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C 3 7-Z&

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI,, VI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA


DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA
PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI CONCILII ,

AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DI GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. IV.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
il 1) C C C X L,
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STO RICO -E CC LE SI ASTICA

B
BAA BAB

IX,
B i
• AANITI. Eretici
quali abbracciarono gli erro-
del secolo causa della cattolica fede e della ec-
clesiastica disciplina. Noi non riporte-
ri dei manichei. Il loro capo chia- remo che un sol fatto per mostra-
mavasi Baanes, o Baani , che si di- re quanto gli stesse a cuore l'osser-
ceva discepolo di Epafrodito. vanza delle leggi ecclesiastiche. L'im-
BABIA o BABRA. Città vesco- peratore Filippo conduceva una vi-
vile nell' Africa , nella provincia ta cosi dedita ad ogni sorta di vi-
di Numidia, sotto la metropoli di zii , da recar grave scandalo non
Cirta. solo ai cristiani, ma eziandio agi' in-
BABILA(s.). Le notizie, che ne fedeli più dissoluti. Si avvicinava il

danno gli scrittori di questo santo tempo di Pasqua, quantun-


ed egli,

prelato, son poche , ma cosi luminose, que reo di gravi delitti, e fumante
da farlo riguardare come uno dei ancora del sangue di Gordiano, eb-
più celebri vescovi del suo tempo. be la temerità di presentarsi al tem-
Egli, nel 237 occupò la sede di
, pio ad assistere alle divote funzioni.
Antiochia, che prima di lui era sta- Come Babila ebbe contezza di ciò,
ta governata da undici vescovi ; e tutto sentissi animato dal più arden-
con tanta prudenza e zelo sostenne te zelo, e nulla temendo i pericoli
la sua dignità da mostrarsi degno
, a cui si esponeva, recossi incontro
successore di quell' Ignazio, che due a Filippo per impedirgli 1' ingres-
secoli prima era stato il modello di so in quel luogo sacro. L' impera-
tutte le virtù episcopali. Governò tore fu colpito dalla costanza di
la sua diocesi per tredici anni cir- quel prelato, e ben presto si sotto-

ca , sotto gì' imperatori Gordiano ,


mise a quanto gli venne da esso lui
Filippo e Decio, ai quali egli si op- prescritto. Fece pertanto a' suoi pie-
pose mai sempre con eroica fermez- di 1' exomologesi ossia confessione
,

za, qualora trattavasi di sostenere la de' suoi falli, dopo la quale unisci
4 BAB BAB
ai pubblici penitenti, e si fermò al- BABILONIA. Patriarcato dm
la porta della chiesa. Caldei [Babylom-n. nalionis Chal-
Ma diciamo qualche cosa intor- dacoruni in Mesopotamia). Diverse
no l'impegno di Babila per soste- sono le città di questo nome. Ba-
nere le verità della cattolica reli- bilonia, città celebre dell'Oriente
gione, della quale fu martire invit- posta sull'Eufrate, è la capitale
to. Sotto
impero di Filippo la
l' del più antico impero del mondo.
Chiesa godeva di molta pace, e quin- L'opinione più probabile è che Nem-
di il numero dei credenti di gior- rod l'abbia fondata, e ne sia stato il
no in giorno aumentava. Ma non primo re. Per dir qualche cosa della
andò guari di tempo, che la perse- sua sontuosa magnificenza, basti ricor-
cuzione tornò ad incrudelire, e la dare, che le sue celebrate mura aveano
bella sposa di Cristo si vide esposta cento porte di bronzo massiccio. Pre-
ai più L'infame Decio,
fieri travagli. tendono alcuni che l'idolatria abbia
alla metà del terzo secolo, ne fu avuto origine in Babilonia. In questa
l'autore, dopo essersi imbrattato le città gli ebrei soffrirono settanta anni
mani nel sangue di Filippo. Chiun- di schiavitù. Babilonia è presa nella
que era fregiato del carattere di scrittura per un luogo di disordini,
cristiano , trovavasi esposto ai più e di delitti : onde si dice questa è
crudeli tormenti, qualora non rin- una Babilonia per esprimere in ge-
negasse la fede. I prelati poi furo- nerale un luogo pieno di confusio-
no quelli contro i quali si scagliò ne, di disordine , di libertinaggio e
con maggior furore l'empio tiranno. di delitti. Nei
tempi della primi
Il nostro Babila fu arrestato, e rin- Chiesa Babilonia era sede episcopa-
chiuso in tetra prigione , ove consu- le, e per conseguenza della diocesi
mato dai disagi, terminò la sua glo- di Caldea ed ora è un patriarcato
riosa carriera, nel 25 1
, col dolce con- de' Caldei. V. Caldei.
forto di morir martire per la cattolica BABILONIA di Egitto. Città ve-
Chiesa. I latini ne celebrano la festa scovile della seconda Augustamnica
nel dì 24 gennaio, ed i greci ai 4 di nel patriarcato di Alessandria, che
settembre. I cristiani innalzarono un fu fabbricata ai tempi del re Se-
tempio sopra la sua tomba, e poscia sostri dai prigionieri, che questo prin-
Gallo Cesare ne eresse un altro nel cipe avea condotti da Babilonia di
borgo di Dafne, cinque miglia lon- Caldea , e che oppressi da' lavori i ,

tano da Antiochia, nel quale ripo- quali venivano loro imposti, eransi
sano le reliquie di cotesto martire. impadroniti di una fortezza lungo
S. Gio. Grisostomo, Teodoreto ed il fiume, avevano fatta la guerra a-
altri ne assicurano, che quel
scrittori gli egiziani loro vicini, e in fine si

pio imperatore fece costruire un erano mantenuti in questo luogo,


tempio in quel borgo, affine di ri- che essi chiamarono Babilonia dal
mediare alle superstizioni, ondepre- nome della loro patria. E senza fon-
tendevasi dai ciechi gentili di ono- damento l'opinione di alcuni i quali
rare Apollo. Si crede, che oggidì vogliono che s. Pietro abbia scritto la
Cremona abbia il vanto di posse- sua prima lettera in questa città.
dere corpo di Babila, cui molte
il Essa era la sede di un vescovo fi-

chiese di Francia, di Spagna e della no dal V secolo. Il Cairo si è for-


nostra Italia venerano come patrono. mato nelle sue rovine sotto i prin-
BAB BAB 5
cipi romani, e questa ullima città nella fede, il qual patriarca pose nuo-
è divenuta la sede degli emiri, e vamente la sede in Diarbekir, dove
dei sultani d'Egitto. Le genti del hanno poi sempre soggiornato i pa-
paese la chiamano Mesrara, o Jìlis- triarchi cattolici de' Caldei fino ai
ram, dal nome di Mesraìm figlio di giorni nostri. Quindi del patriarca
Chain. Questa fu poscia la sede di dimorante nel Curdistan non si era
un vescovo giacobita, a cui venne- avuta più nuova fino al tempo del
ro conferiti i diritti di metropolita- Pontefice Clemente XIV, in cui altro
no. V. Cairo. Mar-Simone mosso dalla divina in-
BABILONIA.
Provincia della Cal- spirazione si dispose ad abiurare gli
dea o dell'Assiria, di cui Babilonia errori del nestorianismo, e ricercare
era la capitale, e cbe oggi vien chia- l'unione colla sede apostolica. Scris-
mata Yeract. Bisogna osservare, che se egli pertanto a Clemente XIV
alcuni danno il nome di Babilonia una lettera de' io aprile 1770, nel-
a tutto cpiel tratto di paese, il qua- la quale manifestavagli il vivo desi-
le trovasi fra la Mesopo tamia, l'Ara- derio di rientrare nel grembo della
bia, il Tigri, e il Golfo Persico, co- vera Chiesa, usando que' termini più
me ha fatto Tolomeo, che divise la espressivi, che si esigono nella pro-
Babilonia in tre contrade. Quella vi- fessione di fede, solita proporsi in si-
cina all'Eufrate la chiama Auraniti- mili occasioni. Questa lettera obbe-
de 3 quella posta non lungi dall'Ara- dienziale fu presentata dal segreta-
bia deserta, Caldea, ed A mordacia, o rio di Propaganda al santo Padre
Amordocia j a quella piena di paludi nel giorno della Ss. Trinità del
dà il nome di Mussol. Continuarono 177 1, ed egli con sommo piacere
i patriarchi successori del Sulacha a ne die' parte al sacro Collegio nel
fare il loro soggiorno in Diarbekir sino concistoro de' 1 7 giugno, in cui fu
all'anno i58i, in cui Simone Denha, applaudita la riunione di questo pa-
cedendo alla prepotenza del patriar- triarca alla romana Chiesa. Erano
ca eretico, andò a ritirarsi neli' Aca- ad esso soggetti nel secolo passato
ria, paese compreso nel Cuvdistan, tre metropolitani, e venti vesco-
e posto tra confini del dominio
i vi , ma ora fuori della sua chie-
turco, e della Persia, dove poi han- sa di Giuliamerch ,dove conti-
no stabilmente collocato la propria nuamente risiede, non ha che sei
sede i patriarchi a lui successo- vescovati dipendenti dalla sua giu-
ri fino al tempo presente. Questi risdizione, che sono Salamast, Ge-
si conservarono uniti alla santa Se- loi, Gaver, Beroaii, Costroava, e
de fino al i653, in cui si trovano Sciamesdin, con più di dieci mila
lettere di ubbidienza, scritte da Mar- famiglie, i cui rispettivi vescovi di-

Simone III al Pontefice Innocenzo chiararono nel tempo medesimo di


X. Dopo quell'anno non vi è piìi voler seguire l'esempio del loro pa-
documento di tal' unione,' onde con- triarca.
vien credere che i patriarchi venu- BABILONIA, Bagdad, Barda-
ti di poi ricadessero nell'eresia; tan- timi. Città con residenza di un ve-
to che nell'anno 1 68
più fu da 1 scovo di rito latino, suifraganeo del
Innocenzo XI creato un terzo pa- patriarcato di Babilonia. E la capi-
triarca caldeo sopra i vescovi, cle- tale dell' Jrak Arabi, sulla spon-
ro e popolo rimasti ancora saldi da orientale del Tigri , o Babiloni-
,

6 BAB BAB
de, o Caldea provincia dell' impero se ne impadronì il principe Turco-
turco , che comprende gran parte manno Hassan, e nel i5o8 Schach
dell' antico impero Assiro , e le ro- Ismaele re di Persia : da quel tem-
vine di Ninive, e di Babilonia già po divenne Bagdad oggetto di san-
capitale dell' Oriente, e di Iesifonte. guinose discordie fra i turchi e i

Bagdad è a piccola distanza della persiani ,


per cui i turchi neh' im-
antica Babilonia, le cui rovine si pero di Amuratte IV presero ,

scuoprono nelle sue vicinanze. Ba- Bagdad nell'anno i638, dopo aver-
bilonia era sull'Eufrate, Bagdad è vi perduto quaranta mila uomini
sul Tigri, i quali due grandi fiumi per espugnarla. Quindi fu assediata
ivi si avvicinano per confondere le tre volte nel decorso secolo dai per-
loro acque, e non sono uno dall'al- siani inutilmente, e molto soffri nel
tro lontani, che sei ore circa di cam- terremoto del 1769.
mino. Abugiazar Alman-
Il CalilTo Nell'anno i632, il Sommo Ponte-
sore Bagdad cioè città di
edificò , fice Urbano Vili, Barberini, fioren-
pace, nell'anno di Cristo 762, ed tino, istituì in Bagdad il vescovo di
impiegò quattro anni, onde divenne Babilonia, con giurisdizione sui cat-
la metropoli del califfato sotto i tolici dell'Assiria di Mesopotamia, ora
saraceni del XII secolo. Vi sono Diarbek ( i cui boschi servirono
molti Bazar, ove stanno i fondachi di legname alle flotte di Alessandro,
de' mercanti essendo il suo com- , e di Traiano), di Bassora, o Te re-
mercio attivissimo, e cinque moschee, do n j grande e popolosa città, fon-
due delle quali più. vaste, ed ador- data dal califfo Omar III nel 636,
ne. Evvi pure una cappella pei gre- di Mosul, o Durbeta , dal cui luo-
ci eretiei-nestoriani. I turchi della go presero il nome i 3Iussolini pei
setta di Ah ritengono che questo copiosi edificii di cotone, ne' quali
loro profeta vi abbia dimorato, ed singolarmente si distingue ; ed Emid,
in gran numero vi si recano quan- o Amida, vasta ed antica città,
do vanno alla Mecca. Vuoisi esi- che poscia ebbe vescovo particolare.
stervi la tomba del profeta Eze- Questo vescovo esercitò la giurisdi-
chiele visitata spesso dagli ebrei, e zione anco sul vescovato d'Hispa-
fra i molti sepolcri , vi è una pic- han, che designato ne' limiti giuris-
cola torre, sotto di cui ne' primor- dizionali da Urbano Vili, soltanto
di i del IX secolo racchiuse Zobeide, nel 1694 fu eretto nel Pontificato
celebre sposa del califfo Haroun di Innocenzo XII, per cui la sacra
Eiraschid. Sotto il regno degli Abes- congregazione Propaganda colla
di
sidi, per cinque secoli Bagdad ri- sua autorità impose ai due vesco-
splendette come capitale di poten- vi, di Babilonia e di Hispahan, che

te impero , sede delle scienze e si dovessero contentare de' limi-


delle arti, e centro del commercio ti anteriormente prescritti . A' no-
delle tre parti del mondo allora stri giorni Leone XII nel 1 824

conosciute. Fu presa e saccheggiata fece il vescovo di Babilonia ammi-


nel 1 268 dai tartari o mongoli
, nistratore della chiesa di Hispahan
onde da quell' epoca incominciò a nella Persia, ove per altro al pre-
diminuire la sua celebrità Nel . sente non trovansi che alcune po-
1398 Timur Beg la prese ai tar- che famiglie latine. Il primo suo
tari, e dopo varie vicende nel 1470 vescovo fu Giovanni du Val, car-
, ,

BAB BAB 7
jnelitano scalzo chiamato nel suo
, ria e la Media. La chiesa pei cat-

Ordine monsignor Bernardo di s. tolici è grande, e vi è 1' ospizio che

Teresa; fu consacrato in Boma , e sei-ve di residenza al vescovo. I

giunse alla sua residenza nel 1640. caldei, i siri, e gli armeni catto-

A questa chiesa di Bagdad fu ap- lici vi hanno delle cappelle, con sa-

plicato tìel 1696 un legato di sei cerdoti del proprio rito. I carmeli-
mila doppie, fatto alla congregazio- tani scalzi vi hanno ospizio e chie-
ne Propaganda dall' insigne pie-
di sa con rendite; e il defonto vesco-
tà d' una dama francese chiamata vo monsignor Coupperrié istituì a
Bicovart vedova di Gue-Bagnols
, proprie spese due scuole, una pei

pel sostentamento d' un vescovo ; ed fanciulli, l' altra per le fanciulle cat-

in vigore di un breve Pontifìcio de- toliche.

vono nominati a questo ve-


essere BABOLENO (s.). Nulla abbiamo
scovato solamente francesi. Alla me- di certo intorno alle gesta di san
desima Cardinalizia congregazione Baboleno imperocché lo scritto-
;

appartiene Y eleggerli , ed al Som- re della sua vita viveva quattro


mo Pontefice 1' approvarli ed isti- , secoli dopo di lui, né fu molto sol-
tuirli. Correndo l'anno 1785 mon- lecito di attignere le memorie da
signor Meroudot de Youborn, della fonti sicure. Si aggiunga inoltre,
Franca Contea, vescovo di Babilo- che alcuni lo confondono con altre
nia, si recò ad A leppo, per siste- persone, che aveano lo stesso nome
mare gli affari della sua vasta dio- o consimile. Ignorasi pertanto qual
cesi, e qui si trovò alla morte del fosse la sua patria, che alcuni cre-
patriarca di Antiochia de' Siri, onde dono Borgogna, né si sa con sicu-
prese occasione d' impegnare il ve- rezza se fosse di s. Co- discepolo
scovo d' A leppo , Ignazio Michiele lombano, quantunque lo si possa af-
Giarve, convertito di fresco dal ne- fermare con qualche fondamento.
storianismo alla cattolica fede, per Quello, che si può asserire senza
tentar di essere eletto nel vacante tema d' inganno si è , che essen-
patriarcato, ciò che appunto gli riu- dosi Baboleno recato in Francia
scì ai i5 dicembre 1783, e per venne eletto abbate di s. Pietro del-
primo servizio reso alla Chiesa, con- le Fosse. Cotesto monistero era sta-

vertì quattro vescovi siriaci , detti to eretto nel 638 mercè le cure di
giacobiti, col loro clero, e molti di Blidegisillo diacono di Parigi, ed
quella nazione. Bisolvette pertanto era lontano da quella città due
il predetto vescovo di Babilonia di leghe soltanto. La elezione non po-
recare da sé stesso le consolanti no- tea cadere sopra un soggetto più
tizie al Pontefice Pio VI, il quale degno imperocché non appena eb-
;

penetrato di tanta compiacenza, ol- be egli assunto il governo di quel-


tre a molti privilegi, che gli accor- la famiglia , si diede alla prati-
dò in vantaggio del suo gregge, lo ca di tutte le virtù più eminenti,
fece decorare del pallio per mezzo per informare ad esse anche suoi i

dell'arcivescovo di Parigi. Egli unissi a s. Furseo di


religiosi.

Attualmente nella città di Bag- Lagny, e con esso impiegò l'opera


dad risiede il vescovo con più sua in varie circostanze, affine di
di due mila cattolici la diocesi ora : giovare alla diocesi di Parigi, il cui
comprende la Mesopotamia , 1' Assi- vescovo Andoberto, ammirando le
8 BAC BAC
virtù di Baboleno, lo eccitava a per- studii, e perciò gli spagnuoli lo ap-
severare nelle sue imprese, e lo pro- pellano Licenciado, e il concilio di
teggeva nel disegno, che avea for- Trento Licentialus. Revano è d'avviso,
malo di fondare chiese ed ospi- che silfatto nome provenga in origine
tali. da baculus, o bacillus (bastone),
Il desiderio, che avea di prepa- imperocché ai Baccellieri ponevasi
rarsi al gran passaggio, lo ridusse fra le mani un bastone, siccome sim-
a rinunziare alla sua dignità, per bolo o della loro autorità o della ,

terminare la vita in un ritiro. La libertà loro accordata dappoi che


morte di lui avvenne nell'anno 660 avessero compiuti gli studii. Però
o 670 addi 26 giugno, nel qual non avvi esempio, che a questo mo-
giorno se ne celebra la memoria do venissero eletti i Baccellieri. De
dai martirologi. Lauriere pretende, che i Baccellieri
BACANARIA. Città vescovile neh" fossero così nominati dalla eguale
Africa occidentale , nella provincia appellazione con che una volta di-
della Mauritania Cesarea. stinguevansi in guerra coloro, che ser-
BACAÌNCELD o £ accanitici , o vivano per ottenere avanzamento, e
Baccenceld. Luogo in Inghilterra, perciò la crusca definisce la voce
nella contea di Kent, ove si tenne- Baccelliere: graduato in armi od
ro tre concilii, il primo nel 693 sui in lettere. Nel XIII secolo fu intro-
beni della Chiesa: il secondo nel dotta una distinzione tra i Baccel-
f>Q7 sulle immunità ecclesiastiche; lieri semplici, che assumevano il ti-

il terzo nel 799 per la conservazio- tolo di baccellieri cursori ( bacca-


ne di;' beni della Chiesa. laurei cursores), e i baccellieri for-
I! ACATIIA. Città vescovile nel- mali [baccalaurei formati). Dicevausi
l'Arabia. Questa città o borgo da Baccellieri semplici quelli, che dopo
s. Epifanio è posta neh Arabia nei sei anni di studii erano ammessi ,

dintorni di Filadelfia al di là del a intraprendere il loro corso, e da


Giordano. Trovasi un vescovo di ciò venne ad essi la denominazione
Bacatila nella soscrizione di alcuni di cursori. E siccome eranvi due
concilii. Carlo di s. Paolo, e il p. corsi di studii , 1 imo de' quali de-
Labbé credono, che Bacatha sia la stinavasi alla spiegazione della Bib-
siesta che Bazcata nella tribù di bia per lo spazio di tre anni, 1' al-

'«inda. V. Ifexoi'oli. tro alla spiegazione del maestro delle


BACCELLIERE. Grado scienti- sentenze per un anno, così i Baccel-
fico,che vuoisi istituito nelle acca- lieri, che facevano il corso della Bib-
demie, o università dal Pontefice bia, venivano denominati Baccalau-
Eugenio III creato nel 1 i45. Ba- rei biblici, Baccellieri della Bibbia,

ccifere è quegli, che ha conseguito il e quelli che si dedicavano al corso


grado di baccclleria, baccalaureus, delle sentenze , Baccalaurei senten-
dalle bacche dell'alloro, col qua- ti ai ii, o Baccellieri delle sentenze.
le si coronava, quasi si dicesse Bac- Coloro poi, che avessero compiuti
calaurealus. Da Giustiniano impe- questi due corsi, assumevano il ti-
ratore il Baccelliere viene chiamato tolo di Baccalaurei formati, Bac-
Lyta , forse dal greco verbo scio- cellieri formati, quali dovevano i

gliere ,
perchè chi acquista tal sempre aver impiegato un decen-
grado , vicue ad essere libero dagli nio negli studii , cioè sei anni in-
, ,

BAC BAC 9
Itami di applicarsi alla spiegazione non nobili ; così la sola differenza, che
della Bibbia, tre nella spiegazione esisteva fra i nobili e i plebei nelle
di essa, ed uno in quella delle sen- università, riducevasi a questo, che
tenze. i nobili essendo Baccellieri, dopo tre
Dopo che fu mutato l'ordine de- anni di studii nella scuola di diritto,
gli studii in Francia, chiunque a- potevano conseguire le patenti di
vesse ottenuto il grado di Baccellie- nomina dall'università, laddove esi-

re, secondo le formalità assegnale nel gevansi pei plebei cinque anni di
regno, consideravasi qual Baccelliere studio innanzi di ottenere l' appel-
formato, ed era distinto dai Baccel- lazione di graduato, che proveniva
lieri ai quali alcune uni-
graziati , da tali patenti di nomina. V. Uni-
versità accordavano la patente di versità.
Baccelleria, non avendo riguardo al- BACCHETTA, o mazza sottile,
lo spazio di tempo da essi consu- verga. In alcune chiese come a Lio-
mato negli studii, ed era pur anche ne, a Bouen, ed in alcuni monisteri,
distinto dai Baccellieri privilegiati, ai come in quello di Clugny, havvi co-
quali i Papi, o i legati concedeva- stumanza di portare in certe proces-
no il titolo e i privilegii della Bac- sioni delle Bacchette bianche, o d'al-
celleria. tro colore. Quest' uso probabilmente
I nobili per parte di padre e di deriva dai bastoni (Predi'), che si
madre potevano conseguire il gra- usavano nelle processioni, talvolta lun-
do di Baccelliere nel diritto civile e ghe e gravose, per reggersi nel cam-
canonico, dopo averne fatto studio mino.
per Io spazio di tre anni, provan- Ai 12 di maggio, giorno della
do la loro nobiltà mediante un cer- limosina di s. Martino in Francia ,

tificato del giudice ordinario del luo- i religiosi di Marmontiers si reca-


go, ov'ebbero i natali, convalidato vano processionalmente alla chiesa
da quattro testimonii. Ciò potrebbe di s. Martino con Bacchette bianche
indurre a credere, che la dispensa fra le mani, che deponevano all' en-
di due anni di studio fosse un pri- trare in chiesa, e ripigliavano nel-
vilegio della nobiltà, e che i plebei l'uscire; e questo si faceva da essi
ne fossero esclusi, la qual cosa era per gratitudine dell' aver i canonici
da tenersi per vera analogamente di s. Martino offerto asilo a quelli
alle disposizioni del concordato. E de' loro fratelli, che si erano sottratti
però da osservarsi, che il concorda- al furore dei normanni e dei da-
to in tanto non esigeva che cinque nesi , dopo che la città di Tours
anni di studii quanto richiede-
, in alla quale avevano quei bai-bari po-
vasi un corso quinquennale di stu- sto assedio , fu per intercessione di
dii prima di poter conseguire un s. Martino liberata. Per la Bacchet-
grado qualunque nelle università; ta dei penitenzieri, V'. Penitenzieri.
ed essendosi questa pratica in mol- BACCHETTA Divinatoria. Ramo
te di esse riformata, e ridotto il forcuto di nocciuolo, mediante il qua-
regolamento a soli due anni per ot- le si pretendeva scuoprir le miniere,
tenere la facoltà di professare bel- e le sorgenti d'acque nascoste sotto
le lettere e filosofia , e a tre per la superficie del suolo. Fuvvi diffe-

conseguire grado di Baccelliere, co-


il renza di opinioni intorno alla Bac-
me pure quello di licenziato anche pei chetta divinatoria. Contendono al-
2
,

io B A C BAC
cani sui fatti, de' quali negano la gli anni santi ad acquistarvi il giu-
possibilità; altri li spiegano con ar- bileo, molti de' quali sotto il manto
gomenti fisici della traspirazione, e della religione, e colf apparenza di
del molo ; altri infine ne accagio- pietà andavano girovagando a spe-
nano il demonio. Nel secolo trascor- se del prossimo per quel modo in-
so si stesero molti sci itti intorno gannato. Bergier alla voce Bacchet-
alla Bacchetta divinatoria stata sco- tone o Bigotto, dice : » Qualunque sia
nosciuta sino al secolo XV. Giaco- l'origine di tale parola, significa un
mo Aimar, villico di s. Veran nel divoto superstizioso, e chiamasi bi-
Delflnato, ottenne celebrità per l'uso gotteria una pietà mal diretta e po-
fatto di tale Bacchetta, colla quale co illuminata. Ma l' abuso , che gli
pretendeva scoprire le acque sotter- increduli e i cattivi cristiani fanno
ranee, i metalli sepolti nelle viscere di questa voce per ispirare il dis-
della terra e persino gli assassini. prezzo della pietà in genere, non
Baccontasi pure che certo Beaucaire, deve imporre: costoro sono cattivi
nell'anno 1692, trascegliesse tra do- giudici, che non conoscono né la
dici prigionieri uno degli scellerati, religione, né la virtù.
che trucidarono un bettoliere di BACCO (s.) V. Sergio. s.

Lione e sua moglie. Grazie al cielo, BACCONE Giovanni, inglese na-


tali superstizioni, che la Chiesa ha to a Norsfolck. Era teologo dotto-
sempre condannate, sparvero coli' a- re della Sorbona e provinciale
,

vanzamento dei lumi. Altre prove, dei carmelitani. Pubblicò parecchie


che la filosofia si congiunge colla opere, come i commentarli sui quat-
religione pura, ed i motivi della cre- tordici libri del maestro delle sen-
dibilità offerti dal vangelo non ven- tenze; un trattato della regola dei
gono mai smentiti dalle vere spe- carmelitani ec. , e mori verso il

rienze naturali. V. il p. le Brun, i346.


Istovia critica delle pratiche super- BACCONE Ruggero, inglese fran-
stiziose j e Vallemont , la Fisica cescano nato nel 1214 a Elchester,
occulta, o trattato della Bacchetta chiamato dottore ammirabile. Era
divinatoria. peritissimo in parecchie scienze, enei
BACCHETTONE. Colui, che o- 1267 propose a Papa Clemente IV
stenta la vita spirituale, religionis la correzione del calendario, che non
ostentator, ovvero ipocrita in cose riuscì per ragionevoli motivi, se non
di culto.vuol derivato questo
Si molti secoli dopo. Vedeva molto in
vocabolo dalla bacchetta, colla qua- fìsica matematica
, meccanica ed ,

le penitenzieri percuotono legger-


i ottica. Le sue opere sono Specula :

mente que'tali, che loro si presen- mathematica et perspectivaj Specu-


tano, anche senza bisogno di con- luni alchimice: De mirabili potesta-
fessione; onde bacchettoni si dissero le artis et naturce j Epistola^ curii
quei, che troppo di frequente a tal notis,Opus majus, in fol. Londini
pratica si assoggettarono. Menagio 1733. Morì nel 1294 a Oxford.
lo crede originato da baculus , da Benché fosse eccellente scrittore
cui bacchetta, indi bacchettone, lo cadde però in alcune puerilità del
stesso che bordone, bastone lungo suo secolo.
usato da'romei e pellegrini, cioè da BACHI A. Vescovato in Ungheria.
quelli, che si recavano a Roma ne- Bachi in, Bach o Baes, contea di Tolu
,

BAC BAC ! 1

presso palude Mosztonya, ove si


la che vien dato nel mezzo della sacra
veggono ancora le tracce delle anti- mensa dal sacerdote, che celebra la
che fortificazioni, fxi sovente il teatro messa. Se questa è solenne, il sa-
di sanguinose battaglie coi turchi. La cerdote bacia 1' altare
distintamente
maggior parte de' suoi abitanti so- per dieci volte, altrimenti soltanto
no serviani; fu presa dall' imperato- nove. E prima, subito che sia asceso
re Leopoldo I, nel 1686, e tolta a dopo 1' introito, mentre pronunzia
Maometto IV; ma la sede episco- le parole quorum reliquia; hic sunt,
pale risiede a Colocza, eh' è costi- dell' orazione, Ora/nus te, Domine,
tuita in dignità metropolitica, giac- etc. S. Giustino sul fine dell apolo-
ché anticamente Bachia era suffraga- gia seconda insegna, che allora vien
nea dell'arcivescovo di Colocza. V. posto il Bacio in profonda venera-
Colocza. zione delle sante reliquie nell' aitar
BACIO. E un appressare le collocate. In alcune chiese v' era la
chiuse labbra a qualunque siasi og- costumanza di aggiungerne un altro
getto ,
poscia con qualche
aprirle a' piedi del Crocifisso, dicendo ado-
forza. Il costume di porgere il Ba- ramus te , Christe , et benedicimus
cio è antichissimo non solo nel com- tibi , quia per sanctam crucem titani
mercio della vita civile, ma sì ben redemisti mundumj in alcune altre
anche nelle cerimonie della Chiesa. però si usavano altre orazioni , co-
Esso venne dato comunemente o me p. e. in quella di Tours Ado- :

qual segno di venerazione, e di ramus etc. e poi Respice, queesumus


benevolenza o siccome un saluto.
, Domine etc. Il secondo Bacio vien
Ed infatti la tradizione ci ricorda, posto dopo l' inno Gloria in excel-
che fino dal principio del cristia- sis etc. , o se il rito della messa
nesimo non meglio sapeano i fedeli Io esclude , dopo i Kyrie eleison
ossequiare, se non col Bacio , o le prima che il sacerdote si rivolga a
gloriose cicatrici de' confessori che salutare il popolo col Dominus vo-
avean sostenuti per la fede i tor- biscum. 11 Gavanto (Thesaur. sacror.
menti o i sacri tumuli che rico-
, rit. part. II. tit. 5) vuole, che si
privan le spoglie de' martiri o le , dia per ottenere la pace da Gesù
loro reliquie, o gli altari, o le im- Cristo, nell' aitar figurato, affin di
magini sante. S. Paolo amorosa- poterla comunicare con pienezza nel
mente scrivea a' novelli convertiti, saluto alla assemblea.
raccolta Il

che si mostrassero col Bacio il mu- terzo dopo Credo, ovvero, se non
il

tuo fratellevole affetto, e s. Pietro vien detto, dopo il vangelo; il quarto


in pari modo animava i credenti immediatamente prima dell' Orate,
a salutarsi col santo Bacio: salutate, fratresj il quinto al principio del
invicem in osculo sancto. L'antica canone dopo le parole supplices
,

pratica è giunta la stessa fino ai rogarnus ac petimus j il sesto prima


giorni nostri. Anzi, in ciò che ris- del Memento pe' morti , allorché
guarda le sacre funzioni la Chiesa
, dice ex hac altaris participatione
ha stabilito quando praticar Io si nell'orazione Supplices etc.j il set-
debba ed
a tenore delle diverse
, timo, se messa è solenne, e non
la
circostanze, ne assegnò il mistico, si- sia de' defonti dopo la prima ora-
,

gnificato. zione innanzi la comunione. Questo


BACIO dell' altare. E quello, dicevi propriamente Cacio di pace
12 DAC BAC
( fedi ). L' ottavo dopo il versetto do [Note al Sacramentario di s.

appellato Communio j il nono, ter- Gregorio, 377); Merati (tom. I


p.

minata che sia l'orazione detta Post- p. 1). Quell'uso tuttavia durò sino
communio j il decimo finalmente a' tempi d'Innocenzo III, eletto nel

prima della benedizione. L' altare 1


1 98, e non più, che troppo i rei co-
è baciato ancora dal sacerdote su- stumi avean saputo pervertire una
bito che T abbia asceso ne' vespri pratica così santa. Oggidì invece si
solenni per incensarlo, e allorché presenta ai laici da baciare una tal-
deve fare la solenne benedizione voletla d'argento, in cui è impressa
delle candele, o delle palme; così l'immagine del Crocifisso. Ciò succede
pure il venerdì e sabbato santo pri- dopo che il sacerdote, baciato l'altare
ma di cominciare la liturgia. prima di terminare le orazioni per
BACIO di pace. È quello, che si la comunione, dà l'amplesso di pace
dà iu segno di uno scambievole al diacono (V. Pace). JN'el monistero

santoamore o, in segno di pace. di s. Gregorio, nella diocesi di Ba-


Quando il Papa fa Pontificale, nel silea, V era il rito, per cui dopo il
recarsi all'Altare, -vieu baciato nel Bacio di pace , dato dal sacerdote
Tolto e nel petto dai tre ultimi Car- a' sacri ministri prima della comu-
dinali preti, significando la carità nione, egli dovea dire: Habete vin-
inculcata da Cristo di riconciliarsi culum pacis et charitalis, ut apti
col proprio fratello, prima di ascen- sìtis sacris misteriis. Lo stesso fà-

dere l' Altare. Consimile a questo ceasi in altre chiese, come in Ma-
era l'altro antichissimo rito, con cui gonza In quella poi di Catalo-
ecc.

il primicerio della scuola de' canto- gna, ove celebrasse il vescovo, pri-
ri incontrava il Pontefice, quando ma del Bacio di pace, il diacono
iiM iva dal segretario, e baciavagli Ja baciava l'altare e l'omero destro
spalla destra , per dinotare 1' an- del vescovo; e, data la pace, gli
gelo , che annunziò la
a' pastori porgea un Bacio nel petto. Nella
nascita del Simile Ba-
Redentore. liturgia di Salisburgo , il vescovo
cio neh' antica disciplina si porgea- impartiva il Bacio di pace prima
110 scambievolmente i fedeli, che as- della confessione , dicendo : Pax
sistevano a' sacri misteri, prima che Chrisli, ouam nobis per Evangc-
il sacerdote facesse la comunione. lium suum tradititi, conservet cor-
Di menzione Giustino mar-
esso fa da nostra et corpora in vtiam ce-
tire nelle sue orazioni ad Antoni- ternam. Amen. Martene De antiq.
no Pio, ove dice: precibus infinitis eccl. ritìhiSj lib. I,c. 4 5
A. 12, Ord.
nos ìnvicem osculo salutamus , ed XIII, XVI, XXIII.
aggiugne, che dipoi si amministrava Bacio di pace dicesi quello an-
1' Eucaristia. Similmente s. Agosti- cora che nella consecrazione de' ve-
no, Semi. L XX
XIII de diversis 3 scovi è dato dal consecratore e dai
lo ricorda: Post oralionem do/ni- vescovi assistenti al novello conse-
nicam dici tur : Pax vobiscum, crato per due volte. La prima do-
et osculantur se invicem christiani po che venne investito dell' episco-

in osculo sancto. Sopra di ciò trat- pale autorità, affin di predicare il

tarono negli ultimi tempi il Bona vangelo all'affidatogli popolo ; la se-

(Rer. Liturgicar. lib. II e. 16); Le- conda al termine della funzione do-
Biim (tom. I p. 63); Ugone Menar- po che il consecrato ha fatto per
.

BAC BAC , 5

tre volte l'augurio al consecratore rando {Rationalis lib. II, e. io) di-
dicendo : ad midlos annos. Questo ce, che un tempo il vescovo dava

rito non è che sino


lecito dubitare, ali ordinato quel Bacio prima di am-

da' primi tempi non sia stato intro- ministrargli la comunione. V. Cata-
dotto tanto nella Chiesa latina, che lano, Co/nm. in Pont. Rom. T. I.
nella greca. li' autore delle apostoli- Egualmente il Bacio di pace vien
che costituzioni prescrive, che, posto il porto dal vescovo nella solenne be-
vescovo consecrato nel possesso del nedizione degli abbati. Questo si dà
suo trono, gli venga dato il Bacio per due volte dopo che
: il primo ,

di pace collocelur throno suo ab


: gli fu conferito l'anello, l'altro
dopo
aliis episcopi? ipsum in Domino gli augurii ad midlos annos. V Pon- .

osculantibus, lib. Vili, e. 5. Di quel tif. Roman, ad lume loc. Però di


Bacio s. Dionisio {de ecclesiast. hierar- tal Bacio non si ha memoria che
chia) ci spiega, come sia desso un com- ne' recenti pontificali. Presso i greci,
pimento della seguita consecrazione, il vescovo stando nel monistero ri-
un simbolo della scambievole con- ceve l'abbate col Bacio, indi gli dà
cordia e giocondità dello spirito. Il il bacolo pastorale. Cos'i il loro Eu-
vecchio Pontificale di Magonza or- cologio.
dina il Bacio di pace con la seguen- Quel Bacio vien dato anche dal-
te formula Pax tibi, carissime fra-
: le abbadesse monaclie loro sog-
alle
ter, ora Deum prò me. L'eucolo- gette allorché vengono, dopo la so-
gio nella rubrica prescrive il Bacio lenne benedizione, collocate in pos-
nella consecrazione del vescovo, ove sesso del monistero. V. Rit. Rom.
dice: Deinde ordinatimi Pontifex de benedici, abbalissae.
ordinans exosculatur, sicut et reli- E Bacio di pace anche quello
aui episcopi. Però l'antico Ordine che nel termine de' concilii prima
Ilomano voleva che il consecrato des- di partire si danno a vicenda tutti
se il Bacio al consecratore, agli assi- quelli, che li aveano composti. E
slenti ed al clero. Con esso accor- questo un rito assai antico, di cui
dasi il Pontificale di Leone. Il ri- si parla anche nel vecchio Ordine
tuale dei greci, riferito dal Goar Romano e nel vetusto codice di
( in ordinai, episeopor. n. io) e- Fleury (In ordin. adagend. synod.).
sige anch'esso il Bacio di pace. Nell'ultimo concilio generale di Tren-
V. Catalano, Comment. in Pontif to fu praticato dopo le acclama-
Rom. T. I. Comment. in capite de zioni {Vedi). Il cerimoniale de' ve-
consecr. episeopor. §. 3 r scovi però, siccome spiega il Ga-
Bacio di pace si dà anche dal
Il vanto (in praxi synod. dioeces. part.
vescovo nella ordinazione del prete. II, sess. 3, n. 27), pensa che ne' si-
Dopo che ha egli ricevuta dall' or- nodi diocesani si possa omettere :

dinato la promessa dell' obbedienza peraltro lascia ciò all' arbitrio dei
e riverenza, prende le mani di lui vescovi. Il concilio quinto provin-
fra le sue, e gli porge il Bacio, di- ciale di Milano ne stabilì la regola
cendo Pax Domini sit semper te-
: per osservarlo. » Terminato il si-

rum. Anche di questo fa parola s. » nodo, sono le precise parole vol-


Dionisio loc. cit. Secondo l'Ordine « garizzate, tutti si levino, e con
Romano, venia dato dopo la parti- » gran riverenza ricevano dal ve-
colare benedizione Pontificale. Du- » scovo il Bacio di pace; dipoi se
.

i4 BAC BAC
» lo dieno scambievolmente con ti- BACIO nel Battesimo. E quello,
» more ed amore di Dio. Che se che anticamente nelle chiese dell'A-
>> il numero delle persone è tale frica si accostumava di porgere ai
» che la cerimonia andasse troppo battezzati subito dopo il loro spi-
>> a lungo allora i preposti e gli
, rituale lavacro . Di ciò fa testi-

» arcipreti soli lo ricevano dal ve- monianza s. Cipriano nella lettera


» scovo, e di poi lo porgano alla LIX a Fido. Nondimeno, mancan-
:> porzione de' preti loro soggetti., done per ogni modo menzione pres-
« allineile questi se lo porgano a so tutti gli altri scrittori eccle-
» vicenda. » S. Carlo Borromeo siastici, puossi argomentare, che fos-
egregiamente spiega il significato di se un rito proprio soltanto di quel-
quel Bacio dimostrando com' esso, la chiesa. V. Marlene, De nnliq.
oltre che un segno dell' unione dei Eccl. ritib. lib. I, e. I, a. 1 5, n. 1

sentimenti, è anche una promessa BACIO dell' Anello. Si porge


di eseguire con pace e carità tutto dasrli ecclesiastici e da' secolari an-
ciò, che vi fu stabilito ed approvato. cora all'anello del Cardinale, del ve-
Qual Bacio di pace riguardar fi scovo e dell'abbate mitrato in segno
deve eziandio quello, che gì' infermi della profonda riverenza loro dovuta.
a morte solean porgere a' loro pa- Cosi pure si bacia prima di riceve-
renti ed amici dopo che aveano re la Eucaristia dalle mani del Pa-
ricevuta la Comunione. Tal consue- pa e di loro, in luogo di baciare la
tudine ebbe vigore in ispezial mo- sacra particola, come ne' tempi an-
do presso monaci, che prima di
i tichi si accostumava. V. Eucaristia.
morire voleano cos\ dimostrare la Si bacia parimenti 1' anello al ve-
loro carità verso i fratelli, e cosi da scovo, allorché conferisce la cresima.
loro accomiatarsi. Anche alcuni san- BACIO di Mano. Si dice quello,
ti vescovi l'ebbero a praticare negli che vien dato alla mano del supe-
ultimi loro istanti. S. Paoliuo, come riore qual saluto, o qual professione
scrive Uranio nella vita di lui, lo di ossequio. Quindi i Cardinali ba-
porse a tutti i preti e ministri del- ciano la mano al Pontefice, oltre
la sua chiesa ; cos'i pure s. Belino- che il piede quando
egli, appena e-

ne di Meissen, s. Gugiiemo di Ber- letto, prima adorazione.


riceve la

ry ed altri. V. Marlene, De an- Così pure gliela baciano sotto Tau-


tiq. Eccl. ritib. t. II, lib. i i, e. XI, rifrigio del manto, quando si tiene

n. 12, e lib. Ili, e i5, ord. Vili cappella Papale (V Ubbidienza), e .

e XII. allorché ricevono da lui le ceneri,


Un Bacio, che si diceva di pace, le palme le candele e gli agnus
,

accostumavano i re d'Inghilterra di Dei dopo aver baciato l' oggetto


,

porgere a' vescovi del loro regno al- benedetto ed il ginocchio del Pon-
lorché li ricevevano. Infatti cosi ven- tefice.

ne accollo s. Tommaso di Cantor- L'eletto a vescovo, nella sua


bery da Enrico II nell' anno 1 1 63, e consecrazione, genuflesso dinanzi al
nella stessa guisa Enrico III ricevet- consecralore gli bacia la mano, ter-
te i vescovi del regno nel suo ritor- minato che sia 1' esame (V. Pontif.
no da trasmarine provincie. V. Tho- Roni. De consecr. electi in episc.).

mas*. Velus et nova Eccl. discipl.


, Di questo rito abbiamo parola in
lib. HI, p. 2, e. 58 e 64. tutti gli antichi Pontificali non ,
.

BAC BAC i5
meno che in quello manoscritto di La mano del vescovo o del sa-
s. Leone, ove anzi si prescrive, che cerdote vien anco baciata dal dia-
sieno baciate ambedue le mani. Il cono nel servigio dell'altare, qua-
Pontificale Romano della biblioteca lunque volta gli porge un qualche
Colbertina aggiugne in tal proposi- oggetto, cui egualmente deve ba-
to, che se il consecratore è il Papa, ciare. Lo stesso dee eseguire al-

allora il consecrando deve baciargli lorché gli viene restituito l'oggetto.


il piede e la bocca, se poi è ve- Questa cerimonia si pratica in ve-
scovo, lamano e la bocca. V. Cata- nerazione della mano sacerdotale.
lano, Comm. in lume loc. BACIO del Piede. Appellasi
La mano si baciava al vescovo quello, che si porge al piede del
da tutto il clero prima ch'egli, as- Sommo Pontefice in omaggio della
sunte le pontificali divise, partisse suprema potestà, che possiede. Giu-
dalla sagrestia per celebrare solen- seppe Stevano, De adorat. et oscu-
nemente. Perciò aspatico in greco, lai pedum Stimmi Pontijìcis, e Ci-
e salutatorio in latino appellavasi quel rillo Alessandrino in un passo dei
luogo. Di quest'uso antico è rima- suoi Commentarli sopra il Levitico,
sta consuetudine nella chiesa di Bi- facevano derivare quest' uso da-
seglia, dove, parato il vescovo per gli esempii dell' antico testamento
la messa, i canonici egualmente pa- introdotto nella Chiesa fino dai
rati gli baciano mano. Tr Sar- la . suoi primi tempi. E siccome una
nelli, Ltttere ecclesiastiche, tomo III, delle due donne riconoscitrici del
let. i. Messia, gli baciò i piedi, glieli asciu-
Anticamente si baciava la mano gò coi capelli e glieli unse col
del vescovo, ed anche del sacerdote balsamo, e l'altra gli toccò le fran-
nell'atto che porgeva la ss. Euca- gie della veste per ottenere la gua-
ristia. S. Giovanni Grisostomo nel- rigione di un male incurabile, cosi
l'omilia 60, ovvero 83 in Ma (ih. si stimò sempre dovere di coloro,
ricorda la pia pratica, e soggiugne, che hanno abbracciato il Cristia-
che si eseguisce in venerazione del- nesimo di baciare il piede al roma-
la mano stessa di Gesù Cristo da no Pontefice, Vicario e Luogote-
quella del sacerdote rappresentata nente di Gesù Cristo. ( V. Cri-
Egli nell'antica sua liturgia intima stiano Lupo in Scìwl. ad Dictat.
ai diaconi la pia cerimonia: Diaco- Greg. VII Opera Tom. V. pag.
nus exosculans porrigentem sibi ma- 196 ediz. veneta). Dal Baronio, t.

nunij accipil sanctum panem. L'anti- II, ad ami. 294? raccogliamo, che fu
co Ordine Romano ne fa parimente baciato il piede a s. Cajo Papa, e-
memoria, e Durando (Rationalis lib. letto nel s83, quando, riunita las-
II, e. io) riferisce, che il diacono e semblea de' fedeli in casa di un cer-
suddiacono nella loro ordinazione to Gabinio, si fé' noto il martirio
dovean baciare la mano del vesco- di s. Susanna. Lo stesso atto ven-
vo, che li comunicava. Ora tal di- ne eseguito dall'imperatore Costan-
sciplina è ristretta al Papa, a' Car- tino, il Papa s. Sil-
Grande, verso il

dinali, a' vescovi, e agli abbati mi- vestro del 3 1 6, come


può vedere si

trati, cui invece della mano si bacia presso Anastasio bibliotecario. Però
l'anello nel ricevere la comunione quella costumanza per qualche secolo
e in altre circostanze. fu comune anche verso i vescovi. In-
,

16 BAC BAC
fatti l'Ordine Romano prescriveva che di lui figlio, nell'SiG, per tre
il diacono, prima di cantar il vangelo volte prosteso a terra baciò il pie-
nella messa solenne, baciasse il pie- de a Papa Stefano IV, mentre u-
de al vescovo. S.Girolamo nell'Epist. Scì da Beims per incontrarlo; Sigi-

6 ad Pa mina chi uni, ricorda che, es- nulfò, principe di Benevento a Ser-
sendo venuto in Gerusalemme s. E- gio II neh' 844 > Stefano, re d' Un-
,

pifimio, concorsero a lui persone di gheria, a Benedetto VIII dell' an-


ogni sorla per baciargli il piede. In no io 12; Federico I, Barbarossa,
allora i vescovi a tal oggetto por- ad Adriano IV nel 1 1 55 quando ,

tavano sopra de' sandali una croce trovavasi a Sutri, e dipoi in Vene-
ricamata, siccome oggidì la tiene il zia ad Alessandro III. E per non
Pontefice sulle scarpe ( Vedi). Ma dire di tanti altri, Sigismondo impe-
quel costume durò fino a' tempi ratore li baciò ad Eugenio IV, nel-
di san Gregorio VII, del 1078, 1' anno i433, allorché ricevette da
il quale ordinando non doversi lui le insegne imperiali; Carlo VIII,
chiamar Papa che il supremo Ge- re di Francia, ad Alessandro VI nel
rarca, prescrisse ancora che a lui i495; Carlo V d'Austria, a Clemen-
solo, e non ad altri, fosse riserba- te VII, nel i53o, ed al successore di
to il bacio del piede. V. Catalano. lui Paolo III finalmente Carlo re di
;

Comm. in Pontif. Rom. t. II, tit. Napoli, e poi della monarchia spa-
XXIV, § 1, n. 3. gnuola col nome di Carlo III, al

Abbiamo dalla storia, che tal atto XIV, nel 744-


Pontefice Benedetto 1

di ossequio fu sempre religiosamen- Dopo quest'epoca non cessarono sif-


te osservato verso il Pontefice an- fatti esempi, che anzi nel glorioso
che dagli stessi sovrani i piìi poten- Pontificato del regnante Gregorio
ti. Non sia discaro all'erudito aver- XVI, oltreché ne' precedenti, ben
ne qui la serie de' principali. Oltre più volte si rinnovellarono. V. il
Costantino il Grande, l'imperatore p. Giacomo Povyard , Dissertazio-
Giustino, nel 5i5, baciò il piede a ne sopra (autorità del Bacio dei
Papa s. Giovanni 1^ allorché giun- piedi de" Sommi Pontefici ec. Ro-
se alla corte di Costantinopoli. In si- ma, 1807, e la lettera del Card.
mil guisa Giustiniano I al Pontefi- Brancadoro all'ab. Cancellieri sulla
ce s. Agapito I, del 535, mentre dissertazione del p. Povyard; Bian-
trovavasi presso la corte di lui ; e chini in Notis ad Anastasium Bi-
Giustiniano II verso il Papa Costan- bliolh. t. IV; Gianfederico Mayer
tino I, quando usci ad incontrarlo De osculo peduni Pontificis Roma-
Nicomedia, l'anno 710.
nella città di ni, Lipsiae 17 12; Andrea Saussaio,
Luitprando re de' longobardi lo stesso De Stimmi Pontificis deosculalione
fece verso s. Gregorio II, nel 73o, pedani, Parisiis 1628; Stefano Este-
quando si recava verso Peonia per ve, De osculalione pedani Romani
prenderla colle sue armi. Rachis, Pontificis, Venetiis 1578; e Gaeta-
successore di Luitprando, baciò il no Cenni, De osculo peduni Ro-
piede a s. Zaccaria allorché si recò mani Pontificis j nel tom. I p. 1 3 1

al di lui campo, che nel 749 as- delle sue Dissertazioni postume.
sediava Perugia, aflin di stornarlo Ben sappiamo non essere appro-
da quell'impresa; Carlo Magno nel vata dagli eretici siffatta costumanza
79Ì ad Adriano I; Lodovico Pio, di baciare il piede al Sommo Pon-
BAC BAC 17
tefice, quasi che in essa siavi im- che si conserva nella chiesa ai Mon-
plicita una adorazione. ti; in un'immagine di Onorio I,

Tuttavia, anche secondo la Scrit- creato Pontefice nel 625, che si ve-
tura, v' hanno due sorta di adora- de nel mosaico della chiesa di san-
zione; quella che si deve solamen- ta Agnese fuori le mura; in quel-
te a Dio , e l' altra che non solo la di san Cornelio Papa del 2 54
senza peccato, ma virtuosamente nell'altro mosaico della basilica di
anzi si tributa agli uomini. Di que- s. Maria in Trastevere.
sta seconda abbiamo molti esempi Che a' vescovi ancora si bacias-
nel Genesi, e nel primo libro dei sero anticamente i piedi crucigeri,
Paralipomeni al capo ultimo, dove non è più. dubbio, dacché Gregorio
parlandosi di tutto il popolo con- VII, del 1073, slabi lì , che il solo
gregato si dice : Adoraverunt Deum romano Pontefice potesse chiamar-
et deincle Regem. L' adorazione quin- siPapa, e proibì negli altri vesco-
di e la riverenza, che in questo mo- vi siffatto uso,siccome avverte il
do si fa al Pontefice, non è la stessa Catalano (Pontif. Rom. tom. II, tit.
che si fa a Dio ; ma d' un ordine XXIV, § 1, num. 3). Anzi oltre i
inferiore e di un'altra specie ; tut- vescovi, molti altri ecclesiastici por-
tavia ridonda in Dio ed in Cristo tavano i calce' crucigeri , come si

di cui il Pontefice è vicario. Il ricava da una pittura pre.^a da un


perchè Tertulliano ( de pcenitentìa, codice evangeliario della \ alliccila,
capo X) dice: Ergo cimi le adfra- scritto prima del secolo X, e ripor-
truni genua protendis , Chrislum tato dal commendalor Vettori nel-
contrectas , Christum exoras. Che la parte seconda delle sue Disser-
se s. Pietro (Act. X 25 e 26) tazioni fìlologielic. In quella pittu-
non volle ammettere l'adorazione di ra sono Lorenzo ed il
effigiati s.

Cornelio Centurione, fu perchè roz- suddiacono Gioveniano con i calcei


zamente voleva adorarlo siccome un ornati di una crocetta. V. Scarpe
Dio in terra, od una cosa sovruma- e Saldali dei Papi.
na; errore pur comune a que' di Sotto i menzionati aspetti di di-
Listri, che volevano adorare come vozione non solo repula a gran ven-
Dei gli apostoli Paolo e Barnaba. tura ogni cattolico, che si conduce
Nondimeno lamodestia dei Papi a Roma , baciare il piede al Pon-
pose sui sandali prima, e poscia sul- tefice; ma quest'uso piissimo viene
le proprie scarpe la croce, acciò quel- esercitato da chi si trova in B.oma
le non i piedi loro venissero bacia- ai piedi del cadavere del Pontefice
ti,siccome ebbe a dimostrare il ce- allorché vestito pontificalmente col-
lebre gesuita Possevino nunzio di , le scarpe crucigere rimane per tre
Gregorio XIII in Bussia allo czar giorni esposto nella cappella del
Basilio. E ciò è antichissimo uso, Sacramento della basilica vaticana,
dacché il Panvinio ebbe a vedere e coi piedi alquanto fuori della can-
quel segno salutare sul sandalo di cellata chiusa della cappella me-
un Pontefice antico, neh" occasione desima, per soddisfare al desiderio

in cui fu dissotterrato per la nuo- dei fedeli. V. Cadaveri de' Ponte-


va fabbrica della chiesa di s. Pietro. fici.

Lo stesso segno si vede in un san- BACIO degli spois-sAii. Si dava vi-

dalo di Martino I, Papa del 649, cendevolmente da'eontraenti gli spon-


VOI.. IV. 3

feo
i8 BAC BAC
sali insieme collo stringersi della BACOLO o Bastone. E ordina-
destra in confermazione del solenne nari amente un istrumento fatto per
atto conchiuso. Tertulliano (De ve- riposarvi sopra nel camminare. Pe-

land, virgin. e. n), ne fa menzio- rò coli' avanzarsi de' tempi divenne

ne; così pure Costantino (lib. XVI, anche segno di giurisdizione o di ,

cod. De donalìonib. ante nupt.), la onore e come tale vien usato da


,

qual costituzione è la legge V, ri- parecchie persone costituite in qual-


portata nelle Basiliche lib. XXVIII , che dignità. Quindi, a seconda del-
e III, n. Quest'uso assai anti-
16. l' officio che la persona sostiene, o
co venne abbandonato da' latini, non del grado che la innalza, il Bacolo
però da' greci, come si raccoglie dal cangia di forma e di ornamenti.
Mazzocchi in adnot. ad Muscettu- Il Cardinal Bona ricorda nel li-
lae dissert. de spons. etc. Distrib. bro delle Liturgie, che se qualcuno
I, n. 8 et seq. adoperava il Bacolo in chiesa per
BACOLARI. Setta di Anabatti- sua comodità dovea deporlo nel
,

sti, la quale infestò la Chiesa nel mentre venia letto il vangelo. L'an-
secolo decimosesto. Questi eretici in- tica disciplina mirava con ciò a far

segnavano, che non andava esente conoscere a ciascheduno la prontez-


da peccato chiunque portava qual- za ,con cui doveva animarsi alla
che arma, dai bastone in fuori e ;
osservanza di quello. Egualmente
che non era lecito di respingere la doveano deporre il Bacolo tutti i sa-

forza colla forza. Così la pensavano cerdoti neh' accostarsi all' altare , e

costoro, male interpretando quelle così pure i laici nella sacramentale

parole del Vangelo, con cui si co- confessione.


manda di offrire la sinistra guancia In Roma qual segno di giurisdi-
a colui,che avesse percosso la destra. zione usava un bastone foderato di
Inoltre asserivano, che essendo G. C. velluto bianco il sagrista, quando a
venuto a portare la pace sopra la cavallo seguiva ne' viaggi la ss. Eu-
terra, i cristiani si opponevano allo caristia , che precedeva i Sommi
spirilo di loro vocazione, se citava- Pontefici. Ora in Roma il bastone
no qualcuno dinanzi ai tribunali. Co- qual' insegna di autorità e di pote-
storo erano così tenaci della propria re vien adoperato dal comandante
opinione, che in Germania giunsero di piazza e da' suoi uffiziali. Per lo
a tale eccesso, da privare di ogni stesso motivo gode il diritto del Ba-
sostanza tutti quelli, che non ab- colo, ma non
ne usa, il capitano del-
bracciavano la dottrina da essi pro- la guardia svizzera Pontificia. 11 ba-

fessata, eda portare la desolazione stone di quest' ultimo è foderato con


e la morte in que' luoghi, ove tro- velluto cremisi, e con ornamenti di
vavano resistenza. Altri al contrario oro. Riguardo a questo è da osser-
di questi eretici, appoggiati ai loro varsi la cerimonia per la quale, ,

principii , si lasciavano privare di ove sia mancato a' vivi il capitano,


ogni facoltà e della vita medesima, i di lui uffiziali prendono il Bacolo,

senza punto difendersi. I Bacolari lo pongono sopra il feretro durante


trassero il loro nome dalla voce lati- 1' esequie, indi lo consegnano al lo-
na baculus, e si chiamarono eziandio ro tenente che lo custodisce fino
,

Siabberiaci , dalla paiola tedesca alla novella elezione. Gli esenti poi
Stabj che significa bastone. della guardia nobile Pontifìcia, che
,

CAC BAC 19
hanno grado di colonnelli, allor-
i! li hanno pure lo stemma del Por-
ché neir anticamera del Papa sono porato, e sono di color verde o
di guardia portano anch' essi un
,
paonazzo, cioè del primo, se il Car-
bastoncino qual segnale, che sono dinale non è creato dal Papa mor-
di fazione ; e quando seguono il to, e del secondo colore se il Car-

Pontefice a cavallo, affinchè si co- dinale è creatura del definito Pon-


nosca, che sono di guardia, ne por- tefice.

tano uno lungo un terzo di palmo BACOLO del ceremonista. E una


appeso al petto. bacchetta diritta foderata con drap-
Il Bacolo è usato anche dal go- po di colore violaceo od anche, se-
vernatore di Roma come vice-ca- condo i luoghi, di velluto cremisi-
merlengo, qual emblema del potere, no, avente nella sommità qualche
e perciò chiamasi bastone del co- fregio d'argento, o d'oro, oppure
mando. Esso è lungo circa tre pal- qualche figura. Viene in alcuni luo-
mi, foderato di velluto cremisi con ghi adoperato dal ceremoniere men-
due fregi di metallo dorati nelle tre esercita il suo officio nelle so-
estremità, e cordone con fiocchet- lenni funzioni, ed è considerato co-
to dello stesso colore intarsiati di me un segnale della autorità di lui
oro. Succedendo la morte del Pon- nel ben dirigere le cerimonie.
tefice il governatore porta
, il suo BACOLO del cantore. Era una
Bacolo nella prima congregazione bacchetta, che adoperava il corista
generale che si tiene
, dal sa- per contenere il coro, regolare il
cro Collegio segno della
, e ciò in canto, ed anche intimare silenzio a
suprema che hanno i Car-
potestà, coloro, che si trovavano in chiesa.
dinali di poterlo deporre nondime- ; Egli è perciò, che in qualche luogo
no, confermatolo nel suo posto, gli evvi il costume, che uno o più can-
viene immediatamente restituito. Lo tori passeggino con quel Bacolo per
stesso vien praticato nella elezione chiesa durante le sacre funzioni. V.
del novello Pontefice. Questo Bacolo Cantori.
nelle funzioni solenni viene portato Da non dubbi documenti rilevia-

presso il governatore da un fami- mo, che nell'antica abbazia di Mo-


gliare dell' anticamera nobile, o dal- nestier, territorio di Pay-en-Velay
l' aiutante di camera .Vedi Gover- il Bacolo del cantore era una bac-
natore di Roma e Camerlengo di chetta di osso di balena, lunga e
s. Chiesa. flessibile coli' estremità coperte di

Un piccolo Bacolo dipinto color lamine d'argento. Vedi De Vert,


verde, o paonazzo collo stemma Ceremon. de V Eglise 3 tomo II,
gentilizio, vien anche lasciato dai pag. i5.
Cardinali nel tempo del conclave BACOLO della croce. E quel-
a' loro parafrenieri, affinchè sia co- l' asta su cui si porta la croce nel-

me segno per cui possano passare alle le processioni. Da questa la croce


ruote dello stesso conclave. Quando allora prende il nome di croce asta-
poi il dapìfero porta con formalità ta. Vedi.
il pranzo al suo Cardinale dal pro- BACOLO DELLE CONFRATERNITE. E
prio palazzo alle ruote due para- , quello, che nelle processioni portano
frenieri precedono la carrozza con i guardiani colla immagine del san-
due lunghi Bastoni in mano, i qua- to titolare del sodalizio, avente dal-
,

2 BAC BAC
l' altra parte lo stemma di esso in- luoghi e tempi non fu sempre e-
tagliato e dorato, o dipinto; per guale. Appellavasi pedum se era di-

cui nel dar loro il possesso della ca- ritto colla cima ritorta ed aguzzo
rica, si pone ad essi in mano dal nella punta; ferula cambuta o cam-
primicerio. brica se era diritto senza curvatura,

B ACOLO pastorale. È un ba- ma fornito con nodi e con una


stone d'oro, o d' argento ricurvato piccola sfera nella sommità portante
nella sommità, e fornito di fogliami una croce; croccia se avea la forma
ed altri fregi, che, siccome segno di della lettera T, oppure invece, dal-
spirituale autorità, si porta dai ve- la parte trasversale, le immagini
scovi o dagli abbati, i quali ne han- di due serpenti, che si guardavano
no l'uso, mentre esercitano le sacre l' un l'altro. Della prima maniera,

funzioni, o impartiscono la solenne cioè pedani , è quello di s. Satur-


benedizione. nino discepolo degli apostoli, che
Da principio era solamente un avvi in Tolosa colla immagine an-
bastone di legno, che serviva di aiu- tichissima del santo; quello di s. A-
to a' vescovi, od anche a' principi gostino, di cui parlammo, che si
per appoggiarvisi, allorché intrapren- conserva in Valenza , o piuttosto,
devano un lungo viaggio. Però col- giusta il Baronio, ad an. 5o4, in
l' andare del tempo adornato ed Sardegna; cosi pure quello di s. Isi-

arricchito, passò a divenire anche la doro che ,Gavanto ( loco citato )


il

insegna del loro ministero. Nondi- asserisce di aver veduto in Bologna.


meno tutti i vescovi non 1' ebbero Della seconda forma, cioè ferula,
ad un tempo della stessa materia. fu il pastorale usato per molto tem-
Sappiamo che il pastorale di s. A- po dal Sommo Pontefice. Ciò ap-
gostino era composto di legno e di parisce da un' immagine di s. Gre-
avorio (V. Ga vanto, Tliesaur. sa- gorio Magno, del 5go, riportata
crorum. park II. tit. i, ed O-
rit.' dal Magri , e da quella di Gelasio
norio, Gemma
animee lib. I). Di II, del 1118, riferita dal Ciampini
legno soltanto era il Bacolo di san nella dissertazione An Roni. Pon-
Burcardo vescovo di Viburgo, quan- lifex utatur past. Baculo, B_omae
tunque ricchissima fosse la di lui 1790. Di più ancora si rileva dai
chiesa. V. Tommassino, Discipli- ceremoniali ed Ordini romani in ,

na eie. part. I, lib. II, cap. 58, cui si legge, che nel possesso dato
n. i. Coperto di lamine d'oro era al novello Pontefice gli si dava la

quello di s. Remigio vescovo di ferula, pronunziando le parole: di-


Rebus, che Andrea Saussai (Panoplia; rigere sancùfìcare et regere. Del-
,

episc. lib. II ) dice di aver veduto l' ultima figura, cioè croccia, è
in quella città, e d'argento erano quello che usarono sempre, ed usa-
due , che giusta 1' autorità di
que' ,
no anche al presente i vescovi gre-
Corrado vescovo (in C/ironico re- ci , siri , moscoviti , armeni ed altri

rum Moguntinar.), nell'anno io^i, orientali.


si conservavano nel tesoro della Dai sopra accennati esempi , e

chiesa di Magonza. dal conservarsi ancora nella chiesa

Il Bacolo pastorale sino dall'ori- antica patriarcale di Aquileia il Ba-


gine sortì varie denominazioni, a colo pastorale di s. Ermagora, che
tenore della forma, che ne' diversi in uno alla episcopale consecrazio-
, ,

BAC BAC 1 r

ne l' ebbe da s. Pietro , si può fa- vatura della sommità , dicon essi

cilmente rilevare come 1' uso del vuoisi indicare l' amore , con cui
pastorale ripeter si debba da' primi il vescovo deve attrarre gli erranti
tempi della Chiesa; anzi da quest'ul- all'ovile; nella lunghezza del ba-
timo fatto si conosce, cbe fin da stone, la vigilanza nel custodire
queir epoca venia conferito allora i fedeli , e nell' aguzza punta con
soltanto, che seguiva la consecrazio- cui termina, il rigore col quale de-
ne. Tal disciplina fu sempre osser- ve svegliare l' accidia. Tale spiega-
vata nella Cbiesa. Oltre le tante zione vien molto bene compresa
testimonianze, cbe se ne potrebbero nel verso, che sta impresso nel pre-
addurre, abbiamo il concilio IV di fato pastorale di s. Saturnino: Cur-
Toledo, il quale nel canone 28 ordina va traini 3 quos virga regit^ pars
espressamente, che a' vescovi ingiu- ultima pungit.
stamente deposti vengano resti- Anticamente solevano i vescovi
tuite le pontificalicon insegne, e in qualche solenne comparsa, o in
queste il Bacolo pastorale, perchè qualche viaggio, portar innanzi, o
1' ebbero nella consecrazione quia : farsi portare il Bacolo pastorale
in ordinatione perceperunt. Altri nel qual caso i notai ne adempiva-
esempi ne riferiscono Isidoro Ispa- no l'ufficio. V. alartene, loco cit.

lense De offic. ecclesia*. Lib. II e. a. io, e Cipriano che nel lib. II,
2j; Ugo da s. Vittore nel libro de in Vita s. Cesarei Arelat., ce ne
Sacramenti,? e. 1 1, ed altri. Il alar- offre un esempio. Anche i greci
tene [De Antiq. Eccles. ritib. lib. I. in qualche particolare incontro ac-
e. 8. a 11) riporta le formule tratte costumavano seguire la stessa ceri-
da antichissimi pontificali che si , monia. Narra Silvestro Sguropolo
usavano nel darlo a' vescovi conse- (Historia Synod. Florent. lib. IV.
crati. e. i4), che Giuseppe patriarca di
Secondo l'attuale romano ponti- Costantinopoli recatosi in Ferrara
ficale , il Bacolo vien consegnato al presso Eugenio IV, giunto al palazzo
vescovo nella di lui consecrazione, Papale, prese in mano il pastorale,
dopo che si è fatta la benedizione che sino allora gli aveva portato di-
dello stesso, quando prima non fos- nanzi il suo servo, e che dipoi, ri-
se stato benedetto. Il consecratore tornato dal Pontefice, volle che si
nel darglielo dice la formula: Ac- occultasse in un fodero.
cipe Bacidum pastorali* officìi , ut Ma non furono i vescovi soltanto
sis in corrigendis vìtiis pie sceviens, insigniti del Bacolo, che lo ebbero
judicium sine ira tenens, in foven- ancora alcuni abbati come segno
dis virtutibus auditorum animos della loro autorità nel governare i

demulcens , in tranquìllitate severi- monaci loro soggetti. Benedetto


tatis censuravi non deserens. Da Hefteno (Disquisii, monastic. , li-
questa formula ben si vede qual bro IV, trattato V, disq. 5), dice
mistico senso abbia inteso la Chiesa che i monaci primitivi, sebbene in
di simboleggiare nel Bacolo. Gli altra forma, lo usavano ad imitazio-
scrittori di siffatte materie vollero ne de' personaggi dell'antico Testa-
partitamente spiegarlo nella figura, mento. Egualmente scrive Cassiano
ch'esso pastorale presentemente ot- (Instit. lib. I. e. 7), e Ruperto Ab.
tiene nella Chiesa latina. Nella cur- ( in Regul. s. Bcncdìcti,
lib. 3). Chec-
, ,

22 BAC BAC
che ne sia di tal' opinione, o se piul- da altri all'altare del santo. Ivi giun-
tosto gli abbati l'abbiano per con- to, lo investivano dell'abbazia col to-
suetudine degli antichi monaci, o gliere il Bacolo dal sepolcro e dar-
per quella certa somiglianza, clic glielo in mano. A tenore della vi-
hanno coli' autorità episcopale, egli gente disciplina ecclesiastica, gli ab-
è certo, che lo usavano prima che bati che usano i Pontificali, ricevo-

ottenessero le insegne pontificali. S. no il Bacolo nella solenne benedi-


Bernardo scrive disapprovando, che zione loro. Il vescovo funzionante
alcuni abbati del suo tempo si ma- prima lo benedice, poi glielo dà di-
neggiavano per conseguir quelle in- cendo : Accipe Baculum pastora-
segne, però non fa menzione di sor- lis offlcii, quein prceferas caterve?
ta del pastorale. Da ciò si può de- libi commissos _,
ut sis in corrige n-

durre, che a que' giorni lo adope- dis vitiis pie sceviens, et cani iratus
rassero per uso antico, né punto fueris misericordice memoreris. Il

come segnai d'ambizione, ma di sola Macri poi alla parola Canibula di-

autorità. Che antico ne fosse l'uso, ce, che era un Bacolo che gli ab-
si prova col Martene (Op. cit. lib. bati consegnavano ai decani de' mo-
II, e. 2), il quale nell'Ordine VI, nisterii qual contrassegno di autorità

tratto da un manoscritto di s. Re- sopra gli altri monaci.


migio vissuto nel secolo quinto, rap- Oltre agli abbati, il Bacolo pasto-
porta il rito con cui, nella solenne rale fu accordato qualche volta an-

benedizione degli abbati, venia loro che alle abbadesse, e venia loro da-
consegnato il pastorale. Lo stesso to nella solenne istallazione. Marte-
autore riferisce parecchi altri Ordi- ne, loc. cit., distesamente riporta gli

ni tratti dai libri Pontificali di non Ordini tratti dagli antichi pontifi-

minore autorità, dai quali si rileva cali, in cui si legge la formula colla
la stessa cosa. Tuttavolta per distin- quale si dava.
guere il Bacolo degli abbati da quel- Anche a certi altri prelati distinti,

lo de' vescovi, venivagli apposto un coll'andare del tempo fu accordato


bianco sudario , che però non ave- il pastorale ; cosi pure ai canonici
vano gli abbati esenti. di qualche insigne cattedrale. Tra
È singolare il rito, che si prati- gli esempi, nel 1724, Bene-
altri

cava nel monistero comeriacense detto XIII lo concesse a quelli del-


mentre si consegnava al novello ab- la metropolitana di Lucca. Inoltre,

bate il suo pastorale. Il citato Mar- per singoiar privilegio, fu permesso


teue cosi ne descrive la cerimonia. a qualche sovrano ; ed infatti Lu-
Morto che fosse l'abbate, o rinunziato cio II del 11 44 lo die ' a Buggero
che avesse, tosto i monaci portava- Normanno re di Sicilia unitamente
no il Bacolo nella chiesa di s. Mar- ad altre insegne prelatizie. Del pari
tino vescovo di Tours e lo depo- , l'ebbero ancora certi gran maestri
nevano al destro lato del tumulo di Ordini militari od equestri. No-
di quel santo. Dopo ciò davano an- vaes, 97, ricorda, che il
t. Ili, p.

nunzio al capitolo della occorsa va- priore dell'Ordine militare di Cala-


canza, e chiedevano licenza di passa- tila va (Vedi) istituito nel 11 58,
re alla nuova elezione. Fatta che usava con la mitra anche il Pa-
fosse, l'eletto dava il giuramento, storale.

poscia era condotto dal decano e Il Sommo Pontefice non fa uso del
BAG BAG 23

Pastorale. Innocenzo III, in e. unic. Oltre gli accennati autori, scris-


De sacra unti, fa derivare quest'uso sero diffusamente del Bacolo pasto-
da due ragioni, dalla storia cioè, e dal rale, Andrea Saussai, Panopl.Episc.
mistico significato del bastone. Dalla lib. 2; Ciampini P et. mommi, part.
storia, perchè v' è la tradizione che I, e. 1 5, et Dissertalio hislorica An
s. Pietro , consecrato a vescovo di Ponìifex Romanus Iaculo utaturt
Treviri s. Eucherio, nel mandarlo (e lo sostiene parlando de' tempi
a quella volta gli consegnasse il suo antichi), Bomae 1690; Giorgio, Li-
bastone. Così rimastone egli privo, né turg. Rom. Pontif. lib. I, e. 29; Cata-
avendolo dopo mai più ripreso, di- lano, Prolegomena ad Pontif. Rom.
cesi, che i di lui successori si asten- t. I, e. 28, tit. XIII § 6, De consecr.
gano anch' essi ckuTusarlo in memo- elecli in episc.
ria di tal fatto. In Treviri si con- BACOLO usato dai Papi. Baston-
serva quel bastone con grande ri- cello, baccllua. Bastone, che per loro
verenza; perciò se il Pontefice fun- appoggio adoperarono alcuni de' ro-
zionasse in quella città , allora egli mani Pontefici, e particolarmente Be-
adoprerebbe il Pastorale. V. Lucii nedetto XIII. Che infatti si servisse-

Ferrarii Biblìoth. canonie, etc. Pel ro di esso, apparisce dal conservar-


mistico significato non usa poi quel sene ancora qualcheduno in Boina;
Bacolo, perocché significando anche e già non tanto era loro di aiuto
nella curvatura della sommità un po- nell'ultima età, che anzi parecchie
tere ristretto, non può aver luogo pres- volte ne fecero uso a loro comodo
so Papa, eh' è il pastor de' pastori,
il nelle villeggiature. Il Bastone, che
ed non ha sopra di sé che Gesù
altri si vuole adoperato da Giulio II ,
Cristo. Di più dinotando ancora la della Rovere, eletto nel i5o3, dal
spirituale giurisdizione ricevuta dal Cardinale Placido Zurla venne do-
superiore, Papa non lo adopera
il nato al regnante Pontefice Gregorio
perchè non riceve da alcun uomo XVI. Questo Bastone è di avorio
il suo potere, ma soltanto da Dio. bianchissimo, alto più di cinque pal-
«S*. Thom. sitppl., i. 4o, a. 7, ad 8. mi, con pomo e liviera dorati. Il

E vero che per molto tempo Papi i Cardinale Zelada conservava nel suo
usarono un bastone, ma questo piut- museo un Bastone lavorato parte a
tostochè pastorale, si potea conside- grotteschi, e parte con intagli rap-
rare uno scettro. Infatti altro non presentanti cinque fatti della vita di
era che la ferula {Vedi), come dicem- Gesù Cristo, spiegati con altrettanti
mo di sopra. Che se ritroviamo la distici. Sotto il pomo avea scolpite
immagine di qualche Pontefice col varie azioni della vita di s. IVicolò
Bacolo ricurvo com' è quella di , da Tolentino, con le iscrizioni in pro-
Giovanni X, del 91 5, riportata dal sa. In fine del Bastone, v'era il nome
Cavalieri nelle sue immagini dei dell'artefice,espresso con queste pa-
Papi, hassi molto a dubitare sulla role: Frater A. A. de civitale Ce-
loro verità, raccolte avendole il ci- phaludi siculus Ordinis s. Augu-
,

tato autore il più delle volte, a ca-


, stini. Siccome tra gli altri stemmi
priccio. Forse per tal ragione 1' 01- vi si presenta quello di Sisto V,
doino nelle addizioni al Ciacconio Peretli, del suppone
i585, così si

espose la immagine del detto Papa che venisse lavorato o per una com-
senza Pastorale. missione o per fargliene regalo. Lo
,

24 BAC BAD
stesso Cardinale regalò al museo del le simboleggiare la mansuetudine
Collegio romano due Bastoni: uno di quel Pontefice. Sotto la capra si

di canna incisa meravigliosamente a veggono tre bassi rilievi, parimenti


bulino con figure e rabeschi rileva- d'oro di ben inteso disegno ed ele-
ti da una vernice nera, e con pomo gante esecuzione. Nel primo si rap-
di avorio; l'altro di legno intagliato presenta l' attentato sacrilego della
con varii rabeschi e figure , collo deposizione di Pio \ II dal regno
stemma del Pontefice Clemente XI, temporale, col testo scritturale ben
del 1700. adattatogli: Peccatimi non est in eo.
Il compilatore
di quest' opera ne Nel secondo "vien espresso il glorio-
conserva uno di canna simile a quello, so di lui ritorno in Boma, coli' epi-
che il detto porporato die' al museo grafe, Dìlectus Deo el hominìbus.
del collegio romano, ma cogli stem- Nel terzo viene rappresentata la ri-
mi di Alessandro VII.
Esso in e- pristinazione della compagnia di Ge-
squisito lavoro figura con sette rap- sù colla breve iscrizione Societatem :

presentazioni le geste della Ven. Jesu restituii. Sotto questi bassi ri-
serva di Dio suor Orsola Benincasa. lievi sonvi l'anello e il fiocco d'oro.
Abbiamo dal Diario di Boma In fine del Bastone avvi una lunga
nel 174.1 num. 3774, che Benedet- liviera di lama d'oro, in cui da una
to XIV, stando nella villeggiatura parte è stata incisa l'epigrafe, tolta
di Castel-Gandolfo, venne presentato da' salmi: Salva a cornibus uni-
di un Bastone con pomo di diaspro corniuni meani
humilitalem e _,

ed una miniatura con ornamenti di nell'altra il millesimo dell' anno in


argento, lasciatogli a memoria da cui fu donato in numeri romani
mons. Nicolò Maria Tedeschi, ve- MDCCCXIV. Lavoro così distinto è
scovo di Apamea. Lo stesso Diario, opera del chiarissimo artefice Carlo
a'G ottobre 1702, fa menzione di Sarge ni.
un altro simile dono offerto al pre- BACOW (Baeovien.). Città con
fato Pontefice dal Cardinal Albani. residenza vescovile nel principato di
Era questo il Bastone di Urbano Moldavia, tributario della Turchia,
Vili, morto nel i644; teneva il confina colla Vallachia, e la Tran-
pomo d'avorio e la pittura delle silvania, ed è situata sulla riva del fiu-
.sette chiese di Boma, in cui v'ha me Misow. Bacow occupa il luogo di
indulgenza per chiunque le visita da una città dello stesso nome, assai fio-
un vespero all'altro. rente, eh' era pure la residenza d'un
Anche Pio VII nella sua villeg- vescovo cattolico , e si vedono tut-
giatura usava del Bastone. Questo tora le rovine della sua cattedrale.
gli era stato umiliato dal reveren- L'attuale città, capoluogo di distretto,
dissimo p. Luigi Panizzoni, vice- è miserabile , fu eretta in vescova-
preposito generale della compagnia to da Clemente VIII, eletto nel
di Gesù. La materia è corno di u- 1392, per favorire i cattolici che
nicorno con l'altezza di circa cinque 1' abitavano, e fu sottoposta alla
palmi. La così detta capra, ove si metropoli di Colocza, ed al patriar-

posa la mano per istringer il Ba- ca di Costantinopoli.


stone, è d'oro con lo stemma Pon- BADAJOX. Città con residenza
tifìcio da una parte, e dall' altra vescovile nell'Estremadura nella Spa-
una testa di agnello, in cui si vol- gna, detta anche Pax Augusta. E
,

B A D BAD 25
Estremadura, pro-
essa capitale della le e di s. Cristoforo. Sulla gran
vincia della Spagna che formò già , piazza evvi la magnifica cattedrale
parte del regno di Castiglia^ ed an- dedicata a s. Giovanni, la quale ha
ticamente era nota col nome di Be- un capitolo composto di sei dignità,
llina. In vece del nome di Pax Au- quindici canonici, quattordici pre-
gusta, datole dai romani per traman- bendati , dieci semiprebendati, venti
dare la memoria della pacificazione cappellani, ec. Eranvi in essa un
delle Badajox ritiene quello
Spagne , collegio di gesuiti, ed undici altre case
impostole dai mori, che la tolsero religiose d'ambo i sessi. La diocesi
ai goti nell'ottavo secolo , dopo che era formata da sessantatre parroc-
questi se n erano impadroniti nel chie divise in due arcidiaconati e ;

quinto. Giace questa grande e forte tre parrocchie costituivano Badajox,


città sopra un bel piano bagnato che pur vanta tre comodi ospedali
dal fiume Guadiana , ed ammira- e caserme. Un tempo Badajox ebbe
bile è il ponte di pietra costruitovi titolo di ducato, e più volte sosten-

sotto l'impero romano, il quale e- ne memorabili assedii con glorioso


stendesi per mille ottocento e sessan- successo. Oltreché nel 1661 dai
taquattro piedi in lunghezza e ven- portoghesi, fu assediata invano nel
titre in larghezza, sostenuto da ven- 1705, nella guerra della successione
totto archi. Sotto il regno di Filip- di Spagna, dai confederati inglesi e
po II d'Austria, che fiori nel i555, portoghesi, regnando Filippo V. Il
fu tutto riedificato, non meno che trattato di Badajox del 1801 paci-
sotto il regno di Filippo IV. Sul ficò Carlo IV re di Spagna e Gio-
medesimo ponte, nel 1661, furono vanni VI re di Portogallo, che di-
disfatti i portoghesi da d. Giovanni versamente parteggiavano per la rivo-
d'Austria fratello naturale di Filip- luzione francese. Occupata poi dagli
po II, mentre sedeva sul loro trono eserciti di questa nazione, nel 1 8 1
1
Alfonso VI di Braganza. Avendo Al- sostenne l'assedio contro quello di
fonso IX re di Lione e di Casti-
, Giorgio III re della Gran Bretta-
glia conquistato nel 1228 le città
, gna , occupandola gì' inglesi solo per
di Merida e Badajox, occupate dai capitolazione, nell'anno seguente il

mori saraceni, il Sommo Pontefice giorno sesto di aprile.


Gregorio IX conte d' Anagni nel , BADABACA o BADRAJA. Città
i23o, con autorità apostolica eresse vescovile in Caldea non molto lun-
ambedue in vescovati. Badajox ha la gi da Seleucia. Era 1' undecima se-
rendita di diciottomila ducati annui, de vescovile, che fu poi soppressa
secondo alcuni o nove mila scudi,
, ed unita alla metropoli di Casca-
secondo altri, ed è suft'raganea alla ra, e chiamavasi con altro vocabolo
metropolitana di Compostella, detta Dair-Cunij ed anche Dai Kecca.
Sa n tfago. Questa città si è avuta sem- BADEMO (s. ), trasse i natali da
pre in conto di piazza forte, ed ol- nobile e ricca famiglia, che nel secolo
tre le mura guernite di torri, viene quarto dimorava nella piccola città di
difesa prima da un elevato ed an- Belhlafat, soggetta al dominio de'per-
tico castello costrutto da' mori, ove siani. Dopo aver distribuite ai poveri
nel i58o morì la regina Anna mo- quasi tutte le sue ricchezze, deside-
glie di Filippo II, e poscia da due rando di consecrarsi al servizio di
separati baluardi, detti di s. Miche- Dio, eresse presso al luogo di sua
r
voi,. IV. 4
,,

a6 B A D BAD
.nascita un monistero, del quale fu palatinato lungo la sponda destra
il moderatore con molta prudenza, del Beno; nel circolo dell'alto B.eno,

zelo e carità. Le virtù più eroiche il principato di Bruschal, e con esso


lo teneano continuamen-
esercitato la maggior parte dei patrimonii dei
te, e la perfezione era lo scopo, a principi mediatizzati di Fùrtem- ,

cui tendevano le azioni tutte della berg , di Aversberg di Schwarzen- ,

sua vita. A quei tempi la chiesa di berg, di Leiningen, di Lewenstein-


Persia era oppressa da una crudele Wertheim ec.

persecuzione. Sapore n'era l'autore, Organizzato per tal modo il Ba-


ed altro non sembrava desiderare dese, viene circoscritto al N. dal re-

che il sangue de' cristiani. Anche gno di Baviera e dal gran ducato
Bademo venne preso con sette suoi di Assia Darmstadt , all' E. dal re-
discepoli, e rinchiuso in orrida pri- gno di Wùrtemberg , al S. dal la-

gione, ove per quattro mesi tol- go di Costanza e dallo sbocco del
lerò coraggiosamente ogni sorta di Beno, mediante il quale è diviso
tormenti. Alla fine colse la palma dalla confederazione elvetica, ed al-
l' O. in tutta la sua lunghezza dal
del martirio per mano di un empio
apostata , il quale rinnegò la fede Beno, che lo separa dai paesi bavari
per isfuggire la morte. Gl'infedeli transrenani e dalla Francia.
trascinarono fuori della città il cor- 11 gran ducato di Baden si divi-

po di Bademo, ma i cristiani gli de ne' sette circoli seguenti.


diedero onorifica sepoltura. 11 mar- 1. Jllurge Pftìiz, che ha Carlsruhe

tirio di lui accadde nel giorno no- città capitale del gran ducato, fondata
no dell'anno 876. nel 1 7 15 dal gran duca Carlo Fede-
BADEN.oBADE.Gran ducato, ed rico, il primo che prese tal titolo, e
uno degli stati della confederazione nobilitata dalla presenza del sovrano,

germanica. Portava esso altre volte il che vi ha fissata la sua residenza


titolodi margraviato ed era già ,
in ampio e magnifico palazzo. Pos-
diviso nei due margraviati j di Ba- siede essa un liceo, un'accademia,

den-Baden nel circolo di Svevia, di ed altri letterarii istituti. Durlach è


religione cattolica, e di Bade/i Dur- altra bella città di questo circolo,

iceli nel medesimo circolo presso il già dimora del margravio di Baden
Beno , di religione luterana . Tali Durlach , dov' è la zecca ducale, e
margraviati fanno ora parte del gran dove nel tesoro si conserva il cilicio
ducato di Baden. Dietro gli ultimi del b. Bernardo margravio di Baden,
accordi , il gran ducato di Baden nato da Giacomo I. Rastadt è una
possiede oggidì nel circolo di Svevia, piccola città di questo primo circolo,
il margraviato di Baden, il princi- con munito castello. In essa fu con-
pato di Ettenheim, il vescovato di cluso il celebre trattato di pace tra
Costanza, una piccola parte di quel- la Francia, e l'impero germanico,
lo di Basilea, la Brisgovia. 1' Orte- nel 1714? nella quale molto ado-
nau , ed il landgraviato di Nollem- perossi il Pontefice Clemente XI ,

burg. paesi una volta appartenenti al- acciò nelle condizioni , nulla fosse

l' Austria, le città imperiali di Uber- cambiato rapporto alla religione cat-
lingen, diGengenbach, di Ofiènburg, tolica. Nel 1799 vi si tenne altresì

di Zeli, e di Pliillendorf; nel circolo un congresso fra le potenze bellige-


del basso Beno, una parte del basso ranti. Baden _,
Thermos inferiore;
BAD B A D 27
così distinte dalle Terme superiori luogo OjTeidnirg, piccola, ma va^i.
nella Svizerà, Baden-ober Baden', città già libera.

o Aquce Helveticce , e dalle Terme V. Circolo di Treisam. La Bris-


austriache presso \ ienna che por- , govia propria, ossia la parte meri-
tano volgarmente lo stesso nome di dionale dell'antico landgraviato di

Baden. Da questa città, così deno- tal nome, costituisce questa provin-
minata da un antico castello, prese il cia. Due delle quattro città, dette
nome il margraviato, di cui fu ca- forestiere , perchè trovansi all'ingresso
pitale, ed è celebre per le sue acque della Selva nera, cioè Secklingen e-

calde e per le ubertose vigne. Waldshut, sono comprese nel circolo.


II. Circolo di Ncekar. Esso ha Friburgo, già capitale della Brisgo-
Marìheim 3 città un dì capitale del via, e vescovato, fondata nel 11 20,
Palatinato e residenza dell' elettore, innalzasi alle làide di un monte al-

oggi seconda sede dell'attuale sovra- l' ingresso della Selva nera. Spicca
no, ed una delle più belle d' Ale- in lontananza la torre del principa-
magna. Il palazzo sovrano molto le suo tempio. Possiede l' università
sofferse per lo bombardamento fran- un dovizioso gabinetto fisico inte-
cese del iycp. Heidelberg, antica ressante ed alcuni
, instituti di e-
città, già residenza dell' elettore pa- ducazione. Brisacco il vecchio, co-
latino, incominciò a decadere, quan- sì distinto dal nuovo Brisacco, che
do nel 17 19, trasferì a Manheim gli sta dirimpetto nel territorio fran-
la sua corte. E celebre l'università cese, è una piccola città, ed era una
fondatavi nel 386 ed approvata
1 , delle migliori fortezze alemanne, le
dal Pontefice Urbano VI. Philipsbur- cui difese furono distrutte nel 1 74 r •

go, Philippoburgum ^ piccola che città, V. Friburgo.


per le sue fortificazioni riguardava» VI. Circolo del Danubio. Questa
come uno degli antemurali dell'im- provincia meridionale del gran du-
pero germanico. Sotto le sue mura cato ,
posta tra Wùrtemberg e la
nel 1734 cadde il duca di Berwick; Svizzera, racchiude quasi tutto il

fu assediata, nel 796, dai francesi,


1
principato mediato di Fiirstembcrg,
e bombardata, nel 1800, vide i suoi e varie città imperiali. Willingcn,
ripari interamente demoliti. V. Ei- piccola città n' è il capoluogo di- ,

DELBERGA. fesa da fosse , e da duplicimura.


III. Circolo del Meno, e Tauber. Abbonda di sorgenti termali, ed ivi
Questa piccola provincia forma l'estre- gli austriaci nel i8o5, furono bat-
mità settentrionale del gran ducato. tuti dai francesi.
IVertheim n' è il capo luogo, città VII. Circolo del Seckreis. Lnn^o
cinta da solide muraglia che divi- , le rive del lago di Costanza, si esten-
desi in quattro rioni. Durante la de la estrema parte, meridionale pro-
confederazione del B.eno fu aggre- vincia, del gran ducato. Costanza ca-
gata ai dominii del principe prima- poluogo fu già vescovato sovrano, ed
te, e ne' trattati del 18 15, fu in- ebbe i privilegii eli città imperiale, ed
corporata al gran ducato di Baden. è difesa da mura e da fosse. La cat-
IV. Circolo di Kintzig. Compren- tedrale contiene molti cospicui mo-
desi in esso gran parte dell'antico numenti di scultura gotica, \arii
margraviato, e la signoria d' Orte- avvenimenti la resero famigerata.
nau col suo territorio. Ila per capo- Attila la saccheggiò barbaramente;
,

28 BAD BAI)
nel g38 sostenne contro gli unghe- ni e dagli slavi, onde parlano un
ri un rigoroso assedio ; raa ciò, che dialetto durissimo dell'alto aleman-
la rese più celebre, fu la pace con- no. L'antico margraviato di Baden
cili usa, nel i 89 tra Federico I
1 , non era in origine che una signo-
Barbarossa, il suo figlio Enrico A I, ria particolare, eretta in margravia-
e varii magnati da una banda e , to da Enrico I, l'Uccellatore, che
dall'altra le città di Lombardia, del- divenne imperatore nel g 8. La ca- 1

la Romagna e della Marca. Con ciò sa di questi margravi è antichissima.


venne posto il suggello alla libertà dei Gli uni la fanno discendere dai re
municipii italiani, mentre rinuncian- goti, ma il maggior numero si accor-

do quell' imperatore alle Regalie , da nell'assegnarle per istipite quel-


sanzionò alle comuni la facoltà di l'Ermanno 1, secondo figlio di Ber-
emanar leggi , stabilire imposizioni toldo I, duca di Zahringen, mor-
eleggere magistrati, avere il diritto to nel 1074, ai 2 5 aprile, e disceso
di guerra, di pace, di alleanze e di da Eticone I duca d'Alemagna, il

ne alla piena ed asso-


fortificazioni, quale visse 684 anni dopo la nasci-
luta indipendenza altro si oppose ta di Gesù Cristo.
dipoi, che la necessità delle investi- Ermanno I, o Hennau di Baden,
ture, segnale di vassallaggio, che ben sposò Giuditta figlia di Adalberto,

presto a mera e inefficace formali- conte di Calvv, o Calb, che gli recò
tà si ridusse.famoso concilio
Del in dote i beni della contea di Ulfgan.
poi, celebrato dal i4*4 a ^ i4 I ^? e Egli si trova mentovato nei diplomi
che fu il principale avvenimento nel dell' Alemagna del io52 sotto il ti-

secolo XV , si parla all' articolo tolo di marchese. Si ritirò verso la


('nsTANZA. Carlo V occupò questa fine della sua vita nell'abbazia di
città, nel i548, e gli svedesi nel Clugny. Il gran duca di Baden pos-
) 533 inutilmente l'assediarono. Rei- siede il ritratto di questo Ermanno 1,

rhenau, isola non grande, ma la ove vede rappresentato in figura


si

più ragguardevole del vasto lago di di santo pastore, cioè ornato di au-
Costanza , è decorata da una ricca reola nella testa e con pecore ai ,

abbazia, ove fu sepolto l' imperatore piedi evvi ancora un santo di Ba-
:

Carlo il Grosso. den, chiamato s. Wendelin.


Nel ducato di Baden contasi un I successori di questo Ermanno
milione di abitanti, due terzi dei aumentarono in progresso i loro
quali sono cattolici, quasi un terzo possedimenti. Suo figlio Ermanno II
luterani, con circa quindici mila prese per la prima volta il titolo
ebrei. Piena è in esso la libertà dei di margravio, o marchese di Baden,
culli. 11 gran duca, che occupa il nella dieta di Basilea tenuta nel ,

settimo luogo nella confederazione mese di febbraio ii3o, alla quale


germanica, ha tre voti nelle assem- epoca principiò il titolo, e il nome il-

blee generali della Dieta , ed uno lustre della casa di Baden. Il margra-
nelle assemhlee ordinarie la sovrani- : viato di Baden molti possedimenti
tà è ereditaria nella famiglia del perdette per la guerra della rivolu-
gran duca, e, in mancanza di maschi zione francese, ma nel 1802, col-
della linea retta ,
passa alla col- l'atto di recesso ricevette delle in-
laterale. deunizzazioni, ed ebbe il titol > di E-
J Badesi discendono dadi alcman- leltorato. Alla formazione della con-
,

BAD BAD 2 !)

federazione renana cangi ossi un tal che serenissima principessa col suo
la

titolo in quello di gran ducato, dive- figlio fossero a vedere i fuochi arti-

nendo membro della confederazione. ficiali della girandola dal torrione


Dopo il 1806, i suoi limiti furo- del palazzo vaticano, ove li fece trat-
no fissati quali sono di presente tare dal maggiordomo con lauti rin-
col mezzo de' cambi ed aumenti ter- freschi. In questotempo Clemente
ritoriali. XI cadde gravemente infermo, e la
Ermanno VI di Badai, avendo pia principessa si distinse per le pre-
sposato la figlia di Leopoldo VII, ghiere fatte per la conservazione di lui.

duca d' per mediazione di


Austria ,
Ad Ernesto I margravio di Ba-
Pupa Innocenzo IV, ottenne l' inve- dèn-Durlach successe il fratello mar-
stitura di quel ducato che poi fu , gravio Giorgio Federico I, che mo-
tolto alla casa di Badai. Il margra- rì nel i638, avendo preso con ca-

vio Giacomo I, padre del b. Ber- lore la difesa de' protestanti contro
nardo, lii assai lodato dal Pontefice Massimiliano I duca di Baviera.
Pio II, e fu chiamato Salomone. il Federico I di lui figlio fu più sag-
Filippo I, duca di Baden, interven- gio e nel 1649, dopo
del padre,
ne, nel 1 52 1, alla dieta di Worms, di lui divenne margravio Federico
enei i526, a quella perle
di Spira II da lui nato. Federico III ebbe

conferenze religiose di Lutero, fa- il soprannome di Grande per le sue

cendo le veci dell' imperatore Carlo belle azioni, ed ebbe a successore


\ Alla sua morte la casa di Ba-
. il figlio Carlo Guglielmo I, il qua-

den si divise, nel i533, in due ra- le, dopo la pace di Rastadt, intra-
mi. Bernardo II, che stabilì la re- prese, nel 17 i5, ad edificare un pa-
ligione protestante ne' suoi stati, fu lazzo, ed a fondare una città a
il capo del ramo di Badai- Baden, Carlsruhe, in una foresta, una lega
ed Ernesto I di quello di Baden-Dur- lontana da Durlach: instituendo in
lach, che attualmente possiede tutti memoria di quella fondazione l'Or-
gli stati di Baden. Guglielmo I, che dine della fedeltà. Morì nel 1738,
morì nel 1677, fu appellato il For- lasciando erede suo nipote. Giorgio
tunato. Successe a lui il nipote Lui- Simperto, ultimo margravio del ra-
gi Guglielmo I nominato per mili- mo di Baden - Baden, cessò di vi-
tari imprese. Il Sommo Pontefice vere a Rastadt a' 2 2 ottobre 1771,
Clemente X, nel concistoro dei 24 senza lasciar figli. In lui fu estinto
agosto 167 1, annoverò al sacro Col- il ramo cattolico di Baden. Fu egli,
legio un individuo di questa nobile che fece confermare la beatificazio-
che fu Bernardo o Bernardi-
stirpe, ne del b. Bernardo, fatta già da
no Gustavo Adolfo de' principi o Papa IV nel 1481, viventi
Sisto
marchesi di Badai. Fedi. ancora madre ed i fratelli del
la
ISel Pontificato di Clemente XI, beato. Clemente XIV, nel 1771 con
si recò in Roma la principessa di decreto de' 24 marzo, concesse l'uffi-
Baden, nell'anno 17 19. Il Papa la zio di quel santo e la messa con rito
regalò del corpo di s. Giusto, di doppio pel clero di B.astadt, per lo
molti Agnus Dei da lui benedetti, stato di Baden, e per la città di Mon-
e di una cassetta di manna di s. calieri nel Piemonte, ove il b. morì
Nicolò di Bari. Ricorrendo poi la a' 25 di luglio i458, allorquando
festa dei ss. Pietro e Paolo, volle si recava a Roma dal Pontefice
3o BAD BAD
Calisto III per la crociata contro il gran duca Carlo Luigi Federico,
turco ( V. b. Bernardo Margravio Stefania Luisa Adriana, professa la

di Baden). A
Giorgio Simperto suc- religione cattolica. Neil' attuale Pon-
cesse Carlo Federico I, il quale uni tificato del regnante Gregorio XVI,
alla sua corona i beni della casa di recossi essa a visitare in Roma la
Baden-Baden, e divenne gran duca. tomba del principe degli Apostoli.
Nella sua morte, accaduta a' io giu- Dal i834 in poi il prefato gran
gno 8 1 1, gli successe il primogeni-
1 duca Carlo Leopoldo tiene un in-

to Carlo Luigi, il quale, a' 9 dicem- caricato d'affari presso la santa Sede.
bre 18 14, diede una costituzione ai BADEN, Bernardino Gustavo
proprii sudditi. Sotto cotesto gran Adolfo, Cardinale. Gustavo nac-
duca, nel Pontificato di Leone XII, que a Durlach di Germania nel
la provincia ecclesiastica cattolica i63i. Mentre egli veniva istituen-
dell'alto B.eno ebbe vita finalmen- dosi nelle lettere e negli esercizii

te 1827. Con troppa a-


nell'anno militari, incappò miseramente negli
cerbità aveva per lo innanzi prete- errori di Lutero. Se non che allora
so quel principe di sostenere la no- si fece a ricercar di proposito la ve-
mina del barone di Wesemberg al rità, la ritrovò, e fermò seco stesso
vescovato Costanza rifiutata da
di di costantemente seguirla a dispetto
Pio VII, e nel 18 18 avea presen- di chi si fosse appressato a lui per
tato alla dieta di Francfort una sde- distornelo. Vi riuscì per siffatta ma-
gnosa nota contro il contegno della niera , che dopo d' aver rigettato il
santa Sede. Si conciliarono i dis- luteranismo , nel viaggio che fece
sapori allorché gli successe il fratel- dell'Italia e della Francia, venuto a
lo Luigi, e si convenne tra esso ed Roma, e quivi pure meglio ancora
il Pontefice Leone XII, che, soppres- istruito nella vera religione, pro-
so il vescovato di Costanza, venisse fessò la fede cattolica romana, e
istituitoFriburgo in sede arcivesco- vesti l'abito di s. Benedetto, nel
vile, nominandosi monsignor Boll celebre Fulda
monistero del di ,

ad arcivescovo di Friburgo e di Ba- qua! monistero, come pure di quel-


den. Si stabili in esso la giurisdi- lo di Campidona divenne abbate.
zione ecclesiastica altresì sopra quat- In appresso divenne principe del
tro sedi simraganee , cioè Magonza, S. R. I. Tali cospicue dignità però
Bottemburgo , Limburgo e Fulda. non tolsero a lui il pregio di fer-
La provincia ecclesiastica del gran vente e perfetto religioso. Il per-
ducato di Baden rimane divisa tra chè divenuto caro a Leopoldo im-
diversi principi della confederazione, peratore , a cui era congiunto per
ma il numero maggiore de' cattolici sangue, fu per intercessione di lui
appartengono al gran duca di Ba- creato Cardinale prete del titolo
den , giacché sommano a più di di s. Susanna da Clemente X, nel-
settecento mila sopra l'intera popo- la seconda promozione che fece nel ,

lazione del gran ducato, che ora si 1 67 1 li 24 di agosto. Non vestì la sa-

fa da alcuni ascendere circa ad un cra porpora che per sei anni, poiché,
milione e centotrentamila abitanti. ritornando dal conclave d' Innocen-
A'3o marzo i83o sah sul trono zo XI in Alemagna, perdette quasi
il regnante gran duca Carlo Leo- d'improvviso la vita nel 1677, con-

poldo Federico . La vedova del tando il quarantesimo sesto anno del-


,

BAD BAD 3i
l'età sua. Il Pontefice del pari che ristabilimento della ecclesiastica di-
Cesare intesero amaramente la per- sciplina. Inviato poi, nel i54o, dal
dita di tanto soggetto, dacché egli Pontefice al colloquio di Vormazia,
era un principe di qualità eminenti, dimostrossi valoroso nel confutare
di fermo e sodo pensamento, destro gli eretici e sostenere i diritti del
ne' maneggi, dotato di non comune Pontefice. A premio di tanti meriti
affabilità, generoso e magnanimo. fu nominato Cardinale prete del
BADIA. Città vescovile in Africa, titolo di s. Silvestro in capite, nella
che si crede situata nella Maurita- settima promozione, che fece Paolo
nia Cesarea. Potenzio uno de' suoi III li 3 1 maggio i542. Secondo Ales-
vescovi, intervenne alla conferenza sandro Tassoni seniore, che fu contem-
di Cartagine, ed un altro fu pre- poraneo a lui, egli ricusò tal dignità ;
sente al concilio di Cartagine nei ma fu costretto ad accettarla. Rinunziò
tempi di s. Cipriano. di più alla chiesa di Urbino e ad al-
BADIA. Città vescovile della pro- tri non pochi vantaggiosi benefici!
vincia di Mosul nella diocesi di Cal- ecclesiastici , contento del semplice
dea, sotto la metropoli di Mosul. necessario al proprio sostentamento.
Questo solo sappiamo di essa, quan- Venne in seguito deputato sopra la
do però non fosse la stessa che congregazione del s. Offizio, coll'as-
Beth-Dialj di cui si parlerà a suo segno dell' abitazione nel palazzo
luogo. vaticano, perchè più facilmente po-
BADIA Tommaso, Cardinale. Ba- tesse servire al Pontefice, che di
dia Tommaso appartenente ad an- lui valevasi reggimento della
nel
tica famiglia modenese venne alla
, Chiesa. Neil Tournon, nel
avvisa
luce nel i483. Si fece domenicano, IV tomo della sua opera degli
e riuscì a tale in erudizione eccle- Uomini Illustri dell' Ordine dei
siastica ed illibatezza di costumi,
che predicatori , ed il Fontana nel suo
più di una volta voleano eleggerlo Teatro Domenicano pag. 444 scri-
a generale del suo Ordine. Benché ve , come dagli atti concistoriali
raccomandato due volte dai romani del 6 ottobre 5^i apparisce, che
1 1

Pontefici prima da Clemente VII


,
il fosse uno dei tre legati de-
Badia
nel capitolo tenuto nel i53o, e stinati al concilio in un ai Cardina-
poi da Paolo III in quello, ch'eb- li Parisio e Polo, e poi aggiugne,
be luogo nell'anno i53c), tutta- che fermossi a Boma perchè il Pa-
via perchè era caduto in sospetto pa si determinò di trattenerlo ad
di troppo rigore ai frati , sebbene oggetto di esaminare ciò che pro- ,

come scrissero alcuni , senza gran poneasi ed agitavasi a Trento ; e


fondamento venne escluso dalla
, che di più incaricollo il Papa di esa-
suprema prefettura dell'Ordine. Se minare l' istituto di s. Ignazio, che
non che nel i52 3 fu da Clemente fu quindi dal medesimo Pontefice
VII trascelto a maestro del sacro approvato. Dello stesso parere trovasi
palazzo; e Paolo III volle valersi anche il Pallavicini nella Storia del
del Badia nei più interessanti affari Concilio di Trento. Divenuto Car-
del Pontificato, perchè lo volleil dinale il nostro Badia non trala-
fra quelli, che, prima della convo- sciò cosa alcuna rapporto al teno-
cazione del generale concilio, desti- re di vita da lui praticata, mentre
nava alla riforma del clero ed al vivea in qualità di semplice religio-
32 BAD BAD
so; quindi dividea suo tempo tra il Lodovico re di Ungheria, perchè lo
lo studio e l'orazione, e si rese di inducesse alla sacra guerra , e nel
questa maniera più chiaro per la 1 377, i suoi meriti distintissimi lo
santità de' costumi che per la dignità sollevarono al generale magistero
della porpora Cardinalizia. Dopo ses- dell'Ordine a Verona, benché vo-
santaquattro anni di \ita non peran- gliano i Bollandisti essere ciò avve-
co compiti, e sei di Cardinalato nel nuto nel 13^8. Poco dopo fu de-
1 54", in odore di santità, andò a ri- corato della sacra porpora col tito-
cevere la corona, che gli era apparec- lo di da Urbano \ I, nel-
s. Cecilia
chiata. Le sue ossa furono riposte la prima promozione che fece nel
alla porta della chiesa di s. Maria so- 1378, non già, come vogliono al-
pra Minerva , presso alla tomba del cuni, nella terza promozione del di-
Cardinale Gaetano, sepoltura, che cembre 1 38 1 Errarono poi il Pan- .

egli medesimo erasi eletta. Il fratello vinio il Ciacconio ed i Bollandoti


,

di luiFrancesco Badia vi fé' sovrap- nel fissarne l'epoca nel i384, dac-
porre as*ai onorevole iscrizione. ché trovasi il Badoario sottoscrit-
BADICI A o BADICIUM. Città ve- to come Cardinale alla bolla della
scovile, che il Wadingo dice essere suf- concessione del regno di Sicilia, cui
fraganea della metropoli di Creta, fece Urbano VI al re Carlo III, nel
e pretende, che Papa Clemente VII 1 38 1 primo di giugno:
nel giorno
affidasse, a' 23 settembre i53o di più l'antipapa Clemente VII nel-
,

ad un suo confratello francescano le sue due bolle del 1378 e 79,


denominato Giacomo: con tutto ciò chiama il Badoario Cardinale di
non avvi alcun vescovo suffraganeo Urbano VI; e s. Caterina da Sie-
di quella metropoli, che porti sif- na, che mori nel giorno 29 aprile
fatto nome. del i38o, scrisse a lui una lettera
BADOARIO Bonaventura, Car- quando era già Cardinale. Se non
dinale.Bonaventura Badoario nac- si tiene per certa la legazione ono-
que a Padova nel i332 da chia- revolissima commessa al Cardinale
ra famiglia, secondo lo Scardeonio novello da farsi a Ladislao re di Polo-
nella Storia degli nomini illustri nia, non si questiona però minima-
di Padova, e l'Ossinger nella Bi- mente di quella, ch'ebbe per l'Un-
blioteca agostiniana. Ascritto fra gheria, come apparisce anche da al-
gli eremitani di s. Agostino, si ap- cune indulgenze da lui concesse in
plicò tanto seriamente agli studii Neustadt d' Austria , soggetta in al-
nell'università di Parigi, che, ripor- lora all'arcivescovo di Salisburgo. Il
tata la laurea, fu per ben dieci an- Badoario fu il primo che decorasse
ni lettore di sacra teologia. Torna- il suo Ordine dellonor della Porpo-

to in Italia, s'impiegò con somma ra. Francesco da Carrara il Vecchio


lode sì nel predicare dal pergamo, Io odiò sommamente perchè zelava
che neh insegnare dalla cattedra, se- l'immunità ecclesiastica, mentre que-
gnatamente in Bologna per ordine sto tiranno di Padova affliggeva la
d Innocenzo VI che lo ascrisse a , Chiesa di Dio. A lui sempre re-
que'nove insigni dottori da lui de- sistette da forte il nostro Cardinale
stinati ad erigere un collegio nell'u- negando d'accordargli alcune ingiu-
niversità di Bologna. Da Gregorio ste domande , anzi riprendendolo a
XI fu spedito nunzio apostolico a voce ed in iscritto delle manifèste
BAD BAD 33
e pubbliche violenze, che operava. Il meriti, lo ordinò sacerdote, e gli con-
tiranno lo fece uccidere per mezzo ferì nella sua chiesa un canonicato.
d'un sicario, che gli scoccò contro Quindi Luigi Contarmi doge di Vene-
una freccia mentre passava il pon- zia nominollo alla dignità di primi-
te di Castel sant'Angelo per anda- cerio nella chiesa ducale di s. Mar-
re al concistoro, e con tale segre- co, e per la sua integrità e cono-
tezza, che non fu mai possibile sco- sciuta virtù Innocenzo XI, nel 1688,
prire l'autore di sì orrendo delitto, lo elesse a patriarca di Venezia. Ad
se non per mezzo eli congetture. Per- oggetto di riformare costumi nel i

chè il Badoario fu morto a difesa suo popolo, ebbe in mira di confe-


dell'ecclesiastica immunità, molti lo rire le parrocchie vacanti a sacer-
riconoscono martire, e lo onorano doti che per dottrina e pietà fos-
,

del titolo di beato ; tra' quali ab- sero distinti e perchè non crede-
,

biamo lo Scardeonio, il Tritemio, il va sufficienti quelli, che teneva pres-


Volterrano, Paolo Cortese ed altri, so a sé, ne chiamò buon numero
per la qual cosa i continuatori de- da altre parti, e per non abbisogna-
gli atti dei santi lo hanno riposto re in seguito di ciò, aprì seminari
nell'opera loro al giorno io giugno. ed accademie a pubblico ammaestra-
Fu sepolto nel chiostro di s. Agosti- mento dei giovani. Egli zelava as-
no, ove presentemente ritrovasi nella saissimo la salute delle anime, e per-
cappella dis. Nicolò da Tolentino, ciò insegnava la dottrina per le piaz-
ed a manca della stessa vedesi roz- ze e per le strade della sua popo-
zamente espressa la sua effigie inca- latissima metropoli predicando so- ,

strata nella vicina parete, attorniata vente dai pergami, e pontificalmente


da una iscrizione in carattere goti- esponendo le divine verità
vestito,
co. Fu dottissimo il Badoario ed per maniera da muovere a
siffatta
amicissimo del Petrarca, a cui fece compunzione più traviati. A tal
i

nella università di Padova, all'occa- fine manteneva a proprie spese mis-


sione delle solenni esequie di lui, sionarii e predicatori. Rigido e se-
funebre orazione, quando non era vero seco stesso, si accontentava di
ancora insignito della porpora. I più. un vitto assai frugale, d' un brevis-
riputati fra i suoi scritti sono : / simo riposo, e maceravasi concilicii e
commenti sulle epistole canoniche 3 flagelliin modo di versar sangue a
e quelli sul maestro delle sentenze. grande copia. Il perchè venne in gran-
BADUARO Giannalberto, Cardi- de considerazione presso ai romani
nale. Baduaro Giannalberto ebbe a Pontefici e specialmente a Clemente
,

patria Venezia, e venne a luce nel XI, che lo promosse al Cardinalato,


i658 da una delle prime famiglie col titolo presbiterale di s. Marcel-
di questa nobilissima città. Alberto lo, nella seconda promozione, che
Baduaro, suo zio e vescovo di Cre- fece li 17 maggio 1706, e lo tras-
ma, lo ebbe seco nei primi anni della ferì al vescovato di Brescia. Di (fatti
sua educazione, e gli conferì l'arci- questa città abbisognava di un zelan-
diaconato di quella cattedrale. Mor- tissimo pastore, per causa degli er-
to lo zio, restò Giannalberto erede rori dei quietisti , disseminati dal-
di tutte le sostanze di lui, e passò a l' empio Beccarello. Fu di più ascrit-
Padova, dov'era vescovo il b. Grego- to alle primarie Congregazioni di
rio Barbarigo. Questi conosciutine i Roma nell'anno stesso 1706, nel
VOL. IV. 5
,

34 BA G BAG
quale fu eletto Cardinale. A mezzo Iib. 3 e 4 contra Crcscen.j Baro-
del Baduario venne purgata Brescia nio an. 394, n. 43, 44- Labbé t. 2.
da ogni errore e ridotta alla purezza BAGDAD. V. Babilonia vescovato
ed unità della cattolica fede, essen- nell' Asia.

do condannato tra gli altri solenne- BAGGEMIO. Filosofo, che fiori-


mente il Beccarello nella piazza della va in Lipsia nel secolo decimosetti-
cattedrale. 11 Baduario fece in oltre mo. Costui insegnò che Dio si era
da uomini dottissimi confutare l'ere- determinato a creare le creature per
tico Picenino, che con varii libri in- amore alle medesime; e, seguendo
fami stampati in italiano, procurava il sistema platonico , asseriva, che
diffondere il veleno de' suoi errori. l'Ente Supremo erasi indotto ad a-
Combattè valorosamente anche gli er- mare le sue opere per 1' idea sol-
rori di Giansenio. Azioni cotanto re- tanto , che a Lui le rappresen-
ligiose e magnanime gli eccitarono tava.
contro il livore e l' invidia di non B AGGIO (s.) Anselmo, Cardi-
pochi , i non valsero a
quali però nale. Baggio s. Anselmo nacque a
farlo deviare neppure di un punto Milano dalla nobile famiglia Baggio,
dall'opera incominciata, anzi rad- o, secondo altri, Badagio, nel io36,
doppiava il suo zelo contro gli empi, come afferma il Muratori negli
e la vigilanza pel suo gregge. Intro- Annali d Italia, a cui soscrivono
dusse nella diocesi le religiose della il Vadingo, il Picinelli, i Bollandi-
Visitazione istituite da Francesco di s. sti ,il Fiorentini, 1' Argelati ed al-
Nel terzo anno del suo vescovato
Sales. tri. Ciò è provato ad evidenza dal
andò a visitare Luigi Ruzzini vesco- Tiraboschi nella Storia della Lette-
vo di Bergamo, eh' era gravemente ratura Italiana, benché non man-
infermo. Da ultimo le enormi fatiche chino taluni che il vogliano man-
incontrate pel bene della sua chie- tovano, come il Passerino , il Vo-
sa, gli procurarono una malattia ,
nesmondi 1' Agnelli
, il Bellarmi- ,

che nel 1714» 1° condusse al con- no ed altri Egli fu innalzato alla


.

seguimento del premio eterno con sacra porpora da Alessandro II cir-


grido di santità e prodigi contan- , ca il 1070, ed illustrò la Chiesa non
do egli sessantasei anni di vita ed meno colla integrità dei costumi
otto di Cardinalato. Tutti piansero che collo splendore della dottrina,
amaramente la perdita di lui ; fu per cui venia chiamato il martello
sepolto nella chiesa del proprio ti- degli scismatici. Nel 1067 interven-
tolo nella cappella di s. Antonio ne al concilio di Mantova, in cui fu
con un breve epitafio , spirante mo- condannato lo scisma di Cadaloo.
destia ed umiltà, come quello, che Dal Pontefice Alessandro II suo zio
vivendo egli si era composto. fu spedito, nel 107 3, in Germania
BAGA, o BAGAIA (Bagy, Vaga per gravissimi all' imperatore
affari

o Vagai). Città vescovile della Numi- Enrico IV, e con generosa fermezza
dia in Africa. Primiano, vescovo dona- rinunziò al vescovato, che quel so-
Cartagine, neh" anno 3o,4, vi
tista di vrano offerivagli massimamente per
fece adunare un concilio contro il non convenire circa gli enormi abu-
diacono Massimino suo competitore. si simoniaci, che vigevano in quel-
Trecento dieci vescovi vi assistettero e la corte. Nello stesso anno fu pro-
condannarono Massimino. s. Agost. V . mosso al vescovato di Lucca, e da
.

BAG BAG 35
lì a non
molto fu consacrato so- finalmente la sua mortale carriera
lennemente da Gregorio VII, e dal contrassegnata da virtù e miracoli,
detto Enrico IV n'ebbe la investitu- ai 11 di marzo del 1086, nel cin-
ra. Ma dappoi pentitosi di simile a- quantesimo anno di età, ed ebbe
zione, lasciata quella chiesa, si ritirò onorevole sepoltura nella cattedrale di
a farne austera penitenza nel mo- Mantova, che con somma venerazio-
nastero di Polirone a Mantova, o, ne ne conserva tuttora incorrotto il
secondo altri, in quello di Clugny. sacro deposito. Dice Leandro Al-
Se non che Gregorio VII lo co-
s. berti, e con lui Raffaello Volterra-
strinse a passare al governo della no, che fosse dapprima seppellito
sua chiesa, ove procurò di promuo- nel monistero di Polirone, dove il

vere possibilmente la riforma del Signore operava a mezzo di lui


clero,conducendo un tenore di vi- meravigliosi portenti, il perchè du-
ta veramente esemplare ed accom- bitando i mantovani, che i popoli
pagnato dalla più rigida penitenza. vicini lo avessero a rapire , se lo
Ma alcuni de' canonici di quella chie- recarono a Mantova, e gli diedero
sa si ribellarono contro il santo pa- sepoltura nella cattedrale. Compose
store, perchè procurava ritornarli questo Cardinale varie opere, tra le
al primiero loro istituto allon- , quali un egregio Commentario sopra
tanandoli da ciò, che non conve- alcuni salmi, di cui non abbiamo che
niva alla loro condizione nobilis- un frammento inserito nella vita di
sima. Avvenne in quella ribellio- s. Gregorio VII, ed un altro sopra

ne, che in luogo del legittimo pa- il profeta Geremia. Scrisse inoltre
store fosse consacrato vescovo 1' arci- un' apologia a favore del Ponte-
diacono Pietro capo dei ribelli il , fice Gregorio VII, contro l'anti-
quale lacerò e sconvolse quella chie- papa Giliberto, ed una Collezione di
sa con uno scisma mostruosissimo. canoni divisa in tredici libri, di
Dovette Anselmo, nel io83, lascia- cui si servì Graziano, e della qua-
re la sua sede, né potè ritornarvi le esistono molte copie nelle bi-
se non quando la città venne sotto blioteche vaticana e barberina
al dominio della pia contessa Matilde. Ma questa collezione sembra opera
Dopo aver governato per tredici an- molto posteriore, perchè non vie-
ni santamente quella chiesa, passò a ne ricordata dal suo penitenzie-
Roma, ove fu eletto vicario aposto- re, autore della vita di lui, e per-
lico in tutte le città di Lombardia, chè* contiene decreti di Urbano II
che mancavano di vescovi cattolici, e di altri Pontefici vissuti molto
con facoltà di assolvere gli scisma- dopo. Egli teneva perfettamente a
tici di quella provincia separati dal- memoria tutta la divina Scrittu-
la vera religione, ma che ravveduti ra non solo, ma, interrogato di un
domandavano d'essere ammessi alla passo medesima, esponeva a
della
cattolica comunione. La conlessa prima veduta come era stato in-
Matilde diretta dal santo prelato terpretato da ognuno dei padri.
negF interessi sì spirituali che tem- Il 18 marzo nel martiro-
giorno
porali, donò per consiglio di lui logio romano la Chiesa onora la
molte ricchezze, e compartì segna- memoria di lui La sua vita fu .

lati benefìcii alla chiesa di Lucca ed scritta con molta esattezza dal p. An-
al monistero di Polirone. Terminò drea Rota gesuita, e nella bibliotc-
36 BAG fi AG
ca casanatense a ne con- Roma se ficia cento fiorini d'oro annualmen-
serva una di antica data. L'Oldoino te, come abbiamo dal Novaes tomo
ne parla a lungo nel tomo secondo V pag. i53. Barbiano nel decimo-
del suo Commentario degli scritto- quinto secolo produsse molti eccel-
ri ecclesiastici. lenti capitani, fra' quali Giovanni,
BAGHIDSECA. Città vescovile principale sostegno di Galeazzo Vi-
de' giacobiti in Antiochia. Alcuni la sconti primo duca di Milano. Za-
considerano come un borgo del pae- gonaria è memorabile per la bat-
se di INI ardi presso Cafartuta. taglia combattuta tra i fiorentini
BAGNACAVALLO. Città dello comandati da Carlo Malatesta, e
stato Pontificio ( Tiberiacum Ga- le truppe del duca milanese, Filip-

beum) o, come leggesi negli antichi po Maiia Visconti, che dal valore
documenti di B_avenna. ad Caballos. di Angelo della Pergola furono con-
Bagnaca vallo fu decorata del titolo di dotte a trionfale vittoria.
città dal Sommo Pontefice Leone Gli esteriori villaggi di Bagnaca-
XII, della Genga, che ascese il tro- vallo, fra i quali meritava menzione
no del Vaticano nel 1823. Essa Traversala, castello de' signori, che
viene attraversata da un torrente, dominavano Ravenna prima dei po-
e giace presso la riva del fiume ne accrescono Ja popolazio-
lentani,
Senio. E sottoposta al distretto di ne fino a circa dodici mila indivi-
Lugo, legazione di Ferrara, e dio- dui, mentre dall'indice alfabetico di
cesi di Faenza. Alcuni marmi dis- tutti i luoghi dello stato Pontifìcio,
sotterrati nel i6o5 provano la sua stampato in Roma nel 1829, si ha
esistenza fino dal tempo della re- che la città di Bagnacavallo ne con-
pubblica romana, e tre analoghe i- ta 4999.
scrizioni conservano nell' univer-
si Il famoso pittore Romcorghi pre-
sità di Ferrara. La sua cattedrale, se il nome di Bagnacavallo. Oltre
dedicata a san Michele, gode l' o- il professore di rettorica Domenico
nore di un arcipretemitrato per ^ accolmi, il professore di eloquenza

concessione di Benedetto XIV, ema- Giuseppe Ignazio Montanari, ed altri


nata nel 1 749. Morto nel primo di distinti soggetti, si onora grande-

ottobre dell'anno santo i4^°> il mente Bagnacavallo per a\er dati


marchese Leonello d' Este, vicario i natali, a' 17 marzo 1801, al pro-

per la Sede della contea, e po-


s. prio vescovo Gio. Benedetto dei
scia del ducato di Ferrara, il Pon- conti Folicaldi, che il regnante Pon-
tefice Nicolò V, Parentucelli con ,
tefice Gregorio XVI fece vescovo
bolla de' 4 novembre costituì vi-
1 di Faenza, e che attualmente la go-
cario della stessa città di Ferrara e verna con pastoral zelo, ed apo-
contea, il fratello di lui Borso di Este, stolica sollecitudine. Bagnacavallo, ai
co' figli di lui mercè l' annuo cen-
, io dicembre 1778, diede i natali e-
so alla Camera apostolica di cinque- ziandio al Cardinale Anton Francesco
cento fiorini d'oro. Con altra bol- Orioli, il quale essendo consultore
la dello stesso giorno, JNicolò V vi di varie congregazioni Cardinalizie,
aggiunse Bagnacavallo, s. Agata ed esaminatore de' vescovi in sacra teo-
i territorii di Barbiano , di Cuneo, logia, reggente del Collegio di s.

già contea, e di Zagonaria, pe' qua- Bonaventura, e deiìnitore generale


li dovea pagare alla camera Pon ti- del suo Ordine de' minori conven-
,,, ,

B a g BAG 37
tuali, dal regnante Pontefice Grego- fa menzione della lavanda di Ber-
rio XYI fu prima fatto vicario apo- sabea moglie di Uria. Di Susanna
stolico dello stessoOrdine nel i832, parimenti si parla nel capo X11I
indi nel concistoro dei 5 aprile 1 di Daniele profeta, essere ella sce-

1 833, fu promosso al vescovato di Or- sa nel giardino per lavarsi, accom-


vieto, ed in quello de' 12 febbraio pagnata da due delle sue ancelle
i838 alla sublime dignità del Car- ed aver loro comandato che andas-
dinalato, col titolo presbiteriale di sero a pigliare dell'olio e del sapo-
s. Maria sopra Minerva. ne per Di Giuditta si di-
astergersi.
BAGNI. Col nome Bagno e di di ce nel capo X,
che lavò il corpo
terme, s'intende quel luogo dove si suo , e 1' unse di ottima mirra. Di
trovano acque naturali, o conduttori Ester nel capo II è scritto che, ,

per artifìcio manuale, o per industria scelta per moglie dal re Assuero,
di strumenti , ad uso di bagnarsi essa per sei mesi si unse con olio
Balneum. Diconsi anche terme, no- di mirra.
me derivante dal greco, che significa I Bagni si facevano dagli antichi
caldo, per indicare i bagni caldi ; avanti di pigliare il cibo, ed erano
tuttavolta applicossi quel nome in di due maniere, una di acqua fred-
appresso anche ai bagni in generale. da, e l'altra di acqua calda. Si ser-
Sembra che gli orientali, siccome an- vivano della prima per levarsi il su-
cora mantengono 1' uso dei Bagni dore e la polvere; ma perchè l'ac-
così fossero ancora i primi a costrui- qua fredda ha la facoltà di costi-
re appositi edifìzii per siffatto uso. pare e chiudere i pori del corpo ,

] non tardarono a seguirne


greci si adoperava poi l'acqua calda, che
l'esempio. Sebbene dica Plinio (Sto- fa l'effetto contrario ; e si ungeva-
ria naturale XIII, cap. I),
lib. no con qualche olio odoroso come
non esservi ai tempi della guerra di nardo spicato, non solo per le-
di Troia stato l' uso di ungersi vare gli odori ingrati dei corpi, ma
ed essersi introdotto dappoi tro- , anche perchè 1 unzione riscalda e
vavansi però bagni caldi ne' tempi mollifica; e se l'olio è caldo ha la
più anteriori. Diodoro Siculo raccon- virtù discussiva, e digestiva degli
ta nel principio del libro II , che umori viziosi. Quindi in Omero nel
Meride re dell'Egitto, slato molti libro X dell' Iliade, si dice di Dio-
secoli prima dell' epoca troiana, im- mede e di Ulisse, che si lavarono
pose sopì a uno stagno d'acqua certa colleacque del mare, perocché, al di-
gabella, la quale si riscuoteva a be- re di Eustazio, l' acqua marina gio-
nefizio della regina , ricavandosi un va tanto a deporre ogni sordidezza,
talento ogni giorno, che serviva per quanto a ricreare l' animo. Tutta-
le unzioni e ornamenti della me- volta in Omero medesimo si par-
desima. Neil' Odissea poi sono tanti la di un' altra lavanda fatta col-
gli esempii del lavarsi e dell'ungersi, 1' acqua dolce , riscaldata al fuoco ,

che sembra gran meraviglia che Pli- dopo la quale, scrive il poeta, si

nio potesse dire, versato nella let- unsero e sedettero a tavola per ce-
tura di quell' insigne poeta , che ai nare. L'uso però di tali lavande fu
tempi trojani, de' quali appunto par- introdotto dalla necessità di que'
la Omero, non fossero in uso. Nella tempi, ne' quali ancora non usandosi
Sacra Scrittura (Beg. II, cap. XI), si le tele di lino, costumatasi di la-
,,,

38 BAG BAG
vare i corpi ogni giorno ne' pub- terme più grandiose furono quelle
blici bagni per nettarsi dalle lor- di Caracalla non compiute se non
,

dare , che restavano sopra le carni sotto Eliogabalo. Ad esse furono


a cagione dei vestimenti di lana. aggiunti portici magnifici da Alessan-
Ma siccome il mangiare e il ve- dro Severo, che stabilì nuove ter-
stire introdotti per mantenere la me a canto di quelle di Nerone
vita , e per cuoprire , e difendere d'onde il complesso di quelle fab-
il corpo a poco a poco si ridussero briche ricevette il nome di terme.
al lusso più splendido cosi avven- , Alessandrine. Aureliano e Diocle-
ne ancora de' Bagni. Prima con pri- ziano furono gli ultimi imperatori
vata modestia incominciossi a co- i quali ne facessero costruire ; ma
struirsene di pensili nelle case , e quelle di Diocleziano superarono in
nelle ville, finché crebbe a tanto il grandezza tutte le altre.
lusso,che arrivò all'estremo, sicco- Quelle terme erano per lo più
me si può vedere presso il me- di forma quadrata oblunga cinte ,

desimo Seneca neh' epistola citata. all'intorno da mura; ma lo spazio


I Bagni converlironsi in edificii im- in esse contenuto aveva tre altri
mensi destinati al lavacro non meno recinti, cosicché l'uno trovavasi rin-
che ai giuochi ginnastici ed altri chiuso nell'altro. Il primo contene-
giungendo sotto i
piacevoli esercizii, va le camere dove sovente i filosofi
corrotti imperatori a dar asilo alle disputavano od insegnavano, e quel-
più studiate oscenità. Clemente A- le dove esercitavansi gli atleti. Il

Jessandrino nello stesso libro III del secondo conteneva spazii liberi, pas-
Pedagogo, capo V, fa menzione del- seggi , viali, biblioteche, sale di de-
le sedie d'oro e d'argento, e dei clamazione ec. Il terzo , nel mezzo
vasi innumerabili degli stessi metalli, dell' edifizio, avea i Bagni propria-
che vi erano nei bagni. E le due mente detti frammezzati da portici
sedie di porfido, delle quali i Papi cortili, oppure (come nelle terme
si servivano nel loro possesso al di Alessandro Severo ) l' intero edi-
Laterano, si vuole che avessero ser- fìcio era circondalo da un parco
vito pei Bagni stessi, e che il fora- che molto contribuiva all' abbelli-
me servisse per iscolatoio dell'acqua, mento generale. I bagni più gran-
dopo il bagno. diosi erano composti di sei parti
Dione Cassio nella vita di Au- La prima era quella, nella
principali.
gusto riferisce , che Mecenate fece quale coloro che andavano a lavarsi
edificare i primi sontuosi Bagni pub- deponevano le vesti e perciò con
blici; ma si sa che Marco Agrippa, voce greca diceasi assoditerio, e con
genero di Augusto, quando fu edi- romana voce spoliatorio. Ivi i ca-
le , aprì a beneficio del popolo psarii aveano cura di custodire le
centosessanta Bagni pubblici. Nero- vesti. La seconda parte era il frigi-
ne in appresso, Vespasiano, Tito, dario, cioè destinata bagni fred- ai

Domiziano, e quasi tutti gl'impe- di. Il tepidario era la terza, perchè

ratori eressero Bagni ornati dei col mezzo dell' aria temperata pre-
marmi più preziosi, e colle forme venisse gli effetti perniciosi del pas-
della più bella architettura, ed essi saggio subitaneo dal caldo al fred-
medesimi compiacevansi talvolta di do. La quarta era il sudario o la-
bagnarsi col popolo. Por altro le coni cum , specie di stufa secondo
,

BAG BAG 39

l' uso della Laconia. La quinta era più antiche di tutte; le Antonianc
il balneum, od il bagno propria- erette da Antonio Caracalla non lun-
mente detto, che conteneva talvolta gi dalla porta Appia; quelle di Ti-

sino a duecento individui.


tremila to, e di Trajano, ambedue edifica-

ed untano dai greci te neh' Esquilino sugli avanzi dei


Eleotesio dai ,

romani nominavasi la sesta camera palazzi Neroniani ; leDomiziane ver-


nella quale conservavansi gli olii, ed so la più orientale pianura del cam-
i profumi. Quanto agli ornamenti, po Marzio; le Severiane, e le Au-
le terme dei romani erano per lo reliane nel quartiere di Trasteve-
più abbellite da statue , da bassi re ; le Gordiane vicino alla porta
rilievi , e da pitture, come rilevasi Esquilina; le Costantiniane sul Qui-
negli avanzi ancora esistenti in B_o- rinale, le amplissime Diocleziane fra

ma. Le città d' Italia imitarono il l'antica porta Collina, e l'odierna


lusso e la splendidezza dei romani, Pia , e quelle finalmente di JVova-
splendidezza pur presa ad imitare to , e di Olimpio, delle quali incer-
da tutte le altre città dell' impero tamente s'indicano le traccie verso la
romano. Suburra. Vedi tutte queste terme
Per avere un' idea della copia illustrate, riunite in un corpo e pub-

di colonne, sculture, marmi ed al- blicate a Londra da Cameron nel


tri ornamenti profusi, basti
squisiti 1772.
dire che degli avanzi dissotterrali da L'ora del lavarsi era dal mezzo
una sola anzi reggia che terma
, giorno fino alla sera, perchè era pre-
molti e molti edifìcii esuberante- parazione al cibo, giacché usavano
mente si abbellirono, e quanto alla gli antichi di mangiare una sola vol-
grandezza si ricorda solo che le ta il giorno, cioè verso la sera. Ma
misure delle terme di Caracalla perchè è un grande incentivo al-

e di Diocleziano sorpassavano una la libidine il trarsi di dosso le ve-


circonferenza di quattromila due- sti, e rendersi nudi, i cristiani dei
cento piedi. quali era più severa la disciplina,

Alcune Terme erano senza prez- procurarono di moderare 1' uso dei
zo a tutti aperte: in altre si dava Bagni.
un quattrino onde disse Giovena-: Abbiamo dalla vita di s. Basilio
le (Satyra 6) lavarsi fino alla per- il Grande, fiorito nel 329, che fra
fezione , con un quattrino. I fan- le mortificazioni onde macerava
ciulli che non avevano ancora quat- il suo corpo, si asteneva dal Bagno,
tordici anni, non pagavano; onde cosa di grande privazione ne' paesi
volendo dire lo stesso Giovenale [Sa- caldi , di Cesarea di
essendo egli

tyra 1 3), che una tale cosa non la Cappadocia. Pure il Bagno fu con-
credevano altri, che i fanciulli, dis- cesso anche ai monaci, i quali lo
se Nec pueri credimi, rasi qui non-
: usavano fraora di prima
l' e di ,

dum cere lavantur. compieta. Teodoro rampognava


S.
Contami sino a dodici gli avanzi coloro, che si recavano al Bagno
delle terme che ancora sussistono in dopo la santa comunione, e molti
Roma Alessandrine che apparten-
: le santi se ne astennero per ispirito

nero a Nerone e ad Alessandro Severo di penitenza.


poco distanti dal civico Agonale; le Secondo l'annalista Baronio, le

Agrippine prossime al Panteon, e le dame avevano ne' Bagni pubblici


,, ,

4o BAG BAG
luogo separato da quello degli uo- sono in Roma attualmente i Bagni
mini ; ma s. Girolamo nell' epistola dell'acqua santa , la quale è molto
XLVII non approva, che le vergini efficace per varie malattie, e perciò
si bagnassero pel pericolo della pu- se ne beve in gran copia. Papa Pio
rità e del virginale candore. Quindi VI nel 1778 accordò un impre-
furono poi affatto tolti i Bagni e stilo all' Arcispedale di s. Giovanni
le terme, introducendosi universal- cui appartengono per renderli più
mente l'uso delle camicie di lino, comodi ed utili. In varie città e
onde in s. Giacomo apostolo, primo luoghi dello Slato Pontificio , come
vescovo di Gerusalemme è scritto : si sono
dice a' rispettivi articoli , vi
Giacomo fratello del Signore, no- Bagni di acque salubri e Clemen- ,

minalo il giusto, fin dalla prima te XI, del 1700, presso quelli di
età non bebbe ne vino, ne birra, né Nocera, fabbricò delle case per co-
adoperò unguento, né balsamo. Egli modo degl' infermi che vanno a ba-
stesso adoperava vesti di lino. gnarsi, ed a beverne le acque.
Parlando il Butler nelle sue Fe- Sui buoni effetti del Bagno e so-
ste Mobili, del Giovedì Santo, ec- pra le cautele di che devesi usare
co quanto dice : Altra fiata i ca- per evitarne i pericoli, veggasi Gio-
tecumeni si lavavano e purificava- vanni Floyer.
no il corpo in questo giorno per BAGNO (s.) di Fontanelle. V.
presentarsi con maggior decenza la s. Vandreoesilo.
vigilia di Pasqua al santo fonte BAGNO, Ordine, equestre. Anti-
ove dovevano ricevere il battesimo. camente tra le diverse maniere di
Parecchi altri, che non volevano far creare un cavaliere una ve n' era,
uso del bagno in tutta la quaresi- per la quale, rasa prima la barba
ma lo facevano il giovedì santo
, al candidato, si metteva poscia nel
affine di purgarsi dalle brutture, che Bagno, donde, rimastovi alcun tem-
avessero potuto conti-arre per le po, si passava in un letto, all'alzar-

austerità della santa quaresima. si dal quale gli si dava una veste
Molte Terme furono ridotte in con cappuccio. Trascorreva la notte
chiese,come quelle di Novato, e di in orazione, e dopo aver ascoltata
Timoteo convertite nel titolo di Pa- la messa, rimesso veniva nel letto.

store o s. Pudenziana. Ivi dimorò Destato che fosse, lo si vestiva con


prima il principe degli Apostoli, e una veste rossa , ed era cinto, con
poi s. Giustino martire. Le Terme bianca cintura. Così conducevasi a
di Diocleziano in Roma, che al pa- colui, che doveagli conferire l' Or-
ro di quelle di Massimiano in Car- diue cavalleresco Questi davagli
.

tagine furono fabbricate dai soldati dapprima un abbracciamento, indi


cristiani condannati e dai martiri alcune piattonate sopra le spalle e

e quindi erette col lavoro dei san- facevagli attaccare gli speroni d'oro.
ti, vennero in chiese. E fu
rivolte Tale pratica vigeva in Francia, in
il SommoPontefice Pio IV, che nel Inghilterra, in Italia ed altrove, con
1
559, convertì in sontuosa chiesa a alcune variazioni però nelle cerimonie,
memoria ed onore di Maria Vergi- giusta il costume dei paesi. Ma ciò, che
ne e degli Angeli quella di Diocle- era una semplice cerimonia negli altri
ziano. paesi divenne in Inghilterra un Or-
Fuori di Porta s. Giovanni vi dine particolare equestre. Vorrebbo-
BAG BAG 4 t

no alcuni che primo ad istituirlo fosse divino sagrifizio, che qui per brevi-
stato Riccardo II re d'Inghilterra, nel tà si omettono. Terminata la mes-
377, ed altri Enrico IV nel 1399.
1 sa il novizio veniva rimesso nel let-

Al giungere alla corte di colui, che to coperto da gran copertone d'o-


esserdovea creato cavaliere, assegna- ro, in inglese detto Sigleton. Ad ora
ti venivano due scudieri, accioc-
gli acconcia prescriveva il re, che i suo-
ché dirigessero tutta la funzione. Se natori ed i cavalieri si recassero
arrivava alla corte innanzi l'ora del alla stanza di lui per isvegliarlo e
pranzo, doveva servire il re in ta- per vestirlo.
vola per la prima portata solamen- Ognuno dei cavalieri gli dava
te, fornita la qual cerimonia due
i quindi una parte delle vesti caval-
scudieri conducevanlo nella camera leresche, indi montavano tutti a ca-
a lui destinata, ed un barbiere, ver- vallo. Il cavallo però del novello ca-
so sera, gli radeva la barba intanto valiere era in maniera particolare a
che ogni cosa si andava preparando fornimenti bianchi e neri addobbato.
pel Bagno. Per ordine del re alcuni Così moveano tutti alla reggia pre-
cavalieri entravano allora nella stan- ceduti da un giovanetto scudiere che
za onde ammaestrare ad uno ad uno portava gli speroni, la spada e l'elmo.
genuflessi il candidato sulle leggi del- Alla reggia venivano ricevuti dai
la cavalleria, ed intanto altri cava- marescialli e con ap-
dagli uscieri
lieri, rimasti sulla porta, saltavano, posite cerimonie. E giunto che fos-
danzavano e cantavano. se il re, gli fàcea porre da due ca-
Ciò compiuto cavato era il candi- valieri gli speroni, ed egli medesimo
dato dal Bagno, e posto nel suo letto lo cingea della spada, nel mentre che
finché fosse asciugato; indi veniva ve- ilnuovo cavaliere alzate in alto le
stitoancora ed adornato con veste mani giunte, lo abbracciava. Battea-
rossa a foggia di eremita, acciocché gli poscia il re sul collo, e resolo buon
vegliasse tutta la notte. Entravano cavalìere3 lo baciava eziandio. Allo-
a questo fine i cavalieri per condurre ra la comitiva accompagnava il no-
tra i suoni ed i canti il candidato vizio alla cappella sino all' allo del-
nella cappella, dove rimanevano chiu- l'altare, dove giurava genuflesso di
si con esso i due scudieri, i sacer- sostenere i diritti della Chiesa per
doti, primo cavaliere padrino ed
il tutta la vita. Levatasi di poi da sé
una Finché albeggiava
sentinella . stesso la spada ed offertala a Dio
pregava il nuovo cavaliere tutta la ed al sostegno delle vedove e dei
notte impetrando dal Signore di pupilli, prendea una zuppa di vino,
sostenere onorevolmente la nuova con che finita la cerimonia eccle-
dignità, e come il giorno fosse spun- siastica, all'uscire della cappella gli

tato, si confessava, ascoltava mattu- erano tolti gli speroni, e gli si diceva,
tino e messa, e se avesse voluto, era che dove commettesse cosa disdice-
comunicato. Durante la messa ardea vole all' Ordine gli sarebbero stati
,

innanzi a lui un cereo sino al van- rotti sui suoi talloni. Bicondotto
gelo; al vangelo portato veniva dallo nella sala, mensa co' ca-
ed assiso a
stesso candidato, e dopo sino al ter- valieri, da essi di ogni
era servito
mine della messa era il cereo rimes- cosa; ma né mangiava, né beveva,
so dinanzi a lui. Varie altre cerimo- né mai si moveva. Alzatosi il re
nie compivansi in vari punti del dalla tavola, il novello cavaliere ac-
VOL. IV. 6
4* IÌAG BAG
compagnato era dalla maggior co- esser civile) ed in com-
presi dal
mitiva dei cavalieri sino alla sua mendatori (centottanta).
stanza. Ivi congedavasi da tutti e L'Ordine del Cagno, nel 1 8 3 4>
pranzava. Poscia spoglialo de' suoi oltre a quattro principi della fami-
abbigliamenti, erano o ad un essi dati glia reale annoverava sessantuno
,

amido o ad un suonatore con una, gran croci nella milizia venti nel ,

con due, o con più marche d'ar- civile e nove gran croci onorarii
gento, secondo la condizione. La stranieri; di più centocinquanta com-
cappa rossa della notte era però mendatori, dodici dei quali erano
donata o ad una sentinella, o ad un al servizio della compagnia delle
nobile. Quindi vestito con una ve- Indie Orientali, e sedici commenda-
ste cilestre, gli si faceva pendere dal- tori onorarii stranieri.
la spalla sinistra un laccio di seta BAGNO. Cardinal dei conti Gui-
bianco, laccio che portava sempre di: Gio. Francesco. V. Guidi.
sopra qualsivoglia abito, finché acqui- BAGNOLI o BAGNOLIAN1. E-
statosionore tra le armi fosse sta- retici del secolo ottavo, che ricevet-
to o da un principe, o da
sciolto tero il nome dalla città di Bagnol
qualche dama. Fornito il pranzo, i nella Linguadoca. Furono chiamati
cavalieried i gentiluomini si reca- eziandio Concordesi ovvero Cazochesi.
vano ancora presso il nuovo cava- Costoro seguivano gli errori dei mani-
liere , il quale condotto al re te- chei; rigettavano l'antico testamen-
neva discorso di ringraziamento. to, e parte del nuovo; sostenevano
Alcuni dicono, che altre volte in che Dio non crea le anime quando
luogo del laccio riferito, portasse- le congiunge ai corpi e che il inon-;

ro que' cavalieri per insegna usua- do è eterno. Nel secolo decimoterzo


le uno scudetto d'oro con tre co- si diede questo nome anche ad una

rone a significare le tre virtù teo- setta di cattali.


logali, e con questo motto: tria in BAGNOREA (Balneoregien.) Cit-
unum, per alludere ai tre regni uni- tà con residenza vescovile nello sta-
ti d'Inghilterra. Nondimeno dalle fi- to Pontificio. Bagno rea
così nomina-
gure, rappreseli tanti le antiche ceri- ta negli atti da alcuni viene
officiali,

monie praticate nella creazione di appellata Bagnarea, ed anticamente


siffatti cavalieri, pare che ciò non fu conosciuta sotto la denominazio-
fosse. V. Nicol. Upton de studio ne di Flovempagi. Fu poi chiamata
militari cum
Edoardi Bissei; notisj Bhoda e Ch'ita 3 coi quali nomi si
Giustiniani Schoonebeck nelle
, e chiamano ora le sue principali contra-
Storie degli Ordini militari, non de. E una piccola città di circa tre mi-
che Francesco Redi nel suo Bacco la abitanti ed esiste sopra un colle
in Toscana. alle cui làide scorre 1' umile torrente

Quest'Ordine fu dimenticato in Chiaro. E cinta da cupi dirupamen-


Inghilterra sotto Giacomo II, Gu- ti, e perciò soltanto pel ponte, eret-
glielmo III e la reginaAnna; ma tovi dal celebre Vignola, si ha in-
fu rinnovato, il dì 7 giugno 172^, gresso per la porta principale. I din-
da Giorgio I, ed il numero de' suoi torni di Bagnorca sono rimai clic voli

cavalieri fu fissato a trentasei. Nel per un vulcano spento, e le sue ro-


181 5 era diviso in gran croci (set- vine sono bizzarre e degne dello -In-
tantadue , dodici dei quali possono dio de' geologi per essersi ivi subissa-
,

BAG B AG 43
te le antiche rinomate terme, da cui poiché nello stesso giorno in cui fu
si crede le derivasse il nome di dato il vescovo alle due unite chie-
Bagno Regio. Ora è rimasta solo se, gli abitanti di Bagnorea, otten-
in essa ima polla d' acqua acido- nero dal medesimo Nicolò V un
sulfurea efficace pei mali della cute. proprio e particolare vescovo, come
Sebbene i terremoti abbiano più scrivono i compilatori del Bollano
volte orrendamente scossa questa cit- del capitolo di s. Pietro in Vati-
tà dalle fondamenta, ed in singoiar cano, tomo II pag. 100.
modo, nel i<3o '>, nel Pontificato di
/
Bagnorea cadde , come afferma
Innocenzo XII, anzi interamente de- Paolo diacono lib. IV, sotto le ar-
vastata, nondimeno essa ha alcuni mi dei longobardi verso 1' anno ,

regolari edificii con la cattedrale^ de- 606, legnando Agilulfo quarto loro
dicata a san Donato martire, ed uf- re. Di que' tempi, ovvero de' tempi
ficiata da sette canonici. Altre chie- gotici, si rinvenne in questa città,
se bastantemente ornate in essa pu- nel 1727, un raro anello d'oro, di
re esistono, oltre un un
seminario, cui tratta il Muratori nella disserta-
monte di pietà, una casa mae-di zione XXXV sopra le antichità ita-

stre pie, varii conventi, un moni- liane. Quell' anello rappresenta il

stero , un ospedale recentemente


e busto d' un uomo barbaro, con le

fabbricato. La diocesi contiene alcu- lettere AVFRETI, Aufredo, per lo

ne piccole città e borgate. che ha prova, che qualche illu-


si

La sede vescovile di Bagnorea, che stre longobardo, o goto abbia po-


600, da
vuoisi istituita avanti l'anno sto stanza, e sia morto in questa
tempo immemorabile è soggetta im- città, avvegnaché la capigliatura, la

mediatamente alla Sede Apostolica, e barba, ed i davi, cioè le vestimen-


vanta l'origine dall'epoca dei disce- ta di quella effigie, non che l'uso
poli di G. C. Viene ricordata, in di quegli anelli, sono segni caratte-
una lettera ad Eulogio vescovo chiu- ristici dei grandi signori settentrio-
sino, da Gregorio I, Magno Pon-
s. nali.

tefice del 590, e fu resa illustre da Allorché Carlo Magno restituiva

parecchi insigni suoi vescovi, fra i alla s. Sede tutti i suoi stati, e ro-
quali da s. Ildebrando, che nel con- vesciava e distruggeva, nel 773,
cilio romano, celebrato neh' 868 da sotto Papa Adriano regno dei I, il

Adriano II Papa, per la terza volta longobardi anche Bagnorea venne


,

scomunicò l'arrogante Fozio pseudo- accolta all'ombra del pacifico do-


patriarca di Costantinopoli {V. s. Il- minio della romana Chiesa. Le suc-
debrando). Il Novaes, nel tomo V cessive lagrimevoli vicende la im-
pag. 3 , riporta
1 1 che il Sommo mersero nondimeno nel sangue, la
Pontefice Eugenio IV, nel i44^, fecero segno alle tremende fazioni,
fece vescovo di Bagnorea, Nicolò e la rapivano talora, e vicendevol-
Boggieri romano, dell' Ordine dei mente la restituivano a' sovrani Pon-
minori francescani, ch'era stato due tefici. Come è celebre la restitu-

volte penitenziere in Roma nella ba- zione che ne fece l' imperatore Ot-
silica vaticana , morto il quale nel tone III, il quale regnò dal 983
i449 Nicolò V, unì questo ve- all'anno 1002, così é celebre del
scovato a quello di Viterbo. Tale pari il lamento che Pasquale li.
unione per altro durò poco tempo eletto nel 1099, fece all'impala
,

44 BAG BAG
tore Enrico IV, perchè volesse ri- IV, fissò la festività di 8. Bonaven-
tornare al patrimonio di s. Pietro tura nel dì della sua morte, con
varii dominii, fra' quali Bagnorea, tol- indulgenza plenaria a quelli, che in
ta per la grave differenza insorta essa visitassero una chiesa di france-
tra il sacerdozio, e l'impero, per scani in Lione, in e in Bagno- Roma,
le investiture ecclesiastiche. Bagnorea si
rea. Nella cattedrale di
Sorpresa Roma, nel da
i4y6, conserva un codice da lui scritto
una fiera pestilenza, da
cagionata sulla sacra Scrittura, ed il brac-
un'inondazione del Tevere, che som- cio destro. Il medesimo Sisto V
merse tutti i luoghi piani della cit- non solo ornò s. Bonaventura col
tà, il Pontefice Sisto IV, della Ro- titolo di dottore della Chiesa , ma
vere, vedendo la diserzione, che se- fondò in Roma un collegio pel suo
guiva nella città, uscì anch' egli da Ordine, sotto il nome del santo,
quel soggiorno di morte, a' i o giu- che tuttora fiorisce, come ancora
gno, accompagnato da sei Cardinali ed fece stampare le opere di lui.
andò alla volta di Viterbo. Ma essen- La città di Bagnorea si gloria di
do anche colà penetrata la peste, si molti altri illustri cittadini, che si di-
recò a Campagnano, e poscia da A- stinsero nelle dignità ecclesiastiche
quasparta si condusse, a' 22 agosto, nel foro, nelle scienze e nelle armi.
a Bagnorea donde si diresse per
, Merita però speciale ricordanza s.

Assisi. Bernardo ultimo vescovo di Voscia,


Il Cardinal Filippo Calandrili! di e primo di Castro, egregio antenato
Sarzana, fratello uterino di Nicolò della famiglia Janni tuttora esistente.
V summentovato, vescovo di Porto Anticamente Bagnorea reggevasi
e penitenziere maggiore come te- , con proprie leggi, e sceglieva a suo
stifica il padre Costantino Baby, piacimento un podestà per le qui-
morì in Bagnorea dov' era allog- stioni civili e criminali. In appres-
giato per seguire Sisto IV. Trasfe- so ebbe un prelato governatore , e
rito in Roma il suo corpo, fu se- tra i molti Cardinali governatori,
polto nella chiesa di s. Lorenzo in che la onorarono, meritano menzio-
Lucina, già suo titolo Cardinalizio. ne i seguenti: B_oberto Pucci fioren-
Il menzionato Pontefice Sisto IV, tino, penitenziere maggiore, creato
a'i4 aprile 1482, canonizzò solen- da Paolo 1542, morto in
III, nel
nemente, mediante la costituzione Boma nel i547, con fama di sin-
Superna, che si legge nel tomo III golare innocenza e fedeltà negli im-
parte III del Bollano romano pag. pieghi esercitati Beginaldo Polo
.

182, Bonaventura Fidanza, chia-


s. de' duchi di Suffolch, parente del re
mato nel battesimo Giovanni, nato d'Inghilterra, uno de' più grand' uo-
in Bagnorea nel 122 1, e fatto pri- mini, che abbia prodotto quel re-
ma generale de' minori, indi Cardi- gno, fatto Cardinale da Paolo III
nal vescovo di Albano, da Grego- nel i536 e morto in Inghilterra
rio X
nel 1273, e morto nel tempo nel i558, dopo aver ricusato di
che assisteva al concilio generale XIV succedere a Paolo III; e Gio. Gi-
in Lione, a' 14 luglio 1274, dopo rolamo Albani bergamasco, celebre
aver introdotto nella Chiesa le con- giurisconsulto e famoso capitano, e-
fraternite de' secolari. Sisto V poi levato alla porpora, nel 1570, da s.

«le' minori conventuali, come Sisto Pio V. Fu mecenate di Torquato


BAG BAI 43
Tasso, e morì nel 1^9 r
,
poco man- la stagione. Dopo aver disimpegnato
cando che non fosse successore di al suo ufficio pel corso di ventisei

Gregorio XIV, come dice il citato anni, terminò di vivere ai 21 gen-


Novaes tomo VII pag. 23 1. naio del 1706. Il Baillet lasciò al-
Attualmente Bagnorea è retta da cune opere, nelle quali sebbene si
un governatore laico dipendente , possa desiderare maggiore purità di
dalla delegazione apostolica di Vi- stile, tuttavolta si riconosce, quanto
terbo, e nel 1660 vi si pubblicaro- egli fosse erudito. Tra queste si an-
no delle ordinanze sinodali assai sti- noverano: / gìudìzii degli eruditi
mate. Il regnante Pontefice Grego- sulle principali opere degli autorij
rio XVI, nel concistoro de' 29 lu- Della divozione alla b. tergine e
glio 833, prepose a vescovo di Ba-
1 del culto a lei dovuto j Dei fanciul-
gnorea monsignor Gaetano Balulh li divenuti celebri pei loro studii e
d'Ancona, che poscia inviò per In- pe loro scritti j Delle satire perso-
ternunzio e delegato apostolico nel- nali j contro V and- Baillet di Me-
la Nuova Granata. nage; Autori celati sotto nomi diffe-

BAILLET Adriano. Sortì la cul- renti, presi ad imprestito, supposti


la, nel 1649, a Neuville , villaggio fatti a piacere, in cifre, rivoltali

poco distante da Beauvais. Il desi- trasportali, o cangiati da una lin-

derio, che egh mostrava di fornire gua un altra; Vita di Cartesio;


in
la mente di cognizioni, indusse i Storia d' Olanda, dalla tregua del
suoi genitori ad affidarlo ad alcuni 1609, fino alla pace di Nimega
francescani, affinchè lo informassero del iGjqj Della condotta delle ani-
alla scienza ed alla pietà. In segui- me, sotto il nome di Daret de Vii-
to Adriano proseguì il corso degli leneuve j Vite dei santi j Storia del-
3
studii nel collegio di Beauvais, ove le feste, mobili j Vile de santi del-

tanta lode si proccaciò, die ben pre- l' antico testamento j Cronologia e
gio fu eletto professore di umanità. topografia de" santi j Massime di
Quindi venne insignito degli ordini s. Stefano di Gr ammoni j Vita di
sacri, e per qualche tempo sostenne Edmondo, Richer, e di Goffredo
1' ufficio di parroco . Ma siccome Hermantj Storia delle questioni del
le cure della parrochia non gli per- Papa Bonifacio Vili con Filippo
mettevano di consecrarsi all' acqui- il Bello re di Francia j Relazione
sto di nuove letterarie e scientifiche curiosa, e nuove della Moscovia.
cognizioni, egli rinunziò alla sua di- Avvi da ultimo un'opera, che si

gnità affine di applicarsi con mag- attribuisce a Baillet, intitolata : Nuo-


gior agio a quegli studii, che for- va relazione contenente ì viaggi di
marono mai sempre la sua più cara s. Tommaso Gage nella nuova Spa-
occupazione. gna, tradotta in francese dall' in-

Passò quindi presso 1' avvocalo glese, da Beaulieu Huet Oncil.


generale Lamoignon che gli com- , BAINO (s.). Verso la metà del

mise la custodia della sua bibliote- secolo sesto illustrava la sede ve-

ca. Contento il Baillet di aver conse- scovile di Terovana, che ai nostri

guitomi impiego conforme al proprio giorni chiamasi di s. Audomaro.


genio, diedesi con tutto l'impegno L' amore però , eh' ei nutriva al-

allo studio, e si procacciò l'amici- la solitudine, lo indusse a rinun-


zia degli uomini più eruditi di quel- ziare alla mitra, per ritirarsi nel-
40 BAJ BAJ
la badia di san \ "andregesilo in Nor- a Malines nel territorio di Ath Tan-
mandia. La fedeltà con cui corrispo- no 1 5 1 3, malgrado condotta re-
la

se alla sua vocazione, gli procacciò golare e la studiata modestia, aveva


Ja stima di lutti, e ben presto lo fece manifestati tali sentimenti da inspi-
innalzare alla dignità di abbate. La rare sino dal tempo del suo baccel-
sua divozione verso le reliquie dei lierato, giusti timori al cancelliere
santi era assai tenera; e molto si ado- dell' università di Lovanio, per cui
perava affinchè si rendesse alle me- lungamente sì a lui, che allo stretto
desine il debito onore. Per la qual suo amico, Giovanni Hessels, os-
cosa mentre sedeva sulla sede ve- sia Giovanni di Lovanio differita ,

scovile, trasferì le reliquie di s. Ama- venne la laurea dottorale. In quel


to dal monistero di Brneil nella tempo molto agitavansi le questioni
chiesa di Donai, e diede onorevole della grazia e del libero arbitrio,
sepoltura ai corpi dei s. Luglio e per cui Domenico Soto, professore
Luciano, i quali erano stati barba- dell'università di Dilinga insieme ad
ramente uccisi dagli assassini. Dopo- altri uomini sommi, presagiva i pre-
ché fu abbate, trasportò solenne- giudizi!, che per quelle questioni re-
mente i corpi dei santi Vandregesilo, car potevano alla dottrina degli an-
si

Ansberto , e Wulfrano nella chiesa tichi padri, ed a quella singolarmente


ili s. Pietro, ove i monaci celebra- di s. Agostino. Tanto bastò a Baio
vano i divini uffizi]. In seguilo il ed al suo amico Giovanni di Lova-
duca dei francesi Pipino affidò il nio per comporre un sistema, pel
governo della badia di Fleury a quale veniva accagionato di semi-
san Baino, che dopo cinque anni pelagianismo ciò, che non si confor-
compì la sua carriera mortale, nel mava alle idee loro, anzi proclama-
711. I martirologi francesi ne fanno rono apertamente essersi risvegliata

menzione nel giorno 20 giugno. nella Chiesa quella eresia. Principii


BA1ZINA. Sede vescovile metro- sì mal fondati si sarebbero ben pre-
politana della diocesi di Servia. sto introdotti nell università di Lo-
BAIA ni tutti 1 sarti. Città con vanio , dove un argine non fosse
residenza di un arcivescovo, nel Bra- stato opposto dai vecchi dottori di
sile. V. S. Salvatore deila Baia di quella scuola. Se non che, chiamati
TUTTI I SAXTI NEL BbASLLE. que' sapienti al concilio di Tren-
BAIANA. Città vescovile della to , Baio ebbe modo di entrare
provincia di Numidia in Africa . 11 nell università ,
prima come sup-
suo vescovo Felice intervenne al plente al vecchio Giovanni d" Hes-
concilio di Cartagine sotto Grato. sels, e poi come professore cfìèttivo.
Beiano, vescovo di questa città, fu In seguito Giovanni di Lovanio di-
condannato nel concilio di Bagaia venne rettore dell'università subito
1' anno 3o,4- dopo la morte del cancelliere Buar-
BàJANESIMO. Comechè respi- do Tapper. La morte di quel gran-
rasse la Chiesa dalle ferite, onde fu de uomo, quella di Bavestein, in
lacero il suo seno per mano del seguito accaduta, e la nomina dei
luteranismo , terger non poteva al piìi rispettabili dottori a diversi ve-

tutto le lagrime pel nuovo ramo di scovati dei Paesi Bassi, misero il

eresie uscito ceppo del lutera- dal colmo alla disgrazia dell'università,
nismo medesimo. Michele Bajo, nato ed un campo ai due novatori di-
BAJ BAJ 47
schiusero a poter promulgare le per- necessario per adempiere ad un pre-
niciose dottrine. cetto, è poi spesso ricusato ai fede-
Dapprima Baio, affine di non of- li, talvolta ai giusti, e generalmente
fendere i discepoli ed i colleglli, a lutti gl'infedeli, finché tali si riman-
finse dicombattere piuttosto il me- gono, perocché la fede, secondo Ba-
todo dell' insegnamento antico, che rn, è la prima grazia, nò havvi altra
la sostanza delle cose. Inveiva con- fede vera da quella in fuori che o-
tro la scolastica, e contro la filo- pcra per la carità. Di più, diceva, che
sofìa, mostrava sommo zelo per la senza la grazia 1' uomo non ha forza
Scrittura e pei padri , specialmen- che per peccare : che pecca realmen-
te per sant'Agostino (del quale te in tutte le sue azioni, persino
più volte aveva lette le opere ) e nell' orazione, nella elemosina , nel
faceva pompa di voler convertire rispetto verso i genitori, ec, e che
i protestanti. Con un metodo sì a più forte ragione tutte le o-
saggio, dove sia acconciamente ado- pere degl' infedeli sono altrettanti
perato; ma che spesso in mano dei peccati, e causa sono di danna-
novatori è un manto per nascon- zione.
dere i fini fallaci, infettò anche Baio Siffatta orribile dottrina, per la
gran numero di giovani, che sparsi quale Dio è rappresentalo come un
dopo il corso degli studii per le tiranno, che punisce colpe commes-
città per le provincie e persino
,
se per insuperabile necessità, era pa-
ne' chiostri seminavano la zizzania. rimente sostenuta da Giovanni di Lo-
Le case dell'Ordine di s. Francesco vanio, amico di Baio, dicendo: non
furono le prime ad avvedersi delle esservi alcun male nel commettere
opinioni serpeggianti in esse, e fu- ciò che non si poteva evitare, giac-
rono le prime a raccogliere diciotto ché tale impotenza era stata data
proposizioni, e ad inviarle alla uni- in pena del peccato originale. Su
versità di Parigi, i cui dottrinali questa base comune del luteranismo
giudizii passavano per oracoli nelle e del semi-luteranismo e si eresse-
scuole cristiane. I dottori, congrega- ro altre scandalose asserzioni intorno
tisi ai 27 giugno i56o, dichiararono alla perfetta contrizione, alla imma-
false quelle proposizioni, e quindici colata Concezione, ed alle afflizioni

ne censurarono come eretiche. del giusto , e si diffusero siffat-

Baio replicò con artificiosa apo- tamente, che il celebre vescovo di


logia in forma di osservazioni a Arras, Antonio di Gran velie, passa-
tali censure , stabilendo in sostan- to all' arcivescovato di Malines ed
za, che la volontà e la libertà sono alla carica di primo ministro delle
una cosa medesima quanto agli ef- Fiandre, fu costretto ad invitare nel-
fetti , che quanto è volontario è la sua duplice qualità, i due novatori

libero di una libertà sufficiente a Hessels e Baio, sgridarli alla pre-


meritar premii e castighi che l'uo- : senza di alcuni testi mOnii, e proibi-
mo, il quale pecca necessariamente, re loro un linguaggio così alto ad ec-
vale a dire che commette un pec- citare lo scandalo. Quel rimedio dive-
cato cui non poteva evitare, incon- niva troppo debole; ma la Fiandra
tra 1' eterna dannazione : clie il pec- eia in condizione da non poter ten-
cato è inevitabile senza il soccorso tarne uno più rigoroso. Tanto gli

della grazia_, e che questo soccorso, innumerabili settarii, che colle d<.<
48 BAJ BAJ
trine recate dalla Germania, dalla desolata patria stretta tra la du-
Francia e dall'Inghilterra, l'anda- rezza di Spagna, ed il furore de'
vano tormentando, quanto il gene- suoi. Ma i giorni del terrore, i

rale malcontento della nobiltà con- più preziosi pei novatori, lo furo-
tro il governo spagnuolo, ivi allora no pur anco per Hessels e Baio, i

dominante, erano tali semi da poter quali tra quelle angustie si misero
fàcilmente congiungersi d' interessi, a consolidare meglio il sistema loro.
se non di principii, ai due faziosi Iguoti non erano alla Sede Apo-
novatori, e strascinare i popoli alla stolica quei mali, anzi era già inte-
turbolenza. sa a recarne i rimedii. Pio V, che
Adoperate pertanto da quel ve- allora occupava il soglio Pontifi-
scovo le vie della dolcezza , usò ai cio non solo affrettò l' esame delle
novatori mille guise di distinzioni e proposizioni stategli denunziate, ma
di benevolenza, facendoli persino de- assistette egli medesimo a quell'esa-
putati al concilio di Trento, di cni as- me, a cui ebbero pur parte i dot-
sistettero alle tre ultime sessioni, e tori di tutte le nazioni, non sospet-
dove male repressero i torti loro sen- ti a Baio.
timenti diretti a sopire ilnonmale,, e Compiuto l'esame sopra ogni ope-
ad estinguerlo. Nondimeno cupamen- ra di lui, il Pontefice pronunziò de-
te il male progrediva. Mentre Baio finitiva sentenza, anzi sopra settan-
pascevasi a Trento degli onori, il suo tasei proposizioni, che sopra le di-
partito spargeva pei Paesi Bassi i ciotto censurate a Parigi. Tuttavol-
trattati di lui sul libero arbitrio, ta, dicendo la bolla: sebbene alcune
sulla carità, sulla giustificazione ; trat- di tali proposizioni 3 possano in
tati nei quali le dette proposizioni qualche modo sostenersi, prendendo-
erano vestite di colori insidiosi. Tut- le a rigore e nel senso proprio del-
ti i dottori ortodossi gemevano nel le Noi pero le condanniamo
parole,
silenzio e la corte sperava la guari- come rispettivamente eretiche } erro-
gione del male, perchè non ne udiva nee j sospette , temerarie , scandalo-
più i lamenti. se ed offensive le pie orecchie, co-
I mali umori del popolo bel- me pure condanniamo tuttocib clic

gio, cagionati dalle riforme religio- slato detto o scritto in loro favore.
se e dall' odio al governo di Spa- Da ciò insorsero alcune dispute sulla
gna, giunsero a segno da voler Fi- pretesa omissione di una virgola tra
lippo II recarsi egli stesso a met- la parola sostenersi e prendendole
tere ordine in que' paesi. Pure, pre- a rigore. Gli apologisti del baiane-
so nuovo ne die la cura
consiglio, simo pretendevano, che la bolla di
al duca d' Alba, il più gran capita- s. Pio V permettesse sostenere a ri-
no che avesse allora la Spagna, ma gore e nel senso proprio degli au-
il carnefice ad un tempo il più spie- tori alcune delle proposizioni con-
tato. Di forche, di ruote si empie- dannate. Ma siccome la condanna è
rono le piazze, principali fuggiva-
i complessiva, le cavillazoni quindi
no in Germania, intanto che i ri- non potevano distruggere il valore di
belli, favoriti dagli ugonotti di Fran- una bolla dogmatica avente per og-
cia , dai protestanti degli altri stati getto il senso proprio e naturale di
e dall' Inghilterra allestivano due tutti i testi che dannava.
eserciti, e piombavano sulla stessa .Mezzi soavissimi furono nondime-
BAJ BAJ 49
no adoperati per mettere ad effetto del Sarebbe avvenuto
baianesimo.
quella bolla in essa non Tennero
:
il medesimo forse anche dell'univer-
nominati né i due novatori, né i ti- sità di Lovanio, se ingenua fosse sta-

toli dei libri loro ; anzi la condi- ta la condotta di Baio. Idolatra pe-
scendenza giunse a segno da non rò egli delle opinioni proprie, era
pubblicare la bolla né a Roma, né caduto in un misero stato di tri-
in Fiandra, né in Lovanio medesi- stezza al vederle dannate; accusava
mo, ove l'errore era nato. Conten- i suoi giudici, o perchè non lo avea-
to il Pontefice di soffocarlo senza no ascoltato innanzi di giudicarlo,
pregiudicare gli autori di esso, affidò o perchè male avevano estratte le
1' esecuzione dei decreti al menzio- proposizioni da' suoi libri, o perchè
nato Cardinale di Granvelle, od a ignoravasi, al suo dire, che molte
quel delegato, di cui gli fosse pia- erano state sostenute dalle scuole
ciuto servirsi. Di latti quel Cardi- cattoliche, e persino insegnate da s.

dinale, trovandosi allora in B-oma, Agostino e da s. Prospero. Mori-


commise al proprio vicario genera- glione pazientemente gli dimostrava
le Massimiliano Moriglione che fa- , come fossero a torto quelle accuse;
cesse accettare la bolla da Baio e , Baio pur non sapeva persuadersene,
che lo inducesse a proscrivere le anzi con aria minacciosa prometteva
proposizioni ed i libri da cui furo- di scrivere contro la bolla. Ciò di fat-
no estratte. Il duca d'Alba continuava ti egli mantenne, ed indirizzò l'apo-
ad inondare di sangue le diciassette logia al Cardinale Simonelto, e per-
provincie de' Paesi Bassi, e così per- fino al Sommo Pontefice. Questi,
seguitava indistintamente tutti i no- acciocché niun argomento rimanes-
vatori, che niun eretico osava levar- se di doglianza a quel settario, fece
si maschera. A quel commissario
la sottoporre ad altro esame le già dan-
apostolico fu quindi facile allora di nate proposizioni, le quali vennero
indurre Baio alla sommissione. Adu- trovate nuovamente degne di con-
nata ancor dallo stesso Baio la fa- danna, e quindi il Pontefice confer-
coltà teologica di Lòvanio, fu riso- mò la sentenza contro esse pronun-
luto, che tanto a voce come in iscrit- ciata, e ne notificò la conferma con
to ognuno dovesse astenersi e dalle breve, datato il i3 maggio i566.
proposizioni dannate e dai libri on- Dato pure dal Pontefice incarico al
de si trassero. La bolla Pontifìcia, Cardinal di Granvelle di spedire quel
datata primo ottobre del i56j
il
,
breve a Moriglione suo vicario aposto-
ebbe la piena sua esecuzione a Lo- lico, affinchè fosse a Baio consegnalo

vanio ai 29 del susseguente di- per l'abiura delle proposizioni e per


cembre. la ricerca dell'assoluzione dalle censu-
Ma gli
avvenimenti posteriori, e la re, Baio al riceverlo si mostrò, al suo
fortuna avuta dai ribelli, fecero can- solito, ubbidiente, chiese l'assoluzione,
giar faccia alle cose e mostrarono e si pose ginocchioni per riceverla.
di qual sorta fosse la sincerità di Ma quando il vicario dovette rifiuta-
Baio. Moriglione purgava frattanto re di farlo , finché non abiurasse alle
l'Ordine di s. Francesco dalle novi- proposizioni, ei si non
rialzò, e disse :

tà insinuatevi, faceva deporre qual- poterlo fare dove non avesse copia
che provinciale resistente, ed obbli- della bolla per distinguere quali pro-
gai sommessi all'abiura solenne
i posizioni, in virtù della medesima
voi.. IV. 7
5o BAJ BA J
potevano sostenersi e quali no. Il bolo devoto, divise le sue proposi-
vicario soggiunse allora non aver zioni in quattro classi : ì
."
in quelle
volato dare il Pontefice copia del- false ben condannate, ma da lui
e
a
la bolla, né ai novatori , né agli non mai sostenute; 2. in quelle rese
avversarii loro, affine di seppellire ambigue e maliziose, perchè non si
ogni cosa nel silenzio. Contento di era penetrato il senso de' suoi libri;
tali disposizioni, Caio pregò che più 3. '
in quelle male estratte e condan-
non si disputasse siili* argomento a nabili per le sole appendici fattevi
a
Lovanio, ed introdusse cosi nella dai compilatori; 4- in quelle confes-
Chiesa quel simulacro di rispetto di- sate da lui, ma
odiose soltanto per
venuto cotanto celebre sotto il no- essere enunziate col linguaggio dei
me di silenzio rispettoso, eh' è quan- padri, piuttosto che con quello de-
to a dire una venerazione esteriore gli scolastici. Per le quali cose in ul-
di ciò, che si disprezzava interna- tima analisi rimproverava egli la Se-
mente. Faceva quindi mestieri di de della verità e della religione, per
stringere e minacciare; al che, do- la negligenza, per la ignoranza , e
po molle tergiversazioni, acconsenti per la iniquità manifestate ne' suoi
Baio di accettare assolutamente la giudizii. Quest'orgoglio, velato da
bolla sebbene non volesse sottoscri-
, un'apparente modestia, non sedusse
vere l'atto, dicendo bastevole la ver- punto i cattolici illuminati, che ben
bale sua adesione. Per un riguardo videro invece un ipocrita, quale il

fu sorpassato da Moriglione a quel- volgeva contro la podestà Pontifìcia


la formalità, ma non andò guari a l'indulgenza e la longanimità usa-
conoscere quanto fosse pericoloso il ta verso di lui. Laonde portarono
transigere con un novatore. le istanze al governatore acciocché
Frattanto, per la morte già indi- facesse pubblicare la bolla nelle scuo-
cata del dottore Ravestein, divenuto le di Lovanio, ed inducesse Baio a
Baio decano dell' università
il
,
sottoscriverla insieme a tutti gli al-
né avendo per colleghi altro che i tri dottori. •

propri discepoli attaccati alla sua Il duca d'Alba, inteso a estingue-


(.lotti ina, e teneri di lui, credet- re il fuoco della ribellione fomen-
te quello un opportuno momento tato dalle sette protestanti , non sof-
per rientrare nel campo di batta- friva al certo la formazione di nuo-
glia, obbliar le promesse, le reite- va setta, che, unita alle altre, po-
rate sommissioni, l'abiura ed infine teva cagionar la rovina dello sta-
audacemente sostenere le proposi- to. Immediatamente risolse di dar
zioni condannate. Tale condotta of- rigore alle decisioni della Santa
fese gli ortodossi. Ne portarono i Sede, e coli' opportunità che i ve-
lamenti ai vescovi della provincia, scovi del Belgio erano
adunati in
i quali obbligarono Baio a giustifi- un concilio nazionale a Malines per
carsi sulla recidiva, e ad esporre al- dare esecuzione al concilio di Tren-
la presenza dei dottori congregati i to, scrisse loro affinché ordinassero
veri suoi sentimenti sugli articoli la promulgazione di quella bolla. I
proscritti dalla bolla. prelati vi aderirono di buon animo,
Finse Baio di cedere al parere e vollero innanzi tutto, che due ve-
dei vescovi, ed al cospetto della u- scovi andassero a trovar Baio co-
niversità raccolta, dopo un prcam- me deputato del concilio, per co-
. oi

BAJ BAJ m
municargli il decreto del concìlio" formidabile duca d'Alba. La sua
medesimo. Il dottore, già formato ignominia restò registrala nei fasti
alla dissimulazione, fu largo di pro- della sua università; ma non per-
messe a que' vescovi, che le sue in- tanto ei non divenne più fedele alle
sidie doveano deludere. sue promesse ed ai suoi giuramenti.
Moriglione intanto, incaricato di duca d'Alba, e chiesto
Sconfitto il

comunicare il decreto del concilio il suo dilaniata la Fiandra


ritiro,
alla facoltà teologica di Lovanio, pub- da cinque fazioni, che richiamavano
blicò solennemente la bolla : ex om- i vescovi a guarentire i popoli loro
nibus qfflictionibus, ed ottenne la dagli errori della Francia e della
pronta ubbidienza per parte di tutti Germania, ebbe quindi Baio aperto
que' dottori ; ma sull'esempio del loro il varco a poter disseminare un'altra
maestro, usavano essi sutterfugi, per voltale sue dottrine, e stringersi con

non sottoscrivere la bolla, dichiaran- Marnix, signor di sant'Algonda, con-


do persino che né il Papa, né il con- fidente del principe d'Orange e
cilio esigevano tale sottoscrizione dotto calvinista. Non vedendo egli
Fu necessaria una lettera espressa che un passo tra Baio e Calvino,
dei vescovi di Vessori , d' Ipri e di tentò di farglielo fare, e riunire per
Gand, rendere pubblica quella
a tal modo il semi-calvinismo al cal-
sfacciataggine.E forse che al vedersi vinismo rigoroso. Accordava Baio
così smascherati avranno ubbidito i con Marnix essere la sacra Scrittura
Lovanisti; ma non esiste vermi do- l' unico giudice di tvitte le tradizioni
cumento della sottoscrizione , che ecclesiastiche, e cedeva sopra alcuni
per avventura col tempo sarà stata testi riguardanti la presenza reale,
rimossa dai discepoli di Baio. per cui avvicinavasi agli eretici sotto
Tale era lo stato dell'affare, quan- pretesto di convertirli. Se non che
do il Papa esortò il duca d'Alba il vortice in cui la guerra immerse
a finirla, facendo emanare dalla il signor di sant'Algonda non fece
facoltà teologica un decreto, sotto- progredire lo scandalo ; ma intanto
scritto da tutti i membri e dichia- Baio pubblicava apologie contro il
rante legittima la condanna di tutte padre Horance francescano , ed il
le proposizioni, pronto il ritiro e rimproverava d'aver tradita la causa
degli scritti, che le contenevano. de' cattolici affine di giustificare le

Avendo il duca di Alba scritto alla equivoche sue relazioni col signor
facoltà in termini da voler essere di sant'Algonda.
ubbidito, i dottori si raccolsero, ad Ma allorquando vide il tumuli
eccezione di Baio. Egli però, atterrito delle armi allontanarsi da Lovanio,
dal serio aspetto delle cose, avea di- ed il rimanente della Fiandra in
chiarato in sul finire di un esercizio preda alla discordia, tutto si volse
teologico, che si sarebbe attenuto al contro la bolla Pontificia ed ammu-
giudizio della facoltà, la quale una- tinarono contro essa i suoi seguaci
nimamente ubbidì, e sottoscrisse alla divenuti più fieri per essere il loro
costituzione di Pio V, il che Baio maestro salito al grado di cancel-
pur fece. In tal guisa l' ostinazione liere e di conservatore dei privilegi
di lui cedette al peso dell' autorità dell'università. Gli ortodossi rappre-
riunita del capo della Chiesa e del sentarono allora, che il miglior mez-
clero nazionale, e soprattutto del zo di reprimere e sconcertare quei
,

5b BAJ BAJ
nemici della Chiesa era di toglier al volo senza le ali. I tenebrosi
loro qualunque speranza di veder suoi partigiani continuarono a scredi-
rivocata la bolla di Pio V, facen- tare la bolla di Roma, e pretendeva-
dola sancire da Gregorio XIII suo no, piìi meritasse solamente quel si-

immediato successore, e pubblicare quale non obbliga


lenzio rispettoso, il

nuovamente a Lovanio. che ad una riserva di convenienza,


Il re di Spagna fece appoggiar senza aver alcun influsso sul giudi-
tali domande presso il santo Padre, zio e sull' adesione
interna. In tal
il quale vi aderì, pubblicando, ai 29 forma, con un laberinto di cavilla-
gennaio 1^79, una costituzione in zioni, si fece strada il giansenismo,
conferma della bolla di Pio V, e stabilendosi sotto altri nomi un se-
facendola bandire solennemente per mi-calvinismo che, malgrado la Chie-
ricavare di bel nuovo da Baio una sa, parve ai men veggenti una por-

Ta-
ritrattazione formale in iscritto. zione di essa. V. La Storia del Ba-
le incombenza fu da lui affidata al fanismo del p. Duchene.
padre Toledo, gesuita spagnuolo, es- Baio passò di questa vita il 16
perto teologo e mediatore eminente, settembre 1^89, nel settantesimo an-
e Baio restò infatti ad lui così con- no dell'età sua, e le sue opere fu-
vinto, che riguardò le sue proposi- rono stampate per la maggior parte
zioni giustamente condannate nel in Lovanio nel i566 e 1077, ed
senso naturale de' suoi scritti. Ciò in Colonia nel 1 696 , insieme ai

ottenuto da Toledo, raccolse la fa- documenti che si riferiscono alla


,

coltà teologica, e richiesto prima Baio storia della sua vita. Consistono esse
indi il resto dell'assemblea, se reli- in opuscoletti versanti sul peccato
giosamente avrebbero osservata la originale j sul modo con cui e ri-
bolla, concordi gridarono ri-
tutti messo j sul merito delle opere j sul-
ceverla con sommissione e promet- la giustizia originale j sulle virili

tere di ubbidirla. degli empi j sulla libertà j sulla ca-


Non restava che la sottoscrizione rità j sulla giustizia j sulla giustifi-
di Baio così ricalcitrante ad ogni cazionej sul sacrificio^ sulle indul-
sottoscrizione; ma anche quella vol- genzej sulle preci pei defunti e sui
ta vi si rifiutava finché , fosse ti- sacramenti in genere. Compose al-
more, o destrezza per parte del com- tresì molte opere di controversia
missario, mostrassi di verso da sé me- sulla Chiesa j sul potere del Papa,
desimo, e diede una ritrattazione ed alcune lettere. Trovansi ancora
sottoscritta, che superò qualunque inediti alcuni commentarli di Baio
speranza. Tutta volta, o per incostan- sul maestro delle sentenze e sui
za, o per cattivo consiglio, oppure salmi.
per ostinazione e cattiva fede non BAJONA. Città con residenza ve-
trascorse l' anno , eh' ei ristabilì il scovile in Francia, nella Guascogna,
cardine del favorito suo sistema dipartimento dei Bassi - Pirenei . Il

ed avanzò di bel nuovo alcune nome di Bajona , Lapurdum, città


pubbliche tesi col dire, che essen- ricca e forte del Beam, deriva da
do stalo creato V uomo per fare Baja eona, che in lingua ba-
ilbene come gli uccelli per volare, sca significa Baja buona o buon ,

era inetto al bene dopo la rovina porto. Una colonia di baschi essen-
delle sue forze, così come l'uccello do passata in Irlanda , vi portò il
,

15 A J BAJ >3

suo idioma, il che sappiamo da Giral- desi e presso l'isola di Finlandia;


do Cambrense, il quale ci offre una in somma il suo traffico per mare
descrizione molto curiosa delle ar- e per terra è importantissimo , ed
mi, degli abiti, e dei costumi di esteso assai.
questi popoli. Questa città, riputata Il paese circostante di Labour
molto pel suo commercio, giace sui così appellato da Lapurdem, fu abi-
fiumi AdaUr e Niva, lungi una le- tato da' baschi di origine cantabri,
ga circa dal mare in vicinanza del i quali cacciati dalla patria quivi si

golfo di Biscaglia.Viene essa divi- stabilirono. Tale paese estendevasi


sa dal JVive, che internamente l'at- anticamente dall' Adour sino a san
traversa in tre parti, mentre all'ester- Sebastiano nella provincia di Gui-
no l'Adour ne rade le muraglia. puscoa. Intorno a questo paese veg-
Il tratto più grande racchiude uno gansi Plinio e Pomponio Mela ,

antico castello guernito di torri ro- che parlano dell' origine de' baschi.
tonde: nella parte più piccola (ri- Sembra che la lingua di que' popo-
dotta dai due fiumi in foggia di li sia in sostanza quella degli anti-
penisola) vedesi altro forte circon- chi bretoni, la quale in parte si è
dato da quattro formidabili bastio- conservata nel paese di Galles, e
ni. Isolato sorge il terzo quartiere, nella Bassa-Bretagna . Il paese di

che riguardasi come sobborgo, e che Labour è si sterile, che va esente


chiamasi dello Spirilo Santo, né co- da ogni ordinaria gabella, e paga
munica col rimanente che per aiu- soltanto al re un piccolo tributo.
to d'un ponte di legno. In esso si Alcimi autori sostengono, che la cit-
vede la maggiore cittadella, che in tà di Bajona abbia avuto dei ve-
forma quadrilatera s'erge sopra una scovi fino dall'anno 38 1; ma leg-

altura, e domina tutta la città, il por- gesi nella Gallia Christiana nova,
to e la circonvicina campagna. Le non averne avuti prima del 980.
principali fortificazioni di questa cit- La sua sede vescovile, già suffraga-
tadella sono opera del rinomato nea di Tolosa, ora lo è della me-
Yauban. In Bajona, piazza forte di tropoli di Auch, e sono i pre-
distinti

prim' ordine e eh' è la chiave della gi della sua cattedrale. Decorala è


Francia dal lato di Spagna, vi è Bajona altresì da una scelta bi-

una direzione generale di artiglieria, blioteca, dalla zecca, dalle scuole


ed un vasto arsenale. Il porto vie- di nautica, e di disegno. Questa
ne dai due fiumi formato, ed offre diocesi, che si estendea per lo passa-
comodo asilo, comunque sia di ac- to fino alla città di s. Sebastiano

cesso difficile, né altro che navi in Ispagna, non contiene ora che
mezzane possano costruirsi ne' suoi settantadue parrocchie , che sono
cantieri. Bajona ha il vantaggio parte nella terra di Labour, parte
unico in Francia, di aver due rivie- nella bassa Navarra. Fontarabia, e
re, e ne' due suoi fiumi osservasi il le altre ventinove, che le apparte-
fenomeno del flusso e riflusso. Si nevano altre volte, ora dipendono
deve a questa città l'invenzione del- dal vescovo di Pamplona e di Ca-
le Bajonette. Molte furono le bar- lahorra. Questo smembramento lu
che di Bajona, che per la prima fatto da Papa s. Pio V, del i566, ad
volta tentarono, nel i6o5, la pesca istanza di Filippo II re di Spagna.
delle balene nelle acque groenlan- Bajona fu patria di s. Leone vesco-
,

54 T* AJ BAJ
vo eli essa, apostolo dei baschi, e con gran pompa seguì il giura-
martire, nato nell'856. V. s. Leone. mento prestato dai due re Filippo
Dominata in principio Bajona da IV e Luigi XIV, affine di perpetua-
particolari signori, ebbe, fino dal I X mente conservarla. In Marac, bel
secolo, dei visconti che dorarono
, castello di delizia contiguo a
Ba-
sino al 120 5. Unita poscia al du- jona, Carlo IV Spagna per
re di
calo di Guienna, ebbe a sostenere volere di Napoleone, nel maggio del
vigorosi assedii da' suoi potenti vi- 1808, rinunziò il trono, che a' 17
cini, cioè i re d'Aragona, ed i viscon- marzo avea già ceduto in Aranjuez
ti del Bearn. Alfonso I re d'Ara- a Ferdinando VII suo figlio. Custo-
gona, nel 1 104., l'assediò e la prese: dito era già Ferdinando VII a Ba-
Gastone principe del Bearn l'asse- jona, allorché per ordine dello stes-
diò pure liei 12.53. Nel i^.5i la so imperatore de' francesi vi fu ,

tolse il re di Francia Carlo VII, il trasferitoCarlo IV e la reale fa-


Vittorioso, agli inglesi nel regno di miglia ingiungendosi a Carlo IV
,

Enrico VI, e ne arricchì la coróna. di disapprovare l'atto di Aranjuez,


Il re Carlo IX eseguì nelle sue mu- e cedere i propri diritti a favore
ra l'abboccamento con Elisabetta re- della Francia. Dopo di che il re fu
gina di Spagna sua sorella, moglie mandato a Roma, e Ferdinando VII
di Filippo III, nel i5gg, e vano fu fu racchiuso nella fortezza di Valen-
negli anni susseguenti ogni sforzo cay, e venne obbligato poscia a Bor-
degli spagnuoli per tentare la fe- deaux a prestare la sua adesione al-

deltà delle sue genti , che salde si l'atto suddetto. Gli studiosi comizii
mantennero contro famosa lega, la di Bajona proclamarono Giuseppe
a favore della anche nel-
legittimità, Bonaparte fratello di Napoleone
,

l'avvenimento al trono di Enrico IV, per re di Spagna e dell'Indie; ma


il Grande, già re di Navarra e si- ben presto, insorta tutta la provin-
gnore del Bearn. In Saint Jean de cia, ebbe principio l'eroica guerra,
Luz (Lusius sficus) ,
piccola città in sostenuta intrepidamente fino al
riva alla Nivette, nel 1660, fu ce- 1 8 1 4» nel qual anno gli spagnuoli,
lebrato il matrimonio di Luigi XIV, collegati agl'inglesi, intrapresero l' as-
con Maria Teresa d' Austria in- , sedio della città di Bajona, che non
fante di Spagna, figliuola di Filippo ebbe a cessare , se non dopo il

IV , ciò che poi fece risolvere il trattato di Parigi, pel quale ritor-
fratello della sposa Carlo II a la- nò Luigi XVIII sul trono di Fran-
sciare, nel 1700, per testamento la cia, e Ferdinando VII su quello di
corona spagnuola al re di Francia, Spagna.
per cui Luigi XIV vi prepose il suo BAJULI, capitolari. Nell'Ordi-
nipote Filippo V. Tale matrimonio fu ne di Malta o gerosolimitano si ,

conseguenza della celebre pace de' Pi- chiamano con tal nome quelli che
renei , trattata e concili usa nell' iso- posseggono de' Baliagi dell' Ordi-
la de' Fagiani, nel mezzo della Bi- ne. Diconsi poi Baiali conventuali
dassoa, dal Cardinale Mazzarini per i capi delle otto lingue, che hanno
la Francia, e da d. Luigi de Flato residenza nel convento della relazione
per Spagna nel iG^c); pace che
la di Malta.
apportò tra i due popoli stabile BAJULI de' vescovi, e degli arda-
concordia. Fu a' 9 luglio 1660, che ti. Sono ciucili che dai francesi si ap-
,

BAR BAR 55
pellano baillis capilulaircs e che so- le istanze di Uladislao V re di Un-
no uffiziali domestici degli uni, e de- gheria e della repubblica veneta,
gli altri. Chiamami pure Bandi i venne da Alessandro VI, nell'ottava
servitoli e domestici, che i Cardinali promozione fatta in Roma l' anno
conducono seco in conclave colla qua- i5o2, creato, benché assente, Car-
lifica d'inservienti. Niuno però de' dinal di S. Romana Chiesa, riceven-
Cardinali può eleggere il suo, do- do poi il presbiterale del titolo di

vendo nominare quello di uno l'al- s.Martino, fatto legato a latere di


tro Porporato, benché in conclave si pressoché tutto il Settentrione do-
facciano servire dal proprio. ve non vi fu città o provincia in
BAJULI, CERCOSTARI, STAUEOFERI, ec. cui non penetrasse. Ottenuta po-
Uffiziali, che portano la croce, i can- scia da Leone X apposita facol- ,

delieri , ed altro nelle processioni. tà di predicare la crociata contro


BAJULO. Uffiziale conventuale, il turco, che minacciava l'Ungheria,
che riceveva, o distribuiva legati i non vi volle meno, che tutta l'au-

ed il denaro offerto pei divini ser- torità e saviezza del Cardinale a


vigi e pegli anniversarii. stornare le ruine, che sarebbero de-
BARACZ o BACOCZI Tommaso, rivate da un esercito di sessan-
Cardinale . Bacoczi Tommaso da ta mila uomini i quali, invece che ,

poveri ed ignobili parenti ebbe i combattere i musulmani , rivolse-


natali circa la metà del secolo de- ro le forze contro ai grandi del-
cimoquinto ad Herdoulk nella dio- l' Aiutò assai Leone
Ungheria. X
cesi di Vesprin neh' Ungheria, come a stabilire la pace tra i principi cri-
affermano il Garimberte nelle vite stiani; nel i5i3 andò a Roma per

di alcuni Cardinali3 e Simone Sa- la seconda volta per ottener soc-


muel nella Porpora canonica. Fi- corso contro i turchi e visitò ,

no dai primi anni applicossi se- devotamente il santuario di Lo-


riamente agli studii, prima in Bolo- reto. In Vienna fu presente alle
gna, quindi a Ferrara ed in segui- nozze solenni eh' ebbero luogo tra
,

to venne ammesso alla corte del Anna figlia di Uladislao re d' Un-
Cardinal Ippolito d' Este, vescovo di gheria e l'imperatore Massimiliano,
Agria, in qualità di segretario. Fu cos'i pure a quelle di Maria nipote

da ciò, ch'egli crebbe a tanto di pote- dello stesso Cesare, e Lodovico re di


re e riputazione, specialmente pres- Ungheria. Amabile e dolce era l' in-
so il re Mattia Corvino, che in bre- dole di lui ; usava belle maniere
ve non solo fu eletto cancelliere verso tutti , e specialmente si mo-
del regno e regio segretario, ma di strava generoso nel sostenere a
più venne promosso alla dignità di proprio carico in Vienna Stri-
,

vescovo di Alba e di Agria nel 1 497 » gonia ed anche in Italia buon nu-

ed ascese anche alla cattedra della mero di giovani , affinchè progre-


metropolitana di Strigonia. Non si sa dissero nei buoni costumi e nel-

donde abbia attinto il Fleury che le lettere. Di più, affine di proteg-


questo Cardinale sia stato eletto ve- gere i confini dell' Ungheria man-
scovo di Torino, dacché nella se- teneva armato numerosissimo eserci-
rie dei pastori di quella Chiesa tes- to. Intervenne da ultimo ai conclavi
suta dall' Ughellio, non si parla mi- di Pio III, e Leone X, ed avendo
nimamente del Bacoczi. Bensì, per arricchito di feudi suoi, mori nella
i
, ,

56 B A L BAL
sua patria nel i 51 1 , come racco- di pietra, di legno, che
di ferro,
gliesi da un manoscritto} che conser- sono destinate a chiudere il cancello
vasi nella biblioteca vaticana. di una cappella, il coro d'una chie-
BAKERDA. Città vescovile di Cal- sa. V. Basilica Chiesa. ,

dea, sotto la metropoli di Nisiba col- BALBEK, Baaxbek o El-Bekaa.


locata entro un'isola del Tigri, lon- Città vescovile della Turchia Asiatica
tana dodici miglia da Mossili. Fu nella Siria e propriamente nella valle
poscia eretta in arcivescovato. di Beka tra il Libano e l'Anti-Libano.
BALADA. Città vescovile di Cal- Diviene interessante pegli avanzi dei
dea nella provincia di Nisibi, sottopo- monumenti di Eliopoli cioè città _,

sta alla metropoli di questo nome. del Sole, della quale credesi che
Cinque città sono chiamate con que- occupi il luogo. Non se ne vedono
sto nome, che in arabo significa ora che le rovine. Era città vesco-
paese. Quella, di cui ora si parla, è vile dei giacobiti , dipendente da
situata nel Diar-Rabia nella Meso- Antiochia, alla quale erano soggetti
potamia, sulla sponda occidentale del coloro, che dimoravano ne' dintorni
Tigri, nella pianura di Bekino, per fino a Damasco e che, diminuito ,

la quale si va a Nisibi, ed è distante il numero de' giacobiti si sono riu- ,

da Mosul a settentrione sei o sette niti in una sola diocesi, cioè a Da-
paransaghe, ognuna delle quali so- masco. Vedevasi però ancora un
no cinquanta stadi. vescovo giacobita nel XYI secolo
BALANDA. Città vescovile, di Li- nel monistero di Deriloomor , vici-

dia nella diocesi di Asia, della quale no ad Eliopoli. Sotto Costantino se


non si fa menzione che nei conci li i. ne fece una chiesa cristiana , che
BALANEA. Città vescovile della sussistette fino all'irruzione de' bar-
seconda Siria nella diocesi di Antio- bari. Balbeck fu presa da Abou
chia, sotto la metropoli d'Apamea, capitano generale del califfo Omar .

che, secondo Commanville, ebbe un nel i4or. Tamerlano s'impadronì di


vescovo latino all'epoca delle crociate. questa citta, la quale nel 1759 sog-
Alcuni ritengono, clic fosse posta ai giacque ad un terremoto, che la di-
lidi del mare. S. Gio. Grisostomo strusse.
avvisa, a ciò che sembra, esser que- BALBISSAoBARBALISSI. Città
sta la patria chiaman-
di Porfirio, vescovile di Ponto , nella seconda
dolo Bataniotes, senza alcun dub- Cappadocia. Trovasi che verso il

bio in vece di Balanocotes. Altri 11 43 Basilio Tianeo, innanzi ad un


sostennero, eh' essa fosse compresa concilio presieduto dal patriarca Mi-
nella teodoriale provincia, stabilita chele Oxita, denunziò Clemente di
dall' imperatore Giustiniano ; ma Saseme, e Leonzio di Barbalissa
una tale provincia non è considerata come fattisi colpevoli dell' eresia

nella distribuzione dello stato eccle- de' bogomili. Furono essi per que-
siastico. Balanca oggi non è che sto motivo deposti, in vigore di un
un meschino villaggio situato nel decreto riportato da Leone Allazio.
mare di Siria. Leonzio non meno che Clemente,
B AL AUSTR AT A Bolustrìum . furono astretti a confessare , che la

balustrum , cancelli , dathri cla- _,


loro ordinazione erasi fatta contro
thralum septum colunnellariim se- le leggi della Chiesa.
plum. E una sene di colonnette BALTUJ11A. Città vescovile di Li-
BAL BAL 57
eia nella diocesi di Asia sotto la me- ecclesiastici; tuttavia rileviamo, che
tropoli di Rodi. Innocenzo III, eletto nel i 198 fece ,

BALDACCHINO. È una tenda memoria, che si portava la mappula.


o coperto tessuto in seta ed oro, sopra Pontefice.
il In quel torno
per lo più di forma quadra, con venia adoperato anche ne' funerali
là ci e o drappelloni pendenti. Esso è delle persone cospicue. Cherubino
di due sorta; l'uno stabile, l'altro Ghirarducci, nella Storia di Bologna
portabile Il primo si tiene affis-
. all'anno 1620, scrisse che morto
so sopra gli altari o sopra i troni essendo Guglielmo Guidozagni, uo-
del Pontefice, de' vescovi, degli ab- mo celebre in lettere, nelle ese-
bati, de' principi o de' gran perso- quie gli fu posto sopra il Baldac-
naggi qual segno di onor distinto; chino, secondo la costumanza di
il secondo, che viene sostenuto da quell' età. Che poi sin dal secolo
aste o bastoni si porta sopra il
, decimoquarto venisse portato sopra
ss. Sacramento, nelle processioni, la ss. Eucaristia , ne fa testimo-
sopra le preziose reliquie ed anche nianza il Martene (De antìq. ecel.
sopra la persona del Papa , de' pre- ritib. lib. Ili , e. 25), ove descrive
lati e principi secolari, che in certi il rito della processione del ss. Sa-
incontri vengono ricevuti e accom- cramento , che si faceva secondo le

pagnati sotto il Baldacchino. Veggasi antiche consuetudini di s. Dionigio.


il Pontificale Romano p. 3. Le regole generali su' Baldacchini
Da principio, quando era immo- prescrivono, che quelli i quali stanno
bile, si faceva di bronzo, o di altro sopra gli altari , debbano essere di
metallo, di legno o di qualche altra sufficiente grandezza per coprirli in-
materia, con figure ed ornamenti. teramente, e debbano pur essere del
In appresso venne fabbricato di colore relativo all' uffizio ,
quando
stona ricchissima , di broccato , di però non constino di legno dorato
damasco, ed a questo sembra essere o di altra materia. Quelli degli ab-
stato più propriamente applicato il bati non possono essere tessuti in
nome di Baldacchino; sebbene esem- oro , e non deggiono essere alzati
pi non manchino, che in qualche che nelle feste più solenni, in cui
incontro sia stato anche di semplice celebrano pontificalmente. A molti
lino. V. X Ordine di Benedetto ca- di questi Baldacchino fu concesso
il

nonico § 4°- da Urbano Vili; agli Olivetani cioè


Parecchie appellazioni ebbe sor- colla costituzione Exponi nobis etc.,

tite negli antichi rituali. V. Mabil- de' 4 aprile 1629; a' cassinensi col-

lon alle Note dell' Ordine Romano. l'altra Exponi nobis, degli 1 1 luglio
Fu chiamato /annone, mappula 3 1 629 ; con una nuova Ex-
a' celestini

velo ed anche ombrella. Così nel- poni nobis, de' 26 settembre 1629,
1' Ordine
di Benedetto Amelio vien ed a' camaldolesi colla costituzione Nu-
detto panno, e palio nel Diario per, de' i5 settembre i63?.. Egual-
di Stefano Infessura, riportato dal mente venne accordato dalla S. C.
Cancellieri ne' suoi Possessi. V. Om- de' riti, ì5 gennaio i633, a' pre-
brellino insegna di dignità. lati della congregazione de' canonici
Non è troppo facil cosa lo stabi- regolari lateranesi, che hanno l'uso
lire precisamente in qual' epoca si della mitra e del bacolo. Laddove
abbia cominciato ad usarlo ne' riti s' innalzi il Baldacchino sul trono
voi. iv. 8
,

58 EA L BAL
degli accennati , come anche su Nelle altre funzioni ecclesiastiche;
quello de' vescovi, il suo colore de- nelle quali interviene il Papa sotto
ve conformarsi a quello dell'uffizio. Baldacchino, le aste, che son ot-
Ma veniamo alle rubriche di Roma to ,
vengono sostenute da differenti
in riguardo a' Baldacchini. qualità di persone, a seconda della
o
In questa città presentemente vie- funzione medesima. Nella processio-
ne portato sopra la persona del ne del Corpus Domini si portano
Pontefice allorché parato delle sacre coli' ordine seguente. Dalla cappellai
vesti prende il possesso nella Basi- Sistina del Vaticano sino al secondo
lica lateranese ,
quando in pubblico ripiano della scala regia le sostengo-
discende per celebrare i Pontificali, no i prelati referendarii vestiti di roc-
nella processione del Corpus Do- chetto e inantelletta. A questi vengo-
mini, in quelle per le funzioni delle no consegnate da' mazzieri nella cap-
candele e delle palme, nelle solenni pella accennala. Dal detto ripiano
benedizioni, nelle canonizzazioni e sino alla porta della Catena, ove stan-
quando ripone le quarant'ore ed il no sempre gli svizzeri, gli alunni del
sepolcro nella cappella Paolina del collegio germanico in sottana e,

suo palazzo, nonché in altre cir- soprana rossa. Dalla Catena, fino al-
costanze. la metà del colonnato destro, gli a-
A' tempi, che ne'possessi dei Papi lunni del collegio urbano, in veste
si usava la solenne cavalcala co' pa- negra cinta da una fascia rossa; lino
ramenti sacri, il Pontefice partiva al termine del colonnato gli alunni
dalla basilica vaticana sotto il Bal- del collegio inglese in vesti negre;
dacchino, e le aste veniano portate fino al mezzo della piazza inferiore
da' romani fino alla basilica latera- otto sacerdoti in abito lungo negro;
nese, dove le prendevano i canonici fino al quartiere de' soldati, con ve-
di quella. Cessato poi quell' uso, sti succinte, e mantello di seta ne-
fino dal Pontificato di Leone X, gro i maestri di strada ed i mini-
eletto nel i ? 3 1 , ultimo che fece la stri del loro tribunale ; a questi suc-
cavalcata, venendo il Pontefice alla cedono per tutto il colonnato sini-
basilica del Laterano senza i sacri stro in abito di spada i deputati della
paramenti , li assume nel portico nazione fiorentina, gl'individui delle
della stessa chiesa ;
quindi là sol- arciconfraternite di s. Gio. Decollato e
tanto vien ricevuto sotto un nuovo di s. Giovanni de' fiorentini: dal por-
Baldacchino da quei canonici, che tut- tico sino all'ingresso del vestibolo, e-
tora ne sostengono le aste fino all'al- gualmente in abito di spada, i depu-
tare Papale, e, terminata la funzione, tati della nazione sanese, privilegio ad
dall' altare fino alla loggia , dove il essi accordato da Pio li loro concitta-
Papa sotto altro Baldacchino ante- dino, nel i458, cioè ad alcuni mem-
riormente preparato, impartisce l'a- bri dell' arciconfraternita della stessa
postolica benedizione. In tutte le log- nazione, eretta nel i5io,; fino poi
gie in cui il Pontefice dà la solen- al mezzo della basilica , cioè alla
ne benedizione, si alza un tal Bal- cappella di s. Sebastiano, gli alun-
dacchino. Talvolta quello portato ni accademia ecclesia-
della nobile
ne' Possessi de' Romani rimase a lo- stica, mantello di seta
in sottana e
ro, quindi fu devoluto a' canonici negro; in ultimo fino all'altare Papa-
a' quali rimane in proprietà. le, il senatore ed i conservatori di
B AL B A L £9
Roma col priore de' caporioni , e i Il Baldacchino immobile in Ro-
giudici capitolini in toga, e primii ma ricopre gli altari Papali delle
in rubone. Ivi giunto iltalamo su cui patriarcali basiliche, e cosi pure quel-
sta il Papa col ss. Sacramento, i li delle altre basiliche minori e col-
dodici parafrenieri lo calano a terra, legiate di altri insigni chiese, come
ed i prendouo le aste del
mazzieri ancora nella chiesa di s. Maria so-
baldacchino, che conseguano a' con- pra-Minerva e in diverse Chiese do-
frati del Corpo di Cristo, i quali lo ve gli altari principali sono isolati.
ripongono a suo luogo. Quest'Ordine Non sia discaro avere a questo
però non ebbe principio che sul luogo un' idea del più magnifico de'
cominciare del secolo XVI , prima Baldacchini, quello cioè di s. Pietro

del cpiale diversamente esegùivasi in Vaticano lavoro che attrae la


,

la cerimonia. V. Francesco Maria curiosità e l'ammirazione de' più in-


Torri gio Costituzioni dell' Arcicon- telligenti.Desso fu fatto fabbricare
fralernita del Corpo di Cristo in da Urbano Vili, ed il celebre Ber-

s. Pietro j Camillo Fanucci, Trattato nini ne fu l'artefice. Egli per for-


delle opere pie di Roma, Roma marlo impiegò cent' ottantaseimila
1601, lib. Ili, e. 45 Biagio di Ce- trecento e novantatre libbre di me-
sena 14 ghigno
ne' suoi Diarii ai tallo. Vien sostenuto da quattro smi-

i534, e Francesco Mucanzio a' io surate colonne spirali. Al di sopra


giugno i574. porta quattro statue di angeli iu
Nelle processioni poi delle basili- piedi con varie altre figure e quat-
che lateranese e vaticana, fatte nel- vanno ad
tro altissimi costoloni che
l' ottava del Corpus Domini , cui unirsi nel mezzo, reggono sopra e
interviene il Papa, le aste del Baldac- di sé una palla dorata con la croce
chino vengono sostenute da'monsigno- in cima. Le colonne sono in parte
ri camerieri segreti e di onore , e scannellate ed in parte coperte di
in loro mancanza dagli aiutanti di rabeschi superbi tutti dorati, com'è
Camera. Lo stesso vien praticato al- dorato tutto il Baldacchino. L' oro
lorché il Pontefice si reca in s. Pie- venne a quest' oggetto cosi profuso,
tro od altra basilica alla esposizione che ne furono impiegati quaranta-
e ri posizione del Ss. Sacramento seimila scudi. Per concepire qual
per le quarant' ore. Ma quando il sia la sua vastità, basti il dire che
Pontefice nel giovedì santo porta coprendo l'altare, si estende anche
la ss. Eucaristia dalla cappella Sisti- a coprire la confessione, o sepolcro
na alla Paolina pel santo sepolcro, de' ss. Apostoli.
le otto aste del Baldacchino vengo- Baldacchino cogli stemmi del
Il

no rette da' vescovi assistenti al so- Papa regnante ne'drappelloni, o fre-


glio vestiti di piviale bianco, ed in gii è posto ancora sopra l'Altare ed il

loro mancanza dai protonotari apo- trono nelle cappelle Pontificie ; così
stolici in cappa. , colla quale gli stes- pure nelle cappelle domestiche del
si vescovi le sostengono quando il Papa e nei palazzi apostolici. In que-
Papa prima domenica dell'Av-
nella sti ultimi ve ne sono tre per ogni
vento posta nella detta cappella Pao- appartamento; cioè due, uno nella ca-
lina il Ss. Sacramento in forma di mera di udienza, l'altro nella came-
quaranta ore. V. Cappelle Ponti- ra di pranzo il terzo in quella do-
,

fìcie. ve si tengono concistori, congregazio-


,

6o BAL BAL
ni, Que' Bal-
esami de* vescovi, ec. Nella camera eziandio del sena-
dacchini son di damasco o velluto tore di Roma, per concessione di
di seta chermisi con frangie e gal- Clemente XII, v'ha eretto il Bal-
loni d'oro. Ne'palazzi Pontificii poi dacchino. Così pure i conservatori
e nelle case religiose il Baldacchino di Roma in Campidoglio l'hanno
alzar non si può nella sala, e nep- di damasco rosso e giallo, aven-
pure nella camera di udienza o del te nel sopraccielo lo stemma del se-
trono, cosicché tanto in queste che nato romano per dossello un
, e
in quella vi si colloca alle pareti il arazzo rappresentante Roma, sopra
dossello colle armi gentilizie nella il quale evvi l'effigie del regnante
prima, e coli' immagine Ponte- del Pontefice.
fice nella seconda. Nella mattina del I romani e gli amba-
principi
concistoro pubblico, in cui il novel- sciatori lo pur essi tanto
erigono
lo Cardinale riceve il cappello al nella sala che nella camera del Iro-
trono dalle mani Papa allora
del no. Nella prima è collo stemma
viene scoperto lo stemma suo gen- gentilizio della loro famiglia ; nella
tilizio, sovrastato appunto dal cap- seconda i principi vi tengono il ri-

pello Cardinalizio, nel dossello del tratto del Papa regnante, e gli am-
Baldacchino della sala. basciatori quello del proprio sovra-
Il Baldacchino sta adunque eretto no. Quel Baldacchino è di seta ce-
sopra il trono che tengono i Cardinali leste trinato d'oro.
nella camera di udienza, e nella loro In aggiunta agli accennati perso-
sala. Il primo è di damasco rosso naggi, in Roma alzano Baldacchino
con frangie e trine d'oro. Di sotto nelle loro camere alcuni nobili mar-
v' ha il ritratto del regnante Pon- chesi, cioè, Theodoli, Cavalieri, Mas-
tefice dipinto in oglio con cornice simo , Costaguti e Patrizi , che ap-
dorata. Il secondo è di panno ros- punto perciò chiamansi Marchesi di
so con trine e frangie di seta gial- Baldacchino: ma nella seconda fami-
la. Il dossello, fondo, o coltre sotto gliaora più non esiste, e la terza
di questo Baldacchino porta lo stem- è divenuta principesca. ha pure V
ma gentilizio del Cardinale ornato un conte detto di Baldacchino, che,
del cappello Cardinalizio. oltre le tante prerogative de' suoi
Baldacchino viene alzato anco-
Il antenati gode anche di quel privi-
ra nella camera di udienza e nella legio. Questi è il conte Soderini
sala dell' uditore generale della Ca- discendente dalla nobilissima fami-
mera, siccome primo tra i prelati glia, che fiori in Firenze, legata in
de' fiocchetti. Esso è di damasco parentela co' Medici.
paonazzo con trine d'oro, un poco BALDERICO o BAUDRY (s.),
più piccolo di quello de' Cardinali, fioriva nel secolo settimo. Intorno
e nella camera di udienza tiene di al luogo ed all'anno della sua na-
sotto l'immagine del regnante Pon- scita, sono incerte le notizie. Alcuni
tefice, nella sala poi il dossello col però sostengono, ch'ei discendesse
di lui stemma. Però siccome questo da regia prosapia, e fosse congiun--
prelato abita nel palazzo Monte Ci- to in parentela Dagobcrto. col re
toiio, che si considera Pontificio Balderico, ardendo del più vivo zelo
così non alza Baldacchino in verun per la gloria di Dio insti tuì un ,

luogo, ma i soli dosselli. monistero a Montfaucou pei maschi,


,

BAL BAL 6 1

e nel 627, un altro ne fondò pel- Vedovata la chiesa di Perugia del


le femmine. A quest' ultime diede proprio pastore, trasferito all'arci-

per direttrice sua sorella s. Bovia vescovato di Monreale , fu questa

la quale a stento ne assunse l' in- da Urbano conferita al Cardinale


carico. Egli all' incontro fissò sua Monaldi Baldeschi, sebbene non po-
stanza nel monistero di Moutlàucon, tesse per allora attendere in perso-
e,secondo alcuni, n' ebbe il governi;. na alla cura del suo gregge attesa
Dopo parecchi anni di vita veramen- la legazione di Bologna ottenuta ,

te esemplare, ei fu colto dalla morte due mesi prima. Nel 1637, a per-
verso il 673 j nella città di Reims, petuo monumento di sua devozio-
ove si era recato a visitare sua so- ne e riconoscenza verso la Vergine
rella s. Bovia, e la nipote s. Doda. santissima e s. Francesco, prima di
La sua spoglia mortale ebbe la tom- partire, fé' innalzare, innanzi alla
ba a Montfaucon. chiesa di esso santo nella piazza dei
BALDESCHI Benedetto, Monal- francescani, una colonna con sovrap-
di, Cardinale. Balcleschi Benedet- postavi una statua rappresentante
to nacque da Perugino patrizio, P immacolata Concezione, nella base
nel i588. Si consacrò con impegno della quale volle che si apponesse
agli studii nel seminario e nel col- una iscrizione latina. Stabilitosi a Pe-
legio di s. Bernardo iu Perugia sua rugia , visitò la diocesi, radunò un
patria, e quindi fu condotto dallo zio sinodo, attendendo con tutta premu-
Francesco Baldeschi (che fu poi udi- ra alla esecuzione dei suoi doveri.
tore di Puiota) in Avignone, dove Ma cinque anni dopo per timore ,

si fermò per due anni, e poscia ri- di non poterli esattamente adempie-
tornato in patria ottenne la laurea. re, rinunziò il vescovato ad Orazio

Passato a Roma , studiò indefes- suo fratello, che fin dal i63o, occupa-
samente per sedici e più. anni la va la sede di Gubbio, e che nel i643,
legge, e giunse a tanto da poter fu da Urbano Vili trasferito alla
molto onorevolmente sostenere l'uffi- chiesa di Perugia. Né errò nel suo
cio di avvocato. Succedette poi allo provvedimento il Cardinale, dacché
zio si nelle ricchezze come nella ca- nel 1644 infermato gravemente, nel
rica di giudice della Ruota romana; detto anno venne a morte, nella età
indi fu assegnato per uditore e data- di cinquantasei anni ed undici di
rio al Cardinale Antonio Barberini Cardinalato.
nella legazione che nel 1628, sostenne BALDESCHI Federico, Cardina-
in Lombardia, e nel i63o, in Urbi- le. Baldeschi Federico nacque a Pe-
no, e tanto s' acquistò di merito in rugia, nel 1625, dalla nobile fami-
siffatto impiego , che il Barberini ,
glia Baldeschi, e a mezzo del Car-
per dimostrarsi a lui riconoscente, gli dinale Pancirolo, segretario di stato
rinunziò la pingue abbazia di san d' Innocenzo X, passò a Roma. Es-
Bevignate, vicino a Perugia, mentre sendo molto dotto nella legge ed
il Pontefice Urbano \ III credette, per in oltre fornito di non ordina-
vie meglio premiarlo, sollevarlo al- ria erudizione, fu preposto alla città
l'onore della porpora Cardinalizia di Faenza, della provincia di Sabina
,

creandolo diacono Cardinale dei ss. e della in allora terra, ed in oggi


A ito, e Modesto, nella settima pro- città di Fabriano. Fu dappoi man-
mozione del i633, a' 28 settembre. dato nunzio agli svizzeri, quindi da
6

6-2 BAL BAL


Clemente X, fu eletto segretario di masca, che nella sua patria informa-
Propaganda e poscia assessore del vano la gioventù alla pietà ed alle
s. Offizio, il 22 marzo del 1673. scienze . Compito appena il deci-
A cagione poi del matrimonio che mo settimo anno di età, si ascrisse
fece il Pontefice di una sua pro- a quella! congregazione. Dopo qual-
nipote col principe Egidio Colon- che tempo fu fatto professore di
na di Sciarra, il Baldeschi , colla rettorica , che
e poscia di filosofia ,

rendita di tremila scudi e col nome insegnò per dodici anni in Milano.
di Federigo Colonna, creato venne In appresso recossi a Roma ove ,

prete Cardinale del titolo di Mar- s. fu insignito di varie dignità; e con-


cello , nella quinta promozione dei dottosi a Tivoli, vi mori nel 1765.
2 3 giugno del 1673. Ciò fece Cle- E autore delle opere seguenti: i.°
mente X, perchè volendo onorare Lettere sopra le forze viventi, stam-
Porpora uno della illu-
della sacra pate nella raccolta di Calogerà, voi.
stre famiglia Colonna, né trovando- IV. 1° Relazione dell' aurora bo-
si nessuno in essa che fosse atto al reale veduta in Roma il di 1

Cardinalato, come uno degli affini, dicembre 1737, venendo il 17, Ro-
fu scelto il Baldeschi che prese il ma 1738. 3.° Dissertazione sopra
nome della famiglia. Veune in ap- vasetti creta in gran numero
di ,

presso dichiarato prefetto della con- trovati una camera sepolcrale.


in
gregazione del concilio , ove dimo- 4-° Dissertazione sopra un antica
strò più che mai i suoi talenti e piastra di bronzo. 5.° Numismata

doti singolari. S'impegnò altresì nello iinperatorum romanorum praeslan-


accomodare le controversie, che vi- prima
liora per Jo. Vaillunt, editio
gevano fra il Cardinale Paluzzo Al- romana, plurimis rarissimis nummis
tieri e gli ambasciatori delle corone, auctor.
ed era cosi stimato nella curia di BALDO Pietro de Ubaxdis, giu-
Roma per la perizia nelle leggi, reconsulto nacque a Perugia nel
,

che i suoi voti tenevansi per ora- secolo XIV, ed era discepolo al fa-
coli.Concorse all'elezione d'Inno- moso Bartolo. Lesse con profitto in
cenzo XI, di Alessandro Vili e di patria, a Padova ed a Pavia, ove ar-
Innocenzo XII compi i suoi gior- , rivò preceduto dalla fama. Ivi giun-
ni a Roma, nel 1691, di sessan- to, si dice , che meravigliando del-
tasei anni di età e diciotto di Car- la sua piccola statura gli astanti
dinalato , e fu sepolto nella chiesa abbiano esclamato Minuit prcesen- :

di Propaganda. Avea il Baldeschi tia fa mani , a cui egli senza punto


sortito un naturale molto fervido, sconcertarsi soggiunse Augebit cce- :

ma moderato però sempre dalla ra- tera virlus. Teniamo di lui alcuni
gione. Capacissimo, negli affari avea Commentarli sulle decretali , ed al-
nobile il tratto, amabili le maniere, tri trattati, raccolti in foglio a Ve-
a cui univa un contegno sempre nezia nel 1593, e nel 1600; ma
grave e maestoso. non salirono a molta rinomanza.
BALDINI Giovanni Francesco, Rjli lasciò la vita pel morso di uà
sorti i natali 1677, in Brescia nel rabbioso cane, verso il i4oo, e se-
e. molto si rese commendabile per condo la sua disposizione, fu seppel-
la sua profonda dottrina. Ebbe a lito in abito di francescano.
precettori i chierici regolari di So^ BALDOMERO (s.), chiamato al-
,

BAL BAL 63
tresì Valdimero o Garmier, nacque BALDREDO (s.) Fu vescovo di
in Forez, e fino dai primi anni ab- Glascow verso la fine del secolo se-
bandonò la patria recandosi a Lio- sto. Fondò molti monisteri in Iseo-
ne. In questa città egli faceva il zia, e verso l'anno 608, terminò
chiavajuolo, e col tenue prodotto la santa sua vita , nella provin-
delle sue fatiche soccorreva molti cia di Laudon. Alle reliquie di que-
poveri, agli estremi bisogni dei qua- sto prelato prestavasi , un tempo
li diede spesse fiate persino gl'istru- culto divoto in molte chiese di
menti suo mestiere. A questa
del Scozia.
carità aggiungeva tenero amore al- BALDUINO, Cardinale. Baldui-
la preghiera ed alle mortificazio- no nacque da nobile pisano, do-
ni, nonché una perfetta sommessio- po la metà del secolo decimo pri-
ne ai voleri di Dio. L'abbate di s. mo, secondo il Baronio il Pagi ,

Giusto, che poscia fu innalzato alla ed altri. Checche ne sia del luo-
dignità episcopale, avendo veduto la go ove ebbe i natali , certamente
divozione, con cui pregava il nostro fu il primo che tra i cisterciensi
Baldomero, lo invitò ad unirsi se- venisse decorato della porpora, da
co. Non esitò egli un istante ad Innocenzo II , locchè avvenne , nel
accettarne 1 invito, e lieto rinunziò concilio di Clermont nelle Gallie
al mondo per consecrarsi alla me- nel 1 i3o, o secondo altri, nel 1 1 33.
ditazione delle cose celesti, ed alla S. Bernardo fa onorevol menzione di
pratica della penitenza. In seguito lui in una sua lettera, chiamandolo
fu promosso all'ordine del suddia- unico suo conforto, come quello che
conato, e verso la metà del secolo ebbe anche a discepolo e segretario.
settimo, terminò la sua santa carrie- Non fu il Balduino abbate del moni-
ra nel giorno 27 febbraio. La tom- stero di s. Pastore nella diocesi di Rie-
ba di lui fu ben presto visitata da un ti, come pensa il Baronio; accompagnò
frequente concorso di gente, e mol- indivisibilmente il Papa nel suo viag-
ti miracoli operati per sua interces- gio in Francia, e, ritornato in Italia,
sione, diedero a divedere il grado fu dal medesimo eletto arcivescovo
eccelso di santità cui era pervenuto. di Pisa nel 11 38, secondo il Mal-
Ma nel secolo sedicesimo le sue re- tei; di più primate della Corsica e
liquie furono disperse dagli ugonotti. Sardegna ove andò come legato
,

BALDOVINO, o BALDUINO Pontificio. Al suo tempo Corrado


Martino di Cam peri nel Brabante, II imperatore, ad istanza di s. Ber-

fioriva nel secolo XVI, ed era ve- nardo, fé' dono alla chiesa di Pisa di
scovo d'Ipri. Intervenne al concilio molte terre e castelli. In seguito Inno-
Tridentino nel i562, ove potè e- cenzo II, Balduino con Rainal-
spedi il

mergere come straordinariamente do Colimetano abbate, a Montecassi-


dotto. Presiedette a quello di Ma- no per istornar quei monaci dall'ob-
lines nel1570, e nel 1577 tenne un bedienza all'antipapa, e ridurli alla
sinodo ad Ipri. Di lui abbiamo il soggezione verso il legittimo Pastore.
Manuale Paslorum, notissima ope- Quantunque onorato il si vedesse
ra e degnissima: poi un Commen- Balduino maniera , si
per siffatta
tario sul maestro delle sentenze . mantenne nulladimeno sempre, qua-
Mori di peste a s. Omer il 9 ot- le fu nei primi anni del chiostro,
tobre i583. non deviando minimamente dal te-
,

64 B A L BAL
nore di vita cui avca intrapreso. tori ecclesiastici di assai antica data.
Secondo il Malici, terminò Ja mor- / Beda in Canlicor. cap. 1. Però
.

tale carriera nel r i


\ j, nel mese di non mancano autori, che vogliono
ottobre , benché vi sia chi indichi essersi introdotto l'uso del Balsamo
l'epoca della sua morte nel n/±6. pel s. crisma, soltanto dopo il se-
S'ignora però se sia morto in Sar- colo sesto; ed infatti prima di quel-
degna , ovvero per viaggio a quel- l' epoca non se ne trova memoria
la parte, dopo sedici anni di Car- negli scrittori di cose sacre.
dinalato. Morì con lale estimazione Gii armeni, secondo che scrive s.
di pietà, che alcuni lo hanno an- Gregorio VII (lib. Vili, ep. 1. ad
noverato fra' sanli, e nel martirolo- archiepisc. Sjnnaden.) componevano
gio cisterciense lcggesi il suo nome il crisma col burro piuttosto che col
col titolo di beato. Balsamo. Tal errore, sebbene sgri-
BA.LECA. Baleca, denominata da dato ripetutamente da' Romani Pon-
Plinio Balerìa 3 è città vescovile in tefici, avca prese salde radici, e per-

una provincia d'Asia soggetta alla severò per qualche tempo.


metropoli di Efeso. Ella è posta nel Se la mescolanza del Balsamo
mezzo ad altre terre, ed è assai lon- coli' olio sia necessaria alla validità
tana dal mare, come nota il mede- del sacramento, in cui si adopera il

simo Plinio. Fu occupata dai mi- crisma , oppure se sia soltanto di


sii, allorché, abbandonata la Fran- precetto ecclesiastico, mossero gran
cia, entrarono in Asia. Oriens Christ. questione i teologi. Il Catalano (Coni,
tomo I. in Pontific. Rom. T. Ili § 14), e
BALIA NA. Città vescovile della con lui la maggior parte degli au-
Mauritania. Pancrazio, che ne fu tori, sostengono che non si deve ri-
vescovo, intervenne al concilio di guardare se non di necessità di pre-
Cabarsussa. cetto. Tale giudizio viene convali-
BALISTA. Città vescovile di Servia. dato da quanto sul proposito scrisse
BALLA Filiberto. Filiberto Balla Innocenzo III (De Sacram. non ite-
nacque a Bagnasco nel Piemonte rami, cap. pasloris 1.) Interrogato
l'anno 1703. Cresciuto negli anni, egli se ripeter si dovea la conferma-
e sentendosi chiamato allo stato ec- zione ad uno, cui era stata ammi-
clesiastico si arruolò alla compagnia ninistrata colf unzione di olio sem-
di Gesù. Scrisse alcune lettere teo- plice benedetto, rispose : In talibus
logiche, e queste in difesa della dot- non est aliquid ilerandum, sed
trina che professava Y instituto a cui caule supplendum auod incaute fide-
si era dedicato. Morì nell'anno 1760. rat omissum. Il lodato Catalano (he.
BALSAMO. Sostanza oleosa, re- cit.) fa riflettere che sulla necessità
sinosa, odorosa, che stilla dalle inci- di mescolare il Balsamo coll'olio pel
sioni di certe piante, e che dalla Chie- s. crisma, lo stesso deve dirsi che
sa viene infusa nell' olio per consc- dell' acqua col vino per la conse-
crare il Che tal co-
crisma (Pedi). crazione del Sangue di G. C. Que-
stumanza da gran tempo sia sta- sta dove mancasse non renderebbe
ta praticata dalla Chiesa latina invalida la consecrazione , ma gibbo-
lo provano apertamente i sacri co- ne illecita pel grave precetto della
dici sacramentarli, i primi libri pon- Chiesa peccherebbe ometten-
, e si

tificali manoscritti, nonché gli scrit- dola. V. ACQUA NEL VISO.


,

BAL BAL G5
Balsamo s' infonde nell' olio dal
Il una raccolta di ordinanze ecclesia-
vescovo, quando egli nel giovedì san- stiche; e compose altre opere, nel-
to consacra il crisma. Secondo il le quali mostra nemico della chie-
si

Pontificale Romano , si fa col rito sa romana. Furono pubblicate ezian-


del seguente tenore. Portato il va- dio due lettere di questo autore,
so col Balsamo un suddiacono
da una delle quali versa sul digiuno,
e riposto sulla mensa preparata col e l'altra sulla maniera, onde si de-
mezzo dell' arcidiacono , il vescovo, vono accogliere i novizii ne' moni-
levatasi la mitra, lo benedice reci- steri. La maggior parte degli scrit-
tando le tre orazioni, che leggonsi tori sono di avviso che Balsamone
nel prefato Pontificale : dipoi bene- abbia compito i suoi giorni nel 1 204.
dice l'olio; quindi, estrattane una BALSEMIOoBOSSENZIO. Due
porzione dall' ampolla, lo mescola col santiportano questo nome. Il pri-
Balsamo, e di poi versa tutto nella am- mo patrono di Rameru nella
è
polla dell' olio; dicendo haec coni- : Sciampagna, e di lui sappiamo sol-
mìxtio liquorum fiat omnibus ex ea tanto, che subì il martirio nel 4°7>
perunclìs propitialio et custodia sa' del quale si celebra la festa nel
lularis in saccula saeculorum. Amen. giorno 16 agosto. L'altro si dedicò
Questo rito per altro non fu sempre alla vita eremitica, e fioriva nel se-
lo stesso nella Chiesa latina. La colo VII. Ammiratore delle virtù
chiesa di Soissons in Francia al e della penitenza di s. Basolo, ab-
tempo di Nivellone II di lei vesco- bandonò Limoges sua patria, affine
vo, soleva cantare l'inno Veni Crea- di ricopiare in sé le geste di questo
tor, prima che si facesse la infusio- eroe , che lascio! lo erede della pro-
ne. Al contrario il sacramentario di pria cella. Dopo parecchi anni im-
s. Gregorio, dove tratta del giove- piegati nella santificazione della sua
dì santo, dice che il vescovo deve anima, Balsemio morì nel bacio del
infondere il Balsamo prima della Signore addi i5 agosto, non si sa
messa, stando tutti nel segretario, e di qual anno.
nulla proferendo in quell'atto. BALTIMORA. Città con residen-
Il Balsamo si mescola coli' olio za arcivescovile nelle provincie uni-
per indicare l' odore soavissimo del- te dell'America settentrionale
( Bal-
la grazia di G. C, oppur anche l'o- titnoren.).Questa città è contea
dore delle opere buone,
deve che d'America, la più considerabile del
spirare quegli il quale degnamente Maryland, situata su d' una piccola
ha ricevuti i sacramenti. V. Inno- riviera , che si precipita in quella
cenzo III lib. I. de sacra unctione. di Patapsco alla distanza di circa
( V. Agnus Dei benedetti , e Rosa venticinque miglia dalla sua unione
d'oro benedetta), usandosi del Bal- con la baja di Chesapeak. È fab-
samo nella loro benedizione. bricata all' interno del bacino , che

BALSAMONE Teodoro, celebre viene riguardato come uuo de' mi-


canonista del secolo XII. Era dia- gliori porti dell' America. Contiene
cono, archivista della chiesa di Co- questa città la casa di correzione
stantinopoli, e poscia patriarca di dello stato, un palazzo di giustizia
Antiochia pei greci. Illustrò con no- un museo, un teatro, una dogana,
te il Nomocanon di Fozio, che nel un ospedale con gabinetto anatomi-
1672 fu stampato in Oxford; fece co, una biblioteca di circa diecimila
voi. IV.
9
,

r»6 13 AL BAL
volumi, una scuola di medicina , la se dichiarati inabili agl'impieghi, fu-
università di Maryland, un collegio, rono cacciati i preti loro, forzando-
una borsa bellissima e tre mer- , si ad avere de' ministri protestanti.
cati. Vi sono diverse chiese, delle Tali contraddizioni non ebbero l'ef-
quali cinque cattoliche, cinque epi- fetto dalla persecuzione bramato
scopali, cinque metodiste, tre batti- giacché la fede si conservò in Bal-
ste, due presbiteriane, due di rifor- timora per lo zelo di alcuni missio-
mati olandesi, due separatiste, due narii, e si ristabilì appieno al mo-
quacbere, una luterana, una indi- mento della rivoluzione delle Pro-
pendente, una detta dunker , una vincie unite dell'America, accadu-
unitaria, una svedenborgiana. Nella ta sul declinare del secolo XVIII
America settentrionale penetrò la cioè poco prima di quella francese.
religione cattolica co' primi coloni, Bi mossi furono dal nuovo governo
che vi arrivarono dall' Inghilterra repubblicano gì' impedimenti posti
sotto il regno di Carlo I , che vis- ai cattolici per l'esercizio della loro
se sul trono dal 1623 al 1649, ^ vennero le leggi pe-
religione, abolite
quale die' la provincia di Maryland nali contro ed i preti pote-
di essi,
a lord Baltimore ,
per ritirarvisi rono applicarsi senza timore alla
co' cattolici, allora perseguitati nel pratica delle funzioni. Ma il gran
loro paese, onde vi fondò la colo- numero degli emigrati della Fran-
nia di Baltimora, che poscia diven- cia, per fuggire la tirannia della lo-
ne una fiorente città. Altri abitan- ro nuova repubblica, accrebbero as-
ti dell' Inghilterra e dell' Irlanda, sai più in Baltimora il numero dei
vi si rifuggirono per la stessa ca- fedeli americani.
gione, e vi portarono il loro attac- Nello stesso tempo le tredici nuo-
camento alla fede. Gli accompagnò ve provincie unite dell' America set-
nel i63i il gesuita p. Andrea U- tentrionale, per appagare i voti dei
vifhe, il quale fu poi successivamen- cattolici, specialmente della provin-
te rimpiazzato da altri missionari, cia di Massacuset, domandarono al
quasi tutti levati dalla sua compa- Papa Pio VI un vi caino apostolico,
gnia. Ma i cattolici, che avevano con autorità, e plenipotenza assolu-
sperato di essere al coperto di ogni ta nelle cose spirituali, né indugiò
persecuzione in queste lontane con- ilPontefice, nel concistoro dei 6
trade, si videro pure soggetti a mol- novembre 1789, ad erigere una
te vessazioni. Baltimora fu spogliata nuova cattedra vescovile in Balti-
da Oliviero Cronnvel, che dopo a- mora, dove si contavano circa cin-
ver fatto decapitare Carlo 1 , usur- que mila abitanti, che seguivano la
pò, col titolo di protettore, la so- religione romana. E per primo ve-
vranità dell'Inghilterra, e privò Bal- scovo Pio VI vi nominò l'ex ge-
timora delle concessioni fattele dal- suita Giovanni Carroil, nato in Bal-
l'infelice monarca. Assunto però al timora agli 8 gennaio 1736, capo
trono nel 1660, il di lui figlio Car- de' missionarii di quel paese. Diede a
lo II, la ristabilì ne' primi diritti, lui facoltà di recarsi all'Avana., o a
comunque per altro contesi le fos- Quebech, per farsi consacrare, ed
sero nel regno di Giacomo II, che afhdogii nel tempo stesso la dire-
incominciò nel 1 684- Furono per- zione degli affari cattolici in tutti i

tanto allora i cattolici di quel pae- vasti paesi soggetti ai tredici stati u-
,

BAL fi AL 67
«iti d'America, rivestendolo ancora ro fondatrice. Questo stabilimento
legato apostolico. Do-
dell'uffizio di piantato e diretto da un zelante
po aver ricevuto le sue bolle, porti cattolico , diveniva il contrapposto
il nuovo vescovo per l'Inghilterra, vivissimo delle persecuzioni sofferte

dove fu consacrato a Londra ai 16 dai religiosi nella Francia per ope-


agosto 1790, colla più solenne e ra dell'assemblea del 1790.
pomposa cerimonia, da monsignor Una colonna di marmo è stata
Walsmesley vescovo di Rama, e deca- eretta in Baltimora come monumen-
no de' vicari apostolici d'Inghilterra. to di onore a Vashinglon; ed un
Nel suo ritorno a Baltimora fu altro monumento fu pure innalzato
il prelato seguito nel 79 da mol-
1 1 che perirono nelle gior-
ai cittadini,

ti ecclesiastici, per la maggior parte nate i4 settembre 1 8 1 4 P er


i3 e
francesi che pei torbidi della loro difendere quella città contro gl'in-
?

patria portarono il loro zelo in un glesi. Il concilio nazionale di Balti-


paese sprovveduto di operai evan- mora presieduto dall' arcivescovo
,

gelici. La nuova diocesi non con- Giacomo Wiethfield, l'anno 1829,


tava che quarantacinque preti cir- fece palese a tutto il mondo lo

ca, la maggior parte antichi ge- straordinario e rapido progresso del-


suiti , sparsi per un territorio di la fede cattolica in America. Fu es-

mille cinquecento leghe di lunghez- so il primo concilio tenuto in que-


za , e novecento di larghezza. Le sta parte del nuovo mondo. Di die-

prime cure del nuovo prelato furo- ci vescovi degli Stati Uniti Te ne
no impiegate ad istabilire un semi- intervennero sei, ed uno mandò il

nario pel quale fu acquistata una procuratore. Vi si trattarono tre ar-


,

casa, in cui si ricevettero alcuni gomenti, la fede, la disciplina, i


alunni , ed a formare ancora un Sacramenti; e si prescrissero alcune
collegio a Georges -Joun presso a regole intorno alla condotta degli
Baltimora. Nell'anno stesso 1 79
r
ecclesiastici. Indi si scrisse una cir-

egli tenne il primo sinodo, che du- colare ai cattolici animandoli alla

rò quattro giorni, a cui interven- fondazione di nuovi seminari, e ren-


nero diciotto preti , senza contar dendoli cauti intorno alla lettura di
quelli arrivati dalla Francia. In quel libri perniciosi.
sinodo si stabilirono diversi articoli Il secondo concilio, o sinodo pro-
di disciplina sugli oggetti di maggior vinciale di Baltimora, fu tenuto in

importanza, come si può vedere in delta Città, dai 9.0 ai 27 ottobre del
Jaulfret Shemoires, tomo II pag. i833, e vi assisterono oltre l'arcive-
349, e seguenti. scovo di Baltimora Wiethfield, nove
Monsignor Corroil, nel ritornare vescovi degli Stati Uniti di America.
al suo vescovato coi due preti in- Il terzo sinodo provinciale,
fu ce-
glesi Planket e Nikel condusse se- , lebrato in Baltimora dai 16 ai 22
co un nuovo stabilimento di quat- api ile del 1837, e v'intervennero,
tro religiose carmelitane delle Fian- oltre arcivescovo di Baltimora Sa-
1'

dre, domandate per la fondazione muele Eccleston, nove vescovi dei


di un convento del loro Ordine in medesimi Stati Uniti.
MaryJaiid, dove già alcune fervorose B A LTO Gì anfrancesco, nato a Metz
neofite aspettavano per mettersi divenne gesuita poi let-
le nel 1 667 ,
;

quindi esercitò
so Lio la regola di santa Teresa lo- tore dei medesimi;,
j

G8 BAL BAL
molti gravissimi uffizi, e da ultimo 4- ; e la esatta revisione delle ope-
i'u bibliotecario di Reims, ove mo- re di s. Cipriano.
li nel 1743. Le opere, che abbia- BALVE Giovanni, Cardinale. S'i-
mo di lui sono Risposta alla Sto-
: gnora luogo preciso ove nacque,
il

ria degli oracoli del signor di Fon- poiché alcuni sono d' avviso, che ab-
tenelle, Strasburgo 1707, 1709 in bia veduto la luce nel ducato d'Angiò,
8. j Continuazione alla sua Rispo- altri in Verdun, ed altri in Poitiers ;
sta; Difesa dei santi Padri ac- chi lo crede nato da un ciabattino,
cusati di platonismo, opera erudi- chi da un racconci atore di panni, e chi
tissima , Parigi 17 11 in 4. : Reli- da un mugnaio. L'epoca però del suo
gione cristiana provata dal com- nascimento viene da molti segnata al-
pimento delle profezie, Parigi 1728 l'anno 1421. Mancante di nascita co-
in 4-"; Difesa delle profezie della spicua, di scienza e pietà, trovò nul-
religione cristiana, tre voi. in 12. lostante in quello spirito di cabala,
1737, col Giudizio
dei santi Pa- ond' era fornito , con che appagare
dri sulla morale della filosofia pa- la sua ambizione. Guadagnatosi per-
gana, Strasburgo, 17 19 in foglio, tanto il favore di Giangiovenale
e gli Attidi s. Barlaam tradotti dal Orsini, patriarca di Antiochia, a mez-
greco in francese, con osservazioni. zo della più raffinata scaltrezza, ot-
BALUZIO Stefano, nato a Tul- tenne di essere, secondo alcuni, fatto
le nel i63o,era letterato accettissi- suo vicario, canonico della cattedrale,
mo all'arcivescovo di Tolosa, biblio- ed esecutore testamentario, e giunse,
tecario al signor Calbert quindi nel secondo il Maan, a profittare del pin-
,

1670 nominato lettore di canonico gue patrimonio, cui aveva disposto


diritto nel collegio reale, ove per quel signore a favore dei poveri e del-
lui s' instituì quella cattedra, e morì le cause pie. Passò dappoi al servigio
nel 1 718 di ottantott' anni. Pub- di Giovanni Bellavalle vescovo d'An-
blicò nel 1708 la Storia genealogi- gers, dal quale, secondo il Fleury, fu
ca della famiglia d' Overnia j De fatto canonico e vicario generale nel
concordia sacerdotii et imperiij la i46i. Ma dovendo il Bellavalle pas-
edizione bellissima dei Capitolari dei sare a Roma
perchè incaricato da
,

re di Francia, colla collezione di Carlo VII dell'ambasceria a Pio II,


Ansegisio e di Benedetto diacono non potè il Balve occultare il suo carat-
nel 1677; le Lettere d 'Innocenzo III tere a maniera, che l' oculatissimo
nel 1682; la Marca Hi'spanica nel Cardinal di Pavia non se ne avve-
1688; le Vite dei Papi d'Avigno- desse. Ritornato il Balve in Francia
ne, che sono proibite; il Salvia/io per conferire col re Luigi XI , si

Vincenzo Lirincsej Lupo de Fer- guadagnò il favore di questo principe


rierej Agobardo Camolonj Leidra- in modo che gli diede la carica di
doj un Trattato di Floro diacono.; intendente delle finanze e di segreta-
quattordici Omelie di s. Cesario di rio, e poscia lo elesse a suo con-
4rles_: i concilii della Gallia Nar- fessore, limosiniere e tesoriere, dac-
ionesej Reginon j la correzione di ché compiacevasi a promuovere per-
Graziano-, Mario Mercatore j Mi- sone di oscura nascita; e nel i465
scellanee jSupplemento ai concilii sotto Paolo II, lo nominò al vesco-
del p. Labbé i683 in fogl.; da ul- vato di Evreux dal quale, nel 1467,
timo la llistoria tutclcnsis 1 7 7 in fu trasferito a quello di Angers,
1
,

BAL BAL 69
e non, come il Riuy osservava , a di cui monarca, a se-
godeva presso al
quello di Angiò, errore che pri- gno tale di incrudelire barbaramente
ma di lui avea adottato il Galim- contro quelli, che credeva non con-
berti. Per giugnere al Cardinalato, formi al suo modo di pensare, fra
a cui di continuo aspirava, impu- i quali, come dice il Maan, fece
gnò la prammatica sanzione, e ben- condannare alla morte ingiustamen-
ché di subito non ne ottenesse lo te Giovanni conte di Melun, cui ac-
effetto , ebbelo in seguito ,
poiché cusò al re di peculato, benché da lui
uscì un ordine del re in vigore del dovesse riconoscere il suo esaltamento
quale dovea il parlamento aboli- ed il principio delle sue fortune. Rife-
re la sanzione stessa; dappoi ad riscono Sammartani nella Gallio,
i

istanza dello stesso principe , fu cristiana, che mentre una notte per
promosso al Cardinalato col titolo Parigi cavalcava una mula in abito
di s. Susanna, da Paolo II, nella Cardinalizio, sia stato assalito da al-

prima promozione, che fece a Ro- cuni armati di bastoni e di coltelli

ma li 18 settembre del i4^7» con per cui ne riportò una grave feri-
gravissima ripugnanza del Pontefice, ta. Ma ciò, che lo fece tracollare,
attesa la sua condotta morale poco furono alcune lettere intercette, cui
conforme al suo stato; ma il Fu- avea egli scritte nel 1468, al duca
mea ambasciatore di Francia spedi- di Berry Carlo fratello del re Cristia-
to a Roma dalla corte di Parigi a nissimo, esortandolo a dispetto del
tale uopo, procurò di persuadere al monarca a continuare l'in-
fratello
Pontefice, che quanto diceasi del trodotta corrispondenza col duca di
Bai ve era invenzione della invidia Borgogna, per timore che venendo
più nera, locchè procurò di prova- alla corte del fratello non si dimi-
re con una falsità , asserendo che
, nuisse la sua autorità, dacché sco-
avea udito egli stesso che ilPonte- priva, eh' era poco sensibile
il re
fice non dava udienza ad alcuno all' amicizia, e che si sarebbe man-

o almeno assai difficilmente, quando tenuto nella grazia di lui, finché ne


una felice esperienza aveagli dimo- avesse abbisognato, nel che non an-
strato il contrario ;
perlochè il Pa- dava gran fatto lungi dal vero.
pa rimase ingannato da una elo- Persuase il duca di Borgogna a non
quenza tanto seducente. Diffatti il pacificarsi col re, anzi a muovergli
Balve appena fu Cardinale spiegò guerra, ammonendolo che altrimen-
quel superbo e borioso caratte- ti verrebbe intimata a lui. Per me-
re, onde, appassionato assai per la glio riuscire in questa trama si col-

guerra, non avea difficoltà di recar- legò con Guglielmo di Harancourl


si colle militari divise alla rassegna vescovo di Verdun, uomo di simile
delle truppe, locchè diede motivo a carattere.A tale uopo spedirono un
Chabannes, conte di Dammertino, messo al duca di Berry e di Bor-
di domandare al re permissione di gogna con lettere in cifra per per-
ordinar sacerdoti, del che meravi- suaderlo a non comporre mai la
gliando il re, soggiunse il conte : pace , che veniagli progettata dal
» come non converrà a me ordinar re fratello. Se non che portò l' ac-
» ecclesiastici, se conviene al vescovo cidente che il messo fosse arrestato
v di Evreux rassegnare 1' esercito « ? a Dlaia nel territorio di Duma, e
Egli abusò del grado della autorità, scoperti i fogli ed esaminato il mes-
70 BAL BAM
so, confessò il fatto; perlocliè il re che il Balve da Innocenzo VIII fu
chiamati il Cardinale ed il vescovo trasferito dalla sede di Albano a
e rinfacciata la loro perfìdia neris- quella di Palestrina colla legazione
sima, li primo a
fece incarcerare il della Marca, poiché dall' epitaffio

Moabaron, poi ad Onzain, da ulti- posto alla sua tomba risulta, ch'egli
mo a Loches nella Turenna; il ve- mori vescovo albanese. Dopo la
scovo poi a Ratton-chatel , indi al- morte di Luigi XI al Balve riuscì
la dove fu ritenuto per
Bastiglia di far ritorno in Francia col carat-
quattordici, ovvero per quindici an- tere di legato, e Pietro de Marca
ni; il Cardinale poi fu chiuso in una aggiunge , che fu colà mandato, il

gabbia di ferro per undici anni , che non si sa comprendere, meno


della quale credesi inventore il sud- che avesse cambiato la sua con-
detto vescovo di Verdun , o più dotta ,
per ritornare in fiore la
probabilmente lo stesso Balve, ben- disciplina ecclesiastica, che avea de-
ché alcuni non ne sieno al tutto perito di molto in quel regno. Eb-
persuasi. Poiché ii Papiense scritto- be dappoi la protettoria de' cavalieri
re contemporaneo asserisce che la , di Rodi, la custodia di Zizimo fra-
dignità Cardinalizia fu causa al Bal- tello di Baiazette imperatore de' tur-
ve, ch'egli fosse rinchiuso in un chi colla rendita di dodicimila scudi,
carcere molto ristretto ed incomo- assegnatiglida Sisto IV. Finalmente
do. Al parere del Papiense soscrive settuagenario morì in Bipatransone
anche il Fleury, parlando a lungo nel i49 x dopo ventitré, ovvero venti-
di simile faccenda. sei anni di Cardinalato. L'Alby per
Da questi scrittori sembra che errore scrive che sia morto in Anco-
si possa sicuramente dedurre , che na nel i4995 ea il Suaresio per *

il Balve non fu rinchiuso nella errore di stampa nel i49 J Trasfe- -

gabbia di ferro, ma al più vi fu rito poi a Roma fu sepolto nella


il vescovo di Verdun. Fece per- chiesa di con un ono-
s. Prassede
tanto il re cristianissimo trattare a revole epitaffio del Cardinale An-
Roma causa del Balve, e la Santa
la toniolto Pallavicini. Conviene legge-
Sede spedi in Francia alcuni sogget- re con molta cautela il Cardinale
ti di gran conto per decidere l' af- Papiense che descrive i fatti del
,

fare. E assai poco appoggiata l' as- Balve, perchè la poco soddisfacente
serzione del Ciacconio, che dice co- dipintura, che fa di esso può essere
me il Balve sia stato liberato dal derivata o dallavversione concepita
carcere ad istanza del Pontefice Si- a causa della sua ambizione, o per
sto IV, mentre dall' orazione recitata la naturale antipatia che avea ver-
nei funerali di Giulio II da Tommaso so la persona di lui.
Fedro Inghirami , si raccoglie , che BAMACURES. Città vescovile
alla mediazione di Giulio II nella le- della provincia di Numidia in Afri-
gazione che sostenne in Francia in ca. È ricordata da Plinio, e da lui
qualità di Cardinale, devesi la libertà appellasi Vamacurre. AI concilio di
ottenuta dal Balve, al quale oggetto Cartagine convocato da s. Cipriano
cransi impegnali i Pontefici roma- fu presente anche un vescovo di
ni, e presso che tutti i regnanti di Vamacurre, per nome Felice. Il si-
Europa, ma sempre inutilmente. Del gnor Dupin pretende che si legga
pari s' ingannò l' Ughellio dicendo, in vece Ramacurre.
BAM BAM 7i
BAMBERGA. Città con residen- garsi dalla cattedrale di Bamberga.
za di un arcivescovo nella Baviera, Papa Benedetto Vili, ai 14 feb-
Bamberga 3 Panibcrga Paperga , ,
braio 1014, coronando Enrico II
Bandenberga (Bambcrgen.). Questa imperatore colla sua sposa s. Cune-
città fondata verso l'anno 8o4, s * gonda, gli regalò uno scettro impe-
crede che ricevesse un tal nome da riale, consistente in un pomo d'oro,

Babà figlia di Ottone II, la quale o globo cinto di gioie, con una cro-
ne accrebbe l' estensione. E posta ce nella parte superiore come ri- ,

nella Franconia al confluente del porta Glabro Rodolfo, lib. I, scri-

Regnitz sul Meno, ed è regolarmen- ptorurn hisloriarum Francorum. Di


te costruita, e piena di begli edifizii, poi nel 1019 ritornando il Pontefi-
fra i quali primeggiano la casa cor- ce in Germania, per domandar soc-

rezionale , l' ospitale , ed il palazzo corso al medesimo Enrico lì con-


vescovile. Per la sua abbondanza tro i greci che a poco a poco si
ed amenità fu chiamata l' Italia del- appropriavano ogni cosa sino ai con-
la Germania. Si vuole che l' impe- fini romani, fu ricevuto dall'impe-

ratore Carlo Magno conducesse in ratore nella città di Bamberga. Ivi

questi contorni diverse famiglie slave. nella cattedrale celebrò con lui la

Al tempo dell'imperatore Luigi IV, solennità della Pasqua e consacrò


ultimo della stirpe di Carlo Magno, la chiesa di Stefano edificata dal-
s.

era Bamberga una contea ma sic- ; l' imperatore stesso, con un conven-
come il signore di lei Alberto o to di canonici, oltre ad un moniste-
Adelberto alimentava la guerra ci- ro di monaci di san Benedetto.
vile nella Franconia, Hatton arcive- Nel prestare soccorso all' Italia,
scovo di Magonza pervenne a sor- Enrico II fu accompagnato dal Papa,
prenderlo mediante uno stratagem- e dopo aver disfatti i greci si tro-
ma, e lo consegnò all'imperatore, il varono ambidue nel monistero di
quale lo punì dell' ultimo supplizio, Monte Cassino, a cui 1' Augusto fece
l'anno <}o5. La morte di questo grandi doni. Benedetto Vili inoltre
conte diede causa alla confiscazione confermò l' erezione del vescovato
de' suoi beni,ed in ispecie della con- di Bamberga, che dichiarò sottopo-
tea di Bamberga, che divenne feudo sto al metropolitano di Magonza,

dell' impero, conceduto poscia dal- accordando varie esenzioni al suo


l' imperatore Ottone HI al figlio di primo vescovo Eberardo. Papa Cle-
sua sorella Enrico, duca di Baviera mente II fu il secondo vescovo di
e suo successore nell'impero. 11 voto Bamberga col nome di Ruggero, o
di continenza mantenuto dal detto Svedero, o Sindagero di Mayendorf.
Enrico e da Cunegonda sposa di lui Eia sassone, e signore di Morsleve
impedì che avessero figli; laonde e di Omburg, canonico di Alberslad,
Enrico fece nel 1007 erigere la con- poi cappellano dell' arcivescovo di
tea di Bamberga in vescovato , il Brema, indi cancelliere di Enrico III

quale fruttava cent'ottanta mille lire, il Negro. E durante il Pontificato


e rese la città di Bamberga feuda- ritenne Clemente II il titolo di ve-
taria alla Chiesa romana col peso scovo di Bamberga, come attesta il

di un tributo annuale di un caval- Papebrochio.


lo bianco magnificamente bardato e Nello stesso anno della sua elezio-
di cento marche d'argento da pa- ne Clemente li separò la chiesa di
,,

7i BAM BAM
Bamberga dall'arcivescovato di Ma- di Bamberga fu anche s. Ottone a-
gonza , sottomettendola immediata- postolo della Pomeriana nei momenti
mente alla Santa Sede; accordò il dei gravi sconvolgimenti per le in-
pallio ai di lei vescovi, e la facoltà vestiture ecclesiastiche. V.
Ottowe. s.

di giudicare, nel territorio della loro 11 vescovo di Bamberga aveva la


diocesi, tutte le cause e processi, co- preminenza su tutti gli altri vescovi di
me fossero arcivescovi. Passando di Alemagna, ma continue dispute insor-
poi in Germania, vi canonizzò la gevano fra lui e il gran maestro del-
vergine Viborada, martirizzata da-
s. l' Ordine teutonico intorno al diritto
gli ungari nel 920, e ritornato a di precedenza. Tutti suoi domimi
i

lioma morì nel 1047, comandando dipendevano immediatamente dal-


die il suo corpo fosse trasferito alla l' impero, tranne i quindici baliaggi,
sua amata cattedrale diBamberga,ove eh' egli possedeva in Carintia , i

fu collocato in un sepolcro, l'imma- quali erano governati da un Vice-


gine del quale si vede incisa presso dominus, e ha essi trovavasi quello
il Papebrochio. Gli successe Damaso di Villach, dove il vescovo di Bam-
II, // Bavaro, che visse soli tredici berga dovea fissare la propria resi-
giorni e fu eletto in sua vece s. Leone denza , ogni qual volta fosse stato
IX Dapsburgo, parente di Enrico
di eletto un imperatore, che non pos-
III, che impiegò tutto il suo Pontifi- sedesse alcun dominio nelle terre
cato in continui viaggi pel bene di s. dell' impero nel qual caso 1' impe-,

Chiesa. Nello stesso anno, in cui fu ratore avea il diritto di abitare il

eletto , partì egli pine per la Ger- palazzo del vescovo di Bamberga.
mania, dopo aver celebrato in Colonia Questo amministrava la giustizia in
con Enrico III, la festa de' principi via definitiva, né poteasi appellare
degli apostoli, e diede a' canonici di da'suoi giudizii al tribunale dell' im-
Bamberga la facoltà di usare la mi- pero. Era eziandio direttore del

tra.Nel io 52 per la terza volta tor- circolo di Franconia , insieme col

nò in Germania ed abboccossi coll'im- marchese di Brandemburgo Bareith,


peratore in Vormazia, e nel dicem- in forza degli accordi stretti fra

bre, riserbandosi la Chinea, cam- loro nel i55o, alla dieta di Ausbur-
biò il feudo della città di Bamber- go. Un altro privilegio accordò alla
ga per la città di Benevento, a lui chiesa di Bamberga 1' imperatore
ceduta da Enrico III. Imperocché Enrico II con un editto denominato
sebbene Leone IX fosse in possesso il filo di seta di s. Cunegonda _,

del ducato di Benevento, in virtù mediante il quale era comandalo


delle cessioni dei longobardi, tutta- ai quattro grandi uffiziali dell' im-
via gì' ed i re d' Italia
imperatori , pero , che si riconoscessero uffiziali

ancora ne conservavano l'alto do- ereditarii del vescovo di Bamberga,


minio, né lo stesso imperatore Carlo e gli facessero omaggio della loro
Magno potè mettervi in possesso la dignità , e una parte de' loro
di

Santa Sede quando ad essa donò dominii. Perciò il re di Boemia


quelle terre napoletane, come lun- nella qualità di gran coppiere, gli

gamente dimostra il Cardinale Bor- prestava omaggio per la città di

gia nella sua Storia del dominio Praga ;


1' elettore di Baviera , sicco-

temporale della Santa Sede nelle me gran maestro, lo prestava per


due Sicilie p. 77. Insigne vescovo Averbach 1' elettore di Sassonia
,
, , .,

BAM BAM .3
gran maresciallo, per Vittemberg ove colla catena del santo apostolo
e Trebitz, e l'elettore di Branden- si venerava. Il Cancellieri però, nel-
burgo, gran ciambellano, per Crustin. le Memorie isteriche delle sacre
Questi principi eleggevano de'vicarii teste dei ss. Pietro e Paolo, Roma
appositi per adempiere a tali firn- 1806 a p. 7 1, dice, die tale possesso è
rioni , e per assistere alle solennità diviso colla basilica di s. Marco di
dell ingresso, e della consacrazione Venezia, coi greci, cogli spagnuoli
del vescovo. Il signore d' Auffzecz e coi veronesi, i quali tutti picten-
era il Boemia, il
vicario del re di dono l'uguale possedimento del Col-
barone di Truchses di Pommersfel- o Spada predelta.
tello,

den lo era del duca di Baviera, ed In Bamberga si tennero delle die-


il signore di Rotenbann , del mar- te imperiali negli anni 984. 1
24, 1

chese di Brandenburgo. 11 34, 11 38, ir58, e delle diete


La chiesa cattedrale di Bamber- del circolo di Franconia nel 1 644?
ga, sormontata da quattro torri 164^, e 1673. Nel iy58 fu presa
maestose, coperte di lamine di dai prussiani, e sottoposta ad una
piombo, è assai bella. Veggonsi in grossa contribuzione: i francesi la
essa tombe de' suoi fondatori s.
le presero nel 1796. Ebbe già Barn-
Enrico II, morto nel 1024, e di berga l'università, quale ora è alla
s. Cunegonda, morta nel io4o, non sostituito il vanta di una
liceo, e si

che quella, come si disse più sopra, biblioteca di quattordici mila volumi,
di Papa Clemente II morto nel , con ricco numero di preziosi ma-
1047. 11 suo capitolo componevasi noscritti, posseduta dai religiosi car-
di venti canonici capitolari, e di melitani. Il suo dominio fu ce-
quindici domiciliari. Tutti avevano duto fin dal 1804 alla Baviera, e
obbligo di provare la loro nobiltà godette i anche di città
privilegi!
di sedici quarti. Le dignità erano, imperiale. Finalmente nel concor-
il proposto, il decano, il teologale, dato conchiuso, ai 5 giugno 18 17,
il camerlengo e il cellerario. I prò- tra il Sommo Pontefice Pio VII
posti delle chiese collegiali di santo ed il re di Baviera Massimiliano
Stefano, di s. Giacomo, e di san Giuseppe, fu stabilita l'erezione in
Gengolfo erano scelti fra i canonici metropolitana della cattedrale di
della cattedrale. Un canonico novi- Bamberga coi vescovati Wirtz- di
zio, che avesse un sol giorno 0111- burgo , Eichstett, e Spira per suf-
messo la celebrazione della messa fraganei , Papa pubblicò
lo che il

per lo spazio dei primi due anni, nel concistoro 6 aprile 18 18. dei
perdeva due anni di anzianità. Gli preconizzandovi per primo arcive-
hnperatori stessi di Alemagna erano scovo monsignor Giuseppe Altuben-
canonici di Bamberga secondo l'isti- berg di Gratz, traslato dal vesco-
tuzione di quel capitolo fatta da rato di Eichstett.
s. Enrico II. In questa città si celebrò un conci-
Riporta Novaes, toni. I, pag 3, lio, in cui l'imperatore s. Enrico rac-
conservarsi in Bamberga il Coltello colse quarantasei vescovi, nel giorno
o Spada, colla quale il principe (ì maggio dell'anno 101 1, per la de-

degli apostoli s. Pietro, nell'orto di dieazione della chiesa di s. Giorgio.


Getsemani, tagliò l'orecchio a Mal- Dopo il compimento della sacra ce-
co, trasportatavi da Costantinopoli, rimonia, nella quale uffizio Giovan-
\ OL. iv. 1 o
74 BAM BAM
ni patriarca di Aquileia, quei pre- pi ìi atte al disegno, e più penetra-
lati unirono in concilio per defi-
si te del suo spirito, e col loro ajuto
nirvi alcuni punti, che si riferivano e colle facoltà loro giunse a com-
alla dignità loro. In esso concilio porre un istituto, che in breve tem-
furono interdette altresì le funzioni po propagossi in Spoleto, in Rieti,

episcopali a Teodorico di Luxem- in Sanseverino, in Ascoli, in Pale-


Imrgo vescovo di Metz fino a che strina, in Firenze ed in altri luoghi,
non avesse distrutta l'accusa, che gli come può vedersi dai seguenti li-

veniva fatta di essere pervenuto al- bretti ; Cosimo Berlintani Istituto

la sede vescovile per vie illegittime. delle Convittrìci del SS. Bambin
Reg. XV. Ard. VI. Labbé IX. Ge.^ìi, principialo in Roma sotto la
BAMBIN GESÙ' SS. Monache protezione. , e direzione del Cardi-
dell'Ordine di agostiniane oblate. An- nal Carpegna vicario di Roma,
na Morosi, zitella Lucchese, di sin- e stampato in Roma nel i685;
golar modestia, e di costumi illiba- Regole della congregazione, delle
ti, rimasta orfana di genitori, priva Convittrìci del SS. Bambin. Gesti
di parenti, ed insieme abbandonata composte dal p. Cosimo Berlintani ,

da tutti, si tolse dalla sua patria, e raccolte dal p. Federico Orsucci, Ro-
capitò a Roma dove si diede a servir ma 1711: Regole primitive delle
alcune dame Giunta all'età
distinte. Convittrìci delSS. bambino Gesù,
di quaranta anni incominciò con mol- Rieti 171 3 e Pioma 172*2 e 172I;
ta carità a raccogliere ivi ed educa- Carlo Antonio Erra Storia dell' im-
re nel 1 66 r, sotto Alessandro VII, magine e della chiesa di s. Ala-
Chigi s alcune zitelle. Però non po- ria in Portico,Roma 17^0 in 4f°',
tendo sussistere l' istituto per man- Fondazione delle Convittrìci del Bam-
canza di rendite, la fondatrice im- bino Gesù pag. 99., e Venuti, Roma
pose alle educande una mensuale te- moderna, tomo I, p. i32.
nue corrisposta, a titolo di alimenti. Passato qualche tempo di prova
Prosegui l'opera felicemente con ne' loro santi esercizii, per rendersi
molta edificazione della città sotto più grate a Dio, e nella vita e co-
la direzione spirituale del p. Cosimo stumi più esemplari, fecero ai 2 lu-
Berlin tani, o Berlinzani parroco di s. glio 1673, un fermo e stabile pro-
Maria in Portico in Campitelli, cheri- ponimento (senza però obbligarsi a
co regolare della Madre di Dio. Il per- verun voto di castità, povertà ed
chè Anna Moroni incoraggita anche ubbidienza) di perseverare sino alla
dall' accrescimento continuo delle a- morte nella virtuosa loro unione :

lunne, non solo procurò che la congre- per cui un tal giorno sacro alla
gazione fosse approvata dal sommo Visitazione, di Maria Vergine, rima-
Pontefice , ma
ad imitazione della se per queste monache sempre me-
beata Angela da Foligno volle eri- morabile.
gerla in istituto particolare sotto il La sostanza dell'istituto in quel-
titolo di Convittrìci del Bambino l'occasione meglio stabilita si era,
Gesù, sottoponendola poscia alle re? come abbiamo dal Piazza, nelle sue
gole di s. Agostino. Offerta tutta sé Opere Pie di Roma stampate nel
stessa e le proprie sostanze per la pia 1670,, di non dover essere più di
intrapresa, trascelse delle ventiquat- trentatre le monache, in onore dei
tro zitelle da essa raccolte, dodici tientatre anni, dal Verbo incarnato
B A IVI fi AM 75
vissuti in terra : tuttavolta in seguito la professione. In diversi proscritti
per indulto Pontifìcio, vennero abilita- giorni dell'anno si fanno neh' insti-
te a riceverne oltre un tal numero. Do- tuto pubbliche mortificazioni : si e-
po tre anni di prova, e passata l'età di sercitano in opere manuali, ed in
"ventunanni, devono lare pubblico il diversi lavori d' ago , in leggere ,

voto di perseveranza nella medesima scrivere, far conti. In tutto questo


congregazione, ed il fermo proponi- pur ammaestrano le educandi; loro
mento di perpetua ed castità, povertà, che ascesero talora fino al numero
obbedienza; e volendo essere per di trenta, e non più. Una volta si ap-
giuste cause assolute dal voto, ov- plicavano alla lingua latina, al dise-
vero passare ad altra religione, non gno, alla pittura, al canto gregoria-
possono ripetere sotto qualunque ti- no e figurato, al suono dell'orga-
tolo o di dote, o di limosina, ciò che no , e di altri strumenti.
nel!' ingresso assegnarono alla con- Ricevono per otto, o dieci giorni
gregazione. Devono osservare una quelle zitelle, che con l'approvazio-

perfettissima comunità: vestire abito ne del proprio parroco, o confessore,


semplice, e moderato di saia, o sco- vogliano la prima volta accostarsi
to nero, che prima era di color tanè alla ss. Comunione, le istruiscono, e le
in onore della B. Vergine del Carmi- ammaestrano in tutte le cose neces-
ne. Far debbono vita ritirata, non sarie a sapersi intorno a sì venera-
uscir di casa, se non in alcuni gior- bile mistero. Era pur loro fine il

ni, e in luoghi solitari assegnati ; e tenere per qualche .mese, quando le

particolari-mente uscir non posso- rendite glielo permettevano quelle ,

no liei giorni di quaresima , av- zitelle povere, le quali avendo tut-


vento , vigilie , venerdì e feste di to allestito per vestir l'abito ne' moni-
precetto. Ogni giorno è debito per steri i fuori di Roma, hanno bisogno
in esse un'ora e mezza di orazione di qualche istruzione per coltivare
mentale , oltre le vocali , ed altri lo spinto religioso ; onde il mo-
loro
esereizii di pietà cristiana, fatti in nistero fu già considerato come un
comune nel coro, recitando altresì seminario per chi bramava abbraccia-
ne' giorni festivi l' uffizio divino. O- re vita religiosa. Che se i tempi vie-
gni anno nella quaresima, e nell'av- tano loro un' opera sì utile , accol-
vento si ritirano a celebrare gli gono però le vedove e le maritate,
esereizii spirituali , mentre in cia- che con licenza del Cardinal vicario,
scun mese hanno un giorno de- o di monsignor vice gerente, e di
stinato all' interiore raccoglimento. consenso de' loro mariti, o maggiori
Nella mattina, che ricevono la Ss. volessero per otto o dieci giorni ri-

Comunione portano il cilicio; tre tirarsi per fare gli esereizii spirituali.

volte la settimana fanno la discipli- In passato tenevano altresì sempli-


na, e digiunano i venerdì, i sabba- cemente a scuola le donzelle nobili,
ti e le vigilie della B. Vergine, di civil condizione, instruendole nella
oltre i digiuni comandati dalla Chie- pietà, e nei lavori donneschi.
sa. Le giovani, che determinano di Fu istituito prima questo pio luo-
abbracciar l'istituto, fanno sei mesi go in una casa a piazza Margana,
di prima prova, indi vestono l'abi- vicino a Campiteli!, indi fu traslèn-
to religioso, e dopo un anno ili to a s. Rrassede, e finalmente vicino
.>tictlo noviziato, sono ammesse ai- a s. Lorenzo in Paneperna. Trus-
,

76 BAM BAM
poi tata dalla chiesa di santa Galla a arcivescovo e uditole santissimo, nel
quella di Campiteli! la prodigiosa i73i, si recò al luogo, lobenedi, col-
immagine di Maria in Portico, e
s. locando la croce ove dovea erigersi
quindi le case annesse a s. Galla ri- 1 altare maggiore. Indi il celebre Car-
maste disabitate; il p. Berlintam dinal Corradini protettore, alla pre-
vendette ai 5 maggio 1672, per tre senza delle monache,solennemente po-
mille cinquecento scudi quelle ca- se la pietra fondamentale, con un'iscri-
sead Anna Moroni, fondatrice delle zione latina sulla lamina di metallo,
Qblate del SS. Bambino Gesù di che ricorda la funzione celebrata il

Roma; ma essendo inquilino di es- primo dicembre 1731. Furono posti


se Tommaso Odescalehi ,
parente nei fondamenti, entro una cassetta,
d'Innocenzo XI, volle essere prefe- alcuni agnus Dei benedetti e tre ,

rito nella vendita, in vigore della medaglie, una d'oro, una d'argen-
bolla Gregorio XIII. Pertanto
di to, e 1' altra di con 1' ef-
metallo ,

acquistolle,ai 16 settembre 1673, figie del Clemente XII,


Pontefice
dalla benemerita Moroni per quat- e nel rovescio due epigrafi Die :

tro mila scudi, e vi fece fondare un qua fundamenta jaela suiti templi
più ampio ospedale, affine di ricevervi, MDCCXXXI, ed in giro: In hono-
ad imitazione dell'antica proprietaria rem Infanlis Jesu. Proseguita la

s. Galla, i poveri dispersi per Roma. fabbrica dal valente architetto pon-
In seguito fu trasferito il convitto tificio cavalier Ferdinando Fuga
di queste religiose alle falde del ed ornata di varii marmi, e stuc-
monte Esquilino incontro la chiesa chi dorati, e vaghe pitture, essen-
di Pudenziana. 11 iVovaes nella Vi-
s. do poi terminata nella seconda ,

ta di Clemente XI, tomo XII, p. domenica di settembre dell' anno


2 38 e 246, dice che questo Ponte- 1736, il Papa la fece consacrare
fice elevato al trono del Vaticano da monsignor d'Almeyda arcivesco-
nel 1700, fra i monisteri, che genero- vo di Pirgi, il quale pose sull' aitar
samente restaurò, ebbe in mira quel- maggiore le reliquie dei santi mar-
lo delle oblate agostiniane del Ss. tiri Erasmo, Valentino, Longino,
Bambino Gesù , da lui di molto Silvio, Bonifacio e Vittoria; e la
ingrandito. Il monistero di Ro- domenica seguente consacrò l'altare
ma ha un Cardinale per protet- dedicato a s. Andrea Corsini ante-
tore , con particolar so-
e celebra nato del Pontefice. L' interno di
lennità la festa di Gesù Nazare- questa chiesa è di graziosa forma
no, del quale una prodigiosa im- a croce greca , con tre altari , e
magine in esso monistero si venera. cupola a catino al di sopra. L' al-
11 Pontefice Clemente XII, Corsini, tare principale dedicato alla Nati-
fiorentino, essendo stato, come Car- vità di Gesù Cristo ha il quadro
dinale, protettore delle Convittrici del dipinto da Filippo Evangelisti; a
Bambino Gesù, somministrò ad esse destra evvi l'altare sacro a s. Ago-
cospicue somme per l' erezione di stino, il quale venne rappresentato
una chiesa contigua al monistero dal pittore Domenico Maria Mura-
alle radici dell'Esquilino, per como- tori , ed a sinistra qxiello di s. An-
do dellemedesime. Ed essendosi in- drea Corsini il cui quadro venne
,

cominciata la fabbrica con disegno maestrevolmente condotto da Giaco-


di Carlo Buratti, monsignor Passeri mo Zaboli.
,

BAM BAM 77
Altro Pontefice benefattore di quo- loro sconcertata economia, anzi la

sto istituto fu Pio VI nel 1790. Le stessa sussistenza, a perpetua memo-


monache del Bambino Gesù volen- ria, eressero, in mezzo all' esteriore

»lo dimostrare la loro gratitudine recinto del monistero, una tavola di

alla munificenza di Papa Pio VI, marmo, e vollero clic vi fosse ap-

da cui riconoscevano il ristoro alla posta la iscrizione seguente:

PIO . SEXTO . PONT . OPT . MAXIMO


QVÒtì

DOMVI • 1NFANTIS . JESV . COPIIS . FAMILIARIB . DESTITVTAE


GRAVIQVE . AERE . ALIENO . OPPRESSAE

CENT . ARGENT . SINGVLIS . MENSIB

A . SODALITIO . XII . APOST . EXSOLVI . DECREVER1T


SORORE8 . LOCI . DOMINAE . TANTI . MEMORES . BENEFICI!

GRATI . ANIMI . MONVMENTVM P . P

AN . SAL . MDCCXC

Siccome più sopra dicemmo del- con brevi ed adatte parole vieppiù le
la prima comunione, che dalle don- infervora. Recitatosi con mesto canto
zelle lassi in questo monistero , il Confìteor, quattro fanciulle edu-
crediamo che qui giovi descriver- cande, due a destra e due a sini-
la. Ne' giorni degli esercizi! adun- stra con vesti turchine, a guisa di
que precedenti la funzione, le fan- angeli, con ali alle spalle, vagamen-
ciulle vengono istruite dalle mona- te coronato il capo di fiori, con edi-
che, come già si è riferito. Giun- ficante compostezza, tengono chi 1

to il dì stabilito per ricevereGe- ceri raccolti


,
dalle comunicande,
sù Sacramentato , le comunicando chi un vaso col vino ,e coll'acqua per
dopo aver assistito ai divini miste- l' abluzione, dove ne fosse bisogno.
ri, ed alle religiose pratiche di uso, Segue la comunione fra il tenero
vestite di una bianca tunica di la- pianto, e la commozione delle don-

na, e di un lungo manto di co- zelle, e degli astanti, che per lo più
lor celeste, capo di coro-
cinte il sono i rispettivi congiunti. Termi-
na, ascendono divotamente alla con- nata la ceremonia, il celebrante, o
tigua chiesa, con candele accese in il predicatore con un fervorino fa

mano. Inchinato il celebrante, che conoscere alle giovani la segnalata


per lo più è un Cardinale od un ve- grazia in quel punto ricevuta, e, can-
scovo, segue il canto Pange lin- tato il Te Deum e ricevuta la be-
gua, quindi il Veni Creator, ed in- nedizione, le comunicande, col me-
comincia la messa bassa, assistita desimo ordine con cui entrarono in
da chierici in cotta. Tutto richiama chiesa, ritornano al monistero ove ,

le innocenti donzelle ad affettuosi per tutto il giorno si esercitano ni

e pii pensieri : il melodioso suono pratiche di pietà, passando nel dì


dell'organo accompagna l'incruento seguente alle loro case, condotte dai
sacrifizio, mentre un sacro oratore, parenti.
o quello stesso che celebra messa, Scrisse anche di questo istituto
7H BAN BAN
il p. Filippo fìonanni gesuita , nel vrani ed ambasciatori davano loro
,

suo Catalogo (Irgli Ordini religio- l'acqua alle mani, servivano de' due
si Chiesa militante, stampa-
della primi pialli, e versavano nel bicchie-
to in Buina dal de Rossi nel 1741 , re per la prima volta il vino) qui
dove nel parlare della detta congre- ci limiteremo a far menzione del
gazione, riporta le vesti usate da Banchetto splendidissimo, che avea
(|iielle Ciò fu riprodotto da
zitelle. luogo nell' elezione del nuovo Papa,
Giuseppe Capparoni, nella Raccolta cioè nella sua coronazione, e nel-
degli Ordini religiosi, e delle vergi- l'anniversario di essa, avendone già
ni a Dio dedicate, Roma 1828, alla indubitati esempii nel secolo IX. In-
pag. 21. A tutte queste notizie si tervenivano ad esso il sacro Collegio,
possono aggiunger quelle, che l'e- gli oratori de' principi, i principali
ruditissimo Francesco Cancellieri dà ministri della Santa Sede, e gli ot-
sopra il detto istituto, nelle sue no- timati o maguati di Roma.
tizie intorno novenaalla
vigilia, , Tuttavolta, assunto di poi al Pon-
notte, e festa di natale, stampate in tificato nel i566 s. Pio V, Ghislieri,
Roma nel 788. 1 confermò le disposizioni di Pio IV, di
BANCHETTI, cioè splendidi Con- dare cioè a mano denaro, che
quel
viti. Nel concilio generale XI La- si gettava sulle scale di Pietro, ed s.

teranense III, celebrato dal Sommo abolì il consueto Banchetto, che so-
Pontefice Alessandro III, nel 1179 leva imbandirsi ai Cardinali e agli
culi' intervento di più di trecento ambasciatori , che assistevano alla
vescovi, fra le altre cose riguardan- solenne coronazione, non che agli
ti la disciplina ecclesiastica, si deter- auniversarii di questa, e dispose che
minò, che i prelati non assistessero i mille scudi, che vi si spendevano
ai Ranchetti, come riporta il Novaes per detto Banchetto, fossero distri-
al tomo lil pag. 1 io. buiti ai conventi,ed ai monisteri più
Una
delle prime cure del Pontc- bisognosi: onde ebbe origine quella
lìceLeone X, fu quella di dar fi- limosina, che si dispensa a' poveri di
ne al concilio generale XVII, di Roma nel gran cortile di Belvedere
Laterano V, incominciato dal suo in simili ricorrenze, essendovi unita
predecessore, Giulio 11, e ch'egli anche la somma, che si gettava sulle
terminò nel 5 1 7 Fra le altre co-
1 . scale vaticane. Questo Pontefice inol-
se, determinossi, che la casa, fami- tri; riformò il lusso degli ecclesia-
glia, tavola, ed arredi de' Cardinali stici, particolarmente ne' Banchetti.
della santa romàna Chiesa, dovesse- Anche Sisto V", sublimato al trire-
ro essere specchio di modestia e di gno nel i585, non volle che si fa-
moderazione. cesse il regio convito ai Cardinali
Olire poi quanto diremo distesa- ed ambasciatori, precipuamente per
mente all'articolo Pranzi, su quelli la penuria de' viveri , ch'era allora
solenni imbanditi da' Pontefici per in Roma, dichiarandosi, non per-
la consacrazione de' vescovi, e indi- mettere, che si l'innovasse la satira
verse circostanze, non che nelle mag- fatta Ottaviano Augusto, il
contro
giori solennità e persino co' para- quale, mentre in Roma morivano i
menti sacri, come pel solenne possesso, poveri di faine, banchettava con
e dopo aver celebrato pontificalmen- {splendidissimo lusso la nobiltà. V.
te la messa (ne' quali principi, so- Conviti, e Caitelle del giovedì, ve-
,

BAN BAN 79
NEEOÌ SANTO, E DELLA NOTTE DI NATALE in altro luogo, sia direttamente,
ove si parla de' pranzi, e della cena, sia col mezzo di un terzo, e ciò
che avea luogo nel palazzo aposto- previo un determinato compenso
lico, pei Cardinali, e pei principi delle proprie cure, e del vantaggio,
assistenti al soglio Pontificio. Ri- che deriva alla persona verso la
guardo poi a' conviti de' primitivi quale si obbliga. Una cosi fatta
cristiani, T
r Agape. . specie di commercio non è da con-
BANCHI nelle Chiese. Le con- dannarsi, quando il profitto, che si
cessioni, che si riferiscono all'uso fa dal Banchiere sia moderato, e
dei Banchi nelle chiese non ne , nei limiti dalla legge prescritti. Tale
trasferiscono la proprietà in coloro è il del venerando Ponte-
giudizio
che li ottengono, né l'uso è trasmis- fice Pio V, dichiarato nella sua
s.

sibile ai loro eredi. Non è che ai Bolla dei 27 gennaro i5yi. V. Usura.
fondatori, ai patroni, e per Io pas- BANCHIÈRE SPEDIZIONERE.
sato anco ai giustizieri superiori Nome altra volta dato in Francia a
che siasi accordato il privilegio del quelli, che si assumevano l'incarico del-
Banco in perpetuo, sia nella navata, la spedizione di tutte le bolle, dispense,
sia nel coro. Nessun altro può aver ed altri atti tanto di cancelleria, co-
Banco in chiesa fuorché per con- me di penitenzieria, che si emanano

cessione del curato o di chi ha cu-


, dalla corte di Roma, e, quando esi-
ra delle chiese, senza il concorso del steva, dalla legazione di Avignone,
curato, come praticavasi in Parigi. L' editto delle piccole date, uscito in
E in facoltà del vescovo, nel corso Francia nel mese di giugno i55o, pre-
delle sue visite diocesane , di pre- scriveva all'articolo quinto, che i Ban-
scrivere la riduzione, o 1'
abolizione chieri ed altri, che s' intromettessero
dei privilegi del Banco senza inter- nelle spedizioni degli atti della corte
pellare i particolari, che ne hanno di Roma , e della legazione d'Avi-
il godimento, ed anzi malgrado la gnone, fossero obbligati a prestar
loro opposizione. Queste riduzioni giuramento dinanzi al giudice ordi-
o cangiamenti, potevano esercitarsi nario del luogo, nel quale abitava-
anche pei privilegi del Banco riser- no, e di esercitar l'uffizio loro con
vato ai patroni ed ai giustizieri
, fedeltà, non che di tenere apposito
superiori; a condizione però che fos- registro delle loro operazioni, ed of-
sero loro mantenuti quelli, che era- frire una cauzione di mille scudi. Il
no collocati nel coro. 11 Pontefice regolamento sancito dal parlamento
Benedetto XIV, riformando gli abu- di Parigi, li 10 febbraio 16 19, con-
si delle musiche nelle chiese, vietò tiene disposizioni pressoché eguali.
ri golosamente ai superiori di es- I Banchieri doveano
spedizioneri
se, che vi tenessero Banchi o sedie essere laici, dell'età non minore di
nei giorni, che vi fosse musica. V. venticinque anni, e non dipendenti,
Novaes, tom. XIV, p. ?.3o. sia come uffiziali, sia come dome-
BANCHIERE, o BANCHIERO. stici, da verun ecclesiastico. Non
Colui, che tieneBanco per prestare, potevano possedere, né esercitare •

e contare denari ad altri. Chiamasi congiuntamente gì impieghi di con-


con tal nome un negoziante che , trollore, di Banchiere e di notaio;
ricevendo una somma di denaro, si l'esercizio simultaneo de' medesimi
obbliga di rimborsarne il pagatore era pur vietato, quando anche fosse
,

80 lì A In- BAN
diviso tra padre e figlio, tra zio. della consulta, del contado Venesi-
genero, e nipote, tra fratello, o no, della Casa di Loreto e della
s.

cognati, o cugini germani, che di- città di Fermo. Se non che, la sua
morassero in Uno stesso luogo. A salute mal ferma non gli permise
questi Banchieri soltanto, esclusa di occuparsi a lungo delle nuove
qualunque altra persona, riservava» cariche, poiché desideroso di ri pa-
la facoltà di sollecitare la spedizione lliare per ricuperare la perduta sa-
degli che si solevano implorare
atti, lute, giunto appena in Toscana, morì
dalla Santa Sede, e dalla legazione nel 1733, contando sessanta sei an-
di Avignone. V. Spewzioxef.e. ni di età, e cinque di Cardinalato.
BANCHIERI Antonio, Cardinale. La chiesa dei padri gesuiti fu il luo-
Antonio Banchieri nacque da genitori go destinato a ricoverar le ossa.

nobilissimi nel 1667, «Pistoia, edera BANCHIERI (ti axfp.ancesco, Car-


nipote di Clemente IX dal lato ma- dinale. Gianfrancesco Banchieri, eb-
terno. Mentre era Pontefice Innocen- be vita da nobilissimi parenti, nel
zo XII, passò a Roma nel 1692, ove 1694, e vide la prima luce in Pi-
fu eletto protonotario apostolico, po- stoia. Era nipote del Cardinale An-
nente di consulta e prelato consultore tonio Banchieri, segretario di stato di
della congregazione dei riti. Supplì Clemente XII. Ascritto, nel 17 33, dal-
dappoi al Cardinale Agostino Fabroni lo stesso Clemente XII tra i ponenti
segretario di Propaganda. Nel 170.3 di consulta, dopo ott' anni, Benedet-
7
Clemente XI lo onorò della vice le- to XIV lo annoverò tra chierici di i

ga/ione di Avignone, e decornilo della camera coli incarico di presiedere


nunziatura al re cristianissimo, dalla alle ripe alle marine ed al Castel
,

quale essendosi dispensato il Banchieri sant'Angelo; quindi nel 1747 1° de-


per ingenti motivi, fu in quella vece stinò alla carica di tesoriere della
destinato, nel 1706, dallo stesso Pon- medesima camera apostolica. Da ulti-

tefice a segretario di Propaganda mo creatolo diacono Cardinale di s.

nel 1707, ad assessore del s. Of- Adriano nella quarta promozione fatta
fizio, e da ultimo, nel 1712*, segre- in Roma, li 26 novembre del 1753
tario di consulta. Benedetto XIII lo ammise poi alla congregazione
lo elesse, nel 1724, governatore della consulta, della immunità, del
di Roma in luogo del Cardinal Fal- buongoverno e ad altre. Passato a mi-
conieri, e dopo due anni che pas- glior vita Cardinale Berni nel 1754,
il

sò in quell'impiego, onorollo quel restò libera la legazione di Ferrara,


Pontefice della saera porpora, nella la quale fu conferita al Banchieri
sesta promozione, che fece a Roma colla protctloria della religione dei
li 9 dicembre del 1726, assegnan- cavalieri di Malta e dei monaci del-
dogli la diaconia di s. Nicolò in car- l'Ordine betlemmitico nelle Indie oc-
cere. Per poco non fu eletto Pon- cidentali. Ritornato finalmente a Pi-
tefice nel conclave di Clemente XII, stoia, fu in breve colto dalla morte
all'esaltamento del quale contribuì nel 1763, sedendo il Pontefice Cle-
col suo voto il Banchieri. Il nuovo mente XIII, ai comizii del quale fu
Papa lo volle a proprio segretario, Morì di sessanta nove anni,
presente.
e lo ascrisse a tutte le congregazioni avendone passali dieci nel Cardina-
di Roma. Sostenne il Banchieri il ca- lato, e fu sepolto nella chiesa dei
rico di primo ministro, la prefettura gesuiti di quella città.
BAN BAN 8r
.- BANDA. Ordine Equestre. Ad es- doveva battersi con uno dell'Ordine;
sere ascritto a quest'Ordine cavalle- rimanendo vincitore, era dichiarato
resco antico militare della Spagna, cavaliere. Si radunavano tre volte
doveasi deporre le armi sopra un all'anno per gli affari dell'Ordine,
altare , e tutta la notte vegliare in dovendo avere nel luogo dell'assem-
orazioni. Nel giorno seguente, men- blea le armi ed i cavalli loro. Te-
tre si messa solenne, il
celebrava nuti erano a far ogni anno il giuo-
supremo maestro dell' Ordine mede- co delle canne; una volta per setti-
simo imponeva al novello cavaliere mana correre l'aringo, trovarsi ogni
una Banda, o Benda, cioè una stri- domenica alla reggia per battersi
scia di drappo, larga quattro dita, due contra due alla presenza del re.
di seta rossa la quale pendeva
, Ai tornei non era però ammesso uà
dalla spalla sinistra verso il fian- numero maggiore di trenta contro
co destro, il che era il segno del- trenta, né alcuno poteva corrervi
l' onore ricevuto , e del nobil gra- più di quattro volte, e chi ne' quat-
do a cui veniva il cavaliere esal- tro corsi non avesse rotta la lancia,
tato . Il primo autore di questo era obbligato a pagare la spesa del
Ordine si dice essere stato Alfonso torneo. Alla morte di alcun confra-
XI re di Castiglia, sotto il Pontefice tello vestivano gli altri a lutto per
Giovanni XXII, verso l'anno i33o, un mese, né assistevano a verun giuo-
il quale volle esser chiamato gran co per altri tre mesi. Mancando a
Maestro di esso, e usare della me- tali cadevano in deter-
prescrizioni,
desima Banda. Si vuole che il co- minate pene, alle quali giuravano di
lore di essa fosse prima simile alla volersi sottoporre. Fu ampliato que-
pelle del pardo, come abbiamo dal- st' Ordine da Giovanni I re di Ca-

la vita di Giovanni II. A tal titolo stiglia nel 1379, il quale creò cento
di onore erano ammessi soltanto i cavalieri nel dì della sua incoro-
figliuoli di persone , nati dopo il nazione. Da Ferdinando I fu pur
primogenito, e di poche facoltà; trasferito nel regno di Aragona cir-
eglino dovevano aver militato o ca 1' anno 1 4 1 2 in seguito fu a-
:

servita la corte per dieci anni o , bolito ; ma venne ristabilito dal re


combattuto contro i mori Ob- . di Spagna Filippo V della casa di
bligati a prendere le armi per la Borbone nei primordii del seco-
difesa della cattolica religione contro lo XVIII.
gl'infedeli, doveano altresì mantener BANDA o SCIARPA. Ordine c-
la fede al re costringendo sino a tace» questre di donne. Mentre la nobiltà
re chi avesse sparlato di lui. Doveano era in servizio del re Giovanni I

inoltre parlargli a favore degl' infe- di Castiglia ( che regnò dal 1879
lici, non dir mai una menzogna od al 1390), la città di Palenza, asse-
adulazione, conversare solo coi sag- diata dagl'inglesi, stava in pericolo
gi e coi costumati, né cogli artisti di essere espugnata. Supplì per di-
e con persone di bassa condizione, fenderla il coraggio delle donne no-
non vantarsi mai , né mangiare bili, le amore della patria
quali per
cibi grossolani , e bevendo pro- impugnarono le armi e non sola- ,

nunciare dovevano sempre il no- mente resisterono, ma facendo una


me di Gesù. Chi avesse portata la generale sortita, obbligarono gì' in-
Banda senza la permissione del re, glesi a fuggire. Mosso il re Giovan-
VOL. IV.
,

8-2 BAN BAN


ni I dalla eroica fedeltà e valore di chiamasi banderarius. Cencio Came-
esse, volle ricompensarne degnamen- rario lo appella bandulan'us baudo- ,

te il merito; concedendo loro molti narii, e bandonerii enumerandone ,

privilegi, e per memoria de' posteri, dodici con vessilli rossi, nel possesso
accordando loro l'uso d'una Banda che i Pontefici prendevano della ba-
o Sciarpa d'oro, che, appoggiata al- silica laleranense, cogli antichi riti. Il

l' omero destro, s'allacciava al di sot- Movaes, t. IV p. 216 dice dei Bande-
to del braccio sinistro ; ed attraver- resi. / caporioni di Boni a, che nel
sava così il manto. In oltre concesse Pontificato di Gregorio V, il Sassone,

loro tutti que' privilegi , e distin- nel 998, si chiamavano col nome
zioni godute dai cavalieri della Ban- greco decarchoni o decarconi, ossia
da, detti anche della Sciarpa, isti- il collegio de' tribuni della piche, in
tuiti dal re Alfonso XI suo avo tempo di Urbano V, nel i362. si
paterno. dicevano con vocabolo tedesco Ban-
BANDELLI Bavdello , Cardi- deresi, dalle bandiere che usavano
nale . Bandello Bandelli ,
patrizio in guerra, perchè ciascuna decuria
lucchese, venne alla luce circa la me- di Roma si distingueva dalla sua
tà del secolo XIV. Era laureato bandiera. Essendo la città divisa in
in ambe le leggi, collettore aposto- più decurie, ciascuna di esse aveva il

lico nella Toscana e nel ducato di suo capo, e la sua insegna partico-
Spoleti, e da Urbano A I fu promosso lare, sotto la quale militavano, co-
nel i388 al vescovato di città di stituendo tutti insieme un magistra-
Castello. Gregorio XII lo passò poi a to del popolo romano, oltre il se-

quello di rumini nel i4°7> e creol- natore, e i conservatori, giacché fi-

lo prete Cardinale del titolo di s. no dal Pontificato di Innocenzo II,


Balbina e legato nelle terre del do- quando i romani ribellaronsi a sug-
minio veneto e nella Romagna, nel- gestione di Pietro Abailardo, pro-
la seconda promozione fatta a Siena clamata la repubblica, crearono ven-
li iq settembre del 1408. Egli rice- totto senatori, o decarconi. Questi
vette quel Pontefice nel giorno della dunque si denomiua\ano Banderesi
Epifania nella sua cattedrale con tutta coi loro decurioni : dipoi i capi di que-
solennità, allorché si rifugiava presso sti, che si dicevano Banderesi, si dis-

Callo Malatesta suo amico e prin- sero comunemente, e con titolo più
cipe di quella città. Intervenne il proprio caporioni [Vedi), ed erano
Bandelli al concilio di Costanza quattordici, perchè altrettanti sono
e poco dipoi l'elezione di Martino i rioni di Roma, secondo la divi-
V, morì nel i4'7 dopo 9 anni di sione fattaneda Augusto primo im-
Cardinalato. peratore romano. Ristretti poi do-
BANDERESI. Banderese, secon- po d 238 dal Pontefice s. Fabiano
do il dizionario della lingua italiana, romano a sette i rioni, ma poi dive-
significa, che ha la Banda di una nuti al numero di tredici, Sisto V,
sorte di cavalleria, o portatore di del 1 585, li ritornò al numero di
un insegna 3 ovvero capo di una quattordici, aggiungendovi quello di
banda di soldati. Il alacri chiama Borgo. Vedi Vettori nel Fiorino
B anelimi lo stendardo e la bandie- d'oro illustrato p. 373, e Bernar-
ra, e dice che handoforus fu deno- dino Bernardini nella sua Descri-
minato l' alfiere , il quale da altri zione del nuovo ripartirne/ilo dei
,

BAN B AN 83
rioni di Roma , Roma per Gene- il governo della città, mentre il se-
roso Salomone
1 744-
Bartolomeo natore amministrava la giustizia.
Platina, de Pontefici, in quel-
Vite, Mosso il Pontefice Urbano Y da
la di Gregorio XI, che fu creato in varii gl'avi riflessi, volle restituire la
Avignone ai 3o dicembre l'i'jo, ec- residenza Pontificia in Roma, ma
co quanto dice de' Banderesi. In poco dipoi a cagione delle guerre
questo tempo in Roma il senatore, di varii potentati, nel iSyo, fece
che rendeva ragione al popolo, ogni ritorno in Avignone per sedarle
sei mesi si mutava. Ed i Bande- lasciando in Italia un Cardinale le-

resi guardavano la città, ed ave- gato. Non andò guari, che ritenen-
vano tutto il governo della repub- do i fiorentini avere il Pontificio le-
blica. Questo nome di Banderesi gato somministrato soccorso a quei
era venuto dai Gei-mani , che ban- di Prato, co' quali erano in aspris-
diere chiamavano i vessilli, che sima guerra, per vendetta spediro-
portavano neW imprese. Perciocché no a varie città, eh' erano state ri-
ogni decuria, che oggi capo di re- cuperate al dominio della Santa Se-
gione cliiamano , era con la sua de, certi vessilli, o bandiere col mot-
bandiera, e segno od insegna di- to Liberta». I romani le accolsero
stinta. Si veggono queste bandiere, con trasporto , ed essendo la città
dice il Cancellieri ne' suoi Possessi divisa in decuiie, il capo chiaman-
p. 33, sopra lo stemma de' Bande- dosi decurione, o Banderese, ciascu-
resi in Campidoglio, nella base di no ricevette una bandiera per te-
marmo della mano di bronzo; in una nersi alla propria abitazione, donde
casa in un marmo con vino scudo alcuni riconoscono 1' origine del no-
ed effigie de' Pavesatori, e Balestrieri me di Banderesi. Finalmente dopo
presso la colonna traiana , ed in che la residenza Pontificia fino dal
una colonnetta vicino la porta di i3o5 era stata fissata in Avignone,
fianco di s. Ivo, alla Scrofa, con- il glorioso Gregorio XI, il settimo
trada, che conduce a porta Flami- de' Papi colà residente, ai 17 gen-
nia. Veggasi il Marini , Archiatri naio 1 377, si recò con tredici Car-
Pontificii, t. I, p. 106. dinali in Roma, per ristabilirla de-
Dopo la morte del famoso tri- finitivamente, venendo accolto, e ri-

buno di Roma, Cola di Rienzo, uc- cevuto da' magistrati, e dal popolo,
ciso agli 8 ottobre 1 3 !>4 ne l Pon- colle maggiori dimostrazioni di gioia
tificato d' Innocenzo VI residente in e di rispetto. Non tardò il buon
Avignone, il popolo romano colla Pontefice ad nuo-
affliggersi della
autorità Pontificia elesse successiva- va dimora , perchè non si vede-
mente varii senatori, tutti con som- va in Roma ubbidito come richie-
ma autorità nell' assenza del Papa. deva 1' autorità di un sovrano ; giac-
Nacque nuova sedi/ione nel i358, ché i Banderesi, che al suo arrivo
mentre erano senatori Orso Orsini in Roma aveano deposte ai suoi
e Pietro Capocci, né il sovrano Pon- piedi le proprie bandiere, insegne
tefice potè domare l' audacia del del loro potere, eccitali dai fiorenti-
popolo col creare i senatori estra- ni a mantenersi in libertà, le ave-
nei; anzi questo popolo medesimo vano subito riprese, per esercitare
creò un magistrato, che chiamatasi ogni autorità come dianzi facevano.
de' Banderesi, presso il quale stava Dall'altra parte quei, che favoriva-
84 BAN BAN
no il Papa tramarono contro i Ban- elessero per Papa, Bartolommeo Bit'
deresi, per cui Gregorio XI prescel- tìlli Prignani napoletano , che poi
se a senatore Gomez d' Albornoz, assunse il nome di Urbano VI , es-
dichiarandolo inoltre capitano gene- sendo arcivescovo di Bari secondo ,

rale del popolo romano si per la quanto aveano fissato prima di en-
pace che per la guerra , e lo fece trare il conclave. Seguita l'elezione,
inoltre rettore del ducato spoletino. i romani corsero armati al vatica-
Ciò non produsse il desiderato ef- no, gridando, romano lo vogliamo,
fetto onde Gregorio XI fu costret- romano lo vogliamo j e scorrendo fu-
to a cedere, per non esporsi alle riosamente pel conclave, minaccia-
violenze de' Banderesi. Addolorato il rono di uccidere tutti i Cardinali.
Pontefice di vedersi in mezzo ad Ma riuscì, non senza difficoltà, ad
una nazione, che sola disprezzava i Agapito Colonna, e ad altri primarii
suoi supremi comandi , mentrechè personaggi della città, a calmare la
questi erano con ossequio ricevuti furia del popolo. All' articolo Avi-
da tutti i potentati del mondo cri- gnone j descrivendosi 1' elezione di
stiano , ed
continuamenteessendo Urbano VI, sono le particolaritàvi
malaticcio, cadde infermo, e morì di questo avvenimento, che poco di
nel palazzo vaticano ai 28 marzo poi servì di pretesto ai Cardinali
i3 7 8. francesi,bramosi di ritornare in A-
Ai 7 aprile entrarono in concla- vignone, per ribellarsi, ai 20 settem-
ve nel detto palazzo apostolico se- bre 1378, al legittimo Pontefice,
dici Cardinali , cioè quattro italia- con eleggergli contro l'antipapa Cle-
ni, undici francesi, ed uno spaglino- mente VII; il quale recandosi in
lo : nel giorno medesimo, o nel se- Avignone, vi stabilì una cattedra di
guente, un capo-rione de' Banderesi pestilenza, e die' vigore allo scisma,
che governavano i rioni della cit- che per cinquant'anni afflisse la Chie-
per parte de' romani
tà, vi si recò sa, e desolò Roma e l' Italia.

a fare una rappresentanza ai Cardi- Il Pontificato di Urbano VI, sic-


ad eleggere un
nali elettori, per indurli come tempo di scisma, fu una con-
Papa romano, che non partisse più tinuazione di orrori e di ribellioni.
da Roma, esponendovi fra le altre Nel 1 38 1 al senatore Carlo III Du-
cose, la rovina di tutte le chiese, razzo re di suo Napoli successe il

senza porte, e senza tetto ridotte luogotenente Lasso di Castiglionehio,


a pascolo degli armenti, e massime per cui a' 2 1 giugno i possenti Ban-
delle basiliche vaticana e lateranen- deresi corsero al palazzo senatorio
se. Rispose al Banderese
il Cardinal e dissero al luogotenente che non
di Glaudeve,
che avrebbero procu- intendevano ch'egli guastasse Roma,
rato di scegliere il più degno ed il come avea fatto della sua terra, e
più atto al governo della Chiesa u- il minacciarono della vita, se pron-
ni versale ; e capo-rione Bandere-
il tamente non partiva dalla città, il
se si licenziò con replicargli queste che suir istante eseguì Irrequieti .

parole : Voglia Iddìo che ce lo dia- i romani a motivo della prepotenza


te romano } poiché altrimenti ve ne de Banderesi, di frequente si com-
pentirete. Appena costui si riti- movevano , e tanto fu fiera la se-
rò co' suoi compagni, i Cardinali di dizione del i382, che i Cardinali
commi consenso, e canonicamente per iscampar la morte dai romani.
BAH BAN 85
furono costretti a nascondersi; ed il Abbiamo poi, che il Cardinal di

Papa, intrepido, vestilo del paluda- s. Angelo, legato di Roma nell'as-

mento Pontificale , eolla Croce in senza di Gregorio XII, agli 1 a- 1

mano, presentatosi ai sollevati nel- prile i4°8, creò di nuovo i Bande-


l'atrio del palazzo, li placò, e li in- resi a cagione della guerra che mi-

dusse a domandargli perdono. Morto nacciava Ladislao re di Napoli per


nel i 38g Urbano VI, i Cardinali della impadronirsi di Roma. Tuttavia es-
sua ubbidienza cospirarono concorde- sendo riuscito a Ladislao penetrar
mente nell'elezione di Bonifacio IX, nella città, fece alcuni patti co' ro-

Tomazelli, napoletano. Stanco questo mani, e poi l'occupò interamente;


Pontefice dell'insubordinazione dei onde dopo questo avvenimento , i

romani per averlo costretto i Ban- Banderesi dimisero l'insegna e l'uf-


deresi a rifugiarsi in Perugia, uo- ed il re nominò senatore Gio-
fìzio,

mo di petto forte coni' era, si fece vanni de Tostis. Da tal' epoca adun-
ubbidire, e rispettare in guisa, ebe que la storia non ci presenta me-
fu primo Papa, eli' esercitò mag-
il moria di questi audaci e potenti
gior dominio temporale in Roma, magistrati, rinnovati poco dipoi sotto
e nel patrimonio di s. Pietro. Pie- altro nome e più. moderata influen-
no di coraggio , tolse ai romani za, cioè dei Capo -Rioni di Roma.
l' autorità usurpala , ed eleggendo V. Rioni di Roma, ove, parlandosi
a suo arbitrio i magistrati, come delle d' ognuno, si vedrà
bandiere
abbiamo dall' annalisla Bzovio, al- quali erano quelle de' celebri Ban-
l'anno i3o,4> num. 1, soppresse i deresi, che un tempo furono cotan-
potenti ed irrecpiieti Banderesi , che to formidabili alla sovranità Ponti-

fino allora aveano audacemente di- ficia.

sputato co' Sommi Pontefici, il go- BANDI


Giancarlo, Cardinale.
verno di Roma. Tuttavolla, stante Giancarlo Bandi nobile cesenate ,

il proseguimento dello scisma, che e zio materno del Pontefice Pio


indeboliva la sovranità di Bonifacio VI, Braschi, nacque ai 1 7 luglio
IX, fu egli nuovamente costretto 1700. Era avvocato, ed uditore del
dai Banderesi ad allontanarsi da Ro- Cardinal Ruffo , legato di Ferrara,
ma : ma avvicinandosi la celebrazio- indi fu fatto vescovo di Imola ,

ne dell'anno santo iZjoo, volendo nella quale città eresse dai fonda-
i romani profittare dei tanti van- menti la cattedrale. Quindi fu crea-
taggi , che provenivano alla città to Cardinale col titolo presbiterale
pel concorso de' forestieri e pelle- di Maria del popolo dal suo
s. ni-
grini , spedirono un' ambasceria in pote ai 29 maggio 1775, ma fu
Assisi ad invitare il Papa a conso- pubblicato agli 11 del seguente set-
larli di sua presenza. Bonifacio IX tembre. Ricevette nel suo vescova-
promise di esaudirli allorché avesse- to, 1782, lo stesso Pio VI,
nel
ro per sempre aboliti i Banderesi, che teneramente lo amava, allor-
e ricevuto il senatore Malatesta da quando recossi a Vienna nella ,

lui nominato alle quali condizioni


: qual' occasione consacrò il Papa la

essendosi i romani sottomessi, il Pon- detta cattedrale. Questo degno por-


tefice tornò in Pioma, assunse l'as- porato , encomiato per le sue vir-
soluto dominio di essa, e munì di tù, morì in Imola ai 23 marzo
valido presidio il castel s. Angelo. 17845 con gran dispiacere del Pon-
8(j B4K B A X
tefice nipote. V. B baschi; e Novaes inesscni aveano la lettera greca Mi
tomo XVI pag. ciò. i lacedemoni 1' A; e nel popolo del
BANDI. Eretici, che nel XII se- Signore, i maccabei v' aveano scrit-
colo rinnovarono 1' errore degli ori- te le iniziali ebraiche del versetto
genisti, i quali sostenevano essere i t cap. XV dell'Esodo, cioè, M C
tutte le anime state create al tempo B I, dalle quali derivò lo stesso no-

medesimo in cui fu creato il mon- me di maccabei. I romani poi ne-


do, ed aver esse peccato subito do- gli antichi tempi non ebbero stabi-
po la creazione. E vero che questi le insegna nella Bandiera. Ora vi

eretici tolsero il nome da quello del rappresentarono il lupo, ora il mi-


loro maestro Bando; non consta pe- notauro, il cavallo, il cignale, in-

rò che abbiano fatti grandi progres- di l'aquila, che gì' imperatori dipoi
si, né si sa in qual luogo abbiano sempre ritennero. Questa essi aveano
dommatizzato, o chi li abbia com- assunta prima dell' anno secondo del
battuti, né meno condannati. consolato di Mario, e non fu lascia-
BANDIERA. Drappo legato ad una ta che al tempo di Costantino il

asta, entro del quale ricamate o dipin- Grande. In luogo di essa egli vi ag-
te si rappresentano le imprese de' ca- giunse una croce col monogramma
pitani, le armi ed insegne de'principi, composto delle due lettere greche
a diversi colori. L'uso della Bandiera X e P intrecciate assieme, signifi-

si ritieneper antichissimo e sonvi ,


ficanti il nome Christòs.
autori, che lo vogliono derivato da- Tale Bandiera a' tempi di Costan-
gli assiri, siccome quelli, che aveano tino sortì anche il nome di Labarum,
dipinta una colomba sopra di un per lo innanzi da' romani non cono-
drappo in memoria della colomba sciuto. Consisteva essa in un'asta dora-

spedita da Noè a rintracciare se le ta, avente nella sommità una corono


acque del diluvio si fossero ritirate. preziosissima e al di sopra il detto
Certo è che gli ebrei per distingue- monogramma. Un bastone in cima la
re le loro tribù aveano le Bandie- traversava ad angoli retti, e da que-
re, sulle quali vedeansi simboleggia- stopendeva un ricco drappo di color
te le Giacobbe a' suoi
profezie di porpora ornato d' oro e di gemme,
lìgli e quella
, di Giuda area un neir infima parte del quale si ve-
leone. Il costume venne abbraccia- deano i busti di Costantino e dei
to in breve anche dalle altre na- figli di lui. Quell'imperatore avea
zioni, e presto si vide la Bandiera scelto cinquanta de' più valorosi del-
adoperata e da persiani, che vi dipin- l' esercito affinchè ciascuno in giro
sero il sole, o, secondo Senofonte, la portasse o la custodisse. Eusebio,
un'aquila, e dagli ateniesi, ch'ebbero De s'ita Constanlini cap. Vili, dice
la civetta, da tebani, che
e vi segna- essere stato solito l'imperatore mede-
rono la fenice. I cimbri la intro- simo a raccontare che in certa bat-
dussero colla figura del toro ; gli taglia quel soldato che portava il

ecizii col drago; i corinti col ca- Labarum, intimidito per la gagliar-
vallo alato, o pegaso gì indiani col ;
da impressione, che su di lui fa-
gallo ; gli etiopi col cane ecc. Non cenno i nemici, consegnollo ad un
tutti però ebbero l'emblema di qual- altro e si ritirò per salvare la vita;
che figura ma piuttosto qualche
; ma non appena era uscito dal bol-
lettera iniziale o qualche sentenza. I lore della mischia che, ferito da un
,

BAN BAN 87
«lardo , mentre i colpi che
morì , stis Rom. Pontif. , dove tratta di
avea ricevuti quando portava la Leone 111, creato nel 79^, anemia
Bandiera, non gli aveano potuto re- che non solo quel Papa avea be-
care alcun danno, siccome non lo nedetta e mandata anch' egli una
ebbe chi a lui successe. Gli scrittori Bandiera a Carlo Magno , ma che
non vanno d' accordo nello stabilire prima di lui Stefano li, del 752,
l' etimologia di quella parola Laba- avea fatto lo slesso verso Pipino.
rum. Alcuni la derivano dal greco L' anzidetto Pagi, in Critica Baro-
lambanin, prendere j altri dal no- niana, e Ottaviano Gentili nell' ope-
me lafjìra , spoglie j però a molti ra De Patriciis lib. Ili, e. 2, n. 6,

piacque meglio di farlo derivare dal dimostrano che la Bandiera si man-


latino lab or , come se indicasse un dava dalla Chiesa Romana a' re di
termine alle fatiche della guerra Francia ,
perdi' erano palrizii ro-
oppure, perchè avendo al di sopra mani, e di lei avvocati e difensori.
la croce, per la quale da Costantino Qual figura presentasse quella Ban-
s' era posto line alle persecuzioni diera, che Leone III avea mandala
de' tiranni, così addiveniva un em- a Carlo Magno, si vedeva espresso
blema di pace un simbolo di feli-
, in mosaico nel celebre antico tricli-
cità , che la terra potea ripromet- nio che lo stesso Pontefice i'ece fab-
tersi dal vessillo della universale bricare vicino alla basilica lalerane-
salute. Yeggasi Baronio ad ami. se. Vedevasi in quello il principe
3 1 2; Gretsero De cruce lib. i , e. degli apostoli seduto in trono colla
i 7 et seq. ; Job Mieli. Weinrich De destra che porgeva a Leone una
vexillis et vexilliferis, Erfurti i 7 io; stola e colla sinistra la Bandiera al
Dan. Guil. Molleri, Dissertano de principe. Però quella fabbrica de-
Labaro constanliniano, Altd 1696; molita, e distrutto insieme anche il

Sac. Frid. Borchmanni, Disserlalio mosaico, non ne rimane che l' inci-
hy storico-critica de Labaro. V. Bax- sione nelle opere del Pagi Ciani- 3

JN'EKITI. pini, Alemani e Gentili.


Propagata la religione di Gesù Che le bandiere precedessero la so-

Cristo, la Bandiera cominciò ad ave- lenne cavalcata, con cui i Pontefici


re nelle nazioni cristiane qualche co- prendevano solenne possesso della ba-
sa di sacro. La Chiesa vi stabilì un silica lateranense, ne abbiamo mol-

rito appositamente per impartirle tissimi esempi presso il Cancellieri


la benedizione, e questo rito è pure ne' suoi Possessi, e, parlando di quel-
antichissimo. Venia eseguito dal Som- lo preso nel 1 1 19 da Gelasio li,

mo Pontefice, oppure dal vescovo, dice ch'erano le bandiere della fan-


siccome osservasi anche oggidì. Se- teria romana che sono rammentate
condo 1' opinione di gravi autori, la nell'epistola Schismalica Canonico-
prima Bandiera, che sia stata bene- rum s. Petti, lib. 2. Hist. Roderi-

detta e spedita dal Papa ai princi- ci e. 66. Nicolò Rosselio d'Aragona


pi si fu quella, che Gregorio III, dice, che Signiferi cum Bannis pre-
eletto nel 73 1, mandò al re di cedevano Eugenio 111 del ii-p.
Francia. In essa v' aveano figurate Perciò furono detti Bandonasii da
le chiavi della confessione, o se- Cencio Camerario, e Baudcrcnses
polcro di s. Pietro ( V. Chiavi ). da Pietro Amelio. Ma de'Bandere-
11 Pagi, nel suo breviario De ge- si, portatori delle bandiere de' Bio-
, .

88 BAH B A N
ni di Roma, che specialmente nei me V. Dufresne Glossar,
dipinte.
secoli XIII, e XVI esercitarono in rnediie et infima; latinitatisj Challon
quella città un' illimitata autorità ,
Storia di Francia Catalano Comm. ;

e figurarono quali primari magistra- in Pont. Rom. P. II, de Bentdict.


ti , si è trattato all' articolo Baxde- J^exilli. Intorno alla cappa di san
eesi. Dal Galletto poi rilevasi nel Martino, specie di mantello, o sten-
suo Primicerio pag. i3. e i5, che dardo che era portato dall'esercito
dodici Draconarii, ciascuno
militi de' re di Francia della prima, e del-
de' qualiaveva uno stendardo, che la seconda dinastia, V. Cappa.
chiamavasi banda precedevano il ,
Né solo a' re di Francia furono spe-
Papa allorché dal patriarchio reca- dite leBandiere benedette dai Papi. Ci
vasi a celebrare pontificalmente in ricorda la storia che, tra gli altri, A-
s.Maria Maggiore; ed inoltre due lessandro II, eletto nel 1 06 1
, come ri-
Draconarii o Bandonari con V in- ferisce il Baronio, mandò lo stendardo
segne de' Cherubini, e con lancie. o Bandiera benedetta a Guglielmo con-
Qualche tempo dopo Carlo Ma- te di Normandia, acciocché impren-
gno divenne eziandio costume dei desse la guerra contro gli eretici e con-
re di Francia prendere la Ban-
il tro il tiranno Araldo invasore dell In-
diera di san Dionigi prima che ,
ghilterra. Sisto IV. del 147G nella
partissero per la battaglia Dessa . basilica di sanPaolo bened'i solenne-
chiamavasi Orifiamma j stava sem- mente due Bandiere per la battaglia
pre appesa presso il sepolcro di navale de' cristiani contro i turchi
quel santo, ed era la insegna del- S. Pio V benedì anch'egli la Ban-
l'abbazia. Da principio il solo conte diera che dovea portarsi contro ai
del \-cssinese, come dipendente da turchi. Questa aveva dipinte le ima-
quell'abbazia, la portava nella guer- gini di Gesù crocifìsso, de' Ss. Apo-
ra che occorreva di fare in difesa stoli Pietro e Paolo col motto :In
de' privilegi e delle terre del moni- Iìoc signo vinces. Lo stesso Ponte-
stero. Ma avendo dipoi Luigi VI il fice avea mandato anche al conte
Grosso, del 1108, unita la contea di s. Fiora , fratello del Cardinal
alla corona, i re fecero dell' Ori- Sforza, lo stendardo benedetto, quan-
fiamma la principale insegna delle do colle milizie Pontificie lo spedi
loro armate. Nondimeno conservaro- capitano in Francia contro gli ugo-
no prendere l'orifìamma da
l'uso di nottied in aiuto del re Carlo IX.
quell'abbazia, dove all'uopo l'abbate, In alcune chiese di Roma si veg-
celebrata la messa, gliela consegnava. gono parecchie Bandiere vinte ai ne-
11 Sugerio ricorda che ciò fu fat- mici, e dalla pietà de' principi offer-
to da Lodovico Vili, nel 1 1
47 te al Romano Pontefice o qual se-
da s. Luigi IX, prima che partisse gno di gratitudine per le di lui pre-
per la guerra della crociata, da Lui- stazioni , o qual effetto di filiale ri-

gi X, da Filippo VI e da altri. verenza. .Nella basilica lateranese ve


Quella Bandiera appellavasi Ori- n' erano ventisette tolte agli ugo-
fiamma oppure Aureafiamma, ov- notti, le quali, dal prefalo conte di
vero in francese Oriflambe, perchè santa Fiora, col mezzo del Cardi-
portava de' ricami d'oro sopra un nal di lui fratello, furono manda-
fondo rosso, o perchè, secondo te in dono a s. Pio V (^.Baronio ad
L'opinione d'altri, avea delle fiam- ami. 1 56q). Nel vaticano il Pontefice
BAN BAN 89
Innocenzo XI vi pose la Bandiera di La Bandiera Pontificia si custo-
Maometto, che Giovanni III, re di diva dal generale supremo quando
Polonia, tolse a' turchi nella batta- il Papa partiva da Roma. Questa
glia deli683, presso Vienna (V . dal corpo di guardia reale si cala
Lodovico Maracci Lo stendardo ot- soltanto quando passa il Ss. Sacra-
tomanieo). Nella basilica liberiana vi mento, e quando passa il sovrano
erano due Bandiere, ora custodite Pontefice; non mai però al passag-
in quell' archivio , che insieme ad gio de' principi forastieri, a' quali so-
altre due, vennero a Clemente XI lo s'inalbera. Il regnante Pontefice
offerte dall'imperatore Carlo VI, che Gregorio XVI diede Bandiera a que'
le avea vinteegualmente a' turchi corpi militari, che non l'aveano.
nella guerra del 1 7 6 presso Pe- 1
,
La Bandiera o stendardo si porta
tervaradino. Nella chiesa di s. Maria anche nelle processioni. Sembra che
sopra Minerva evvi un' altra Bandie- questo costume abbia cominciato nel
ra presa a'turchi, ed allo stesso Pon- i4i4> m CIU P er I a prima volta si

tefice con altre presentata nel 17 17. spiegò Bandiera colla immagine di s.

Inoltre nella suddetta basilica latera- Rocco nella canonizzazione di quel


nese v'ha una Bandiera di Maometto santo. Nelle processioni delle arci-

tolta a' tunisini dal gran maestro confraternite e delle chiese di Roma
dell'Ordine gerosolimitano, e colà siusano le Bandiere col rispettivo
riposta da Innocenzo XIII. Parec- stemma.
chie altre di queste Bandiere si con- Dicono i maomettani che avendo
servano nella chiesa di s. Maria una volta essi perduto in battaglia
della Vittoria. {Vedi). co' cristiani la loro Bandiera prin-
In qualche luogo si accostumò di cipale, il loro generale tagliò subito
porre in cima della Bandiera il sim- la coda ad un cavallo, la legò ad
bolo della ss. Eucaristia, per signifi- una pertica, e gridò: Ecco questa
care che G. C. è il protettore della e, laBandiera chi mi ama seguiti
guerra giusta, oppure perchè i solda- mej con che avendo i turchi preso
ti, nel mirarlo in mezzo ad essi, cre- di nuovo coraggio ottennero la vit-
scessero nel coraggio, e più forti che toria. Questa è un' imitazione dello
mai impugnassero l'inimico. E certo stratagemma di Romolo, ed i turchi
che Turstino, arcivescovo eboracense, chiamano questa coda Tug, dopo aver-
lo collocò sopra la Bandiera delle ar- la adottata per Bandiera. Le code dei
mate del suo re. V. Lupo, Dissert. cavalli, eh' essi adoperano come in-
de antiqua disciplina christiance segne sono stendardi di una mezza
militice. picca alti, dalla cui sommità pendo-
La Bandiera delle truppe Ponti- no le code de' cavalli, sopra della
ficie, dopo Pio VII , consta di due quale e nella cima evvi un pomo
colori, bianco e giallo. Prima di dorato: il colore della medesima può
quel Papa , il solo bianco avea essere qualunque, ma non verde, po-
luogo nella Bandiera. Quella noi tendosi però di questo colorire l'Asta.
della guardia svizzera ha tre colori, Non e a tacersi poi, che anco di
cioè rosso, turchino e giallo con queste code tolte a'turchi dagli eser-
due stemmi: dall'una parte quello citi cristiani , i capitani e prin-
del Pontefice regnante, dall'altra il cipi vincitori fecero donativo ai
gentilizio del capitano degli svi/zeri. Pontefici ; e che nell' impero olto-

VOL. IV. 12
, ,

9o BAN BAN
mano chiamansi Pascià a tre co- Io scelse a protettore dell'Ordine
ri?, quelli della prima classe fra camaldolese, e nel 1666 lo fece pre-

i Pascià, siccome rivestiti eli gran- side al capitolo generale, cui compone-
dissima autorità. Ed i bulgari pri- vano tutte le congregazioni di quel-
ma che abbracciassero il cristianesi- 1' istituto , tenutosi neh' eremo di
mo, portavano per insegna militare Frascati. A Roma corse il resto della
una coda di cavallo, a cui Papa s. sua vita consumata in opere pie e re-
Nicolò I fece surrogare la croce. V. ligiose, e nel 1667 chiuse in pace i

Gonfaloni. suoi giorni in età di circa settanta


BANDI NELLI Rolando, Cardi- anni e dieci di Cardinalato. Ordinò
nale. V. Alessandro III. Papa. che si riponessero le sue ossa nella
BANDINELLI Volunnio Cardi- basilica di Giovanni in Laterano,
s.

nale. Volunnio Bandinelli sortì a appiè della tomba di Alessandro III


Siena i natali dall' antica e chiara suo congiunto con una iscrizione ,

stirpe di Alessandro III, nel i5g". piena di errori, tra i quali vien se-
Avea nobili maniere ed affabili, gnata la morte di lui nel 16 j
7,
ed era religiosissimo. Da giovane am- anziché nel 1667. Sebbene questo
mogliatosi ebbe prole numerosa, e Cardinale non fosse uomo di pro-
visse lunga pezza alla corte del gran- fonda scienza, ne sapea però molto
duca di Toscana universalmente ri- di mondo e quindi il Pontefice
,

verito ed amato. Le nobili sue ma- conferiva assai volentieri con lui
niere gli fecero strignere leale amici- ed era de' suoi pareri molto sod-
zia col Cardinale Fabio Ghigi , che disfatto.

appena occupò la sede romana col B ANDINI Ottavio, Cardinale.


nome di Alessandro VII , lo chia- Ottavio Bandini, decoro ed orna-
mò a se, dacché era vedovato del- mento della città di Firenze , dove
la moglie. In età di sessanta anni sortì i natali, unì col candore dei
io elesse suo cameriere di ono- costumi, colla soavità delle manie-
re , e maestro di camera, e po- re, coli' elegante aspetto, la cogni-
scia nominollo patriarca di Co- zione delle scienze da lui coltivate
stantinopoli e suo maggiordomo. in Firenze, in Parigi e Salamanca.
Per metterne il colmo ai suoi favo- Restituitosi alla patria, sicondusse
ri , lo creò Cardinale col titolo di a Pisa per apprendervi la legge,
s. Martino ai Monti , nella terza nella quale fu laureato, e per que-
promozione che fece a Roma li sto mezzo si aprì un' ampia strada
20, aprile del i658. Lo stesso Pon- alle dignità della Chiesa . Recatosi
tefice per alcun tempo lo ritenne a Roma nel Pontificato di Grego-
appresso di sé col titolo di promag- rio XIII, ottenne la qualifica di pro-
giordomo , ma di poi gli confidò tonotario apostolico. E fama che di
la legazione della Romagna, cui trat- quindici anni recitasse un' eloquen-
tò col sommo della dolcezza, pietà e tissima orazione funebre nella chie-
prudenza, perlochè partì di là con sa di s. Lorenzo, pel defunto gran
grandissima laude e con molta sod- duca Cosimo I, onde ne rimasero
disfazione di quei popoli, ritornati a maravigliati gli uditori. Sisto V nel
mezzo della giustizia alla quiete per- i586 lo destinò, invece del suo ni-
turbata da' ladronecci de' fuorusci- pote Cardinal Peretti, al governo
ti. Alessandro VII inoltre, nel 1609, della città di Fermo, e poi nel
, ,

BAN BAN 91
i5go alla presidenza di tutta la Mar- affatto svanite, non avendo avuto
ea , in cui si contenne con tale in- i Cardinali considerazione alcuna pel
tegrità e valore, che dopo la mor- Sauli. Neil' esporre il proprio sen-
te di Sisto V, fu due volte eletto timento era di ammirabile facondia,
dal sagro collegio a prefetto, o go- onde si meritò il titolo di padre
vernatore del conclave e della cit- eloquentissimo. L' esperienza e la
tà Leonina. Gregorio XlV si pre- saviezza unite al l'aro suo talento
valse dell' opera e de' consigli del gli meritarono di far parte delle con-
Bandi ni negli affari dello stato, ed gregazioni di consulta, buon gover-
avrebbelo fatto di buon grado suo no, vescovi e regolari, s. offizio,

datario, se non vi fosse stata la vali- propaganda e molte altre


, ed eb- ;

da opposizione del conte Olivares be le protettone deh' Ordine della


ambasciatore di Spagna. Clemente Ss. Trinità della Redenzione degli
Vili, che da Cardinale era amicis- Schiavi. Intervenne a'eomizii di Leo-
simo di Ottavio, appena, nel i5q2, ne XI, di Paolo V, di Gregorio
fu fatto Papa, invidio a reggere la cit- XV, e di Urbano Vili. A questi
tà di Bologna col carattere di vi- ultimi comizi! Bandini si mostrò
, il

celegato, dove le sue attrattive gli contrario, tenendosi per certo, che
guadagnarono il cuore di tutto il sarebbe stato egli stesso fatto Pa-
popolo. 11 provvide poscia nel i5g5 pa, ma in vece ebbe uno scarso nu-
del vescovato di Fermo, ed ai 5 mero di voti, e dui'ò fatica a dis-
giugno 1596 l'ascrisse tra i preti simularne il rammarico, pel quale
Cardinali, col titolo di s. Sabina : alcuni attribuiscono il detto feno-
lo fece inoltre legato della Roma- meno cambiamento del colore
del
gna, e nel 1598, della Marca che de' capelli. Nel 1606 rinunziò l'ar-
spurgò subito da' malviventi e ban- civescovato di Firenze, che da Pao-
diti, né ebbe difficoltà di penetrare lo V fu in vece conferito a Pao-
tra le balze, e le nevose gole de'mon- lo Strozzi nipote del Bandini. Final-
ti per eseguire con ardore l' inca- mente , dopo essere stato la delizia

rico avuto, infrangendosi anzi una de' Cardinali , e 1' oracolo de' suoi
gamba. Fu ancora onorato di al- tempi , essendo vescovo d' Ostia
tre distinte commissioni, tra le quali (chiesa ottenuta nel 1626 da Ur-
è memorabile l' incontro che fece bano Vili), cessò di vivere il Ban-
a nome della Santa Sede, a Mar- dini in Roma nel 1629 qual de-
gherita di Austria, sposa di Filip- cano del sacro collegio ed in età
po III re di Spagna. di anni settantuno. Le sue ossa
Essendo di capello biondo , in furono collocate nella chiesa di
una sola notte, divenne questo Car- san Silvestro al Quirinale ,
dove
dinale affatto canuto, per la vee- al lato sinistro della cappella del-
mente apprensione concepita di a- l'Assunta gli fu eretto un nobile
ver perduto quell' alto concetto, in ed elegante avello col busto di ,

cui era presso il sacro collegio marmo, e con un'iscrizione da lui


mentre avendo egli assicurato il composta. Fu di cuore grande e
Cardinal Sauli, da lui giudicato de- magnanimo d' ingegno pronto ed
,

gno del che avrebbe


Pontificato, elevato, ed 'assai dotto.
eloquente
tutto posto in opera perchè vi fos- Le persone dabbene trovarono in
se esaltato, vide le sue speranze lui un costante prolettore, e Paolo
7 ,

92 BAI BA i\

V, Gregorio XV, ed Urbano Vili dallo stesso Pontefice prete Cardi-


solevano chiamarlo vecchio vene- , nale del titolo di Lorenzo in Da- s.

rando 3 delizia del sacro collegio, maso, nella terza promozione, fat-
ed ornamento e splendore della to a Monlefìascone li 22 settem-
sua patria. bre del i368. Ma per brevissimo
BANDITI Francesco Maria, Car- tempo vestì la sacra porpora, per-
dinale. Francesco Maria Banditi no- chè , vogliamo credere al Ba-
se
bile riminese nato ai 9 settembre luzio ed al Contelorio , dopo un
1705, era religioso de' chierici rego- anno morì a Viterbo dalla peste,
lari teatini e fu fatto vescovo di Mon- donde ne fu trasferita la salma a
tefìascone, donde fu trasferito ali ar- Mortomare nel Limosino, ricevendo
civescovato di Benevento. Creato in poscia sepoltura nella chiesa dei ro-
petto Cardinale prete da Pio VI a' 1 mitani con un epitaffio nobilissimo.
luglio1775,0 poi pubblicato a' i3 BANNERITI Cavalieri. Negli an-
novembre seguente morì in Bene- , tichi secoli solevano i principi, per
vento a' 27 gennaio 1796 d'anni molivo del proprio interesse, nobili-
novantuno non compiuti. tare i vassalli, concedendo loro la
BAJVGOR, o BANCHEB. Città facoltà di alzare bandiere sotto le
vescovile d'Inghilterra (Bangorium quali potessero condurre uomini ar-
o Bangoria). E situata nella contea mati alla difesa delle loro regioni.
di Coernassan, presso lo stretto di Indi furono chiamati Cavalieri Ban-
Anglevey, e, tranne il suo vescova- neriti dalla bandiera che portavano.
to, suftVaganeo di Cantorbery, nul- Non si sa però il tempo certo del-
la ha che sia meritevole di consi- la loro istituzione. Si crede forse in
derazione. Essa è distante sei mi- tempo dell' imperatore Costantino
glia dalla città di Coernassan, e ere- quando scelse cinquanta de' più co-
desi che il suo vescovato sia quello spicui soldati, per la custodia del
di \ iet trasferito l'anno 53o. La Labaro. V. Bandiera.
cattedrale, antico gotico monumen- Da quell'esempio tale uffizio in
to, fu demolita da Owen Glendo- tutti i regni si dare a per-
suol
wer, e la città intera di Bangor fu sone primarie. Varie sono state le
abbruciata nel 1 2 1 o dal re Gio- cerimonie di crear siffatti cavalie-
vanni. Si ricorda un vescovo di no- ri, le quali si possono veder presso
me Mardois, o Marduitti, all'epoca il Giustiniani a pag. 1 35. Ai Banne-
de' normanni, che vi risiedeva prima riti era permesso usare l'elmo e la
del 943. visiera;erano detti cavalieri aureali
BÀNKACO, o KINACO Pietro, per lo sprone d'oro, che loro si da-
Cardinale. Pietro Bankaco sortì i va. Tal grado di cavalieri a poco a
natali nella Marca di Limoges po- poco è mancato in varie parti, e
co lungi dal Belaco , sul terminare per l'abuso della loro autorità, fu
del secolo decimoterzo. Dal lato ma- da varii principi abolito, a riserva
terno era nipote del Cardinal Pie- d'alcuni, a' quali per indulto specia-
tro di Mortomare, abbate dell' Or- le si concede la medesima facol-
dine di s. Benedetto nel monistero tà. Ignorasi però se portassero divi-
di Montmaieur presso Arles, ed es- sa propria; solo si sa che la bandiera
sendo vescovo di Chartres e refe- loro eia fregiata, o col nome , o
rendario di Urbano V, fu creato con l'arme di ciascuno. Quella ban-
BAR BAR 93
dieta eia piccola e quadrala, e nel trario avviso.Commanville riporta
conferirla si tagliavano le punte nel- un vescovato col nome di Bara isti-
le cjuali terminava. V. Vessillifero. tuito nel V secolo, suffraganeo di
BANiNES Domenico, domenicano, Cizico.
spaglinolo. Leggeva teologia in A lcalà, BARACACCHI. Nome di una set-

Yagliadolid e Salamanca , fu confes- ta di religiosi sparsi nel Giappone.


sore di s. Teresa, e mori a Medina BARACHISIO (s). Vivea questi
del Campo nel 1604 di anni settan- nel secolo quarto, in cui Sapore re
tasette. Scrisse un commento in sei di Persia ruppe una fiera persecu-
grossi volumi in foglio a difesa zione ai seguaci del Vangelo. Aven-
della dottrina dell'Angelico; chio- do Barachisio inteso che molti cri-
sò anche Aristotele e viene riguarda- stianidoveano condannarsi all'estre-
to come padre della famosa prede- mo supplicio, partissi da Bcth-Asa
terminazione fìsica, sistema accredi- sua patria, e recossi ad Hubaham
tato presso i domenicani per com- in compagnia di suo fratello, chia-
binare la libertà dell' uomo colla mato Giona, ad esortare alla per-
grazia e colla prescienza di Dio ; severanza coloro che doveano su-
,

quindi validamente si oppose al ge- bire il martirio. La qual cosa co-


suita Monte Maggiore, che assaliva me pervenne alle orecchie del giu-
la dottrina stilla grazia di s. Ago- dice , questi comandò che fossero
stino e di Tommaso medesimo.
s. condotti alla sua presenza i due
BANZARA. Città vescovile d' A- fratelli. Obbedirono essi con pron-
frica. Ignorasi in qual provincia fos- tezza alla chiamata, ma si protesta-
se ella situata, ma si sa che ne fu rono solennemente, che non sareb-
fatta menzione nella conferenza di bero mai per prestare alle creature
Cartagine. quell' onore, che al solo re immortale
BAPARA. Città vescovile della del cielo e della terra è dovuto. Sde-
Mauritania Cesarea in Africa. To- gnati i magi per tale risposta, co-
lomeo la ricorda col nome di mandarono che Barachisio fosse rin-
Babar. chiuso in tetra prigione , ed intan-
BARA. Città vescovile della pri- to fecero soffrire atrocissime pe-
ma Augustamnica, patriarcato d'A- ne al fratello di lui, il quale po-
lessandria, situata a poca distan- co dopo terminò la vita in difesa
za di Damiata, sulla sponda oc- della verità. Dopo qualche ora i

cidentale del canale per cui il Ni- magi chiamarono Barachisio alla lo-
lo va a gettarsi nel mare di Da- ro presenza, e gì' imposero di sa-
miata. Verso il nono secolo era es- crificare. Arse egli di zelo, e si

sa la residenza di un vescovo mel- fece a parlare con tanta energia


chita, siccome appare dagli atti del sulla grandezza del vero Dio , che
sinodo di Fozio, tenutovi sotto il i magi ne restarono maravigliati.
Pontificato di Giovanni Vili. Sem- Tanta virtù non valse a convertir-
bra che fosse poscia eretta in me- li, e per isfogare il loro furore, co-
tropoli. La memoria di un sol ve- mandarono al carnefice di porgli
scovo di Bara giunse fino a noi; è sulle braccia delle lamine di ferro
questi Teofilo, il quale approvò l'or- arroventate, e poscia di versare sul-
dinazione di Fozio, e scagliò l'ana- le narici e sugli occhi di lui del
tema contro quelli, ch'erano eli con- piombo fuso. Ma confortato dalla
94 BAR BAR
grazia, nostro santo sostenne in-
il infieriva la persecuzione, suscitata
trepido ed allegro questi tormenti, da Sapore li contro la chiesa di
ai quali si aggiunse quello di get- Persia, questo santo diacono di Ar-
targli in bocca della pece bollente bella fu preso, e tormentato con ogni

e dello zolfo ,
per cui terminò di vi- maniera di supplizii. Egli li sostenne
vere. La morte gloriosa di questi con ammirabile coraggio, e di buon
fratelliavvenne ai 24 dicembre del- grado si sottomise al taglio di testa,
l' anno 327, ed il martirologio ro- piuttostochè mancare ai doveri, che
mano ne fa menzione nel giorno 29 gì' imponeva la religione. L'empio a-

di marzo. postata,che dovea eseguire la senten-


BARADATO o VARADATO (s.), za , non fu capace di spiccarne il

solitario della diocesi di Ciro, il capo, quantunque per sette volte lo


quale vivea nel secolo quinto, e si avesse colpito ; e perciò trapassato-
rese celebre per le austerità cui sep- gli cuore colla spada lo uccise. Il
jl ,

pe praticare ad onta di un tempe- martirio di Baradbesciabas avvenne


ramento assai gracile. Conduceva i nel giorno 20 luglio dell'anno 354-
suoi giorni in una specie di gabbia BARALOTTI. Eretici di Bologna
aperta da ogni parte, cosicché era in Italia, fra i quali tutto era comu-
esposto a tutte le intemperie del- ne, persino le mogli ed i figli. Eb-
l' aria. Il patriarca di Antiochia, per bero eziandio il nome di obbedien-
mettere a prova obbedienza di lui,
la ti, per la facilità onde acconsentiva-
coniandogli la sua di-
di lasciare no ad ogni maniera di dissolu-
mora. Obbedì Baradato all' ordine tezza.

del suo superiore , nel quale rico- BARASIO. Città vescovile di Ser-
nosceva la voce di Dio ; ma, sebbe- via dipendente dalla metropoli di
ne lontano dal romitaggio conti- , Petra.
nuava nella pratica delle più auste- BARBA. I peli, che crescono sul-
re penitenze. Quantunque si vedes- le guancie e nelle parti aggiacenti

se fornito di una rara saggezza e alla faccia. Il costume di farsi cre-

di una perfetta cognizione delle co- scere la Barba lunga da principio


se celesti, il santo uomo si man- era generale; in appresso comincia-
tenne nella più profonda umiltà, né rono alcuni popoli a raderla quindi :

mai permise che lo spirito dell' or- il Signore avea comandato nel Le-
goglio entrasse a corrompere le sue vitico al cap. XXI che gli ebrei si ,

belle virtù. Di queste si era sparsa guardassero dall'assomigliarsi a quel-


la fama dovunque, e giunse persino li I .greci secondo osserva Ateneo
,

alla corte dell' imperatore Leone, il dopo Crisippo, portarono sempre la


quale gli scrisse una lettera, in cui Barba fino al tempo di Alessandro
lo pregava ad esporgli il proprio pa- vissuto 334 anni avanti Gesù Cristo.
rere intorno ad alcuni affari impor- Plutarco aggiugne, che Alessandro
tantissimi spettanti la Chiesa. La comandò ai macedoni di radersi

risposta di Baradato soddisfece del per timore che i nemici gli afferras-

tutto alle brame dell' imperatore, e sero per la Barba ; ma checché ne


mollo "iovò al bene della Chiesa. sia, noi troviamo Filippo suo padre,
La sua festa si celebra ai 22 feb- Aminta ed Archelao di luiprede-
braio. cessori rappresentati nelle medaglie
BARADBESCIABAS (s.) Quando senza Barba. 1 romani non si raserò,
,

BAR BAR 97
giusta Vairóne presso Plinio, se non mani. E quanto romani osser-
ai
dopo l'anno 4^4 di Roma. Egli vatori di tal uso abbiamo da Sve-
aggiugne che Scipione l'Africano, fu tonio, tra gli altri esempi, che Giu-
uno de' primi a darne 1' esempio , lio Cesare come ricevette la trista
seguito poi da gran parte de' gio- nuova di certa rotta ricevuta dai
vani. I primi imperatori romani si suoi soldati, Barba^ ed il
si rase la
raserò fino al tempo di Adriano medesimo fece Augusto quando in-
assunto all' impero nell' anno di Cri- tese la sconfitta toccata a Varo in
sto 1
1 7 , il quale ripigliò la costu- Germania. Ma veniamo al nostro
manza della Barba ; ma pel solo scopo, alle discipline cioè della Chie-
motivo, come dice Plutarco, di na- sa in riguardo alla Barba degli ec-
scondere che avea sulla fac-
le ferite clesiastici, cosa che essendo stala
cia. Giuliano 1' apostata, che diven- soggetta a tante variazioni col pro-
ne imperatore liei 36 1 portava sì gredire de' tempi, ha ben giusto di-
lunga barba, che per essa era mot- ritto di essere trattata.
teggiato del continuo, e specialmen- Prima fa d'uopo distinguere ^altia
te dagli antiocheni. A rivendicare essere la rasura della Barba, altra la
quei motteggi, s' indusse a scrivere tosatura. Se la prima significa il ra-
un'orazione intitolata Misopogon cioè dere qualunque pelo sino alla pelle,
odio alla balsa colla quale , al di- la seconda è quel taglio di essa in-
re di Ammiano Marcellino nel li- teso ad uniformare ed acconciare i
bro XXII, eternò ,
più che redar- peli, anziché adeguarli alla pelle.
guire i disprezzi de' suoi contempo- Nella chiesa latina fu introdotta
ranei. Gli arabi, oltreché nudi-ire la la pratica di raderla sino da' suoi
Barba con grandissima venerazione, primi tempi. Non cosi però nella
riguardano quali infedeli coloro, che greca più inerente agli aviti costu-
se la tagliano; perciò i persiani sonda mi. Tuttavia 1' uso de' latini, ne'pri-

loro tenuti in conto di eretici. I russi mi secoli, non fu sempre costante.


portarono la Barba sino al princi- Se vi si lasciava trapelare una qual-
piare del decorso secolo, in cui ven- che effemminatezza nel raderla, tosto
ne abolita con legge universale; tut- provvidamente venia ingiunto di por-
tavia non si durò poca fatica per tarla; e se nella maestosa Barba
farne mettere in esecuzione il co- spirava l'ambizione ed il fasto, subi-
mando. lombardi, allorché princi-
I tamente un concilio, un canone, un
piarono a regnare in Italia, nudri- decreto Pontificio ne togliea 1' occa-
vano lunga la Barba, ed era presso sione. Come poi l'uso di radersi fu
di essi un segno di onore ,
giacché stabilito specialmente presso i roma-
voleano che i loro schiavi se la ra- ni, i fedeli ed in ispezial modo gli

dessero. Per questo chiamavansi an- ecclesiastici vi uniformarono, e con


si

zi Longobardi di lunga Barba co- essi tutto l'occidente. Infatti nel 63o,

rotti in seguito in Lombardi. s. Amando vescovo di Mastricht,


Presso alcune nazioni è un segno ne' Paesi Bassi iniziò nel chericato
di lutto il lasciarsi crescer la Barba, s. Bavone , e scrive di lui il Surio
come in alcune altre lo è il tosarla. che depose la Barba a' piedi dell al-
Gli ebrei, osservatori di quest'ulti- tare. E Sidonio Apollinare, lib. IV,
ma costumanza, giunsero in qualche ep. i3, riferisce che a' suoi tempi
incontro sino a strapparsela colle i preti delle Gallie 1' avevano rasa,
96 BAR BAR
o tosala. Questa disciplina nel secolo nodo Siponto nel i5j8 lo vieta in
di
IX s'era fatta così generale, cl ie Fo- egual modo, ed anzi impone la tassa
zio, dell' 858, Epist. 1 ad s. Nicol. di sei scudi a que' cherici, che non
Pont., e dopo
Michele Ceru- di lui la radessero almeno. ogni otto giorni.
lario acremente rimproveravano la Il Tridentino, del i564, parla chia-

Chiesa latina come fautrice di una ro anch' esso sull' argomento. Il sino-
disciplina opposta alle apostoliche do di Civita Castellana e quello di A-
istituzioni. Quanto però andassero melia, ambedue del i5cp, proscrivo-
lungi dal retto, lo dimostra Cristiano no anche la piccola Barba, che da
Lupo, Dissert. de Vili synod. gerì. molti ecclesiastici si faceva crescere
cap. V. Anzi dopo il secolo X con- sul solo mento. Ad ognuno finalmen-
sta da molli concilii lettere e de- , te è noto come si adoperasse s. Carlo
creti Pontificii , che furono prese Borromeo e coi frequenti sinodi, e
delle disposizioni e provvedimenti colle insinuazioni vocali , e con la
perchè la disciplina fosse interamente celebre lettera pastorale dei 3o di-
stesa a tutto l'occidente. Il concilio cembre 1^76, affin di ristabilire nel-
di Berry in Francia, can. VII, pre- la sua diocesi, oltre alcune altre
scrive che tutti gli ecclesiastici si discipline, quella ancora di radersi la
taglino la Barba. Cosi si ordinò Barba , cosa che appariva da anti-
nel concilio Cosacense, tenuto in chissime pitture essere stata per lo in-
Ispagna l'anno io5o, e in quel- nanzi usata anche in quella chiesa. In
lo di Tolosa, del 1 1 1 9, canone X. quel torno l'esempio di s. Carlo ven-
Di più, s. Gregorio VII, del 1073, ne imitato da altri zelantissimi ve-
epist. io, scrisse al vescovo diCa- scovi, e tra gli altri da quello di
gliari nella Sardegna svegliandogli Tours, che nel i583 raccolse un
la memoria come il rito di radersi sinodo in cui estese anche a'monaci
la Barba s'era stabilito nella chiesa il precetto di radersi la Barba : mo-
occidentale fino da' primi tempi, e nachi omnes .... habeant Barbani
quindi lo ripristinasse in tutta la r a sani.
sua diocesi, che per essersi assog- Sebbene l'uso di radere o tosare
gettata a' greci avea preso il loro , la Barba ne' Sommi Pontefici non
costume della Barba lunga ed Ales- ; siasi conservato il medesimo, nulla-
sandro III, del 1 i5o„ nel cap. VII dimeno troviamo che da' primi se-
De vita et honest. clericor. tras- coli molti Papi aveano il mento raso.
mette alcune sue lettere all' arcive- Le molte medaglie, ch'esistono, pro-
scovo di Cantorbery, colle quali lo vano evidentemente la cosa. Una
ammonisce pur a seguire la costu- raccolta di antiche transazioni dei
manza della Chiesa Romana. Più Pontefici rappresenta s. Aniceto, del
tardi il sinodo bisantino, dell' anno 167, senza Barba, cosi pure s. So-
1481 ,
prescrive assolutamente che tero, del 17^, s. Calisto I del 221,
i chierici si radano la Barba: quello s. Stefano I del 257, e di poi quasi

di Meldi, nel i4°/3, vuole che spesso tutti i Papi sino al tempo di Giu-
se la radino : Non nutviant proli- lio II, eletto nel i.5o3. Questi, sic-

xam Barò ani , sed serpe rasi. Il come nota Spondano, si lasciò cre-
lo

concilio generale lateranese, compito sceré la Barba solo negli ultimi anni
da Leone X ,5 4 sess. IX
nel 1 1 , ,
del suo Pontificato; non è certo poi se
proibisce di nudrire la Barba; il s'ir (piai segno di mestizia per la presa di
,

BAR BAR 97
•Bologna fatta da' francesi nel i5ii, nia, al Adimaro cabanense
dire di
oppure per accrescere la venerazio- apud Beslium p. 328, fu praticata
ne alla lui avanzata età. Leone
di con Giordano vescovo di Limoges.
X, Adriano VI, suoi imme-
indi V. Catalani Comment. Pontif. ad
diati successori, non lo imitarono; il he. de tond. Barba.
primo per essere ancor giovane ed il Nola il Bonarotti ne' Vetri Cemi-
secondo per seguire il costume del- teriali , pag. 5o, 5cj. Diss. ep. in

la belgica sua nazione. Bene imi- Tab. eburn. n. 17, che gli antichi
tollo Clemente VII, per esprime- cristiani praticavano di figurare in
re il lutto e il dolore, donde era età giovanile e senza Barba le im-
proso per l'orribile sacco, che i magini de' Santi e del Redentore,
luterani dell'esercito imperiale die- affine di significare ch'essi non sono
dero a Roma nel 1527. soggetti alle variazioni dell'età; ma
L'esempio adunque del menzio- che sempre godono di una florida
nato Clemente VII venne seguito , giovinezza. Questo costume si è
dagli altri susseguenti Pontefici si- usato anche nei bassi tempi nel
no a Clemente XI, eletto nel 1700, rappresentare in età giovanile i mo-
dopo il quale comparvero sempre narchi, sebbene costumassero por-
colla Barba perfèttamente rasa. tar Barba lunga. Per uno stesso
11 Cardinale Bessarione per la mor- motivo di significare 1' immortalità
te di Nicolò V nel i/\55 sarebbe sta- si rase ai morti la Barba e si to-

to eletto Papa, se la Barba, che deli- sarono loro i capelli come abbia- ,

catamente nutriva in un tempo in cui mo dall'anonimo Turonense nel suo


i Cardinali erano tutti rasi, non lo M. Speculo Eccles. e da s. Dionisio
avesse dimostrato troppo greco. Ama- alessandrino presso Eusebio, i quali
deo Vili, appena col nome di Fe- affermano farsi questo per contras-
lice V fu eletto antipapa , radere segnare la fede dei defunti cristia-
si fece la Barba per non dispiace- ni, come quelli che credono dover
re alla moltitudine che ne mor- ringiovenire nella comune risurre-
morava. zione.
Ne' tempi, che usava da'eherici
si Scrissero dell'argomento Giuseppe
la Barba soltanto tondata, prima Valeriano Card. Vannetli, Barbalo-
che i giovani venissero ammessi agli gia , ovvero ragionamento intorno
ordini minori, si accostumava di alla Barba , Roveredo 17%; Mu-
benedirla solennemente e poi «on- ratori Dissertazione XXIII j A. Ga-
darla. Il Pontificale romano p. Ili spare Rirchmann De gloria et ma-
De tondenda Barba, ne somministra jeslale Barbce j Giacomo Tommasi
il rito. Anche a'novizii, che doman- nella dissertazione de Barba j Pie-
davano 1 abito religioso , venia be- tro Valeriano, apologia prò Saccr-
nedetta, e lo si ha dalle Consuetu- dolimi Barba j Burio RR. PP. Bre-
dini del monistero di s. Benigno vis nolilia pag. 262; Buono Spera-
dal rituale amanense e da altri do- ti De Barba defensa. V. Cinelli 3

cumenti. V. La vita di s. Godardo Biblioteca nel tomo IV Permosero^ ;

presso i Bollandisli a' 4 maggio. In De cultu Barbarum septentrionalium


qualche luogo vi fu l' uso ancora di et orientaliumj Docrdelino in mo-
benedire la Barba al nuovo vesco- numento slavo-russico et in nummis
vo prima di tondarla. Tal cerimo- Germania; mediai ed altri ancora
VOL. IV. 1 o
,

98 BAR BAR
che troppo lungo sarebbe l' enume- liaiia, parte dell'Africa, che si esten-
rare. V. Fabricio nella Bibliotheca de dall'Egitto fino oltre allo stretto
antiquaria e. XVI II. di Gibilterra, lungo il mare medi-
BARBALISSA o BARIÌAR1SSA. terraneo, e per breve tratto lungo
Sede vescovile fino dal XII secolo, l'oceano, è divisa dal monte Atlan-
del patriarcato d'Antiochia nella pro- te. La parte, che trovasi al di qua
vincia dell'Eufrate, dipendeva dalla del monte, è la Barbarla propria-
metropoli di Jerapoli. mente delta, che comprende tutto
BARBARA (s.). Gli atti, che ci il paese, noto agli antichi sotto il

pervennero intorno alla vita di nome di Libia esteriore, o Cirenai-


questa santa vergine, nonché sul ca, d'Africa propriamente detta, di
tempo e sul luogo del suo marti- Numidia, e di Mauritania, e che
rio non hanno 1' impronta della
, comprende altresì, andando da o-
certezza. Credesi ch'ella sia nata in riente ad occidente, la provincia di
fticomedia , e che suo padre, chia- Dcrna, o Barca, e i regni di Tri-
mato Dioscoro, fosse ravvolto in mez- poli, di Tunisi, di Algeri e di Ma-
zo alle tenebre della idolatria. Senon- rocco, a cui è sottoposto quello di
chè Barbara, illuminata dalla grazia, Fez. La parte che trovasi al di là
conobbe la falsità della pagana re- del monte contiene il Biledulgerid.
ligione ed abbracciò quella del
, 11 nome di Barbarla chi il trae
JNazareno. Il padre montò sulle fu- dalla nazione primitiva ed indigena
rie per tale risoluzione , e non di quel paese, chiamata dagli ara-
avendo potuto indurre la figlia a bi Barabra j chi dalla parola a-
rinnegare la fede, la feri con un raba Bar, che significa grand' esten-
colpo di spada, che le troncò la sione di campagna; chi finalmente
testa. Alcuni sono di avviso, che opina aver avuto tal nome dagli
questo fatto sia accaduto sotto il arabi che venuti neh' Vili se-
stesai,

regno di Massi mi no altri nel se-, colo a stabilirvisi, trovarono inin-


colo quarto, in cui regnava Valerio telligibile il linguaggio de' suoi abi-
Massimiano altri finalmente sotto
, tatori, e perciò il dissero barbar,
Massimiano Daia. Intorno poi al cioè suono di chi parla tra i denti.
luogo del martirio , gli scrittori Checché ne sia, quantunque questa
non convengono fra loro; imperoc- contrada sia delle più antiche del-
ché v'ha chi pretende essere avve- l'Asia e delle più conosciute, pure
nuto a Kicomedia in Bitinia, e chi non comiucia la sua storia se non
suppone essere stata Eliopoli la dall'arrivo, che vi fecero i cartagi-
città onorata dal sangue di lei. nesi.Però gli egiziani ed i fenici
Lasciando a parte ogni questione aveano navigato lungo le sue coste
egli è certo che il culto prestato più di mille anni avanti 1' era no-
a s. Barbara risale fino al se- stra.
colo ottavo presso i greci, ed al Una colonia adunque di cartagi-
nono presso i latini. Divenne s. Bar- nesi (fenici di origine) sotto la con-
bara la protettrice di molti, e prin- dotta di Didone venne a stabilirsi
cipalmente de' bombardieri. Se ne in Barbarla verso l'anno 886 in-
celebra la festa nel giorno quattro nanzi G. C, e vi fondò la città di
dicembre. Cartagine, il cui territorio, ristretto
BARBARI A nell'Africa. La Bar- dapprima, si dilatò poscia per tut-
,

BAR BAR ,)9

to quel tratto di paese, che sotto frica. Chiamarono bensì molti tur-
il nome di regno di Tunisi oggi chi avventurieri, i quali anziché di-
si conosce. Forse
che in potere di fenderli s'impadronirono del paese
que' nuovi conquistatori sarebbe ca- e fondarono nella Barbarìa quegli
duta tutta la Barbarla, dove i ro- stati marittimi sotto ai quali geme
mani non fossero venuti a distrug- tuttora, lungo tempo
e che per s"i

gerli. Essi dapprima ne divisero il furono temuti dalle potenze cristia-


possesso coi mori, getuli, numidi, ne dell' Europa. La Barbaria culla
africani, libi, cirenaici, e marmari- fu di uomini grandi, e tra essi di
di; ma poscia finirono col ridurre Asdrubale, di Annibale, di Teren-
l'Africa, bagnata dal Mediterraneo, zio, di Tertulliano, di s. Agostino
in una vastissima provincia roma- e di molti altri ancora.
na, divisa come si disse, in Cire- BARE ARIGO Gregorio (b. ),
naica, Africa propria, Numidia e Cardinale. Gregorio Barbarigo ve-
Mauritania. Al tempo di Costanti- neto patrizio, nacque 1625.
nel
no la parte all'est del golfo della Molto a lui deve la religione. Ven-
Sidra dipendeva però dalla provin- ne a Roma appena fu elevato al so-
cia di Egitto; quella situata all'o- glio il Pontefice Alessandro "VII, il
vest della Mulliva apparteneva alla quale nel congresso di Munster co-
provincia di Spagna, e la parte del noscendo di quali prerogative fosse
mezzo formava una provincia par- da Dio favorito il giovanetto Bar-
ticolare, sotto il nome di Africa. barigo, lo ascrisse tra i prelati, grado
I romani rimasero tranquilli pos- che sostenne colla massima integrità.
sessori delle loro conquiste fino al L'ardente sua carità si fé' chiara nel-
428, vandali sotto la con-
in cui i la presidenza alla cura degli infetti
dotta di Genserico, spinti dalle Spa- da morbo contagioso. Nel 1637 fu
gne nell' Africa, tolsero quasi senza fatto vescovo della diocesi di Berga-
contrasto, ai deboli imperatori quel- mo, di cui nel 1660 terminò la vi-
le provincie. Ma dopo la morte di sita, celebrando, al primo settembre

Genserico finì anche la potenza van- il sinodo diocesano. Pel bene da


dalica di essere formidabile, e qua- lui recato a quella diocesi , il pre-
si cent'anni dopo, Belisario genera- lodato Alessandro creollo Cardinal
le dell'imperatore ricuperò facilmen- prete di s. Tommaso in Pa rione,
te quella porzione dell' Africa. I sa- nella quarta promozione fatta in Ro-
raceni, ovvero gli arabi, resi più ma, a' 5 aprile 1660, indi lo trasferì
formidabili non meno pel loro fa- alla chiesa di Padova vedova di
natismo, che per la fama delle loro Giorgio Cornaro nel i663, non
conquiste, vennero nel VII secolo 1660, come scrive Petroni. Nel go-
a pubblicar quivi l'alcorano, e nel verno delle sue chiese il Barbarigo
697 sotto il califfato di Osmano avea preso a modello san Carlo Bor-
terzo successore di Maometto, se ne romeo. Quindi conduceva santissi-
resero i despoti. Sotto i primi prin- ma vita, predicava sovente, istruiva
cipi saraceni questo paese riacquistò i fanciulli ed i rozzi; ed alla pa-
quasi l'antico splendore; ma, scac- zienza, univa una somma affabili-

ciati i saraceni dalle Spagne e per- tà. Accrebbe di fabbriche i due se-
seguitati anche di là dei mari, non minarli di Bergamo e di Padova,
poterono quindi più sostenersi in A- ed in questo secondo fece fiorire le
,

ioo BAR BAR


lingue greca, ebraica, e le orientali, migliore di vita, lasciate tutte le
e lo arricchì d'illustre biblioteca, di sollecitudini del secolo, die' il suo
buona stamperia, e di eccellenti pro- nome al chericato. Eletto in pro-
fessori. Egli medesimo presiedeva gresso a primicerio della patriarca-
alle dispute dei casi di coscienza, le di san Marco si acquistò tanta
,

che si tenevano mensilmente da tut- stima, che nel 1698 Innocenzo XII
ti i parrochi e confessori, le decisio- lo diede pastore alla chiesa di Ve-
ni dei quali vennero raccolte e pub- rona. Non risparmiò a fatiche di sorte
blicate da Chiericato ; eresse il fa- alcuna pel bene del suo gregge, a
moso collegio pei giovani nobili se- cui egli stesso frangeva il pane della
colari, affinchè divenissero studiosi e divina parola, che rendeva efficacissi-

letterati ; era mecenate agli erudi li, ma con una condotta la più edificante.
de'quali godeva 1' amore e la stima, L'amore alla altrui salute lo condu-
specialmente del Magliabecchi. Pe- ceva agli spedali a soccorrimento dei
netrando però che traltavasi di eleg- ricovrati ed alfetti anche da' morbi
gerlo a Pontefice, procurò con ogni i più pericolosi, ed amministrava col-
premura di stornare i Cardinali dal le proprie maui a' moribondi gli

proposito. Splendeva non ultima tra estremi aiuti della religione. Desi-
le sue virtù, la compassione verso deroso che il suo clero si applicas-
ai poveretti, per sovvenire ai quali se allo studio dei padri, ordinò che
giugnea, come s. Tommaso di Vil- a sue spese si stampassero con la
lanova, a portar vesti logore e rap- più finita diligenza le opere di s.
pezzate, e privarsi del proprio letto. Zenone vescovo di Verona, divenu-
Consunto da vita molto penitente te rarissime, nel che fu soccorso dui
mori nel 1697 di 72 anni e 37 di celebre Antonio Magliabecchi. De-
Cardinalato, e fra la commozione, terminò uomini dottissimi a tessere
e le lagrime dei poveri sovvenuti, la storia della chiesa veronese, che

delle vedove protette, e dei difesi diede anche alla luce. Accrebbe di
pupilli, in fine di tutt' i buoni, ebbe molto il numero de' oberici e quello
tomba in quella cattedrale. Reso cele- eziandio de' professori al seminario
bre per miracoli, da Clemente XIII di quella città, né considerandolo ba-
venne ascritto al numero dei beati stante, ne stabili uno nuovo, del quale

nel 1761. però non potè vedere il compimento.


BARBARIGO Gi.ojfraxcesco, Car- Zelante della religione procurava ,

dinale. Barbarigo Gianfrancesco, na- che fossero eletti a ministri della

to a Venezia nel 1661 era nipote , medesima uomini veramente dotti e

del b. Gregorio di questo nome, e piissimi, né tralasciò studio veruno a


congiunto di sangue al Cardinale Mar- tale uopo. Visitava personalmente
e'Antonio della medesima famiglia, non solo le chiese parrocchiali, ma
che fu poi vescovo di Montefia- anche gli oratorii, istruiva egli me-
scoue. Servì Gianfrancesco in di- desimo i più rozzi sui fondamenti
verse circostanze la veneta repubbli- della religione; ed a mantenere più
ca, che fra le altre cure, addossate fermo il frutto delle pastorali visite,
al Barbarigo, lo spedi ambasciato- provvedeva la diocesi di fervorosis-
re a Luigi XIV re delle Gallie. Se sime missioni appoggiandone il ca-
non che sentendo dentro a sé ima rico ai padri gesuiti. Sollecitava la
voce, che lo chiamava a condizione promozione degli studii e precedeva
BAR BAR iot
tutti esempio delle cristiane
nello occhi, e distingueva i migliori per
virtù, e segnatamente d' una carità ingegno e pietà con premii conde-
la più ardente, cui dimostrò a chia- gni e col conferire loro ecclesiastici
re note nel 1702, quando sveglia- beneficii. Fu in seguito da Innocen-
tosi nella sua diocesi un morbo zo XIII trasferito al vescovato di
contagioso egli, vittima della cari- Padova, cui visitò per intiero, pe-
la sua, si facea tutto a tutti per gua- netrando anche nei luoghi più dif-

dagnarli alla religione e a Dio. L'e- ficili e quasi inaccessibili. La esten-


sempio di lui attraeva alla imitazio- sione di quella diocesi lo indusse ad
ne i pastori di secondo ordine nelle ampliarne il seminario, e a fondare
loro l'ispettive parrocchie. monisteri novelli per le sacre vergini,
Nel 17 12 introdusse il Barbari- assegnando loro dote competente.
co a Verona i padri dell' orato- Egli era coi dotti liberale, e ge-
rio , ai quali , con le dovute fa- neroso verso i poveri, cui nei dì
coltà, assegnò la chiesa dei ss. Fer- festivi voleva raccolti nella chiesa di
mo e Rustico. Sosteneva a maravi- sant'Agnese perchè fossero istrutti

glia i diritti della sua chiesa e di- nei misteri della fede, e nei primi do-
fese la immunità ecclesiastica ad veri della religione. A mezzo dell eru-
esempio del santo suo zio. Per le dito Paolo Galeandi, canonico di Bre-
quali cose Clemente XI lo credette scia, raccolse gli opuscoli di s. Gauden-

molto a proposito per la chiesa di zio, di Ramperto e di Adelmanno


Brescia, a cui il Barbarigo non sa- vescovi di Brescia, e li fece dare al-
peva condursi per lo amore, che por- la luce. Pianse la Chiesa la perdita
tava alla diocesi di Verona, perlo- di un valido sostegno nella morte
chè non vi volle meno che un espres- del nostro Cardinale, avvenuta nel
so coniando del Pontefice, il quale a 1780, nell'età di anni 69 e dodici
merito della sua obbedienza, ma mol- di Cardinalato. Ebbe sepoltura in
to più a vista di tante prerogative quella cattedrale presso alla tomba
singolari lo fregiò , della porpora del b. Gregorio suo zio, di cui aveva
Cardinalizia col titolo presbiterale dei promossa la beatificazione. In tempo
santi Pietro e Marcellino, nella deci- del suo Cardinalato, contribuì col
maquarta promozione latta a Ro- , proprio suffragio all' esaltamento al
ma li 19 novembre del 1 7 (). 1 Pontificato d'Innocenzo e di Bene-
Fino dal 1714 eia passato il Bar- detto XIII.
barigo alla reggenza della novella dio- BARBARIGO Aggelo, Cardinale.
cesi, ove con tutta la premura si dedi- Angelo Barbarigo era patrizio veneto,
cava allo insegnamento della dottrina e nipote di Gregorio XII dal lato ,

cristiana In una villa suburbana


. materno. Venne alla luce dopo la
fece fabbricare alcune cellette a ma- metà del secolo XIV. Fu sopram-
niera di monistero, ove ri tiravasi modo zelante della cattolica religio-
in tempo di carnovale negli spirituali ne e della ecclesiastica disciplina,
esercizii col suo clero. Né il semina- come scrive il Quirini nella sua
rio pur quivi ebbe l' ultimo luogo Porpora e tiara veneta. Venne a
nelle cure dell' amorosissimo pasto- lui conferito il vescovato di Cimerà
re, dacché vi aggiunse la cattedra nell' isola di Negroponte, e dieciotto
della lingua greca. Guardava i gio- anni dopo, cioè nel i.\o6, da Inno-
vani cherici come la pupilla degli cenzo VII fu trasferito alla chiesa di
io2 BAR BAR
Verona, per compiacere alla re- tra di Corfu. l'anno 1678. Gover-
pubblica di Venezia, che, secondo nando egli quella chiesa, ebbe un
il cavaliere Flaminio Cornalo, voleva dissapore con Barbone Morosini am-
rimuovere Iacopo de Rossi da Vero- miraglio della flotta veneta, per mo-
ria,caduto in grave sospetto per af- tivo di un semplice cerimoniale,
fari di stato. Passato quindi il Rossi locchè avvenne così : Doveva il Mo-
alla chiesa di Limi, ed a lui surroga- rosini salpare dal porto ed aprir
to il Barbarigo, vi si distinse per le la campagna, ma prima desiderava
belle sue prerogative tra le quali pri- coi primi dell'armata intervenire
meggiava l'illibatezza de' costumi e la alla orazione pubblica, che dovea
santità della vita. Scrive il sullodato farsi al duomo colla esposizione del
Cornalo, ebe nel i3go ebbe nomina Ss. Sacramento. Pertanto i servi del
il Barbarigo alla metropolitana di generale apparecchiarono lo strato,
Candia ed Aqui-
al patriarcato di sovra cui doveva egli inginocchiarsi,
leia nell'anno medesimo, ma per in luogo, che sovrastava a quello del-
non conosciute ragioni non ebbe , 1 arcivescovo. Si corresse l'alterazione
alcuna di tali dignità. Lui sedente, del cerimoniale dagli uflìziali di chie-
a Verona vennero ammessi i cano- sa, ma le cose giunsero a tale che
nici regolari, o lateranesi della , l'arcivescovo sospese per quel gior-
congregazione di s. Frediano di no la funzione. Del che informato
Lucca , e fu loro assegnato il mo- il senato, ordinò all'arcivescovo di
nistero colla chiesa di s. Leonardo recarsi a Venezia, dove furono a lui
fuori delle mura di quella città. sequestrate le rendite ecclesiastiche
Innalzato fu il Barbarigo alla porpora non solo, ma anche le domestiche.
Cardinalizia col titolo presbiterale dei Della qual cosa sommamente ama-
ss.Pietro e Marcellino nella seconda reggiato, salutata di volo la patria,
promozione, che Gregorio XII fece prese la strada di Roma ed espone
a Siena li 1 9 settembre del 1 4o8. Il a Innocenzo XI il motivo della
Biancolini scrive eh' egli rinunziò sua Mostrò il Pontefice
venuta.
alla sede di Verona, e dopo varie di con indifferenza
riceverlo re- ,

vicende andato al concilio di Costanza stando più presto disgustato perchè


e ritornato dappoi in Italia con si fosse perturbata la quiete per
Martino V, come leggesi in Ciac- motivo sì leggero. Tuttavia esami-
conio morì a Genova nel 1418,
, nato il fatto, trovò che non potea
dopo dieci anni che vestiva la sa- condannarsi l'arcivescovo, che anzi
cra porpora. Furono le ossa di lui doveasi ammirare e premiare per
riposte in quella cattedrale. la sua fermezza nel sostenere i di-
BARBARIGO Marc\nto.yio, Car- ritti ecclesiastici. Nulladimeno pre-
dinale. Barbarigo Marcantonio Fran- vedendo che il senato non se
cesco consanguineo del Gregorio b. V avrebbe bene intesa col
più.
dello stesso nome, nacque a Vene- Barbarigo determinò fermarlo a
,

zia da illustre famiglia e nobilissima Roma, e fuor d'ogni aspettazione,


nel 1620. Dopo che dal b. Grego- a premio quasi della fermezza cui
rio fu annoverato tra canonici i avea dimostrato in questa circostan-
della cattedrale di Padova , Inno- Cardinale del titolo
za, lo creò prete
cenzo XI , a vista de' suoi meri- di Susanna, nella seconda promo-
s.

ti distinti , lo decorò della rai- zione fatta in Roma il 2 settembre


B A II BAR io3
del 1686, e nello stesso leni pò lo sa , non pure in Italia , ma anche
fece vescovo di Montefìascone, e lo fuori di essa, benché alcuni lo ab-

volle annoverare a molle congrega- biano accusalo di troppa arditezza


zioni di Roma , tra le altre, a quel- nelle conghietture, e nella libertà di
le del concilio, dei vescovi e rego- sentimenti. La morte fu sì sollecita,

lari, e di propaganda. Insigni mo- che lo tolse di vita nel i4g4 n °l"
numenti della liberalità e magnifi- la Villa del Cardinale Caraffa sul-
cenza dipossono ammirare,
lui si 1 Esquilino, ove ritiravasi per evita-
nella antidetta città, l'ampio e ma- re il contagio, e fu sepolto in chie-
gnifico seminario Intervenne ai . sa di s. M. del Popolo come scri- ;

(ondavi di Alessandro "Vili , Inno- vono Quirini nella Porpora e Tiara


cenzo XII, e Clemente XI, non di venerala R.ossi, e Zeno in una lettera,
Clemente IX, come per isbaglio che riporta tutti i Cardinali vene-
scrive il Quirini, e ricolmo a dovizia li,checché ne dica Marini, il quale
di meriti, e di gioì;-: compì la sua afferma the morisse nel 49^- Vol- 1

carriera a Montefìascone nel 1706, terrano dice male, che sia morto di
in età di ottantasei anni, e venti di cordoglio per lo esilio dalla pallia,
Cardinalato, ricevendo sepoltura in che anzi, secondo Giovio, Alcyonio,
quella cattedrale. e Crinito, non istudiò mai con tan-
BARBARO Ermolao, Cardinale. to genio. Alcuni vogliono che com-
Barbaro Ermolao nacque a "S enezia ponesse più di dodicimila versi. Fra
nel \l\5i.; e fu profondo in erudi- sì le che pubblicò, la migliore
opere,
zione.che [Nicolò Lconiccno lo disse è la correzione delle opere di Pli-
dottissimo sopra qualunque altro, che nio, in cui emendò cinquemila pas-
vivesse a Venezia -prima di lui. Qua- si, ed altri trecento in Pomponio
drilustre scriveva alcuni opuscoli, co- Mela. Nelle preziose miscellanee del-
me dicono G esnero, Vossio e Cave. la biblioteca angelica^ si legge di
Fu ambasciatore a Federigo Cesare, lui un compendio di Elica, pubbli-

ed a Massimiliano suo figlio, re dei cato a Venezia dal Cornino nel 1 544-

romani quindi al Pontefice Inno-


;
Dubitano gli storici con grave fon-
cenzo Vili, che, secondo Ciacconio, damento eh' egli non sia stato mai
creollo Cardinal prete, e patriarca di pubblicato in concistoro, come Car-
Aquileia, nella prima promozione fatta dinale. Crinito, Giovio, Apostolo Ze-
a Roma a' marzo
i4, o meglio a'g no, Bembo, Contelorio non ne par-
1 489. Ma
il senato, che avea nomina- lano ; Mancinelli neh' orazione in
to a patriarca di Aquileia Nicolò Do- funere cui tesseva a lui, non ne fa

nato sdegnatosi al sommo, perchè


, cenno ; Vittorelli opposto nelle
all'

contro le sue leggi vietanti rigorosa- aggiunte al Ciacconio Giovanni,

mente ai suoi cittadini di accettare Roche, Nomenclatore,


Tritenio, il

dignità dalle corti estere, senza per- Pietro Valeriano, Giovanni Arduino,
missione del senato medesimo ; esi- lo vogliono Cardinale ed il Gan- :

liò il Barbaro, che rinunziò la sua dolfi agostiniano, che volea provarlo
chiesa al Pontefice, il quale però non agostiniano e Cardinale, lo dice solo
la volle accettare. Cardinalem designalum. Ma questi
A detta di Bembo, si avea il scrittori sono ingannali; dacché l'eru-
si

Barbaro acquistato grandissima fa- ditissimo Zeno, nella vita di lui, col
ma polla sua erudizione meraviglio- p. de Rossi, dice, che il Barbaro
tc4 BAR BAR
non vestì mai la porpora Cardi- naro del 346. Dopo la morte di
nalizia. Barbascemino la sede di Seleucia
,

BARBASCEMINO (s.). Questo san- rimase priva di pastore pel lungo


to prelato fu uno de' più illustri corso di venti anni. Durante questa
personaggi, che abbiano decorato la epoca infierì la persecuzione in tut-
sede metropolitana di Seleucia e te le provincie della Persia, nelle
Ctesifone. nemici sfogarono
I suoi quali innumerabile fu la moltitudi-
il loro odio contro di lui, e lo ac- ne dei fedeli, che sostennex-o il mar-
cusarono come seguace di una re- tirio.

ligione, che a quella dei persiani si BARE ASTRO (Barhaslren). Cit-


opponeva del tutto. Il re Sapore II tà con residenza di un vescovo in
comandò eh' ei fosse catturato insie- Aragona nella Spagna, edificata sopra
me con altri sedici del suo clero, il fiume di Vero. Confina con Iìiba-
che nutrivano gli stessi magnanimi corza, ed Huesca, ed è quattordici
sentimenti del loro pastore. Sapore leghe distante da Saragozza. Si chia-
studiossi d'indurre questo illustre mava altre volte Bergidum, e Belgida.
prelato a rinnegare la fede del Na- E opinione che i fondatori di Barba-
zareno per abbracciare quella del stro fossero gl'iligerti, antichi popoli
paese ; e nulla ottenendo colle mi- dellaSpagna al tempo de' goti, che
naccie, ricorse alle promesse, e lo anche era denominata Bigastro. Bar-
assicurò che qualora avesse condi- bastro é una sede vescovile stabili-
sceso alle sue brame, non gli man- ta primieramente a Roda, in seguito
cherebbero né ricchezze, né onori. fu trasferita ad Urgel, poi a Levida, e
Ma il santo resistette con molto co- finalmente a Barbastro. Essendo Ro-
raggio alle proposte del tiranno, il da stata ripresa ai mori nel io4o,
quale condannollo ad una tetra e Ervivaldo vescovo d' Urgel si lamen-
puzzolente prigione, ove per undici tò col re Ramiro I d' Aragona, per-
mesi ebbe a soffrire la fame, la se- ché avea separato questa chiesa , e
te e tutti quei tormenti, cui seppe quella di Pubacorca dalla sua. Allo-
inventare la rabbia de suoi nemici. ra quel principe ordinò , che le

Di questa il nostro eroe non uscì, dette diocesi fossero restituite al ve-
se non per essere condotto nuova- scovato d' Urgel : ma dopo lamor-
mente dinanzi al re. Questi tentò te di R.amiro I, il re Sancio Rami-
per la seconda volta di sedurre il ro I suo figlio ristabilì la sede a
santo prelato, avvisando, che qua- Roda, indi, ripresa Balbastro ai mori
lora egli avesse apostatato, gli al- nel io65, diede la Chiesa di questa
tri ne avrebbero seguito l'esempio. città a Salamon vescovo di Roda, e
Ma lo scellerato s' ingannò, poiché di Barbastro. Non portò per altro quel
Eaibascemino rispose con invitta titolo lungo tempo, mentre Pietro
costanza, ch'era pronto a sacrifi- I, al trono aragonese nel
che ascese
care la vita, anziché dilungarsi di 1094, avendo ripreso una seconda
un solo articolo dalla sua fede, li- volta la citta di barbastro fece eri-
na tale costanza accese lo sde- gere la sua chiesa in cattedrale dal
gno di Sapore in modo, eh' ei or- Pontefice Urbano li, e poi ne fu
dinò fosse decapitato co' suoi com- dichiarato primo vescovo. Il vescovo
pagni, i quali tutti colsero la pal- di Fluesca si oppose però vigorosa-
ma del martirio nel giorno i\ gen- mente all' erezione di questa sede,
BAR BAR io')

pretendendo che gli fosse pregiudi- si erano assunto anche il maneggio


zievole. I suoi successori fecero lo delle cose temporali, e che tentaro-
stesso, di modo che il processo, e no di padroneggiare i preti, sebbe-
le vertenze durarono fino all'anno ne non riuscissero nell'intento. Tro-
i573, in cui Filippo II da Papa vasi un Ordine intero denominato
Gregorio XIII fece erigere Barba- de Frati Barbati, in Alberico anno
stro in vescovato, o per meglio di- 1 1 1 3, 1240.
re, fece confermare l'erezione fatta BARBATO (s.) Trasse i natali
da Urbano II. Filippo d' Urrias ne nel territorio di Benevento sul prin-
fu fatto quella volta primo vescovo. cipio del secolo settimo. Fino dalla
D. Pietro II re d'Aragona con- prima età ei diede molti indizii, i
vocando gli stati nel 1
1
96 fece da- quali davano a divedere a qual gra-
re a Barbastro molti privilegi. La do di santità ei fosse per arrivare.
città è circondata di mura, che sono Quando trattossi di scegliere uno
suscettibili di difesa, annoverandosi stato, ei volle il Signore per sua
più di cinque mila abitanti ; il ve- porzione e si ascrisse all' ecclesiasti-
scovato è ora suffraganeo della me- ca milizia. Divenuto sacerdote, si
tropolitana di Saragozza. Non ha gua- adoperò alla pratica di quelle virtù
ri questa sede avea il capitolo com- che ad una dignità sì eccelsa sono
posto di sette dignitari , di dodici necessarie , e si diede con tutto lo
canonici , di dodici prebendati , e zelo alla predicazione della divina
di diversi altri beneficiati. La dio- parola. In seguito gli venne affida-

cesi si estendeva su centoventi par- to l' incarico di parroco, al quale


rocchie, avendo otto conventi, quat- sottopose omeri per obbedienza.
gli

tordici romitaggi, e diecinove ospe- Appena cominciò ad esercitare il suo


dali. In questa diocesi evvi il mo- ministero, si avvide quante difficol-
nistero con cura d'anime dei monaci tà gli restavano a superare, e con-
benedettini, sotto il titolo di s. Vit- fidando nell' aiuto divino mise ma-
toriano, che provvede dal Papa si no all' aratro. Ma anziché seconda-
in concistoro; e da ultimo il re- re i saggi consigli del loro pastore,
gnante Gregorio XVI in quello dei i suoi parrocchiani se gli scagliaro-
28 febbraio 1 83 1 vi prepose il p. no contro, lo accusarono qual per-
abbate Giuseppe Gorizalez, per no- turbatore della pubblica quiete, e
mina del re Ferdinando VII. La lo colmarono di villanie. A tan-
tassa camerale consiste in quattro- to furore Barbato opponeva una u-
cento fiorini. La chiesa abbaziale miltà senza esempio ed una am-
e parrocchiale, è dedicata a s. Be- mirabile pazienta, sperando di ri-

nedetto; ha fonte battesimale, e va- condurre così al loro dovere i tra-


rie insigni reliquie, fra le quali il viati. Le sue speranze però anda-
corpo di s. Vittoriano stato abbate rono fallite , e si vide finalmente
del medesimo monistero, e quello costretto ad abbandonare la par-
di Gaudioso vescovo di Tarragona.
s. rocchia, per ritornare Beneven- in
BARBATO. Barbatus chi por- , to. Anche in questa città erano gra-
ta la barba. Ebbero la denomina- vi i disordini, e la religione era pur
zione di Barbati i frati conversi troppo oltraggiata dalle più scioc-
di parecchi ordini ed in ispecie ,
che superstizioni. Lo zelo, onde av-
quelli dell'Ordine di Grammont che vampava Barbato pel bene delle
VOL. IV. '4
106 BAR BAR
anime e per V integrità della fede, BARBEAU o BAR, Goffredo,
non gli permise di restare ozioso Cardinale. Barbeau o Bar Gof- ,

spettatore di tanti disordini. Il per- fredo nacque a Borgogna di Fran-


chè alzò la sua autorevole voce, ma cia, circa il termine del secolo un-
le sue parole furono prive di effet- decimo, od il principio del decimo
to; ed allora soltanto gli venne pre- secondo. Poco di lui abbiamo dalla
stata fede, quando si verificò una storia. Fu decano della chiesa di Pa-
predizione che avea fatto, sull' asse- rigi e vescovo di Evreux nella Nor-
dio posto alla loro città dall' impe- mandia. Il Pontefice Martino IV lo
ratore Costante. In tal frattempo fregiò della porpora cardinalizia nel-
era morto il vescovo di quella cit- la prima promozione fatta ad Or-
tà, e tutti ammirando le virtù sin- vieto li 23 marzo del 1281 col ti-
golari di Barbato, lo vollero a loro tolo presbiterale di s. Susanna, don-
pastore. Insignito pertanto del ca- de passò a quello di s. Prassede.
rattere episcopale , tutti si videro Concorse alla elezione di Onorio IV,
brillare nella persona di lui quei e dopo non molto fu vittima d'un epi-
pregi che si richieggono ad una di- demico morbo, che svegliatosi a Roma,
gnità eminente. Egli rivolse ogni
sì vi menava strage orribilissima. La mor-
pensiero a distruggere del tutto la te di lui avvenne nel 1287^ sei an-
superstizione, ed ebbe il dolce con- ni dacché era Cardinale. La spoglia
forto di venire a capo dei suoi san- mortale di lui fu accolta dalla sua
ti desiderii. Nel 680 portossi a Ro- titolare di s. Prassede : sopra la sua
ma per assistere ad uu concilio, tomba non n' è scolpito che il nome.
e 1' anno appresso si trovò presente BARBELIOTTA. Setta di gno-
al sesto concilio generale tenuto in stici, che meglio si conoscono solto
Costantinopoli. Finalmente terminò il nome di barboriani ( Vedi).
i suoi giorni, ai 19 di febbraio del BARBELIOTI , BARBORIANI.
G82. Il martirologio romano fa Setta di gnostici, che spargeva-
menzione di questo santo, e la chie- no i più ridicoli errori , e pra-
sa di Benevento (Fedì) lo onora co- ticavano le più abbominevoli ce-
me uno de' suoi principali patroni. rimonie. Costoro insegnavano, che
BARBATO (s.), vescovo di Be- vi fu commercio tra un Eone im-
nevento. Lo zelo, onde si adoperò mortale ed uno spirito vergine
ad illuminare nella fede di G. C. i chiamato Barbeloth, il quale in se-
lombardi , che brancolavano nelle guito venne insignito della prescien-
tenebre e nelle ombre di morte, gli za, della incorruttibilità e della eter-
meritò il glorioso titolo di Apostolo na vita. Aggiungevano, che questo
de Lombardi. spirito vergine generò la luce , la
BARE AZIO Andrea, di Noto, o quale perfezionata dalla unizione del-
Messina, era giureconsulto celebra- lo spirito creatore, chiamossi Cristo ;
tissimo nel secolo decimoquinto : les- che questi ottenne l'intendimento,
se a Bologna con grande ammira- ed unissi alla intelligenza, alla ra-
zione. Dicesi che morisse nel i4B4- gione ed alla che
incorruttibilità:
Abbiamo di lui un trattato sul se- la ragione e l' intendimento genera-
condo libro delle decretali ; sulle rono Autogene, il quale poi gene-
clementine; sopra i Cardinali, ed rò Adamo; che questi e la sua con-
altre opere stampate a Venezia. sorte generarono la materia : che il
BAR BAR 107
primo angelo generò la Sapienza o li, fra' quattro che pubblicò nella
Prunico che questi avendo moglie
;
prima celebrata ai 2 ottobre 1623
generò Protareonte, o il primo prin- vi fu il seguente:
cipe, il quale fu sciocco ed insolente ; BARBERINI Francesco seniore,
che costui generò le creature ed Cardinale. Barberini Francesco ni-
unitosi con arroganza fu autore di pote al Pontefice, nacque nel 1597.
tutti i vizii. È fama che i Barbe-
, Giovane di vivace spirito, consumato
liotti spacciassero tali buffonerie in negli affari e ne' maneggi, ed erudito
lingua ebraica, onde imporre mag- delle lettere sacre, risplendette singo-
giormente con queste strane opi- larmente pella illibatezza dei costu-
nioni. mi. Neil' età di ventisei anni il suo
BARBERINI Famiglia. La fami- zio Urbano Vili, nella promozione
glia Barberini ebbe l'origine in To- fatta a Roma li 2 ottobre del 1623,
scana dal Castello Barberino di Val lo decorò, come si disse, colla digni-
d' Elsa, posto su d' una collina nel- tà di diacono Cardinale di s. O-
la strada consolare , ed ivi fondato nofrio, titolo presbiterale già tenuto
da' Barberini, che prima si chiama- dallo stesso Papa , che pel nipote
vano Castellini. Fiorì nella repubbli- fece allora diaconia finche egli la go-
ca Semifontana, tra Siena, e Firen- desse: nominandolo di poi arciprete
ze, cinquecento anni prima che Fran- della basilica lateranense, e dando-
cesco Barberini, nato in Barberino, gli successivamente il governo di
nel 1264, passasse a soggiornare in Tivoli, di Fermo, la protettoria dei
quest' ultima città. Celebre poetaed regni di Aragona, Portogallo, Scozia,
oratore era quel Francesco, ed il Inghilterra, degli svizzeri, dell'Ordine
primo che in Firenze si addotto- dei minori, di quello dei monaci cas-
rasse in legge ( anno 1 3 1 2 ) ,
per sinesi , e di moltissimi luoghi pii
cui ebbe il titolo di giudice, col di Roma, insieme alla carica di bi-
quale morì nel i34B. Antonio Bar- bliotecario di S. R. C. (an. 1627),
berini, discendente da lui trasportò ed insieme abbazie di Grotta-
alle
la sua famiglia in Roma, ed in ferrata e di Farfa nella seconda del-
questa città vogliono molti scrittori le quali nel 1628, tenne il sinodo
accreditati della Toscana, che nasces- diocesano e nel i632 finalmente
se Maffeo, e tra essi il Piatti, Sto- gli fu anche conferita la carica di
ria de' romani Pontefici tomo XII, vicecancelliere.
pag. 92, sebbene altri dicano che na- Nel Giubileo del 1625 questo
scesse in Firenze nel i568 da An- Cardinale alloggiò generosamente
tonio Barberini, e da Camilla Bar- greci, scozzesi e molti altri esteri che
badori dama di quella città. Nel peregrinarono a Roma, e trattar li

1623 col nome di Urbano VIII fece largamente di vitto, servitù ed


dalla porpora fu egli esaltato al pon- abitazione. Quando era in tram-
tificale paludamento. Ed è perciò busti militari la Valtellina, egli, ben-
che dopo di lui la famiglia Barberini ché giovane di età, di senno però
salì ad un grado distintissimo, par- maturo, fu inviato a Parigi in qua-
ticolarmente fra la nobiltà romana. litàdi legato a latere per trattare
V. Urbano Vili Papa. la pace d'Europa, che per allora
In nove promozioni avendo crea- con suo rammarico non potè con-
ti Urbano Vili settantotto Cardina- chiudere . Fatto prefetto della segna-
,

io8 BAR BAR


tura, legato di Urbino e di Avignone, Maria Enrichetta regina della Bret-
ed arciprete della basilica vaticana tagna, moglie dell'infelice Carlo I,

nel 1626, ad istanza di Filippo III, che ebbe a Lon-


re d' Inghilterra,
andò legato a latere a Madrid pel- dra mozzata pubblicamente la testa
le va re al sacro fonte a nome del su di un palco ; e trentamila ne
Pontefice, Maria Eugenia, figlia di passò in mano al duca di Baviera

quel monarca, e per istabilire la pace a sovvenirlo nelle spese contratte


ad un tempo. Al suo arrivo fu incon- nella guerra coi protestanti; e fi-

trato dal Cardinale Infante fratello nalmente somme vistosissime con-


del monarca, e nell'ingresso, il re tribuì alla veneta repubblica pella
medesimo lo accolse con magnifi- guerra di Candia. Si calcola che
cenza singolarissima. Sedò in quella egli spendesse in tante opere pie
occasione le turbolenze insorte tra oltre adue milioni ed in di scudi ,

la Savoia e Genova, tra la Fran- ornamenti di chiese e limosine im-


cia e la Spagna perlochè glorioso
,
piegasse somme di molta conseguenza.
di onore e ricolmo di regali fece Nel Pontificato d'Innocenzo X
ritorno a Roma. Rimane a memo- passò in Francia. Ritornato a Roma
ria del suo amore per le lettere egli godè della grazia di quel Pon-
la celebre biblioteca Barberini piena tefice,che meglio ratfermolla median-
di preziosi manoscritti e ricca di te il matrimonio di una pronipote

originali di celebrati autori e di an- di lui con uno dei Barberini. Lascia-
tichi codici. Testimoni della sua ta la diaconia divenne vescovo sub-
perizia nelle lingue greca e lati- urbicario , e passò nel 1 666 , sot-

na , sono i dodici libri dell' impe- to Alessandro VII, al vescovado di


rator Marco Aurelio da lui tradot- Ostia e Velletri, dove nel 1673, con-
ti dal greco idioma e pubblicati a vocò il sinodo, molto stimato , e
Roma nel 1667 coi tipi di Iacopo stato impresso nella stamperia Bar-
Dragoncelli. Né solo amico alle scien- berini . Rinunziata l'arcipretura di
ze e alle lettere, ma promotore fu san Pietro, dopo essere intervenuto
ancora delle arti belle, avendo e« ai conclavi d' Innocenzo X, di Ales-

un museo di rare
ziandio raccolto sandro VII, dei Clementi IX e X,
medaglie, che non giunse però a e Innocenzo XI, mori a Roma
compire. nel «679, in età di ottantadue an-
Divenne il nostro porporato l' og- ni e cinquantasei di Cardinalato;
getto delle lodi e delle maldicenze checché altri dicano, che sia morto
di molti. Checché ne sia, egli fornito dopo cinquantotto anni di Cardina-
verso Nelle sue esequie fu fatta o-
era di bellissime prerogative lato. l'

ogni maniera di poveri. Pegl' infermi razione funebre dal gesuita Musan-
tenea aperta una spezieria in prò di zio, e nel 1680 fu stampata in Pe-
molte famiglie della parrocchia di saro . Ebbe sepoltura nell' antica

%. Lorenzo in Damaso, della quale sagrestia della vaticana ; non in


urne vice-cancelliere era commenda- quella di san Lorenzo in Damaso,
tario; in Sabina, suo vescovado, fon- come vuole lo Sperandio; ed al-

ilo un conservatorio per le fanciulle la porta della maguifica sagrestia,


periclitanti, ed edificò un moniste- eretta dalla munificenza di Pio VI,
io di sacre vergini, nel monte della t' è il busto del Cardinale , con un
Paia . Trentamila scudi diede a elogio illustre , che contiene (pianto
, ,,

BAR BAR io<)

abbiamo finora di lui narrato. Desti- ottobre del i6a4- A far palese la

nò la sua eredità al monistero delle grande umiltà sua lo 6tesso Ponte-


monache di s. Maria della Provvi- fice dichiarò di aver dovuta prolun-
denza, da lui fondato nel castello gare la promozione generale, affine

della Fara. Chi desiderasse ulteriori di vincerne la ripugnanza.


nozioni di questo Cardinale, legga Assente il Cardinale Francesco
la Storia dei governatori di Tivoli Barberini , supplì alle veci di su-
scritta da Michele Giustiniani e quel- premo ministro di stato ed agli
la della chiesa di Velletri , scritta atfari appartenenti al governo del-
dal Borgia. la Chiesa con nota di somma pru-
Nella seconda promozione , a' 7 denza ed Nel 1625, fu
integrità.
genuaro 1624 fatta dal medesimo promosso al vescovado di Sinigaglia,
Urbano Vili creò Cardinale il se- e giuntovi appena fece dispensare
guente di lui fratello. gran quantità di grano ai bisogne-
BARBERINI Antonio, Cardina- voli ed eresse un Monte frumenta-
le. Barberini Antonio denominato rio, perchè ogni anno si potesse di-
seniore^ per distinguerlo dall' altro stribuire ai poveri contadini ed
Barberini di questo medesimo nome artigiani del grano, secondo scrisse
detto iuniore, e nipote al nostro Car- Lodovico Siena nella Storia di Si-
dinale. Avuta comune la patria col nigaglia. Accrebbe le rendite del
fratello Pontefice Urbano Vili si seminario e nel 1627, celebrò il

fece cappuccino nel 1569. E come- Sinodo, dettando leggi a quella dio-
chè, a detta di Teodoro Amidenio, cesi convenienti. Diciotto mesi dopo
non riuscisse uomo di gran scienza, fu richiamato a Roma per presie-
era di costumi integerrimi , e di dere al capitolo generale tenutosi
eroica mortificazione. Anziché gode- dagli osservanti con- a Roma nel
re per l' elevazione del fratello al vento di Araceli, dopo di che, vo-
se ne amareggiò alta-
Pontificato, lendo ritornare alla sua diocesi
mente, né per quante istanze avesse il Papa non glielo permise. Ma egli
dal Pontefice seppe giammai indur- che volea governarla per sé, anziché
si a portarsi in Roma, se da espres- per mezzo di vicari, nel 1628, la
sa ordinazione del Papa non vi fu rinunziò al Pontefice , né volle ac-
stretto. Fece a piedi quel viaggio e per cettare una considerabile pensione
lo più di nottetempo affine d'iscausare di quella Chiesa. Tuttavolta fu ob-
gli applausi. Giunto al Vaticano, si bligato a ricevere sei mila scudi
trattenne sconosciuto per lo spazio di mille duecento dei quali segretamen-
due ore nelle prime anticamere. te rilasciò al vescovo successore.
Umiliatosi quindi al Pontefice pre- La eminente dignità che rive-
gollo a non dilungarlo dal suo con- stiva questo porporato non gli fa-
vento, ove vivea con piena tranquil- cea dimenticar punto la religione,
lità. Ma nulla valse lo scusarsi ed che avea professata, dacché sotto
\\ resistere, che il Papa lo volle a la porpora ne vestiva l' abito, usan-
forza crear prete Cardinale del ti- do nella mensa perpetua frugalità.
tolo di sant' Onofrio, Chiesa che al- Coi poveri era generoso e muni- ,

lora tornò ad essere titolo presbi- ficentissimo colle chiese e molti altri
terale, nella seconda promozione luoghi pii, cui faceva a sue spese
come si disse, fatta a Roma li 7 perfezionare ed anche costruire; e.res-
no BAR BAR
se il convento e la chiesa dei cap- ne, con una iscrizione, ordinata nel
puccini a Loreto, mentre a Roma fe- suo testamento, in lingua latina,
ce costruire il collegio della Madon- che suona così: Qui giace polvere,
na dei Monti per i neofiti, la casa cenere, niente. 1 funerali di lui ven-

per i catecumeni, e restaurare la nero decorati dai singulti dei poveri,


chiesa dei ss. Sergio e Racco coll'an- ed il popolo v'accorse così frequente
nesso monistero dei monaci basiliani e tumultuante, che vi abbisognaro-
ruteni, insieme al monistero dell'In- no guardie per impedirne i disordini
carnazione per le vergini nobili po- che poteano succedere . Il collegio
vere . Compartì memorabili bene- di Propaganda, ad eternarne la me-
fidi a quello di s. Caterina dei Fu- moria, collocò la sua effigie al destro
nari per le fanciulle ; alla casa delle lato della chiesa da lui fondata , e
convertite donò sei mila scudi, ed altri su marmorea base, ove leggesi ma-
cinquanta mensili ne diede in perpe- gnifica iscrizione.
tuo: nel collegio di Propaganda fon- Nella quarta promozione fatta
di) la chiesa, alla quale donò tra in dallo stesso Pontefice Urbano Vili
vita ed in morte duecentoquaranta fu creato il seguente suo nipote:
mila scudi ed altre immense somme BARBERINI Antonio iuniore,
distribuite ai cattolici dell' Ibernia, Cardinale. Barberini Antonio nobi-
assegnò anche certe e determinate le fiorentino. Era nipote del Ponte-
rendite a' vescovi quando vanno alla fice e fratello del Cardinale France-
visita dei sacri li mini a Roma. Ve- sco dello stesso cognome. Nato nel
stiva ed alimentava ogni anno do- 1607, fu fatto prima gran priore a
dici poveri ; ogni mese distribuiva Roma dell'Ordine dei cavalieri gero-
mile scudi in limosina a' luoghi pii solimitani, e grancroce dello stesso

e bisognosi ; alle ore canoniche aggiu- Oidi ne, indi, dopo aver esercitata la
gnea l'officio della B. V. ed il Ro- milizia con fortunato riuscimento, die-
sario; anzi in tal modo avea distri- de suo nome alla ecclesiastica ge-
il

buita la giornata da non aver in rarchia, e contando appena quattro


essa un' ora che in santa azione non lustri, nella quarta promozione, del
fosse applicata. Nell'inverno si alzava 3o agosto del 1627, fu da Ur-
due ore avanti giorno, e nella state bano Vili creato diacono Cardina-
col giorno istesso. Impiegava un'ora le di santa Maria in Aquiro, donde
intera nell'orazione mentale, e pri- poi passò alla diaconia di s. Aga-
ma e dopo di celebrare, ascoltava pa- ta. Da essa passò nel i665, sotto
recchie messe. Dal suddetto titolo passò Alessandro VII, al vescovato di Pa-
a quello di s. Maria in Trastevere, ed lestrina, di cui ristaurò il palazzo
intervenuto al conclave di Innocen- vescovile e ne avrebbe rifatta dai

zo X rivestito degli onori di sommo fondamenti la stessa cattedrale, se


penitenziere, di provicario di Roma, e di più gli fosse durata la vita. Ciò
da ultimo nel i636, di bibliotecario che non potè fare alla chiesa di Pa-
della vaticana dopo la rinunzia del lestrina avea però fatto alla sua dia-
Cardinal Francesco Barberini , finì conia di s. Agata, cui, tranne le mu-
santamente i suoi giorni a Roma nel ra ed i fondamenti, rinnovò ed ab-
1646, contando settantasette anni di bellì quasi per intiero. Né perdette
età e ventidue di Cardinalato. Ebbe perciò di vista l'altra sua diaconia
sepoltura nella chiesa del suo Ordi- pure da lui posteriormente occupata
, ,

BAR BAR in
dì s. Maria in Via Lata, dacché ne fe- Accompagnato da un solo de' suoi,
ce dipingere la volta e l' arricchì di salì sopra un brigantino, col quale

suppellettili preziose, al paro di quan- passò a Genova. Necessitato però il

to avea fatto colla basilica liberiana, brigantino da una fìerissima tempe-


di cui, come diremo, fu Arciprete. sta ad approdare a Livorno corse
Dopo alcuni anni fu provveduto dal il Cardinale gl'ave pericolo di esse-
Pontefice suo zio dell'abbazia del- re arrestato. Nondimeno vi si trat-
le tre fontane e di Nonantola, ove tenne per un giorno e mezzo in abi-
celebrò un sinodo e lo fece stampare. to da marinaro, e trasferitosi in tal
Fece più volte a mezzo dei
visitare, maniera in Francia, accolto venne
suoi vicari, quella abbadia, divenuta dal Cardinale Mazzarino e rimase ,

circa queltempo teatro di battaglia. in istima appresso tutti i grandi di


Veggasi il primo tomo della Storia quella corte. Il Pontefice per altro
di eletta abbazia, del Tiraboschi. gli fece sequestrare tutte le rendi-
Nel 1 633, ebbe questo Cardinale la te godute nello stato ecclesiastico
legazione di Avignone ; e nel i638 ma dopo qualche tempo fu ammesso
fu eletto camerlengo della S. R. C. non solo in grazia, ma all' intima
coli' arcipretura della basilica libe- confidenza dello stesso Pontefice. De-
riana. In qualità di legato ai prin- corato venne questo Cardinale dal
andò alla corte del du-
cipi d'Italia, re cristianissimo dell' Ordine dello
ca di Savoia dove seppe maneg- , Spirito Santo, arricchito di parecchie
giare a modo gli animi e gì' inte- abbazie, e fatto grande elemosiniere
ressi, che procurò la pace all'Italia, in luogo del Cardinale Alfonso di
ed ebbe in quella circostanza un Richelieu. Sotto lo stesso Innocenzo
congresso col Cardinale di Richelieu. X nel i65a nominò vescovo di
lo
Affidategli in seguito le legazioni di Poitiers, e nel 1657, essendo Ponte-
Bologna , Ferrara e Ravenna con , fice Alessandro VII, fu traslatato al-
quella dello stato di Urbino, di l'arcivescovato di Reims tuttoché non ;

cui , a nome della Santa Sede potesse mai ottenerne le bolle, quan-
prese possesso, ebbe altresì la pre- tunque ne fruisse le rendite, e ciò per
sidenza della segnatura , la segre- non aver voluto rinunziare, che dopo
teria dei Brevi , la protettola del dieci anni, al di lui nipote Cardinal
regno di Francia e quella del- Carlo nel Pontificato di Clemente IX
l' Ordine dei predicatori, dei mona- camerlengo della S. R. C,
la carica di
ci di s. Bernardo, e dei canonici re- ed allora conseguì le bolle. Ebbe il
golari del Salvatore, oltre la con- nostro porporato nel Pontificato del-
gregazione del s. Offizio , a cui fu lo zio, oltre le mentovate, altre cari-
ascritto.Se non che, vedendosi il che, come la presidenza alle ecclesia-
Cardinale divenuto odioso e te- stiche milizie, ed il titolo di gene-
mendo moltissimo di sé specialmen- ralissimo.
te dopo la elezione d' Innocenzo X, Narransi grandi cose della gene-
pensò di ritirarsi in Francia ; che
il rosità di lui ; fra le quali si dice che
mandò ad effetto in questa manie- mentre a Civitacastellana pranzava,
ra. Finse passare a Monterotondo gli fu riferito che un povero uomo

verso cui inviava la servitù, e di stava per annegarsi nel Tevere. Di


improvviso, sconosciuto, prese la via subilo accorse con alcuni altri alla
di s. Marinella, verso la marina. riva e liberatolo fece contare cento
ii2 BAR li A?,
doppie da compartirsi fra lui e chi berini male interpretata, e peggio
ne lo avea tratto dal pericolo. Che calunniata, che Ratlaello delle Torre
se generoso era con tutti, segnata- publicò in Perugia nel 1646.
5
mente lo era co suoi familiari , dei Da Carlo Barberini, fratello del
quali volea fin anco dopo morte Papa, e da lui fatto generale di s.
perpetuata la memoria, come può Chiesa, nacque Taddeo Barberini,
vedersi nella chiesa di s. Onofrio nel pure generale delle truppe Pontifì-
monte Gianicolo. I migliori letterati cie, il quale dallo zio non solo come
del suo tempo intitolarono a lui le dicesi all' articolo, Prefetto di Ro-
opere loro, e la sua magnificenza ma, fu insignito di questa antica
splendette nel gran foro agonale di e cospicua carica, ma nel giorno che
Roma dove fece far a sue spese gli die'l'abito, e le insegne di prefetto
un torneo, e i giuochi dell' asta, cioè il tenne a pranzar seco, lo rega-
una finta battaglia per esercitare la lò dellaRosa d'oro benedetta, e
romana gioventù nei militari e ca- sposollo dipoi solennemente in Ca-
vallereschi esercizii. Fu questo Car- stel Gandolfo (come descrivesi al-
dinale ai conclavi d' Innocenzo X ,
l' articolo, Sposalizi; fatti da' Pon-

di Alessandro VII, di Clemente IX e tefici) con Anna Colonna, figlia del


di Clemente X. Sotto di questo ultimo Duca di Paliano, dal quale la fami-
rinunziò alla arci pretura della basi- glia Barberini comperò il principa-
lica liberiana, e passato alla chiesa to di Palestrina , ancora da es-
di ReimSj battezzò a Parigi il Del- sa posseduto. Veggasi Ignazio Brac-
fino figlio di Luigi XIV; e nel 1669 cinell' Occulta corrispondenza tra

vi celebrò il sinodo, che poi fu pub- Varine (che sono tre api) e il co-
blicato. Da ultimo trasferitosi a Ro- gnome de Barberini, con l'aggiunta
ma per essere presente al conclave di cinquanta epigrammi, Roma 1623
di Clemente X , al cui esaltamento e i633; Carlo Strozzi, nella discen-
contribuì col suo voto, morì a Netti denza della casa Barberina da
diocesi di Albano nel 1671 in età di circa cinquecento anni, Roma 640 1 :

sessantaquattro anni avendone pas- e Carlo Moroni , nel trattato del-


sati quarantatre come Cardinale. Tras- l' origine , e nobiltà della famiglia
ferito il suo corpo a Palestrina, fu Barberini, Roma 1640; Barberina
sepolto nella sua cattedrale nella Anice fornix Romce , Petri Corto-
cappella di s. Lorenzo con questa nensis ,
picturis admirandusj Di-
bellissima iscrizione : II Peccatore chiarazione delle pitture di Pietro
a norma della sua testamentaria da Cortona nella sala del palazzo
disposizione. In seguito fu traspor- eretto dal cava li er Bernini alla fa-
tato alla chiesa di sua famiglia de- miglia Barberini, Roma 1640. Do-
dicata a santa Rosalia . Alcuni le- menico Pauaroli, Musccum Barbe-
varono a cielo il nostro porpo- rinum Roma? 1 656 Index Biblio- :

rato ; altri lo depressero di troppo ; thecie , qua fr. Barberinus S. R.


il vero si è che fu libéralissimo e E. Cardinalium Vice- Cancellarius
più che mediocremente dotto, come magnificcntissimce sua; familioe ad
ne fanno fede i suoi componimen- Quirinalcm /Edes magnificentiores
ti latini ed italiani, conservati nella reddidit. Rumai 687; Pompilio Tot-
1

Biblioteca Barberina. E poi a vedersi ti nel Ritratto di Roma moderna,


La fuga del Cardinal Antonio Bar- i638; e l'articolo Bibliolea Barbe-
,, ,

BAR BAR n3
ritti. Il Pinarolo nelle antichità ministrata a quella repubblica nella
di Roma tom. II, p. 1 83 , fa ri- guerra, che andava sostenendo con-
levare, vedersi nella corte del palazzo troi turchi. Da esso Taddeo nacquero

Barberini un due pezzi


obelisco in Carlo e Mall'eo il primo, rinunziuta
:

trovato fuori maggiore


di porta la primogenitura, fu fatto, come si

che dovea esser eretto avanti al pon- dirà, Cardinale da Innocenzo X ed ,

te contiguo al medesimo palazzo, già il secondo fu maritato ad Olimpia


edificato curiosamente dal cavalier Giustiniani , figlia di Andrea prin-
Lorenzo Bernini; obelisco che da d. cipe di Bassano , e nipote d' Inno-
Cornelia Barberini fu donato a Cle- cenzo X Pam/ili.
mente XIV. Sorpreso Taddeo dalla morte in Pa-
Racconta il Gigli nel suo Diario, rigi nel 1647, i y i resto il suo cadave-
che Urbano Vili soleva lagnarsi di re, finché, nel 1660, fu trasportato
aver quattro parenti, che a nulla va- a Monte Rotondo allora feudo dei
levano. Uno era santo, e non ficea Barberini, e dove ne ingrandirono il
miracoli, ed era il Cardinal Fran- palazzo, intanto che Urbano \ III ne
cesco Barberini : uno era frate , e fabbricava la collegiata. Trasferito
non avea pazienza j ed era il Car- però nell'anno 1668 nella chiesa
dinal Antonio, detto di s. Onofrio : dei cappuccini di Palestrina, ai i5
uno era oratore, e non sapea par- novembre 1704, fu tumulato nella
lare j ed era il Cardinal Antonio chiesa di s. Rosalia nelle tombe
Juniore : ed uno era generale , e della famiglia Barberini. V. Pie-
non sapea metter mano alla spa- tro-Antonio Petrini, Memorie Pre-
da j ed era d. Taddeo principe di nestine pag. i5o. La sua sposa d.
Paleslrina. Veggasi inoltre Tria , Anna con somma grandezza d'ani-
Brevia Urbani Vili super ere- mo sostenne il suo grado in molti
ctìonem Maforatus Domus Barbc- fastidiosi incontri, e mostrò virile
rince. Essendo Cardinale Urbano Vili fortezza nelle avversità della casa
acquistò da monsignor Visconti una Barberini, nel principio del Pontificato
villa in Castel Gandolfo, onde fatto d' Innocenzo X. Rimasta vedova, fon-
Papa continuò a villeggiarvi, edifi- dò in Roma a sue spese il monistero
candovi anzi il palazzo Pontificio, di Regina Geli, ov' è sepolta, con
che fu poi abitato dai Papi, nelle l'altra confondatrice sua sorella Vit-
villeggiature. Continuò non pertanto toria Colonna carmelitana scalza
la famiglia Barberini a recarsi nella e con Laura Tomacella sua parente.
stagione autunnale in quella sua BARBERINI Carlo, Cardinale.
abitazione, siccome può vedersi all' Barberini Carlo nipote ai due Car-
articolo Castel Gandolfo. dinali Francesco ed Antonio del me-
Il suddetto Taddeo Barberini di- desimo nome, e quindi pronipote al
venne poi Grande di Spagna j titolo Pontefice Urbano Vili, figlio era, co-
ei'editario nella sua famiglia, e fu de- me si Taddeo e di d. An-
disse di d. ,

corato del Toson d' oro , ed anno- na. Nacque in Roma, enei i63o. Ce-
verato insieme a tutta la famiglia duti volontariamente i diritti di pri-
alla nobiltà di Venezia, nel i652, mogenito al fratello minore Malìeo,
come riporta il Muratori ne' suoi in età circa quadrilustre si fece chie-
Annali, in ricompensa di una gran rico, e di venti tre anni fu creato
somma di denaro, dai Barberini som- diacono Cardinale di s. Cesario nella
i5
n4 BAR BAR
sestapromozione, fatta a Roma da bate commendatario. Intervenuto
Innocenzo X, li 19 febbraio del ai conclavi di Alessandro VII, dei
1(02, colla facoltà di ritenere la due Clementi IX. e X, di Innocen-
carica di prefetto di Roma. Benché zo XI, di Alessandro A « III , di Inno-
la corte di Roma fosse in allora cenzo XII, e Clemente XI, fu colto
decorata da due altri Cardinali Bar- dalla morte nel 1704 in età di anni
berini, pure vide con grandissima settantaquattro. La sua spoglia mor-
soddisfazione anche l'esaltamento del tale riposa nella chiesa di s. Andrea
nostro Carlo, come quello eh' era fre- della Valle , innanzi l' altare della
giato di doti nobilissime e di spec- grandiosa cappella Barberini , sotto
chiata virtù. Dava col suo giudizio e una magnifica lapide, avente una
colla sua prudenza continui saggi bella iscrizione.
d' un'età assai più provetta, che la Da Maffeo Barberini poi figlio di
sua , e nelle congregazioni sponeva Taddeo più sopra menzionato, nac-
con tale modestia e basso sentire di quero quattro figli; ma noi non par-
sé il proprio parere, che di buona leremo che dei seguenti :

voglia eia da ciascuno ascoltalo. BARBERINI Francesco iuniore,


bell'assenza del Cardinale Antonio Cardinale, nobile romano, pronipo-
iuniore suo zio, fu eletto amministra- te di Urbano Vili, e nato primoge-
tore della basilica liberiana e del ve- nito ai 27 maggio 1662. Applicato-
scovato di Palestrina, dove fondò il si fin da giovinetto allo stato eccle-

seminario. Da Clemente IX ebbe no- siastico, comperò secondo l' uso di


mina di arciprete alla vaticana basi- que' tempi, nel Pontificato d'Inno-
lica per la rinunzia dell'altro zio Fran- cenzo XI, un chiericato di Camera,
cesco, ed invece del detto zio Anto- ed in seguito la carica di uditore
nio , fu camerlengo , al qual carico della stessa Camera. Fu quindi ai
soddisfece col massimo impegno, spe- 1 3 novembre 1 G90 da Alessandro
cialmente nella vacanza lunghissima , Vili creato diacono Cardinale di
della Santa Sede per la morte del- s. Angelo in pescheria, e da In-
l' antidetto Clemente IX. Ascritto fu nocenzo XII, quantunque giovane
alle congregazioni dei vescovi e per l'età, ma vecchio per lo senno,
de' regolari, del concilio, dell'im- venne deputato alla legazione di Ra-
munità ed altre, colla proteltorìa dei venna, a cui compartì considera-
monaci celestini di quei di san , bili benefieii, e tra gli altri restaurò
Bernardo, de' canonici regolari la-. con grande spesa il palazzo del le-

teranensi, della s. Casa di Loreto, gato, e vi aprì il seminario. Riguar-


e dei regni d' lbernia e Savoia. Le- dato anzi da que' popoli come pa-
gato a Intere andò a Napoli per dre della provincia,gli fu eretta, a

complimentare, a nome del Pon- perpetua memoria. una iscrizione mar-


tefice, il re cattolico Filippo V, morea contenente l'elogio delle sue
legazione che sostenne col lustro, virtù. Compita la legazione, gli furono
e col decoro conveniente alla San- conferite le prefetture delle acque,
ta Sede. Gli fu conferita l'abbazia e de' vescovi e regolari, e le pro-
di Subiaco, ove nel 1674 tenne un tettone de' cisterciensi, de riformati,
sinodo, che dai dotti viene stimato, e de' cappuccini. Dimessa però la dia-
mentre l'anno 1 685 un altro ne tenne conia, passò successivamente al ve-
nell'abbazia di Farla, ove era ab- scovato d'Oblia e Velletri, dove si
BAR BAR n5
mostrò padre de' poveri, ai cpiali, ol- questa che Matteo, nato nel 1699,
tre larghe limosine, faceva distribui- e morto nel 1703, non che Cor-
re in tempo di malattia le necessa- nelia, la quale restata erede di sì
rie ed opportune medicine. \isitò illustre casa, sposò in età di do-
la diocesi, restaurò la cattedrale di dici anni non compiti, nel 1728,
Velletri, e le fece generoso dono Giulio Cesare Colonna duca di Bas-
di molte sacre suppellettili; indi, per- sanello, allora assente delle guardie
venuto all'età di settantasei anni, del re di Spagna Filippo V, e fi-

e quarantasette di Cardinalato, mori glio secondogenito di Francesco Ma-


in Roma
decano del sacro Collegio, ria Colonna, principe di Carbogna-
ai venendo i 17 agosto 1738, e
ì6, no. Il Valesio racconta questi singo-

trasferito a Palestrina, ebbe sepol- lari sponsali, contratti


pure nella stes-
tura nella chiesa di santo Rosalia, Olimpia Giustiniani Bar-
sa età, di d.
nella tomba de' suoi antenati . Fu berini, nel seguente modo Lunedì :

egli presente all'elezione de' Ponte- 17 maggio 1728 ha preso il Car-


fici Innocenzo XII, Clemente XI, dinal Francesco Barberini iuniore,
Innocenzo XIII, Benedetto XIII, e dal Pontefice Benedetto XIII, un
Clemente XII. breve di dispensa per la nipote,
Nel successivo conclave per l'ele- che non ha per anco terminati i
zione di Benedetto XIV, eletto ai dodici anni, mancandole sette mesi
17 agosto 1740, racconta il Novaes per poter contrarre gli sponsali,
al tomo XIV, pag. 8. e io, che col primogenito della principessa di
alcune volte negli scrutimi si lessero Carbognano. E
perche nella dispen-
tre schedule in favore del p. Bar- sa vi e la solita clausola de con-
berini, ex generale de' cappuccini, e sensu parentum, la principessa ve-
predicatore apostolico, benché non dova di Urbano principe di Pale-
ornato del cappello Cardinalizio. Ri- strina, Teresa Boncompagno, ma-
nunziandosi da lui però alla quali- dre della sposa, fece un nihil tran-
fica di predicatore del sacro palazzo, seat, negandole volervi prestare il

per la brama di riposarsi, e di vi- suo consenso, onde il Papa si mo-


vere quietamente, venne in vece da strò renitente in voler far spedire
Benedetto XIV ricompensato coll'ar- il breve. Ed è perciò che il Cardi-
civescovato di Ferrara. Ma questo nale in questi giorni si è posto in
personaggio non ha nulla che fare somma agitazione. Mercoledì, dieci-
eolla famiglia orionda di Firenze, nove, alle nove ore, ottenuta dal
né per altro ne abbiamo fatto qui Pontefice la definitiva licenza, se-
menzione se non per non preterire gui alle dodici lo sposalizio di d.
un fatto singolare. Cornelia Barberini col primogenito
L'altro figlio di Maffeo fu Ur- del principe di Carbognano, assen-
bano Barberini, che sposato prima te, e colonnello di un reggimento in
a Cornelia Zeno nipote del Ponte- Ispagna. La
funzione in sua vece
fice Alessandro VII! veneziano, per fu fatta per carta di procura, da
la morte di essa, si unì in matri- d. Alessandro suo zio: sposolli lo
monio ad Anna Maria Felice, ve- stesso Cardinal Barberini, alla pre-
dova di Biagio Ventimiglia, e poi senza de* due parrochi. Vi assisti-
a Teresa Boncompagno, figlia del la principessa Barberini, vecchia
principe di Piombino. Non ebbe da madre del Cardinale, e la prìncf*
iiG BAR BAR
vessa di Carbognano, madre dello 2". D. Antonio, che passò a mi-
sposo. glior vita ne' primordi) del corrente
Dice il PSovaes, tomo IX p. 191, secolo 3". D. Benedetto Barberi-
e seguenti, che da questo matrimo- ni nato in Roma ai 22 ottobre 1788,
nio di Giulio Cesare Colonna di fu maestro di Camera di Pio VII, e
Sciarra, morto nel 1787, con d. di Leone XII, dal quale fu creato
Cornelia Barberini, nacquero, oltre Cardinale, ai 2 ottobre 1826, e
diverse femmine, il principe d. Ur- pubblicalo nel concistoro de'i5 di-
bano Barberini, e il duca di Monteli- cembre 1828, col titolo presbitera-
bretto d. Carlo, poi principe di Pale- le di s. Maria sopra Minerva, don-
strina, ambedue padri di numero- de nel i832 fu passato dal regnau-
sa prole. D. Urbano, che mori nel te Pontefice Gregorio XVI, a quello
1796, continuò la propria famiglia di s. Maria in Trastevere, facendo-
Colonna di Sciarra, ed ebbe per fi- lo in oltre prefetto della sacra con-
gli d. Maffeo Barberini Colonna di gregazione dell'immunità ecclesia-
Sciarra, de' principi di Palestrina, stica. Fra le altre protettone ha
principe di Carbognano, e d. Pros- quella del monislero della ss. In-
pero principe di lioviano gran Cro- carnazione del Verbo Divino delle
ce dell'Ordine di s. Gregorio, e d. carmelitane scalze, dette le Barbe-
Carlo Barberini Colonna, principe rina, perchè fondato nel i63g da
di Palestrina, maritato a d. Giu- Urbano Vili, Barberini, e perchè
stina Borromei milanese, da' quali vi entrò la moglie di d. Paolo Bar-
nacquero i seguenti: 1 D. Francesco . berini fratello di quel Papa, con
Barberini nato, a' 5 novembre 1772, venute da Fireuze. Il
le sue figlie,
attuale principe di Palestrina, capi- Cardinal Francesco Barberini eresse
tano comandante, tenente genera- dai fondamenti la chiesa consagrata
le delle guardie nobili Pontificie, e poi ai 23 ottobre 1670. Veggasi
decorato della gran Croce dell' Ordi- Rituale del veri, monistero della Ss.
ne di s. Gregorio Magno, dal regnan- Incarnazione del Verbo Divino in
te Pontefice Gregorio XVI. In virtù Roma, e dei monisleri del suo Isti-
del testamento del suddetto Cardinal tuto, Roma 1 74*25 e Venuti, Roma
Francesco Barberini, continua egli a moderna pag. 180. 4°- D. Amalia
serbare il cognome Barberini e la Carlotta nata ai 21 settembre 1771,
"-accessione di sì nobile prosapia. e maritata al principe d. Agostino
Maritatosi nel 18 12 a d. Vittoria Chigi e morta nel 1837. 5." D.
Colonna, figlia del contestabile d. Teresa nata ai 26 novembre 1776»
Filippo Colonna duca di Palliano. e vedova del conte Scipione Chiara-
nata ai 7 febbraio 1791, da tal monti di Cesena, nipote di Pio A li.
matrimonio nacque la seguente pro- 6°. D. Maria nata ai 2 settembre
le : Carlotta Luisa nata nel 18 15, e 1781, e finalmente d. Caterina, re-
maritata agli 11 settembre i838 ligiosa carmelitana scalza, nel mo-
al marchese Raffaele Casali del Dra- nistero di Regina Coeli, nata a' 3
go Carlo Felice nato nel 18 17, e
; dicembre 1783. Francesco Cancel-
maritato nel 1889 a d. Giuliana lieri nelle sue opere riporta squisi-

Falconieri; Enrico nato nel i823; te, ed interessanti notizie sulla ec-
Giuntina nata nel 1825, e Filippo cellentissima famiglia Barberini, sin-
nato nel 1827. golarmente ne Possessi de' Papi, nel
1

BAR BAR 1
7
Mercato, nella Basilica vaticana, e que' monaci benedettini, ma iscor-
nel Tarantismo, Aria di Roma, e gendo essere tutto inutile, munito
Castel Gandolfo. della facoltà apostolica, ne li espul-
BARBO Gaufrido, Cardinale. V. se accettando in vece i monaci Oli-
Barbeau. vetani. Tenne in Aquileia un provin-
BARBO Pietro, Cardinale. V. ciale concilio, come avvisa l' Ughel-
Paolo II Papa. lio, ove dettò decreti utilissimi alla
BARBOMarco, Cardinale. Bar- da Innocen-
ecclesiastica disciplina,che
bo Marco, che nacque nel i438, fu zo VIII vennero confermati. Genero-
veneto patrizio e nipote al Pontefice so coi poveri non solo in vita, ma
Paolo li per parte di fratello. Suo anche in morte, li volle eredi del suo
malgrado fu egli promosso da Calisto patrimonio. Terminò i suoi giorni
III al vescovato di Trevigi; dappoi a Roma nel 1491, in età di cin-
nel 1 4^4? dallo zio fu passato a quello quantatre anni, dopo ventitre, ov-
di Vicenza; in seguito, come scrive il vero ventisei anni di Cardinalato.
Muratori, venne dalla repubblica di Non è vero ch'egli finisse di vivere
Venezia nominato a patriarca di nel i49°> come scrive il Suaresio,
quella città; ma il Papa per non il Ciacconio e come apparisce dal-
allontanarlo da sé, non acconsenti l'epitaffio, cui presenta la sua tom-
a questa nomina; per lo che nella ba; poiché nelle note alla vita di
prima promozione, fatta a Roma li lui si corregge l'errore, cornea tut-
j8 settembre del i4^7, o secondo ta chiarezza dimostra il Rossi nella
il Ciacconio, del 1 4^4? 1° creo prete sua Storia di Ravenna. Riposano le
Cardinale del titolo di s. Marco, ti- sue ossa nella chiesa di s. Marco,
tolo già dal Pontefice occupato nel nellatomba, che s'apparecchiò vi-
suo Cardinalato. Nel i/±65 il no- vendo, del che ci assicura un breve
stro Marco ebbe dallo stesso Pon- epitaffio.
tefice il patriarcato di Aquileia; e BARCE o BARCA. Città vesco-
da Sisto IV, nel
1478, il vescovato vile della Libia Pentapoli, eretta nel
di Palestrina. Fu a Paolo li utilis- IX secolo. Dipendente dal patriar-
sima l'opera del Barbo, siccome di cato di Alessandria, era già capitale
uomo che versatissimo era nelle d'un regno, sul Mediterraneo nel-
lettere, fornito di pietà e perito nel l'Africa, fra Alessandria e Tripoli,
greco idioma , secondo che ne fanno ed era già sede vescovile de' copti
lede le opere erudite di lui , ed era secondo Commamville. Alcuni però
eziandio dotato di gran senno nel ma- dicono che sia situata nell'Oasis
neggio degli affari. Da Sisto IV fu degli antichi.
mandato alla legazione dell' Alema- BARCEFA Mosè ( altrimenti
gna, Ungheria e Polonia, affine di chiamato Severo ) , era d'Assiria.
comporre le differenze, eheviaveano Forniti gli studii suoi nel monistero
tra' re di questi due ultimi domimi di Monte -Arido sul Tigri, fu in
per la Boemia. E giunse in
corona di breve, per la fama de' suoi talenti
capo a trenta mesi a conciliarli, e ad e del suo sapere, innalzato alla di-
allarmarli contro gli ottomani. Era gnità episcopale.Governò successi-
abbate commendatario all' abbazia vamente le chiese di Beth-Ramau,
di Sassovivo, e più d'una volta am- di Beth-Ceno e di Mozul, nel Diar-
moniva con paterna amorevolezza bekir.
8 ,

1 1 EA 11 BAR
Secondo il parere di Andrea Ma- di America. La regia marina pos-
sio, inori egli il giorno i3 febbraio sedè un copioso arsenale con fon-
91 4- Scrisse nella natia lingua: un deria di cannoni, e vasti cantieri da
Trattato dell' Opera de sei giovani, costruzione. Vuoisi die dalla fami-
un libro dell'Anima, un Commento glia Barca cartaginese abbia preso
sopra s. Alatteo, un'opera Sulla la città il nome di Barcellona, e ebe
differenza delle sette, ebe divideva- vanti per fondatore, trecento anni
no di que' giorni il cristianesimo, avanti la nascita di Gesù. Cristo ,

una Liturgia ed un Trattato del Amilcare padre di Annibale.


Paradiso Terrestre. Soggiogata Barcellona dai roma-
BARCELLONA (Barchinonen.). ni, divenne una delle più rinomate
Città con residenza vescovile nella loro colonie col nome di Faventia.
Catalogna in Ispagna, chiamata an- Alaulfo, o Adolfo (che nel 41 1

ello Barcellona, Bardito, e pili an- divenne re de' visigoti s' impadronì
),
ticamente Faventia. E una delle più di Barcellona; ma vi fu assassinato
belle città della Spagna , ed era nel mauri, o saraceni tol-
4 12 - I
un tempo la capitale della Catalo- sero a' goti Barcellona, allorquando
gna. L'Ebro maggior suo fiu-
è il s' impadronirono della Spagna. Car-
me. Confina Barcellona con Valenza lo Magno però re di Francia, nel-
Evalonorum, ed i suoi popoli deri- I 8o Barcellona dal giogo dei
i, tolse
vano dagli antichi catalani, ebe emi- saraceni, e da quell'anno cominciò
grarono dall' Aquitania. ad essere governata dai conti par-
Giace Barcellona sul Mediterra- ticolari, dei quali nel palazzo della
neo , all' imboccatura de' fiumi Lo-
deputazione si vedono tuttavia ri- i

hregai e Boesos , ed ba la forma tratti Leggasi Pujades , Dingo


(
di un semicerchio. La più impor- p. Jornich e Marca ). Bera nel-
tante fortezza è Mont-foun , ebe primo conte, Bernardo l'ò'oi fu il

domina il mare, ed il lato occiden- il secondo nell' 820, Aldcrano il


tale. La cittadella, capace di otto- tei-zo neirS/p, Guiffrcdo il quarto
mila armati, è difesa da forti e nell' 848, Salomone il quinto nel-
bastioni dal lato orientale ebe guar- ì'S'ji, Guiffredo II il sesto nell'880,
da la terra mentre la riva del jìlirone il settimo nel 911, Suigel-
,

mare viene munita da impenetra- fredo l'ottavo nel 928, Borello il


bile muraglia. Il porto è guarentito nono nel q6j, Raimondo il decimo
da lungo molo, al cui termine si nel roSy, Raimondo Berengario IV
eleva il Faro; ma l'accesso n' è 1'
undecimo nel 1081 il quale nel
difficile, ed i grandi vascelli sono
1 090 donò a Urbano II la città di
costretti a starsene lontani. 11 forte Tarragona, e Raimondo Berengario
s. Carlo concorre a renderlo mu- V il duodecimo nel 1 i3i, il quale

nito, e per una via sotterranea morì nel 1162. Questi sposandosi
comunica colla cittadella maggiore. con d. Petronilla regina d'Aragona
Ragguardevoli sono i palazzi dei unì i due stati, occupando nel 1 io 1
conti sovrani di Barcellona, della il trono d'Aragona, e succedendolo
municipalità e delle udienze. Un nel 1 1G2 Raimondo, detto Alfonso
vero emporio si stima il suo com- II re di Aragona.
mercio con tutte le nazioni, parti- In questa città e in tempi diver-
colarmente un tempo colle colonie si morirono quattro re d'Aragona,
,
BAR BAR 119
cioè Alfonso III nel 1291, Giaco- di s. Filippo Neri. La cattedrale <".•

mo II nel 13^7, Alfonso IV nel dedicala a s. Croce; in essa si con-


i33G, e Giovanna II nel 1 4?9- serva il corpo di s. Enlalia, e ([nel-
Nel secolo XVII Barcellona par- lo di s. Madrona, di s. Oldegario,
teggiò per la Francia, e fu presa di s. Vittore, di s. Accio, di s. Lu-
nel1649 dal conte di Martin; ma cio tutti nativi di Barcellona, e quel-
dopo quindici mesi, nel i(Jj2, fu lo di s. Raimondo di Penna fort do-
ripresa dagli spagnuoli nel regno menicano.
di Filippo IV. Nella guerra per la Barcellona vanta fino dal terzo
successione della monarchia spaglino- secolo la serie non interrotta dei
la, fu nuovamente occupata nel suoi vescovi. 11 primo fu s. Teodo-
1705 dall'imperatore Carlo VI, sio, ed uno de' principali fu s. Pa-
e da milord Peterboruiig , indi dano, fatto vescovo di Barcellona ,
nel 1706, e nel 1 7 14- da' fran- nell'anno 373 (V. s. Paciavo), uno
cesi e dagl' inglesi , onde dovette dei piìi grandi uomini che la Spa-
sostenere molti assedii. Nella guerra gna abbia dato alla Chiesa.
napoleonica, sotto pacifico aspetto, vi Santa Eulalia nata a Barcellona,
s'introdussero francesi ed italiani, dove patì il martirio durante la
i quali bastarono a sostenersi fino persecuzione di Diocleziano, assunto
al 1 8 1 4- Dal 1823 fino al 1827 al romano impero nel 284? è prin-
vi tennero i francesi guarnigione a cipal protettrice di questa città, nel-
sostegno della causa regia di Fer- la quale, come dicemmo, conservan-
dinando VII. Ma fra i maggiori disa- si le sue reliquie. V'hanno altresì
stri di Barcellona vuol annoverarsi molte chiese, e molti villaggi che
la febbre gialla, che nel 182 1 di- portano il nome di questa santa,
minuì considerevolmente la popola- nella Guienna, nella Linguadoca ed
zione , nonostante i soccorsi degli altrove (V. tomo V, e
Tillemont
ospedali, delle case di carità, dei Butler a' 12 febbraio). Tutta volta
medici, e delle suore francesi di secondo la diversità de' paesi ha dif-
s. Camilla. Presentemente oltrepassa ferenti nomi ed ora è Eulalia, ora
il numero di centomila abitanti. Olerà, ovvero Altiera, ora 0lacia 3
Grandiosa e bella è la cattedrale ora Ocilla, Ocella, Julaziaec. Vin-
di Barcellona, sede vescovile snffra- cenzo de Beauvais l'ha presa senza
ganea della metropoli di Tarrago- fondamento, e contro la tradizione
na. Il capitolo della sua chiesa era delle chiese spaglinole per s. Eula-
composto di undici dignitari; cioè lia di Mericla, di cui parla Pru-
l'arcidiacono maggiore e sei arcidia- denzio. Gliatti, che abbiamo di s.

coni subalterni, il decano, il canto- Eulalia di Barcellona non sono au-


re, il sagrestano, il sotto cantore, e tentici.
il tesoriere, ai quali si aggiungeva- 11 primo concilio celebrato in

no ventiquattro canonici, dodici pre- Barcellona con sette vescovi della


bendati, e parecchi altri beneficiali. provincia fu nel 54o, e vi si trattò

La diocesi comprendeva duecento della disciplina ecclesiastica, come si

sei parrocchie, due abbazie, e tre ha dal Labbè tomo V, e dall'Ar-


commende, ed eranvi nella città duino tomo II. Vi si decretò do-
nove parrocchie, tredici conventi di ver gli uomini penitenti accorciarsi
ambo i sessi, ed una congregazione i capelli , vestir i' abito religioso, e
i2o BAR BAR
passar la vita nel digiuno e nelle il cangiamento del rito. Un altro
preghiere. Vietalo fu loro eziandio concilio fu celebrato nel i33f), ed
di partecipare ai banchetti, ed eser- i suoi canoni si possono vedere, nel
citare mercatura: dover gl'in-
la tomo 111 della Raccolta de concilii di
fermi ricevere dal vescovo la peni- Spagna del Cardinal de Aguirrc,
tenza, che implorano durante il cor- il quale nello stesso tomo descrive il

so della malattia, e doversi accordar concilio celebrato in Barcellona per


loro la benedizione del Viatico. Il l'antipapa Clemente VII di Ginevra
secondo si adunò nel 5r)9 sotto il nell'anno 1387.
regno di Recaredo, con l'intervento Insorto fin dal i3t8 lo scisma
di dodici vescovi. Versò contro la del detto Pseudo-Pontefice Clemente
simonia, e ne riportano gli atti i VII di Ginevra, contro il legittimo
citati autori. I più interessanti sono Papa Urbano VI, la Spagna seguì le
i canoni che proibiscono ai vescovi parti dell'antipapa, a cui nel 1394
di ricevere alcuna cosa per l'ordi- fu dato in successore Benedetto XIII
nazione dei preti, e dei diaconi, pel de Luna, d'una delle più illustri

sacro Crisma che si dà ai preti, e famiglie d'Aragona, e dove morì ai


per la confermazione de' neofiti. A en- 29 novembre i4 2 4> dopo che il

ne altresì interdetto ai laici di riceve- concilio di Costanza nel 14 ! 7 ave "


re gli ordini sorpassando glinterstizii, va eletto in Sommo Pontefice Mar-
e l'innalzamento alla dignità episco- tino V.
pale, a chi non abbia ricevuto gli Prima di morire, avendo ordina-
altri ordini; fu prescritto che le ver- to l'antipapa Benedetto XIII, a due
gini che abbiano fatto voto di con- anticardinali del suo partito, sotto
tinenza, e ogni altra persona che pena discomunica, di dover dargli
abbia ricevuto la benedizione della un successore, ai 1 o giugno \ 2
">, 1

penitenza, sia esclusa dalla comunio- essi elessero in antipapa Egidio San-

ne dei fedeli, nel caso, che avendo chez de Moguoz, canonico della cat-
contratto matrimonio di loro volon- tedrale di Barcellona sua patria, il

tà, ricusino di separarsi. Sei altri quale fu coronato ai17 dello stesso
concilii si adunarono in Barcellona, mese, col nome di Clemente Vili,
cioè nel confermò
906 in cui si prendendone la protezione Alfonso
l'abbadessa Eunia nel possedimento V possente re d'Aragona, per cui
di alcune chiese, e sopra le pretese la Chiesa vide con dolore rinascere
dell'arcivescovo di Narbona (/ edi lo scisma, che credeva affatto spento,
Labbè al tomo IX, e l' Arduino colla morte del de Luna. Premu-
al tomo VI); nel 1009 sopra le do- roso il zelante Martino V di estin-
nazioni fatte alla stessa chiesa di guerlo onninamente inviò nella Spa-
Barcellona; nel 10T4 contro gli u- gna per suo legato il Cardinale ,

surpatori de' beni ecclesiastici ; nel Pietro de Fois cugino del re e ,

1068 per opera del legato Ugone dopo diverse tergiversazioni entrò
le Blanc. In esso fu ordinato a' chie- ai io maggio i4 2 9? m Barcellona

rici la continenza, e fu sostituito il accolto con tutti gli onori dal clero
rito romano al gotico , benché al- e dal popolo, e incontrato fuori del-
cuni vogliono, che il concilio sia sta- la città dallo stesso Alfonso V. Ai
toadunalo nel monistcro di Leira, i(5 giugno si giurò la concordia,
ma che non vi si potesse stabilire convenendovi L'antipapa, riconoscili-
,,,

BAR BAR 121


to soltanto dagli aragonesi; ed in- Picado. La chiesa abbaziale è in-
fatti ai 26 luglio rinunziò formal- titolata al menzionato santo Cucufa-
mente le insegne Papali ed in Mon- to, e siccome è parrocchia, ha il

tesia, ebbe luogo


presso Paniscola , fonte battesimale, essendo tassata
la funzione, in cui prestò ubbidienza la mensa di quattrocento fiorini di
a Martino V, rappresentato dal le- camera.
gato. Quindi ai 16 agosto Egidio BARCLAY Gio-
o BARCLAJO
Sanchez Mugnoz iuniore, nipote del- vanni, Guglielmo, giure-
figlio di
l' antipapa , e da lui fatto Pseudo consulto del secolo XVI, nacque a
Cardinale di s. Maria in Cosmedin, Pont-a-Mousson, l'anno i582. Com-
abiurò lo scisma, e giurò fedeltà a piuti gli studii appresso i gesuiti
Martino V, deponendo la dignità e questi amavano averlo della loro
titolo Cardinalizio, come riporta il compagnia , ma egli piuttosto si

Ciacconio toni. 700. Tuttociò


II p. tolse a seguire il padre suo in In-
fu confermato dal concilio di Tor- ghilterra. Quivi incontrò l' affetto
tosa, ed il Pontefice Martino V pro- del re Giacomo I. un'opera
per
mosse al vescovato di Maiorica l'ex latina intitolata Euphormion che _,

antipapa. Ma di questo argomento pubblicò nella incoronazione di quel


si parla diffusamente all' articolo an- sovrano. Le strette relazioni con
tipapa XXXVII. parecchi di religione anglicana , la
Il Pontefice Nicolò V, mentre di- cura che si ebbe per la ristampa
morava in Assisi, ad istanza del re delle opere di suo padre, avverse
Alfonso V, con bolle de'3o settem- ai principii d' oltramonte le sue ,

bre i4^°> istituì l'università di Bar- proprie del medesimo sentimento


cellona, cbe decorò di molti privile- rendendolo sospetto ad alcuni cat-
gi, e che in progresso si acquistò ono- tolici più disposti a pensar male
revole fama. Molti collegi, scuole se- d'altrui, che atti a giudicar retta-
condarie, società scientifiche, accade- mente , abbandonò 1' Inghilterra
mie, e varie biblioteche, ed un gabi- fu a Parigi , indi a Roma , dove
netto di storia naturale vi sono inol- Paolo V e i Cardinali lo accolsero
tre in Barcellona. colle maggiori dimostrazioni di af-
Presso di questa evvi Barcello- fetto. A cessare ogni dubbiezza sulla
netta, piccola, ma bella e graziosa purità de' suoi principii, consegnò
città,che può riguardarsi come un prima alle stampe un'apologia con-
sobborgo di Barcellona, e che trovasi fondendo coi fatti ogni argomento
lungo la sponda marina fuori delle degli avversarli, e rese inoltre di
sue mura. Conta solo ottantasei an- pubblico diritto una sua oper» con-
ni circa dalla sua fondazione, per- tro ogni setta di protestanti, sotto
chè fu eretta sotto il re Ferdinan- il titolo di Paraenesìs ad Sectarios.
do VI. In questa diocesi v' è il mo- Colonia 16 17, in 8.°
nistero con giurisdizione, e cura di Fermata la sua dimora in Ro-
anime di s. Cucufato de Valle, del- ma, ivi morì contando l'anno tri-

l'Ordine di s. Benedetto, di nomina gesimo nono di sua età il giorno ,

regia, che si conferisce dal Sommo 12 agosto 162 1. Oltreché pei suoi
Pontefice in concistoro, e in quello rari talenti, si rese celebre per le
di 5 luglio i83o, Pio Vili vi pro- controversie col Bellarmino e per
mosse il p. abbate d. Lino Mattia una profondissima malinconia che
VOL. IV. 16
, ,

uà BAR BAR
lo toglieva al consorzio degli uomi- I. la censura del Prendestinatus, del
ni. Le opere sue, in giunta alle p. Sirmondo gesuita in 8." if)/|.3.

accennate, sono le seguenti: f. Un II. Risposta ad un estratto d'alcu-


commentario sulla Tebaide di Sta- ne proposizioni di Giansenio e dei
zio, Pont-a-Mousson, i6or, in 8.° settatori suoi ec.III. Trattalo del-
II. Publìcm prò Regìbus, et priva- l' autorità
di s. Pietro e di s. Paolo,
ti? prò G. Barclaio parente vindicae, in i645. IV. La grandezza
4-°
Parisis, 1612. III. Poematum, libri della Chiesa romana, stabilita sul-
duo, 1.6 1 5, in 4-° IV- Una Storia l'autorità di s. Pietro e di s. Paolo,
Della congiura delle polveri , Ox- e giustificata con la dottrina dei
ford, i634- V. Icon animorum Papi, in 4-° 164?. V. Epistola ad
Londra, 1614, in 8.° Iniwcentìum X, sullo stesso argo-
BARCOS (de) Martino, sortì i mento. VI. Lettera alV abbadessa
natali da nobilissima famiglia in e alle religiose di Portoreale. VII.
Baiona, l'anno 1600. Come ebbe Esposizione della Fede della Chiesa
appresi i primi elementi delle scien- romana intorno alla grazia, e alla
ze dal suo zio l'abbate di s. Grano, predestinazione, in 8.° e in 12.°
studiò teologia nella università di B ARDA A . Ci ttà metropolitana del -
Lovanio , avendosi a maestro in la diocesi di Caldea, eduna delle più
quella famigerato Giansenio, che
il mag-
distinte fra cjuelle dell'Armenia
in appresso fu vescovo d' Ipri. Mor- giore , Media
e Persica, nell'antica
to essendo il signor d'Anguibert, verso Covasan. Fu edificata 1' anno
segretario dell'abbate di s. Girano, 87 dell'Egira, e 705 di Gesù Cri-
il de Barcos ne assunse 1' impiego, sto, nel califfato di Abdamalee, fi-

ond' ebbe occasione di profittare glio Mervan.


di
moltissimo in dottrina e pietà, ab- BARDAXY de AZARA Dionisio,
bracciando pure lo stato ecclesia- Cardinale. Dionisio Bardaxy de A-
stico. Dopo la morte dello zio fu zara nacque in Puyarraego, diocesi
eletto a succederlo in cpiella digni- di Barbastro a'9 ottobre 1760. Do-
tà , ne prese il possesso il dì 9 po aver esercitato in Roma per la
maggio i644» e venne tosto in de- nazione spagnuola, con religiosa ret-
liberazione d' introdurre alcuna ri- titudine, l'uditorato del sagro tribu-
forma. E per lui, che la regola di nale della Rota, dal Pontefice Pio
s. Benedetto fu ritornata alla auste- \'II nel concistoro segreto degli 8
rità sua primitiva , dandone in sé marzo 18 16, fu creato Cardinale con-
stesso V esempio, comechè non mai ferendogli il titolo presbiterale di s.

astretto da voto solenne. Fu segno Agnese fuori le mura. Molto fu


all' odio di non pochi , il ed
suo commendato per pietà ed attacca-
attaccamento alla causa di Porto- mento alla santa Sede. Reso prima
reale attirò sovra lui un ordine del estremamente sordo, morì in Ro-
re, che lo esiliava in Bologna. A ma ai 3 dicembre 1826. Esposto
cessarne 1' effetto ,
per alcun tempo nella sua chiesa parrocchiale di s.

occultossi, ritornando poscia al suo Salvatore in Lauro , fu sepolto in


posto, dopo restituita la pace alla cpiella del detto suo titolo Cardi-
Chiesa, l'anno 1669. Pieno di gior- nalizio. Egli intervenne nel concla-
ni e di meriti mori nella sua badia ve per l'elezione di Leone XII.
l'anno 1678. Le sue opere sono: BARDESAPsISTI . Eretici, che
,

BAR BAR i23


trassero il nome da un certo Bar- sole ogni mese si conginngesse colla
dcsan'e siro, il quale vivea nel se- luna, per operare la propagazione
colo secondo sotto l'impero di Mar- del genere umano. Inoltre s. Ago-
co Aurelio. Dapprima, secondo che stino assicura, che questo eresiar-
attesta s. Epifanio (1. II, t. 1 p. 376)3 ca attribuiva fato molte delle
al

fu egli uno de' più illustri difensori azioni umane ed altri autori sono
,

della cattolica fede , e .con invitto di avviso , che Bardesane opinasse


coraggio seppe resistere alle lusin- non avere il Figliuolo assunta vera
ghe ed alle minaccie di Apollonio carne umana , ma soltanto essersi
calcidense, il più. celebre filosofo di vestito di un corpo aereo e celeste,
quella stagione , il quale volea in- e quindi aver egli patito ed essere
durlo ad abbracciare le gentilesche risorto in apparenza. Altri ag