Laurent Lafforgue Che cos’è una trasmissione cristiana delle conoscenze?

Per gentile concessione di Laurent Lafforgue. Traduzione di Flora Crescini.

Ringrazio Xavier Dufour e gli altri organizzatori di questo congresso, per avermi invitato. Sono molto contento che mi sia offerta l’occasione per ascoltare le differenti personalità che devono intervenire. Ma, prima di ascoltare, occorre anzitutto che io mi sdebiti della temibile funzione che mi è stata affidata: quella di parlare per primo. Illustro anzitutto la ragione principale per la quale mi sono impegnato nel problema dell’educazione – visto che non ho neanche una famiglia. E spiegare perché considero particolarmente importante esprimermi in un contesto cristiano e rivolgermi alla Chiesa – visto che non ho conosciuto che l’insegnamento laico. Indicherò poi in quale veste credo di poter esprimermi sul problema della trasmissione. Dopo di che, preciserò il senso del problema che ho formulato nel titolo del mio intervento e che può sembrare strano: che cos’è una trasmissione cristiana delle conoscenze? Il resto dell’esposizione verterà a proporre qualche elemento di riflessione relativo a questo problema. Mi sono interessato alla situazione dell’educazione per una ragione molto semplice: perché la situazione è catastrofica. Per illustrare il dato di fatto, mi accontenterò di citare due brevi testimonianze ricevute recentemente – tra centinaia d’altre che mi sono state inviate in questi ultimi anni. La prima proviene da un allievo del primo anno di classe preparatoria di letteratura al concorso per entrare nella Scuola Normale Superiore, in un istituto che viene considerato “il miglior liceo di Francia”: “Sono allievo della classe preparatoria al liceo Louis-Le-Grand e alcuni fatti aneddotici mi hanno fatto venir voglia di inviarvi notizie relative alla crème degli studenti francesi. Questa mattina il nostro professore di greco (di ruolo) è andato in fiamme perché, secondo lui, siamo, nella quasi totalità, ignoranti di grammatica francese “redibitoria per il proseguimento degli studi”. Il nostro professore di latino (principiante) ha trovato d’altronde utile, all’inizio dell’anno, di farci fare esercizi di grammatica francese relativi alla natura e alla funzione delle parole e delle proposizioni, alla concordanza dei tempi. all’accordo del participio passato (participio passato che il professore di spagnolo deplora continuamente che certi studenti non accordano mai…): questi esercizi sono pertanto del livello precedente di scuola, in teoria…

“Ho letto tutto quel che ho potuto trovare scritto dai combattenti e dai difensori dell’Istruzione pubblica e dell’allievo non al centro del sistema. ma devo dire che mi aspettavo di trovare allievi ad un livello ben superiore al mio. sempre mangiando qualsiasi cosa a qualsiasi ora… Non hanno più alcun atteggiamento giusto. La seconda testimonianza viene da un semplice “assistente educativo” di un liceo certamente molto meno prestigioso. […] Assisto. Da parte mia. La firma indica che l’autore è di origine straniera. Questo assistente educativo manifestamente è vittima egli stesso dell’educazione degradata. lui ha tutte le chances di costruire il suo futuro!)… I genitori sono totalmente illusi dalla vertigine dell’informatica. senza saper coniugare il presente indicativo. solamente un comportamento caotico che viene da un’aggressività latente. sempre a insultarsi. di gadget (quante mamme. e del maestro che “offre” il suo sapere ereditato progressivamente all’allievo. che riceve. sempre “in bande”. la superiore) sono diventate un vero merdaio! I ragazzi sono massacrati. . hanno tutto.Per darvi infine un’idea del livello di richiesta delle prove di lingue antiche alla maturità. E’ su loro che riposa l’avvenire della letteratura e degli studi umanistici. Al contrario della testimonianza precedente. di attività. uno dei miei compagni ha ottenuto 19/20 alla prova orale di greco. Devo dire che essendo io stesso una vittima della massificazione dell’insegnamento. di cui costata gli effetti sulle giovani generazioni e ne teme le conseguenze per il nostro paese. Almeno in apparenza. che riempie le tasche dei siti informatici […]! La Scuola (il nido. dunque della lingua. e un’altra 20/20 quando non conosceva le declinazioni: basta imparare le versioni a memoria. Insisto sul fatto che gli allievi di cui si parla in questa testimonianza sono considerati tra i migliori della Francia: sono stati selezionati come tali nelle classi quinte degli istituti laici e degli istituti confessionali. ho raggiunto con mio grande stupore un livello molto superiore al loro. della cultura e della filosofia nel nostro paese. arrivando qui…”. Questi pochi fatti possono sembrare benevoli in confronto a quel che si osserva altrove. quanti genitori si sentono dire “se io compro un computer a mio figlio. per non parlare dell’ortografia. la materna. in apparenza. Questo rende ancor più toccante e sconvolgente la sua testimonianza. in termini di piacere. che non sanno praticamente più stare a posto. ho studiato solo il greco e. ad autentici comportamenti caotici da parte degli allievi. attentamente e progressivamente. nel quale sapere declinazioni e coniugazioni è diventato più o meno facoltativo. al punto tale che considero come una fortuna non averlo fatto al liceo. la media. Gli allievi non si interessano più a niente perché. tutti i giorni della mia presenza al liceo. lo stato nei licei è praticamente all’altezza di quel che han potuto sognare i mascalzoni che hanno pensato questo piano machiavellico. Sempre con gadget in mano (il cellulare è forse divenuto il prolungamento naturale della mano dell’uomo?). la sua è piena di errori di sintassi. in un tempo due volte inferiore rispetto agli altri compagni. l’elementare.

potessero continuare a svilupparsi armoniosamente. un insegnante o una persona che rappresenta l’autorità del liceo attraversa il corridoio. Ma abbiamo troppo dimenticato che era il frutto di secoli di invenzione e di maturazione da parte delle congregazioni insegnanti: molto concretamente. Dio solo sa che tra gli anni 1880 e 1960 la Francia ha conosciuto un meraviglioso insegnamento laico: quello delle scuole primarie e dei licei centrato sugli studi umanistici. che lavora da una decina d’anni in un liceo della banlieue. li trovo sempre “svaccati” sui banchi. esausti e annoiati … ma quel che mi colpisce di più è lo sguardo che hanno quando. La situazione dell’educazione nel nostro paese è tale che la patina di civiltà che conserviamo ancora può cadere molto in fretta in polvere e lasciare il posto a una barbarie senza freni e senza maschere. cioè senza Cristo. non parlo che di una minoranza per questi casi estremi. ha avuto uno stop deciso. ma per quanto riguarda il comportamento sopra descritto nessuna confusione è possibile […] L’ascensore sociale. le strutture familiari. come se fossero stanchi. molto semplice assistente educativo. ci tenevo a dirvi quel che vedo tutti i giorni e ciò a cui sono confrontato in quanto semplice. la vita politica. più che i nostri responsabili e la maggior parte di noi. Nella Francia laica e secolarizzata. la vita sociale. non si è abbastanza visto che questa scuola ha vissuto e prosperato sul fondo di eredità cristiana di cui la società restava impregnata: eredità culturale dell’antica Francia cattolica. poiché vedo sempre più chiaramente che è ad essa – come forse alle comunità ebree – che incomberà di preservare – nelle catacombe – l’essenziale della nostra civiltà e farlo continuare come tradizione vivente. la cultura. Più . Ben inteso.. ed eredità delle virtù cristiane rimaste pregnanti nella misura in cui la maggior parte della popolazione – tra cui i futuri professori – riceveva ancora un’educazione cristiana. senza alcuna relazione con la fede. e il sistema di insegnamento primario universale messo in piazza dalla nascente Terza Repubblica improntò la sua pedagogia dai Fratelli delle Scuole cristiane. la Francia. per riprendere l’espressione dei combattenti. mi appello alla Chiesa. il liceo napoleonico continuato nell’insegnamento secondario della Terza e Quarta Repubblica fu ricalcato dai collegi dei Gesuiti. per esempio. anche noi cristiani siamo stati troppo abituati a pensare che l’educazione. Ecco. Posso assicurarvi che questi “svitati” che hanno voluto e apprezzato un tale stato di mediocrità. ecc. La sola cosa che apparentemente sembra interessare questi giovani a prima vista è il consumo immediato dei piaceri. D’altra parte. non sono solamente fermi e imprigionati. e tutti i paesi che subiscono lo stesso abbrutimento attraverso armi silenziose sono persi …” Temo che questo “semplice assistente educativo” di origine straniera abbia gli occhi migliori per vedere. Praticamente sono autentici barbari latenti che ci sono ormai nei licei. di decadenza. Confrontato con tale situazione educativa e con la prospettiva della catastrofe che inevitabilmente creerà.Quando passo sotto i portici. Ho detto poco sopra che ho conosciuto soltanto la scuola laica.

il puero-centrismo e la capitolazione dell’intelligenza. si trova in prima fila nella lotta per la scuola dell’istruzione e della trasmissione. Soltanto ecco: la laicità è divenuta una realtà vissuta. Il tralcio staccato dal tronco si è seccato. non avessimo demeritato la responsabilità immensa che è la nostra. La scuola non si troverebbe nella condizione illustrata dalle due testimonianze che ho letto. fino a quando il suo principio di base – fare a meno di Gesù Cristo – non corrispondeva alla realtà dei fatti e fino a quando. non sono che uno. Nessuno o quasi nessuno aveva previsto che questa evoluzione sarebbe coincisa con la distruzione di ciò a cui i miei nonni laici. pur continuando a farne parte. restava irrigato dalla sorgente cristiana. Ma siamo di fronte a fenomeno che è ancora peggiore per le sue conseguenze rispetto al riflusso del cristianesimo nella società: è il riflusso del cristianesimo nei cuori di coloro che continuano a dirsi e a credersi cristiani. Quando poniamo la nostra fiducia in un’altra cosa che non è più il cristianesimo. tanto decisivo quanto obbligatoriamente nascosto. Non può essere un caso. quasi per caso. dice San Tommaso d’Aquino. nelle aumôneries e le parrocchie si sono rigettati e rifiutati i contenuti precisi e ordinati dell’insegnamento per sostituirvi un “sedicente” spirito di insegnamento e di pratica. Esiste un toccante parallelo tra la trasformazione radicale della scuola negli ultimi decenni e quella del catechismo e delle aumôneriesi. non solo nell’ambito dell’insegnamento confessionale. se noi. aggiungerei. si è ignorato il contributo. per esempio. la prima perversione. le tre grandi perversioni che hanno rovinato la scuola nel giro di pochi decenni sono l’utopia. la secolarizzazione ha fatto il suo lavoro. la famiglia e la scuola. in segreto. erano più attaccati – in primo luogo. Sono convinto che questi due fenomeni. e l’insieme della loro generazione. hanno giocato un ruolo di primo piano nella distruzione della scuola dell’istruzione e della trasmissione. in verità. ma anche in quello dell’insegnamento laico. in quanto discepoli di Cristo e membri della Chiesa. non dà più frutti. La corruzione del meglio è la peggiore delle cose.specificamente. si è messa in ridicolo la sostanza del cristianesimo e si è smesso di trasmetterla. i cristiani sono divenuti ovunque piccole minoranze. che si pretende superiore a tutto quello che lo ha preceduto. si decompone a una velocità vertiginosa. e che. cristiani. si è sostituita la fede e il suo contenuto con un moralismo. ma che pretendiamo che sia ancora il cristianesimo – o che sia l’autentico cristianesimo. la seconda una corruzione della carità e la terza una corruzione della fede. Quando noi cristiani dubitiamo di Gesù Cristo e della sua Chiesa. in materia di insegnamento più ancora che in tutti gli altri campi. In breve. Ne parlo perché i campioni di questo neocristianesimo. Nelle scuole così come nei catechismi. finalmente chiarito dopo secoli di tradizione che ci avrebbe sviato da esso. animato da una profonda fede cristiana. la laicità ha prodotto buoni frutti. è una corruzione della speranza. . Come l’ho sentito spiegare da un maestro della scuola pubblica. e che la crisi della scuola deriva in gran parte dalla crisi della Chiesa. che i professori cristiani dell’insegnamento pubblico hanno apportato per il buon funzionamento di esso – finché ha funzionato.

questo significa che si è rifiutato di trasmettere la cultura. La Chiesa del XIX° secolo e della prima metà del XX° venne percepita come degna di un obbrobrio particolare. Pertanto. In un caso come nell’altro. Della dottrina teologica della Chiesa. al quale ho d’altronde partecipato in qualità di “animatore”. Per essere giusto. Una conoscenza simile non è sufficiente per . delle arti sacre che pertanto da sole avrebbero potuto costituire una catechesi. salvo per parlarne male. Non ci si è più riferiti alla tradizione della Chiesa dalle origini agli anni 50. si è giudicato negativamente il passato e lo si è rifiutato in gran parte. nelle aumôneries e le parrocchie.Nelle scuole come nei catechismi. nell’Education Nationale o nell’insegnamento confessionale come in tante parrocchie. molti restano convinti che se le cose non vanno ancora come si vorrebbe. in particolare letteraria e storica. facendo credere alle nuove generazioni di professori e di maestri che l’antica scuola non era buona. ci si rifiuta ancor oggi di vedere la situazione così come è. La riflessione che ho dovuto fare. e che si troverà la salvezza il giorno in cui si sarà posto termine a tutte le “vecchiezze”. molte persone persistono nel credere che la scuola non sia mai stata animata da una fede così autentica. Nelle scuole. mi ha fatto prendere coscienza che io figuro tra le vittime di un sistema di parrocchia molto criticabile. attenzione alla liturgia (più che alle prediche). dei grandi movimenti spirituali sorti nel seno di essa. dei suoi frutti filosofici. Molti cristiani si sono persuasi e hanno persuaso le giovani generazioni che il Concilio Vaticano II sia stato l’atto di nascita del vero cristianesimo. è perché non si è andati abbastanza lontano. quel che ho ricevuto di più nutriente e di più solido nell’ambito del catechismo mi è stato dispensato quando ero bambino da una vecchia signora ancora impregnata dalla preoccupazione di precisione e dall’insegnamento sostanziale che l’antica scuola le aveva inculcato. Era madre di due figli. costatando la distruzione della scuola. Ugualmente. benché le sue applicazioni siano state presentate come molto insufficienti riguardo alle speranze di “andare più lontano”. dei suoi sviluppi nel corso dei secoli. uno è diventato prete dopo gli studi superiori di matematica e l’altra maestra nell’insegnamento pubblico. non c’era più da parlare. Infine. La distruzione della scuola è talmente avanzata che la perennità e la semplice sopravvivenza della civiltà e della cultura francese non sono più assicurate. Quando ero “animatore” di oratorio dovevo parlare dei sette comandamenti a dei giovani liceali: un giorno ebbi la sorpresa di costatare che una giovane ragazza dell’équipe di cui ero responsabile poteva rispondere con maggiore pertinenza di me a molte domande: era appena emigrata da un paese dell’Africa nera e conosceva a memoria le risposte del catechismo. la destrutturazione della pratica cristiana e della trasmissione del contenuto della fede è giunta a un tale degrado che si affaccia all’orizzonte lo spettro della totale scristianizzazione della Francia. Nei catechismi e nelle parrocchie l’insegnamento è stato ridotto a una conoscenza superficiale del Nuovo Testamento e a qualche briciola dell’Antico. Eucaristia. A quale titolo mi esprimo in questi termini davanti a voi? Innanzitutto in quanto cristiano laico che ha conservato la fede avvicinandosi alla pratica minimale della messa settimanale: ascolto della parola di Dio.

è “trasmissione vivente compiuta nello Spirito Santo”. ho imparato a poco a poco a conoscere i grandi matematici della Storia. più spesso ignoriamo perfino i nomi della maggior parte di loro. conosciamo solo la vita di qualche santo. la Tradizione della Chiesa è una realtà estranea. esse portano in sé qualcosa di comune con la Tradizione della Chiesa che. ignoriamo superbamente i loro commenti della Santa Scrittura. di cui abbiamo un’idea che ben si allontana dalla realtà dei testi. soli tra i moderni. cioè nella sua esistenza e nella possibilità di trovarla. non sappiamo più nulla dei grandi concili. Allo stesso modo. se non qualche episodio che situiamo male in rapporto ad altri. è anche come matematico che parlo. tanto che la tradizione matematica ignora le rotture e non conosce che approfondimenti. ci dice il catechismo. Benché io non abbia mai studiato la storia della matematica e benché mi interessi soltanto allo sviluppo della nuova matematica. saremmo incapaci di dire una sola parola. sempre gli stessi. ma comprendo che la sua assenza rende più difficile ancora divenirlo. Tutto ciò mi è sembrato naturale per molti anni. La matematica non può occupare il posto della saggezza. e ancor meno della saggezza cristiana. quando la si cerca con amore. come tutte le discipline intellettuali. Noi non conosciamo la Storia santa. quella del popolo ebreo. i matematici. grazie all’insegnamento della letteratura che i miei genitori e poi io abbiamo ricevuto alla scuola laica conosco sufficientemente i grandi autori e le grandi opere. hanno conservato la fiducia nella verità. non abbiamo letto niente o quasi niente dei Padri della Chiesa. lo è per sempre. a eccezione dell’ultimo. . tra tutte le tradizioni intellettuali. molto semplicemente. ignoriamo non solo la fecondità spirituale ma anche intellettuale ed artistica della Chiesa lungo i secoli. non ci pensavo neanche e se la cosa ha cominciato a stupirmi – può sembrare strano – è perché sono diventato matematico e perché la conoscenza della tradizione matematica nella quale sono entrato mi ha fornito un punto di paragone solido. che finiamo col distaccare dalla Storia della Chiesa. dei suoi Dottori e dei suoi grandi autori mistici o dogmatici. di quel che fu questa Storia nella maggior parte dei venti secoli che ci separano dalla vita terrestre del Signore. per osare credere che la tradizione letteraria della Francia e dell’Europa siano per me cose familiari. il pensiero medievale sviluppato nei monasteri e nelle università ci è totalmente sconosciuto. In buona parte è a causa della mia esperienza di matematico che mi stupisco quando costato che tanti cristiani rifiutano il passato della Chiesa e che. Per questa ragione. e a situarli gli uni in rapporto agli altri in una lunga catena. questo passato non è stato insegnato loro. ma essa è una tradizione vivente. e noi rischiamo di essere quasi fieri di questa ignoranza perché siamo persuasi che il passato non è buono. la matematica gode di un insigne privilegio: quando un teorema è dimostrato. Ora. non sappiamo più leggere le vetrate e le sculture delle chiese e delle cattedrali. Ma per me come per l’immensa maggioranza dei cristiani contemporanei – senza parlare di tutti i nostri compatrioti ormai usciti dal cristianesimo -. In questo momento. il Vaticano II. quasi totalmente sconosciuta.rendere cristiani. A questo titolo.

che un insegnamento cristiano dovrebbe consistere in ben altro che nella trasmissione delle conoscenze. della relazione del Figlio col Padre. parola eterna di Dio. Era commettere un pesante errore storico. Infatti è per aver mal formulato la questione della specificità dell’insegnamento cristiano e per aver mal risposto che un gran numero di persone uscite da ambienti cristiani hanno potentemente contribuito a rovesciare l’insegnamento classico e a rovinare la scuola sia laica che confessionale. egli le ricerca per se stesse. poiché. semplicemente non c’è affatto insegnamento. In tutte le circostanze storiche e quali che siano le conoscenze accumulate da ciascuno. e che consiste naturalmente nel trasmettere conoscenze positive. storicamente costituito in buona parte per lottare contro l’influenza della Chiesa sugli spiriti. e dimenticare che l’insegnamento laico doveva quasi tutto all’eredità dei secoli cristiani e che il suo buon funzionamento riposava largamente sull’impregnamento cristiano degli spiriti. E’ così che l’insegnamento del Maestro per eccellenza – Cristo – è consistito in un contenuto. La domanda è sapere quando un contenuto di conoscenza che ci si propone di trasmettere può essere qualificato col glorioso nome di cristiano. ha portato molti cristiani a cercare la specificità dell’insegnamento cristiano altrove e non nella trasmissione delle conoscenze. certamente più vertiginoso di qualsiasi altro contenuto esistito. insegnare consiste sempre nel trasmettere delle conoscenze. i giovani o gli adulti cui deve insegnare. Non ho evidentemente alcun titolo per rispondere a questa domanda. in verità. ma assai preciso e ordinato. è in qualità di matematico cristiano che ho proposto come titolo di questa conferenza la questione un po’ strana: che cos’è una trasmissione cristiana delle conoscenze? Ho voluto riporre la questione molto dibattuta della specificità di un insegnamento cristiano in termini diversi da come abitualmente se ne parla. Basta considerare che la troppo grande attenzione accordata a quest’ultima non era cristiana e. della natura della verità. Ben prima di pensare a trasmettere le verità particolari. Un pesante errore filosofico anche.Da ultimo. Questo significa anzitutto che un educatore cristiano non mette al centro se stesso né i bambini. Al di fuori della trasmissione delle conoscenze. ma vorrei lo stesso proporre qualche elemento di riflessione. Mette al centro la Verità assoluta – Cristo – e gli elementi parziali di verità che ultimamente procedono da Cristo come “logos”. al limite. Un educatore cristiano è un servitore della verità. Si è immaginato per esempio che un insegnamento cristiano si manifestasse come tale dimostrandosi “più umano”. e con “più umano” si è inteso “meno esigente”. della vita in Dio che si oppone al mondo delle apparenze. a proposito del Regno dei Cieli. ragione di Dio e saggezza di Dio. L’esistenza di un insegnamento laico. e che due insegnamenti non differiscono l’uno dall’altro che per la scelte e la strutturazione più o meno buona del contenuto. sacra e profana. la ricerca di conoscenze più approfondite e più vaste non deve mai cessare e deve . ecc.

senza relazione gli uni con gli altri. all’approfondimento dei nuovi problemi che si pongono ogni giorno. si arricchiscono e si raffinano sempre di più. e delle loro relazioni.conservare nello spirito un carattere prioritario. ma tutte partecipano all’unica Verità e sono portate dagli stessi spiriti umani. Si è presi da vertigine quando si considera il cammino percorso dai Greci. e non saremo mai abbastanza assetati dal desiderio di colmarla con la ricerca amante della verità. oggi. a parer mio. Conservare un giusto equilibrio tra insegnamento sacro e insegnamento profano suppone anche. Non prenderemo mai abbastanza coscienza dell’ampiezza e del carattere drammatico di questa ignoranza. siamo particolarmente ignoranti. Essa è una creazione collettiva. questi due insegnamenti siano posti allo stesso livello intellettuale. Ho sentito parlare delle scuole ebree di Parigi nelle quali sei ore settimanali sono consacrate allo studio della Torà e dei suoi commenti: questo dovrebbe farci riflettere. immancabilmente quello che . il Santo Padre. cioè di uno che ha ereditato e di un indegno servitore della tradizione matematica. questa ricerca riveste un’importanza ancor più grande per il fatto che. i cui principi propri e le proprie leggi interne devono essere rispettate. dice che filosofia e teologia devono comportarsi l’una in rapporto all’altra “senza confusione e senza separazione”. La relazione tra le conoscenze sacre e le diverse discipline profane necessita di un equilibrio. Ma posso parlare della mia esperienza di matematico. e questo deve anzitutto tradursi nel tempo che si consacra loro. La verità di cui l’educatore cristiano deve diventare servitore è sia sacra che profana. Non è compito mio spiegare il senso teologico della Tradizione della Chiesa né di far vedere perché è impossibile apprendere a conoscere e ad amare Cristo al di fuori di essa. essendo mal “insegnati”. Nel recente testo del discorso che avrebbe dovuto pronunciare all’Università di Roma che ha il nome divino della Sapienza. Ciascuna appartiene a un ordine e a una disciplina. che attenderebbero pazientemente il giorno in cui un “genio” isolato troverebbe una soluzione. La matematica merita il nome di tradizione tanto più che essa non consiste in una giustapposizione di problemi. Mi capita di ricevere corrispondenze di “matematici amatori” affascinati dalla matematica e che si immaginano di aver fatto scoperte importanti. La verità che bisogna cercare prima ancora di pensare di trasmetterla possiede ambienti naturali per essere ricevuta e indefinitamente approfondita: sono le tradizioni viventi – la Tradizione della Chiesa e le diverse discipline intellettuali. le idee vengono trasmesse di generazione in generazione. i nostri. al pensiero che non esista certamente alcun limite all’approfondimento dei problemi già posti da lungo tempo. improntando la formula al concilio di Calcedonia. si trasferiscono da un campo all’altro. che in tutti i gradi degli studi. così deve essere senza dubbio di tutte le conoscenze sacre e di tutte le conoscenze profane. La tradizione matematica è coltivata in comunità. Molto chiaramente un istituto che si dice cattolico in cui la trasmissione del contenuto della fede si vede attribuire un’ora settimanale più o meno facoltativa non mi sembra meritare il nome di cristiano.

Come matematico. per di più cattolico – che sento grande diffidenza verso il libero esame che ciascuno oggi pretende di esercitare a proposito di tutto. Non si fa matematica da soli. non sono cristiane in quanto tali. La conoscenza della tradizione ha in particolare l’effetto – e quanto benefico – di rendere modesti e di inclinare a insegnare quello che i nostri predecessori più grandi di noi hanno scritto. e distanza dal sapere dei giovani spiriti che ne faranno il loro nutrimento. Forte di questa esperienza. ci si inserisce poco a poco nella comunità dei matematici. E’ destinata agli spiriti come loro nutrimento. Questa verità per la quale siamo fatti e che riceviamo e approfondiamo nelle tradizioni viventi. mi sono procurato su consiglio di un monaco i due grossi volumi del commento di San Tommaso d’Aquino sul Vangelo di Giovanni. Qualche mese fa. Sono certamente partigiano dell’esercizio della ragione – e molto particolarmente della ragione critica – ma credo che questo esercizio domandi. di appoggiarsi su lunghi anni di studio. Ciò esclude di fare delle relazioni umane il cuore dell’educazione cristiana. Sentivo recentemente su Radio Notre Dame una signora. si è convertita alla fede cattolica dopo un lungo cammino interiore. uscita da un ambiente ebreo ortodosso. cioè che lo trasformeranno al fine di vivere e di crescere. o non ha alcun senso. forte sia della tradizione ebrea che le era stata trasmessa. terremmo a questo livello se solamente conoscessimo la Tradizione della Chiesa. e noi dobbiamo trasmetterla. i propri e quelli di altre persone. Parlare dell’insegnamento in termini di contenuto. Non è che siano meno intelligenti. non esito a dichiarare – in modo provocante davanti a un uditorio contemporaneo. implica il mantenere una doppia distanza tra gli educatori cristiani e i loro allievi: distanza dell’educatore dal sapere oggettivato che fa la materia del suo insegnamento. col giudizio delle quali si accetta di confrontarsi e eventualmente di sottomettersi. e pertanto. che porta la tradizione matematica e l’approfondisce sempre più. Non lo divengono che a condizione di essere fondate su . Ma manca loro una comunità di matematici e la lunga iniziazione necessaria per affinare lo spirito. mi stupisco talvolta di sentire nelle omelie così poche referenze ai commentatori della Scrittura che la Chiesa ha raccontato lungo i secoli. dopo aver letto il suo giornale. che ha raccontato in un libro come. Mili Hawran.scrivono è falso o senza interesse. per quanto dotato sia. e di questo contenuto come di un nutrimento destinato allo spirito. Un commento simile mette veramente in alto la barra. lei dice: “I cattolici sono seduti su un tesoro che non conoscono”. per portare buoni frutti. non possiamo tenerla per noi perché è più grande di noi. sottometterlo alla prova altrui. ascoltato le informazioni delle ore 20 o assistito in diretta a un dibattito di intellettuali patentati. almeno fino al momento in cui non si può parlare del personale fondo se non proferendo pattumi. per quanto conviviali e simpatiche possano essere. e d’altra parte la loro passione per la ricerca della verità nelle scienze è simpatica e toccante. Le relazioni umane. sia della chiamata personale che Cristo le aveva rivolto e alla quale aveva risposto. e assimilare l’essenza di una tradizione plurimillenaria che supera da lungi le potenzialità creatrici di un individuo.

Gesù Cristo. Di importanza capitale sono anche i programmi e i manuali di insegnamento delle materie profane. Dovrebbero esistere per esempio manuali di iniziazione alla tradizione della Chiesa. Come i santi. Questi programmi e questi manuali non sono cristiani. Che cos’è un programma cristiano di matematica o un manuale cristiano di matematica?. Allo stato attuale delle cose. i programmi e i manuali dell’insegnamento detto cattolico sono quelli proni alla gerarchia dell’Education Nationale divenuta folle. I volumi I. progressivo. La verità si trasmette attraverso l’insegnamento di contenuti precisi e ordinati. La risposta è evidente: un programma cristiano di matematica è un buon programma. estratti cha aiutino a manifestarne e ad approfondirne il senso. Esiste dunque un’analogia formale tra l’insegnamento come trasmissione delle conoscenze e la comunione cristiana che realizza la Chiesa come corpo mistico di Cristo. La presentazione della Storia della Chiesa dovrebbe anche possedere una dimensione critica. figure di Cristo. che comprendano almeno un volume per ogni anno di insegnamento: manuali che presentino sia la vita e l’opera di un importante numero di grandi autori della tradizione cristiana – cominciando dai Padri della Chiesa e passando attraverso i Dottori della Chiesa. un manuale cristiano di matematica è un buon manuale. Ma gli insegnanti sono essi stessi. arti sacre. nell’interiorità di ciascuno. se non alla condizione di essere portati da un’unica vite che è Cristo. ecc. I tralci non sono in relazione profonda e autentica. ma penso che occorrerebbe elaborare manuali ancora più sistematici e approfonditi: manuali che siano per la Storia della Chiesa dalle origini ai giorni nostri quel che i migliori manuali di letteratura dei licei della Terza e della Quarta Repubblica sono stati per la storia letteraria. Chi dice “contenuto” dice programmi e manuali. con estratti abbandonanti delle loro opere costantemente messe in relazione con la Scrittura. e non passare sotto silenzio le insufficienze e gli errori di numerosi cristiani. fondazione e sviluppo di congregazioni. di cui abbiamo preso coscienza. l’insegnamento cattolico deve occuparsi di tali . Per essere fedele alla sua vocazione e degno del nome che porta. le conoscenze divengono metafore di Cristo che si è dato a tutti come cibo. ci si può domandare. anche se i contenuti non l’esauriscono mai. non sono vivificati da una linfa comune. quando insegnano. ricco. Un po’ come “Lagarde e Michard” della Tradizione cristiana… Ma questi manuali dovrebbero anche raccontare la Storia della Chiesa e di quel che ha ispirato: vite di santi che costituiscono in se stesse un insegnamento. Come il Vangelo ci avverte instancabilmente. tutte le relazioni umane fondate sull’esteriorità delle apparenze mondane hanno qualcosa di illusorio e riposano sulla sabbia. in questa analogia. coerente. non rimandano alla loro persona ma infinitamente più in alto. strutturato. II e V della Collezione “Chemin de la foi” che ho avuto l’occasione di consultare vanno più lontano in questa direzione degli altri libri ad uso di collegiali e di liceali. E’ dunque sui contenuti e sulla loro strutturazione che lo sforzo educativo cristiano deve essere fatto. invenzione delle università e influenza intellettuale.

vorrei indicare un altro fattore che ha contribuito a farmi conservare la fede – il che non è molto comune nella mia generazione – malgrado anni di catechismo e di aumônerie insufficientemente nutrienti. se non avessi beneficiato – nella scuola laica – di un insegnamento profano che. alla mia epoca. era rimasto più rigoroso e più serio che il catechismo all’aumôneries. Questo fattore è l’insegnamento delle materie profane. Questo studio e questa pratica mi hanno impedito di prendere alla leggera la Scrittura e la Tradizione della Chiesa. che non mi ha dato direttamente la fede. Qualcuno sa ancora nell’insegnamento cattolico che per decenni e fino agli anni Settanta. E’ attraverso lo studio e la pratica della matematica che ho preso coscienza della potenza illimitata delle parole. i migliori manuali di matematica disponibili in Francia sono stati quelli dei Fratelli delle Scuole Cristiane? Per terminare di perorare questa causa e tornando alla mia storia personale. e ho compreso che la questione della fede non può essere scartata con un colpo di mano. La fede è un dono di Dio impossibile da spiegare o da giustificare completamente. . Infatti. ma non avrei potuto forse conservare questo dono.questioni. tanto quanto del carattere insostituibile della trasmissione. è attraverso la lettura dei classici francesi e russi che ho preso coscienza di quel che potessero essere società e vite lavorate dal cristianesimo. ma lo conoscenza che la fede esiste e che fa vivere.

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