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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIAL ]M ENTE INTORNO


PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI,
SCRITTORI ECCLESIASTICI, Al VARII GRADI DELLA GERARCHIA
E PIÙ CELEBRI
CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE
ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIO SOLENNI,
VESCOVILI, AGLI SCISMI,
CARDINALIZIE E
AI RITI, ALLE CEREMONIE
SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI,
MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI,
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI,
ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC EC.
EC.
NON CHE ALLA CORTE

COMPILAZIONE

DI GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI S. S.

\ OL. I.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
BI D C CC X L.

SUA ALTEZZA REALE

FRANCESCO IV

PRINCIPE REALE DI UNGHERIA E BOEMIA

ARCIDUCA D' AUSTRIA

DUCA DI MODENA REGGIO MIRANDOLA

MASSA E CARRARA

LA TIPOGRAFIA EMILIANA VENETA

QUESTA EDIZIONE

UMILMENTE

D. D. D.

j^-> /r if-'"&
LA

TIPOGRAFIA EMILIANA
A CHI LEGGERÀ

l^on presunzione di farsi maestro al colto pubblico, o vanità di


occupar posto fra gli autori, muovono Gaetano Moroivi, primo aiu-
tante di camera di Sua Santità, a dare in luce questa sua Compila-
zione. Sentimento di patria, e riverente affetto di suddito, gli fecero
assai caro sino dalla età verde lo studio di quanto alla Chiesa cattolica
romana si appartiene, ed ogni maniera di libro erudito intorno la ca-

l»itale del cattolico mondo.


Per mettere a profitto letture di tanta importanza, il Moroni si

fece annotatore, formando nel periodo di oltre a venti anni repertori,


sunti, giornali storici, pratici, e di ccremonie. Quindi ei divideali in
disparati articoli, che ammontarono a parecchie migliaia ; al qual lavo-
ro aggiunse dappoi notizie ed aneddoti, che nella posizione sua potè
m gran copia raccogliere, e da molte
moderne opere ancora ritrar-
re. Fatto CIÒ, quanto per lui è potuto accuratamente,
si si avvide
che il lavoro avrebbe presentato le materie di un quadro di notizie
ecclesiastiche e della influenza che in diciotto secoli ebbe la
,
Romana
Chiesa sul resto del mondo. E però gli parve bene ridurre il tutto
a foggia di Dizionario, col solo desiderio
di rivolgere a comodo degli
studiosi il liiitto delle sue letture, ed osservazioni.
Con questo intendimento si determinò il Moroni di render pubbli-
co per le stampe quanto avea per suo
piivato uso raccolto, intitolan-
do la sua Compilazione: Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesia-

slica, da s. Pietro sino ai nostri giorni, ec. ec. ec.

Se il dotto non avrà in mal grado di fermarvi l' occhio sopra, non
si dorrà per avventura di richiamare alla memoria cose a lui note. A
fili poi fosse meno addentro nella erudizione, goderà V animo di tro-

var all'uopo raccolte in una sola opera, estesa per ordine alfabetico,

ciò che in molte e molte dovrebbe investigare a grande fatica.

La serie cronologica dei Papi procederà in questo Dizionario con

quella dal Burio adottata, e proseguita dal Novaes nelle P^ite dei

Pontefici. Si è conservata la denominazione latina delle diocesi abbre-

viata giusta r uso di Roma. Oltracciò vuoisi avvertire, che per distin-

guere tra le città patriarcali, arcivescovili e vescovili, quelle che han-

no anche di presente il rispettivo diocesano da quelle che hanno


cessato di averlo, l'autore ha indicato le prime colle parole con

residenza, alla qual distinzione tien dietro un' altra dei vescovati in

parlibus. Quanto è alle città che hanno relazione con la ecclesia-

stica storia, si riportano quelle dove si celebrarono concilii , e le capi-

tali , non omesse in gi'an parte le famiglie donde venne alla Santa Se-

de qualche successore di s. Pietro. Nello sceghere le biografie degli

scrittori ecclesiastici , il compilatore si è attenuto al catalogo del Ber-

ti, facendo menzione anche dei più distinti a lui posteriori.


,,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

ABA ABA
A,-BA. E piccola contrada dell'In- che ai nostri giorni chiamasi Sirmene.
ghilterra, considerevole nella storia ABBADESSA. Così appellasi la
massimamente perchè nell'anno i o i 2 prima dignità in una comunità di re-
vi si convocò un concilio. Questo è ligiose o canoni chesse ( F. Canon i-
riconosciuto dal Labbé ( tomo X )
ciiesse). Vi sono abbadesse in quegli

sotto nome di Concilium aba-


il Ordini di monache, a' quali, ne' mo-
nense, o apud Hambom. Non è da naci, presiedono abbati ; gli Ordini
tacere come ad esso fosse presente mendicanti non hanno che priore
il re Etelredo, e come da ben set- o guardiane^ e più generalmente su-
te statuti vi si formassero intorno pcriore. La istituzione delle abba-
la ecclesiastica disciplina. desse è posteriore a quella degli ab-
ABACO (s.) F. s. Maris. bati, e riconosce il suo principio
ABASGIA. Provincia della diocesi dall'anno Sg i ai tempi di s. Gre-
di Tracia, soggetta al patriarcato di gorio Magno, il quale volle che i
Costantinopoli. La sua geografica monisteri si governassero regolar-
posizione ce la presenta dal Ponto mente, avessero una clausura rigoro-
Eusino dilungantesi verso levante, sa, in uno alla maggior parte di quel-
dove ha foce il fiume Vardano. I le leggi, colle quali si governano tut-

popoli, che le appartengono, si di- tora. — Alle abbadesse è affidata


cono Abearsi, o Abbassi. Sottopo- la direzione generale del moniste-
sta un tempo all' imperio de' Lazi, ro. La elezione loro devesi fare dalle
non ebbe ad accogliere il vangelo monache per voti segreti, e ad eleg-
di Cristo prima del sesto secolo gere basta esser monaca professa, o da
tempo in cui regnava l' imperator coro in qualche luogo questa ul-
:

Giustiniano. Dopo quest' epoca di- tima condizione non è richiesta. In


venne sede di un vescovo, il quale molte religioni, prevale per la ele-
fissò la sua dimora a Sebastopoli zione il maggior numero dei voti ;
I
,

2 ABB ABB
tra le cassinensi però si esigono le no della settimana. Altre volle que-

due terze parti. Che se in bilico stes- sta benedizione consisteva in una o-

sero i può 1' Ordinario conce-


voti, razione recitata ai cancelli ; appres-
dere un tempo per aver la maggio- so facevasi dai vescovi a similitudine
ranza; non ottenutala, passa egli stes- degli abbati, imponendo le mani sul
so a scegliere colei, che giudica la capo alla monaca eletta, pregando
più idonea. Natali illegittimi, vedo- lumi e grazie per lei dal Signore, e
vanza, penitenza pubblica sostenuta, nel porgere il libro delle regole, le si

due sorelle nel medesimo convento, accordava ilpieno e libero potere di


cecità, sordità, od altre somiglianti reggere il monistero temporalmente
infermità sono motivi di esclusione e spiritualmente.
dal supremo governo abbaziale. Fat- Quanto ai diritti delle abbadesse,
ta la pubblicazione della scelta, se le variarono col volgere dei tempi, e col
monache manifestassci'O non aver es- cambiamento degli statuti . Tutta-
se eletta l'abbadessa pubblicata, tor- via in generale teneano le abbadesse
nano ad udirsi le monache da per- ilgoverno del convento^ amministra-
sona non sospetta, e, conosciuta la vano i beni della comunità, ed e-
verità, la elezione , che ne risulta ,
sercitavano i diritti civili o feudali
diviene canonica. annessi alla carica, ed alcune avea-
Varia fu la disciplina della Chie- no giurisdizione sopra altri conventi
sa intorno alla età richiesta per l'olii- da esse visitati per mezzo de'vicarii,
ciò di abbadessa. Leone I prescrive di consenso coli' Ordinario, cui pu-
fjuarant' anni, Gregorio I sessanta i-e spettava l'approvare, o no, il con-
Iimocenzo IV trenta; ma finalmen- fessore da esse nominato. Esenti e-
te il sacro concilio di Trento esige rano alcune eziandio da ogni altra
nella eletta quarant'anni compiuti ed subordinazione, tranne da quella del-
otto di professione nel medesimo mo- la Santa Sede, alla quale immedia-
njstero {Sess. XX F, e. 7. De re- tamente erano soggette. Benché e-
fortn.). Ove poi tra le monache di es- senti, non potevano però sceglier-
so non si trovassero tali condizio- si confessori, né darne alle religiose

ni, dcvesi prenderne una da altro loro, senza l'approvazione dell'Ordi-


Orchne. Che se malagevole, o im- nario, né esercitare una giurisdizio-
possibili; fosse il trovarla dell'età di ne chefosse veramente spirituale.
quarant'anni, permette il detto con- Il diritto canonico permette alle
ciho, che la eletta abbia il trigesimo alibadesse di alcuni Ordini 1' insti-
anno compiutOj ed il quarto di pro- tuire bencficii, parrocchie e cappel-
fessione. Violate tali condizioni, la e- lanie, e conferir queste e quelli di pro-
Iczione è nulla. — Tra due mona- prio talento a chi l'Ordinario abbia
che concorrenti, gli anni dell'età deb- dichiarato idoneo per la cura delle
bono prevalere sopra quelli della pro- anime. Potevano anche sospendere
fessione. Se l'abbadessa è di quelle dagli ullicii e benefìcii loro que'chieri-
cui sia prescritta la benedizione, de- ci che ad esse erano sottoposti ma ;

ve riceverla entro l'anno, sotto pena ima tal pena n(ìn avea punto forza di
di perdere il diritto della elezione. A censura, e quelli che 1' avessero tras-
dillcrenza della beneilizione dill'abba- gredita non incorrevano la irrego-
deve (àrsi in (h festivo, quella
Ic, iàw. larità. — Non
,

è in poter delle abba-


dcU'abbadessa può farsi in ogni gior- desse il sospendere, 1' interdire, il
AB lì ABB 3
«lis[x;iisare dalla osservanza le pro- hani IV, n. 87. ed il p. Gau-
prie religiose : se il l'anno, ciò avviene denzio a Janua , de Visit. t. II ,

in virili tlellc eonnuissioni avute dal e. 7. NoncUmeno nel concilio or-


prelato. Quando benedicono, o nei ca- leanesc, tenuto nel 5ii, al can.
pitoli esortano le monache soggette, XIX leggesi : Abhates, prò humili-
ciò è al modo di una madre, che tale religionis, in episcoponwi pò-
benedice ed esorta le proprie figlie. testate consistant, et siquid extra
Che se. al dire di Martene ascolta- , regulani fecerint, ah episcopìs cor-
vano un di i peccati delle monache rigaiUar. Gli abbati, e quindi me-
suddite, non era quella una confes- glio le abbadesse, per umiltà di re-
sione sagramentale, ma un semplice ligione slicno sotto il poter dei ve-
atto pubblico di umiliazione, somi- scovi, e se facessero qualche cosa fuori
gliante alla denuncia della colpa che della regola, siano corretti dai ve-
sogliono fai'c i ea])puccini, i trappisti scovi stessi.
ed Benché le ab-
altre strette religioni. Celebre fra tutte fu in Francia la
lìadesse non abbiano facoltà di dare abbadessa delle benedettine di Fonte-
dis|ìense o far commutazione ai voti vrault, o Fontevraud, ordine fonda-
delle monache soggette, spettando ciò to nel i6io. Essa aveva non sola-
alla spirituale giurisdizione; possono mente la siq)eriorità sopra le reli-

però renderli nulli, perchè questo ap- giose , ma


anche sopra i religiosi
partiene alla potestà dominativa. dipendenti dalla sua abbazia. Anche
Alcune abbadesse tenevano il go- nell'ordine del Salvatore fondato da
verno per un solo triennio, altre a vi- santa Brigida, ed approvato nel iSyo
ta. Dovendo prestare il giuramento da Urbano Y, non meno le mona-
di fedeltà al patrono del feudo del che, che i religiosi furono soggetti
monastero, era lecito alle abbadesse all' abbadessa del medesimo ordine.
l'uscire di convento; ma, compiuto Prima della rivoluzione, i re di
queir atto, era loro ingiunto il ritor- Francia nominavano quasi tutte le
no al monastero medesimo immedia- abbadesse, non in virtìi del Concor-
tamente. — La croce abbaziale, lo dato, che di esse non parla, ma in
anello ed il bacalo ( Pedi ) sono vigore d'indulti accordati dai Papi
insegne comuni alle abbadesse, e con a Francesco I e ad Eurico II.
queste adornano pur anche gli stem- ABBADIE Jacopo, celebre teo-
mi gentilizii. —
Secondo Ducange, alle logo protestante. Nac(jiie in Nay nel
monache benedettine ed altre cano- Bearn l'anno 1657. Dopo avere stu-
nichesse conveniva il titolo di Domì- diato a Pay-Laurens, a Saumur etl

nae o Doinnae, titolo conceduto pur a Sedan, ove prese il grado di dot-
anche alle Clarisse, benché d'istituto tore in teologia, fu fatto ministro del-
più povero ed abietto. In generale la chiesa rifòrmata-fi'ancese di Berli-
però tutte le monache furono Avva- no. Viaggiò pel corso di tre an-
matndomnae,e doiniiiae le abbadesse. ni nell' Olanda ed Germania. Nel
in
Quelle abbadesse che avevano una 1688 si recò in Irlanda, e là ebbe il
giurisdizione cpiasi vescovile potevano decanato fU Killalow. Indi, ritornato
esercitare la parte spirituale, inter- a Londra nel 1690, fu addetto alla
detta loro dal sesso, col mezzo del chiesa di Savoia come ministro; ritira-
vicario, come pensano il Card. Pelr. tosi presso Sainte-Mary-bonne, ivi ter-

in Coiiuncnt. ad Conslit. 7. Ur- minò i suoi giorni a' 2 5 di settembre


4 ABB ABB
del 1727. Eccellenti qualità morali cui se ne celebra la gloriosa ricor-
i^li procacciarono molti amici lia danza.
i grandi stessi. Era versato nelle Lin- ABBATE. 11 superiore o capo di
gue , nella ScrittLU'a e nei Padri ; ima abbazia.
a ciò accoppiava vma toccante elo-
quenza. Scrisse molte opere, tra le §. L Nome e differenza degli abbati.
quali i suoi Traltad della s'crilà del-

la religione cristiana^ e della divi- Il nome abbate si fa derivare dalla

nità di G. C. ottennero l' approva- parola ebrea rttj che significa /?fl'r?/'e. I

zione dei cattolici insieme e dei pro- Caldei ed i Sirii vi aggiunsero la lette-

testanti. Nella prima parte di que- ra a, e composero aba, mentre i Greci


st'opera da vero filosofo e teologo ed i Latini, aggiungendo la lettera s,
combatte gli atei, i deisti nella se- formarono abas, eh' è quanto a di-
conda, ed i sociniani nella terza. Le re padre perchè , giusta il conci-
,

altre opere di Abbadie meno co- lio VI di Parigi, » se veramente gli

nosciute sono I. Caratteri del cri- » abbati sono padri spirituali, se ve-
stiano e del cristianesimo. 2. // 55 ramente da loro sono generati (ì-

trionfo della ProvK'idenza e della " gliuoli spirituali, a tutto diritto si

conviene loro nome padri ".


Religione nelV apertura dei sette si- Si il di

gilli fatta dal Figliuolo di Dio. 3. S. Antonio, primo inslitulore della vi-
Riflessioni sopra la presenza reale ta comune dei monaci, fìi eziandio
del corpo di G. C. nell' Eucaristia. il primo a cui fosse dato il nome di
4. Sermoni, Discorsi, Panegirici. abbate nel senso di superiore. Nel
5. Difesa della nazione Britannica secolo V
chiamò così soltan-
si

contro r autoi'e dell' Avk'Ìso impor- to il di un cenobio c-


superiore
tante ai rifuggiti. 6. Storia della retto in abbazia; ma non fiuono
grande cospirazione d' Inghilterra. rari in antico i titoli di maggiori ,
Abbadie, profondo pensatore, com- di prelati, di presidenti, di priori,
poneva talvolta le sue opere nella di archimandriti dati agli abbati, co-
mente, e le veniva scrivendo di ma- me si vede p. e. nelle regole di san
no in mano
dava alle stam-
che le Pacomio e di s. Benedetto. I fon-
pe. Ecco il perchè, morto lui, non datori degli ordini posteriori all' XI
si potè condurre a fine l'opera: Nuo- secolo diedero ai siqieriori dei pro-
va maniera di provare V immorta- pri! monasteri il nome di guardia-
lità dell' anima. ni, priori, rettori, ini/astri, ecc.
ABBANO (s.), figlio di Cormac Quelli che hanno conservato il
i"e di Leinster, educalo nel monaste- titolo di abbate , dal diiitto mo-
ro, che fondò Ibar suo zio materno, derno vengono distinti in abbati
sulla costa meridionale di Leinster, secolari ed in abbati rcgolai-i.
chiamato Beckerin o Beg-erin, cioè Gli abbati secolari, cioè quelli che
piccola Irlanda, seguitò le orme del- hanno benefìcii ecclesiastici col tito-
lo zio, e convertì molti idolalri. due
I lo di abbazie, anticamente regolari
monasteri di Kill-abbain e di Maghar- e poscia secoUuizzale, si dividono in
noidhe, l'uno al settentrione, e Tallio ([uallro specie, i. Quelli che hanno
al mezzogiorno di Leinster, liuono non solo giiu'isdizione sopra mona-
IJjndali da lui. Morì nel sesto secolo, ci soggetti , ma usano ezianilio del-
il giorno 27 di ottobre, giorno in le insegne pontificali , e sono quasi
,

ALU ABB 5
altretlanli vescovi; 2. quelli che, co- rio,per essere soggetti immediata-
munque abbiano la dignità abbaziale, mente alla Santa Sede: altri non c-
non hanno però giurisdizione ve- senti, cioè soggetti all'Ordinario. La
scovile, né godono delle episcopali esenzione dei primi nacque da due
distinzioni; 3. quelli che aveano un motivi : primieramente perché, met-
posto distinto in una soppressa adu- tendo mano talvolta le badie loro
nanza o corporazione, e che per pre- a vaste intraprese in paesi lontani
i'Ogati%a di onore passarono con si- dair Ordinario, conobbe dover me-
si

mile precedenza in altre adunanze ritare gli abbati di esse una indi-
o capitoli ; 4- quelli che, avendo sol- pendenza : secondariamente, per la
tanto l'al^bazia in commenda e non uniformità a cui sono chiamati i cor-
in titolo, usai' non possono né Ta- pi soggetti all'abbate; unilòrmità
llito, né le insegne episcopali, trat- che sì di leggieri non si sarebbe ot-
tine però i commendatori di s. Ma- tenuta nella dipendenza a' vaii Oi'-
ria e di s. Salvatore, per la conces- dinarii dilfcrenli. Da ciò fu mosso
sione di Urbano yUÌ,RomanusPon- Alessandi'oIII ad esentar lultf) un or-
tifex, data il 18 novembre 1628. dine, come avea fatto hniocenzo III
Gli abbati regolari, che sono veri nel gran concilio di Laterano per
prelati, e come tali l'iconcsciuti nei quei di Cistello, ed Onorio III a prò
saeri canoni, si dividono in tre clas- delle religioni de' Predicatori e dei
si. I. Quelli che hanno sotto la di- minori. Tuttavolta la detta esenzio-
pendenza loro non solamente gl'in- ne degli abbati non era che passi-
del monastero,
feriori ma anche il va^ cioè libera bensì dalla giurisdi-
pi'oprio tex'ritorio, sul quale eserci- zione dell' Oidinario, non però por-
tano giurisdizione vescovile spiritua- tante la giiu'isdizione tjuasi vescovi-
le e talvolta temporale. Tah sono — le nel clero e nel popolo soggetto
gU abbati Cassinensi, cpielli ima vol- a' monasteri colla esclusione intera
ta di Maria Tremitana d' Isola
s. dell' Ordinario. Ad ottenere la esen-
della Congregazione Lateraiìcnse, ed zione attiva, era necessario o un chia-
altri parecchi. — • 2 . Quelli che solo ro pri%ilegio apostolico, od una con-
comandano ai regolari loro sottoposti. suetudine non interrotta , superioi'e
A questa classe appartengono gli ab- ad ogni memoria così da far presu-
bati Lateranensi, cpielli di s. Benedet- mere il privilegio conceduto dal Pon-
to, ed altri, che godono il privilegio tefice.

dei pontillcaU. — 3. Quelli che il Dopo tali distinzioni generali pc-


sono di nome o di titolo senza sud- gli abbati di tutti i paesi giova co-
diti, sia pei'ché abbandonassero il noscere cpielle particolai'mente usi-
monastero , sia che da imo ad al- tate nella Francia. Ivi pure fiu'o-

ti'o monastero fossero trasferiti, o sia no divisi gli abbati in regolari e


che venisse dato ad altri in com- secolari, ricevendo sì gli uni che gli

menda il monastero loro. Di que- altri ulteriori subordinate divisioni.


sti ultimi alcuni si cliiamavauo in Gli abbati regolari dividevansi in
pardbus. due specie i In abbati capi d'or-
; .

Havvi un'altra distinzione generale dine o di congregazione, in abbati


sopita gli aljbati di tutti i paesi. Al- particolari, ed in abbati di coman-
tri si dicono abbati escuti , ovvero do. I })rimi erano i superiori genera-
sciolti dalla dipendenza deUOrdJua- li dell'ordine o della congregazione;
6 AU15 ABB
i secondi abbati titolari o commen- provvista loro. Ordonu. de Blois, art.
datari i , che non avevano abbazia 9. La Combe, Abbés commendai.
subordinata; i terzi certi superio-
ri claustrali distinti dai veri abba- Tutti i paesi dell'impero occiden-
ti titolari. 2. ]n abbati generali, tale, oltre gli abbati ecclesiastici se-
in locali, in perpetui ed in trien- colari, ebbero ancora abbati laici.
nali. I generali erano pari ai ca- Essi erano gli abbati conti (abba-
pi d'ordincj si chiamavano anche comites) cioè nobiU laici, cui i re
padri abbati, ed a^'evano molte ab- dando in connncmda le abbazie da-
bazie sotto la loro dipendenza. Per al- vano altresì il diritto di goderne le
tro dice^ asi anche padre abbate l'ab- entrate. I re dicevano essere costretti
bate di una casa, che ne avesse affiglia- a ciò fare dalla necessità di stato,
ta un' altra ; questo presso » Cister- ed il primo ad introdurre tale abu-
cieusi dicevasi abbate della casa so si fu Carlo Martello. 11 peggior
maggiore. E di qua veniva la gran- male in questo si era, che, dandosi
de autorità dei capi d'ordine sopra a que' conti abbati le abbazie in
i monasteri alligliati. Gli abbati lo- conunenda, pretendevano così farsi
cali erano lo stesso che abbati par- anche reggitori dei monaci. Ond' è
ticolari non aventi abbazia inlèrio- che il conciUo Cloveshovense comin-
re siJjordinata : i perpetui dm-ava no ciò a farne querela nel 74?} ed in
in carica per tutto il coiso della lor seguito si dovette ordinare che, oltre
vita, e i triennali non ci diuavano, l'abbate laico, un abbate monaco fos-
sccondochè è manifèsto dal nome lo- se preposto al monastero, detto vi-
ro, che soli tre anni. ce-abbate o delegato. Siccome avven-
Dalle distinzioni pegli abbati rego- ne però dei duchi e de' conti che,
lari passiamo a quelle usate in Fran- sebbene ricevessero i ducati e le con-
cia pegli abbati secolari,che per lo più tee a vita dai principi, piu'e, rotta
erano connnendatarii , cioè ecclesia- la soggezione verso i principi stessi,
stici secolai-i, godenti parte delle ren- resero ereditario il diritto loro; così
dite di un'abbazia con alcuni onori, i conti abbati resero egualmente e-
ma senza giiuisdizione sopra i reli- rcditarie quelle abbazie, che dovca-
giosi, eccettuati quelli che godessero no godere durante la vita. I ca-
sol
di qualche indulto pontifìcio. Costi- pitolaridi Carlo Magno spesso ri^
tuiti essi in dignità ecclesiastica, quai provano siffatte invasioni. NorKlimC'
prelati e veri titolari ,
prendevano no si tlilfusero questi abusi talmen-
possesso delle chiese abl)aziali a gui- te, che nel secolo XII se ne trova-
sa delle altre chiese, le quali dopo no tracce anche fra gli oriiMitali. Un
la loro morte chiamavansi vacanti jioco alla volta però dopo l'Xl secolo
( viduatae ) ed ove al monastero
, riuscì allo zelo, con cui si pose opera
fossero annessi territorio e giurisili- alla riforma dello stato monastico,
zione, i p()])oli li riconoscevano per di togliei'e l' abuso del conli'iire ba-
superiori legittimi. Il Papa poteva die ai laici. Gli abbati conti, e gli
dispensarli dal sacerdozio ; i non dis- alili abbati laici divennero più ra-
pensati piivavansi dei benefìcii, e do- ri , ((uantmxpie i monasleii di re-
vevano dove non
restituii-ne i liiitli, gio patronato dovessero contribuire,
avessero ottenuta la promozione al ncille guerre de' sovrani loro, uonn-
presbiterato entro due anni dopo la ni e denaro. 11 caj)ltano, che Jiello
ABB ABB 7
militari fazioni rappresentava un ab- quanto alle forme, oltre alle rcg«)le
bate, cliiamavasi Vabhale del campo. stabilite per le elezioni in generale,
Simili a questo furono gli abbati mi' che lisguardano gli elettori e gii e-

litari (abba-milites) , sebbene diver- leggibili. Gli elettori dovevano i. es-


sa ne sia stata la origine. Erano sere dell'Ordine, o del monistero nel
persone date alla milizia, e costitui- quale sceglievasi l' abbate, per emis-
te a protettrici dei mouisteri. Col sione di voti o tacita od espressa ;

tempo cangiarono la protezione in 2. per dar voto dovea il religioso


dispoglia mento, invadendo i beni dei essere insignito degli ordini sacri, a
nionisteri ed i monisteri medesimi, meno che gli statuti particolari del-
Ebbevi ancora stagione in cui il ti- l'Ordine non lo dispensassero; 3. non
tolo di abbate fu assunto dai secolari, dovea né essere colpito da
1' elettore
insieme coli' abito ecclesiastico, che scomunica, né da vcrun' altra specie
pure suol chiamarsi di abbate, visan- di censura od irregolarità; non es-
dolo qualunque individuo insignito sere impubere, né laico, o convei-
di alcun ordine minore e di tonsura. so. Gli eleggibili poi dovevano es-
Papa Benedetto XIII, ai 11 gennaio sere : I . religiosi giunti all' età ca-
1725, con suo editto rinnovò ciò nonica dei venticinque anni; 2. aver
che da Urbano Vili erasi pubbli- fatta una esplicita o tacita profes-
cato ai 16 di novembre 1624, e- sione in quell'Ordine, in cui si era
spressamente proibendolo, sotto pena per eleggere abbate a meno die l' ,

di venticinque scudi d'oro, della car- in mancanza di alcuno degno o ca-


cere e di altre pene arbitrarie, a pace , non fosse uopo ricorrere
d'
tutti i secolari che avessero vestito ad altro monistero sempre però
,

al modo di abbate, o a quello di della stessa regola; 3. dovevano es-


ecclesiastico, portandone il collare. sere preti; 4- di natali legittimi: sul
Ma siccome tal comando fu ricevu- quale ultimo conto però i Papi ac-
to con sommo dispiacere da una con- cordavano ai superiori dei dillè-
siderabile parte di R.oma, che vi era renti Ordini il potere di dispensale
compresa, cioè dai medici, dagli av- i religiosi loro dal difetto di nascila
vocati, dai procuratori, dai curiali e affinchè fossero promossi alle dignità
da altri per la maggior parte am- regolari ; 5. doveano esser fuori dei
mogliati; COSI ne terminò l'osservan- casi che rendono alcuno irregolare,
za colla vita del Pontefice. infame, od indegno. Per una deci- —
Il titolo di abbate si dà impropria- sione di Papa Urbano Vili (1626),
mente anche ai semplici sacerdoti i religiosi posti in penitenza dal san-
secolari. Diedesi persino ad alcune to Ufficio n'erano incapaci anche do-
donne che ricevettero dei conventi po soddisfatta la penitenza. Però chi,
in dote o in pensione vedovile. avendo abbandonato per leggerezza
il proprio abito di religione , fosse
§. II. Elezione degli abbati. rientrato nel suo stato, dopo l'asso-
luzione ne ricuperava i diritti e po-
E certo che, adunandosi i primi teva essere eletto abbate. — 6. L' ab-
monaci in comunità, sceglievano i bate di un monistero non poteva
proprii superiori: né a quella libera essere eletto in un altro, quando il
elezione il diritto canonico pretese di nuovo non fosse indipcn<lei(le dal
por mai restriiioiii. Ne pose bensì primo ; trasfeiito che vi fosse , nctu
,

8 AIÌB ABB
liteneva più alcun diritto sul moni- cui non erano eccettuale che
le ab-

stero lasciato ; 7. finalmente l' ele- bazie capi d' Ordine, ([nelle triennali,
zione dovea seguire secondo co- i ed alcune altre dipendentemente dal-
slunii ed regolamenti di ciasclie-
i l'art. 3. dell' Ordonn. de BloiSj o da
dun Ordine, ed anche di ciascun mo- privilegi assai autentici.
ni stero. Tutto ciò che i canoni prescri-
In Francia la elezione degli abbati vono nel resto per la elezione; degli
solFerse molti cambiamenti. Sembra abbati o superiori dei religiosi, do-
dai capitolari di Carlo Magno (lib. veva essere osservato anche in Fran-
I. e. 81.) che queir imperatore r a- cia, se si eccettui la professione ta-
vesse restituita ai monaci; ma dopo cita ed il caso d'inquisizione, ivi sco-

tale restituzione i grandi del regno nosciuto, non che la dispensa dai
divennero padroni delle principali difetto di nascita, se non in quanto
abbazie, sia che se ne impadronis- i privilegi Papali fossero nei limiti
sero eglino stessi, sia che fossero loro dell' uso. Oltre di che conveniva os-
date dai re in ricompensa. Tali abusi servare gli statuti dell'Ordine giusta-
cessarono sotto i re della terza schiat- mente autorizzati ; violati che fosse-
ta , in cui sino al tempo del Con- ro, se ne faceva appellazione come
cordato i monaci elessero liberamen- di abuso. A prevenire questo abuso,
te gli abbati loro colla placitazione mandavasi un commissario del re
successiva del re. In vigore poscia alle adimanze formate per le ele-
del Concordato seguito tra Leone X zioni.
e Fi'ancesco I (tit. 3. De regia ad
§. III. approvazione degli Abbati.
pnvlat. nomili. §. De nioiiasleriis),
in quei monisteri nei quali osser- Gli abbati eletti devono far con-
vavasi la forma del Quia propler fermare la loro elezione entro tre
de elect., ed usavasi chiederne la con- mesi. Secondo il dirittocomune, gli
ferma, la elezione degli abbati, priori abbati non esenti doveano esser con-
conventuali e veramente elettivi, era fermati dal vescovo cui erano imme-
proibita ai monisteri e priorati con- diatamente soggetti (e. Abbas 8. q.
ventuali. ]\Ia succedendone la vacan- 2. §. Ecce. e. Monasteria 17. Pa-
za, il re proponeva al Papa un re- norm. in e. i. De sappi, neglig.
ligioso del medesimo Ordine, avente prcclat.). Gli abbati esenti doveano
venti tre anni incominciati nel perio- essere confermati dal Papa , se sog-
do di sei mesi dal giorno della va- getti immediatamente alla Santa Se-
canza, ed il Papa gli da^a le bol- de ; altrimenti dai loro superiori ge-
le di provvisione. Se il re avesse nerali e provinciali secondo 1' uso. ,

nominato uno che fòsse stato mi- Pio IV nella costituzione Sanctissi-
nore dei ventitre anni , od altri- mus ( 1 564) pi'escrive non dover al-
menti incapace, il medesimo ne no- cun abbate, prelato, od altra dignità
minava un altro nei tre mesi dal monastica mescolarsi nell'ammini-
giorno del rifiuto, fatto in pieno con- strazione spirituale e temporale delle
cistoro e notificato al sollecitatore cariche, se non sia stato confermato
«Iellanomina. In caso diverso, il Pa- dalla Santa Sede, ed abbia ricevute le
|)a poteva nominare egli stesso. Que- bolle della conferma. Posteriormen-
sta è la famosa legge, che aboh in te parecchi Ordini ottennero dal l*a-
Francia la elezione degli abbati, da pa privilegi, che li esentavano dalla
ABB ABB 9
giurisdizione dell'Ortlinaiio, e davano In Germania, in cui sino dal 1 123
loro potere di far promozioni a ca- si era terminata la controversia delle

riche eminenti, e creai'c i prelati lo- investitm'c ecclesiastiche (fedi), che


cali, cioè quei prelati che avessero per più di 5o anni aveva diviso l'impe-
autorità assoluta. Da ciò ne viene, ro e la Chiesa, venne stabilito tra i le-

che maggior parte degli abbati


la gati di Papa Calisto II, e quelli del-
ricevono la conferma da questi id li- l'imperatore Enrico V , che questi
mi, e questi, come i generali, la ri- potesse dare solamente le investiture
cevono dal Papa quando non ne
,
collo scettro, non già quelle che do-
fossero dispensati per un privilegio veano dai'si col bacolo e coli' anel-
affatto particolare. lo. Ciò venne ratificato nel IX con-
In Francia generalmente ritiensi, cilio generale, il primo d' Occiden-
non ostante la costituzione di Papa te, in cui l'imperatore si riconciliò
Pio IV, che appartenga al vescovo il C(illa Chiesa, e riconobbe apparte-
diritto di dar la conferma agli aljbati nere perpetuamente al Papa il di-
secondo il decreto del concilio di Ba- ritto di eleggere i vescovi e gli alo-

silea e della prammatica. Tuttavia, bati , e restituì alla Cliiesa tutto


avendosi riguardo agli usi de' diffe- quello eh' era stato occupato. Ma
l'cnti ordini, anche colà vi sono al> Calisto II impera-
concedette all'

bati che ricevono la conferma dal tore che le elezioni dei vescovi e
vescovo diocesano , altri dal gene- degli abbati della Germania si po-
rale dell' ed altri dal Pa-
ordine tessero fare senza simonia alla pre-
pa da cui dipendono immediatamen- senza di lui, e che gli eletti potes-
te. Gli abbati triennali erano eccet- sero ricevere da esso collo scettro
tuati da conferma ( D' Héri-
tale o con altro segno esterno le Regalie,
com't, e. de Vclect. de la postai, n, cioè i feudi ed altri simili beni dagli
4i e 43). Benedetto XIV nel 174^, imperatori assegnati alla Chiesa.
confermando con precetto di sospen-
sione, Quod sancta Sardicensis, la §. IV. Benedizione degli abbati.
bolla di Sisto V , nella quale si

prescrive a tutti i vescovi di portar- Gli abbati eletti e confermati do-


si ad Liniina Apostolorumj colla vevano ricevere la benedizione dal pro-
costituzione Ad sancta, de' 2 3 no- prio vescovo, uso autenticato da In-
vembre, estese un tal obbligo anche nocenzo III. Non pertanto alcuni ab-
a tutti gli abbati, e prelati aventi bati privilegiati venivano benedetti da
giiu-isdizione quasi vescovile. V. Li- un altro prelato. Tambmùno dice, che
MINA ApOSTOLORUM. gli abbati dell'ordine Vallombrosano

Quanto agli abbati di nomina re- potevano farsi benedire da qualun-


gia, le bolle di provvisione del Pa- que prelato; ed aggiugne che Gio-
pa tengono vece di conferma, né essi vanni abbate di Cistcllo ottenne dal
hanno d'uopo procedere alla esecuzio- Papa di poter benedire gli abbati e
ne delle bolle per mezzo dell' ofll- le abbadesse del proprio ordine
ciale di ciò incaricato. Nondimeno, di (Tamburino, De jurisdict. abb. disp.
conformità all' Extra v. Injiinctce, tit. 2. q. IO.). Nel pontificato di Cle-
3. de elecL, non jX)tevano gli ab- mente XI volevano alcuni vescovi
bati assumere il comando, se non della Germania particolarmente
,

avessero ricevute le bolle. quello di Augusta, che gli abbati


VOL. I.
IO ABB ABB
Benedettini nel ricevere la licnetli- bensì obbligato a prender consiglio
zione abbazialc prestassero il giura- dagli anziani ; ma poteva non seguirlo.
mento di fedeltà e di soggezione: il Ciò rendeva il suo governo monarchi-
che negavano gli abbati, non ad al- co, non moderato che dalle regole. In
tro gim'amento volendo essere astretti, seguito la sua autorità si è indebo-
che a quello prescritto dal Rituale lita, e le più recenti congregazioni
Romano. Portata la causa alla sa- seguirono un governo assai confoi"-
cra Congregazione dei vescovi, questa me a quello dei mendicanti, dive-
decise a favore degli abbati, ed il nendo triennali gli abbati loro, af-
Papa 8 maggio 1708 ne confer-
agli finchè non potessero rendersi assolu-
mò la sentenza mediante il contenu- ti. Tali forme di governo
diverse
to della costituzione Emanavit, eh' è però non impedirono che nei di-
nel tomo X del Bollarlo Romano. ritti spirituali dell' abbate non fosse

Trascm^ando alcuni abbati regolali quello di scomunicai'e e dispensare


di ricevere la benedizione dal vesco- i religiosi secondo lo spirito delle
vo nella cui diocesi esistevano i pro- regole, di assolverli dalle ceusm-e o
prii monasteri, il Sommo Pontefice concedere ad altri un tal potere, di

Benedetto XIII, il 6 maggio ij'ìS, riservare i casi solamente espressi nel-


col disposto della costituzione Coni- Clemente VII, data il 26
la bolla di

missì nohis l'iportata nel tomo XI, maggio 1593, e di benedire le sup-
parte II del BoUaiio, ortUnò che en- pellettili della chiesa e l' altare del
tro ad un anno dalla loro elezione monastero, non già i calici, né tutto
dovessero gli abbati domandare ai ciò che l'ichiede l'unzione, senza per-
vescovi diocesani, od al metropolita- missione del Papa. Secondo il con-
no, la benedizione abbaziale, quando cilio di Trento ed il diritto comune,

non r avessero già ricevuta gover- poteva anche dare la tonsura ed i


nando altra abbazia. Nondimeno, co- quattro ordini minori ai regolai"! a
mimque la consuetudine assegni un lui soggetti (non mai a' regolai"! non
anno pel ricevimento di questa, non sudditi, o chiei'ici regolari, benché
prescrivono i canoni il tempo rigo- muniti di dimissorie dei loro supc-
roso per ottenerla. Il Pontilicalc Ro- l'iori), sempre però che fosse in pos-

mano nel e. De henedict. Ahh. or- sesso di mia giurisdizione quasi epi-
dina che stabilito il tempo della scopale ovvero che ne avesse un

, ,

benechzione, questa si faccia in gior- privilegio dalla Santa Sede. Da


no di domenica, od altro festivo. ciò nasce che gli abbati, o prelati
La benedizione non è essenziale secolari, anche nidliiis dicecesis, non

all' abbate, né imprime ver un ca-


gì' possono conceder dimissorie, né con-
rattere. Nondimeno
essa non si ri- ferire ordini minori, e mollo meno il

pete; cotalchè dove un abbate sia suddiaconato, o dai"e il sacramento


promosso o traslocalo ad altra alj- della Confermazione. Anche quest'ul-
bazia, non rìceve nuova bcnetUzione. timo divieto ebbe alcune eccezio-
ni. Sappiamo, tra gli altii esempi, a-

§• V. Potere degli abbati. ver Benedc-tto XI 11 accordala nel


i-'.^G aliabbale d. Leandro Poivia
Secondo la regola di s. Bencdcllo, de' Cassinesi di s. Paolo in uno <ii

avea l'abbate, quanto allo spirituale ed suoi successori la facoltà di con-


al temporale, ogni soita di potere. Era ferire a" [>ra]>iii sudditi la cresima, e
AB lì ABB it

gli ordini minori ai propini monaci; ri conventuali eletti dal capitolo,


ed aver Benedetto XIY nel 1 744? ^ol ma quei soli che avesse eletti di
disposto della costituzione Suprema, propria autorità.
che si trova nel Bollarlo , accorda- Rapporto al temporale, 1' abbate
to egual privilegio agli abbati del può contrattare, vendere, compera-
monastero dell" Assunta di Rempten, re, affittare, cambiare, non però a-

nella pro\nncia di Magonza, tanto lienare ed ipotecare i beni del mo-


nel loro monastero cpianto nella chie- nastero, né rinunciare ai suoi privi-
sa di san Lorenzo da esso dipen- legi ed ai suoi benefìcii, né dispor-
dente, purché fosse conferita ai sud- re a proprio talento dei risparmii
diti della giurisdizione loro. Per gli fatti fino a che la mensa sia co-
abbati del monastero di Rempten mune cogli altri religiosi, perocché
fu flitto di più dallo stesso Be- non n'é padrone, ma dispensatore.
nedetto XIV, 1748. Egli die-
nel
de loro facoltà di consacrare la chie- §. VI. DiriIti, prerogative e privilegi
sa del }>roprio monastero privilegio : degli abbati.
raro, sebbene non nuovo, siccome il
Pontefice stesso prese a dimostrare, in r. Gli abbati si collocano dai
una lettera, Ex tiiis, scritta a quel- canonisti immediatamente dopo i
l'abbate nell'occasione che in Rem- vescovi, posto pur loro assegiìato
pten pubblicossi un libro intitolato ne' concilii cpialora non intervenis-
,

Triumphus Iriplex Campidiinensis, sero capitolaiinente i canonici delle


nel quale si spacciava la concessione cattediali. Del pari che i vescovi ,

fatta a quell'abbate come grazia sin- hanno il nome di prelati, ed essen-


golare ed inaudita. do stimati gli sposi della propria
Non era dato all' abbate di assol- chiesa, la rendono vedova colla mor-
vere dalla scomunica un suo reli- te loro.
gioso che avesse battuto im eccle- 2. Parecclù abbati, per privilegio
siastico secolare, senza un privile- della Santa Sede, hanno come i ve-
gio, o costume legittimamente pre- scovi il diritto di portar guanti, a-
scritto. Senza il consenso dei religio- nello , mitra , sandali , ed il baco-
si aventi voce non poteva ricevere Io o bastone pastorale. Prima di Gio-
novizii, farli professare e pi'ovvedere vanni XIII, dice Francesco Pagi nel-
a' benefìcii dipendenti dal monaste- la rita di questo Papa al tomo II,
ro; né, qualora non avesse ima pie- non si trova che sia stato concedu-
na giurisdizione episcopale ed un to agli abbati l'uso degU oraamen-
temtorio nulliua dìcecesìs immedia- ti pontificali ; ma il Mabillon, in Prx-
tamente soggetto alla Sede Apostoli- fact. p. I. sceculi VI. Benedici, t.

ca, nemmeno col consenso del mo- V. ex Spie. Dacheriani toni. V.


nastero, gli era conceduto di aprir osserva che nel 970 Teodorico ve-
concorso, esaminare e nominai'e a scovo di Metz ottenne da Giovanni
benefìcii parrocchiali, come si racco- XIII a favore dell' abbate di s. Vin-
glie dal concilio di Trento ( Sess. cenzo di ffLiella città l'uso della dal-
XXIV, \?,.Dereform), e daUa
e. matica e de' sandali. Sappiamo an-
costituzione di Pio V, In conferen- cora che s. Leone IX nel 1049
dis heneficiis Oltracciò non avreb-
. accordò lo stesso privilegio all'abba-
be potuto deporre ad niitum i prio- te del monastero di s. Remigio di
,

12 ABB ABB
lleims, e passando nel io5o a Mon- in Sassonia, sua vita durante, 1 uso
te Cassino, lo concedette agli abbati dell' anello ; ed il suo successore A-
di quel proto-monastcì'o in mio ad driano IV vi aggiunse il permesso
altre insegne vescovili nelle princi- dell'uso de' sandali, e della dalmati-
pali festività della Chiesa. Alessan- ca. V. Anello degli Abbati.
dro nell'anno 1067, concedè l'u-
II, 3. L' uso della mitra e del ba-
so della mitra agli abbati di s. A- stone pastorale ( V. Bagolo ) non
gostino di Cantoiijcry in Inghilterra, è accordato agli abbati , che nelle
e della santissima Trinità della Ca- proprie chiese ; siccome in esse sol-

va in Napoli; il che altresì venne tanto possono benedire solennemen-


accordato da Papa Urbano II agli te dopo la messa, dopo vcspcri e i

abbati di Monte Cassino e di Clu- dopo il mattutino. Apposite permis-


gny in Francia, reclamando indarno sioni della Santa Sede dictlei'o non-
contro cpielle s. Bernardo
distinzioni dimeno ad alcuni abbati il privile-
nell'epist. XLII, e Pietro di Bloisnel- gio di portar la mitra e la croce, e
l'epist. XC, che li dicevano segni di di benedire anche in altre cliiese,
soverchia ambizione (/^. Bona, Re- in altri tempi, e nelle processioni
rum Liturgie, lib. I, cap. XXIV : Hiori del l'ccinto delle chiese loro:
IMai'tene, De antiq. Ecelesiae rilibus, privilegio che tra gli altri concedet-
lib. I ). Mabillon, see. VI. Bened. p. I te Urbano III all'abbate della chie-
riferisce poi, che il primo abbate sa Lateranense a Roma {e. jdbbates,
cui siasi da Alessandro II nel 1047 de privilcgiisj Però senza u-
tit. 7.).

accordata la mitra, sia stato Egelsino na peculiar permissione del Papa non
abbate di un monastero presso Can- potrebbero gli abbati dar la benedi-
torbery. Siccome presentemente vi zione in presenza di qualche vesco-
sono varie sorta di mitra (/^. Mitra), vo od altro prelato supcriore, né
così non tutti gli abbati possono ser- senza uno special privilegio potreb-
virsi delle medesime, essendo essi bero darla al modo dei vescovi
riputati più o meno in dignità a mi- tanto nelle loro chiese, che fuori. Ciò
siu'ache abbiano la mitra piìi o meno un decreto del-
viene loro vietato da
ricca. Contro il distintivo della mitra la 24 agosto
sacra Congregazione,
gravi lamenti mossero i vescovi, sti- 1609. Babbosa, De jur. eccl. n. 4^
mando e invasi i privilegi loro, e tolta e seg.
ad essi ogni distinzione ne'concilii e nei 4. Vi sono degli abbati regolari
.sinodi. Quindi Clemente IV ordinò ai quali i Papi hamìo accordato di
che i soli abbati esenti portassero portare gli abiti distintivi dei vesco-
mitre ricamate in oro, e bianche i vi, come il rocchetto e la mantellel la,
non esenti, dovendo essere riservate conservando sempre il colore del lo-
ai vescovi le mitre ingioiellale ed ac- ro ordine. In Francia i vescovi dis-
cerchiate d' oro e d' argento ( V. apjii'ovaiono negli abbati coninien-
la costituzione XVII di Papa Cle- clatarii quei distintivi, ed il clero ra-
mente IV). Tuttavolta in Italia ed dunato nel un regola-
1645 fece
in Ispagna v'ebbero abbati col di- mento in proposito; ma non ebbe
ritto di usar la mitra preziosa nei esecuzione, e tutti gli abbati com-
concilii e nei sinodi, anche in pre- mendatarii indistintamente portarono
senza dei vescovi. Anastasio IV noi il rocchetto.
Ji53 concesse all'abbate di Corvvei 5. Senza un privih-gio speciale
ABB i3
usar non possono gli aljbati del bal- gi. Tra gli altri, potevano dare le

tlacchino,nò avere una callodra col- bcjiedizioni clic ricliiedono la sa-

locata ed eretta in vicinanza ali al- cra unzione, e portare intanto la

tare: il che non è loro permesso mitra.


che nelle tre o cp.iattro fèste nelle 7. Tra i Papi assai ve ne furo-
quali ofllciano solennemente. no che appartennero agli ordini Be-
Presentemente, riguardo ai diritti, nedettini ed ai canonici Latcranen-
prerogative e distintivi degli abbati, si, ed altri molti che furono abbati.

si deve ossci'\'are sovra tutto il de- I Benedettini ne annoverano trenta,

creto della sacra Congregazione dei altrettanti i Lateranensi; però non si


Riti approvato da Alessandro VII il saprebbe precisare il numero degli
di 27 settembre iGTp, e la costitu- uxìi e degli altri, giacché i Benedet-
zione Commissi di Benedetto XIII. tini fuggiti neir invasione dei Goti
6. Gli abbati di Monte Cassino, da Monte Cassino ripararono presso
appartenendo a r[uel monastero don- i canonici regolari onde coabitan- :

de tutti gli ordini monastici ricono- do insieme e hmgamente quei due


scono la loro origine, fin dal 5io, si ordini, contano i medesimi Pontefi-
chiamavano abbati degli abbati. Cn ci fra i religiosi loro. Nel numero degli
tal titolo volevasi arrogare anche abbati assunti al Pontificato meritano
Ponzio nobile fi-anccse de' conti Mar- menzione Eugenio III, del 1 145, ed

giolesi, monaco ed abbate di Clugny, Urbano V del 1 3 2, i quali non ostan-


1

il quale abbagliato dal sostencx'e la te che non fossero cardinali, furono


prima dignità in quel famoso mo- esaltati al Papato. Fra gli antipapi
nastero, i cui ministri dell'altare per se ne contano tre che furono abbati,
indulto pontifìcio nelle domeniche e Filippo nel 768, Silvestro IV o Mai-
nei giorni solenni si comunicano sot- gnulfo nel 1102, e Calisto III nel
to il rito d'amendue le specie, inti- 1167.
tolossi Ponzio abbate degli abbati, 8. Anticamente tutti gli abbati re-
titolo che gli fu negato. Divenuto golari delle venti abbazie privilegia-
poscia insoffribile al monastero per te di Roma assistevano al Sommo
la sua superbia e pel despotismo, do- Pontefice quando celebrava pontifi-
po due anni fu costretto a rinunzia- calmente. Gli abbati mitrati, che ora
re al governo del monastero ( an. assistono alle cappelle pontifìcie e
\ 111), anzi cacciato a forza, fu inol- pontifìcaU [V. Cappelle Pontificie),
tre dal Pontefice Onorio II scomu- vi si recano vestiti di sottana, fascia,

nicato e deposto da tutte le dignità. mantelletta, mozzetta del colore del


Né volendo sottoporsi, chiuso in una loro ordine, ci'oce ed anello, e quan-
fortezza, finì i suoi giorni nel 26,
1 1 do devono assumere i paramenti sa-
come ci assicm-a il Mabillon, contro gri si vestono di cotta, amitto, pi-
il cjuale il p. ab. Bacchini pretende viale di seta con galloni d'oro, e
che morisse in concetto di santità, mitra di tela bianca prendono po- :

e che in un antico martirologio be- sto dopo i vescovi , sono preceduti


nedettino si leggesse il suo nome dal prelato commendatore di s. Spi-
col titolo di santo: martirologio pe- rito, che usa le insegne abbaziali,
rò della cui fede il Pagi dubita e nel recarsi al trono pontificio per
grandemente. Gli abbati di que- ricevere le candele , le ceneri , le
st' ordine godevano speciali privilc- palme, gli Jgnus Dei j o prestare
,,

i4 AB?, ABB
obbedienza, bacinuo il piede al Som- ABBAZIA, cioè r aggregato dei
ino Pontefice. religiosi e dell'abbate, o i monaste-
f). Siccome im Papa, il quale al ri, o le possidenze governate dall'ab-
momento della elezione fosse vesco- bate, ovvero dall'abbadessa. In Inghil-
vo, non è costretto a spogliarsi del terra ci avea ventiquattro alibazie con
vescovato ; così imo che dall' essere giurisdizione episcopale, e nove cat-
abbate fosse promosso a vescovo può tedrali, come abbiamo dal Warthon
conservare anche K abbazia. Stefano nella sua Anglia sacra, nelle qua-
IX, detto X, fatto Pontefice nel io57, li chiunque de' rispettivi monaci fosse
sebbene ratificasse in Monte Cassi- stalo eletto abbate, era lo stesso che
no la elezione di Desiderio de' Conti fosse stato eletto vescovo di quella
di Marsi in abbate di quell' insigne badia. Anche Germania se ne con-
in
proto-monastero, ritenne quella ca- tavano di celebri. La prima e più
rica di cui era insignito prima di celebre abbazia era quella di FiJ-
essere esaltato al soglio, come testi- da eretta da san Bonifacio legato
fica Leone Ostiense nel libro II ca- Pontifìcio, nell'anno
744» ^ ^'^ Car-
po q8 della Cronaca Cassinense. Lo lo ]Magno aumentata. L'abbate era il
stesso Desiderio elevato al Papato primate degli abbati dell' impero
nel 1086 col nome di Vittore III, cancelliere perpetuo dell" imperato-
non volle che si creasse nuovo ab- re, principe del sagro Romano im-
bate di IVIonte Cassino perchè visse pero , e sovrano d' un piccolo stato
ritenendo il governo deli' abbazia. fra r Assia , la Franconia e la Tu-
Finalmente Pio VI, Brasclii eletto , ringia ( V. Fulda ). Celebri e di-
nel 1775 conservò r abbazia di Su- stinte prerogative ebbero pure le
biaco da lui innanzi governata. possenti abJDazie del proto-monaste-
ro di IMonte Cassino, di Clugny
§. VII. Deposizione degli abbati. di s. Dionisio, di s. Gallo nella
Svizzera, di Westmeinster in Inghil-
Gli abbati
soggetti immediata- terra , di Nonantola di Melk di , ,

mente Santa Sede non possono


alla Chiaravalle, di Cistello, della Certosa,
esser deposti che dal Papa. Quelli di Farfa, di Grottaferrata, di Subiaco,
non esenti possono esserlo dal ve- della santissima Trinità della Ca-
scovo, e gli abbati regolari dai loro va, della santissima Trinità di Bron-
superiori maggiori o dai loro capi- dolo, di Corwei, di Casaure, di Metz,
toli generali. Lo stesso avveniva per di Murano, di Casamare nella dio-
le abbadesse. Per ciò che spetta ai cesi di ^ eroli. Ora di queste, par-
motivi della deposizione degli abbati, te esistono , e parte sono soppres-
ve ne sono due principalmente e- se, come si potrà vedere ai rispet-
spressi nel Diritto, cioè pertinacia al ti \'i loro articoli. Le venti abbazie pri-
concubinato pubblico, e dissipazione. vilegiate di Roma erano le seguenti :

Gii.REP.T, Inslit. erclea. p. 368. S. Cesai'eo, s. Gregorio al Clivo di


AP>BATI. Specie di Valdesi, i Scauro, s. Mai'ia dell' Aventino, s.

rpiali sul declinare del secolo XIV Alessio, s. Prisca, s. Saba, s. Pancra-
aveano infestato Italia, dandosi in
1 zio, s. Silvestro in Campo Maivcj,
preda ad ogni maniera di brutali- s. Maria in Campidoglio, s. Biagio
tà. Per buona ventura questa setta pi'csso il palazzo di Traiano, s. A-
non ebbe lunga durata. Sfata in Subin-ra, s. Lorenzo in Pane
,
.

AliB ABB ,5
(• Perna, s. Tommaso in Formls, s. Chi di fatti ha rese colte lan-
Biagio della Pagnotta, santissima Tri- de sterminate? t:lii eresse làbbriehe
nità degli Scozzesi, s. Valentino, s. sontuose ? Chi fé' uscire alla lu-
Maria in Castello aureo, s, I\Iaria in ce opere somme in ogni genere
Pallai'a, s. Cosimo e Damiano in Tras- di scienza ? I monasteri in genera-
tevere, e s. Maria in JVIonastero. le ; ma più in pai'ticolare quelli
In Francia tutte le abbazie d' uo- regolati dagli abbati , i Cassinensi
mini tanto titolari come in commen- i Benedettini , ecc. , siccome quelli,
da erano di nomina del re, eccet- uilìcio dei (piali era rendere gentile
tuate quelle che appartenevano ai appmito in ogni guisa l' lunanità
capi d' ordine (K. Abbate), come Quindi a qual prò que' lamenti ?
Clugny, Premontile, Grammont, le Qual danno la società ne risentiva ?
Val-des-Ecoliers, s. Antonio nel\ien- Che anzi, a qual punto saremmo di
nese, Cistello colle quattro abbazie di- presente nella civiltà, senza que' mo-
pendenti, le quali avevano conservato naci utilissinìi ? Lo pensi chi , solo
il diritto di elezione. Un egual diiitto osservando qualche disordine isolato,
ebbero le cinque abbazie dette di Clie- non lo mette in rapporto con tut-
zal-Benoit nel Berry e quella di s. Ge- ta la progressione dei beni, e con-
noveffa di Parigi per la l'itbrma intro- templa un istante, ])crchè ti-oppo
dottavi dal cardinal de la E.ochcfou- gli costerebbe fatica l' esaminare la
cault ultimo abbate commendatario. infinita serie dei passati tempi in
In questo regno furono celebri le ab- tutte le menome relazioni, f^. Mo-
bazie Rochelle, Lucon Alcth, Vabres, nasteri,
Castres, Tulle, Condon e Pamiers, ABBONE, o ALBONE (s.) abbate
le quali pel concorso di più fami- del monastero di Flem'y, venerato
glie , ben accolte da' monaci , colla eziandio qual martire, nacque ver-
fabbrica di molte case intorno a' mo- so la fine del secolo X. Dedicatosi
nasteri, ci'cbbero talmente, che giun- con ardore allo studio di tutte le
sero ad essere rinomate città ed il- scienze, si rendette celebre nelle scuo-
lustri sedi vescovili, come può ve- le di Parigi e di Reims, A dir il

dersi agli ai'ticoli che le riguardano. vero però, crebbe in estimazione


Le immense ricchezze godute dal- maggiormente per la sua virtù, che
le abbazie furono cagione di molti la- per la dottrina. Eletto abbate del
menti per parte degli economisti del monastero sopraccennato, sostenne
secolo trascoi'so. Si credeva perduto con forte animo i diritti del proprio
ciò che non era in mano de' laici ; Ordine contro le pretensioni dei ve-
ma l'effetto ha provata la falsità di scovi di quel tempo. Accusato per
que' sistemi. Uomini che, abbando- ciò di alcime violenze verso i suoi
nando gli agi paterni, cercavano nel- persecutori , indirizzò im' apologia
la solitudine delle badie le consola- ai re Ugo e Roberto, in cui difen-
zioni della pregliiera e dello studio ; de se medesimo e i privilegi dei
com'erano da ogni vincolo di
sciolti monaci. Qualche tempo dopo inti-
famiglia, dialtro approfittare non tolò agli stessi re una raccolta di
potevano se non di quanto è neces- canoni sui doveri de' principi e dei
sarìamcnlc richiesto alla esistenza. sudditi, Roberto lo trascelse per-
Tutto il di più andava a rifluire chè trattasse col Papa cose impor-
sulla società. tantissime alla Francia, e ne rimase
5,

i6 ABB ABB
ili vero conlento. Moderatore della li un tribunale, e decidono i dul^bii
interna disciplina del monastero, si sulle formule e sulle clausole delle
fé' conoscere al di fuori altresì co- bolle, sui decreti in esse aggiunti, e
me pacillcatore de' prossimi : anzi sul pagamento degli emolumenti, co-
mentre componeva un dissidio tra me dice il Cardinal de Luca, Rcla-
i suoi domestici e i Guasconi, tra- tioCarice Romance, Disc. XLIV. /^.

fitto con lancia da uno di questi Cancelleria.


ultimi, cessò di vivere nel 1004. La Pel disposto della costituzione Ro-
sua festa sì ne' martirologi di Fran- mani Pontificis, emanata nel 161.
cia, sì in ([uello de' Benedettini è se- da Paolo V, nel collegio degli Aj)-
gnata i3 di novcmljre. Molte o-
ai brcviatori di parco maggiore, i sette
pere di s. Abbone perirono; abbia- più anziani godono maggiori emo-
mo di lui Raccolta di lettere pub-
: lumenti, ed hanno i privilegi dei
blicata nel 1687 ad una col Ce- prelati l'cferendarii di amendue le

dex canonum vet. e 1' apologiaj un segnature. Essi avevano per lo in-
Compendio delle vite dei Papi stam- nanzi anche la parte di pane e vi-
pato in Magonza nel 1602; di più no del palazzo Apostolico. I loro be-
la %ita di s. Edemondo re d' bigliil- nefici ivacano in ciu'ia (vacant in
tcrra, ed altri scritti contro gli er- curia), benché muoiano fuori di Ro-
rori ]iopolari de' suoi tempi. ma , come dall' Extravag. Commwi.
ABBREVIATORI ni parco mag- cap. ex debito. 4-
giore K MiivoRE (Collegio Prelati- Gli Ahbreviatori di parco mino-
zio). Gli Ahbreviatori formano un re, avc^'ano pochissime incombenze,
collegio prelatizio, e così si deno- e solo coadiuvavano fpielli di pai'co
minano dallo scrivere che facevano maggiore nell'estensione delle lettere
con parole abbreviate gli estratti del- Apostoliche.
le suppliche, e per extensian le mi- Il collegio degli Abbreviatori era
nute delle lettere apostoliche. un tempo composto di settantaduc
Si divid'nano in Ahbreviatori di persone. Le principali erano dodi-
parco maggiore e di parco mino- ci di parco maggiore, e ventidue
re, dal luogo così detto della can- di parco minoi'c; tutti gli altri, di
celleria , do^c si radunavano per minor dignità, venivano deputati alla
iscrivere, chiamato Parco. Gli Ab- prima revisione delle lettere che si
lircviatori di parco maggiore sono in spedivano in cancelleria, e che do-
numero di dodici, e furono costituiti veano essere sottoscritte necessaria-
in collegio dal Sommo Pontefice Pio mente da uno de' dodici Abbrevia-
II, Piccolomini, sancse, eletto nel tola , siccome avverte il Corrado
1 4'>8, e rinnovati da Sisto IV, della Prax. dispens. lib. 2. cap. Vili.
Rovere, del i/l'/i, coli' autorità della Le minute delle bolle fatte dal irre-
Bolla XVI, Divina. JN" è reggente il lato di parco maggiore, a cui s|)et-
primo ministro della cancelleria Ajio- tano per turno, si passano ad altio
«lolica , che, come luogotenente del A librevialore, perchè le riveda, e, ri-
Cardinale vice-cancelliere, distribuisce viste, si consegnano allo scrillore del-
le suppliche per turno agli Ablirevia- la bolla.
tori di parco maggiore per la conijii- Gli Abbreviatori dell" uno e del-
Inzionc delle mimile relali^ amente l'altro parco erano famigliari e com-
necessarie. Formano gli Abbreviato- mensali , cioè assi>leiili al pianz»»
ABB ABB 17
del Papa, nobili, e conti palatini : tificali, e quando i Cardinali assumo-
potevano in altri tempi creare dot- no i paramenti, gli Abbreviatori, in

tori con privilegi di università, di- vece ilella cappa, indossano sul roc-
chiarar nobili tre persone, creare chetto la cotta. — f^. Statuti e re-
cavalieri dello speron d'oro, con mol- gole del collegio degli Abbreviatori
ti altri privilegi concessi dal Pon- di minor residenza, Roma 1752,
tefice Leone X, Medici, nel l 'ìi i 3, ed il Ciampini citato. De Abbreviai,
in virtìi della costituzione Stimmi. de Parco majori, sive Assistcnt. S.
Della istituzione, numero ed ufllzio R. E. Vice- Cancellano in littera-
degli Abbreviatori scrissero il Ciam- rtim Apostolicarum expeditionibus
pini, De Abhrevialoribus de Parco ecc.. Disse rtatio Ilistorica, Romae

majorij il Cohelli, in cot. Casd. cap. 1669, et Compendiaria nolitia Ab-


XXI Ij Van-Espen, De Juribus Ec- breviatoris de Curia, ih. i6q6.
clesios unii', pars I, tit. XXIII, ed Questo rispettabile collegio, che
altri rammentati dal Riganti, Com- vanta tanti uomini celebri e Cardi-
ment. ad Reg. Cancellar. Degli uf- nali, fi'a i quali Lodovico Podocataro
fizii, che esercitano gli Abbreviatori del che comperò per 5oo
i5oo,
nelle funzioni Papali, tratta il Can- fiorini,da bolognini settantadue l'uno,
cellieri ne' suoi Possessi, Pontijìcali il posto di Abbreviatoi-e di parco mi-

e Cappelle. nore, si pregia pure che a lui ap-


Fra i vacabili, che formavano partenessero diversi Pontefici, fra i

r appannaggio del Cardinale vice-cau- quali Paolo V, ed Urbano VIII.


ccUiere di santa Chiesa, che rasse- Oggidì il collegio degli Abbrevia-
gnava di piena podestà, prima che tori di parco maggiore deve assiste-
Innocenzo XI, nel 1679, li abolisse, re al solenne pontificale, che annual-
si contavano quindici Abbreviatori mente si fa nella chiesa di s, Pie-
del parco minore, e sei del parco mag- tro Montorio in onore dei santi a-
giore. V. Vacabili. postoli Pietro e Paolo.
Benedetto XIV, Lamherlini, bolo- Il collegio degli Abbreviatori di
gnese, nell'anno i
740, primo del suo parco minore però più non esi-
pontificato, a' 2 3 settembre, in for- ste. Gli Abbreviatori di parco mag-
za della costituzione Maximo, pres- giore si riuniscono tuttora nelle sa-
so il tomo I del suo Bollano, conce- le della cancelleria Apostolica, e ri-
dette agli Abbreviatori l'uso del cor- siedono neir antico parco. Sono ri-

done paonazzo nel cappello anche dotti al numero di undici, i quali


dopo aver lasciato l' uffìzio. Gli Ab- rivedono ancora col mezzo del loro
breviatori usano r abito prelatizio sostituto le bolle Apostoliche, e le
cioè calze, sottana, fascia e mantel- sottoscrivono in nome del Cardinal
letta paonazza, rocchetto e cappa vice-cancelliere. P^. Riganti, Comm.
nelle funzioni ecclesiastiche. Nelle Cap- alla regola di Cancelleria, tomo IV.
pelle Papali (Vedi) han luogo do- pag. 169.
po i votanti di segnatura, e ne' pon- ABBREVIATORI di curia. Ol-
tificaliporgono con i votanti stessi tre gli Abbreviatori di parco mag-
i paramenti sacri al Sommo Pon- giore e minore, nella Dateria Apo-
tefice. Però in tutte le fìmzioni, che stolica esiste un apposito officio per
si fanno dal Papa, come la proces- la spedizione di alcune bolle, com-
sione del Corpus Domini, e pon- i posto dal Cardinal pro-datario, dal
~
VOL. I. 3
i8 ABD ABE
jnelato Abbreviatore di Curia, da del meseYar, che corrisponde al
di
un sostituto, e da uno scrittore se- nostro maggio. Ai 16 del mese stes-
greto. La estensione delle bolle per so se ne celebra la memoria.
\ia di curia, spetta di diritto a mon- ABDERA [Abderitan.). Vescovato
signor Abbreviatore di Curia, o per in partibus nella Tracia, suffiaga-
esso al suo sostituto. L' Abbreviato- neo della metropoli di Filippi, E
re di Curia però non appartiene, molto antica la fondazione di questa
né ha luogo nel collegio di parco città, che venne altresì detta Clazo-

maggiore. mene. Fu patria di celebri filosofi,


Le bolle, che si spediscono da ABDIA Autore a-
di Babilonia.
queir officio, sono quelle che tratta- pocrifo di una
combat- storia del
no sulle leggi e sulle costituzioni timento degli apostoli. Vantasi di
pontificie, come Cano-
quelle delle aver veduto G, C, medesimo, tU
iiizzazioni de ed altre ma-
santi, essere stato testimonio di alcune a-
terie di mota proprio del Sommo zioni degli apostoli, di aver accom-
Pontefice, come la bolla sulla pro- pagnato in Persia gli apostoli s. Giu-
mulgazione deir Anno santo. Que- da e s. Simone, e di essere stato
sta, r Abbreviafore nella mattina ordinato da essi primo vescovo di
dell'Ascensione in cui per la pri- Babilonia. Le frequenti contraddi-
ma volta si pubblica, vestito in a- zioni della sua storia manifestano
bito prelatizio e cappa, suol legge- Abdia per un aperto impostore,
re nella sala regia del palazzo A- ABDICAZIONE . Sotto questo
postolico, presente il Papa, il sa- nome s' intende l' atto, per cui al-

cro Collegio, e la Corte pontificia. cuno fa una semplice e pura ri-

Si spediscono eziandio nel predetto nuncia alla sua carica. E però essa
olìjcio le bolle per cose risguardan- differisce dalla Rassegna, la quale si
ti i nipoti del Papa, od altri : co- fa in favore di un terzo.
sa che viene accordata in via di ABDJESUS, o HEBEDJESUS
specialissima grazia. Le bolle di tal (s,) vescovo di (^iascar nella Caldea,
surta stendono dallo scrittore a
si nominato nel menologio dei Greci
ciò deputato, che si chiama Scrit- a' 16 maggio, subì il martirio in
tore segreto, e dopo il solito sigillo Persia sotto il re Isdegerdo.
della Cancelleria apostolica, si sot- ABDONE (s.) persiano, martire,
toscrivono dall' Abbreviatore di Cu- venne a Roma con s. Scneno suo
lia, quindi dai Cardinali pro-data- concittadino, mentre Decio vi per-
rio, e segretario de' brevi, e si re- seguitava i fedeli, nel iSo. Furono
gistrano nella Segretaria. P^. il Car- sottoposti ambidue a vari tormen-
dinal de Petra, Covimentaria ad ti,ed in mezzo a quelli lasciarono da
Apostolicas constitutiones tomo I , generosi la vita. Fa di essi menzio-
pag. 6. n. 5, Venetiis 1 793, e gli ne l'antico calendario di Liberio, v
articoli Anni santi, e Dateria ai'o- son ricordali eziandio in molli mar-
stolu:a. tirologi. La festa loro si riporta al
AbDAS (s.), vescovo di Cascar dì 3o luglio.
ncila Caldea, visse nel secolo IV ai ABECEDARII. Eretici che disce-
tempi del re Sapoi-e li, e nel GQ>." an- sej-o dagli anabattisti. Pretendevano
no del regno di lui morì martire ili costoro che ])er saKarsi tosse d uopo
G. C. Fu ucciso in un \cnerdì, i5 non sa]>cr ne leggere, uè scrivere
,

ABE ABE 19
aii7Ì iK'iipiir conoscere le prime let- glielnif) di Chanipeux, il più profon-
ture dell alfabeto ; da ciò ne venne do dialettico del suo tempo, prima
il loro nome. Ve n'ebbe molti in Aie- ai'cidiacono di Paiigi, indi vescovo
magna. L' error di costoro nasceva di Chàlons. Era Guglielmo sosteni-
dal principio ili Lutero , che ogni tore della scuola de' nominali e dei
privato è giudice del vero senso del- realisti, la quale metteva in dubbio
lii Scrittm'a senza ricorrere al magi- niente meno che la realtà degli u-
stero della Chiesa e dei Padri. Stoik, niversali; ma il singolare ingegno di
discepolo di Lutero, aggiugneva, che Abelartlo si fece siffattamente distin-
Iddio è quegli stesso che illumina guere, che, piantata egli pure una
(lei vero senso ogni fedele partico- scuola, a cui concorrevano sino a tre-
larmente; quindi, che lo studio delle mila discepoli , sostenea controver-
lettere distraeva dall' udirne la voce, sie maestro medesimo. Fra
contro il

e per conseguenza chi attendeva ad i più celebri discepoli di Abelardo


esse lettele trovavasi in grave peri- furono il Pontefice Celestino li, Pie-
colo della salute. tro Lombardo vescovo di Parigi
Ar»ELA,() ABILA. Città vescovile Berengario vescovo di Poitiers, e lo
della tliocesi di Crerusalcmme. Sem- stesso s. Bernardo.
bra medesima Abila di lìa-
({uella Nel porgere le sue istruzioni Abe-
tiinea, di cui fa menzione il dottore lardo faceva prima l'elogio della scien-
santo Girolamo. E fama che sia sta- za in generale, poscia dava lezioni
ta presa da Antioco. di logica, di metafisica, di fìsica , di
AIjELAPiDO Pietro, religioso del- matematica, di astronomia di mo- ,

l' ordine di san Benedetto, e, secon- rale, finalmente di teologia. Legge-

do altri, canonico regolare. Nacque va ai proprii allievi alcuni sunti di


nel 1079 a P^lfiis, piccolo borgo tre tutti gli antichi filosofi greci e lati-
leghe distante da Nantes nella Bret- ni , ammonendoli a non seguitarne
tagna, del quale Berengario suo pa- alcuno in particolare , attenendosi
dre era signoie. Ninna cura rispar- alla verità soltanto, o, meglio, a
miarono i onde colti-
suoi genitori, Dio sorgente di ogni verità. Da ul-
varlo ne' buoni studii. L'amore che timo spiegava le sante Scrittui-e, in-

ci pose in essi gli fé' ben presto torno alla interpretazione delle qua-
al)bandonare il mestiere delle armi, li ei'a salito in fama di eccellenza.
a cui si era in sulle prime dedicato; Per tal maniera divenne il maestro
onde, ceduto ai fratelli il diritto di dei maestri, l' oracolo della filosofia,
primogenitura ed i beni paterni, si e il dottore di moda.
mise a studiare l'eloquenza, la Ilio- Se non che l'aura di tanto pubblico
sofìa, la giurisprudenza, la teologia, favore guastava nel suo cuore i ger-
le lingue ebraica ,
greca e latina. mi più felici. La vanità, la presim-
Tutto in breve tempo gli divenne zione, la gelosia Io portavano a vo-
famigliare, benché si applicasse prin- ler supeiare i proprii maestri, ad in-
cipalmente alla fìlosolla scolastica. viluppare i suoi colleglli nelle di-
Reso esausto il saper de' dotti pro- spvite, ed a procacciarsi in ogni gui-
fessori della Brettagna, passò a cer- sa un numeroso seguito di scola-
care altii maestri nella vmiversilà di resca. Con tali germi di vanità co-
Parigi. Fra i piìi celebri professo! i me si possono accompagnare puri i

di essa conta vasi mcissimauieult' Cu- costumi? La sensualità collcgatasÀ


,,

20 ABE ABE
in lui al falso amore della gloria Temperate alcun poco le sue a-
che Abelardo lutto ad un tratto
fé' sì marezze, Abelardo l'icominciò le le-

perdesse la stima acquistatasi cogli zioni, né stette guari ad aver an-


sforzi dell' ingegno. Eloisa, nipote di cora numerosa schiera di discepoli.
Filiberto canonico della cattedrale di Se non che, quando è mai che l' ca-
Parigi, giovane di diciassette anni e perà delle passioni si arresti all' oi-
di mediocre bellezza, ma di eminen- lo del precipizio? Lo spirito di va-

te sapere, fo quella per cui il suo nità dominante in lui, l'agitazione


cuore guastossi. Si propose adunque del suo cuore, lo trassero a comporre
allo zio di lei perchè lo ricevesse un Trattato della fede e della Trini-
qual dozzinante in sua casa offerendo- tà, per servire d' introduzione alla

si, oltre allo sborso della pensione, teologia . In termini così sottili , e
di perfezionare in quella fanciulla la con paragoni sì sensibili era ordito
educazione, desiderio ardentissimo di qiiel lavoro, che qual eretico e ca-
Filiberto. Ma ben presto il mae- po-setta venne accusato. I suoi apo-
stro e la discepola a tutto altro at- logisti medesimi dovettero confessai'e
tesero che allo studio. Ognuno ne
5 la stranezza di questa opera, per la
ebbe sentore, solo Filiberto s'avvide quale citato al concilio che tener ,

troppo tardi dei clandestini amori ; si doveva in Soissons ed a cui dovea


ma come gli ebbe scoperti, cacciò di presiedere Conone vescovo di Pale-
casa il maestro, ed Eloisa costretta a strina , allora nunzio del Papa in
seguirlo nella Brettagna, partorì co- Francia , non oppose Abelardo \e-
là un figliuolo chiamato Astrolabio. riina difficoltà a comparirvi, risolu-
Abelardo ottenne piire di sposarla; to di correggere gli errori che si fos-

ma il fece segretamente alla j^re- sero trovati negli scritti suoi. Però,
senza di Filiberto e di altri amici. dopo essersi a lungo discusso nel
Ciò niillameno , tornata nella pro- concilio se sarebbe ascoltato Abelar-
pria casa, Eloisa negava a tutti con do, o se rimanderebbe l'affare ad
si

giuramento d' essere maritata. Fili- mi numeroso conven-


concilio più ,

berto, che si stimava oltraggiato da nesi che il libro fosse condannato


quelle asserzioni, non cessava di mal- ed arso senza nuovo esame, ed Abe-
trattarla; onde Abelardo, involan- lardo rinchiuso per sempre in altro
dogliela un'alti'a volta, mandolla ad monastero. Abelardo medesimo nel-
Argenteuil presso Parigi in un mona- r ultima sessione del concilio fu a-
stero di zitelle, dove nell' infanzia ora sti'etto ad abbruciare il proprio libro,
stata allevata. Là prese essa abito ed indi ti'adottonellabbazia dis. Me-
leligioso,siccome fanno le pensiona- dardo di Soissons (anno i 122), vi fu
rle in alcune case, ma non però il rinchiuso. Non vi stette per altro lun-
velo. Filibertoed i suoi parenti gamente, giacché il nunzio pontificio
credendo che Abelardo per isbà raz- ne lo trasse fiiori e rimandollo a san
zarsi di Eloisa r avesse fatta religio- Dionigi Nuove contro\ersie avute
.

sa, entrarono nella camera ov' egli con que' monaci .sulla storia di saii
dormiva, e lo mutilarono spietala- Dionigi com[)osta da lliluino, e la
mcnle. Abelardo, per nascondere l'on- censura fatta alla condotta loro, il
ta sua, andò a larsi religioso nell'ab- resero ad essi odioso per modo che
bazia di san Dionigi, e persuase Eloi- dovette abbandonare quell'abbazia e
sa a {)rendcre il velo ad Ai'g<'nleuil. fuggir di notte a Provens, ove M)g-
,,

ABE ABE 2 1

gioinò alcun tempo sotto la prote- in ogni opera che andava jiulibli-

zione di Tebaldo conte di Sciam- auido : errori che, scoperti da Gu-


pagna, ritirandosi poscia in ima so- glielmo abbate di s. Thierry, questi
litudine nei dintorni di Nogcnt sul- ne mandò l'esti'atto e la confutazione
la Senna presso Troyes. Ivi , col- sì a Geoffi-ido vescovo di Chartres,
r assenso del vescovo Ottone, fab- SI a s. Bernardo abbate di Cliia-
bricò di canne e stoppie un orato- ra valle. Quest' lUtimo, come n' el)be
rio sotto r invocazione della santis- contezza, scrisse fraternamente ad
sima Trinità, e vi passò cpialche Alielardo, acciocché correggesse quei
tempo in compagnia di un chierico. libri.Abelardo ne parve commosso;
I 6uoi scolari, che sempre l' aveva- ma, cangiata disposizione, persistette
no amatOj si raccolsero intorno a nelle sue massime e portò lagnan-
lui, e lo sovvennero dei loro beni ze all' arcivescovo di Sens contro
e dell'opera loro, afìlnchè riducesse r abbate di Chiaravalle, jiorchè scre-
r oratorio in una chiesa di pietra, ditava la sua dottrina. Indi invocò
che intitolò al Paracielo consolato- sopra i suoi libri le decisioni del
re, quasi monumento della tranquil- concilio di Sens, al quale anzi bra-
lità succeduta alle agitazioni della sua mava che intervenisse s. Bernar-
vita. La fama di Abelardo eccitò nella do ( anno i i4o ). Il santo nega-

sua patria il desiderio di possederlo. va dapprima di recarvisi, dicendo


I monaci di s. Gilda in Brettagna che queir alfare riguaixlava i vesco-
diocesi di Vannes, lo elessero ad al> vi.Però, siccome Abelardo trionfava
bate, il che egli accettò tanto più di tale rifiuto, e lo riguardava im
volontieri in quanto che voleva sot- timore di s. Bernardo di esporsi con-
trarsi alle persecuzioni che temeva tro il suo accusato, vinto da tali

nella Francia. Lasciato quindi il Pa- voci s. Bernardo vi si portò, e pro-


racielo ad Eloisa ed alle religiose di dusse le false proposizioni di Abe-
Argenteuil, prese a dirigere l'abbazia lardo, denunziandolo di negare con
di s. Gilda, ed
a correggere i dis- Ario la Trinità, con Nestorio l' In-
ordini , che
avea trovati nella di- carnazione, e di annientare con Pe-
sciplina di que' monaci. Ma i mona- lagio la necessità della grazia, di
ci di s. Gilda non erano migliori di vantar il sapere in ogni cosa e la
quelli di s. Dionigi. E se per ope- comprensione degl' incomprensibili
ra di quelli di s. Dionigi paventa- misteri Passando dagli errori del-
.

va coli imaginazione le persecuzioni, la mente alla condotta della vita, s.


da questi di s. Gilda vide propria- Bernardo il rappresentava per un
mente attentare ai suoi gioini, che as- monaco senza regola, un superiore
sassini appostati cercaron d'ucciderlo, senza vigilanza, un abbate senza co-
ed altri gli avvelenarono le vivande stumi, un mostro, un nuovo Erode.
e fin anco il vino usato nella messa. Frattanto appena Abelardo conobbe
Laonde fuggendo anche di là, è ignoto non essere le cose del concilio disposte
ove si Convien però diie
ricoverasse. a suo favore, prese la strada di Pio-
che non fosse lunge dal Paracielo ma per appellarsi al Papa. Quel-
poiché spesso \\ si recava a visitar E- l'appellazione obbligò il concilio di
loisa, e le sue vergini. Quella vo- Sens a condannare le proposizioni
glia d'innovazioni per altro, che lo soltanto estratte dai libri di Abelar-
dominava, il menò a nuovi errori do, e salvar la persona per rispetto
, ,

22 A15E ABE
ni Pontefice a cui si era appclìato. Eit satis in tumulo, Petrus hic
Movendo lioma, nel passare
verso jaeet Abailardus
per Abelardo con
C!ni:;ny incontrossi Cui soli patuil scibile quicquid
l'ietro ìL K'ener abile, il quale lo trat- crai.

tenne e diede opera a rappaltmnar- Però non fu quella la sola traslo-


lo con s. Bernardo. Quindi desistet- cazione della Abelardo
spoglia di
te egli dall'appcUarc, e si sottomise ed è cosa singolare, che quegli il
alla condamìa d'Innocenzo li, che quale non avca trovato riposo nel-
coir autorità della costituzione Te- la vita, noi dovesse avere dopo la
stante. Jpostolo (t. II del Bollano morte. Le sue quindi , unite
ossa
Romano), confermò la sentenza del a quelle di Eloisa, recate furono a
concilio ed ordinò che i libri di A- Parigi nel 1800, e deposte nel mu-
belardo fossero bruciati, ne fosse po- seo dei monumenti ; ma nel 1 817
sto in prigione 1' autore , ed inter- si trasportarono in appartata cella
detto gli venisse ogni ulteriore in- del cimitero di Monamy.
segnamento. Può dirsi che giudizio solido, in-

Lo zelo di s. Bernardo spiegato gegno vivo e penetrante avesse A-


in quella occasione accusossi dai mo- belardo, e che grande filosofo, dia-
derni come mia persecuzione figlia lettico sottile ed eccellente teologo

della invidia; ma la posteriore ri- egli fosse. Nondimeno oltre la va- •

conciliazione del santo abbate con nità coiwatuiale a lui , la passione


Abelardo, e l'amicizia, che gli ebbe per Aristotele, il conduceva agli er-'
sempre professata dappoi, mostiano rori tanto giustamente riprovati nel
la purità dell' intenzione. suo dogma. Sosteneva tra le altre
Giunto Abelardo per la riconci- proposizioni, dover esser la fede go-
liazione con s. Bernai'do a (juella vernala dalla luce naturale; non es-
pace, clic le passioni gli aveano ra- ser Gesù Cristo venuto per liberar-
pila, pensò di terminare i suoi gioi'- ci dalla schiavilìi del demonio , ma
ni nel ritiro di Clugny, dove, pro- per inspirarci un' attenzione sopra
testando contro i propiii errox'i, ot- noi stessi, sì colle sue istruzioni, sì-

tenne dal Pontefice l'assoluzione dei coi suoi esempi e sì col suo amo-
lidli, e si rese modello dei cenobiti. re suggellalo dalla passione e dal-
Di qua, perchè indebolito nel corpo la morte; avere i filosofi antichi
dalle austerità, dai (hgiuni e forse creduto nel Messia per la predizio-
anco dalle passate afflizioni, fu in- ne delle sibille; non doversi dispe-
viato a rcs[)irare un' aria migliore rare dilla loro salvezza , ctl altre
nel priorato di san Marcello vici- somiglianti assurdità. La raccolta del-
no a Chàlons sulla Saona dove , le sue opere contiene: i. Quattro
morì con edificazione il (fi ventc- lettere, le quali sono anzi li-attati

simopriino dell'aprile 114^., in eia clic lettere. La terza lettera parti-


di sessantalre ainii. Dapprima fu colarmente contiene lutto ciò che
anche ivi seppellito , ma Pietro il può dirsi sopra l'origine delle ver-
venerabile ne concedè le ceneri ad gini consagrate a Dio ed alla vita

Eloisa per trasportarle al Paracielo, monastica. Nella quarta dà una


egli

e scrisse in onore di Abelardo mi ivgola ad Eloisa ]>el governo dcl-


dop]iio epilafio. Per amoie di bre- labba/.ia del Paracleto. ì. Sette let-

vità, rili'i inculo la fine «leUMUimo: tele a diversi privali. 3. Lettera


ADE ABI 23
ad nn amico, die contiene la sto- il re Alessandro II vi ci'csse vina 11-

ria ed alla qua-


delle sue sventure, niversità. I Ialini chiamano questa
le Andrea Du- Gliene appose dot- città coi nomi di Àbcrdonia, Aher-
tissime note. 4- -apologia o confes- clonium o ^4 berdona, e gli scozzesi
sione di fede. 5. Esposizione del- con quello di Aberdeen. Essa è di-
l' orazione dominicale. 6. Esposizio- visa in due città, e nell'antica a-
ne del simbolo di s. Atanasio. 7. Ri- vea sede un vescovo soggetto all' ar-
sposta alle domande di Eloisa. 8. E- civescovo di s. Andrea.
sposizione del simbolo degli apo- ABERNETH . Città vescovile
stoli. Oltre a ciò si ha di lui un li- della Scozia meridionale, capitale
bro contro le eresie, cinqvie libri di de' popoli pitti. E posta sul Tay pres-
commentarii sopra l'epistola ai l'oma- so l'imboccatura dell' Earne. A' no-
ni, trentadue sermoni per le feste del- stri giorni però è mezzo rovinata. Nel
l'anno diretti ad Eloisa ed alle vergini secolo quinto s. Palladio vi stabilì
del Paracielo, tre libri dell'introduzio- il primo vescovado di Scozia, che
ne alla teologia. — Pietro Lombardo poscia nel secolo nono fu trasferito
nel comporre le sue Sentenze avea a s. Andrea.
questi ultimi continuamente sott'oc- ABIA. Città vescovile sotto il pa-
chio. Tutte le opere di Abelardo for- triarcato d' Antiochia. Il Wading
mano un volume in 4-" che fu stam- fa menzione di Adamo e France-
pato a Parigi, nel 161 6, con le no- sco-Giovanni di Monterene dell'Or-
te di Andrea Du-Chéne. Le vere dine di s. Francesco, i quali ci fu-

lettere diAbelardo e di Eloisa, ben rono vescovi ambedue.


diverse da quelle che alcuni roman- ABIA , Città vescovile suffraga-
zieri pubblicarono, sono piene di gran- nea al patriarca di Costantinopo-
di concetti , e sentono molto la re- li. Wading ne fa fede, che Boni-
ligione. fazio IX, nel iSgc), trasferì ad
ABELIANI o ABELOITL Ere- occupare la sede di questa città il
tici , de' quali non si ha molta co- vescovo latino Vitale dell'Ordine di
noscenza. Costoro, nominandosi in tal s. Francesco, che prima reggeva la

guisa da Abele, di cui pretendeva- chiesa di Mela. Conrado, nominalo


no imitar la continenza, insegnava- dal Papa Giovanni XXIII, ottenne
no esser bensì lecito il contrarre questo vescovato dopo la morte di
le nozze, ma non così dar opera Vitale.
alla generazion dei figliuoli : per ABIDA. Città vescovile della dio-
non esser quindi privi di credi, a- cesi di Antiocliia. Tra i suoi vescovi
dottavano la prole dei poveri cir- conta Eusebio, il quale sottoscrisse
convicini. Questi eretici vissero per alla lettera sinodale della sua pro-
alcuni anni non molto lungi da Ip- vincia diretta all' imperatore Leone,
pona neir Africa. S. Agostino affer- suir assassinio di s. Protero di Ales-
ma, che non si durava fatica per ri- sandria e pel concilio di Calcedonia.
condurli alla professione dei veri ABIDO {Ahiden.). Vescovato in
dogmi della Chiesa Cattolica. partibus della fliocesi d' Asia nella
ABERDON. Città marittima di provincia di Ellesponto. E posta rini-
'Scozia nella provincia di Mari , se- petto a Leto del Chersoneso Tracio,
de di im vescovo, che nel 1 1 00 vi nel passo più stretto del canale ove
M trasferì da INluttlac. Nel i48o sorgono i castelli noti col nome di
,

9,4 ABI ABI


Dardanelli. È soggetta alla metro- al pari che tra i Cofti è ammessa
poli di Cizico. dagli Abissini con altre pratiche giu-
ABIDO (s.) F. s. Ipparco. daiche somiglianti , quali sarebbero
ABISSINI o ETIOPI. Popoli del- r astenersi dal sangue e dalla car-
l' Abissiiiia. Riconoscono questi la ne degli animali soffocati ec. Ma
spirituale primazia nel patriarca di queste pratiche, lungi dal costituire
Alessandria (/'. Abissini a). Manca- una cerimonia religiosa, provengono
no perciò del potere di eleggersi il da una connivenza ai Maomettani
proprio vescovo; e debbono atten- dai quali gli Abissini furono op-
derlo dal patriarca, il quale ne in- pressi.
via uno a suo grado. Quindi gli Abulselah , autore egiziano , che
Abissini seguirono sempre la fede scriveva 4oo anni fa , dice che gli
di Alessandria e divennero giacobi- Etiopi invece di confessar i peccati
ti,ovvero monofìsiti od eutichia- ai sacerdoti, li confessavano innanzi
ni (/^. Monofìsiti), dappoiché que- ad un incensiere fumante, con che
sono impossessati del patriarcato
sti si si credevano assolti. Però Michele
di Alessandria. Gli Abissini non han- metropolitano in Damiata giustillca
no adunque altri errori, che quelli dei quel costume, nel suo trattato sulla
giacobiti, e credono tut-
nel resto necessità della confessione, come in-
to ciò che crede la Chiesa Romana trodotto in Etiopia soltanto sotto i

circa i misteri. Rigettano però il patriarchi Giovanni e Maria , non


concilio di Calcedonia [V. Alessan- già come regola generale che a ,

dria, ed il concilio di Calcedonia) e norma della chiesa di Alessandria


la Leone, né vogliono
lettera di s. prescrive sempre la pratica della
una sola natura in
riconoscere, che confessione fatta o ai sacerdoti o al
G. C, quantunque non credano che metropolitano medesimo. Questo se-
la natura divina e la umana sieno condo, ove gli venga accusata qual-
confuse nella sua persona. Hanno che grave colpa, si alza, dà un'aspra

sette saci'amenticome i cattolici, né riprensione al penitente, e, chiamati


si deve credere che non abbiano i littori, il fa percuotere colle ver-
la Confermazione, e l' Estrema Un- ghe. Allora tutti quelli che si tro-
zione, siccome scriveva Ludolf (///^^ vano in chiesa implorano grazia pel
Aethiop. lib. HI. e. 5). La Confer- peccatore, che dal metropolitano
mazione si dà anzi in Etiopia im- viene assoluto.
mediatamente dopo il Battesimo. Il matrimonio, sacramento an-
Credono gli Abissini la presenza rea- che appresso gli Abissini, vien cele-
le di G. C. nel sacramento, la transu- brato con le seguenti cerimonie de-
stanziazione ; approvano la invocazio- scritte dall' Alvarez (Diss. XIII, u-
ne dei santi, il culto delle x'cli- nita ai i'iaggi del P. Loto, p. 335.).
quie, e le orazioni pei morti ; fimuo Gli sposi si recano alle porte della
uso della croce e dell' acqua bene- chiesa, ove sta apparecchiata una
detta, e si comunicano sotto le due spezie di letto. L'abuna (patriarca)
specie. Al sacramento della Eucari- li fa sedere, e, fatta processione col-
stia danno il nome di Amen, paro- la croce e coli' incensiere intorno ad
la che pronunziano dopo formu- la essi,mette loro la mano sulla testa
la espressa dal sacerdote nel porgere dicendo, che siccome indi a poi di-
la sacra particola. La circoncisione venivano una carne sola, aver non
AP.T 2)
ilorofino i;he un sol cnoro ed una si o .sostenersi. I loro strumenti mu-
sola volontà: indi, fatto un oppor- sicali sono certi tamburelli, che ten-
tuno sermone, eelelìra la messa, cui gono sospesi al collo e che batto-
assistono gli sposi , elic ne! fine ri- no con ambe le mani . Sono es-

cevoiio la benedizione nuziale. si portati dai principali e dai più


Il divorzio è in uso anche tra gravi ecclesiastici, i rpiali pur hanno
loro: r infedcltìi, la sterilità, o ffua- mi bastone in mano , che battono
lunque lieve contrasto ancora ba- contro accompagnando ogni
terra,
stano a produrlo. Tuttavia si rende movimento del
percu.ssione con certo
facile il rappacificamento , mercè corpo. Cominciano la loro musica
piccolo esborso di denaro dato alla battendo il piede, e facendo risuo-
parte olTesa. Non è però sì facile nar dolcemente rpie' loro istrumen-
se nasce da litigi tra i maritati, ti ,
poi si riscaldano a poco a po-
poiché allora permette il passag- co , li abbandonano si mettono a ,

gio ad altre nozze , ed un etiope batter le mani a.ssai fortemente ,

sposa più facilmente una femmina a saltare, ballare, urlare; infine


.separata dal primo marito per ti- non osservano più né misin-a , né
tolo di adulterio, che per motivo di posa nei loro canti, dicendo aver co-
contenzione. .sì ordinato Davidde di celebrar le
1'^ pure permessa in Etiopia la lodi del Signore nel salmo in cui di-
poligamia, e molto si adoperano i ce : Juhilnte Deo ecc. Loto, Relaz.
jxitriarchi di Alessandria per to- istor. dell' Ahissinia y). '/'j-jS.
glier questo abuso, ma inutilmente. La chiesa degli Abissini è gover-
I sacerdoti, tra gli Al)issini, possono nata da un metropolitano chiamalo
essere ammogliati, a patto però che Ahitna, cioè padre no'ftro. Egli non
prendano moglie prima di aver otte- ha alcun vescovo sotto di sé : vien
nuti gli ordini sacri, a simiglianza dei nominato e consecrato dal patriar-
greci cattolici e scismatici. Ma il ma- ca di Alessandria,, il quale per te-

trimonio di un religioso e di una ner quella chiesa maggior sog-


in
i-eligio.sa è riguardato come un sa- gezione non le dà mi'i un metro-
crilegio. E.ENAUDOT, Perpetuile de la politano nativo del paese. Quan-
foi, t. IV. lib. le. 12. tunque sia forastiero , e d' ordina-
Vi hanno più ecclesiastici ,
più no sommamente ignorante, pure 'ha
monasteri, e piìi chiese presso gli tanta autorità in sé che spesse vol-
Abissini, che presso verun altro po- te potè conservare il seggio reale

polo. Le chiese principalmente so- a chi toccava di ragione, escluden-


no molte e vicinissime. Cantano i done gli usurpatori ( f^. JosefFo A-
salmi di Davidde fedelmente tra- budain, ossia Barbeto, Historia Ja-
dotti nella loro lingua, come lo sono cohitarum seu Coptorum, colla pre-
tutti gli altri Ubri della Scrittura. Am- fazione e le note di Gian Enrico a

mettono come canonici i libri dalla Suldem, pinncipahnente dal capo 4-


Chiesa dichiarati apocrifi. Ciascun mo- sino al 1 8 ). I re fecero ogni sfor-
nastero ha due chiese, una pegli uo- zo per aver vescovi Abissini, ma
mini, l'altra per le donne. In quella il patriarca di Alessandria temen-
uomini si canta in coro e stando
degli do che si moltiplicassero in Etiopia,
sempre ritti in piedi perciò v'han- non volle accordar mai altri che
no molte comf)dità per appoggiar-
;

r Abnna. —
L'Abima gode i frutti
VOL. I. 4
b6 ABI ABI
tli molti e vasti terreni in quel pae- DI s. Stefano dei Mori esistente in

se, ove tutti ed i sono ;^liiavi , Roma.


suoi aflìttuali sono esenti da ogni ABISSINIA o ETIOPIA. Vasta
maniera di tributo, né ad altri pa- contrada posta al lembo orientale
gano che a lui solo, se si eccettui- dell' Africa settentrionale altre volte
no alcune terre, ch'egli possedè nel chiamata Etiopia, o meglio Aelhio-
regno di Tigre. Per lui si fa anche pia sub Aegypto, per distinguerla
una questua di tela e di sale, che dall'Etiopia interiore, che tutte com-

gU produce ima gran somma. Non prendeva le parti incognite dell'Africa


riconosce altro superiore nello spi- e dell'Asia, alle quali si è dato lo stesso
rituale che il patriarca di Alessan- nome generico, alto più a dimostrare
dria, ed egli solo può dare dispen- le popolazioni di negro colore che una

se : che alcuni patriarchi per a-


di nazione particolare. Sebbene le ri-
varizia ed ignoranza fecero grande voluzioni abbiano grandemente rac-
abuso. — Il Romas o sia Hugue- corciati i limiti dell' antica Abissi-
mos è il primo ordine ecclesiastico nia, un tempo estesissimi ; pure essa
equivalente a' nostri arcipreti. Non è ancora sì grande da imputarsi il
si conoscono in Abissinla le messe più considerabile stato dell' Africa
private. Vi sono dei canonici e dei tutta. Occupa mi' ampia e coltivata
monaci. I primi possono essere am- regione, che i monti intersecano per
mogliati, e spesso i canonicati pas- ogni verso, ed è confinata al setten-
sano ai loro figliuoli; i secondi vi- trione dal Sennaai', all'oriente dalla
vono celibi, fanno de' voti , si pro- costa del mar l'osso, al mezzogiorno
curano il vitto col travaglio delle dai monti della luna , che la divi-
lor mani tenuti in grande
e sono dono dal paese de' Jallas , ed all' o-
riputazione. impiegano sovente in
S' riente dal Rordofan, dal paese dei
affari della maggior importanza ( V. Chilons, e dagU interposti deserti.
Ludolf, Loho Telles Hist. d'Ethiop.; Tre sono le grandi divisioni del-
Thevcnot, t. i. in fol. Nouv. hist. l'Abissinia. i. Il Tigre o lato orien-r
d' Ahyss. tratta da Ludolf in fol. tale, 2. VAmhara o pai'te occiden-
Parigi i684; la Croze Christia- tale, 3. le Provincie meridionali di
iiisme d'Ethiopì'e, opera molto meno Choa ed Efato . Vi è una tradi-
stimata del Christianisme des In- zione dell' Abissinia che la regina
dcs). — Il clero e i principi di A- di Saba la quale si portò in Ge-
,

bissinia sono continuamente involti rusalemme ad ammirare la sapien-


in dispute teologiche: mania eredi- za di Salomone, avesse il dominio
taria e radicata presso di essi da ìm del paese. Ma all'esame della cri-

huigo corso di secoli , come si po- tica siffatta tradizione non regge.
trà convincersene scorrendo la storia I due tratti caratteristici del viag-
di quella regione. gio di quella regina sono i molti
Gli Abissini non hanno leggi seri t- cannnelli e gli aromi.cammello è Il

te, tutto ìn i è regolato dal costume animale di Arabia, non mai matu-
e dalla tradizione ; ciò che rende ratosi in Abissinia, attesa la inegua-
la giustizia pronta, efllcace ed assai glianza del suolo. E, dato che una
rispettata . F. Ale-ssaivdria , Pa- regina di Abissinia ne aves.se pos»
triarcato, e per l'Ospizio degli seduto buon numero , non era age-
Abissini - Copti , o Etiopi, Ciuesa vole il tragittarlo pel golfo Arabico,
ABI ABI 27
avuto anco riguardo alla imperizia mento della potenza degli etiopi ( aii.
della navigazione tli quel tempo. 320 ) che sulla riva orientale del
L'abbondanza poi degli aromi por- mar rosso, ed in ima parte dell' Ara-
tati in Gerusalemme, si spiega più bia estesero i loro confi ni. Però, regola-
fàcilmente se si riguardi piuttosto la ta la chiesa di Alessandria per o])e-
regina di Saba, come quella che go- ra di Dioscoro V. DioscoRo ) dai
(

vernasse mia parte dell' Arabia Fe- Giacobiti, quanto a dire dai
eh' è
lice,che pur chiamavasi Saba, dove Monofisiti, Giacobiti pur furono pa- i

gliaromi si trovano in quantità. Que- triarchi d'Abissinia nominali da quel-


sto regno è quello che avea commer- li di Alessandria, ed il monofìsismo
cio colla Giudea, siccome appare dai prevalse nella popolazione (an. 4^<j)-
santi libri. Egualmente non resiste Circa l'aimo 53o e 54o di G. C.
alla critica la tradizione degli abis- cominciarono gli abissini a venir
sini, che la regina di Saba, tornata alle prese coi persiani ; ma dopo
da Gerusalemme, desse alla luce un lunghe prove furono (Inalmentc rin-

figlio , appellato Menilec, ceppo del- calzati nel secolo VII alla culla
la stirpe tuttavia regnante. natia , divenendo gran [)arle del-
Una
importante storia dell' Abis- l'Abissinia soggetta alla Persia. E i-

sinia si conobbe per caso. Cosmo giioto quanto durasse quel dominio
Indicopleute monaco egizio, vene-
, persiano in Abissinia ; ma v' e ra-

rato neir Abissinia, fu dal re Eles- gione di credere che sia stato di-

baan incaricato di copiare due in- strutto dai Mussulmani, i quali por-
scrizioni di una colonnetta di mar- tavano l'Alcorano colla loro lingua e
mo bianco nel porto di Adula. Altra colla loro scrittura nelle piìi barba-
di quelle iscrizioni ricorda la con- l'e e più lontane contrade dell'Afri-
quista d'Asia di Tolomeo Evei'gete, ca. Tuttavolta la sua naturale co-

altra fa menzione di nuove conqui- stituzione salvò r Abissinia dal fla-

ste neir interno dell' Abissinia, e ne gello ottomano, per cui ancora con-
cita le Provincie coi nomi presso a serva la pro[)ria religione, sebbene
poco d'oggidì, li fatto principale pe- commista agÙ dominanti sul-
eiTori
rò della storia di Abissinia si è la la sede di Alessandria. Del resto fi-
introduzione del cristianesimo fatta no al secolo Xlll, epoca nella qua-
nel secolo IV da Fruinenzio invia- le Marco Polo visitò l' Oriente, noi

to da s. Atanasio. Frumenzio sta- non abbiamo precise notizie suU' A-


bilì la sua sede ad Axurn metro- bissinia, uè altro ci dà la cronaca
poli del Tigri conosciuta anche ai di questo paese se non il nome dei

romani ( V. Axum ). Da indi a poi suoi imperatori, il qual nome confer-


anche la Corte abbracciò la catto- mato viene da Marco Polo. Sappia-
lica religione : i patriarchi succe- mo soltanto essere state note agli

duti a Frumenzio continuarono a abissini le spedizioni de' crociati al-

risiedere ad Axum e la chiesa di , la terra santa, ed essere andata o-

Alessandria, che bramò la conver- gni anno un' immensa folla di es-

sione dell' Etiopia, continuò a no- si a raggiungerli. Ma la nobiltà a-


minare il patriarca dell' Etiopia vendo quei pellegrinaggi in dispre-
( F'. Alessandria ) L' epoca del- , gio, ci fu inviato un vescovo che ca- ,

l' introduzione del cristianesimo in duto in potere dei mussulmani


Etiopia fu pur l' epoca del consolida' venne circonciso . Tale circostanza
,

28 ABI ABI
cagionò terribil guerra fra gli a- Le vantaggiose
notizie, che quindi )

bissini ed i mauri verso la fine ne sono provenute sul suolo Abissi-


del secolo XllI, della quale aj)pi-o- nio, destarono negli arditi portoghe-
fittarouo i sovrani dell' Abissinia si la prima idea di esplorare l' A-
per f'aie molte conquiste. In conse- fi'ica meridionale e diedero luogo
guenza di esse gli abissini si rese- alle scoperte successive, schiusero la
ro allora più noti in Euiopa, e più via delle Indie, e procurarono agli
strinsero le loro relazioni in questa europei una conoscenza più positi-
])arte del mondo. va intorno all' Abissinia . I primi
Nel i44^ l'imperatore Zara Ja- agenti dei portoghesi, approdati nel-
cob inviò ambasciatori al conci- r Abissinia ravvisarono nel Negus
lio di Firenze e scrisse lettere ai o impera tor dell' Abi.ssinia un gran
suoi preti diGerusalemme. Passan- sacerdote e lo qualificarono per
do per Roma quegli ambasciatori Prete Gianni, dando cosi origine
furono amorevolmente accolti da Pa- costante su quel conto a tante ro-
pa Eugenio IV; a porte chiuse, fu mantiche relazioni , che iiiun' altra

loro mostrata nella basilica Vaticana base aver potevano, se non dal sen-
la insigne reliquia del volto santo, tire tutte le mattine esclamarsi dal-
e nella Lateranense le sante teste la gente alla porta di quel sovra-
de'principi degli Apostoli, Di quc- no Ret o Jan hoi ( che in lingua
5>t' ambasceria v' è memoria sulle arabica Rendimi giustizia^ o
indica
porte della basilica Vaticana, dove mio re ), onde da quelle parole si
si leggono i versi: fì)rinò Prete Janni o Prete Gianni.

ì\ Prete Gianni risiedente allora nel-


Ut Grceci Armeni Aethiopes hic
la provincia di Choa, accolse silììit-
aspicc, ut ipsani,
tamente que' portoghesi da indurre
Roinanani amplcxa est gens Ja-
V itighi, o regina madre, ad inviare
cohina Jideni.
alla corte del Portogallo una specie
Sunt hivc Eugenii monumenta il-
di ambasciatoreche produsse , il
luslria Quarti
grande sensazione in Europa. Indi
Excelsi hcec animi sunt monu-
il re di Portogallo mandò nell'Abis-
menta sui.
sinia una straordinuria legazione
Nella biblioteca di s. Michele di e qualche anno dopo divemie au-
Murano di Venezia , alcuni asseri- siliare di queir imperatore , alline
scono, che si conservassero due let- di ripulsare gli attacchi di un re-
tere di quell'imperatore, una ad Eu- gole» mussulmano vicino. Di fatti i

genio IV, del 1442, 1 altra all'im- portoghesi giunsero a liberare l'A-
peratore di Costantino|>oli Costan- bissinia da quel nemico. Ma lo ze-
tino Paleologo del 144^? "^^ "^"^ lo piecipitoso che mostrò il loi'o
catalogo dei codici manoscritti di aipo a ricondurre l'imperatore nel
san Michele di Murano stampato grembo della Chiesa, il ftice cadere
iiell'auno 1779 in Venezia, opeia in disgrazia di quel monarca, e gli

del padre abbate Mittarelli, non se fé' perdere la conlidcnza perfino tlci

ne faalcuna njcn/.ione. y. Zacca- suoi coni|)atri()li che licusarono di


1 ia, Excurs. Lilcr.j .Mont-faucon No- })iù oltre obbedirlo. Il Papa ed il

va colleclio Palrunij Parigi 1707; re di J'ortogallo spedirono in At>is-


iraucesco Alvarez, Ilistor. Abyssin. .Mni;i il j)alriarca Ciuvanni Nugnez
,

ABI ABI 29
fìaneto eiì i thie vescovi Melchior quella Congregazione il nome di
(laniegro ed Andrea Oviedo 11 . Collegio Urbano e per far meglio
pali'iarca si leiiiiò a Joa, ed Oviedo prosperare la religione nell' Etio|)ia,

«asso iieirAbissinia con qualche ye- chiamava a Roma etiopi intelligen-


siiiita, ma l' imperatore impedì loro ti, acciocché in questo collegio fos-
le predicazioni. sero nel rimanente istruiti, alfine di
iXellanno 1578 Gregorio XIII venir poscia destinati al servigio ilel-

conIi)rlò il gesuita Andrea dOsiedo la Chiesa in quel dominio.


j>alriarca di Abissinia aceioccliè man- Malgrado però le sante premure
tenesse in mezzo a C(jntinui |)ericoli di quel Pontelice, Socino non andò
della vita quasi un migliaio d'ani- guari ad abiurare la religione, per-
me di fresco guadagnate alla Sede chè minacciato dai suoi vassalli, ed
Apostolica; ma alla line del secolo intimidito dallesenipio dellaltro im-
Wl divenula rAbissinia sempre più peratore Zoa Za-l)aura, fu costret-
inaccessibile a cagione delle conipii- to a permettere gli antichi errori
sle liitte dai Turchi sui suoi litto- ai suoi sudditi e mostrare in pri-
rali, alcuni ecclesiastici poterono pe- vato come violenta per lui tiesse la
netrarvi isolatamente soltanto. Così introduzione delle novità religiose
s" introdusse nel 1 5i)9 sotto le vesti contro le quali si dichiarava lo stes-

di un fagyf o monaco mussulma- so suo figlio Fucilodaz. Questi, asce-


no, il monaco cattolico Melciiior de so al trono del padre nel iGSa,
Sylva, che rimase nel paese sino al- mandò in bando tlai suoi stati il

1 arrivo del p. Francesco l'aez nel patriarca Alendez, e coi missionarii la


i(3o3. Questi dotato di maggior ta- fede, pel ristabilimento della quale
lento degli altri, continuò ad istrui- non furono bastanti tutti gli sfòrzi

re i gio\ani abissini e portoghesi, d' Innocenzo X, Painfili, ne quelli


e quando nel seguente anno si di- della Congregazione di Propaganda
resse alla mentre regi\ava
corte, ne numerosi missio-
quelli dei tanto
Zu-Denghel, colmato venne di o- narii colà spediti, anzi questi con un
nori, con grande invidia dei mona- glorioso martirio coronarono in bre-
ci abissini giacobiti. In poco tempo ve tempo la loro missione. Papa
Paez, che avea appresa la lingua Innocenzo XII, Pigiiatelli, nel 1691
(jrheez e l'amari na, riuscì di con\er- assegnò al collegio di Propaganda
tire il monarca, il tpiale pagò assai un fondo di cinquantamila scudi per
cara la manifestazione del suo muta- le Pon-
missioni dell £tio[)ia, ed
il

mento, dacché i sudditi ribellati e le teficeClemente XI, Albani, d'Urbino


truppe mal fide il misero a morte. So- inviò nuovi missionarii nell' India,
ci no gli successe, e presso di lui fu il nella China, nella Persia, nell'Etio-
Paez più fortunato nel liunire l'vVbis- pia, nell'Egitto e nel Mogol, come
sinia alla Chiesa Tvomana. La Geo- l'acconta monsignor Lajileau nel
grada deve a Paez la prima scoperta libro II della vita di quel Pontefi-
delle sorgenti del Nilo cotanto dipoi ce. Ma tutto fu inutile. La lotta fra
celebrate. Morì nel 1622 in «juel- i avevano abbracciati!
sovrani, che
l'anno in cui veniva instituita la la romana comunione, ed i sudtlili,
Congregazione di Propaganda. Ur- che persistevano nell' eresia di Euti-
bano VI II salito Pon- al soglio che, da' loro maggiori trasmessa, non
lilìcio, nell'anno appresso dava a durò meno di i4 anni, né cesso su
i
, ,

So ABI ABI
non dopo la partenza dei Gesuiti, il nivano espulsi vari missionarii ete-
che die' luogo alla prevalenza negli rodossi. Corse bensì egli grave pe-
errori dogmatici. Nondimeno, nel ricolo di rimaner compreso nella

1704 ricevè Clemente XI, per mez- loro proscrizione,ma tratto innan-
zo del p. Giuseppe da Gerusalem- zi ed a numerosa assemblea
al re
me, una lettera del re d' Etiopia di sacerdoti nazionali abissini, per
colla quale significava al Santo Pa- gran mercè del Signore vide con-
dre la sua propensione ad unirsi alla vertirsi in suo vantaggio il fosco nem-»
Chiesa Romana. A ciò il Papa ri- bo ond'era minacciato. Gli fìi dap-
spose con un Breve, esoi-tandolo a prima chiesto chi si fosse, ed egli
metter in esecuzione il proposito rispose » cattolico, romano e sacer-
ncli' atto che gli i'imandava con al- » dote. —
E perchè venite in Abis-
tri missionarii il suddetto religioso » sinia, soggiunsero? Per istruirmi —
e parecchi doni. Morto qucU' impe- » nella lingua amarina ed etiopica
ratore, ricordò Clemente XI, con let- « per visitarei miei fratelli ed ado-

tera de' 1 5 marzo 1712 al suc- » perarmi alla salvezza delle loro a-
cessore di lui chiamato Giusto, 5> nime. — Chi sono questi che voi

r impegno del suo predecessore, e » nominate fratelli? I cristiani tut-


lo esortò a proteggere i missiona- « ti dell'Etiopia, e voi principalmen-
rii, che con preziosi doni gli man- 5j te, che della dignità sacerdotale sie-
dava in imo all' arcivescovo di E- >5 te investiti. —
Adorate voi la cro-
tiopia , ed all' abbate generale del- '5 ce, la santissima Vergine, s. Miche-
l'ordine di s. Antonio. Né punto ri- " le, s. Giorgio? — Io non adoro che
liutossi il re dal permettere l'intera " Dio, ma venei'o la croce perchè
libertà di predicare il vangelo nel » santificata dal contatto del Reden-
suo reame: che anzi il vanitelo fe- « tore, che vi mori e la bagnò col
ce colà portentosi progressi. E una » suo sangue, onoro la divina Ma-
nuova missione inviata dalla Pro- » drc con culto particolare, ed in-
paganda nel 1750, composta di tre 3' voco la intercessione degli Angeli
francescani, i pp. Nemedio, Martin, " e dei Santi. — Quante nascite vi
e Boellesmen penetrò sino a Gondar, » hanno in G. C. — Due,
? l'ima e-
sotto l'imperatore Yasons II, e giun- » terna del Padre , temporale 1' al-
se ad acquistar grandissima riputa- » tra da Maria santissima. Bene, sia-
zione e molta influenza in quella 5' mo paghi , voi potete rimanere
corte. Ma da quel momento più 35 senza timore '.
— Equi ebbe fine
si resero difllcili le spedizioni a rinterrogat<)rio e l'adunanza si sciol-
quelle parti. Soltanto nel 1769 vi se, manittistando sentimenti di bene-
penetrò il viaggiatore Brucc, e do- volenza e di propensione pel mis-»
po di lui sino al primo viaggio di sionario. Questi , festeggiato poscia
Salt nel iSo"), ed alla sua seconda dal re, e ospitalmente accolto dai
missione, nel 1809 e 18 io, niuu primarii della città, ebbe ad avve-
altroeuropeo avca potuto entrarvi. dersi procedere dall' ignoranza ed
Finalmente nel i838 potè un mis- incuria del clero, tutti gli errori dai
sionario latino inviato dalla sacra quali è miseramente contaminata la
Congregazione di Propaganda giu- credenza degli abissini. In una con-
gnere sul fine di marzo in Etio- ferenza religiosa tenuta con quel mis-
[>ia nel momento che da Adua ve- sionario convennero di tatti, che lo
,•

.A ?. I ABI 3r
Spirilo Santo procede dal Padre e » A Gregorio XVI Vicario di Gc-
rial Figlio, (jhe in Gesìi Cristo vi lia » sii Cristo, successore di s. Pietro e
una sola persona con due nature " Pontefice Massimo della Chiesa.
e che la cattedra di san IMetro è » S. Gabriele in Adua del Tigre
la prima del mondo ove alber- , *! in Etiopia, i838.
ga, e donde si parte la verità. Die- -•>
Noi ci congratuliamo con Sua
tro tali premesse in un' altra adu- > Santità d' averci mandato un
nanza soggiinise il missionario « Per- •' prete romano , che abbia sapu-
J5 che noiì siete ad essa cattedra uni- >> to colle sue parole ed esempio
" ti? —
Noi lo siamo, risposero, cri- -•; farci rientrare nell'amore col ca-
55 spettiamo i Santi cattolici, e le loro " pò della Chiesa. Sia persuasa Sua
» virttx. — Perchè adunque non do- » Santità , che noi guarderemo
»' mandate a Roma un vescovo ? — 5' con occhio di predilezione il suo
" Non vi è r uso , spetta ad Alcs- « inviato, ed altri pure che lo so-
" sandria l'inviarlo. — Alessandria -•' miglino e ci vogliano istruire
» però è ella unita con Roma, che " de' nostri doveri verso il nostro
» voi conoscete per sola sede della " padre e pastore. Le bugie che ci
5> verità? — Ebbene, tocca ad A- » contarono gì' invidiosi della catte-
» lessandria l'accomodarsi con Ro- » dra di s. Pietro sono obbligate a
" ma. — Potrò io diniqne frattan- '
-•' tacersi alle buone ragioni ed al-
« to scrivere a R.oma , chiedere al 5' le opei'e, mostra Sapeto
che ci

» Papa la benedizione apostolica per 5 Giuseppe, e non possiamo non con-


w voi tutti suoi figliuoli lontani ? •' fessale, che la Chiesa Piomana è la
?» — Si certamente ; ditegli anzi » Cliiesa del Cristo. E con questa
s> che rispetteremo nel suo braccio -•'fede che noi baciamo il santo
jj che ci benedice , il braccio di " piede, e genuflessi domandiamo la

5j san Pietro , anzi quello di Gesù -'5 Papale benedizione ".


» Cristo. Quanto è ad altre particolarità
Si attendono in Adua altri mis- dell' Abissinia , gli obelischi di A-

sionarii cattolici e giova sperare che xum ecc. , gli avvenimenti descrit-
Iddio ne benedica le apostoliche fa- ti dalle cronache abissinie, e con-
tiche, facendo che a sì lieto inco- servati dagli scrittori greci e latini
minciamento corrispondano frutti u- e dagli storici mussulmani delle In-
bertosi. die, non che il carattere impresso
Nel mese di febbraio iSSg si pre- sulle figure dei basso-rilievi adornan-
sentarono in Pioma al Pontefice Gre- ti i templi sotterranei di Salcette,
gorio XVI un irlandese con due a- di Elefantina e di Elora provano
bissini, uno sacerdote, l'altro diaco- che gli abissini odierni sono ben
no, e gli mniliarono una lettera d'al- lontani dall' eguagliare i loro anti-
cuni sacerdoti di Abissinia, scritta chi nella politica, nella guerra, nel-
nella loro lingua, in pergamena, col- la navigazione. La feudale anarchia,
la traduzione di d. Giuseppe Sapc- che regna in quello stato, debbesi at-
to, prete della Congregazione della tribuire all' indolenza a cui gli a-

missione, missionario apostolico in bissinisono dati in preda, e nulli li


Etiopia, colla data di Adua 28 lu- rende nel commercio, nell' industria
glio i838, che riportiamo qui ap- e nelle lettere. L'imperator dell' A-
presso tradotta a conforto de' buoni. bissinia è padrone assoluto della vita
32 AH! A r, l

/'.
e delle sostanze de' suoi sudditi. Atìiti de lìomani Pontefici.

r!on<;ecrato viene dal p;ilriav(^a (k-l- Vesti, Viacoi, Villeggi atup.f, dei
l\\Jjissinia in una maggiori
delle Pontefici e Cappelle Papali.
chiese dell' inijiero, ed in mezzo al- Abiti de' Patriarchi e de' Feacovi.
le acclamazioni universali. Una del- T . Patriarchi e Vescovi.
di quel so- Abiti de' Religiosi. P^. gli arti-
le rendite considerabili
vrano è l'ordine cavalleresco di s. coU di ciascun ordine religioso.

che vuoisi com- x\biti delle Arciconfralernite e


Antonio, ordine,
perare a caro prezzo, e che in par- Confraternite , che assumono i ri-

te è ecclesiastico in parte milita- ,


spettivi confrati. V. Arciconfrater-
re. La lingua dell' Abissinia è di nite e Confraternite.
due sorta. La prima e la più anti- ABITO degli ecclesiastici . Nei
quattro primi secoli l'abito dell' ec-
ca è quella di Teez, cosi detta per-
chè si parlava nel regno di quel no- clesiastico non dilferiva punto da
ed sacri ministri
me. E un dialetto dell'arabo e fu la quello dei laici, i

prima che si cominciasse a scrivere per ben tre secoli nelle loro funzioni
in quella regione, onde è che in essa non portavano abiti nella forma dil-
.sono scritti tutti i libri sacri e pro- ferenti dai comuni. S. Girolamo è il

fani dell'Etiopia. L'altra è quella di primo de' ss. Padri, il quale faccia
yéwhari. È molto difficile a scriversi parola degli abiti usati dai ministri
ed ha sette caratteri non usati nel- dell'altare pel servizio divino. La
Copti, Etiopia, Pke- differenza però di cotesti consisteva
TEtiopia. J^ .

TE Gianni. non già nella forma, ma soltanto

ABITI DIVERSE nella ricchezza e decenza.


de Cardinali. V. \ esti
Abiti Pochi anni dopo la pace della

Cardinalizie, Udienze concesse dai Chiesa, fu proibito agli ecclc-siastici


Pontefici, e Cappelle Pontificie. di vestire alla foggia dei laici. Non
Ar.tTi di Cavalieri, di ordini vii- si può per altro asserire con cer-

lilari ed equestri. T . gli articoli d o- tezza qual fosse il colore prescritto

gni ordine rispettivo. dapprima ai sacri ministri. Il Ba-


AiiiTi dei dignilarii Palatini, dei ronio opina che questo fosse il bru-
militari ed altri individui della no od il violaceo.

Corte Romana. V. gli articoli che L'abito clericale, che il concilio

li riguardano , e Cueictjlaeii o fa- di Trento comanda di portare ai


miliari PONTIFICII. l)eneficiati ed a quelli che .sono fre-

dei V. \ artico- giati degli ordini .sacri, è la veste


Abiti Capitoli.
lo che li riguarda ; e quelli del- talare. Lo stesso decretarono i Ro-
le i-ispeltive chiese, per le parti- mani Pontefici ed i conci Hi, che fu-
colari prerogative, distinzioni ed in- rono celebrati dopo quell'ciioca. Se-
segne. condo l'asserzione del dottissimo Pa-
AniTi delle JMonaehe. V . gli ar- pa Benedetto XIV, questo abito
ticoli risjx'flivi e quelli che appar- divenne proprio dei chierici dopo il
mo- 3oo epoca in cui laici lascia-
tengono agli Ordini religiosi di 1 ,
i

nache, e pie istituzioni di donne. rono le vesti lunghe per assumere


Abiti di Prelati. V. Prelati e le corte.
CoLLEGii Prelatizii sccoudo le ABIURA. Solenne detestazione
,

diverse particolari den()ininazi(»ni . delle eresie colla prnlcNla di credere


, ,

ABI ABL 33
ditte le verità della cattolica fe- alla Cattolica Chiesa. I sacerdoti se-
de o coi giurainciìto di restare inai colari, i quali fanno l'abiura de le.
sempre ad essa fedele. I teologi ed i'/, non vengono impediti dall' escH--

i canonisti distinguono quattro sor- citare tutti gli ordini, nò dall' am-
ta di abiure, vale a dire de hac- : ministrare i .sacramenti od udire le

resi formali, de i'ehcmcnti, de levi confessioni de' fedeli. Non cosi fu


de violenta suspicione haeresis. L'al> stabilito per coloro che abiurano de
iura de formali viene comandata agli vehementi. All' incontro i regolari, i

apostati ed agli eretici conosciuti per quali fanno l'abiura anche de levi,
tali notoriamente: quella de velie- sono inabili a tutti i gradi ed oflll-

menti si fa da coloro, che diedero cii della loro religione. Gli abiu-
agli altri forte motivo di sospettare ranti de vehementi, se abbracciano
della lor fède; a quella de levi sono realmente ancora la eresia, e ne sie-

obbligali tutti i fedeli, che diede- no convinti, si ritengono come re-


ro soltanto leggeri sospetti di ere- cidivi. Anche coloro i quali abiura-
sia r abiura de violenta suspicio-
:
l'ono formalmente un' eresia si con-
ne haeresis finalmente deve farsi siderano come recidivi, se avvenga
da chi venne in sospetto di eresia per che dieno accoglienza ad eretici, e
aver detto o fatto cose inducenti il facciano ad essi regali o prestino ,

giudice a ritenerlo per eretico. Al- favori, purché non possano addur-
r abiura sono tenuti tutti gli ereti- re la scusa di averlo fatto per altri
ci , se vogliono riconciliarsi colla motivi.
Cliiesa : pratica la quale fu mai sem- ABLEGATI Pontificii ed Apo-
pre in vigore. Leggesi nella storia stolici. Gli Ablegati pontificii sono
ecclesiastica , che agli eretici i qua- quelli, che vengono spediti dai Pa-
li usavano una forma viziosa nel- pi a recare i. ai sovrani le fascie

l'amministrare il battesimo, si con- preziose da loro benedette pei neo-


feriva questo sacramento dopo l'ab- nati piinclpi
, eredi del regno ( F.
iui'a de' loro errori. Altri eretici Fascib benedette); 2. ai novelH so-
presso i quali non era in uso il sa- vrani ed ai valorosi capitani, coni-
cramento della Confermazione, do- mendevoh per la difesa della Religio-
po aver abiurata la eresia, si ricon- ne, il donativo delle onorifiche in-
ciliavano colla Chiesa, e venivano segne, dello stocco, e berrettone be-
unti col sacro Crisma nella fronte, nedetti [Fedi); 3. la berretta car-
ne^li occhi, nelle mani, nella hoc- dinalizia ai novelli Cardinali, creati
ca,- nelle orecchie. assenti dal luogo ove ha sua resi-

Le ahìure de forniali, devehemen- denza il Pontefice. F. Berretta


ti,de violenta suspicione si fanno in Cardinaiizia.
pubblico con molte ceremonie; quella Gli Ablegati apostolici sono poi
de privatamente nelle mani del
levi quelli che vengono inviati dai Pon-
vescovo, o dell' inquisitore. Vi sono tefici r. ai novelli Cardinali per ispe-
alcune leggi risguardanti quelli che cial distinzione , col cappello rosso
abiurano , e noi le riferiremo nel- Cai'dinalizio [Fedi); 2. a presentare
l'articolo seguente. la rosa d'oro benedetta dai Papi
ABIURANTI. Nome dato a co- ed inviata in dono a chiese illustri,
loro che detestano le eresie di cui a monarchi , e benemeriti personag-
sono infetti , e tornano in grembo gi. F. Rosa benedetta.
VOI.. I.
,

34 ABL ABL
Tanto gli Ablegati pontificii che fatto dal sacerdote dopo la comvmio-
gli apostolici si sogliono scegliere dal ne, affine di purificare il calice e le
numero dei monsignori camerieri proprie dita. Due sono le abluzioni;

segreti e di onore che se l'individuo


: la prima si fa col solo vino che si

non è di questo grado e non ap- versa nel calice subito dopo la co-
partiene alla prelatura, viene dicliia- munione, la seconda consiste nel-
rato tale per l' abito paonazzo, e ti- r uso del vino e dell'acqua versati
tolo diMonsignore inerente alla me- sopra le dita del sacerdote per pu-
desima qualifica. Vi sono degli e- rificarle. Della prima fa menzione

sempi che gli Ablegati fì.uono anche Innocenzo III nel cap. Ex parte,
secolari nobih, particolarmente sotto de celebrai, miss. , colle seguenti
Benedetto XIV. Abbiamo dal mae- parole: Semper sacerdos vinuni pro-
stro di ceremonie Burcardo, anno fundere debet, postquani totani ac-
1 498, che papa Alessandro VI man- ceperit Eucharistice sacramentum
dò il cappello cardinalizio al Cardi- nisi cum eodeni die aliani missam
nal Giorgio d'Amboise arcivescovo di debuerit celebrare , ne , si forte
Rouen, col duca del valen-
mezzo del vimini perfusionis accìperet , cele-
tinese, Cesare Borgia, suo figlio. Nel brationeni aliam impediret . Da
1727 Benedetto XIII spedi il mar- questa decretale ben si deduce,
chese del Bufalo della Valle Ablegato che dopo la comunione il sacerdo-
a Firenze, colla Rosa d' oro per la te anche nei tempi antichi beveva
gran-duchessa Violante. A questi che la prima abluzione. S. Tommaso
non era insignito di carattere eccle- (p. 3. g. 83. a. 5 ad deciniuni)
siastico , fu concesso nella funzione di ciò rende ragione dicendo :

d'indossare l'abito prelatizio. Sotto J^inuni ratione suce huniiditatis est


Benedetto XIV, essendosi nel 1755 ahlutio, et ideo suniilur post sii-

annegato nel porto di Genova l'Ab- sceptionem hujus sacramenti ad


legato monsignoi'e Scotti, che reca- abluenduni os , ne aliquae reli-
va la berretta rossa in Ispagna al quiae remaneant . La prima ablu-
Cardinal Cordova, quel Pontefice vi zione deve fare col solo vi-
si

fece supplire il cavalier Marcolini di no ; e gli astemii che lo abborrono


Fano. Clemente XIII nel 1770 man- non possono valersi dell' acqua in
dò in Lisbona Ablegato a portar la sua vece, se non per dispensa pon-
beiTetta al Cardinal Carvaial, il com- tificia. RigLiardo alla seconda ablu-

mendatore Cesare Lambcrtini ni-


d. zione, r Angelico ( loc. cit. ) non fa
pote di Benedetto XIV; e nel 1778 veruna memoria dell' acqua, né di-
dopo aver creato Cardinale il nun- ce che si bevesse dal sacerdote. 11
zio di Portogallo Conti, emanò due Durando ( lib. IV, e. 55 ) espressa-
pontificii brevi , con uno de' quali mente insegna che si gettava in un
dichiarò cameriere segreto il p. Mar- luogo mondo oggidì per maggiore
;

co Antonio Conti, fratello del por- riverenza al sagramento, e ad evitare


porato, che dimorava presso di esso, il pericolo che non resti qualche fram-

benché fosse religioso somasco , e mento dellOstia attaccato alle dita, o


coir altro gli die' facoltà di presen- qualche goccia del Sangue aderente
targli la bei-retta Cardinalizia. alla coppa del calice, si beve dal
ABLUZIONE. Voce hturgica che sacerdote la seconda abluzione. Il

significa l'uso del vino e dell'acqua Pontefice s. Pio V scrisse all' airi-
.

ABL ABO ^ 35
vescovo di Tarragona che le ablu- sacrificio Missce (lib. l, e. 12, n. 3),
zionisi dovevano assumere dalia inferisce che a molto maggior ra-
medesima parte del calice dalla qua- gione dovea usarsi tal ceremonia
le si era preso il Sangue. dai sacerdoti prima che celebras-
Oltreché a indicare la predetta ce- sero. Il Martene tratta eruditamente
remonia, la voce abluzione vale a si- su cp.iesta materia nell' opera De
gnificare l'uso che faceasi un tempo antiquis ecclesice ritibus in divin.
del vino e dell' acqua da quelli che celebrand. qffìc. lib. I. cap. 4- ai't. 1 2.
ricevuto avevano la santissima Eu- La seconda abluzione delle dita
caristia. si fa dal sacerdote nella messa do-
Sotto il nome di abluzione in- po eh' egli ha detta 1'
orazione Ve-
tendesi non solamente la purifica- ni sanctificator etc. e benedetta l'of-
zione del calice o della bocca dopo ferta. Allora si parte dal mezzo del-
lacomunione, ma il rito ancora che l' altare e si reca al lato dell' e-
deve pi'aticare il sacerdote di lavar- pistola, dove il ministro gli versa
si le dita prima d'indossare i sagri l'acqua intanto ch'ei recita il salmo
paramenti per la messa, e durante Lavabo inter innocentes etc. col Glo-
la messa, dopo 1' offerta. La prima ria Patri, che nelle messe dei de-
abluzione venne istituita nella chie- funti e dalla Domenica di Passio-
sa ad esempio della ceremonia pre- ne fino al Sabba to santo si omette
scritta dal Signoi'e nell' Esodo [Exod. in segno di tristezza. Di questa se-
e. XXX. ) ,
per cui Aronne e i suoi conda abluzione parla s. Cirillo nel-
figU, prima di accostarsi all' altare, la sua Catechesi; dal che si vede
doveano lavarsi le mani e i piedi che il rito è fino dai primi secoli
A tal viopo era situata una magni- della Chiesa. S. Tommaso ( p. 3. q.
fica vasca nel tabernacolo. Però un 83. a. 5. ad priniwn) adduce due
tal rito non pratica la chiesa come ragioni di un tal rito; la prima
per osservare un ceremoniale del- di queste spetta alla pulitezza, l'al-
l'antica legge, ma per una riveren- tra al morale. Ti tei mano [Exposit.
za al divin sagrifizio, e per rammen- niyst.missae,c. XXXIV.) finalmente
tar al sacerdote la purezza dell' a- sul proposito aggiugne che, sebbene
nima, senza cui è delitto il presen- il sacerdote prima di vestirsi degU
Questo costume è
tarsi agli altari. abiti sagri siasi lavate le mani, nul-
antichissimo nella Chiesa. S. Gio- laostante deve fare anche la secon-
vanni Crisostomo ne fa menzione da abluzione per indicare la som-
in un' omelia al popolo d'Antiochia ma innocenza onde lo si vuole for-
[Hom. 20. n. 7)^ /Ve aucleas illods nito.
mnnibus sacravi victìmani allrectare, Nella messa solenne anticamente
etiamsi mille necessitatibus premaris. siusavano due abluzioni ; la prima
Paolino vescovo di Tiro, presso Euse- dopo l'offertorio, l'altra dopo la in-
bio (lib. X. e. 1 4-)) narra di aver edifi- censazione dell'altare. Nella presente
cato e consecrato un tempio nell' an- Liturgia di queste due abluzioni non
no 3 1
due pile
4? e di avervi stabilite si conserva che la seconda. Intorno
perchè i fedeli si lavassero prima di a ciò si occupa distesamente il Vert,
entrarvi a far orazione e ad assi- t. IV. pag. 174.
stere ai santi misteri. Da ciò Be- ABO. Città marittima vescovi-
nedetto XIV, nella sua opera De le della Finlandia, ora posseduta
, ,

36 ABR ABR
dalla Russia. Avvi una Uuiversità diaute lui , santificata. Il nome di
fondata nel 1640 dalla regina Cri- eremita sì pio Icggesi ne' calenda-
stina Il. vescovado instituito nel ri greci, latini e cofti. Egli è ricor-
ì I 58 dal sommo Pontefice Adria- dato a' i5 di marzo.
no IV era un tempo sufliaganeo ABRAMO (s.), fondatore e abba-
di Upsal; ma fino dal secolo de- te di un monastero nell'Alvergaa,
cimoquinto seguì la riforma lute- nacque nell'alta Siria in riva all' Eu-
rana-episcopale. frate. Lasciò la patria con animo
ABRAAMO (s.) , vescovo e mar- d'imitare il gran patriarca del pro-
tire di Arbella, nota oggidì col no- prio nome; ma, tenuto cinque anni
me di Irbilj suggellò la fede col dai barbari in prigione, non potè
proprio sangue l'aiXQO di Cristo 348, compiere il santissimo divisamento.
quinto della persecuzione di Sapore. Riavuta la libertà, fondò il monaste-
La sua festa è riportata al dì 5 di ro di cui, com'è detto, fu anco abba-
febbraio. te, e dove condusse in grau nume-

ABRAMIANI. Eretici del prin- ro discepoli alla evangelica perfe-


cipio del secolo nono, nel tempo in zione. Secondo s. Gregorio di Tours,
cui Niceforo governava l' impero di fu eziandio taumaturgo. Morì verso
Oriente, e Carlo Magno quello di l'anno ^'ji. Egli è nominato sotto
Occidente. Costoro rinnovarono gii il 1 5 di giugno nel martirologio ro-

eri'ori de' Paulianisti. mano.


ABRA.MO (s.) eremita, nato a ABRAMO (s.), solitario, poi apo-
Ghidana Mesopotamia, vicino al-
in stolo infaticabile applicato massima-
la città di Edessa verso l'anno 36o. mente a sterminare la idolatria
Egli per pura obbedienza ai suol ge- quindi vescovo di Carres nella Me-
nitori, illustri in lignaggio ed in sopotamia, predicò l'Evangelio in un
pietà, abbracciò il matrimonio. Nel villaggio del monte Libano, dove si
giorno stesso delle nozze però, avu- fermò dando pruove di cuo-
tre anni
tone consentimento dalla sposa, cor- re libéralissimo, onde si cattivò l'a-
se a vivere in cupa solitudine, do- nimo di molti, prima suoi mortali
ve le austerità della penitenza era- nemici. Quando dalla solitudine lo
no le sue più care delizie, e dove si chiamò al vescovato, la elevatez-
ei visse cinquant' anni in odore di za del posto non nocque punto al
siugolar santità. Di Abramo si gio- metodo della sua vita penitente ed
vò grandemente il vescovo di E- austera. Morì a Costantinopoli l'an-
dessa per convertire a G. C. i pa- no di Cristo ^11, e ottenne le ve-
gani di una borgata popolatissima. nerazioni di Teodosio il Giovane,
Vinse il santo la invincibile riti'o- che ne custodì rispettosamente una
sia di quegl' idolatri, e dopo quat- veste, e la indossava alcuni dì a me-
tro anni che si condusse fia loro moria di lui. Il giorno della sua fe-

tornò alla sua cella. Ivi morì attor- sta è segnato al i4 febbraio.
niato da immensa folla di popolo ABRAMO (s.), martire. F. Sa-
accorso a riceverne la estrema be- roBE.
nedizione. — Una sua nipote, Ma- ABRITO. Città vescovile della
ria, della quale diremo a luogo, fu diocesi di Tracia, nella Mesia infe-
da lui tolta al peccato e restituita riore, un tempo suHiaganea alla me-
nlla via della rettitudine, anzi, nie- tropoli di Traianopoli.

J^
AC A ACC 37
ACrvOSTOLA. Citlà vescovile del- diocesi di Marcioniti, che impuden-
la diocesi d'Asia nella provincia del- temente sagiifieavano ai falsi nu-
la Frigia la Salutare. Jerocle la mi, sejjpe egli contenere la greggia
chiamò Demauraclin. in devozione inviolabile alla lède.
ACACIANI. Eretici, discej)oli di Degnissima di laude e di storia si

Acacie. Quantunque s' ignori qual è la generosa confessione di questo


fòsse la dottrina di questi setta- impavido prelato davanti a Marzia-
rii, si può dedurla nondimeno dai no ministro del persecutore, il quale
sentimenti del loro capo , che pro- ne ammirò la saviezza e costanza
fessava l'arianismo. Era egli vesco- per modo che lo sciolse dai ceppi, e
vo di Cesarea; uomo invero distin- gli fé' libero il professare la cristiana
to pei taUuiti, ma di nessun carat- religione. jXon è eerto se Acazio so-
tere. Purché si trattasse della sua pravvivesse molto ad essa confessio-
gloria, i principii del dovei-e e del ne gloriosa. I greci ,
gli egiziani e
giusto rimanevano oppressi nel cuo- tutti gli orientali lo onorano ai 3i
re. Sotto l'imperatore Costanzo ei fu di maiYo; ma il suo nome non tro-
ariano deciso; nel regno di Giovia- vasi nel martirologio romano.
no fé' ritorno alla Chiesa Cattolica, ACCADEMIE di Roma e Ponti-

e sotto Valente di nuovo all' ariani- ficie. \J Accademia è ciò che gli an-
smo. Molte indegne azioni da lui com- appellavano sella, ovve-
tichi filosofia
messe lo fecero meritevole dell' ab- ro scuola. Siccome Platone apri la
hominazione di tutti i tempi. Ave- sua scuola fuori delle porte di Ate-
va ordinato a vescovo di Gerusa- ne, in mi luogo ombreggiato dalle
lemme s. Cirillo, e poi lo depose ; piante, il quale dal suo possessore
si era intromesso nel partito dell'an- Ecadenie, Ecadcnio, o Acadenio fu
tipapa Felice, ed aveva influito per detto Ecadeinia e poscia Accade-
l'esilio del Pontefice Liberio. Depo- viiaj così ad imitazione della scuo-
sto nel concilio di Seleucia e di la Platonica j non solo si chiamò
Lampsaco , mori senza consolare la Accademia quell'adunanza d'uomi-
Chiesa del suo ravvedimento. ni, o letterati, o filosofi, od arti-
ACiiRIO Luxeul,
(s.), monaco di sti, che insieme adoperano per T u-
poi vescovo di JVoyon, venne dalla tilità e incremento o delle lettere
oscurità del cliiostro elevato allo e delle scienze, o delle arti, ma il

splendore di quel posto verso l'an- luogo pure, dove si adunano, fu col
no 621. Ebbe grandi soccorsi dal- medesimo nome significato. Cice-
lo zelo di sant' Amando , il quale rone die' nome di Accademia alla
non era a quel tempo se non ve- sua celebre villa presso Pozzuoli,
scovo regionario. Sotto l' egida di ove clilettavasi conversare con dotti
Dagoberto l'e, potè sovra il popolo amici sopra diversi argomenti filo-
molto autorevolmente. Mori nel 63q. sofici, e dove compose le famigera-

Se ne celebra la festa ai 27 di no- te Questioni accademiclie. 11 Tira"


vembre. boschi definisce l'Accademia per quel-
ACAZIO (s.) , vescovo di Antio- la d' uomini eruditi, stretti
società
chia neir Asia soprannominato A-
, fra loro con certe leggi, a cui vo-
gatangelo, ossia buon angelo, visse lontariamente obbediscono e che, ra- ,

al tempo della persecuzione di Decio dunandosi insieme, or si fanno a di-


1'
anno 200. —
Riboccando la sua sputare di qualche erudita quistione,
38 ACG ACC
ora producono e insieme sottometto- sumesse un nome letterario, per di-
no alle censure de' loro colleglli qual- mostrare una specie di uguaglianza
che saggio dell'ingegno e degli stu- fra gli accademici, assunse quello di
dii loro. Il Menocliio (tomo I, pag. Davide. Però l' esempio di Carlo
142) fa rimontare la origine dell'Ac- Magno non fu propriamente imitato
cademia, fino ai tempi di Salomo- che nel secolo XIII da qualche Ac-
ne, dal quale vuoisi fondato lo stu- cademia d' Italia. Sulla mutazione
dio di Gerusalemme, e dice esservi de' nomi accademici, veggasi Steph.
state nella Palestina delle Accade- Borgia, t. II. Anedoct. in Blosii Pal-
mie ovvero studii universali. Uno ladii Orat. de prcestatione obedien-
ne avea la città di Cariai Seplier, tice Rhodioruin Leoni X.
cioè città delle lettere, come si ha Alenino, monaco inglese, membro
dal libro di Giosuè al cap. XV, ed dell'Accademia di Carlo Magno, pre-
uno ve n' era in altro luogo detto se il nome di Fiacco Albino.
Abela, dove pubblicamente pare che A s. Celestino V, famoso per la
vi professassero le scienze; il che si solenne rinunzia del pontificato se-
può credere dal lib. II de' Re al guita ai i3 dicembre del i'294, si

cap. 20 Sermo dicebatar in veteri


: attribuisce l' istituzione di un' Acca-
proverbio Qui interrogante inter-
: demia ecclesiastica appellata Acca- ,

rogent in A bela: et sic perficiehant. demia dei consigli della Chiesa. Per
Pare quindi che chi avea difficoltà altro il Conringio opina, che quan-
ricorresse ai dottori di Abela, e che tunque in Italia prima che altrove
le loro risposte si stimassero oraco- si mettesse in viso questo nome di
li. Finalmente in Theman, città del- Accademia, non si cominciasse ad
la Idumea, stimano alcuni che vi fos- usarlo propriamente che nel secolo
se un pubblico insegnamento nelle XV ed ecco come in tale proposi-
;

scienze umane e divine. Tuttavolta to Courtin si esprime nella sua


il

né quelle Accademie, né le institui- Enciclopedia intorno le Accademie


te dopo la morte di Carlo Magno istituite durante questo secolo in Italia:
avvenuta in Acquisgrana nell' 8 4, 1 « Al rinascimento delle lettere, l'I-
sono le Accademie di cui qui in- » talia si coperse di accademie che
tendiamo far parola. Esse propria- " propagarono il gusto della bella
mente erano scuole pubbliche, le rpiali » antichità, e produssero una gene-
chiamansi comunemente Università. » rale emulazione. In nessun paese
Se ne usurparono bensì il nome » le accademie furono tanto utili:
tanto le Università, cpianto perfino » né mai avvenne, come allora, che
i luoghi di esercizii cavallereschi e le " s'impadronirono, per così dire, di
scuole pel maneggio dei cavalli, co- » tutto un popolo, onde comunica-
me anche qualsivoglia trattenimento » re una nuova attività a tutti gli
pubblico o privato di musica di , » intelletti, né pare mai che si ad-
giuochi e talvolta di danze, ecc. A » operasse con tanto ardore a sod-
Carlo INIagno, dopo la sua discesa » disfare 1' immenso bisogno d' i-
in Italia, spetta la gloria di aver » struzione prodotto dal loro csem-
pel primo instituite nel suo reale » pio, dai loro lavori e dallo splcn-
palazzo e scuole e la piima Accademia, >idorè di quelle loro solennità, per
nel senso moderno. Egli, il <[uale » cui vere feste dello spirito pote-
prescrisse che ogni accademico as- !> vano chiamarsi '. Roma fu una
, i

ACC ACC 3^
<ldle prime città a darne l' esempio. numero delle attuali Accademie, co-
11 Cardinal Bessarione di Trebison- me quella che sopra ogni altra si

da, elevato alia porpora da Eugenio è dedicata all' amena letteratura, alle
IV nel 1439, e compagno dell' im- antichità, alle lingue classiche , e
perator Giovanni VII Paleologo al c[ualche volta alle questioni flloso-
Concilio Generale di Firenze, per- lìche. Questa prima Accademia let-
sonaggio celebre per pietà, pruden- teraria però sofferse alcune vicen-
za , allabilità e generosità, circa il de sotto Paolo II, il quale quan-
i44o adunava in propria casa i più tunque proteggesse grandemente i
chiari ingegni, quali ei'ano p. e. l'Ar- letterati, come aderma Gaspai'e Vero-

gisofilo, Teodoro Gaza, Gemisso, il nese nel libro III De gestisPaidi li


Filelfo Poggio
, e Flavio
Carlo , pure, amando che ai lumi si accop-
Biondo segretarii d' Eugenio IV, piassero i costumi, non potea soffrire

Lascaris, Lorenzo Valla, l'Androni- in Roma un'Accademia, nella qua-


co, Bartolommeo Platina, il Cam- le pervertendosi la pura religione
pano il Domizio e varii alti'i uo-
, coi pessimi costumi, s' insegnasse es-
mini sommi, aflìne di disputare in- ser lecito ad ognuno il goder di

torno alla letteratm-a greca e lati- ogni piacere, e si rigettasse il no-


na. Perfino la famiglia di quel dot- me ricevuto nel battesimo , affm
to Cax'dinale era composta di uo- di prendere quello degli etnici. A
mini colti nelle lingue e pei'iti in tali scandali aggiugnendosi ancora

ogni genere di letteratura, cosicché r accusa data a quegli accademi-


la sua casa potea dirsi una vera ci di voler attentare contro la vi-

continua Accademia. F. Bessario- ta del Pontefice, egli, comincian-


ne Cardinale. do da Callimaco , ne fece incar-
Contemporaneamente il Panormi- cerare quanti più potè, e ne sotto-
ta istituiva in Napoli nella corte del mise alcimi alla tortura. Il Platina
re Alfonso V d' Aragona, detto il però, soggetto ad egual sorte, prese

Magnifico, in un col Faccio e col per tutti la difesa ; dimostrò non


Valla quella rispettabile società
,
essere illecito a' cristiani il trattare
che, presieduta dipoi da Gioviano gli argomenti più alti della filoso-
Fontano, si rese chiara col nome di fìa, il versare sovra Platone lodato

Accademia del Pontano. Ma né il sommamente da s. Agostino, e lo


Bessarione, né il Pontano intitola- scambiare il pi'oprio nome per ri-

rono Accademie le loro adunanze. verenza a quelli degli antichi mae-


Le prime a così cliiamarsi furono stri in sapienza Laonde, sia che.

la Platonica Firenze e
di la Ro- tali ragioni avessero mitigato l'ani-
mana : quella piantata per le scien- mo del Pontefice, sia che recandosi
ze da Cosimo de'Medici cp.iesta
, egli personalmente per ben due vol-
per le lettere e per T archeologia te a visitare quegl' infelici, com-

istituitada Pomponio Leto, e nella mosso dentro di sé, amasse più il


quale forono ascritti specialmente Fi- perdono, che la punizione; certo è
lippo Buonaccorsi ( conosciuto sotto il che dopo un anno rese a tutti la
nome di Gallico esperiente) e Bar- libertà e gli onori di che gli aveva
tolommeo Platina. .spogliati.

La Romana può veramente ri- Assolti gli accademici ,


anche
guai'darsi qual modello del maggior l'Accademia Romana, che per le
,,

4o AC e ACC
vicende loro era stata soppressa, sorse citavano jxiesie, ragionavano di e-

a vita novella, e Pomponio Leto, rudizione e si rici'eavano piacevol-


amministratore dei moniunenti del- mente. Ma r infausto avvenimento
la classica antichità,fu il primo a del saccheggio di Roma seguito l'an-
raccogliere nella sua casa prossima no i52 7 nel Pontificato di Clemen-
al Quirinale antichi marmi; onde te VII, Medici, fu fatale anche alla
a lui si debbono, dopo l'instituzio- Romana Accademia, la (juale in se-
ne della prima accademia letteraria, guito, e verso il i joo, quasi affat-
il primo Museo e la prima Acca- to venne a mancare. Ben poco do-
demia archeologica in Europa. Fe- po ma non diu'ò lungamen-
risorse,

derico III imperatore, con diploma te. Tuttavolta Clemente XI, fiorito

del i4^2, concesse alla Romana Ac- nel 1700, secondando lo zelo del
cademia grandi privilegi per la bcl- dotto prelato Giovanni Ciampini, la
r opera eh' essa prestava specialmen- fece rivivere, dandole a protettole
te si nel correggere e pubblicare i il Cardinal Gabrielli, ed a presi-
classici scrittori, si nel conservare i dente il proprio nipote Albani, di-
monumenti antichi ; stampando in- venuto poi Cardinale. Questi, mece-
oltie per la prima volta le inscri- nate delle belle arti e dei cultori
zioni antiche di Roma , descriven- loro, fabbricò il museo, e la \'il-
done i nol)iIi avanzi , tornando il la Albani (F. Ville ). Nel Ponti-
latino idioma alla pristina puri- ficato di Benedetto XIV l'v^ccade-
tà, prima in Roma, e poi col mez- mia di letteratm-a e d' archeologia
zo dei suoi corrispondenti in tut- Romana riprese nuova vita. Assunto
ta r Italia, ed al di là delle Al- egli al sommo Pontificato, al titolo
]ii. Forse era sotto la vista della di Romana Accademia di storia e
lingua latina coltivata da questa Ac- di archeologia aggiunse quello di
cademia, che Pomponio Leto per- pontifìcia, le diede nuove leggi, ne ri-

suase il popolo Romano a celebra- dusse a soli quattordici i membri


re cristianamente nella chiesa d' A- nominò a suoi protettori i principi Co-
raceli il natale di Roma. Ivi vm lonna, e le die' sede stabile in Cam-
accademico recitava analogo discor- pidoglio, dove si univa una volta al
so, tenendosi poscia lauto banchetto mese assistendovi lo stesso Pontefi-
in Campidoglio ( V. Musei , Iscri- ce. Colla morte però di lui l'Acca-

zioni ) . Progredì felicemente l'Ac- demia si estinse. Nei primordii del


cademia Romana di letteratura e secolo XIX il governo francese si

di archeologia nel Pontificato di fé' a ristorarla, collocandola prima


Giulio II, nipote di Sisto IV, elevato nel palazzo Corsini, indi, per decre-
al triregno nel i5o3, e viemmaggior- to di Napoleone, in Campidoglio, ove
mento sotto (fucilo aureo di Leone X, l'avca posta Benedeito Xl\.
che gli 5 3 anzi sot-
succedette nel 1 r : Pio VII restituito gloriosamente
to questo secondo mecenate l'Acca- a Roma nel 18 i4 diede all' archeo-
demia sali alla più alta nominanza. logica Accademia un assegno sopra
I pili scelti ingegni italiani, radu- il pubblico erario, ed il celebre Ca-
nati o in casa di qualche proteg- nova la provvide di fondi finché
gitoi'c delle scienze, o in ([ualchc visse. L«'one XII, creato nel 189.3,
ameno giardino, o sulle sponde; del la eccettuò dalle altre nella celebre
Tevere, alT ombra dei boschetti j-e- cnsiilu/ione (^itnd divina sapicnlia
A ce A ce \i
e^rnfaiulola ilalla soggoziono allo tomoleca capitolina dei i-itralti de-
sucre congrogazioiii tlegli stiulii ; e gl' italiani insigni in ogni classici
]*i() Vili, che alla morte di Canova erudizione aduna solennemente
. Si
ìc sta!>ili%'a le rendite dal valentissi- ogni anno in comune con V altra-
mo scultore contribuite in vita, medi- insigne Pontificia Accademia delle
lava pur di nobilitarla con somme bcll(* arti di s. Luca, e celebra, con

distinzioni ; ma il suo pontifìcjilo solenne ex)nvito e analogo discorso,


così breve non gli permise di reca- il giorno della fondazione di Roma,
re i bei pensieri ad effetto. eh' è il 2 1 di aprile.
Gregorio XVI felicemente re- Il secolo XVI, che ha dato vita
gnante compì la promessa del suo all'Accademia Romana di storia e
antecessore dando sede all' Accade- di archeologia,dava vita eziandio a
mia neir Università, e conceden- sempre nuove Accademie, assumendo
dole ancora nella stamperia del- ciascuna di esse particolari denomi-
la reverenda Camera apostolica la nazioni ed insegne, e gli accademi-
gi'atuita stampa delle carte accade- ci un nome sempre nuovo , singo-
miclie e d(>gli alti , de' quali già lare e stilano. 'Talora questi cliii-
sette preziosi tomi in foglio videro mavasi \' Agghiaccialo, Y Ansioso, il

la pidihlicaL'Accademia ha luce. Difeso, Y Incruscalo, V Infarinalo e


per protettore il Cardinal Camer- r Infiammato, quegli il Propaggina-
lengo prò tempore di s. Romana to, il Pasciuto, il Rifiorito, ecc. Né

Chiesa, è diretta da vm presidente le stesse donne erano in quel secola

triennale, che come le altre cariche escluse dalle Accademie, come quelle
viene scelto fra i socii ordinarii. che assai di que' giorni si dedicava-
Pi'esen temente sono trenta questi so- no ai begli studii. Quindi in Roma,
cii ed al numero di dieci
ordinarii, oltre la detta Romana Accademia di
possono giugnere i soprannumerarii, Pomponio Leto, forono celebri in

oltre quaranta corrispondenti in tut- quel secolo, I' Accademia de vigna-


ta 1 Europa e trenta socii d'onore. I iuoli piantata da Uberto Strozzi
Sovrani ed i Cardinali formano ima gentiluomo mantovano, alla quale
classe a parte. Il segretario ed il intervenendo i piti chiai'i uomini di
conservatore dell" archivio sono per- fpiel tempo, dalle cose villereccie

petui : il tesoriere, non meno che i prendeano comunemente ì sopran-


cinque sono trienna-
suoi cen- iri , nomi loro, dicendosi, a cagione d' e-

li. L' Accademia premia con meda- sempio, il cotogno, Yagreslo, il mo-
glia d' oro , ad ogni biennio la , sto ecc. Indi successe quella della
migliore dissertazione sopra vm ar- Firth istituita dal Sanese, Claudio
gomento di archeologia, ammetten- Tolommei, famigliare di Pier Lui-
do al concorso tutti i letterati d'Eu- gi Farnese duca di Parma. In mez-
ropa, meno i suoi socii ordinarii ed zo ad alcune ridicole pratiche, que-
onorarii, e pubblicando ogni anno gli accademici impresero a diluci-
uno o più volumi de' suoi atti. R.i- dare il testo di Vitruvio sull' ar-

sponde e giudica le questioni di ar- chitettura, e come facevano grandi


cheologia, che le vengono sottopo- feste nel carnovale all' elezione del
ste, anche da letterati ed Accademie re loro, così ne aveano in ricom-
estere, ed a lei si appartiene il dar pensa da lui vma lauta cena, nel-
voto per la collocazione nella Pro- la quale tutti lo presentavano di
VOL. I. 6
.

4^ ACC ACC
i|ualche accom-
ridicolo donativo , Giambattista Dati pur fiorentino, e-
pagnalo da alcun poetico componi- letto Cardinale nel 1608. — La
mento, lìcn [)rcslo anche qiicU' Ac- protezione dagli Aldobrandini pa- ,

cademia della J' irlìi fu disciolta, e renti di quel Cardinale, accordata


venne sostituita da quella dello Sde- all'Accademia degli Ordinati, ed i
gno , fondata dal medesimo To- canti, le sinfonie che la accompa-
lommei l'anno i^^i, nel Pontifi- gnavano, assai frccpienti rendevano
cato di Paolo III. le sue tornate. Nondimeno, tanto
Però a piii gravi studii era de- splendore quasi meteora disparve
stinata l'Accademia eretta nel iSSq Gareggiava cogli Ordinati l'Acca-
ai tempi di Pio IV da s. Carlo Bor- demia degli Umoristi, fondata da
lomeo nella propria casa, e che Paolo Mancini patrizio romano, che
accoglieva il fiore degli eletti in- fu capitano delle guardie nel movi-
gegni, la cui principale applicazione mento fatto da Clemente Vili per oc-
versava sulla morale filosofia. JMa cupare Ferrara. Toinato a Roma il
dopo 562, nel quale morì il conte
il 1 Mancini e condotta in moglie Vittoria
Federigo Borromeo, fratello del Capozzi 5 nelle allegrezze nuziali co-
santo , si volse l'Accademia a trat- minciarono alcuni amici di Paolo a
tare di cose sacre, e dal luogo ( il rappresentare commedie ed a re-
Vaticano ) e dall' ora in cui teneva citare poesie. Il plauso con cui ve-
le sue adunanze prese il nome di nivano accolti tali componimenti fé'
Noni Faticane. Anche in questa o- dare agli autori il nome di Begli
gni accademico prendeva im nome Umori, e quindi cpielio di Umori-
finto, e s. Carlo volle esser chiama- sti da essi assunto, subito che si u-

to il Benché dopo la morte


Caos. nirono in coi-po accademico. La sa-
del suo primo fautore le si dessero la stessa, in cui tenca quel corpo
nuove norme, esse non bastarono le proprie adunanze, pareva invitare
a salvarla da un notabile deperi- tutti a concorrervi. Intorno ad essa
mento. Nel 1750 venne data alla aggiravasi una vaga ringhiera dalla
luce in Augusta ima nuova edizio- quale le principesse e le dame roma-
ne delle Omelie di s. Carlo, e dei ne godevano star spettatrici. In feli-
suoi discorsi, ove sono compresi i ce stato mantennesi quell'Accade-
sermoni delle Noctes Vaticanx })rc- mia sino al 1670, fretpientandola il

ciiduli dal ConviKHum nocLiuni i-ali- jiocta INIarini, il Cardinale Sforza


cananiin, del Cardinal Agostino Va- Pallavicino, Giambattista Guarini,
lerio vescovo di Vei'ona. ed Alessandro Tassoni. Dopo il iG^o
Altre Accademie lloinanepur fu- venne a poco a poco siffatta unente
rono piantate nel medesimo secolo languendo che si estinse del tut-
,

XVI, quella cioè degl' Intrepidi, in- to; e tornarono a vuoto gli sforzi
stituita circa il i56o, quella degli di Clemente XI, che, ficendo ])ar-
Animosi, nel 1^76, e quella degli te di quel corpo, nel 1 417 sludia-
Illiiininati , a cui diede piinei|.io nel vasi di rianimarla, noniinamlovi a
i5<:)8 la marchesa Al(l(ii)raiidiiii I- presidente Alessandro Alhani. Che
sabella Pallavicini, rinomata nei fa- anzi la medesima sala ilelle adu-
sti delle lettere ; e finalmente falci- nanze fii venduta nel 1738 al ciot-
la degli Ordinali, raccolta da (iiu- to Cardinal di l'Ieury, e poi servì,
li(j Strozzi fiorentino in casa di com' è al picscule, [>er 1' Accademia
ACC ACC 43
(li pittiua. Sino all'anno I7')9 si i membri, ma in profomlità di stien-
eia conservata in (jucsta sala l'ar- za elettissimi : che a tal maniera d'uo-
ma del Tassoni, consistente in una mini soltanto dato era l' onore di
.sega, che incominciava a segare un appartenervi. Un Galileo, un Fabio
masso. Aveva a lato un piccolo va- Colonna, un Francesco Stelluti eb-
so, con queste parole: si No?f falta bero seggio tra essi. Avca procac-
EL UMOR {
se non manca V acqua), e ciato i)ioltre l'Accademia di esten-
più basso l'arma del Tassoni, edalla dersi con im ramo a Napoli , e lo
parte superiore, in campo azzun-o, si mise anche sotto la presidenza di

un' a(juila nera ad ali spiegate , e G. B. Porta; il ramo però venne


neir inferiore un tasso ritto sidle tostamente reciso, dando ombra al
zampe. Governo quella istituzione considera-
Ninna ti-a le Accademie che al ta quale unione sospetta . Le tor-
cader del XVI ed al principio del nate de' Lincei tenevansi a Roma
XVII secolo furono istituite pote- nel palazzo Cesi , in via della ma-
va uguagliarsi a quella dei Lincei schera d' oro ; il principe provve-
fondata nel i6o3 in sua casa dal deva a tutte le spese dell'Accade-
principe Federico Cesi di Acquaspar- mia ed aveva
, fatto piantai-c un
ta coniando egli 1 8 anni di età, unita- giardino botanico per uso degli ac-
mente a Gio. Eckio olandese, e cosi cademici, come anche un gabinet-
denominata perchè gli accademici to tU storia natiu-ale ed una bil^ho-
presero a simbolo una lince aflìne di teca.
spiegar 1' acutezza, con cui tendea- Finché visse il benemerito fonda-
no a svelare i misteri della natura, tore,l'Accademia de' Lìncei prospe-
e ad investigare nell'antica filosofìa rò grandemente e produsse valenti
di Aristotele. — Quest' Accademia scrittori di storia naturale; ma do-
può considerarsi primogenita di
la po morte di lui (anno i63o) sa-
la
tutte le altre che avessero por isco- rebbe anche mancato cpicUo splen-
po le scienze naturali, anteriore a dore a Roma se il commendator
,

(pielle di Parigi, di Londra, di Pie- Cassiano dal Pozzo non l'avesse rac-
Irobtu'go , di Eerlino , del Cimento colta nel suo palazzo, dove si sosten-
e dell' istituto di Bologna. Si vede nel ne fino al i65i, per la protezione
principio della sua storia scritta dal del Cardinal Barberini, nipote d'Ur-
Bianchi, una medaglia, da una par- bano Vili che n'era membro. Da
te rappresentante il busto del prin- queir epoca non prosperò più fino al
cipe Cesi , e nel rovescio una lin- 1740, quando il dottissimo Ponte-
ce posta nel mezzo d' una corona fice Benedetto XIV, Lamhertini, la
civica con l' Lynceis insli-
iscrizione dandole il nome
ristorò, di Accade-
tuLìs. Gli accademici portavano un a- mia dei nuovi Lincei, e volle che
nello d'orOj il cui castone contene- prendesse a subbietto la storia del-
va uno smeraldo, nel quale erano la natiu'a e la fisica sperimentale.
incisi una lince, il nome del fonda- Ma se prosegui all' ombra di quel
tore e quello dell'Accademia. 11 j)rin- mecenate, venne meno dopo la mor-
cipc Cesi voleva dar anche agli ac- te di lui, finché sm'se a ristabilirla
cademici un vestimento particolare, nel 1 7C)5 il vivente professore ca-
ed erigere il loro istituto quasi in valiere d. Feliciano Scarpellini. Il

ordine di cavalleria. Pochi n'erano Pontefice Leone XII compreso dalla


,

44 Aee ACC
utilità di quell'Accademia, latradusi assai più felice ancora sarebbe riu-
se dal collegio Unibro-Fuccioli, ove scito il Pontificato di Alessandro VII
stava, e le assegnò ima parte del per le scienze, se avesse avuto tempi
palazzo senatoi'iale nel Campidoglio. meno torbidi, che non gli permise-
Ivi dii-etta dal suddetto professore ro fra le altre cose di aprire in Ro-
Scarpellini, che n'è il presidente ma un' Accademia o collegio di uo-
perpetuo, i-accoglie ora in se perso- mini i più illustri d' Eiuopa nell'ec-
naggi che coltivano le scien-
illustri clesiastica erudizione, di mantener-
ze naturali, ed ha pure un gabi- li agiatamente, acciò potessero im-
netto di macchine fisiche, opere la piegarsi co' loro studii a vantag.-
maggior parte del detto professore. gio della Chiesa Cattolica, e di ri-

Sopra la torre vicina, già eretta da compensarli poscia delle loro fatiche,
Bonifazio IX, si è anche ormai alza- col promoverli a ragguaidevoli di-
to un osservatorio astronomico con- gnità.
dotto dal profossore Scarpellini me- Passando sotto silenzio molte altre
desimo, al quale il munifico proteg- Accademie Romane fiorite contenq)o-
gitore degli studii duca Alessandro raneamente o poco dopo quella dei
Torlouia fece dono ultimamente di Lincei, quali sono quelle dei Partenii,
due pei'tettissimi Riflettorii. V. Scar- dei iMalinconici, degl'Intricati, dogli
pellini, Mctaorit di alcuni Ri/ltUo- Uniformi, dei Delfici, dei Fanta.stici,
rii, Roma, Salviucci, i83ti. dei Negletti, degli Assetati, dogi Lir
Il fascicolo LV del giornale ar- fecoìidi, con altie molte nel Quadrio
cadico del luglio 1823, riporta il annoverate, scopo delle cjuali era il re^
prospetto delle memorie aneddote citare versi di pessimo gusto e di disor
dell' Accademia Romana dei Lìn- nore piuttosto che di vantaggio all' i-

cei^ raccolteda Francesco Cancel- taliana letteratiu'a, è degna invece di


lieri e stampale a parte in Roma menzione T Arcadia fondata in Ro-
nel 1823 dal Salviucci , coi catalo- ma alla fine del secolo X\ il,
come
ghi de' Lincei, notizie delle loro Let- quella che prese appunto a muover
tere, unitamente alla spiegazione del- guerra al falso letterario gusto per
le cento quindici arcane cifre data dal l'illuvie stessa delle italiane Accade-
chiarissimo e dottissimo conte Do- mie diffuso in Italia.

menico Moi'osini già podestà di Ve- E diciamo qui déX Arca-


jjoichè
neziaj che sovra ogni altro ebbe la dia, tornerà bene rammentarne i
chiave per iscoprirne il significato. principii. La figlia del gran Gusta-
Nello stesso secolo XVII ad o- vo Adolfo 11 re di Svezia, Maria
Bore delle Accademie, meritano spe- Cristina, principessa fòiuita di ec-
cial menzione i Pontefici, Gregorio cellenUssime doli, che parlava un-
XV, Liulovisi, che con gran pia- dici lingue , e massimamente la
cere assisteva occulto alle tornate greca, la latina, l'ebraica e l'a-
che nel palazzo Vaticano ed in rabica, appena salita al ti'ono, co-
quello del Qniiinale faceva fare da nobbe la vanità della setta lutera-
uomini scienziati il Cardinal Lu- na, ed, abiurati gli errori, si recò
dovisi suo nipote ; ed Alessandro a Roma nel primo anno del Pon-
A'^ll, C/i/g/j sai lese , come attesta il tificato di Alessandro Vii, stabilen-
Minatori nel tomo Vili della Sto- do nella cjq)itale del Cristianesimo
ria della Lclk't atura. Die" egli, che e nel palazzo Riario. oia Corsini, la
ACC ACC .^5
sii.T resuleiiza. l i)iii grandi uomini beo con tale titolo di\einie celebre
jiiubirono di essere amjnessi al ser- in tutte le colonie Arcadi dt;!!' Ita-
vigio della Pallade di Svezia, nome lia, ed anche in tutta l'Europa.
che la regina col suo sapere si è Nel 1726 l'Arcadia passò dall'A-
procacciato. Tale unione di dotti a ventino sul Gianicolo pel dono fattole
poco a poco die' campo a formare di una stanza dal re di Portogallo
jnel palazzo di quella regina un'Ac- (Giovanni V. Primo a consecrare
cademia, che ai 24 gennaio del iGjG quel luogo fu Gio. Mario Ciesciinbeni
itane la prima solenne adunanza, medesimo con gran festa e gran co-
^irefiggendosj sovra tutto di versare pia di pi'ose e di ap[)lauditi poetici
intorno la filosofìa morale. In segui- componimenti ( V. la Lettera intor-
lo congiungendo tra gli studiosi suoi no ai luoghi delle arcadiche adunan-
tiattenimenti anche la poesia, da ze, Roma 1753; Crescimbeni, g/»o-
parecchi accademici coltivata, com- cki olimpici in lode di Giovanni f^
pose il primo abbozzo della celebre re di Portogallo, ivi 1726; De Rossi
Accademia d'Arcadia istituita dopo Vite degli ylrcadi illustri). Da quel
la morte di quella regina, accadu- momento l'Arcadia, alla quale l' au-
ta nel i68g. tore della presente Compilazione si

E già nel I 690 quei medesimi che onora di appartenere, col nome di
erano ascritti all'Accademia tlella re- Eliojilo Eleo, per la gentilezza del
gina di Svezia, della quale era presi- benemerito custode monsignor Lau-
dente Gio. Mario Cresciuibeni, mace- reani non venne mai meno, con-
,

latese,cominciarono ad unirsi in li- tinuando anzi a dar sempre utili


na nuova Accademia, che si l'accol- sempi agli studii d' Italia. Serbe m-
se primieramente nei giardini Far- dosi ferma alla purità che costitui-
nesiani, indi all'Aventino nel giar- sce il suo elemento, mutò e mute-
dino Ginnasi, dai quali luoghi cam- rà bensì l'Arcacha le forme secondo
pestri assunse il nome di Bosco il variare dei tem|)i ; ma se nacc|ue
Parrasio, e di Arcadia, anche pel movendo guerra alle pazzie d^;! se-
genere componimenti pastorali
dei colo XVII, Sciprà garantirsi da ogni
preferiti da' suoiaccademici, che non genere di corruzione, che distrug-
abbandonarono mai il eostiune d'im- gesse le basi della finezza, della so-
[)orsi nomi greci, conformi alle idee lidità e dell'ordine sulle quali vuol
loro pastorali. La loro prima adu- ognora innalzarsi la letteratura ita-
nanza accademica si tenne il giorno liana. Con tali principii, il Bosc/i
5 dell'ottobre 1690 sul monte Gia- Parrasio , monumento insigne d' i-

nicolo nei gir«rdini del convento di taliana coltura, frequentatissimo da


s. Pietro in IMontoxio. Repubblica- cittadini e forestieri per amenità di
no divenne il governa della società sitOj per varietà e simmetrica dis-
loro né avendo per capo che un
: posizione di piante, per memorie
custode, Crescimbeni ne fu il pri- a tanti arcadi illustri ; ma
scolpitevi
uìo, sotto il nome di Alfcsibtio Ca- dove colpa le note vicende deJ
,

rio. Il quale bendnèper un'olimpiade tempo, non si poteano da oltre a


(per un quadriennio) dovesse durare trent' anni tenere le ordinarie sedu-
in tale dignità; pure d'olimpiade in te ; per le generose cure del massi-
olimpiade fino alla morte \enne mo Pastore Gregorio XV I, lii soil-
ictnpre confermato custode. AUcsi- tuosamente riedificato e lahbfilftyi
46 AC e ACC
Il dcsideratissimo aprimento ne se- stituzione Militanlis (an. 1711), che
gni con istraortlinaria pompa e gran- si legge nel tonìo X del Bollario, ap-

de commovimento di ogni ordine provò gli statuti dell'Accademia fon-


di persone, il giorno 4 settembre data ivi da ("rian Pietro Zanotti sotto
1834. IMonsignor Laureani colle an- gli auspicii dei Piiformalori dello stato

tiche formnle della romana eloquen- libero di quella città, i quali dal nome
za, tra gli evviva de' circostanti del Pontefice vollero che fosse chia-
ragguardevoli per dottrina, e nobil- mata Accademia Clementina. Indi,
tà e cariche, ne fece la solenne in- non volendo che per le arti si ab-
augurazione: indi il pastore arcade bandonassero le scienze ed i sacri stu-

principe Agostino Ghigi lesse una dii, nell'anno 1715, a' 12 giugno,
sua prosa intorno la storia di esso mediante la costituzione Superni, ri-

Bosco, e i vantaggi recati alle buo- portata nel tomo XI del Bollario,
ne lettere dall'Arcadia. A codesta confermò le costituzioni dell' istitu-

lettura tennero dietro alcune poesie to delle scienze nella stessa città di
de' socii d' intorno i fasti del Pon- Bologna. A questo unì l' Accade-
tificato Gregorio XVI. Ora, ci
di mia dcgl' Inquieti già fondata , ai

conforta la speranza, che il Bosco 1 1 dicembre 1 7 i i j dal conte Lo-


respirando nuove aure di vita, por- dovico Ferdinando INIarsigli, gene-
gerà ombra ospitale a chi cerca rale dell'imperatore Leopoldo I e
quel gusto che non muore giam- poi della Santa Sede, il quale nel
mai, e schiva i momentanei splen- 1 7 1 2 avea pure arricchito il detto
dori delle false letterature. F. Bo- istituto di molti strumenti matema-
sco Parrasio, alle falde del Gia- tici, d'ima copiosa libreria fornita
nicolo, rifallo sui disegni dell' Az- di preziosi manoscritti in varie lin-
zurri, Roma, pel Salviucci, 1839. gue orientali, non che di un magni-
E ciò basti dell' Arcadia, che al- fico museo di scelte statue di mar-
tra Accademia ci fé' rimirare il Som- mo, oltre un capitale bastante al
mo Pontefice Clemente XI, Albani, mantenimento dei professori . Per-
lU'binate, il quale co)ioscendo quanto chè venisse poi maggior lustro a
sia giovevole, che negli anni piìi teneri queir istituto già posto sotto gli au-
si applichi la gioventù alle belle arti, spicii di s. Tommaso d'Aquino, di

si diede a proteggere la pittura^ la s. Carlo Borromeo, di s. Cattcrina


scultura e l' architettura, c;hc allora de \ igris detta di Bologna, volle il

andavano trascurate. Fu egli adun- detto Clemente XI che tutti i fu-


que, il quale nel 1701 inslitui nel turi precidenti fossero notarli della
Campidoglio col fondo di mille scudi Santa ^oXg se chierici, e cavalieri
1' Accademia di queste arti, la quale dello speron d'oro, se laici. Quei pre-
tanto vantaggio ha recalo al pubbli- sidenti ,
per legge dell'istituto, in
co quanti sono i meritati enconiii, uno col segretario esser debbono
che continuamente si procaccia e perpetui, e venir eletti dal senato.
riscuote dalle altre nazioni. 1 professori sono di astronomia, di
ISè a Ptoma soltanto furono ri- fisica sperimentale e di storia na-

strette le provvide cure dell' XI Cle- turale ; gli accademici poi degl' Jii-

mente ; anche Bologna esperimento quieli, imiti, comesi disse, ali istituto,

lo zelo di lui pel coltivamento dc- sono di quattro classi: i." gli Or-
yli utili sludii, ([unndo egli rolla co- dinarii in numero di dodici , cioè
ACC ACC 47
due per ciascuna delle sei materie, della ])il)Iioteca acquistata dagli e-
fisica, matematica, anatomia, spar- redi del Cardinal Impeiiali. D' al-

girica, medicina e storia naturale ; lom in poi, non iscemò mai il pro-
2. Nuinevdni, die montano a venti-
'
i speranìcnto di essa. Cardinali, ve-
quattro, cioè quattro per ciascuna del- scovi, prelati usciti dal seno di lei,

le suddette sei materie; 3.' dodici formarono Gerarchia


decoro alla

Alunni. Dopo tali instituzioui di Bo- ecclesiastica; nel 17^9 diede al So-
logna, stava molto a cuore di quel glio Pontificio Clemente Xlil e ,

Pontefice ur' altra cura da com- nel 1823 Leone XII.


piersi iu Roma, ed era 1 erezioue Il regnante Pontefice Gregorio
dell'Accademia dei nobili ecclesia- XVI, seguendo l' eseu)pio de' suoi
stici. predecessoi'ioltre aver onoralo di
.

Yai'ii ecclesiastici insieme raccol- sua presenza f Accademia, ne pro-


ti alla fine del secolo XV II, nel pa- move gl'individui alla Romana Pre-
lazzo Gabrieli a monte Giordano, latura, secondochè si distinguono per
aveano data la prima idea di que- ingegno e dottrina.
st'Accademia. Aumentata poscia dal All'Accademia dei nobili ecclesia-
Cardinal Imperiali, passò al palazzo stici va giunta natuj'almentel'^rrrz-
Gottofredi in piazza Venezia, detto de/nia di teologia deW Università
anche dei Pizzardoni, per cui da quei Romana. Eccone la origine. Rall'ae-

palazzo pri'sc anche il nome d'Ac- l(? Cosimo Gii'olann, nobile liorcii-

cailemia dei Pizzardoni. Ma Clemen- tiuo i-inunciando il canojiicato del-


te XI, che voleva ridurla a piti re- la sua metropolitana, si trasfeiù a
golari discipline, fé' acquistare nel Roma dove il C/irdiual Renato Ini-

J706 il palazzo Severoli sulla piazza jxM'iali lo volle aiutante di studio,


della Mirierva, ed ivi la tradusse, e limamoratosi della novella sua pa-
colla spesa di sessantamila scudi tria, istituì egli nel 169J, esseuilcj

la provvide d' una ricca biblioteca. Pontefice Innocenzo XI Ij nella pro-


Da quel momento i Papi ebbero pria casa un'Accademia, che mos-
sempre ])articolar cura di uu istituto, se da una disputa periodica in ma-
dove nobili giovani si addottrinas- terie teologiche. Nel 1707 si unì
sero nelle scienze ecclesiastiche, pri- alla riferita Accademia ecclesiasti-
ma di prelatma ed
entrare nella ca, ed ivi prese miglior ordine, fin-
aver cariche \eggan-
governative, ché Clemente XI nel 1 7 1 8 l' ap-
si le notizie storiche delle Accade- provò formalmente con uu breve
mie d' Eiu'opa con una relazione
, Apostolico, e le diede ferma stanza
piìi òcW Accademia nobile
diffusa nell' università della Sapienza Il .

ecclesiastica di Roma, estesa da mon- Crirolami sì benemerito nell' insti-


signor Paolino JMastai Ferretti con luirla, lo fu di più nel ])rovvederla di
correzioni ed agisfiuntc, Roma 1792. diversi statuti e nel lasciarle dieci-
Ad onta di tutte queste cm-e è mila scudi affinchè coi fratti loro
,

ignoto il perchè siasi rattiepidito co- si premiassero gli accademici piìi


tanto in quell'Accademia il fervore, valorosi. Agli statuti, che il Cartli-
da dover nel 1776 il Pontefice Pio nale Ferrari, domenicano, rivide, e
\I, B raschi, di Cesena, assegnarle lo stesso Clemente XI a[>provò col-
diecimila scudi acciocché rimettesse la bolla Inscrutabili emanata il gior-

la sconcertata economia , e dotarla no 23 aprile 17 18, aggiunse quel


,

48 ACG ACC
Ponloficp clic i membri òcWJcrarh'' poi'zione del progresso che in essi
min si preferissero nei concorsi delle avesse osservalo nelle scienze e nei
pan'oechie, die tre Cardinali ne fos- buoni costumi: pruleste pur repli-
sero prolettori ed un prelato il se- cate in un concistoro a' giorni no-
gretario, che avesse stanza per le sue stri dalla sacra memoria di Leone
funzioni nella Sapienza di Roma, e XII, neir esaltai-e al cardinalato il

che i suoi lettori di teologia fosse- regnante l\intefìce. Ed aifinchè il

ro i censori. mezzo se ne agevolasse, nel mese di


Papa Benedetto XIII, Orsini, con- dicembre istituì quattro Accademie
siderando, che alcuni di questi ac- in Campidoglio, la prima che si oc-
cademici per la loro povertà non cupasse della storia romana e di
potevano continuare negli uffizii, in profana antichità la seconda, in ca- :

virtù della bolla In excelso, pub- sa dei PP. dell'oratorio di s. Filippo


blicata ai 6 maggio 1726, come si Neri, per lo studio della sagra sto-
l^gge nel tomo XII del Bollano, ria ed erudizione ecclesiastica la :

ordinò a" Cardinali protettori , che tcrza^ nel collegio di Pi'opaganda


a venti sacerdoti secolari poveri, ad per quello de Conciliij la quarta,
essa ascritti, si dessero dalla Came- di Liturgia nella casa dei pii ope-
ra apostolica per sei anni cinquanta rai alla Madonna dei monti. Il Pon-
scudi all'anno coll'ulterior diritto di tefice, nel lunedì di ogni settima-
promozione alla cura delle anime ed na, se non fosse stato impedito, te-
R2\'\ uffizii ecclesiastici nei collegi di neva avanti a sé nel palazzo Qui-
Propaganda. Il Pontefice Clemente rinale per turno ima di queste Ac-
XIV, Ganganclli, che mcntr'era Car- cademie uiìo dei loro membri l'c-
:

dinale ne fu protettore, nel primo an- citava sempre qualche dissertazione


no del suo Pontificato (ai 21 aprile intorno la rispettiva materia. Tal era
1769), confermò a quest'Accademia il genio di Benedetto XIV fin dai
lutti i privilegi concessi dai suoi pre- suoi primi anni, quando in E^oma
decessori Clemente XI e Benedetto fece fiorire i Congressi sulla storia
XIII. Stabilì inoltre, che ogni anno ecclesiastica, e quando in mezzo
uno degli accademici il quale per , ancora alle occupazioni pastorali,
un intero triennio fx*equentati avesse zelante vescovo presiedeva alle Chie-
maggiormerile gli esercizii teologici, se di Ancona , e Bologna. Gran
ed avi sse date prove maggiori del vantaggio sarebbe venuto alla re-
suo sarfW;^, venisse da' censori de\- pubblica letteraria se i discorsi al-
l'Acca^K-ftiia, con voli segreti, pre- la presenza di quel dottissimo Pon-
scelto, e proposto al p. Maestro del tefice recitati dai primi soggetti che
.sagro palazzo, e quindi ottener po- ornavano la capitale del Cristia-
tesse la laurea dal collegio teologico. nesimo, si fossero pubblicati col mez-
Appena il Sommo Pontefice Be- zo stampa. 11 Novaes parti-
della
nedetto XIV, Lambcrlini, nel 174» colarmente compiange questa man-
fu assunto al trono Pontifìcio,, eru- canza, tanto pili in quanto che a-
ditissimo letterato com'era, con mo- vea co' proprii occhi veduti i punti
di assai patetici esortò i prelati del- di scelta erudizione, che nelle me-
la sua corte ad una seria applica- morie periodiche si erano sviluppa-
zione allo studio, protestando di non ti. Devcsi perciò buon grado al sig.

fjronnioverne ali:uiio, se ikju a pro- Bartolommcfi Colti, il q(».ile ci die'


ACC ACC 49
ventickie discorsipostumi del chia- mano ,
già delubro che il primo
rissimo suo zio Gaetano Cenni col imperatore romano Ottaviano Au-
titolo Disseriazioni sopra i'arii
: gusto dedicò a Mai'te Ultore ,
pei
punti interessanti la storia eccle- vendicare la morte di suo zio Gal-
siastica ,
pontifìcia , canonica _, ro- lio Cesare e che sino dai primi
,

mana, in Pistoia, tipografia Bracali, tempi del cristianesimo si è cangia-


J778 e 1799. to ili chiesa parrocchiale. La chie-
Veniamo alla insigne e Pontificia sa di s. Martina prese il titolo al-
y4ecaileniia di s. Luca, la quale lui lora del santo avvocato dei pittori,
molto antico il suo onorevole princi- e la vera parrocchiale fu divisa ha
pio. Si raccoglie da antiche memorie s. JXicolò in Carcere e s. Lorenzolo.
come ai tempi di Sisto IV, an. i47"^5 f. Romano Alberti, Trattato della
si dessero nuovi statuti a qucU' luii- nobiltà della pittura, ecc.; Origine e
versità delle arti, che dal Pontefice progresso dell' Accademia di Dise-
Gregorio XI sedente in Avignone gno ec.,in Roma, Pavia i6o4 ;
{an. 1.371), con bolla riportata nel Ordini e statuti dell' Accademia
tomo IH, p. II del Boll. Pvoni. , a- di Disegno, de' pittori , ec. in Ro-
vea avuta una piccola chiesa sul- ma sotto il titolo e patrocinio di
l'Esquilino, appresso Maria Mag- s. s. Luca, Palestrina 1716; Tratta-
giore. Venne quindi assoggettata con io dell Accademia di s. Luca Ro- ,

tali nuovi statuti quell'università ad ma 1754; Piazza, Trattalo delle


alcuni consoli , e fu posta sotto la Accaac/nie Romane j Romana privi.
protezione del senato romano. Ma Adgregationis prò Academia s. Lu-
in que' primi tempi oltre ai
, pit- cci', ecc., Roma 1753.
to! i e scultori , avevano accesso al- Stabilita così la confraternita dei
l' Accademia stessa anche le arti pittori nella chiesa di s. Martina
meno Laonde venne in ani-
nobili. sotto il patrocinio di s. Luca, ac-
mo al celebre Girolamo Muziano di quistò essa in seguito varie case
fondare sotto gli auspicii di Papa contigue alla chiesa medesima, ed ai
Gregorio XIII un'Accademia, a cui i/\ novembre 1598, sedendo sulla
fossero ascritti soltanto i migliori pro- cattedra di s. Pietro Clemente Vili,
fessori delle arti liberali. E di buo- Aldobrandini fiorentino, si apiì la
,

na voglia quel Pontefice accoglieva il nuova Accademia del disegno, e ne


felii^e pensiero del Muziano: anzi con venne creato a primo principe cioè ,

ordinazione del 1577 istituiva l'Ac- presidente, il cavalier Federico Zuc-


cademia. Ma per morte sopravve- cari scultore, pittore ed architetto,
nuta e del Muziano e del Ponte- che tanto s'era adoperato per la sua
fice non ebbe effetto l' Accademia novella istituzione.
stessa che nel i588, sotto Sisto V, L'Accademia di s. Luca si man-
per opera e per consiglio del pit- tiene ancora essenzialmente colle
tore Federico Zuccari. stesse leggi stabilite dal detto fon-
Volendo Sisto V ampliare il sito del- datore Zuccari , sebbene siensi in-
la sua villa Montalto ( fedi ), fe'get- trodotte alcune modificazioni , opera
tare a terra la chiesa di san Luca delle mutate circostanze. Promuove
suir Esquilino già addetta alla com- quindi le arti onora il merito di ,

pagnia dei pittori , ci sostituì la coloro che si distinguono coli' am-


chiesa di s. Martina nel Foro Ro- metterli al proprio corpo, e veglia
VOL. I.
7o AC(' A ce
alla conservazione dei piihhiiri mo- belle arti dello stato pontificio, con
numcnti. Essa è sotto ia immediata chirografi dei c) aprile i8o4, tras-
protezione del Card. Camerlengo, e portò l'Accademia .stessa alla fab-
si compone un presidente e di
di , brica delle Convertite al Corso, già
accademici (Ilmciito cdi onore. I pri- convento di monache prima che si
mi sono dodici per ciascliediina delle l)ruciasse, ed indi riedificato da mon-
tre classi di piltiua, scultura ed ar- signor Verospi; tm terzo di esso fu
chitettura, e venti possono essere este- usato a tale oggetto.
ri. Vi sono poi dodici altri accademici Quel Pontefice protesse quest' Ac-
di merito, tra i pittori di paesaggio cademia per modo che sino dal
e fra gl'incisori ed intagliatori in 1802 con chirografo del primo ot-
pietre dure. Indefinito è il numero tobre aveale destinata l'annua som-
dei secondi, cioè di quelli di onore. ma di diecimila scudi per l'acqui-
Un consiglio di ventiquattro membri sto di monumenli artistici.

regola gli alfari dell Accademia uni- Il principe dell'Accademia, che


tamente al presidente ch'è annuale, Pio VI, nel I79'>, avea dichiarato
ed al segretario ch'è perpetuo, e che Conte Palatino, per quel tempo che
scegliesi tra i principali letterati. Que- esercitava l'ufiìcio, da Pio VII, nel
st Accademia dirige anche la scuo- 18065 fu insignito del grado di ca-
la di pillura e di scidtura, denomi- valiere, istituendo per tutti i pre-
nata del nudo , eretta da Benedet- sidenti di essa un'apposita croce di
to XIV, Lamherlini, nel 1754 pei decorazione, che descrivesi all' arti-

giovani poveri, in un'ampia came- colo Cavamerf, Ordine de" Presi-


ra nel Campidoglio, e da lui dota- denti dell' A evade mia di s. Luca.
ta di ti'ccento scudiannui ( T^. la co- Poscia l'Accademia chiamò soltan-
stituzione Inter citrn.<!, data ai 17 to col nome di Presidente il suo
marzo 17 i4, presso il tomo IV del primo rappresentante.
Bollario dello stesso Pontefice: Consti- Le Accademie di s. Luca e del
tìitio qua ad exerceiidos erudiendos- nudo, trasferite nell' ampio col-
que picturae, atque scuipturae Ty- legio Germanico presso la chiesa
rones, G yninasìum puhiicum , seu di s. Apollinare, non ebbero ferma
Acadeinia exigilur Rom.-e 1754)- , stanza, finché non fi nono stabilmen-
]Vè ciò solo fece quel Pontefice, che Sapienza,
te locate nell'edifizio della
collocò inoltre nella scuola medesi- da Leone XII, il quale assogget-
ma del nudo una bella galleria di tando le Accademie letterarie alla
pitturi; da
a caro prezzo acqui-
lui Congregazione degli studii colla bol-
state. Seguitò questa scuola a te- la (Jiiod di\'ina Sapientia, eccettuò
nersi ogni giorno in Campidoglio quelle di Archeologia e di s. Luca,
in una stanza, sotto la galleria dei lasciandole, com'erano, sotto la pro-
quadri; ma, riconosciuta la situazione tezione del Cardinal camerlengo.
troppo incomoda , massime nell' in- Clemente XI, Albani, d'Urbino,
verno, il Sommo Pontefice Pio VII, eletto nell'anno 1702, avea somma-
Chiaramonti, secondando il progetto mente beneficato l' Accademia di s.

del principe d»-!!' Accademia, cava- Luca, e ad istanza di Carlo Maratta


lier Andrea Vici, e del possagiiesc ci stallili ancora un fondo di mille
scultore cavaliere Antonio Canova, scudi.
ispettore generale ilelle anlieliilìi e Ma a prò degli artisti avvenne
,,

A ce ACC 5i
ancora, che morendo nel Poulificato nalzasse il sovrano suo stemma col-
di Benedetto XIV l' a rolli tetto Carlo la iscrizione Insigne, e Pontifìcia Ac-
Balestra, con testamento, lasciò tutta cademia Romana di s. Luca. Do-
la sua eredità a/ìine clic, ridotta in nò alla galleria accademica, per van-
capitali fruttiferi , detratto ne fosse taggio dell' istruzione delle belle ar-
il valsente del suo deposito nella ti, due cioè la For-
celebri quadri :

chiesa Luca, e tutto il resto


di s. tuna Guido Reni e la inanità di
di ,

venisse impiegato in tante medaglie (jiiercino. Confermò da ultimo con so-


d' oro, da distribuirsi in Campido- lenne atto il privilegio accademico, già
glio ai giovani più meritevoli nelle conceduto dalla santa memoria di Pio
belle arti. Anche il Canova contri- VI sulla privativa delle perizie giu-
buì all'emulazione di questi accade- diziarie in fatto di belle arti ,
po-
mici, assegnandovi la dote di quat- nendolo in armonia colla vigente
trocento annui scudi, onde premiar- legislazione.
ne gli artisti. Il prclodato Leone XH \J artistica congregazione dei Vir-
alle tre cattedre di pittura, scultu- tuosi al Pantlicon, così chiamala
ra ed architettura, aggiunse le al- perchè composta solamente di per-
tre sette di geometria, prospettiva, sone esercenti arti liberali, come so-
ottica , anatomia , storia, mitologia no i pittori, gli scultori e gli archi-
costume. tetti o altri, il cui scopo sia quello
Il l'egnante Pontefice Gregorio (h animare le arti lielle, fu imma-
XVI, intentissimo sempre a promuo- ginala dal celebre dipintore Raffae-
vere le belle arti , non ha lasciato le Sanzio da Urbino, ed eretta nel
occasione di mostrare benignamen- 1543 da varii suol scolari ed a-
te anche alla Pontifìcia Accademia mici, i quali scelsero a capo il piom-
Romana di san Luca I' alta sua batore delle bolle apostoUehe, fami-
protezione e benevolenza. Egli ri- liare segreto e scudiere assistente
pristinò dapprima
con autorità so- , alla mensa del Pontefice Paolo HI,
vrana, i concorsi dementino e Ba- Farnese, don Desiderio di Adiutorio
lestra, denominati Capitolini, i fjua- canonico della collegiata di s. Ma-
li da varii anni erano rimasti so- ria ad Martyres detta del Pantheon.
spesi con singolare rincrescimento In quella s. Maria ad
chiesa di
dell' Accademia. Volle poi che si Martyres adunque tale
ricoverossi
completasse il numero dei profes- congl-egazione sotto il titolo di san
sori cattedratici , che mancavano al- Giuseppe di Terra Santa, da una
l' istruzione delle belle arti nell'Ac- cappella da essi edificata dove è ,

cademia, e che si dessero coadiutori sepolto Ptaflaello d' Urbino. Chi fos-
esercenti con futura successione a se ascritto a quella congregazione
quei professori, che o per l'età, o dovea cantar tutte le feste l' uffizio
per le abituali malattie meritava- della B. V., visitar i fratelli infermi,
no un onorato riposo. Concedette e quando morissero accompagnarli
decoi'osamente un abito civile che al sepolcro, dispensar limosine ai
distinguesse il corpo dei professo- poveri , dotar fanciulle con venticin-
ri accademici di merito. Permise que scudi e col vestimento, ch'esser
con particolare rescritto,che sulla dovea di panno bianco, e celebrar eae-f
porta della residenza accademica a quie e anniversarii a prò dei fratelli
s. Luca presso il Foro Romano s' iu- defunti. Tra i primi suoi fondatori
Si A ce ACC
ricordansi i nomi più ragguardevoli so, diedero essi principio alle ricer-
nella storia delle arti : p. e. i pit- che sotto la direzione del Camer-
tori Domenico Beccaflimi, Giacomo lengato , alla presenza delle depu-
del Conte, Girolamo da Sermone- tazioni della Confiaternita , della
ta, Lucio da Todi e Pierino del commissione generale consultiva di
Vaga, gli scultori Gio. Mangone e antichità e belle arti , dell' accade-
Raflaello da Monte Lupo e gli ar- , mia di s. Luca e di quella d' ar-
chitetti Giacomo Melegliino , favo- cheologia. Il giorno 24 settembre
rito da Paolo MI, Antonio s. Gal- le ossa del celebre dipintore furono
lo, Mario Labacco, Bartolino e Ba- rinvenute intere e conservatissime nel
ronino. Sino dalla prima istituzione luogo stesso ove Raiìàello volle esser
della congregazione nella festa di sepolto. Esposte al publ)lico per ot-
s. Giuseppe facevano quei Virtuosi to giorni, furono poscia rinchiuse in
annua esposizione delle opere loro urna di marmo donata dal prelo-
nel poi'tico del Pantheon ( V. i dato Pontefice, in cambio della qua-
Diarii di Roma incominciando dal si perita cassa di legno che le ac-
1716). Alla classe poi de' Virtuosi coglieva.Maggiori onori gli si pre-
d' onore appartengono i gloriosi no- parano ancora da que' dotti eh' eb-
mi de' Pontefici Paolo III , Pio bero in ciu'a il loro discoprimento.
IV, Paolo V, Gregorio XV, ed A- Né l'amore delle arti, che accende
lessandro Vili ; de' Cardinali Fer- la Confraternita del Pantheon, si ri-
dinando Medici , poi gran duca di mase a l'ichiamare l' ammirazione
Toscana, Enrico Gaetani , Scipione alle spoglie di Raflaello : che il

Gonzaga, A Scanio Colonna, Cinzio reggente perpetuo cavalier Giusep-


Aldobrandini , e di molti vescovi, pe Fabris scultore, ed il segreta-
prelati e personaggi d' altissima ri- rio perpetuo cavalier Gaspare Sci-
nomanza. V. Piazza, Opere Pie di vi architetto, con altri professori ac-
Roma, p. 5 17, Roma 1679. cademici, vollero ristabilire gli an-
La corporazione dei / irtuosi del tichi sistemi della congregazione, e
Pantheon strettamente collcgata con mettere in vigore i bimestrali, ed
la religione cattolica, perchè sog- i biennali concorsi di pittura, scul-
getta a quelle fasi a cui fu sotto- tura ed architettura su' soggetti sa-
posta la Chiesa nelle varie inva- gri, da eseguirsi da artisti cattolici
sioni dei suoi dominii , dovette a- di tutte le nazioni. Di che avutone
stenersi talvolta dalle mentovate so- il permesso dal lodato Pontefice
lenni esposizioni, e star contenta di Gregorio XVI rinnovarono gli sta-
mantenere in fiore soltanto i pro- tuti ed aprirono i concorsi, ai qua-
fessori, che in epoche nel
tutte le li gli artisti in gran copia si di-
suo catalogo segnava. Ilenduta però sputano la palma. Ai Virtuosi di
a Roma la traiKjuillità, nel Ponti- merito si concedette altresì dalla so-
ficato del regnante Pontefice Gie- vrana clemenza un aliito di distin-
gorio Wl , nn;cenate delle arti e zione, che prima non avevano, com-
padre amorevole de' suoi sudditi, si posto di calzoni neri, stivali a mezza
vollero ricercare nel i833 le spo- gamba, sottovesti to turchino bleucow
glie del Sanzio ed onorarne la tom- ricami d'oro, spada co éi elsa dora-
ba che da tutti era trascurala. Ot- ta, cravatta bianca, cappello appun-
tenutone que' Virtuosi il peiines- tato, adorno di piuma nera, il tutto
ACG ACG il
come è riportato dal Figurino an- poi de' Virtuosi d'onorx' è illiniitaU).
nesso allo Statuto della coni^rci^a- 11 compilatore di ([ucst' opera è nel-
zione. V . Feu , CoinpcmUo di sto- la siuldetta classe annoverato.
na e riflessioni per la invenzione Oltre all'istituzione dei concorsi,
del sepolcro di Raffaello Sanzio, Ro- i professori Virtuosi di merito si
ma i833; Biondi, Canzone sul ri- danno 1' obbligo di non trattare mai
trovamento del corpo di Raffnel- argomenti scandalosi nell' arte ohe
lo , i833; Odcscalclii , Storia del professano, di coadiuvare i vecchi
ritrovamento delle spoglie mortali artisti caduti in miseria, di far pro-
di Raffaello, Roma i833; Giorna- getti acconci per abbellire e procac-
le Tiberino, nel quale si leggono le ciare rinomanza a Roma.
circostanze, che accompagnarono il I l'appreseiitanti odierni sono lo
ritrovamento. scultore cavalier Criuseppe Fabris
Ai suddetti concorsi bimestrali è reggente perpetuo, il pittore cava-
premio una medaglia d'argento del lier Fili]>po Agricola reggente trien-
peso di oncie cinque, avente al di- nale, e l'architetto cav. Gaspare Servi
ritto il ritratto di Raffaello , più segretario perpetuo , direttore e le-
due copie dell'opera premiata, quan- dattore insieme del foglio artistico
do sia prodotta alla luce. A «pici Tiberino. Veggasi lo Statuto della
biennali, detti anche Gregoriani, òixX insigne artistica congregazione dei
nome dell augusto Gerarca sotto cui Virtuosi al PantJieon, anno i(S3()j

nacque una tale istituzione, è con- la quale oltre le artistiche insegne,


cessa una medaglia d oro del valo- Visa motto Florent i\ domo Do-
il

re di venticinque zecchini, al cui mini. V. Chiesa di s. Maria al»


diritto è il busto di Papa Grego- Martyres.
rio XVI; più due copie dell'opera L'Accademia di Religif me Catto-
premiata, allorché venisse alla luce. lica, per le cure princi[»alni(!iile di
aduna la congregazione nel
Si monsignor Fortunato Zamboni, fu
Pantheon nella cappella della detta fondata in Roma nel 1801 da una
chiesa di s. Maria ad Martyres, una società d' uomini chiari per inge-
v(jlta per ogni mese, e quivi pure gno e per dottrina, al fine di pro^
è la galleria ove veggonsi le opere muovere lo studio della Religione
<legli artisti professoi'i addetti alla Cattolica, e di combattere colle ar-
congregazione, i loro ritiatti ed una mi delle lettere e delle scienze gli
biblioteca artistico-letteraria. Gom- errori ed i fatali progressi di una
pongono la congregazione (Virtuosi sedicente filosofìa, promulgata dalla
residenti, corrispondenti , e Virtuo- libertà della stampa, mercè i nuo-
si d' onore. I residenti e corrispon- vi sofismi presi dalla fisica, dalle
denti sono professori artisti, o pitto- scoperte dei viaggiatori, e dalla sto-
ri,o scultori, o architetti; quei di ria. Il Pontefice Pio VII d'immor-
onore sono o mecenati delle arti, o tale memoria l' approvò nell' anno
dotti nella repui)blica letteraria, tutti stesso, con un breve apostolici, as-
figh della religione cattolica. Il nume- sai onorifico, diretto a monsignor
ro dei residenti è di quarantacinque, Coppola arcivescovo di Mira, primo
cioè quindici pittori, altrettanti scul- presidente della medesima, e nel
tori e non meno d'architetti. — I sanzionarne gli statuti le concesse di
corrispondenti sono trenta ; il numero poter tenere le annuali radunanze
54 A ce ACC
nell'aula della Sapienza. Essa ha mento su materia in ogni an-
tal

sempre lodevolmente corrisposto al iTo : cosa che Ihiora


venne da essi
suo nobile scopo d illuminare gl'iu- scrupolosamente osservata. I soU —
gannati e di smascherare gì' ingan- dotti possono essere ascritti tra i so-

natori con una serie non interrotta ciidi quest'accademia, che tiene le

di dotte e convincenti dissertazioni, sue adunanze ad ogni quindici gior-


molte delle quali vennero divulgate ni, dalle ore ventidue alle ore ven-
colle stampe, e fanno desiderare la tiquattro, e sei volte all'anno dal-
pul:»bhcazione delle rimanenti. Si l' ora ima di notte, alle tre. La
accolgono in essa i migliori ingegni Santità di Nostro Signore Papa Gre-
per dottrina nelle scienze sacre, na- gorio XVI si degnò onorare l'albo

turali e nelle lettere. di tale Accademia coli illustre e


Uno scisma letterario sopra gli glorioso suo nome . Il Diario di
antichi Ellenici e alcune insolenze Roma, ed il foglio artistico il li-
letterarie contro i Romani, spacciate berino, che pure si stampa in Ro-
dal maceratese Boccanera , accade- ma , riportano gli atti dell' Acca-
mico, abbattute poscia trionfalmen- demia Tiberina. T . Agricoltura e
te con una prosa dall' altro accade- Poeti.
mico Giacomo Ferretti, fecero sor- L' Accademia Latina nell' anno
gere nell'anno 1 8 1 2 un' altra Ac- i8i4fii istituita in Roma dalla u-
cademia, la Tiherina. Fondatori ne nione di molti letterati, fra' quali
furono l'ab. d. Gaetano Celli, l'avvo- sono a ricordarsi a cagione d' ono-
cato Domenico Chiodi, lab. d. Anto- re il reverendiss. d. Piccadori dei
nio Coppi, il lodato Giacomo Ferretti, chierici regolari minori , T avvocato
Leopoldo Fidanza, Vincenzo Libert, Cruadagni, il professore cavalier Fé-
Teresa Martini, Pietro Mazzocchi, liciano Scalpellini, mons. Emma-
Enrico Nalli, l' avvocato Luigi Pie- nuele Muzzarelli, uditore di Rota,
romaldi, Giuseppe Piroli, Gaspare mons. Domenico Testa segretario
Randanini, il conte Alessandro Sa- delle Lettere latine pontificie , e
vorelli, Luigi Schenardi, dott. Pie- poi di quelle dei Brevi ai principi,
tro Sterbini, Vinceiìzo Ubaldi, Giu- il dottor Federico Petrilli, ed il
seppe \ illetti. Le
prime adu- loro barone Camillo Trasmondo. Lo sco-
nanze ebbero luogo in una casa po di questi accademici fu quello
vicina alla venerabile chiesa di s. di serbare intatto il bello della lin-
Maria in Via. Lo scopo della isti- gua antica del Lazio, e di pro-
tuzione fli esercitare la gioventù muoverne r amore. Tre presidenti
nello scrivere in verso e in prosa. in fino ad ora ella si ebbe pri- ;

Dalla sua fondazione sino ad og- mo fu il detto cavaliere Scarpelli-


gidì mantennesi in fiore costante- ni, monsignor Muzzarelli prelodato,
mente, non essendosene interrotte le e l'avvocato Guadagni. Molti fu-
tornate se non per le vicende poli- rono e sono presentemente membri i

tiche'del i83i. — Noi riunirsi, ascritti a tale interessantissima Ac-


gli accademici Tiberini aggiunse- cademia. Per primo devcsi ricordare
ro alla prima istituzione lettera- il regnante Pontefice Gregorio XVF

ria anche gli agrarii studii, e si amatore e protettore d' ogni utile
fecero legge di convenienza il trat- istituzione ; quindi molti Cardina-
tare e .sviluppare un gualche argo- li , il custode generale dell' Arcadia
.

ACC ACC 55
inon.'?. r.aln-ich; Lnuirani, il reve- vina, ebbero leggi che insieme al

rendissimo p. Oio. I>allisl;i Rosani, racconto della divisione letteraria

preposi to generale dei Cliieriei re- avvenuta tra gli Arcadi e terminala
golari (l(;lle scuole pio, ed il poeta nel 17 i4) sono riportate da Fran-
(iiacoiiio Ferretti, noneliè il eava- cesco Cancellieri nel suo Mercato a
iier Oaspare Servi. pag. I9.S, i-?.r), 9,35. Vegga usi inoltre
IJannovi a Roma altre Aecadcjinie, f^c'^cs et [nstitutioncs /ìcadcmìa; Qui-
come sono qm-lle tlcll' Ihiiont' drilli riiìtv
, Roma?, 171 r. L'insegna de\-
ecclesiastici di s. Paolo, fonrlata nel V/tccadcmia Qnirina era il motto
1790, approvata da Pio VF, a' 17 QuiRiNORUM CoETUs , la lupa di
maggio '797, e regolata da Pio VII Roma ed i due gemelli Romolo e
col hreve Ex quo de 3o agosto 1822; Remo fondatori della città.

della Filarmoìiica, istituita anni ad- L'abbate RidoHl, nel i73'?,, nel
dietro, per formare allievi abili all'e- palazzo Riario alla Lungara radiuiò
sercizio dei due generi di musica l'Accademia de Nevosi già delta de-
vocale ed isirumentale ; della Filo- ^' Imperfetti, poscia de^^' Infecondi
dram ina tica Romana, isti tu/ione re- V. Gazzetta Letteraria, tomo HI,
cente, e piuttosto scuola di recita- pag. 900; De la Lande, Voya^e de
zione italiana; de JlJacstri e. Pro- V Italie •
Pomerada , /id iiifcecundo-
fessori di musica di Roma, sotto runileges, notte r/v'z/rrt', Roma>, i73.'>;
la invocazione di s. Cecilia. La VhìZTiì, Opere pie, tratt. Xll; Pompe
prima di queste Accademie ha un funebri celebrate dagli /tccadena'ei
Cardinale per protettore, e la ((uar- Infecondi per Klena Lucrezia Cor-
ta oltre all' essere sotto la protezio- nnra Piscopia Accademica , della
ne di un Cardinale, lia un prela- V Inalterabile, Padova, Cìd>G. 1

to per primicerio con quattro guar- Finalmente faremo aleinia mcir/Io-


diani pogli organisti, pei cantanti, ne delle seguenti Accadetnie di na-
pei maestri, pcgl' istromentisti. zioni estere, esistenti in Roma.
Sul declinare del secolo XVIII Accademia di Francia. Devesi al
nell'arciginnasio romano eravi l'Ac- re Luigi XIV // Grande l'erezione
cademia de" Quirini versante sulla di questo stabilimento pe' nazionali
storia delle donne illustri romane, fiancesi , che attendono allo studio
e della quale parla il Diario R^o- delle Relle Arti. Egli la fondò nel
mano N. 59/j. dell'anno 1780. Stan- i6():') sotto il Poiitilicato di Alessan-
ti alcvnie dilFerenze insorte fra gli dro VII, e fu, nel i7'?.5, collocata nel

Ai'cadi, ima parte di essi si divise palazzo detto ancora dell'Accademia


e si pose, nel 1719., sotto la prote- di Francia al corso, rimpetto al pa-
zione del duca Odescalclii in mia lazzo Doria , che il re Luigi XV ac-
villa fuori della porta del popolo. quistò dal duca di JNivers. Compone-
Dopo la morte del duca passò quel- vasi a quell'epoca d' un direttore, e
la nuova Arcadia sotto gli au- di dodici pensionati. Ne'primordii del
spicii del Cardinale Corsini (che corrente secolo fu il palazzo permu-
poi divenne Papa col nome di tato colla corte di Toscana, per quel-
Clemente XII), ed ai 4 gennaro lo detto di Villa M(dici al monte lan-

7 4, fu aperta nel suo palazzo a


I I cio. Attualmente il Direttore cambia-
piazza Navona. Raccolti membri i si ogni sei anni , e ventiipiattro fran-
sotto la direzione di Vincenzo Gra- cesi sono i pensionati, potendo essi
,,

rjG AC e ACC
apprendere la pittura, la scultura, co , le quali consistevanonel mo-
l'architettura, T incisione, ed anco dulare la voce norma della in-
a
la musica. 11 Direttore è accademi- terpunzione ,
quando cantavansi le
co di merito, e consigliere deli Ac- lezioni del vangelo e delle pisto-
cademia di s. Luca, ed in sua man- le . Si contano di queste formule
canza , l'Accademia di Francia deve fino a sette: i. ininiutahile , allor
essere diretta dal Presidente di quel- che una parola non a-
la finale d'

la di s. Luca , a tenore della con- vea nel tuono alcini cangiamento ;

venzione 1676 fra le


stabilita nel 2. media, quando si cantava d" una

due Accademie. Ogni anno nel mese terza più basso; 3. grave, quando
di aprile evvi l' esposizione pubblica il canto era di una terza più gra-
de' lavori artistici de' pensionati, i ve 4- (teida, e si usava cantando
;

quali in un al Direttore risiedo- alcune sillabe d' innanzi 1' ultima di


no nel medesimo palazzo dell'Acca- una terza più grave, e l'ultima del
demia. medesimo tuono di prima 5. mo- ;

yjccadcinia di Napoli. Carlo III, derala, quando le sillabe avanti la


il quale dall'anno 1785 fino al 1759 ultima si cantavano d' una seconda
era sovrano di Napoli concepì la , più acute, e 1' ultima del tuono pre-
utilissima idea di fondare nella ca- cedente ; 6. interrogaÙK'a, quando
pitale del mondo cattolico questa alle ultime sillabe di una interro-
Accademia. ricetto a
Si dà quivi gazione si dava una seconda più
.sei i^iovani, sono convenevol-
che vi acuta ; 7. simile, e succedeva inflet-
mente mantenuti pel corso di pa- tendo a gradi le ultime sillabe ver-
recchi anni. A diriger questi alunni so la quarta, con la quale dovea
nelle loro studiose applicazioni è terminare la sillaba finale. V. Can-
d'ordinario stabilito vm qualche ar- to ECCLESIASTICO.
tista dinon comune ingegno e va- ACCESSO. Modo di votare dei
lore. Due de sei giovani debbono Cardinali in Conclave nella elezione
essere applicati allo studio della pit- del Papa. Questo ha luogo soltanto
tura , due a quello della scultina allora quando nello Scrutinio non è
e gli altri all' architettura. Alla pri- conchiusa la elezione, f^. Elezione
mavera di ogni anno espongono i DEI Pontefici.
loro lavori nel regio palazzo Far- ACCESSO. Diritto, che acqui-
nese, quantunque l'Accademia risie- sta un chierico di poter ottenere
da in quello della Farnesina. un beneficio futuro. Questo si ac-
Allo stesso scopo delle soprad- corda talvolta dal Sommo Pontefice
dette Accademie, vi hanno in Ro- a coloro cui manchi qualche quali-
ma pensionati di diverse nazioni tà personale momentanea, come sa-
per apprendere le arti , come sono rebbe, ad esempio, il difetto di età. In
gli austriaci , i piemontesi, i porto- tale circostanza il Papa commette
ghesi, i piussiani , i russi, gli spa- ad ima terza persona, chiamata Cu-
gnuoli ed i toscani, alcimi dei quali stodi nos, l'incarico di amministrare
sorvegliati da un Direttore, hanno il beneficio, finché l'altro sia giunto
i loro studii ne' palazzi de' ri.spettivi all' età prescritta dai sacri canoni.
ambasciatori. Questo diritto si abolì dal conci-
ACCENTI Erci.EsiASTfcr. Auli- lio di Trento, il quale però diede
che formule del canto ccclesiasli- ai Sommi Poiilefici la làcollà di
,,

A ce ACC 57
scegliere i coadiutori agli arcivesco- dodici anni. Nel 171^, dimessa la
vi ed ai vescovi , in caso di grave diaconia, passò al vescovato di O-
necessità, e dopoché si conol)bo suf- slia e Vellelvi. Fu ascritto alle pri-
iicientemente lo stato della causa. marie congregazioni di Roma; ed
ACCI. Città dell'isola di Corsica. in due conclavi riportò molti voti
Colpa l'alia insalubre, che vi si re- pel Pontificato, che ricusò costante-
spira, essa è deserta al presente mente. Pieno di meriti , mori in
mentre un giorno contava molti Roma nel 17 19 in età di 89 anni,
abitanti. Ai tempi di s. Gregorio e fu sepolto nella Certosa di Fi-
era sede di un vescovo ma dopo ; renze.
un' irruzione dei Goti, questa fu sop- ACCIAIOLI A.vr.ELo, Cardinale.
pressa. Sotto Innocenzo II fu rimes- Angelo Acciaioli d^ illustre ed antica
sa, nel 1 133, col patto che il vesco- prosapia, nacque in Firenze. For-
vo dipendesse dalla metropoli di nito di eccellente dottrina, di spec-
Genova assegnandogli per cattedra-
, chiata prudenza e di somma inte-
le la chiesa di s. Pietro de Acho di grità di vita, fu sommamente caro
Genova. Pio IV ha poi trasferito la al re di Napoli. Promosso da Gre-
sede a Mariana, piccola città di gorio XI al vescovato di RapoUa
quella diocesi, ove il vescovo fu me- nel regno di Napoli, poi da Urba-
glio alloggiato. Oggidì però la sola no VI , nell'anno i38r, fu creato
Aiaccio è sede vescovile di tutta la Cardinale prete del titolo di s. Lo-
isola di Corsica. renzo in Damaso, e nel i383 venne
ACCIAIOLI Filippo, Cardinale. promosso alla chiesa di Firenze; quin-
Filippo Acciaioli, dell' illustre fami- di da Bonifacio IX fu fatto canceinere
glia di Firenze, nacque in Roma della S. R. C. ,
poscia arciprete della
a'12 marzo 1700. Venne destinato basilica Vaticana, e
finalmente ve-
nunzio presso la corte di Portogal- scovo di Osfia e Velletri. Sotto Bo-
lo, e nel 17^9 a' 24 settembre, da nifacio IX sostenne con decoro djfii-

Clemente XIII fu decorato della sa- cili legazioni neir Umbria , Dalma-
cra poipora col titolo di s. Maria zia, Schiavonia, Croazia, Valachia
degli Angeli. Mori nella città di e Bulgaria. Nella minorità di La-
Ancona, di cui era vescovo, l'anno dislao l'e di Napoli, fli nominato suo
1766 a' 4 di luglio, contando l'età tutore, e poscia governatore del re-
di Q>& anni. gno. Pacificò gli Orsini ribellati al
ACCIAIOLI Nicolò, Cardinale. Pontefice, e compose un'opera a
Nicolò Acciaioli, nobile fiorentino favore di Urbano VI contro l'anti-
nacque l'anno i63o ; nel Pontificato papa Clemente VII. Lo scopo di
di Innocenzo X , fu chierico di came- quest'opera è di trovare i mezzi per
ra; poi sotto Alessandro VII, com- estinguere lo scisma, che allora de-
missario delle armi, e nel 1637 "fli" solava la Chiesa. Da Innocenzo VII
tore camera. Clemente IX, nel
di ebbe la commissione di riformare
1669 a' 29 novembre, lo creò Car- la disciplina dei monaci di s. Paolo
dinale diacono de' ss. Cosimo e Da- fuori delle mura di Roma. Nell'an-
miano. Venne cpedito legato in Fer- no 1407 mori in Pisa, e fu sepolto
rara, dove colle sue virtìi si cattivò alla Certosa.
l'animo dei ferraresi per modo che Più parficolari nofixic intorno a
fu confermato in quel ministero por questo Cardinale si raccolgono dal
VOL. I. 8
,

58 ACC ACC
Mazzuchelli nella Storia degli scriUori pa, a Basilio e Costantino impera-
(l'Italia, dal Tiraboschi Storia lette- tori, ad Eudossia Augusta, ai pa-

raria, t. Vili. lih. I, i dal Garim- triarchi ed a tutto il senato de' ve-
berli nelle Fite di alcuni Cardinali. scovi. Anche Trento
nel concilio di
ACCIAPACIO (d') Nicolò, Car- dopo r ultima sessione il Cardinale
dinale. Nicolò Acciapacio nacque in a ciò deputato, rispondendo tutti
Sorrento. Circa il i4o8 da Gi-ego- gli altri, intuonò le Acclamazioni
rio XII fu ]>roniOSSo al vescovato ( Conc. Trid. sess. XXV ). 1 eoncilii
di Tropea da questa chiesa
; nel , provinciali non usarono tanto fre-
i436, sotto Eugenio IV, passò al- quentemente le Acclamazioni; tut-
l'arcivescovato di Capua, e nel con- tavia ne troviamo ricordanza ne' più
cilio fiorentino, ai i8 dicembre del antichi, come nel Romano dell' 853
1439, fu creato Cardinale prete del e nel Toletano del633 ( Collect.
titolo di s. Marcello. Venne incari- Harduini , collect. 595); così an-
cato dal Pontefice di gravi e gelose cora nei più recenti , celebrati dopo
incombenze, alle quali soddisfece con il concilio di Trento , come in
applauso. Fu esiliato in grazia di quello di Cambray dell'anno i586
Alfonso re di Napoli, di cui l' Ac- [Collect. Hardubd, collect. 2 181),
ciapacio era capitale nemico. Questo in quello Bordeaux nel 1624
di
le gli confiscò le rendite della sua {Collect. Hard., col. 141)5 ^^ i^^
chiesa e di altri benefìcii per aver altri. Nei eoncilii provinciali, dopo
favorito il duca Renato di Angiò, le Acclamazioni , lutti i vescovi si

avversai'io di Alfonso , ma poi gli danno il bacio di pace, a significare


furono restituite. Morto Eugenio l'intima loro carità, e l'unione de-
toi'nò a Roma, dove finì di vivere gli animi. 1^. Bacio di pace.

nel 14473 e fu sepolto nella basilica Riguardo ai sinodi diocesani , il

Vaticana. ceremoniale de' vescovi vorrebbe che


ACCLAMAZIONI. Voti di alle- le Acclamazioni si omettessero. In

grezza e di prosperità innalzati ai synodis dioecesanis magis decerci,


Pontefici quando prendono il pos- ut Acclaniationes et oscula pacis
.sesso della cattedra Apostolica, .ac- oniittercntur ( cap. 3 1 . in fin. ). Tut-
clamazioni sì dicono ancora i voti tavia il Gavanto nella sua opera
di ringraziamento e di felicità, onde Pratica del concilio diocesano , spie-
nel fine dei dà lode a
eoncilii si gando quelle parole del ceremonia-
Dio, che si è degnato condur a buon le, ammette le Acclamazioni: Ac-
termine l'oggetto dell'adunanza, e clamationes fiunt , salteni in prima
alla Chiesa ed al popolo s'implo- synodo , ut aliquando Jìant : et cce-
rano copiose benedizioni dal Cielo. remonìalc non eas prohihet , sed
Nei eoncilii eciunenici troviamo che parcius adìdheri censet in dicecesa-
le i\cclamazioni furono frequente- nis .synodis ( Prax. synod. dioeces.
mente praticate. V ha memoria che par. II. sess. III. n.
27 ).
nel concilio di Calcedonia vi furon Da ciò rende manifesto come nel
si

fatte nella prima azione, nella quar- cei'emonialc non si proibiscano, né


ta e nella sesta. Nel concilio Co- si comandino le Acclamazioni. Dun-
stantinopolitano IV sulla fine di o- que sarà libero al vescovo il pra-
gni azione, con Acclamazioni si fe- ticare la ccrcmonia o l'ometterla se-
cero felici auguri i ad Adriano Pa- condo la consuetudine della diocesi.
A ce ACC 59
Per la fjual cosa troviamo che le caristia. Aveano cpiindi nella gerar-
A(cluina/ioni si fecero nel concilio cliia il posto dei suddiaconi, prima che
diocesano 1671, con-
eli Svitri, del questi ultimi fossero instituiti, —
t>regato da Giulio Cardinale Spino- Gli Accoliti presentemente non fan-
la, in quello di Farfa, del iGSi, no più tutte le funzioni di un tem-
tenuto da Carlo Cardinale Barberi- po. 11 pontificale assegna loro sol-

ni, in quello di monte Fiilino rac- tanto il carico di portare i candc-


colto dal vescovo Bonaventura, ed lieii, accendere i cei*ei, preparare il

in molti altri. vino e r acqua pel sacrificio, ecc.


Per Acclamazione s' intende an- Eranvi nella Chiesa Romana tre
che r unanime voto del popolo e- sorta cU Accoliti : quei che serviva-
spressoad una voce, onde un no il Papa nel suo palazzo, appel-
tempo venivano eletti i vescovi ed lati Palatini j gli Stazionarli che
i magistrati. In tal modo avvenne servivano in Chiesa ; i Regionaviiy
anche la elezione di s. Ambrogio in che aiutavano i diaconi nelle loro
arcivescovo di Milana funzioni nelle diverse parti della
ACCOLITI. Nome dato dai gre- città.

ci a coloro che si mostrarono fer- Divenuto Pontefice nel i655 A-


mamente invariabili nelle loro riso- Icssanch-o VII, una fra le prime sue
luzioni. — La Chiesa • Cattolica ren- cure fu la riforma delle Cappelle e
dette sacro questo nome attribuen- della corte. Estinse egli allora il col-
dolo a que^ giovani chierici che a- legio dei suddiaconi e degli Accoliti
spirano al sacei'dozio, ed hanno luo- serventi il sommo Pontefice; e a' 26
go dopo i suddiaconi. I piìx anti- ottobre del prefato anno colla costi-
chi monumenti della Chiesa greca tuzione Niiper, registrata al tomo
non faiuio menzione di Accoliti la : VI del Bollarlo Romano, sostituì lo-

Chiesa latina però ne conta fino ro i dodici votanti di Segnatura di


dal terzo secolo. — La voce .^cco- giustizia, che sono prelati l'cferenda-
lito deriva dal greco acólylhos ( che rii. Questi pertanto, siccome Accoliti
accompagna seguendo). Ed in ellètto, apostolici, siedono in Cappella al
ufllzio degli Accoliti è accompagna- penultimo gradino del ti'ono, e nelle
re e servire i diaconi e suddiaconi funzioni del Papa vestono cotta sul
nel ministero dell' altai'e : onde essi rocchetto. Hanno un capo, il quale
accendono e portano i lumi prin- è detto loro decano : cp.iesti porta il

cipalmente quando il diacono canta turibolo, e ne'Vesperi incensa i Car-


il vangelo ; apparecchiano le am- dinali e gli altri del coro; venendo
polle dell acqua e del vino per la sostituito dall' anziano maggiore del
celebrazione della messa, suppliscono collegio medesimo.
anco al suddiacono nella messa so- Né son questi soli gli uffizii degli
lenne, senza però indossare il ma- Accoliti votanti del supi'emo tribu-
nipolo. — Anticamente le loro prin- nale di Segnatura. Nei pontificali sos-
cipali funzioni erano portai'e le let- tengono i sette candelieri che rap-
tere che le Chiese solcano scriversi presentano quelli dell'Apocalisse, o i
a vicenda per affari d' importanza, sette doni dello Spinto Santo, assisten-
le dilogie , cioè i pani benedetti do con essi al canto del Vangelo in

che si mandavano a segno di co- latino, mentre due soU ritnangono


munione , ed anche recavano l' Eii- al canto di quello in lingua greca.
, ,

6o ACC ACC
Tanto in sagrestia al letto dei pa- so processo. Quale ne fosse il mo-
rameiUi, quanto sul trono presenta- tivo chiaramente non apparisce. 11
no al Papa gli abiti sacri. Uno di Mazzuchelli (toni. I del suo Museo,
essi porta ampolline, un altro rac-
le pag. 2-25) quasi indovinando scrive,
coglie r anello, i guanti e lo zucchet- che fu per avventm-a la sua mala
to del Pontefice in un tondino d'ar- amministrazione di Fano e della
gento. Alla elevazione poi portano Marca. Però non sembra che la
otto torcie accese, tutte ornate nel sua colpa fosse di solo peculato
modo stesso che le candele de' sette come si giudica dai più, perchè in
candelieri. Nelle processioni hanno tal caso, secondo anche la osserva-
luogo dopo gli abbreviatori, e pri- zione del Giovio , non si sarebbe
ma dei cherici di Camera ( V. Fati- trattato di decapitarlo. Alcuni vo-
neUus de Fatinellis, de Referendar. gliono che il Cardinale IppoUto de
\'0t. Sì'gnaturce j'usdlice Coli. Ronue Medici, consanguineo di Clemente
1 696 ; Piazza, del Collegio de'Refer. VII, con cui ebbe gravi controver-
ec. cap. XXY; Gregorius, de Litur- sie, a punto per la legazione della

gia Roni. Pont. t. Il, Dissert. de Marca, fosse autore della prigionia
Hierarchia S. R. E. de Acolythis; dell'Accolti. — Fu sciolto dai ceppi
Novaes, tomo I pag. 78, t. X pag. dopo di essersi confessato reo , ma
i57 in Nota). V. Ordini saghi. colla ammenda gravissima di cin-
Cappelle pontificie. Votanti di quantanovemila scudi d'oro, somma
segnatura. rapportata dal Ciacconio,dair01doino
ACCOLTI Benedetto, Cardinale. e da altri ancora. Uscì di carcere il

Benedetto Accolti nacque in Firenze. dì ultimo di ottobre, anno medesimo,


Fu di raro talento e di s\ stupenda giovando non poco a liberamelo i
eloquenza, che venne acclamato qual buoni officii del cardinale Ercole
Cicerone de' suoi tempi. Regnando Gonzaga , e quelli di Carlo V im-
Leone X, sosteime per qualche tem- peratore cui l'Accolti era accettis-

,

po r uffizio di abbreviatore aposto- simo. Oltreché a Carlo V fu caro


lico : ebbe 1' amministrazione
indi a parecchi altri principi e monar-
della chiesa di Cadice da dove A- , chi , onorato da varii autori, e chia-
driano VI lo trasferì al governo del- mato , dall' Ariosto massimamente
la chiesa di Cremona. Clemente VII decoro del sacro Collegio. Morì do-
lo creò suo segretario , e al dì 3 ve nacque, nel i549, ed ebbe tomba
maggio 1^27 lo fece Cardinale del nella chiesa di s. Lorenzo. Compose
titolo di s. Eusebio. Tre anni dopo alcune opere latine, impresse a Ve-
che vestì la porpora cardinalizia lo nezia r anno 1 553 , non che alcune
si volle amministratore delle chiese poesie, che furono inserite nella rac-
di Policastro e Bovino coli' abbazia colta Quinque illustriuui Poelarum.
di Bartolommeo nel bosco di Fer-
s. Compose altresì un Trattato dei di-
rara. Fu nel i532 Legato nella ritti del Papa regno di Napoli.
sul
Marca di Ancona, dove fece fab- ACCOLTI Pietro, Cardinale. Pie-
bricare una fortezza. Ma rpiesta le- tro Accolti, conosciuto sotto il nome
gazione fu per r Accolti causa di do- di Cardinale d yJncona, naccpie nel
lorose sventure. Pacjlo III a' i5 a- 1455 a Firenze. Divenne uditore di
prilc iSBIt lo fece chiudere in Ca- Rota sotto Alessandro VI; Giulio II
stelsantangelo, e sottoporre a rigoro- lo creò vescovo d'Ancona, da t:ui
A ce A CE 6ì
successivamente pass?) ad altre chie- ACEFALI. Eretici, che, siccome

se ; e nella promozioiìe del 1 5 1


1
, ai spiega il significato della greca voce,

IO marzo, lo decorò della porpora non voleano riconoscere capo veru-


col titolo di s. Eusebio. Esercitò in no. La storia ecclesiastica ricorda va-

Roma r uffizio di Cardinale vicario, rie sette di Acefali: i. quei che non
e di legato a pon-
Intere nell'esercito vollero aderire a Giovanni patriarca di
tificio arrolato contro i Francesi. Leo- Antiochia, né a s. Cirillo di Alessandria
ne X, in una lettera a Francesco I nella condanna di Nestorio emanata
re di Francia , esalta i meriti di nel concilio di Efeso ; 2. certi ere-
questo porporato. Il Cardinale Sa- tici del quinto secolo, che seguitaro-
dolelo scrisse di lui, che il Pontefice no gli errori di Pieti'O Mongo ve-
e tutta Italia pendevano dai suoi con- scovo di Alessandria, e poi l'abban-
sigli. Egli compilò nel i5i9 la Bol- donarono perchè avea finto di sot-

la contro Essendo vescovo


Lutero. toscrivere al concilio di Calcedonia;
di Sabina, mori in Roma nel i532 3. i partigiani di Severo vescovo di
e fti sepolto nella chiesa di s. Ma- Antiochia, onde si chiamavano an-
ria del popolo. E autore di alcuni che Severiani. Furono chiamati A-
trattati storici. cefali anche tutti coloro che negava-
ACCORAMBONI Giuseppe, Car- no obbedienza ai rispettivi prelati, i

dinale. Giuseppe Accoramboni nato vescovi che si sottraevano alla giu-

da poveri genitori in vui castello del- risdizione de' loro metropoHtani , e


la diocesi di Spoleti l'anno 1672, tutti i capitoli e monisteri che nega-
]>assò in Roma , dove la profonda vano suggezione agli Ordinarii.
sua perizia nelle facoltà legali gli ac- ACEMETE. Ordine religioso di

quistò un credito straordinario pres- Monache. Vennero esse istituite ad


so la Curia. Innocenzo XIll gli die- imitazione degli Acemeti, ed hanno
de luogo tra i canonici della Basi- quindi la perpetua salmodia nella
lica Vaticana colla carica di sotto- Chiesa. Dal compendio della vita di
datario. Benedetto XIlI lo dichiarò s. Saleberga, raccolta da un mano-
suo uditore, e, conferitagli l'abbazia scritto Compiegue, sembra che
di
di s. Ilario di Galliata, lo creò pre- la santa dopo aver fatto costruire
te Cardinale col titolo di s. Maria un amplissimo monistero, ne divi-
della Traspontina, e vescovo d' Imo- desse le religiose in molti cori, afììn-
la . Arricchita questa cattedrale e chè venisse continuata la celebrazio-
ristaurato il seminario, i-inunziò al ne delle divine laudi, sia di giorno
vescovato per attendere alle molte che di notte. Secondo la opinione di
congregazioni cui era ascritto in Ro- alcuni, cpieste religiose usarono veste
ma. Dimesso il primo titolo, otten- di color verde, fregiata di una croce
ne da Benedetto XIV 1743 il nel rossa, con al di sopra mantello d'al-
vescovado di Frascati. Mori in Ro- tro colore e velo nero sul capo, come
ma nel 1747 i" età di 75 anni, e riporta il Bonanni, Catalogo degli
fa sepolto nella chiesa di s. Ignazio. Ordini religiosi. Acemete si potreb-
ACCURA. Città vescovile della dio- bero ancora nominare certe case re-
cesi dei Maroniti sotto la metropo- ligiose, in cui vi è per istituto l' ado-

li di Tiro. Giorgio, suo vescovo, nel razione perpetua del ss. Sacramen-
1673 fece una professione di fede to, f^. Adorazione ( Monache dell')

contro gli errori di Calvino. e Adoratrici.


62 ACE ACE
ACEMETI o Vigilanti. Ordine vitta fermezza di lui, lo fé' spirare
religioso. Fiorirono nei piùmi se- in mezzo a orribile supplizio. Lo
coli della Chiesa , e furono cosi volle steso a terra, squartato da
chiamali, non già perchè mai dor- trenta uomini, quindici per parte,
missei'o, ma perchè erano divisi in legatene le membra con eorde sti-

tre classi, ciascmia delle quali dovea rate a piena forza, menti-e due lit-

successivamente, senza interruzione, tori Io battevano con istriscie di


occupare il coro, e salmeggiare tan- cuoio. Ad una con Acepsima furono
to il gioi'no, quanto la notte. Gli torturati s. Giuseppe prete e s. Aiti-
Acenieti menavano esemplarissima laa diacono. Tutti e tre soiferirono il

vita, e la Chiesa novera tra essi molti martirio nell'anno di Cristo 38o,
santi. La loro istituzione, secondo Ni- settantesimo del regno di Sapore, e
ceforo, viene attribuita a certo san quarantesimo della persecuzione. I

Marcello, vescovo di Apamea; ma Bol- loro nomi son ricordati nel martiro-
lando, ai i5gennaro, l'ascrive piutto- logio romano ai 22, di aprile. Il But-
sto al suo successore Alessandro ab- ler ne riporta la festa al d\ 4 marzo. 1

bate {F^edi), che fiorì nel 4^0? come ACERENZA e MATERA {Ache-
dice il Bonanni nella sua opera Or- runtiiirn et Materanen ). Arcivesco-
dini religiosi. Dall'oriente, ov' el^bero vati uniti nel regno delle due Sici-
principio, ben presto si propagarono lie. Acerenza , città del regno delle
anche nell'occidente e più che altrove due Sicilie nella provincia di Ba-
nella Francia. Si legge in s. Gregorio silicata a piedi degli Apennini , si

Turonense, e in parecclii altri scrit- appella così daun luogo elevato sul-
tori, che Sigismondo re di Borgogna r A pennino, donde si scopre 1' uno e
pentitosi della comandata uccisione l'altro mare. Sarebbe dillicile il deter-
di Gianserico suo figlio, si ritirò nel minare r epoca della sua fondazione,
monistero di s. Mam-izio, e per da^ giacché grandi incertezze v'hanno su
re alla Chiosa una perenne testi- tale proposito negli scrittori. Si sa sola-
monianza di vero dolore, stabili qui- mente, ch'ei'a famosa e per la esten-
vi l'ordine degli Accmeti. sione e pel mimerò degli idiitanti.
V ebbe di questi religiosi in mol- Per la sua posizione, sino dai tempi
ti luoghi ; ma poiché, esercitandosi dei Romani era inoltre considerata
in pratica s\ pia, non attendevano il principal baluardo della Puglia e
intanto al lavoro , furono creduti della Lucania. I Goti se ne impa-
Messaliani. Alcuni di loro si mostra- dronirono nella decadenza dell' im-
rono aderenti a Nestorio, e vennero pero, ed il prefetto Mona ne fece
perciò condannati da Papa Gio- la sua sede piincipale. Narsete, ge-
vanni II. Ora non si ha di questo nerale delle truppe dell'imperatore
ordine veruna comunità. Giustiniano, la rimise sotto l'impe-
ACEPSIMA (s.), vescovo di O- ro ; se non che, smantellata dai lòn-
nito in Assiria, fiori verso l'anno damenti al tempo de' Longobardi
38o. Quantunque ottuagenario, di da Gromoldo figlio di Areclii duca
complessione però vigorosa, fu tra di Benevento, fu da lui pure rifal>
le ultime vittime della persecuzione bricata aggiugnendovi una chiesa, ini
di Sapore le di Peisia. — Adar- pretorio ed un j^alazzo. Oggidì non
s.'ipore, primo governatore delle pro- è che mediocrissima eillà: conia
vincic di oriente, attizzato dalla in- appena (piallromila abitanti, benché
,

ACE ACIl 63
(•Ha s'abbia titolo di ducato e di ora in amministrazione perpetua del-
nietJ'opoli. La tradi/ioiie del ])aosc l'arcivescovo di Salerno. 1'^ situata
vorrebbe che la religione; Cristiana in un terreno infelice, appiè delle
siasi in essa stabilita ai tempi dei^li montagne. Il primo vescovo di que-

o prima del 3oo, 1 ililtici


apostoli, sta città , di cui ci sia pervenuta
di questa chiesa ricordano sedici notizia , non fiorì prima del i 1 36.
vescovi seduti prima di s. Giusto La cattedrale è dedicata all'Aimun-

( Vedi) pel corso di duecento anni. ziazione della B. V., ed è collegiata.


Durante alcuni anni Acercnza fu Ilannovi in Acerno quattro moni-
sottomessa ad Otranto che avea , stei'i d'ambo i sessi, due conserva-

abbracciato il rito gieco sotto Po- torii, confraternite, monte di pietà


lienlo patriarca di Costantinopoli. e seminario.
IVicolò li la eresse in arcivescovato, ACERRA e S. AGATA de'goti.
ed Alessandro li le diede per suf- (Acerrarum Agathcv Gothoruni).
et s.

fraganei i vescovi d'Anglona, Gra- Vescovati uniti nel regno delle due
vina, Potenza, Tricarico, Venosa Sicilie. Acerra , antica città con ,

con una diocesi molto estesa; Inno- residenza vescovile, detta corrotta'
cenzo III, crealo nel 1198, le uni mente la Cerra, vuoisi fondata da-

in peipetuo il vescovato di IMatera, gli etruschi, nella Tei-ra di Lavoro.


a condizione che 1' aicivescovo negli Al tempo di Augusto divenne colo-
alti pubblici si nominerebbe vesco- nia romana, e, a detta di Tito Livio,
vo delle due città. Eugenio IV, del Ri innalzata al grado di città munici-
143 1, volle restituire a Matera il pale. Annibale la incendiò. Ristorata

suo vescovo, ma ciò non ebbe ef- a spese della repubblica romana.
fetto, che per alcuni anni. Si ritoi- Buono duca di Napoli rovinolla. Per
nò air unione tuttora mantenuta opera de'suoi abitanti risorse di nuo-
risiedendo l' arcivescovo a Matera. vo, e fu retta da particolari signori,
La cattedrale di Acerenza, una delle portando il nome di conica.
più antiche e delle più belle d' Ita- Aceria, della quale non conosciamo
lia, è altresì una delle più ricche. il primo banditore evangelico, for-
E dedicata a s. Cano martire, ma oggidì un vescovato, la cui sede
già suo vescovo; il capitolo ha è sufTraganea dell'aicivescovo di Na-
venti canonici, con tre dignità, poli, mentre quella unita di s. Agata
l'arcidiacono, il teologo, il jieniten- lo è di Benevento. I-a cattedrale è
ziere : inoltre cinque mansionarii dedicata all' Assunzione della B. V. :

partecipanti. Avvi eziandio un con- il capitolo componesi di tre dignità,


vento di religiosi, alcune confrater- prima delle quali è l'arciprete, con
nite, ospedale ecc. La tassa della quindici canonici e sei ebdomadarii,
mensa alla camera apostolica è di oltre altri cherici. La residenza del
4oo fiorini. L' arciA cscovo è di no- vescovo è in ambedue le città A- :

mina regia per un indulto di Cle- cerra ha un convento di religiosi,


mente VII. Il Sommo Pontefice confraternite, seminario, ospedale e
Urbano VI, Prignani, napoletano, monte di pietà. La mensa è tassata
del 1878, era stato vescovo di Ace- 238 fiorini per ambedue le diocesi.
renza. T\ Matera. ACHELOO. Città dell'antico E-
ACERNO. Piccola città del regno piro, sede di un vescovo suffragar
di Napoli nel principato citeriore, neo alla metropoli di Lepanto. E
,,

64 AGII ACI
posta nella diocesi dell' lUiria orien- ACHONRY {Acaden.). Piccola
tale, e riceve il nome dal fiume città dell' Irlanda nella provincia
Acheloo, il quale divido l'Acarnauia di Connaught, con residenza vesco-
dall' Etolia. vile. Sino ai tempi del re Enrico
ACHEOLO (s.), martire, il quale IV, asceso al trono nel i^gg,
ebbe a compagno s. Acio. Conget- formava un regno indipendente. E
turasi che questi due santi abbiano la terza gran divisione dell' isola cou
sofferto il martirio in Amiens verso cinque contee. Fu eretta in sede ve-
l'anno 290. Il martirologio attribuito scovile da s. Patrizio apostolo dell' Ir-
a s. Girolamo , e tutti quelli della landa spedito in quel regno dal Som-
chiesa gallicana li ricordano al pri- mo Pontefice Celestino I romano, se-
mo di maggio; la festa loro però condochè avvisa Mariano Scoto, nel
non si celebra in Amiens che a' 4 lib. II, all' anno 432 di Cristo ( V.
del detto mese. Ceratini , Vita di s. Patrizio^ Bo-
ACHERY o ACHERI (il p. Lu- logna i686). Non è vero, come ab-
ca d'nacque nel i6og, ed ebbe
) biamo Nouveaii Diclionnaire
dal
a patria s. Quintino in Piccardia. Universel de Geographie redige et
Professò la regola di s. Mauro, e ne viis eii ordre par F. D. Aynes
illustrò la congregazione colla sua stampato a Lione nel i8o4, che
vita tutta consecrata alla pietà ed Achonry cessasse dall'essere vesco-
allo studio. Molte opere, che sareb- vato. La sede vescovile ha sem-
bero forse condannate all'obblio, vi- pre esistito: solo i beni della men-
dero la luce mercè le sue cure. Tra sa furono depauperati dallo scis-'
queste tiene primo luogo lo Spici-
il ma d' Inghilterra. Questa residenza
legio , eh' è una raccolta di scritti di è sufU-aganea della metropoli di
varii autori compresa in tredici voi.
, Tuam; ha la cattedrale dedicata a
in 4-"; poi la Lettera attribuita a s. Conrah, che fu vescovo di A-
s. Bainaba le Opere dell' arcivesco-
, chonry vex'so l'anno 53o. Evvi il
vo Lanfranco j quelle di Giliberto capitolo con arcidiacono e tredici
abbate di Nogent , la Regola de' soli- canonici. Venti sono le parrocchie
tarii , un Catalogo delle opere anti- e quindici i vicarii. I cattolici a-
che de' Padri. Raccolse inoltre i mo- scendono a più di 160,000.
numenti uecessarii agli atti dei santi ACINDINO Gregorio , monaco
dell'Ordine Benedettino, che pubbli- greco, il quale fiori nel secolo XIV a
catifurono dal Mabillon. Mori in s. Costantinopoli. Avendoci a que'tem-
Germano dei Prati a Parigi nel 1685, pi certo Gregorio Palamas, ed al-
dopo il settantesimo sesto anno di eia. trimonaci del monte Athos, i quali
ACHILLEO (s.), martire, da Do- sosteneano di vedere, mentre ora-
miziano imperatore cacciato in ban- vano, una luce, simile a quella del
do nella piccola isola Ponzia, ebbe Taborre, Acindino si uni al dotto
a compagno dell'esilio s. Nereo, e monaco Barlaamo e ne rinfacciò
vien perciò con questo ricordato. È l'errore vivamente. I suoi oppositori
fama che fossero decapitati ambedue lo accusarono di credere quella lu-
in Tcrraeina, regnando l'raiano. — ce creata e finita: l'imperatore
La loro lèsta si celebrava solennissi- Giovanni Cantacuzeno Icnne le par-
ma in Roma nel sesto secolo; essasi li di questi e il sinodo di Costan-
,

riporta al giorno 12 di maggio. tinopoli coudauuò il sentimento e la


A co ACQ &5
persona di Acindino. Egli, costretto ferendo miscerent, Inni quod Chri-
ad occullaisi, compose diverse ope- stns Doniinns ita fecissc credatur.

re in favore della proscritta dot- Sebbene però nella Chiesa siavi sem-
trina. Gretset ne ha fatto stampa- pre stata una tal costumanza, dietro
re il trattato De Essentia et opcra- r esempio di G. C, non è da infe-
tione Del, ed in Ialino,
in greco rirsi che r infusione dell' acqua sia
Jngolstad, 1616 in 4" Trovasi nella di precetto divino, dee riguar-ne si

Grecia ortodossa d' Allaccio lui poe- darlo come di essenza del sacramento,
ma, eli' egli composto aveva contro operandosi la transustanziazione e-
Palamas, cou frammenti di altie gualmentenel caso che l'infusione sia
opere. omessa. Cos'i insegnano concordemen-
AGIO (s.) y. Achilleo. te i teologi. Quantunrpie Gesù Cristo

ACMOMA. Città vescovile della non abbia comandata la mescolan-


diocesi di Asia nella Fiigia Paca- za dell' acqua col vino, sarebbe pe-
ziana. rò un grave peccato pel sacerdo-
ACON ( Aconen. ). Città di Siria, te il tralasciarla, non obbedendo

vescovato in partibiis 3 suffvaganeo egli alla Chiesa, che così coman-

di Tiro. F. AcRr. da di fare. Il concilio generale


ACONZIO, Cardinale. Questi fa VI, di Costantinopoli III, celebrato
prete Cardinale del di Fa-
titolo nel 680, condannò gli armeni che
sciola (cioè dei santi Nereo ed A- consecravano il puro vino [F. Du-
chilleo). Vivea nel Pontificato di s. cange in Costantin. Christiana, 1. III).
Gelasio I, che lo innalzò a quel La sacra congregazione di Pro-
grado nel 49--'' paganda, nel i635, trattando del-
ACQUA NFL VINO PER LA. MESSA, la unione degli armeni alla Chiesa

E quella di cui poche gocce infon- Cattolica, essendosi agitata la qui-


de il sacerdote nel calice prima di stione se potevano continuare la

olferire il vino già versato. La Chie- consccrazione del vino senz'acqua,


sa Cattolica osservò sempre la pra- loro la proibì con un formale de-
tica di mescolare l' acqua col vino ci'eto, e ciò per molte ragioni. Ec-
nel santo sagrilJzio della messa. Di cone le parole : » Primieramente
ciò abbiamo chiare memorie fino « perchè, sebbene questa unione del-
dai suoi tempi antichissimi. Gesìi " r acqua col vino non sia di ne-
Cristo ne die' esempio nella cena l' " cessila del sacramento, ma sol-
pasquale, mentre istituì l' adorabile » tanto di precetto ecclesiastico, dal
sagramento. Una tal verità è appog- » quale il Papa può dispensare;
giala sulla tradizione la piìi costante ' tuttavia, poiché l' acqua si me-
dei Padri. Fia gli altri testimonii, che « scola al vino da consecrarsi per
ne abbiamo, il concilio di Firenze nel " tradizione apostolica, e poiché si
decreto pegli armeni soggiugne: .... ' crede, secondo la testimonianza
juxla SancLoruni Palrwn lestinionia, -•»
dei Padri, che G. C. lo abbia fat-
ereditar ipswn Dominuin in vino » to anch' Egli, non devesi tollera-
aqua pennixto hoc sacramcntum " re in alcun modo, né permettere
insti tnisse. Il concilio di Trento lo '» agli armeni quel rito di sagri-
conferma, dicendo I\Ionels. Synndns : •' ficaie senz'acqua; 2. perchè tal

prceceptiini esse ab Ecclesia saccr- '» rito degliarmeni, o raccbiude l'e-


dolihits nt aquani vino in Calice of- '• resia del IVfonolisismo, ovvero di
VOL. I.
9
66 ACQ ACQ
'• questa rende assai sospetto. Iiii-
si nonizzazionedi quattro santi sotto Cle-

perocché Niceforo (lib. XVIII, e. mente XI. Ora però si benedice 1 acqua
•' 53) dice chiaramente, che gli arme- prima di versarla, dicendo l'orazione :

!' ni consacrano il solo vino per di- Deii.i, qui hitmaniv suhstantice ctc.
'•
mostrare in Gesù Cristo esservi Qnest' acqua vien benedetta pertliè
» una sola natura; 3. perchè il s. significa il popolo, il quale non an-
" concilio di Firenze nella Istruzione dando alfatto esente di peccato, ab-
" agli armeni, colla parola dccerni- bisogna della benedizione. Così Du-
" mtis, comanda agli armeni uniti rando. Nelle messe poi dei defonti,
» che pel sagrihzio versino nel vino r acqua non si benedice perchè in
-•'
alcune gocce di acqua; 4- P'^^'" queste l'acqua significa il popolo ch'è
" che armeni sempre domanda-
gli nel purgatorio, il quale è già vici-

-' rono alla Sede Apostolica di es- no alla gloria, e non soggetto alla
" sere dispensati da tal pratica, e Chiesa militante. Puossi addurre altra
" nondimeno loro fu sempre risposto ragione, cioè, che, significando essa
» con negativa: che, Benedetto IX, il popolo circostante, siccome a que-
••
Gregorio VII {in siiis cp. 1. 7), sto non si dà la benedizione in fine
" Eugenio III, Alessandro III, Gio- della messa de' morti, così nemmeno
" vanni XXII, Eugenio IV, raccol- si benedice in tali messe l' acqua
" to il fiorentino concilio, Calisto che lo rappresenta. Così insegna
'' HI, e finalmente Paolo V nelle let- il Gavanto ( in Conimcnt. ad Rubi:
" tere apostoliche a Melchisedecco pa- miss. p. 2. tit. 7 ).

-•'
triarca, detto // Cattolico, espressa- Nella messa privata il sacerdote
» mente ricusarono di permetterlo; medesimo infonde l' acqua nel cali-
" 5. finalmente perchè Lutero appro- ce ; nella messa solenne poi il sud-
» \o il lodato rito, ed i calvinisti l'os- diacono ,
pulito il calice col puri-
" servano nella loro cena; e se agli ficatorio , ampolla del-
mostra 1'

5» armeni si permettesse tal rito nel l' acqua al sacerdote dicendo Bc- , :

'> regno di Polonia, i calvinisti, che ìiedicile , rci'ercnde pater. Benedet-


» là non sono pochi, calunniereb- ta questa dal celebrante, il medesi-
» bero la Chiesa Romana, taccian- mo suddiacono ne infonde poche
'» dola di aver cangiato sentenza gocce.
" e di essere convenuta con essi Abbiamo detto che V acqua infiisa
» [Congreg. de propag. fide, 3o jan. il popolo. Ciò s])ie-
nel vino significa
j> IG35)". Con tal definizione concor- ga san Cipriano {Epist. ad Ca'cil.)
da il cap. 24 del concilio di Cartagine T idcmus in acjua populitni inlel-
111 radunato da Siricio Papa, e i lìgi .... Quando auteni in calice
cau. I, 2 e 3 De consecralioiie, aqua l'ino viiscetur^ Christo popu-
dist. 2. his adiinafnr, et credentiuni plehs
Negli antichi tempi il sacerdote ci, in cptcìn credidit, copulatur et

infondeva 1 acqua nel calice in mo- coiìjungitur. Qucv copulatio et con-


do di croce. Ciò si può vedere nel- junctio aquiv et vini sic niiscetur in
l'Ordine Romano appresso Iltorpio, calice Domila, ut commixtio illa
e nel terzo Ordine Romano, secon- non possit ab inviceni separa ri.
do i documenti, che porta Giu- Unde Ecclesiam, idest plebeni in

stiniano Chiapj)oni nella dissertazio- Kcch'sia constitufam, fideliter in en,


ne slanqiata dopo gli atti della ca- (fuod credidit, pcrscveraìilem nulla
ACQ ACQ 67
rcs separare poterit a Christo. Sì gi-eca, che non fu mai condannata,
danno ancora altre mistiche spie- e che non devesi ncppur condanna-
gazioni. Alcmii vogliono che 1' u- re. Colle pai'ole della consecrazione
nione dell' acqvia col vino significhi convertendosi il vino nel sangue di
il mistero dell' Incarnazione in cui Gesù Cristo , i teologi promuovono
si è unita ipostaticamente la Divina due quesiti L : se le poche gocce di
colla umana natura. Tale interpi'e- acqua, che il sacerdote infonde nel
tazione è tratta dall'orazione di sopra vino, si convertano nel sangue di
citata Deus, (ini huinancc, ecc. Vo- Cristo; IL se, convertendosi, si con-
gliono per quella
altri signifìcai'si me- verta prima in vino e poi in san-
scolanza il sangue e l' acqua che gue, o si converta immediatamente
insieme uscirono dal lato di G. C. nel sangue di Cristo. Nel secolo duo-
Questa opinione è fondata sulle pa- decimo fu promosso il primo dub-
role De lalere Christì exìvit sangiiis bio in Francia , e negli Annali del
et aqua. In nomine Palris, et Filii, Card. Baronio all^ anno di Cristo
et Spiritns Sanati. Amen, parole che I 188 è registrata una lunga Icttei-a
gli Ambrosiani e i Certosini dicono di Gaufrido monaco di s. Bemai'do
invece della orcizionc Deus, cjid hu- al Cai'dinale vescovo di Albano, in
mance, ecc. cui espone i varii sentimenti dei
Presso i greci è differente il rito teologi. I detti Annali non hanno
d' infondere l'acqua nella messa. Egli- la risposta del Cardinal vescovo
no, secondo le liturgie dei ss. Basilio e di Albano; ma il Baronio così l'ac-
Crisostomo, due volte infondono l'ac- cenna Sed nihil aliud rescribere
:

qua nel calice. La prima volta avan- potuisse certuni est , quam qiiod cre-
ti la messa, quando si apparecchiano didit , et sempcr Sancta,
custodivit
sopra una mensa a parte le cose neces- Romana Ecclesia, nimirum aquani
sarie pel sagrifìzio : il sacerdote punge simul et vimini transnbstantiari in
ilpane con una lancetta, dicendo U- : sangidnem Christi. Innocenzo III
nus militwn lancea latua ejus ape- ( nel cap. Cum Marthcc, de celebr.
ruit, statimene exivitsanguiset aqua, missar. ) riferisce due opinioni: una,
ed intanto il diacono infonde t'acqua che essendo uscito dal lato di Cri-
fredda. La seconda Aolta poi, allor- sto sangue ed accp^ia, il vino si con-
ché, fatta la consecrazione, il diacono verta nel sangue, e 1' acqua nell'ac-
domanda al sacerdote che benedi- qua, che scaturì dal costato. L'al-
ca r accjua riscaldata ; questi la be- tra opinione è, che l'acqua la quale
nedice colle parole Benedictus fer- : si trova nel calice, resti com' è , at-

ver sanctorum j'ugiter moie et sem- torniata dagli accidenti, o sia dalle
per, et in scecula sccculorum, A- specie del \ino. L' Angelico ( p. 3.
men j il diacono risponde .•
Fervor q. 75. a. 8 )
parla della detta secon-
Jìdei plenus Spirita Sanato. Amen : da opinione, e dice non poter sus-
ed intanto versa nel calice consecrato sistere perchè dopo la consecra-
; sì

qualche gocciola dell'acqua calda. Non zione non v' è nel sagramento che
è a dire che codesto rito d' infon- il Corpo ed il Sangue; sì perchè se

dere oltre alla fredda 1 acqua calda, dopo la consecrazione restasse l'acqua
ora non abbia più luogo , dimo- nel calice , allora tuttociò eh' è nel
strandolo anzi il Cardinal Bona co- Calice non si adorerebbe adoratione
me una vigente disciplina della chiesa latria;. Della conversione dell'acqua
,,

68 ACQ ACQ
nell'acqua che uscì dai costato, non cazione dell'acqua , eh' è il popolo.
è d'uopo far paiola, cssoudo que- Eccone le parole: » popolo tan-
Il

sta piuttosto una pia nieditazioue, che » te volte si benedice, quante si u-


luia opinione teologica; quindi è da » milia al sacerdote ", cosicché in
tenersi la sentenza che anche da In- ogni messa umiliandosi il popolo
nocenzo III nella suddetta Decretale di nuovo ei vien benedetto ndl' ac-
\ien considerata come la più pro- qua.
babile, cioè l'acqua posta nel calice Quando il vescovo assiste pon-
convertirsi nel Sangue di G. C. I tificalmente alla messa solenne di
santi padri Giustino, Ireneo, Cipria- un sacerdote , tocca a lui benedire
no, parlando dell'acqua che si deve l'acqua da infondersi nel calice , e
porre nel calice, dicono che G. C. non perchè è egli il
al sacerdote ,

convertì nel sangue ciò che si con- primario pastore di quel popolo cui
teneva nel calice; quindi anche l'ac- è posto a presiedere dal supremo
qua che Egli vi aveva infusa. Ri- pastore il Pontefice Romano.
guardo poi al secondo dubbio , se Nella messa del Sommo Pontefi-
questa conversione dell'acqua in san- ce, giusta il decimoquinto Oidine
gue si immediatamente, oppu-
faccia Romano, appresso il p. Mabilloii ab-
re si converta prima in vino e poi biamo, che il sagrista prepara il ca-
in sangue vi è chsputa fra i teolo-
, lice con tre ostie , una pel sagra-
gi scolastici. Alcuni, che vogliono pro- mento, e le altre due per la pre-
^are convertirsi l' acqua prima in gustazione; pone indi il vino nel
vino e poi in sangue, si appoggiano calice : e dopo essere stata benedet-
al rito dei pp. Domenicani e di ta r acqua, ne versa tre gocce col
altri religiosi, che prima d' incomin- cucchiaio nel calice stesso.
ciar la messa, pongono l' acqua nel Nella Cappella Pontificia l'acqua
calice. Dicono che ciò si fa per dar vien benedetta dal Papa, richieden-
maggior tempo all'acqua di conver- dosi colla formula Benedicite, Pater
tirsi invino; ma cotal argomento non sancle. Quando celebra pontifical-
r di alcima sussistenza. luvenin (Dis- mente il Papa, la benedizione si do-
sert. de Sacram. q. 2 De Eachar. manda dal sagrista.
§. "ò ) riflette a questo proposito: Nella messa dei presantificati, il

Ooininicaìiorutn praxini noti nili co venerdì santo, acqua non si be-


l'

physicoruiìi princìpio qitod advcrsa- nedice dal Pontefice Nel codice .

rii stippoiumtj scd nonnullis Litnr- 4737 presso il Gattico [Acta Cac-
gits, f/iiibus pnvscribilur, ul. idloluni, reni. p. 34 ) si legge che nel ve-
rpiod in sacrifìcio dchct afferri, ante nerdì santo Diaconus Card, affert
ipsummet sacrificiuni prceparetur. Ponlifici calicem cuni puro vino
Sì domanda
ancora il ])erchè et suhdiaconus ampullani ciuii a-
l'acqua dell'ampolla, che m^lla pri- qna , qnani Papa vino conitnisccat
ma delle tre messe il giorno di-l s. Na- ut rcpnvscntct <piod islo die cnia-
tale viene benedetta prima d' infon- naverunt sacramenta Ecclesia', vi-
derla nel calice, si toi'ni a benedi- delìcet sanguis et atpia de Carpare
le nelle altre due messe. Tale dub- Clirìsti.
bio è sciolto da nions. Sanici li (T. ACQUAPENDENTE ( Àquapcn-
IX. Lettere ecclcs. p. 29), f()ndan- tlcn). Città dello Stalo Pontificio nel
dosi sul jiiistero, cioè sulla signili- territorio d' Orvieto, con lesideuza
,

ACQ ACQ 69
fli un vescovo. Acquapendente ha sato secolo Acquapcnilente soggiac-
nome dalla sua posizione sul jxmkUo que a rovinoso terremoto; essa fu
«li una montagna silvestre, donde ca- patria di Girolamo Fabrici medico
dono, ollercndo bellissimo punto di rinomato del secolo XVI, e abi-
vista, le acque d' un piccolo torrente. tò in essa tjualche tempo lo scrit-

Fece già parte dei domini! della limi- t(jre Gregorio Leti milanese che die-
trofe Toscana: insieme a Preceno ed de alla luce olti'e a cento volumi di
a Lorenzo, fu data in vicariato al
s. opere piene di menzogne , d' inesat-

padre di Francesco Sforza che ]ter tezze, e d' inezie.

molto tempo la possedè pacilìcamentc ACQUARI ANI. Eretici. Ebbero


insieme ai suoi figliuoli : possessione origine nel secolo terzo, e contro di
confermata da Eugenio IV nel 144^ ossi impugnò la penna s. Cipriano.
coU'annuo censo di fiorini novecento. Costoro non offrivano che l' acqua
Francesco la rese al detto Pontefi- neir incruento sacrificio, e con cpie-
ce, che la incorporò allo stato Oivie- sta sola pretendevano di consacrare.
tano 11 palazzo degli Sforza in
. ACQUA SANTA o Benedetta.
Acquapendente rimase alla famiglia
sino al 1616, in cui il duca Ales- §. I. Sua orìgine.
sandro lo cedette alla comiuiitàper
fabbricarvi od adattarvi vm nuovo Alcuni fanno montare la origi-
convento di Francescani osservanti, ne <leir acqua santa ai tempi apo-
eh' è quello di oggidì. Ai medesimi re- stolici, e si appoggiano alla autori-
ligiosi alcuni anni dopo fu ceduta tà di santo Agostino , il quale nel
ancora dal duca Mario li, figlio di suo libro IV contro i Donatisti di-
Alessandro, la vicina chiesa di san ce apertamente ; quoti universa te-

Giovanni, che per concessione di Pao- net Ecclesia, nec Conciliis iiistiuduni,
lo IV, del i555, ei-a juspatronato de- sed seniper retentuni est, noiuiisi au-
gli Sforzeschi in riconoscenza de' qua-
: ctoritate apostolica tradituni reetis-
li beneficii la comunità d' Ac(jua- sinic ereditar . Che l'uso di essa
pendente accordò una generale fi-an- nella Chiesa non
sia antichissimo,
chigia a tutte le robe di essa e dei può mettersi in dubbio, se pongasi
suoi vassalli. Il Papa Innocenzo X, mente col Martenc ( in llb. De ant.
Pa ni/ìli, romano , nel 1649 dichia- Kccles. disciplina in div. off. celeb.

volla città e la eresse in vescovato e. IX, 12), che oltre la bene-


n.

in luogo di Castro, che fece distrug- dizione dell'acqua pel Battesimo , e


gere ed unire alla sovranità della per la consecrazione delle chiese
Santa Sede [f^. Costituzione In su- usata fin da' primi secoli, troviamo
premo j I 3 settembre 1 649 che si , testimonianze della virtù di essa ac-
legge nel tomo VI del IJollario Ro- qua a|)presso s. Epifanio ed altri

mano ). La l'endita di questo ve- parecchi scrittori citati dal Gretsero


scovato è di mille scudi, e la tassa ( in tract. de Beaediclionibus ).

camerale di cento trentatre fiorini:

la cattedrale ha due dignità con §. II. Suoi effetti.

ottanta scudi di i-endita e nove ca-


nonici. La città conta quattromila Poiché Dio si compiacque opera-
abitanti e tutta la diocesi altri (juat- re a mezzo di quest'acqua molli
trumila, in quattro terre. Nel pas- prodigi, la si usa da' cristiani ad
,
.•

70 ACQ ACQ
ottenere sette principali effetti : i benedirsi, il sacei'dote , che dovrà
a conseguire la guarigione delle celebrar la messa, vestito di cami-
malattie d'animo e di corpo; 2. ce e stola, dica primieramente Ad-
a preservarsi o liberarsi dalle il- jutorium nostrum, ed eseguisca il

lusioni, dalle insidie , dalle tentazio- rito prescritto nel titolo Orda ad
ni del demonio e de' suoi ministri ; faciendam aquam henedictani. Nel-
3. a calmare le agitazioni dello spi- la benedizione benedetto si
, il sale
rito; 4- disporsi alla pregili e- mescola all'acqua per dinotare, for-
P^^''
ra ed ai sacramenti ; 5, ad im- se in senso allegorico, l'unione del-
petrai-e fecondità alla terra su cui si le due nature iu G. C. e forse in
fa r aspersione ; 6. a scacciare la senso tropologico, perchè siccome il

peste, dissipare il tuono e le procelle; sale è simbolo della prudenza , e


7. a togliere i peccati veniali, non ex Taccpia della purità, così la Chiesa
opere operato , come i saci'amenti fa tale mistui'a, per chiedere a Dio
ma ex opere operands, a modo di la semplicità della colomba e la
merito, eccitando Io spirito ed il prudenza del serpente a prò di co-
cuore ad una certa divozione at- loro, che con fiducia usassero del-
tuale, la quale virtualmente rinchiu- l'acqua benedetta. Non appartiene
de la contrizione dei peccati venia- che al sacerdote col permesso del
li, oppure, siccome dichiarano alcu- parroco il benedire l'acqua ed il
lìi teologi, ottenendo delle grazie at- sale, secondo 1' uso comune della
tuali che eccitano alla contrizione Chiesa.
necessaria per la remissione dei pecca- L' acqua battesimale, cosi appel-
ti F. Syh'esler in summ. alla
veniali. lata perchè inserviente alla ammi-
parola ^qua bcned. Catechismo de ; nistrazione del battesimo, è quella
IMontpellier, pag. 658 in 4-° Cate- che si benedice solennemente nelle
chis/n. ad ovdinand. pag. 1 1 3. — vigilie di Pasqua e della Penteco-
ste. Il modo di preparare tal sorta

§. III. Sue K'urie denominazioni. di acqua nei detti giorni appresso


ciascuna chiesa parrocchiale può ri-

Havvi quattro specie di acqua be- levarsi di leggeri dov' è parola del
nedetta; i.^ la conmnej 2." la bat- sacramento del Battesimo [Fedi).
tesimale j 3.' la episcopalej ^.^ la e- Tornerà gradita ai nostri lettori
pifanica. r annotazione della costmnanza, la
La comune è acqua fredda pu- quale è in vigore appresso la Cap-
ra e naturale benedetta. Eccettuate pella Pontificia. La funzione del be-
le feste di Pasqua e di Pentecoste, la nedire quest' acqua è cominciata iu
benedizione di quest' acqua si fa or- privato da monsignor sagrista della
dinariamente ogni domenica dal sa- Cappella medesima; ha luogo di
cerdote destinato a celebrare la messa buon' ora, aflìnchè i parrochi possa-
solenne. Viene pirscritto di benedirla no aspergere con essa durante il
ad ogni otto giorni, per evilarne la fa- giorno della benedizione le case dei
cile corruzione. Il modo di (ar tale ho loro pari'occhiani ed anche i cibi
nedizione è già indicato dal Rituale loro, particolarmente le uova da
-Romano, il quale comanda che in mangiarsi nella pasquale solennità,
giorno di domenica apparecchialo uova che un tempo erano per tut-
il sale iu sacrestia, e rac<pia da ta la precedente quaresima proibite.
ACQ AGO 7'
IJ acqua episcopale Im nome dal aflìne cheentrandovi possano
i fedeli

ministro di essa, che è il vescovo, e prepararsi a meglio pregare per la


che ne fa uso nella dedicazione del- pui'ificazione de' loro peccati. Da (jue-
le chiese e degli altari, o nella ri- sti si reca alle proprie case per asper-
conciliazione delle prime ( f^. Dedi- geisi .sia al levarsi , come al cdvì-
CAzioxE DELLE CiiiEsE, cc. ), La be- car.si ,
prima di dar principio alle
nedizione di tal' acqua è tutta pro- preghiere e quando si solfra f[ual-
pria del vescovo. I greci, come pie- che tentazione, o avvenga alcun tem-
parano il crisma con olio e balsa- porale. Si aspergono eoH'acqua be-
mo dove introducono fino a treii- nedetta quei luoghi eziandio , nei
tasei odori, cosi benedicendo que- quali si teme la malignità del de-
st' ac({iia ci mescolano un vino o- monio , e si usa pegli ammalati ,

Icnle appellato J ciKintha , vale a pe' morti, ne' sepolcri , e nei cimi-
dire fiore di vite, raccolto dalle lam- teri. Questi tre ullitni usi sono di-
brusche. retti ad ottenere da Dio, che in ri-
L' acqua epifanica riceve ap- guardo alle preghiere della Chiesa
pellazione tlal giorno in cui si be- fatte sopra quest'acqua si degni pLi-

nedice, eh" è della Epifania di no- rificare ed alleviare le anime dei


stro Signore. Appresso i latini, ben- fedeh purganti.
ché non da tutti , la vediamo be- Quanto al modo di dispensare l'ac-
nedetta anco nella vigilia della festa. qua benedetta, non può negarsi, che
Il rito della benedizione di tal'acqua quello per aspersione non sia il pila
è per sé stesso un'addizione irregola- convenevole ed il più conforme al-
re al Rituale Romano desunta dai la antichità, ed alluso della Chiesa,
greci e tollerata dalla Chiesa, ove non meno che alla decenza delle ce-
siano tolte le quattro aggiunte che rimonie, tanto in ciò che concerne
Papa Benedetto XIV proibisce. E.s- l'onore dovuto al ministro, quanto
se sono i. portarsi da un fanciullo per coloro che la ricevono. Il perché
in processione la croce in mezzo a soltanto ricevono i principi l'acqua
due sacri ministri, diacono e sud- benedetta colla presentazione dell' a-

diacono, ciocché disdice alla gravità spersorio (


Fedi).
de' sacri riti; i. benedirsi il sale con Sopra r acqua benedetta scrisse-
la formula: Lu creatura salis in ro il Marsigli Colonna, Hydrogio-
nomine sanctce Trinitatis efjìciatur logia, sive de aqua henedicta, Ro-
salutare sacramentumj 3. l'esorci- niae, i566-i588, Venetiis i6o3;
smo, onde in senso materiale vo- ilCard. Turreci'emata De efficacia :

glionsi le parole di s. Paolo mi- aqucs henedictcc contea Petruin An-


sticamente proferite, cioè: sit cor ve- geliciini in Bohetniaj ì^'j'ì, s. a., li-
struni sale conditnm; 4- l' invoca- stampato a Roma nel i5i^ e nel
zione dei ss. Giuseppe, Teodoro ed i52g; F. Cristoforo Morino, Ex-
Orsola nelle litanie cantate in tale tagua benedita, Valen-
cellencias de
benedizione. cia, 1 589.
ACQÙASPARTA. Borgo con ti-
§. IV. Uso dell'acqua benedetta. tolo di Ducato nello Stato Pontifi-
cio, nella diocesi di Todi con un ,

Suolsi d' ordinano por 1' acqua forte sopra un' eminenza. Assai è
benedetta all'ingresso delle chiese. illustre in Actjuasparta la romana
VI A co ACQ
tainijj;lia Cesi ( Fedi) dtrivantc dai ACQUASPARTA (d") IMvtteo,
duchi di Acquasparta, e die vuoisi Cardinale. ìMattco d' Accpiasparta del-

provenuta da Ceso lìglio di Jerneno la diocesi di Todi si fece francescano


re de' Greci, i cui discendenti non essendo ancor giovanetto. Divenuto
conservando più che il nome di re lettore del sacro palazzo, fu, nel i l'è"]

furono scacciati dal regno, portando ministro generale dell'Ordine di san


seco alciuii parenti della prima no- Francesco. Nicolò IV, nel 1288, la
biltà. Giunti in Italia, diedero il vigilia di Pentecoste, creollo pre-
nome di Magna Grecia agli Abruz- te Cardinale del titolo di s. Loren-
zi. Passati dipoi a lloma, abitai'ono zo in Damaso, e nel 1 29 1 vescovo
la contrada chiamata Suburra e ot- Portuense, ritenendo il governo del-
tennero le prime dignità, dando nel la religione fino al capitolo genera-
f)r)9 oltre il Pontellce Silvestro II ,
le, che si convocò in Rieti, cui in-
anche al sacro Collegio i cinque tervenne medesimo Pontefice Boni-
il

Cardinali, Paolo Emilio nel iSiy; facio Vili, che lo spedì legato Apo'
Federico nel 1 54 [ Pier Donato , slolico nello stato Veneto, e nella R.o-

nel iSyo, Bartolonuneo nel i59(), magna,poi col titolo di governatore,


e Pier Donato nel 1641. Ael — aflin di ridurre le città di Cesena, di
1476 , afflitta Roma da orribile Forlì, di Faenza e d'Imola aU'ul>
pestilenza, passò il Pontefice Sisto bidienza della Chiesa Romana. Egli
IV , Rovere
della a ricoverarsi , propose il premio delle Indulgenze
ad Acquasparta insieme a sei Car- per quelli che avessero preso la
dinali. Tra i celebri rampolli della croce contro i persecutori del Ro-
famiglia Cesi, sortì la culla da Ac- mano Pontefice. Nel i 36o si trasfe-
quasparta quel Federico che di- rì in P'irenze col carattere di lega-
cemmo fondatore dell'illustre rojna- to a laiere per acchetare le fazioni
na Accademia dei Lincei nel i6o3 de' Bianchi e Neri. Venuto in so-
/^, Accademie). Scopo di quel- spetto di favorire più 1' una che
(

1' Accademia essendo le scienze fi- l'altra parte, trovò tal durezza nei
siche e naturali, tutti i sapienti di Bianchi, che per tema di frode ri-
Europa convenivano ad Acquaspar- cusò di sottomettersi alle determi-
ta per discutere intorno alle scienze, nazioni del Cardinale Legato. Es-
che formavano 1' oggetto de' propri! sendogli stata minacciata la morte
studii e di quelli dell' Accademia dei da alcuni sediziosi, sdegnato, fulmi-
Lincei da esso nella sola età di die- nò contro Firenze la sentenza di
ciotto anni istituita. Sussistono an- scomunica ed interdetto . Ritorna-
cora ad Acquasparta nel palazzo to in Roma, si applicò allo studio
Cesi le celle da quei sommi uomi- commentando alcuni libri della Scrit-
ni abitate in uno ai busti di molti tura. INlorì in Roma nel i3o2, e
illustri personaggi. Sulle pareti di fu sepolto nella chiesa di santa Ma-
quelle celle trovasi un immenso nu- ria in Araceli vicino al Campido-
mero di massime religiose , morali glio.

e civili dal duca riìccolte. ACQUATICI. Eretici, che giudi-


Ebbe Acquasparta inoltre altri cavano l'acqua csseie mi principio
due Carilinali: BcntiTcnga de' Ben- coeteiiio a Dio.
livcnghi e Rlatlco 'd' Ac(juasparta. ACQUAVIVA. Città dell" liali.i

F . IJt.x TivENGUi, e l'articolo seguente. nella provincia di Uari, e, scconilo


ACQ ACQ 7I
alcuni, vescovile. Oggidì non vi tolommeo all' Isola. Filipjx) V lo
Im di essa che le rovine, pio'iso dichiarò ministro e protettore dei
cui esiste un grosso borgo clic ha regni di Spagna presso la Santa
una collegiata con arciprete, ni qua- Sede , nel qual oflizio egli molto
le si commettono tutti gli ad'uri li- si distinse. Dimesso il primo (ito-

tigiosi. lo, passò a quello di santa Cecilia,


ACQUAVIVA. Città, come si cre- la cui Basilica ristorò magnifica-
de, un tempo vescovile, posta nella mente . Nel 1724 da Benedetto
Toscana, neh' antica Flaminia, sotto XIII trasferito al vescovato di Sa-
il monte Soratte tra Ariniano e bina ,
per ispeciale indulto , rilen-
Città-Castellana. Se ne veggono le ne a titolo di commenda la chiesa
rovine presso il luogo detto Fon- di s. Cecilia. Morì nel 172,5 in età
tana d' Acquavwa. di sessanta anni, e fu sepolto in
ACQUAVIVA. Città creduta ve- s. Cecilia.
scovile, eh' era situata nel Saunio ACQUAVIVA Gian- Vincenzo,
o nella Campania. A' nostri giorni Cardinale. Gian-Vincenzo Acquavi-
è lUì sempli(;e borgo sopra il V^ol- va ottenne da Paolo III nel 1537
turno Venafro ed il monaste-
tra i vescovati di Melfi e Rapolla chie-
ro di san Vincenzo nella provincia se unite. Ebbe quindi la prefettuia
di Capua. Gli scrittori non con- del forte di Castelsantangelo, e fu nel
vengono tra loro nell' asserire se , 1 542, ai 3 1 maggio, creato prete
([uesta città e le due, di cui sopra, Cardinale del titolo de' ss. Silvesti-o
sieno state episcopali. Egli è certo per e Martino ai monti. Morì nel i,556
altro, sede di una di queste è
che la dopo cpiattordici anni di cardina-
stata occupata dai vescovi Paolino o lato.
Paolo , il quale intervenne al con- ACQUAVIVA G\vi.\o, Cardinale.
cilio tenutosi in Roma nel 4^5 sot- Giulio Acquaviva nacque in Najjoli
to il Papa Ilario : Benigno , che fu da nobilissima famigHa l'anno i54fì.
presente a tre concilii celebrati in Neil' età di soli venti anni fu incai'i-
Romanci 487, 479 e '^"^5 Bonifazio, cato da s. Pio V della Nunziatiu-a
il cpialc assistette al concilio di Roma al re cattolico Filippo II per indurlo
nel 5o3 celebrato dal Sommo Ponte- a preservare la immunità ecclesia-
fice Simmaco. stica dagli attentati dei ministri di
ACQUAVIVA Francesco, Car- Milano. Compiuta la Nunziatura con
dinale. Francesco Acquaviva nacque soddisfazione del Pontefice, fu creato
in Napoli dalla prosapia dei duchi dal medesimo nel 1^70, ai 17 mag-
di Atri r anno i ^^^. Sotto Inno- gio. Cardinale diacono del titolo di
cenzo XI fu vice-legato di Ferra- s. Calisto . Dipoi gli fu conferito
ra. Alessandro Vili lo destinò in- quello di s. Teodoro. Pio V lo volle
quisitore a Malta ; Innocenzo XII lo presente alla sua morte, e dalle sue
volle suo maestro di Camera, e in labbra desiderò ascoltare i pii sug-
seguito lo decorò della Nunziatura geiimenti, onde spirare nel bacio del
al re cattolico Carlo II ed anche a Signore. Nel i574 contando l'età
Filippo V. Clemente XI per com- di soli ventotto anni, compì la sua
pensarne le singolari benemerenze, nel carriera lasciando gran desiderio di
1706, ai 17 maggio, lo assunse al sé alla Chiesa , che nella pietà e
Cardinalato col titolo di san Bar- dottrina di lui attendevasi un nuovo
VOI.. I.
,

74 ACQ ACQ
lume. Ebbe il sepolcro nella Basili- incarico diflicilissimo per quei lem-
ca Lateranensc. pi in cui la agitazioni della Fran-
ACQUA VIVA Ottavio JuivioRE, cia rendevano insolenti gli Ugonotti
Cardinale. Ottavio AcquaA'iva dei du- nel delfinato, nel contado vcnosino e
chi d'Atri nacque in Napoli l'anno nella città di Avignone [ì^^edi). Ri-
1 608. Fu fatto cameriere segreto di dusse Enrico IV dall'eresia alla Chie-
Urbano Vili, di poi ponente della sa Cattolica.Coronalo di gloria pei
congregazione del Buongoverno, indi che sparse, fece ritorno a
benefizi i
governatore di Jesi , di Ancona e Roma, dove fu accollo dal Pc)ntefice
di Orvieto, città, che valorosamente come in trionfo. Dimessa la sua dia-
difese contro le armi del duca di conia, passò al titolo di s. Prassede.
Panna. In appresso da Innocenzo X Leone XI nel i6o5 lo creò arcive-
fu eletto segretario della congrega- scovo di Napoli, cliiesa che resse con
zione delle accp^ie, votante della se- sommo zelo e pietà. Libéralissimo
gnatura di giustizia, e presidente della coi poveri, diccsi che impiegasse a
provincia del patrimonio e dello sta- loro sollievo la somma di novan-
to di Castro. La soavità dei costu- tamila scudi. Fabbricò due conven-
mi, la giustizia e la candidezza di ti ai religiosi Osservanti di s. Fran-
animo , ond' era fregiato , così gli cesco. Arricchì la sua cattedrale, am-
meritarono l' affezione del Pontefice pliò le rendite del suo capitolo, e
Innocenzo, che nel 1 654, ^i "^ marzo, fabbricò anche una sontuosa villa in
Io creò Cardinale di s. Bartolommeo Frascati. Nella terribile carestia del
air Isola. Per alcuni mesi occupossi 1607 soccorse con mirabili esempi
nella legazione di Viterbo ; in seguito la sua pitta. Dotò con venti mila scu-
venne destinato alla legazione della di il monte della Pietà di Napoli.
Romagna, che a mercè di lui Aenne Fattosi caro ad ognuno e modello
liberata dal gran numero degli as- di tutte le viriti, spirò nella sua dio-
sassini, da cui era infestata. Dal titolo cesi l'anno 161 2, e fu sepolto nella
di s. Bartolommeo passò a quello di cattedrale di Napoli.
s. Cecilia , ed in progresso venne ACQUAVIVA Papiniano, Cardi-
ascritto alle principali congregazioni nale. Papiniano Acquaviva, secondo
di Roma. Fini di vivere in Roma Paolo Tarsia, venne assunto al cardi-
l'anno 1674, e fu sepolto neila sua nalato dal Pontefice Adriano I nel-
chiesa. P^. Gualdo Priorato nella l'anno 77'2. Le memorie di lui ne
scena degli uomini illustri. lo dipingono come un eroe per ogni
ACQÙAVIVA Ottavio Seniore, riguardo incomparabile.
Cardinale. Ottavio Acquaviva nac- ACQUAVIVA Pasquale, Cardi-
que in NapoU di nobil famiglia l'an- nale.Pasquale Acquaviva di Arago-
no i56o. Condottosi alla corte pon- na nacque a Napoli di nobilissima
tificia, Sisto V gli conferì la vicele- casa nel 1710- Ebbe la presidenza
gazione della provincia del patrimo- di Urbino. Clemente XIV dopo a-
nio. Gregorio XIV lo creò prefetto verlo serbato in petto Cardinale
del sacro palazzo, e nel i5c)i, a' 6 il di cpiindicesioio di marzo i77'>
maiyo, diacono Cardinale di s. Gior- Io pubbhcò fregiato della romana
gio in Velabro e legato della pro- porpora colla diaconia di santo Eu-
vincia di Camjiagna. Clemente Vili stachio. Chiuse gli oa:hi in Roma
affidò a lui la legazion di Avignone, nel dì ventinovc fcbbiaio i'r88.
ACQ ACQ 75
ACQUAVIVA Stefano, Cjrdi- all' elevazione del lodato Ponte-
nale. Il Tarsia nella storia della cit- fice.

tà Conversano dice di Stefano


di ACQUE ED ACQUEDOTTI d.
^Vcquaviva, che fu onorato della sa- Roma. La parola Acquedotto, de-
cra porpora da Bonifacio V, e che rivante dal latino aquccdiictus, in-
questo Pontefice clonò a lui la sua dica un canale costrutto di pietre
stima per le alte virtù , end' era o mattoni per condurre, anche at-
fregiato. traverso di superficie ineguale, una
ACQUAVIVA Trojano, Cardi- quantità d'acqua con regolare pen-
nale. Trojano Acquaviva dei duchi dio. Talvolta quel canale corre sot-
d'Atri nacque in JVapoli nel i6c)4- terra ; talvolta s' innalza sopra uno
Clemente XI l'anno 1 7 1 2 lo spedì in o più ordini di archi. Quindi si di-
Ispagna, perchè recasse al Cardinale stinguono gU Acquedotti in appa-
di Arrias la berretta cardinalizia. renti ed in sotterranei. Gli Accjue-
Ritornato in Italia , il Pontefice lo dotti erano sconosciuti ai greci. I ro-
annoverò fra i prelati , e poco dopo mani, contenti da prima dell'acqua
lo spedi vice-legato in Bologna, cui del Tevere, coli' ingrandimento della

nel 1 72 1 presiedette egli solo per loro città, immaginai'ono nell' anno
mancanza del Cardinal Legato. Inno- di Roma 44 ^ tli condurvi l'acqua
cenzo XIII lo trasferì al governo di delle sorgenti per mezzo di Acque-
Ancona e Benedetto XIII lo creò
, dotti, che a poco a poco si sono'
suo maestro di Camera, indi arci- moltiplicati non solo, ma vennero
vescovo di Larissa, poi suo maggior- anche maravigliosamente costruiti. Si
domo. Il senno e la destrezza, che videro quindi acquedotti semplici^
dimostrò egli nei sostenuti incarichi, doppi e triplici, perchè composti di
gli meritarono la sacra porpora. uno, di due o di tre ordini d' ar-
Clemente XII, nel concistoro del pri- chi r uno all' altro sovrapposto. Così
mo ottobre 1732, gliela conferì col uno Acquedotto portava a va-
stesso
titolo di s. Cecilia. Filippo V di rie tre acque diverse, cioè
altezze
Spagna, e Carlo III re delle due superiormente la Giulia, nel mezzo la
Sicilie, per i suoi meriti presso di Tepula e la Marcia al di sotto [V.
loro, lo crearono ministro plenipo- Alberto Cassio, Corso delle Acque
tenziario dei due regni presso la antiche, portate da lontane contra-
S. Sede. Ottenne a favore dell'In- de fuori e dentro di Roma, sopra
fante di Spagna 1' arcivescovato di quattordici acquedotti, e delle mo-
Toledo , che fu amministrato dal- derne ed in essa nascenti, colla il-
l' arcivescovo di Larissa fino alla de- lustrazione di molte antichità del-
bita età dell' Infante. Nel i73g il la stessa città, Roma , Giannini
Pontefice lo promosse all' arcivesco- 1739; ivi, Puccinelli i747- — ^^c-
\ado di Montereale, che resse per morie istoriche della santa vita dì
soli nove ainii. Consumato da lun- Silvia madre del Pontefice s. Gre-
ghissima malattia , nella quale Bene- gorio I colf illustrazione de' beni
,

detto XIV per singoiar distinzione lo Lazio ornati di Acque-


e castelli nel
visitò, ebbe fine l'anno 1^4-7: ^ f"^* dotti, portavano a Roma le
che
sepolto nella chiesa del suo titolo, acque Marcia, Claudia, e le due
che aveva ornato di un magnifico Aniene , Roma pel RotoU i'j55).
portico . Egli avca molto influito Procopio, De hello gothoruin Hbro I,
? .

76 ACQ ACQ
tlicc, die gli Acquedotti Romani e- glia e mezzo sopra gli archi. 4- H 7e-
rano di tanta altezza, da potervi pulo condurre dai censori Gneo
fatto

entrare un uomo a cavallo nel coi'- Servilip Cepione e da Lucio Cassio


so del canale. Quanto alle volte e Longino neir anno 628 di Roma
agli archi ,
erano in alcuni
questi nel consolato di Marco IMuzio Ipseo,

Acquedotti alti 109 palmi, come as» e di Marco Fulvio Fiacco. L' ac(jua
sicura Frontino. P. Vittore ne no- di quell'accpiedotto fu tolta ad undici
ni ina venti. Rutilio nel libro I dice. miglia sulla via latina ; 5. 11 Muizio
Quid loqiiav aellierio pendentes per essere costruito dal pretore Quinto
fornice Rivos, Marzio, che poscia da Agiippa si pre-<
Quo vix imhrifcras tolleret Iris se a ricostruire; 6. 1' Anicne vecchio,
aquas l'acqua del quale fu condotta da Mar-
Hoc potiits dices crevisse in side- zio Curio Dentato e da Lucio Pa-
ra montes: pirio censon, l'anno diRoma 4^^)
Tale GyganUeum Grcecia laudai derivandosi Aniene detto vol-
dall'

opus. garmente Teverone, venti miglia so-


Piima che il corso de' tempi e la pra Tivoh; 7. h' Appio j 8. L' Al-
fleiezza dei barbari avesseio guasta- seatinoj 9. L' acc/ua f^ ergine, l'u-
ti e tagliati iche in Ra-
condotti , nica che ora rimanga, fu condottii
ina fece costruire la munificenza de^ da Marco Agrippa nell'anno 735 di
gì' imperatori, scrivono alcuni che Roma. Quest' acqua non tanto è la
diciannove fossero gli Acquedotti, ma la sola che ancor esista, ma è pur la

i migliori storici atìèrxnano, che al sola che pura si consei'vi, onde le


tempo di Nerone ( salito al trono venne il nome di Vergine. La sua
ueir anno 54 di Cristo ) fossero so- sorgente è nella tenuta di Salone,
lamente nove: il I. ed il maggiore non lunge dalla via Prenestina, otto

( come scrive il citato Frontino, miglia lontano dalla città. Agrippa


mentovato dal Pansa, nella sua Li- la dedicò ad Augiuito e perciò le po-
breria vaticana ) era quello dell' A' se il nome di Augusta; ma in ap-
nierw. nuovo fatto costx'uire dall' im- presso chiamossi acqua T'ergine
peratore Claudio, che prese l'acfjua Oggi volgarmente Trevi dal
dicesi
dal Teverone per la via di Subiaco, luogo in cui sboccava detto trivio,
quarantadue miglia lunge da Roma, o perchè Nicolò V lidonandola alla
e fu fatto rifai'e da Frontino per or- città, allorché era perduta, la fece u-
dine di Nerva; 2. di Claudio, co- da una fonte con tre sbocchi.
scire
minciato da Caio Caligola e compiuto Dopo Nicolò V, Sisto IV ne fece ri-
da Claudio suo successore che deriva- parare i condotti, opera, che fu po-
va dai due fonti Ceruleo e Ciuvio sciacompiuta sotto Pio IV, l'anno
lungo la via Sublacense; 3. di Giu^ i5G8. Alla cura di quest'acqua at-
Ho condotto da Marco Agiippa nel tesero in pai'ticolar modo i Papi, e
secondo consolato di Augusto, cioè sopra tutto Clemente XII e Rene-
nel 731 di Roma, e si disse Giu- detto XIV, i quali fecero edificare
lio dal ncTme »lcl suo autore. Scor- inoltre la famosa fontana che dà il

jcva tra la poita s. Lorenzo ed i nome al (juarliere di Trevi. \J ac-


trofei di IVIario, e conduceva l'acijua qua Vergine dopo avei" traversala la
da Frascati, dodici miglia da Ro- tenuta di Bocca Leone, gimita pres-
ma sulla via Ialina per sette mi- so il ponte Nonienlano , va a sea^nda
ACQ ACQ 77
dc;l Jeclivio del monte che sovra- Dmò l'uso di vendersi l'acqua fi-

sta la villa di Giulio 111, e, tra- no a Sisto V che, non cedendo per
versata la villa Pinciaua dei Borghe- nulla nella elevatezza de' suoi pensie-
se, entra in Roma, presso il ìiuiro ri alla magnificenza degli antichi Ro-
torto, trapassa il colle Pincio e tli- mani imperatori, cominciò l' anzi-
videsi in tre separati condotti, i qiia^ detto acqueclollo dì acqua Felice
li forniscono acqua a cini[uanta iònr coir opera dell' architetto Domenico
tiine pubbliche e ad altre inniune- Fontana, siccome egli dice nella bolla

rcvoli private. 169 Suprema, data ai 22 febbraio


Queste acque in varie epoche con- 1590. In questa dà ragione perchè
fluirono tutte al castello di porta volle, die ([uest' acqua si chiamas-
maggiore, ma
vennero cjuinci unite, se Felice, cioè dal nome da lui a-
e ([uindi separate, restaurandone gì' vuto nella religione conventuale ,

imperatori più volle gli Acquedotti, come riportasi nel tom. V parte I

come può rilevarsi dalla varietà del- del Bollano Romano, dove si dico,
le costruzioni in tutti quei tratti, che che pensò quel Pontefice con questo
solcano per ogni verso l'Agro roma- condotto d' introdurre 1' acqua nei
no. Ora queste acque sono del tut- colli, e nei luoghi più eminenti di
to perdute, e degli antiolii Acquedot- Roma, niente atterrilo o dalla dif-
ti fece uso in parte Sisto V allor- ficoltà dell'opera o dalla gravezza
ché condusse in Roma t acqua Fe- della spesa. — Indagate pertanto dal-
lice. l'architetto le colline intorno a Ro-
Prima che quel magnanimo Ponte- ma, fu giudicato molto eonfacevolc
fice desse opera a sì aidita intrapresa, alle vaste idee di Sisto V un' am^
a cagione dei guasti recati agli Acque- pia sorgente lontana ben venti mi-
dotti dai tempi e dai barbari, si ven- glia dalla città e vicino a Palestrina,
deva in Roma l'acqua del Tevere, presso ad un antico castello , chia-
o quella cavata dai pozzi o fontane mato ^g^ro Colonna, àonàe già aveva
particolari, come si fa anche adesso Appio Claudio
tolta l'acqua censore,
(IclV acqua Acetosa, portandola in conducendola ai luoghi più bassi di
giio per le case coi somari, dopo Roma, ove formando un lago si

avella attinta dalle cisterne, ove l'ac- perdeva nel Teverone. La comprò
qua del Tevere era stata ripiu'gata. Sisto V col prezzo di venticincpie-
L'ospedale di s. Gio. in Latera- mila scudi d'oro combinandosi in-
no ebbe origine appunto dai vendi- sieme varie sorgenti, sino a sette-
tori d'acqua per Roma, e si espone- cento e più oncie ed unendo special-
,

va ogni anno nella festa del santo mente lo sgorgo dell' acqua Marcia,
Precursore una pianeta, nella quale vi celebratissima dagli antichi per la sua
era un emblema allusivo. Anche sino salubrità. Volle egli andarvi perso-
adesso si portava l'acqua dai muli con nalmente, affine di benedire il prin-
due o tre bariletti per parte, per cipio di quest' opera, che romani i

le cordonate del palazzo Vaticano, dicevano sarebbe compita a tem-


acquarolo pontificio. Non altri-
dall' po dai loro nipoti , ma che essi

menti interviene al Quirinale per l'ac- videro dopo soli tre anni, nel l'TSS,
fpia di Trevi, per dispensarla alla terminata* Fu aduncpie condotta l ac-
a"etlenza e cucina Pontificia, cd ai qua per lo spazio di tredici miglia
primarii ministri palatini. in sotten'anei canali all' uso dei
. ,

78 ACQ ACQ
Cesari, e per sette miglia sul dorso tuile vi comprese la congregazione
d'archi eguali in altezza agi' impe- per la custodia delle stiade, dei
riali indi facendola entrare in Ro-
: ponti, e delle acque composta di
ma presso l'anfiteatro Castrense, di sei Cardinali a cui s' appartenesse
là segue l' andamento delle mura l'aprire nuove strade e dilatare le
per porta maggiore e per quella di vecchie , fabbricare nuovi ponti e
s.Lorenzo, ed internatasi nella città, ristorare i già fatti sopia le acque
passa sopra un arco a tre fornici principalmente e sopra quella da lui
eretto dallo stesso Papa : e divisa chiamata Felice.
in due rami va ad alimentare ven- Ora è da dire alcuna cosa del-
tisette fontane pubbliche e molte Y Acqua Paola, la piìi abbondan-
private. In questa opera Sisto V te di tutte, che acquistò un tal no-
spese trecentomila scudi d'oro, traen- me perchè introdotta in Roma dal
doli dalla entrata tutta propria e Sommo Pontefice Paolo V Bov' ,

particolare del Romano Pontefice ghesi, romano, creato nel i6o5, mi-
Questo volle egli esprimere nella rabile per virtù e grandezza d'ani-
iscrizione posta sull'arco vicino alla mo. Osservando quel Pontefice, che
porta di s. Lorenzo con tali parole : tutta la contrada di Trastevere mol-
Suo suniptu extruxit, la quale (colle to penuriava d'acqua, con sovrano
altre a questa fonte spettanti ) si coraggio fece radunare sopra il lago
vede appresso il Yittarelli, nelle ag- Sabl)atino nell' agro di Bracciano
giunte al Ciacconio tom. IV ì itcv dell'Anguillara, e Vicarello gran co-
Pontificum. In segno di gratitudine, pia d'acqua, cioè sopra mille oncie,
a questi ed altri beneficii , il popo- e con immensa spesa la fece con-
lo romano eresse a Sisto V in Cam- durre, per trentacinque miglia di
pidoglio una statua colla seguente corso , negli acf|uedotti dell' antica
iscrizione, che sotto brevità di pa- acqua Alseatina, fatti già da Traiano,

role intesse a sì gran Pontefice il ristorati da Leone XII nel 1828, ed


meritato amplissimo elogio: ora rinnovati e rifabbricati. In quel-
la parte di Roma poi , che dicesi
V PONT MAX
SIXTO . . .

il monte di s. Pieti'o Montono, l^ao-


OB QVIETEM PVBLICAM
V
. .

lo fece alzare da' celebri archi-


COMPRESSA SICARIORVM EXVLVMQVE
. .

tetti Fontana e Madcrno mi nobi-


IICENTIA RESTITVTAM .

lissimo Frontespizio, con cinque lai-


ANNONA INOPIAM SVBLEVATAM. .
ghissime l)ocche, dalle quali viene
VRBEM AEDIFICIIS VHS AQV^DVCTIS
. . .

distribuita 1 acqua Paola, non sola-


ILLVSTRATAM
mente alle tre magnifiche fontane
S. P. Q.R
da lui erette presso il Vaticano
Né solo si contentò di costruire i ma ancora a gran parte di Roma,
detti ac(juedolti , ma pel manteni- ove condotta in canali di piombo
mento di essi Sisto V assegnò l'an- per ponte SixtOj e ponte (juattro
nua rendita di settecento scudi, dal capi arriva fino al Campidoglio.
fmtto di novantauu luoghi di monti Paolo V terminò nel 1620 sì ma-
detti Religione da essere ammini- gnifica impresa ( F. la Costituzio-
strati dalla congregazione delle acque. ne CCIV Jn sede, presso il t. V
Fi'a le quindici congregazioni car- part. IV del Bollano Romano), f^.

dinalizie da lui confermate ed isti- A^GUILLARA.


, ,

ACQ ACQ 79
Queste però non sono le sole ac- glioni (anno i83o), come si vede
que di Roma. Altre molte se ne dalla graziosa fonte eretta presso il

annoverano, alcune meno salubn porto Leonino, dirimpetto il palazzo


ma tutte buone e potabili, ed al- iSalviati. 3. La vena dis. Damaso, che
cune impregnate eziandio di mine- sgorga dal Vaticano. Antica è la ori-

rali, e di profìcue sostanze. Fra le gine di quest'acqua rinvenuta dal


piime sono tenute per acque più Pontefice s. Damaso 1' anno 867,
leggere quelle di s. Felice a' Cap- circa tre quarti di miglio fuori di
puccini vecchi, alle falde del Qui- porta Prudenzio nei
Cavalleggeri.
rinale, e l'altra del Grillo in faccia suoi inni menzione di
sacri fece
al Foro di Nerva. In quanto alle cpiest' acqua , da Innocenzo nel X
acque minerali e mediche, famose 1649 diramata ad uso pubblico,
sono la Santa, fuori di Porta s. Gio- conduccndonc una porzione nel cor-
•\'anni, e V Acetosa presso il Tevere tile del Vaticano dotto delle Logge

fuori della porta Flaminia, e cosi e di s. Damaso per la fonte ivi


chiamata dal suo sapore acidulo. esistente. Di presente questa acqua

Di queste acque il valente pro- mossa dall'acqua Paola viene dispen-


fessorede Matlheis parlò opportu- sata nel palazzo Vaticano fino alla
namente da ai'cheologo e da medico estrema e più alta parte di esso ;

in una sua erudita Dissertazione 4. h' acqua Piaj di questa parla il

siJle acrpie minerali usate dagli an- Cancellieri nella sua Sagrestia vatica-
tichi romani ( Veggasi Guida dell'ac- na. Essa prima chiamavasi Barbe-
qua santa Jìiori di porta s. Gio- rina , o delle Api , dallo stemma
vanni in Laterano, E.onia per Gia- di Urbano VIII ivi scolpito dal
como Mascardi 1688. Luigi Lami Bernini, per esprimerne la dolcezza.
Notizie critico - storielle dell' acqua 5. L' acqua Innocenziana, che sgor-
santa di Roma, ivi stampate nel ga dal detto Gianicolo e clic tale ,

1777. Giovanni Tipaldo, Metodo di si denomina per essere stata trova-

analizzare le acque minerali, pra- ta e fatta allacciare nel Pontifica-


ticamente dimostrato nell'acqua a- to d' Innocenzo XI.
cetosa di Roma, ì\ì stampata nel Anche altrove si veggono delle
1782. Lorenzo Massimini, Trattato fontane, ma
sono poche, e scarse d'ac-
critico-medico dell'acqua acetosa al qua, né gettano, che quando si vuole
ponte Molle, Roma 1771). A cjueste per via di macchina: V. A. Nibby, A-
salutifere acque deve aggiugnersi nalisi storico-topografico - antiquaria
I Quella detta di s. Giorgio in Ve-
. della carta de^ dintorni di Roma ,
làbro, presso la cloaca Massima 1887 ; Giuseppe Melchiorri, Guida,
per la quale è a vedersi Federico metodica di Roma, i836,i quali par-
da s. Pietro, Memorie istoriche del lano delle diverse acque di Roma,
sacro tempio e Diaconia di s. Gior- e dintorni, non che degli acquedotti;
gio in J^elabroj 2. La Lancisiana Luca Poetus, De restitutione Ductus
a s. Spirito proveniente dal Giani- aquce Virginis, in ejus libro de pon-
colo chiamata dal celebre
e cosi deribus, et mensuris. Venetiis i573.
inonsignor Maria Lancisi ar-
Gio. Augustinus Steuchi, Oralio de aqua
chiatro di Clemente XI, che primo Virgine, in urbem revocanda, Lug-
la rinvenne. Riallacciata fu poscia duni, apud Gryphium t647- Job.
nel Pontificato di Pio Vili, Casti- Chiffletii, Aqua Virgo, fons Romce
8o ACQ ACR
celeberrimus, et prisca Religione sa- k ripi'esero. Ritolta però dal generale
cer opus adilitatis, M. Agripp?R, Ex Mailleljois, fu affatto smantellala. Nel-

vetere annulari gemma, Antiierpiac le guerre del 1794 ottennero i fran-


ì665 et in Groevii IV 1779;
Thes. cesi presso di essa una celebre vit-
Antonio Ginlianelli, Esame dell' ac- toria. Il vescovato suo era prima suf-
que di Civitavecchia , e di Trevi, fraganeo di Milano ; ma il Sommo
Iloma pel Monaldi 1701. Pontefice Alessandro III nel 1 1 80 col-

ACQUEA. Città vescovile della la rendita di seicento scudi lo unì ad


liliria orientale nella provincia del- Alessandria da lui eretta in sede ve-
la Dacia mediterranea suffraganea , scovile nel 1 178. Poscia passò ad es-

alla metropoli di Sardica. Il vesco- sere vescovato suffraganeo dell'ar-


vo Vitale appose la sua sottoscrizio- civescovo di Torino. La cattedrale
ne ad una lettera inviata dal con- è ufìGziata da parecchi canonici, e
cilio di Sardica alle chiese. dignitarii, oltre l'arcidiacono, ch'è
ACQUI AQUI [Aquen provincicc pm-e curato. Acqui è patria dello
Pedemontanx ). Città del Piemonte storico Giorgio Merula, è molto no-
con residenza di un vescovo. Questa ta pe'suoi bagni di acque termali
piccola città degli Stati Sardi, fondata solforate, che anche si bevono util-

dai Ligm'i Stazielli Alpini, ricca di mente. Per essa città passava una
monumenti che ne provano l'anti- delle vie Emilie, cioè quella strada,
co splendore, è capitale della pi'ovin- che Venne ristabilita da Marco E-
cia di tal nome. Si crede che i milio Scauro dopo aver sottomessi i

discepoli dell'apostolo san Barnaba Liguri, e che continuata in seguito


vi abbiano posti i primi fondamen- sino a Rimini, fu riunita alla via Fla-
ti del cristianesimo, e la tradizione minia. Nel museo Trivulzi di Mila-
del paese porta che il primo vesco- no conservasi vma moneta coniata
vo di questa città sia stato uno dei da Odone vescovo d'Acqui.
sessantacinque missionarii da Papa ACRI (S. GIOVANNI D'), an-
Silvestro stabiliti nei dintorni. Chia- tichissima città Si-
vescovile della
mavasi Zajoriiio, o Zalerino quel ria , pure Acco , Ace,
chiamata
primo vescovo, e la nuova cattedrale Aera j Accon , Achsapli o Tole
si gloria di possederne il corpo. Nei maide ( Ploleniais , Colonia Clau-
bassi tempi cambiò Acqui spesso di dia ). Giuseppe istorico dice che ,

signori, soggiacendo prima anche nel dopo aver appartenuto a Dario fi-
temporale ai proprii vescovi, indi ai glio di Seleuco cadde in potere di
Marchesi d' Ivrea, a quelli di Mon- Antioco Epifane. Alessandro re de-
ferrato, ai duchi di Urbino, ai re di gli ebrei la cedette a Tolomeo re
Napoli, ed alla repubblica di Ge- di Egitto, che le diede il suo no-
nova, ]iervc!iendo finalmente in po- me. Conquistata dai persiani, resi-
tei'cdei duchi di Savoia. Nei con- stette alle forze egizie, e divenne co-
flitti del Monferrato, da cui dipen- lonia romana passando poscia sotto
deva. Acqui soffri accanite guerre il dominio dei mori. A questi ultimi
civili. Né meno sofferse essa sì nel fu tolta dai crociali nel iio4: ma
174') in cui fi{ presa dagli Spagnuoli essi la perdettero nel i 187, essendo
sotto ilrcFilip])o Ve sì nel seguente stata ripresa dal famoso Saladino,
anno, in cui i Piemontesi sotto il re il flagello delle crociale, da cui ri-
Carlo Emanucllo III re di Sardegna ccvelle il nome di Acco in luogo
ACR ACR 8i
dì Tolemaicle. I cristiani vi ricn- rese Acri ultimamente per la resi-

ti-arono quaranta anni dopo, me- stenza fatta alla spedizione francaste
diante soccorsi a loro condotti dal- in Egitto (aimo «799) col presidio
l'Europa, da Filippo Augusto re
sì di Sidney Smidi, obbUgando
sir

di Francia, e sì da Riccardo re d'In- r armata francese a levare l' assetlio.


ghilterra. La fortuna abbandonando Delle sue anticliità niun olb'o ve-
i crociati, furono ridotti a dividersi stigio serba, die le rovine del ca-
la città di Acri, la sola conquista stello di Ferro, così dilaniato pa'-
che loro rimanesse di quelle con- chè la parte di esso vicina al niarc
trade. Acri divisa quindi tra dician- era coperta di lamine di ferro. Ser-
nove potenze dell' Europa ,
profes- vì qviel castello di jialazzo prima, e
santi tutte il cristianesimo, assunse poscia di spedale ai cavalieri tem-
una indipendente autorità. Nel 1 187 plarii.

Saladino prese Acri, ma i cristiani la In Acri fu istituito da ima com-


ricuperarono nella guerra del 1 1 9 1 • pagnia di uffiziali tedeschi di Bre-
Da cpiest'anno per un secolo ciascuna ma e Lubecca l'ordine militare teu-
delle potenze cristiane ne possedette tonico, ordine che nel 1
1
92 venne
una parte; per cui nel i25o si trova- confermato dal Sommo Pontefice
rono in Acri Enrico re di Ge-
riuniti Celestino III perchè soccori-esse i fe-

rusalemme e di Cipro, il re di Napoli riti e gì' infermi dell' armata dei


e SiciUa, il principe di Antiochia, il crocesignati, e preci-samente per l'e-

conte di Jaffa e quello di Tripoh, sercito, che assediava Acri sotto la


il principe di Galilea, e quello di direzione di Federico duca di Sve-
Taranto^ il il Legato
re d'Armenia, via. Chiamati i cavalieri Teutonici
del Papa, duca di Atene, i gene-
il dal duca Corrado, in soccorso con-
rali delle armate d' Inghilterra, di tro gl'idolatri della Prussia, promise
Pisa, di Firenze, di Genova, di Ve- di dar loro ciò che avessero con-
nezia, i gran maestri di s. Gio. di quistato sopra i nemici, cosicché in
Gerusalemme, del Tempio, dell'ordi- poco tempo si resero signori di tut-
ne Teutonico e di s. Lazzaro. Vi ta la Prussia, ove il gran maestro,
.si vedevano allora molte chiese ed nella perdita di Acri passò coli' or-

ospizii, dei quali non rimane ora al- dine, stabilendolo a Mariemburg. f^.
cuna traccia. Ma in mezzo a tante xVntonio Mattei, Chroiucon eque-
diversità d' interessi provenute dal- stris ordinis teuthonìci nel tomo V
la varietà delle nazioni che la l'e- veteris Acri analect. Hagae Coniitum
golavano. Acri cadde nel 1291 in 1738.
mano dei saraceni, i quali preten- Dopo la mentovata presa di Ge-
desiche ne abbiano distrutti inte- rusalemme operata da' turchi nel
ramente gli cdifìzii. Rimase lungo 1 187, la città di Acri servì di rifu-
tempo in quello stato di rovina, fin- gio ai re, ed ai patriarchi latini di
ché nel XVII, conquistata
secolo Gerusalemme fino al 1291, nel cpial
con tutta la Siria da Takhr-Eddin anno cadde essa in potere degl'in-
principe dei drusi, fu da lui rico- fedeli, ed i cristiani furono banditi
struita. Se non che rendutisi padro- da tutta la Soria, ciò che produsse
ni di essa gli ottomani, la fecero la morte al zelante Pontefice Nicolò
capoluogo di un pascialato che por- IV, afflitto per tanta calamità. To-
ta il medesimo nome. Celebre si lemaide o Acri fu in origine un
I i
, j

8ì ACR ACR
semplice vescovato sufiragaiieo di Anche Jacopo de Vilré o Vitriaco
Tiro nella diocesi di Antiochia, ma di Parigi, canonico di Oignies, Le-
in seguito fu innalzata alla dignità gato d'Innocenzo III contro gli Al-
di metropoli, e fu attribuita alla bigesi , e poi de' Crocesignati in
diocesidi Gerusalemme. Clero fu Palestina , fu eletto a vescovo di
ilprimo de* vescovi greci di Tole- questa città. Esiste una tradizione
maide di Fenicia nella Siria , e ne che la beata Vergine di Yillebrou-
occupava la sede sul declinare del que d'Oignies nel Brabante gli a-
secondo secolo. Suoi successori fu- vesse predetto il \escovado. Questi
rono Enea, che assistette al con- dopo l'assedio di Damiata, meritò
cilio di Nicea nel 32 5 Nectabo ; di essere a patriarca di
richiesto
che fi-i al primo concilio generale Gerusalemme, che non annuiva al
di Costantinopoli nel 38 1; Antio- il Papa, piacendo meglio a lui di
co valente predicatore clie offuscò valersene ad utilità della Chiesa uni-
per altro la sua gloria, unendosi ad versale. Trascorso qualche tempo da
Acacio di Berea ed a Severiano di questo fatto, il de Vitré, condottosi
Cabala, contro s. Gio. Grisostomo ; a Roma, rassegnò la chiesa di Acri
EUadio che intervenne al primo ad Onorio III, ottenendo di ritor-
concilio di Efeso, e si dichiarò a fa- nare fra' suoi canonici di Oignies.
vore de' Nestoriani ; Paolo che fu ad Se non che Gregorio IX il creò
im concilio di Antiochia; Giovanni che Cardinale. La Storia Orientale ci-

sottosci'isse la lettera sinodale, che tata dal Martene nel tomo III dei
Epifanio di Tiro ed i vescovi del- suoi aneddoti è una tra le molte
la prima Fenicia scrissero a Crio- opere di lui.

vanni patriarca di Costantinopoli Pegli altri vescovi latini di Acri


contro Severo di Antiochia e i suoi fino a Rodrigo Alvaro religioso
aderenti ; Giorgio che assistette al domenicano, preconizzato nel giu-
cpiinto concilio generale; Giuseppe che gno i3q7 dal Pontefice Bonifacio
fu ad un concilio di Gerusalemme, IX. V. r Oriens chrislianus, t. HI.
e Neofìto che n' era vescovo nel se- ACRIDA chiamata altresì Àcry-
colo XVIII. dus, Achris, Prehellis, oggidì Orri-
primo de' vescovi latini di Acri
11 de, o Adiride , e dai tm'chi Giu-
o Tolemaide della Fenicia, fu Gio- standil, pare a molti la stessa che
vanni, cui scrisse il Papa Innocen- Lycnide e la prima Giustinianea
zo II nel I 1 33. Gli tenne dietro però dal maggior numero si ri-
Rogo, o Ruggiero, il quale assistet- tiene per la Giustinianea seconda.
te all'assemblea di Acri per la guer- E città vescovile di Macedonia e
ra Santa nel ii47j ci^indi si an- metropoli della Bulgaria, sul decli-
novera Federico, il quale trovossi vio di un monte detto Pierrus , vi-
coir armata de' crociati, nel ii')^. cina al lago Lycnide donde il Drino
Guglielmo arcidiacono di Tiro, suc- scorre ali" entrar dell' A litania [V.
cedette a Federico liei i i63, e mo- Baudr, Dici. tom. I). Proco}>io as-
ri in Adrianopoli nel
171 o 1 172, 1 sicura , (-he la prima Giustinianea
ritornando in Occidente, dove era fu fabbricata dall' imperatore Giu-
stato mandato dal re Almanco, con stiniano I presso la città Tauresia,
Ernesio arcivescovo di Cesarea , a dov'egli nacque, e che lo stesso
domandar soccorsi per la l'alcstina. Giustiniano riedificò anche Ulpia-
,

ACT ADA 83
no, altra città, onde Giustino zio sappiamo di preciso. Ne fa menzione
di lui sortì suoi natali, e intito- soltanto il Cornaro nell' opera Del-
landola Giustinianea seconda. Ma le chiese di Venezia , ove in vma
i Bulgari , nazione selvaggia e bar- bolla di Adriano IV Pontefice, crea-
bara, usciti dalla Sarmazia asiatica to nel 1 54,Idata al monistero di
alla fine del secolo VII, conquistan- san Zaccaria, tra i Cardinali soscrit-
do la Mesia inferiore ed una par- ti, si legge il seguente:
te della superiore , insieme una all' E^o Actaldus presb. card. tic.

e l'altra Dacia j alla Macedonia e s. Priscce.


ad una parte delia Dalmazia , di- ACTOiNE. Città vescovile. Il W^a-
strussero la Giustinianea prima, per ding scrive che questa diocesi era
,

cui i metropolitani diritti di essa sulFraganea all' arcivescovo di Lepan-


passarono ad Acrida , ovvero alla to, e ne fa menzione di due vescovi
Giustinianea seconda. I Bulgari ave- soltanto , Teodorico ed Ermanno
vano distrutta la religione in quasi eletto ai tempi del concilio di Co-
tutte contrade; ma nel IX
quelle stanza.
secolo avendola essi abbracciata , il AD ADA. Città vescovile della dio-
re lorodomandò a Papa Adriano II cesi dell'Asia, nella provincia di Pisi-
un diacono della Chiesa Romana dia. Da
Strabene chiamasi Abadala.
nominato Marino, per vescovo del- ADALBERTO (s.), vescovo di
la nazione. Ma quel Papa, aven- Praga, martire, nacque circa l'anno
do stabilito Marino a legato della 956, ed ebbe al sacro fonte il no-
Santa Sede appresso il concilio ge- me di Woytiech, che in lingua schia-
nerale Vili, ne inviò invece un al- vona significa soccorso dell' armata.
tro appellato Silvestro. Il re mal- Votato da' genitori al servigio del-
contento di quest'ultimo, lo scac- l' altare , fu ordinato sacerdote da
ciò e ne richiese uno al patriarca Dietmaro vescovo di Praga e ne fu ,

di Costantinopoli di greco rito. anco il successore consecrato dal ,

Costui non ebbe mai ferma residen- vescovo di Magonza il dì 29 giu-


za in Bulgaria, esercitando le sue gno 983. Accolto da ogni classe di
ftmzioni or in ima, ora in altra cit- persone lietamente, gli esempii chia-
tà. Finalmente pose sede ad Acrida, e rissimi e le diuturne cure di lui
gli furono assegnate per sufFraganee avrebbero condotta al cristianesimo
quattordici chiese, sette delle quali buona parte de' suoi diocesani ; ma
col titolo di metropoli. Un vescovo ne riuscirono tanto vane le indu-
di Acrida neir879 ^^'^ '*^ concilio strie, che Adalberto due e tre vol-
di Costantinopoli ragunato da Fo- te rinunziò al vescovato. E due e
zio medesimo pel suo ristabilimen- tre volte eziandio ritornava il santo
to. Ora Acrida serve di titolo in a reggere la diocesi per comando
partibus ad un arcivescovo, ed at- di Papa Giovanni XV, e poi di Gre-
tualmente n' è decorato monsignor gorio V. Negl' intervalli del suo al-
Luigi Cardelli, canonico della Basi- lontanamento dalla diocesi , vestì

lica Vaticana, del collegio de' vescovi r abito appresso il monistero di s.

assistenti al Soglio Pontificio. Bonifazio ,


vangelo nella
predicò il

ACTALDO, Cardinale. Actaldo fu Ungheria,, fu priore del moniste-


Cardinal prete del titolo di santa Pri- ro medesimo, ed ultimamente fecesi
sca; ma intorno la vita di lui nulla apostolo della Polonia, della Prussia,
, ,

84 ADA ADA
e di Danzica, dove la sua predica- devano ristabifiti nello stato della
zione ottenne più clie alti'ove esito primitiva innocenza Ada- , coni' era
felicissimo. In mezzo a sì lodevoli mo prima del [)eccato perciò sli- ;

e vantaggiose fatiche , ci rimase mavano dover imitarne la nudità.


vittima del furore dcgl' infedeli Abbominavano il matrimonio ma ,

consumando gloriosamente il mar- per altio si macchiavano colle piti


tirio nel di 23 aprile 997. In orrende laidezze e quantunque il :

questo giorno medesimo se ne ri- loro dogma in opposizione alla


fosse
corda la festa. castità,insegnavano, che se alcuno
ADALBERTO (s.), primo arci- di essi fosse caduto in sensuale pec-
vescovo di JMagdeburgo in Sassonia, cato verrebbe espulso dalla loro
,

fioriva nel decimo. 1 suoi


secolo unione come i primi genitori dal
,

genitori lo inviarono al monistero paradiso terrestre per aver mangia-


di s. Massimiano di Treveri, perchè to dti frutto vietato. Il loro tem-
vi fosse educato alla pietà ed alla pio che
, essi liguardavano come il
dottrina. In queste tanto egli ap- paradiso terrestre, consisteva in un
profittò, che ben presto il suo no- osculo sotterraneo , che poteasi
me divenne celebre. Nel 962 fu riguardarecome centro dell' empietà.
eletto e consecrato vescovo dei rugi Carpocrate fu quegli die dietro al-
o russi a JMagonza. Il santo pastore l'assurdo sistema dei suoi principii
nulla lasciò intentato per istruire ,
pose i fondamenti alla setta degli
i russi nella verità della fede , ma Adamiti. Egl' insegnava che l'anima
lutti i suoi sforzi riuscirono vani. umana veniva riguardata da Dio
Per la qual cosa prese risoluzione come una porzione della divinità,
di ritornare in Alemagna. A quel e quindi ogni azione dell' anima
tempo l'imperatore Ottone I avea unita al corpo come atti che il sag-
conseguito dal Sommo Pontefice Gio- gio e il cristiano doveva tenere per
vanni XII, che la città di Magde- movimenti indilfereuti di loro natu-
burgo Do-
fosse eretta in metropoli. ra, e che in niun modo pregiudi-
vendosi questa provvedere di un cavano alla dignità dell'uomo. Ter-
arcivescovo il nostro santo venne
, tulliano alllirina che negavano 1' U-
innalzato a tale dignità, per consen- uità di Dio, e falsamente confidando
timento di tutti. Adalberto adorando nella divina Provvidenza, ripudia-
i disegni imperscrutabili della Prov- vano la necessità della preghiera. I

videnza, sottomise le spalle a questo martiri venivano da questi impu-


peso; e confidando mai sempre nel- dentissimi uomini quai fanatici ris-
la grazia di quel Dio, che lo avea guardati. Secondo il parere di Cle-
chiamato, disimpegnò con apostolico mente Alessandrino, possedevano dei
zelo a tuttii doveri del suo mini- libri secreti di Zoroastro.
stero.Finalmente dopo tredici anni Questa setta ripullulò nel secolo
di episcopato compi il corso dei
, XII per opera di un certo Tandc-
suoi giorni nell'anno 981, inentr'era mo ossia Tanchelino. I nuovi Aila-
occupato nella visita della sua diocesi. initi negavano la ilistinzione dei sa-
ADAIMlTl. Eretici, la cui setta cerdoti dai laici, e chiamavano san-
ebbe vita sul finire del secolo se- te azioni l'adulterio e la fornicazione.
condo. Costoro, giusta s. Epilàniu, Lo zelo ili s. Norberto pose solle-
lu'csero un tal nome, perchè si cre- citamente un argine a <jue>«la cor-
3

ADA ADD 85
rente, che ben presto an-estossi. Ma di questi empi ,
pensa che il lìo-

nel secolo XIV, con altro nome, me di Picardo sia una corruzione
cioè di Turltif)ini e di powri fra- del nome Jìeg^liards, o Bigghards.
Icllij ricomparvero gli Adamiti. 80- ADAiNA {Adaicn). Città arcive-
slciievano che i' uomo giunto ad scovile in parlihiis, senza sulfraganei,
una certa età diviene esente da ogni nella Cilicia , appartenente al pa-
legge. Oltre all' andare spogliati, com- triarcato antiocheno.
mettevano anch' essi orribili brutalità. ADANA. Città di Armenia, ove
Carlo V ne fece abbruciare mol- si celebrarono due concilii ; dei quali
tissimi. Picardo sul piint:ipio del se- il primo nel i3i6 sulla riunione,
colo XVrinnovò gli errori dt'gli l'altro per confermare il concilio
Adamiti ; piibblicavasi per lui nuo- di Sisa.
vo Adamo mandato da Dio a ri- ADAUTO (s.), martire. F. s. Fe-
stabilire la legge della natura, e si lice.
lece seguire da una plebaglia igno- ADDA (d') Ferdinando, Cardi-
rante e corrotta. Fu capo degli e- nale. Ferdinando d'Adda, patrizio
rcticiche si s[)arscro per la Boe- milanese, nacque nel iG49. l*ercorsi
mia, e che dal suo nome furon detti gli studii con sommo onore, d;d
Picardi. Deausobre compose tuia collegio degli avvocati in Milano fu
lunga dissertazione per giustificaili, eletto uditore della Ruota Romana.
ma non potè rendere verosimile la Escluso di poi da (juella carica, In-
industre difesa, malgrado la sua eru- nocenzo XI lo risarcì col pronnio-
dizione. verlo ad un' insigne abbazia e lo ,

Prima di lui, Basnage avea fatti speth in Ispagna, a recar la ber-


imitili sforzi per giustilicare i picardi, retta cardinalizia al IMillini già nun-
che confuse coi valdesi. Alcuni a- zio in Rladrid. Consegrato arcive-
nabattisti nell' Olanda tentarono di scovo Amasene, ebbe la nunziatura
aumentare il numero degli Adaniiti ; d' Inghilterra presso Giacomo li.

ma l'urono dissipati dalla vigilanza Per le sventure di quel regno rifug-


del governo. Questa scita el)be dei gitosi in Roma, Alessandro Vili, nel
partigiani Polonia ed anche in
in iGqo in premio del suo zelo, e dei
Inghilterra si univano
: la notte, e pericoli incontrati per la dilatazione
pretendesi che una delle principali della fede cattolica , lo creò, ai 1

massime della lor setta fosse conte- febbraro, prete Cardinale di s. Cle-
nuta nel verso : mente , legato ed amministratore
Jura, pcijura^ secrctum prodcre della chiesa di Ferrara; indi legato
noli. in Bologna, prefetto della congrega-
Picardo comandava a' suoi discepoli zione dei Riti e protettore dell'Or-
di accomunarsi liberamente con le dine camaldolese. Dimesso il priuK»
femmine, e di andar nudi per le stra- titolo, Clemente XI, nel i'j\.5, gli

de e per le pubbliche piazze, altri- conferì il vescovato di Albano. Morì


menti, insegnava, non avrebbero po- nei 1719,6 fu sepolto nella chiesa
tuto guardare una persona di sesso di s. Carlo al corso. La congrega-
diverso senza sentire la libellionc zione di Propaganda, per suo tesla-
de' sensi, uè sarebbero stati esenti mento, venne istituita erede univer-
dalle corporali affezioni. Mosemio, sale dei suoi beni, che ascendevano
che diligentemente studiò la storia al valore di centomila scudi.
,

86 ADE ADE
ADDEBOURN. Luogo dell' In- stico a Corbia nel fiore degli anni.
ghilterra, dove si tenne un concilio Benché l'amore alla solitudine lo

nell'anno yo.T. avesse fatto libero di ritirarsi a Mon-


ADELAIDE (s), imperatrice, fi- te Cassino, la fama delle virtù sue

glia diRodolfo li re di Borgogna, lo richiamò a Corbia, dove fu abba-


moglie a Lotario re d' Italia nac- , te. Fece di lui sì gran conto l'im-
que verso l'anno gSi. Vedovata, perator Carlo Magno, che lo strinse
ebbe a sofferire indegni trattamenti, ad abbandonare il monistero e a
e perdere l' imperio, donde fu scac- vivere in corte. Adelaido si giudi-
ciata da Ottone II suo figlio. Le cava fuori del suo centro ; non ab-
sue lagrime la fecero richiamare da bagliato mai dalle mondane gran-
Ottone, il quale si mostrò poi do- dezze, condusse la vita nascosa nel
cile alla madre, e inclinato a rifor- suo Signor Gesù Cristo vivendo ,

mare gli abusi introdotti nel gover- come se non vivesse. AH' insorgere
no. Se non che, sconfìtto egli dai alcune difficoltà per l'aggiunta Filio-
greci nella Calabria, e morto poco que fatta al Simbolo, Adclardo fu in-
dopo a Roma, Adelaide fu forzata viato a Papa Leone III dallo stesso
ad assumere il peso della reggenza. Carlo Magno. Sempre eguale sì nella
Le cure instancabili della pubblica prospera, sì nell'avversa fortuna, nel-
amministrazione non impedirono pun- la cortequanto nel chiostro, non potea
to gli esercizii della pietà e della però darsi pace ove non fosse ritor-
rigorosa sua mortificazione. Dolce nato al suo monistero di Corbia.
e severa, secondo che domandavano Ne ottenne hcenza l'anno 8^3. Giun-
le circostanze, temperavasi a modo tovi , non trascurò veruno studio
da condurre tutti a virtù. Pose ad per condurre i fratelli alla perfe-
opera ogni studio per la conversio- zione con l'esempio e con le parole.
ne degl' infedeli. Viaggiando per la Stavagli a cuore sommamente la
Borgogna al fine di riconciliare il sacra Ictteratm-a, e si contano fra i
nipote Rodolfo re co' sudditi , morì suoi discepoli un s. Pascasio Radber-
a Seltz nell'Alsazia, l'anno 999. Il to , e un s. Anscario. Limosiniere
suo nome non si legge nel martiro- con tutti, fu tacciato di prodiga-
logio romano, ma trovasi in parec- lità. Fabbricò parecchi ospitali e
chi calendari di Alemagna. Il But- fondò nuovo monistero in Sassonia.
ler ne riporta la festa ai sedici Affinchè non venisse mai meno nei
dicembre. fratelli suoi l' esattezza e la pietà
ADELAIDE (s.), vergine ed ab- compose il suo libro degli Slattiti,
badessa ,
governò
monistero di il di cui rimangono pochi frammenti
Bellich sul Reno fondato da Megen- nello Spicilegio del p. Luca d' Achery,
dosio conte di (nieldria, suo padre. toni. IV. Morì nel secondo giorno
Quivi ella introdusse la regola di dell'anno 827 in età di settantatre
s. Benedetto. IMor'i badessa di No- anni. Dio ne fece conoscere la san-
stra Donna di Colonia l'anno ioi5. tità per molti prodigi. — Il suo
Si celebra la sua con ottava
festa nome non mai stato posto nel
è
a Bellich, altrimenti ViHch, a' dì martirologio romano, benché egli
cinque febbraio. sia il patrono principale di mi gran
A DELARDO (s), abbate di Cor- numero di chiese, e venga onorato in
bia ili Picardia, prese l'abito mona- Francia, ne' Paesi Bassi e in molte
,

ADE ADE «7
città sulle rive del Reno. Il Butlei- alla milizia, ordmo poi del padre
ne riporta la lèsta al di sccontlo e della madre, divenuto posseditore
di gennaio. di grande fortuna, vendè ogni cosa
ADELBERTO ( .s.
) , originario e diede il prezzo ai povcii. Da Lou-
dalla famiglia reale di Norlmnbria, dun pellegrinò a scalzo piede fino
date le spalle al secolo, si consacrò a Roma; entrò jioscia nel mona-
a Dio solo. A lui convert'i gran stero de la Chaise-Dieu, dove umil-
parte della Frisia e della Olanda, e tà, mortificazione ed obbedienza fìi-

morì ad Egmond l'anno 'j^o, o in runo i bei fiori della sua vita. Mal-
<{uel torno. Il Martirologio Romano grado suo fatto sacerdote, crebbe
lo l'icorda ai ^5 di giugno. in santità e operò altresì dei poi-
ADELBOLDO , vescovo di U- tcnti, onde Costanza moglie di Al-

trecht, ebbe origine da una nobile fonso VI re di Castiglia e di Leo-


famiglia del vescovato di Liegi verso ne lo trasse ne' suoi stati perchè
la metà del secolo decimo. Fino ne togliesse la infedeltà de' mori, e
da' suoi teneri anni diede il nome vi riformasse la monastica discipli-

alla clericale niilizia, ed in un mo- na. Morì a Burgos verso l' anno
nastero cominciò i suoi studii, cui I 100 nel monastero, eh' ei fondò con

continuò in Liegi e Reims. Tan- un ospitale a spese della regina, e


to ei si distinse nelle scienze divine di cui fu il primo abbate. E ono-
ed umane, che la fama del svio rato a Burgos nel giorno 3o gen-
nome si propagò in modo da es- naio col titolo di protettore.
sere riputato uno de' più dotti per- ADELFO ( s. ), vescovo di IMetz,
sonaggi del suo tempo. Enrico II vivea alla fine del quarto secolo, o
re di Germania, che fli poscia im- sia al cominciamenlo del quinto.
peratoi'c, lo creò suo cancelliere, ed JNon abbiamo di lui notizie da que-
in seguito innalzollo alla dignità di sta in fuori eh' ei fu successor di
vescovo. Insignito di quest' onore s. Rufo, e che le sue reliquie furo-
si adoperò con tutto l' impegno on- no esposte alla venerazion dei fedeli
de ristaurare i luoghi santi, ed e- da Roberto di Baviera vescovo di
rigerne dalle fondamenta; e molto Strasburgo. Gli antichi cataloghi dei
s'impegnò eziandio per difendere i vescovi di Metz si accordano po-
beni della sua chiesa. Resse la se- nendo il giorno della sua morte ai
de episcopale per diciannove anni, 29 di agosto, non si sa di qual
e nel 1027 terminò i suoi giorni. anno, giorno eh' è pur quello della
Egli scrisse la vita di s. Enrico, sua traslazione ed al quale ricordasi
quella di santa ^'alburga, ed altre la sua festa.
opere di pietà ; come pure un' ope- ADELIPsO (s.), abbate di Celles
ra intitolata : De vallone inveniendi nella diocesi di Liegi , nacque iu
crassiludìnem sphcvrcc. Il suo stile Aquitania. Abbandonata la patria,
è chiaro ed elegante, pregi difficili riparò alla badia di Solignac, poi
a rinvenirsi negli scrittori di quel a quella di Cougnon sulla riviera
tempo. di Semoy. Chiamato dalla solitu-
ADELELMO (s.), monaco della dine alla chiesa di Mastricht, fu
Chaise-Dieu, poi abbate di s. Gio- consecrato sacerdote; ma egli fer-
vanni di Burgos in Ispagna , na- mò ben presto sua stanza verso la
cque a Loudun nel Poitou. Datosi riviera di Lesch dove alquanti altri
88 ADE ADE
gli si collegarono. Fabbrìcò il mo- stolato di s. Maialale. Il P. Mabil-
nastero di Cellcs, in cui ragunò i lou attribuisce a questo autore alcu-
suoi discepoli, e dopo di averli edi- ni versi acrostici, die anche riporta
ficati con pieclare \irtìi, si addor- nelle sue opere.
mentò nel Signore placidamente vei'- ADEODATO (s.). Questo santo,

so l'anno 690. La sua festa si ce- che cliiamaS anche Die o Diei o
lebra il giorno 1 1 di ottobre, e la Déodat , o Dieudonné _,
Deodatus ,

domenica fra l'ottava della natività Tlieodatus o Tcudates, trasse i na-


di M. V.; anticamente però la si tali da una cospicua famiglia della
celebrava a' 3 di fejjbraio. Francia occidentale che allora ap- ,

ADELIVIANO, sacerdote della chie- pellavasi Neustria, e fioriva nel se-


sa di Liegi, fu latto vescovo di Eres- colo VII. Fino dalla più verde età
se verso 1048. Di lui abbiamo
il mostrò desiderio di abbracciare lo
una famosa scritta all' ereti-
lettera stato ecclesiastico , e le rare virtù
co Berengario, onde indurlo ad ab- ond'era adorno, davano a divedere
bandonare Terrore che andava em- esservi chiamato dal Signore. Dopo
piamente spargendo, circa il mistero aver dato pro^e di sua vocazione,
dell'Eucaristia. Mori verso il 1061. venne insignito della dignità sacerdo-
ADELMO (s. ) vescovo di Sher- tale, ed in appresso essendo morto il

bmn in Inghilterra, nacque tra i vescovo di Nevers, fu destinato ad


Sassoni occidentali, stretto parente occujiare quella sede. Appena si vide
del re Ina, e fu educato a Cantor- affidato questo importante uffizio, si

bery sotto s. Adriano. Preso l'abito diede ad edificare il suo gi'cgge colle
nel monastero di Malmesbm-y, fu parole e cogli esempii, e colle più fer-

poi abbate del monastero, a cui vorose preghiere ne impetrava da Dio


pervenne molto lustro e decoro dalla le più copiose benedizioni. Dopo due
venerazione, clic tutti a lui profes- anni dalla sua elezione al Acscovato,
savano. Accoppiò Adelmo le lettere intervenne al secondo concilio tU Sens,
alla pietà, e dopo trent'anni ch'era che si celebrò nel 657. Ma conoscen-
abbate, posto sulla episcopal sede di do che tutte le sue sollecitudini nou
Shei'burn, si condusse nel formida- erano sufficienti a preservare i suoi
bile ministero da degno successore diocesani dai pericoli del mondo, ri-

degli apostoli. Si narrano miracoli nunziò alla sua dignità e rilirossi

operati da lui prima e dopo la nei monti di Vosges. In appresso co-


morte. Morì a' 25 del maggio 709 strusse alcune celle a Roman nella
mentre stava facendo la visita alla diocesi di Toul; tjuindi portossi nel-
sua diocesi, dopo cinque anni di r Alsazia, ed entrò nel monastero
episcojiato. La sua festa si celebra dei religiosi di Abressennes; dei qua-
a' 25 di inaggio. li assunse anche il governo. Dopo
ADEMAllÒ o EMARO di Cha- qualche tempo si nascose in una ca-
banois, monaco, vivea nel io3o. Fu verna di una valle rimotis^ima sul-
uno de' piìi famosi storici del seco- ove condusse vita
le rive del JMeurthe,
lo undccimo, e scrisse una cronaca assai niortilìcata. Quivi fabbricò una
dal ])rincipio della monarchia france- cella ed una cappella sotto il nome
se fino «1 IO?.;). Ci lasciò inoltre un di s. Martino. In seguilo av«iido ot-
Calalo^o tirigli abbati di Lìino^cs, tenuta in dono da (Ihildcrico li re
ed Diìiì Le ilei a pei- isUdnlirc V apo- di Austrasia una >alle, i.h'egU chia-
9 ,

ADE ADE 89
mò di Galilea, vi fabbric?) un gran istessa due messe, essendo in uso
monistero sopra una collina chia- per lo avanti di cclebrai-ne una so-
mata Jointurcs. Quivi egli propose la, dopo il decreto di Alessandro I

a' suoi religiosi la regola di s. Co- (f-^edi). Non è per altro nuova
lombano, alla quale in appresso so- questa legge ,
poiché trovasi in u-
stituì cpiella di s. Benedetto. INIa tro- na lettera a Dioscoro Alessandri-
vandosi incapace di attendere al la- no [Epìsl. II, al. 81, cap. 2.)
voro delle mani per la sua età avan- scritta da Leone I, Papa XLVII ,
zata, ritirossi alla propria cella pres- aver egli permesso il celebrarne due
so la cappella di san IMarlino, ri- a cagione dell'aumento nel numero
tenendo il governo del monistero. de' fedeli, i quali capir non potevano
Terminò di vivere nel giorno
19 tutti in una medesima chiesa. Vuoisi
giugno dell'anno 679 o 684- La sua a questo Pontefice attribuita la leg-
spoglia mortale ebbe la tomba nella ge, che proibì al figliuolo del padri-
chiesa del monistero di Jointures, no menare in moglie quella don-
il

da dove, nel ioo3, fu trasportata in na che suo padre avea tenuta al


,

luogo piìi onorevole, per opera di Battesimo ; onde insorse il grado di


Beatrice duchessa di Lorena. Que- affinitìx spirituale : come ancora da
sto luogo divenne poscia così cele- alcuni si tiene per fermo aver egli
bre, che vi fu fabbricata una cit- permesso che gì' infami , e le don-

tà, la quale dal santo ricevette il ne di pubblico mal fare potessero


nome di s. Die. II monistero ven- dar testimonio contro ai simoniaci ;
ne cangiato in un capitolo di ca- ma tali decreti sono da ci'edersi ma-
nonici, nella chiesa dei quali si con- le apposti a questo Pontefice, es-
senano le reliquie del santo. sendoché si ricavino da una epi-
ADEODATO I (s.). Papa LXX, stola , che i critici più accingati
romano, figlio di Stefano suddiacono. stimano falsamente a lui attribui-
Vogliono alcuni con Baronio {Annal. ta. Morì santo Adeodato il no-
eccl. ad an. 6i4) n. i.) che fosse no giorno del novembre 6i8, aven-
anch' egli suddiacono, e che il pri- do governata la Chiesa per anni
mo ei venisse assunto da questo gra- tre e giorni venti. Amava il suo clero
do al Pontificato; ma ciò è negato d'un ardentissimo amore, e distin-
dall'eruditissimo abbate Cenni, nel guevasi per così consumata virtù
suo ConcìUwn Laleranense Stepha- che visitando i malati di lebbra, in-
ni III, illustrato, in Prcrfat. n. 8. fermità troppo allora serpeggiante
pag. 16, ove sostiene contro i due per Roma, con un sol bacio ad un
Pagi , che in questo tempo erano di que' miseri ridonava la primiera sa-
ancora esclusi dal Pontificato i sud- lute. II corpo di lui giace sepolto
diaconi , non ostante l'autorità di nel Vaticano.
Liberato Diacono ( Liberato, in Bre- ADEODATO II [a Deo datus).
vìar. cap. 22), il quale afferma che Papa LXXIX, romano, fu figlio a
prima di questo Pontefice era sta- Gioviniano. Si fece monaco benedet-
to Silverio sublimato alla Pontifi- tino di s. Erasmo di Roma nel Mon-
cia dignità dall' ordine di suddiaco- te Celio , e poscia fu creato prete
no. Eletto egli Pontefice, a' dì 1 Cardinale. Quindi fu innalzato alla
ottobre 61 5, prescrisse che si cele- dignità Pontifìcia, il giorno ventidue
brassero ogni siorno nella chiesa aprile 672. Fu il primo che inco-
ia
,, ,

90 ADE ADI
minciò le sue lettere con la for- me (V inipanatori. Tali appunto so
mula : Sahitcm et apostolicam hc- no i luterani , i quali asseriscono
ntdìciionem . Da lui ottennero i che dopo la consecrazione trovasi
veneziani la confliima del diritto realmente corpo di G. C. nel-
il

perpetuo di eleggersi il doge ( Pie- la Eucaristia , ma unitamente alla


tro Giustiniani , Rer. Penctar. lil». sostanza del pane, eh' essi non cre-
I, pag. 6). Ratificò similmente al dono assolutamente distrutta. Il mo-
monistero di s. Martino il privile- do, onde spiegano questa presenza,
gio da Crotperto vescovo di Tours in appellasi impanazione. GÌ' impaaa-
prima accordato, e che consisteva tori sono divisi nell' opinione : altri

in ciò , che il vescovo di Tours sostengono essere corpo di G. C.


il

nella cui diocesi v' ha il detto moni- nel pane ; altri intorno al pane; altri
stero, non altro avesse diritto sopra di sopra ; altri finalmente sotto il pane.
esso, da quello infuori di conferire a Si potrebbe chiamare impanazio-
que' monaci gli ordini sacri e dar , ne il parere di alcuni giacobiti, che
loro il crisma da sé fatto. Della veri- ammettendo la real })resenza del
tà di questo privilegio viene in dub- corpo di G. C. neir Eucaristia, sup-
bio Launoio (par. 3. cap. 20. pag. pongono una unione ipostatica tra
465, tom. III. par. 2.), ma Cointe il Verbo di Dio il pane ed il vi- ,

[Annal. eccles. Francar, ad an. 674. no. Questa m)inione già intesa al
§. 33. 99) e Mabillon [De re di- tempo di Berengario si ripetè da ,

plom. lib. I. cap. 3. §. 9.) lo sti- Osiandro, uno dei principali lutera-
mano legittimo, come prima dimo- ni. Rossuet la confatò validamente.
strato lo aveva Rodolfo Monsniere ADIAFORISTI o ADIAFORITI,
{^De juribus eccles. s. Martini Turon.). indijjerenli. Nome dato nel secolo
Mori Adeodato a' 26 giugno 676 XVI ai luterani moderati ade- ,

dopo aver governato la Chiesa per renti a Melantone, che sottoscrissero


quattro anni, due mesi e cinque gior- a\V Interini pubbUcato da Carlo V,
ni. Il bibliotecario Anastasio lo di- nella dieta di Augusta. Questi settarii
pinge siccome Pontefice di dolce furon chiamati ancora inlerimisti.
tempera, affabile, liberale, e molto ADI MAR^I Alamanno, Cardinale.
largo in provvedere alle bisogna dei Alamanno Adimari, fiorentino, ebbe
poveri. E sepolto in s. Pietro. i natali nel i3G2. Fu prima cano-
ADEODATO, Cardinale, del ti- nico, indi pairoco nella sua patria, po-
tolo presliiterale di santa Prisca. Gli 1 400, ne venne eletto vescovo
scia, nel
eruditi credono che vivesse sotto il da Bonifacio IX. Non avendo potuto
s. Gregorio 1, eletto nel
Pontificato di conseguire il possesso di quella dio-
590. Si ha memoria di ({uesto Car- cesi,venne trasferito, nel i4"ij ^"^
dinale in una lapide esistente nel chiesa di Taranto, e poi alla pri-
chiostro del monistero di s. Paolo maziale di Pisa. Giovanni XXIll lo
fuori delle mura di Roma. spedì nunzio in Francia, donde ri-
ADESSENARII. Eretici, che am- tornato con gloria lo creò prete ,

mettono la presenza reale di G. C. Cardinale di s. Eusebio, nell' anno


neir Eucaristia, ma in un senso con- i4i I5 a' 6 giugno. Nello stesso tem-
trario alla fede ortodossa. Il nome po il Pontefice lo investì della le-
loro derivasi dal Ialino adesse. Co- ga/ione nelle Gallie col privilegio
storo si conoscono piuttosto sotto il no- di concedere la festa di n. Gmsep^n^
,

ADI ADO «)(

a tutte le città e provincio soi^gcttc la sua intercessione; fra gli altri,


alla sua legazione. Passò quindi nel- che l'acqua da lui benedetta risa-
la Spagna, aftlne di restituire quel nava gì' inférmi. Spirò nel bacio del
regno all'unità della Chiesa Romana, Signore l'anno 1076.
da cui si era diviso obbedendo al- ADINOLFO, Cardinale. Adinoliò
l'antipapa Benedetto XIH. Martino monaco, e nel 11 25 abbate di s.

V lo fece arciprete della basilica Maria di Farfa, ricevè da Inno-


Vaticana, e lo incaricò nuovamente cenzo li la sacra porpora, e da
del viaggio in Aragona per ridurre Celestino II la legazione di Ger-
l'antipapa Pietro di Luna a più mania presso Corrado. S' ignora il
saggi consigli. Nel suo ritorno, at- tempo preciso della elezione di que-
taccato dal contagio, mori in Ti- sto Cardinale.
voli l'anno 1422, ed ebbe sepolcro ADIURAZIONE. Parola non pro-
nella chiesa di s. Maria Nuova di pria della lingua italiana, che vale
Roma. Salvino Salvini scrisse la a dire un comandamento fatto in
vita dell'Adi mari. nome Dio al demonio, aflinchè esca
di
ADIMARO, Cardinale. Adimaro, dal corpo ossesso, oppure manifesti
monaco ed abbate del monistero di qualche cosa segreta. Cosi sono chia-
Fulda, di nazione tedesco, fu nel 946 mate le foi-mule degli esorcismi, che
creato da Agapito II Cardinale prete principiano : Adj'uro te, spiritus ini-
della S. R. C. , e si rese chiaro ed rnunde ecc. Esorcismo.
P^.

accetto per la sua dottrina e pietà. ADIUTORE (s.), solitario a


Colto dalla pestilenza, mori nel Q^G, Vernon sulla Senna, abbracciò di
e fu sepolto nel coro del suo mo- buon' ora il mestiere delle armi e ,

nistero. Adamo canonico di Brema crociatosi con la nobiltà fiancese


scrisse, che Adimaro persuase Ot- die' non dubbie pruove di alto va-
tone il Grande ad assoggettare gli lore. Schiavo de' saraceni tutto sol- ,

sciavi al suo dominio, ed al giogo fèri anziché rinnegare a Gesìi Cristo.


soave dell'evangelio. Restituitagli finalmente la libertàj si

ADIMARO, Cardinale. Adimaro, fé' religioso nell' abbazia di Tiron,


nato in Capua d'illustre prosapia, cui donò tutti i suoi beni , a con-
era sul principio segretario del prin- dizione che gli si fabbricasse ima
cipe di quella città, indi, lasciato ai cella con oratorio presso a Ver-
poveri il suo ricco patrimonio , si non. Quivi passò il resto de' suoi
fece monaco di Montecassino. Di- di negli esercizii della vita eremiti-
stinguendosi pel candor dei costu- ca, e mori il 3o aprile ii3r. Ce-
mi, venne spedito in Sardegna co- leberrimo è il culto di lui nelle
me abbate di un nuovo monistero. diocesi di Rouen , d'Evreux e di
Assalito dai corsari, e derubato di Chartres. La festa di s. Adiutore è
ogni effetto prezioso, che seco portava, riportata al di 3o di aprile.
mentre restituì vasi al suo convento, ADONE (s.), arcivescovo di Vien-
fu chiamato a Roma. Gli si con- na, nel Delfinato, nacque nel Gal-
ferì il carattere di abbate di s. Lo- linois, verso l'anno 800, da una
renzo fuori delle mura, poi da Ales- antica e ricchissima famiglia. Ab-
sandro II, nel 1061, fu eletto Car- borrevole e schivo de' piaceri , che
dinal prete di s. Prassede. Molti il mondo esibivagli , vestì l' abito
miracoli si raccontano operali per nell'abbazia di Ferrière^, dove sortì
,, ,

92 ADO ADO
la sua Marciiardo ab-
educazione. che, nel 1807, da suor
fondato
bate di Proni lo domandò ancor Maria Maddalena dell' Incarnazione.
giovanetto a maestro di sacre let- Precipua mira di queste mona-
tere a' suoi religiosi. Questi si pro- che è dedicarsi all' adorazione del
pose Adone unicamente di fare veri ss. Saci-amento dell' altare sì di gior-

servi di Dio. S. Remigio arcivesco- no, esposto alla pubblica venerazione,


vo di Lione commise la parroc-
gli come di notte, chiuso nel tabernaco-
chia di s. llomano presso Vienna lo, nonché a cantarne le lodi; e ciò

della cui diocesi fu eletto arcive- in risarcimento delle offese, che dagli
scovOj r anno 860. Il Papa Nicolò empi vengono continuamente fatte
gì' inviò il pallio. Non poterono a questo mistero di amore.
mai nulla in esso lui gli umani La pia istitutrice di f[uest Ordine
rispetti quando trattavasi
: di sra- nata a Porto di s. Stefano nei pre-
dicare i vizii e di staljilire le virtìi, sidii Toscana
di divenne abba- ,

adoperò sempre e con tutti , fino dessa del terz' Ordine di s. Fran-
co' sovrani , la evangelica ed aposto- cesco nel monistero d' Ischia. Ani-
lica libertà: di che veniva al santo mata dal sentimento della più pu-
arcivescovo sempre maggiore stima ra divozione verso Gesìi sacramen-
e venerazione. La lunga sua vita tato, concepì la religiosa idea di
fu consumata nell'adempiere ai do- istituire una congregazione onde ,

veri di religione , e a quelU del il ss. Sacramento ricevesse un cidto


vescovato. Raccolse in Vienna piìi perpetuo. Perciò, a' 2 giugno 1807,

concilii per mantenere pura la fede unitasi a due religiose del suo mo-
ed i costumi. Non dimenticò lo nistero 5 Maria Anna delle piaghe
studio delle lettei-e e specialmente di G. C. e Maria Gioseffa de' ss.
della storia tanto profana che eccle- cuori di Gesìi e Maria, di alcune
siastica; che anzi è autore i. di giovani e del confessore, venne in
una Cronaca di Storia universale Roma ed alloggiò nel monistero
1. di un grande e di un piccolo di s. Lucia in Selce. Con istraor-
Martirologio j il primo de' quali con- dinarie elemosine, che le venne fat-
tiene ristretti delle vite dei santi. to di raccogliere , acquistò la chiesa
E degno di osservazione che egli ed il locale de' ss. Gioachimo ed
fu il primo ad inserire nella lista Anna alle quattro fontane ; e, nella
delle feste quella di tutti i santi ; terza domenica di settembre del me-
che preferì gli antichi atti di s. Dio- desimo anno, die' principio alla sua
nigio alle favole d'ilduino; che di- istituzione sotto gli auspicii di Maria
stinse la Maddalena dalla peccatrice Vergine, dei cui dolori in quel gior-
del vangelo , e si accordò co' greci no celebravasi la festa. Il Cardinal
appellando Dormizione l'Assunzione vicario con autorità ordinaria, nel
di JM.V. al cielo. ]Mori il dì 16 di- seguente anno 1 808, a' 2 di febbra-
cembre 875. Nella chiesa di Vienna, io, ne appro\ò le costituzioni, che
che ha seni pie onorata la memoria vennero in pioci-sso di tempo confer-
di lui , egli è ricordato in questo mate anche dal Pontefice Pio \ lì, ai
giorno , nel quale anche il martiro- 22 luglio 1818. Queste co>lituzioni
logio romano fu cenno di s. Adone. dopo una riforma tìitta tlalla fon-
ADORATIUCI PERPEiUE del di- datrice medesima, rivedute dall' c-
vi.v Sacra.miì.mo. Instituto di niona- niiucutissJnio Cardinal Zurla , al-
ADO ADO 93
loia Vicario del Papa, uscirono in coda imperiale, sid lato destro dei
luce diu'aute il Pontificalo di Leo- quale, dalla parte dinanzi, avvi uu
ne XII di s. m. Tuttavia, per al- cuore di lana rossa con lo stemma
cune circostanze, la regola subito del SS. Sacramento ricamato in
non fu posta iu vigore. Inlantu era bianco. Sopra di (|uesto mantello por-
morta la fondatrice, uè perciò isce- tano uu velo nero, che dal capo di-
niatosi il lèrvoie nelle figlie del suo scende a ricuoprirne tutta la persona.
meritarono che in progresso
istituto, y. Adorazione del ss. Sacramento,
la genuina regola della pia suor Monache.
M. jMaddalena venisse appi ovata con ADORAZIONE. Voce, che vale
tutta la solennità. Questa legola jier- massimamente ad indicare l' inter-
lèzionata, vide nuovamente la luce no ed esterno culto di latria do-
sotto gli auspicii del Pontefice Gre- vuto air Ente Supremo. Con essa
gorio XVI gloriosamente regnante ; voglionsi esprimere altresì gli alti
ed oggi con somma esattezza adem-
è di ossequio , che vengono rendu-
piuta dalla comunità delle Adoratrici. ti a persona ragguardevole. Nelle
E tal comunità divenne poi così sacre pagine innuinerabili esempli
numerosa, che, rendendosi di troppo di una tale Adorazione si riscon-
angusto il monistero de' ss. Gioa- trano : e perciò conviene affib-
chimo ed Anna, il lodato Pontefice biarle un significato diverso, secon-
benignamente concesse a quell' isti- do che si riferisce a Dio, ovvero a-
tuto la chiesa e l' ampio monistero gli uomini. Se poi si applica a Ma-
di s. Maria INIaddaleua al Quirinale. ria Vergine, indica il cullo d' ìper-
]\è solo in Roma crebbe la società clulia, cioè superiore a quello di tut-
delle Adoratrici ; in Napoli se ne ti i santi, come dovuto alla più su-
fondò un altro monistero, con qual- blime in grazia ed in gloria tra
che variazione paò nella regola; e tutte le creature ; se finalmente ri-
non è mollo, che la superioia delle feriscasi ai comprensori beali, signi-
Adoratrici di Roma si è dovuta fica il culto di dulia, tributato loro
recare anche in Torino per aprir- pegli eccellenti doni e sovrannatu-
\ene un terzo, che viene provveduto rali onde vennero distinti da Dio.
di rendite dallo stesso religiosissimo ADORAZIONE deilaCkoce. Una
re Carlo Alberto. La pia dama mar- delle più auguste ceremonie della
chesa di Barolo concorre anch' essa uosti'a religion santissima , che ha
pel maggiore accrescimento e per luogo solennemente nel venerdì san-
la prosperità del santo istituto. to. Eccone in breve la descrizione,
L' abito delle Adoiatrici consiste secondo il rito della Chiesa Romana.
in uiìa tonaca di lana bianca con Finite le oi'azioni, che si fanno dopo
scapolare di lana rosso, sul quale il canto della Passione, il celebrante
alla sinistra del petto sta ricamata depone la pianeta , ed avvicinatosi
in bianco la forma dell' Ostensorio al lato dell' epistola, ivi, sulla parie
colla SS. Ostia. Una fascia di lana posteriore dell' angolo, giù dei gra-
rossa pende dal lato destro, iu cui dini dell' altare , riceve dal diacono
veggonsi gli emblemi della passione la croce già preparata suU' altare ,

di G. C. ricamati paiinienti in bian- e colla faccia rivolta al popolo, la


co. Oltre a ciò portano un gran scuopre alquanto nella sommità, in-
mantello di luna bianca con lunga tonando solo r aulilòiia Ecce lignuni
,

94 ADO ADO
Crucis. Questa vien proseguita dai Da ciò sono abbastanza convinti di
cantori sino al venite adoremus, al eri'ore quanti danno senso diverso
«jual versetto tutti si prostrano, a alla surriferita espressione, calun-
riserva del celebrante. Di poi il sa- niando per tal modo i sagri riti

cerdote si avanza alla parte ante- della Chiesa Romana. V. Bacio dei
riore dell' altare, dal medesimo lato PIEDI. SOVRANI. UBBIDIENZA DI ADO-
dell' epistola scuopre il braccio de-
: RAZIONE, che rendono i Cardinah al
stro della croce, e, alzando un po' Sommo Pontefice.
di piìi la voce, ripiglia Ecce lignum ADORAZIONE del SS. Sacra-
Crucis, seguendo i cantori, e ado- mento, Monache. Ordine religioso,
rando tutti al venite adoremus. Que- che avea per istituzione l' adorare per-
sta medesima ceremonia finalmente petuamente il SS. Sacramento. La re-
si fa, quando il sacerdote nel mez- gina di Francia Anna d'Austria, ma-
zo dell' altare scuopre tutta intera la dre di Luigi XIV, fu quella, che
croce. Ciò fatto, il celebrante porta concepì la prima il progetto di da-
egli solo la croce dinanzi all'altare re un culto continuato al SS. Sa-
nel luogo preparato, e genuflesso x'vi la cramento. Elesse perciò da un mo-
posa. Poscia, essendosi levate le scar- nistero dell' Ordine di s. Benedetto,
\)e,procede all'Adorazione di essa, la Madre Caterina de Bar, chiamata
facendo a qualche distanza tre ge- del SS. Sacramento, allora abba-
nuflessioni prima di baciarla. Indi dessa del monistero della SS. Con-
i ministri dell'altare, e dopo essi, cezione di Rambevilliers, nella Lo-
il clero popolo a due a due
e il rena, diocesi di Tours, e nel 1 654 col-
vanno ad adorare la croce, facendo la regola dello stesso s. Benedetto
egualmente le genuflessioni. die' principio a questo pio istituto,
Durante l'adorazione, si canta- approvato dal beneplacito del re, e
no in coro gì' Improperii. V. il dell'arcivescovo di Parigi, e poi, nel
Messale nella rubrica di tal giorno, 1664, dal Cardinal Ghigi nipote di
ed il Gavanto per la spiegazione Papa Alessandro VII e suo Legato a
delle ceremonie. latere in Francia. Nel 1 668 fu di nuo-
Si consulti a maggiore schiari- vo confermato dal Cardinal di A au-
mento il Cancellieri nella sua Ope- dome, finché il Pontefice Innocenzo
ra De iqSo.
Secret, pag. XI, nel 1676, corroborò il tutto col-
ADORAZIONE che si rende al r approvazione apostohca, e Clemen-
PAPA. Quando parliamo di cotale teXI, nel 1705, ne sancì le costitu-
Adorazione intendiamo di accordar- Quindi ad istanza della pia l'cgi-
zioni.
ci perfettamente con la idea presen- na di Polonia, vedova del valoroso
tatane dal venerabile Cardinale Bel- Giovanni III, questo Pontefice chia-
larmino, il quale, nella celebra tissi ma mò a Roma alcune monache di Fran-
opera De Sunvn. Pontif. lib. Ili cia, fondando nella capitale del Cri-
cap. 1 8 et scq., la definisce siccome stianesimo un moni>.lero di questa
atto di profondo rispetto e venera- istituzione. Nelle regole veniva pre-
zione praticato inverso il Sommo scritta con voto la continua Adora-
Pontefice, eh' è Vicario di Gesù Cri- zione del Sacramento. Perciò
SS.
sto : atto in cui non havvi alcun le religiose tanto nel giorno, che nel-
che di comune col culto che pre- la notte, succedendosi a vicenda, in
stasi debitamente a' santi del cielo. ginocchioni oravano innanzi 1' altare
3

ADO ADO 95
in cui si conservaya la SS. Eucaristia; za, con vita comune |>erfetta. Fra
ed è perciò che avanti al ]»etto, per le costituzioni della fondatrice, ap-
portavano l' immagine del
distintivo, provate dal vescovo Paolucci, a' 2
SS. Sacramento, e vestivano con l'a- maggio 1697, si prescrive, che quan-
bito nero eguale alle benedettine. /^'.
do le monache sieno giunte ad un
Bonanni, Catalogo degli Ordini Reli- numero suHlciente, la priora le dis-
giosi, \ìm'ìc II, e l'articolo Adoratri- ponga all' Adorazione del SS. Sa-
CI PERPETUE DEL SS. SACRAMENTO. cramento per quello .spazio di tem-
Il Sommo Pontefice Pio VI ap- po che essa crederà e quando esso ;

pi'ovò r Ordine delle monache di calla pubjjlica adorazione, abbia luo-


san Norberto, fondato, fin dal 1767, go il canto delle sue lodi.
dal pio sacerdote svizzero Giusep- ADORBIGAAE. Città vescovile,
pe Hely con un monistero nella e metropolitana della diocesi di Cal-
diocesi di Coirà, dove le novelle dea, che credesi essere l'antica Me-
monache s'impiegavano per principa- dia, o almeno una delle sue parti.
le istituto nella perpetua Adorazio- Tauride ne fu un tempo la metro-
ne del SS. Sacramento, cantando al- poli, e fu ritenuto che fosse la stes-

teraativamente col coro, sì di gior- sa Ecbatana capitale de' medi. Le


no che di notte, in lingua nativa, le sono
altre città di questa provincia
continue lodi del Sacramentato Ge- Bardaa, Ardebel, Maraga, Salmasa,
si^j. Dopo che questo pio istituto si Argide, Asnocha, Chalata, Schahar-
era disteso per la Germania, fu an- zul, che sono sottomesse ai ne.sto-
cora introdotto in Roma nella chiosa riani ; e Salma-
in seguito Bardaa
di Matteo in ]Merulana,dove per le
s. sa furono grado metro-
elevate al
circostanze de' tempi poco si conservò. politano. Vi erano ancora de' vesco-
Vi è chi dice, che vi aveano molte sor- vi giacobiti.
ta di religiose; le quali praticavano l'A- ADOTTATO Rufo, Cardinale.
dorazione perpetua del SS. Sacramen- Adottato, di patria romano, vien an-
to, di maniera cVi' esse si succedevano noverato fra i Cardinali promossi
giorno e notte. Le religiose Ado-
dell' dal s. Pontefice Leone II, che go-
razione perpetua del SS. Sacramento vernava la Chiesa nel 682. Intorno
stabilite a Marsiglia nello scorso se- la vita di lui si desiderano più dif-
colo dal Antonio Le Quien del-
p. fuse memorie.
l'Ordine de' predicatori, erano celebri ADOZIANI. Eretici, che, seguen-
fra le altre, come anche le mona- do le orme di Nestorio, dividevano
che del Corpus Domini in IMacera- le persone in Gesù Cristo, e ne-
ta, d'istituzione più antica. Furono gavano esser Egli come uomo figliuo-
queste istituite verso il i683 da Gia- lo naturale di Dio, predicandolo
cinta de Bossi A'eneziana, la quale semplicemente adotU\'o. Codesta set-
recatasi in Macerata con alcune ni- ta ebbe fatale cominciamento men-
poti, comparì con un abito monasti- tre imperava Carlo Magno , ver-
co, e da quel momento furono det- .so l'anno 778, e ricevette esca da
te monaclietle. La regola che asse- Felice vescovo di Urgel , il quale
gnò ircir erezione del monistero fu consultato da Elipando arcivescovo
quella del terz'Ordine della peni- di Toledo intorno la figliazione di
tenza di s. Domenico, e che tuttora Gesù Cristo, rispose che questi co-
si professa nella sua stietta osservan- me Dio è veramente e pro[)riami'/i-
. .

96 ADR ADR
le Figlio dell'Eterno Padre, da lui vile in partihun nell'
Arabia Petrea,
naturalmente generato: ma come sufTraganea della metropoli di Bostra.
uomo, o figliuolo di JMaria, è sol- ADRIA [Adrien.). Qucst' antichissi-
tanto Figlio adottivo di Dio. Or a ma città, che comtmicò proprio no- il

tal decisione avendo sottoscritto Eli- me al mare Adriatico, si crede fonda-


pando, Adriano I Sommo Pontefi- ta dai pelasgi, i quali furono cacciati
ce con una lettera dommatica indi- dagli etruschi, che in Adria stabili-
ritta ai vescovi della Spagna, ne con- rono una possente colonia e presero
dannò solennemente l'errore; che fu a nobilitarla. Il suo porto rinoma-
poi proscritto nel 7945 numeroso'^'"^ tissimo allora era capace di conte-
concilio in Francoforte, nel 79^ dal nere un'armata navale, ed anche
sinodo di Forlì, e nell'anno 800 dal nei secoli posteriori alla romana re-
concilio romano tenuto sotto il Ponte- pubblica, venne presidiato dall'im-
fice Leone III. Cosiffatto errore confu- peratore Yitellio a salvezza del ve-
tarono felicemente e s. Paolino pa- neto littorale. Adria, detta dai ro-
triarca di Aquileia, ed Alenino. In mani Traspadana, e riconosciuta
vano però e la Chiesa e i Padri si Etrusca, da essi fu dichiarata muni-
adoperarono ad umiliare la capar- cipio di prima classe, durando in
bietà ostinata dei due vescovi Eli- tale stato fino al decadimento dell'im-
pando e Felice che ambedue lascia-
: pero. Declinato questo per le rivo-
rono prima dell'errore la vita ! luzioni d' Italia, assai perdette della
ADRA o ABDARA. Città vesco- sua grandezza. Finalmente nei se-
vile della Spagna nel regno di Gra- coli posteriori, straripando il Po e
nata. Pietro vescovo di Abdara ap- r Adige sino a coprire gli antichi
pose la sua sottoscrizione al primo boschi, si dilatarono i limiti della
concilio tenuto in Siviglia. In se- terra ferma, e ritirandosi il mare,
guito la sede vescovile di cpiesta divenne Adria a poco a poco città
città venne trasferitaad Almeria. terrestre, come lo è di presente.
ADRA [Adren.), Adraon, ovvero In ogni tempo Adria potè van-
Adraton. Città vescovile in partibiis, tare di sé onorevole condizione
neir Arabia Petrea, sulfraganea del- Nel 43o dell' era volgare, soggetta
la metropoli di Bostra. Di questa agi' imperatori d' Oriente, reggevasi
chiesa si fa cenno nella VI sessio- popolarmente, eleggendosi im gover-
ne del conciho di Calccdonia. Fu natore proprio. JNel 089 fu com-
detta eziandio Caatrum. presa neir esarcato di Ravenna, e
ADRAINIITTO {Adramytlen.), A- poscia fu unita alla Chiesa. Neil' 822
dramile, ed anche LaudramiUc. Cit- il temporale dominio Adria sta- di
tà vescovile in partihiix nella Troa- va nei suoi vescovi protetti sempre
de, sufTraganea di Efeso. La sua o- dalla Santa Sede e dall'imperatore.
rigine rimonta ad epoca rimota. Ai Assai ella era forte allora, se potè
nostri giorni è assai piccola città, di frequente misurarsi colla veneta
chiamata dai turchi Endromc e da potenza. Abbattuta dalla forza mag-
altri Sandemìtri giore, si collegò cogli Estensi domi-
k\yKt\^S>0[Adrascn.),Adrnsso.Cil\l\ natori di Ferrara per investitura
vescovile in parlihux nella Siria, suf- Pontifìcia. Nel i3o9 Adria era li-

fraganea della metropoli di Soleucia. bera, e sebbene sostenesse nel XIV


ADV^KTO {Adrnlen.). Città vesco- secolo la sua lihorlà, pure dovette
,

ADR ADR 97
ancora riparare sotto la protezione canonica dei vescovi è in Adria; pure
degli Estensi. Risorta appena sntU) a cagione dell' aria umida, col con-
quel governo, andò incontro a nuo- senso di Papa Giovanni X, nel 9'2o,
ve calamità; perocché guerreggiando cominciarono essi a ritirarsi a Ro-
i veneziani contro Ercole I duca di vigo dove hanno un comodo pa-
,

Ferrara Adria assediata da ossi


, lazzo ed un seminario Nella se- .

con armata navale e terrestre dojio rie de' suoi canonici, vanta due Car-
un'ostinata l'esistenza (anno 1482) dinali, un arcivescovo , e tre ve-
fu devastata. Due anni durò Adria scovi. Presentemente col mezzo di
sotto il veneto governo , il quale pie largizioni si sta rinnovando nella
conchiuso il trattato di Bagnolo, maniera più magnifica la cattedra-
la duca Estense
rendette al So- . le di Adria.
praggiunta però la lega di Cam- ADRIANA. Città vescovile della
bray, conchiusa fra il sovrano Pon- diocesi d' Asia nella seconda Pam-
tefice Giulio II della Rovere, Mas- fiUa.
similiano I re dei Romani Lodo- , ADRIANA. Città vescovile del-
vicoXII re di Francia, e Ferdi- l' Ellesponto, sotto la metropoli di
nando V re di Spagna , contro i Cizico: dicesi altresì Hadrìaii.
veneziani , duca
Adria si staccò dal ADRIANI. Città vescovile della
Estense e si diede spontaneamente
, Bitinia , suffraganea alla metropoli
alla repubblica veneta, il che venne di Nicomedia,
confermato nella pace generale ce- ADRIANISTI. Eretici, discepoli
lebrata a Bologna nel i.'i^c) fra il di Adi'iano Amstedio, uno dei nova-
Pontefice Clemente VII Medici e , tori del secolo XVI. Costui, prima
r imperatore Carlo V, nel Dogado nella Zelanda ,
poi nell' Inghilterra,
di Andrea Gritti, Ottenne Adria in insegnò che non era necessario con-
quel momento grandiosi privilegii ferire il battesimo ai fanciulli ap-
dalla repubblica, e li mantenne per pena nati; ma che si potrebbe pro-
molto tempo. La sede vescovile di crastinare, ad imitazione dei primi
Adria già suffraganea di Raven-
,
tempi della Chiesa; che G. C. avea
na ed ora di Venezia è fra le , fondata la Chiesa solo per alcune
più cospicue, contandosi nella serie circostanze ecc. A questi ed altri ei
dei suoi vescovi quattro santi e rori, aggiungeva tutti quelli degli
cinque Cardinali . Il Cristianesimo anabattisti.
vi si diffuse dai primi tempi della Teodoreto pone costoro fra i di-
Chiesa, secondo s. Doroteo prete,
e, scepoli della setta di Simon IMago, ma
il suo primario vescovo fu s. Epa- niun altro scrittore ne fa menzione.
frodito, uno de' discepoli degli apo- ADRIANO (s.), vescovo di s.

stoli. Gallionisto però il primo


è Andrea in Iscozia e martire. Fu es-
di certo, che si sappia aver gover- posto al furore dei danesi , che nel
nata questa chiasa. Assistè al con- nono massimamente discesero
secolo
cilio Lateranense contro i monote- sulla costiera, e dopo aver mano-
liti sotto il Papa Martino nel 649. messo non poche provincie, truci-
S. Bellino martire, vescovo di Pa- darono i più degli abitatori. A
dova , è il patrono della città. Le lui era li uscito non solo di evita-
sue relicpiie riposano a Rovigo do- re la loro barbarie, ma di con-
ve soffrì per la fede. La residenza vertirne in gran numero al cristia-

VOL. I. i3
9

98 ADR ADR
nesimo. Se non che in ima nuova verità, e tosto furono condotti <li-

scorreria fa vittima della crudeltà nanzi al governatore ; il quale, fat-

loro neir 874. Se ne celebra la fe- tiliprima straziare con unghie di


sta a' quattro di marzo. ferro, li condannò alle fiere. Due
ADRIANO (s.), colse la palma giorni dopo, Adriano fu esposto
del martirio in Roma nel terzo se- ad un leone e poi con la spada
,

colo della Chiesa, sotto l'imperatore trapassato. Questo fìi l' ultimo cri-
Valeriano. stiano che soll'eri a Cesarea, dove
ADRIANO Messageta (s.). Era la persecuzione avea durato sette
discepolo di s. Landoaldo, e nel 66^ anni, sotto tre governatori di seguito
2>redicò la fede nei Paesi-bassi in cioè Flaviano, Ui'bano e Firmiliano.
qualità di missionario. Mentre an- La sua gloriosa memoria è ripor-
dava a raccogliere l' elemosine, che tata al dì quinto di marzo.
il re Cliilderico II mandava al suo ADRIANO (s.), abbate di Nerida
maestro, fu assalito da alcuni assas- presso Napoli, poscia de' ss. Pietro
sini, e privato di vita. La Chie- e Paolo presso Cantorbery, fioriva
sa gli attribuisce l' onore di mar- nel secolo settimo, ed era africano
tire, e ne celebra la memoria ai 1 di riascita. Il Pontefice Vitaliano
marzo. che il conoscea fornito di gran sa-
ADRIANO (s.), martire di Nico- pere nelle divine scritture e nella
media, uffiziale nelle armate di Mas- scienza della pietà, lo avea scelto a
simiano Galerio, perseguitò pur es- successore di s. Deusdedit, arcive-
so i cristiani; ma la intrepidezza e scovo di Cantorberj^ L' umile reli-
la in%'incibile costanza di questi lo gioso fece conoscere al Papa che
commossero al vivo, sicch'egli abiurò tornereblie molto in vantaggio della
la idolatria, e divenne coiifessoi'e di chiesa lo scegliere in suo luogo san
Cristo. Ebbe a solTerire pertanto or- Teodoro, che vi fu poi consecrato.
ribili supplizii, e a Nicomedia rice- IMolto si adoperò s. Adriano per la
vette la palma del martirio, verso conversion degl'inglesi; e Dio be-
l'anno 3o6, nell'ultima persecuzio- nedi le sue fatiche per modo che
ne generale. Egli è nominato ai quat- assai copiosi furono frutti che i

tro dimarzo nel martirologio a s. ei ne raccolse. Aiutò anche per qual-


Girolamo attribuito, e nel romano. che tempo s. Teodoro nel regime
La festa però n' è notata agli 8 di della sua chiesa; ma poi fu obbli-
settembre, giorno della traslazione gato a ricevere l'abbazia di s. Pie-
delle sue reliquie a Roma, ov' è una tro e Paolo in Cantorbery, dove
chiesa molto antica che ne porta l'anno 710 a' 9 di gennaio, spirò
il nome. santamente nella beata pace del
ADRIANO (s.), martire in Pa- giusto. Il suo nome trovasi nei ca-
lestina.Nel settimo anno della per- lendarii d' Inghilterra, e la sua fe-
secuzione di Diocleziano, venne da sta n' è riportata al d'i
9 gennaio.
Mangano a Cesarea con EuIdoIo san- 11 monaco Gioscclino, citato da Gu-
to suo compagno. Fu ad essi do- glielmo di Malmcsbury, alTcrma che
mandato alla porta della città qual il Signore glorificò la tomba di que-
fosse l'oggetto del loro viaggio, co- sto santo con molti miracoli.
me sì usava fare con tutti i foic- ADRIANO I, Papa XCVIII, ro-
stieri. Palesarono intrepidamente la manOj figlio di Teodoro della no-
ADR 99
biljisima famiglia Colonna (^'. Mar- Questo medesimo Pontefice istituì
Ti.voV). Fatto Cardinale diacono il far orazione nella messa pel re
da Papa Stefano HI suo antecesso- di Francia, e un tal costume ven-
re, fu assunto al Pontificato a' nove ne abbracciato in appresso dai re-
febbraio 772. Il vago aspetto della gni cattolici. Tre volte Adi-iano eb-
sua persona non andava disgiunto da be a ricevere in Roma il re Car-
un merito molto grande. Come pri- lo Magno; la prima nel 778 al
ma fu Pontefice, attenendosi grande- tempo dell' assedio di Pavia, por-
mente all' antica disciplina, che vo- tandovisi a celebrare la Pasqua; la
leva salva la vita ai l'ei, affine di seconda nel 781 ; la terza nel 787
dar loro il tempo di far penitenza, quando veime in Italia per fiacca-
richiamò a Roma alcuni magnati, i-e r arroganza d' Arigiso duca di
togliendo altri all'esilio, altri alla Benevento, che erasi ribellato, lu
carcere : onde apparisce, siccome ri- tutte queste spedizioni
Carlo era
flettonor Anastasio e Pietro de accorso a proteggere donnnii del- i

Marca, che fino da questo tempo i la Chiesa, che accrebbe, donandola


Pontefici incominciassero ad eserci- del territorio di Sabina, nonché dei
tare in Roma la piena amministra- ducati di Spoleto e di Benevento,
zione delle cose civili, se pm* qual- che gimò mantenere, ponendo l'au-
che volta non ne veniano impedi- tentico documento sull' altare della
ti dal furore delle rivolte . Spes- confessione di s. Pietro.
so travagliato questo santo Pon- Concesse questo Pontefice a' vene-
tefice da Desiderio re de' Longo- ziani il primo vescovo per la loro
bardi, ebbe finalmente ricorso alle città , il qual ebbe la prima sede
armi di Carlo IMagno allora che neir isola Castellana . Ottenuta la
minaccioso tentava la rovina di Ro- pace della Chiesa orientale per lo
ma ; e Carlo dopo un assedio di sei zelo di Costantino VI e d' Irene
mesi fece prigione in Pavia quel re
, sua madre, affine di megho soìidar-
nell'anno 778; lo mandò in Fran- la contro gl'iconomachi, o persecu-
cia nel monistero di Cerbio, e dis- tori delie immagini sacre, fece ce-
fece con lui il regno de' Longobar- lebrare il concilio generale VII già
di in Italia, che avea durato 2o5 cominciato l'anno 786 in Costan-
anni, da che in essa entrarono nel tinopoli, e trasferito nel 787 in Ni-
56S. Nell'anno medesimo 778 la cea, coir intervento di 35o vescovi,
S. Sede ricevette da Carlo Magno i quali stabilirono il culto delle sa-
r alto dominio del ducato di Bene- ci"e immaginij ed aggiunsero al
vento, ch'essa sempre esercitò fin simbolo della fede le pai'ole : (jui

d' allora con quel diritto e poi , ex Patre Fìlioque procedit. Adria-
con nuovo titolo di permuta, stabi- no accolse in Roma l'anno 793,
lita nel io52 fia s. Leone IX ed con paterna tenerezza, Olfa re dei
Arrigo III, nella quale rimase pu- Mercioii, che pentito del barbaro
re compreso il ducato di Napoli. inganno, onde aveva ucciso Etcl-
L'anno 781, poiché il Sommo Pon- berto re degli Anglo-Orientali, vol-
tefice tenne al battesimo Pipino fi- le correggere il proprio fallo con

glio di Carlo Magno,


imse re lo opere di pietà e di crisfiaua devo-
<l Italia, come pur Lodovico fra- zione, confermando il suo regno ti"i-
tello al primo , re d' Aquilauia. butario alla Sede Apostolica, e con
.,

loo ADR ADR


l'eale munificenza accrescendo le s. Marco da Gregorio IV, venne as-
rendite della scuola pei pellegrini sunto al Papato in qià già ottua-
inglesi, poi convertita nel famoso genaria, sebbene contro sua voglia,
spedale di s. Spirito ai tempi di avendolo ricusato per ben due volte.
Papa Innocenzo III. L'anno 794 Consecrato nel d\ quattordici dicem-
condannò Adriano, nel concilio ce- bre 867 diedesi a seguitare le orme
lebrato in Francfort, Felice vesco- dell'ottimo suo antecessore Nicolò 1 ;

vo di Urgel, ed Elipando arcive- ed è per ciò che i suoi nemici il


scovo di Toledo, che non ammet- chiamavano per celia Nìcolaitano.
tevano il culto delle sante immagi- Dal generoso disprezzo in cui tenea
ni, predicavano che Gesù Cristo in queste ingiurie, argomentarono al-
quanto uomo non fosse figlio pro- cuni eh' ei non fosse lontano dal
prio naturale di Dio, ma solamen- rescindere gli atti di Nicolò; ma
te adottivo. Dicesi ch'egli il primo or- s'ingannarono a partito, poiché bat-
dinasse che si sigillassero quindi in- tendo le orme di quello, «comunicò
nanzi le bolle Pontificie con appe- di bel nuovo il Cardinale Anastasio
sovi il piombo; ma intorno a ciò del titolo di 6. Marcello, già con-
non convengono Fecegli eruditi. dannato da Leone IV ( Vedi). Cos\
erigere nella piazza di santa Maria adoperò Adriano, perché, quantun-
in Trastevere la fontana, ristorata que Anastasio dopo la prima con-
in appresso sotto varii Pontefici danna , mercé la somma bontà di
Questo Papa fu
il primo ( se vo- Nicolò, fosse stato accolto nel seno
gliasi eccettuato Pio VI ) che gover- della Chiesa , tuttavolta dimentico
nasse piìi lungamente la chiesa, dopo ingratamente del beneficio del per-
s. IMetro, cioè ventitré anni, die- dono avea depredato il patriarchio,
,

ci mesi e giorni dieeisette. Fu chia- involate le sinodali scritture, e com-


ro in virtù ed in erudizione, e mu- messo maggiori delitti. La sen-
altri
nifico a tale , che solamente nella tenza della scomunica di lui fu de-
vaticana basilica spendette 258o lib- cretata in un concilio da Adriano
bre d'oro, e 900 d'argento in quella radimato in Roma l' anno 868. Lo
di san Paolo: ed oltre a i 100 lib- stesso Pontefice, caldo come era di
bre d'oro nel ristoramento delle mu- apostolico zelo, scomunicò in un al-
ra di Roma, ed una incredibil som- tro concilio tenuto in Roma l' ar-
ma nel ristabilire alcune altre basili- rogante Fozio, che per la terza volta
che e chiese della città medesima, tra venne fulminato dagli anatemi della
le quali santa Cosmedin
Maria in Chiesa : e per cagione di lui, e af-
detta scuola greca. Mori questo fine di comporre le diill'renze d'O-
grande Pontefice il di 25 dicembre riente, fé celebrare neir8tÌ9 il con-
795. Fu sepolto nel Vaticano, e cilio generale Vili in Costantino-
Carlo Magno sovrappose alla sua poli, 109 vescovi .sotto-
nel quale
tomba un epitafio di diciannove scrissero lacondanna di Fozio colla
distici, piangendone amaramente la penna intinta nel Sangue di Gesù
j»erdita come di un padre. Cristo.(Baronie ad an. 8G9 n. 89.
ADRIANO II, Papa CIX, romano, Veggasi la i'Ua di Inodoro pag. 16).
figlio di Talaro, che fii poscia ve- Nel medesimo concilio si ordinò col
scovo, parente di Stefano IV e di can. 27, che i monaci e fiali latti

Sergio lì, fatto prete Cardinale di vescovi, portar dovessero visibihuciile


,,
, ,,

ADR ADR lor


r abito del loro ordine ( Mabillon Ln misericoi-dia coi poverelli fii

Annal. Ord. Bened. lib. 36 ad an. indivisibile compagna della sua vita
365 .§.41- J^<^gg- Natal. Ales. Histor. fin da fanciullo , e talora .accadde
Eccles. sec. IX. et X. Diss. 4- §-22), che Dio illustrasse la di lui j)ietà col
ilche pure si prescrisse nel concilio miracolosamente il da-
niolti])licare
Lateranense in tempo d'Innocenzo H. naro, ch'egli ogni giorno distribui-
Adriano comandò in appresso a va a gran numero d' indigenti. Fu
Lotario, cui levò la scomunica in- sepolto nel Vaticano.
flittagli dal suo antecessore, che in jVDRIAIVO III, Papa CXII, che
adempimento alla fatta promessa alcuni stimano, senza fondata ragio-
cacciata concubina Waldrada
la ne, si chiamasse Agapito ( Sigonio
riconducesse la sua legittima moglie De regno Ilal. lib. 5, ad an. 884, pug-
Tietberga , e le rendesse gli onori 223; Ciacconio, e Oldoini, in addii.
reali. F. Urbano li. Papa CLXYI )
(
adeuTndem).ll.g\i era di patria roma-
Ordinò inoltre a Carlo Calvo, mi- no, figlio di Benedetto della contrada
nacciandolo di scomunica, che resti- Via lata. Fu innalzato alla Sede Pon-
tuisse r usiu-pato regno all' impera- tificia il primo marzo 884-
tore Lodovico II suo fratello cui , Per quante istanze a lui facesse
apparteneva per eredità. Coronò Al- r imperatore d' Oriente Basilio il

fredo I , sesto re degl' inglesi ( Po- Macedone, airuichè annullasse ogni


lidoro Virgilio HisL Angl. lib. 5 operato riguardo a Fozio e lo ri-

pag. 1 3 1 ), Permise ai Moravi l' u- mettesse di nuovo alla comunione


sare la lingua slava, per essi volgare, de' fedeli, non avvenne mai che si
negli ullizii divini e nella messa ; inducesse a compiacerlo. Le belle
concessione che confermò Papa Gio- virtìi di questo Pontefice, il suo ze-

vanni Vili, a patto che prima leg- lo pel bene della Chiesa, e la in-

gessero il vangelo in lingua latina, vitta costanza dell'animo presagiva-


e poi nella slava. A ciò acconsen- no di molti vantaggi, e mettevano
tiva in anche il Pontefice
seguito le più dolci speranze, ove la in-
Innocenzo IV, quantuncjue s. Gre- vida morte rapito non lo avesse
gorio VII avesse negato questo pri- mentre passava in Francia colà in-
vilegio a Uladislao re di Boemia vitato da Carlo // Grosso perchè ,

perchè usava cogli scomunicati. colla sua autorità decidesse sopra al-
Dopo che questo s. Pontefice resse cune private sue pretensioni. La mor-
la Chiesa per quattr'anni, mesi undici te ne avvenne a s. Cesario presso
e giorni dodici , mori nel mese di no- Modena, il di 8 luglio 885, e fu
vembi-e 872. Intorno al giorno della sepolto in Nonantola cinque miglia
sua morte non havvi memoria certa lontano di là. Governò la Cliiesa un
di alcuno antico scrittore; ma seb- solo anno, mesi quattro ed otto gior-
bene ciò sia è pur vero d' altronde
, ni. Alla vita di questo Pontefice si

che trovandosi alcuni cataloghi dei aggiugne presso alcuni storici una
romani Pontefici, i quali gli ascri- importantissima nota, che noi credia-
vono il Pontificato per ([uel tempo mo opi^ortuna cosa di qui trascrivere :

precisamente da noi segnato, ver- » Alle richieste degli italiani, che si

rebbe a cadere la sua morte nel » trovavano poco contenti del go-
giorno 26 novembre, che anche i " verno dei re forestieri e da essi
moderni tutti gli assegnano. >' lontani, Adriano pubblicò due
1

I02 ADR ADR


->cdebri decreti, il primo in f'a- innalzato alla Sede Pontificia. Segna-
» vorc della libertìi dei romani, lò egli il suo zelo contro Ai'naldo
>y ordinaudo che il Pontefice dello di Brescia, che introdottosi novella-
'' potesse essere consecrato senza la mente in Roma, avea sollevati quei
» presenza del re, o de' suoi am- cittadini. Alcuni tra questi insulta-
»» basciatoi'i; e il secondo in favo- rono e ferirono a morte il Cardinale
» re del reame d'Italia, prescri- Gherardo sulla via sacra, ed il Pon-
>^ vendo, che morto senza succes- tefice allora sottopose tutta Roma all'

« sione il re Carlo il Grosso, il interdetto, finché non fosse punito un


'> regno d'Italia fosse dato per l'av- tale attentato, castigo che per lo ad-
•» venire ad un principe italiano dietro qviesta città non erasi mai me-
" col titolo di re. Del primo de- ritato. Cessarono i divini uffizii fino
" Greto fecero menzione Martino a' 23 marzo ii 55, quando i sena-
5»Polono (ad an. 884), Tolomeo di tori, per istanza del Clero tutto e
Lucca [Hist. Eccl. lib. i6, cap.
-•'
del popolo, giurarono al Papa, che
» 2 3), Mabillon (in Ord. Rem. caccerebbero di Roma Arnaldo di
" cap. 17, pag. ii4), e Pagi (ad Brescia ed i seguaci di lui, in caso
•» au. 884, n. 2). L'uno e l'altro che si mostrassero ulteriormente di-
-> stimano alcuni apocrifo, e del sobbedienti a Sua Santità.
}} primo principalmente dubita E- L' anno 1 55 avviavasi Federico
M ckart [Rer. Frane. Tom. II, pag. Barbarossa alla volta di Roma per
" 683). Veggasi perciò il eh. Sassi (m esservi coronato imperatore; ma u-
}> aimot. ad Sigonium de Regno Ital. dendo il Papa eh' ei veniva con
.»» Tom. 35 1) ".
II, p. numeroso esercito piìi alla maniera
ADRIANO IV, Papa CLXXVI. di nemico, che di liverente alla San-
Chiamavasi in prima Nicolò Brenk- ta Sede , mandò a lui da Viterbo,
qjeare o Breschepeatre che suona ove dimorava, tre Cardinali eoi ca-
in rompitore di aste. Na-
italiano pitoli, che doveano con esso trattiu'c,
to povera e bassa condizione
di i quali trovatolo a s. Quirico, accol-
in Langleyac, piccolo castello nel- sero la solenne promessa ond' egli
la contea di Hertfort presso san- giurava difendere e conservare il-
t' Alleano in Ingliilterra, passò in lesi i diritti de Romani Pontefici. Po-

Francia per ivi studiare. Fu da prin- scia Federico continuò il suo viaggio
cipio al servizio de' canonici regola- per Roma, ed Adriano, il quale a ca-
ri del inonistero di s. Rufo presso gione del compreso timore erasi ri-
ad Avignone, indi religioso e final- coverato in Civita-Castella-na, di là
mente generale di quest' Oi'dine. Fat- USCI, ed incontratolo a Sutri, negò
to vescovo Cardinale di Alleano nel a lui il Ixicio di pace, se prinia giu-
1 146 da Eugenio III, fu inviato dal- sta il costume non gli prestava
lo stesso Pontefice Legato Apostoli- r uffizio di staffiere. Questi, .sebbe-
co in Danimarca, Svezia e Norve- ne avesse baciato i piedi al Sommo
gia, ove ebbe il merito di conlèrma- Pontefice, ricusava in sulle prime di
re nella lède cattolica (juella in al- com[>iere una tal cosliunaiiza; ma
lora barbara naziom;. EKitto Pon- dispulatasi la cosa pei- tutto il git)r-

tefice suo malgrado, per unanimi vo- 110 seguente, fu astretto dal giudi-
ti, venne consecralo il giorno ({ninlo zio di tutti i principi dell'Impero a
dicembre i 1 54- 1'^ questi il solo inglese rendergli il consueto ossc<juic), e man-
ADR ADR i„3
«lata la sua truppa, col consif^lio del di Francia con Carlo di Valois suo
l*apa, ad occupare la Basilica Va- fratello a Clemente V, nel 1 3o5 men-

ticana e la città Leonina, sicuri am- tre entrava coronato nella città di
hedue trasferironsi a Roma^, dove in Lion (Rinaldi all'an. i3o5 n. i3);
([uella Basilica il S. Padre gli pose Giovanni duca di Normandia e fu-
in fronte la corona imperiale, il di- turo erede del reame di Francia u
cjotto giugno del ii55. Clemente VI per la città di Avigno-
Affinchè non s'ignori quanto a ne, l'an. 1342 (Rinaldi all'an. i342
torto Federico negasse di prestare al num. 7), Carlo IV imperatore ad
Papa r usato uflìzio di slanìcre, sti- Urbano V, nel 1 368 ( Burio loc.
miamo non inopportuno il docu- cit. pag. 236, Rinaldi all'an. 1 368.
mentare, esser questo un atto di ri- num. 8), Cario 111 re di Sicilia,
verenza, che resero prima di lui il col manto reale, ad Urbano VI,
re Pipino a Stelano li in Francia, nel 383 (Rinaldi all' an. 383 n. 3.) ;
1 1

nel 753 (Mui'atori Annali d' Ital. Sigismondo re de' Romani a Mar-
tom. IV, pag. 2 an. 7^)3), Lodovi- tino V, nel i4i8 (Monstrelct t. I.
co II Augusto a Nicolò I (Burio cap. 192) e poi ad Eugenio IV,
nolit. Rom. Pont. pag. i3o) e per dopoché da lui fu incoronato im-
tre volte ad Adriano II, nell" 857 peratore, l'anno i433 (Rinaldi al-

( Muratori annali (f Ital. tom. V. l'anno 1433 n. 14); Federico III


])art. I an. 858); Corrado re dei re de' Romani a Nicolò V, nel i452
Romani ad Urbano II in Cremona, (Rinaldi all'an. i^5i n. 2), e final-
nel 1095 ( Baronio e Muratori mente Carlo V imperatore a Cle-
all'an. 1095), Guglielmo duca di mente VII in Bologna, nel i53o
Calabria e Puglia a Calisto II in (Agostino Stcuchio lib. 2 Adv. Luther,
Troia di Napoli, nel i 120 (Baronio pag. 45), l'ultimo incoronato impe-
all'an. ii2onum. 9), e Lotario im- ratore.
peratore ad Innocenzo II, nel ii3i L'anno medesimo 1 1 55 Adriano
(Bai'onio all'anno ii3i mnn. 7). scomunicò Guglielmo figliuolo di
Dopo lui. Federico imperatore nel Roggiero re di Sicilia, perché reo di
I 162, Lodovico VII re di Francia, molte ostilità nel regno di Napoli. Di-
nel II 63, e Arrigo III re d'In- chiaratagli poi la guerra, fu stretto il

ghilterra, 1177, tutti e tre ad


nel Papa d'assedio in Benevento, da
Alessanch'o III (Baronio all'an. 1 162 dove non usci se non concedendo a
n. 12 all'an. i i63 n. i, all'an. 1 177. Guglielmo, l'anno ri 56, che né
n. 69), Ottone IV imperatore ad i Siciliani avessero più il diritto di
Innocenzo III, allorché da lui fu appellazione alla Santa Sede, né
incoronato, nell'anno 1209 (Palazzi questa vi potesse mandar Legati se
Gesta Pont. Rom. tom. II p. 724), prima da o dai suoi successori non
lui
Carlo II re di Napoli, e Andrea re fossero richiesti patto che fu del-
;

di Ungheria a Celestino V, prece- l' inlxitto cassato da Innocenzo III,


dendolo ambedue alle redini del essendoché estorto fosse dal Papa
giumento cavalcato dal Santo Pon- per forza con non lieve timore.
e
tefice , allorché entrò in Aquila per Poiché Adriano ebbe ornato Gu-
esservi coronato, Tanno 1294 (Gia- glielmo del titolo di re delle due Si-
como Cardinal Gaetani 1. 2. e. 4- cilie, irritatosi a causa di ciò im- 1

lib. 3 cap. i). Poi. Filippo il Bello re perator Federico, ebbero origine le
io4 ADR ADR
fatali dissensioni di esso col Papa, e prema sede della Chiesa. Questi gli
lo scisma che afflisse la Chiesa per rispose , esser quella apparecchiata
dieciotto anni, o ventuno, come al- per lui, ma
che la godrebbe per po-
tri vofrliono. Concesse ancora ad En- co tempo. Ricordevole di una tal
rico II re d'Inghilterra il potere di predizione, Adriano leggcsi che ab-
occupar l'Ibernia senza però recare bia detto a quelli che seco lui con-
pregiudizio alla S. Sede. Adriano V gratulavansi : » Piacesse a Dio,
fu il primo che soggiornasse colla sua »»che voi foste venuti a rallegrar-
curia in Orvieto. Cinse di muraglie « vi con un Cardinale sano, e non
e di torri Radicofani, e comperò da' " con un Papa moribondo ". E
Conti il ducato di Castro con mol- cos\ avvenne di fatto. Come passò
te possessioni intorno al lago di s. egli a Viterbo, afline di comporre
Cristina. Morì in Anagni,
il primo alcune discordie insorte fi'a la Chie-
settembre 1 1 5g, dopo un governo sa e Ridolfo re de' romani, e sospese
di anni quattro, otto mesi e venti- la bolla di Gregorio X intorno al
sette giorni. L' esemplare contegno conclave ed elezione de' Pontefici,
della sua vitanon andava disgiun- morì in quella città il giorno die-
to da un sottile intendimento ; e- ciotto di agosto dell'anno stesso 1 276,
ra fermo dell'animo, tardo ad ac- e fu sepolto nella chiesa dei Mi-
cendersi, facile al perdono, ma la nori. Così riporta il Papebrochio
virtù che più in lui risplendeva era (in Propyleo par. 2. pag. 5%). Que-
al certo la beneficenza e il totale di- sti ci presenta la figura del mau-
sinteresse co' suoi. 11 quarto giorno soleo, a lui eretto, nel cui mezzo si

della sua morte fu portato a Roma vede lo scudo gentilizio della fami-
e sepolto nel Vaticano presso il sepol- glia Fieschi, onde dimostrasi l'abba-
cro di Eugenio III, nella navata detta glio di quelli, che dicono essere stato
Veroniana, di dove nel 1607 fu tras- Bonifacio Vili il primo ad usare
navata destra, trovato es-
ferito alla delle armi della propria famiglia.
sendosi ancora incorrotto, e adorno (V. Clemente IV). Governò la Chie-
tuttavia degli ari'edi Pontificali. sa soli giorni trentanove.
ADRIANO V, PapaCXCIII, Ge- ADRIANO VI, Papa CCXXVIIT,
novese de' conti di Lavagna. Chia- chiamato prima Adriano Florcn-
mavasi prima Ottobono Fieschi; era zio figlio di Florenzio artigiano, nac-
arcidiacono delle chiese di Cantorbery, que a' dì 2 marzo 14^9 in Utrecht
di Reims e di Parma, canonico del- di Olanda, e non già in Sanzano
la cattedrale di Piacenza, creato dia- nella diocesi di Brescia, come sen-
cono Cardinale di s. Adriano , nel za fondata ragione asserisce il cap-
1753, poi Legato in Inghilterra da puccino Mattia BeUintani. {Storia
Clemente IV, nel 1263, indi in Tspa- di Salò i586). Fu decorato della
gna e Germania. Fu assunto al Pon- laurea in Lovanio, e in quella U-
tificato a' dieci luglio 1276. La di- niversità fin d'allora fondò un col-
gnità Pontificia era già stata a lui legio che intitolavasi dal suo no-
predetta da s. Filippo Benizio, ser- me, e in appresso si chiamò Pon-
vita, quando, avvenuta la morte di tificio. Notasi da qualcimo, aver A-

Clemente IV, Adriano, allora Car- driano lasciato scritto ( in 4 ^^"f-

dinale, ebbe l'incombenza dal sacro de confìrmalione): pliircs Pontifìccf!


Collegio di offerire al santo la su- ftierunt harelici. ISla all' appostagli
ADR ADR lo'J
taccia egregiamente risponde Lo- abbattere l'empietà luterana, clie di
dovico Vincenzo Goti (toni. I vetw fpie' giorni inquietava la Chiesa. Ai
cccles. cap. ii. §. i. n. 6.), che romani però non grachva una sif-
di tal sentenza fu Adriano mentre fatta elezione, perchè temevano che
era teologo di Lovanio ; quindi^ se Adriano dovesse restar nella Spagna,
dopo Pontefice furono ristampate le o trasferirela S. Sede in sua pa-
sue opere, senza che fossero cassate tria per la
;
cjual cosa i Cardinali
queste parole, non perciò è a dirsi, nell'uscire del conclave ebbero a soF-
eh' egh come Papa confermasse una ferir dalla plebe non poche ingiurie.
siffatta proposizione. Quante volte non { Spondano annal. cccles. ) Adria- .

si ristampano delle opere, senzachè no era allora in \ittoria nella Bi-


ne sia consapevole 1' autore, o che ne scaglia, quando gli venne il decreto
abbia dato l'ultima mano? di sua elezione il nono giorno di
Adriano in seguito ebbe la curazia febbraio, dopo trenta giorni eh' eia
di Lovanio, poi fu decano di quella fatta. Egli prima di assentirvi ado-
cattedrale, e perciò anche vicecancel- però maturo consiglio e determi- ,

licre della università. Massimiliano lo natosi ad accettare il giorno ot- ,

chianìò a maestro di Carlo V suo to luglio ,


parfi alla volta di Roma
nipote, e lo inviò quindi ambascia- per via di mare con gran nviniero
tore a Ferdinando re di Spagna, quattromila
di Prelati e cortigiani, e
che lo nominò vescovo di Tortosa avendo in Ispagna
soldati, lasciato
in quel regno. Asceso al trono Car- Bernardino Pimentel qual vicario ge-
lo V, questi commisegli le cose tutte nerale, col titolo di nmizio Apostolico.
della sua monai'chia, ed essendo già Giunto a Roma , per far tacere
stato fatto Cardinale de' ss. Gio. e le accuse, male apposte dai maligni,
Paolo da Leone X per inchiesta di e che tendevano ad infamare la
Massimiliano, lo lasciò inciuisitor ge- vSanta Sede, Adriano chiamò pres-
nerale e governatore della Spagna so di sé due uomini, che trascelse fra
per tutto quel tempo, eh' ei dovette i pi il stimati per bontà e zelante
passare in Germania, onde prendere prudenza, cioè Giampietro Caraffa
possesso di queU' impero col nome arcivescovo di Chieti, e santo Gae-
di Carlo V. tano da Tiene. Diedcsi poi a tult'uo-
Il giorno 27 dicembre i52i, en- mo a correggere gli abusi intorno
trati in conclave 1 Cardinali in nu- alle indulgenze, argomento che avea
mero di tientanove, per dare un originate le prime faville dell' incen-
successore al defunto Leone X Adria- ; dio luterano , e perciò volle esser
no, per opera principalmente de' Car- parcliissimo nelle indulgenze che e-
dinali Giulio de'Medici e Gaetani, non rano in vantaggio della Dateria
opponendosi che il Cardinale Fran- (Pallavicini Hist. Cono. Trid. par.
ciotto Orsini, a' di 9 gennaio i52 2, I. lib. IL cap. 6. n. 9., Panvinio,
venne eletto ,
quantunque assen- presso il Ptinaldi, all'anno iSaS.
te e straniero. I sacri elettori, nel- num. 117)- Il giorno primo settem-
l'csaltare Adriano al Papato, più bre, seguente alla sua incoronazione,
che altro, ebbero in considerazione il Adriano rivocò tutti gì' indulti duti
gran favore eh' egli godeva nella da" Cardinali , che di ciò restarono
Corte cesai'ea, dal che ripromettevan- malcontenti ; ad otto soli ridusse i

si che potesse molto giovare ad refereudarii, che allora erano trenta,


VOL. I. i4
,

io6 A])U ADR


per Isminuire il dispeiidio alla Ca- lo di Ferrava. Dalla lega col fran-

mera. Quello però che i)iù stava a cesi separò i veneziani, che persuase
cuore a questo Pontefice era senza ad con Carlo V, con Ferdi-
unirsi

dubbio di estinguere l'ei-esia de' lu- nando e col duca di Mi-


d' Austria

terani. Ad ottener questo, poiché lano contro ai medesimi. Questa


ebbe spedito molli brevi ai principi unione la pubblicò solennemente in
per esorlarli alla pace, man-
cristiani s. Maria Maggiore ai cinque di ago-

ilo vescovo di FaJjriano Francesco


il sto, acciocché né lo stato ecclesiastico,

Cberegato in qualità di suo nunzio né alcun altro d'Italia venisse assalito


alla dieta di Norimberga, in cui si dai francesi.
deliberò di ad esecuzione i
pori'e Adriano, sebbene impegnato nelle
decreti di Carlo V e di Leone X cure dello stato, non poneva per al-

contro Lutero. tro in dimenticanza quella del Sa-


A mezzo del medesimo Cheregato, cerdozio.A' 3i maggio i52 3, do-
Adriano inviò un paterno breve a menica, in quell'anno, della ss. Tri-
Federico duca di Sassonia ( Const. 4, nità, innalzò all'onor degli altari s.

Baiar. Roni. toni. I pag. G'^.c) prim. Beimone abbate e preposto Bolla-
edit. ) nel quale, do])o che a lui ram- riense nella diocesi d'IIildesheim, po-
mentava la pietà de' suoi antenati, scia vescovo di Meisscn nella Bassa
lo persuadeva ad abbandonar final- Sassonia, apostolo degli slavi, e for-
mente Lutero, e stringersi di bel te difenditore del Pontefice s. Gre-
nuovo al seno dell' antica madre gorio A'^II, contro Enrico lY, per la
la Chiesa. Guidato dallo stesso zelo cui scomunica gli toccò sofTerire mol-
spedi in America religiosi di s. Fran- ti travagli. Nella istessa solennità ca-
cesco, acciocché ammaestrassero quei nonizzò pure s. Antonino arcivesco-
barbari negli augusti misteri di no- vo di Firenze. Accordò ai re di Spa-
stra fede. Concedette agli ordini gna il diritto, che Leone avea con-
mendicanti , e più specialmente a ceduto a' quelli di Francia, della scel-

quello de' minori osservanti , che i ta e nomina de' vescovi, e stabilì per-
religiosi, a ciò destinali, da quello petua negli stessi re la facoltà di
in fuori che spetta all' ordine di ve- essere gran-maestri de' tre Ordini mi-
scovo, potessero esercitare la giu- litari di s. Giacomo, di Calatrava,
risdizione vescovile in quei luoghi e di Alcantara (Natal Alessandro
delle Indie, ove non ancora fondati Hist. Eccl. Tom. VIII
p. 37 num.
fossero vescovati; o se vi erano, in 4). Mentre Adriano si adoperava
quei luoghi ove per lo spazio di due con gran fòrza per impedire lune- i

diete non si potevano trovare i ve- sti progressi di Lutero, cadde ma-
.scovi, né i loro vicarii. Verricelli De lato, e cedendo alla violenza de' do-

Missìon. Àp. tit. 4 pag- 22 I. lori di l'cni, o come allora fu detto,

i523 Adriano cacciò da


JN'ell'anno a quella del veleno, moiì ai 1 4 di
Rimini Sigismondo Malatesta con settembre i52 3 dopo che avea go-
quella tru[)pa che avea seco condot- vernata la Chiesa per un sol anno,
to dalla Spagna; restituì a France- otto mesi e giorni sei. Fu sepolto nel
sco Maria della Rovere il ducato Vaticano fra i due IVntefìci Pio II e
di Urbino, in giunta agli altri lèu- Pio HI, ove gli fu attaccata la ingiusta
di, de' quali era da
stato spogliato e detestabile iscrizione. Hicjncet im-
Leone X, e ad Alfonso d'Lste quel- pìiis iiitcr Pios, che crcdesi nefanda
ADR ADR 107
satira di Ciò. Piciio Valcriano, O santa Maria in Tra>teveie. Inter-
<li altri 6UOÌ compagni, veiuluti allo venne al concilio romano celebrato
interesse , come notano gli bcriltoii da Giovanni XII nell'anno ì.)Cì\.
Sannazaro, Bcrni , e molti altri. ADRIANO Cardinale. Adiiano
Di là fi-i trasferito il suo corpo ad prete Cardinale del titolo di s. Lo-
im bel monumento in santa Ma- renzo in Lucina. Abbiamo di lui,

ria dell' /Vni/na, disegnato da Baldas- che fu presente al concilio raduna-


sare Peruzzi, e fabbricalo per inlie- to in Roma dal Pontefice Giovan-
ra cura del Cardinal Guglielmo En- ni XII neir anno 964.
clienvoert, unica creatura di questo ADRIANOPOLÌ. Città vescovi-
Pontefice. le, e metropolitana della provin-
Il Cardinal Pallavicini [Hist. Cono. cia d' Emimonte nella diocesi di
Trid. lib. 2 cap. 9 ) intese dipin- Tracia. Trasse il nome da Adriano
gere il carattere di Adriano col di- Augusto, che la ricostruì. Le sedi

re soltanto che fu ottimo sacerdo-


;
di Agatopoli, e Trabizia
Sozopoli
te e mediocre Pontefice; ma Gio- le sono suffi-aganee. Amurat vi sta-
vanni Launoio, quantunque scrittore bili la sua corte nel i363.

moidacissimo contro i Papi, mara- ADRIANOPOLÌ. Così chiamata


vigliosamente affermò a lui conve- dai latini, mentre i turchi la dico-
nire il titolo di ottimo, nell'uno in- no Androu: essa aveva un arcivesco-
sieme e neir altro ministero ( toni. vo di rito latino sotto il patriarca
V par. I, lib. IV epist. lib. II pag. di Costantinopoh.
562). La costanza dell'animo di lui ADRIANOPOLÌ. Città vescovile
nel ripiu'gare da molti vizii la cit- della provincia Onoriade nella dio-
tà e la corte, glicagionò dei nemi- cesi di Ponto, siifìraganea a Clau-
ci.Tale fu il piacere da alcuni pro- diopoli.
vato per la morte di lui, che orna- ADRIANOPOLÌ. Città vescovile
rono la stessa notte di fiondi festive della provincia di Pisidia, nella dio-
la porta della casa del suo medico cesi d' Asia, sotto la metropoli di
Giovanni Antracino ponendovi sopi'a Antiochia. Di questa città si fa men-
la iscrizione : Liberatori Patrice S. zione negU atti dei concilii, ed in
P. Q. R. (Giovio Fit. Hadr. VI). molte notizie ecclesiastiche.
ADRIANO, Cardinale. Adriano ADRIANOTERA. Città vescovi-
romano, creato cardinale da Stefa- le dell'Ellesponto, diocesi d'Asia,
no III. V. Adriano I Papa. sotto la metropoli di Cizico. E ri-

ADRIANO, Cardinale. Adriano cordata nelle notizie greche, ed in


romano arciprete Cardinale di san alcuni atti dei concilii.
Marco. V. Adriano II Papa. ADRICOMIO, Cristiano , che
ADRIANO, Cardinale. Adriano, prese sovente il nome di Chrisiianus
prete Cardinale del titolo di s. Lo- Crucius, nacque a Delft in Olanda nel
renzo intervenne al concilio cele- i4 di febbraio i533. Abbracciò lo
brato in Roma da
Giovanni Vili. stato ecclesiastico fu ordinato sa-
,

Era Cardinale anche al tempo di cerdote il giorno ?. marzo i56i,


Clarino l, che fu Pontefice nel- ed ebbe la dii-ezione delle religiose
l'anno 882. di santa Baibara fino a tanto che
ADRIANO, Cardinale. Adriano le guerre di religione lo costrinsero
fu creato Cardinale del titolo di a starsene lungi dalla patria . Si lili-
,

io8 ADU AEL


lò (jiiindi .T Malincs, poi a Ma- alla fede, ed abbia avuto il suo vesco-
strichtj e finalmente a Colonia, do- vo ; imperciocché sappiamo che s. A-
ve fini la mortale carriera il d\ 20 tanasio inviò Frumenzio a predicare il

del giugno 585. Abbiamo di lui:


1 vangelo nell'Etiopia. Oltredichè nella
Filli Jesii Chrisd ex qaatuov evaii- storia degl' indiani e de' bramini

gellstis breviler contexta, in seguito si fa menzione di un certo Mosè


della quale fé' stampare un discor- vescovo di Adula, che l' autore ebbe
so De Christiana Beatitudine. Dopo a compagno ne' viaggi per le re-

la morte di lui vide la luce im' al- gioni di que' popoli, de' quali volea
tra sua opei'a adorna di carte geo- scrivere la storia.
grallclie, intitolata Tfieatruni Ter- AELREDO (s.), abbate di Rieval,
na Sanctcv, impressa in foglio per o Ridai, nella provincia di Yorck.
cinefile volle tra l' anno i5go e il Chiaro per nobiltà della nascita, che
1682. sorfi l'anno i 109, nelle contrade set-
ADRIMITANA. Città vescovile tentrionali dell'Inghilterra, e per virtù
della Mesia. Non è ciliare se que- nobilissime e grandi più illustre, fu
sta città sia la stessa che Adriano- governatore del palazzo di Davide
tera : secondo Baudrand , fu
essa, re di Scozia, e serbò in mezzo al fasto

fatta innalzare dall' imperatore xV- della corte intcrissimi costumi. Con-
driano. Per corruzione fu chiama- tuttociò dilungossi egli oltreché con
la Adi'ana o Achyrac nell'Ellespon- r animo anche col corpo da' peri-
lo ed esarcato d'Asia, come dice coli del mondo, e abbracciò l'institu-

il Comanville, il quale aggiunge to dei Cistcrciensi. Quivi, attese sem-


che a' nostri giorni un semplice è pre a perfezione maggiore. Raccolto
villaggio dell' Anatolia chiamato En- e assorto in Dio, a una riservatezza di
drenos, soggetto ai turchi. Carlo da parlare straordinaria, accoppiava ima
s. Paolo ne avverte, che Cedreno soavità piacevole ed edificante. Eletto
ha parlato anche d' Adrianotera, e abbate del monastero di Revesby
che cita un chiamato Pa-
vescovo, nella contea di Lincoln , fu l' anno
trizio, il quale appose la sua sot- appresso obbligato a governare la
toscrizione alla prima ed alla se- badia di Rieval. Gli si offersero
dicesima azione del concilio di Cal- eziandio parecchi vescovati ; ma non
. cedonia, nonché alla lettera sino- volle giammai accettarli. Morì nel-

dale della provincia Cizica inviata l'anno 1 1 66. Il Sommo Pontefice Be-
all'imperatore Leone. Avvi un' al- nedetto XIV nota come Dio coronò
tra città chiamata Adraniaticuin la virtù del suo servo col dono della
sul fiume Caico, ma essa appartiene profezia, e con quello dei miracoli.
alla diocesi di Efeso. 11 generale tenuto a Ci-
ca[)itolo
ADRUMETO. Città dell'Africa teaux nel 1 25o lo ascrisse al nunìcro
nella Libia, capitale della provincia de' santi dell'ordine, seciMidochè di-
Bizacena, dove si celebrarono due ce Enri([ucz, e l'autore ile Ile aggiunte
conciliij il primo nel 34-7^ l'altro al Martirologio cistcrciense. Lo stes-

nel 397. Amendue trattarono sulla so capitolo ordinò che la sua festa
ecclesiastica disciplina. si celebrasse ai 1 3 di gennaro, gior-
ADULA. Città capitale del paese no della sua morte, e in (|uesto
chiamalo Zoila. Si può asserire con giorno (;lla è notala nel Mciiologio
ibiidamcnto, che dessa siasi convertila di Ciloaux : nel nuovo Martirologio
,

AFR AFR 109


però la si Irova citata ai 2 di martirio di sua figlia insieme colle
marzo. tre sei-A'e di lei, perchè di notte ne
AERIANI. Eretici del secolo IV, avea fatto portar via il corpo e lo a-

che eìjbcro a capo Aerio prete di veva deposto nel sepolcro de' maggiori
Armenia. Si avvicinavano agli aria- a due miglia da Augusta. Accadde il
ni nel dogma della Trinità ; nega- loro martirio a' di 7 di agosto,
vano la superiorità dell' ordine epi- quantimque se ne celebri la festa
scopale sul presbiterale; sostenevano due giorni più presto.
esser inutile il pregare pei moi-ti AFRAATE (s. ), anacoreta, che
il digiunare, l'osservare le feste; fiori nel quarto secolo, educato fra
riguardavano come superstizione le pagane superstizioni , conobbe
ebraica il celebrare la Pasqua, e dalla puerizia il vero Dio, ed ap-
chiamavano Antifjuarii i fedeli os- preso l'unico modo di servire a lui
servatori delle ceremonie e delle solo, corse ad Edessa nella Mesopo-
tradizioni ecclesiastiche. Questi erro- tamia , si rinchiuse in una celletta
ri furono combattuti dagli ortodos- oltre le mura della città; indi por-
si egualmente che dagli ariani. Dal- tossi nella Siria , ove entrò in al-
le opere tli santo Agostino rilevasi tra celletta pressoad Antiochia. Qui-
come gli a' suoi tem-
Acriani fossero, vi egli si esercitò in ogni maniera
pi massimamente numerosi nella , di virtù, e di mortificazione. Quan-
l'amlìlia. Saicciati costoro da ogni timque molti si portassero a visi-
chiesa, traducevano fra' boschi e so- tarlo, onde valersi de' suoi consigli,
litudini l'aminga la vita. non mai permise di essere corrotto
AFNEO. Città vescovile della pri- dalla superbia, anzi rassodossi viep-
ma Augustamnica. Il solo vescovo, piìi nella umiltà. Facea del suo
di cui abbiasi contezza, è Jerace, il corpo aspro governo, né gli conce-
quale sottoscrisse agli atti del con- deva che vm tozzo di pane a cui ,

cilio di Efeso, cui fu presente. Do- aggiunse l' uso di poche erbe nella
po venti anni intervenne pure a estrema vecchiezza. Il suo letto con-
quello di Calcedonia, ove presentò sisteva in una stuoia distesa sul
una forma di fede ambigua, né più suolo, ed avea l'abito gi'ossolano anzi
volle apporre la sua soscrizione ad che no. Se non che vedendo i danni
altre formule. cagionati dall' arianismo cui V im-
AFRA (s. ), martire, che fior\ peratore Valente protegge^"a, abban-
verso l'anno 3o4, donna dapprima donò la solitudine per correre in
di perduti costumi all' amor puro , sovvenimento dei cattolici persegui-
di Dio convertita dal santo vescovo tati Non osò Valente procedere
.

Narciso, con tre sue serv^e Degna, contro di Afraate, quantuucpie da lui
Eunomia ed Eutropia. Durante la si fosse udito rimproverare di fron-

[)crsecuzionc accesa da Diocleziano ,


te anzi ne fu edificato dalla san-
:

sostenne il martirio di esser bru- tità della vita e dai miracoli, che
ciata viva. AJjbiamo di lei acutissi- gii acquistarono sugli umani cuori
me risposte contro le seduzioni di alto potere. Morto Valente e rap-
Gajo , nome del giudice a cui fu pacificata la Cliiesa, Afraate ritornò
presentata , e che sperava di farla alla sua cella, ed ivi ])ianiente finì
ricadere nelle antiche dissolutezze. la vita , che sino alla piìi tarda
Ilaria, madre di Afra, partecipò del età volle condurre esercitando le
no AFK AFR
penitenze del più insigne anacore- ma non le divulgarono agli stranieri,

ta. Egli è nominato addi 29 gen- né ora resta che la memoria di una
naio nel sinaxario dei greci e nei circumnavigazione di certi viaggia-
calendari delle altre cinese d' orien- tori fenici impresa dal Cartaginese
te. Il martirologio l'oinano ne fa Annone per fondar colonie sulle co-
memoria addì 7 d' aprile. ste orientali.

AFRICA. La terza delle cinqne L' orlo settentrionale dell' Africa,


parti del mondo, che si stende sotto solo conosciuto dagli antichi, racchiu-
la linea equatoriale a più di trenta de 1'
Egitto , colla Nid)ia e coli' A-
gradi di latitudine dall'una e dall'al- bissinia , nonché la Barberia e l'in-

tra parte, ed a più di i5oo leghe terna Cirenaica. Al di là di quel


in lungo ed in largo, ha per con- limite non ardivano spinger lo sguar-
Jini all'Oriente la Guinea^ l'Arabia, do gli antichi : soltanto nel secolo
il mar rosso ed il mare delle Indie, XV il traffico eccitò gì' industri por-

al mezzodì il capo di Buona Spe- toghesi a superare il capo Bodaior,


ranza ed il mar di Etiopia, all'oc- e discoverte le isole prossime a quel-
cidente il mare Atlantico, in fine r arida spiaggia, si prosegui a co-
al settentrione il Mediterraneo. Dop- steggiare lembo occidentale dell'A-
il

pia ali Europa nella estensione, è pe- frica, che comprende la Senegam-

rò r Africa inferiore a tutte le al- bia e la Guinea venuta in triste


tre parti del mondo per la coltura. fama pel commercio de' negri. Vi-
Sotto la forma d' una piramide es- de nel i486 l'intrepido navigatore
sa ollQ-e l'aspetto di una penisola, la Bartolommeo Diaz al sud dell' equa-
più grande che nel nostro globo sia tore r esti'ema punta Africana, che
circondata dal mare, né da altro col nome di Africa mei'idionale in-
unita al resto del continente, se non chiude lo stabilimento Inglese del
dall' istmo di Suez alla sua estre- capo di Buona Speranza e le regio-
mità N. E., fra il mar rosso ed il ni degli Ottentotti e de' Cafri.
IMediterraiieo. Credesi che il nome La Religione attraverso ad ogni
d' Africa, senza dubbio d' indole na- pericolo, coi suoi lumi benefìci, seguì
tiva, sia per la prima volta stato sempre le nuovo
scoperte di ogni
introdotto in Eiu'opa dai Promani, i popolo. Non
appena bandito era
quali diedero tale appellazione ad il vangelo nella Giudea, che ave-
ima delle loro africane provincie, a va r apostolo s. Simeone sparsa la
quella cioè che comprendeva la cit- fede anche nelle contrade dell' A-
tà di Cartagine. In seguito questo frica antica, e con sì incredibile ce-
nome , assegnato ad un breve di- lerità essa si diffuse e sì solidamente
stretto, si estese a tutto il vasto con- vi si è radicata, che nel 200 tro-
tinente, che dai greci e dai romani viamo composti di molti ve-
concilii
era conosciuto col nome di Libia scovi non solo nell'Africa propria;
ed anco di Etiopia. Gli ebrei, i qua- ma ben anco nella Numidia e nel-
li non altro avevano veduto che l' E- la Mauritania. A sostegno dei prin-
gitto, nominano ffuclla sola parte cipi! ortodossi nel 194 la chiesa
nei sacri libri. Forse i cananei di dell' Africa avea dato alla cattedra
Tiro e Sidone, ugualmente che i di s. Pietro l'africano s. Vittore I
loro fratelli di Cartagine, avranno Vittore); né vha chiesa, che
{J^. s.
avuto maggiori notizie sull'Africa; abbia dati tanti martiri a G. C, e
AFR AFR MI
tanti nomini illustri per la loro dot- le inoltre condannò l'eresia di A-
trina. Gran numero di vescovati rio . La seconda quistione fu se
conteneva questa parte del mondo, dovessero sottostare a tutto il rigore
fino dai primi secoli, come si vede della disciplina coloro, che doman-
dagli atti dei concilii raccolti da s. davano la penitenza dopo esser ca-
Cipriano nel 240. Tutti cpie' vescovi duti nell'idolatria. Cosillatta qui-
non avevano durante i tre primi se- stione è conosciuta sotto de il titolo

coli altra metropoli che Cartagine. Lapsis o de' Caduti. Cinque concilii
Per una eccezione, tutta partico- dal 25 1 al 257 ebbero luogo a
lare dell' Africa, la dignità mc^tro- ragione di es.sa e s. Cipriano, che
,

politana non era annessa alla sede, reggeva in epici tempo la chiesa di
ma all'anzianità n eli 'episcopato della Oriente, vedendo gli abusi di una
provincia. 11 o seniore dei
decano, eccessiva indulgenza, vi pose riparo
vescovi , senza riguardo alla chiesa con un moderato rigore. L'ambi-
che reggeva, era metropolita. Se non zioso Novato ( T edi ) lo accusò di
che ben presto conohbesi l' incon- severità a Cartagine e d'indulgenza a
veniente di si (latte primazie ambu- Roma. Una momentanea freddezza
lanti, che obbligavano vescovi an- i provenne tra le due sedi africana e
ziani ad andare ora da ima parte romana; ma ben presto la concordia si
ed ora dall' altra, allorché aveasi e ristabilita. Davano occasione a quel-
d' uopo di un primate. Perciò in ap- le freddezze le dispute tra s. Cipria-
presso si ammisero i vescovi delle no ed il Sommo Pontefice s. Stefano
metropoli civili alla partecipazione tenute non solo sul conto de La-
della dignità primaziale, senza pre- psis j ma anche per la terza qui-
giiidizio dei diritti del vescovo an- stione de rehaptìzandis, cioè se si

tico di Cartagine. dovessero ribattezzare coloro che a-


Diverse gravi quistioni agitarono la vevano rice\'Uto il battesimo dagli
Chiesa Aincana nel terzo e quarto se- eretici. Suscitata venne quella qui-
colo, delle quali accenneremo soltan- stione da A grippino antecessore fli

to le principali; Prima: se la Pasqua s. Cipriano nel vescovato di Carta-


dovesse celebrarsi nel decimoquarto gine. S. Cipriano la sostenne insie-
giorno della luna di marzo, come usa- me ai vescoA'i africani ed orientali
vano le chiese di Oriente, e in partico- (s. Cipr. Epist. 71 e73;s. 7\ug. cont.
lare quella di Efeso, di Smirne ed al- Donai, cap. 2 et1 2). —
Ma ben più
tre ; o nella domenica, che tenea gravi furono i danni cagionati alla
dietro a quel dì, come praticavano chiesa africana dai donatisti ( Vedi )

le chiese di Occidente. La lite erasi che desolarono l' Africa per più di
agitata prima fra Policarpo vescovo un secolo, cominciando dal 3 11, in
di Smirne e Papa Vittoi'e I, e si cui ebbe origine quello scisma con-
rinnovò tra s. Cipriano vescovo di dannato nel 3 1 3 da s. Melchiade,
Cartagine, ed il Pontefice s. Coi'- altro Pontefice africano. Eletto Ce-
nelio, creato nel i5o. Fu combat- ciliano nel 3 a vescovo della chie-
1 1

tuta con molto calore, e la decise sa di Cartagine, faziosi gli sosti-


i

il concilio di Arles nel 314, e più tuirono invece Maggiorino. Unendo


solennemente il primo concilio ge- poscia la eresia allo scisma, sosten-
nerale di Nicea, fatto celebrare da nero essi la nullità de' sacramenti
Papa s. Silvestro I nel 32 5, il qua- dati fliori della Chiesa, cioè fuori
112 AFR AFR
della loro setta , il ribattezzamento rimasero ap^jena Cartagine, Ippona,
degli eretici, la chiesa cattolica circo- e Cirta nella Numidia perocché i ,

scritta nella società loro, e la chiesa vandali fecero seguire i)i Africa l'a-
cattolica prostituita. Con tre concilia- rianismo. Morto Genserico nel 476,
boli sostennero le assurde loro opinio- e successogli Unnerico, cominciò que-
ni : conciliaboli che condannati venne- sti a non più incrudelire contro la

ro in Roma ed in Arles nel


nel 3 1 3, chiesa dell' Africa ,
prendendo per
Si 4- Divisi in parecchie sette, ebbero norma la difesa della fede prestata
nomi diirerenti, ma per tutto appor- dai gloriosi suoi antecessori Marcia-
tarono inquietudini e scissure. Però no e Leone.
meno sebbene non meno tur-
feroci, Ad
Unnerico successe Gondebaldo
bolenti, furono i ]yelagiam (Fedi) per che morì pure nell'Africa fanno 49^?
opera dell' inglese Pelagio che co- , dopo il quale essendo montato sul
minciò ad insegnare i suoi errori in trono Trasimondo, fratello di lui, nel
Roma nel 4oo e, passato in Africa 00 4 i vandali rinnovarono contro i
con Celestino, il più famoso de'suoi cattolici le vessazioni che da qualche
,

discepoli, venne condannato dal Pa- tempo si erano rallentate, e s. Fulgen-


pa Zosimo. Cinque concili! furono zio altri vescovi fu mandato in
con
tenuti sopra le false sue dottrine esilio.Papa santo Simmaco, la cui
dal /{.li al 44*5- carità non era punto inferiore alla
Due altri concilii poi divennero generosa sua costanza di animo ,

celebri per l' affare di Apiario sul- con denaro riscattò 2 25 schiavi di-
le Appellazioni (Fedi). ( V. Schei- moranti nella Liguria , in Mila-
strale Ecclesia; y'Jfricance dissert. I no ed in altre provincie , insieme
cap. VII e Marcantonio Cappelli : con molti vescovi africani esuli nel-
Dissertalio de Appellationibus Ec- la Sardegna per ordine di Trasi-
clesia; Jfricana3 ad Romanam se- mondo re dei vandali Fece inol- .

dem. Parisiis 1622). tre pervenir loro ogni anno denaro,


Il conte Bonifacio , comandante e le necessarie vestimenta, consolan-
nell'Africa per l' imperatore Onorio, doli eziandio con una amorevole
affine di preservarla dalla irruzione lettera nelle loro afflizioni.
dei barbari , che dilaniavano l' im- Fatto nel 5^3 re dei vandali
perio d'Occidente, vedendosi trat- Ilderico, la condizione degli africa-
tato con ingratitudine dall'impera- ni migliorò, la pace si l'istabih, i

trice Placidia, nell'anno 4^7 chia- vescovati rifiorirono, s. Bonifacio e


mò nell'Africa i vandali, e gli ala- s. Fulgenzio onorarono la chiesa
ni ed assegnò loro molte provincie.
, africana e la dignità episcopale.
Ritornato il conte in grazia di Pla- ]\el 53o Gilimero fu assunto al
cidia, non potè indurre i vandali trono, ma nel 533 il valoroso Be-
a partire dall' Africa col loro re lisario, per ordine dell' imperator
Genserico; ed
Ippona, Cartagine, (iiustiniano I, passò in per
Africa
ed altre città molto soffersero. I far la guerra ai vandali ne ri-
e
Tandali fondarono una nuova mo- portò intera vittoria. Gilimero fra-
narchia sugli avanzi della romana tello del re, atterrito, abbandonò
grandezza, dando un colpo mortale Caitagine, e Belisario se ne impa-
alla chiesa aiì-icana colla feroce loro dronì 95 anni dopo che da Genserico
[)ersecuzionc. Di tante chiese fiorenti era stata presa ai romani. Dalla
, ,

AFR AFR m3
forza di altra battaglia Gilimcro fu Teodoro vescovo di Pharan pel pri-
costretto a fuggire iu Numitlia, e mo furono insegnati verso il 620.
Zanzone, altro suo fratello, vi ri- Ciro vescovo di Phace , poscia di
mase ucciso. Così ebbe termine il Alessandria, e Sergio e Pirro di Co-
dominio Vandalico nell' Africa. La stantinopoli, abbracciarono lo stesso
sua chiesa tornò a prosperare, a ce- sentimento, e l'imperatore Eraclio li

lebrar concilii, tra i quali quello favorì pubblicando una dichiarazio-


del 534, in cui si trattò la ricupera ne intitolata Ectesi, od esposizione
dei beni ecclesiastici usiu-pati dai della fede, che stabiliva l' unità di
vandali. volontà iu Gesù Cristo.
Neil' anno 546 l' iniperator Giu- Questa esposizione, composta da
stiniano I pubblicò un editto, in cui Sergio patriarca di Costantinopoli
comandava ai vescovi di condan- a nome dell'imperatore, fu condan-
nare i tre capitoli (/^. Tre capitoli), nata dal Papa Giovanni IV e dai
controversia che turbò la pace del- vescovi dell' Africa. I tre primati
la Chiesa per più di cento anni, co- della JVumidia, della Mauritania e
me diffusamente tratta il Petavio di Bicena e Bizacena scrissero a
nel tomo IV della teologia domma- Papa Teodoro I una lettera sino-
tica. Resistè a quella condanna Papa dica lamentandosi dell' Ectesi, il che

Vigilio, come
pur fecero molti vescovi. pur fecero i vescovi di Cartagine
Laonde l'imperatore chiamò VigiUo a col patriarca Paolo infetto di ere-
Costantinopoli, e giuntovi nel 54^, in sia. numerosi fanatici
Frattanto
un'assemblea di 70 vescovi condannò seguaci di Maometto, conquistarono
i tre capitoli , protestando non in- progressivamente molti regni , ed
tendere con ciò di pregiudicare il AbdaUa, fratello di Ottomano, inva-
concilio Credeva egli
Calcedonese. se r Africa nel 647.
di aver soddisfatto alle due parti Nulla giovando gli sforzi di Pa-
cioè ai greci colla condanna dei trizio Giovanni per liberarla , sog-

tre capitoli, ed ai latini coli' averli giacque essa interamente al giogo


proscritti salvo il concilio Calcedo- mussulmano verso il 69'). Gli osma-
nese ; ma ben presto e tut-
s'accorse ni, divulgando l'Alcorano colla sci-
to il contrario, vedendo, che l'intero mitarra alla mano, incominciarono
Occidente si scagliava contro di lui, fieramente a perseguitare i fedeli, e
come violator del concilio di Cal- terminarono nel 709 col bandire la
cedonia. I vescovi afiicani adunati religione di G. C. dall' illustre chie-
in concilio, con quel calore con cui sa Africana. Vi sono tuttavia delle
solevano trattare le quistioui reli- chiese cattoliche in alcune provincie.
giose, non solo sostennero la causa Di queste si parlerà nei rispettivi

dei tre capitoli ; ma ebbero l' ardire articoli. V. AuissiNiA, Algeri , E-


di scomunicare Papa Vigilio perchè GiTTO ecc.
dissentiva , anche allorquando il La scoperta del Capo di Buona
concilio generale V, volgarmente Speranza fatta dai portoghesi, e le
detto quinto Sinodo , decise solen- prodigiose conquiste di Alfonso V
nemente le liti contro di loro. Re- re di Portogallo nell' Africa, diede-
sistettero per altro agli errori degli ro motivo alle missioni inviate al
incorruttibili [Vedi) ed a ([uelli dei Madagascar, al Congo ed alla Gui-
monoteliti (luulij nel 64<>, che da nea. Ma le relazioni, che i mis.sio-
, ,

ii4 AFR AFR


narii hanno cogli europei rcndeniloli ni dopo, per la conferma dell'ec-
sospetti agli africani; ed il timore,, clesiastica disciplina. Il quinto nel-
che invade questi ultimi <li vedere, l'anno ^oì ,
per la riconciliazione
per la diffusione del cristianesimo, dei donatisti colla Chiesa. Il sesto
tolto r infame mercato dei negri nel 40^5 sotto Innocenzo I per lo
impedì finora lo stabilimento della stesso motivo. Il settimo nel 4^*45
cattolica religione in quelle contrade. nel quale reggeva la Chiesa lo stesso
?ifullostante , i pericoli non hanno Pontefice, in cui si decretò una de-

mai atterriti quei zelanti missionarii, putazione all'imperatore Onorio con-


e la loro perseveranza darà forse tro i donatisti. L'ottavo nel 4°^^
modo a ridurre quei popoli , d' al- in cui si pregò Onorio a liberare
tronde troppo mutabili, e trojipo fa- dal castigo quei donatisti, i quali
cilia rinunziar ad una religione e ad ritornassero in seno alla Chiesa. Il

abbracciarne un'altra. Mosemio, che nono sotto lo stesso Pontefice nel


in ogni occasione ha tentato di de- 407, in cui s'implorò la protezione
primere le fatiche ed il profitto di Onorio contro i paesani ed i
de' missionarii cattolici, fu costretto donatisti. Il decimo parimenti sotto
a render giustizia all' eroico zelo Innocenzo I, nel 4o^j ^ questo fine
con cui i gesuiti ed altri religiosi medesimo. L'undecimo ed il duo- ,

cappuccini si sono a qiiest' uopo decimo sotto lo stesso Pontefice. In


adoperati. questo ultimo pregavasi Onorio a
AFRICA. Sotto tal nome vuoisi rivocare l'editto, con cui avea per-
intendere vma provincia particolare, messo ai donatisti di scegliere quel-
ed il grande dipartimento dell' A- la religione, che meglio loro aggra-
frica, che un tempo comprendeva: diva. 11 decimoterzo fli celebrato nel
r Africa propriamente detta, la Bi- 4 18, sotto il Sommo Pontefice Zo-
7acena, la Numidia, la Mauritania simo, contro Pelagio e Celestio suo
di Mauritania di Cesarea,
Stitifi, la discepolo. Il decimoquarto si tenne
e la Tripolitana Parecchi concilii . nel 4^-6, intorno alle appellazioni
ivi si tennero, e son di proposito re- alla Sede Apostolica. In questa pro-
gistrati nelle storie ecclesiastiche. Di vincia si celebrarono eziandio mol-
questi citeremo soltanto i principa- ti concilii nel 6^6 contro i mono-
li. 11 primo si celebrò nel sSy, sot- teliti.

to il Pontificato di Stefano I do- AFRICANO (s.), vescovo di Co-

po la persecuzione, onde riordinare minges Guascogna nel VI se-


in
la disciplina ecclesiastica. Il secondo colo è molto celebre a Cominges
,

nell'anno appresso, contro Basilio a Castps, a Nimes, a Lione ed al-


vescovo di Leone e INIarziale vesco- trove. Dicono che divenisse famo-
vo di Asturia, ambedue colpevoli so specialmente pel dono de' mi-
di avere ricevuto a prezzo d'oro cer- racoli, di cui abbondantemente lo
tificati dagli ulliciali dell' imperatore, avea favorito il Signore. La festa
i quali laccano testimonio di avere di lui è riportata al dì primo mag-
rinunciato in particolare a G. C. gio.
e che non doveansi incjuietare in AFRODISIA. Città vescovile del-
fatto di religione. 11 terzo nel 899, la diocesi di Tracia nella provincia
sotto Anastasio I per le iininuni- dcH'Einopa, soggetta alla metio[»(>li
là ecclesiabliche. Il (juarlo ilue an- di Eraclea. Teofronio, che sottusciis-
,, 1

AGA AGA 1 5
so alla dcWn sua provincia
lettera greco sotto quelli di Pistis, Elpis
spedita a Leone iniperatore intorno ed Agape. V. Sofia (s.).

alla morte di s. Brotero di Alessan- AGAPE vivea con


(s.), martire,
dria, fu uno de' suoi vescovi. due sorelle, ed Irene, a Chionia
AFRODiSIADE, delta altrimenti Tessalonicii. Trovarono moilo ondo
Niiioe Megalopoli, è città metropo- togliere ai persecutori della Chiesa
litana della diocesi di Asia nella parecchi volumi dei sacri libri, che
jjrovincia di Caria. Il nome di A- queglino sotto pena di morte proi-
venne dal nefando cul-
llodi.<iade le bivano a cliicchessia di tenere op-
to ivi alla dea Venere tributato, presso di sé. Scoperte l'anno 3o4,
or imperatori cristiani la chiama- furono abbruciate vive. Ebbe Aga-
rono invece Stauropoli in onore del- pe a martiri compagne, oltreché le
la croce di G. C. Dicesi, che s. Gio- due sorelle, santo Agatone, e Ire
vanni Evangelista vi spargesse il lu- donne Casia, Filippa ed Eutichia,
me del vangelo, come quegli chefJm- le quali sono in unione ad essa ri-
dò le pi'ime chiese dell'Asia. Rodo- cordate e contemporaneamente ono-
piano, o Rodociano con altri vi rate sotto il giorno 3 di aprile.
sostenne sotto Diocleziano il martirio. AGAPETE. Cos\ chiamavansi nei
AFRODlTOrOLI. Città vescovi- primi tempi della Chiesa alcune
le; della provincia dell'Arcadia, sotto vergini, le quali conducevano la vi-
il patriarca di Alessandria. Tre era- ta in comune, e si addicevano al
no in Egitto le città, che portava- servigio di ecclesiastici per sola ca-
no ({uesto nome. In seguito fu chia- rità. Quindi ne venne, ch'ebbero an-
mala Atsìa. che il nome di Sorelle adottive. IVIa

AFTARDOCITI. Eretici, discc- siccome queste società col progresso


j)oli di Giuliano di Alicarnasso, che del tempo degenerarono, cosi furono
comparvero nel secolo VI. Soste- abolite dal concilio Latcrancse tenu-
nevano, che il corpo di G. C. in- tosi nel I 1 3c) sotto il Pontificalo tli

corruttibile , era anche impassibile Innocenzo HI. Questa parola signi-


e non avea potuto soggiacere alla fica inoltre persone che si amano ;
morte. e si diede in seguito ad un ramo
AGABO (s.). I greci avvisano di gnostici, che spargeano i loro
che questi fosse profeta ed uno dei errori sul declinare del secolo quar-
settanta discepoh di G. C. Predis- to. SecondoGirolamo questa spe-
s.

se, che una fame straordinaria a- cie di composta princi-


setta era
vi-ebbe molestato il mondo tutto palmente di donne, le quali inse-
come avvenne di fatto sotto Clau- gnavano nulla esservi d' impuro per
dio imperatore. I greci dicono ch'e- le coscienze pure, e s. Agostino as-
gli sia stato martirizzato in An- sicura, che queste avcano per co-
tiochia e ne celebrano la festa agli stume di giurare e spergiurare, piut-
8 di marzo; i latini ai 9 di feb- tosto che manifestare il secreto del-
braio. la loro setta.
A(rAPA o Carità'. Sorella del- AGAPI. Questa parola deriva-
le sante Fede e Speranza vergini ta dal greco significa amore e ca-
e martiri, figlie di s. Sofia. Queste rità. Fu usata per dinotare i pasti
eiano celebri in occidente sotto i o banchetti fatti ne' cemeterii, nelle
nomi di Fides, Spes, Carità», ed in catacombe, e poi nelle chiese dai
ii6 AGA AGA
primitivi cristiani mantenere
onde perchè qualora portavano a man-
si

la concordia, l'unione e l'amore giare la Signore , Do-


cena del
tra i membri del medesimo corpo, minicam Coenam scambievolmen- ,

e stabilire almeno a pie degli al- te non si attendevano ma pensan- ;

che
tari quella fratellevole concordia, do a loro soli, se ricchi, disdegnavano
non può trovarsi nella società per quasi di comunicare co' loro fratelli

le troppo di\'erse condizioni che la poveri. I disordini avvenuti e la con-


compongono. Da principio queste venienza che
, i cristiani non aves-
Agapi o conviti si facevano senza sero a cibarsi di cosa alcuna pri-
scandalo e senza disordine, e s. Pao- ma della santa comunione , fui-ono

lo ne parla nella sua prima epi- i motivi per cui la Chiesa fino da'
stola ai coi'inti; ma siccome quei primi secoh prescrisse , che tutti
banchetti per timore delle persecu- si accostassero digiuni al sacro al-

zioni s' imbandivano di nascosto, tare.


.'
cos'i presero i gentili motivo di ca- Vi erano più sorte di Agapi : i

lunniare i primi credenti , asseren- le Natalizie, nelle quali i cristiani

do che trucidavano un bambino si univano presso i sepolci-i dei mar-


e si cibavano delle sue carni, dan- tii'i, e con dimostrazioni di osse-
dosi poscia ad ogni maniera di tur- quio rendevano onore a questi in-
pitudini. popolo credulo si ren-
Il vitti eroi della Chiesa. Col progres-
deva persuaso a si fatte calunnie. so del tempo s'introdusse il costu-
Oltre s. Giustino martire nella sua me di celebrar questi conviti con
prima Apologia Atenagora nella , danze; e ciò rilevasi da alcuni versi
Legazione in difesa de' cristiani. Teo- di s. Gregorio Nazianzeno. S. Ba-
filo antiocheno nel lib. II ad Auto- silio declamò con forza contro un
lieo, Taziano i\e\[' Orazione contro i tal uso, ciòcche pur fece san Gau-
gentili, Tertulliano nel suo Apo- denzio; 2.'' le Connubiali, le quali si

logetico _,
ne mostrarono la falsi- praticavano in occasione de' matrimo-
tà , Plinio stesso confuta queste pes- nii ; 3.' le Funerarie fatte per la

sime prevenzioni Questi dopo . , e- morte dei più stretti parenti. Queste
satte informazioni ne rese conto a si davano a'poveri nelle chiese o nei

Traiano, ed assicuroUo essere stato luoghi ad esse vicini , colla certa


nelle Agapi tutto innocenza e fru- persuasione, che la pratica di cpie-
galità. ste opere pie avrebbe recato sollie-

L'imperatore Giustiniano, ben- vo alle anime de' trapassati. P^. IMu-


ché nemico dichiarato de' cristiani, ratori {Dissert. de Agapis), dov' è pa-
confessò che la carità che questi usa- rola dei sepolcri degli antichi cri-
vano verso i poveri, le loro Agapi, la stiani e delle cene loro. Poiché pe-
cura de' loro .sacerdoti vei'so i mise- rò né anche i più santi costumi
rabili erano i veri motivi per cui mol- sogliono evitare l'abuso, a poco a
li abbracciavano la religione cristiana. poco entrò il disordine anche nelle
Vogliono alcuni che le Agapi , Agapi ond' é che la Chiesa attem-
:

si unissero all' incruento sacrifìcio, e perando le proprie discipline alle


che soventi fiate prima di questo si circostanze, proibì que' conviti ne'
celebrassero , come si praticò nell' sacri templi, e col tempo li tolse
ultima cena. Dicono inolile che , dal cristianesimo. Tutti i santi pa-
1' Apostolo rampognasse i coriiili dii del IH e IV secolo si sono ado-
.

AG A AGA 1 1 T

perati per togliere le ubl>riaclicz7.e Ica determinò di abolirle interamen-


ed i bagordi compagni di (incile te.Però nella III parte degli atti del
cene tanto sante nella loro istitu- primo concilio provinciale di Milano,
zione primitiva. S. Agostino^ essen- celebrato sotto s. Carlo Eorromco ,

do ancora prete, mentre ammini- vediamo che nel X\I .secolo .s'im-
sti'ava la divina parola invece del bandivano le mense ne' recinti del-
vescovo Valerio nella chiesa d' Ip- le chiese si nel giorno del Corpo del

pona, con tutta la forza della sua Signore, e sì in quello della Pente-
eloquenza e con tutto il fervore a- coste, non meno che in altre solen-
postolico dimostrò l' enormità della nità. Pertanto fu comandato ai vesco-
pessima usanza, e cercò di estirparla vi, che senza torre il pio costume

dall'Africa. Egli area sempre dinan- delle limosine, abolissero i banchet-


2Ì agli occhi con cui s. Am-
lo zelo ti. Ancora però ne rimane qual-
brogio si adoperava a reprimere gli che vestigio in molte chiese. A Roiien
abusi , che s' erano inti'odotti a ca- p. e. nel giorno di Pasqua si distri-
gione delle Agapi nella cliiesa di buisce a' fedeli nel mezzo, o verso il

stilano. È probabile che appunto ad basso della navata delle chiese, l'Aga-
istanza di s. Agostino si convocasse pa che consiste in una cialda, e del vi-
il conci Ho di Cartagine, dove fu no in una tazza, costume praticato
prescritto a' chierici €d ai vescovi in quelle chiese anticamente in tutte
tanto di non accostarsi ai conviti le grandi feste, siccome si ha dalla

nelle chiese ( se non qualora non vita di s. Ansberto vescovo di Rouen.


avessero modo di ristorarsi), rpianto »» Egli faceva, dicesi in quella vita, im
di dover allontanarne i popoli. Più " Agapa al popolo nella .sua chiesa
condiscendente parve due secoli dopo » dopo la comunione de' dì solenni,
il Pontefice s. Gregorio I Magno ver- >» e serviva egli .stesso a tavola, parti-
so gì' inglesi, i quali aveano testé ab- »» colarmente i poveri " (De MoK'on :

bracciato il vangelo, perocché voleva, Voyagc lih(rgi(fue pag. 4^ i)* ^^^ ^''^"

com' egli disse a Melilo abbate colà lia finalmente alcuni vescovi sogliono
trasferitosi, che gaudii esteriori servis-
i dare un convito ai poveri dopo la
sero di scala agi' interni. Quindi piut- lavanda dei piedi e degli altari
tostochè abolirli concedeva, che nei Si possono consultare intorno al-
giorni natalizii de martiri e nel giorno le Agapi Wolf Troppaneger {Dis'
della dedicazione delle chiese si co- sertalio de epidis veteruvi Clirisda-
struissero delle capanne con rami di nornm. Wittembergae 17 io); Car-
alberi e si celebrassero de' l'eligiosi meli ( Dell' uso di far convid so-
conviti non denti'o, ma presso i templi. pra i sepolcri pag. 1 89. ) ;
Can-
Su questo argomento è a consultarsi cellieri tomo III ( De secretariis) ;

Genrado Enrico Airero in Disser- Morcelli [africa Chrisdand) ; Jo. Ca-


tatione de Dadsissa veterum Ger- de Agapis in ojus
bassutii [Dissertado
manorum, che sta in ^ct. Soc. Lat. Nodtìa Eccl. Lugduni 1680, et in
Jenens. p. IV , e nel VI opuscolo tom. I Disciplina popidi Dei. Fleury) ;
della raccolta dell' Iscrizioni Stroz- Cabr. Albaspinaci {^Dissertado de A-
ziane. gapis veterani in ejus Misf. sacr.) ;
Nondimeno .sino al secolo XV Phil. Jo. Tilemanni, [Dissertado de
durava l' uso in alcun luogo di quel- Agapis post ejus Commcnt. in Epist.
le Agapi, finché il concilio di Basi- Judit;) ; Cour. Sani. Schurzileischii
ii8 AG A AGA
(Dissertatìo de veteri Àgapamm cul- fede Papa s. Sisto e s. Felicissi-
il

tUj et in cjiis Dìsp. Phiiol. Pliilos. n. mo. Il nome di questo santo in molti
87); Lodovico A. Muratori [Disqui- martirologi si unisce a quelli de' suoi
sìtio de Àgapis suhlatis in cjus Aned. compagni nel martirio. Verso il 480
Grcecis in cui tratta de' sepolcri degli il Sommo Pontefice Felice III fece
antichi cristiani e delle cene); Justi fabbricare una chiesa in onore di
Henningi Bolimeri ^Dissertatìo de questo s. martire, a poca distanza
Coitioiiibus Christianorum adcapien- da quella di s. Lorenzo.
duvi cìhum, in ejus Dlss. Juris Ec- '
AGAPITO I (s.), Papa LIX, ro-
cles. antiq.); Jo. Goltfr. Mcjerlini {Dis- mano era arcidiacono della Chiesa
scrtatìo de Agapìs velcrum Christia- Romana, e poscia venne creato prete
norum); Menocliio toni. ii.p. 275, Cardinale de'ss. Giovanni e Paolo,

Da' conviti sagri die anticamente si e non già de' santi Apostoli , come
usavano da cristiani nelle chiese ^ pretendono alcuni , essendoché que-
detti Agape. sta chiesa venne eretta da Giovan-
AGAPIO (s.), martire di Palesti- ni III,che fiorì dopo Agapito. Suo
na nell'anno 3 06. L'imperatore padre chiamavasi Gordiano, ed era
Massimiano Daia, che infieriva cru- esso pure prete Cardinale de' santi
delmente contro i seguaci di Gesù Giovanni e Paolo in Pammachio.
Cristo, comandò che Agapa fosse Le sue esimie virtù gli meritarono
esposto alle ove
fiei'e in Cesarea, al supremo Pon-
di essere assunto
venne dilaniato da un orso, e get- dopo Giovanni li, nell'an-
tificato
tato in mare. Il martirologio ro- no 535. Riprovò gli atti già invo-
mano fa menzione di questo santo cati del concilio, in cui Bonifacio
nel giorno 20 novembre, e ne as- erasi eletto il successore nel Ponti-
segna la festa a' 19 agosto in uno ficato, e rivocò la scomunica ful-
a quella di s. Timoteo e s. Te- minata dal medesimo Bonifacio con-
cla. Anche i greci celebrano la fe- tro r antipapa Dioscoro. Nel 53G
sta di s. Agapa in questo giorno portossi in Costantinopoli, onde in-
medesimo. dm-re l' imperator Giustiniano a ri-
AGAPITO (s.), martire. Vuoisi chiamare l'esercito, che avea spedito
che ei sostenesse il martirio verso in Sicilia sotto la condotta di Be-
il 273, sotto Aureliano. Il certo è, lisario Indi scomunicò e depose
.

che questo santo in età assai giova- Antimo, vescovo di Trebisouda, che
nile fu da' pagani preso ed a crudelis- occultamente seguiva l'eresia di Eu-
sime tortine sottoposto in Preneste, tiche, ed avea occupata la sede
oggidì Palestrina, ventiquattro mi- di Costantinopoli col (àvore di Teo-
glia da Roma. Celebre nei Sacra- ilora moglie dell' iinpcratore Giu-
mentari di Gelasio e di s. Gregorio stiniano. Quest' ultimo volea obbli-
IMagno, come pure nel Martirologio gare il Sonmio Pontefice a comu-
di Beda e in quello che porta
il no- nicar con Antimo, ma quegli con
me diGirolamo, Agapito è ricor-
s. invitta costanza rilìutossi. interrogò
dato il giorno 18 agosto. Y. l'arti- nondimeno questo eretico alla pre-
colo Palestrina. senza dell' ini[)eralore, ma ricusan-
AGAPITO (s.), martire. Era dia- do egli di rispondere a quanto gli

cono, e soffrì il martirio nel giorno chiedeva intorno alle due nature in
slesso, in cui diedero la vita per la Cristo, l'imperatore conobbe la (io-
AG A AGA 1 1 f)

(!(? (li Antimo, e convenne con A- pito celebrò in Roma un altr(i

ga}>ito nella deposizione del mede- concilio, in cui fii confermata (jucsta
simo. In appresso, mentre il Pon- scomunica Chiamò a Roma Ottone
.

tefice si apparecdiiava a fai-e ri- I re di Germania, per cacciare d' I-

torno in Italia , fu colto da grave talia Berengario che maltrattava gli


malattia, che lo trasse alla tomba ecclesiastici, e forzatamente deruba va-

in Costantinopoli nell'anno 536. La li del denaro; e mandò a s. Bruno-


sua spoglia mortale fu trasportata ne, arcivescovo di Colonia, il pallio,

a Roma , ove venne sejiolla nella col particolare diritto di usarne sem-
Basilica di s. Pietro. Era cos'i peri- pre che a lui Rotgeso in
piacesse (

to delle regoleecclesiastiche, che vita s. Brunon. cap. 28 ap. Suriuin


s. Gregorio dà i titoli onorifici
gli die 1 1 Oct.). Morì certo dopo i ven-
di l'aso catlolìco, tromba dell' evan- ti, e forse ai ventolto d'Agosto (ì'jiG

gi'lì'o e banditore della giustìzia. Il avendo governala la Chiesa con som-


» olcbre p. Sangallo fu di questo ma innocenza, e con sommo zelo
l^ontefice magnifico elogio , e non della pace nella cristiana repubblica,
«luhita di asserire, che non vi fu per anni dieci e tre mesi allo incir-
]*apa quale in sì breve spazio
, il ca. Fu sepolto in s. Gio Laterano.
di tempo abbia operato cose tanto AGAPITO Rustico, Cardinale,
utili a vantaggio della Chiesa. ovvero Rustico Agapito, arcidiacono
AGAPITO II, Papa CXXXIII, della S. R. C, V. Agapito I papa.
romano , fu eletto Pontefice nel me- AGAPITO, Pontefice supposto.
se di giugno 94^3 di'G o tre giorni Chi fra gli storici fa di lui menzio-
dalla morte del suo antecessore. A- ne onorevole, chi di lui non dà nep-
veavi a quel tempo grande controver- pure un cenno, e chi in fine lo di-
sia in Francia intorno alla prelatura ce sognato pontefice da Sigiberlo, il
della chiesa di Reims, alla quale con- (juale poselo nel suo Cronico all'an-
temporaneamente pretendevano Ar- no 888. Noi abbiamo gran fonda-
toldo, che ne avea ricevuto il pal- mento, per attenerci alla decisio-
lio da Giovanni XI, ed Ugone figlio ne degli ultimi; tanto più che sic-

(li Ei'iberto conte di Reims , eletto come a Marino I succedette nel pon-
arcivescovo della medesima chiesa tificato Adriano III, il cjualc vuoisi
in età di cinque anni e confermato che portasse il nome di Agapito, non
dal Pontefice Giovanni X. Agapito ò. inverisimile che l'errore derivi da
affine di condurre a termine questo ciò, giudicandosi a ])unto Agapito
scisma, e di ristabilire il regno di successor di Marino I. Onde si con-
Lodovico, in pericolo per le ribal- verrà ad Agapito il nome di papa
derie di Ugone Principe di molto supposto.
potere, mandò in Francia suo le- AGARENIANI. Cristiani apostafi.
gato Marino, vescovo Polimarziense, Sotto questa denominazione vengono
il quale nell'anno 94^ tenne un c(jn- chiamati alcuni cristiani, che. nel se-
cilio in Ingelheim, luogo della Ger- colo settimo abbandonarono il vange-
mania nella diocesi di Colonia, nel lo per arruolarsi ai vessilli di Mao-
rpiale ridonato Artoldo alla sua chie- nìetto. Impugnavano il mistero del-
sa, scomunicò Ugoiie di lui rivale, la Ss. Trinità, e sostenevano, che
ed Ugone Principe ribelle al re Dio non avea il figlio, poiché non
Lodovico. L' amio seguente Aga- avea presa moglie. Il nomo di Aga-
I20 A(tA AGA
rciiiani fii loro imposto come segua- bazia. Unitamente ad Acerra forma
ci della religione degli arabi, discen- im vescovato, eh' è sulfraganeo alla
denti da Ismaele, figlio di Agar. metropolitana di Napoli. [F. Acer-
AGATA ( s. ) vergine e martire. ra). Fra i suoi vescovi meritano
Le città di Palermo e Catania in speciale menzione i due seguenti.
Sicilia si contendono l' onore di Fehce Peretti di Montalto, eletto da
aver dato i natali a questa santa, Papa s. Pio V a' 1 7 novembre 1 566,
che fiorì nell'anno 25 1. Solferse il che a' 29 gennaro 1567 ne prese
martirio in Catania, allorché Decio possesso, e poi fu creato Cardinale ;

perseguitava la Chiesa. Consecrata- in questa 1572 passò


dignità nel
si a Dio nella età più fiorente, alla sede di Fermo, e nel i585
trionfò valorosa di tutti gli assalti, fu eletto Papa col nome di Sisto
che fecero alla sua castità ,
Quin- V; nome equivalente al più splen-
ziano uomo consolare e Afrodisia, don- dido elogio [V. Sisto V). L'altro
na al sommo dissoluta. Aspro gover- fu Alfonso Maria Liguori napolita-
no con inaudita crudeltà ebbe a pa- no, fondatore nel 1782 della Con-
tire la costante eroina, la ({uale vi- gregazione del SS. Redentore, pro-
sitata da s. Pietro nel carcere, a cui mosso da Clemente XIII alla ve- m
la condannò Quinziano, ne fu con- seovil dignità di s. Agata dei Goti i|

fortata e sanata. La prodigiosa gua- il dì 14 giugno 1762. Accettò Al-


rigione attizzò la rabbia del tiran- fonso per comando espresso del Papa
no. Ond'ei la fece voltolare crudel- il governo di questa chiesa; ma logo-
mente su de' rottami di vasi misti ad ro dalle fatiche per le applaudite
infocati carboni; poi rimisela in pri- sue opere, depose ai pie' di Pio \T
gione, dove Agata, raccomandando nel 1775 la rinunzia, che venne
a Dio lo spirito, volò in seno a Lui accettata. Blorì nel bacio del Si-
beatamente. 11 suo nome, che fu in- gnore a Nocera de' Pagani il dì
scritto nel canone della messa, tro- primo agosto 1787. Nel 18 16 Pio
vasi nel calendario di Cartagine del- VII lo dichiarò beato nella Basilica
l'anno 53o, ed in tutti i martirolo- il regnante Pontefice
Vaticana, in cui
gi sì de' greci che de' latini. Se ne Gregorio XVI a' 26 maggio 1889
celebra la festa il dì quinto di feb- solennemente lo canonizzò. V. Al-
braio. fonso (s.) DE liguori.
AGATA (s.) DEI Goti (s. Jgathce AGATONE (s.), monaco di fon-
Gotìionim). Città vesco\ile nel regno tenelle. V. Vandregesilo (s).

di Napoli nella Terra di Lavoro, che AGATONE (s.), Papa LXXXI


si pretende fondata dai primi con- figliuolo di Pannonio Amoiie. In-
quistatori settentrionali; donde pure torno alla patria di lui disputano
si crede le sia venuto il nome. 11 Som- grandemente fra loro gli eruditi.
mo Pontefice Giovanni XI li romano, 11 Ciacconio lo vuol nato nella Val-
nel concilio celebrato in Roma nel le Sieuliana di Abruzzo. Girolamo
969, dichiarò sede arcivescovile la Marafìoti, Tommaso Aceto e il p.
chiesa di Benevento, e ad essa as- Elia tli Amato lo^^ fanno di Reggio
soggettò dieci vescovati, primo jiel in Calabria; ma eh' ei fosse Sici-

dei quali quello di s. Agata de' Go- liano e nato in Palermo lo asseii-

ti. Oltre la (cattedrale vi hanno in es- seono più scrittori ; tale il dimoslia-
sa sette chiese parrocchiali ed iin'ab- no in giunta ad altri , d. Girolamo
AGV AGD IO, r

Morso, Barone di Favarella {J'i- ammaestrassero quel clero nel cau-


ta s. Às^alhonìs Papa? Panormi Ci- to romano. Mori a' dicci gennaio
vis et Patroni. Panormi 640) 1 ; il deIG82, nella età di 107 anni, aven-
rliiarissimo Michele Scavo, canoni- do regnato tre anni, sci mesi e
co della cattedrale di Paleiino (juattordici giorni . Manieroso , cor-
( Dìsierlaziouc Storico - Daa^maiica tese, hberale guadagnossi la stima e
della patria, santità e dottrina del l'atrezione di ognun(j, e la copia dei
Pontejicc Jgatone.VAevmo lyor
s. suoi miracoli gli procacciarono il

in 4, e riprodotta nel tom. XVIII titolo di Taumaturgo. Fu sepolto


Disserl. ccclesiasticlie , raccolte dal in s. Pietro, e la di lui gloriosa me-
Zaccaria. Dissert. IF, pag. i33, moria festeggiasi dalla Chiesa il gior-
Roma 1796 m 8), e Gianfrancesco no decimo di gennaio.
Scorso Gesuita , che senza nome AGATOMCA (s.), sorella di san

pulìblicò la Pita s. Agathonis. Pa- Papilio martire. L' invitto coraggio,


normi ap. Mortarelli 1640. Fu mo- onde il fratel suo sofferiva i tor-
naco benedettino nel monastero di menti, le servì di sprone a gettaivsi
s. Ermete di Palermo, in cui vestì in quel medesimo fuoco dov' egli
1' abito nel 592, dojio esser vissuto era condannato ad ardere vivo. Per
al secolo vent'anni ammogliato; indi siffattomodo vm solo rogo accolse
fu creato prete cardinale, e finalmente due fratelli, e la stessa gloria con-
venne innalzato al soglio Pontificio ai temporaneamente ne premiò la eroi-
ventisette di giugno 678, contando il ca f()rtezza.

centesimoterzo anno di sua età. Con- AGATOPOLI. Città vescovile di


dannati nell'anno appresso i monote- Tracia sotto l'arcivescovado di Adria-
liti in un sinodo celebrato in Ro- nopoli , oggi chiamata Gotopoli. \i

ma al quale intervennero 1^5 ve- l' unica sede suiB'aganea di (juella


scovi, ed eletti i legati da mandarsi dioc(!SÌ. Presentemente serve ai ve-
in Costantinopoli al concilio generale, scovi di titolo in partibus.
del quale avea già prima trat-
in AGAUNO. Monistero e borgo
tato coli imperator Costantino Pogo- sul Rodano, nel basso Vallese. M
nato, mandò il Papa con due let- celebre per due concilii tenutivi
tere, una sua, l'altra del suddetto nel 5^.3 e nell'888.
concilio a quell' imperatore e agli AGDE, città vescovile. Dessa è
augusti fratelli, nelle quali sponevasi una delle più antiche città fondate
la vera e sana dottrina de' cattolici dai marsigliesi nel paese dei volsci
contro r eresia de' monoteliti , che tectosagi, che oggi chiamasi l'Alta
pel corso di più che quaranta an- Linguadoca. E collocata quasi sulla
ni inquietava la chiesa orientale. costa del mar Mediterraneo presso
L' anno 680 fu celebrato il sesto con- allo sbocco dell' Herault. Era suCfra-
cilio ecumenico nel segretario della ganea alla metropoli di Tolosa e
basilica di s. Sofia, coli' intervento di Narbona. Una tradizione di quella
28 > padri, e in questo furono con- chiesa riferisce che il vangelo vi
dannati r Ectesi di Eraclio, il Tipo fosse colà predicato verso la metft
di Costante ed i monoteliti, contro
, del secolo quinto. I vescovi di que-
de' quali fu definito esservi due vo- sta città aveano molti privilegi, fra
lontà in Gesù Cristo. Mandò poi cui quello di non poter essei'e sco-
de' cantori in Inghilterra acciocché municati che dalla Santa Sede ;

VOL. I. iG
ìi'i A GÈ AGE
inoltro aveano il titolo di conti. te alla sagra lega formata per im-
Neil'anno 5oG in questa città si pedire ad Enrico IV di .salire ai

tenne un concilio, al quale inter- trono , come quegli che professava


vennero ottanta vescovi e dieci de- il calvinismo; ma alùurandosi da
jMitati delle diverse provincie del- lui r errore nel 1^191, tornò la
la ed in questo si
Gallia, fecero quiete in questa città.

quarantasette canoni sulla disci- Risale al IV secolo la fondazione


plina. Questa .sede vescovile fu sop- della sua sede vescovile. S. Febadio
pressa dal concordalo dell' anno (chiamato nella Guascogna s. Fiari )

1801. vi fu creato vescovo. Questi è famoso


AGEN (Jgcnucn.), città di Fran- per lo fervido zelo iii;l difendere la
cia nellaGuicnna con residenza di consustanz.ialità elei A erbo , zelo il

un vescovo, chiamata anche ^gi- quale fu anche effetto dell;-, stretta


ììum, Nilriohiguin. Questa cospicua amicizia che passava tra lui e .san-

città è notata nell'antica notizia del- t' Ilario di Poitiers. f'edi Feba-
le Gallie come seconda dopo Bor- dio (s.).

deaux . Fu capitale dei nitiohri- Il vescovato di Agen è suffraganeo


gi , che possiamo ragionevolmente del la rei vescovato di Bordeaux. Mol-
riconoscere quali suoi fondatori. E to bella n'è la cattedrale intitolata a
situata in un paese gradevole e fe- s. Stefano, al paro che la basilica
race sulla riva destra della Garon- di s. Caprais suo primo vescovo.
na a trenta leghe da Bordeaux ed Il palazzo del prefetto, lo spedale,
a centocinquanta da Parigi. Passò s. Giacomo il ponte ed i bagni
,

sotto il dominio romano, e divenne .sulla Garonna sono altri oggetti


5

città pretoriana nel tempo degli osservabili in Agen, comimque gene-


imperatori. Fu il teatro delle guerre l'almente sia male edificata . Il suo
dei romani contro i goti, i visigo- cii'condario conta nove cantoni che
ti, e gli ostrogoti. In seguito venne in complesso contengono oltre oltan-
saccheggiata e quasi distrutta da- tamiia abitanti.
gli unni , dai saraceni , dagli ula- A GERICO (s.), vescovo di Ver-
ni , e dai borgognoni
passando o- ,
dun, ragguardevole per la carità ver-
ra sotto i re di Francia ora sot- , so i poveri, per la conoscenza della
to re d' Inghilterra sotto i du-
i Scrittura, pei- l'ammaestramento dei
chi di Aquitania, sotto i conti di To- popoli e pel zelo dell'onore di Dio,
losa. Gli avanzi dei pubblici bagni nacque nella sopraindicata città ver-
e delle vaste arene tuttavia esistenti so l'anno M7. Dopo di aver pas-
attestano essere stata im tempo città satisei lustri in mezzo al mondo,

considerabilissima. Una catacomba c- adempiendo però sempre anche al-


siste in essa che porta nome di Troii
il lora con fedeltà i precetti del van-
des Mai-fyrs, e che ricoida le san- gelo, fu innalzato alla sede di cpiel-
guinarie persecuzioni quivi sofferte la diocesi, dove fé' risplendere le

da tanti primitivi cristiani. Ag<Mi, virtù un vci'O e santo


proprie di
capitale dell' agcnese, ebbe il titolo pastore. Da Fortunato di Poitiers e
di contea, la quale da Carlo V fu da s. Gregorio di Tom-s gli si pro-
riunita alla Francia; ma Je guerre fondono cncomii larghissimi. Morì
di religione del secolo XVI assai nell'anno THH doj)o tienloll' anni di
la desolarono. Nel i588 prese par- episcopato il giorno piimo dicem-
,

A Gir AGI 123


lire, f^ioi'ui) in cui se ne celebra la Consolatore, cattolico di tuttaAr- 1'

(i'bla. menia, fra armeni an-


i tre cattolici
A(iEllIO Bertrando ddlit Tor- novera quello di Aghtamar, che di-
re, Cardinale. Bertrando At^erio, o ce essere stato creduto come tale
Ani^erio della Torre, di nobile lanii- dagli stessi armeni fino dai tempi
ij;Iia, nacque in Canibolico diocesi di dell'imperatore Eraclio, che floiiva nel
Cliaoi-s ut'll' AquitauJa, dove profes- 610. /' . l'articolo Armenia.
sò la regola diBenedetto e fu
s. AGILBEIITO (s.), parigino, visse
jìrovinciale. Chiaro per la sua facon- verso la metà del secolo settimo.
dia e dottrina, fu delegat(j iiujuisi- L' Irlanda e l' Inghilterra furono il

lore in Francia , e pcjscia nunzio teatro del suo zelo apostolico, pre-
Apostolico in Italia. Il valf)re e lo dicando egli la inàa e la penitenza.
zelo onde si resse, gli meritarono la Per quattordici anni resse la chiesa
riconoscenza del sommo Pontefice de' sassoni occidentali, e poscia fu
Giovanni XXII, che gli conferì nel fatto vescovo ove morì di Parigi,
i3ic) l'arcivescovato di Salerno, ed, nel 68
L'autore del maitirologio
1.

a' 20 dicembre i320, la sacra por- di Francia compose un uOizio per


(M)ra col titolo presbiterale di s. Mar- la festa di Agilberto, che non ot-
tino, l'er la deposizione del ministro tenne r approvazione, e la chiesa di
generale dell' ordine serafico, fu sur- Parigi ne' suoi ufficii non ne fa
rogato in suo luogo coiroflìcio di am- corn memorazione.
ministratore di quella religione. La AGILO (s.), primo abbate di Re-
pietà di questo Cardinale non fu bais, figlio di Agnoaldo, uno dei
minore a' suoi talenti ; egli professa- primi signori della corte di Chil-
va una singoiar devozione alla B. deberto II re di Austrasia e di
V. Essendo vescovo Toscolano, mo- Borgogna. Per consiglio di san Co-
ri in Avignone l'anno i33o, e fu lombano fu consecrato dai genitori
sepolto in fpiella città. Scrisse molte a Dio nel monastero di Luxen, do-
opere, che sono ripoitate dal p. ve alla pietà e alle lettere crebbe mi-
Giovanili da Salamanca, nella Bi- rabilmente; indi predicò agl'infedeli
hlioteca Francescana, e così pure dal con felicisshno riuscimento. Dopo
Baluzio. aver adempiuto a questo carico pe-
AGHADON. F. Kerry ed A- netrando infin nella Baviera, fu e-
GHAnoiv, vescovato in Irlanda. letto a primo abbate nel monaste-
AGHTAINIAR. Isola ,
posta in ro di Rebais, fondatovi da sant'Au-
mezzo di im gran lago chiamato doeno. Agilo ne fé' osservare le re-

Varasjìuracan. L'arcivescovo di que- gole perfettamente, e vi morì ver-


sta isola già da cinque secoli è riguar- so il 65o a' 3o di agosto, in età
dato come scismatico dal cattolico di di circa sessantasei anni. E nomi-
Eschmeazin e dagli armeni. Ei dicesi nato nel martirologio benedettino.
patriarca contro il decreto degli ar- La sua festa è al giorno 3o di a-
meni. E certo però, che molti an- gosto.
ni prima che l' arcivescovo Zaccaria AGIJNIANI . Eretici chiamati
ti'asportasse il braccio di s. Giorgio anche Questo nome vien
Àgiani.
in quest'isola, i vescovi di essa si chia- dal greco alpha privativo, e ginì
mavano callolici. Si sa che Bene- donna Pretendevano essi che il
.

detto XII nel i34i, scrivendo a matrimonio non fosse d' istituzione
,

124 AGrN AGN


divina ; quindi si astenevano dal giorno Solenne della coronazione di
prender moglie. Cominciarono Tanno Giovanni. INIancano relazioni piìi

694 > *"^ 110" ^ troppo certo don- estese intorno a quest' ordine. Nel-
de avessero origine. la storia degli ordini militari puli-
AGIOMTI. Eretici del secolo blicata in Amsterdam l' anno 1
699
VII, astinenti , che pretendevano di nulla si riferisce della sua origine
aver toccata la perfezione piìi dap- nulla se i caNaheri usassero im abi-
presso degli altri uomini. Misero to particolare. La figura del cavaliere
così poco profonde le radici, che però è di un soldato in armi cinto
appena limane di essi la memoria di fascia e di picciola clamide, che
per la scarsezza de' loro seguaci, dalle spalle gli pende. La collana
già proscritti nel concilio di Gan- porta r Agnello che sostiene pic-
gres nella Pailagonia cogh altri , ciola banderuola. Sopra l' Agnello
encratiti, manichei e inontanisti. v' è vma medaglia con l' ellìgie del

AGIOSIDERO. Specie di cam- Salvatore ed il motto Deus trote- :

jìana.Voce greca la quale torna , CTOR N0STER,


al medesimo che ferro santo o sa- AGNELLO PASQUALE.