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é e 3 fa.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SliNO Al NOSTRI GIORNI

S ]^ E C I A L U ENTE INTORNO
Al PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI_, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARIl GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA
PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, , ALLE FESTE
AI CONCILII
PlÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DI GAETANO MORONI ROMANO


Pr.lMO \UJTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. X.

IN VENEZIA
I) A T. L A TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLl.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

C
CAR CAR
§ VI. Altre notizie sui Cardinali. VIII romano, fu il primo che pub-
blicò i diritti, e le preeminenze dei
I. Prerogative, preeminenze^ e Cardinali della santa romana Chiesa.
privilegi. II. Cariche, qualifiche che Leggiamo presso l'altro annalista Ri-
esercitano, e Cardinali palatini. naldi, all'anno i225, la costituzione
III. Titoli onorifici. IV. Precedenze di Onorio III , emanata in Rieti
nel sagro Collegio. V. Insegne, di- a' 20 novembre, nella quale pub-
stinzioni, e vesti usuali e sacre. blicò rigorose pene contro quelli,
VI. Rendite. VII. Deposti, ed esclusi che in qualche modo offendessero,
dalla pontificia elezione. Vili. Car- ovvero oltraggiassero i Cardinali del-
dinali celebri. IX. Esequie. la Chiesa romana, dichiarandoli rei
di lesa maestà, perpetuamente infa-
mi e banditi; ed applicati i loro
I. JL , preeminenze, e
rerogative beni al fisco, nel caso che ostilmente
privilegi. quanto in questo
Oltre perseguitassero un Cardinale, 1' im-
articolo superiormente si è detto prigionassero, o lo percuotessero, con
sulla sublime dignità Cardinalizia, altre pene simili a' loro complici e
e di tutt'altro che riguarda sì emi- fautori , restando tutti soggetti alla
nente grado, massime nella Chiesa scomunica, dalla quale non potes-
universale, di cui sono prineipi e sero essere assoluti, che dal solo
senatori, ed oltre ciò, che si dice romano Pontefice, o da chi ne ri-
ne' rispettivi articoli del Dizionario cevesse da lui commissione. Bonifa-
su questo medesimo argomento, ac- cio VIII, mentre voleva castigare i
cenneremo le cose principali relative. Cardinali Jacopo e Pietro Colonna
Diversi autori, e fra gli altri l'an- per aver cospirato contro la Chiesa,
nalista Baronio, all'anno 882, dicono per contenere tutti a venerare e
che il Sommo Pontefice Giovanni rispettare la dignità Cardinalizia,
,

6 CAR CAR
nel 1298, pubblicò una costituzione conclave nella sede vacante; ma
simile a quella di Onorio III, ove Innocenzo VI, appena eletto nel
al capo Felicìs recordationis, 5. De i352, cassò tutte le leggi, che i

poetiìs in 6, fulminò le censure ec- Cardinali aveano stabilito in concla-


clesiastiche contro quelli, che con ve, come contrarie al pontificio di-
sacrilego attentato ardissero offendere ritto, locchè descrive anco 1' abbate
i CardinaH. A causa poi dell'atten- Gusta, della condotta della Chiesa
tato contro il Cardinal s. Cailo cattolica nella elezione del suo capo
Borromeo, il Pontefice s. Pio V, visibile j Venezia 1799, a pag. 147-
colla costituzione 98, lufelicis sce- Tuttavolta Innocenzo Vili, creato
cnli, de' 1
9 dicembre 1569, rinnovò a* 29 agosto 1484» confermò i ca-

il decreto di Bonifacio Vili contro pitoli, che tutti i Cardinali aveano


quelli,che ardissero macchinare insi- giurato di osservare, nel caso che
die alla vita de' Cardinali, estendendo uno di loro fosse eletto Papa; uso
le pene medesime, imposte ai rei di precedentemente pure praticato nel
lesa maestà, a quelli ancora, che conclave, in cui fu innalzato al pon-
in qualche maniera sapessero gli tificato Paolo li nel i464- In
,

autori del delitto da commettersi , o esso i sacri elettori stabilirono di-


già commesso, e non lo rivelassero. ciotto leggi, che riporta il Quirini,
Gregorio XI, nel iSyS, come Vindiciae Pauli II, pag. 22, per
riporta il Burlo nella sua vita, vie- la buona amministrazione del pon-
tò che i patriarchi, arcivescovi, e tificato, y. Natale Alessandro, Hist.

vescovi potessero portare avanti la Eccles. tom. VIII, cap. I, art. 8.


croce in presenza de' Cardinali, che I capitoH del conclave d' Innocenzo

fossero o nunzi della San-


legati, Vili sono riferiti dal Burcardo,
ta X, con una bolla
Sede. Leone allora maestro delle cerimonie, pres-
de' 16 maggio i5i6, accordò ai so il Rinaldi all'anno i484j "• ^9
Cardinali l'esenzione dalle decime, e 3o, e sono i seguenti.
e nel concilio generale XVII che I. Che si dessero dalla camera
celebrò, determinò, chela casa, fa- apostolica ogni mese cento scudi
miglia, tavola ed arredi de' Cardi- d' oro a que' Cardinali, che non ne
nali dovessero essere specchio di avessero quattromila di benefizi .

modestia e di moderazione, e che 2. Che non si potesse procedere


solamente i loro famigliari in attua- contro di essi senza il consenso dei
lità di servigio godessero l* immu- tre Cardinali da ciascuno
prescelti
nità Per la bolla di
ecclesiastica. dei tre né si desse contro
ordini,
Paolo IV, de' 28 maggio i5^5 di loro sentenza, senonchè secondo la
detta comunemente del Compatto, costituzione di Papa Silvestro l, il

i Cardinali erano esenti dalla pre- quale, essendo interrogato nel con-
venzione del Papa nella collazione cilio romano del 824 quanti testi-

de' benefizi , eh* essi facevano come moni fossero necessari condan- per
ordinari, sia ch'essi li conferissero nare gli ecclesiastici, rispose che per
soli, che unitamente ai capitoli, per condannare un prete Cardinale non
la clausola, tani conjunctim, quam vi volevano meno di quarantadue
divisim , locchè veniva accordato testimoni, e per condannare un dia-
dipoi dagli articoH, e dalle conven- cono Cardinale ve ne volevano ven-
zioni fatte tra i Cardinali riuniti in tidue, come riporta l'Amati. 3. Che
CAR CAR 7
fossero fi*anchi da ogni gravezza. 4- giuramento. Anzi nel continuatore
Che toccasse ad essi il provvedere del Burcardo, nel conclave del i6o5
i benefizi delle chiese, che ognuno per r elezione di Leone XI a pag.
di loro possedeva. 5. Che ninno de- 45 r, si legge, che dai Cardinali
gli stessi Cardinali fosse punito con furono sottoscritte !e capitolazioni ,

censure ecclesiastiche se così non , in aumento della dignità e autorità


ordinassero i canoni. 6. Che il fu- Cardinali/ia.
turo Pontefice fosse obbligato a da- I Cardinali godono il privilegio
re per soldo a' soldati contro il degli altari possono in
portatili , e
turco le rendite delle allumiere in conseguenza aver cappelle domesti-
difesa de' cristiani , e in provvedere che [Fedi), e quindi far celebrare
con esse i nobili esiliati , e cacciati la messa nelle loro stesse camere in
dagl' infedeli. 7. Che non potesse tempo di malattia; e nei viagginon
andare colla curia, e corte romana solo possono celebrare sull'altare por-
fuori d'Italia, se non col consenso tatile prima dell'aurora , e dopo il

di due parti de' Cardinali. 8. Che mezzodì, ma


possono dare autorità
non potesse alienale i beni della di celebrar la messa ai propri cap-
Chiesa, intorno alla qual cosa s. Pio pellani. Pompeo Sarnelli, nelle Let-
V emanò poscia la celebre bolla tere Ecclesiastiche j tomo Vili lette-
Àdmonet nosj su cui debbono giu- ra XXXV, afferma che i Cardinali
rare i Cardinali nel ricevere il cap- non solo godono l' indulto di eleg-
pello rosso , e nell' entrare in con- gersi il confessore non approvato dal-
clave. 9. Che non potessero deporre l'Ordinario, ma anco pei loro fami-
alcun prelato per le istanze de' prin- gliari. Intorno a ciò leggasi l' A ndreuc-
cipi, se non fosse convinto di esser ci. Prima del conciho tridentino, i

colpevole d' un qualche misfatto. Cardinali potevano conferire la pri-


Che non promovesse al Cardi-
IO. ma tonsura, e gli ordini minori nel-
nalato, se non persone ragguarde- le chiese titolari, il quale indulto fu
voli per virtù e dignità. Qui però revocato dal concilio, sebbene gra-
rammentiamo, che il sunnominato vissimi dottori sostengano non in-
Innocenzo VI avea stabilito non po- tendersi revocato per riguardo ai
tersi l'autorità pontificale per veru- propri famigliari. E conferma tale
na ragione restringere dai Cardina- opinione il Barbosa, con una deci-
li in conclave, e in qualunque tem- sione rotale de' 3 dicembre i582.
po della sede vacante, ne aver altro I Cardinali dell'ordine de' preti, e
diritto i Cardinali, che di dare al dell' ordine de' diaconi godono giu-
mondo cattolico il padre e pastore, risdizione quasi episcopale nelle loro
e ai dominii della Chiesa, il so- chiese titolari. Al Cardinale religio-
vrano. Ciò non pertanto, tali capi- so è permesso di essere padrino e
toli continuarono a fare, per cui
si compare nel battesimo, cosa vietata
il citato Burcardo, ne' Conclavi dei a' monaci pei motivi, che accenna lo
Pontefici Romanij a p. 2 1 6, ripor^:a stesso Barbosa, quali però non deb-
i

i capitoli sottoscritti dai Cardinali bono considerarsi pei Cardinali, giac-


nel 1559 nella sede vacante di Pa- che evvi r esempio che quando san
pa Paolo IV, per farli giurare e os- Gregorio I era diacono Cardinale,
servare al Pontefice futuro, leggen- tenne al sacro fonte un figlio del-
dosi, a pag. 218, la formula del l'imperatore Maurizio. Certo è pe-
,

8 CAR CAR
rò, che i Cardinali diaconi per am- il senato apostolico ha
il camerlen-

ministrare sacramento del batte-


il go ed ogni anno per turno un
,

simo, e quello del matrimonio, per Cardinale diviene camerlengo del


Testir monache, e per celebrare la sagro Collegio (Fedi). Questo Car-
messa in pubblico se sacerdoti, han- dinal camerlengo del sagro Colle-
no bisogno della pontifìcia autoriz- gio è l'amministratore delle sue ren-
zazione. Anzi riporta il Macri, No- dite, e furono stabilite meglio le sue
tizia de* vocaboli ecclesiastici j de ingerenze nel pontificato di Leone
Cardinalibus 3 che Urbano IV a- X, giacché più remota è la sua
veva ordinato, che niun Cardina- origine, leggendosi in Cardclla 71/e-
le potes.se usare le insegne Cardi- morie storiche de* Cardinali tomo
nahzie, ne intervenire alle consulte li, p. i53, che Guglielmo Curti,
e congregazioni, e godere le entra- Court, o Novelli, creato Cardinale
te ecclesiastiche, prima di essere sa- nel i338 da Benedetto XII in A-
cerdote, lib. I, episL 37. vignone divenne camerlengo del
,

Tutti i CardinaU hanno diritto sagro Collegio, come rilevasi dal li-

di assistere ai concistori, alle Cap- bro delle obbligazioni dell'archivio


pelle Papali, alle processioni, ed al- vaticano, avendo equivocato chi lo
tre sagre funzioni Pontificie e Car- annoverò tra i Cardinali camerlen-
dinalizie. F. Cappelle Pontificie, e ghi di santa romana Chiesa. Oltre
Cardinalizie. Inoltre i Cardinali in quanto dicemmo del camerlengo del
Italia non solo andavano esenti dal- sagro Collegio al citato suo artico-
le decime, ma eziandio dalle gabel- lo, non riuscirà discaro, che qui si

le, e da ogni carico ordinario e aggiunga, come dalle costituzioni


straordinario. Nel pontificato di Cle- del sagro approvate da
Collegio,
mente X, il Cardinal camerlengo Paolo i546, e stampate in
III nel
privò i Cardinali del privilegio del- Roma nel i833, si ricavi, che se i
l' esenzione delle gabelle, ma il Pa- Cardinali assenti da Roma, gl'in-
pa glielo restituì. Oggidì non lo go- fermi, o i vecchi vogliono dispen-
dono più, ma invece hanno per sarsi da questo ufficio, è in loro li-
compenso cento scudi annui. Nel bertà, e allora viene creato in ca-
i565. Pio IV proibì con una co- merlengo quel Cardinale, che lo se-
stituzione, poi confermata da Gre- gue per anzianità di ordine e di
gorio XIII, che i palazzi de' Cardi- creazione. Quando poi il Cardinal
nali servissero di asilo ai delinquen- camerlengo vuole esentarsi da Ro-
ti e malfattori. Urbano Vili, nel ma, ovvero si ammala, può egli

palazzo vaticano, istituì l'archivio surrogare un altro Cardinale a sua


de' Cardinali, per loro uso in con- Se il Cardinal camerlengo
scelta.
clave coU'autorità della bolla. Ad- muore prima che finisca l' anno
monet nos cura pastoralis officii^ deve essere surrogato in luogo di
emanata nel 1625, decimo octavo luiquel Cardinale, che lo segue im-
kal. januarii. mediatamente; e la messa cantata
Durante il conclave medesimo e per le di lui esequie, deve esser
nella sede vacante , fa le veci del celebrata da quel Cardinale cui
segretario di stato , il prelato se- tocca secondo il turno annuale del-
gretario del sagro Collegio (Vedi). le cappelle ,
giacche il Cardinale
Oltre il segretario, ed altri ministri. successore in questo camerlengalp.
, ,

CAR CAR 9
entra nella carica solo nel primo za di palafreniere pontificio, la quale
concistoro, mediante la consegna sogliono cedere ad altro soggetto ido-
che il Papa fa a lui della borsa. neo , ed approvato da monsignor
Ma ilregnante Pontefice nella mor- maggiordomo per la somma di cir-
te del Cardinal Gamberini, che ces- ca cinquecento scudi ; e vivente il

sò di vivere a ij aprile 1841, di- Pontefice , nominano alle vacanze


spensò il Cardinal Giustiniani , il que' Cardinali, che non aveano eser-
quale veniva dopo di lui ( e che citato tal privilegio. Ma di questo
è pure camerlengo di santa romana argomento si tratta all'articolo Fa-
Chiesa) dall' attendere il consueto miglia de' Cardinali.
concistoro, autorizzandolo ad eserci- Lungo sarebbe parlare di tutte
tare l'uffizio. È poi da sapersi, che le prerogative, preeminenze, e pri-
il Cardinal camerlengo del sagro vilegi de' Cardinali , di alcuni dei
Collegio, il quale in tal modo suc- quali si parlerà ne' seguenti numeri,
cede al defonto, non viene pregiu- e si fa menzione agli articoli rela-
dicato nel turno, cui deve fare nel tivi. /^. Piati, De Cardiria lìbusj Sy-
seguente anno , secondo il metodo nopsis praecipuavum praecmìnentia-
da noi descritto al nominalo arti- riinij et prwilegiorum Sanctae Ro-
colo. manae Ècclesiae Cardinalium.
Fino agli ultimi tempi, i Cardi-
nali godevano dal palazzo apostolico II. Cariche e qualifiche^ che eser-
la così detta parte di pane e vino, es- citano i Cardinalij e Cardinali

sendo considerati quai contij^iui com- palatini.


mensali del Papa ; ma sul declinare del
secolo, decorso, cessarono per le vicende Le tre patriarcali basiliche di Ro-
dei tempi tali somministrazioni , il cui ma , di s. Giovanni , di s. Pietro
quantitativo si legge nei ruoli dello e di s. Maria Maggiore hanno per
stesso palazzo. Sotto s. Pio V, i Car- arcipreti altrettanti Cardinali. Inoltre
dinali nominavano per cedola uno o i Cardinali occupano le seguenti cari-
due famigliari al novello Pontefice; che, cioè di vicario di Roma ; peniten-
ed eletto, nel i566, quel Papa ne no- ziere maggiore camerlengo di santa
;

minarono diversi, come chirurghi, ca- Chiesa, il quale è pure arcicancel-


merieri, palafrenieri, scudieri, individui liere dell' università Pvomana ; can-
della scuderia, un cappellano, un aiu- celliere, e vice-cancelliere di s. Chie-
tante di camera. Così l'ambasciatore di sa; legati apostolici delle legazioni
Portogallo nominò un medico, quel- di Velletri, che è sempre il Cardi-
lo di Spagna un cameriere e un nal decano, di Bologna, di Ferrara,
palafreniere, e quello dell' imperato- di Forlì, di Ravenna, e di Urbino
re un cameriere, ed un sotto came- e Pesaro ; prefetti delle congrega-
riere. In progresso all' elezione del zioni Cardinalizie, meno quelle del-
nuovo Papa nominarono vm fami- l'inquisizione, della visita apostolica,
gliare, e per solito il più antico di e della concistoriale , la cui prefet-
livrea, a percepire la quota di cento tura suole ritenersi il Papa, ma
scudi, che pagavasi dal palazzo aposto- la prima ha un Cardinale per se-
lico , ed ora i primi dodici Cardinali, gretario, mentre le congregazioni del-
oltre r eletto Papa, nominano il più l' esame de' vescovi, e degli affari ec-
antico de' loro domestici per la piaz- clesiastici straordinarii non hanno
IO CAR CAR
prefetto considerandosi per tale lo tarlo de' memoriali e il segretario ,

slesso Pontefice. Tutti i Cardinali de'hrevi Pontificii. Quest'ultimo però


poi, anche assenti da Roma in ser- gode tale ufllcio a vita. Come prima-
vigio della santa Sede ec, sono rii famigliari del Sommo Pontefice
membri delle congregazioni Cardi- (siccome prima tali cariche veniva-
nalizie, il cui numero e relative no esercitate dai prelati ) negli an-
notizie si riportano a quegli arti- tichi ruoli del palazzo apostolico e-
coli delle quali congregazioni non
, rano registrati nella distinta classe
ne hanno meno di quattro, asse- de' camerieri segreti partecipanti, e
gnala loro dal Papa, dopo che ha perciò al pari di loro avevano scu-
aperta la bocca a* medesimi Cardi- di quarantacinque il mese, e la par-
nali. In progresso suole accrescerle te di pane, vino e altre cose; ma
secondo i meriti , onde non vengo- nella distribuzione degli emolumenti
no conferite a quei Cardinali che , de'camerieri segreti partecipanti, ora
non si sono recati a Roma a pren- ne gode il solo segretario de' memo-
dere il cappello Cardinalizio, e nep- riali. Quando vi sono Cardinali ni-
pure a que' Cardinali , a cui per poti, sono considerati fra i Cardinali
tratto di specialissima onorificenza palatini. Così se il prelato uditore
viene spedito il cappello nel luogo del Papa fosse elevato alla porpora,
ove risiedono. e rimanesse nel palazzo apostolico
Inoltre ai Cardinali spettano le colla qualità di pro-uditore, sareb-
cariche di visitatori apostolici di luo- be considerato Cardinale palatino. I
ghi pii, come ospedali, ospizi, con- Cardinali palatini hanno dal Ponte-
serva torii, ec, di bibliotecario di s. fice le udienze (Vedi) più frequen-
Chiesa, di presidente della congre- ti degli altri Cardinali, stante la
gazione della revisione de' conti , e qualità degli affari, che sono lo-
di presidente della commissione dei ro affidati . Tanto i Cardinali pa-
sussidii, e dell'ospizio della Madon- latini , che le loro segreterie, e fa-
na degli angeli alle terme Diocle- miglie hanno residenza ed abitazio-
ziane, nonché di presidenti del con- ne nei palazzi apostolici ; e le fami-
siglio supremo camerale. Ad un Car- glie godono di particolari propine
dinale il Papa assegna pure il gran nelle ricorrenze di agosto, e Natale,
priorato in Roma dell' Ordine ge- e per altre circostanze. I Cardinali
rosolimitano. Tutte le menzionate palatini sono invitali, e intervengo-
cariche vacano soltanto per rinun- no in abito Cardinalizio, quando il

zia, per promozione e per morte, Papa assiste nella basilica vaticana
seppure non disponga altrimenti il alla messa, che si canta dal Cardi-
sovrano Pontefice. Talvolta i Car- nal arciprete per la dedicazione del-
dinali esercitano cariche prelatizie la quando in essa si espone
chiesa,
col titolo di prOy come di tesoriere, il ss. Sagramento in forma di qua-
governatore di Roma, ec. rant'ore, e quando si celebrano le
I Cardinali palatini, cui suole eleg- esequie de' Pontefici defimti nella
gere ogni nuovo Papa, a meno che cappella del coro. Così intervengono
non confermi alcuno di quelli del pure nel giorno, in cui il Papa dà, nel
suo predecessore, sono il datario, il cortile del Quirinale, l'apostolica be-
segretario di stato, il segretario per nedizione all' arcicon fraternità del ss.

gli affiiri di stato interni, il segre- nome di Maria, ed in altre funzio-


CAR CAR . ir
ni, come di consacrazione di vesco- j' la romana Chiesa, go-
sacrosanta
vi, ec. Di tutte le cariclie, dogli uffi- » dano e per singolarità, e per po-
zi , e delle qualificlie Cardinalizie »i tenza e per dignità di quel col-
accennate in questo numero, si par- *» mo, della cui gloria è ornato il

la a' relativi articoli. « nostro amplissimo senato, dichia-


Aggiungiamo poi, che nel ponti- » riamocioè ch'eglino sieno patrizi
ficato di s. Gregorio 11, eletto nel- *> e consoli, e vengano alties'i deco-
l'anno 7 1 5, essendosi già accresciu- « rati con tutte le altre dignità im-
ti i diaconi Cardinali regionari, dal » periali ", come riporta il Tama-
numero a quello di quat-
di sette, gna t. I. p, 2 11. Quindi s. Pier
tordici, egli ne aggiunse quattro col Damiani chiamò i Cardinali Sena-
nome di palatini, per assistere sem- tori di tutto il mondo, e senatori

pre al Pontefice nella basilica di s. ancora di tutta la Chiesa^ ed an-


Giovanni in Laterano, nell' atto che co il Muratori, Rer. Ital. tom. I.

celebrava ; quindi incominciò il no- p. II. pag. 540, dice, che a' tempi
me dei Cardinali diaconi palatini, di Alessandro III i Cardinali veni-
come fra gli altri si osserva dal Yit- vano denominati senatori. Clemente
torelli apitd Ciacconiiun in vita s. IV dichiarò presidi, e proconsoli i

Higynii. Il Pagi ci fa sapere che, Cardinali legati a latere, e il gran


nel i4^o, i Cardinali diaconi erano Pio II chiamò i Cardinali Senatori
giunti al numero di diciannove, e di Roma.
tanti il Panvinio assicura che fos- Il titolo di Doniinuf: fu dato as-
sero nel i54^ sotto Paolo III. Pio sai per tempo a' Cardinali, per cui
IV li portò di poi al numero di ildetto s. Pier Damiani scrisse Do-
venticinque, ma si ridussero in se- mino Hildeprando, chiamandolo dile-
guito a ventuno, finche Sisto V ,
ctissifue frater et domine. Il Garam-
nel i585, li stabilì, secondo il nu- pi nel Sigillo della Garfagnana^ p.
mero anteriore a Gregorio II, cioè 6^, dice che si dava il solo titolo
a quattordici. di Domini, o Domni ai Cardinali;
indi soggiunge l' istruzione data da
III. Titoli onorifici. un canonista della curia Romana
al tempo di Gregorio IX, del 1227,
Ne' paragrafi precedenti si è det- riguardo ai titoli onorifici, che dare

to con quali denominazioni fossero doveansi ai Cardinali, nei libelli del-


onorati i Cardinali di s. Chiesa. Qui le petizioni, nelle cause ecclesiasti-
aggiungiamo, che vennero qualifica- che. Egli adunque
ne insegna cosi
ti siccome « partecipi delle chiavi le formule Corani vobis Pater san-
:

" pontificie, proceri del clero, basi cte, si es corani Domino Papa. Si
»» del tempio di Dio, luminari chia- es coram domino Cardinali, dices
w rissimi della Chiesa, che vegliano sic: Coram vobis,venerande Pater
» per le anime dei popoli, e colon- T. tituli s. Sahinae presbyter Car-
»> ne della Chiesa medesima". Vuoi- dinalisj et sic si es coram presby-
si, che l' imperatore Costantino de- teris Cardinalibus. Si coram diaco-
corasse col seguente diploma i Car- nibus dicas sic Corani vohis ve-
:

dinaU di Roma: » Decretiamo, che nerande pater, domine Otto s. Ni-


« gli uomini chierici reverendissimi, colai in Carcere Tulliano diacone
« i quali in diversi ordini servono Cardinalis. Diaconi Gardinales non
j ,

12 CAR CAB
liabent titulum presbytcrl sic. Si quello di Caro amico. V, THenault
corani episcopis, dices sic: Corani txtW Abregé de la France.
vobh venerande Pater, domine Sa- Urbano Vili, nel i63o, accrebbe
bìniensisj domine Ostiensis et sic, le preeminenze de'Cardinali, e diede
sì coram episcopis Caidinalibus ,
loro il titolo di eminenza, ed emi-
supprimes et nomen iituli et no- nentissimo {ì^edi), in vece di quello
men Cardinalis; et procedes sic: di signore illustrissimo , che davasi
Coram vobis venerande pater , ancora a diversi principi d' Italia
partibiis a domino Papa audito- avanti che loro si attribuisse il ti-
re concesso ,
praeponit Lauren- tolo di altezza; proibendo a' Cardi-
tius procurator roloma- capitali nali di ricevere altri titoli, a meno
gensisj quod ecclesia rotomagensi che fosse loro dato dalle teste coro-
vacante, etc. In appresso o si ag- nate. Quindi il suo immediato succes-
giunse anche quello di reverendi sore Innocenzo X
approvò il decreto
e ne' libri de' conti del sagro Col- della congregazione cerimoniale, che
legio, da Bonifacio Vili fino a Gre- prescriveva a'Cardinah, di qualun-
gorio XI, il quale mori 1378, nel que dignità e lignaggio , di conten-
furono detti reverendi patres et do- tarsi del solo nome di Cardinale,
mini, indi si cominciò a stabilire senza veruna aggiunta di titolo se-
frequentemente il reverendissimus pa- colare : tuttavolta in progresso si è
ter et domiìius, che si continuò nel permesso aggiungervi quello d'impe-
XIV e XV secolo. riale e reale, se il porporato è di tali
Papa Adriano VI , a' 9
Eletto famiglie. I titoli, che comunemente i
gennaio i522, benché assente dal Cardinali si danno nello scriversi
conclave , siccome dimorante nella tra di loro, sono di eminentissimo e
Spagna , il sagro Collegio gli spedi reverendissimo signor mio osservan-
il decreto di sua esaltazione; onde dissimo , al Cardinale decano si dà
nella lettera responsiva, che inviò in per distinzione il colendissimo , in
Roma a' Cardinali, e che leggesi nel vece àeW osservandissimo, ed al Car-
tomo I del Cinelli, in data dell'ul- dinal nipote del Papa regnante, se
timo febbraio con
, si sottoscrisse vi fosse, darebbe dai Cardinali
si

questa formula Reverendissimarum: creati da lui, il trattamento di pa-


Doni, vestraruni amicus et confra- drone colendissimo, in vece dell'o^-
ter, etelectus Ponlifex romanus. Di- servandissinio , venendo chiamato il
poi Sisto V decretò la pena di sco- Cardinal nipote del Papa, il Cardi-
munica se , i Cardinali ricevessero nal padrone. Quando i Cardinah
ed aprissero lettere colla direzione scrivono al Pontefice, se sono stati
di semplice Cardinale, senza i titoli da lui creati, nella sottoscrizione ag-
d' illustrissimo , e reverendissimo , giungono: e creatura. 11 Papa scriven-
dovendole subito lacerare. Dopo che do ai Cardinali vescovi dà loro il ti-

Clemente VIII assolvette solenne- tolo di venerabilifratri nostro j se poi


mente Enrico IV re di Francia, sono dell'ordine de' preti, e de' dia-
nel 1595, dice il Bercastel, Histoire coni, dilecto filio nostro, e scriven-
de VEglise, toni. XIX, p. 56 1, quel do loro confidenzialmente in idioma
monarca diede il titolo di cugini ai italiano : Al reverendissimo signor
Cardinali, che fino allora dai re di Cardinale. Parlando poi il Pontefice
Francia avevano ricevuto soltanto ai Cardinali nelle allocuzioni conci-
,

CAR CAR i3
stonali 5 si indirizza loro col titolo i quali colla qualifica di legati ed
venerabiles fratres y e nelle bolle si. in cappa nel solenne ingresso la ac-
usa la frase , de Consilio venerati- compagnarono a cavallo sino alla
lìum fratriini nostrorum. Dice il porta Flaminia. Quivi il sagro Col-
Macri, che i Cardinali nel promul- legio trovossi a complimentarla, ed in
gare qualche decreto nel principio , cappa e nobile cavalcata la prece-
de' loro titoli, sogliono usare la for- dette nel recarsi dal Papa. I Cardi-
mula: N. miseratione divina etc. nali legati andarono a' loro luoghi,
Di tale argomento, e di tutte le re- e i due primi diaconi subentrarono

gole relative abbiamo le istruzioni a prenderla in mezzo nell' accompa-


per la gioventù impiegata nella se- gnamento. Sulle precedenze de' posti
greteria, di Francesco Parisi , stam- fra' Cardinali, nelle loro chiese tito-
pate in Roma in quattro volumi nel lari, protettone, o arcipretali, si può
1785, utilissime principalmente pei consultare l'articolo Cappelle Cardi-
segretari de' Cardinali, massime nel nalizie, ove dicesi dell'invito, che si

tom. Ili, p. 65, Tiiolario per Car- fa al sagro Collegio per esse, ed al-
dinale , disposto secondo i nomi del- tre cose relative.
le persone, alle quali convengono
si Dividendosi il sagro Collegio in
i titoli, giusta il cerimoniale dei Car- tre ordini, cioè di vescovi suburbi-
dinali. cari, preti e diaconi , si passa da
quelli de'preti e de'diaconi a quello
IV. Precedenze nel sagro Collegio. de' vescovi col metodo che diremo.
I preti non possono essere vescovi
All' articolo Cappelle Pontificie titolari , ed abbiamo solo, che Cle-
parlandosi dei posti di esse, e di mente Vili dichiarò arcivescovo ti-
quelli de' Cardinali, si è trattato del- tolare di Filippi il Cardinal Nino,

la loro precedenza sui principi ed de Cuevara; Benedetto XIV arcive-


ambasciatori, riportandosi vari esem- scovo in partibits di Nicosia, il Car-
pi analoghi. Ma per rammentarne dinal delle Lanze, consacrandolo
qui alcuni soltanto, diremo che Car- egli stesso nella cappella Paolina
lo Vili re di Francia , recatosi a del Quirinale. V. Vescovi Cardinali
R.oma nel 1495» con trentamila sol- CONSACRATI DAI Papi. Altrettanto, nel
dati, e con mire ostili, come si paci- 1758, Clemente XIII fece col Car-
ficò con Alessandro VI, volle assi- dinal duca di Yorck, che ritenendo
stere al pontificale, prendendo posto la diaconia era passato all' ordine
dopo il primo Cardinal vescovo; di- presbiterale. Dopo la consacrazione
poi Alfonso II duca di Ferrara e , Io tenne seco a mensa in uno ai
due figli del duca, ed elettore di Cardinali assistenti. ^. Pranzi, ove
Baviera, furono fatti sedere da Inno- dicesi quali erano i solenni conviti,
cenzo IX, e Clemente VIII in con- in aveano luogo i Cardinah.
cui
cistoro, e nelle cappelle, dopo l'ulti- Quindi, nel 1762, volendo il me-
mo Cardinale, mentre altri principi desimo Clemente XIII fare vicario
sovrani vennero situati in mezzo agli di Roma il Cardinal Marc' Antonio
ultimi due Cardinali. Sotto Alessan- Colonna, questi dall'ordine de'dia-
dro VII, quando la regina Cristina coni con pontificia dispensa passò a
di Svezia recossi a Roma , il Papa quello de' preti , prendendo luogo
deputò due Cardinali ad incontrarla, secondo l' anzianità della sua prò-
,

i4 CAR CAR
mozione alla porpora. Indi il con- pubblico diritto una eruditissima, ed
sacrò arcivescovo titolale in parti' elegantissima dissertazione latina, che
bus di Corinto, nella predetta Cap- il sunnominato Cardinal Castiglioni
pella Paolina del palazzo Quirinale. lasciò inedita sotto il titolo Diaconi-
Fra i Cardinali diaconi ,
possono coriy dedicata al Cardinal Braschi
esservi dei preti , anzi de' vescovi diacono, nella quale evvi mirabil-
eziandio, senza che però in cappelli mente esposto quanto riguarda i Car-
pontificia nulla più possano eserci- dinali diaconi.
tarne che le sole funzioni inerenti Il passaggio de' Cardinali da un
all'ordine diaconale. ]\è specialmente ordine all'altro chiamasi Ozione,
in Roma fanno essi funzioni presbi- (Fedi) ossia oltare, la cui origine e
terali in pubbliche clìiese. Molti sono progresso dottamente si espone dal
stati i Cardinali diaconi vescovi di Panvinio, De septeni Urbis Eccles.
giurisdizione, fra' quali e da ram- cap. 3 ad finem: >» Presso gli anti-
mentarsi il Cardinal Gio. Castiglioni » chi pertanto, egli dice, per più
vescovo d' Osimo e Cingoli, che « di mille duecent'anni non inter-
continuò sino alla morte, accaduta •' rotti si mantenne nella Romana
nel i8i5, ad appartenere ali ordine " Chiesa il costume, che né i dia-
de' diaconi. A questo era stato in- fi coni le diaconie una volta rice*
Pxalzato a' 17 gennaio i8o3, da Pio >»vute, né i prèti i titoli, ne i
VII, che allora lo pubblicò Cardinale, M vescovi Cardinali i propri vescova-
e gli conferì la diaconia di s. Maria » ti mutassero; dal che nasceva che
in Domnica. Lo stesso era avvenuto fi ì diaconi, i preti e i vescovi Cardi-
di im insigne suo antecessore in as maggiormente accudivano, a-
nali,
quel vescovato, cioè del Cardinal « domavano, rifabbricavano, amplia-
Lanfredini, ch'era diacono di santa » vano le propiie diaconie, e i propri
Maria iu Portico. Inoltre abbiamo }} vescovati, sapendo di doverli ritene-
che Innocenzo X, nel 1654, fece y» Al presente i
re finche vivessero.
Cardinale Carlo Gualtieri, e gli die- » CardinaU per la legge dell' ozione
de per diaconia la chiesa di s. Pan- » possono ottare a molti titoli e
crazio, che apparteneva all' ordine yy diaconie; locchè ebbe principio a'
de' preti,essendo che erano tutte « tempi di Alessandro nel con- V
occupate le diaconie; e sebbene di •» cilio pisano del i4^o> ^^^ìI quale
tal ordine, lo dichiarò arcivescovo •> avendo prodotto lo scisma, che i

di Fermo. Avvenne poi che trovan- « titoli Cardinalizi avessero almeno


dosi tal Porporato in R.oma nel •3 due Cardinali, uno dell' ubbidien-
pontificato di Clemente IX nel d'i « za d'Avignone, l'altro della Ro-
del s. Natale, uè potendo il Ponte- » mana ; terminato lo scisma, e fat-
fice celebrare la messa pontificale, » to di im solo col-
tanti Cardinali
ma soltanto assistervi, menoi Car- » legio creato il nuovo Pontefice
,

dinali diaconi, che doveansi in essa •5fu d'uopo allora, che tali muta-
comunicare , avendo tutti gli altri " zioni si facessero, per le quali un
Cardinali celebrato, il Papa, per non « di que' due, che nello scisma ave-
alterare il rito, dichiarò il Gualtieri » vano il vescovato di Frascati, lo
prete di s. Eusebio, e gli fece can- " dimettesse all'altro, ed ottasse a
tare la messa. Ed a questo propo- " quello di Sabina allora vacante.
sito è a desiderarsi, ciie si renda di >» Lo stesso accadde ne' titoli e nel-
,

CAR CAR i5
» le diaconie: locchè sebbene allora nosce, che alcuni Cardinali decani
» accadesse per necessità, passò poi non vollero passare a tal vescova-
« frequentissimamente in esempio; to, come da ultimo fecero i Cardi-
" e perciò vediamo accadere che , nali Francesco Pignatelli , e Gio.
»> lo stesso Cardinale fatto diacono Francesco Albani. Né ancora altri
w ha oltato a tre e quattro diaco- vollero divenire decani , come fece
»> nie j divenuto prete otta ad al- nel 1763 Cardinal Paolucci, per
il

« trettanti titoli e fìnahnente a , cui Clemente XIII permise, cke pas-


« tutti i vescovati. Aggiungiamo sasse il Cardinal Cavalchini. Ma per
M che tanto il vescovo, che il pre- le relative notizie sul decanato del
>* te e il diacono, sogliono talora sagro Collegio, V. il Riganti, Coni-
>» ritenere titoli e diaconie in com- ment. ad Reg. Can. t. I, ad Reg.
» menda Tale esempio della ozio-
". 8, § 2.
ne fu con parsimonia seguito sino Anticamente dopo il Papa, pre-
a Sisto IV, il quale assegnò diaco- conizzavano in concistoro diversi
nie a' preti, e titoli a' diaconi , fin- vescovati i Cardinali , massime i

che Sisto V colla bolla Poslquam, Cardinali protettori ; anzi Urbano


e Clemente XII colla costituzione VIII concesse al Cardinal seniore
Pastorale qfficium, con leggi oppor- dell' ordine de' preti di fare il pro-
tunissime determinarono le regole cesso delle chiese suburbicarie , e
della ozione, leggendosi nel Cardinal proporle nel concistoro segreto, ma
Paleotti , De sacri concistorii con- poi diede tal privilegio al Cardinal
sult. in conci, oper. membr. 5 in vicario di Roma, che l'esercitò sino
princìp.y che ne' tre ordini de' Car- a Pio VI; come sino a quel Papa
dinali la gerarchia terrena corrispon- il Cardinal camerlengo del sagro
de alla celeste ripartita in serafini, Collegio propose l'ultima chiesa va-
cherubini e troni, con altre simbo- cante argomento, che si tratterà al-
:

liche spiegazioni, delle quali egual- l' articolo Concistori, ed altrove.


mente tratta il Piazza nella Gerar-
chia Cardinalizia, V. Insegne^ distinzioni^ e vesti usuali
Ma dicendosi all'articolo Ozione, e sagre.
quando i Cardinali diaconi possano
ottare al vescovato suburbicario (es- Sono insegne del Cardinalato l'uso
sendo però prima entrati nell'ordi- della campanella (Fedi) ai loro pa-
ne de' preti, ciocche, secondo la co- lazzi, e la mazza di argento (Vedi\
stituzione Clemente Vilidi non , sebbene esse non sieno più in uso.
possono eseguire prima di dieci an- La prima suonavasi al ritorno del
ni di Cardinalato )
, ci limiteremo concistoro in cui aveano ricevuto il
ad accennare, aver Clemente XII cappello rosso, nell' uscire di palazzo
decretato che il più anziano dei
, col treno nobile, e nel ricevere vi-

Cardinali vescovi suburbicari resi- site formali, ec. La seconda si fa-


denti in curia, o che ne sia assen- ceva portare innanzi da un aiutan-
^ per pubblica, o necessaria cagio- te di camera, qual segno di auto-
ne, deve occupare il pos'.o di deca- rità e giurisdizione, allorché si reca-
no del sagro Collegio, ed essere ve- vano alle cappelle, ai concistori e in
scovo d'Ostia e Velletri. Tuttavia altri luoghi e funzioni, secondo il
non mancano esempi, per cui si co- decretato di Paolo li. Solevano i Car-
j

i6 GAR CAR
ilinali anticamente recarsi ai detti " proprio sangue, " a cui appunto
siti in cavalcata , per cui racconta allude il colore rosso della porpora,
Marc* Antonio Valena , che quando e delle altre insegne, e indumenti
i Cardinali andavano pontificalmen- Cardinalizi. P^. Capi'a de' Cardinali,
te vestiti in cavalcata, godevano l'au- nonché gli articoli Croccia, veste che
torità di poter all'incontrarsi con usano in conclave. Porpora Cardi-
alcuno, che subisse la condanna del- nalizia, e Calze de' Cardinali.
l' estremo supplizio, liberarlo dalla Cappello rosso è parere di al-
Il

morte. Ma perchè ciò non passasse cuni, che fosse stato usato dai Car-
in abuso, nella mattina in cui ese- dinali legati prima che Innocenzo
guivasi qualche sentenza capitale, i IV, nel 1245, lo stabilisse ai Car-
Cardinali si astennero in seguito di dinali, insieme alla porpora. Quel
andar per ove dovea pas-
la strada Papa lo decretò di colore rosso per
sare condannato, e pel luogo, ove
il rammentare al sagro Collegio, che
dovea subire la pena di morte. Pio fosse sempre pronto a spargere il
IV, nel i564, esortò gravemente i sangue per la fede, per la sede
Cardinali a non adottare l'uso delle apostohca, e per la pace del cristia-
carrozze allora introdotto, ed Inno- nesimo. ^. Agostino Patrizi, Ccercin.
cenzo XI, nel 1676, con patetico lib. I, sect. 8, cap. 4- Quindi questo
discorso in concistoro segreto invitò cappello servì per decorare lo stem-
il sagro Collegio a non adoperare ma sigilli; ma Inno-
gentilizio, e
i

carrozze superbe ed eleganti, né ve- cenzo X che fosse sovrasta-


vietò,
stire i domestici loro con livree fa- to da alcuna corona reale, o du-
stose. V. Carrozze e Cavalli. cale. Riporta il Macri che l' arci-
Anche il concilio generale XVII, vescovo di Salisburgo, usava porre
nella sessione XII, disse convenire ai sulle di lui arme il cappello rosso,
Cardinali la porpora che vestono. Mol- intitolandosi Cardinalis flatus. V.
ti poi sono gli scrittori, i quali col ven. Sigilli.
Bellarmino, cap. 8 deìV apologia, di- L' anello, che il Papa dà a' Car-
chiarano che la porpora si deve alla dinali, ha per gemma un zaffiro,
che
loro dignità reputata eguale alla regia. denota il sommo sacerdozio, ed
an-
La porpora vuoisi anticamente usata che il regno, giacche i Cardinali
dai Cardinali apocrisari, o sieno nunzi fanno parte del Pontefice, e come
apostolici. Certo è che nel pontificato dicemmo , regibus aequiparantur
di Gregorio IX i Cardinali si videro di onde nel conferirlo il Pontefice, in
essa vestiti, finche stabilmente decre- uno ai titoli, e alle diaconie, dice
tolla Bonifacio VIII, e megHo ancora il Lunadoro, che intende coiigiun-
Paolo II. Ma di questa, e delle altre gerli e sposarli colla chiesa , che
insegne del Cardinalato, ecco come si loro assegna.
espressero i padri di Basilea, finche La berretta, e il berrettino rosso fu-
ecumenico fu il concilio loro: >> Ri- rono da Paolo II accordati a' Cardi-
« flettano Cardinali nel ricevere
i nah per distinguerli dai prelati nei
» le insegne della propria dignità, luoghi ove non potevano usare il

w al loro significato, il quale si è cappello rosso; ma i Cardinali i-eli-

» che pel bene della Chiesa univer- giosi continuarono a portare il cap-
« sale,quando sia necessario, non puccio, ovvero la berretta del colore
» debbono temere di spargere il dell'abito del proprio Ordine, finché
CAR CAR 17
Gregorio XIV concesse anche ad cappelle, e funzioni pontificie, in
essi tanto la berretta , che il berret- cui usano mitre di damasco bianco,
tino rosso. Paolo II die' pure a'Car- siccome dispose Paolo II. Il Garam-
dinali le gualdrappe rosse da usarsi pi, nel suo Sigillo della Carfagna-
nelle cavalcate, e dispose che nelle na, pag. 7 3, dice che l'uso della
cappelle, nei concistori, ed in altri luo- mitra ne'Cardinah incominciò nel
ghi, sedessero su banchi piti alti di secoloXI, nei pontificati dei santi
quelli di qualunque prelato. L' om- Leone IX, e Gregorio VII, e che
brellino (Fedi),ed il baldacchino fu comune pure a' Cardinali diaconi,
(redi), sono pure distintivi de'Car- riportandone testimonianze del 1 192,
dinali. in cui governava la Chiesa Celestino
Benedetto XIV decretò, che i III.Aggiunge poi il Macri, che sotto
Cardinali ascritti a qualche Ordine Eugenio IV le mitre Cardinalizie era-
equestre, come il gerosolimitano, no di bambacina bianca. Oltre le
potessero portare la croce di pezza mitre di damasco, i Cardinali ado-
bianca sulla mozzetta rossa, consi- perano anco le mitre giojellate, e i
derandosi come parte di abito d'una vescovi suburbicari per formale han-
religione professa. F. Vesti Cardi- no tre pigne dorate, coperte di
nalizie. Anche il Sarnelli è di opi- perle; ma cantando messa, e facen-
nione, che i Cardinali incomincias- do altre solenni funzioni, i Cardinali
sero da Bonifacio Vili a vestire hanno l'uso de'sacri paramenti pon-
di rosso e di paonazzo, al quale tificali. Possono in morte lasciare
poi si aggiunse il rosaceo nelle do- i Cardinali, i paramenti e i sacri
meniche Gaudcte e Lcelare In . arredi, mediante indulto pontificio,
quanto alla forma che in tutti
, a chiese pubbliche ed ai propri ti-
dev' essere eguale, dice che sia inco- toli , secondo le prescrizioni del con-
minciata nel pontificato di Bonifacio ciho generale XVII,
Pio V, e di s.

IX, mentre in avanti procedevano altrimenti appartengono alla cappella


in abito ecclesiastico molto somi- pontificia, secondo le disposizioni
gliante al monastico. Alessandro VII di Clemente VII, di Giulio III, di
vietò a' Cardinali 1' uso del corruc- Clemente Vili, di Urbano Vili, e
cio nella loro persona, col quale di Benedetto XIV. V. le bolle di
solevano palesare il dolore per la questi due ultimi Pontefici, Equuni
perdita de' congiunti. In che esso est, de' 19 luglio 164^, Bull. rom.
consistesse, lo si dirà al citato arti- tom. XI, par. II, pag. 836, e l'altra,
colo Vesti Cardi]valizie. Intorno a Inter arduas, de' 22 aprile i749>
ciò è a vedersi il Sandini nella vita Bull tom. XVIII, pag. 26.
di quel Papa. Alcuni Cardinali del
secolo passato, parenti o nipoti di VI. Rendite de^ Cardinali.
alcun Pontefice, per la morte di
lui suggellarono le loro lettere con Sino dal nascere della Chiesa tut-
cera di Spagna di color nero. ti i ministri di lei furono mantenuti
Gli abiti sagri de' Cardinali con- dal tesoro e rendite di essa, finche
sistono nel piviale ,
pianeta e dal- poi ebbero origine i benefici eccle-
matiche, secondo l'ordine episcopale, siastici (Vedi), co' quali si provvide
presbiterale, e diaconale cui appar- alla sussistenza degli ecclesiastici. Na-
tengono. Con essi intervengono alle turalmente ne fruirono ancora i Car-
VOL. X.
,

tS CAR CAH
diiiàli.Considerando Nicolò IV, elet- pih ne tratta la costituzione da Paolo
to nel 1288, di quanto aiuto fossero i IV emanata a' 12 giugno 1 556, che
Cardinali al sovrano Pontefice, e, co- si legge nel tomo IV , p. 33o del
me dic*egli, y* quanto operosa scdulita* Bollano romano, e la costituzione.
f> te cum ipso laborarent,et tim ipsius In regimine y pubblicata da Benedet-
>• ecclcsiae, quam totius orbis incum- to XIV, a' 3 febbraio 174^, e ri-
» bentia onera indefessis cum eo portata nel Bollarlo magno t. XVI,
•» sollicitudinibus partirentur ", dispo- p. 278, ed il Plato, IJfe munere Car-
se che di tutte le rendite della sede dinalinm ratione ordinis^ hoc occa-
apostolica due pomoni se ne faces- sione dividitur solimi inter Cardina-
sero, una cioè per la camera papale, les praesente^ , pag. 76. Pertanto i
e l'altra si egualmente fra
ripartisse Cardinali assenti dalla curia non pos-
tutti i Cardinali; e che la elezione, sono godere degli emolumenti del
o rimozione di tutti gli uffiziali, mi- rotolo, e tutto al più, come leggia-
nistri ed esattori delle rendite sud- mo anche nel Lunadoro, De Car-
dette, non si facesse che De Consi- dinaliy tom. II, p. 27 , ne parteci-

lio Cardinalìum. Benedetto XII, nel peranno que' Cardinali, che per qual-
i334, soccorse ai bisogni de' Cardi- che legittima causa fossero andati a
nali con centomila zecchini d' oro ; Roma, e vi avessero dimorato alcun
e i successori conferirono loro pin- tempo.
gui beneficii per sostenere con isplen-
dore la loro dignità. Queste rendi- VII. Cardinali deposti^ ed esclusi
te dai Cardinali si impiegarono in dalla Pontificia elezione.
gran parte nella erezione di sontuose
chiese, nella riparazione delle caden- Lungo sarebbe
il dire de' Cardi-

ti, in pie istituzioni, ed in largizioni nali,che ne' tempi lagrimevoli della


co' poveri, come si rileverà alle rispet- Chiesa seguendo le parti degli anti-
tive biografie ed altrove. Rimonta papi, furono da essi fatti anticardi-
a Paolo II, siccome d'animo gran- nali, e perciò scomunicati, e deposti
de, il cosi detto Piatto Cardinali- dai legittimi Pontefici. Intorno a ciò
zio (Vedi), rendita di che annual- si parla agH articoli Scismi , Anti-
mente godono i Cardinali, oltre gli papi, E Anticajsdinali, e nelle singole
emolumenti provvisioni ed ,
abitazio- biografie. F. Coronelli de' Cardina^
ni annesse alle cariche primarie del li, e della Serie dei Pseudo- Car-
sagro Collegio. Gregorio X però, col- dinali, o Amicardinali. Ci limiteremo
le leggi formate pel conclave e sede pertanto a rammentare, che Odetto di
vacante, vietò a' Cardinali di nulla Coligny, creato Cardinale ad istanza di
prendere in quel tempo dalla came- Francesco I, nel i533, da Clemente
ra apostolica e dalle sue rendite, il VII, abbracciò gli errori di Calvino
che confermarono altri Pontefici. V. per compiacere ai suoi fratelli; motivo
Conclave, e conclavisti de' Cardi- per cui da Pio IV, nel concistoro
nali. Pel rotolo, o distribuzioni, che de'3i marzo i563, fu deposto dal-
fa il Cardinal camerlengo del sagro la sua dignità, e degradato formal-
Collegio al collegio medesimo, a ca- mente, venendo in seguito esiliato
gione dell' assistenza nelle cappelle dalla Francia. Pio VI, nel 1788, per
congregazioni, concistori, si è già det- le premure di Luigi XVI, non sen-
to abbastanza a quell' articolo ; di za ripugnanza, creò Cardinale Ste-
,

CAR CAPt 19
fano Carlo de Lomeniè de Brienne, gerc il sommo Pontefice. Di fatti i
arcivescovo di Sens. Costui in se- Cardinali Jacopo e Pietro Colonna,
' zio, nipote
giiito fece il civico giiirametito alla e scomunicati, degra-
famosa costituzione del clero di Fran- dati e deposti dal Cardinalato da
cia, e, ad onta delle paterne ammoni- Bonifacio Vili, non poterono inter-
zioni dello stesso Pio VI, prese par- venire ai conclavi in cui, nel i3o3,
te nello scisma, il quale desolò quel Rieletto Benedetto XI, e nel i3o5,
regno nel fine del secolo decorso, in cui fu creato Clemente V. Questi
perlocliè il medesimo Pontefice, nel però li assolvette, e li restituì alla
concistoro de' '>.% settembre 1791, lo dignità Cardinalizia.
dichiarò decaduto, spergiuro e pri- Cospirarono contro Giulio II i

vato della dignità Cardinalizia. V. Cardinali Bernardino Carvajal, Gu-


\ Allocuzione, concistoriale del men- glielmo Brissonnet, Francesco Borgia,
tovato concistoro. Rinaldo di Prie, e Federico di San-
Nel formare Gregorio X le men- severino, con altri riferiti dallo Spon-
zionate leggi pel conclave, nell' arti- dano all'anno i5i i, affine di depor-
colo Vili prescrisse, che non sì lo dal pontificato, per la guerra, che
poteva negare l'ingresso ai Cardi- erasi accesa con Lodovico XII re
nali soggetti alla censura e scomu- di Francia, per cui convocarono a
nicati. Ed è perciò, che appena Pisa un conciliabolo. A reprimere co-
muore il Papa , il sagro Collegio tanta audacia, ad esempio di Euge-
spedisce corrieri straordinari per tut- nio IV, che celebrò il concilio di
te le parti a' colleghi assenti , per Firenze contro il conciliabolo di Ba-
partecipar loro la morte del sovrano silea, il gran Giulio II intimò il
Pontefice, ed invitarli, ancorché af- concilio di Laterano V. Ma mentre
fetti colle censure, a recarsi solleci- questo proseguiva nelle sessioni , il

tamente al conclave, e concorrere Papa si ammalò gravemente, e vi-


alla elezione del nuovo Papa. La cino a morire, chiamò a se il sagro
disposizione di Gregorio X, che i Collegio, e gli disse, che ad esso
Cardinali affetti colla scomunica, o spettava la elezione del successore
qualunque altra censura, non sieno non a' padri del concilio generale,
esclusi dalla voce sì attivache pas- ch'eglino potevano accordare il di-
siva nel conclave, fu poi confermata ritto del suffragio a' Cardinali as-
anche dai Pontefici Clemente colla V senti, ma non agli scismatici, desi-
costituzione, Ne Romani, De Elect. gnando così i capi del concilio pi-
lib. I, tit. 3, 4) Cceterumj da Pio sano : " Come Giuliano della Rovere
IV, mediante la costituzione, In (eh' era il nome battesimale), dis-
tom. IV par.
eligendisy Bull. Roni. se egli, >' io perdono ad essi colla
II, pag. 145, non che dalla costi- » sincerità del mio cuore; ma co-
tuzione di Urbano VIII, Ad Ro- " me Giulio II, capo della Chiesa,
mani, Bull. tom. V, par. V, pag. » io debbo vendicare i suoi diritti,
397, e da Gregorio XV, in virtù « e li escludo dalla elezione'*. Nel
della costituzione Aeterni Patris, i5>i3 gli successe Leone X, il qua-
Bull, tom. V, par. IV, pag. 4oo- le continuò la celebrazione del con-
Tuttavolta dai seguenti esempi si cilio ; indi fatti arrestare in Livorno
rileverà, che talora i Cardinali fu- Carvajal, e Sanseverino, li fece con-
rono esclusi dal concorrere ad eleg- durre segretamente a Roma, ed essi si

I
, .

ao e AR CAR
prostrarono pentiti a* piedi del Papa, il sori, nonché di concorrere alla fu-

quale, malgrado 1' opposizione di va- tura elezione, come riporta il Ri-
ri principi, li restituì all' antico gra- naldi all'anno i5i7, num. 96. Gli
do, colla penitenza di digiunare u- altri due ottennero similmente per-
na volta il mese finche vivessero. donò colla pena di sborsare ognuno
Spogliatisi allora dell'abito paonaz- dodicimila fiorini. Di tutto ciò scri-
zo con cui si presentarono al con- ve minutamente il Ciacconio nella
cistoro come semplici preti, il mae- storia del pontificato di Leone X,
stro di cerimonie li rivesti della nella sua opera Gesta Rom. Ponti-
porpora. Quanto agli altri tre no- Jicum.
minati Cardinali fautori del conci- Eletto in successore di Leone X
liabolo, Borgia era morto, ed il Prie il Papa Adriano VI, il detto Car-
e Brissonnet furono compresi nella dinal Soderini, mentre ne godeva
riconciliazione tra la santa Sede, e tutto il favore, occultamente avvisava
il re di Francia. con lettere i^rancesco I contro Car-
Non andò guari, che per vicen- lo V e contro il medesimo Ponte-
de politiche e personali, nel i5i7, fice, ma venendo intercettate le let^

fu tramata ima congiura contro la tere, fu convinto di fellonia, e con-


sacra persona dello stesso Leone X, dannato al carcere di Castel s. An-
alla testa della quale era il Cardi- gelo. Morto però Adriano VI a' i4
nal Alfonso Petrucci ; ma volendo settembre i523, nell' ultimo giorno
Dio farla scoprire, con legale pro- delle novendiali esequie, il sagro
cesso, il Petrucci a' 6 luglio fu segre- Collegio lo liberò perchè si recasse
tamente decapitato in Castel s. An- in conclave , in cui, sebbene ripu-
gelo, ed i suoi complici principali gnante, diede voto per l'elezione
il

subirono la pena di morte. Come di Clemente VII, il quale genero-


consapevoli della congiura, restarono samente gli perdonò, lo liberò dal
accusati e prigioneri quattro Car- carcere, e Io ammise alla sua grazia.
dinali, cioè Riario, decano del sagro Nel conclave del 721, in cui fu 1

Collegio, Saoli, Volaterrano fratello eletto Innocenzo XIII, a tenore del-


di Soderini principe di Firenze, e le costituzioni pontificie, furono in-
Adriano di s. Grisogono. Il primo vitati al conclave i Cardinali de
domandò perdono per non averne Noailles (Vedi) ed Alberoni {Vedi\
dato avviso, e l'ottenne dopo esse- affetti colle censure ; ma il primo si
re stato spogliato di tutti i benefizi scusò di andarvi per la sua avanza-
e della porpora, e dopo aver paga- ta età e cagionevole salute ed il ,

ta la multa di centomila scudi; il secondo vi si recò, benché sfigurato


secondo, egualmente complice, per da' suoi travagli, e dai nascondigli
non aver manifestato la congiura ove si tratteneva. Dipoi, per morte
ebbe la sentenza di privazione del- di Benedetto XIII, Clemente XII
la porpora, e di perpetua prigio- e Benedetto XIV, il sagro Collegio
nia,pena che poi fu commutata nel chiamò il famoso Cardinal Coscia
pagamento d'una cospicua somma ad assistere ai comizi per l' ele-
di danaro, onde venne reintegrato zione de' tre Papij siccome effettiva-
di tutti i benefizi , restando però mente eseguì, mediante il salvacon-
privo di voce attiva e passiva , ad dotto dello stesso sagro Collegio
arbitrio di Leone X e suoi succes- Però Clemente XII, ad esempio di
,

CAR CAR 21
Leone X, che avea privato il Car- sti di Pio VI, tomo I, pag. 224.
dinal Saoli della voce attiva e pas- V. ConstituUones Jposl. et decreta
siva anche nell' elezione del Romano quae jurnntur , ac formula fura-
Pontefice, ne lo privò, dopo forma- menti praestari solita a S. R. E.
le processo compilato da una con- Carditialibusj Romae, 1755.
gregazione di sei Cardinali, e fu pure
sospeso dalle funzioni arcivescovili Vili. Cardinali celebri.
colla multa di duecento mila scudi
a favore della camera apostolica Il numero di questi è pressoché

per aver abusato nel potere sotto impossibile ad essere descritto: però
Benedetto XIII, che lo avea ammes- dalle individuali biografie se ne am-
so all'intima sua confidenza. Tut- mireranno luminose gesta e le
le

ta volta venne in seguito assoluto splendide virtù, esercitate da moltis-


dalle censure, e liberato dal carce- simi Cardinali, che o si distinsero
re di Angelo, a cui era
Castel s. per santità e meritarono V onore
stato condannato per dieci anni. La degli altari ; o furono sollevati al
sentenza di lui si legge presso il Pontificato ed in esso destarono ve-
Lunig, tom. IV pag. 585, e com- nerazione a tutto il mondo per jna-
pendiata presso il Guerra, Epitome gnanime imprese; o ricusarono ac-
del Bull. tom. I, p. 394. s\ sublime dignità, come
cettare di-
Finalmente, avendo il parlamen- cesi air articolo Rinunzie al Ponti-
to di Parigi giudicato il Cardi- ficato ; o divennero rinomati per
nal de Rohan per la sua incol- profonda scienza, e pel disbrigo di
pazione, essendo stato quel tribu- alti e gravissimi affari diplomatici ,

nale incompetente al suo grado, ed civili ed ecclesiastici. E la presente


avendo perciò violati il Cardinale i età nostra può ben vantare porpo-
giuramenti fatti nel ricevere la di- rati, che risplendono per probità di
gnità Cardinalizia, non
più potè costumi, senno, dottrina ed espe-
aspirare alle ed onori
prerogative rienza, essendone il principale or-
di tal qualifica. Quindi da Pio VI, namento il Cardinal Bartolomeo Pac-
nel segreto de' i3 feb-
concistoro ca, decano del sagro Collegio , che

braio 1786, con un decreto fu so- conta otto lustri di Cardinalato, e il


speso, e privato della voce attiva p. Carlo Odescalchi gesuita , che
e passiva, e degli onori e diritti da ultimo rinunziò la poipora. Nel-
della porpora, da durare sinché en- l'articolo, che tratta della Porpora
tro sei mesi non si fosse presentato si dic^ di quella rinunziata, e si

alla santa Sede, e purgato della ele- vedranno que' Cardinali che per u-
zione, che avea fatta del menzionato miltà deposero la porpora. Volen-
tribunale laicale ed incompetente. do tuttavolta indicare i principali ,

Ma dipoi essendo dal Cardinal de che fiorirono nelle decorse epoche,


Rohan, per mezzo di monsignor Al- incominciando solo dal XIII secolo,
bani, state rappresentate le sue oltre quelli che furono collocati sulla
ragioni in concistoro, venne assolu- veneranda cattedra di s. Pietro e ,

to e rimesso al godimento di tutte quelli di regio sangue, meritano spe-


le prerogative e preeminenze del Car- cial menzione i seguenti.
dinalato. Il menzionato decreto pon- Pietro Capocci, romano, fatto
tificio si riporta dal Tavantij Fa- nel 1244 Cardinale da Innocenzo
,,

32 CAR CAR
IV, ricuperò alla Chiesa romana Giovanni Vitello Vitelleschi , di
parecchi dominii, esercitò varie le- Fuligno, nato in Corneto, cicalo nel
gazioni con sommo decoro, e in Ro- 1437 Cardinale da Eugenio IV, fu
ma edificò le chiese di s. Antonio ricuperatore de' dominii della sede
abbate, e di s. Maria in "Via. apostolica, onde il senato romano
Matteo Rosso Orsini, romano, gli una statua
eresse col titolo di
,

elevato al Cardinalato nel 1262 da terzo padre della patria, dopo Ro-
Urbano IV, meritò V intima amici- molo ed Augusto.
zia di Francesco d'Assisi, inter-
s. Bessarione di Trehisonda, fatto
venne a tredici conclavi, coronò co- nel 1439 Cardinale da Eugenio IV,
me primo diacono cinque Pontefici, era profondo letterato, mecenate dei
e, sebbene invano, si oppose al tras- dotti, e glorioso per le sue qualità.
fei'imento della sede Pontificia in Guglielmo di Estouteville, france-
Francia. se, annoverato al sagro Collegio da

Latino Frangipane Orsini, roma- Eugenio IV, nel i439, fu restaura-


no, dell' Ordine de' predicatori, fat- tore delle lettere e scienze in Fran-
to Cardinale nel 1278 dallo zio cia,e fondatore della chiesa e del
Nicolò III , fu di tale riputazione convento di s. Agostino in Roma.
che quattro Papi nulla risolvettero Ludovico Scarampi Mezzarota di
senza suo oracolo, e per sua morte
il Padova, fatto Cardinale nel i44o
s. Celestino V
pose in esecuzione da Eugenio IV, ed assai rinomato
la rinunzia, che meditava del Pon- per le vittorie strepitose, che ripor-
tificato. tò sui nemici della Chiesa romana.
Bertrando di Eux, francese, in- Nicolò di Cusa, di Treveri, nel
signito della dignità Cardinalizia, nel i448> ^a Nicolò V
venne fatto Car-
i338, da Benedetto XII, esercitò le dinale, e fu gran difensore e lega-
primarie cariche e legazioni, oltre to della santa Sede, attribuendosi
il vicariato apostolico di Roma e alla sua rara dottrina il rinnova-

dello stato ecclesiastico. mento dell' ipotesi del moto della


Egidio Cardio, spa-
Albornoz terra intorno al sole, messa in ob-
gnuolo, elevato al Cardinalato da blio dopo Pitagora, e poi riprodot-
Clemente VI, nel i35o, fu cogno- ta da Copernico e Galileo.
minato dai Papi Padre della Chie- Latino Orsini, romano, fatto Car-
sa, e vindice della libertà ecclesia- dinale nel i44^ da Nicolò V, fu
stica, avendo ricuperato alla santa arbitro degli affari sotto Sisto IV ,

Sede molti dei suoi dominii. il quale con tulli i Cardinali essen-
Giuliano Cesarini, romano, elet- do infermo 1' andò a trovare, e ce-
to Cardinale nel 1426 da Martino lebrò un concistoro nella sua ca-
V, celebre per le legazioni sostenute mera. In Roma edificò egli il mo-
con vantaggio della Chiesa Romana, nistero, e la chiesa di s. Salvatore
e modello di scienza e virtù. in Lauro.
Domenico Capranica , romano Pietrodi Auhusson , francese ,
creato nel 1428 segretamente Car- XXXIX gran maestro di Rodi ,
dinale da Martino V, sostenne do- nel 14^9 ^" sollevato alla porpora
dici legazioni, fu dotato di rari pre- da Innocenzo VIII, colla qualifica di
gì, e primo collegio in Roma,
fondò il legato dell' Asia; fu chiamato il Sal-
dal suo nome chiamato Capranica, vatore di Rodi.
, ,

CAR CAR a3
Francesco Ximenes de Cisneros, Normandia, abiurato il protestan-
spaguuolo, elevato al Cardinalato tismo, si meritò per l' alto suo in-

nel i5o7 da Giulio li, primo mi- gegno, il titolo di s. Agostino della
nistro della monarchia spagnuola, Francia, e nel 1604 ebbe la por-
eccellente politico, di santa vita e pora da Clemente Vili.
riputazione. Armando Gio. du Plessis de Ri-
Innocenzo Cibo genovese , nel,
chelieuj primo ministro di Fi-ancia,
i5i3, da Leone X fu fatto Cardi- uno de' più grandi ingegni della Fran-
nale, e riuscì assai benemerito della cia, e de' più abili ministri diplo-
Chiesa romana e dell'Italia, per a- matici, che sieno stati al mondo, ri-
ver impedito, che Clemente VII pas- cevette la porpora da Gregorio XV
sasse inAvignone. Assai fu ancora nel 1622.
benemerito co' letterati pei tesori Giulio Mazzarinij dell'Abruzzo,
cui profuse in loio favore , e fu si degno successore del Richelieu nel
moderato, che ricusò il principato di ministero di Francia, sommo in po-
Firenze. litica e nel trattare i piùi rilevanti
Nicolò Ridolfi , fiorentino, nel nel 1641, fu ascritto da Ur-
affari,

1 5 1 7, fu premiato da Leone X col bano Vili al sagro Collegio.


Cardinalato, alloggiò in sua casa Francesco Sforza Pallavicino ro- _,

Clemente VII, Paolo III e due volte mano , della compagnia di Gesù
Carlo V, ed era chiamato lo splen- autore della Storia del concilio di
dore del suo secolo. Trento^ fatto Cardinale nel iGSy,
Antonio Perronet de Granvela, ad onta della sua ripugnanza , da
francese, ornato colla porpora da Alessandro VII.
Pio IV nel 1 56 1, era viceré di Na- Gio. Bona, cistcrciense di Mon-
poU e di Spagna, e fu pieno di dovi , renitente accettò per ubbi-
gloria, gran diplomatico e colto nel- dienza, nel1669, il Cardinalato da
le lingue. Egli ad un tempo detta- Clemente IX, encomiato per singo-
va a cinque segretari. iar scienza liturgica, e santità di vita.
Francesco Toledo ^ gesuita spa- Gio. Battista de Luca, napolita-
gnuolo maestro del celebre dome-
, no, di grande riputazione, d'illibati
nicano Soto, fu creato Cardinale nel costumi , e di eminente dottrina
iSgS da Clemente Vili. Era pro- specialmente legale, fu fregiato del-
fondo fu benemerito
letterato , e la porpora da Innocenzo XI nel
della conversione di Enrico IV. 1681.
Cesare Baronio di Sora, della Melchiorre de Polignac, francese,
congregazione dell' Oratorio autore , creato Cardinale nel 1712 da Cle-
dell' immortal' opera Annali eccle- : mente XI, di straordinario talento,
sìasticiy onde fu chiamato il padre e peritissimo nell'arte di trattare gli
della storia ecclesiastica. affari.
Roberto Bellarmino , gesuita
P^en. Fincenzo Petra^ napolitano, ele-
di Montepulciano, il cui nome è un vato al Cardinalato nel 1724 da
elogio. Clemente Vili nel «599 in Benedetto XIII. Egli per la sua pietà,
crearlo Cardinale, disse: hunc eli- sapere ed opere, meritò, che in con-
gimus j quia pareni non habct in clave il sagro Collegio l'eleggesse pe-
ecclesia quoad doc trinani. nitenziere maggiore, confermandolo
Giacomo Dary du Ferron j di Clemente XII.
,

24 CAR CAR
Angelo Maria Quen'ni, venezia- II25»; 3.° b. Baldovino nel ii3o;
no, fatto Cardinale nel 172G da 4." b. Stefano nel ii4o; ^'' ^^^
Benedetto XIII, la cui dottrina, e- Ugo nel ii5o; 6." b. Enrico nel
rudizione, ed opere sono a lutti note. 1179; 7.° b. Beccaria nel 1257;
Silvio P a lenti Gonzaga, di Man- 8.° b. Manzuoli nel i4o8; 9." b.
tova, aeato Cardinale da Clemente Alamand nel 1426.
XII nel 1738, di vasta niente, e Il b. Pietro da Luxemburgo an-
di memoria così pronta, che inter- ticardinale di Clemente VII pseu-
rotto nel dettare, facilmente ripren- do-Papa, non può annoverarsi tra
deva il sentimento, che avea lascia- i Cardinali, mentre nel breve apo-
to, onde
si acquistò la stima e fi- stolico di beatificazione , emana-
ducia di Benedetto XIV. to nell'anno i537 dal legittimo Pon-
Giuseppe Agostino Orsi, fioren- tefice Clemente VII, si tace la qua-
tino, dell' Ordine de' predicatori, ap- lifica di beato.
plaudito autore della Storia eccle- In eterna rinomanza sono poi,
siastica dei primi secoli della Chie- oltre di questi, altri porporati, che
sa, fatto Cardinale, nel 1759, da si distinsero in pietà , virtù, scien-
Clemente XIII. za, generosità, protezione a' lette-
Giacinto Sigismondo Gerdil, bar- rati, e in tante altre simili prege-
nabita di Savoja, annoverato al sa- voli qualità, renderne immor- da
gro Collegio nel 1777 da Pio VI, tale il nome. Tali sono gli Ac-
siccome chiaro per santa vita , e ciajuoli, gli Acquaviva, gli Aguir-
profonda scienza. re, gli Albani, gli Albizi gli Aldo-
Inoltre veneriamo sugli altari i brandini, gli Altieri, gli Amboise,
seguenti Cardinali di s. Chiesa , di gli Ammanati ,
gli Antoniani ,
gli

cui riportiamo le epoche nelle quali Azzolini, i Barbarigo, i Barberini, i

furono assunti al Cardinalato. i.° s. Belluga, i Bembo, Benti voglio, i i

Pier Damiani, nel io58] 2.° s. Pie- Bichi, i Boncompagno, i Bonelli, i

tro Igneo nel 1075; 3." s. Bernar- Borghesi Borromei i


, i Borgia , i ,

do vescovo di Parma nel 1 090 ; Brancacci, i Caetani, i Campeggi, i

4.° s. Berardo nel iii4; ^-^ s. Capizucchi, i Caraccioli, i Cara (fa,


Guarino nel 11 44 5 ^-^ s. Galdino i Carpegna, i Carvajal, i Casanala,
nel II 65; 7." s. Alberto de' conti i Castiglioni, i Ceccano, i Cenci, i

di Lorena martire nel ii92;8.*'s. Ce?arini, i Cesi, i Chigi, i Cibo, i

Raimondo Nonnato nel 1237 ; 9.° s. Colonna, i Conti, i Consalvi, i Cor-


Bonaventura Fidanza nel 1273 ; dova, i Cornare, i Corsini, i Cre-
1 0.° s. Carlo Borromeo, nel 1 56o ; scenzi, i Delci, i Delfino, i Boria, i

li." b. Gio. Domenico Bianchini, o d' Este, i Facchinetti , i Falconieri


di Domenico nel i4o8; 12.*" b. Al- i Farnese, i Ferrari, i Fieschi , i
bergati nel 1426; iS." b. Burah Fontana, i Gambara, i Garampi, i
nel 1570; 14.° b. Barbarigo nel Gentili, i Ginnasi, i Giudice, i Giu-
1660; i5." Tommasi nel 1712.
b. stiniani, i Gonzaga, i Gozzadini, i

Si annoverano inoltre come beati Grimaldi, iGrimani, i Gualtieri, i

i seguenti Cardinali , ma non evvi Guisa, i lacobacci, gl'Imperiali, i

per altro fino ad ora l'oracolo del Lancellotti, i Laute, i Lorena, i Lu-
Vaticano pel loro culto. i.° b. li- dovisi , i de Lugo , i Madrucci , i
berto nel 1097; 2." b. Matteo nel Maffei, i Manriquez, i Marescotti, i
,, ,

CAR CAR 25
Malici, i Medici, i Mendoza, i Mil- a Cappelle Cardinalizie. Le ese-
liui, i Moroni, i IVlorosini, i JVegro- quie poi pei Cardinali furono egual-
ni, i Nelli, i Nobili, i Noris, gli O- mente regolarizzate da Alessandro
descalchi, gli Orsini, gli Ossat, gli IVj indi si celebrarono per nove
Ottoboiii , i Pacecco , i Pallavicini giorni. Sisto IV ne moderò la spe-
i Paleotti, i Pailotta, i Pamphily, sa, ed' altrettanto fecero Alessandro
i Paolucci, i Paparesclii, i Passioiiei, VI, e il concilio lateranense V; ma
i Peretti, i Pelrucci, i Piccolomini, meglio ne determinò il cerimoniale
i Pierleoni, i Pignatelli, i Pisani, i Benedetto XIV nel 1741- Tanto
Polo, i della Porta, i Priuli, i Puc- per la benedizione, che s' implora
ci, i Quignones, i Rezzonico, i Ria- dal Pontefice dai Cardinali agoniz-
ri, i Rocheroucault, i Rohan, i Ro- zanti, quanto per l'esposizione, tras-
spigliosi , i Rovere, i Ruffo, i Sac- porto , esequie e tumulazione del
chetti, i Sadoleto, i Sagripanti, i cadavere de' Cardinali, si tratta agli
Salviati, i Sanseverino, i Santorio, articoli Benedizione, Cappelle Pon-
i Santacroce, i Savelli, i Serbelloni, tificie STRAORDINARIE, CADAVERE ed E-
gli Sfondrati, gli Sforza, i Silva, i SEQUIE.
Simonetta, i Sirleti, gli Spada, gli I Cardinali decano, vicecancellie-
Spinola, i Talleyrand, i Teodoli, i re, camerlengo e penitenziere mag-
Torres , i Trivulzi , i Truchses , i giore godono la prerogativa, che il
Turrecremata i Veralli, i Vidoni, , loro cadavere sia trasportato dal
i Visconti, i Zabarella, i Zacchia proprio palazzo alla chiesa , in un
i Zelada, i Zuniga, e i Zurla, oltre magnifico letto, mentre quello degli
tanti altri, e quelli die hanno fio- altri vi si reca nella carrozza fime-
rito delle imperiali e reali case d'A- bre, nella quale oggidì sogliono in-
ragona , d'Austria, di Raviera, di distintamente recarsi tutti i Cardi-
Bourbon, di Yorck, di Portogallo, nali , cosicché non ha perciò più
di Savoja , di Sassonia , e di altre luogo la cavalcata pei trasporti del-
case sovrane summentovate. le spoglie mortali de' menzionati
quattro Cardinali dignitari. V. il

9. Esequie dei Cardinali. Cardinal Petra, Commenlar. ad con-


stit,Jpostolic. tom. II, ad consti t. 2,
Gli anniversari , ed esequie pei Honorii III^ secL unic.
Cardinali furono regolarizzate da A- Sdissero le vite de' Cardinali Teo-
lessandro IV del \i5^. Dipoi, nel doro Amidenio, Donio Attichy, Fe-
i5i8, nel pontificalo di Leone X, lice Contelorio, Alfonso Ciacconio
il Cardinal Achille de Grassi otten- Girolamo Garimberti, Mario Guar-
ne, che si celebrassero a' 5 novem- nacci, Filippo Monti Cardinale, Gio-
bre, dovendo cantare la messa il vanni Palazzi, Onofrio Panvinio, Gio.
camerlengo del sagro Collegio. Be- Antonio Pietramellara, Antonio San-
nedetto XIII, nel concilio romano dero, Giuseppe de Novaes, Giancarlo
del 1725, meglio questa con-
stabili Stadel; nonché Vincenzo Coronelli,
suetudine : argomento che si tratta, nella sua Tavola sinottica de^ Car-
in uno agli anniversari pei Cardi- dinali dalla loro istituzione fino
nali di alcune congregazioni, agli al XVII secolo y colla serie de' pseu-
articoH Anniversari pei Cardinali, do-Cardinali^ ec, stampata in Ve-
nelle cappelle Pontificie al § X, ed nezia nel 1701; e principalmente
, .

26 GAR CAR
Lorenzo Gardella, Memorie storiche Giovanni conte d'AngouIcme, am-
de' Cardinali della romana Chie- s. bedue pupilli, volle prenderne la
sa, incominciando da quelli di s. difesa, istituendo l'Ordine de' cava-
Gelasio I, sino ai creati da Be- lieri denominati del Cardo, e della
nedetto XIV Roma
y 1792. b. Vergine, conosciuto anco sotto
Noi, colla possibile diligenza, pro- il nome di Notre^Dame da Char-
curiamo riempire il vuoto che vi don, sebbene il Michieli, Tes. Milit.,
era, delle biografìe de' Cardinali di pag. 88, opini, che tal Ordine fu
Clemente XIV, dei due Pii VI e piuttosto dal detto principe restau-
VU, non che di Leone XII, Pio rato nel i4o3, ciocche dal Giusti-
Vili, e dello stesso regnante Gre- niani viene protratto al f43o. Diede
gorio XVI, ma defonti, con com- pertanto il duca Filippo per insegna
pendiose biografie, e notizie tratte e distintivo a' cavalieri un collare, o
da buone fonti. collana d'oro e argento, formata di
Della dignità Cardinalizia, e per gigli e fiori di cardo, col motto
ciò che riguarda i succitati autori, Esperancej insegne, che assunse egli
abbiamo Andrea Barbagia, Prae- De stesso, dichiarandosi capo e gran
stantia Cardinalìunij Cardinal Ago- maestro dell'Ordine. Con tal motto
stino Valerio, Della dignità del Car- egli intese dichiaiare la grandezza

dinalato, Venezia i833; P. Stanis- del suo animo, col giglio 1' analogo
lao Santinelli, Della dignità del Car- simbolo della speranza, e col cardo,
dinalato, ec, nel tomo XXIV degli siccome ha il fiore color celeste,
Opuscoli di Calogerà, pag. 395; volle esprimere, che le azioni do-
Jo. Fr. Budaeus, de origine Cardi- veano essere virtuose, ed aver sem-
nalitiae dignitatis, Scìiediasma Hist. pre per iscopo il godimento del
Jenae 1693: ma di questo autore cielo. A tal oggetto doveano i ca-
furono proibite le opere a' 5 mag- valieri essere pronti alla difesa della
gio 1759. Si possono inoltre con- cattolica religione. Dalla collana pen-
sultare Ludovico Muratori , Disser- deva una croce equestre, e nel mezzo
tazione LXl dell' Origine ed isti- una medaglia smaltata di color ver-
tuzione de' Cardinali, Exst. in t. V, de, coir immagine della b. Vergine
^nt. nied. Giovanni Boterio
aevi. col bambino Gesù in braccio, coix)-
Dell' officio del Cardinale j Pao- nata di stelle e cinta di raggi
lo Cortesi , del Cardinalato , Gian- Questi cavalieri nelle funzioni solen-
tiandrea Tria, delV uffizio e digni- ni come riporta il Bonanni usava-
, ,

tà da' Cardinali di S. R. Chiesa, no un abito di seta damascata color


e Carlo Bartolommeo Piazza, Della di carne, con maniche larghe, ed ar-
Gerarchia Cardinalizia, Roma 1703. macollo di velluto, nel quale me-
CARDO, o DELLA Ruta. Ordine diante un ricamo formavasi la pa-
militare nella Scozia, chiamato an- rola Esperance: la fibbia era della
che di s. Andrea del Cardo. Fedi. forma del cardo, ed ornata di smalto
CARDO s. Mari\ ( DEL ). Ordine verde, mentre la cappa, o manto era
militare, nella Borgogna. Filippo II, di seta turchina damascata, con fo-
// Buono, duca di Borgogna , dopo dera rossa, del quale colore era
aver avuto la gloria di fondare l'Or- pare il berrettone. Tanto riporta il
dine del Tosone d'oro, per le com- Giustiniani citato, neWHistorie cro-
petenze contro il duca d'Orleans, e nologiche degli Ordini equestri ec,
1

CAR CAR 27
al capo LVII. Il Boiianni, Catalogo mi, era vescovo di Urgelle, quando
ec. , ne dà anche la figura alla ta- a mezzo del re di Aragona, ai 18
vola XX. Ne deve tacersi, che altri dicembre del 1461, Pio II lo creò
credono istituito quest'Ordine caval- Cardinal prete. Ma dopo un lustro
leresco nel iSyo in Moulins da Luigi di Carchnalato, verso il fine, del
ir soprannominato il Buono, duca 1466, morì nel castello di Cervara
di Borbone, il giorno della Purifi- nella Catalogna.
cazione di Maria Vergine. CARIA. Provincia dell'Asia mi-
CARDONA Errico, Cardinale. nore neir impero Ottomano, che
Errico Cardona, nato nel i4B5 in vuoisi così appellata da Car, di lei
Urgelle della Spagna dai duchi di fondatore. Ora è compresa nell'Ana-
Cardona, era assai virtuoso. Secon- tolia o Natòlia occidentale, detta il

do Ayraerich, nel i3o5, Giulio II paese di levante. Afiodisiade n'è la


lo esaltò al vescovato di Barcellona, metropoli, e le altre sue principali
coU'amministrazione della chiesa di città sono Alicarnasso, Gnido, Mile-
Urgelle; poi, nel i5i2, lo promosse to e Mindo. Siccome s. Giovanni
alla metropolitana di Monreale in apostolo ed evangelista è riconosciuto
Sicilia. Andato per mare al governo per istitutore della chiesa d' Asia , così
della sua chiesa, i corsari gì' invo- vuoisi aver egli bandito l'evangelo
larono il sagro pallio, ed il Ponte- in Caria. In essa l'anno 366 si ce-
fice saputolo, senza esserne richiesto, lebrò un concilio , coli' intervento
gliene mandò un altro. i522, Nel di trentaquattro vescovi dell'Asia,
dallaSpagna si recò a Roma con seguaci di Macedonio, i quali riget-
Adriano \I, che gli conferì poi la tarono la parola consostanziale, ap-
prefettura di Castel s. Angelo; quin- provando la formula di fede com-
di con altri Cardinali lo costituì pilata nelle assemblee d' Antiochia
commissario, e giudice nella causa e Seleucia. V. V annalista Baronie
del Cardinal Sederini, In appresso, al suddetto anno. Il Dizionario dei
a mezzo di Carlo V ai 2 1 novem- concili chiamò questo il concilio
bre i527. Clemente VII sebbene Cariense^ed aggiunge, che la detta
fosse in Castel s. Angelo, lo creò professione di fede fu opera del
Cardinal prete assente di s. Marcel- martire s. Luciano.
lo , viceré e presidente della Sici- CARIACENO PiKTRo, Cardinale.
lia. A Monreale fondò un moniste- Pietro Cariaceno da Garisendo, dio-
ro alle sagre vergini , e beneficata cesi Bologna, fu creato Cardinal
di
insignemente quella chiesa, mori a prete dei ss. Silvestro e Martino ai

Roma nel i53o di quarantacinque Monti, da Onorio II, nelle tempora


anni, e tre di Cardinalato. Fu se- di dicembre del i i25. Si mantenne
polto in S. M. di Monferrato, alla fedelissimo ad Innocenzo 11 contro ,

cui fabbrica avea contribuito con l'antipapa Anacleto, e si trovò ai


grosse somme. Arricchì poi questa comizi di lui. Si legge il suo nome
chiesa anche di rendite perpetue, tra in una bolla spedita in Laterano,
le quali di una messa quotidiana. nel 1 28, da Onorio II. Morì pro-
CARDONA Jacopo , Cardinale. babilmente nel pontificato d' Inno-
Jacopo Cardona, nato nella Spagna cenzo II, poiché non si sa, che sia
da nobilissima famiglia , straordina- intervenuto ai comizi di Celestino lì,

rio in iscienza, e di piissimi costu- immediato successore d'Innocenzo.


28 CAR CAR
CARIATI (C/irtrm//>/i.). Città con curia romana sono denominali ge-
residenza vescovile nel regno delle nericamente gli ufiìci. S. Bernardo,
due Sicilie, nella provincia della nel lib. IV, de Conmlcrat. cap. 4 ,
Calabria ed anche titolo
citeriore, dice: che quello, il quale per s^
di principato, o contea appartenente stesso prega per alcuna carica, è
al duca di Semìnaria. Chiamasi Ca- già giudicalo j ed il Papa Nicolò HI
riati vecchia V antica Patcrnum _,
del 1277, soleva che la ripetere,
per distinguerla da Cariali nuovo, dottrina senza bontà, era veleno
borgo mezza lega distante dalla città. senza medicina^ F. Catechism. con-
Essa è edificata con solido recinto di cil. Trident. p. 3, de 7 prcecept.
mura, nella parte boreale del pro- uum. 7. Fra i Pontefici, che furono
montorio, fi-a' due golfi di Taranto assai cauti nel conferire le cariche,
e di Scjuillace, e viene bagnata dal meritano special menzione, Paolo II
piccolo fiume Aquanite,
che mette del i464j che fu il primo sovrano
foce nel mar jonio. La sua sede Pontefice, il quale affidasse la cu-
vescovile, eretta verso il secolo IX, stodia delle fortezze a' prelati e a
fu poscia unita a Cerenza, Gerun- degni ecclesiastici , affinchè in ogni
tiaj ma sempre restò suffraganea evento fossero più fedeli alla Santa
della metropoli di s. Severina, come Sede. Tanto zelante si mostrò nel
Io è tuttora. Cariati fu occupata per distribuire le cariche, e tanta sag-
ben due volte dai turchi. Tale sog- gezza e rettitudine vi poneva , che
gezione si vuole imposta nel 1 1 8 1 da egli ne in fretta, né per le pre-
Lucio III ; ma a' nostri giorni il Pon- ghiere, o raccomandazioni di per-
tefice Pio VII colla bolla, Deutiliori sone ragguardevoli, ma solamente
doniinicce, quinto kalend. julii 1818, con piena e matura deliberazione,
confermò T unione di Cerenza a a misura de' meriti personali distri-
Cariati, ed inoltre vi unì le sedi ve- buiva le cariche e le dignità; onde
scovili di Strongoli ed Umbriatico , di frequente accadeva, che trovavasi
ambedue, come Cerenza, erette nel all'improvviso premiata la virtù di
secolo decimo. La bella cattedrale molti soggetti di esemplar bontà,
di Cariati è dedicata a s. Michele malgrado la loro assenza da Roma,
Arcangelo, e si compone il capitolo o di altri affiitto ignari di simile
di cinque dignità, prima delle quali guiderdone. Paolo V, eletto nel
è l'arcidiacono, essendo le altre il i6o5, si astenne nel bollore del-
decano, l'arciprete, il cantore e il l' esaltazione di dispensar cariche,
tesoriere, di nove canonici, e di dicendo, che troppo facile era in
altri sacerdoti e chierici pel divino quel tempo ed il con-
il chiedere,
servigio.Sonovi due conventi di re- cedere inavvedutamente. Appena e-
ligiosied il seminario. Ne' registri 1691, al pontificato In-
saltato, nel
della camera apostolica, è tassata nocenzo XII, a scegliere i soggetti
di duecento novantatre fiorini, f^. adatti e meritevoli delle cariche
Cerenza. vacanti, per tre giorni si chiuse col
CARICA. Uffizio, impiego, posto, Cardinal Albani ( che gli successe
munus, off/cium, dìgnitas, magistra- col nome Clemente XI), affine
di
lus. Dignità, che dà potere ed au- di scegliere i migliori con maturo
torità sopra degli altri a quelli, cui consiglio. Divenuto Papa, nel 1724,
viene conferita. Cosi nella corte e Benedetto XI lì, stette ritiralo tre
8

CAR CAR !S9

giorni in contìnua orazione, per im- XIIT; ma poi, conosciuta la verità, ri-
plorare il divin lume, ed assunto, nel corse a Martino V, che creollo Car-
I 740, a tal dignità il gran Benedetto dinal prete del titolo dei Santiqua t-
XIV, subito con modi convenienti tro, ai 19 marzo del 1419. Poscia fu
esortò i prelati ad una seria appli- arciprete della basilica lateranese, le-

cazione allo studio, e ad una con- gato di Bologna, e da Eugenio IV


dotta irreprensibile, protestandosi di venne fatto vicario di Avignone ,

non promoverne giammai veruno, Ma ad onta delle piti fortirimo-


se non che a proporzione delle scien- stranze di quel Pontefice, volea sos-
ze e de' buoni costumi , che osser- tenersi in quella legazione con le
Terebbe in essi. armi; per cui dovette il Papa pii-
CARILEFO (s.), nacque in Al- vario dell'amministrazione della chie-
vergna. I genitori di lui, distintissi- sa di Osma, o di Siguenza , e mi-
mi per nobiltà e virtù, ebbero tutta nacciarlo di altre pene; e quindi in
la cura di allevarlo alla pietà ed suo luogo fece legato il Cardinal Pie-
alle scienze, e appena uscito d' in- tro di Foix, che dopo alcuni mesi,
fanzia, lo afìidarono ai monaci di cacciato il Carillo, n' ebbe il possesso.
Menat nella diocesi Clermont.
di Ristaurò magnificamente la chiesa
Cresciuto in età , abbracciò quella del suo titolo, come apparisce dalla
regola, ma non corse molto tempo marmorea lapide, che tuttora si

che, in compagnia di s. Avito, ab- conserva; poscia, nel i434j dopo


bandonò quel monistero, affine di diciannove anni di Cardinalato, com-
starsene in maggior solitudine nella preso quello pseudo sotto Benedet-
badia di Micy, presso ad Orleans. to XIII, morì a Basilea, ove andò
Quivi fu ordinato sacerdote, e aman- per assistere al concilio. Ebbe poi
te quale egli era della vita romiti- onorevole tomba nella chiesa di
ca, dal monistero di Micy andos- Osma nella Spagna. Questo illustre
sene nel Maine, imitando interamen- Cardinale lasciò grosse somme di
te gli anacoreti orientali. A cagio- danaro da distribuirsi ai poveri ve-
ne della gran copia di discepoli, che scovi , che si trovavano a quel si-

a lui venivano da ogni parte, do- nodo.


vette mutar consiglio il nostro san- CARINA, o CARINI. Città ve-
to, e donato dal re Childeberto di scovile degli Abruzzi, nel regno delle
un pezzo di terreno, vi piantò un due Sicilie. La sua sede istituita nel
monistero, chiamato prima Anisole quinto secolo, fu nei primi del sesto
o Anille, dal fiume sul quale era unita dal Pontefice s. Gregorio I, il
posto, e detto poi di s. Carilefo o Grande^ alla metropolitana di Reg-
s. Caluis, dal nome del suo fonda- gio di Calabria. A' nostri giorni, enei
tore. La vita di lui fu un continuo 1 8, Pio VII , colla bolla De Melio-
1

modello di penitenza e di orazione. ri, r unì per sempre all' arcivescovo


Morì nell'anno 5^1, e la sua me- di Trani. Ora non è che un borgo,
moria si onora il giorno primo di capo luogo di cantone della pro-
luglio. vincia di Palermo, sul fiume del
CARILLO Alfonso , Cardina- suo nome, con un castello gotico.
le. Alfonso Carillo, altrimenti Gan- Poco distante si veggono le rovine
glio da Cuenca, prima fu pseudo dell' antica Hyccara.

Cardinale dell' antipapa Benedetto CARINOLA, Celenna. Città ve-


, ,

3o CAR CAR
scovile regno delle due Sicilie,
nel rato duca da Enrico IV. Alla mor-
nella provincia della Terra di La- te del duca Enrico III, per man-
oro, col titolo di contea. Fu edi- canza di successione, Lotario II die-
ficata pressor antica Galeno, tra il de il ducato ad Erbone conte pa-
monte Massico, e il fiume Saone latino, a cui, nel i i4o, per volere
in posizione umida. Vuoisi fondala di Corrado IH, successe in questo
verso il io58 dai principi longo- dominio il conte di Sponheim En-
bardi di Capua, e fiorì allorquando gelberto, ma
la sua posterità ter-
essi distrussero Forum Claiidìi, le minò nel
1269. Passò il ducato
cui vestigia sono poco distanti, e sotto il dominio dei re boemi, ma
perciò dicesi Civita rotta. Il vescovo essendosene impadronito Rodolfo di
di quest'ultima città, la cui sede Absburg, nel 1282, ne investì Mer-
vescovile era stata eretta nel VI cardo, il quale, col suo genero Al-
secolo, verso
1087, essendo go-il berto d' Austria fece un accordo
vernata da s. Bernardo, trasferì il che all' estinzione della linea masco-
seggio a Carinola, che rimase suffra- hna la Carintia passerebbe nei di-
ganea della metropoli Capuana, sin- scendenti d'Alberto il che si verificò
:

ché cessò anche essa di esistere nel nel i32 I. Fu allora, che
i duchi Al-

18 18, allorché Pio VII la unì a berto ed Ottone vennero riconosciu-


Sessa. Si contano quarantotto vesco- ti per legittimi signori del ducato
vi, che governarono le due diocesi. da Ludovico, il Bavaro^ e rimase per
Tuttora si conservano la bella cat- sempre nella casa d' Austria. Nelle
tedrale, una collegiata, il seminario, ultime vicende fu varia la sorte
ed un convento di francescani. della Carintia, giacché, nel 1809,
CARIJN'TIA ( Carinthia ). Antica l'alta fu ceduta alla Francia, ed unita
provincia dell'impero d'Austria, che alle Provincie illiriche , finché nel
avea il titolo di ducato, e divide- 18 14, fu restituita all'Austria, ed
vasi in alta e bassa. Oggidì forma insieme alla bassa Carintia passò a
il circolo di Klagenfurt, e di Vil- far parte del regno Illirico. Attual-
Jacco del regno d'Illiria (Fedi). S. mente nella Carintia vi sono i ve-
Virgilio, vescovo di Salisburgo, vie- scovati di Gurk e di Lavant (Vedi).
ne venerato per apostolo della Ca- CARIOPOLI, o CLARIOPOLI
rintia , cosicché essa abbracciò la (Chariopolitan.). Vescovato in par-
dottrina di Gesù Cristo nel settimo tibusy sottoposto alla metropoli di
secolo. Gli antichi Carni abitatori Stauropoli, che da ultimo, nel conci-
delle Alpi della Carniola alta, ne sloro de'2 ottobre 1887, dal regnan-
presero il nome, e verso la caduta te Pontefice fu conferito a d. Raf-
dell'impero occidentale nel secolo faele Serena napolitano. Questa cit-
V sì dilatarono nel vicino Noricum, tà della Caria nell' Asia minore, fii
onde poscia si chiamarono Carinti. già sede e residenza vescovile fon-
In seguito vi si stabilirono molti data nel IX secolo, soggetta all'e-
slavi, e gli abitanti allora ebbero il sarcato di Tracia. Abbiamo noti-
proprio principe. Carlo Magno ne zia di quattro vescovi, che vi ebbe-
conferì il governo ad Ingevone , ro sede , e furono sulfraganei di
sottoponendo gì' imperatori suoi suc- Eraclea. L'altra Chariopolis , o Che-
cessori r intero paese ai margravi riopolis, o Cheropoli, sode vescovi-
Nel 1073 Marguardo ne fu dichia- le fondata nel secolo XII nella Mo-
CAR CAR 3i
rea, era sottoposta alla diocesi di guerra, isfituì l'Ordine della Carità
Misi tra. cristiana. QuelH, che vi erano am-
CARISSIMO. V. Caro. messi , dovevano portare una croce
CARTSTO {Carysti'n.y Città ve- al sinistro lato del mantello, stabi-
scovile della Crecia nella parte orien- lendo , che la croce dovesse essere
tale dell' isola di Negroponte, della circondata dal motto, ricamato in
primiera A caia neiresarcalo di Ma- oro: per aver fedelmente servito,
cedonia, presso il capo di Loro, con volendo dare così un premio d'in-
l)uon porto.Un tempo fu assai ri- coraggiamento a quelli, che in servi-
nomata tanto per le cave di mar- gio del proprio sovrano , e per la
mo, che per l'amianto, con cui for- gloria della nazione aveano affron-
mavasi una tela incombustibile. Al- tato valorosamente i pericoli. Ma
cuno la chiama anche Castel-Ros- quest'Ordine terminò colla vita del
so. Nel quinto secolo vi fu eretta suo fondatore.
una sede vescovile, suffraganea di CARITA\ Ordine religioso , sta-
Calcide di Negroponte ; ma oggidì bilito da s. Giovanni di Dio in ser-
è un vescovato in parlibus, sogget- vigio degli ammalati volgarmente
,

to alla medesima metropolitana, il chiamati Benfrateili. Vedi.


cui titolo ultimamente dall' odier- CARITÀ". Congregazione de' fra-
no Pontefice Gregorio XVI , nel ti di s. Ippolito. Verso l'anno i585
concistoro de' 17 settembre i838, un pio uomo chiamato Bernardino
fu conferito Giuseppe Gioac-
a d. Alvarez del Messico nelle Indie oc-
chino Goldtmann, per aver trasla- cidentali, animato dallo spirito di
tato alla sede di Beauvais l' attuai carità pel prossimo, che guidò san
vescovo, che il godeva. Giovanni di Dio, prima formò una
CARITÀ^ (s.) Questa santa, uni- società di persone divote , perchè
tamente alle due sorelle s. Fede e avessero cura de' poveri infermi, e
s. Speranza, sostenne glorioso mar- poi fondò per essi un ospedale fuori
tirio nel regno di Adriano. La ma- della città di Messico , col titolo di
dre di loro s. Sofia , condotta da s. Ippolito. Avvegnaché nel giorno
riverenza alle virtù teologali, impo- di questo santo si era convertita
se alle tre sue figliuole questi no- qiXella città dall'idolatria alla fede
mi, e dopo averle allevate nel ti- cattolica, formò colla detta società
mor santo di Dio, destò nei loro una confraternita , con apposite re-
petti il desiderio di morire per lui, gole. Furono queste confermate da
e le vide ripiena di santa letizia, Gregorio XIII, insieme all'erezione
versare il sangue per Gesù Cristo. da Sisto V, il quale
dell'ospedale, e
I nomi di queste tre sante sorelle esentò l'istituto altresì dalla giurisdi-
sono celebri nelle chiese d' Oriente zione degli Ordinari. Si accrebbero
non meno che in quelle dell' Occi- gli ospedali da loro fabbricati, onde
dente. la congregazione prese il nome della
CAR1TA\ Ordine militare. En- Carità di s. Ippolito. Clemente VIII,
rico III, re di Francia sedette su con breve de' 2 aprile 1594, accor-
quel trono dal 1^74 fino al 1^89, dò a questi spedalieri tutte le grazie
epoca della sua morte. In vantag- ed esenzioni concesse da s. Pio V,
gio dei militari resi imperfetti nel- Gregorio XIII e da Sisto V a quei
le membra [>cgli avvenimenti della di s. Giovanni di Dio. Non facevano
,,

3i CAR CAR
però gli spedalieri di s. Ippolito, che vi sìa in ciascun o.spedale, e questo
due voti, semplici di castità e di sia incapace di essere superiore della
povertà ; ma non credendosi obbli- congregazione.
gati a perseverare nella congregazio- In oltre Clemente XI, ai 17 giu-
gazione , l' abbandonavano quando gno 1701, col disposto della coslilu-
loro piaceva. Il generale, che avea zione , Injiincti , presso il tomo X
il titolo di maggiore, con alcuni suoi par. I del citato Bollario, concedette
religiosi ricorse allo stesso Clemente a questi spedalieri della carità di
Vili, quale con una bolla, data
il s. Ippolito la comunicazione de' pri-
il primo ottobre i594, gli olabligò vilegi degli Ordini mendicanti, e dei
in avvenire di fare i voti di peipe- chierici regolari ministri degli infer-
tua ospitalità ed ubbidienza, in vece mi, di che pur godono que* dell'Or-
degli altri due, e volle che fossero dine di s. Giovanni di Dio. Con
emessi anco da coloro, che già com- quest'Ordine quelli di s. Ippolito con-
ponevano la congregazione. vengono altresì nella forma dell'abi-
In seguito nacque da ciò un dis- to, ne differiscono che nel colore,
ordine , a cui riparò fr. Gio. Ga- poiché per quello di s. Ippolito è
breia procuratore generale di essi tanè, e pei Benfratelli (Vedi) pre-
con ricorrere al Pontefice Innocen- sentemente è nero.
zo XII, e domandando a nome dei Poco di poi, considerando lo stesso
suoi confratelli la licenza di pronun- Clemente XI , che dovendo essere
ziare i voti solenni, sotto la regola un solo sacerdote in ciascun ospe-
di Agostino, fece istanza, che ai
s. dale, poteva accadere che per la
venti spedalieri più anziani (dai qua- morte di esso dovesse restare alcun
li secondo l'ordinamento di Clemen- ospedale pertempo notabile senza sa-
te VIII doveva eleggersi il generale, almeno fino alle più pros-
cerdote, cioè
o maggiore), si sostituissero altri sime tempora, affinchè ne fosse or-
venti più esperimentati e capaci. Il dinato un altro permise ai 7.5 giu-
,

Papa aderì alla prima parte della gno 1701, colla costituzione, Cuin
domanda, e con la bolla. Ex debito^ sicut , che i chierici di questa con-
de' 20 maggio 1700, che si legge gregazione si potessero ordinare fuori
nel tomo IX, p. 539 del Bollano, di dette tempora. E vedendo Inno-
permise loro di fare i voti solenni cenzo XIII, che alcune costituzioni
di povertà, castità, ubbidienza ed d'Innocenzo XII non erano state
ospitalità, e di professare la regola trovate utili all' istituto, ai 7 agosto
di s. Agostino. Eresse la congrega- 1722, le corresse, e le accrebbe col-
zione in Ordine religioso, conferman- r autorità del suo breve. Exponi
dole i privilegi de' suoi predecessori, riportato dal Bollario romano, al
e la prese sotto la protezione della tomo XII, part. II, pag. 2 5o. Cle-
Santa Sede, ma in quanto all'elezio- mente XII poi, a' 19 aprile i73i ,

ne del maggiore, non volle innovare in virtù della costituzione, Emana"


cosa alcuna. Indi, a 1 1 giugno del- vit, il tom. XIII del Bollario,
presso
l'anno stesso, mediante la costituzio- stabilì che in ciascun ospedale vi
ne. Ex injuncto , approvò pure le fossero due sacerdoti, i quali però,
costituzioni una ve , fra le quali come prescrisse colla costituzione
n'è, che i frati dell'Ordine debbano Nuperj de' 7 ottobre i735, non po-
essere laici, e che un solo sacerdote tessero godere, come nell'Ordine dei
CAR CAR 33
Benfratelli, alcuna prelatura nella stico, o da alcun
semplice fedele,
congregazione, nella quale determi- sono pronti a prestarsi per quanto
nò ancora col contenuto della costi- è dato lor di potere. Fanno i voti
tuzione, Clini sicutj che in luogo di semplici e perpetui ; con questa
tre anni , come si faceva prima , si condizione però, che sieno stabiUti
celebrassero i capitoli generali di sei dietro il giudizio de' loro superiori.
in sei anni. Alcuni scelti dal superiore emetto-
CARITA'(IsTiTUTO della). Congre- no anche un quarto voto delle mis-
gazione religiosa ch'ebbe origine
j,
sioni al Sommo Pontefice, ponen-
nel 1828 sopra il sagro monte Cal- dosi a disposizione di lui.
vario di Domodossola nella diocesi Possono appartenere a questo i-
di Novara per opera del sacerdote stituto,oltre che i membri legati
conte Antonio Rosmini Serbati, ec- con voto, anche altri fedeli senza
clesiastico esemplare, ed autore ce- voti per mera divozione, al fine di
lebratissimo di opere filosofico-mo- prendere parte all' esercizio di quel-
rali, il quale impiegò tutte le sue le opere di carità, che l'istituto a-

fortune in vantaggio della medesi- vesse occasione di assumere. I su-


ma congregazione, nata e sviluppa- periori di questo istituto sono pri-
ta sotto gli auspici del Cardinal mieramente un superiore generale, e
Giuseppe Morozzo, vescovo di No- secondariamente de' superiori parti-
vara, non meno che del piissimo colari da lui proposti ne' vari luo-
Carlo Alberto re di Sardegna I . ghi, secondo i diversi peculiari biso-
membri di questo rispettabile istitu- gni. Quelli, che desiderano qualche
to, composto di sacerdoti e di lai- servigio dall' istituto, si rivolgono ai
ci, hanno per fine la propria e l'al- superiori del medesimo, i quali so-
trui perfezione e santificazione, pro- no obbligati di riceverlo senza ave-
curata coi vicendevoli aiuti, che si re nessun riguardo a' temporali in-
trovano in una società religiosa, ed teressi ,
purché sieno certi di ave-
esercitante quelle opere di carità, le re de' soggetti capaci di questo in-
quali loro sono possibili, e vengono carico; ma nel caso contrario, han-
ad essi domandate. Il perchè qualun- no il non assumere l'o-
diritto di
que pia opera da essi viene riguardata pera ricercata.
come essenziale occupazione dell' isti- Tra le opere caritatevoli^ in cui
tuto, non escluso l'insegnamento nel- questa congregazione ebbe occasio-
le scuole, ed il servigio negli ospe- ne di adoperarsi fino dal principio,
dali ec, anzi in quanto ad essi i una si fu la conversione dei prote*
membri di questo istituto predili- stanti, che vanno Domodosso-
a
gono i ministeri più bassi, e me- la dalla vicina Svizzera. Pietro Fa-
no considerati. Se niente venga lo- vre del cantone di Vaud, la mo-
ro domandato, attendono nelle loro glie e la figlia di lui furono i pri-
chiese alla preghiera, ed allo studio mi, di cui i sacerdoti della carità
nelle loro case. Si propongono poi abbiano ricevuta 1' abiura nel 1828,
in un modo speciale di prestar ogni e dopo quel tempo ne istruirono
ossequio a' vescovi, e di servirli in nella fede cattolica e indussero ad
ciò, eh' essi desiderano .per lo bene abiurare un gran numero, fra i

del loro gregge. E quando sieno ri- quali si conta anche la nobile don-
chiesti da alcun superiore ecclesia- zella inglese Letizia Frelawny, figlia

YOL. X. 3
,

34 CAR CAB
ilei baronetto Guglielmo Frelawny, In questo anno si apri una nuo-
membro del parlamento nella ca- va casa dell' istituto della Carità nel-
mera dei comuni per la contea di la medesima città di Domodossola, e
Corno vaglia. L'abiura di questa don- l'ottimo e benemerito conte Giacomo
zella fu ricevuta dal sullodato Car- Mellerio le affidò la direzione degli
dinal Morozzo ai i3 ottobre i833, studi del suo ginnasio, con appro-
e ne pai'larono le Memorie di Reli- vazione della regia riforma, a cui
gioncy e di letteratura di Modena, fu poi aggiunto un convitto di gio-
t. III. p. 449, e seg. vanetti, e lo studio della filosofia.

I membri di questa congregazio- A Stresa sul lago maggiore, in a-


ne furono chiamati successivamente mena posizione, havvi il noviziato del-
nel Tirolo italiano, nella Savoja, e l' istituto, in un edifizio apposita-
neir Inghilterra. Presentemente si mente fabbricato. Finalmente il pre-
trovano in due distretti di quel re- fato Sommo con lettere
Pontefice ,

gno, cioè neir occidentale e nel me- apostoliche dei 20 settembre 1839,
dio, de' quali sono -vicari apostolici che incominciano. In sublimi mili-
monsignor Baines vescovo di Siga tantis Ecclesìae solio , ha canoni-
e Walsh vescovo di Cambisopoh. Il camente approvata questa religiosa
sacerdote, che col titolo di vice- congregazione, i cui membri vesto-
provinciale regge presentemente l'i- no abito talare di color nero, della
stituto in Inghilterra, è d. Giovan- comune forma ecclesiastica.
ni Battista Pagani, noto per le pie CARITÀ". Ordine religioso del-
opere da lui Nel i835,
stampate. la b. Vergine. Esso fu istituito da
il detto regnante re di Sardegna certo Guido signore di Joinville nel-
Carlo Alberto esibì all'istituto del- la diocesi di Chalons-sur-Marne in
la Carità l'antica Badia di s. Miche- Francia, nel declinar del secolo XIII,
le della Chiusa nella diocesi e provin- colla regola di s. Agostino come
,

cia di Susa in Piemonte, per prov- racconta l' annalista Spondano al-
vedere al decoro, e alla venerazione l' anno 1290. I religiosi ebbero poi
di quel santo luogo, già un tempo in Parigi un convento chiamato Bil-
floridissimo monistero, detto capo dei lettes. I Pontefici Bonifacio Vili e
suo Ordine. A tal fine impetrò dal Clemente VI, i342, con
eletto nel
Papa regnante Gregorio XVI un autorità apostolica approvarono que-
breve, che fu spedito ai 23 agosto st' Ordine, che per altro essendosi
i836, e col quale il Pontefice con- poco propagato, non ebbe lunga
ferì all'istituto della Carità, l' am- durata.
ministrazione e il godimento di det- CARITÀ' DELIA Madonna. Ordine
ta abbazia. I padri della Carità vi delle religiose ospitalarie. Nel 1624
entrarono nell* ottobre dello stesso Simona Gaugain, ad imitazione dei
anno. Contemporaneamente il me- Benfratelli, volle istituire in Parigi
desimo religiosissimo re di Sardegna le monache per servir }e donne in-
fece trasportare in quella chiesa ferme. A tal effetto acquistò una
abbaziale le spoglie mortali di vari casa presso il convento de' minimi,
principi suoi antenati ; nella quale ed insieme ad alcune compagne,
occasione, l'abbate Gustavo de' conti pose le fondamenta del suo Ordine,
Avogadro Valdengo pubblicò la
di ufficio del quale è appunto quello di
Storia dell* Abbazia ec. , Novara 1837. assistere le donne inalate negli o-
CAR CAR 35
spedali. Superata dalla fondatrice bilimenti di carità, che andava fon-
ogni difficoltà, non senza particola- dando, massime in Parigi; ma ella
re assistenza divina, poscia terminò i col medesimo suo direttore volle
suoi giorni in Parigi ai i4 ottobre stabilire quest'Ordine composto di
i655, piena di meriti e col nome di zitelle , per servire i poveri aver ,

madie Francesca della Croce. cura de' vecchi, de' fanciulli e degli
Seguivano queste religiose ospi- infermi, cui la vergogna impedisce
taliere le costituzioni, che ai 20 lu- recarsi ne' pubblici ospedali. Il no-
glio 1628 loro diede Gianfrancesco viziato fu stabihto per le sue seguaci
de Gondy, arcivescovo di Parigi, e in Parigi nel sobborgo s. Denis, con
che furono, nel i633, approvate da voti semplici, e cinque anni di pro-
Urbano Vili. ve, e sotto la direzione de' superio-
In principio professarono la re- ri della congregazione della missio-
gola del terzo Ordine di s. Fran- ne. Assistevano queste monache an-
cesco, indi adottarono quello di s. co gl'infermi negli ospedali, visita-
Agostino, stabilendo però che al ve- vano le prigioni, ed istruivano le
spero e al mattutino si facesse com- fanciulle povere. L'istituto propa-
memorazione dei due santi, cele- gossi ovunque dopo la morte della
brandone la festa con rito di pri- benemerita confondatrice (che se-
ma classe. Aveano fondati ospedali gui ai 1 6 marzo 1 660 ) sì per , -

presso i loro monisteri, in cui ri- tutta la Francia, che nella Germa-
cevevano le donne inferme, non pe- nia, in Polonia, nelle principali città
rò di mali incurabili e contagiosi. d' Italia , e persino in America . Le
Molto per la Francia si sono esse pro- regole di quest' Ordine furono scrit-
pagate, e facevano i tre voti ordi- te dallo stesso s. Vincenzo de Paolis.

nari, non che quello di esercitare i Molte altre congregazioni si sono


detti uffizi ospitalieri colle femmine. formate in appresso sotto il nome di
L' abito loro era di panno bigio, cinto figlie, o sorelle della carità, e per lo

di un cordone bianco con uno sca- piti tutte addette agli stessi carita-
polare di tela bianca. Nelle funzioni tevoli esercizi, e composte, o presie-
usavano un manto egualmente bi- dute dalle principali dame.
gio,ed esercitavansi in altre pie pra- Correndo l'anno 18 19, nel pon-
tiche, come riporta il p. Annibali, tificato di Pio VII, alcune matrone
nel suo Compendio della storia de- romane istituirono in Roma puran-
gli Ordini regolari, parte III. p. co le sorelle della Carità, colle re-
1^5 e seg. gole presso a poco conformi alle sud-
CARITÀ^ (Sorelle della). Ordi- dette, ed ai 2 febbraio 1820, con
ne di mònache istituito da s. Vin- autorizzazione pontificia il Cardinal
cenzo de Paolis, e da madama Lui- Litta, allora vicario di Roma, ne
gia di Marillac, vedova di Antonio fece la canonica erezione nella chie-
le Gras, dette anche Figlie della sa di s. Maria de* Monti, costituen-
Carità, e suore grigie. Questa pia done il parroco a perpetuo diretto-
signora, essendole morto il marito re , sotto la presidenza de' Signori
nel 1625, si pose sotto la direzione della Missione, i quali debbono in-
di s. Vincenzo, che avea fondata tervenire alle congregazioni, che si

la congi-egazione de' Signori della tengono dalle sorelle. Sono escluse


Missione. Egli la impiegò negli sta- le donzelle, e solo ammesse a farne

i
,

36 CAR CAR
parie vedove e le maritate. Il
le no in oblate e in converse, ed os-
loro impiego consiste nel visitare due servano la vita comune. Fanno tutti
volte per settimana nelle proprie ca- gli ufficii relativi all' assistenza del-
se i poveri infermi cronici d'ambo le inferme, comprese quelle della
i sessi , esclusi dai grandi ospedali bassa chirurgia. La loro utilità ed
somministrar loro il medico, il chi- esemplarità mosse il regnante Gre-
rurgo e i medicinali gratuitamen- gorio XVI a stabilire queste ospita-
te, assistendoli eziandio, come si ag- larie anche nell' arcispedale di s.

gi-avino nel male, sì di giorno che Giacomo in Augusta nel quartiere


di notte. Fm le sorelle una ha il delle donne, il che effettuò nel i834,

titolo di superiora ; ed un
analogo con benefìzio e vantaggio dello stabi-
discorso , che si fa loro in ogni mese, limento, per la vigilante ed esemplar
infervora le esemplari sorelle al ca- carità, colla quale sì benemerite suo-
ritatevole ed utile ufficio. Esse, nel re assistono le malate. F. Ospe-
1826, si estesero nella parrocchia dali.
di s. Agostino, e in quella di s. Sal- CARITÀ' DELLA Madonna. Con-
vatore in Lauro de' March eggiani, e gregazione di religiose. Il p. Odone,
successivamente in altre parrocchie. fondatore della congregazione dei
Ne si deve passar sotto silenzio, che preti, da lui detti Odonisti, sotto
queste «orelle nei casi di bisogno si r invocazione di Gesù e Maria , fa-
prestano reciprocamente assistenza. cendo le missioni , convertì molte
Nel piedetto anno 1826, furono stam- donne peccatrici, le quali ai 25 no-
pate in Roma le Regole della corri' vembre 1641, da lui furono rin-
pagaia della Carità istituita da s. chiuse in una casa nella città di
F'incenzo de Paolis, ec, e di essa Caen. Aumentandosi il loro nume-
tratta monsignor Morichini, Degli ro, stabilì d'istituire colla regola
istituti di pubblica carità, ec, pub- di s. Agostino un nuovo Ordine di
bhcati in Roma nel 1882, alla parte reUgiose, che ai tre soliti voti ag-
I, capitolo XI. giungessero il quarto, d'impiegarsi
La pia principessa d. Teresa Bo- cioè nelle istruzioni, e nella cura del-
ria Pamphilj , volendo introdurre le donne pencolanti. Il p. Odone
negli ospedali femminili in Roma le scrisse per esse ancora le regole con-
sorelle della Carità, fondò nel 182 i fornii a quelle delle monache della
una congregazione di esse col titolo Visitazione, meno alcune particola-
di ospitala rie, le quali furono col- rità proprie di questo For- istituto.

locate neir arcispedale del ss. Salva- mò pure le costituzioni per le pe-
tore al Laterano, approvandone le nitenti, ordinando fra le altre cose,
regole, nel 1827, Leone XII. Nel che abitassero separate dalle mona-
medesimo anno si stamparono Co- che, e che fosse la congregazione
stituzioni per la congregazione del- diretta dalle religiose della Visitazio-
le ospitalarie^ detta della misericor- ne. Ai 2 gennaio 1666, Alessandro
dia, e quindi furono confermate dal VII con sua bolla l'eresse però in
regnante Pontefice. Fanno esse quat- Ordine religioso, per cui ben pre-
tro voti semplici, di povertà, casti- sto si diffuse in diversi luoghi di
tà, obbedienza
ed ospitalità. Posso- Francia. L'abito, lo scapolare, e il

no essere zitelle, o vedove, ed il lo- manto sono di color bianco, ma il

10 abito è di saia nero. Si divido- velo pel capo è nero. Sullo scapo-

I
CAR CAR 37
lare evvi un cuore di argento colla me. Liberato miracolosamente dalle
b. Vergine ed il Bambino scolpiti, sevizie di alcuni malandrini, diven-
giacche il p. Odone inculcò alle mo- ne anche possessore del loro dana-
nache lina particolare divozione al ro, col quale edificò una chiesa con
Cuor di Gesù e di Maria. Il perchè romitorio, che prese il nome di
celebrarono la festa del Cuore di Phai^os. Ivi molti ricevettero da lui
Maria sino dal i643, mediante l'ap- il battesimo, ed altri elessero di vi-
provazione di parecchi vescovi di vere sotto la sua direzione solita-
Francia, e la conferma dei Sommi riamente, con vesti di ciHcio e par-
Pontefici, e poscia celebrarono anco chissimo cibo, attendendo ad opere
quella del Cuore di Gesti. eziandio manuali, ed osservando le
CARITÀ' (Figlie della). Congre- regole, che il fondator loro aveva
gazione di religiose. L'istituto delle composte. Indi partì s. Caritone a
così dette Figlie della Carità ebbe fondare altro romitorio, chiamato
principio nella città di Verona nel- Sucam, ove grande fu il concorso
l'anno 1808. L'illustre e piissima delle persone per seguirne il vivere
dama Maddalena de' marcnesi di religioso. Ma il nostro santo, per
Canossa ne fu benemerita fonda-
la maggior austerità, abitava in una
trice; e Leone XII con amplissimo spelonca detta cremastos o pensile,,

breve apostolico de' 28 dicembre perchè non poteva ascendervisi che


1828, ne confermò pienamente le mediante una scala, finche santa-
regole. Trovasi questa istituzione mente morì nel pontificato di san
oramai diffusa per quasi tutto il re- Giulio I, eletto l'anno 336. L'abito
gno lombardo-veneto , ed anche al di questi religiosi era di colore leo-
di là di esso, con sommo vantag- nino, con cappuccio simile nella
gio della popolazione, mediante l' e- forma a quello dei greci. Riferisce
ducazione che riceve la gioventti più Isidoro, che tanto si accrebbero,
povera ed abbandonata , e l' assi- che in un monistero eretto
solo
stenza che si presta da queste -ali- dallo stesso istitutore, si contavano
giose alle inferme negli ospedali, non più di mille monaci, ed Apollonio
meno che l' istruzione alle contadi- aggiunge, che talvolta se ne nume-
ne per sostenere l'uffizio di maestre rarono cinque mila. K. Il Lippoma-
nelle ville, colla pratica ad un tem- no nelle Vite de Padri di quest' Or-
po degli spirituali esercizii ne' loro dine a' 28 settembre.
moni steri a comodo e vantaggio CARLISLE ( Carleoluni) . Città
della classe più agiata delle città. vescovile d'Inghilterra, capo luogo
CARITONE. Ordine religioso. della contea di Cuberland, situata
Esso fu celebre nell'oriente, e vanta in mezzo ad amene pianure al con-
origine antichissima, dappoiché ri- fluente dell'Eden, e del Caldew. Fu
conosce per fondatore s. Caritone chiamata anche Luguvalluni ed il _,

di Iconio, discepolo di s. Tecla, e «uo nome significa città presso il


di Paolo primo eremita. Neil' im-
s. muro, perchè è vicina a quello edi-
pero pertanto di Aureliano egli pa- ficato dai romani per difendere i
ti tormenti e persecuzioni siccome bretoni dalle scorrerie dei calcedo-
confessore della fede di Gesù Cri- ni. Nel castello, edificato nel VII
sto, e solo alla di lui morte usci secolo, da Egfrido re di Northum-
di prigione, e recossi in Gerusalem- berland, stette prigione la regina
38 CAR CAR
di Scozia, r infelice Maria Stuard. CARLO Borromeo' (s). Di Giber-
Dopo di aver fiorito sotto il domi- to Borromeo e di Margarita de' Me.
nio de' romani, ne* primordii del dici, sorella diGiannangelo poi Pon-
IX secolo, fu rovinata dai danesi. tefice, nacque questo santo nel castel-
Nel regno di David sovrano di Sco- lo di Arona a' 2 di ottobre dell'an-
zia appartenne Carlisle alla Scozia, no i538. I genitori di lui, se era-
e tanto piacque la sua posizione a no distintissimi per la nobiltà della
Guglielmo li, che montato sul tro- nascita, chiari non meno rendevan-
no inglese, nel io83, la fece rifab- si per la santità dei costumi, cosi
bricare. Sotto la dominazione di che il loro figliuolo non appena co-
Enrico III fu incendiala dagli scoz- nobbe la grandezza della sua origi-
zesi, disastro, che per avvenimento ne, che sentissi tratto dal loro esem-
fortuito si rinnovò in quello di pio all' esercizio delle cristiane virtù.
Odoardo I. Indi fortificolla Enrico Fanciullo ancora, dava egli non dub-
Vili, e il generale Lesly la superò bi segni di quella vocazione, che do-
nel i644> ^ ^^1 174^ cadde in vea renderlo in appresso il modello
pótei'e del pretendente Odoardo dei pastori della Chiesa di Cristo, poi-
Stuard ; ma il duca di Cumberland ché nulla curante dei piaceri anche
subito la fece tornare all'ubbidienza innocenti, cui quella età è di ordinario
deir Inghilterra. inchinevole, era tutto nelle pratiche
Alla fine del secolo XI venne di pietà, e nelle opere di miseri-
edificato in Carlisle un monistero cordia. Cresciuto negli anni, ricevet-
di canonici regolari, mediante 1' e- te la chericale tonsura, e compito
redità di certo Vauthier. La chie- il dodicesimo anno, Giulio Cesare
sa, magnificamente fabbricata con Borromeo , zio di lui gli rassegnò
disegno sassone gotico , talmente la abbazia di s. Gratiniano ^ e s.
piacque ad Enrico I, e a Turstand Felino , nel territorio di Arona,
arcivescovo di Yorck, che fu eretta che da lungo tempo era posseduta
in cattedrale suffraganea a detta da persone ecclesiastiche di quella
metropoli, coli 'approvazione del som- illustre famiglia. Carlo, cui non erano
mo Pontefice Innocenzo II verso ignote le regole della Chiesa, rap-
Tanno ii33, anche per togliere le presentò a suo padre, che delle ren-
differenze giurisdizionali, che nasce*» dite di quel ricchissimo beneficio vo-
ano tra il vescovo Glascow, e
di leva fosse distribuito a'poverelli quan-
quello di Yorcli, onde ne fu pre^ to sopravvanzava alla sua educazio-
posto a primo vescovo un tal A- ne, ed al servigio della Chiesa. Pie-

delvraldo, scelto dai canonici con no di compiacenza il buon padre


indulto apostolico . Nelle vicende per le sante intenzioni del figlio, in-

della riforma , soggiacque questa càricossi ben volentieri, nella mino-


sede alla sorte delle altre, e in par- rità di lui, della amministrazione di
te la cattedrale fu demolita; però quei beni, dandone il sopravvanzo in
ancora esiste il vasto suo coro. Vi limosina. Studiò Carlo la gramatica
ha pure in Carlisle la chiesa di san e la rettorica in Milano, fu indi a
Curberto degna di memoria; ma Pavia per lo studio del diritto ci-
ora questa città è sede d'un ve- vile e canonico, e, l'anno i55g, di
scovo anglicano, ed ha il titolo di ritornoda Milano, dove erasi con-
contea. dotto a cagione della morte di suo
CAR CAR 39
padre, vi prese il grado di dottore. 1^Ordine gerosolimitano di Malta. La
Restituitosi in patria, e giuntagli to- maggior gloria di Dio era 1' unico
sto la nuova, che il Cardinale de fine, che proponevasi il Borromeo
Medici, suo zio, era stato innalzato in ogni sua azione e imprendimento.
alla suprema dignità della Chiesa, Sempre guidato da questo pensie-
col nome Pio IV, anziché insu-
di ro, non è a maravigliare com'egli
perbirsene, e sentir compiacenza del- rispondesse perfettamente in ogni
le universali congratulazioni^ che da suo affare al desiderio di tutti i

tutta Milano se ne facevano, pensò buoni. Fatto più agli altri che a se,
essere pivi savio consiglio il ricorre- non risparmiava fatica pel bene del-
re a Dio, acciocché si degnasse di lo stato e della Chiesa , e siccome
non permettere, che cadesse in va- in mezzo a si grandi e svariate in*-
nagloria , fermando proposito di cumbenze non é difficile il prendere
non partire da Milano se non allo- un qualche abbaglio, egli, che non
ra che per obbedienza lo chiamasse sentiva molto avanti di sé stesso,
il Pontefice. Non andò guari di amò aversi sempre da vicino perso-
tempo, che il Papa lo volle a sé, e ne di specchiata virtù e prudenza,
giunto in Roma, lo fece segretario le quali frequentemente consultava,

de' memoriali, protonotario apostoli- sottomettendosi con somma docilità


co, e referendario d'ambedue le se- in ogni cosa al loro giudizio. Sape-
gnature. Dopo un mese da Pio IV va egli così saviamente distribuire il
fu creato Cardinale a' 3 1 di gennaio suo tempo, che non avea giorno in
dell'anno i5i6o, e gli venne con- cui alcuna ora non consacrasse alla
ferita la diaconia de' ss. Vito e Mo- orazione ed allo studio, e preso da
desto. Quindi nell'anno appresso fu caldo amore a quest'ultimo, ad istil-
nominato arcivescovo di Milano non , larlo in altrui, e ad isbandir l'ozio,
contando ancora il vigesimo terzo an- istituì nel Vaticano una accademia
no di età. Non è a dire quanto siasi di ecclesiastici insieme e di laici , i

adoperato il nostro santo per non quali con frequenti tornate doves-
accettare queste onorevoli cariche, e sero trattare di oggetti riguardanti
quanto fermamente durò in sino a che la religione ed progresso sempre
il

gli fu concesso di rifiutare la digni- maggiore degli ottimi studi; accade-


tà di camerlengo, di grande autori- mia di cui parlammo al suo articolo,
tà ed onorificenza, ed allora la più nel voi. I, p. 4^ di questo Dhionario.
lucrosa della corte romana. Il Pon- Se Carlo alloggiò in Roma un magni-
tefice,che teneramente lo amava, fico palazzo, e questo elegantemente
non già per la parentela, ma per addobbato, non é a credersi che il
la conoscenza del vero suo merito, cuore di lui fosse schiavo della am-
e perché in lui vedeva un utile e bizione, poiché anzi se esteriormente
zelante ministro dello stato , lo inca- viveva con pompa, affine di unifor-
ricò pure della legazione di Bologna, marsi all'uso della corte, egli sapeva
della Romagna e della Marca di An- mortificare sé stesso anche in mezzo
cona, stabilendolo anche protettore a quella grandezza, e perciò si rese
della corona di Portogallo, dei Paesi- più meritevole di encomio la sua
Bassi, dei cantoni cattolici della Sviz- umiltà. Quantunque la sua assen-
zera, e degli Ordini religiosi di za da Milano non fosse volonta-
s. Francesco, dei carmelitani, e del- ria, ed egU prestasse l'opera sua
,
.

4o CAR CAR
al bene universale della Chiesa, pu- finalmente glielo concesse, creatolo
ve Borromeo non poteva acquie-
il prima suo legato a Intere per tutta
tarsi sul fatto della residenza, e non r Italia. Il giorno primo di settem-
fece fine a^ suoi dubbi se non quan- bre dell'anno 1 565 , s. Carlo parfi
do il pio e dotto arcivescovo di da Roma, e trattenutosi un qualche
Braga, Bartolommeo de' Martiri, con giorno a Bologna, di cui era legato,
saggia decisione lo tranquillò intiera- fu a Milano, dove egli venne accollo
mente. Morto l'unico fratello suo, con le dimostrazioni della più sen-
nel mese di novembre dell'anno tita esultanza, parendo a quel popo-
1 562, e rimasta così senza consola- lo di rivedete in lui ricopiata la
zione e sostegno quella illustre fa- immagine di s. Ambrogio. Non mol-
miglia, i suoi amici ed il Papa me- to dopo il suo arrivo, apri il santo
desimo lo persuadevano a lasciare arcivescovo il primo concilio provin-
lo stato ecclesiastico, per ripararne ciale , cui intervennero due Cardi-
il danno, ma egli affine di liberarsi nali forestieri ed undici suffraganei
da ogni ulteriore sollecitazione, ri- di Milano. Fu comune l'ammirazio-
cevette l'ordine sacroprima che ter- ne nel vedere con quanto zelo e
minasse quell'anno, e non molto ap- pietà venne celebrato questo conci-
presso fu fatto gran penitenziere, ed lio da un giovane, qual era s. Carlo,
arciprete della basilica di santa Ma- di soli ventisei anni di età. Si trattò
ria Maggiore, divenendo in seguito principalmente in questo concilio in-
prete del titolo di santa Prassede torno alla riforma del clero, alla
Non è tacersi quanto egli siasi ad- celebrazione dell'offizio divino, all'am-
operato , con sommo zelo e pru- ministrazione dei ss. Sacramenti, al-
denza ,
per la conclusione del conci- la maniera di tenere il catechismo,
lio di Trento, avvenuta l'anno se- tutte le domeniche e feste dell'anno,
guente i563, avvertendo i vescovi in ogni chiesa parrocchiale, facen-
e i principi del cattivo stato di sa- dosi sopra tutto questo, dei sapien-
lute del Papa ,ed eccitandoli con tissimi regolamenti. 11 Pontefice, to-
caldissime istanze ad affrettarne il sto che ne fu informato, scrisse al

compimento j né è da passarsi sotto nipote le sue più. confortanti con-


silenzio, come egli, tostochè fu sciol- gratulazioni. Posto termine al con-
ta quella venerabile assemblea, die- cilio, la prima cura di s. Carlo fu

desi ogni premura di far eseguire rivolta alla visita della sua diocesi.
tutti i riguardavano la
decreti, che Avuta notizia, che il Papa era gra-
riforma della disciplina. Non appe- vemente ammalato, parti per Roma,
na seppe, che la diocesi di Milano con santa libertà scuoprì allo zio il
abbisognava della presenza di lui suo pericolo , e volle egli stesso

a togliere alcuni disordini, ai quali amministrargli il santo Viatico e


in vano si studiava di rimediare il l'estrema unzione, né si allontanò
piissimo suo vicario generale Orma- da lui, ma unitamente a san Filip-
netto, fece istanza al santo Padre, po Neri lo assistè sino alla morte,
perchè gU permettesse di partire, e che avvenne a' io dicembre dell'an-
cosi ardentemente ne lo pregò, che no 1 5^5. s. Pio V, successore a que-
ottenne di andare a Milano per te- sto Pontefice, voleva persuadere il

nervi un concilio provinciale, e far nostro santo a trattenersi in Roma,


la visita della sua diocesi . Pio IV come per lo avanti, ma egU, che
CAR CAR 4^
desiderava di riparare ai disordini sconosciute o superstiziose, negletli
della sua diocesi
,
pregò il Papa a i sacramenti, e i sacerdoti per la
dispensamelo sebbene senza riguar-
, maggior parte ignoranti e scostuma-
do alcuno, a solo bene della Chie- ti, s. Carlo tenne sei concilii provin-
sa, ne avea promosso V esaltazione ; ciali ed undici sinodi diocesani, e
e rimastosi con lui alcuni gior- pubblicò degli
ordinamenti e delle
ni soltanto per informarlo delle co- istruzioni pastorali,
che si ebbero
se dello stato. Indi rinunziò le cari- poi sempre dai più zelanti pastori
che che disimpegnava , dalle quali come modelli in simil genere. Seb-
traeva una rendita di cinquanta bene da principio il santo arcivesco-
mila scudi; ed abbandonò quella vo abbia incontrate delle difficoltà
capitale, giungendo nella sua Mi- nella esecuzione dei decreti dei suoi
lano nel mese di aprile del i566. concili, pure égli seppe cosi accop-
Ad ottenere con più efficacia la ri- piare alla dolcezza dei modi una
forma della diocesi, pensò essere di fermezza inflessibile, che non v'ebbe
molto vantaggio l'unire all'eloquen- in progresso chi non si assoggettasse
za della parola ,
quella ancora del- alla regola. La predicazione della di-
l' esempio , ammaestrato dal divino vina parola era da lui sostenuta con
Pastore, di cui è detto, che pri- amorevole assiduità e copiosissimo
ma fece e poscia insegnò. Quantim- frutto : e siccome egli era persuaso,
que laprecedente sua vita fosse sotto che la più efficace maniera a per-
ogni riguardo esemplare, pure egli petuare la cognizione e la pratica
si studiò di meglio piti sempre per- della religione consisteva nello istrui-
fezionarla, e vi riuscì per modo, che re i fanciulli , non contento di in-
divenne oggetto della imiversale ve- fiammare a ciò i sacerdoti tutti della
nerazione. Troppo lunga cosa sareb- sua diocesi, piantò molte scuole, nel-
be r enumerare le distinte virtù di le quali insegnavansi i primi erudi-
lui, e difficile il dire in quale più menti della fede, dandone egli me-
che nelle altre risplendesse , se in desimo il regolamento. L'anno i5jS
tutte egli toccava il sommo grado istituì la congregazione degli oblati
della perfezione cristiana. Nelle ora- di s. Ambrogio, composta di preti se-
zioni riceveva grazie e consolazioni colari, i quali si offerivano al vesco-
straordinarie, che desiderava non vo per lavorare nella vigna del Si-
fossero notead alcuno , mortificava gnore, ed a questi affidò in seguito
continuamente il suo corpo colle più il reggimento del grande suo semi-

lunghe astinenze, e con asprezze le nario, governato in prima dai ge-


più rigorose, distribuiva ai poveri suiti , che lo rinunziarono. Formò
ed agli ospitali ogni sua rendita fa- ancora in Milano una società di pie
mi gh are, e quanto a lui veniva da- donne , affinchè col buon esempio
gli altri beneficii, non riservando loro giovassero al ravvedimento di
per se stesso che breve parte dei altrui, e ne ebbe i più consolanti
suoi averi. Lo zelo pastorale di lui risultati. Nelle visite di tutta la sua
mal comportando i disordini in che diocesi mostrò chiaramente quanto
miseramente era avvolta la diocesi ardesse il cuore di lui dell'amore di
di Milano sicché le grandi verità
, Dio e del vantaggio delle anime al-
della salute parevano andate in di- la sua cura affidate, poiché in que-
menticanza, le pratiche di religione ste ebbe a sofferire continui disagi
4^ CAR CAR
nel corpo, per la distanza e difficol- davano il bene della sua diocesi, pure
tà dei luoglii, e multe amarezze nel- faceva in modo, che, questi adem-
lo spinto per la pervei'sità di alcuni, piuti ,
gli rimanesse alcun che di
che si studiavano di opporsi alle sante tempo per assecondare cotale suo
intenzioni del loro prelato, lo che desiderio, e ben volentieri aiutava
tutto egli valse a superare con in- del suo consiglio e dirigeva nello
vitta costanza , rallegrandosi molto spirito quei molti, che a lui accor-
allorquando per amore di Gesù Cri- revano , come a privato direttore
sto dovea sopportare anche il fred- della coscienza. In una parola la vita
do, la fame e la sete; e di questa di lui fu in ogni sua parte conse-
non curanza del propizio bene per crata per modo
maggior gloria
alla
provvedere a quello degli altri, non di Dio, ed al vantaggio delle anime,
dubbia prova noi abbiamo in quel da potersi asserire con franchezza,
tempo nel quale la pestilenza me- essere stato il nostro santo uno dei
nava i suoi guasti nella diocesi di più distinti pastori della Chiesa di
Milano. Egli, anziché seguire il con- Cristo. Ma le durate incessanti fa-
siglio di molti, che lo persuadevano tiche nel governo della sua diocesi,
a ritirarsi in alcuna altra parte non e le severe sue penitenze, venivano
infetta, affine di conservare la pre- così logorando i preziosi giorni di
ziosa sua vita, sostenendo che un lui, che a dì 24 di ottobre dell'an-

vescovo, il quale è obbligato a dare no i584 gravemente infermò, e ren-


il sangue pel suo gregge, non pote- dutosi inutile ogni umano rimedio,
va senza grave colpa abbandonarlo il giorno 4 novembre dell'anno me-
nel pericolo, volle assistere egli me- desimo nella ancor fresca età di
desimo i malati, e amministrar loro quarantasei anni, e ventiquattro di
i sacramenti, esortando così anche Cardinalato , col riso sulle labbra,
col l'esempio i suoi cooperatori a non che sembrava un presagio della fu-
curare la propria vita temporale in tura sua gloria, santamente morì.
confronto degli spirituali bisogni dei Il Signore rese chiaro ben presto il

loro fratelli. Ordinò in quella lut- santo arcivescovo con gran copia
tuosissima circostanza tre processioni di miracoli , a di lui intercessione
generali, cui egli intervenne a piedi operati, e l'anno i6io fu Carlo so-
scalzi, con una corda al collo , e lennemente canonizzato nel primo
con un crocefisso nelle mani, offe- di novembre dal Pontefice Paolo
rendosi vittima al Signore per li V. Tra le sue opere pubblicate par-
peccati del suo popolo. Ne solamen- ticolarmente in Milano nel 1747 in
te ai soccorsi spirituali si rimaneva voi. V sono degne di special
in fol.

l'ardente carità di lui, ma per assi- riguardo pei confessori,


le Istruzioni

stere ai poveri fece fondere tutto il che il clero di Francia fece stampa-
suo vasellame, e diede loro in sollie- re a sue spese; ed Acta Ecclesiae
vo ogni suo mobile, per sino anche Mediolanensis , Milano iSqq, in fog.
il suo letto; ed in un sol giorno Si hanno ancora molte sue opere
distribuì ai poveri quaranta mila scudi, dommatiche e morali, e la biblioteca
e ventimila in un altro. Egli amava di del santo sepolcro di Milano con-
assistere persone moribonde, e
alle serva trenta volumi manoscritti di
quantunque mettesse innanzi ad ogni lettere del santo prelato.
altra cosa i doveri generali, che guar- Fra le molte vite di s. Carlo
,,

CAR CAR 43
Borromeo, delle quali riporta un ca- re. E così avvenne nel fatto, poiché
talogo il Novaes t. IX, p. i i3, una mentre faceva orazione nella chiesa
delle più esatte e piìi ampie, anzi, di s. Donaziaiio, innanzi all'altare
al dire del Volpi, delle più belle, della beata Vergine , fu assassinato
accurate e giudiziose vite de' santi dai suoi nemici nell' anno 1 1 24.
scritte in italiano, è quella di Giam- CARLO MAGNO (b.). Fu figliuo-
pietro Giussani, medico milanese, e nacque nell'an-
lo del re Pipino, e

poi oblato di s. Sepolcro, che fu no 742. Rimasto, per la morte del


stampata in Roma dalla tipografia padre e del fratello Carlomano, so-
camerale nel 1610, e poi in Brescia lo padrone di tutta la monarchia

nel 161 3. Il Rossi, dotto prete del- francese, si rese chiaro così per la
la congregazione degli oblati, la grandezza delle sue conquiste, da
tradusse in latino, e poi venne ar- meritarsi il soprannome di Magno.
ricchita di osservazioni importanti Egli si mostrò assai pio, zelante e
dall' Oltracchi, e pubblicata nel ijSo caldo per la causa dei Pontefici
in Milano. Monsignor Godeau la ed Adriano I ( Fedi ) e Leone IH
scrisse in francese, e la pubblicò a (Vedi) ne' varii bisogni dello slato
Parigi nel i663; ed ivi il p. Tou- sperimentarono i benefici effetti del
ron stampò la sua nel 1761. figliale attaccamento di lui. Il primo

CARLO IL Buono (ven.). Fu fi- Carlo Magno l'ebbe in conto di


gliuolo a s. Canuto re di Danimar- padre, ne pianse la morte, e ne ce-
ca. L'anno 1 1 1 9 divenne conte di lebrò le geste; dal secondo ricevet-
Fiandra per testamento di Baldovi- te la corona imperiale, rinnovando
no. Mostrossi adorno di tutte le cri- in lui con autorità apostolica l'im-
stiane virtù, ma quelle, che più bril- pero d'occidente. Noi non diremo
larono in lui, furono la carità verso delle vittorie di questo principe, e
i poveri e la umiltà. Più volte degli avvenimenti maravighosi, che
diede fondo ai suoi tesori per sov- lo riguardano, venendone trattato
venire gì' indigenti , e non fu raro ai rispettivi articoli. Qui è nostro
il caso, che vendesse anche le vesti intendimento di mostrarlo solamen-
per sostentarli. Amava più chi lo te benemerito alla religione ed al-
rimproverasse d'un qualche fallo, la Chiesa, e porre in chiaro del-
che non chi lo esaltasse per le sue le azioni di lui quelle soltanto, che
virtù e perchè a guarentire la mi-
: degno lo resero del titolo di bea-
seria dall'oppressione dei grandi sta-^ to. Non è a qegarsi, ch'egli non
bili soavissime leggi, si attirò l'odio abbia macchiato i primi suoi an-
di questi, tra i quali Bertulfo, ini- ni con quei disordini, ai quali d' or-
quo usurpatore, venne nell'empia dinario la gioventù è troppo in-
deliberazione di torgli la vita, e non chinevole; ma se fU peccatore, sep-
durò molta fatica a trovare di un pe ancora redimere i suoi peccati
tal delitto scellerati esecutori. Ne fu con larghissime limosine, e coU'e-
avvisato il venerabile Carlo ; ma egli, satto adempimento dei doveri del
anziché procurarsi uno scampo, rispo- vero cristiano. Non contento di san-
se, che se era in piacere al Signo- tificare se stesso, egli, che per la
re di troncare i suoi giorni, egli sua condizione più che altri mai lo
moriva contento, non potendosi per- poteva, si adoperò di promuovere
dere la vita per una causa miglio- la santificazione aneora negli altri
,

44 CÀR CAR
€ ben conoscendo, che il contegno carmelitani (Fedi), dei quali da al-
delle persone consagrate al Signo- cuno si rimontare l'origine non
fa
re ha molta forza sui popoli, usò solo alla prima età della Chiesa
moltissima cura per la riforma del ma altresì a quella de' profeti, cioè
clero e dei monisteri, e di qui eb- allo stesso Elia, che si vuole istitu-
bero origine quei molti sinodi, nei tore de* religiosi detti dell' antica os-
quali si stabilirono quegli esimii re- servanza. A tale questione impose
golamenti, che trovansi nei Capito- silenzio Innocenzo XII , mediante
lari di questo principe. Mostrò la la costituzione, Redemptoris , che
pili interessante premura peixihè il emanò ai 20 novembre i6q8. Il

divino servizio con quel


si facesse Bonanni, nella seconda parte del
decoro e con quella maestà, che Catalogo degli religiosi , Ordini
conviene alla grandezza di Dio, e stampato in Roma nel 1741, al nu-
decorò a tale effetto con grande ma- mero 37, racconta, parlando delle
gnificenza le chiese, e le provvide di antiche monache del monte Car-
vari e preziosi ornamenti per la ce- melo, che verso l'anno 826, essen-
lebrazione dei sagrosanti misteri. Lo dosi recata in Gerusalemme l'im-
zelo di lui fu ardentissimo a toglie- peratrice s. Elena per discoprire il
re quelle nuove dottrine, che a' suoi sepolcro del Redentore, il rinvenne
giorni tentavano di guastare la pu- ove stavano due monache solitarie
rezza della immacolata fede di Cri" nascoste in una spelonca per non
sto, e ne ebbe i piti confortanti ri- essere uccise dai barbari , secondo
sultati.Questo ottimo sovrano, che che riporta a detto anno il p. Le-
tanto operò per la maggior gloria zana annalista dell* Ordine carme-
di Dio, e per lo splendore della litano. Il Bostio, ed altri storici
santa Sede apostolica, mori nel set- affermano, ch'erano religiose car-
tantesimo secondo anno di sua età, melitane, denominate anche di s.

a' dì 28 di gennaio dell'anno 814. Elia, giacche, secondo quegli autori,


Sebbene il decreto di sua canonizza- in tal' epoca non si conosceva altro
zione sia dato a* 29 dicembre 11 65 Ordine regolare. Certo è, che la pia
dall'antipapa Pasquale III; pure la Augusta fondò un monistero presso
s. Chiesa in considerazione delle be- il s. Sepolcro, in cui pose molte
nemerenze di Carlo Magno, tollerò vergini, affinchè vivessero colla re-
il culto, che alcuni a lui rendono, gola de* solitarii abitanti del monte
e non abrogò il decreto dell'ille- Carmelo, dando loro per direttrici
gittimo Pontefice: per la qual cosa le due monache menzionate.
può considerarsi come dalla mede- Il succitato autore parlando poi
sima Chiesa beatificato. Così la opi- al numero 38 delle monache car-
narono il Lambertini, e il Contelori. melitane d'Europa, ed altrove, as-
Il suo nome peraltro non fu intro- seriscech'erano sparse ovunque, e
dotto nel Martirologio romano. Egli è si distinguevano per santità di vita,
onorato da molte chiese di Francia, avendone mitigata l'antica regola In-
di Fiandra e di Germania, la sua nocenzo IV nel 1248. Ignorasi per
memoria però non è venerata nella altro qual fosse il primo monistero
Chiesa universale. di esse in Europa, e sembra che si
CARMELITANE. Ordine di Mo- principiasse a fondarle nell' epoca, in
nache, che seguono la regola dei cui gli storici riportano il trasferi-
,

CAR CAR 45
nieuto de' carmelitani dalla Palesti- vi si ne prese l'abito, e nel
ritirò,
na. Abbiamo inoltre dal p. Luigi i4B5 vi morì in odore di santità.
di s. Teresa, autore del libro: La Le monache di Huy, siccome vicine
successione di Elia^ seguito da altri, al convento dei religiosi, aveano in
che il b. Giovanni Soreth, essendo principio la chiesa intitolata delle
generale de' carmelitani, ottenne da tre Marie in comune: ma ad evi-
Nicolò V, divenuto Papa nel i447j tarne r incomodo la pia duchessa ,

il privilegio di poter avere il suo ottenne dal Pontefice Sisto IV, che
Ordine i monisteri delle monache, le sue monache passassero in un mo-
come gli aveano
domenicani e gli i nistero di benedettine , dopo aver
agostiniani , riputandosi a vergo- loro ottenute molte grazie spirituali
gna, diceva, che gli altri Ordini a- e privilegi. Queste religiose differi-

vessero donne osservatrici delle loro vano nell'abito dalle altre carmeli-
regole, e che il solo Ordine carme- tane, usando tonaca e scapolare di
litano , . particolarmente istituito pef color bigio , mantello bianco fode-
onorare la regina delle vergini, non rato di pelli d'agnello, e velo nero
ne avesse alcuno di queste. Da ciò in testa.
inferisce l'autore della Storia degli Vestono le monache carmelitane,
Ordini religiosi^ tradotta dal p. Fon- come i religiosi dell'antica osservan-
tana, tomo I, part. I, cap. 44) che za, cioè tonaca e scapolare di color
le monache carmelitane fossero isti- tanè, velo bianco sul capo, cui ne so-
tuite, verso l'anno 1452, dallo stesso vrappongono altro nero, e recandosi
b. Soreth coli' autorità apostolica in coro, assumono anche un manto
della bolla conseguita da Nicolò V, bianco a guisa di cappa, essendo
per cui fondò in Francia i primi tutto di lana. Egualmente vestono
cinque monisteri. Tuttavolta che pri- le monache riformate e della stretta
ma delle suindicate epoche esistes- osservanza, siccome tutte unite al-
sero monisteri di carmelitane, lo ri- l'Ordine carmelitano e sottoposte ,

leviamo dalla costituzione Sanctorum gir immediata giurisdizione del p.


meritis, presso il bollario Or-
dell' generale. Godono perciò i privile-
dine, parte I, appendice p. 546, di gi dei mendicanti; ma è da avver-
Giovanni XXII, con cui accordò in- tirsi,che non tutte le monache car-
dulgenza per la chiesa delle carme- melitane sono soggette alla giurisdi-
litane di Messina. Checche ne sia zione del p. generale, mentre gran
si prese tanta cura il zelante padre parte di esse dipendono da quella
Soreth , che volle sempre visitarle de' rispettivi Ordinari. Fra le car-

di persona, mentre talvolta ad altri melitane fiorirono un gran numero


commetteva la cura di visitar i con- di serve di Dio, e, per non dire che
venti de' suoi frati ,
principalmente delle principali, solo nomineremo s.

il monistero di Liegi (dal quale per Teresa solennemente canonizzata nel


la distruzione recatavi nel 1468 da 1622 da Gregorio XV, fondatrice
un incendio, fece trasferir le mona- de' carmelitani scalzi, e delle carme-
che ad Huy), nonché l'altro di Van- litane scalze (Fedi), e s. Maria Mad-
nes, fabbricato nel i463 dalla ven. dalena de' Pazzi, che colla stessa so-
suor Francesca del regio sangue lennità fu esaltata all'onore degli
d'Amboise, già duchessa di Bretta- altari nel 1669 da Clemente IX.
gna, che dopo la morte del marito F. il p. Daniele della Vergine Ma-
,

46 . CAR CAR
ria nella frigna del Carmelo, al colari usanze introdotte nel moni-
n." 996, e Martirologio gallica-
il stero dì Firenze da s. Maria Mad-
no tlcl Soussay a* 4 ottobre. dalena de' Pazzi, cui danno il titolo
In Róma le carmelitane hanno di madre. Quindi, a differenza delle
la. chiesa, ed
il monistero sotto il antiche carmelitane, usano nel di-
Incarnazione del Ver-
titolo della ss. vino uffizio il rito romano, ed han-
bo divino, detto delle Barberi ne, no costituzioni proprie approvate,
presso le terme Diocleziane, per la nell'anno 1657 ^i ^^ ;dicémbre,
strada che conduce a porta Pia. In dal Cardinal Carlo Barberini loro
questo luogo anticamente eravi una protettore.
chiesa dedicata all' Annunzia^ione di CARMELITANE Scalze. Ordine
Maria Vergine, con un ospizio dei di monache, dette anche Teresiane.
romitani di monte Vergine. Il mo- Di tutte le riforme dell'insigne Or-
nistero fu fatto fabbricare nel 1639 dine carmelitano, la più celebre e
da Urbano Vili, Barberini ^ ove ragguardevole è quella eseguita da
poi entrò la moglie di d. Paolo s. Teresa d'Avila. In quella città,
fratello del Pontefice, colle figlie, nel nel i535, entrò ella nel monistero
recarsi da Firenze a Roma; ed il delle carmelitane, detto dell'Incar-
suo nipote Cardinal Francesco Bar- nazione, quale seguiva la regola
il

berini , detto il seniore, per mezzo di s. Alberto, approvata da Onorio


Paolo Picchetti, eresse
dell'architetto III, e ai 2 novembre ne vestì l'a-
dai fondamenti la contigua chiesa bito. Ricolma delle divine grazie,
da lui stesso consagrata ai 23 ot- superò le prove del noviziato, e fece
tobre 1670, i cui quadri furono di- la solenne professione. Quindi, ar-
pinti dal rinomato Giacinto Brandi. dendo il suo cuore del desiderio
Alessandro VII diede in cura a que- di riformare il proprio Ordine a
ste monache la contigua chiesa di vivere con maggiore austerità, e di
s. Cajo (Vedi). Ma il Piazza, Gerar- più aumentarlo a riparazione dei
chia cardinalizia^ p. 554, <^ice che danni recati alla Chiesa dai prote-
fu Urbano Vili, il quale fece tal con- stanti , incoraggita da una divina
cessione. Per la vicinanza al pontificio rivelazione, comunicò il suo divisa-
palazzo del Quirinale, il monistero fu mento ad alcune fanciulle secolari,
onorato dalle visite di parecchi Papi, che seco convivevano nel monistero,
massime di Clemente XI e Inno- le quali si dichiararono pronte a
cenzo XIII; e nel 1724 Benedetto seguirla. La sua cugina Antonia
XIII vi vestì coli' abito religioso due de Paxas, chiamata poi in religione
figlie del principe Pamphilj, Nel Antonia dello Spirito Santo, ed
1742 si stampò in Roma il Ritua- una dama somministrarono loro
le del ven. monistero della ss. In- mezzi per acquistare una casa, on-
carnazione del Verbo divino in Ro- de col consiglio del confessore e
ma, e degli altri monisteri dell'i- de' ss. Pietro d'Alcantara, e Ludo-
slituto carmelitano j ed il Venuti, vico Bertrando, intraprese in Avila
nel tomo I, p. 180, della sua Ro- la fondazione del primo monistero.
ma moderna, ci dà notizie sulla Ad difficoltà, che
onta delle gravi
detta chiesa e monistero. Queste car- incorse, ne ottenne da
nel i562,
melitane però appartengono ad una Pio IV, ai 7 febbrajo per organo
specie di riforma, secondo le parti- del Cardinal penitenziere maggiore,
CAR CAR 47
la facoltà diretta a due illustri ma- poi canonizzato da Benedetto XIII
trone benemerite dell'opera, coli' ap- ( ilquale per averla ajutata in tale
provazione ex nunc prò tiinc degli riforma è riconosciuto qual confon-
statuti, e delle ordinazioni da com- datore de' Carmelitani scalzi ), venne
pilarsi dalla priora, e dalle mona- aperto il primo convento in Dur-
che intorno governo del moni-
al velo, e poi quello di Pastrana rico-
stero. Cosi la santa v«nne abilitata nosciuto dall'Ordine per principale,
a stabilire la riforma, ed erigere un giacché ivi si perfezionò la regolare
monistero di Carmelitane, sotto quel osservanza. V, Carmelitani Scalzi,
titolo, che le fosse piaciuto, coU'ob- detti anche Teresiani.
bligo di seguir Y istituto carmelita- Frattanto le fondazioni delle mo-
no, e colla soggezione al vescovo nache si moltiplicarono, e la rifor-

d'Avila. matrice ebbe la consolazione di es-


La nuova casa fu dedicata a san serlo anche di quello della sua pri-
Giuseppe protettore dell'Ordine, e ma professionecooperandovi Io,

particolare santo di s. Teresa. Vi stesso p. Giovanni della Croce, che


introdusse essa la detta sua cugina, ne divenne confessore, e prima di
e tre orfane povere , cioè Anto- morire potè vedere già fondati di-
nia dello Spirito Santo, Maria della ciassette monisteri, e quindici con-
Croce, Orsola de' Santi, e Maria venti dì sua riforma. Essa fu gra-
di Giuseppe, che furono come
s. ziata da Dio dei più grandi favori,
quattro pietre fondamentali della del dono della contemplazione, della
stessa riforma. Vestirono esse una rivelazione , risplendendo eziandio
tonaca grossolana, collo scapolare di per uno spirito superiore e straor-
color tanè, coprirono il capo con dinario quale si ravvisa nelle sue
una grossa tela, e incedendo scalze opere ascetiche tutte spirituali, e
nei piedi, incominciarono ad osser- piene dell' intelligenza delle cose di
vare r antica regola dell'Ordine, se- Dio. Dopo la beata sua morte il

condo le dichiarazioni d' Innocenzo suo istituto si propagò per tutto il

IV. Superate altre contrarietà, santa mondo, e il Cardinal BerLille con-


Teresa ai 5 dicembre i562 conse- dusse sei religiose dalla Spagna in
gui dal medesimo *Pio IV, per lo Francia , fra le quali due erano
stesso mezzo del Cardinal peniten- state discepole della fondatrice. Il

ziere maggiore, accedendo poi alla primo monistero si fondò per esse
conferma lo stesso Papa con altra in Parigi nel borgo di s. Giacomo,
costituzione, che non potesse il suo ed ivi ritirossi la duchessa de la
istituto possedere cosa alcuna né in Valliere, ed avendo la regina di
particolare, né in comune, e vivesse Spagna Elisabetta mandato in dono
colle limosine. In principio vennero a quella di Francia Maria de' Me-
escluse le converse,perchè si servis- dici un dito della santa, essa Io
sero scambievolmente. Niente sgo- diede al detto monistero.
mentata dai vinti ostacoli, s. Teresa Tuttora propagate fioriscono le
concepì il meraviglioso disegno di Carmelitane scalze con singoiar edi-
riformare anche i religiosi del me- ficazione, e vantaggio dei popoli. In
desimo Ordine. Il perchè aiutata alcuni luoghi sono soggette ai su-
dai due carmelitani p. Antonio di periori dell'Ordine, e in altri agli
Gesù, e p. Giovanni della Croce, Ordinari. Ove ciò possa farsi senza

I
j

43 CAR CAR
certo aggravio, debbono vivere di rita per aver contribuito in quel
iimosiue, e non possedere veruno regno a propagare sì esemplar isti-
slabile. Ne' raonisteri, che hanno tuto, e ciò ad istanza dell'assemblea
rendite, venti debbono essere le mo- del clero di Francia, di Luigi XVI,
nache, comprese tre converse, e si e di altri, che ne supplicarono la
ammette in qualche caso una de- Santa Sede. In Roma vi sono cin-
cima ottava corista. Ne* mouisteri que monisteri Carmeli-
di religiose
privi di rendite sufllcienli ricevono tane scalze, Giuseppe a
cioè di s.

un minor numero di monache. Il capo le case, di s. Maria del Monte


vestiario è superiormente si
quale Carmelo in s. Egidio nel rione di
è accennalo. Solo aggiungiamo, che Trastevere, de* ss.. Pietro e Marcel-
portano il soggolo sullo scapolare, lino , Maria dell'Assunta detta
di s.

e che al velo nero del capo ne so- Regina CoeH, e di s. Teresa, come
vrappongono altro più ampio, par- appresso.
ticolarmente quando si debbono Presso la piazza di Spagna sonovi
comunicare. Il mantello, o la cappa la chiesa e il monistero di s. Giu-

è bianca, e più lunga dei frati; i seppe a capo le case, cosichiamato


sandali sono di canape, e le calze perchè all' epoca della sua prima
di panno grosso, secondo le prescri- erezione, non eranvi come al pre-
zioni dell' istitutrice, benché si chia- sente altre case in sito più elevato
mino scalze. Tutti i loro indumenti su questa estremità del monte Pin-
sono di lana, e Tuso del lino è cio.La chiesa e il monistero furo-
affatto vietato. Pel loro tenore di no, nel 1598, edificati dalla pietà
vita austero (giacché dormono su del p. Francesco Soto spagnuolo,
letti senza materazzi, cioè su sac- sacerdote dell'oratorio di s. Filippo
coni di paglia, e non mangiano JVeri , e cantore della cappella pon-
carne se non inferme), veggasi il tificia, donandolo alle Carmelitane
p. Annibali da Latera, Compendio scalze: il perché fu il primo moni-
della storia degli Ordini regolari stero, che le Carmelitane scalze aves-
nel capitolo XII, delle religiose sero in Roma, e nello stato ponti-
Carmelitane pag. 122 e seg. fìcio, non però soggetto all'Ordine,
Lungo sarebbe il qui riportare mentre il prinfb di quelli soggetti
tutte le serve di Dio, che apparten- all'Ordine fu come diremo, il se-
,

nero air Ordine delle Carmelitane guente di s. Egidio. Per questo di


scalze, per cui ci limiteremo a par- s. Giuseppe a capo le case contribuì

lare delle due ultime. Clemente XIV ad aumentarne le rendile la celebre


nel 1771 approvò il culto imme- Fulvia Sforza dama romana. Fu di
morabile della b. Giovanna Scopelli, poi la chiesa, nel 1628, restaurata
monaca carmelitana della congrega- dal Cardinal Marcello Laute, che
zione di Mantova, che Eugenio IV per la sua carità fu chiamato san
arricclù di privilegi, e che fonda- Giovanni Limosinarlo Egli inoltre .

trice divenne del monistero di santa la decorò di buoni quadri, avendo


JNIaria del Popolo di Reggio. Il Pon- dipinto il Lanfranco quello di santa
tefice Pio VI, nel 1791, solenne- Teresa, mentre 1' altro rappresen-
mente beatifico la b. Maria dell' In- tante la nascita di Gesù Cristo è
carnazione, fondatrice delle Carme- opera di suor Maria Eufrasia Be-
litane scalze in Francia, e beneme- nedetti monaca di questo monistero.
5,

CAR CAR 49
Andrea Sacchi vi dipinse il quadro <^amassie, quello dal lato sinistro è
maggiore, ossia s. Giusep-
dell'altare di s. Egidio del Roncalli , detto
pe, e la Teresa sulla porta del
s. Pomarancio il giovane, e quello
monistero, del quale fu anco bene- della parte destra da ultimo è opera
fattore il Cardinal Emmanuele de del Pozzi, il quale vi dipinse la Ma-
Gregorio, che, morendo
1839, nel donna, che pone s. Teresa sotto il
volle ivi essere sepolto presso la sua patrocinio di s. Giuseppe. Ai due
genitrice. tondini di questo altare vi figurò Io
Il monistero delle Carmelitane stesso Pozzi, s. Giovanni della Cro-
scalze sotto Maria del
il titolo di s. ce, e la b. Maria dell'Incarnazione.
Monte Carmelo, eretto pel primo Il coro pieno d' insigni reliquie,
è
come dipendente dall' Ordine dei ma che rende celebre questo
ciò,

Carmelitani scalzi in Roma, e nello monistero si è non solo l'essere esso


stato pontifìcio, è questo di s. Egi- il primo in ordine agli altri aggre-
dio in Trastevere, nel pontificato gati ai Carmelitani scalzi, ma an-
di Paolo V, ai 29 luglio 1610, con cora r essere radice di altri mo-
facoltà concesse Papa uivce vocis dal nisteri, quah sono quello di s. Te-
oraculoy ad istanza della
che poi resa a Terni , di s. Teresa nella
principessa di Venafro confermò con strada pia alle quattro fontane, di
suo breve de' 29 marzo 161 1. Ove cui in seguito parleremo, di s.- Giu-

è ora la chiesa dedicata alla B. V. seppe a Vienna, e di s. Maria Regi-


del Carmelo, vi era una piccola na Coeli, del quale pure si tratterà.
chiesa dedicata ai santi Crispino e La ven. Maria Chiara della Passione,
Crispiniano^ con confraternita dei figlia del contestabile d. Filippo Co-
lavoranti che da Urbano
calzolari , lonna summentovato, le cui virtù
Vili fu trasferita a s. Bonosa. Quin- in grado eroico con solenne decreto
di r altra piccola chiesa dedicata a approvò Clemente XIII, quivi prese
s. Egidio venne ricostruita e rac- l'abito religioso, dopo che Francesca
chiusa nel recinto della clausura Mazziotti vi avea meglio stabilito il
e con facoltà di Urbano Vili, data monistero.
col breve Devotionis et fideì, de' 1 La vera origine di questo moni-
novembre i632, il titolo di san- stero di s. Egidio si dee a dieci divo-

t' Egidio fu trasferito alla predetta te donne, parte delle quali erano
chiesa de' calzolari. E altresì a sa- vedove e nobili. Ritiratesi esse nel
persi, che anticamente la chiesa di 1601 in una povera casa situata
s. Egidio era dedicata a s. Lorenzo, nel luogo stesso del monistero, vis-
e dipendeva dalla basilica di san- sero sino alla menzionata epoca del
ta Maria in Trastevere, il cui capi- 1 6 o, secondo la regola delle Car-
r

tolo avendola conceduta ad Agostino melitane scalze, finche eretta la ca-


Lancellotti nobile romano, questi la sa in monistero, si fecero venire da
rifabbricò iiT onore di s. Egidio ab- quello di s. Giuseppe, fondato in
bate, restaurandola poscia il conte- Napoli, due monache colla qualifica
stabile d. Filippo Colonna. Il qua- di priora, e sotto - priora. Quando
dro dell' aitar maggiore, il quale è si vestì la detta venerabile Maria
tuttp di marmo bianco, rappresenta Chiara della Passione, era tanto pove-
Maria Santissima, che dà l'abito a ro e angusto il monistero, che otten-
s. ij^imone Stock, ed è dipinto dal ne dal genitore l'erezione del nuovo,
VOL. X.

I
(^ CAR GAR
e la riedificazione della chiesa. Dive- del monistero scritta dal p. Emma-
nuta piiora, uscì dal monislero per nuele di Gesù e Maria.
fondare quello di Regina Coeli unita- Le Carmelitane scalze del moni-
mente alla m. Teresa di s. Giusep- stero de' ss. Pietro e Marcellino
pe, colla coopcrazione dei signori vicino al Laterano riconoscono per
della Corbara nel i654. Ma già, loro primario istitutore il Cardinal
sino dal i6r8, due altre religiose e- Domenico Ginnasi, decano del sagro
rano nscite per fondar quello di Collegio, che meritò 1' intima ami-
Terni, una delle quali, cioè la m. cizia dei ss. Giuseppe Calasanzio, e
Caterina di s. Domenico, si recò nel Camillo de Lellis. Avendo egli il

1629, a Vienna per erigere quel di suo palazzo sulla piazza, che da lui
s. Giuseppe, mentre nel 1627 per prese il nome, presso le botteghe
l'altro di s. Teresa alle quattro Fon- oscure, ove oggidì dimorano le mae-
tane, era stata prescelta la m. Ippo- stre pie, collocatevi dal Papa re-
lita Maria Colonna, sorella della ve- gnante, acquistò la contigua chiesa
nerabile Maria Chiara. Ma non avendo di s. Lucia, già antica parrocchia,
essa accettato tale incarico, furono e poscia unitala al suo palazzo, di-
surrogate altre due madri dello vise questo, parte per un collegio
slesso monistero di sant' Egidio. di otto giovani di Castel Bolognese
7^. Eusebius ab omnibus Sanctis, sua patria, e parte lo donò pel
Enchìrìdion Chronologìcum , Ro- monistero delle Carmelitane scalze,
mae 1787, pag. 44- 72" 1^0. 122. che ai 3o giugno 1687 vi restarono
e 260. chiuse, da
perciò dette Tercsiane
lui

monistero di s. Egidio fu sem-


11 Ginnasie. Piacque poscia a Bene-
pre riguardato con benevolenza dai detto XIV di trasportare vicino a
Sommi Pontefici. Urbano Vili si s. Pietro in Vincoli i monaci ma-
recava sovente a visitarlo, trattenen- roniti, collocati nel 1707 da Cle-
dosi entro la clausura colla religio- mente XI, nel monistero, che fab-
messa privata in
sa famiglia, vi disse bricò loro presso la chiesa dei santi
comunicò le monache. Ales-
chiesa, e Pietro e Marcellino, ciò che avven-
sandro VII lo aiutò con limosine, ne nel 1754. La chiesa de' ss. Pietro
e gli assegnò venti scudi al mese. e Marcellino era stata titolare del
Clemente XI, Clemente XII, e Be- medesimo Benedetto XIV, ed aven-
nedetto XIV ne furono egualmente dola fatta rifabbricare, la fece con-
benemeriti, e da ultimo Leone XII sagrare dal Cardinal Malvezzi , e
in molti incontri gli dimostrò la quindi la concesse col contiguo mo-
sua sovrana protezione. Tanta è nistero alle monache Carmelitane
dunque la venerazione, che si ha Ginnasie, che vi passarono ad abi-
per questo rispettabile luogo, il quale tarlo, lasciando il primo lor moni-
viene appellato arcìmonistero. Fra stero alle botteghe oscure, y. Chiesa
le sovrane recatesi a Roma che l'o- de' ss. Marcellino e Pietro.
norarono in persona, va rammen- Il monistero dell'Assunta di santa
tata la vedova di Giovanni III, re Maria Regina Coeli alla Lungara,
di Polonia, Maria," che vi si recava delle Carmelitane scalze riformate,
ogni dì, e voleva ivi ritirarsi, se non fu eretto da d. Anna Colonna »mo-
era obbligata a far ritonio nel re- glie di d. Taddeo Barberini, nipote
gno, come si legge nella cronaca di Urbano Vili, neirauno i654>
,

CAR CAR ^'^r

il) un alla cliiesa contigua,, con ar- XIV, a' 7 gennaio, vi ammise alla
chi lettura di Francesco Contini. Ivi professione religiosa d. Isabella Co-
parlicolannente è pregevole il cibo- lonna, col nome di suor M. Anna
rio formalo di pietre di valore e , Teresa Inìelde di Gesù Crocefisso,
il quadrodi s. Teresa dipinto dal Ro- che inoltie comunicò ed esortò, e
manelli. Si chiamano queste monache poi vi fece ritorno a farne la vela-
di Regina Coeli [l'aedi)) non perchè /ione, dopo aver celebrata la messa,
secondo il loro religioso istituto, Lo stesso Pontefice vi vestì solenne-
ogni quattro ore recitino quell'anti- mente dell' abito Carmelitano, nel
fona al suono della loro campana, ly^a, d. Lucrezia, altra figlia del
jna sibbene percbè alla Regina del contestabile Colonna , facendo da
Cielo Maria fu dedicato il monistero paraninfo il pronipote di lui d. Gio.

loro. La predelta d. Anna, che era Lambertini.


stata congiunta in matrimonio con monistero poi e la Chiesa di
II

d.Taddeo, dallo stesso Urbano Vili, s. Teresa, nella strada pia, alle
con somma grandezza d'animo sos- quattro fontane con disegno di Bai--
tenne il suo gi'ado in molti fasti- tolomeo Braccioli di s. Angelo in
diosi incontri, e mostrò nobile for- Vado, per le monache Carmelitane
tezza nelle avversità della casa Bar- scalze dette le Teresiane, fu eretto
berini. vedova, non solo
Rimasta dalla pia d. Caterina Cesi, figlia di
fondò a sue spese questo monistero, d. Olimpia Orsini, e di d. Federico
ma volle ritirarvisi, ed esservi se- Cesi duca di Acquasparta, vedova
polta colf altra confondatrice sua del maichese della Rovere. Questa
sorella d. Vittoria, che professando rispettabile donna, nell'età di Iren-
nel monistero Egidio, di s. nel tatre anni, si vesfi Carmelitana nel
1629, nelle mani del Cardinal O-
s. monistero di s. Egidio, ne avendo
nofrio Barberini, fratello di Urbano accettato f incarico di fondare il
Vili, la regola, prese il nome di monistero di s. Teresa la madre
Chiara Maria della Passione. Uscen- Ippolita Maria Colonna che n'era stata
do poi da s. Egidio, nel i654, in deputata, fu surrogata la Cesi, laqua-
compagnia della m. Teresa di san le avea assunto il nome di M. Catc-
Giuseppe, si recò in questo moni- rina di Cristo. Essa, in compagnia
stero ad ordinarne I' instituzione di altra monaca, si recò a fondarlo,
per cui è riconosciuta per confonda- e vi si ritirò a' 9.3 aprile 1627, nel
trice. Inoltre vi si ritirò, e vi fu pontificato di Urbano Vili, giorno
pure tumulata d. Laura Tomacella in cui si celebra la festa di s. Gior-
loro parente. Il deposito di d. An- gio martire. La prima messa fu ce-
na è di finissimi marmi neri, ed il lebrata ai 2.5 del predetto mese, e
busto è di bronzo. Il p. Biagio della quivi la fondatrice mori in età di
Purificazione carmelitano scalzo, e quarantasette anni , ai i3 maggio
Luigi Ignazio Orsolini pubblicarono 1637. Questa chiesa e monistero,
la vita di d. Vittoria Colonna car- per essere vicini al palazzo aposto-
melitana scalza, confondatrici del lieo Quirinale, furono onorali dalle
monistero, che per la sua santa vita visite di vari Sommi Pontefici, mas-
ebbe il titolo di venerabile, ricono- sime nella festa di s. Teresa. Inno-
scendone le viriti in grado eroico cenzo XIII , avendovi da Cardinale
Clemente XIII. i\el 1746, Benedetto vestilo due pronipoti, figlie del
, ,

52 CAR CAR
principe Ruspoli , vi si recò nel Carmelitani ne citano in loro favore
1721 a dar loro solennemente il altri più antichi, cioè Giovanni V,
sagro velo. Stefano V, Leone IV, Adriano II,
CARMELITANI Calzati dell'an- Sergio III, Gregorio VII ed Ales-
tica Ordine religioso,
osservanza. sandro III che, al dire di Silvera,
che trae il suo nome, e la sua ori- accordarono parecchie indulgenze a
gine dal Carmelo {Vedi), montagna coloro, i quali in alcuni giorni del-
della Siria, abitata in passato dai l' anno avessero visitate le chiese dei
profeti Elia ed Eliseo, da cui pre- Carmelitani, come dicono rilevarsi
tendono i Carmelitani discendere dalle loro bolle, approvate da Si-
per una non interrotta successione. sto IV nel i477' Confermano poi
Abitando separatamente in quali- la medesima tradizione coli' offizio
tà di eremiti sul monte Carmelo che da tempo immemorabile recita-
parecchi di essi, riunitisi insieme no di s. Elia a' 20 luglio, nel qua-
nel secolo XII, ebbero nel 1209 da le apertamente viene egli appellato
s. Alberto, patriarca di Gerusalem- duce, fondatore, e padre de' Carme-
me, una regola, che nel 1226 da litani.Finalmente la corroborano
Onorio III fu approvata. Tuttavia con diversi martirologi, e con altri
essendo quest' Ordine grandemente monumenti, che si possono vedere
benemerito, ed insigne nella Chiesa, nel p. Lezana annalista de' Carme-
è necessario riportare le differenti o- litani; nella Vigna del Carmelo del
pinioni sulla di lui rimota origine, p. Daniele della Vergine Maria; nel-
e le questioni insorte su tale antichi- lo Specchio del Carmelo del medesi-
tà, nonché quanto altro lo riguarda. mo autore; ne' due tomi deW Arse-
Tra i Carmelitani pertanto è tra- nale islorico-teologico del p. Fran-
dizione costante, che il loro venera- cesco di Buona Speranza; nell' opera
bile Ordine abbia avuto incomin- del p. Sebastiano di s. Paolo; nella
ci amento circa novecento anni avan- Storia Cronologica, e nel Sacro
ti la nascita di Gesù Cristo, dal san- Carmelo italiano del p. Mariano
to profeta Elia nativo di Tesbe nel Ventimigha, tutti riportati dal p.
paese di Galaad, il quale fiorì nei Annibale da Latera, nel suo Com-
regni d' Acab re d' Israele, e di pendio della storia degli Ordini re-
Giosafat re di Giuda. Provano essi golari^ al capitolo X, e in altri mol-
tal tradizione con ragioni, autorità ti autori, che per difendere la tan-

di scrittori, tanto carmelitani, che to contrastata origine de' Carmelita-


stranieri, e con quanto dissero i ni scrissero in diversi tempi, e par-
Pontefici Romani ,
principalmente ticolarmente verso il fine del seco-
Giovanni XXII, Sisto IV, Giulio III, lo XVII, e nel principio del seguen-
s. Pio V, Gregorio XIII, Sisto V, te, contro il celebre p.Papebrochio,
e Clemente Vili. Benedetto XIII, ed altri continuatori Bollando,
di
nel 1725, accordò loro di erigere nel tomo I : Ada sanclorwn Bol-
nella basilica vaticana, fra le statue landiana vindicataj e fu allora, che
dei fondatori degli Ordini religiosi, sostenendosi con calore la contro-
quella di s. Elia con questa iscrizio- versia se l'Ordine del Carmine fos-
ne: Universus Ordo Carmelilarum se fondato da Elia ed Eliseo profe-
fundatori suo sancto Eliae prophe- ti, le parti contendenti cominciava-
tae erexit. Prima dei detti Papi, i no ad allontanarsi dai termini con-
8

CAR CAR 53
venevoli, per cui il Pontefice Inno- quale fu veduta, siccome diversi af-
cenzo XII, Pignatlelliy a* 20 novem- fermano, dalla cima del monte Car-
bre i6g8, colla costituzione 178, melo sotto la figura d'una nuvolet-
che si legge nel Bollano romano al ta, che ascendeva dal mare. Favo-
tomo IX p. 49 ^> i 1^1 pose silenzio ai rì ella di poi in varie circostanze,
due partiti, sotto pena di scomuni- e ricolmò di grazie l'Ordine mede-
ca latac sententiae in caso di con- simo, per cui in quel monte, e al-
travvenzione. Questa costituzione è trove è stata, ed è venerata con
anche riportata da Tommaso Pas- particolar culto qual patrona del-
cucci nel Compendio ad consult. ca- l'Ordine. Dimostrano i Carmelitani
nonicas Pignattelli part. II, p. 348. poi la loro discendenza da Elia fino
Veggasi su questa famigerata que- a Cristo per mezzo di Eliseo, e dei
stione Papebrocliio in P^ita h. Alber- figli de' profeti, e quindi pegli assidei
ti die 8 aprìlis p. 777, e nel Pro- ed esseni, i quali erano uomini riputa-
pilaeo par.
89 Bellarmi-
II. p. ; ti giusti e religiosi nell' antico testa-
no lib. II, de Monachis cap. 89, mento, perchè affettavano un grado
p. 240, tom. II; Baronio ad atinum di santitàpiù eminente di quella
1 1 1 § 1 3, ed il Cardinal ^Petra, ordinata dalla legge, di cui zelan-
Commentar, ad Const. Jpost., tomo do r osservanza, vivevano per lo
li, p. 273, non che il tomo I del- più nelle campagne in istretta u-
la Chronìca dos Carnielitas del p. nione tra loro, separali dalla socie-
Pereira, il quale parlando dell' ori- tà, e tutti occupati nella contem-
gine della sua religione, dice che il plazione, e nel lavoro delle mani.
fondatore fu s. Elia, volendolo pro- Per provare, che questi uomini dab-
vare con diversi fondamenti, fra i bene, e discendenti da Elia, esistes-
quali riporta la rivelazione della b. sero pure ne' tempi apostolici, che
Vergine fatta a s. Pietro Tommaso, co- abbracciassero con molto ardore la
me si legge nell'uffizio di questo santo. religione cristiana, e si chiamassero
Dopo s. Elia, scrive che s. Eliseo eremiti del monte Carmelo, addu-
abbia esercitato il generalato de'Car- cono r autorità del vescovo di Ge-
melitani finoall' anno della creazio- rusalemme Giovanni II, primo pa-
ne del mondo 32o4, cioè 849 anni triarca di quella città, presa dal ca-
prima della nascita del Redentore; pitolo 3o del libro a lui attiibuito,
indi descrivendo gli altri generali de Instilutione Monachoruni, e di-
del Carmine in tempo della legge scrit- retto a Caprasio, tane totius ordi-

ta, passa a quelli della legge di grazia, nis eliani archìmandritae^ et abba-
in cui fu il primo a sostenere, co- ti generali. Apportano anche l'au-
me egli crede, questo carattere s. torità di Giuseppe Antiocheno, il

Gio. Battista, e lo convalida colla quale secondo il Possevino fiori nel-

testimonianza di fr. Gio. da Car- l'anno di Cristo i3o, e nel capito-


tagena francescano, nel tomo III de Io XII de perfecta mililia primiti-
sacris arcanis Deiparae , ove si vae Ecclesiae , dice che i soli-

appoggia a molti testi de' ss. Padri. tari imitatori di Elia ed Eliseo al
Dal menzionato profeta EHa questo tempo degU apostoli, discesero dal
Ordine è detto anche Eliano j altri monte Carmelo, predicarono la fe-
però lo chiamano Mari-Eliano^ da de di Gesù Cristo nella Gali-
s. Elia, e da Maria santissima, la lea, nella Samaria, e nella Pale-
1 , ,

54 CAR CAR
slina, et in Virginis Marine hono- lemme, né altra, meno quella ad essi
rem in montis Carmeli dccliinofa- data dal patriarca s. Alberto. Di lat-
bricantes pratorinni, Salvatoris Ma- ti s. Brocctu'do, superiore degli eremi-
iri specialissime servicrwit. Aggiun- ti del monte Carmelo, fu quello che
gono alle sopraddette autorità quella a lui K\ domandò vedendo aumen-
del Cardinal di Vitriaco, nel capo tarsi il numero de* suoi eremiti ;

52 della Storia orientale, da lui locchè dal patriarca s. Alberto gli

scritta dopo avere scorsi que' paesi venne accordato, onde scrisse una
ed essersi trovato nel 12 19 in Da- regola e a s. Broccardo e
l' inviò
ni iala coir esercito de' cristiani, ivi ai suoi eremiti, che vivevano sot-
accampato contro il puscià d'Egit- to la di lui ìibbidien/a, e dimora-
to. I sopraccitati scrittori, non che vano alla fontana di Elia sul mon-
il Bollarlo Carmelitano, par. I, pag. te Carmelo. Tal regola comincia co-

I, vogliono quindi, che a' religiosi sì : Albertus Dei gratia Jerosoly-


abitatori del monte Carmelo, e dei mitanae ecclesìae vocatus patriar-
suoi dintorni parte eremiti, e parte cha, dilectis in Chris lo Jìliis Broc-
cenobiti, essendosi accresciuti , verso cardo, et caeteris eremitis, qui sub
r anno 4^0, il mentovato patriarca ejus obedie/Uiajuxta fontem Elide
gerosolimitano Giovanni li desse la in monte Carmelo morantur, sàlu-
regola contenuta nel menzionato li- tem in Domino. V. pure" il Butler, Vi-
bro de institut. Monadi. regola _, te de Santi, aprile pag. 945 ^^^^
che da loro si osservò finche al- , dimostra aver s. Alberto data la
tra non ne ottennero da s. Alberto, regola non prima dell'anno 1209.
altro patriarca di Gerusalemme, ai Questi dopo essere stato trasferito
i3 gennaio 1171, o 1181. Il p. da Innocenzo III nell' anno 204 1

Gros, generale dell'Ordine, verso il dalla chiesa di Vercelli a quella di


1
4 1 , lasciò scritto nel suo Orto Gerusalemme, fu il XII patriarca
del Carmelo^ che il patriarca Gio- latino di tal metropolitana. 11 me-
Tanni II diede al suo discepolo Ca- desimo santo chiamato dal detto
prasio non una regola da lui com- Papa al concilio generale Xll, di
posta, ma quella di s. Basilio, e che Laterano IV, nel 12 15, non vi si

questa essi osservarono sino all'al- potè recare essendo stato ucciso nel
tra loro assegnata nel i2o5, o nel precedente anno da un italiano, per
1209 ^^^ parmigiano s. Alberto. vendicarsi delle giuste correzioni fat-
Tutta volta è in questione, che Gio- tegli quando era vescovo di Ver-
vanni II patriarca gerosolimitano celli. Mori martire della giustizia
abbia dato la regola ai Carmelita- sebbene i Carmelitani ne celebrino
ni. Si legga r autore della Storia la festa agli otto aprile con rito di
degli Ordini monastici religiosi e confessore.
militari, tradotta dal p. Fontana, La regola adunque scritta in die-
ove 817 si
alla pag. dice, che i ciotto brevissimi capitoli da s. Al-
Carmelitani non hanno ricevuto al- berto, e da lui data a s. Broccar-
cuna regola, né quella di s. Basilio, do, superiore degli eremiti del mon-
ne il libro delle Istituzioni dei mo- te Carmelo, successore nello stesso
naci falsamente attribuito al detto uffizio di s. Bertoldo Malafaida di
Giovanni II di questo nome, e nazione francese, il quale fu il pri-
Xm o XLIV vescovo di Gerusa- mo che, lasciato il titolo di abba-
GAR CAR 5^
te e di archimandrita , prendesse alcuni pretendevano che ivi solo po-
ali' uso de' latini quello di priore tessero dimorare), ma ancora in tutti
generale; regola che da molti Carmeli- i luoghi compatibili colla regolare
tani si osserva ; è appunto quella che osservanza: ordinarono che ne' viag-
nel 1226 ai 3 gennaio, fu approva- gi si potessero nutrire di erbe cotte
ta da Onorio IH, e altri dicono, tra nel brodo della carne, e navigando
i diploma dato
quali Bergier, con per mare anche di carne , restrin-
in Rieti ai 3o gennaio 1226, cor- gendo il silenzio da compieta sino
retta in parte da Innocenzo IV, e all' ora di prima del giorno appres-
mitigata da Eugenio IV, come me- so. Permisero loro ancora di man-
glio si dirà. Questa regola tratta giare nel refettorio, e regolarono la
dell'elezione del priore, de' suoi do- recita del divino ufficio, ch'essi di-
veri, delle celle de' frati in mezzo cono eseguire secondo il rito gero-
alle quali prescrive l' erezione di un solimitano. Tuttociò fu approvato
oratorio , in cui tutti i religiosi da Innocenzo IV nel 1248 colla bol-
dovranno adunarsi per assistere al- la, Quac honorem, e confermato da

la messa, e che fuori di tal tempo, altri Papi onde quelli, che osserva-
:

e dell'uffizio divino stieno ritirati no le correzioni fatte da Innocenzo


nelle proprie celle, ove si occupino IV chiamaronsi Carmelitani osser-
in orare, meditare, e nel lavoro del- vanti la regola primitiva, e gli altri,
le mani, meno un legittimo impe- che seguirono quella mitigata da
dimento. Prescrive altresì l'epoca altri Pontefici, si denominarono Car-
per celebrare i capitoli locali, e il melitani conventuali.
digiuno dall' esaltazione della croce Nel pontificalo di Giegorio IX ,

i^iuo a Pasqua, la perpetua asti- predecessore d' Innocenzo IV , per


nenza dalle carni, il rigoroso silen- una rivelazione della ss. Vergine al
zio da vespero sino a terza del di beato Alaino generale de' carmeli-
seguente, la privazione di qualun- tani , molti di essi dalla Siria e Pa-
que cosa in particolare, e la recita lestina passarono in Europa , e
da farsi dai o conversi di
frati laici, quindi fondarono conventi in Ci-
alcune orazioni in luogo del divino pro, Inghilterra e Sicilia, propagan-
uffizio. Celebrano però i carmelita- dosi altresì per la Francia, Germa-
ni calzati la messa, col rito dell'an- nia, Italia e altri luoghi, per cui il

tico messale Parisiense F. il Dal- loro primo capitolo generale tenuto


masi Explicatio Missae, tomo IV. in Europa , ebbe luogo nel 24 j, 1

disser. XV. art. 4- nel convento di Ailcsford in In-


A moderare e correggere tal re- ghilterra. Eletto fu successore al
gola, i Carmelitani spedirono due b. Alaino, il Simone Stock,
celebre b.
religiosi al Papa Innocenzo IV , il sotto il cui governo 1' Ordine car-
quale vi deputò il Cardinal Ugo di melitano proseguì a moltiplicarsi mi-
s. Carlo , e Guglielmo vescovo di rabilmente ed il medesimo b. Si-
;

Antaiada ossia Tortosa nella Fran- mone Stock otteime per esso, come
cia. Questi vi aggiunsero il voto di si dirà poi, dalla ss. Vergine lo sca-
castità, indi dichiararono, che seb- polare, e dai Pontefici molti privi-
bene i carmelitani fossero eremiti, ciò legi.
non ostante potessero avere conventi In tempo del grande scisma d Oc-
non jjùlo nelle solitudini (giacché cidente, incominciato nell'anno iSyi),
,, ,

&e CAR CAR


si divisero i carmelitani in due par- in Italia furono detti Listati, per
titi, secondo le ubbidienze che se- cui in alcune pitture antiche tali liste
guivano, di Roma o di Avignone compariscono bianche, grigie e ne-
ognuna delle quali si elesse un ge- re, ed in altre bianche e tanè ; in
nerale, argomento di che diffusa- alcune si veggono stese per lungo
mente ti^atta il p. Sebastiano Fan- da cima a fondo della cappa, e in
toni Castrucci carmelitano, ncW Tsto- altre poste a traverso a guisa di
ria d'/4fignonej T^whhVicala nel 1678 fascie. Se ne vedono talvolta cinque,
in Venezia. Per questo in epoca sì e tal' altra sette, ed anche in mag-^
lagrimevole per tutti gli Ordini re- gior numero. Passati i religiosi in
ligiosi, anche nel carmelitano s'in- Europa, stabilirono di lasciare que-
trodusse il rilassamento dall'antico ste liste, ma venne l'ordine sospeso

spirito, che durò sino al i43o, nel nel concilio generale XIV , lionese
qual anno fu celebrato il capitolo II, celebrato da Gregorio X nel 1274,
generale, in cui determi nossi ricor- acciocché fosse più maturamente esa-
rere al Sommo Pontefice per por- minato. Assunto però nel i285 al
vi un opportuno riparo. Difatti il pontificatoOnorio IV, non solo egli
Papa Eugenio IV, creato a' 3 marzo lo confermò, come si ha pure da
dell'anno i43i, vi prese provviden- Tolomeo da Lucca, Histor. Eccl. lib.
za, e ne mitigò il rigore, dappoiché XXIV, capo i4> nia per le istanze
permise loro di mangiare la carne del p. Pietro di Milland generale
tre volte la settimana , moderò il de' carmelitani, concesse, che lasciato
digiuno dalla festa della ss. Croce l'abito d'allora siccome non decen-
sino alla Pasqua, moderò il continuo te , assumessero la cappa bianca
silenzio, e concedette loro di uscire ciocché si effettuò nel capitolo ge-
dalle proprie celle alcune ore deter- nerale adunato nel 1287 in Mont-
minate, e di passeggiare dentro la pellier, nel qual anno principiarono
clausura. Insorto poi il dubbio sul ad usare anche uno scapolare eguale
digiuno, che alcuni superiori vole- a quello donato dalla ss. Vergine
vano osservato anche ne' giorni in al b. Stock, siccome affermano molti
cui era permesso di mangiar carne, autori, fra' quali Sandero, Cornelio
ricorsero a Pio II che, nel i/i^^g, a Lapide, Papebrochio stesso, e il

diede facoltà ai generali prò tem- gran Lambertini, De festia, t. II ,

pore di ordinare in proposito ciò p. 871. Fu approvato tale scapola-


che avessero stimato più confacente re dalla congregazione de' Riti nel-
in proporzione della qualità delle r ufìlzio della commemorazione so-
persone, de' luoghi e dei tempi. lenne della b. Vergine del Carmelo
I Carmelitani vestivano dapprima a' 16 luglio, ed era di color tanè,
un abito bianco ; ma i saraceni simile a quello dell'abito o tonaca,
presso i quali tal colore è segno di e del cappuccio, che portano di con-
nobiltà, avendoli obbligati a lasciar^ tinvio. Sullo scapolare sovrappongo-
Io, adottarono gli abiti formati a no nelle funzioni, e quando escono
striscie secondo l'uso degli orientali, dal convento a beneplacito, la detta
per cui in passato vennero chia- cappa bianca con altio cappuccio
mati Fratres Barrati, Bìrratì, Ra- di egual colore ; abito che inoltre di
diati, Stragidatij a motivo di tal poi fu approvato da Bonifacio Vili
abito screziato a diversi colori, ed ai 25 novembre \ic)5, coli' autorità
, ,

CAR CAR 57
della costituzione, Jiistis pctentìum da s. Pio V, Su-
colla costituzione,
come racconta s. Antonino in Chron. perna, dispositione del 1 5^*0 ; da Gie<
part. Ili, 20, cap. 5. F. il Ga-
tit. gorio XIII, colla costituzione, Ut
ra mpi nelle sue Memorie della b. laude;}, del 18 settembre 1577; da
Chiara, ove a p. i44 l'iporta eru- Clemente X, colla costituzione, Coni-
ditissime notizie suir antico abito missa nobis, degli B maggio 1673,
de' Carmelitani. non che da altri Pontefici.
Dicesi, che il Pontefice Giovanni Insorte per la suddetta bolla di
XXII, eletto nel i3i6, abbia pub- Paolo V da per tutto gravi dispu-
blicato in favore de'Carmelitani, ai te, e principalmente in Portogallo
3 marzo del anno del suo
sesto di cui fece la storia Paolo di Tutti
pontificato, la celebre bolla, Sacra- i Santi, nella Clavìs aurea par. II,

tissinio Itti culmine, emanata in Avi- cap. i5, i Carmelitani furono denun-
gnone, chiamata volgarmente Sab- ziati air inquisizione di Lisbona, ed
bati na, perchè la b. Vergine, sicco- il Pontefice, dopo maturo esame,
me molti autori affermano, avea per fermare il corso alla controver-
promesso al beato Simone Stock sia, fece inviare nel 161 3 all'inqui-
di levare dal purgatorio, nel primo sitore generale di Portogallo il pon-

sabbato dopo la loro morte , tutti tificio decreto , in cui si permet-


quelli che fossero ascritti alla fra- teva a' pp. carmelitani di predicare,
f tellanza o confraternita di s. Maria « che il popolo cristiano poteva pia-
del Carmine, della quale tratta il « mente credere il soccorso che
Baillet a'i5 agosto § 6, num. 34. « godono le anime de' religiosi , e
Nel pontificato però di Paolo V » de' confratelli del Carmine, cioè
avendo egli a' 27 maggio 1606 » che la beatissima Vergine co' suoi
pubblicato la costituzione, Romanus >i meriti, e colla sua intercessione,
PontifeXj che si legge nel tomo V >i principalmente nel giorno del sab-
del Boll, roman. par. Ili, p, 227, » Lato, aiuterà le suddette anime,
Gon essa sospese tutte le indulgenze >iche moriranno in grazia; se in
accordate da' suoi predecessori a' re- » questa vita avranno portato l'a-
golari. Ciò non pertanto i Carmeli- « bito , serbata la castità nel loro
tani di Portogallo seguitarono a pre- » stato, quelli che sapranno legge-
dicare la Sabbatina, bolla che seb- « re avranno recitato 1' uffizio pic-
,

bene sospetta a molti eruditi, fra i « colo della Madonna, e non sapen-
quali a Launoio in Dissert. de car- » do recitarlo, avranno osservati i
melitani scapularis sodalilio , tom. » digiuni della Chiesa, e si saran-
II, pag. 4^45 P^i' i^on trovarsene " no astenuti dalla carne il mer-
l'originale, ne per essere stata ap- « coledì ed il sabbato, eccetto se
provata dai Pontefici in forma spe- >y in tali giorni accadesse il Natale
cifica, ma solo in forma comune, >i del Signore. Vietava però che si

tuttavolta era stata confermata in- » potessero dipingere immagini le


torno alle indulgenze e privilegi, che >y della medesima Vergine Maria in
concedeva a' religiosi e confrati del « atto di scendere nel purgatorio
Carmine, da Clemente VII ai 1 2 a- >^ per levarne quell'anime ". Questo
t;osto i53o colla costituzione Ex decreto, secondo Lambertini, De fé-
Clementij da Paolo III colla coi\.\- stis B. M. Plrgiìiisj § 77y p. 282,
iuzione Proi^isionis nostrae del i534j trovasi nel bollario dei carmelitani
,,

58 CAR CAR
tomoi, p. 62, lom. II, p. 601 , con- dalla morte ; ma il Papa regnante
servandosene roiiginale nella segre- nel concistoro de' 6 aprile i83f),
taria del consìglio generale dell'in- annoverò al sagro Collegio Placitlo
quisizione di Lisbona. Maria Tadini, dell' Ordine della b.
Dai carmelitani ebbero origine le Vergine del Carmelo dell' antica
carmelitane (Fedi)^ nel secolo XV osservanza, attuai degnissimo arci-
i carmelitani rifoi inati ( Vedi ) ,
nel vescovo di Genova, e gli conferì il

secolo XVI i carmelitani scalzi o titolo presbiterale di s. Maria in


Teresiani (Vedi), oltre i carmeli- Traspontina degli stessi carmelitani.
tani del tei-zo Ordine ( Vedi ). In Quest' Ordine insigne, oltre la
questo benemerito Ordine, che colla congregazione di Mantova, e la vi-
costituzione 65 di s. Pio V, emanata caria di Sardegna , ora elevata a
nel 1567, fu riconosciuto per men- provincia, ebbe sino a trentacinque
4icante, insieme alle sue monache, Provincie, sotto l'ubbidienza di un
in ogni epoca fiorirono moltissimi solo generale, il quale risiede nel
dotti e santi religiosi, come leggia- convento di s. Maria in Trasponli-
mo nel citato autore della Storia na di Roma, siccome capo dell'Or-
degli Ordita religiosi, tradotta dal dine. In Madrid dimorava il vicario
j». Fontana t. I, p. I, 44» «o»
e. generale delle provincie Cismonta-
che dai pp. Gio. Gros, Francesco ne: ma per le attuali vicende per
di s. Angelo, Emmanuele Romano Do- la Spagna ora non vi è che un com-
menico di Gesù, ed altri carmelita- missario apostolico, colle facoltà di
ni, i quali composero interi volumi, vicario generale per la sola peniso-
per enumerare i soggetti del loro la, eletto dal Papa regnante, e re-
Ordine illustri per santità di vita sidente in Roma. Il procuratore ge-
per le dignità ecclesiastiche eserci- nerale dell'Ordine gode il privilegio
tate, e per profonda dottri-
la loro di pronunziare il discorso nella Cap-
na. Un altro parimenti ne diede in pella pontificia, nella quarta dome-
bice il p. Domenico di Gesù, che nica di quaresima, e nella quarta
tratta de* soggetti presi da questa domenica dell'avvento.
religione per conterir loro la prima La prima chiesa concessa in Ro-
dignità della Chiesa. Essi, come ri- ma a' Carmelitani dell'antica osser-
leva Novaes nel tomo I, p. 84
il vanza, fu quella di s. Giuliano ai

delle sue Dissertazioni, contano fra trofei Mario sul monte Esquili-
di
i loro religiosi tre Pontefici, due an- no. Presentemente hanno i Carme-
tichissimi, cioè s. Telesforo greco, litani tre conventi in Roma , colle
eletto nel ^1 s. Dionisio greco
i , chiese annesse che sono parrocchie,
creato nel 261, e il b. Benedetto e titoli Cardinalizi, cioè i." la chie-
XII esaltato nel i334, che da car- sa dei ss. Martino ai
Silvestro e
melitano passò abbate di Cistello Monti, che Bonitàcio Vili nel 1295
sebbene il Baluzio non sia di tal diede in cura a'Carmelitani, i qua-
parere. Leone XII, dopo avere tras- li ne furono assai benemeriti, giac-
Jatato dalla sede vescovile di Rieti ché ripete l'attuai forma dafp. Gio-
a quella di Osimo e Cingoli mon- vanni Antonio Filippini romano,
signor Timoteo Maria Ascenzi car- generale dell' Ordine, che v' impie-
melitano, mentre nel 1828 lo vo- gò grossa somma di danaro, e scuo-
leva creare Cardinale, venne rapito prì l'antica chiesa sotterranea; 2." La
CAR CAR 59
chiesa di s. Grisogono in Trasleve- vedere il p. Ventimiglia, Cronolog.
re, presso la quale fu già l' abitazione de' generali latini a pag. i, e il p.
de' Pontefici, e che Sisto IV nel Daniele, Speculum Carni, tom. I,

1480 diede CarmeUtani riformati


ai pag. 102, ove riportandosi lo stem-
della congregazione di Mantova (/^e- ma vi è la figura di Elia sul Ta-
di); 3.° La chiesa di s. Maria in borre, avente nella bandiera lo stem-
Traspontina in Borgo nuovo nel ma dell' Ordine come sopra.
1484 concessa ad essi da Innocenzo E
però da avvertirsi, che lo stem-
Vili, ma che per essere stata demolita ma de' Carmelitani scalzi dilFerisce
affine di fortificare Castel s. Angelo, in questo sol punto, che la sommi-
fu data loro l'attuale incominciata tà del monte è intersecata da una
a edificarsi da Pio IV nel i564j linea orizzontale, che forma una
insieme al contiguo convento per croce, a denotare la vita più peni-
abitazione dei Carmelitani ,
peroc- tente, che essi menano osservando
ché già in avanti possedevano la la primitiva regola. Il monte poi
vecchia chiesa di Traspontina. Al- dello stemma figura il monte Carmelo;
l' articolo Chiese^ si riportano le no- rappresentano Maria Santiss.
le stelle
tizie delle tre qui mentovate. che la Chiesa appella Stella /narisj
Sino al pontificato poi di Leone la corona è figura della di lei so-
XII, i Carmelitani ebbero il con- vranità, essendo regina de' patriar-
vento e la chiesa di s. Maria di chi, e di tutti spada fi-
i santi ; la
Montesanto, o Regina Coeli sulla nalmente impugnata dalla mano di
piazza del popolo in Roma, loro Elia, è simbolo del di lui zelo.
concessa nel 1662 da Alessandro CARMELITANI Riformati. La
VII, venendo poi rifabbricato il prima riforma di quest' Ordine, do-
convento dall' architetto Girolamo po le mitigazioni della loro regola
TeodoH. Abbiamo dal Bonanni , fatte da Papa Eugenio IV, si fu
Catalogo degli Ordini religiosi , quella introdotta dal b. o ven. (co-
capo LXVI, che i rehgiosi Carme- si detto pel culto immemorabile
litani di convento non por-
detto che gode) Giovanni Soreth france-
tavano cappello, coprendosi del solo se di Normandia, il quale avendo
cappuccio i vestivano come gli altri, principiato a riformare diversi con-
ma di panno più grosso di color venti, eletto XXV generale latino
grigio, ed il mantello, o cappa di del suo Ordine in Avignone nel
color bianco. Nelle memorie dei i45»r, si applicò con indefesso zelo
Carmelitani il detto panno grosso per restituire ne' Carmelitani l'anti-
veniva chiamato carpila^ e ne trat- co splendore, e la primiera osser-
ta il Du-Cange. vanza. I religiosi da coro a suo
Lo stemma dei Carmelitani cal- tempo vestivano di nero, e i laici
zati e scalzi è sovrastato da una o conversi di color tanè ond' egli ,

corona, sulla quale sorge un brac- lasciato il primo, prese il secondo.


cio, la cui mano
una spada.stringe Nel capitolo generale celebrato nel
Nella targa evvi un monte acumi- 1472 in Asti fu quell'abito con una
nalo con tre stelle, cioè due late- costituzione adottato per tutti i suoi
ralmente alla sua estremità, l'altra correligiosi, i quali tuttora 1' usano,
nel mezzo dello stesso monte. Sullo giacché vuoisi, che questo (osse l'aa-
stemma di questo Ordine, si può tico colore dell' abito carmelitano,

I
6o CAR car
secondo l'opinione di alcuni, oltre do teologo, a cui il p. Bonanni nei

quanto si disse all'articolo precedente suo Catalogo^ capo LXVI, dà per


Carmelitani. Il b. Sorelli inoltre fon- compagno non solo, ma assegna an-
dò quattro monisteri Carmelitane di co il merito principale di tale isti-
nel i45»2, uno de' quali a Liegi, che tuzione al b. Angelo Agostino, det-
fu poscia trasportato ad Huy. Un to comunemente Angelino, donde il

altro ne fondò a Vannes , benché p. Francesco Tommaso insigne in


per altro il fondasse Francesca di pietà e dottrina, e il p. Pietro Ste-
Ainboise duchessa di Brettagna, che fano tolosano, che fu il primo vi-
dopo la morte del duca Pietro II suo cario generale della congregazione,
marito, vi prese il velo l'anno i^Sy. passarono a Mantova a fare la ri-
Questo santo religioso soffri molte forma carmelitana. L' opinione per
peripezie per introdurre tal riforma altro più abbracciata è, che il det-
ne* conventi , visitando a questo fine to p. Conecte introducesse la con-
quasi tutte le provincie d' Europa. gregazione nel convento di Girona,
Quindi pel desiderio di vivere con al quale essendosi unito quello delle
maggior ritiratezza presso Nantes
,
Selve, e l'altro di Mantova sotto il

edificò un altro convento in un luo- governo d'un superiore, che dap-


go chiamato Coets, ove pieno di principio avea il titolo di presiden-
meriti morì nel i^S5 santamente, te, si rivolsero tutti e tre al Pontefi-
sebbene il p. Annibale nel suo Com- ce Eugenio IV per l' approvazione,
pendio ec. dice
, che morisse ad
, ed venuto in cognizione della
egli

Angres, nel 1 4? i > e che Dio ha osservanza ed esemplarità con cui


illustrato il suo sepolcro con molti vivevano tali religiosi , sottrasse i
prodigi. conventi dalla giurisdizione del pro-
L'altra celebre riforma de'Car- vinciale, e li lasciò soggetti a quella
melitani, è quella Congrega-della soltanto del priore generale dell'Or-
zione di Mantova, della quale si fa dine, concedendo loro molti privi-
autore il p. Tommaso Conecte fran- legi, e la facoltà di eleggersi un vi-
cese, che avendola incominciata ver- cario generale, che li governasse. Il

so il i4^4» e ^^^ seguente anno generale de' Carmelitani dell'antica


nel convento di Girona sulle Alpi, osservanza non volle approvarne la
nella diocesi di Sion, recandosi poi elezione, ma iiel 144^ 'vi supplì
a Roma, la stabili nel convento del- Eugenio IV con autorità apostolica,
le Selve nella Toscana. Da questo prescrivendo nella bolla perciò ema-
essendo passato all' altro convento nata, che, eletto il vicario generale
di Mantova, riuscì il più celebre, e da due terzi del capitolo, si avesse
diede il nome alla medesima con- come per confermato senza rivol-
gregazione e riforma. Taltavolta vi gersi al padre generale e ciò si do- ,

sono alcuni, che riconoscono per di vesse godere dall' Ordine finché
lei autore il p. Giovanni Lapi fio- continuasse a vivere nella esatta
rentino, e vogliono che coU'autorità osservanza stabilita.

d' una bolla Eugenio IV avesse


di Ben presto fiorì e si propagò la
principio nel convento di Mantova, congregazione di Mantova, contando
mentre altri scrivono che fosse isti- in Italia più di cinquanta conventi.
tuita nel i4i3 in quello delle Sel- Sisto IV avendo fatta proseguire la

ve dal p. Giacomo Alberto profon- basilica della s. Casa di Loreto in-


,

CAR CAR 6i
cominciata da Paolo li, per mezzo nero. Nel secolo decorso i religiosi
del Cardinal della Rovere suo ni- tralasciarono di eleggere il vicario
pote, e primo protettore di questa generale, e di seguire la costituzio-
riforma, ne concesse ai pp. di que- ne e nome della congregazione man-
sta congregazione la cura , per cui tovana, riunendosi all'Ordine carme-
vi dimorarono alcun tempo. Il me- litano dell' antica osservanza , sotto
desimo Cardinale essendo passato, la immediata giurisdizione del priore
dal titolo di s. Balbina a quello di generale.
s. Grisogono, volle che questa anti- Mentre il p. Spagnoli era gene-
chissima chiesa fosse officiata dai rale de' Carmelitani, ebbero luogo
suoi Carmehtani, facendo fabbricare due altre riforme , una in Francia
il contiguo convento. detta la congregazione d' Alby , la

Il p. Penso scrisse la vita degli quale governavasi da un vicario ge-


uomini illustri, che si resero distinti nerale eletto dal capitolo generale
nella congregazione di Mantova, ma della congregazione di Mantova, che
merita special menzione il p. Giam- nel i58o fa riunita all'Ordine da
battista Spagnoli, detto il Mantovano, Papa Gregorio XI li, l'altra istituita
rinomato per santità di vita, e per presso Genova in un convento, che
le sue opere, nonché per essere sta- prese il nome di Monte Oh velo, per
to eletto sei volte vicario generale opera del p. Ugolino, il quale non con-
della medesima , e poi generale di tento dell'osservanza della regola mi-
tutto l'Ordine nel i5i3, fatto in Ro- tigata da Eugenio IV, volle intro-
ma nel capitolo generale. Procurò durre quella anteriormente dichia-
egli di dilatare in diversi conventi rata e corretta da Innocenzo IV,
la riforma, e per mantenere in essa disegno che effettuossi solo nel con-
il color tanè contro chi bramava si vento di Monte Oliveto il quale ,

adottasse il nero nell'abito, rinunziò sebbene fosse solo e soggetto inte- ,

al generalato, e morendo nel 1 5 6, 1 ramente al generale dell'Ordine, pu-


gli fu eretto un magnifico sepolcro re nel pontificato di Leone X prese
nella chiesa di Mantova. Inoltre Fede- il titolo di congregazione . Nella
rico I, duca di Mantova, collocò la Francia fu operata inoltre altra ri-
sua statua appresso quella di Virgi- forma di Carmelitani verso l' anno
lio nell'arco trionfale da lui eretto, i6o4 ^^^1
P- Pietro Bonhourt nel
perchè, oltre queste doti, il p. Spa- convento di Rennes nella Brettagna ;

gnoli fu tenuto pel poeta più eccel- poi fu perfezionata dal p. Teobaldo
lente de' suoi tempi. I religiosi di e in seguito dai pp. Riccardo e
questa congregazione differivano da- Giovanni Baray, Nel capitolo provin-
gli altri, perchè in tutto Tanno nella ciale tenuto inGand nel i6o3, pre-
feria seconda e quarta non mangia- sieduto dal p. Silvio, si fecero diversi
vano carne , vivevano con vita co- decreti per istabilir la riforma, e in
mune, e per altre particolari con- breve per opera de' suddetti religiosi, e
suetudini. Vestivano come gli altri di altri che loro si unirono, vennero
Carmelitani , ed una volta non si fondati nuovi conventi sotto la me-
distinguevano da questi che pel desima osservanza , co' quali si for-
cappello, il quale nella parte supe- mò la provincia Touranie.
que- Da
riore era bianco , cangiandolo po- sta , ad onta delle opposizioni degU
scia in quello ecclesiastico di color altri Carmehtani, la riforma si dif-
Oi CAR CAR
fuse non solo in Francia, ma uelle ro con tutta V efllcacia per intro-
Fiandre e in Italia. durre la stretta osservanza nella Ger-
Nell'anno 1619, i pp. Desiderio mania, e gli riuscì di stabilirla in
rianca da Catania, e Alfio Lican- diversi conventi di quelle provincie
dro, ambedue della provincia di s. per mezzo dei pp. Antonio della pro-
Alberto, intrapresero altra riforma vincia di Touranie, e Gabriele della
nella Sicilia, ed i pp. Perrone e Sta- Nunziata della provincia di Fiandra,
tella altra pure ne fecero in detta iso- destinati a tal fine suoi commissari.
la nel 1727. La prima era composta Ad indurre tutti i conventi ad ab-
di quattordici conventi, cioè due nello bracciarla, mandò una circolare alla
stato pontifìcio, tre nel regno di Napoli, maggior parte de' Carmelitani, ma
e nove in Sicilia , e si appella di altro non ottenne, che molti, lasciata
Monte Santo. La seconda è compo- la tonaca di color nero ne vestis- ,

sta di nove conventi e si chiama , sero altra di color tanè , o grigio


Scala Paradisi. La prima fu dichia- scuro, onde tutti quelli, che l'adot-
rata provincia, nel 1646, da Papa tarono, vestono come gli altri del-
Innocenzo X; la seconda lo divenne l'Ordine, e poco tra loro distinguon-
col l'approvazione di Benedetto XIII. si, avendo tutti le stesse costituzioni
L'una e l'altra non formano un corpo prescritte nel i635 dai religiosi del-
distinto, e separato dall'Ordine, stan- la provincia di Touranie.
Tali co-
do subordinate al priore generale. Am- stituzioni essendo state confermate da
bedue non ammettono gradi, e so- Urbano Vili nel 1639, fu quindi co-
lamente differiscono in questo , che mandato dal generale capitolo tenuto
la seconda pratica vita comune, e in Roma nel i64^> che si osservasse-
la prima non la osserva, per la po- ro colla conferma pontificia d'Inno-
vertà de' suoi conventi ora divenuti cenzo X in tutti i conventi riformati
sette. Tutte e due queste riforme dell'Ordine, fondati e da fondarsi, af-
professano il primiero istituto car- fine dimantenere l'uniformità.
melitano, avendo rinunziato all'in- Finalmente nel generalato del p.
dulto di Eugenio IV , si astengono Teodoro Strazio, fu eseguita in Fran-
dalle carni come i carmelitani scalzi, cia altrariforma particolare dal p.
e seguono la regola moderata da In- Biancardo, in cui si dovea osservar
nocenzo IV. la regola del patriarca s. Alberto sen-
La congregazione di Torino fu fatta za le dichiarazioni d' Innocenzo IV,
nel i633, in quella ad istanza di
città, e senza le mitigazioni di Eugenio IV,
Vittorio Amadeo I, duca di Savoia, onde quelli che professarono tale rifor-
venendo destinato ad incominciarla il ma furono appellati Carmelitani del
regio commissario p. Teodoro Stra- primo istituto. Indi unitisi al p. Bian-
nio generale, e a promoverla il p. cardo alcuni religiosi, fabbricarono
Luigi Bulla, cui successe il p. Do- un eremo in Grateville, luogo della
menico di s. Maria, che felicemente diocesi di Bazas, ove le celle, secon-
vi riuscì , istituendola nel convento do la regola primitiva, erano sepa-
della città di Torino, donde si di- rate; ogni frate vi mangiava solo;
latò ad altri conventi della provin- ne' viaggi si astenevano tutti dalle
cia del Piemonte. Il p. Antonio Fi- erbe , ed altri cibi cotti nel brodo
lippi l'ornano, eletto in Roma gene- della carne; e facevano il solo voto
rale, a' 3o maggio 1648, si adope- di ubbidienza , intendendo di com-
, .

CAR CAR 63
prendere in questo gli altri due. La a piendere le giuste misure, affine
<jual riforma approvata dapprima di mandare ad effetto un tanto di-
«lalmedesimo generale p. Strazio \isamento.
e poi nel i636 da Url>ano Vili, si Ad
eseguire la meditata riforma,
estinse per altro poco dopo. la Vergine pose gli occhi sul p.
s.

CARMELlTAINi Sc\lzi, o Tere- Giovanni di s. Mattia, e sul p. An-


siANi. Ordine religioso. S. Teresa tonio d'Eredia, ambedue cospicui
di Gesù nacque a' 28 marzo i5i5 carmelitani per santità di vita, i
in Avila nella vecchia Castiglia, da quali, siccome bramosi di vivere
Alfonso, o Alonso Sanchez de Ce- con maggior austerità, aveano deter-
peda , e da Beatrice d' Ahumada. minato di passare fra certosini i

Entrata nel monistero delle carme- Sì abboccò quindi pel primo col
htane di detta città, vi professò la p. Antonio, ch'era priore del con-
regola religiosa nel i535 secondo vento di Medina del Campo, e poi
alcuni, benché il p. Federico di s. col p. Giovanni, che s' era recato
Antonio nella sua P^ita dica, che da Salamanca a quest'ultima città,
la professasse nel 153^. Quindi comunicò loro il progetto della ri-
ispirata da Dio, stabih di vivere forma de' carmelitani, per ristabi-
sotto la regola prescritta all'Ordine Urlo nel primiero fervore ed osser-
carmelitano dal patriarca s. Alberto, vanza, e gli allettò a seguirne il
e^poi mitigata dal Romano Ponte- divisamento, abbandonando quello di
fice Innocenzo IV, con tanto ardore farsi certosini. Frattanto d. Raffaele
di spirito, che non volendo servirsi Mexia Velasquez , cavahere abitante
delle concessioni apostoliche, la os- in Avila, e concittadino di s. Te-
servò esattamente nel suo antico resa, le offri una casa di campagna,
rigore con tutta la perfezione ed , che aveva a Durvello per erigervi ,

ebbe l'autorizzazione, nel 1 562, da un convento di carmehtani scalzi,


Papa Pio IV di stabilire uaa rifor- ed essa avendola accettata, fece sa-
ma di monache, le quali seguissero pere ai summentovati rchgiosi, che
il suo esempio. Vinte insormonla- avea trovalo il luogo per incomin-
bili difficoltà, in Avila stessa apri ciar la sospirata riforma, purché
il primo monistero alle carmelitane essi avessero coraggio di al3Ìtarvi,
scalze ( F^edi)^ col qual nome fu- essendo piccolo e disagiato, al che
rono appellate le religiose da lei risposero esser pronti,
fondate. Ben presto il suo istituto Recatasi la santa istitutrice a
propagossi colla erezione di parecchi Vagliadolid, ed ottenuta l'approva-
monisteri, e da tale successo ani- zione dai due provinciali di Casti-
mata, concepì l'alto disegno d'in- gha, presente e passato, richiesta
trodurre la riforma anche ne' frati dal p. generale dell' Ordine , inviò
dell' Ordine carmelitano , onde col il Giovanni a Durvelo, dandogli
p.
consiglio del p. Gio. Battista Rubeo l' abito per la riforma , ed alcuni
generale, il quale l'avea facoltizzata sacri arredi per l'altare. Il religioso,
a fondare un maggior numero di assunto tal abito, vi dimorò solo
monisteri di monache, purché rima- dal principio di ottobre 1 568 sino
nessero sotto la giurisdizione de' su- a quello di novembre, ed a' 27 di
periori dell'Ordine, piena di mira- questo mese, a lui si congiunse il
bile e portentoso coraggio, cominciò p. Antonio d' Eredia , con mi frale
,

64 GAR CAR
laico. Essi, dopo aver passata tutta dopo anni fu trasportato il suo
tre
la notte in orazione, nella mattina venerando corpo ad Avila sua pa-
seguente davanti il ss. Sacramento tria ; ma Sisto V nel 1589 ordinò,
rinnovarono la professione della ri- ad istanza del duca d'Alba, che si
forma, come fece il laico, rinun- restituisse al monistero, ove avea
ziando solennemente alla regola mi- cessato di vivere. Ivi conservasi in-
tigata. cambiarono i loro nomi,
Indi corrotto, senza la mano
sinistra, che
secondo il costume introdotto da s. venendo troncata dal provinciale
Teresa tra le sue religiose, ed il de' carmehtani scalzi, fu riposta iu

p. Antonio aggiunse al suo quello Avila, e senza un piede, che nel


di Gesù, e il p. Giovanni quello 16 15, fu mandato in Roma nel
della Croce. Quindi visitali dal p. convento di s. Maria della Scala,
provinciale, il primo fu fatto priore, nella qual città nel 1622 canoniz-
e il secondo sottopriore. Questo se- zata venne da Gregorio XV. In
condo, per essere stato il principal quanto poi al p. Giovanni della
cooperatore di s. Teresa, è ricono- Croce, dopo aver sostenuto con in-
sciuto dai carmelitani scalzi quale vitta pazienza molte tribolazioni
confondatore , e poi meritò 1' onore rese tranquillamente lo spirito a
degli altari. Dio, a' i4 dicembre 1^91 , nel
Sebbene il convento di Durvelo convento di Ubeda nell'Andalu-
fosse il primo della riforma e la sia; ed avendo Anna di Penaloso

sua culla, pure per principale viene levato segretamente dal sepolcro in
riconosciuto quel di Pastrana eretto cui giaceva in Ubeda il corpo di
a' i3 luglio io69j perchè quivi la lui, trasportandolo di notte in Se-
regolare osservanza si stabifi nella govia, Clemente Vili ordinò, che
sua vera perfezione, ed anche per- suo convento, e po-
fosse restituito al
chè quello di Durvelo, stante l'an- scia venne canonizzato da Benedetto

gustia del sito nel 1570, venne XllI nel 1726. V. s. Teresa, e s.

trasferito nella città di Manzera, Giovanni della Croce.


onde ritornato all'antico proprieta- La santa riformatrice prima di
rio, venne dipoi nel 161 2 dai Car- morire provò la dolce compiacenza,
melitani scalzi acquistato, e vi eres- di veder fondati più di diciassette
sero un bel convento, proseguendosi monisteri di carmelitane scalze, e
per altro a celebrare i capitoli ge- quindici conventi di carmelitani
nerali in Pastrana , che sempre volle scalzi, e mentre viveva, fu portato
conservar la maggioranza. 11 p. Gio- il suo Ordine anche nelle Indie, e
vanni della Croce ne'diversi conventi dopo la sua morte meravigliosa-
successivamente fondati, esercitò l' uf- mente si propagò per tutta la cri-
fìzio di maestro de' novizi , e fu stianità, fiorendo tuttora con im-
priore in quello d'Alcalà, ma sog- menso vantaggio delle popolazioni.
giacque ad una fiera persecuzione, Nel principio questi conventi erano
dalla quale liberollo il credito di soggetti non solo al p. generale,
s. Teresa, senza ch'ella potesse an- ma ancora a' rispettivi provinciali
dar esente da egual sorte. Nel i582, de' carmelitani dell' antica osservan-
tornando da Burgos, ove avea
essa za i^Vedl^^ i quali solo costituivano
fondalo un monistero di monache, dei priori, acciò vigilassero per man-
morì a' 6 ottobre in Alba, donde tenere in essi la riforma, finché nel
,

CAR CAR 6^
i58o, il Pontefice Gregorio XIIT, che ilcapo di questa congregazione
ad istanza di Filippo II re di Spa- si chiami preposito generale dell'Or-
gna con una costituzione emanata
, dine degli scalzi , ossia dei primitivi,
a' 11 giugno, separò i carmelitani di quelli cioè, i quali osservano la
scalzi dai calzati , o dell' antica os- regola dell'Ordine beata Ma- della
servanza, dando ai primi un pro- ria del monte Carmelo, ed aggiunge
vinciale particolare eletto dal loro la concessione , le comunicazioni
ceto, sebbene li lasciasse soggetti al r estensione all' Ordine degli scalzi
priore generale di tutto T Ordine. al suo preposito generale, ed a' suoi
Sisto V, nel iSSy, vedendo che i religiosi, di tutti i singoli privilegi,
conventi degli scalzi si moltiplicavano, facoltà, grazie, prerogative, indulti,
concesse loro di poter eleggere un favori e concessioni accordate, o
vicario generale, finche Clemente da accordarsi in futuro all'Ordine
Vili col disposto della costituzione carmelitano dai romani Pontefici,
76, che si \^%%'^ nel Bollano ro- dai legati della santa Sede, dagl'im-
mano , tom. V, par. II , pag. 4^8 , peratori e principi.
a' 20 dicembre 1598, li divise e Quindi la riforma de' carmelitani
separò affatto dagli altri carmelita- scalzi dell'uno e l'altro sesso, dal
ni , permettendo d' eleggersi il
lor medesimo Clemente Vili fu, a' i3
propi'io generale, ed annoverandoH novembre 1600, coli' autorità della
eziandio fìa gli Ordini mendicanti, costituzione 2 33 presso il citato Bol-
lo che poi approvò Gregorio XV. lano pag. 3 16, divisa in due con-
Ecco poi come si espresse Cle- gregazioni, di Spagna e dell' Italia.
mente vili, nella citata bolla Pa- In questa bolla, che comincia, In
storalis officii de' 20 dicembre iSgS: Apostolico dignitatis , assumendo
« Omnes et singulas personas praefa- il Pontefice per causa della sua de-
»* tae congregationis discalceatorum, terminazione, l'aver saputo da testi-
M illiusque conventus, domus, col- moni degnissimi di fede, e l'aver
« legia, et provincias tam virorum, conosciuto per . esperienza propria
» quam mulierum ab omni supe- , » quantum utilitatis in Ecclesia Dei
»i rioritate, jurisdictione, gubernio, >i piis eorum exercitiis, tum oratio-
« regimine, et administratione, sub- » nibus, mortificationibus, asperitate
w jectione, obedientia, visitatione, M vitae, tum praedicationibus, confes-
« correctione, et emendatione tam « sionibus et sacramentorura admi-
*» generalis Ordinis carmelitarum, » nistratione ", giornalmente ripor-
« quam aliorum praelatorum et , tisi per i carmelitani scalzi, erige la
•' superiorum quacumque auctori- congregazione d' Italia, da possedere
« tate fungentium et functurorum, , i conventi già fondati in Italia , e
» et quantumvis amplissimis privile- tutti gli altri che si fonderebbero
» giis, et facultatibus utentium et nell'Italia stessa, e negli altri luoghi,
" usurorum perpetuo eximimus et
,
e regni fuori di quelli di Spagna ;
>* liberamus .... ipsamque congre- e dichiarandola immediatamente sog-
>> gationem discalceatorum sub . . . getta alla Santa Sede, vuole che sìa
" immediata nostra et sedis aposto- governata, e retta ah uno prceposìto
" hcae protectione, subjectione, gu- Clini definito rum inlerventu , juxta
« bernatione et obedientia recipi-
, regularia ejusdeni ordinis statuta.
»> mus et subjiciraus. " Ordina poi, Quindi alla nuova congregazione,
VOL. X. 5
, ,

m CAR CAR
alle sue case , ai conventi , ai suoi uno in Genova con un moni stero
superiori, o sudditi, accorda di po- di monache, l' altro in Roma presso
ter godere, senza alcuna differenza, la chiesa di s. Maria della Scala, eb-
di tutti i privilegi e di tutte le gra- be un commissario generale indipen-
zie , tanto spirituali che temporali dente dagli spagnuoli, e restò sogget-
già concesse, o da concedersi alla ta per ordine dello stesso Clemente
congi'egazìone di Spagna dalla Sede Vili al Cardinal Pinelli, allora pro-
apostolica. Così l'Ordine carmelitano tettore deirOrdine carmelitano tan-
venne ad avere tre generali, ciascu- to dei calzati, che degli scalzi. Gli
no indipendente Indi a
dall' altro. spagnuoli diedero il motivo di fon-
ciascuno di essi venne aggiudicata dare le due congregazioni, come quel-
la facoltà di ascrivere al sacro abi- li che pretesero la riforma di s. Te-

tino, e di erigere fuori di Roma le resa non dovesse uscire dalla Spa-
confraternite del sacro scapolare esclu- gna, facendo ogni sforzo perchè non
sivamente agli Ordinari e appunto : s'introducesse altrove. Ma stabilita
in grazia d'una tale separazione dai rapidamente passò in Fran-
in Itaha,
carmelitani calzati, e di una tale Germania, in Polonia, in Fian-
cia, in

autorità ne' generali dei carmelitani dra ed altrove, ed anche in Persia,


scalzi , il Papa Pio VII dietro ad , giacché fino dal loro nascere parti-
un favorevole voto d'un maestro rono per le missioni ebbero con- ,

di cerimonie della cappella pontifi- venti Hispahan


in in Sindi nel
, ,

cia, con rescritto emanato per orga- Mogol, nel Malabar, in Bassora, in
no della segreteria de' memoriali ai Goa, nel Monte Libano, in Aleppo,
5 febbraio 182 1, accordò facoltà di nel Monte Carmelo, e in altri luo-
aver luogo fra gli altri superiori ge- ghi dell'Indie Orientali e della Si-
nerali nelle cappelle pontificie al ge- ria, non che in America, esistendo-
nerale, e procuratore generale della ne moltissimi tuttora , i quali frut-
congregazione d'Italia, salva prcela- tuosamente esercitano le sante mis-
tione illorum, qui enunciato privile' sioni, d'intelligenza edipendenza
gio jam inveniuntur donali. dalla congregazione di Propaganda,
La prima per la Spagna, e pel la quale, come si dirà prova ed
,

Portogallo conteneva dieci provincie, istruisce in Roma nel collegio di


una delle quali in America, e que- s. Pancrazio i carmelitani scalzi nei-
ste numeravano cento sessantun con- l'apostolico ministero. Paolo V diede
venti di religiosi , e novantaquattro poscia ai carmelitani scalzi la facoltà
monisteri di monache. Quella d'Ita- di fondare conventi colla sola licen-

lia abbracciava tutte le altre nazio- za del vescovo, e sotto il suo Pon-
ni , con un generale residente in passarono in Francia
tificato essi

Roma, possedea trecent'ottantatre con- mentre regnava Luigi XIII, che loro
venti neirEuropa, che formavano ven- permise di stabilirsi in Parigi, po-
titre Provincie , fra' quali sette ne nendo nel 161 3 la prima pietra
avea la Francia, in cui eranvi ses- nella chiesa di essi la regina madre
santanove monisteri, ed oltre a ciò Maria de Medici.
ebbe sino a venti conventi nell'Asia. Si professa dai carriielitani scalzi

Sebbene questa congregazione d'Ita- la regola di s. Alberto senza le miti-


lia, detta di s. Elia, non avesse dà gazioni di Eugenio IV, e si praticano
principio che due conventi di frati, da essi molte austerità , che sono
,

CAR CAR 67
descritte dal p. Annibale da Latera, della congregazione d'Italia, ovvero
nel citato Compendio, al capii. XII J, di s. Elia , non portano alcun cap-

Dei frati carmelitani scalzi. Si al- puccio, fanno uso del cappello nero,
zano a mezza notte per recitare il colle sole due falde laterali alzate;
mattutino, meno i conventi di stu- quelle però della congregazione di
dio, inoltre a differenza de' calzati Spagna non si distinguono nel ve-
celebrano la messa e recitano l'uffi- stire dai sacerdoti, facendosi essi sol-

cio divino secondo il rito della Chie- tanto la corona clericale, comune ai
sa romana ; fanno ogni giorno due sacerdoti d' Italia. Finalmente i con-
ore di orazione mentale, si discipli- versi esercitano la professione di spe-

nano, non mangiano carne che nei ziale, in que' conventi ove vi sono
viaggi di mare, osservano parecchi le spezierie, delle quali si tratta al
digiuni, e dormono sopra un saccó- termine di quest'articolo. Di questi
ne Vestono tonaca e sca-
di paglia. laici si fa menzione dal p. Cassia no
polare color tanè, ed un mantello carmelitano scalzo alla parola Do-
bianco di panno . Sullo scapolare natiy e dal Bonanni, Catalogo degli
portano il cappuccio color tanè, su Ordini religiosi^ cap. 68, nel quale
cuipongono quello di color bianco ne riporta la figura, come ne' capi
quando assumono il mantello egua- precedenti esibisce quelle de' carme-
le, incedono scalzi, co'sandali di cuoio, litani calzati, riformati e scalzi.

ma i carmelitani della congregazio- Nelle costituzioni de' carmelitani


ne di Spagna li usano fatti di ca- scalzi si ordina, che in ogni pro-
nape, vietandosi affatto a tutti l'uso vincia vi sia un convento fabbrica-
del lino. Siccome in quasi tutti gli Or- to in qualche solitudine, all' uso
dini religiosi, oltre i sacerdoti, vi sono delle Certose, e che questo non sia
i laici religiosi assegnati alla vita ope- se non un solo, detto comunemente
rativa di Marta, ed impiegati negli deserto. Siccome i primi religiosi
uffici servili, cosi parimenti ve ne carmelitani furono eremiti, che vi-
sono fra i carmelitani scalzi , e si vevano sotto la ispezione d' un su-
chiamano fratelli Donati. Tra le opere, periore, quindi i carmelitani scalzi
eh' essi esercitano in servigio dei con- si fecero la detta legge di aver in
venti, l'una è il cercare l'elemosina, ciascuna provincia un convento, con
siccome mendicanti, sebbene per in- suo deserto, o romitorio. E a sa-
dulto pontifìcio posseggano dei beni. persi,che questa casa somiglia a
I laici di questedue congregazioni quella de' certosini, e solamente il

non vengono ammessi alla professio- recinto è più vasto, sia in giardino
ne solenne, se non dopo fatta una che in boschi, affine di contenere
lunga prova di più anni , compita più celle separate. Quando il prio-
la quale, emettono i tre voti di ob- re ha permesso ad uno de' suoi re-
bedienza, castità e povertà al pari ligiosi di passare qualche tempo in
dei tre religiosi coristi ; con questo una di queste celle, vi si ritira per
che nella congregazione d' Italia vi darsi unicamente alla orazione, e
aggiungono un quarto voto, di non agli altri esercizi della vita mona-
pretendere giammai alcuna mutazio- stica, cui adempie in privato alle
ne di abito, o di salire a grado più stesse ore che nel convento Regna .

alto di quello, al quale Iddio gli ha tra essi un silenzio quasi continuo, e
chiamati. Qtoiiidi i laici, o conversi appena si veggono alcuna volta in
,

68 CAR CAR
questa specie di deserto. Non pos- tino, nipote di Clemente XIT , e
sono abitarvi ne novizi, ne giovani carmelitano scalzo, fu fatto, ad on-
professi, ne i deboli, i cagionevoli, i ta della sua ripugnanza, vescovo di
malinconici, e poco inclinati agli
i Arezzo, e nel 1 78 i dallo zio fu crealo
sempre poi devo-
esercizi spirituali: Cardinale prete di s. Martino a'Mon-
no esser abitati da tre o quattro ti, e vicario di Roma, morendo con
solitari, che devono dimorarvi, per fama di tal santità, da trattarsene
istruire e formare gli altri. Ma ul- la beatificazione. Parlano lungamen-
teriori notizie sulla istituzione di te dei carmelitani scalzi, gli autori
questi deserti, sulle osservanze di della vita di s. Teresa, Francesco
chi tì si ritira, sulle penitenze, sui Martinez, e principalmente Giambat-
digiuni, sulle orazioni, e a chi in tista Lezana, Annal. Ord. B. M. V.

essi si possa accordare l' ospitalità de Monte Carmelo, Romae i656.


esclusi i ne porge il p. An-
secolari, In Roma i carmelitani scalzi
nibali citato, capitolo XIII pag. 224, hanno tre chiese di titolo Cardina-
e seg. Per causa di tali deserti, al- lizio, cogli annessi conventi, cioè s.

cuni scrittori annoverano i carme- Maria della Scala , s. Maria del-


litani scalzi tra' solitari dell' Occiden- la Vittoria, e s. Pancrazio fuori la
te. I carmelitani scalzi di Francia, porta di Di esse si
questo nome.
per supplire in qualche modo al tratta all' articolo Chiese, onde qui
difetto di un terreno che po-
vasto, diremo soltanto come sieno state con-
tesse servire di romitorio, aveano cedute all'Ordine.
fatto edificare una piccola cella nei Maria della Scala fu edifica-
S.
loro giardini, ma poi Luigi XIV ta nel1592 dal Cardinal di Como,
donò gran romitorio presso
loro il in onore della b. Vergine, la cui
la città Louviers nella diocesi
di immagine trovossi su d'una scala
d'Evreux in Normandia, che descris- in questo luogo, quindi fu conce-
se Villefore nelle sue Vile de^ Pa- duta nel i597 dal Pontefice Cle-
dri del deserto di Occidente, to- mente Vili ai carmelitani scalzi.
mo IL La chiesa di s. Maria della Vit-
Innumerabili persone illustri per toria fu eretta dai carmelitani scal-
santità, per dottrina, per dignità ec- zi in onore dell' apostolo delle genti
clesiastiche, ed eziandio per isplendi- in uno tiir annesso convento, cui
di natali, sono fiorite tanto tra le venne aggiunta la facciata dal ce-
carmelitane scalze, che tra i religio- lebre Cardinal Scipioni Caffarelli
si del medesimo Ordine, il cui gene- Borghese, in compenso della sta-
rale della congregazione d'Italia pren- tua di Ermofrodito da essi rin-
de il titolo anche di priore del venuta ne' fondamenti della medesi-
monte Carmelo. Fra quelli, che si ma. Passati dieci anni, nel 1622,
sono distinti cogli scritti e con ope- prese il titolo di s Maria della Vit-
re stampate, meritamente prendono toria per le vittorie riportate in Ger-
il primo luogo s. Teresa loro isti- mania sugli eretici, e per la di lei

tutrice, e s. Giovanni della Croce di immagine collocata nell'altare prin-


lei coadiutore, de' quali abbiamo o- cipale; proveniente dalla detta re-
pere ascetiche piene di dottrina e di gione. Nella dispersione generale
sapienza celeste. Nel secolo decorso degli Ordini religiosi, avvenuta do-
fr. Giannantonio Guadagni fìoren- po il 1809, il convento fu venduto
CAR CAR 69
e. spogliato j finché i religiosi car- chiesa di s. Susanna, cioè nel con-
nielitani scalzi lo ricuperarono nel vento delia detta chiesa di s. Paolo.
j8i4- Giunto ciò a notizia di certo Fran-
La chiesa di s. Pancrazio fu da- cesco Cimini signore napoletano, pel
ta a' Carmelitani scalzi nel pontifi- desiderio che nutriva per la conver-
cato di Alessandro VII. Nel conven- sione degl' infedeli , lasciò morendo
to contiguo evvi il collegio de' reli- nel 1608 a' carmelitani scalzi l'an-
giosi, che si vogliono recare alle mia rendita di tremila ducati, per-
missioni nella dipendenza della sa- che la erogassero pel seminario delle
era congregazione Cardinalizia di loro missioni. Intanto avendo Paolo
Propaganda, istituzione eh' ebbe la V fatto incominciare l'erezione di
seguente origine. Il p. Pietro della un analogo ospizio presso piazza
Madre di Dio, carmelitano scalzo, e Farnese, per istabilirvi un apposito
commissario apostolico, desiderando convento per le missioni, nel i6i5,
d'impiegare i suoi correligiosi nelle temendo che ne potesse derivare
missioni, manifestò questo di visamen- pregiudizio alla congregazione, col
lo al Pontefice Clemente Vili, di dichiararsi da essa indipendente,
cui era predicatore, il quale con risolvette, che il seminario, o colle-
suo breve spedi quattro carmelitani gio si collocasse nel nuovo convento
scalzi in Persia a' 14 luglio i6o4; della chiesa di s. Paolo alle Teniie
ma essendo egli morto menti e i Diocleziane, che poi prese il nome
religiosi erano arrivati iu Polonia ,
di Maria della Vittoria, col titolo
s.

Paolo V nel i6o5 li autorizzò a di Seminario della Conversione di


proseguire il viaggio. In questo an- s. Paolo j onde progiedendo felice-
no si adunò in Roma il primo ca- mente per le cure del p. generale
pitolo generale, dopo che la con- Giovanni di Gesù Maria nel pon- ,

gregazione d' Italia, appellata di s. tificato di Alessando VII ed in virili


Elia, si era divisa da quella di Spa- del suo breve, Decet Rom. Pont.
gna chiamata di s. Teresa, ed in dato a' 24 settembre i655, confer-
esso i capitolari emisero il voto mando quello da Urbano VII! ema-
di recarsi alle missioni a predicare nato nel 1682, Ronianus Ponti/ex,
il vangelo. Quindi vedendo necessa- acquietò le controversie insorte, e
ria l'erezione di opportuni semina- per l'autorità dell'altro breve, In-
vi o conventi per istruir quelli, che scrutabili, del primo marzo 1662,
si sentivano chiamati a tal carri e- fu trasferito nel convento di s. Pan-

ra, ottennero dallo stesso Paolo V, crazio, concorrendovi coli' assenso il

a' i5 dicembre i6o5, il decreto Cardinal Maidalchini, abbate com-


Totius orbis terrarum, col quale mendatario della chiesa. Perlmrto per
venne loro conceduta facoltà di lo zelo e la prudenza del p. Dome-

erigerne uno in Roma, e tempo- nico della ss. Trinità, generale d'al-
raneamente, coli' autorità del bre- lora , a' 6 marzo di detto anno,
ve Romani Ponlificis , emanato ebbe incominciamento colla dipen-
dali© stesso Paolo V nel 1 6 1 3 , denza dal generale prò tempore ^ e
venne convento di
destinato il suo definitorio, restaiirandosi la chie-
s. Silvestro di Monte Compatri sopra sa colla spesa di duemila scudi.
Frascati , e poco dopo s' incomiticiò Sulle qualità, che si richieggono da
r eiezione d' un ospizio presso la quei religiosi , i quali bramano recarsi
,

70 CAK CAR
alle missioni, ed altri uffici relativi, essa la chiesetta convento, "
ed il

tratta Carlo Bartolomeo Piazza, Ope- perchè i carmelitani scalzi nel i75i,
re pia di Roma, trattato IV, capo fecero acquisto del palazzo Rocci
XXVIII. Noi solo ricorderemo, che presso ilmentovato collegio inglese,
fra le altre cose, dopo otto giorni e la chiesa di s. Maria di Monscr-
dal loro ingresso, debbono emettere rato, ove trasportarono V ospizio,
il voto di recarsi a qualunque mis- ed edificarono sotto il medesimo
sione, sia per conversione di eretici, una piccola chiesa.
sia di gentili, sia d'infedeli. L' origine poi delle spezierie an-
Inoltre i (Carmelitani scalzi hanno cora pel pubblico nei carmelita-
in Roma l'ospizio di s. Teresa presso ni scalzi è accaduta in vari tempi,
il collegio inglese, residenza del ge- secondo la varietà delle provi ncie.
nerale e procuratore generale della La spezieria del convento della Sca-
congregazione d' Italia, abitandovi la in Roma conta ciica cento cin-
anco il procuratore generale di quel- quanta anni. I poveri ne han go-
la di Spagna. Anticamente questa duto, e ne godono per le carità
avea l'ospizio e la chiesa di s. Anna fatte loro continuamente, fra le
alle quattro Fontane, che Pio VII quali non è piccola quella di ca-
diede alle monache adoratrici per- var sangue, e denti a chiunque
petue del ss. Saciamento, le quali vi concorre, senza pretendere co-
il regnante Pontefice ultimamente sa alcuna o a pagamento , o in
,

ha trasferite nel monistero, e chiesa rimunerazione ; e la gratitudine


di s. Maddalena al Quirinale. La della mendicità soccorsa compar-
congregazione d' Italia , sulla piazza ve precipuamente nei pontificati di
del monte di Pietà, aveva l'ospizio Clemente XIV e Pio VI, negli at-
con una chiesa dedicata a s. Teresa, testati, che distesero in proposito i

e a s. Giovanni della Croce, fabbri- parrochi della regione di Trasteve-


cata l'una, e l'altro nel palazzo già re. L' utile ritratto dalla vendita dei
de' Barberini, ove abitò Urbano Vili generi andò sempre, almeno in par-
nel suo Cardinalato, cioè al destro te, pel culto di Dio, e nella manu-
lato di detto edifizio, al quale nel tenzione, e nell'ornato delle chiese.
suo ingrandimento compresa la
fu Il Papa Leone XII, per organo del
chiesa e l'ospizio, il avvenne
che Cardinal Bertazzoli, allora proletto-
nel pontificato di Clemente XII. Fu re di tutto r Ordine carmelitano
acquistato tal palazzo dal Cardinal nel 1828, accordò che il risultato
Francesco Barberini nel 1784, per roma-
delle spezierie della provincia
residenza de' superiori generali della na cedesse non solo a benefizio del-
congregazione d' Italia. La chiesetta le chiese e conventi , di cui forma-
fu benedetta dal CardinalGuadagni no una proprietà; ma eziandio ad
a' 16 gennajo 1735, ed il Papa, utile delle altre case della provin-
col breve Exponi nobis nuper fé-
, cia stessa troppo bisognose di aiuto
ceruntj emanato a' 2 1 marzo, con- dopo note vicende del 1 8 4- E
le 1

cedette diversi privilegi a tal con- il regnante Gregorio XVI, con di-
vento , che dichiarò soggetto in spaccio del Cardinal Lambruschini
perpetuo ai superiori maggiori. Non prefetto della congregazione degli
andò guari, che per 1' edifizio della studii , in data de' 29 settembre
deposi teria , furono incorporati ad i838, ordinò con piena soddisfazio-
CAR CAB 7»
ne de religiosi, il modo da tenersi In questa regola pertanto si dà
in Roma nelf esame ed approvazio- la facoltà di ammettere nel terz' Or-
ne de' nuovi conversi ad esercenti , dine ogni sorte di persone d'ambo
oggetto di rilasciar loro, o l'alta, o i sessi , nonché ecclesiastici e seco-
la bassa matricola. Non è poi a ta- lari , vedove e maritate,
fanciulle,
ccisi che nel Pontificato di Pio
,
purché di vita esemplare si mostras-
Vili, e dal settembre 1829, gode sero degne del patrocinio della b.
la spezieria della Scala l' onore di Vergine, alla quale devono profes-
poter somministrare l'occorrente per sare una special devozione. Sono poi
la sacra persona del sommo Pon- esclusi coloro, che fossero slati ri-
tefice , ed meritò anche
in seguito cusati da un altro terz' Ordine, i

d' essere prescelta a dare i medica- sospetti d'eresia, i disubbidienti al-


menti alla famiglia, e guardia sviz- la sede apostolica , e quelli che a-
zera pontificia, nonché alla brigata vessero alcun' altra imperfezione, do-
de' carabinieri. vendo aver mezzi da vivere, ovve-
CARMELITANI del terz' Ordi- ro il modo di procacciarselo con la-
ne. Sebbene alcuni autori carmeli- vorare onestamente. Consistono gli

tani facciano antico quest' Ordine obblighi dei terziaiii di fare un an-
quanto il loro, secondo che si è in- no di noviziato innanzi di profes-
dicato all'articolo Carmelitani cal- sare. I chierici hanno da recitare
zati dell'antica osservanza (Vedi), r uffizio divino secondo il rito della
riportando fra le altre opinioni quel- Chiesa romana , o delle rispettive
le di Diego Martinez Coria nel Trat- diocesi, e che sanno leg-
i secolari
tato sui terziarii, stampato nel i5g2, gere sono egualmente tenuti a re-
in Siviglia j pure 1' altro carmelita- citarlo secondo il rito de' carmelita-
no Silvera, OpuscuL var. Rcsol. 38, ni, ovvero quello della Madonna,

ingenuamente confessa che, nel 1476, mentre quelli, che non sanno legge-
sotto il pontificato di Sisto IV, del- re, devono ogni giorno recitare venti

la Rovere, ebbero principio i ter- Pater ed Ave, e nelle domeniche


ziarii carmelitani , essendo stato il e feste solenni quaranta pel mattu-
primo istitutore nel 1221 d'unter- tino ,
quindici pel vespero e sette ,

z' Ordine di s. Francesco, dappoiché per cadauna delle tre ore canoni-
quel Papa concesse ai superiori dei che. Sono obbligati a digiunare in
carmelitani di poter dare l'abito, e tutto l'avvento, in tutti i mercordi
la regola dell'Ordine loro alle per- dell'anno tranne quello che cade
sone dell'uno e l'altro sesso, che neir ottava di pasqua , nella vigilia
r ave'ssero domandata. Comunque dell' Ascensione , e del Corpus Do-
sia, i fratelli e le sorelle del ter- mini, in quelle delle principah fe-
z'Ordine de' carmelitani, anticamen- ste della Madonna, compresa quella
te non avevano altra regola che del Carmine, la cui festa cade a* i6
quella del primitivo Ordine, data dal luglio, e in tutti i mercoledì e sab-
patriarca s. Alberto, avendone verso bati inclusive dall'esaltazione della
il 1635 nel pontificato d'Urbano Vili ss. Croce all' avvento, e dal Natale
avuta un' altra dal p. generale Teo- sino a quaresima. In tutto l'anno
doro Strazio, la quale, nel 1678, poi si devono astenere ne' mercole-
fu riformata dal p. Emilio Giaco- dì dalla carne, eccettuato quello in
melli, vicario generale dei carmelitani. cui cadesse la natività di G. C.
72 CAR CAR
L'abito de* fratelli, e delle sorelle giosi, perchè non fanno i voti so-
del terz'Ordine deve essere una veste lenni, ciò non ostante le loro con-
lunga, elio dia nel colore nero o rosso, gregazioni sono veri Ordini, e sotto
fermata con una cintura di ciiojo un tal nome sono stati approvati
larga due dita, collo scapolare lar- dai Sommi Pontefici. F. Manua-
go mezzo piede, e lungo sino alle le de' terziarii carrnelkanij JNizza
ginocchia, e colla cappa bianca, che 1745.
dovrà arrivare alia metà delle gam- CARMELO (Carmelus nions).
be. Le sorelle adoperano un velo Monte della Turchia asiatica nel
bianco senza soggolo, ma tanto es- pascialato d'Acri , il cui nome si-
se che gli uomini, ne' luoghi in cui gnifica vigna di Dio^ per la sua
non sono compatibili tali abiti, por- gran fertilità ed amena posizione.
tano vesti secolari d'un colore, che S' innalza cinquecento tese sopra il

si avvicina al tanè. In alcuni luoghi hvello del mare, e può dirsi un


si videro terziarie de' carmelitani composto di colline unite, che cir-
scalzi colla cappa della predetta lun- condano una valle, ima delle quali
ghezza simile a quella dei religiosi, e si estende fino al Mediterraneo.
per lo pili esse fanno il voto di casti- Nella divisione terra di Ca-
della
tà, che per lo più viene emesso an- naan, fatta da Giosuè, questa mon-
che dalle altre terziarie, le quali vivo- tagna toccò alla tribù di Aser, aven-
no nelle proprie case coli* abito del- do a mezzodì quella di Manasse.
l' istituto. In Italia e nella Spagna, Posto in. quella parte di Palestina
moki del terz' Ordine carmelitano fra la Galilea e la Samaria, gli si

fiorirono per santità di vita. danno tredici leghe di circuito, ed è


Non si dee confondere quest'isti- celebre questo monte negli annah
tuto colla confraternita dello scapo- della religione pel soggiorno ed i
lare della Madonna Carmine,
del miracoli dei profèti Elia ed Eliseo,
dell' origine del quale non conven- e pel soggiorno di migliaia di reli-
gono gli autori, sebbene sia certo, giosi nelle grotte scavate nella roc-
che fu istituito dopo che il b. Si- cia , di cui si veggono gli avanzi.
mone Stock ricevette Io scapolare Nella falda del monte si addita la
dalla ss. Vergine , coli' ingiunzione grotta, che dicesi di Elia, e che
di farlo assumere dai suoi religiosi onorala viene anche dai turchi e
qual divisa del loro Ordine. Certo dagli arabi. Più in alto v* ha quella
è altresì, che simili confraternite già del discepolo Eliseo che fu perciò ,

esistevano nell'anno 1262, mentre assai anche presso i giudei.


celebre
nel bollano dell' Ordine parte I , Quivi adoravasi in un tempio fa-
pag. 27, si registra una costituzione moso una divinità chiamata Carme-
di Urbano IV degli 8 maggio 1262, lo, e vuoisi che Vespasiano impe-
in cui concede ai carmelitani di ratore, verso r anno 72 dell' era
ascoltare le confessioni confratrum, cristiana, vi offrisse un sagrifizio
et familìariwn. La confraternita del alle deità ivi adorate.
Carmine non è il terz'Ordine, come I Carmelitani riguardano , che
alcuni hanno scritto, giacché le con-^ i menzionati due
per loro profeti
fraterni te non hanno regola, ma fondatori principali, vi ebbero mo-
solo statuto. È vero che ai terzia- nistero e romitaggio sino dalla più
ri! non conviene il nome di reli^ rimota antichità. Dell* attuale mo-
CAR CAR 73
nislero ivi esistente si parlerà in ap- tuario eretto, e da tempo immemo-
presso. Sì chiamarono monache del rabile dedicato alla beata Vergine
Monte Carmelo quelle trovate dal- del monte Carmelo, la cui conser-
l' imperatrice s. Eleira nel IV secolo, vazione fu sempre a cuore de' fedeli,
come si disse all' articolo Carmeli- soprattutto ai religiosi Carmelitani
tane. 11 Bostio asserisce, che Maria, custodi di esso. Questo sagro tem-
una di esse, fu preposta dall'impera- pio , che nelle vicende de' secoli fìi

trice a dirigere il monistero dalla sua replicate demolito dagl' infe-


volte
pietà fondato presso il s. Sepolcro, a- deli, e ricostrutto dai Carmelitani,
vendo avuto a succederle nella quali- venne, nel 182 1, diroccato quasi
fica di superiora s. Sindetica, s. Sara, dalle fondamenta per una fatale
ed una vergine chiamata Romana, ov- irruzione militare. Pio VII, mosso
vero Nonna. Sopra questo monte l'Or- dalle preghiere de' Carmelitani scal-
dine carmehtano indubitatamente zi , che si accinsero a riedificarlo
ebbe l'origine, raccontando il p. Sa- colle pie oblazioni , autorizzò i su-
raceno a carte 287 del Menologio periori dell'Ordine a questuare per
Carmelitano, che nel 1209 o nel rinvenirne i mezzi. Difatti, nel 1828,
12 12, Vescy signore
Giovanni di nel giorno appimto della festa del
di Alnelvico, e Riccardo di Grey, Corpus Dominiy in cui sette anni
signore di Codenore, ambedue no- prima era stato distrutto l'antico,
bili inglesi , e crociati della sagra fu gettata la prima pietra negli
guerra contro gì' infedeli, traspor- stessi ruderi e suU' area del prece-
tarono in Inghilterra alcuni religiosi dente. Quindi premuroso il regnante
del Carmelo, e che in Alnelvico si Pontefice, che si portasse a compi-
fondasse il primo convento di que- mento opera così rilevante, concesse
st' Ordine. Così ancora si ha, che a'superiori de'detti Carmelitani scal-
s. Luigi IX, re di Francia, al suo zi, nel i836, che continuassero la
ritorno dalla crociata in Palestina, colletta, e con lettere del Cardinal
passò al monte Carmelo, ed ottenne Sala, prefetto de' vescovi e regolari,
dal superiore sei religiosi, che seco de' 26 gennaio, raccomandò agli
condusse a Parigi, ove si stabilirono arcivescovij vescovi ed altri Ordinari
sotto il nome di carmelitani. Con- de' luoghi i religiosi dell' Ordine,
cesse loro parecchie grazie e privi- che il preposito generale de'Carmeli-
legi verso l'anno i245, siccome tani scalzi invierebbe per la colletta.
afferma il vescovo di Chalons nella Felici furono i risultati sì prima
Topografia de Santij e quindi dal che dopo, giacche la questua non
Carmelo passarono altri nella Spa- solo si effettuò in Europa, ma ezian-
gna, altri in ItaUa ed altri altrove. dio neir Africa e nell' Asia : ond' è
Così propagaronsi mirabilmente per che tempio è già risorto piì^i son-
il

r Europa, approvandoli e proteg- tuoso e più imponente del demo-


gendoli sempre i romani Pontefici. lito. Tutto il fabbricato sorge in
Fra i venerandi monumenti della forma quadrata, ed in mezzo vi sta
redenzione, che gelosamente si con- rinchiusa la chiesa di forma a croce
servano, e con singoiar divozione si greca con cupola. Sotto il presbi-
venerano ne' santi luoghi della Pa- terio di essa si vede la celebratissi-
lestina, è, e fu sempre celebre fino ma grotta che servì di abitazione
,

dai primi secoli della Chiesa il San- al profeta Elia; e suU' aitar mag-
^ CAR CAR
gioi*e, adornato di marmi bianchi, privilegiato perpetuo l'altare maggio-
forniti dal monte istesso, si venera re della nuova chiesa per tutte le
la statua prodigiosa della Regina messe, che vi sarebbono celebrate
del Ciclo, che fu coronata in Roma, da qualsivoglia sacerdote secolare o
nel 1823 ai 4 marzo, nel palazzo regolare; poscia, nell'anno 1837, ac-
del Quirinale dal sagrista monsignor cordò lo stesso privilegio per l'alta-
Menochio vescovo di Porfirio, alla re erettovi ad onore di s. Luigi IX
presenza del Pontefice Pio VII. Nel re di Francia e da ultimo , dopo
,

convento, oltre le abitazioni de' reli- la favorevole sentenza della s. con-


giosi, e tuttociò che è indispensabile gregazione de' Riti, con breve apo-
per tutelarne la sicurezza, vi è, co- stolico de' 26 novembre 1839, in-
me sempre vi è stalo, un comodis' nalzò la chiesa grado di
stessa al
simo ospizio pei viaggiatori em^opei, basilica minore, con tutti e singoh
a' quali viene prestata edificante as- privilegi, grazie, preeminenze, esen-
sistenza, al paro di quella che viene zioni ed indulti di cui godono, e
praticata verso i levantini in un'al- potranno godere le altre chiese de-
tra fabbrica poco distante. corate di egual titolo.

E da notarsi, che il monte Car- Fu poi sempre con tal divozione


melo, posseduto ed abitato per tan- venerata la beatissima Vergine nel
to tempo dai padri carmelitani del- monte Carmelo, che i religiosi abi-
l' osservanza , e da essi poi a forza tatori del monte ne presero il no-
lasciato per le vicende luttuose ac- me per la cappella da essi ristorata
cadute in qae' luoghi, venne alla fi- in onore di lei, e in avanti dedi-
ne ricuperato dal principe di quel cata a s. Elia. Sì antico è il culto
territorio, ed ottenuto dai padri car- di s. Maria del Carmine, o di mon-
melitani scalzi della congregazione te Carmelo, che se ne facevano l'uffì-

d' Italia, col patto di pagargli un an- zio e la messa sino dal 1226 a' 16
nuo tributo. A' 29 novembre i63i, luglio, dai carmelitani, a' quali con-
ne presero essi possesso, e vi stabi-, fermò l'uso Sisto V
nel 1587. Quin-
lirono una residenza col titolo di s. di Innocenzo XI, col disposto della
Elia. Nel seguente anno i632, dal costituzione Àpostolatus, Bull. rom.
capitolo generale adunato in Roma, t. VII, p. 92, a' 24 marzo 1679,
al novello generale fu di comune lo estese a tutti i dominii portoghe-
consenso aggiunto il titolo di priore si, e Benedetto XIII ,
prima a' i5
del santo ìiionte Carmelo, colla fa- agosto 1725, lo concesse a tutto lo
coltà di destinare un religioso a sos- stato pontificio, estendendolo poscia
tenerne le veci; Urbano Vili, con
e a tutta la Chiesa, coll'altro suo de-
bolla de' 3 dicembre i633, volle creto de' i4 settembre 1726. Di
che i carmelitani scalzi godessero il questo argomento tratta il p. Giu-
diritto, che chiamasi pri^'ativo^ di seppe Pereira di s. Anna, carmeH-
abitar soli in quel sagio monte, co- tano portoghese, nel suo Cronico de
me abbiamo dal p. Federico di s. Canno Porlugal. t. I, par. IV, cap.
Antonio nella Vita di s. Teresa, IV.
lib. V, cajx) 17. CARMELO, o DI s. Maria del
medesimo Papa regnante Gre-
Il Cabmine. Ordine militare ed eque-
gorio XVI, annuendo alle preghie- stre, istituito in Francia dal re En-
re de' religiosi, nel i835, dichiarò rico IV, sotto il titolo, l'abito e la
7,

CAR CAR 75
regola della Madonna del monte istituito, che il Giustiniani
ciò ci-
Carmelo. Composto era di cento tato non approva. Il principale sta-
cavalieri francesi, de' quali otto po- bilimento di questi cavalieri era in
tevano essere ecclesiastici. Dovevano Boignì presso Orleans. Aggiunge il
principalmente combattere gli ere- Novaes, tomo IX p. 107, che i ca-
tici, e in tempo di guerra dovéano valieri dell'Ordine dei suddetti due
marciare presso il re. Approvato titoli furono soli francesi, come quel-
venne con autorità apostolica da Maurizio e Lazzaro di Sa-
lo de' ss.

Paolo V, Borghese, nel 1609 ai voia era


pe' savoiardi ed italiani.
16 febbraio, colla costituzione Mi- Per la menzionata unione parteci-
litanti iwi j o 93 che si legge nel
5
parono anche i francesi addetti al-
Bollano romano tomo par. Ili, V l' Ordine di s. Maria del Carmine
pag. 297 , come eziandio ripor- delle prerogative concedute a quello
ta il Giustiniani, Istoria degli Or- di s. Lazzaro. Ma nelle ultime vi-
dini equestri, ec. p. 349- Doveva- cende della Francia , avvenute nel
no inoltre i cavalieri provare quat- declinare del secolo XVII 1 ,
questo
tro gradi di nobiltà, avere trenta del Carmelo fu estinto con o-
anni di età, astenersi il mercoledì gni Ordine di qualunque altro isti-

dall' uso delle carni , recitare ogni tuto.


giorno o r uffizio, o la corona, ed CAR.NEVALE, Carnovale o Car-
il sabbato ascoltar la messa. Giura- nasciale, Baccanalia, geniales ante
vano difendere la Chiesa romana, quadragenariuni jejuniiun dies. Co-
di essere fedeli al sovrano, ed os- si chiamasi quel tempo di godimen-
servare la castità conjugale. Consi- to e di particolar tripudio e sollazzo,
steva la collana in un nastro di se- che incomincia nel giorno seguente
ta color castagno ossia tanè dal alla festa di Epifania, cioè a'
,
7 gen-
,

quale pendeva una croce di oro di naio, e dura sino alla mezza notte,
otto punte, biforcata nelle estremità che precede il primo giorno di qua-
di color violaceo. Nelmezzo di essa resima. In generale dopo la festa di
era incisa l' immagine della beata s. Antonio abbate , che cade a' 1

Vergine del Carmelo, avente in am- di detto mese, cominciano le masche-


bedue le mani gli scapolari (Fedi), re (/^et/z), locchè altrove ha luogo do-
chiamati volgarmente abitini, e cir- po quella della Purificazione, che si
condata da raggi d' oro. Il mantel- celebra a'2 febbraio. In Roma poi,
lo de' cavalieri ornava della stessa
si ove per la sua breve durata, e per
croce. 11 primo gran maestro di altre circostanze vuoisi essere il più
quest' Ordine fu Filiberto Nerreta- brillante, le maschere incominciano
no, cavaliere di quello di s. Lazza- nel sabbato di settuagesima, qualora
ro, per essere stato con indulto di non sia impedito dalla vigilia e fe-

Paolo V, pubblicato a' 3i ottobre, sta della Purificazione,o dalla festa


unito r Ordine del Carmelo a quel- di s. Mattia. F. Carnevale di Roma.
lo di s. Lazzaro insieme alle com- Tutta volta si costumò in Italia di
mende, che quest' ultimo possedeva. principiare il Carnevale dal giorno
Alcuni anzi pretendono, che il detto seguente alle feste di Natale, e pro-
Ordine del Carmine sia stato piut- seguirlo sino a quello delle ceneri
tosto unito a quello di s. Lazzaro in cui s'incomincia la quaresima,
di Gerusalemme, che separatamente eccettuate le chiese di rito anibro-
, ,

76 CAR CAR
siano, nelle quali si protrae sino alla gnrono tal nome per sollievo, e sol-
prima domenica di quaresima. La lazzo della carne.
derivazione della parola Carnevale Qualunque sia la spiegazione di
o Carnovale, secondo la Crusca, Du questo vocabolo, sembra probabi-
Cange, Muratori, Politi, ed altri vie- le, che la cosa significata debba la
ne da carna-aval^ perchè in tal tem- sua origine alle feste del paganesimo,
po si mangia molta quantità di carne, da cui ebbero origine que' godimenti
onde indennizzarsi in qualche modo profani del primo dì dell'anno, dei
dell'astinenza, che si deve osservare re, e del carnevale in cui tanti cri-,
nella successiva quaresima ; giacche stiani non arrossiscono di gozzoviglia-
nella bassa latinità fu detto caniis re, al segno che Gislenio Busbech,
Itvamen , non che carnis privium^ ambasciatore ottomano di Solima-
mentre gli spagnuoli dissero latina- no II, trovandosi in una città cat-
mente carnes tolkndas^ come si ha tolica in tempo di carnovale, tornan-
dal messale mozarabico. Altri spie- do in Costantinopoli , raccontò che
garono carno-vale, addìo alla carne, in certo tempo dell'anno i cristiani
perchè i monaci e i chierici con di- diventano pazzi, ma in virtù di cer-
versa misura mangiavano carne nelle ta cenere, che nelle chiese si met-
6ettin)ane precedenti la quaresima ,
teva loro sul capo, tornavano in sé
mentre il rimanente del clero ed e guarivano dalla pazzia. Certamen-
il popolo proseguivano a cibarsi di te che il tempo di carnevale lo è
carne sino al principio di quaresima. di foiba, di danze, di mascherate,
In quei giorni si diede il nome di e di giuochi e divertimenti licenziosi,
Carnevale, perchè in essi si dava tutta volta non è si deplorabile co-
l'addio e il comiato alla carne, ve- me le feste de' gentili, da cui vuoisi
nendo anche detto carnis privium originato.
sacerdotunij cioè cominciamento del- Di fatti le principali feste che i

la quaresima dei preti. Quindi la greci, e i romani spendevano in goz-


settimana di sessagesima fu detta dai zoviglie e dissolutezze erano i bac-
greci apocreos, che equivale al no- canali, le strenne, e i saturnaU. I

stro carnis prii^iurn. ^eì lunedi suc- Baccanali istituiti dalla rimpta anti-
cessivo alla domenica di quinquage- chità ad onore di Bacco passarono
sima si escludevano poscia dai cibi dall'Egitto in Grecia e da questa
,

ordinari le ova e i latticini ; rito in Roma, ove si celebravano due


che nei secoli VII e Vili s'intro- volte all'anno, cioè nel declinar del-
dusse in diverse chiese e monisteri. la stagione invernale nell'ultimo gior-
Ma Ottavio Ferrarlo dice all'oppo- no di febbraio. A
da vasi il
questi
sto, essere il vocabolo Carnevale, il nome di Brwnalia ,
paro che al

medesimo che Carnalia, scilicet fe- quelli de' 25 agosto


sul terminar
sta ut saturnalia, liberalia, ec, de- dell' estate. In questa festa di Bacco

rivato anche questo dal copioso uso si vedevano uomini e donne a cor-

della carne, e questa etimologia fu rere a torme sulle principali strade,


adottata pure dal Menage ; ed il Mu- vestiti di pelU di animah, e ornati
ratori citato non si oppone a chi di foglie d'edera,o di vite a guise
vuol derivata la voce da carnasciale di ghirlande con cui coronavano il
dalle due voci egualmente italiane capo, urlando, cantando e danzando,
carne, e scialare, mentre altri spie- portavano in mano un piccolo picco
,,

CAR CAR 77
che chiamavano tirso circondalo di di nove in onoie delle grazie
, e ,

pampini e di edera , facendosi ac-


, delle muse. In ciascuna brigata sce-
compagnare dai corni , dai timpani, glievasi il re della festa, mentre sin-
ed altri simili stromenti . I greci ché essa durava combattimenti dei i

chiamavano sifUUte feste Dionisìaj gladiatori, e molli altri licenziosi di-


uno de' nomi di Bacco, e le diceva- vertimenti attruppavano il popolo in
no anche Orgìa^ cioè festa furibon- diverse piazze, e queste non che le
da ,
perchè in esse molti nbbriaqa- case risuonavano di grida, e di schia-
vansi sino a perdere il senno. 11 mazzi, essendo per tutto tumulto, e
dotto p. Paciaudi, ne' suoi commen- disordine. F. Rollin, Storia romana^
tari! de Uinhcllac gestaiione^ Roma sui Saturnali tomo IV.
1752 racconta §U antichi riti super- Le strenne o calende di gennaio,
stiziosi j e descrive l' origine di si ossia il primo giorno dell' anno , a
empie feste, le quali diventarono co- Roma erano un giorno di festa , e
tanto criminose ed enormi , che il licenziosità in onore di Giano, e di
senato si vide costretto a sopprimer- Strenia dea dei doni. Tal festa ven-
le. Continuarono nondimeno in pa- ne da Tazio re de' Sabini
istituita
recchie Provincie dell' impero, come e Romolo. Pertanto
poi collega di
in Grecia, furono tolte, allorquando nel primo giorno del nuovo anno
vi penetrò la luce del vangelo di il popolo portava un ramo di ver-
Gesù Cristo. bene tolto da un boschetto consa-
I saturnali in Roma si celebrava- crato a Strenia. I quali rami di ver-
no verso li i5 dicembre, e si con- bena erano riguardati come buon
tinuavano per tre, cinque o sette augurio pel nuovo anno ed è per- :

giorni , mentre le donne h celebra- ciò che in giorno ciascuno face-


tal
vano il primo giorno di marzo. Per va de* presenti agli amici massime ,

tutto il tempo ch'essi duravano gli i chenti a' loro padroni , i vassalli
schiavi erano trattali nelle famiglie a' loro principi^ e quindi i gentiluo-
come i padroni, e alcuna volta que- mini agli stessi imperatori. Delle
siti li servivano a mensa ; essi altresì strenne, donde ebbero origine le
aveano libertà d'insultarli, e di dir mancie che tuttora si danno per la
loro ogni villania con parole, e per- ricorrenza del Natale , e del primo
sino di rimproverarne i difetti, e ciò dell'anno, è a vedersi Mart. Lipenii
in memoria del Secol d'oro di Sa- Strenariiim civilium historia a pri-
turno, o di Noè avanti la divisione ma origine ad nostra usque tempo*
della terra, e della distinzione delle ra deducta y lÀpsìad 1670.
condizioni. Queste feste che in orì- Sebbene i cristiani abborrissero il
gine potevano essere innocenti, avea- culto di Giano e di Strenia, tutta-
no poscia degenerato in una ecces- volta ne' primi secoli della Chiesa
siva licenza, e negli ultimi tempi il mostrarono attaccamento alle loro
popolo vi si abbandonava con ogni antiche pratiche e superstizioni, non
sorta di disordini, e dissolutezze. Du- che a' loro doni, giuochi e banchet-
rante i Saturnali in Roma tutti gli ti che reciprocamente si davano. Di-
affari erano sospesi , si passavano le versi concili condannarono non pei*-
intere notti in tripudi e in pranzi tanto questi abusi, e i ss. Ambrogio
sontuosi il numero dei convitati
: ed Agostino , e altri zelanti pastori
non era minore di tre, ne maggiore fecero ogni sforzo per isradicarlo. Nel
^

78 CAR CAR
declinar del V secolo il zclanle Pon- rimanendone una traccia nelle ferie
tefice s. Gelasio I dovette superare carnevalesche, o carnascialesche, a-
grandi ostacoli onde abolir da Roma vanzo degli antichi succennati sa-
le feste lupercali che si celebravano turnali, e delle antiche feste in ono-
nel mese di febbraio al Dio pane, re di Bacco, di Strenia, e di Cere-
e di Cerere, istituendo invece la fe- re, nonché della festa de' pazzi in
sta della Purificazione, cui s. Sergio I cui aveano luogo mascherate bizzar-
aggiunse la processione colle candele re, e la più sfrenata licenza, dap-
accese. Ed altrove per le calende di poiché gli antichi si servivano delie
gennaio si celebrò per lungo tempo maschere non solo sul teatro , ma
in ogni famiglia la stravagante festa eziandio ne' banchetti , ne' trionfi ,

de' pazzi, nella quale sceglievansi un nelle gueiTC, nelle feste degli dei,
Papa, un decano, e un re de pazzi, soprattutto ne' baccanali , e talvolta
e al favore di quest'anarchia dome- pure ne' funerali. L'uso delle ma-
stica venivano commessi i più gravi schere fu molto praticato nelle ce-
disordini , impunemente
violandosi rimonie religiose, e nelle festività
tutte le leggi della disciplina non , di certe divinità, come ne' Saturna-
serbandosi, più ne sobrietà, ne buon li in cui compari vasi in pubblico
ordine, ed in onta del cristianesimo anche col volto imbrattato di fulig-
usandosi ogni sorta di dissolutezza. gine, ed Ovidio e Censorino ci di-
V. Martinetti, Opuscula quinque cono, che durante la festa di Mi-
Romae 1828, capit. V, § III, Dei nerva chiamata i Quinquatri, corre-
Bassi tempi, ove tratta anche della vasi per le strade colla maschera
festa dell'asino j che celebravasi nel- sul volto. S. Asterò, vescovo di Ama-
l'ottava di Natale alla Circoncisione, sia, che fiori nel IV secolo, e nel
in memoria d'aver assistito alla na- principio del V, parlando delle ma-
scita del Salvatore, e di averlo por- scherate, che si facevano nelle calen-
tato neir entrata in Gerusalemme. de di gennaio , e raccontando le
Finalmente altra profana e ridicola varie pazzie del popolo, fra le altre
usanza ei'a nello scegliersi un re nel- nota il vestirsi gli uomini da donna,
la vigilia dell'Epifania, il quale avea e viceversa, come si fa oggidì nel
la colpevole libertà di godere, e far carnevale. Anche Polidorio Virgilio
godere altrui a discapito della mo- lib. V. De rer. invent., è di senti-
destia e temperanza cristiana ; avan- mento, che il carnevale derivi ezian-
zo delle sregolatezze de' pagani, che dio dai giuochi Quinquatri, et Me-
i cattivi cristiani frammischiarono galensìj ad quos romani personali
colle loro pratiche, nella medesima dccedehant. Dicesi poi maschera la
stagione in cui la celebravano i sud- persona dal figurare con essa rap-
delti, per cui il Deslions scrisse una presentare e fingere altro personag-
dissertazione sopra : // ve beve , co- gio. Maschera pure dicesi quella
me pubblicò la Storia della festa
si intera copertura ovvero del volto ,

de' pazzi a Losanna, nel 1 7^0. quella che dicesi mascherina con un
Ma lo zelo de' Pontefici, le prov- naso e con due occhi, che si mette
videnze de' concini, la vigilanza dei sulla faccia per trasformarla ; e l'uso
vescovi, rimprovero de' saggi, e il
il di essa nel Carnevale si rendette
progresso de' lumi sbandirono poco quasi comune nel secolo XVI. Le
a poco gli avanzi del paganesimo, maschere si fanno di cera, di tela
,

e Ali CAR 79
dipinta e dì carta pista, sotto diver- uso de' divertimenti carnevaleschi,
se forme e sesso. V. Maschera. massime le mascherate, sempre ge-
Molte, e grandi pazzie ne' secoli mendo contemporaneamente promuo-
successivi si praticarono in Italia in ve esercizi di pietà, dappoiché sono
tempo di carnevale , specialmente pericolose le conseguenze delle tras-
in Venezia ed in Firenze, dalle formazioni, come quelle che all' oc-
quali trassero origine diverse di casione favoriscono il mal costume,

quelle, che si permettono tvittora e la gozzoviglia non propria de' se-


nelle città italiane. Il Bottaio, il guaci del Vangelo, altro non essen-
Firenzuola, il Varchi, ed altri par- do i carnevaleschi baccanali se non
lano de' giuochi carnevaleschi , cosi una imitazione delle abbominevoli
il Bonarroti e il Berni, il quale, crapule de' pagani allorché si dava-
come di cosa comune disse del co- no in preda alle loro passioni, ed è
stume che i fanciulli avevano nel perciò che furono costantemente ri-
Carnevale di tirare a sassi per una provati dalla voce della ragione, da
strada. Questo pericoloso giuoco fan- quella del vangelo, dai sacri canoni,
ciullesco in appresso si riformò e dai conciUi, e da tutti i Pontefici,
si temperò dalle persone più civiH e zelanti pastori delle chiese, dai
ed agiate, le quali costumarono primi secoli fino a noi. La Chiesa
lanciarsi a vicenda nel carnevale dalla settuagesima ricopre i suoi al-
de' frutti, ed anche delle palle, e tari , e veste di penitenza i suoi
de'gusci a guisa d'ova pieni d'acqua. ministri, sospende il cantico àeWal-
Da questo può darsi, che abbia avuto leluia, e alle parole di allegrezza
origine il costume in vigore presso frammischia le lagrime, e i sospiri
molte città d'Italia, particolarmente della tristezza. Ella pertanto nel tem-
ti'a le persone mascherate, di gettarsi po del carnevale prende il segno di
a vicenda confetti, o altri grani duolo nel colore paonazzo, soppri-
innocui, o mazzetti di fiori, od al- me i cantici, e ci propone a consi-
tro, che solo promovere serve a derare la funesta caduta de' nostri
le risa e il Ec-
sollazzo del popolo. primi genitori, e gli effetti lagri-
co dunque donde provengono il di- mevoli di s\ gran peccato ; ecco il
vertimento dell'attuai carnevale, le suo spirito nella settuagesima. Nella
mascherate che in esso si fanno sessagesima poi ci ricorda il tremen-
rappresentanti talora anche qualche do castigo dell' universal diluvio,
fatto storico, mitologico, e bizzarro; col quale Dio punì il mondo per
non che le corse de' cavalli , i sol- quei peccati appunto, che nel carne-
lazzi propri delle consuetudini dei vale più facilmente si commettono;
luoghi, i teatri, i festini, le danze, e nella domenica di quinquagesima
i banchetti, le cene ed ogni altra ci pone avanti gli occhi la passione
sorta di divertimenti tutti propri di di Gesù Cristo, le beffe, gli strapaz-
questo tempo, che si può dire af- zi, e i tormenti eh' egli soffrì per la
fatto democratico, vedendosi senza nostra salute, affine d' eccitare in
riserbo trattare e scherz:are il no- noi i sentimenti di compunzione per
bile col plebeo, e colla stessa indif- ben disporci al digiuno della qua-
ferenza i diversi ceti delle persone resima. Osserva il Bellarmino, che
coti egualità e domestichezza. prima si andava con ben altro gau-
Se la Chiesa tollera l' inveterato dio ed allegrezza incontro a tal
8o CAR CAR
digiuno, giacché i cristiani senza Grenoble. In moltissimi luoghi è
danze, e senza maschere si sollazza- in costume eziandio in que'giorni il
vano con moderazione e lecitamen- pio esercizio del Carnevale Santi-
te. Riguardo agli ecclesiastici, non ficato.
solo è proibito loro il danzare, ma A
reprimere gli eccessi del car-
di essere spettatori ai balli ; e i nevale, monsignor Oraziani vescovo
concili Laodiceno nel 827, l'Aga- d' Amelia celebrò nel i5cf5 in quel-
tense, quello di Trento, il provin- la città un sinodo provinciale, nel
ciale di Milano,ed altri che si pos- pontificato di Clemènte Vili, ed o-
sono vedere in Benedetto XIV, De gni anno in tempo di carnevale
Syiiodo DIoecesnna lib. 7 cap. 61, Papa Clemente IX si ritirava nel
emanarono le relative determinazio- convento di s. Sabina sul mpnte
ni, che riguardano eziandio gli spet- Aventino, solamente per occuparsi
tacoli profani. nelle opere di pietà. Clemente XI
,

Tralasciando di rammentare quan- a reprimere i disordini carnevale-


to i zelanti Sommi Pontefici e ve- schi, agh II gennaio 1719, ed ai
scovi fecero nei tempi anteriori a 4 gennaio 172 1, emanò due apo-
quelli, che accenneremo, per consa- stolici brevi; e Benedetto XIII del
crare i pericolosi giorni di carneva- 1724 passava i giorni del carneva-
le con pratiche di vote di edificazio- le in pii esercizi nel convento di s.
ne e penitenza meritano special ,
Sisto de' domenicani suoi correligio-
menzione il Cardinal s. Carlo Bor- si. Quindi ne primordi del 1748,
romeo, che alla sua diocesi di Mi- il gran Benedetto XIV si occupò
lano fece molte notificazioni e i- ad estirpare molti e gravi abusi
struzioni pastorali contro i diverti- introdottisi nel tempo di carnevale,
menti carnevaleschi; il Cardinal Pa- dirigendo a tal fine a tutti i vescovi
leotto arcivescovo di Bologna, che dello stato ecclesiatico l'erudita lette-
per arrestare i progressi del mal co- ra circolare Inter coetera ^ emanata
stume, istituì in dette città pubbli- il dì primo gennaio, che leggesi nel

che preghiere, dette allora le tren- suo Bollano tomo II, p. 875, in
t'ore ne'tre giorni di quinquagesima cui vietò l'abuso di prolungare do-
con sermone e indulgenza ; s. Filip- po la mezza notte dell' ultimo gior-
po Neri, che stabih a Roma con no di carnevale i festini e le ma-
molto profitto più processioni alle schere, e r uso di esse ne' venerdì
sette chiese principali nei detti tre e ne' giorni festivi. Alla pravità di
giorni. In molte città di differen- siffatti baccanali, con isquisita dot-
ti regni, e principalmente in Ro- trina. Benedetto XIV oppose gli
ma si pratica la divozione della es- esercizi di pietà, che caldamente
posizione del Sacramento in for-
ss. inculcò ai vescovi di esercitare, e-
ma di con indulgen-
quarant' ore sortando i fedeli a praticarli, mas-
za , benedizione sermone , e al-
,
sime ne' tridui col ss. Sacramento
tre pratiche religiose, locchè é in esposto, pe' quali concesse indulgen-
uso anche oggidì, affine di contrap- za plenaria a quelli, che vi assi-
porre spirituali esercizi alle pra- stessero, e ciò in riparazione degli
tiche carnevalesche; cosa che pure scandali e sregolamenti del carne-
stette tanto a cuore di propagare vale. Clemente XIIl, che, nel 1758,
al Cardinal le Camus vescovo di gli successe , estese tal' indulgenza
,

CAR CAR 81
plenaria a tutta la Chiesa, median- quatri, ec, tutte feste clamorose ce-
te una costituzione apostolica, in lebrate dagli antichi dominatori del
cui esorta i ministri di Gesù Cri- mondo, i quali, come ci racconta
sto a consacrare particolarmente i Giovenale, due cose avidamente de-
detti tre giorni ali' orazione pian- sideravano panCj e feste. Oggidì il
:

gendo tra il vestibolo e 1' altare, popolo in tal tempo suol darsi alla
come gli invita Dio per bocca del più viva allegrezza e tripudio, a ri-
profeta, Joel. 1 1. 17, affine di cal- creazioni, a teatri, accademie, festi-

mare la sua collera, e preservare i ni, coir uso delle maschere sul vol-
popoli in questi giorni di tentazio- to, con travestimenti di varie fog-
ne dai pericoli, ai quali sono e- gie, anche senza maschera, contraf-
sposti , di andare smarriti dalle facendo ad un tempo negli abiti i
sue vie. costumi, e la favella di varie nazio-
Finalmente abbiamo , che il ni. Prima di descrivere le notizie^
vescovo d' Ipri, Felice di Waz- che abbiamo riunite, per non in-
vrans, nell'anno 1768, indirizzò al terrompere l'argomento, ed a mag-
clero della sua diocesi una istruzio- gior chiarezza, accenneremo somma-
ne pastorale, colla quale vietò agli riamente le cose principali.
ecclesiastici di assistere ai festini ed In Roma il carnevale è riputato
alle assemblee di divertimento car- dagli esteri d' ogni nazione il pili
nevalesco, di stare sulla porta, e brillante, giocondo e caratteristico
alla finestra per vedere le masche- degli altri luoghi, sia per la sua
rate ec, e di farsi vedere in tali breve durata, sia per l'apparato del-
giorni per le strade pubbliche, quan- la principale e magnifica strada del
do non vi fossero costretti dai do- corso, sia per l'intervento copiosis-
veri del proprio ministero j facen- simo de' cocchi , sia per certe ma-
dosi solo vedere nelle chiese e per le scherate lepide, graziose e dilettevoli
strade, che ad esse conducono, o a vi- proprie del costume di alcune classi
sitar malati negli ospedali ; in somma dei romani, e sia pel gran concorso
li esortò a vivere nel raccoglimento in di spettatori, particolarmente forestie-
tutto questo tempo separati di cor- ri, con piacere ne prendono
che
po e di spirito dalle persone del parte, non meno che per altre cir-
mondo, ed assistere ai divini uffìzi, costanze diverse. Imperocché quelli^
e alle preghiere delle quarant' ore. che soprammodo contribuiscono a
V. TraUato dé'giuochi e de diverti' rendere brillante il carnovale roma-
menti permessi^ e proibiti ai cri- no sono i romaneschi ( col qual no-
sliani,^on\dL 1768, capitolo XII. Dei me vengono distinti gli abitanti di
ballij delle maschere ed altri diver- Roma, che dai nobili e cittadini so-
timenti carnevaleschi j Pompeo Sar- no considerati pegl' idiotismi, e pei
nelli, tomo III Lettera XVII I, Delle barbarismi del loro Hnguaggio), cioè
Maschere. quelli particolarmente di alcuni rio-
CARNEVALE di Roma. Al pre- ni della città , come di Monti
cedente articolo si è detta 1' origine Regola, Trastevere, ec. In quegl'idio-
di questo divertimento, che precede tismi è chiara 1' espressione alla
la quaresima, e che rinnova in qual- universale intelligenza, ed in mezzo
che modo con moderazione ed one- ai rustici modi, d' altronde cortesi
i saturnali, i lupercali, i quin- spontanei, senti palesarli sentimenti
voi. \. 6


,

8a CAR CAR
$ì generosi, ingenui, e di un deli- il quale è maggiore in delti due
cato gusto, insieme a motti arguti, giorni come i più solenni, ed i più
graziosi, e pieni d* energia, che ben brillanti del carnevale. V ha un se-
per essi si è spiegato come Roma condo premio in solo danaro ,
pel
sia la patria perpetua dell' immagi- secondo cavallo, il quale arriva alla
nazione su d' ogni classe di persone, meta, che chiamasi la n'pre<ia dei
e quanta piacevolezza v* abbia allo- barbari, cioè al termine del corso
ra che in un modo tutto partico- presso il palazzo di Venezia. La
lare sono mascherate
usati nelle partenza dei barbari è innanzi V o-
carnevalesche, ed allora che si fan- belisco della piazza del popolo, do-
no con tanta naturalezza a contraf- poché il cavalier mossiere abbia or-
fare alcun personaggio di maggior dinato il suono della tromba per la
condizione, interponendovi di bellis- quale per mezzo dello scrocco, si tira
simi episodi, che più fanno sensibile il canapo, che tratteneva i cavalli
il grado che rappresentano. corridori. La detta piazza, e le al-
Otto sono in Roma i giorni pre- tre principali sono guarnite pel buon
scritti alle mascherate, ed alle car- ordine da vari corpi di milizie, ol-
riere de' cavalli, dette corse de^ bar- tre quelle amovibili, che perlustrano
han\ giacché è solito principiare il il corso, e le altre strade, affine di
carnevale nel sabba to precedente la prolungare il tragitto alle carrozze.
domenica di sessagesima ,
qualora Nel primo giorno, nel giovedì
non sia impedito, ed esclusa questa, grasso, e nell' ultimo giorno il go-
ilvenerdì e la domenica di quin- vernatore di Roma , accompagnato
quagesima, termina il martedì avanti da monsignor procuratore generale
ilgiorno delle ceneri. Al suono del del fìsco, o, in sua assenza, dal pri-
campanone di Campidoglio, cioè ad mo luogotenente del governo, non
ore diciannove i mascherati sortono che il senatore coi conservatori di
per la città, ma però ad ore venti- Roma, ed i priori de' capo-rioni, dai
quattro debbono togliersi la masche- rispettivi palazzi con treno di for-

ra dal volto, per riprenderla se si malità, circondati colle proprie guar-


rechino ai festini, che sono cinque. die e domestici, si recano alla detta
Gli otto pallii, o premi de'cavalli di piazza del popolo. In mezzo al corso

razza italiana, vincitori delle corse, incedono sino alla loggia posta in
consistenti in varie canne di drappo un angolo del palazzo di Venezia
di stoffa, di seta, di velluto, di tela da dove giudicano o decretano il ,

d'oro, o di tela d'argento, nella mat- premio al vincitore. In caso di dis-


tina del primo giorno di carnevale crepanza, o d'irregolarità della corsa,
dal Campidoglio sono portati per il pallio si destina dal Pontefice a
la città sopra altrettante aste dai co- qualche chiesa, o moni stero, e tal-
sì detti fedeli di Campidoglio ( Fedi), volta a quello di s. Antonio sull'Es-
in cavalcata, preceduti dai loro trom- quilino. Negli altri giorni i suddetti
betti, schierandosi essi anche avanti magistrati dalle loro residenze con
al palazzo, ove risiede il sovrano minor formalità vanno direttamen-
Pontefice. I più nobili di detti pallii te alla menzionata loggia.
si danno nel giovedì gi-asso, e nel- Non si deve poi passare sotto si-

r ultimo giorno al cavallo vincitore, lenzio, leggersi nei Diari di Roma,


insieme ad altro premio in danaro, che nel primo giorno di carnevale
,,

CAR CAR 83
cavalcavano pel corso il governa- principe al plebeo , da classe a clas-
tore , il senatore ed i conservatori se di persone: tanta è l'uniformità
di Roma, col priore de' capo-rioni, dellacomune gioia. Questo diverti*
e i primari uffiziali del tribunale mento de' moccoletti, che incomincia
criminale. In ogni giorno della cor- appena terminata la carriera de' ca^
sa al secondo sparo de' mortari valli, e dura sino ad un' ora di not-
cioè alle ore ventitre, tutto il corso te, forma il carattere , ed è il piìi
deve essere sgombrato dalle carroz- luminoso elogio de' romani, con co-
ze, ed allora ,
quando ne voglia stante stupore ed ammirazione dei
profittare, con nobile treno percor- forestieri ; dappoiché mentre l' im-
re tutta la via, per distinzione e menso popolo appassionato per tal
privilegio, uno degli ambasciatori x'e- sollazzo n' è tutto caldo ed immer-
sidenti in Roma, avendone prima da- so, ali* avviso dato dell' ora suonata
to l'avviso , e preso i debiti concerti del termine, prontamente ubbidisce
con monsignor governatore, il quale dà e quietamente si ritira senza il più
le opportune provvidenze per la re- piccolo inconveniente, dandosi così
golarità della corsa. Quindi , come fine al carnevale, meno i teatri, e i
si pratica ogni giorno, un drappel- festini, che però devono terminare
lo di dragoni cavalcando al galop- avanti la mezza notte.
po, dalla mossa si reca alla ripresa, Non solo Roma si distingue pel
ove giunti, segue la carriera de' bar- suo brillante carnevale, ma, qual si

bari. conviene alla capitale del cristiane-


Sulla celebrazione del carnevale, simo, riesce esemplare e di edifica-
e sul buon ordine di esso ha giu- zione per divote opere, che contem*
risdizione monsignor governatore di poraneamente ella pratica in molte
Roma, con autorizzazione so-
che chiese , monisteri, oratorii, ec. con
vrana emana il bando per le ma- esercizi spirituali, prediche ed altre
schere, corse e festini; mentre sul- pratiche religiose, massime coU'espo-
r ammissione de' cavalli alla carrie- sizione del ss. Sacramento nelle ba-
ra, e sul conferimento del premio, siliche, ad altri sacri templi. Tale
incombe al magistrato romano pub- esposizione si fa con magnificenza ec-
blicare i relativi regolamenti. Final- e con sacro decoro, princi-
clesiastica,
mente hanno termine le feste car- palmente nella chiesa dell'oratorio
nevalesche collo spettacolo singolare della ss. Comunione generale, detto
e giocondissimo de' moccoletti , col del p. Cara vita, dal lunedì di sessa-
quale non intendesi fare i funerali gesima per tre giorni inclusive, nella
al morto carnevale , come si dice basilica di s. Lorenzo in Damaso
volgarmente, ma rinnovare la me- dal giovedì alla domenica di quin-
moria delle feste di Bacco, di Ce- quagesima, e da questa sino alla
rere ovvero de' giuochi Circensi
, sera dell' ultimo giorno di carneva-
come meglio si dirà in ultimo; sol- le, nella chiesa del Gesù. In questa

lazzo, che ha luogo nella via del chiesa, e nella detta basilica si fa
Corso principalmente. Tutti si for- tale esposizionecon cappella Car-
niscono di più moccoli di cera li , dinalizia ( Fedi ) ed in tutti e tre
,

accendono, e lungo il corso succede i luoghi si reca il sovrano Ponte-


la gara di levarseli e scambievol- fice accompagnato dalla sua corte
mente smorzarli, senza distinzione dal a venerare il ss. Sacramento; men-
84 CAR CAR
tre nel marted\ sera, dopo la corsa, via del corso (l'antica via lata) ^

nella chiesa del Gesù, si reca con avendo principio dall'arco di Domi-
formalità il summentovato senato ziano presso il palazzo Piano, e di
romano, terminandosi colla benedi- là giungendo al palazzo di Venezia
zione del Venerabile. Non è poi a edificato dal medesimo Pontefice.
passarsi sotto silenzio, che l'esposi- In esse correvano negli otto giorni
zione del Cara vita si
all'oratorio di carnevale vecchi, giovani, ragaz-
eseguiva con una macchina con zi, ebrei, cavalli, asini e bufali, con-
qualche simbolo allusivo. E per dire sistendoil premio in alcuni pezzi di

di quelle di alcuni anni, nel 17 i8, drappo detto pallio. Questi spettacoli
si figurò la visione d'Ezechiele; nel adattati al gusto de' tempi, diedero
IJ2 1 quella di s. Giovanni i^idi in il nome di Corso alla suddetta stra-
medio seniorum A§nunijx\e\ ifii il da , e ad esempio di Roma, molte
miracolo della moltiplicazione dei città d' Italia e d' oltremonti cos\
pani mentre alla chiesa di Gesti
, chiamarono la strada più retta e
esprimevasi il sogno di Giuseppe decorosa. Cos\ le corse successiva-
ebreo. Nel 1724 poi al Cara vita si mente si allungarono, come il car-
rappresentò la pesca nel mare di nevale si variò in Roma, seguendo
Tiberiade, ed al Gesù, Gedeone coi quelle e questo nel modo superior-
suoi trecento soldati. mente accennato, per quell' ingegno
e gusto dai romani sempre mani-
Notizie sul carnevale, che i Roma- festato nel variare i loro popolari
ni festeggiavano nei bassi tempi spettacoli, ed i pubblici divertimen-
sino al secolo decinioquinto , e ti loro.
parte del decimosesto. A formarsi un' idea del carnevale
di Romane' secoli di mezzo, biso-
Air Carnevale abbiamo
articolo gna necessariamente descrivere i tan-
detto quante e quali erano le feste, to famigerati giuochi di Agone e
che principalmente aveano luogo in di Testaccio , come quelli, che per
Roma, presso gli antichi romani, diversi secoli formarono appunto il
nei tempi chiamati poscia carneva- carnevale romano. Quelli però nel
leschi. Indi a poco a poco massi- , pontificato di Paolo III, Farnese^ e
me ne' secoli di mezzo, i giuochi di specialmente quelli nell' anno 54*), 1

Agone e di Testaccio formarono per riuscirono i più splendidi e magni-


molto tempo il carnevale in Roma. fici. Quindi noi stimiamo opportu-
A questi succedettero le corse, come no di darne una breve descrizione,
divertimento assai gradito ai roma- tratta da una contemporanea rela-
ni, ond' ebbero talora luogo al Te- zione, che si conserva mss. nella bi-
staccio, monte artificiale vicino alla blioteca della principesca famiglia
sponda sinistra del Tevere, non che Altieri, eguale a quella, che si legge
per le strade che da Campo di fio- nel mss. della biblioteca Albani, ci-
ri conduce ai Banchi, prossimi al tato dal Marini, ne' suoi Archiatri
ponte sant' Angelo , ed eziandio 72. Eccone il titolo:
pontificiij p.
per quella denominata Florida e // vero progresso della festa d'A-
poi Giulia, finché nel pontifica- gone e di Testaccio celebrata dai
to di Paolo II , eletto nell' anno signori romani nel giovedì, e nel
1464, furono stabilite sulla attuale lunedi di carnevale dell'anno i5>45,

i
CAR CAR 85
conte solevano fare gli antichi ro- una specie di concilio in atto di con-
mani^ col vero significato de' carri dannare gli eretici. Il settimo del
trionfali. Eccone la descrizione. rione della Regola, con un cervo,
>» Giovedì, che fu alli 1 1 di feb- che inseguiva alcuni serpenti, aven-
braio 1 545, si celebrò la festa di done afferrato uno colla bocca. L'ot-
JVavona secondo il modo antico; tavo del rione Parione con uno smi-
tutti quelli, che avevano da en- surato grifone suo simbolo, posto
trar in così solenne pompa, si ri- alla custodia d' un nascondiglio d'o-
dussero nella piazza di Campido- ro. Il nono del rione Ponte con ,

glio, donde si partirono sulle 20 due cavalieri a cavallo affrontati in-


ore, e vennero verso la piazza di sieme sopra un ponte , uno vestito
Agone, coir ordine infrascritto. E- alla romana, l'altro alla barbaresca,
rano primi nell'ordinanza molti de' quali il primo restava vincitore.
trombetti a cavallo vestiti di ros- Il decimo del rione di Campomar-

so, presso i quali venivano i mi- zo con due eserciti sopra , da una
nistri della giustizia colle insegne parte di turchi, e dall'altra d'ita-
loro ; seguitavano gli artieri del- liani, tedeschi, spagnuoh e francesi,
la città in tutto settemila , che che venivano alle mani, dichiaran-
durò il passare circa quattr'ore dosi la vittoria pei secondi. L'unde-
con trombe , e tamburi ripar- , cimo del rione Colonna rappresen-
titi in tante compagnie quan- tante i due monti Abila e Calpe
te sono le arti, e divisi in tante con un braccio di mare ad essi in-
parti, quanti erano i carri trion- termedio, pel quale veleggiava una
fali, fra i quali trammezzate anda- nave verso l'oriente direttamente.
vano dette fanterie, sotto le loro Dopo tal carro seguiva gran quan-
bandiere armate bravamente d'ar- tità di guastatori con vettovaglia,
mi bellissime". artiglieria e diversi arnesi propri
Indi r autore segue la descrizio- d' un campo militare e quindi il ,

ne de* carri ; ma non essendo della duodecimo carro del rione di Tre-
natura di quest' opera il tener die- vi, con un cavaliere armato alla ro-

tro ad ogni particolarità, ci limitere- mana, che con una lancia in mano
mo a dire in compendio ciò che può superava un barbaro, già messosi
riguardare il sostanziale della festa. sotto i piedi con vigore. Per trat-
Il primo carro pertanto era quello tenimento della festa, oltre l' ordine
del rione di Tiastevere rappresen- e il consueto, era vi un gran Mongi-
tante il carro massimo. Il secondo bello rappresentato sopra un altro
del rione Ripa, sopra del quale gran- carro tirato dri cavalli, ai cantoni
deggiava con vari emblemi la sta- del quale vedevansi bellissimi tro-
tua della Fortuna. Il terzo del rio- fei, Mongibello fu prepa-
e sotto il

ne di s. Angelo, che figurava la cit- rato un magnifico fuoco artificiale,


tà di quarto del
Costantinopoli. Il che si fece eseguire nell' entrare in
rione di Campitelli, ove si vedeva- Agone, con grande meraviglia ed
no espressi al naturale gli orti delle allegria di tutti gli astanti. Appresso
Esperidi. Il quinto del rione della seguitava il carro del rione de' Mon-
Pigna colla statua di Cibele turri- ti, che figurava la favola di Pro-
ta. Il sesto del rione di s. Eusta- meteo legato al monte Caucaso. In-
chio , nel quale era rappresentato di venivano in bella ordinanza 1 con-
,,

86 CAR CAR
testabili di lutti i tredici rioni di porioni, Adriano Velli, da'due can-
Koma (giacché allora Borgo non lo cellieriCurzio Frangipane e Belar-
era) in numero di ti'ecento , eoa dino CaflUrelli, che conducevano in
ispade, e con targoni allautica, nei mezzo Giuliano Cesa ri no gonfalo-
quali erano dipinte le insegne dei niere di Roma, il quale portava il
loro rispettivi rioni ; i gentiluomini gran gonfalone romano, riccamente
delle città di Sutri e Tivoli chia- vestito e pieno di gioie fino agli
mati dal senato romano alla festa; speroni, gioie che si valutarono a
ed otlantadue giovanetti, che dice- trentamila scudi. Seguito egli era da
vansi'giuocatori, vestiti all'antica con quattro paggi vestiti all' antica di te-
diverse livree d'oro e d'argento e la d'oro, oltre venti staffieri con
di seta sopra bravissimi cavalli superbe livree. Finalmente procede-
scortati ognuno da molti staffieri vano i conservatori di Roma Sante
aneli' essi con gran lusso vestiti chi da Corneto, Lorenzo Velli, e Ales-
di raso, e chi di velluto. Veniva in sandro d' Alessi, non che il senatore
ultimo un numeroso coro di musi- cogli altri uffiziali del Campidoglio.
ca tramezzata da molti trombetti a Questa sontuosa e magnifica ca-
cavallo. Chiudeva la processione dei valcata partita dal Campidoglio per
carri quello del Papa, la cui sta- la strada nuova, si recò alla piazza
tua in abito pontificale si ergeva della Pigna, o de'Cesarini, proseguì
nel mezzo, ed ai Iati si ammirava- per le case di Valle, ed a quelle
no quattro bassorilievi allusivi alle de' Massimi, voltando per campo di
virtù di Tutte queste macchine
lui. Fiore, donde passò alla piazza Far-
ambulanti erano tirate dai bufali. nese. Nel palazzo di sua famiglia,
Il carro seguito da
pontifìcio era ed ai balconi era vi Paolo IH con
due romano, Ma-
sindaci del popolo molti Cardinali, i duchi di Castro
ria Maccaroue, e Alessandro de Gras- e Camerino suoi nipoti, con molti
si, ed in mezzo ad essi marciava signori e signore. Fatta la cavalcata
l'officiale dell'anello col bastone in un giro per la piazza, voltò per
mano, e cima ( che fu
l' anello in corte Savella , per Banchi , pel
e
messer Francesco Salamoni ), da tre ponte s. Angelo, s'avviò pei Coro-
manescalchi con paggi e staffieri nari piazza di s. Apollinare , da
,

Bruto Goffiedi, Vincenzo Dolce, e dove entrò per piazza d'Agone ora
Pier Domenico Madaleni; dal ca- Navona, e circondatala più volte,
porione con simile corteggio , che si schierò in essa come un batta-
furono, di Ripa, Cola Evangelista glione. Alle ore ventiquattro ognuno
di s. Angelo, Lelio de' Fabj ; di Cam- di queUi, che la componevano, si
pitello, Tiberio Margano; della Pi- ritirò alla propria abitazione. Fu
gna , Antimo Capizucchi ; di s. Eu- opinione generale, che tal festa co-
stachio, Rotilio Alberino; della Re- stasse centomila scudi, senza com-
gola, Giulio Americi; di Campo prendere le vestimenta, giacché an-
Marzo, Pietro Cardello; di Pario- che gli artigiani erano vestiti deco-
ne, Alessandro Cinquini; di Ponte, rosamente.
Gio. Battista Altoviti
; di Colonna, Alla descrizione della festa di
Vincenzo del Sordo; di Trevi, Ri- Agone, segue immediatamente l'al-
naldo de Bracciano ; di Monti, Mu- tra di Testaccio pubblicata dal Cre-
zio de Mantaro; dal priore de'ca- scimbeni, Sialo della basilica di
,

CAR CAR 87
s. Maria in Cosmedin , pag. 90, e quah si non manco prove,
fecero
che qui si aggiungerà a piena co- che in ammazzare i tori. Fra
gnizione e schiarimento de' giuochi molte livree, che si videro quel
suddetti, portando tal descrizione dì , ve ne fu una di trentasei
la data di Roma 2 i febbraio 1 545, mattaccini vestiti di rosso a ca-

ed è la seguente. vallo con zagaglia in mano, e


'» Domenica passata si doveva questi furono i primi ad assaltare
« fare la festa in Testaccio, ma per i tori. Ma la più nobile cosa,
» la perversità del tempo fu dilfe- che si vedesse, fu una livrea di
>' lita al giorno seguente. Il luned\ sei che fecero il Cardi-
cavalieri,
« adunque andò tutto l'ordine della nal Farnese, il Cardinal di santa
» festa in Testaccio, nel medesimo Fiora , e il duca di Camerino
« modo che aveva fatto giovedì in nipoti del Papa. Questi erano
*» Agone, meno carri. Questo luo-
i vestiti da soldati all' antica, e i

M go è il più comodo, e il più bello vestimenti erano d'oro, d'argento


» pegli spettacoli, che si possa imma- e di seta con ricami, trapunti,
« ginare al mondo. A ponente è il fregi e lavori sopra lavori, e con
» monte Testaccio, a levante un tal vaghezza, che a me non basta

w piccolo colle, sul quale evvi il l'animo a descriverli. Colla mede-


»* monistero di s. Saba, a setten- sima nobiltà erano anche ornati
'» trione è quella parte dell' Aven- i loro bellissimi ciivalli, i quali
« tino, che ha fortificata Paolo III, furono di tanta destrezza e ga-
« ed alcune case di vigne, a mez- gliardia, che a tutto il popolo
« zogiorno sono le mura di Roma, parve miracolo le cose, che fe-
« lungo le quali sta un torrione cero sopra di quelli i cavalieri;
»> ogni dieci canne. Tutti questi Li compagni dei prelati Cardi-
» luoghi erano pieni di gente , ve- nali ,e duca in questa livrea
» dendo ciascuno comodamente. 01- furono il duca di Melfi, il conte
» tre queste parti più eminenti vi di s. Fiora, e il principe di Ma-
w era un gran numero di palchi, cedonia. Si corsero ancora tre
^» e di carri legati insieme , che palili; pei barbari di broccato
»» servivano e per la vista e per d' oro, pei cavalli di velluto cre-
>» difesa. Nel mezzo è un gran misino, e per le cavalle di velluto
» prato, dal quale dalla banda di paonazzo. Il corso cominciava do-
>» tramontana era il catafalco di ve le mura della città si congiun-
w Madama. Il luogo fu lutto cir- gono col Tevere, e passava per
>» condato dalle fanterie e dai ca- , mezzo la prateria , e terminava
« valli, e dappoi con bella pompa alla cima del monte Aventino,
" fecero di sé mostra tutti quelli, sicché ciascuno poteva benissimo
*» che il giovedì l' aveano fatta sì vedere dal principio al fine, lo
»» bella in Agone. Intanto s* inco- non entro a ragguagliarvi di al-
« minciò la gran caccia, nella quale cuni altri particolari ,
perchè sa-
»» furono morti tredici tori, e fu- rebbe troppo lunga la stoi'ia;
'» rono rovinate giù da Testaccio sicché questo vi basti di quella
» sei carrozze, e sopra ciascuna di giornata, 11 dì di carnevale cor-
» esse era un pallio rosso, e un sero il pallio gh asini e le bufale,
f» porco vivo, per guadagno dei secondo l' usanza e bagordi , e
, ,

ss CAR CAR
»> tumulti a furia. Sicché questo vi nirsene, laonde ne rimasero da cen-
« basti di quella giornata. La notte to ferite ,
perchè i carri in tutti
»» si recitò una commedia in casa furono tredici, con altrettanti tori,
»» Il primo giorno di
di CafFarelli. i quali appena giunti alla meta era-
*> quaresima fu la stazione a santa no uccisi da innumerabili colpi. Poi
*» Sabina, la quale fu tanto solen- si fecero dal detto monte alla colon-
« ne, che molti vennero in disputa, netta posta alle radici di Aventino,
»» chi fosse più bello, il carnevale, le corse de' barbari , delle cavalle
"
»> o la quaresima di Roma. e di cavalli chiamati turchi tutù
Osserva il Ratti, Della famìglia cavalcati da putti , e con palili al
Sforza^ par. II, Roma 179^, che vincitore per premio. Quanto poi
bisogna convenire, che veramente i sieno antichi sillìjtti giuochi, si ri-
giuochi celebrati nel detto anno di leva da una bolla di Urbano V,
Agone, e di Testaccio facessero gran eletto in Avignone nel 1 362 con ,

colpo sull'animo de romani e de- cui protestò contro la forza , che


gli altri, che v' intervennero, dap- i romani adoperavano per obbliga-
poiché molti si diedero premura di re le città, e luoghi vicini, come
stenderne diligenti relazioni, acciò Anagni, Corneto, Magliano, Piper-
non ne perdesse la rimembran-
se no, Sutri, Terracina, Tivoli, Tosca-
za. Due
altre sono pure citate dal nella, Velletri ec, a mandar uomi-
Crescimbeni, e la prima stampata ni da ogni comunità per accrescer-
con questo titolo: Lì grandi trionfi^ ne la solennità, siccome afferma nei
festCj pompe, e livree fatti dalli suoi Archiatri il citato Marini, to-
signori romani per la festa di Agone mo II. p. 72.
e di Testaccio. L' altra manoscritta Non riesca discaro, che qui si dia
fu compilata da Gio. M." Zappi tibur- un cenno sulla piazza Navona o Ago-
tino, che fu uno de' giuocatori, e il ne, e sul monte di Testaccio. La
porta stendardo della sua patria.
- piazza Navona, una della pili gran-
Un* altra lunga e curiosa descrizio- di di Roma, prese il nome dal cir-
ne di una festa di Testaccio, come co Alessandrino o Agone, onde giuo-
eseguita l'anno 1372 a' i5 agosto chi di Agone furono detti quelli nel-
nel pontificato di Gregorio XI resi- la medesima celebrati. Di essa Fran-
dente in Avignone , è riportata a cesco Cancellieri ci dà erudite noLizie,
pag. 589 e seg. da Marco Ubaldo nel suo Mercato, lago, e palazzo pan-
Ricci nella sua eruditissima Notizia filiano nel circo Agonale^ detto vol-
della romana famiglia Boccapadidi^ garmente piazza Navona, Roma
Roma 1762. Secondo la narrazione 181 I. In essa attualmente si fa u-
eh' egli riporta d' una di tali feste na gran fiera, o mercato nel mer-
la corsa a Testaccio consistette nel coledì d' ogni settimana, ed ogni
correre da quel monte
che fecero mattina mercato delle erbe e co-
il

al piano due carri o carrozze per mestibili. Nel mese poi di agosto nei
volta tirate dai tori, con quattro sabbati, e nelle domeniche, viene al-
porci legati dentro, ed una can- lagata dalle tre celebri fontane, che
na di panno rosato per palho; decorano la piazza, ed in alcune
e che appena giunsero sulla piazza, circostanze vi si tengono le corse
trecento persone colle spade nude del fantino, delle quali poi riparle-
vi si scggharono sopra per impadro- remo, specialmente in occasione del
,

CAR CAR 89
passaggio per Romaqualchedi gesima, detta di Testacelo. Quindi vi
monarca, come da ultimo ebbe luo- fu aggiunto un terzo giorno interme-
go per Francesco II re delle due dio tra i due suddetti, cioè il sabbato
Sicilie. Tali fantini sono giovani a come ap-
destinato alla caccia de' tori,
cavallo a dorso nudo, divisi in tre parisce dalla bolla di Martino V, Cir-
squadre e vestiti di colori diversi. 11 cumspecta sedis apostolicae, emanata
monte poi di Testaccio, Testaceiif!, in Roma J^II id. niartiis an. 1^1^.
si formò da una immensa quantità Divenuto poi nel 1464 sovrano Pon-
di frantumi di terra cotta. Alcuni tefice il menzionato Paolo II, Bar-

dicono che Tarquinio assegnò tal bo, veneziano d' animo grande, vi
luogo a' fabbricatori di vasi, tanto per aggiunse le otto corse de'
che palili,

la comodila dell' imbarco sul Teve- ancora oggidì sono in uso, sebbene
re, che per giovarsi delle sue acque, dalla loro prima istituzione rifor-
e siccome loro proibì gettare quelli, mate. Paolo li conobbe meglio dei

che si rompevano, nel fiume, così suoi predecessori il vero genio del
col porli in questo sito, in progresso popolo di Roma, e le due molle
di tempo ne divenne un monte deli- che lo fanno agire, a se-
principali,
zioso, e molto comodo alla conserva- conda di chi il deve condurre col-
zione del vino neil' eslate. Il Can- lo stesso di lui vantaggio ;
paneni,
che vi fosse anticamen-
cellieri dice, et circenses. Onde si studiò parti-
te celebrato il mercato, e il Vasi colarmente di contentarlo in am-
tom. II. p. 4^7, Itinerario di Ro- bedue queste cose, coli' abbondan-
ma, dà al monte di Testaccio an- za de' viveri, e coi pubblici spetta-
che altra origine. Nel 1 686 il Mar- coH , de' quali volendo godere egli
tinelli stampò un libro sul monte stesso , siccome di naturale piuttosto
Testaceo o Testaccio j V Eschinardi allegro, ordinò, che le corse, le
scrisse, nel697, una lettera sul mon-
1 quali per lo innanzi si facevano a
te Testaccio j ed altrettanto fece il strada Florida o Giulia, si facessero
Contucci, riportala nel t. III. Arcad. dall'arco di Domiziano, poi detto di
Canniti. Attualmente nel maggio, s. Marco,
Portogallo, sino al palazzo di
neir estate, e massime nell' ottobre detto poi di Venezia, da lui eretto
è frequentato questo monte dai ro- ed abitato ; benché alcuni dicono ,
maneschi, e dalle niinenti per le che i cavalli partissero dalla piazza
vignale, ovvero sia per certe ricrea- Flaminia, o del popolo. Ma poi ve-
zioni consistenti in colezioni, balli, dremo r arco demolito da Alessan-
canti dei ritornelli, della tarantella, dro VII, acciocché le corse libera-
e simili curiose composizioni, fra il mente seguissero dalla detta piazza
suono de' tamburelli, dei calascioni^ sino a quella di Venezia.
e dei mandolini. Racconta dunque il Platina, nel-
Ritornando all'origine del carne- la Fita di Paolo II, di cui fu
vale romano, dopo l' abolizione dei contemporaneo, e a p. ^56, che
Saturnali, Lupercali ec, ed altri an- avendo egli quietate le cose d' Ita-
tichi giuochi, consistevano gli spet- lia colla celebre pace del 1468^ per

tacoli in principio nella festa di la quale furono fatte feste per tut-
giovedì grasso, o di sessagesima, det- ta r Italia, e per due giorni in Ro-
ta di Agone, e nell'altra dell'ulti- ma, il Pontefice indi ordinò, ad i-
ma domenica, cioè quella di quinqua- mitazione degli antichi, alcuni giuo*
,

go C AR CAR
chi e feste magnifiche, e diede un che vi si conduceva colla maggior
sonluoso banchetto al pupulo. il pompa degli antichi romani, circon-
Viaiiesio da Bologna, eh' era vlce- dalo dai magistrati di Roma stessa, e
caiuerlengo , dispose le cose se- per altre decorazioni degne soltanto
condo il volere del Papa. I giuo- di queir eterna città. Si dilettava il
clii furono otto pullii , che nel detto Papa di queste mascherate, e
carnevale per otto giorni continui delle feste di carnovale, che spesso
si donarono a quelli, che nel corso vedeva con trasporto dietro ad una
restarono vincitori. Correvano i vec- compagnia di alcuni Car-
finestra in
chi, correvano i giovani, correvano dinali. In quel tempo fu dal Papa

che erano di mezza età,


(|uelli, scoperta una congiura tramata con-
correvano i giudei, e si facevano tro i preziosi suoi giorni; ma e-
ben satollare prima, perchè corres- gli , lungi dal vendicarsi dell' au-
sero con minor velocità. Correvano tore, il ricolmò di confusione colla
i cavalli e le cavalle, gli asini, e sua magnanimità, e facendo uso del
i con piacere di tutti. Si
bufali suo animo grande, ordinò che si
correva dall'arco di Domiziano si- continuassero secondo il solito i di-
uo alla chiesa e al palazzo di s. Mar- vertimenti carnevaleschi, col solo di-
co, ove stava il Papa, prendendo vario di alcune pattuglie di uomini
grandissimo piacere per queste fe- armati, distribuite per la città, per
ste ; e dopo la corsa a' fanciulli lor- precauzione prudenziale.
di di fango per aver cors©, faceva Negli statuti di Roma compilati
dare un carlino a cadauno. sotto lo stesso Paolo dopo esser-
II,

Leggiamo poi nel Novaes altre si detto, che gli ebrei pagavano al-
analoghe particolarità, che merita- ia camera capitolina mille cento
no qui riportarsi. Molto procurava trenta fiorini di soldi quarantasette
questo Pontefice , egli dice , di di- r uno, gli ultimi trenta dei quali
vertire il popolo romano. A que- erano stati aggiunti in memoria dei
sto, al senato, ed a' forestieri face- trenta danari, che medesimi sbor- i

va egli nel tempo di carnevale un sarono a Giuda per prezzo del


lauto banchetto nel suo palazzo tradimento fatto al Redentore nel-
di s. Marco, incaricandone dell'as- r orto di Getsemani ; e dopo
sistenza il suo nipote Cardinal Mar- essersi stabilito in quante e quali

co Barbo, con diversi prelati, per- incumbenze ed usi detta somma si


chè nulla mancasse al buon ordine, e doveva ripartire ed erogare, spiegasi
alla squisita sua magnificenza. Finito in che consistessero i giuochi carne-
il pranzo, gittava popolo gran al valeschi , secondo il nuovo stabili-

quantità di danaro dalie sue fine- mento , e disposizione del sovrano


stre. Regalò una volta al popolo ro- Pontefice Paolo II, ne' seguenti ter-
mano quattrocento scudi, alloi'chè mini, che riportiamo dal latino tra-
gli preparò una splendida e nume- dotti « Parimenti che si debbano
;

rosa mascherata, che descrive il M celebrare con solennità i giuochi


<Caqesio, f^ita Paidi II, p. ^^^ la « di Agone e di Testacelo. Primie-
quale non si vede così maestosa al » ramente che si facciano, e poi si
tempo d' oggi, per i carri, figure >i portino in essi quattro anelli di
personaggi, guardie di cento sessan- « argento dorati, due in Agone, e
ta e pili giovani scelti, pel senato >t due in Testaccio, in uno de' quali
CAR CAR 91
debbano giuocare coH'asta i cit- Marini, degli Archiatri , t. II, p. 62,
tadini , e neU' altro gli scudieri. colla quale il Pontefice esentava da
Parimenti nel campo di Testaccio questa contribuzione l'ebreo Angelo
si portino tre pallii d'oro e di suo medico, e la famiglia di lui.
seta, al primo de' quali corrano Martino V, avendo pietà della mi-
i cavalli de' romanii al secondo i seria della loro sinagoga , accordò
cavalli de' forensi , al terzo poi i agli ebrei di Roma di poter pone
conduttori degli asini. Parimenti in contribuzione quelle ancora dello

si portino sei carri, due de' quali stato pontificio, e questa grazia fu
erano soliti a farsi dai molinari, dal predetto Paolo lì approvata e
ne' quali solevano porsi i soliti confermata. Oltre a ciò gli ebrei
animali, cioè due giovenchi, e due prima che incominci il carnevale ,

porci in ciascun carro, compresi mandano alcuni deputati dai con-


particolarmente que' giovenchi, che servatori di Roma, implorando la
erano soliti portarsi dai monisteii continuazione della protezione del
di s. Paolo, e de' ss. Saba e Gre- popolo romano, ed offrendo un maz-
gorio in ciascun anno pei detti zo di fiori, con ima cedola di venti
giuochi. E gli stessi carri debbono scudi per erogarli nell'addobbamento
essere coperti di panno rosso ad dei palchi della magistratura roma-
onore del popolo romano. Pari- na sulla piazza del popolo. Ad essi

mente si aggiunse alla suddetta risponde primo conservatore, che


il

festa, per grazia di Paolo II, che col continuando gli ebrei di Roma ad
danaro della camera si facciano al- esser fedeli e quieti ec. , non reste-
uno per gli ebrei, che
tri sei pallii, ranno privi né della loro protezio-
corrono il giorno di lunedi prima ne, né di quella del sovrano Pon-
della domenica di carnevale (cioè tefice ; indi i medesimi deputati van-

domenica di quinquagesima), un no a fare un eguale omaggio al se-


altro pei . fanciulli cristiani nel natore di Roma, che dà loro eguale
giorno di martedì , un altro pei risposta.
giovani cristiani nel giorno seguen- Lo stesso Marini nella medesima
te di mercoledì, un altro pei ses- opera, e tomo, alla p. 241, riporta
sagenari nel giorno di venerdì, due lettere di Leonardo da Sarzana
un altro per gli asini nel giorno scritte a Giacomo di Volterra sulle
di lunedì di carnevale, un altro grandi feste, fatti in Agone
e giuochi
per le bufale nel giorno di mar- a' 4 febbraio
1492 per la sconfitta
tedì di carnevale ". de' Mori, e presa di Granata; delle
Si sa inoltre, che per le feste quali ci lasciò memoria anche Carlo
celebrate in tempo di carnevale Verardo cameriere e segretario ili,

nel secolo a piazza Navona ed


XiV Paolo li. Ma essendo molto inte-
a Testaccio, e che si descrivono a ressanti quelle fatte nel carnevale
p. 589, nella citata Storia di ca- dell' anno 1 55o, appena eseguita
sa Boccapaduli 1' università degli
_,
la elezione di Giulio III , lo che
ebrei, come più sopra dicemmo, pa- fu a' 7 febbraio , si crede oppor-
gava mille cento trenta fiorini d'oro tuno darne qui un estratto. Nel-
per istromento del popolo romano le miscellanee della celebre biblio-
inserito nella bolla di Bonifacio IX teca casanatense evvi un opusco-
del 1899, che si legge nel mentovato lo rarissimo con questo titolo : La
, ,

9^1 CAR CAR


trionfante festa fatta dalli signori ch'era turchino con
di velluto
romani per la creazione di Papa maniche ed ornamento di tela
Giulio ÌIlj col significato delle fi- d' oro: questi avevano un non so
gure fatte neWapparato della scena che dell'abito moresco, ed erano
della cotnmedìay colle dichiarazioni guidati dal principe di Macedonia.
di tutti i giuochi de^cavalli^ caccia di Gli stivaletti gambe erano
delle
toriy ed altri bellissimi conviti^V^o- fatti ed all'antica era-
all'antica ,

ma. Questo libro fu dedicato a d. Gio- no le trombe che portavano, es-


vanna d'Aragona moglie di Ascanio sendo i loro trombetti vestiti della
Colonna, per ragguagliarla di quanto medesima maniera dei predetti
di bello si fece in Roma- dal popolo con altri suoni e stromenti mo-
pel nuovo Pontefice, e per dimostrar- reschi. Questi, mentre la caccia si
le la magnificenza e grandezza del- faceva in Campidoglio ,
passando
l'animo de' romani, che non voglio- per la città sopra bellissimi ca-
no cedere agli antichi, dappoiché la valli , fecero il giuoco de' carro-
spesa occorsa fu grande, come son- selli nella piazza di s. Pietro alla

tuosi riuscirono gli spettacoli, il cui presenza di Sua Santità, e poi ri-

apparato venne eseguito in soli quat- tornati in Campidoglio, essendo già


tro giorni. Segue la descrizione. la caccia finita, giuocarono il me-
» Primieramente il giorno di car- desimo giuoco in quella piazza ,

nevale (perciocché quel dì era che fu bellissima e vaga cosa ve-


costituito a cotal festa), nella piaz- dere, e terminato questo giuoco,
za di Campidoglio si fece una entrarono nel palazzo de' signori
caccia di tori, alla quale fu pre- conservatori e dopo loro gran
,

sente quasi tutto il popolo colla moltitudine di popolo di ogni gra-


nobiltà di questa corte, e di que- do, dove fu celebrata una solen-
sta città, cosi didonne, come di nissima e magnifica cena, alla
uomini, dalla qual piazza, avanti quale furono convitati il nipote,
che la caccia incominciasse, si e fratello di nostro Signore, colle
partivano quaranta gentiluomini, lorodonne , le quali furono ono-
con quaranta servitori tutti a ca- rateda molte gentildonne romane,
vallo ordinati in due squadre di mangiando tutte le donne ad una
livree diverse l'una dall'altra, cioè sola tavola. In un' altra tavola
venti di loro coi servitori, vestiti mangiarono sette Cardinali col
di velluto cremisi con maniche di duca Orazio Farnese, ed altri si-

tela d'argento , e similmente era gnori. L'altra fu dei nipoti del


ornato il resto del vestir loro ,
Papa, con uno de' signori conser-
avendo in testa una berretta aguz- vatori, ed altri signori e gentiluo-
za, la quale, insieme colla veste, mini. Finita la cena, tutta questa
eh' era larga unacon storta al brigata si condusse in luoghi dis-

fianco, onde sembravano tanti tur- posti e ordinati nel teatro per
chi : questa fazione era guidata vedere una bellissima commedia
dal sig. Giuliano Cesarini, gonfa- nella corte di detto palazzo, il

loniere e generale di questo po- quale era ornato da tre faccie di


polo. I venti altri gentiluomini quadri di tela grande ed istoriati ;

coi loro servitori aveano in dosso la quarta faccia di questa corte


un abito della stessa lunghezza era occupata dalla scena : la più
CAR CAR 93
n gran parte di questi quadri con- volto la polvere, o la farina, e non
« tenevano alcuni grandi fatti di i razzi matti di fuochi artifiziali;
» Giulio Cesare, alludendo con quel- ma fu introdotta la costumanza di
>' li al nome di nostro Signore, che tirare per gentilezza i confetti. I no-
« pure si chiama Giulio. La com- bili rispettarono il popolo, e questo
f' media fu bella e ben recitata, e si astenne dal molestare i barbari
« tanto procedette in lungo la festa, corridori , laddove per lo innanzi
» che terminò verso le dieci ore ". ciascuno si faceva lecito di spaven-
Paolo IV, Caraffa, che eletto nel tarli per impedirne la vittoria.
i555, regnò sino all'agosto i55^, Il merito maggiore per 1'
incolu-
sebbene grave ed austero, ogni anno mità degli spettatori alle corse, per
nel tempo di carnevale, invitava un quella de' cavalli, provenne dalla
giorno a pranzo tutto il sagro Col- regolarizzazione della via del corso,
legio de' Cardinali , solendo dire : e dalle previdenze del governo. E
essere cosa convenevole y che il prin- primieramente dobbiamo ad Ales-
cipe qualche volta si ricreasse coi sandro VII, Chigi, non solo il rad-
suoi fratelli, e co' suoi figli Ma drizzamento e miglioramento di tal
asceso al Vaticano nel
trono del via, ma la demolizione dell'arco di
i585 Sisto V, e trovando Roma, Marc' Aurelio detto di Domiziano, e
e lo stato ecclesiastico pieno di mal- di Portogallo, eseguita nel 1662 per
fattori e di abusi, su tutto prese renderla più libera e più dritta. Fu
opportuna provvidenza con felici chiamato di Portogallo, perchè aven-
risultati. Avendo poi bisogno di ri- do il Cardinal Evesano inglese fab-
formarsi il carnevale romano , nel bricato un palazzo, ora degli Otto-
quale accadevano licenze, abusi, e boni di Fiano,
duchi presso san
prepotenze insoffribili, volle egli ri- Lorenzo in Lucina, abitollo il Car-
mediarvi col solo terrore. Fece per- dinal da Silva, portoghese, ed amba-
tanto alcuni giorni prima del car- sciatore di Portogallo a Paolo III.
nevale erigere alcuni patiboli, ed Quindi Clemente XII, nel 1786,
alzare le travi colle corde, queste grandemente ne migliorò la strada
per castigar le braccia a chi le al- sia col dirizzarla, che col renderla
lungasse contro il prossimo; quelli eguale; Pio VII tolse l'inconveniente,
per istringere le fauci a chi togliesse che nel tempo della carriera de' ca-
ad altrui la vita; indi comandò che valli fosse ingombro dalle carrozze
lungo il corso, pei' evitare le disgra- e carri, e finalmente la perfezione
zie, che accadevano con frequenza di tal via venne compita e nobili-
per la calca del popolo insolente, si tata neir odierno pontificato. Gio-
facesse uno sleccato di travi da am- vanni Mantovano, dotto poeta lati-
bedue le parti, acciocché nel mezzo no, che fiorì nel i4oo, nel descri-
rimanesse luogo libero a'carri trion- vere il carnevale di Roma, paragona
fali, alle carrozze, a' barbari, e di le corse de'cavalli alle feste Equirie,
qua e di là camminasse sicuro il delle quali si fa menzione all'artico-
popolo. Questi preparativi, e le re- lo Chiesa di s. Maria in Acquiro,
lative disposizioni bastarono a repri- ove appunto si facevano le corse
mere i gravi disordini invalsi, che dei cavalli con tanto entusiasmo
in tal circostanza succedevano. Non degli antichi romani. F. ilLoca-
si vide più gettata addosso, o in telli , Il perfetto cavaliere. Dei tor-
,

94 CAR CAR
nei pag. 4' ^ Delle Giostre j e dei squadre, che si distinguono dalle
Carroselli pag. 4^2, e Delle corse vesti: ognuna fa per tre volte il

pag, 4»6, 417, 421. giro del circo con veloce corso, indi
Le corse non solo per la via i tre vincitori d'ognuna si riuniscono
Lata , ma , come si disse, ebbero affme di eseguire una quarta corsa,
luogo prima di essa per la slrlida e quegli che vince prende il premio.
Florida o Giulia, per la via del- Questo divertimento riesce piacevole,
la Lnngara , e per quelle delle tanto per la vastità, e adornamenti
porte Cavalleggieri e Fabrica , e delia piazza, che per rinnovarsi la
per altre, nonché nella piazza Na- memoria de'giuochi agonali, ivi ce-
vona. Difiitti il padre Eschinardi, lebrati ne' precedenti secoli nel car-
nella Descrizione di Roma p. 282, nevale. Ad avere poi una chiara
ci assicura, che per la strada Giulia cognizione delle feste carnevalesche,
s' introdussero le corse, ed anche e straordinarie celebrate in Roma
nel piano del monte Testacelo^ e ne' bassi secoli, sono a vedersi Gio.
ne'tempi posteriori dalla piazza Far- Camillo Peresio, // Maggio roma-
nese a quella Vaticana, locchè con- nescOj ovvero il pallio conquistato^
ferma Pompilio Totti, Ritratto di nel linguaggio del volgo di Roma,
Roma moderna, pag. 335, e nella Ferrara 1688, e Giuseppe Berneri,
loggia del collegio Bandinelli presso Il Meo Patacca ovvero Roma iti _,

s. Giovanni de' fiorentini siedevano feste nei trionfi di Vienna, nel lin-
i giudici per decretare il pallio al guaggio romanesco, Roma 1695.
vincitore, il qual premio si poneva Ora passiamo a dire quando in
su d'un ferro, che ivi rimase sino Roma si sospende il carnevale, quan-
a' nostri giorni. Indi per la nascita do si sono anticipate, o posticipate
di Luigi XIV, siccome l'ambascia- le corse de' cavalli e 1' uso de'pallii
tore di Francia abitava a strada in caso d' irregolarità, od altra eve-
Giulia, si fecero tre corse di barbari nienza accaduta nelle carriere dei
e cavalli coi Nel 1709, abi-
pallii. barbari. Il carnevale, e le corse pri-
tando la regina vedova di Polonia mieramente sospendono in Roma
si

Maria Casi mira al palazzo de Tor- nella degli anni santi.


celebrazione
res alla Trinità de' monti, fece fare Gregorio XIII, nel iSyS, prima di
la corsa di due pallii ai putti, e celebrare l'XI anno santo, proibì i
agli asini. Per la festa poi di s. An- baccanali, e ordinò che le spese de-
tonio di Padova, celebrata a s. Sal- gli spettacoli carnevaleschi fossero
vatore in Onda a ponte Sisto, seguì (!onvertite in vantaggio de' pellegrini.
una corsa di ragazzi col pallio. Anche Clemente X, avanti di cele-
Nella piazza di Agone o Navona, brare nel 1675 il XV anno santo,
quando ha luogo la summentovata ad esempio de'suoi predecessori, vietò
corsa del fantino, ecco come segue. il carnevale, ed erogò in favore del-
All'intorno di essa si erigono de' pal- l' arciconfraternita della ss. Trinità
chi a vari ordini , che seguono la for- de' pellegrini , i seimila scudi che,
ma rettilinea della piazza, essendo secondo il consueto, spendevano
si

r interno di essa difeso, e chiuso da pei divertimenti carnevaleschi, ed


uno steccato. I cavalli corridori devono impose ai giudei, che alla medesima
portare sul dorso nudo un fantino somministrassero il valore de' pallii

o giovinetto, e sono divisi in tre non avendo luogo neppure le car-


CAR CAR 9^
riere de'caTalli. V. Anni Santi, ove dì 26 aprile. Lo stesso caso avven-
si riportano le sospensioni del car- ne nel 1 766 per la festa della Pu-
nevale in tal tempo, e l' erogazione rificazione. Quindi si fece altrettan-
del danaro, che suole spendersi pel to, meno la corsa, ed il pallio da
medesimo. Clemente XIII fu donato alla chie-
Nel pontificato d'Innocenzo XIII sa di s. Marco. Neil' anno seguente
incontrandosi nel mercoledì di car- questo Pontefice, stante le circostan-
nevale la festa della Purificazione ze de'tempi, ordinò che il carneva-
della b. Vergine, il pallio che si do- le si facesse senza le maschere, e

vea correre nella vigilia, fu anticipa- senza i teatri, permettendo le sole


to nella precedente prima domenica corse de' barbari. E siccome la fe-

di carnevale o sessagesima, e l' al- sta di s. cadde nel primo


Mattia
tro del mercoledì nella domenica martedì, accordò che la corsa aves-
di quinquagesima. Sotto Clemente se luogo nel giovedì precedente. Po-
XII, essendo caduta la predetta fe- scia, nel 1769, per essersi incon-
sta nel venerdì di carnevale, vacò trata la festa della Purificazione nel
questo nel giovedì grasso, ma la cor- giovedì grasso, vacò il carnevale in
savenne eseguita nell'antecedente do- quel giorno, e nell' antecedente, per
menica. Dipoi per la copiosa neve cui Clemente Xlll fece regalare i

che cadde si sospesero le corse, e due palili alla suddetta chiesa di s.

fu proibito il mascherarsi finché Marco. Quindi per la repentina


non cessasse la neve. Seguita, nel sua morte accaduta nella
, not-
1740, morte di Clemente XII
la ai te della menzionata festività, si sos-
6 febbraio, non ebbe più luogo il pesero il carnevale, i teatri, le cor-
carnevale. Benedetto XIV, con lettera se, i festini e qualunque altro diver-
3o gennaio 75 1, trasferì
i la vigilia di timento. Mentre si celebrava il con-
s. Mattia dal l'ili limo giorno di carne- clave, essendosi recato in Roma l'im-
vale, incui cadeva in quell' anno, al peratore Giuseppe li, col fratello
sabbato precedente, esortando però Pietro Leopoldo I, gran duca di
gli ecclesiastici secolari e regolari Toscana, il sagro Collegio a' 27 e
a non prevalersi dell' anticipazione 28 marzo fece fare due corse dei
del digiuno, ma a digiunare nella barbari, ed una grandiosa girando-
vera vigilia del santo apostolo. Re- la.Nel 1770, e nel pontificato di
gnando Papa Clemente Xlll, s' in- Clemente XIV, nel secondo sabbato
cx)ntrò altresì la vigilia del giorno di carnevale, osservandosi la festa di
di s. Mattia nell' ultimo giorno s. Mattia, non si permisero le ma-
di carnevale, onde il divertimento schere, bensì la carriera de' cavalli.
terminò la sera del lunedì, ed afiìnchè Regnando Pio VI, nell' anno 1780,
non fosse pregiudicato il consueto pe- per essere caduta la Purificazione
riodo di otto giorni, si anticipò il nel mercoledì di carnevale, e per-
^;uo incominciamento dal giovedì di ciò minorandosi il carnevale mede-
settuagesima ; indi nel 1764 tal fe- simo di due giorni, compresa la vi-
stacadde nel primo sabbato di car- gilia, in considerazione che nel gen-
nevale, onde questo s' incominciò naio trovavasi in Roma l'arciduca
nel lunedì appresso, e fu di soli set- Ferdinando governatore di Lombar-
te giorni: però Clemente Xlll fece dia coir arciduchessa Beatrice di
di poi eseguire la corsa nel giove- Modena sua consorte, il Pontefice,
96 C A R CAR
per far ad vedere un tratto del
essi mani, che nel tempo del diverti-
brillante carnevale romano, o per mento carnevalesco stettero colle fi-

indennizzare il popolo de' due giorni, nestre, e botteghe chiuse, ed il cor-


che avrebbe perduto di maschere, so adatto deserto, fu solo popolato
permise queste, non che le corse dei dal bargello e dalla truppa. In quel-
barbari nel mercoledì 1 2, e lunedì r occasione si pubblicarono gloriose
17 gennaio. Nel 1782, stante la fe- epigrafi pel Pontefice, ed alcuni sa-
sta della Purificazione , il carne- tirici motti, di che fanno talvolta
Tale incominciò nel lunedì di ses- uso con naturalissima arguzia i ro-
sagesima ; e nel 1784 Pio VI, a mani, contro i fiancesi invasori.
contemplazione del re di Svezia Gu- Correndo l'anno 18 18, per la vi-
stavo III, e dell'arciduchessa Maria gilia e festa della Purificazione , fu
Amalia, moglie del duca di Parma, accordato di anticipare di due gior-
fece celebrare in gennaio una cor- ni il carnevale, indi per la regola-
sa di cavalli. E cadendo dipoi la fe- rità d'una corsa. Pio VII, in seguito
sta di s. Mattia nell'ultimo giorno d' istanza de' conservatori di Roma,
di carnevale, il Papa permise, che concesse il pallio alla chiesa di s. An-
i secolari osservassero la vigilia nel tonio abbate all'Esquilino, e il pre-
sabbato precedente, e tollerò che nel mio di scudi trenta a quella d'Ara-
lunedì e martedì si continuasse il celi. Lo stesso Pontefice nel 1823
carnevale. Non così fu nell' anno accordò l'anticipazione d' un giorno
1 789, in cui avvenne lo stesso ca- pei divertimenti carnevaleschi ; ma
so, onde l'ultimo giorno si permise Leone XII, essendo avvenuto nel
la corsa, ma si proibirono le ma- 1826 il caso del 18 18, volle che il
schere. Nel 1 793, pegli avvenimenti carnevale fosse di soli sei giorni. Fi-
dolorosi della rivoluzione di Fran- nalmente il carnevale venne sospeso
cia, Pio VI pubblicò un giubileo nel i83i nel medesimo giorno in
per tutto lo stato ecclesiastico, proi- che doveasi celebrare, per misure di
bendo il carnevale, e qualunque rap- precauzione, indi per alcun tempo
presentanza teatrale per l' intero an- rimasero sospesi i moccoletti, e nel
no ; proibizione, che venne estesa al i833 fu di soli sette giorni, mentre
1 794, mentre nel 1 766 furono vie- nel 1837, ricorrendo nel carnevale
tate le sole maschere. Nel 1808, e la vigilia e festa della Purificazione
stante la invasione francese. Pio di Maria Vergine, fu di soli sei giorni.
VII non permise il carnevale, e nel Finalmente per quanto spetta la
1809 ^° ^'^*^ò ^^ onta che i fran- regolarità delle corse de' barbari, dei
cesi lo avessero pubblicato; ma i pallii,de' premii dei cavalli corridori
romani ubbidirono al loro legittimo di razza italiana ec, prima del car-
principe e padre,- il quale loro a- nevale la magistratura romana ema-
vea rammentato per allusione alla na un editto con relativo regolamen-
sua situazione, che quando s. Pie- to, ed ogni giorno della carriera,
tro era in carcere, la Chiesa indiriz- pubblica l'individuazione de' cavalli
zava a Dio senza intermissione pre- o cavalle, che si esporranno alla
ghiere per lui. Pertanto ad onore di corsa. Così il governatore di Roma
Roma, Pistoiesi nella Fila di Pio FII^ con editto rende noto, che il sovrano
tom. II. pag. 149. 25 1. 252. 253, Pontefice permette in determinati
riporta il mirabile contegno de' ro- giorni il carnevale colle corse dei
,

CAR CAR 97
cavalli, coir uso delle maschere, e gna di Bacco. Ma volendo uscire
collo spettacolo de' notturni festini. dalla favolosa mitologia, vuoisi che
Rinnova inoltre nel medesimo edit- siane derivato l'uso dagli stessi fatti
to la proibizione di mascherarsi con romani, cioè dai giuochi circensi, dai
abiti da religioso, da ecclesiastico o giorni di tripudio, che" si facevano
da abbate; di portare materie in- ad onore degl'imperatori, e segna-
decenti, di offendere con parole e tamente dal trionfo celebre di Tito.
di usare fuochi d' artifizio ; esclude In quanto alle feste di Bacco, ci
dal corso i cavalli a sella, le mule, narra il celebre Eggelingio, in Mysier.
e i legni tirati da un sol cavallo, e Cereris Bacchi, pag. 69, che
et
guidati alla postigliona , non che i Bacco chiamava ancora Nyctolio,
si

carri con due ruote; prescrive le cioè notturno, perchè ammetteva fe-
piazze donde i legni o carrozze deb- ste con faci e cerei dopo il tramon-
bono introdursi pel corso, non che tare del sole. Queste feste si chia-
quelle per l'uscita, conservando l'an- mavano Lampterie, ed in esse con
damento nella detta via di due sole lumi e piccoli vasi di vino correva
fila , che ne usciranno al secondo la gente tripudiante per le strade.
sparo. Proibisce lo spaventare, arre- Lo attesta espressamente Pausania
stare e frastornare i barbari nella loro in AchaìciSy dicendo: « v'ha in Ate-
carriera ; e rigorosamente rinnova il » ne un tempio presso il bosco, che
divieto de'confetti composti di calce, « si chiama di Bacco Lampterio
pozzolana, o gesso , onde eliminare i » poiché al tramontar del sole si
gravi e ripmvevoli inconvenienti, per- » recano lumi nel tempio, e crateri
mettendosi invece 1' uso di confetli >y di vino si bevono per tutta la
composti di coriandoli, anisi, miglio, w città ". E certo, che tuttociò era
farina, zucchero , i cannellini , e si- un semplice tripudio, mentre la sto-
mili, non quelli di maggior grandez- ria non dice, che si commettessero

za come le mandorle e i pistacchi, indecenze. L'uso poi di accendere e


vietando di tirarli villanamente con smorzare i lumi con quella piccola
impeto, e con qualsivoglia indiscreto lotta che noi vediamo, si deduce dal
stromento. I moccoletti poi di sola correre, che facevano gli ateniesi al
cera pura, neh' ultima sera di car- tempio presso il bosco, ove non po-
nevale, si permettono sino ad un'ora tevano entrare se non col lume ac-
di notte, coU'osservanza delle solite ceso. Quindi parte si estinguevano i

discipline. lumi nel correre pel vento, e parte


Merita, che di questa breve fe- si estinguevano da quelli , eh' erano

sta sia ricercata l'origine piti analoga più prossimi al tempio, onde non
e dignitosa al popolo romano, e che fossero sopraffatti. Ciò si accenna an-
tolgasi da quella trivialità e bassezza cora dal Tonston de fest. grcec. ,
,

di dire, che si fanno l'esequie al car- part. I, e. 3, Fasoldo de fest. ^rcec.

nevale, gridandosi ovunque è morto : decad. 9 , sez. 3. Circa poi alla ce-
carnevale, come se il carnevale si lebrità di questo tempo, P^. il Nico-
potesse personificare e mettere sopra lai De ritu bacchanalium , e. 7,
una bara. Altra più nobile origine p. 195.
può applicarsi a questi lumi notturni Si racconta di Cerere, che, rapi-
sia dalle stesse feste di Bacco, sia tale la sua figlia Proserpina, ed
da quelle di Cerere che fu compa- avendo stabilito di cercarla per tutto.

VOL. X.
3

CAR
(aitasi notte, ed incontratasi con no, e massime di Tito, il qtmle rcdu»
Bacco, si uni a lui per tale ri- ce dalla gran conquista di Gerusa-
cei'ca, e si accesero da entram- lemme, e marciando trionfalmente
bi i lumi. Dal qual fatto vogliono in mezzo ai principali ebrei ridotti
molti autori, tra* quali il Preistero, in ischiavilù col candelabro avente
in Àntiq. grcecis , lib. IV, che in le sette lucerne accese, tutto il po-
alcuni giorni solenni delle calende polo lo accompagnò con lumi feste-
di marzo uscisse il popolo coi lumi volmente, come osserva anche il ci-

per unirsi a Cerere e Bacco. tato Stochausen, a pag. 3oo e seg.


Ma ripetendo ancora una voli a Dalle quali reminiscenze può forse
di aìBtenersi esclusivamente dal pren- avere avuto origine il prolungamen-
dere alcuna derivazione dalla mito- to del tripudio carnevalesco, coll'ac-
logia, a volerne stabilire una pro- censione e festa dei moccoletti.
babile origine , basta conoscere Finalmente all'articolo Candela.
l'indole dei romani ne* giuochi cir- {Fedi) dicemmo pure come nelle
censi e florali. Imperocché non con- feste Lupercali e di Cerere, dai gen-
tento il popolo di essersi diver- tili celebrate con torcie ardenti sulla
tito nel giorno, gridava di voler metà di febbraio , le donne massi-
accese le lampade al cader di esso, mamente portassero in mani fiaccole
e alTapprossimarsi della notte, onde o candele accese; come nella cele-
il popolo accendeva lumi e cerei brazione delle feste saturnali si dis-
per prorogare lo spettacolo, come ci pensavano dei cerei , e come nella
attesta Gronovio, Antiq. tom. Vili,
il superstiziosa processione Amburbiale
pag. 2069, il Fabro in Agonistico il popolo con candele accese circon-
lib. Ili, cap. 3g, il Bhodigino, Lect. dasse la città e i campi nel primo
autiq. lib. XXV , e l' erudito Sto- di febbraio, mese in cui per lo più
chausen nel suo trattato de cultu cade la ricorrenza del carnevale.
ac usu luminwn antiquo p. Soc^ _,
Laonde, anco per quanto dicemmo
Ne solo in tali giuochi e feste il superiormente, sembra che il diver-
popolo romano accendeva lumi e timento dei moccoletti nell' ultima
cerei al cader della notte ,
quanto sera di carnevale, sia anch' esso de-
neir ingresso trionfale de' suoi impe- rivato dalle suddescritte feste lumi-
ratori. Pietro Fabro Setnestr. lib. I, narie.
cap. 6, ed il Laurenzio, de prandio CARO, e CARISSIMO. La Cru-
et coena vet. cap. 9, raccontano che sca dice, che colla parola caro vuoi-
non solo gl'imperatori reduci da una si significare, grato, giocondo, pre-
vittoria, se venivano di notte in Ro- giato, caritSj gratiiSj /ucunduSj don-
ma , erano ricevuti dal popolo con de viene il carissimo^ superlativo di
lampade e lumi , ma gli stessi im- caio, caritsimus j grntissinius. Ag-
peratori e consoli, dopo la cena trion- giungiamo col p. Lupi, Dissertazìo-
fale invitavano il popolo romano nd nij pubblicate dal Zaccaria tomo I,

accompagnarli co' suoni e co' tripudi. p. i53 che Caro e Cara comin-
Francesco Modio, De triitmphis ve- ciarono ad usarsi come nomi pro-
teruni, ed in de ludis
altro trattato^ pri, dopo r impero di Caro e Ca-
et spectac. narra ciò partico-
veter.^ rino, cioè M. Aurelio Caro, che fu
larmente parlando di Giulio Cesare, assunto al romano impero l' anno
di Nerone, di Gallieijo, di Vespasia- 282 dell'era cristiana, e M. Aure-
, ,

CAR CAR 99
lio Carino suo successore immedia- « Perchè non siamo privati di una
to. Onde osserva, ch^^ non di rado " regola fissa, determiniamo, che il
si usò per nome proprio quello, che « titolo di nostro carissimo fratel-
prima era solamente aggettivo; ed « lo si compartisca nel carteggio al
un santo fanciullo martire trovò che « nostro fratello provinciale, ed ai
avea nome Carissimo. » padri di provincia ".
Il Garampi, Del sigillo p. ^Qt ,
CARO Ugo, Cardinale. Ugo Ca-
racconta che in un placito tenutosi ro denominato da s. Teodosio o
, ,

nell'anno i 189 da Innocenzo II per di s. Thiery, o meglio di s. Caro,


una causa del monistero di s. Gre- nacque a san Chers in Vienna del
gorio, Oddone signore di Poli, ch'era Delfìnato. Volgarmente si chiamava
r avversario del monistero parlò ,
Ugone Cardinale, ed era dottore in-
sempre così » Domine Papa , ego
: signe, e profondo in teologia. Per-
« ad vestram praesentiam libenter venuta la fama di lui a Gregorio
« adveni , Carissime , non ad haec IX, lo spedi con altri dotti e pii re-
« responsurus etc. Rogamus, carissi- ligiosi al patriarca di Co-Germano
« me Domine, ut me ad haec re- stantinopoli a trattare unione del- 1'

» spondere non cogas etc. Sicut no- la chiesa greca colla latina. Quindi
»» stri Domini etc.
Carissimi Fac nel 1244 "venne promosso all'arci-
>». Domine Papa ad praesens justi- vescovato di Lione, e nel medesimo
>i tiam etc. ". Francesco Parisi nel- anno da Innocenzo IV, nel tempo
le sue Istruzioni per le segreterie^ del generale concilio, fu creato Car-
tomo III, p. 16, Be' titoli iti spe- dinal prete di Sabina con altri
s.

cie § Carissimo^ dice che di questo undici soggetti. i25i fu spe-Nel


si serve il Pontefice romano nelle dito legato in Germania a pacifica-
lettere all' imperatore, ed altri costi- re quelle provincie , ed a favorire
tuiti in regia dignità , come ancora Guglielmo di Olanda eletto re di
alle loro mogli : Carissime in Chri- Germania in vece di Federigo II ,
stojili noster, salute in ^ ec. ed in cor- nonché a correggere i molti disor-
po, la Maestà vostra^ ec. Anche i dini , che per la condizione dei tem-
sovrani usano il carissimo come
, pi si erano introdotti in quelle chie-
noi r usiamo ed amicico' parenti se. Allora ebbe a trattare la causa

e nel 1 369 l' imperatore Carlo IV dell'arcivescovo di Treveri accusato


scrivendo a Landolfo Colonna, gli di aver favorite le ostilità praticate
scrisse carissime. Rileva il Bercaslel, contro i crocesignati dal popolo di
Histoire de VEglise tom. XIX, p. Coblentz. Estese le sue premure al-
56 1 che, allorquando nel i5<^^ ri- la chiesadi Liegi, approvò la festa
cevette la solenne assoluzione da del Corpus Domini nuovamente in-
Clemente Vili il re di Francia stituita in quella diocesi, e volle che
Enrico IV, questi diede a' Caidinali nel 1252, si celebrasse da tutto il
il titolo di cugino j mentre fino .al- clero delia sua legazione. Divenne
lora dai monarchi Francia non
di carissimo al Pontefice per le sue doti
aveano avuto che quello di caro distinte ,
postillò tutta la sacra Scrit-
antico. tura , e ne commentò alcuni libri
Dalle regole poi dei religiosi Al- e, secondo alcuni, fu il primo a di-
;
cantarini, Constitutiones, ec. Valen- viderla in capi toh , con molti
e
;
eia, lyoS a pag. i38, si legge: individui del suo Ordine terminò
,

100 CAR CAR


le Concordanze della Bibbia, che coloro, che percuotono gli ecclesia-
Io resero immortale. Stabilì nella stici. Labbé tomo IX, Arduino to-
sua patria un convento a' frati del mo VI.
suo Ordine, e consunto dalle fati- Il 3." si adunò nel 1028, sopra

che, dopo i conclavi di Alessandro la fede cattolica , e contro i mani-

e di Urbano IV, mori in Orvieto chei , che propagavano i loro errori


nel 1264, diciannove anni dacché nelle Gallie, non che per la confer-
era stato insignito della porpora. Fu ma della pace. Diz. portatile dei
sepolto nella chiesa del suo Ordine, Concili pag. 90.
e la salma di lui fu trasferita a Lio- Il 4-° concilio si convocò nel 1080,

ne, ove si collocò nella chiesa dei ovvero nel 1082, secondo il Labbé
domenicani con chiarissimo elogio tom. X, e l'Arduino tom. VI. Vi
al manco maggiore,
lato dell'aitar fu deposto il vescovo di Saintes
presente Guido vescovo Cardinal di Rosone, sebbene altri vogliano, che
Sabina legato a Intere, che fu poi vi si consacrasse soltanto un altare.
Clemente Papa IV. Il Marracci, ri- Il 5.° celebrato nel 1 1 86 nel
cordando questo dottissimo ed illu- pontificato di Urbano UT, e presie-
stre Porporato , esalta a cielo la di- duto dall' arcivescovo di Bourges
vozione di lui, che nudriva speciale legato apostolico, si occupò di vari
verso la santissima Vergine. punti della disciplina ecclesiastica.
CAROFFÈ, Caroffum. Piccola Ivi.

città di Francia, chiamata anche CARPASSO { Carpasien.). Città


Charroux nel dipartimento della vescovile di Cipro, ora
nell' isola

Vienna, circondario di Civray, edi- semplice borgo della Turchia asiatica


ficata su di un ruscello, che più sulla costa settentrionale di Cipro,
abbasso si riunisce alla riva destra con piccolo porto. Dipendente dalla
del Charente, nella diocesi di Poi- metropoli di Salamina, nel XII se-
tiers. Eravi una famosa abbazia di colo, si unì all' antica sede di Ce-
benedettini fondata con approvazio- raimia ( Cerines ), nella diocesi di
ne di Carlo Magno dal conte di Antiochia.Due vescovi si conoscono
Limoges Rotegario in uno ad Eu- di Carpasso che fii detta anche
,

frasia sua consorte; e siccome Carlo Carpasia. Divenne in seguito ve-


Magno vi pose nella chiesa un pez- scovato titolo che pur
in partibus,
zetto della ss. Croce, la chiesa fu ora conserva monsig. Michele Fle-
dedicata al ss. Salvatore. In questo ming, de' minori riformati, e che
monistero, che viene pure appellato gli fu conferito a' io luglio 1829
San-CaiTof, Sanctum Carro/uni, se- da Pio Vili, in uno al vicariato
condo la Gallia Christiana toxxì. II, apostolico di Terra Nuova nell' A-
col. 1277, *' celebrarono i seguenti m erica.
cinque concili, detti Carrofeiisi. CARPATO (Charpatus). Città
Il i.° vi venne convocato nell'an- arcivescovile tra Rodi e Creta nelle
no 983, sotto Lotario I. Gallia isole Cicladi dell' esarcato d' Asia
Christ. tom. II, pag. 5 11. chiamata xoìgarmenic Scarpanlo. Fu
Il 2.° fu tenuto l'anno 989, in eretta in vescovato nel V secolo,
favore del monistero, e si fulmina- ed in arcivescovato nel nono, ed è
rono pene contro quelli, che deru- dipendente dalla metropoli di Rodi.
bano le chiese, o i poveri, e contro Se ne fa menzione pure negU atti
,

CAR CAR 101


de' concili, e si conoscono sette dei già uditore di lui, non che una bi-
suoi vescovi. blioteca. Dopo i conclavi d'Inno-
CARPEGIVa Gasparo, Cardinale. cenzo XI, Alessandro Vili, Inno-
Gasparo Carpegna, dei conti di cenzo XII, e Clemente XI, morì a
Carpegna, congiunto al Cardinal Roma vescovo di Sabina nel 1714»
Ulderico di tal nome nacque a , di ottantotto anni, e quarantatre
Roma nel 1626. Appena prelato, di Cardinalato; e senza pompa fu-
Innocenzo X lo fece uditore della nebre fu sepolto nella tomba dei
segnatura, poi segretario della con- suoi maggiori a S. M. in Vallicella,
gregazione delle Acque. Egli com- rimpetto alla cappella detta dell' In-
pose le ardue differenze tra la corte coronazione. Nel i683 a Roma pub-
di Roma granduca di Toscana
ed il blicò un' opera morale ; e per la sua
circa il corso delle Chiane, che sor- letteratura, fu il primo Cardinale
gevano fra i due confini, e che ri- ad essere acclamato nella celebre
tenute pregiudicavano ambe le parti, accademia di Arcadia. V. Josephus
e ritrovò un comune soddisfecente Montereius,Rariorum maximi mO'
riparo. Dappoi Alessandro VII lo dillinumismala selecta ex biblio-
ascrisse agli uditori di Rota; e Cle- theca Em. Card. Carpignae com-
mente IX ai consultori del s. Offi- mentariis illustrata Amstelodami ,

zio ; poi Clemente X che avealo , i685. Ma il museo per la maggior


affine , a premio de' suoi preclari parte passò al Vaticano, e la biblio-
meriti , lo dichiarò suo datario ; e teca in progresso fu alienata.
poscia ai 22 dicembre 1670, lo CARPEGNA Ulderico, Cardina-
creò Cardinal prete di s. Pudenzìa- le. Ulderico Carpegna della nobile
na. Oltre a ciò, lo fece vicario di famiglia Carpegna di Roma, ma na-
Roma; prefetto della congregazione to a Milano nel iSgS, conseguita
dei vescovi e regolari; di quella dei da Gregorio XV l'abbazia di s.
l'iti , e lo ascrisse a quelle del san- Maria di Mutino in Montefeltro, per
to ofìizio , del concilio , ed altre qualche tempo fu alla corte del Car-
molte, nelle quali tutte guadagnò dinal Antonio Barberini fratello di
assai nella comune estimazione per Urbano VIII, che nel i63o lo pro-
la sua equità e profonda dottrina. mosse a vescovo di Gubbio, per la
Clemente XI lo stimava tanto ,
morte di suo fi'atello Pietro Carpe-
che desiderando il consiglio di que- gna . Ristaurò a tutte sue spese
sto Cardinale in una importantissima il seminario di quella cattedrale e
causa, non ebbe difficoltà di andare soccorso da saggi uomini lo ridusse
con trentacinque porporati al palazzo a perfetta disciplina. Morto il duca
del Carpegna malato, ai 22 luglio di Urbino, Urbano VIII, che aveva
del 1708, a tenere solenne congre- ricuperato quel ducato alla SantaSede,
gazione nella camera di lui, come per esaltare il Carpegna , e fare co-
apparisce da chiari monumenti , e sa grata agli urbinati, ai 28 novembre
segnatamente da un quadro che , del i633, lo creò Cardinal prete di
conservavasi nell'appartamento del s. Anastasia, chiesa, cui poscia il

conte Carpegna, il quale ricorda- Carpegna abbellì magnificamente. Da


va tale avvenimento . Si formò Gubbio, nel iGSg, passò al gover-
questo porporato un rispettabile mu- no della chiesa di Todi , cui dopo
sco, del quale parla il Bonarroti, un lustro rinunziò al Pontefice; a
,,

IDI CAR CAR


dopo altri titoli, sotto Alessandro gato pontificio. Inoltre in Carprcn-
VJI passò al vescovato di Albano, trasso risiedeva pure il rettore del
e vi stabilì il seminario. Benevolo contado Venaissino, la cui serie in-
coi poveri, in tentìpo di giubileo cominciata nel 1235, regnando Gre-
ne raccolse nel proprio palazzo gran- gorio IX, riportasi a quell'articolo.
de quantità. Èi'a slimato poi pel Egli vi teneva il luogotenente, e
suo saggio parei'e e consiglio dal sa- giudicava non solo immediatamente
gro Collegio e dalle congregazioni nel dipartimento di Carpentras, ma
dei vescovi e regolari, del buongo- anche era giudice supremo di tutta
verno, deir indice e da altre molte la provincia Venaissina, con amplis-

alle quali era a^Jcrilto. Da ultimo, sima giurisdizione conferitagli dai


dopo aver favorita la elezione d'In- Romani Pontefici. Carpentrasso è di
nocenzo X, Alessandro VII, dei due forma quasi triangolare, ed è rino-
Clementi IX e X , e d' Innocenzo mata ancora per la sua numerosa
XI, mentre era vescovo di Porlo nobiltà ,
pei molti e considerabili
dal 1675 sotto Clemente X, e pro- suoi edifizi, essendo la cattedrale di
tettore dell' Ordine di Premostiato, bella proporzione, ornata di colon-
morì a Roma nel 1679 ^' ottanta- ne prese da un antico tempio di
quattro anni e quarantasei di Car- Diana, che esisteva a Venasque. Es-
dinalato, e fu sepolto in chiesa a s. sa eja dedicata a s. SufBedo, ed
Andrea poco lungi dalla
della Valle, avea un capitolo composto di dodi-
porta maggiore, con bellissima lapi- ci canonici. Fu celebre anche l' o-
de, fi^giata del suo elogio e delle pulenza del mercato di Carpentrasso,
insegne Cardinalizie. Nel 1678 asse- che tuttora si tiene ogni venerdì
gnò il Caipegna dieci luoghi di Mon- con grande concorso, ed è celebre
te ai sacerdoti della congregazione tuttavia per le magnifiche mura di
della Missione, coli' obbligo di fare pietra che la circondano, erette
ogni anno le missioni in due luo- principalmente dagli antipapi Cle-
ghi della diocesi di Porto. Pier An- mente VII, e Benedetto XIII,
tonio Guerrieri, Genealogia di casa notandosi specialmente l'alta tor-
Carpegna isloricamente compilata ,
re, che domina sulla porta di O-
Rimini 1667. range.
CARPENTRASSO o CARPEN- Carpentras vanta rimotissima o-
TRAS. Città vescovile di Provenza in fu capo de' Memiiiij o Mi-
rigirie,

Francia, nel dipartimento di Valchiu- nimi , popoli subalterni ai ha vari


sa, capoluogo di circondario e di can- onde Plinio la chiamò Carpentora-
tone, edificata in una bella posizione cte Meminorum, e Tolomeo Forum
a' piedi del monte Ventouz, e sulla Neronis sub Tricastinis Meniinis
riva sinistra dell' Auzon. Fu capitale quorum civitas forum Neronis j il

del contado Venaissino(^(efl?/), già do- che diede argomento al p. Labbè,


minio della Santa Sede dal secolo per conciliare i detti autori, di di-
XIII, fino agli ultimi del XVIII, re che sia una stessa cosa. Carpen-
non che fu allora residenza della curia to racle ^ e forum Neronis. Giulio
della provincia, del giudice delle ap- Cesare trovandosi nella Provenza, vi
pellazioni, spettandogli quelle dei giu- fece dedurre molte colonie da Tibe-
dici di Lilla, e Valreas, il quale era rio Nerone. Questi v' istituì le fie-

temporaneo, e costituito dal vice-le- re e i mercati, vi eresse un tribù-


CAR CAR to3
naie per rendere ragione alle altre tea i onde monete che fece co-
nelle
terre de' Menimi, onde dal concor- niare a Morilleux, o Monteux, castel-
co de' carri e cocchi scoperti, elio lo da lui eretto presso Carpentrasso,
in grandissimo numero acconevano ed ove alcun tempo dimorò, prese il
ai mercati ed alle fiere, vuoisi de- titolo di Conte del Vcnaissin. En-
rivato il nome di Carpentras, e dal trato l'anno i3i4, trovandosi Cle-
detto Nerone l' altro di Forum Nc~ mente V malconcio in salute, tras-
ronis. Tuttavolta dagli avanzi di un portò la sua corte e curia a Car-
arco trionfale, incassato nelle co- prentrasso come capitale del conta-
struzioni dell' antico palazzo vescovi- do ; indi volendosi recare a Bor-
le, rappresentante in lilievo un con- deaux, cessò di vivere a Riquemaure
quistatore, che tiene due re incate- ai 2 aprile di detto anno. Il suo
nati, e che credesi appartenere al corpo fu trasportato in Carpentrasso,
monumento innalzato in onore di ove colla corte dimoravano i Cardina-
Gneo Domizio Enobarbo, e di Quin- li, e vi restò per molto tempo senza
to Fabio Massimo, vincitori degli sepoltura, perchè i suoi parenti e do-
HJlobrogi e degli auvergnati, si rile- mestici non si occupavano che della
va che la città era già importante, sua eredità. Finalmente venne tras-

come veniva comprovato da una i- ferito a* 27 agosto ad Usesta dio-


scrizione di caratteri romani antichi cesi di Bazas, e fu sepolto nella col-
fuori della porta Auriaca, nell'orto legiata de' canonici da lui
regolari
Brutinelli. Certo è che Carpentras- fondata, i quali aveano avuto dai
so divenne una delle principali cit- Cardinali sentenza favorevole contro
tà della Calila JVarbonese. Se poi Ja chiesa di Caipentrasso, che ricu-
fosse eretta sulle rovine di Vindi- sava di ceder loro il pontifìcio ca-
sca, o Venasco, o se fosse questa u- davere, ad onta della volontà espres-
na diocesi riunita a Carpentrasso, sa dal defunto, che aveva ordinato
si dirà parlando in appresso della dover esser tumulato nella colle-
sede episcopale e de' più insigni suoi giata.

vescovi, non che di quanto riguar- Quindi ventitre Cardinali, fra i

da l'origine della sovranità della quali sei italiani ed il resto francesi,


Santa Sede. Pasciamo ora piuttosto si rinchiusero in conclave nel palazzo
a dire del trasferimento della sede del vescovo di Carpentrasso. Ma sicco-
medesima in Provenza per quanto me essi erano riso'uti di non eleg-
può riguardar Carpentrasso, e dei gere per Papa un guascone, come
successivi suoi avvenimenti. pretendevano i molti Cardinali dì
Eletto al sommo pontificato, questa provincia (T^. s. Antonino
col nome di Clemente V, l'arcive- nella sua Cronaca tit. XXI. cap.
scovo di Bordeaux Bertrando de IV, ed il Villani al cap. 79 del lib.
Got a' 5 giugno i3o 5, subito chia- IX), perciò i parenti di Clemente
mò i Cardinali in Francia, ov'egli V , ovvero i medesimi Cardinali
trovavasi, e vedendo l' Italia in pre- guasconi, annoiati della lunghezza
da alle fazioni, stabilì la residenza del conclave e degli ardori della
pontifìcia in Avignone non molto stagione estiva, attaccarono il fuoco
distante da Carpentrasso. Indi nel al conclave stesso, per cui i sacri elet-
1 3 I o volle visitare la provincia del tori si trovarono costretti ad uscirne
Yeuaissino, che elevò al grado di con* per un'apertura fatta nel muro di die^

I
,

io4 CAR CAR


tro al palazzo, a' 24 luglio 1 3 1 5, apostolica.Questa colla forza dello
dopo quasi tre mesi che vi erano armi ne cacciò Rodrigo de Luna,
entrati. Per cagione di questi tu- nipote del falso Pontefice, che coi
multi^ nati prima anche tra gli a- suoi soldati dominava molti luoghi,
bitanti di Carpentrasso, e per altre e quindi tutti furono sottomessi al-
ragioni, durò la sede vacante due la sovranità ed alla religiosa ubbi-
anni, tre mesi e diciassette giorni, dienza di Alessandro V.
finche in Lione fu eletto Giovanni Carpentrasso dopo tal' epoca go-
XVII, già cancelliere di Roberto con- dette pace e tranquillità ; se non
te di Provenza, e vescovo di Avi- che nel secolo XVI le guerre civi-
gnone. vili e la sturbarono. Di
religiose
Gregorio XI, il settimo de' Pon- fatti, nel i562, gh eretici ugonot-
tefici che facessero residenza in A- ti si accamparono col loro esercito
vignone (Vedi), nel 1877, riportò la innanzi la città, ma furono valoro-
sede Papale a Roma, ove essendo samente respinti dagli abitanti, on-
morto nel seguente anno, fu collo- de recandovisi il general pontificio
cato sulla cattedra apostolica Urba- Serbelloni, parente di Pio IV, ne
no VI, napoletano. Non andò gua- volle rimunerare la fedeltà e il va-
rì, che i Cardinali francesi, disgu- lore, ed è perciò che nella sala del-
stati dal suo rigore, e anelando di la rettoria donò al governatore San-
far ritorno nel delizioso soggiorno ta Galla una catena d'oro colle chia-
di Provenza, si ribellarono, ed a'20 vi della romana Chiesa pendenti, e
settembre 1378, elessero scismati- simili nella forma, ma minori nella
camente r antipapa Clemente VII grandezza ne diede agli altri capi-
il quale trasferendosi, a' 20 maggio tani. Ne' secoli successivi soggiacque

1379, ^^ Avignone, vi stabili il la- Carpentrasso al dominio straniero in


grimevole scisma, che crudelmente varie epoche, finché poi venne riu-
lacerò la Chiesa più di cinquanta- nito alla Francia.
un anno, e siccome i fedeli non sa- Primieramente la città, insieme
pevano qual fosse il legittimo Pon- al contado Venaissino e ad Avigno-
tefice, così Clemente VII ebbe nel- ne, nel 1662, regnando Alessandro
la sua ubbidienza parecchi regni e VII, Chigi, fu invasa dalle truppe
nazioni, e dominò da sovrano in di LuigiXIV re di Francia, adon-
Avignone divenuto, fino dal i348, tato per le offese fatte in Roma
della Santa Sede, e sul contado Ve- dai soldati corsi al suo ambasciato-
naissino unito ad Avignone in quel- re de Crecquy ; ma pel trattato
Tanno da Clemente VI. di pace de' 12 marzo 1664, i detti
Celebratosi il concilio di Pisa, vi domimi si restituirono alla sede a-
fu deposto Benedetto XIII successo- postolica.Essi però nuovamente fu-
re dell'antipapa Clemente VII, e rono occupati per ordine dello stes-
nel i4o9> "vi fu creato Pontefice so monarca, nel 1688, nel pontifi-
Alessandro V. pseudo-Papa da
Il cato d' Innocenzo XI, Odescalchi,
Avignone ritirossi a Paniscola nella per le vertenze insorte delle fran-
Spagna, per lo che il novello so- chigie e regalie, e per le censure
vrano Pontefice provvide al gover- fulminate contro l' ambasciatore La-
no di Avignone e del contado Ve- vardino. Ma nel seguente pontifica-
naissino, coli' istituire la legazione to di Alessandro Vili, OUohoni, nel
CAR CAR io5
1690, fu a lui restituito lo stato di guardano esclusivamente Carpentras-
Avignone, compreso Carpenti-asso, a- so, qnal capitale del Venaissino. Ora
vondo del tutto fine le differenze, nel la Carpentrasso conta circa
città di

1692, sotto Innocenzo XII. Dipoi, es- diecimila anime, è residenza di un


sendo Luigi XV, re di Francia, malcon- tribunale ordinario, dividesi in due
tento della corte di Roma, perchè cantoni, con altri tre, cioè Mour-
Clemente XIII, Rezzonico, sostene- moiron, Pernes patria di Flechier,
va la benemerita compagnia di Ge- e Sault.
sù, che si voleva soppressa, e irri- Passando a parlare della sede ve-
tato pel monitorio inlimato al suo scovile di Carpentrasso e dei prin-
parente Ferdinando di Rorbone du- cipali suoi vescovi, si dee premette-

ca di Parma, ordinò l' invasione de- re, che questa città fu anco appel-
gli stati della romana Chiesa in Pro-^ lata P^indiscay o Vindausica, Ven-
venza, per cui, nel 1768, Carpen- dacensis urls, per l'unione fatta del-
trasso fu presa dai francesi, come la diocesi dell'antica Vendacense al
quella, che dovea seguire la sorte di vescovo di Carpentrasso, la cui sede
Avignone e del contado. Accomo- alcuni con poco fondamento vorreb-
date nondimeno le cose da Clemen- bero originata nel secondo, o nel
te XIV, Gauganelli, nel 1774? ^u terzo secolo. Incominciò pertanto
evacuata in un agli altri dominii Vindausica ad essere città verso l'an-
pontifici. Non tardarono ulteriori av- no 407 > e decimoterzo dell'impera-
venimenti a ritogliere ad essi Car- tore Onorio, quando inondarono le
pentrasso, dappoiché nel declinar del Gallìe, a bello studio lasciate senza
secolo XVIII, propagandosi lo spiri- difesa da Stilicone, i vandali in un
to di vertigine della rivoluzione fran- agli alani, i quali con altri barbali
cese in Avignone, alcuni ribelli si la devastarono. Allora è verosimile,
diedero alla repubblica di Francia, che Carpentrasso provasse gli effetti

e nell'aprile del 1791 assediarono di eguali ostilità, e di colà si tras-


Carpentrasso, che presero insieme al ferisse il vescovo a Vindausica, che
resto del contado, il quale con A- forse fu una delle poche terre , le

vignone per la forza delle armi fu quali ne rimasero immuni, per te-
ceduto interamente alla Francia col stimonio di s. Girolamo. Quindi in-
trattato di Tolentino de' 19 febbra- torno a quel tempo datasi in luce
io 1797, dal Pontefice Pio VI, il la notizia delle provincie, vi si leg-
quale fu a ciò costretto per salva- ge Civitas Carpenctoratensisj mine
re i pochi stati, che gli erano ri- Vindausica. Ma poi riparatasi la
masti dalla francese occupazione. città di Carpentrasso, essa riassun-
Quindi è, che il successore Pio VII, se l'elezione del proprio vescovo,
prima nel congresso di Vienna del continuando parimenti i vescovi di
18 15, e poi nel 18 17 al re Luigi Vindausica, onde in un tempo stes-
XVIII, protestò per garantire di- i so avea Carpentrasso il suo vescovo,
ritti della Santa Sede, acciocché il e r avea altresì Vindausica nel 45»o,
ducato d' Avignone, e contado Ve-
il vedendosi ambedue sottoscritti in una
naissino o fossero ad essa restituiti, o lettera de' vescovi della Gallia al
reintegrata fosse con un compenso, Pontefice s. Leone I. Distrutta dai
come megUo può vedersi all' articolo longobardi Vindausica, la sua dio-
Avignone, in cui molte notizie ri- cesi si unì alla sede di Carpentrasso,
,

io6 CAR CAR


uè più si trova da indi in poi al- il vescovo di Carpentrasso abbando-
cun vescovo Vendacense distinto dal nasse la sede propria. Pertanto l'ac-
Caipentoratense , benché alcun ve- caduto dee piuttosto riferirsi al tem-
scovo di Carpenti-asso talora s'inti- po dell' invasione vandalica verso
tolasse vescovo Vendacense per la l'anno 4o7- Distrutta poi Vindau-
seguita unione delle due chiese. Che sica,in suo luogo venne edificata la
in Carpeiitrasso vi fosse il vescovo terra di Venasca la quale sempre,

ne' tempi precedenti alle invasioni fu appellata Venasca o Venasco ,

barbaresche, lo persuade il pensiero nello stesso tempo, che la città di


che il vescovato fosse eretto in una Carpentrasso era detta città Ven-
città, ove per essere capo de' popoli dacimse, e Findausica.
Memini doveva risiedere alcun ma- Ritornando alla sede di Carpen-
gistrato romano, in conformità alia trasso, prima della incursione van-
regola per ordinario osservata nella dalica nelle Gallie, seguita nel 4o7>
primitiva Chiesa nell'erezione delle come dicemmo , sotto l' impero di
sedi episcopali ; oltre di che se da Onorio, avea essa i suoi vescovi. Seb-
Carpentrasso non si fosse trasferito bene in gran parte fosse stata di-
il vescovato di Vindausica, non po- strutta dalle armi de' barbari, ne
trebbe agevolmente intendersi il sen- fu però trasportata la sede in Vin-
so delle parole della Notizia delle dausica , come luogo più
forte , e
Provincie^ Civitas Carpenctoratcnsis quindi per più difficile
gì' infedeli di

mine Vindausica. JVè in altro tem- accesso. Ma quando pochi anni do-
po può collocai*si questa traslazione, po Carpentrasso fu riedificata, o ri-
per conformarsi al tempo delle No- parata, riassunse la elezione del pro-
tizie.. Alcuni han creduto, che ne prio vescovo, senza che Vindausica
seguisse la traslazione quando i bor- perdesse onde ripeteremo,
il suo;
gognoni estendendo nelle Gallie il che nello stesso tempo sedeva uà
loro dominio, fra le città vescovili, vescovo in Carpentrasso, mentre un
che nel 4^3 occuparono presso il altro reggeva la chiesa di Vindau-
Keno, s' insignorirono di Carpentras- sica. Distrutta quest' ultima nel sesto
so, ond'è che essendo i borgognoni secolo dai longobardi, si riunì la sua
eretici ariani, si ritirasse in Vindau- diocesi a Carpentrasso, alla distru-
sica il vescovo cattolico. Ciò per al- zione della quale andò congiunta la
tro ripugna, perchè non prima del perdita de' monumenti de' primi suoi
452, o del 4^2} si estesero i bor- vescovi, onde il primo di essi a noi
gognoni sino alle sponde della Du- noto è Sabino, che sottoscrisse la let-
renza, tempo assai posteriore alla tera a s. Leone I in uno a Superven-

notizia delle provincie. Essi anzi al- tore vescovo Vendacense nel ^5\ ,

lora erano cattolici come lo era Gan- essendo ambedue sottoposti alla me-
deuco o Gondiaco loro re; e quan- tropoli d' Arles, né si sa con qual
do gli successe Gondebaldo suo pri- fondamento Io Scaligero le facesse
mogenito infetto di arianismo, non suffi'aganee di quella di Vienna.
perciò abbandonarono i vescovi catto- Giuliano, vescovo di Carpentras-
lici delle altre sedi, le città del di lui so , nel 5 1
7 , intervenne ai concilii

dominio, compreso quello di Lione, Epaonense ed Arelatense, e sotto


nella qual città risiedeva Gondebaldo; di lui fu tenuto in Carpentrasso un
per la qual cosa non vi è ragione che concilio di sedici vescovi, del quale
,

CAR CAR 107


si parlerà che fu no- in fine , e riuscì per questa chiesa di sommo
tabile prerogativa di questa chiesa. splendore, sebbene in progresso di
Gli successe Principio, e a questo s. tempo si diminuissero a segno, che
Siffredo, o Suffredo, vescovo di Vin- nel secolo XVIII rimasero dodici.
dausica, per essere comunemente col- Il vescovo Raimondo, che governò
locati tra i vescovi di Carpentrasso, dal II 55 all'anno 1170, per do-
considerandosi allora i due vescovati nazione di Raimondo conte di V
uniti, ovvero secondo altri, non es- Tolosa, acquistò per sé, e suoi suc-
sendo ancora sede episcopale Car- cessori il dominio temporale della
pentrasso, ma solo compresa nella terra di Venasca nel i 159, Andrea fu
diocesi Vendacense. Chi lo descrive vescovo nel r i85; e Guglielmo Reroal-
nel catalogo de' vescovi di Carpen- di lo era nel 1 2 i 2, nel qiial anno scris-
trasso, gii dà luogo tra Principio e se al Pontefice Innocenzo III contro i

Clemazio, che fu oriondo del Lazio, conti Tolosani. Egli, ovvero il suo pre-
e che tratto dal monistero di Lerins, decessore Andrea, fu espulso dalla se-
fu ordinato vescovo da s. Cesario de da Raimondo VI conte di Tolo-
d' Arles e che poi in una casuccia
, sa. Dalla confessione di tal delitto
presso la chiesa di s. Maria da lui fatta poi dallo stesso conte, e dagli
fabbricata, morì santamente a' 29 ordini analoghi dati dal pontificio
novembre, come nota il martirolo- Mi Ione, si raccoglie che Rai-
legato
gio gallicano. Dopo pochi anni, al- mondo VI eresse una fortificazione
cuni temerari involarono il suo cor- a Carpentrasso, e vi esercitò molte
po ; ma percossi per via da repen- violenze ; ma s' ignora quali esse
tina cecità, restarono inabili a pro- fossero^ e qual fosse il tenore del-
Seguire il cammino , onde scoperti l'ammonizione. Sì rileva per altro
allorché erravano all' intorno di Car- dalla lettera scritta da Ugo vescovo
pentrasso, arrestati che furono, con- di Riez e da Tedisio legati aposto-
fessarono il fallo ;
quindi il clero lici a Papa Innocenzo III, che Rai-
e il popolo trasferitosi processional- mondo VI fu dal medesimo Ugo e
menle nel luogo, ove i lei aveano da Milone condannato a mille mar-
deposto le sante ossa, le trasporta- che d'argento, per riparare i danni
rono onorevolmente nella loro città, da lui portati ai vescovi di Carpen-
e come dono della Provvidenza lo trasso e di Vaison. Poco dipoi, siccome
elessero per ispeciale patrono, dedi- riporta il Pagi, nella critica dell'anna-
candogli la cattedrale. lista Baronio all'anno 1229, cioè nel
Il vescovo Licerio si sottoscrisse pontificato di Gregorio IX, dalle terre
nel sinodo di Chàlons del 65o, ed tolte a R.aimondo VII, furono date al-

è registrato col titolo di vescovo la Chiesa romana quelle del Venaissi-


Vendacense : ond' è verosimile , che no, di cui Carpentrasso era, e continuò
la sede di Vindausica, prima di- ad essere la capitale, onde nel det-
strutta nel 5^5, fosse unita a questa to anno cominciò il dominio tem-
di Carpentrasso ne' tempi di Lice- porale della santa Sede, tanto in
rlo, o poco innanzi. JXell' anno 98-2 Carpentrasso che nel contado, di cui
divenne vescovo Leirardo , il quale Gregorio IX fece rettore nel 1240
lasciò il suo nome in benedizione, il vescovo di Carpentrasso Gugliel-
poiché istituì in Carpentrasso un ca- mo Bariolis, prelato di merito, e di
pitolo di sessanta canonici , lo che non comuni talenti.
j

n>8^ CAR CAR


Secondo gli atti concistoriali, sotto gesle, ed alcuno decorato della di-
il vc^scovato di Berengario di Masa- gnità Cardinalizia , come Giuliano
no, avvenne il trasfeii mento della della Rovere, nipote di Sisto IV,
sede ponliticia nella Provenza. Nel che il creò, mentre n'era vescovo.
i35ji, Papa Clemente VI coniniise Cardinale di s. Pietro in Vincoli
a Golfredo, secondo vescovo di Car- nel i47i> trasferendolo poi nel
|>enfrasso, e a quello d' Usez e , 14/4 ^lla sede d'Avignone, che a
all'abbate di s. Rufo di Valenza, suo riguardo elevò al grado metro-
il processo informativo per la cano- politico nel li'j^: onde sottraendo
nizzazione di s. Elzeario, che poi Carpentrasso, Cavaillon, e Vaison,
celebrò Urbano V nipote del santo. vescovati del contado Venaissino,
Fu sotto Goffredo, che il detto dalia giurisdizione di Arles, li sot-
Pontefice acquistò dalla regina Gio- topose a quella della nuova metro-
vanna signora di Provenza , pel poli, e poscia nel i5o3, il Cardinal
prezzo di ottantamila fiorini la città della Rovere fu sublimato al triregno
d'Avignone, che congiunse al Ve- col nome di Giulio IL Nel 1482
iiaissino. Indi, nel iSSy, Innocenzo fu vescovo di Carpentrasso Pietro
VI promosse a questa sede il nipote de Valentaris, che Leone X, nel
di Clemente VI, Giovanni Roger di i5i3, fece rettore del contado; gli
Limoges, il quale ebbe la consola- successe il celebre Giacomo Sadoleto,
zione di vedere, nel iSyo, eletto amplissimo Cardinale, e a questo il
Papa il proprio nipote Gregorio XI, nipote Paolo, che congiunse ancor
che neir anno seguente lo traslatò egli col vescovato la rettoria del
ad Auch, e poi a Narbona, sosti- Venaissino, qual magistrato in
il

tuendogli nella sede di Carpentrasso un al luogotenente, come sopra di-


Giovanni Flandrini. Mentre questi cemmo, aveano residenza in Car-
governava il vescovato nel iSyG, pentrasso. Giacomo Sacrato, altro
Gregorio XI partì dalla Provenza, nipote del Cardinal Sadoleto, nel
e ristabilì in Roma la sede del Som- 1572, fu dichiarato vescovo di Car-
mo Accaduto il grande
Pontefice. pentrasso, diede alla luce alcuni
scisma, r intruso Clemente VII esal- Commentarli sui salmi, e sulle epistole
tò il Flandrini prima alla metropoli di s. Paolo, fu rettore alcun tempo
d'Auch, e nel i3go all'antica rdina- del contado, e nel iSqi chiamò
lato, morendo nella falsa ubbidien- nella città i religiosi cappuccini.
za ; onde negli antipontiflcati di Finalmente altri vescovi illustri go-
Clemente VII e Benedetto XIII, vernarono questa sede, alcuni dei
furono vescovi di Carpentrasso Gu- quali furono decorati della porpora
glielmo III, che avea accompagnato Cardinalizia, ed altri riunirono il
Gregorio XI in Roma Pietro IV,
, rettorato del Venaissino ed anche
Giovanni V, e nel i4o6 fu innal- la vicelegazione d'Avignone. A van-
zato a questa sede Paolo Campioni, taggio di questa diocesi, a' 9 agosto
cui successe nel i4i i legittimamente 1780, Pio VI stabili la dotazione
Lodovico Fieschi de' conti sovrani pel collegio di Carpentrasso, istituito
di Lavagna, siccome eletto da Gio- nel 1607, mediante il contenuto
vanni XXIII. della lettera apostolica in forma di
Quindi fiorirono altri zelanti ve- breve, Aeternce Sapientice Consilio
scovi, e commendevoli per le loro ma pel concordato del 1801 restò
, ,

CAR CAR 109


la sede di Carpenlrasso soppressa dena, sulla sponda del canale Navigho,
essendone slato l'ultimo vescovo Giu- che mette nel Panaro, e prende da
seppe Beni di Gubbio . Essa era essa il suo nome. È cinta di mura
composta di trenta chiese parroc- con belle strade, e cospicui edifìci,
chiali, oltre l'abbazia di s. Madda- fra i quali primeggia il palazzo detto
lena situata nella stessa diocesi. V. ilCastello, antico soggiorno de' prin-
Gallia Christ. tom. II, pag. 893. cipi della famiglia Pio, che adorna
li concilio Carpento ralense fu col suo prospetto la piazza princi-
celebrato in questa città nell' anno pale decorata di ampio portico. Que-
527 o 529 nel pontificato di san sta città fu assai florida, e dicesi che
Felice III detto IV, e nel vescovato prendesse denominazione dai po-
la
di Giuliano, che vi si sottoscrisse poli Carpi della Valeria, che si vo-
in uno a quìndici altri vescovi con gliono trapiantali da Diocleziano nel-
la presidenza di s. Cesario metro- la bassa Pannonia presso l'Istro, pri-
politano di Arles, e vi si compila- mitivamente dimoranti forse nei mon-
rono vari canoni. Agricio, o Agrocio ti Carpazi. Lo stesso Diocleziano
vescovo d'Antibo, che irregolarmente verso l'annno 294, dal Danubio li
avea conferito un'ordinazione, venne stabilì in Italia, e massime in que-
dichiarato perciò sospeso per un sto luogo. Eretta Carpi in principa-
anno dal celebrar messa; e in un to per la famiglia Pio, nell'anno
canone si diede proibizione ai vescovi i3i9, divenne capitale di esso, essen-
di esigere assegni dalle parrocchie, done stato Manfredo il suo primo
quando abbiano rendile sufficienti signore, come Io fu di Modena, colla
per vivere, e sostenere il decoro qualifica di vicario imperiale. Il prin-
episcopale. Concìl. tom. IV, p. i663. cipato si mantenne nella famiglia
Reg. XI. Arduino tom. II. Pio sino al i55o circa, dappoiché
CARPI. Città vescovile antichis- Alberto, rinomato per le sue opere
sima dell'Africa proconsolare, chia- contro Erasmo, e perciò chiamato
mata da Tolomeo Carpis. Secon- // dotto, nelle guerre, che nel prin-
dino , vescovo di questa sede , as- cipio del secolo XVI desolarono
sistette al concilio di Cartagine, al- l'Italia, essendo stato costretto a se-
la cui metropoli era sottoposta ,
guir le parti del re di Francia Fran-
mentre in questa governava s. Ci- cesco I, contro l'imperatore Carlo V,
priano. V. Concil.
Cypr. Nell'al- s. dopo la malaugurata battaglia di
tro concilio cartaginese convocato Pavia, vide il suo principato invaso
da Aurelio l'anno 4' 9? e ad uno dagl'imperiali, confiscato il feudo, e
intimalo da Bonifacio nel secolo VI, dato quindi dal medesimo impera-
intervennero i vescovi di Carpi; cosi tore ad Alfonso I, duca di Ferrara,
nel concilio di io5 celebrato nella mediante formale investitura Da .

basihca lateranense, tenuto nel 649 allora in poi gli Estensi il conserva-
dal Pontefice s. Martino I, si fece rono incorporato a' loro dominii.
menzione di certo Basso vescovo di Tuttavolla l' Estense Ercole I , in
Carpi. Dicesi però, che attualmente compenso d'una parte della contea
non sia che un semplice villaggio di Carpi, concesse alla famiglia Pio
ili vicinanza di Tunisi. la distinta terra di Sassuolo sulla
CARPI (Carpen). Città con resi- riva sinistra del Secchia, e poscia il

denza vescovile nel ducato di Mo- duca di Modena Francesco 1 vi fab-


no CAR CAR
bricò un maestoso palazzo con giar- i5i6 dal principe Alberto Pio, ed
dini, e parchi amenissiini. In Roma ha contiguo l'episcopio. Il suo capi-
la famiglia Pio ebbe un bellissimo tolo si compone di tre dignità, pri-
palazzo a Campo di fiori, facendovi ma delle quali è l'arcidiacono , con
eseguire la facciata esterna dall' Arcuc- quattordici canonici prebendati , di
ci.Produsse Carpi uomini di gran due mansionari , e di altri preti e
rinomanza, e fra gli altri il Bissoli, chierici pel divin servigio,deputan-
inventore dei caratteri greci; Ugo delle do un cappellano per cura par- la
stampe in legno; Alghisi del piano rocchiale. Il magnifico tempio di san
per le fortificazioni; Rossi, de' lavori Nicolò si deve pure alla splendidezza
a scagliola colorata, non che dotti, del principe Alberto. Bella egualmen-
e letterati. Ridolfo Pio de' principi te è la chiesa di s. Francesco. La
di Carpi vi nacque
22 febbraio
a' prima chiesa però di Carpi è anti-
i5oo, fu creato Cardinale da Pao- chissima, e la sua fondazione rimon-
lo III, e mori decano del sagro Col- ta all'ottavo secolo, giacché verso la
legio, personaggio degno d'eterna metà di esso Astolfo , re de' longo-
memoria, a segno che sarebbe suc- bardi, ne ordinò l'edificazione. Sino
ceduto nel pontificato a Paolo IV, dal suo principio fu insignita quella
se il Cardinal d^Este non vi si fosse chiesa di un arciprete mitrato, im-
opposto nel fondato timore, che il mediatamente soggetto alla Santa
Cardinal Ridolfo avrebbe ricuperato Sede, portandone ora il titolo abba-
alla sua famiglia questo dominio. ziale lo stesso vescovo. La mensa è
Carpi divenne sede vescovile suf- tassata di duecento settantasette fio-
fraganea della metropoli di Bologna rini. Questa città ha un seminario
per le istanze di Francesco III,
duca vescovile, un ospedale, un monte di
di Modena, fatte al Pontefice Pio VI, pietà e parecchi stabilimenti di be-
il quale nel concistoro de' i3 di- neficenza riccamente dotati, oltre un
cembre 1779, la eresse in seggio convento di religiosi, un monistero
episcopale, e vi preconizzò per pri- di monache e due conservatori. /^.

mo vescovo Francesco Benincasa ex Mirandola.


gesuita di Sassuolo, diocesi di Reg- CARPO Fu vescovo di Tia-
(s.).

gio. secondo vescovo fu Carlo Bei-


Il tira minore, ed arrestato
neir Asia
Ioni lodigiano, egualmente preconiz- unitamente a Papilo, suo diacono,
zato da Pio VI, nel 1794; indi nell'anno 25 1 , durante la persecu-
Pio VII, nell'anno 1822, fece altret- zione di Decio , sostenne con lui il
tanto con Filippo Cattaui modenese; martirio nella città di Pergamo, per
Leone XII nel 1826 con Adeodato ordine del governatore Valerio, che
Caleffi di Carpi, e il regnante Pon- non lasciò intentata ogni maniera
tefice nel i83i con Clemente Ma- di tormenti a smuovere la loro co-
ria Bassetti parmigiano, e nel 1889 stanza nel confessare la fede di Gesù
con l'attuale Pietro RalFaelli della Cristo.
Garfagnana, a nomina del duca re- CARPOCRAZIANI. Eretici disce-
gnante Francesco IV. La sontuosa poli di Carpocrate. Era costui di
cattedrale, modellata sul disegno del- Alessandria, o, come altri vogliono,
la basilica di s. Pietro di Roma, e di Samosata, e visse nel secolo se-
dedicata all'Assunzione di Maria Ver- condo della Chiesa. La di lui setta
gine in cielo, fu fondata verso il professava un impasto di eirori i
CAR CAR III
più grossolani. Egli insegnava, che ca chi la dice rifabbricata dai par-
Gesti Cristo era figlio naturale di ti. In questa città furono uccisi i

Giuseppe, nato come gli altri uomi- Crassi.


ni, e distinto per la sola di lui vir- Attualmente Carra è vescovato
tù ; che il mondo era creatura de- in partlbus , che riconosce Edessa
gli angeli ; che per giugnere a Dio pure in partìbus per metropoli ; e
bisognava compire tutte le opere nel i838 a'25 settembre, il regnan-
della concupiscenza , cui doveasi in te Gregorio XVI conferì quel ve-

tutto obbedire, e di più che l'anima scovato all' attuai vicario apostolico
passerà in diversi corpi finche abbia di Moldavia monsignor Pier Raf-
commesse le azioni più turpi. A que- faele Arduini de* minori conven-
stideliri aggiugnea, che l'uomo pos- tuali.

sedè due anime, la prima delle quali CARRANZA (da) Bartolomeo.


se stava senza unione della se-
la Scrittore del secolo decimosesto ,

conda rimanea preda degli angeli nato a Miranda nella Navarra l'an-
ribelli, così pure, che in natura non no i5o3. Corse i primi studi nella
esisteva alcun male, ma soltanto nel- nuova università di Alcalà, e poscia
la nostra opinione. Ad altri non po- entrò nell'Ordine dei domenicani.
chi assurdi insegnati da quell' impo- Ben presto fu in grado di dive-
store, i discepoli di lui aggiunsero, nirne maestro, e i di lui superiori,
ch'erano falsi i libri dell'antico testa- che ne ammiravano la precocità del-
mento, e negavano la risurrezione dei l'ingegno, Io destinarono ad inse-
morti. Adoravano le immagini di Pita- gnare teologia nell'università di Sa-.
gora e di Platone, da'principii del quale lamanca, dove ottenne la prima cat-
avea Carpocrate dedotto il suo siste- tedra ,
posto allora consecrato ad
ma. Essi distinguevano i loro seguaci un solo distinto merito. Nel capito-
con una marca nell'orecchio. La vi- Io generale del suo Ordine, tenuto
ta scandalosa, che conducevano, die- a Roma, l'anno i53g, egU presie-

de causa a molte accuse contro i dette a tutte le tesi, e per tal ma-
veri fedeli, che perseguitati vennero niera si distinse, che Paolo III lo

a sangue e barbaramente immolati. dichiarò qualificatore del s. ufficio,

CARRA o CHARRES ( Car- , e gli conferì la berretta di dottore.


rhen. ). Città vescovile in parlibus Carlo V, di cui godeva la più alta
di Mesopotamia, la cui sede fu eret- riputazione, lo inviò al concilio di
ta nel IV secolo, e sottoposta alla Trento, e là si fece osservare pel
metropoli di Edessa. Venne chia- suo zelo e per gli scritti suoi. In-

mata anche Harran, e conta undici terrotto il concilio, se ne tornò in


vescovi, che vi ebbero la loro sede; Ispagna, ove accettò il provincialato
come fu uomini
patria di diversi del suo Ordine. Tornato al conci-
illustri. Vuoisi, che sia Carran , o lio, e nuovamente ripatriatosi ri- ,

Charan città di Mesopotamia, nel- nunziò all'essere confessore di Fi-


la quale Giacobbe abbia dimorato lippo d'Austria, erede presuntivo di
circa venti anni , e nella quale si Carlo V, ma ricevette l'incarico di
ammogliò, e nacquero quasi tutti i suo elemosiniere e predicatore. Quel
suoi figli, come pure dicesi che in principe lo condusse in Inghilterra,
essa sia morto il suo bisavolo pa- quando vi si recò per isposare la
dre del patriarca Abramo. Né maa- regina Maria, e ben utilmente per
.

112 CAR CAR


quel regno, che ne senti il benefi- Sette anni passò in quel castello, e
cio dello ardentissimo zelo di lui poi con alcune penitenze fu assolto,
per la religione cattolica. Filippo, ma colla condizione che abiurasse
divenuto successore di Carlo , V certe proposizioni pel solo rispetto
promosse il Carranza all'arcivesco- della inquisizione spagnuola.
Car-
vato di Toledo. Ma egli, che avea ranza vi si assoggettò coi sentimenti
già ricusati due vescovati, non ac- del vero cristiano e di un innocen-
cettò la nuova sede che per forti te calunniato; ed il Bernini, Storia
sollecitazioni del re. Carlo V lo ri- deW Eresie tom. IV, capo X, pag.
f

chiese della sua assistenza negli ulti- 45 1, descrive il processo, e l'esito


mi suoi giorni. Ma sparsa voce, che di questa causa. Sarebbe forse ritor-
egli morisse con sentimenti poco nato alla sua chiesa, se poco dopo
cattolici, tosto ne fu incolpato l'ar- la sua assoluzione non fosse stato ra-
civescovo, quale nella sua esalta-
il pito a' viventi.La morte di lui ac-
zione avea incontrati molli nemici, cadde a'2 maggio 1576, nel convento
che inoltre l' accusarono di gravi della Minerva. Egli prima di mo-
sospetti di eresia, fondati in alcune rire, alla presenza del ss. Sagramen-
note marginali, poste da esso in li- to protestò, che non aveva mai a-
bri eretici. Venne subito incarcerato, vuti sentimenti eretici nondimeno ;

e condotto da due vescovi alla inqui- per solo effetto di umiltà, cercò di
sizione. Il Carranza, conoscitore dei scusare i suoi giudici. Il giorno dei
sentimenti che animavano i suoi giu- suoi funerali stettero chiuse tutte
dici , non volle sottomettersi ai loro le botteghe come in una gran fe-

processi, e domandò al Papa dei sta, e come quello di un santo fu


commissarii. Pio IV glieli accordò onorato il suo corpo. Gregorio XIII
ben volentieri , e spedi in Ispagna fece porre sulla tomba di lui un
il Cardinal Boncompagno, fr. Feli- epitaflo, nel quale parla vasi del de-
ce Peretti,monsignor Castagna, il funto come un uomo egualmen-
di
p. Bonucci, e monsignor Aldobran- te illustre pel suo sapere e pei co-
dini: i primi tre divennero Ponte- stumi, modesto nelle prosperità, e
fici, e gli ultimi due Cardinali. Ma nelle avversità paziente. Le sue ope-
insorte delle questioni tra i commissa- re sono : I .° La Somma dei Con,'
rii e gli ufficiali dell'inquisizione, l'af- cìlii e de Papi da s. Pietro sino
fare non ebbe termine. Pio V, suc- a Giulio IIIj 2.° Controversia sul-
cesso a Pio IV, avocò l'affare a la residenza de' vescovi e degli al-
Homa, dove il Carranza fu condot- tri pastorij 3.° Sermone recitato
to, ^ chiuso in Castel s. Angelo, nel concilio di Trento la prima
ma trattato con onore. Raccontasi, domenica di quaresimaj 4-° Istru-
che nello entrare in prigione dices- zione sulla Spagnaj 5° Commenti
se >i:Io mi trovo sempre tra il sul catechismo cristiano ^ ec. Gli viene
« mio pili grande amico e il mio attribuito anche un Trattato sulla
« più grande nemico: il primo è pazienza.
« la mia innocenza; il secondo il CARRARA Francesco, Cardina-
« mio arcivescovato di Toledo ". le. Francesco Carrara nacque da
Infatti le pingui rendite di quella nobile prosapia a Bergamo a' 6 no-
sede furono il motivo, per cui di- vembre 17 16. Fatti regolarmente i

venne il bersaglio de' suoi nemici suoi studi, volle abbracciare lo stato
,,

CAR CAR ii3


ecclesiastico, e bramoso di dedicarsi XII congregata un' assemblea di ve-
air immediato servigio della santa scovi e di dottori principali della
Sede, si pose in prelatura, ove per- Francia, i quali avevano stabilito
corse un' onorata carriera ,
pel ze- di dover mandare alcuni oratori al
lante disimpegno delle cariche affi- Papa, perchè trattassero la pace, e
dategli . Divenuto segretario della dove r avessero trovato renitente, si
congregazione del Concilio, Pio VI, appellassero al futuro concilio. Ma
ai i4 febbraio del lyBS, creoUo il Cardinale del Carretto vi siop-
Cardinale dell* ordine de' preti , e pose e molto si adoperò perchè il
poscia gli conferì la chiesa titola- re, abbandonato il conciliabolo pi-
re di san Silvestro in Capite, don- sano, aderisse al concilio lateranen-
de passò a quella di s. Girolamo se. Doti eminenti di cuore e d' in-

degli Schiavoni. Venne aggregato alle gegno possedeva questo Cardinale


congregazioni Cardinalizie del conci- per cui oltre gli encomii di chiari
lio, di propaganda, de' vescovi e re- scrittori, ebbe quelli di Leone X
golari, e dell'indice. Fu fatto pro- in una lettera indiriìta al gran mae-
tettore della chiesa e nazione ber- stro di Rodi fratello dello stesso
gamasca in Roma, e degU ospedali Cardinale. Varie chiese fondò nella
di Perugia, Spoleto, Viterbo e Narni, Marca del Finale, ed alcune ne ri-

ove si ricevevano i projetti. Morì staurò arricchendole di oggetti pre-


poscia a Roma a' 26 marzo del ziosi. Generoso co' poveri, de' quali

1793, di settantasette anni, ed otto si fece il padre ed il proteggitore


di Cardinalato, compianto per l'egre- intervenne al concilio lateranense
gie sue doti, e fu esposto e sepolto celebrato sotto Giulio II, e si trovò
nella chiesa del suo titolo Cardi- al conclave di Leone X. Mori nel
nalizio. 1 514 j dopo nove anni di Cardina-
CARRETTO (del) Carlo Dome- lato, ed ebbe sepoltura nella sua
nico , Cardinale. Carlo Domenico titolare di s. Cecilia senza alcuna
Carretto nacque dai marchesi del pompa funebre.
Finale, ed era originario di Geno- CARROZZA. Sorta di carro con
va. Promosso all' arcivescovato di quattro ruote, chiamata in latino ,
Tebe , ad istanza di Luigi XII re curruSj carrum, rheda ec. La sua
di Francia , che molto si giovava origine, non che quella del nome,
de* suoi consigli, fu creato diacono, vuoisi derivata dagli antichi carri, per
non già prete Cardinale, come altri cui il dizionario francese delle origini
scrisse. Insieme col vescovo di Ti- dice,che anticamente le vetture di
voli fu destinato alla corte del me- qualunque genere portavano altresì
desimo re Luigi XII, affine di sta- il nome di carri; ed è perciò che
bilire la pace tra i principi cristia- carro dicesi ancora in termine d'ar-
ni, e poscia, nel iSoy, coli' inter- te al complesso dei pezzi di legna-
posizione pure di Luigi XII, otten- me su cui si stabilisce la cassa del-
ne da Papa Giulio II l'arcivesco- le carrozze, sterzi, calessi e simili.

vato di Reims che dopo diciolto


, Si osserva, che in Francia non è
mesi ebbe a rinunziare per quello antico r uso, né il nome delle car-
di Tours chiesa che, nel 1 5 1 4, col
; rozze, che in origine appellavansi
consenso di Leone X, mutò in quel- cochesj nome il quale pretendesi
la di Cahors. In Tours aveva Luigi primieramente derivato da una cit-

VOL. X.

fò»bW»9«^? S^'
,

Ii4 CAR GAR


là d* Ungheria, ove erano fabbri-
si rlgine de' carri, non che suU' arte di
cate la prime carrozze. Dubita il cavalcare. 11 tragico Eschilo attri-
Menagio , se i francesi prendesse- buisce a Prometeo la primaria in-
ro quel nome dall'italiano carroc- venzione de' carri a due ruote, altri
cio, carro militare usato nelle guer- a Tritolemo; e Virgilio fa autore
re, egualmente con quattro ruo- di quelli a quattro ruote il re di
te, sul quale gli antichi italiani por- Atene Erittonio, che non potea cam-
tavano la bandiera del comune, ed minare per le gambe torte. Pure si
una campana per dare i segnali sa, che i cirenaici furono, se non
ovvero se siasi formalo in Francia gl'inventori dei carri, almeno quelli
quel vocabolo proveniente da car- che li perfezionarono.
Anticamente
ruca, che presso gli antichi era un non ne era permesso uso a tutti l'

carretto, il quale serviva a portale indistintamente, giacche abbiamo, che


persone. Avendo servilo il carroccio per un tempo fu un privilegio de-
eziandio da campanile, se ne trattò gli eroi e delle matrone. Gli arconti
a questo articolo. Soltanto qui ci e gli efori invigilavano sui disordi-
permettiamo aggiungere, che l'in- ni e sugli abusi de' carri. 1 romani,
venzione del carroccio si attribuisce che presero molto dai greci nelle
ad Ariberto arcivescovo di Milano, costumanze, ebbero pure loro car- i

il quale oppose le armi italiane al- ri, sino dai primordi della repub-
l' imperatore Corrado e che al- , blica, limitandosene l'uso ad alcu-

l' altro arcivescovo milanese Ottone ne sacre cerimonie, ai giuochi del


Visconti se ne deve l'abbandono circo, come si ha dal Panvinio, de
nel secolo XIV, nella spedizione liidis circensibus, ed alla pompa
contro Castel Sperio, in cui si sos- trionfale, n' era ma vietata ogni
tituì al carroccio un grande sten- mollezza. Si dà il merito della in-
dardo colla effigie di sant'Ambro- venzione dei carri trionfali a Ro-
gio. Diremo ancora che in esso
, molo, a Tarquinio il vecchio, o a
si celebrarono talvolta anche i di- Valerio Publicola. Essi erano do-
vini misteri, onde il perderlo nelle rati e tirati dai cavalli, dai leoni,

battaglie riputavasi di grande ver- elefanti,ec. ma erano discoperti, e


gogna. senza seditore, onde il trionfatore,
Sebbene non sia nostro divisamen- o condottiero v'incedeva in piedi.
to che di parlare dell'origine delle Tuttavoltale dame e matrone ro-

carrozze, daremo tuttavia alcun cen- mane, sino dall'ultimo re di Roma,


no soltanto di quelle de'primari della usarono una specie di carro dome-
gerarchia ecclesiastica, e di ciò che stico egualmente scoperto, e più tar-
ad esse è relativo, senza parlare del- di coperto a due ruote detto Car--
la forma ed uso di quelle degli al- pentunij il quale poi divenne un di-
tri,e molto meno delle tante loro stintivo privilegiato per le persone
variate foggie. Premettiamo innanzi della famiglia imperiale. Vero è,
tutto alcuni cenni sulle diverse prin- che alle stesse matrone sotto jl go-
cipali specie degli antichi carri , e verno tribunizio fu accordato il di-
sulla origine loro donde derivò quel- ritto di servirsi d' un altra foggia
la delle carrozze. Plinio pertanto di cocchio denominato Pilentum. Ev-
pretende, che Cimone sia stato il vi per altro chi dà la gloria della
primo, il quale abbia scritto sull'o- invenzione del carro ai Cinesi tre
CAR CAR ii5
mila anni circa avanti l'era cristiana. era molto dissimile dalla carrozza.
È pur noto, che gli egiziani ebbero In fatti tra le cose memorabili di
i carri, ed i loro principi inventaro- M. Antonio Valena, egli notò che
no i carri falcati , così detti per- prima delle carrozze, particolarmente
chè armati di falce, o lame taglien- in Roma, si usavano i cocchi, donde
ti timone
al intorno alle spon- , derivò il nome di cocchiere al gui-
de, ed alle ruote. Erano essi ti- datore , detto pur carrozziere da
rati da cavalli e spingevansi in , carrozza.
guerra contro l' inimico. Non man- Venendo adunque all'origine del-
cano altre nazioni di pretendere le carrozze, la prima, che si vide
alla preferenza in tal micidiale in- in Italia nella città di Firenze, vo-
venzione. gliono alcuni che fosse verso la metà
E a tutti noto, che la sacra Scrit- del i5oo. Prime ad usarle furono
tura fa menzione dei carri di Fa- le marchesi di Massa di casa Cibo,
raone, e da essa sembra che Assa- una delle quali era maritata al mar-
lonne sia stato il primo ad intro- chese di Mantova. K. Charpentìer
durne la costumanza fra i suoi i- alla voce Currus. Ed è perciò che

si'aeliti, i cui re aveano viaggiato il Pontefice Pio IV, nel concistoro


come i progenitori patriarchi su cam- de' 27 novembre i564, con grave
melli, asini e muli. Certo è, che il discorso, che riporta Cancellieri nei
suo fratello Salomone possedeva un suoi Possessi a pag. 1 1 o, esortò i

gran numero di carri pel servigio Cardinali a non prevalersi delle car-
delle sue tante mogli. Si chiamaro- rozze introdotte in que' tempi da
no poi bighe, trighe, e quadrighe alcune dame, ma di proseguire ad
quei carri cui si attaccarono due, tre, andare a cavallo con quella maestà
o quattro cavalli. Per essi è a veder- che tanto avea sorpreso
ecclesiastica,
si Mellerus de Synoride, seu Bìgis e piaciuto all' imperatore Carlo V,
currilibus veterani j e il primo tomo il quale dopo il suo ritorno da Ro-

del Meurzio , e la dissertazione del ma nella Spagna avea detto che la


Politi sidl^ uso delle (Quadrighe degli cosa, la quale a lui più d' ogni al-
antichi. Sulla famosa quadriga di tra era piaciuta nella capitale del
creta de veienti, nel 1812, pubbli- cristianesimo , era la cavalcata, con
cò in Roma Cancellieri un libro in- cui andavano i Cardinali alle cap-
titolato, le sette cose fatali dì Ro- pelle e Proseguirono i
concistori.
ma antica. Cardinali ad andare per la città a
Anche la carretta fu una specie cavallo , o in lettiga ( Fedi ) , sino
di carro somigliante al Carpentuni al termine del secolo XVI , come
de' latini, e anticamente fu presa in afferma il citato Valena, e sebbene
significato di carrozza, essendo tutta le cavalcate ( P^edi) terminassero
dorata, e coperta di drappi. Il p. col secolo decorso, nei primi del
Menochio nella Centuria IX, 70, secolo XVII, i Cardinali, i prelati,
eruditamente scrisse quanto il popolo ed anche i Pontefici incominciaro-
romano si dilettasse degli spettacoli, no a far uso delle carrozze. /^. Bor-
massime di veder correre le carret- gia, Memorie di Benevento ^ tom. Ili,
te. Anche dal dizionario della lin- p. 3o6 e Vittorelli nelle Addizio-
,

gua italiana abbiamo, che la car- ni al Ciacconio all' anno 1 564, nelU
retta si disse cocchio , il quale non vita di Pio IV.

I
ii6 CAR CAR
Nella Spagna fu, nel i546, in Brunswich proibì l' uso delle carroz-
tempo del suddetto Carlo V, intro- ze a* suoi sudditi, temendo che per
dotta la prima carrozza, per vede- tal cagione si perdesse il lodevole
re la quale concorsero gli abitanti costume nobile e coraggioso di mon-
di città intere; quindi vi si accreb- tare a cavallo con tutte le oppor-
bero in tal numero, che nel 1577 tune armi ; da ciò si deduce quanto
il re Filippo II le fece proibire con r uso delle carrozze erasi propagato.
pubblica legge, giacche la gente or- Dall'Italia ancora si recò in Fran-
dinaria e di mediocre condizione si cia il comodo dei cristalli e degli
credeva disonorata se non usava la specchi alle carrozze, e vuoisi che
carrozza. In Francia l'origine delle pel primo Bassompierre ne facesse
carrozze rimonta al i45>7, nel qual applicare alla sua carrozza , e che
anno Ladislao V, re d'Ungheria e il secondo verso 1640 sia
il stato
Boemia, per mezzo del suo amba- il principe di Condè, giacché sino
sciatore, fece presentare in Parigi allora erano slate chiuse con corti-
alla regina mogUe di Carlo VII un ne di cuoio, che si calavano nell'en-
carro sospeso, o carrozza da tutti Già nel i63i
trare e nell' uscire.
ammirata, cioè un cocchio assai ric- nella Spagna l'infante Maria fu
co e tremolante, dal che alcuni pre- veduta in una carrozza a due luo-
tesero inferire, che sino da quell'e- ghi con vetri e cristalli ; ne dee poi
poca le carrozze fossero sospese su tacersi,che a' nostri giorni il vapo-
cinghie di cuojo, o di molle di fer- re già a tante macchine applicato,
IX). Indi sul fine del regno di Fran- venne pure esteso alle carrozze. V,
cesco I, fu il primo a condursi in la Dissert. des Largesses des Ro-
carrozza Giovanni de Lavai Debois mains , e de V ancienneté des Car-
Dauphin, signore della corte, il qua- rossesj nel t. IF, Variétés Histor.
le non poteva agevolmente cavalca- p. 81, Paris 1752.
re per l'eccessiva grassezza del suo In Roma, dopo il discorso sum-
corpo. Vi furono poscia nella corte mentovato fatto da Pio IV al sagro
due sole carrozze provenienti dall'I- Collegio, contro l'uso delle carroz-
talia,e ne facevano soltanto uso la ze ,
per un tempo fu più raro, mas-
regina, e nel i55o la duchessa sime ne' Cardinali e prelati ; ma nel
d' Angouléme Diana, figlia naturale popolo presto ne divenne invece co-
di Enrico II. Fuori poi della corte tanto grande l'abuso, senza distin-
il primo a servirsene fu Cristofano zione di ceto, che nella prammatica,
Tuano, dopo che fu dichiarato pre- o riforma sul vestire ed altro fatta
sidente del parlamento , come si ha nel i588 dal senato romano per or-
dal Tuano nella sua vita, e fece dine di Sisto V, si presero provvi-
fere la carrozza a cagione della got- denze anche sul numero ed uso
ta, che il tormentava, e gì' impedi- delle carrozze. Tutta volta non andò
va camminare e cavalcare. Ma sic- guarì che per la comodità di esse
come le signore ancora usavano le a chi poteva tenerle ne fu comune
lettighe, o andavano dietro i pro- r usanza , come la seguirono i Car-
pri scudieri, così la moglie del Tua- dinali ed i prelati, particolarmente
no non volle servirsene, continuan- nei viaggi dappoiché si continuò
,

do ad andare in groppa dietro un ad andare in portantina, o lettiga,


domestico. Nel i588, Giulio di ovvero a cavallo, alle cappelle ed ai
,,

CAR CAR 117


conclslorl, senza far menzione delle colo s* incominciò a far distinzioni
cavalcate, colle quali lo stesso Pon- nella forma e negli ornati delle car-
tefice prendeva il solenne possesso, rozze, di che si parlei'à in appresso,
e recavasi alle cappelle dell' Annun- ma furono adottati anche de' ceri-
ziata, e della Natività, sebbene v'ince- moniali , ed il Sestini , che stampò
dessero anche in sedia, o lettiga a- il suo Maestro di camera a Liegi
perta . Confeima l' uso delle car- nel 1634, ecco quanto dice in pro-
rozze ne' prelati e Cardinali, nell' in- posito, al suo capo 4o , Del ferma-
cominciar del secolo XVII, il viag- re la carrozza: « I Cardinali fanno

gio, che nel Pontificato di Clemen- fermare la carrozza agli altri Car-
te Vili fecero insieme in carrozza dinali , agli ambasciatori regi , a
per Benevento i prelati Ludo visi e quelli di Toscana e Savoia, al
Barberini, che poi divennero Papi, prefetto di Roma, e ai principi
il primo nel 1621 col nome di j assistenti al soglio. Sogliono an-
Gregorio XV, e il secondo col no- cora farla fermare agli agenti dei
me di Urbano Vili. Del medesimo j duchi serenissimi, ai prelati, baro-

t Gregorio XV racconta l'Amidenio,


che essendo da prelato amicissimo
ni e dame, ma non
Cardinali adunque la fanno
tutti. I
tutti, e non a

dell'altro prelato Pamphily ( che nel fermare o ad altri Cardinali, o a


1644 pei" morte di Urbano Vili fu dame, o ad altri personaggi. Se
eletto Pontefice col nome d' Inno- ad altri Cardinali, i piìi anziani
cenzo X), riavutosi il Pamphily da sono gU ultimi a fermarla, ed i
una grave infermità, andò per la primi a partire; se a dame, sono
convalescenza in Marino, ove mon- i primi a fermare, e gli ultimi a

signor Ludovisi fu a visitarlo, trat- partire ; se ad altri personaggi


tenendosi seco alcuni giorni ; e lo sono gli ultimi a fermare, e i
stesso Amidenio volle servirh della primi a partire ".
propria carrozza, rilevando anzi l'o- M Quando il Cardinale incontrasse
nore ricevuto di aver servito due per la strada il ss. Sacramento,
prelati in un tempo medesimo ; pre- non solo smonta dalla carrozza
lati che ambedue ascesero sulla cat- ma l'accompagna essendo il sacer-
tedra apostolica. dote di ritorno fino alla chiesa, e
Per essere poi distinti i Cardinali quivi s' inginocchia, e fa orazione
dagli altri, Urbano VIII concesse ai ricevendo la benedizione colla ss.

cavalli delle loro carrozze i fiocchi, Eucaristia, e andando il sacerdote


e ciuffi rossi ai finimenti, ed ecco dair infermo , il Cardinale lo ac-
come Gfaciulo Gigli nel suo Diario compagna sino alla porta della
ne indica il tempo preciso : « Nel casa dell' infermo, premessa la ge-
« 1625 i Cardinali alla loro antica nuflessione, e il ricevimento poi
« pompa aggiunsero un altro segno della benedizione; altrettanto os-
'> nuovo, ponendo alla testa dei ca- serva il Cardinale andando in qua-
'•valli della carrozza i fiocchi rossi, lunque abito e modo ".
» dove prima li usavano neri, ed »* Se il Cardinale trovasse per la
" il primo che l'incominciò fu il città o fuori a spasso altri Car-
,

» Cardinal Magalotto, fratello della dinali a piedi , smonta anch' egli


« cognata del Papa a' 10 giugno a fare soliti comphmenti,e quan-
i

'> i63o "- Non solo in questo se- do si sono licenziali, suol cammi-
tt8 CAR CAR
» nare un poco prima di rimonta^ prima udienza del Pontefice col cor-
»y re. Se trovasse qualunque altro teggio di cento sessanta carrozze; e
y> personaggio, non suole smontare, quando fece altrettanto il duca del-
» quando non voglia parlargli di l' infantado, ambasciatore di detto
» qualche adare. Se più di un Car- monarca, il suo seguito componevasi
»» dinaie fosse in una carrozza ed , di trecento carrozze, delle quali cen-
»> incontrasse ambasciatori e baroni, to appartenevano al principe Ludo-
" a' quali fosse solilo fermarsi, il visi, ottanta al contestabile Colonna,
« più anziano che sarà nel primo
, sessanta al principe di Gallicano, e
» luogo, suol domandare al Cardi- venticinque alla principessa di Bute-
»» nal padrone della carrozza, se egli ra. In progresso le carrozze de' Car-
»» usa fermare a tal signore, e ris- dinali si fabbricarono con tanta ric-
•> pondendo di sì , il detto anzia- chezza che assunto al pontificato
,

« no accenna che si fermi ed an- , nel 1676


il venerando Innocenzo XI,

" Cora che si parta ". Sembrò in- Odescalchì, in concistoro segreto ri-
dispensabile riportare questo tratto provò con patetico discorso ai Car-
del cerimoniale aulico per osservare, dinali le carrozze superbe, e le livree
che orar senza tante etichette, o ne- fastose, pregandoli per le viscere di
gf incontri con personaggi, o passan- Gesù Cristo a star lontani dalla pom-
do avanti ai quartieri, si esaurisco- pa, non conveniente all' ecclesiastico
no le convenienze col semplice sa- decoro. Assunto dipoi, nel 1724,3!
luto, e col calare più o
il cristallo pontificato Benedetto XIII, voleva
meno secondo il personaggio che si uscir di palazzo senza guardie, in un
•vuol complimentare, toccando al cocchio a bandinelle tirate, ma doven-
maestro di camera , od al gentiluo- dosi accomodare alle istanze de' più
mo il vegliare alla calatura del cri- prudenti di sua corte, si uniformò
stallo; onde oggidì i Cardinali ed i alle anteriori consuetudini. Spesso
prelati non sogliono smontare dalla poi accadde, che andando quel Pon-
carrozza, se non incontrandosi col tefice in carrozza per Roma, e pre-
ss. Sacramento, o col sovrano Pon- gato di benedire alcun infermo, scen-
tefice. deva dalla carrozza per esaudire la
Nel predetto secolo XVII si ac- pia ricerca.
crebbe in Roma
talmente il numero Parlandosi a' rispettivi articoli, e
delle carrozze, che Maurizio di Sa- specialmente a Viaggi de' Papi, In-
voia, creato Cardinale nel 1607 da gressi, Cappelle, Possessi, Cavalcate,
Paolo V, dignità che poi, nel 1642, Udienza, massime all'articolo Treivi,
rinunziò pel ducalo, siccome princi- Cavalli , e ad altri che riguardano
pe splendidissimo, fu veduto nelle i Papi, Cardinali ,
prelati e relative
pubbliche funzioni col seguito di funzioni, insegne e preeminenze, ci

duecento carrozze , ed un corteggio limiteremo solo qui a dire generica-


d' innumerabili cavalieri. Nel i65o mente alcun' altra notizia sulle car-
essendosi recati a Roma alcuni am- rozze, e quali persone in esse si am-
basciatori da Papa Innocenzo X, ab- mettono. Pertanto il Sommo Pon-
biamo che il principe Ercole Trivul- tefice nel treno nobile o semipub-
zio , ambasciatore straordinario di blico conduce seco in carrozza due
d. Marianna d'Austria, moglie del Cardinali, in quello di città detto
re di Spagna Filippo IV, andò alla impropriamente di campagna, il mag-
CAR CAR 119
gioì domo e il maestro di carnei a, e parte di dietro ha una sedia, ed é
in quello per le trottate, due came- fiegiala nel cielo dallo Spirito Santo.
rieri segreti, non mai portando veruno Nei treni di città e nobile il coc-
a spalla. Abbiamo di Pio VI, che re- chiere nobile cavalca i cavalli ti-

candosi , nel 1782, in Germania, monieri, in quelli delle trottate,


come arrivò a Neustadt, l'impera- e ne' viaggi ascende in cassetta.
tore Giuseppe Jl volle aprire lo Due palafrenieri vanno sempre die-
sportello della carrozza, ed invitollo tro la carrozza coll'ombrellino pie-
ad entrare nella propiia onde il , gato, ma nei treni nobili, detti anco
capo della Chiesa, e il capo dell' im- semipubblici, procedono a piedi. Lo
pero entrarono insieme in Vienna. sportello suole aprirsi dal cavallerizzo
Quando poscia Pio VI recossi in (Fedi), cedendo ai sovrani, ai Cardi-
Augusta fu incontrato dall' elettore
,
nali e agli ambasciatori. Nei viaggi,
» ^
di Treveri con magnifica carrozza in mancanza del cavallerizzo, apre lo

P tirata da otto cavalli, ove entrò con


detto principe , facendo l' ingresso
sportello
in assenza
il generale delle poste, e
di questo, l'esente delle
nella città fra le maggiori distinzioni. guardie nobili, che fa altrettanto
Nelle villeggiature pei dintorni di Ro- nelle trottate, come quello, che ca-
ma, Pio VII, nel 1802, recossi in car- valca allo sportello della carrozza
rozza col re di Sardegna Emmanuele preceduto e seguito dalle altre guar-
IV e col Cardinal duca di Yorck, e nel die nobili. Le carrozze sono più, o
180 5 col detto re, e con monsignor meno nobili secondo i treni. Da ul-
maggiordomo, passando nella secon- timo Leone XII fece fare quella
da carrozza il maestro di camera. pel treno semipubblico, che costò,
Nell'anno precedente avendo incon- compresi i finimenti, ventiseimila
trato il detto Pontefice il Cardinal scudi, e riuscì la più ricca cari'ozza
duca di Yorck con monsignor Ce- sovrana. Il colore del carro e della

sarini, fece passare alla seconda car- cassa delle pontificie carrozze è rosso
rozza il maggiordomo e il maestro con dorature, intagli e guarnizioni
di camera e fece ascendere nella
, di metaUi dorati. 11 suo interno e
sua i detti personaggi. Allorché poi, foderato ed addobbato di drappi
nel 181 5, fu visitato in Castel Gan- di seta rossa, e velluto di egual
dolfo nella villa Barberini , dal te- colore, con corrispondente tappeto.
nente maresciallo Nugnet ,
già co- Le carrozze palatine , dette frul-
mandante imperiale in Italia le ar- loni ^ o fiirloni, hanno il carro, e
mate austriache. Pio VII, che fatto la cassa dipinti di vernice violacea
lo aveva principe romano, per usar- scura, e la parte superiore esterna
gli una singolare onorificenza , lo col cielo di color nero. Sono fode-
condusse seco in carrozza al palazzo rate neir interno di seta e dama-
apostolico. Ed il regnante Pontefice schi rossi , e ne godono l' uso i pri-
recandosi aVelletri nel i83i e 1839, mari prelati, e gli uffiziali della
entrò nella carrozza del Cardinal corte pontifìcia. Dietro alla cassetta
Bartolomeo Pacca , decano del sa- del cocchiere evvi una tavola ove
gro Collegio , vescovo e legato di ascendono i domestici, ma al frul-
Velletri , ed il volle inoltre a sini- lone, di seguito alla carrozza del
stra, e a spalla per distinzione. Pontefice, i domestici vanno dalla
La carrozza del Pontefice dalla parte di dietrO| ove evvi una tavo-

I
,

l'io CAR CAR


letta più bassa, su cui montano i alle seterie dei finimenti e delle
gai-zoni della scuderia pontificia. guarnizioni di seta delle carrozze.
Vuoisi, che l'uso dei domestici di Ninno in Roma può usare più di
ascendere la detta tavoletta nel da- due cavalli, meno i sovrani, ed i
vanti del frullone, sia derivato dal ciuffi e fiocchi di seta rossa di che
non dover volgere Papa, le spalle al guarniscono i Cardinali i finimenti,
allorché sieno nel frullone precedente possono essere anche di lana, ma
la carrozza pontifìcia. di egual colore. In ogni tempo, e
I in sede vacante non
Cai-dinali persino ne' viaggi un domestico dei
portano veruno a spalla in carrozza. Cardinali porta dietro alla carrozza
Quando vanno in abito cardinalizio r ombrellino rosso e paonazzo, se-
portano seco quei delia propria an- condo le epoche. Siccome antica-
ticamera, ed allorché si recano in mente, e prima che Cardinali a- i

alcun luogo formalmente, portano dottassero le carrozze, cavalcavano


con se vescovi e prelati. Sino al e viaggiavano coli' ombrellino per
secolo passato usarono i Cardinali ripararsi dal sole e dalla pioggia ;

grandi carrozze dette carrozzoni, COSI e per segnale di dignità, e in


o carrozze a coda, in cui andavano memoria del precedente uso, sempre
comodamente sei od otto persone. un loro domestico lo porta quan-
Nelle odierne non più di quattro se do escono dal proprio palazzo. Pii-
ne ammettono. Oggi di due specie ma i Cardinali, quando uscivano in
sono le carrozze de' Cardinah, cioè abito Cardinalizio, incedevano con
le berline, e i frulloni , non com- due carrozze; ora in questo modo,
prendendosi i carrozzini e le ba- cioè in berlina e frullone, quasi tutti
starde che usano la notte, o nel- i Cardinali intervengono alle fun-
l' andare a trottare. Le berUne so- zioni, usando però i principi tre
no nobilissimi legni col carro di- carrozze nelle solennità. Usano poi
pinto di vernice rossa, con intagli, tutti una sola carrozza quando in
metalli e dorature. La cassa é de- abito Cardinalizio si recano alle con-
corata di fregi e di esterne miniature, gregazioni, udienza del Papa e fun-
e r interno é addobbato con dama- zioni minori. Giornalmente apre lo
schi , satini rossi , con guarnizioni sportello il domestico più anziano
mentre la coperta della cassetta del di servizio, nelle funzioni , e in altre
cocchiere per lo più é di drappo rosso. circostanze decano degli stessi do-
il

Il frullone ha egualmente il carro di- mestici. E troppo noto, che anche le


pinto di vernice rossa, come lo é seconde carrozze de' Cardinali nel tre-
la cassa con dorature; ma il tutto no, hanno i cavalli coi ciuffi e fioc-
riesce meno ricco della preceden- chi, sebbene i primi vorrebbono
si

te , solendosi foderare 1' intemo di da alcuni critici esclusi, ed usati so-


panno, velluto, o seta. All'articolo lo dai cavalli della carrozza ove si
Cappelle si tratta del modo come
trovano i Cardinali. Egli é perciò
i Cardinali si recano alle cappelle che i frulloni o carrozze Cardinalizie,
e funzioni pontificie, non che coa- ^e non seguono il treno, cioè la
qual treno, e si dice che il solo prima ove é il Cardinale, i cavalli
Cardinal decano, e i Cardinali prin- debbono essere senza i ciuffi, e mai
cipi , o i marchesi , che godono le da veruno deve interrompersi il
insegne principesche, intarsiano l'oro treno , od il seguito delle carrozze.
,

CAR CAR 121


Ora, che non si praticano più le quella del maestro di camera, do-
pompe funebri di portare il cadave- ve essi vadano in carrozza col Pon-
re dei Cardinali delle prime cariche tefice, sono tirate da quattro ca-
sul letto , i Cardinali defunti dal Quando poi essi vanno nella se-
valli.

palazzo alla chiesa si trasportano conda muta palatina, allora debbo-


nella carrozza di lutto di color ne- no usare soli due cavalli, in fiocchi

ro con addobbi d'oro, e i cavalli con e ciuffi. Tutti gli altri prelati non
finimenti guarniti di fiocchi, e ciuf- possono usare i fiocchi. Solo è loro
fi di seta nera frammista d'oro. permesso di usare le guide, ed i
Quando i Cardinali usavano il lut- guinzagli di seta di vari colori, esclu-
to, le loro carrozze erano coperte si i sopraddetti, come non è loro
di velluto nero, imbollettate di nero, permesso il frullone, ma solo la car-
con colonne del medesimo velluto rozza della forma ordinaria di quelle
ed ogni altra parte di nero. Anche degli ecclesiastici.
i principi , e le principesse defun- Finalmente non sì dee passare sot-
te sono trasportate alla chiesa in to silenzio, sebbene lo si dica a'ris-
carrozza, a meno che non dispon- pettivi articoli, che nella corte ro-
gano diversamente. I quattro prelati mana gli ambasciatori e i principi
di fiocchetti , cioè governatore di assistenti al soglio nelle solennità
Roma, della camera, teso-
uditore e ne' treni di formalità adoperano,
riere, emaggiordomo, sono così chia- oltre l'ombrellino celeste nel cielo
mati perchè hanno fuso de' fiocchi della carrozza, i fiocchi di seta di
e ciuffi di seta paonazza ai fini- tal colore fiam misti con oro, facen-
menti della loro carrozza, né pos- dosi i primi precedere dai lacchè
sono usarli di colore rosso. Godono mentre altri usano il colore proprio

eguale privilegio i patriarchi; ma i della loro corte. Così il senatore di


vescovi, allorché si recano a cele- Roma, e i conservatori col priore
brare le funzioni, e nelle feste so- de'caporioni per pontificia concessio-
lenni adoperano ciuffi e fiocchi di ne, allorché incedono con formalità,
seta verde. Tanto i prelati di fioc- hanno il distintivo de' ciuffi e fioc-
chetti, quanto i patriarchi hanno con oro.
chi di seta bleu intarsiati
l'uso del frullone nelle festività, co- I principi romani, e i marchesi di
me i Cardinali. Il maestro di came- baldacchino (Vedi) adoperano l'om-
ra del Papa, procedendo la sua car- brellino e i fiocchi, come i principi
rozza appresso il treno pontificio, assistenti al soglio. V. Antonio Loca-
usa il frullone cardinalizio, e ai fi- telli, // perfetto Cai^aliere, e. XXI,
nimenti dei cavalli si uniscono i pag. 4o6, e seguenti; Dei cavalli
fiocchi e i ciuffi di seta di vario co- da carrozza.
lore, escluso paonazzo il rosso, il CARSEOLT. Antica città d' Italia
e il verde, e ciò per l' uniformità presso i sabini sulla via Valeria.
colla carrozza del maggiordomo, che Venne anche chiamata città dei mar-
per altro l'usa di colore paonazzo, zi, e città degli equi, forse per essere
e che pur segue il treno. Se però stata posseduta alternativamente dagli
il maestro di camera fosse pa- uni e dagli altri. Vi si mandarono
triarca o vescovo, farà uso del co- due colonie in epoche diverse una ,

lore conveniente a lui. Però tan- delle quali, secondo Tito Livio, vi
to la carrozza del maggiordomo, che fu stabilita l'anno 4^4 di Roma.
1 , ,

Ì12 CAR CAR


Nei primi secoli della Chiesa divenne «ero origine i così detti codici pa-
patrimonio della Santa Sede, e san limsesti che il eh. Cardinal Angelo
,

Gregorio I, del 590, ne fa menzio- Mai seppe con immenso studio rein-
ne nelle sue epistole. La Chiesa ro- tegrare, scoprendo in essi la Repub-
mana vi teneva per ramministrazìo- blica di Cicerone i trattato eh' e rasi
ne del luogo un rettore, ovvero di-, perduto non che altre opere insi-
,

fensore. gni della dotta antichità. Questa ra-


CAKT\(Charta,pnpyrns). Com- rità,ed il forte prezzo delle carte
posto che si fa per lo più di cenci, pergamene nel medio evo, indussero
o di lini macerati, e si riduce in fogli gì' industriosi italiani a trovare un
sottilissimi per uso di scrivervi. Del- equivalente, e lo trovarono nella
la carta, che usavano gli antichi per carta fabbricata cogli stracci di lino,
iscrivere, fra gli altri eruditamente invenzione, che Montfaucon stabili-
tratta il p. Menochio , tomo II, p. sce nel secolo XI ; ma lo Stelluti
44o- La materia, sulla quale si co- ne' suoi Commenti a Persio, volle
minciò da principio a scrivere, sem- provare, che sino dal 900 fosse stata
bra che fossero i mattoni di creta inventata in Fabriano sua patria.
cotta , o la pietra ; uso pei primi L'opinione più comune assegna l'in-
esercitato dai babilonesi e dai fe- venzione della carta nel secolo XII
nicii, che, secondo Plinio, scrissero ai greci rifuggiti in Basilea, e parti-
le loro leggi e consuetudini in pie- colarmente in Itaha, i quali inse-
tre cotte e sui marmi. Si usò an- gnarono r arte di fabbricare la car-
cora a scrivere sulle foglie , onde ta bambagina o di cotone , che nel
derivò la parola foglio. Dalle foglie loro paese già praticavasi, onde fu
si passò a scrivere nelle sottili cor- detta bambagina e cutanea. Altri
teccie degli alberi , i quali, secondo ne danno il vanto alla Germania,
Ulpiano, erano di tre specie, cioè né manca chi sostenga ripetersi in
Tilia, Pìiylira, e Papyro. Si ado- Italia r origine della carta nel bor-

perarono anco tavolette sottili, colle go di Colle in Val di Elsa nella


quali si formavano libri, dandosi ai Toscana, atfermandosi ivi essere le
fanciulli per insegnar loro l'alfabeto, e più antiche cartiere d' Italia. Certo
ve n' erano anche di avoiio. Si scris- è che, nel secolo XIII, l' uso ne di-
se pure sul piombo, indi sulle pelli venne generale, e nel seguente già
di animali dette pergamene, siccome in Italia vi erano molte cartiere.
invenzione di Cumene re di Peiga- La loro introduzione in Francia ri-
mo. Indi, secondo Plinio lib. XIII monta verso l'anno i34o.
cap. 1 , fu introdotta la carta al Carta si chiama pure un atto
tempo di Alessandro Magno; ma ciò autentico col suggello di un princi-
deve intendersi per le membrane e pe, d' un signore, d' una chiesa , di
per le pergamene. Ne' bassi tempi un capitolo, o di una comunità, e
queste pelli divennero così rare, che che serve a tutelare i diritti di uno
si usava nelle antiche biblioteche stato, comunità o signoria. Si dis-
raschiare i codici de' primi tempi sero Carte talvolta i libri, e quin-
contenenti scritture di autori classi- di sagre Carte si chiamano i libri
ci greci e latini , e sopra vi si scri- della Bibbia. Carta si dice pure
veva la nota delle spese giornalie- dai legisti una scrittura di obbli-
re, e simili bagatelle. Da ciò tras- go e di contratto qualunque sia
.

CAR CAR ia3


pubblico, o privato. La istituzione fale occupazione di Scipione, e I9
poi della carta bollata, cioè carta battaglia in cui Annibale fu disfatto
sigillata nello stato pontifìcio per sotto le mura di Cartagine in Afri-
r autenticità de' contratti e per le ca, Scipione la prese l'anno di Ro-
scritture, rimonta a Clemente XII , ma 542 , e in tal' occasione il ro-
comunque sia stata effettuata nel mano eroe rese con magnanima
174» dal Pontefice Benedetto XIV. azione a' propri parenti un'avvenente
CARTACO (s.), il giovane, so- schiava, e al di lei sposo il prezzo
prannominato Mocuda, fu vescovo in offerto pel suo riscatto. Indi a'temr
Irlanda. Discepolo di s. Cartaco, il pi di Cesare divenne questa città
vecchio, e di s. Congallo, predicò il colonia romana, colla dipendenza
santo vangelo nel territorio di Riar- di cinquanta città Spagna,
della
raigh, e di là passato a West- delle quali fu capitale. Molto soffrì
Meath vi fondò
, il monistero di nelle vicende del romano dominio,
Rathenin o Raithin che riuscì ce- , e nel quinto secolo fu devastata
lebratissimo in tutta l'Europa per prima nel 4^9 dai vandali, poscia
pietà e pe" sapere. Ne ebbe per dai visigoti , onde decaduta dal suo
quaranta anni il governo, e la re- splendore, solo interamentesi riebbe

gola, ch'egli dettò, conservasi tuttora verso l'anno i57o, per averla rifab-
in lingua irlandese. Obbligato coi bricata e fortificata il re Filippo
suoi discepoli alla fuga per le per- II, che conobbe la bontà del suo
secuzioni di un re di quelle regioni, vasto e importante porto, rianiman-
si ritirò nella provincia di Leinster, do il commercio decaduto sotto il
fondandovi un monistero. Mori ai dominio de'mori. Nel 1706 Giovan-
i4 di maggio del 687. Al nome Leak, nella guerra di successione,
di lui fu dedicata la chiesa mag- la prese per l'arciduca Carlo, ma
giore diLismore, e la città per poco di poi duca
Bervick la
il di
lui è chiamata Lismore-Mochuda. ridonò al potere di Filippo V. Va-
CARTAGENA ( Charlaginen.) lidissime sono le sue fortificazioni,
Città con residenza vescovile nella grande è l'arsenale, come ampli
Spagna nel regno di Murcia, che sono i cantieri di costruzione, onde
vanta antichissima origine. Posta in è una delle più belle città di Spa-
fondo ad una piccola baia nella gna.
costa Murciana meridionale, si slima La sua sede vescovile rimonta
fondata, o almeno considerabil mente a' primi tempi della Chiesa, per mo-
ingrandita, dal cartaginese Asdru- do che nel terzo secolo eia metro-
bale Barca, che la eresse in capitale politana, e si pretende che il suo
delle sue conquiste, imponendole il primo vescovo, nominato Basilio,
nome della metropoli africana, per fosse martirizzato l'anno 5'j di Cri-
Carthago nova. Pure
cui cliia mossi sto. Rovinata in seguito dai goti e
fu appellata anche Spartana , che dagli svezzesi, i diritli metropolitani
vuoisi essere il nome' suo antico passarono a Toledo; ma il vescovo
dall'abbondanza di quel giunco chia- Diego Martinez, vedendosi ogni gior-
mato Spartani, che ivi vegeta spon- no interrotto nelle funzioni del suo
I taneo. Da qui si mosse Annibale episcopale ministero, e negli uffizi

per andar a formare il memorando divini dalla moltitudine de'mori, di


assedio di Sagunto. Dopo la trion- cui ridondava la città, ed al vedere
ia4 CAR CAR
non meno le frequenti incursioni Spagna. Tanto la sua baja, una
dei corsari africani, col permesso delle migliori della costa, che il vi-
del Pontefice Nicolò lY, e del re cino paese chiamato Calamari, fu-
Sancio IV, nel 1291 ne trasferì la rono scoperti da Rodrigo di Bastidas
sede in Murcia (Fedi). Sgombrata nel i520, e fu sottomessa da don
di poi interamente la città dai mori, Pietro de Heredia nel i533. Vi
nel i36o, Papa Innocenzo VI, con fondò egli la città di Cartagena,
bolla data in Avignone, decretò che che per la sua deliziosa situazione,
il vescovato di Cartagena non sa- e per la sicurezza della baja poco
rebbe più soggetto a Toledo, cioc- dipoi diventò il centro del com-
che per altro col pontificio bene- mercio di quella parte d' America.
placito non ebbe effetto, dappoiché La sua opulenza attirò a Cartagena
l'arcivescovo di Toledo continuò ad r ingorda cupidigia di alcuni avven-
esercitar la sua giurisdizione metro- turieri d'Europa, ed infatti fu sac-
politica, come sugli altri suffraganei cheggiata dai corsari francesi nel
a lui soggetti. Non si deve poi pas- i544> egualmente fu spogliata
^^
sar sotto silenzio , che Papa Calisto e incenerila dall' ammiraglio inglese
III fece amministratore di Cartagena, Drack nel i585. Nuovamente venne
cioè la conferì in commenda al suo ni- presa e saccheggiata da Pointis alla
pote Cardinal Roderigo Borgia, che testa d'una spedizione francese; ma
poi nel 1492, fu eletto Pontefice col attaccata da una flotta inglese co-
nome di Alessandro VI. 11 capitolo mandata da Vernon nel 174*» ,

di Cartagena compone vasi di sei di- questi dopo gran perdite venne co-
gnità, di otto canonici, di preben- strettoa levarne l* assedio. Nella
dati,, e di cappellani, risiedendo il guerra delle colonie spagnuole con-
vescovo parte in Cartagena, e parte tro la metropoli, Cajtagena soffrì
in Murcia, onde dicesi anche vesco- molto, per essere stata assediata
vo di Murcia. Oltre la chiesa prin- dagl' indipendenti e dai realisti ,

cipale, vi sono in Cartagena due a' quali dovette arrendersi per man-
altre chiese, diversi conventi, un canza di viveri, sebbene poi facesse
ospedale, un ospizio pegli esposti ec. ritorno al partito de' primi.
CARTAGENA nelle Indie Occi- Il seggio vescovile, regnando Carlo
dentali de Cartagena in Indiis).
( V, fu instituito dal Pontefice Paolo
Città dell'America meridionale, nella III, nel i537, e venne dichiarato suf-
nuova Granata, con residenza d'un fraga neo della metropoli di s. Fede
vescovo. E
capo luogo della provin- di Bogota; ma nel pontificato di
cia dello stesso nome, ed è edificata Clemente XI, essendosi dichiarati
su di un' isola sabbioniccia al mar- contro il vescovo l' inquisitore gene-
gine d' una formata dal mare
baja rale della città , la curia laica, l'ar-
delle Antille. Vuoisi essere stata la civescovo di Fede, ed il vescovo
s.

prima città, che gli spagnuoli circon- di s. Marta, tutti ledendo la giu-
dassero di mura nell' America , tro- risdizione del vescovo, che d'altronde
vandosi tuttora ben fortificata, e coraggiosamente difende vasi, il Pon-
difesa da buone opere. Vuoisi ancora, tefice, dopo aver il tutto sottoposto
che il di lei nome avesse origine a diligente e maturo esame, col conte-
dalla somighanza del suo interessante nuto della costituzione. Ex commissi,
porto, con quello di Cartagena nella presso il tomo X par. I, pag. i55
CAR CAR 25
del Boi. /?ow., emanata ai 19 gen- nonché le isole di Sicilia e di Sar-
naio 1706, dichiarò invalidi tutti degna, antichissima città, che Silvio
gli atti contro il vescovo di Carta- Italico denominò Alma. posta in E
gena, esortò i detti prelati a prov- quella parte dell'Africa, oggidì de-
vedere alla loro coscienza, denunziò nominata il regno di Tunisi. Nel-
scomunicati i laici, che n* erano com- la punta più boreale dell'Africa,

plici, comandò, che domandassero apresi l' ampio seno cartaginese, il


perdono al vescovo, citò a Roma il quale veniva determinato all'est dal
canonico Rentacur, rimosse dalla promontorio di Ercole, attualmente
città il tribunale dell' inquisizione, Capo-bon, ed all'ovest dal promon-
esentò il monistero di santa Chiara torio di Apollo, che frapponevasi al
dalla giurisdizione de' minori osser- vicino seno ipponese. Una vasta pen-
vanti, erano pure dichiarati
che si isola sporgeva nel mare in fondo
contro il vescovo, ordinò al generale alla baia, e separava così il seno
che li castigasse, e l'accomandò al orientale ov* è Tmiisi dal seno oc-
medesimo vescovo la costanza nella cidentale ov' è Utica. Presentemen-
difesa de' diritti della sua chiesa. te il lido del mare si è avanzato
Ciò riuscì di onore non meno per così, che
punta del promontorio
la

tutta la chiesa, che al corpo episco- cartaginese forma continuazione di


pale. Cartagena è decorata di begli spiaggia sino all' altra del promon-
edifizi; ma grandeggia
sopra tutti torio di Apollo. Le mura, che chiu-
la cattedrale, non racchiudendo es- devano il recinto di Cartagine era-
sa neir interno ricchezze minori di no triplici, e di una solidità straor-
quelle magnifiche, che mostra nel- dinaria. Vi s'innalzarono toni e ba-
r esterno. Essa è a Dio dedicata stioni ad una certa distanza, sicco-
sotto r invocazione di s. Caterina me caserme, scuderie, magazzini, e
"Vergine e martire. Il suo capitolo stalle per trecento elefanti si trova-
componesi di quattro dignità, oltre vano nel piano basso, standovi aq-
quella del decano, che è la prima. quartierata una numerosa guarni-
"Vi sono quattro canonici con due gione. Il porto era emporio di traf-
prebende, non che cappellani e altri fico , mentre in altro si eseguivano
ecclesiastici pel servigio della chiesa. gli armamenti marittimi , con am-
Nella cattedrale la cura delle anime pi cantieri, in uno a parecchi edifizi

viene amministrata da un cappellano magnifici.


del capitolo. Vi sono pure altre Cartagine fu in origine chiamata
chiese, conventi di domenicani, fran- Cadmtja, cioè l'orientale, secondo
cescani ec. , due monisteri di mona- l'idioma fenicio, stante la sua posi-
che, pii sodalizi, seminario ed ospe- zione, o dal nome di Cadmus, co-
dale governato dai religiosi della mune ai capi delle loro colonie; in-

carità. La mensa è tassata ne' libri di Cacabe, o testa di cavallo, da


della camera apostolica, in trentatre quella che si rinvenne nello scavar-

fiorini e mezzo. ne i fondamenti. Ma le denomina-


CARTAGINE (Carthago). Me- zioniegualmente fenicie Cariai rt-
tropoli vescovile della provincia pro- dad o Carthada^ volte poi in Car-
consolare d' Africa, capitale un
di tagine a tutte le altre prevalsero.
possente impero, che occupava una Varie sono le opinioni sulla sua fon-
parte dell' Afiùca e della Spagna, dazione, ma la più comune sembia
,

Ile CAft CAè


quella^ cli6 ne attribuisce l' origine ^ro<)ussero quelle guerre cotahto fa-
ad una colonia di tirii o fenici i ver- mose, conosciute col nome di punì'
so l'anno del mondo 2498, due- che. La prima durò ventiquattro an-
cento sessanta anni dopo la fonda- ni, ed ebbe origine dai Mamertini
zione di Roma. Dopo un secolo ÌA signori della città di Messina,i qua-

regina Bidone, vedova di Siclieo, li assaliti dal re Gerone, e dai car-


fuggita da Tiro per le sevizie del taginesi, invocarono l'aiuto de' ro-
le Pigmalione suo fratello, giunse mani, che comandati da Appio Clau-
a Cartiigine con tutte le sue ric- dio presero Messina, e vinsero il

chezze. Vi fece costruire una for- supremo generale Xantippo. I tor-


tezza col nome
di Bostra chia- _,
menti, e l'inaudito eroismo di Atti-
mata Byrsaj per indicai^e un
di poi lio Regolo, diedero fine a tal guer-
luogo forte, sebbene Appiano Ales- ra. La seconda guerra punica inco-
sandrino dica, che nel principio delle minciata r anno di Roma 536, do-
guerre puniche fosse della Birsa, po che Annibale prese la città di
poiché Didone domandò ed ottenne SaguntOj alleata fedele de' romani,
tanto di terrd quanto avrebbe po- durò diciassette anni, e fu a Roma
tuto comprendere il giro d'una pel- funesta e gloriosa ad un tempo per
le di toro. In questa cittadella poi le perdite cagionatele da Annibale
fu eretto un tempio ad Esculapio^ in Italia, e per le strepitose vitto-
che la moglie di Asdrubale incendiò rie di Scipione nell'Africa. In que-
per dispetto. sta seconda guerra punica, la re-
Didone ampliò la città di Carta- pubblica romana trovossi suil' orlo
gine, ed accrebbe la sua importanza. del precipizio; se non che Anniba-
Nondimeno è derivata la sua prin- le non mai vinto dalle fatiche^ lo
cipale grandezza dall'esteso commer- fu dalle delizie di Capua. Di che
cio, donde affluirono le dovizie, le profittando i romani con rafforzarsi
conquiste, il potere, la gloria. Di- vigorosamente^ vendicarono le gravi
venne emula di Roma al segno da perdite sofferte. La terza guerra non
destarle gelosia per le sue possenti durò che quattro anni, cioè fino al-
forze di mare e di teira, pel nume- l'anno 608 di Roma, e i46 avanti
ro e per la ricchezza de' suoi abi- r era cristiana, epoca in cui Scipio-
tanti, per la vastità, e per la splen- ne, // giovane, prese e rovinò questa

didezza de' suoi edifizi, ma soprat- superba città, che aveva con tanto
tutto per la riputazione delle sue valore disputato a Roma 1' impero
armi vittoriose. I cartaginesi conser- del mondo, e dalla quale, per lo
varono religione, idioma e costuman- stato deplorabile in cui era ridotta,
ze ereditate dalla Fenicia, non che appena sortirono cinquemila abitan-
unione colla madre patria, e con le ti, superstiti dalla valida e famosa
Quindi si dissero
altre colonie fenìcie. resistenza, che fecero al console Mar-
Phoeni quasi fonici, indi Poeni zio, quando intesero ch'egli dovea
o Punici. Ad onta che fosse stata distruggere la loro città, per riedi-
Cartagine la capitale d' un grande im- ficarla sul continente in distanza di
pero, e la principale città dell' Afri- ottanta stadii.
ca, si rese più famosa, come si dis- Dopo circa trenta anni, che Sci-
se, pei suoi avvenimenti militari, e pione avea rovinata Cartagine, i ro-
per la sua rivalità con Roma, che mani vi mandarono una colonia.
CAR CAR i'x^f

la quale fu la prima da essi spedita cati in sorte alla prima), onde at-
fuori d' Italia ; e sotto la condotta tualmente non si ro- veggono che
del tribuno Gracco e gli auspici di vine, le quali ne fanno deplorare la
Giunone, vi fecero edificare una distruzione.
nuova città, che si chiamò Giuno- La chiesa di Cartagine si rese su-
nia. Da quel tempo divenne colonia bito rispettabiledopo la promulga*
romana, ma il progetto di restituirle zione del vangelo, e ben presto pre-
ilsuo antico splendore non ebbe in- se lo stesso posto neir ecclesiastico ,

cominciamento che sotto Giulio Ce- come avea avuto nel civile, di-
lo

sare, allorquando v' inviò altri colo- venendo nel secondo secolo metro-
ili, i quali la ristabilirono poco lungi poli della splendidissima chiesa Afri-
dall'area primiera. Da allora in poi cana proconsolare , nonché primate
Cartagine, ripreso il suo antico no- della provincia d* Africa. Il suo pri-
me, tornò ad essere metropoli del- mo vescovo, del quale si faccia men-
l' Africa proconsolare, e quindi di zione, fu Agrippino, ed i successon
tutta l'Africa romana, e fu riguar- metropolilani , tanto prima che do-
data come la seconda città dell'im- po il concilio niceno , esercitarono
pero, giacché sebbene Antiochia di la loro autorità su tutte le chiese
Siria,ed Alessandria di Egitto fos- di dette provincie. Commanville nel-
sero città grandissime e rinomate a 1* Histoire de tous les Àrchéi^échés
segno di essere considerate le prime et Evéchés , Paris, 1700, fa l'enu-
dopo Roma, pure non esitava Car- merazione a p. i5i, delle sedi sot-
tagine a darsi il titolo di città mag- toposte all'ecclesiastica giurisdizione
giore dell' impero romano dopo di Cartagine, e ne registra centotre
Roma. di notizie certe. Cartagine, e tutte le
Finalmente, nell'anno 3i8, Car- chiese dell'Africa dipendettero dalla
tagine nuova vide incominciare i Chiesa Romana, e non da quella di
disastri, che successivamente ne pro- Alessandria, sebbene le africane chie-
dussero la totale rovina come la se fossero più
vicine alla Libia che
vecchia. In quell* anno suddetto fu a Roma, perché quelle regioni avea-
saccheggiata da Massenzio tiranno no ricevuto il lume del vangelo pel

dell'impero; ed i vandali passati ministero de' romani inviali dai Som-


nell'Africa, e capitanati da Genseri- mi Pontefici, e non per quello de-
co , la presero ai
19 ottobre 4^9. gli egiziani; nonché per avervi i ro-
I re suoi successori ne conservaro- mani stabilite delle colonie, la cui
no il dominio sino all' impero di lingua latina si propagò nella na-
Giustiniano I, nel quale avendo Be- zione, che perdette l' originario lin-
lisario suo generale sbarcata una po- guaggio fenicio. Perciò era ben giu-
derosa armata, la tolse nel 534 a sto, che Cartagine fosse governala
GelimerOj e al timore de' vandali nel- piuttosto dai latini , che dai greci.
r Africa. Quindi gì* imperatori d'O- In fatti questa chiesa insigne diede
riente r ebbero in possesso sino a solenni riprove alla sede Romana
Leonzio, sotto l' impero del quale gli della sua sommissione e gratitudine,
arabi saraceni la presero verso l'an- anche sotto il dominio straniero van-
no 695 , la saccheggiarono e la ri- dalico. All' articolo Africa, e parti-
dussero al nulla, dopo settecento an- colarmente in molti altri analoghi a
ni di esistenza (
quanti n' erano toc- questo, si parla di ciò che riguarda
, ,

iiS CAR CAR


le glorie e vicende di sì illustre scovo di Tours, monsignor Mont-
chiesa, ove fiorirono Tertulliano, s. blanc, Cardinal Filippo de An-
il

Cipriano , e tanti padri e pastori gelis, nominalo da Pio Vili nel con-
che ne accrebbeio lo splendore, men- cistoro de' 18 mai*zo i83o, elevalo
tile si vedranno i principali suoi av- alla porpora, e alla sede di Monte-
venimenti, registrati ne' fasti del cri- fiascone, nel i838, dal Papa re-
stianesimo, in quanto venne tratta- gnante, e il presente nunzio aposto-
to nei suoi numerosi seguenti con- lico di Baviera monsignor Michele
cilii. Viale Prelà , fatto arcivescovo di
Ma dopo che la chiesa di Car- Cartagine dal medesimo Gregorio
tagine dovette soffrire le vicende la- XVI, nel concistoro de' 12 luglio
grimevoli degli scismi, e il peso del- i84i.
le invasioni barbariche, vide il suo
infelice fine nella occupazione dei Concila di Cartagine.
saraceni, onde dopo il 691 l'aspet-
to di questa chiesa fu interamente Il primo fu tenuto dal vescovo
cangiato, dappoiché l'ignoranza e di Cartagine Agrippino, coli' inter-
r empietà occuparono pressoché tut- vento di tutti i vescovi dell' Africa,
ti gli spiriti, e si videro a disonore nell'anno 200, come afferma Tille-
della religione, molti cristiani, il cui mont, sebbene altri lo credono ce-
coraggio avea saputo resistere agli lebrato nel 2 15 , altri nel 217 e
sforzi infernali degli scismi e delle anche nel 225. Fu contro il bat-
eresie, correre in folla sotto gli sten- tesimo degli eretici, decidendosi che
dardi di Maometto, cangiando il van- faceva d' uopo ribattezzarli. Regia
gelo coU'alcorano. Tuttavolta alcuni Labbè, e Arduino, tomo I. IlLen-
vi rimasero ancora fino al pontifi- glet coir autorità di quest'ultimo di-
cato di s. Leone IX, dopo la metà ce, che il secondo concilio Cartagi-
del secolo XI; ma questa non fu nese ebbe luogo nel 2i5, sulla di-
che una debole luce, la quale tutto sciplina ecclesiastica.
ad un tempo terminò di risplende- secondo ai i5 maggio 25 1 si
Il

re, come può vedersi nelle belle celebrò da s. Cipriano vescovo di


dissertazioni di Emmanuele Schel- Cartagine con molti altri vescovi.
strate, massime in quella stampata In esso esaminossi la causa di quelli,
in Colonia, De Ecclesia africana eh' erano caduti nella persecuzione
sub primate Carlhaginiensi. di Decio, e si regolò la condotta da
Attualmente la chiesa di Carta- tenersi con quelli, i quali si erano
gine é arcivescovato in partibuSy indotti a ricevere dalla magistratu-
colle seguenti egualmente in
sedi, ra de' certificati di aver sagrificato
parlibus, per suffraganee: Assuro^ agi' idoli, per cui si dissero libella-
Calamata, Costanùna, Graziano- tici. canoni penitenziali, che allora
I

polij Bona, Irina, Laro, Madara^ si formarono, vennero riguardati


Mauara, Mayula , Oria, Ruspa, come il codice penale della Chiesa,
Tabarca, Telepta, Numidia, Fera^ siccome approvati dal Pontefice s.

Targa, Usula, Utine, Tagasta, Za- Cornelio. Sì trattarono con indulgen-


mora, Lambesa e Mileto. Gli ul- za quei, che dopo la loro caduta, es-
timi prelati, cui fu conferito questo sendo restati nella Chiesa , aveana
arcivescovato, sono l'attuale arcive- continuato a piangere i loro pecca-
CAR CAR 129
li ; laddove nel concilio precedente Cartagine l'anno 257, e tratta sul
era stato risoluto di non dar loro medesimo argomento. I vescovi di
la pace, se non quando fossero in Numidia in numero di diciotto a-
pericolo di morte, mentre in questo vendo scritto a s. Cipriano per sa-
si ordinò di darla prima. Indi ven- pere se dovessero ribattezzare gli
ne scomunicato per la seconda volta eretici , come già praticavano, il con-
lo scismatico Felicissimo co' suoi a- cilio risolvette affermativamente. Di-
derenti. Regia , Arduino , t. I , e s. versi autori sono di parere, che in
Cipriano nelle sue epistole. detti anni fossero tenuti in Car-
11 terzo si tenne nell'anno 252, tagine anche altri concilii. Ibidem.
contro Privato, Felicissimo, e Nova- s. Cypr. 70 p. 174- V-
epist. Di-
ziano antipapa. Regia, Arduino t. I. zionàrio portatile de concilii,
Il quarto, sopra il battesimo degli L' ottavo, nel 3 1
1 ,
decise si do-
eretici,ebbe luogo nel 253. Vi si vesse eleggere in vescovo della città
lesse la lettera del vescovo Fido, Geciliano, che fu ordinato da Feli-
onde fu ripreso Terape , e siccome ce d^Atponga in vece di Mensurio.
Fido avea proposto, che non si do- Baluzio, Nova collect.

vessero battezzare i fanciulli se non Il nono egualmente nell' anno


aveano otto giorni, s. Cipriano, alla 3i ove settanta vescovi di Nu-
I ,

testa di séssantasei vescovi, decise midia deposero Ceciliano, ed ordi-


non esser necessario attendere tal nando Majorino, formarono lo sci-
tempo definizione che nella Chiesa
: sma de' donatisti. Quest' adunanza
fu assai ammirata. Questo stesso con- viene riguardata come un conciha-
cilio trattò delle preghiere, e del sa- bolo di scismatici condan- ,
giacche
giifizio pei defonti, come di prati- narono Ceciliano senza ne accusarlo,
che antiche. S. Cipriano, ep. II, p. né ascoltarlo. Regia, Labbé, Ardui-
117, Baluzio in Collect, e i citati no t. I.
autori. Il decimo si tenne nel 3 1 2 , ed
Il quinto, adunato nel 254 ^^ s. in esso Ceciliano fu assoluto. Ibi-
Cipriano con trentasei vescovi, fu dem. Lenglet, all'anno 333, coli' au-
contro Basihde vescovo di Lione, e torità dell' Arduino, registra un con-
Marziale vescovo di Astorga, per es- cilio sopra i libellatici.

sere stati libellatici, cioè per aver L' undecimo nel 34B, o 349, da
preso de' biglietti o certificati, come Grato vescovo di Cartagine fu con-
se avessero sagrificato. Regia, Lab- vocato coi vescovi di tutte le pro-
bé, Arduino t. I. vincie dell'Africa. Molti donatisti fu-
Il sesto, tenuto nel 255, da s. rono riuniti alla Chiesa, ed è il più
Cipriano, per la questione del bat- antico concilio Cartaginese, di cui ci
tesimo degli eretici, era composto restano i canoni. Se ne formarono
di sessantuno vescovi, ma fu dichia- tredici : il primo proibisce di rinno-
rato nullo. Di esso fu soggetto la vare il battesimo in nome della ss.
celebre questione col Papa s. Stefa- Trinità; il secondo riguarda l'onore

no I. Alcuni opinano, che gli afri- dovuto a' martiri, e vieta di vene-
cani riguardassero la controversia rare quelli, che eransi precipitati, o
come spettante la disciplina, non il uccisi per pazzia ; il terzo rinnovò
domma. Ibidem. la proibizione a' chierici di coabita-
11 settimo concilio celebrossi in re con donne ; il sesto inibisce ai
VOL. X. 9
i3o CAR CAR
chierici cìi tratiare adàii secolari ; il presiedette alla testa di circa cin-
tlecimoterzo d'imprestare ad u^iira; quanta vescovi , i quali formaronvi
il decimoquarto lulinina le censure altrettanti canoni. S. Agostino v' in-
ai laici dispreiza lori de' sagri canoni, tervenne , e la sua disciplina fu ri-
e minaccia ai chierici di essere de- putala santissima. Col pnrno fu or-
jK)Sti ed esclusi dal clero : /ìnaimenle dinato a' vescovi di prendere ogni
si deci*etò, che per giudicare un dia- anno informazione dal primate, sul
cono occorrono Ire vescovi, sei per giorno in cui devesi celebrare la

un prete, dodici per un vescovo. Pasqua; il secondo prescrisse che il

Regia t. IH, Labbé l. If, e Ardui- concilio generale dell'Africa si adu-


no t. I. nerebbe ogni anno , e che tutte le

Il duodecimo, nel 890, fu con- Provincie, le quali hanno delle prime


vocato da s. Geneoldo vescovo di , sedi, vi manderebbero tre deputati
Cartagine. Vi si fecero tredici ca- dei loro concili particolari ; il terzo
noni col primo si dichiarò una pro-
; ordina ai vescovi la piena cognizione
fessione di fede , come quella degli de'sagri canoni prima di essere ordi-
apostoli, e di credere e predicare la nati; il sesto proibisce di
amministra-
ss. Trinità ; il secondo rinnovò il re il battesimo o l'eucaristia a' mor-
decreto di un concilio precedente, ti ; l'undecimo vieta di assistere agli
intorno alia continenza imposta ai spettacoli ; il deci mollavo proibisce
tre primi gradi del chiericato; il di ordinare alcuno vescovo , sacer-
terzo nuovamente vietò a' preti la dote, o diacono, a meno che non fos-
consagrazione del crisma, quella sero tutti cattolici quei , che si tro-
delle vergini, e la riconciliazione dei vavano nella casa di lui ; il ventesimo
penitenti alla messa pubblica ; il set- primo non permette ai vescovi di ri-
timo comanda che vengano scomu- tenere presso di se, e di ordinare
nicati i chierici, 1 quali ricevono co- chierici delle altre diocesi ; il vente-
loro che furono scomunicati da al- simoquinto vieta a' chierici il recarsi
cun vescovo senza il di , permesso a trovare femmine senza compagnia:
lui;il duodecimo vieta l'ordinarsi il ventesimosettimo proibisce loro le
vescovo , senza il consenso del me- osterie; ventesimonono comanda
il

tropolitano. di celebrare la messa a digiimo il ;

Leggesi ancora tra i suoi canoni, trentesimo esige, che si battezzino gli
che il vescovo era il ministro ordi- infermi, i quali non possono parlare,
nario della penitenza, e il sacerdote allorché abbiano prima domandato
solo in sua assenza, o in caso di tal sagramento. In questo concilio
necessità. Labbé tom. IT, Arduino, fu anche proibita la traslazione da
tom. I. Il Lenglet inoltre, nel 389, una sede all'altra, e si formò un ca-
registra un concilio cartaginese per talogo delle sagre Scritture conforme
le disposizioni di un concilio gene- a quello che abbiamo oggidì. Regia
rale , nel 393, per la pace della tom. Ili, Labbc t. II, Arduino t. I.

Chiesa , sotto Primiano vescovo del- Il quattordicesimo fu celebrato,


la città , eh' ebbe contrari quaran- nel 398 , da s. Aurelio vescovo di
tatre vescovi, e, nel 394, sulla di- Cartagine, con circa duecento quat-
sciplina ecclesiastica. tordici vescovi, fra' quali s. Agostino.
Il decimo terzo si tenne nel 897, Vi si formarono centoquattro canoni
nell'episcopato di Aurelio, che vi celebratissimi nell'antichità, i quali
CAR CAR i3i
per la maggior parte riguardano l'or- Africa nasceva in parte dall'oppres-
dinazione , e i doveri de' vescovi e sione de' donatisti, dalla loro molti-
de' chierici. Vi sono proibite le tras- tudine, e dalla sollecitudine de' ve-
lazioni, se non fossero per vantaggio scovi rigorosi nella scelta de' chie-
reale della Chiesa; e in tal caso si rici. Vi si formarono quindici ca-
stabilisce, che dovessero essere fatte noni; il terzo approvò la legge
con autorità di un concilio pei ve- della continenza pei vescovi , sacer-
scovi, e coll'autorità di un vescovo doti e diaconi ; il quarto proibì l'alie-

pei sacerdoti , e pegli altri chierici. nare i beni della Chiesa, senza l'av-
In oltre s'impone alle vergini, che viso del metropolitano; l'ottavo pre-
vogliono farsi consagrare dal vesco- scrive doversi eleggere il vescovo
vo di dover presentarsi con abito
, entro l'anno della morte del prede-
secondo lo stato cui vogliono abbrac- cessore ; il decimo vieta a' vescovi
ciare; che gli sposi nel ricevere la l'esentarsi senza legittima causa dai
benedizione del matrimonio sieno ac- concili nazionali ; il decirnoquarto
compagnati dai congiunti e paraninfi, provvide all' erezione delle cappelle
ed osservino la continenza nella not- in onore de' martiri. In questo con-
te che segue la benedizione pel ris- cilio si decretò pure , che i vescovi
petto che a questa si deve; che ven- devono abitare presso la cattedrale.
gano scomunicati quelli, i quali e- Regia t. Ili, Labbé II, Arduino I.
scono dalla chiesa durante la predi- Il decimosettimo, nel 4^3, fu com-
ca; che in caso di bisogno un dia- posto da tutte le provincie dell'Afri-
cono presente il prete , e col suo ca. In esso venne deciso , che non
consenso può distribuire l'Eucaristia ;
s' inviterebbono i donatisti a trovarsi
permette agli eretici, giudei e paga- coi cattolici per le ragioni che li

ni l'entrare nelle chiese per ascolta- dividevano dalla comunione, ma i


re la divina parola; e scomunica vescovi viciniori si recherebbono da

come omicidi dei poveri coloro, che loro; e fu proposto il modo di con-
ricusano di soddisfare ai legati fatti cihazione. Fabricius.
alle chiese, ai moribondi , ovvero Il decimottavo fu tenuto l'anno
non
I Ibidem.
vi soddisfano che stentatamente. 494 per
ratore contro
invocar
i
l'aiuto
donatisti, e vi fu de-
dell'impe-

Il decimoquinto fu celebrato nel- ciso,secondo il parere di s. Agostino,


l'anno 899. Vi si deputarono due di por in vigore la legge di Teo-
vescovi per ottenere da gì' imperatori dosio, che impose la multa di dieci
una legge, la quale proibì di levar lire d'oro sugli eretici. Ibidem.
dalla chiesa i rei , che vi si rifu- Il decimonono nell'anno 4^7) de-
giavano. Baluzio, in nov. collect. cretò di scrivere al Pontefice s. In-
Il decimoseslo concilio si adunò nocenzo I, intorno alla pace della
Tanno ^00 o ^01 , colla presidenza Chiesa romana coli' alessandrina , e
del celebre s. Aurelio, e di seltan- vi si fecero alcuni canoni.
tadue vescovi, ed incominciò agli 8 ventesimo si tenne l'anno 4^^?
Il

di giugno. Venne proposto di depu- a' 16 giugno, e vi fu deputato il


tare a Roma e a Milano, e chie- vescovo Fortunaziano all'imperatore
derne 1 approvazione, per ascrivere al contro i gentili e gli eretici.
clero i figli dei donatisti convertiti, Il ventesimo primo nel 4^9 è ri-

giacche la scarsezza de' chierici in guardante i donatisti.

I
i32 CAR CAR
Il Tentesimosecondo, nel 4'o> f" ti gli autori, sembra che sia lo stesso
tenuto in sequela della domanda fat- concilio precedente.
ta ad Onorio impemtore, accioccliè 11 ventesimosettimo, del 419, ver-
vocasse la libertà accordata ai do- sò sopra la fede , la disciplina e le
natisti. appellazioni Fra suoi trentotto
. i

Nel 4 » J si celebrò in Cartagine canoni da notarsi il XXXV


, è ,

coH'autorizzazione di Onorio la fa- che esclude per testimoni ed accu-


mosa conferenza fra i cattolici e i satori, gli schiavi, e le persone in-
donatisti per la loro riunione, affine fami ec, non che gli eretici, i giu-
di convincere questi ultimi della ne- dei e i pagani. Il trentesimo ot-
cessità di essere nella Chiesa catto- tavo vieta al vescovo d' impor-
lica. Vi assistette s. Agostino, il re pubblica penitenza al peccato-
<[uale confuse i donatisti, la cui setta re , che avrà a lui solo confessa-
sensibilmente diminuì dopo tal con- to il proprio fallo. Vi presiedette
ferenza. Baluzio. Aurelio, in uno al primate di Nu-
Il ventesimoterzo concilio fu te- midia , e al legato pontifìcio , col-
nuto l'anno 4 1 ^ contro Celestio di- r intervento di duecento diciassette
scepolo di Pelagio, che seminava i vescovi. Ibidem.
suoi errori nella città di Cartagine, Il ventesimo ottavo fu celebrato
e vi fu scomunicato. Regia IV, Lab- contro i manichei. Baluzio in collect.
bé li, Arduino I. Il ventesimo nono fu tenuto nel
ventesimo quarto , nel 4 ^ ^ >
Il 484, in cui Unnerico re de' vandali,
egualmente contro Pelagio e Celestio, fautore degli ariani, avendo oid ina-
era composto di sessantotto vesco- io a tutti i vescovi cattolici di Afiica
vi presieduti da Aurelio di Cartagi- di lecarsi a Cartagine, per rendere
ne, i quali scrìssero a Papa s. In- ragione della loro fede (tra i quali
nocenzo I, supplicandolo ad unir la e' era Eugenio allora vescovo di Car-
sua autorità ai loro decreti emanati tagine, che avea generosamente pro-
contro i due eresiarchi, enumeran- fessata la fede nicena cogli altri ve-
done i principali errori. Regia IV, scovi africani), esiliò più di quat-
Arduino I. trocento di detti vescovi zelanti. Re-
Il ventesimoquinto, nell'anno 4i7j gia t. IX, Labbé IV, Arduino II.
composto di duecento quattordici Il Tanno 5iQy presie-
trentesimo.
vescovi, alla cui testa fu Aurelio, duto da Bonifacio vescovo di Car-
è chiamato da s. Agostino concilio tagine, era composto di sessanta ve-
di Africa, perchè v' intervennero pa- scovi. In esso rinnovaronsi i canoni
recchie Provincie. Vuoisi che il ve- de' precedenti concili, e fu ordinato
scovo di Cartagine lo convocasse do- che i monisteri sarebbono indipen-
po avere ricevuto la lettera di Papa denti dai chierici, come sempre lo
s. Zozimo. Vi si fecero alcuni de- erano stati. Bonifacio rese grazie a
creti intorno alla fede contro i pe- Dio della pace restituita alla chiesa
lagiani. Ibidem. d' Africa , e vi si lesse il simbolo
Il ventesimosesto si tenne l'anno Niceno. Regia XI, Labbé IV, Ar-
4i8 sul medesimo argomento. Vi duino II.

si fecero otto canoni per condanna- Il trentesimo primo , l'anno 534


re gli errori di Pelagio e di Cele- o 535, fu tenuto per ricuperare i

stio. Per altro non riportandolo tut- beni ecclesiastici usurpati dai van-
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dalij e per ripristinare la disciplina CARVAIAL Giovanni Cardìnàk.
e la libertà della Chiesa. Mabillon Giovanni Carvaial nacque da illu-
in Analect..