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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
MARTIRI, PADRI;, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
Al PRINCIPALI SANTI, BEATI,
AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI,
ARCIVESCOVILI E
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI,
ERESIE, AI CONCILII ALLE FESTE Piv; SOLENNI,
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ,

CARDINALIZIE E
AI RITI,ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI ,
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI
ED OSPITALIERI, NON
CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC EC. EC.
CHE ALLA CORTE E

COMPILAZIONE

DI GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. V.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXL.
0^3 7^^
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

B
BEN BEN
B,BENEDETTO XI (b), Papa to Cardinale di s. Sabina, e ne!
CCII, chiamato prima Nicolò Boc- i3oo vescovo di Ostia e Velletri.
casini, nacque nel 1240 in Tre- Nel i3oi fu spedito nell' Un-
vigi da Boccasio Boccasini, notaro gheria col titolo di legato a In-
secondo alcuni, o pastore secondo tere per pacificare le guerre civili

e da una lavandaja. Nella sua


altri, di quel reame insorte per l'elezione
prima gioventù, stretto dalla povertà, di Carlo, figlio di Carlo Martello.
si recò a Venezia, ove per qualche Egli si adoperò con tanta saviezza,
tempo fu maestro de' figliuoli della che la pace vi fu ristabilita, abolen-
nobile famiglia Quirini {V. Fi^nccsco dosi altresì molte pratiche supersti-
Pipino domenicano suo contempora- ziose, che colà regnavano. Né minor

neo, presso il Muratori Script. Rer. onore fecero a lui le altre legazioni
Ital t. IX, e Gio. Villani t. XIII). di cui in Polonia, in Austria, a Ve-
In quella città vestì poi l'abito del- nezia, in Danimarca, in Servia ed in
l'Ordine domenicano, e dopo aver at- altri paesi fu incaricato dal Pontefice
teso agli studii per quattordici anni, Bonifacio che mal volentieri
Vili,
fu mandato in qualità di lettore e inducevasi a rimaner privo di tanto
di predicatore a Bologna ed in altri consigliere, come gli diceva nel breve
luoghi. Stette in tal condizione quat- con cui gh dava una di tali commis-
tordici anni, finche nel 1296 fu eletto sioni;breve esistente presso il Rinaldi
superiore del suo Ordine. L'anno ap- all'an.1 3o i , n. 4- Nel condursi in Un-

presso fu da Bonifacio Vili mandato gheria, consacrò in Padova la chie-


inFrancia in qualità di nunzio per es- sa dei domenicani in onore di s.
sere mediatore della pace tra quel Agostino, e nel suo ritorno, lasciò a
regno e l'Inghilterra, e mentre nego- Trevigi la somma di 2^000 fiorini

unsi grande affare (an. 1298),


ziavasi per la fabbrica del tempio di s. Ni-
malgrado lu sua resistenza, fu crea- colò de' padri predicatori.
'^-'^^"
\
4 BEN BEN
Morto Bonifacio Vili, dopo i no- scana, Romagna e Marca Trivigia-
ve giorni de'fìinerali, si radunarono, na, da' guelfi , ghibellini y
riaccese
il di 21 ottobre i3o3, i sacri elet- bianchi, e neri. Il Papa spedi a quei
tori in conclave, dove il giorno appres- popoli in qualità di legato il Cardi-
so, al primo scrutinio e ad unanime nale Nicolò da Prato domenicano;
voto, sebbene con grande sua ripu- ma giunto a Firenze, invano si a-
gnanza, Boccasini eletto venne Ponte- doperò colla sua prudenza a mette-

fice in età di sessantatre anni. In me- re la pace, per cui gli fu mestieri
moria di BoniÉicio VIII suo benefat- lasciare l'interdetto a quella città,
il nome di Benedetto;
tore, prese egli mentre il Pontefice per vendicare
nome avuto da quel Pontefice nel bat- gli oltraggi dal suo legato ricevuti,
tesimo, e con esso fu coronato so- scomunicò i guelfi ed i neii, e con
lennemente ai 27 del detto mese essi i cittadini di Lucca e di Prato.
di ottobre dal Cardinale Napoleone F. Villani, lib, 8 cap. 69 e 71,6 s.
Orsini ,
primo nell' Ordine de' dia- Antonino, par. Ili, tit. 20 cap. 9.
coni. All'opposto ebbe Benedetto la con-
Non avendo in quell'anno pagato solazione di ricevere in Perugia gli
il re di Sicilia il consueto tributo ambasciatori di Jacopo II re d'Ara-
di tremila once di argento, il Papa gona, i quali fecero in concistoro il

lo dichiarò incorso nella scomunica, giuramento di fedeltà pei regni di


ed regno fu sottoposto all'interdet-
il Sardegna e di Corsica, dati in feudo
to. Machiedendone perdono, il Papa a quel re dalla Santa Sede nel
lo riconciliò colla Santa Sede, fece 1297. Lo stesso giuramento ri-
aprire le chiese, e fece prolungare cevette dagli ambasciatori di Fede-
il pagamento del censo fino al pri- rico re di Sicilia nel pagare che fe-
mo maggio. Concesse la stessa
di cero parte del tributo, nel primo di
dilazione al re Carlo di Napoli, e maggio dal Pontefice loro assegna-
scomunicò solennemente coloro, che to, come più sopra si è detto. F.
non aveano restituito quanto aveano Rinaldi ann. 1864 num. 54-
derubato dal tesoro di Bonifacio Vili Intanto non perdeva di mira Be-
in Anagni (P^. Bo5ifacioVIII). Nell'an- nedetto la zelante amministrazione
po seguente, 1 3o4, liberò dalle censu- del suo apostolico ministero. Per to-
re, in cui poteva essere incorso, Filip- gliere una controversia eccitata nel-
po il Bello re di Francia, e restituì al l'accademia di Parigi, dichiarò con
suo regno i privilegi, dei quali lo avea una costituzione non essere tenuti
privato Bonifacio Vili, adducendo a confessarsi nuovamente a' propri
tra le altre ragioni di sì generale parrochi coloro, che fossero stati con-
perdono, che, dove pecca la molti- fessati o dai monaci, o da qualsivo-
tudine, ivi conviene che il rigore glia altra sorta di religiosi (Extrav.
s'addolcisca.Scomunicò nondimeno inler cunctas. i. De Privilegiis in-
in quell'anno e Sciarra Colonna ed ter comniunes, Rinaldi an. i3o4,
il Nogaret cogli autori della prigio- num. 21), e fu egli ilprimo a per-
nia di Bonifacio (f^. Bonifacio Vili), mettere che si celebrasse con so-
perocché ricusavano di presentarsi lenne rito la festadelle stimmate
al tribunale apostolico. di s. Francesco. V. VSTadingo An-
A que' dì s' inasprivano maggior- nal Minor, t. VI an. i3o4 § i4
mente le guerre civili per la To- pag. 39.
BEN BEN 5
Nel mentre, che tra le cure del suo grado alle austerità dell' Ordine sles-
ministero intendeva fervorosamen- so. Tuttavolta altre insigni virtù
te alla ricuperazione di Terra San- alla sublime umiltà andavano in
ta ( /^. Bzovio ad an. i3o4 nu- lui congiunte siffatta mente, che nel
mero I e 2), stando a tavola nel 1734 gli meritarono che fosse trat-
convento de' domenicani di Perugia, tata la sua canonizzazione. Nel 1736
un giovanetto, travestito da fantesca poi Clemente XII approvò il cul-
delle monache di s. Petronilla, gli to, che avea ab immemorabili , con-
presentò certi fichi molto graditi
fiori cedendo ad un tempo, che la me-
al Pontefice. Avvelenati essi, o dal- moria di lui fosse celebrata coli' uffizio
l'invidia di alcuni suoi nemici, o dalla e colla messa dall' Ordine de' pre-
malevolenza de' fiorentini, come fu dicatori, come anche dal clero di
scritto (r. Villani lib. VIII,cap. 80; Trevigi e da quello di Penigia.
s. Antonino part. Ili tit. 20 e. 9), Benedetto XIV, nell' anno i743>
tolsero la vita al Pontefice a' 6 lu- l'amphò a tutto il dominio della
glio i3o4, in età di sessantaquattro repubblica di Venezia, e nel mar-
anni, dopo otto mesi e quindici giorni tirologio fatto stampare da lui, fu
di Pontificato. Fu sepolto nel conven- posto il nome di Benedetto XI col
to del medesimo Ordine de' domeni- titolo di beato a' 7 di luglio, gior-
cani in piana terra, come avea egli stes- no in cui fu sepolto.
so determinato; ma poscia, cresciuto Vacò Chiesa Romana, dopo Be-
la
il di lui culto, gU fu eretto un ele- nedetto XI, dieci mesi, e ventotto
vato deposito nella chiesa stessa. giorni, perchè i Cardinali rinchiusi nel
Non si seppe ancor decidere se conclave di Perugia stavano divisi
egli o più dotto o più santo
fosse , tra due contrari pareri.
(V. Egidio appresso Vittorelli, nelle BENEDETTO XII (b.). Papa
addizioni al Ciacconio, t. II p. 3o4). CCV, era figlio di un mulinaro chia-
Umile fii certo al sommo, e ne diede mato Guglielmo, e nipote del Pon-
prova non mai inducendosi a crear tefice Giovanni XXII per parte del-
Cardinale Falcone suo nipote, e fin- la madre. Nacque a Saverdun nel
gendo di non conoscere la propria territorio di Tolosa, ed ebbe il no-
madre allorché, presentataglisi dinanzi me di Jacopo dal Forno (Four-
in Perugia in abito sfarzoso, disse ; nier), e poi il cognome Novelli. Ri-
questa certo non e mia madre, per- cevuto r abito di Cistello nel mo-
clìè essendo ella povera, non sa cosa nistero di Bolbona, diocesi di Mi-
sia vestir di seta. L'accolse però amo- repoix, fu insignito della laurea dot-
rosamente allorché ritornò al suo cos- torale in teologia dalla Sorbona di
petto moderatamente vestita. Che Parigi. Divenne poscia inquisitore
se i dotti domenicani Echard e Que- della provincia di Tolosa, dove esfir-
tif (tom. I Script. Ord. praedicat. pò gli errori che la inondavano ;
pag. 446 ) stimano favoloso un tal indi nel 1 3 1
1
, fu eletto abbate del
fatto, sostenuto da parecchi cele- monistero di Fontefreddo, ove stet-
bri scrittori, molti altri saggi a- te sei anni, finché promosso venne
vea dati Benedetto XI di umil- a vescovo di Pamiers. Sedette altri-
tà fin da quando generale dell' Or- nove anni su quella cattedra vescovi-
dine domenicano visitava a piedi le, e passato a quella di Mircpoix, vi

i conventi, ed accomodavasi di buon stette ventidue mesi, venendo final-


6 BEN BEN
mente ordinalo prete Cardinale, di centomila fiorini d'oro perché prov-
s. Prisca da Giovanni XXII nel vedessero ai bisogni loro, e cinquan-
1327. Denominavasi il Cardinal tamila ne assegnò ancora per ri-
Bianco come quegli, che era stato parare ai templi ed ai palazzi ro-
cistcrciense anziché carmelitano, co- vinati di Roma. Applicatosi incon-
me altri a torto hanno sognato. tanente a riformare gli abusi in-
P^. Baluzio in adnot. ad Vitas trodotti nel clero, ed a riordi-
Papariim Avenionensium^ t. I pag. nare i monisteri, si studiò di prov-
796 e 797. vedere di buoni pastori le chiese,
Morì Giovanni XXII ai i3 di- perocché diceva non voler mai ren-
cembre 1334, e nel conclave d'Avi- dere splendido il fango.
gnone in cui erano raccolti ven- Nel primo concistoro da lui fat-
tiquattro Cardinali, sotto la guar- to, a' IO gennaio i335, congedò i
dia del conte Monasi, siniscalco del vescovi e gli abbati, che aveano ab-
re Roberto di Napoli, sovrano di bandonate le loro chiese, e sotto pena
Avignone, non che del conte di di scomunica impose ad essi di torna-
Noailles, maresciallo della corte ro- re solleciti alle chiese ed ai benefizi
mana e governatore della contea loro. Riprovato l' uso di Clemen-
venosina, otFerto venne Papato a il te V e di Giovanni XXII di dare
Giovanni di Comminges, purché non in commenda i benefizi, li lasciò
ristabilisse a Roma la Sede apostolica. soltanto ai Cardinali, che li godeva-
Ma abbonendo egli a quell' indegno no ed ai patriarchi titolari dell'O-
patto, prima superficialmente nomi- riente, che non avessero avuta altra
narono, e poscia daddovero con plu- risorsa. Soppresse puranco l' abuso
ralità di suffragi elessero
il suddetto delle Espettalivi;, tanto invalso nella
Cardinal Bianco, stimato fra tutti i Francia, nell'Inghilterra e nella Ger-
Cardinali l'infimo. Ognuno rimase mania , colle quali attendendo la
attonito; ma più
che altri, egli mede- morte dei possessori, si conferivano i

simo, che diceva che cosa asfete mai


: benefizi non ancora vacanti . An-
fatto y mieifratelli? Fra tanti soggetti che alcuni abusi introdotti nella can-
me più indegno? Non-
eleggeste, il celleria,specialmente quello della
dimeno assunto il nome di Bene- falsificazione delle suppliche per la
detto XII, in memoria del patriar- provvista dei beni, furono da lui tol-
ca Benedetto, del quale per piti an- ti, volendo che si registrassero tutte
ni aveva osservata la regola, fu co- colle concessioni accordate, e se ne
ronato nel convento de' domenicani conservassero gli originali nella can-
d'Avignone agh 8 gennaio i335, celleria. Da ciò ebbe origine quello,
dal Cardinale Orsini primo diacono che tuttavia nella corte romana si
del sacro Collegio. chiama Registro delle suppliche.
Subito dopo la sua elezione, di- Formava questo Pontefice il di-
resse una lettera circolare a tutti segno di passaix; in Italia colla
i vescovi ed a tutti i principi cri- corte Pontificia, al qual fine i ix)-
stiani,
tranne a Luigi di Baviera sta- mani gU avevano spediti ambascia-
to scomunicato dal suo predecessoi*e, tori. Ma i Cardinali, assuefatti al-
ed a Federico re di Sicilia, ch'era in l'aria diProvenza, ne lo distolse-
disgusto colla corte di Avignone. ro, e per vie meglio stabilire in
Indi diede Benedetto ai Cardinali Avignone la sedia Pontificia, lo mos-
BEN BEN f
sevo a fabbricare nel i336 un pa- dove non abbiano che purgare nel
lazzo Papale in quella città, ergen- purgatorio, volino siìbito alla cele-
dolo su quello del suo predecessore ste beatitudine. Indi ordinò nell'an-
da lui fatto demolire. Frattanto Al- no appresso, i336, che le decime
fonso IV Aragona, a mezzo di un
d' imposte da Papa Giovanni XXII
procuratore, prestava a Benedetto, per la crociata allora delusa, e che
come ad ogni Pontefice, il giura- Alfonso IV re di Portogallo voleva
mento di feudatario della Chiesa chiamare a se, piuttosto che passas-
Romana pel regno di Sardegna e dì sero alla Sede Apostolica venisse- ,

Corsica insieme all' usalo tributo ro non solo ad essa dirette, ma


di duemila marche d' argento 11 . impiegate fossero in soccorso de-
che pur faceva il re Roberto qual gli orientali.
tributario della Chiesa pel reguo L'animo grande di quel Pon-
di Napoli, col tributo di ottomila tefice,che a tutti attendeva, e tutti
once d' oro. Quel Pontefice bra- voleva rendere contenti, gli fece pro-
mando che Lodovico di Baviera ri- curare inoltre, nel i338, d'indurre
tornasse alla ubbidienza della Chiesa,, Carlo re d' Ungheria a non oppri-
gl'invio de'nunzi. Tanta fu l'amore- mere gli ecclesiastici del suo regno,
volezza di siflfatte persuasive, che quel ed approfitto eziandio di un* amba-
principe chiese tosto l'assoluzione. sceria in quell'anno ricevuta a no-
Se non che, a frastornare sì belle me del Gran Cau de' Tartari, perchè
disposizioni, sopravvenne la lega dal in quegli stati fosse permesso l' uso
Bavaro con Odoardo re
contratta libero di nostra religione.
d' Inghilterra, per cui dovette Be- L' unica sua promozione di cin-
nedetto rinnovare contro lui le sco- que Cai'dinali fu fatta da Benedetto
muniche, e riguardarlo siccome usur- nell'anno i338; e nell' anno se-
patore dell'impero. guente, per lo timore, che nella va-
Similmente fulminava Benedetto, canza dell'impero fosse assalita l*
per mezzo del vescovo d' Anagni Italia da qualche straniero nemico, co-
suo vicario in Roma, alcuni §acri^ stituì certi vicari feudatari della
leghi, i quali, facendo da interpreti Chiesa, che fui'ono Lucchino Viscon-
ai pellegrini, che voleansi confessare ti e Giovanni suo fratello, arcivesco-
e non intendevano il confessore, vo di Milano, per Milano ed altre
andavano poi propalando i peccati città da lora possedute, gli Scalige-
loro, ne ci voleva meno che dona ri per Verona e Vicenza , Gugliel-
di denaro perchè i pellegrini otte- mo Gonzaga per Mantova e Reggio,
nessero il silenzio. Ad un tale abu- Alberto Carrara per Padova, ed Opi-
so provvide di poi la San,ta Sede, zone d'Este per Modena e Ferra-
ordinando, che dovessero esistere i ra ; pevò obbligolli ad un an-
tutti
penitenzieri di diverse lingue e na- nuo censa finché vacasse l' impero.
zioni. Passò Benedetto l'anno 1 34o nel
Sancì affermativamente il Ponte^ procurare con grande zelo e fatica
fice con la bolla 19 febbraio i336 la pacificazione prima dei re d' In-

Benedictus Deus (Bull. Boni. tora. ghifterra e di Francia, le cui dis-


I 240 ^^ questione promossa
pag. coi"die tanto nuocevano alla repub-
sotto Giovanni XXII, se le anime blica cristiana, ind i quella dell' Ita-
dei giusti appena sciolte dal corpo. lia, e combinò una tregua di mol-
, ,

8 BEN BEN
ti anni tra gli Orsini ed i Colon- sede dopo di lui undici giorni.

nesi. Neir anno appresso non a- BENEDETTO XIII, PapaCCLV.


vendo in sulle prime raggiunto Primogenito di Ferdinando Orsini X
colla dolcezza di calmare la fermen- (V. Famiglia Orsini) duca di Gra-
tazione di Bologna, rivocò con una vina , e di Giovanna Frangipani
bolla tutti i privilegi di quella famo- nacque ai i febbraio 1649 in Gra-
sa università, sfrattandone persino vina, città del regno di Napoli nella
i professori e gli scolari. Perdendo terra di Bari, feudo di sua casa.
così quella città la sorgente mag- Ottenuto nel battesimo il nome di
giore delle sue ricchezze e del suo Vincenzo Maria, tanta era, fin da
splendore, promise di pagare l'annuo fanciullo, la sua inclinazione alla
censo di ottomila fiorini alla Chiesa, vita religiosa, da fargli rinunziare
né mai più ricevere alcun imperatore al fratello Domenico tutti i diritti,

senza la permissione della santa Se- che come a primogenito gli appar-
de. In seguito a tali promesse. Be- tenevano, e da ricusare nobilissimi
nedetto levò r interdetto e ristabilì sponsali, per vestir l'abito di s. Do-
r università.Ma dopo sette anni menico in Venezia, ove si era re-
quattro mesi e sei giorni dalla sua cato sotto pretesto di viaggiare per
elezione, a'25 di aprile 34^, mori nel
1 r Italia. I suoi parenti ricorsero al-

palazzo da lui fabbricato in Avignone. l'autorità del Pontefice Clemente IX,


Era Benedetto XII di statura alta, acciocché ne lo distogliesse; ma que-
di viso sanguigno e di Toce sono- sti, avendo conosciuta la celeste voca-
ra. Per tutto il tempo del Ponti- zione del giovanetto, anziché distor-
ficato fu affatto straniero a' suoi pa- namelo, confermoUo invece nel san-
renti, ed era solito dire, che il Som- to proposito. Reso pertanto libero
mo Pontefice, il vero sacerdote se- nei voti, fece la solenne professione
condo l'ordine di Melchisedech,nondo- ai i3 febbraio dell'anno 1668, col
vea aver ne padre né genealogia. Quin- nome di fra Vincenzo Maria Orsini.
di è, che ad ogni proferta fattagli dai Si applicò con tutto il fervore allo stu-
cortigiani di promozione di alcun suo dio della sacra Scrittura, dei concilii,
parente, rispondeva con Davidde Si : degli annali ecclesiastici, e di quelli
mei nonjuerint dominati, tane imma- principalmente del Baronio, che
culatus ero. Né ci volle meno di tutta ripassò dal principio al fine per ben
l'insistenza del sacro Collegio, perchè ventiquattro volte. Ebbe a soste-
facesse vescovo d' Arles suo nipote il nere applaudite conclusioni filoso-

Giovanni de Bauzien, negandogli però fiche e teologiche in Bologna, in


sempre la porpora. Maritò moderata- Napoli ed in Venezia. Lesse filo-
mente ad un mercatante di Tolosa sofìa in Brescia, e mentre ancora
l'unica sua nipote; in fine, quantunque studiava, nulla più avendo che ven-
ignorasse la politica ed il maneggio titre anni. Clemente creollo Car- X
delle corti, era ornato di gran sa- dinale di san Sisto ai 22 febbraio
pere, di sante intenzioni e di tale 1672. Tuttavolta fu d'uopo, che
integrità di costumi da essere da dal medesimo Pontefice e dal suo
Dio favorito di diversi miracoli generale Roccaberti venisse astretto
dopo la morte. La Francia e l' Or- ad accettar la porpora da lui già
dine cistcrciense lo mettono anzi tre volte ricusata. Fu poscia ascritto
nel novero de' santi loro. Vacò la alle congregazioni del s. Oflicio, dei
ÉEN BEN 9
Riti e ad altre , e venne fatto pre- 1714- Erano per altro passati più
fetto di quella del concilio; carica mesi innanzi che fosse fatta l'ele-
che rinunziò allorquando da Cle- zione, ed i voti rimanevano dub-
mente X, nel 1675, nell'età di ven- biosi tra i Cardinali Piazza, e Goz-
tisei anni fu promosso all'arcive- zadini; ma finalmente la pluralità

scovato di Manfredonia, da lui pre- dei suffragi si raccolse in Orsini,

ferito a quello di Salerno offertogli che tutto un giorno restò renitente


da Carlo II re di Spagna e di Na- nell'accettare la somma dignità, né
poli, comechè più ricco e di un'a- altri valse a vincere la sua ritrosia
ria più salubre. In Manfredonia, che il generale del suo Ordine. In
nel 1677, celebrò il sinodo, che po- venerazione di Benedetto XI ,
Pon-
scia pubblicò colle stampe; fondò tefice di santa vita e dell' Ordine
il seminario per ventiquattro alunni, pure dei domenicani, prese il nome
instituì la prebenda teologale e quel- di Benedetto XIII, e volle che il
la del penitenziere, oltre una ren- maestro delle cerimonie, nell'istro-
dita perpetua per la manutenzione mento rogato per l'accettazione, in-
della metropolitana, piantò uno spe- dicasse espressamente appartener ,

dale per gì' infermi e pei pellegrini, lui all' Ordine di s. Domenico dei

ed un monte di pietà. Di là fu predicatori, dal quale altridue Pon-


trasferito da Innocenzo XI , nel tefici erano usciti. V. P. Giampaolo

1680, alla diocesi di Cesena; ma per Alciati gesuita milanese; la eleclio-


l'aria a lui non confacente, e per ne Benedica XIII, P. O. M. ad
altri motivi, dallo stesso Pontefice, dar. s. Dominici Ordinem^oratio etc.
nel 1686, fu traslocato all'arcivesco- Nella sedia gestatoria fu Benedetto
vato di Benevento, dove assai si a- trasportato ad un'ora di notte dal
doperò per la riforma dei costumi e conclave alla basilica vaticana , e nel-
per la discipUna del clero. V. Be- r entrarvi volle discendere e baciar-
nevento. ne umilmente la soglia, non ba-
Fu: in quell'anno, che dalla dio- dando alle rimostranze dei cerimo-
cesi di Benevento passò a quella nieri , ai quali rispose ch'egli era in-

di Porto; ma per questo non lasciò degno di venir annoverato persino fra
Benevento, ne anche quando fu as- gli scopatori di quel tempio. Quindi

sunto al Pontificato, perocché vi po- è che, sebbene fossero soliti i Pon-


se al governo in qualità di coadiutore, tefici di sedere nel mezzo all' aliar

con futura successione, il Cardinale di s. Pietro, per essere dopo la e-


Coscia, ed a vicario generale mon- saltazione, adorati egli cambiando ,

signor Coscia vescovo di Targa. l'uso, simise dalla parte del van-
Nello stato di Cardinale e di gelo ( F. Genealogies Historiqucs
vescovo esattamente osservò l'Orsini tom. II, pag. 674). Ricondotto a
la religiosa regola professata ; si tre ore di notte nelle camere del
astenne dalle carni e dal vino, Vaticano, adorne colla proprietà con-
usò vesti di lana , e nutrì costan- veniente ad un sovrano , né an-
te venerazione pel generale del che volle abitarvi per una sola
suo Ordine. Tante e sì rare virtù, notte; ma non essendo in tempo
e sopra tutto una sì bella umiltà di farle spogliare di quanto aveaiio
il fecero eleggere Pontefice dopo di prezioso, vi si adattò, lamentan-
la morte d' Innocenzo XIII, nel dosi per altro la mattina seguente
VOL. V.
IO BEN BEN
di non aver potuto dormire a cagione e molte altre scritture finalmente
del caldo (voleva dir della pompa) di sulla elezione di questo Pontefice
quegli arredi. Invano il maggiordomo rammentate dal Cancellieri Storia :

del palazzo apostolico tentò indurlo ad de' possessi de Papi pag. SSg seg.
usare il letto allestitogli, che anzi ado- e 5ii.
perar volle quello solo di frate, colle Uscì la prima volta Benedetto XIII
lenzuola di lana e colle coperte gros- agli giugno per visitare lo spedale
I I

solane. Ninno si sarebbe mai persua- di santo Spirito dove amministrò il


so quindi all'entrar nella sua camera viatico e l'estrema unzione ad un mo-
di trovarvi un Pontefice. Poche se- ribondo. Ai 1 9 dello stesso mese pub-
die con alcune- immagini di carta, blicò un giubileo universale straor-
ed un più devoto che ricco croce- dinario, per ottenere dalla divina
fìssoerano le sue mobiglie. Impie- clemenza un felice governo. E quale
gò i tre giorni, che seguirono la sua non dovea esso riuscire mercè una pie-
elezione, nel ritiro e nell' orazione, tà così specchiata? L'amministrare i
senza concedere udienza, ne far dis- sacramenti, il visitare gli spedali, il

posizione di sorta. Avrebbe voluto servire ed ammalati, era-


assistere gli
uscire di palazzo senza guardie in no le sue principali occupazioni di ogni
un cocchio a bandinelle tirate per giorno, e pochi erano i dì nei quali
seguire gli impulsi della sqa mode- non fosse questo Pontefice andato a ve-
l-azione; ma aderendo alle istanze nerare nella chiesa nuova il suo gran
dei piti prudenti della corte, fu co- protettore s. Filippo Neri. Doman-
stretto a recarsi nelle spesse sue dato della benedizione in articuh
visite alle chiese, sotto la scorta di mortis mentre girava in carrozza
poche guardie in compagnia di un per Roma, recavasi tosto a consolare
cappellano, col quale per istrada di- della sua presenza qualunque mori-
ceva il rosario. bondo e qualunque infermo. E pas-
Per formarsi un' idea delle fun» sando dalle opere spirituali a quelle
zioni intorno alla sua coronazione, del miglior reggimento temporale, do-
leggasi La di quanto e
relazione nò Benedetto venti mila scudi al p. ab-
accaduto nella glonosa esaltazio- bate di s. Paolo per la ristaurazione
ne di Benedetto XIII prìncipe ro- di quella basilica, già intrapresa dal
mano deW Ordine dei predicato^ suo antecessore, abolì varie gabel-
ri 3 con un pieno ragguaglio di le , creò un promotor generale del
ciò che e accaduto dentro e fuori fisco per patrocinare le cause cri-
del conclave e con V esatta descri-
j, minali e le controversie, che per ap-
zione del medesimo j ec. Roma per pellazione dalle sentenze de' pre-
Gaetano Capranica 1724; e quella lati ecclesiastici e regolari si trattano
pubblicata in Roma nella stampe- in Roma, e fece altii utili prov-
ria di Pietro Ferri, nel 1724, ad vedimenti. Ma in pari tempo niente
istanza di Gasparo Massimi: La di- negligeva, che riguardasse i vantaggi
stinta ed esattissima relazione del- del cattolico mondo. Quindi un al-
la cavalcata solenne fatta dal pa- tare privilegiato concedeva a tutte
lazzo quirinale alla patriarcale di le chiese cattedralicon bolla del 7
s. Giovanni Laterano, e di tutte le settembre dell' anno 1724, dichia-
cerimonie ec. fatte in occasione del rava appartenere il decanato del
possesso preso da Benedetto XIIIj sacro Collegio al Cardinale vescovo
,

BEN BEN II

più antico, benché dimorante fuori tuzione, all'imperatore Carlo VI le

di Roma, concedeva cento giorni d'in- decime ecclesiastiche per tutti i do-
dulgenza alla recita deìVjdngclus Do- minii austriaci, e premiando col cap-
mini ec, con molte allre indulgen- pello cardinalizio Filippo Luigi de
ze. Parimente accordò in quell'an- Sinzendorf, primo mini-
figlio del
no ai patriarchi di Costantinopoli, di stro cesareo, che molto avea contri-
Alessandria, di Antiochia e di Ge- buito a tale accomodamento. Giunto
rusalemme l'uso della mozzetta sulla l'anno 1724, celebrò il decimosettimo
mantelletta [Constii. Romanus Poti- giubileo ordinario dell'Anno santo (V,
tifex pagina 359), donde avviene AivNo SANTO XVII), finalmente con un
che neir avvento e nella quaresi- chirografo dei io gennaio, levò la
ma il loro abito non differisce da scomunica da Innocenzo stata fulmi-
quello, che in tali tempi indossano nata, nel i65o, contro quelli che
i Cardinali. Se non che, se largo prendessero tabacco nel coro, nella
era nei favori, altrettanto fermo di- sacrestia, e nel portico od atrio del-
veniva questo Pontefice per l'osser- la basilica vaticana.
vanza delle regole e delle discipline Rinnovò questo Pontefice, ai 22
Volle quindi, secondo
ecclesiastiche. gennaio 1725, un editto da Ur-
le prescrizioni del concilio tridenti- bano Vili emanato ai 16 novem-
no, che nelle domeniche e nelle fe- bre 1624? col quale era proibito a
ste solenni i curati instruissero con tutti i secolari, sotto pena di venti-
piano stile il popolo dopo il van- cinque scudi d'oro, della carcere ed
gelo della messa parrocchiale, ed ag- altre multe arbitrarie^ di portar il
giunse cento giorni d' indulgenza non collare simil"v3 a quello degli ecclesia-
meno all' che agli ascol-
istruttore stici. Tutta volta molto spiacque tale e-
tanti. Dotò il seminario di Cesena ditto alla plurahtà delle persone per
(Fedi), ed approvò i privilegi con- gli abusi già invalsi : onde è che, col
cessi dai suoi predecessori al colle- cessare di Benedetto XIII, cessò an-
gio de' giureconsulti di quella città, che l'osservanza dell'editto medesi-
ed ne aggiunse, comprendendo
altri mo. Questo zelo spiegato per le sem-
nelle sue beneficenze anche quell' ac- plici instituzioni gli faceva pur met-
cademia. tere in vigore, col mezzo dei suoi
Durava tuttavia in Roma la con- decreti, le leggi emanate dagU an-
troversia se alla camera apostolica tecessori suoi circa 1' uso della par-
ovvero duca di Modena appartenes-
al rucca negli ecclesiastici. /^.Parrucche,
se il dominio della città e contea di Premuroso della disciplina eccle-
Comacchio nel ducato di Ferrara (V. con bolla 2 maggio, coman-
siastica,
CoMAccHio). Occupata intanto quel- dò che punissero colle pe-
ai vescovi,
la città dalle armi imperiali, inva- ne dei saci'i canoni ( Const. Apost,
no l'aveano reclamata Clemente XI Sedisj Bui. Rom. tom. XI par. II p.
ed Innocenzo XIII. Questo secondo 400) quei chierici, che godendo be-
poco prima della morte avea dispo- nefizi non andassero in abito che-
sta la corte di Vienna alla resti- ricale, e sotto gravi pene fece rin-
tuzione. Toccò pertanto a Benedetto novare i bandi già emanati da Inno-
XIII di con chiudere questa negozia- cenzo XI, nel i685, e da Innocen^
zione il 25 novembre 1724, accordan- zo XII nel 1696, contro il giuoco
do, in riconoscenza della seguita resti- del lotto a tutti gli abitatori di Ro-
12 BEN BEN
ma e del suo distretto; ma più e- di applicarsi al canto Gregoriano, al
spresscimente il vietava a tutti gli computo ecclesiastico, alla gramma-
ecclesiastici; anzi nel 1727, con la ticaed al catechismo.
bolla Creditce nohis [Bui. Métgn. to- Al finire dell'Anno Santo era ve-
mo X pag. 33o) lo proibì ai se- nuta in Roma la gran duchessa ve-
colari con pena di scomuni-
tutti dova di Toscana, Violante di Ba-
ca , ed agli ecclesiastici con pena viera, insieme al sanese cav. di s.
di sospensione. Ma tanto rigore ter- Stefano, Bernardino Perfetti celebre
minò colla vita di questo Pontefice- poeta. Questi, venendo incoronato
Affine di giungere a capo delle tan- in Campidoglio, diede a Roma di
te utili riforme, che l'anima sua apo- vedere una funzione, che dal Pe-
stolica voleva introdurre nella Chiesa trarca in poi non avea più ve-
tli Cristo, celebrò Benedetto XIII, nello duta. Dispiegò in tale incontro il

stesso anno 1725, un concilio pro- Pontefice una magnificenza degna


vinciale dei vescovi dell'Italia nella di lui e della principessa, che ne era
basilica lateranense, diretto a rifor- stata la cagione.
mare appunto la disciplina ecclesia- Né in cosa alcuna poteva questo
stica. Fra le altre sue operazioni, Pontefice riuscire meno die magni-
dichiarò la bolla Unigenitiis per re- fico. Solca il senato romano offerire
gola di fede, e condannò gli scritti in certi giorni dell'anno a quaran-
contro di essa pubblicati. Veggansi totto chiese di Roma un calice e
le notizie pubblicate dal Formaglia- diverse torce, spendendo in tutto da
ri in Roma, e la Commentatio de circa due mila scudi. Altre chiese
concìlio lateranensi a Benedicto supplicarono il S. P. per esser fatte
XIII celebrato^ Lipsìae 1728, non- partecipi di tale presente, e se a tutte
ché la difesa di questo concilio di- non lo concedette, per non soprac-
retta a fra Vittore da Coccaglio, caricare la camera apostolica, fece
stampata a Venezia colla data di nondimeno aggiungerne altre venti
Ravenna nel 1782. alle prime quarantotto già stabilite
Comandò, ai 9 maggio del detto (Const. Licei etc. Bui. Rom. t. XII,
anno 1725, a tutti i vescovi di pro- p. 4^). Cosi alle riforme, agli utili
muovere la erezione dei seminari provvedimenti disciplinari accoppia-
(Consl. Credìtae nobis etcBuì. Rom. va i tratti della generosità.
t. XI par. II p. 409)9 affinchè i Con bolla dei 28 aprile del 172^^
chierici avessero l'opportunità di es- (Const. Romanus Pontifex etc. Bui.
sere bene educati ed istruiti nelle Rom. t. XI paj't. II p. 894) dichiarò
cose appartenenti allo stato ecclesia- doversi nell'Italia dare ai parrochi la
stico. Per giungere a tale effetto, i quarta parte del funerale de' sepolti
vescovi dovevano imporre la tassa nelle chiese dei regolari, e con altra
del cinque per cento sulla rendi- bolla Pius etc. del detto mese (Bui.
ta dei regolari, dei capitoli e dei Rom. tom. XI part. II p. 897) pre-
benefizi,unendovi ancora all^uopo i scrisse, che tutti quelli, ch'eran^o prov-
benefìzi semplici. Vietò altresì ai veduti nell'Italia di benefizi ecclesia-
vescovi, sotto pena di sospensio- stici non affetti e riservati alla Santa
ne , di servirsi dei ministri e dei Sede, fossero obbligati a pagare mez-
maestri dei seminari, fuorché nei za rata dei frutti per la fabbrica del-
Pontificali, e prescrisse agli alunni le rispettive chiese.
BEN BEN i3
Benedetto XIII conservò i diritti da curiosità, e nascevano perciò mol-
alle chiese, e confermò la bolla di Pio te iiriverenze ed altri sc^mdali. Per
IV dei 2 3 maggio, che aveva assog- un tale disordine, Benedetto
togliere
il vescovato di Gubbio a quel-
gettato emanò un decreto ai 6 dicembre,
Urbino (Con5^ Circumspecta etc.
lo di col quale stabiliva, non potessero
(Bui Rom. t. XI partii, p. 417). ciò fare senza licenza del Cardinal
T^. Gubbio e Urbino. vicario, ed altre discipline.
Dichiarò ai 20 di maggio concatte- Vero padre dei suoi sudditi, Bene-
drale con Osimo la chiesa di Cingoli, detto non ne trascurava i più minati
accordando al prevosto ed arcidiacono interessi, senza fidarsi alle relazioni
di essa la mozzetta paonazza sopra dei ministri, che potevano riuscirgli
il rocchetto, e le almuzie ai dieci sospette. Al miglior andamento del-
canonici che la formavano [Const. l'Annona intendeva particolarmente
Romana Ecclesia eie. Bui. Rom. t. ed in persona ( V^. Annona) , affin-
XI l p. 26). V. ClXGOLl. chè potesse restar assicurato, senza
Obbligò questo Pontefice gli ab- timor di sospette relazioni, della ma-
bati a recarsi dai vescovi, nelle cui niera, con che veniva trattatto in que-
diocesi esistevano i loro monisteri, sta parte il suo popolo, pel quale non
per riceverne la benedizione, locchè trascurava egli i mezzi di sollevarlo,
da molti veniva trascurato. Ai 9 luglio e consolarlo.
1725, dichiarò doversi annovera- Si portò Benedetto XIII, ai 27
re fra le religioni mendicanti 1' Or- gennaio dell'anno 1726, alla chie-
dine della mercede della reden- sa dei ss. Giovanni e Paolo, e ri-
zione degli schiavi ( JE-
Constit. conosciute le ossa di quei santi mar-
termis etc. Bull. Rom. tom. XII tirij le rinchiuse colle sue mani in
pag. 12), ed unì la congregazione una cassa di piombo, che porta-
napoletana dalla dottrina cristiana ta venne da lui in processione, reg-
a quella di Avignone (Const. Illius gendola sugli omeri pel portico ed
etc. Bull. Rom. tom. XII p. 4i )> atrio di quella chiesa , accompa-
con che si formò una sola congre- gnato da molti Cardinali e prelati
gazione composta da quattro pro- e da numeroso clero. Concedette
vincie, romana, cioè, avignonese, quelle ossa ai signori della missio-
tolosana e parigina (V. Dottrina Cri- ne, ai quali le aveva consegnate In-
stiana). Confermò e dichiarò ai 18 nocenzo XII, acciocché ne fossero ge-
giugno una bolla di Gregorio XIV losi custodi, e perchè ogni anno cele-

circa l'immunità ecclesiastica e i de- brassero la memoria di tale traslazione


linquenti, che di essa non possono coU'uffizio doppio. Oggi però la chiesa
fi'uire, estendendola ancora ad altri appartiene ai pp. passionisli (Vedi).
delitti, e prescrivendo il modo da os- Un suo decreto dei i5 feb-
servarsi nella curia ecclesiastica per braio, vietava a tutti i religiosi pro-
estrarre gl'inquisiti dai luoghi im- fessi di passare ad altra religione
muni ( Const. Cum sicut etc. Bull. regolare, ospitalaria o militare, an-
Magn. tom. X p. 62 ). 1 corché in essa fosse in vigore la
Usavano i sacerdoti orientali di regolare osservanza e riserbava al
,

recarsi a dire messa secondo il solo Pontefice la facoltà di transi-


loro rito per le chiese di Roma. Il gere in tale riguardo.
popolo vi acconeva in fòlla spinto Eresse ai 2 di settembre in me-
,

i4 BEN BEN
tropoli il vescovato di Lucca ed gherita da Cortona, io." san Gio-
insignì quei canonici di tutti i pa- vanni Ncpomuceno. Due altri ei pose
ramenti vescovili ed abbazia li, con- alla venerazione stessa colla canonizza-
fermando i privilegi accordati ad zione equipollente, e sono il Pontefice
essi dagli altri Pontefici. s. Gregorio VII e s. Venceslao mar-
Molti uomini dotti, sin dal prin- tire. Cinque ne dichiarava beati, cioè
cipio del Pontificato di Clemente Giacinta Marescotti Clarissa, Gio-
XI, si erano uniti in accademia per vanni di Prado, minore osservan-
disputare di teologia, e di storia te, Fedele da Sigmaringa, protonota-
ecclesiastica con notabile vantaggio rio di propaganda e poscia canoniz-
di chi Trovandosi
v' interveniva. zato, Vincenzo de Paoli, fondatore
però ai tempi di Benedetto, che al- della missione e canonizzato in segui-
cuni dei suoi membri non poteva- to da Clemente XII; finalmente Pie-
no continuar nel loro uffizio a ca- tro Fourrier, riformatore della con-
gione della povertà^ diede egli ordi- gregazione dei canonici regolari. Con-
ne ai Cardinali protettori, con bol- fermò inoltre il culto immemora-
la dei 6 maggio, di ascrivervi ven- bile di sei fra i sette fondatori
ti sacerdoti secolari poveri, ai quali dell' Ordine dei servi.
fossero dati cinquanta scudi per sei Concesse al clero secolare e re-
anni dalla camera apostolica, ed u- golare di Roma, con decreto della
na promozione poscia alla cura del- congregazione dei Riti dei 20 marzo
le anime ed agli uffizi ecclesiastici 1725, l'uffìzio dei sette dolori di
nei collegi di Propaganda. Maria Santissima pel venerdì dopo la
Eresse, colla spesa di settantamila domenica di passione, con rito dop-
scudi, uno spedale riserbato esclusi- pio maggiore. Era stato questo rito in
vamente agli affetti da lebbra, da altre circostanze conceduto a mol-
tigna e da rogna, ricusati da tutti te chiese, ed a molti Ordini regolari
gli altri spedali per timor del con- di diverse provincie. Un decreto dei
tagio. Fece poi passare a vantaggio 22 agosto 1727 lo estese alla Chiesa
di quell'instituto molti altri beni, e universale per lo stesso giorno, ed
deputò un Cardinale a protettore un altro dei iS gennaio 1729 or-
di quella pia casa. Offli alla ve- dinò, che se il venerdì fosse impe-
nerazione dei fedeli dieci santi con dito con uffizio di rito di seconda
una sola canonizzazione solenne. So- classe, si trasportasse al sabbato se-
no essi : I .° s. Turiglio Magro ve- guente, benché dovesse occuparsi
gio, arcivescovo di Lima nel Pe- con quello di altro santo, che non
rù, 2.** s. Giacomo della Marca, re- fosse superiore in rito. Clemente XII
ligioso de* minori di s. Fmncesco, in seguito lo concesse, con decreto
3." sant' Agnese di Montepulciano dei 28 agosto 1734, agli stati della
claustrale dell'Ordine di s. Domeni- casa d' Austria con rito doppio nella
co, 4-° s. Francesco Solano de* mi- domenica tei-za di settembre, ad
nori osservanti, 5.° s. Pellegrino La- istanza dell'imperatore Carlo VI.
ziosi de'serviti, 6.° s. Giovanni della Con decreto dei 7 luglio 1728,
Croce, religioso carmehtano, 7." san comandò Benedetto XIII a tutta
Luigi Gonzaga della compagnia di la Chiesa, che si celebrasse nel
Gesù, 8.** san Stanislao Kostka della giorno dicembre 1' uffizio e la
16
medesima compagnia, g." s. Mar- messa di sant' Eusebio vescovo di
BEN BEN i5
Vercelli con rito semidoppio. Este- ne di quanto praticò Clemente Vili
se, con decreto del primo febbraio allorché si recò a prendere pos-
1729, a tutta la Chiesa, l'obbligo sesso di Ferrara, con breve degli
che i benedettini aveano di celebra- 1 1 del medesimo mese, dichiaiò
re ai IO febbraio l'uffizio e la messa bensì di voler partire per Beneven-
di s. Scolastica vergine sorella di san to, ma decretò che la curia roma-
Benedetto; come pure presci'isse al- na restava in Roma, come se egli
la Chiesa tutta l'uffizio e la mes- non fosse partito, e che nel caso
sa di s. Pietro Grisologo ai 4 ^^~ della sua morte^ i Cardinali doves-
cembre, con rito doppio e colle le- sero soltanto in Roma eseguire la
zioni e la orazione, approvate dalla futura elezione.
congregazione dei Riti ai 19 agosto Furono composte frattanto le
1617, per la chiesa d'Imola, di che fin dal 1725 aveano
differenze,
cui era stato vescovo. turbata la concordia della Santa
Ordinò inoltre, che s'introducesse Sede col senato di Lucerna. Ave-
nelle litanie il nome del patriarca vano esse avuto origine dall'esilio
s. Giuseppe, dopo quello di s. Gio- del parroco Andermart, il quale
vanni Battista, come era stato insi- chiamato non aveva voluto recarsi
nuato dal Lambertini, allora promo- presso il piccolo consiglio a giusti-
tore della fede. L' imperatoi'e , il ficare la sua condotta, per non
granduca di Toscana , 1' elettor pa- incorrere nelle censure, di cui era
latino e quel di Colonia con qua- stato minacciato tanto dal nunzio
ranta generali, e procmatori gene- apostoUco quanto dal suo vescovo.
rali interposero le loro preghiere Benedetto s'era doluto del modo di
perchè ciò avesse pieno effetto. procedere del senato di Lucerna,
Uno statuto, fatto nell'elezione di con un breve del gennaio 1726; a-
Pio II e d' Innocenzo Vili, assegna- veva anche incaricati quattro Cardi-
va quattro mila fiorini annui ai Car- nali per l'esame della causa. I lu-
dinali non provveduti. Benedetto a- cernesi giustificarono la loro con-
veva ancora intenzione di fare che dotta, comechè confessassero l'errore
una tal somma allora corrisponden- di aver sostituito di proprio talento
te a quattro mila scudi, dovesse un cm-ato in luogo del parroco
calcolarsi di cinque mila trecento bandito; e finalmente, interponen-
in moneta corrente. F. Putto Car- dosi i ministi'i dell' impero e di
dinalizio. Francia, la concordia fu ristabìUta.
Nondimeno così incessanti cure J^. Svizzera.
non facendo mai dimenticare a Be- Il libro che trattava del ceremo-
nedetto l'amministrazione della sua niale dei vescovi trovavasi ancora
cara chiesa di Benevento, gli ven- molto scorretto, quantunque Cle-
ne desiderio di visitarla, sì per mente Vili ed Innocenzo X ne
consolare colla sua presenza quel po- avessero fatte fare apposite edizioni.
polo, come per consacrar in per- Benedetto , che n' era molto infor-
sona una chiesa dei chierici rego- mato per la continua pratica di
lari ministii degli infermi colà eretta cinquanta anni, dacché esercitava
per suo voto in onore di s. Filip- le funzioni di vescovo, procmò che
po Neri. A tal uopo adunque, nel fosse ridotto alla forma degU anti-
concistoro dei 1 7 marzo, ad imitazio- chi originali, e perfettamente il fece
,

i6 BEN BEN
correggere, prescrivendo che di que- mento di lui ed altrettanto pel com-
sto solo avessero a servirsi i vescovi pagno, se lo avesse voluto ( Const,
in avvenire (Const. Licci alias eie. Alias ec. Bull. Rom. tomo XII,
loc. cit. pag. i^i). Nel convento pag. 248). Vietò ai 3 di ottobre
dei minori di Araceli institui la ai chierici regolari delle scuole pie
confraternita della congregazione di la predicazione, non lasciando più
Maria Vergine, colle indulgenze di facoltà in questo riguardo ai su-
cui godeva quella da lui soppressa periori di queir Ordine. Il che e-
nella chiesa di s. Lorenzo in Da- gli faceva perchè, sciolti dalle cu-
maso. Dopo una visita eseguita per re dei pergami, con piii di alacrità
suo ordine a tutti gli archivi dei si dedicassero alla istruzione, eh* è
tribunali ed agli uffizi dei curiali e dei il loro principale Clemen-
istituto.

notai, emanò ai 28 aprile del 1728, te XII poi ai i4 dicembre 1730


molti altri decreti ridotti a quindici permise ai superiori di poter con-
capitoli, per la retta amministra- cedere a due dei loro religiosi in
zione della giustizia e pegli uffiziali ciascuna provincia il ministero della
della curia romana ( Const. Cum predicazione.
nostrum etc. Bui. Maga, tomo X Per consacrare Clemente Augu-
p. 337). Per servire ai desideri di sto Maria di Baviera, arcivescovo di
quegli abitanti eresse al primo di Colonia, vescovo e principe di Pa-
luglio la università di Camerino derbona, il quale a malincuore vo-
(BuL Rom. tomo XII p. 234) ^^ leva andare a Roma, non sapendo
unì al loro vescovato quello di Fa- con qual ceremoniale sarebbe stato
briano , dando a quella terra il trattato, il Papa recossi a Viterbo
titolo di città, e quello di catte- ad onta delle dissuasioni dei Cardi-
drale alla sua chiesa di s. Venan- nali, ed ivi esegui la consacrazione.
zio ( Const. Notorice sunt etc, loc. L'elettore fece presentare a Bene-
cit. 332 ). Pio VI poi divise Fa-
p. detto sei candelieri d' oro adorni
briano da Camerino, unendovi in- di pietre preziose^ una croce di dia-
vece il vescovato di Matelica da lui manti gran valore, ed una cam-
di
stabilito agli 11 luglio 1785. biale di veutiquattromila scudi per
Alessandro VII e Clemente ave- X le spese del viaggio.
vano ordinato, che i superiori degli I terremoti, le continue piog-
Ordini religiosi non potessero allon- gie ed altre incessanti disgrazie in-
tanar da Roma i loro dipendenti, dussero Benedetto a pubblicare, ai
che fossero consultori della congre- 2 gennaio dell'anno 1728, un giu-
gazione dell' indice , senza esporne bileo di due settimane per tutta la
primieramente ad essa le ragioni, ed Italia, acciocché le preghiere dei
averne ottenuto Bene- il consenso. fedeli movessero la divina Provvi-
detto riformò questa le^e con bol- denza a far cessare quei flageUi. Con-
la dei 27 di agosto, e stabili inol- cedette quindi a tal uopo cento
tre, che solo nei conventi degli stu- giorni d' indulgenza a coloro, che
dii dovesse essere il consultore, il salutandosi rispettivamente, dicesse-
quale non potesse escludersi dal ro: Sìa lodato Gesù Cristo, e ri-
superiore i^è dalla congregazione spondessero Amen j e venticinque
aggiungendo l'obbligo di pagare giorni a chi proferisse i nomi di
due paoli al giorno pel manteni- Gesù e Maria,
BEN BEN 17
Clemente XI, colla famosa sua di Volturala, in qualità di visitato-
l)olla Unigenitus, avea procurato di re apostolico, lasciò scolpita in mar-
estinguere il giansenismo; e Bene- mo la 'memoria di tale avvenimen-
detto XIII, avendo raggiunto tale to. Come divenne Pontefice, con-
scopo, si acquistò una ben meritata cesse nondimeno singolari indulti e
celebrità. P^. Giansenismo. privilegia quel magistrato, per ade-
Dichiarata città la terra di Ron- rire alle istanze dell' imperatore
ciglione, in vista della sua esten- Carlo VI, al quale rispose con un
sione e de' suoi pregi, terminò Bene- breve del primo marzo ( Const. Quo-
detto XIV definitivamente alcune tidianis etc. presso il Pirro Sicil.

contiovcrsie tra il vescovo di Passavia Sacr. p. 01). Tutto ciò ei faceva


e l'arcivescovo di Salisburgo, con- per l'amore della pace, alla quale
troversie sorte sotto Innocenzo XII. sacrificava molti diritti della Santa
Dichiarò quindi, con bolla del primo Sede, ed i lamenti persino det Car-
giugno, il vescovo di Passavia esente dinali. Tutta volta non volendo che
dalla giurisdizione dell'arcivescovo e il diritto concesso degenerasse in a-
gli concedette l'uso del pallio e della buso, prescrisse in trentacinque arti-
croce avanti a se. GÌ' impose però coli la forma di trattare e giudicare
l'obbligo, nella celebrazione de' con- le cause ecclesiastiche nel regno di
cilii provinciali, d'invitare l'arcive- Sicilia, riserbando quelle di maggior
scovo a presiedervi come metropoli- importanza al solo giudizio della
tano. F, Const. In Arcano Divi- Sede Apostolica. V. la sua bolla
nae etc. loc. cit. p. 281. dei 3o agosto 1728, Fìdeli ac pru-
pretendeva ai tempi di Cle-
Si denti eie. Boi. Rom. t. XII p. 291.

mente XI, che Urbano II aves- La dieta di Grodno in Polonia


se creato Roggi ero e tutti i re aveva stabilite cinque leggi nel 1726,
di Sicilia legati unti dal Sommo che ledevano la ecclesiastica libertà,
Pontefice, con tutte le facoltà dei ed erano ingiuriose alla nunziatma
legati a Intere, compresa quella di apostolica allora occupata da mons.
crear vicarii, ossia giudici della mo- Vincenzo Santini. Il Pontefice, ne-
narchia, donde aveva avuto origine mico dei dissidii, molto si racco-
il privilegio della legazione apostolica mandò sul principio al re ed ai
del regno di Sicilia, e del tribunale primati di quel regno, acciocché le

nellamedesima monarchia. Dopo Invocassero; ma tornarono inutili le


maturo esame di erudite persone, sue istanze. Si valse egli dunque
venne Clemente a conoscere essere del suo potere annullandole intera-
insussistente questo titolo, poiché, mente, e dichiarando incorsi nelle
smarrito l'originale, altro non appa- censure che ne avevano
tutti quelli,
riva, che Roggiero e Simone di lui avuto parte. Di ciò tratta la sua
figlioerano stati eletti legati a latere bolla dei 25 settembre 1728, In su-
di quel regno, senzachè un tale dirit- premo eie. Bui. Rom. tomo XII
to fòsse ereditario. Vedendo inoltre, pag. 32 3.
die quel tribunale si arrogava un Ai 7 dicembre 1728, separò Be-
potere troppo esteso, disprezzando nedetto dal governo di Viterbo la
l'autorità Pontificia, lo abolì del tut- terra di Vetralla, e le diede uno
to con più bolle, e Benedetto XIII, fin speciale governatore. Nello stesso
da quando era Cardinale, nella città anno diede -fi^e , ai 24 settem-
VOL. v.
,

-r8 BEN 13EN


I)ie , alle controversie insorte sul pre occupato in consacrar vescovi,
diritto di^ giudicatura , che do- chiese ed altari.
veva esercitarsi dal tribunale del I vescovi furono il principale og-
maggiordomo dei sacri palazzi apo- getto delle sue benefiche cure. Tut-
stolici. V. Maggiordomo. ti quelli che si crearono da lui

Aveva sempre a cuore questo Pon- per lo più venivano dichiarati an-
tefice la chiesa di Benevento, che che assistenti al soglio Pontificio.
voleva ancora visitare, e celebrarvi Si accrebbero perciò le spese nel
il terzo concilio diocesano. Tenuto palazzo Pontificio, e per le spor-
un concistoro pubblico, si pose in tule che loro spettavano di di-
,

viaggio verso quella città ai 28 di ritto, per la gratuita spedizione


e
marzo. Passato il Garigliano, trovò dei beneficii ecclesiastici a carico del-
i messi del viceré di Napoli che lo la dataria. Era poi concesso loro,
complimentarono per parte sua, e come agli altri tutti, di poter sede-
gli offersero una compagnia di cen- re in un banco ,
quando si pre-
to granatieri, i quali dovessero ser- sentavano alla sua udienza, a guisa di
virlo nel viaggio. RingrazioUi Bene- Cardinali. Volle di più, che nei Pon-
detto; ma rifiutò un tale onore, tificali solenni fossero i primi dopo
giacche viaggiava senza il Ss. Sacra- i Cardinali all'adorazione del Papa,
mento avanti. Appena arrivato ai e gli baciassero il ginocchio invece
confini di Benevento,smontò per ba- del piede, dappoiché i Cardinali ba-
ciare in ginocchio una gran croce ciano al Pontefice la mano sotto l'au-
di legno ivi piantata. Il numeroso rifrigio del manto. Non permise mai
popolo spettatore di quel religiosis- ad un sacerdote di parlargli in gi-
simo atto, la ridusse in minutissimi nocchio; questo rispetto da lui dimo-
pezzi, e se la portò via per divo- strato a tal dignità, volle ancora che
zione. Non fu atto di santa pietà, che servir dovesse asrli altri di norma.
o
egli non praticasse durante la sua Questo Pontefice, che poco spen-
dimora in quella città Celebrò . deva per suo conto e che tutto im-
€on somma proprietà le funzioni piegava a vantaggio dei bisogno-
della settimana santa , e nella do- si il suo pecuUo privato, avreb-
menica in Alhis, ai 24 di aprile, be persino venduti i palazzi, per
cominciò il concilio provinciale, che far elemosina. Recavasi spesso a vi-
fu terminato ai 12 di maggio col- sitare gì' infermi Cardinali non so-
l' intervento dei diciannove vescovi lo , ma
anche i poveri a molti ,

sud'raganei di Benevento. Agli otto dei quali amministrava la estrema


dello mese, fece la solenne
stesso unzione. Continuamente si vedeva
tiaslazione del corpo di s. Barto- esercitare le funzioni di vescovo.
lo m meo apostolo, primo protettore Scrive d. Fabio Caracciolo, nell'ope-
di quella città, dalla chiesa da lui ra del p. Viva, aver lui, in tutto
fatta edificare, e che in questa oc- il tempo che fu vescovo e Pontefi-
casione aveva consacrata, il qual ce, consacrato 3 80 chiese, i632 al-
corpo si conservava prima nell' al- tari fissi, e 63o portatili. Sappiamo
tare del metropo-
segretario nella inoltre dal p. Gaetano Maria da Ber-
litana. Ai 23
maggio, partì il
di gamo cappuccino, aver questo Pon-
Papa da Benevento, e ritornò a Ro- tefice predicato pubblicamente quat-
ma. In tutto quel viaggio fu sem- tro mila ti'ecento novantadue volte,
,

BEN BEN 19
oltre le pastoi*aU scritte ad istruzio- ottenne il duca
da Benedetto fu
ne del suo gregge. Si vedeva con l'essere ammesso ad assistere al tro-
frcffucnza nel confessionale, e la fa- no Pontificio alternativamente col
miglia del suo palazzo era comuni- contestabile Colonna. Questi glielo
cata da lui. Assisteva ai divini uf- contrastava sin dal tempo di Cle-
fìzi nel coro di s. Pietro, e in quel- mente XI, ed in tale occasione ce-
lo dei religiosi del suo Ordine, e de i suoi diritti nelle mani del Pon-
di molte altre chiese un piccolo : tefice.
baldacchino soprastava solamente al Peccato che questo Papa, nel qua-
luogo, che era solito occupare. De- le la pietà, la bontà, la rettitudine
sinava nel convento della Miner- in si alto grado risplendevano, man-
va presso i suoi domenicani , col- casse della sagacità necessaria per po-
la sola distinzione di un posto non ter sceghere ministi-i incorrotti Mol- !

occupato a ed il
tavola tra lui ti di queUi che scelto si aveva a
p. generale, al quale permetteva Benevento, gente in gran parte di
di baciargli la mano solamente per bassa estrazione, attendevano soltanto
rinnovare poi verso di lui il mede- a soddisfare alla loro insaziabile cu-
simo atto in segno di soggezione. I pidigia, senza curarsi del buon no-
frati domenicani di Montemario lo a- me del loro principe. Non era vi
vevano una vglta all'anno nel loro mezzo, per quanto ingiusto, ch'e-
piccolo convento, dove si recava per glino non ponessero in opera a ta-
potersi dedicar alla penitenza ed ai le scopo ; e Benedetto sì per la con-

quasi quotidiani digiuni. Vi si con- fìdenza, cui aveva loro donata, che
duceva ancora diverse volte per set- per la vecchiezza, non giungeva a
timana a respirar l' aria libera in mettersi al coperto dalle loro a-
quelle ore del dopo pranzo, che gli stuzie.Innocentissimo di cuore non
avanzavano dalle quattro impiegate avrebbe mai creduto possibile da-
quotidianamente in orazioni vocali, gli altri cioccliè egli fatto non a-
oltre a quelle che avanti giorno vrebbe.
faceva. Crescevano perciò sempre più gli
Nessuno lo avrebbe potuto accu- aggravii alla Camera apostolica. Ol-
sare di parzialità pegl' individui del- tre ai debiti, che fìn dal tempo di
la sua famiglia. Quantunque amas- Innocenzo XII ascendevano a cin-
se teneramente il duca di Gravina quanta milioni di scudi, le spese già
suo nipote, uomo di conosciuta virtù, superavano le rendite annuali. Nes-
non lo mise mai a parte del go- suno aveva osato parlare in tal pro-
verno, ne gli concesse alcun posto posito nel tempo decorso al Pontefice;
nel palazzo Pontifìcio. Il p. Mondil- ma regnando l'umile Benedetto, ebbe-
lo, di lui fratello, prete dell'oratorio ro coraggio i camerali, nell'aprile del-
di Napoli, ebbe V arcivescovato di l'anno 1729, di manifestargli lo sta-
Corinto in parlibus (dal quale fu to, in cui si trovava la Camera. Ri-
promosso al vescovato di Melfì e traeva essa ogni anno per dogane
Rapolla, e quindi all'arcivescovato di appalti , dataria , brevi , cancelleria
Capua) sulle sole istanze di quelli, che ed altri redditi, due milioni sette cen-
per lui s' interessavano ; ma non to sedici mila sei cento cinquanta
mai poterono indurlo a concedergli scudi, laddove le spese, computan-
la porpora. L' unica distinzione, che do i frutti dei monti, i vacabili, i
IO BEN BEN
presidii , le galere , le guardie , il l'elogio funebre. Restò poscia esposto
mantenimento dei nunzii ecc., so- nel Vaticano agli sguardi del popo-
levano ascendere a due milioni quat- lo, clie volle conservati per devozio-

trocento trentanove mila trecento ne un anello, ed uno spillone del


otto scudi. Sì avanzavano dunque pallio. Ebbe, come gli altri Pontefici,

ogni anno due cento settansette mila sepoltura dirimpetto al deposito di


trecento quarantadue scudi. Il Pon- Innocenzo Vili, ed ai 22 di febbraio
tefice aveva estinto gli spogli delle 1738, i domenicani lo trasferirono al
chiese di Napoli, una gabella sulla convento della Minerva, come era
carne, ed avea accordato non poche stato da lui ordinato, collocandolo
altre esenzioni. Eretto aveva in oltre in un deposito di stucco. Travagliò
due monti, ed accresciuto il salario ai in tanto Carlo Marchioni a costruir-
prefetti delle congregazioni , ai le- ne, per ordine de' Cardinali da lui
gati apostolici, ai magistrati, ai pre- creati, uno di marmo, che lo accol-
Iati ed a diverse altre persone ; per se ai 22 febbraio 1739. La Santa Se-
le quali cose tutte la Camera veni- de vacò quattro mesi e ventimi giorni.
va a spendere trecento ottanta due Fu Benedetto XIII di statura me-
mila seicento ottansei scudi più del diocre con faccia oblunga, larga fron-
solito.Sì aveva cosi un eccesso di te, naso curvo, di colore pallido e

cento ventimila scudi di debito. Inr- macilento e di naturale piacevole.


sistettero i camerali, acciocché si mo- Molte grazie si riconobbero otte-
derassero tante spese, insinuarono nute per intercession sua in vita
nello stesso tempo le trufferie di chi e dopo morte. Chi ne volesse i par-
siabusava della sua bontà, e gli dissero, ticolari legga la sua vita pubblica-
che sarebbe stato d' uopo d' imporre ta in Venezia nell'anno 1780 dal ve-
nuovi tributi, dalla qual cosa era alie- neto sacerdote Gio. Battista Pittoni,
no il pietoso suo cuore, oppure lasciar e quella di monsignor Alessandro
tra poco incagUato il pagamento dei Borgia dettata in latino, e fatta di
frutti pei monti con sommo disono- pubblica ragione in Roma coi tipi
re della Camera, e con non minore di Bernabò e Lazzarini, l'anno 1741-
discapito del pubblico commercio. Questo Pontefice, che univa la
Il Muratori, che racconta questi fatti pietà alla scienza, ci lasciò molte
nei suoi Annah del 1729, non sa opere, fra le quali 1.° Un gran nu-
quale effettoabbiano prodotto tali mero stampate nel 1729
di prediche
schiai'imenti, dal che dee dedursi esse- per cura di Giuseppe Maria Ferroni
re ciò forse stato sepolto nell' obblio. accademico della Crusca in un pic-
Ai 18 febbraio 1780 fu quasi colo volume a Benevento ed a
improvvisamente colto Benedetto da Firenze. 2,° Un Seprondicon, pub-
un catarro, che gl'impediva il corso blicato verso il principio del 1695,
della respirazione, e tre giorni dopo, e ristampato in Roma nel 1724.
munito del ss. Viatico, compi la sua Ci dà quello un'esatta raccolta di
carriera in età di ottantaun an- tuttii concilii di Benevento dal de-

no e venti giorni, dopo cinque an- cimo all'undecimo secolo in^ poi, con
ni, otto mesi e ventitre giorni di note e dissertazioni. Veggasi il p.
Pontificato. Nelle sue esequie il pa- Tournon , Hist. des homnies il-

dre Ricchini domenicano, che fu poi lustr. de Vordr. de saint Domini^*


maestro del sacro palazzo, gli fece tomo IV. i
BEN BEN 21
BENEDETTO XI V,PapaCCLVlI. consultori del santo Uffizio, nonché
Questo Pontefice chiamavasi al seco- nelle congregazioni dei Riti, del-
lo Prospero Lambertini, e fu collo- le immunità, della residenza dei ve-
cato dalla Provvidenza sulla sedia scovi, e della segnatura di gra-
di s. Pietro in tempi assai difficili. zia, nominollo da ultimo segre-
e
Nacque egli in Bologna ai 3 1 mai-zo tario del conciHo. Non veniva con
1675 da Marcello Lambertini, uno ciò a perdere il menzionato carico
dei quaranta senatori di quella cit- di promotor della fede, a disimpe-
tà, e da Lucrezia Bulgarini. gnare il quale si distinse coll'opera
Recatosi a Roma nel 1688, rice- sua egregia per venti anni, ne quel-
vette ivi la educazione nel celebre lo di avvocato concistoriale, che gli
collegio dementino dai padri soma- durò per otto anni e che lo fece
schi, né tardò a dar prove del ra- più volte insignire del rettorato del-
ro suo ingegno, recitando una o- la università della Sapienza. Inno-
razione cosi eloquente intorno al cenzo XIII non ebbe ad ammirar
mistero della santissima Trinità, nel- meno dei suoi predecessori le rare
la cappella Papale , che mosse a doti del Lambertini, che nel 1722
meraviglia il Pontefice Innocenzo lo destinò canonista della peniten-
XII, il quale gli conferì anzi, in zieria, e Benedetto XIII lo fece nel
prova della molta sua estimazione, 1724 arcivescovo di Teodosia nelle
tutti i benefizi i semplici allora va- parti degli infedeli , ed ai 9 dicembre
canti nel bolognese, che insieme uni- 1726, lo creò Cardinale, riserban-
ti gli davano l'annua rendita di dolo in petto fino al di 3o aprile
cento scudi (F". Guarnacci, ^/V. Pont. 1728, nel qual giorno lo pubbhcò
tom. II, in Fit. Bened, XIV). Ter- col titolo Croce
presbiterale di s.

minati gli studi, usci da quel col- in Gerusalemme. Dichiaratolo prima


legio, e si dedicò con molto felice vescovo di Ancona nel concisto-
successo alla giurisprudenza, per cui ro dei 29 gennaio 1727, egli la-
Clemente XI, succeduto ad Inno- sciò tutti gli altri impieghi, eccet-
cenzo XII, lo fece prima avvoca- tuata r avvocatura concistoriale ed
to concistoriale, ed in seguito pro- il canonicato di s. Pietro, che riten-
motore della fede e prelato dome- ne sino alla pubblicazione della di-
stico. Spesse volte ricorreva ai con- gnità Quindi Clemen-
Cardinalizia.
sigli di lui quando trattavasi delle più te XII promosse nel concistoro
lo
gravi controversie. Rileviamo dalla dei 3o
aprile 1731 all' arcivesco-

lettera, colla quale il medesimo Lam- vato di Bologna , che Benedetto


bertini dedicava a quel Pontefice la più non ebbe a lasciare se non per
sua opera De canonizatione Sancto la sua elezione a Pontefice . E
rum, aver da luì ottenuto un canoni- quanto non è bella la memoria del
cato in Vaticano colla solita dispensa governo suo pastorale in quella
un forestie-
Pontificia, senza la quale dotta città! Spiegò il vangelo al
re non poteva ottenere un benefizio gregge tanto in città come in tutta la
nella città di Roma, per le proibi- diocesi, che a proprie spese visita-
zioni emanate particolarmente dai va. Dilatò e rese più decoroso il se-
Pontefici Innocenzo IV Sisto IV e , minario accrescendogli le rendite,
Leone X. Oltre di che Clemente istruì i parrochi ed i sacerdoti
gli assegnò pure un luogo fra i con editti e lettere pastorali rie-
,

22 BEN BEN
che di dottrina e di ecclesiastica do alla testa il Cardinal Corsini, nipote
erudizione, pastorali che in latino del Papa, sostennero per quaranta
vennero in luce a Roma nel col- giorni il Cardinale Aldovrandi con
legio di Propaganda, ed altrove trentaun voti; quelli di Clemente XI,
in italiano; apri oratorii , eresse di Innocenzo XIII, e di Benedetto XI li,
templi ed introdusse nuovi Ordi- diretti dalCardinale Annibale Albani
Molto generoso si mo-
ni regolai-i. camerlengo , concorrevano ordina-
strava coi poveri , ed era inten- riamente con vent'otto voti nel Lan-
to a procurar comodi e vantag- fredini. Il Cardinal Corradini na
gi ai suoi concittadini. Al modo ebbe spesse volte quindici in suo
di quanto avea fatto in Ancona si favore; ma il conclave riflutollo in
adoperò acciocché fossero risarcite vista della vecchia sua età di circa
le strade, e fabbricò un modesto ottantadue anni. Tre schedule si pub-
palazzo in una villa degli arcivesco- bhcarono pure altre volte in favo-
vi di Bologna, situata in un luogo re del p. Barberini, ex. generale
detto Sasso. dei cappuccini e predicatore apo-
Erano passati quasi due lustri dac- stolico.
ché reggeva la chiesa bolognese, quan- Sì facevano frattanto incessanti
do venne a morte Clemente XII. I preghiere nelle chiese di Roma, ac-
sacri elettori, raccoltisi in conclave ciocché sollecita fosse la elezione.
per eleggergli un successore, dopo Gli stessi Cardinali sentivano la noia
varie vicende giunsero al numero di una prigione di sei mesi, resa più
di cinquantuno ; e scorsero sei mesi incomoda pei caldi della stagione.
senzaché potessero accordarsi nello Fu celebrato perciò un triduo alla
stabilire tra loro il più degno del Beatissima Vergine Assunta, e nella
triregno. mattina dei 1 7 agosto fu acclamato
Molli risguardavano specialmen- il Cardinal Lambertini con tutti i
te al Cardinal Ottoboni decano del suffragi. Egli era molto lontano dal-
sacro Collegio, comunque avesse buo- l'ambire la dignità, della quale sta-
na parte degli elettori contraria per va per essere insignito, ed interro-
essere protettore della corona di gato secondo il solito , se accetta-
Francia. Ma la morte di lui, acca- va il Pontificato, rispose: « Lo ac-
duta ai 28 febbraio nel conclave mede- »» cetto volentieri per tre ragioni;
simo, troncò ogni discussione in w la prima, per non disprezzare il
suo riguardo. Giunsero frattanto altri M vostro benefizio ; la seconda per
Cardinali dimoranti fuori di Ro- » non resistere alla volontà mani-
ma, per cui nel mese di maggio w festa di Dio, che conosco tale per
il numero loro era asceso a cin- >» non aver mai io desiderata tanta
quantacinque, quarantasei dei quali fi dignità; e la terza per dar fine
erano italiani Cenci e Gio. Batti-
. « a questi comizii, che credo sieno
sta morirono presi da un
Altieri »» di scandalo a tutto il mondo per
accidente nello scrutinio; Lorenzo » la loro durata >» Il Caidinal.

Altieri morì poco dopo, e Porzia ne Maiùni, primo diacono, coronoUo


usci ammalato, per cui rimasero cin- solennemente nella basilica vaticana
quantuno gli elettori. ai 22 dello stesso mese col nome di
I Cardinali di Clemente XII, coi Benedetto XIV, assunto dal Lamber-
francesi e cogli spagnuoh uniti, aven- tiui in memoria di Benedetto XIU
BEN BEN 23
che decorato aveva della porpora.
1' preghiere dei fedeli , un felice go-
Il giorno seguente passo il nuo- verno. Li aveva già disposti in Ro-
vo Pontefice a fissar pubblicamente ma ed ai 20 dello
colle missioni,
sua dimora nel palazzo di Monte- stesso mese si fece la solenne pro-
cavallo. Otto mesi dopo, cioè ai 3o cessione da Santa Maria degli An-
aprile del l'J^i, andò a prender geli per villa Negroni alla basilica
solenne possesso della basilica late- di santa Maria maggiore. E da no-
ranense, circondato da ventiquattro tarsi aver egli aggiunto alle altre
nobili paggi, e fu questa la prima opere da praticarsi per conseguirne
volta che dalla loggia della nuova i vantaggi, la interna persuasione e
facciata di questa basilica sia stata la esteriore ubbidienza alla bolla
data dal Pontefice la solenne bene- Unìgenitus contro i giansenisti. 1^.
dizione al popolo, mentre per Io Const. Laelitiora etc. Bullar. Be-
avanti si dava da quella dell'altro nedict. XIV tom. I pag. i.

portico laterale. Il Cancellieri, nella La instancabile diligenza, colla


sua storia dei solenni possessi dei quale amministrava la Chiesa u-
Pontefici (pag. 879 e seg.), descrive ni versale, non iscemò menomamen-
minutamente tutto ciò che accadde te la sua premm'a nel procui'a-
in questa occasione, e fa ancora il re vantaggi politici al suo sta-
novero delle relazioni allora pub- to. All'estremo erano ridotte le fi-

blicate. nanze in causa delle continue spese


Benedetto, vestito di piviale e mitra dei predecessori. Restrinse perciò le
tenne ai 29 agosto il primo concistoro, spese del palazzo , della tavola , e
ove ringraziò i Cardinali di averlo e- del trattamento, lasciando nello stes-
saltato; e da quei primi momenti del so tempo alla camera certi diritti,

suo governo ri splende Itero nella più che secondo costume servire do-
il

chiara luce le virtù, che tanto col- vevano alla sua borsa privata. Si
l' andar del tempo lo resero distin- videro cosi le cose prender una pie-
to. Affabile e cortese con tutti, si ga più favorevole, ed in luogo del
distingueva particolarmente pel dis- debito di duecentomila scudi, che la
interesse e per la liberalità , dalla camera doveva fare ogni anno, es-
quale i soli suoi parenti erano es- sa invece salì a qualche credito. Die-
ckisi. Appena eletto Pontefice, ave- de regola pure a tale effetto alle
va ordinato a d. Egano Lamberti- sportule da pagarsi alla dataria, ri-

nisuo nipote, senatore bolognese, di formò il soldo degli uffiziali militari,


non venir a Roma quando prima uè rimpiazzò i soldati che venivano
non ve lo chiamasse. Ne altro van- a cessare , finche venne diminuito di
taggio questi ritrasse dalla paren- cinquecento il loro numero. Osserva
tela che lo univa al capo della Chie- il Muratori essere stato in quel tem-

sa, che il permesso di far istudiare po lo stipendio delle truppe Ponti-


nel collegiodementino il suo pri- ficiecosì ricco, che il soldato rice-
mogenito Giovanni. veva una paga quasi uguale a quel-
Agli undici novem])re riferì al la degU uffiziali negli eserciti di

sacro Collegio la morte dell' im- Francia e di Germania. Il denaro


perator Carlo VI, e pubblicò un risparmialo col nuovo regolamento
giubileo universale per ottenere dal- del palazzo, volle dovesse destinarsi
la divina bontà , col me^zo delle al soccorso di nobili, ma povere fa-
-

24 BEN BEN
miglie, che in gran numero trova Paolo, ed a dare un esatto raggua-
vansi in Roma. Procurò, sebbene glio intorno allo stato delle loro
inutilmente, di riformare il gran lus- diocesi. Estese ancora un tale ob-
so della nobiltà romana, esortò i pre- bligo agli abbati, e a quelli tra i

lati della sua corte ad una seria prelati che avevano giurisdizione
applicazione allo studio, protestando, vescovile e territorio separato. Pre-
che ciascuno sarebbe promosso a scrisse agi* itahani di rinnovarla
proporzione del progresso nelle scien- ogni tre anni, permettendo, che gli
ze e nei buoni costumi. Istituì per- altri la facessero di cinque in cin-
ciò nel mese di dicembre quattro que soltanto.
nuove accademie, perchè dessero oc- Fin dal principio dell'anno 1471
casione di utili esercizi! ai più. famosi si adoperò Benedetto con tutto il
scienziati di quella metropoli. La fervore per conciliare le differenze
prìma di quelle accademie avea il insorte al tempo dei predecessori
titolo di storia romana, ed antichi- suoi fra la s. Sede e le corone di
tà profana^ la seconda si raccoglie- Spagna, di Portogallo, di NapoU e
va nella casa dei pp. dell' oratorio di Sardegna. Seppe egli cos\ ben
di s. Filippo Neri per trattare di condurre sì difficili negoziazioni, che

sacra storia e di erudizione eccle- ben presto si vide ristabilita la buona


siastica j la terza nel collegio di armonia le nunziature si riaprirono
;

Propaganda per discutere sui con- sull'antico piede, e la dataria conti-


cini j la quarta da ultimo, istituita nuò le sue spedizioni. Spedi monsignor
nella casa dei pii operai alla Ma- Merlini nunzio apostolico a recare
donna dei Monti , ragionava sulla alla corte di Torino un breve, con
liturgia (F. Accademie). cui la s. Sede costituiva quel so-
Diresse una lettera circolare ai vrano vicario dei feudi ecclesiastici
vescovi del mondo cattolico esor- negli Piemonte e Monfer-
stati di
tandoli a promuovere con tutte le rato, come era stato convenuto con
loro forze la disciplina cristiana ed Clemente XII, contribuendo però
ecclesiastica tanto nel clero come due mille scudi alla camera Pon-
nel popolo (Const. Ubi primiim etc. tificia, quale testimonio di dipen-
Ballar. Benedicti XI V tom. I pag. denza. Diede infatti quel re solen-
4); confermò le pene minacciate ne giuramento nelle mani del nun-
dai suoi predecessori ai chierici, che zio, ed inviò per la prima volta al
per conto proprio, o per altri eser- Pontefice un calice d'oro, colla pro-
citassero la mercatura (Const. A- messa di rinnovare ogni anno un
postolicae servitatis etc. Bullar. Be- tale dono in segno di riconoscenza
ned. XI F
tom. XVI pag. 19); al legittimo signore dei feudi in-
concesse ai 23 settembre l'uso del dicati.
cordone paonazzo sul cappello agli Entrata la famiglia di Lorena nel
abbreviatori di Parco Maggiore, an- ducato di Toscana, accampava di-
che dopo aver lasciato l'uffizio (F. Ab- ritti eziandio sui principati di Carpe-

breviatori); confermò la bolla di Sisto gna e di Sca volino nello stato Pon-
V, che obbligava tutti i vescovi sotto tificio, che per diritto di eredità per-
pena di sospensione a recarsi in Roma venivano nel marchese Cavalieri
ad limina Apostolorum, cioè a vi- dei conti di Carpegna. Le pratiche
sitare i sepolcri dei ss. Pietro e intavolate da Benedetto XIV col
BEN BEN 25
gran duca di Toscana lo indussero l'anno 1741 pel governo spirituale
a ritirar le sue truppe dai feudi di della Chiesa. Concesse ai 9 di gen-

Carpegna e Scavolino; ma per com- naio il diritto di amministà'are la

pensarlo poi delle spese della guerra, cresima in assenza dei vescovi latini,
e per mostrare la sua gratitudine a al guardiano del santo sepolcro,
quel gran duca, gli diede la facoltà religioso dei minori osservanti; tut-
il Pontefice di ritrarre, per una vol- tavolta il sacro crisma doveva esser
ta soltanto, dal clero di quei paesi benedetto da alcuno dei vescovi cat-
ottantamila scudi. tolici ( Const. Clini ad infrascri-
Nel 1741 il Cardinale Acquavi va ptam ctc. Bened. XIV.
Bidlar.
pregò Benedetto XIV, affinchè gli com. I pag. 28). Dichiarò, che tutti
volesse concedere una bolla di unio- i provvisti avessero l' obbligo d' im-

ne della sede arcivescovile di Sivi- petrare dalla cancelleria le lettere


glia con quella di Toledo, in favo- apostoliche pagando si ad essa che
,

re dell' infante Luigi , figlio del alla dataria, ed alla camera aposto-
re cattolico. Ma sembrando al Pon- lica, le tasse e tutti gli altri emo-

tefice che questa concessione fosse lumenti, dove superassero il frutto di


contraria ai sacri canoni, ne rimise ventiquattro ducati di camera, altri-

l' ad una congregazione di


esame menti dovessero i benefizii essere ri-
Cardinali da esso a tal fine deputati. putati vacanti, e venire ad altri con-
Questi decisero, poter egli concedere feriti. V. Const. Ciim sìcut etc. dat.
quanto gli era stato richiesto ; per die 7.5 januarìi 1 74i« -^"^' ff^agn. to-
cui Benedetto accordò all' Acqua vi va mo XVI pag. 169.
r imione supplicata, dichiarando per Con una bolla dei 29 agosto
altro nella bolla, che la collazione 1741 l'ese inabili tanto i rassegnan-
dei benefìzii di quei due arcivesco- ti quanto i rassegnatali a possedere

vati restasse riservata alla dataria il benefizio ed a riceverne perciò la


apostolica. pensione ( Const. In sublimi etc.
Commosso il pietoso Benedetto dat. die 29 aug. i74i' Bull, magri.
alla miseria del suo popolo, soppres- tomo XVI pag. 4^), e tolse alcuni
se sette pesanti tributi sulla seta abusi introdotti nella rassegnazione
cruda, sull'olio, sul bestiame e sopra dei benefizii e deludenti le costitu-
altre derrate. Provvide inoltre alla zioni di
s. Pio V, e di Gregorio
scarsezza delle rendite della camera a- XIII F. Const. Ecclesiastica etc.
(
postolica senza dar peso ai poveri, dat. die i5 iunii 17 ^i' Bull, magri.
col decretare l'uso della carta bol- tomo XVI pag. 33 ; Const. Quan-
lata già proposto dal suo anteces- ta etc. dat. die 1. aprilis i568.
sore; uso che poscia abolì in vista Bull. Rom. tomo IX. part. Ili pag.
degli abusi introdotti, e non vo- 20. Const. Humano etc. dat. die
lendo che la camera venisse a 5 ianuarii i584. Bull. Rom. t. IV
perdere i sei mila scudi che ne p. IV p. 40- Assoggettò di più alla
ritraeva, obbHgò ad indennizzarla scomunica e ad altre censure quelli,
per tre quintile comunità dello che vendevano per una somma ciò
stato ecclesiastico, e pegli altri due che ritrar potevano dai benefizii per
quinti la città di Roma, sopra i luo- tutto il resto della vita, dichiarando
ghi di Monti Camerali. nulli quei contratti ( Const. Uni-
Molto si occupò Benedetto nel- versalis etc. dat. die i5 iunii yj^i^
i6 BEN BEN
Bull, magri, tomo XVI pag. 33). ai penitenti il nome dei loro com-
Molto adoperò eziandio accioc-
si plici, fulminando poi, ai 2 di giu-
ché fosse osservato il digiuno qua- gno del 1746, la scomunica riser-
dragesimale. Ordinava ai vescovi, vata al Sommo Pontefice a quelli,
con una lettera de' 3o maggio, non che in altro senso interpretassero
dover concedere dispensa senza le- una tale condanna (Const. Uhi plu'
gittima causa: procurare che unica rimani Ball. Magn. tomo XVII p.
fosse la commestione nella giornata 29). Per isradicare poi del tutto que-
senza mescolanza dei cibi permessi coi sto abuso, obbligò con un'altra bol-
proibiti ( Const. Non ambig. etc. la i penitenti a denunziare alla in-
Ballar. Benedict. XIV. tomo I quisizione quei sacerdoti, dai quali
pag. 48). Con altra lettera poi, ai fossero interrogati sul nome dei com-
22 agosto, dichiarava più positiva- plici.

mente quelle discipline (Const. In Maggiori furono le provviden-


suprema eie. loc. cit. pag. 63), e ze prese da questo Pontefice sul ma-
più chiaramente ancora le spiegava trimonio. Sicome facilmente si sciol-
nella risposta data alle questioni geva in Polonia, colpa delle curie
promosse dall'arcivescovo di Valen- vescovili, così prescrisse a que' vescovi
za, che ne lo richiedeva (Const. l'osservanza de' sagri canoni, e perchè
Cognovimus etc. dai. die 12 maii si era sparsa colà la voce aver egli tolto
l'j^i. Ballar, maga, tomo XVI gliimpedimenti canonici nel matrimo-
pag. 92), ed a quelle avanzate dal- nio, in cui uno o tutti e due i con-
l'arcivescovo di Compostella (Const. traenti professassero apertamente l' e-
Si fraternilas etc. Ballar, maga. resia,ne confutò la calunnia. Per impe-
tomo I pag. 356.). Approfittando dire poi la facile dissoluzione dei ma-
della quiete olFertagli dalla villeggiatu- trimoni i, 3 novembre
dichiarò ai
ra di Castel Gandolfo (Vedi), com- 1741 in qual forma, con qual or-
pose una bolla interessantissima in ri- dine e avanti di chi si dovessero trat-
guardo al digiuno quadragesimale, tare i giudizi! delle cause matrimo-
oltre le altre che aveva prima ema- niali (Const. Dei miseratione ete,
nate, e la indirizzò ai i o giugno 1 745, loc. cit. tom. XVI pag. 8).

a tutti i vescovi del mondo cattolico. Stabib pm-e come dovessero re-
Dai provvedimenti presi sul di- golarsi gli ecclesiastici in occasione
giuno, passò Benedetto XIV a torre di un matrimonio fatto senza pub-
quelli, che si erano introdotti nel tri- blicazioni (Const. Dalis vobis, 17
bunale della penitenza. noif. 1741 Ball. niag. tom. XVI
Con una bolla dei 17 giugno p. 53. Ad Apostolicae etc. ^5 feb.
confermò le pene contro i solleci- 1742, loc. cit. p. 73), come pure in
tanti nella confessione, imposte da riguardo alla validità dei matrimo-
Gregorio XV
ai 3o d'agosto 1622, nii tra eretici, o tra un eretico ed
e dalla congregazione del santo uf- una cattolica, e viceversa (Const.
fizio agli II febbraio 1661 , non Matrimonia etc. 4 ^ov. 1741 loc»
che alla presenza di Alessandro VII cit. pag. 52 Reddita sunt 7 fiept.
: 1

ai 20 settembre i665. 1746 loc. cit. tom. XVIII pag.


Condannò con una bolla dei 7 313 Paucis abitine etc. 1 9 mart.
:

luglio 1745 l'uso di alcuni confes- 1758: Cam venerabilis, die eodem
sari del Portogallo di domandare tom. XIX pag. 27 3i), prescriven-
, ,
.

BEN BEN 27
do ancora in quali casi gli ebrei scovi tutti, ed ai rispettivi capitoli,
convertiti al cristianesimo potessero di eleggere quelli, i quali dovevano
ripudiare le donne, die prima ave- giudicare le cause ecclesiastiche fuo-
vano sposate. ri della curia romana, a comodo dei
Non isfuggi agli sguardi benefici litiganti ,
quando non si potessero
di questo Pontefice la situazione destinare dei sinodi ( Bull. Maga.
eziandio delle chiese esistenti in tom. XVI pag. 72). Eresse, ai 6 di
mezzo agli infedeli. La prima, che ottobre i74i> sei cavalieri ecclesia-
fosse scopo delle sue apostoliche fa- stici dell'Ordine militare equestre in
tiche, si fu quella dei maroniti onore della Immacolata Concezion
prescrivendo, che da' maroniti si di Maria, ristabilito in Germania
facesse una chiesa patriarcale, a- da Carlo Alberto duca di Baviera
Tente otto, anziché sedici vescovi, e poscia imperatore Carlo VII /^.

condannò la contribuzione, che da- Bull. Benedict. XIV tom. I pag.


vasi a quel patriarca per la distri- 78 , nonché Concezione Immacola-
buzione degli olii santi, sostituendo ta, Ordine equestre.
altri mezzi di alimento. V. Maroniti. Beatificò solennemente ai 2 3 di
Assegnò centomila scudi del Pon- aprile Alessandro Sauli, settimo ge-
tificio erario, per assistere i popoli dello nerale dei cherici regolari di s. Pao-
stato d' Urbino, della Marca e del- lo, detti Barnabiti, prima vescovo di

l' Umbria afflitti dal terremoto. Tol- Aleria, poi di Pavia ( Const. Beni-
se alle congregazioni dei vescovi e gnitateni etc. Bull. Bened. XIV tom.
dei regolari la facoltà di dar licen- I pag. 46 ) ;
stabili poscia ai 24
za alle monache di uscir dai con- novembre non doversi celebrare le
venti sotto pretesto per
di salute, beatificazioni e le canonizzazioni dei
r abuso, che se ne faceva in Porto- santi,che nella basilica vaticana, se-
gallo. V. Const. Culli Sacrarum condo r antico costume ( Const. Ad
J^irginum^ i iun. 1741- Bull. Ma- sepulcra^ic. data die 2 3 nov. 1741
gn. tom. XVI pag. 3o. loc. cit. pag. 93), stato interrotto
Una sua bolla giugno
dei 3o da Benedetto XIII e da Clemente
1741 fulminava la scomunica a XII; confermò il decreto del suo
quelli, che facevano celebrar le mes- predecessore, che ordinava si eseguisse-
se lasciate in legato dai testatori in ro in un solo giorno, per evitar la trop-
luoghi diversi dalla loro dimora, a pa spesa, le doppie esequie da farsi ai
cagion di risparmio ( Const. Quan- Cardinali morti in Roma, aggiun-
ta cura,3o iun. l'j^i, Bull. Mag. gendo che si dovesse osservare in
pag. 35; Pro eximia etc. loc. cit. perpetuo questo rito. V. Bullar,
pag. 36 ). Prescrisse minutamente Magn. tom. XVI pag. 36.
in capitoli il cerimoniale di civiltà Confermò dipoi, ai 3 gennaio
e di convenienza da usarsi coi su- 1742, le costituzioni degli altri Pon-
periori ecclesiastici e cogli eguali. tefici risguardanti la clausura dei
(Const. Quod apostolus etc. data monisteri regolari propose ai ve-
,

die i5 rnaii 1741- Bull. Magri. scovi il metodo del Cardinal Bel-
tom. XVI pag. 28 ). Raccomandò larmino per insegnar la dottrina
caldamente, ai i5 di agosto l'/^i, ai fanciulli, e raccomandò loro cal-
ai vescovi dell'lberuia l' esercizio del- damente un tale ufUzio {Bull. Magn.
le loro funzioni , e ordinò ai ve- tomo XVI pagina no e 1 08 )
28 BEN BEN
Confermò, ai i5 dello stesso feb- marzo approvò le virtù in grado
braio, l'abolizione fatta da Innocen- eroico del venerabile Michele de
zo XII dei tribunali e giudici pri- Sanctis, religioso de' trinitarii scalzi
vati di Roma e di quelli che po- della redenzione degU schiavi; e final-
scia potessero essere stati istituiti. mente, ai 23 aprile del detto anno
Approvò la elezione di Carlo Al- 1 742, dichiarò constare il martirio del
berto duca di Baviera ed imperator venerabile Ignazio de Azevedo con
di Germania, col nome di Carlo VII, altri trentanove suoi compagni gesui-

e gli diresse un breve, nel quale gli ti mandati dal generale s. Francesco

manifestava non solamente la sua Borgia a predi-care la fede nel Brasile,


contentezza per s\ fausto avvenimen- i quali martirizzati furono nel 1570
to, ma eziandio le sue speranze, ch'e- dai calvinisti.
gli sarebbe per favorire mai sempre Per togliere le controversie fra i

gì' interessi della cattolica religione. vescovi ed i parrochi latini coi gre-
Il re di Batgao e quello di Bat- ci e gli albanesi di rito greco, di-
titi, amendue del Tibet, spedirono moranti nelle loro diocesi, confermò
al Pontefice il p. Vito da Recanati a questi ultimi tutti i privilegi con-
cappuccino, per ottenere da esso cessi dagli antecessori loro, e fece un
una missione di frati di quell' Or- compendio distinto di tutto ciò, che
dine. Aderì Benedetto XIV alle pre- doveano credere e praticare, e quan-
ghiere di quei due principi, e racco- to era lecito osservare ed ammet-
mandò ad essi caldamente la pro- tere. V. Greci, Albania e Cina.
tezione della fede cattolica ne* lo- Benedetto dettò leggi utili alla
ro stati rispettivi. L* insinuante ma- morale del suo stato Pontificio.
niem, colla quale li trattò nei suoi Bandi gli spettacoli immodesti, che
br^vi, unita al disinteresse dei cap- si facevano da giovani nudi nei
puccini, ottenne ad essi dal Tipa, di festivi in diverse parti della
viceré del gran Lama nel tem- campagna di Roma ( Const. Ni-
porale, la libera predicazion del hil profecto Bull. Bened. XIV to-
vangelo in tutto il Tibet F. Ti- mo I pag. 206) e con un motu-
bet. proprio diede leggi per la stipulazio-
Celebrò agli 8 di aprile la so- ne degli appalti sui beni della ca-
lenne beatificazione di Camillo de mera apostolica.
Lcllis, canonizzato poi nel 1746. Volle si riunissero in un sol cor-
(Const. In virtutihus etc. Ballar. po tutti i monaci basiliani di rito
Btncd. XIV toni. I pag. 146), e ruteno, assicurando con una lettera
diede alla luce ai 28 dello stesso i loro vescovi per nulla essei-si di-
mese la bolla, colla quale Urbano minuita con tale atto la loro auto-r
VIII canonizzò, nel 1625, s. Elisa- rità. Proibì ai monaci, cui soglionsi

betta regina di Portogallo (loc. cit. p. dare in Polonia le cattedrali e le


148). Confermò ancora, ai 18 giu- archimandrie, di aggiungere il quar-
gno 1742, il decreto della congre- to voto, di non brogliare alle digni-

gazione dei riti, che concedeva il tà, stabilendo inoltre il grado di au-
culto immemorabile, equivalente al- torità del metropolitano e del proto-
ia beatificazione non solenne, alla archimandiita sui monaci di que-
b. Giovanna di Valois ( (^onsL Ex- st'Ordine. F. Basiliani Ruteni, e Ar-
poni etc. loc. cit. jwg. 1 36). Ai 6 di cui man dhita.
,

BEN BEN 29
Aggiunse nuovi decreti a quelli p. 129). Stabih, ai 14 di febbraio,
di s. Pio V
e di Clemente XI di- che in avvenire ogni Cardinale, al
retti ai vescovi, acciocché ne seguis- momento della sua promozione, do-
sero i dettati per la collazione dei vesse depositare, tempo un mese,
benefìzii, principalmente di quelli ai cento sessantadue ducati d' oro pei
quali è unita la cura d'anime ( Con- maestri delle cerimonie partecipanti,
st. Apostolatus 19 aug. iSS'/. Bull. e sessantuno pei non partecipanti;
Rom. tom. IV part. II pag. 89 1 ). ed aggiunse, ai 15 dello stesso mese,
Dimostrò di poi in una sua bolla l'arcivescovato d'Amasia in partibus
non aver obbligo i sacerdoti di neli'Anatoha al vescovato di Pavia,
amministrare la comunione nella ordinando, che quel prelato dovesse
messa privata, ed esortò nello stes- intitolarsi vescovo di Pavia ed arci-
so tempo i vescovi a persuadere il vescovo Amasia, ricevendo gli
di
popolo sovra tale argomento, che pur onoii a quest'ultima dignità spet-
die' luogo a molte controversie per tanti. Ma di poi , il Pontefice Pio
tutta r Italia. Dopo siffatte istru- VII, colla bolla Paternae charitatis
zioni si fece a determinare, nel stiidium, nel 18 19, divise il titolo
concistoro dei 26 novembre, do- arcivescovile d'Amasia dalla chiesa
versi tenere ogni anno agli 8 di- di Pavia.
cembre cappella Papale nella basili- Dopo maturo esame, fatto da una
lica di s. Maria maggiore per la congregazione di uomini dotti, sta-
festa della Concezione della Beatis- bilì per legge perpetua doversi an-

sima Vergine ( V. Cappelle Ponti- che i rei non confessi, ma convinti


ficie). Finalmente ai 18 dicembre con indizii della maggior evidenza,
manifestò non potessero dispensarsi pimire della pena ordinaria. Avvisò
dai voti semplici gli appartenenti alla i vescovi spettare a loro soltanto il

congregazione della missione, se non diritto di ordinare le preci pubbli-


dal Pontefice, o dal loro superior che; se la podestà secolare ne li
generale, e ciò allora soltanto quan- pregherà, lo facciano; se lo farà
do la abbandonavano. senza domandar permesso, si oppon-
Siccome soggetto di continue con- gano, approfittando delle facoltà con-
troversie era la chiesa della santa cesse dalla Chiesa per agire in caso
casa di Loreto, così a rimuove- di lesistenza. Ordinò si celebrasse
re quelle controversie ordinò Be- la festa degli Apostoli s. Pietro e
nedetto, che si l'accogliessero tut- s. Paolo per otto dì, specificando
te le risoluzioni emanate dalla giorno per giorno tutto ciò, che a
congregazione de' Cardinali, e che ri- loro onore praticare dovevasi (Bull.
dotte in compendio , e disposte Benedici. XIF tomo I, pag. 270.
per ordine alfabetico , fossero da- Bull. magn. tomo XVI pag. 157).
te in luce, dovendosi ricorrere al- F. Cappelle Prelatizie.
l' autorità di esse determinazioni La camera apostolica, particolar-
all'insorgere di ogni ulteriore que- mente nel secolo XV, aveva con-
stione. Decise inoltre, che all'emer- tratto grandi debiti per sovvenire
gere di nuovi casi si avesse ricorso alla ai bisogni della cristianità. Soltanto
decisione della detta congregazione dall'anno i534 al i655 aveva som-
(Const. Humilitatis nostrce etc. i3 ministrato alla Francia, alla Polo-
ianuar, 1743. Ballar, magn. t. XVI, nia, alla Germania, e ad altri
3o BEN BEN
priìicipi cattolici, nove milioni e Servia, della Bulgaria, della Persia
mezzo di scudi, pel frutto dei quali e dell'Armenia; proibì severamente
era obbligata a pagarne quattrocen- d' imporre nomi maomettani ai
tomila all'anno. Non potendo sot- bambini nati in grembo alla nostra
tostar essa ad un così grave peso, Chiesa, e suggerì all' arcivescovo (U
avevano i Pontefici costretto gli Antibari il modo di contenersi in
Ordini monastici e i canonici regolari riguardo ai beni ecclesiastici rite-
con grave lor danno, a
dell'Italia, nuti dagli infedeli, o dai cristiani,
supplirvi. Vi provvide Benedetto affinchè fosse evitata la persecuzione
permettendo ai raonisteri di pagare dei turchi, o l'apostasia dei fedeli.
il capitale, liberandosi così dai frutti (Const. Urbeni Antibarum, 9 mari.
ascendenti a ottantaquattro mila cen- l'j^i. Bull, magn. tomo XVIII,
to e settanta scudi annui. In segno pag. 266. Cufìi Eticyclicasy 1 mari,
di riconoscenza per tale concessione, 1754, loc. cit. tomo XIX, p. idi).
risolvettero gli Ordini monastici di Si trattava in quel tempo fra
eternar la memoria di Benedetto Maria Teresa d'Austria regina d'Un-
XIV, e la congregazion cassinense gheria, e l'elettore di Baviera di
gli fece erigere a Monte Cassino una secolarizzare alcuni vescovati di
statua di marmo , collocata nell' a- Germania, o levar dai piìi ricchi
trio fra quelle degli altri Pontefici parte delle loro rendite. Ciò molto
benemeriti dell' Ordine. dispiaceva a Benedetto, memore già
Non perdette nemmeno Benedetto della soppressione delle due metro-
di vista la Camera, alla quale diede poli di Magdeburgo e di Brema ,>

facoltà di poter venire all'estrazione e delle secolarizzazioni di altri ve-


degli uffizi vacabili posseduti dagli scovati e badie accadute nella pace
esteri, cioè che non fos-
da quelli di W^estfalia, con grave detrimento
sero domiciliati in Roma, o al ser- del culto divino e della ecclesiastica
vizio della Santa Sede. giurisdizione. Scrisse perciò ai principi
Le continue calamità, che da molti cattolici della Germania acciocché non
anni affliggevano lo stato ecclesiastico, permettessero cotanto danno, ed ai ve-
aveano quasi esausto l'erario Pontifi- scovi perchè vi si opponessero con
cio. Fu costretto perciò Benedetto tutte le forze loro. Nella Germania,
ad aggravare i possidenti della città ricca più che mediocre rendita con-
ed agro romano d'una imposizione, venivasi ai vescovi per resistere agli
per una volta tanto sui redditi dei eretici, e per mantenere quelli che
terreni e delle case. si convertivano; quindi falsa era la
Nell'atto che decorava i canonici massima di dover secolarizzai'e i

della cattedrale di Padova della loro vescovati.


cappa magna, e del rocchetto nel- Mentre tali cose si agitavano ester-
r inverno, e di cotta sopra il roc- namente, nuovi regolamenti dava in
chetto nella state ( V. Padova ) quell'anno 1 744 ^ t^^^ti i tribunali del
prendea utili provvedimenti intorno suo stato. Segnò distintamente la fa-
le chiese situate nelle parti degli coltà ed i doveri del Cardinal peniten-
infedeli. Tolse alcuni abusi intro- ziere, e quelli degli uffiziali della pe-
dotti in Albania; prescrisse gì' in- nitenzieria, prescrivendone il numero
terrogatori i da farsi ai vescovi del- ed il metodo di eleggerh {V. Bui.
l'Albania, della Macedonia, della magli, tom. XVI, pag. 260 , 281 ,
BEN BEN 3i
Bull. Benedici. XIV, t. I, p. 3 19, magn. tom. XVI p. 218). Proibì
33o), con varie altre discipline atti- Benedetto ogni sorta di lavoro ser-
nenti a quel tribunale; dichiarò nul- vile nelle feste comprese nel tenipo,
la giovarealla diminuzione della in cui si faceva la ricchissima fiera
pena pronta confessione di quei
la di Sinigaglia, e per compenso la pro-
finti sacerdoti, che avessero celebra- rogò di cinque giorni. Un suo breve
ta la messa od amministrata la pe- tratta dettaghatamente in proposito
nitenza, e pi'escrisse di rilasciarli al di tutte le fiere dello stato eccle-
braccio per essere conde-
secolare siastico V. Bidl. magn. tom. XVI,
gnamente condannati {V. Bui. magri. p. 220 e 332.
tom. XIX, pag. 28, 286 e 196, Confermando con una bolla i di-
Bull. Rom. tom. IV, part. Ili, pag. ritti ed i privilegii degli avvocati
28, tom. V, part. II, pag. 200, una
concistoriali, diede nella stessa
tom. VI, part. I pag. 3), ammise distinta idea V. dei loro uffizi.

i regolari agli effetti stessi della bol- Bull. Benedici. XIV, 5 nov. ly^S
la d'Innocenzo XII, di dover essere tom. I pag. 38.
approvati cioè dall'Ordinario, dove L'esercito napoletano e spagnuolo,
da alcun penitente venissero eletti nel 1 742, si era avanzato verso Bo-

a confessori ( Const. Apostolica etc. logna a fissarvi i quartieri d' inver-


Bullar. Bened. XIV, tom. I, p. 358); no. Vane tornarono le rimostranze
volle che tutti i pastori delle ani- di questo Pontefice per impedire
me, i parrochi, i vicarii, gli econo- un passaggio di tanti eserciti per
mi anche regolari, benché privi di lo stato ecclesiastico; ma dovette
slabili proventi per mantenersi, ap- accordarlo se volle mettem al co-
plicassero domeniche e
in tutte le perto da mali maggiori, ed accor-
feste dell'anno la messa parrocchiale dandolo non potè impedirne la per-
pel popolo loro affidato, o la con- manenza anche troppo lunga. Ac-
ventuale nelle cattedrali e collegiate cresciuto per tal motivo a dismisura
pei benefattori delle chiese rispetti- il prezzo delle derrate, minacciato
ve. V. Bullar. Bened. XIV, tomo lo stato Pontificio dal contagio che
I, pag. 336. da Messina era passato nelle due
Permise al nunzio, ed all'arcive- Calabrie, nell'anno 1 744 finalmente
scovo di Torino di esaminare i di- i dominii Pontificii divennero il tea-
ritti dei benefizii semplici per con- tro della guerra. Allora anche gli
vertirli in commende delle religioni austriaciinondarono quel suolo, ed
militari di Lazzaro e di s. Mau-
s. il sangue scorse per quelle pacifi-
rizio , locchè da Gregorio XIII e da che campagne. Erano passati tre
Pio IV era stato concesso. Il re di mesi dacché le armate belligeranti
Sardegna, affine di dimostrargli la stavano accampate nelle vicinanze
sua gratitudine, insigni della croce di Veli etri senza uno scontro de-
de' ss. Maurizio e Lazzaro d. Gio- cisivo, quando il principe di Lobe-
vanni Lambertini pronipote del Pon- witz, comandante degli austriaci, le-
tefice con una commenda in Civita- vò il campo, ed avanzossi verso Ro-
vecchia, e creoUo gran croce dello ma presso al ponte Molle. I napo-
stesso Ordine e perpetuo gran priore letani lo inseguirono in modo, che
di esso in Roma collo stipendio di il Tevere solo serviva di divisione
due mila scudi annui ( V. Bidlar. ai due eserciti. Il re di Napoli de-
32 BEN BEN
sideroso di baciare il piede al capo partecipare delle distribuzioni chiama-
della Chiesa, convenne di entrarvi te del rotolo, quantunque vi ai trovas-
ai 3 novembre. Le salve del-
di sero al momento in cui si ficovaito.
l'artiglieria di Castel s. Angelo die- Una certa monaca, detta Crescen-
dero avviso ai nemici del suo in- za, era morta in odore di santità a
gresso. Dmò per un'ora l'abbocca- Cauffbira in Isvevia, e sotto al suo
mento dei due sovrani nel giardino nome si erano sparse per la Ger-
di Montecavalloj dopo il quale si mania alcune immagini dello Spirito
recò il re a venerai^e i sepolcri dei , Santo, in forma di giovane avve-
ss. Apostoli, ed a riconoscere tut- nente. Appena Benedetto venne a
to ciò , che di più prezioso ofire conoscer tali cose, ordinò al vescovo
il Vaticano. Ivi il Pontefice gh a- di Augusta di aprirne il processo, e
veva fatto apparecchiare un pran- gli propose le cautele da usarsi in
zo sontuoso e ricchi donativi. Tras- tali circostanze vietando nello stesso
feritosi di poi a pernottare nel deli- tempo permettere si dipingesse
di
zioso palazzo di villa Patrizi a por- lo Spirito Santo sotto forme uma-
ta Pia, tornò la mattina seguente ne, e togliendo provvidamente altre
al suo campo. V. Castruccio Bo- somiglianti superstizioni.
namici, De rebus ad Velilras gestis A tutto invigilava questo zielantis-
anno i 744* Simo Pontefice, a tutto rispondeva
Consacrò Benedetto XìV la cap- con una instancabilità, che se non
pella di san Giovanni Batista , ric- fosse attestata da tanti documenti,
ca di preziosi marmi , che Gio- diverrebbe incredibile. Il Cardinale
vanni V re di Portogallo avea fat- Portocarrero domandava, se potesse,
to fabbricare in Roma colla spesa di come professo nell'Ordine di Malta,
cinquecento mila scudi per collocarla portar la croce ettagona di tela bian-
nella chiesa di s. Rocco dei gesuiti ca suir abito Cardinalizio. Osservò
in Lisbona. Dopo sì laboriosa fun- Benedetto, che i monaci ed i frati
zione volle anche celebrarvi la mes- professi, promossi al vescovato, devo-
sa bassa, il che fu tanto gradito a no portar l'abito della loro religione;
quel monarca, che gli mandò in dono che il vescovo di Malta, per lo
duecento mila scudi. Benedetto poi piti cavaliere, porta la croce dell'Or-
ne decorò l'altare col titolo di Pon- dine sulla mozzetta , che il Car-
tifìcio. Agli 8 di maggio ly^^ si dinale d'Albusson, gran maestro di
diede a visitare le chiese di Ro- Malta, usava pure insignirsene, come
ma, cominciando dalla lateranense. siscorgeva da un suo ritratto; final-
Insegnò ivi la dottrina cristiana ai mente, che una medaglia del Cardinal
fanciulli di quella parrocchia, ed e- di Lerdala lo rappresentava colla cro-
stese molti decreti pel buon servi- ce bianca sulla mozzetta; in base
zio della basilica. Ad istanza di Fi- di queste e di altre ragioni stabi Pi,
lippo V, liberò gli abitanti dei re- che i Cardinali professi e di qualun-
gni di Castiglia, di Lione, e delle que milizia potessero portare la cro-
Indie spagnuole, dall' obbligo di a- ce suindicata, che è l'abito della lo-
stencrsi dalle carni nel sabbato,
che ro religione. Esortò dipoi i vescovi
non fosse di quaresima o di digiuno a dimostrare ai popoli quanto sia
comandato, ed escluse i Cardinali, grave il peccato di usura, reprimen-
coslao temente assenti da Roma, dal do prima i discorsi di quelli, che
,

BEN BEN 33
Io spacciavano come indiiTerenle, ed de Quin-
di Colela Boilet, di Stefana
indi stal)iIendo non si potessero au- zanis, di Alvaro de Cordova, di
mentare i frutti dei censi più del Pietro Gonzales Teimo, di Giovan-
quattro per cento (Bull, niagn. t. XVI na di Valois, di Girio dei conti
p. 328 ep. 3i). Finalmente, con una Lunelli di Linguadoca, France- di
sua bolla in nove articoli, dimostrò sco Patmi, del Cardinal Nicolò Al-
potere i vescovi visitare le chiese bergati , di Pacifico da Ceredamo
parrocchiali rette dai regolari quan- di Ladislao di Gieluiom di Mar- ,

do non vi risiede il generale del- colino, di Enrico da Bolzano, di


l' Ordine ( l^. sess. del concil. Trid. Angelo da Clavasio, di Gabrielo Fer-
i5j cap. XI, de regala. Boll. magn. retti, di Giovanni Liccio, di Giovan-

tom. XVI, pag. 591). Ai 4 gennaio na detta volgarmente Vanna, di O-


prescrisse l'ordine ed il numero de- dorico Mattiussi, di Ugo degli Atti,
finito delle famiglie nobili di Roma, e di Serafica Sforza, approvando il

e prefìsse il metodo da tenersi nel- semplice culto di Benedetto da Fla-


lo ascriverne di nuove, tra le quali dello, ed il culto antico di s. Ma-
essere doveano tutte quelle dei ro- rone abbate.
mani Pontefici [Bidl. Benedici. XIV ^
Il vescovo di Brixen ed altri, do-

tom. I, pag. 596). Approvò ai i5 po aver ottenuta da Benedetto la fa-


d'aprile 1' Ordine degli scalzi della coltà di poter dire 1' uffizio e cele-
congregazione della santissima Croce brare la messa del b. Andrea della
e della passione di Gesù Cristo, isti- Terra Brissense , ucciso dai giudei
tuito dal padre Paolo dalla Croce in odio alla fede quando non ave-
e detto perciò Passionisti ( Vedi va ancora compiti li'e anni di età,
V articolo rispettivo ). ne domandarono la canonizzazione.
Il di 29 giugno 1746, dedicato Colse egli questaoccasione per di-
alla memoria dei santi apostoli Pie- mostrare con un breve eruditissimo,
tro e Paolo, canonizzò s. Fedele dei 2 3 maggio i755, non essere
da Sigmaringa, s. Camillo de Lellis, conveniente di cononizzare i bambini;
s. Pietro Regalato , s. Giuseppe da primo per la novità secondo per ;

Leonessa, s. Cateiina Ricci, stenden- non avvilire questo rito colla trop-
done egli medesimo gli atti (V. Ada pa frequenza; terzo perchè i fedeli
canonizationis quinque sanctonim niun esempio di virtù possono trar-
ctc. , adjectis etiani pluribus aeneis re da quella cosi tenera età. Vol-
tahidis y sive Supplementum secun- le perciò dovessepromotor della il

dum ad opus de canonizatione san- fede risponder maniera


in simile
ctorum, Venetiis 1768); atti ch'e- ogni volta che in tale argomento
rano già inseriti nel tomo del- V venisse richiesto.
l'opera De canonizatione sanctorum, Per maggiormente allettare i ve-
Roma 1747} terza ediz. fatta dal scovi alla residenza nella diocesi con-
gesuita portoghese Azevedo. Celebrò , cesse loro, quando vi si trovassero,
poi il Papa la beatificazione solenne in l'alternativa delle elezioni ai bene-
diversi tempi di Girolamo Miani, di fizii vacanti nei mesi in cui la col-
Giuseppe Calasanzio di Giovanna , lazione spettava alla Santa Sede.
Francesca Fremiot de Chantal e , Tuttavolta limitava tale costume a
di Giuseppe da Copertino. Confer- tutto il suo Pontificato. Urbano Vili
mò finalmente il culto immemorabile aveva istituita la congregazione della
VOL. V. 3
, ,

34 BEN BEN
residenza affinchè decidesse sulle con- senso dei genitori non essersi mai
troversie nate in proposito ; ma que- ricevuto dalla Chiesa l'uso di bat-
sta venne a poco a poco a mancare. tezzarli; 2." darsi la sola eccezione,
Benedetto la rinnovò con una co- nel caso in cui fossero in pericolo
stituzione dei 3 settembre e nuove di vita, ed abbandonati dai loro
norme stabilì opportunissime. Man- parenti; 3." essere tuttavia vali-
dò nel mese di agosto 174^ le ià- do anche il battesimo dato nei casi
scie benedette al neonato arciduca in cui non è lecito il conferirlo;
Giuseppe primogenito di Francesco I, 4.° in quest'ultimo caso non do-
eletto in quell'anno imperator di versi restituire i figli ai genitori
Germania in Francfort; fascie che ebrei, ma allevarH presso i cristiani
presentate vennero da mons. Ser- nella fede cattoHca; 5.° per prova
belloni, alloi^a nunzio alla corte di finalmente del loro battesimo ba-
Vienna. stare il testimonio di un solo. Trat-
Leonardo Chizzola , arcidiacono tò poi del battesimo degli adulti e
della cattedrale di Brescia, già a- molto si diffuse in diverse quistioni
vanzato in età, recossi a Bologna sull'argomento [Ballar. Benedici.
e vi vesti l'abito dei gesuiti, senza XI F, tomo li, pag. 186). Volle
prima averne data parte al Cardi- che le parrocchie, separate dalle
nal Quirini suo vescovo. Restò que- badie dai cui dipendono, fossero sog-
sti molto dispiacente, perchè con ciò gette alla giurisdizione del vescovo
la sua chiesa perdeva il più bell'or- della loro diocesi, eccettuato sempre
namento , ed i poveri rimanevano il territorio proprio, che circonda
privi di un grande benefattore. la badia , e stabih alcuni compensi
Pressò egli dunque colle più calde da somministrarsi agli abbati per
istanze il Pontefice, acciocché impe- l'utile Per riconoscere il
perduto.
disse colla sua autorità a qualun- Pontefice se erano state eseguite le
que cherico di passare agli Ordi- beneficenze ordinate da lui a favore
ni jegolari senza aver consultato il del porto di Civitavecchia, risolvette
suo Ordinario. Gli rispose Benedet- recarvisi con nobile accompa-
di
to, come s. Gregorio Magno avea det- gnamento. Molto si distinse per la
to a Desiderio vescovo di Vienna in sua pietà nei sette giorni in cui vi
Francia, quando Pancrazio diacono si trattenne. Servì a tavola tutti i
avea abbandonato 1' Ordine monasti- malati dello spedale dei Fate bene
co « accendetelo colle pastorali esor- fratelli, come pure quelli che appar-
:

tazioni acciocché non si raflieddi il fer- tenevano all'altro dei forzati, rega-
vore del suo desiderio ". Con siffat- landoli letto per letto di confetture
te ragioni significò a quel Cardinale squisite e di uno scudo. Rimase sod-
essere inutile un'apposita Pontifi- disfatto per ciò che concerneva alla
zia costituzione, essendo assai raro esecuzione de'suoi ordini, cioè per
il caso che un arcidiacono voglia la franchigia posta in vigore in quel
spogliarsi dell' uffizio di cui gode porto, per la erezione di una nuova
per sottomettersi alla regola mo- fontana e per la piazza resa più
nastica. ampia allo scarico delle merci ec.
A togliere gli abusi intorno al Tre lapidi furono destinate a ren-
battesimo degli ebrei, stabili con der perpetua la memoria di tali be-
altra costituzione: i." senza il con- nefìzii.
BExN BEN 3*)

Molto insisteva presso il Ponte- sempio, malgrado le angustie in cui


fice il re di Sardegna, acciocché si trovava il Pontificio erario.

insignisse del titolo di vescovo in Bejolò ancora con ottime leggi


partibus il Cardinal Vittorio Ama- i tribunali criminali. Stabilì il nu-
dei delle Lanze, suo elemosiniere mero dei giudici, dei luogotenenti
maggiore, ossia cappellano maggiore al tribunale del governatore , ne
nella regia corte di Torino. Conside- prescrisse i giudici ,
gli stipendi , i

rò Benedetto i che quegli il quale


.**
fiscah, i notai ec. f^. Ballar, magn.
viene decorato della porpora, re- tom. XVII, pag. 2i5, loc. citato;
sta sciolto dalla chiesa sua sposa, tom. XVIII, pag. 4o, 48, e 178.
dove air opposto, eletto vescovo do- Sul principio del 1748 si adoperò
po il Cardinalato , rimane sposo con ogni cura a sradicai^e molti abusi
alla chiesa cui deve dirigere 2.° ; introdotti nel tempo di carnovale, di-
che una volta altri Cardinali non rigendo a questo fine una lettera cir-
erano vescovi fuori dei sei suburbi- colare a tutti i vescovi dello stato ec-
cari , sembrando allora non poter Vietava in essa di prolun-
clesiastico.

convenire col Cardinalato la dignità garne l'ultimo giorno oltre la mez-


episcopale, ciocche si è introdotto za notte, e 1' uso delle maschere nei
col tempo. Chi volesse però veder venerdì e nei giorni festivi. Alla
discusso con profonda erudizione pravità degli im moderati baccanali
quest' ultimo punto, legga il suo opponeva gli esercizii di pietà,, mas-
breve diretto all' Amadei , Cum a simamente nei tridui col Santissimo
nohis etc. dai. die 4 ^"g"* I747- esposto, concedendo indulgenza ple-
Bull. magn. tomo XVII pag. 172. naria a quelli che vi concorressero.
Benedetto ai 4 settembre approvò F. Ballar. Benedicti XIV, tomo IL
le virtìi in grado eroico del ven. p. Pie- pag. 375.
tro Clave della compagnia di Gesù, Erano troppo ristretti i dominii di
e beatificò solennemente ai 29 set- Giovanni V
re di Portogallo, perchè
tembre Girolamo Miani , fondatore ad essi soltanto limitare si dovesse-
dell'Ordine dei somaschi. Ad istan- ro le sue provvide cure onde pro-
za dell' imperatore Massimiliano , il muovere il cattolico culto. Ordinò
Pontefice Alessandro VI avea dichia- quindi al commendator Sampayo,
rato non essere esente dalla giuris- suo ministro in Roma, di farvi stam-
dizione del vescovo di Spira il capi- par nobilmente il messale romano,
tolo secolare subentrato nel moni- e nello stesso tempo ancora, di con-
stero benedettino di Odonheim, av- certo col Pontefice, il martirologio
vegnaché quel capitolo, col doman- ridotto in volgare. Non poteva a-
dare al vescovo la licenza di trasla- prirsi più bel campo alla vasta
zione , avea da se stesso riconosciuta erudizione di Benedetto. Si de-
la sua soggezione, onde, essendo insor- dicò egli all' uopo col più felice

ta nuova lite, Benedetto vi provvide successo, pubblicandolo coi tipi del


acconciamente. In quel tempo di- Vaticano, inserendovi un breve di-
resse Benedetto efficace allocuzione retto a quel monarca, nel quale dot-
al sacro Collegio affinchè fossero soc- tamente si diffijnde ad indicare i

corsi i cattolici dimoranti in Berli- motivi, che lo indussero a correg-


no per la costruzione di una cliiesa, gere ed accrescere la nuova edizio-
avvalorando l'esortazione col suo e- ne {Ball, Benedici. XIV, tomo II
3 y

36 BEN BEN
pag. 43 !•)• Elesse a comultoie nel- cezione Maria Santissima, ma le
di
la congregazione dei riti il p. Aze- feste, che ancor rimanevano non po-

vedo, gesuita peritissimo in liturgia, che brighe dar dovevano a Bene-


quantunque un altro ve ne fosse i^etto XIV. Diede in luce perciò

nella congregazione di quella reli- una dissertazione, nella quale avvi-


gione, e stabili, che morti ambedue, sava al modo con cui molte feste po-
vi si avesse a sostituire perpetua- tevano sopprimersi, poiché diceva egli
mente un gesuita. Volle con ciò oltre al danno, che ne veniva a risen-
dare una prova della sua stima verso tire la classe delle persone poco agia-

quella utile compagnia. V. Bull, te, era anche diminuita colla fre-
magn. tomo XVII pag. 227. quenza la premura dei fedeli per
Confermò i privilegi dell'Ordine la loro esatta osservanza [De ca-
militare di s. Stefano nella Tosca- noniz. ss. lib. IV part. II cap.
na, del quale Francesco I impera- XVI). Non volendo nullostante de-
tore era stato fatto gran maestro, cidere la cosa da se solo, l'umile
concedendo a quei cavalieri il di- Pontefice la sottomise alla conside-
ritto di presentarsi al Pontefice col- razione di quaranta uomini dotti, i

la spada al fianco. Eresse una cat- quali colla pluralità dei suffragi con-
tedra di matematica, ed una di fermarono ciocche era stato da lui
chimica nella università della Sa- proposto. Secondo il consiglio di
pienza di Roma , assegnando due- diciotto fra loro accordò l'indulto
cento scudi annui per ciaschedu- ai vescovi di poter permettere il

no due professori. La sua costi-


ai lavoro in alcuni dì festivi nelle loro
tuzione Postulatum etc. [Bull, ma- diocesi, non dispensando però dal-
gri, tomo XVII. pag. 214), data l' obbligo di assistere alla messa. In-
ai 16 settembre 174^5 prescriveva il sorse intanto una seria questione
metodo da seguirsi nell'esame del- fra il Muratori, sotto il fiuto no-
l'opera ciudad de Dios,
Mistica me di Lamindo Pritanio j ed il
scritta dalla venerabile Maria di Cardinal Quirini circa la maggior
Gesù, superiora nel convento delle diminuzione delle feste. Benedet-
monache osservanti d' Agreda nella to fu sollecito a troncarla fulmi-
diocesi di Tarragona, condannala nando per lo avvenire la scomuni-
dalla Sorbona nel 1697» e da alcu- ca a chi pubblicasse una qualche
ni difesa. scrittura, fosse favorevole, o no in
Sotto il Pontificato di Urbano tale proposito.
Vili tanto erano cresciute in nume- Aderì poscia il Pontefice alle sup-
ro le feste di precetto, che i giorni pliche di Carlo Emmanuele re di
rimanenti non bastavano ai poveri Sardegna, arricchendo del privilegio
per provvedere mediante il lavo- di città la terra di Pinerolo in Pie-
ro alla propria sussistenza. Una bol- monte, ed erigendola in vescovato
la adunque di quel Pontefice, dei 1 suffraganeo all'arcivescovo di To-
settembre 1642, ne circoscrisse di rino.
molto il numero, ne lasciò a ciascun Benedetto decorò Giovanni di V
regno, provincia, città, o castello che Portogallo del titolo di Fedelissimo
la festa di precetto d'uno solo dei che dovette essere ereditario nella
santi protettori. Clemente XI vi ag- sua famiglia. Gliene spedì il breve
giunse in seguilo quella della Con- senza prima averlo avvertito e senza

I
BEN BEN 37
aspettare suo consentimento, poi-
il da Pasquale I, e
stato esso eretto ri-

ché temeva di ritrovare anche in staurato da Clemente III, venne al-

qqesto sovrano il particolare disin- la fine abbellito e consacrato per la


teresse, che suggerì al suo prede- terza volta da lui ai 3o settembre
cessore Sebastiano la bella risposta 1750. Perchè poi si potesse sup-
con cui rifiutò il medesimo onore plire alla spesa della sua conserva-
esibitogli da s. Pio V : Di nulla più zione, lo airicch'i della pensione an-
gloriarsi che di essere riconosciuto nuale di cinquecento scudi sulla
dalle sue azioni figlio ubbidientissi- chiesa della santa casa in Loreto,
mo del romano Pontefice. Non cre- che avea ricchissime rendite. Fe-
dendo bastevole Benedetto questa ce rinfrescare i mosaici e le pitture
dimostrazione della stima del re della basilica di s. Paolo, colle qua-

Giovanni^ e in cui egli teneva i me- li continuò la serie cronologica dei


riti distinti degli antecessori suoi sommi Pontefici, scopertasi nel dicem-
verso la Santa Sede, gli indirizzò bre 174B, e la completò fino al suo
ancora la nuova edizione del suo tempo. Fece munire di sei cerchi
martirologio romano ch'egli con in- di ferro la cupola famosa del Vati-
credibile fatica e pompa di sacra cano che minacciava rovina, seguen-
erudizione poco dopo diede alla do il consiglio del mai'chese Giovan-
luce. ni Poleni, professore presso la uni-
Nel concistoro secreto dei 3 di versità di Padova ( V. Basilica Va-
marzo 1749» tenne ai Cardinali una TicAjfA), il quale ricevette in com-
eloquente allocuzione, animandoli ad penso mille scudi, una tabacchiei-a
adoperarsi, acciocché il culto reli- d'oro, alcune preziose corone, ed una
gioso fosse prestato col maggior pos- pensione di centocinquanta scudi
Ne si limitò il suo ze-
sibile decoro. annui sul vescovato di Padova a
lo a parole, ma più efficacemente vantaggio di un suo figlio sacerdo-
ebbe ad eccitameli coli' esempio. te. Riimì, ed eresse nel muro ester-
Non contento dei ventimille scudi no della cappella Lorenzo, il
di s.

da lui somministrati nel 174^ al celebre Triclinio Leoniano, facendo-


capitolo della basilica liberiana, ne vi rimettere la iscrizione dettata da
rifece il portico, del quale si recò Anastasio bibliotecario, e quella del
con pubblico apparato a gettare la Cardinal Barberini, insieme ad un'al-
prima pietra. Vi eresse la facciata tra fatta scolpire dal medesimo,
adorna di statue, e vi stabili una quando fu eletto Pontefice. La chie-
vasta loggia, da cui il Papa dare do- sa di s. Croce in Gerusalemme ri-

veva al popolo la benedizion solenne pete da lui la facciata, la volta, gli


nella festa dell'Assunzione della bea- stucchi d' oro e gli altrì ornamenti
tissima Vergine. Sorsero dalle fon- che la rendono maestosa al pre-
così
damenta per sua opera gli edifizii sente, e la unì all' altra di s. Giovan-
attigui, che di già esiste-
e quelli ni Laterano con una vaga strada
vano, furono a più bella forma ri- fiancheggiata d' alberi variamente
dotti. Rinnovò pure la parte inte- disposti. (V. la Storia della chiesa
tempio che maesto-
riore dello stesso di Croce in Gerusalemme del
s.

samente pur venne da lui decorato. Cardinal Besozzi. Roma 1 750 ).


L' altare Pontificio fu nondimeno Aggiunse una corsia allo spedale di
scopo principale delle sue cure. Era s. Spuito presso al quale fabbricò
38 BEN BEN
un ampio cimitero. Fece collocare ti affine di sostenere i propri di-
nella piazza di Monte Ci torio il ritti,ed un'aperta scissura sarebbe
maestoso piedistallo, sul quale vole- avvenuta, se il marchese Rocca, mi-
va innalzare la colonna di Antoni- nistro della Santa Sede presso il re
no Pio: piedistallo che poscia dal delledue Sicilie, non avesse acco-
Pontefice Pio VI fu trasferito al modata ogni cosa.
museo insignito del suo nome, e che Molto si distinse per la sua pietà
dal regnante Pontefice fu collocato questo Pontefice nell'anno santo
nel giardino Vaticano, detto della 1750. Non avendo alcun rispetto
Pigna. Fece levare dal Campo Mar- alla età, della quale era aggravato,
zo r Obelisco del Sole, non poco compì le prescritte trenta visite alle
danneggiato dalle ingiurie del tem- quattro basiliche, esercitandosi in
po. Riedificò la cappella maggiore molti atti Soven-
di cristiane virtù.
della chiesa di s. Apollinai-e, non te recavasi ad un palazzo in Borr
risparmiando spesa perchè vaga- go fatto aprire da lui ai vescovi,
mente riescisse adornata. prelati, sacerdoti e chierici pellegri-
Fece sorgere di nuovo dalle fonda- ni, a favore dei quali prodigava le

menta la chiesa dei ss. Pietro e opere più distinte di ospitalità. Pure
Marcellino, una volta suo titolo Car- non mancarono motivi di amarez-
dinalizio, come pure la cappella mag- za a Benedetto, in mezzo alla conso?
giore della chiesa dei ss. Silvestro lazione che provava pel numeroso
e Martino ai Monti. Aggiunse la concorso di forastieri venuti a Roma
cupola alla chiesa di s. Maria di a fruire delle indulgenze di quell'
Loreto, e ne ampliò il portico, compì anno.La diocesi di Aquileia mancava
la maestosa facciata della fontana di un capo spirituale giacché da ,

Trevi, e ristorò finalmente il tem- molto tempo non era hbero al par
pio della Rotonda. triarca l'esercizio delle sue funzio-
I pirati barbareschi cominciarono ni. Il Papa, costretto a provveder-
intanto a molestare le spiaggie dello vi per non mancare ai doveri del
Benedetto non mancò
stato Pontifìcio. suo ministero, deputò Carlo canoni-
di farne rimostranze all' imperato- co di Basilea per vicario apostolico.
re, il quale, conchiuso colle poten- Tanto dispiacque una tale determi-
ze africane un trattato di pace, re- nazione alla repubblica di Venezia,
cato avea pregiudizio al commer- che ritirò pubblicamente da Roma
cio ed alla sicurezza dei suoi sud- il suo ambasciatore ai 19 luglio.
diti. Tah giuste doglianze però non Questa fu una delle sue amarezze.
furono prese in considerazione co- Due birri entrarono due giorni do-
me meritavano e tutte le potenze
, po in una bottega di piazza Navo-
italiane furono obbligate a man- na, vicina allo spedale di s. Giaco-
dar in corso dei navigli armati per mo degli Spagnuoli, per farvi qual-
pioteggere il loro commercio. Un che spesa. Due famigliari di quell'
corpo di duecento napoletani, con istituto pretendendo fossero viola-
sommo stupore di tutti, cinse frattanto ti i loro diritti , li assalirono e
la città di Benevento con blocco per disarmatone uno, lo rincliiusero in
avef nelle mani trentasei diserto- una cantina dello spedale. Se ne of-
ri colà rifuggiate Non mancarono fese gravemente l' ispettore delle
disgustosi contrasti fra le due cor- carceri, ed accompagnato da gran
,

BEN BEN 39
numero di birri si recò a libcrar- dò Spagna, ed
istruzioni al nunzio di
*
iielo colla forza. Divulgossi tosto per csortollo a far vivissime rappresen-
Roma, che il Cardinal Portocarrero, tanze presso la corte di Madrid
ministro del re di Spagna, si sareb- e perchè si procurasse l'appoggio
be ritirato dalla corte Pontificia, co- del clero più ragguardevole di quel-
mechè la giurisdizione di questi luo- la nazione. La cosa fu definita nel
ghi non appartenesse a lui, ma ben- 1753.
sì agli amministratori delle chiese e Insorsero non per tanto difficoltà

della casa di s. Giacomo. Spedirono intorno alla nomina ai benefizii resi-

questi due deputati a Madrid, accioc- denziaU e semplici in Ispagna, ec-


ché direttamente esponessero a quel cettuato regno di Granata e l'In-
il

sovrano i motivi delle loro querele, e die, pretendendone quei sovrani la


ne lo avvertissero nello stesso tem- nomina in virtù del padronato uni-
po aver Benedetto ordinato al go- versale in qualunque tempo e nei
vernatore di Roma di lasciar libe- casi pure di riserva. Dopo varii con-

ro passaggio innanzi ai detti stabi- trasti si venne alla fine a questo

limenti a qualunque birro armato, temperamento: riserbarsi il Pontefice


per dimostrarsi assoluto padrone alla sua libera collazione, e dei suoi
delle strade di sua capitale. Rispose successori, cinquantadue benefizii per
il re cattolico sul fine di agosto, ri- poter con essi premiare gli ecclesia-

mettendo l'affare al ministro, al qua- stici spagnuoli distinti per costu-


le in seguito appartener dovrebbe mi ,
per letteratura , e pev servi-
la giurisdizione sulla chiesa e sullo gi prestati alla Santa Sede, f^edi
spedale, di concerto cogli ammini- Spagna.
stratori in tutto ciò che nascer po- Il Cardinal Protocarrero ebbe
tesse di simile al fatto trascorso. La commissione nel lySo dalla sua cor-
differenza in tale maniera fu accomo- te di ottenere dal Pontefice l'accet-
data . tazione della rinunzia del Cardinal
Non così facile a com porsi fu Infante d. Luigi, non meno alla por-
un'altra controversia nata sul fine pora che alle mitre di Toledo e di ^

di luglio. 11 re cattolico si era mol- Siviglia. Si voleva che fosse ciò


to impegnato a stabilire nella sua maneggiato in modo , da lasciare
capitale, indipendentemente affatto un conveniente assegnamento ai due
da Roma, tribunali e giudici su- arcivescovi da eleggersi in suo luo-
premi per la decisione delle cause go, restando a titolo di pensione
ecclesiastiche, nonché ad avere l'as- o di commenda, i centocinquanta-
soluta disposizione di tutti i vescovi e mila scudi residui da quella pingue
benefizii vacanti, e la permissione i-endita; ma tali maneggi non eb-
ad ogni vescovo spagnuolo di dis- bero effetto che nel 1754.
pensare nei matrimonii in terzo e Il re di Sardegna pure si rivolse

quarto grado senza l'obbligo di ricor- alla Santa Sede con urgentissime
rere al nunzio Pontificio, come fino istanze acciocché fosse contemplato
allora si praticava. Monsignor Figuei- nella vicinapromozione di Cardinali,
roa, nuovo uditor di Rota spagnuo- con cui decorar si voleva V anno
lo^ fa di ciò incaricato presso la santa santo, monsignor Meri ini, nunzio pres-
Sede. Commosso Benedetto, affinchè so la sua corte. Benedetto, per ischi-
fossero conclusi questi affari, maa- vare ogni impegno, non la pubblicò
4o BEN CEN
uè in quella occasione ne alla ric- ti.Ciocché poi riuscì di maggior
correnza del giorno anniversario del- dolore alla chiesa universale si fu
la sua esaltazione al trono come la persecuzione sofferta dai cristiani
prima aveva stabilito ;
perocché ben nella Cina, per parte di quell'impe-
conosceva che le mire del Piemonte ratore. Perdutosi da lui in un pun-
tendevano a formai* un comodo pa- to la consorte ed un figlio, era stato
trimonio al duca di Savoia suo fi- colpito da un accesso di pazzia, la
glio, mercè le rendite delle più ric- quale indubitatamente avrebbe sfo-
che badie di quel regno. Non man- gata sopra i suoi ministri, se essi,
cò ancora la Germania ad aggiun- per istornare dal loro capo il ful-
ger occasione di amarezza a questo mine, non avessero accusati i catto-
egregio Pontefice. Gli venne fatto lici d'intelligenze nocive agli inte-
conoscere invitarsi dall'elettore di ressi di lui, e trame contro la
di
Magonza i negozianti di professione sua vita. Discese perciò alla barbara
protestante a fermar dimora
la loro determinazione di far decapitare il

nella sua capitale, promettendo loro, vecchio vescovo di Moncastro, il qua-


non solo i privilegi e le esenzioni le da trenta anni governava quelle
di cui godono i naturali del paese; missioni, e squartare quattrodome-
ma ancora T esercizio di culto più nicani con due gesuiti, rinnovando
esteso di quello che negli altri luo- i più rigorosi editti dei suoi prede-
ghi avessero goduto in forza del cessori contro i cristiani. I missio-
trattato di Vestfalia. Non indugiò nari poi dimoranti in Pekino do-
Benedetto a scriver a queir elettore, vettero la loro vita alle calde istanze
perchè con una formale dichiarazione di alcuni gesuiti bene accetti al mo-
dileguasse del tutto ogni sospetto in- narca, i quali non erano stati attac-

torno alla sua pietà. Vi aderì vo- cati dalle calunnie per la defe-
lentieri il Magontino e nella sua renza da lui usata verso di essi,
risposta dimostrò quanto falsa e ca- in vista dell' utile che ne ricavava
lunniosa sia stata quella risoluzione colle cognizioni di astronomia, di
a lui attribuita. architettura e nell'arte delle forti-
Era insorta oltre a ciò una dif- ficazioni.
ferenza, fra i conti della casa di A tutto ciò si uiiì la frenesia in
Hoenloe perchè uno di loro, il qua- cui cadde monsignor Dumenil lore-
le era cattolico, aveva sospesi i mi- nese vescovo di Volterra in Tosca-
nistri luterani dall'esercizio delle loro na. Egli aveva sostenuto risentite
incombenze. Benedetto, dopo averlo contese col ministro della reggenza
comunicato al concistoro con una di Firenze quando nel i74<^ passò
allocuzione, alla quale diede princi- a Roma per ricevere la consaci^azio-
pio col testo : Fox in Rama audi- ne. 11 Pontefice, persuaso della eru-
ta estj ploratus et ululatus ec, spe- dizione profonda di quel prelato, cre-
di intorno a ciò un breve all' im- dette doverlo dispensare dall' esame,
peratore. Gli raccomandava, colle pjù cui subir dovevano tutti i vescovi
efficaci espressioni, di mantenere con d'Italia,secondo il costume intro-
particolare fermezza i diritti della cat- dotto da Clemente Vili. Presenta-
tolica religione, imperciocché a lui tosi a Benedetto fu eccitato fami-
solo spettava il dar giudizio intorno gliarmente da lui a scrivere una
alla condotta dei principi protestan- lettera al ministro, il quale preten-
BEN BEN 4i
deva d' altronde una soddisfazione. dette ciò da principio essei'e fin-
Mostrò difficoltà il Dumenil a con- zione ; ma nell'aprirsi le porte del-
discendere a quest* atto di urbanità, la prigione l'esperienza fece co-
il quale avrebbe ristabilita la con- noscere doversi ripetere realmen-
cordia. 11 Papa non credette allora te da fisica indisposizione quelle
dover più insistere. Un altro gior- aberrazioni ,
per cui al fine di ot-
no, trovandosi insieme il Papa, disse tobre fu trasportato alla Lungara.
a Dumenil con piglio amichevole /^o- : Non si risparmiarono ivi cure a suo
glio monsignore che scriviate questa riguardo; fu trattenuto in un luogo
lettera ufficiosa. Ed io non voglio, separato dagli altri pazzi, e servito
rispose con fermezza il vescovo. Vi da due persone, ed assistito dal Pon-
sono ancora monsignore , riprese il tefice, il quale mise in opera ogni
Pontefice adirato per la sua au- mezzo fygrchè ricuperare potesse la
dacia, delle carceri pei vescovi. Se salute della mente. Non la riebbe
io avessi conosciuto il vostro umore mai più. Fu ricondotto a castel s.

non mi sarei dimostrato in riguar- Angelo dove gli si permise il pas-


do vostro così benevolo^ ne vi avrei saggio pei prati della fortezza, e vi
consacrato. — In qualunque caso mi rimase fino all'anno 1784 in cui
appellerò al concilio generale, re- compi la sua carriera mortale.

plicò il prelato. Si accese in volto In mezzo a tante dispiacenze la


Benedetto per la petulanza di costui: Provvidenza volle coronare i desi-
ma reprimendo tostamente la sua derii di Benedetto colla pace gene-
alterazione, con animo pacato lo li- mie fra le potenze cattoliche. Non
cenziò. solo il flagello della guerra cessò
Ritornò fra poco in Toscana il dal devastare le provincie, ma se
Dumenil, dove fu arrestato per or- ne dileguò perfino timore; mer-il

dine del Papa. Dopo scorsi sette cè la diligenza dei sovrani nel con-
mesi di prigionia nelle carceri di validare la pace d'Aquisgrana, qua-
Firenze fu consegnato al Lucatelli si entrassero tutti nelle sollecitudi-
governatore di Acquapendente e ni che pacifico bra-
del Pontefice
condotto dai coi'azzieri in castel s. mava tutto l'anno santo lySo, ac-
Angelo. Non tanto la mancanza di ciocché potessero liberamente i pel-
rispetto verso la sua persona, quan- legrini condursi a Roma.
to il desiderio di evitar degli im- In quell'anno emanò Benedetto
pegni colla reggenza di Firenze, in- alcune rischiarazioni sulla immunità
dussero Benedetto a siffatta misu- ecclesiastica dichiarando che un reo
ra di rigore. E nel mentre che sta- di delitto eccettuato, cioè omicidio
va in prigione, gli fece eziandio proditorio, meditato e volontario
significale dover rinunziar al ve- nella rissa, debba essere estratto dal
scovado, se riacquistar voleva la luogo immune e consegnato all'autori-
sua libertà. Ma non valsero in- tà secolare, e poter essere di là estratti
sinuazioni, non minacele perchè vi anche gli eretici fuggiti dalle carceri
si decidesse, che anzi tutto pene- dell' inquisizione. Terminato 1' anno

trato dalla sua inevitabil rovina, co- santOjContinuò nel seguente lySi a
minciò ad alterarglisi in modo la dimostrare Benedetto la sua vigilan-
fantasia, che in sul giunger della za nell'apostolico ministero. Inviò
state fu giudicato frenclio). Si ci"tì- la rosa benedetta a Bologna sua
4-2 BEN BEiN
patria, e tliocle mano a fulminare Aqnileia ed in suo luogo eresse due
là setta de' Liberi Muratori. arcivescovati, uno nella città di Go-
Prima dell'anno ly/f.^ dava mol- rizia l'altro in Udine. ÌT. Aquileja.
to a dire di sé per l'Europa quel- La città di Lubiaco da cui di-
la setta. In questo anno fu però pendevano diciassette teiTe era sog-
essa estin>ta in Vienna d' Austria dal- getta tanto nello spirituale che nel
la regina siccome
d'CJnglieria. Ma temporale agli abbati commendata-
alcuni di essi andavano spargendo rii del monastero di s. Scolastica
non aver alcun effetto le censure dei Benedettini. Parte degli abitanti
fulminate dalla Chiesa contro di loro, ed i pastori, irritati perchè aveano
perchè non era stata confermata la perduto in Rota una lite contro
bolla di Clemente XII da Benedetto: que' monaci intorno ai pascoli, che
egli credette necessario di promul- in certa montagna crede van comuni,
gare una nuova costituzione diret- assalirono armati la badia. L'abbate
ta ad estirpare così abbominevo- ed i monaci furono costretti a sal-
li errori. Rimaneva con essa con- varsi fuggendo dalla finestra, ed un
fermata quella del suo predecessore, birro fu ucciso , mentre gli altri ven-
e nuovamente condannati venivano nero fugati.
sei capi della setta medesima ed Sì sparse dintorno la
bentosto
invocato eia contro di loro il braccio fama di avvenimento, ed il
tale
dei principi e delle repubbliche seco- Pontefiee informato spedì sul luo-
lari (Const. Proi'idas eie. dat. die go un commissario ed una compa-
1 8 maìi 1 75 1 Bui. Bened. XIFt. Ili, gnia di soldati per punire gli auto-
pag. 373). V. Liberi Muratori. ri del tumulto. Ben presto le cose
Frattanto alcune controversie ac- tornarono al primiero stato, il po-
caddero in Polonia sugli oratori! polo por tossi a Roma a deporre
privati. Benedetto si studiò di se- le armi ed a sottomettersi alla cle-
darle concedendo poter accordarsi menza del Papa. Dieci dei capi car-
ai vescovi la licenza di erigerne, ad cerati ebbero l'esilio perpetuo ed
onta della proibizione del Tridenti- undici ,
già fuggiti , furono con-
no e di Paolo V
(Const. Magno dannati alla morte come contuma-
ciim animi ec. 1 j'im. i'j5i. Bull, ci. Morto quell'abbate privò Be-
mag. T. XXIII p. 2i5). Non do- nedetto il nuovo eletto della giu-
vevano perciò eglino ricorrere che risdizion temporale lasciandogliene
al Pontefice, il quale soltanto ne gli emolumenti. In questa maniera
aveva l'esclusivo diritto. Lodò in seppe far valere la sua autorità col-
un'altra costituzione la religione dei la forza quando n'ebbe d'uopo, e
Polacchi, esortando nello stesso tem- seppe cedere, senza comprometterla,
po quei prelati a rinnovare le leg- alla volontà dei suoi sudditi.
gi nazionah contro gli ebrei, i quali Contemporaneamente confermò i
se n'erano a poco a poco sottratti, privilegi, con una bolla 12 mai-zo,
facendo uso altresì di servi cristiani dell'ordine di Malta; con altra dei
e prevalendosi di usure e d' altri 27 confermò quelli della basilica va-
abusi. ( Const. A quo eie. 1 4 j'un, ticana; e con vari decreti ed indulti
17.51 loc. 222).
cit. p. provvide al comodo ed all' accresci-
Estinse onninamente, per le con- sci mento della congregazione seco-
troversie insorte, il patriarcato di lare de' pii operai.
,,

BEN BEN 43
Giovanni V ottenuto aveva con va, in qualità di nunzio a|K>stolico,
gi-ave stento nel lySi che i nunzi promosso il dii-itto della casa di
apostolici, residenti nella sua corte, Baviera a danno di Francesco I

fossero decorati della porpora prima granduca di Toscana. Pensando d'al-


di aver compiuta la loro destina- tra parte non permettere la dignità
zione. Mosso dall'esempio il re di della Santa Sede, che le corti stra-
Sardegna voleva partecipare di que- niere cominciassero ad escludere al-
sto privilegio. Ne fece perciò l'istan- cuno dal collegio cardinalizio, tanto
za alla Santa Sede intavolando un più che lo Stoppani non aveva agito
trattato acciocché si contemplasse di proprio capriccio, ma in rela-
nella prima promozione dei nunzi zione agli ordini ricevuti, lo elesse
nions. Merlini. Le altre corti regie, quindi ai 26 novembre lySS eoa
avutone sentore, pretendevano di es- altri quindici , escluso il Merlini.
sere trattate come Torino , che al- Il re di Sardegna fece tosto chiu-
trimenti si sarebbero opposte con dere la nunziatura , e monsignor
tutto il vigore, e quattro anzi pro- Merlini, per ordine della s. Sede, ri-

testarono concordemente Benedet- . patriò a Forlì. Tutta volta il conte


to era troppo prudente per dis- di Pi vera, ministro del re, continua-
gustare quelle corone; ma non vo- va a dimorare in Roma, il che fa-
leva d' altronde mancare al suo ceva sperare un accomodamento,
impegno col re Sardo, Gli propose avvalorandosi tale induzione per la
pei 'ciò di elesfijer prima dei Cardi- protesta data del Pontefice di non
nali pel solo merito personale e di creare, né pubblicamente, né in pet-
annoverarvi ancora mons. Merlini to i due Cardinali rimanenti a com-
per venire poscia alla promozione pletare il numero stabilito, se pri-
dei nunzi delle quattro corti privi- ma le circostanze dei tempi non lo
legiate di Vienna, Parigi, Madrid, permettessero. Il fatto sta che non
e Portogallo. Discese volentieri a v' ebbe più alcun nunzio presso la
questo temperamento il re di Sar- corte di Torino, e lo stesso mon-
degna; ma le altre corti non furo- signor Merlini non ottenne il cap-
no di egual sentimento. pello se non nel 1759, da Clemente
Il conte Accombaroni, intimo se- XIII, in vista della presidenza d'Ur-
cretario del re polacco elettore di bino che allora sosteneva.
Sassonia, ne scrisse in contrario al marinai di un legno genovese,
I
Cardinal Albani protettore di quella il quale trovavasi nel porto di Ci-
corona, e il duca di Ceresano in vitavecchia, attaccarono rissa con al-
modo più energico al Cardinal cune tartane di Gaeta. Il popolo par-
Valenti segretario di Nuovi
stato. teggiava pei primi e triste conse-
avvenimenti frattanto servivano a guenze ne sarebbero provenute, se
rendere vieppiù spinoso questo ne- il governatore non avesse spediti
goziato. Instava il Cardinal Valenti sollecitamente i soldati del presidio
mollo possente sull'animo di Bene- a sedare il tumulto. La zuffa con-
detto, acciocché monsignor Stoppa- tinuò nullaostante accanita e v'eb-
ni fosse decorato della porpora. Vi bero morti e feriti d'ambe le par-
ripugnava egli in vista, che da una ti. I Napoletani finalmente, coglien-
potenza si desiderava che fosse escluso, do un momento favorevole seppero
poiché nella dieta di Francfort ave- cosìben dirigere le loio artiglierie
44 BEN BEN
da mandar a picco la nave degli ti tornò al suo govenio di Civita-
avversarii, e, levata l'ancora, cer- vecchia. Non erano terminate le con-
carono di provvedere alla loro sal- troversie nell'anno lySS colla cor-
vezza prendendo il largo; ma una te di Napoli, che una più delicata
burrasca, che non osarono affron- ne insorse in causa della pensione
tare, li obbligò a ricoverarsi in por- di seimila scudi sull'arcivescovato di
to. Vi rimasero alcuni giorni rimet- Marcreale vacante in Sicilia accor-
tendosi poscia in viaggio, senzachè data dalla Santa Sede a favore del
ne fossero impediti dalle autorità terzogenito di quel re. Consideran-
di quel luogo. Appena venne a
si do la corte di Roma che questa
conoscere un tale avvenimento in ricca metropolitana, la quale dava
Roma, il Cardinal Valenti, segreta- di rendita sessantamila scudi, ei^a

rio di stato, convocò cinque uffizia- d'altronde aggravata di molte pen-


li militari, e monsignor Finocchiet- sioni. Benedetto colla bolla non faceva
ti, governatore di Civitavecchia, fu consistere la detta pensione che in-
obbligato a portarsi in Roma col fra tertium y cioè nella terza parte
conte Loderini governatore dell'ar- della rendita arcivescovile, di cui è
mi, acciocché giustificasse un tale abilitato a disporre il re delle due
procedere. Sicilie in vigore di un antico in-
Non mancò frattanto la repubbli- dulto. Il re di Napoli invece pre-
ca di Genova di lagnarsi colla cor- tendeva la pensione ultra tertium,
te di Roma, e fu ripreso il prelato come promessa dal Papa. Rimise
perchè non avea fatti arrestare quei perciò la bolla alla dataria, minac-
legni almeno quando ritornarono. ciando una rottura col governo Pon-
Per far vedere poi che il governo tifìcio se non fosse stata corretta la
non partecipava alla negligenza del espressione. Il duca di Ceresano suo
suo ministro gli ordinò fosse levato ministro in Roma, non potendo ot-
il timone a qualunque bastimento tenere r intento , si recò a Castel
napoletano approdasse in quel por- Gandolfo presso Benedetto presen-
to. Il luogotenente, che suppliva in- tandogli un memoriale spedito da
teri nalmente ai due governatori as- Napoli. Rispose Benedetto non aver
senti, fedele agli ordini ne ricevuti avuto mai intenzione di far tale con-
fece arrestar tre, e la corte di Na- cessione colla sua bolla; ma che
poli assicurandosi in sulle prime dei nondimeno non sarebbe ora lonta-
padroni delle tartane apri subito il no dall' aderire alle brame del re ;
processo dell'accaduto. Quando poi purché questi in altro memoriale la
fu fatta consapevole della determi- richiedesse senza accampare la pro-
nazione del governo Pontifìcio, fece messa fatta. Piacque al napoletano
esercitare la rappresaglia su tutti i il temperamento, e cosi fu compo-
legni Papali che in buon numero sta una differenza, che sarebbe di-
trovavansi nei suoi porti, e doman- venuta assai pericolosa, se il Ponte-
dò soddisfazione di quanto si era fice non avesse mai sempre accop-
commesso a danno del suo com- piato alla costanza sua nel sostene-
mercio. Passò r aliare in trattato e re i diritti della Chiesa, una pruden-
fu disciollo amichevolmente con una te economia nell'uso della sua au-
semplice dichiarazione delle tie cor- torità.
ti interessate. Mousiguor Finocdiiet- Né si creda che il re di Napoli
BEN BEN 45
avrebbe altrimenti rimesso pacifica- Sommo Pontefice ed alle potenze
mente la cosa. Nel tempo stesso, che colle quali aveva carteggio, mandan-
duravano le controversie, ordinato do nello stesso tempo a Napoli il
aveva al contestabile Colonna di sos- Bah Duegos per sostenere le sue ra-
pendere la consegna del tributo da gioni, poiché se la corte delle due
offrirsi, secondo l'uso, nella vigilia di Sicilie vantava 1' antico diritto , egli
s. Pietro, ed i preparativi che si aveva a suo vantaggio 1* uso costan-
solevano fare, per trattenere la po- te di circa cent' anni, il quale crede-
polazione in quella circostanza con va bastante ad abrogarlo.
fuochi artifiziali. Il pubblico, igno- Il Pontefice assoggettò la diffe-
randone la causa, si appose prima renza ad un congresso di Cardinali
fosse un effetto delle contrarietà in- e di altri prelati, e ne scrisse po-
sorte per la promozione dei Cardi- scia al re di Napoli procurando
nah, e l'ascrisse in seguito alla con- persuaderlo dolcemente di desistere
troversia fra quella corte ed i ca- dall'impegno assuntosi. Non vi si

valieri diMalta, nella quale il go- arrese quel monarca; fece anzi av-
verno Pontificio aveva parte indi- visare i maltesi esser egli detcrmi-
rettamente. nato a sequestrare tutte le rendite
L'isola di Malta era stata dona- che i cavalieri possedevano nei suoi
ta dall' impera tor Carlo V, ai 24 stati, se insistevano a ricusare il vi-
marzo i53o, nella sua qualità di re sitatore. Il gran-maestro non si

di Napoli, ai cavalieri Gerosolimita- sgomentò punto; rispose anzi voler


ni, dal momento in cui da Soli- seguire il suo esempio sulle rendite
mano, imperatore dei turchi, cac- di cui godono altrove i commenda-
ciati furono dall'isola di Rodi, e co- tori napoletani, e richiamò da Na-
strettia vagare qua e là senza sta- poli l'inviato. I fatti seguirono pron-
bile dimora. Nel concedere loro quel- tamente una
dall' e dall' altra parte
r isola dichiarò ancora dover eglino alle minacce. Né di ciò contento il

possederla come feudo dipendente gran-maestro supplicò la corte di


dal re delle due Sicilie, ed aver l'ob- Portogallo, della quale era nato sud-
bligo di contribuire l'annuo censo dito, e quelle di Vienna, di Parigi
di un bicone nel dì d'ogni santi e di Madrid, affinché impegnassero
in segno di soggezione. Il vescovato il re di Napoli a voler menar buo-
di Malta rimaneva però di padro- ne le ragioni sulle quali il vescovo
nato regio; cosicché vacando quel- di Maltaappoggiava la sua indi-
la mitra, il gran-maestro avrebbe pendenza dal metropolitano di Pa-
proposto al re tre soggetti idonei af- lermo. Il Pontefice, che bramava
finchè scegliesse quello, che credesse veder composte le cose, offri la sua
più opportuno. Accadde che in qua- mcftìazione, la quale fu accettata,
lità disutfraganeo di Palermo, or- ed il tutto si rimise alla sua im-
dinasse al vescovo di Siracusa di parzialità e saggezza. Fu conchiuso
recarsi nell'isola a farne la visita finalmente dover Benedetto, nella
pastorale. Ma giunto il visitatore a sua qualità di Pontefice, pregare il
vista del porto, fu obbligato a re- re affinchè per gentilezza lasciasse il

trocedere, poiché il popolo lo aspet- tutto nello stato primitivo, ed in ri-

tava pronto ad opporsi. Il gran guardo alla visita pastorale, fosse ri-
maestro partecipò questa cosa al stabilita l'antica costumanza, e tolto il
46 BEN BEN
sequestro alle commende. Terminata mi nazione col dire , non doversi essd
quindi ai 27 dicembre 1 754 ogni que- annoverare fra i santi, come quello chef
stione, passò Benedetto a dar nel nuo- era nato e morto eretico. Egli però lo
vo anno 1755 altri regolamenti, e confondeva con un altro Marone, vis-
con nuovi saggi della somma sua
essi suto nel 602, laddove il santo fiorì nel
siipienza. Gregorio XIII fondato ave- 395. Il s. Padre ne lo riprese, co-
va nella città di Wilna un collegio mela sua audacia meritava, col mez-
pei giovani ruteni e moscoviti : ma zo di un breve.
verso 1754, se si eccettuino quat-
il Aggiunse Benedetto due prelati
tro monaci basiliani di rito ruteno, assessori fra i Ponenti di consulta
tutti gli altri erano giovani di lati- per giudicare le cause criminali, pre-
no rito senzachè vi fosse un mosco- scrivendo un metodo certo con cui
vita. Ciò forse dipendeva dall'esse- dovevano esser trattate; stabilì la
re minacciata la pena di morte a giurisdizione del Buongoverno eretta
quelli tra loro che abbracciassero la da Clemente VIII, e ne prescrisse
cattolica religione. Vi provvide Be- il metodo nei negozi giudiciali ed
nedetto ordinando che i ruteni di economici (Const. Ad coercenda etc.
cinquantasette luoghi da lui deter- Bui. Beiicdìct. XTV tomo II pag.
minali sostituir dovessero i mosco- I ^^^ Const. Gravissimam etc. Bull,
viti,giacche per le molte loro par- magn. tomo XIX pag. 73).
rocchie è maggiore il bisogno di un Nel 1 7 44 erano insorte alcune diffe-
seminario. V. Basiliani monaci. renze fra il gran duca Francesco, po-
Molti autori accattolici si lamen- scia imperatore, e la S. Sede per le
tavano della facilità, con cui veniva- brighe nate a motivo della inquisi-
no proscritti i loro libri dalle con- zion di Firenze. Aveva quel tribu-
gregazioni del santo uffizio e del- nale proceduto con troppo rigore
l' indice. Per togliere motivi alle lo- contro certo abbate libertino; ma la
ro querele e per sostenere nel suo reggenza di Toscana stimava ch'es-
pieno vigore la dignità delle l'oma- so avesse abusato dei suoi diritti.
ne proibizioni, diede Benedetto con Se ne lagnò in conseguenza colla s.
una sapientissima costituzione le Sede, intimando nello stesso tempo al-
norme da seguirsi nell' esame del- l'inquisitore non dover egli pel* l'avve-
le opere particolarmente degli au- nire far certe carcerazioni ne pro-
tori accattolici (Const. Sollicita etc. cessi. Stamparonsi frattanto in quel-
die 9 ini. 1753. Bull. Magri, to- la città alcuni opuscoli, nei quali e-
mo XlXpag. 59). Contribuì mol- rano esposte delle libere proposizio-
to a quella bolla co' suoi consigli il ni, senza curaisi della approvazione
dottissimo Cardinal Quirini prefetto dei supei^iori ecclesiastici. Se ne la-
della congregazione delfindice,. che gnò alla sua volta la corte diRo-
anzi insti tui del proprio un fon- ma colla reggenza, e non vedendo-
do in denaro, il cui frutto dovesse ne profìtto, fece dichiarare proibiti
servire a tal uopo. tutti i libri, che pubblicati e da pul>-
Cirillo, patriarca Greco-melchlta, blicarsi nella Toscana, non avessero
non si sa se per ignoranza
o per ottenuta la debita approvazione dei
mala fede, squarciate aveva le ima- necessari revisori.
gini di s. Marone abbate impresse NuUostante da ambe le parti
io Roma, giustificando la sua deter- si pensò ad uu accomodamento,
BEN BEN 47
che in primo luogo fu tratta- Toscana. Leopoldo I, succeduto all'i ra-
to in Roma dall'agente del gran perà tor Francesco in quel governo, an-
duca e dell' imperatore , ma per dando di concerto coH'imperator Giu-
la troppa energia da lui dimo- seppe II nelle riforme ecclesiastiche, lo
^rata gli fu sostituito monsignor soppresse intieramente in Firenze, Pisa
Migazzi. Insignito questi in seguito e Siena.
della mitra arcivescovile di Malines, Giovanni Martino de Prades, sa-
affidò l'affare al conte di s. Odili, cerdote di Montauban, sostenendo
che lo definì nel 1754. Superato l'atto previo al dottorato nella Sor-
aveva egli la difficoltà principale di bona, prese a difendere cento pro-
ristabilire in Toscana, con alcune posizioni, nelle quali abbracciavasi
modificazioni, il tribunale del santo un completo sistema di materiali-
uiìizio, nell'atto che veniva rimessa la smo. Le corte lo esiliò a Garpen-
nunziatura Pontificia. Dispiaceva mol- trasso, il parlamento ordinò fosse
to ai fiorentini l'editto succitato del- bruciata la sua opera per mano del
l'inquisizione romana, ed il ministro manigoldo ed egli fu carcerato, e la
s. Odili richiese per preliminare Sorbona finalmente lo cacciò dal sua
del concordato, che dovesse ritrat- corpo. Rifugiatosi in Prussia otten-
tarsi . JVè ciò era così agevole ne un canonicato vacante nella Sle-
da ottenersi, poiché senza esem- sia; ma non ne poteva conseguire il

pio e di grave danno per lo av- possesso senza l' approvazione del
venire: ma
prudente Pontefice,
il Pontefice, il quale d'altronde con-
risoluto di compiacere l'imperato- dannato aveva, nel 1752, le sue con-
re, trovò un opportuno temperamen- clusioni. Si rivolse il Prades a Ro^
to per farlo senza discapito della ma, e Benedetto con quella dolcezza
s. Sede. Nel mese di giugno seguen- che gli era ingenita, vi aderì col
te, di buon mattino, fu letto un bi- patto che oltre un'apologia pubbli-
glietto del Cardinal Valenti segre- cata intorno al buon senso in cui
tario di stato in forma di bando, potevano essere le proposizioni in-
che annullava l'editto alla presenza terpretate , facesse solenne abiura
di due famigliali del conte s. Odili, di tuttociò che potesse essere sog-
i quali servir dovevano da testimo- getto ad imputazione. Assoggettos*
nii; e per pochissimo tempo fu affisso si a tutto docilmente, ed il Papa,
nei luoghi soliti, ed in tal guisa fu- non solo gli concesse l'approvazio-
rono ricomposte le cose. Si restitui- ne richiesta, ma fece in modo che
va r inquisizione in Toscana all' uso la Sorbona lo ricevesse di nuovo
di Venezia, sotto la presidenza del nel suo grembo.
nunzio e dell'arcivescovo, e presenti Ridusse Benedetto frattanto a
tre senatori secolari, i quali non a- termine 1' Eucologio, specie di ri-

vevano però voce nelle risoluzioni. tuale,o pontificale, in cui si con-


Monsignor Antonio Biglia, deputato e tengono le preci ecclesiastiche e le
nunzio apostolico, vi giunse ai 5 di benedizioni della chiesa greca ; ri-
settembre, ricevuto cogli onori con- tuale che non potè esser compito
"venienti al suo carattere. Suo primo avanti di lui, ad onta delle fatiche
pensiero fu di ristabilire il nuovo di ottantadue congressi. Egregia-
tribunale misto d' inquisizione, co- mente corretto, coli' aiuto di quello
munque gi-an fatto non durasse in già pubblicato dal domenicano Goar
48 BEN BEN
e di molti altri mss., venne alla che nei costumi. Ma in questo
luce coi Propaganda fide
tipi di mezzo mori egli il giorno 3 mag-
(Const. Enc. quo etc. Bull. magn. gio nella età di ottantatre an-
tomo XIX pag. 192). ni, un mese, tre giomi, dopo di-
Unsuo editto del primo settem- ciassette anni otto mesi, e sedici
bre, era diretto ad estirpare i mal- giorni di governo. Monsignor Tom-
viventi, che infestavano lo stato maso Antonio Gualdi, suo segretario
Pontificio, ed i rei di omicidi in diversi per le lettere latine, ne fece l' elogio
luoghi e di altri gravi delitti. Al funebre, ed un umile sepolcro, po-
primo lor comparire dovevansi suo- sto sopra la porta dov'è il vestiario
nar campane; gli uffiziali erano
le dei musici, ricettò le sue spoglie
obbligati di adunar quante mili- mortali.
zie più potessero, perseguitarli ed Lo studio della politica, unito a
anco ucciderli impunemente dove a- quello delle lettere, resero insigne il

vessei'o resistito. Pontificato di Benedetto XIV. Quel-


Dichiarò, che a quelli, i quali fossero la costante affabilità, indizio d'una
definiti pubblici refrattarii alla bolla anima grande, la candidezza dei
Unìgenitus di Clemente XI, fosse costumi, segno indubitato delia giu-
negata la comunione per viatico, stizia delle azioni, risplendevano in
come pure a quanti, avanti di rice- questo Pontefice nella lor piena lu-
verla, persistessero temerariamente ce. Le più difficili controversie non
nella disubbidienza. intorbidarono giammai sua men-
la

Benedetto era di tratto in tratto te a segno da fargli perdere anche


podagra. Questa l'ave-
assalito dalla per pochi istanti l'abituale dolcezza,
va ridotto a si mal partito, che i sia che insegnasse, sia che coman-

prigioni si erano trasportati a Castel dasse o che riprendesse. Chi è che


s. Angelo verso il mese di novem- non abbia udito a far menzione dei
bre, come praticare sempre solevasi piacevoli sali di cui condiva il do-
alla morte di un Papa. Di fatto, sul mestico suo conversare? La storia
principio del ly^S, gli incomodi, è fedel testimonio delle indefesse
assalendolo più gravemente, gli mo- sue cure nel governo della Santa
stravano vicino il fine della sua Sede e della Chiesa, le opere sue
mortale carriera. Nel mese di feb- letterarie vivono ad istruzione dei
braio però ebbe qualche tregua, posteri, e ben danno a compren-
che gli permise di applicarsi a dere quanto il suo ingegno si esten-
disimpegnare i doveri del suo mi- desse. Del suo amore poi alle belle
nistero. Accordò al re fedelissimo arti ed alle scienze ci dtinno prove

Giuseppe I, per quìndici anni la evidenti le ottime istituzioni che


terza parte delle rendite di tutte abbiamo esposte, mentre le fabbri-
le chiese collegiate, capitoli ecc. che numerose, a lui sopravissute,
che trovavano in Lisbona, accioc-
si parlano eloquentemente ai romani
ché riparasse ai danni del formida- intorno a tali sue benemerenze.
bile terremoto del 1755. Per aderir Non v' ha scrittore di que'dì, che
pure alle istanze di quella corte, non abbia avuta occasione di tratte-
destinò Cardinal Saldanha a visi-
il nersi con lui, e che non sia stato pene-
tare ed a riformare i gesuiti del Por- trato dai suoi meriti. Gli stessi prote-
togallo, accusati tanto nella dottrina stanti non cessavano dall' encomiarlo
BEN BEN 49
ed il signor Walpol, figlio del pri- BENEDETTO (s.), pati-iarca dei
mo ministro d' Inghilterra, compo- monaci di Occidente, trasse i natali
se l'elogio che riportiamo: da onorala famiglia verso l'anno
480, ed ebbe per patria Norcia, città
PROSPERO LAMBERTINI vescovile della provincia di Valeria
Vescovo di Roma nell'Umbria. Fin da fanciullo ap-
Col nome di Benedetto XIV parò i primi elementi delle scien-
Quantunque principe assoluto ze a Roma , dalla quale poscia
Regnò tanto innocentemente si partì per attendere nella solitu-
Quantunque un D. dine alla perfezione. Le montagne
Egli ristaurò il lustro della tiara di Subiaco furono il luogo, ov'ei si

Con quelle arti solamente condusse, risoluto di voltare le spalle


Colle quali solamente Vottenne alle vanità del mondo. L'abbate Ro-

Colle sue virtù mano, monaco di quei dintorni, ac-


Amato dai papisti colse di buon grado il santo giova-
Stimato dai protestanti ne, e dopo averlo ammaestrato nei
Un ecclesiastico senza insolenza od doveri della vita monastica, lo ve-
interesse stì dell'abito religioso, e lo condus-
Un principe senza favoriti se in una profonda caverna , cui il

Un Papa senza nepotismo novello monaco scelse per dimora.


Un autore senza vanità Tre anni visse in quel ritiro senza
Un uomo che alcuno ne avesse contezza, tran-
Cile ne lo spirito ne il potere mai ne Romano, il quale gli calava del
guastarono cibo raccomandato ad una corda.
un ministro favorito
Il figlio di Ma quel
Dio, che avea destinato
Uomo però che non corteggiò alcun Benedetto ad essere uno de' lumina*
principe ri della sua Chiesa, permise che fos-
Ne venerò alcun ecclesiastico se scoperto prima da un sacerdote,
Offre in un protestante paese poscia da alcuni pastori, parecchi dei
Questo meritato incenso all'ottimo quali pendevano dalle sue labbra, e
Dei romani Pontefici. si davano all' esercizio delle opere
più perfette. La fama del suo no*
I giorùalisti di Lipsia, d'Olanda,
me ben presto si sparse , e molti
di Vittemberga , diLondra e mille
intraprendevano lunghi viaggi per
altri protestanti unanime lode gli
ammirare questo servo di Dio, cui
tributarono annunziando con ripu-
poscia seguivano nel distacco dal
tazione le sue opere. Il signor Pitt,
mondo e nell'amore alle cose cele-
parente del ministro d'Inghilterra
sti.In mezzo di quella solitudine
dello stesso nome, si procurò il suo
non fu esente dagli assalti del ten-
busto, e vi fece scolpire sul piedi-
tatore sotto visibili fattezze ; ma egli
stallo questa epigrafe :

sempre le superava rotolandosi per-


GIOVANNI PITT sino in un cespuglio di ortiche e di
CHE NON HA MAI DETTO BEXE sterpi, ne rialzandosi che a corpo in-
DI ALCUN PRETE DELLA CHIESA ROMANA sanguinato. Poco dopo i monaci di
HA FATTO INNALZARE QUESTO MONUMENTO Vicovaro, luogo posto tra Subiaco e
AD ONORE DI BENEDETTO XIV SOMMO Tivoli, fecero istanze a Benedetto af-

PONTEFICE. finchè accettasse l'incarico di abba-


VOL. V. 4
,

5o BEN BEN
te del loro moiiislero; ma riimiltà vola, o Piornharola, sotto la dire--
di lui avea gettate così profonde ra- zione di sua sorella s. Scolastica
dici, ch'egli sulle prime volea sot- (Fedi). La scienza del santo patriarca
ti-arre gli omeri da un tanto peso; non versava sugli oggetti profani
al quale finalmente si sottomise per ma sibbene sulle cose celesti, mo-
non opporsi al volere di Dio. Non tivo per cui il sullodato Gregorio
passarono però molti anni, che ri- Io chiama scienter nesciens, et sa-
fiutando que' religiosi di sottometter- pienter indoctus. Non v'ha dubbio,
si alle sue discipline, gli tramarono che fosse insignito dell' ordine del
persino delle insidie, e tentarono di diaconato; non fu però sacerdote.
avvelenarlo. Allora Benedetto li ab- La regola, ch'egli scrisse, meritò gli
bandonò per fare ritorno al suo elogi di s. Gregorio, che la preferì
caro Subiaco. Molti per altro lo se- alle altre tutte. Fu abbracciata in
guirono, e lo scelsero a loro mae- seguito da tutti monaci di Occi-
i

stro nella via della perfezione. Per dente, come quella, checonduce gH
ciò avvenne^ che aumentando il uomini alla perfezione col mezzo
numero de' suoi discepoli , ebbe specialmente dell'umiltà, dell'ubbi-
il conforto di fabbricare dodici mo- dienza, della preghiera, del silenzio
nisteri , ciascuno dei quali con- e della solitudine. Di tutte queste
tava dodici individui ed un supe- virtù il santo patriarca diede lumi-
riore. Intanto i più ragguardevo- nosissimi esempli, e Dio degnossi o-
li personaggi partivano dalla loro norarlo col dono de' miiacoli e del-
patria, per visitare un uomo sì santo, la profezia. Un segno solo di croce
ai piedi del quale si prostravano umil- bastava a fugare il demonio, che
mente. Alcuni tra essi affidavano al- volea sedurre i suoi religiosi, e le
le sue cure la educazione dei loro preghiere di lui furono sufficienti a
figli, tra' quali si contano Mauro e risuscitare un novizzo, che era stato se-
Placido Senoncliè Io spirito del-
. polto sotto le rovine di una muraglia.
le tenebre suscitò le più nere ca- Predisse che verrebbe tempo in cui
lunnie contro il nostro eroe, il qua- il suo monistero sarebbe distrutto;
le per sottrarsi da chi Io persegui- locchè si avverò nel 58o per opera
tava, monte Cassino. In
ritirossi nel dei longobardi ; e scoprì altre cose
cima a questo eravi un tempio an- che sono occulte agli sguardi uma-
tico ed un bosco consecrato alle bu- ni. Prenunzio a Totila, che prende-
giarde divinità del paganesimo. Be- rebbe Roma, passerebbe il mare e
nedetto non istette indifferente a tal per nove anni terrebbe le redini
vista, e pieno di zelo ne atterrò il dell'impero, dopo i quali sarebbe
tempio, e tolse tutti gli avanzi del- citato al tribunale divino. Sembra,
l'idolatria, sulle rovine della quale che la morte di s. Benedetto sia ac-
innalzò un monistero nel 529, av- caduta poco dopo a quella di san-
venimento che forma epoca nei fa- ta Scolastica sua sorella. Nel sesto
sti della Chiesa. Prestando fede a giorno, dacché fu colto dalla febbre,
san Gregorio Benedetto oltre di
,
volle essere portato in chiesa per
reggere il suo monistero, avea il go- venir confortato col pane degli an-
verno anche di una comunità di geli, e dopo aver dato alcune istru-
rehgiose poco lungi dal monte Cas- zioni a' suoi discepoli, morì nel ba-
«no in un luogo chiamalo Piuma' cio del Signore nel giorno 2 1 mar-
,

BEN BEN 5i
7.0 dell'anno 543_, come opina la vere di un religioso è quello di at-
maggior parte degli scrittori. Vedi tendere a tutt'uomo all'acquisto del-
Benedettini e Benedettine. le virtù per giugnere alla perfezio-
BENEDETTO d'ANiANE(s), tras- ne, si diede con molto impegno ai
.se i natali alla metà del secolo ot- digiuni, alle veglie, alla preghiera,
tavo da ima illustre famiglia dei alle mortificazioni, e si propose di
conti di Maguelone e riconosce per
, seguire l' umiltà ad imitazione del
patria la Linguadoca. Allorché per- suo divino esemplare. Per accertar-
venne ad una età capace di soste- si dell'amore, ch'egU avea alla mor-

ner qualche carica, il padre lo man- tificazione, basti accennare, che al-
dò alla corte, ove fu eletto coppiere l'osservanza della regola prescritta
del re Pipino, e poscia di Carioma- da s.Benedetto, aggiungeva le au-
gno. Questi due re ammirando le sterità, che s. Pacomio e s. Basilio
virtù, ond'era fornito il giovane Be- ingiugnevano ai loro discepoli. Sos-
nedetto, lo colmarono di onori e di tenne con molta prudenza e vigir-
ricchezze : ma egli illuminato dalla lanza la carica di celleraio, e mor-
non
grazia, vi attaccò il suo affetto, to r abbate venne eletto a succe-
,

e per ben tre anni condusse una dergli. Ma egli, ben prevedendo quan-
vita mortificata e penitente in mez- ti scogli avrebbe dovuto incontrare,

zo ai tumulti della corte. Ma quel abbandonò il monistero, e recossi


Dio, che lo avea destinato ad im- nella Linguadoca. Quivi innalzò un
piegar l'opera sua in altri esercizii piccolo romitaggio presso ad una
servissi di un accidente per indurlo cappella di s. Saturnino, sul margi-
a distaccarsi del tutto dal mondo. ne del ruscello Aniane, ed in que-
Avvenne un giorno che suo fratello sto ritiro visse alcuni anni in una
cadde nel Ticino Pavia, e presso estrema povertà, dandosi alla pre-
già era per affogarsi ; quando Be- ghiera ed agli esercizii della più ri-
nedetto, niente curando la propria gida mortificazione. Il suo più fer-
vita, si adoperò per sottrarlo dall'im- vido desiderio era quello di cono-
minente pericolo. Questa cosa ebbe scere la volontà di Dio, per poter-
tanta forza sull' animo di lui, che la praticare. IVIolti personaggi distin-
non dubitò un istante di rinunzia- ti per la loro pietà a lui ricorre-
re al secolo. Recossi pertanto nella vano, ed egli costrusse un monistero
Linguadoca, e quivi ricorse ad un per secondare il santo loro deside-
insigne e pio religioso per manife- rio di darsi alla pratica dell' evan-
stargli la sua intenzione, e richie- gelica perfezione. In seguito crescen-
derlo de* suoi consigli. Il santo uo- do numero de' suoi discepoli, in-
il

mo riconobbe, che Dio avea preve- nalzò un altro monistero non mol-
nuto colla sua grazia i disegni di to lontano dal primo, comprò delle
quel giovane, e gli aggiunse corag- possessioni, edificò un gran chiostro,
gio, affinchè desse mano all'opera. Per costrusse un bellissimo tempio, e in
la qual cosa Benedetto partissi di ca- poco tempo vide il numero de* suoi
sa , e finse di recarsi ad Aix-la-Cha- seguaci aumentato fino a trecento.
pelle, ove si trovava la corte. Ma giun- Ma non solamente i conventi di
to nell'abbazia di s. Sigone , entrò in Aniane erano beneficati dallo zelo
quel convento, e vestì l'abito mo- e dalla carità di Benedetto: la sua
nacale nel 774. Persuaso, che il do- sorveglianza si estendeva eziandio
. 1

5o. BEN BEN


sui monisteri della Provenza , della dai più teneri anni mostrò egli una
Lingtiadoca e della Guascogna , i pietà tanto singolare, che chiun-
quali tutti riconoscevano in lui un que trattava con esso lui ne resta-
padre amoroso ed un saggio mae- va maravigliato. Ei custodiva le greg-
stro. Lo zelo, da cui si sentiva ac- gi di sua madre, e conduceva una
ceso, affinchè il sacro deposito del- vita semplice e virtuosa. Essendo
la fede rimanesse inviolabile, lo ec- stato più volte testimonio oculare
citò a scrivere quattro trattati in del pericolo, che incontravano i po-
difesa della cattolica dottrina; e lo veri nel passaggio del Rodano ad
fece assistere al sinodo di Urgel nel Avignone, col permesso di quel ve-
799, ove si condannò l'eresia di Fe- scovo intraprese la costruzione di
lice di Urgel. La stima, che si era un ponte sopra quel fiume. Dopo
procacciata colle sue virtù, induce- aver condotto quasi a termine cote-
va più saggi personaggi a valersi
i sta impresa, il santo morì nell'an-
de' suoi consigli, e lo stesso Luigi no 1 84, e fu sepolto sul ponte
il Buono gli assoggettò tutti i mo- medesimo, il quale dopo quattro
nisteri del regno , affinchè provve- anni fu terminato. Tanti furono i

desse alla regolarità dei medesimi. miracoli, che Dio operò per testifi-
Corrispose egli all' aspettazione del- care del suo servo, che
la santità
l'imperatore, il quale bramando di i Avignone eressero sul
cittadini di
averlo a sé vicino ,
gli diede l'ab- ponte una cappella, ove riposò per
bazia di Marmunster in Alsazia; ed quasi cinque secoli il corpo di Be-
in seguito a questo stesso fine fece nedetto. Nel 1669 fu levato da quel
innalzare il monistero d'Inde, lontano luogo perchè una gran parte del
due leghe soltanto dalla residenza ponte era caduta, e fu ritrovato in-
imperiale. Molto egli si adoperò in corrotto. Finalmente nel 1674 l'ar-
un'assemblea di abbati tenuta nel- civescovo di Avignone lo trasportò
rSiy ad Aix-la-Chapelle, per la ri- solennemente nella chi*^sa dei cele-
forma della monastica disciplina ; stini.

nonché in un concilio celebrato nel- BENEDETTO Biscop (s.), tras-


la sua stessa città, ove si fecero dei se i natali verso l' anno 629 in
regolamenti intorno ai canonici ed quella parte dell' Inghilterra, che ap-
ai monaci. Inoltre fece alcuni statu- pellasiNorthumberland. Discendente
ti , i quali furono aggiunti alla re- com' era di nobile casato ottenne ,

gola di s. Benedetto. Dopo essersi ben presto il grado di officiale dal re


occupato in tante opere insigni. Be- Oswy, che poscia lo decorò di onori
nedetto cadde infermo, ed in questo e ricchezze. JMa Benedetto, persua-
stato passò gli ultimi anni di sua vita. so essere vanità ed afflizione di spi-
Mori finalmente nel monistero d'In- rito tutte le umane grandezze, pre-
de li II febbraio dell'Ha i, e fu se la nobile di abban-
risoluzione
seppellito nel medesimo. La sua fe- donare il mondo, e di ritirai*si in
sta si celebra ad Aniane nel giorno un convento, per attendere con
della morte di lui, ma nella mag- maggiore impegno alla propria san-
gior parte de' martirologi se ne fa tificazione. Pertanto egli vesfi 1'
abi-
la memoria nel giorno appresso to religioso nel monistero di Lerin,
BEjNEDETTO (s.), protettore di ove diede le più luminose prove di
Avignone, fiori nel secolo XII. Fino evangelica perfezione nel corso dei
,

BEN BEN 53
due anni, che vi si trattenne. Po- pelle nerissima, e perchè i suoi ge-
scia fumandato in Inghilterra dal nitori erano mori. Questi erano
Sommo Pontefice Vitaliano , dove schiavi, ma seguaci della croce, cui
ottenne il governo del monistero portavano con rassegnazione seguen-
dei ss. Pietro e Paolo, poco distan- do l'esempio del loro divin Mae-
te dalla città di Cantorbery. Ma stro. Le virtù, ond' erano a gran
non andò guari di tempo, che Be- dovizia forniti , meritarono ad es-
nedetto rinunziò alla s>ia dignità in si la benevolenza del padrone, il
favore di s. Adriano. In seguito fon- quale concesse la libertà al loro fi-

dò monistero di Weremouth
il e , glio Benedetto. Questi venne edu-
quello di Jarow, dei quali egli stes- cato con molta cura nelle cristiane
so tenne il governo, avendo per al- discipline, nelle quali tanto avanza-
tro eletto un abbate particolare ad va, che da ognuno
potea scorge- si

ambedue gì' istituti , affinchè sorve- re a qual grado eminente di santi-


gliasse all'osservanza della discipli- tà ei fosse per arrivare. L'amore,
na. Per ben cinque volte recossi a che avea al ritiro, ai digiuni, ai ci-

Roma, ed intraprese questi viaggi licii , era tale da indurre alla me -


col santissimo fine d' istruirsi sulle raviglia chiunque n' era testimonio.
discipline della Chiesa, e sulle di- Grande poi era il fervore con cui
verse costituzioni monastiche. Quin- si accostava alla mensa degli angeli,
di al suo ritorno in patria, ei tut- la divozione che nutriva vei'so !Ma-
to si adoprava per ornare di qua- ria, la carità, che lo eccitava a dis-
dri le chiese, e stabili le cerimonie tribuire ai poverelli quanto pos-
auguste, cui avea veduto praticarsi sedeva. Ma quel Dio, che agli umi-
in Roma. li soltanto è largo dei suoi favori
Introdusse eziandio ilcanto gre- inspirò Benedetto a ritirarsi dal
goriano, e tutto ciò, che potea in- mondo, e ad abbracciare un Ordi-
fluire a rendere più perfetto il cul- ne di solitarii di recente fondato in
to esteriore. Finalmente, oppresso quei dintorni col consenso del Som-
dalle fatiche , e dalle malattie che , mo Quivi ei visse fino
Pontefice.
lo travagliarono negli ultimi tre an- all'età di quaranta anni, dopo i
ni, si avvide di essere prossimo al quali passò a Palermo nel conven-
termine di sua vita. Egli domandò to dei francescani osservanti, perchè
di essere confortato col pane dei ilsuo antico istituto era stato sop-
forti, e dopo aver fatte ai suoi fra- presso da Pio IV. In questo si se-
telli le pili calde raccomandazioni, gnalò sopra tutti per le sue esimie
affinchè procurassero di osservare virtù, e per la pratica della più au-
con fedeltà le i^egole del loro isti- stera penitenza. Ogni anno osserva-
tuto, mori della morte del giusto va sette quaresime e sempre si
,

nel giorno 12 gennaio del 690; asteneva dalla carne, prendea bre-
giorno in cui se ne celebi-a la me- ve sonno sul terreno , e facea uso
moria dalla Chiesa. delle vesti più grossolane. Iddio lo
BENEDETTO di s. Filadelfio rimunerò ben presto per tante vir-
(s.), nacque nel villaggio di s. Fila- tù, col dono della più alta contem-
dellìo soggetto alla diocesi di Mes- plazione , e col farlo tenere in tan-
sina, nel i526. GH si die il so- ta stima da quei religiosi, che lo
prannome di Moro, perchè avea la elessero a loro superiore, quantun-
54 BEN BEN
que fosse laico. Dopo
avere disim- BENEDETTO Giuseppe Labrè
pegnato con molta prudenza il suo (ven. ), sorfi la culla nel ij^S ad
ufiizio , ei fu colto da forte malat- Amette , parrocchia deli' antica dio-
tia, e domandò i conforti della re- cesi di Boulogne, soggetta al vesco-
ss. Eu-
ligione. Allorché ricevette la vo di Arras. Suo padre era agri-
uno splendore celeste gì' ir-
caristia, coltore e mereiaio, e molto si di-
radiò il volto, ed un soave odo- stingueva per le rare virtù , delle
re riempi la stanza in cui si tro- quali piantò semi nel cuore del
i

vava. Dopo il suo felice transito suo tenero Questi corrispose


figlio.

Benedetto fu glorificato da Dio con alle premure paterne , e seppe ap-

molti miracoli , dei quali ne avea profittare del nobile ingegno e del-
operato anche in vita. Per la qual la felice memoria , onde Iddio lo
cosa Benedetto XIV lo beatificò avea privilegiato. Quantunque gli

nel 1743, e Pio VII lo canonizzò scorresse fervido il sangue nelle ve-
nel giorno 24 maggio dell' anno ne, seppe moderarsi per modo, che
1807. mostrossi mai sempre docile ai co-
BENEDETTO (s.), soHtario in mandi de' suoi genitori, e si con-
Italia, fioriva nel secoloVI. Di lui servò amante della pietà e della in-
fa menzione il gran Pontefice san nocenza. Lo studio fu per esso lui
Gregorio ne' suoi dialoghi. Egli ri- un dolce trattenimento fino dai suoi
ferisce pertanto, essergli stato nar- più verdi anni, specialmente qualo-
rato, come un giovane per nome ra trattavasi di cose attinenti alla
Benedetto menava santamente la religione. Fatto grandicello , i suoi
vita in una solitudine a poche mi- genitori pensarono di affidarlo ad
glia da Roma ; e come Dio ne ab- un suo zio parroco di Erin, affinchè
bia manifestata la santità con due questi gli desse una cristiana edu-
miracoli. Cercato a morte dai goti, cazione. Il profitto, che questo gio-
ei ne fu sottratto prodigiosamente vanetto trasse dalle lezioni dello
al furore, ed il fuoco appiccato al zio, era veramente ammirabile, fi-
suo monistero, non gli produsse al- gli s'infervorò nella divozione al-
cun nocumento. Poscia gettato in l'augustissimo Sacramento dell'alta-
un forno bene acceso per opera de- re, al quale accostossi per la prima
gli stessi barbari, ne usci incolume, volta in età di anni dodici : si di-
senza che neppure le sue vesti ne stinse fra tutti i suoi compagni nel-
restassero danneggiate. Quantunque lo studio; e soprattutto si diede
si sappia per certo, che questo so- con fervore all' esercizio dell' orazio-
litarioera contemporaneo al patriar- ne, all'amore del ritiro, ed al di-
ca de' benedettini , tuttavolta man- staccamento dai beni frivoli di que-
cano argomenti per crederlo suo sta terra. Con tali disposizioni non è
discepolo, o monaco di Montecassi- maraviglia, se Benedetto giunto appe-
no. Quindi apparisce, che senza al- na al terzo lustro di età, siasi risolto di
cun fondamento si pone nel calen- ritirarsi allaTrappa. Suo zio non sì
dario de' benedettini, come un san- oppose a questa vocazione, ma i

to del loro Ordine. La sua morte suoi genitori niente lasciarono in-
si 1 marzo ; ma il mar-
assegna ai 3 tentato per distojnelo. Dopo qual-
tirologio
romano, ed altri ne fanno che tempo Benedetto recossi alla
menzione ai 23 dello stesso mese. casa paterna, e tanto pregò i geni-
, ,

BEN BEN 55
tori a non porre ostacolo all' esecu- distratto. Senza mendicare, vivea
zione de' suoi voti , che questi gli (li limosine , non lacca provvigioni
accordarono quanto domandava . per l'indomani, e divideva coi po-
Lieto egli per tale concessione non veri quanto gli veniva ofterto dalla
tardò un istante ad intraprendere pietà de' fedeli. Sei anni ei consu-
ilsuo viaggio. Ma chi potrebbe es- mò in queste opere di penitenza
primere il coidoglio, onde fu com- dopo i quali fece ritorno a Roma,
preso, allorché il superiore dell'ab- ove passava le intere giornate nelle
bazia si protestò di non accettarlo chiese. Finalmente ebbe ricetto in
a motivo della sua età ancor trop- un ospizio di carità, ove andava a
po tenera? Egli ritirossi pertanto ricoverarsi nella notte, ed ivi ri-
presso un suo zio materno, vicario mase fino al termine de' suoi gior-
di Conteville, e continuò col solito ni. Ma per quanto il servo di
impegno i suoi studii. Ma senten- Dio si studiasse di fuggire le lò-
dosi inclinato alla vita religiosa, en- di degli uomini , egli diveniva
trò in un cliiostro di certosini, ove sempre più oggetto del più al-
l'

poco si tiattenne perchè senti vasi to stupoie. L* orazione era il suo


alili tto da pene interne gravissime. cibo, e non la tralasciava che per
Ritornò mesto alla casa dello zio occupai^ìi in altre opere di cari-
e stabili di consecrarsi ad una vita tà , econcedere alle stanche
per
rigorosa e penitente. La madre si membra un breve riposo. Ma già
rattristava nel vedere, che il suo ca- era giunto il tempo, in cui Dio vor
ro figlio facea s\ aspro governo del lea ricompensare una tanta virtù
suo corpo, e giunse puranco a tac- colla gloria celeste. 11 giorno i6
ciarlo d' indiscrezione. Ma il santo aprile del 1783 fu quello della sua
giovanetto era d' avviso di far trop- morte, essendo stato colto da malat-
po poco pel suo Signore quindi : tia repentina ed inaspettata in ca"
tentò di ritornare all' abbazia della sa di uno, che per carità lo ac-
Trappa colla speranza di esservi ri- colse. Appena se ne sparse la fa-

cevuto. Tornato privo di effetto ma, che si udì echeggiar V aria


questo disegno, recossi all'abbazia di queste parole : // santo è morto.
di Sette Fonti ma la sua salute
: Venne sepolto presso mag-
l'aitar
mal ferma non gli permise di con- giore della chiesa dellaMadonna
tinuare gli esercizii delle pratiche de' Monti, ed alla sua tomba ben
monastiche. Egli però non depose presto concorsero in gian folla gli

il pensiero di abbracciare qualche abitanti di Roma. È fama , che


altro istituto; ma quel Dio, che dis- Dio glorificasse il suo servo con
pone ogni cosa sapientemente , lo varie grazie e miracoli. Un certo
avea destinato ad un altixj genere Tayer, ministro anglicano, tanto
di vita. Ei si condusse pertanto a fu colpito da questi, che risolse di
Roma, ove si trattenne nove mesi, ritornare in seno alla Chiesa. Indi-
e poscia parti alla volta di Fabria- zii cos\ strepitosi di santità , in-

no per venerare le reliquie di s. Ro- dussero a trattare il processo del-


mualdo, In seguito intraprese lunghi la canonizzazione di Benedetto, al
pellegrinaggi, cui faceva per lo più quale la congiegazione de' Riti de-
a piedi nudi, con un vestito lacero cretò il titolo di Venerabile fino
e senza compagno per non essere dall'anno 1783. Ora poi si esamina
.

S6 BEN BEN
il dubbio delle virtù in grado e- nel 964, in qualità di prete Cardi'
roico. naie del titolo di s. Sisto.
BENEDETTO, Cardinale. Bene- BENEDETTO, Cardinale dia-
detto si annovera tra i Cardinali cono. Niente altro di lui ci è con-
sottoscritti alla bolla emanata dal to, tranne che si legge il suo no-
concilio romano a favore della chie- me segnato nella bolla, fatta di co-
sa di Benevento , essendo Pontefice mune diritto, nell'anno 993, riguar-
Giovanni XIII del 965. do alla canonizzazione di s. Uldari-
BENEDETTO, Cardinale arci- co, celebrata da Giovanni XV.
diacono. Benedetto arcidiacono ere- BENEDETTO, Cardinale dia-
desi esser quel Benedetto , che, in cono. Benedetto vide la luce, secon-
qualità di archiministro , si trova do che giova credere, sul principio
segnato sotto un privilegio concesso del secolo XI. Fu tra i porporati,
al capitolo da Benedet-
di Firenze che segnarono del proprio nome il
to IX; e quindi argomentasi, che decreto pubblicato da Benedetto IX
vivesse circa la metà dell' XI secolo, del io33 nel sinodo di Roma, a
giacche Benedetto IX fu fatto Papa favore di Guglielmo abbate di s.
nel io33. Benigno di Fruttuaria.
BENEDETTO, Cardinale. Bene- BENEDETTO Oblazionario^ Cai^
detto di Ponzio ignorasi ove pre- dinaie. Benedetto Oblazionario vi-
cisamente avesse la culla ; ma si può veva nel Pontificato di Benedetto IX,
credere, che fiorisse circa la prima per la qual cosa fiori circa il prin-
metà del secolo XI. Egli fu poi ve- cipio del secolo XI.
scovo portuense, e bibliotecario della BENEDETTO, Cardinale. Be-
Chiesa Romana. Estese di proprio nedetto nacque verso la metà del
pugno , come scrive 1' Ughellio, la V secolo, e fu tra i Cardinali, che
bolla di Giovanni XIX del ioo3, in- viveano nel Pontificato di s. Gela-
vece di Pellegrino arcivescovo di sio I, eletto nel 49^} ^^ ^^'^ insigni-

Colonia, e bibliotecario della S. to del titolo presbiterale di s. Caio.


B. C. BENEDETTO, Cardinale. Be-
BENEDETTO, Cardinale dia- nedetto nato circa il principio del-
cono. Benedetto fioriva circa il prin- l'VIII secolo, fu tra quelli, che, nel
cipio deirVIII secolo, ed era ascrit- 761, intervennero al concilio tenuto
to ai Cardinali diaconi nella regione da s. Paolo I. Era dell'ordine dei
quarta. Viveva ai tempi del Sommo preti, ed avea il titolo di s. Mar-
Pontefice s. Gregorio III, che fu e- cello.
levato alla cattedra apostolica l'an- BENEDETTO, Cardinale. Be-
no 781 nedetto è ascritto ai preti Cardinali,
BENEDETTO, Cardinale. Be- che furono pi'esenti al sinodo tenuto
nedetto fioriva nel secolo IX, ed a Roma da Giovanni Vili, nell'anno
era insignito della dignità di dia- 872. Egli era del titolo di s. Bai-
cono Cardinale. Intervenne al con- bina.
cilio, che neir 853 fu celebrato a BENEDETTO, Cardinale. Be-
Roma dal Papa Leone IV. nedetto, che fiori intorno il princi-
BENEDETTO, Cardinale. Be- pio del secolo X, viene annoverato
nedetto intervenne al concilio di ti'a i primi, che sottoscrissero al
Roma, tenuto sotto Giovanni XII ,
decreto iniquamente emanato da
,

BEN BEN 57
Stefano VI, detto VII, contro For- He, tuttavia essendo a Roma, vi
moso Pontefice, già morto nell' 896. prestò il suo assenso.
BENEDETTO, Cardinale. V. BENEDETTO, Cardinale. Be-
Benedetto V. nedetto non ci è noto se non per
BENEDETTO, Cardinale Be- ciò che fu vescovo di Albano, e che
nedetto fu uno di quelli che ap- visse ai tempi di Eugenio II , eletto
posero la loro sottoscrizione alla neir824.
bolla dell'antipapa Leone Vili, in- BENEDETTO, Cardinale. Fu
truso nel 963. Era fregiato del ti- vescovo Lavicano, e sottoscrisse ad
tolo presbiterale di s. Maria al Pre- un privilegio accordato da Giovan-
sepio. ni XIX alla patriarcale di Grado;
BENEDETTO , Cardinale. Bene- quindi egli viveva al principio del
detto viveva al tempo del Sommo secolo XI.
Pontefice Benedetto IX, del io33, ed BENEDETTO, Cardinale. Be-
ebbe il titolo di Equizio, cioè dei ss. nedetto fu vescovo di Ostia, e si

Silvestro e Martino ai Monti. fa di lui memoria parlando dei Car-


BENEDETTO, Cardinale. Be- dinali, che vissero sotto il Pontifi-
nedetto fiori nel volgere del secolo cato di Benedetto IX; il perchè
XI. Fu prete Cardinale del titolo sipuò credere che fiorisse verso la
di s. Pudenziana. Di lui ci è noto, metà del secolo XI.
che ristaurò, ed abbellì di un vago BENEDETTO , Cardinale ve-
marmoreo pulpito la chiesa del suo scovo. Benedetto viveva al principio
titolo, che minacciava di minare, e del secolo X, e fu presente al con-
ne celebrò poscia la solenne dedi- ciliabolo tenuto nel 960 dall' impera-
cazione. Credesi, che dal primo suo tore Ottone contro il Pontefice Gio-
titolo passasse a quello di Eudossia, vanni XII. Egli inoltre concorse col
detto di s, Pietro in Vincoli, dacché vescovo di Ostia Leone, e con Gre-
si trova il suo nome segnalo nelle gorio vescovo di Albano, alla con-
bolle di Pasquale II e di Calisto. sacrazione sacrilega di Leone VIU
Egli sottoscrisse ancora al sinodo di antipapa, il perchè nel concilio ro-
Guastalla tenuto nel 1106 dal sud- mano, che dipoi fu celebrato nel
detto Pasquale II. 964, venne sospeso. Nulladimeno si
BENEDETTO, Cardinale. Be- annovera tra i padri del concilio, te-
nedetto fioriva circa il principio del nuto a B.oma da Giovanni XIII, crea-
secolo XII. Egli onorato della di-
fli to nel 965 ; dal qual fatto ci sem-
gnità Cardinalizia col titolo di san bra poter arguire eh' egU pentito
,

Pietro in Vincoli. L' UgheUio ne assi- del suo fallo, fosse rimesso alla per-
cm'a, che intervenne al concilio di La- duta dignità.
terano , celebrato da Pasquale II, BENEDETTO, Cardinale. Be-
nel 1 1 1 2, sul fatto delle investi ture, nedetto, che fu Cardinale creato da
e che segnò del suo nome la bolla Gregorio V
e vescovo di Porto, nac-
di cjuel Pontefice. Fu presente ai que dopo la metà del secolo X. In-
comizii tenuti per la elezione di tervenne al concilio romano tenuto
Gelasio ed Onorio II. Quantunque dal medesimo Pontefice nel 998
poi non si trovato
al conclave
sia ove si discusse la famosa causa ma-
per r elezione di Calisto II, tenuto trimoniale del re Roberto, che avea
nel mouistero di Clugny nelle Gal- sposato una sua consanguinea.
1 ,

58 BEN BEN
BENEDETTO , Cardinale. Be- sce, che nell' 884 sottoscrivesse a
nedetto fu creato prete Cardinale un privilegio da Marino accordato
del titolo di s. Susanna da Inno- al celebre monistero di Montecas-
cenzo III, nella terza promozione sino.
fatta a Roma nel dicembre del 1200. BENEDETTO, Cardinale. Be-
Quindi dallo stesso Pontefice, nel nedetto nacque sul finire del secolo
1 2 1 , fu eletto vescovo di Porto e X, e fu vescovo Cardinale di Selva-
legato in Costantinopoli all'impera- Candida, e bibliotecario della S.R.C.
tore Baldoino. Nel tempo della sua Sottoscrisse una bolla, che Benedet-
lunga dimora presso a quell' impe- to Vili spedi a favore di Guido
ratore, il Papa gli scrisse molte let- abbate di Farfa nel io 12, ed un*
tere, circa punti gravissimi, profon- altra a favore della chiesa di Ur-
dendo a lui elogi assai onorevoli ; gel , se vogliamo credere all' Ughel-
dacché lo chiama provido, discreto, Ho. Altri scrittori però negano, che
erudito ed onesto; e caldamente lo Benedetto abbia segnate queste bolle.
raccomanda all' imperatore ed ai ve- BENEDICAMUS DOMINO, Ver-
scovi di quel dominio. La sua au- setto. Formula, colla quale sidà
torità fece, che potesse accomodare termine al divino ufficio, ed alcune
alcune differenze fra il patriarca di volte alla messa, cioè quando non
Costantinopoli ed i cherici franchi si dice il Gloria in excelsis Deo
a patto però, che di tutte le terre ( Merati, part. I, tit. XIII, num. 3 ).

acquistate in oriente colle armi , la Questa formula fu sostituita all' Ite


chiesa di Costantinopoli avesse la missa est (P^edi), nei giorni di di-
decimaquinta parte. Dopo tre lustri giuno, giacché in questi per causa
di Cardinalato, nel 1226, terminò dell'ufficiatura di nona, e di vespe-
in pace i suoi giorni , nel Pontifi- ro, che era susseguente alla messa,
cato di Onorio III. Era tra i Cardi- non si mandava a casa il popolo.
nali elettori di quel Pontefice, ben- In alcune chiese si usava tale vei'-

ché prima si veda segnata la sua setto anche messa della notte
alla
morte nel Pontificato d' Innocenzo di Natale, dopo la quale non par-
III. La maggior parte degli scrittori tivano gli astanti, giacché doveano
tutta volta opinano che sia morto , assistere alle laudi, che seguivano
dopo la elezione di Onorio. immediatamente la messa. Il Can-
BENEDETTO, Cardinale. Bene- cellieri , nelle sue notizie intorno
detto fu vescovo di Selva-Candida. allaNotte di Natalej Roma 1788
Era bibliotecario della S. R. C. nel a pag. i5, così si esprime su questo
y42 > essendo Pontefice s. Zaccaria: argomento >» Non si cantava l' Ite
:

ragione per cui si dice appartenere missa est 3 perché si doveva restare
a questo Papa, di cui segnò anche a cantar le laudi, e poi ad assistere
alcune bolle spedite in Aquino a alla seconda messa, come avverte
favore del celebre monistero di Mon- Gio. Belleto: In prima missa Na-
tecassìno. talis Domini non debet dici , Ite
BENEDETTO, Cardinale. Be- missa est , ne videatar populus
nedetto apparteneva al Papa Mari- licentiam habere abeundi. Ma in
no I, ed era vescovo di Selva-Can- sua vece , come usa vasi ne' giorni
dida, e bibliotecario della chiesa di di digiuno, in cui dopo la messa
Roma. L'Assemanni con altri assen- si recitava l'ora di nona, e il ve~
BEN BEN 59
spero, si diceva Baitdicamus Domi' nei nostri breviari, e rituali non vi
no, chiamato Versus eluso r. Si leg- è, e che non vi deve essere, perchè
ge auche nel ceremoniale mss. della quando i salmi penitenziali colle
chiesa di Toul, Du Veri Caerem. litanie si dopo le laudi, si
dicono
Eccl. tomo I, pag. 4 et 5 : In fine debbono dire dopo il Benedicamus
Misscs clicitur Benedicarnus Domi- Domino delle stesse laudi, lasciato
no, quia nonduni conceditur facul- et Fidelium Animoe etc, perchè
tas exeundi de ecclesia. dicendosi in fine delle litanie, serve
Sul significato delle parole Bene- per ambedue; sicché c^neW exaudiat
dicarnus Domino, il Sarnelli nella vi è posto in vece del Benedicamus

lettera ecclesiastica LVIII, tomo già detto.V. Gavanto in Rubric, Brev.


VII, fra le altre cose, dice ai nu- de psalm. poeniL sect. IX, cap. IV,
meri i4 e i5: che il Benedica- e r articolo Messa.
rnus Domino si dice rivolto all'al- BENEDICITE. Preghiera, che si

tare dal celebrante nelle messe pri- recita prima delle refezione per be-
vate, e dal diacono nelle canta- nedire il cibo posto sulla mensa,
te, quia ibi peculiari modo Domi- Mensae consacratio. La benedizio-
nus adest; che l'ile missa est si dice ne della mensa è antichissima, ed
verso il popolo, perchè con quelle pa- appartiene darla alle persone più
role popolo si licenzia. E questa
il distinte, ed ai chierici in preferenza
licenza dà solennemente ne' di festi-
si de' laici. Nelle comunità religiose, il

vi, seppure non si deve dimostrare superiore benedice la tavola, né man-


qualche mestizia, come nelle dome- cano concilii, che raccomandano la
niche di quaresima e somighanti, benedizione della mensa avanti il

e ne' giorni feriali, dove i di voti, pasto. Benedicere è quasi lo stesso


che intervengono alla messa, devo- che santificare, come si legge presso
no piuttosto trattenersi alle divine l'apostolo (Tim i. 4)j che i cibi
lodi, e benedizioni, come dice il si benedicono per
santificano, cioè si

Micrologìo al capo quarantasei, ben- verbum et precalionem j imperocché


ché Clemente usi le parole Ile
s. pregando, celebrando il nome di
in pace , come Cristo disse dopo Dio, ed invocandolo, benediciamo,
la sacra cena: surgite, eamus. Al- e quasi santifichiamo tutte le cose.
l' invito del Benedicamus Domino, Nel sabbato santo, i sacerdoti girano
si risponde Deo gralias, come an- per le case a benedire i cibi, e le
che all' /tó missa est, perchè, dice ova. Sopi*a r uso di questa benedi-
san Agostino, nell'epistola XXXIX zione veggasi Tobia Kraschi, Com-
ad Paulinum Partecipato tanto : mentalio de ovibus paschaUbus, Re-
sacramento , graliarum actio cun- gion. 1705.
cta concludit. In quanto poi al Quando i Pontefici danno qual-
dubbio, se dopo le orazioni poste che banchetto a' Cardinali in occa-
in fine delle litanie, e preci de' sette sione averne consagrato alcuno
di
salmi penitenziaU, debba esservi ap- in vescovo, o per altro motivo, mon-
posto il versetto Benedicamus Do- signor caudatario, cappellano segre-
mino, poiché in molti breviari, e to Pontificio , dice la formula della
rituali vi apparisce, ed in altri no; benedizione mensa. Benedici-
della
Io stesso Sarnelli, nella lettera XVI te, stando tutti in piedi, a cui ri-
del tomo III , num. 1 3 , dice , che spondono i cantori della cappella
6o BEN BEN
Papale, ed il Pontefice benedice tan- dizioni proprie per una nuova car-

to la propria tavola, che quella dei sa, per un nuovo letto, per un nuo-
Cardinali. Nella mensa, che s'imban- vo naviglio, per le frutta, pel vino,
disce nel palazzo apostolico pei pel- pegli alimenti nuovi d'ogni specie,
legrini la mattina del giovedì santo, e ciò fu prescritto per togliere le
il Pontefice, che si reca ad assister- superstizioni dei gentili, e ricordare
vi, benedice la tavola, dopo l'ora- ai fedeli, che ogni bene viene da
zione Benedicite^ recitata da un suo Dio. Il Butler poi, nelle sue feste
cappellano segreto ; e dopo aver mobilij asserisce, che solamente mer-
somministrato ai commensali, chia- cè la Benedizione divina tutte le cose
mati apostoli, alcune vivande, li la- create possono giovarci, e noi pos-
scia colla sua benedizione. Vedi il siamo tenerci lontani dai mali, che
rame di Picard, Cerimonies Reli- si sforzano sempre di farci gli spi-
gieuses, tomo II. pag. 172, le Pa- riti perversi. Che se parliamo del-
pe benit les tables des pelerins , et le cose, le quali s'impiegano all'al-

leurs sert a manger avec les Car- tare pel divino servigio, vedremo
dinauXj et autres Prelats, nonché costante ed antico costume della il

gli articoli Pranzi ed Agapi. Chiesa di benedir luttociò, che spetta


BENEDIZIONE. L'atto del be- al culto di Dio, gli abiti, gli arredi
nedire è il desiderare felicità a per- sacerdotali, e gli edificii per la ce-

sona amata. Cos\ i patriarchi vicini lebrazione de' sacri misteri ; laqual
a morte benedicevano i loro fighuo- pratica e' insegna quanto sublime
li. Nel cristianesimo si danno le Be- idea dobbiamo concepire delle cose
nedizioni col segno di croce, per sacre.
ricordare ai fedeli i benefizii deri- Benedizione vale anche a dino-
vati dalla redenzione del Salvatore. tare le preghiere, o cerimonie, col-
Benedire vuol dire anche pregar le quali la Chiesa destina certe per-
bene da Dio alla cosa, che si bene- sone a determinati stati ed impie-
dice; il qual atto si fa per lo più ghi, e con cerimonie ne distribuisce
alzando la mano, e movendola in gli abiti, e gli altri distintivi. In
segno di croce. Si dà anche la Be- questo significato la Chiesa l^enedice
nedizione al popolo dai sacerdoti, e gli abbati, le abbadesse, le mona-

superiori ecclesiastici tanto nelle chie- che, i cavalieri, ed a questo si può


se, quanto nelle strade, come pra- anche riferire la consacrazione de»
ticano i vescovi, o con un segno di re e delle regine.
croce fatto colla mano, ovvero con Viene la parola Benedizione adope-
qualche immagine divota con un , rata anche per indicare le funzioni sa-
reliquiario, o col Ss. Sacramento. cre, colle quali la Chiesa toglie le cose
Fino dai tempi apostolici, dice all'uso profano per impiegarle in usi
Bergier ( giacche non si trova dopo religiosi, e perciò essa benedice l'ac-
r istituzione della Chiesa un coman- qua, il sale, il fuoco, l' olio, le cam-
do o prescrizione ne di Pontefici pane, le cappelle, i cimiterii, gU ai--

ne di concilii), la Chiesa usò bene- redi, la biancheria dell' altare, e ge-


dire la più parte delle cose, di cui neralmente tutto ciò, ch'essa adopera
si servono i fedeli nei bisogni or- per uso sacro. Queste Benedizioni
dinarli della vita, per cui si veg- si chiamano anche consacrazioni, on-

gono ne' più antichi rituali le bene- de si dice essere consacrata una chic-
,,

BEN BEN 61
sa, un altare, un calice. Nondimeno Poscia Alessandro VII del i655,
la parola consacrazione si usa parti- concesse agli abbati religiosi la fa-
colarmente per significare un' unzio- coltà di dare tre Benedizioni nelle
ne, quindi dicesi essere benedetto messe Pontificali , ma non già in
il ciborio, e consacrato il calice, poi- quelle , che non fossero celebrate
ché per questo si adopera l'unzione. pontificalmente, come riporta il Lam-
I^p Benedizioni per tutto quello bertini nella Notificazione XIV y
che serve ai bisogni dell'uomo, com- § 4, n. 19.
prese le bandiere e le armi, si fan- Il Sarnelli nella sua Lettera XVI^
no con aspersorio di acqua bene- tomo II, p, po-4^ dice, « che il

detta con segni di aoce , e pre-


,
>» polodeve genuflettere, incon-
si

ghiere conformi al soggetto della » trando il vescovo, per riceverne


cerimonia, e ciò praticasi, perchè *j la Benedizione, e tratta degli ef-
gli uomini abbiano a servirsene solo » fetti della medesima ". Fra le al-
per gloria di Dio e loro salvezza. tre cose egli dice, essere comandato
Yi sono alcune Benedizioni per le dal cerimoniale de' vescovi , lib. l

quali, secondo la disciplina della cap. 2, che il vescovo sibi occurren-


Chiesa, è necessario il carattere epi- tes subditoSj qui geniifletere debent^
scopale, come sono quelle degli ogli signo crucis super illos facto^ be^
santi, dei calici, delle patene e simili. nedicat. Per la osservanza di cote-
In altre è stata per sola convenien- sta pratica il concilio ravennatense,
za riservata ai vescovi questa facol- nel 1
5 emanò un apposito de-
3 14
tà, poiché possono anche esercitarla creto. Poiché dice sant' Agostino ,

i sacerdoti da essi delegati , come il vescovo alza quaggiù la mano,


la Benedizione delle cappelle, dei fa il segno di croce, e Iddio be-
ci miteni, delle croci, delle immagini, nedice dal cielo. Oltre a ciò la Be-
delle campane, degli stendardi e nedizione episcopale è uno de' sa-
delle suppellettili sacerdotali. cramentali della Chiesa, con cui si

Presso tutte le chiese del mondo rimettono i peccati veniali, come ri-

sono state sempre in uso le Bene- levasi dal canone dictum est, e dal-
dizioni, com' é dimostrato dai rituali l' angelico san Tommaso , segui-
più antichi greci e latini, e parti- to dalla comune de' dottori. Ed
colarmente la Benedizione, che i sa- è perciò, che per godere l'effetto
cerdotidanno al popolo stendendo di questa Benedizione episcopale, si

le mani in forma di croce e pro- , richiede riverenza in riceverla, e


nunciando le parole Benedicat vos : questa é la genuflessione oidinata
omnipotens Deus etc. Essendo poi dalla s. Chiesa.
a' tempi di s. Pio V, creato nel Benedizione in lato senso è quella,
i566, costume de' sacerdoti di dar come dicemmo, colla quale si con-
nel fine della messa la Benedizione sacrano i vescovi, e si benedicono
al popolo con tre croci, come oggi gli abbati e le abbadesse. Questa
fanno i vescovi il Pontefice levò
, una volta si chiamava anche ordi-
questo rito, riservandolo soltanto alle nazione, e neirVIlI secolo, il secon-
messe cantate, nelle quali però fu do concilio di Nicea ha permesso
proibito da Clemente Vili, eletto agli abbati benedetti di dar la ton-
nell'anno 1592, a' semplici sacer- sura, e gli ordini minori ai religiosi.
,doti. F. Merati, tom. I, pag. 243. Una tale Benedizione è ben diversa
, ,

63 BEN BEN
dair ordinazione de' diaconi, de' pre- atto ne derivò per tradizione il rito
ti e de' vescovi , singolarmente in di benedire colla mano stessa, fa-
due cose : l'ordinazione avviene sul- cendosi il segno della croce sopra
la domanda della Chiesa, e l'impo- le E per rinno-
cose da benedirsi.
sizione delle mani è accompagnata vare cerimonia nella Chiesa,
tal

dall'invocazione dello Spirito santo, l'Amalarico dice, che s'introdusse la


laddove la Benedizione degli abbati, Benedizione, la quale al termine della
e delle abbadesse segue sopra ricer- messa si dà al popolo : Hunc mo-
ca de' monisteri rispettivi, e l'impo- rem tenet sacerdos , dice il mede-
sizione delle mani si fa senza invo- simo, ut post omnia sacramenta
care lo Spirito santo. consummata benedicat populo, atque
Quando il romano Pontefice è già salutetj deinde revertitur ad orien-
vescovo prima della sua elezione, non tenij ut se commendet Domini A-
si consacra di nuovo, ma si prega che scensionij dicitque diaconus: Ite,
Dio, per r intercessione de' santi , a missa est. Dal che si raccoglie, che
larga copia diffonda le sue Benedi- anticamente l'ultima cosa della mes-
zioni, e questo atto spesse volte si sa era la Benedizione, che si dava
chiama Benedizione, e consacrazione subito dopo la comunione del sa-
presso gli antichi scrittori, come di- cerdote, senza 1' evangelo di s. Gio-
mostra il Pagi, Brev. in vita Joan. vanni, ne altro. Davasi con pio co-
XII, et Urbani IV. La consacra- stume la medesima Benedizione dopo
zione e Benedizione si celebrava in la comunione, acciocché que' fedeli,

giorno di domenica. Innocenzo , V che non s'erano comunicati, partis-


che prima era vescovo di Ostia, elet- sero dalla chiesa almeno consolati
to Papa in Arezzo nel 1276, scri- colla Benedizione.
vendo prima della sua coronazio- Per decreto de' Pontefici s. Leo-
ne, sul fine della lettera, diceva: ne I , del 44o ? e san Gelasio I
,

Nec mireminij quod bulla nostra fu proibito a' sacerdoti di dare la


cioè il sigillo, non exprimens nomen Benedizione al popolo, presente il

nostrum est appensaprcesentibusj quce vescovo, onde quando essi celebrano


ante Benedictionis nostrce solenmia alia loro presenza, con un profondo
transmittuntur, quia hi, qui fuerunt inchino chieggono la facoltà di po-
hactenus in Romana Ecclesia electi ter benedire, e chi celebra privata-
Pontifices consuevcrunt in bullan-
_, mente innanzi al Papa, colla genufles-
dis litteris ante suce Benedictionis sione la domanda , anzi quando il

munus, modum
hujusmodi observa- Pontefice in s. Pietro in Vaticano si

re, dov'egh adopera la parola Be- trova presente all' ostensione delie
nedizione e non consacrazione, che reliquie maggiori, i canonici, che dal-
altri aveano usato. la loggia le mostrano , benedicono

Da' sacerdoti e leviti del popolo il popolo soltanto dai due lati estre-
d'Israele, e dai loro riti è derivato mi della loggia , e non in mezzo
ilcostume nella Chiesa di benedire, come si fa le altre volte ,
per ris-

ed il primo che l' introducesse nel petto alla suprema dignità del capo
cristianesimo fu Gesìi Cristo, il qua- della Chiesa. Per la stessa ragione,
le alzate le mani nelle due sue ul- se il Papa nella notte di Natale in-
time apparizioni, bened'ì gli apostoli terviene al mattutino, egli canta l'ul-
ed in essi tutta la Chiesa, dal qual tima lezione, trattenendosi alquanto
BEN BEN 63
i! coro prima di rispondere Amen come dicesi al seguente articolo.
al Jube Domine benedicere , come Tale appunto e somigliantissima è
egli dice in vece di Domnej per in- la Benedizione ecclesiastica usata
dicare che non v' è superiore , che da' ss. Padri, e primieramente con
possa dar la benedizione al Papa. tre soli diti; e ciò si ricava dalle
Veggasi Card. Caielanus, in Ord. immagini antiche, che con frequen-
XF p. 234, e Macri in Jube Do- za si vedono , massime nelle tribu-^
nine. ne delle basiliche più celebri, e più
Anticamente, dice il Maire, il antiche di Roma, come diffusamente
sacerdote benediva il popolo, dicen- osserva il Baronio, de' santi Pietro,
do: In unitale Sanati Spiritus, be- Silvestro I , e Gregorio I, e come
nedicat vos Pater et Fiiiiis. Davasi ne fa testimonianza la statua di bron-
pure la Benedizione, anche nelle zo di s. Pietro nel Vaticano. Così
messe de' morti, con la seguente pure si osserva la figura del Reden-
formula Deus vita mvoruni et
: _,
tore, in atto di benedire coi tre
resurrectio mortuoruni benedicat vos diti, indice, medio, e auricolare,
in scecula sceculorum. V. M. Adol- in più luoghi di Roma. Gli antichi
phemrot de Benedictione speciatim cristiani, particolarmente gU orien-
sacerdotali^ eiusque formula^ Tract. tali, usarono rappresentare Dio Pa-
TJwolog.j Lipsiae 172 1 pag. i63. dre, col dipingere una mano ti-a

Non solamente è pervenuto a noi le nuvole, colle tre prime dita al-
dalle cerimonie mosaiche l'uso del zate, e le altre due ripiegate, per-
benedire, ma
modo, ed il rito
il chè come sono tre dita in una ma-
medesimo, giacché, come dicono no, cosi sono tre persone in una sola
Innocenzo III, Rabano e Durando, Deità. F. il Piazza, nella sua Gè-
si faceva l'antica Benedizione alzan- rarchia Cardinalizia j Dell'origine y
dosi le mani, con voce alta, dal mistero j ed uso delle Benedizioni
sacerdote , o levita ritto in pie- ecclesiastiche.
di , e rivolto al popolo , con la Trattando questo autore della
pronunzia della voce misteriosa, che Benedizione diaconale dice , , che
rinchiude il nome della santissi- fino da Papa Clemente IX, per
ma Trinità, ovvero la di lei tripli- decreto de' i5 settembre 1668, fu
cata invocazione, sebbene presso di risoluta in favore de' Cardinali dia-
essi era nascosto il mistero. Usava- coni la questione, se fosse loro le-
no ancora per esprimere questa mi- cito dare solennemente nella propria
stica invocazione, dice il Galatino, diaconia la Benedizione colla con-
,

di stendere la mano, alzando tre sueta formula : Sit nonien Domini


sole dita, cioè V indice, il medio e benedictuniy rivolti al popolo, ezian-
r auricolare , e ristringendo uniti il dio fuori del santo sacrifizio, nel
pollice e l'anulare, come afferma modo che fanno i vescovi nelle
kaynaud, e come vuole il p. Ata- loro cattedrali , e i Cardinali preti
nasio Kircher, formando di tutta nelle rispettive chiese titolari. Il

la mano tre sole parti, cioè il pol- Cardinale Giacovacci, ed il Man-


lice, l'indice unito col medio, e fredi sostengono, che i Cardinali
l'anulare con l'auricolare, non per diaconi possono dare la solenne
altra ragione certamente, che per Benedizione nella forma vescovile,
l'arcano mistero della Ss. Triade, benché non sieno sacerdoti, e ciò
.

64 BEN BEN
perchè, dice il Preposito, la facoltà sa antichissima, e nata insieme col*
di benedire dipende non dall'or- la Chiesa : Ad oninem progressum^
dine, perchè altrimenti non si po- ad oninem aditum et exitum , ad
trebbe concedere dal vescovo ad un vestitum et calceatum, ad lavacra^
inferiore, ma dalla giurisdizione; e ad mensas , ad lumina et cubilia,
quando anche tal facoltà procedesse ad sediHa j quacumque nos conver-
dall'ordine, dice Graziano, che l'eser- satio exercet^ fronteni crucis signa-
cizio di essa dipende appunto dalla culo terimus. stesso raccoman-Lo
giurisdizione. I Cardinali diaconi ten- da Girolamo, dicendo:
di farsi s.

gono nei loro titoli o diaconie, il luo- ad omneni actum ^ et ad oninem


go del Sommo Pontefice, ed esercita- incessuni manus pingat crucem.
no qualche autorità ordinaria, confe- Questo lodevole costume è stato poi
rendo i benefizi visitando decre-
, , continuato nella Chiesa da' fedeli, e
tando, e facendo altre funzioni giu- nelle famiglie non solamente reli-
risdizionali, spettanti al mero spiri- giose, ma ancora secolari, benedi-
tuale, nelle loro diaconie. Però essi cendo se medesimi in tutte le loro
non possono solennemente benedire azioni, e le cose che usano quotidiana-
ilpopolo, come i sacerdoti, alla pre- mente, ricevendo eziandio le Bene-
senza de' vescovi, e solo il possono dizioni de' superiori, quando escono,
fare in virtù di facoltà conferita dal e ritornano in casa. Il pio costume
Papa, come si concede ai Cardinali de' padri di famiglia di benedire i loro
legati a V. Giacomo Bonami-
Intere. figliuoli appena alzati dal letto, prima
ci, Eulogio diaconale, Q FrancescoGri- di uscire di casa, od in occasione di
sendo. Della Benedizione diaconale. viaggi fu abbracciato dai cattolici,
Il Sarnelli, nel tomo V del- ad esempio degli antichi patriarchi A-
le sue Lettere Ecclesiastiche pag. bramo, Isacco e Giacobbe, che bene-
32 ,
parlando Della potestà che si dissero in un modo particolare i
dà al lettore di benedire il pane e loro figliuoli. La Benedizione si do-
i frutti nuovij, tratta delle Benedizio- manda pure in iscritto dai cattolici
ni costitutive y e invocativej nonché di al Sommo Pontefice, dai diocesani
quelle, che si danno per potestà del- al vescovo, dagl' inferiori ai superio-
l' ordine , e per potestà di giurisdi- ri ecclesiastici, dai figli ai genitori,
zione; ed al tomo li, p. ^i e 43, e da chiunque a' rispettivi confesso-
parlando della Benedizione del vesco- ri, ed alle persone costituite in di-
To, e de' suoi effetti, dice, che il va- gnità della Chiesa , come ai buoni
lore di essa non dipende dalla san- servi di Dio, i quali in virtìi della
tità della vita, ma dal carattere. Benedizione data nel nome divi-
Delle altre Benedizioni, e di quelle no , operarono i più stupendi mira-
proscritte , veggasi Diclich , Dizio- coli

nario sacro liturgico j tomo I pag. BENEDIZIONI del Sommo Pon-


89 e seg. tefice, cioè, I Benedizioni comuni^
Finalmente, siccome la Benedi- II solenni., Ili in articulo mortis.
zione col segno della croce, fu pra- I romani Pontefici, imitatori del
ticata dai cristiani fino dai tempi fondatore della Chiesa, bencdirono
apostolici, ed in ogni loro domesti- costantemente i fedeli dai primi
ca occorrenza, così parlando di es- tempi di essa, e la loro Benedizio-
sa Tertulliano, la dcsciire come co- ne fu ricercata mai sempre colla
, ,

BEN BEN «5
maggior venerazione dagli stéssi san- ( in Const. Cron. Histor. ad s. Cle-
ti più celebri, e dai sovrani più po- tum num. IV p. 89 ) ed il Garnier
tenti, molti de' quali si recarono a {
Dissert. ad libr. Diumum Pont.
iRoraa per visitare la tomba del Rom. pag. i52), che prima dei santi
primo Pontefice s. Pietro e riceve- Leone IX, eletto nel 1049, ^ almeno
re dal successore di lui V apostolica di Gregorio VII, eletto nel 1073, que-
Benedizione. Ne mancò Dio di far- sta formula non fosse con uso sta-
ne vedere i prodigiosi effetti, dei bile e costante da' Papi adoperata,
quali lungo sarebbe riportare le te- e posta per titolo ai brevi Pontifi-
stimonianze. Non
contentarono si cii: Gregorius XVI^ Salu'
p. e.

però i primi Papi di benedire i fe- tem^ et Apostolicam Benedictionem,


deli, ma nelle stesse lettere aposto- usandone un'altra per le boUe (Vedi)
liche, qual saluto paterno, ed augu- meno alcune, nelle quah si pone que-
rio di prosperità, adottarono la for- sta formula, come alle bolle dirette
mula, Salutern et Apostolicam Be- a particolari persone, dicendosi: Gre-
nedictionem 3 che si vuole incomin- gorius episcopus servus servorum.
ciata dal terzo Pontefice s. Cleto Dei, dilecto filio N. N. salutern,
creato nell' anno 80 dell' era cristia- et Apostolicam Benedictionem. Co-
na, secondo Martino Polono nella mune pensare è degli scrittori, che
sua Cronaca^ ciò che anche si leg- questa Pontificia salutazione scancel-
ge in altri scrittori. li i peccati veniali in quelli , a cui
Parlandone Lodovico Giacobbe è indirizzata ; anzi dice la Chiosa ,
di s. Carlo ( Biblioth. Pont. lib. I in cap. si de Seni. EX"
aliquando
p. 58 ), dice : S. Cletus scripsisse com. , verb. Salulationis , che diri-
ferlur epistolas, in quibus omnium gendola il Papa ad uno scomunica-
primus iisus est verbis illis Salu- to, colla scienza di essere egli le-
tern et Apostolicam Benedictionem. gato da censma, per questo so-
tal
Ita ab omnibus auctoribus affirma- lo saluto rimarrebbe affatto assolu-
tur^ sed non extant, neque in con- to, e libero dall' incorsa scomunica.
ciliis generalibuSj neque in epistolis V. Petra, Comment. ad Const. A-
Ponlificiis hactenus reperire polui. post. tom. I p. ^o. Quindi ne vie-
Non poteva egli trovare in alcu-
lo ne, che dandosi qualche occasione,
na lettera genuina di s. Cleto, poi- in cui abbiano dovuto i Papi scri-
ché ne' primi tre secoli non ne esi- vere o a persone scomunicate , o
,

stono che una di Clemente, e tre


s. ad eretici, non hanno usato di que-
di s. Cornelio. Stima però il San- sto apostoHco saluto. Scrivendo poi
dini Vitae Pont, tomo I in vita
( a persone, che non abbiano ricevu-
s. I 3 ),
Cleti p. che niun altro Pon- to la fede, in luogo di quello, met-
tefice abbia adoperato il saluto Pon- tono la formula: Lumen divinae
tificio Salutern et Apostolicam Be-
: graliae, della qual cosa abbiamo
nedictionem ^ prima di Giovanni V molti esempi ne' brevi di Clemente
eletto nel 685, e di Sergio I crea- XI del 1700, diretti a personaggi
to nel 687, i diplomi de' quafi se- pagani.
gnati con quel saluto , furono regi- Vi sono stati eziandio de' casi
strati da Mabillon { De re diplom. che un principe accattolico, avendo
lib. V. p. 346, e lib. VI p. 622). per moglie una cattolica , che iu
Aggiungono però in Papebrochio, questa l'eligione facesse educare la
VOI. V.
m BEN BEN
fìgliuolanza , scrivendo al Papa ha censcj benignamente si alzò alla pre»
domandato ed ottenuto l'apostolica senza di molti nobili, e colla mano
Benedizione per la medesima sua fece segno della Benedizione alla
il

famiglia ; ma agli accattolici, sebbe- volta di Francia, assolvendola in uno


ne la domandino, non viene dai al re dalla sentenza dell' interdetto.
Pontefici compartita. Correndo l'anno 1272, recandosi
Ma Pontefice Benedetto XIV,
il Papa Gregorio X in Lione, si trat-
nel licenziarsi da lui due personag- tenne in Firenze per riconciliare i

gi di culto luterano, li benedisse e ghibellini co' guelfi a cagione


, ma
gli ammonì , col dire : Figliuo- della frode, che vi usarono per im-
li, la Benedizione de' vecchi e ac- pedirne l'unione, la lasciò coll'in-
cetta a tutte le genti: Io vi be- terdetto. Ritornando poi in Itaha
nedico, il Signore v' illumini. Quan- nel 1275, giunse a Firenze ai iB
do Pio VII, nel i8o5, trovavasi in dicembre, e benché egli non vi vo-
Parigi, essendo un giorno innanzi a lesse entrare, per cagione dell'in-
lui Maron, presidente del concisto- terdetto, tuttavia, non permettendo^
ro de' protestanti, frammischiato coi gli l'inondazione dell'Arno di pas-

cattolici , neir atto che il Pontefice sare fuori delle mura, fu costretto
licenziandoli avea alzata la destra, ad entrare nella città, che egU, far
per dar loro l' apostolica Benedizio- cendo il segno della Benedizione
ne, stava il Maron per ritirarsi, non colla mano, assolveva mentre pas-
credendo di poterne legittimamente sava il ponte, la qual cosa era in-
partecipare. Allora Pio VII richia- separabile dal suo passaggio, ma poi
mandolo, e dolcemente guardando- uscito, ne rinnovò l' istesso interdet-
lo, gli disse : Se vi ritirate^ signor to , come abbiamo dallo storico
Maron, dal Pontefice Romano, spe- Villani, lib. VII, cap. 5o. Da ulti-
ro per altro che non ricuserete la mo, essendosi ammalato gravemen-
Benedizione di un vecchio affettuo- te Giulio II neir agosto i5i3, que-
so. La tenerezza di questa espres- stichiamò a sé i Cardinah, e ve-
sione sorprese e commosse gli astan- dendo Francesco Maria I suo ni-
ti, che sentirono vieppiù il pregio pote duca d' Urbino pentito delia ,

,d'una tal Benedizione. morte data al Cardinal Alidosio, il


Che la sola Pontificia Benedizio- quale avea incolpato il duca di aver
ne valga ad assolvere dalle censure ceduto Bologna al Benlivoglio, fa-
e scomuniche anche maggiori, mol- cendo il segno della Benedizione,
ti ne sono i casi, e per brevità ne gli perdonò il delitto commesso ,

indicheremo soltanto alcuni. Appe- senza richiedere altre formalità di


na, nel I 143, fu creato Papa Ce- diritto, alle quali non dava luogo
lestino II , il re di Francia Lo- la brevità del tempo.
dovico VII gli spedi ambasciatori Danno i Papi la loro Benedizio-
supplicandolo della pace , e dell' as- ne, colle prime tre dita della mano
soluzione dalle censure ecclesiasti- destra cioè pollice, indice e medio,
,

che, fulminate dal suo antecessore tenendo ripiegati gli altri due, anu-
Innocenzo II, coll'interdetto dell'in- lare, ed auriculare; ed in atto di
tero reame. Vedendolo Celestino II benedire per lo più sono rappre-
pentito, seco lui lo riconciliò, e, co- sentati ne' monumenti, come poi me-
me narra il Conogiafo Maurenea- glio si dirà, particolaimentc in quelli
,

BEN BEN 6f
che racchiudono le loro ceneri. Com- » lenni, né lo benedice già in suo
partono i Pontefici la Benedizione » nome, ma nel nome della Ss.
colie tre prime dita alzate, in no- >» Trinità». Il Papa, quando si re-
me della Ss. Trinità , a differenza ca alle cappelle, o a visitare alcuna
de' vescovi greci , che la danno chiesa, monisteri, o sovrani, in una
unendo l'auriculare col pollice, si per- parola quando incede colia stola, e
chè anche cosi si denota la Ss. Tri- allor quando va con treno semi-
nità, come perchè la mano con que- pubblico, si fa precedere dalla cro-
sta positura viene a configurare VAI- ce Pontificia, giacché san Clemen-
pha e r Omega _,
principio e fi- te I , eletto neir anno 98 ,
prescris*
ne delle cose, alludendosi alle paro- se che non potesse uscire senza la
le dell'Apocalisse: Ego siun Alpha croce avanti, sebbene il Lenglet cre-
et Omega ^ Prìmus et Novissimus ^ de, che quest'uso incominciasse con
Principiiim et Finis. Adriano dell' 867; ed è da que-
II
Che al declinare del secolo IX ab- sta croce che il Pontefice invoca la
biasi avuto un preludio delle barbarie, divina Benedizione quando solenne-
che commisero nel X, è cosa troppo
si mente comparte. Nei viaggi i Som-
la
nota una fu certamente il dissotter-
: mi si facevano anche pre-
Pontefici
ramento del cadavere di Papa For- cedere dalla Ss. Eucaristia, ed in
moso , morto a' 4 aprile dell' 896, questo modo nel ']Si , si recò in
insigne in dottrina e virtù, eseguito Francia Stefano III.

per ordine di Stefano VII, eletto ai Oltre a tutti quelli, che si pre-
22 maggio, il quale ritenendolo in- sentano al Sommo Pontefice, do-
truso , spogliatolo degli abiti sacri, mandano a questo rispettosamente
gli fece tagliar le tre dita , con cui la Benedizione anche quelli, che gli
soleva dar la Benedizione Pontificia; dirigono lettere, sebbene sieno costi-
dice il Baronio a tal
effetto tutto, tuiti in qualunque dignità sovrana,

anno, d'una violenta tirannia, non ed ecclesiastica; i principi per se e


già di errore nella fede. per le loro famiglie; ed i vescovi
Comparte il Pontefice la sua Be- anche pel gregge alla lor cura af-
nedizione nel proprio palazzo a chi fidato.
implora l' udienza , come pure gi- Tanto è interessante ciò, che il

rando per la città, viaggiando, nel- dottissimo Garampi, nella sua Illu-
le funzioni sacre, nelle cappelle, e strazione d'un antico sigillo della
quando in queste viene portato in Garfagnana^ dice a p. no e seg.
sedia gestatoria; e chi la riceve si sulla Benedizione delle immagini di
prostra in ginocchio. Opponendo Cristo, de' Santi e de' Pontefici in
contro il romano Pontefice questo atto di benedire, come della Bene-
rito Basilio Czar di Moscovia al ge- dizione de' vescovi, che si reputa in-
suita p. Possevino, che Gregorio dispensabile di riportarne qui alcuni
XIII gli avea mandato per nunzio, tratti, a maggior erudizione. Gio-
questi gli rispose: « Se in certi vanni diacono, descrivendo il ritrat-
" giorni particolari il Sommo Pon- to, che di se stesso fece dipingere
» tefice si fa portare in sedia ciò , s. Gregorio I, Papa del 590, scri-
« non fa egli per fasto o morbi- , ve, ch'erasi fatto rappresentare in
« dezza, ma per benedire il popo- atto di benedire: pianeta erat su-
» lo adunato in certe feste più so- pra dalmalicam castaneaj cvangc-
,

68 BEN BEN
lium in sinistra, modus crucis in persone ,
quanto
formare sopra
col
dexlcra. Gli antichi cristiani sole- di esse il il qual ri-
salutare segno,
vano rappresentale le immagini di to può credersi surrogato al più an-
Gesù Cristo e de' santi, per lo più tico della espansione, o imposizione
colle mani stese ed elevate, perchè delle mani. Innocenzo III del 1198
essendo questo un segno di Bene- disse consignare : Cum super alios
dizione, doveano veneratori di ta-
i sìgnum crucis imprimimus, ipsos a
li immagini implorarla con di vote sinistris consignamus in dexteratn,
preghiere ; e siccome antichissimo (De Missa hb. II, cap. 45). Urba-
era l'uso di chiedere la Benedizione no li disse cuni cruce signare j
de' sacri pastori, così fu creduto di giacché concedendo questo Papa nel
non poter rappresentare le immagi- 1092 all'abbate del monistero della
ni in atto più conveniente alla loro Cava varii privilegi, gli conferì an-
dignità, quanto in quello di bene- che quello di potere nelle terre del
dire. Molte sono le immagini di an- suo monistero ecclesias construcre
tichi vescovi col vangelo alla sini- cum cruce signare, aliaque Ponlifl-
sti-a , e colle due o tre dita della calia, et spiritualia exercere. E O-
destra mano in atto di benedire. In norio HI, del 12 16, adoperò la fra-
tal forma si vedono altresì quelle se s ignare, et signando benedicere,
de' Sommi Pontefici, nell'antica sta- come leggesi in una sua bolla, con
tua di s. Urbano I, creato \ anno cui confermando agli arcivescovi di
226, posta nella chiesa di s. Ce- Ravenna 1' antica consuetudine in
cilia, nel deposito d'Innocenzo li, porlanda cruce et tintinnabulo, ag-
morto nel 1 143, situato in s. Maria giunse per ispecial grazia , ut quo-
in Transtevere , e nelle pitture di cumque iveritis, excepta urbe, tri-

Anastasio IV , 153, che


fiorito nel 1 bus milliariis prope , et tribus mil-
già erano nell'oratorio di s. Nicolò liariis a loco ubi fuerit Romanus
del patriarchio lateranense . Non Pontifex, crucem et tintinnabuhini
solamente poi così rappresentavansi le sine conlradictione qualibet, de se-
immagini de'Papi santi, ma anco quel- dis apostolicce licentia deferatis , et
le de' viventi e di altri senza culto, signare ac signando benedicere, ubi-
come nella figura di Gregorio IV cumque cum praedictis insignibus
dell'827, in un codice vaticano, ed fueritis , praesumptionis nota
sine
in altro di questi si vede quella di possitis, salva moderatione concilii
Gelasio II del 11 18. Così furono generalis j il che confermò con bol-
rappresentati anche Bonifacio Vili la dei i4 maggio 1224, Scendo
del 1294, e Benedetto XI l del i334, altrettanto l'immediato successore
nonché i Pontefici del XIV e XV Gregorio IX.
secolo nelle loro monete. Questo costume di benedire, o
Questa foggia di Benedizione fu di segnare il popolo ne' vescovi , e
detta, e dicesi tuttora, signare pò- di portare la croce alzata, e bene-
puliim, poiché siccome sotto nome dire negli arcivescovi , era già tal-

di segno fu inteso anlonomastica- mente stabilito nel 1 3 che Cle- 1


1 ,

mente quello della croce, come di- mente V nel concilio generale di
ce il Du Gange parlando del signuni, Vienna volle estenderne la facoltà
così non si credette di poter in mi- anche pei luoghi esenti dalla loro
glior forma benedire le cose, e le giui'isdizione, purché fossero compre-
1

BEN BEN 69
si ne* limiti della medesima , come inclinato capite ^ dum veneriti pri-
si rileva dalla sua Extravag. lib. munì acolythi cuni defensoribus ^ de-
V tit. VIIj de privileg. Quindi nel inde presbiteri cum suis petita Be-
i3i4 ili ordinato in un concilio nedictione, et accepta, divisis hinc in-
provinciale, celebrato in Ravenna, de partibuSj prò ut militante praece-
che qualora i vescovi andassero cam- dunt Pontìficem usque ad ecclesiam.
minando per le strade di città o di Nella vita di Gelasio II, eletto nel
campagna, si suonassero le campane I 1 8, si racconta quanti signori, e
delie chiese, ita quod populus au- baroni andassero a ricevere i suoi
dire possila et exire^ et geniiflecte- ordini, dance fimcto negotio, accepta
re ad Benedictionem suscipiendam. Benedictione j redirent. Si ha dal
Ed ecco a qual uso da principio ser- placito tenutosi nel Pontificato di
vi il tintinnabulo, che insieme colla Onorio II, nel 1 1 26, dai chierici
prelazione della croce per ispecial della fraternità romana, che i ret-
privilegio ottennero gli arcivescovi tori, dopo di aver pronunziate le
di Ravenna, ed altri prelati. Proba- loro sentenze, gestae rei ordinem Pa-
bilmente adoprossi per avvisare il pae cappella narrave-
seriatim in
popolo, che passava il prelato in runt, caeterum dominus Papa, au-
forma pubblica , e colla croce alza- dita causa benedicens eisj lauda-
,

ta, acciò ognuno potesse genuflette- vitj et confirmavit. Benedetto, cano-


rà alla croce, e chiedere al vescovo nico di s. Pietro, che scrivea sotto
la Benedizione. Anche i nostri cleri Innocenzo II, il quale successe ad
delle principali basiliche di Roma, Onorio II, c'insegna, che entrato il

quando procedono processionalmen- Pontefice in Maria Maggiore nel


s.

te, avanti il Padiglione^ o Sinnic- giorno di Natale, e giunto in mez-


chio j cui succede la croce , fen- zo al presbiterio, primicerius depo-
no portare campanelloun che , nit niitrarn de capite suo, et oscu-
va suonandoa tocchi per av- , latur dextram scapulam Pontiflcis^
vertire il popolo a far luogo al et Pontifex eum. Più e-benedicit
passo della processione e a venera- spressa mente poi del costume di be-
re la croce. nedire anche camminando, parlasi
Se dunque l'uso di segnare il po- nel cerimoniale di Gregorio X, crea-
polo era sì comune in persona dei to nel 127 1, notando visi che l'elet-
vescovi sul principio del secolo XIV, to Pontefice, dopo di aver ricevuto
molto più sarà stato proprio de' Ro- le solite adorazioni in chiesa, ut ve-
mani Pontefici, ad esempio de' qua- ad ecclesiam, sic redit ad came-
nit
li s'introdusse il privilegio della pre- ram suam, et signando semper in
lazione della croce nei metropolita- eundo, redeundo. Così pure il
et
ni. Negli antichissimi Ordini roma- Cardinale Jacopo Gaetano Stefane-
ni si nota, che quando il Papa reca- schi notò, che il Papa prima del-
vasi alle stazioni ,
gli accoliti , e i l'incoronazione, procedens processio-
difensori di quella regione , che in naliter per ecclesiam continue be-
quel giorno era destinata al servi- nedicit j e che nelle processioni del-
gio del Pontefice, insieme col clero la festa della Purificazione di Ma-
della chiesa, dov'era intimata la sta- ria , e delle palme , tenet faculani
zione,lo stavano ad aspettare nel accensam vel palmam in marni si-

luogo in cui il Papa scendeva, ^t nistra j quia vadens, cum dextera


70 BEN BEN
sìgnat. Da da quanto si
tutto ciò, e ta alzate. Così sono espressi Bener
disse di sopra, sembra dimostrato detto XII nella statua che sta nel-
l'uso del segnare, e benedire non le grotte vaticane, nonché altri an-
solo ne' vescovi, ma
anche ne' Som- tichi Pontefici.
mi Pontefici , ancorché questi non Non solo i Romani Pontefici so-
venissero preceduti dalla croce, men- gliono compartire la loro Benedi-
tre nel girare per la città e ne' viag- zione alle persone, ma ancora agli
gi, nel loro passaggio, suonano sem- oggetti di cristiana pietà, come co-
pre le campane per avvertirne il rone , rosarii , croci , crocefissi , sta-
popolo a recarsi a prendere l'apo- tuette , e medaglie , come pure ad
stolica Benedizione. All'articolo Cap- immagini sacre. Ribellatisi gli olan-
pelle Papali vedrà quando in
si desi alla Chiesa, e al loro legittimo
esse il Papa benedice, e le cose che signore Filippo II re di Spagna nel
con particolar rito benedice; ed a i566, il Pontefice s. Pio V, affine
Fascie, Stocco, Berrettone e Ro- di promovere ne'fiamminghi la santa
sa d'Oro, si dice delle loro benedi- religione, fu il primo Papa, che in-
zioni, e de' donativi di essi a' sovra- cominciò a benedire le medaglie,
ni, ragguardevoli personaggi, e chie- concedendo delle indulgenze a chi
se insigni, nonché della venerazione seco le portasse, come abbiamo dal-
con cui tengonsi tali cose benedet- rOldoino, nelle addizioni al Ciac-
te dal Papa. coniOf tomo III col. 1006 ( F. Co-
Finalmente per lo più i greci, co- rone e Medaglie Benedette). Alle
me si disse, benedicevano con alzar dette cose benedette sogliono i Pon-

l'indice, il medio e il minimo , incur- tefici annettere con autorità aposto-


vando sulla pianta della mano il pol- hca, ed in virtù della loro Benedi-
lice e l'anulare non è però che non
: zione , comuni , e particolari indul-
vedansi anche de' monumenti latini genze, coU'ingiunzione di portare in-
in questa forma^ come riporta il Buo- dosso i divozionali benedetti ^ e di
narotti, ne' F^etri cimiteriali a p. 80. recitare, od esercitare le opere in-
Ma l'uso pili comune presso i lati- giunte per l'acquisto delle indulgen-
ni, era di alzare il pollice, l'indi- Ee, come dichiarasi nel libretto, che
ce, e medio, e di piegare l'anu-
il si stampa dalla tipografia della Rev.
lare e il minimo; e monsignor Bot- Cam. Ap. sulle Indulgenze^ cJie i
tari, nella Roma sotterranea tomo Pontefici concedono a^ fedeli, rite-
I p. 240 dice, che anche presso i nendo presso di se alcuna delle co-
greci talvolta fu usata la stessa for- rone, croci, medaglie ec, da loro
ma. Nel detto modo de' latini si veg- benedette, adempiendo le rispettive
gono le immagini de' ss. apostoli nei opere pie prescritte ^ e a vantaggio
mentovati vetri, e altre del Salva- spirituale de^ fedeli. Questo elenco
tore, e di varii santi ne' sarcofagi e d'indulgenze, per decreto di Clemen-
altrimonumenti cristiani presso il ,
te Vili, emanato
io giugno 1^97, a'
medesimo Bottari tomo III, p. 121 ,
sì ristampa spesso. Non si concede
e nei mosaici delle basiliche di Roma, Benedizione Pontificia con indulgen-
e specialmente in quello fatto da In- za, meno qualche caso particolare,
nocenzo li in s. Maria in Transte- alle immagini di stampa o pittura,
verc, dove Giulio I Papa sta in
s. né alle croci, crocifìssi, statuette, e
atto di benedire colle prime tre di- ipedaglie di ferro, stagno, piombo,

I
,, ,

BEN BEN 71
e di altra materia facile a franger- Benedizioni, che il Papa dà nelle
si, o corisuniarsi. cappelle Pontificie.
Pio Vili, ed il regnante Ponte-
fice Gregorio XVI, seguendo la In tutte le cappelle Papali, che sì

consuetudine de' loro predecessori celebrano nel palazzo apostolico, inter-


comandarono che nella distribuzio- venendovi il Sommo Pontefice, nell*
ne ed uso delle corone , rosarii
, entrarvi, preceduto dalla croce Pa-
medaglie , crocefissi ec. benedetti pale, in altri tempi, come diremo
dal Papa, si osservi il decreto di all'articolo Cappelle^ e nel ritirarsi

Alessandro VII, emanato a' 6 feb- dà sempre la Benedizione, che il

braio iG'Jy, cioè, che le indulgenze sacro collegio de' Cardinali , e il ce-
annesse alle suddette cose non pas- lebrante, siavescovo o Cardinale
sino ad altri fuori di quelle persone, ricevono in piedi, senza zucchetto,
alle quali le medesime saranno con- ossia col capo scoperto. Altrettanto
cedute, o alle quali da questi sa- dicasi de' vescovi, de'prelati di fioc-
ranno distribuite per la prima vol- clietti , protonotarii apostolici, ed
ta, e perdendosene una, non se ne altri, che stanno nella loro linea.
possa sostituire un'altra a proprio In tutte le cappelle, meno in quelle
arbitrio, non ostante qualunque con- de' morti, Papa comparte la so-
il

cessione , e privilegio in contrario ;


lenne Benedizione, due volte, quan-
così pure, che non possano prestarsi do vi è la recita del discorso, cioè
e darsi ad altri precariamente, ad dopo di questa e al fine della
,

effetto di comunicare le indulgenze, messa, ed una soltanto quando il


altrimenti perdono le stesse indul- discorso non si pronunzia, come nelle
genze; come altresì le suddette co- cappelle dell'anniversaria creazione, e
se, ricevuta che abbiano la Pontifi- coronazione, della purificazione, del-
cia Benedizione, non possano ven- l'annunziata, della domenica delle
dersi, a tenore del decreto della palme, del sabbato santo, del sabbato
sacra congregazione delle indulgen- in albis, di s. Filippo, della nati-

ze ,
pubblicato sotto il Pontifica- vità, di s. Carlo, dell'immacolata
to d'Innocenzo XIII a' 5 giugno concezione, e ne' Pontificali di Na-
1721. tale, per la festa di s. Pietro ec. Quan-
Inoltre i romani Pontefici, bra- do il Pontefice dà la Benedizione,
mosi che i fedeli fi'uiscano ovunque siaprono ambedue le porte della
dei tesori della Chiesa, sogliono che divide la cappella,
cancellata,
benignamente concedere a' legati a mentre in tempo di predica sono
latere, vescovi, ed ecclesiastici sì chiuse, e nel resto della funzione,
secolari, che regolari, principalmen- una sola parte è aperta; ed a chi
te ai missionarii, la facoltà di com- riceve la Benedizione 'concede tren-
partire la Benedizione apostolica ta anni, ed altrettante quarantene
alle corone, medaglie, crocefissi ec. d' indulgenza.

colle medesime indulgenze da loro Ecco come segue la Benedizione.


concesse; ma questa facoltà è a de- L' oratore,che deve recitare il di-
terminato tempo, luogo, e numero scorso, dopo l'evangeUo si reca al
delle cose da benedirsi, e si con- trono Pontificio per essere benedet-
cede per breve, per rescritto, come to, e domanda colla formula, che si

anche vivce vocis oraculo. descrive a Cappelle Pontificie {f^e-


,

72 BEN BEN
di ) , r indulgenza da pubblicarsi da ti, dai Cardinali diaconi assistenti, ed
lui dopo la recita del discorso in van- inoltre l'estremità di esso dal lato
taggio di tutti quelli, che sono pre- sinistro viene sorretta dal più degno
senti in cappella. Terminato che sia de' protonotari apostolici partecipan-
il sermone, il diacono avendo un ti, ed anticamente il faceva l'ulti-
maestro di cerimonie dalla parte si- mo salito poco prima al trono. Su
nistra, canta a pie' del trono il questo dice il Moretti, De Presbyte-
Confiteor^ intanto che l'ultimo udi- rio, pag. 80. « Allorché il Papa in
tore di Rota , si reca al cornu evan- » cappella sedendo, dal soglio, dopo
gelìi^a prendere la croce Papale, « aver promulgata l'indulgenza, be-
e con questa recasi all'ultimo gra- *» nedice gli astanti, il protonotario
dino del soglio, ed in ginocchio la « apostolico alza genuflettendo una
sostiene finche il Pontefice recita le >s parte della fimbria del manto Pon-
preci, e dà la Benedizione. Quindi « tificale. Cerimonia è questa non ne-
l'oratore legge ad alta voce la for- « cessaria, la quale in nessun modo
mula, che pure riportasi all' articolo »' può concepirsi, né così religiosa-
Cappelle, della concessa indulgenza di « mente si conserverebbe, se non
trenta anni ed altrettante quaran- *» ne conseguisse, eh' essa é residuo
tene, invitando gli astanti a pregare » di una azione anticamente non
pel felice stato del Papa e della » inutile, di sollevar la crumena o
Chiesa. Allora il Pontefice si alza >y borsa pendente, che sarebbe di
in piedi , e senza mitra canta la se- « impedimento al Pontefice a sol-
guente preghiera, sostenendogli il *> levare le braccia, e a voltarsi do-
libro e la candela i patriarchi e gli M vunque se rimanesse libera. For-
arcivescovi assistenti al soglio: Pre- y> se quella crumena era sostenuta
cibus et mentis Beatae Marice sem- »» dal col quale anche at-
balteo,
per Firginis^ Beati Michaelis Ar- *» tualmente il Papa si cinge, e
changeli, Beati Joannis Baptistce « chiamasi succintorio, o cingolo. E
et Sanctorum Apostolorum Pe- in fatti abbiamo dai liturgici, che
tri, Pauliy et omnium San-
et prima il succintorio serviva per sos-
ctorum, miserealur vestri omnipo- tenere la borsa , o saccone , che il
tcns Deus^ et dimissis peccatis ve- Papa portava per fare l'elemosina.
stris j perducat vos ad vitam ceter- Questa Benedizione ci ricorda
nam. Il coro risponde Amen . Po- l'uso descritto dalle costituzioni a-
scia il Pontefice soggiugne: Indul- postoliche , lib. Vili cap. VI e
gentiamy absolulionem , et remissio- Vili, e da Giovanni Morino, ìib.

nem omnium peccatorum vestrorum Vili. cap. XIV, di licenziare dalla


tribuat vobis omnipotens et miseri- chiesa i catecumeni, gli energume-
cors Dominus , ed il coro replica ni e i penitenti, dopo l'evangelio,
Amenj dopo di che il Papa dice: al fine della messa detta de' cate-
Et benedictio Dei omnipotentis ^ cumeni, nello stesso modo, con cui
Palris, et Fìlii, et Spiritus Sanctij poi davasi l'altra Benedizione al fi-
ed i cantori nuovamente ripetono nir della messa de* fedeli.
Amen. Terminata che sia la messa dal
Mentre il Papa dà la Benedizio- celebrante, e detto dal diacono as-
ne, gli viene sostenuto il lembo del sistente Vite, missa est, o il Benedi'
maato, o piviale da ambedue le par- Camus Domino, il Pontefice stando
,

BEN BEN 73
sul trono, senza mitra in capo, sos- Dei, Stocco e Berrettone, non che
tenendogli il lembo del piviale i agli Stendardi, alle Bandiere, Fascie
due Cardinali diaconi, e il protono- ed altre cose, se ne parla ai rispet-
tario apostolico,ed avendo innanzi tivi articoli, siccome superiormente
la Papale
croce sostenuta da un , si avvertì.
uditore di Rota, dà nuovamente la Quandopoi il Pontefice celebm
sua Benedizione, dicendo: Sii nonien la messa Pontificale, cioè ordinaria-
Domini benedictiim^ a cui rispondono mente per le feste di Natale, Pasqua,
i ex hoc mine, et usque in
cantori, e s. Pietro, e straordinariamente
scEculum,ed il Papa Adiutorium : per la solenne sua coronazione, e
nostrum in nomine Domini j ed i canonizzazione de' santi , terminata
terram j
cantori: qui fecit coelum et che l'abbia, dall'altare Papale dà
indi Papa, Benedicat
continua il al popolo la Benedizione, colla stes-
vos omnipotens Deus, Pater, Filius sa formula del Sit nomen Domita
et Spiritus Sanctus j ed i canto- etc. ; e benché sul medesimo altare
ri, Amen. Quando nelle suindi- vi sia il crocefisso, l'uditore di Ro-
cate cappelle non
sermo- si fa il ta parato in tonicella, sostiene la
ne, il celebrante al fine della mes- croce Papale innanzi al Papa nel-
sa, dopo la Benedizione data dal r atto della Benedizione. In tutti poi i

Pontefice, legge ad alta voce, in mez- Pontificali, fuorché in quelli della


zo all'altare, l'indulgenza concessa coronazione, e della festa di Pasqua,
agli astanti, di trenta anni e trenta il Cardinal vescovo assistente pub-
quarantene. blica r indulgenza plenaria concessa
Nove sono i primi vesperi ai qua- per detta Benedizione a tutti gli a-
li il Papa assiste, due pontificali, stanti, la quale non pubblica nelle
cioè per Natale, e per s. Pietro, e due mentovate solennità, perchè si
sette comuni, cioè della Circonci- fa sopra la loggia della basilica, do-
sione , della Epifania , Ascensione po la Benedizione solennissima , che
Pentecoste, della Trinità, del Cor- in essa si dà, come diremo. Sicco-

pus Domini, e di tutti i Santi. Al me il regnante Pontefice nella ca-


termine di ognuno, detto dai due so- nonizzazione celebrata nel iSSg, a
prani anziani il Benedicamus Domi- consolazione de' fedeli, die' dalla log-
no, a cui risponde il coro, e re- gia la solenne Benedizione, cosi il
catosi r uditore di Rota a pie' del Cardinal assistente dopo la Benedi-
soglio colla croce , il Papa canta zione data all'altare, non pubblicò
r orazione col Dominus vohiscum l'indulgenza. Il Sarnelli nel tomo
avanti, e poscia termina con dare la Vili pag. 12, dice del perchè il
sua triplice Benedizione, colla stessa vescovo concede quaranta giorni de
formula precedente, che usa nel fi- vera indulgentia, espressione conte-
ne delle messe cui assiste in trono; nuta nella formula della pubblica-
formula, che eziandio dice al ter- zione di quella concessa dal Papa.
mine della messa, cui egli celebra Paride de Grassis ci fa sapere, che
in privato, come fanno pure i ve- in Bologna nel Pontificale fatto nel
scovi. In quanto poi alle Benedizio- i5i5 da Leone X
alla presenza di
ni, che nelle cappelle dà il Papa Francesco I re di Francia, in fine
con apposito rito alle Camicie, Ce- missce puhlicata est indulgentia ple-
neri, Rosa d'oro. Palme, Agnus naria, primo in latino per Cardi-
,

74 BEN BEN
nalem s. Georgiij secando in bulgari le basiliche, in cui piace al Ponte-
gallico, per Cardinalcin Sanctoriumj fice compartirla ,
per soddisfare la
iiUinio in italico per Farnesiuni. pia brama de' pellegrini, oltre le con-
Dà inoltre il Papa la Pontificia suete annuali, concedendo in esse a
Benedizione dall' altare, senza aver chi la riceve, l'indulgenza del giu-
celebrato messa, nella funzione del bileo. Cos\ Clemente VII,il quale
à possesso in s. Giovanni in Latera- celebrò l'anno santo i52^, dopo la
no, sempre colla croce Pontificia messa Pontificale in s. Gio. in Lh-
innanzi, benché dopo ascende sulla terano, nel primo maggio vi pubbli-
loggia a compartire la solenne. Per- cò la lega contro il turco, conce-
tanto appena il Pontefice ha dis- dendo agli astanti la plenaria indul-
pensato il presbiterio, sale all'altare genza del giubileo , e dando loro la Pa-
Papale, vestito di piviale, e senza pale Benedizione, la quale puie, ol-
mitra, e baciatolo nel mezzo, vi de- tre l'usato, volle dare dalla loggia
pone la solita oblazione, e compar- del Vaticano , nel d\ festivo de' ss.

te la Benedizione, dicendo: Sit no- apostoli Pietro e Paolo.


men Domini benedictum etc._, senza Inoltre abbiamo, che Bonifacio
voltarsi, perchè il popolo sta dietro Vili, restauratore, nel i3oo, dell'an-
l'altare, nel qual modo il Papa dà no santo, fece costruire nella basili-
sempre la Benedizione dagli altari Pa- ca lateranense un nobilissimo pulpito,
pali, siccome isolati, f^. Georg. Henr. con pitture del Giotto, sebbene al-
Goetegius, Disse rtatio tJieologica de tri dicano del Gimabue , dal quale
Bcnedictionc Papali, Lubeccae, 1 7 1 5. die' la Benedizione al popolo. jEd
De more per tres digilos Benedi- Innocenzo X
nell'anno santo i65o,
cendi ad ss. Trinitatis mysterium dalla loggia del palazzo Quirinale
significandum _, in tomo 4 Observ. die' la solenne Benedizione , nella
Halens. festa dell'Epifania, con indulgenza
plenaria a chi si trovò presente,
Benedizioni solenni annuali^ nella festa di Pentecoste, ed in quel-
e straordinarie. la d'Ognissanti, colla medesima in-
dulgenza, previa la confessione e
Le solenni Benedizioni annuali comunione.
che con indulgenza plenaria dà il Se il Papa ha celebrato il Pon-
Sommo Pontefice dalle loggie prin- tificale, come per Pasqua, per la
cipali delle basiliche lateranense, va- coronazione ec, egli ascende la sedia
ticana e hberiana, sono quattro: gestatoria sotto il baldacchino , coi
cioè nel giovedì santo, e nella Pa- flabbelli ai lati, preceduto dalla cro-
squa in s. Pietro , per V Ascensione ce Papale, vestito de' paramenti del-
in s. Giovanni, e per l'Assunta in la messa compresi i guanti; e col
s. Maria Maggiore. Talvolta è acca- triregno in capo dà
Benedizione la
duto, che per assenza, impotenza, dalla loggia vaticana. In questa con
od intemperie, quella dell' Ascensio- piviale e mitra, e sulla sedia gestatoria
ne fu data nella Pentecoste Le . ei comparte la Benedizione pure nei
straordinarie sono quelle della co- giovedì santo, dopo la reposizione nel
ronazione in s. Pietro , del possesso sepolcro, ed in piviale e triregno dalle
in s. Giovanni, e nell'anno santo in loggie di s. Giovanni la impartisce per
quelle principali festività, ed in quel- la Ascensione, e dalla liberiana per la
, ,

BEN BEN 75
Assunta, cioè dopo avere assistito nam, ed i cantori ripetono Amen.
alle cappelle di esse. Recandosi il Papa Segue il Papa Jnduigenliam , ab-
:

sulle loggie, è preceduto da tutti quelli, soludonem omnium peccatorum ve-


che hanno luogo in cappella. Quelli stroruniy spatium verce etfructuosce
tra essi che hanno l'uso de'paramenti popnitenticej cor semper poenilens, et
sacri, recano sulla loggia
con questi si emendationem vitce^ gratiam, et con-
come fanno pel giovedì santo. Pasqua, solalionem sancii Spiritus, et fina-
coronazione, e quando il Papa pon- lem perseverantiam in bonis ope-
tifica ; mentre nelle altre Benedizio- ribus tribuat vobis omnipotens et
ni dell'Ascensione, e dell'Assunta, misericors DominuSy e nuovamente
non li assumono, perchè la prece- replicano i cantori Amen. Ed allora,
dente funzione non li esige. Le log- alzandosi il Sommo Pontefice in pie-
gie delle basiliche sono parate di di , e rivolgendo gli occhi al cielo
damaschi rossi, e baldacchino simi- allargando ed alzando le mani, per
le, sotto il quale sta il Papa quan- invocar la Benedizione dell'Onnipo-
do benedice, e col tendone al di tente, facendo tre segni di croce,
fuori; ed avanti al parapetto han- la comparte all'immenso popolo,
no una ricca coltre. dicendo : Et Benedictio Dei omni-
Giunto che sia il Papa nelle det- potentis Patris et Filii et Spiri"
te loggie, il primo maestro di ceri- tus descendat super vos ^
sancii
monie fa tacere le bande della trup- et mancai semper^ a cui il coro ri-
pa schierata nella piazza. Il Pontefi- pete Amen. Ciò detto, il Papa
ce sedendo sulla sedia gestatoria, la siede di nuovo, e i due Cardinali
quale sostenuta da' palafrenieri, per diaconi assistenti, l'uno in latino, e
maggior sicurezza, appoggiasi anche r altro in italiano con mitra in capo,
sopra basamento, che vuoisi intro- se parali, o colla berretta, se colla
dotto da Pio VII, parato di dama- cappa, leggono la formula dell' in-
schi rossi, e cosparso di fiori e ver- dulgenza plenaria concessa agli a-
zure, come lo è la loggia, cantando stanti, e dopo gettano dalla loggia
legge da un libro sorretto da un le due carte nella piazza, che con
patriarca o vescovo assistente al avidità religiosa sono contrastate dalla
soglio, e tenendo un altro la can- moltitudine. In questo tempo odono
si

dela accesa, la seguente formula, in replicati segni di giubilo, come il


qualche parte diversa dalle altre : suono delle bande, quello delle cam-
Sancii apostoli Petrus et Paulus ^ pane della basilica, e lo sparo dei
de quorum potestate^ et auctoritate cannoni. Prima di ritirarsi, il Papa
confidimuSj ipsi intercedant prò no- si alza di nuovo dalla sedia, e com-
his ad Dominurriy ed i cantori ri- parte un' altra semplice Benedizione
spondono Amen. Indi ripiglia il Pon- al popolo, e termina la funzione, che
tefice: Precibus et merilis h. Marice riesce sì augusta, imponente^ e ma-
semper virginis^ beali Michaelis Ar- gnifica, che la penna non può ab-
changelij b. Joannìs Baptistce^ et san- bastanza descrivere.
clorum aposlolorum Pctri et Pauli, Anticamente i Cardinali sulla log-
et omnium sanctorum, misereatur gia della Benedizione nel giovedì
vestri omnipotens Deus, et dimissis santo prestavano al Papa 1' ubbidien-
omnibus peccatis vestris perducat .,
za, che perciò non si rendeva in
vos Jesus Christus ad vitam ceter- cappella; locchè si praticò fino al
76 BEN BEN
1770, in cui Clemente XTV sospese Quirinale; e nel medesimo luogo,
la pubblicazione della bolla in Coe- oltre altri Pontefici, anche il regnan-
na Domini, dopo la quale ed il te la die' nella Pasqua del i83r,
gettito della torcia accesa dalla log- dopo aver celebrato il Pontificale
gia, il Pontefice si recava in questa nella cappella paolina dello stesso
per la Benedizione. Abbiamo inol- palazzo; e nel gran
1887 per la
tre, che Innocenzo XIII avendo neve caduta, e cattivo tempo, do-
fatto cantare la messa, nella Pasqua po aver fatto il pontificale nella
del 1723, nella cappella paolina basilica vaticana, nella gran nava-
del Quirinale, senza avervi assisti- ta avanti la confessione la die' sul-
to,dopo da quella loggia, riceven- la sedia gestatoria. All'articolo Ca-
do ivi prima all'ubbidienza i Car- stel s. Angelo si dirà della Bene-
dinali, impartì la solenne Benedi- dizione, che nel palazzo apostolico
zione. Talvolta è avvenuto, che per il Pontefice conferiva una volta l' an-
residenza de' Papi al Quirinale, per no al presidio . Attualmente in
incomodi di salute, intemperie di sta- quello del Quirinale, il Papa la dà
gione, ed altre circostanze, dalla log- all'arciconfraternita del ss. Nome di
gia di detto palazzo hanno dato le Maria ( Vedi), nell'ottava della fe-

solenni Benedizioni, come dai se- sta, nel recarsi che fa essa pro-
guenti esempi. Clemente XII, che cessionalmente alla chiesa di s. Ma-
regnò dal 1780 1740, e per otto
al ria della Vittoria.
anni fu quasi cieco , abitò sempre Desiderosi sempre i romani Pon-
al Quirinale, e dalla loggia di que- tefici, che le grazie spirituali si ac-
com-
sto die' le solenni Benedizioni, quistino qualunque
dai cristiani di
prese quelle di Pasqua. Nel 1736 parte del mondo, benignamente con-
poi, essendo terminata la nuova fac- cedono ad altri la facoltà di com-
ciata della basìlica Jateranense, nel- partire la Benedizione Papale col ,

la loggia di essa die' la Benedizio- premio della medesima indulgenza


ne per l'Ascensione, mentre fino al- plenaria, che sogliono accordare a
lora i Papi la avevano data dalla chi riceve la loro. Così Clemente
loggia, che guarda la guglia. Questa XI lì, agli II settembre 1761, pub-
fu la prima Benedizione compaitita blicò una bolla, in virtti della qua-
dalla nuova loggia, e la seconda fu le, con autorità apostolica accordò
data da Benedetto XIV nel posses- a' patriarchi, primati, arcivescovi, e
so a' 3 aprile 1741-. Questo Papa, vescovi la facoltà di dare la Bene-
avendo restaurato il portico della dizione Papale, con indulgenza ple-
basilica liberiana, stabilì che dalla naria al loro popolo, due volte l'an-
sua loggia, dopo la cappella dell'As- no, cioè una per Pasqua, e l'alti-a
sunta , si compartisse dal Pontefice a loro arbitrio; ed una volta sola
la solenne Benedizione, e pel primo laconcedè a' prelati inferiori che ,

egU la die' nel 174^; ma inoltran- hanno l'uso della mitra, e degli a-
dosi coir età, nella Pasqua del 1757, biti Pontificali, ma stabilì che tutti

non potè dare la Benedizione, e per dovessero prima ottenere dal Papa
l'Ascensione la die' dalla loggia Qui- questa facoltà per breve , che loro
rinale. Clemente XIII, stante la piog- sarebbe spedito gratis. Indi con al-
gia, nel 1 765 die' quella dell'Ascen- tra bolla, Decel Rornanum, presso
sione nella festa di Pentecoste dal il Guerra tomo IV, p. i4j a* 3o
,

BEN BEN 77
agosto 1 763, dichiarò Clemente XIII, Dipoi, nel 1729, Benedetto XIII die'
che la facoltà da lui data ad alcuni dalla loggia Lercari parata di pao-
abbati miti'ati degli Ordini regolari nazzo , in Albano, la Benedizione
di dare al popolo la solenne Bene- contro gli animali nocivi, che ro-
dizione, non si poteva mettere in vinavano quelle campagne. Ciò tut-
opera, senza che lo sapessero i pro- to venne eziandio pubblicato dai
pri vescovi, dai quali doveano otte- diarii di Roma.
nere la permissione in iscritto, alme-
no tre giorni prima. III. Benedizioni in arliculo morlis.
Non solo i romani Pontefici dan-
no la loro Benedizione alle cose per Il rito della Benedizione del ve-
vantaggio spirituale de' fedeli, ma la scovo a' moribondi ei-a in uso pri-
com partono anche contio le cose a ma dell'anno 840, scrivendo Anno-
questi nocive, e troppo lungo sarebbe nio, lib. V, cap. 1 9, de Gestis Fran-
il riferirne gli effetti. Basterà l'ac- corum^ che Lodovico I imperatore

cennare pei primi secoli, che s. Leo- sul punto di morire, chiamò Dio-
ne IV dell' 84.7, colla sua Benedizio- gene vescovo Metense, e gli doman-
ne, ottenne che sparisse un mortife- dò la Benedizione. Se questa con
ro serpente, o dragone, col veleno religiosa avidità fu sempre, dai cri-
del quale erano perite molte perso- stiani implorata dalla paterna amo-
ne in Roma, come abbiamo da Ana- revolezza de' Pontefici, molto più la
stasio, bibliotecario e da altri; co- desiderarono per 1' estremo passag-

me ancora colla Benedizione estinse gio,che decide dell'eterna salvazio-


il furioso incendio di Borgo , reso ne o dannazione, ed è perciò, che i
famigerato nelle camere del palaz- Papi, in virtù della pienezza di lo-
zo Vaticano dal pennello di Raffae- ro autorità, e pei meriti di Gesù
le. In quanto poi a' tempi a noi Cristo, sempre la compartirono, ag-
meno lontani, riporta il Novaes nel- giungendovi poscia l'indulgenza ple-
la Vita di Benedetto XIII , che naria a chi ben disposto la riceve-
infestando, nel 1725, le campagne va, e questa si chiama Benedizione
di Roma considerabile quantità di in articulo mortis. Ed acciocché
grilh, con danno grandissimo del- possano godere di sì spirituale van-
la raccolta de' grani, e trovando- taggio tutti i fedeh, la annettono
si il Pontefice nella basilica late- alle medaglie, ai crocefissi, ed altre
ranense nella domenica della Ss. cose da essi benedette, come dicesi
Trinità, dopo il vespero, si recò col all'articolo Benedizione. Noi qui ag-
capitolo nella gran loggia di contro giungeremo quanto in proposito di-
all'obelisco, in piviale paonazzo, e ce il citato libretto delle indulgen-
mitra di lama d'argento, e fatti i ze^ che i Pontefici concedono a fé-
consueti esorcismi , die' la solenne deli, ritenendo presso di se coro-
Benedizione contro sì perniciosi ani- ne ^ medaglie3 crocefissi ec. da loro
mah, funzione che ripetè nel 1726, benedetti. » Chiunque neh' articolo
per l'Ascensione dopo la soHta Be- >idella morte raccomanderà divo-
nedizione propria di tal festività ratamente a Dio l'anima sua, e se-
avendo Dio voluto coronare la fede « condo r istruzione di Benedetto
del suo vicario in terra, col farli « XIV espressa nella sua costituzione
trovare estirpati in breve tempo. « de' 5 aprile i747> che comincia
78 BEN BEN
» Pia Mater^ sarà ben disposto a tuat libi stolam primam y quam in
* ricevere con animo sereno e rasse- baptismate recepisti j et ego facuU
M gnato dalle mani del Signore la tate mihi ab apostolica sede tribù-
» morte, qualora sia veramente pen- ta^ indulgentiam plenariam, et re-
« tito, confessato , e comunicato, o missionem omnium peccatorum libi
>»non potendo, almeno contrito in- concedo. In nomine Patris etc. Per
" vocherà il ss. nome di Gesù col sacrosancta humanae reparationis
» cuore, non potendo colla bocca, mysteria remittat tibi omnipotens
'> conseguirà indulgenza plenaria. « Deus omnes praesentis,
et fulurae
Ed acciocché più facilmente ovun- vitae poenasy paradisi portas ape-
que ì fedeli potessero essere conso- riatj et ad gaudia sempiterna per-
lati della Benedizione in arliculo ducat. Amen. Benedicat te omnipo-
morlis, lo stesso Benedetto XIV col- tens Deus, Pater etc. Amen.
la citata bolla, che si legge nel suo Questa stessa Benedizione in ar-
Bollarlo, tom. II p. 282, concesse a ticulo mortis, i Romani Pontefici la
tutti i vescovi della cristianità in ricevono, mentre sono moribondi,
perpetuo la facoltà, che prima avea- ordinariamente dal Cardinale peni-
no solo per tre anni, quando la do- tenziere maggiore. Non solo poi la
mandavano al Papa, di applicare per concedono per mezzo dei sum mento-
se stessi o per mezzo de' loro de-
, vati divozionali, che loro benedicono,
legati la Betiedizione, con indulgen- e per indulto Pontificio per mezzo di
za plenaria, a tutti i fedeli inpun- altri, ma anche essi medesimi la dan-

to di morte. no, nel visitare gli ospedali, e talvol-


L'antica formula prescritta per la ta il piissimo Benedetto XIII, nell'u-
Benedizione in articulo mortis agli scir che faceva per R.oma, domandato
agonizzanti era concepita come se- della Benedizione in articulo mortis
gue: Miscreatiir tui etc. Indidgen- per qualche infermo, smontava dal-
tiarrtyabsoludonem etc. Dominus no- la carrozza, vi si recava, e l'assiste-
stcr etc. Item auctoritatc SS. D. No- va a morire, o lo consolava colla
stri Papae N. mihi commissa, con- sua presenza e Benedizione, se non
cedo libi apostolicani Bcnedicdonem, era moribondo.
et plenariani ìndulgentiam ^ et re- Essendo vicini a morte in Roma
missionem omnium peccatorum tuo- un sovrano, un Cardinale, un prin-
ìum. In nomine Patris , et Filii cipe , il senatore ,
qualche primario
et Spiritus Sancii Amen. Ma Bene- prelato, o distinto personaggio, men-
detto XIV prescrisse la seguente, che tre sono agonizzanti mandano al pa-
è quella che si usa attualmente : una cappa nera, cioè
lazzo Pontificio
F. Adjutoriwn etc. r. Qiàfecit etc. un gentiluomo, o il maestro di ca-
Antiphona. Ne reminiscaris etc. Ky- mera, per implorare l'apostolica Bene-
rie eleison. Pater noster. Oremus ^
dizione, che si suole per essi domanda-
Clementissinie Deus Qic. Confiteor etc. re al Papa dal maestro di camera, dal
Misereatur etc. Dominus noster Je- cameriere segreto, o dall'aiutante di
sus Christus Filius Dei K'ivi ^ qui camera. Se poi i Pontefici si trova-
beato Petro apostolo suo dedit po- no nei dintorni di Roma, o alla vil-

testatem ligaridi, atque solvendi, per leggiatura di Castel Gandolfo, si suo-


suam piissimam misericordiam re- le spedire da Roma una
cappa ne-*
cipiat confessionem tuani, et resli- ra, ad intercederla pel moribondo ;
BEN BEN 79
ed abbiamo esenipii, che aìcimi Car- nerosa retribuzione di beni ecclesia-
dinali , benché fuori di Roma , la stici per uffici ecclesiastici, ed è di

mandarono a prendere a Castel Gan- diritto divino, naturale e positivo,


dolfo, come nel 1761 fece Passione), come dichiarano le Scritture. Il Mes-
il quale stava all' eremo di Camal- sia, parlando del ministero aposto-
doli sopra Frascati, a Clemente XIII; lico (Matt. e. I o) disse: « l'operaio è
al qual Pontefice la domandò pure, degno di sua mercede. « L'apostolo
nel 1763, da Siena il Cardinal Ter- (I ad Cor. e. 9) ci dice: « non abbiamo
roni. Senza poi tale formalità con- noi il diritto di ricevere il nostro
cedono i Papi la Benedizione in ar- nudrimento? Chi mai porta le
. . .

ticiilo mortis privatamente a' capi armi a proprie spese? Chi col- . . .

di religione, prelati, ed altre persone, tiva la terra, chi batte il grano lo


che meritano una particolar distin- fa per la speranza di raccoglierne il

zione, e che nel punto estremo deside- frutto. Se noi abbiamo fra voi se-
rano tal conforto, e grazia spirituale. minati i doni spirituali, è forse una

BENEFICIATO. È quegli, che grande ricompensa il riceverne qual-


possiede un benefìcio ecclesiastico con che dono temporale? Quei, che so-
Cina di anime ed anche senza ( V. no occupati nel luogo santo vivono
Beneficio) , con residenza, senza re- delle offerte, e quelli che servono
sidenza e corale nelle basiliche, cat- all'altare, partecipano del sagrifizio.
tedrali, collegiate,ed ove evvi capi- Così il Signore ha ordinato che i

tolo. I canonici, i beneficiati ed i predicatori del vangelo vivano di


chierici beneficiati sono tra loro di- esso; ma io non ho mai usato di
stinti con ordine e grado di gerar- questo diritto ».
chia corale; intervengono all'uffizia- BENEFICIATURA. Appellazione
tura del coro; hanno stalli e distin- che si dà a certi beneficii amovi*
tivi, come le cappe, le almuzie, le bili. Questi non possono essere ras-
mozzette, le cotte ed altri, secondo segnati , e si rendono vacanti col-
le Pontificie concessioni e gli indulti. l'assenza. Di tal sorta sono i posti
I di lui doveri si riducono a risie- de' vicarii, de' cappellani, de' coristi,
dere nel luogo del beneficio, laddo- de' cantori. Que' beneficiati, che li
ve richiegga residenza, e disimpe- occupano possono essere destituiti
,

gname gli uffizii, che vi sono annes- senza la monizione canonica, laddo-
si; recitare leore canoniche in co- ve , secondo il gius comune , i veri
ro, o privatamente, secondo la qua- beneficiati non possono essere desti-
lità del beneficio ; portare l'abito tuiti, se prima non ricevono i mo-
ecclesiastico e la tonsura patente ;
nitorii canonici.
finalmente impiegare i proventi del BENEFICIO ECCLESIASTICO. È un
beneficio nell'onesto mantenimento diritto perpetuo di percepire i frut-
di se; e quando le rendite soprav- ti dei beni ecclesiastici, istituito con

vanzano a' suoi bisogni, deve impie- autorità ecclesiastica, ed avente an-
garle a vantaggio dei poveri, e nel nesso r obbligo di esercitare un qual-
decoro eziandio della chiesa, se vi pre- che officio.
siede.Quest'ultimo dovere è così stret-
§ I. Orìgine de Beneficii.
to, che laddove il Beneficiato vi man-
casse, è obbligato alla restituzione. Il nome Beneficio presso i latini
Il beneficio, dice Bergicr, è un'o- scrittori dinotava una certa poi-zio-
.

8o 15EN BEN
ne di terreno, che si concedeva da- non dava che
si agli ecclesiasti-
gl' imperatori a que' capitani e sol- ci benemeriti ne , ei'a ereditario ;

dati, che erano distinti per meri-


si ma defunto il beneficiato, ritornava
to, affinchè ne ritraessero il neces- il Beneficio alla chiesa, da cui era
sario alla vita. Per la qual cosa stato assegnato. Il Beneficio si di-
tali soldati chiamavansi beneficiati stingjie dalla Prebenda (Vedi).
{benéficiarii)^ ed il terreno accordato
( beneficium )
beneficio y elargizione § li. Divisione de' Benefica.
Dall'uso militare passato il vocabo-
lo nella Chiesa, venne ad indicare I Beneficii ecclesiastici si divido-
que' beni stabili, che si assegnavano no in varie classi, secondo che dif-
e tuttora si assegnano agli ecclesia- ferente è lo stato delle persone, al-
stici pel ministero spirituale, aflin- le quali vengono assegnati, o varie
chè abbiano di che vivere. Però tal le obbligazioni, che si contraggono
cosa non ebbe principio che circa nella istituzione, o secondo i diiitti

il quinto secolo, sendochè ne' pri- che vanno annessi, le condizioni che
mi tempi gli ecclesiastici viveano tut- si ricercano e le disuguali maniere
ti delle offerte, che i fedeli face- di provvederli e possederli. E prima
vano alla Chiesa ad imitazione di ; si distinguono in regolari e secola-
Cristo, il quale nel tempo della ri. I regolari son quelli, che per di-
sua predicazione era soHto, insieme ritto o per volere dei
di fondazione,
co' suoi, vivere di ciò che gh veni- superiori, o per una consuetudine
va somministrato. Che se v' avea legittimamente presciitta, si conferi-
qualche fondo immobile, i frutti ve- scono a' soli religiosi regolari , né
niano dispensati in comune, posse- possono essere ad altri assegnati. Ta-
dendo i soli vescovi il diritto di am- li sarebbero un'abbazia titolare, gli
ministrarli. Ma neppur in quel se- ufficii monastici, che hanno una ren-
colo troviamo, che sia stata fatta dita speciale, come il priorato con-
una certa partizione, ovvero costi- ventuale in titolo, le cariche di pro-
tuita ad alcun particolare una certa curatore, elemosiniere, spedaliere, sa-
quota: a tenore delle circostanze si grista, cellerario ed altre. I secolari
assegnavano beni stabili per quei poi son quelli, che furono istituiti

chierici, che servivano la Chiesa in appositamente pegli ecclesiastici se-


kioghi lontani, né ciò sempre dura- colari , né si possono assegnare ad
va in vita, od era cosa di generale alti'i. Sono di questa specie i vesco-
diritto; gli assegnamenti erano fatti vati, canoniche, le prebende, i
le
a discrezione, e solo verso il deci- priorati curati e sempUci, le vicarie
mo secolo rileviamo, che venissero perpetue ec. Son vi poi di que' Be-
stabiliti con leggi assolute ed asse- che per diritto di fondazione
neficii,
gnati ai singoli individui per modo o di costume nel medesimo tempo
che il diritto di percepire le rendi- sono e secolari e regolari; si posso-
te ecclesiastiche, una volta affisso no quindi ascrivere indilTerente mente
all'ordinazione per la quale il che- alle persone dell'uno e dell'altro
rico veniva ascritto ad una chie- stato.
sa da cui era mantenuto, divenis- Si dividono eziandio, per rappor-
se unito al medesimo Beneficio. to alle obbligazioni che si assumono
Questo per altro , siccome oggidì, nel riceverli, in beneficii semplici e
BEN BEN 8i
residenziali. I primi non hanno al- di que* vescovati , non la plm-ahtà
cun obbligo di residenza, ma la so- delle sedi, ma delle città, che per
la recita dell'officio divino e spes- la loro grandezza potrebbero essere
so ancoiTi la celebrazione, anche per vescovati. La stessa cosa venne de-
alium, di un determinato numero finita nel concilio III di Aurelia,
di messe. I Beneficii residenziali sono del 645, can. 1 8 ; similmente in parec-
tutte le parrocchie , canonicati ec, chi sinodi celebrati al tempo di
rhe hanno obbligo di residenza. Que- Carlo Magno: anzi abbiamo, circa
sti sono incompatibili, cioè, non può l'anno 740, che un certo Rainfi*edo
ritenersene più di uno dalla stessa arcivescovo del Romese nella Nor-
persona, mentre i semplici non so- mandia fu spogliato dell'abbazia di
no incompatibili, purché non sieno Fontanelle, che unitamente al vesco-
nella medesima chiesa . In riguar- vato si appropriò, per concessione di

do a' Beneficii residenziaH, Clemen- Carlo Martello ( Spicileg. t. III).


te XI rinnovò le provvidenze dei In ogni tempo, e quasi ogni volta
suoi piedecessori, e con editti del che la Chiesa ebbe occasione di con-
Cardinal vicario e del prodatario, nel gregarsi, abbiamo avute nuove de-
170 1, prescrisse, che tutti i cherici, i terminazioni ed assai precise sulla
quali ne possedessero, e si fossero da incompatibilità de' Beneficii residen-
quelli allontanati, vi ritornassero den- ziali. Calisto II, del 11 19, scrisse
tro un mese, pena di perderli
sotto al clero di Parigi, che se un qual-
senz' altra sentenza ed aggiunse di
, che canonico di quella chiesa fosse
più , a sua maggior sicurezza , che eletto a vescovo, non dovesse egli
dentro ottanta giorni tutti que' be- passare alla sede, quando prima non
neficiati mandassero alla dataria un avesse dimesso il Beneficio canoni-
autentico attestato de* rispettivi ve- cale (Epist. 24 )• Il concilio di La-
scovi, dimostrante com'essi risiedes- terano, sotto Alessandro III, nel
sero presso le loro chiese. 1179, ^^^' ^^ ® ''^' decise, che
Ninno poi può avere tre Beneficii due parrocchie, o canonicati tenere
semphci senza dispensa del romano non si potessero da alcuno. Lo stesso
Pontefice. fu stabilito dal sinodo di Parigi, nel
La legge della residenza stette in 12 12; dal lateranese del I2i5; da
ogni tempo così a cuore della Chie- quello di Vienna in Austria, del 1267;
sa, che ne troviamo sino da' primi da quello di Colonia, del 1 3 00, in cui
secoli importantissime prescrizioni. fu decretato ancora che nella stessa
Ed infatti nel concilio di Calcedonia chiesa nessuno possedesse più di un
IV ecumenico, celebrato nel 4^1» beneficio. Il Tridentino finalmente
can. I o, abbiamo un decreto, che mi- pose la corona alle definizioni dei
naccia la deposizione a chiunque a- precedenti concilii e statuti, mul-
vesse osato contravvenirvi. Che se nel tando con gravissime pene coloro,
concilio di Efeso, del 43 1 , act. 7, ven- che cercassero di unire un secondo
ne approvato, che alcuni vescovi Beneficio incompatibile al già pos-
dell'Europa, in forza di un'antica seduto, oppure non rinunziassero
consuetudine, possedessero due o al primo per passare al secondo
tre vescovati ad un tempo; nulla (Ses. VII, e. 3). Le stesse leggi
osta al decreto di Calcedonia, do- sono in vigore oggidì.
vendosi intendere per la pluralità Per ciò, che spetta la maniera di
VOI. V. 6
,

82 BEN BEN
provvedere i Benefìcii, si dividono § IV. Facanza de^ Benefìcii.
essi in elettivi^ patronali, e collati-

vi. I primi son quelli, che si confe- I Benefìcii vacano o per morte
riscono per una elezione fatta legit- del Beneficiato, o per rinunzia es-
timamente a voti, e confermata dal pressa o tacita, o per disposizione
superiore ; i patronati son quelli, che di diritto. La vacanza per morte non
si danno dieti'O la previa presenta- abbisogna di dilucidazione. La ri-
zione àe\ patrono (Fedi), e canonica nunzia espressa ha luogo in diversi
istituzione del prelato. Gli ultimi modi. Se il Beneficiato rinuncia do-
poi, che si dicono anche di libera po che n'è stato investito, ma pri-
collazione, quelli sono, che vengono ma di prenderne il possesso, si chia-
conferiti dal supcriore senza la pre- ma cessione : se vi rinunzia dopo il

via elezione del capitolo o presenta- possesso, dicesi dimissione; se final-


zione d'altri soggetti. mente rinunzia a favore di un ter-
zo, chiamasi T'assegna.
Per rinuncia tacita s' intende il
§ III. Erezione de^ Benefìcii.
contratto di matrimonio, la profes-
sione religiosa, e l'assunzione di un
Perchè si possa istituire un Be- altro Beneficio incompatibile.
neficio, è necessaria l'autorità del Per disposizione di diritto vaca
vescovo comprovante ; in caso diverso un Beneficio, quando il Beneficiato
non avrà la qualifica di ecclesiastico ha commesso un delitto contro il
Beneficio, ma solo di pio legato o quale, o dalle regole di diritto ca-
donazione. Deve eziandio erigersi in nonico, o da alcuna costituzione dei
una chiesa, ad un certo altare, sotto Pontefici, è stata comminata la pe-
r invocazione qualche santo, e
di na di privazione del Benefìcio.
coir obbligo di qualche spirituale In generale può dirsi, che tutte
officio. È indispensabile ancora una le sentenze importanti una pena af-
dote conveniente , per cui è do- flittiva inducono vacanza dei Bene-
vere del vescovo V istituire sopra fìcii ottenuti dal chierico delin-
tal punto un rigoroso esame. Que- quente.
sta dote poi, affinchè 1' istitutore Pio V ordinò, che vacassero i

possa aver il diritto del patronato, Benefìcii di coloro, che non portano
conviene che sia de' fondi di lui l'ecclesiastico abito e la tonsura : Sisto
allatto liberi da ogni controversia. V comminò la pena di privazione al
L' istitutore potrà apporvi quelle chierico, che avesse procurato l' a-
leggi, che meglio gli piacciono, an- borto; Gregorio XIII prescrisse, che
corché fossero opposte al gius co- restasse vacante un Benefìcio rasse-
mune , laddove però non sieno tur- gnato, se fra venti giorni non fosse
pi, irragionevoH , impossibili. Perciò stata pubblicata la rassegna. F. Devo^
se egli volesse che il Beneficio fosse ti, Institutiones Canonicae.
goduto sempre da un individuo
della di lui famiglia , si dovrà osser- § V. Collazione de^ Benefìcii.
vare lo statuto, né potrà essere al-
terato dui vescovo, o dal successore In più maniere vengono con-
del fondatore. F. Trident. Sess. '2 5 feriti i Benefìcii ecclesiastici, cioè :

de Rcform, per via di elezione e conferma del


BEN BEN 83
soggetto; per via della presentazio- Sul proposito della neccssaiia verità
ne fatta dal patrono, in forza del- per la valida collazione de' Beneficii,
la quale il prelato deve istituire il Benedetto XII, vedendo come alle vol-
presentato ; finalmente per libera te venia alterata, nel i335, ordinò
collazione del superiore, che può che si registrassero tutte le suppli-
disporre a suo piacere, senza la pre- che colle concessioni accordate, e se
sentazione di alcun altro; così pu- ne conservassero gli originali nella
re per concorso. Rispetto a questo cancellaria. Ed a riguardo de' Be-
ultimo è da osservarsi la lettera cir- neficii dati con simonia, Pio IV,
colare, Reverendissime y di Clemente mediante la costituzione Rom. Pon-
XI, in data io gennaio 172 1, di- tificem^ nel 1 564, lese nulla affatto
retta a' vescovi d' Italia, in cui pro- la collazione, ed istituì la professio-
pone il Pontefice la maniera, colla ne di fede, che
far si deve da cia-
quale debbano esaminare i con-
si scheduno nella investitura. Lo stes-
coiTenti. Questa lettera venne con- so fece Sisto V, rispetto alla simo-
fermata anche da Benedetto XIV niaca rassegnazione, ed anzi colla co-
a' i4 dicembre 174^3 colla bolla stituzione Divina Deij del i novem-
Cum ///m^j il quale dichiarò eziandio bre i586, definì, che se tali cau-
Apo-
essere in vigore la costituzione se fossero portate a' vescovi , e ne-
stoluSj che Pio V avea emanata ai gligentemente le trascurassero, aves-

19 agosto 1567. Egualmente in tre sero luogo in quella giurisdizione i

maniere conferisce i Beneficii anche capitoli delle chiese, o i superiori,


il Sommo Pontefice: i.'' Per dirit- o conventi, dov' erano i Beneficii.
i

to di riserva, della quale parleremo Aggiunse ancora che i Beneficii fat-


al § YIII.
2."* Per diritto di pre- ti vacanti per simonia confidenzia-
venzione, iure praeventionis j quan- le,si conferissero dagli Ordinarli, o

do conferisce un Beneficio, che non da chi fosse giudice nella causa cori
era riservato alla santa Sede, o che nuova nomina, e che i frutti mal
poteva essere conferito dal collato- percetti si applicassero a vantaggio
l'e oixlinario. 3.** Per diritto di de- della chiesa.
voluzione, iure dcvolutionis y pel qua-
è devoluto al Papa diritto di
§ VI. A chi spelli conferire
le il
i Beneficii.
conferire un Beneficio , allorché nel
tempo stabilito di sei mesi, per sola Il Sommo Pontefice ha la ple-
negligenza, non lo eleggono gli in- naria potestà di conferire i Benefi-
feriori collatori. cii ecclesiastici in tutto il mondo;
Affinchè poi la collazione del Be- quindi un tempo egli solo li dava.
neficio sia valida, è necessario, che Che se dipoi concesse la facoltà di
venga fatta a tenore de' sacri cano- investire anche agli Ordinarii, nulla
ni ;
quindi gratuitamente, senza re- perciò vien tolto del di lui supre-
ciproche promesse, con tutta verità, mo potere; perciò in qualunque
cioè senza rappresentare ragioni, che modo, quando sia giusto, egli pro-
non o tacere quelle che po-
esistono, ceda nella collazione , questa sarà
trebbero opporsi, senza che v' inter- sempre vahda, né potrà essere dero-
venga la forza, e dopo che si sieno gata da alcun altro inferiore. In se-
chiamati tutti quelli, a' quali spetta condo luogo il legato a latere
la collazione. V> Ferraris Bibl. etc. può conferire i Beneficii , che so-
84 BEN BEN
no vacanti nella di lui provincia, mo luogo che sia almeno insignita
quantunque spettino alla presenta- della prima tonsura ; altrimenti non
zione di un patrono ecclesiastico; è cherico, quindi assolutamente in-
anzi può conferire i Beneficii devo- capace di possederlo. In secondo
luti al Papa per la negligenza dei luogo dev'esser nato da legittimi
collatori. In terzo luogo il nunzio apo- natali però potrebbe averne in qual-
:

stolico però non per diritto ordina-


;
che caso la dispensa. Terao, con-
rio, ma sihbene delegato dal Pon- viene che abbia la età requisita dai
tefice. Per tal ragione conferir può canoni, e viva nel cehbato. Quar-
soltanto que' Beneficii, che non ecce- to, che possegga una scienza alme-

dono una certa somma stabilita dai no sufficiente per ben conoscere gli

canoni. In quarto luogo è colla- impegni, che vanno annessi al Be-


tore il vescovo; e sotto tal no- neficio, ed eseguirli con tutta esat-
me comprendonsi l'arcivescovo, il tezza.
primate, il patriarca, e qualunque È indispensabile poi assolutamen-
altro prelato con giurisdizione qua- te, che il promosso non sia neppur
si vescovile. Finalmente può confe- in sospetto di eresia, di scisma o di
rire un Benefìcio il vicario genera- patrocinare, difendere , albergare gli

le, non per proprio diritto, ma per che non sia interdetto, sco-
eretici; 2.°

le facoltà accordategli dal suo ve- municato colla scomunica maggiore,


scovo. In quanto a' laici , giusta la sospeso , irregolare , infame , men-
disposizione di s. Simplicio Papa del tecatto, furioso, simoniaco, e final-
467, essi non possono mai aver di- mente percussore, o figlio o nipote
ritto di confenre un Beneficio , per- del percussore di un Cardinale di
chè ciò spetta solo alla ecclesiastica s. Romana Chiesa.
autorità, ma possono eleggere in
forza del diritto di patronato. Che se § Vili. Riserva ed affezione
troviamo qualche gran personaggio de' Benefica.
aver conferito un Beneficio, ciò non
accadde per propria facoltà ma , Altro non è la riservazione di
per sola delegazione del Sommo Pon- un T avocare a se il
Beneficio, che
tefice. Tra gli altri Pontefici, Si- diritto di promuovere a quello, quan-
sto IV ed Innocenzo Vili stabili- do è per farsi vacante. Questo di-
rono, che i Beneficii ecclesiastici del- ritto è proprio del solo romano Pon-
la città di Roma non si dovessero tefice, e del suo legato a la te re nella
conferire se non
romani; e ai soli sua provincia. Affezione poi è una
ciò fu anche confermato da Leone tacita riservazione, che fa il Papa
X ai 19 marzo i5i3. Quindi è, che sopra di un tal Beneficio, intromet-
nella dataria vi è la legge di non tendosi nella disposizione del colla-
concedere alcuno di questi Beneficii tore, per modo
che a questo per
ai forestieri, senza la dispensa Pon- quella volta tanto non sia più leci-
tificia. Ballar. Basii, t. Il p. 27B. to il passare alla elezione. Cosicché
la riservazione in ciò differisce dalla
§ VII. Qualità richieste per
affezione, che la prima risguarda
possedere i Beneficii.
r atto espresso con parola o in iscrit-
La persona, cui dev* essere confe- to, come sarebbe se decretasse ap-
rito il Beneficio, « necessario in pii- positamente : Reservantus Nobis tale
BEN BEN 85
Bcneflciwii j l'altra spelta un fatto pagnano la curia Pontificia. Extra
leale, per cui il Pontefice fa cono- corpus iuris sono quelle riserve,
scere la sua volontà di provvedere che si trovano nelle estravaganti ^
per quella volta al tale Beneficio. benché oggi queste formino parte
Si distingue ancora in ciò, che la del diritto canonico. Fra le altre so-
riserVazione importa la impossibili- no più celebri 1' estravag. Ex debito,
tà, che quel dato Beneficio possa de Elect, Execrahilis, de Prehen.,Ad
essere conferito ad altri, e l' affezio- regìmen de praehendis ^ nelle quali
ne non la porta. sono riservati i Beneficii vacanti per
rendono affetti in
I Beneficii si assunzione di altri Beneficii incom-
varie maniere; i." pel mandato patibili. Extra corpus iuris sono an-
del Papa, che obbliga di conferire che le riserve provenienti da varie
ad un certo tale il Beneficio; i.° per bolle dei romani Pontefici. Alessan-
la rassegnazione fatta in mano del dro VI, con la bolla In eminenti
Pontefice; 3/ per un ordine del riservò i Beneficii di quelli, che of-
Papa agli elettori, affinchè non pro- fendono i litiganti, i giudici, ed i
cedano alla elezione; 4° P^i' g^'^- causidici della corte di Roma. Pao-
zia preventiva, quando cioè il Papa lo IV, con la bolla Inter caeteras,
pel diritto di prevenzione conferisce riservò i Beneficii di coloro, che
un Beneficio a qualcheduno, e la concorrono per altri con nome simu-
collazione non sia valida per un lato. Pio V con le bolle Cuni Aposto-
qualche difetto, allora l'Ordinario latus - Inlollerabilis - Sanctissinius in
non potrà intromettersi nella dispo- Christo - In conftrendis^ riservò i Be-
sizione di quella vacanza ;
5.° per neficii vacanti per delitto di eresia ;

un decreto del Papa di rimettere quelH ricevuti simoniacamente, ossia


il Beneficio nelle di lui mani. In per confidentianij quelli vacanti se-
altre maniere ancora potrebbero di- de episcopali vacante j e le chiese
venir affetti i Beneficii ; siccome pe- parrocchiali conferite senza concor-
rò non sono le principali, rimettia- so. Gregorio XIII con la bolla IIu-
mo il lettore al Gonzales ad regni. mano riservò i Beneficii , la cui
8. Caucellariaej Glossa 52, num. rassegna non fu pubblicata in un
i4, e seg. determinato spazio di tempo, come
Le riserve apostoliche altre si di- ancora riservò quei Beneficii dimes-
cono clausae in carpare iuris, ed si in mano del vescovo, se questi
altre extra corpus iuris : le prime fra un mese non li avesse confe-
sono quelle provenienti da leggi ca- riti. Sisto V con la costituzione Effre-
noniche, e specialmente dal cap. i natam riservò i Beneficii di coloro,
e ^ de praehendis in 6." che ri- che procurassero l'aborto. Finalmen-
guardano i Beneficii vacanti in cu- te extra corpus iuris sono le molte
ria, e i Beneficii vacanti per mor- riserve contenute nelle regole di can-
te dei legati o nunzi i della santa cellaria.
Sede apostolica, non che per morte
di coloro, che vengono o partono § IX. Regole della Cancellarla
dalla romana curia, se però muoia- sui Beneficii.
no infra duas dielas, e finalmente
dei curiali, che muoiono vicino a Le regole della Cancellaria {Ve-
Roma, o nel momento che accon^- di) sono ceite apostoliche costituzio-
86 BEN BEN
ni, che i Pontefici nel principio del- al vescovo , e così progredendo af-
la loro assunzione sogliono fare cir- temati vamen te. Conviene osservare,
ca le cose spettanti a'Beneficii e che siccome tali regole cessano di
cose giudiziali. Che se non trovano aver vigoi-e con la morte del Pa-
opportuno l'introdurvene di nuove, pa, quindi in tempo di sede vacan-
accostumano approvare, ovvero ac- te può l'ordinario collatore confe-
crescere o diminuire quelle de' Pon- rire i Beneficii riservati alla santa
tefici precedenti. Il primo Papa, che Sede, in forza delle regole di can-
le abbia scritte, fii Giovanni XXII, cellaria: deve però astenersi dal
del i3i6. Queste poi nel progres- conferire gli altri, che sono riservati
so vennero riformate, in parte can- o per disposizioni di diritto canoni-
giate, in parte accresciute. Tali re- co, o per costituzioni Pontificie.
gole hanno forza di legge, ed ob-
bligano dal momento, che il nuovo § X. Alternatwa nel nominare ai
Pontefice le abbia riassunte; per- Beneficii,
ciocché alla morte di ciascun Papa
esse spirano. Il Ferraris nella sua Essa è un diritto che hanno al^
Biblioteca, alla parola Beneficia art. cuni vescovi di nominare ai Bene-
IX, ci riporta le regole fatte dalla ficii coUativi alternativamente col
felice memoria Pio VI. di Papa. In virtù di questa il Ponte-
Sulle molte riserve, che hanno fice conferisce i Beneficii, che si sono
origine dalle medesime, conviene resi vacanti in gennaio, ed i vescovi
consultare gli autori canonici, che quelli che son rimasti vacanti iu
ne hanno scritto. Le principali sono febbraio, e così di seguito. Il diritto

quelle della regola seconda, in cui dell'alternativa si concede ai soli pa-


sono riservate al Papa tutte le chie- triarchi ,
primati , arcivescovi e ve-
se cattedrah ed i monisteri, che han- scovi ; i prelati inferiori ed i capi-
no una rendita maggiore di fiorini toli delle cattedrali ne sono assolu-
duecento. La regola quarta riserva tamente esclusi. L'alternativa, con-
tutte le dignità maggiori in catte- ceduta ad un vescovo che tien re-
drale, e principale in collegiata, ec- sidenza, abbraccia non solo i Beneficii
cedenti la rendita di fiorini dieci. esistenti nella sua diocesi ; ma an-
Le regole quinta, sesta, settima ed cora quelli, che sono fuori, qualora
ottava riservano i Benefìcii vacanti la collazione spetti veramente a lui.

per morte dei collatori e successo- Perchè il vescovo possa usare della
ri, dei curiali, dei cmsori, cubicu- alternativa, è necessario che risieda
lari, e familiari del Pontefice, non nella sua diocesi, altrimenti la per-
che i canonicati delle tre patriar- de; che se poi fosse assente nei casi
cali chiese di Roma: finalmente la autorizzati dal gius, allora conser-
regola nona riserva i Beneficii va- va il diritto. Per la morte di un
canti in otto mesi dell'anno, cioè vescovo cui era concessa, non passa
in gennaio, febbraio, aprile, maggio, il privilegio al successore, ma con-
luglio, agosto, ottobre, e novembre: vien ch'egli l'ottenga nuovamente
però se il vescovo gode l'alternati- dal Papa ; né potrà valei-sene quan-
"va, in tal caso i mesi otto si ridu- do prima non abbia attestata l'ac-
cono a sei, cominciando da gennaio, cettazione con un atto pubblico au*»
eh* è riservato al Papa, e febbraio tentico, sottoscritto di propria ma-
s

BEN BEN 87
no, munito del di lui sigillo, e fat- derabili, o mediocri, semplici od one-
to nella propria diocesi alla presenza rosi, secolari o regolari, elettivi o non

di testimonii. elettivi, finalmente a tutti quelli dei

Questo atto deve essere steso da Cardinali, ed uffiziaU della corte Pon-
un notaio apostolico, e spedito alla tificia ,in qualsiasi luogo muoiano
dataria del Sommo Pontefice. Dal quelli che li posseggono. Si determi-
momento che la dataria riceve l'at- nò ancora che le elezioni canoniche
to pubblico e l'iscrive nel libro a si farebbero nelle metropoli, nelle cat-
ciò destinato, comincia pel vescovo tedrali, e nei monisteri, a condizio-
il diritto dell'alternativa. Se alcuno ne che sarebbero confermate dalla
domanda qualche Beneficio vacante Santa Sede, nel termine prescritto
nei mesi che spettano al Pontefice, dagli antichi decreti. In quanto poi
deve esprimere il mese, in cui siasi alle altre dignità e Beneficii, a ri-

reso vacante, altrimenti l'impetra- serva delle dignità principaU delle


zione è nulla. Cominciò l'alternati- cattedrali e delle collegiate, fu stabili-
va tempi di Nicolò V del i447j
a' to che il Papa, e l'Ordinario le confe-
nel celebre concordato germanico rirebbero alternativamente ognuno ,

conchiuso con Federico III, del qual durante sei mesi dell'anno, in tal ma-
concordato a maggior dilucidazione niera però, che se fra tre mesi da
qui daremo una succinta idea. contarsi dalla vacanza del Benefìzio
Gravandosi i principi di Germa- lasciata alla nomina del Pontefice
nia per ciò, che soffrivano in riguar- non ne producesse l'atto, il ve-
se
do al conferimento de' Beneficii ec- scovo ordinario vi provvederebbe ;
clesiastici, ricorsero ad Eugenio IV, e relativamente alle annate , che si
il quale negli ultimi momenti della pagherebbero quelle delle cattedrali,
sua vita concesse a' tedeschi prov- e delle abbazie di uomini, giusta le
visoriamente ciò che domandava- bolle apostoliche, fuorché però pei
no, senza il pregiudizio di quanto Benefizii, la cui rendita non ecce-
in appresso la Santa Sede venisse desse la somma di ventiquattro fio-
a stabilire. Nicolò V, che ai 6 mar- rini d'oro, i quali sarebbero confe-
zo i447j gli successe, inviò subito in riti gratis dalla Santa Sede.
Germania il Cardinal Carvaial colla Dipoi lo stesso Nicolò V concesse
qualifica di legato , per togliere a Federico III l' indulto delle preci
tutti i punti di dissenzione, partico- primarie [P^edi)^ indulto col quale
larmente sulle distribuzioni de' be- si accordava agl'imperatori la fa-
nefizii , nel che i tedeschi si crede- coltà di poter conferire le dignità
vano lesi. Dopo molte conferenze ecclesiastiche, vacanti laprima volta
fra il legato e l' impeiator Federico dopo la loro elezione, precedendone
III, fu finalmente conchiuso quel con- l'analoga petizione al Papa. F, Pre-
cordato, il quale venne confermato ci Primarie. Quindi Paolo II nel
da Nicolò V , con bolla del primo 1470 volendo gratificare que' vesco-
aprile i^^S. In esso non fu leso il vi, che personalmente risiedevano nel*
diritto al romano Pontefice di nomi- le loro diocesi, cominciò ad accorda-
nare a tutti i Benefizii delle prin- re ad essi la grazia dell' alteniati va,
cipali chiese, come pure a tutte le qualora la richiedessero. Veggasi il

dignità , ed a tutti i Beneficii che Riganti, Commentariiwi in regala


vacassero in corte di Roma , consi- Cancellarix tomo II, pag. 181.
88 BEN BEN
Essendo proprio dei canonisti il provvisti in tal maniera da' Cardi-
trattare minutamente di tutti gli nali loro vescovi, errore per cui cre-
estremi riguardanti l'alternativa, ed devano di non doverne ottener le
esistendovi regole di cancellaria, che bolle , colla costituzione : Cum siciU^
la modificano, come anche parziali data ai 25 gennaio 1741, che leg-
concordati conchiusi dai Pontefici gesi nel tomo XVI del Bollario, di-
con varii principi che, secondo la chiarò che tutti questi provvisti
diversità dei luoghi, ne hanno fis- avevano l'obbligo d'impetrare le
sata la norma; così noi non en- lettere apostoliche della cancellaria.
treremo in minute descrizioni sulF Di più ancora, che dovessero paga-
argomento, aggiungendo soltanto al- re alla cancellaria le tasse, e gli al-
cune provvidenze emanate successi- tri emolumenti dovuti, se i Benefi-

vamente da'sovrani Pontefici, secon- zi superano il frutto annuo di ven-


do le particolari circostanze. tiquattro ducati di camera. Che se
Nel i5i5, essendosi abolita la i suddetti beneficiati non eseguissero
Prammatica Sanzione^ Leone X, e un tal ordine, i Beneficii sieno ripu-
Francesco I re di Francia, stabiliro- tati vacanti, e ad altri si confe-
no il celebre concordato, per cui le riscano.Essendo poi grandemente a
elezioni delle prelature ecclesiasti- cuore di Benedetto XIV la residen-
che, che per la Prammatica erano za de' vescovi nelle loro chiese, per
libere ai re di Francia, pel concor- maggiormente indurneli, dispose che
dato restarono di nomina regia, ma pei Beneficii vacanti ne'mesi, in cui
soggette alla Pontificia approvazio- la collazione spettava alla Santa Sede,
ne. Quindi Clemente VII, vedendo fosse conceduta ai vescovi residenti
che il concordato germanico da al- l'alternativa delle elezioni; ma che
cuni preti tedeschi veniva violato, questa dovesse durare nel tempo
con bolla del i534j dichiarò nullo soltanto del Pontificato, ristabilendo
quanto contro di esso avrebbero in- colla costituzione Ad universa, pres-
tentato; e Gregorio XIII con sua so il suo Bollario tomo con- II, la
costituzione comandò, che i cqllato- gregazione sulla residenza dei vesco-
ri ordinarii de' Benefizi, col pretesto vi , con analoghe leggi e regola-
della bolla di Nicolò V, non potes- menti.
sero conferire i Benefizi ecclesiastici, Non essendosi terminata nel con-
dopo tre mesi della loro vacanza, cordato, stipulato nel 1737, tm Cle-
se di questi non si fosse nello spa- mente XII e Filippo V, la contro-
zio di tal tempo provveduto dalla versia del preteso giuspatronato re-
Santa Sede, secondo l'alternativa. gio universale della Spagna, lo stes-
Veggasi Guerra, tomo II, pag. 8r, so Benedetto XIV, nel 1758, ne con-
Epist. Const. Romanor. Pontif. chiuse un altro col medesimo Fi-
Siccome fra i diversi indulti, che lippo V. In questo fu dichiarato che
sì accordano ai Cardinali dal Papa, dovesse restare la regia corona in
evvi quello di poter conferire i Be- possesso di nominare, nelle vacanze,
neficii delle loro diocesi vacanti per a' vescovati, monisteri, e Benefizi
n^oite, ancorché questo
cada nei concistoriali, e riservossi il Papa al-
mesi di diritto apostolico, il Ponte- la sua libera collazione, ed a quel-
fice Benedetto XIV per togliere Ter- la de'Pontefici successori, cinquanta-
rore, che vi era in alcuni cherici duc dignità; in qualunque mese, e
BEN BEN 89
modo vacassero , senza 1' imposi- *" doveano ris-
collegiate, conferire si

zione di pensione alcuna. Concedè » pettivamente dalla Santa Sede,


ancora in perpetuo ai re di Spagna }) e dai vescovi ; cioè ne' primi sei
il diritto universale di nominare in M mesi dell'anno dalla Santa Sede,
tutte le chiese della monarchia alle » e ne' secondi sei mesi da' vescovi;
dignità, e Benefizi ecclesiastici, an- »» e che la prima dignità esser do-
che ne' mesi apostolici , ordinando M vea sempre di libera collazione
che ne cessasse T alternati va^ si la- » della Santa Sede ".
sciasse illesa l'autorità episcopale, e Presentemente un vescovo, il quale
che i Beneficiati dovessero ricevere le possegga due diocesi unite, deve ac-
collazioni canoniche da' rispettivi Or- cettare esplicitamente l'alternativa
dinarii. per amendue le diocesi ; quando pe-
Clemente XIII successore di Be- rò risiede in una, non può servirsi
nedetto, affine di togliere le liti per la di tal prìvilegio pei Beneficii va-
collazione de' Benefìcii nel regno di canti nell'altra. Per le altre conces-
Polonia, stabili colla bolla, Eccle- sioni sull'alternativa, ne parleremo ai
siastici Ordinisj che si legge presso rispettivi articoli degli stati e de'regni.
il Guerra, tomo II, pag. 3 02, ema- La formola di essa leggesi nel Lo-
nata agli 8 agosto 1763, che in terio lib. II, De re Beneficiaria, e
questo diritto si osservasse l'alterna- neir Istitut. a la pratiquc Benefi-
tiva de' mesi ,
prescritta dalle due ciale^ p. 164, n. 9.
bolle di Leone X, e Clemente VII,
ch'egli di nuovo avea confermato. § XI. Rassegna de' Beneficii.
In queste si comanda, che tutti i
Beneficii, ed anche le dignità mag- La rassegna è una libera e spon-
giori vacanti cadendo ne' mesi di
, tanea rinunzia, o restituzione del
febbraio, aprile, giugno, settembre Beneficio fatta col consenso del su-
e novembre, si conferissero dagli Or- periore. Essa è di due sorta: taci-
dinarii, e cadendo negli altri mesi, ta ed espressa. La prima succede
dal Sommo Pontefice. per via di fatto, cioè, quando il di-

Anche Pio VI nel 1791 con- ritto l'ammette come conseguenza


chiuse un concordato con Ferdinan- di una qualche cosa, p. e. del matri-
do IV, re di Napoli, cui concesse monio del beneficiato, della professio-
la nomina di tutti i vescovati del ne religiosa ec. La seconda vien pro-
regno, restando ai Papi pro-tempore nunziata colle parole , ovvero collo
la nomina di tutti gU altri Benefi- scritto, usando la formula per ciò
cii ,
purché la elezione cadesse nei stabilita. La rassegna può esser fatta
sudditi nazionali. Ma per le vicende assolutamente, o anche con qualche
dei tempi, questo concordato si rin- condizione j come sarebbe il riser-

novò dal successore Pio VII, col vare a se, un' annua pen-
o ad altri
medesimo re Ferdinando ai 1 6 feb- sione del Beneficio istesso. Nulladi-
braio 1 8 1 8 , diviso in trentacinque meno queste riserve non si possono
articoli. Il terzo di questi dice che; verificare senza l' autorità del Som-
» per riguardo all' alternativa le mo Pontefice. Su tal proposito es-
« nomine alle abbazie, ed a'cano- sendo accaduti molti abusi, abbiamo
•> nicati di libera collazione, tanto delle Pontificie costituzioni, che me-
M de' capitoli cattedrali, che delle ritano di esser lette da ognuno. S.
.

90 BEN BEN
Pio V colla Costit. Quanta, Ballar. predica del p. Giovanni d'Avila, si
tom. IV, p. 3, tra gli altri assolu- sentì commuovere, e stimolato a vita

tamente stabilì quali rassegne si pos- migliore. Cominciò pertanto a fare


sano soltanto ammettere dagli Ordi- atti pubblici di penitenza, e si tras-

narii_, ed a'medesimi proibì, che con- ferì alla Madonna miracolosa di


cedessero ai loro parenti i Benefi- Guadalupa, donde tornato, prese a
cii rassegnati , non potendo soffrire pigione una casa nella città di Gra-
che il patrimonio di Gesù Cristo nata , in cui collocava i poveri in-
fosse dato per eredità in preda al- fermi, che ivi avea portato sulle

l'ambizione dei secolari, o ai parenti spalle, e li sostentava colle limosine


de' rassegnanti. Parimente è degna raccolte per le pubbliche strade. A-
di memoria perpetua la costituzio- vendo riunito buona somma di de-
ne la sublimi di Benedetto XIV, naro, fabbricò un insigne ospedale,
dei 29 agosto 174^» ^^^ ^^"-^ Bull. e consumato dalle fatiche, nel cin-
tom. I, p. 43, la quale fu emanata quantesimo anno dell'età sua, morì
contro le rassegne, che si fanno con nel 1 55o , dieci anni dopo la fon-
riservata pensione, e con un patto dazione del suo primo ospedale in
segreto di estinguerla con una cer- Granata, ove riposa il suo corpo.
ta somma di danaro, da pagarsi al Urbano Vili colla costituzione in.
rassegnante. Tali riserve ed estin- sede lo beatificò ai 2 1 settembre
zioni di pensioni con quella costitu- i63o, ed Alessandro Vili, ai 16 ot-
zione vengono dichiarate irrite, e tobre 1690, solennemente lo ascris-
nulle. Così ancora lo stesso Ponte- se al catalogo de' santi. La sua vita
fice, vedendo che tuttavia alcuni fu scritta in lingua spagnuola da
trattavano il modo di deludere la Francesco de Castro, ti^dotta in i-
costituzione dis. Pio V Quanta del taliano da Gio. Francesco Bondino,
I i568 e f altra di Gre-
aprile e stampata in Roma nel 1587, ed
gorio Xllf, Huntano vìx iudicio in latino colle note de' Bollandisti
de' 5 gennaio i584, con altra costi- E pure in latino quella , che il p.
tuzione de' i5 giugno 174I3 con- Gouveau in ispagnuolo avea pubbli-
fermò quelle bolle, e ne die' una cata in Madrid, nel 1624, e che fu
sì chiara spiegazione, da farne disco- tradotta in italiano da Pandolfo in
prire ogni più misteriosa frode. Napoli, nel i63r,e poi dall'Herre-
Sulle riserve de' Beneficii F~. il ra in Roma, nel 1690. Nel i63i
Trattato del Cardinale Jacopo Si- la pubblicò in R.oma il Gerardi , e
monetta, Roma, i588. poscia ne furono fatte varie altre e-
BENEFRATELLI. Ordine Reli- dizioni.
gioso OspiTALARio. Questi religiosi Il nome di Giovanni di Dio fu

chiamati di s. Giovanni di Dio, e imposto al santo dal vescovo di Tuy,


nella Spagna ^^ift dell' Ospitalità, in o, secondo altri, dallo stesso Gesù
Francia ed in Italia
della carità , Cristo, il quale gli apparve in for-
Benefratelb\ da san
furono istituiti ma di fanciullo, mentre Giovanni
Giovanni, detto di Dio per le sue vicino a Gibilterra stava sotto un
rare virtù, nato in Monte Maggio- albero, mostrandogli una mela
e
re nella diocesi di Evora in Porto- granata aperta, da cui spuntava una
gallo. Avendo egli esercitata per al- croce, gli disse Giovanni di Dio ,
:

cuni anni la milizia, nell'udire una Granata sarà la tua croce ; onde
, ,

BEN BEN 91
la croce, e la mela granata fanno si die' princìpio dai religiosi alla fab-

parte dello stemma dell'Ordine. brica dell'ospedale di Roma, presso


Prese quest'istituto il nome di Bene- la chiesa di s. Giovanni Calibita
fratelli, perchè il fondatore andava per ad essi donato dal Papa, nell'isola
la città con una sporta sulle spalle, di Bartolomeo, o di Ponte quat-
s.

e con due pentole sulle braccia, tro capi, poco dopo la raccolta dei
chiedendo per gli ammalati la li- mendicanti di s. Sisto ; ma con po-
mosina, e gridando ad alta voce : chi letti per la scarsezza delle limo-
Fate bene , fratelli , per amore di sine, le quali poi crescendo, si dila-
Dio. Dopo la morte di lui alcuni tò l'ospedale ed il contiguo conven-
suoi compagni e discepoli , deside- to. Gregorio XIII non solo confer-
rando di promuovere questa pia opera mò l'Ordine, ma l'arricchì di mol-
verso i poveri infermi, sotto la di- ti privilegi, e concorse con denaro al-
Rodrigo Seguenza,
X'ezione di fr. ri- l'erezione di detto ospedale. Abbiamo
conosciuto per superiore da tutti gli dal Piazza, nelle Opere Piedi Roma,
spedalieri , col p. Sebastiano Arias che allora questi religiosi solevano
si trasferirono a Roma, ove incon- andare la notte per la città , suo-
trarono molte difficoltà nel procura- nando un campanello, e gridando
re limosine a questo effetto. Ma il che si facesse orazione, e si pregas-
santo Pontefice Pio V, nel iSji ,
se Dio per le anime del purgatorio,
il primo gennaio con la bolla
di , e per tutti gli stati delle persone :

Licei ex debito, confermò V appro- il qual costume, ch'era di molta


vazione, che dell'istituto appena nato edificazione , oggidì non si pratica.
avea fatta Leone X, ed avendo con- Succeduto nel 1585 a Gregorio
cessa ai religiosi la regola di s. Agosti- XIII il Pontefice
, Sisto V , questi
no, prescrisse anche l'abito di color ne- nell'anno seguente eresse Benefra» i

ro, giacche prima era cinerino, cioè felli in Ordine religioso ospitalario,

tonaca con pazienza stesa sino alle gi- avendo permesso ai medesimi di sten-
nocchia, con cintm'a di cuoio ; e inoltre dere le loro costituzioni. Il primo
decretò, che potesse raccogliere limo- capitolo generale da essi fu tenuto
sine affine di governare i poveri in- nel convento di s. Giovanni Cali-
fermi. Devono questi religiosi por- bita. Affinchè poi i convalescenti, che
tare anche il cappuccio tondo, per uscivano dal nuovo ospedale, aves-
decreto emanato nel i588 dalla sero opportuno ricetto, fu donata ai
congregazione sui regolari, e per le reliffiosi da alcuni benefattori nel
pubbliche strade usano cappello ne- 1 584 ^^^ chiesuola, dedicata a santa
ro, e talvolta il mantello, come gli Maria della Sanità, con orto annes-
ecclesiastici. Non sono promossi agU so, nella via felice presso s. Maria

ordini sacri, né attendono agli stu- Maggiore. Il luogo fu dall' Ordi-


dii, ma contenti della sorte di Mar- ne ampliato, e poi venduto per cin-
ta, servono a Dio nelle persone dei quemila cento scudi alla congrega-
poveri. Essi vengono stimati, e so- zione di Propaganda, nel 1697.
no accetti a tutti, ed hanno per La chiesa allora assunse il nome
protettore il Cardinal vicario prò di s. Efrem, ed ora chiamasi s. An-
tempore. tonio, essendo ospizio per le missio-
Nel Pontificato di Gregorio XIIT, ni di Moldavia de' padii conventua-
immediato successore di s. Pio V, li. Veggasi Dullariuni Ord. hospit.
,
.

93 BEN BEN
s. Joannts de Deo , p. 170. Gre- ?a, coir soggiunta del quarto di ca-
gorio XIV i5go confermò i
del lare ne' loro ospedali gli ammalati,
privilegi die' ad es-
de' Benefratelli , ilche esercitarono costantemente con
si per protettore il Cardinal Ru- esemplarissima diligenza, e perizia.
sticucci vicario di Roma , e la co- Fu adunque nuovamente stabilito,
municazione de' privilegii accordati che ogni c^sa reHgiosa avesse un
da Nicolò V all'ospedale di s. Spi- sacerdote per l'assistenza spirituale
rito in Sassia, come l'esenzione dal- di ciascuna, acciocché fosse sempre
la gim'isdizione de' vescovi. pronto Siccome poi
pegl' infermi.
Mentre i religiosi Benefratelli si dopo breve di Cleniente Vili, i
il

erano estesi per l'Italia, Germania^ religiosi di Spagna rimasero divisi

Polonia, e Francia , Clemente Vili dagli altri , da quel tempo hanno


nell'anno 1^92, rimise questa re- sempre avuti i Benefratellidue ge-
ligione al sistema prescritto da s. Pio nerali, uno per la Spagna e per le
V, assoggettandola a' vescovi; non Indie occidentali dimorante in Grana-
volle che fosse governata da un mag- ta, e l'altro per l'Italia, Francia, Ale-
giore; proibì loro di prendere gli magna, e Polonia residente in Romg.
ordini sacri, e di f^r professione so- In Francia furono introdotti nel 1 60 1
lenne; prescrisse che non emettes- per opera della regina Maria de
sero se non che i voti di povertà, Medici, ed hanno quivi un vicario
e di ospitalità; per cui mancando generale, che visita tuttigli ospeda-

quest'Ordine de' tre voti essenziali, li del regno. Il loro generale che ,

die costituiscono un Ordine regola- prima non poteva essere sacerdote,


re, fu riguardato come quasi sop- fin da Benedetto XIV, cominciò ad
presso. Il breve fu spedito ^i i3 essere fregiato di questa dignità
febbraio, e quantunque accettato nel- Essi governano sei anni, ed i pro-
l'Italia, non Io fu nella Spagna, do- vinciali tre, i quali terminati, si vie-
ve Filippo II non gli die' il regio ne all'elezione degU altri, che si fa
exequatur. Quindi assunto al Pon- da' superiori locali, quaU hanno il
i

tificato Paolo V , colla costituzione titolo di priori. Inoltre Paolo V, nel


i3i, del primo luglio 1609, per- 16 19, li esentò dalla giurisdizione
mise, che in ciascuna casa de' detti de' vescovi, moderò Urbano
ciocché
fiati di s. Giovanni di Dio, vi po- VIII, nel i638, dichiarando die gU
tesse essere, contro il divieto di Cle- Ordinarii avessero autorità di visita-
mente Vili, un religioso sacerdote, re gli ospedali , in cui non fosse-
il quale non potesse però esercitare ro dodici religiosi, e di esaminarne
alcun uffizio dell'Ordine, ed essendo l'amministrazione co' superiori del-
da questo espulso, restasse sospeso l'Ordine, misura approvata da A-
dall'esercizio degli ordini sacri. Indi lessandro VII. Per le regole, che
coU'autorità della costituzione Ro- osservano questi utilissimi religiosi,
inamis Pontifex de' 1 3 febbraio 1 6 1 7, veggasi il p. Flaminio Annibaldi da
che si legge nel tomo V, parte V Latera, nel suo Compendio, il qua-
del Bollano, e con l'altra de' i5 le trattando nel suo Catalogo anche
aprile, Ea, quac, restituì quest'isti- di questo istituto, dice, che di esso
tuto al grado di Ordine religioso, scrisseRoderico nelle Questioni dei
approvandone le costituzioni, e i vo- Regolari j il Cappacino nelle note
ti di povertà, castità, ed ubbidien- ad Conip. Frat. Min. e Francesco
BEN BEN 93
de Castro, nella Giovan-
i^ìta del b. meno i bisogni de' proprii religiosi,
ni di Dio. Fi-a questi religiosi sono e vendere, o donare medicamenti ai
fioriti, oltre il santo fondatore, molti secolari, eccetto la triaca ed il balsa-
altri gran servi di Dio. mo apopletico. Finalmente il detto
A quest'Ordine appartengono pu- privilegio venne confermato nel pon-
re gli oblati, che chiamano terzia- tificato di Pio VII, con rescritto del
rii , alcuni de' quali portano la to- Cardinal camerlengo, emesso ai 17
naca, il cappuccio, e lo scapolare, novembre 181 7, e nell' odierno dal-
ed altri la tonaca e lo scapolare la congregazione speciale di sanità.
soltanto, ma quest' ultimo, tanto dei BENEPLACITO Apostolico. Ap-
primi, che dei secondi è più corto pellazione che si dà al consenso del
della tonaca. Quegli oblati, che han- Pontefice per de' beni
l' alienazione
no il cappuccio ed emisero la pro- o breve, che con-
ecclesiastici. L'atto,

fessione, non possono uscire dall'Or- tiene questo permesso, chiamasi pu-
dine, siccome non lo possono quelli, re con egual nome. Il Beneplacito
che non hanno, perchè sono pro-
lo Apostolico primo luo-
si richiede in
fessi , ciò facendo solamente dopo go per l'alienazione de' beni eccle-
dieci anni di prova. V. il Zano- siastici incorporati ad una chiesa o

betti, Memorie sulla Storia del pri- ad un luogo pio; 2.*" per ripudiare
mo secolo de" Servi di Maria , e un legato pio ad una chiesa, moni-
degli spedalieri di san Giovanni di stero, o altro luogo di carità: cosi
Dio, Madrid, e Roma 1780. la pensa Tamburini De iure abba-
Gli ospedali de'Benefratelli, e par- tunij con altri teologi di gran no-
ticolarmente quello di s. Giovanni me; 3.° per alienare i diritti per-
di Dio in Roma, sono corredati di petui di una chiesa ( S. Congreg.
convenienti, e complete farmacie, in Alban. 21 iunii i6g8 ) ; 4-"
fornite di ogni migliore assortimento per fare la transazione per cui
di medicinali tanto semplici che da una chiesa vengano cessi i di-
composti. Oltre all'uso pei medesi- ritti sopra i beni pretensi^ quan-
mi ospedali, queste farmacie hanno tunque riceva qualche altra cosa in
il diritto di vendere al pubblico i loro luogo (S. Congreg. in Auscid.
medicinali, per privilegio conceduto i4 febr, 1699 ) ;
5." per alie-
all'Ordine con decreto emanato ai nare i beni di una chiesa in una
12 marzo 1722, da una congregazio- altra ( S. Congreg. Conc. Nea-
ne particolare deputata da Innocen- pol. 24 ictn. 1732); 6.** per fa-
zo XIII, che nella proibizione agli re ne' beni ecclesia^ici un taglio di
altri regolari di vendere medicine, piante destinate a dare un riguar-
eccettuò le spezierie dei Benefratelli. devole ricolto, e laddove il taglio
Quindi il Pontefice Benedetto XIV diminuisca notabilmente il prodotto,
col moto proprio, Essendomi, ema- o rechi un danno considerevole al
nato ai i4 novembre 1740? che si fondo. Che se non ne derivano tali
legge nel suo Bollario tom. I, p. 8, conseguenze, il diritto non richiede
confermò i decreti de' suoi prede- più il Beneplacito Apostolico; 7.*
cessori, ne' quali si proibisce ai re- Senza di esso nulle sono ed invali-
golari, eccettuati gli ospitalarii di s. de le locazioni, o concessioni de'be-
Giovanni di Dio, detti Fate Bene- ni della chiesa, o del capitolo per
fratelli, l'esercitar l'arte di speziali, lungo tempo fatte, quantunque vein
,

t)4 liEN BEN


gano condii use tra i canonici, o be- Anihìtiosae, colla f(uale proibì assolu-
neficiati della stessa chiesa, non ostan- tamente r alienazione de' beni eccle-
do la contraria consuetudine, che siastici senza il Beneplacito del ro-
vien appellata Corruttela ( S. Con- mano Pontefice, per impedire
i dan-
greg. Conc. in Astens. 26 iunii ni che arrecavano alla Chiesa con
si

1 688 ) ;
8.''
Senza di esso alienar improvvidi contratti. Col progresso
non si può
danaro posto a profitto
il de' tempi i Pontefici, per non esse-
ne' monti di pietà; 9." Non si devono re affollati in ogni momento da
alienare i beni di una chiesa, quantun- istanze, rimisero la facoltà di ac-
que sieno stati lasciati colla condi- cordare il Beneplacito Apostolico spe-
zione che ad arbitrio si possano alie- cialmente alla cancelleria apostolica,
nare laddove poi sieno lasciati, per-
: alla sacra penitenzieria, e talvolta an-
chè colla loro vendita acquistare si che al Cardinal camerlengo, ed ai
possano degli oggetti servienti alla cherici di camera; ma s. Pio V,
chiesa, allora non fa bisogno l'Apo- nella costituzione 69, Volentes , ri-

stolico Beneplacito. io.° I regolari, vocò tali facoltà. Però, stabilite


dopo il decreto di Urbano Vili da Sisto V le congregazioni Car-
emanato dalla sacra congregazione dinalizie, con la costituzione Im-
a' 7 settembre 1624, non possono mensaj commise alla sacra congi*e-
vendere i chiese o
beni delle loro gazione de' vescovi, assieme colla tu-
monisteri pure trasportare il
; cos^i tela delle giurisdizioni de' beni
e
possesso de' beni immobili di un mo- ecclesiastici, il potere di concedere
Bistero ricco in un altro , sebbene il Beneplacito Apostolico, benché
sia della medesima provincia o re- alcune volte si accordi ancora dal-
ligione Lo stesso dicasi degli efifetti la sacra congregazione del concilio.
preziosi. Il Beneplacito Apostolico La menzionata congregazione dei
addimandasi eziandio per alienare vescovi, nell'accordare il Beneplaci-
ipotecare, cambiare altri oggetti, od to, si serve alcune volte del sem-
in altre forme; cosa che distesa- plice rescritto, colla clausola consti-
mente legger si può nella bibhote- lo de evidenti utilitatej ma laddove
ca del Ferraris, alla parola Aliena- trattisi di enfiteusi , o di locazioni
tìo, art. 4- Sono degne di speciale perpetue, o anche a novantanove
considerazione le misure prese, sul anni o alla terza generazione, che
proposito dell'alienazione dei beni ascendono ad alcune determinate
ecclesiastici, Leone Idal Pontefice somme, ingiunge, secondo la quanti-
eletto nel 44^? da s. Simmaco, nel tà del canone, o la spedizione delle
concilio romano celebrato nell' anno plumbo, o in
lettere apostoliche sub
483, e Lione del
dal concilio di forma di breve, usando l'espressio-
570 sotto Giovanni TU; da s. Gre- ne si sanctissinio Domino placue-
:

gorio Magno lib. I leti. ep. 66, lib. rit. Il decreto passa dipoi alla da-
Ili ictt, ep. 16; Wh.ym, letL ep. 53; teria apostolica o alla segreteria dei
lib. X lett. ep. 33, e dal concilio di brevi per la relativa spedizione.
Vienna nell' anno 1 3 1 1 ; non che I regolari , in forza del decreto
dalla Clera. i de rebus Eccles. non di Urbano Vili, sono esenti dalla
alien. spedizione delle lettere apostoliche.
Dipoi Paolo li, nel 1468, pub- Lo stesso privilegio godono i Cardi-
blicò la famigerata EslravagaiUe nali, in effetto della risoluzione del-
, ,

BEN BEN 95
la sacra congregazione de' vescovi re- nella seconda promozione falla a
golali,19 settembre 17 38, appro- Sens di Francia, nel 1 1 64 , o nel
vata da Clemente XII. II 65. Egli era umile in maniera,
Il regnante Sommo Pontefice che preferì la Certosa di Monte-
Gregorio XVI, col molo proprio i o di-Dio alle grandezze più cospi-
novembre i834, ordinò che senza il cue della corte di Roma. Aflfer»

Beneplacito Apostolico emanato dalla ma il Cellense, che il Signore si

congregazione de' vescovi e regolari, compiacque di operare molti mira-


procedere non si possa alla riduzione, coli ad intercessione di Beneredo, il

o al cancellamento delle iscrizioni quale morì nel 1 80 , ovvero nel 1 ,

che conservano le ipoteche, per i 1 185, secondo l'Ughellio ed il Sua-


crediti delle chiese, dei capitoli, e resio. Si trova però una bolla di
di altri luoghi pii. Urbano III, segnata da lui nel 1 185,
Il Beneplacito Apostolico si usa nel qual caso si dovrebbe ritenere
anche nella curia romana per riser- che questo porporato sia stato tras-

vare alla libera volontà del Papa o ferito ad altra chiesa, poiché da due
della Santa Sede la durata di un bolle di Alessandro III sappiamo,
officio. A tal fine si adopera la clau- che nel 1 1 8 1 era vescovo Prenesti-
!a ad Beneplacitum nostrum^ la qua- no il Cardinale Paolo Scolari. A dir

le fa sì, che cessi l'officio o la de- vero però sembra, che la sottoscri-

putazione alla morte del Pontefice, zione alla bolla di Urbano III sia al-

cap. si gratiosa de rescript, in 6. quanto sospetta rappoi'to al Beneredo.


Nondimeno si usa più comunemente BENEVENTO {Beneventan.). Cit-
la formula ad Beneplacitum nostrum tà con residenza arcivescovile, e du-
et Sanctae Sedis, affinchè la con- cato negli stati Pontificii. Questa cit-

cessione talvolta non venga se non tà, rinchiusa nella provincia del prin-
per via di formale rivocazione. Ta- cipato ulteriore del regno di Napoli,
li clausole si appongono nella de- e delegazione apostolica, è situata sul
putazione degli amministratori, visi- pendio di una collina, al confluente
tatori , vicarìi apostolici , e talvolta del Calore e del Sabbato, che sca-
anche nella destinazione, per breve ricansi nel Volturno. Si vuole che
o decreto de' superiori generali di sia stala edificata nell'anno 4? 3 di
qualche Ordine religioso. Roma da Diomede, e che prima si
BENEREDO, Cardinale. Bene- chiamasse Malventi , Mah'cntiim
redo francese, nacque nelle Gal- dall' importuno soffio de' venti.

lie da famiglia nobilissima, nel se- Perchè poi si dice aver lasciati
colo XII. Professò nell'Ordine di s. quivi Diomede a monumento i den-
Benedetto, e fu abbate nel moniste- ti del cinghiale Calidonio, un tempo
ro dei ss. Crispino e Crispiniano nel- ucciso da Meleagro, prese Benevento
la diocesi di Soissons. Pietro Cellese, l'arma del Cinghiale, che tuttavia
abbate di s.Remigio di Rems , lo conserva col Concordes in
motto :

inviò in compagnia di Novelone unum S. P. Q. B., motto aggiunto


vescovo di Soissons, al concilio di per la pace conchiusa tra Sisto IV,
Laterano. Beneredo per le sue ra- e il re Ferdinando, siccome si dirà
re virtù e per la santità della vi- in appresso.
ta, fu poi creato vescovo Cardina- Quale città del Sannio si distinse
le dì Palestrina da Alessandro III nelle gueiTe contro i romani, e cam-
96 BEN BEN
biò il nome in Benevento, cioè da al 591, in cui il re Agilulfo gli
Bono evento y quando i romani la surrogò Arigiso, o Arichi, parente di
conquistaiono, e vi spedirono una Gisulfo duca del Friuli , che leisciò
colonia sotto il consolato di Sem- di sé ottima fama dopo un regno
pronio Saffo, e di Appio Claudio, di mezzo secolo. Da alcune lettere di
onde i Beneventani furono ascritti s. Gj-egorio Ivuole che con molti
si

alla tribù Stellatina. Pirro vi fu longobardi avesse abbracciata la fede.


disfatto ne' suoi dintorni da Curio Gli successe per un anno suo figlio Aio,
Dentato. L'attaccamento, e la pro- o Aione, il quale, essendo morto nel
dezza de' Beneventani in favore dei 649 con sospetto di veleno, fu fatto
romani si distinse nella guerra con- duca Radoaldo, e nel 65 1 Gi'imoaldo,
tro Cartagine. Da Augusto ebbe ambedue figliuoli cadetti del duca
il titolo di Colonia augusta dopo
, Gisulfo, i quah per una rivolta si

che quell'imperatore la restaurò ma- erano rifuggiati nel Friuli presso Ari-
gnificamente. giso loro parente.
Sotto r impero d' oriente fu pro- Grimoaldo nel 662 divenne re
vincia greca , e venne invasa nell'an- de' longobardi ed il suo figlio Ro-
,

no 5oo dell' era cristiana da' go- mualdo, per avere con intrepidezza
ti, ma poco dopo da' gre-
ripresa difeso Benevento dai greci, meritò
ci , fu nuovamente occupata e
indi di esserne dichiarato duca, e pren-
distrutta dagli stessi goti capitanati da dere isposa Teodorada. Estese
in
Totila, finche, caduta l'anno 588, egli la sua dominazione a Taranto,
in potere de' longobardi, figurò pri- Brindisi ed Otranto. Il vescovo s.
ma come ducato, poi come princi- Barbato, fatto successore d' Ildebran-
pato nella storia dei mezzi tempi, e do nella sede beneventana l'anno
fini col divenire dominio della Santa 663, insieme alla pia duchessa con-
Sede. tribuì a purgare Benevento dall'ere-
Fu Benevento eretta in ducato sia degli ariani e dalle pagane su-
da Narsete quando truppe
colle perstizioni , che traendo l' origine
greche e le ausiliarie de' longobardi da' longobardi, grandemente la di-
n' ebbe cacciati i goti. Volendo al- sonoravano. Nel memorando assedio,
lora il capitan romano rimunerare onde questa città fu stretta dall' im-
la nazione longobarda, Be- fissò in peratore Costanzo II, era essa ri-
nevento il quartiere per quelli, che dotta ad estrema miseria. Il zelante
aveano prescelto rimanere al suo pastore san Barbato si fece alloi'a
servizio, e Zotto, o Zottone, coman- promettere, che se avessero prospe-
dante di essi, ne fu posto al gover- ro successo le armi longobardiche,
no per primo duca. Altri dicono si sarebbe onninamente schiantato
però, che gli stessi longobardi eres- dalle radici un albero sacro, a cui
sero Benevento, e la sua provincia solevano Beneventani appendere
i

in ducato, e che Albino loro re un cuoio, contro il quale si lancia-


nel 570, essendo disceso in Toscana vano per mezzo a veloci corse eque-
coir aiuto delle armi di Zotto, lo stri, innumerevoli dardi all' uso dei
fece in ricompensa duca di Bene- Parti. Era tanta la superstizione di
vento, confermandogli i possedimenti quel popolo da conservare come
con ampliazione di temtorio. Egli prodigioso ogni dardo, cui qual-
resse felicemente i Beneventani fino che brano di pelle si fosse appesa,
,

ÈEN ÈEN 97
e da crederlo capace di preservai'C de Magistris scrisse De Nuce Be-*
da ogni pericolo. Sciolto 1* assedio, neventana Maga, Neap. i634«
la promessa fu religiosamente man- Grimoaldo li, e Gisulfo I nell'an-
tenuta, e l'albero venne atterrato. no 704, succedettero l'uno appres-
Si rendevano eziandio dai longobardi so r altro nel regno al loro genitore.
folli onori ai serpenti , ed alle vi- Il Pontefice Giovanni VI mosso ,

pere; ma riuscì a s. Barbato di dalla sua carità apostolica, riscattò


convertire in un vaso per usi ecclesia- tutti gli schiavi, che Gisulfo avea
stici un rettile d' oro , che dallo presi nelle scorrerie sulle terre ro-
stesso duca si teneva edriservato, mane. Nel 707 Romoaldo II suc-
un calice fatto con tal prezioso me- cesse a suo padre Gisulfo I, il qua-
tallo, per lungo tempo fu usato le nel 729 soffrì molto dalle armi
nella cattedrale. Parlando il Borgia di Luitprando re de' longobardi , e
dell'albero sacro venerato da' Bene- fu obbligato a rilasciargli ostaggi.
ventani non lungi dalle mura della Il fanciullo Gisulfo II, che, nel 733,
città in un luogo chiamato voto, venne dopo di lui, fli salvato a
perchè ad esso recavansi per scio- stento da una congiura tramata-
gliere i loro votij ecco quanto ag- gli; ma non andò guari, che il
giunge. " Recise il servo di Dio tutore Aodela tolse di capo la co-
*> quell'albero, e così fu tolto ogni rona ducale al pupillo, e ne cinse
« attacco per esso ai longobardi , e la propria fronte. Il re Luitprando
M quel luogo divenne poi oggetto disapprovò l'usurpazione, e nel 733
a di venerazione per un sacro tem- investì del ducato il proprio nipote
« pio erettovi sotto il titolo di s. Giorgio, o Gregorio, che regnò per
» Maria in Foto, perchè ad esso sette anni al 739. Il popolo
fino
»> recavansi le genti per isciogliere i elesse Gondescalco, il quale
allora
« voti loro. Di questo tempio si per sua sventm-a in vece di guada-
M mostrano anche in oggi le vesti- gnarsi l'animo del re, ed ottenere
si gie, e quella contrada del terri- la conferma, entrò nella rivolta del
» torio Beneventano per esso è detta duca di Spoleto Trasimondo II, pro-
>i la Piana della Cappella. Accen- vocando la collera di Luitprando;
M niamo di passaggio che da que- per cuij mentre ne voleva fuggire
« st' albero , e dalle superstizioni la vendetta, restò trafitto dagli stes-
»» che vi si commettevano in tempo si Beneventani, che al legittimo Gi-
w de' longobardi, ebbe poi origine sulfo II ritornarono 742- fedeli nel
*j la baia del Noce Beneventano II duca Luitprando, successore di
>» tanto famigerato in Italia presso Gisulfo, seguì la politica degli altii
« il volgo ignaro, che bonariamente duchi tenendo le parti dei
italiani
" crede esser quivi il maggior con- franchi, che con Pipino discendeva-
» corso delle streghe , le quali sopra no dalle alpi; ma Desiderio, re lon-
» un caprone, con una scopa ac-
e gobardo, balzò dal trono, resti-
lo
»> cesa in mano vengano di notte a tuendovi, nel 762 , Arigiso suo ge-
" celebrarvi i loro congressi. « Gio. nero, che valorosamente cacciò da
Francesco Rota cremonese compose Otranto il competitore. Egli restò
un Poema pastorale sulla Noce di fedele a' longobardi fino alla distru-
Benevento, che inedito si conserva zione del loro dominio; e quando,
nell'archivio d'Arcadia, e Pipornus nel 773, Carlo Magno fece prigio-
VOL. V.
7
,

gB BEN BEN
nicro Desiderio, Arigiso con solenne giso II morì nel 788 con fama di
pompa convocò i vescovi e i gran- prode , di magnanimo e di pio ^

di del suo stato, ed assunti i reali costituì in piazza forte marittima


omamenti, si fece, nei 774, consa- Salerno, persuaso che le forze na-
crare e coronare piincipc di Bene- vali avrebbero allontanato dall'Italia
vento, e nelle monete fece imprimere le invasioni franche. Era attorniato da
la propria Dipoi della zecca,
eflìgie. filosofi, dei quali ne potè contare fino
eh' ebbe Benevento origine dai
in a trentadue nella sua corte, compì
longobardi , presero diiitto i Papi in Benevento il celebre moni stero
ed in segno del loro dominio, per di s. Sofia, fondato da Gisulfo II,
qualche tempo vi coniarono monete. e soppresse l'istituto, già approvato
Dopo otto anni dovette Arigiso dal re Luitpiando, delle Pinzochere,
rendersi vassallo, e tributario di che, assunto il sacro velo, dimora-

Carlo Magno, nonché dargli due fi- vano nelle proprie case, senza di-
gli in ostaggio, ed il vincitore cam- pendenza da alcun Ordine religioso,
biò a Benevento il titolo di ducato celando così le occulte dissolutezze.
in quello di principato. In queste Arigiso le racchiuse ne' chiostri, e
epociie abbiamo da Novaes, e da severamente vietò che altre abbi'ac-
Platina nella V^ita del Pontefice ciassero tal genere di vita. La rico-
Adrimio I, che Carlo Magno accreb- noscenza de' Beneventani innalzò al
be domìnii della Chiesa Romana,
i defunto principe un sontuoso mau-
colla donazione del territorio di Sa- soleo con epigrafe di Paolo Diacono.
bina , e de' ducati di Spoleto e di Grimoaldo III, non men prode
Benevento, della quale pose i' auten- del genitore, e già ostaggio di Carlo
tico monumento suH' altare della Magno, fu investito del principato
confessione di s. Pietro, e si giu- col suo consenso, previe alcune con-
rò mantenitore. Lodovico I // Pio dizioni, fra le quali di dover scol-
suo figlio vi aggiunse dipoi la Sici- pire immagine dell' imperatore
la
lia. Veggasi le Cointe Annal. Frane, nelle monete in segno di vassallag-
ad an. 787 ; Sigonio, De regno /- gio. Malgrado la ristretta estensione
talÙB lib. IH ad an. 627, ed il de' suoi domimi, seppe da un lato
Cenni , nelC Esame del diploma di evitar le insidie de' greci, che aspi-
Lodovico I. E da avvertirsi che il ravano alla sua sovranità, e dall'al-
Pontefice Paolo I, nella lettera scrit- tro mantenne co' franchi dignitoso
ta nel 757 a Pipino re di Fran- contegno. morte gli suc-
Alla sua
cia, die è la 36 del codice carolino, cesse il tesoriere Grimoaldo IV, il
lo prega a costringere il i-e Deside- quale perì vittima delle trame di
rio a rendere alla Romana Chiesa Radelgiso conte di Conza, e di Sico
lutti I siioi patrimonii, e vi nomina gastaldo di Acerenza, nell'anno 8 1 8.
quelli esistenti nel ducato di Bene- Nel bivio, i popoli accordarono la
vento. Si ha anche dalle epistole di preferenza a Sico, o Sicone, che
s, GregM'io I, eletto nel 590 , che appartenendo ad illustre famiglia
nella Puglia già la Santa Sede pos- spoletina, erasi rifuggiato ne' domini!
sedeva ricchi patrimonii insieme a Beneventani. Il suo regno fu fatale
quello del Sannio, o de' Sanniti. a' napoletani , cui fece aspra guerra,
Ritornando ora alla serie dei du- esigendo dal duca di NapoH annuo
chi Beneventani, diremo che Ari- ti'ibuto, e, come si disse di sopra,
BEN BEN 99
il venerando corpo di s. Gennaro. innalzando invece Adelgiso II. Di-
AI pari del padre guerriero, ma scacciato però poco appresso, fu di-
crudele fu Sciardo, che gli successe scacciato neir874 anche Alone, o
neirSSg, i cui disegni su Napoli Aio II figliuolo di Radelgario, che
sarebbonsi adempiuti, senza l'oppo- al fratello Adelgiso era succeduto.
sizione dell' imperatore Lotario I. Intanto l' imperatore d' Oriente
Abbandonato ai sospetti, per gelosia Leone // Filosofo , volendo ricupe-
decimò la nobiltà Beneventana, e perare l'Italia meridionale, vi spedì
fece n'adere la chioma al proprio numerose truppe, sotto il comando
fratello, e ad altro parente, che di Simbaticio protospatario, il quale

fece racchiuder perpetuamente in un pose l'assedio a Benevento, mentre


monistero. Ma per le sue crudeltà, Orso, fanciullo di anni sette, ne a-
e per le brutali sue violenze, non vea la signoria per morte del geni-
che per l'onta fatta da Adelchisa tore Aio II. A' 18 ottobre deir89r,
sua moglie alle dame Beneventane, fu segnata la capitolazione, per cui
il popolo corse alla vendetta, gui- il principato Beneventano fu posto
dato da Naningone; onde il tiranno sotto il dominio greco, e ne venne
fu fatto a pezzi, e la famiglia di- investito lo stesso Simbaticio.
spersa; locchè avvetme nell' 840. Giulio IV , duca e marchese di
Radelgiso, o Adelgiso I, tesoriere Spoleto, neir 894, tolse a' greci Be-
di Sicardo, diverso dal conte di Gon- nevento, e nell'anno seguente ne di-
za, fu eletto principe di Benevento; venne principe assoluto. Se non che,
ma molti ne disapprovarono l'esal- all'imperatrice Ageltrude, sorella di
tazione. Que'di Salerno e di Amalfi Adelgiso II, riuscì, neir839, di rista-

trassero di prigione il monaco Si- biliresuo fratello nel principato di


conulfo, fratello di Sicone, e lo Benevento. Tuttavolta non si mo-
proclamarono principe. Entrò poi strò migliore di prima, dacché, ce-
nella lega Landolfo conte di Gapua, dendo alle perfide insinuazioni del
co' napoletani, indi il principato di ministro Virialdo, proscrisse ed esi-

Salerno e la contea di Gapua for- liò molti cittadini , che rifugiatisi


marono da quest'epoca due comu- nella corte di Atenulfo primo conte di
nità separate, e solo riunite per un Gapua, lo sollecitarono al conquisto
tempo nella persona di Siconulfo il , di Benevento. Questo fu agevole ad
quale forse avrebbe ricuperato tutto Atenulfo avvegnaché nel gennaio
,

il retaggio paterno, se Lodovico li, del 900, di notte tempo, gli furono
imperatore e re d' Italia, non si aperte le porte della città, ed ap-
fosse intromesso mediatore del
a pena fatto giorno, il popolo tornò
trattato di separazione. Gosì Radel- a depori'e Adelgiso, ed acclamò prin-
giso I potè trasmettere a Radelga- cipe Atenulfo, per cui i suoi succes-
rio suo primogenito, e quindi al sori, conti diGapua, proseguirono ad
figlio minore Adelgiso II il ristretto essere eziandio principi di Beneven-
principato di Benevento, del quale to (P^. Gapua). Nel 915 ad Atenulfo
cessò dipoi notevolmente Y impor- successe Landolfo, e poi Atenulfo II.

tanza. Gaideriso nipote ex filìo di Gontro questo Landolfo, o Pandolfo


quest'ultimo^ salì al trono coli' as- il Pontefice Giovanni XII prese a suo

sassinio dello zio; ma i suoi mede- soldo le truppe spoletine, ed unitele


simi parenti Io posero in ceppi, alle proprie, le guidò in persona nel
,,

loo BEN BEN


CfSj. Ma Pandolfo, sostenutola Gi- vo soggetto alla loro giurisdizione.
SLilfo princij>e di Salerno, non solo Ma l'arcivescovo di Benevento di-
resistette all'eseicilo del Papa , ma pendette sempre dalla Santa Se-
lo battè, e lo costrinse a litirarsi nei de, e da essa fu pel primo istituito
suoi dominii ecclesiastici, ed a pat- solennemente, e canonicamente ar-
teggiare amicizia e la confederazione. civescovo nel regno di Napoli, co-
Correndo l' anno 965 , Papa Gio- me si ha
dalla bolla Praesentibus no-
vanni XIII, si rifugiò a Capua pres- bis in sancta synodo , del medesi-
so Pandolfo, che lo trattò con som- mo Giovanni XIII, la quale non
mo onore, e lo pregò ad erigere fu conosciuta dal Baronio, che dà
in metropoli quella città, locchè in il vanto alla chiesa di Capua di pri-
seguito fu accordato dal Papa. Al- ma chiesa arcivescovile del reame,
tri però asseriscono, e tra questi il mentre, in favore della sede Bene-
Lenglet, che nel 968, quand'era ventana, il Pontefice si esprime Su-
principe di Benevento altro Pandol- bliniioreni inter cceteras ordinare,
fo, il detto Sommo Pontefice, nel il che non avrebbe certamente detto,

concilio, che celebrò in Roma a' 26 se già avesse eretto in metropoli


di maggio , dichiarò metropoli , e Capua. Ne si può dire, che la su-
sede arcivescovile la chiesa di Be- blimava tra le sulFraganee, perchè,
nevento, alla quale soggettò i ve- come metropoli, Benevento era già
scovi di Agata, Avellino^ Quinto-
s. sublime fra esse, essendo stata fin
decimo^ Ariano, Ascoli, Bibino ov- da' suoi primordii metropoli del San-
vero Bovino, V^ulturaria, Lavino, nio, la cui provincia tanto poi si

Tdesia ed Alife, i quali col pro- estese, quanto il principato, siccome è


gresso del tempo si variarono. Veg- chiaro dai diplomi del Pontefice Aga-
gasi Epist. ad archiep. Benev. nel- pito li, eletto nel 94^, giacche estende-
l' appendice al tomo IX de Concilii. vasi il principato in trentaquattro con-
I vescovati poi attualmente suffra- tee, cioè : Acerenza, s. Agata, Alife
ganei sono : Avellino e Erigenti, A- Albi, Aquino, Bojano, Cajazzo, Cal-
riano , Ascoli e Cerignola uniti. vi, Capua, Celano, Chieti, Consa,
Bovino, Lucerà, s. Severo, Telefe Carinola, Eondi, Iscrina, Larino,
ed Alife uniti , Bojano , Termoli, Lesina, Marsi, Mignano, Molise,
Larino , e s. Agata de^ goti unita Morone , Penna, Pietrabbondante
ad Acerra. Ponte Corvo, Presenzano, Sangro,
primo romano Pontefice, che
Il Sesto, Sora, Telese, Termoli, Tea-
fece arcivescovi nel reame di Napoli no , Trajetto , Valva e Venafro.
fu il detto Giovanni XIII, ad istanza di Oltre a ciò per l'autorità metropo-
Ottone II imperatore. Che se nelle litana, che avea in molte città del-
porte di bronzo della cattedrale di la Puglia, come Ascoli, Bivitae
Benevento si vede scolpito l'arcive- Troja, Lucerà, Dragonara, oltre
scovo con le casole greche, ed il alla chiesa Sipontina delia Puglia
pallio lungo, sedente col regno in Dauiiia, ed alle sue surtragance u-
testa, mentre gli altri stanno colle nite fino dal 668 sotto s. Barbato;
niitre in piedi, ciò proviene dai pal- dipoi Nicolò V in una bolla di unio-
ili, che per privilegio di Giovanni ne dell'abbazia di s. Lupo al capi-
XI davano, sino dal 934, i patriar- tolo Beneventano, nel 45*3, ne fece 1

chi di Costantinopoli ad ogni vcsco- l'elogio Ecclesia Beneventana inter


:

i
, ,

BExN BEN Toi


alias famosa y et solemnìs exìstìt. sere Clemente II, ad istanza dell'im-
Quindi è che accurati seri ttori pongo- peratore, il quale recatosi nella Pu-

no la erezione della chiesa Capuana glia, non vi em slato prima ricevu-


in arcivescovato, non col Baronio al- to, e male poscia vi venne accol-
l' anno 968 , ma bensì nel 970 to. Tutta volta, nel io5r, recandosi
sotto il Pontificato di Giovanni s. Leone IX nella Puglia, e visi-
XIII _, e vaglia per tutti la te- tando Benevento, lo assolvette, in
stimonianza di Michele da Capua un da tutte le cen-
alla provincia,
nel Santuario di quella chiesa, part. sure ecclesiastiche, celebrando pri-
Ili , tit. Pontif. Rom. fol. 382: jux- ma la festa de' ss. Pietro, e Paolo a
ta recentioreni chronici cassinensis Monte Cassino.
edilioneni anno nongentesimo se- Conquistata da* normanni la Pu-
ptuagesimo Joannes cuni Othone ite- glia, dopo la morte del loro conte
rum Ctipuae manens, ut gratiani Dragone, successe il fratello di lui
principi Capuano referret^ archiepi- Gisolfo, o Rodolfo III. Indi, nel ter-
scopatura Capuanum instituit. zo viaggio, che nel io52 fece s.
Succeduto al detto Pandolfo il Leone IX in Germania, passò in
figlio di lui, nominato Landolfo H, Vormazia ad abboccarsi coli' impe-
i greci, divenuti insolenti, devastaro- ratore Enrico III, affine di ricupe-
no di tratto in tratto i luoghi del- rare i diritti della Chiesa romana,
la Puglia, onde il Pontefice Bene- secondo le concessioni degli Ottoni,
detto Vili, verso il IO 16, dopo e di Enrico II sulla chiesa e sulla
aver cacciati i saraceni , contro i città di Bamberga, non meno che
greci mandò Rodolfo principe di suir abbazia Fulda, e su altri
di
JVormandia, il quale interamente li pingui benefìcii alemanni E sicco- .

sconfisse, obbligandoli a ritirarsi dal- me i normanni, stabilendosi nella


la provincia , in cui tirannicamen- Puglia ne opprimevano gh abitan-
te avevano esercitato del dominio, ti, questi ne portarono i loro la-
come riporta Leone Ostiense nella menti a Leone IX, che gli espose
Cronaca Cassinese lib. II. I sovra- all'imperatore. Fu quindi proposto
ni Pontefici non aveano fino a que- allora dall' imperatore un cambio
sto secolo esercitato alcun diritto di co' diritti signorih su Benevento, pur-
sovranità temporale nel principato ché il Pontefice liberasse Bamberga
di Benevento, malgrado che incon- dalla soggezione alla santa Sede, e
trastabiliargomenti di diritto non facesse ritorno impero. Accettò
all'

mancassero per riputarlo espressa- Leone IX quel cambio, e ritenendo


mente compreso nella donazione dei il marche
tributo annuale di cento
Carlovingi ; donazione confermata d' argento ed il cavallo bardato,
,

solennemente dagl'imperatori italia- che gU dava Bamberga, cambiò que-


ni e tedeschi. sto feudo nella città e principato
Assunto nel 1049,
al Pontificato, di Benevento, da Emico III defi-

6. Leone IX, parente dell'imperato- nitivamente ceduto; giacche, sebbe-


re Enrico III il Nero, o il Moro, ne Leone IX ed i Pontefici suoi
nel io5o fulminò la scomunica con- predecessori fossero già in possesso
tro i Beneventani, che macchinavano del ducato di Benevento, a cui li

ribellione, confermando quella, che chiamarono pure i longobardi, che


nel 1047 avea scagliata il predeces- anteriormente i' aveano usurpato
,

I02 BEX BEN


tuttavia gì' ed i re
imperatori , Leone IX, fino a' i a cnarzo del
d' Italia ancora ne conservavano io54, restò a Benevento, e quivi
r alto dominio, di cui V impera- normanni vincitori, i
die' le leggi a*

tore Carlo Magno non potè met- quali da persecutori , diventarono


tere in possesso la medesima santa protettori della Chiesa. Per questo
Sede, quando ad essa donò quelle gì' investi delle terre, che colà avea-
terre napolitane, come lungamen- no occupate, e di altre, che avesse-
te dimostra il Cardinale Stefano ro potuto conquistare, ed essi in
Borgia nella sua Storia del domi- ricambio si dichiararono vassalli
nio temporale della Santa Sede nel- della santa Sede. Non andò pero
le due Sicilie j pag. 77 e seguenti, guari, che i principi della dinastia
stampata in Roma
1789. nel capuana tornarono ad essere stabi-
Occupato era allora il Beneven- liti in Benevento, finche per la mor-
tano da Gisolfo o Rodolfo III; ma te di Pandolfo IV, nel 1071, e poi
il Papa ritornato a Roma nel io53, di Landolfo IV, ne rimase estinta
marciò direttamente con un eserci- la razza. Fu quindi allora che il
to a Benevento per ricuperarlo alla Papa Nicolò II, nel loSg, concesse
Chiesa romana; discacciò Gisolfo III al normanno Riccardo il principato
insieme a Landolfo III, e creò go- di Capua, ed a Roberto Guiscardo
vernatore del paese un altro Rodol- la Calabria, la Puglia e la Sicilia
fo col titolo di principe. Per quel eccettuandone Benevento, come af-
motivo accadde la sanguinosa bat- ferma il Borgia, ricevendo da essi
taglia di Civitella contro i norman- il giuramento di fedeltà, quali feu-

ni, che guastarono la Puglia, Cala- datari della Chiesa romana. Ma di-
bria,ed altre terre della Chiesa. E poi,avendo Roberto ricusato il giu-
benché il Papa restasse vinto , e, ramento al Pontefice s. Gregorio
come alcuni dicono, prigioniere, in VII, e posto l'assedio co' suoi noi^
venerazione della sua sacra persona, manni a Benevento a cagione della
i normanni permisero, eh' egli, sotto morte di Landolfo VI, ultimo prin-
parola di onore, ritornasse a Bene- cipe di Benevento e feudatario del-
vento, ove si diede ai più esempla- la Chiesa, il Papa nel 1074 e 1075
ri esercizii di austera penitenza. Per lo scomunicò (F. La Storia dei du-
qual ragione poi venissero nella Pu- chi di Benevento, presso il Sigonio,
glia normanni, e si unissero ai
i e gli storici di Napoli). Essendosi
longobardi per cacciare da quelle di poi Roberto riconciliato col Pon-
teri*e i greci ^ che l'invadevano, ed avendo domandato ed ot-
tefice,
veggasi il citato Borgia nella sud- tenuto il perdono, non solo Grego-
detta Storia pag. 66 e seg., dove rio VII lo rimise in sua grazia,
dimostra che i popoli del princi- ma lo investì del ducato di Bene-
pato di Benevento, dato già da vento, nel 1080, e nel mese di
Carlo Magno alla Sede Apostolica, giugno gli accordò nuova investitu-
memori degli antichi diritti di ra della Puglia, Calabria, e Sicilia
questa, usurpati fino a detto tempo in Ceprauo, come attesta il mento-
dai longobardi, si offerirono, nel i o5o, vato Borgia nella sua Storia, alle
a s. Leone IX per essere liberati dalle pagine 117 e i35.
oppressioni, che soffri vano dai norman- Dopo la morte di Landolfo VI,
?ii, dagli stessi longobardi chiamati. la città di Benevento fu retta e go-
1 ^,

BEN BEN ìo3


vernata dalla Chiesa romana in pie- Sicilia, perchè nella morte di Gu-
no dominio, per cura de' suoi mi- glielmo II, duca di Puglia, senza il

nistri col titolo di rettori, che tanto consenso della Santa Sede, si era
quanto quello di governatori
vale, messo in possesso di quello stato.
della città, e provincia della Santa Ma piegandosi alle supphche di lui,

Sede, e Stefano Sculdascio; e Da- si Benevento, e ritornato a


recò a
comario ne fuiono i primi nomina- Roma nel gennaio 1 128, l'assolvette
ti da s. Gregorio YH. dalla censura, e lo costituì duca
In seguito Vittore III, Urbano di Puglia , premesso il giuramento
II, e Pasquale li si recarono per a lui già dato in Benevento, di es-
varie vicende a Benevento, e vi ce- sere vassallo e feudatario della Chie-
lebrarono conciiii, come diremo par- sa. Quindi, nel 1 1 29, Onorio II si

lando di que' Pontefici ; ma succes- trasferì nuovamente in Benevento


so nel 1 18 a Pasquale II, nel Pon- per alcuni tumulti insorti, che dalla
tificato Gelasio II, questi per evitare sua prudenza e fortezza furono su-
la furia di Enrico V, re de' romani, bito repressi ; e poco dopo il suo
nella controversia delie investiture, arrivo in Roma, vi cessò di vivere
nel marzo del 1118, si recò a Be- a' 1 4 febbraio 1 1 3o.
nevento, ove ricevette il giuramen- Innocenzo II, esule da Roma per
to di fedeltà, e di vassallaggio dal Tantipapa Anacleto II, spalleggiato
duca Roberto, e da tutti i princi- da Ruggero normanno, nel 11 87,
pi normanni, e vi si ti*attenne sino passò dalla Francia in Italia con un
alla festa de' ss. Pietro e Paolo. Ca- esercito dell'imperatore Lotario II.

listo II suo successore, nel 1 120, Accompagnato poscia da lui, e dai


si trasferì a Benevento per animare duchi di Baviera e di Sassonia, pro-
i normanni ad intrai^rendere l'assè- seguì il viaggio di Benevento, dove

dio di Sutri, in cui si era ritirato a' 3o maggio celebrò con essi la fe-

l'antipapa Gregorio Vili. Ricevè al- sta di Pentecoste, e trasferitosi in


lora omaggio da Giordano II prin- Avellino, creò duca di Puglia Rai-
cipe di Capua e da altri magnati nolfo.
normanni, e giuramento di fedeltà. Innocenzo II, dopo aver ricevuto
Vi ritornò poscia nel i laS per trat- il giuramento di fedeltà dai Bene-
tar la causa dell'arcivescovo Bene- ventani, si era recato nella città lo-
ventano RofFredo, che a lui era sta- ro, li aveva distinti chiamandoli ^^-
to accusato di simonia, del qual de- telli e signorij nell'atto che dichia-
litto questi si giustificò in presen- rava rettore dello stato Ottaviano
za del Pontefice. Questo Papa nel suddiacono. Già nel secolo XI san
concilio generale lateranense, cele- Brunone, vescovo di Segni, chiamò
brato nel medesimo anno, fulminò Benevento città fedele di s. Pietro
la scomunica contro chiunque ardis- e nel secolo appresso Falcone ono-
se occupare o ritenere Benevento, rò i suoi Beneventani col nome di
dominio che poscia Martino V po- fedeli di s. Pietro.
se nella bolla iti Coena Domini, in 1 143 succes-
Celestino II, che nel
cui si scomunicano gl'invasori delle se ad Innocenzo II, era stato fatto
tcire della Chiesa. da Innocenzo medesimo governato-
Onorio II, suo successore, nel re di Benevento, mentre già era in-
1127, scomunicò Ruggero conte di signito del Cai'dinalato. Da questo
1 1 ,

io4 BEN BEN


punto tra i principali fatti di Be- canonizzò padre di lui s. (lanuto
il

nevento si narrano le ostilità da Gu- re del medesimo reame, martirizza-


glielmo re di Sicilia commesse nel to nel ii'òi'y nondimeno il Lam-
regno, per cui Adriano IV ebbe a bertini dice essere tale canonizzazio»
scomunicarlo, ed a dichiarargli la ne stata fatta nel i 164. Stando in
guerra. Però in essa fu il Pontefice Benevento Alessandro III, nel 1 169,
da Guglielmo assediato in Beneven- ricevè in feudo della Chiesa Roma-
to, ne potè uscire dalla città senza na la città di Alessandria, che i
concedergli, nel 1 1 56 , che né i si- suoi partigiani aveano in onor suo
ciliani avessero diritto di appellarsi fabbricata, e tolse il pernicioso abu-
al Papa, ne questi vi potesse man- so, già riprovato da Eugenio III, che
dar legati, se da lui, o da' suoi suc^ infermando gli esteri, i quali di pas-
cessori non fossero richiesti, come saggio erano in Benevento, non potes-
riporta Baronio ne' suoi Annali
il sero uscir di casa, far testamento ed
al detto anno. Come tutto ciò era eleggersi la sepoltura. Invano contro
estorto a forza e per timore , ebbe quell'abuso erano riusciti i provve-
fine pienamente sotto Innocenzo III. dimenti presi dal concilio provincia-
Insieme alle dette cessioni avea A* le del 1 1 19^ e dall'arcivescovo Lan-
driano IV decorato Guglielmo col dolfo, alla presenza di Ugone Car-
titolo di re delle due Sicilie. Di che dinale e Pontificio rettore di Bene-
assai irritandosi l'imperatore Fede-. vento; mamisure prese da A-
le

rÌGoI, diede origine al funesto scisma, lessandro III ebbero miglior etì'et^
durato circa ventun anno, e soste- to. Partito quel Pontefice da Bene-
nuto dagli antipapi Vittore IV, Pa- vento, nel 1 70 , si restituì poi in
squale III, Calisto III, e Innocen-' Roma dove, dopo dieci anni di an-
zo III. V. Antipapi XXX, XXXL tipapato, Calisto III ungaro, si pre^
XXXII. e XXXIII. sento pentito a lui, che accoltolo
Eletto a' 7 settembre ri 59 Ales- con molta carità, lo fece sedere alla
sandro III in successore ad Adria- sua mensa, e lo dichiarò arcivesco-
no IV, l'imperatore gli oppose l'an- vo, o certamente rettore di Bene-r
tipapa Vittore IV, e costrinse il le- vento, ove morì a' 29 agosto 1178.
gittimo Pontefice a lasciar Roma . Lo Benevento andò in
stato di
Tornatovi però nel 1 1 66, nell'agosto seguito soggetto a varie vicende , e
dell'anno seguente, per evitar le in- per più anni fu oggetto di turbo-
sidie di lui, ne partì in abito di pel- lenze e d'invasioni, danneggiato spe-
legrino , e solo in Gaeta riprese le cialmente dall'imperatore Federico
insegne Pontificie, e si trasferì in II, che come figlio di Costanza, su-
Benevento. In questa città a' 16 perstite del sangue normanno, era
marzo 1 68 ricevè gli ambasciatori pure re di Sicilia. Quel principe,
di Manoello, imperatore greco, il nelle dissensioni coi Pontefici Ono-
quale gli promise la riunione della rio III, Gregorio IX, Celestino IV
sua chiesa alla latina, e la liberazio- ed Innocenzo IV, sottomise, e qua-
ne dalle molestie di Federico I, si distrusse la città di Benevento
purché gli conferisse l'impero d'Oc- ne spianò le mura, ed i suoi più
cidente. In Benevento, nello stesso magnifici edificii, fra quali, dopo Ro-»
anno 1 168, Alessandro III, ad istan- ma, avea superbi avanzi della sua
za di Valdemaro re di Danimarca, antichità e potenza, cmde poi Alessan»
BEN BEN io5
dro IV, per premiare Beneventanii 127 i,
Esaltato al Pontificato nel
delle tante vessazioni che soffrirono, dopo lunga sede vacante per morte
loro accordò molti privilegi , e li di Clemente IV, Gregorio X, mentre
onorò del titolo di Jìgli spirituali questi dimorava ad Acri legatodell'e-
della CìiiesaRomana. sercito cristiano, egli nel 1272 pas-
Innocenzo IV pertanto, nel i245>, sò in Italia, e da Brindisi andò a
depose nel concilio di Lione e sco- Benevento, ove si recò pure Carlo I per
municò Federico II, privandolo del re- servire nuovo Pontefice nel pas-
il

gno di Sicilia e dell' impero. E que- saggio pel suo regno, come scrive
sti nel morire, a'i3 dicembre i25o, r autore della vita di Gregorio Xj
ordinò nel testamento a suo figlio tomo III Rerum ital. Nella dimora
Corrado, che restituisse alla Santa in Benevento abitò nel sacro palazzo,
Sede, ciò che le avea tolto, per cui ossia episcopio.
Innocenzo IV Bene-
fece assolvere i Dipoi il Pontefice Urbano V, nel
ventani da qualunque censura, che i368, spedì legato a Napoli alla re-
avessero potuto incorrere. gina Giovanna 1, il Cardinal Gu-
Corrado però, a'22 maggio i253, glielmo d'Agrifoglio limosino, detto
fu avvelenato da Manfredi suo fra- il seniore, per pacificare il principe
tello naturale ed invasore di Be- di Taranto col duca d' Adria, inca-
nevento, per usurparsi il regno di ricandolo eziandio di fissare e sta-
Napoli. Ma il Pontefice Clemente bilire i confini e i termini tra il

IV, riserbando per la Chiesa R^oma- territorio di Benevento, ed il regno


na Benevento, nel i265, investi del- di Napoli, che giusta le convenzio-
le due Sicilie Carlo I d' Angiò fra- ni dal sovrano Pontefice
stipulate
tello di s. Lodovico IX re di Francia, Clemente IV col re Carlo I, bisa-
col feudo annuale di ottomila oncie volo della regina Giovanna I, do-
d'oro, e di una chinea da pagarsi veva eseguirsi dalla Chiesa romana.
ogni anno nella vigilia di s. Pietro. Ma di questo argomento, e de' pre-
Di questa ed espressa
investitura, scritti confini, qualificazione e nu-
riserva dello stato di Benevento al- merazione, veggasi il Borgia tomo
la Santa Sede, ne tratta a lungo il II p. 107, e seguenti.
Borgia nella Storia del dominio tem- Ladislao usuipò Benevento, che sua
porale della Sede Apostolica nelle sorellaGiovanna li restituì a Martino
Sicilie a p. 167 e seg. e nelle sue V. Insorto poscia lo scisma d'Avigno-
Memorie storiche di Benevento , ne, e seguendo Giovanna I le par-
stampate in Roma in tre tomi, nel ti dell'antipapa Clemente VII, nel

1763, dal Salomoni, 1378, occupò Benevento, per cui il


Nel 1266 si avviò il re Carlo I legittimo Urbano VI, la depose dal
col suo esercito verso Napoli, e giun- regno, e lo diede a Carlo III Du-
to presso Benevento, in una batta- razzo. Questi fu ingrato col Ponte-
glia, data nel quartiere di Rosito ai fice a segno, che trovandosi in No-
26 il suo
febbraio, disfece ed uccise cera de'Pagani, lo strinse d'asse-
rivale Manfredi, e poscia, a' 29 ot- dio nel i385, e solo colle truppe
tobre fece decapitare Corradi no fi- di Balzo Orsini conte di Nola ai
, ,

glio di Corrado, terminando con 7 luglio, potè Urbano VI uscirne.


lui il nobilissimo legnaggio degli Recatosi a Benevento, abitò nella
svevi. V. Sicilia. rocca edificata per la residenza dei
io6 BEN
Pontindi rettori , e «' imbarcò po- non mostrò eguale col successore
si

scia })er Genova nelle galere procu- di quel Pontefice Paolo II, per cui
rategli dal Cardinal Fieschi; indi questi seriamente minacciò di de-
per rimunerare V Orsini, e provve- porlo Di . pili , dimentico adatto
dere alla sicurezza di Benevento Ferdinando delle obbligazioni con-
contro le armi del re, gli diede la tratte Sede Apostolica, aiu-
colla
rettoria con ampia facoltà per tutto tò poscia il duca di Ferrara, suo
il tempo di sua vita. genero, in guerra co' veneziani, allea-
Alfonso V re di Napoli nel i44o ti di Sisto IV. Di che, dal Papa
occupò Benevento, ma dipoi, per con- venendo rimpix)verato occupò, nel ,

cessione di Eugenio lY, ritenne la 1482, varie terre della Chiesa, uni-
città in vicariato, secondo gli antichi tamente a Benevento e Terracina,
confini limitati , e che doveano li- e spedì un escici to sino alle porte
mitarsi dal 1443 sino al i/\.5S, in di Roma. Ma i veneziani con una
cui terminò di vivere Calisto III, il armata occuparono
di cento legni,
qt^le ne investi il nipote Pietro, o diverse rocche dell'Abruzzo e del-
Lodovico Borgia, col titolo di duca. la Puglia, ed uniti alle milizie pon-
Nondimeno quest' investitura non tificie, a'2r agosto 14B2, riportaro-

ebbe eftètto. no a Velletri una compiuta vitto-


Per morte di Alfonso d'Ara- V ria sui calabresi.
gona, re di Napoli, nel i458. Papa Ferdinando, vedendo le sue cose
Calisto III pronunziò esser vacato a mal partito, mandò a Sisto IV
il regno, non potendo conseguirlo un ambasciatore con foglio bianco
Ferdinando suo figlio illegittimo, da lui sottoscritto, acciocché in esso
secondo i patti stabiliti, onde que- scrivesse le condizioni che più gli
sto principe fra le ostilità mosse al- piacessero d' impoi^li per la concor-
la Santa Sede, occupò Benevento, e dia, rendendogli Benevento e Teri'a-
Terracina. Divenuto per altro Pon- cina. Questo Pontefice, nel 475,avea 1

tefice nello stesso anno Pio II, sic- celebrato l' anno santo del giubileo,
come amicissimo di Ferdinando, lo ma siccome pochi siciliani e napo-
riconobbe per re, con le stesse con- letani poterono recarsi in Roma ad
dizioni prescrìtte da Clemente IV a acquistarlo, il re Ferdinando otten-
Carlo I, oltre la rìserva di Bene- ne da Sisto IV la grazia di esten-
vento , che insieme a Terracina fu dere l'indulgenza a' suoi stati. Il

restituito alla Chiesa, mediante i Papa adunque destinò la città di


negoziati del nunzio Pontificio For- Benevento per luogo delle visite, e
tiguerra, parente di Pio II. Questo ciò fece non solo per comodità dei
Pontefice vi prepose a rettore Pie- sudditi regii, ma per distinguere la

tro Arcangeli; sciolse gli abitanti da città , e compiacere il suo nipote


qualunque giuramento di fedeltà Cardinal della Rovere, poi Giulio
prestato a qualsiasi re, o signore II ch'era commendatario di s. So-
secolare, e confermati gli antichi fia. Stabili pertanto che chiunque
privilegi , fece provvidenze per la del regno si fosse recato in Be-
vetta amministrazione, e per la ri- nevento, pentito e confessalo, dai
parazione delle mui'a conquassate primi vesperi del giorno in cui si
dal terremoto. sarebbe* pubblicata la bolla nella
Ciò non pertanto Ferdinando cattedrale, fino a' secondi vesperi
,

BEN BEN 107


della ter/a fe3ta di Pentecoste del raggio. Tuttavia non potè Giovanni
1476, visitasse la detta Chiesa, e le godere a lungo le ricchezze della chie-
altre di s. Sofia, di s. Baitolomeo, sa, poiché, a' 27 dello stesso mese,
dell' Annunziata , e di s. Lorenzo fu di notte ucciso, forse per com-
fuori le mura ( oggi Madonna delle missione di suo fi'atello Cesare Bor-
Grazie ) adempiendo in ciascuna del- gia, onde si disse che ancora in
le medesime le opere ingiunte, con- quel tempo avesse Roma i suoi
seguisse la medesima indulgenza, che Romoli.
avrebbe acquistata, se durante l' an- Nel Pontificato di Clemente VII,
no santo si fosse recato in Roma. E Carlo V
fece occupare Benevento
siccome entro il tempo prefisso non nel i52 7, ma nell'anno seguente
poterono tutti giungere a Beneven- lo restituì alla Chiesa , conferman-
to per r acquisto dell' indulgenza , dogli i privilegi conceduti dai suoi
Sisto IV, a' 18 maggio 1476, pro- predecessori Alfonsoe Ferdinando,
rogò il giubileo a lutto il mese di e da Carlo Vili re di Francia nel
agosto. 149^, dopoichè questi nel conqui-
De' seguenti giubilei , non si ha stare il regno di Napoli, non solo
memoria di egual grazia; ma che solennemente promise di mantenere
la chiesa Beneventana godesse una Benevento all'obbedienza della Chie-
simile concessione, per comodo al- sa, ma gli confermò tutti i privi-

meno de' suoi concittadini e dioce- legi, immunità ed esenzioni fatte, e


sani, lo attesta Gregorio XIII in concesse pei Pontefici, imperatori, e
un breve de' 20 gennaio 1576, in re, che aveano posseduto il regno.
cui rammenta il singoiar distintivo Di poi sotto Clemente Vili , e-
della Porla SanUij cioè l'uso di lelto nel 1592, essendo insorte al-
aprirla e chiuderla pel giubileo del- cune discordie fi'a i Beneventani,
la cattedrale, sei mesi dopo l'anno ed i ministri del re di Napoli, il
santo celebrato in Roma, colle so- Papa per pacificarli vi spedì il prelato
lite cerimonie, e consuetudini, che Maffeo Barberini chierico di camera,
ebbero effetto nel predetto anno il quale ebbe per compagno nel
1576. viaggio monsignor Ludovisi. Questi,
Procurando Alessandro VI, Bor- nel 1 62 1 divenne Gregorio XV, ed
gia, d' ingrandire i suoi fìghuoli il 1623 gli successe
Barberini nel
come riportano B urea r do e Vol- col nome di Urbano Vili. Il detto
terrano presso il Rinaldi all' anno Pontefice Clemente Vili investì Fi-
1497, a' 7 giugno di detto anno, lippo III del regno delle due Sici-
in concistoro secreto , fece ducato lie, col permesso di ritenere il du-
il principato di Benevento, restituen- cato di Milano, eccettuando al so-
dolo al grado antico, e donoUo in lito Benevento.
Nel Pontificato di
un a Terracina, a Giovanni Borgia, Urbano Vili, Giovanni Ossorio
duca di Gandia suo tìglio, prestan- bloccò Benevento pel viceré di Na-
dovi il loro consenso tutti i Cardi- poli, per impedir l'uscita ad alcuni
nali presenti , fuorché il Cardinal regnicoli ( napoletani ) in essa rifug-
di Siena Piccolomini, che poi gli giati. Venne perciò scomunicato dal-
successe nel seggio Pontifìcio col no- la curia ecclesiastica per ordine del
me di Pio III, opponendovisi seb- Papa , che per altro gli diede l' as-
bene inutilmente, con lelantissimo co- soluzione dopo l'invocato perdono.
io8 BEN BEN
Dopo lafamosa guerra della suc- dell'altro, decima par-
pagasse la
cessione di Spagna, essendo stato te di più del suo valore. Benedetto
ceduto il reame delle due Sicilie XIII ne escluse i luoghi pii, i qua-
air imperatore Carlo VI , il Ponte- li pagar ne dovevano il solo giusto

fice Innocenzo XIII gliene diede la valore.


solenne investitura a' 9 giugno 1722, Recandosi pertanto Benedetto XI U
colle stesse condizioni, che i suoi a visitare Benevento fece deporre
predecessori imposero nell' investirne la SS. Eucaristia, che nel viag-
gli altri principi, e principalmente gio lo avea preceduto, nel convento
quelle di Gregorio XV,
il quale nel de'PP. Serviti. Quindi smontò alla
162 1, oltre il ducato di Benevento, sua antica cattedrale, ove subito fece
che solca riserbarsi all'assoluta so- un discorso al capitolo, prendendo
vranità della Santa Sede, si riser- per tema le parole del vangelo, os^es
bò anche Ponte Corvo. V. Ponte mece vocem meamaudiiint. In esso rac-
Corvo. comandò l'osservanza del coro, e l'a-
Morto Innocenzo XIII, gli fu da- dempimento dei doveri ecclesiastici.
to per successore col nome di Be- Duiante la sua dimora in questa città,
nedetto XIII il Cardinal Vincenzo il Papa si occupò sempre in dare amo-

Maria Orsini, arcivescovo di Bene- revole udienza a tutti, in consacrar


vento, chiesa che volle continuare a chiese, nell'assistere al coro, nel cele-
governare. Quindi nel 1727 gli ven- brare le funzioni della settimana santa,
ne gran desiderio di visitare si nel predicare insegnando eziandio la
per consolare il popolo colla sua dottrina ai ragazzi, amministrando i

presenza, come per consacrare la sacramenti , servendo ogni sera a


chiesa de' religiosi ministri degl'in- mensa nell'ospedale, lavando i piedi ai
fermi, eretta da lui per voto, in ono- poveri, ed occupandosi in altri esercizi
re di s. Filippo Neri, verso il quale
^ pietà. Compitesi da Benedetto XIII
si conosceva tre volte debitore della le apostoliche dopo qua-fatiche,
vita. Ciò avvenne singolarmente nel ranta giorni permanenza, a' 13
di
1 688, in cui nel violento terremoto, maggio parti da Benevento, ed ai
che distrusse Benevento, libero e sano 29 entrò in Roma con tripudio uni-
rimase sotto le rovine della sua ca- versale.
mera, in tanto che morto restava Non mai però scemando in Bene-
un suo gentiluomo; disastro che rin- detto XIIITamore verso la chiesa Be-
novatosi nel 1703, Clemente XI fra neventana, stabili di celebrarvi il ter-
gli altri restauri, avea fatto forti- zo concilio diocesano. Partito quin-
ficare la cittadella. Benedetto XIII di da Roma, a' 28 marzo 1729, ai
sollecito per la rimanente restau- 4 aprile giunse a Mattalona nel con-
razione della città, fino dal 12 di- vento de' suoi domenicani, donde il
cembre 1725, pubblicò una costi- giorno seguente avviossi per Bene-
tuzione, che si legge nel tomo XII, vento, e ne' suoi confini smontò di
pagina 57 del Bollario ordinando , carrozza per baciare una gran cro-
con essa doversi osservare la Bolla ce di legno, che dai Beneventani
di Gregorio XIII, sulla compera fu subito ridotta in minuti pezzi,
degli edifici, colla differenza, che portati via per Giunto
divozione.
dove Gregorio XIII stabiliva, che il Pontefice in Benevento, non vi
volendo un vicino acquistare la casa fu atto di pietà ch'egli non prati"

i
,

BEN BEN 109


cas<?e anche in quella sua dimora. nel tomo XV degli opuscoli del p.
Con somma proprietà e fatica ce- Calogerà p. 2 7 e seg. ; e Giammaria
lebrò tutte le auguste funzioni del- de Vita, nella dissertazione: De vero
la Settimana Santa, il Pontificale corpore s. Bartholomaei apostoli ex
e la solenne benedizione di Pasqua. Asia in Liparum , ex Liparo Be-
Nella domenica in Alh'xs cominciò il nevcntum translato ibidemque ad-
concilio provinciale, che fu termi- servato 3 nella stessa raccolta ancora
nato a' 12 maggio essendovi inter- del p. Calogerà, «tomo IX p. 332.
venuti diciannove vescovi sufFraganei Per romani, già di-
la tradizione de'
di Benevento. Agli 8 di detto mese fesa dall'annalista Cardinal Baro-
fece la solenne ti'aslazione del corpo nio, v'è di Francesco Doni la Dis-
di s. Bartolomeo apostolo, (prima- sertatio historico-critica de tran^-
rio protettore di Benevento) dall'al- latione et collocatione corporis s.

tare del segretario della metropoli- Bartholomei apostoli, Romae in in-


tana, ove riposava, alla nuova chie- sula Lycaoniaj oggi da questo sa-
sa, dallo stesso Benedetto XIII fat- cro corpo detta di s. Bartolomeo
a proprie spese, e da
ta edificare seu Vindiciae breviarii romani, nel
luimedesimo consagrata ai i3 del quale si afferma esistere il s. corpo
medesimo mese di maggio. in Roma nella chiesa de' francesca-
V'è gran questione sul luogo ove ni allo stesso apostolo dedicata, ad-
riposi corpo dell'apostolo s. Bar-
il versus dissertationes episcopi Ma-
tolomeo, se sia in Benevento, o in scambruni, Marii Viperae, alio-
Roma. A favore de' Beneventani pub- rumque , T^enetiis 170 i. I Bollandi-
blicò, nel i636, una dissertazione sti non vollero dichiararsi per nin-
monsignor Annibale Mascambrini. no de' due partiti, contentandosi di
Benedetto XIII, quando era Cardi- dire nel Commentario previo alla
nale ed arcivescovo di Benevento, dife- storia del s. apostolo, che i Bene-

se ancora la loro tradizion beneventana ventani prevalgano nell'antichità dei


con una copiosa dissertazione latina, testimonii e nell'autorità ; i romani
stampata nel 1694 e tradotta in italia- nel numero onde stimavano che
: in
no da Basilio Gianelli, con aggiun- ciascuno di questi due luoghi vi sie-

te dello stesso Cardinale Orsini, la no reliquie di s. Bartolomeo, e che


quale fu pubblicata col titolo Di- : di alcune sia stata fatta traslazione.
scorso nel quale si prova^ che il Di questo pertanto, e forse non
corpo di Bartolomeo sia in Be-
s. di tutto il corpo avrà fatto Bene-
nevento, Benevento 1695. A questa detto XIII in Benevento l'accenna-
seguirono: Acta petitionis decretis ele- ta traslazione, per cui si è creduto
vationisy recognilionis , ostensionis, re- necessario di addurre queste no-
positionis trans lationisj restitutionis et tizie.

consegnationis sacri corporis glorio- Finalmente, avendo Benedetto


sissimi apostoli Bartholcmaei in
s. XIII cantato nella cattedrale Bene-
nova basilica Benedenti eidem erecta ventana solenne messa di requie pei
etc, Beneventi 1 698; Giuseppe Anto- vescovi defunti della provincia, a' 2 3
nio Sassi, nelle Ragioni per provare l'e- maggio parti dalla cittàj pernottan-
,

sistenza del corpo di s. Bartolomeo in do dai riformati presso Appellosa;


Benevento j esposte ili una lettera alla donde per Cervinara, Rotondi, Ar-
santità di Benedetto XIII, che sta paja Maddaloni e Caserta prose- ,
IO BEN BEN
guendo il viaggio, fece ritorno a impossessò veruna resistenza
senza
Roma. di Benevento e Pontecorvo, ponen-
Nel Pontificato di Benedetto XIV do al governo della città di Bene-
correndo l' anno i'j5o, un corpo di vento il duca Biagio Sanseverino.
duecento soldati napoletani all' im- Monsignor Antonio Lante, che a
provviso bloccò la città di Beneven- nome della Sede Apostolico governa-
to, per aver nelle mani trentasei va la città e ducato di Benevento,
militari disertori, «he vi si erano ri- dovette cedere il luogo al più forte,
fuggiati. Il Papa ne fu assai sorpre- ma prevedendo già qualche giorno
so e malcontento, per cui nacque- prima ciò eh' era prossimo a suc-
,

ro disgustosi contrasti col re Carlo cedere protestò solennemente con-


,

III di Borbone in sostegno de' ri- tro la vicina invasione, con uno
spettivi diritti, i quali per altro re- scritto, che diceva. « Corre fama
starono in breve accomodati ,
per essere le truppe di Napoli, alla
mezzo del marchese Rocca, dal Pon- vigilia d'invadere tutto questo sta-
tefice spedito alla corte di Napoli. to. Ma come si può mai suppor-
Sebbene i romani Pontefici fosse- re che tali sieno le disposizioni
ro sempre riguardati legittimi so- di sua maestà siciliana, la quale
vrani e possessori di Benevento, non può ignorare gli antichi di-
tratto tratto accaddero, come si è rittied i sacri titoli che la San-
veduto, alcune contestazioni co' re di ta Sede ha sopra questa città, ed il
Napoli confinanti benché feudatari!
, suo territorio, di cui la sovranità
della Santa Sede pei limitrofi do- legittima da molti secoli avuta so-
minii. Però nel Pontificato di Cle- vr'esso fu goduta, e giammai con-
mente XIII, e sotto il regno di testata ? Tutti i sovrani di Napo-
Ferdinando IV, volendo il Papa sos- li, da Carlo I di Angiò sino ai
tenere la benemerita compagnia di giorni nostri, nell' investitura che
Gesù, che da Carlo III re di Spa- successivamente ricevettero di quel
gna, e da altri principi si voleva regno dalla Santa Sede, non so-
soppressa, Ferdinando IV, per ade- lo riconobbero tale sovranità co-
rire alle insinuazioni del re di Spa- me indipendente, ma si sono
gna suo genitore, non solo a' 3 no- eziandio obbligati a guarantirla
vembre 1767 la espulse da'suoi sta- contro chiunque avesse intrapreso
ti, ma irritato dalle giuste rimostran- di disputarla alla Santa Sede.
ze di Clemente XIII, fece marciare Una tal guarentigia fu pur fatta
verso Benevento un corpo di truppe, col concordato pubblico, e so-
e trasportare alla regia zecca tutti gli lenne fatto nel Pa- ir ^5 tra il

argenti de' soppressi ed evacuati col- pa Benedetto XIV, e sua maestà


Nel 1 768 avendo Cle-
legi de' gesuiti. cattolica Carlo III attualmente
mente XIII emanato un monitorio regnante, eh' era allora i*e di Na-
contro il duca di Parma, questi sicco- poli , insieme a tuttociò, che ha
me infante di Spagna, ricorse all'aiu- relazione colla sovranità del Pa-
to delle corti borboniche. La Francia pa sopra Benevento, ed una tale
invase pertanto Avignone apparte- guarentigia fu tenuta come una
nente alla Santa Sede, ed il re di legge fondamentale del regno.
Napoli, con un corpo di truppe co- Questa promessa è appoggiata
mandate dal cavalier Falconieri, si sopra giuramenti sac^*osanti e repli-
BEN BEN III
» cali il primo dei quali fu in suo non poteva vendere ne cedere lo
?> nome prestalo <la s. em. il Card. stato di Benevento, e gli altri do-
« Orsini, in qualità di regio procura- minii,
poiché tutto quello che su
« tore per domandare la rinnova- ciò avrebbe fatto, giustamente sa-
'> zione e conferma delle antiche rebbe stato rivocato dipoi da Pon-
>» investiture del regno di JVapo- tefici suoi successori, ond' egli non
>» li e di Sicilia. Questa giusta la avrebbe ceduto che alla forza. Fi-
M forma accordata ai gloriosi suoi nalmente dopo quattro anni, tutto
*» maggiori , si presentò nel conci- fu restituito al Papa, quindi verso la
" storo il dì 28 gennaio 1760, ove fine del lyyS Clemente XIV rien-
« prostrato a' piedi di sua santità trò in possesso di Benevento e Pon-
»» Clemente XIII, senza parlare di te Corvo, i quali furono consegnati
« altre condizioni, giurò ancora so- dai ministri napoletani a monsignor
»» pm l'anima del principe Ferdi- Angelo Altieri prefetto di Norcia,
»» nando IVj che sua maestà non che ricevette la città, ed il ducato
»» tenterebbe giammai di acquistare in nome della Santa Sede.
« e di appropriarsi alcun diritto Essendosi nel declinar del secolo
» sopra la città di Benevento , e XVI li rivoluzionata la Francia con
M di Pontecorvo, loro territorii ed proclamare la repubblica, i suoi e-
» appartenenze. Aggiungasi a que- serciti, invasa l'Italia, occuparono e-
» sto primo giuramento , anche il ziandio tutto lo stato Pontificio, e
« secondo che fu prestato dal re me- detronizzando Pio VI, a 10 febbraio
M desimo attualmente regnante, il 1798, il condussero prigione in Sie-
« quale nel ricevere la nuova in- na. Creata poscia dai francesi la re-
*» vestitura del regno, dichiarò nel- pubblica romana, e dichiarandola
« la riversale inviata a Sua San- soggetta alla francese, fecero altret-
« tità il dì 4 settembre ijSojfer- tanto colla città di Benevento. Ma
» mo e valido tutto ciò che a no- non per questo cedettero, i Beneven-
*» me nostro Jia solennemente ope- tani, i quah continuarono anzi a
»» rato, secondo il costume, il Car- mantenersi Santa Sede, e
fedeli alla
» dinal Domenico Orsini. Preve- non governo conobbero che
altro
« dendo per tanto ec. Protesto ec. o quello di monsignor Giuseppe Ste-
Sollevato alla cattedra di s. Pietro fano Zampetti, governatore Pontifi-
Clemente XIV, 1' infante di Spagna cio. Ferdinando IV re di Napoli,
duca di Parma, interpose i suoi uf- nemico de' francesi, li sostenne, e ai
.fizii col re di Francia suo avo, col ig aprile mandò loro un battaglio-
re di Spagna suo zio, e col re di ne di granatieri; ai 24 maggio egli
Napoli suo cugino, affinchè la Santa andò in persona a visitare la città
Sede fosse rimessa ne' suoi diritti protestando per altro che non in-
colla restituzione Avignone, Be- di tendeva usurpare alcun diritto su
nevento e Ponte Corvo. Scrivendo Benevento, ma solo difenderlo da' ne-
poi Clemente XIV al re di Fran- mici del legittimo Sovrano Pontefice.
cia, si gravò seriamente seco lui Come però i francesi entrarono nel
per tali occupazioni, dicendogli fra regno di Napoli a' i4 gennaio 1799,
le altre cose, che essendo semplice pigliarono pur possesso di Beneven-
e puro amministratore, non già si- to, e nella notte del giorno 19,
gnore de' beni dell'Apostolica Sede, spogliarono la tesoreria della catte-
6

112 T5EN BEN


tirale, la pl^ ricca del regno, por- zione di Benevento, e di Pontecor*
tarono via da settanta cantara di vo. Mediante un decreto imperiale
argento tra candelabri e vasellame, furono da Napoleone insieme a Pori*
e spogliarono anche il monte di pie- tecorvo Benevento dichiarati feu*
tà. Alcuni cittadini vollero nondi- di dell' impero francese Il mes- .

meno nemico nel passa-


inseguire il saggio inviato per tal proposito al
re che faceva a Capua, ma parte di senato conservatore di s. Cloud il

essi venne uccisa, e parie imprigio- dì 5 giugno, era concepito ne' se-
nata, e la città per liberarsi dal sac- guenti termini: « Senatori.! I duca-
cheggio, dovette pagare al generale ti Benevento e di Pontecorvo
di
Championet dieci mila ducati, fu co- erano un motivo di eterni litigi
stretta eziandio ad innalzar l'albero tra la corte di Roma, ed il re
delia libertà a' i3 febbraio. In se- di NapoH. Noi abbiamo creduto
guito commissario francese Popp
il bene di porre un termine a tali
vi bandi solennemente la repubbli- dissenzioni , erigendo i suddetti
ca, commettendosi frattanto l'intero due ducati in feudi immediati
spoglio delle chiese, e la soppressione dell'impero. Abbiamo scelta una
delle case religiose al modo mede- tale occasione per ricompensare
simo , onde a que' dì fu trattato iservigi, che ci ha resi il nostro
tutto il resto dell'Italia. *» gran ciambellano e ministro del-
Gessata la repubblica nel primo le relazioni estere Talleyrand, ed
di giugno dello stesso anno, Beneven- « il nostro cugino maresciallo del-
to fu il primo a rimettersi alf antico > l'impero Bernadotte. Non inten-
ordine , e rispingere letruppe re- > diamo però con tali disposizioni
pubbhcane di Napoli. Vinte queste > di recare alcun pregiudizio ai di-
iieir esercito regio capitanato dal > ritti del re di Napoli e della cor-
Cardinale Ruffo Benevento venne
, ' te di Roma, dacché è nostra in-
presidiata da' soldati del re, il qua- 5 tenzione d'indennizzare l'uno, e
le governoUa nell'assenza del Papa > l'altro, ec. » Il Papa di ciò noQ
ch'era prigione in Francia, però sen- avea ricevuto innanzi neppure il più
za prenderne possesso , ne in al- piccolo sentore, e noi seppe che dal
tra maniera risgi lardandola se non Monitore di Parigi: la sorpresa fu
come un deposito. Cosi stettero le eguale all'indignazione, e la mani-
cose fino a' 4 settembre del 1800, festò il Cardinal segretario Consal-
in cui ristabilito l'ordine antico, fu vi, per mezzo d' una nota de' 1

Benevento restituita al novello Pon- giugno al ministro d'Alquier.


tefice Pio VII. Altre traversie po- Per la rinunzia del Cardinal Con-
litiche diedero pure altra faccia a salvi, Pio VII nominò segretario di
Benevento. stato il Cardinal Casoni la cui pri- ,

Nel 1806, Napoleone imperatore ma cura fu di protestare contro


de' francesi, fatto pur dominatore l'usurpazione di Benevento e Pon-
dell'Italia, eresse nuovamente que- tecorvo, giacché il Pontefice affine
sto ducato in principato, a favore di garantire i diritti della Santa
del suo ministro delle relazioni e- Sede, i più legittimi dopo un pos-
stere, il celebre Talleyrand Perigord, sesso di tanti secoli ,
gli ordinò d*
mentre regnava il Pontefice Pio inviare a tal uopo, a nome di Sua
VII; ed ecco come seguì l'usurpa- Santità, una nota a tutte le corti
,

BEN BEN ii3


ili Europa, col mezzo de' suoi niin- Ma ben presto fu restituito l'or-
zii, colla quale formalità protesta- dine in ambedue i luoghi ,
quando
va contro le misure prese dall'im- l'esercito austriaco, vinti i ribelli, ri-

peratore de' francesi; facendo cono- mise Benevento e Pontecorvo alla


scere, clie giammai intendeva di ri- Sede Apostolica, che ora paternamen-
nunziare al dominio ne di Beneven- te li governa per mezzo d' un pre-
to, ne di Ponte Corvo, ne di qua- lato delegato, dividendosi la dele-
lunque dominio della Chiesa
altro gazione Beneventana nelle comuni di
Romana. JXel seguente anno effet- Pagnara, Montorsi, Pastene, Perei Ho,
tuò Napoleone il piano di far oc- coir appodiato Maccoli, s. Angelo a
cupare tutto lo stato ecclesiastico , Cupolo cogli appodiati Motta , Pa-
e fece tradurre da Roma Pio VII, nelli, e Sciarri, s. Leucio e Macca-

a' 6 luglio, in lunga deportazione bei, e s. Marco a Monti.


per cui sparvero compensi mil-
i Ecco ciò, che succintamente po-
lantati. tevasi riferire dei civili fatti acca-
Non vuol tuttavia che negarsi , duti in questo dominio soggetto alla
negli otto anni della dominazione Santa Sede. La sua storia religiosa
di Talleyrand, i Beneventani furono rimonta ai tempi apostolici, avve-
immuni da coscrizioni, da guerre, gnaché pretendesi da alcuni , che
e da contribuzioni; vi fu stabilito Benevento ricevesse la fede di Gesù
un liceo o università, e l'istruzione Cristo per opera di s. Potino, in-
scientifica fu di molto vantaggiata. viatovi in qualità di vescovo dallo
Ritornato Pio VII , a' 24 maggio stesso principe degli apostoli s. Pie-
18 i4, in Roma, e messo in possesso tro che estinta in progresso di tem-
;

de' suoi dominii, Talleyrand perdette, po la religione cristiana per opera


nel 181 5, Benevento, per l'articolo delle persecuzioni, risorgesse pel mar-
io3 del congresso di Vienna che tirio Gennaro, e
del suo vescovo s.

dice :*» Le Marche con Cameiino dei suoi compagni , e che vi fosse
« e sue dipendenze il ducato di
, stabilita, e dilatata, colla pace da
»» Benevento ed il Principato di Costantino accordata alla Chiesa
» Pontecorvo sono restituiti alla nel 3 I I.

w Santa Sede ". In quanto poi ai distinti privile-


Mentre Benevento godeva nuova- gi della chiesa di Benevento, i ca-
mente della pacifica dominazione Pa- nonici di quella metropolitana, fra
pale, la sua tranquillità fu turbata nel gli altri, usano cappa magna, roc-
182 I partecipando agli avvenimen-
, chetto, e mitra, ed un tempo ebbero
ti costituzionah, per la sua posizione il titolo d'abbate, ed anche di Car-
in mezzo agli stati napoletani. La dinale. Aggiungiamo col SarnelH, es-
bandiera della rivolta vi fu alzata sere i privilegi degli arcivescovi quelli
da certo Vialante, che intitola vasi accennati daW arcivescovo tigone
Organizzatore della Carbonerìa, ed nel concilio provinciale da lui ce-
il Cardinal arcivescovo Spinucci, che lebrato nel 1074. " In molte cose
avea rifiutato di cantare il Te Deiim, >' abbiamo le insegne del romano
nella sua cadente età, venne costretto »> Pontefice, e le osserviamo in mol-
ad abbandonare il gregge. Un egual >^ te cerimonie, come nella benedi-
moto rivoluzionario sottrasse pure « zione della messa solenne , nel
Pontecorvo al dominio Pontificio.
VOL. V,
"
portare
^
il somiere colle reliquie, o
8

5^S«frvw^. %)J
ii4 BEN BEN
« il corpo di Cristo, colla campanella urbicario di Porto, ne quando, ai
« copertura ; nella bolla di
al collo, e 29 maggio 1724, fu Papa,
fatto
w piombo, la quale usiamo; nel ca- conservandone il governo e nomi-
» mauro ovvero tiara ec, nel caval- nando a suo coadiutore, con futura
li lo bianco, e in molte altre cose. E successione il famoso Cardinale Co-
M noi per la chiesa maggiore Beneven- scia, regicolo suo favorito, e per
»y tana, tra le alti'e chiese metropo- vicario generale il fratello di lui
M litane più degna e piti eccellen- monsignor Coscia, vescovo di Targa.
» te, usiamo il regno, ovvero la Benedetto XIII, come si disse, in
» tiara alla maniera del Sommo diversi modi seguendo il suo amo-
w Pontefice, che qui chiama ca-
si re a questa chiesa, per distinzio-
w mauro ". Tutta volta è da avver- ne donò alla cattedrale la rosa d'oro
tirsi,che molti di questi privilegi da se benedetta.
non sono più in uso, ed abbiamo Varii concilii furono celebrati in
dal JVovaes nella Vita di Paolo II, Benevento, ed alcuni dai medesimi
che neir anno 1 4^6, quel Pontefice Sommi Pontefici. Il primo fu tenuto
represse gli arcivescovi di Benevento, Tanno io5g, in favore dell'abbazia
i quali ne' giorni solenni, a somi- di s. Vincenzo, concilio che il Len-
glianza de' romani Pontefici, adope- glet riporta all'anno 1062. Secondo
ravano la tiara, ornata di tre coro- il Borgia, fu presieduto da Nicolò H

ne, e si facevano portar davanti la nella chiesa di s. Pietro presso la città.

Ss. Eucaristia. Ilsecondo concilio si tenne nel 1061


La cattedrale è dedicata all'Assun- pei diritti di alcune abbazie. Il terzo
zione di Maria Vergine, e chiamavasi nel 1075, in favore dell'abbazia di
Gerusalemme: il capitolo
altre volte s. come si ha dal citato Len-
Sofia,
componevasi di ventisette canonici, glet. Il quarto, nel 1087, venne con-

compresi l'arcidiacono, l'arciprete, i vocato da Papa Vittore III, per isco-


primicerii maggiore e minore, il te- municare l'antipapa Guiberto, ossia
soriere ed il bibliotecario. Oltre la Clemente III, e per tutelare i di-
metropolitana, vi sono collegiate, con- ritti della potestà ecclesiastica degli
venti e monisteri Anticamente la
. imperatori germanici. Tante angu-
diocesi Beneventana comprendeva stie vi soffri qLiel Pontefice, che as-
duecento chiese, fra le quali dodici salito da infermità mentre celebrava
abbazie, trenta conventi e molti mo- il concilio,
si ritirò alla sua antica
nisteri. abbazia di Montecassino, ove morì
La maggior parte de' vescovi di ai 16 settembre. Il quinto concilio
Benevento furono decorati della di- si tenne 1091, dal Pon-
l'anno
gnità Cardinalizia, ed alcuni vennero tefice Urbano
che vi ordinò col
II,

assunti al Pontificato, come Paolo capo « Nulliis in Episcopum « che


III, Farnese, del i534, che ampliò, nessuno fosse eletto vescovo senza
nel 1542 la città, ed il benemerito essere vissuto religiosamente negli
Benedetto XIII, Orsini, del 1724. ordini sacri , i quali egli dichiarò

Creato questi Cardinale nel 1672, dover essere il diaconato e presbi-


Innocenzo XI, nel i685, dalla sede terato, giacche il suddiaconato co-
di Cesena, lo trasferì all'arcivesco- minciò a contarsi solo dopo il se-
vato di Benevento, chiesa, che non colo XI. Vi si fecero quattro cano-
lasciò, quando prese il vescovato sub- ni, l'ultimo de'quali prescrive a' fé-

:-^L-
n
^^CCKO
i

BEN BEN ii5


deli di ricevere le ceneri sul capo vide il Pontefice Nicolò V. Il deci-
il giorno primo di quaresima. Oltre motei*zo, nel i545, si tenne egual-
gli affari della disciplina ecclesiasti- mente sui costumi, come dice il

ca, venne nuovamente scomunicato citato Synodicon. Molti altri concili


l'antipapa Clemente III. Il sesto conci- si celebrarono in Benevento, e Be-

lio in Benevento, venne convocato nedetto XIII ne conta fino a ven-


dal Pontefice Pasquale II, il quale tuno nel Synodicon da lui pubbli-
presiedendolo in persona, vi con- cato nel 1693, quando era arcivesco-
dannò le investiture dei benefizii, vo di Benevento, che poi fu ristam-
fatte dai laici, per cui ebbe poi a pato in Roma nel 1 724. Egli stesso ne
tollerare tante persecuzioni per par- tenne molti, ne' quali pubblicò saggi
te dell' imperatore Enrico V. Il set- regolamenti, e fino da Papa co-
timo, adunato nel in 3, provvide me di sopra abbiamo veduto, nel
ad alcuni affari della provincia, e 1729.
della celebre abbazia di Montecassino. Dichiarate le cose religiose, dire-
Evvi chi riporta, che Pasquale II, nel mo ancora, che Benevento è patria
n 1 4, adunasse in Benevento un al- di molti grandi uomini, fra' quali
tro concilio per mantenere nella fe- del famigerato grammatico Orbiiio,
deltà alla Chiesa i principi norman- dei giureconsulti Emilio Paolo Pa-
ni, mentre prepara vasi Enrico a V piniano, Rofredo, e Odofredi, e del
discendere in Italia per contrastar- satirico Franco. Fu eziandio illustre
gli la pia donazione, che dell'am- patria di santi e virtuosi Pontefici,
pio suo patrimonio gli avea confer- come Pon-
di amplissimi Cardinali. I
mata la gran contessa Matilde. Fat- tefici Fehce III, detto IV,
sono I.

to è, che Pasquale II nel 1 1 1 7, ab- della famiglia Fimbri di Beneven-


bandonata Roma per timore del- to , figlio Castorio
di fatto Car- ,

l' imperatore, si trasferì a Bene- dinale da Ormisda, creato Pon-


s.

vento, ove radunato un concilio, tefice a' 24 luglio del 586, il quale
che fu r ottavo tenuto in questa risplendette per santa semplicità, u-
città, scomunicò il Cardinale Bur- miltà , e munificenza co' poveri: 2.

dino, poi antipapa Gregorio Vili, Vittore III, chiamato prima Desiderio,
per aver coronato in Roma Enrico della famiglia Epifania de' conti di
V, abusandosi del titolo di legato Marsi, figlio del principe di Bene-
a latere , che avea ricevuto dallo vento. Egli, dopo che i normanni gli

stesso Pasquale II, il quale nell'an- uccisero il padre, contro il volere dei
no medesimo da Benevento si tras- congiunti, si fece monaco, e poscia ele-
ferì ad Anagni. Il nono concilio vato al Cardinalato da s. Leone IX,
fu celebrato nell' anno 1 1 1 9, con- malgrado la sua ripugnanza, fu eletto
tro i ladri. Il decimo nel i33i Papa a' 24 ài maggio 1 086, e riu-

contro la simonia, come si ha dal scì illustre per santità di vita , e


Synodicon Beneventanum. L'unde- gloria di Gregorio Vili,
miracoH: 3.

cimo nel i374, sopra la disciplina. prima, Alberto di Mora, o del Mor-
Il duodecimo nel 1470, sui costumi. ra , da altri detto Spinacelo, figlio
Prima di quest'epoca, cioè nel i4495 di Sartorio , famiglia originaria di
erasi propagata in Benevento e nei , Benevento, e patrizia di Napoli,
luoghi circonvicini l'eresia detta dei Cardinale di Adriano IV, fu in-

miovi cristianijcoixiro i quah prov- nalzato al Pontificato a' 20 otto-


,

m6 ben BEN
bre 1187. Era celebre per lelte- principale ornamento del sacro Col-
ralura, per esemplarità di costu- legio, creato da Pio VII nel i8or,

mi, e per zelo ardente sulla ricupe- e suo pro-segrctano di stato e com-

ra de' luoghi santi di Palestina. pagno di sventura, in tempo del-


I Cardinali Beneventani sono : la occupazione militare, già camer-

Bernardo, contato fra quelli di lengo di s. Romana Chiesa, ed ora


IVicolòII del 1059; Berardo, o pro-datario, vescovo d'Ostia e Velie-
Bernardo esaltato da Urbano II del tri, di cui è legato apostolico, ed arci-

1088, illustre in religione; Pietro prete lateranense; venerando Porpo-


di Mora, o Morra, della nobile fa- rato, che per le sue virtù ed ope-
miglia di Gregorio Vili, che tuttora re letterarie sarà celebre per sem-
fiorisce Benevento
in creato nel , pre ne' fasti della Chiesa. 2." Gar-

i2o5 da Innocenzo IH, autore di lo Maria Pedicini, fatto Cardinale


im dizionario per predicare; Pietro dal predetto Pio VII, nel 1823, e
Collevacino, fatto Cardinale da In- già segretario de' memoriali di Pio
nocenzo HI nella stessa promozione Vili , dal regnante Pontefice fatto
del concittadino, glorioso per aver prima prefetto di Propaganda, e poi
ridotto al seno della chiesa Raimon- vicecanceliere di santa Romana Chie-
do, conte di Tolosa, fautore degli sa, ora zelante vescovo Prenestino,
albigesi; Giovanni da Gastroceli, diocesi governala altre volte da al-

nato di nobile prosapia in Beneven- cuni porporati Beneventani.


to, secondo Ciacconio, mentre il Gat- Benevento è guarnita di mura
tula vuole, che fosse della diocesi costrutte per la maggior parte con
d' Aquino , fatto arcivescovo di Be- frammenti di antichi altari, sepolcri,
nevento nel 1282, e creato Cardi- colonne ec, e difesa da un castello. La
nale da s. Celestino V
in Teano, nel- sua popolazione fu diminuita dai ter-
l'ottobre del 1294; Dionisio Laure- remoti , e dalla peste dell'anno
rio,o Lorerio, dei religiosi serviti, pro- i656, sotto il Pontificato di Ales-
mosso nel 1 539 da Paolo III, ritenen- sandro VII. Sono considerevoli nella
do l'arcipretura di Benevento, enco- città, il palazzo pubblico, quello del-
miato per dottrina, e prudenza Ni- ; l'arcivescovo, la cattedrale^ belfedi-
colo Goscia, nato in Pietra di Fusi, fizio di architettura mista dei tem-
diocesi di Benevento, ed ascritto alla pi di mezzo, le cui cinque navate
cittadinanza, elevato alla porpora nel sono sostenute da quattro ordini di
1725 da Benedetto XIII, e suo colonne di marmo. La porta di
coadiutore nell'arcivescovato di Be- bronzo di essa rappresenta in ri-

nevento, famoso pel favore illimitato, lievo diversi fatti dell' antico e
che godè presso quel Papa, non che nuovo testamento. Il seminario è
per le sue traversie, Gennaro An- fornito di una biblioteca assai ricca
tonio de Simone nobile Beneventa- di opere legali ed ecclesiastiche, fon-
no, promosso da Papa Clemente XIV, data dal benemerito arcivescovo mon-
nel 1
7 7 3 ; Gamillo de^Simoni, elevato signor Francesco Pacca, ed accresciuta
a tal dignità da Pio VII nel 1 8 6; Do- 1 in seguito dai suoi successori. Il suo
menico de Simone creato Cardinale da
j seminario è uno dei primi slati a-
Pio VIII nel i83o. Sono poi viventi, perti dopo il concilio di Trento. Il col-
ed onorano grandemente la patria, legio dei pp. gesuiti è solidissimo edifi-
1. Bartolomeo Pacca, decano e zio. V'era anche l'università, ma ora
BEN BEN 117
non esiste. Vi suno in oltre in Bene- BENEZUELA o CARACCAS
vento le così dette scuole crisliane, ( De Benecuela, sive s. Jacobi). Cit-
non che una scuola pubblica delle tà con residenza di un arcivescovo
monache orsoline per le fanciulle. Esi- nell'Indie occidentali. Benezuela, o
stono altresì molti luoghi pii, conventi, f^enezuela, denominano gli spagnuo-
monisteri, ospedali, ec. Veggonsi an- li questa città, stante la somiglian-
cora gli antichi avanzi delle grandezze za , che trovarono fra la situa-
Beneventane, come l'arco di Traiano, zione di parecchie città indiane al
elevato in suo onore per la via, die lago di Maraciìibo, e quella di
fece prolungare da Benevento fino Venezia. Caracca y
Dicesi ancora
a Brindisi a proprie spese, e forma o Caraccas, Leon di Baracca , o
ora una delle porte della città col Santiago di Leon di Baracca, ed
nome di Aurea finalmente sono : è la capitale della provincia del suo
tuttora in piedi gli avanzi delie sue nome nell' America meridionale. Co-
terme, del teatro, e di altri pubblici lombo scuoprì questa parte delle co-
sontuosi edificii romani. ste di Caracca nel i49^- I missio-
Oltre i citati autori, che tratta- narii governo spagnuo-
speditivi dal
rono di Benevento, sono a veder- lo non ottennero allora l' intento.
si Georgii Dominici , De origine
: Carlo V vendette la colonia ai Wel-
metropolita/ice ecclesìce Beneveìita- sers, mercatanti alemanni, che, per
nae^ dissertatio epistolaris ad
Jo- le loro vessazioni, nel i65o, decad-
sephum Renatum S. R. E. Card. dero dal possesso, per cui la Spa-
Romae 1725 ; Nicastro Joannes , gna stabilendovi un capitano gene-
De Beneventana PìnacotJieca in rale ne fu sovrana sino al 806.
, 1

tves libros digesta , quaruni pri- Nel 181 r, essendosi dichiarata ìndi-
miis Benedenti iniagineni funda- pendente, forma ora parte della re-
tione , antiquitate ,
pietate , nobili- pubblica dj Columbia.
tate, rebusque preclare gestis orna- Benezuela , o Caraccas giace in
tam innuit , secundus divos , Pon- una valle formata da lunga catena
tifices, purpuratos ac antistites of- di montagne. Nel i5Qj, fu fondata
fert j terlius tandem viros toga j da Diego Lesada , con regolari edi-
sagoque illastres indigitat, Beneven- ficii. Dessa è sede arcivescovile, ed
li ex Archiep. typ. 1720; Pompeo avea anticamente ottomila pezze di
Sarnelli, Memorie cronologiche de mensa , essendo tassata dalla santa
vescovi ed arcivescovi della s. chie- Sede di trentatre fiorini e mezzo.
sa Beneventana, colla serie de^ du- Questa metropolitana ha due vesco-
chi e principi longobardi della stes- vi sutfi'aganei, cioè Merida, e Gua-
sa città, Napoli 1692; Maria Vi- jana , con la cattedrale dedicata a
pera, De Chronologia episcop. et sant' Anna . 11 capitolo si com-
archiep. Ecclesìce Beneventanae, etc. pone di cinque dignità , con de-
Neapoli i636; Francesco Trosa, Ef- cano, quattro canonici, ed altri be-
femeride della solenne funzione del' neficiati. Questa città ha pure il
la benedizione e prima imposizione seminario, ed inoltre cinque chie-
della mitra, fatta ai i\ dicembre se parrocchiali riccamente ornate,
1701, al capitolo metropolitano di tra le quali disti nguesi quella d'Al-
Benevento^ per concessione di Cle» ta Gracia , costrutta dalla gente di
mente XI ^ ivi nella stamperia arciv. colore, che riesce superiore alla cut-
ii8 BEN BEN
tedrale, pesante nella architettura coli X ed XI, e persino nel XII
per la stessa dovizia degli ornati. secolo, come può scorgersi dal con-
Sì contano pure conventi, moniste- cilio Aquense della provincia di Nar-
ri , ospedali ed università.
, collegi bona del 1 1 1
2 , can. I, riportato dal
Caraccas, nel 1812, soggiacque ad Cabassuzio, Not.ecclsaec.XII. Sul-
un terremoto, che la distrusse in gran r incominciamento e specie dei Be-
parte. Durante la guerra dell' indi- ni ecclesiastici, veggasi Tornassi ni:
pendenza, fu teatro di molti avve- F'etus nova Ecclesiae disciplina
et
nimenti. Gli spagnuoli se ne impa- circa Beneficia et Beneficiarios, Lug-
dronirono di nuovo, finché, ai 26 duni 1706; le istituzioni del citato
agosto 1 8 1 3, Bolivar vi rientrò trion- Fleury e l'Acosta nel suo trattato:
fante alla testa degl'indipendenti. Origine e progressi delle entrate
BENI DI CHIESA. Sotto il nome ecclesiastiche. È da vedersi eziandio
di Beni di Chiesa non solo s'inten- l'erudita dissertazione del p. Dande,
dono i fondi che ad essa apparten- Hist. tom. II, part. II, p. 607: Qui-
gono, l'incremento dei quali, come bus ex fontibus habeani
originent
dice Fleury, provenne sovente dai Bona Ecclesiastica, quis ea adnii-
vescovi, che li amministrarono; ma nìstraverit, et quando divisio bonO'
altresì i benefìzii, le oblazioni ^ le rum eorumdem prima insti tuta sit ?
primizie, le decime, non che la La quadrupla divisione facevasi
formazione stessa delle chiese, e dapprima dai diaconi, fino dal pri-
tutto temporale ad esse annesso.
il mo concilio celebrato da s. Pietro in
Dell'origine dei Beni ecclesiastici si Gerusalemme, essendosi eletti in es-
parla all'articolo Benefizio ecclesia- so sette diaconi, perchè aiutassero
stico. Ivi si dice, come i chierici si gli apostoh nella distribuzione delle
sostenessero prima colle limosine e limosine ai fedeh. Divenuti alteri i
colle altre oftèrte dei fedeli ; come diaconi per siffatta amministrazione,
alle offerte fossero aggiunte le de- trattavano con disprezzo i preti.
cime; e come in fine pervenissero Laonde il Pontefice s. Anastasio I
nella Chiesa stabili possedimenti. Per vi provvide, siccome attesta il Ba-
le rendite decime e degli al-
delle ronio, air anno 4^2, e ne fece pas-
tri patrimonii ecclesiastici, pur ivi si sare l'amministrazione ai vescovi.
disse, essere anticamente stata fatta
una quadrupla divisione dai vesco- g. I Sullo scialacquamento dei Beni.
vi ; cioè, una parte per la loro sus-
sistenza, una pel clero, una perla Il Sommo Pontefice s. Pio I, del-
fabbrica delle chiese, e la quarta pei l'anno i58, vietò che le possessioni,
poveri e pei pellegrini. P^. Mama- o beni, dati per l'uso divino, servis-
chi Degli acquisti delle mani morie, sero ad altri usi; s. Simplicio del
tomo 248.
I p. 467 ne proibì l'amministrazione a
Tale quadrupla divisione durò quel vescovo, che ne dissipasse le
piti, o meno secondo i luoghi. Car- rendite, e diede norme opportu-
lo Magno e Lodovico Pio, nei ne per la regolazione loro. All'an-
loro capitolari , lib. VII ,
pag. 290, no 1075, il citato Baronio rac-
ne come di cosa ancora
parlano conta il castigo di Enrico, vescovo
ed anzi la prescrivono. Se
praticata, di Spira, per lo scialacquamento dei
ne trovano puranco esempii nei se- Beni della sua chiesa; e nel 11 84,
BEN BEN 119
dice Ruggeri, a' i6 febbraio, che di venderli, essendo essi consacrati
Riccardo, arcivescoTo cantuariense, a Dio , ne alcuno potendo averne pro-
fu punito con immatura morte, per prietà inviduale ; cosicché senza un
aver dissipati i Beni della propria sacrilegio non se ne può disporre
chiesa. Al confronto di questi scia- in maniera diversa dalla prescritta
lacquatori converrebbe mettere lo dai canoni, e da que' casi, che i ca-
zelo di quei pii, che per difesa dei nonisti determinano col beneplacito
Beni ecclesiastici sostennero il mar- apostolico [Vedi). Degna di memoria
tirio. sono p. e.
Tali s. Tommaso è in proposito la lettera del Papa
cantuariense , chiamato il protomar- s. Agapito a s. Cesario, vescovo di
tire dell immunità ecclesiastica, for- Arles nel 563, poiché chiedendogli
se per lo maggior coraggio, con che questi licenza di poter vendere qual-
la sostenne, mercecchè prima di lui che parte di Beni ecclesiastici, pel
furono martiri per questo motivo Teo- sostentamento dei poveri, gli rispose :

doro vescovo leodiense, nel 658 e che per quanto era in sé sarebbe stato
Proiretto vescovo arverense del 670. disposto a fare il suo piacere ; ma o-
V. Sarnelli tomo III, p. 44 ^^^^^ *"^ starvi i canoni. Per lo che gì' inviò
lettere ecclesiastiche. un decreto del terzo concilio romano,
celebrato dal Pontefice Simmaco nel
§. II Sui fitti e sulle alienazioni. 5o2, col quale si vietava, con mi-
naccia di scomunica ed altre pene,
Bonifacio IX, nel i4o3, proibì, che l'alienare, per qualunque cagione^
i Beni delle chiese, conventi ed ospe- alcun podere, per piccolo che fosse.
dali si potessero affittare, o dare in Donde si scorge, riflette il Baronio,
enfiteusi per più di tre anni, e che quanto dispiacesse giustamente ai
le loro rendite si potessero ricevere Sommi Pontefici l'alienazione delle
prima del tempo annuale, come ri- cose ecclesiastiche, perciocché quegli
portano Sandini e Novaes nella vita che prega è santo, e quelli per cui
di quel Pontefice. Lo stesso proibì prega sono i poveri, sotto la cura
di poi Paolo II ; onde per tali ca- certamente del romano Pontefice,
noni fii stabilito, che le locazioni per padre dei poveri. A tali massime
parecchi anni sieno vietate agli ec- faceva eco s. Agapito.
clesiastici, se non osservano quanto Vittore II celebrò, l'anno io55,
i canoni prescrivono per l'alienazio- un concilio in Firenze, alla presenza
ne; che sia vietato di far fitti con delF imperatore Enrico III // Nero,
anticipazioni , meno quelle di sei nel quale proibì, sotto pena di sco-
mesi per le case, e di un anno e munica, l'alienazione dei Beni della
mezzo, od al più due, sui fondi. So- Chiesa, come abbiamo da s. Pier
no nulli quindi i fitti, che non si Damiani, lib. IV ep. 12, t. I p. 60.
facciano secondo la disciplina della E il mentovato Paolo II, nel 1468,
Chiesa, avvertendo che il successore vietò con una costituzione, Bull. Rom.
al benefizio deve rispettare il con- t. I,p. 400 cap. Ambitiosae interextr.

tratto dell'antecessore. com., che i beni ecclesiastici sì po-


Circa l'alienazione dei Beni del- tessero alienare, o dare in affitto per
la Chiesa, dice Fleury, non aver la più di tre anni, raccomandando ad
Chiesa, come i privati, ne libertà di un tempo l'indennità dei luoghi pii.

acqiiistare beni immobili, né libertà Soltanto i fondi, che non eccedono


1

I20 BEN BEN


ilvalore di venticinque ducati d'oro, del 56o ordinasse, che gli usurpa-
in forza del notissimo capitolo Ter- tori de' Beni ecclesiastici fossero te-
rulas, possono dai beneficiati essere nuti a restituirli in ragione qua-
alienati col beneplacito del proprio drupla, e s. Gregorio I, del 590,
vescovo, y. Chiesa e Bolla de a^ come abbiamo dal Baronio , dice,
lienandis. passare in eresia 1'
ostinata occupa-
Finalmente il Pontefice Benedetto zione de' Beni della Chiesa romana,
XIV colla costituzione Universalis e doversi dire eretico, e come tale
Ecclesicej de' 29 agosto ij^i, proi- condannarsi chi vive in tale ei'-

bì agii ecclesiastici, benché rivestiti rore, e chi ammonito non vuole


di dignità, di vendere
qualsivoglia emendarsi. Nel secolo X, alla ben nota
i ed i proventi ad vitain, ov-
frutti sua barbarie, aggiungevasi ad ogni
vero anche a lungo tempo, riceven- passo la usurpazione de' Beni eccle-
done anticipatamente, in una o più siastici, possedendoli spesse volte i

volte, la corrispondenza ai frutti, che laici e gli ammogliati, come espri-


dal beneficiato probabilmente si sa- niesi il Baronio all'anno 900.
rebbero conseguiti nel suindicato Nel 1187 in Verona si lamentò
tempo. Di più annulla tali contratti Urbano III colf imperatore Federi-
ed assoggetta i contravventori a va- co I, perchè riteneva i dominii delia
lie pene. Le altre notizie e prov- contessa Melilde, di ragione delia
vedimenti suir alienazione dei Beni santa Sede, ed applicava al pubbli-
ecclesiastici , si trattano al citato co i beni de' vescovi defunti, usur-
articolo Beneplacito Apostolico. pando eziandio le rendite di alcu-
ni Gregorio
monisteri. fulmi- X
§ III. SuW usurpazione de Beni nò l'interdetto al regno di Porto-
ecclesiastici. gallo, per le oppressioni fatte da
Alfonso III agh ecclesiastici ed alle
Il vescovo, come si disse, è l'am- chiese, e per la usurpazione, che ne
ministratore de' Beni della sua chie- faceva dei Beni. E solo sedici anni
sa. Avvenne in molti luoghi, che do- dopo. Papa Nicolò IV gli tolse le
po la morte di un vescovo ne fos- censure, come si ha dal Rinaldi al-

se raccomandata la conservazione l'anno 1289, senza dire di altri


al metropolitano, o vescovo vicinio- simili esémpi. Pure non si debbe pas-
re, giacche talvolta i chierici iuva- sar sotto silenzio la usurpazione fatta
deano quei Beni nella vacanza di da Pietro IV, re di Aragona, delle
una sede. Dai chierici passò 1* u- rendite Pontificie, che si raccoglievano
sanza ai laici e sebbene Leone I,
, dagli esattori della santa Sede, e
del 44o ^* ponesse riparo
) pur ,
quelle de' Cardinali, prelati e benefi-
tuttavia fu d'uopo che Urbano li che risiedevano fuori delle loro
ziati,

nel concilio diCiermont, del 109^, chiese; ed è perciò che Urbano V,


Can. de laicis q. 2 caus. 12, Cali- nel i363, lo esortò paternamente
Tolosa del 1 1 1 9,
sto II in quello di a restituire le rendite ecclesiastiche
can. 4) ed Innocenzo II nel conci- ingiustamente usurpate, ed a ritiat-
lio generale lateranense, can. IL- tare l'editto sulla subasta de' Beni
lud q. 2. caus. 12, del 1189, tor- degli ecclesiastici assenti; ma rispon-
nassero a farne gravissimo lamento. deva il re, tutto aver fatto col
Vuoisi ami che Papa Giovanni 111 consiglio di uomini savi. Nondimo-
BEN BEN 121

no t|iiel Pontelice ci tulio a presen- Il Sarnelli, tomo X pag. 184, ri-


tarsi alla Santa Sede, dove entro porta il memoriale dato ad Enrico
due mesi non avesse restituiti i Vili dagli eretici, colla risposta di
13eni usurpati ed aggiunse la pe-
, Tommaso Moro; ma il re, già per-
na di scomunica,, in cui egli ed i vertito, non solo vi diede orecchio,
suoi consiglieri sarebbero incorsi, ma diroccò diecimila chiese nel-
se non si correggessero. V. Inter- l'Inghilterra, cacciò i monaci dai
detti. chiostri , e ne distrusse i mo-
nisteri , applicando al regio fisco
tutte le rendite loro; rendite, che
§ IV. Eretici ^ che comhalterono il
nel primo anno, ascesero a cento-
possedimento de' Beni ecclesia-
ventimila scudi d'oro, oltre alle sa-
stici.
cre suppellettili, che dichiarò devo-
lute alla regia camera^ e che impor-
Molti eretici insorsero contro il tavano il valore di quarantamila
possedimento dei Beni della Chie- scudi d'oro. Ma non perciò arric-
sa. Nel secolo XII fu celebre Ar- chì egli, come osserva Sandero, de
naldo da Brescia , sostenitore de- Schisniate Anglicano j anzi dopo
gli errori de' petrobrusiani, il quale otto mesi fu costretto ad imporre
co' suoi seguaci pretendeva, che al nuovi dazi, e gli avvenimenti, che suc-
Pontefice ed a' vescovi bastassero le cessero nella sua corte e nella fa-

decime e le oblazioni. Indi insor- miglia sua, sono troppo noti per non
sero i valdesi, e i wiclefìti, i quali dover deplorarli.
dissero, non aver i ministri del van- BENIAMINO (s.), diacono sos-
gelo diritto alcuno al possedere. Fu- tenne il martirio nell' anno 4*^4 >

rono essicondannati nei concilii ge- epoca in cui infieriva nella Persia
nerali di Laterano e di Costanza, una crudele persecuzione contro la
siccome quello di Vienna avea con- Chiesa, la quale durò per ben sei
dannati i fraticelli, i quali, tra gli lustri. Questa fu prima suscitata dal

altri errori, sostenevano che le chie- re Isdegerdo, e proseguita con mag-


se e gli ecclesiastici non potevano gior crudeltà da Vararano suo figlio
acquistare, ne possedere beni terre- e successore. Teodoreto, che viveva
ni. Alla quale falsa dottrina prin- a que' tempi, e dimorava in quei din-
cipalmente si opposero Al vano Pe- torni, ne descrive con accuratezza i
lagio, De pianeta Ecclesìce lib. 7 varii supplizii ai quali erano con-
,

cap. Guglielmo da Cremona, Ub.


i^^j dannati i seguaci della croce. Ad
Reprobai, erroris Marsilii de Padua; alcuni si scorticavano le mani ed il
Agostino d' Ancona, de potestate Pa- dorso, ad altri veniva strappata con
pce; il Cardinal Turrecremata^ lib. violenza la pelle ; altri erano battu-
2 summ. de Eccles; Almaino, Traci, ti crudelmente con verghe, e tor-
de supr. potest. Eccles. e finalmen- mentati con lamine roventi; in una
te il celebre P. Mamachi sovra ci- parola que' barbari carnefici di quei
tato, per la rinnovazione degli er- crudeli imperatori andavano a gara
rori medesimi avvenuta a' giorni no- per immaginare nuove maniere di af-
stri. F. pure Bergier: Beni dei Re- fliggere i cristiani, che voleano restare
golari, dove ne fa ampia difesa, fermi ne' loro santi divisamenti. Fra
ed il suo articolo de Mendicanti. questi invitti eroi del vangelo si anno^
112 BEN BEN
vera il diacono Beniamino.
santo Benigno passò a Langres, da dove
Questi, dopo essere stato crudelmen- si condusse a Bigione, ed in questa

te battuto, venne rinchiuso in una città ottenne la palma del martirio


orrida prigione , dalla quale fu nell'anno 179, dopo aver sostenuti
poscia patto , che non
liberato col i più fieri supplizii. Fu sepolto pres-

più si a predicare il van-


facesse so al luogo de' tormenti. S. Grego-
gelo. Beniamino fremè di santo rio, vescovo di Langres, fece fabbri-
sdegno ad una tale proposta, e si care una chiesa sopra la sua tom-
protestò che non avrebbe mai desi- ba. Nei martirologi si fa menzione
stito dall' esercizio del suo ministe- di questo santo apostolo nel giorno
ro, poiché la parola di Dio non primo di novembre.
è legata. Una tale costanza gli pro- BENIGNO , ab. di Fontenelle.
cacciò la palma del martirio; im- V. s. Vajvdregesilo.
perocché sdegnato il re lo condan- BENILD A ( s. ), martire con san
nò ai più crudeli tormenti, che lo Anastasio monaco e prete spagnuo-
privarono di vita. lo, che mori decapitato per opera
BENIGNO (s.),. arcivescovo di dei saraceni il dì i4 giugno 853.
Armagh era discendente da una Essa incoraggita per la costanza di
delle principali famiglie dell' Irlan- questo eroe , sostenne con invitta
da. Mercè le istruzioni di san Pa- fermezza i suoi tormenti nel giorno
trizio, egli ed i suoi genitori co- appresso , ed attaccata ad un palo,
nobbero Dio, e rigettaro-
il vero morì consunta dal fuoco. Le sue
no il culto de' falsi numi. Benigno preziose ceneri furono gettate in un
tanto mostrossi riconoscente a que- fiume.
sto favore , che pregò il suo mae- BENNEFA, oBENNEFEUSE. Cit-
stro a volerlo seco qualunque
in tà episcopale della provincia Bisacena
regione ei fosse per recarsi. Con- nell'Africa occidentale, il cui vescovo
discese il venerabile apostolo d' Ir- Emiliano fu alia conferenza di Cartagi-
landa a questa inchiesta , e lo eb- ne, e Gontasio, altro suo vescovo,
be a compagno in tutte le sue apo- sottoscrisse al concilio di Cabarsus-
stoliche fatiche. Benigno molto si di- sa, celebrato l'anno SgS. Vuoisi,
stinse per la sua santità e pei miracoli, che il monistero, ove si ritirò san
e dopo la morte di s. Patrizio, fu Fulgenzio, fosse prossimo, o unito a
eletto arcivescovo di Armagh, e ne Bennefa, sulla spiaggia del mare.
sostenne la dignità per dieci anni. BENNINGDON,oBENNINGTON.
Morì nel secolo V, lasciando delle Città d' Inghilterra nell' antica pro-
sue eroiche virtìl fama immortale. vincia di Mercia, presso Hertford.
BENIGNO (s.). Quasi tutti i Era questa una volta città da mer-
martirologi ne fanno fede, che Be- cato, ed i re di Mercia vi aveano
nigno fosse discepolo di s. Policar- un palazzo. Si vede ancora, presso
po, e che siasi recato nelle Gallie la chiesa, un castello in cui cele-
in compagnia di s. Andochio e s. brossi, nell'anno 85o, un concilio,
Tirso, per disseminarvi le verità mentre regnava Bernulfo, contro i

della fede. Questi tre apostoli, per danesi invasori.


quanto si crede, predicarono il van- BENNONE (s.), o Benedetto,
gelo prima in Autun, ove battezza- vescovo di Meissen o Misna in Sas-
rono la famiglia di Fausto. Poscia sonia, sortì la culla presso Goslar
BEN BEN 123
nel IO IO. I suoi genitori erano di fu scelto ad occupare la sede vesco-
nobile schiatta , e quindi si adope- vile di Meissen , resa vacante nei
rarono, affinchè il giovane lor figlio 1066. Bennone sottomise le spalle
venisse educato nella pietà e nelle ad un peso si formidabile, per non
scienze. Lo affidarono pertanto a opporsi al superno volere , e non
Bernward, vescovo di Hildesheira, appena n'ebbe ricevuta la conse-
al quale erano congiunti per vinco- crazione, diede mano all'opera. E-
lo di parentela. Questi gli diede a gli qual amoroso pastore nutriva il
maestro un certo Wiger, priore del suo gregge col pane della divina pa-
monistero di s. Michele, uomo ce- rola , ed ogni anno si recava alla
lebre per dottrina profonda, non visita della sua diocesi. Né conten-
meno che per la pratica delle cri- to di vegliare al bene delle proprie
stiane virtù. Il giovane alunno cor- pecorelle, impiegò eziandio l'arden-
rispose pienamente alle premure del te suo zelo per la conversione . de-
suo institutore, e, giunto all' età di gl' infedeli, di cui ne guadagnò un
diciotto anni, determinossi a vestire gran numero. Ma un altro campo
Tabito religioso. I digiuni, le veglie, si era aperto alla costanza di Ben-
la preghiera e la pratica della re- none nella infelice occasione , in
golare disciplina formavano la sua cui le guerre di Enrico IV turba-
più cara occupazione. Lo studio del- rono la pace tra la Chiesa e T im-
la sacra Scrittura e de' padri non pero. Il santo vescovo non potè
era giammai negletto da esso lui, e evitare lo sdegno dell'imperatore,
tanto ne trasse profitto, che fu de- e si vide costretto a languire in una
corato del titolo di dottore. Tutti carcere ed a soffiire varii altri di-
i suoi confida telli ne ammiravano la sastri. Poco dopo, essendo insorto
santità, e la divozione, per cui nel- uno scisma per le gare fra l' impe-
r offiire r incruento sacrificio egli ratore ed il Pontefice Gregorio VII,
spargeva copiose lagrime. Quindi, es- Bennone si mantenne fedele al ca-
sendo morto il loro abbate, la mag- po della Chiesa. Per la qual cosa
gior parte di essi voleano innalzare ricusò di recarsi all'assemblea ge-
a quella dignità il virtuoso Benno- nerale dell'impero, convocata dal-
ne , il quale per ben tre mesi si l'imperatore a Worms, a fine di
adoperò, affinchè si desse la prefe- farvi deporre il legittimo Pontefice
renza a Sigeberto suo competitore. da' vescovi del suo partito, e da al-

Se non che Dio lo avea destinato cuni CardinaU scismatici. Recossi in


ad occupare un altro seggio e a , vece a Roma, ove assistette ad un
spargere in altri luoghi i suoi lu- concilio, pel quale vennero giudi-
minosi esempi. Egli dovette pertan- cati i simoniaci, e lo stesso im-
to abbandonare il monistero, per co- peratore. Dopo aver dimostrato il

mando del Sommo Pontefice Leone suo attaccamento alla Santa Sede,
IX, e dell'imperatore Enrico IH, da ritornò alla propria chiesa, cui resse
cui fu fatto cappellano, colla digni- con paterna premura fino alla morte,
tà di canonico della cappella impe- che seguì il 16 luglio del 1106. È
riale. Né andò guari che venne
, fama, che questo insigne prelato sia

eletto teologo, o maestro di quel ca- stato favorito col dono delle profe-
pitolo , alla cui riordinazione s' im- zie, e che Dio ne abbia onorato la

pegnò con tutto il calore. Poscia tomba con miracoli.


124 ^^^ BEN
BENTIVENGHI Bentivenga ,
ma non l'ottenne. Se non che Cle-
Cardinale. Bentiveiiglii Bentivenga mente XI lo compensò, eleggen-
nacque in Acquasparfa nella dio- dolo cherico di camera, colla presi-
cesi di Todi, sul principio del se- denza delle armi. Dopo che con
colo decimoterzo. Dato il suo nome somma integntà e valore erasi eser-
air Ordine dei minori tanto ap- , citato nel carico commessogli dal
prezzò le lezioni dell' Angelico, da medesimo Pontefice,
17 12, fu nel
farne le sue pììi care delizie. Gio- spedito nunzio alla corte di Parigi,
vanni XXI, mosso dalla santità della quando bollivano le controversie
vita di lui , e dalla sua perizia nelle famose in Francia, suscitate dal li-
lettere e nelle scienze, per cui si bro di Quesnello, condannato dal
stimava uno dei più accreditati teo- medesimo Papa colla bolla Unige-
logi dei suoi tempi, nel 1276, gli Dei filiiis. Sostenne con grave
nilus
conferì il vescovato di Todi. Par- foi'za in queir incontro le decisioni
lava di frequente al suo popolo, apostoliche; ma nelle sue prove si

come ne fanno fede i suoi sermoni, poteva desiderare maggior modera-


renduti di pubblico diritto. In appresso zione. Nulladimeno riuscì grato a
Nicolò III lo elesse a proprio cappel- Luigi XIV; pure, morto il re, dive-
lano e confessore; quindi lo creò nuto egli sospetto al duca di Or-
Tescovo Cardinale d'Albano, nella leans, che reggeva il regno, fu ri-
prima promozione fatta a Roma li chiamato dalla nunziatura, con or-
12 marzo del 1278, e poscia de- dine di restare a Ferrara, ove si
corollo della carica di penitenziere trattenne fino a che fu creato Car-
maggiore. Questo Porporato, dopo dinale prete del titolo di s. Girolamo
essersi reso celebre per varie lega- degli Schiavoni, nella decima quarta
zioni, nel 1289, con fama gran- promozione fatta a Roma dallo stes-
de di santità, compì la mortale so Papa, li 19 novembre del 1719.
carriera. Alcuni dicono, meno pro- Poscia fu ascritto alle congregazioni
babilmente, che sia morto nel 1290, della consulta, di propaganda ed
e l'abbate Ring, appoggiato al testa- altre, colla legazione di Ravenna,
mento da lui fatto nel 1286, lo vuole cui tenne per ben sei anni. Nel
morto iu quell'anno stesso. Ebbe 1726, essendo Pontefice Benedetto
la tomba nella chiesa di s. Fortuna- XIII, venne dichiarato ministro ple-
to dei francescani , a cui lasciò , ol- nipotenziario del re cattolico in
tre la sua suppellettile d'argento, Roma. Dopoché fu ai conclavi d'In-
ima scelta biblioteca , come scri- nocenzo e Benedetto XIII e di Cle-
ve il padre Giannantonio da Sala- mente XII, nel 1732, di sessanta-
manca, nella Biblioleca universale cinque anni, mori a Roma, e fu
francescana, stampata in Madrid riposto nella sua chiesa titolare di
nel 1780, tomo I, pag. 204. santa Cecilia, a cui era stato tras-
BENTl VOGLIO Cornelio, Car- ferito. Sotto il nome di Selvag-
dinale. Cornelio Bentivoglio sortii pro- gio Porpora, il Bentivoglio si di-
genie assai nobile ed antica di Ferra- stinse nella celebre tiaduzione, cui
ra. Nacque ^Qj, e maturo di elà^
nel 1 fece in italiano della Tebaide di
passò a Roma.
Aspirava da gran Stazio.
tempo all' uditorato di rota , che BENTIVOGLIO Guido, Cardi-
doveasi conferire ad uno di Ferrara; naie. Bentivoglio Guido venne alla
liEN BEi\ it^
luce in Ferrara, nel i^^yy, da fami- hanno Era tenuto in
scritto di Ini.

glia generosa ed antica, e fino dai gran conto da Urbano Vili, che
primi suoi anni, diede segni non con lui conferiva sugli altari più rile-
equivoci di maschia virtù. Scrive vanti del suo Pontificato.
l'Eritreo nella sua Pinacoteca, che Potevasi pei'tanto appellare il Ben-

faTiciullo, non amava i divertimenti tivogiio per ogni ragione l^ ornamento


propri di fjuella età, ma più pre- ed il decoro del sacro Collegio, poi-

sto la conversazione di uomini dab- ché quando parlava in concistoro,


bene e letterati. Fece con ottimo ciascuno com'estatico pendeva dal suo
successo il corso degli studi prima labbro. Era poi provveduto sì poco di
a Ferrara e poi nella università fortune, che per vivere e soddisfare
di Padova, ove si recò, secondo il ai suoi creditori, dovette vendere
Priorato, nel i594. Morto Alfonso un magnifico palazzo, che teneva
II, duca di Este, il Bentivogiio fe- nel Quirinale, con alcuni giardini
ce assai, per condurre a trattati di adiacenti, e ritirarsi ad abitare una
pace il duca Cesare, che pretende- casa ordinaria_, per diminuire la cor-
va succedere ad Alfonso, duca di quel- te e ristringere le sue spese.Questo
la città, nel dominio di Ferra- male derivò parte dalla sua eccessiva
ra. Clemente Vili, andato in quel- liberahtà, e parte dalla morte del
la occasione a Ferrara, diede al Pontefice, che avvenne poco dopo
Bentivogiio chiari segni della sti- la sua promozione alla porpora. Nel
ma, che nutriva per lui, e lo fece conclave tenuto dopo la morte di Ur-
suo cameriere secreto, permettendo- bano Vili, egli, per sentimento u-
gli però la continuazione de' suoi nanime, ebbei voti pel sommo Pon-
studi, terminati i quali Guido passò tificato, ma Iddio dispose altrimen-
a Pioma, e si acquistò tale concetto, ti ; poiché a motivo degli ecces-
che Paolo V lo spedì alla nunzia- sivi calori estivi, non potendo ripo-
tura delle Fiandre. Reso ivi caro sare per undici notti continue, fu
ai cattolici non meno che agli ere- preso da febbre tanto forte, che
tici, passò a Parigi , dove assai nelle stanze contigue allo stesso con-
fu amato . In quel tempo fu crea- clave, in età di sessantasette anni
to prete Cardinale del titolo di e venti tre di Cardinalato, nel i644>
s. Giovanni a Porta Latina, nella morì, dolendosi di questo solo, che
decima promozione, fatta a Roma da lui povero, niente poteva sperare
li 1 1 gennaio del 1621, dal mede- la sua famiglia.
simo Paolo V. Luigi XIII lo elesse L'Oldoino vuole che sia mancato
protettore della Francia presso la s. Se- questo Cardinale di sessantaquattro
de, la qual carica il Bentivogiio depo- anni, il Libanori di sessantacinque ed
se nel i645',quando passò al vesco- il Baldassari di sessantatre, ma prese-
vato di Palestrina, non di Terra- ro abbaglio. Ebbe sepoltura nella diie-
cina, come per isbaglio scrive il Ti- sa di s. Silvestro nel Quirinale, senza
raboschi. Vogliono i Sammartani, memoria alcuna, senonchè nel 1774
che sotto Gregorio XV, nel 1622, Matilde Bentivogiio, moglie al cavalier
il nostro Porporato avesse il gover- Erizzo, ambasciatore del veneto Se-
no della chiesa di Riense, che poi nato presso la s. Sede, fece porre
rinunziò nel 1626; ma di questa nella chiesa anzidetta, una lapida
circostanza non parlano coloro, che adorna di bella iscrizione. 11 Prio-
,

126 BEN BEN


rato Io dice uomo di sublimi pen- no V
a Roma h 24 maggio, o li
sieri, di portamento nobilissimo, di 2 3 giugno del 14^6, fu creato pre-
cuore generoso, di tratto signorile te Cardinale del titolo di s. Euse-
ed affabile, in ogni azione magnanimo, bio, e legato a latere di una cro-
in ogni divisamente prudente, nei ciata contro gU ussiti, non nella In-
maneggi giudizioso, e valoroso nel ghilterra soltanto, ma
anche in Ger-
trattare importanti affari. Cardinale mania, in Ungheria ed in Boemia.
di somma integrità, d'incomparabi- Impedito dagli eretici, che riempivano
le sapere, di alto intendimento. di stragi la Boemia, dall'andare a Ro-
L'Eritreo, nella sua Pinacoteca, non ma a prendersi il cappello Cardina-
dubita asserire, che maggior lustro lizio, ne fu dispensato dal Pontefi-
ottenne la porpora da lui, di quello ce che glielo trasmise, per mezzo del
che ne ricevesse egli dalla porpora Salviati di Genazzano, gentiluomo
stessa. La migliore delle sue opere Pontificio. Riuscì molto infelicemen-
è la Storia delle guerre di Fiandra, te questa legazione, senza colpa pe-
che quantunque non sia senza di- rò del Cardinale, poiché nella bat-
fetti, è molto meno immune da taglia contro gli ussiti perirono die-
critica. Abbiamo in oltre la Storia cimila crocesegnati. Durante quella
della sua nunziatura nelle Fian- commissione, ebbe il Benufort non lie-
dre, alcune lettere, ed il diario, o vi controversie con Hunfrido, duca di
memorie di sua vita, impresso in Glocester, reggente il regno pel re
Amsterdam nel 1 648 che sono mo- , fanciullo. Costui pretendeva, che sen-
numenti non tanto del suo sapere, za il regio assenso non si potessero
quanto della prudenza e dell'avve- mandar legati in Inghilterra, secon-
dimento di lui. do i privilegi della corona. Il nostro
BENUFORT Errico, Cardina- Porporato celebrò parecchi sinodi, dei
le. Errico Benufort nacque a Nor- quali scrisse gli atti. Compose inoltre
thampton sul fine del secolo de- la pace fra Carlo VII, re di Francia,
cimoquarto, e veniva altrimenti det- Errico IV, re d'Inghilterra, e Filippo,
to Chicheley, dei duchi di Licestre, duca di Borgogna. Le ricchezze sue,
zio di Errico V, re d'Inghilterra. e quelle acquistate in appresso, vol-
Nella università di Oxford applicos- le che, morto lui, fossero distri-
si felicemente agli studii, e pei suoi buite alle chiese cattedraU, ai mo-
talenti distinti, ottenne nel collegio nisteri d' Inghilterra, non avendo
di Vidi la laurea di dottore, ed il lasciato d' impiegarne gran parte
cancellierato nella chiesa di Saris- anche vivente, a sollievo dei poveri,
bury. Servì egli al proprio sovrano degU schiavi, e dei carcerati. In Ox-
in vari impieghi ed ambascerie, nel- ford fondò due collegi, ed a Vinton
le quaU avea dato saggi della più uno spedale. Ristaurò ed accrebbe
consumata prudenza e fedeltà: il la biblioteca cantuariense. Da ultimo,
perchè Errico IV lo nominò, circa dopo essere intervenuto al concla-
il i4o4j al vescovato di s. David. ve di Eugenio IV, pieno di meriti,
Poscia, nel 1407, venne trasferito finì di vivere nel i447> dopo 11
a quello di Vincestre , e sotto Gio- anni di Cardinalato, ed ebbe sepol-
vanni XXIII, nel i4i4, all'arcive- tura nella cattedrale di Vinton, do-
scovato di Cantorbery. Quindi, nella ve alla sua memoria si vede eretta
quarta promozione, fatta da Marti- un magnifico monumento.
BEN BER 127
BENVENUTI Gio. Antonio, Car- e fervida carità verso Dio ed il pros-
dinale. Giovanni Antonio Benvenu- simo. Nel 1282 terminò la sua car-
ti nacque in Belvedere, diocesi di riera mortale. Il giorno vigesimo
Sinigaglia, a* 1 7 maggio 1 765, e do- settimo di giugno è consecrato a
po una onorevole carriera prelatizia, celebrarne la festa.

essendosi distinto nella delegazione BEO ANO (s.), figlio di Bengi, ni-
apostolica di Prosinone, fu da Leo- potè del principe della terra di Po-
ne XII creato Cardinale, nel conci- wis, venne informato alla pietà ed
storo segreto de' 2 ottobre 1826, e alla dottrina in un monistero situa-
poscia venne pubblicato in quello to nel paese di Arvon. Siccome poi
dei i5 dicembre 1828, col titolo i monaci di quel convento furono
presbiterale de* ss. Quirico e Giudit- trucidati dagli anglo-sassoni delNor-
ta, conferendogli quel Papa a un thumberland, il re di North- Wales
tempo il vescovato di Osimo e Cin- ne vendicò la morte, riportando so-
goli. Nel i83i, a cagione del cre- pra i sacrileghi uccisori una com-
dito che godeva, il regnante Pontefi- piuta vittoria. Beo ano in quella cir-
ce Io nominò legato a latore per le costanza presentò uno scettro d'oro
Marche. Mori in Osimo a'i4 no- a quel re, il quale gli fece dono di
vembre i838, e fu esposto e sepol- un pezzo di terra , ove egli edificò
to in quella illustre cattedrale. il monistero di Agunog-Fawr, verso
BENVENUTO ( b. ), nacque in l'anno 617. Quivi il santo istituto-
Ancona, e si consacrò al servizio di re condusse una vita veramente re-
Dio nel convento dei francescani. ligiosa, e Dio lo illustrò eziandio
Le eminenti virtù, di cui diede pro- con qualche miracolo. Intorno al-
ve luminosissime nel tempo della l'anno della sua morte, nulla havvi
sua vita monastica, indussero Urba- di certo. Il monistero di lui prese
no IV ad eleggerlo vescovo di Osi- il nome di Clynnog, soltanto allor-
mo. Egli, adorando le vie ammira- ché passò in potere dei religiosi di
bili della Provvidenza, sottopose gli Cluny, imperocché prima portava il
omeri ad un tanto peso, tutto fi- nome del suo fondatore.
dando in quel Dio, che si serve dei BERARDI (b.) Berardo, CardU
mezzi più deboli, per mandare ad naie. Berardo Berardi nacque nel
effetto i suoi alti disegni. Benvenu- 1080, e traeva origine dai conti dei
to conservò mai sempre l'abito del Marsi in Colle, castello nel paese dei
suo istituto, e dopo aver gover- Marsi. Pandolfo suo vescovo, scorgen-
nata la diocesi con rara prudenza, dolo adorno di ogni virtù, lo associò
morì nel bacio del Signore a' 22 agli accoliti della sua chiesa. 11 Be-
marzo 1276, nel qual giorno quelli rardi si rese celebre per ogni ma-
del suo Ordine ne celebrano la festa. niera di virtù : sorgeva il primo ai
BENVENUTO (b.), rinunziò a mattutini notturni, serbava esatto
tutte le comodità della famiglia, ed silenzio allorché si dovea tacere, non
all'onore di cavaliere, per conse- usciva mai dalla canonica, quando
crarsi al servigio di Dio. A questo noi permettesse il superiore; non
fine entrò nell'Ordine di s. France- fissava mai lo sguardo in volto di
sco, in qualità di laico, e diede lu- donna, né con essa parlava, se non
minosi esempii della più profonda presenti testimoni oculati . Per le
umiltà, della più pronta obbedienza quali cose fu mandato al celebre
»28 BER BER
monistero di Montecassino, ove pas- la l'eligione, di essere stato a rischiò
sò sei anni nello studio delle lette- di perder più volte la vita , mori
re. Giunta al Pontefice la fama di dellamorte preziosa dei giusti li 3

sue virtù, lo ordinò suddiacono a- novembre del ii3o, in età di cin-


postolico, e destinollo al governo quanta anni, nel giorno, che aveva
della provincia di Campagna. Nel preveduto per lume superno. Gran-
quale officio impiegò tutto sé
egli de era il concetto, che avcasi di sua
stesso a frenare gli audaci assassini santità, poiché spirava dal sepol-
e malviventi, a toglier di mezzo gli cro di lui soavissimo odore, e a sua
scandali , i furti , le rapine ,
gli o- intercessione si compiacque Iddio o-
micidi, mostrando molta fermez- perare parecchi miracoli. Dalla chie-
za contro i piccoli tiranni, che allo- sa di s. Savina, in cui riposava, fu
ra regnavano. Il perchè ebbe a sof- trasferito in Piscina in un tempio a
specialmente da Pietro
ferire assai, lui dedicato.
Colonna, il quale dopo averlo fatto BERARDO di Carbio (s.), mar-
condurre a Palestrina e caricare di tire del secolo XIII, trasse i natali
percosse, lo calò in una cisterna, a Carbio, o Corba nell' Umbria. S.
dalla quale fu estratto da un suo Francesco d' Assisi, ammirando le
parente, Giovanni della Ce-
detto virtù di lui, spedillo insieme ad al-
trella. Passato dappoi a Roma , tri cinque religiosi nella Spagna, a
il Sommo Pontefice Pasquale II, spargere la luce del vangelo ai mo-
a premio delle sue virtìi fregiol- , ri, seguaci di Maometto. Il capo di
lo della porpora Cardinalizia, col- questa missione era un certo Vita-
la diaconia di sant' Angelo, dal- le; ma siccome questi non potè prò
la quale in appresso passò nell'ordi- seguire il viaggio per infermità, gli

ne dei Cardinali preti col titolo di fu sostituito Berardo, che recossi in


s. Grisogono, e, nel 1 1 1 o, dal me- Siviglia co' suoi quattro compagni.
desimo Pasquale II, fu eletto vescovo Questi zelanti missionarii entrarono
della sua patria. Pervenuto alla sua tosto in una moschea, e vi predi-
chiesa, si diede, da forte e zelante, carono Gesù Cristo; né contenti di
ad estirpare segnatamente il vizio ciò, s' incamminarono alla reggia, e
della simonia, l'abbominevole incon- presentatisi al re, studiaronsi di con-
tinenza del clero, ed a voler a tut- vincerlo de' suoi errori, affinché ab-
t'uomo la riforma della diocesi. bracciasse il cristianesimo. Costui,
Nutriva egli la più tenera com- montato sulle furie, comandò che
passione verso i poveri, specialmen- fossero rinchiusi in tetra prigione,
te vergognosi, ai quali era prodigo ed allora soltanto li rimise in liber-
di beneficenze, ricovrandoli nella pro- tà, quand' ebbe inteso, ch'essi bra-
1' Africa. Ar-
pria casa e servendo a loro colle mavano di far vela per
proprie mani. Vide la consacrazione rivati a Marocco, predicarono Gesù
solenne della chiesa di s. Agapito di Cristo alla presenza del re, e di nume-
Palestrina, fatta dal sullodato Pon- roso popolo raccolto nella pubblica
tefice, nell'anno decimoquarto del suo piazza, e perciò vennero chiusi in
Pontificato. Da ultimo dopo di es- oscura carceie per ordine dello stes-
sere stato per ben otto volte cac- so re Moramamolino, che volea la-
ciato dalla propria chiesa, di aver di fame e di miseria.
sciarli perire
solTerlo assai per la giustizia e per Se non che, avendo egli inteso che
,, ,

BER BER 129


dopo tre settimane di digiuno an- promozione fatta
cere, nella quinta
cora viveano, li consegnò ai cristia- da Alessandro HI nel dicembre del
ni , concedendo ad essi di farli ri- 1178. Qua.si niente sappiamo di
toinare in Ispagna. Lo zelo per al- lui, salvo che sottoscrisse parec-
tro di questi missionarii non tardò chie bolle di Alessandro III, e chei
a manifestarsi nuovamente, imperoc- mori nel principio del Pontificato
ché, nulla curando i più atroci tor- di Lucio 111, ai comizii del quale
menti e la morte, continuarono a pre- intervenne.
dicare il vangelo. Il re fortemente sde- BERAULT Bercastel Antonio
gnato, mise in opra ogni maniera di Enrico, nacque nell' incominciare del
promesse e di minaccie per distorli dal secolo XVIII, nel paese di Messin.
loro santo proposito; ma non ve- Fu prima gesuita, poscia curato di
nendogli fatto di conseguire quanto Omeville, nella diocesi di Rouen, fi-
bramava, egli stesso troncò la testa nalmente canonico di Noyon, e mo-
a sì invitti eroi della fede, e, ridotti rì durante la rivoluzione francese.
a brani i loro cadaveri, li fece get- Fattosi conoscere per alcuni poemet-
tar nelle cloache, affinchè divenissero ti , e per un poema intitolato : la
pasto degli uccelli e de'cani. 11 prin- Terra promessa^ che male fu ac-
cipe però di Portogallo, d. Fedro, colto, per la bizzarra mescolanza del
figlio del re Sancio I, fece raccogliere profano col sacro, e che ben pre-
que' pezzi di cadaveri, e ripostili in sto cadde nell'obblio, trovò inve-
casse di argento,
li portò seco in ce più nobile campo nella compo-
Ispagna, e depose a Coimbra, nella
li sizione di una Storia ecclesiasiicaj
chiesa dei canonici regolari di s. Cro- che condusse sino a' suoi giorni
ce. Dio illustrò coi miracoli queste della quale si fecero più edizioni
sante reliquie, e da es.se s. Antonio di in Francia ed in Italia. Non ha es-
Padova fu preso dal più vivo deside- sa la gravità di quella di Fleury,
rio d' incontrare il martirio. Final- ne ha la spiegazione dei fatti, e gli
mente il Sommo Pontefice Sisto IV, che diedero sì gran
istruttivi ristretti,

nel i/\.Si ai 7 di agosto, innalzò fama all'opera del suo predecessore,


air onore degli altari s. Berardo comunque macchiata di avanzate
in uno agli altri suoi compagni, in- opinioni. Tuttavolta il rapido stile
trepidi difensori della fede, di Bercastel, e la vivacità delle sue
BERA.RDO Diacono Cardinale. descrizioni insieme ad una rettitudine
Berardo nacque nel termine del se- di principii, resero la sua storia più
colo undecimo. Fu creato diacono comune, e più Ietta di quella di
Cardinale della S. R. C. da Lucio Fleury medesimo.
li, nella seconda promozione, fatta BERCARIO ( s. ) ,
primo ab^
a Roma nelle tempora dell'Avven- bate di Hautvilliers nella Sciam-
to del II 44- ^i ^"i sappiamo sol- pagna^ trasse i natali da una delle
tanto, che sottoscrisse alle bolle di più antiche e nobili famiglie del-
Lucio li e di Eugenio III. l' Aquitania, verso l'anno 636. San
BERARDO Berardo, Cardinale. Nivardo, vescovo di Reims, si prese
Berardo Berardo nacque nel prin- cura dell' educazione di questo gio-*
cipio del secolo undecimo , e fu vane, e lo affidò a s. Nemacle, il
decorato della dignità Cardinalizia quale informollo alla pietà ed alle
colla diaconia di s. JNicolò in Car- scienze. Conosciuta la vanità del
VOL. V. 9
j3o ber BER
mondo, determinò di
Bercario si tro di Camino. Cres,ciuto cogli anni,
rinunziarvi per ritirarsi nel moni-
,
abbracciò la regola di s. Benedetto, e
stero di Luxeuil nella Borgogna. Il per le sue rare virtù, si rese degno di ve-
superiore di quella comunità era nir eletto priore monistero di
del
s. Valberto, il quale restò sorpreso s. Eloi in Parigi ove poscia si sta-
,

dalla più alta meraviglia nell' osser- bilirono i barnabiti. È autore di un


vare i progressi, che il novello reli- dizionario morale di tutta la Bibbia,
gioso facea nell'evangelica perfezio- scritto in latino, e del Reduttorio
ne. Dopo qualche anno, Bercario morale della stessa Bibbia, in cui
ritornò a Reims, ed indusse il ve- riferisce tutte le storie della santa
scovo s. Nivardo a fondare il moni- Scrittura secondo il senso morale.
stero di Hautvilliers, del quale po- Terminò il Bercorio di vivere nel
scia fu fatto superiore. In seguito i362. Le opere di lui furono più
innalzò dalle fondamenta due altri volte stampate in tre volumi in
monisteri nella foresta di Der, nella foglio.

diocesi di Chàlons sulla Marna, BEREA,oBERIA. Città vescovile


l'uno dei quali era pegli uomini, nella diocesi di Caldea, diversa da
l'altro per lePoco dopodonne. Berrheaj Berrhoca^ o Berrea di Siria,
intraprese un a Ro-
pellegrinaggio o di Aleppo. È forse il castello di
ma ed a Gerusalemme, ritornato questo nome presso Marda in Me-
dal quale, arricchì di reliquie i due sopotamia, ove eravi un monistero
conventi da lui fondati A quel- . di giacobiti. Un vescovo di questa
lo destinato pei religiosi, ove fermò diocesi intervenne all'elezione e pro-
la sua residenza fece dono di molte
_,
mozione di Elia I , il Callo lico,
terre, ereditate da' suoi parenti ; e come riporta la Biblioteca orientale
con molta saggezza e sollecitudine t. II, pag. 221.
ne tenne il governo per più di venti BERENGARTANI. Eretici, seguaci
anni. Ma lo zelo, onde avvampava di Berengario, arcidiacono di Arles,
per la salute delle anime, lo rese e maestro di scuola in Tours. Verso
vittima dell* altrui malvagità. Un il 1047, costui spacciò dottrine er-
certo monaco, chiamato Daguino, ronee , e negò la presenza reale di
indispettito contro di lui per essere Gesù Cristo nell'Eucaristia. Condan-
stato corretto diuna mancanza, gli nato pertanto dal Sommo Ponte-
entrò di notte tempo in camera, e fice, ritrattò i suoi errori; ma di
Io ferì con un coltello. Fu addo- nuovo vi ricadde, e narrasi anzi
mandato Bercario qual gastigo si che tre volte facesse la professione
dovesse dare al colpevole; ed egli di fede, e tre volte mancasse alle
rispose, che sarebbe morto contento, promesse. Egli esaltava Giovanni
se il reo avesse espiato la sua colpa Scoto Erigena, che si crede essere sta-
eolia penitenza, e con un divoto pelle- to il primo a negare la presenza
gi'inaggio a Roma. Dopo due giorni reale di Cristo nel sacramento del-
di patimenti, morì ai 27
il santo l'Eucaristia. Tanta poi fu la perfi-
o 28 marzo dell'anno 696. I mar- dia di Berengario nel propagare
tirologi però ne fanno menzione nel questa eresia , che volgarmente si
giorno 16 ottobre. stima averla egli inventata. Gran
BERCORIO Pietro, scrittore del rumore eccitò tale dottiìna ; fu por-
secolo XIV, trasse i natali a s. Pie- tata a Roma una delle lettere da
BER BER i3i
Ini scritte a Lanfranco, nella quale rire. Nondimeno né quella conversio-
difendeva lasua opinione, e letta ne, né le sue solenni ritrattazioni im-
nel concilioadunato da Leone IX, pedirono a molti de' suoi seguaci di
nel io5o, fu Berengario scomuni- perseverare negli errori del loro
cato, e condannata la sua eresia. maestro, e di divenire i precursori
Berengario di ciò informato, si ri- dei luterani e dei calvinisti nelle
tirò nellabadia di Preaux, e pro- proprie opinioni Eucari-intorno l'

curò di trarre al proprio partito stia. Costoro assai fecero conto della

Guglielmo duca di Normandia; ma costanza di tale opinione dal IX


quel principe adunò i vescovi della secolo sino a quello della riforma,
provincia, e Berengario fu da es- quasi in essa ci fosse la perpetuità
si condannato. Ne diversamente il richiesta dalla dottrina della vera
trattarono tutti i concilii, ai quali Chiesa. Ma i protestanti doveano
fu denunziato, cioè di Vercelli, di scorgere, che gU errori di alcuni
Tours e di Parigi. A Tours recossi settarii oscuri, i quali perpetuano gli
egli medesimo, ed abiurò il suo er- errori in odio a tutti i fedeli, senza
rore, ma bentosto ebbe la disgra- aver chiesa, ministero e giurisdi-
zia di ricadérvi. zione, non sono dottrine perpetue
Nicolò II adunò un concilio, in come dottrina Oltre di
cattolica.
cui Berengario difese le sue opinio- che, la varietà delle opinioni tenute
ni; ma convinto da Abbone e da dai Berengariani anche nello stesso
Lanfranco, abiurò di nuovo il suo errore del loro maestro, mosti^a
errore, er' abbruciò i suoi sciitti. qvianto falso era il principio sul
Pareva .lora sincera la ritrattazio- quale stavano appoggiati. Gli errori
ne ; n.- V non appena tornava in di questi eretici furono in seguito a-
Francia, che protestò contro la fatta dottati da Pietro di Brus, da Enrico
ritrattazione, la dichiarò forzata e di Tolosa, da Arnaldo di Brescia, dagli
quindi continuò ad insegnare il suo Albigesi, da Almanco di Chartres, e
errore. Finalmente Gregorio "VII molto tempo dopo da Wiclefo, dai
tenne un altro concilio a Roma nel Lollardi, dai Taborini; finalmente da
1079, ^^^ quale Berengario confessò Carlostadio, da Zuinglio, da Calvino
e condannò ancora la propria dottri- e Lutero, che seguitò l'errore di Be-
na. Il Papa lo trattò con amorevolez- rengario, e che sostenne l'impana-
za , e scrisse in favore di lui all'arci- zione.
vescovo di Angers. Dopo quel conci- BERENGOSO o BEREGOSIO,
lio Berengario si ritirò nell' isola di abbate Massimino les-Trevés,
di s.

s. Cosmo presso la città di Tours, ed nel secolo XV compose tre libri


,

ivi morì nel principio dell' anno delle lodi e delV invenzione della s.
1088. F. Fabricio in Bibliolh. Grae- Croce, uno del mistero del legno in cui
ca voi. XL p. 58 1, e Mabillon, fn sospeso il Redentore, e della lu-
Observationes de multiplici Beren- ce visibile ed invisibile, di cui me-
garii damnati one, Jidei professione, ritarono essere illuminali gli anti-
et relapsUj deque ej'iis poenilentia, chi padri, cinque sermoni sui mar-
in Analeclis p. 5i3. Non mancano tiri, sui confessori, sulla dedicazio'
scrittori , i quali parlino delia con- ne delle chiese e sul rispetto dovu^
versione di Berengaiio, e narrino aver to alle reliquie. Tutte queste opere
lui lasciata fama di santità nel mo- sono stampate a Colonia, e si trova-
,

i32 BER BER


tìo nella Biblioteca dei padri t. XII, signoria del proprio vescovo la cit-

p. 349. ^. Bellarm. De script, eccles. tà ed il territorio locchè venne ;

Posse vi no in ^pp., Cave Le Min; confermato da vai'ii imperatori, per


in Auct. etc. cui i vescovi di Bergamo ritennero
BERENICE o Barnica. Città ve- in appresso il titolo di conti, quan-
scovile, sino dal IV secolo, della Li- tunque spogliati d'ogni secolare giu-
bia Pentapoli , nel patriarcato di risdizione.Al tempo di Ottone I //
Alessandria, nell'Africa, che secondo Grande, del 936, il quale, contento
Tolomeo, portava il nome Esperi- del solo giuramento di fedeltà e di
di, Ilespcridcs. Ora non è piti che un tributo, lasciò quasi libere tutte
un villaggio regno di Tunisi
del le città di Lombardia , in Berga-
chiamato Barnecn^ Bernichy o Be- mo s'introdussero i consigli, le leg-
ric. Narra Procopio, che l'imperato- gi,ed i magistrati nazionali , comin-
re Giustiniano nel VI secolo riedi- ciando ad avere aspetto di repubblica
ficò Berenice dalle fondamenta. nella fine del X secolo. Dovette rice-
BERGAMO (Bergomen.). Città vere in seguito vicarii, pretori, ed
con residenza vescovile nel regno altri ufficiali imperiali, per sottrai-
Lombardo Veneto. Essa è edificata si dal dispotismo de' quali fu Ber-
a guisa d'anfiteatro su piccole col- gamo una prime ad organiz-
delle
line, alle cui falde si trovano vasti zare la lega lombarda Esaltato .

sfobborghi, con cui più volte fu am- Rodolfo d'Absburg all'impero, nel-
pliata, ed è isolata da' fiumi Serio l'anno 1286, mediante un tributo,
e Brembo che , le scorrono ai lati. venne di nuovo liberata la città, che
Bergamo è una delle tre celebri an- tornò a governarsi con forme de-
tichissime città degli orobii ^ de' qua- mocratiche, ma sempre in preda al-
li spensero ogni memoria i galli ce- le fazioni de' guelfi e ghibellini ;

nomani, che discacciandoli, ampliaro- onde stanca da tante agitazioni, nel


no Bergamo verso l'anno 170 di Ro- i33o, si die' spontaneamente a Gio-
ma, e la resero inespugnabile. Espulsi vanni conte di Luxemburgo re di
poi anche i cenomani dai consoli Boemia e Polonia, che in persona
romani Cornelio e Fulvio, divenne ne prese possesso, e vi stabili alcu-
splendido romano, indi
municipio ne leggi. Partito egli appena, i Vi-
cadde sotto il dominio di Attila, de- sconti , e i Turriani a vicenda oc-
gli eruli, e degli ostrogoti, come il cuparono la città, ma prevalendo i

resto d'Italia. Ricuperata da Giusti- primi, e poi i Suardi, uno di que-


niano, nel VI secolo, fu invasa e sti la vendette a Pandolfo Mala te-
posseduta da* longol>ardi col titolo sta, il quale la governò con mode-
di ducato; ma si goveraò quasi sem- razione e dolcezza, finche i Viscon-
pre colle proprie leggi, da Teodori- ti la riconquistarono . Accesasi la
co sino a Carlo Magno, nel qual guerra fra loro ed i veneziani, ri-
tempo trovasi un duca di Bergamo solvettero gli abitanti di Bergamo
col nome di Lupo. I francesi vi con volontaria dedizione di sotto-
posero de' conti, ma successi nel- mettersi ai secondi, consegnando le
l'impero dell'Italia i nazionali, Ar- chiavi della città) nel giorno 16
nolfo, che divenne impei-atore nel- maggio 1428, a Nicolò Contarini
V 838, dopo la morte di Ambrogio speditovi dalla repubblica veneta col
conte di Bergamo, sottopose alla titolo di provveditore.
,,

BER BER i33


Nella famosa lega di Cambray, la Maestoso è questo tem-
trasferito.
città di Bergamo apri le porte al- pio architettato da Carlo Fonta-
Lodovico XII re di Fran-
l'esercito di na, con bella cupola e pitture. Il
cia, dopo la battaglia di Agnadel capitolo si componeva di tre digni-
combattuta a' i4 maggio iSop; ma tarii, cioè l'arcidiacono , il preposto
dipoi, nel i5i6j ritornò sotto il do- e l'arciprete, con molti canonici pri-
minio veneto, a cui rimase sempre vilegiati della cappa violacea, del pri-
fedele, finche, nel 1796, se ne im- micerio , eletto dal capitolo; ed un
padronirono i francesi repubblicani. canonico era prefetto del coro. Le
Allontanati essi però, nel 1799, da- altre dignità di teologo, penitenzie-
gli austriaci , tornò in potere dei re, cantore e tesoriere, sceglievansi dal
francesi, e nell'organizzazione del re- corpo de' canonici oltre i quali vi ,

gno italico, divenne il capo-luogo erano pure due coristi, undici cap-
del dipartimento del Serio, finche, pellani, e diversi altri beneficiati. La
nel i8i4j passò sotto la dominazio- basilica di s. Maria Maggiore ridon-
ne austriaca , e divenne una delle da di aurei ornati, di bassi rilievi
nove città regie provinciali del re- e di pregevoli dipinti, ammirando-
gno lombardo veneto, e capo luogo visi il classico monumento, che rac-
della provincia del suo nome. chiude le ceneri di Bartolomeo Col-
Vuoisi che Bergamo sia stata con- leoni, generaleveneto del secolo XV,
vertita al cristianesimo dall'apostolo che fu il primo a far uso di can-
s. Barnaba, il quale predicandovi il noni di campagna. Oltre il pubbli-
vangelo con Agatone e Cajo suoi co liceo e l'ecclesiastico seminario,
discepoli, ordinò jVarno, uno degli ha Bergamo vm scientifico ateneo
abitanti della convertita città. Anti- un'accademia di belle arti fondata
camente Bergamo avea due chiese da Giacomo Carrara un copioso ,

cattedrali. La prima era dedicata al museo ed una scelta biblioteca. La


protettore s. Alessandro, tribuno del- diocesi di Bergamo è ora suffraga-
la legione tebana e martire, arric- nea a quella di Milano.
chita di privilegi da Grimoaldo (che Fra gì' istituti di beneficenza , si

ascese il trono de' longobardi nel noverano il vasto spedale, il mon-


722, da Carlo Magno, e da' suoi te di pietà, l'orfanotrofio, e più ca-
successori. L'altra era posta in mez- se di ricovero. In Roma Bergama- i

zo alla città, ed altre volte fu de- schi hanno la chiesa e l'ospedale dei
dicata a Agnese vergine e mar-
s. ss. Bartolomeo ed Alessandro, in piaz-
tire, poi a s. Vincenzo martire. Era za Colonna, governata dall'arcicon-
essa stata fornita da Adelberto d'un fraternita di tal denominazione. Pri-
capitolo e di canonici. Queste due ma portava il titolo de' ss. Vincenzo
cattedrali sussistettero fino al i56i, ed Alessandro; ma dopo il i56o
in cui i veneziani distrussero la pri- cangiarono s. Vincenzo con s. Bar-
ma, perchè impediva la continua- tolomeo, apostolo della nazione. E-
zione delle fortificazioni, e riuniro- ressero quella confraternita col conti-
no i canonici di essa al capitolo guo ospedale per gl'infermi nazionali,
delia cattedrale di s. Vincenzo, che che volessero profittarne, ed hanno
allora assunse il nome della demo- un Cardinale per protettore. Fu ge-
lita cblesa di s. Alessandro ,
peroc- neroso benefattore di questo pio hio-
ché il coi-po di quel santo vi fu go, Flaminio Cerasoli bergamasco,
.

434 ^ER BER


canonico della basilica liberiana, sti- Ordine che lo fece segretario. Nel
,

mato da diversi Pontefici, per le sue 1726 fece ritorno in Venezia, ove
segnalate virtù. V. Piazza Opere si diede allo studio degli antichi
Pie di Roma p. 129. scrittori, e dei moderni, e tiadus-
Bergamo con ragione si vanta di se in versi itaUani alcune opere la-
essere patria di molti uomini
la tine. Le opere del Bergantini sono
grandi ed insigni in virtù, lettere, le seguenti : i
''.
// Falconiere di Ja-
scienze ed armi e di aver dato al
, copo Augusto Tuano ec. coli' uccel-
sacro collegio Cardinalizio i seguen- latura a vischio di Pietro Anglio
ti soggetti Guglielmo de Longhi ^
: Bargeo, due poemi tradotti; 2''.
Del-
famoso giureconsulto, creato Cardi- la possessione di campagna del p.
nale, nel 1294, da s. Celestino V; Jacopo Vaniero, traduzione dal la-
Giangirolamo Albani, celebre giu- tino. 3.° Altri poemi tradotti, e fra
reconsulto innalzato a tal dignità
, gli altri Tanti -Lucrezio del Cardinal
da s. Pio V nel 1570 {V. Albani di Polignac. 4*° Diverse opere sul-
famiglia); Giuseppe Alessandro Fu- la lingua toscana , fra le quali un
rietlij scrittore erudito, ed esimio Dizionario^ nel quale aggiungeva ai
legale, promosso, nel 1759, da Cle- termini ed alle allocuzioni contenu-
mente XIII. Questo Pontefice, nel te in quello della Crusca, gran nu-
1 763, elevò eziandio alla porpora An- mero daK
di altre voci, convalidate
drea Negronì, oriondo bergamasco, Di
l'autorità de'più celebri scrittori.
che, nel 1775, dalla Francia, e dalla quest' opera si pubblicò soltanto un
Spagna fu desiderato Papa. Fran- volume. Quest' autore compose altri
cesco Carrara fu creato, nel 1786, scritti, i quali non videro mai la
da Pio VI, ed Angelo Mai, celebre pubblica luce.
per alcune opere, dal regnante Pon- BERGHEMSTAT o BARTAM-
tefice fu riservato in petto nel con- STED. Luogo in Inghilterra, in
cistoro de' 19 maggio 1837, e pub- cui, nell'anno 696 o 698 , si cele-
blicato in quello de' 12 febbraio brò un concilio sulla disciplina ec-
i838, col titolo presbiterale di s. A- clesiastica.
nastasia. BERI. Città vescovile della dio*
BERGANTINI Giovanni Pietro, cesi dell'Armenia maggiore, sogget-
scrittore del secolo XVIII, nacque a ta alla sede cattolica di Sis.
Venezia nel i685. Recatosi a Bolo- BERILLO. Eretico. Eraegh ve-
gna, si applicò con molto impegno scovo di Arabia ; ma
Bostres nell'
allo studio sotto la direzione de'ge- dopo aver governata la sua chiesa
suiti; poscia fece ritorno in patria con molta riputazione, circa il prin-
ove apprese il diritto canonico e cipio del III secolo, cadde nell'er-
civile, e ne ottenne la laurea, nel- rore d' insegnare che Gesù Cristo
r anno 1706. Si diede allora a fre- non aveva esistito prima dell'incar-
quentare il foro, ma sentendosi chia- nazione, né aveva cominciato ad es-
mato da Dio alla vita religiosa, ab- ser Dio, se non nel seno della Ver-
bracciò r istituto de' teatini presso ,
gine. Di più diceva, che Gesù Cri-
i quali fece professione nel 1 7 1 1 sto non era stato Dio, se non per-
Quindi dedicossi alla predicazione, e chè il Padre stanziava in lui come
dopo qualche anno si recò a Roma nei profeti. A dissuaderlo da unsi
per comando del generale del suo tale eresia^ che rinnovava quella (fi
BER BER i35
Aitemone, impegnato Origene.
fu porto, ed era situata in terreno de-
Egli si recò a Bostes, e compreso- lizioso. I re di Egitto furono pa-
ne 1' errore, glielo confutò con quel- droni di questa città, che passò poi
la dolcezza che vince , per cui Be- sotto il dominio de' re di Siria per
rillo convinto, abbandonò sul fatto la conquista fatta di questa pro-
r error suo. Quel che abbiamo di vincia da Antioco Grande. Restò il

Berillo può leggersi in Niceforo lib. soggetta a' suoi successori sino a
XV cap. 2 2, in s. Girolamo Catal. Diodoto detto Trifone // Tiranno,
degli Scrittori Eccles. che interamente la distrusse, i4o
BERINOPOLI o VERINOPOLI. anni avanti l'era cristiana. I roma-
Città vescovile della provincia di ni, dopo la conquista della Siria,

Licaonia, nella diocesi d' Asia, sotto la riedificarono nelle vicinanze, e


la metropoli d' Iconio. Comman- vi spedirono due legioni a presidio,
ville la chiama anche Santa Cro- condotte da Agrippa, che sontuosa-
ce , la dice fondata nel VI secolo, mente l'adornò. Alle epoche romar
ed asserisce ch'è sottoposta ad An- ne il suo nome era Felix Julia,
cira. e divenuta colonia romana al tem-
BERISSA o VERISSA. Città ve- po di Augusto godette eziandio del-
scovile della prima Armenia, nella l' itahco diritto, e fu una delle tre
diocesi di Ponto. città, ove pubblicamente, come Ro-
BERISSO. Città vescovile della ma e Costantinopoh, s'insegnava la
prima Armenia, sotto la metropoli giurisprudenza. Andò soggetta ad
di Sebaste, chiamata anche Ceris- incendii, inondazioni e terremoti.
so, o Merisso, Vuoisi fondata nel Rovinata Berito, nel 566, da uu
quinto secolo. terremoto, fu riedificata nell' impe-
BERITO (Beriten.), Berytus , ro di Giustiniano I, e non molto
Bi-yrouth, o Barato. Città arcive- dopo, ad onta che sostenesse lun-
scovile in partibiis, senza suffraga- go cadde in potere de' Sara-
assedio,
ne, nella prima Fenicia marittima, da Baldovino I,
ceni. Quindi fu ripresa
diocesi d'Antiochia, sotto la metro- re di Gerusalemme, mediante l' aiu-
poli di Tiro, provincia di Siria, to di navi genovesi, nell'aprile del
sulla costa del Mediterraneo, fra Ilio, ovvero a' 27 aprile 1 1 1 1, ed
Tripoli e Sidone, di cui in origine ivi si stabilirono allora signori parti-
fu colonia. Essa è la scala della par- colari, secondo che riferisce 1' Oriens
te centrale della Siria, ed il punto Christ. Qualche tempo dopo Gau-
pel quale principalmente la città di tier cambiò questa città col re di
Damasco, deposito del commercio Gerusalemme per la Blanchegarde,
fra r Kuropa e V Asia, fa le sue e Baldovino III vi terminò i suoi
spedizioni, e riceve le merci; ed ivi giorni nel 1 162. Essa era allora
vuoisi che si facesse l'invenzione molto importante; ma ripresa dagli
del vetro. infedeli, dopo la distruzione del re-
Berito, cliiama Be-
che pure si gno di Gerusalemme operata nel
ryle, Bairuth, Beritlie,a Beroe, dal- 1187 da Saladino re di Soria, in-
la parola fenicia Ber (pozzi), a teramente decadde, né piò, come al-
ciigione dell'abbondanza delle sue tre volte, la frequentarono i navi-
acque, e, secondo altri, da Beruti, ganti europei.
che significa fòrza, aveva un buon Berito ebbe poscia nuovi padro-
,

i36 BER BER


ni, e divenne finalmente sede dell' no vescovo di Sinigaglia, a cui venne
Emir Fakr-Eddyn, principe dei da Pio VII traslato a' 6 aprile 1818,
Diasi j che vi perì avanti la metà il Cardinal Luigi Lambruschini at-
del secolo XVII difendendo i suoi tuale segretario di Stato già tras-
stati contro il formidabile Amm'at- latato dall' arcivescovato di Geno-
te IV. Da quell'epoca in poi, Beri- va da Pio Vili a 5 luglio i83o
to fece sempre parte dell' impero e rimasto arcivescovo di Berito sino
ottomano. A' giorni nostri il viceré a'3o settembre i83i, in cui il re-
d'Egitto Mehemet-Ari s' impadronì gnante Pontefice innalzollo alla por-
della Siria. Ma dichiaratagli la guer- pora; il Cardinale Gabriele della
ra dal regnante imperatore ottomano Gen ga S ermattei, ni pò te di Leone XI 1
Abdul-Megid il suo esercito in unione che fatto arcivescovo di Berito dal
a quello delle potenze alleate, non medesimo Gregorio XVI, a' 29 luglio
ha guari bombardò e prese la cit- 1833, cessò di esserlo quando ai
thj la quale ritornò al dominio del 23 giugno venne promosso alla chie-
suo signore. Impossessatosene però di sa di Ferrara, che ora regge; e
nuovo Soliman pascià pel viceré ,
finalmente il presente nunzio di
le valorose truppe degli alleati la Napoli monsignor Camillo di Pieti'O
ricuperarono ancora al sultano ot- l'omauo, preconizzato nel concistoro
tomano. degU 8 luglio 1839.
Nel IV secolo divenne Berito sede In Berito vi ha un convento con
vescovile, ed in seguito Teodosio // piccola chiesa, e fuori della città ve-
Giovane, fiorito nel 4oB, eresse il desiuna grotta venerata anche dai
suo vescovato in metropoli , sen- si ha dalla tradizione,
turchi, perchè
za giurisdizione, giacche dipendeva che san Giorgio vi uccidesse un
dal patriarcato Antiocheno, e dalla drago.
metropoli di Tiro. Tuttavolta il ve- Quanto alla missione di Berito
scovo a cui Teodosio donò Berito, con unita provvisoriamente ad Aleppo,
pregiudizio di Tiro pretese esserne il nel i83o, fu essa data ai padri cap-
metropolitano, e nel 44^ ^^ si tenne un puccini sotto un medesimo pre-
concilio. Eustazio, vescovo di Berito^ fetto , con residenza di questo in
riprovando le ordinazioni, che Fozio Berito, convento degli stes-
nel
metropolita di Tiro avea in alcune si cappuccini
, ove vi è annessa
delle sei città eseguite, ottenne da una chiesa. In Diarbekir esiste un
un concilio, convocato appositamen- ospizio proprio della missione di A-
te in Costantinopoli, che Fozio ver- leppo, e negli altri ospizii dipen-
rebbe scomunicato, e che sarebbo- denti da questa missione, vi sono
no ritornati al semplice grado di pure i detti religiosi; ma i minori
preti i vescovi da lui ordinati. Però osservanti di Terra Santa esercitano
il concilio di Calcedonia non volle i diritti parrocchiali. Appartengono
spingere le cose tant' oltre, ed il ve- alla detta missione, gli ospizii di
scovo di Berito non ebbe più che Damasco , di Sima Monte Li-
, di
il titolo di metropolitano ono- bano, ed in Gazar evvi una chie-
rario. sa e convento, i religiosi del qua-
Gli ultimi suoi arcivescovi in le vengono considerati come par-
partibus di Berito sono: il Caidinal