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Padova, 19/03/08

numero 4 -

PENSIERI SENZA TETTO


LA VOCE DELLASILO NOTTURNO

SOMMARIO
Tendere un giornale meglio che tendere una mano Accade a... Il dormitorio dei volontari:una prospettiva diversa Pag.2-3

Pag.3 Pag.4-5

Paese che vai...persona che Pag.6 trovi Il compleanno di ... Pag.6

Balu: molto pi di una sem- Pag.7 plice unit strada Il mio canto libero... Visti da vicino... Quello che ho lasciato e quello che ho trovato Controcorrente Cerca lavoro Pag.8 Pag.9 Pag. 10 Pag.11 Pag.12

PENSIERI SENZA TETTO

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TENDERE UN GIORNALE E M EGLIO CHE TENDERE UNA M ANO !!


sinonimo di controinformazione e impegno sociale.Immigrazione, emergenza-casa, lavoro e carcere: sono questi i temi principali affrontati ogni mese nelle dodici pagine di questa pubblicazione interamente autogestita ed autofinanziata. Nel 2005 nasce FoglioDiVia, un mensile che da voce ai senza fissa dimora, agli emarginati e a chiunque si trovi in condizioni di indigenza materiale e di solitudine, redatto dai membri deiFratelli della Stazione. Il giornale vuole essere uno strumento per parlare alla citt di Foggia rispetto alle tematiche della povert, dell'immigrazione e del disagio sociale, sperimentando una metodologia d'intervento che produca conoscenza sulle realt a rischio di "invisibilit", in modo da sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni ai problemi di chi escluso o vive ai margini della nostra societ. Come tutti i giornali di strada, FoglioDiVia distribuito direttamente da senza fissa dimora, privi del tutto o quasi di risorse economiche. Capolinea nasce nellAprile 2003 e rappresenta la voce dei senza fissa dimora della citt di Verona. E un giornale di strada, e come tale venduto a prezzo libero da persone coinvolte nel progetto per le strade di Verona, davanti ai supermarket, ai cinema, cineforum, librerie, botteghe, ecc Lambizione quella di diventare un punto di riferimento per un'ampia area di professionisti, operatori, associazioni e singoli cittadini coinvolti o interessati a vario titolo nel terzo settore e nelle problematiche delle persone senza diritti e pi in generale ai margini della societ. Nel Marzo 2007 nasce Pensieri senza tetto, la voce degli ospiti del dormitorio pubblico del comune di Padova; ma quello lo conosciamo bene. Siamo appena nati ma contiamo di fare molta strada ...

Nord, Sud, Est, Ovest .ormai i giornali di strada danno voce ai senza fissa dimora di ben 31 Paesi attorno al Globo! Tanti? Pochi? Che importa ? Ogni voce libera vale pi di mille quotidiani! I giornali di strada nascono con lintento di dare voce alle classi sociali pi disagiate, agli emarginati, ,ai tossicodipendenti, ai vagabondi, a quelli che per casa hanno e hanno sempre avuto un tetto di stelle, a quelli che si definiscono invisibili ma che in realt esistono eccome se esistono! I giornali di strada sono diffusi da una fitta rete di senza tetto, che con il ricavato della vendita, sopperiscono, almeno in parte, alla totale mancanza di sostentamento economico. Con queste premesse nascono Piazza Grande, Terre di mezzo, Fuori binario e tanti altri giornali di strada che popolano il territorio italiano ma con ordine!!! La storia di Piazza Grande inizia nel 1993 a Bologna, quando alcune persone senza dimora che vivevano nel dormitorio Beltrame di via Sabatucci , iniziano a preparare il numero zero di Piazza Grande. La prima redazione, che si riunisce in una stanza dello stesso dormitorio Beltrame, vede la collaborazione di tanti senza tetto e di altri volontari. Lobbiettivo era quello di produrre un giornale scritto dalle persone senza dimora, che potesse diffondere i temi dellesclusione sociale mostrando per la prima volta il punto di vista degli esclusi, e che potesse rappresentare una fonte di reddito per i senza tetto che lo avrebbero venduto in strada. Tendere un giornale meglio che tendere una mano. Questo era lo slogan dei fondatori del giornale, che intendevano mandare un messaggio preciso. Un conto chiedere lelemosina ai passanti in strada, cosa diversa vendere un giornale pensato, scritto e sofferto in prima persona, alla gente comune, creando contatti, mettendo in comunicazione mondi differenti. Piazza Grande,primo giornale di strada in Italia uscito tutti i mesi, senza mancare mai un appuntamento, e i diffusori del

giornale sono ormai diventati una parte integrante della citt di Bologna. Il giornale fin dallinizio ha trattato le problematiche della marginalit e dellesclusione sociale e se i primi tempi la quasi totalit dello spazio era destinato ai racconti narrati in prima persona dai protagonisti della strada, i senza tetto, nel corso degli anni il giornale si leggermente trasformato, scegliendo di affrontare in maniera pi giornalistica tutte le tematiche della marginalit. Partendo da un concetto pi allargato di esclusione sociale, la redazione del giornale ogni mese realizza uninchiesta su un tema specifico. Terre di mezzo nasce nell'ottobre del

Nel

Marzo

2007

nasce

Pensieri senza tetto, la voce degli ospiti del dormitorio pubblico del comune di Padova; ma quello lo conosciamo bene. Siamo appena nati ma contiamo di fare molta strada

1994 per iniziativa di un gruppo di giovani giornalisti con a cuore l'informazione sociale. Terre di mezzo vuole informare sulle citt nascoste, cio i luoghi dell' emarginazione e della solidariet, vuole contribuire alla formazione di una mentalit e di una cultura della convivenza. Indurre a prendere posizione, a cambiare il proprio stile di vita, ad assumersi nuove responsabilit. Terre di mezzo compie ormai il suo decimo anno di vita, ha avuto diverse trasformazioni in questi dieci anni. Il giornale ora cresciuto, oggi composto da due parti distinte: una monografia ed un inserto. Fuori Binario il giornale di strada dei senza dimora di Firenze. Nato nell'estate del 1994, per iniziativa degli operatori dell'Albergo Popolare di Firenze e di alcuni senza dimora, diventato in questi anni

CONTINUA

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TENDERE UN GIORNALE E M EGLIO CHE TENDERE UNA M ANO ...c ontinua...


Ed ecco arrivato un nuovo mercoled, giorno in cui noi volontari entriamo al dormitorio per dare la possibilit a chi vuole passare del tempo con noi di far sentire la sua voce attraverso le pagine del nostro giornale. Questa volta assieme agli ospiti del Torresino abbiamo letto i giornali di strada provenienti dalle altre citt. Ormai il nostro Caro Pensieri Senza Tetto sta per compiere un anno e ci piacerebbe farlo crescere nella forma e nei contenuti. Proprio attraverso la lettura degli altri giornali di strada, volevamo capire quali sono mancanze e punti di forza del nostro giornale ovviamente con i preziosi suggerimenti degli ospiti, i veri creatori di Pensieri senza tetto. Fra una lettura e laltra, emerso che a tutti piacerebbe far crescere il numero delle pagine, per poter inserire una maggior quantit di articoli che riguardino sia i senza tetto, sia le altre situazioni di povert nel nostro paese e in particolare della citt di Padova. Nei numeri del primo anno di vita del nostro giornale, la cosa maggiormente apprezzata che i nostri articoli sono sempre scritti dagli ospiti stessi: loro sono le menti e noi le penne. Ogni argomento trattato li riguarda sempre da vicino, mentre altri giornali vanno anche a toccare argomenti che si distaccano dalle problematiche dei senza tetto. Dopo la lettura dei numeri di altri giornali di strada, gli ospiti hanno espresso il desiderio che anche su Pensieri senza Tetto,vi sia una parte dedicata alla raccolta di numeri di telefono ed indirizzi utili a Padova per sopravvivereon the road, in modo da facilitare chi magari nuovo a Padova o alla situazione. Uno degli ospiti, Franco, ha poi aggiunto che a lui piacerebbe avere su ogni numero del giornale lintervista a persone che ogni giorno lavorano e sono in contatto con i senza tetto, come ad esempio gli avvocati di strada .e non solo, ma vorrebbe che anche noi volontari scrivessimo qualcosa sulla nostra esperienza qui al dormitorio e su come noi vediamo gli ospiti. E loro farebbero lo stesso scrivendo ogni volta le impressioni che hanno su noi volontari, chiss che questo possa servire a migliorare ognuno di noi -I volontari e gli ospiti del Torresino_

ACCADE A ...

TORONTO 27.02.2008 Cartelli appositamente creati ,invitano le persone a mantenere pulite certe zone della citt e soprattutto certe panchine che sono diventate la dimora fissa di tante persone:Homeless sleeping. Quiet! SAN FRANCISCO MARZO 2008 Homeless di San Francisco gioite! Per chi vive in strada nasce una nuova opportunit. Lniziativa parte da Google e permette a chiunque viva per strada e sia privo di una dimora o di un qualsiasi punto di riferimento di attivare gratuitamente un numero telefonico con relativa casella voicemal.Liniziativa di Google favorisce il reinserimento dei senza tetto nel tessuto sociale e facilita il mantenimento delle relazioni sociali.Ogni senza tetto potr in ogni momento consultare la propria casella voicemail ed essere contattato da chiunque 24 ore su 24. MILANO FEBBARIO 2008 Che dire di una delle metropoli piu ricche di Italia? Sono circa 5000 i senza tetto che affollano le strade di Milano. Una popolazione che, diciamocelo,non pi cos tanto invisibile. I senza tetto sono immigrati, italiani, persone singole ma anche nuclei familiari. Sotto i portici, sui cartoni, sulle panchine, sdraiati negli androni. 5000 clochard e 1.700 posti letto. -FRANCESCA-

AFRICA 2006-2008 La rete internazionale per lo sviluppo dei giornali di strada(INSP) negli ultimi due anni ha favorito la nascita e la crescita di due nuovi giornali di strada nel Continente africano.In Kenya ed in Zambia i due nuovi giornali hanno rappresentato un forte mezzo di sostentamento per pi di 300 senza tetto.Per la fine di Giugno,lINSP ha inoltre come obbiettivo la nascita di due nuovi streets paper in Nigeria ed in Etiopia.

E un emergenza,ma non a causa del freddo: la cronica mancanza di politiche giuste di accoglienza sociale e di solidariet,capaci di sostenere adeguatamente le persone attraverso i servizi offerti -FIO.psd-

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IL DORM ITORIO DEI VOLONTARI:UNA PROSPETTIVA DIVERSA


Abbiamo passato quasi un anno intero a chiedere in continuazione ai redattori di Pensieri senza tetto cosa significa per loro dormire al Torresino,quali sono le difficolt che incontrano, gli stati danimo che li accompagnano. Ora come dicono loro: tocca a voi . Qualcuno di noi varca la soglia del dormitorio da anni, qualcuno da qualche mese.Di certo varcare quella soglia, anche una sola volta nella vita,mette in moto una serie di pensieri, emozioni, riflessioni, stati danimo che, in questo numero, abbiamo deciso di condividere con gli ospiti e con tutti colori a cui capiter di avere tra le mani questo numero di Pensieri senza Tetto .

ARIA DI CASA
E cominciato tutto come un gioco, con un semplice s. Alla domanda: ti va di venire con noi? ho acconsentito, senza pensarci; sapevo che lesperienza del volontariato non sarebbe stata semplice a maggior ragione perch avrei trattato un area un po delicata come quella dei senza tetto ma non me sono fatta un problema. Ora per mi trovo a dover esprimere i motivi che mi hanno spinto verso questo passaggio e la verit che non so cosa dire ma posso con assoluta certezza spiegare quali sono i motivi che mi spingono a continuare. Il motivo Moussa , il motivo Daniel, il motivo Driss o Salah o Obika persone che nonostante le difficolt che non star qui ad elencare per ovvie ragioni non mi hanno mai negato sorrisi, parole gentili, battute; anche sagaci. Persone volitive, propositive, piene nonostante tutto di speranze e con ancora tanta voglia di sorridere. Il motivo laffetto di Lorenzo, lo sguardo interrogativo di Franco o quello un p perso di Cesare:persone che nella realt dei fatti sono lontanissime da me per esperienze e modi di vivere ma con le quali si creato forse per caso, forse per alchimia, un legame se pur ancora flebile.Vengo dal sud un posto che se pur non lontano in termini di kilometri lo per tante altre ragioni. In questa citt mi sono pi volte scontrata con la diffidenza, con la freddezza, con un distacco troppo formale rispetto a quelle che erano le mie abitudini; ma entrare al Torresino mi ha fatto sentire meno nostalgica. Direi quasi che il posto che per ora ho sentito pi familiare: gente che discute, gente che si confronta o semplicemente, scusate la licenza, che fa casino. Persone che non badano al posto da cui provieni ma che semplicemente approfittano dellopportunit di scambiare idee: allimprovviso Padova sembrata meno estranea, meno distante.Mi rendo conto che le mie ragioni per alcuni possono apparire deboli ma per me che le sento sulla pelle vi assicuro che non lo sono. Le sento sulla pelle perch quando ho saputo che alcuni degli ospiti sono stati costretti a lasciare il dormitorio mi si stretto il cuore e non mi sono negata qualche lacrima. Sapere che non li rivedr a scadenza fissa mi dispiace. Molti di loro tra qualche mese, forse pi o forse meno, non si ricorderanno neanche di me ma io difficilmente dimenticher loro. In quanto volontaria non vorrei mai che qualcuno mi ringraziasse perch semplicemente faccio ci che sento ma mi sento in obbligo di ringraziare io loro perch da quando sono entrati nella mia vita, qui a Padova io mi sento meno sola. Grazie ragazzi! -LUCIA-

C ome volontaria non vorrei mai ch e ualcuno mi ringraq ziasse perch sempli cemente faccio q uello ch sento e

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E diffic ile spie gare tu Notturn tte que o o me lla serie glio alle sguard di pens person i, ombre ieri che e che re , respir mi sfio posto h ndono rano la i . .C anno u questo he dire testa q n dopp posto u uando do freq forse c io effett n insiem penso uento il he le la o su d i e brulic all Asil dormito me . C ncette cosa c ante di o rio mi s arpe die che sc ambia voci, pe ono res orrono la tua v m, qua nsieri, perbia a conto allintern ita, qua lcuno d delluom dellass lcosa c iceva, o di qu o: cred oluta v ambia esto inanim e mai c erit di ere di quello ata che ome da poter a questa ch e se sia. Po quancome la i semp vere la frase. U i ti acc re stato ssoluto n giorn tua vita orgi a q . Fa pa o qualcontroll in realt uale ve no ben rte dell sfugg o su tu locit q e, molt assurd e comp tto, su ualsias o bene a suquesto letame ogni co i cosa . Ma tu piccolo nte al tu pu irro sa anim tte le v esserin olte ch o contr mpere ata o gio, vo e esco o chiam ollo; e sulla tu glia di da que gli osp a strad ato es risalire iti del T sto pos o qualc ae sere um , voglia orresin to mi re uno no di ricom ano sia o lo sa ndo an n lo sc inciare sorpren frequen nch e co oprir ci sia. dentem to lAsil nto di q mai. M Forse q o Nottu ente fo a qualc uanto cosa c ualcun rte. Qu rno. Ta uno ci he anc o non s anto co nti, poc prova, ora mi a bene hi no ragdere , ta eccom sfugge ancora n sapre e se ci lvolta a , semp come fa i bene prova. nche c re qualc qualco re dire; m Sono s on un v osa ch sa che a tutte ei anni elo di m e anco mi spin le volte faccio ch e alincon ra mi s ge a to c se a venir ia, sem tupisce rnare m mpre q e in qu ,qualco pre qua ualdorme a non esto po sa che lcosa c chiede comod sto. Cr mi fa s he mi fa temi co o nel p edetem orrigrazie arrabb sa. Sp roprio i non c per le iare letto,qu esso la una emozio sempre indi tra gente una so grande ni che nquilli mi chie la sera differen mi fate de com ta. Spe non sie za tra v provare che qu e ro di av te poi oi e il m alcuno ogni vo cos ta ere por ondo c lta che di voi, nto div tato an tutti qu he a modo le nostr ersi. C che so elli che suo, sta e vite s he altr lo mez ancora i incroc o cercan zo sorr una dir iano an do di in iso nell ezione che pe trapren a diffic non lh r ile stra dere; b anno tr da di r uona fo ovata. isalita rtuna. B Lo so c uona ri he dif cerca a ficile. -FRAN CESCA -

La prima volta che sono entrata al Torresino mi sono sentita estranea ad una vita, ad un mondo che avevo solo immaginato nella mia mente. Tutto sconcerta e riempie lanima di interrogativi, domande e dubbi da cui si vuole fuggire. facile perdersi, smarrire lo spirito che ci guida in un non-luogo, in una non-casa dalle grandi contraddizioni; dove lincomprensione, lodio razziale, lamicizia profonda e l amore convivono.. tra chi alla ricerca di unaltra possibilit. C chi rassegnato, sfiduciato da un sistema che non perdona, che fa si che tu sia lultimo tra gli ultimi. C chi ha ancora tanta speranza, che non vede lora di mettersi in gioco, di dimostrare di vivere. C chi ti saluta anche solo con un sorriso e comprendi le sue sofferenze, i suoi desideri di normalit, daffetto, di costruire relazioni. un luogo di passaggio, dove si pu scorgere solo un pezzo della strada delle persone che incontro. Limportante esserci, perch la vita di ciascuno di noi importante e soprattutto ciascuno di noi degno di essere amato

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-MIRELLA-

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PAESE CHE VAI PERSONA CHE TROVI !!


senza guardare anche solo con la coda dellocchio il Santo o Prato della Valle. Anche Trento non da meno, dice Cesare, proprio in questa citt stata fusa la Campana dei Caduti:la quarta campana pi grande del mondo.E come non attraversare, in Algeria, a dorso di un cammello, le calde e misteriose sabbie del deserto Saharaiano!?.Dawit suggerisce anche una passeggiata tra le stradine di Asmara che ,oltre ad essere la sua citt dorigine, ha unatmosfera da mille e una notte!. In Cameroon non si pu non passare attraverso il parco nazionale di Waza:qui c tutta la fauna e flora possibile dell intera Africa. Tra gli imperdibili di stasera, come non parlare della perla di Casablanca!?. Bellissima ed affascinante la Moschea sullacqua! Nel nostro viaggio stasera non pu mancare una passeggiata ! Paese che vai piatto che trovi!E qui facciamo i salti mortali per capirci .ma che cavolo mangiano in Africa !! dice Cesare. Iniziamo con un piatto che potremmo definire leggero: carne di coccodrillo con peperoni. Driss ha nostalgia dei piatti casalinghi! Se a Rabat, non possiamo perderci un piatto di carne d agnello con le verdure, in Cameroon pranziamo con zuppa di banane e pane al semolino e uova!E il Cous-cous!? B quello di casa anche in Italia!Sar-dice Hocine-ma quello di pesce in Algeria insuperabile. Sar che noi Italiani siamo spaghetti e mandolino ma stasera in cima alla lista delle nostre preferenze ci sono le mele, lo strudel trentino, pasta e fagioli e il radicchio trevigiano. Paese che vai abito che trovi! Non saranno Dolce e Gabbana o Gucci, ma gli stilisti del continente nero propongono una moda colorata ,vivace ,comoda addatta per affrontare gli afosi pomeriggi africani e le fredde notti saharaiane.In Sudan il bianco la fa da padrone. Una tunica lunga fino alle caviglie ed un turbante sono pi che sufficienti ma rigorosamente di bianco! In Cameroon il bianco non sanno nemmeno cosa sia. Prendete una tavolozza di colori mescolateli tra di loro trovate tutte le sfumature che la vostra fantasia vi suggerisce; solo cos potrete aver unidea dei mille colori con cui vengono tinte le tuniche camerunesi. E la croce va di moda anche in Eritrea; Helen Helse il tipico abbigliamento eritreo indossato nei giorni di festa: un pantalone e una maglietta del medesimo colore con una croce sovraimpressa.Gli algerini si lanciano con gli strass: lo Jilu la tipica tunica fatta a mano con applicazioni di brillantini in diversi colori. Paese che vai musica che trovi !E qui ci divertiamo!Ma quanti tipi di musica esistono in questo mondo!?Jab Khaled la fa da padrone ma si quello di Aisha noh!? Moussa intona qualche strofa in arabo: Mohamed Ward! E su questo stasera sono tutti di comune accordo! Mohamed Ward di certo il meglio che si pu ascoltare non solo in Sudan ma in tutta lAfrica!Ma Redwan non daccordo: il simbolo del ritmo africano in Etiopia in assoluto Tedi Afro! Paese che vai persona che trovi ! Forse proprio questa la frase giusta da dire . -Gli ospiti del Torresino-

Paese che vai usanza che trovi! Una frase come tante, il solito modo di dire, parole di circostanza eppure quante volte questa frase ci passa per la testa! Camminando per strada, di fronte alla vetrina di un qualsiasi African Shop, contrattando un articolo in qualche negozio made in Cina, quando addentiamo un kebab o ceniamo in qualche piccolo ristorante tipico cos giusto per assaporare quel gusto di esotico e fingere anche per qualche secondo di evadere dalla noiosa routine quotidiana. Paese che vai usanza che trovi. Sembra veramente di fare il giro del mondo mentre ne parliamo con gli ospiti del dormitorio! Stasera attorno al tavolo il match tra Italia e Africa. Nessun vincitore, nessun secondo classificato. Nessuna competizione, o almeno ci proviamo. LItalia schiera Alberto (Roma), Cesare e Michele (Trento), Lorenzo e Daniele (Padova), Franco (Treviso), Maria (Bari). LAfrica schiera Moussa, John e Driss (Sudan), Redwan e Dawit (Etiopia), Hocine (Algeria), Salah e Oubelaoui (Marocco), Takam (Cameroon), Obika (Nigeria). Paese che vai bellezza che trovi! Cos, i padovani, ci ricordano che non si pu passare per Padova

Il compleanno di
FRANCO 21 M ARZO

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BALU :M OLTO PIU DI UNA SEM PLICE UNITA DI STRADA

Che cosa Balu ?


Per chi non ne hai mai sentito parlare pu sembrare una parola priva di senso, un accostamento casuale di quattro lettere e niente pi. Per coloro che hanno gi qualche idea, questa parola ha assunto un significato importante, a tal punto che, per molte persone, diventata un punto di riferimento. Bal un servizio di Unit di strada, progettato da un gruppo di volontari del Dormitorio Pubblico di Padova e dalla Cooperativa Sociale Cosep; avviato il 28 gennaio 2008 e attivo con cadenza settimanale ogni Luned sera dalle 20:30 alle 22:30 nel Piazzale della Stazione. I destinatari del servizio sono tutti coloro che vivono per strada in condizioni di povert ed emarginazione, che non hanno una casa dove ripararsi dal freddo e prendersi cura di loro stessi, che non hanno un letto dove dormire e un tavolo dietro il quale sedersi. I volontari lavorano per strada, nei luoghi abituali dincontro e di aggregazione di coloro che, per casa, hanno solo un marciapiede. Il gruppo Bal, formato da sei volontari, raggiunge il Piazzale della Stazione con un furgoncino e qui, tutti coloro che hanno bisogno, possono trovare un bicchiere di t caldo, biscotti, coperte e vestiti per poter sopportare meglio il lento trascorrere delle gelide notti invernali.Balu,oltre a questi servizi che potremmo definire

di prima necessit, offre un punto di ascolto. Per coloro che lo desiderano i volontari saranno l anche per ascoltare qualsiasi problema o disagio e, dove possibile, per aiutarli, a fare fronte alle loro difficolt o per indirizzarli nei luoghi dove possono trovare chi, con le giuste competenze, pu offrire loro aiuto concreto. Bal propone inoltre un importante sevizio di igiene e cura personale : taglio capelli e barba. Nonostante il freddo pungente di queste ultime serate di febbraio, qualche coraggioso si leva la giacca, si siede su di uno sgabellino in legno e si affida alle mani di barbieri diciamolo, quasi improvvisati, pronto a cambiare totalmente look! Per ora i risultati sono stati pi che soddisfacenti! Certo siamo ancora ben lontani dai tagli alla Jean Lui David, ma chiss tra un paio di mesi Con linnalzarsi delle temperature gelide, i volontari offriranno

anche la possibilit di fornire a chiunque lo desideri un aiuto concerto nella ricerca di lavoro. Lo Sportello Lavoro offrir infatti la possibilit di scrivere il proprio curriculum vitae e di cercare insieme ai volontari le eventuali opportunit di lavoro per la singola persona. Siamo certi che Balu proseguir con successo! Un po presuntuosi?Forse s, ma ci piace pensare che le motivazioni che ci spingono ad uscire tutti i Luned sera, vadano ben oltre ad un bicchiere di th caldo e una coperta per dormire. Quella di Bal unesperienza importante per tutti coloro che usufruiscono del servizio proposto ma anche per i volontari, che come dei piccoli traghetti della speranza, in un mare che minaccia tempesta, non perdono la rotta e collaborano per cercare di trovare delle risposte concrete che mirino a ridurre la sofferenza e le difficolt delle persone pi fragili. -Elisa-

I volontari di Balu durante una serata in Stazione

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I L MIO CANTO LIBERO ...


IL SILENZIO CHE PARLA
Gocce che rigano il viso Lasciate andare nel buio Sfogano la sofferenza Nel vuoto del silenzio Incapace di reagire In un momento Cosa ho perso...tutto Delusione di me stessa Lacrime, Davanti a questa verit Accettarla fa male Ma cos Gocce che racchiudono Il peso dell esperienza Costa reagire Davanti ad una presa di coscienza Quanto costa , Basta con i silenzi Parliamo V.M.
Come le gocce della Mamma di Ges che ai piedi della croce piange per la morte del figlio;cos io piango per la lontananza dei miei figli,sfogando la mia sofferenza nel buio della notte dentro un vuoto lancinante che fa male.

Non sapendo reagire a questo momento mi lascio andare allincapacit di riscatto nella nullit rendendomi conto di aver perso tutto.

Sono deluso di me stesso e per questo mi chiudo nel pianto;la verit fa male e nelle proprie spalle pesa, un macigno che piano piano ti distrugge,ti rende quasi immobile.Ma alla fine devi sempre rapportarti alla realt che purtroppo va accettata anche duramente.

Lesperienza data da tante piccole gocce, da tanti sacrifici, da tante delusioni, da rimproveri di tanti maestri.Si cerca di reagire, di rialzare la testa, provare a guardare nuovo orizzonti ma alla fine ti ritrovi rinchiuso nel tuo Io solitario.

Di fronte c una presa di posizione davanti a tutto questo,ma quanto costa agli altri porsi nel mezzo di questa triste realt? Sicuramente molto, ma con il silenzio non si mangia, c assoluta necessit di trovare un ascolto, un respiro, un bisogno di camminare con realt competenti, con le persone e che questi si pongano in aiuto di chi vuole tentare un reinserimento nella societ mettendo fine ai tanti silenzi e pianti, cercando di risorgere in una nuova vita come ha fatto Ges Cristo dalla croce.

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VISTI DA VICINO ...


Ci lamentiamo, egoisticamente e spesso, delle nostre condizioni e situazioni cosi da dimenticarci chi, in quelle condizioni e situazioni, cerca di esserci vicino, di lenire gli acuti malesseri, di aiutarci a ritrovare una parvenza di serenit. Mi riferisco ai volontari che 2 volte alla settimana dedicano la loro serata agli ospiti allAsilo Notturno e ai loro molteplici ed eterogenei bisogni. In tutto sono circa una decina e si dividono le 2 serate che, nellintento, sono una di svago e una di impegno.In questo intervento parleremo di chi in ambedue gli appuntamenti propone, guida e scandisce i tempi per la riuscita della proposta cio di Francesca. Tempo fa,dopo una conversazione informale a quattro occhi, mi confid che lidea del volontariato le venne in occasione di un incontro casuale, alla stazione ferroviaria mentre aspettava il treno per il ritorno a casa, con un ospite del torresino.I racconti di questultimo sollecitarono la curiosit per un mondo cosi poco considerato e conosciuto e la spronarono ad informarsi adeguatamente sullargomento: tanto adeguatamente che fu coinvolta allimpegno che il fenomeno comporta e cominci a praticare il mondo degli emarginati sociali.Solare ed esuberante, sia fisicamente che caratterialmente, disponi-

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TA VI NO

bile e paziente, intelligente e discreta, instancabile ed efficiente sono le qualit che appena dopo pochi incontri appaiono evidenti. Per considerazione e galanteria ometto i dati anagrafici (ma posso tranquillamente collocarla nella categoria ragazze avendo i requisiti) ha studi universitari e laurea con conseguenti corsi di specializzazione; le sue origini sono di Brescia, la Leonessa dItalia, dalla quale ha senza altro attinto il coraggio e la determinazione nella vita con il suo prodigarsi per il bene comune, specialmente gli emarginati sociale, con i quali a volte, peraltro, risulta arduo confrontarsi.Sembra sia avvenuto ieri, data la sua intangibile freschezza, lincontro alla stazione che le ha mutato la vita, e invece sono passati sei lunghi anni senza che lentusiasmo sia venuto meno. Suppongo, per diretta testimonianza nelle sere a noi dedicate, che certe volte la stanchezza psicologica si sia fatta sentire (dialogare con tante persone con diversa estrazione, etnia, religione, cultura, ecc.. comportano un grande stress), ma lei sempre stata bravissima e immediata a stemperare la tensione e dissimulare le difficolt riprendendo di volta in volta con rinnovato vigore il proseguimento dellincontro. Mi rendo conto che questo ritratto parziale, e mi riservo, dopo la presentazione, di ciascuno dei volontari coinvolti, di ritornare con nuove e pi precise considerazioni per ognuno di loro. Per ora un semplice ma sentito e sincero GRAZIE a Francesca. Da parte mia e di tutto lAsilo Notturno. -Franco-

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QUELLO CHE HO LASCIATO E

Qualche volta mi ricordo comero

Avevo una moglie; avevo due figli; avevo una casa comprata senza enormi sacrifici; avevo una bel lavoro; avevo tutto quello che mi interessava e mi piaceva, mi divertivo quando potevo . stavo bene!. Dun tratto tutto cambiato: una scorrettezza nei riguardi di mia moglie, la conseguente separazione, la rinuncia al lavoro perch condiviso con lei .e mi sono ritrovato senza casa. La mia fortuna sono stati i miei genitori che mi hanno accolto, ancora a braccia aperte. Avevo un nuovo lavoro, facevo il rappresentante e non avevo il bisogno impellente di cercare unaltra sistemazione. Dopo neanche un anno ho incontrato unaltra donna che mi ha fatto perdere la testa ( lo confesso: io mi innamoro molto facilmente!) e dopo qualche mese abbiamo deciso di convivere a casa della madre di lei. Emanuela (cos si chiama la donna) possedeva un rustico in campagna a Ponte San Nicol: la casa era ridotta un rudere cosi decisi di vendere il mio appartamento ad Asiago e col ricavato sistemare la casa. Dopo aver speso 600 milioni delle vecchie lire eravamo felici perch quello che una volta era solo un rudere era diventata una splendida villa. Ho sposato lei e per cinque anni sono stato felice: quella era la mia casa , la mia vita, la mia famiglia. Ma un giorno alla frase non ti amo pi mi sono dovuto arrendere: fare armi e bagagli e andar via ancora una volta. I miei genitori erano di nuovo l, pronti ad aiutarmi nuovamente ma con difficolt sempre crescenti: mia madre era malata e mio padre consapevole e stanco non riusciva a starmi dietro come avrebbe voluto. Per non rendere la situazione pi complicata e anche per alleggerire il carico dei miei, decisi di prendere un appartamento in affitto in via del Livello nel quale stetti circa un anno durante il quale mi fece compagnia unamara consapevolezza: la solitudine non era poi cosi male. In quel periodo mia madre mor lasciando un marito solo e un figlio sempre pi convinto di essere solo. Da qui ha inizio la fase calante, un fallimento dietro laltro, lavori diversi e risultati nessuno.Cambiavo spesso lavoro e con la stessa frequenza cambiavo anche alloggio :da segretario di un avvocato che mi dava la possibilit di dormire nel suo studio al restauratore di mobili antichi sotto il quale avevo trovato un ufficio del comune nel quale mi sono trasferito. Unaddetta ai servizi sociali ha scoperto che ero l e mi ha mandato al Torresino.

QUAUI DA ONO Q E PER ME .S I ULE ANN SI DU IATO N CAMB TO NON E NCORA TUT A OME LA, E NTE C TAME ESAT PRIMA

QUELLO CHE HO TROVATO

Lentrata stata tragica: per me ha cominciato ad essere difficile la convivenza con persone tanto diverse da me. Non ero abituato a vivere, per esempio, con persone di colore, con persone dellest, con persone arrivate qui con problemi molto diversi dai miei; ad esempio, drogati, alcolizzati, persone con problemi mentali ed altro. Sono qui da quasi due anni e, per me, ancora tutto esattamente come prima. Stando qui mi rendo conto di aver perso molte cose importanti e no.Non posso, ad esempio, guardare la televisione quando e quanto voglio; alle undici si spengono la luce e le prese, diventa cos impossibile ricaricare il cellulare oppure leggere qualcosa: devo, per forza, dormire anche se non ne ho nessuna voglia. Penso, poi, che sia molto importante, per un uomo, avere la sua privacy ed avere il suo spazio personale per coltivare i propri hobby, cosa che qui non si pu assolutamente avere. E questo, secondo me, laspetto peggiore del dormitorio. Mi piacerebbe avere ancora una macchinina, soprattutto per recarmi al lavoro perch, avendo un piccolo problema ad un piede, mi spaventa di pi il tratto di strada da fare a piedi dalla fermata dellautobus allazienda dove lavoro che non il lavoro stesso. Ora mi e stato promesso un posto letto in un appartamento da condividere con altre due persone:almeno due non sono le ottanta del Torresino. Ma, dopo oltre due mesi e mezzo che mi hanno fatto vedere questo appartamento, non so ancora niente, perci anche questa speranza sta svanendo, lasciandomi ancora nellincertezza e con lamaro in bocca. Io continuo a sperare! -LORENZO-

PENSIERI SENZA TETTO

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CONTROCORRENTE

Negli ultimi tempi gira sempre pi un senso di delusione e malcontento tra i residenti dellAsilo Notturno poich vedono allontanarsi certe prospettive che positivamente si erano evidenziate a conclusione del convegno La casa: abitare il disagio a celebrazione della Giornata Mondiale di lotta alla povert tenutosi nellOttobre 07 a palazzo Moroni e patrocinato dalla rete del privato sociale chiamata Agor. Nelloccasione erano stati toccati i punti cruciali, da noi condivisi, a seguito dei quali lefficacia degli interventi delle associazioni private e dellEnte pubblico preposto erano, sono, vanificati dalla massificazione con cui veniva, viene, trattato il problema dei senza tetto e senza fissa dimora, evidenziando delle carenze valutative, procedurali e logistiche alle soluzioni della drammaticit di vita a cui sono sottoposte decine e decine di persone. In assoluto stato rilevato concordemente, durante il convegno, linefficacia della politica metti tutti nel contenitore, ove contenitore st per Asilo Notturno e tutti sono, siamo, noi. Che invece distintamente abbiamo origini, motivazioni, malesseri personali che nulla a che fare hanno tra loro se non che a tutti manca un posto per dormire e/o un ambiente famigliare cui fare affidamento.Sullargomento,per altro,un articolo

esauriente stato scritto su questo giornale, distribuito nel periodo prenatalizio. Ci premesso, a tuttoggi non riusciamo a comprendere il perseverare del metodo fin qui adottato: cercare di far convivere individui con forti devianze causate principalmente da alcool, droga e deficienze mentali impresa innattuabile per non dire impossibile. Rimaniamo dellidea che le ingenti energie intellettive e materiali profuse per cercare di risolvere o almeno arginare il problema degli emarginati dalla societ vadano distribuite a hoc, cio in modo accurato e finalizzato ad un vero recupero alla collettivit con urgenza prioritaria degli individui,e ce ne sono molti, la cui causa di emarginazione ha risoluzioni pi rapide, pi semplici e meno costose, psicologicamente ed economicamente. Perch noi fortemente crediamo che sia meglio la riabilitazione totale di poche persone piuttosto che unassistenza scellerata e inconcludente a tutti. I quali, tuttavia, hanno lo stesso i diritti che tutti devono avere r che gli organi interessati devono individuare come soddisfarli: In questo modo comunque no!!. A margine del convegno riferito in apertura di questo articolo, ci era stato chiesto un parere sugli autorevoli interventi effettuati sul tema. Era emerso che i pareri spaziavano dal

tante parole ma pochi fatti, alla pura demagogia passando da considerazioni meno lusinghiere che qui non si possono raccontare ma tutti eravamo concordi che i poveri, i senza tetto e i senza dimora per tutti i pi fortunati, rimanevano, rimangono, un fastidioso problema a cui ogni tanto dar fiato ma che se restano nella loro condizione senza altro meglio. Ma quello che a noi rimasto ancora il fiato, e oggi ci riproviamo. A voi, che, oltre a tutto il resto, avete le orecchie, stavolta ascoltate. O almeno riprovateci. Siamo in attesa. -FRANCO-

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Hanno partecipato a questo numero:


Alberto, Andrea, Cesare, Daniel, Daniele, Dawit, Elisa, Francesca, Franco, Hocine, Idriss, Lorenzo, Luca, Lucia, Maria, Mario, Michele, Moussa, Obika, Ouobelaoui, Redwan, Salah, Sara, Simone, Takam, John

Allegato del Brontolo reg. trib. di Padova 1930 del 16.02.2005 direttore responsabile Emanuele Cenghiamo

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