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Pensieri senza tetto n. 13

15/12/2011

PENSIERI SENZA TETTO

LA VOCE DELL’ASILO NOTTURNO

Pensieri senza tetto n. 13 15/12/2011 PENSIERI SENZA TETTO LA VOCE DELL’ASILO NOTTURNO

“IO MI SENTO CITTADINO ITALIANO”

Sami è un ragazzo marocchino, originario di Casablanca, in gennaio compirà 32 anni. Vive in

Italia da più di 10 anni e da settembre alloggia in via del Torresino. Come spesso succede in questo periodo

ha

perso il lavoro e non ha

più

avuto i mezzi per pagarsi

l’affitto. Ha un volto gentile e l’aria tranquilla. E’ un po’ timido, ma comincia a raccontarmi un po’ di come

gli vanno le cose e di come

si è ritrovato qui. “Come molti

miei connazionali sono venuto in Italia con la speranza di cambiare vita, di trovare un lavoro. All’inizio ho passato un anno a Milano, poi otto a Treviso e adesso sono ormai due anni che sto a Padova. Ho

sempre fatto l’operaio edile, il ferraiolo per cemento armato, sai, quello che mette

in piedi la struttura metallica

su cui poi viene colato il cemento per costruire le case, un lavoro duro che spacca la schiena, ma che

mi manca. E’ da aprile che

non lavoro, provo un senso

di vuoto incolmabile. Non ho

mai guadagnato molto, prima riuscivo a malapena a mettere da parte 200 euro da inviare alla mia famiglia, ma ora è durissima. Senza lavoro non sei niente. Mi sveglio la mattina e non so che fare, giro tutto il giorno. Sai, quando lavori hai una vita scandita, ti alzi, vai in cantiere e la sera torni a

casa. Adesso è tutto diverso”. Per fortuna sono

finito qui al Torresino, almeno ho un tetto sopra la testa, altrimenti avrei dovuto dormire per strada! Qui sono tranquillo, non ho mai avuto problemi. E’ vero, ognuno ha il suo carattere e a volte la convivenza è difficile, ma sono sempre riuscito a gestirmi.” Io, sempre curioso di capire come ci vedono gli stranieri, gli domando:

“Come pensavi che fosse l’Italia?” “Devo confessarti

che me l’aspettavo peggiore,

invece quando sono arrivato

mi sono trovato bene, in

fondo del mio paese mi mancano solo i parenti, il resto lo trovo anche qui. Certo le difficoltà non sono mancate, soprattutto con i datori di lavoro, a volte ti sfruttano e non ti pagano

nemmeno, altre volte ti fanno un contratto per

qualche mese e poi ti pagano in nero. In fondo possono sempre ricattarti. “Se non ti va, puoi sempre andartene, come te ne trovo molti altri” ti dicono, così sei costretto a subire e te ne stai zitto. Pensati che all’inizio ti portano al bar per pranzo, così si fanno belli e dopo qualche giorno ti dicono di portarti il panino, ma non è un problema, ho trovato anche persone oneste. L’unica cosa che mi dà fastidio è lo sguardo della gente. Quando passi per strada, qualcuno ti guarda male, ti fa sentire colpevole, ti schiva come se fossi infetto. Bisognerebbe capire

che noi immigrati non siamo

infetto. Bisognerebbe capire che noi immigrati non siamo tutti delinquenti. Io, per esempio, non ho mai

tutti delinquenti. Io, per esempio, non ho mai

fatto nulla di male.” “Sei mai riuscito a rivedere la tua famiglia?” “Per dieci anni non li ho mai rivisti. Quando sono arrivato temevo che senza parenti la vita sarebbe stata dura, invece, tutto sommato, non mi è andata così male. Comunque, due estati fa sono finalmente

riuscito a tornare per un

paio di mesi dai miei

famigliari. E’ stato stupendo! Mi hanno

riempito di attenzioni e

perché

pensavano che non mangiassi niente in Italia. Non mi lasciavano più partire, volevano solo che restassi lì da loro.” “Ti manca il Marocco, ci torneresti?” “Io mi sento cittadino italiano, non voglio tornare in Marocco, la mia vita è qui e lì non c’è nulla che non ci sia anche qui.” - Luigi e Sami-

di cibo

uesto Natale, la redazione di “Pensieri senza tetto”,ha avuto l’onore di annoverare tra i suoi
uesto Natale, la redazione di “Pensieri senza tetto”,ha avuto l’onore di annoverare tra i suoi

uesto Natale, la redazione di “Pensieri senza tetto”,ha avuto l’onore di annoverare tra i suoi compositori un nuovo o nuova scrittore o scrittrice. A voi l’arduo compito di provare ad abbozzare nella vostra mente chi sia questo nuovo compositore che ancora non vuole parlare di sé, ma che già macchia di inchiostro le nostre pagine. Nel prossimo numero vi daremo nuovi indizi!Buona caccia!

!!!!!!!!!!!!MA!LA!COSA!COMINCIA!A!PIACIUCCHIARMI!

Mi

chiamo Luca. E fin qui tutto bene.Tiro

stamattina su queste feste che stanno per

un

sospiro. Almeno come mi chiamo lo so

venire.Io odio il Natale. Da circa 10 anni,

dire. E’ circa un mese che una dolce operatrice mi ”rincorre” per spingermi a scrivere per il giornale del’Asilo Notturno.

no lo tollero proprio. Non tollero festeggiamenti, regali, auguri, più o meno sentiti, non lo tollera e basta. Prima non

”Pensieri senza tetto”, mah…. All’inizio mi pareva un’idea piuttosto bizzarra quella di scrivere un giornale che raccontasse di noi. Dei senza tetto intendo. Più che bizzarra mi pareva una grande cazzata. Poi una persona a me cara qui in struttura mi ha raccontato di quando anche lui è stato coinvolto in questo progetto e diciamo che la cosa ha iniziato

era così.Sì, insomma passavo il Natale come lo passa la maggior parte delle famiglie in questo mondo: facevo l’albero con i miei figli, pranzo con i aprenti, scambio di regali, le solite cose. Banali. Poi ad un certo punto quando non le puoi più avere, ti rendi cono che tanto banali proprio non sono. Ho un lungo passato da tossicodipendente e cinque anni di

a piaciucchiarmi un po’ di più. Il problema

carcere alle spalle…bè che avrei passato

è che non sapevo di cosa scrivere, anzi

i miei prossimi Natali da solo, potevo

neppure ora lo so esattamente. Riflettevo

anche anticiparmelo. Ho deluso tutti. In

particolare i miei figli, per i quali ora non esisto piu’. Già…perché quando un

anno fa mi hanno aperto i cancelli del penitenziario in cui avevo passato gli ultimi 5 anni della mai vita, ero conscio che la mi pena, quella reale, la dovevo ancora scontare. La mia pena iniziava proprio oltrepassando quel cancello. Non biasimo nessuno: quando un uomo sbaglia, poi paga; anche a duro prezzo. Solo che durante il Natale, il mio senso di solitudine mi schiaccia.Come un flash mi passano per la testa tante cose, tanti ricordi, tante immagini che tengo strette a me ; come se ne avessi bisogno per andare avanti per mettere da parte quel senso

di incompletezza che mi accompagna

ogni giorno. E ‘ difficile fare i conti con i propri fallimenti. Ma la cosa più difficile

è realizzare che i tuoi fallimenti non

sono dovuti a quante dosi ti facevi ogni giorno o alla soffiata sbagliata che ti ha

ti facevi ogni giorno o alla soffiata sbagliata che ti ha fatto finire dentro ma sono

fatto finire dentro ma sono dovuti a te. Alle tue decisioni, che per quanto sbagliate, rimangono sempre le tue; quelle che tu hai preso e quelle di cui tu sei responsabile. Non è una sorta di “ mea culpa” o di redenzione. Solo una presa di consapevolezza, che fa male. Fa molto male. Ma la cosa ancora più difficile è ricominciare. Da dove? Con chi? Come? Solo. Questa è l’unica certezza che ho per il momento. Solo, con me stesso, solo con lo stesso uomo che ha distrutto la sua famiglia. Solo con lo stesso uomo che è sceso così in basso. A questo punto la domanda è lecita: se è lo stesso uomo quello con cui devo fare i conti, sarò in grado di cercare altro nella mia vita? Qualcosa di diverso, non so cosa , ma so solo che deve esser diverso. Qualcuno una volta mi diceva ” Non so

se cambiando a cosa arriveremo ma di

certo per migliorare è necessario un

cambiamento”. La dolce operatrice che

mi ha portato a scrivere queste righe, di

cui mi scuso anticipatamente per il delirio e la confusione che vi avete trovato, mi dice che questa risposta potrò darmela solo io: faccia a faccia con quell’uomo che sono , lasciando per un attimo da parte l’uomo che ero . Bè

questo faccia a faccia mi spaventa , ma le sfide mi sono sempre piaciute.

- Luca (Nome di fantasia) -

DA CASABLANCA …

DA CASABLANCA … … AI FORNELLI DI FOGGIA! Ismail ha la passione per la cucina. In

… AI FORNELLI DI FOGGIA!

Ismail ha la passione per la cucina. In particolare per gli gnocchi al burro e salvia: ”Sono imperdibili . Vado anche matto per i bigoli al ragu’ e fagiolini in brodo”.Ma ad Ismail non piace solo sedersi e degustare piatti tipicamente italiani, piace soprattutto cucinarli!Per quattro anni ha passato le sue giornate dietro ai fornelli di un ristorante nel Sud Italia.10 Ore al giorno ,contratto come lavapiatti, ma in realtà faceva un po’ di tutto Ismail.In particolare aiutava in cucina e si sbizzarriva giorno dopo giorno nell’apprendimento di piatti tipici della nostra penisola: ” Pesce, carne, primi, secondi … non c’è problema … qualsiasi cosa desideri io sono in grado di cucinartela … all’italiana si intende… ”.”Ho imparato grazie alla mia curiosità ”- ci racconta Ismail –“Sono curioso di tutto: mi piace imparare, conoscere, vedere cose diverse da quelle a cui sono solitamente abituato”. Ismail è partito da Casablanca circa 13 anni fa.E’ scappato dal degrado del quartiere dove viveva, approdando in terra Pugliese.”Bari la considero come la mia città: sono cresciuto per gran parte della mia giovinezza nei quartieri più difficili di Bari, alloggiando in case di amici.”Fare il bravo” in quei posti ha sempre significato saper stare al proprio posto e portare rispetto.E con il rispetto non c’era da scherzare. Mi sono spostato al Nord per cercare lavoro: quando il ristorante dove lavoravo ha chiuso non mi hanno nemmeno pagato gli stipendi arretrati. Presto mi sono trovato senza soldi,l’unica via che potevo intraprendere era quella dell’illegalità….così ho deciso di lasciare Bari . Arrivato a Padova ho dormito per un periodo in strada: non avevo nulla, ero sola. Vivere in strada non è facile: è come vivere in un microcosmo che esiste parallelamente alla vita

“normale” che scorre freneticamente ogni giorno.” E parla ancora di rispetto ,Ismail, quando mi racconta la sua vita in strada, di come è sopravvissuto ad una realtà che incontrava per la prima volta.”Anche in strada è una questione di rispetto.Ci sono delle regole tra noi, noi che viviamo in strada, che devono essere rispettate. Magari può sembrare assurdo che gente che vive allo sbando , nel degrado e nell’emarginazione, possa avere delle regole, da seguire; ma è così.

Non bisogna mai abbassare la testa, altrimenti sei finito. La gente ti schiaccia, invade gli spazi in cui dormi, ti ruba le coperte e tu ti ritrovi a -2 senza nulla per coprirti ; in giro come un folle fino all’alba con il freddo che ti entra dentro le ossa.Ora è da circa 2 mesi che mi trovo all’Asilo Notturno e grazie a Dio, inshallah, ho un tetto per ripararmi”. In tutta la nostra chiacchierata , Ismail,il rispetto non se lo è mai dimenticato. Sembrava quasi che fosse qualcosa che lo aveva accompagnato sempre in questi ultimi dieci anni di vita, non solo di strada.

A quel punto mi sorge spontanea una domanda: ”Ma Ismail, qualcuno ti ha mai

mancato di rispetto?”.”Sì certo ma se Dio perdona gli uomini lo devo fare anche io, anzi…già che ci sono…CHE DIO MI PERDONI per tutte le faccende storte

in cui mi sono ficcato in questo ultimo periodo della mia vita, nella speranza che

qualcosa possa cambiare anche per me”.

-Ismail e Francesca-

in questo ultimo periodo della mia vita, nella speranza che qualcosa possa cambiare anche per me”.
in questo ultimo periodo della mia vita, nella speranza che qualcosa possa cambiare anche per me”.

QUELLO CHE MI PASSA PER LA TESTA STASERA

Buonasera a tutti. Lo so che pensate che i senza tetto non hanno un cuore ,invece io sono qui a scrivere per farvi cambiare idea su du noi. Mi chiamo Arianna e sono ospite da 1 anno all’Asilo Notturno. Nella mia vita ho toccato veramente il fondo e per fortuna ho trovato dei medici che mi vogliono bene e mi hanno aiutato quando ho avuto problemi con la mia gamba. Il giorno 21 Ottobre sono stata ricoverata per l’ennesima volta in Chirurgia Plastica per problemi alla gamba e al braccio. Nonostante abbia fatto tanti ricoveri questo è stato diverso perché avevo tutto il personale attorno che si è preso cura di me. Il giono del mio intervento,il 18 Novembre,la mia amica Gabriella ha passato la notte con me. Il 10 Novembre, giorno del mio compleanno, il personale dell’ospedale mi ha anche fatto un regalo Se sono uscita dalla droga devo ringarziare tante mie amiche:Elena, Elisa, Dalila, Cristina. E’ quasi 1 anno che non tocco più niente per non perdere tutto quello che mi sono ricostruita paino piano fino ad oggi. E’ bello non essere soli!

paino piano fino ad oggi. E’ bello non essere soli! A C C A D E

A C C A D E

Budapest. In Ungheria è entrato in vigore un nuovo regolamento che rende “l’essere senza dimora” punibile con un’ammenda fino a 600 o con la prigione. La legge è stata proposta ed approvata dai parlamentari membri del partito conservatore che l’hanno giustificata spiegando che Budapest non può far fronte a tutte le persone che vivono per le strade. La capitale ungherese ospiterebbe circa 10000 senza fissa dimora. Chennai,India. I senza tetto pagano i negozianti per stare asciutti. Nella penisola indiana è ormai tempo di monsoni, che, pur rendendo fertili i terreni, sono un flagello per tutte quelle famiglie

che un’abitazione di mattoni non ce l’hanno e sono costrette a giacigli di fortuna, condizione molto comune a quelle latitudini.

A …

Finora se la sono sempre cavata dormendo nelle scuole e in altre strutture messe a disposizione dalla comunità, ma al giorno d’oggi, vista la diffusione del fenomeno, anche i negozianti hanno evitato alle famiglie d’infradiciarsi, concedendo loro di passare la notte sui gradini dell’entrata. Ma visti i tempi che corrono, hanno visto bene di richiedere un piccolo obolo per il servizio. Tutto il mondo è paese.

Ma visti i tempi che corrono, hanno visto bene di richiedere un piccolo obolo per il

DALLA LIBIA CON FURORE !

Loro sono Abdallah, Lamin, Frankline, Idris, Tajudine, Baba, Talla, Yancuba, Yaya.Ma anche Prince, Ibrahim, Malik, Tijani, Moses, Steven, Richard, Inusah, William, Al Hassan, Kalidou, Keulè,

Mamadì,

Moussa, Sidi,

Fadoiougou,Bounama, Abdu. Sono 42 in tutto. Io mi chiamo Francesca. Mi ricordo il primo giorno in cui ci siamo incontrati:

raccolti in un grande stanzone di fronte alla televisione mentre guardavano il

telegiornale cercando di carpire qualche

“ Dunque, il mio Stato si sta preparando ad accogliere sulle strade centinaia di nuovi
“ Dunque, il mio
Stato si sta
preparando ad
accogliere sulle
strade centinaia di
nuovi clandestini… “

informazione circa la situazione in Libia. Maggio 2011, ancora Gheddafi era nei loro pensieri. Non sapevamo bene come comunicare. Un semplice accenno di

“Ciao” con la mano. Funziona .Almeno ci

siamo salutati. Poi il tempo è trascorso

in fretta. Dicembre 2011.Qualcuno ha

il programma di accoglienza ma tutto

sommato sono ancora qui ,anzi siamo ancora qui. Non c’è più l’imbarazzo del momento, le difficoltà di comunicazione, il non saper ben cosa dire e non dire.Ora ci consociamo. Sappiamo dove posiamo spingerci e dove dobbiamo fermarci. Non c’è stato molto tempo per riflettere,

progettare, organizzarsi. Dal un giorno all’altro l’accoglienza profughi del Comune

di Vicenza è partita a 360 gradi.Dalla Libia

a Lampedusa, per poi arrivare in terra Veneta. Vengono dal Ghana, Gambia, Mali, Guinea Bissau, Benin, Somalia, Nigeria, Costa D’Avorio e Senegal. Solo pochi di loro hanno ricevuto il riconoscimento dello status di rifugiato politico. Per molti le speranze di ricostruirsi una vita lontano da guerre, wodoo, faide

tribali e difficoltà economiche si sono affievolite. Sono ancorati all’illusione dei ricorsi in Tribunale, più o meno consapevoli che è solo questione di tempo

e la loro esperienza in Italia sta per finire.

Devono decidere tra la clandestinità e il ritorno al loro paese in situazioni difficili che mettono a rischio la propria vita . E c’è

ancora l’imbarazzo del momento, il non saper bene cosa dire e non dire. Ma questa volta è diverso. Non ci sono difficoltà di comunicazione o di comprensione, ci capiamo che è una

ADERISCI ALLA COMPAGNA DI RACCOLTA FIRME! meraviglia. Questa volta c’è l’imbarazzo di dov ere spiegare

ADERISCI ALLA COMPAGNA DI RACCOLTA FIRME!

meraviglia. Questa volta c’è l’imbarazzo di dovere spiegare a 42 persone come mai non potranno rimanere in Italia. Come mai sono stati ”costretti” a presentarsi davanti ad una Commissione Territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato, quando era chiaro fin dall’inizio che nessuno di loro sarebbe stato riconosciuto come tale. Come mai ogni settimana le linee giuda rispetto a come gestire i loro documenti cambiano in continuazione. Come mai vengono fatte promesse e rassicurazioni che dopo non vengono mantenute. Come mai sono stati accolti con cotanta umanità per poi esser rispediti nel continente Africano dopo 6 mesi. Arrivederci e grazie.E dire che nessun di loro aveva intenzione di arrivare nella nostra Penisola. In Libia lavoravano, avevano costruito la loro quotidianità.Poi le rappresaglie dei ribelli, la guerra , i soldati libici che caricavano gli “immigrati africani” sulle navi.”Farò l’Europa nera” diceva il dittatore.

Di certo non sta ad una semplice operatrice dettare quelle che dovrebbero essere le scelte più opportune.Di certo sono consapevole della difficile situazione economica in cui verte il mio Paese e dell’utopia che rappresenta l’accoglienza e l’inserimento di queste persone nel nostro tessuto sociale.Di certo mi rendo conto di quanto talune decisioni siano complicate da prendere e di come determinati equilibri debbano essere mantenuti. Di certo sono anche consapevole che di fronte alle difficoltà e necessario prendere delle posizioni consapevoli e ferme che indichino linee guida percorribili.Lavorando nel campo dell’emarginazione da molto tempo, sono altresì consapevole di aver già visto e rivisto innumerevoli volte questa storia: la storia di chi, privo di documenti validi per rimanere sul suolo italiano, opta per la clandestinità piuttosto che per l’onta di ritornare “sconfitto” da famigliari che ripongono sul figlio maggiore grandi speranze. Dunque, il mio Stato si sta preparando ad accogliere sulle strade centinaia di nuovi clandestini… ma questa volta non ci sono scuse, non ci sono “ siamo stati colti alla sprovvista… “. La trama di questa storia si sta tessendo giorno per giorno ed è sempre più chiaro quale finale si prospetta … . Ma in questa storia i principali attori siamo noi; noi come Stato, noi come Governo.

-Francesca-

IL FREDDO RUMORE DI UN’OMBRA …

Ritorno dal funerale di Manuela…un overdose. Volti già visti, scene già vissute… La mia mente sviscerava visioni alterate nel rimbombo di quella sensuale chiesa. Il passaggio dalla vita alla morte mi si prospetta con aspetto quasi gioioso tutto sommato, un po’ come succedeva con i latini. In fondo la morte non e’ che una tappa della vita e quindi può o deve essere associata tranquillamente alla nascita … …Ho incontrato uno starno deserto di sguardi perseguitati…di umidi respiri falsi e condizionati, di timidi passi miseri ed dettati, di cuori oramai fossili che paiono temere d’essere sempre schiavi di un’eterna attesa … sempre vittime di una costretta resa. Pupazzi di carne camminavano nell’immobilità del reale in attesa solo di consumarsi nel buio eterno … il riflesso di ognuno dentro quella bara …per primo il mio. Poi, il rientro in Comunità e scivolo piano piano nella direzione di un’intrattenibile terrore. Sono sola in

mezzo a queste voci serene e irragionevoli, mature e consigliere… ma io sento il bisogno di gridare … .E vorrei uscire da questo corpo e da questa mente che mi si stringono addosso attorcigliandosi vorticosamente …ma ecco che mi dicono ancora cosa fare … facile! Per me? Facile forse per gli altri! Decido di attraversare la falsa indifferenza e quiete di alcuni volti che nonostante la curiosità, in fondo non mi vedono! Mi faccio attraversare dai loro corpi e li sento come lame roventi! Mi fermo ma anche così non riesco a stare veramente sola. Incalza in me un desiderio di suoni ed immagini che non brucino cosa resta di me …non guardo più vedo soltanto .Non odo perché non serve più dire e scompaio nella mai dolce invisibilità.Non ho bisogno di altre persone che stiano ”contro” di me, che mi giudichino, che mi creino problemi, già da sola mi faccio abbastanza male. (continua …)

-EKO-

RIFORME SENZA TETTO

INTANTO DA ROMANA V. C. RIFORMISTA È NUOVAMENTE PRESENTATO IL PROCESSO ALLA SCUOLA DELL’OBBLIGO NB ALLA ETÀ IN CUI VIENE PROGRAMMATA E SVOLTA NB SVOLGIMENTO ANCHE INTERNAZIONALMENTE LA SCUOLA DELL’OBBLIGO È PROGRAMMATA E SVOLTA FRA 6 ANNI E 13 ANNI SOS IN ALTRE NAZIONI FRA 6 ANNI E 15 ANNI IN ALCUNE NAZIONI FRA 6 ANNI E 18 ANNI SOS CIOÈ ANCHE INTERNAZIONALMENTE LA SCUOLA RISULTA OBBLIGATORIA DURANTE LA CRESCITA CORPOREA DELL’ESSERE UMANO QUANDO IL CERVELLO È TERREMOTATO ESSENDO IL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO IN FASE DI PROLUNGAMENTO COLLEGATO AL SISTEMA NERVOSO CENTRALE ENDOCRANICO SOS

INTANTO DA ROMANA V. C. RIFORMISTA È PRESENTATA LA NB RIFORMA DELL’ORARIO INVERNALE INTESTATA IMPIANTI E FORNITURE CLIMATICHE NB SVOLGIMENTO SOS NOTO CHE ANNUALMENTE DA SEMPRE SI REGISTRANO MALATTIE BRONCORESPIRATORIE NOTO CHE AVVENGONO D’INVERNO DEDUCO PERTANTO CHE DIPENDONO DAL FREDDO NOTO D’ALTRA PARTE CHE LA STAGIONE INVERNALE PRESENTA ORE MENO FREDDE COME QUELLE COMPRESE FRA LE ORE 12 E LE ORE 16 CHE PERTANTO DIVENTERANNO IL NUOVO ORARIO INVERNALE QUALORA RISULTI ESATTA LA CRITICA RIFORMISTICA SUCCITATA CONTRAPPOSTA ALL’ORARIO INVERNALE PER ESEMPIO DA ISTRUZIONE FINORA PROGRAMMATO E SVOLTO FRA ORE 8.30 E ORE 12.30 SOS

INTANTO DA ROMANA V. C. RIFORMISTA VIENE PRESENTATA NB LA RIFORMA DELLE

INTERNAZIONALMENTE SI REGISTRANO USCITE SERALI PER DIVERTIMENTO NOTTURNO FINO A RICOLLOCAZIONE NOTASI DA ROMANA V. C. RIFORMISTA RIPROPOSTA L’ABOLIZIONE DELLA PRASSI/USANZA SUCCITATA NB CAUSALE INQUINAMENTO DELL’ARIA SERALE E NOTTURNA PER EMISSIONE E PROPAGAZIONE DI CO2 ANIDRIDE CARBONICA DAGLI ARBOREI PARCHI E DALLE PIANTE IN GENERE SOS

INTANTO DA ROMANA V. C. RIFORMISTA RISULTA TRASMESSO 1 ALTRO PUNTO FATTISPECIE NEL CASO SPECIFICO RIGUARDANTE LA SOS RIFORMA DEL LETTO MATRIMONIALE SOS SVOLGIMENTO ANCHE INTERNAZIONALMENTE È USATO IL LETTO MATRIMONIALE DOVE PER TUTTA LA NOTTE I 2 CONIUGI SOSTANO VICINISSIMI SE NON FACCIA A FACCIA NOTASI DA ROMANA V. C. RIFORMISTA REPLICATA LA PROPOSTA DI ABOLIRE SUCCITATA PRASSI/USANZA CAUSALE AD OGNI ATTO RESPIRATORIO IN QUELLA POSIZIONE OGNUNO DEI 2 CONIUGI TOGLIE ALL’ALTRO OSSIGENO O E VERSA SULL’ALTRO GAS TOSSICO ANIDRIDE CARBONICA CO2

USCITE

SERALI

PER

DIVERTIMENTO

NOTTURNO

NB

SVOLGIMENTO

SOS

ANCHE

CERCA LAVORO Ragazzo Marocchino,in possesso di regolare permesso di soggiorno, e con ottima conoscenza della
CERCA LAVORO
Ragazzo Marocchino,in possesso di
regolare permesso di soggiorno, e
con ottima conoscenza della lingua
italiana, cerca lavoro in Padova e
comuni limitrofi come aiuto cuoco,
lavapiatti. Precedente esperienza nel
settore.
Ragazzo
del
Burkina
Faso,
in
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ISMAIL
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Italiano, cerca lavoro in Padova e
comuni limitrofi come cameriere o
addetto alla ristorazione.
Disponibile comunque a qualsiasi
mansione lavorativa.
VINCENZO
associazione@noisullastrada.it
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addetta alle pulizie o badante persona
autosufficiente in Padova o comuni
limitrofi. Disponibilità immediata.
ANTONIA
associazione@noisullastrada.it
Per idee,critiche e riflessioni
ASILO NOTTURNO
VIA DEL TORRESINO N.4
Hanno partecipato a questo numero:
associazione@noisullastrada.it
Ismail, Luigi, Sami, Viva, Francesca,Vasile,
Vito, Moussa, Arianna, Silvia,Luca,Eko.