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Agor

Periodico informativo della Missione dei PP. Barnabiti in Albania


Nel nome della solidariet
La calura dellestate gi domina le nostre citt e rende piu faticose le nostre attivit e pesanti le nostre giornate. Ma sempre la stessa calura che si ripete ogni anno e che provoca gli stessi disagi. Per vivere in un modo nuovo questa nostra estate noi proponiamo di darle un nome nuovo: solidariet. S, proprio allinsegna della solidariet che ci apprestiamo a vivere questo momento dellanno, in genere dedicato al riposo e alla spensieratezza. La programmazione delle attivit estive presso la missione dei PP. Barnabiti di Milot in Albania, diventa una vera occasione per dare un significato nuovo a questa estate. Lavvicendarsi di volontari, giovani e meno giovani, di sacerdoti, di gruppi giovanili e di gruppi scout, permettono alla nostra missione di diventare un luogo dove poter esprimere il proprio servizio nel segno della solidariet. A beneficiare di questo servizio sono i bambini che affollano la missione nei suoi diversi villaggi. Lesperienza di comunione che si vive per quasi un mese tra i diversi gruppi e nelle diverse realt, rappresenta una carica umana e spirituale che segna lesistenza di ognuno. Allinsegna della solidariet e del servizio ci prepariamo ad accogliere i vari gruppi che animeranno la vita dei ragazzi di questa estate 2010, come: il gruppo Scout di Cernusco che prester il suo servizio a favore dei bambini di Gallat; il gruppo dei giovani dellIstituto Zaccaria di Milano; parte del gruppo del Movimento Giovanile Zaccariano di San Felice a Cancello (CE); la nostra fedele famiglia della Parrocchia di Eupilio (CO); altri volontari di Bergamo e Napoli. Tutti animeranno le giornate dei bambini dei villaggi di Milot, Fush-Milot e Ferr Shkopet. E allora buona estate a tutti allinsegna della SOLIDARIETA.

Luglio 2010

Anno I numero 2

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Anno I numero 2

Listruzione
alla base dello sviluppo socio-economico
rimane caratterizzata da una bassa qualit, per carenze infrastrutturali (edifici scolastici non a norma, dove mancano luce, riscaldamento ed adeguate condizioni igieniche), per la mancanza di attrezzature e libri di testo, per la scarsa qualificazione degli insegnanti e lutilizzo di programmi poveri ed inadeguati alle mutate esigenze del mercato del lavoro e di una societ in continua evoluzione. Il problema principale risiede nellabbandono scolastico, provocato da diverse cause. Oltre a quelle gi citate, un altro problema risiede nel ruolo che hanno i giovani allinterno delle famiglie. In molti casi, infatti, sono proprio loro a dover abbandonare la scuola per aiutare le famiglie a sostenersi economicamente. UnmomentodilezionepressoilCentroAgorEmanuel Altissimo quindi il tasso di lavoro minorile, soprattutto nei campi. Tale fenomeno Per comprendere i bisogni socio-educativi di un riguarda anche le esclusioni di genere (le donne spesso territorio e operare interventi mirati necessario vengono relegate ai ruoli tradizionali e quindi escluse partire da unanalisi corale di tutti i settori che dallistruzione) e di razza (intere popolazioni di Rom e condizionano lo sviluppo socio-economico di un Magyup non hanno accesso alla scuola). Inoltre nelle paese. zone rurali la mancanza di strade asfaltate durante i Tali settori, strettamente correlati tra loro, rigidi inverni, non permette ai giovani di possono essere suddivisi in macro categorie raggiungere gli edifici scolastici, dislocati quali: area socio-educativa, area socio-sanitaria, generalmente nei centri pi grandi. Sebbene la area ambiente-sviluppo rurale, area migrazione. nuova riforma scolastica preveda due cicli di Se manca unadeguata istruzione-formazione, formazione: scuola novenale e il ginnasio vengono meno anche le basi allo sviluppo degli (questultimo della durata di 3 anni), molto altri settori, e viceversa. Attraverso unindagine frequente il caso dellunificazione delle classi, per effettuata nel 2007 dalle principali ONG e cui non vi una formazione graduale, ma spesso organizzazioni non profit presenti nellAlbania un livellamento dellistruzione che non considera la del Nord, possibile ricostruire brevemente la differenza det degli alunni. Persistono ancora le situazione socio-educativa in cui versano le scuole per corrispondenza, che per non comunit rurali per le quali operano anche i garantiscono unadeguata formazione. Infine, padri Barnabiti presenti a Milot. stato riscontrato il fenomeno dellabbandono scolastico nascosto che, come si legge nel Secondo il documento al quale ci riferiamo (Il documento sopra citato, dovuto alla presenza di Nord Albania Contesto socio-economico e bambini che, pur avendo concluso la scuola dellobbligo, proposte di intervento, scaricabile dal sito non sanno n leggere n scrivere (nellanno 2003-2004, www.italcoopalbania.org) la situazione sociosono stati inoltre rilevati 3.728 casi di bambini con forti educativa (nonostante il tentativo da parte dello difficolt di apprendimento oppure con problematiche Stato di modernizzare la scuola e renderla capace come la dislessia, il 94,3% dei quali proviene da zone di garantire una formazione in linea con gli rurali). standard europei, per favorire linserimento Sono questi e molti altri i disagi che i padri e le lavorativo) particolarmente critica: listruzione

Agor 2010 suore missionarie cercano di affrontare ogni giorno. E proprio per aiutare questo popolo, e i giovani in modo particolare, hanno proposto il progetto delle borse di studio. Sono piccoli

Pagina 3 passi, che grazie alla collaborazione di ciascuno di noi, possono davvero fare la differenza. p. Giovanni Giovenzana

Tiistruiscoio
Adotta una Borsa di Studio

UnafasedeigiochiasquadreduranteilKampiVeror

Il sostegno a distanza una forma di solidariet, un modo per essere accanto a chi ha bisogno, attraverso specifici progetti, sostenendolo nelle necessit individuate dagli esperti che lavorano quotidianamente in queste realt in difficolt. A Milot e nelle cittadine dove da anni lavorano i padri Barnabiti, gli esperti sono gli stessi sacerdoti e suore che quotidianamente si adoperano per la popolazione balcanica. Cos nasce il nuovo progetto che vede come obiettivo principale listituzione di borse di studio destinate ai giovani volenterosi appartenenti alla parrocchia di San Nicola in Milot. Ma di cosa si tratta? Le borse di studio sono una forma di sostegno a distanza, ovvero di intervento mirato per permettere ai giovani di proseguire nei loro studi scolastici. Nello specifico si tratta di destinare risorse economiche a favore di

studenti, individuati dagli stessi missionari, per aiutarli ad affrontare economi-camente la formazione scolastica ed universitaria. Nelle zone pi povere dellAlbania, infatti, uno dei principali problemi proprio listruzione, che diventa inaccessibile ai pi, essendo in molti casi a pagamento. Inoltre, le scuole secondarie e luniversit si trovano nei centri pi grandi - come Tirana e Scutari - e la maggior parte dei giovani, sono impossibilitati a frequentare questi corsi, non disponendo di risorse economiche tali da garantirsi vitto, alloggio e soprattutto lacquisto di libri e materiale scolastico. Allo stesso tempo, risulta prioritario lintervento da parte delle realt missionarie e organizzazioni non profit presenti sul territorio, a favore delleducazione alla cultura e allistruzione, essendo queste le basi su cui si fonda il progresso e lo sviluppo economico e sociale di ogni popolo.

Pagina 4 Sono di fatto i giovani il futuro di ogni paese, ma sono gli stessi ad essere maggiormente colpiti dalle situazioni di bisogno economico in cui ancora versano, soprattutto nelle zone rurali, prive in molti casi, oltre che di strutture scolastiche adeguate, anche di energia elettrica, di un sistema di condutture idriche atte a soddisfare il fabbisogno delle persone e di servizi igienico-sanitari idonei. Per una missione, scegliere di soccorrere la popolazione in difficolt, una vera e propria sfida, in quanto spesso si pu contare esclusivamente sullaiuto di chi conosce almeno un po questo piccolo spaccato albanese. Ma senza indugio, i missionari hanno abbracciato questa nuova sfida, consapevoli soprattutto della generosit di chi si sente comunque solidale con il fratello pi bisognoso, dovunque esso si trovi: avevo fame e mi avete dato da mangiare. Garantire unadeguata istruzione significa, infatti, alimentare una speranza, ovvero poter rendere i giovani, una volta di pi, artefici del proprio destino. Per questo si deciso di istituire delle borse di studio e di rendere concreto un intervento a sostegno dei giovani studenti, dando voce a chi da sempre lotta al loro fianco.

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COME SOSTENERE UNA BORSA DI STUDIO


Finanziare una borsa di studio un modo facile e concreto per aiutare la missione dei Padri Barnabiti e in modo particolare i giovani beneficiari. Lobiettivo di sostenere i giovani pi bisognosi, garantendogli unadeguata formazione scolastica. Ogni borsa di studio ha un valore di 1.500 annuali e comprende: vitto, alloggio e istruzione in strutture religiose collegiali e/o universit statali, acquisto dei libri e del materiale scolastico necessario. Le borse di studio vengono gestite dai Padri missionari, che provvedono ad individuare i giovani beneficiari e a seguire il loro percorso di formazione durante lanno. I beneficiari sono scelti in base alla situazione economica e alla volont di fare un percorso di formazione scolastico e/o universitario. Per ulteriori informazioni, possibile contattare il padre referente allindirizzo di posta elettronica missionealbania@gmail.com.

Gaia Terzani

Duebambineinchiesa,dicui unaincostumetradizionale

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IlgruppoadolescentiCRESCE
La fede certamente un dono e un bene I frutti? Guardando con occhi umani forse ci si personale, che per va vissuto in modo potrebbe deludere, ma guardando con gli occhi comunitario, nellincontro e nel confronto con della fede c pure motivo di rallegrarsi. Il gli altri: nella partecipazione, nella comunione semplice fatto che perseverano gi un motivo. e nella condivisione. E nellesperienza di Forse non ancora arrivato lautunno gruppo che la nostra fede si confronta e si Possiamo piuttosto intravedere qualche segno di arricchisce. La fede, quindi, diventa sempre primavera e basta questo per incoraggiarci. pi autentica nel rapporto con Dobbiamo essere consapevoli del laltro: lAltro che loggetto e il nostro ruolo di seminatori del fondamento della fede e laltro con Regno, dove la logica non quella il quale io la condivido nella umana. A ciascuno di noi tocca quotidianit della vita. Per un seminare in abbondanza, poi c cristiano la partecipazione e chi fa crescer e chi raccoglie nel lappartenenza ad un gruppo tempo dovuto e questo tempo ecclesiale non solo una scelta quello di Dio. naturale o di convenienza, bens Nel campo del Signore una scelta essenziale in quanto limportante lavorare con umilt, uomo-credente, inserito mediante il pazienza e perseveranza. Facendo battesimo in Cristo e perci IllogodelCentroAgor del nostro meglio come se tutto membro della Chiesa. Certi di questi dipendesse da noi, sapendo per che tutto principi e analizzando la realt in cui dipende da Lui. Parlando, per, di frutti, non svolgiamo la nostra azione pastorale, abbiamo bisogna dimenticare che il Signore ha gi formato un gruppo parrocchiale dove i ragazzi raccolto nel granaio del cielo la primizia del potessero fare una sana esperienza di amicizia, Gruppo: il nostro compagno, amico e fratello di fede, di acquisizione di valori in vista della Emanuel, che certamente intercede per noi. loro crescita umana e spirituale. Cos nato il p. Luiz GRUPPO EMANUELE (nome scelto da loro) nella nostra parrocchia di Milot. Abbiamo incominciato senza molte pretese e, ad essere sinceri, anche dubitando della loro perseveranza. Per oggi, passati pi di 2 anni, il gruppo addirittura cresciuto. Allinizio era costituito di soli ragazzi (non per scelta, ma per una certa mentalit locale), ma ultimamente si sono aggiunte alcune ragazze e il gruppo stato diviso in due: dai 12 ai 15 e dai 16 in su. Si incontrano una volta alla settimana, indipendentemente dalla catechesi ordinaria a cui anche partecipano. In questi incontri, partendo dalla Parola di Dio, si parla della vita, dei problemi, delle sfide e degli ideali; naturalmente anche si gioca, si scherza e si fa PadreLuisconalcuniragazziinunodegliincontriprogrammati amicizia.

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Avventomissionario
dei giovani di San Felice a Cancello
Nei giorni 28 e 29 novembre 2009, in occasione dellinizio dellAvvento, i giovani della Parrocchia San Giovanni Evangelista dei PP. Barnabiti in San Felice a Cancello, sono stati i protagonisti dell Avvento missionario, organizzando una raccolta fondi per la Parrocchia di San Nicola sita in Milot, fondata dai padri della medesima congregazione. La due-giorni, stata articolata in questo modo: una vendita di oggetti natalizi e una presentazione animata della storia della Missione. Gli oggetti tipicamente natalizi, quali palline decorative e piattini creati mediante la tecnica del decoupage, sono stati realizzati dai ragazzi della parrocchia, i quali si sono occupati anche della vendita dei prodotti e dellallestimento dello stand. Altri piccoli doni, inoltre, sono stati offerti dalle persone della nostra comunit. Alla S. Messa di domenica sera seguita una presentazione di foto animata dal parroco P. Giovanni M. Nitti e da alcuni giovani e meno giovani. P. Giovanni ha presentato, ai fedeli presenti, la missione dalla sua nascita ai giorni doggi e la sua esperienza come sacerdote missionario dalla fine del regime dittatoriale comunista fin quando, per motivi di salute, ha dovuto lasciare la Parrocchia di S.

Inquesteduefotoipadriconichierichettipifedeli

Nicola per ritornare a svolgere il suo ministero in Italia. In seguito sono intervenuti anche due giovani e due signore che hanno testimoniato tutta la gioia che hanno provato nel recarsi a Milot ,in occasione del campo estivo parrocchiale con i bambini. Una gioia scaturita da tutto ci che ricevono dal punto di vista umano, cristiano e affettivo pur restando l pochi giorni. Questo momento di festa stato per tutti noi una grandissima occasione per far conoscere in modo approfondito una realt diversa dalla nostra. Una comunit che un po lespressione dellAlbania che sta crescendo. Inoltre stato anche il momento di accrescere quello spirito di comunione che unisce gi le due parrocchie da vari anni. I giovani della Parrocchia di San Giovanni EvangelistaSan Felice a Cancello

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UnaRouteaGallat
lesperienza estiva degli Scout
definire in altro modo se non urca. Fondamentalmente, Gallat consiste in una stradina terrosa lungo la quale sorgono o vecchie casettine totalmente diroccate o nuove case costruite personalmente dagli abitanti. Lungo la strada (dove passeggiano tranquillamente asini, mucche, pecore, polli e anche un paio di cavalli) c' un fiumiciattolo che divide in due l'abitato e che funge sia da luogo per fare il bagno sia da luogo dove mettere a bagno i rifiuti. Tutt'intorno alle case, ma anche pi in l, un numero infinito di campi. Il luogo dove avremmo dovuto stare noi era all'inizio del paese, dove sorgeva una chiesetta dedicata a, manco a dirlo, Madre Teresa. Avevamo fatto in tempo a scendere e a togliere gli zaini e il cibo dal pulmino che gi un piccolo gruppetto di bambini/ragazzi con un'et oscillante tra i due e i diciotto anni era l che aspettava che noi facessimo qualcosa. Dopo una qualche timida esitazione, causata anche dal non trascurabile fatto che noi non sapevamo nessuna parola di Albanese e loro ne conoscevano pochissime di italiano, l'atmosfera s' presto trasformata in una molto pi cordiale. E mano a mano che il tempo passava, accorrevano da noi sempre pi bambini e ragazzi, curiosi di vedere come eravamo e cosa avremmo fatto. A partire da quel giorno tutte le nostre energie le abbiamo spese per loro e per la buona riuscita del nostro servizio. In quei sette

RagazzescoutchiamateScoltecondue bambinidiGallat

Se all'inizio dello scorso anno scout m'avessero detto che il nostro Clan avrebbe fatto ci che in effetti ha fatto, non ci avrei creduto pi di tanto: questo prova quanto a volte la realt di gran lunga pi sorprendente dell'immaginazione e, in generale, dei preconcetti vari.. Il 3 agosto 2009, il Clan/Fuoco La Rocchetta s' accinto a partire da Milano verso una nuova e appassionante destinazione: Orio al Serio. Ma da l abbiamo preso l'aereo di una tanto superlativa quanto ultra low cost compagnia aerea albanese e in capo a un paio d'ore siamo atterrati nell'aeroporto Madre Teresa di Tirana. L ad attenderci c'era Padre Giovanni, ossia il nostro contatto laggi, ma soprattutto l'ideatore di questa sorta di progetto che andava avanti da qualche anno. Egli ci ha accompagnato all'oratorio dei PP. Barnabiti di Milot, il comune in cui si trovava il paese dove saremmo andati a rendere il nostro servizio, Gallat (pronuncia: Galt). L abbiamo passato la notte, e il giorno dopo ci siamo avventurati con un pulmino originario di Lugano lungo le strade battute e polverose che da Milot portano a Gallat, tra le montagne. Arrivati, ci si presentata dinanzi una scena che non potrei

Se all'inizio dello scorso anno scout m'avessero detto che il nostro Clan avrebbe fatto ci che in effetti ha fatto, non ci avrei creduto pi di tanto: questo prova quanto a volte la realt di gran lunga pi sorprendente dell'immaginazione ...

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giorni a Gallat il nostro tempo stato scandito dalle ore passate con loro, dalla Liturgia delle Ore e dai pasti (che facevamo per conto nostro). Con loro abbiamo fatto qualsiasi gioco da campo

AttivitduranteilcampoaGallat

concepibile: da palla prigioniera a calcio, dai disegni a ogni sorta di staffetta, dalla violentissima versione albanese di Schiacciasette (nella quale chi sbaglia i passaggi si siede in Ora, non so bene se questa esperienza sia mezzo al cerchio e si becca le pallonate da tutti gli paragonabile a tutte le grandi routes che il Clan ha altri) al gioco di carte di Uno (che ha spopolato), compiuto negli anni scorsi e di cui sento ancora da Bandiera al gioco in cui si deve prendere una parlare, n se le nostre motivazioni per farla siano mela che galleggia in una tinozza d'acqua. N tanto valide: so per che ci siamo prefissati un sono mancate visite a una chiesetta in cima a una obiettivo e che, seppur non in modo lineare e collina (dove sorgono le rovine della pi antica costante, lo abbiamo raggiunto e forse superato; so scuola albanese), alla scuola, al bar e anche alle che la gente che abbiamo incontrato e conosciuto case di alcuni gentilissimi abitanti che ci hanno rappresenta per me e per gli altri del Clan qualcosa invitato a prendere un caff da loro. Ecco, si pu di importante; so che tutto quello che ho fatto e dire molto degli Albanesi, ma non che siano visto l vorrei ripeterlo molte altre volte ancora; so scortesi: tutte le persone del villaggio ci hanno che all'inizio dell'anno non mi sarei mai aspettato accolto e trattato con una gentilezza, una cortesia che l'anno trovasse una conclusione cos e una disponibilit commovente, considerando le incredibile. Spero di terribili condizioni di vita in essere riuscito a dire e cui versano. E ci vale sia per raccontare in modo i bambini e i ragazzi (forse esauriente quello che l'unica pecca che non hanno quest'esperienza ha molto chiaro il concetto di rappresentato per me, non si bara quando si gioca, anche se ovviamente per ma ci li accomuna a grandi capirla appieno calciatori italiani) sia per gli bisognerebbe viverla. adulti, che a mezzogiorno e la Finita l? Speriamo di no! sera venivano da noi e si Clan/Fuoco La Rocchetta mettevano a discorrere con noi (o in italiano o grazie al fondamentale apporto dei nostri tre interpreti ufficiali, Attivitconipipiccoli

Leo, Rrei e Alban e a quello ufficioso, Dionis), oppure prendevano e partecipavano alle appassionanti partite di pallavolo che immancabilmente concludevano le giornate. Pallavolo in versione albanese, s'intende. E tutti inoltre ci hanno prestato aiuto e sostegno anche qualora ci siano capitate delle situazioni un poco sgradevoli, e di ci li ringrazio infinitamente, e ancora, e ancora.. Insomma, bench pieni e densi (o forse proprio per questo), i sette giorni sono volati via. L'ultima sera che siamo stati l a Gallat (luned 10 agosto), un po' per salutare e un po' anche per ringraziare della straordinaria ospitalit, abbiamo organizzato una fantasmagorica festa d'addio, in cui abbiamo mangiato e ballato come dei matti. Il giorno dopo, mentre col cuore pieno di tristezza ci preparavamo a lasciare il villaggio, ancora diversi ragazzi sono venuti a salutarci (soprattutto a salutare le scolte, bisogna dire). Quel giorno siamo scesi di nuovo a Milot dai Barnabiti, mentre l'indomani abbiamo fatto una capatina nella citt storica di Kruja e a Tirana, salvo poi prendere l'aereo e tornare a Orio, e di l a Milano.

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AssembleageneraledellUCESM
P. Giovanni a Cestokova
Dal 8 al 14 febbraio, P. Giovanni Peragine, in qualit di Presidente della Conferenza dei Superiori e delle superiore Maggiori dellAlbania ha partecipato alla 12^ Assemblea dellUCESM (Unione delle conferenze dei superiori maggiori dEuropa). Nel contesto di questa assemblea, il cui tema stato: I Religiosi in Europa: storie di speranze e speranza per la storia, significativa stata la visita al campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz. Al termine della toccante visita stata celebrata la Santa Messa, animata in quella occasione proprio dalla Conferenza dei religiosi albanese.

Obiettivi del UCESM

Animare la vita religiosa in un Europa in divenire Sostenere la riflessione e proporre unazione Favorire le relazioni, la conoscenza reciproca, la comunione, la solidariet, la riflessione, lazione tra le Conferenze Nazionali Tessere delle relazioni internazionali: con le Conferenze degli Istituti religiosi di altri continenti, le Conferenze dei e delle Superiori/e Generali

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Labesaalbanese
nella giornata della memoria ebraica
nel suo territorio. Prima della II Guerra Mondiale gli albanesi in Albania erano circa 200; alla fine della guerra erano oltre 2000. Presenze ebree nel territorio albanese sono testimoniate fin dai tempi dei romani. Ma perch poterono salvarsi tutti gli ebrei in Albania? Per l'isolamento di cui godeva questo paese in un contesto europeo invece fortemente influenzato dall'ideologia fascista e nazista; ma soprattutto grazie alla cultura albanese - basata su un codice morale detto Kanun e in particolare su una sua parte detta Besa - che ritiene un dovere inderogabile difendere la vita umana di chiunque, anche a costo della propria incolumit. Il Kanun, che per vari aspetti determina ancora la cultura albanese, prescrive una serie di regole di comportamento che, durante le successive invasioni straniere in Albania, hanno rappresentato l'identit stessa del popolo albanese. Essere albanese significava, prima ancora che abitare nel territorio albanese o obbedire al potere politico di quel territorio, rispettare il codice Kanun. Nel corso della storia questo codice si a volte contrapposto al potere che comandava in Albania. E nei casi di conflitto tra potere politico ufficiale e regole proposte dal Kanun, quest'ultimo veniva prima del rispetto di altre forme di potere. Il codice Kanun ha anche aspetti ormai inaccettabili, come il delitto per onore o il dovere di vendicare anche con l'omicidio i t o r t i s u b i t i . Ma un aspetto positivo e straordinario di questo codice quello che ha portato alla salvezza di tutti gli ebrei che si sono rifugiati in Albania per salvarsi dall'Olocausto: il codice prevede l'obbligo di difendere la vita umana minacciata, chiunque sia in pericolo, albanese o straniero. Anzi il codice Kanun non riconosce la parola 'straniero': Esistono gli 'ospiti' ma non gli 'stranieri'. Durante la II Guerra Mondiale gli albanesi hanno nascosto gli ebrei nel loro territorio, sia per iniziativa privata, sia per scelta

LAlbania fu lunico paese europeo durante gli anni 1930-1944 che diede ospitalit e protezione ai profughi ebraici fuggiti dalla persecuzione nazi-fascista, mentre nel resto dellEuropa si diffondevano e si applicavano le leggi razziali e le pulizie etniche. Il fatto poco noto perch il regime stalinista comunista di Enver Hoxha, nei quasi 50 anni di dittatura successivi alla II Guerra Mondiale, ha tenuto nascosti questi e molti altri documenti, riapparsi poi nel 1990: a una delegazione americana recatasi in Albania sono stati mostrati gli archivi degli anni di dittatura di Hoxha. Ora anche l'Albania stata aggiunta all'elenco dei 'Giusti tra le Nazioni', cio quelle persone o enti che hanno salvato ebrei dall'Olocausto. Anzi l'Albania ha un primato eccezionale: l'unico paese che pu vantare di aver salvato tutti gli ebrei presenti

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delle autorit che si sono rifiutate di consegnare agli italiani fascisti arrivati in Albania nel 1939, e ai tedeschi nazisti arrivati poi nel 1943, le liste con i nomi degli ebrei presenti nel territorio. Il pericolo di ritorsioni, specie durante l'occupazione nazista, era molto alto, ovviamente, ma i cittadini e le autorit albanesi difesero gli ebrei totalmente, nascondendoli nelle case, procurando loro documenti falsi, travestendoli da contadini albanesi, spostandoli da un luogo all'altro per sfuggire alla morte. Se si pensa che al di fuori dell'Albania, su circa 70.000 ebrei in pericolo solo il 10% hanno potuto sopravvivere all'Olocausto, la straordinaria importanza dell'Albania negli anni dell'Olocausto risulta ancora pi evidente. Anche gli albanesi del Kosovo, del Montenegro e della Macedonia hanno contribuito alla salvezza di molti ebrei aiutandoli a rifugiarsi in Albania che era, appunto, durante la II Guerra Mondiale, il luogo pi sicuro in Europa. p. Giovanni Peragine

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