Aquila di V.. Morus Paris. pel filosofo di Stilo 61. seg. tutche perfetta. delle Poesie (pp. 1844 (Pel C. Tommaso d'Aquino. et Campanella ou Essai sur et les Uto-^ pies contemporaines de la Renaissance de la Reforme. una traduzione in prosa. calda di ammirazione e di simpatia. breve accenno del Minieri Riccio scrittori nati nel regno di Napoli compilate da Camillo Minieri Riccio. Contiene una Notice (pp. 1844. Oeuvres choisies de Campanella précedées d'une notice. nel volume della Colet (v. libraire. 70-71 e 389). mente Jugements Trascurando alcune lettere allora inedite (pp. imperniate soprattutto intorno al problema della congiiu-a. fatta dal Rossei (pp. Puzziello Nel chiostro S. 1843 (riportato . n. sebbene alquanto superficiale : e indiretto.282 filosofia del Campanella) usciva nel 1843 (1857. ediz. t. 149-155 e 455-65 jusqu'à la fin du dissep. p. e agile nella forma. 157di scarsa . 252). Colet. v. Libri.

13-49) e la Informaiione sopra la lettura delli processi Vanno 1599 %n Calabria de rebellione contra F. si cava la defensione di 49-61) . Bruxelles. Firenze pp. 30-34)- Gius. di cui 4 con inesatta attribuzione del destinatario. che non è il Granduca di Toscana. serie terza. pp.. di cui alcuni lacunosi e varie lettere. Trascurabili. 1845 (Contiene la Narrazione della Ustoria sopra cui fu appoggiata la favela della ribellione (pp. Napol» tipografia Porcelli. strada Mannesi. Palermo. Pari>^. 220-222) della filosofìa vicende italiana Discorso Francesco Bertinaria. t. IX. 70. co- 1599 {Arch. Pomba e Comp. (È la ri- stampa della Narrazione e Informazione. 69. n. 1846. 403-431) (Contiene vati documenti. Narrazione su gli temide attribuita a Tommaso Campanella s' avvenimenti di Calabria dell'anno 1599 con cui a provare non esservi stata ribellione [Arch. // {Dialoghi di scienza prima. È la filosofia propria del M. d. Torino. I. e metafisiche. 46. 283 — Documenti inediti circa la voluta congiura di Fra Tommaso Campanella. in verità. sebbene redatti con pretese filosofiche. in- ital. 66. 1846 . (pp. Maml\ni. 619-644. me 67. come uno studio sul Camp. 1846. 1846. ch« non si può considerare. la phi- losophie. voi. Siili' indole del Dottore e le 1845 (pp. Prfcis de l'histoire de . Documenti l'anno sulle novità tentate in Calabria nel- ital. ovvero del bene Nello stesso anno usciva 68. l Campa- nella (Peiresc e del Pozzo) Palermo. pp. Thomaso Campanella di Stilo dellt Predicatori ceni la Narra fatti » zione semplice della verità^ donde quella (pp. messa in bocca. stor.. De gli accenni del Salinis et Scorbiae. crede il P. 381-467. edite dal Capialbi) il Dialogo del Campanella.— ©5. t. Capialbi. con profonda alterazione storica e filosofica. serie terza. IX. ma invece altri corrispondenti . stor. allo Stilese.

Bari. Verlag . pp. Napoli. de Cerando. e. 86. C. II. Discorsi ai Principi d' Italia del P. Par M. politici 75. pubblicati per cura di P. 1. notarsi : Trendelenburg. 1887). Torino.— 71. vii-37. il 72.. Histoire pies socialistes par du communisme ou réfutation hisiorique des M. Pomba. Die philosophische Weltanschammg der ReforStuttgart und Tubingen. 1914 Della storia d' Italia dalle origini fino ai nostri giorni. von Bethge. nella Stamperia del Fibreno. giudica mediocre. Histoire 284 — compavé e des systèmes de philosophie considérés aux principes des connaissances humaines Deuxièrae partie. 1847. Sommario : della storia d' Italia. Sommario. pa- gine 412-434. . la recente edizione a cura del Nicolini. Tommaso Campanella. (v. per altri rispetti. 1850. 74. ma prolisso e scarsamente intelligente studio sul C). le pp. 1847. Alfred Sudre. pp. 522-608 (2^ ed. se non peggio. 1846 (V. (Largo. vi è con- siderato soltanto in quanto autore della Città del sole. ttto- édi- tion. 1848. Geschichte der Kotegorienlehre. Trascurabile la 76. 254-261 del sistema campanelliano . 1 26-1 31 il C. Piccolo il accenno di scarsa simpatia al filosofia B. Quatricme . Da 73. Bruxelles. e con scarsa penetrazione storica e filosofica). mationszeit. VII la cui p. Hisiorische Beitrcige zur Philosophie Berlin. Garzilli. Band la I. Balbo. Laterza. Histoire de la philosophie moderne à relativement partir de la renaissance des lett^es jusqu'à la fin du dixhuttième siede. 1846. voi. pp. Carriere. che considera un punto solo : tavola delle categorie. Paris.

della Monarchia di Spagna e della nella . allora giovanissimo. in maniera fondamentale. 2 voli. oltre che per •se stessa. Le Monnier. Cugini Pomba e Comp. e purificare da ogni macchia » di ribellione politica o « a religiosa 79. Ztveiter Theil. e della Scelta col Città del Sole). la prima volta raccolte con cenni intorno alla sua vita per Mariano d'Ayala. 1852. daMo Spaventa Ritter. ma con non bene inteso senso di amore al ribelle osteggiato e da Spagna e da Roma. L'opera compiuta dal d'Ancona segna tuttavia un punto notevole negli studi campanelliani. Ma fico del soltanto verso la metà del secolo il valore filoso- 78. Opere di una ristampa delle Poesie filosofiche sul testo commento. una ristampa dei Discorsi politici. 149-158) dei voi. per essere stata occasione prossima ai belli . Campanella viene messo in rilievo. il filosofo di Stilo : Tommaso Campanella. da lui erroneamente attribuito allo Adami. Torino. fondata su una conoscenza diretta degli scritti principali dello Stilese. Il II gU Aforismi politici. e poi.Poco Poerio 77. : felice il tentativo di ricostruzione fantastica del Tommaso Campanella prigione nel Castel dell' Uovo in Napoli (pp. il D'Ancona. anzitutto dal Ritter. volta a dimostrare «inventata» la congiura. con giovanile ardore. Hamburg. 3-62). che è. Poesie edita e postume di Alessandro Poerio. Gescìiichte der neùere^i Philosophie. si può dire. Firenze. (Il I contiene un Discorso Della vita e delle dottrine di Tommaso CampaD'Ancona. 1851 (pp. Mentre. 1854. si accingeva ad una ricostruzione apologetica della biogiafia campanelliana. editori. la prima : esposizione filosofica del sistema campanelliano.

tuttavia non affatto insi- Cantù per Italiani Cesare Caniù. Lo S. e su altre pubblicazioni di scarso interesse 83. Ghio. voi. Pedone Lauriel e Gius. . stampato negli Scritti -filosofici. Vico S. 9- 1861 (pp. 84. Sorvolando sull'accenno. 1860. (Ristampa di alcune tra le Poesie. Morano. va da grità.. n.. e lo pone al suo vero posto di precursore della filosofia moderna. estratte dal della Istoria della Magna Grecia e Nicola Leoni (Dallo stabilimento tipog. governativa. ediz. Weimar. la figura eroica del frate. 74 in-8 a 2 colonne. Modena. di pubblicati mento (1854-55) e poi più tardi raccolti in volume Spaventa. della Brezia di Tommaso Campanella. Carattere e sviluppo della filosofia italiana dal secolo XVI (ri- sino al nostro tempo.— simi 80. 286 — dapprima nel Ci: Saggi spaventiani. coeditori. vi rivendica nella sua inte- ribelle e cospiratore. nel suo 81. 3 1S67 (Il Saggio su Tommaso Campanella a p. Maria Vertecofcli. 1 15-153). pp. in « quella circolazione dei pensiero europeo » ch'egli andava studiosa- mente ricercando. contro l'apologia del d'A. napoletana ecc. Marghieri. Der Sonnenstaat des Campanella. : Tròbst. Storia degli Gentile. ma senza quanto ne dice nei Saggi. 1901. 1860 ed. XXXVI. p. lo Spaventa si fare alcuna aggiunta sostanziale a occupava altresì. Napoli G. politica e religiosa. Prima 1859 (pp. Saggi Napoli. 954-960) . tip. 135. « uno dei maggiori filosofi e dei più forti caratteri che siano stati in Italia tra il decimosesto e il decimosettino secolo. gnificante. Napoli. di n letterario dell'Ateneo. Parte seconda. critica filosofica. Del C. Poesie filosofiche cap. private dell' importantissimo commento e rag- gruppate © illustrate arbitrariamente) . del 82.

von Max Hein- ze. II (Naudt^) . pp. ^-j. Fr. 47. ErdErdmann. 1S82. 1862 (ed. 589-600). 525-614. ^o. XXIIl. Manini. Paris. 59-60 e passim). pp. und hsg. XXII. Portraits politiques et litUraires. come indice del tentativo di suscitare nei circoli hegeliani di Berlino l' interesso per la figura del grande Stilese. 91. voi. B. Sainte-Beuve. pure : 89. Ili. Corso 287 — iiauwn di sugli scrittori politici Gius. Berlin. la modesta opera di divulgazione dello Stràter. Ber- §§ 245 e 246. . 1889. 41. Ferrari. 467. Freiburg. Campanella . voi. 125-181. nel periodico Der Gè- Band VI. Ueberweg. Roma. tipografia di F. lin. 522 segg. Accenni sulla poesia filosofica di T. Al quale un nuovo aveva portato il . Paris. E. e G. von J. 1865. 3. Grundriss der Geschichte der Philoso- phie 1862-64-66^ (1907^0 hearh. : Stratep. Garnier. Grundriss der Geschichte der Philosophie MANN. 1866 nelle Kleine philosophischen Schriften. XXI. lasc.pp. die italienische Philosophie . Vico. Heft 4. che echeggia e talora traduce letteralmente lo Spaventa 88.— Ss. Intanto proprio in quegli anni. (v. 1862. I. pp. pp. 1865 si potrebbe invece ricordare. di ricerche documentarie. spe- cialmente la 7* e la 8» lettera Philosophische Zeitschnft. III. De Nino. lin. lez. Milano. SiGWART. Ber- V. in un rinnovato ardoie » si riaccendeva il « problema piccolo contributo della congiura. 1865^ (1896* bearbeitet von B. Thomas Campanella und nei Preussische Jahrbiicher del scine politische Ideen (rist. Briefe uber danJie. 230-239). nel Borqhini. pp.

221-227. (V. pp. fatta XII. 232 del volume dello Spaventa. una nota a pag. da G. che dimostrava l' innegabilità giuridica della congiura. Ghio e Morano. 1866-72 (v.— 92. IV. dal punto di vista filosofico. pp. 93. Laterza. pp. conti Acc. 303-30^). 1887. lettere I. . n. Trascui abile l'opuscolo del 95. ma per tutt' altra via. mia Pontaniana. l'accenno del Settembrini. Sanse verino della famosa congiura. Sav. ital. 94. La svista del Berti fu già rilevata dall' Amabile. Caronda. malgrado le notevoli testimonianze dei documenti ch'egli pub^ blicava. [Arch. Napoli. 3-40 e parte II. Napoli. parte pp. Catania. . 58-103) il quale. in Fra T. 1868 . stor. il 17 marzo 1868. Comunicazione storica di un documento realla congiura del Campanella {Rendiconti Accadea. Frano. Arabia in una Nota inserita nei RendiMor. Elogio di Tommaso Campanella recitato nella festa letteraria annuale del R. Se. inedita dal Berti x. 96. Lezioni di letteratura italiana i* ed. Tommaso Campanella inedite e alcune sue t. Mo' e. Alla quale invece giungeva risolutamente. Batt. e dal Gentile. Bari. 109). a 1869. pp. Firenze. C. Uno assai più notevole il Cento fanti. Da Socrate a Hegel. restava tuttavia perplesso dinanzi al della problema verso realtà della congiura. Poi. tip. II. 12» ed. 1864. ripubblicata poi la come I. 1905). rano. lativo 288 — È la denun^^ia Baldacchini. Bustelli. sua congiura p. inclinando tuttavia una soluzione positiva. Liceo Spedalieri in Calabria. 1866. 52-55.. per altro. di Napoli.

2 voli. Contemporaneamente usciva lo scritto di 1. Bernardino Telesio. Croce. Telesio di Fiorentino) Journal des Sauants. 391 a p. 1872-74 (Del C si oc- cupa nel voi. Lwow. 405). tip. 102. Il. Franck. Bobba. 244-262).— Un 289 — ma in diversa contributo assai diverso. Paris. 23-41 e 111-210). 1868 (Del C. Storia è il caso di ricordare la rispetto alla della filosofia conoscenza di Dio da voli. a parer suo. 98. l'ed. Firenze. 84 a 91 del voi. Pietro e Pompona^zi (Studi storici sulla scuola bolognese padovana del sec. R. ostile. 1873 . Firenze Le Monnier. ossia studi storici su /' idea d^lla natura nel Risorgimento italiano di Francesco Fioren- tino. si 4» Lecce. Di questo libro si occupò largamente. Campanella i ich. pp. Le Monnier. voi. (recensione del 560 e 687-701. 1873. pp 548» Non loi. pp. Dwai znakomici komnamiséi rus i Th. Ili. una interpretazione affatto sen- sistica e naturalistica del C : 100. Il. Mo- rano. 19 — Tommaso Campantlla .. LiMANOWSKi. e con spirito il Frane k. systematy. 99. -. si occupa specificamente da p. apportano invece il de Sanctis e il Fiorentino 97 De Sanctis. viziata. C. Imprimeiie Nationale. occupa del con quello spirito che il siffatta storia lasciano titolo e l'assunto medesimo di una agevolmente indovinare. da troppo hegelismo e tedeschismo. 1912. Napoli. Storia della letteratura italiana. XVI con molti appunti inediti per Francesco Fiorentino. 1873. Bari. Talete fino ai giorni nostri del dott. editrice salentina. che tentò di contrapporre alla interpretazione fiorentiniana. che da p. alla ricostruzione ideale della figura del C. 1870-72 (v. B. maniera notevole.. Laterza.

poco dopo. di filos. nello stesso Giorn. Bari. passim. accingendosi l'altro. Ristampato ora in Studi e ritratti della Rinascenza. rico- struendo la congiura del discepolo di Campanella. C. e lettere. pp. 180-238) e una rivendicazione e. 1875. (De Blasiis. pp. Scritti. e da non pochi preconcetti. 1878. quanto concerne i suoi rapporti con Urbano). 1. 425-468). attraverso una ricerca documentaria scrupolosissima e ricchissima. delle Poesie filonegli (ristamp. per essa. Roma. del C.— 290 — 103. storiche del sa- Sante Pieralisi. 69-93). napol. lo studio del Emendazioni critiche al testo Tommaso Campanella. BusTELLi. quale negli anni successivi dovevano dedicare le ^ loro fatiche il Berti e l'Amabile. napol. Urbano Vili cerdote S. Mentre il De Blasiis. poliglotta della e soltanto per Propaganda Fide. Napoli. 1875 (Si occupa del C. 1911. di e Galileo Galilei {Memorie tipog. 391-421. Salerno. e e procedendo . Fiorentino. a una ricorario. verso filosofi ita- liani dell'ultima Rinascenza : 104. delle benemerenze della chiesa cattoi lica. Napoli. verso il Fiorentino continuava le sue ricerche camsulla posizione del panelliane con 105. il Intanto C. Una seconda congiura di Campanella. e lettere. di filos. Giorn. un interessante studio : protestantesimo La riforma religiosa giudicata dal Campanella secondo un manoscritto inedito [Giorn. pp. 1875 sofiche di e II. . voi. con molta disinvoltura alla negazione di ogni partecipazione diretta ed effettiva del filosofo alla congiura . pp. napol. del papa Urbano. muovendo l'uno da una valutazione negativa del valore filosofico e lettealla 1 anche morale. Tommaso Pignatelli. Laterza. portava un contributo indiretto a quella biografia campanelliana 106. 1875.

1877-78. voi. 79-86 e XVI. Acc. egli dimostra irrefutabilmente l'esistenza. se. Venezia. Zanichelli. 1876. pp. Salmo CXI e Al Sole del Campanella. II : C nel il Antologia. Nuova Nuova N. Freiburg. Saggio critico.. III C. II. § 1878. Tommaso Campanella 188 1. ci. senza al- XV cuna illustrazione o commento). Leipzig. carcere. paite I. voi. intramezzandole cronologicamente con quelle importanza minore. BoCarducci. Lettere inedite di Tommaso Campanella e Catalogo R. 1904. mor. 1878 . dei suoi scritti {Atti Berti. (Riproduce /!/ senno Mino. se l'A. pp. o per motivi intrino perchè relativi soltanto parzialmente al Campanella. dopo Die Geschichte der neueren Philosophie in ihreni Zusammenhange mit der allgemeinen Kultur und den besonderen Wissenschaften dargestellt von Windelband. : 108. 112. Tommaso Campanella Antologia. Bovio. Angeloni Barbiant. 439-507)- mq.— 291 — di cui struzione biografica orientata tutta intorno alla congiura. Berti. pp. 15 agosto 1878 Ant. non avesse trascurato di cercare nell'uomo anche il filosofo. I. di altri scritti di seci. IO ottobre 1878. . 1881. nella filosofia e nell'utopia. cap. serie terza. B. e che sarebbe perfetta. I. Napoli. e non si fosse talvolta lasciato prender la mano da un certo astio anticlericale. 111. 401-407. carcere. La poesia barbara nei secoli logna. 3'* ed. filol. Lincei. 13. avanti : il carcere. (Cito successivamente le varie pubblicazioni del Berti e dell'Amabile. 19 * — Tommaso CampaneUa . r^o. stor. Tommaso Campanella. pubblicati in questo periodo) 107. 15 luglio (I : C. che lo induce a porre in una luce alquanto esagerata l'atteggiamento della chiesa verso il Campanella. i.

117. letterario. dei pp. Morano. Le poesie Giorn. Berti. i . Risposta alla lettera precedente^ . Le nella [Lettera al Direttore — Giorn. 119. 116. Calman Lévy. 1882 del C. Ulrico Hoepli. artistico. Roma. la sua congiura. tip. Paris. in Torino. 3 voli. Napoli. 24 sett. 263-299). 1892. Réformateurs et publicistes de l'Europe au dixsepiieme siede. Delle teorie economiche nelle Provincie napoletane dal sei colo XIII al MDCCXXXIV Studi storici di Tomma. Il codice delle lettere del Amabile. pp. poesie del Campa^ Napoli. 1882 115. Napoli. libraio. Vedine la recensione del Fiorentino nel Giornale napoletano della domenica. della Domenica^^ (Richiama l'attenzione sulla 118. ed. Amabile. (È l'annunzio editoriale (anonimo) delle blic azioni dell' Amabile) pii 120. Fra Tommaso Campanella. nap. [Giorn. suoi processi e la sua pazzia. Milano. (Esame della filosofia politica e sociale del C. Campanella nella Bi- blioteca nazionale e il libro delle Poesie dello Squilla nella. 7 e pp. 12 febbraio. . Napoli. p. ed. M0ENIACOELI Jacopo (Imbriani). 1882. Fornari. 292 — Franck Adolphe. Leoni). Nuovi documenti 1881 di (in Tommaso Campanella. 1882 ». 100 esemplari. Sei documenti inediti sul C. Gerolomini in iV«^o/t. Scritti vari. ristampa della ediz. con accenni biografici e considerazioni critiche non benevoli). 29 gennaio. Amabile. 188 1. 149-201. A dell'autore. Ristamp.— 113. voi. Bibl. napol. Bodoniana. critico. 1881. 114. 1882. napol. (8 gennaio). e 1° et: tobre 1882. scientifico.

Atti A ce. Morano. Bari. Fra Tommaso Campanella Filosofo — Patriota — 1885. 1887. e sulle dottrine di C. 165-194 (Biografìa ed esposizione delle dottrine ecoe sociali del C). (2* ed. 123. Poeta giudicato nel secolo decimonono. Der soziale Staat der Jesuiten in Paraguay. per Filippo Malfitani. 559-572. 1887 Amabile. L'andata di fra T. sioy.c sulla vita Syntagma (con un discorso preliminare Alfonso Santanello. Galileo Galilei e lo studio di Padova. . Leipzig. 1883) Ristampato in Studi della Rinascenza. pp. Amabile. 9-20. seguente) : 127. 1887. 1885. e A. Campanella di Amabile {Ardi. poi. pp. Annichini editore. Campanella né' Castelli Roma ed in Parigi. Stadthibliotek zu von Dommer. in 2 voli. Laterza. A. Fi- renze. (Memoria rifusa completamente nel voi. 1889). Fa VARO. Morano. Fiorentino. a Roma. Mor. 1886. 377-390.. sua congiura e la X29. 191 1. christlich - 123. Napoli. 1882-83. Fra T. prov. Thomae Campanellae. Fra Tomaso Pignatelli. G. 124. GoTHEiN. Lonigo. Napoli. II.— nomiche 1 293 — pp. tip. Mitteilungen aus der Hamburg. la di . sua morte. Napoli. Pubblica prima volta il Memoriale al Re di Spagna del C. IV. 4). pp. 1883 [Staats und Sozialwissenschaftliche Forschungen. e ritratti // 3. Eyssenhardt per la {161 1). studendi de libris proprixs et reUa rauov. Potenza. Verona. C. Vili. nap. Pozza. Reale Se. Amabile. Napoli. Stab.

Sante Felici. n. Tarozzi. Ristampato in Menti e caratteri. 37 segg. Saggio critico-storico {Atti Reale A ce. 261-290 (Bruxelles et Leipzig. 1887). Osservazioni dì L. Ditta Nicola Zanichelli. 97-133. Falletti. a spese dell'autore. 151-229. Diss. G. Pubblica per la prima volta il Memoriale. 134. Torino. Nys. 136. Bocca. 131. Napoli. sa vie et ses théories poliRevue de droit international et de législation comt. 133. 1889. pp. Mariano Raffaele. Rifusa nella monografia del 1895 (v.— 130. IIII. 1887. Se. Del niana. Inaug. MUteilungen aus der Stadthihliotek au Hamburg. pp. XXI. 2. di fra Tommaso Campanella 1889. Halle. 1889). 151). Fra Tommaso Campanella fessore del pro- Amabile. XXIII. 1900. 1 . mar. 1888. tiques. A. Napoli. Thomas Campanella.». VI. 135. 209-290). 137. La relazione del prof R. Die religionsphilosophischen Gfundanschauungen des Thomas Campanella. Primo questi spunto dell'aspra polemica dibattutasi in circa il anni carattere Del carattere del C. 294 — (22 Eyssenhardt.. carattere di Campanella {Atti A ce. dicembre 18 18) « Frutti della penitenza ecc. Bologna.. poi.). E. parce. Campanella e la filosofia del Rinascimento {La letteratura. pp. pp. 1889. ed.. Torino. Napoli. Amabile. Mariano sul fra Tommaso Campanella di Luigi Amabile. pp. 1890. 41-56. pp. Le poesie di T. 132. Amabile. . del C. Pofìta- XX. {Rivista storica italiana. 1887. Librairie européenne Muquardt.

I. di cui intemperanze. 1889 (i» ediz. Malon. 1892. Strassburg. des Renaissance {Annales d. integrai. desta interesse soprattutto in anche. CADIA. nel volumetto Sul comunismo. Catalano. Le socialisme pp. 1892. conforme al nuovo orientamento quanto rifor- degli spiriti. pax B. Scrittori di fede politica opposta. I. Geschichte KuRD der Atomistik votn Mittelalier bis Newton von Lasswtz. Lehrbuch Philosophie. 281-308. Alcan. Verlag von Leo • pold Voss. Adler. Tra il 1890 e il il 1900. Nuova versione II. ted. rist. L'ultima ediz. e la città del sole 's La filoso- fia genn. n. cap. pp.— 138. Idealstaaten Reich. C. febb. 117-120. 1890. G. 142. Il concetto pedagogico di T. . Hamburg und Leipzig. voi. 1919 (V. 141. C. o un precursore del socialismo. anzi del comunismo moderno. 140. smorzando gli eccessivi entusiasmi per la Città del Sole. (8*) è Tiibingen. Esagerazioni. pp. Catania. j> T. 55-80. §§ 28 e 29. Romano Catania. è ma il C. pp. 1893. Palermo. poeta della riforma e del comunismo per noi ancora vivo». in quanto pedagogista. e poil nendo il problema della fede politica del C. Croce (v. C. cap. a cura di C. 150) non tarda a fare giustizia. 340-343. deut. riformatore e co- munista. 295 — cUr Geschichte der Wilhelm Windelband. o un vero e proprio patriotta. Sandron. nei suoi veri termini. 143. 1890. voi. Paris. non esitano matore sociale. e concludendo che «non il C. e a fame. 1889. deficienze di senso storico e critico. Dentice di AcPalermo. Berlin.) Parte IV. in minor misura. ital. Sandron in corso di stampa) 139. I. §§ 28 e 29.

Calenda di Tavani. Inferiore. pp. Die Vorlàufer 4. H. 232. n. i 1894^ V. Materialismo storico et4 economia marxistica. C. Martinetti. T. Ancora. pp. 1895. I-anciano. 1895. 1895. des^ pp. terza. IV. prov. 469-506) I. Carabba. Di Castro. nel voi. lungen. (IV dei Saggi filosofici). (Cfr. 1895. Sante Felici. Stuttgart. 50-92. 646-683). I9I3^ voi. Bari.! 147. nella rivista Le devenir social. 150. 107-127. a proposito di re-*^ napoL. C.Schlavaffia politica. ein Dichierphilosoph fUr Kulturgeschichte) dir. 145. Milano. dal tedesco dal prof. Inforno al comunismo {Arch. 1895 II. des Sozialismiis Lafargue. Un cenno a parte meritano gli studi campanelli ani di G. Storia della filosofia moderna. HòFFDiNG. I. che già fin dal 1887 aveva dedicato la s intelligente atti\àtà di studioso al C. Berlin.socialismo 1 ' date e politica moderno. Soziali smus. neueren Geschichte in Einzelndarstel- . p. pubbl. 151. Fra T. Le dottrine filosofico-religiose di T. Giovanni Sante Felice.__ 296 — 1893. anche. Stein-^| HAUSEN. 150. XX. Contiene delle «ac-f curate e belle versioni metriche » di molte delle poesie^ {Zeitschriff Renaissance del C. con particolare riguardo alla filosofia della Rina^ scenza italiana. 191-239. A. p. . (I voi. morto giovine e quasi oscuro. di T. C. Geschichte der Dichtunggn voni besteH) Stante (Anonimo). R. La centi pubblicazioni stor. C. 142151. GoTHEiN. 1895. | ì 146. pp. - Nocera 149. ti*ad. Croce. Croce. der itali enischen\ 144. Den nyere Filosofia Histoire. Bocca. 6. nota 1). pp. 19183. e la sua dottrina sodi fronte al . Dietz. Vecchie utopie. • 148. 1893. Leipzig. Rispamp. Kjobenh. (In ques . un valente studioso. pp.

il mefite secondo La dottrina pp. KovALEWSKY. Felici. 132 e Lincei. Fratelli Stilo. . quinta) Lincei. Paris. frane. 1897). 157. quinta. 1897.. Dottrina del C. Via dei Bianchi. Arnone. C 109-131 e 166-191. 154. . La mente ci.temelle ciali sme dges. cit. pp. Die Erkenntnislehre T. 672-689) . 1897. Utopie. VI. H. Frane. Giard et Brierre. Leipzig. mor. e le cause della [Rend.— 297 — voi. Deux précurseurs : Boterò et Campanella (Pubbl. a cura di A. Etude du soEd. Morelli. studio a sé è costituito invece dalla seguent : Le origini Acc. 854-874). Stab. Conferenza di Ire1898. voN KiRCHENHEiM. sono rifuse la memoria nella filosofia di st. serie 153. WuTTiG. sulla niente e sua relazione con /' Idea platonica e la se. Nota presentata dal Tocco riforma secondo T. C.. nel 1897 (Annales de l'Institut international de Sociologie. 778 e 789) C. Bracali.83- 103 e passim fino a 117. [Reìid. e sue relazioni con la filosofia . 158. 156. \^i. in russo nel 1896.iuu^. 1894. Paris. socio 1897. pp. 26. KozLOWSKi. Cha- ZAUD DES Granges. le mcmoiie III. HaUe. pp. seiie forma della aristotelica (ibid. A. Uno memoria 152. à travers les L' . del Rinascimento (ibid. pp. mor. 1898. 155. Pistoia. se. 1897). C. e in francese. pp. ci. uxss. tip. Le Soudier. st. PP. Su Tommaso Campanella. 42. al n. Reggio Calabria. Erkenntnislehre und Ethik bei Campanella. Fra Tommaso Campanella di neo Sanesi.

richiamando l'attenzione degli studiosi sul ms. A un siffatto compito. di cui egli pubblicava due brani in appendice al suo studio ricordato al n. C. o. p. nonché dalle consuete pubblicazioni occasionali. Roma. 204. (redazione. Clemente VJIJ e Sinan Studio storico secondo documenti inediti. il Paladino. campanel- ancora in parte dispersi. dai lavori che continuano qualcuno degli indirizzi già accennati. XXV. comunque. s' intende. 462- — . 204 e Civiltà Cattolica : SECOLO VENTESIMO. hanno apportato notevoli contributi il Gentile. Fra T. che il Croce già additava fin dal 1895.Ilario Rinieri. tuttora vivissimo tra studiosi. Note Celano. p. dall' Amabile. stor. ] 159. pubblica relativi al Campanella (v. posseduto dalla Nazionale di che i6o. di ricostru- zioni critiche e di edizioni genuine dei testi liani. 150. Processo di fra Tommaso Campanella sommarie inedite (Arch. ben sedici anni prima.P. III. altro. o inediti. pp. la sua conRitira. 1898 (Improntato a spirito aspramente il R. scarsamente accessibili. originale) della Napoli XII. tutti i documenti che il R. 81). il Kvacala. che purtroppo non sono mai mancate intorno al filosofo di Stilo gli — è costituita dal bisogno.— ed. non esita a preferire al « ribelle » frate di settario Stilo il «rinnegato» Bassa Cicala. o editi nella forma la meno prossima al pensiero dell'autore. napol. Quanto all'inedito. 1900.) erano stati già pubblicati. La caratteristica degli studi campanelliani nel primo ventennio di questo nostro secolo a prescindere. doc. o comunque determinate da interessi extra- — scientifici di varia natura. e qual- Città del 5t)/e.. D. 167 e segg. 298 — Bassa Cicala.

pp. Giannini. Dott. Th. 164. 162. Kampanelly K. Andreas Aiiieil an geh. leiter. Guido Manacorda. Prof. Modena. pp. con un saggio del testo italiano inedito. Paravia. Kv ACALA. 1904. Del C. Solmi. Napoli. Gli scrittori pedagogici italiani del secolo decimosettimo. 168. S. KvACALA. ed. XIIF. costituito dalla pubblicazione ed illustrazione di un documento inedito la Legatio II ad Moshovitirum m. 1906. . II. città La del sole di 1904. pubblica 17 Decreta S. 167. che é una parte del : manoscritto del Reminiscentur campanelliano). KvACALA. 405-40S. 166. 161. Le varie redazioni del a De sensu rerum » di T. Ut. Cerini. Rossi. 72. 134 a p. T65. Torino. ital. cxxvii-59. della «Provincia» di L. Campanella und Schule. Juriew. 1905). Gentile. Juriew. Ducem et Graecos Praelaios. Vel Kniazu Moskowskomu.. relativi al periodo 1600-1601 del processo del Romani. 1905 (opuscolo in lingua russa. 1900. 190. C. parla da p. tutti Campanella. GesellschafUn. 163. Croce. Leipzig. G. 1905). sellschaft Thomas Campanella (Monatshefte der Comeniusge' fur Kttliur und Geistésleben. Critica. B. Val. la C. die Pddagogik {Deutsche 169. Mattiesen. 1899. C. Recensione a La città del sole ed. Il 290 — Ufficn C. Solmi.75. 1905. d. Postarne Th.— 466). Joh. edita per la prima volta nel con introduzione e documenti da Edmondo Solmi. lesto originale T. tip. PusT. pp. Recensione a Rassegna bibliog.

Senigallia. Aldo Moroni. (Interessa lateralmente il C). 48. XXXIII Band. 1907. Tip. Bacon und T. Zu [Sonderabdruck Ferdinand II fur Kirchengeschichte. pp. (Art. Akademie der Wissenschaffen in W^en. nella R. Giornale d' Italia. KvACALA. C. filosofi napolitani Portici. Prato 1906. Gotha. a. 173. Della Torre. Prem. ditta tipog. 623-631. ver seiner Haftenlassung. e altri documenti. // primo processo Campanella {Arch. 178. Vincenzo Spampanato. Fr. 8 ottobre 1599) . pp. i Heft. Perthes. Quattro nel carteggio di Galileo. 14 giugno 1908. 174. pp. 175. Mattiesen. 171. KvACALA. storia e nel pensiero moderno. Proiestantische gelehrte Polemik gegen C. ed. 165. 1908. 300^ — d'eresia di Gentile. {Bibliotek des drit- internationalen Kongress fur Philosophie. Dott. Ghergos.. 1909. editrice Puccini e Massa. XXXI. Campanella ten p.— 170. con opportune illustrazioni. Vili. pp. 1906. 105-109. Anile. Wien. 1908 [Sitzung sberi chte der Kais. Consolo. Stab. 1908-1909. Delle Poesie di T. (Pubblica l' interessantissimo ano- nimo Ragguaglio dei movimenti suscitati in Calabria da due lettere inedite Fra T. Juriew. 1907. des Scioppius Verbindung mit 176. Università di Napoli. Il frate di Stile. {Regio. stor. n. napol. 233 e segg. C. 120. del C. KvACALA. A. T. Zeitschrift aus 177. 172. scritto in occasione della inaugurazione di un busto del C. nella Passerini. . Ed. C. Thomas Campanella und Ferdinand II.

Essay sur i'histoire de l'idée de progrès jusqu'à la fin du XVIII siede. 79. Laterza. 51 della collezione Biblioteca di Cultura Moderna. C. 182. Delvaille.H ^^ Fiorentino. Paris. 609-622). 180. come riformatore del prof. società di ProCasa ed. hsg. 153-162. 1911 (Vedi pel C. Esame complessivo dell'opera del C.— 301 — 179- KvACALA. ci. Dottor occupa da p. 1910. df Italia 181. riprende la XI. n. se. dalla Cronaca di Calabria. 58. der d. Critica. etn Reformer der ausgegenden RevaisStùck der veueìi Studien zar Gesch. Alcan. con appendice bibliogiafìca. e. pp. Milano. DéjOB. religioso. Cosenza. fino a fare dello Stilese un cenobite qui désirait ardemment le triomphe du cathohcisme menaci par l'hérésie et par les Turcs. raor. Recensione al Déjob. Francesco Vallardi. v. 1909. 89. Bonwetsch und Seeberg Trowitzsch u.) Del C. Studio sul canzoniere di fra T. (estr. Sohn. aprile-dicembre 1911). puis une paix finale et univer- del selle (!). le pp. voi. 11. 1909. Berlin. esagerando ulteriormente l'ortodossia campanelliana. 1909). a 409 e passim. l'Amabile e il Felici. Storia fessori letteraria scritta : da una si (Antonio Belloni Il Seicento. 91 e passim) 185. {Bull. serie XVIII. Lincei. . Gentile.. 184. Gentile. 83. Kirche . ste? Est-il vrai Hai. Bali. {Sech^tes u. Bernardino Telesio. Tocco. sance Theol. pp. 402 AccATTATis. Campanella poeta. Le pubblicazioni nei Re^idiconti Kvaiula (Nota inserita quinta. Th. il contro tesi que Campanella fut simplement dri2. 186. Falletti.

1912. I* ediz. 192. 188. 1913. trad. Croce. Papini {Critica. tiones die Genese der Schriften T. Gentile. pp. Per l'edizione critica della « Città del Sole » di T. 3) Articolo rifuso ora nella introduzione del C. Carabba (voli. 180). Lanciano. 191. 189. XI. 202). B. campanelliani). Le poesie. 194. 254-259 e 338-34<^)- . Edizione completa rivista sulla (1622) con l'aggiunta di 69 Poesie. Paladino. della Città del sole (v. 191 1 {Sonderabdruck aus Ada Commenta- Imp. p.— 302 — 187. Pre- fazione di D. Intornio ad alcuni manoscritti finora non consi- derati di opere di T. KvACALA. Ciampoli. XLIII. IV. 190. Lanciano. 193. Recensione alla ed.» 1913. Juriew. e presentata dal socio Pontaniana. KvACALA. Nachtrag zu nese der Schriften T. Ueber die Genese ecc. Ciampoli. alla sua ediz. 191 1. Abhandlung « Ueber die GeNeue Nachtràge zu der Abhand- lung V. 1920. un importantisssimo Memoriale inedito nonché molte preziose ricerche e consideraUniversitatis Juriewensis zioni circa alcuni ms. Scrittori nostri). Uehef Mattiesen. Critica. C. 1911. 1913. » der . 191 1. del Contiene 1609. {ohm Dorpatensis). 19 13. XVIII. Lanciano. KvaSala. a cura di G. Carabba. nella. La Città del Sole e Aforismi politici di Tommaso CampaCarabba. Prefazione di D. T. fase. 27 e 29 della CoUez. Campanella. C. et C. n. C. Papini. Nota Croce negli Atti A ce. a. (V. {Rivista di filosofia. Apologia di Galileo e Dialogo pchiico contro luterani e calvinisti et altri heretici di Tommaso Campanella.

203. 196. testo critico. 1913. Spampanato. pp. Paladino {Rassegna 1920. XXV. {Cri- I 206. Recensione italiana. alla ed. Charbonnel. T. 198. Paladino. 204. lett. T. Gherghi. del Db sensu rerum di T. Gentile. pp. Recensione al Campanella del tica. in- troduzione e note a cura di G. i. n. Recensione XVIII. Campanella. 1920. // carattere storico della filosofia Laterza 1918. Gentile. 22-26. Paris. alla ed. Paladino {Critica. cap. 19 18. Gherghi 127. 202. al p. I.. p.C. 197. 180-182). La pensée rant libertin. Papini {Nuova Cultura. Poesie. A cura di G. 199. Baj-i. Scritiori d'Italia. Gentile. 70 della Collez. 1920. allo Charbonnel {Critica. 62-68). Città del Sole. Parodi. Blanchet.— 303 — 195. PP. XVIII. Gian1920. Paris. e passim). alla ed. 205. 19 19 (V. Recensione crii. 362-366). Blanchet 1920. Le fonti Trimarchi. Gentile. igzo. Recensione XVIII. italienne au XVI siede Champion. pp.273-280). Palermo. Bau-i. ital. Gentile. 200. Napoli. Laterza. et le coue II V 201. 30-31 e passim. nini. 1920. {Giornale critico filos. Recensione I. 43-49). Campanella. pp. L. italiana. Gentile. 191 5. Tommaso Campanella. Alcan. .

1920. 304 — histonques du « Blanchet. Ili. Les » antécédents Je pense donc je suis 208. Gentile. L. Firenze. IV). 1920 (V. Bruno e il pensiero del Rinascimento. Codignola. G. // pensiero moderno. a diradi E. della coUez. Paris. . specialmente il cap. Alcan. Vallecchi. voi.— 207.

Sviluppo del suo ideale di riforma VIII. Pag. 25 4T III. 229 267 . Il senso dello cose filosofico. martirio metafisica 57 V. IX.INDICE I. In terra d'esilio 209 (Opere del Campanella) (Opere sul Campanella) . - . religioso 7 II. . La Il teocrazia solare IV. Naturalismo . Cenno Cenno bibliografico I bibliografico II . La 89 VI.. Tentativo di conciliazione del suo natutalismo religioso col cattolicesimo 113 i39 163 VII. La difesa di Galilea. .. politico. La liberazione 183 X.

CODIGNOLA E. Collezione LA NOSTRA SCUOLA a cura di E. Acuto esame critico delle idee fondamentali del grande aut dell'Azione. Carpita. Capponi e la cultura toscana del suo tempo. 3. Fatti e Teorie Raccolta di studi importantissimi su fenomeni nomici del periodo bellico e postbellico. Impero britannico dopo la guerra. bianchi e tricolori L. Spaventa. appendice e note di G. G. io Accurata esposizione critica della legislazione bolscevica. condotta con larga conoscenza delle fonti e di letteratura estetica contemporanea. slovacca dopo la disfatta e l'esperimento bolscevico. Magnifico quadro storico del pensiero religioso. Rossi. sociali L. V In corso di stampa: G. Arnaldi. Una polemica di settanfanni fa. Educazione e religione in Maurice Blondel. Gentile L. Gentile. 15 ed « De Ruggiero. La libertà d* insegnamento. Pareto. L. ungherese. Potente rievocazione della tragedia austriaca.VALLECCHI EDITORE - FIRENZE Collezione A. G. Gioberti. Accuratissima analisi delle idee estetiche e dei giudizilettei del Gioberti. Magnifico quadro sintetico della vita britannica dopo lague studiata in tutte le sue manifestazioni salienti. UOMINI E IDEE E CODIGNOLA dei Soviets a cura di Campodonico. La Russia L. con introd. U. B. 6 Indispensabile a chiunque voglia farsi un concetto chiaro di origini storiche di uno fra i problemi più dibattuti dei giorni noi Ordinaxhni « cartoline vaglia a Vallecchi Editore - firtnz^ Via RkatoU» 8 . filosofico e polii della Toscana durante il Risorgimento. Sgroi. 6 cz< V. Le idee estetiche e la critica letteraria di V.

La teorìa dell'educazione trad. e altri proe scritti BERTHONNIÈRE.50 Piana e rigorosa esposizione dei principi fondamentali della pedagogia idealistica. di E. Locke. . che i. . L. 2 Studia la formazione del pensiero del Locke fino al Condillac Condotta è tifico e larghissima informazione l'argomento. prefaz. CoUezione IL Carlini. // concetto di educazione e la scuola laica. Gentile. Introduzione - FIRENZE alla pedagogia L. L. insegnamento. il Blondel. Precede una commossa presentazione dell'autore per mano del suo più grande discepolo. // Metodo . di E. Ordinazioni e cartoline caglia a Vallecchi Editore - Firenze.50 Oltre un'accuratissima introduzione storica del Codignola e il famoso frammento dell* Educazione contiene scritti minori. con prefazione di M. // l' GiANOLA. 3. V. Agile e acuta analisi delle più grave deficienze che sogliono accompagnare lo studio del latino nelle nostre scuole. . // valore della vita. Gabelli. su la scuola blemi pedagogici.VALLECCHI EDITORE Casotti. ' . Contiene notevolissimi scritti del Gentile sul concetto dell'edulaica.iccoglie sinteticamente il meglio del pensiero educativo del Gabelli. 22. Codignola. non mai riesumati finora.— voli lockiano e tutta la scuola con rigoroso metodo scienl'opera più completa sul- La filosofia di G. cazione. [J-Laprune. Via RicamU. CODIGNOLA L. PENSIERO MODERNO a cura di E. Prefaz. d' . minori. su la scuola popolare. . Analisi acuta e profonda del problema dell'autorità nell'educazione laica e religiosa e di altri problemi dibattutissimi nella scienza contemporanea. CoDiGNOLA 3. In corso di stampa : tormento del latino. Accuratissima ristampa del notissimo e pregiato volumetto. Delicatissima analisi dello spirito e magnifica celebrazione delintrinseco valore della vita. CODIGNOLA Capponi^ Dell'educazione e scritti minori. . Blondel. e introd. 6 . di 2.

io. di E. in veste corretta e arricchita di notevolissime appendici inedite il favorevole giudizio e Compendio di storia della filosofia. studio più completo che esista finora sul pragmatisn Corredato di una ricchissima bibliografia. L. G. Rinasci L. Armando Carlini. voi. Voi. Compendio di stona a cura di nuova edi. . Seguono due accuratissime appendici bibliografiche. 14 notissimo autore della monumentale Storia della filosofia greca ha raccolto succintamente in questo volumeil meglio delle sue ricerche. Blondel. G. bibliografia e appendice che por^ C. F. stampa : Michelstaedter. trad. fu per tutti una rivelazione. storia L. vuica. m È lo E. note. L. Azione. pvjct» uupu iti ti«t' gica morte dell'autore. rivede oggi finalmente la luce in un'ac curata veste italiana. 2 voli. L. ^ M. | M. . Opera indispensabile a qualunque studioso del mond della filosofia. . condotto con grande rigore scien tifico e larghissima informazione storica. Il pragmatismo nella filosofia contemporanea. Sottratta per lunghi anni all' U . Codignola. della — FIRENZE idealistica Saggio di una concezione È tile. 28. il tentativo più originale.VALLECCHI EDITORE M. Spirito. Il Sommario di storia della filosofia greca. In corso di C. Riappare ogg: che varranno a confermare sempre più cui la critica l'accolse la prima volta. Fiorentino. — ' classico. Via Rìcasoli 8 . I Dalle origini al mento la narrazione storica sino ai nostri giorni. Dentice d'Accadia. La Persuasione e la Rettorica. Nuova edi- zione con appendici critiche inedite su Platone e Aristotele Quando quest'opera apparve la prima volta.— interpretazione della Rinascenza che trasforma radi-^ calmente gran parte dei giudizi oggi correnti su quel periodo della Nuova nostra storia. II. 14. - Ordinazioni t cartoline vaglia a Vallecchi Editore Firenze. dopo le opere del Croce e del Gendi tracciare un'organica concezione idealistica della storia. Tommaso Campanella. Bruno e il pensiero del Rinascimento. poco^dopo la traV^uanuu 4uesL upera. Fiorentino. 3 Studio organico e completo. ia priiiia.— La più profonda opera d' ispirazione religiosa del mondo contemporaneo. 12 ^ Il Carlini ha completato con grande cura questo preziosissimo Compendio con correzioni. Casotti. L. . 12. F. Zeller. L. Gentile. intensa e legittima cu- riosità di tutti gli studiosi.

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