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C3

DI

7&>

DIZIONARIO
ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PRINCIPALI

E PI

SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI^ AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

DELLA
AI
RITI,

CHIESA

CATTOLICA

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI
,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII

ARCIVESCOVILI E , ALLE FESTE PI SOLENNI,


,

ALLE CEREMONIE

ALLE

CAPPELLE PAPALI

CARDINALIZIE E

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DI

GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI SUA SANTIT

GREGORIO
VOL.

XVI.

XII.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


WDCCCXLI.

DIZIONARIO
DI EPX'DIZIOKE

STORICO-ECCLESIASTICA
'-SSJ'

C
CHI
Ss.

CHI
ovvero
s.

Cosma
delle

Damiano,

S.

Croce
e titolo

in

Gerusalemme ,

basilica

Cositnato,
te,

come dicesi volgarmenmonache francescane in


V. Francescane.
s.

Cardinalizio, in cura dei


cisterciensi, nel rione

monaci

Monti.

Trastevere.

S.

Costanza. V. Chiesa
se

di

s.

Agne-

Sul campo Esquilino, fra le porte Giovanni e Maggiore, sorge queil

sta insigne basilica, presso

palazzo

FUORI LE MURA.

e nell'agro di Sessorio cittadino romano, che perci chiamata Sessoria-

S.

Crescexziana ,

Chiesa e

titolo

Cardinalizio non pia

esistente.

Per inchiudere quel palazzo nelmura, stante la sua vastit, fece fare Aureliano alle mura medesime che tuttora si quell'ampio gomito
na.
le
,

u,n
lio

titolo
si

antichissimo questo,

vede

presso

l'

anfiteatro

castrense.

e di esso

fa

menzione nel conci-

romano
si

celebrato nell'anno
i
,

494
prete

Costantino eresse la basilica in memoria della ss. Croce a lui apparsa,

ove
di

leggono

nomi
e

di

Bono

questo

titolo

di

) incemaso

arciprete.

Di

tal
I,

chiesa, fabbricata
eletto l'anno 3c)8,

dopo che ({nel santo legno fu venuto dall'imperatrice Elena madre. E perci che la basilica,
l'essersi

rin-

sua
oltre

da
fa

s.

Anastasio

detta Sessoriana dal luogo,

nella via

Ma inerti na

o di Marforio,
;

fu anco appellata Eleniana dal fatto,

menzione Anastasio Bibliotecario a' tempi di s. Gregorio I forse gi era distrutta. V. Carlo Bartolomeo Piazza, La gerarchia Cardinalizia, De' titoli antichi distrulli e

ma

per averla eretta il figlio alle istanze della madre Elena, e per avervi essa abitato d'appresso, mostrandosi

ancora

la

di lei stanza.

Quindi ven-

soppressi, pag.

53

1.

ne denominala s. Croce in Gerusalemme, perch fra le insigni reliquie.

6
che possiede,
vi

CHI
si

CHI
va
la
,

parte della vera

conserva una gran croce , e del suo


I

prerogativa nel Cardinal tifodi poter celebrare nel giorno


sull' altare

lare

consagr ai titolo. S. Silvestro 20 marzo , e quindi Costantino la


la

di gioved
basilica

papale della
6.

patriarcale

di

Lorenzo
ri-

ricolm
rendite,
la

di

preziosi donativi

e di

fuori le
S.

mura.
II,

come

descrive

il

Piazza nelNell'ara-

Gregorio

nell'anno 720,
s.

Gerarchia, a pag. 342.

fabbric la chiesa;

Leone

III

la

no 436 fu celebrato in questa chiesa un concilio, o sinodo romano, con


cinquantasette vescovi, nel quale san Sisto III si purg dalle calunnie di
Basso, che essendo poco dopo morto, fu dal Pontefice caritatevolmente se-

restaur, quindi Benedetto VII verso

l'anno

976

la rifece in

uno

al

con-

tiguo monistero, accrescendovi il numero dei monaci, i quali erano


succeduti
secolari
,

ai

sacerdoti

canonici

nell'uffiziatura.
a'

Morto Be-

polto in s.Pietro.

l'anno 5oo Papa

Allorquando poi con s. Simmaco

nedetto VII,
nal Baronio

io

luglio

984, fu
il

sepolto nella basilica, dove

Cardi-

cento ventisette vescovi celebr nel portico Vaticano il sinodo palmare, la prima azione fu tenuta in santa

osserv

l'iscrizione se-

polcrale, che riporta a detto anno,

Maria
S.
silica

in Trastevere

e la seconda

nella basilica Sessoriana.

Verso il o5o, s. Leone IX vi pose i monaci di monte Cassino e verso quel tempo il Cardinal Ubaldo, ve1 ;

Gregorio
il

diede a questa ba-

scovo Sabinense. fece

il

ciborio so-

titolo Cardinalizio, vi cele-

br diverse sagre funzioni, come pure fecero


i

di lui successori.

Vi pose

pra l'altare maggiore, sotto di cui in un' arca di porfido o basalte si conservano i corpi dei ss. martiri
Cesareo,

di pii la stazione nella seconda do-

menica dell'avvento,

nella quarta di

ed Anastasio. 1061 Papa Alessandro

Eletto
II,

nel
ca-

gi

quaresima, e nel venerd santo; nel qual giorno il Papa vi si recava scalzo dalla basilica lateranense, per
celebrare
si
i

nonico regolare di s. Frediano di Lucca, e vescovo di questa citt


trasferendo altrove
i

benedettini, la
regolari
della

divini

offici.

Quivi ancora
detta

assegn

ai

canonici

faceva la solenne benedizione deld'oro,,

la rosa

nella

IV dodcll'av-

sua congregazione; ma nel ir 19, Calisto II diede il monistero e la basilica a'eanonici regolari laterancnsi,
il

menica di quaresima, ed eravi cappella papale


s

nella
la

terza
dell'

cui titolo

venne
fu

in progresso conlnto

vento, e
quali

per
ss.

festa

inven-

dai Pontefici a' loro Cardinali.


di questi

Uno

zione della

Croce, funzioni delle


nell'arti-

Gherardo Caccianemici.,
1
1

facemmo menzione

che esaltato, nel


to col

44>

ai

pontifica-

celo Cappelle Pontificie, in

uno

alle

nome

cerimonie, che per esse aveano luogo


in

la basilica

Lucio li, rinnov dalle fondamenta, e ridi

questa basilica. Tanti pregi in


basilica

fece

il

chiostro.

In progresso, e nel

adunati resero questa


delle sette chiese di

una
che.

Roma (fedi),
fedeli

vengono
dai

visitate

dai

per luconcesse

1370, Urbano V, con breve dei 18 luglio dato in Montefascone, diede la chiesa e il monistero ai certosini
[Fedi), perch
vi

ararvi le sante

indulgenze
tacersi, basilica

fabbricassero

una
trasalle

Papi.
di

N deve
questa

che

il

Certosa;

ma
in
s.

a cagione dell' aria fuvece da Pio


degli

titolo

avuto da

rono dipoi
feriti

IV

molti Cardinali spagnuoli, aggiunge-

Maria

Angeli

CHI
terme
tificio

CHI
il

Diocleziane, secondo

pon-

basiliche,

e chiese di

Roma,

apr
in

breve de' 27 luglio i56i. Pio

per quelle

che

avevano luogo

quindi consegn, ad istanza del suo nipote Cardinal s. Carlo Borro-

IV

questa basilica, la bella strada, che


a s. Maria chiamandola Felice dal nome, che aveva prima del pontificato. Urbano Vili tolse da questa a dritta linea conduce

meo,

la

basilica

il

monistero

ai

Maggiore,

cisterciensi

ritenuta.

dia
lari

[Vedi), dai quali pure Mentre 1' avevano in custocertosini, due Cardinali tito-

basilica

una porzione

del legno del-

divennero

sommi

Pontefici, cio
c l

la ss. Croce, e la diede alla basili-

Cosimo Migliorati nel i445

n0 "

ca vaticana.
riposta

V ha
s.

chi dice

che
la

la

VII, e Marcello Cervini nel i555, con quello di Marcello


II.

me d'Innocenzo

reliquia della stessa vera Croce

qui
terza

da

Elena,
lei

fosse

parte di quella da
vi

ritrovata in

Nello stesso tempo, che

stava-

Gerusalemme.
Benedetto
ca,

no

certosini, e

Pietro

Gomez

di

mentre il Cardinal Mendoza spagnuochiesa


il

XIV

che

era

stato
basili-

Cardinale litolare
di

di questa

lo restaurava questa sua

ti-

tolare, di cui fece

ancora

soffitto

dopo il 1743, con architettura Domenico Gregorini, conservanle

con

ricche

dorature,

nell'
>

ultima

do

antiche forme, la restaur in,

domenica
co sopra
della
ss.

di gennaio

i49 2 fu nella

teramente

facendo

pure

l'ampia

parte superiore della cupola nell'aril coro trovato il titolo Croce [Vedi), alla quale il

strada, che

conduce

alla basilica la-

teranense. Eresse pertanto la facciata,

il

portico, che

adorn
quattro

di

pi-

venne sospeso e crocefisso


tore del

Salva-

lastri

e di

colonne,

delle

mondo,

titolo,

come ognun
Era

quali sono di granito, e sostengono


la

sa, scritto in

lingua ebraica, greca, e

volta.

Rinnov quella

dell' interla

latina, e posto in questa basilica.

no, nobilit la tribuna, e

ridusse

stato rinchiuso in

una

cassa di

piom-

nello stato attuale, leggendosi quanto


egli
vi

bo con tre sigilli, ed iscrizioni nella muraglia, pi di mille anni prima,


dall'
110.

oper nella lapide, che fu

col-

locata nell' interno sulla porta


giore.

mag-

imperatore Flavio ValentiniaInnocenzo Vili, che allora re,

La

chiesa
e

gnava
ai

si

rec

col sagro
s

Collegio preziosa
so-

pilastri,

ha tre navate divise da da otto grus-e colonne di


le altre

12 marzo a venerare

granito egiziano, essendo

cotri-

reliquia, e

comand, che
basilica

nelle

perte da piloni. Nella volta della

lennit

della

fosse

esposta

buna sono vi

le pitture a

fresco del

sull'altare alla divozione


lo.

del popo-

Alessandro VI, con bolla del i4q6, concesse indulgenza plenaria


nell'ultima
la

Pinturicehio; e quelle della gran volta furono eseguite da Corrado Giacquinto, che fece pure quelle al basso della tribuna medesima.
Il

a quelli, che
di
tri

domenica
chiesa. Al-

bal-

gennaio visitassero
Cardinali titolari
di abbellirla, e di

non mancarooperarvi di-

dacchino dell' altare maggiore sostenuto da quattro colonne di breccia corallina.

no

La

piccola

loggia

in

versi ristauri. Poscia Sisto

V,

fra le

alto a destra

comunica con una capove


si

diverse

strade
1'

ristabilire

che apr, affine di uso antico della celebra-

pella superiore interna,

con-

servano

le

tanto insigni reliquie di

zione delle Cappelle Pontificie nelle

cui doviziosa questa basilica, e del-

8
le

CHI
quali

CHI
de' 3

a pag.

enumerazione il Piazza i4& del suo Menologio Rofa

mano.
di
s.

sinistra poi del detto altasi

re maggiore

scende alla cappella

maggio, il senato romano in ogni quadriennio fa l'oblazione di un calice d' argento e di quattro torce ui cera. Il p. Raimondo Besozzi
scrisse
s.

Elena, costruita nel luogo do-

la

Storia della basiliin

ve questa imperatrice fece collocare una quantit di terra condotta in

ca di

Croce
il

Gerusalemme,
la

Roma

i7 5o,

quale essendo allora

Roma
Ges

dal luogo

ove fu
si

crocefisso

Cristo. All'ingresso

legge

una

abbate del contiguo monistero, dedic a Benedetto XIV.


Ss.

antica iscrizione in onore di quella

imperatrice,

cui

riporta

il

Piazza

Croce, e

s.

Boy ave** tura

dei

nella Gerarchia, a p. 546, sotto titolo: Della venerabilissima capil pella di s. Diaria imperatrice. Le pitture a fresco sono del Pomaranci, i mosaici della volta sono di Baldassare Peruzzi, e nell' altare in mezzo,

Lucchesi, gi de
Cappuccini.

Cappuccini. V.

Ss.

DoMEyico

e
delle

Sisto

Magnapoli
nicane.

a monte , monache Dome-

Vedi.
in Trastevere,

evvi la statua di

s.

Elena. AnS.

che questa cappella fu consagiata da s. Silvestro I ad istanza della pia


imperatrice,
sario della sua
ai

Dorotea

con par-

solo

nell'annivercio

rocchia in cura de' p. conventuali. V. Francescani Conventuali.


S.

consagrazione,
della

20 marzo, a motivo
si

gran
es-

venerazione, in cui
sere visitata dalle

tiene,
1

pu

Egidio in Trastevere delle, monache carmelitane riformate. Vedi


.

donne.

sonimi
restauS.

Pontefici furono solleciti in


rarla,

ed abbellirla,
i

ed altrettanto
,

EtEyAa Tor Pignaltara.


sa de'
ss.

praticarono
vi

titolari

massime
e

V. ChiePietro e Marcellino a

Cardinali Bernardino Carvajal,


fece
i

due

altari
i

nel

149^,
il

rifece
il

stero,

non che

che che portici del moniCardinal Qui 110laterali,

torre pignattara.
S. Eligio degli orefici. V. Universit'

artistiche.

quale l'abbell nel i537, il Cardinal della Cueva, che fece il panes,

S.

vimento, e i gradini per ascendere al coro ed il Cardinal Alfonso Latta, che le assegn alcune rendite per accrescerne lo splendore, facendo lo
,

nalizio

Emiliana, chiesa e titolo Cardinon pi esistente.

Alla vergine e martire

romana

s.

stesso
i

il

zelanti cisterciensi.

Cardinal Alberto d'Austria, ed Finalmente il Cardel contiguo monisle-

Emiliana, diversa dalla zia di s. Gregorio I di egual nome, fu fabbricata


e

dedicata

in

Roma una
Cardina-

dinal Gioacchino Besozzi, gi abbate cisterciense


ro,

chiesa, che divenne titolo


lizio,

epoi

titolare,
la

morendo
sono

nel 17 53,
le
fe-

lasciolle

sua eredit. Tutte

prima del nominato Pontefice, dappoich al sinodo romano, celebrato nell' anno 4f)4 da s. Gelasio
I,

ste della

ss.

Croce

celebrate

intervenne
col

Giovino
di
s.

prete

Car-

con solennit in questa chiesa, e con indulgenza plenaria. Per quella

dinale

titolo

Emiliana.

Questa

chieda, stando per rovinare,

CHI
fu fatta

CHI
s.

9
da
Sisto
di

demolire da
il

Gregorio

I,

si

disse, fu spianata

V, anrovi-

che trasfer

suo
s.

titolo Cardinalizio

che
naie.

perch

minacciava

nella chiesa di

Balbina.

S.

Eufemia,
nalizio

chiesa e

titolo

Cardi-

S.

non pi

Eusebio, cura dei


Monti.

titolo

Cardinalizio
nel

in

esistente.

p.

Gesuiti,

rione

Questa chiesa fu eretta nel vico s. Pudenziana, e venne chiamata basilica da Anastasio bibliotecario. Era di si antica memoria, che essendo stala dirocPatrizio, presso la chiesa di

te Esquilino,

Questa chiesa fu edificata sul monove principia 1' antica


le

via Preneslina, presso

terme, e

il

palazzo
avanti
il

dell'imperatore

(iordiano,

castello dell'acqua Marcia,

cata sino al pontificato di


I

s.

Sergio

nel sito detto volgarmente trofei di

del 687, fu da lui restaurata. Quindi se ne trova menzione sotto che vi ordin varie s. Leone III, riparazioni, pur estese al contiguo monistero. Minacciando nuovamente rovina s. Pio V per conservarne Carla memoria, dichiarolla titolo dinalizio; finch, volendo Sisto V raddrizzare la strada, che da s. Maria maggiore conduce alla Colonna
, ,

Mario. Nel
la

medesimo
santo
,

luogo,
cui

ove

sorge la chiesa, vuoisi che


casa del
in

esistesse

questo

nobile

romano
,

fu strettamente rin-

trajana,

trasport le
s.

reliquie

nella

Gerusalemme, e poscia la demol. Presso la Colonna trajana, Clemente \ III volle rinnovarne la memoria, nella chiesa che anticamente era dedicata a s. Bernardino. Vi pose le zitelle povere e abbandonate, dette le Dibasilica di

Croce, in

chiuso, e fatto morire fra i patinella persecuzione menti di fame di Costanzo imperatore, seguace dedi Ario. Quindi venne gli errori edificata, e dedicata a s. Eusebio la chiesa, ed eretta in titolo Cardinalizio, prima del pontificato di facendosene menzione s. Simmaco,
negli atti di
s.

Gelasio

del

40 2

nella persona di
le

Probiano Cardinae di ^ alentino


la

di questo titolo,

arciprete,

dal quale rilevasi, che

chiesa fosse
preti,

prima governata dai mentre presso il medesimo

sperse, delle quali

si

tratta all' artis.

titolo risiedeva l'arciprete.

Dur

poi

colo Cappuccine del moni>tero di

Libano, ove

tra chiesa di

che ancora 1' alEufemia, nei primi del secolo corrente, fu demolita per
clicesi,
s.

lungamente ad abitarvi anco il titolare. Poscia s. Gregorio I vi pose la stazione nel venerd dopo la quarta domenica di quaresima; e Papa
s.

rintracciare

il

foro

dell'imperatore
di

Zaccaria, verso
la

l'anno
la

Trajano. Si legge nella vita


I,
il

Dono
an-

staur

chiesa,

74^5 inquale poscia


I,

quale fu creato Papa


restaur, e

nell'

venne
jN'icol

risarcita
I;

da Adriano

da

no 676, che
chiesa di
pia.

dedic la

via Aps. Eufemia nella Per dubita il Pagi, Drev. R.R.


I,

P.P. tomo
sta
la

pag. 2 3q, se

basilica,

edificata
sul

da

s.

sia queche l' Oldoino dice Adeodato !, del 61 5,

ed in appresso fu abbellita da Gregorio IX, e consagrata in onore di s. Eusebio, e di s. Vincenzo martire nel venerd santo del i23o, ponendovi l'indulgenza

da quel

giorno

sino

all'ottava

di

munte Esquilino,

la

quale,

come

pasqua. Sulla dedicazione della chiesa

io
fatta

CHI
da Gregorio IX
il

CHI
a'ss.

Eusebio e

ve emanato

a'

18

febbraio

nell'an-

Vincenzo, a vedersi
sori nascosti pag.

Panciroli, Te-

3o8
il

e 309.

Que-

1820, dichiar che venendo a vacare nella morte del Cardinal


Firrao
il

no

sto titolo per lo pi fu conferito ai

titolo,
,

eh' egli, aveva

di

Cardinali francesi,
sta

perch in queseppelliti

questa chiesa

resterebbe soppresso.

chiesa

furono
era

molti
s.

Tuttavolta,
s.

nel

i834,

il

titolo

di

di quella nazione, e siccome

Au-

rea vergine
Parigi,
cos

assai

venerata in
titolare

un Cardinal
le

per

nome Roberto
la

Parisiense ne fe-

Eusebio venne conferito dal regnante Gregorio XVI, il quale per ai 28 giugno i83q stabil che resterebbe affatto soppresso appena sia
lasciato dal Cardinal

ce dipingere
chiesa,

gesta

intorno

alla

Paolo Polidori,
invece
il

quale fu pure da
dalla chiesa di
s.
i

lui rin-

attuai

titolare

erigendo
de'
ss.

novata, e beneficata.
Sisto

titolo Cardinalizio

IV

Pietro

Gregorio

al

Andrea e monte Celio, come si

Molitorio trasfer in questa


ci

celestini, a' quali

monanell'anno i5r6

legge nella bolla

Romani
essendo
titolo

Pontjficis.

Per nel 1841


porato passato
tolo di

detto
di
s.

por-

Gregorio XIII diede il palazzo del Cardinal titolare. Ampliarono essi il monistero, ed ornarono la chiesa in modo, che poco vi rest dell'antico, meno l'altare principale, che Gregorio IX consagr colle sue mani, ed ove sono le reliquie de' ss. apoMatteo, e Bartolomeo, stoli Andrea
,

al

Prasil

sede, rimase in effetto estinto


s.

ti-

Eusebio.

Il Cardinal titolare di s. Eusebio anticamente era destinato nel giorno di luned a celebrare la messa sul1'

altare papale della vicina patriardi


s.

cale basilica

corpi de'

ss.

Eusebio,

Orosio, e

Si legge nella vita di

Maria Maggiore. Paolo li, che

Paolino,

con parte di quello di san Vincenzo martire. Il corpo di s. Euterio di


s.

un Cardinale titolare di s. Eusebio, siccome amorevole co'Cardinali suoi


colleghi,
lasci

sebio fu quivi trasportato dal cimi-

fondi in sua

morte

Sebastiano, e convenien-

perch

in

questo

suo palazzo fosse


al

temente collocato da Papa


caria, allora
la chiesa.

quando

rifece

s. Zaced orn

imbandito un pranzo

sagro Col-

legio, intervenendovi all'improvviso

Mentre
ci

vi

dimoiavano

mona-

celestini, nel

fior

contiguo monistero l'accademia ecclesiastica decoll-

ali;

ma
si

dopo che

tal

rispettabile

Ordine
vi
i

estinse per le vicende dei

tempi, nel 1820, regnando Pio VII subentrarono i benemeriti Gesuiti,


quali

anco quel Papa. Clemente Vili nel 1596, Camillo Borghese (che nel i6o5 divenne il glorioso Paolo V), gli confer questo titolo. Dipoi Urbano Vili, nel 1G29, in uno alla porpora lo diede a Giambattista Pamphily, che nel 1 644 g u
creare Cardinale, nel
successe nel pontificato col

nome

di

avendo acquistato

la

chiesa
la

Innocenzo X. Ai 25 dicembre 1669,


giorno del santo Natale, non

e la casa, vi hanno formata pi volte l'anno con gran


pegli esercizi spirituali, che

casa

pot

frutto
ivi

danno
di

soddisfazione
ecclesiastici,

del

pubblico
religiosi

tanto
alfi-

ad
tri

che a

Ordini, e secolari.
il

questo
col

Clemente IX, per un impedimento, celebrare la messa in s. Maria Maggiore, n vi era Cardi ual prete che potesse supplirlo avendo lutti celebrato. I Cardinali diaconi, bench preti,

ne

Pontefice

Pio

VII,

bre-

in quella mattina ricevono la santa

CHI
comunione Fra questi
Gualtieri

CHI
la Mentorella o Volturella, parve un cervo, che tra
gli

n
comcorna
le

mani del Papa. dalle eravi il Cardinal Carlo


di

arcivescovo
dell'

Fermo,
diaconale

il
,

quale

era

ordine

per non esservi alla sua esaltazione titolo vacante. Clemente IX pertanto , per non alterare i riti, dichiar
tolo di
la

avea l' effigie di un crocefisso, dal quale ud dirsi io sono Ges Cristo; perch mi perseguiti ? Fu allora, che
:

egli colla
figli

moglie Teopista, e
si

due

Teopisto ed Agapito
fede,

convert

allora

il

Gualtieri

dell'
il

orti-

alla

dine presbiterale conferendogli


s.

per ordine
vollero
li

dell'

vennero tutti esposti imperatore Adriano


le

Eusebio, e

gli fece

celebrare
i

nel Colosseo alle fiere,


toccarli.
Il

quali

non

messa solenne.
il

Da

ultimo fra

Cardinali titolari merita special


zione

mencre

fece

Adriano morire in un bue di bronzo


ed
dice
in

perch

Cardinal

Enrico

Enriquez

rovente,
Quivi,

questo

medesimo
i

napoletano, che Benedetto

XIV

luogo delle terme.


il

a 16 novembre 1753. Con generosa munificenza rifabbric , ed abbell egli questa sua chiesa , formandovi l'interno con pilastri d'ordine jonico.

Panciroli,

fedeli

edificarono
s

un

oratorio in onore di
di

invitti confessori

Ges. Cristo,

finch,

La
gli

volta
altari

dipinta dal

Mengs,
nobili

sono

ricchi

di

marmi,
sta di

e di buoni quadri.
s.

La

fe-

Eusebio

vi

si

celebra ai

i4 agosto.

S.

Eustachio,
rione di
s.
.

collegiata, diaconia

o da Costantino, o a' suoi tempi, venne edificata la chiesa, la quale fu annoverata fra le primarie diaconie Cardinalizie, o avanti, o nel pontificato di san Gregorio I del 5go. Certo , che nel luogo ove il cervo apparve a s. Eustachio, che allora chiamavasi Placido, dall'imperatore Costantino fu edificata
chiesa, consagrata

Cardinalizia con parrocchia, nel


Eustachio.

una
I,

da

s.

Silvestro

e nel

1679

visitata dal Piazza, co-

me
Antichissima l'origine di questa
chiesa,,

che diede
citt.

il

nome

all'

Vili

regione della

Si vuole fondata

egli afferma a pag. 854 della sua Gerarchia. Intorno a che a consultarsi il Galletti, Del Primicerio, a pag. 2ii. Da Cencio Camerario
si

sopra un lato delle terme d' A grippa,


il

quale poco distante eresse

il

Pan-

onde fu detta la chiesa san Eustachio de Pantheon. Quelle tenne furono chiamate anche di Nerone, per essere state ampliale e compite da quell' imperatore, e si chiamarono pure di Alessandro Severo. In questo
theon,
stesso

sa, che Emilia moglie di Guidone conte tuseulano nel 1004 don molte possessioni, e i castelli di san

Vito, di
chiesa di
natrice e

s.
s.

Angelo, e di Agliano alla Eustachio. Stefania sedella det-

matrona romana
tal

ta famiglia,

prima

di

moglie di Alberico II, tempo e verso 1' anno

luogo era

la

casa di sant'Eustacavaliere

chio,

nobilissimo

romano,

della famiglia Ottavia, e gran capitano degli eserciti sotto Tito e Vespasia-

991, per la gran divozione che aveva a s. Eustachio, splendidamente restaur la chiesa, rinnovando alcune colonne della nave di mezzo. Quindi Ottonello, conte tuscolano, in ripa-

no.

Si

converti

dal

paganesimo,

quando andando a
tagne di Tivoli
in

caccia sulle

mon-

razione

della

ribellione

del
siili'

padre
altare

un luogo deito

suo

ad

Alessandro III,

, ,

ii

cui
statua,
fese
il

CHI
dai di lui nemici, ne demolirono la e

maggiore pose un ciborio eli marmo, secondo l'antico rito delle basiliche, cio rivolto verso il popolo, e ne lasci memoria con analoga iscrizione.

alla di
gli

commisero altre gravi oflui memoria. Pio IV,


successe nel
1

quale

559, su bito
in

Mentre era

gi

parrocchia,
il

comand

al

senato di
s

Roma, che

collegiata

con arciprete,

Pontefice

Celestino III
chiesa nel
i

non
196,

solo

restaur la

ma

con solennisconsagr

sima pompa
nella terza

ecclesiastica la

domenica dopo pasqua


i

riponendovi
e
della

coi'pi

di

s.

Eustachio
alle

gran reato, ogni anno si recasse ai 1 7 gennaio in questa chiesa ad assistere alla messa cantata: dipoi venne stabilito, che in quel giorno non avesse pi luogo tale assistenza nella chiesa di s.
espiazione di

sua

famiglia,
reliquie,

insieme

Eustachio,

ma

invece

si

facesse l'ofdi

allre

insigni

che sono de-

ferta in quella della


calice d'argento,

Minerva

un

soline neh' iscrizione di


stente nella
lai

marmo
memoria
,

esi-

chiesa,

in

di

funzione.
alla qual Eustachio

Innocenzo III, Conti appartenne s. nel creare Cardinale il


famiglia

con torcie di cera ec. Dal pontificato di s. Pio V, in questa chiesa di s. Eustachio si solevano conferire i gradi di dottore

agli studenti dell'universit

romana
;

suo cugino

posta

presso
s.

Ugo, nel
diaconia,

1227 divenne Papa Gregorio IX. Questi nelP elevare al Cardinalato


il

98, gli e poi nel


1
1

confer

questa

giorno di

medesima Luca ivi pure


la

e
si

nel
face-

nipote Rinal-

do Conti, nel
IV,
gli

1227, poi Alessandro diede la medesima sua diaquale poscia nel

conia,

la

\iZi

fu

conceduta al Cardinale s. Raimondo Nonnato. 11 perch in appresso Alessandro VII ne accord il di lui uffizio al capitolo. Furono pur diaconi Cardinali di s. Eustachio Baldassare Coscia, che nel iZfio divenne Giovanni XXIII Francesco Piccolomini, che nel i5o3 fu Pio III, e Alessandro Farnese, che nel i534 fu Paolo III. Il pronipote di questo, Alessandro Farnese, fu bat-

da

lui

va l'orazione per l'apertura di quelQuivi nella cappella di le scuole. s. Michele Arcangelo, de' procuratocelebrava si ri di collegio (Fedi), solennemente la festa della Dedicazione, con l'intervento degli uditori di Rota, degli avvocati concistoriali
,

degli

avvocati

della

curia

romana, recitando il sermone un alunno del collegio Nazareno. Tale cappella dal capitolo era stata donata nel 1 60 5 al suddetto collegio,

ma
gi,

siccome spesso insorgevano litiBenedetto XIII ai 16 maggio


la

1729 rivoc
to

donazione, col decre-

tezzato in cotesta chiesa,

poi di-

venne sommo e valoroso capitano. Quivi ricevette pure le acque battesimali Michelangelo Conti, che nel

Essendo per anche, presso il Bull. Rotti, tom. XIII. p. 392. In questa chiesa furono istituite due confraternite, una del ss. Sagramento, l'altra di
s.

Giuliano,

ma

quest'ultima
all'assoluto

non

esiste pi.
1

Avendo Clemente Vili

1721 fu creato Papa

col

nome

di

nell'anno

398 ricuperato
il

Innocenzo XIII, per cui era divotissimo della medesima, e pi volle


nel pontificato la visit.

dominio
in
bil

della Chiesa

cato di Ferrara,

romana il dusenato romano


ai

rendimento
di recarsi

di

grazie a Dio, sta-

Nella morte di Paolo IV, alcuni


del

ogni

anno
s.

3o gen-

basso

popolo

romano

istigati

naio nella chiesa di

Eustachio, e

CHI
farvi
di
l'offerta

CHI
paliotto di seta,

i3
chie-

di

un

desse la muraglia

della detta

velluto, o di altro

ro di

una pianeta drappo, e quindi assistere sa solenne, dopo la quale


no
del
collegio
Salviati

drappo, ovveegualmente di
alla

sa da lui edificata. Alcuni altari delle

cappelle
il

hanno

buoni

quadri,

mesalun-

ed
vi,

un

maggiore, architettato dal Saldiscepolo del Canevari, fu eretto


nipote
di

pronunzia

dalla munificenza del Cardinal Corsini

Prima ed ogni anno nella festa del santo titolare ai 20 settembre, lo stesso senato romano faceva l'oblazione di un calice di
un'orazione.

Clemente XII,
chiesa,

dia-

cono di questa
fici
s.

che

lo

fece

decorare di bronzi dorati, di magnicandellieri,

pose

il

corpo di

argento con torcie di cera ma ora lo fa soltanto ogni dieci anni. In progresso di tempo, e per la
,

Eustachio

in

preziosa

urna
fatta

di
la

porfido rosso, dopo averne

straordinaria inondazione del Tevere,

accaduta nel pontificato


l'antico

di Cle-

i73q, alla cui processione intervenne il sagro Collegio. 11 capitolo composto di


solenne ricognizione nel
sci

mente Vili, rovin


tante archivio, e la
to softr.

imporge-

canonici di prima erezione, e di


e di

chiesa di mol-

tre di seconda erezione,


beneficiati,

nove
I

Laonde con esemplare


il

cio
di di

quattro di prima,
erezione.

nerosit,

canonico

di essa,

don

cinque

seconda

Flaminio Moroli di s. Quirico, diocesi di Camerino, ne intraprese la dai fondamenti, con riedificazione disegno dell' architetto Cesare Crochiamano, lo vara, o, come altri Antonio Canevari, concorrendovi pure il capitolo, e ponendovi la prima pietra ai 1 settembre 1701, con
autorizzazione del Cardinal vicario di

canonicati

prima erezione

sono

Cardinal diacono , seconda spettano ai canonici di prima erezione. I beneficiati poi parte sono nominati dal
del
quelli

nomina

di

Cardinal
nonici di

diacono,

e parte

dai

ca-

prima

erezione, s'intende

Roma,
chiesa
tico,

l'

arciprete

della

collegiata

Ferdinando Cacciaguerra.

Ha

questa
all'andi or-

quando il canonicato, o beneficiato non sia affetto alla Santa Sede nominando allora il Papa. Il p. Atanasio Rircher scrisse V istoria Eu,

un

portico, sostituito
capitelli

con colonne e

dine ionico. L'antico campanile, che


vi
le

stachio-Mariana etc, Romae 166 5". Le prime quattro parti di questo libro ci presentano la storia della
famiglia

contiguo,

secondo
esse
di

alcuni,
citt

ha
di

campane della Castro. Saranno


del

distrutta
forse

quelle
chiesa

comune,

qualche

detta di s. Eustachio, e molte notizie ci somministrano dei diversi rami della famiglia Conti ricavate dal Zazzara. La quarta parte poi,

principale di quella citt, dappoich


il

cio l'ultima,

tratta

della

Cancellieri nelle sue

Compone
di
s.

storia

di questa chiesa.

pag.
la

36, e nel suo Mercato, ove fa


della chiesa

storia

Agnese
117,
di

Ss.

Faustino
sciani.

Giovita

de* Bre-

a piazza

Navona, dice
della

a pag.

V. Beescia.

che

le

campane

cattedrale

Castro, furono per ordine di

Innoe podi

S.

cenzo
ste

trasportate in

Roma,

di

Francesca Romana. V. Chiesa s. Maria Nuova.

sopra un

ingegnoso castello
il

S.

Francesco a monte Mario. V.


GiROLAMiNi,
a'

legno, acciocch

moto non

orfen-

quali appartiene.

i4
S.
.

CHI
Fbjncesco di
Paola. V. Paotori

CHI
Varie sono le opinioni degli scritperch quest' antichissima chiesa si chiamasse in Velabro. Alcuni

lotti, a' quali appartiene.

S.

Francesco a Ripa. V. Francescani MINORI OSSERVANTI RIFORMATI,


cui spetta.

opinano,
il

che ci

derivasse allo-

S.

Galla. V. Ospedale

di

s.

Galla.
di san

Tevere passando sotto il Campidoglio ingrossando , allagava questo luogo , per cui occorreva passare da questo sito del,

ra quando

le radici
*5".

dell'Aventino
trasse
l'

su barchette

Gallicano. V. Ospedale
Gallicano.

donde
di

si

antico

vocabolo

Del Ges. V.
partiene.

Gesuiti, a' quali ap-

Velatura, cio trasportare da un all'altro. Altri dissero, che si chiamasse in Velo aureo per corruzione del volgo, che ne' bassi tempi
luogo
pigliava il B per V. Che si debba chiamare in Velabro, e non in Velo aureo , lo abbiamo da Tibullo. Si chiam ancora questo luogo Puteal Libonis, o dal tribunale di Libone, ovvero dal coperchio di un pozzo molto celebre presso i romani per

Di Gesu

Maria

al Corso. V.

Agostiniani scalzi, cui spetta.

di

Ogni quadriennio per la festa san Nicola da Tolentino, il sena,

to
lice

romano
di

fa

1'

oblazione di
e
di

un

ca-

argento,

torce a quefa

alcune gentilesche
altres

superstizioni.

Fu

sta chiesa, festa

ed altrettanto

per la

detta Basilica
ivi

di

s.

Tommaso
in

di Villanova.

per la casa che


acquist
,

Semproniana Tito Sempronio

S.

Giacomo
gl'

incurabili.

Augusta detto deV. Ospedale di s.


incurabili.

quale avea appartenuto a Scipione africano, che vi avea fabla

bricata
eravi
il

una

basilica. Nelle vicinanze

Giacomo degl'
S.

luogo dove

nel

detto

tri-

G a cono
agostiniane.

alla

Longara

delle

V. Agostiniane con-

vertite.

bunale , per la sede che aveva Libone, si citavano i debitori, e adunavansi i mercanti pei loro traffichi, perci chiamata ad Sedem. La fonte

quivi

vicina,

denominata

di

s.

S.

Giacomo di

Scossacavalli.
ss.

Arciconfraternita del

V. Sacra-

Giorgio, vuoisi che fosse l'antica di

Giuturna,
di

le cui

mento nel volume


del Dizionario.
Ss.

II

pag.

3oo

tate efficaci

alla

acque sono repusanit. Il tempio


che
le

Giano

quadrifonie,
il

sta

dappresso, era

termine della

via

Gervasio
Vitale.

dinalizio soppresso.
s.

Protasio, titolo CarV. Chiesa di

trionfale; e l'attiguo arco, detto degli

argentarii, fu eretto a

Settimio
Pia,

Severo,

a sua
figli

moglie

Giulia
di

ed
S.

a' loro

Caracalla e Geta dai

Giorgio

in Velabro, diaconia

banchieri, o cambiatori
del vicino
foro Boario,

moneta
fu

Cardinalizia,

in cura dell'adunanza
s.

per cui
e

dei giovani di

Maria del Pianto

detto anche
Settimio.

Arco Boario,
che
alcuni

Arco di

presso l'arco di Giano, e di Settimio Severo, nel rione Ripa.

La

chiesa,

chiamano

cui
venne edificata sugli avanzi Semproniana, ma se ne che ai ignora l' epoca. Solo si sa tempi di s. Gregorio I era gi insigne, ed eravi monistero di monaci coll'abbate, al quale, per nome
basilica,

CHI
la

i5
nella
basilica
s.

tribuna da Giotto, e con licenza

della basilica

del

Papa

trasport

Giorche poi fu derubata nel sacco di Borbone, e don pure a detta basilica la vita del santo
vaticana parte del capo di
gio, reliquia
scritta in
re,

Martiniano,
la uftiziata

quel Pontefice
acciocch
diligenza.

ordin
venisse
la di-

riedificazione,

con

Quindi
,

chiar diaconia

Cardinalizia

vi

pergamena, con miniatuche fece eseguire dallo stesso Giotto. Il Cardinal diacono Pietro Tomazzelli, nel 1389, divenne Pacol

pose la stazione nel secondo giorno di quaresima. S. Leone II, creato

pa

nome

di Bonifacio IX, e

il

nell'anno 682, non solo

la ristor,
s.

ma

volle dedicarla

pure a

SebaZacca-

Colonna, nell'anno 1^17, fu esaltalo al ponV. di Martino tificato col nome


Cardinal diacono

Ottone

stiano.

Dipoi

il

Pontefice

s.

ria, dalla basilica lateranense, vi fe-

Ai 2 3 aprile celebrasi la festa di san Giorgio, avendo luogo quella


di
ai 20 gennaio. Il s. Sebastiano Ciacconio poi dice, che nella stessa
s.

di

ce con solennit trasportare il capo s. Giorgio, nella quale occasione

dove fu pure colun'ampolla di sangue. Ora per pi non esistono lo stendardo,


rifece la chiesa,

solennit di

Giorgio, mentre

s.

Leo-

locata

ne
la

III

partiva dal patriarchio latefu


assalito

ranense per celebrarvi solennemente


messa,
dai
tale
ribelli.

e
S.

il

ferro della

lancia

di

questo
in-

santo martire,

e valoroso
la

capitano.

Altri

per descrivono

avveni-

Gregorio

IV

ristor dalle
fece

mento ad
d

altra epoca. Certo , co-

giurie del tempo, vi

un

bellis-

me abbiamo
medesimo
Campidoglio

dal Panciroli, che nel


il

simo portico ornato di pitture, gendo da' fondamenti la nobile

eritri-

popolo romano dal


recava

si

buna

e la sagrestia,
cui fu

oltre

ricchi

in questa chiesa

formalmente con uno stendardo,

donativi, di
suppellettili.

largo

in sagre

Vuoisi

che anticamen-

te fosse
rilevasi

governata dai greci,

come
che
si

che eravi benedetto, e poscia seguiva 1' offerta di alcune torcie di cera. Il perch tuttora il magistrato

da molte

iscrizioni,

conservano nella chiesa.

Da

quella

poi in caratteri gotici di certo Stefano della Stella ( il quale si asserisce autore del portico, e che leggesi

romano, ai 2 3 aprile, fa l'oblazione di torcie, e di olio. Paolo V, nel 161 1, confer questa
diaconia colla porpora a Iacopo Serra

nella cronica del


leva, ch'egli era
sa,
il

medesimo

si

ri-

genovese, che restaur la chiesa. Siccome poi erano diminuiti i canonici


della collegiata, e ridotti a cinque, pose

priore della chie-

la

quale in quell'epoca era gi


nel
presbiterio,
vi
11

ad

uffiziarla gli agostiniani scalzi

divenuta collegiata di canonici secolari.

della congregazione di

Genova, rimaCardinal dia-

Laonde
gli

oltre

nendo

di collazione del

una

sedia pi eminente,
stalli

furono
Cardistato

eretti

canonicali.

nal Iacopo Gaetano Stefaneschi, che


dallo zio Bonifacio
fatto Cardinale

VIII

era
s.

cono alcuni canonicati senza l'obbligo dell' ufficiatura. Poscia Clemente IX restaur il portico , ed anco il Cardinal Giuseppe Renato Imperiali,

diacono di

Gior-

ch'ebbe questa diaconia nel

690

gio, verso

il

I2g5, fece

dipingere

da Alessandro VIII, ne fu benefat-

, ,

.,

16
tore,
celli

CHI
chiudendo
il

CHI
trettante

portico con can-

rendite

non
allora

le
il

venissero
direttore

di ferro, togliendo l'umidit del

accordate, e che
dell'

pavimento e delle pareti

colla rinno-

vazione del tetto, e del nobile soffitto. Finalmente, per le note vicende degli

ultimi anni del secolo passato, e

dei
la

primi

del

corrente
ritornarvi
la

essendosi
stato

avrebbe la nomina di cinque canonicati, da conferirsi pure dal Cardinal diacono di questa chiesa, la qual trovasi col suo antico portico retto da colonne di marmo

adunanza

chiesa ridotta in abbietto


gli

non poterono
la

agosti-

L' interno a tre navi divise da quindici colonne, quattro scanalate


di paonazzetto,
bigio.

niani scalzi. Pio VII


pia

concesse al-

adunanza fondata

detto

XIV

nella
il

da Benechiesa di s. Maria
Santelli,

Le quattro

del Pianto,

direttore della quale

tengono il maggiore, sono di


le

ed undici di granito piccole, che sosbaldacchino dell' altare

marmo
:

bianco, e

monsignor Antonio
riere di onore del coi soccorsi, che
siastico
il

cameecclee

pitture

della

tribuna sono state

Papa regnante,
suo
zelo

da ultimo restaurate le lapidi, che erano sul pavimento vennero distribuite sulle pareti.
s.

ottenne dai Pontefici,


la

da

Il

p.

Federico da
iste-

diversi pii personaggi,

restaur

Pietro di

ci

ha dato, Memorie
o

paramenti e di arredi sagri. Provvide alla sua conservazione, ottenendo da Leone XII, che con un muro fosse sostenuta la terra che gravitava sulla chiesa ; e siccome un fulmine avea prodotto mole
la

forn di

riche del

sagro tempio,

sia dia-

conia

san Giorgio in

Velabro,

Roma
S.

1791.
di

Giovjyxi
appartiene.

Dio o
ai

Cola!ha

V. Bexfratelli,

quali religiosi

ti

danni, ottenne dal Papa regnan-

te,

che fosse assicurata la sua solidit con opere corrispondenti ed anco abbellita, e perci eresse due
,

In questa chiesa,
si

ai

i5 gennaio,
Santo, nel

celebra

la
il

festa

del

lapidi

onorevoli
.

alla

memoria

dei

qual giorno
ogni

magistrato

romano

Allorquando Pio due Pontefici VII diede questa basilica alla menzionata pia adunanza, siccome sussistevano le prebende dei cinque canonicati col breve Cunctis ubique pateat dei 20 dicembre 1822, per
,

quattro anni fa l'offerta d'un

calice d'argento, e di torcie di cera.

S.

Giovanni
FRATERXITA
cui spetta.

Decollato. V. Arcicov-

DELLA

MlSERlCORDIA

incoraggire

chierici

che
si

queS.

st'opera utilissima di cristiana edu-

cazione gratuitamente
dispose, che
il

prestano,
dei
S.

GwvAyyi defiorentini. V. Arcicoxfraterxita della piet' dei


fiorextixi.

direttore pr tempore
alla

avendo riguardo o

condotta

medesimi, ed all'anzianit nel prepia, avesse starsi alla detta opera la nomina di tre canonicali, da conferirsi dal Cardinal diacono. Dispose
inoltre di rivolgere la rendita degli
altri

Giovanni
stcrio

in fonte, ossia Balti-

lateranense, presso la basi-

lica di onesto

nome.
che attualmente
battesimale,
basilica.

Questo tempio,
serve all'uso
di

due canonicati pel mantenimento della chiesa, fintantoch al-

fonte

viene riguardato

come una

CHI
Un* antica
Costantino
bia ricevuto

CHI
afferma, che
vi ab-

tradizione

magno imperatore
il

da Papa s. Silvestro I, ed perci, che si chiama ancora il battisterio di Cobattesimo


stantino.

Simbole Goranej 4- Il pad. Giovanni Buseo gesuita, colla Disputatio theologica de baptismo Constantini
delle

magni, Moguntiae, 1089;


Sangallo
,

5.

Il

p.

nelle

Gesta de' Pontefici,


s.

celebratissimo per le sue


pe' suoi

tomo
I,

III,

nella vita di
seg.

Silvestro

memorie
bili

ecclesiastiche,

no-

pag.

4i8e

Per

la parte poi,

pregi,

per essere contempope-

raneo

alla edificazione della patriar-

media

che sostiene avere ricevuto in Nico1' imperatore Costantino il

cale basilica lateranense. Avanti

battesimo, vicino a morte, e nell'an-

r di accennarne
oltre

le

cose principali,

no 337,
ch

come
e

si

ha da Eusebio,

quanto

si

disse all'articolo

Bat-

celebre scrittore di quel tempo, ben-

tisterio, ci sia pure permessa una breve digressione su di un punto storico, che esercit le pc me di gravissimi autori, cio dove, e da chi Costantino fu battezzato.

ariano

perci sospetto favolib.

revole al suo partito,

IV de
si

vita

Constantini cap. 6

et 62,
i.

trova-

no
23;

seguenti autori;
hist.

Natal Alesdissert.

sandro,
2.
hist.

Eccl.

scec.

IV,
in

Eruditamente
gli

si

controverte

tra
sia

Papebrochio,
s.
u

Comment.
21
,

autori,

se

Costantino

o no stato battezzato in

magno Roma, e
I.

de
2

Constanti/10,

maii,
Orig.
II,

in

cap.

et

4;

3.

Mamachi
la

questo luogo da
la

s.

Silvestro

parte, che sostiene aver tal


il

Per impesi

et antiquitat.

Christianar.

tom.

pag.
poi,

332, non che


moderni.

ratore ricevuto

battesimo in Ro,

de' critici

maggior parte Per la strada

ma
dagli
( i

dal

detto
dello

Papa
la

come
s.

ha

atti

stesso

Silvestro

quali per

maggior parte dei


i.

che abbraccia l'ima e l'altra sentenza, scrisse l'erudito spagnolo Matteo Aimerich la Dissertalo iistorco-erilica, et theologica

critici

non
si
,

riceve per legittimi), fra

de duplici
ro-

gli altri

dichiarano
in not.

monsignor

Constantini

magni baptismate,
,

Bianchini

ad

Anastasiutn,

mano
sta

uno, nicomediensi altero, che

tom.

II,

sect.

25, pag. 293, che per


ss.
.

nel fine della sua opera


et

Novum

altro fu confutato dal Zaccaria, nelle

lexicon historicum
sani

note al libro, Acta


apologetici^ libris 2 36,
histor.
p.
. .

Bollandiana
pag.
nella Dissert.
II;
2.
il

viridicata

BasBerongosio poi, scrittore del secolo XII, scioglie la quecriticum,

1787.

Il

dal p. Berti

stione

in altro
et

modo,
s.

nel

lib.

Ili,

tom. Ili,
1

dissert.

de

invent.

laude

Crucis, cap. 7,

di san sacra de baptismo Constanlini max. aug. colloquiis familiaribus digesta , pars I, comple-

Mattia

Furmanno, eremita

nella

Bibliotli.

Palrum tom. XII,


che
il

Paolo,

coli Ilisloria

pag. 363,

dicendo
I

Pontefice

san Silvestro

fu

con

due

nomi

cirns Jictitium
ratoris

magni hujus mpebaplismum nicomediensem Piomae 174^, in due tomi; 3." Il p. Antonmaria Lupi gesuita, nelle
sopra la
vita di

sue Tesi storico-cronologiche ciitiche


filologiche

Costati'

tino

magno, che
VOI.
XII.

colle aggiunte del

chiamato, Eusebio dai greci, e Silvestro dai romani; laonde dicono il vero quelli, che affermano battezzato Costantino da Silvestro, e quelli che lo dicono battezzato da Eusebio vescovo. V. Sandini, Disput. \i de baptism. Const. imper. In tal controversia il Novaes addita Tina
via

citato Zaccaria,

stanno nel tomo

IX

per

salvare

la

tradizione

del

18

CHI
cappelle,
le

CHI
quali

battesimo eli Costantino con feri logli da s. Silvestro I, in Roma, cio


dicendo,
ratole,
tino
Idia

vennero edificate

ma

che non Costantino impebens un altro Costandi


lui

Paro, che divenne Papa l'anno 4 una dedicata a s. Gio. Batda


s.
(:

>

tista,

l'altra

s.

Gio. Evangelista.

fratello

fu

il

risanato

lebbra
datogli
stato
dell'

per mezzo del battesi-

mo
vi

da

s.

Silvestro

I.

Che
fradi

sia

questo Costantino,

tello

imperatore

per
,

parte

Questa seconda fu ornata da Celestino III, ed ambedue vennero abbellite nel i5>97 da Clemente Vili. E da notarsi, che s. Ilaro fu campato da gravi pericoli iu Efeso allorch
vi

matrigna e console nell'anno 3o,f), lo dimostr gi il


diligente

Teodora sua

fu spedito

in

qualit di

legato apostolico pel concilio del di


lui

autorit

Tillemond, appoggiato alla di Eutropio, Ammiano,

antecessore

s.

Leone

Magno,
bene-

e che conoscendo egli


ni Evangelista cui

un
s.

tal

Teofane, Zonara, ed altri. Che poi sia questi il Costantino battezzato da s. Silvestro, chiaramente il Novaes lo lesse
in

fzio dalla intercessione di

erasi

Giovancaldamente

negli

atti

di

Liberi",

raccomandato, neh' intitolargli la cappella, lo chiam suo liberatore,

un codice
dal p.
I,

dell' \ III

secolo,

blicato
toni.

Amort,

Juv.

pubCanon.

come

dalla iscrizione,

che

si

legge

nell'architrave della porta d' ingresso alla cappella medesima.


osservarsi
dei
gli

pag. 385, avendolo ritrovalo


de' canonici

Sono da
mosaici,
della

nella
della

canonica
nel
di

regolari

antichi e bei

cattedrale chiemense nella ba-

quali

ornata
parte

la

volta

viera,

quale

il

volte

si

fa

cappella. Dalla
battisterio sonovi
ficate nel
1 1

opposta

del
edi-

menzione
nistrato a

dello ballesimo,

ammifratello

due cappelle
da
ss.
si

Costantino zio dell'impe,

53

Anastasio IV.
Putffina

ratore
dell'

Costante

per

imperatore Costantino. Certo , che Costantino


al

Quella a destra delle Seconda, i cui corpi

venerano

magno
cui

accanto

suo palazzo eresse questo


della

sontuoso battisterio,
gnificenza
tori

mascrii-

sotto l'altare, nel ijSj, fu conceduta a monsignor Lercari, il quale la restauri) e decor di marmi, eri-

e celebrit

diversi

gendovi
renti.

depositi

di

due suoi

pa-

fecero menzione,

essendo stato
Ponte-

L'altra cappella dicontro, deai


i

sempre
fici

dalla munificenza de

dicala martiri,

ss.

Cipriano e
fu

Giustina

restaurato

ed abbellito, massi-

corpi de' quali


,

parimenti

me

da Sisto IH, Celestino III, Leone X, Gregorio XIII, Clemente Vili, Libano W\\ ed Alessandro VII. Trovasi

riposano sotto l'altare

contem-

poraneamente abbellita con marmi dal canonico Pietro Antonio P>orgia


che
sito
l'

pertanto descritto

il

fonte battesiI>

male
voi.

nel citato ai ticolo

vttisterio,

depoa monsignor Alessandro Eorgia


acquist, e vi eresse
il

IV, pag. 227, ove pure dicemmo, che questo solennemente si benedice nel sabbato santo, e nel sabbato di pentecoste, e dopo la benedizione del fonte ha luogo
il

suo

fratello.

Ai

lati

della

porta

est<>-

riore di

questa cappella,
cortile
vi

corrispon-

dente

al

della sagrestia della

bat-

tesimo degli ebrei adulli

e degli infe-

deli, se vi sono. Solo aggiungeremo, che da ambedue lati esistono due


i

sono due grandi colonne di porfido, con sopra un antico architrave con fregio di ottimo intaglio, che appartennero alla casa
basilica,

di

Plauzio Laterano, cui Costantino

n
.

'

CHI
don a s. mente serviva d'ingresso
rio.

CHI
F imperatore

19
per

Silvestro I; e che anticaal batliste-

Costantino

mag-

gior

trionfo del

cristianesimo, volle
Celio, nella casa
il

V. Rasponi

De

baptsterii latee/'us

innalzare sul

monte

ranenss forvia, et varia


cturis p.

stru-

di Plauzio Laterano,

celebratissi-

i\i,
p.

et

de redditibus, seu
baptsterii
latc-

mo
stro

e venerando tempio, che venne

annuis proventibus
ranensis

dedicato
I,

pubblicamente da
quale
i

s.

Silve-

5.

Quid
p.

Romanus
lateranensi

romano
nel

Pontefice, al

Salva-

oliai

Pontifex in baptisterio agere consueverit,

tore,

sommi

Pontefici

nalmente contiguo a s. Fonte trovasi un oratorio sagro a s. Venanzio vescovo e martire, fabbricato da Giovanni IV nel 640, il quale dalla Dalmazia fece ivi trasportare
il

217. FiGiovanni in

stabilirono la loro sede. Quindi, sino


dalla sua

prima

erezione, questa sa-

crosanta basilica fu appellata coi pi


gloriosi titoli,

de' quali noi accenne-

remo

principali.

Si

chiam pertandi misericordia

to Asilo,

tempio

corpo del detto santo insieme a


dei
ss.

quelli

martiri
sotto

Anastasio
l'altare,

e
cui

Mauro, che ripose

per dedic a s. Lucia, come si legge nel Piazza, Jllenologio p. 3 3.


1

dappoich entravasi in esso per molte porte, non mai chiuse da altro che da ripari, cortine, veli , o portiere, cui l'Anastasio chiam Siparii. Imperfedeli, de'
di giorno e di notte

Ma

essendo
diede

morto

quel

Pontefice

ciocch, oltre la riconciliazione, e le

nel 64"2, l'immediato successore

Teo-

grazie spirituali,

che

fedeli

quivi

compimento a questo oratorio. Sul medesimo altare si venera un'immagine di Maria Vergine. per
doro
I

da Dio, in forza delle rileggi ecclesiastiche ed imperiali spettavansi altres quelli, che si erano
ottenevano
,

cui quest'oratorio

dal

i5y5
s.

in poi,

rifugiati

in

quel

santissimo

luogo.

Maria in Fonte. Nella tribuna evvi un antico mosaico fatto nel secolo suindicato, coi ritratti dei mentovati Pontefici. Questo oratorio fu concesso
prese
il

nome

di oratorio di

Si

disse lateranense

questa basilica,

dal luogo ove fu edificata;


fic; del Salvatore, dal titolo

costan-

tiniana, dall' imperatore che la edinella dedicazione;

alla famiglia Ceva, che lo fece rinnovare dal cav. Rainaldi_, e da altri. V. il Panciroli, Tesori nascosti
.

ch'ebbe Giovanni Battista, ed Evangelista, perch nel 11 44, Lucio II vi aggiunse il loro
dei
ss.

Culto particolare,

quindi prese

il

S.

Giovanni
nova.

de' Genovesi.

V.

Ge-

nome

pur oggi conserva; aurea, dalla sua preeminenza sopra tutte le altre, e dai
di
s.

Giovanni che

S.

Giovanni
delle

in

Luterano,
cattolico,

chiesa dell' orbe

prima prima

copiosi

preziosi doni

possedi-

cinque basiliche patriarcali cura del capitolo con parrocchia, nel rione Monti.
in

menti de' quali venne arricchita da Costantino medesimo; prima sede,


chiesa,
s.

sede apostolica,
patriarchio,

sedia di

Pietro,

episcopio del

vescovo

de' vescovi,

Nomi,

coi c/unli stata


e

chiamata,

chiesa

universale ,

sue
la

qualifiche.

Donata
lunghe
e

pace alla Chiesa, dopo


persecuzioni,

sanguinose

maestra di tutte Dio, aula regia, essa la prima dille cinque patriarsi cali dice anche arcibasilica, e

chiesa romana, madre, capo, e le chiese, aula di ec. ec. Per essere

2o
nello

CHI
stemma
vi
si

CHI
leggono
urbis
el
le

se-

Quod
Hinc

sit

cunctarum Mater, Cacceleslia

guenti parole: sclerosando, lateranenss ecclesia

put Ecclesiarum ,
Salvatoris

omnium

orbis

regna
cuncla

ecdesiarum mater el caput. Gregorio XI, nella sua prima costituzione, emanata nel 1 37 1 in Avignone, Super Universas, Bull.
del

Daloris

Nomine
Sic

sanxerunt
toto,

cum

peracta fuerunt.

sumus ex

conversi sup-

Cherubini,
la
la

tom.

I,

pag. 283,
lateranense
del

plice voto,

dichiar, che

basilica

Nostra quod Iure ozdcs


sit

libi

Christe

era

sede
e
le

principale
la

sommo
catte-

inelyla sedes.

Pontefice,
fra tutte

prima

nella dignit

chiese,

siccome

drale del Papa.

Suscitatesi

in pro-

gresso di

tempo

delle
s.

vertenze per Pietro sulla

Tra i molti documenti antichi, che potrebbonsi riportare, e che meglio possono leggersi nell' opera
del Cardinal
et

parte del capitolo di

R.asponi

De
,

basilica,

preeminenza di questa patriarcale basilica, pretendendo che questa prerogativa potesse competere alla basonimi silica vaticana, dappoich i Pontefici avevano col trasferito il loro domicilio, il Pontefice s. Pio V
fece studiare
dall' altra
le

patriarchio

laleranensi

Roma?
nomini'
digni1

i656, a pag. 9,

De

variis

bushujus

basilicce, cap. \\;

De

tate huj'us basilicce, cap. Ili, pag.

ij

ragioni dall'

una e
colla

non che nel Piazza, Gerarchia pag. 3 29 e seg., non sono da tralasciarsi le espressioni usate in una bolla dal
grande Innocenzo
si

parte

dal sacro tribunale


decise

III,

il

quale cos
prcedecesbasilica,

della

romana Rota, e
tom.
Il
,

espresse

Silvester

Papa

costituzione, che comincia

Infirma,
in

sor noster in

laleranensi

Bull. re

la

causa

favo-

quam ad honorem
devoti/}
tificalem

sancii Sah'atoris

della

basilica

lateranense,

imgra-

fundaverat Constantini, Pon-

pose
stione

perpetuo
su
tale

silenzio, e sotto
il

cathedram

stabiliva,

ut

vissime pene viet

muovere queargomento appro,

qua: post
in

pacem concessam
orbe
dignitale

Ecclesice, nulli
.

Urbe tempore prima


in
si

fuit,

vando del tutto


stituzione
di

la

sopraccitata cola

esset

Gregorio XI,

quale

Ne
le

secunda debbono omettere le magnidi


s.

gi era stata approvata da Martino

fiche parole

Bernardo,

il

qua-

V,

Paolo
la

III.

Ci era stato ricono-

sciuto dalla venerabile antichit,


oltre

ed

irrefragabile

testimonianza,
cornicione an-

nel

che ne rendono i marmo sopra


silica,

versi gi scolpiti
il

sermone dei privilegi di s. Giovanni Battista, cosi si esprime: Decimus honor est asserlio mairi Ecclesice. Hcec enim mater et manel
gislra

tico del portico della

medesima bariportati
fedel-

omnium ecclesiarum ecclesia Romana, cui dicium est: Ego pr


te

che vennero

rogavi ut non dejiciat Jides tua

mente nel nuovo, allorch Clemente XII fece costruire la sontuosa facciata esterna che ora si ammira, pi e pi documenti lo attestano. I
versi

in

honorem

s.

Joannis Baplistce post


et

Salvatoris
signata.

Digrumi

nomen consecrala est namque erat

ut

sono

seguenti:

sententiam sponsi, sponsce sequeretur auctoritas, et singularem amicum


ejus illue proveheret ubi principatum

Dogmate Papali
Imperiali

datur,

ac simul

ipsa

con tendit. Electio procul dubio

singularis est in

CHI Ma ipso.

CHI
Urbe Joanecclese,

11
quantit,

signe e venerabile per la

nem
aiutm

v'indicare
coeli

primatum

e qualit delle sante


ivi

reliquie,

che
si

duo

luminaria

morte

riposero.

In

questa

basilica
il

durissima consecrarunt.
Notizie dell'erezione
della
,

conserva la tavola, su cui


tore fece
basilica,
abbellistoli,

Salva-

l'ultima

cena

cogli
ss.

apo-

allorch istitu la

Eucari-

sue

riedificazioni

ed

menti.

prodigiosi favori compartiti

da

Dio a Costantino imperatore


senzio,

parti-

colarmente nella guerra contro Mas-

come

dicemmo
la

all'articolo

la veste di porpora che gli fu messa in dosso nel pretorio di Pilato; il velo col quale quando fu denudato venne x'icoperto dalla b. Vergine , velo macchiato del di lui prezioso sangue ; asperso pure di sangue il sudario stato messo nel

stia;

Chiesa o Tempio,
solo

lo indussero

non
se-

volto del B.edentore


sto nel sepolcro,

quando
che qui
di

fu posi

ad abbracciare

religione crii

conin-

stiana, e a proteggere

di

lei

serva insieme alla veste


col

lui

guaci,

ma

altres
il

a rendere pubblidi Gcsi

consutile, ed a parte dell'asciugatoio

co e solenne
sto,

culto

Cri-

quale lo

stesso nostro

Salvatopiedi agli

impiegando
chiese.

immense

somme

re asterse nel
apostoli
;

cenacolo
della
il

nell'erezione, decorazione, e dotazio-

parte

ne delle

La prima

di queste

quale
eia

gli

fu dato

fiele,

volle egli, che fosse nel suo medesimo palazzo lateranense {Vedi) in una forma magnifica, di cui pose la prima pietra s. Silvestro I nell'anno 3^4. Questo Pontefice pure solennemente la consacr a' q novembre ad onore del Salvatore, l'immagine di cui eguale a quella del mosaico nella sommit della

agonizzante sulla porzione di questo legno di nostra


redenzione, situato in mezzo ad una
tavola formata delle ceneri de' santi
martiri, oltre ad
altra
si

spugna colla mentre croce ; una

detto

ss.

legno, che

porzione di venera in un

colla spina della corona, e particella del titolo posto sulla croce di

No-

stro Signor
silica

tribuna rimasto
incendii,
si

illeso

in

tutti gli

dal

G. C. donata alla baCardinal Lambruschini.


in questa
basili-

vide in quella circostan-

Si conserva altres

za

miracolosamente apparire alla presenza del popolo romano. Intorno alla ricordata miracolosa apparizione del Salvatore, il Crescimbeni nella descrizione di questa
lica

ca

alcun

po' di

sangue ed
sono
dal
le

acqua
re-

usciti

dal costato di Cristo.


altre

Innumerabili
liquie,

che

ivi

si

custodiscono, e che

basi-

vengono

descritte
seg.

Crescimbeni

capo XIV riporta i documenti che si hanno. I Sommi Pontefici furono in ogni tempo solleciti di mantenere questa
al

a pag. 93 e
le principali,

Noi, per nominare

velo ed

capelli

diremo, che vi sono il della b. Vergine;


s.

parte del mento di

Gio. Battista,

basilica nella magnificenza

con cui fu da Costantino fabbricata, e ne vollero anzi aumentare il decoro. L'arricchirono di sacre suppellettili , ne ornarono tutte le parti, come in appresso diremo e la renderono in.

insieme colle ceneri, sangue, e cilicio di lui; le teste de' ss. Pietro e

Paolo [Vedi); un dente di s. Pietro ; la tazza in cui a s. Gio. Evangelista fu posto


il

veleno, colla di lui

tunica, e porzione della catena con

ii
cui fu ristretto

CHI
spalla
di

CHI
Ila quattro anelli di metallo ne' Iati,
;

una
di
s.

da Efeso a Roma; capo il Lorenzo s.


il

largo ciascuno oncie tre e mez-

Pancrazio, e

capo

di

s.

Zac-

za.

Per mezzo
si

di

questi anelli l'al-

Merita poi special menzione l'altare di legno falto iti forma di arca, ove da s. Pietro sino a san
caria.

tare

trasportava anticamente

dal

sacrario,
basilica,
to,

o Sancta Sanctorum, nella nel gioved e sabbato san-

Silvestro
altari

che pel primo eresse


fu

gli

e vuoisi che sia stato gi fode-

di

marmo)

celebrata
s.

la

messa. Quell'altare da
pale, allorch

Silvestro I

racchiuso, e collocato nell'altare pa-

consacr

la

basilica,

V. Vincenzo Maria lignea s. Petri } in append. ad Cortesium, p. 112; Gio. de Bertis, quest. VII,
rato d'argento.

Costanzi,

De Cathedra

per
tori,

comune testimonianza
ivi
si

degli scrit-

art.

II.

fedelmente

conserva-

to,

preservato
e rovine
cui

sempre
soffri

ed integro
la

ad onta
ti,

dei tanti incendi, terremobasilica


.

Molte ristaurazioni nel progresso di tempo dovettero farsi a questa sacrosanta basilica, intorno alle quali

daremo

solo brevi cenni.

pri-

Da Urbano V, Grimoardi
sac,

di Grisnel

Papa
1

eletto
il

in

Avignone

i362, venne

detto altare ricoper-

to ( anno 369) col ciborio medesimo che esiste tuttora, per cui vi quel Pontesi veggono le armi di
fice,

mieramente abbiamo, che s. Sisto III, il quale mori neh' anno 44> siccome fu munifico con varie altre chiese, cosi lasci degne memorie
della sua generosit
silica.

in

questa
il

ba-

S.

Leone

edific

portico

quelle del Cardinal


e del

Ugone suo

dietro la

tribuna, che dal fondatore

fratello,

Albornoz suo legato. Qui poi crediamo opportuno darne una descrizione, colCardinal
l'autorit
di

viene denominato

Leonino.
-

Creato

Kioravante, Martinelli,

e di altri autori.

Papa dopo di lui nel 4^' s Baro, ad onore dei edific due ora tori due s. Giovanni presso il Fonte; vi delle quali pose due biblioteche
i ,

L' arca

la
s.

mensa
e che
la
s.

altare

su
al-

tratta

il

Raspolli,
,

cui celebr

Pietro allorch dimoSilvestro


I,

teranens
et

cap.

De hibliotheca laXIV pag. 241,


,

r in

Roma,

de

Bibliotliecariis

Apostolicae

lorch consacr
se nell'altare

basilica, racchiu-

Sedia, cap.
lieri,

maggiore
la

in

un

cas-

XVI. Secondo il CancelMemorie storiche delle sacre


pag. 4>
s<

sone di abete,, secondo


sotto Alessandro

misura che

teste,

Gregorio

torn

VII,

a'

29

marzo

i658, ne prese

il

cav. Borromini, in

a consacrare la basilica, e vi recit varie omelie, e Teodoro I, nel G4 2 >


fabbric
1'

uno
ci

al

sagrestano maggiore della ba di palmi quattro, oncie die-

annesso

oratorio

di

s.

silica,

Sebastiano. Noi omettiamo,

come cosa
basilica
citato

in lunghezza, di palmi quattro ed oncie una in altezza, ed ha la larghezza di palmi due, e oncie otto. La qualit del legno simile a quella dell' abete ; la forma di una cassa serrata da tavole levigate, u poco concava a guisa di arca ; nella

troppo
degli

lunga, di far qui menzione


altri

oratorii

della
il

lateranense, di cui parla

Rass.

sponi

cio

degli
s.

oratorii

dei
s.

Pancrazio, della
fano, di
di
s.

Croce, di
s.

Ste-

s.

Gregorio, di

Silvestro,
s.

Nicol, o Vestiario, di

Cedei

tavola di prospetto evvi


di

una

cro-

sareo,

non che
e

del monistero di Padelle

ce pure

legno

di

vari

colori.

pa

Onorio,

basiliche

, ,

cui
Pontefici
ria,

cui
cemmo
Vili.

23

Giulio
si

I,

Vigilio, e Zaeea-

siccome

De

pag. 3 57, aliis basilcis et oratoriis luter-

pu vedere a

quanto Benedetto
p.

vi

fece

Bonifacio
poi, del-

Millini

nensis palatii.

Riprendendo piuttosto
le

la

generabasilica

64, racconta quanto accadde nel risiamo del mosaico della tribuna, dappoich volen-

V Arch. Luter.

nostra descrizione della

diremo che nell'anno 696, per un terremoto fu rovinata, ma dopo sette anni, con pi belle forme da s.
Sergio
I

fu

rifatta.

I
I

Pontefici

s.

Vili sostituire alla Antonio di Padova, quella di s. Gregorio I, come santo pi antico, appena i muratori si accingevano alla demolizione, all'iins.

do Bonifacio immagine di

Zaccaria, ed Adriano
la

largamente
II

provviso intesero
lenza a terra, lo

gettarsi

con

vio-

beneficarono

Sergio

avanti
la

che

saputosi

dal

le

porte della basilica, pose


santa [Vedi);
ristor
il

sca-

la

Pontefice Sergio

Papa, sospese l'ordine dato. Mentre Clemente V avea fissato la pontificia


residenza in Avignone nel maggio o giugno del i3o8, s'incendi la basilica con tutte le fabbriche contigue,

III
la

gran magnificenza basilica rovinata da un terremo-

con
di

io in

tempo

Stefano

VI morto

ornamelioro e d' argento, come si legge in Giovanni Diacono, lib. De Ecclesia latcrancnsi, appresso Mati

nell'891, e l'arriccia con


d'

non restando
la sola
r

che

illesa dal fuoco cappella del Sa/icta Scin-

ctoruni (p edi) } in cui stavano le saere teste dei ss. Pietro e Paolo. Ci

billon_,

Dopo
silica

Ital. tom. II, p. 5j5. terremoto dell'896, la baricevette gravi danni; indi nelil

Musei

avvenne
di
artisti

nell'

acconciare

le

piastre
gli

piombo

del tetto, e

quando

l'anno 9^6, Giovanni XII la restaur, e vi aggiunse molli ornamenti.


tefici,

negligentemente fecero cadere un braciere di fuoco, il quale aliinentato e rapidamente propagalo


dal soffiare dell'impetuoso vento, pru-

Seuza far menzione di altri Ponche dopo Innocenzo II accordecorare


vi
la

dusse
zia

il

disastro.

sero a l'istaurare e
silica,

ba-

riparare
,

Clemente V, per lagrimevole disgracarit


,

diremo che stando

essa

per

procur

dalla

de'

fe-

rovinare, Nicol

IV

accorse

con

deli larghe
le

limosine

ed impiegoldella
basili-

opportuue riparazioni. Lo

stesso magnanimo Nicol IV nella tribuna od abside fece eseguire da Jacop, o Mino di Torrita, e dal suo

nella
al

riedificazione

ca,

quale oggetto spedi a


uliziali
,

Roma
di

alcuni

con grandi
pari
,

somme

danaro
i

ed

in

discepolo

Jacopo da Camerino, lo stupendo mosaico, che la decora; per la parte inferiore nel 1292 venne concepita da Gaddo Gaddi.
Nicol

re

di

Sicilia

datarii della

Santa
il

pre^ di Napoli feuSede, accioch

tempo

somministrassero
tano
gli

legname neces-

sario per la fabbrica,


storici

come

ripor-

IV

nella

sommit
5

coi

nuovi
simile
della

contemporanei.
diversi
.el

Ur-

mosaici fece attorniare

antichissi-

bano

fece

abbellimenti
trasfer

ma

immagine

del Salvatore,
il

alla basilica,

1870,

a quella apparsa consacrazione della

giorno
chiesa.

dalla cappella di
le

Sanctu Sanctorum,
apo-

Prima

sacre teste de' principi degli

ardevano dinanzi a tale immagine quattro lumi su lampade d'oro,

stoli,

e le ripose sul tabernacolo dei-

l'altare pontificio, avendole rinchiuse in

da

all'

articolo

Anno Santo

di-

due busti

d' argento,

ornati

a4
di

CHI
preziose

cui
risarcito dal

gemme. In qual modo


il

Papa regnante Grego-

dimostrasse la sua gratitudine


pitolo,

ca-

rio
se

XVI.
alla

Sisto

V
la

inoltre

aggiunportico,

e quanto

amore ne
i
i

sent

per

basilica

un

bel

Urbano V,
Martino

tutto descritto dal ci3.

con
alla

loggia

per

solenne bene-

tato Cresci mbeni a p.

dizione.

Di
,

contro, e di prospetto

cominci a far dipin-

strada, che

gere questa basilica da Pietro Pisa-

no
zo
,

nelle pareti della

nave

di

mezla
la-

Maggiore Xlll, lo

ed

aperta

conduce a s. Maria da Gregorio


Sisto

stesso

v'innalz

con

pitture

rappresentanti
Cristo, e fece
di

passione di
stricare
il

Ges
suolo

marmi. Tali lavori ebbero compimento sotto il di lui successore Eugenio IV, mentre Sisto

Clemente Vili coll'architettura di Giacomo della Porta fece 1 altare del ss. Sacramento, ril'obelisco ( edi), e

fece

e decor

di pitture le pareti

della

IV

rifece

il

campanile,

ri-

no
e

nave traversa, ed oltre l'orgaed il nuovo soffitto dorato vi


,

sarc

il

palazzo, e

don

ricebi para-

fece altri abbellimenti, apr finestre,

menti e suppellettili. In seguito ne furono pure benemeriti Alessandro VI, e Leone X, il quale rinnov il contiguo battisterio detto di s. Giovanni in Fonte (Vedi). Paolo III, senza riguardo a spesa, la l'istaur, e le concesse diversi privilegi. Pio IV eresse
ciata

rese

ampia e regolare

la

piazza

dalla parte della facciata principale,

e del triclinio leoniano.

Vedi.

Tanto Pio IV, Clemente Vili, quanto Paolo V e Gregorio XV, ad


esempio
la

due campanili, edific la laterale, e con disegno Bonarroti nella nave di mezzo
i

fac-

del
fece

il

nobile soffitto dorato,


s.

il

quale fu
venti-

proseguito da
nel
sette stendardi

Pio V, ebe inoltre


alla basilica

i56g, don

Pio IV, assegnarono per questa basilica e per diverso tempo il prodotto degli anelli Cardinalizi (l 'edi). Urbano Vili tolse tal provento e invece assegn mille cinquecento ducati annui sulla crociata di Spagna, rifece la campana maggiore e decor di marmi
di

fabbrica di

presi

agli

Ugonotti

e pitture

il

battisterio.

Ma

il

di lui

in Francia, nella battaglia di

Mon-

successore

contorno.

Gregorio

antica cappella del

ss.

X11I eresse la Sacramento,

ordin al Innocenzo Borromini, che la riedificasse come


si

tuttora

ammira,

colla prescrizione,
i

ebe orn di colonne, e fini marmi, regalando alla sagrestia sontuosi paramenti. Sisto spian le case antiche dei canonici, e degli Annibaldeschi della Molara ; verso il i58G, con 1' opera dell' architetto Fontana, eresse il contiguo sontuoso palazzo

che
l'

si

contenesse dentro

limiti del-

antica forma, e che ponesse ogni

studio per conservare visibile quanto


della vecchia basilica , il si poteva che fu eseguito, e compito nel i65o, con lasciarsi intatta la nave traversa,
la tribuna
,

il

soffitto

e parte del

pontificio,

giacch

Pontefici

non

vi
si

avevano pi abitazione, essendorovinato


il

patriarchio nell' assen-

za de' Papi in

Avignone, a segno che quando Gregorio XI restitu a Roma la sede, gli convenne abitare al Vaticano. Tale palazzo di Sisto V da ultimo splendidamente fu

pavimento e de' muri, come scrive Gio. Maria Crescimbeni, Della sagrosanta chiesa papale laleranense Roma 1723.
cipale trasport

Alessandro VII nella porta prinle porte di bronzo della chiesa di s. Adriano (Vedi),
riportandovi intorno una fascia dello

cui
stesso
di

C
fregi

II

a5

metallo

con

di

stelle,

cento ducati annui della crociata d

ghiande e di quercia, tutti simdel suo stemma gentilizio. Rinnov l'arco ed il mosaico della tribuna, e le fu largo di altre benefiboli

Spagna. Avendo Innocenzo XIII determinato


principale
in di

costruire

la

facciata
s.

dalla

parte
la

di

Gerusalemme, per

Croce quale poi

cenze. Nel
tario

8 Clemente XI, e Lodi

elettore

Magonza

fecero
i

eseguire
ritratti

da dodici
de' dodici

valenti pittori

XIV fece la strada, che da questa basilica vi conduce, Clemente XII, con disegno del fiorenBenedetto
tino Alessandro Galilei,

profeti nelle pareti

fabbric

la

della

navata

principale;

dipoi

lo

maestosa, e proporzionata
colla loggia ni del
stati

facciata

stesso Pontefice dai migliori scultori

per

le

solenni benedizio-

di quel

tempo

fece

scolpire le statue

Sommo

Pontefice,

dopo essere
i
,

dei dodici apostoli, che colloc nelle

presi

in considerazione
di

dise-

nicchie preparate dal Borromini nella detta navata,

gni

analoghi

Bori-omini

di

avendo concorso
II

alla

Vanvitelli.

Oltre a ci costru una

spesa anche Pietro


gallo,
il

re di Portol'ar-

Cardinal Portocarrero,
i

sontuosa cappella, che dedic al suo antenate s. Andrea Corsini e fece


,

civescovo di Salisburgo, e
di Erbipoli
,

vescovi

togliere dal portico

la

statua a lui

queste
s.

statue
il

Giacomo
Il

di Paderbona. Fra primeggia quella di maggiore, del milanese

dal capitolo

per

gratitudine eretta

nel 1737, e ne colloc un'altra antica


dell'

imperatore Costantino mafu rinvenuta nelle Ter-

Rusconi.
sessi, fa

Cancellieri, ne' suoi Pos-

gno, primo fondatore della basilica,


statua che

un' erudita descrizione tanto

che delle statue alle pag. 353 e 354, ea< n Novaes nella Fila di Clemente IX, riporta alla pag. 214 e i5i analoghe notizie, ed accenna i brevi , co' quali Cledelle pitture,

me
tata

costantiniane sul Quirinale,


il

come

attesta
al
,

Nardi ni, e poscia trasporCampidoglio. Gio. Battista

Gaddi nella Roma nobilitata , ec, da Clemente XII, Roma 1736, a


pag. 5, tratta della
la cappella Corsini;

mente XI estern
disfazione
alla

la

sua viva sodpiet


dei

facciata di
p. 2
1,

san
del-

generosa

Giovanni in Laterano, e a
vedersi
il

mentovati personaggi. Benedetto XIII, considerando che


l'arcibasilica lateranense

intorno a che a

citato Cancellieri nella

men-

dopo
I,

la

cons.

sacrazione di

s.

Silvestro

e di

Gregorio
a'

I,

soggiacque pi
gl'incendi

volte a

388. In questa cappella Corsini ogni quattro anni il magistrato romano fa l'obla/pag.

zionata sua

opera

rovine per

e terremoti,
la

zione

d'un
per

calice
Il

d'argento,
di

e di

28

aprile

1724, solennemente

quattro torcie.
strato
la

medesimo magis.

consacr; quindi colla bolla Inscru-

festa

Giovanni

che della dedicazione quest' augusto tempio, siccome di primo fra tutte le chiese del montabili

stabili

apostolo ed evangelista, a' 27 dicembre , ogni anno fa la doppia oblazione del calice d'argento,
torce
di

delle

do,

si

celebrasse

l'

uffizio

tanto

dal

cera

cio

il

primo del
calici,

capitolo, che
le,

dalla Chiesa universadi

doppio valore degli

altri

e le

ai

nove

novembre.
e
i

Inoltre

Benedetto XIII fabbric alcune cappelle, ristor


i

seconde in numero di otto; distinzione, che pur godono le basiliche

tetti,

restitu

alla

Vaticana

e.

Liberiana.

fabbrica lateranense

mille

cinque-

aG

CHI
di

CHI
forma quadra, con fatti del vece nuovo testamento; pi in alto dopo varie decorazioni pure di stucco, vi sono dodici grandi quadri di forma ovale, colle pitture
chio
,

Slato presente detta basilica.

La
tino,

facciata esterna della patriarcale

basilica lateranense tutta di traver-

doppio ordine

di

portico,

de' principali
disse.

profeti,

come

gi

si

aprendosi nel superiore la vasta logPontefici in alcune gia, dalla quale


i

Prima
,

di ascendere alla
al
il

nave

traversa
vi sul

innanzi

tabernacolo evdeposito conte-

circostanze, che

poi diremo, benediil

pavimento
le

cono solennemente
1'

popolo, mentre
all'

nente
cui

ceneri

di

Martino V,

la

inferiore
si

intromette

atrio

pel

effigie

riprodotta nel bel coDonatello.

quale

entra nella chiesa. L'ordine

perchio di bronzo, opera di Simone


fiorentino,
fratello
di

corintio, adorno di colonne e pilastri ; cinque sono gli archi d'ogni


portico decorati con colonne di mar-

mo. Sulla ringhiera, che corona la sommit della facciata, sono collocate undici statue, di cui una, che
sta nel
tole.

Quindi apresi il grande arco, sostenuto da due proporzionate colonne di granito collocate da rosso ivi Alessandro VI; arco che d ingresso alla nave traversa, cui si ascende
per alcuni gradini.
ra, sorge

mezzo, rappresenta
viene
di
il

il

Salva-

L' atrio

diviso

da

venti-

Nel mezzo della navata, o crocie1' altare papale, adornato

quattro
del

pilastri

marmo
evvi

bianco,

quale pure
portico
la

pavimento.
dalla

Al

fondo del
destra

parte
al

porta, che palazzo,

introduce

con quattro colonne di granito, che sostengono il tabernacolo di forma gotica, eretto da Urbano V, e da Carlo V re di Francia. Ivi quel
Pontefice ripose
degli
le

contiguo

mentre all'estremit sinistra si vede la menzionata statua di Costantino. Cinque sono le porte, che danno ingresso alla baprincipale ha le porte di silica, la
bronzo,
e
l'altra
la

teste de' principi


si

apostoli, e siccome vi

couser-

vano anche altre preziose reliquie,

circondato

nella

parte

superiore

destra,
la

che
tre

da balaustra e cancelli di ferro dorato. La sommit del tabernacolo


tutta intagliata,
e di sotto evvi
l'alil

murata,
si

porta santa,
santo.

quale
di

apre

nell'anno

Su

tare

pontificio di

marmo,

entro

esse,

e su quella del palazzo sono vi

stimabili bassorilievi di

marmo.

quale si conserva quello di legno in cui celebrarono s. Pietro, e di lui


i

L'interno ha cinque navi, di cui la grande formala da quattro orIn essa Borromini dini di pilastri. copri trenta colonne antiche danneggiate dall' incendio, e dal terremuoto, con sei pi lastroni per parte

successori sino a loni,

s.

Silvestro

I.

pi-

sono adorni di stupendi dipinti del Berni o Bernardo da Siena, e sotto di esso si vede la piccola cappella chiae
lo

scalino

dell'altare

mala

la confessione

di

s.

Gio. Evanil

d'ordine composto,

ed ornato con nicchia con due colonne di verde antico, con entro una statua colossale

gelista,

dipinta

dal

Brughi,

cui

accesso sulla nave grande. In questa

piccola

cappella,
s.

rappresentante

uno

de' dodici

ripose la tunica di
gelista.

Gregorio I s. Giovanni evanfu

apostoli mentovati. Sopra le nicchie

sono altrettanti bassorilievi

di stucco

La nave

traversa

rinuovata.

CHI
come dicemmo, da Clemente VITT, ne fece lastricare eziandio il quale
vi il pavimento. Sotto l'organo poi sono tre porte, da lu nell' interno magnificamente decorate, con mar-

CHI
della
stessa

27

appartenuto
pitolino,
stri delle

diconsi aver tempio di Giove Cao fuse da Augusto et ronavi egizie tolte al nemico
al

materia,

nella battaglia d'Azio. IVon nostro

mi

e sculture.

In mezzo alla tribu-

intendimento

parlare

delle

statue,

na, che il suddetto Nicol IV abbell con mosaici, eravi una cattedra, ma
dallo stesso Pontefice vi fu sostituito
l'altare,

marmi,
litano

dipinti,

ed
e

altro,
le

che nobicappelle

questa,
e

altre

della basilica.
chitetto,
il

L'Olivieri ne fu l'arcav.

ove uffiziano

canonici in

d Alpino nell'alto
l'Ascensione
del

alcuni tempi dell'anno. Per quadro


vi
si

dell'aliare

dipinse

vedeva un ricco arazzo,


del Salvatore, e dei
Battista,

coll'ef-

fgie

due

santi

La cappella contigua, che serve per coro al capitolo in tempo


Signore.
d'

Giovanni
titolari

ed Evangelista della basilica, che il Cresime pose

inverno,

fu edificala

dal

contedella

il

stabile

don

Filippo Colonna,
Tornaceli!

beni fece eseguire in rame,

cui moglie Lucrezia

in frontespizio all'opera, Stato citila

bel

deposito.

Il

Cardinal
vi

Ascanio
costruire

santa chiesa papale lateranense.

Ma

Colonna arciprete
i

fece

da ultimo i fratelli Marino, Carlo, ed Alessandro Torlonia signori romani, ingratitudine al capitolo per aver loro concesso la cappella di
s.

sedili

di

noce intagliata, ed egreII

giamente lavorati.

quadro

dall'al-

tare, altro dipinto del cav. d' Arpi-

Gio. Nepomuceno,
cappella
e

una

onde edificare gentilizia degna del


della

no, rappresenta il ss. Salvatore, e ss. Giovanni Battista, ed Evangei


lista.

loro grado,

nota

loro pia

Chiamasi portico Leoniano quella


piccola nave

munificenza,
cav.
il

dal

valente

dipintore

semicircolare, che gira


eretta
I;

Filippo Agricola fecero eseguire


olio

dietro
disse

la

tribuna,
s.

come
e

si

quadro dipinto a
che

sopra tasi

da

Leone

pregevole per

vola,

ora invece dell'arazzo

diversi

monumenti

antichi,

per

ammira, ed
il

aneli esso rappresentante


,

alcuni depositi di
tisti

personaggi ed arsi

e i santi Giovanni ed Evangelista. Le pareli di questa nave traversa sono tutte ricoperte da buone pitture a fresco, co' l'alti allusivi a s. Silvestro I, a Costantino, ed all'edificazione della Oltre gli apostoli, vi sono basilica. ancora a decorazione diversi angeli scolpiti a bassorilievo. In fondo di questa nave, ed incontro alle menss.

Salvatore

distinti.

Neil' altare

Battista

un
le

antico crocefisso di legno,

venera il quadi

ha

lateralmente

due statue
s.

marmo
s.
l'

rappresentanti

Pietro, e
ve-

Paolo, che dapprima stavano neloratorio


de'
di
s.

Tommaso,
Pontefici.

gi

stiario

sommi
fatta

La con-

tigua
di

sagrestia

bronzo
s

1196;
spetta

ha per porta quella da Celestino III nel divide in due, la prima


la

tovate

tre

porte
A III
il

minori,

evvi
,

la

ai

beneficiati,

seconda
evvi

ai

sontuosa

cappella

Borghesiana
al
ss.
si

Clemente
cramento,
n\\

dedicala

da Sa-

canonici.

Nella prima

l'altare

quale

custodisce in

fabbricato all' Annunziata da Fulvio Orsino, celebre letterato

dedicato

di

superbo ciborio. Le quattro grancolonne di bronzo dorato, che


e
il

del secolo
dipinti
,

XVI

e vi sono stimabili
in

memorie

onore

di

di-

reggono l'architrave

timpano

versi Pontefici

benefattori della

ba-

28
bilica.

cui
La
sagrestia de'canoniei, eretta

CHI
nisba, nella nave prima vi sono le
cappelle;
cui
r.

da Eugenio IV, fu ornata da Papa Clemente Vili con pitture esprimenti L'altare le gesta di s. Clemente I. ha un quadro col crocefisso, la b.
Vergine, e s. Giovanni, e da ultimo il Papa regnante vi ha fatto il pavi-

di

s.

Ilario vescovo,

la

immagine

fu

dipinta

fresco

da Guglielmo
nobile cappella

Borgognone.
fu eretta
di

Questa da Ilario
I

Maini nobile
pellani

Parma,

beneficiato

della basilica, nell'anno


beneficiati

1587.

cap-

mento
ne
in

di

marmo. Degna
l'altra

di osservazio-

deputati di essa,

anco
di

piccola sagrestia a

sinistra

questa

canonicale, eretta

chiamati llariani dal fondatore, hanno la facolt di scegliersi a loro beneplacito


vilegio
\\\\

forma

di cappella

dal canonico

Paolo Boccardini

un'immagine Bambino, e s. Gio.

Bergamo, ov' della ss. Vergine col


di
Battista, disegno

concesso

Cardinal protettore, priloro nell' erezione

da Sisto V, e confermato a'i3 agosto i5qi con breve di Gregorio XIV.

originale in carta di Raffaele Sanzio.

Da una
si

porlicella di questa cappella

Tornando a parlare dell'interno della chiesa, nella prima nave a


destra,
vi

entra nell'antico chiostro del


de* canonici

mo-

nistero
,

regolari lalcra-

sono
i.

le

quattro seguenti
dei

cappelle;
ss.

Della Concezione,

nensi ove sonovi pregiati marmi, ed antiche memorie; 1." La cappella

Barbato, Fedele da Sigmaringa,

e Giuseppe da Lionessa; i. di san Gio.

Nepomuceno,

attualmente

in

costruzione, riedificata sontuosamente

dedicata a Quella gi dei Santori, e dal Cardinal di s. Severina appellata con questo nome, o
dei
principi
Lancellotti
3.

san Francesco;

con magnifico sotterraneo dalla summentovata famiglia Torlonia, con


architettura di Quintiliano
di
;

3.

Dei principi
dedicata
al

RaimonMassimo delle
Crocefisso,

quello, che ivi si venera, forse di Stefano Maderno. Dipoi pass in propriet dei Ceva, quindi dei Godoi; 4- La cappella

del Crocefisso per

Colonne
s.

Giovanni, ed alla Maddalena; 4- Di s. Giovanni Evangelista, presso la quale si vede il deposito del Cardinale Antonio Martin de Chaves, il quale

della b. Vergine e Domenico, e Filippo Neri, la <piale ha ancora una tavola rappresentante il transito di Maria Vergine,

dell'Assunzione
ss.

dei

morendo
lica

nel i47j lasci alla basidonativi,


e
la

che esisteva nell'antico patriarchio; e presso il deposito del Cardinal

diversi

tenuta

Leonardo Antonelli

si

prescelse la

chiamata Trigonia,
cinque rubbia

fuori della porta

tomba
lieri,

il

celebre Francesco Cancel-

Ostiense, di quattrocento cinquantadi terreno.

Nella nave

seconda a destra, o intermedia, vi


sono alcune memorie sepolcrali, e il dipinto di Giotto, che rappresenta
Bonifacio Vili,
il

autore di un gran numero di opere eruditissime; 5. La cappella Corsini ritenuta per una delle pili belle e pili nobili di Roma, essendo
ricca
di

marmi, bronzi,

e stucchi.

quale pubblica

il

giubileo da lui rinnovato.

Sono

ri-

Clemente XII, con disegno del Galilei, la eresse dalle fondamenta, sul
suolo donatogli dal capitolo, e dedicolla

marchevoli i depositi di Silvestro II, eretto da Sergio IV creato nell'anno

s.

1009,

quello

di

questo medesimo
navi
laterali

antenate,
saico del
di

Pontefice, e l'altro di Alessandro III.

Andrea Corsini di lui cui quadro un moMasucci. Dessa in forma


il

Riguardo

alle

si-

croce

greca,

conserva

entro

CHI
urna
tefice

CHI
ceneri del

29
,

di

porfido
,

le

Pon-

liquattro
vari

mille

fondatore mentre nel sotterraneo riposano quelle della principesca famiglia Corsini, avente un
altare
colla
b.

canonici

all'anno a beneficiati che essi

franchi

Vergine

col

figlio

nominano. Su questo argomento va letto quanto scrisse il Cancellieri nel suo Caenotapliium Leonardi
Antonelli Cardinalis archipresbyteri
protobasilicce laleranensis 3 pag.

morto nel seno, gruppo di marmo stimato. Clemente XII dot di molte
rendite questa insigne cappella, e vi
institi

36.

quattro
coli'

cappellani,

che ob-

Pontefici sepolti

nella basilica

blig al servizio del coro,

come

gli

lateranense.

Uariani,

autorit

del pontifcio

breve,
nel

Inter

multiplices 3
cui

emanato
il
,

La prima memoria,
a questo
si

che intorno

1734, in

ne riserb

ius

abbia, rimonta all'anno

patronato alla sua casa Corsini dichiarandone protettore il Cardinal


arciprete,
in

mancanza

di
gli

un Carconcesse
nella

dinale della famiglia, e


diversi
privilegi.

Finalmente
vi

nave
Il

seconda

intermedia,

sono

alcuni depositi di celebri personaggi.

portico Sistino d ingresso dalla


di

parte

settentrione

alla
le
si

basilica

903, nel quale essendo morto Leone V fu sepolto in questa basilica. Secondo il Ilasponi, presso Papebrochio in Propyleo , p. i55, n. ir, nell'anno 911, vi fu tumulato Sergio III. Nel 928 venne in essa seppellito Giovanni X, nel 936 Giovanni XI, nel 936 Agapito II, nel 964 Giovanni XII nel 9-4 1 antipapa
,

per

tre porte,

che sono
delle quali
la

pi
di

fre-

quentate,

una
,

apri da

Gregorio XI, che


bili

decor

no-

VII, nel 998 l'antipapa Giovanni XVII. Silvestro II vi fu sepolto nel roo3,ed il Xovaes nella di
Bonifacio
lui vita

marmi

e vi colloc

due leoni

riporta

il

magnifico epitafo,

di

marmo

bianco, che poi Sisto

che

gli

pose

al

sepolcro Sergio IV,

trasferi

alla

fontana da
di Termini.
edificato

lui

eretta

sulla

piazza

Chiamasi

Sislino perch

da Sisto

con disegno del Fontana,


te

e nella par-

e che ancora esistente. Xel medesimo anno ebbe sepoltura nella basilica Giovanni XVIII, come afferma Giovanni diacono nel libro della Basilica lateranense. Xel 1009 vi fu tumulato Giovanni XIX, ma il p. Giacobbe nella sua Bill. Pont. pag. 336 dice, che venne sepolto nel Vaticano con un epitafo in versi eh' egli prese dal Vegio Neil' an,
.

superiore

decorato,

tro, di pitture

del vecchio e

come l'alnuovo
fu
eretta

testamento.
l'altra loggia,

Finch
i

non

Pontefici da qui com-

partivano

la solenne benedizione. Nel portico inferiore evvi la statua

in bronzo di Enrico
cia,

IV

re di Fran-

no

io 12

vuoisi

sepolto
,

in

questa

eretta dal capitolo coll'opera del

basilica

Sergio
di

Cordieri, detto il Franciosino, in riconoscenza per l'abbazia di Clairac

l'oratorio
altri

IV non lungi dalTommaso bench s.


,

dicono, che riposi nel Vaticano.


vi

da lui donategli nella diocesi di Agen, con diploma de' 22 settembre 1604.

Ma
stata

in progresso

di
l'

tempo essendo
,

soppressa

abbazia

re di

Francia, che vengono riguardati per


benefattori della basilica,

pagano ven-

tumulato Alessandro II, sebbene il Papebrochio pretenda lo sia stato nel Vaticano, nel 11 18 Pasquale II, nel 1 r24 Calisto II, nel 1 i3o Onorio II, nel ii43 Innocenzo II, che
Xel 1073
II,

fu

nel

1099 Libano

3o dopo
nel
basilica di

CHI
sette anni fu
s.

CHI
trasportato nella
in

essa
s.

canonici

regolari

(Fedi) di

Maria

Trastevere,

ii

44

Celestino li,

Lucio li, nel


Rasperai,

nel i i4^ ii)4 Anastasio IV.


lai.

Agostino, che da questa basilica presero il nome di Lateranesi , o

De

basii.

pag. 77, ag-

giunge, che fu sepolto in un'urna di porfido, nella quale era slata seppellita
s.

pur
1181
di

citato

sepolto
in

Elena imperatrice, com' da JNovaes. \ i fu ancora Alessandro III morto nel


Civita

Lateranensi , o del ss. Salvatore. dipoi, avendo longobardi distrutto il celebre amnister di monte Cassino, ed essendo fuggiti i monaci benedettini in Roma sotto Giovanni III, il successore Pelagio II

Poco

Castellana,

e stato

verso l'anno 578, li colloc nel monistero dei ss. Giovanni Battista ed

qui trasportato, ove Alessandro VII,


lui

Evangelista, e di
tiguo alla
ufficiarono
lica.
i

s.

Pancrazio conlateranense,
la stessa

concittadino,

gli

eresse

il

sud-

basilica

ed

detto deposito, con

una lunga
1191

iscrizio-

anche

essi vi

basi-

ne riportata dallAldoino, Vit. Pont.


t.

Tuttavolta

rimasero anche

IV,

col.

722.
coro

JNel

vi fu tu-

canonici regolari, di che ne fa ins.

mulato Clemente
avanti
nel
ria
1

111, e

precisamente
de' canonici
;

dubitata testimonianza

il

antico
III,

Dialog.
i

lib. II,

cap.

1.

Gregorio I, Vi durarono
trenta

198 Celestino
riposo,

presso

s.

Ma-

monaci benedettini
di
s.

cento

del

la cui

cappella ora

anni, o poco pi, dappoich fu nel


pontificato

non esiste pi, nel 1276 Innocenzo V, nel 1 43 1 Martino V, e nel 174^ Clemente XII, trasferito dalla
basilica
ria,

Gregorio

II,

che

l'abbate Petronace ricondusse a


te

mon-

Cassino

monaci
pegli

lasciando di
alla basilica,
,

vaticana.
al

Avverte
di

il

ZaccaII

loro onorevoli

memorie

nelle note

Lnnadoro, Rela-

specialmente
na,

uomini

che

vi

zione della
pag. 29, che
cro,

corte,
i

Roma

t.

fiorirono in santit di vita e

dottri-

Cardinali, che
il

muosepol-

De

monasteriis lateranensibu* >

iono senza essersi prescelto


si

in tom. III,

De

secretariis

veterum
1

seppelliscono

ne' sepolcri dei


ne' loro titoli

christianorum ,
cap.
io.

et bas. vatic. p.

^96,
mise
i

loro antenati, ovvero

In progresso di tempo Ales-

e diaconie. Se poi fossero privi dei


sepolcri gentilizi, o morissero avanti
di avere

sandro II,

creato

nel
di

1061

sotto miglior

forma

vivere
a'

ca-

ricevuto

il

titolo,

la dia-

nonici regolari lateranensi,

quali
la

conia,

giova credere, che

debbano

interamente fu di nuovo affidata

essere seppelliti nella basilica latera-

cura della basilica, ciocch conferm

nense, tale essendo sempre stato l'inveterato costume.

pure nel
pli

06 Pasquale
si

II,

in
gli

una

bolla nella quale


confini

descrivono

am-

della parrocchia concessa

Canonici regolari, arcipreti }


e capitolo

lateranense.

medesimi canonici di s. Agostino. Quindi Innocenzo linci ii3o cre Cardinale diacono Guido, sanese, miai

nistro dell'altare

di
lo

mesta basilica,
stesso

Questa basilica sino dalla sua origine venne uuciata dal clero secolare, che vi rimase sino al pontificato di
s.

e nel

140 diede
di

onore a

Guido

Castelficardo, pure minilateranense. nel


1
1

stro dell'altare

Gelasio

creato

V anno

Ana>tasio IV
privilegi
i

Di poi "4 arricch di

492

il

quale pose alla custodia di

canonici regolai*!, semina-

CHI
rio di santi, di Pontefici, di Cardinali,

CHI
va l'emendazione
ci
si

3i
PerIII
,

de' costumi.

e di

uomini

insigni

in virt e

legge

nel Novaes

tom.

Innocenzo IV incaric Cardinal Stefano de IVormandis il romano, di riformare nella disciplina alquanto rilassata, tanto i canonici di s. Giovanni in Laterano, che
scienza;
del

ma

pag. 69, che Eugenio HI nel 1 x5s n Cardinale Bernardo canonico


(

regolare

di

s.

Frediano

di

Lucca

ed abbate del monistero lateranense,

capitolo vaticano.

Assunto
A
III,

al

pontificato Bonifacio
i

nominandolo eziandio arciprete della basilica. Anzi aggiungiamo coll'autorit del Crescimbeni, che prima
del
altri

nel
di

I2cj5, rimosse
s.

canonici

suddetto Pietro
arcipreti,

vi

erano
di

stati

regolari

Agostino dal governo della basilica, ed in vece vi sostitu un capitolo di canonici secolari, con
individui

prima

lui vi

fu
di-

Eugenio remano, che nell'824 venne Paj a Eugenio II.

appartenenti

a
1'

famiglie

Prima che Bonifacio Vili


ai

togliesse

romane.
l'abito

Concedette loro
de' cappellani
del

uso del-

Papa,

il

privilegio di
dicati

che
e

non potere essere dal Papa, esentolli

giu-

governo e la resilienza di questa basilica, chiamavasi il loio capo o lettore, col ticanonici
regolari
il

dal

tolo di

priore;

ma

nell'istituzione
sosti tifi

servigio del coro ne' mesi di luglio,

della canonica

secolare,

al

agosto

settembre,
le
;

don
al

loro

il

palazzo, cio
li-

terme antoniane, colun


capitolo la

sue ragioni
di
s.

chie;-a

Lorenzo
di

Panisperna

e l'abbazia
le

Ferenlillo

con tutte

capo del caputolo il titolo di arciprete. 11 primo, che fosse onorato con questo decoroso grado, fu il Cardinale Gherardo Bianchi parmigiano del titolo de' ss. XII Apostoli,
poi vescovo di Sabina,

castella

dipendenti,

con giurisdi-

uomo

di pro-

mero e misto imperio. Da questo tempo di costante opiniozione di

fonda scienza
gr
Gli
l'altare

legale,
s.

il

quale consadella

di

Maddalena
sono

ne

il

Raspoui,

lib.

II.

De

mnistris

basilica,
altii

e quivi fu sepolto nel i3oo.

divini cullusj etc, pag. 89,

De Arin-

suoi
fra'

successori

sesi

chpresbyteris

ec, pag. 96, che


il

guenti,

quali

cinque, come
al

cominciassero
la

nome,

l'uffizio,

vedr, furono assunti

pontificato,

dignit

di

arciprete della patriar-

e di tutti ai rispettivi articoli

delDidalle

cale basilica

lateranense, sempre poi

zionario vi sono le biografie,


quali
si

sostenuta da

un

Cardinale. Trovasi
s.

rilever se erano

stali

pri-

per altro

un'epistola di

Pier Da-

ma

canonici della stessa basilica.

miani,
tolo

scritta nel secolo XI ad un Cardinale con questa iscrizicne e ti-

Piati o

T alenano Dui agitevi a di


di

Piperno. diacono Cardinale


,

santa

di

arciprete

Pelio S. R. E.
eanonicce ar-

Cardinali

latei anelisi ,
il

chi presbitero. Stima


ci avvenisse
la

Basponi che

Maria JNuova viee-cancelliere di s. Chiesa, mcrto nel 3 o4, ovvero sotto Clemente \.
1

poca

ne' tempi, in cui per osservanza della disciplina

Pietro Colonna,

romano

diacono
Nlovaes,

Cardinale
stato di
tini.
s.
.

di

s.

Angelo, dopo esserlo


53.

ne' canonici regolari, vi fossero destinati


preti,

Eustachio, secondo
pai;.

uno o pi Cardinali per


per
i

arci-

1\

egli,

o lo zio
Gio.
.

la riforma di essi. Quelli tempi appunto in cui s. Pier Damiani con ardente zelo procura-

Jacopo fu

arciprete

di

s.

in

erano

Laterano, fatto da Clemente "S 325. 11. ino suoi gioliti nel
i

Ter-

32

cui

di I
sauna, vescovo di
tenziere maggiore,

Bertrando de Montfavet, francese diacono Cardinale di s. Maria in


Aquiro, morto nel 1 34-3Giovanni Colonna, romano, diacono Cardinale di s. Angelo, morto
nel

Sabina,

peni-

morto nel i4o5. Antonio Gaetani, romano, prete

i348.

Pietro Roger di Beaufort, nipote


di

Cardinale di s. Cecilia, o Lucia, vescovo di Palestrina, e penitenziere maggiore, morto nel 1^.11. Ottone Colonna, romano, diacono

Clemente VI, che


di
s.

il

crei

diacono
;

Cardinale di
eletto

s.
1

Giorgio in Velabro,
7

Cardinale

Riaria

Nuova

nel

nel

Sommo
i

Pontefice
canonicati

1370, fu eletto Papa col nome di Gregorio IX, nome che sar in perenne benedizione per aver egli restituita a

Martino V.
soppresse
et
il

Fu

questo Pontefice, che

priorato, e
s.

della basilica di

Lorenzo ad Sazialla latera-

Roma

la

residenza pontifi-

Sanctorum , che un
d'oro
e d'argento.

cia a' 17

gennaio

Clemente
rita

nel

1377, dopo che i3o5 l'avea trasfeed


in

nense, cui arricch di preziosi donativi

in

Francia,
fu

Avignone.
befece

Alamando
tino,

degli Adi/nari, fiorens.

Colla

basilica

sommamente

prete Cardinale di

Eusebio,

nemerito, giacch da arciprete


le costituzioni pel

morto nel i^n.


te

buon governamcn-

to del clero laterancnse, che poi con-

Guglielmo Pilastro, francese, preCardinale di s. Marco, morto nel

ferm con

bolla, e,

come dicemmo

.49.8.

superiormente, termin la questione sul primato delle chiese, decidendo-

cardinale del

a favore di questa. o Egidio Grimoardi francese, canonico regolare, fratello di Urbano V, prete Cardinale di s. Pietro in Vincoli, morto nel i388, seguendo le parti dell' antipapa Clemente VII, mentre era vescovo di
la

angelico

Alfonso Cardio, spaglinolo, antipseudo-Pontefice Benedetto XIII, riconosciuto per vero col titolo dei ss. Quattro, morto nel i434.

Lucio

Conti,
s.

Cardinale di

romano, diacono Maria in Cosmedin,


romano, prete
ucciso

morto nel i4^7Angclotto Foschi,

Albano.
Pietro Tomazell, napolitano, dia-

Cardinale di
Giorgio in ^ eAnastasia, che

s.

Marco,

nel

cono Cardinale
nel

di

s.

i444. Avanti

di

continuare
si

la

serie dei

labro, poi prete di

s.

Cardinali arcipreti,

1389 divenne Papa Bonifacio

IX. Arricch la basilica d' indulgenze, le diede 1' abbazia di Grottaferrata,


zii,

notare che sotto 1' arcipretato del Cardinal Foschi, nel i44 2 > u Papa Eugenio IV rimise al governo della basilica
i

deve

la

facolt di conferire

benef-

canonici regolari, con grave

di fabbricar chiese, e di ricevesi

dispiacere del popolo

romano. Fra
dice
il

re

qualunque chiesa

volesse dichiaalla

canonici secolari eravi Giovanni Battista

rare figliale e soggetta

latera-

Millini,

che,

come
p.

JVo-

nense, facolt che confermarono Sisto

vaes al tom. VI,

17,

Giovanni

V,

in oltre giurisdizione sull'

Gregorio XIV, concedendole acqua Ma-

XXIII aveva

fatto

t di sette anni, e

canonico nell'eche poi Sisto IV

riana o Marana.

cre Cardinale.

Egli

non

volle ri-

Francesco
cistercieiise,

Carbone, napolitano, prete Cardinale di s. Su-

nunziare al canonicato, ad onta che

Eugenio IV usasse

le

preghiere,

le

CHI
promesse, e
le

CHI
Roma
loro
la

33
e

minaccie. Ci dispiac-

usare due campanelli, due croci, e due


padiglioni nelle funzioni,
sioni.

que
la
ti

assai

al
,

popolo di
che

e al-

processcritla-

nobilt
cos de'
il

vedevano
i

privaconcit-

La maggior

parte degli
la

benefica

tori

sostiene godere

basilica

morte di Nicol V, appena eletto nel i455 Calisto III, tumultuariamente ricortadini;

perch dopo

teranense tal privilegio, sino da Martino

V,
s.

il

quale nel

i4 2 3, con

let-

tere apostoliche un la delta basili-

sero a

lui,

laonde

canonici secolari
basilica

ca di

Lorenzo
Il

alla patriarcale la-

furono ripristinati nella

in

teranense.

solo

numero
baroni,

di diciotto, tra' quali

cinque

ci derivare,
silica

Grancolas opin per essere questa ba-

quattro

dottori
1

ec.

Ma

divenuto Pontefice, nel 4^4? Paolo sofII, nipote di Eugenio IV, mal
frendo vedere alterate
ni dello zio,
le

la prima di tutte le altre con alcune ragioni, che riportammo altrove. Su questo punto si pu
il

disposizio-

consultare

Ciampiui,

Investigatici

ad onta

della

commozioe
le

historica de Cruce s tallonali, B.omae

ne

de'

romani, che rappresentarono


i

1692, ed in
netiis

t.

Disc. Popidi Dei

essere stati istituiti

benefizii

Fleury, edita a F. A. Zaccaria. Ve-

prebende dai loro maggiori,


II

Paolo

1782,
p.
1

p.
1

170
3
1
;

Mabillon Mas.

processionalmente ripose nella balateranense


i

Ital.

24,

e Cancellieri nei

silica

canonici regolari

suoi Possessi, a p.

di
il

s.

Agostino

nel

Rasponi,

che

1466. Avverte per non tolse i

mo

pertanto

il

registro

397. Riprendiadei Cardi-

nali arcipreti lateranensi

non

inter-

canonici secolari, a' quali invece as-

segn
zo

la

basilica vicina a

s.

Loren-

punto dalle suddescritte vicensuccesse il de. Al Cardinal Foschi


rotto

ad Sancta Sanclorum,

cogli

emo-

seguente

lumenti che avevano, finch li avesse nomiuati ad altri canonicati, o a qualche vescovato, assegnando intanto
scudi
ai

canonici

regolari

cento

al

mese pel

loro

manteni-

mento.
to in sua vece

Venuto a morte Paolo II. ed eletSisto IV rinnova,

Antonio 3/artins de Chaves, portoghese, prete Cardinale di s. Grisogono, morto nel 1 44? dopo aver fatto alia basilica 1' organo, che poi Clemente \ III trasport, e rifece ove sta adesso, erigendo nel luogo suo la cappella del ss. Sacramento.
Egli benefic questa basilica,
si

come
qua]

ronsi

lamenti de' romani,

onde

il

disse
il

superiormente,

della

nuovo Pontefice procur contentare


i

cosa

capitolo conserv grata

me-

canonici regolari di
essi
il

s.

Agostino,
di

moria.
no,

lasciando ad
nici

titolo

canoss.

regolari lateranensi del


,

Sal-

Domenico Capranica , prenestima di romana famiglia, prete


s.

vatore

a'

quali fabbric, e diede la


s.

Cardinale di

Croce in Gerusalem-

chiesa di

Maria

della Pace,

con
dicesi

me,
nel

e penitenziere maggiore,

morto

molti privilegi,
al

come meglio
voi.

i4-58.

loro articolo,

VII,

p.

254,

20. E
1

nella basilica lateranense nel

te

'[-2,

pacificamente ristabil isoli cai

nonici secolari,

quali pel diritto gi

acquistato sulla basilica di s.Lorenzo

ad Sanela Sanclorum,
v
t

seguitarono ad

Prospero Colonna, romano, nipodi Martino V, diacono Cardinale di s. Giorgio in Velabro, morto nel i463Latino Orsini, romano, prete Cardinale prima di s. Eusebio, po3

XII.

34
scia dei

CHI
veil

CHI
cavallo e la statua di bronzo
di

Paolo, ss. Giovanni e scovo di Albano, e poi di Frascati,

Marco Aurelio,
ve rammarico
sto
legi

camerlengo di s. Chiesa, morto nel '4 7 7- Questo arciprete fece varii statuti pel buon regolamento della
basilica.

Paolo 111 la trasport sul Campidoglio con gradel


capitolo.

ma

Queprivi-

per
e

il

ricolm di
,

doni
i

favori

dichiar

cano-

Giuliano della Rovere di Savona, nipote di Sisto IV, prete Cardinale di


s.

nici

famigliari

Papa, e

commensali del protonotarii, ne cre uno


e
,

Pietro in

Vincoli,

ve-

Cardinale
lica

dichiarando

1'

arciprete

scovo di Albano, e poi di Ostia e Velletri, penitenziere maggiore, creato

giudice in tutte le cause della basie delle chiese a


lei
il

soggette, co-

nel

i5o3
II.

Papa

col

nome

di

me
p.

meglio descrive
s.

Crescimbeni
latina,

Giulio

Nel suo

aicipretato

fu

nella Ist. di

Gio.

a porta

aperta e chiusa la porta santa da un Cardinale, ma non si dice dal Zaccaria, e dallo Strocchi cpial fos-

241. Il Cancellieri nelle Memorie sulle sagre teste, a p. 64, riporta


il

copioso elenco delle diocesi in cui

Nel medesimo suo arcipretato fece alcuni statuti intorno all' amministrazione ed alle entrate della basilica, e nel i5o2 elesse in suo vicegerente, o vicario, il Cardinal Giorgio Costa, detto il Cardinal di Lisbona, avanti del quale si convocava
se.
il

esistono luoghi pii, e chiese soggette alla giurisdizione del capitolo la-

teranense.

Giandomenico de Cupis, romano, primo Cardinal prete titolare di


s.

Giovanni a porta

latina,

vescovo
nel
le

di Ostia e Velletri,

apr e chiuse la
basilica

capitolo.

Giulio II fece ricchi do-

porta
lasci

santa di questa

nativi alla basilica in sacri


ti,

paramen-

i55o, e morendo nel


molti doni.

i553,

e le restitu la giurisdizione tem-

porale su Ferentillo, tolta dallo zio


Sisto IV.

Giovanni Colonna, romano, diacono Cardinale di s. Maria in Aquiro, morto nel i5o8. Alessandro Farnese, romano, diacono Cardinale
vati suburbicari
di
s.

Ranuccio Farnese, romano, diacono Cardinale di s. Angelo, penitenziere maggiore, mor nel i565, lasciando alla basilica varii donativi.

Marco

Sittico

Altemps,

tedesco

Eustachio
chiuse

ve-

scovo successivamente nei


,

sei vescola

diacono Cardinale di s. Angelo, poi prete de' ss. XII Apostoli, di s. Cle-

apr e

mente, e di
vere nel

s.

Maria in Trastevere,
visi

porta santa nel

i5"25 per volere di

penitenziere maggiore, lasci di

Clemente VII, e poi fu esaltato al pontificato nel i534, col nome di Paolo III. Essendo arciprete, invigil sulla disciplina del

clero

latera-

nense, assistette
toscrisse le

ai

capitoli,

ne

sot-

dimostr generoso colla basilica. Essendo infermo di podagra, fu in di lui vece destinato il Cardinal Marc' Antonio Colonna ad aprire, e chiudere la porta

i5g5, e

risoluzioni,

e
di

ripristin

santa.

diverse

costituzioni

Gregorio

XI, cui fece


II.

approvare

da

Giulio

Ad ornamento

della piazza late-

ranense aveva Sisto

IV

ivi

collocato

Antonio Colonna, romano, diacono Cardinale di s. Maria Nova poi di s. Maria in Cosmedin, indi prete di s. Pudenziana, e di s. Croce in Gerusalemme, e vescovo di

CHI
Palestrina, nell'anno 1600, apr e chiuse la porta santa. Mor nel 1608, lasciando erede la basilica, che
s.

CHI
d'

35

Maria del Popolo, vescovo prima Albano e poi di Porto, nell' anno
1675, apr e chiuse
la

santo

porta

vivente

aveva eziandio
anni
imit
vicario
1'

beneficata.

santa della basilica, e mor nel 1693.

Lucio Sasso poi Cardinale, essendo


stato venti
silica,

della
,

bae
si

La basilica conserva grata rimembranza dei beneficii ad essa da lui


compartiti, poich'egli, oltre moltissimi

ne

esempio

mostr
lica.

assai benefico verso la basi-

paramenti,

mano,
ziere

Scipione Caffarell Borghese, ronipote di Paolo V, prete


s. Grisogono, penitenmaggiore, fu fatto nel 1608,

le don l'arazzo, che sino a' nostri giorni ha servito di quadro all' altare della tribuna del coro, prima che i Torlouia donasse-

Cardinale di
arciprete

ro l'attuale, fece compilare


viario, e lo

il
;

bree

don

al capitolo

della

basilica

lateranense

di lui

mezzo Alessandro VII regal


altri

dallo stesso Paolo

V, che nel 1620,


ba-

otto belle coltri, cinque paliotti, sen-

lo trasfer all' arcipretura della


silica

za mentovare
quali

benefizii,

fra

vaticana, cedendo la preceden-

merita
dichiarato
in

menzione

quello

di

te al seguente
si

suo

congiunto.

Non

aver

devono qui occultare i ricchi doni da lui fatti alla basilica, che a di lui riguardo ebbe da Paolo V la rosa d'oro benedetta. Questo Pontefice cre due Cardinali canonici esent il clero dallo spoglio, e don
al capitolo
il

basilica

un canonico della perpetuo a prete assi-

stente alle Cappelle Pontificie.

Altieri,

palazzo lateranense.

Giambattista Len, romano, prete Cardinale di s. Sisto, poi di s. Cecilia,

apr e chiuse

la

porta

santa

di questa basilica nel


r

1620, e mo-

vita e in

1627, avendo beneficato in morte la basilica. Francesco Barberini, fiorentino,


nel

Paluzzo Palazzi degli Albertoni romano, nipote di Clemente X, camerlengo di s. Chiesa, prete Cardinale de' ss. XII Apostoli, vescovo di Porto, mor ai 29 giugno 1698. Benedetto Pamphily, romano, pronipote d' Innocenzo X, diacono Cardinale di s. Maria in Portico, poi di s. Maria in Via Lata, fu fatto da Innocenzo XII arciprete: il perch con
santi

raro

esempio,

negli

anni

nipote di
dinale di

Urbano Vili, diacono Cars.

Agata,
al

fu

fatto

dallo
,

zio successore

Cardinal

Leni

dopo un anno
i633, venne

rinunzi.

Quindi nel

1700, e 1725, apr e chiuse la porta santa. Benefic la basilica in pi. modi, e con donativi, fra i quali le due statue de' ss. Andrea e Giovanni, che stanno nella nave
principale.

trasferito all' arcipretu-

Mor primo diacono nel

ra della basilica vaticana.

1730.
Pietro Ottobon, veneziano, nipote di

Girolamo Colonna, romano, diacono Cardinale di s. Agnese in piazza Navona, poi successivamente prete,

Alessandro
nel

Vili,

prima
e

arci-

prete della basilica liberiana,


di questa

poi

e vescovo di

Frascati,

nell'an-

no santo

i65o,

apr

chiuse

la

porta santa di questa basilica, e r nel 1661.

mo-

mor decano del sagro Collegio nel 1740. Neri Maria Corsini, fiorentino, nipote di Clemente XII , diacono
1730,
Cardinale di s. Adriano, poi di s. Eustachio. Nell'anno santo i75o,

Flavio Citici, sanese, nipote di Alessandro VII, prete Cardinale di

,,

36
apr e chiuse
sta
basilica.

CHI
la

CUI
avanti porta latina,

porta santa di quenel 1770.


,

Roma

17 16,

Mor

a pag. 292, nel parlare dell' incor,

Mario Marc-foschi
prete Cardinale di
1'

maceratese

porazione del capitolo di detta chiesa al laterancnse, ci


ta serie

s.

Agostino, nclapr e chiuse

d una erudi-

anno santo

1775,

la

porta santa, e mor nel 1780. Carlo Rszzonico, veneziano, ni-

che governarono la basilica sino al pontificato di Bonifazio Vili. Quindi a pag. 3o6
de' priori,
tesse

pote di Clemente XIII, Cardinale vescovo di Porto, camerlengo di s. Chiesa,

dottamente

la

serie cronologiretti-

ca degli arcipreti lateranensi,

mor nel 1799Francesco Saverio de Zelada, spas.

ficando quella del Rasponi, sino al

Cardinal

Pamphily.

Il

medesimo

gnuolo, prete Cardinale di


tina a'

Mars.

Crescimbeni,
sulla basilica,

Monti, commendatario di

sua opera Ristretto ec, a pag.


nell'altra
arcipreti, ca-

Prassede, segretario di stato, e penitenziere maggiore, inori nell'

95,

fa

il

novero degli

anno

nonici e beneficiati, che


al tabernacolo,

stabilirono

1801.

lampade perpetue per ardere innandi Sinigaglia,


zi

Leonardo Antonelli

ove
ss.

si

conservano

decano del sagro Collegio, penitendel s. ziere maggiore , segretario Uffizio, mor nel 181 1. V. il citato Cancellieri, nel suo Caenotaphium Antonelli Cardinalis Archipr.
Giulio

le
lo.

sagre teste de'

Pietro e

Pao-

Per riguardo
:

all' illustre

collegio

de benefiziali,
ri

il

predetto Cancelliea pag. 37,

nel suo

Caenotaphium,

e 64, riporta le notizie di molti, che


si

Maria

della

Somaglia

di

distinsero per nobilt

di

natali

Piacenza, decano del sagro Collegio,


vice-cancelliere, segretario di
stato,

per dottrina, per impieghi nella corte

de'

Sommi

Pontefici,

per

vesco-

vicario

di

Roma

ec.

nell'

anno

vati

cui furono innalzati, e fa

men-

santo

1825, apr e chiuse

la porta

zione di altri

promossi

santa della basilica. Mor nel i83o.

della stessa basilica.


lecito

a canonici qui ci sia


ripetere

Bartolomeo Pacca di Benevento, attuale decano del sagro Collegio


fatto

in

segno

di

stima

quanto a pag. 3 9
cellieri,
>

disse lo stesso

Can-

arciprete
1

dal

Pontefice

Pio

cio:
d.

che

desiderabile

Vili nel
riche,
tario,
tri

8 3o, risplendente per virle

che

Salvatore Leoni beneficial'

t e dottrina, e per
di

primarie capro-da-

to lateranense pubblichi
.)

erudi*

che sostiene, cio di

tissima storia di tutti

Cardinali
de' loro

legato apostolico di Veliedella cerimoniale, de' libri della

arcipreti della basilica e


>>

e sua provincia, di prefetto del-

vicari,

ricavata da esso con moldalle

le

congregazioni
della

ta fatica

della

antiche'

memorie

correzione
,

della chiesa laterancnse, dagli scrittori

chiesa orientale
s.

di

segretario

del

medesima, e dai
de' beneficiati

mo-

offizio,

di presidente

del consiglio

munenti esistenti nell'archivio del collegio


,

supremo
stolica,

della

zelante

reverenda camera apoe sollecito vescovo


e

affidato

alla sua
>>

custodia,
,

delle diocesi di Ostia e Velletri, cul-

cresciuto

colla

da lui acmaggior dibeli' ordi-

tore delle
letterati.

lettere

mecenate

dei

ligenza posto
.

nel pi

ne
Crescimbeni,
s.

Gio. Mario

nell' I-

Il

Piazza nella sua Gerarchia, a

storia della chiesa di

Giovanni

pag.

333

334, tratta

delle

pie-

CHI
rogati ve dell' arciprete, e del capitolo,

CHI
lare lo stipendio, un alla
e
tratta

37 medesima

de' loro

privilegi,

dei

alcuni

cappellani
istituiti

Ilariani,

dei

Clementini

VII,
e
il

da Clemente Vili, degli Urclero,

pingui beneficai. Quindi Pio volendone accrescere il lustro decoro, con breve de'22 luglio
concesse alla

bani fondali da Urbano Vili, e di


altri

1801,
le

medesima

tutte

individui di questo

ag-

prerogative, esenzioni e privilegi,


i

giungendo che Sisto


ciprete
il

V
di

diede all'arconferire
i

coi quali
i

Pontefici vollero decorare

privilegio

cappellani

cantori

pontificii.

Non

benefizi vacanti nella basilica, eccettuati quelli

riservati

alla

Dataria.
clero

V.

Francesco Foggini,
baslica

Ddl

deve qui passare sotto silenzio, che s. Pio V pose nella basilica per penitenzieri [Fedi) i minori osservanti
si

della

lateranense ,

Roma
,

riformati di

s.

Francesco. Laonde
nella

il

1758. Delle preminenze del capitolo , ed autorit dell' arciprete tratta pure il Cancellieri, Memorie delle sagre teste, p. 7. Per ci, che riguarda la giurisdizione dell' arciprete, nonch il diritto alternativo
col capitolo di
cii
ti

Cardinal

penitenziere,

dome-

nica delle palme, incomincia da questa basilica


il

consueto giro delle tre

basiliche.

Il

primo cerimoniere poi

di questa chiesa, in
tolo,

nome

del capi-

presenta al Papa
fuori le

due candidi
s.

nominare

a'

benefi-

agnelli,

benedetti nella chiesa di

vacanti della basilica, non affetalla

Agnese
si

mura

Vedi ) , nel
agnelli che

Sede apostolica, ed il vicario ec. trattammo brevemente all' articolo Arcipreti delle BASILICHE DI RoMA.
della
basilica
,

giorno della
offrono

sua

festa;

per

basilica, e dalla
i

annuo canone alla cui lana si formano

pallii.

L' insigne cappella poi de'cantori


dell'
la

vanta sua origine nel i535 sotto Paolo


arcibasilica

lateranense

basilica

Per aggiungere splendore a questa ordin Sisto V, che il ca,

pitolo

nelle
di

maggiori
essa

solennit
di

III,

allora

quando
,

il

celebre Cardi-

funzioni

usasse

quattro

nal

de

Cupis

arciprete

incominci
dal

mazze
rio, in

di argento, portate da'

manche
la

ad

istituirla

ottenendo
sufficiente
Il

detto

datari, e

cursori del Cardinal vicaclericale


;

Papa

l'unione di molti benefzi, per

abito

abito

costituire

una

dote

per

ogni due anni dovrebbe far loro

dicci cappellani cantori.

chiarissi-

mo

letterato

Fulvio
e

Orsini,

prima
lasci
il

beneficiato,

poi

canonico latera-

camera apostolica, col danaro delle multe penali, come si legge nell'Oldoino, Add. in Ciaccoli, toni. IV,
col.
Il

nense, morendo nel


alcuni fondi per

1600,

le

127.
capitolo lateranense
si

aumentarne

nu-

mero con due altri cantori, affidandone la nomina al Cardinal arciDipoi Pio VI, in considerazione dei rinomati maestri eh' ebbe in tutti i tempi, della sua autichit
prete.

del Cardinal arciprete, di

compone un prelato
dei

suo vicario,
otto de' quali

di diciotto canonici

sono

dell'ordine

preti, cinque di quello dei

diaconi,

cinque

dei

suddiaconi.

Oltre

e pregi, con

breve de' 2,4 settembre 1784, concesse a questa cappella il proprio nome, chiamandola Cappella Pia, e per formare una rendila perl

venti beneficiati, cio dodici dell'or-

dine dei preti, quattro di quello dei


diacoui,
e

quattro

di

quello

dei

suddiaconi
fissi

(i quali ordini sono in-

alle giubilazioni, e

per aumen-

alle

rispettive

prebende, giusta

,,

38
Io
stile

CHI
dell'antica
i

CHI
disciplina

della

chi

doveva essere
il

il

supremo Gerardel
ivi

Chiesa), vi sono
tini,

cappellani ClemenIlariani, e

ca e pastore
cattolico,

universale

mondo
era in-

ed Urbani, ed

dici chierici

beneficiati.

doL'arciprete

quale poscia

tronizzato colle pi belle cerimonie.

usa nella basilica e in coro sempre


la cappa,
il

V.

il
,

Libello
di
il

presentato a Valentie

vicario l'abito prelatii

niano
presso

Marcellino

Faustino
I,

zio

di

mantelletta,
di saja

canonici
pelli

la

cappa

paonazza con
nel''

di

in cui

Opere, parlando dell'ordinazione di


I,
fiorito

Sirmondo tom.

ermellini
cotta ed
gioni.
I

bianchi
il

inverno, e la
chierici be-

san

Damaso
:

nel 367,

si

rocchetto nelle altre stai

scrive

Laterancnsem basilicam
,

tc-

beneficiati, e

nuil, et ibi ordinatus


Il

est episcopus.

neficiati

neh' inverno usano la cotta


saja

perch
divisi

insorta

talvolta

controe la

la

cappa di
di
la

paonazza
e
Il

con
altri

versia sulla scelta

del
il

nuovo Papa,
popolo,
partili

pelli

color

bigio,

negli

il

clero e
in

tempi

sola cotta.
i

Papa nomi,

romana
ciascuno
la

milizia
d' essi

diversi

na

canonicati e

beneficii affetti;

procurava occupare
luogo
stesso

quelli

che non lo sono nominati alternativamente


prete, e da

vengono
dall' arciil

basilica lateranense, giaceb rite-

neva che dal


l'

potesse
al-

un canonico secondo

derivare credito, forza


elezione,
ai

vigore

turno settimanale.

grande appoggio trodell'eletto,


nell'

vare

diritti

come

si

Funzioni principali, che si celebravano nella basilica lateranense, e nota di quelle, che hanno luogo
oggid.

pu osservare
vite di
s.

Anastasio

nelle

Bonifacio I, di

di Giovanni

V,

fano III, di
detto III,
tutte

Simmaco, Conone, di SteValentino, e di Benedi

eletti

nella chiesa del

Ss.

Lungo sarebbe l'enumerare


le funzioni,

che quivi avevano luogo

secondo l'antica consuetudine. V. Mabillon in Comm. prece.


Salvatore,
pag.

nella veneranda antichit, di molte


delle quali

116.

La medesima

basilica fu

abbiamo parlato

di sopra,

ancora

si

fa

articoli,

menzione anche ai rispettivi massime a quello delle Cavsi

per sepoltura da molti Pontefici, siccome registrammo di sopra, affinch dove aveva
prescelta

pelle Pontificie, in cui


le
i

riportano

sagre

funzioni,
Pontefici
delle

che

celebravano

avuto principio la loro sublime dignit,, ivi ancora avesse il fine, e

sommi

tuzione
pontificie.

prima della istimedesime cappelle Laonde ci limiteremo a


principali.

dopo
riposo

le
le

solenni esequie,
loro ceneri.

ivi

avessero

V. il Rasponi a pag 73, cap. XVIII, De Summit


Pontificibus , qui
iti

ricordare

le

primierasecoli,

laleranensi ba-

mente quando
ro ed

fino
si

da' pi

rimoti

silica sepulti sunt.

dovevano adunare il clepopolo romano per eleggere il nuovo Papa, purch non l'impedisse qualc\ve fazione o circostanza,
il

differenza delle altre principali

chiese di

Roma

cui erano addetti


,

semplici Cardinali preti

la

basilica

lateranense fu assistita da sette Cardinali


terali

soleva

eseguirsi

in

questa basilica;
reputavasi

vescovi ebdomadarii, e colladel

dappoich

giustamente

Papa
toni.

chiamati
Ili,

da Gio.
ital.

convenevole, che

nella chiesa prinfosse eletto

Diacono, nel tom. II, Mus.

p.

cipale di tutte le altre,

575,

et in

Liturg.

Rota.

CHI
Pont.
sedis,

CHI
basilica
,

39
il

pag.

353
soli

che

di celebrare

Episcopi primae , avevano il privilegio per turno sopra 1' alIII,

come racconta

Bctronio

all'anno 968, ebbe principio la be-

nedizione delle campane, da quella

tare papale.
eletto

Stefano

detto

IV,
che

nell'anno 768,
si

ordin

ogni domenica
basilica

cantasse dai sette


suburbicarii nella

Cardinali vescovi
in excelsis
vasi dire

lateranense, l'inno

Gloria

Deo,

il

quale non sole,

campana che fu posta sul campanile della basilica, dopo la benedizione, che ne fece Giovanni XIII, imponendole il nome di s. Gio. Battista. Su questo argomento a vedersi l'articolo Campale IV, Benegrossa

fuorch nella dai preti messa di Pasqua. Quivi si distribuiva il fermento nel sabbato avanti la domenica delle palme detto sabba,

dizione delle campane.

Papa non andava alla stazione. Gli antichi rituali lo chiamano, Quando datar eleemosyna sive fermentatimi in concistorio lateranensi , ed in questo sabbato nel Laterano si distribuiva ai

tum vacans, perch

il

Quivi nello stesso sabbato santo prendeva il nuovo fuoco da tre lampadi , nascoste sino dal giovedi santo in segretissimo luogo nel Sancta Sanctorum, si consagravano sette altari, che si preparavano dalle
si

sette regioni della citta, e


il

si

offrivano

latte e

il

miele.

Nella solennit

poi delia Pentecoste, delta la

Pasqua

sacerdoti delle parrocchie e

titoli di

rosala,
la

si

spargevano rose per tutta


celebrarono cinque con-

Roma il fermento, o pane benedetto. Di questo rito tratt il Mabillon nel mus. Ital. tom. I, pag. i32, et in Ord. Rom, p. i4i, et in t. IV, Anal. p. 60; Azevedo Exercit. Lit. col. 217. In questa basilica si con:

chiesa.

Quivi
cilii

si

generali, oltre altri quattordici

particolari, l'ultimo de' quali fu con-

All'articolo

vocato nel 1725 da Benedetto XIII. Roma si parler di essi,


articoli

ciliavano ancora

penitenti nel sab-

siccome agli
le

delle Beatifica-

bato santo, cio quelli, eh' erano stati per qualche grave delitto condannati alla pubblica penitenza, andando il vescovo col clero ad accoglierli

zioni, e Cano>tzzazio:nt si dice di

quelPri-

celebrate in questa basilica.


si

faceva in essa la solenne processione del Corpus Domini , e vi si

ma

benignamente
loro

alla

speranza

di

della loro

colpa.

porta e dando perdono da Dio Da ci nacque il


,

celebravano diverse cerimonie nella coronazione degl' imperatori, la quale

per

seguiva

nella

basilica

va-

pio costume di visitare ogni sabbato

ticana.

Dappoich dalla

basilica va-

che facementovata funzione era un luogotenente o vicario mantenuto in


la basilica. Il vescovo poi,
la

ticana l'imperatore in solenne caval-

va

cata
se,

si recava alla basilica lateranenove prima si ammetteva nel ceto

questa sua cattedrale dal


vari ministeri,
citarli

Papa per
egli eser-

de' canonici, ricevendo all'altare papale,


ta
,

non potendo

la cotta, la
si

cappa e

la berret-

per

le altre
,

sue innumerevoli

e poi

trattava

di lauto con-

occupazioni

delegazione che ritro-

vito nel triclinio Leoniano,

con che
nel
la.

vasi fatta sino dal


s.

4 00 come
?

scrive

terminava

la

funzione.

Quando

Girolamo

sulla pubblica penitenza

i53o Carlo

prese in Bologna

data a Fabiola. V. il B.asponi, De solemn rifu pcenitcnles recipiendi in


Lat. Bas. pag. i55.

Ed

in questa

corona imperiale dalle mani di Clemente VII, alcuni canonici di san Giovanni si recarono in quella citt ;

4o
e dopo
l'

CHI
la

CHI
ricevettero
lateranense.

coronazione

Di
fa

questa antichissima

imperatore nella chiesa di s. Domenico, facendo allora le veci della


basilica lateranense, e

benedizione
beni a p.

menzione

il

Cresci m-

tra

canonici.
i

lo ammisero Quindi Carlo V ri-

180, Della sacr. eh. papale lat, ed il Cancellieri, nel suo

Caenotaphiutn, a

p.

42

>

nelle citate

cevette

canonici al bacio della pace.

Memorie
egli

storiche, a pag. 5, e nella

deve qui tacere, sebbene se al relativo articolo, che dovendosi fare la coronazione dell' imsi

Non

settimana santa, a pag. 224. Quivi


dice,

ne parli

che

tal

benedizione e dila

strusa de' garofani

memoria
farsi

di

peratore nella basilica vaticana, tuttavia

due volte segui nella basilica La prima accadde nel ii 33 quando l'antipapa Anacleto II avendo occupato il Vaticano, Castel
lateranense.
s.

un tributo, che soleva mente alla basilica per


gli

annualdaalla

tal festa,

orientali,

forse per

omaggio

prima chiesa
lieri

del cattolicismo. Osser-

va inoltre lo stesso
,

Angelo,

gli

altri

luoghi

forti,

erudito Cancelche siccome negli Ordini romafa

Innocenzo li coron Giovanni ai 4 g' u g no Lotario II ; la seconda fu quando ai 29 giugno dell'anno 1 3 2 nella stessa basilica Enrico VII ricevette la corona imperiale dai Cardinali legati di Clemente V, per essere stato occupato il Vaticano dall'esercito di Roil

Pontefice

ni

si

spesso

menzione

di certo

in

s.

ottimo vino condito cogli aromi, aromaticum vinum, il quale si beveva


in

alcuni tempi, e siccome

si

dispen-

savano

prima

nel

solenne concilio

papale, ed anco nel giorno di pasqua delle confetture ovvero del pe-

pe

ne possa essere

un

vestigio la

berto re di Napoli,
le

il

quale temeva
si

dispensa de' garofani, l'abolizione di

insidie di

Cesare. Attualmente

una superstizione
notissimo che
stizioni
i

de' gentili.

poi

continuano
Il

celebrare

in

questa

gentili

tra le super-

basilica le seguenti funzioni.

che coltivavano, aveva (pal-

solenne possesso de'

Sommi Pontratta al pro-

la di

ritenere l'aglio
i

come antidoto
;

tefici,

colla dispensa del presbiterio,


si

contro

geni malefci
forse in

superstizione dal

della qual funzione

derivata

Roma

culto

parlando delle antiche venerabili cerimonie, che de' presenti riti, colla solenne benedizione sulla gran loggia del novello Papa. Queprio articolo
s sti

egizio d'Iside, e di Osiride; quindi assai probabile che la Chiesa, vo-

lendo togliere

questa

superstizione,

come ha
tasse
il

fatto di tante altre,

adotcir-

va ad assistere coi Cardinali alla


si

rito di
i

benedire in

tal

cappella, che vi

tiene per la festa

costanza

garofani usando orazioni


la
li-

dell'Ascensione del Signore, con so-

analoghe, dirette ad ottenere

lenne benedizione dalla detta loggia, e vi si reca pure ai 24 giugno per


la festa della Nativit di
tista.
s.

berazione dai mali,


zione degli
nit.

la conserva-

uomini in

perfetta

sa-

Gio. Batfestivi-

Nella vigilia di questa

Inoltre

il

Papa interviene

col saclic
l'

t, e prima della
vesperi,
il

celebrazione dei

gro Collegio alla processione,

la

vescovo canonico funzio-

nante, con
fa la

una

particolare forinola,

domenica tava del Corpus Domini,


basilica
fa

nella

fra

ot-

nella qua-

benedizione pontificale dei garofani, o aromali notissimi, e quindi


li

le

come a sua

cattedrale,

intervie-

distribuisce ai canonici

e al clero

ne il seminario romano, ed hanno luogo gli Ordiui religiosi mendica n-

, ,

CHI
ti.

cui
portato dal

4;i

Il

Ss.

Sagromento
di
fa

funzioni,

si

recava all'altare panale


osservarsi, chi

Cardinal vicario
o
le
il

Roma. Questi,
nelle

Cos ancora da
nel terzo

suo vicegerente

tempora
santo

ordinazioni; e nel

gioved

non
si

si

Agnus Dei della m dice dona nobis pacem, ma


Molte sono

consagra colle
nie
il

pi auguste cerimoe

ripete miserere nobis.

sagro crisma,

nel

sabba to

le

ragioni assegnate a questo rito.


si

Da

santo,

ed in quello della Pentecoste solennemente vi amministra il battesimo


nel
batlisterio

alcuni in

crede

essere ci

derivato

memoria
si

della miracolosa

Costantinia-

rizione del Salvatore

appasummentovata,
si

no, e la confermazione. Nell'ottava dei santi Pietro e Paolo evvi


in

allorch
chiesa,

fece la dedicazione della

iu cui allora

ud la voce
al

questa
,

basilica
i

cappella
vesperi

Cardidelle
si

del Salvatore, che disse

popolo
altri
si

nalizia

ed

secondi

romano
la

Pax

vobis.

Da
quale

principali feste della basilica

cele-

pretende, che ci sia per alludere al-

brano
nel

coll'assistenza

de' Cardinali

pace sempiterna,

la

si

gode

die descrivesi a Cappelle Catjhx alizie ( Vedi), ove pure si tratdella

modo

nella celeste

Gerusalemme,

di cui

figura la chiesa

lateranense per la

ta
s.

eappella

per

la

festa

di

sua eccellenza. Finalmente evvi an-

Lucia, che celebrasi

coli' assistenza

cora

chi

crede,

essersi

conservato
dell' imita-

dell'ambasciatore di Francia, e di alcuni Cardinali. Oltre


i

questo rito dalla antica liturgia. Si

mentovati giorni,

prosegue ancora
versari,

il

rito

evvi festa anche ai

6 agosto per

la

zione de' sagri dittici,

negli

anniparte
il

Trasfigurazione

del
s.

Signore, ed ai

pronunziandosi dal pi an-

27 dicembre per
gelista.
I

Giovanni Evandelle
stazioni

tico de' preti benefiziati, dalla

giorni

poi

del vangelo,

dopo
il

l'

offertorio,

nodel

sono, nella

resima

in

prima domenica di quaquella delle Palme nel


,

me

del
si

testatore,
offre

in

suffragio

male

sagrifizio, colla foril

sabbato in Albis, nel marted delle rogazioni, e nel sabbato di Pentecoste.

mula,

che

riporta

Crescimbeni
1

nella suddetta opera a p.

V.

il

Rasponi,
tu/11

De

stationibus
Bcis.

La
1'

basilica

lateranense
patriarcali,

79.

una

inni

antiquis,

recenlibus
il

delle quattro

Lai. pag. ig4- Tuttora vi


to
delle
litanie stazionali,

can-

anno santo

del

che nelgiubileo si devono


l'

che ven-

visitare

per lucrare

indulgenza plesette

gono dette in processione dopo ogni terza domenica non impedita, prima della messa solenne, per le navate
Questa processione
minori dalla sagrestia sino all'altare. si vuole sia una

naria, ed
di

una
i

delle
fedeli

chiese

Roma, che
dell'

visitano

nel

decorso
le

lucrarvi le

anno, egualmente per analoghe indulgenze, delil

quali tratta

R.asponi,

De

in-

memoria dell' antica in cui, calando il Papa dal contiguo palazzo


,

nell'oratorio

di

s.

Tommaso
si
,

che
vesti-

2o4- S'incominci nel i832 a pubblicare in Roma con magnifica edizione, piante,

dulgentiis Bas. Lai. p.

serviva di segretario, quivi

spaccati, e rami, l'opera

intito-

va degli abiti pontificali

e proces-

lata:

La

patriarcale
illustrata

basilica

la-

sionalmente coi Cardinali, cogli abbati delle venti abbazie privilegiate, colla
tri,
i

prelatura

magistrati ed al-

per cura di Agostino 1 alciuiiii e comp., descritta dal eh. Filippo Gcrardi, edizioni
teranense
compita.

quali avevano

luogo

nelle

4*
S.

CHI
il

CHI
perch Domiziano lo
di
esili nell'i-

Giovanni
ccrali.

della Pigna , dell' ar-

sola

Patmos
il

e sebbene morisse
i

ci confraternita della Piet de'car-

dipoi in pace in Efeso,

padri

gli

Vedi.
festa

Per miano,

la

de'

ss.

Cosma

ai

27 settembre, ogni
il

Daquafa

martire pel sofferto martirio. Anche il Crescimbeni a pag. 59 di parere, coli' autorititolo di

diedero

t di Procoro, che nel sito

driennio

senato
1'

questa chiesa

romano oblazione d' un

a
di

ove Giovanni fu posto nella caldaia,

s.

si

calice

da' fedeli erigesse, se

non una

chie-

di argento, e di quattro
cera.

torcie

sa, almeno un oratorio. Fu mata di s. Giovanni in Oleo,

chiae
vi

fu
S.

riposto

Giovanni a Porta Latina,


nense in cura dei
rione

titolo

Cardinalizio, del capitolo laleraPaolotti,

che per a quel santo, e

de' capelli sangue ignominia furono tagliati

del

la

caldaia stessa stro-

nel

mento
i

del supplizio,

come

attestano

Campitela,

versi scolpiti nella della cappella.

La
Chiamasi questa chiesa ante, portala lalinam, perch dalla vicina porta denominata pure latina, che ora chiusa, si andava per la via la quale conduceva al Lazio, oggidi conosciuta sotto

cappella, che oggi esiste

venne
bor-

edificala

da Benedetto

Adam

gognone, uditore della romana rota, nel i5oc), regnando Giulio II, di che esiste pria sulla porta a tramontai -, ve si vede l'arma gen

pagna
Ialini

il nome di CamRoma. Per questa porla i entravano in Roma. Diede o-

tilizia

del benefattore,

composta
di

di

di

aquile situale a guisa


in

triangolo
plaisir de
iscrizione.

mezzo

all'epigrafe:

Au

rigine a questa

chiesa

il

prossimo
da' fe-

Dieu, oltre

la sottoposta

oratorio o
deli

cappella,
di
s.

erelta

La forma
lare,

della cappella ottangodi fino

ad onore
,

gelista

pel

seguente

Nella citt di
siedeva, e

Giovanni Evanavvenimento. Efeso, ove il santo rifatto

con altare isolato

mar-

mo me

bianco, e sotto di esso v'ha co-

un pozzo, ove dicono

fossero riIl

da dove fu

venire

poste le mentovate reliquie.


prelato la fece decorare

pio

a Roma, cravi il sontuoso tempio di Diana, che fu ritenuto per una


Ielle sette

meraviglie

del

mondo;
a

mentre Diana

altro
in

tempio

dedicalo

Roma

esisteva

ove

ora

stanno questa chiesa e la cappella. Avendo s. Giovanni in Efeso conculcato


culto di
colla

con pitture, le quali per 1' umidit divennero poscia scolorite e guaste. Il Cardinal Francesco Paolucci per, titolare di s. Giovanni a Porta Latina nel 16 58, altre ne fece eseguire da Lazzaro Baldi, riguardanti i fatti
del santo, e fece restaurar
pella con l'opera del
la

predicazione
e
le

il

falso

cap-

Diana,
si

superstizioni

Borromino. Di-

gentilesche,

vuole che
fosse

per

ordi-

poi Clemente

XI
il
s.

fece altrettanto.

ne del proconsole
il

dell' Asia,

giunto

di parere

santo a

Roma,
a

in

questo luogo

condannato morire in una


popolo;

questa chiesa di
tavi latinani , sia

Crescimbeni, che Giovanni ante porstata edificata dopo il

caldaja d' olio bollente, alla presen-

battesimo
del

di Costantino,

come
s.

si

leg-

za de' magistrati e del

ma

ge nel sagramentario di
I,

Gelasio

per virt divina

egli

ne usci

illeso;

quinto

secolo.

Ma

essendo

CHI
mal ridotta e rovinata, verso no 772, il Pontefice Adriano
rifabbric dai fondamenti nel
l'an1

cui
come
si

43

vede da una

memoria

in

la

essa eretta sotto la sagrestia.

modo

che ancora
steriori

esiste,

l'istauri,

ad onta dei podi cui faremo menin

Questa chiesa venne consacrata solennemente da Celestino III alla


presenza
di
1

molti

Cardinali,

a'

io

zione, venendovi

seguito

ancbe

eretto
ro.
Il

un

nobile contiguo moniste-

vestibolo, o antiportico, fordi torre, ed sostenuto colonne di granito. Quindi si

19 1. In quel tempo era collegiata, ed anteriormente aveva un arciprete, per cui la chiesa

maggio

mato a guisa
da
sei

fu detta

Archipresbiterato.
quel
Graziano,

Uno
figlio
1

di

questi

fu

di

entra nell'atrio scoperto, che conduce


al portico

Pier Leone romano,


ottenne da Benedetto
del pontificato.
ti

che nel

o44

colonne.

Il

con cinque archi divisi da campanile, alto, largo

IX

la

cessione

Fu

eletto

Papa avanil

e riquadrato,

uno

dei pi

belli di

la

porta di questa chiesa, o avanti

Roma

pel suo gotico disegno, e sotla

la

porta latina,
di Gregorio

come

dice

Piazza,
il

to ad esso evvi la porta,

quale
al-

Gerarchia pag. 5 7 4, e prese

no-

introduce al monistero, che per

me
la

VI

ina

dipoi nel

tro non pi dell' antica vastit. Dal portico si entra nella chiesa fabbricata a guisa di basilica con tre navate, divise l' una dall'altra da due ordini di colonne, cio cinque per parte di vari marmi. Sostengo-

concilio di Sutri dovette

rinunziare

suprema
capo
II,

dignit.

Egli viene di-

feso dal Cresci mbeni a pag.


seg.

226, e Degli arcipreti di san


.

Giovanni a porta latina


questa
chiesa vi fosse

Che
si

in

a
,

que' tempi
rileva

no

esse gli archi sui quali segue la

una

canonica
s.

cospicua

terminare col cornicione e col soffitto, avente sei finestre per parte. Vago e nobile l'interno decorato di buone pitture, ed oltre il capitolo lateranense (che in pi incontri fu sollecito di
operarvi delle riparazioni, come, nel i435, ristor il campanile e il portico
,

muraglia, che va a

dall'averla
destinata

Leone IX, nel 1049,


residenza agli arcive-

per

scovi di Colonia

quando
ai
,

si

fossero

recati

in

Roma,
santa

quali confer la

qualifica di cancellieri
lieri

o arcicancelChiesa.

della

romana

e in altro

tempo

fece

una cami i

Per su questa qualifica va letto quanto dicemmo all' articolo CANCELLIERE DELLA SANTA ROMANA ChIBSA,

pana), ne furono benefattori


dinali titolari, particolarmente

CarCar-

Non
sia
s.

poi vero, che questa chiesa

stata

soggetta

alla

basilica

di

dinali

Crivelli,

Gio.

Girolamo Aldal

bani,

Rasponi,
le

che

Gisinondi

fece dipingere

riducendo a soffitto adorno di pitture la navata, che prima era a tetto , nonch il Cardinal Paolucci, il quale rifece
pareti,
l'

Maria in Trastevere, come non provato che nel contiguo monistero abitassero le monache. Certo um Lucio II, nel si , che 1 44?
1

la

chiesa

alla

patriarcale

basilica

lateranense, sottoponendola al priore

antiportico, le vetriate delle

fine-

stre,

ed altro, ed eziandio

il

Car-

dinal Spcrello Sperelli. A' nostri giorni

poi

il

Cardinal titolare Giambattista


di

Belloy, arcivescovo

Parigi,
la

ove

e ai canonici regolari, che allora governavano la medesima; unione primieramente confermata da Anastasio IV, Adriano IV, Alessandro III, Onorio III, Gregorio IX, ed Inno-

mor nel 1808, restaur

chiesa,

cenzo IV.

Ed

perci, che parte

44
de' canonici

cui
regolari
il

li
pas-

litri anelisi

nense

si

reca

ad

ulziarc

la

chiesa

sarono ad abitare
stero di
s.

contiguo moniIalina.

tanto nel giorno,


la stazione,

nel quale ricorre

Giovanni a porta
nella
chiesa.

(pianto a' 6 maggio, in


la

e ad
volta

ufficiare

Tuttacollegia-

continu
a parte

ad
del

essere

ta sino al

termine del secolo XIII,

e (ino
\

XIV, ma
Si

nel

fu

immediatamente
capitolo
,

governa-

ta

dal

laleranense.

ha
il

del marmentovato Giovanni Mario Crescimbeni canonico di s. Maria in Cosmcdin, nel 1716, pubblic in Roma colle stampe, dedicandola a Clemente XI,
cui
si

celebra

festivit
Il

tirio

del santo titolate.

pertanto
capitolo
nici

dopo nomin uno


clic

Sisto

IV,

de' suoi cano-

sore

per custode, abbate, o difenper aver cura della chiesa, ed


e sacerdoti di-

Istoria della Chiesa di s. Giovarmi avanti porla latinas titolo Cardinalizio, opera piena di sacra eru-

dizione,

allora eranvi romiti

pendenti
tinche nel

da esso per l* uilizialura 1703 fu data in uno al

S.

Giovanni
s.

in

Oleo.

V. Chibsa
latina.

di

monistero ai trinitari scalzi riformali, e da ultimo, nello stesso decorso


secolo, a' religiosi di S.Francesco di Paola, detti Paolotti. Fedi.
11

Giovanni a porla

Ss.

Giovanni e Paolo,
,

titolo

Car-

dinalizio

in

cura

de

religiosi

Pontefice

s.

Gregorio
tuttora

I
si

vi

pose

Passionistij

nel rione Campitelli,


Celio.

la stazione,

che
delle

celebra

sul

monte

nel sabbaio di passione, precedente


la

domenica

palme,

chiamato
il

Sabbatum vacans, perch non si recava a questa


avvegnach nella tro con pubblica
buiva
al

Papa
s.

stazione,

monte Celio, prosfamoso tempio di Claudio, vicino all'aulica curia Ostilia, o alle
Sulla vetta del
al

simo

basilica di

Pie-

conserve dell'acqua Claudia, edificate

cerimonia

distri-

popolo l'elemosina, e faceva la lavanda de' piedi a' poveri, non potendo ci eseguire nel gioved s mio a cagione della moltiplicit
delle
l'unzioni.

da Vespasiano pel Colosseo, ovvero il vivario, o parco delle fiere di Domiziano, e nel luogo ove abitarono gli Scauri per cui la via
presso
,

chiamasi Clivo
tazione,

di

Scauro,
la

ss.

Gio-

quando Leone
di

Finalmente, allora fece la promozione


le

vanni e Paolo avevano


Questi

loro abi-

trentuno Cardinali, fra

chiese

che nel xSi'j eresse


dinalizio, vi

in titolo Cardi san

ed ivi fu eretta una chiesa. due santi fratelli martiri ricevettero in quel luogo la palma
della loro fede, sotto Giuliano l'apostata
:

comprese questa

Giovanni a porta Ialina, conferendola pel primo al Cardinale Gian Domenico de Cupis dell' ordine dei preti, che poi, nel i534, pass veseovo di Porto, divenne arciprete della patriarcale latcranense, e moia decano del sagro Collegio. 11 Crescimbeni, a pag. 87 j, fa il catalogo cronologico de' Cardinali titolari di questa chiesa, ed il capitolo latera-

il

perch

s.

Pammachio, no-

bilissimo
volle

romano

e figlio di Bizanzio,

erigervi

nel

IV

secolo

una

chiesa a loro onore, per cui fu detta Titolo di Bizanzio e di


s.

Pammain

chio

ed

ancora

si

legge

due

tavole di
la

marmo

presso la sagrestia,

nota dei fondi e poderi, che san


pel
i

Pammachio assegn
mento
della

mantenifuro-

chiesa,

quali

cui
mo
rio
i

CHI
san

poi
I.

approvati

da
l'

Gregode' detti

abitato qualche Pontefice,

ma-

II

Piazza, nella sua Gerarchia

pag.

524j d

elenco

Onorio III. Pi voite


lila
il

fu

[istaurata ed abl

fondi.

Qui sua Pammacbio edific pure un monistero di monaci colla


osservala
nella

questa insigne chiesa.


s.

Dapprima
ceni.)
a

Pontefice
la

Simmaco,

regola
s.

Palestina

ila

dopo

sua fondazione, la

rista uro,
gTi
1

Ilarione, e vi
,

men esemplar
,

vita

dicendoci
nio, che

l'Anastasio: fidi

religiosa

del

qual monistero usciPontefici


e

post absidem, giacch osserva


chiesa stava

rono
santi
,

dieci

parecchi

Ugoanticamente la facciala della

rarchia pag.

dal Piazza, Ge5 io. Il dottore della Chiesa san Girolamo celebra le suregistrali

dove oggi
In

la

tribu-

na, abbisognando perci dei gradini

per ascendervi.
corsero

appresso vi acvarii

blimi

gesta di

s.

Pammachio, suo
di
>

ripararla

Pontefici,

granfie amico.

e Cardinali litolari. Divenuta la chies.

Gi nel pontificato
creato nell'anno

Gelasio

I,

sa

collegiata,
i

in

progresso
ridoni

di

tema poi

4o 2

questa chiesa
facendosi

po
chi
di
,

canonici
a

eransi

era

titolo

Cardinalizio,

segno

che
quali e
il

nel
se

pontificai

menzione nel sinodo romano da lui adunalo di Giovanni prete di questo titolo, e di altro Giovanni arciprete del medesimo. Anzi abbiamo, che il detto litolare Giovanni, o altro di egual nome, fatto da s. Gelasio 1
Cardinale prete di esso, nel 5a3
di-

Nicol

V
i

appena

no quattro,
l'uffiziatura.

ne coniavanon abitavano

nella canonica,

poco osservava!]
celebre, e zelanti

Ma

Cardinale Latino Orsini, che n


titolare,

ottenne dal Papa una bolla


di

nel

primo

gennaio
i

colla

venne il santo Pontefice Giovanni I. Secondo alcuni, ani he Papa s. Agapito


I,

quale,

rimossi

canonici,

la

diedi

a' religiosi

gesuati, con tulte le ren-

crealo
di

nel

535, era
chiesa.

sialo

dite e prerogative,

ed

il

Cardinali
abbell

titolare

questa

Gli altri

con generosa

magnificenza

Cardinali titolari, che furono innalzati


alla

e ripar la chiesa.
Dall' iscrizione
si

cattedra apostolica,

sono

molto aulica, che


esilino
la

Onorio
nel

III,

nelisit, InnoeenzoVI,

legge

sull'architrave
si

del
i\\

i35?.,

Leone
eletti

Adriano VI, nel i5?.3, XI, e Paolo V, ambedue


iGo5. In tanta venerazioquesta
chiesa sino dalla
s.

portico,

rileva,

che

chiesa

ristaurata

da certo Giovanni CardiDipoi


si

nel
fu

nale

titolare.

ha,

che

il

ne poi
vi di

Cardinal Guglielmo Enchenvoer,

cm

remota antichit, che


pose
la

Gregorio

stazione nel terzo giorno


la

Adriano VI, nel i523, confer questo titolo da lui prima tenuto, fec.- e><
guir
il

quaresima,

quale
questa

tuttora ce-

vasto e nobile portico. L'al-

lebrasi, e vi recit la
lia.

XXXIV

omedei

tro titolare Cardinal

Nicol Pellevc
s.

arricchita
de'
ss.

chiesa

o Palve francese, creato da


sotto
il

Pio \
1

Giovanni e Paolo, ed evvi chi sostiene anche di s. l'amino, nonch dei ss. martiri Stellitani in numero di undici, e del corpo
corpi
di
i

cui pontificato accadde

in-

con molta spesa fece


altari

venzione de'corpi de' ss. Gio: e Paolo. il coro con due


l'uno dirimpetto all'altro nella
di

s.

Saturno.

N mancano
a

scrittori,

nave

mezzo.

Quindi
alla

il

Cardinal

quali asseriscono,

cagione della

Agostino Gusani milanese, che ebb<


questo titolo in uno
sagra por-

santit ed

amenit del luogo, avervi

46
stero, vi fece
gliata, e
la
il

cui
ri

CHI
stativo
il

pora da Sisto V,

moni-

traslazione

Finalmente
nel

Clemente

nobile soffitto inta-

XIV, avendo
trove
i

1773
della
il

trasferito al-

tribuna.
,

titolari

decor eli altre belle ligure Senza mentovare altri che furono splendidi con

signori
la

missione, re-

staurata

chiesa e

monistero,
-

la

concesse ai religiosi passionisi (/ cdi)\


quali con molto zelo vi fanno risplen-

questa chiesa, il Cardinal Antonio Caraffa, pronipote di Paolo IV,

dere

il

divino culto. Essi ricevono percivile

aggiunse

alla

tribuna

coli'

opera di

sone di
oltre

condizione,

tanto ecritiro,
i

Nicol Circignani, detto Pomarancio,


altre pitture,
s.

clesiastiche,
il

fra

le

quali quella di
altri
s.

che regolari in pio costume di dare

con-

Pammachio, ed oper
coli' iscrizione:

mi-

sueti esercizi spirituali, diverse volte

glioramenti,

Pam;
il

all'anno.
Si entra in chiesa per

machius
poscia

hufus

ecclesiae

condtor

un

antico

ristor,

ed ingrand
religiosi

rno-

portico,
celli

cui ultimi restauri, e can-

nistero contiguo.

di

ferro sono del Cardinal

Fa-

Soppressi

gesuati

nel

brizio Paolucci, titolare della chiesa.

furono dati

1668 da Clemente IX, i loro beni in commenda, finch il

Esso

antiche,

composto di otto colonne due delle quali sono di gralioni

celebre Cardinal
di Nortfblch

Howard

de'

duchi

nito rosso, e la porta viene decorata

inglese, siccome

protet-

da

due

di
il

tore zelante della sua nazione, otten-

chi, secondo

marmo pure anticostume de' gentili,


la

ne da Papa Clemente
il

la

chiesa,
reli-

e de' primi cristiani, preso dagli egizi,

monistero,

le

entrate pei
i

per

dinotare

custodia,

e la

giosi

domenicani
rifiorire
il

inglesi,

quali vi

fecero
tavolta,

divin cullo.

Tut-

dopo la morte del Cardinal Howard, non essendo sufficienti al mantenimento dereligiosi le rendite del monistero, Innocenzo XII, con apostolico breve degli 8 settembre
1697,
loc
i li

rimosse, ed in vece vi col-

della missione, con gran vantaggio de' fedeli. Ai 27 gennaio 1726, il Pontefice Benedet-

signori

L'interno della chiesa a tre navi divise da pilastri, e da ventiquattro colonne di marmi diversi. Il pavimento di anpietruzzc, e martico mosaico di mi di colori diversi, e su di quello a destra, nella navata grande, si vede una pietra contornata di balaustra, indicante il luogo ove furovigilanza.

no

decapitali
si

ss.

Gio.

e Paolo,

cui corpi

to

XI li

si

rec
e

a
le

questa
ossa
le

chiesa,
de' santi

volle

riconoscere

martiri Gio.
colle

Paolo,
in

rinchiuse
cassa
gli

sue

mani

una

di

piombo, e sottomettendovi
ri
,

ome-

venerano sotto l'altare maggiore in urna di porfido. Nella chiesa vi sono ne' quadri, stimabili pi Itine, e fra i depositi, meritano special menzione quello modesto del fondatore ven. Paolo della Croce
,

le

port in solenne

processione

de' passionisti,

morto
18

nel

contiguo

con molti Cardinali, prelati, e clero pel portico ed atrio. Indi spedi ai
signori della missione
il

monistero

ai

ottobre

177^;

quello del dottissimo ed erudito Car-

breve, Licei
pag.

dinal Giuseppe Garampi. Pregiabile

mera,

Bull.

Rom. tom. XII,


colf uffizio
di

70, ai quali concesse, che ogni an-

le

no

celebrassero
la

rito

ed interessante il campanile, avente campane, che sono annoverate fra le pi sonore ed armoniose di

doppio

pia

memoria

di

questa

Roma,

e formanti

un

bel concerto.

CHI
In questa
dei
titolari

CUT
la
festa

47
loro
la

chiesa
ai

celebrasi

sto sito,

e Nicol
s.

don

26 giugno,
il

nel qual

chiesa di
al

giorno, ogni anno,

magistrato rod'

dottore

Marina, che dedicarono erigendovi s. Girolamo,


ospizio

mano
cera.

fa

1'

oblazione
e
di

un

calice

contiguo

un

ed

ospedale,
il

d'argento,
Il

quattro
p.

torcie

di

Ben

presto la contrada prese


di Schiavonia,

no-

gesuita

Andrea
ss.

Bu-

me

e nella chiesa fu

drioli scrisse:

Vita de

Giovanni

istituita
lirici,

una

confraternita

pegli

il-

1728. Prima di lui Filippo Rondinini stamp in Roma De Sancii* martyribus riel 1707;
e Paolo,

Roma

schiavoni, e dalmati,

con un
il

Cardinale per protettore. V.


za,
e.

Piaz-

Joanne
in

et

Paulo, eommcjue basilica


,

Opere pie di Roma, pag. 572, IV; Di s. Girolamo degli Schia-

urbe

Roma

vetera

monumenta
y,
,

voni
zio

Ripetta. L' ospedale, e l'ospiprotetti


.

collecta, et concinnata.

furono

dai

Pontefici

Ss.
.

Giovanni
.

lognesi. x,

V. Bologna,
_ _
. .

n Petronio de ho.

.,

Calisto III, Pio II, Paolo II, e Si.,, .. i . . , ;x sto IV, il quale amplio la chiesa;

cio
.

il
.

volu-

'

me

V, p. oo del Dizionario. 9 r

anzi
,.

\ 1 ^ rt u_ due pruni decretarono, che


,',
.

di

tutti

g individui
,

,.

nnnnw tananT appartenenti


,

S.

.Girolamo della Carit, deWarciconfraternita della

alla nazione

quali

morissero

in

Carit,

Roma

ab

intestato,

dtlla

di

s.

congregazione de' sacerdoti Girolamo della Carit


.

giunti prossimi, la

non avendo conmet dell'eredit

Vedi.
.

~ Girolamo
giata, e b ' _
.

7-

? titolo
. '

degli

r. oc navoni,

77

colle.

rione

Lampo Marzo.

Cardinalizio, nel } _

>,

..

..

Di questo fu pure benemerito Innocenzo Vili, e certo Fantin Valle dalmatino, udi,. iu banella k^ palazzo, e sepolto
spettasse all'ospedale.
,

tore di
...

,.,'

sihca liberiana,

li che
1

per sua
dire,

ampliarlo,

ed

esecutore

cx .. an A^a rendite lascio *__ j~ii


della

Nel medesimo luogo, ove sorge la chiesa, un certo Girolamo eremita


schiavone, nell'anno i45o restaur

volont

il

Cardinal

Oliviero

una

piccola chiesa sulla sponda del


il

Attualmente per si pu che l'ospedale non esista come prima, giacch la casa contigua alla
Caraffa.

Tevere presso

mausoleo
s.

di
o,

Aucocine-

chiesa che

serviva

tale

oggetto,
,

gusto, dedicata a

Martina,
s.

serve per abitazione de' canonici


quali
tenuti

me

altri

dicono, a
la

Marina;

cadendo infermi, sono mandalla

sa che

per

munemente chiamavasi
la.

sua picciolezza coMari nels.

congregazione
il

illirica,

che passa loro


nali.

vitto

medici,

eremita introdusse il culto del dottore s. Girolamo, di cui


l'

In questa

Quelli

poi

della

nazione

era divoto, locch


sendosi
niti

avvenne sotto

il

pontificato di Nicol V. Quindi


i

es-

quali si recano in Roma, sono mantenuti dalla stessa congregazione, ma non hanno alloggio in questo
locale.

turchi, nel

i4^3, impadromolti di
in

V.

il

citato Piazza,
s.

p.

dell'impero d'oriente, della SchiaIlliria,

capo X, Dell'ospedale di

117, Girola-

vonia,

e Dalmazia,
rifugiaronsi

mo

degli Schiavoni,

ed

Illirici

Ri-

que' cattolici

Roma,
tre

pelta.

Nell'anno

1567,

come

atteil

massime

gli

Schiavoni, con

dei

stano Novaes, Panciroli, ed


santo Pontefice Pio
sa di
in
s.

altri,

loro vescovi. Questi, per aiutare la


loro nazione, incominciarono a que-

V
,

eresse la chie-

Girolamo
Cardinalizio

degli Schiavoni

stuare per la

citt,

acquistarono que-

titolo

pel

primo

48
lo

chi
confer
al

CHI
Santacroce,
rendite
,

Cardinal

perci gli altri canonici, e

creatura di Pio IV, poscia lo diede


al

beneficiali

sono

nominati dal Car-

Cardinal di Angennes, e<[iiindi,


esaltali)

dinal

vicario,

visitatore apostolici) di

avendo

nel

T70
col

fi".

Felice
pres-

delta
tacersi,

congregazione.

Non deve

poi

Peretta della
biterale di
ri,
s.

Marca

titolo

Simone, non and guaquesto di


s.

che questo capitolo, tanto in coro, che nelle processioni del clero

che

lo

trasfer a

Gi-

romano

cui interviene, usa

il

distin-

rolamo. Mentre n'era titolare, ai 24 aprile i585, fu creato Papa col

tivo dell'almuzia.

La
per
le

facciata esterna di questa chie-

nome
do

di Sisto V. Egli poi innalzan-

sa di travertino, l'interno lodalo

alla

sagra

porpora,
il

ai

del

sue proporzioni

con buoni
dipinti,

seguente maggio,

nipote Alessan-

quadri,

ed

altri
i

stimabili

dro Damasceni Peretti di Montalto, gli assegn per titolo questa medesima chiesa. Anzi riconoscendo Sisto V la sua origine dalla nazione dalmatina, o illirica, con animo grande volle riedificare dai fondamenti
la

rappresentando
Viviani,
e

freschi del coro le

gesta del santo dottore,

eseguiti dal

chiesa, coll'opera

dei valenti

ar-

chitetti

Martino Longhi il vecchio, e di Gio. Domenico Fontana. L'arricch di


privilegi

da Andrea di Ancona. L'altare maggiore isolato come quello delle antiche basiliche, ed ha una bella urna di verde antico, con ornati di bronzo dorato. La festa di s. Girolamo vi si celebra a' 3o
settembre.
tizie

Le

altre interessanti no-

di
ivi

reliquie,

riguardanti la chiesa, e l'ospes.

vuoisi che

pensasse

trasportare

dale di
si

Girolamo
leggere

degli Schiavoni,
in

da
di

Maria Maggiore il venerando corpo di s. Girolamo, ovvero parte


s.

possono

Gaspare Ai1

vero,

Roma

in ogni stato, a pag. 7

esso.

Quindi, col disposto

della

e seguenti.

costituzione

Sapientam

narrati papali, emanata


agosto
il

il

Sanctorum d primo
san

S.

Giuliano

in

Banchi. V. ArciS.

i58f), perch vi

risplendesse

CONPRATERNITA DI
S.

GIULIANO.
le

divin culto, e fosse


v'istitu

onorato

Girolamo,

una

Giuseppe a capo

Case

delle

collegiata

con arciprete, cinque canonici, quattro beneficiati


,

Carmelitane Scalze. Vedi,


S.

quali dovessero essere


ti,

due cappellani illirici, dalma,

Giuseppe

de' Falegnami. V.
S.

Ar-

CICON'FRATERNITA DI

GIUSEPPE DEI

o schiavoni,
i

stabilendone

juspaS.

FALEGNAMI, e CARCERE.

tronati
cipi di

suoi pronipoti Peretti prin-

Ma

per

Venafro, e i loro discendenti. le vicende de' tempi, delle

Giuseppe

alla

Longara de'Pii

Operai. Vedi.
S.

rendite stabilite per questo capitolo da Sisto V, non ne rimasero se non che per le prebende di due canonici, e di due beneficiati, che perci nomina il duca Sforza-Cesarini, erede
del

Giuseppe
line.

delle

monache Orso-

Vedi.
Rpel-

S.

Gregorio de Muratori a
ta.

cognome

delle

ragioni della

V. Arciconfrateunita di s. Gregorio de' muratori a Ripetta.


Ss.
te

famiglia

Peretti.

rimanente delle la congregazione

Siccome poi pel prebende supplisce


illirica

colle

sue

Gregorio ed Andrea al monCelio , al Clivio di Se auro

CHI
ttolo

CHI
,

49
In

Cardinalizio

in
_,

cura dei
nel

dogli
della

soccorsi

ricevuti.

premio
si

monaci

camaldolesi

rione

carit del santo


il

poi

seppe

Campilelli.
Il monte Celio prese tal nome da un valoroso capitano cosi chiamato,
il

che
s.

povero

era

un

angelo.

V.

Alberto Cassio,
Silvia,

Memorie

storiche di

quale

si

rec a
nella

Roma

in soccorso
il

1760, p. 64, e 66. 173, num. 3, il medesimo Cassio aggiunge, che nel detto

Roma

pag. poi

di

Romolo

guerra contro
altri

monistero di

s.

Sabba

s.

Gregorio
santa Sil-

re Latino. Dall'essere stato poi questo colle

fece dipingere l'effigie

di

pi
fu

degli

di

Roma
antichi

via sua madre.

selvaggio,

detto
_,

dagli

Oltre
nel

il

monistero,

s.

Gregorio
chies.

querquetulanus
vasti

quasi qnerceo, dai


lo

medesimo luogo fond una


cui era divotissimo,
l' il

querceti

Dicesi al

cuoprivano. Clivo di Scanio, perch da


fatto
il

che

sa in onore dell'apostolo
di

Andrea, perch di-

Scarno fu
il

clivo,

che divide
altri

venuto Pontefice
l'

Celio dal Celiolo,

non come

orazione della

anno 590, nelmessa, che cominil

credono, perch ivi avesse la casa, quale dagli archeologi posta la


sul colle incontro.
liolo

cia

Libera nos, aggiunse

di

lui

nome, perch mori

in croce,

come

Quivi, e nel Cecasa

ehbe

la

sua

paterna
I,

il

Cristo, e s. Pietro, e neh' anno secondo del suo pontificato solennemente

santo Pontefice Gregorio


le

che per

dedic la chiesa al

magnanime geste fu meritamente appellato il magno, o


sue virt, e

do domandato
peratore
santo.

s. Apostolo, avened ottenuto dall'im-

il

grande, discendente dalla celeberfiglio


,

rima famiglia Anicia,


diano
senatore
di

di

Gordella

un braccio del questo monistero s. Gregorio sped s. Agostino, abbate delTiberio

Da

Roma

lo

stesso

monistero di

s.

Andrea, in

santa matrona Silvia, che molli vo-

Inghilterra a convertirla
fede.

gliono siciliana di Messina, ove se ne


celebra
la

alla vera Nel medesimo, secondo Novaes


I,
p.

memoria

a'

marzo.

tom.
sua
za.

Dopo

morte del padre di s. Gregorio, colle ampie ricchezze che posla

effigie

248, fece dipingere per tener sempre desto

la
il

fervore de' monaci colla sua presen-

sedeva,

non

solo fond sei monisteri

in Sicilia,

ma uno

anche

in questa

sua

e consonanza

Quivi ridusse a miglior forma il canto ecclesiastico,

casa paterna, e lo dot di rendite.

Quindi, nell'anno 5j5, si fece mocome affermano naco benedettino


,

che perci prese il nome di gregoriano. Il suo palazzo era una scuola

di virt e di

scienza, servendosi

Mabillon Racconta

Tiraboschi,
il

Loretto

ec.

Baronio

che

s.

Silvia
s.

abitava nel celebre monislero di


al

Sabba, e che ogni giorno mandava monaco figlio una minestra di legumi in una scodella d'argento in questo monistero, e che non avendola i monaci rimandata, s. Gregorio la diede ad un bisognoso che per la terza volta erasi presentato
,

monaci per consiglieri, n gravi studii g' impedivano l'esercizio della carit. Ogni giorno trattava a pranzo dodici poveri servendoli colle sue mani per cui merit, che una volta vi si trovasse
di chierici
i

assiso

un angelo

per
s.

decimoterzo.
,

Nella cappella di

Barbara

della

quale parleremo, presso questa chiesa, si conserva la tavola di marmo


sulla quale
il

alla

porta del monistero,


vol.
xrr.

non bastan-

Papa imbandiva

il

pran-

So
zo
a' poveri,

CITI
e vi
si

CITI
leggo
il

seguen-

fragio dei defunti, cio l'altare

magsi

ie distico:

g
hic

l0l

'

due ad

esso laterali, e quel'

lo,

che resta a destra appena


in chiesa.

en-

Bis

senos

Grcgorius pascebat
tertus

tra

eentes,

In progresso

monaci
la

di

questo

Anaelut
buit.

et

decimus

accu-

monistero dedicarono
a
-

chiesa anco

In questa chiesa,
di

s.

Gregorio,
s.

nel
re-

giorno della festa cit la quinta omelia


Dall' Epistola

Andrea,
38,
e

sull'

evangelo.
dai

9,
*

cap.

s Gregorio I, nome che prese pure il medesimo monistero, chiamandosi de' ss. Andrea e Gregorio, sehhene volgarmente si chiami soltanto col secondo titolo. Indi i monaci vi propagarono pure il culto

Dialoghi 1. 4> c ^^5 ^el medesiino Pontefice, si conosce il grande rkore di lui sulla povert, che esigeva dai suoi monaci, e che uno di questi chiamato Giusto, avendo presso di s Ire scudi

di

s.

Silvia,

col benedire cinture di

seta bianca

merc apposita

oraziodalle

ne, per quelli, che

molestati

convulsioni, ricorrono al valido patrocinio della santa.

Non

vero ci,

allorch

si

ani-

malo

proib che ninno lo visitasse,


il

meno

suo
si

fratello.

sebbene

il

monaco

pentisse

del

trasgredito

che scrissero alcuni, che il corpo di s. Gregorio I fosse sepolto in questa chiesa, la quale per possiede un di lui braccio, mentre si venera nella
basilica vaticana. Altri attribuiscono

dovere venuto a morte, il l'ontefce per altrui salutare terrore, non


volle che fosse sepolto nella chiesa, fuori di essa, e coi tre scudi.

ma
ai

Quindi mosso a
fratello

compassione
che

disse
gli

del defonlo,

ce-

lebrasse trenta

messe in

altrettanti

gioini continui , acciocch venisse liberato dal purgatorio, siccome av-

Papa s. Gregorio II la dedicazione della chiesa al suo predecessore, Certo , che s. Gregorio II vi fece rifiorire la monastica disciplina, divenendo pi che mai insigne il moinster, e la chiesa, con essere annoverato fra le venti abbazie pria
vilegiate di

Roma,

cui
al

abbati

un

venne, e
l'unto al

si

seppe apparendo
Altri

il

de-

tempo

assistevano

Papa

tulle

fratello.

poi

dicono
le

che
se,

il

santo stesso

celebr

mes-

le che celebrava pontificalvolte mente. Nel decorso secolo, 1' abbate

che
dalle

vedesse

Giusto

circon-

Ruggieri, bibliotecario della biblioteca imperiale, rinvenne in essa

dato di luce, liberato


fi-agio

con quel suf-

un

pene del purgatorio.


la

Da

antico registro in
sto

pergamena

di que-

ci

ebbe origine

devozione del p-

monistero di
,

polo per questa chiesa, non solamente di farvi celebrare messe pei trapassati,

vo Scauri
cipio, sul

Gregorio in dis. mancante per del prinle-

quale Francesco Parisi

ma

di

visitarla

in tutto l'ottadi

ce di

suo

pugno l'argomento ad

vario de' fedeli defunti, e


esser
sepolti

voler

ogni istromento.
ti

Da

quest'istromenquegli abbati,

nel
il

vicino

cimitero,

rilevasi

la

serie di

Racconta
iascosii,

poi
p.

Panciroli,
s.

Tesori

e siccome

mancava

del principio, ve

397, che
vi

Gregorio
s.

non
tari

solo dedic questa chiesa a

ndrea,

ma

consacr quattro al-

dichiarandoli privilegiati in suf-

lo pose, incominciando dal secolo VI, e ne colloc copia nella biblioteca del Cardinal Marefoschi. Tottavolta tal serie alquanto diver-

CUT
sa

CTTT

Tr
idibus januarii,

da
Nel

quella degli

Annali
il

CamalOnodal
tras-

>

est

anno

449

dolesi.

secolo

XII,

Pontefice

rio

li

ritornando da Benevento nel

ii.3o, ed essendosi

ammalato,
si s.

patriarchio lateranense

fece

anno II, LeonarMarcellum ordinis praedicatorum constituit in abbtem monasteri! ss. Andreae et Gregorii de Urbe, quod vacai oh

pontificatos sui
,

dum

alias

'

portare

al

monistero
a'
1

di

Gregorio,
e

mortem
cui

Sagacis episcopi cavensis,

ove mor
e nel

4 febbraio,

fu

se-

Martinus

polto al Laterano.

Non

vac

la sedi;,

prjefatum

V commendaverat coenobium post obiabbatis ".


Pontefii^'jZ,
il

medesimo monistero da
sua
fu eletto

sedici

tum Joannis quondam


Certo
,

Cardinali, ad onta della

ripu-

che

Sommo

gnanza,
li.

Papa

Innocenzo
Ostiense
di

ce Gregorio XIII, nell'anno


vi

questa elezione fece parte Gio-

pose

vanni
gi

Cardinal

vescovo

di),

monaci camaldolesi [Vepure dell' Ordine di s. Benei

priore del sacro

eremo
la

Ca-

detto,

che tuttora

vi

fioriscono.

Va

maldoli, a cui spettava

consacra-

qui avvertito, oltre quanto


all'

dicemmo

zione del nuovo Pontefice. V. IIubertum epis. Lucensem in Epist. ad Norbertum archiep. Magdehurgensem apud Echardum, t. II. Non
si

articolo Camaldolesi, che essi anticamente avevano una chiesa a s. Macuto, intitolata di s. Antonio Abbate, dicendo il Panciroli a p.

deve qui
si

tacere,

che

nelle

vite

218, ch'essa
maldolesi nel

prima

chiamavasi
del

s.

de' Papi

legge

come

nel monistedi

Nicol, e che fu restaurata dai ca-

ro presso al Settizonio al Clivo

declinare
il

secolo

Scauro, furono

eletti

nel

1198

In-

X^

I.

Quindi
Salviati,

Cardinale

Antonio

nocenzo
e nel
tizie

III, nel 1227 Gregorio IX, \i\i Celestino IV. Tali no-

Maria
tario,

abbate
del
solo

commendamenzionato
accanto
bel,

creatura

riportiamo all'articolo

Chiesa

Pontefice,
la

non
s.

eresse

di

Cerchio, o al settizonio, perch eretta in quelF edis.

Lucia

:sel

chiesa di

Gregorio,

una

lissima cappella, di cui

lizio,

che stava incontro di


s.

questa

ma
alla

siccome

il

chiesa di

Gregorio.

Or dunque
moni-

chiesa di

parleremo popolo per recarsi s. Gregorio doveva


vicolo cui confinava
il

non essendovi
stero, sto di

nel Settizonio

passare per

un

per
s.

la

esso

sar

gran vicinanza con queGregorio, probabilmente stato il vero luogo ,


tali

una

di

lui

vigna,
la

generoso
,

por-

porato spian

vigna

una
piazza

comoda
innanzi

strada
la

con
Il

form ampia

ove furono celebrati

comizi.
sog-

A
getti

varie
col

vicende
chiesa,

andarono
anni
il

volgere degli
e la

mo-

gran abbate commendatario di questa chiesa, ne


chiesa.

Cardinal

Baronio,

che

fu

nistero

che, divenuta

fu benefattore, la restaur
nelle
ti s.
,

massime
di

commenda, doveva
dinale,

darsi a

un Car-

cappelle poco da essa distanquella


e rinnov cimitero, ed
esiste-

bate

de'

governando il monistero l'abmonaci benedettini. Per

e particolarmente in
Silvia,
il

non saprebbesi precisare l' epoca, in cui l'abbazia fu commendata. Negli Annali Camaldolesi, tom. VII, p.
2:>",
si

una fontana sotterranea, che


va sino
scia
il

tempi di s. Gregorio. PoCardinal Scipione Caffarelli


a'

legge.

Idem Nicolaus
bullarum,

V
hoc

anno 1448,

s tyl

Borghese, abbate commendatario di nipote di Paolo questa abbazia


,

St

C II
,

CHI
maggiore,
di

penitenziere

nel

cav.

Dalmazzoni, adornando
di
il

la

tri-

i633, con disegno


tista

Soria, vi fece
facciata di
il

Giovanni Batcostruire la maela

buna
mentre
i

begli

stucchi

marmi,

quadro,
dal

che

rappresenta
e

stosa

travertini,

gra-

santi

litolari

Andrea
il

dinata, e
to
di

portico

interno,

orna-

fu

dipinto

veronese
di

molte memorie sepolcrali, e di pitture del Pomarancio, il quale portico di forma quadra d' ordine dorico, adorno di colonne.
In seguito,
e

Balestra. Inoltre
ni

Gregorio, Antonio Cardinal Quiri-

fece lastricare

marmi

il

pa-

nel

pontificato di

Clemente XI, tanto il monistero che la chiesa vennero riedificati dagli stessi monaci camaldolesi. I lavori

vimento della chiesa; per i marmi duri di esso sono opera pii antica. E verosimile, che tal pavimento abbia appartenuto ad un tempio di
Bacco,
ne,

come taluno

opin,

giacch,

neh' ultima

suaccennata riedificazioalcuni
antichi
le

della chiesa furono

cominciati

furono demoliti
le

con architettura del monaco camaldolese fr. Giuseppe Serratoli, e terminati nell'anno i"?.! con disesebbegno di Francesco Ferrari ne il Venuti dica nell'anno 1734. Fu in questa circostanza, che dalla vecchia chiesa furono ivi trasportati
,

avanzi di esso per dilatare


minori. Otto sono

navi
delle

cappelle

navate minori

quattro
destra
,

La prima
conda a
a
s.
s.

per parte. entrando in


Silvia,
la la se-

chiesa, dedicata a

s.

Pier Damiani,

terza
la

Romualdo

moribondo, e
a
s.

e disposti nel claustro

portico

monumenti
tano
special

sepolcrali,

tra cui meri-

menzione, pel

lavoro,

Gregorio Magno, il cui quadro vuoisi opera di un discepolo di Raffaello, o di Anquarta in fondo
drea Sacchi, o di Sisto Badalocchi. Nella parte davanti di questo altare
si

quello a sinistra disegnato da


tino Lunghi, e quello a

Mardel

destra

Riparoli, ove in basso rilievo di


tallo

meLo-

ammirano stupende
s.

sculture

in

veniva rappresentala l'entrata


in

basso rilievo, in cui figurato quan-

di

Cristo

Gerusalemme,

tli

do

Gregorio, celebrando in questa


la

renzetto scultore, con bei piattini, e


termini.

chiesa

L'interno della chiesa ha tre na-

messa, seppe per divina che veniva liberata un'anima dal purgatorio. Accanto a querivelazione,
sta cappella evvi

ed decorato di sedici colonmaggior parte di granito. La volta, per ordine del Cardinal Antonfelice Zondadari, fu dipinta a fresco da Placido Costanzi, il quale vi rappresent la ss. Trinit, che accoglie s. Gregorio I, e s. Romualdo in cielo, Francia, Inghilterra colla Spagna ed Africa, in gran parte convertite al cristianesimo per le zelanti cure
vate,

una

piccola stanza

ne,

la

con custodia di
dia antica di

reliquie, ed
la

una

se-

marmo, che

tradi-

zione dice avere appartenuto a san

Gregorio,
sto

come pur
il

dice essere que-

luogo stato

suo oratorio.

Le

cappelle della nave sinistra sono dedicate,


la

prima
ss.

seconda alla

al b. Michele , la Vergine e ad alcula


:

ni santi camaldolesi, e
l'

terza
in

al-

di quel Pontefice. Indi,


il

nel

1734,

Immacolata Concezione
ss.

fondo

Cardinal Angelo Maria Quirini, abbate commendatario di s. Gregorio, con munificenza rifeee l'altare

evvi la cappella del

Tanto
la

a questa,

che

alla

Sacramento. tribuna
alla cappelfatti

dell'altare

maggiore, ed

maggiore

colf opera

dell'architetto

di

s.

Gregorio, furono

rin-

cui
novare
gli

C
dorature dal
stadie

III

53
,

stucchi,

e le

della

ss.

Eucaristia

Roma
,

Cardinal don Placido Zurla, il quaaveva appartenuto alla fle gi


miglia

i836. Questa cappella

fu incomin-

monastica

di

questo

luogo,

ciala da Francesco da Volterra terminata da Carlo Maderno.

da
di.

lui

beneficato pure in
il

altri

mosiss.

Dall'anzidetta

cappella

si

passa

Riposa

suo corpo dal lato


detta
cappella
del

nistro

della

Sacramento, sotto un marmoreo avellp eseguito dal cav. Giuseppe


Fabris, col suo busto somigliantissi-

ove anticamente eravi il cimiterio, ed ove vi sono tre antiche cappelle o chiese, rinnovale dal Cardinal Baronio il portico delle quali fu ornato , nel
, ,

nel chiostro de' monaci,

mo. Dicontro una marmorea

alle

pareti

si

legge
al

744? dagli

stessi

camaldolesi.
s.

La
ed

iscrizione,

eretta

prima

dedicata a di

Silvia,

regnante Pontefice, alla sua esaltazione, dalla congregazione camaldolese,

ricca di colonne

porfido

verde,

e di alabastro fiorito.
la
il

La

statua del-

cui
si

aveva
dir.

appartenuto,

come

meglio

santa di Nicola Cordieri, dello Franciosino, che l'esegu sotto la


il

Dalla porta laterale di quest' ultima cappella si passa a quella edificata a s. Gregorio nel 1600 dal Cardinal Salviati summentovato, che
vi

direzione di Buonarroti. Dice poi


Piazza, nel tom.
I,

p.

660

del suo
sta-

Emerologio di Roma, che detta


fare
la

tua fu lavorata simile all'antica, fatta

pose per

eclebratissimo
Caracci,
il
,

quadro quadro

dell' altare

il

di

Annibale
quel
vi-

quale
e nelle

rappresenta
infuste note
in

da s. Gregorio I quando mor madre, e che quivi fu trasportato il suo corpo. Le pitture della
volta della

Pontefice

tribuna di

tal

cappella, nel

cende fu
ra.

trasportalo
il

Inghilter-

dal Cardinal Scipione Borghese

In esso
in
di

santo Pontefice

era
l'

figurato

atto di

pregare
si

imcol
la-

1608 furono commesse a Guido Reni, che vi oper una gloria di angeli
,

magine
santo

Maria Vergine, che


ivi

ed inollre quel Cardinale


sol Ito.

vi

fece

il

Bambino
,

venera
pia

al

to destro della cappella.

Questa imtradizione,
il

Nella seconda chiesina, o cappella

magine
le si

secondo
s.

la

dedicata a

s.

Andrea apostolo, e

rin-

parl allo stesso


crede,

Gregorio,
questo

qua-

che in

luogo
venises-

novata dal magnifico Cardinal Borghese, con disegno del Domenichino,


vi

avesse la cella, cio

prima che

ha

l'altare

a due colonne di verde


vi

se assunto al pontificato, e

che in

antico, colla tavola dipinta sullo stuc-

sa

celebrasse.

Le quattro

colonne

co ad olio dal Roncalli, che

fi-

sono di cipollino , e le pitture della cupola sono di Gio. Battista Ricci di Novara. Incontro
dell'altare
all'

gur

la

b.

Vergine, e

ss.

Andrea
e

e Gregorio,

mentre
ai
lati

ss.

Pietro

Paolo, dipinti

dell'altare, so-

immagine

della

Madonna

si

amil

no

di

Guido.

Lo

stesso

porporato

mira un superbo, ed antico cihorio


di

nelle pareti laterali

marmo

di egregio lavoro,

che

dottissimo

monsignor

d.

Albertino
Nicosia
,

Bellenghi

(arcivescovo di

menichino, e a che per averli fatti con gara, riuscirono meraviglia dell' arte.
freschi,
Il

commise al DoGuido Reni due

gi abbate generale de' camaldolesi


in questa cappella sepolto
colla
)

primo

vi

dipinse

s.

illustr

gellato,

cui

Dissertazione sulle antiche cu-

gnante fece

da ultimo copiare ad

Andrea il Papa

fla-

re-

olio dal cav.

54
Silvagni,
e

cui
poscia colloc nel palazIl

cui
di

Osimo

e Cingoli Cardinale
il

Gio-

zo apostolico lateranense.
vi

secondo
atto
di essere

vanni Soglia,
si

Pontefice Leone XII

figur quell'apostolo
la

in
di

rec subito dopo la funzione nelchiesa, ascolt la

adorare
crocefisso.

croce
Si

prima

la

vuole, che

iu questa
s.

cappella, o nella precedente,

Gre-

gorio

recitasse alcune omelie.

messa del p. d. ora abbate camaldolese, e poscia passando a visitare le cappelle, recatosi in que-

Gerardo

Sagredo,

La

terza chiesina,
s.

dedicata a

Barbara,

od oratorio, ed ha due
Il

sto

monistero
colla

volle

assidersi

alla

mensa
pellai-i,

coi suddetti, col

Cardinal Capfamiglia ed
la

colonne di giallo breecialo.


se in
I

Car-

monastica
e
,

dinal Baronio la restaur, e vi mi-

altri,

poscia volle vedere


biblioteca,

scel-

fondo

la

statua di

s.

Grego-

tissima
si

molti

prezio-

rio

sedente, abbozzata,

o diretta

codici.
i

Laonde
Cardinali

per

grata

me-

da Michelangelo, ed eseguila dal Cordieri. Antonio Yiviani da Urbino a fresco dipinse le pareti. Plesso
di questa cappella
si

moria,
laio,

camaldolesi don

Placido Zurla, e
nel

vuole, che dorivi si

d. Mauro Cappelove s'imband la mensa, eressero analoga marmorea

luogo

misse

il

santo Pontefice;

conser-

iscrizione.

va ancora la tavola di marino, sulla quale imbandiva la mensa ai peneri

Lo stesso Leone XII confer la commenda abba/.iale di s. Gregorio,


cio delle tre Cappelle, in perpetuo
al

pellegrini, nella qua)

pratica ven-

ne imitato dai suoi successori. Tanto queste tre cappelle che la chiesa sono in grande venerazione
per
le

capitolo

di

s.

Maria

Maggiore

coi relativi pesi, e

colla conservazio-

antiche

memorie

ecclesiasti-

che, e per le indulgenze postevi dai

Sommi
fedeli

Pontefici.

Sono frequentate
nell'

con gran divozione

ottava

dei

defonti, e, nel secolo decorso,


i PonClemente XI, Innocenzo XIII,

ogni anno solevano recarvisi


tefici

e Benedetto XIII, per


altri. INel

non

dire di

medesimo

secolo passato, co-

ne di esse. Le rendite erano prima amministrate dagli spogli. Gli ultimi Carabbati commendatari furono dinali Braschi, che nel 1775 divenne Papa Pio VI, e Gianfrancesco Albani. Nel monistero camaldolese fiorirono molti grandi uomini, per sapere, virt, e santit di vita, e da ultimo tre, che n'erano stati abbati, furono annoverali al sagro Coli

me

si legge nei Diari Wi Roma, nella mattina dell'anniversario de'fedeli de-

legio, cio

Andrea Giovannetti, Mau-

ro
l'

Cappellai-i, regnante Pontefice, e

fonti,

dopo

la

cappella,
chiesa,

Cardinali

altro

vivente

Ambrogio
contento

Bianchi.
di

visitavano questa
l'

che

gode

Il

secondo, non

avere
del-

indulgenza della stazione nel terzo giorno di quaresima, postavi da Cle-

arricchita la chiesa di preziose reli-

quie e suppellettili, per mezzo


l'

mente Vili, Aldobrandin. A' nostri giorni poi Leone XII vi pose quella di s. Silvia ai 3 novembre, e 1 altra di s. Andrea apostolo ai 3o di detto mese. Quando ai 22 ottobre del 1826 in questa chiesa il
Cardinal Bertazzoli consagr in
civescovo di Lieso l'attuale
ar-

architetto cav. Gaspare


i

Salvi,

ne
fre-

riabbell l'atrio, restaur

sepolcrali
lo

monumenti che

all'

intorno

giano, e che erano stati per la

mag-

gior parte deturpali, o dispersi nei

miseri tempi del repubblicano delirio.

Pur troppo per sempre

fu tolto
,

vescovo

quello di bronzo di Lorenzetto

per

2,

, ,

cui
cui ora primeggia quello della
glia

CHI
famidei
ss.

55

Andrea

e Gregorio al
titolo

monte

Bonsi fiorentina, lavoro del secolo


J.

Celio, al

grado di

presbitera-

\\

Poscia,

dopo avere

l'architet-

le Cardinalizio, in

considerazione dei
delle

con forti costruzioni gli fondamenti del vecchio monistero, egualmente per pontificio comando, vi aggiunse un nuovo braccio, e lo forn di portico, e
to rassodato
indeboliti
di

grandi suoi pregi, e


stri

sue

illu-

memorie
gli

ecclesiastiche,

seguen-

do
agli
te
se,

analogbi esempi dei Papi suoi

predecessori.

comodissima
per cui
apr
vi

scala.
la
si

lasci sen-

Quindi nel pubblicare 8 luglio Cardinale il p. abbad. Ambrogio Bianchi camaldoleconfer a lui
il

za ornamento
clivo,

parte

esterna del
riat-

nuovo
egli

titolo
il

Carcon-

ascende; ma,

dinalizio,

avendone

preso

tata la muraglia,
ro,
vi

che serve

di

ripa-

sueto possesso.
Nel pontificato di Clemente \ III,

de' quali tro ai

due nobili cancelli, l'uno conduce al chiostro, e l'alaggranditi.


al

che

per

equipollenza

canonizz

s.

giardini pubblici, che furono


essi

anch'
la

perch nuldell'in-

Romualdo, con decreto del magistrato romano, del io maggio i6o3, fu


stabilito

mancasse
la
il

compimento
e
diritta

doversi dai conservatori di


e dal

tiera

decorazione, ampli magnifica-

Roma,

priore

de' caporioni

mente
divide

lunga

via,

che

fare l'offerta

questa
2

chiesa

Palatino dal Celio, fiancheggiandola di muri e di alberi, e

nualmente del
quattro
di
s.

calice d' argento


ai
1

ancon
festa

lorcie,
;

marzo,

facendo che

1'

arco

di

Costantino
di

Gregorio

ma
si

in progresso di

sgombro
il

d"

ogni maceria, ne tenesse

tempo,

l'offerta

cambi per

l'e-

bel mezzo.

memoria

tutto
ai la-

furono poste quattro iscrizioni


ti

de' suddetti

cancelli.

Finalmente lo stesso Pontefice Gregorio X\ \, dopo aver beneficato

come tuttora si effettua. V. D. Mauro Sarti Inscriptiones antiquae ex bibliotheca monachorum camaldulensium s.
poca, in ogni biennio,

Gregorii

in

monte

Celio,

Romae

in

pi

modi

questa
lui

chiesa,

1763.
S.

questo monistero da

abitato da
col

monaco ed abbate camaldolese,


governo del medesimo, ta anche da Cardinale
colf accrescere
biblioteca
di e
,

GRrsoGoxo,

titolo

Cardinalizio

talvol-

massime
libri

preziosi
scelta,

la
rivi-

con parrocchia , in cura de" religiosi Carmelitani dell' antica osservanza, nel rione di Trastevere.

veramente

onde
le

pararne

le

perdite fatte

per
,

cende degli accennati tempi


timo, colla bolla

da

ul-

Presso

le

terme Severiane
in

di

A-

Romani

Pont,ifices,

lessandro Severo,

questo

luogo

data
se,

ai

28 giugno
il

i83g,

soppres-

era vi una di quelle case, in cui nel

secondo

disposto di Pio VII


venisse a vacare,
s.

tempo
sa,
i

delle persecuzioni della Chiesi

cio per
titolo

quando
nel

il
il
1

fedeli

congregavano
celebrarvi
il

per

le

Cardinalizio di

Eusebio,
de'

orazioni, e per
sagrifzio,

santo

che avvenne
luglio
lo

concistoro
il

e le sagre loro sinassi. Al-

1841, in cui

Cardinal Paos.

cuni dicono, che Costantino la tras-

Polidori, titolare di

Eusebio,
s.

formasse in chiesa, e che


I

s.

Silvestro
s.

otto e consegu
de,

quello di

Prassechiesa

la

dedicasse in onore di

Griaovi

ed invece

elev

questa

gono martire nobile romano,

pu-

56
nesse
tolo
la

C li
Cardinalizio.

CIII
ti-

stazione, e l'erigesse in

ni
s.

Vili sped

Pietro

Cardinale

di

che la chiesa, nel 49*3, era gi titolo, dappoich nel concilio romano, celebra to

Certo

Grisogono, legato in Costantinopoli. Stefano IX, detto X, quando


nel

1037, fu esaltato al pontilcato,


tito-

da

Papa
di

s.

Simmaco,
di

v' inter-

era prete Cardinale di questo


lo,

vennero tre preti


Nel giorno
tolare di
s.

questo
il

titolo.
ti-

luned,

Cardinal

Grisogono celebrava le funzioni ebdomadarie nell'altare papale della


basilica

ed il Panciroli dice, eh' era staanco monaco benedettino del to monistero. Minacciando la chiesa
di cadere,
il

titolare

di

essa

Car-

vaticana.

Rovie

dinal

nando, a

cagione

dell' antichit

Giovanni da Crema, la rinnov dai fondamenti, vi eresse, e


servisse

dell'ingiuria de' tempi, la chiesa, ven-

consacr un oratorio acci


reliquie,

ne
s.

rifabbricata

da' fondamenti

da

per coro nell'inverno, l'arricch di


fabbric
di

Inoltre

111, creato l'anno j3 i. questo Pontefice fece un magnifico ciborio d" argento, ed al-

Gregorio

un

altro

monisteil

ro,

dotandolo
il

rendite,

ed

tutto

verso

1228

nel pontificato di

O-

tre
il

ricche suppellettili

indi edific

norio

II.

Presso questa chiesa, e nel


palazzo

contiguo monistero sotto il nome ss. Stefano, Lorenzo, e Grisogono, e togliendo la chiesa a' chierici,
de'
nella persecuzione,

contiguo
Pontefici,

abitarono

alcuni

come Urbano VI,

e partico-

rico faceva alle

che Leone l'Isa usacre immagini, l'affuggiti

larmente Eugenio IV, affermandolo Borgia ed altri, per cui si hanil

no diplomi,
eie, colla

brevi, e

bolle

pontili-

fid ai

monaci

dall'oriente,
siili
,
s.

data

apud

Chrysogonutn.
cio
a'

che alcuni dicono essere


ni, altri benedettini.

basilia-

Prima
aprile

di

Vero

che l'imZaccaria
ti-

Eugenio IV, 1408, essendosi


s.

25
in

recato

mediato suo successore


fece

Roma

Ladislao re di

Napoli,

dalla
abi-

Cardinale

prete

di questo

porta di
fece

Giovanni and ad

romano, il quale nel j5i divenne Papa col nome di Stefano li, ed egualmente cre Carditolo Stefano

tare questo palazzo o monistero, ed


ivi
i

magistrati del popolo ro-

mano.
Nel medesimo
i

nale Stefano
inonistero di
fu creato

monaco benedettino
s.

del

palazzo
della

abitarono
chiesa
,

Grisogono,

il

quale
col

Cardinali

titolari

Papa nell'anno 768


di
III

Pietro
se.

Bembo,
la

e Adriano Castellencelebrit
,

nome pure
Gregorio

Stefano detto IV. S.


il

Per

loro scienza e

dot

monistero
l'

di

era divenuto quel palazzo un' acca-

buone
s.

rendite, giacch

ufficiatura

della chiesa era eguale a


Pietro.

quella di

Evvi

in questa chiesa l'inprivilegiati,


ec.

demia, e riunione di uomini Ma per riguardo alla chiesa, bero in cura, oltre i monaci
dettini,

dotti.
1'

eb-

bene-

dulgenza ne'

sette altari

anco

canonici

regolari,

come
Il

nelle basiliche

patriarcali

finch Sisto IV,

ovvero
l

Innocenzo
e

Martinelli dice,
la

che
per

Stefano
a' ss.

IV
Ste-

VIII, nel
melitani

i484>
dell'

a concesse ai car-

denomin
fano
e

chiesa anco
,

antica

osservanza

Lorenzo quie quivi da lui


benedetto
chiesa, e
le

le

loro reli-

della congregazione di

Lombardia

riposte.
dell'

che tuttora
ristor la

vi

sono, ed amministra-

III

855

no
Il

1'

antichissima cura parrocchiale.

argento. Verso

don cinque calici di 1' auno 879, Giovan-

Piazza^ nelle
a pag.

Opere

Pie di Roi ,

ma,

I0 > e

54

parla

di

cui
due confraternite erette in questa chiesa, una in onore di s. Maria del Carmine, conosciuta sotto il titolo di
s.

CIII
tico

57

cancelli

che nel 1707, fu chiuso con da Clemente XI ; ristaur anche il campanile a forma piramidale, e
la
le

essendo
lo 111
ss.

coli'

Maria Maler Dei, la quale andare del tempo di-

campane,
il

in

compenso
per
tras-

delle antiche, che

Cardinale
e
,

minuita, nel
si

i543, regnando Paorinnov sotto gli auspicii del

loro

grossezza,

pel
fece

suono

veramente
ferrata.

armonioso

Sagramenlo, e di s. Maria Maler Dei del Carmine, e ad una divota immagine della ss. Vergine fabbric

portare alla sua abbazia di GrottaL' interno


tre navi
,

di

questa

chiesa

a
dis-

un

nobile oratorio.
11

e quella di

mezzo

Cardinal Camillo Borghese

vi-

giunta dalle altre

per ventidue co-

cario di
di

Roma, mentre
chiesa,
a'

era litolare

lonne
nico,
tri,

di

granito egizio, d'ordine jo-

questa

26

settembre

1602, ottenne per essa da Clemente Vili, che in considerazione di


essere
s.

l'Ugonio, ed alappartenevano alla vicina Naumachia d'Augusto o alle Terme Sev

che, secondo

Grisogono romano, ed
stato

es-

ciiane.

L'arco della tribuna retto

sere presso questo luogo


cerato, e

car-

soccorso

da

s.

Anastasia
del

da due colonne di porfido rosso mentre quattro colonne di alabastro


sostengono
il

matrona romana,
senato
1'

per decreto
venisse

baldacchino dell'altare
cappella
i

romano
d'argento
,

le

stabilita

maggiore.
Trinit
vi

Nella

della

ss.

annua oblazione
e
inoltre,

del calice, e pa-

sono

monumenti

della

tena

quattro
in

torcie.

famiglia Poli, modellali dal cav. Bernini, e nella chiesa, oltre quella del

Ed

che

tale oblazione fosse dal

senato

medesimo presentata

questa

chiesa nel d della festa, cio ai

24
,

Cardinal Millo, titolare della stessa, vi sono molte memorie mortuarie


di

novembre, locch tuttora sebbene ad ogni biennio.

si

pratica

famiglie

Corse
e

giacch

Corsi,

Divenuto poi il Cardinal Borghese, nel i6o5, Papa col nome di Paolo V, nel far Cardinale il suo mpote Scipione CafFurelIi Borghese, gli confer
questo suo

ne' secoli
le

XVI

XVIL, ebbero
al

nel-

vicinanze

un

quartiere per esser


servigio

in

que' tempi assoldati

militare della Santa Sede. In questa

chiesa, oltre la stazione, e la festa


del santo
titolare
,

ed esso vi esercit 1' animo suo grande e splendido. Dappoich volle rimodernarla con
titolo,

nella

domenica
festa

dopo

16 luglio, si celebra la della b. Vergine del Carmine.


il

architettura di Ci.
col farvi

Battista

Soria
docav.

un nobilissimo
la b.

soiltto
il

S.

Ignazio de'

religiosi della

com-

rato. Dipinse nella

tribuna
col

gnia di Ges. V. Gesuiti.


Ss.

d'Arpino
s.

Vergine

no, e nella nave di mezzo

si

bambivede

Incarnazione

del

Verbo DiviV.

Grisogono in gloria, opera stupenda del Guercino , alla quale, per


essere stata

no delle monache
Carmelitane scalze.

barberine.

trasportata
Inghilterra,
copia. Fece

nelle

note
sos.

vicende in
stituita

fu

ora
di

questa chiesa, dedicata pure a

una

pur

vo
di

la

facciata

il

portico

nuoadorno

Maria
lsta

Maddalena
ancora
di

de' Pazzi

in

ogni quadriennio,
la

a' 2.5

maggio per
santa
,

quattro colonne di granito; por-

detta

il

5
senato
calice
cic

CHI
romano
cera.
fa

CIII

l'oblazione
di

d'un

d'argento, e

quattro torS.

gazione Urbana presso la Suburra. F. Famiglia de' Cardinali.

di

Lorenzo

al

Macel
s.

de' corvi, del

S. Isidoro

de minori osservanti landesi. F. Francescani.

ir-

conservatorio di
S.

Eufemia. Fedi.

Lorenzo

in

S.

Ivo

dell"

archiginnasio

romano.

dinalizio del

Lucina, titolo Carprimo Cardinale delchierici regolari

F. Universit" romana.
S.

l'ordine de' preti, con parrocchia


in

cura de'

mi-

Lazzaro del

capitolo Vaticano,

nori, nel rione Colonna.

nel rione Borgo.


ISel

campo
ai

tiberino, gi apparte-

Questa chiesa
in

sta fuori

di

porta

nente

Tarquini, e che per essere


a
(piale

Angelica, alla radice di

monte Mario,
del
i

stato consacrato

187, in cui regnava Gregorio Vili, essendovi


la

un luogo, ove prima


osteria,

campo Marzo,
fu

il

Marte da
il

si

disse

Belisario

compreso con

mura

nella citt,

pubblica

un povero
de' fedeli
di
S.
,

france-

e precisamente presso

luogo ove
,

se

lebbroso, colle limosine che racpiet


edific

Augusto innalz
A
te
1

l'obelisco

da Pio

colse dalla

eretto poscia sulla piazza di

mon-

una chiesa
fratello delle

in onore
ss.

Lazzaro

Citorio, era vi
,

il

non che a
il

s.

Maddalena e Marta, Lazzaro mendico, con

none Lucina

col

tempio di Giusuo bosco sacro

annesso ospedale pei lebbrosi. \ erso

i5o8, nel pontificato di Clemente

Laonde da lacus Lucina;, ovvero dalla nobile matrona romana Lucina, trasse
verso lo stagno di Tereuto.
il

\ 111, fuvvi ertila

una confraternita
della

di

nome

la

chiesa da

lei
s.

fondata

vignaiuoli ed
tratta
il

ortolani,

quale

Piazza,

Opere pie di Roma,

17, Dell' ospedale di s. Lazzaro. Ma dipoi, per le tenui sue


pag.
rendite,

Lorenzo archilevita e martire. Quella chiesa, oltre che di s. Lorenzo in Lucina, fu detta anco ad craticulam , pel
e dotata in

onore di

l'ospedale fu unito a quello


in Sassia
,

supplizio

su

di

essa

sostenuto dal

di

s.

Spirito

finch Beeresse in-

santo

e per quella
,

parte di delta
in essa.

nedetto XIII, nel

1726,

craticola
S.

che

conservasi

vece

quello

di

san

Gallicano.

La

Sisto III Papa, dell'

anno

4^2,

chiesa per lungo

tempo fu parrocs.

chia succursale di quella di

Pietro,

ma
di
si

venne riunita a quella monte Mario. A' 7 dicembre vi


poscia
1

per testimonianza dell'Anastasio, ottenne il luogo dall' imperatore Yalentiniano 111, lo dedic a s. Lorenzo,

e l'adorn ed arricch di preziosi


sacri
,

celebra la festa del santo titolare,

arredi
nella
vi

che registra

il

Piazza

e nella
la

domenica

di Passione vi

stazione.

Gerarchia, pag. 5i5. Forse sar stato prima il titolo Cardi-

j5".

Lorenzo
delle

in

Borgo
3

de' religiosi

scuole pie

detti Scolopii.

giacch racconta il detto , Piazza, nel suo Menologio romano, a pag. 87, che questa chiesa fu tinalizio

Fedi.
S.

tolo Cardinalizio
s.

sino dai tempi di


di

Silvestro

Costantino

Lorenzo

in Fonte 9 della congrc-

nella Gerarchia^ a pag.

5 16, aggiun-

CHI
g,

CHI
prima chiesa
a
s.

59
il

che forse fu

la

in

Roma

stata edificata

Lorenzo,

marmorea sa. Prima

iscrizione nella chiesa stesdi Cinzio,

Cardinal Alnel
di

prima ancora di quella fuori le mura. Certo , che era titolo Cardinalizio

berto di Mora,

che

1187

di-

venne Papa

sotto

s.

Simmaco

del

49^

>

quantunque il primo titolo sia quello di s. Maria in Trastevere, pure il primo Cardinale dell' ordine de' preti gode sempre questo di s. Lorenzo.

Gregorio VIII, avea ricevuto questo titolo da Adriano IV. Nel 1227, Gregorio IX fece Cardinale prete di s. Lorenzo in Lucina Sinibaldo Fiesehi , che
col

nome

nel

1243
11

ascese al

pontificato

col

Vuoisi

che

s.

Gregorio
di

vi

poe

nome

nesse la stazione nel venerd


la terza

dopo
la

d'Innocenzo IV. Cardinal Guglielmo


nel

Bragose

domenica

quaresima,

titolare,

1367,

lasci

morendo
,

che destinasse questa chiesa per le pubbliche preci. Nel settimo secolo fu restaurata da Benedetto II, eletto nell'anno 684, facendo altrettan-

sua eredit a questa chiesa in pentimento degl' improperi scagliati contro Urbano V, che era partito
dalla Francia per restituire

Roil

to

il

magnifico Adriano
fu
la

verso l'an-

ma

la pontificia residenza.
la

Dipoi

no 780. N minore
Pasquale
chiesa di
to
i

Cardinal Giovanni de
beneficenza di
titolare nel

Roche Taisle,
la

14^7, fabbric presso

li,
s.

giacch

da

un'antica
trovati

chiesa
tolari.

Stefano, nel luogo detmartiri Quinto, Poli-

un palazzo pei Cardinali tiQuesto palazzo fu splendida-

Acqua Traversa, avendo


corpi de'
ss.

ziano, Eusebio,

Vincenzo
latina

Pelledi

grino, e nella via


s. s.

quelli

Felicola vergine e martire,

e di

Gordiano

li

fece tutti

riporre
11 12.

mente ristorato dal Cardinal Filippo Catanclrini, fratello uterino di Nicol V, che n' era titolare e che mori nel 1476. Fece altrettanto, verso il 1 55o, il Cardinal Francesco Gonzaga, altro titolare. Dice il
,

sotto l'altare

maggiore
si

nel

Panciroli,

a p.

4'8> cne

kx

chiesa

Dopo
rie,

questo tempo

hanno memodivenuta colle-

fu ristaurata ed abbellita
dinali

dai Car-

che

la chiesa era

giata di numerosi canonici, con ciprete per

prima

dignit.

un arUgo Ge-

ni di Bollano,

remei, canonico ed arciprete di essa,


nel
11 25, fu Cardinale di
n' era

fatto
s.

titolare

il

da Onorio II Teodoro. Mentre Cardinale Anselmo,


,

Giovaned lnnico d'Aragona, tutti titolari. Regnando Gregorio XIII, nel 1^78, in questa chiesa venne eretta la confraternita del ss. Sagramento della quale tratta il
d' Inghilterra,
,

Ugone

citato Piazza, nelle

sue Opere pie

canonico regolare di Pavia

V anti-

di
di

Roma,
Sisto

a p. 534- Nel pontificato

papa Anacleto
so
il

II,

dopo

il

ii3o,

V
ed
di

fu

volle consacrare la chiesa.

In appres-

chiesa,

allora

pure restaurata la si trov un'im-

Cardinal Cinzio Cenci titolare medesima, non solo la restaur dai fondamenti, ma, a motivo della ildella

magine

Maria santissima sotto il Sanit, la quale fu posta nella sommit dell' altare magtitolo della

legittima consacrazione fatta dal falso Pontefice,


a'

giore.

Si rinvenne eziandio in quella

26 maggio
la fece

11

96,

circostanza

un pozzo d'acqua limpida,


martiri,
i

solennissimamente
dal

consacrare

nel quale, essendo stati sepolti vari

Papa

Celestino 111, e per la cele-

corpi di santi

fedeli

co-

brit di questo rito ne fu posta

una

minciarono a berla per divozione.

6o

CHI
In tanta venerazione
in
fu

di
tempo
di pesti-

sempre questa chiesa, che Clemente Vili,


ed Urbano Vili
s.

do furono rinnovatili coro

e l'alta-

re maggiore, col disegno del Rinaldi,

lenza la sostituirono alla basilica di

riconobbe formalmente i corpi dei ss. martiri summenlovati. La nota


delle preziose reliquie
,

Lorenzo

fuori

le

mura

pei'

lu-

che
,

si

conri-

crarvi l'indulgenza di chiese di

una delle sette Roma. Paolo V, nel 1606,


a

servano in questa chiesa


portata dal Piazza,
a

vieue

uell' Eorterologio

soppresse l'antica collegiata, ridusse


i

pag.
Nel

6.
il

canonicati

cappellanie

per
la

la

1-02

Cardinal titolare Carfece celebrare in que-

sontuosa cappella, che fabbric nella


basilica Liberiana, e diede
di
s.

lo

Barberini
chiesa

chiesa

sta

sontuosissime
11.

esequie al
ti-

Lorenzo

in

Lucina, in uno alla


ai

re

Giacomo
la

ed
s.

il

Cardinal

popolatissima parrocchia,
ci
il

chieri-

tolare Mariscotti, nel


tu

regolari
p.

minori
tal

(Fedi).
Elefanti
.

Quivi
zelante

festa

di

17 15, v'istiLucina, la cui im-

Bartolomeo
di

religioso

Ordine,

agli

set-

tembre 162 5, institu, coll'approvazione d'Urbano Nili, una congregazione composta di sessantatre persone, sotto
ta

magine si vede dipinta sulla tribuna con una chiesa in mano, per indicare, che essa ne fu la prima
fondatrice. Forse
il

rinnovata o resa

pi.

Cardinal l'avr solenne, giac-

T invocazione della bea-

ch
il

Vergine.

pie, ce, p.

V. 76-,

il

Piazza,
della
s.

Opere,

Della

congregah.

zione della

nativit

er-

che stamp nel 17 i3 il Piazza, suo Emerologio, nel registrare la lesta di questa santa ai 3o giugno, dice che celebravasi in 6. Lorenzo
in

gine degli
sta chiesa

artigiani, in

Lorenzo

in Lucina. Divenuto titolare di queil

Lucina dai chierici minori. Diario poi di Roma del 1721,

Il

al

Cardinal Nicol Alber-

numero 624,
XI
11

dice

gali

Ludovisi,

XV,

parente di Gregorio con magnificenza la orn con

fu

visitare

che Innocenzo per tal fesla

questa chiesa, ricevuto dal sagro Collegio.

pitture,

massime

il

portico che
e
le

mudon
ferro,

Finalmente va osservato, die

n di cancelli di ferro,

siccome Benedetto
Cardinale
di

XIV

nel
de'

creare

una

bella cassa di
la

bronzo
s.

dorato
di

Gio.

Teodoro

duchi

per collocarvi
su cui fu

craticola

Baviera, fratello

dell'imperatore

arrostito

Lorenzo.

quando, sotto Innocenzo X, i chierici regolari minori dalla chiesa di s. Agnese in piazza Navona (ledi)
dovettero
collegio,
si

Carlo VII, per grazia speciale gli aveva concesso il titolo di s. Lorenzo Paneperna, sebbene mai si recasse in

Roma,
,

in progresso

essenprescol

trasportare quivi

il

loro

do divenuto primo dell'ordine


biterale

obbligarono a somministrare ottocento scudi annui al Carridotto


il

pass

questo

titolo

quale mor nel

1763.
dipinto

dinale titolare, per aver

Pel portico
si

dal

Garzi

loro palazzo a collegio. Di poi per

entra in questa chiesa, le cui prin-

l'anno santo i65o, con disegno di Cosimo da Bergamo, e per 1' anno
santo

cipali

decorazioni

esistenti

sono di

Caiio Rinaldi.

Ha una

sola navata,

1675,

religiosi

abbellirono,
la chiesa:

e in pi
1

modi ristorarono

ed ai 2 ottobre il Cardinal Carpegua vicario di Roma, allora quan-

con otto cappelle decorate di stupendi dipinti, ed ornamenti. L'altare maggiore, ricco di marmi, e di quattro belle colonne di nero auti-

CHI
co,

CHI
che
la

G
la

ha

il

crocefisso,

marchelece

famiglia

si

rinvenne presso

mesi-

sa

Cristina Duglioli

Angelelli

desima.
lo aveva

Altri

da
la

una

donna chiail

dipingere dal celebre Guido Reni. monumenti sepolcrali vanno Fra rammentati quello che, nel i74 2
i
j

mata Pena, un
il

quale in questo

trno, per cui

pane,

che da essa prende vasi, veniva detto


te,

fece erigere

Benedetto
Cardinal

XIV
Davia

al

suo

pane

di

Perna. Altri finalmenle

concittadino

bolo-

spiegando dal latino

due

voci,

gnese, titolare della chiesa; e quello

dicono significar esse pane,


sciutto, e

e pro-

non ha guari eretto dal eh. visconte di Chateaubriand al gran Pussino.


sa,

Oltre
ai
i

la stazione, in
si

questa chie-

rammentando che quivi un tempio dedicato a Giove Faguntale appellato da una cos'i
fu gi
,

o agosto,

celebra la festa

selva di faggi a lui sagri, ricordano

del santo titolare.

che quel luogo perna perch a


col-

si

chiam
divinit
i

pane
si

e
sa-

tal

S.
legio,

Lorenzo

in

Miranda, del

de Farmacisti. V. Speziali.

cui avanzi si un porco, mangiavano avidamente con molto

grificava

Pane-Perna, titolo Cardinalizio, in cura delle monache di s. Chiara, nel rione Monti.
S.
in

Lorenzo

pane, e poi se ne celebrava la festa con conviti, nei quali in modo eccessivo
sciutto.
si

mangiava
,

pane
di
S.

pro-

Certo

che
festa

anticamente

nel giorno della

Loren-

Questa chiesa fu eretta

sul

monte

zo
to;
tal

le

monache

del contiguo

moniin

Viminale, tra l'Esquilino e il Quirinale, ove furono bagni di Agripi

stero dispensarono

pane

e prosciut-

ma

ora soltanto dispensano


il

pina madre di Nerone, e


degli

il

palazzo

imperatori Decio e Valeriane,

pane benedetto, cio particolare a quei, che vi si recano


giorno
a celebrare
popolo.
la

nel luogo ove quest' ultimo fece arrostire


il

messa,

comune

al

diacono
questa

s.

Lorenzo.
chiesa
,

L' e-

rezione
il

di

secondo
il

Piazza, rimonta a

Costantino
al

Grande,
sua

e la dedicazione

santo
I.

martire, al

Papa

s.

Silvestro

La

denominazione in Panisperna Palisperna, o Pane Pena incerta, e ne furono date diverse spiegazioni, giacch alcuni vogliono, che derivasse simile etimologia da una
statua
del

Questo titolo fu detto frequentemente ad Formosam, ovvero in Formosa, perch, come vuole il Grimaldi fu restaurato da Formoso, il quale fu fatto Papa l'anno 891. Dall'Anastasio si apprende, che Ana,

stasio

II
,

del e

496
che

ne adorn

la

conla
,

fessione

successivamente
li

ristorarono Pelagio

del

5^S
IIj

il

dio

Pane rinvenuta
col

in
,

quale tutta
rio
III,
li

la

rifece,
1

san

Gregodetto
s.

que' dintorni. Altri,


col

Nardini

del

5,

Stefano

Martinelli

da

quel

Perpenna

del
I

75?.,
,

e fu beneficata da

Quadraziano,
sto luogo, e

illustre

e facoltoso ro-

Nicol

il

quale

fu elevalo alla

mano, che aveva

me

di

la sua casa in queche ivi ristor le terOlimpiade; altri dicono, che

cattedra apostolica nell'858.

Da tempo immemorabile, nel gioved dopo la prima domenica di quaresima, vi


si

avendo
dal suo

esso fabbricato

tal

chiesa

celebra

la

stazione; e dalle
si
i

memoha, che
corpi di

nome

si

chiam

in tal
di

mo-

rie del

contiguo monistero
chiesa riposano

do

perch un' iscrizione

questa

in questa

<;..

cui
Marmenia, e dei
le
s. s.

CHI
ss.

S.

Crispino, e
reliquie

ebbe

in
ili

successore

nel

ijGq

col

Crispiniano, oltre
di

insigni

nome
S.

Clemente XIV.
le

Lorenzo, di

Eusebio Papa,

non che di s. Brigida, che in questo luogo domandava la limosina pel


suo ospedale. Anticamente no nell' annesso monistero
ci
,

Lorenzo fuori
basilica

mura

di

Roma,

patriarcale,

con parroc-

abitaroi

chia in cura de canonici regolari


lateranensi, nel rione Monti.

mona-

divenne
all'

una
,

delle primarie

abbazie di

Roma
abbate

per cui fu conla

ceduta
tefice

singolare preal

quinta delle patriarcali,

rogativa di assistere

sommo Ponpontifical-

Questa insigne basilica, che la come dicemmo parlando delle Chiese eli Roma,
e all'articolo Basilica, posta sulla

quando

celebrava

mente.
Bonifacio Vili, nell'anno
riedific la chiesa,
la

via

i3oo,

Tiburtina, cos detta perch circa un miglio conduce a Tivoli


,

quale succes,

lungi

dalle

mura,
essa

dalla

porta,

sivamente fu abbellita
dai Cardinali
titolari,,

e ristorata

die ora

dopo che Leodichiar


lui
le

ne X, nel

51

7,

la

titolo

Cardinalizio, e sotto di

mo-

prende il nome. Questa porta anticamente si chiam Esquilina, di s. Maria Maggiore, e Taurina da una testa di toro posta
sull'

da

nache francescane, le quali risiedevano medesimo in altro monistero del rione Monti, passarono in questo di s. Lorenzo pane e perna ed in ([nel lo che lasciarono si poi ma,

arco della stessa porta dal lato

interno,

chiamandosi

perci

la

re-

gione Caput tauri. In questo luogo,


appellato

campo Verano,
articoli

evvi

il

cisi

miterio famoso di Ciriaca, di cui


tratta
agli

nifestata la prodigiosa

immagine
s.

la

Catacombe,
il
s.

venera nella chiesa di ria de' Monti. Indi il celebre


quale
si

MaCar-

Cimiteri.

Quivi,
il

dopo
di

martirio,

fu portato

corpo
della

Lorenzo,

dinale Guglielmo Silicio,


tificato di

nel pon-

arcidiacono
trasferito
di

Chiesa

romana,

Gregorio XIII,

dai fon-

occultamente

damenti la rifabbric, col concorso delle monache, venendo di nuovo


consagrata nel
bre.
I

Olimpiade
aiuto di

coli'

terme da sant' Ippolito; indi Giustino prete ebbe s.


dalle

i5y5

ai

26 settem-

quel santo a collocarlo in una grotta


,

conservatori
ai

di

Roma
di

ogni
Cle-

detta

poi la
il

grotta

Tiburtina.

anno

io agosto, giorno

della fe-

Sopra

di essa

pio Costantino im-

sta del santo, per decreto

peratore
sagrata da

fabbric

una

magnifica
nell'anno
tra le

mente X dei ic) luglio 16" 1, fanno a questa chiesa 1' oblazione d'un
calice
cie di d' argento, e di

cbiesa, che con rito solenne fu cons.

Silvestro I,

quattro torla

33o,

e quindi fu

enumerata

cera. Nell'interno vi sono di-

cinque patriarcali.
a residenza
in del

Assegnata venne

pinti di

buoni autori, e

facciata

patriarca di
si

Geru-

esterna fu colorita a fresco con gran


diligenza da Pasquale Cati
Nell'ingresso esterno
si

salemme, allorquando

fosse recato

di

Jesi.

Roma

per

la

celebrazione di con-

ascende

alla

cili,

chiesa per

una doppia scala. Clemente XIII, nel creare Cardinale nel 1759 Fr. Lorenzo Ganganelli,
gli

o per altri affari della Chiesa. Inoltre fu compresa questa basilica

nel

numero

delle
si

sette

chiese

di

Roma, che
1'

visitano

per

lucrare

confer questo titolo, e poscia lo

indulgenza plenaria. Si determin

CITI
Costantino
i

CHI
quivi

63
525,
diede

di

fabbricar

con

e san Giovanni I,

nel

splendidezza

un
vi

sagro tempio, non

parte a questa chiesa de'ricchi doni


ricevuti

solo
s.

perch
riposto

Lorenzo,

ma

riposava il corpo di ancora perch vi troincalcolabile di

in

Costantinopoli

dall'
II

peratore

Giustino.

Pelagio
1'

imebbe
I

numero
Vi
s.

a rifabbricarla verso
l'

anno 578, e
s.

santi martiri.
il

fu poi

depositato

immediato successore
recit

Gregorio
si

corpo di
il

Stefano protomartire,
di

vi

quattro
i

omelie,

giacch

sotto

pontificato

Pelagio

II,

altre volte

Pontefici vi

recavano

portato gi a
poli, lo collocava
il

da Costantinonel 557; e mentre quel Papa


nel
s.

Roma

a celebrare le stazioni, che ora pur

sepolcro

dov' era

sono nella domenica di settuagesima, nella terza domenica di quavi

corpo
di

di

glia

tutti

si

Lorenzo, con meravividero le ossa di


ritirarsi ver-

resima, nel mercoled dopo pasqua,


e nel gioved
fra
le

dopo
volle

la

pentecoste.
delle
la
alle

questo santo da per s


so di
il

Anzi
quali

cappelle

papali,

lato sinistro del sepolcro, affine

Sisto

V
alle

restituire

dar

ospite.

luogo a quelle del nuovo Ma raccontano il Panciroli,

celebrazione
chiese di

basiliche
si

ed
le

Roma,

noverano

due
a'

Tesori nascosti pag.

4
I
,

4> e

Piaz-

cappelle papali di questa chiesa nella


terza

za, 3Ienologio,
rit di
s.

pag. 68,

coli'

auto-

domenica

di

quaresima, e
festa

io

Gregorio
II

che
la

volendo
chiesa

agosto giorno della


titolare.

del santo

Pelagio

restaurare

Altre riparazioni

e risarci-

mentre si eseguivano alcuni scavi, monaci e i manuali trovarono, e i


scuoprirono, senza saperlo, cro di
di
s.
il

sepol-

Lorenzo. Per nello spazio


giorni

dieci

morirono

tutti

vuoisi che

Dio

ci permettesse per-

menti furono fatti ad essa da san Gregorio II verso l'anno 720, e da Adriano I verso l'anno 772. Questo secondo ne cangi le forme, aggiungendovi le navi attuali, e cambiando g' ingressi il perch per le po:

ch niuno ardisse rimuovere da quel luogo il santo. Antonio, padre di san Damaso I

steriori
v'

vicende

riparazioni

non

Papa

del 36?,
il

fu lettore di questa

chiesa, e

s. Zosimo, nelvenne sepolto nella basilica. Coli' assenso dell' imperatore Valeutiniano III, Papa s. Sisto III,

Pontefice

l'anno 4

I(C

>)

del 432,

vi

fece

de' miglioramenti

ha pi vestigio della primiera fabbrica di Costantino. Dice il Panciroli, che divenne questa basilica anche collegiata; ma che nell'anno Cj5o torn ad essere servita dai monaci,, essendovi stati da Agapito II introdotti i cliiniacensi. Parlando il Piazza, Gerarchia p. 346, di questa

degni della sua munificenza, e ven-

ne sepolto nelle contigue catacombe. Anche da Galla Placidia, figlia di Teodosio il grande, fu resa pi magnifica questa basilica.
vi
stabili

come patriarcale, ed una cinque cattedrali del Papa, e quale abbazia Cardinalizia, dice che solevano recarvisi i Pontefici come
chiesa,
delle

Papa
di

s.

Ilaro

un monistero
uffiziassero

monaci

perch
e

la

e custodissero;

morendo

nel 4^7? volle essere seIl

a cattedrale subordinata per farvi alcune funzioni papali cio nella domenica di settuagesima , in cui cantavano la messa e pronunziava, ,

polto accanto Sisto IH.

Papa san
pobasilica,

no

il

sermone o l'omelia
di

al

popolo,
della

Simmaco

eresse

un

ospitale pei
alla

affine

spiegare

I'

introito
il

veri pellegrini,

vicino

messa.

Aggiunge

inoltre

mede-

64
silica

CHI
la

CHI
ba-

simo Piazza, che chiamossi

come

ci racconta

il

citato

Piazza

abbaziale Cardinalizia al
patriarcale
basilica
1'

modi
s.

nel suo Santuario o Menologio

Ro-

do

della

abbate fosse per privilegio Cardinale nato, fra' quali siccome opinarono alcuni
Paolo,
,

non per

perch

mano, a tempo

pag.
di

49

r >

se gII

"
nell'

^e

'

Alessandro
nel

andi

no 10G2, era
questa chiesa
tissima vita,
il

monistero

un monaco

di san-

il

pad. della Noce, che ne tratt in

quale levavasi ogni


e vi-

Chrou.

Sac.
lib.

Monast.

Cass.

num.

notte

prima del mattutino,

i34o,
lo

Ili;

ma

piuttosto l'ab-

sitava gli altari.

Una

notte prece-

bate Cardinale di
di
s'
s.

cato

s. Lorenzo, e quelPaolo nello stretto signifiprimari e prinintendevano


i ,

dente

al

mercord, nel

mese

di

agosto, facendo orazione all'aliare maggiore, vide cogli occhi aperti

cipali abbati di

Roma, come
per
s

spieg

il

entrare in chiesa
abiti

un personagvestito

della Noce,

la cospicuit delle la

gio grande e
di

venerando,

loro basiliche,

per

sontuosit, e
,

sacerdotali con

un

diaco-

magnificenza de' loro monisteri

no

e suddiacono per celebrare la

per l'osservanza esemplare della disciplina ne' monaci, per la copia per altre distinte prerogative. Furono ancora chiamati
delle

messa
soldati,

solenne.
religiosi,

Seguivano
signori,

molli
e
aliti

rendite,

del

popolo,
alla

che

dovevano
si

stare
il

presenti

messa.

Stupito

abbati Cardinali quelli delle delle due


basiliche, anche per essere di frequente esaltati al Cardinalato, ovvero perch tali abbazie si solevano dare in cura, e commenda a' soli

monaco
al
gii

di tale novit,

accost
rispetto

diacono,
disse
:

con

ogni

Chi

siete voi altri,

che vi

preparate a tanta solennit? Rispose il diacono: Quello eh' vestilo

Cardinali

Aldemarium quoque
ecclesia
s.

fel.

meni, in

Laurcnlii, quee

appellalur foris
in un' antica

muros Cardiini leni

simul, et abhatem sacravi', leggiamo

memoria. Quelle laudi


,

da sacerdote s. Pietro apostolo, io sono Lorenzo, che in tal giorno di mercord, nel quale il Signore Ges Cristo fu tradito, e dai giudici fu determinato che morisse,
te

poi

ed acclamazioni
Cardinal
di

che
dagli

si

fanno
dagli

ho patito per

amor

suo tan-

dal

primo diacono,
e

pene, e per in

memoria del

uditoli

Rota,

avvocati

concistoriali nel d della coronazione

del

Papa, e in quello del


si

possesso,

anticamente
il

facevano, allorquando

Pontefice recavasi gi coronato in

mio martirio siamo venuti oggi a fare questa solennit, che vedi in questa chiesa. Il suddiacono e mis. Stefano protomartire, e i nistri sono gli angeli del paradiso j gli altri sono apostoli,
tiri,

s.

Pietro

al

Laterano pel possesso,


,

marin

dal Cardinal abbate

o priore di
coi

s.

confessori e vergini,
voluto

che

Lorenzo

extra muros,

giudici,

questi giorni del

mio martirio han-

ed avvocati vestiti di piviali. Specialmente i romani onorano il diacono Lorenzo in questa sua s.
basilica nel giorno
di

no

onorarmi.
solennit
,

E
e

perche

questa

mia

onore

fattomi, sia noto


cio lo manifesti

tutto il

mon-

mercoled

in

do, ho voluto che tu lo veda, ac-

forza di

un VI

santo

una visione ricevuta da monaco, che nel secolo custodiva questa chiesa. Ecco

quando sar giorno al Papa, e gli dica da mia parte, che venga a questa chiesa

CHI
col suo clero

CHI
dandenza
,

65

celebrarvi,

do al popolo quell'indulgenza percome pelna che gli parer. dar fede alle mie parole, disse il monaco, se non gli do qualche
ii

Signore liberi un anima dal purgatorio per ogni sacrifizio. Cosi ebbe pure origine la pia unione, che di buon mattino
in ogni mercord va in questa basilica

che Dio

segno della verit di


sione ? Allora
del
il

questa
si

viil

a venerare

il

santo

martire,
delle

ti

santo
era

lev
cinto,

facendovi celebrare e

cantare

cingolo,

:>
->

quale

glielo

diede,

perch

lo

potesse

messe colle loro limosine, massime per le anime del purgatorio.


Fiori tanto
il

mostrare per segno della visione. And dunque il monaco pieno


di
i

contiguo monistero,
s.

che
vita
,

diede
fra'

molti
quali

.)

giubilo al monistero,

convoc
la

monaci di santa Giovanni delia


e, seil

monaci, e narrando loro


il

vi-

Ficoccia, molti dotti Cardinali,

sione, mostr
i

cingolo

ricevuto

condo

il

Panciroli, nel
s.

1073,

da
i

s.

Lorenzo.

Onde

l'

abbate
la

Pontefice

Gregorio

VII.

poi

>

monaci, che sapevano


il

santitutti
,

certo che questo

Papa ne
e

fece

abpoi

m
5

t del sagrestano,

andarono
quale
s'

bate Ptaniero
fece

cliiniacense,

che
,

insieme dal Papa,

di

Cardinale,

che

poscia

nel

sj

consiglio de' Cardinali,

invi con

1099, ad

onta della

sua virtuosa

loro alla chiesa per celebrarvi la

;>

messa, e per istrada incontrarono


pellire.

ripugnanza, fu eletto Papa col nome di Pasquale II. Prima di questo


II

i>
>

un morto, ch'era portato a sep^ olle il Papa con queoccasione


fare

sta

sperienza

del

agli

tempo, essendosi recato Damaso Palestrina, ed ivi morendovi 8 agosto 1048, fu sepolto in
basilica

->

cingolo, e fatta orazione, lo pose

questa nel

patriarcale.
III

sopra

il

morto,
della

il

quale

subito

1188 Clemente
il

Poscia mise in orriil

>

resuscit.
la verit

Assicuratosi di pi del-visione, rese


,

dine
co.

chiostro; ed

Onorio HI

:>

gra-

stor la basilica, e vi fece

porti-

>
>;

a Dio e al santo arriv alsua chiesa, vi celebr solennemente la messa, e concesse inzie
la

ca

A'9 aprile 1217, in essa basilisolennemente fu coronato col diadema d' oro in imperatore d' oriente Pietro di Courtenai, conte di

diligenza di quaranta anni, e

al-

trattante quarantene a tutti quelli,

Auxerre, colla sposa Violante, sorella

>

che pentiti e confessati

visitas-

dei defunti imperatori Baldovino,


tal

se

sero la
altra

medesima
dedicata

chiesa, e

ogni
del

ed Arrigo. Fece
rio III
in'

funzione

>

in

qualsivoglia

parte
".

questa

chiesa,

mondo

s.

Lorenzo,

ogni mercord
ferita

dell'

anno

ri-

questa istoria anco dal dottiserudito


p.

perch l'impero orientale se avere alcuna pretensione sull'occidentale, ma ancora per non pregiudicare
poli,
il

Ononon solo non potes-

simo ed

Severano della

patriarca di Costantino-

congregazione dell'oratorio di
alla basilica di

Roma,

cui apparteneva la

coronazio-

nel celebre trattato delle sette chiese,


s.

ne

degl' imperatori

d' oriente.
la

Nel

Lorenzo.
de' fedeli
di
s.

Da
di

ci

secolo seguente,

mentre

residen-

ebbe origine
celebrare
zo
le

il

fervore che

tuttora
far

za pontifcia stava in Avignone, In-

in pieno vigore

nocenzo
in
la

VI
l'

fece coronare nel

i3j5

nell'altare

Lorenere-

loma

messe
VOL.

cantate, colla pia


MI.

imperatore Carlo IV colmoglie Amia dal Cardinal Ber*


5

ex>

cut
entro
il

CHI
medesimo
la
la

di

trando nella basilica vaticana, quinl'imperatore dopo aver desinato al palazzo lateranense, and a per-

portico,
dell'

sentanti

coronazione
storia

rappreimperasanto

tore latino, e
tico

del

nottare

ch

il

questo rnonistero, perocPapa gli aveva ordinato di


in

All'ingresso della porta, secondo l'an-

costume,

vi

sono due leoni di


divisa

non rimanere nella citt neppure un giorno dopo la coronazione.


Nicol V, che
fior

pietra.

Nell'interno

in tre
io-

navi separate da

venti colonne
capitelli,

nel i447> sic_


colle

niche di granito con


chitrave formato di

ed ar-

come munificentissimo
di

chiese

pezzi

accozzati

R.oma,
opera

restaur
di

questa basilica,
Rossellini.

coli'

Bernardo
pontificato
s

da monumenti antichi. Nella nave di mezzo vi sono due pulpiti o


,

In seguito nel

di

Sisto

amboni
stole.

di

marmo
gli

che

servivano
e
le

da ^"^ IV, creato nel i4? T Papa conceduta la basilica, col monistero ai

&

per cantare

evangeli,

epi-

La tribuna

in

alto di

circon-

canonici regolari

del
(

ss.

data da dodici colonne

paonazquali

Salvatore in Selva di Bologna


di),
i

Ve-

zetto scannellate, alcune delle

quali essendosi uniti coi cano-

nici regolari lateranensi del ss. Salva-

sono in parte sepolte; e sopra di esse quattordici colonne minori reggo-

tore {Vedi), a questi tuttora

si

ap-

partiene. Essendo protettore de' primi il celebre Cardinale Oliviero

no il portico superiore. Questa tribuna apparteneva all' antica basilica, e

viene

riconosciuta

per

opera

Caraffa
soffitto,

sotto Sisto e
il

IV pavimento

fece

il

bel

del sesto secolo, e del pontificato di

intarsiato di
il

Pelagio
terio.

II

varie pietre antiche. Dipoi


dinal

Alessandro

Farnese,
gli

Carabbate
altari

L'altare

ed ora serve a presbimaggiore sopra la

confessione papale, e perci


in

come
pa-

commendatario, restaur

quello

delle

altre

basiliche

e fece degli altri ornamenti.

Final-

triarcali,
il

non

vi

pu celebrare che

mente
del
se
ss.

la

suddetta
di

congregazione

Sommo

Pontefice. Esso isolato,

Salvatore in Selva, che preil

e coperto di baldacchino, che viene

anco

nome

Renana, nel
il

647

sostenuto

da

quattro

colonne

di

fu ridotta in basilica nello stato che


si

porfido. In fondo al presbiterio cvvi

vede, mentre da ultimo

zelante

l'antica sedia di

marmo

pontifi;

p.

abbate Manzoli ne
s

fu assai bene-

cale

decorata di
un' urna,

pietre

colorate
si

merito
late.
il

pei restauri
delle

che pel

dis-

dietro la

medesima tribuna
lavoro
del

con-

coprimento

colonne scannel-

serva

medio
del se-

A' nostri giorni poi, e nel

i835

evo. Singolare nell'altra parte della

fece porre

regnante Pontefice Gregorio XVI in uso pubblico l'annesso

tribuna,

l'

antico mosaico
il

sto secolo,

rappresentante

Salva-

cimiteriOj che descriviamo all'artico-

tore sopra

un
e

globo, in atto di be-

lo Cimiteri.
11

nedire, avente
basilica

a
il

destra

s.

Pietro,
II,
;

portico della

soste-

s.

Lorenzo,
epigrafe

Papa Pelagio
Paolo,

nuto da sei colonne antiche d'ordine ionico, decorato d' un fregio di mosaico, del quale per appena ora resta un frammento, colle figure di di Onorio HI. Di e s. Lorenzo, quell'epoca sono pure le pitture

coli'

Pelagius episcopio
i

dall'altro lato

ss.

Stefano,

ed Ippolito. Nella tribuna si vede pure dal lato del vangelo circondata da ferri, la pietra ove dicesi fosse posto il corpo arrostito di s. Lo-

CHI
renzo.

CHI
altare

Sotto

questo

evvi

la
li

l'odierno
1

pontificato,

nell'

67 anno

confessione
colloc
il

dove

Papa Pelagio
s.
, ,

quello di

corpo di s. Stefano
I,

Lorenzo e e dove celeparole

838 fu stabilita l'annua oblazione del magistrato romano a questa


basilica,

d'

un

calice d' argento, e di


farsi

br
gio

s.

Damaso
il

colle

che

quattro torcie, da

nella

dome-

riporta

Piazza nel suo Eorterolo1

nica di settuagesima.

pag.

79, e per le quali rifosse


s.

levasi
la

quanto
di
vi

tomba

in venerazione Lorenzo, prima anil

S.

Lobexzo

in

Djmjso,

basilica

cora che
s.

fosse posto

corpo di
le

con capitolo, commenda, titolo o diaconia Cardinalizia, con parrocchia, nel rione Parione.

Stefano. Delle insigne reliquie,


si
il

quali
lica,

conservano in questa basimedesimo autore parla a


chie-

In questo luogo, presso


so teatro di

il

famo-

pag.

22 e 23.

Nell'ingresso a destra della


sa
si

vede un bel sarcofago antico^ con bassorilievo, che rappresenta una antica cerimonia nuziale, nel quale, secondo Mabillon, riposarono le ceneri del Cardinal Guglielmo Fieschi,
nipote d' Innocenzo IV. Sei sono le cappelle nelle due navate minori

Pompeo, adorno di cento colonne e perito in un incendio dell'anno i5o dell'era volgare, il Pontefice
s.

Damaso

I,

verso l'anno 370,


dei

servendosi probabilmente
teriali e delle

ma-

colonne ad esso appar-

eresse una chiesa ad onore Lorenzo, della sua medesima nazione spagnuola, sebbene alcuni
tenenti,
s.

di

con buoni
ti

quadri

avendo dipinto
pare-

dicano essere stato


toghese.

il

Pontefice por-

dalla parte destra a fresco le

Vi

stabil altres

una unione

intermedie

Domenico Rainaldi

di sacerdoti

per

uffiziarla, la dichia-

mentre quelli della nave sinistra sono degli scolari del cav. Vanni. Da questa nave si scende alla divota
cappella sotterranea, nella

r parrocchia e titolo
l'

Cardinalizio,
di

arricch di
fiss

rendite, e
la

preziosi

donativi,

quale

vi

lo di

un

altare privilegiato

cio quel-

marted dopo la di quaresima, e


grini

nel quarta domenica le assegn alcune


stazione

sua

ove si celebra un gran numero messe per l'avvenimento prodidescrit-

case contigue per alloggio de' pelle-

gioso cotanto famigerato, e


to

di

sopra,

in

suffragio delle ani-

perch viene quale un ospizio apostolico, e vuoisi che vi


ragguardevoli.
Il

questo luogo considerato


abitassero
s.

me
1

dei

defunti,

come
si

si
l'

legge nelarco.
all'

il

dottore

della

chiesa

iscrizione

che sovrasta
passa
e
,

Per
di

questa cappella
so cimitero,

annes-

nelle

catacombe
finalmente

Girolamo, che da alcuni si tiene pel primo Cardinale titolare di queBrigida, un abbate sta basilica, s.
dell'Ordine di
a Pioma
s.

santa Ciriaca

proprietaria del

camdi

Antonio,

mandato

po

Verano.

Merita

essere

osservato , che neh' antico chiostro della canonica vi sono col-

locate,
li

per cura dei canonici regola-

con dodici monaci quale ambasciatore del re di Etiopia aila Santa Sede nel pontificato di Eugenio IV, ed altri. Quindi divenne
pregevole
questa basilica per
liliali,
il

lateranensi, delle iscrizioni rinve-

se->san-

nute nelle catacombe adiacenti per lo pii cristiane, ed interessanti, e che formano un piccolo museo Nel-

tasette parrocchie

di

cui fece

espressa menzione

Pontefice

Ur-

bano

III, nella

bolla

Jpostolicae su-

68
blimilas
dat.

CHI
dignitatis, citata

CHI
dal Bovio,

ria di Grotta pinta, l'immagine della


l>.

Veronae per rnanus Transimundi S. R. h\ notarii X II hai.


martii, indici.
.\.

Vergine di scuola

gioca,
si

di-

pinta su tavola, la quale

venera
si-

an.

186.

nella cappella in fondo alla nave


Distra.

che costituscono venerabile questa insigne basilica, il complesso delle numerose reliquie che si venerano. E primie-

Fra

gli

altri oggetti,

adora con particolare ossequio il ss. Sacramento dalla arciconfraternita erettavi per accomsi

Quivi

pagliare
la

ramente
vi

vi

il

corpo

dello
1,
il

stesso

suo fondatore
fn
lui

s.

Damalo
da

quale

il ss. Viatico, la quale fu prima, che sotto Giulio II, nel i5o6, sia stata eretta per portarlo

trasportato

altra

basilica

da

eretta nella via A ideati na, ove

vi* stato deposto


m.iilre,
i

accanto

alla

sua

Di essa tratta il Piazza Opere pie, p. 44; e Del ss. Sagramento e cinque piaghe in s. Loagi' infermi.

e alla sorella Irene.


ss.

Vi sono
prete,

corpi de'

Giovili o, Faustino, ed
s.

renzo in Damaso. Quivi fu istituita

la

congregazione
il

Euticliio

martiri, di

Bono

del soccorso de' poveri, che

Piazza

e dei
lina
<;.

ss.

Mauro
di
s.

Fausto martiri;

spalla

Gio. Battista, e di

descrive a pag. 737, e quivi il Cardinal Montalto fond una congrega-

Giacomo Apostolo, un pezzo del Paolo, un pezzo del s. cilicio di


cranio di
tire,
s.

zione di preti secolari per


strare
i

amminichiese
s.

ss.

Sacramenti, applicandosi
delle

Barbara vergine e mar-

alcune

entrate

due
s.

e tante altre, che lungo sareb-

parrocchiali unite, cio di


tino de'merciari,

Valenin

be il rammentare. Meritano special menzione le reliquie del sauto tifolare, cio tre ampolle col grasso, e sangue del medesimo, dei carboni
e tre anelli co' quali fu
ia

di

Maria

Cacaberi; congregazione, che Paolo

approv nel 16 14- Splendida e decorosa l'esposizione, che in questa basilica


si

legato nel-

fa nel gioved

di ses-

graticola.

Per

la

venerazione, che

sagesima con
cui

cappella Cardinalizia,

senato romano ebbe sempre a il questa basilica, ogni anno ai io di


agosto
le

descrivemmo

quell' articolo;
la

come
il

decorosissima
Tesori

processione
pag.

fa

1'

offerta di

un

calice di

dell'ottava del

Corpus Domini. Dice


nascosti,
vi

argento, e di quattro torcie di cera, Quivi si venera nella cappella del

Panciroli
'

4~> cne
la cappella

banchieri

godevano

coro
la

il

ss.

Crocefisso,

il

(piale,

si-

milmente a quello che


basilica ostiense,
si

si

venera nel-

ha
s.

per

pia

di s. Matteo apostolo, i fiamminghi quella di s. Nicol, e i cursori pontificii quella del ss. Sa-

tradizione che parlasse a


ci tenuto

Brigida,

cramento.
clero

Da
si

questa

chiesa

poi

il

mentre abitava dappresso, ed percon

romano, nel
Pietro,

terzo giorno

delle

sommo

onore

nella

Bogazioni,
in
s.

reca processionalmente

detta cappella della famiglia Massiino alle Colonne. Quivi un' illustre congregazione

dove

si

fa

l'elezione

del camerlengo del clero.

dell'Immacolata
si

Dopo
il

l'erezione di questa basilica,

Concezione,
l'articolo
iw
1

della quale

parla al-

Arciconfraterxita dell'im-

primo Cardinal titolare, che si nomina dopo s. Girolamo, all'anno

acolata Concezione , la quale nel |f)7, ebbe origine trasportandosi da s. Salvatore in Arco, ora s. Ala-

494>

certo Projettizio:

ma

la

se-

rie de' Cardinali titolari si

da noi

riportata

da questo Projettizio sino

, ,

CHI
all'odierno, nell'articolo Cancelleria
il

CHI
generoso
Cardinale
si

69
serv
di

della Santa
Ivi

Romana Chiesa
notizie,

(ly edi).

molti avanzi delle antiche fabbriche


di
ini
l'

sono

molte

che riguari

Roma
,

particolarmente dei mar-

dano
Il

la basilica,

e gli autori

quali

e travertini del Colosseo, e del-

ne fecero

la storia.

primo Pontefice, che l'istaurasse questa basilica, si fu Adriano I nel 780, locch pur fece s. Leone IH.
,

diano,

arco trionfale dell'imperatore Gorterminandosi tali edilizi nel

i49^, sotto Alessandro VI. Leone X confisc al Cardinal Riario


il

Nell'anno 903, Leone V, invase


stoforo
titolare di
sei

e
il

nell'elezione di
pontificato Cri-

palazzo,
finche

per

le

ragioni, che

dicemmo
l'

altrove,

accordandogliene
:

questa chiesa, lo
e

uso

vivesse
le

ed

perci

ritenne

mesi

morendo
Cardinale

nel

che fece porre


tificie

proprie armi pondel

904
berto
s.

fu sepolto in Vaticano.
Crivelli,

Lamdi

sulla

porta
vi

medesimo

prete

volendo

che

fosse la cancelleria

in Damaso, nel 11 85 Papa col nome di Urbano HI. Avendo Paolo II pubblicato nel i468 la pace coi principi d'Italia,

Lorenzo

apostolica.

Egli cre Cardinale Giu-

lu eletto

liano de Medici suo cugino, e lo fece


vice-cancelliere,
titolare della

dopo

di

che divenne
e

basilica,

nel
s.

5i'

pel

giorno

dell'Ascensione,

celebr

fu assunto alla cattedra di


col

Pietro
allora,

solenne messa in questa


vi
si

basilica, e

nome

di

Clemente VII. Fu

rec con decorosa processione,

facendo inoltre pronunziare in lode di tal concordia, uu' orazione da

Domenico
Cardinale
corato di

vescovo

di

Brescia.

Il

che questi conferi s sublime carica al Cardinale Pompeo Colonna il quale trovavasi prete Cardinale di s. Lorenzo in Damaso, per cui and
,

Scarampo Mezzarota dequesto titolo da Eugenio


il

IV, incominci a fabbricare


tiguo
g'

son-

tuoso palazzo della cancelleria, conalla

ad abitare il contiguo palazzo. Dopo la morte di lui, Clemente VII nel i532 confer il titolo presbiterale di s. Lorenzo in Damaso al Cardinale Ippolito de' Medici suo cugino, che sino dal 1029 lo avea dichiarato vice-cancelliere, ed un per sempre nel Cardinale, che avrebbe

basilica,
di

impedi
s.

che la compiere; ma

morte
il

Cardi

dinale Raffaele Riario, altro titolare


di

Lorenzo in Damaso, nipote


e

Sisto IV,

vicecancelliere di santa

romana
lica

Cbiesa, nel pontificato d' In-

coperto questa carica, oltre l'abitazione del contiguo palazzo, e la


residenza di tutti
celleria,
basilica.
il

nocenzo "Vili, demoli l'antica basidi s. Lorenzo in Damaso detto in Prasino, che era di cinque navi,
e sorgeva sul principio della via del
pellegrino,
e nel
,

gli

ufiizi della

can-

detto

titolo

dell'

unita

D' allora
i

in

poi

costantestati
s.

mente

vice-cancellieri

sono

i486 cominci a
che ancora
,

e lo sono tuttora, titolari di

Lo,

fabbricare quella

esiste

con disegno del Bramante senza per altro facciata, giacch unita alla facciata del sontuoso palazzo, da lui edificato, e riunito a quello
incominciato dal
po.
fico edilizio,

renzo in Damaso. Se il cancelliere per vescovo suburbicario lo


ritiene in

commenda;

se

dell'or-

dine
se

presbiterale,

finch

funge

il

posto, la basilica diviene titolo; cos


dell'ordine de'diaconi, diventa
11
i

Cardinale ScaramPer questo grandioso e magni-

diaconia.
a
tutti

Cardinale nomina anche

non che per

la basilica,

canonicali e benefzi della

7o

CHI
eccettuati
quelli
affetti
ti

CHI
nell'

medesima,
alla

inverno usano cappe


fodere di
pelli
altri

di

saia

Santa

Sede,

tre

canonicati,

paonazze con
e negli

bigie,

ed alcuni
ticolari.
Il

beneficiati di

nomine paro
,

tempi
a

la

cotta.

Dei
nei
della

cappellani Valtrini, cos detti dal pio


prete,

Cardinale

diacono,

fondatore
giorni
,

tenuti

celebrare
gli
uffizi

promosso al cancellierato pu ritenere


in

che

agiscono

commenda
titolo,

il

titolo,

la diaconia, di
il

cancelleria apostolica,

facemmo men-

cui trovavasi in possesso, giacch

zione a quest'articolo. Questa basilica

suo
s.

Lorenzo
,

o diaconia deve essere di in Damaso. Rinunziata la


subito
la

ha

la

propria cappella di musica, e


in

tre sagrestie separate, cio del capitolo,

carica

cessa

basilica

di

cui

evvi

la

statua di san
del-

essere titolo, diaconia, o

commenda
poi tachiesa,

Carlo Borromeo del Maderno;


l'

del rinunziante.
cersi,

Non deve
di
il

arciconfraternita del

ss.

Sagramentut-

ad
il

onore
servizio

questa

to, e delle cinque piaghe, e di quella


dell'

che anticamente
faceva

Cardinale titolare

Immacolata Concezione,
la edificazione
il

ebdomadario nel
nella

tora fiorenti.

giorno di
tare

gioved

patriarcale

Dopo
la,

della

pre-

basilica vaticana,

celebrando all'alcapitolo
di questa

sente basilica,
e

primo a restauraril

papale.
nelle

Il

ad

abbellirla fu

Cardinal

va unito con quello della basilica di s. Maria


basilica

processioni

Alessandro Farnese, che fece ornare


e dorare
il

soffitto,

pose

il

quadro

in

Trastevere,
la

cedendosi

alternatiil

vamente
queste

destra,

secondo

de-

grande all'altare maggiore dipinto Zuccari stilla lavagna da Federico


e fece eseguire altre
nobili
geste
de'

cretato di Benedetto

XIV, per
le

essere

pitture

pi degne fra le basiliche minori, che vanno nelle processioni. Questo capitolo si

due

basiliche

a fresco esprimenti

le

Lorenzo,

da

Giovanni

san Vecchi
di

dal cavaliere d'Arpino, e da Pietro

compone
,

di

un

prelato

vicario del

da

Cardinal vice-cancelliere, e di dieci canonici uno de' quali curato

Quindi venne consaprimo di settembre dell'anno santo i5j5, opinando il Piazza,


Cortona.
il

grata

(secondo
il

la disposizione di

s.

Pio V,

che l'antica basilica fosse


ta dallo
stesso

consagra-

quale dichiar questa basilica una

Papa

s.

Damaso
rifece

I.

delle vicarie parrocchiali), e di


altri

due

L'altro titolare e vice-cancelliere Car-

canonici

di
i

seconda
canonici
,

erezione.

dinal Francesco Barberini

la

Neil' inverno

cappa

di saja

paonazza
e
la

usano la con fodere


nelle
il

tribuna con disegno del cav. Lorenzo Bernini, la fece abbellire col pennello del Zuccari, apri

di armellini

bianchi,

altre

due

finestre

stagioni
chetto.
capitolo,

assumono
Il

cotta e

roc-

parroco viene
in

scelto

dal

a ponente, rinnov con un nobile altare la sotterranea confessione, e


fece porre

seguito del concorso, e


soggetti
.

presso
versi di

il

battisterio
I,

in

tra

uno

dei

proposti

dal

marmo

s.

Damaso
fonte

anal'an-

Cardinal vicario Siccome poi la cura presso il capitolo, il parroco ha il titolo di vicario curato perpetuo.

loghi a questo sagro


ratore, ne' quali

rigene-

versi si legge

tico titolo della basilica, cio

s.

Lo-

Vi sono

inoltre otto beneficiati,


beneficiati,

renzo in
sino.

Damaso

appellantur in Prastesso

altrettanti chierici

sei

Oltre a ci lo

Cardinal

cappellani, detti

Valtrini, quali UU-

Barberini, per rendere pi decoroso

, ,

CHI
l'ingresso della chiesa
zo, fece

CHI
e del

7
vi

palaz-

del capitolo,
to

il

quale

aveva eseguiil

demolire alcune case, e rePoscia

tutte le uffiziature sue proprie,

se vasta e regolare la piazza.


l'altro

Per ci che riguarda


cefsso,
si

ss.

Cro-

titolare e vice-cancelliere

Carla

che parl a
alla

s.

Brigida,

come

dinal

Pietro

Ottoboni,
ss.

edific

ha

dalla pia tradizione, e che

Sagramento nel vestibolo e a destra, con disegno del Rusconi, ornandola di bei marmi, con e pitture del cav. Casale; e
cappella pel

appartenente

famiglia Massimo,

prima

venerava in uno de'quatche sono in fondo alla nave maggiore, cio nel secondo dal
si

tro pilastri,

disegno

del

Gregorini

abbell

la

lato della

porticella vicina

all'

altare
fu-

confessione di

marmi

e metalli, p-

del

ss.

Sagramento. Allorch poi


le

corpo di s. Ippolito, con una statua di questo santo martire vescovo di Porto, simile a quella

nendovi

il

rono distrutte
esistevano

tre
la

cappelle
sagrestia,
di
lo

che

verso

per
siste-

ridurle

ad una
il

sola affine

che sta nella biblioteca vaticana.


senza mentovare altri
ce-cancellieri,
il

E
vi-

marvi

coro d' inverno,

stesso

Cardinali

Crocefisso venne collocato


cappella, la

in

detta

Cardinal

Tommaso

quale
ss.

anticamente

era

Ruffo fece incrostare di nobili

mi

la

marprima cappella a destra con

dedicata alla

Annunziata, e di patronato dei Massimo. Nel trasferimerito del capitolo in


il s.

disegno di Nicola Salvi,

Conca

Sebastiano ne dipinse il quadro, e il Giacquinto le pareti.

Andrea,
alla
iiell'
s.

ss.

Crocefisso fu esposto
fedeli,

ve-

nerazione de'

prima
di

ora-

Ma

della

principal
pitture ed

parte

delle

torio dell' arciconfraternita di

Gae-

sud descritte

ornamenti,
:

tano, e poi in quella

s.

Carlo,

non pi esiste memoria dappoich nel declinare del decorso secominacciando rovina la basilica fu chiusa nel 1799, ed il capitolo e la parrocchia furono trasportati
lo,

finch nel suddetto


sto

giorno

9 agoin del

1820, venne
nella

riportato

queco-

sta basilica
10,

cappella

come

nella
i

basilica stessa

furo-

no

riportati

santi corpi, e le reli-

nella chiesa vicina di


la Valle,

s.

Andrea
l'

del-

quie.

ove l'uno e

altra

rima-

La
il

porta,

che

ingresso
fatta

alla

sero ventidue anni. Accorse con pontificia

basilica,

quella stessa

sotto

munificenza Pio VII a restauservendosi del


valente archi-

\ignola; quindi da un

vestibolo
for-

rarla,

si

entra nella basilica, eh' di

Giuseppe Valadier ; e fu ridonata solennemente al pubblico culto ai 9 agosto 1820, vigilia deltetto cav.
la

ma

quadra, con tre navi, e contiene i depositi del celebre Cardinale

Scarampo,

di

Annibal Caro, del


benefattore
del

ri-

festa

del santo titolare,

come

si

nomato Cardinal
Sandro Vallrini
pittore

Sadoleto, di Ales-

legge in
eretta
tornati

a
il

una marmorea iscrizione memoria del benefizio. Ricapitolo, e


il

per la
general

istituzione de' cappellani suddetti, del

la

parrocchia

Caccianiga
di

e
le

in questa basilica,

A li concesse alla drea della Valle stesso giorno, che


basilica, in

medesimo Pio chiesa di s. Anla


si

Caprara comandante
tificie

milizie

pon-

stazione

nello
nella

celebra
del

ricordanza

trasferi-

Pio VI. Da ultimo il principe d. Camillo Massimo, dopo la morte della sua consorte principessa d. Cristina, figlia del principe Saverio

mento

della residenza

temporanea

reggente di

Polonia,

figlio

di

72

CHI
III re di tal regno, e

cui
duca
Questa antichissima chiesa fu chiamata con pi nomi in capite Suburra, dalla vicinanza della contrada di tal nome ove si trova in
:

Augusto
di

Sassonia, accaduta nel 1837, fece eseguire dal eh. scultore romano Gnaccherini, un bel marmoreo

deposito dentro

la cappella

gentili-

zia della famiglia, cio in quella del

coro, ove si venera il ss. Crocelisso summentovato, disponendo di esservi anch' egli

Orfea da un tempio dedicato ad Orfeo, ovvero da un simulacro che quivi a lui fu eretto dai gentili; ed
in Silice, o Selci, da un'antica stra-

tumulato, siccome

av-

venne nel 1840, allorch pass alvita. Nella stessa cappella vi l' altra
stata pure sepolta d.
briella di
glie dell'

da lastricata da grossi selci presso la medesima. Si congettura, che l'erezione di questa chiesa rimonti all'

Savoja odierno principe Massimo , che figlio di d. Cristina volle a sfogo di amor figliale, e conjugale far

Maria GaCarignano, mo-

epoca

di

Costantino

e
s.

che

sia

una
I.

delle consacrate

da

Silvestro

to

Certo che, neh' anno 5oo, sotSimmaco gi era diaconia s. Cardinalizia. Dall' Anastasio si ap,

coniare ad

amendue una
V.
in
il

bellissima

prende che Onorio


riedific,

I,

nel
la

626,

la

medaglia.

Piazza,

Cardinalizia, p. 4 02 >

Gerarchia
tllol

nuovamente

consacr.

Altri dicono, che fosse

prima dedi-

49j s. Dell'antichit ed autorit del Cardinal


vice
-

Lorenzo

Damaso ;

e pag.

cata alla b. Vergine, appellandosi S.

Maria
Narra

in
s.

cancelliere

della santa

dicata a
il

Orphea, e poi venisse deLucia martire romana.


Anastasio
s.

romana
S.

Chiesa.

citato

all'anno
essenser-

847
Luca.
tina.

nella vita di
s.

Leone IV, che


Orphea,

V.

Chiesa di

s.

Mar-

presso

Maria

in

dovi in una grotta

un tenibile
il

pente, o basilisco, di cui molti eraS.

Lucia
ze.

de' Ginnasi alle botteghe

no rimasti
fice

vittime,

santo

Ponte-

oscure, gi delle Carmelitane Scal-

vi

si

rec processionalmente dal

Vedi.
dell' arciconfraternita del

Laterano, colla immagine del ss. Salvatore, e colle sue fervide preghiere
pot liberare
gello.
il

S.

Lucia

popolo da

tale

fla-

Gonfalone, delta volgarmente della chiavica, con parrocchia, nel rione Regola. V. Arciconfraternita del Gonfalone.
In ogni quattro anni
ai
s.

Alcuni sostennero che, nel


in

io<Sf,

questa chiesa
III
;

fosse

eletto

Papa

Vittore
te

ma

pi ragionevolmen-

deve ci

ritenersi essere
s.

avvenuSetti-

i3

di-

to nella chiesa di

cembre
vergine

per
e
fa

la

festa
,

di
il

Lucia
rocalice

zonio.

Onorio
s.

II,

Lucia in iti5, nel

cre

martire
e di

senato

Cardinale di

mano
cera.

l'oblazione

di

un

d' argento,

quattro

torcie

di

Lucia in Selci certo Stefano. Nel 1 i55 Adriano IV confer questa diaconia al Cardinale Ubaldo. Celestino III nel 1 192 fece Cardinale diacono di s. Lucia in
Selci

S.

Lucia

in

Selce,

gi

diaconia

Cardinalizia, delle monache agostiniane, nel rione

Monti.

Cencio Savelli, il quale poscia 12 16 divenne Papa Onorio III. Questi ordin al Cardinal diacono
nel

, e

cui
di

CHI
chi;
la

73

essa,

per
1'

nome

Stefano,

Quest'antichissima
sulla

diaconia

era

restaurasse. Dai
poi,

che

monaci benedettini uflziavano, venne conse-

cima

del celebre

monumento

Poscia fu governata dai certosini, prima che andassegnata


ai chierici.

le

volgarmente detto Setlizonio, il quasontuosamente si ergeva dirimpetto alla chiesa


dei
ss.

ro a

s.

Croce

pontificato di
te

Gerusalemme, nel Urbano V. Finalmenin

Gregorio, fra
il

il

monte
del

palatino,

Andrea e ed
chiesa,
hi

clivo

di Scauro.

Tale

vennero collocate le monache di s. Agostino nel 1870, come afferma il Piazza, Gerarchia p. 782,
vi

un

agli avanzi

monumento,
Sisto

co-

me
s.

in appresso diremo, fu falla nel

i585 demolire da
Lucia
cerchio
sette

V.

Si disse

il

Panciroli a p. 4^4Furono inoltre Cardinali diaconi

in Cerchio, per essere nel

palatino

in

settodio dalle

li

questa

chiesa Giovanni

Micheli

vie e strade, che quivi termi-

nell'anno 1468, creato dallo zio Paolo II; Filiberto

per

volere

di

Ugonotto nel i473, Ranuccio Sisto IV;

sette ordini

Farnese nel i5%.5 , creato dall'avo Paolo III; Giovanni Groppero, fatto da Paolo IV nel f555, il quale nel

i557

confer

al

Cardinal Gio.
Sisto

Battista Consiglieri.

Ma

sop-

presse questa diaconia, e la trasfer


nella chiesa de' ss. Vito e Modesto. Quindi le monache verso l' anno 1604, con disegno di Carlo Maderrio l'istaurarono la chiesa, che pure adornarono di buone pittine e colla direzione di Antonio Casoni rinnovarono il monistero. Prima in que, ,

navano, in settesolio o settizonio dai delle colonne dell'edilizio stesso. Si disse anco s. Luci/ in Orlhea, che anzi vuoisi il nome pi conveniente a questa chiesa, siccome derivano dal greco loggia ringhiera , o migliano , mentre appunto la chiesa era stata eretta sulle ringhiera de' colonnati. Essa era

vasta e magnifica, appartenendo al suo Cardinal diacono due rioni, cio


il

quarto

e
eli

il

nono.

voler far

menzione
nel
s.
i

alcuno

de' suoi

Cardi11

nali diaconi,

diremo che Celestino


Settisolio- Ridolfo

i44
1

fece Cardinale diacono di


in
,

Lucia

che
1

sta

chiesa
di
s.

si

celebrava

soltanto la

mor nel
la confer

168; Urbano

VI

nel i38

Lucia matrona romana vedova a' 16 settembre, ma ora vi si celebra anco la lesta di s. Lucia vergine e martire siracusana che cade a' 3 dicembre. In tal giorno ossia per la festa di s. Lucia vergine e martire, in ogni quadriennio il
festa
1

ad Angelo Maria da Sommariva, Cardinale camaldolese; Paolo III ne fece Cardinal diacono il e Gi Lisuo parente Jacopo Savelli lio III, nel i55r , cre Cardinale
;

Alessandro Campeggi
la

e gli confer

diaconia per titolo presbiterale.

senato

romano

fa

in questa chiesa

Trovandosi

questa

chiesa
il

su di

l'oblazione

d'un calice d'argento, e

un luogo
nio, vi

forte,

qual era

Setlizo-

di quattro torcie di cera.

S.

Lucia
septcni

nel cerchio, diaconia Car,

furono celebrati diversi sacri per l'elezione del Papa. E primieramente Vittore III, a'^4 magcomizi
,

dinalizia distrutta
viis 3

chiamala
3

in

gio

1086, giorno di Pentecoste,

ivi

in sepia soliis

in

fu creato Papa, sebbene qualche seri ts. Lucia in Forse vi sar slato dappresso un monistero, perch

septodio, in septizonio, ed in selli solio.

tore dica nella chiesa di


Selci detta in Oifea.

74
si

CHI
1

CHI
198, Innel

legge che agli 8 gennaio


III

gioniere

abbandon

l'

assedio

del

nocenzo

venne

eletto

Papa

mo-

Settizonio.

nistero al Settizonio al clivo di Scauro; che Gregorio IX a' 19 marzo 1227 fu


esaltato al pontificato nel monislero

Per
ni
lib.

dire ora qualche cosa del ceil

lebrato Settizonio, avverte

Nardi-

che Celestino IV venchiamato Sette ove dal soli, a' 1 settemhre ii\i senatore, e dai romani erano stati
di Settizonio, e

ne

eletto nel luogo

VI, cap. i5, reg. io, esserci stati diversi edifizi chiamati Setlizoni, uno de' quali sorgeva presso
le

terme

di

Tito. Quello di contro


s.

alla chiesa di
dall'

Gregorio fu eretto

rinchiusi

dieci

Cardinali.

Comech

imperatore Severo in prospetto


ingresso
in

possa anco interpretarsi stante la vicinanza del monistero di s. Gregorio,


nel quale
le

della via Appia, acciocch nel pri-

mo
me
Dice

Roma
da
che

fosse
,

ammimassi-

piuttosto

si

effettuarono

rato dalle nazioni straniere


dall'africana
il

d'Innocenzo III, Gregoe Celestino IV. Questo luogo rio IX si chiam pure Sette Soli, e i diverelezioni
si

lui
l'

soggiogata.
edifizio era

Baronio,

sostenuto da molti ordini di colonne, con altrettanti disliuti solii, ov-

ordini

dell' edifizio

Chiostri del

sole, perch si opina che la chiesa di s. Lucia prima fosse un tempio

vero

alzamenti

un'alta torre,
sa,

la

che sembrava quale successivachie-

dedicato ad A polline palatino, cio al Sole, e che poi dai primi Pontefici fosse convertito in uso sacro,
e a

mente andava diminuendo. La


che dicevasi di
era,
s.

Lucia

in septeni

soliis,
Io,

Lucia consacrato. tempio s magnifico, che


s.

Era quel
il

nella

come quella di s. Angesommit della mole Adrias.

Rosino,

na, o Castel

Angelo.
,

Ma

pegl' in-

Antiq. Rom. lib. II, cap. 7, lo chiam, donis opulentissimum, et opere magnifi,ce?itissimum. In questo tempio furono portate , per sacrificare alla statua d'Apollo, le sante vergini

cendi
l'

e terremoti

essendo ridotto

romane Martina
stimonianza che

e Prisca. Altra tel'edilizio fosse

luogo
sua

fortificato, in considerazione della

poche colonne con tre lo fece demolire servendosi de' materiali per altre fabbriche. Eccone la descrizione data da Giacomo Lauro nella sua erudita opera Splendore dell'antica Roma Il Settizonio fu cos detto da setedifizio

solii,

Sisto

forma

e
,

struttura

l'

abbiamo dal

Baronio e da Anastasio bibliotecario. Allorquando Enrico IV si rec in Roma nel 1084 col suo esercito dopo e coll'antipapa Clemente III
,

te ordini di colonne in altezza, uno sopra l'altro; ovvero dalle

>

sette

qualche

zone del mondo, avendone Chiamossi similitudine


.

dispose

aver distrutto le case de' Corsi, si ad abbattere con pi mac-

chine da guerra i Sette Solii , nei quali stava Rustico nipote del Pontefice
s.

Settodio dalla voce greca che si>* gnifica sette vie, che quivi d' in torno vi concorrevano. Non si sa a che effetto Severo imperatore fabbricasse cos magnifica mole. Alcuni pensarono, che lo facesse come un portico accanto il mou te palatino. Altri dissero che lo
facesse per suo sepolcro, sul co iniueiare della via Appia, ad eifet
to

Gregorio VI
riusc

ma

per

non

gli

che
in

gettare

a terra

alcune colonne nell'edilzio, perch

sovraggiunto

aiuto

di

Gregorio

VII Roberto Guiscardo, Enrico IV, per non essere ucciso, o latto pri-

che venendo

Roma

suoi

CHI
t*

CHI
si

75
Il

compatriolti dell'Africa
di

meravise-

avea qui
to

le

sue

officine.

Bernar-

gliassero

veder sepolto in
e

dini nella Descrizione del ripartimeli-

poltura cos magnifica e superba

de' Rioni di

un

loro concittadino

insieme

nedetto
di
s.

Roma, fatto da BeXIV, chiama questa chiesa

capital nemico principalmente del.

Lucia

ad

cjuatuor

portarum,

la citt

di Letta

di

cui aveva

alla

trionfato, ed anco sebbene

morto

qual denominazione Ridolfiao Venuti aggiunge et de serenats. Maria-

mettesse loro spavento , come lo aveva dato da vivo. Altri, come

Svetonio_, sono di parere che fosse


> prima fabbricato da Tito, ma che poi Severo lo terminasse e sei facesse suo. Stupiscono gli ar,

no Vasi, nel suo Itinerario di antica e moderna, t. I, p. 3i

Roma
i,

dice

che questo luogo anticamente chiamavasi Terento, donde forse poi la


chiesa prese
il

nome
si

della Tinta.

Il

nome
vicino

di

Terento
dal

vuole, cui

che

le

>*

chitetti

pi periti,
in s

come
1'

potessero

derivasse

consumo,
luogo

faceva

tanti ordini
Sostenersi
l'

grande altezza
altro
;

questo

la ripa del

uno sopra

perci furono di opinione alcuni,


si

che
>

chiamasse Settizonio
di colonne
di
sassi

non
,

dai sette ordini

ma

da sette

ordini

ampi e

larghi , che a guisa di zone cir condavano l'edifizio, e la diversi t delle pietre di esso ben da-

Tevere, dicendosi dai latini terere. Quivi dicono i poeti sbarc per la prima volta l'arcade Evandro. Nel sito medesimo, ove fu poi eretta la chiesa, anticamente eravi un altare dedicato a Dite, e a Proserpina, posto venti palmi sotto terra, come
agli

dei infernali

si

costumava.

Fu
della

va a conoscere , che erano state tolte da altri sontuosi edificii mol-'

eretto dai

romani in occasione
il

ai

to nella citt segnalati, e le sue

guerra cogli albani. Nell'anno 860 circa,


di

canonico

colonne medesime altre erano di porfido, altre di marmi diversi e scannellate


iconografica
edifizio,
'*.

questa chiesa Giovanni

Romanuce

cio, sotto
la chiesa

Papa

s.

Nicol I, riedific
alla

Finalmente
di

dalla

dedicata
s.

matrona

delineazione

questo

vedova romana
luogo
il

Lucia, in questo
il

di cui Sisto

lasci

me-

ov' essa

pat

martirio, ed
s.

moria fra
vaticana,

le pitture della biblioteca

cui corpo con quello di


,

Gemi-

sappiamo che ciascuno dei


i

niano
quivi

oltre

molte

altre

reliquie,

primi tre ordini,

quali erano rimasti

a tempo di quel Pontefice, era composto di trenta colonne


,

mentre

il

si venera. Tanto rilevasi da una lapide in carattere gotico, nella medesima esistente. Nicol I vi con-

quarto
ne,
il
,

si

componeva

di otto colon-

sesto di sei

e l'ultimo di cin-

di

que ma.

con
Il

una sontuosa e comoda


per
dell' edilizio

scala a spira per ascendere alla ci-

prospetto
,

che in progresso estinguersi. Essendosi per, nel iDJp, trasportata in questa chiesa una immagine di Maria Santissima, che era nella publa collegiata,

ferm

tempo and ad

era maestoso
S.

e ornato di statue.

blica strada, per le

molte grazie,

le

Lucia
ticl

della

Tinta, gi

quali
basilica

si

ricevevano da quelli, che la

i-ione

Campo Mai-o.

veneravano,

nuamente

Chiamasi quest'antica chiesa della Tinta, forse perch l'arte tintoria

e concorrendovi contipopolo ad appagare la sua divozione, ad accrescimento del suo culto, e del decoro della chiesa,
il

76

CHI
III
s.

CHI
salute degl'infermi, e dei
ss.

prima coll'approvazione di Paolo


vi fu istituita
la

Ivone,

confraternita di

Egidio,

Maria

degli Angeli

da alcuni carroz-

zieri, e

poi vi fu trasferita la colles.

giata eretta in
col titolo di
s.

Maria del Pianto


Codi,

Maria Regina
l'

dal pio cav. Orazio Ricci di Voghera,

con un Cardinale per protettore. L'aitar maggiore dedicato alla b. Vergine, e a s. Giuseppe, ha al di sopra a lettere d' oro 1' epigrafe Ave Regina Cazlorum. Di questa chiesa scrisse erue Ginnesio,
:

mantenendone
nel

istituzione nelle

dite notizie l'Alveri,

nella sua
1
,

Roma

forme
di

stabilite dal fondatore.

Quin-

in ogni stato, a pag. 8

e seg.

i58o

fu rifabbricata la chieS.

sa, che in seguito, a' 19 luglio 1616,

Luigi

francesi, gi parrocchia de'


s.

venne dichiarata
e siccome

basilica
il

da Paolo V,

nel rione

Eustachio.

stabili

juspati'onato di

sua famiglia su alcuni bendici, venne poi ornata dai principi Borghese. Va notato, che in seguito Paolo V avea stabilito, che la collegiata andasse a risiedere in una chiesa, cui egli voleva erigere presso il suo palazzo borghese,

Qui
alla

gi

era

una chiesa dedicala


Vergine,

beatissima
di

con

un

priorato

monaci benedettini ap-

parteneste all'abbazia di Farla in Sabina. A detta chiesa, oltre l'ospedale di s. Giacomo alle tenne
de'

avendo perci de-

Lombardi o Longobardi, era


unita
la

in

positalo ottanta mila scudi. Intanto


lece

perpetuo
s.

vicina

chiesa
cos

di

cambiare l'abito ai canonici ch'era rosso, quasi simile a quello


,

Salvatore in The.rmis,

detta

per essere stata edificata sulle rovine


delle

de' Cardinali

couecsse
di

loro

la

terme

di

tappa

colle
il

pelli
i

armellino;

ma

drine,

sino dalla

Nerone, o Alessanpi remota anti-

morto
palri.

Papa,

danari furono im-

chit, stimando l'Alveri,

come

dice

piegati per la chiesa di

Monte Cornsino
s. si

In questa chiesa risiedette la


de' carrozzieri

confraternita

che and
in

nella

chiesa

di

Maria
stabil

Campo

Carico, e poi vi

quella

de' cocchieri,

accennati ristauri,
pass

che oper gli e vi rimase finch


in

RidolOno Venuti , Roma moderna toni. II, pag. 6o5, che fosse consacrala da s. Silvestro I, e che san Gregorio I poi vi racchiudesse molte reliquie dentro il suo altare. Il Pan ciroli di parere, che quel Pontefice

lo consacrasse,

il

quale inoltre

s.

Maria

Cacabeiis.

Fu

concesse alla chiesa molle indulgenze,

pure parrocchia, la (piale per al Ir rest soppressa da Leone XII. Questo zelante Pontefice, considerando essere la chiesa molto piccola, e non proporzionata al grado di basilica

massime nella quaresima. Aggiungiamo collo stesso Panei,

roli

Tesori nascosti pag.


chiesa
si

questa

Salvatore della

y4$ che chiam ancora san piet (come anche


,

minore

trasfer
s.

il

capitolo
in

nella

per

chiesa di

Maria

monte Santo
dignit di
il

dicesi

(Fedi),
basilica,

la elev alla

Pontefice concesse la chiesa di s. Lucia all'arciconfraternita della Curia Romana, sotto il titolo di s. Maria
stesso

prendendo anco Regina Cceli. Quindi lo

nome

di

volgarmente forse perch ivi esisteva un piccolo tempio dedicato alla piet, che fu demolilo da Tuttora questa chiesa s. Silvestro I. unita a quella di s. Luigi de franla

sua

piccolezza
)

s.

Salvatorello

cesi.

In seguito
colf abbazia

la

nazione francese
di Farla

fece

una per-

CHI
muta
Ss.

CHI
s.

77
dell'altare

della chiesa

di

Maria, del
s.

co

il

coro,

la

cappella
di

Salvatore, e
coli'

dell'

ospedale di
nella

maggiore
dipinto

ricca

marmi,

stucchi

(iiacomo,
ospedale,

antica sua chiesa ed

e dorature, col quadro dell'Assunta


dal
di

che

possedeva
1'

via
di

Bassano,
s.

della Valle,
s.

sotto

invocazione

cappella

Matteo,

non che fa e morendo

Luigi IX,

re

di
s.

Francia.

Detta
dei
s.

poscia la chiesa

Maria

in Molinis,

nel i585 lasci molti beni pel suo abbellimento. Nel pontificato di Sisto

venne

data

alla

confraternita
la

V, ed
la

agli

8 ottobre i58g, ven-

credenzieri,

che

dedicarono a

ne

nuova chiesa

solennemente

Elena imperatrice.
Pontefice Sisto IV, nel 1478, approv tali permute, alla chiesa di s. Maria, e le aggiunse a
11

consacrata.

Sommo

La chiesa riusc magnifica e splendida di pitture, di bellissimi marmi,


stucchi

dorati

superbi

depositi
cappelle,

patroni

ss.

Dionigi

areopagita, e

sepolcrali.

Dieci

sono

le

Luigi
il

IX

re di Francia; dispose che

oltre quella dell'altare


vi
si

maggiore, e
sepol-

governo, e la cura della medesima, di s. Salvatore alle Terme, e


s.

ammirano
dei

monumenti
d'

crali

Cardinali

Ossat amba-

dell'ospedale di

Giacomo
;

de'

lomin-

sciatore

bardi, o longobardi, fosse esercitata


dai nazionali francesi

ed un e
s.

corpor alla chiesa di


poi prese
la

Maria, che

denominazione di san due parrocchie viciniori, cio di santo Andrea, e di san Benedetto a piazza Madama, la cui chiesa come la precedente pi non esiste. Quindi dai deputati francesi fu data ai notari della RoLuigi
de' francesi,
ta la

di Enrico IV a Clemente Vili, de la Grange, padre della regina di Polonia de la Tremouille, e de Bernis pur ambasciatori presso la Santa Sede, e per non dire d'altri, del celebre Angincourt. La cap,

pella

di

s.

Cecilia

si

distingue pel

quadro
quello
laterali,

copiato
di

da
,

Guido Reni su
e

R.aflfaello

pei

freschi

opere sublimi del Domeni-

chino,

che

vi

espresse

due

storie

detta

chiesa di

s.

Benedetto.

della santa.

La
di

decorazione interna

Poscia Giulio III, nel i553, vi un

della chiesa fu diretta dal cav.


rizet,
la

ancora la parrocchia di s. Nicol al palazzo de' Medici, avuta in custodia


dai domenicani.
di
s.

nave

Demezzo ornata di

rinvestimenti

di

diaspro di Sicilia,

Crescendo

la chiesa

e la volta fu colorita da

m.

JNatoire.

Luigi in isplendore ecclesiastico


culto divino,

La

facciata e prospetto esterno,

com-

pel

nonch per

l'ospi-

posta di travertini
dorico, e jonico,

con due ed
il

ordini

verso i connazionali, e per la cura degl'infermi costantemente praticate, Caterina de Medici, regina di Francia, don varie somme per
talit

disegno di Gia,

como

della

Porta

contiguo

grandioso palazzo fu architettato da


Carlo Bizzaccheri.
11

Ad

esso palazzo

una nuova chiesa pi nobile e vasta, ed un' isola di case vicine al palazzo da lei eretto sopra
1'

erezione

d'

fu gi unito l'ospedale pei nazionali.

la

Ijiesa di

s.

Salvatore alle Teline,

chiamato
nal

Madama, ed
Contarelli
il

verno. Concorsevi e/iandio

ora del goil Cardifrancese


di

Piazza nelle Opere Pie di Rotrattando a pag. 1 34 Dell'ospedale di s. Luigi de' francesi, dice che i pellegrini di tal nazione eb-

ma,

bero
presso
<-4(

in

Roma

ospizio

ricovero

Matteo

altre

chiese

sino
s.

dall'

anno
II!,

Moranes nell'Angi,

quale fabbri-

740

nel p ntificato di

Gregorio

78
Questa chiesa

CHI
di
s.

CHI
Luigi
officiata
ri

Nel mausoleo riposarono


di
s.

le

cene-

da dodici regi cappellani francesi, compreso il superiore. Vi si celebra la testa del giorno onomastico del
re de' francesi, e a's5 agosto quella di s. Lodovico IX re di Francia, con

ri

Elena, finch sotto Anasta-

sio

IV vennero trasportate a santa Maria d'Araceli. La magnifica urna


che
le
si

di porfido,

racchiudeva,

dal

detto Pontefice
silica

posta nella ba,

cappella
chiale,

Cardinalizia
la

(Fedi);

ma

latcranense per di lui sepoltura


nel

non ha guari
ch'era

sua cura parrocamministrata da un

e dipoi fu collocata
ticano.

museo

va-

cappellano, fu trasferita nella chiesa

Nella chiesa antica de' ss. Marcellino e Pietro, vi

Maddalena dei padri ministri degl'infermi. V. Ridolfi.no Venuti,


di
s.

l'indulgenza ple-

naria

prima
s.

eravi

la
I

staziono,
fece

Di

s.

Luigi de'francesi,

del suo

nella quale

Gregorio
I

un'onella

ospedale.

melia. Anastasio bibliotecario,


vita di
s.

S.

Macuto,
Curiali.

della confraternita dei

silica,

chiam badicendoci, che innanzi i due


Silvestro
la
ss.

V. Curia. Romana.
e

corpi de'

martiri ardeva balsamo.


la

SS.

Marcellino
s.

Pietro a

tor

Onorio I, nell'anno 625, ma venendo abbandonata


cursioni de' barbari, in

rifece,

nelle inal

Pignattara, e

Elesa

del

Ca-

uno

maurodeldiffi;

pitolo latcranense con

cura parrocchiale fuori di porta maggiore, nel rione Monti.

soleo di
vina, che
l'

s.

Elena, cadde in

tal
I

quando

s.

Nicol
gli

S58

voleva

l'istaurarla,

con

colt se ne

rinvennero
dice
il

avanzi

Nella via prenestina


nel
ci

o labicana
in

il

perch

Panciroli

erano

mi ter io di

s.

Tiburzio, Costanchiesa

stati trasportati in

Francia, o in
il

Ma-

tino fabbric

una

onoro
e-

stricht,

come
i

asserisce

Piazza nel
Marcelli-

de' ss. Marcellino prete, e Pietro


sorcista,

Menologio,

corpi

de' ss.

ed in sontuoso mausoleo fu seppellita l'imperatrice s. Elena sua madre, per cui fu anche chiamato Ccemeteriuin ad s. Helenam ad duos
lauros.

Tre miglia

fuori di tal por-

no e Pietro due anni avanti tal'epoca. In progresso di tempo accorse Urbano Vili a la munificenza di conservare la memoria dei due edii632 li restaufci, dappoich nel
r,

ta trovasi la

piccola
,

chiesa
cui

de'

ss.

erigendo
ss.

nel

sito

della

chiesa

Marcellino e Pietro

annesso

de'

martiri

una

cappella, che con-

quanto
di

ci

resta del

Elena. Gli avanzi

di

mausoleo di s. tal mausoleo


dal
detto

segn alla custodia del capitolo di s. Giovanni in Laterano. Venne poscia

forma

sferica,
alla

eretto

stabilito

il

parroco

pegli abita-

imperatore

madre, ne' bassi tempi servi ad uso di torre, per cui il luogo ritiene anche oggi il nome di
torre, dicendosi

tori

delle circostanti

campagne.

pignattara,

perch
epoca

Il pavimento di questa chiesa viene formato da frantumi di marmo tolti dalle catacombe contigue , alle

conforme a molti
ri

edifici dell'

costantiniana, nelle volte e nei

muaf-

sono vi molte olle o pignatte,

fine di rendere leggiere le volte,

ed a risparmio nella costruzione dei imi-

discende dal lato della saLeggesi sulla porta una memoria del 1769 del Cardinale Nereo Corsini, che ne rese agevole
quali
si

grestia.

l'adito.

Nei sotterranei della

chiesa

CHI
veggono gli avanzi del detto cimitero, o catacomba nobilissima ( Vedi), e vi s'indica il luogo ove fusi

CHI

79

Nell'anno 731, s. Gregorio III la ristaur dai fondamenti; s. Leone IV,


dell'

847,

vi pose le reliquie de' sette

due santi, nel 1779, ed in forma


rono sepolti
i

restaurato
di cappella.

fratelli

figliuoli

di

s.

Felicita,

come
reli-

pu
ivi
si

vedersi

dalla

nota
altri

delle

Ivi
ri

leggevasi l'elogio de'


scritto

due marti-

quie di quelli e di

santi

che

su tavole
il

Piazza

Damaso I, ed inciso di marmo, come riporta a p. 374 dell' Emerologio 3


da
s.

venerano, scritta in un antico


esistente nella

marmo
tate
le

chiesa

mede-

sima. In quel

marmo
de'

sono pure noss.

parlando de' due


ivi

santi,

la

cui

festa

reliquie

Marcellino
Scrisse

celebrasi a' 2

di giugno.

Dintor-

prete, e Pietro esorcista martiri ro-

no poi al mausoleo di s. Elena, si leggono varie antiche iscrizioni, incastrate nelle


pareti,

mani,
gli

titolari

della

chiesa.
di

atti
s.

del

martirio
I

questi
,

due

di

cui
,

tratta

santi,

Damaso
era
e

Papa
stato

A. Nibby nella descrizione


di questo
p.

che

fa

da
tra

fanciullo
i

che fino annoverato

monumento

nel

tom.

HI,

244

della erudita

Analisi

stori-

co-topografico-antiquaria de din torni


di

Roma.

della Chiesa Piomana. Aveva egli tutto appreso dalla bocca dello stesso carnefice Doroteo, che li martirizz, il quale gli confess puranco di aver veduto le
lettori

notari

Ss.

Marcellino

Pietro,

titolo

loro

anime volare

al

cielo.

Cardinalizio in cura delle

monalatera-

che carmelitane scalze, nel rione

Benedetto III, Papa dell' 855, ristaur il tetto della chiesa , e fece
il

Monti3 presso la
nense.

basilica

suo portico

che
II,

per

esiste.

Onorio

nel

non pi 1127, confer


al

questo titolo presbiterale


Nella valle, che divide cana, secondo
del
il

Cardi-

monte
declinar

Celio dal Quirinale, sulla via Labiil

Vasi, nel

pure questa chiesa l'istaurata da Alessandro IV, il quale solennemente la consanal Sigizzo Cianchetti.

Fu

IV
I

secolo,

da

Papa

s.

Siricio,
s.

fu eretta la chiesa, che sotto

Gre-

cr il lunedi dopo la seconda domenica di quaresima del 1 256. Qui

gorio

divenne

titolo

Cardinalizio.

appresso vuoisi che


nistero di

vi

fosse

un mo-

Quel
ziana,

Pontefice

vi

trasfer
s.

quello

monache,
s.

forse sotto l'in-

della distrutta chiesa di

Crescen-

vocazione di

Lucia,

l'immagine
fu dipin-

mentre nel sinodo romano celebrato da lui nell'anno 600 si


,

della quale col suo

nome

ta nella lcciata, o prospetto.


,

Certo
scri-

trova la sottoscrizione di no prete di questo titolo.

un
11

Albi-

che da questa chiesa, come


s.

medestazione

simo Pontefice
di

vi

pose

la

nel sabbaio della seconda settimana


ziato in

sua sesta omelia. Per la gran venerazione in cui si tenne questa chiesa denominata anche basilica, continuarono i Papi successori a recitarvi nel giorla

quaresima, avendo quel giorno

egli

pronun-

Gregorio di Tours , uscivano nelle pubbliche processioni le abbadesse con tutte le monache, le quali quivi si trattenevano, sinch veniva
ve
la

vece loro:
ss.

Omnes

abbatissae

cum

congregationibus suis egrediantur ab


ecclesia
tri
il

mart. Marcellini,
I.
,

cum

presb. regionis
di

et PeQuesto fu

primo rione
,

Roma

del quale
nel

no

della

stazione

le

sacre

omelie.

fu suddiacono

cio coadiutore

80
distribuire le
tro,

CHI
Hm osine, un
intitol
il

CITI
tal
s.

Pie-

sagro Collegio.

Lo

stesso

Benedetto

uomo

dottissimo, a cui

Ago-

XIV

slino nel

4 4
r

libro delle

deput il Cardinal litolare pr tempore, insieme a quello de' ss. A postoli, per giudice

otto questioni.

conservatore
d'

Uno
gli

de' maggiori

benefattori

di

della basilica di
sisi.

s.

Francesco

As-

questa cbiesa fu Giussano Casati de-

Anguisoni milanese, fatto nel 1281, da Martino IV prete Cardiquale con nale della medesima il
,

L' interno della chiesa vasto con

una

sola navata; vi sono de'


,

buoni
,

quadri

ed oltre
vi si

la

stazione

a'

splendidamente la restaur. Dipoi vi operarono dei l'istauri il Pontefice Paolo IV; ed il


pia

munificenza

giugno
titolari.

celebra

la festa de' santi

Giacomo Laderchi
con
:

scrisse

la

storia di questa chiesa

que-

Cardinal Mariano Pier-Benedetti,


tro titolare,

al-

sto titolo

Dissertatio

historica

de
et

che
vi

nel pontificato

di

sacris basilicis ss.


Petri,

mm.
e

Marcellini
nel
t.

Gregorio XIV,
niani di
dice
il

pose

frati agosti-

Romoe 1705;

VII

s.

Maria del Popolo, come


701, rinnov
tribuna, e fece di-

del

Tesoro delle antichit

ecclesia-

Panciroli a p.

stiche.

le pitture della

versi miglioramenti,
ti.

ed abbellimenin

S.

Marcello 3

ttolo

Cardinalizio
reli-

Lo

stesso fecero

appresso

gli

con parrocchia in cura de'


giosi serviti, nel rione

altri

titolari Cardinali

Boneompagni

Trevi.

arcivescovo di Bologna, e Francesco


Pignatelli.

Poscia

Clemente
che
il

XI

la

Nella via del Corso, presso

il

luo-

ripar in diverse parti, la isol, regolarizz


il

go ove

terreno

la

circon-

dava, vi fece rifiorire


e,

divin culto,

ad istanza del

p.
i

abbate

Eva

famoso tempio d' Iside exorata, s. Marcello PaI pa, nella casa della matrona romana s. Lucina, vedova di Falconio
ergevasi
il

vi pose nel

monaci maroniti di s. Antonio del Monte Libano fabbricando ancora il contiguo mo-

1707

Piniano, proconsole

dell'Asia, proni-

pote di Gallieno, fond una chiesa,

largamente dotata

di beni dalla stesil

nistero.
bertinij

Ma

Benedetto

XIV, Lami

sa santa, e nella quale

Pontefice

ch'era stato titolare di que-

esercit le funzioni e gli atti del suo

sta chiesa,

naci in
di
s.

prima trasfer un luogo presso


Mallei

detti

mo-

pontificato,
la

consacrolla e vi celebr
ci in

la

chiesa

messa.

Venuto

cognizione

Pietro in
dei duchi
,

Tineulis, ove era la

di
li

Massenzio tiranno di
s.

Roma,

esi-

villa

Paganica, e

poscia

con disegno del marchese Girolamo Teodoli, riedific dalle fondamenta la chiesa, ed a' 27 aprile del

Lucina dalla citt , e siccome gi avea precedentemente condannato il Pontefice a servire nella stalla

imperiale, ridusse la stessa chiesa

1754,

la

consacrare
chiesa, e

dal

solennemente Cardinal Vincenzo


fece
titolare,

in

una

stalla di
il

cavalli,

ovvero, co-

me

vuole

Panvinio, di bufali. S.

Maria Malvezzi
il

donando
lui

la

Marcello
ferti,

monistero, da

pure
dette

ingrandito, alle

monache carmelitatcresiane

I vi mor pegli slenti sof16 gennaio dell'anno 3og, e per opera di s. Lucina, e di Gio-

a'

ne
nal

scalze [Vedi), o

Ginnasie, perch fondate dal Cardi-

vanni prete della santa romana Chiesa, fu seppellito nel cimitero di Priscilla,

Domenico Ginnasi

decano del

donde poi da

s.

Pasquale

CHI
da lui edificata. Vinto per poco dopo l'empio Massenzio da Costantino^ il luofu ridonato go verso l'anno 3 20
fu trasferito a questa chiesa
,
,

CHI
varchia
opere.
,

8i
e in altre

sue prete di questo titolo era destinato per la sua resir


,

pag.

46

Il

Cardinal

denza
ufficii

alla

celebrazione
nella
,

dei

divini

con isplendore
Pontefice
s.

al

divino
I
,

culto

dal
de-

ebdomadari
s.

patriarcale

Silvestro

che

la

basilica di

Paolo

nel giorno di
,

dic al Salvatore. In seguito lo pose sotto


lo,
l'

venerd. S.
rio

Leone

III

s.

GregoNel

invocazione di
il

s.

Marcel-

IV

beneficarono

questa insigne
e donativi.

e vi assegn

titolo

Cardinali-

chiesa con privilegi

che anticamente appellatasi di Lucina seconda nella via Lata, per


zio,

palazzo contiguo

eravi la residenza

del titolare, dappoich, in esecuzio-

distinguerlo da
na.

s.

Lorenzo in Luci,

ne

de' sacri

canoni

Cardinali

ti-

Evvi chi sostiene


I,

che
i

s.

Mar-

tolari

dovevano
i

abitarvi dappresso,
ne' loro episcopii, e

cello

nel regolarizzare

venticin-

come
i

vescovi

que
sa.

titoli

Cardinalizi, comprendesse

parrochi

nelle
,

parrocchie
certo

Av-

nel loro

numero anche questa

chie-

venne

per

che

Cardinal

Alcuni dissero, che quivi, nel 555, fosse trasportato da Siracusa ove mor, il corpo di Papa Vigilio,

Anastasio, titolare di questa chiesa, ambizioso di ascendere la veneran-

da cattedra di

s.

Pietro,

stette

as-

ma
lala,

quello fu invece depositato nella


s.

chiesa di

Marcello nella

via Sa-

sente dal titolo per lo spazio di cinque anni, brigando nella corte del-

come racconta Marcellino Conanno


544 P a gal
I

l'imperatore Lotario
tefice

I.

II

santo Ponl'in-

te

all'

2C j6, e poi
le

Leone IV amorevolmente
fare
delle

venne portato
S.
s.

Vaticano.
celebr
gesta di
epitafio,

vit a
lo

ritorno alla sua chiesa,

Damaso
I
1'

minacci

censure ecclesia-

Marcello

con un

com-

pose

ofhzio del santo antecessore,

ed onor questa chiesa colla prerogativa della


stazione

pel mercoled
di

con sue per rimuoverlo, cio Nicol, Petronace, e Giovanni, e gli intim che dovesse trovarsi al Laterano pei
lettere
1

stiche, g' invi tre Cardinali

dopo
gorio
s.

la

quinta domenica

quares.

5 novembre 853, alla celebrazione


sinodo.

sima, ci che poi conferm


I.

Nel
I,
il
,

sinodo

Grecelebrato da

del

Ma

non dando verun

Gelasio

suo titolare Stefano

si

sottoscrisse

Stephanus presbyt.
titillo

scomunicato, ed imperversando sempre pi, pot alla morte di s. Leone IV, col favore
degli

ascolto,

fu dal sinodo

Cardnalis in
iyris Marcelli.

s.

Ciristi
I

mardesti-

ambasciatori

imperiali

S.

Gregorio

nell'855, divenire antipapa. Sostenne


lo scisma per

n questa chiesa per le votive processioni da esso ordinate, ancor prima che fosse promosso al pontificato
,

due mesi e giorni con-

nell'interregno
scorge
la

di

Pelagio II,
;

per cagione della pestilenza


si

dal che

sin

da

quell'

epoca
le

qual

fosse

divozione del popolo romaessa.


si

no per
che
ivi

Molte sono
santi
il

reliquie

Benedetto III, cui empiamente. Tuttavolta, venendo abbandonato dagli ambasciatori e da tutti fugg e torn a Roma, e dopo tredici anni fu assoluto, riconciliato da Nicol I, e comunicato tra i laici da Adriano II
tro
il

legittimo

vilipese

venerano, delle quali, in


in
essa
esisten-

nella

di

lui

consacrazione.
di
I,

uno
ti,

ai

corpi

Altri benefattori
sa

questa chieIII

fa

menzione
\
'

Piazza nella

Cc-

furono Adriano

;
.

xil

Clemente 6

Sa
e

II

di I
ligiosi

Clemente V. Non deve poi tacersi quanto narra il Martinelli nella sua Roma Ethnica sacra, citau-

serviti

vanni

con disegno di GioSansovino la riedificarono


,
,

colle limosiue de' fedeli

particolar-

do

l'autorit

dell'

Ordine
di
s.

romaAndrea,
cura di

mente
sani
,

di

monsignor Ascanio Paridatario


e

no, cio che nel vicino palazzo eravi

allora

vescovo

di

un monistero con monache


bianco,
e

detto
le

quali vestivano di
la

Rimini, e poscia fatto Cardinale da Paolo III. Fu prodigio stupendo

che avevano

che nelle rovine


illeso
il ss.

non
si

solo rimase
si

nutrire alcuni candidi agnelli senza

Crocefisso che

venerava,

veruna macchia. Nella domenica in Albis si conducevano essi nella basilica vaticana, e nel tempo, in cui camavasi nella messa i 'Agnus Dei,
si

venera in una cappella ma si trov la sua lampada ardergli innanzi ancora accesa. E a notarsi, che in detta riedificazioe

anche

oggid

lasciavano correre
e forse
i

intorno

l'alta-

ne, la porta eh' era


eretta

principale
ss.

della chiesa,

re,

della

loro lana forma-

verso

Apostoli, fu in vece

Questa chiesa fu pricon arciprete, , e dieci canonici ; ebbe soggette diciannove chiese molte delle quali erano parrocchie, come si pu vedere nel Piazza, Gerarchia , pag. 461. Continu ad essere collegiata, con rinomata biblioteca celebrata dal T01 ligio, Grotte vatc. pag. 2,
vausi
pallii.

dalla parte del corso.


della

Dal mipreserorigi-

ma

una

collegiata

racoloso avvenimento

vazione del

ss.

Crocefisso,

ebbe
s.

ne
11

la

celebre e nobile arciconfraterdel


ss.

ita

Crocefisso di

Marcelsi

lo

(Vedi). Nel

161 3

fu

ridotta la

sua cappella nel modo, che


mira.
I

am-

serviti riedificarono

citato

dallo

stesso

Piazza, sino

al

tiguo convento,

pure il concon architettura di


facendovi successinel chiostro
i

i36o, circa,

nel qual

anno

coll'as-

Antonio Casoni,
tratti

senso del Cardinal Androino

de

la
i

vamente dipingere
dei

ri11

Roche

titolare

trasferiti

altrove

Cardinali
In

dell'Ordine.

canonici, fu data la chiesa, colla ca-

Pontefice Clemente
le

VII

don loro
venne

Servi di Maria

nonica e sue ragioni, all'Ordine dei chiamati comune,

case

annesse.

seguito

fabbricala dai fratelli e dalle sorelle


della divozione de'selte dolori e co-

mente

serviti

(Vedi),
i

de' quali

il

detto Cardinale era pure protettore.

roncina della
fica

b.

Vergine,
,

la

magni-

Poco

dipoi

ivi

medesimi
di
festa

religiosi

introdussero

la

divozione alla b. Ver,

gine addolorata

cui

si

celebra

solennemente

la

con processio-

ne e ottavario nella terza domenica di settembre. Gregorio XI approv


la

concorrendovi particolarmente Domitilla Cesi. Nel i562 la dot il pio prelato Matteo Grifoni, e nel 1607 termin di abbellirla il cav. Gio. Matteo suo pasua
cappella
rente.
il

Prima

di quest'epoca,

e verso

soppressione della collegiata, e lo


de' serviti
nella chiesa
t.

stabilimento
di
s.

Marcello. Ridolfo Venuti,

I,

pag.

266

dice che l'arciprete del-

i5g7, monsignor Giulio Vitelli, decano de' chierici di camera, rifece l'altare maggiore, la tribuna con begli stucchi messi a oro, e con pitture,
il

l'estinto

capitolo era Cardinale. Nel


di

non che
scia
il

vago

soffitto

dorato. Po-

Leone X, per vecchiezza e per un incendio cadde la chiesa ai 2 3 maggio 5 9, e i repontificato


1 j

prelato Cataldi

Boncompagni

eresse

prospetto

con travertini la facciata o esterno, con disegno di

CHI
Fontana. Decorata questa facciata da un bassorilievo di stucco, in cui il Raggi rappresent s. FiCarlo
lippo Benizi, e da sei statue di trario

CIII
XIII nel darle
il

83
per
titolare nel

i583
stagna

Cardinal Giambattista Caquale, nel

il

1590, fu eletto

vertino del Cavallini.

Papa col nome di Urbano VII. Va poi rammentato, che in essa, ai iG


gennaio,
si

L' interno
di

della

chiesa

dieci

vasto,

celebra

la

festa di

san

una

sola navata,
oltre
l'aliare

con
di

cap-

Marcello
tutte
le

I,

che

la

stazione
si

nel

pelle,
lato.

principale iso-

giorno suindicato, e che


feste

celebrano

Essa

ricca

marini

di
in-

della
della

b.

Vergine Ad-

dipinti, e di depositi di
teressanti.

marmo

dolorata,
cui

ne,
latto

meritano menzioquello del Cardinal Cenniui dal de Rossi; del Cardinal


essi

Tra

Ss. Croce, nella 14 settembre, vi cappella Cardinalizia [Fedi). 11 magistrato romano per la festa

esaltazione, ai

Fabrizio Paolucci nella sua cappella,


di

di

s.

Filippo

Benizi,

Pietro Bracci;

del

Cardinal Gi-

fondatori
di argento,

de' serviti,

uno de' sette ad ogni qua-

dipinto

rolamo Dandiui, il cui ritratto vuoisi da Pellegrino da Modena,


e senza far
voli

driennio fa l'oblazione di
e
di

un

calice

di quattro
s.

torcie,

memoria

d'altri

pregiedi

per quella
ri
,

per

la

loro antichit,

come

somministra

Giuliana Falconieogni anno quattro

Pictio Giglio, e Tarquinio Arcangelo,

torcie.

scultore
scolp

diremo da ultimo, che il valente padovano Rinaldo Rinaldi


quello,
il

S.

Marco,
Pigna.

collegiata,

l'itolo

Cardi-

quale
al

racchiude
pi.

le

nalizio, con parrocchia nel rione

ceneri del Cardinal Ercole Consahi,

nome
elogio.

equivalente

splendido

Questo
nalizio de'

titolo
ss.

presbiterale

Cardie

IV, nel 1478, con breve apostolico, un la parrocchia di san Nicola in Arcione ai religiosi serviti
Sisto nella

Marco

evangelista,
,

Marco Papa,

fu detto cos

perch

chiesa di
di

s.

Marcello;
,

ma

nel

pontificato

Urbano Vili

e per

venne dal secondo eretto quello che venuto con s. Pietro, ad istanza

al

primo,

come
ni,

in
de'

Roma
roma-

decreto della sagra visita de' 23 febbraio 1641

scrisse l'evangelo

in

latino.

Fu

ne furono rimossi. Indi Papa Innocenzo X, con breve dei


j

detto

ad

Palatinas

Palacinas

come
stasio,

di frequente lo

chiama l'Ana-

20 marzo 1648, l'eresse in perpetua vicaria, da doversi amministrare da un sacerdote secolare. Finalmente
Benedetto XIII,

ovvero ad Porticus Palatinas, perch in questo sito erano i bagni pubblici, come spieg il Fulvio
svili'

con chirografo dei 6 marzo 1729, che conferm ai 22 di detto mese colla costituzione
,

autorit di Cicerone, nell'odi cui parla

razione fatta pr Roselo, o dai portici

palatini,

il

Panci-

Expo ni
Ioni.
ligiosi

nobis,

presso

il

Ball.

Rom.

roli,

Tesori nascosti, p.
il

444j men-

XII, pag. 364,


la

restitu ai recoli'

tre

parrocchia,

obbligo di

sa fu delta

pagare l'annua somma di scudi trecento quaranta al vicario curato di


allora, Girolamo Amato Calbini. Onesta chiesa fu onorata da Grego-

che questa chieet in Piatinis. Si raccoglie da s. Gregorio 1, che quivi fosse una pubblica taberna, situata presso Palacinas, et Sal-

Venuti

dice,

ad

Platinas,

gamum,

la

quale insieme col

detto

84 Salgamo
alle

CHI
era poco distante,
vicino
ta settimana
di

Clll
quaresima, l'altra
di
s.

terme Agrippine,
11

verso l'arco

nel giorno della festa


evangelista a' 2 5

Marco
quale
in cui

della ciambella.

vocabolo
s.

Salga-

aprile,

nel

mo,

di cui

fa

menzione

Gregoil

giorno, sino dall'anno 5gi,


s.

rio I, secondo il Macri, luogo ove si custodivano


stibili

significa
i

Gregorio

istitu

le litanie

magclero

commeeziandio
eccle-

giori

o rogazioni
si

per

la

cessazione
il

salati

e conditi.

Fu
i

della peste,
di

aduna tutto

usato
siastici,

questo

vocabolo

dagli

per significale

donativi

Roma, per recarsi processionalmente alla basilica vaticana, dove


anticamente
s. il
il

distribuiti dai vescovi al

popolo nel
cibi,
i

Cardinal titolare
i

di

giorno della loro consacrazione, consistenti

Marco,
servizio

in tutti

venerd

faceva

in danari, vesti e

per

ebdomadario,
papale.

assistendo

cui Salgamari furono detti

distri-

a' divini

uffizi,

e celebrando la mes-

butori di

essi.

sa
sosten-

sull'altare

L' Anastasio
di
s.

Molti scrittori ecclesiastici

chiama questa chiesa


col

Marco

gono, che
sa,
l'

la chiesa

e collegiata insia

signe di san

Marco,
s.

quella stes,

che

eresse

Marco

Papa

del-

nome di basilica. Da una lettera scritta da Adriano I a Carlo Magno si rileva quanto era celebre questa
pe' suoi
ci.

anno 336, col rendere pi grande un oratorio, che esisteva nella

chiesa

anco
an-

ornamenti, pitture e mosaiil

casa di certo Claudio


lare,

uomo
che
in

consoabitasse
nella

Racconta poi

Baronio,
I,
il

all'

ed ove
il

si

vuole

no 772, che Adriano


pli,
il

quale era
1'
,

eziandio

santo

evangelista

stato titolare di questa chiesa

amed

memorata sua venuta quel luogo nel tempo


cuzioni
i

Roma. In
perse-

benefic, e

mun

di portici,

delle

Martinelli aggiunge, che tanta pre-

si

ritiravano

nascostamente
ai

dilezione le dimostr quel Pontefice

fedeli

per assistere
s.

divini

uffi-

per esservi

stato
al

elevato, istruito, e
servizio

zi,

ed

ivi

Marco

stesso

fu

ordi-

forse addetto

divino

nato prete. Divenuto quel santo Sommo Pontefice, dedic all'evangelista s.

per averla frequentata da giovinetto, poicb avea


te.

la

sua casa poco distanI

Marco
tore

la chiesa, alla

Costantino

quale l'imperaoffr molti preziosi


ri-

Adriano in gran parte, secondo


stesso

Lo

la la

rinnov
sua nota

donativi per maggiormente farvi

munificenza, vi fece
gento, e ristaur
calici
il
i

sei

archi d'ararredi, e
i

splendere

divin culto, con rendite e possessioni pel mantenimento dei


il

sacri

ministeriali, co' quali,

suoi ministri; fece

il

perch

s.

Damaso
del

rito
il

menzione
s.

distinta della medesi-

polo

secondo di allora, distribuivasi al poprezioso sangue di Cristo.


sufficiente al zelan-

ma;
sotto

e nel sinodo

romano
,

494
prete

Non sembrando
te Pontefice
l'

Gelasio

si

sottoscrissero

uffiziatura

di

quella
s.

Cipriano ed Abbondio,
del titolo di
s.

l'uno

chiesa,

rifece

il

monastero di
(

Lo-

nel titolo

Marco, l'altro prete medesimo. Altrettanto si

renzo in ov' ora

Palatinis
il

forse

esistente

palazzo Altieri), e l'un


s.

legge nel sinodo del

Papa
s.

s.

Sim-

all'altro vicino di

Stefano, detto
si

Gregorio I sono sottoscritti Stefano ed Andrea. Lo stesso s. Gregorio I vi pose due


e in
stazioni,

maco,

quello di

poi del Cacco, che

Bamnda,
ambedue

ed obblig
alla

chiamava monaci i
di

in di
s.

chiesa e titolo

una nel luned

della qar-

Marco, per salmeggiare,

e cantarvi

CHI
i

CHI
come
si

85

divini

uffici

senza interruzione, pr
espri-

requie anirnae suae 3

me

l'Anastasio, facendo di ci
le

menGre-

per n' era titolare il Cardinal Rolando Bandinelli poi glorioso Alessandro III sum mentovato, la chiesa
,

zione

bolle di

Leone
III.

III

gorio IV, e Benedetto

Nel qual

modo
S.

vuoisi

che avesse
I

origine la

Marco fu arricchita nel pontiEugenio III, del venerando corpo del Pontefice s. Marco suo
di
s.

ficato di

collegiata.

fondatore. Primieramente a sapersi,

Pasquale

cre
s. il

prete Cardi-

che quando

egli

mor
nel
via
1

a' 7

ottobre

nale del titolo di

nobile romano,
di

Marco, Gregorio quale col nome

336,

fu

sepolto

cimiterio di

santa Balbina nella

Ardeatina,

Gregorio IV, nell'827, fu elevato alla veneranda cattedra apostolica. Fu egli sollecito di rinnovare splendidamente, e sino da' fondamenti la
chiesa,
saici,
1'

dove a caso nell'anno 080, regnando s. Gregorio VII fu ritrovato da


,

alcuni,

quali penetrarono nel detto

l'abbell,

rinnov
il

mo-

che tuttora esistono. Essi nelSalvatore,

abside rappresentano
gli

Si recarono essi subito a darne avviso all'arciprete Benedetto, e a quelli che ufficiavano la collegiata, ma essi nella credenza di gi

cimiterio.

emblemi
s.
il

degli evangeli; a des.

possederlo nella loro chiesa,

non

die-

stra
lista,

Feliciano,

Marco evange-

medesimo Gregorio IV colla mano, venendone considerato come secondo fondatore, colchiesa in

dero loro ascolto ; se non che una pia matrona, moglie di Teobaldo, si-

gnore
nella

del

castello

di

s.

Silvestro
di

campagna,
di

bramosa

fare
de'
ss.

Y aureola
il

che

fa

(Vedi), quadro conoscere, che


viveva;
a
s.

sul capo,

acquisto

qualche
detti

reliquia

fu

fatto
il

martiri, ricevette, mediante

un comil

mentre
Pontefice
s.

egli
s.

sinistra

penso, dai

ritrovatori

cor-

Marco,
Sotto
si

Agnese.

Agapito, e vede il mistico


dodici
agnelli,
di Betlemme, Gerusalemme,

po
fu

Marco Papa, che da essa collocato in una chiesa, cui apdi


s.

agnello,

con

altri

da una parte
e
ni,

la

citt

positamente fabbric nel suo castello. Venuta la cosa a cognizione dell'arciprete, ed provarono
altri
essi

dall'altra la citt di
sotto
si

della collegiata,

ne

leggono

dei

versi

lati-

un profondo dolore
le

l'autore de'quali prega con essi

per aver
suddetti

disprezzato
ritrovatori.

offerte dei

a Gregorio

IV prospera
il

lunga

vi-

ta, mediante

patrocinio del santo,

tanto dalla

Andarono perpia matrona per tentar-

cui dedicata la chiesa.


Neil'

ne
le
s.

l'

acquisto,

ma

nulla

giovarono

anno 867 divenne Papa Agi Cardinal prete di

preghiere e le minaccie.

N and
tempo

driano II,
nali

guari che essendo morta la menzio-

Marco; e successivamente da Cardititolari di

nata signora, in progresso di


i

questa chiesa, furono


pontificato
11
,

di lei figli
II,

si

ribellarono a Pasquamilizie
il

sublimali
nel

al

nel

o,56

le

che

dalle

pontificie

Giovanni XII, nel


II,

43 Celestino
III,

fece
gli

distruggere
abitanti

castello,

mentre
salvo
il

ii5g

Alessandro

nel

portarono

in

124.1

Celestino IV;

ed

il

Cardinal

Pietro Peregrossi titolare, nel 1288,

don pana

a questa sua chiesa

una camlibbre,
la

del

peso
fino

di
al

1800

corpo di s. Marco nel castello di Giuliano nella diocesi di Velletri. s. Quel corpo fu posto dal Cardinal Leone, vescovo di quella diocesi,
nella chiesa parrocchiale di
s.

quale dur

17 35.

Mentre

Vito,

86

CHI
buna
co,
il
,

CIII
e vi fece o rinnov
il

che dichiar la prima dopo la cattedrale. Finalmente nel i i5o, sotto Eugenio III, in un fatto d'armi tra
del castello di s. Giuliano, romani, questi e massime quelli della parrocchia di s. Marco, involarono il corpo del santo Pontefice , e solennemente venne riposto in questa sua chiesa ove si venera sotto
i

porti-

che gi esistesse secondo l'antico rito, perch servisse


pei penitenti, detto perci locu.s fletitiiun.

quale vuoisi

conti
i

Sopra quel portico


fece

il

suddetto
la

Pontefice
di

costruire

loggia
essa
la

travertini

per
la

dare

da
al

benedizione
dalla quale

apostolica

popolo,
i

diedero
in

anco
il

Papi

l'altare

maggiore,
di

entro
bigio.

un'urna
Molte poi che posle

suoi

successori,

tutto

tempo
palazzo

antica

granito

che
sotto

abitarono
di

nell'annesso
cui

sono
corpi

le

preziose

reliquie,
fra

apostolico,

parleremo.
tale

Ma

siede questa

chiesa,
ss.

quali

Clemente
ali

NIV
chiusi
II,

loggia fu

de' persiani
di
s.

Abdon,
di

e Senali ri

concessi

ambasciatore veneto, e
i

nen,
santi,

Ermete, e
Marco,
e

molti

perci

furono

suoi

archi.

non che
s.

le reliquie

dell'evan-

Avendo Paolo
nacquero
gli

nel

i4b8, pub-

gelista

quella
del

insigne

blicata la pace co' principi d'Italia,

del

velo

inzuppato

sangue ed
dal
sacro

pure

alcune difficolt fra


il

acqua,
tacersi,

,che

scaturirono
Cristo.

ambasciatori, per cui

Pontefice

costato di
in questa
ciullo gi

N deve <pii che predicando s. Domenico


chiesa,

Ges

nella

messa
al
si

solenne,
s.

che

celebr
volle

quivi nel giorno di

Marco,

resuscit

un fan-

che
loro
tefice

segno della
riconciliassero.

pace,

tutti

tra

morto,

che

la

madre

a-

Lo

stesso

Pon-

vea lasciato in casa per


dirare.

udirlo pre-

dalle

terme
s.

di

Tito trasporti)

sulla

piazza di

Marco una conca


Il

Innocenzo

VII,

nel

i^o5

fece

di

granito, che poi Paolo III colloc

Cardinale prete di s. Marco, Angelo Corraro veneto, il quale nell'anno seguente gli successe col nome di

sulla piazza Farnese.

vasto palaz-

Gregorio XII. II di lui nipote <.\briele Condulmieri patrizio veneto, fu pure titolare di s. Marco, e nel i43 1 divenne Papa col nome di
,

avea cominciato da Cardinale, contiguo alla chiesa gi appartenente a' suoi titolari, fu compito
zo,

che

da Paolo
con
dei

II,

nel suo pontificato, e

solenne

cavalcata

si

rec

ad

abitarlo, facendo per la gioia correre


palili.

Eugenio IV. Il successore, che fu Nicol V, vedendo 1' Italia afflitta da guerre e da pestilenze, in solenne processione, e a piedi scalzi, a'?.*, aprile i/p}, si rec dilla chiesa di
s.

Incominci

il

corridore

coperto, che poi termin Paolo III,

per dargli
pontificio

comunicazione colf altro


palazzo di Araceli,
in

tanto

per passare a quella chiesa, quanto

Marco

alla basilica

vaticana.

Pie-

per

sicurezza

qualche
II

sinistro

tro Barbo,
di

pur veneziano

e nipote

evento. Siccome da Paolo

Eugenio IV, da Cardinale prete

di

s. Marco nel i4^i, fu eletto Papa col nome di Paolo II. Siccome d'animo grande e zelante del decoro delle chiese, non solo abbell vagamente questo titolo, ma si pu

dire che lo rifabbric tranne la

tri-

sino a Paolo V, eletto nel i6o5, nel palazzo di s. Marco [Vedi) abitarono diversi Pontefici, che celebrarono eziandio nella contigua chiesa molte sacre funzioni, cos le loro bolle, e brevi portano la data cipud s. Marcum. Non deve poi tacersi, che in

chi
questa chiesa
tica

cui
privilegio ai

87
dell'

sedia di
stata

conservava un' anmarmo, la quale vuoisi


si

guardiani

arcicon-

fraternit del Ss. Salvatore

ad Sanciti

essere
lieo
no

nel coro

secondo

l'

an-

uso
essa,

delle

basiliche.

Sedevano
i

massime
posta
Io

nelle stazioni,
chi

sommi
averla

Pontefici.
ivi

V'ha

suppone

stesso

Papa san

Sanctorum. Le quali disposizioni il Cardinal Lorenzo Cibo, nipote d'Innocenzo Vili, e titolare di s. Cecilia fece convalidare, con bolla dei 17 ottobre i4 c )9> ^ a Alessandro VI,
il

Marco,
zione.

ed
II

avervi

seduto;

ma
II
i

di

quale di ci

era

stato supplicato

questa sedia torneremo a fare men-

anco dal Cardinal Antoniotto Pallavicini

medesimo Paolo
della chiesa

tolse

titolare di

s.

Prassede.

Chiacappel-

dall'uffiziattira

monaci

mansi Innocenziane
Ianie dal

queste

benedettini, e v'istitu
nella

la collegiata,

loro fondatore, ed
gli

il
i

Piazprivi-

che i suoi successori sino al menzionato Paolo V, celebrarono anco la quotidiana


quale
tanto
egli

za ne riporta
legi

obblighi, e

nunziatura palatina, coi cantori pontificii.

Nello stesso palazzo eravi an-

a pag. 4^0 della Gerarchia. Questa chiesa parrocchiale una delle vicarie perpetue, e la cura viene esercitata da un canonico,
prescelto dal capitolo

che l'abitazione pei canonici, ed in esso mor Gregorio XIV, si fecero


molti concistori,
sovrani,
e
si si

che presentasi
dinal vicario.
la
ina

al

in una terna, medesimo dal Car-

ricevettero diversi
gli

Come
fu

chiesa matrice,
in

trattarono

affari

parrocchia
soppresse.

seguito in-

della Chiesa universale. Pio IV, che

grandita dalle parrocchie delle chiese


filiali

pure

lo abit,

ne destin parte pel

Nella

sua paril

Cardinal titolare, e parte per Tarnbasciatore della repubblica di Venela dalla quale essendone passata
,

rocchi a le giurisdizione

comprende
i

Campidoglio;
tori

il

perch

conservacalice di

di

Roma
con

offrono

un

la

propriet

nelP impero austriaco,

argento,

quattro torcie di cera


del
il

vi risiede l'ambasciatore di quella potenza presso la santa Sede.

per

la

processione
di

Corpus Dosenatore,
e
il

mini cui interviene


conservatori
de' caporioni
colle

coi

Dal pontificato d'Innocenzo Vili


il

Roma,
e
i

priore

Cardinal

titolare

di

questa chie-

insegne de'

XIV

unitamente e coli' alternativa di quello di s. Prassede (ed in caso di vacanza o di assenza oltre due
sa,
,

rioni della citt,


al

ministri addetti
capitolina,

tribunale,

camera

Ha

inoltre questa chiesa alcune capdi juspatronato.


Il

diete dalla corte

romana,

di

questi

pellame anche
pitolo

ca-

due

titolari,

succede quello di santa


Inla collazione del-

Cecilia di cui era stato titolare

nocenzo VIII), gode


le

composto di dieci canonici, divisi nei due ordini presbiterale, e diaconale, con alcuni cappellani benefciati,

quattro cappellanie

di

morire
di
b.

istituite prima da Innocenzo Vili nella

basilica

s.

Pietro,

nella
la

cappella

e cappellani corali; i primi seconsono di nomina dei patroni, di del capitolo. I canonici sono noi

della

Vergine, e per
maggiori,

custodia

delle reliquie

come quello
s.

minati dal Cardinal titolare, meno gli affetti alla santa Sede; hanno il
distintivo dell' almuzia,
chi
i

che aveva donato alla detta basilica,


la

e vari anti-

sacra

lancia,

e la testa di

An-

privilegi

accordali dai Papi, fra

drea apostolo.
di
tal

Ed

in
si

caso di difetto

quali quello della bugia ordinaria-

collazione,

devolve

simile

mente,

quello

del

canone nelle

88

CHI
ne
di porfido,

CHI
che sorreggevano il due baldacchino dell'altare, sotto archi laterali che sovrastano l' altare stesso; altrettanti abbellimenti
i ,

messe solenni; e questi privilegi li usano eziandio nel circondario della


parrocchia, nelle chiese
liliali,

e in

quelle di loro juspatronato.

Fra

Cardinali titolari benefattori,


il

fece

nella

eappella

del

Ss.

Sacra-

va rammentato

celebre

Agostino

Valerio nobile veneziano, della qual Dazione molti sono pure stati Cari

mento, fece dipingere i quadri della nave grande, e accomod 1 ingresso


della chiesa,
il

erigendovi due coretti,

dinali titolari.
al

Annoverato il Valerio sagro Collegio da Gregorio XIII,


i

tutto

per

mezzo

degli

architetti

pose nel coro


gliati

sedili

di
il

noce intacoro mementovare


fu

Orazio Turriani, e Filippo Barigioni. Dipoi Clemente XIII, Rezzom'ro,


veneziano, avendo nel

pei canonici,
di

orn
di

desimo
altre

pitture, senza

cato

solennemente

il

1761 beatifiGregorio b.

beneficenze,
la

cui

largo
il

Barbarigo, gi Cardinale titolare di


questa chiesa, in questa chiesa

per

divozione, che aveva verso


evangelista,
principal

me-

santo

patro-

desima eresse a
la

di

lui

onore, e per
bellissima

no

rito

sua repubblica. Benemene fu prima di lui pure il Cardinal veneto Domenico Grimani, il quale dopo averla abbellita eli pitdella ture, e avervi
rifatto
gli
il

propria

famiglia
col

una
del

cappella,

basso
il

pavimento,

fa

beato in quadriennio magistrato romano a' 20 giugno, per questo beato la offerta d'un
rilievo.

quadro
In

ogni

mor nel i52 3. Fra


veneti poi, che
si

ambasciatori

distinsero nella cura,

e nello splendore di essa chiesa, pi di


tutti si deve ricordare Nicol Sagrcdo nobile veneziano, il quale la ridusse

a miglior forma

coli'
il

opera del cav.


capitolo,

Fontana.

Perci
eresse

nel
e

1607,

gli

un' onorevole

calice d'argento, con torcie di cera. Finalmente il Cardinal Ercolani titolare si dimostr generoso e magnifico con questa sua chiesa, per le molte cose, che ridusse in miglior forma, e fece di nuovo. Fra es>e si nota una superba mula di candelieri con croce di legno ben

marmorea
sublimato
boni,
di
s.

iscrizione.
al

Nel

1689

fu

intagliata
la

per

l'altare

principale,

pontificio triregno

l'al-

tro veneziano Alessandro Vili, Otto-

ch'era stato prete Cardinale Marco, ed anch'esso si mostr amorevole coli' antico suo titolo,
chiuse
il

un sontuoso organo, il quale vuoisi uno de' migliori di Roma. In morte volle quivi essere
cantoria, ed

sepolto.

Questa
piazza, che

chiesa

portico con cancelli di feralla

da

essa

ro

don

chiesa

varii

ricchi

paramenti

sacri,

gi appartenuti alla

ove da un lato tua, che pare il

ha innanzi una prende il nome, evvi la famosa stacolosso di una don-

sua cappella Cardinalizia. Il Cardinal Angelo Maria Quirini veneziano,


altro titolare, fece di

nuovo

l'

altare

principale
coli'

che gi avea restaurato architettura di Michelangelo


,

Specchi;

rivesti

tutta

la

tribuna e

l'abside di rari
stra, e scale di
dili del

marmi, con balaumarmo, rifece sei

coro, pose

le

quattro colon-

na chiamata madama Lucrezia. 11 popolo imbellett, ed orn quel colosso nell'occasione in che si celebr qualche festa nella chiesa di s. Marco, e dai satirici si fece pi volte parlare nelle famigerate ed argute pasquinate romane. Il Cancellieri, nel suo Mercato, a pag. 160 ed altrove, ci d di questo antico
,

CHI
simulacro erudite notizie. Anzi nella
eletta lo
il

CHI
Di presente per
sacri
crali
olii.
i

vi

si

conservano

opera racconta, che sotto PaoIV a' 20 settembre 1 557, perch Tevere aveva inondato piazza Sail

Fra monumenti sepolvanno rammentati i depositi


Cardinal Capranica
veneziani
,

del
nali

dei

Cardie

vona,
di
s.

mercato
;

si

fece nella piazza


i

Bragadino,

Pisani

Marco

che

canonici

di

Widmann,
Cardinal

titolari

della chiesa, del

questa chiesa regalarono


la

a Pio VI
nel

biga circense, che


sedia,
di cui

si

ammira
di

museo
ca

vaticano, la quale era l'anti-

Pietro Basadonna egualmente veneto, e, senza dire di altri, di Leonardo Pesaro ambasciatore della sua

facemmo
il

sopra

patria Venezia

ope-

menzione,
stino
"\

e che

Cardinal Agotolta
si

ra
ta
sta

alerio aveva

dal coro.

Canova. Finalmente merispecial menzione il tetto di quedi

Sul portico della chiesa


s.

vede una

chiesa

ricoperto per ordine di

scultura rappresentante l'evangelista

Paolo
delle

II di tegole di

piombo, ognuna
inciso
il

Marco, lavoro del XIII secolo. Dal portico si discende nella chiesa, che ha tre navi, venendo sostenuta quella di mezzo da venti colonne
di

quali

porta

ili

lui

stemma
rate
di

pontificio.

Sono

esse

assicu-

con chiodi

colla

testa

decorata
l'el-

un'incisione rappresentante

diaspro di

Sicilia,

e d'ordine jo-

gie di quel

Papa. Questo

tetto pro-

nico,

con

istucchi, e pitture di

buoni

duce

in chi

artisti.

rimarchevole

il

soffitto del-

glioso etletto,

lo osserva un meravisembrando un tappeto.

la

nave maggiore di colore azzinio


S.

co' ripartimenti

quadrati e dorali ; con cento ventiquattro rosoni tutti

Maria degli Angeli, detta in Macello Martyrum , de' pp. della Penitenza,
detti

ad

pure Questo pregevole soffitto fu fatto eziandio nel 4^5 da Paolo II, come lo confermano i suoi stemmi pontifcii, e vuoisi che sia il pi antico tra quelli eseguiti in Roma, e che servisse di modello agli altri fatti sucoro.
1

di

differente intaglio messi essi

volgarmente

Scalze tti.
S.

Vedi.
degli Angeli
alle

Maria

tenne

di Diocleziano, titolo Cardinalizio de' religiosi certosini, nel rio-

ne Monti.

cessivamente

nella

detta

citt.

Vi
Fra
le

sono inoltre eccellenti pitture nelle due navi minori, massime nei quadri
degli
altari
dieci,

sontuose terme, che furoin

no

edificate

B.oma, quelle fatte

delle

cappelle

le

fabbricare dagl' imperatori Dioclezia-

quali

sono

compresa

quella

no

dell'altare
le sacre

ma CO seriore. La

custodia del-

mi, e
alla

adorna di bei marcandelabro di breccia corallina pel cereo pasquale si deve


reliquie
il
,

Massimiano superarono le alvastit ed ornamenti. Dal foro Traiano vi fu trasportata la celebre biblioteca Ulpia, ed in una
e
tre
in

ampia
riunita

sala

della

pinacoteca vi fu
di

piet dell'attuale parroco e cad.

una

collezione

stupende
la

nonico

Gioachino

di

Giovanni.

e rare pitture, e sculture. Nell'area


di questa sala
,

Prossimo

alla detta custodia situato l'antico e magnifico ciborio di

fu

eretta
de'

detta

chiesa in
cristiani
,

memoria

quarantamila
le

marmo
is
-

fatto lavorare

per ordine del


dell'abside.

che fabbricarono

dette

Cardinal Barbo
Eucaristia
in

per conservarvi la

terre

mezzo

bagnarono del loro sudore e del sangue loro, avendo sof,

e le

Po
ferto por
tirio.

CITI
la

CHI
il

maggior parte

marsi

ne
1

si
1 ,

sent di

ispirato a' 7

settembre
in questo

Fra

questi santi martiri

fa

54

farli

dipingere

special

menzione
9.

di due, cio di

san

luogo delle terme Diocleziane, giac-

Ciriaco e di

Sisinnio,

come

quelli,

ch non
trove.
1

gli

era stato permesso algli riusc

che non solo adempivano ai faticosi loro doveri, ma con carit aiutava-

Laonde

ottenere nel

or
il

da Giulio

III

di

poter benes.

no

gli

oltri,

quali al

modo

di

s.

Sa-

dire

luogo, di dedicarlo a

Ma-

turnino erano

impotenti.

Il

perch

ria degli

Angeli, di affiggere alle col'eiigie

furono in premio dichiarati da Papa s. Marcello I, diaconi della Chiesa


detti martiri laromana. Fra ss. Larsi noverano pure, go e Smaragdo. In questo luogo pertanto fu eretto un sacro tempio,
i

lonne delle terme


angeli, con sotto
il

de' sette

nome
l'

anzi

come racconta
III,

ognuno; Oldoino in
di

-voralori,

Ciacconio, toni.
lio

col.

754, GiuSebaste fece


titolo
tal

III

pel

vescovo
la

di

consacrare
s.

chiesa
Angeli.

col

di

nelle vicinanze
edificala

del

quale era stata

Maria
parte

degli

In

ma-

una chiesa a san Ciriaco Questa divenne titolo Cardinalizio, ma per la sua vecchiezza
(Vedi).
Sisto
a' ss.

niera sino da quel tempo, in questa


s'

delle

terme
a
i

Diocleziane
miste-

incominciarono

celebrare sotto
sacrosanti

IV

7S trasfer il titolo nel /j Quirico e Giuli tta. Tuttavolta


j ,

qnesl invocazione
ri.

Ma
la

nel

l55o, divenuto Ponteil

la

chiesa
III,

di

s.

Ciriaco
la

dur
al

sino a

fice

Pio IV, Medici, milanese, proidivozione ed

Paolo

che

diede

Cardinal
distrutta.

riconoscimento
e ne fece toterme Dioclei noinerendo a

Bembo; ma

poi

rimase
s.

de' detti
gliere la ziane,

sette angeli,
effigie

Fu

martirizzato
le

Ciriaco

perch
di

dalle

celebrava
Cristo,

feste

in
i

onore

Ges

e cassare dalle colonne


egli

hattezzava

novelli cristiani,

mi.

Cos

decret

ed avea convertita s. Serena moglie dell'imperatore Diocleziano. Celebre


fu
il

quanto avea
Zaccaria,
bito di
pri
il

stabilito

il

Pontefice

s.

sacro fonte di
i

s.

Ciriaco, e se

quale nel 748, avea proipoter chiamare con nomi proAngeli, oltre Michele, Ga-

ne possono leggere pregi nel Piazza, Gerarchia Cardinalizia, pag. 620. Nel pontificato di Clemente VII,
e nell'anno
u

altri

briele, e Raffaele,

essendo che
si

nomi

degli

altri

non

rivengono nella

IJ27,

si

rec a

Roma
nella

Sacra Scrittura, ed

ebbero

origine

pio

sacerdote

di

Cefalo

soltanto dalla superstizione.

Sicilia,

colle

chiamato Antonio del Duca, immagini dei sette Angeli MiGabriele


,

Lo
ridurre
delle

stesso
la

Papa Pio IV, volendo


detta

chele,

Raffaele,

Uriele,

Sanlliele, Geudiele e

Ba rachide, dei

quali trattano pure parlando di questa

chiesa
,

il

Panciroli

e seg.

e Carlo

a pag. ^55, Bartolomeo Piazza


a pag.

sala quadrilunga terme a vera chiesa, ne incaric per la riduzione il gran Michelangelo Buonarroti, il quale trovando che l'ampia sala, gi famosa

pinacoteca,
granito
di
in

era
bigio

costruita

a volta e
di

nel Santuario

romano,

Avea quel sacerdote


i

fatti

98. dipingere
quelli

sostenuta da otto grandiose colonne


di

orientale

sedici

sette angeli in
in

Palermo, da

piedi

circonferenza,

da

questa
la

esistenti

una chiesa
s.

di detta citt,

ricav

forma
e

di

croce greca

dedicata

a
di

Bramoso

Angelo carmelitano. propagarne la divozio-

presente chiesa, che riusc una delle pi maestose,

magnifiche di Ro-

cui
nin.
II

CHI
Buonarroti

n,

medesimo

per

Est

Pius

ipse

pater,

Dcemons

togliere l'umidit che derivava dal-

aufhgite,

l'antico piano,

ne alz uno nuovo,


le basi e

restando per sepolte


delle otto
stituite
le

parte

Gregorio XIII
questo
titolo

colonne, cui vennero sobasi di stucco, e cos l'al-

al

nel i583, diede Cardinal Simeone

Tagliavia, che
riti,

pe'suoi eminenti

me-

tezza dal

pavimento
vi

alla

volta

di

fu poi l'arbitro
e

ne' pontificati

cento trenta palmi. Quindi, a'J agosto

di
tre

Urbano VII,
di

Gregorio XIV. Olil

i56i, Pio IV
a

si
,

rec solenvi

a ci Gregorio XIII fece lastri-

nemente
signi

consacrarla
vi

pose in-

care

marmi
Sisto

pavimento,
dilat
la

il

reliquie,
la

celebr la messa,
a
s.

successore
piazza,

la

gran

e dedic

chiesa

Maria degli
la

che avanti

chiesa, la

Angeli.
nel

Poscia

v' istitu

stazione

rese regolare, ed al suo fianco sinistro apr la lunga strada,


la

medesimo giorno, che ha luogo


vicina

quale

Susanna, cio nel sabba to dopo la terza domenica di quaresima. Diede in cunella

chiesa

di

s.

stodia la chiesa a' certosini [T'edi),

che
in

trasfer

dalla chiesa di

s.

Croce
loro

Gerusalemme,
le
s.

e concedette
cui

tutte
in

indulgenze,
oltre

godevano
aiutati

conduce alla porta di s. Lorenzo. Veir anno santo i"oo, il p. Gio. Maria Roccaforte priore di questa Certosa, eresse un magnifico altare al fondatore del suo Ordine s. Brinone, al cui altare, a' G ottobre, pel primo vi celebr la prima messa
il

Croce,

averli

ad
la

erigere con disegno del Buonarroti

contigua

Certosa

tuoso claustro.
nipote Cardinal nel

Indi
s.

Fedi), col sonad istanza del Carlo Borromeo,


,

Cardinal Gianfrancesco Albani, che quivi erasi ritirato per ordinarvi prete, e da dove entrando in conclave,

fu eletto Papa col nome di Clemente XI. Conservando egli amochiesa,


foce

id64,
,

l'eresse

in

titolo

Cardi-

re per questa
sul

eseguire

nalizio
l'

e pel

primo

lo

confer al-

pavimento dal celebre monsignor

altro nipote Cardinal Gio.

Antonio

Sorbelloni,

che

era diacono di san

Giorgio in Velabro. Venuto poi a morte, nel i565, dispose di essere tumulato in questa chiesa, e nipoti ne eseguirono la volont nel 583, in cui le sue ceneri dal Vaticano furono trasportale sotto il pavimento dell'altare maggiore, e Buonarroti eresse a questo Pontefice, e al detto Cardinal Sorbelloni due depositi semplici nel disegno. Pio IV nella tribuna, sotto il di lui slemma, fece incidere in marmo due
i

Francesco Bianchini, coadiuvato dal Maraldi, una bella meridiana delineata con diligenza, e adorna di

marmi. In essa sono rappresentati dodici segni del zodiaco, ed lunga palmi duecento cinque. Il Piazza nella sua Gerarcida, e a pag. 62 5 fa un interessante, ed erudito discorso storicometalli, e nobili
i
,

geografico sulla detta meridiana ec, per conoscere il tempo di celebrare la pasqua secondo le decisioni del
concilio JNiceno, e
i

divini

uflici.
il

Finalmente, nel "^cj,


e
il

Cardi*

seguenti

versi,

allusivi

all'edificio

nal Bichi, litolare di questa chiesa,

convertito in luogo sacro:

Qimd
est

fuit

idolum mine femplum


aneto?*

Alessandro Montecatini, ali-idell'annessa Certosa, e perci procuratore generale dell'Orp.

ra

priore

1 irsinis;

dine,

la

fecero

nuovamente

ristati-

92

CHI
abbellire
,

CHI
dall' architetto

rare ed Luigi Vanvitelli, che


nel

Da
di

questa chiesa
in
diversi

e per la villa

la ridusse nello

Sisto

V, ora del principe Massitempi


pei

stato attuale, e fece de'eambiarnenti,

mo,
t
,

giubilei

massime tempo ne fu benemerito Benedetto XIV, il quale non solo vi una bellissima cappella al eresse
so

vestibolo.

Nello

stes-

straordinari, e per pubbliche calamii

Pontefici col sagro Collegio ec.,


si

processionalmente
basilica

recarono

alla
la-

liberiana, o alla basilica

suo concittadino, il b. Nicol Albergali, Cardinale di s. Chiesa, e certosino bolognese,


tare diversi
pei

teranense.
di
sta
di

Da

ultimo,
il

ad esempio

Clemente Vili,
chiesa

quale in quein

ma

vi fece traspor-

consagr
il

dipinti,
della
si

che

servirono
vaticana.

Milano,

arcivescovo Cardinal Federico Bordella

mosaici

basilica

romeo,

titolare
s.

Neil' ingresso

discende in

un avan-

cugino di

Carlo,

medesima e Leone XII, nel

corpo, o vestibolo rotondo, che servi anticamente anche di adito al salone.

1826,
palatini

coli' assistenza
,

e dei e
i

de' Cardinali monsignori Perugini

Questo vestibolo ha due


quattro
sepolcri,

altari,

sacrista,

Filonardi

elemosiniere,

cio
e

quello di

consagr

monsignori

Chiarissimo

Salvator Rosa pittore


stre,

poeta

illu-

Falconieri in arcivescovo di

Raven-

quello

del

celebre
e
de'

dipintore seguenti

na

e Gaspare

Bernardo

Pialletti

Carlo Maratta,
Cardinali.
11

due

in vescovo di Viterbo e Toscanella.

deposito del dottissimo


Alciati

Dal regnante Pontefice furono


poscia creati Cardinali

essi

Cardinal

Francesco

ha

la

di santa ro-

seguente iscrizione:

mana
.

Chiesa, e governano con pastorale zelo le dette

tuttora
chiese.

V1RTUTE
GLORIA
deposito

VIXIT
.

Oltre la stazione, in questa chiesa


si

MEMORIA VIVIT
.

celebra

la

festa

principale di
ai

s.

VIVET.

Maria
Pietro
l'

degli
s.

Angeli

2 agosto, e
ai

quella di
Il

Brunone

di

ot-

del

Cardinal

tobre.
si

La

descrizione di questa chiesa

Paolo Parisio
zione:

di Cosenza,

ha

iscri-

legge scritta elegantemente

da Fi-

CORrUS

HVMO TEGITVR
.

lippo Titi, nella sua opera: Nuovo sin dio di pittura, scoltura ed architettura
uelle

FAMA

ORA VOLAT SPLRITVS ASTRA TENET.


.

PER
.

chiese,

palazzi di

Roma, Macerata iy63.


S.

L'interno della chiesa magnifico e sorprendente. Nella nave traversa collocata la maggior parte de'quadri originali,

Maria dell'Anima,

dei Teutonici.

V. Germo'ia.
i5".

mentre le copie loro in mosaico formano i quadri dei dodici vaticana. Per altari della basilica
gli
altri

Maria

in

dinalizia,

Acquro, diaconia Carcon parrocchia, in


nel

superbi
le
si

dipinti,

quali

cura de' religiosi Solitasela , rione Colonna.

decorano
sagrestia,
sia ca.

cappelle,

persino la

pu dire, che questa ritornata una preziosa pinacoteAnche pregevoli marmi formano

Questo vocabolo di Acquiro vuoisi


derivato
dall' essere

vicino

questo

luogo

parte delle sue decorazioni.

acquedotto dell'acqua vergine, ove era il tempio di Giuturall'

CHI
che Io chiamarono in Equiro, od in Equaria, il deducono dai giuochi Equiri, che si fana. Quelli poi
,

CHI
zione poi dichiara, che
nel

93
pontifi-

cato di Bonifacio Vili, ai 6 dicem-

bre

i2qj,

cevano colle carrette tirate da' cavalli uscendo per sei porte del mausoleo di Augusto, e passavano di qua per andare al cerchio Flaminio, o al monte Celio in tempo d'inondazione del Tevere; giuochi che avevano luogo ai 20 gennaio, ai 27 febbraio, ai i3 marzo, e ai i3 aprile, l'istituzione de' quali viene rac-

lonna diacono di
Lata, e
s.

Jacopo CoMaria in \ ia commendatario di questa di


il

Cardinal
s.

Maria

in
s.

Acquiro,
Nicola,

consagr

nel

giorno di

un

altare dedi-

cato a questo santo, e vi ripose molte reliquie,

erano state raccolte s. Francesco. Avvertiamo qui coli' Ugonio, che questa chiesa per un tempo tralaeh'

dai religiosi di

contata da Festo

Equirii ludi quos


nsliluit

sci di

essere diaconia

Cardinalizia,

per ((plorimi cursunij qui in campo martio


Roniulus

Marti

divenne commenda soggetta al celebre monistero delle monache di


e

exercebantur.
11
1'

Pontefice

s.

Anastasio
il

I,

nel-

anno 4? plesso
il

turna, per

gro
vate

tempio di Giuin luogo saprofano, nel quale furono troconvertire


anitre di bronzo, edific

Maria in Via Lata, il cui diacono era il commendatario. Si ha ancora memoria, che un tempo vi fu un capitolo composto di canonici col
s.

loro arciprete. Nel pontificato di Pio


II,

le

una

e nell'anno

chiesa in onore di
e di
s.

Maria

\ ergine,

sa venne istituita

i4~ > m questa chieuna pia societ di


l

Elisabetta, cio della visita-

sacerdoti

la

quale in progresso di
il

zione, che fece quella a questa, per

tempo, avendo rallentato


sotto Giulio
istituito
li

fervore,

cui fu detta la chiesa


betta.

di

s.

Elisa-

fu rinnovata, finch
l'ospipris.

Quindi
I

il

medesimo
la

s.

Ana-

nel

contiguo luogo
nella chiesa

stasio

in

essa institu

diaconia

zio

pegli

orfani, la pia societ


di

Cardinalizia,

per
III,

cui

divenne

una

ma

fu trasferita

delle quattordici
s.

regionarie.

Poscia

nell'anno -3 7, la fondamenti, l'ampli ed abbell. JVel 1 12-, Onorio II con-

Gregorio

restaur

da'

Barbara, e poi sotto Gregorio XIII a s. Lucia presso le botteghe oscure. In seguito il Pontefice Paolo 111
diede
la

chiesa

all'

arciconfraternita

fer

questa diaconia

al

Cardinal Ri-

della b.

Vergine della
s.

Visitazione
1

dolfo di
nel

Imola,

11 33, al

Innocenzo II, Cardinal diacono Ivo-

ed

degli orfani (Vedi), istituita nel

dallo zelo di

Ignazio Lojola fondi

ne. In
ticana,

un mss.
si

della biblioteca

va-

datore
acci

della

Compagnia

Ges
I

due iscrizioni della consagrazione di due altari di questa chiesa. La prima dice, che Alessandro III, nella terza domenica dopo l'ottava di Pasqua del 189
trovarono
1

prendesse

cura" degli

orfani
pri-

tanto maschi, che femmine.

mi furono collocati neh' orfanotroPaolo IH eresse fio (Vedi), che


nelle case
le

contigue

alla

chiesa

perch quel Papa mor ai 3o agosto 181 ) assistito da quattro vescovi, ad istandeve essere errore
di

data

za dell' arciprete e dei canonici della

seconde presso la chiesa de' ss. Quattro. Per gran ventura di questa chiesa , ed orfanotrofio, Gregorio XI i;
nel
s.

chiesa, consagr

un altare, e

vi

pose delle reliquie.

La seconda

iscri-

i583 cre Cardinale diacono di Maria in Acquiro, Antonio Maria

94
Salviati,

cui
ed insieme protettore muil

CHI
alla

custodia e alla direzione dell'ani

nilieentissimo degli orfanelli,

quale

nesso orfanotrofio,
ci
ri

religiosi chieri-

con generosit ecclesiastica , con disegno di Francesco da Volterra, rifece dai fondamenti la chiesa, die gi era parrocchia , con una bella
cupola, e
legio pegli
i

regolari somaschi, che

non ha gua-

restaurarono
della

la

casa.

La

festa

principale

chiesa

celebrasi ai

2 luglio.
S.

due

altari

laterali.

Nelcol-

l'annesso orfanotrofio eresse


orfani,

un
_,

Maria

d' Araceli,

tilolo

che

dal suo noSalviati


as-

nalizio, in cura de

religiosi

Cardimi-

me

chiainossi

collegio

nori osservanti
pitclli.

nel rione Catn-

segnando corrispondenti rendite, anco pel divino servigio della


chiesa.
il

Questo

collegio

ebbe a

rettore

Dal

Iato destro

del Campidoglio

dottissimo

Pompeo
al
il

Ugonio, tanto bedelle

romano (P^edi)

sorge

questo

vesi

nemerito delle notizie


di

chiese

nerabile e grandioso tempio, cui

Roma

protezione

quale succedette nella Cardinal Farnese, che

ascende per una scalinata composta di centoventiquatlro gradini di mar-

ne fu benefattore, e che ebbe ad ampliarne l' edilzio. Quindi Paolo V, con decreto degli 11 maggio
1610,
stabil

mo

lunghi palmi sessantacinque, diin quindici

stribuiti

branche
Quella

tolti

dall'antico tempio di
valle di

Romolo,

nella

che

conservatoli di

Quirino.

scalinata

Roma
quattro

facessero a questa chiesa l'o-

fu fabbricata colle limosinc fatte alla

blazione d' vm calice d'argento, con


torcie
di

miracolosa immagine, che


chiesa,

si

ve-

cera

oblazione

nera nella
pestilenza
,

per

una crudel
di

che ora ha luogo ad ogni biennio. 11 Cardinal Girolamo Vidoni, latto da Urbano Vili nel 1626 Cardinale diacono di s. Maria in Acqui-

ed

ascendenti
coli'

mila

fiorini,

opera

a cinque Lorenzo

organo e la cantoria 1681 Innocenzo XI confer la diaconia al Cardinal Michelangelo Ricci, il quale per la sua ripugnanza alla porpora, e per un corredo di belle doti merita qui particolare menzione. Da ultimo la congregazione del pio luogo adorn
ro,
vi

fece

l'

pei

musici. Nel

Simeone Andreozzi, fabbricatore romano, che ne incominci la costruzione ai 20 ottobre ri34.8. Fu sarcita verso la met del secolo XVI,
1

e talvolta venne visitata


zione,

per divonel
chiesa

avendone
il

registrato alcune cu-

riose notizie

Cancellieri
io.

suo
di

Mercato, a pag.

Ebbe

il

nome

questa
ivi

Araceli, dall'altare

eretto

da Autradi-

la

bei

magnifica tribunaj e l'altare con marmi, per testamentaria dispo-

gusto, secondo
zione.

una popolare

Federico Mallero,

An

Cae-

monsignor Ugolini, e con architettura di Mattia de Rossi. Finalmente nel decorso secolo con disegno di Pietro Camporesi fu fabbricato il prospetto esterno, con due
sizione di

sari
vitate

Augusto
Christi
se

auidquam de Natiinnotueritt

cato

fsse

nota

ad

ha cerAugusto
Alcuni

la nascita

di

Ges.

Cristo.

campanili

ai

lati

il

suo interno

a tre navate divise


de' buoni
dipinti.

da

pilastri
vi

per credono, che in onore di Cristo da quell'imperatore si ergesse un altare, chiamato Ara primogeniti

nelle cappelle, e tribuna

hanno Leone XII pose

Dei,

il

quale poi fu

compreso

nella edificazione di questa chiesa di

CITI

CHI
narrano

95

Ara

Codi. Giacche, come

Snida, Niceforo, e Cedreno, consul-

celebre p. Casimiro da Roma, Memorie storielle della chiesa e con-

tando Augusto l' oracolo di Delfo, che non poteva parlare pi, costretto a cedere a un fanciullo
intese

vento di

s.

Maria
a

in Araceli,

Rostato

ma 1736,
l'altare

pag.

161, dice che


essere
assai posteriore,

piuttosto possa

ebreo, che in quel punto era nato.

fabbricato in

tempo

Dio e governatore di tutto do, onde dovevano cadere


e
i

il

monimpein

ma

g' idoli
l'

che nel f XI secolo, gli autori parlando di s. Maria del Campidoglio,

loro

altari.

Commosso
risposta,

uno
,

dei

nomi

antichi di quein
essa
est

ratore da

tal

innalz

sta chiesa

dicono che

Campidoglio un'ara Massima. Questo racconto ha poca cre-

R.oma

sul

Ava
remo

Filii Dei.
la

divenuto

Di questo luogo per Cappella santa, riparle-

denza, cos quello


burtina,

della

Sibilla Ti-

in seguito.
sito
il

la quale si vuole che ad Augusto mostrasse il cielo aperto, e sopra un altare una bellissima ver-

Nel
bric

pertanto ove

Romolo
,

fab,

gine, che sosteneva sulle braccia


fanciullo,

un

primo tempio di Roma e che lo consagr a Giove Fere trio dal colle fu detto Capitolino, venne
edificata questa chiesa, la cui
origi-

risuonando intanto all' ouna voce , recchie dell' imperatore che gli disse Haec Ara Filii Dei estj e che per tal ragione la chiesa edificata sul Campidoglio, fu poi denominata Ara Codi. JNon pu adunque prestarsi fede neppure a
,
:

ne

ed oscura. Alcuni l'attribuiscono a Costantino, ed a s. Gregorio I; ma questo non pu essere, giacch il tempio capitolino non era ancora interamente distrutassai incerta

to

a'

27 ottobre dell'anno 6*5, nel


fu
eletto
il
,

questa seconda narrazione, afferman-

qual giorno

Pontefice

do Solino, che nessuna


veva
a'

Sibilla

vi-

Onorio
opina
I
,

I,

sotto del quale

siccome
cap.
11

tempi di Augusto. Certo per, che la denominazione di questa chiesa, dee ripetersi dall' opinione, che quivi Augusto signore del mondo, nel sito pi splendido , ed onorevole della capitale dell' universo
,

il

citato p. Casimiro nel


la

vuoisi eretta
p.

chiesa.

me-

desimo
data
ni
,

Casimiro aggiunge che fu

in cura de'

e che divenne

monaci benedettiuna delle venti


di

abbazie

privilegiate
s.

Roma

col
,

avesse

fatto

innalzare

un' ara

nome
quale

di

Maria in Capitolio

col

colla riferita
sacrificii,

iscrizione,

destinala ai
Il

nome

sino alla fine del seco-

ed

alle preghiere.

Canno-

cellieri,

nelle sue Notizie

della

vena, vigilia, notte 3 e festa di Natale, riporta preziose analoghe notizie.


Il

lo XIII si chiamata, prendendo dappoi quello di Araceli. Nel 10 15, regnando Benedetto Vili, gi era dei benedettini, ed il suo abbate dove-

Baronio, e
,

il

di

opinione

che

essendo

Yadingo sono Augusto


libri
il

va

assistere al

sommo
,

Pontefice nelle

solenni

funzioni
s.

e alla processione

dedito alla lettura dei


ni,

Sibilli-

nel giorno di

apprendesse da questi

prossi-

pel monistero di

Marco, ove riceveva s. Maria in Cam-

mo
tutti

nascimento
i

d'

un re superiore a
e

che persuaso di ci innalzasse in questo luogo, ov' era la sua camera, un


principi
della terra,

pidoglio per questa sola funzione il presbiterio di tre soldi, ciascuno dei
quali
dal Ciacconio valutato quattro scudi d'oro.
za,

Abbiamo

dal Piazi\el

aitate colla riferita iscrizione.

Ma

il

dal

Pauciroli che,

ii3o,

96

CHI
II

cui
cinse di quatlo
fece

l'antipapa Anacleto

riedificare

dall'

architetto

tro colonne l'ara massima, la quale


sta presso l'altare

IIoll,

e vi pose otto colonne di giallo

maggiore dalla par,

antico.

Nell'urna di porfido, ch'era

te dell'evangelio

la

consagr, e

vi

sotto

l'altare
il

pose delle reliquie, intorno alla qual cosa il p. Casimiro in tolto non conviene. Girolamo Centelli, vescovo
di
l'

ma

che

p.

con altri corpi santi, Casimiro non vuole


si

stabilire

quali

fossero,

si

conserla

va quello di sant' Elena, per cui


cappella prese
il

Cavaillon,

verso

ara con

vaghi
di

l6o5, abbell lavori di mai ino


il

trasportato

suo nome. Qui fu quel corpo quando fu

tempio con cupola; e prese il nome della Cappella santa. Tnllavolta tali abbellimenti furono
in

forma

levato dalla grand' urna di porfido,

che
de'

lo
ss.

Marcellino,

racchiudeva presso la chiesa e Pietro a Tor-

compili dall' arciconfraternita del Gonfalone, per le ragioni che sopra essa avr acquistato per le concessioni

re
in

Pignattara;
seguito nel

urna

che

collocata
poi

Lalerano, venne
vaticano.

collocata nel

museo

dc'rcligiosi; anzi

essendo negli
sodalizio

ultimi anni del secolo decorso caduto


il

Ecco le iscrizioni, che sono no a questa Cappella santa.

intor-

tempietto,

il

medesimo
.

LRAM

SOI.r.MVI

KITV

S\CRAVIT
.

Ili

IDVS
.

SEXTIL
.

ARSO

DCCCXXX1II

MCOLAVS
TEMPLVM
FACTIOM:
.

FERARELLIVS

EPISCOP

MARONAE
IMPROBOr.VM
t'ATRO>'ATVS

S.
.

11ELEXAE

AVO. CIVERIBVS
.

SACUVM
EX
J\r.F.

l'ROTOSODALES SVBVERSVM RESTITVERVNT ANNO M


. .

DCCCXXXIII

H.l.r:

ARACOEU AFrELL EODEM I\ tOCO DEDICATO CREDITVR QVO VIRGO SS. DEI MATER CVM FILIO SVO SE CESARI -AVr.VSTO m AVREO CIRC\LO E COELO MONSTRASSE PERIIIBET
.

QVJE
.

IH

Ritornando

alla

chiesa

abbiamo

dice,

che

la

chiesa
il

di

s.

Maria
,

in

che nel secolo XIII il Papa Innocenzo IV, per le suppliche de' fiali

Araceli merita

nome

di

basilica

perch, secondo
edilizio sagro
lica
,

minori di
tevere,
la

s.

Francesco, che

molto

Crescimbeni un il deve chiamarsi basitre


sia

soffrivano nelle case religiose di Tras-

concesse loro
s.

il

chiesa di
si

Maria

monisterp e de Capilolio,

navate,
piii

quando in esso trovatisi la mezzana delle quali


;

vasta, e alta delle altre


di

abbia

come

legge nella

insignis caelesthiin,

bolla Lainpas emanata a' 26


il

un ordine almeno
parte;
la

colonne
la

per

nave a croce,

tribuna,

giugno

i25o; facendo

Pontefice
i

e la proporzione della larghezza alla

suddividere in vari monisteri


nedettini che vi

be-

lunghezza, cio che quella

dimoravano, e con-

meno

lis

fermando tali disposizioni colla bolla quae anthoritate, de' 18 novem-

non sia una terza parte, n pii della met di questa se la natura del luogo non l' impedisca. Ha di
di
,

bre i2~i. Che questa chiesa venisse chiamata basilica, lo rileviamo


dal p. Casimiro,
il

pi questa
ne' tempi di

chiesa

il

privilegio sinbasiliche
nel-

golare, che conveniva alle

quale a pag. 2 3

Adriano

fiorito

.,,

CHI
T anno 772,
di avere tre porte cor-

CUI
Caraffa, verso

97
i464>
della
rifab-

l'anno

rispondenti alle tre

navi

interiori

bric due
cio le
li;

terze parti

chiesa,

acciocch in essa

il

popolo entrasse
affollarsi,

due volte

delle navi latera-

comodamente

.senza

e gli

e Paolo II, nel 1468, nel giorno

nomini avessero ingresso separato dalle donne. Conchiude lo stesso p. Casimiro, che avendo questa chiesa
fatte le dette

della Purificazione, vi pubblic con

solennit la pace co* principi.

Di

al-

cune

funzioni

celebrate

in

questa

prerogative

pu
la

esse-

re chiamata basilica,

come
la

chia-

m
vi

il

Baronie Ora
la

tribuna non

pi, a cagione del coro fabbrica-

chiesa dai Pontefici, si fece menzione all'articolo Cappelle Pontificie. Leone X creando in una promozione, nel i5i7, trentuno Cardinali,
eresse la chiesa in
zio,

to
il

dopo

met

del secolo XVI. Dice

titolo

Cardinali-

Vasari, che

prima della met del


Vergine
col
s.

e pel

primo
T

lo

confer al

Car-

secolo
sulla

XIV,

Pietro Cavallini dipinse

dinal Cristoforo

lS

umay,

fatto in quel

tribuna la b.

bambino in braccio, circondata da un cerchio di sole, ed al di sotto


stava Ottaviano
al

anno generale del suo Ordine francescano; ma nel i5^7 Clemente VII, col breve Olim ftlcis,

medesimo

Augusto imperatore
tiburtina mostralui

lo soppresse.

Ci
III,

ignorando
1

il

quale

la

sibilla

successore Paolo

nel

544

>

va Ges Cristo, che da


adorato.

veniva

Questa chiesa soggiacque a varie


vicende, conseguenza di quelle
la

del-

Cardinal Francesco Menche per altro trasfer a quello di s. Giovanni a Porta Latina, quando seppe tal disposizione. Fi-

diede al
,

doza

massime perch situata sul Campidoglio, che fu sempre il luocitt,

go pi

facile

a risentirne

gli

effetti.

nalmente Giulio III di fatto lo ripristin nominandovi nel i55i il Cardinal Gio. Michele Saraceni. Paolo III,

guaed eziandio i-istaurata ed abbellita, principalmente dai religiosi francescani, e dal popolo romano, sotto
sta
la

Laonde

fu pi volte rovinata e

predecessore

di

Giulio

III,

compiacendosi dell'amena posizione del Campidoglio, edific accanto a questo convento un magnifico palazzo,
l'abit, e
vi

protezione del quale


le

la

chiesa,

fece

un ponte o

secondo

prescrizioni
p.

di

Eugenio
p.

IV, riportate dal

Casimiro a

arco di comunicazione con quello di s. Marco. Giulio III un il palazzo


al titolo

458

e seg. Questo Pontefice, vedeni

Cardinalizio, per cui sotto


il

do che

francescani conventuali di-

di

lui

l'abit

suddetto
le

Cardinal

moranti nel convento


custodi della chiesa
degli
,

d'Araceli,

Gio. Michele

detto

Girifalco;

ma

avevano

fatto

Paolo IV, considerando


ridotti
a'

strettez-

acquisti, ed erasi rallentato alquanto il rigido loro tenore di vita, nel i444> concesse la chiesa e il convento ai francescani detti dell' osservanza, che seguendo l'esempio di s. Giovanni da Capistrano, osservavano interamente la regola Per la sua vastit quel convento

ze ed angustie nelle quali erano stati


i

frati,

nel i556, don


religiosi,

il

palazzo

medesimi

privan-

done dell'uso il Cardinal titolare. Tuttavia Pio IV, eletto nel i55o
compiacendosi di esso volle abitarlo,
l'accrebbe di camere, l'orn con pitture, e
loggia.
colla
vi fece costruire la gran Finalmente Sisto V, nel i585, Licei ca, per sempre bolla

divenne

la

residenza
Il

del

generale
Oliviero

dell'Ordine.
VOI..

Cardinal

XII.

98
lo

dir
concesse al guardiano, ed
di
a' reli-

CHI
quelli,
ti

giosi

Araceli.

1686 furono eseguiper lo zelo del padre guardiano


che nel

Nel pontificato di Paolo IV i reincominciarono la fabbrica del coro, e in quello di s. Pio V, il


ligiosi

popolo

romano

in

solenne

rendi-

mento
armi
le

di grazie

alla beatissima

Vernel

Antonio Ricchi. Diversi Papi si recarono a presiedere nel medesimo convento ai capitoli generali (/ edi), e il Cardinale Carlo Rezzonico veneto, quando nel 1758 venne subli-

gine, per

la vittoria

riportata dalle
i

cristiane

contro

turchi
il

mato al triregno mente XIII, era


sa.
fi*.

col

nome

di

Clechie-

titolare della

golfo di Lepanto, fece fare


soffitto

nobiric,

della

nave di mezzo
di pitture

co

d' intagli, d'oro,


vi

poscia

fece costruire

anche
il

l'or-

gano.
i

Lungo sarebbe

riportare

qui tanti benefizii del popolo romano verso questa chiesa. Molte sono in essa le memorie che lo attestano.

Nel pontificato di Clemente XII, Giovanni de Fonseca da Evora, procuratore e commissario generale osservanti e ministro de' minori plenipotenziario di Giovanni I re di Portogallo presso la santa Sede, ed eletto vescovo di quel reame non solo fu benemerito fondatore,
,

In

diversi

incontri
alle

il

senato
fun-

e ristauratore

dei conventi nella pro-

romano
zioni in
le

assistette

sacre
alla

questa

chiesa,

quadi
tre

romana, ma rato nel convento


vincia

oltre l'aver oped' Araceli

molti

fa

le

seguenti

oblazioni

miglioramenti, colle

generose

som-

calici

d'argento, col solito accompadelle lorcic di cera.

gnamento

Uno
roma-

di questi calici fu dal senato

no decretalo sotto Eugenio IV in memoria di aver il prode Vitellesebi posto


in

somministrate dal re Giovanni V, e da molti gran signori portoghesi, fond una nuova biblioteca in questo stesso convento, e l'arricch con

me

molta quantit
eretta.

di

volumi,

fuga

l'inimico,
s.

nel

come

si

legge nella lapide di

giorno della festa di

Luigi re di

mo
Il

ivi

marV. Biblioteca Ara-

Francia; uno a' 29 gennaio in memoria di avere Clemente Vili ricuperato Ferrara, e perci nel calice,
oltre lo

CELITANA.
prospetto esterno di questa chievolle conservare nel

sa

si

modo semsi

stemma
;

del

popolo
agli

no, evvi l'iscrizione:

romaob Ferrari a m
8 dicemimmacolata

plice e

maestoso,
della

come

ammira,
Il

pel pregio

sua antichit; pu-

recuperata
bre

ed uno

re fu adorna di mosaici.

suo

in-

beneficenze del

le altre annuali popolo romano per questa chiesa, ed i restauri, che fa in alcune parti della medesima, sono descritti dal p. Casimiro a p. 4^7> e si leggono ancora a pag. 3 e seg. della Tabella delle chiese di
1

per la festa Concezione. Tutte

dell'

terno mirabile

per

la

copia

dei

artistici, ha tre navi da ventidue colonne di marmo, la maggior parte delle quali vuoisi che appartenessero al summentovato tempio di Giove. Molte sono le sue cappelle, ricche di marmi, di pitture, di depositi ed orna-

monumenti

divise

Roma,

alle (piali

il

senato

romano
ab-

menti, e molte
zie.

sono quelle

gentili-

fa le sue pie oblazioni.

Nell'altare maggiore, ornato di


si

Senza

mentovare

gli

ultimi

bei marmi,

venera una immagine

bellimenti, e risarcimenti operati nella


chiesa di Araceli, meritano

della b. Vergine,

menzione

quelle dipinte da

s.

che vuoisi una di Luca, e che s.

CHI
Gregorio
la
I

CHI
racoloso
il

W
di

port in processione nel-

bambino adorno

gemme,

pestilenza,

da cui era

afflitta

la

citt di

Pioma. Allora quando tale im-

mi,

magine era vicina al ponte s. Angelo, un coro d'angeli salut la b. Vergine,


coli'

quale viene trasportato agi' inferche ne hanno specialissima fiducia e divozione; e che ricorrono
divino
aiuto
.

al

Quel

santo

bam-

antifona: Regina Coelilaetare etc.


si venera nella baMaria Maggiore, sia la

(Fedi). Se poi questa immagine, ov-

vero quella, che


silica

bino nel Natale si espone nella seconda cappella a sinistra in un presepio (Fedi) in cui si espongono
altres
i

di

s.

simulacri

di

Augusto,

salutata
nelle

dagli

angeli
ec.
,

pu

vedersi

della Sibilla in
scritto

memoria

del sudde-

Memorie,
1

del p. Casimiro a

vaticinio.

pag.
cose,

e seg.

ove fra

le

altre

dice essere probabile, che


,

am-

S.

insieme bedue le dette immagini ad altre in particolare venerazione,

Marta in Campitelli } diaconia Cardinalizia, con parrocchia , in


cura
pilelli.

dei chierici

regolari della

per
in to

la

citt
da*

fossero portate in
s.

proforse

Madre

di

Dio }

nel rione

Cam-

cessione

Gregorio
i

I,

giorni e processioni diverse. Cer per, che tanto


religiosi

del

convento d'Araceli, che il capitolo giunti che di s. Maria Maggiore sono sul ponte s. Angelo, nella pro,

Dal nome della regione chiamasi anche questa chiesa in Portico, per la prodigiosa immagine della b. Vergine quivi,

come
s.

si

dir, trasportata

cessione, che

si

fa

dal

clero
si

romafermal'anti-

dalla chiesa di

no

alla basilica

vaticana,

no, e cantano

solennemente
etc.

fona Regina Coeli

col versetto,

Maria in Portico (Fedi). Anticamente in questo medesimo luogo ergevasi un tempio famoso di Marte, dinanzi al quale

responsorio, ed orazione, locch fan-

no per rendere nuove


nipotente,

grazie all'Ona'

ricordare

romani

il

una colonna chiamata bellica, perch dedicata a Bellona dea della guerra. In esso si congregava per
eravi

beneficio segnalato,
nel pontificato di
l'

s.

che riportarono Gregorio I per

intercessione della b. Vergine.

Finalmente in questa chiesa sono


sepolti

molti servi di Dio, e diversi

determinarla contro qualche nazione il romano senato, e stabilita la guerra, ascendeva sulla colonna un soldato , ovvero un console , come opina Dione, e scagliava una lancia
verso quella parte
il il

Cardinali, e personaggi illustri.


tre
i

Oldella

in cui trovavasi e siccome avanti

genitori

di

Onorio IV
si

popolo nemico

nobilissima casa Savelli,


ivi

vogliono

tempio
di
il

la

colonna

eravi
il

una
no-

trasportate le ceneri di quel

Poninlui,

piccola piazza, deriv ad essa

tefice

per ordine di Paolo


alla

III,

me

Campitello.
cosi

Qui
da

d'appresso

sieme

statua

sepolcrale

di

eravi

circo Flaminio, la porta

Car-

dalla basilica

vaticana.

Ed

essendo
regina

mentale,

detta

Carmenta

morta

sotto Sisto

IV Caterina
recata in

madre
lerata

di Bosnia,

eh' erasi

Roma

accompagnata da quaranta
nel

cavalieri

1478, fu quivi sepolta. N deve tacersi, che in questa chiesa si conserva con gran venerazione un mi-

Evandro, e appellata scelda essa uscirono i trecento Fabj uccisi poi dai veienti. Qui pure era un tempio dedicato ad Apolline, ove il senato riceveva
di
,

perch

gli

ambasciatori

delle

nazioni.

In

ioo
(jiiesto

cui
sito

CHI
romani dovute
vi Vi

una chiesa, che s. Pier Damiani chiam basilica, ed una di quelle dedicate
poi-tanto fu edificata
alla

recarono a rendere le grazie. Poscia l' immagine


i

fu portata in tutti

luoghi di Pio-

beatissima Vergine,

di

cui

il

ma

dove

la peste

avea fatto

magpart

popolo
nel
2

romano nutriva
Il
1

particolare

gior strage. A' 3

marzo i658, con


che

divozione.
1

Pontefice Onorio III,


l'istaur, e

solennissima

processione

7, la

nel giorno
ss.

dalla chiesa 'Ara-cceli, Alessandro

sacro all'Assunzione della

Vergi-

ne

la

consacr ed arricch di molte

nella chiesa di

reliquie.

Come

attesta

il

Panciroli,

VII and a cantare il Te Deum s. Maria in Portico. Indi, venendo stabilito di proseguire
fabbrica della
chiesa
la

divenne parrocchia, e le due nobili famiglie Capizucchi e Muti vi eressero due belle cappelle. Rovinata
per la sua antichit, nel pontificato di Paolo V, nel 1 6 1 9, fu demolita

la

di Cauipi-

tclli,

per collocarvi

divota e mi-

racolosa immagine,

non reputandosi

conveniente la localit ov' era situata quella di

fondamenti di altra pi grande; funzione che esegu il Cardinal Mellini vicario di Roma, ma non essendo riuscita quale si desiderava, fu demolito quanto crasi fabbricato, e nel 164.2 se ne incominci altra pi ampia, e magnifica. La terribile pestilenza , che nei primordii del pontificato di Alessandro VII, Chigi, afflisse l'Italia, nel
per gettarvi
i

Pontefice

dopo

ne decret,
della

Maria in Portico, il matura deliberazioche i chierici regolari


s.

madre

di Dio, esistenti presso

l'antica

chiesa

di

Campitclli

con

dimoranti presso quella in Portico , avvrebbero formata una


quelli

sola famiglia religiosa

che

la chiesa

in
ta

Campitelli
s.

si

sarebbe denomina-

Maria

in Portico in

Campi-

l656 desol Roma. Confidando il popolo romano nel patrocinio della b. Vergine che si venerava nella
chiesa di
la la
s.

che quell'antica di s. Maria in Portico, sarebbe chiamala col titela, e

tolo

di

s.

Galla.

Maria

in

Portico

per
seil

cessazione del flagello, nel d dellesta


i

della sua Concezione,

il

natore,

conservatori di Pioma, e
si

Volendo concorrere anche il Papa all' ere/.ione della nuova chiesa in Campitelli, a' 29 settembre 1660, in presenza del magistrato romano, a gettare la prima pietra si rec
della tribuna, e con disegno di Carlo Rainaldi

recarono in detta chiesa, e col beneplacito ponpriore de' capo-rioni


tificio

venne eretta

la

nuova

fecero

leggere dal loro

can-

chiesa, la cui facciata col santuario

il formale voto, di spendere qualche somma di denaro per collocare con migliore decoro l' imma-

celliere

fu compita nel 16(17. Alessandro VII


fece
rici

a sue spese

il

santuario,

chie\i

regolari della

Madre

di

Dio

gine della Madonna, cui era rivolta


l'universa!
altre simili

spesero circa cinquantamila scudi, e


v' impieg vistose il senato romano somme. L' immagine della Madonna 1 662 la sera de' 1 4 gennaio da
,

fiducia

la

quale in

calamitose

circostanze

avea esaudito le preghiere de' romani. Primieramente Alessandro VII, a' 21 gennaio 1657, and a visitare
la

monsignor Caraffa vicegerente fu


vata
quello
chierici
dall'

le-

antico
,

suo
e
,

ciborio

della

santa

immagine; quindi
si
,

a'

3o
tutti

di

chiesa in Portico
di

fu portata in

aprile ordin che


sa al divin

riaprisse la chie-

Campitelli

seguita

dai

culto

per

cui

regolari che vi trasportalo-

CHI
no pure
Indi,
il

CHI
J

101

corpo del loro fondatore.


concistoro de
trasfer
s.

carnevale, e nella domenica di ses-

nel

26
la

luglio,

sagesima

con
ss.

Alessandro VII
Cardinalizia da
alla

diaconia

espone
di

il

gran magnificenza si Sacramento in forma


il

Maria
di
s.

in Portico

quaranta ore, e suole talvolta


visitarlo,

nuova chiesa

Maria

in

Sommo Pontefice

accompa-

Portico in Campitelli. Tuttavolta la

immagine si pot collocare nella tribuna ove ora si venera, soltanto da Clemente IX, n si comp l'edifizio
che
dovi
sotto
il

gnato dalla sua corte. Prima tale esposizione si faceva con qualche figurata rappresentanza di alcun fatto del-

Clemente

X
il

concorren-

di lui nipote

Cardinal Pail

luzzo Albertoni Altieri,


distante

nvea nobilissima ed

il

palazzo
antica

quale poco della sua

Questa particoSacramento vuoisi originata da Innocenzo XI, Odescalch, per compensare con all'

antico testamento.

lar

venerazione

al

ss.

trettanto di ossequio
la ss.

venerazione
i^i'j, ali

famiglia Al-

Eucaristia, poich nell'antica


nel

bertoni.
in

Gi
in

la

famiglia

questa chiesa

Altieri ha due cappelle gen-

chiesa di Campitelli,

lorch fu saccheggiata
dati
eretici

Roma,

sol-

tilizie,

una
le
si

delle quali

sono de-

empiamente

cavarono

gni di osservazione dei belli depositi,

dal tabernacolo le Ostie, e le calpe-

anco per grafi, che

semplici, e morali epiessi,

starono co' piedi.

leggono su due di in uno man,, nell'altro umbra.

La

facciata esterna di questo gran-

dioso tempio

di travertini

a due

santa

immagine

fu collocata

ordini corintio, e composito; l'inter-

nel ciborio 6ulla tribuna a'3o ottobre 1667 con grandissimo concorso di popolo, e nel giorno dell' Immacolata Concezione dell' anno santo
if>75,

no a
sfondate
;

croce
il

latina

tutto

con cappelle decorato di


,

grandi
pelle,

colonne

scanalate

la

cui

parte inferiore di

marmo. Le
di

cape
di

fu

la

chiesa
e
1'

aperta al publa

sono
e

ricche
di

pitture

blico culto,

per

prima volta
prescritta
al
II
,

marmi,

diverse

decorazioni.
s.

ebbe
senato
calice
di

luogo

offerta

destra evvi la cappella di

Midi

romano da Alessandro \
1 1

chele

Arcangelo

de' procuratori
i

fino dagli

settembre
e

666, d'un
torcie

collegio

[Fedi),
di

quali

dopo che
di
s.

d'argento,

quattro
si

nel

pontificato

Benedetto XIII.

cera, offerta che ora

eseguisce

andarono via dalla chiesa


stachio, quivi
si

Eu-

nel mercoled fra l'ottava della festa.

stabilirono. Nel sonsi


,

In

seguito
di di
la

chierici

regolari

tuoso
1'

altare

maggiore
della
di

venera
e
in

della
tica

madre
chiesa

Dio lasciarono l'ans. Maria in Portico,


vi

immagine una finestra


evvi
pezzi

Madonna

forma rotonda della

vendettero
descalchi
,

contigua casa agli O-

che

formarono

I'

ospe-

dale di s. Galla, e tutti si unirono con quelli della casa di Campitelli. Oltrech in questa nuova chiesa, la quale ritenne la parrocchia dell'antica,
si

una croce formata di d'una colonna spirale d' alabastro, che mostra la sua trasparenza dalla luce che ha di dietro, e che prima stava nella chiesa iu
cupola,
alcuni
Portico.

celebra

a'

17

luglio la festa

venuta
Ottavia.
racci,

tra

dell'Apparizione dell'immagine della

Quella colonna vuoisi rinle rovine dei portici di Oltre il p. Ludovico Marla
storia
di

Madonna,
che godeva

colle

stesse

indulgenze,
nel

scrissero
il

questa

la chiesa

in Portico,

chiesa,

p.

Carlo Erra,

Storia .di

102
s.

CH[
in

C1II
'.;

Maria
,

Portico di Campite.ll
il

gurate scale gemonie.

Ma

nello stesso

Roma
nardi

1750, e

p.

Giovanni Leos.

Memorie
sono
tutti

di

Maria

in

luogo ove oggi la chiesa, eravi il famoso tempio della Pudicizia patrizia, la

Portico di Fvoma ,
autori
della

Roma

1675. Tali
regolari
l'ul-

cui sontuosit fu resa nota da-

chierici

gli storici,

anzi

si

ritiene che entro

Madre
il

di

Dio {Vedi\ e

pilastri della chiesa

sienvi dieci gros-

timo ne fu
S.

prineipal fondatore.

se

colonne

di

marmo, avanzo

di

quel

tempio.

Maria
Ospedale

della
di
s.

Consolazione,

V.
Co.v-

Maria della

basilica

solazio.ve.

S.

Maria
Bocca
lizia,

in

della

Cosmedin , detta la Verit, e Scuola

Varie denominazioni ebbe questa e pel primo fu chiamata con quella di s. Maria in Cosmedin, che vuol dire ornamento convenevole, o ornamento de' sacerdoti,
,

per
vi

le

splendide restaurazioni fattediversi Pontefici, ovvero


il

greca, basilica, diaconia cardina-

da

con parrocchia, nel rione

vogliono Giacomo Moroni, e

come Mer-

Ripa.
Celebratissimo
fu

cato, eruditi antiquarii, che ne esami-

narono l'etimologia, quel Cosmedin


questo

luogo
era vi

vuol dire, ornato tempio di Giove,

dappoich
il

nelle sue vicinanze

Circo Massimo, edificato da Tar-

quinio Prisco, migliorato da Tarquiil Superbo, e cambialo in pietra da Giulio Cesare, mentre lo nobilitarono sempre pi Claudio, ed Eliogabalo. Ancora esistono molti avanzi

nio

del tempio di Vesta,

ove
al

le

vestali
la

mantennero
famiglia
tire
s.

il

fuoco sagro, e che dedic


Indi per

composto di tre voci greche, aggiungendo che tal vocabolo derivasse dall' Ara massima dedicata a Giove Ammone. Altra primitiva denominazione fu di s. Maria Schola Graecorum ad sanctos Martyres, per essere prima stata dedicata ai ss. Dionisio areopagita, Rustico, ed Eleutcrio martiri, ovvero per la gran
copia delle reliquie de' santi martiri

Savelli

protomar-

Stefano.

avvenimento d' della b. Vergine, fu chiamato del


loso

un miracoun' immagine

quivi trasportati dai


III,
,

Stefano
listo

II

se

cimiteri da da s. Paolo I, e da Capure quel nome non devie

Sole,
57()
roli.

come

si

pu

vedere a pag.
del
i

rivasse

dalle

sotterranee
colle

della

de' Tesori nascosti

Pancipistrini

chiesa comunicanti
di
s.

catacombe
i

Sulla piazza

eranvi

Sebastiano,

da cui

cristia-

o forni pubblici, giacch ivi erano trenta vasi di pietra , ove pestavasi il grano cotto, prima dell'uso delle mole, e cento quarantacinque granari. Quivi si trovava l'ara massima o
altare, cos detto
za,

ni nelle persecuzioni

portavansi

in

questo luogo per provvedersi del pane.

Fu

poi detta
ivi
si

Scuola greca
i

perch
si

facessero

sagri fizi

o con
,

usi e cerimonie greche,


istruisse

o perch

ivi

per

la

sua grandez-

con

eccellenti

maestri la

IV. Poco lungi fu

che poi venne demolita da Sisto il tempio della dea Bona, e quelli di Fauno, di Veuere, e di Giunone; il celebre ponte Sublicio Y armilustro o armeria degli antichi romani, e le nialau,

romana
cui
si

giovent,

servi stato fondato

ritirarono

od anco per esun monistero in monaci greci quanper la perimmagini. Si


dintorni

do fuggirono

dall' oriente

secuzione delle sagre


dice ancora che
in

questi

CHI
abitassero
tore
i

CH
che
l'

io3

greci,

impera-

divin Verbo, e contro l'immacolata

Adriano
:

vi aprisse

scuola greca
esistesse
la

un ateneo o che poi poco distante


il

purit di Maria, laonde quel zelante

Papa a memoria
gi fu
se in
il

di

tal

trionfo,

ove
ver-

scuola di Cassio, e

gin-

nasio pubblico, l'afFermano varii archeologi.


dinali

tempio alla Pudicizia, onore della regina delle


che vuoisi
in
I

eres-

Per molto tempo i Cardiaconi della medesima si sot:

gini questa chiesa,

la se-

conda
Dipoi
le

ad
s.

essa

dedicata
l'

Roma.

con tal denominazione Dine. Card, in Schola Graeca. Si disse ancora scuola di s. Agostino , avendosi per tradizione, che quel
toscrissero

Gregorio

annover tra

diaconie Cardinalizie, e verso l'an-

no 770 vi furono posti ad ufficiarla i monaci greci perch vi celebrassero


le

santo dottore

vi

leggesse

rettorica.

sagre funzioni co'loro


si

riti

tutta-

Finalmente fu detta questa basilica Bocca della verit, da quell'antico sasso marmoreo rotondo, che si vede nel lato sinistro del portico, forse
trasferitovi

volta

vuole che
e che

ro

ivi

gi posti
III,

monaci fossenel 705 da Stefano II


tali
il

detto

monistero

si

chia-

da qualche
quale
faceva

cortile
le

in di

mezzo

al
;

veci

A"i:iunamo col Panciroli, che tanto Stefano III, che Paolo I operarono in questa basilidi S.Dionisio.

masse

perch con rozza scoltura rappresenta un mascherone con occhi forati, e con larga bocca il volgo crede che essa si chiudesse
chiavica
,

ma

ca molti miglioramenti. zione che


rilevasi,
1

Da

un'iscri-

si

legge in questa

chiesa

ad essa contigua abitazione delle povere diaconesse,


essere stata

allorch chi vi aveva posto la

ma-

alle quali

presiedevano un diacono, e

no per giurare
falso.
altri
Il

Piazza

aveva giurato il il Crescimbeni , e


si

un

sacerdote, col titolo di padre. In


si

un

antico diurno
d' istituire
il

legge

il

privilegio

illustrarono questo antico e

diacono in questa diasi

famoso simulacro, che lungi dal


dere

cre-

conia,

dove

prescrive
(

Ut quanil

un coperchio

ignobile di chia-

do lucerna
pieta,
al

perficitur

cio

lucer-

Severano piuttosto vogliono essese stato, non una mola da macinar grano come alcuni opinavica, col

nario corrispondente alla nostra come secondo il rito ambrogiano vespero ) , Onines diaconites. et

rono,

ma

piuttosto

avesse

apparte-

nuto alla sum mentovata Ara massima , e rappresentante dalla sua figura con corna d' ariete, un Giove

pauperes Christi Kyrie eleison exclamare studeant. Adriano I, magnanimo Pontefice del 772 , dai fondamenti restaur questa basilica, l'ampli,
l'abbell,

Aminone.
L' origine di questa chiesa rimonta al terzo secolo

l'adorn con tre


delle

tri,

bune nel capo


le

ad onta

della disscrit-

tolse

e d'intorno quanto l'ingom-

tre navate

crepanza sulla vera epoca degli


tori.

brava.

sua origine al Pontefice s. Dionisio greco nel 278, ed alcuni dicono nella stessa sua casa, mentre regnava Gallieno piuttosto
ascritta la

chiamolla
oltre

Laonde per la sua vaghezza I^eram Costnedin, vago ornamento. Aggiungiamo col Venuti,

tal

quanto sopra dicemmo su denominazione, che la Madonna


,

indulgente co'
la

cristiani.

Ne
,

fu

causa

di

condanna nel concilio antiocheno di Paolo Samosateuo eh' erasi


contro
l'

Maria in Cosmedin s. significa Signora del mondo. I ss. Pontefici Leone III, e Gregorio IV gran diper
questa
chiesa

scagliato

incarnazione

del

vozione ebbero

io4

CHI
pli

CHI
poderi di certi Eustazio, e Giorgio che
si vogliono o diaconi regionani, o diaconi Cardinali. V'ha chi

cui fecero magnifici donativi sicccome

descrive Anastasio bibliotecario nelle loro vite.

Dal medesimo Anastasio

si

ha che
edific
ficio,

Nicol I, creato nell'858, vi d'appresso un palazzo pontis.

alcuni Papi
ni
l'

poi abitato da lui, non che da , e dai Cardinali diaco-

la consagrazione della san Nicol I, e chi al detto Calisto II, il quale era stalo

attribuisce

chiesa

diacono Cardinale

della

medesima.
dedica-

della chiesa.

Ecco
et

le

parole delec-

Certo che

la

festa
si

della

Anastasio

fecit

in eadeni

zione della chiesa

celebra nel

me-

clesia hospitium
tificarli,

ubi ipse

ad uliltateni Poncum omnibus, qui


vi

desimo giorno de' 6 maggio. Si vuole ancora che fra i corpi santi che
quivi
s.

ei

famulanlur, hospitarctur. Oltre a


s.

rinnov il segretario o sagrestia, vi fece appresso il presbiterio, rinnov il portico, ed edific l'oratorio di s. JNicol, per acci

Nicol

si venerano, vi Valentino martire

sia

quello di

trasportatovi

dalla chiesa eretta a tal santo fuori


della porta Flaminia.
tacersi,

N qui deve
esistes.

che presso
tratta
la
il

la basilica

crescere a questo santo venerazione


nella stessa chiesa
al
,

va altra chiesa dedicata a


tino,

Valen-

ove

gi ricorse

di cui

il

Piazza,

di lui patrocinio Sergio arcivesco-

chia, pag.

764,

quale
le

Gerarvenendo
rendite,

vo di Ravenna. Ed allineile nulla mancasse a renderla conveniente residenza pontifcia, e tale che
tefici
i

demolita verso
e
i

1570,

canonici

della

medesima, con
e
ragioni

Ponmol-

tutte le sue prerogative

ivi

potessero
vi

celebrare

te funzioni,

fabbric
i

un

bellissi-

mo
con

Triclinio, per
l'

pubblici conviti
de' Car-

intervento del Papa,


,

furono incorporate alla chiesa di s. Maria in Cosmedin. Onorio II fece diacono Cardinale di questa chiesa, Giacinto Bob
Orsini romano,
il

dinali

de' prelati

ec.

de' re e

quale dopo averla


1

principi.

avuta sessantacinque anni, nel


fu sublimato alla cattedra di
col
s.

i<)

Crescendo in lustro questa basilica, come la pi distinta, Pasquale II la confer al Cardinal Giovanni
Gaetani, che vi
fece
il

Pietro

nome

di Celestino III. Altri

per

ciborio

di

marmo

poi rinnovato dal Cardinal

dicono che ne fosse diacono soli cinquant'anni. Certo che ne fu amorevole, e benefattore. Accrescendosi
il

diacono Francesco Gaetani , ornato con mosaici, cogli stemmi di sua casa
,

lustro della basilica, essendo ulli,

ziata da' canonici secolari


nicati

cano-

cio

le

onde
di

d'

oro in
1 1

azzurro, e divenuto nel


tefice col

campo 18 PonII,

non
che
la

si

conferivano che a per-

sonaggi
velli,

distinti,

per cui Cencio Sanel

nome

Gelasio

don
gra-

poi

1216
stato

fu

Papa

alla

chiesa varie insigni reliquie, che

Onorio

III,

n'era

canonico.
con-

dipoi ripose in

una conca

di

Anche
ai

diaconia solevasi conferire


ai

maggiore Calisto II, allora quando a' 6 maggio iis3 consagr solennemente quell' altare Alcuni autori parlano anco di alnito sotto l'altare
.

pi degni Cardinali, ed
i

giunti de' Pontefici,


nali diaconi

quali

Cardi-

per

lo

pi abitavano

nelle case contigue.

Urbano IV

la

tre beneficenze di Gelasio

II

verso
quelle

confer nel

1261
che

al

Cardinal Jaco-

questa

chiesa

ed

altri

di

po

Savclli

nel

1^85 divenne

splendidissime, per donazione di

am-

Pontefice Onorio IV, ed anche esso

cui
non manc
di

CIII

105
s.

beneficarla.

Da una
Gugliel-

le

all'arciprete.
la

Dipoi
ivi

Pio V, nel
s.

sottoscrizione del Cardinal

sopprimere
ria

parrocchia di

Ma-

Giudice nipote di Clemente VI , diaconus Cardinali.? s. Marita in Co sin e din , sive schola grave a
del

mo

Egiziaca, per

fondarvi l'ospi-

zio degli

de'

prior diaconorunij
lora
il

si

rileva che al-

armeni, l' uni con bolla 14 ottobre 1570 a questa di s. Maria in Cosmedin, che eresse in
vicaria perpetua,
la

pi anziano de' diaconi non aveva diaconia determinata. Quindi Gregorio XI nel 1 375 cre Cardinale diacono di
s.

quale

ora

si

Maria

in Cosinei

din Pietro di Luna, che nel


col

><)j

nome

di

Benedetto

XIII

s'insoste-

amministra da un canonico, dietro il concorso che si fa per online del Cardinal vicario, che ne propone i prescelti al capitolo per la nomina. In seguito il canonico Agostino Varrotti

truse nel pontificato,

e visse

romano

v'istitu
il

quattro bene-

nitore dello scisma trentalre anni.

Divenuto Pontefice Eugenio IV, coin quello, che era assai propenso alla vita monastica, mentre era Cardinale diacono della chiesa Lucido Conti,

si compone dell'arciprete, e dieci canonici, che hanno l'uso della c;ippa magna, e

fiziati.

Attualmente

capitolo

del rocchetto; di
so delle

sei benefiziati,

collu-

cappe con fodere di


I

pelli bi-

capitano

generale
i

dell' esercito

gie nell'inverno; di quattro cappellani


corali amovibili.

spedito contro
nel
ta,

bolognesi, soppresse

canonici sono nosieno affetti alil

i435

la

diaconia, e la collegia-

minati, qualora

non

e la concesse, in vino a tutte le

la santa Sede, dal Cardinal diacono,

entrate e ragioni, ai monaci di san

Paolo della congregazione


perch
quel

cassinese,

quale vi tiene un prelato per vicario ; i benefiziati sono nominati, parte


dal capitolo, e parte dai patroni,
i

monistero
era

diminuito
esposto alle
,

nelle sue

rendite,

cappellani dal capitoli.


e prerogative
di

Sui privicapi-

incursioni

de' malviventi o della gente di mare, aveva l' aria insalu-

legi,

questo
insigni*

tolo,
silicale,

V. Constitutioncs
Ecclesiae
s.

bain

bre, e perch la congregazione

non

diaconali?, collegiata e, et par-

aveva in Roma n monistero n ospizio. I monaci ridussero le case a monistero, e 1' ufficiarono per settantotto anni, finch Leone X, nel i5i3, la restitu all' autico suo grado di
diaconia Cardinalizia, e di collegiata secolare^ rilasciando
sinesi

rocchialis

Marine

Cosmedin

de

urbe

Rotnae

sta trattando 1' causa del ven. d. Gio: Battidella sta de Rossi, canonico di questa basi

Ora

1832. ultimazione

silica,

per
Gio.

la beatificazione del

quala

per

ai cas-

le

d.

Maria Tojetti

scrisse

una- parte delle sue entrate, derogando alle disposizioni di Eugenio IV, confermate da Nicol V.
11

vita,

cui pubblic in

Roma
prima

nell'an-

no 1768.

Che questa
genio IV
giata, lo
si

chiesa

di

Eucolle-

tutto

del
bili

Leone X ad popolo romano, laonde


fece

istanza
vi
sta-

fosse parrocchia,

legge dalla bolla di quel

un

arciprete per

dignit,

con

nove canonici, e sei cappellani amovibili; la raccomand al senato romano, ingiungendo, che almeno ne visitassero la chiesa una volta l' anno, e assoggett la cura parrocchia-

Papa, e dalla iscrizione incisa sopra delle sue campane, che porta la data del mcclxxxm. Di alcune previsioni de' suoi canonicati vi sono memorie nelle bolle di Bonifacio IX del 1389, e di Martino V. Quindi

job
il

CHI
diacono
,

Clll

primo Cardinale

dopo

lo I

per
il

la

vecchiezza era rovinato,

marchese di Gerace, figlio di Ferdinando V re di Aragona, elevato alla porpora 5 19 dallo stesso Leone X. Sotnel
la restaurazione, fu Luigi
i

edific

coro per l'inverno dedicanGio. Battista, senza

dolo a

s.

menil

tovare altre beneficenze,


niiterio ec.

come
si

ci-

Ai
:

suddetti
,

to

il

di

lui

glorioso pontificato,

in

aggiugnere

Ascanio

devono Girolamo

una casa soggetta alla parrocchia si manifest una miracolosa immagine della Madonna, la quale pei gran
prodigi che oper,
portata.

Colonna, Leopoldo de Medici, Carlo Barberini ec. Il Cardinal Annibale Albani nipote di Clemente XI
nel
1

fu in essa

trasl'al-

vi

eresse la facciata, e rin-

Gi

esisteva

per altro

nov

il

portico con disegno di Giu-

tra

antica e

divotissima

immagine
tri-

seppe Sardi.

della beata
lente

Vergine dipinta da vasu

Quel Pontefice ne fu pure benemerito, dappoich nel 1715


fece abbassare
la

pennello
del coro,

tavola nella

piazza,

rialz

il

buna

col santo

bambino
si

piano

della

chiesa,

ch'era

sepolto

in atto di benedire, e dai lavoro

circa otto palmi sotto di essa, e la

tiene per certo, che sia quivi

collo-

ridusse in miglior forma. Inoltre fece nella

cata dai monaci greci allorch, fuggiti

piazza

una

bella
,

fontana
e

dall' Oriente,

si

stabilirono
in

in

architettata dal
fontanile
di

Bizzaccheri

un

questa
greci

chiesa.

Porla
Dei.

caratteri
significa:

una

iscrizione,

che

da un lato. L'altro nipote Clemente XF, il Cardinal Ales1727,


vi eresse

Tale immagine fu celebrata dal gran Cardinale Baronio, e riscosse sempre la venerazione del popolo romano, che la ri-

Virgo Mater

sandro Albani, nel


il

fonte battesimale.

Delle

insigni
il

reliquie

di

questa

chiesa, parla

citato Piazza a pag.


il

guarda per una

delle pi insigui di

Roma. In un

al

bambino,

dal

ca-

dinal

771. Mentre n'era titolare Antonio Frosini, vi


molti ristami
rendite
s.
,

Carfurono

pitolo vaticano fu coronata

con co-

operati

ed ottenne
l'

rona d'oro. Carlo Castelli mantovano, benemerito canonico della collegiata nel
iscrizione.

dal Pontefice

Leone XII
del

incorpocapitolo

razione delle
della chiesa di

iG38
Sulla
,

la

celebr con
nell'

una

Anastasia

(Vedi),

porta,

interno
fatta in

nel

della chiesa

eravi
di

altra

antichississ.

ma immagine

Maria

mosaico, donata dal detto capitolo vaticano ad Antonio Ghezzi, canonico

che dicemmo a quell'articolo. Il medesimo Cardinale la benefic in vari modi, le don ricchi paramenti, e costru il bellissimo organo. Mirabile la torre delle

modo

decano della collegiata nel i635, dalla cui iscrizione si legge che fu fatta nel 705 sotto Giovanni VII, e posta nella sua cappella del presepio, colla effigie da un lato del medesimo Papa. In seguito tal mosaico fu trasportato in sagrestia. Altri benefattori di

campane, o campanile per la sua altezza forma quadra e antichit che rimonta all'ottavo secolo non
, ,

potendosi

stabilire
I,

se

lo

edificasse

questa chiesa furono


dinali diaconi
:

seguenti CarSavelli
il

o Nicol I. Sulla pianta a leggere quanto scrive il Piazza a pag. 77-4j oy e ne riporta il disegno. Ritenendo in gran
di questa chiesa

Adriano

Giacomo

di

parte
di

le

forme
tali

delle chiese orientali

Roma, Vincenzo Gonzaga,


perch
il

quale

rito greco, delle parti


edifici,

che comfatto

segretario edificato daNico-

pongono

abbiamo

, , ,

CHI
parola
all'articolo

CHI
Chiesa
(Fedi).
Pontefici, e
i

07
nel

Cardinali diaconi
sacre
funzioni.
di

Sopra tutti va consultato Gio. MaCrescimbeni sulla storia di questa basilica, ch'egli produsse in tre
rio

celebrarvi

le
i

Final-

mente,
Alfano,
sepolto

fra

benefattori

questa
certo

insigne chiesa, va

rammentato
di
il

opere,

cio:

Istoria

della
s.

basilica

camerlengo
nel
il

s.

Chiesa,

diaconale collegiata di

Maria
1

in
1

portico,

quale fece

Cosmedin di
Istoriche
titolare della

Roma , Roma
della
b.
s.

5;

eseguire

notizie

Vergine

basilica di
,

Maria

in

Cosmedin

estratte

dall' istoria

pavimento a mosaico con bellissime e variate pietre. Le migliori per di quelle pietre furono tolte da mani rapaci. Oltre le principali
feste

e dallo stato

ma
s.

di detta basilica, Ro1722; Stato della basilica dia-

della

b.

Vergine,

nel

primo giorno
stazione.

di quaresima, vi la

conale collegiata, e parrocchiale di

Maria in Cosmedin di Roma nel presente anno 17 19 descritto, Roma


1

S.

Maria inDomnica,
melchiti, nel

diaconia CarCdmpitelli, sul

9.

Questo

rispettabile

letterato

dinalizia, in cura de' monaci greco-

che qui sepolto,


sa.

prima

fu

cano-

none

nico e poi arciprete di questa chie-

monte

Celio, detta la Navicella.

Fra

le

sue

benemerenze evvi
1

quella di avere nel

riaperta,

Qui
stiani

fu la casa di

s.

Ciriaca
i

macri-

dopo essere

stata chiusa per duecen,

trona romana, che alloggiava


perseguitati

t'anni, e perci

da molti ignorata la confessione, come si vede in altre basiliche, ove riposa il corpo di s.
Cirilla,
figlia

per

la
il

fede

ed
alla

avendo
cro
in

donato

tutto

suo

chiesa, ridusse la stessa casa in sa-

dell'imperatore Decio.
,

tempio, consacrato poi da san


I. Si chiama questa chiesa Domnica, o in Dominica. La-

La
vi

forn di doppia scala

l'abbell

Silvestro

fece consacrar l'altare, e l'arric-

ch con molte reliquie.

sciando

diverse

inverosimili
.ritenersi

inter-

La

chiesa a tre navi con anti-

pretazioni,

dee
il

piuttosto

che colonne, dalla disposizione delle quali vuoisi ritenere che l' antico edifizio
sia

che
dalla

siccome
quale

nome

di
,

Ciriaca,
significa
il

fu
cos

fondata

stato piuttosto

un

porti-

che un tempio, come tanti asseriscono. Di bel lavoro sono i capico,


telli;
il

Dominica, re s. Maria
ria
iti

lo stesso

di-

in

Ciriaca, che

s.

Ma-

presbiterio elevato,
ai
lati

cogli

vicella

Dominica. Dicesi poi in Nada quella nave di pietra, che


la

amboni

secondo
:

la

forma

sta dinanzi

chiesa,

forse

eretta

delle primitive chiese

l'altare prin-

per ornamento,

cipale coperto

da un baldacchino
della

sostenuto da quattro colonne di granito rosso.

Nel fine

chiesa

si

per voto alla b. Vergine da qualche navigante, ovvero per alludere alla medesima ss. Vergine, chiamata stella del mare.
o

veggono da ambo i lati della porta due sassi rotondi di marmo nero, con un ferro in cima, che servivano per istraziare i santi martiri. Nel mezzo del coro evvi una sedia di marmo con due leoni accanto di

Leone

tolse l'antica navicella di


,

marmo, eh' erasi spezzata e ve ne pose una copia, per inferiore nella
scultura.

In questa parte meridiona-

le del Celio

erano

gli

alloggiamenti

de'soldati stranieri, chiamati Castra

marmo

bianco

in

cui

sedettero

pcregrinonan ;

ma

pi di frequente

, , ,

io8
vi

CHI
i

cui
e preziose cose
dall'Anastasio.
il
,

che stavano di stazione sul monte Albano. E siccome quivi quando il Tevere avea
passavano
soldati,
,

che
fece

Vi

sono descritte il ciborio ed


di

inondato

il

campo Marzo,
de' cavalli
,

si

faceva-

no
vi

le

corse

dette Equii

na,

alcuni opinarono che


la

romani

ponessero

detta

piccola nave.

luogo nei primi del XIII fu eretto un gran monistero ed ospedale da Innocenzo III, che l'affid alla custodia de' religiosi della ss. Trinit del Riscatto, con
Presso questo
secolo

argento con lamine di tal metallo. E perch si conoscesse, che la chiesa sino dalla sua origine era stata dedicata alla santissima Vergine Maria, il santo Pontefice, nell'abside della tribuna, e quasi con egual composizione da lui
propiziatorio
tutto
colla confessione adornata
fatta eseguire

nella

chiesa di santa

Cecilia,

si

fece dipingere nel mosai-

pingui rendite.

co

restaurato
in

poscia

da Clemente
il

Questa chiesa vuoisi divenisse diaconia Cardinalizia dall' epoca della


sua
sino

XI,

atto di baciare

piede de-

stro alla

fondazione,
all'

fosse

riguardata
il

sentala

Madonna, che fu rappresedente su di. una ricca sedi benedire. in

anno
,

mille,
la

come vuole
prima

dia, col suo divin Figliuolo in atteg-

Panvinio
conia,

per

diaconia

giamento
della
se

nel giro

Cardinalizia, per ci detta arcidia-

tribuna pure

mosaico po-

o diaconia e residenza del


,

Cardinal arcidiacono della santa roCardinal cio del mana Chiesa camerlengo. L' ultimo ne fu s. Gregorio VII, dappoich soppressa dai Pontefici tal dignit, siccome di
troppa autorit, e divenuta sorgente di grandi abusi , rimase quella sola In questo luogo di di camerlengo.
sua residenza,
s.

un' analoga iscrizione in versi ancora esistente. Innocenzo VIII cre Cardinale diacono di s. Maria in Domnica

Giovanni de Medici fiorentino , il ne fu di voto e benefattore. Verso l'anno i5oo, con disegno di
quale
Raffaello,
riedific

massime

nella facciata, la
soffitto,

con nobile

fece

Lorenzo

fatto arci-

fare

diacono della
s.

s.

romana Chiesa da
distribuiti

Sisto

II,

aveva

per

ordine di quel Pontefice ai poveri i tesori della chiesa, che il tiranno

Decio voleva
tesori
si

usurpare.

E
,

quando
il

fu ricercato di manifestar dove quei

conservavano
requiris,

rispose

da Giulio Romano, e da Pierin del Vaga, il fregio che gira intorno alla navata, non che il portico eseguito da Buonarroti. Fatto Pontefice, nel i5i3, col nome di Leone X , nel d della stazione vi si recava a visitarla in cavalcata. Poco di poi quel Poutefice elev al Cardinalato

santo archile vita:


sa;,

Facultates Eccle-

quas

manus pauperum

deportaverunt.
S.

nella

Gregorio I vi pose la stazione seconda domenica di quaresie fu la


S.
1

proprio cugino Giulio il de Medici, conferendogli questa rispettabile diaconia Cardinalizia. Divenuto egli pure sommo Pontefice nel i52 3, col nome di Clemente VII,

ma,

prima tra
Pasquale
I,

le

diaconie

non mauc operarvi


Questa
llici

diversi ristauri.

stazionali.

eletto

Papa

chiesa fu

ufficiata dai
vi

mo-

nell'anno 8

7,

essendo stato titolare


la fece pi

Olivetani,
il

che

avevano dap-

di questa chiesa, la rifabbric in for-

presso

monistero; poi fu data sotto


in cura a un chierico beuno de'quali fu il celebra-

ma

diversa dell'antica,
bella, e le

Paolo

ampia, e pi

don molte

nefizialo,

CHI
tissimo letterato

cui
.5*.

109
al Quirinale,
nel
rione

ch

il

Leone Allazio, finPapa Clemente XII diede


congregas.

Maria Maddalena
delle

monache. Adoratici perpetue


Ss.

in custodia la chiesa alla

del

Sagramcnto ,

zione di

Gio. Battista del

monte
i

Monti.

Libano, de' monaci greco-melchiti,

quali ne presero possesso a'29 luglio

Nell'anno i58r,
sini,

Maddalena Orvi

1734,
collegio

affinch

vi

formassero

un

nobile romana, edific la chiesa,

pei

missionari

della Siria,

il

monistero,
s.

prese

l'abito

sotto l'ubbidienza della

sagra con-

religioso di

gregazione

di

cedente

pontificato

propaganda. Nel preBenedetto di


solleva-

pontificato di

Domenico. Quindi nel Clemente XI, la chiesa

XIII
ta
ferita

fu

questa diaconia

grado presbiterale, e confamoso Cardinal Nicol Coscia , ma dipoi torn ad essei*e


al

al

con disegno del Burioni fu rifabbricata. Ma, nel i83f), il regnante Pontefice avendo trasferite le monache domenicane ne' monisteri dei
ss.

Domenico

e Sisto, e di

s.

Cate-

diaconia Cardinalizia. Altri Cardinali


diaconi benefattori di questa chiesa,

rina a Montemagnanapoli, vi colloc


le

Ferdinando de Medici che divenne granduca di Toscana, e che fu autore di vari suoi ornamenti e miglioramenti, e per ultimo va rammentato il Cardinal Tommaso Riario Sforza, che insieme coi monaci concorse nei restauri. Questo
sono
,

monache Adoratrici perpetue del Sagramento [Fedi), le quali non solo hanno restaurata la chiesa,
Ss.
l'edifizio,

ma ne ampliarono ne abbellirono il prospetto esterno. La festa di s. Maria Maddalena vi si celebra a'22 luglio,
e
il

monistero,
e

nel qual giorno


il

ogni quattro anni,


fa

porporato,

passato essendo alla dia-

magistrato

romano

l'oblazione
colle

conia di
1'

s.

amore

Maria in via Lata per che nutriva per questa


,

di

un

calice

d'argento,

torcie

di cera.

chiesa

ottenne di poter temporariaritenerla in

mente

commenda.

S.

Maria Maddalena
degV Infermi,
Fedi.
detti

de' Ministri
i

Questa chiesa a tre navi, divisa da diciotto colonne di granito assai stimato per l sua bellezza e rarit. Di porfido sono le colonne agli angoli dell' abside, o arco del presbiterio. I freschi sotto della tribuna sono del Baldi; l'altare maggiore, secondo l' antico rito, isolato, e

Crociferi.

S.

Maria Maggiore, basilica


cale,

patriar-

in

cura del capitolo, con

parrocchia, nel rione Monti.

I.

Nomi

coi quali e stata chiamata,

nel presbiterio evvi


ficale in

il

seggio pontitre

e sue qualifiche principali.

mezzo con

gradini, e

decorazioni di mosaico.
S.

sontuosa,

Sul monte Esquilino sorge questa e veneranda patriarcale

Maria Egiziaca
Ospizio
DI

degli

Armeni. F.

della

nazione

Armena

R.OMA.

basilica, la quale fu appellala con pi nomi. Chiamossi nella sua erezione Liberiana dal santo Pontefice

che
S.

la

edific;

s.

Maria ad Nves9

Maria

delle Fornaci, de' Trinitari

scalzi del Riscatto.

Fedi.

neve che cadde, nel luogo ove fu edificata, a' 5 agosto,


dalla prodigiosa

no
giorno in
la

CHI
cui
la

CHI
ne celebra
titolo

Chiesa
il

delle quattro basiliche aventi la porta

dedicazione sotto

di

s.

santa, che

si

apre e chiude

nel-

Maria
III;
s.

della Neve; Sistina per averla

l'anno santo dell'universale giubileo

rifabbricata

con magnificenza Sisto

da un Cardinal legato a
putato dal

latere de(

Maria semplicemente per la sua eccellenza s. Maria del Presepio,


;

sommo
vi

Pontefice
il

che

dopo che
I,

nel pontificato di

Teodoro

nomina nal arciprete ), una


per
lo

pi

suo Cardi-

delle quattro,

nativo di Gerusalemme, ed eletto


,

che debbonsi

visitare

per l'acquisto
santo,

neir anno 64.2

furono trasferite da
basilica la sa-

dell'indulgenza dell'anno

ed

Betlemme

in questa

gra culla, o sia i legni che formavano la mangiatoia del presepio, sul (piale giacque nella sua nascita il

una delle sette di Roma, che si mente per lucrare


dulgenze.

principali

chiese

visitano
il

annual-

tesoro delle in-

V. Brevis narrato sacroin

Redentore nella grotta di Betlemme, nonch delle fasce, e del


di vin

rum rituum servatorum


do,
et

aperien-

elaudendo portam
basilica

snetam

fieno, su cui

riposarono,

furono
nella

palriarehtilis basilicae liberianae,

avvolte

le

divine sue

membra;
il

qiial'epoca probabilmente dalla pre-

detta citt fu quivi portato

corpo
le di

del dottore

della
altri

Chiesa

s.

Girola-

Roha la singoiar prerogativa di avere due altari papali uno quello in mezzo alla nave grande avanti l'abside, e

mac 1726. Questa


;

mo
lui

sebbene

dicono che

l'altro nella

magnifica cappella eret-

ossa dalla spelonca di

Betlemme,

del

furono quivi solo trasportate sul fine quando Saladino secolo XII
,

da Sisto V, e detta del Presepio , per essere ivi custodito. Di questo altare parlammo al volume Vili,
ta

occup la Palestina, affinch neppure dopo morto restasse diviso, e


lontano dal Presepio.
questa
chiesa
la
s.

pag.

260

altres di

del Dizionario. Vanto questa insigne basilica, che

Fu

detta poi

l'antifona

Alma

Redemptoris Mater,
nel
i

Maria Maggiore,

usata

nella Chiesa

tempo

del-

per

essere
sia

principale di

Roma

l'avvento, e in tutti

quaranta gior-

che

dedicata

Maria Vergine,

ni dalla nascita del Salvatore,

pel suo

grado

di basilica patriarcale,

posta

e per lo splendore del suo edifizio, e delle sue e de' sagri

memorie
pregi,

ecclesiastiche,

comda Ermanno che visse nel io 54, mentre si trovava in Roma, fu la prima volta in essa

come

vuoisi

che

meritamente

cantata in

onore

della
cielo.

beatissima

tanto la distinguono.
tarsi:

Sono a consul-

Vergine, regina del


tiguo
palazzo

Francesco Bianchini,

De

trans-

Presso questa basilica, e nel conrisiedettero

la tione

sacrorum eunabulorum , ac presepio Domini , nec non eorporis h. Hieronymi ab ecclesie Betlehemitica ad basilicam Liberianam, in
tom.
et
p.
Ili,
1 ,

diversi

chiamato quel palazzo anco patriarchio, ed era pure


Pontefici.

perci

considerato
recato a

come

abitazione del pa,

Anastasii, Sect.

11,

i3,
ec.

triarca d'Antiochia

qualora

si

fosse

De
ce.
;

Saeris Imaginibus
e

Roma

alla

celebrazione

di

Ili

Paolo Arrighi

De

Saeris
II,

Christi Ineunabulis. in tom.

alcun concilio. Nell'anno 49^> ^ fu eletto e consagrato l' antipapa Lorenzo, e vi tenne la sede finche, riconosciutosi legittimo Pontefice Sim-

Romae sub ter. pag. 5 16. Questa chiesa una delle cinque basiliche patriarcali di Roma, ed una

maco, fu da questo promosso

al ve-

cui
scovato di
Silvestro
dette

CHI
Nello scisma di

ni
ss.

Nocera.
III

Faustina martiri,
Marcellino
cio di
di
s.

delle
le

vergini

l'anno

io/p

vi risie-

Romola, e Redenta,

teste di

sin
s.

Giovanni Graziano arciprete di s. Giovanni a porta Latina, che eletto a suo coaudiutore dal Papa Benedetto IX, prese il nome di Gregorio VI, e vi esercit i diritti ponPanvinio dice, che l'antipapa Silvestro III fu qui pure eletto; ma ricorda che fece la sua retificali.

Papa

e martire, e di

Bibiana vergine e martire, un bracs.

Matteo apostolo, un
evangelista
s.
,

altro

s.

Luca
s.

menti di

Basilissa e di
di

Anatolia,

un den-

Il

te

Filippo Neri, ed innumerasagre reliquie, senza parlasi

bili altre

re di quelle, che
le altre basiliche,
ss.

trovano in tutte
di quelle dei
ss.

sidenza presso

la

basilica vaticana.

come

Clemente
chio
si

III fu

educato nel patriar;

Apostoli Pietro e Paolo, della


sepolcro. Delle

di questa basilica

altrettanto
fecero in-

Croce, e di Maria santissima, e una

dica di

Onorio

III.

Vi

porzione del

s.

sagre

oltre residenza Nicol

IV, Martino V,
e Sisto

immagini e

reliquie,
ci

monsign. Fran-

Nicol

V,

Calisto III
si

IV

cesco Bianchini

diede,

come meglio
di
s.

dir in seguito,

non

imaginibus a Syxto P.
sepio,

De sacri M. ex Libeet

che all'articolo

Palazzo apostolico
(Fedi).
II

riana basilica constructis

de prae-

Maria

Maggiore
s.

E
il

ac cunis
;

Christi,

Romae 1727,

sebbene, per aver Paolo


palazzo pontificio di

eretto

con figure
telli,
ficii.t

Marco, e per
quello
i

e Gio. Cristoforo BotSacrae imagines inserendae ofss.

aver

altri

Papi

ingrandito

propriis

ad

usimi eieri sac.

vaticano,
tefici

non andassero pi
,

ad abitare presso s. Maggiore avendo Paolo V reso pi

PonMaria

patriarca, bas. LberianaeS.


jor.

M. Madi

Romae 1715.
onorevole
prerogativa
i

Altra
dinali

comodo

e pi vasto quello sul

monte

questa basilica era quella, che


titolari

Cars.

Quirinale, egli
fecero quivi
la

suoi

successori

dell'ordine
ss.

presbite-

maggior parte della residenza loro, datando sempre le apud s. Mariani bolle e i brevi, Majorem. Lo stesso Paolo V incominci una tal pratica, ai i4 gennaio 6 1 41

rale, cio

dei
s.
s.

Apostoli, di
di
s.

Ci-

riaco, di

Eusebio,

PudenMarcelli-

ziana,

di

Vitale, de'
s.

ss.

no e

Pietro, e di

Clemente eraessi

no suoi ebdomadari, celebrando

Distinguesi ancora questa basilica

per turno in ogni giorno della settimana sull'altare papale, e facen-

per

le insigni

reliquie,

che possiede.
si

Oltre la culla di Ges Cristo, che


porta processionalmente per
nella notte del
s.

do le veci 5 agosto

del
di
si

sommo

Pontefice. Ai
il

ogni anno,

senato
1'

la

chiesa
tiene

romano
ferta di

qui

conduce a fare

of-

Natale, e che

si

un

calice d'argento, e di sei

esposta alla pubblica venerazione nel

seguente giorno,

vi

sono anche delle

stra

torce di cera, ed in oltre somminiannualmente al capitolo scudi


diciassette per cento libbre di

pietre del presepio, e del fieno, e dei

cera

pannicelli su cui giacque, e fu involto


il

gialla

per

1'

uffizio

delle

tenebre.
dir

divino Infante. Oltre

il

cor-

Ma

delle altre qualifiche, eccellenze

po

Girolamo, vi sono ancora quelli di s. Pio V, di s. Mattia apostolo, di s. Epafra vescovo e mardi
s.

e prerogative, oltre

quanto

si

in questo articolo, va consultato l'e-

tire

dei

ss.

Simplicio,

Beatrice

rudito d. Paolo de Angelis, Basili' cae s. Mariae. Majoris de Urbe a

u
1
.

CHI
Jum
P.

C
be
il

III

santo Pontefice LIkto rovisione furono avviviti da


di fabbricarle

M. Desaipto oc
.in fL
ssandr
^

ddineatio,

mano,
i

in
ss.

Bona

una

chiesa in

Da Al
g

li

in

poi,
.

all'arti*

come un e -

sa

onore, nel luogo, in cui nel selle


i

mattino, ad onta dell'eccessivo

nonieo di questa patriarcale sempre sud liaoono dello Cappelle PonFra. i suoi Cardinali tino;,
iti.
vi
-

proprio
.li

della
il

stagi

ne estiva,

ritrovato

suolo coperto di

furono un santo, un
soprani Pontefici,
\1.

candida neve. Frattanto sul monte il ino, apud Macellimi Lwiac Es


i
|

beai

cio

Nardn
e Donati

lib.

Clemente III. Onorio HI, Adriano


\
I

V,

pag.
,

IV, cap. 3. 3o6) cadde gran


I

ssandro

I,

copia di neve
del giorno
la
'.

ed
si

al

primo

albore

ne XII. Sono poi


gii

innumerevoli

propag per tutta


di
si

arcipreti,

che si distins gesta, molti de' quali


I

citta

li

fama

straordinari')
s.

portento.
ss

Fu

allora che

Liberio

furano nipoti dei


>'

IL

V
ca,

Ba* deff

'

"

'

oalmente si rec sull'Esquilino, in un a Giovanni e sua consorte, e presa una zappa incomin,

suoi

rimavi

ssa

mcalr*.

a
prodigio

alla

rompere la neve. presenza d innumerabile


a
altro
il

dall'

stanando Onnipotente
-

operato
dell'ebasili-

pop lo accadde un H D appena infatti

prodigio.
col

Papa tocc
divise

per

intercessione
ne quarta

neve,

che

si

in
,

una

di

me un

canale

a]

dificazione di questa

itriarcale, detta patriarcale, per-

rendo indicata l'area pel piano della chiesa, la quale venne poscia erett
dalla

oome
ss

si

disse

all'

articolo

generosit
k

de' coniugi

fu

lic\, le basiliche

patriarcali

a
fice
-

nnemente
ne'
3 "3,

dal Ponte-

snate
!i vi

ai

patriarchi maggiori, ac-

abitassero dappresso quan-

recavano in Roma. Questa di


s.

Mira Maggiore era appunto, me -i disse pi sopra, stabilita

pel

Abbimi una d' A una contante e pia tradizione, che l met del quarto secolo,
certo Giovanni e la sua consorte, di
fiiiv,
risia
i

emana, non,
.

me
tg
,
.

Tollero

alcuni

della

famiglia
si

Patrizi, essendo senza prole,


-sero
e
la

ri-

primordi del secondo la comune opinione. Tuttavolta gravi audimostrano j che tale avveniri mento debba attribuirsi ad altra epoca, probabilmente all'anno ovvero nell'anno 566. Osserva il a nel suo Santuario Barn pag. 3 4. che questa chiesa fu eretta nel campo, o foro Esquilino ov' ebbe luojo una carneficina e macello di martiri, laonde per tal sangue
Liberio, forse
n'e
g

anno

con fervore
pregassero

alla

ss.

^ erloro

sparso,
le

e per la

neve caduta,

il

col-

voler

additare, in qual' opera di suo gra-

pu chiamarsi candido, rubicondo. S. Carlo Borromeo


Esquilino,

dimento potessero impiegare


igni

le

loro

rendite.

Furono
notte
i

tali
J

suppli-

esaudite, e la
sto dell'anno

de \ agodetti eouiu-

Clemente Vili, e tante pie persone ascesero questo colle in ginocincominciando dalla chiesa
:
.

J5a, tanto

di

s.

Pudenriana.

CHI
S'ignora
la

CHI
forma
di

ei3
u-

pi'imitiva

che

la

riedificazione di questa chieall'

questa basilica, la quale sar

stata

sa testificasse alla cristianit,

come quelle
se

delle altre

prime

chic-

de' cristiani, cio

un

quadrilate-

ro con tre

navi, quale poi la rifabcredibile

nionc de' credenti, al popolo di Dio, la prerogativa divina della Madonna. Vero per, che simile epigrafe si rese

brico Sisto III, che


to , che

ne

conservasse la primiera forma. Cer-

tempio Liberiano non fu di lunga durata, perch setta nt'anni dopo vi fu bisogno che Sisto HI lo riedificasse nella maggior parte. Era allora costume, che quando veniva convinto e condannato un errore di qualche eresiarca da un conil

comune nelle chiese di Roma, come si lcyge nel Ciampi ni Vetera Monumenta, pag. 204. Fe,

ce pertanto Sisto III

rappresentare
il

nel mezzo dell'arco,


evangeli coi sette

codice degli
collocato so-

sigilli

pra una specie


sedia pontificale,
la
ni,

di pulpito,

come
:

cola

stumavasi ne' concili

ecumenici
colle

addobbata

di veli,

cilio

generale,

perpetuassero

la

romani Pontefici ne memoria, come in

mensa
il

dell' altare

oblazio-

titolo della croce, le

immagianzi
sola

rendimento di grazie a Dio, in qualcuna delle principali chiese di Roma, facendovi rappresentare prima in pittura, e poi in mosaico i fatti
principali,
I

ni

de' principi degli

apostoli,

tra esse rimarchevole per

miglianza quella di s. Pietro, come quella che fu eseguita presso il perfetto

come

fecero

s.

Silvestro

ritratto conservato
I,

da

s.

Sil-

nella basilica lateranense


s.

dopo
I

il

vestro
tro,

non che

simboli de' quat-

concilio niceno, e

Damaso

nella

evangelisti, per indicar la

vera
lati

chiesa di

s.

Anastasia,

dopo quello

sorgente della fede cattolica. Ne'


dell'arco

di Costantinopoli.

perci che ne-

gandosi empiamente da JNestorio la divina maternit della Vergine il


j

medesimo, e ne' mentovati quadri laterali sui muri della nave di


mezzo, fece Sisto
istorie del vecchio e
III

rappresentare

concilio
1'

generale

efesino

condann

nuovo testamento
Verbo.
mosaici distri-

errore, e in conferma del

domma,

allusive all' incarnazione del

col quale la

conobbe
in varie

in

Chiesa universale riMaria la madre di Dio,


del

La

serie

di

questi

buiti allora lungo tutta la

parti

cristianesimo

si

cipale dalla porta

nave prinmaggiore sino al


tribuna
,

fabbricarono chiese in suo onore.

Il

grande arco della


posizione

la

cui

menzionato Papa Sisto III, eletto l'anno 4^2, volendo erigere un trofeo alla b.
"\

memoria che siasi posteriormente variata d a conovi


,

non

ergine per tal vittoria


eresia,
,

scere la forma, e le dimensioni della


basilica

contro
capitale

la

nestoriana

nella

nella

seconda
le

sua edifica-

del

cattolicismo

riedific

zione

che
,

meno

aggiunte

mo-

con maggior ampiezza e magnificenza la principal chiesa


ivi
il

derne

ristauri

lei

de-

diverse vi

si

che in epoche fecero per conservarla


dalle

dicata, vi fece costruire

grand' ar-

od

abbellirla dai Papi, e dai bene,

co trionfale coi mosaici


lo

che ancora

fattori

diversificano

presenti
Sisto
III

adornano
mezzo,
di
tal

fece distribuire in

soltanto di poco. Cosi


si

trentotto quadri gli altri della


di
fe

nave

attribuisce

il

nobile porticato della

come ne assicura l'epigramosaico: xystvs episcopvs

nave suddetta, sostenuto da trentasei

colonne d'
d'

un

bel

marmo
,

greco
le

flebis

dei.

Con
XII.

ci

volle

esprimere

candido

ordine

ionico

oltre

VOI.

n4

CHI
none
Iq
lis,

CITI
Licina
,

quattro altre di granito, che sostengono i due arconi della medesima


navata. Appartenevano forse quegli arconi a qualcuna delle basiliche dei
gentili

di altro

ispellabi-

edificio.

Leggiamo nel De AngeBasilieac S. Marine Majors


p.

capo IX,
ITI

poste su l'Esquilie,

vicinanze,
di

come
ec.
,

di

Cajo

di

o nelle Lucio
GiTini

88, che sull'antica porta d'ingresso, in prova che Sisto


fosse

stato

l'autore

dell'intero

Sicinio

del tempio

di

edifizio,

cravi la seguente iscrizione:

VIRGO VIRGO MARIA


.

MARIA
.

STXTVS
.

NOVAT
.

TIDI

SIXTVS

NOVA

TECTA

DICAV1T

Anastasio
i

bibliotecario

enumera
da Sii

molti e ricchi doni


III a

offerti

sto

questa basilica, fra

quali

un magnifico altare di argento, ovvero, come dicono alcuni, ricopr il


suo altare con lamine di tal metallo del peso di trecento libbre. Avendo la basilica tre navi , altrettante

Per la gran devozione, che ad essa ebbe sempre il popolo romano, fu costume di pollarla, in un alla venerabile immagine del ss. Salvatore,
nelle processioni pi solenni,
le

e pei

cause straordinarie e di pubblica

sventura,
Alla

come

si

dir in progresso.
di

riedificazione

Sisto

III,

erano le porte dal lato del prospetto esterno, essendo moderne quelle
laterali alla tribuna.

l'abside

Ognuna
delle

delle

non fu fatto con quello sfondo com' attualmente, per cui di qua il presbiterio era situato al
dell' altare,

dette tre porte corrispondeva quindi

e nell' aula.

Avanti

il

ad una nave, ed una


rali

due

late-

presbiterio
di alcuni
l'aula,
lati

stava

il

coro innalzato
il

quella che oggi porta san-

gradini sopra

piano delcancelli; ai

ta, l'altra quella che rispetto alla chiesa murata. Cessata la discipli-

e forse chiuso

da

na nella Chiesa, circa la divisione de' due sessi anco relativamente altenne pi al mel' ingresso, non si todo antico ; ond' che nei moderni ristauri si aprirono tutte le porte nella nave di mezzo. Di una quarta

del coro erano situati gli amboche poi furono rinnovati da Alessandro III. Il De Angelis, che
ni,

pubblic nel
basilica,

1621

la

storia

della

ancora un avanzo del presbiterio, e del coro, ce ne ha lasciala la descrizione a p. 54in cui era
Afflitta

porta fa
,

Angelis

menzione il citato De chiamata Regina , perch

Roma

nell'anno

5o,3

da

sopra di essa era stata per molti anni alla pubblica venerazione l'immagine della b. Vergine, che vuoisi
dipinta da
s.

Luca, col

suo

divin

Figliuolo in braccio. Tale


cata,

antichis-

sima, e prodigiosa immagine, collocome diremo, da Paolo V


nella
eresse
,

cappella

sontuosa
in

che

quivi

che mieteva molte vittime, s. Gregorio I, il quale allora governava la Chiesa univermentovata sale, volle servirsi della sagra immagine di Maria per placare Dio. Adunato in questa basied il popolo romano, lica il clero, nella mattina di pasqua con una processione di penitenza, portando egli

una grande

pestilenza,

dicesi portata

Roma
s.

da

stesso

il

quadro
la
la

della

Madonna,
vaticana
;

s'av-

Gerusalemme, o

da Costantinopoli
Liberio,

vi per

basilica

ma
moavve-

e posta nella basilica da

giunta
le

processione innanzi

la

o pi probabilmente

da

Sisto 111.

Adriana, che pel seguente

CHI
nimenlo
gelo, t di
il

CUT
s.

ll5

si

chiamo poi Castel

An-

Pontefice vide sulla


edifizio

tal

sommiun angelo che rifodero, e


tutti
si

divin Figlio tutta ornata di gemme ed oro, come riferisce il Baronio.

Dall'Anastasio

si

apprende,

che
alla

Aba-

poneva

la

spada nel

da
sent

driano
silica

I,

del

772,

don

un coro
ia, quia
leili}'a,

d'angeli,

da

preziosi

paramenti

sacri,

orn

cantare Regina Coeli laetare, allelu-

quem

merlasti portare, alsicut


dixit,
alleil

confessione con tavole di argento, e l'altare del presepio con lamila

resurrexit,
il

ne d'oro
sta

istoriate.

Il

soffitto di

queco-

luia.

Sorpreso

Papa,

non che

basilica,

che
s.

era

di

semplice

popolo da tal prodigio, rispose, ora pr nolris Deum } alleluja, con grandissima divozione,
cessare la peste

travatura di legno,

e scoperto,

e subito

si

vide
citt.

per tutta
in

la
la

Paolo e di altre antiche basiliche, fu pure risarcito da Adriano I, il quale don eziandio

me

gi quel di

Da
fona

quel
il

tempo
rito di

poi

Chiesa

un
s.

calice d'oro di

libbre venti.

adott

recitare quest'anti-

Nell'anno
tefice

795

successe a detto
III,

Pon-

nel

tempo pasquale.
del

Ed

in

Leone

memoria
ta

miracolo viene

cantanella

dal capitolo della basilica,


di
s.

processione
passa pel

Marco
s.

allorch

ponte

Angelo.

Non

si

deve occultare esservi alcuno che asserisce, ci essere avvenuto portandosi in

onorare la ss. doni a questa chiesa , cio ricchi paramenti, archi, vasi, corone, cornici, lampadi, lampadari, e croci d'oro e di argento, senza mensissimi

che bramoso di Vergine, fece copio-

tovare altre suppellettili,

un

ciborio

processione

l'

immagine

di

d'argento di

libbre 610,
s.

Maria
sa
di

ss.,
s.

che

si

venera nella chie-

ciborio d'argento, che

ed altro Gregorio I

Maria d'Araeceli {Vedi), ovvero allorch ambedue portaronsi processionai mente. II medesimo Pontefice
s.

avea donato alla basilica di s. Pietro. Stefano IV, detto V, successo nell'8i6 a Leone III, regal alla
basilica

Gregorio

fu

divotissimo
cio l'otla

di questa basilica, vi recit nelle sa-

lampade
si

cre funzioni varie omelie,

alcuni bacili con d'argento, e ordin che accendessero nel tempo notturde' divini uifizi.

liberiana

tava nel giorno di Natale,

vente-

no

Da

ci
di

rilevasi

sima prima in quello di Pasqua, e la ventesima seconda nel sabbato


fra

l'uso

antico della
i

Chiesa

canta-

re nella notte

mattutini,
essi
si

l'ottava di tal solennit.

II

Du:

ripartimento di
turni.

donde il chiam Not-

rando racconta, che mentre una volta vi celebrava la messa,

nel dire

Intanto, siccome
di

il

presbiterio al

Pax Domini
un angelo
ce:

st

semper
al

vobiscum,

qua

dell'altare, e nell'aula, oltre

rispose

santo Pontefi-

l'essere

contrario alla consuetudine,

Et cum
s.

spiritu tuo.

Dopo

Sisto III,

il

primo Papa,

che benefic questa basilica, fu san Simmaco, eletto nell'anno 49$; quindi s. Gregorio III nell'anno 732
perfezion
sulle
il

l'inconveniente, che il popolo nei pontificali quivi celebrati dal Papa, fosse troppo prossimo al suo
trono,,

portava

massime per
magnifico
1

le

donne dal
I,

lato

loro,

il

s.

Pasquale

crea-

cornicione,

che
il

posa
e

to nell' 8

7, volle togliere

tal disor-

colonne,
di

rinnov

tetto,

dine. Risarc la basilica, rinnov l'abside, trasport

nell'oratorio del

presepio pose

una

dentro di esso

il

pres-

immagine

Maria Vergine

col suo

biterio, e l'innalz in

modo, che per

n6
ci

CHI
il

CHI
il

ascendervi faceva duopo salire undigradini;

perch divenne

piti

popolo romano, che avrebbe ucciso 1' assassino se Gregorio VII non
,

alto
tre

delle basiliche di

Roma.

Inol-

avesse

preso a proleggerlo.
1
1

Insorto
II,

Pasquale

don molte suppel-

dipoi nel

3o contro Innocenzo
II,

lettili,

arredi sacri, ornamenti, e al-

l'antipapa Anacleto

per sostenersi

tro

che l' Anastasio fa ascendere a centoquarantanove libbre d' oro e


, ,

nell'usurpata

dignit,

derub gran
ristauri

parte dei tesori della basilica.

milleduecento venticinque d'argento.

Dopo
vazione
creato
tre

suddescritti

ed

Tal prodigiosa quantit di donativi sembra incredibile; ma pure gli autori sono concoidi in affermarlo, anco in favore delle altre chiese di Ro-

abbellimenti, le cose degne di ossersi

devono ad Eugenio IH,


nel
1

Papa

i4^,

il

quale inol-

edific

un

bel

portico con otto

ma. Dalla lavorazione


sersi

dei quali

trarre indubitato argomento,


in

que' secoli

del

si pu non esmedio evo

cellentissimi

colonne di granito, e l'orn di ecmosaici, in cui fere


1'

rappresentare
della basilica,

istoria

dell' origine

del tutto spente tra


se
le

noi

le la

arti

e la

neve caduta nelle


letto

vicende de' tempi,

poca cul'a-

sua area,

come ho

nel celebre
si

ra di tanti tesori, e pi ancora


vidit degli

mss. del Bianchini,


nell'archivio

che

conserva
Il
il

uomini non
s

ci

avessero

di essa basilica.
fatto
si

mopi

defraudato di

monumenti, ne potressimo ammirare pregi, e


preziosi
i

saico esprimente quel

antico documento, che

abbia della
della

giudicare se realmente

1'

ignoranza,

pia
neve.
la

tradizione

sulla

caduta

e la rozzezza furono quali vengono


descritti.

Tultoci Eugenio
divozione,
,

IH
cui

fece per

tenera

nutriva
Il

San Gregorio IV, che

ascese

la

verso la b. Vergine

e per la probasilica.

cattedra apostolica neh' 827, vi fece un ciborio d'argento, di libbre quattrocento, ed alcune corone d'oro di

pensione

verso

questa
rilevano

marmo
ora
si

dell'architrave,
si

in

cui

dai

versi scolpiti

tali beneficii,

con altri ornamenti di drappi d'oro, ingiojellati di pietre preziose. Benedetto antipapa, dopo che fu deposto dal concilio di Sutri, nel io5g, visse ed abit abbietto presso questa basilica, ove poi
libbre dieci,

fu sepolto

fra gli
s.

altari

del Prese-

vede nel cortile, che mette alla nuova sagrestia. Gregorio XIII rinnov il medesimo portico Eugeniano nel 15^5, della qual'epoca di Eugenio III il nobilissimo pavimento della nave di mezzo, intarsiato di pietre dure, e di un vago lavoro fattovi

pio,

di

Girolamo.
Presepio
vi
,

In

questa

a spese

di

due

nobili

romani,
i

cappella

del

nell'

anno
nella

Scoto, e Giovanni Paperoni, ove

me-

1076,
notte

mentre
del

celebrava
il

desimi ebbero sepoltura.

Il

Cardinal

santo

Natale,
II,

santo

Paolino Scolari romano, educato presso


questa basilica, di cui fu pure canonico,
strina,
la

Pontefice Gregorio \
zio,

certo Quin-

o Cencio, partigiano di Enrico IV, empiamente assal con gente armata la chiesa
,

fece strage del popolo, e


fer

come divenne vescovo di Palefabbric un palazzo presso futuri medesima per s, e per
i

giunto all'altare

gravemente

il

vescovi

prenestini,
nel
di
1

il

qual

palazzo,

Papa, e

spogliatolo

sacrilegamente
in

dopo che
col

delle sacre vesti, lo port prigione

sua casa, donde poi

fu liberalo dal

1 87, fu eletto Papa Clemente III don ai canonici, Poco dipoi furono falti, o

nome

V
CHI

CHI
rinnovati

n7
di

due

altari coi

cibori

cia-

rinomato pittore in mosaico


secolo, Nicol IV,

quel
;

scuno de'quali

aveva

due quadri,
l'altro

Papa

dell'

imo

dalla parte della nave,

de' minori, fece abbellire


ci

di

Ordine mosa
-

ed erano opere di Gio. Giacomo Semenza, e del Zucca fiorentino. Essi precisamente furono sidella tribuna,

la

tribuna, ove fu posto

il

di lui

ritratto,

la sua morte.
il

opera ch'ebbe termine dopo Fece ancora Nicol IV

tuati avanti

il

coro
s.

nell'

aula

cio
I

quello dedicato a

Gregorio
;

dal
,

senato e
detto

popolo

romano
da

i'

altro

delle

reliquie,

Giacomo

pavimento di mosaico alla tribuna, ed ivi volle essere umilmente sepolto senza veruna distinzione; finch Cardinal fr. Felice Peretti pure il
francescano, divenuto poscia Sisto V,
col consenso del capitolo e del

Gio. Capocci,

e Vinia sua moglie,

pr redemptione ammarimi suarum anno Domini 1-2.56. Sono poi descritti

Car-

dinal Sforza, arciprete,

gli

eresse

un

dal

De

Angelis a pag.

56

bel deposito coli' opera di

Leonardo
di

82, coi loro rispettivi rami.

Questi

da Sarzana, e

il

disegno

Domepres-

due
ni
la
al

cibori particolari, e
alle

altre basiliche,

non comumassime per

nico Fontana, che ora vedesi

so le porte della basilica fattovi tras-

localit

ed uso,
di

pontificato
e

Neil' altare
I si

vi rimasero sino Benedetto XIV. ciborio di s. Gregorio

portare da Benedetto
nedicci

XIV. V. Becirca

XI

dissertatio

pu~

blieuni cultura,

quem

in sancla

Ma-

custodiva la

sacra
di

culla

forse

ria Majori

quidam

vellens

sino dal pontificato


e

probabilmente vi l'immagine di Ma ria Vergine, che vuoisi dipinta da s. Luca, e che venerossi, come si disse, pure sulla porta chiamata Regina, situala nel mezzo della chiesa per cui in supplemento vi fu in appresso
collocata
,

Teodoro I, fu allora anche

Papae IV,
11

asserere, Venetiis

Nicolao ij5i.

qual

culto

Benedetto

efficacissime ragioni
sistere.

XIV con prova non, sus-

Sono pure
neh" esterno

del secolo XIII le ri,

staurazioni dei mosaici

che
dell'

erano
antico

prospetto

portico, ed ora sebbene mutilati so-

immagine della Madonna dipinta da Guido Iieni. Onorio III, Savelli, romano, eletcollocata
altra to

no

, e furono a spese del Cardinale Pietro Colonna, del quale ivi si vede lo

nel portico superiore

fatti

Papa

nel

12 16, siccome era stas.

Maria Maggiore presso la quale sino da fanciullo era stato educato, morendo a' 18 marzo 1227, volle essere sepolto nella basilica presso l'altare del Preto canonico di
sepio.

stemma. Debbonsipoi que'ristauri attribuire al suddetto fi*. Giacomo o Mino da Turrita, o ad altri, perch vi si legge il nome di certo Filippo Rossuto, forse discepolo del celebre
saicista

model

Cosimati.
dell'

Dell' erezione

Ma

assunto al pontificato nel

mosaico
tico
III,

esterna facciata dell'andi

1288 Nicol IV, come quegli, che amava sommamente questa chiesa,
facendovi dappresso
denza, riedific
1'
1'

portico, per opera


e del
rifatto
vi

Eugenio
Cardinel-

dal

detto

ordinaria
,

resi-

nale Colonna,
cesco Bianchini.
al

memoria

abside

l'

ampli
III
,

l'archivio capitolare del citato

Fran,

da

cjuel

che era sotto Sisto


I.

Pasquale
rita

Dal celebre Fr. Giacomo da Tur(

Devesi similmente zio Cardinal Giacomo Colonna del Cardinal Pietro, il mosaico so-

piccolo

castello

del

Sanese

pra

1'

altare della tribuna

rappre-

i8

cai
mandato,
alla detta
i

Clil
lasci egli
,

sentante L'assunzione di Maria ^ ergine, ed

un fondo

alla

mosaici tra

le finestre la-

basilica coli' obbligo

che ogni sera

terali si attribuiscono
di,

Gaddo Cadi^S5

e furono poi ristaurati nel


d"

tovata

per ordine
e nel
to

Innocenzo Vili, Cibo,


-volere

menmemoria dell'avvenimento. Non si hanno di ci


ora
si

suouasse la
in

campana
,

iy5o per

di

Benedet-

documenti
generale e

ma

la
,

tradizione

si

XIV.

costante

che

abbiamo

Per avvenne nella basilica il cambiamento del coro, che essendo stato sino a quel tempo nell'aula, fu dai due menzionati Cardinali traslocato nel presbiterio. Quindi
si

creduto farne parola.


Nel seguente secolo, Nicol
bric accanto la basilica

fab-

un palazzo
Pontefici;

per abitazione de'


e
il

Sommi

molti-

plicarono
guisa
,

le

cappelle, egli altari in

Colonna ne aveva quattro. Nel medesimo secolo, e nel 1876 Gregorio XI fece costruire il bel campanile, lodato dagl' intendenti dappoich dell' arte in esso appariscono progressi delche
la sola famiglia
,

Guglielmo d' Estouteville ne fu grandemente munifico. Apr le due porte laterali


Cardinal
arciprete
edific varie cappelle,
il

alla tribuna,

fece a volta

soffitto

della crocie,

ra e delle navi minori

e rinnov con magnificenza, e ricchezza l'alta-

re della confessione, ove pose quattro colonne di


porfido.

l'architettura di que* tempi, e

piatti
in-

Nello stesso

concavi di majolica verde

sono

tempo
ci
il
,

Calisto 111, Borgia, incomin-

castrati con simmetria, e circondati da cornici di marmo bianco pure

bel soffitto della nave di mez-

zo

tutto

intagliato
di

scomparti-

rotonde. Nella parte anteriore vi


nel

menti con disegno

Giuliano

da

primo ordine la rologio, ed a Paolo


Il

mostra dell'o-

Sangallo, e poscia, dal di lui nipote

si

deve

il

suo

Alessandro VI, Borgia, stato aneli Vigli

ristauro.

arciprete della basilica, fu

fallo

Cancellieri, Delle

Campane,

p.

compiere, e dorare col primo oro

47
di

dice,

che

la torre di

questa chie-

sa sia la pi

grande

de' campanili
,

Roma , non la pi bella come vorrebbe il De Angelis. Questi per giustamente celebra il suono delle sue quattro campane come il pi sonoro, e il pi armonioso che si abbia in Roma, e ne registra i diversi toni. La seconda di dette campane suona ogni sera a due ore di notte, e volgarmente chiamasi il suono della sperduta. Questo suono fuori d'ora si attribuisce ad un'antica

che dalla scoperta America gli mandarono i piissimi monarchi delle Spagne Ferdinando, e Isabella. Nuovamente fecero indorare quel soffitto
si

Benedetto XIV, e s nel 1825 Leone XII, non esistendo pi il suo fondo azzurro. Varie altre sontuose cappelle furono costruite in questa basilica o
dai susseguenti Cardinali
arcipreti,

o da altri personaggi. Tra esse sono degne di speciale menzione la Cesi,


fatta costruire

ad onore

di

s.

Catedi
tal

tradizione

cio

che

essendosi

rina dal

Cardinal

Federico

smarrito nelle

campagne romane un
seguendo
In
si
il

distinto viaggiatore, questi pot giu-

gnere in
di tal
alla
ss.

Roma

suono
racco-

campana.

ringraziamento
era

Vergine, cui

cognome. Di questo porporato e del Cardinal Paolo di lui fratello ed arciprete della basilica, sono nella medesima cappella rispettivi sepolcri colle loro statue di bronzo gettate
i

CHI
sui
la.

CHI
del
si

ug

modelli di Guglielmo della PorNella delta cappella Cesi


il

espoil

ne

ss.

Sacramento, quando
le

Pa-

pa celebra
silica.

funzioni in questa ba-

In pari tempo

rammenteremo
all'Assunzione,
di coro ai

la

cappella dedicata

che presentemente serve


canonici.

venerando suo corpo, a' 9 geni588, lo trasferi, con solenne pompa, ad un sepolcro sotterraneo, che gli fabbric nella cappella del presepio, e perch da lui edificata come diremo, chiamata Sistina. Da quel sepolcro Innocenzo XII, a' 16
naio

Fu

incominciata dal Cardi-

settembre
tico,

1698,

lo

fece estrarre

dinal

Guido Ascanio Sforza con

collocare in un' urna

di
si

verde

anfece

segno di Bonarroti, e venne compita dal di lui fratello Cardinal Alessandro,


silica
,

ove

attualmente

vede ele-

vato. A'

28

dello stesso

mese

ambedue
colla

arcipreti della ba-

celebrare poi

un solenne
,

pontificale

della Porta.

direzione di Giacomo Anche questa cappella

in di lui onore

fu canonizzato.
del Pontefice
di
lui
s.

A' 5

ornata di depositi in

marmo

dei

da Clemente XI maggio, festa il si vede Pio V


e
,

due porporati

Sforza, con bellissime

corpo

nell'apertura davanti
di Gregorio

colonne di giallo antico. Serve di ornamento a questo ve-

dell'urna.

Nel pontificato
(il
il

XIII
ca-

nerando tempio
dine di
s.

il

collegio de' Peni-

quale,

come dicemmo,

ristaur

tenzieri di diverse lingue, e dell'Or-

portico, e colla demolizione di

Domenico, quivi

posti dal

se e
s.

Pontefice
polo,

s. Pio V del medesimo Ordine nel i568, a comodo del po-

vigne dirizz la strada che da Maria Maggiore conduce alla balateranense


),

silica

il

Cardinal
vigna

ir.

e de' pellegrini

che lo

visita-

Felice Peretti di Montalto, che sull'Esquilino avea

no. V. Penitenzieri di s. Maria Maggiore. Tal Papa era si devoto del presepio, che nella notte del s.

una

da

lui

ridotta a magnifica villa, incominci

Natale
ullizi,

quivi

interveniva

a' divini

dal lato di essa, e dalla parte della nave destra una superbissima cappella.

ed a celebrarvi cappella ponanzi

Terminolla

co' materiali del distrutto

tificale;

racconta

il

Castiglia

nella di lui vita, che accorgendosi egli

chiamato il settizonio (Vedi), dopo essere stato nel i585


assunto al pontificato
Sisto
col

monumento

una

volta, aver
il

musici di troppo
fu

af-

nome

di

frettato

canto del mattutino, senturbarsi allorch


alz in piedi,
ter-

V, per

cui

la

cappella, che

za punto

pu chiamarsi sontuoso tempio,


se
il

pre-

minato,
il

si

recitato
il

nome

di

Cappella Sistina. Al
dell'artisi

Pater nostcr, intuon di nuovo

mattutino, laonde con


ficazione,

comune
colla

edi-

X, numeri 4-6 e 47 colo Cappelle Pontificie ,

riporessa

dovuta devozione, pausa e raccoglimento Morendo quel Pontefice nel i5y2,


fu

cantato

tano

le

pontificali

funzioni in

celebrate

dai Papi.

Chiamasi
di

queripoprese-

sta cappella

anco del Presepio, peressa


l'altare antico del

fu

sepolto nella basilica vaticana in


venisse
il

ch

nel

sotterraneo

forma di deposito, finch

se Sisto

tempo
di

di

condurlo,

com'egli
de'

lasci

pio, colle pietre del presepio stesso, e

ordine, al

convento

domenicani

con del

fieno,

e pannolini ove giacil

bosco da lui fondato; ma Sisto V, che da lui era stalo creato Car-

que
cav.

e fu ravvolto
di

sauto Bambino.
cappella Egli
fu
la
il

L' architetto

tal

dinale,

non volendo

privare

Roma

Domenico Fontunu.

di-

iao
stribu in

CHI
forma
di croce greca,

CHI
con
a quel Pontefice, e
laterali in
s
;

'cune storie senza

una

cupola

sostenuta

da

quattro

basso rilievo, noi: che in


lui

grandi arconi, e pose nel mezzo la cappella del Presepio, che era entro
la
stessa

alto

la

di

coronazione,

dire delle statue che gli stanno late-

basilica,

trasportandovela

ralmente, giacch lunga sarebbe la

tutta intera, e coprendola al di so-

enumerazione
rilievi,

di

esse,

dei
delle

bassopitture

con un singoiar tabernacolo retto da quattro angeli fusi in metallo per conservarvi il Ss. Sagramento, per cui la cappella chiamasi pure del Ss. Sacramento. Di contro,
pra
neir arco di prospetto evvi
pel trono pontifcio.
il

degli

stucchi,

a fresco, e a

olio, e dei diversi

marPer-

mi, che formano


complesso
stia

un meraviglioso

di bellezze artistiche.

sino nella particolare contigua sagre,

luogo

vi

hanno

de' bei dipinti, e per

dir tutto in breve, furonvi impiegati del

La

cappella

antica

Presepio

migliori artisti,

era stata

fabbricata

in altro luogo

sero, afl.ne di

della chiesa sotto Innocenzo III,

Marcinone Aretino, come


di
I,

da ha dalla lui vita scritta dal Milizia, tomo pag. 126, donde fu dal Fontana
si

fondatore
Sisto

che allora vivesrender degna del suo meravigliosa cappella.


papale
l'altare

dichiar

medesima cappella, come avvertimmo superiormente e colla


della
,

quivi trasportata, tutta intera, ben-

ch fosse vecchia, ed avesse archi, finestre, porte ed altri vacui tanto rilevasi dalla sua vita, tom. Il, pag. 81. A destra vi la piccola cappella di s. Lucia, ed incontro quella di s. Girolamo. Nell'arco a destra,
;

nota sua liberalit la dot di rendite, costituendovi un preposto con quattrocento scudi allanno, un collegio di quattro cappellani, e di
quattro
sagiista.

chierici

benefiziati,

ed

il

questo

ai

cappellani

assegn annui cento cinquanta scudi,


e

vivente lo stesso Sisto V,


il

fu

fatto

cinquanta
il

ne

stabil

ai

chierici.

di lui deposito ornato

da quattro

Volle, che

preposto fosse la prima


basilica,

colonne di verde antico, e dai bassorilievi, che rappresentano la Carit,


la

dignit

della
e

dopo

l'arci-

prete,

Giustizia,

la

coronazione

di

Sisto

medesimo,

la cui bella stail

tua genuflessa in atto di adorare


Ss.

Sagramento, opera lodata di Gio. Antonio Paracca da Valsoldo, senza mentovare le statue che ne adornano i lati. Morto Sisto V, ai 27 agosto i5go, dopo essere stato il di lui corpo nella basilica vaticana sino a' 20 agosto i5gi, il Cardinal Alessandro Peretti di lui nipote con
solenne

che gli altri fossero benefiziati, con molli privilegi, e decorazioni, di cui per altro mai fecero uso. Obblig la celebrazione di quattro messe ne' giorni festivi, e di tre ne' giorni feriali, con tre anniversari perpetui: il primo per Pio V; anniversario che cess non molto dopo sotto Paolo V, nel farsi il processo per la beatificazione; il secondo per l'anima sua, e il terzo pei patroni della cappella, che dichiar per pri-

pompa

quivi

lo

trasport,

mo

dover essere
Peretti
il
,

il

secondo
Sisto

la disposizione

del defunto.

chele

dalla

suo nipote Miqual famiglia


nella no-

Da Leonardo da

la

statua

Sarzana fece fare di s. Pio

pass poi
Sisto

juspatronato
destin
l'

bilissima Sforza-Cesarini.

con triregno in capo, pel mausoleo che incontro al suo eresse


sedente

a
altro

protettore

di

questa cappella

nipote Car-

CHI
dinal Alessandro Peretti detto
talto, in

cni
Monvoni (Vedi),

i2i

per renderla celebre

mancanza

del quale dichiar


il

avesse stabilito di trasferirvi da santa

dovesse subentrare
dinale
della

pi antico Carnella
cui pro-

Maria Maggiore, ove giace, parte, o


tutto
il

Marca,

vincia egli nacque, e per


di esso
il

mancanza

lamo;

ma

corpo del s. dottore Girone fu distolto, e dalla

sagro Collegio.

primo Cardinale prete del V. La Costituzione

morte, e dallo zelo del capitolo liberiano, che volea conservare presso
di s
s

a'

89 Gloriosa?, di questa erezione data 9 giugno 1087, Bull. Rom. tona.


IV, parte IV, pag. 3
cesco Benci:
1

preziose reliquie.

Di questa

qui notato, che in fondo della nave destra di questo tempio evvi
il

Va

cappella Sistina scrisse la storia Fran-

De

Sacello

ExquiUno

deposito del Cardinal Gonsalvo Rodriguez vescovo di Albano, morto


nel

a Sixlo
di Lucia,

poet. ejusdem.

V condito. Exstai in op. V. Pietro Marcellino U abbazia di Giovanni


s.

1299, sopra il cui deposito si vede un' antica tavola di mosaico, nel mezzo della quale Giovanni de
Cosimati,
distinto
artista

a Piro

unita dalla sa. me. di Sisto


ss.

romano,

alla sua insigne cappella del

Presepio, eretta dentro la sacrosanta


basilica

rappresent la b. Vergine col bambino in braccio, a mano dritta l'apostolo


s.

di S.

M. Maggiore, Roma
Badesi,

Mattia con un cartello in


:

iy5o., Hieron.
Ejcquilino
structo.

De
P.

Sacello

mano,

e le parole in caratteri gotici

a Sixto
deve qui

M.
V,
l'

connella

me

JN
il

tacersi

che nel

1587

medesimo
ss.

Sisto

piazza dietro la tribuna fece erigere,


in onore della

ara prior; a sinistra s. Girolamo con simile cartello, nel quale leggesi: recubo prcesepis ad antrum, pure in carattere gotico. Ci serve
tenet

Croce

obelisco

a dimostrare l'esistenza dei corpi di


questi

(fedi),

l'imperatore Claudio aveva innalzato nel mausoleo d'Augusto a quell' imperatore. Inoltre dal sito ove eresse l'obelisco, apri una strada che conduce alla Trinit
tle'monti, e dalla parte della facciata

che

due

santi

nella
al

basilica,

che ora riposano


tare patriarcale,
delle

basso sotto
cui

l'al-

sebbene a cagione
socrsria-

tante

innovazioni

principale

ne
,

apr

due,
s.

condurre
fuori le
s.

alla basilica di

una per Lorenzo

eque l' edilizio, alcuni vogliono che se ne ignori il sito. 11 Panvinio dice, che il corpo di s. Girolamo si venerava sotto l'altare a lui dedicato; e dalle

mura l' altra a quella di Croce in Gerusalemme. Di fianco


cio dalla parte della
Sisto

memorie

dell'archivio

capitolare, riportate dal de Angelis,


in onore di Girolamo, sia stato eretto e dotato circa l'anno i4oo da un certo Stefano di Paolo Ottaviano de Vaschis; ma presentemente pi non esiste. In luogo di esso Sisto eresse quello, che indicammo nella descritta sua cappella. Benemerito egualmente della basilica fu Clemente Vili, Aldobrandini , perch don al capitolo il
s.

alla basilica,

apparisce che l'altare,

tribuna

avea incominciato ad aprire altra via, che conducesse a san Marco; ma i lunghi lavori
di valli da innalzare, di da abbassare, e di case che dovevansi demolire, g' impedirono
richiesti

colline

di

portarla
Si

compimento innanzi

moite.

ha per tradizione, che avendo


Sisto

lo stesso
la chiesa

eretto

in

Roma

di

s.

Girolamo

degli Schia-

palazzo apostolico attiguo alla chicsa ;

ni
e
tutti
i

CHI
siti

CHI
fonte, e
vi

adiacenti, oltre averne

fece innalzare

una grangerisse

aumentalo copiosamente le rendile. Tanta poi era la sua divozione all'immagine della beata Vergine, che le don una corona di gemme, e veli di
gran valore, e nei bisogni pi graad onta de' suoi vi della Chiesa, frequenti incomodi di podagra, e
chiragra,
si

dissima colonna (per la quale l'inglese

Tommaso Courtneo
imperatore
della
il

un

poema
siano

latino e greco), che

Vespa-

nel tempio della

aveva gi eretta Pace in Roma, al


Vit.

termine

guerra giudaica, coCiacconio,

me
toni.

racconta

PP.
di
sta-

recava a piedi

scalzi

IV,
lece

col.

38o,

seg.

Su
la

questa
re del
lei

basilica

prima

dell'

appari-

essa

collocare

eziandio
in braccio

aliare la

giorno per celebrare al di messa; anzi tu pi vol-

tua di bronzo doralo di Maria Verdine col


lata

bambino
liartolot;

modella

veduto salire genuflesso il monr te, e giunto alla porta della basilica aspettare che si aprisse. Ed perte

da

mentre

il

Maderno
fon-

alz la
tana.

colonna,

e disegn

Inoltre lo stesso Pontefice con-

ci, che Paolo V, Boiglie.se,

il

quale

cesse indulgenza a chi salutava tale

da

lui era stato innalzato

alla

porpo-

ra, quasi interpretando le sue divote

intenzioni,

gli

eresse

un nobilissimo

immagine. Orn ed ampli la basilica, ne decor la facciala esterna con aggiungervi due fabbriche per

deposito presso la medesima

imma-

comodo

del

capitolo

restaur

il

gine della b. Vergine, nella splendida, e sontuosa appella da esso


eretta, e che andiamo brevemente a descrivere. Clemente Vili, essendo

campanile due volte dai fulmini danneggiato a cagione della sua punta acuminata ( per cui Pio VII
lo fece
trici),

munire

di

conduttori elet-

morto
ticano,

nel

160 5, donde poi


'la

tu sepolto nel
a'

Va-

facendovi eziandio rifondere la

secondo

disposizione di Paolo

23 aprile 1646, V,

campana

grande,

che

perfetto suono. Fabbric

non era di pure Paolo


e
la

fu trasportato nel detto deposito dal

la

nuova

sagrestia con architetfece

nipote principe
ghese.

Marc' Antonio Bor-

tura di Flaminio Ponzio,


ni, e del Bastaro.
il

decorare colle pitture del PassignaNell'adito avanti,

triregno

A' 16 maggio i6o5 fu assunto al Paolo V, che da prelato

riconoscente

capitolo

liberiano

era stato vicario della basilica, e che

eresse a Paolo
sale di bronzo, quirico.
il

una

statua colosdi

da Papa se ne addimostr magnanimo benefattore. Egli pertanto nel 1608 vi fece celebrare pompose
esequie, e seppellire Antonio Nigrita

opera

Paolo Sanedific

Il

medesimo Papa
,

coro

pei musici

sopra

il

quale

fece

costruire

marchese
dal re di
dienza.
cui nel
sulla

di

Funesta, spedito a

lui

canonici.

comode camere pei Quindi, emulo del granV, incontro


alla

Congo a

rendergli ubbi-

dioso Sisto
pella,

sua eap-

Quest' quell' ambasciatore

1629,
coli'

Urbano Vili
sagrestia

eresse

porta

della

un

bel

con maggiore splendidezza e buon gusto, nella nave sinistra, e con disegno di Flaminio Ponzio milanese, eresse
ricca di

mausoleo,

opera

del

Bernini.

una sontuosa
, ,

cappella,

Quindi

il

medesimo Paolo
che
di

rad-

marmi

e pietre rarissime,

drizz la strada,

dalle quattro

decorata di stucchi

dorature, e

pit-

fontane conduce
piazza

alla basilica, e sulla

ture, in onore della b. Vergine, che

principale

essa

eresse

uu

venera vasi

nella

stessa

basilica,

CHI
che dal

CHIsua
famiglia,

1*3

cognome
dichiar

di

che
la

la

sua
di

patrona,

prese

denominazione

Cappella BorSistina
a.

ghesana, o Paolina. Questa cappella


formata

come

la

croce

Paolo V. Jl deposito a destra di Clemente \lll, con quattro colonne di verde aulico; Ja sua statua di Siila da Vigi milanese, che lo rappresent
stesso

due canonizzali dallo

greca, con quattro arconi, che reg-

sedente col triregno,

e col piviale,

gono

la cupola.

contornato
e statue.

di

bassi rilievi, termini

L'altare principale fu edificalo con

architettura

di

Giuliano, o Girola-

Di contro si vede quello, che Paolo V ancor vivente si fece


costruire genuflesso cogli abiti pontificali , e colla sacra tiara da un
lato, in atto di pregare la b.

lamo Raiualdi , e di Pompeo Targoni. Sopra di esso si colloc la detta immagine della ss. Vergine, che nella basilica prima era stata sulla porta in mezzo per cui la porta era
chiamata Regina
in
,

Veril

gole

mentre
il

nel resto degli ornati

come

precedente. Persino

lato

poi

fu messa
cibori.

uno

de'

due
le

suddescritli
il

esterno della medesima cappella, dal generoso Pontefice fu fatto abbellire

Questo altare

riusc

Roma, per
nalate

quattro

pi ricco di colonne sca,

con travertini, e con istatue. Oltre a ci, Paolo forn la contigua

di diaspro orientale

e per le

pietre preziose e metalli dorati delle


basi, de' capitelli

adoruolla di stimabili dipinti, di preziosi arredi, e paramensagrestia


,

e delle liste, che ne formano l'insieme. Di agata sono


,

ti

sacri,

come
al

descrive

il

menzionato
col.

Ciacconio
pel
V'istitu

detto

tomo IV

383,
scudi.

le

pietre de' piedistalli

e del fregio

valore di

trentaduemila

del cornicione; ed oltre diverse gioie,

un
il

largo
contiene

il il

campo

che gruppo di angeli di brondi lapislazzoli,


la

beneficiati,

pellani

collegio di sacerdoti o composto di dodici capprimo de' quali gode la

zo dorati, sostenenti
gine
nel

sacra

imma-

dignit di priore, colTobbligo di ulfiziarvi

ivi da Paolo V stata collocata 1612 dopo una solenne proces-

quotidianamente, e

vi stabili

dei cantori per cantare nel sabbato


le

sione col sagro Collegio de Cardinali,

litanie,

e altri inservienti, dispoi

e con tutto
dall'altare
a'

il

clero,

onde fu presa
della
basilica

nendo che
basilica
si

detti cappellani assistes-

maggiore

sero al coro,

27 gennaio,

la

giorno in cui segu sua solenne dedicazione. 11 me


di
,

reca

quando il capitolo della ad uflziare in quequale


pei
1

sta cappella, alla

il

Pontefice

desimo altare
basso rilievo

sovrastato da
,

un

fondatore

diede
di

protettore
,

un
atti-

di Maderno Papa s. Liberio,

bronzo disegno che rappresenta il


il

Cardinale

sua famiglia

quale

traccia

nente ad essa per parentela. Sui privilegi, e sulle prerogative della me-

sulla

neve lavorarono
tori

l'area
i

della chiesa.

Vi

pi abili scultori, pit-

ed

artisti,

tificato

di
il

che fiorirono nel ponPaolo V, il perch lungi


dettaglio
de' suoi singo-

dal fare
lari
le

desima, veggasi la costituzione 253 data a' 28 ottobre 161 5, Bull. Ho in. tom. V, part. IV, pag. i83. Finalmente, giunto Paolo V al termine di sua vita, bench indisposto
ta,

pregi, ci

due
a
s.

limiteremo a dire, che cappelle laterali sono dedis.

di salute, volle per l'ultima vola'

22 gennaio
di

cate al Cardinal

Callo boi ionico,

visitare

1 621, divo tamente questa sua cappella, e poscia

ed

Francesca

Romana, ambe-

28

detto mese spir nel bacio

i*4
del Signore.
Il

CHI
suo corpo temporanella
basilica

CHI
Giulio Rospigliosi
vicario

fu canonico e
,

neamente fu
di
e.

sepolto
,

della

basilica

ed

allorch
il

Pietro
a'
,

donde con maestosa


dell'anno selui

esercit la nunziatura in Ispagna,

pompa
guente

3o gennaio

re Filippo IV, che lo

amava,

asse-

il

Cardinal Scipione di
trasportare
cappella

nipote, lo fece

nel suo
,

gn a suo riguardo a detta basilica, la perpetua ed annua pensione di


scudi quattromila,
1'

deposito iu questa

facen-

come

si

legge nelcol.

dovi aggiungere
cpitafo.

un

lungo, e veritiero
celebratissima

Oldoino, J

it.

Pont. tom. IV,


in

Su

questa

729. Quindi
tudine lece

il

capitolo, per grati-

cappella Andrea Bajano scrisse un poema, e Andrea Vittorelli un opuscolo con questo
riose
titolo
:

fondere

bronzo dal
,

cav. Lucenti la statua del re

e la

Della gloquali sono

pose nel vestibolo della sagrestia, e


poi nel portico

memorie della B. V. Madre


delle,

incontro alla

scala,

di Dio, gran parte,

che conduce
dizione.

alla loggia della


le

benesuc-

accennate con pitture, statue, ed altro nella meravigliosa cappella dei


Borghesi,
Colle

Per

beneficenze da Fi,

lippo
cessori
tori,

IV

fatte alla basilica

da Paolo
,

edificata nel

vennero

riguardati

benefat-

Esquilino

Roma

1616.
:

Da

e quasi canonici della medesi-

Pomponio Brunelli abbiamo Orado iu laudem B. M. V. qua Roane loquitur, ac ss. D. N. Paulo V. P. HI. de amplssima tede in basilica s. Manie Major., summo artificio et ornata exoedificata gratulatur, Romae i6i3. Non deve tacersi che in questa cappella, per la festa dell Assunzione della b. Vergine,

ma.

questa pensione, che si ricavava dalle mense vescovili di Catania, e IMazzara in Sicilia, e
si

Ma

fruiva

da vari canonici per regio brevetto, ebbe a cessare allorquando il regno delle due Sicilie nel secolo decorso fu diviso dalla monarchia Spaglinola. Divenuto il Rospigliosi, nel 1O67,

Sommo
suo

Pontefice col

nome

di Cle-

prima

si

teneva

la

cappella pa-

mente IX, per dare una prova del


affetto verso la basilica, volle

pale,

come pu

vedersi al

num. 32
Cap-

no-

del
tificie

X
,

dell'articolo Cappelle pon-

bilitare

di

travertini

il

prospetto

mentre a quello
si

delle

esterno della tribuna, servendosi dell'architetto

pelle Cardinalizie, e al
del IV,
ivi
si

numero i5
vespero, che

Carlo Rinaldi

ma

col-

descrive

il

pito nel

tervento

celebra dal capitolo con inde' Cardinali a' 5 agosto ,


della basilica,
dicesi

festa della dedicazione

1669 dalla morte, il suo successore Clemente X, Altieri, continu tal lavoro e il compi nel 1673, laonde in memoria di ci,
,

ed a quel pur

delle

merafanno

oltre
si

l'iscrizione

che

sul prospetto

viglie e de' gelsomini,

che

si

legge, sovrastata dallo

stemma genVergine col


dilexi

cadere dalla volta in memoria della neve caduta in tal giorno in questo
luogo.

tilizio,

fu battuto

il

grosso senza an-

no, coll'effigie

della b.

Talvolta

il

Papa
litanie
,

interveniva

santo bambino, e l'epigrafe:

anticamente
cappella
si

alle

che nella

ora

la

visita

cantano nel sabbato, ed per adorare il ss. Sacra-

decorem domvs tv.e. Aveva disposto il virtuoso Clemente IX, che poi dal Vaticano il suo corpo fosse trasferito nella basilica

mento
do
si

esposto decorosamente, quan-

liberiana

in piana

porta nella basilica, massime nel carnovale.

terra, colla iscrizione: Clementi ix

cinekes;

ma

Clemente X, in

grati-

CHI
tudi ne di essere
lui
lica,

CHI
innalzato da
chiesa
,

2^

stato

perdendo

cos

l'

antica sua

al

Cardinalato, nella stessa basi-

maest.

Fu

ingrandito l'altare della

nel

1671,

gli

fece fabbricare
iscrizione,
alla

confessione, e sovrappostovi

un

ricchis-

un sontuoso deposito con


che
col.

riporta

V Oldoino

citato,

7 86, al destro lato della

navata

principale, con disegno del Rinaldi.

simo baldacchino non proporzionato alle colonne di porfido, che il sostengono per cui si ricorse all' insufficiente ripiego di circondarle con
,

situato questo mausoleo incontro

fasci

di

a quello di Nicol IV, e n' consi-

Nel primo

palme anno

di

metallo dorato.
del

pertanto

suo

mile nell'architettura.

dente di

La Clemente IX
lati

statua sedel Guidi.

pontificato, Benedetto

XIV

diede al
e nel se-

capitolo ventimila

scudi,

Ha

essa ai

quelle
il

della

Fede

guente

74

1 ?

essendo demolito l'an-

e della Carit, per


tuttora riposa
l'altare patriarcale.

di lui corpo

tico portico,

a'

4 marzo, con
la

solen-

nel pavimento avanti

nit vi colloc
lui

prima pietra da

Aggiungiamo

col

benedetta

in

un
,

padiglione ivi

pag. 344) cne dovendo la mentovata iscrizione, dettata da Cle-

Piazza,

eretto. Coll'opera dell'architetto cav.

Ferdinando Fuga

il

quale

si

servi

mente IX
si

al proprio segretario, porsi


il

delie antiche colonne, lo edific dop-

sul

pavimento,
in

astenne dal no-

pio a due ordini jonico, e corintio,

minare

essa

Vergine, cui era

nome della ss. sommamente divoto,


:

ed

il

fece

pi grandioso.
,

mosaici,

eh' erano nella facciata


tanti
lati

rappresen-

perch non
e invece
si

fosse co' piedi calpestato,

espresse

sub ejus praecceli


est
,

il miracolo della neve , mutivennero per appoggiarvi la

sidium 3
Inoltre

qua?

janua

etc.

volta dello stesso portico,

ma

furo-

Clemente X, a' lati della tribuna, eresse due nobilissimi organi.


Nel
lo

no

trasportati

al

di
il

dentro

della

loggia superiore, che

Pontefice fece

fine

del pontificato di Gre-

gorio XIII, e sul principio di queldi

Sisto
vi

V, furono

tolti

gli

am-

dare (dopo la cappella dell'Assunta, che in questa basilica celebrano i Sommi Pontefici)
la

fabbricare

per

boni che

erano rimasti. L'antico


portico

solenne apostolica benedizione. Al


corrispondenti

presbiterio, l'altare della confessione,


i

portico inferiore furono dati cinque


aditi

due

cibori i,

il

esterno
sino

vi

ad

altrettante

rimasero

sull'antica

forma

a del

porte della basilica, compresa quella


santa, che
si

Benedetto
qual

XIV

la

divozione

apre e chiude nell'an-

magnanimo Papa verso


della

l'imalla
as-

no

santo. Tali porte sono tutte de-

magine
sistere

Madonna, innanzi
sabba to
si

corate al di sopra di pregevoli bassorilievi.

quale recavasi ogni


al

ad

Alz dai fondamenti

quel a pi

canto delle litanie,


il

estese

Pontefice

ed

ingrand
,

gli

edifizii

nel concepire

dispgno di rimoder-

esterni contigui

riducendoli

nare tulta

la basilica.

Non venne

pe-

regolar forma, e qui va notato, che

r corrisposto nelle sue grandiose intenzioni dagli architetti, dacch trascorsa era
l'et del

presbiterio, nel quale

si

buon gusto. Il vedono quattaberna-

uno, come dicemmo, era stato eretto da Paolo V, l'altro dal Cardinal Gio Francesco Negroni. Fece di pi, la facciata ed ornolla di statue, fra
le

tro bassorilievi

dell' antico

quali

vi

fu collocata quella del

colo dell'altare maggiore, fu abbassato e ridotto quasi


al

b.

Cardinale

Nicol Albergati,
il

gi

piano della

arciprete della basilica,

cui culto

u6
rono rinnovate
tribuna, e
s

cui
da
lo
lui

CHI
nutrito

immemorabile fu appi-ovato la Benedetto XIV. Le parli interiori fus

per

questa
stato

insigne

basilica,

di cui era

arciprete
pei
fece

nel mosaico della,

resero

ad

essa benemerito,
vi

nel discoperto mirabile

riattamenti e dorature, che


eseguire
,

pavimento
principale.

di

mosaico

della

nave
furono

massime nel

soffitto, e pei

Le navi decorate in un agli


lastri e stucchi, e

laterali
altari
,

restauri de' suoi

importanti
la

pre-

con pi-

gevoli mosaici. Oltre di che

avendo

per seguir le regole simmetria , vennero tolte le magnifiche facciate di alcune capdella
pelle,
tra le quali
la

ridonata alla basilica


pel

parrocchia,
eh

Sforza; ed

il

suddetto altare
fu rinnovato,
col suo altare, e

papale
lo

egualmente

Suprimo novembre 1824, volle erigervi un magnifico fonte battesimale degno


disposto
della

costituzione
il

per universam, emanata

come
il

soffitto.

furono il coro Benedetto

di lui, e della bellezza della

chiesa.

altare a'

solennemente consacr questo 3o settembre i y5o, giorno dedicato al massimo dottore s. Girolamo. Questo altare papale isolato, e si formato di un'antica urna
di

XIV

Trasportato altrove il coro che serviva nella stagione estiva, e che era nella gran cappella contigua alla sagrestia canonicale dedicata alla

Assic-

sunzione di Maria Vergine,

ivi,
il

come luogo
tisterio.

separato, eresse

bat-

porfido

sulla

quale

posa una

E<so formato di una va-

larga

mensa

di

marmo

bianco e nero,
dice

sta
10

tazza circolare di porfido,

la

come

sostenuta da quattro putti di bronzo


dorato.

Una

tradizione

che
fon-

sua gran base decorata di festoni di metallo dorati, e sostenuti

l'urna servisse gi di sepolcro

ai

da
di

teste di

cherubini.

Tutta

la

datori della basilica, al patrizio ro-

tazza ricuopresi di

una gran

lastra

mano

Giovanni, e sua consorte. Che


sia

pur
ni,

metallo dorato messa ad in-

Giovanni
lo attesta

sepolto nella basilica,

tagli e rilievi,

con analoghe
della

iscrizio-

una

lapide

la

quale

si

e coli'

immagine
venerasi

ss.

Ver-

legge nella sagrestia.

gine,
di

che

nella

basilica.

mantenimento poi

tanti abcostii i

bellimenti, coll'autorit

della

tuzione
febbraio

Ad Romanum,
iji"),

data agli

Nel mezzo v'ha una base di metallo su cui vi sono angeli sorreggenti un basso rilievo ove effigiata la
ss.

Bull.

Magn. tom.

Trinit, e sulla
s.

XVI,

281, Benedetto XIV obblig l' amministrazione della santa Casa di Loreto, a somministrare alp.

statua

di

Gio.

Battista

cima pur

la

di

metallo dorato, in atto di battezzare.


Il

fonte chiuso da
di

una ringhiecon
da' quali

la

basilica

l'annua pensione di scudi


i

ra,

con balaustri
eleganti

alabastro

cinquecento, da durare sinch


successori
te

suoi

quattro
si

cancelli,

non avessero diversamen-

provveduto. Nondimeno la santa Casa, per liberarsi da tal annua


luoghi di monte, che davano l'an-

11

discende per. tre gradini al fonte. tutto rinchiuso poi da una can-

prestazione, cedette al capitolo tanti

nuo
co
sacri

frutto di scudi cinquecento.


lo zelo

A' giorni nostri


di

apostolidei

che divide la capmediante un arco sostenuto da magnifiche colonne Una conduce di granito orientale. alle sagrestie, l'altra al fonte. Pacca
cellata di ferro,

pella in

due

parti,

Leone XII
e
l'

pel

decoro

poi la cappella
rilievi,

di stucchi,

basso-

templi,

amore

particolare

pitture, e

colonne

di

verde

CITT
antico.

cui
il

!9.

L'architetto fu

rnv.

Vala-

sala
al

Clementina del
1."
il

liche

l'autore delle opere metalGiuseppe Spagna. Lo stesso Leone XII volle benedirlo per la prima volta nella vigilia di Pentedier, e

Vaticano.

dorato In fondo della nave


soffitto
J
'

sinistra vi

deposito di monsignor

Favoriti, canonico della basilica. 3/

coste,

battezzandovi poscia
le

sei ebrei.

Oltre tutte

cappelle

ed altre
di
cial

esistenti

enumerate, nelle navi minori


farsi

mausoleo del Cardinal Francesco di Toledo il primo Cardinale gesuita, devotissimo della basilica cos, che vi si recava dal VaIn alto evvi
il
,

questa patriarcale, dee

spess.

ticano

a piedi

cos

benemerito

menzione
ivi
all'
si

della cappella del

che
dici

Crocefisso, cosi chiamata per quello

don un calice d'oro, quattorlampade d'argento ed altre prele

che
va

venera, e che prima sta-

ziose suppellettili, oltre aver fondate

Questa da Benedetto XIV, e situata nella nave destra, vaga


ingresso della chiesa.
cappella, ridotta

diverse cappellanie. Nella basilica evvi

ancora

il

deposito di monsignor

Sergardi, gran letterato cognominato


Settano.

per

le

sue decorazioni,

essendo
di

or-

All'estremit poi dell'altra


prelato

nata
e
vi

da

dieci

colonne
eguali.

porfido

nave,

il

Merlici ha

il

suo

da

Lateralmente sono due armadi, uno pieno di


pilastri

sepolcro.

reliquie,
la

l'altro

colla

sagra
in
il

culla,

quale
al

racchiusa

una
s.

bella

Questa sagra patriarcale basilica per le tante bellezze che in s racchiude , presenta in ogni angolo cose
cos

umetta
bino

di argento,

con

BamMaria Her-

pregevoli e

di sopra, sostituita

in qued.

ricchezza, che dopo

il

per arte e per tempio valica-

sto secolo

dalla

piet

di

no,
tico

il

quale non ammette confron-

Emmanuela, duchessa
mosa,
1

di Villa

to con altro
e

donata gi nell'anno 606 da Margherita arciduchessa d'Austria, moglie di Filippo III re di Spagna. Nella notte di Natale questa culla si porta processionalall'antica

qualunque edificio anmoderno, senza questione


di

la pi bella
levasi

Roma. Ci pure
,

ri-

dalle tante descrizioni, che ab-

biamo
dotta

dagli antiquari
,

e dagli

arla

cheologi

tra' quali

merita
sulla

lode

mente per
quattro

la chiesa

sulle
si

spalle di
nella

Dissertazione

basilica

canonici, e

espone

cappella Sistina, e sull'altare pontificio della tribuna.

Per riguardo
sepolti

a'

personaggi

illustri

, stampata io Roma nel 1825, e compilata da Nicola Ratti* e da lui dedicata a Leone XII. Da ultimo si pubblicata in R.oma, con

Liberiana

in
la

questa basilica, lunga ne


descrizione
.

bellissimi rami,
silica

La

patriarcale

ba-

sarebbe
quelli

Ci limiteremo
oltre tutti

Liberiana, descritta, e illustra^


Valentin!.

soltanto a far menzione,


di

ta

da Agostino

sopra

mentovati, e senza
sepolcrali del
se-

ricordare le
vestibolo
.

memorie

Notizie sul capitolo ed arcipreti della


basilica

della sagrestia, de' soli


1

di

s.

Maria

Mag-

guenti

Girolamo Muziano, celebre pittore morto nel 1590. Tumulato esso venne presso la detta
:

giore.

Poco dopo
lica,

l'erezione

della

basi-

eappella

del

ss.

Crocefisso, e
il

sulla

vi

fu posto
di

un
e

clero

composto
di
di-

tomba
zaro

gli

fu posto

quadro
ora

di

Lznella

prima

chierici,

in seguito

risuscitato,

che

sta

canonici coll'arciprcte, che,

come

, ,

ia8

CHI
lica,

CHI
Degli altri benefattori della basie del capitolo, tratta
libro
il

remo, divenne Cardinale sotto Eugenio III. Indi, verso l'anno 4G8, il
Pontefice
s.

De Anbe-

Simplicio

Bull'

Esquilino,

gelis nel

IV

De

origine

presso

questa

basilica
,

fond

la

neficiatonim, cappellanorum, etc, e


nel libro VII,

s. Andrea col titolo in Barbara, o Catabarbctra, ove dipoi fu fabbricata la chiesa di s. Anto-

chiesa di

De

donationibus ex
imperatoribus,
alc/uc

Summit Pontificibus,
regibus et caeleris

mobiliavi,
Il citato
il

nio

abbate, ora in cura delle

mo-

iminobilium, derivati*.
za a pag.

Piazdi

nache camaldolesi. Nel pontificato di Gregorio l, creato l'anno 7 15 , s. fu per suo ordine eretto , accanto la detta chiesa di s. Andrea, un inonistero pei monaci, a' quali si diede

344

riporta

nome

alcuni istitutori di prebende beneficiarie.

Da

ultimo

Benedetto

XIV,

non contento
alla basilica,

degli abbellimenti fatti

un

oratorio nella basilica perch inai

ro,

sieme

chierici

medesimi

ufficias-

sero di giorno e di notte. Continua-

ne accrebbe il suo clecappa bigia e lo stallo in coro a quei cappellani ch'erano cantori, ed istituendo in

dando

l'uso della

rono

essi nella

direzione e piena
della
basilica
,

ministrazione
riporta
il

amcome

vece

loro

la

cappella

de' musici

De

Angelis,

De

archipress.

byteris, vicaris, et canonicis


riae.

Maqual

Majoris

pag.

28.

Della
Piazza,

onde il clero divenne pi che mai numeroso. Indi Leone XII diede al medesimo capitolo 1' abbazia de' ss. Andrea e Gregorio al monte Celio,
cio le tre cappelle annesse a detta
chiesa,

promiscua

uliziatura,

in uso in vail

rie chiese, fa

parola

Ge,

prima goduta da un Cardi-

cirarchia Cardinalizia pag. 34o tando il Panvinio, De SepC. Eccl.

nale in

Pontefice, col

hac basilica. In progresso di tempo cessarono i monaci d'interveniriti

il regnante contenuto del breve apostolico Codesti* Regina, Maxima 1 irginum Maria , Datum Romae

commenda. Ed

vi,

e rimase
della

il

solo capitolo al ser,

apud
sis

s.

Mariani Majorrm,
alla basilica,

vizio

chiesa

accresciuto

poi

augusti anno

XP /nc/iMDCCCXXXVIU
ed
al capito-

successivamente dalla piet


nefattori.

dei beil

conferm

Uno

di

questi fu

Carse-

lo le concessioni

tutte accordate dai

dinal Pietro Colonna


colo,
il

nel

XIV
stato

sommi
la

Pontefici, dichiarando che alal suo clero


i

quale

assegn

pingui

renli-

medesima, ed

comu,

dite al capitolo, per essere

nicati sieno tutti

diritti,

privilegi,

berato nel recarsi ad Avignone, da un imminente naufragio, dopo avere invocata la b. Vergine, che si

grazie ed onori, di

cui
altre

godono

goder potranno
basiliche di

le

patriarcali
se le cose

Roma, come

venera nella basilica ; ed in oltre a ci in morte volle essere sepolto nella chiesa, col seguente ingegnoso
epi tallio
:

anzidette fossero state concesse alla


stessa basilica Liberiana.

Attualmente questo illustre capida cui in ogni tempo uscirono uomini chiari per santit, dottrina e
tolo,

Petra Petrum tegit licer anmamque fovet Petra Christus, Sic scdvum retinct utraque Petra Petrum.

dignit ecclesiastiche,

si

compone
divisi

del
vi-

Cardinal arciprete, d' un prelato


cario,

di

sedici

canonici,

in

tre ordini, di

preti, diaconi, e

sud-

diaconi, di dieciotto beueficiati (uno

CHI
de' quali
dividi
ci
il

CHI
curato
)

l29
,

vicario

pure
sudcap-

Matteo

prete
III,
1 1

Cardinale
nel
1
1

creato

nei detti tre ordini;

di dodi-

da Eugenio
arciprete nel

5o, divenne

chierici

beneficiati, divisi in
accoliti
;

53.

diaconi,

ed

di sedici

Paolino Scolari, romano,

educa-

pellani beneficiati di varie


ni,

istituzio-

to presso la basilica, canonico della

e di ventun altri cappellani pa,

medesima,
Cardinale
1
1

fatto nel

1166

arciprete,
III

rimenti di diverse istituzioni


quali
I

ed

da
III

Alessandro

nel

hanno posto dopo

benefiziati.

79, e creato

canonici nell' inverno usano cappa

Clemente

Papa col nome di nel 1187, benefattore


III,

di saja paonazza, con fodere di pelli


di armellini bianche,

insigne della basilica.

con rocchetto,
cotta

Rolando, Cardinale di Lucio


arciprete nel
1

e nelle altre stagioni


chetto.

roc-

iqi.
vicario

Gli altri nell'inverno usano cappe di saja paonazza con fodere di pelli bigie con rocchetto senza

Pietro Sassi d'Anagni, Cardinale


d'

Innocenzo

III,

di

Roma

arciprete nel 12 12,

maniche, e
.

nelle altre
sigillo

stagioni la
lo
la

c ola

cotta.

Il

stemma
seguente

morto nel 12 18. Cencio Savelli, romano, educato presso la basilica, canonico della meIII
,

del

capitolo

portano
dal
:

desima, Cardinale di Celestino

iscrizione, sovrastata

triregno e

dalle chiavi pontificie

sacrosancta

PATRI ARCHALIS BASILICA SANCT.E MARI.E

ed arciprete, nel 1 2 1 6, divenne Papa Onorio III. Romano Bonaventura, romano,


reputato
l' oracolo di R.oma, di cui fu vicario, promosso al Cardinalato

V. Antonio Maria SantaMemorie notabili della basilica di s. Maria Maggiore, e di almajoris.


relli,

da Innocenzo

III,

cuni suoi canonici nei pontificati di Clemente FUI, Leone XI, Paolo

fatto arciprete;

e quindi da lui morto nel i23o.

A s torre,
1244.

Cardinale, arciprete nel

V,
Il

Gregorio

XV, Roma
,

1647didelle

Cardinal arciprete
all'articolo

come

cemmo
prima
tra

Arcipreti
di

chiese e basiliche di

Roma, godeva
giudicare
corporis

Pietro Capocci, romano, Cardinale d' Innocenzo IV, arciprete, celebratissimo personaggio , il quale

ampia

facolt

presso l'antica chiesa di


in Catabarbara
s.

s.

Andrea
di

tutte le cause civili e criminali, ci-

edific

la chiesa

poendm
il

sanguinis

et

Antonio

coli' ospitale,

mor nel

af/liclivam,

privativamente, rispetto
clero,
offiziali,

a tutto

e ministri

della basilica, e abitanti nel patriar-

1209. Otlobono Fieschi, genovese, Cardinale e nipote d' Innocenzo IV, arciprete,

chio liberiano
vilegi
d'

ma

tali facolt

e pri-

poi

nel

1276 Pontefice

rimasero sospesi per la bolla Innocenzo XII. I canonicati , e i

Adriano V.

Giacomo Colonna, romano, Cardinale di Nicol


III,

beneficii affetti

sono

conferiti

dal

indi arciprete.

Papa

per turno , due settimane dal Cardinal arciprete, ed


,

gli

altri

Fu
in

privato nel
di tutte
all'

1298 da Bonifacio
le

VIII

dignit,

le

quali

una settimana dai canonici. Ecco 1' elenco de' Cardinali


preti della
basilica
,

un

arcipretato gli furono re-

arciil

stituite nel

i3o5
1

da Clemente
lasci

V;
ro-

secondo

De

mor
suoi

nel

8 e

erede dei

Angelis,Cardella,e Novaes.
fie

Le biogra-

beni la basilica.

loro riportatisi a'rispettivi articoli.


VOL.
Xir.

Francesco Napoleone Orsini^

, ,

i3o

CU!

CHI
arciprete per volere dello slesso Papa, morto nel 14^9, o i44Antonio Casini, sanese, Cardinale di Mirtino V, fatto arciprete da

mano, Cardinale di Bonifacio Vili,


che in vece del precedente lo fece arciprete di s. Maria Maggiore.
Pietro
del Cardinal
te

nel

Colonna, romano, nipote Giacomo, fatto arciprei325 da Giovanni XXII,

Eugenio IV, morto nel i43g.


B. Nicolo Albergati, certosino bolognese
,

gran benefattore della basilica, mor1826, donde to in Avignone nel trasferito il di lui corpo nella fu
basilica.

Cardinale
1

di

Martino

fatto nel
ciprete,

4^9 da Eugenio IV

ar-

morto santamente in Siena


i

nel

3.

Pietro Roger, francese, nipote di

Clemente VI, che nel i34&,


ce Cardinale,
prete, e nel

lo

fe-

poscia

divenne

arci-

i37o Pontefice
,

col

no-

me

glorioso pei Gregorio XI aver restituito a Roma la pontificia


di

residenza.

Guglielmo d'Estouteville, di Normandia, detto di Rohan, Cardinale che nel 1 44^ lo di Eugenio IV, Liberiano. Sostenne fece arciprete tal dignit sino alla sua morte avvenuta nel i483, dopo aver splendidamente beneficato la basilica, ed
essere
legio.

Marino del Giudices di Amalfi , Cardinale di Urbano VI nel i38i,


arciprete della
1

stato

decano

del

sagro

Colspa-

basilica

morto

nel

Roderieo Lenzuoli Borgia

385.

ta

un

Angelis in vece riporMarino Vulcani fatto CardiIl


1

De

gnuolo, nipote di Calisto III, che il cre Cardinale, e per morte del
precedente, Sisto
ciprete.

nale nel
tolo di
j

s.

ma egli 38 Maria Nuova,


1 ;

fu del
e

ti-

IV
di

lo dichiar ar-

mor nel
pabasi-

Quindi
col

fu

creato

Papa nel
I.

390. Stefano Paloeei Normanno, trizio romano, canonico della


lica,

1492

nome

Alessandro \

Giambattista Savelli, romano, Cardinale di Sisto IV, arciprete,


to

mor-

e vicario di

Roma. Fu

ratto

nel

i494

Castel Gandolfo

arciprete nel i3c)o da Bonifacio IX,


e Cardinale da
1

ov' erasi ritirato,

bench Alessandro
tal

Urbano VI

sino dal

VI

gli

avesse conferito

dignit.

38

mor nel 1398.


di

Giambattista Orsini, romano, Cardinale di Sisto


nel
di
,
1

Enrico Minatolo, napolitano, Cardinale

Bonifacio

IX,
nel
.

arciprete

IV, fatto arciprete 494 d Alessandro VI, cess


1

della basilica,

morto

1412.
napolitano

vivere nel

o3, dopo aver aper-

Rinaldo Brancacci
Cardinale di Urbano

to e chiuso la porta santa nell'anno

VI, arciprete,

santo del giubileo

morto nel i4 2 7Francesco Laudi, veneto, Cardinale di Giovanni XXIII,


arciprete,

i5oo. Giuliano Cesarini, romano, Cardinale di Alessandro VI, che il pro-

mosse a questo arcipretato. Fin


vivere nel

di

morto nell'anno i4 2 7Rupescissa

io io.

Giovanni La-Roche-Taisle, detto francese , Cardinale di , Martino V , arciprete morto nel


,

Pier

Luigi

Borgia

spaglinolo

Cardinale di Alessandro
arciprete da Giulio II, e

VI,

fatto

mori nel

4 3 7; Giovanni l ilelli 1 ilelleschi, oriunnato in Corneto do di Foligno Cardinale di Eugenio IV del 4^7s
,

i5m.
Pietro Isualles, di Messina, creato Cardinale prete di
s.

Ciriaco da
II

Alessandro VI, e da Giulio

no-

,,

CHI
minato arciprete, morto in settem5 bre Leonardo Grosso della Rovere nipote di Sisto IV, creato dal suo
f
1

CHI
vo,

,3!
il

gliene scrisse condoglianze


il

ca-

pitolo, cui

Cardinale rispose

ai

gennaio

i573, con amorevole

let-

tera riportata dal Piazza.

parente Giulio

II,

Cardinale de'

ss.

XII Apostoli,
arciprete.

dal
di

medesimo

fatto

Termin

vivere nell'an-

no \5io.

Andrea
dinale di
chiarollo

della Valle, romano, CarLeone X, che inoltre di-

Sforza , romano, niIII, Cardinale di Pio IV, fatto arciprete da Gregorio XIII nel 1572. Termin di vivere nel dopo avere aperto e chiuso 1 58 1, la porta santa nell'anno santo i575.
pote di Paolo
Filippo Boncompagno, bolognese,

Alessandro

arciprete,

terminando
i

la

sua carriera mortale nel

j34-,

do-

nipote di Gregorio XIII

che
poi

priarci-

po avere aperto e chiuso la porta santa della basilica nell' anno santo
Cesi, romano, CarLeone X, fatto da Paolo III arciprete, morto nel 1037. Alessandro Farnese, romano, ni-

ma

il

fece Cardinale
1

prete nel

58 1

Decio Azzolini,

Paolo Emilio

dinale di Sisto

morto nel i586. di Fermo, CarV, il quale pure lo


arcipre-

dinale di

nomin a questa cospicua


tura,

pote di Paolo
al

III,

Cardinalato

che lo promosse a questa arciprc1

che lasci colla vita nel 1587. Domenico Piacili, genovese, Cardinale di Sisto V, e per lui arciprete della basilica, nella quale apr
e chiuse la porta santa nel
1

tura, dalla quale nel

543

lo pas-

600
benein

s a quella dell' altra basilica Vati-

cana.

Mor

nel

1089 decano

del sa-

morendo decano dopo nel 1 6


1 1 ,

del sagro

Collegio

essere

stato

gro Collegio.

merito

della

basilica.

Ptestaur

Guido Aseanio Sforza,


nipote di Paolo
della sagra
III,

romano,
il
1

essa

la

confessione,

fece

dipingere
si

che

decor

tutta la volta della tribuna, ove

543 il fece arciprete Liberiano. Venne rappresentato nella sua assenza da Roporpora, e nel
dal Cardinal
e

veggono
saici

di lui

stemmi, tra

mole

di Nicol
III,

IV
nave

e l'arco trionfale
i

di

Sisto

e tutti

quadri tra
di

ma
cala,

Giambattista

Ci-

finestre della

principale.

Sic-

dopo avere 1 564, i55o aperto e chiuso la porta santa, e dopo aver ceduto al capitolo di s. Maria Magmor nel
nell'anno santo

come
saico
,

dei trentotto

quadri

mo-

detta

che sono nelle pareti della nave , undici erano miseraperiti,


il

mente
re con
il

alcuni in parte

altri

giore in perpetuo la

prebenda, che

del tutto,

Cardinale

fece

suppli-

arciprete, godeva sulla chiesa Pudenziana. S. Carlo Borromeo, milanese, nipote di Pio IV, che lo annover al
di
s.

come

altrettante pitture,

imitanti

mosaico.
/Michelangelo

Tonti

di

Pumini

sagro Collegio, e nel


zi nel

i564,

il

di-

Cardinale di Paolo V, che nell'anno 161 1 lo pose arciprete in questa


patriarcale
,

chiar arciprete, dignit cui

rinun-

mor

in

Roma

nel

1572, morendo poi santamente nel i585. Essendo seguita


gione

19 novembre a cache doveva fare a Milano come suo arcivescola

rinunzia ai
della

residenza

1622. Giangarzia Millird, romano, Cardinale di Paolo V, e da lui fatto vicario di Pioma, nominato da Gregorio XV, arciprete, mor nel 1629.

.3*

CHI
la

CHI
pordi

dopo avere aperta e chiusa


ta

Pietro Ottohoni, veneziano, nipote


il cre Cardivenne arciprete di s. Maria Maggiore, donde pass alla

santa nell'anno santo i6i5. Antonio Barberini, fiorentino, nipote di Urbano Vili , che lo fece
Cardinale, e arciprete della basilica. Nella sua assenza da Roma, il di lui
nipote Cardinal Carlo fece le di arciprete. Mori nel 1671.
veci

Alessandro Vili, che


poi

dinale,

latcranense,

dopo
la

avere

nel

1725

aperto e chiuso

porta santa liberiana per volere di Benedetto XIII.

Mor decano del sagro Collegio nel


1740. Ludovico Pico, dei duchi della Mirandola, Cardinale di Clemente

Francesco Maidalc.hini, di Vitercognata bo, nipote di d. Olimpia X. Questo Pontefice d' Innocenzo
,

lo

esalt

alla

indi nell'assenza del

porpora nel 1647, Cardinal Barlegato


la

XI,

poi

arciprete
1

della

basilica,

berini lo

dichiar

latere

morto nel 743. Girolamo Colonna, romano, Cardinale


Io

per aprire e chiudere


ta

porta san-

di

Benedetto XIV,
e

il

quale
di

della

stessa patriarcale Dell'

anno

fece

arciprete,

nell'anno santo
l'incaric

santo

i65o, della quale poi diven-

del

giubileo
e

1750,
la

ne arciprete, e cess di vivere nel 1700. Jacopo Rospigliosi, di Pistoja, fat1G67, dallo zio to Cardinale nel Clemente IX, e poi arciprete. Apr
e chiuse la porta santa nel e
1

aprire

chiudere

porta

santa.

Mor nel 1763.


Marc' Antonio
Colimna,,

romano,
che
santo

Cardinale
inoltre
lo di

di

Clemente
arciprete.

XIII,

fece

Divenne
porta
pro-

67 5
ni-

vicario

Roma,
e

nell'anno

mor nel i684Felice Rospigliosi, di


Pistoja,

1775,

apr

chiuse

questa

santa, e

mor nel 1793.


Corsini3
fiorentino,

pote di Clemente IX. Per morte del Innocenzo precedente suo fratello
,

Andrea
di

nipote di Clemente XII,

Cardinale

XI

lo

fece

arciprete,

mor

nel

Clemente XIII,

fatto

da Pio VI

1688.
Filippo

e divenuto

arciprete per morte del

Tommaso Howard

ingle-

precedente, fu anche vicario di Ro-

se, religioso

domenicano, Cardinale

ma, e mor

di

Clemente X, arciprete della ba-

silica,

morto nel 1694. Benedetto Pamphily romano, pro-

nipote d'Innocenzo

X,

Cardinale d

Innocenzo XI,
Gio.
in

fatto

da

Innocenzo
di
s.

179?. Albani, romano pronipote di Clemente XI, Cardinale di Benedetto XIV, ed arciprete per Pio VI, morto decano del sagro Collegio nel i8o3.
Gianfranccsco

nel

XII arciprete liberiano, e poi


Laterano
ove,
apr
i

nell'

anno
la

santo
nel

del

1700,

chiuse

Antonio Despuig-y-Dameto , spagnuolo Cardinale di Pio VII, che per morte del precedente lo fece
,

porta santa.

Termin

suoi, giorni

arciprete della basilica, quindi cess


di vivere nel

1730.

181 3 in Lucca.

Jacopo Antonio Morigia, milanese


d'

Cardinale religioso barnabita , Innocenzo XII e poi arciprete. Nel 1700 per l'anno santo apr e
, ,

Gio. Filippo Gallerali Scotti, milanese, Cardinale di Pio VII, nel

18 4 dichiarato arciprete liberiano,


r

chiuse

la

porta

santa

liberiana, e

mor nel 1708.

mor presso Orvieto nel 18 19. Anton Maria Doria - Pamphily, genovese, Cardinale di Pio VI, pri-

CHI
mo
diacono di
s.

CHI
Chiesa

i33

Romana

1819 da Pio VII arciprete, mor ai 3 1 gennaio 1821. Annibale della Genga 3 di Spoleto, Cardinale di Pio "VII, vicario di Roma, fatto arciprete per morte del precedente, divenne a' 28 settembre 1823, Sommo Pontefice Leone XII,
fatto nel

Funzioni principali, che si celebravano nella basilica liberiana di santa Maria Maggiore, e nota di
quelle, che

hanno luogo

oggid.

A
cipali

voler far menzione delle prinfunzioni,

che

si

celebrarono,

e tuttora celebratisi in questa sagro-

che fu benefattore della basilica. Benedetto Naro Patrizi, romano, Cardinale di Pio VII, da Leone

santa basilica,
col

come

la

chiam
a'

-Ni-

V,

ci

limiteremo solo

seguenti

cenni.

XII fu promosso all'arcipretura dopo la sua assunzione al pontificato. Per autorizzazione dello stesso Pontefice

Primieramente della celebre processione,

che

si

esegu nella vigilia


della b.

della

festa

dell'Assunzione

nell'anno santo dell'universale


la

Vergine, dal Laterano a questa chiesa


colla
colla
si

giubileo 1823, apri e chiuse

porta

ss.

immagine
ivi

del Salvatore, e

medesima basilica, e poi inori nel i832 a' 6 ottobre. Carlo Odescalcii, romano, Carsanta della
dinale di Pio VII, fatto dal regnante

messa

pontificata dal Papa,

tratta al

Dizionario.

lume, e

volume IX pag. 83 del Anzi nel medesimo voa pag. 100 e seguenti, dice-i
i

Pontefice Gregorio

XVI,

vicario di
del

del vespero pontificale, mattutino e

Roma, ed
precedente.

arciprete

successore

messa, che

Sommi
vigilia,

Pontefici celee

Egli con general


concistoro
dei

ammi3o no-

bravano

nella

nutte

del

razione,

nel
1

natale, e della

messa pontificata pur

838, virtuosamente rinunporpora e tutte le ecclesiastiche dignit per entrare nella veneranda compagnia di Ges, ove santamente non ha guari mor. Giuseppe Antonio Sala, romano, gi canonico della basilica, Cardinale di Gregorio XVI, e da lui
zi
la

vembre

sagra

mattina,
a
pag.

da loro nella solennit della seguente come da ultimo pratic Leone XII. JNel medesimo volume,
io,
e

seguenti

si

descrive
cele-

l'altro pontificale

che

il

Papa

fatto arciprete

successore del prece-

brava in questa basilica, preceduto, e seguito da solenne cavalcata, non che il solenne convito che avea luogo neh' architricliuio. Tanta fu la
venerazione per questa basilica, sino
dalla pi rimota antichit, che quan-

dente, morto nel

1839

ai

23
la

giu-

gno,

dopo

aver

beneficato

sua

basilica.

Allorch fu canonico, per

do Pietro patriarca
li,

di Costantinopo-

l'altare papale

don

sei

candelieri,
di metallo

fautore de' monoteliti,


epistola
al

mand
il

la

con croce
ficina

controlumi

sua

sinodica,
s.

giusta

co-

dorato, eseguiti lodevolmente nell'ofdegli

stume,
polo di

Pontefice
il

Spagna.

creato nel 654,

clero,

Eugenio I, ed il poragio-

Luigi

del

Drago,

romano,

gi

Roma, temendo con

canonico della patriarcale, e suddiacono della cappella pontificia , fatto


Cardinale dal Papa regnante, e per

morte del Cardinal Sala


della
basilica,

arciprete

cui

con

zelo in tal

ne del malvagio contenuto della medesima, compresi da religioso zecelelo, non permisero al Papa di brare in s. Maria Maggiore, prima ch'egli promettesse solennemeute di

dignit presiede.

non

riceverla,

di approvarla.

, ,

>n
Nella
di
stessa

chi
mattina
solevano
di
di
i

CHI
Pasqua
Ponteste

parole

Auxiliante Deo.
in

et

Sal-

risurrezione,

vatore Nostro Jesu Christo. elegmus

fici vestirsi

pontificalmente nella cap-

lume diaconum

presbyterum

si

pella di

s.

Lorenzo

San et San;

quis haiet aliquid contea euin.

pr
:

e tortini , sino alla dalmatica

poi a-

privano
tore, le

l'immagine
baciavano

del

ss.

Salva-

Deo eum fiducia exeat et dieat rumtamen memor sit condtiors


della

ve

suce.

piedi, cantando i con voce sonora, Surrexit Dominus de sepulero Alleilija : cui Qui pr rispondevano gli astanti nobis pependit in Ugno , Alleilifa. Poscia il Papa tornava alla sua se-

In questa basilica, e nei mercoled

tre volte

tempora costumavano
,

Papi e-

ziandio di pubblicamente promulgare


i

Cardinali di S. R. C.
,

non che

preti

diaconi

cui

divisavano

creare.

dia
all'

ivi

preparata, a

arcidiacono, e al
:

dare la pace secondo diaco-

Ila

pure luogo nel primo giorno


l'adunarsi
di
si
s.

delle rogazioni.

del

clero

no dicendo Surrexit Dominus vere. ed essi rispondevano Et appartai Simor; quindi davano la pace agli altri secondo l'ordine. Allora il Papa prendeva la pianeta bianca, il pallio e la mitra, e scendendo dal
:

romano
per
la

nella chiesa

Adriano

processione, che

porta nella

ove apresi l'immagine della santissima Vergine. La stazione con


basilica,

indulgenza
corre

plenaria

tuttora
:

vi

ri-

ne' seguenti

giorni

nella
,

se-

patriarchio lateranense, iu
ta
,

cavalcatutti
i

processionai mente
si

con

gradi del clero,


basilica, te
la

recava a

questa

per celebrarvi solennemenbasilica

messa.
questa
Pontefici
ss.

A
molti
sogni
essa

Laterano portarono l'immadal


ne' gravi
III.

gine del
,

Salvatore
fece

bi-

come
si

Stefano

Da

altri

partirono

processional-

conda domenica di quaresima nel mercoled santo, nella domenica di Pasqua di risurrezione nel primo nel mercogiorno delle rogazioni nel merled delle tempora estive coled delle tempora autunnali, nella prima domenica dell'avvento, nel mercoled delle tempora invernali ai a4 e ^5 dicembre, vigilia e festa della nativit di G. C, ai 27 per la
,

mente per qualche disastro, siccome pratic s. Leone IV, quando un


drago faceva strage in
questa basilica
benefizi
altri
si

festa di

s.

Gio. Evangelista, ai
s.

feb-

braio per la festa di


stolo, e ai

Roma,

e in
a

Mattia apo3o settembre per quella


s.

recarono
pratic

del dottore

Girolamo. Nella detta

rendere solenni azioni di grazie, pei


ricevuti
,

notte e giorno di Natale con solen-

come
la

Indi

nocenzo XI

per

liberazione

Vienna assediata dai turchi. Nel tempo delle stazioni, i Papi andavano
a
celebrarvi
i

ne pompa vi si celebra il santo mistero , ed a beneplacito de' Papi vi suole essere cappella papale. A' r5
agosto
della
vi
si

solennizza

l'

assunzione

divini

uffizi

e nel

ss.

mercoled delle quattro tempora dell'

do

il

Vergine in cielo, celebranCardinal arciprete , coli' assidel Pontefice,


quelli

avvento, dalla basilica di

s.

Pietro

stenza

de' Cardinali

in Vincoli,
il

dove facevasi

la

colletta,

e di tutti
in

che

sovrano Pontefice veniva nella basiliea in processione, e vi cantava la messa, nominando quelli, che voleva ordinare nel sabbato, con que-

cappella,

dando

hanno luogo poi il Papa

dalla gran loggia del prospetto ester-

no, l'apostolica benedizione con indulgenza plenaria, ccondo 1 istilli-

CHI
Questo zione Pontefice agli 8 dicembre avea prescritto ancora, che in questa basilica
di

CHI
XIV.
onore della regina del
si

i35
cielo
,

Benedetto

e che

ripet collo stesso religioso entunel

siasmo,

seguente

anno

nelle

si

dovesse celebrare

la

cappella papalazzo apo-

pale

per

l'immacolata Concezione,
celebrasi

che ora
stolico.
I

nel

menzionate sere. Nel detto anno, e nella mattina dei i4 agosto, prima della cappella papale, essendo stata

secondi vesperi solenni, cui


i

esposta splendi-

assistono

Cardinali

invitati

dal

damente
l'altare

Cardinal arciprete, sono nel giorno

veneranda immagine sulpontificio, ed ivi precedenla


,

Pasqua, a'5 agosto nella cappella Borghesiana ai i5 agosto, e ai 2.5 dicembre. Anticamente nella quinta domenica di quaresima celebravasi in questa basilica la cappella Padi
,

temente dal Papa


dai

da' Cardinali

vescovi
il

triduo,
coi

un prelodato Gregorio XVI,


essendosi celebrato
riti
,

consueti

ron

con corona
l'

solennemente cod' oro ornata di


di

pale,
gregia,

come

si

legge nella bolla

Eso-

gemme
la

immagine
del
il

Maria

ss.,

emanata da Sisto V. Faremo ora menzione della


s.

quella del suo


liberazione

divin Figliuolo, per

morbo
suo

colerico

lenne coronazione della b. Vergine,


e del

che mediante

patrocinio in

Bambino, che venerasi


Gregorio
grazie,
pel

nella

Roma
IS'

detta cappella Borghesiana, fatta dal

Papa

regnante
di

XVI
tanto

in

rendimento

micidial
af-

fu meno violento che altrove. che la corona deve tacersi di gemme di che Clemente VIII avea coronata altra volta, come di,

morbo
flisse

del Cholera,
,

che

cemmo,
tri

la

medesima immagine,
le

Roma

lo

stato

Pontifcio, e

quelle eziandio che

imposero
insieme

al-

gran parte del mondo. E primieramente ad invocare il potentissimo suo patrocinio, nel punto in cui
stava per iscoppiare in
stilenza,
il

Pontefici, vennero

col

resto involate
tissime

nelle calamitose

no-

Roma
ai

la

pe-

Pontefice
secolare

agosto

vicende degli ultimi tempi. il medesimo perpetua memoria Gregorio XVI eman un apposito

1837
golare
la

con processione del clero ree


fece

breve
terce

Si.

Domini

Nostri Gregorii

trasportare
nella chieegli

divina providenta Papce apostolica quibus


in

XVI,

Lit-

miracolosa

immagine
seguendo
col

sa del
la

Ges

stesso

Dei nata Virgine

a urbem Romani
beneficia,

processione

sagro

Collegio.

Con
ferita

altra simile processione fu trasla

tempore cholericce pestilentiae collata enwnerantur, solemnis cerimonia ni


basilica liberiana

santa

immagine

in

s.

Ma-

habila

ad

imagi-

ria in
silica

alliccila,

e quindi nella ba-

nem Matite

vaticana, facendosi poi altret-

tanto nel riportarla alla sua basilica.

corona clonandam commemoratiir etc., Roma? 1 838. fce GreV. Ritus a Summo Ponti
Sanctce
gorio

Ovunque
il

fu

esposta,

immenso

fu

XVI
b.

concorso del popolo a venerarla,


il

imaginis
silica

servandus in coronarone Marice Virginis, in ba-

Papa
,

si

rec

a celebrarvi
ss.

la

liberiana, in festo

Assumptio-

messa
ristia.
1

e a dispensarvi la

Euca-

nis

ejusdem
di
,

B. 31. V.

Anno Doe
il

nella vigilia

e festa del,

mini
rio

MDCCCXXXVIII,
Roma, numero 79
che
descrive
tal

Diadetto
fini-

Assunzione,

spontanea, universale
fu di

di

indescrivibile

l'illuminazione,

anno

sagra

che

ogni

ceto

persone

fece

in

zione.

i36
S.

CHI
sotto

CHI
Traiano era stalo arso
e per-

Martyres, detta la Rotonda, gi famoso Pantheon, collegiata con diaconia Cardinalizia,


nel ciane Pigna.

Maria ad

cosso dal fulmine, e sotto

Comodo

avea soggiaciuto ad un incendio, che pure si vuole avvenuto nell'impero


di

Tito.

Questo superbo, e sontuoso tempio,


il

Pretesero alcuni archeologi


essere esso stato

non

pi insigne e

il

pi bel

mo-

un tempio,

ma un
terme avea
,

numento superstite dell'antichit romana, riguardato per la sua architettura un capo d' opera, s per l'integrale sua conservazione,
solidit
s"i

M^libolo o gran sala delle che il medesimo A grippa


edificato d'appresso.

vi

Altri

dissero,

per

la

sua, per l'eleganza delle sue


la sveltezza,

forme, per
giustamente

e la rego-

larit delle sue proporzioni,

per cui

A grippa soltanto aggiunse il portico, e che la cella o mole rotonda preesistesse e fosse eretta da altri. Per sette gradini si ascendeva
che
,

ottenne mai sempre l'ammirazione universale. Tempio, che dalla sterminatrice mano dei tempi e della nordica barbarie fu
rispettato, perch in certo se

al

medesimo

portico,

il

che
;

lo ren-

modo

fos-

monumento

ai

posteri della pri-

sca grandezza

di

Roma.

secon-

ma esdeva ancor pi maestoso sendone coperti cinque dalla strada, ne rimangono due soli, dai quali si ascende al pronao del tempio. 11 portico viene sostenuto da sedici stupende colonne d'un sol pezzo, di
granito orientale, e di ordine corintio
:

che si legge sulla faccia esterna del suo portico, cio nel fregio sottoposto al timpano, esso
dell' iscrizione,

da

otto sono di fronte


il

sosten-

gono

cornicione, su cui cravi


il

un

fu cretto da
di

Marco Agrippa genero


anni
anni

bassorilievo di bronzo,

quale rapdi fulmi-

Augusto nel terzo suo consolato,


la

presentava Giove in atto

circa venticinque, o ventisette

nare

giganti, e

le

altre otto sosten-

avanti

nascita

di

Ges
soli

Cristo,

sebbene alcuni dicano

tre

prima

di

essa

altri

sostengano

gono la profondit del portico. Tutte hanno basi, e capitelli di marmo bianco. Le travi del sofltto primi
erano coperte di grosse fascie di bronzo, che levate furono da Urbano Vili per fare il baldacchino e le colonne per l'altare papale della
basilica vaticana,

da Augusto la dedica, che A grippa gliene voleva fare, questi dedicollo invece a Marte, e a Giove Ultore, in

quattordici anni dopo. Ricusata

memoria

della vittoria

ottenuta da

nonch alcuni can-

Augusto contro Marc'Antonio e Cleopatra. Lo dedic per altro anche a


Cibele

madre

di

lutti

gli

dei

per-

ch
la

lutti

in questo
,

propria statua

tempio avevano chi di bronzo

noni pel Castel s. Angelo. Anche la cupola ed il portico erano coperti di tegole di bronzo dorate ma nel 663 furono tolte da Costanzo
II,

per portarle a Costantinopoli.

chi di argento, chi di oro, e chi di

Le

pareti delle
all'

due grandi nicchie


al-

Per questo il tempio fu chiamalo con voce greca Pantheon, che significa unione degli dei.
Dipoi fu restaurato dagl'imperatori Adriano, Antonino, Settimio Severo, e Antonino Garacalla, avvegnach

pietre preziose.

laterali

ingresso del tempio, co-

me

l'altro,

anche quelle da un pilastro erano rivestite di lastre


delle nicchie

di

marmo. In una
la

eravi

statua di

quella di Agrippa.

Augusto, e nell'altra Nel mezzo dal

CHI
portico la

CllI
di

,7

gran porta
l'antica,

bronzo,
restaula

gcnto,

e di

bronzo doralo. L'inva1

che vuoisi
rata
si

sia

ma

sione de' barbari, e

ignoranza dei

in

epoche diverse, per


nel

quale

entra

tempio.

L' interno

ornamenti, che furono solo ristaurati nell' intonaco tempi distrussero


tali

sorprendente
bellezza, e

per

la

sua

maest e
ciril

per essere di figura


l'

colare, prese tutto

edifizio

no-

da vari Pontefici. Tra una e l'altra delle dette cappelle vi sono addossati al muro, che segna la circonferenza interna, otto
tenenti
di
di
altri altari,

me me

di

Rotonda. Riceve esso il luda una sola apertura circolale,

adorni di due colonne corintie, sosi

che nella sommit della volta della cupola. La cupola supera di Ire palmi in circonferenza quella vaticana, la quale per alta pi di palmi trenta. La tribuna dell'ai lare maggiqre formata da un emiciclo
incavato nella grossezza del e
il

loro

frontespizii.

questi

altari

giallo antico.

hanno I muri

le

Quattro colonne
di

sino al cor-

nicione

sono

tutti

coperti

vari

muro,

soste-

marmi, come lo il pavimento. Nel mezzo della tribuna ergevasi la statua colossale di Giove Ultore, cui
era principalmente dedicato

suo grande arco, eguale a queld'ingresso,


di giallo

lo della porta

pio;
aitali,
cri,

nelle

nuto da due grosse colonne


antico. Sei sono
le

il temper, e nei sei vuoisi che fossero i simula-

edicole

e le statue delle altre divinit.


l'

cappelle

all'

intorno

Anticamente
all'intorno,
steriore
stesso

edifcio

era isolato

del tempio, pure incavale nella grossezza del

solo

dalla parte, po-

muro,

tre

per parte. Ciae due colondi

scuna ha due

pilastri,

univa alle terme dallo si Agrippa costrutte. Aveva in,

ne

isolate

corintie

scanalate

un
di

nanzi una vasta platea

l'

edifcio

solo pezzo di

marmo. Otto sono


capitelli

sorgeva sopra
drato sul
circolare,

paonazzetto, e quattro di giallo antico,

con basi e

di

marmo
,

un basamento quaquale ve n' eia un aldo come pu vedersi all'ester-

bianco.
i

Tanto queste colonne


di

che

no a destra, ove discoperta una


parte di queste costruzioni. L' edifcio al di fuori

suddetti quattro pilastri

sostengo-

no un maestoso cornicione

marat-

composto

di costru-

mo
tico

bianco,

il

quale gira

all'

intorno,

zione di terra cotta o mattoni, detta

sopra di cui evvi una specie di

a cortina, ed a tre ordini d'archi


solidissimi
posti.

con quattordici finestre, che ora sono murate, e che prima davano

insieme

uniti

sovrap-

lume
volta.

agii sfondi

delle sei

cappelle.
la

Sull'attico

medesimo posa
le

gran

Vuoisi, che tra


d' Atene.
g'
,

finestre vi

fossero cariatidi di bronzo, lavorate

da

Diogene

Perite

per
Settii

Dal Cancellieri si racconta nelle sue opere, che quando nell'anno i536 Carlo V ascese sulla cupola del Pantheon, nell' affacciarsi all'occhio, o cerchio dell'apertura interna, Crescenzio cav. romano, per vendicar

ntgl' incendii

imperatori

Roma, che
da

nel

1527 fu

fatta

mio, e
pilastri

Caracalla
di

vi sostituirono
,

saccheggiare
s'
l'

quell'

imperatore,

marmo
La
,

quali ancora

intese tentato di

gettarlo da quel-

furono

tolti.

detta volta
oi'dini

de-

apertura;

ma
al

che avendo poi ci


,

corata da cinque
toni riquadrati

di

casset-

raccontato
disse
:

genitore

questi

gli

che sembra
lastre

essere
d' ar-

Figliuolo, queste cose si


si

fanno,

prima

stali

coperti di

non

dicono.

i38
Questo

CHI
celebratissimo
lucrarla,

cui
che
talvolta

Pantheon deve la sua conservazione prima a Costantino, che non permise si distruggesse, poi all'imperatore Onorio, il quale viet la demolizione
degli
antichi
edifici,

mancarono

necessari viveri.

Lo

stesso

Gregorio

IV dedic ancora
i

la

chiesa a tutti

santi,

si

sa

inoltre che

prima
chiesa,

della
nel d

dedicazione di questa

principal-

primo

di

maggio celebrava^
gli

mente come andiamo a


al

alla religione

per essere stato, narrare, dedicato


Dio.
I

la festa di

tutti

apostoli.

cullo

del

vero

romani

Pontefici gareggiarono in proteggere


la

sua intera conservazione.


il

Primieramente cio IV, a purgare

Papa

s.

Bonifa-

Al suddetto Bonifacio IV vuoisi far rimontare l'origine del capitolo di questa collegiata, che la prima di Roma, s perch gode 1' onorevole perch s qualifica di basilica e
anticamente dicevasi archipresbite rato. Tal dignit sussiste ancora , e
l'

quest'edifizio dalla

superstizione dell'idolatria, lo impetr, ed ottenne dall' imperatore

Fo-

arciprete di questa chiesa


degli
il

il

pri-

ca, e verso l'anno


gio,
lo

6 io, a'i3 magconsacr solennemente ad

mo
masi
le

otto

canonici

di cui for-

capitolo.

prima che Leo-

onore di Dio, alla Vergine beatissima, e a tutti i santi martiri, dappoich ivi, e sotto l'altare maggiore
pose
ventotto
carri
de' corpi
loro,
estratti dai tanti

ne XII,
esercitava

cio

nel

1824
di
la

riducesse

parrocchie allo stato attuale, egli


le

funzioni

parroco,

essendovi quivi unita

cura d'ani-

cimiteri di

Roma.

me.

canonicati, qualora
alla santa

non

sicno

Per

ci

il

tempio prese la denomis.

alfelli

nazione
II
vi

di

Maria ad Martyres.
s.

Sede, sono di nomina del Cardinal diacono, che per


il primo forma veramente
ripristinazioue,
di tal
di

Quindi nell'anno 685


fece alcuni

Benedetto
s.

solito

ordine.

La
o
la

miglioramenti,
nel

collegiata,
al

Gregorio
pontificato

III,

eletto

ripar, e lo ricopr di
di
s.

73 1, lo piombo; nel
sebbel'im-

devesi

Pontefice

Vitaliano,

ne

nella

sua venuta a

Roma
offrisse

peratore

Costanzo
,

II

gran
le

doni
citt

alle basiliche

pure

tolse dalla
i

diversi ornamenti, fra

quali

menzionate tegole
portico di questo
rio

della cupola, e del

Onorio HI, del 12 16. I canonici non godono di speciali insegne corali, e qualora si determinassero ad implorare quelle della cappa e del rocchetto, il capitolo prenderebbe la precedenza alle due minori basiliche di s. Maria in Cosmedin, e di Regina
Coeli,

IV, ncir

83/j.

in questa chiesa

tempio. S. Gregoove
per

ed in ordine incederebbe
in Trastes. Maria Lorenzo in Damaso. che Papa Benedetto

dopo
Si

quelle di
s.
,

Bonifacio
la

IV avea

Roma

istituita

vere, e di

pei i3 festa di tutti i Santi maggio, fece promulgare quella festa per tutto l'occidente con ottava, da
essere celebrata nel
bre.

vuole

Vili, fiorito nel

io 12,

dichiarasse

primo

di

novemdi

questa chiesa titolo Cardinalizio; ma n il Piazza nella sua Gerarchia


e trattato de' titoli Cardinalizi , n il Panciroli ne' Tesori nascosti di Ro-

Egli dilat
del

la

celebrazione

quella festa,
rarit
l'

perch a cagione della


spirituale

beneficio

del-

ma, fanno
,

di

ci

indulgenza

plenaria
ai

concessa
era

da
s

che Benedetto

menzione. Certo XIII, nel concidell'anno


sano

Bonifacio

IV

i3 maggio,
in

storo de'

23

luglio

glande

il

concorso

Roma

per

1725, l'eresse in diaconia Caldina-

, , ,

cui
tizia,

CIII

,3,j
tolti

e la confer pel

primo

al

Car-

si/ione

dal

dinal

Nicol

del

Giudice

napolital'avea
i i

fonte, e

Papa regnante portati nel museo


in

dal

egiziano,

no, che

da suo maggiordomo
al

che ha formato in Vaticano.

aggregato

sagro Collegio agli


all'edilizio

Urbano VIII,

compenso

delle foi

del precedente giugno.

dere delle travi e chiodi di bronzo,


di

Tornando
I,

questa

quali ebbe levati,

come sopra dicemi

chiesa diremo,
del

che

772,

vi

anche Adriano oper alcuni l'istauche

mo

fece erigere

due campanili

la-

terali,

e ripar

le

colonne. Quindi,

ri,

e senza nominare altri Pontefici


lo

che

imitarono, ricorderemo,
elevato
11 53,
alla

verso il 1666, Alessandro VII fece sgombrare le rovine, che eransi depositate
nella

essendo stato
apostolica, nel

cattedra

piazza,
tolse

abbass
l'

la

Anastasio

IV
Pa-

piazza medesima,

incomodo
portico, e

romano,

vi

edific dappresso

un pail

di scendere alcune scale per entrarvi,

lazzo pontificio,

come narra
,

scuoprendo del tutto


colonne, le
basi

il

pebrochio in
pag. 2 3,

Propylaeo
2, e

num.

come

2 afferma-

par.

le sue
te,

quasi sepol-

risarcendo

due

colonne

con

no

altri autori.

Poscia nel medesimo

quelle,
ni.

secolo, e nei seguenti XIII, e

XIV,

rinvenute nei dintorNell'interno fece ripulire i marlui

da

cagione de' tempi e degli avvenimenti,

mi, ed operovvi diversi abbellimenti.

per cui
danni.

le
1'

fazioni

talvolta

vi si

In appresso

Clemente XI
e

rifece

fortificarono,
ti

edifizio soffri

alquan-

la

fontana, che sulla piazza era slata

Il

portico era rimasto priil

eretta

da Gregorio XIII,
di
il

la

derin-

vo di tutto
ra lo
za,

lato

orientale, la ter-

cor
chiuse
ro,

un

obelisco

egiziano:

ingombrava

sino a tale altezsi

portico con cancelli di ferl'altare

che nel tempio

scendeva per

ristaur

maggiore,

che

alcuni scalini, e persino alcune abitazioni


,

ed alcune

botteghe erano
le

state costruite fra

colonne.

Ma
Ro-

avendo Martino

ridonato colla sua

prima era situato pi in avanti, ed era formato a tempio sorretto da quattro colonne di porfido non che i suoi ornati, ma trasport al museo
,

elezione la pace all'Italia, e a

vaticano

le

colonne di porfido, per


il

ma, nel
ristor

recarsi a
il

Roma

nel

1420,

cui privo di quegli ornamenti

pre-

tetto

di

questa

basilica,

sente altare inferiore

all'

antico. Be-

che grandemente ne abbisognava ed Eugenio IV , che gli successe


nel
il

nedetto

XIV non
in

solo

oper diverse
basilica,

riparazioni

questa

ma

i43

1,

ne sgombr interamente
le

per
col

la diligente

sua

conservazione,
costituzione

portico, e fece ripulire

colon-

disposto
1

della

Ad

ne, riparando eziandio la cupola.


fu

Ne

pure benemerito Nicol V, masla al

sime per
cui rifece

copertura
tetto.

di

piombo
Pio IV,

de 8 febbraio 1 757, Bull. Maga. tom. XIX, p. 271, ordin ai maggiordomi Pontificii pr tempore,
lico accorressero

Summi

Dipoi

del i559, restaur le porte di bron-

che a spese del palazzo apostoa larvi gli oppor-

zo,
alla

ma

Sisto

dal portico trasport


lui eretta

tuni risarcimenti.

Da

ultimo,

e nel

grandiosa fontana da

pontificato di Pio VII, siccome nelle piccole

sulla piazza di

Termini
iscrizioni

due gran
quali

nicchie ovali delle cappelle


i

leoni egizi
fici

con

in geroglii

erano

collocati

ritratti

in busti di
i

di bellissimo basalto,

non

marmo de' pria ci pali


rano quivi
sepolti,

artisti,

quali e-

ha guari vennero con saggia dispo-

o avevano avuto

i4o
1

CHI
esservi
collocali

CHI
a

onorificenza di

Esser ereilea natura,


cti 11 la.

morto

memoria del loro so pere, a cura del celebre Canova nel 1820 furono quei
ritratti trasportali

nella

protomoteca
generoso
vi
i

in

Campidoglio.

L'attuai

La congregazione de* Virtuosi quieretta da un canonico ( per cui


canonici sempre
si

e zelante del culto divino Cardinal Agostino Rivarola di Genova, primo


dell'ordine de' diaconi,
la

ne

fanno parte
all'articolo

come

che ne gode
di

pu vedere cademie ), bramosa di

Ac-

ricercale le ce-

diaconia, l'orni
sacri
il

a dovizia

og-

neri di tal

sommo
del

artista, a

merito

getti

questo tempio, e non ha

principalmente

cav.

Giuseppe
,

guari

volle fregiato

ned abside
coro

di di

un sontuoso
noce
eh.
di

magnifico

ai Fabris suo reggente perpetuo settembre i833, le rinvenne


1 j

rispettabile capitolo,

mancava, per uso del con disegno del cav. Luigi Potetti architetto. Di
cui

sotto laico,

che sorregge
b.

la

detta
la

statua
issa

ilei la

Vergine, e

tolta

di

legno,

furono
artistica

le

ossa col-

questo coro, quel bello ingegno dell'

locate in
di
ni',

un'urna marmorea. Oltre


congregazioeretta
il

ab.
,

se

Domenico /anelli cremonenon ha guari ci diede l' inledescrizione,


nel
,

tal

pia ed

in

questa chiesa fu

una
Sa-

ressante

riputato
de'

confraternita per onorare

ss.

giornale letterario

V Alhum
far

iG

ottobre

84

Luogo sarebbe
di
tutti
gli

il

menzione
in

uomini grandi
sepolti.

queci

cramento, congregazione che fu approvata i\.v Gregorio \lll nel iS'j'. I Piazza Opere pie di Roma, pag. "jo, Del ss. Sagrarne/ito alla Ri.

sto

tempio

Piuttosto solo

tonda.

limiteremo a dire clic Hallaello di Cibino, famoso dipintore, che cess


di

La

sacra

immagine
si

della b.
ali

Veraltare

gine, che

qui

venera
colloc

vivere nel fiore di

sua

et

a'

maggiore, ove
iare,

la

Clemente
al-

1^20, avendo ordinato diesi l'istaurasse una delle sue edicole, e


aprile

XI, perch prima stava in altro


fu trasportata

scegliendola per sepoltura sua, volle


clie

sull'altare

fosse

collocata

statua delia b. Vergine, scolpita

una da

Lorenzo
fu posto

Lotti,
il

mentre

al lato destro

seguente distico del Car:

da Gerusalemme in Roma, e si crede dipinta da san Luca. Quivi pure si conserv per mollo tempo il volto santo (Pedi), che nel pontificato di Giovanni \1I lu trasferito in Roma. Si esponeva
sull'altare

dinal

Bembo
<'<;[

principale

nel

della

dedicazione della chiesa, e nelle peIlle hir

Raphael,

timidi

quo

ricolose

circostanze

della

citt;

fu

SOSpite vinci

collocato in custodia
pareri* ,
et

in varie

chiedi

Rerum magna
ricnte mori.

mo-

se,
s.

e per molto
Spirito,

tempo

in quella

dalla quale Gregorio


in

XII

la

fece

porre

Castel

s.

Angelo,

Giovanni Bellori
liano cos
:

allorch
lo tradusse in ita-

Roma

venne invasa da La-

Questi
vinta

quel

Rajfael

cui

viso

dislao. Nel i4io per fu riposto per sempre nella basilica vaticana. In questa chiesa del Pantheon conservasi ancora la cassa ove stette
il

volto sauto racchiuso

con

tredici

CUT
serrature
,

CHI
chiavi

,4,
fa

le

cui

stavano

anno
di

il

magistrato
1'

presso altrettanti caporioni.

questa chiesa

romano, oblazione d'un

calice

Pontefici

Questa chiesa venne chiamata dai Cappella papale , per le


i

argento, con torci e di cera.

funzioni che

Sommi

Pontefici

si

*V.

Maria sopra Minen>a,


de' religiosi

titolo

portavano a celebrarvi, massime nelavanti la Pentecoste la domenica


in

dinalizio, con parrocchia in

Carcura

domenicani , nel rione

cui celebravano la stazione, e la


vi

Pigna.

messa, e
lia

sulla discesa dello

pronunziavano un'omeSpirito Santo


Frattanto
dal
foro
si

nel

cenacolo.

Questo tempio viene chiamato sopra Minerva per essere stato edificato presso quello che

della cupola

in

memoria

di

gettavano delle rose, che in tal giorno si


ai

Pompeo Ma-

gno,

dispensano

di que'fiori

canonici

in coro. Ed perci che nell'Ordine XI del canonico Benedetto, scritto avanti il 1 1 43, nica de Rosa statio
si

legge:

DomiMariani

ad

s.

di guerre e dea Minerva, nelle vicinanze delle terme di A grippa, e del tempio del Buon evento. 11 gran Pontefice s. Zaccaria del dopo aver purgati i luoghi 74'
vittorie,

dopo trent'anni
eresse
alla

Rotiindam, ubi Pontifex debet canere missani, et in praedicationc dicere

adiacenti dalle gentilesche profanit,

diede
di

la

chiesa,
stata

che

nel quinto
in

se-

de adventu Spiritas Sancti,

quia

colo era

fabbricata

onore
Co-

de altitudine templi mittuntur rosae


in

Maria

santissima, alle
,

monache
da
si

figura ejusdem Spiritus Sancii.

greche

basiliane

le

quali

Apprendiamo
lesio

poi dal diarista

Va-

stantinopoli,

dal monistero chia,

la

ragione

per cui
defunti
di
al

fedeli

mato
rono

di

sant' Anastasia

porta-

nell'anniversario dei

accen-

dono gran quantit


sta
1'

lumi in que-

1701, eravi uso in suffragio e ad onore de' morti, d'illuminare i due cornicioni interni in tutta la

chiesa.

Sino

con molte insigni reliquie, e col corpo di s. Gregorio Nazianzeno, fuggendo la persecuzione dell' imperatore Costantino V.
a

Roma

loro rotondit,

il

Nell'anno 1 1 98, Celestino III con sua bolla ricev sotto la sua protezione
il

che durava sino a due ore di


te
;

not-

monistero di

Campo Marzo,
fonil

ma
si

essendo

accaduto qualche
la illuminazione,

che

le

monache avevano pur


loro

sconcerto,

Clemente XI ordin, che


pi
si

dato, confermando
cui ebbero sino al
roli,

eziandio

non

facesse

possesso della chiesa della

Miner
Il

.a,

e che la chiesa
ventiquattro.

chiudesse alle ere

1275.
p.

Panci-

Anticamente eravi la stazione nel venerd di Pasqua, la quale dura ancora, celebrandosi la festa della sua dedicazione a' i3 maggio. Il p. Pietro Lazzeri gesuita
nel

Tesori

nascosti

027, dice,

che allorquando le monache passarono a Campo Marzo, ove ancora

1749 pubblic

in

Roma

la dis-

stanno osservando la regola di s. Benedetto, si riservarono il dominio della chiesa, e vendettero ad un

sertazione: Della

consagrazione del

Bonifacio IV, discorso alla Santit di N. S. Papa Benedetto XIV. Nel d primo

Pantheon fatta da

gentiluomo romano il contiguo monistero da loro abitato. Non si conosce poi il motivo per cui un tempo la nazione fiorentina sia divenuta

novembre,

festa

d'Ognissanti,

ogni

proprietaria

della

chiesa

nella

4?

CUI
il

CHI
domenicani. Putempi la cbiesa e il convento furono ampliati, restaurati, ed abbelliti. Ristaur il convento e
religiosi

pavimento nella navata di s. Girolamo, ed ebbe molti sepolcri, ove furono tuquale cominci a rifare

povert de'
in

re

diversi

mulati parecchi fiorentini.

Certo che

le

monache abbanminacco-

ingrandillo prima

il

Papa Clemente

donarono
Gregorio

la

chiesa, perch

VII, e poi
berini; la

il

Cardinal Antonio Bar-

ciava rovina,

non nel

pontificato di

XI

e nell'anno

1370,

, ma sibbene in Gregorio e nel , 1275. N pure vero (ad onta che ancor noi lo dicemmo altrove ) che

me

vogliono alcuni
del
b.

facciata esterna ( ove si veggono varie lapidi, che ricordano fin dove arriv l'acqua nelle pi

quello

popolo romano la concedesse ai redomenicani [T^edi), desiderosi di un luogo centrale nella citt, per meglio impiegarsi alla salute delle anime, poich riuscivano di grave
il

ligiosi

loro

incomodo
s.

la

chiesa e

il

conven-

to di

Sabina ad essi assegnato sul monte Aventino da Onorio IH; il qual convento inoltre non era ab-

inondazioni del Tevere ) fu da Francesco Orsini, e la porta principale dal Cardinal Capranica la nave di mezzo, e il nobile chiostro dal Cardinal Turrecremata domenicano ; le due navi laterali, e quella della crociera da altri benefattori. Il grand'aico sopra l'altare si attribuisce ai Caetani. La grande tribuna, minacciando rovina, fu riecelebri fatta
;

dificata dai signori

di

Palombara

bastanza
ligiosi.

comodo

pel

numero
dell'
,

de' re-

Dalle memorie

archivio
real-

di questa chiesa

risulta

che

mente Gregorio
bolla data in

nel

iifS , con

con architettura di Carlo Maderno, che vi aggiunse il coro a spese dei Savelli ; mentre il Cardinal Scipione Cantarelli Borghese , fece fare due celebri organi. Vari furono gli
i

s. Sabina, approv la permuta sanzionata dal suo vicario Aldobrandino Cavalcanti domenicano, vescovo d'Orvieto, tra le mona-

architetti
in

di

questa chiesa,

ridotta

che e
sti

religiosi

domenicani,
e
case

di

al-

cuni terreni da quelle ceduti a que-

per vari
:

orti

presso la

tempi nel modo che ora si vede. Essa per forse l' unica chiesa di Roma, nelle cui proporzioni, e principalmente nelle volte, siensi mantenute le forme dell'antica architettura italiana, sebbene moldiversi

che nel seguente anno 1276 Giovanni XXI tutto approv con bolla, insieme alla parrocchia. I domenicani pertanto subito si acchiesa

to partecipi

della

gotica.

Semplici

per, e senza ornato di sorte alcuna

sono
to

le

sue forme. Ci non pertanle

piacciono alla vista la sua mae-

cinsero a rifabbricare
il

la

chiesa

ed

stosa semplicit,
i

sue tre navi


,

convento che fu terminato nel 1279, e che poi venne ampliato per mezzo delle pie largizioni di
varie famiglie
gi distinti.

romane, e personagIII,

monumenti d' arte che la costituiscono una delle pi cospicue di Roma, come per le sue memorie ecclesiastiche una delle pi venesuoi

Nicol

con bolla dei


se-

rande, e delle diligentemente uffiziate.

24 gennaio 1280, ingiunse ai natori di Roma, che ciascuno


vesse contribuire
di

do-

una

certa
fosse

somma
compita

Tutte le sue numerose cappelle sono pregevoli per marmi, per istucchi, dorature, e pitture. Noi ci li-

danaro,

affinch

miteremo a
cipali.

far

menzione

delle prin-

questa chiesa con celerit, stante la

Nella prima

cappella

de-

CHI
stia,

CHI
il

j43
sorgono
di

Benedetto XIII fece erigere

Nel

coro

pertanto

fonte battesimale, giacch

antica

contro
e di

l'altro

quelli
,

uno Leone X,
l'

parrocchia amministrata da
ligioso

un

re-

Clemente VII
e

Medici, archidi Baccio

domenicano. La cappella della fu architettata dal ss. Annunziata Maderno e fu dipinta da Cesare Nebbia ; ed il quadro dell' Annun,

tettura,
dinelli
;

scultura
la

per

statua di

BanLeone

di Raffaele da Montelupo, e quella


cio Bigio.

fondo d' oro , lavoro del b. Angelico da Fiesole domenicano. Altra mano per vi dipinse il Turziata in

ternita della

recremata istitutore dell' arciconfrass. Annunziata (Vedi), per dotare le povere zitelle romane. Magnifica , e ricca di statue e di depositi la cappella Aldobrandino ove riposano
lustri
le
i

Clemente VII di Gio. di BacClemente VII prima di morire lasci una somma di danaro da impiegarsi nel suo sepolcro, e in quello del cugino Leone X. Perci
di
gli

esecutori

testamentarii

li

edifi-

ceneri degl'il-

genitori,

ed

parenti di Cle-

carono entrambi in questa chiesa, acquistando a tal uopo alcune case contigue, per ingrandire la volta del coro, e a' 6 giugno i5^i vi furono trasportati dal Vaticano i
corpi
di

v'

mente Vili, che la eresse, per cui ha ivi il suo busto. Nella crocieCaraffa, pure dess.

ambedue.
san Pio

Nella
fece

cappella

Caraffa

V
gli
,

erigere

un

ra la cappella dei
dicata alla

Annunziata , una per le pitture, perch il quadro a compartimenti neh' altare dipinto da Filippo Lippi, che vi rappresent la b. Vergine, s. Tommaso d' Aquino, e il Cardelle

magnifico deposito a Paolo IV, Caraffa, facendone la statua Pirro Ligorio,


co'

pi stimabili

mentre
furono

abiti

pontificali

marmi

coloriti

artificio,

fatti

con istudiato da Giacomo,

Tommaso

Casignola.

Le mortali
ot-

spoglie di quel Pontefice, dal Vati-

dinal Oliviero Caraffa fondatore della

cappella.

Vi sono

in

essa

altri

cano furono quivi tobre 1 566.


gna, lasciato
confraternita
la

trasferite a' 2

stupendi dipinti del Lippi, e di Raffaellino del


la

Avendo poi Urbano VII,


della
ss.

Casta-

Garbo. Segue
disegno
sotto

la cappel-

sua eredit all'arci-

degli

Altieri,

rinnovata da
dell'

Cle-

Annunziata,

mente
la

X
il

con

erudito
altare

allorch mori nel


lizio

i5cjo, quel soda-

Cardinal Massimo. Accanto evvi queldel Rosario,


il

in riconoscenza, nella sua cap-

cui

pella

summentovata,

gli

fabbric

un

riposa

corpo di s. Caterina da Siena domenicana. A' lati dell'altare


a destra
in
vi

marmoreo monumento,
scolpita
vi

sul quale

principale

la

statua

del Salvatore
roti,

piedi

del

Bonar-

a sinistra

un gruppo rappre-

la sua statua; le ceneri poi furono portate dal Vaticano a' 2 2 settembre 1606. Finalmente Benedetto XIII, gi dell'Ordine de'pre-

sentante in
col

marmo la ss. Vergine, suo divin Figlio, e il santo precursore, opera di Francesco SiciliaL'altra

dicatori, morto nel 1780, fu sepolto nella basilica vaticana, da dove, secondo la di lui disposizione, i suoi
correligiosi a'

no.

cappella
s.

della

crociera
ricca so-

22 febbraio 1738, ne
corpo in questa chiea'

dedicata a

pra tutte di Molti poi sono

Domenico, marmi.
i

trasferirono
sa, in
lo

il

un

deposito di stucco, donde


2

depositi d'illustri
sepolti.

collocarono
quello
di

febbraio
eretto

1768
nella

personaggi che quivi furono

in

marmo

144
cappella di
tetto
s.

chi
Domenico
dall'archidi lui
istituita

CHI
statua

Marcbionni.

La

fu scolpita

A
cipali
i

da Pietro Bracci. voler far pure memoria de'prindepositi

quivi

esistenti,

oltre

da fi*. Tommaso Stella domenicano; e del ss. Salvatore, incominciata da fr. Vincenzo da Palesili na domenicano, nel 1596. La recita del rosario in due cori ebbe
principio ne' chiostri
di

suindicati,

meritano

ricordanza,

questo con-

per l'arte,

e per la qualit de' de-

vento, nell'anno

funti, quelli del cavalier Pucci, del

Cardinal Tibaldi, del Cardinal Latino Frangipani Orsini,

del

Toma,

1600, tre volte la settimana, per opera di Girolamo Saverio generale de' domenicani e poi fatto Cardinale da Paolo V
,
;

buoni Paolo
!

monsignor Fabretti di Manuzio, della Raggi, delbaldini, di monsignor Durando


,

di

nidi

s'

introdusse
a

di

recitarlo

in

chiesa
dalle

vicenda
colla

dagli

uomini,

donne,
di

spiegazione

dal
la

celebre

liturgico,

del

Cardinal Pi-

pulpito
vita

de' misteri

riguardanti

mentel, del Cardinal Bembo, del Cardinal Monelli nipote di s. Pio V,


dei Rustici, del

Ges Cristo, pel zelo del p. Timoteo Ricci. V. Rosvmo, al qual


articolo
sione,
si

Cardinal d'Aquino,

tratta della solenne processi

Vio detto il Gaetano domenicano, del Cardinal Sodel Cardinal de


rnaglia,
del

che

celebra in questa chiesa


di
ss.

nella

prima domenica
del

ottobre,
Rosario.

Cardinal
d'altri,

l'ei ta/.zoli,
l>.

ed

A iric<m fraternit
riguardo
ss. si

per non dire

del

Angelico
celc-

Per
della
lo,

all'

arciconfraternita
oltre l'artico-

da Fiesole
bratissimo

del

medesimo Ordine,
di

Annunziata,
vegga
il

dipintore,

cui

disse

Michelangelo in ammirare le sacre sue pitture io credo che questo


:

Dizionario a
della

p.

cappella
festa
si

Vili del i49> dove si parla papale, che per la


in questa chiesa,

volume

frate vada in cielo a quei beali volti } e poi


dipingere

considerare
li

sua
e

tiene

venga a

della

grandiosa

cavalcata
i

colla

quaggi fra noi. I Tersi metrici, che leggonsi nel suo deposito,
si

attribuiscono

Nicol

V,

che tanto lo am e stim. Nel chiostro poi decorato


,

prima vi si recavano Pontefici. Per conto dell'arciconfraternita del ss. Sacramento, che fu la prima a fondarsi in Roma, e per cui gode
quale
il

delle

privilegio

di

fare

la

processione

pitture

fresco

del

Valesio,
e

del
di

nel di seguente alla festa del Corpus

Nappi, del Lelli,


altri,

del Paglia,

Domini,

vedersi

l'

articolo del
II,

rie

rappresentarono le stodel Redentore, della b. Vergine,


vi

che

nostro Dizionario, nel Voi.


3 09,
ss.

pag.

3o5. Al medesimo volume, e a pag.


si

di

s.

Domenico,
vi

di

s.

Tommaso
i

parla dell'altro sodalizio del

d'Aquino,
dei

sono ancora
Ferrici
,

depositi

Salvatore.

da

farsi

menzione

Cardinali

lavoro

del

di ai tra confraternita

fondata in quequale

XV

secolo, e Agnensi beneventano o napolitano, morto nel \^i.

sta chiesa, cio quella del santissimo

Nome
tenne
s.

di

Dio,
peccato

alla

appar-

Passando a dire dei pregi


siastici

eccle-

Ignazio, istituita per togliere


della

di

questa

chiesa

in

essa

l'enorme

bestemmia

furono

istituite
ss.

quattro confraternite,

cio del

R.osario, dell'Annunziata,

per opera del mentovato Cardinale 1 urrecremata del ss. Sacramento,


;

provenne, che in questa chiesa pi volte furono bruciati libri contenenti eresie,
e degli spergiuri.
ci

Da

ed

ivi si

ricevettero le abjure solenni,

,,

cui
degli
lizie, eretici.

cui
la biblioteca,

,45

Delle cappelle Cardina-

lasciando per l'erezio-

che quivi annualmente hanno


la

per quella di s. Pietro per l'esequie anniversarie di Paolo IV, e per quelle di un Cardinale appartenente alla congremartire,
ticolo
Il

luogo per d'Aquino,

festa

di

s.

Tommaso

ne della medesima dodicimila scudi doro, e parecchie migliaia di volumi. 11 di lui testamento porta la data dei 6 luglio i655, e l'istituzione fu fatta a favore
dei
religiosi

gazione del s. Offizio, si legga l'arCappelle Cardinalizie.

domenicani, come custodi della medesima biblioteca. Stabiliva egli col


conversi,

sommo

Pontefice
la

Paolo IV,
s.

testamento un bibliotecario , e due per la direzione ed assidello


stesso

nel

i557, elev

chiesa di
al

Ala-

stenza della biblioteca,

ria sopra

Minerva
a
il
fi*.

grado

di titolo

Ordine. Egli sepolto nella

mede-

presbiterale Cardinalizio, e pel pri-

mo

lo confer

domenicano,

Michele Ghisiier quale, divenuto nel

i566 Papa

col
il

nome

di

Pio
fr.

V,
Mi-

sima tomba, e collo stesso abito dei domenicani, nella contigua chiesa. In seguito la biblioteca prese il nome di Casanatense dal Cardinal

cre Cardinale

suo nipote
gli

Giacomo Casanata, morto


il

chele Bonelli domenicano,

diede
viet

questa chiesa per


cappello rosso.

titolo,

ma

gli

ri

nel i 700, quale l'aument di copiosi, e ravolumi, di ricca rendita, per acil

di lasciar l'abito religioso,


il

e di usare
titolari

crescere

numero
,

de' conversi
di

Molti

fu-

de' bibliotecari

pi

teologi

rono benefattori di questa chiesa, e nella suaccennata cappella papale della ss. Annunziata, incombe ad essi cantare la messa. Oltre a ci nel venerd della settimana di pasqua, vi si celebra la stazione, e ai

come
nelle

legs<'>i

nel

Memorie

del p. Audifredi,

suo testamento, e donparli

de

si

trassero questi ulteriori cenni.


si

Merita che ora


tro al cui altare vi
s.

della sa-

grestia di questa insigne chiesa, die-

agosto la festa di

s.

Domenico.

Nel contiguo grandioso convento, che venne di molto accresciuto nel generalato dal p. Kloche francese,
la

la camera di da Siena, trasportata dal Cardinal Antonio Barberini, nel

Caterina

menzionata
s.

congregazione CardiOffizio,

1637, dalla casa spettante all' arciAnnunziata della ss. incontro la chiesa di s. Chiara. Deconfraternita

nalizia del

nei mercoled

corata questa

dalle

pitture

della
essa

tiene le sue ordinarie congregazioni.

scuola di Pietro Perugino.


sagrestia vennero eletti
e Nicol
vi
si

In

In

esso

risiede
il

il

p.

generale

dei

domenicani, e
congregazione

p.

segretario della

V,

Eugenio IV, poco manc che non


altri

dell' Indice,

ch' sem-

facessero

conclavi

pei

pre un domenicano. Nel medesimo convento vi la celebratissima biblioteca Casanatense ( Tedi), intorno alla quale, oltre quanto dicem-

motivi che andiamo a narrare. Morto nel 1292 Nicol IV, il conclave
s'

di

incominci a celebrare nel palazzo s. Maria Maggiore, quindi venne


s.

mo

a quell'articolo,

non

riuscir dis-

trasportato nel convento di

Maria

caro di sapere

quanto segue.

Gio.
chia-

sopra Minerva;
differenze tra
rito altrove,
i

ma

a cagione delle
in

Battista Castellani, che alcuni

Cardinali, fu trasfe-

mano
gorio

Gio. Maria delle Carcare nel Genovesato, archiatro di Papa Gre-

finch

Perugia fu
1

eletto

s.

Celestino V. Dipoi, nel


si

4^

XV,

fu

il

primo

istitutore del-

VOL.

XII.

per morte di Martino V, o


1

dispo-

, ,

i46
se
il

CHI
conclave
il

CHI
Minerva, dove, a' 4 marzo ad ora di vespero, entrarono diciotto Cardinali. La guardia della prima porta

in

questo convento,

laonde

no
tro

a' 2

primo marzo, altri dicoad ore ventiquatmarzo


,

vi

entrarono
,

tredici

quat-

fu

affidata

quattro

prelati

tordici Cardinali

ed

essendo stata

quella della seconda ad

Enea

Silvio
,

sbarrata la piazza dai romani, ai 3 ad ore 2 1 in giorno di sabbato fu


eletto

Piccolomini, ambasciatore

Cesareo
nella

divenuto poscia Pio


altri

II,

insieme cogli
sa-

Papa

il

Cardinal Condulmero
di

ambasciatori. Perci

Eugenio IV. Il Papebrocliio, nel Propylaeo p. 258, descrive la contesa promossa da alveneto, col

nome

grestia,

ove era stato eletto

Euge-

nio IV, a'


ned, e
pontificato

6 marzo in giorno di luad ora terza, esaltarono al


il

cuni baroni romani,

quali pretennel

Cardinal

Parentucelli,

devano

di essere

ammessi
,

con-

die prese
il

il

nome

di Nicol
alle

V, pub-

clave di quel

Pontefice

per

aver

blicandolo al popolo

ore nove

luogo nell' elezione del nuovo Papa, ma ebbero una ripulsa dal sagro Collegio. Venendo questo zelante Pontefice a morte a' 23 febbraio i447> fu stabilito celebrarsi nuovamente il conclave nel convento della

Cardinal Colonna, primo dell'ordine de' diaconi. A perpetua memoria di queste due creazioni sulla
,

porta interna della sagrestia, ge la seguente iscrizione:

si

leg-

MEMORIE

CREVriONIS

HIC
.

HABIT.E
.

SUMM

PONTIF

EVGENII

IV

ET

NICOLAI

Su

tale

iscrizione

Giambattista

romano prese
difesa

le

armi
a'

in

favore e

Speranza romano rappresent a fresco simile avvenimento, venendo colorita la volta da un fiammingo. Nel i4^4j P er morte di Pio II, nel Vaticano fu eletto in successore Paolo II ; ma perch Antonio, nipote del defunto, ancora riteneva il Castel s. Angelo , alcuni Cardinali per timore volevano tornar a tenere per la terza volta
il

de' Cardinali.

A
festa

questa chiesa,
di
s.

gennaio,

Antonio,

il

magistrato

romano
de'
r)

offre

un

calice

d'argento

e quattro torcie di cera, per decreto

febbraio

za delle statue

i566, in riconoscenda Pio V donate ai


obbligandi assiste-

palazzi di Campidoglio, le quali pri-

ma

stavano a Belvedere,

conclave nel

dosi lo stesso magistrato

convento della Minerva. Poscia morendo a' 18 agosto i5o3 Alessandro VI, Cesare Borgia di lui figlio saccheggi il palazzo apostolico, e
fece assediare
il il

re alla solenne messa, che nella

me-

desima chiesa
in tal giorno

si

sarebbe

celebrata

siccome
gli

anniversario

della coronazione di Pio

V, e
si

festa

Castel
i

s.

Angelo, e
si
;

del

nome che

fu

imposto
fa

nel

Vaticano, dove

Cardinali

do-

battesimo. Altra offerta

dal ro-

vevano rinchiudere
il

in conclave

ma

sagro Collegio per porsi

in sicu-

ro si rifugi in questa chiesa , alla quale Micheletto Careglia, capitano


di Cesare Borgia, pose l'assedio,

mano magistrato a questa chiesa secondo il chirografo di Clemente X, la quale consiste in quattro torcie di

cera, cio ai

5 maggio

festa

per subito

tolse

perch

il

che popolo

Pio V, siccome benemerito di Roma, e della Chiesa universale


di
s.

cui
Finalmente, a
decorare
la

piazza

che sta innanzi alla chiesa, nel 1667, Alessandro VII eresse sopra il dorso
di

ciii ,4 7 chiamata Flaminia , o del Popolo, ad ornamento dell' ingresso di

ma

essa, concep

il

disegno di amplia-

un

elefante,

un

obelisco egiziano,
degli
stessi

rinvenuto nel

giardino

due chiese con uniforme architettura, mettendo capo a tre


re le dette

domenicani.
S.

bellissime strade, quali sono

quelle

Maria de
ria di

Miracoli.
santo.

V.

S.

Ma-

Monte
di

Babuino del Corso , e di Ripetta summentovate. Ma non potendo i religiosi di


del
,

ambedue
S.

le

dette chiese

concorrere
Ales-

Maria
ca di
s.

capitolo,

Monte santo, o basiliMaria Regina Coeli, con nel rione Campo Marzo.
della

alle

spese,

ed essendo
le

morto

sandro VII,
dinal

rimasero sospese. Avvenne intanto che il Carlegato di

fabbriche

frati

carmelitani

provinsino

Girolamo Gastaldi, genovese, Bologna nel 1678, volenla facciata esterna della bas.

cia di

Monte santo

in Sicilia,

do fare
silica

1640, possedevano questa chieal principio della sa, che posta strada del Babuino incontro alla pordal
ta Flaminia. Dall' altro
lato

di
gli

Petronio in quella
volle
gentilizio.

citt,

non
il

si

accordare di porvi
Recatosi

suo

stemma

della

poi a

Roma,

volle invece

via del Corso, ed al principio della


via di Ripetta eravi
sa,

un

altra

chie-

coli,

chiamata di s. Maria de' Miraeh' ebbe nome ed origine dal seguente avvenimento. Sotto di un arco vicino al Tevere si trovava
dipinta al

muro una immagine


,

della
s

con animo grande le chiese, che coll'architettura dei valenti cavalieri Bernini, e Fontana, e di Carlo Rainaldi, ebbero una forma concentrica Decorati furono i loro ingressi da due portici maestosi ed aperti, con colonne reggenti un
.

compiere menzionate due

beatissima Vergine, alla quale,

per

bel frontone. S maestosi templi


le

col-

aver fatto un prodigio


dal Panciroli a pag.
la

raccontato

eguali loro cupole sorprendono chi


citt.

534, e s per gran divozione, che suscit ne' fei

entra nella
I

loro interni dittici, con tre cap-

deli,

superiori dell'arciconfraternis.

pelle

per banda

vennero

decorati

ta

di

Giacomo

degl' incurabili

di

marmi

e pitture pregevoli. Nella

i5i5, fabbricarono una piccola chiesa, in cui la collocarono. Diede poscia il Cardinal Francesco Barberini nel 1628 la cucolle pie oblazioni, nel

chiesa di

Maria de' Miracoli nel s. i685 fu tumulato il Cardinal Gain

staldi

magnifico

deposito

e la

custodia

di questa chiesa dai fran-

stodia della chiesuola


titolo di
s.

che prese

il

cescani pass
sotto
il

ad una confraternita,
per con-

Maria de' Miracoli per quelli, che in gran copia faceva la detta immagine ) ai religiosi francescani riformati detti Picpusi da Pic-

titolo dell'Assunta,

cessione

di

Pio

VI

nel

1793,

la

Erano in Maria di Monte santo, e di s. Maria dei Miracoli quando Alessandro VII restaurata la principale porta di Roc/uepus, ov'ebbero origine.

quale poi assunse il titolo dela chiesa , ed il convento fu ridotto ad abitazioni dal cav. Navona , che vi

questo stato le chiese

di

s.

campanile La chiesa di il Maria in Monte santo, al cui altare maggiore si venera un' antica e divota immagine di Maria ss., ha
eresse
s.
.

48
sul
piti

CHI
frontispizio

CHI
scol-

due angeli bene


marchese

dei Borghesi.

nell'
Il

interno

pi granile

neplacito di

Prima i canonici per beUrbano Vili, e in consiandavano insiOrdine equeultimo


il

dell'altra.

Girolamo

derazione del primario istitutore cavaliere gerosolimitano,


gniti

vento, e

Theodoli architett il contiguo conma asil suo campanile ;


al pontificato

di questo illustre

sunto

Leone XII, e

stre ed ospitalario.

Da

ca-

considerando che alla chiesa di s. Lucia della Tinta , per la sua piccolezza
basilica

nonico Fontana,
vi

di questa basilica,

ha

istituito

un

beneficio, e ne

non conveniva

il

grado di

concedette la nomina al capitolo. Fi-

ta

minore di cui l'avea fregiaPaolo V, nell'anno 1825, ne


il

nalmente a

sapersi,

che

il

primi giuli-

cerio per bolla di

Paolo

trasfer

titolo

di

basilica,

e
s.

il

ca-

dice ordinario in
ti,

tutte le cause,

pitolo in questa chiesa


di

di
s.

Monte

santo, o di

Maria Maria Re-

e controversie di questa
basilica.
I

insigne
poi

collegiata

canonici
i

gina

Cceli, togliendola ai carmelitani.

non solamente hanno


distintivi,
silica

mentovati
della ba-

Oltre a

ci, Leone XII fece interamente restaurare questa chiesa e la sua cupola a squamine di lavagna,
,

eguali a quelli
s.

e l'abbell in diversi modi, indi agli

Damaso, ma per concessione del medesimo Paolo V, godono in tutto loro prividi

Lorenzo

in

18 febbraio
venerare
la

si

port a visitare, e a

legi

prodigiosa immagine di
S.
s.

Maria

ss.

Maria
cliiale
,

de' Monti, chiesa


in

panvc-

All'articolo Chiesa di

Lucia delil

cura dei
Vedi.

religiosi Pii

ia Tinta
re

si

detto, che

cavalie-

Operarii.

gerosolimitano
,

Orazio
gennaio

Ricci
dell'

di

Voghera no 16 18,
Maria
sotto
Cceli,
il

a'

ans.
,

S.

Maria

del

ss.

Rosario a monte,
in

eresse nella

chiesa di
collegiata

Mario, con parrocchia,


domenicani.
S.

cura

del

Pianto
di
s.

una

Vedi.

titolo

Maria Regina

la

quale

trasferita nella chiesa

Maria
trinari.

in Monticelli, chiesa par-

Lucia fu dichiarata basilica minore da Paolo V, Borghese (ci che approv Urbano Vili con bolla de' i3 giugno dell'anno 1611)), che
di
s.

rocchiale, in cura de' religiosi dot-

Vedi.
dell'

S.

Maria

orazione della morte.

v'istitu alcuni canonicati di juspatro-

che cumulativamente
nicati

nato della sua famiglia, ed perci gli otto canodi

V. Arcicovfratermta dell' Orazione e della Morte.


S.

cui

si

compone,

quali

cappa e del rocchetto , sono nominati quattro dal principe Borghese, e quattro dalla citt di Voghera in Piemonte, come patria del cav. Ricci. Evvi inoltre un prelato primicerio, che per vien nominato dal principe Borghese; ed anco l'arciprete, che fra i canonici est
l'uso della

hanno

Maria Nuova, o s. Francesca Romana, gi diaconia Cardinalizia,


li,
iti

cura de' monaci

oliveta-

nel rione Monti.

Nel foro romano, presso


pio
della Pace, esiste

il

tem-

questa antichissima chiesa, eretta ove fu il vestibolo del palazzo di Nerone, e dove
si

prinius

i/iter

cec/ualcs,

pur nomina

vuole

che questo

imperatore

si

CHI
recasse a vedere
il

CHI
Simon ma;

t4g
riferiti

volo di

1'

855

vi

fece

de' doni

dal-

ed ove Paolo fecero orazione per ottenere da Dio , che rimanesse pubblicamente confusa l'imgo, patriarca degli
ss.

eretici

apostoli Pietro e

postura del mago alla presenza del popolo romano. Ognun sa come furono esauditi, dappoich abbando-

nato in aria Simone da' suoi diavoli,

l' Anastasio. Non and guari, che dopo queste ultime riparazioni la chiesa soggiacque ad un incendio, e fu prodigio che la menzionata immagine di Maria ss. stette tre giorni fra le fiamme senza bruciarsi. Accorse alla riedificazione Papa s. Nicol I, trasportandosi intanto l'immagine

cadde

si

fracass le
si

questa chiesa

membra. In conserva la pietra


per
le

in deposito alla vicina chiesa di san

Adriano. Nicol

la

rifabbric dai

colle vestigia delle ginocchia,

orazioni fatte dai detti principi deapostoli. Lasciando da parte, se realmente quivi esistesse un tempio
gli

fondamenti, l'abbell di pitture, adorn la tribuna di mosaici, e vi fece


diverse offerte, che pur descrive Anastasio bibliotecario.

Alcuni per dicola


i

dedicato al Sole

e alla

Luna

co-

no, che soltanto allora prendesse


chiesa
il

me
fosse

vuole
la

il

Panciroli, e se edificata
degli stessi
I

nome
,

di

Nuova. Terminati
vicini

chiesa in onore

lavori, nel volersi

quivi riportare la
alla

santi apostoli
altri

da
,

s.

Silvestro

o da

Madonna
chiesa
di

gli
s.

abitanti

Pontefici

certo che nel se-

colo Vili gi era diaconia Cardinalizia


,

col titolo di

s.

Maria antica,

per una miracolosa immagine della Madonna ivi portata da Gerusalem-

Adriano si opposero a segno, che mentre erano venuti alle mani, un bambino, con sorpresa di imped il loro eccidio ed a tutti
, ,

me, o, come dice il Vittorelli da Troade nell'Asia. Si crede dipinta da s. Lucaj e nella chiesa venne posta da Angelo Frangipane, nel
,

chiara voce disse loro: che fate ? la Madonna e gi alla sua chiesa, ove
difatti si

trov, per esservi miracolo-

suo ritorno dall'Asia. Non si deve poi tacere, che alcuni dicono esservi
stata collocata molti secoli

samente ritornata. Cos si accrebbe la divozione del popolo verso di essa. Il Pontefice Gregorio V, del 996, dal cimiterio di Calisto, ove li avea
posti
ss.
s.

dopo

Stefano

I,

prese
,

corpi dei

iioo, come ancora non si dee passar sotto silenzio che questa chiesa fu chiamata col titolo di s. Maria Minore. Nell'anno yo5 n' era diacono Giovanni greco Cardinale che eletto Papa si chiam Giovanni VII. Egli
verso
il
, ,

martiri Nemezio

e Lucilla sua

figliuola,

moglie
quali

Olimpio, ed Esuperia sua Teodolo, e Sempronio, dei


fa

si

menzione nel martiroloai

gio

romano

ottobre., e

li

po-

se in

questa chiesa.

Ma

dipoi Gre-

la

fece

restaurare
il

e
di
s.

si

vuole che

prendesse
va.

nome

Nel contiguo

palazzo

Maria Nuo, o monii

XIII, nell'anno i58o, ordin che fossero disposti sotto l'altare maggiore. La chiesa anticamengorio
te
si

govern dai
le

preti

secolari,

co-

stero abit quel Pontefice


ni del suo pontificato,

tre an-

me tutte

primitive chiese di

Roma,
io6r,

come

afferma-

sotto la soggezione de' Cardinali diaconi. Alessandro II, verso


vi
il

no
e
il

il

Piazza, Gerarchia, pag.

726,

La

Panciroli citato, Tesori, p. 54 1 ripar ancora s. Leone IV, eletto

pose

canonici regolari della cons.

gregazione di

Frediano

di Lucca,

nell'anno 84") e Benedetto

HI

del-

cui avea appartenuto, colla prerogati-

i5o
va che
la

CHI
chiesa
si

CHI
conferisse in
ti-

veneto,

il

quale nel

tolo a' Cardinali di tal congregazio-

mato
II.

al

triregno col
il

4^4 fu sublinome di Paulo


confer

ne

ci che

non sempre venne


1 1

os-

In seguito
nel

Pontefice Alessan-

servato. Calisto II del


la custodia della

19, affid

dro VI,
Cesare

i493,
,

questa

chiesa ai canonici
il

diaconia colla porpora al suo figlio

regolari lateranensi,

perch molti

Borgia

che

poi

in

un

al

individui Cardinali di tal congrega-

zione ne

furono

insigniti, finche ver-

Cardinalato, rinunzi nel 1498, per Il divenire duca del Yalentinois.

so la fine del
in

XIV

secolo

fu data,

perch

Alessandro
eresse
la

VI,

neh' anno

uno

al monistero, ai

monaci Oli-

seguente,
nal

chiesa in titolo

vetani.

Vedi.

presbiterale, e lo concesse al

Cardi-

In questa chiesa, ai 2 3 febhraio

Raimondo Perauld
la

francese.

Di

ii3o, fu ordinato prete, e consaPoscia grato Papa Innocenzo II. Alessandro III, che govern la Chiesa universale dal 11.59 ah'anno 1181, la consagr, la dot di rendite, e la un alla chiesa

poi torn ad essere diaconia, e molli

Papi
le

conferirono

ai

propri parenti,

finch Alessandro VII,

per togliere
il

controversie giurisdizionali, tra


i

Cardinal diacono e
lizia,
s.

monaci

Olive-

di

s.

Se-

tani, soppresse la diaconia Cardina-

bastiano.

nel
le

6,

Quindi Onorio III, eletto fu di essa benemerito per


nel
il

ed in

vece

eresse

quella di

.Maria della Scala.

grandi restaurazioni, cui vi ope-

r.

Clemente VI,
Cardinale
gli

i348,

nel

maggiore

In questa chiesa, e sotto l' altare fu sepolta s. Francesca


oblate di
della qua-

creare

nipote

Pietro

Roger,
in

diede

questa

diaconia

Romana, fondatrice delle Tor de' Specchi, ad onore


le
il

ma nel 1370 divenuto Avignone Papa col nome di Gregorio XI ed avuta la gloria nel
Cardinalizia;
,

sagro Collegio

vi

celebra

ai

9 marzo, giorno anniversario


morte avvenuta nel
pella Cardinalizia
gistrato
(
1

di sua

44j
;

a
il

ca P'

1377
lire

di recarsi in

Roma

ristabi-

la

residenza pontificia, nel

mo-

romano

Vedi ) e Ogni anno

mal'o-

fa

rire ai

marzo 1378, fu
chiesa,
le

sepolto

blazione in chiesa d'un calice di ar-

in questa

dove

gli

furono

gento, e di quattro torcie


I

di

cera.

terminate
si

esequie novendiali, che

erano cominciate in s. Pietro. Grato il popolo romano al gran beneficio ricevuto da Gregorio XI, nel i584, gli eresse un magnifico
deposito,
nell'alto

monaci Olivetani nel pontificato di Paolo V, che canonizz s. Francesca,


fecero fare a proprie spese
il

prospetto

esterno di questa chiesa, l'interno della

quale decorato d' un bel

soffitto

del presbiterio a

destra

ove

Pietro

Paolo

Olivieri

mentre la cappelle laterali hanno buoni quadri. Per una dopintagliato,

romano
il

vi espresse in

basso rilievo

pia scalinata
rio,

si

ascende al presbitel'altare

di lui ingresso in

Roma,

rappre-

dove nell'abside sorge


si

sentando questa citt quasi diroccata per la lunga assenza dei Papi L'onorevole epitaffio, che vi pose il
senato romano,
si

maggiore, in cui
Vergine.

venera la beata
scale

Tra
s.

le

due

evvi

la

legge nel mento-

vato Piazza a pag.

728.
esalt al

Eugenio IV, nel i44>


Cardinalato
il

che suor Agata Pamphily, sorella d' Innocenzo X, e monaca di Tor de' Specchi, con disegno del Bernino sontuosadi

tomba

Francesca,

nipote Pietro Barbo

mente

abbell.

Nella

cappella

sot-

CHI
terranea

CHI
sepolte
le
isti-

1T1
disse
s.

sogliono

essere
la

fabbriche

perci

si

Andrea
.

dette oblate,
tutrice.

appresso

loro
di

Sono poi degni


singoli

osserva-

de Acquarenariis , Acquaristariis, e con voce corrotta Incaricarli, o Inquirinarii,

zione
nali di
stel

depositi dei

Cardidi Ca-

come

osserva

il

Bovio
i^j.

Vulcani,

e Adimari,

non che

nella

Piet

trionfante,

pag.

Antonio Ridio, castellano


s. Angelo. Anticamente,

quando
l'

nella vigisi

lia

della festa dell'Assunta


in

portadel
negli

va

processione

immagine
si

santissimo Salvatore,

legge

Ordini romani,
re,

che veniva
s.

deposi-

tata nella chiesa di


col qual

Maria Mino-

Avanti questa chiesa eravi un portico, ove veneravasi un' antica immagine dipinta della b. Vergine col suo divin Figlio in braccio. Accadde per un giorno, che indispettiti alcuni giuocatori di aver perduto al giuoco, empiamente sfogarono la loro rabbia contro la s. immagine, e
le tirarono

nome
si

appellossi questa

chiesa.

Quivi
si

no, e

cantava il mattutilavavano i piedi a detta


basilisco odoroso.
si

che

distillasse

immagine con
le

funzione

pratic sino a

s.

TaPio

ne goccie produrre nel popolo


divozione.
il

per cui vuoisi prodigiosamente alcudi sangue , locch fece

de' sassi,

una

maggior

romano XI, presso il Mabillon, nel tomo II, Ital. Dall' anno p. 1 8 del Mus.
e ne tratta l'Ordine
1

V,

IV, quale ricorrendo al suo patrocinio, a cagione delle guerre che turbavano la pace della cristiana reallora Sisto

Regnava

798,

in cui

ebbero origine
il

le

pro-

pubblica, per la concordia che vide


succedere, e

cessioni per le rogazioni, nel

secon-

do giorno di esse si aduna in questa


si

clero

romano
la-

per prode Malatesta

la

vittoria,

cui

il

colle milizie

papa-

chiesa, e proces-

onalmente

si

reca alla basilica

teranense.

li, in un ai veneziani, riport sui Calabresi presso Velletri, con disegno di Baccio Pintelli rifabbric la chie-

S.

Maria

della

Pace,

ttolo

Car-

la dedic alla b. Maria Pace, e poi la diede in cura


sa,

della
ai
(

ca-

nonici

regolari

dinalizio, nel rione Ponte.

lateranensi

Vedi)

nel

basilica lateranense.

1483, dopo averli levati dalla Liber i canoregolari


dalla
di
s.

sa parrocchiale dedicata a

In questo luogo sorgeva una chies. Andrea,


s.

nici

soggezione

alla

detta basilica

Lorenzo

con-

e filiale della basilica di in

Lorenzo

ferm loro
il

la

cura di anime, diede

Damaso. Per
bolla

tale

fu

riconosciu-

titolo di

ta dalla
tas,
III.

Apostolicae sublimi-

bate

del

preposto o priore all'abcontiguo monistero colle

emanata nel 1 1 86 da U^ano Fu detta anche degli Acquaperch


quivi

insegne pontificali, ed altri privilegi

accord loro, dicendo


ni, Ist.

il

Crescimbe-

nardi, forse
i

cavatori de' pozzi,

abitavano ovvero i pub,

di

s.
il

Gio.

p.

3o5, che
d.

a Porla Latina primo priore, o prechie-

blici

venditori o portatori d'acqua

posto fu
lanese.
sa,

Costantino Appiani miplenaria


nei

quando

in Roma si penuriava di acqua per l' abbandono in che erano gli antichi acquedotti. Altri pei

Inoltre Sisto IV, nella

pose

l'indulgenza

r dicono che quivi abitavano


scatori,

pe-

portatori d'arena per le

cadono fra l' anno, e dalla met di quaresima sino al marted di pasqua, come si ha dal

sabbati, che

,i
ce pure

cui
eli-

CHI
li,

Piazza, Gerarchia pag. 653, ove

che

Giulio
l'

nipote

di

Sisto IV, concesse

indulgenza
s.

nel
ve-

Paolo V, Gaspare Rivaldi nobile romano, ingrand la chiesa con aggiungervi la nobile tribuna, ornandola con
bei

giorno della festa di

Martino

marmi

pitture,

fra

le

quali

scovo
ia

la cui

immagine dal portico

coi ritraiti di
glia.

alcuni della sua famidi

fu trasferita nella chiesa), nel d delfesta di

Uno

poi

questa

famiglia,
vicegealtri

dell'
s.

Andrea, come titoline ed in quella di antica chiesa


s.
,

monsignor
rente di perbi

Ascanio

Rivaldi

Roma,

fece degli

su-

Agostino, sotto alla cui regola vi-

vono i canonici lateranesi. Gregorio XIII pose la indulgenza ai 6


ottobre, giorno in cui
ta la

ornamenti alla tribuna, a maggior onore della miracolosa immagine della b. Vergine, che ivi
colloc,

fu consagra-

essendo

stata

sino
d'

allora

chiesa, e

Paolo

V
le

accord
feste

la

sotto la cupola nel ciborio

Innoi
luvi

indulgenza per tutte

della
la

cenzo Vili. Ci avvenne


glio
i

ai

Madonna. Anche
sagra
si

a' nostri a'

giorni

(3

4--

Il

medesimo

prelato

celebra

ottobre.

Dopo

eresse l'altare
di

la morte di Sisto IV, il successore Innocenzo Vili, avendo esperi incu-

maggiore con disegno Carlo Maderno, ricco di marmi


verde
antico,
istitu

di diaspro nero, e di

lato gli effetti


b.

del

patrocinio
si

della

morendo

varie

dotazioni

Vergine che quivi

venera, non
alla

solo diede

compimento

fabbri-

ca della chiesa,

ma

eresse

un maa detil

zitelle. In seguito Urbano \ Il I, con chirografo dei 20 giugno 1624, 2 stabil, che il senato romano ai

alle

gnifico tabernacolo di
ta

marmo

luglio, per

la

festa

della

Visitaziocolla

immagine. Nello
Cardinal

stesso

tempo

ne,

si

recasse in questa chiesa

celebre

Oliviero

Caraffa,

oblazione d' un calice


di quattro torcie di

d' argento,

protettore de' canonici regolari, prosegu l'annesso


ciato

cera,

che

poi

monistero,

incomin-

da Sisto IV co ll'opera di Braed il comp nel mante Lazzari i5o4> e fu il primo da lui fatto
,

con beneplacito apostolico fu ridotta ad ogni biennio. Finalmente Alessandro VII, Chigi ,

per

ottenere

dall' intercessione
la

in

Roma. Degno
il

per

di

ammi-

della b.

Vergine

pace
1'

fra'

prinin

razione

chiostro a doppio portico


sveltezza,

cipi cristiani,

restaur la

chiesa

commendevole per la sua e decorato di monumenti


li,

forma ottangolare,

abbell nell'in-

sepolcralo

fra' quali,

pel

lavoro che
di essere

di-

terno e nell' esterno con architettura di Pietro da Cortona; vi aggiunse

stingue,

degno

ricordato

un nuovo

prospetto,

quello del vescovo


ciaccio.

di

Modena Bo-

portico

semicircolare

sostenuto

ed un bel da

gran Pontefice Sisto V, eletto nel i5bo, mosso dalla divozione che il popolo romano avea per questa chiesa, l' elev al grado

Quindi

il

molte colonne di travertino, fiancheggiato da due porte laterali, oltre quella di mezzo, sopra le quali sono due medaglioni in basso rilievo
colla effigie di Sisto IV,

e Alessan-

di

titolo

presbiterale

Cardinalizio,

dro VII, ed analoghe

iscrizioni.

L'in-

che Paolo V confer prima al Cardinal Iacopo Serra, e poi al Cardinal Melchiorre Rlesselio, vescovo di

terno della chiesa a croce latina con una sola navata, con cupola
ottagona.

\ ieuna. Ael pontificato

del

medesimo

marmi

la

Molti stupendi dipinti, e rendono assai pregevole.

CHI
Raffaello vi dipinse
bille

le

quattro

si-

so di

Cumana,

Persica, Frigia, e Ti-

CHI i53 tempo sulla di lui tomba germogliasse un gran albero di noce,
spirii

bui lina, nella quale

operazione

fu

che divenne sede dei maligni


ti,

aiutato dal suo discepolo

e concitil

quali

molestavano

chiunque

tadino Timoteo della Vite,

quale

pur dipinse i profeti al di sopra ed Adamo ed Eva sulla bella cappella di casa Cesi. Fra i distinti personaggi, eli' ebbero sepoltura in questa cbiesa, vanno rammentati i Cardinali Flaminio Taja Sanese, e Ferdinando Ponzetti fiorentino. Nel pontificato di Pio VII, la chiesa e il convento furono dati ai domenicani. Poscia Leone XII, soppressa
la

passava per col, giacch non la sepoltura di Nerone quella, che il


te dalla porta

volgo appella, quattro miglia distanFlaminia, ma sibbene di Publio Yiiio Mariano. Mosso

ci a compassione il Pontefice Pasquale II, intim al popolo romano pubbliche preghiere, e il digiuno per tre giorni, in capo a' quali la

di

b.

Vergine
la

gli

fece intendere,

che
1'

si

recasse sul luogo,

demolisse

albe-

parrocchia, vi pose la pia uniode' sacerdoti

ro e
ri

sepoltura,

gettasse le cene-

ne

sotto
di

invocazione
special-

di

Nerone nel
il

del sagro

Cuore
quelli,

Ges,

santificasse

Tevere, ed ivi luogo con erigervi


onore.
si

mente per
le

che

frequentano

una
go

chiesa a
il

di lei
;

Tutto
gioved

scuole del seminario romauo.

esegui

Pontefice
terza

rec sul luonel


di quaresila

processionalmente
la

S.

Maria
nalizio,

del Popolo, ttolo Cardicon parrocchia, in cura

dopo

domenica

ma

dell'anno

1099, pose

prima

dei religiosi Agostiniani, nel no-

pietra per la chiesa,

e vi eresse

un
con

ne

Campo Marzo.
alla

altare, intorno al quale

dipoi

tavole
pella.

si

venne a formare una cap-

Dipoi, a

memoria
nel coro e in a

del

fatto,

Accanto
ta di

porta

Flaminia,
di

la

Alessandro

VI

fece espribasso-rilievi
la

principale delle

mura
e

Roma,

det-

mere
di

in pittura,

volgarmente del Popolo dal


questa chiesa,
della

nome

stucco

messi

oro,
l'

detta

sorpren-

sepoltura di
noce, e
gli

Nerone,

albero della
vi di-

dente piazza, fu eretto


nerabile
to,

tempio

questo veper l'avvenimen-

spiriti

maligni, che
si

moravano, come tuttora


Allorch avea presa
chiesa,
la

vede.
di

sto sito eravi

che andiamo a narrare. In queun folto bosco di pioppi pel passeggio de' romani massime ne' tempi estivi, e sul contiguo amenissimo monte Pincio, gli orti de,

forma

Pasquale II torn a consagrarla, accompagnato da dieci Cardinali, da quattro arcivescovi, da


dieci vescovi, dal clero e dal
lo

liziosi

della famiglia Domizia. L'im-

romano,

e ripose nell'altare

popomolte
la

peratore JNerone, che discendeva di


tale famiglia,

reliquie.

Crescendo per essa


limosine
della

ve-

dannato a questo luogo disperatamente cise col pugnale, ebbe quivi


tura ne' sepolcri
de' suoi

che per essere conmorte infame , presso


e
si

nerazione nel popolo


generose
erezione
prese
il

romano, con fu compiuta la


che
perci
del

uc-

chiesa,

sepol-

maggiori,
ai

Popolo,
ta,

nome di s. Maria nome reso comune alla


il

por-

senza

gli

onori

dovuti

Cesari.

e alla piazza mentovata.


fu

Confe-

uole la tradizione, che in progres-

rito

governo della chiesa

ad

i'i

CHI
;

CIII
sima processione
basilica di
gli
s.

una pia unione di gentiluomini romani e nel suo altare niuno poteva

la

condusse

nella

Pietro.

Paolo

II,

che

celebrare

fuori

del

Sommo
,

Pontefice,

autorizzato, finch

ovvero chi da lui fosse Gregorio XI \


,

1464 si port a s. Maria del Popolo processionalmente, e a piedi nudi col sagro Collesuccesse nel
ivi

1 5g i con breve dei 5 settembre ne concesse la facolt a tutti i sa-

gio:

prese

l'

immagine
di
s.

della

MaBat-

donna, e col capo


tista

Gio.

cerdoti.

Verso l'anno i23i, siccome testifica l'annalista Baronio, Papa Gregorio IX, in occasione di una micidial pestilenza,
elli

and per la citt, per otteneda Dio la liberazione dalla possanza turchesca, che sempre pi mire

nacciava

la

cristianit.

Gli
il

successe

prese nella cappella di

Salt-

Sisto IV, della

Rovere,

quale con
rifabbri-

Sanctonun, un' immagine della


Vergine, che dicesi dipinta da
la
s.

disegno di Baccio Pintelli c ed abbell tutta


fic
to,
la

b.

chiesa; edi-

Luca, e processionalmente
in questa chiesa.
stilenza

port

siccome la pe-

accanto un grandioso convenrinchiudendovi spaziosi orti e

ebbe subito a cessare, ivi l'immagine che fu collocata sull' altare maggiore, eretto da Pasquale- II. Questa immagine ci dice
lasci
il

giardini alle falde del

monte
chiesa

Pincio;
e
il

e nel
di)

i4"4 diede

la

convento
della
dia,

ai religiosi agostiniani

(Ve-

riazza, con l'autorit di

diversi
i

congregazione di Lombarcon diversi privilegi, istituensei

scrittori, essere

dipinta da

s.

indubitatamente stai Luca, e da questo col-

dovi

penitenzieri,

come
al

nelle

principali basiliche,
gistrato

ordinando
per

mafesta

locata nella chiesa d' Antiochia, don-

romano

di offrire
,

ogni anla

de
ria

la
la

piissima imperatrice

Pulche-

no

in

questa

chiesa

trasport a Costantinopoli nel

della -Nativit della b.


calice
di
Il

Vergine, un
di

sontuoso tempio

da

lei

fabbricato.

argento, e delle torcie

Da

di

fu poi portala nel

Late-

cera.

rano.
Eletto Martino
nel 1420,
si

in

Costanza,

suo successore Innocenzo \III, Cibo, viene annoverato tra i Papi, che furono generosi con quechiesa.

rec in

Roma

con somgiuntovi

sta

mo
ai

tripudio de' romani, e

28 settembre, alloggi presso quechiesa, donde ai 3o di detto mese, con gran pompa s' invi al \ aticano. Il suo immediato successore Eugenio IV, dopo una lunga assenza da Roma, \i lece ritorno ai 21 settembre i443, la notte dorm pressta

Alessandro VI, Borgia, fu di voto di questa chiesa, vi fece diversi beneficii,

e nella cappella di
,

s.

Lucia,

sino

ad Alessandro VII
di
ritratto
,

si

vedeva
della

una tavola
col di lui

eccellente

pennello

quelli

sua numerosa famiglia.


Alessandro

Nel
in

i49^>
questa

VI

si

rec

so la chiesa, e nel di seguente

co-

chiesa in solenne cavalcata a tenervi


cappella, pubblic l'alleanza che avea
fatto

me
no.

in

trionfo
,

recossi al

VaticaII

Pio and fuori della porta Flaminia


nel
,

Quindi
la

1462

con Enrico VII


;

re

d' Inghilnell'

a
s.

terra

poscia

vi

ritorn

anno

ricevere

testa

dell'

apostolo

tologo,

Andrea, donatagli da Tommaso Pala deposit per una notte

in questa chiesa, e poi

con soleunis-

a ringraziare la ss. Vergine per essere scampato da un pericolo. Della cappella pontificia, che quivi ha luogo per
santo

i5oo

in cavalcata,

CHI
la

CHI
zione della cappella Papale
festa

,55
per
la

festa della Nativit,


si

prima

ove il Papa recava con sontuosa cavalcol

della Nativit, a cagione della


si

cata, ed ora
tratta al

treno

nobile,

si

lontananza dispose che


nella chiesa di
s.

tenessero

volume IX pag.
tal
il
i

87

ove

Maria del Popolo

pure
chiesa

dicesi dei

Papi, che in questa

dopo formalmente

cappella ricevettero

censo

della

chinea.

le due cappelle pontificie, le quali celebravansi nella detta chiesa di s. Sebastiano, cio nella prima dome-

Quando
vevano
co, per
nalizio,

poi

Cardinali novelli docappello


in

recarsi al concistoro pubbli-

t della

nica di quaresima, e per la festiviCirconcisione. Queste capin

prendere
dal

il

Cardinobile

pelle poi

progresso di tempo ce-

dovevano partire
convento
dicesi

cavalcata

questa chiesa, ove ricevevano


gratulazioni,

annesso a le cona
p.
1

lebraronsi al palazzo apostolico. Quindi orn la chiesa col titolo presbi-

del citato

come volume

83

del Dizionario.

primo lo Tolomeo Galli, detto il Cardinal di Como, secondo il Piazconfer

terale Cardinalizio, e pel

Giulio

II,

della Rovere, nipote di

za.

Certo peraltro che Sisto

lo

Sisto IV, abbell la chiesa con pit-

confer a Scipione

Gonzaga
ai

di

Man-

ture, e scolture

pregievolissime

e
ri-

tova, cui cre Cardinale

18 di-

ritornando a

Roma, dopo avere

cuperato

al

molte
la

citt,

dominio della s. Sede vi entr con pompa


delle

cembre 1587; e che Clemente Vili, nel 1096, lo diede al Cardinal Francesco Mantica.
nefic assai
Il

precedente
preziosi

la

be,

trionfale ai

27 marzo 1007, ch'era

con

arredi

domenica

Palme

e per la

paramenti
titolari.

sagri,

per tacere

di altri

stanchezza del viaggio, volle pernottare nel convento. Giulio III, e


lo

Paoin

Altro titolare di questa chiesa fu

IV furono

eziandio benefattori di

Fabio Chigi

di Siena

che

V ebbe

questa chiesa, e il secondo ne imped la demolizione. Pio IV rifabbric


il

i652 da Innocenzo X. Successo a quoto


Pontificato col

un

alla

sagra porpora nel

monistero, che in parte era stato


le

nel

nome

di

Alessan-

demolito, per fortificare


la

mura

del-

citt; e nel

concilio di

dar compimento al Trento, in un giubileo


vi

dro VII, questi perch Agostino Chigi, splendidissimo suo antenato, vi avea fondata una cappella, la restaur,

straordinario,

and processionalil

mente con
ro

tutto

clero. Dipoi, nel

e vi fece molti abbellimenti mediante l'opera del cav. Bernini, con


stucchi, e

1576, Gregorio XIII

collo slesso cle-

diversi

due
,

organi assai
l'annesso con-

romano

si

port in processione a
e

leggiadri.

Da

ultimo

questa chiesa, per implorare dal divi-

no aiuto

la liberazione della peste

vento essendo stato in parte demolito, per dar luogo alla vicina pubblica
passeggiata, Pio

dichiar privilegiato l'altare


Crocefisso.

del

ss.

VII con disegno del

Ma

il

magnanimo
piazza
di
di

Sisto
col-

cav. Valadier fece erigere

non

solo nobilit la

La

facciata,

1' odierno. o prospetto della chiesa,

l'erezione di

un
in

obelisco, e sostitu
s.

semplice con tre porte,

collocata

questa chiesa a quella


stiano

Sebaper

sopra alcuni gradini


croce latina a tre
pelle sfondate,

l'

interno
,

tanto

caso

pestilenza

navi

con

cap-

per la visita delle


altari

sette chiese,

cupola

ottagona.

cui dichiar privilegiati sette de' suoi


;

Quasi tutte

le

cappelle sono pregie-

ma

confermando

la

celebra-

volissime per superbi dipinti,

marmi

, ,

i56

CHI
ci

CIII
limiteresa evvi
to.

e bassorilievi. Noi per

la

stazione nel marted san-

mo

a indicai-

le

sole

principali.

La
Lo-

Della
ss.

confraternita

ivi

istituita

cappella fondata dal

Cardinal

renzo Cibo, nipote d'Innocenzo Vili, e consagrata dal Cardinal Alderano Cibo, decano del sagro Collegio, fu
arebitettata dal Fontana , con cupola dipinta dal Carzi, con ricchezza di marmi: il quadro, che rapdi Maria, e quattro dottori della Chiesa, celebre dipinto di Carlo Maratta. L'ali

Sagramento, tratta Carlo Bartolomeo Piazza, nelle Opere pie


del

di

Roma,

pag.

548.

Alberici,

Compendio

delle

V. Jacopo grandezze

dell' illustre,
s.

e divotissima chiesa di

Maria

del Popolo di
Il

Roma, Ro-

ma

1600.

presenta la Concezione

precedente, e
blicato
,

medesimo nell'anno in Pioma avea pubss.

Historiarum

Virginis

tare maggiore fu

rifatto

sotto

Ur-

Marine Deiparae de Populo almae Urbis compendinm. Di poi AmbroOrigine del ci diede tempio dedicato in Roma alla ergine madre di Dio, presso la porta
:

bano Vili
ria

dal Cardinal
esso

Anton Madi

gio Landucci

Sauli

adorno

quattro

colonne di bel

marmo

bigio
i
:

moravolta

to, mentre la cupola e furono dipinti dal Vanni

pieducci
la

Flaminia detta oggi del Popolo, Ro-

ma
S.

1646.

del coro
in
cui
il

ha un grandioso riparto,
Pinturiechio
i

dipinse
le

gli

Maria Awntiniense
di

del Priorato

evangelisti,

dottori, e

cappella Chigi insigne

La per monuvirt.

Malta.

V.

Gerosolimitano

Ordine.
S.

menti, e per
tata

essere

stata

architet-

da

Raffaello

graziosa cupola.

gli

d'Urbino, con medesimo di-

Marta

in Portico,

gi diaconia

Cardinalizia.

il quadro della Nativit di Maria Vergine, poi colorito da fr. Sebastiano del Piombo. Anche moi

segn

s.

Nel luogo, ov' ora l'ospedale di Galla (Tedi), sorgeva l'antica


s.

saici

della sua

cupola sono disegno


le

chiesa di

Maria

in

Portico

cos

di

Raffaello.

Belle sono

statue

depositi di Agostino,

che l'adornano, e del Bernini sono i e Sigismondo


;

Chigi

fuori della cappella evvi quel-

lo della principessa Chigi nata


scalchi.

Altre singolari

Odememorie sequelle dei

polcrali sono nelle navi, e nelle cappelle,

chiamata dalla venerabile immagine della b. Vergine, che ivi si venerava, e che poi, come diremo, fu trasferita nella chiesa di s. Maria in Campi telli (Fedi). Si disse in Portico, perch in quel sito ove fu eretta la chiesa, Augusto, in onore di Ottavia sua
sorella,
edific
di

essendo

le principali

presso

il

sontuoso

Cardinali Ascanio Sforza, e Girolamo Basso della Rovere , del Cardinal Garzia, e di Urbano Mellini
del Cardinal Albani, di monsignor Piondanini, d'Ermolao Barbaro, dei

teatro

Marcello
pi

un
di

magnifico
passi

portico

lungo

mille

colle spoglie

de' dalmati
tali

soggiogati.

In una parte di
casa di
glia
s.

portici, e nella
fi-

Galla nobile romana,


iuniore

Cardinali
ingresso

Lonati
,

Portocarrero
,

di

Simmaco

console,

dei pittori Celio


)'

e Gisleni

e neldi

del

convento

quello

Bernardino Anglona Helvino, tesoriere di Paolo III. In questa chie-

Giovanni I, di s. dominazione di Teodorico re de' goti mentre la santa caritatevolmente imbandiva ogni giorno
nel

pontificato
la

sotto

CHI
mensa a dodici poveri, ai 17 lu5i\, prodigiosamente manifest in quella sala una imsi magine di Maria Vergine col santo Dambino, fra due arboscelli d'oro,
la

CHI
per
uffizio

,>
l'

di

cantare

evangelo

glio dell'anno

nella basilica lateranense;

ed abbiail

mo
di
s.

che

Leone Ostiense chiam


Teodino,
in

Cardinal

eh' era

diacono

Maria

Portico:

Levitarti in

ed in alto
apostoli
scolpito

le

teste

de' principi

degli

Pietro
in

Paolo,
di

il

tutto
zaffiro,

patriarchio laterancns. Tale e tanta fu la divozione verso questa immagine, che nel di anniversario della sua manifestazione, sia per lucrare 1' indulgenza plenaria, sia per divocielo, vi concorrevano devoti anche da vari luoghi d'Italia. Alessandro II, nel io6r, riconferm l'indulgenza, ed istitu

una ovvero pasta od


alta

gemma
altro,

fili

d'oro,
11
il

un palmo,

Piazza,

e larga la met. Gerarchia pag. 787, ed

zione alla regina del

Panciroli,

Tesori nascosti, pag.

ne fanno la descrizione. Galla ne diede partecipazione a san Giovanni I, il quale con solenne
processione vi
si

56, Subito s.
1

nella chiesa

una pia unione


l'

di
s.

per-

rec dal patriarchio

sone, sotto
in Portico.

invocazione di
nel

Maria
san

lateranense

popolo;
esporre

con laonde

gran concorso di volendo la santa

Il

di lui successore

Gregorio VII,
staurare

1073, volle ree quindi la ricon-

immagine alla pubblica nel medesimo luogo fabbric una chiesa, la quale venne
1'

la chiesa,

venerazione,

8 luglio del medesimo anno, siccome testifica ne' suoi Ansagr


nali
agli
il

consagrata dal detto Papa, che concesse


1'

Baronio.
II

Si

vuole poi,

che

indulgenza

plenaria

nel di

Gregorio \
borio di
e sostenuto

vi

facesse

un

bel ci-

anniversario dell'apparizione, e quin-

marmo

ornato di mosaico,

Galla la dot co' suoi beni, e vuoisi che nella sua vedovanza vi
di
s.

menasse dappresso, come in un monistero,


Il

da quattro colonne di pietra di molto pregio, per custodirvi la s. immagine, ove leggevansi
i

vita

monastica.

seguenti versi

popolo

romano

afflitto

poco

dipoi dalla peste, invoc con prospe-

ILrc
Quce

est ilia

pia Genitricis imago

ro successo

il

patrocinio di Maria

ss.,

Mariiv,

ciocch pur fece

Gregorio
silica

nell'anno 600 san che avendo portata l'immagine processionalmente nella baI,

discumbenti

GalLe

patuit

metuenti.

vaticana,

ivi

la

lasci sino al

Alcuni
sia slato
,

stimano,
eretto,
coli'

che

tal

ciborio

giorno seguente, a cagione del contagio,

che faceva

strage

in

Roma,

e cess
s.

la

miracolosamente. Il perch Gregorio I non solo conferm suddetta indulgenza, ma diede


chiesa
la

opera di santa Galla dallo stesso s. Giovanni I , poi ristorato, e abbellito da Giovanni VI, del 701. In appresso Celestino III,
v' istitu

divoto

di questa e lo
di

chiesa,

questa

prerogativa

di

un
jVei

ospedale,

dot di
Calisto

diaconia Cardinalizia, onore che alcuni credono a lei concesso prima da

rendite.
III,

pontificati

e di Alessandro
peste
,

VI, ne' pericoli

Giovanni I. Certo , che fu tenuta per una delle pi antiche diaconie,


il

della

fu

questa
in

immagine
processione

portata

per

Roma
si

cui

diacono era annoverato tra


palatini
,

Iucche

quattro

quali

avevano

pur Adriano VI.

fece

nel

1022

sotto
ini-

Di due

strepitosi

i~
racoli

CHI
operati da

CHI
immagine
Clemente Maracci,
tratta
il

questa
,

di

s.

Galla.

V. Bartolomeo Piazza,
di

a' tempi di Paolo II VII, coli' autorit del e del canonico Ferri,

e
p.

Opere pie
XI. Dell'
in

Roma

pag.

38, cap.
s.

Ospedale
delle

di

Manu
e

ne

Portico,

Grazie,
Portico

della

Piazza a pag. y85.

Sotto Leone

X,

Consolazione.
di
di
s.

De' Cardinali diaconi


in

per

gravi

bisogni della cristianit,

Maria

meritevoli

fu solennemente

portata
si

in proces-

sione, ed altrettanto

fece per co-

mando

di Paolo III. Restaur notabilmente la chiesa il Cardinale diacono della medesima, Bernardo Tarlato Dovizi, detto di Bibbiena, rifabbricandola da' fondamenti verso il i5i4- L'altro Cardi-

il medesimo Piazza a pag. 796 della citata Gerarchia, come di certo Pie-

speciale

menzione,

tratta

tro che,

nell'anno 773, fu dal


legato in Francia,
del
di di

Papa
TeoGriso-

spedito

di
di

dino de' Conti


1
1

1088,

gono del 35, da Eugenio III,


fatto

Guidone creato

nal diacono
stro
fece

Ugo Verdala, gran maegerosolimitano, vi


il

Giovanni Pizzuti Cardinale da Adriano IV, gran


di

dell'Ordine
il

difensore
1'

Alessandro
Vittore

III,

contro
stesso di

soffitto

dorato, e

Cardinal
fece di-

antipapa
fa

IV.
fatto

Lo

diacono
pingere
cellenti

Bartolomeo
pittori,

Cesi

Piazza

menzione eziandio
il

Matla

tutta la chiesa
e

dai pi ec-

teo Rosso Orsini,


1

titolare nel

colla storia della

262

da Urbano IV,
per

quale
anni,
a

venerabile immagine.

da tempo antico una collegiata di canonici,


essendosi ridotti a
sei
,

Questa chiesa era governata da


i

ritenne

quarantatre
intervenne

nel

qual

tempo
,

tredici

quali

conclavi

e qual

primo diacono co-

e con piccole

rendite,
la

Clemente Vili, nel i6or,


e

ron cinque Papi. Fu egli il primo, che si sottoscrisse Prior diaconomm,


giacch
allora
tal

soppresse,

diede
della

la

chiesa ai
di Dio,

titolo

non

era

chierici regolari

Madre

annesso

mentre dipoi Alessandro VII


la parrocchia stessa

divise
le

esistente, tra

chiese di
s.

s.

Nicola in Carcere, e di

veruna diaconia stabile. diacono Ferdinando Il Cardinal Gonzaga, de' duchi di Mantova, viene annoverato tra i segnalati bea
nefattori

Cosmedin. Lo stesso Ponla strage che fece la peste in Roma, avendo fatto edificare la magnifica chiesa di Campiin
tefice

Maria

della

chiesa

la

quale in

per

uno
zi

alla

pel

porpora, nel 1626, rinunducato mantovano; e per


il

tali

vi

trasport

la

miracolosa imsi

non dire d'altri, nando d'Austria,


re di

Cardinal FerdiFilippo III


alla

figlio di

magine ove
tre
trasferita
la
s.

tuttora

venera,

menVII

Spagna,
nel

assegn

chiesa

avendovi pure Alessandro


diaconia
di

scudi trecento annui finch visse, e

Cardinalizia,

mori
si

1622.

Per

la

divozione

questa

Maria in

Portico

ne

poi ch'egli nutriva alla b.


sottoscriveva
:

Vergine,
In-

rimase priva. Quindi, siccome l'edifcio minacciava rovinare per la


vecchiezza, nel
descalchi,
fece demolire,

El Cardenal

fand
S.

esciavo della Vergen Maria.

i683,

Tommaso Oun
ospe-

nipote d' Innocenzo XI, lo


e vi eresse e

Maria Regina Coeli, delle monache Carmelitane scalze. Fedi.


In questa

dale pei poveri dispersi


scenti
,

convalealtra

facendovi

fabbricare

chiesa

il

magistrato

chiesa, che in

un

all'

ospedale chiam

romano,

in ogni

quadriennio per la

, ,

CHI
festa

CHI
se annesse, ove fu fabbricato
il

,m)
conin di

dell'Assunzione di Maria Ver-

gine, fa l'oblazione di

un

calice di

vento
di

con

architettura
Castello.
I

Matteo

argento, e delle torcie di cera.

Citt di

religiosi

detto anno, e nel giorno sagro alla


S.

Marta
litani

della

Scala
nel

diaconia

Purificazione della

ss.

Vergine, pre-

Cardinalizia, in cura dei


scalzi,

CarmeTraste-

sero possesso della chiesa, per mez-

rione

zo di

fr.

vere.

con gran
la pri-

Giovanni di s. Girolamo vantaggio temporale e


,

spirituale de' trasteverini; e nel con-

L'origine di questa chiesa,

vento
di

posero

la

celebre
al citato

spezieria

ch'ebbero i carmelitani scalzi (Fedi) in Roma, e dove custodiscono un piede della loro madre santa Teresa, e un dito di s. Giovanni dalla Croce,

ma

cui

parlammo

loro ar-

ticolo.

rimonta

al

pontifi-

Paolo V, avendo portato sul vimonte Gianicolo l' acqua dal lago di Bracciano, poterono i relicino
giosi

cato di Clemente Vili, che concorse alla

profittarne

tralasciare

di

sua erezione, e

la

diede

ai

bere quella del Tevere.

Alessandro

detti religiosi.

Sotto la volta di una

VII

poi,

casa, spettante alle religiose di san-

nella

chiesa di

avendo nel 1664 soppressa s. Maria Nuova la

ta Chiara, o sia al pio luogo delle

diaconia Cardinalizia, eresse in vece

convertite, e per

una

scala

eravi

questa chiesa in diaconia, e pel pri-

un'immagine della b. Vergine, che con istupendi miracoli, verso l' anno 1592, incominci a manifestarsi,

mo
lo

la

confer colla porpora a Pao-

Savelli,

come
nel

il

successore

Cle-

e a destare ne' fedeli


,

una

gran

divozione
della

massime
di

negli

abitanti

regione

Trastevere.
il

Eia

1669, ne fece diacono Cardinale Buonaccorso Buonaccorsi. Avendo Innocenzo XI fatto Cardinale, nel 1681, Mai-co Galli

mente IX,

protettore del pio luogo

zelante

di

Como, nipote

del

precedente,

Cardinal Tolomeo Galli di Como, detto comunemente il Cardinal di

imitatore della generosit dello zio, che quivi volle essere sepolto, colla

Como, laonde insieme


e col

co' deputati

spesa di dodici mila scudi, termin


la volta e la tribuna

permesso

di

Clemente Vili,
demolire
le

della

chiesa,

venne

stabilito di

cir-

costanti

case per erigere a detta im-

ove ancor egli comand di essere tumulato. Questa diaconia Cardinalizia, nel secolo decorso, fu tenu-

magine
meglio

una

chiesa,
S'

perch
di

fosse
la

venerata.

incominci

ta dal

Cardinal Ludovico
di

Francesco di Volterra, venendo ultimata in un al prospetto esterno da Ottavio Mascherino, e quindi fu segato il muro
disegno
dalla scala ove stava
la

fabbrica con

bone infante

di BorSpagna, e nei pri-

mi

del corrente dal di lui figlio Cardinal Luigi, il quale vi oper

alcuni abbellimenti.

prodigiosa

Di
b.

buone

forme
s.

la

facciata

immagine,
la chiesa,

la

quale fu collocata nellocalit

esterna, alla cui

porta

sovrasta la
;

che dalla
la
s.

ove
prese

si
il

Vergine

col

Bambino

l'

inter-

manifest

b.

Vergine,
della

nome
a'

di

Maria
scalzi,

Scala.

no bello, decoroso, e con pavimento di marmi di colori diversi.


L'altare
Rainaldi,

Clemente Vili ne
carmelitani

affid la custodia

maggiore
con
sedici

disegno
colonnette

del
di

cui

don

le

ca*

160
tabernacolo
gardi,

CHI
,
:

CHI
vicino alla
stel
s.

diaspro orientale

nella

adornano il cappella dei Sanche


miracolosa
oltre

mole Adriana,

ossia
la

Cafossa

Angelo, dove ora


della

tacroce, disegno, e scoltura dell'Alsi

coi baloardi dell' istessa fortezza, nel

venera
di
s.

la

imaltri

capo

strada

che

santa
pei

una

magine
le

Maria

della Scala. Nel-

volta chiamavasi, ed anco via

Marmolal

cappelle, e

nel coro,
,

tyrum,
tissimi

et cairaria sancla,

buoni dipinti, marmi e statue, vi sono commendevoli opere del padre

martiri,
,

quali per essa pas-

savano

quando
negli

erano condotti
,

Luca Fiammingo carmelitano, e celebre pittore. Nella domenica in Aibis in questa chiesa avvi
la

martirio

Orti

cerchio di

stazio-

ne.

In ogni biennio, ed ai i5 ottofesta

Nerone. Presso questa chiesa vuoisi che morisse Pasquale II ai 2 1 gennaio donde il suo corpo fu por1 8
1
1

bre per la

di
fa

s.

Teresa,

il

tato a seppellirsi nella basilica late-

magistrato romano
le

a questa

l'o-

ranense.
ai

Eletto

a di lui successore

blazione del calice d'argento, e deltorcie di cera.

2 5 gennaio Gelasio II,


2

Cactani,
si

dal palazzo lateranense


tir ai

quivi

ri-

marzo per fuggire


d'

le vio-

S.

Maria
IN

del Sole.

V.

S.

Maria

lenze

dell'imperatore
su

Enrico

V;

CoSMEDLV.
del Suffragio,
dell' arci -

quindi

una

barca

fuggi alla

S.

Maria
fragio.

sua patria Gaeta.


Celestino
III, ai
1

confraternita, della B,

V. del Suf-

consagr
lo
,

l'altare de' ss.

5 maggio 1194 Pietro e Pao-

Vedi.
il

riponendovi
quali
ss.

In ogni quadricnno

magistrato

le

voglionsi

molte reliquie, fra compresi i corpi


,

romano, nella prima domenica di novembre, olire a questa chiesa un


calice di argento, e le torcie di cera.

de'

martiri Basilide

Tripodio.

Magdalo, e Evvi tradizione, che le


dell' altare
,

due colonne
del carcere
legati, e
gli

sieno quelle

S.

titolo Traspontina Cardinalizio , con parrocchia, in cura de' religio s Carmelitani calzati, nel rione. Borgo.

Maria

in

Mamertino battuti i due


,

ove furono
principi de-

apostoli
di

essendo
bianco

il

marmo
e rosso.

ve-

nato
esse

color

Di

eruditamente parla il Piazza Gerarchia, pag. 65S. In progresso


nella chiesa

L' antica chiesa

chiamavasi

di

s.

venne

eretta

una

col-

Maria
vano
s.
i

in portico,

o in capite por-

legiata di canonici, con arciprete per

ticus, perch
portici
,

ove stava incominciache conducevano a


,

prima
bolla
l'avea conie,

Pietro

fu delta ancora in capite

Pontis, per essere al di l del ponte

ricavasi da una Gi Adriano I dichiarala una delle tre dianon per Cardinalizie, ed ecco

dignit,

come
II.

di

Paolo

Angelo verso il campo vaticano, si chiam anco Traspadana, Traspadina, e Traspontina; poi chiamossi lungo la via Alessandrina, perch Alessandro VI raddrizz la
s.

come

di essa

si

esprime
vir divina

Anastasio

e perci

Bibliotecario, parlando di tal

Papa

Hic coangelicus

inspiratres

tione. ignitus, constituit

diaconias
sita

etc; aliain vero intemerata


nostra;

Domina;
est foris

strada, ora delta

ove

sta

la

Borgo nuovo (Vedi); nuova chiesa. Adriano I,

Maria;
b.

qua;

portam
poiticus.

Petri

apostoli

in

caput

fiorito

l'anno 772, edific l'antica

CHI
\
III,

CHI
tefice Sisto

,(,,

Assunto al pontificato Innocenzo che nel Cardinalato era stato

dichiar

la

nuova

chie-

sa

proiettore de' carmelitani,

non

sola-

mente
di
s.

arriccili

l'Ordine di privilegi
gli

che pel primo conferi al Cardinale Giovanni Mendoza, spagnuolo, da lui elevato alla

titolo Cardinalizio,

ed onori,
diritti,
li

ma
in

concesse la chiesa
co' suoi
le

Maria

Traspontina
e rendite,
si

prerogative

qua-

aument, come

legge nella sua

porpora ai 18 dicembre del medesimo anno; ed essendo morto nel 1093, in tal anno Clemente VIII la diede al celebre Francesco Toledo,
il

bolla,

IV

ictus

novemb. an. 1484.

primo

gesuita esaltato
Il

alla

Ma
la
stel

dipoi "volendo Pio


citt
s.

IV

fortificare

dignit Cardinalizia.

Cardinal Giaque-

Leonina, il borgo, e il CaAngelo, ai 23 agosto i565, ne ordin l'atterramento per aprire nel suo sito le fosse per alzarvi i ripari di detto castello, avendo per anteriormente, agli 8 maggio i56i, fatta gettare la prima pietra nel luogo ove ora in un col convento si trova. Altri per dicono che, successo a quel Pontefice s. Pio V, que-

como

Corradi, creato da Innocenzo

X
le

nel

i655, e

fatto titolare di

sta chiesa,

allorch

mor nel 1666,


della sua eredit.
il
,

lasci la

met
n'

Attualmente
nal Placido

titolare

Cardi-

scovo di
servanza.

Maria Tadini arciveGenova, del medesimo Ordell'

dine de' carmelitani

antica os-

Vedi.
architetti

Ne
il

furono

Francesco

sti

con bolla de' 1 8 febbraio 1 566, diede incominciamento alla nuova fabhrica, benedicendone la prima pieQuesta, insieme ad alcune me-

Pepparelii, e Ottaviano Marchesino,

quale la termin colla tribuna , cupola, e coro, e Gio: Sallustio, fi-

tra.

glio di

Baldassare
la
il

Peruzzi
,

forni

il

daglie di argento, fu collocata for-

disegno per

facciata

cui

diede

malmente ne' fondamenti dal Cardinal Guido Ferreri vice-protettore dell' Ordine carmelitano in luogo
,

compimento
tica chiesa

Mascherino.

Dice

il

Piazza, che la demolizione


si

dell'an-

del protettore Cardinal

Carlo Borromeo, che trovavasi alla sua sede


s.

soltanto nel

compiuti
la

1'

effettu interamente 1637, dopo che furono altare maggiore , e le

di Milano.
il

Assistette

alla
1'

funzione
Alessan-

ale della crociera,

Cardinal Bonelli, detto


s.

ebbe termine

nel

mentre la cupo1668. Il tadel detto alta-

drino, nipote di

Pio V, con gran


,

bernacolo di
re
,

marmo

concorso di

popolo
tali

sparo delle

artiglierie di Castel
si

s.

Angelo. Di poi

rinnovarono

dimostrazioni di

giubilo,

nella
dalla

quando domenica

agli

di

vecchia alla

8 febbraio 1587 quinquagesima nuova chiesa fu


il

maggiore ove si venera l' immagine della b. Vergine ricco di marmi, di metalli dorati, e di statue, con suo disegno dal Fontana
,

fu perfezionato nel

1674, per

cui

Clemente X, accompagnato da molti


Cardinali, si rec a visitarla ai 2 3 dicembre. Anche altri Pontefici andarono a questa chiesa , massime
nell'

trasportato in processione

ss.

Sa-

gramento, insieme ad una miracolosa immagine della ss. Vergine, che


lo

Carmeda alcuni carmelitani, ad un diAoto Crocefisso, unitamente alle reliquie de' santi, e alle due menzionate
si
1

vuole portata dal monte

averla

stabilita

per

visita

di

qualche giubileo straordinario, e in


quello dell'anno santo. Clemente
vi
si

XI

colonne. Poscia, ai
vol.
xu.

3 aprile,

il

Pon-

grande inondazione del Tevere, avvenuta nel 1702,


rec
nella
1

162

CHI
il

cui
celeste

e ne esperimento

patroci-

con parrocchia nel rione Traste~

nio. Benedetto XIII poi nel 1728 eonsagr solennemente la chiesa, e

l'altare

della cappella

di

s.

Maria

Maddalena de Pazzi.
mor il Cardinal Giuseppe Sacripanti di NarSotto
il

Con varie denominazioni venne chiamata questa insigne chiesa la


,

suo

pontificato

ni,

il

di tutto

quale essendo stato protettore l'Ordine carmelitano, fab-

prima dedicata in Roma alla B. V. Maria, non che de' titoli Cardinalizi, e delle parrocchie di Roma. Questa

celebre chiesa chiamossi basilica,


l'appell
S.
s. Damaso I, primieMaria in Trastevere,

bric

il

ornato di
vi
i

contiguo oratorio con belli marmi, per istruirparrocchia, nella


si

altare

come

ramente
cui

fanciulli della

dalla regione di
trovasi,

dal
vi

Tevere in

dottrina cristiana,
l'

come

legge dalevvi

sebbene

sieno in essa

iscrizione posta sull'architrave della

altre chiese dedicate alla

Madonna

porta.

In

questa

chiesa
s.

una
masnel

regione nobilitata dal principe degli


apostoli, e

cappella dedicata a

Barbara, proquali

tettrice delle milizie pontifcie,

tro
pel

sime de' bombardieri


giorno della sua festa

primo Pontefice s. Pieappena giunto in Roma, ed ove primo cominci a predicare il


a' suoi

ai

4 dicem,

vangelo
moranti.
listo,

connazionali

ivi

di-

bre

vi

si

recano a celebrarla
l'artiglieria

per
s.

Fu
e

detta Basilica
il

di CaI

cui spara

di

Castel

perch

Papa
dedic

s.

Calisto

la

Angelo
la

all'alba e all'elevazione deldi


s.

consagr,
altra in
fabile

prima d'ogni
dell' inef-

messa. Della confraternita

Roma

ad onore
Figliuolo

Barbara

de' bombardieri, istituita in

mistero

dell'incarnazione,
di

e
:

questa chiesa nel pontificato di Clenelle mente Vili, parla il Piazza Opere pie di Roma, capo XXVII, pag. 65c). Le altre cappelle sono
,

della nascita del

Dio

perci fu detta ancora del Presepe,

essendovi sino dai tempi di

s.

Gredel

gorio
nascita

IV un
del

altare

dedicato alla

stimabili per dipinti,


tri

marmi, ed

al-

Salvatore

chiamato

ornamenti ; fra i monumenti sepolcrali merita menzione quello del tanto rinomato meccanico JN'icol Zabaglia, che lavor ed esercit il suo felice ingegno nella basilica vaticana, come capo maestro dei Sampietrini, addetti ai lavori di quel tempio ; autore delle macchine per lavorare in qualunque parte pericolosa e inaccessibile del medesimo, i
cui disegni pi volte
si

Presepio, se pure

maggiore

non era 1' altare da quel Papa mirabil-

mente ornato e coperto d'oro. Forse per tal motivo Calisto II pose vi
la

stazione nel d della ottava della


,

nascita del Redentore

eh'

il

pri-

mo
di

d dell' anno.
s.

Si disse

Basilica
li-

Giulio I, perch fu da lui

fabbricata, n' ebbe gran divozione, e


vi

fu sepolto, portatovi dal

cimite-

diedero al-

rio di

Calepodio

nella via Aurelia.


s.

la luce, ritenendosi quali capo-lavori

Venne
ch
ss.

appellata di

Cornelio, per-

in fatto di meccanica. Nel conti-

questo

Papa

dalle

catacombe
di

guo convento risiede il priore generale dell' Ordine carmelitano.


S.

trasfer

nella basilica molti corpi dei

martiri, e poi

dal

cimiterio
il

Calisto fu quivi portato

suo.

Chiaino-

Maria

in

Trastevere,
titolo

basilica

mossi

s.

Maria

in

Monastero, perch
dai

con capitolo,

Cardinalizio,

anticamente

fu governata

, ,

cui
naci benedettini, dicendosi l'annesso

CHI
mento
tre

,63
accaduto
nativit.

cui

alcuni
la

dicono
detta

luogo da loro abitato


di
s.

il

Monastero

anni

avanti

s.

Maria,
I,

di

cui

fu abbate sotto
bibliotecario.

Nicol
detta

Anastasio

Tanto affermano Paolo Orosio, lib. \ 1 histor. cantra Pagan. cap. 20,

Fu

Tempio de' Ravennati, perch Augusto -venendo a Roma as-

commendato

dai

ss.

dottori

Agosti-

segn questo luogo per alloggiamento a' soldati che teneva a Ravenna

no e Girolamo, e dal citato Eutropio, De gest. Rom. ad Valent., ed altri gravi autori. Per altro Rene-

per sicurezza
il

del

mare Adriatico

perch

la

regione Trastevere per

XIV, Lamberlini, nella sua opera de festis Domini nostri Jesu


detto
Chrisli,
et

molto tempo si disse de' Ravennati. Finalmente la basilica di s. Malia in Trastevere fu ed chiamata

b.

Mariae
del
s.

Virginis, par-

lando della

festa

Natale

dice

essere accaduto simile prodigio qua-

Fons
e

Olei,

ad Fontem
a

Olei,

pel

fonte d' olio ivi scaturito nel

modo

s Cristo.

ranta anni avanti la nascita di GeNarra per Eusebio di

luogo per cui

che andiamo
gli

narrare,
recavansi

stranieri

qui

il sito del seguito proche essendo presso 1' altare maggiore, vi si leggono queste paNasctur hinc Oleum Deus role ut de Firgine, utroque oleo sacra-

ad osservare
digio
,

Cesarea, che nell'anno j53 di Roma, ed ultimo avanti l'era volgare, alle falde del monte Gianicolo, presso la Taberna Meritoria, sgorg un
fonte d'olio o di petrolio,
il

quale

seguit

scorrere

per

un' intera

la est

Roma

veri dice,
s.

terrarum caput. L' Aiche la basilica fu detta anco


in Fontibus,

Maria
si

s.

Maria

della
ivi

Clemenza, dall'immagine, che


venera.

giornata senza interruzione. Questa spontanea emanazione fu creduta allora prodigiosa , e da un naturale fenomeno ebbe origine la narrata pia tradizione. Cosi pensarono alcuni,

ma

noi,

seguendo
si

la

tradizio-

Mentre regnava l'imperatore Ottaviano Augusto, nella Taverna o Taberna detta Meritoria, cio pubblica,
o,

ne, che costante


a' nostri

mantenne

sino

giorni, invitiamo a consul-

tare
s.

il

dotto

Moretti,

De

basilica

come
il

altri

dicono
si

ospizio
si

de' soldati invalidi

ove loro
,

somim-

Marice Transtyberim, caput VI; Quo loco trans Tyberi/n basilicam


extruxerit
s.

ministrava
pillo

cibo

vide

all'

suam
sitis
,

Callistus,

propo-

provviso uscire dalla terra


di olio,
il

un zamal

rejectisque falsis opinionibus

quale

continuando

statuitur,

extraxisse super tabernam


olei

per un giorno intero scorse sino


indicava,

scaturigine fontis

perillustrem.

Tevere. Questo misterioso portento

Historia

hujus prodigii

elucidatur,

come
Cristo
si
,

dal fatto

fu

in ap-

presso indicato, la prossima


di

nascita

Ges

il

quale
al

appunto

ac defenditur, cap. VII. Copiose disserilur de vera conditione tabernae meritoriae, e qua fluxit oleum :
reliqua
inde

apparve e
allorch
si

manifest

mondo
,

ad

originem

basilicae

godeva in esso una pace


trae
l'

Callistianae pertinentia paucis expen-

universale simboleggiata dall' ulivo

duntur.

da

cui

si

olio

mentre Euolio

Questo luogo fu pertanto riconosciuto dai cristiani dei primi tempi,

tropio nel ruscello di

vide

fi-

gurata

la

grazia di Cristo, che doalle genti, avveni-

e siccome cessando tenervi


i

ivi

1'

uso di man-

veva comunicarsi

soldati invalidi, fu

abban-

, ,

164
donata
stiani
la

CHI
taberna,
i

CHI
medesimi
cri-

ne tratta
a
p.

il

Piazza nella Gerarchia


il

mancando stabilmente

di al,

375. Certo per, che

sans.

cun luogo pubblico in adunarvisi e compiere


religiosi,

Roma
i

per

to Pontefice
Pietro, viet
nelle

Lino
alle

successore di

loro alti

donne

di

entrar
,

presero in affitto la tabererigervi

chiese col capo scoperto


gli

s.

na, o osteria per


torio.
I

un

ora-

Igino che

successe prescrisse

la

tavernari insorsero a dispuil

solennit nella dedicazione delle chie-

targliene
la

possesso, per esercitarvi


il

loro professione, e vendervi


effetto

vi-

no, ricorrendo a tal

all'

im-

con analoghe provvidenze sulla lo che dimostra che in qualche epoca ne furono prima
se,

loro erezione,

peratore

Alessandro Severo.
favorire
i

Questi

della basilica fabbricate.

V. Saverio

per

volendo

cristiani

Marini,
chiese

anco in ossequio di Mammea sua madre, che avea professata la loro religione, nell'anno 1 24, v pronunzi
il

Ravenna vi fossero pubbliche, prima che CostanSe


in

tino desse la

pace alla Chiesa


quindi
la

?
alla

Ritornata Chiesa
nel

pace
di
s.

memorabile decreto
che quivi
Calisto
la
si

pur meSu-

pontificato
in

Meldi

glio,

adori alcun Dio,

chiade, e consolidata
s.

quello

che sia destinato


bito
s.

a
il

crapulare.

Silvestro

I,
s.

succedendogli
Giulio
I,

poco
nel-

I,

quale allora govi fab-

dipoi
l'

Papa

questi

vernava

Chiesa universale,

bric una piccola chiesa, cui dedic

e consagr al parto della gine


;

ss.

Ver-

anno 34o la riedific, e da lui e da Calisto I ne prese il nome. Di fatti, nell' elenco, o Notizia Cardinali uni

e fu la

Roma
dove
il

prima ad erigersi in pubblicamente al culto divisanto Pontefice esercit


le

titularium insignis

basilica;

s.

no, in faccia a' pagani magistrati, e

Marine Transtyberim, che il citato Moretti canonico della medesima


, ,

apo-

riporta nella menzionata opera, per

stoliche funzioni

del suo ministero,


i

primo

registra

s.

Calepodio

per

ed ancora
uffizi

vi si

adunavano

cristiani
gli altri

a salmeggiare, ed a compiere
di piet,

secondo quivi seppellito, s. Asterio, e per terzo Paulinus presbyter Cardina lis
titulo
s.

da cui per dovettero cessare ben presto per le nuove persecuzioni, cui andarono soggetti, promosse da Domizio Vulpiache tolse ad 110 prefetto di Roma luogo essi persino questo pubblico di adunanza. Dice poi il Panciroli pag. 588, che avendo il Pontefice
,

Mance Transtyberim
et

in
,

Callisti

Julii

Cardili.

qui anno Christ.


lasio I.

494

vivebant,

Ge-

Che
499>

sotto

pa, e nel sinodo


to

s. Simmaco Paromano celebra,

nel

yi

fossero

Cardinali

domandato
toria,

ottenuto

dall'

impera-

tore V edifizio della

Taberna Meriquesto essendo grande, grande


convertito in sagro tempio, e

chiaramente lo dice il Piazza parlando di esCardinalisa, nella sua Gerarchia zia, p. 364, aggiungendo a pag. 367, che appresso il Panvinio si trovano
titolari

di questa chiesa,

dovette essere la chiesa, o in luogo

alcuni Cardinali intitolati


di
s.

arcipreti

da

lui

Calisto,
le

come

lo

avevano

non

piccolo oratorio. Se questa chiesa

hanno

basiliche patriarcali.

ed Anzi

sia stata la

prima a fabbricarsi in
lo

lo stesso

Moretti, nel riportare per

Roma

come

fu certamente tra

quelle dedicate alla B.


se lo sia quella di
s.

Vergine o Pudenziana
,

quarto titolare Marcellino, dice che Panvinio e il Ciacconio riportail

no un Marcellus archipresbyter

s.

,,

CHI
Marine
in titulo
Callisti et

CHI
Julii
le

i65
Be-

diede per Cardinale titolare

Transtyberim appellatus etc. Non riuscir discaro, che qui si avverta co-

nedetto canonico regolare, che nel1' 855, succedendogli col nome di

me

ritirandosi

nella

vicina

casa

di
il

Benedetto
Dall'

III,
si

vi

edific la tribuna.
s.

Poliziano, presso

questa
I,

chiesa,

Ugonio
I,

apprende, che
successore,

Nialla

Pontefice

s.

Calisto

nelle persecu-

col

di lui

don
con

zioni suscitategli

contro

dai saceregli

basilica

un

libro degli evangeli coperaltri

doti pagani, ed

essendo

stato
,

to di lamine di argento,
vasi simili.
Il

gettato
eretta

me,

la

un contiguo pozzo fu ivi poi una chiesa col di lui noqual chiesa per non si deve
in
basilica,
s.

Piazza dice, che in seguito dei


il

canonici regolari,

monistero condalle

confondere colla

chiamata,

tiguo venisse
che, finch
1
1
1

abitato
Calisto
II,

monanel
as-

come dicemmo,
che
nel
di
s.

di

Calisto, tanto pi
il

eletto

la chiesa

ove pafi

martirio di-

g,

vi

eresse

una

collegiata,

venne

anch'essa

titolo Cardinalizio

i458

sotto Calisto III. V. Chiesa


titolo

soggettando alla basilica come a loro matrice le chiese vicine, di s.


Egidio, de'ss. Crispino e Crispiniano, di
s.

Calisto,

Cardinalizio, in

cura dei monaci Cassinesi.

Antica-

Dorotea, delle
s.

ss.

RuiBna
della

Maria in Trastevere, nella domenica, celebrava nell'altare papale della patriarl'

mente

arciprete di

s.

e Seconda, e di

Giovanni

cale basilica vaticana, essendo

il

prial

mo
I

de' sette Cardinali

assegnati

suo servizio ebdomadario.


Pontefici
di
si

diedero tutta
e
di

la

cu-

ra

conservare,

abbellire
s.

Malva. Mentre era Cardinale prete di questa chiesa Pier Leone, mori Onorio II, e, a' i5 febbraio ii3o, sedici Cardinali canonicamente elessero Papa col nome d'Innocenzo II il Cardinal Gregorio Papareschi romano di Trastevere, gi canonico
,

questa basilica, che con quella di

regolare, e gli altri scismaticamente

Lorenzo
le

Damaso primeggia
minori, per
si

fra
ri-

posero sulla

cattedra

apostolica
il

il

basiliche

cui

Cardinal Pier Leone,

quale avenII
,

spettivi

capitoli, nelle

processioni, alla

do preso
colle

il

nome

di

Anacleto

ternativamente

cedono
il

destra.

sue ricchezze, e col suo potensi

La ornarono

pertanto

Pontefice

te partito
to,

sostenne neh' antipapain

Giovanni VII, creato nell'anno 7o5, con pitture; s. Gregorio II del t5; s. Gregorio III, che nel 734 la restaur

e costrinse a fuggire

Franri-

cia

Innocenzo
11

II.

Poscia

questi

tornato a
nel
tefice

Roma, ed
gran
basilica,

essendo morto
il

Adriano I del 772, che l'accrebbe di due navi, e sulla piazza


;

38 l'antipapa,

buon Ponche
se-

innanzi la chiesa eresse una


na, rinnovata da altri
ristatiti

fontaAltri
s.

per la nutriva alla


1'

divozione,

nell'anno

Papi.
le

guente la riedific dai fondamenti


fece

e preziosi
III,

doni

fece

Leone

creato nel 79?: indi


dell'

s.

Gregorio IV,
cappella

827,
vi

eresse

la

Vi un nobile pavimento, e di mosaico adorn tutta la tribuna nelabbell, e l'arricch di rendite.


colle

del Presepio,
il

fond un
s.

l'alto dell'abside,

figure

del

monistero sotto
lio, di

nome

di
s.

Corne-

Salvatore, della b. Vergine sedente,


di
s.

canonici regolari di
la

Agostino,

Pietro,

de' Pontefici
s.

Cornelio
prete

cui

ne affid

custodia. Neil'
solo la ristor,

848,

e Giulio, e di
tutti

Calepodio
sinistra,

Leone IV non

ma

dalla

parte

mentre

166
dalla
s.

CHI
destra vennero
s.

elli
rappresentati

no

della festa
il

della

Purificazione,
de'

Calisto Papa, e

Lorenzo

fa-

ripristin

monistero
la
ai

monaci
per

cendovi porre da
effigie:

un

lato la propria

benedettini accanto
uffiziarla,

chiesa

pure in mosaico, si figurarono le citt di Gerusalemme, e di Betlemme, dalle quavenendovi escono dodici angeli li eseguite anche le figure d'Isaia, e di Geremia. Per vuoisi, che tanto la restaurazione della chiesa, quannella fascia,
,

morendo

24 settem-

bre

polto,

i43, dal Laterano ove fu sedopo sette anni il di lui corquesta


basili-

po
ca.

fu trasportato in

Non molto dopo


ii5o
s.

Eugenio

III
s.

nel

fece Cardinale prete di

Calisto, cio di

to

musaici,

fossero terminati

dal

vere,
lo
1
1

Guido

di

Maria in TrasteCrema, il quale nelIII,

Cardinal Pietro Papareschi, fratello d'Innocenzo II, verso l'anno 1 148.

scisma contro Alessandro

nel
col
cir-

64

successe
di

nell'

antipapato
vi

A memoria

di tali

benefici,

di

nome

Pasquale

II,

visse

quanto venne rappresentato riguardo all'istoria del parto della Vergine,


stile
si

ca quattro anni, e canonizz Carlo

Magno, locch non

fu approvato,

ma

posero

seguenti
i

versi
:

di

solo tollerato dalla Chiesa.

rozzo secondo
in

tempi

chiesa

Di altro restauro va debitrice la ad Innocenzo III, il quale

Haec

honore tuo praejdgida

Ma-

ter honoris,

siccome divotissimo della b. Vergine, per rendere pi segnalata la bagiacch s. Gregorio IV non avea che consagrato l' altare maggiore, ad istanza del Cardinal Gio.
silica,

Regia divini rutilai fulgore

deeoris.
ultra,

In qua Christe sedes manet


saeculi sedes.

Digita

tui

dlxeris

est

quam

tegit

Conti o Guidoni vescovo


striua, eh' era

di

Paledella
trasteil

aurea

vestis,

stato
il

titolare

moles ruitura factus foret hine oriundus Innoeentius hanc renovavit Papa secundus

Cum

chiesa, e di tutto

popolo

verino, mentre
cilio

si

celebrava

con-

generale XII con l'intervento di


vescovi con-

mila duecento ottantonove padri, e


coli' assistenza di tutti
i

Non
musaici
lui

solo Innocenzo II decor di


la

ci liarii

solennemente
ai

tribuna, che fu pure da

basilica

consagr la i5 novembre i2o3, nel


si

ingrandita,

ma

vi

fece

il

taber-

qual giorno tuttora


sagra. Egli
le

celebra
inoltre

la

nacolo di

marmo, con quattro


per
la

pre-

assegn

di-

ziose colonne di porfido,

conil

verse entrate, le offri ricchi doni, e


le

fessione e altare maggiore,

qual tabernacolo
insigni reliquie,
strarsi
al

si

entro conservano
sogliono

concesse molte indulgenze, e queldella stazione nel


in

le

la

primo
il

dell'an-

che

mo-

no

memoria
di

del parto di

Maria

Albis.

La

popolo nella domenica in cappella, che s. Gregorio


di

Vergine. Dipoi, verso


toldo figlio

1290, BerStefaneschi
,

Pietro

IV, ad imitazione
basilica liberiana,

quella

della
al

nel basso della tribuna fece eseguire alcuni mosaici dal Cavallini, rap-

aveva

eretta

Presepio, fu da Innocenzo II abbellita,

presentanti la vita della b. Vergine,


e nel centro questa coi
ss.

arricchita di preziosi arredi sa-

Pietro e

gri e di vasi d' oro e d'argento.

Quegioi-

Paolo.

sto Pontefice la

consacr nel

Urbano VI.

eletto nel

3^8, nel-

CHI
lo stesso

CHI
ad abitare
il

167
1'

anno
ove

si

ritir

Qhslier,

ed

osservando che

uffi-

palazzo o monistero contiguo a questa chiesa,


ai

ciatura della basilica era

trascurata,
i

18 settembre

fe-

giacch non essendovi pi


benedettini,
i

monaci
le

promozione di venti nove Cardinali, e dopo due giorni fu in Fondi fatto antipapa Clemente VII, favorito da Giovanna I, regina di Napoli. In questo luogo Urbano VI
ce

una

sacerdoti

benefiziati

che l'avevano in cura


stavano
eresse di

non

pre-

per

lo

scarso loro

numero
vi

quel servigio di cui abbisognava,

nuovo

la collegiata

con un

tenne diversi concistori, ne' quali depose dal regno la regina, e fulmin delle censure ecclesiastiche il
pseudo-Pontefice
,

capitolo composto di dodici canoni-

ed otto beneficiati, i quali ora sono dieci con alcuni cappellani ed


ci,

gli

scismatici

inservienti

confermando

il

tutto

suoi fautori, le quali

palazzo rinnov nel


fu

medesimo i370,. Di poi


nel

suo successore. La dichiar vicaria perpetua parrocchia-

Gregorio XIII

benefattore di questa basilica Ni-

le,

stabilendone la provvisione, men-

col

pei restauri, che per

mezzo

tre

per

le

ultime
la

disposizioni

di

dell' architetto

vi

esegui,

Bernardo Rossellino massime nel musaico delfregio


sotto

Leone XII,
esercitavasi
la

cura che anticamente


beneficiato
affidata

da un
ora

del-

la
il

facciata esterna nel

basilica,

ad un

perch fatto fare da

XII secolo Eugenio III e terminato nel XIV da Pietro Cavallini. Esso rappresenta la b. Vertimpano, opera del
,

canonico della medesima. Dei canonicati, e dei beneficiati,

qualora non

sieno

affetti,

gode
I

la

Cardinal
l'

titolare.

canonici
saja

nomina il hanno
paonazza

gine, colle dieci

vergini della para-

uso
il

della

cappa

di

bola evangelica, cio le cinque prudenti, e le cinque stolte. Verso l'anno i483, il Cardinal Stefano Cardini
titolare,
,

e
di

rocchetto, col singoiar privilegio

poter sciogliere la coda della cap-

pa,

allorquando nel
la

venerd
croce.
I

santo

orn
piazza
,

ed

arricch

la

vanno ad adorare

bene-

sagrestia

e fece restaurare la

fon-

tana

della

rinnovata

poi

da Clemente Vili, da Alessandro VII, e da Innocenzo XII. Il Cardinal titolare Antonio Sanseverino fu benemerito di alcuni [istauri, e
di

ficiati poi hanno 1' uso delle cappe, con fodera di pelli bigie nell' inverno, e rocchetto senza maniche, men-

tre nelle altre stagioni

assumono

la

sola cotta.

Da

questo

illustre capi-

tolo uscirono molti personaggi enco-

aver fondati alcuni inservienti pel


colle
Il

miati per piet, dottrina, e dignit


ecclesiastiche,
legi, e
vio,
Il

coro, e per la sagrestia

ren-

godendo molti

privi-

dile del Cardinal titolare.

Cardi-

nal titolare Michele da

toghese, per

la

Silva porsua tenera divozio-

possedendo un ottimo archiche contiene memorie antiche.


titolare
vi

Cardinal

nomina un
Cardidorato,

ne verso
ca,

la

b.

Vergine, edific un

prelato per vicario.

palazzo nelle vicinanze della basili-

Giulio Antonio
nal titolare, vi fece

Santorio,
il

per essere pi

comodo

nel visi-

soffitto

tarla.

Altro illustre titolare fu il Cardinal Giampietro Caraffa, che


nel

che avanti
titolare

il

coro traversa la parte


Il

superiore della basilica.

Cardinal
,

i555, venne creato Paolo IV. Assunto al pontificato

Pontefice,

Marco

Sittico
nella

pote di Pio IV,


s.

Altemps ninave sinistra


del
ss.

Pio V,

eresse la magnifica

cappella

i68
Sagramento,
altare

CHI
trasferendovi
e
al

C
miracolosa

II

un' antica

suo im-

dando Paolo V ai canonici un annuo compenso, come


versi

Pontefici,

magine, che da tempo immemorabile venera vasi in questa chiesa sotto


la
11

denominazione della Clemenza. Porporato si serv dell'architetto Martino Lunghi, e di valenti pittori e scultori per abbellirla; vi fond

un

collegio di cappellani corali,

con
,

regole

costituzioni particolari

la

dichiar juspatronato

della famiglia

Altemps,
di

la

forn di sagri arredi, e

copiose rendile, ottenendo da Gregorio XIII il privilegio, che il 6uo altare fosse privilegialo in perpetuo pei defonti, e volle ivi essere
sepolto. Della confraternita eretta
in

al Cardinal titolare per Paolo V confer questo titolo al Cardinal Alessandro Ludovisi il quale nel 1622 divenne Gregorio XV. Il di lui parente Nicol Albergati Ludovisi, fatto Cardinale da Innocenzo X, divenuto titolare della chiesa, ne fu benefattore col fare d'argento reliquiari, che prima erano di legno, e con altre generose dimostrazioni, volendo

lo
l'

diede

altro.

poi essere

ivi

sepolto,

quando mor

decano del sagro Collegio. Di poi Clemente XI, Albani , amorevole verso questa basilica, perch vi riposavano
le

questa
del
ss.

cappella

sotto

1'

invocazione

ceneri di

vari suoi antenati, oltre

Piazza,

Sagramento trattarono il Opere Pie di Roma, capo


II,

molli e notabili risarcimenti, con


fece

disegno del cavalier Carlo Fontana,


vi

XVI,
pag.

pag. 537, e l'Alveri toni.


de' Medici
il

l'antichissimo

portico,

con

332. Alessandro
sotto

cancelli di ferro; sull'architrave fece


,

Cardinale

collocare

quattro
,

grandiose
del

statue
litolare

titolare,

musaico

d'Inno-

de' fondatori

primo

cenzo II,

nel

coro fece eseguire


e nel

della
tefici

basilica, cio de' quattro

PonCale-

vaghe e
fu
col

nobili pitture,
alla

i6o5
il

e martiri Calisto, e
s.

Cornelio,
s.

elevato

cattedra

apostolica

di

Papa

Giulio
e

1,

di
Il

nome

di

Leone XI.

Quindi

podio prete

martire.

capitolo,

di

Cardinal Pietro Aldobrandini, nipote Clemente VIII, titolare della


apr

chiesa,

nuove
e

finestre

colle
al-

quali illumin la basilica ch'era

nel 1702, per memoria g' innalz una marmorea iscrizione, e decret un anniversario perpetuo agli antenati di Clemente XI, il quale per

quanto oscura,
tuoso
soffitto

fece

fare
di
,

il

son-

questa restaurazione
fece coniare
coli' effigie

e abbellimento

della

nave

mezzo,

pregevole

per le dorature pegli famoso quadro dell'Assunzione della b. Vergine del Domenichino, ma si dovettero togliere
intagli, e pel
i

gine della

una medaglia d'argento, da un lato della b. VerClemenza, coli' epigrafe


:

Dilexi
rovescio
Il

decorai! doinus luce,


il

nel

pontificio ritratto.

musaici

dell'

arcone.
1

Il

Pontefice
ai cas-

detto

portico

sovrastato

dalla

Paolo V, nel dare nel


sinesi la chiesa

608

facciata

esterna,

ha

cinque

ardii,
grale

di

s.

Calisto, concesse

decorali da quattro colonne di


nito,

loro anche
s.

il

palazzo del titolare di


il

sopra

la

ringhiera

sono

Maria

in Trastevere, e
alla

palazzo

mentovate
vi

statue.

Sotto
antiche

al

portico

contiguo
dai

basilica,

il

quale fu

sono

diverse
dall'

iscrizioni

cassinesi

rifabbricato.

Questo

postevi
Boldelli,

eruditissimo

canonico
in

secondo palazzo apparteneva ai canonici, ed era stato abitato da di-

una pittura dell'Annunziata


ed un'altra
fondo

del Cavallini,

cui
a sinistra, bel lavoro del secolo XIII.
Si entra
la

cui
Oltre questi, e
vati
polti
lini,
si,

,<,-,

per tre porte nella basilica,

principale di cui ha

un superbo
la

summentosono in questa basilica pur sei Cardinali Corradini, Armelgli

altri

fregio di antico
ta

marmo,

qual

por-

Gio. Battista Bussi, Orio, Gras-

tempo dell'anno santo, se la funzione non pu farsi, come diremo,


nel
alla

basilica di
si

s.

Paolo,
santa.

fa le

veci

di essa, e vi

fa l'apertura,

e chiu-

Condulmero ec, Bertoldo Stefaneschi, il duca Roberto di Altemps, Filippo ed Annibale Albani zii di Clemente XI e i due
Cecchini,
,

sura

della

porta

L' interno

famigerati

della basilica a tre navi, divise

da

ventiquattro colonne di granito

ros-

Lanfranco, e Ciro Ferri. Finalmente nella sagrestia, ove ammirasi un bel ciborio di
dipintori

so e bigio, tutte di differenti forme,

marmo

vi

una memoria
basilica.

sepol-

e con capitelli

antichi diversi

nelle

crale del dotto archeologo Boldetti,

forme, alcuni de' quali sono d'ordine ionico. Vi si osservano nelle volute scolpite le

canonico di questa
Al veri,
di

Roma
II,

in ogni stalo,

Gasparo non solo


tratta

immagini

d' Iside, di
I

nel tom.

pag.

33

e seg.

Serapide, e di Arpocrate.
staurati
apostolica.

mosaici
re-

questa basilica,
Oltre

ma

anche de'suoi
sepolcrali.

della tribuna furono da ultimo

monumenti ed
i

iscrizioni

dalla

reverenda
si

sinistra

camera legge: Ta:

santi corpi
si
,

indicali supe-

riormente, vi
insigni
s.

venerano molte ed

I>">"0BERXA MERITORIA, e a destra CENTIUS HANC REXOVAVIT PaPA SECUNDus. Nelle cappelle vi sono memo-

reliquie
I

come
il

il

cranio di

Urbano

Papa,

corpo di san

rie antiche,

marmi

bellissimi,

e su-

Quirino vescovo, il legno della ss. Croce, della Spongia, Sudario, e


e presepio di

perbe pitture, senza mentovare altri ornati. Fra quelle della nave destra

Ges Cristo
ss.

del velo

e de' capelli della

Vergine, senza
11

rammenteremo

quella del Presepio che fu ornata dal Cardinal Francesco Antonio Finy titolare; quella della b. Vergine detta di Strada Cupa, perch ritrovata in una strada cos chiamala, architettata dal Domenichino, che dovendo dipingercominci una parte sopra la ne
l'altare,

mentovare

le

altre reliquie registra-

te nel catalogo

di questa chiesa.

venerando corpo poi del suo mario fondatore s. Calisto I, fu

pri-

pri-

ma

sepolto nel

cimiterio

di

s.

Ca-

lepodio nella via Amelia, donde fu


trasferito nella basilica.
11

nelle

Dissertazioni

sulle

Muratori antidata
pag.

e solo

vi

dipinse

un putto
fatti

italiane,

tomo

III,

Dissert. 58,

di poi gli

ornati

furono

dal

Cardinal
della

duca

di

Yorck, commen-

198, dice, che volendo nel secolo ottavo Everardo, duca del Friuli,
edificare
il

datario della chiesa.

Fra quelle

poi

nave sinistra merita menzione quella dedicata


Filippo e

special
a' santi

petr dalla santa Sede


s.

monistero ecsoniense, imcorpo di il Papa, come scrive Flo1. IV, conalle

Calisto

Giacomo

restaurata
ivi

dal
se-

doardo nella Storia di Reims,


cap.
1. Il

Cardinal Filippo d'Alencon


lois,

citalo Moretti per,

polto, fratello del re Filippo di

Vade-

venendo che alcuna parie del corpo


di
s.

dicontro al quale vedesi


celebre

il

Calisto

fosse

concessa

posito del
depositi

Cardinal Pietro
i

persone

e luoghi

eh' egli

enumera,
si

Stefaneschi degli Annibaldi,

quali

dice che la

maggior parte

custo-

sono

ambedue

interessanti.

disce e venera sotto

l'altare princi-

7o

CHI
il

CHI
dell'infausto avvenimento, con lodato pensiero fece
della di
lui

pale della basilica, intorno a che

a vedersi
opera.

capo

XI
si

incidere
lato
si

una mevede la
dal

daglia ove

da un
le

In questa chiesa zione


nel
d di

celebra la sta,

basilica
co,

ostiense

distrutta

fuos

primo

decimasesta

gennaio la quaresima , e nella

fra

rovine cagionate da
Basilic.

deplorato disastro, avvi questa


zione sotto
:

iscri-

Pentocoste. Ai
il

ventesima prima domenica dopo la 5 agosto ogni anno


1

s.

Pauli

ex
;

incendio

XV jul. MDCCCXXIII
,

senato

romano
,

fa

a questa basi-

e nel rovescio

Snbstituta
s.

lica

l'oblazione del calice con pated'

XII,
Tiber.

Pont.

Max.

a Leone Maria Trans


implevit

na
le

argento

quattro torcie di

In ea

sacr.

ritus

cera.

In tempo di pestilenza, e per


i

projubilceo an.
episc.

grandi inondazioni del Tevere,

basilica
le

romani Pontefici sostituirono questa a quella di s. Paolo fuori

Card. Portuenns Bartholommis Pacca. Tal medaglia per altro lo stescollocare

MDCCCXXV

so Cardinale fece

dal

p.

mura

tanto

per

la

visita

delle

ahbate da
ta
sta

lui

suddelegato, alla porPaolo, giacch que-

chiese, che per lucrare l'indulgenza dell'anno santo, come per


sette

santa di
di
s.

s.

questo avvenne sotto Urbano Vili, Clemente XI, e Leone XII, lo che
si

fu
lita
si

Maria in Trastevere non chiusa col muro, ma colla soporta di legno,

sopra la quale
metallo do-

pu vedere all'articolo Anxoswto. Solo qui aggiungeremo, che Leone XII avendo deputato per legato a latere , ad aprire e chiudere, nel
1825,
la

posero due croci di

rato,

avendo

per
le

il

Cardinal
di

le-

gato praticate

solite

cerimonie in
santa
sannell'apertu-

questa porta della basilica

porta santa di questa ba-

Maria
ra,
to.

in

Trastevere,

silica

di

s.

Maria
san

in Trastevere (per

che

chiusura

dell'

anno

essersi

disgraziatamente
di

incendiata

Oltre a ci,
,

anche
la

nei giubilei
basilica di

quella

splendidamente),

Paolo, ora risorta Cardinal Bartoil


allora

straordinari
s.

talvolta

lommeo Pacca
e oggid
gio,

sotto-decano

Maria in Trastevere fu assegnata per una delle chiese da visitarsi per


lucrarvi l'indulgenza, e talora vi
si
i

decano del sagro Collevolle per ancora che la porostiense


santi

recarono
nalmente.

Pontefici,

anco processio-

ta santa della basilica


nisse,

ve-

162 5, 700, aperta e chiusa, rinnovannegli

come
gli

anni

Scrissero su questa basilica, olire


tutti
g' istoriografi

delle

chiese di

done
la

antichi
altri

materiali,

e sosti-

Roma, Giuseppe
la basilica di
vere,
s.

Lancisi, Notizie del-

tuendone

nuovi, che portassero


di

Maria

in

Traste-

memoria Per comando


guita dal
,

quell'anno

santo.

del

Papa questa funese-

zione fu nella basilica ostiense

padre abbate di s. Paosuddelegato dal Cardinal Paclo colle solite cerimonie nel giorca no 2 3 settembre 1823. Questo e,

1728, Petrus Morettus, De s. Calisto pp. et mart. ejusque basilica s. Marice Trans Tyberim nuncupata, disquisitiones duce critico-historicce

Roma

duobus tomis

exhibitce,

tom.

I,

derarsi

Roma? 1752. Resta a desiil tomo II di quest'opera


archi-

siinio

porporato, a
tal

voler

celebrare

eruditissima, che vuoisi essere custodito mss. nel pregevolissimo

f epoca di
re alla

sostituzione, e lascia-

numismatica

una

memoria

vio del rispettabile capitolo.

Non

si

, ,

cui
deve poi tacere, che
del corrente secolo,
capitolo concesso
alla

CHI
nei

primordi!

con
l'

riverenza

estrasse

dalle

acque
la col-

avendo il detto un luogo contiguo


confrati
dell' arciss.

immagine, e direttamente
e

loc nel suo palazzo. Quindi recatosi

basilica,

ai

da Alessandro IV,
l'accaduto,
il
il

raccontatogli

confraternita della

Madonna

Adci-

Pontefice

ordin che

dolorata dell'anime
esso vi edific

del purgatorio,
il

luogo

si

convertisse in chiesa, ove

un

oratorio, e

miterio, cio nel sito che anticamente

con solenne processione, cui intervenne lo stesso Sommo Pontefice,


il

serviva

ad egual
suole
Il

uso.

Nel qual

Cardinale
si

la

ripose

nel sito

in

cimiterio, per l'otta vario dei fedeli


defonti
,

si

rappresentare

un

fatto sagro.
lizio

protettore

del sodatetti-

il

Cardinal titolare pr

Nel pozzo fu gettato un pezzo di quello della Samaritana, e le sue acque incominciaronsi a bere con riverenza dai fedeli, e
cui
di voti della

venera.

pore, e primicerio
essa basilica.

un canonico

di

sagra immagine,
si

il

cui

culto
delle

molto
grazie,

a cagione che incominci a fare.


il

propag

S.

Maria

in

Trivio,

de

chierici

Il

Piazza, citando

Torrigio, dice

regolari minori.

Fedi.

che questa chiesa fu edificata sugli avanzi d' un arco trionfale , la cui

S.

Maria

in

Vallicella, detta vol-

met
il

si

vedeva sotto Innocenzo Vili,

garmente la
pp. Filippini.
S.

Chiesa
Vedi.

nuova, dei

quale, perch la chiesa minacciava


3

rovina,

Maria in Via, titolo Cardinalizio con parrocchia in cura dereligiosi


serviti,

ai 2 3 giugno i4/i incominci a riedificarsi coi marmi dello stesso avanzo d' arco, concorrendovi il Papa, i Cardinali Borgia, e Bia-

nel rione Trevi.

rio

persino

gli
la

architetti.

La
cura
al

chiesa,

poco dopo
secolari.

sua fondazione,
in

Chiamasi questa chiesa in Via perch fu eretta sulla via pubblica seguente avvenimento pel e nel
,

venne
dei

eretta in parrocchia,

preti

Ma

assunto

pontificato di Alessandro IV.


la

Presso
celebre

scuderia

del palazzo del

Cardinal Pietro Capocci, e nell'an-

i5i3, Leone la concesse in un alla cura parrocchiale ai religiosi servi di Maria, chiamati volgarmente i Serviti (Vedi), abilipontificato,
nel

no 1256 per
fu gettata in

caso, o appositamente,

tandoli

fabbricarvi

un
e

contiguo
rettore

un pozzo

ivi

esistente,

convento,

il

parroco

una tegola o selce, ove era vi dipinta una divota immagine di Maria Vergine col s. Bambino. Appena questa
tocc
le

d'allora Desiderio Morelli,

famigliare

del Pontefice, rassegn la cura, che era stata sottoposta al Cardinal titolare di san

acque,
s'

che con

singolare

Marcello.

Poscia per la

prodigio

innalzarono

siffatta niente,

venerazione, in cui era questa chiesa,


nel
in

che uscendo dall' orlo del pozzo, allagarono la contigua stalla. Al ru-

i55i, Papa Giulio


titolo

III

l'eresse

presbiterale

Cardinalizio,

more,
to, e
la
si

cui

fecero
si

cavalli

che

vi

erano entro,
stessa

scuopn l'allagamenvide galleggiare sulle acque immagine. Venuto il Carcognizione


dell'accaduto.

che pel primo confer al suo nipote Fulvio della Cornia di Perugia, al-

lorquando
stesso

ai

20
lo

dicembre
diede
al

dello

dinale

in

anno il IV nel 565,


1

cre Cardinale.

Pio

Cardinal

7*

CHI
nipote
al

CHI
di

Alessandro Sforza, III, e Gregorio XIII

Paolo

Baronio,

delle

antiche
si

pratiche

Cardinal

religiose, pi volte

rec a questa

Vincenzo Lauri, di sommi meriti. Indi, nel 1576, fu quivi eretta una del ss. Sagramento, confraternita che confermata da Gregorio XIII,
con grazie e indulgenze, fabbric poi 1' annesso oratorio. Di essa tratta
Carlo Bartolomeo Piazza, Opere pie
di

sua chiesa,
chiani

a distribuirvi
,

a pronunziarvi omelie, elemosine ai parrocistruirli

nella

dottrina

cristiana, e in altre

esemplari costulasci

manze

dei primitivi Cardinali titolari

delle chiese;

morendo
delle

per

testamento

una

sue
la

preziose
titolo.

Roma,

pag. 5ij.

pianete a questo

amato suo

Minacciando
con architettura
il

nuovamente
i

questa
serviti

Beneficarono eziandio
candellieri di argento,
bili

chiesa

il

chiesa di rovinare,
di

religiosi

Cardinal titolare Silvio Savelli


e varie

con
no-

Martino Lunghi
dalle

vecchio,

la

rifecero
le

fonda-

pianete;

il

Cardinal Egidio Al-

menta

ma

antiche forme, ed ornata, verso l'anno i5o,4- Nel seguente monsignor Gio. Battista Canobio bologne-

secondo

pi

ampia

se,
dosi
la

protonotario apostolico,
del

serven-

medesimo

architetto, eresse
la

bornoz con copiose limosi ne, s alla chiesa, che a' parrocchiani, e, per non dire di altri, il litolare Cardinal Carlo Caraffa fu con essa largo di arredi e paramenti sagri. Questa chiesa ha diverse cappelle con bei
dipinti, e nella

facciata esterna,

quale per, a
nel

cagione di sua morte, rimase sospesa

venera

la
ss.
,

suddetta
e
si

prima a destra immagine


il

si

di

1681 fu compita da monsignor Giorgio Bolognetti, che ne ampli la porta, con disegno del Nel pontificato di cavai. Rainaldi.
al

cornicione,

solo

Maria

vede

pozzo su cui

ripresa,

continuata,

galleggi.

S.

Clemente Vili,
fratello Pietro

in

cui

si

oper
il

la
lui

Maria in via-Lata, collegiata con captolo, diaconia Cardinalizia, con parrocchia, nel rione
Pigna.

riedificazione della chiesa,


vi

di

eresse la cappella

della

ss.

Annunziata,
scelti

con

tanta
riusc

quantit di

marmi, che

Questa annover
ta presso

chiesa,

che

1'

Anastasio
fu eret-

tra le basiliche,
l'

una

delle pi nobili cappelle, le quali


si

arco di

Gordiano,

cio

vedevano in Roma, dipingendone il quadro, e i laterali il cav. d'Arpino. In essa d. Olimpia Aldobrandini figlia del fondatore, eresse due cappellanie. Questo titolo, nel 1^99, da Clemente Vili fu conferito al ven. Cardinal Roberto Bellarmino gesuita, nipote di Marallora
cello
II,
il

nel luogo ove esistette questo, nella

strada e regione di
il

Pia Lata,
ori-

donde prese
gine dal

nome, ed ebbe
oratorio

suo

sotterraneo.

Lungo sarebbe
clesiastiche,

a voler

parlare

di
ecil

tutte le sue venerabili

memorie

e singolarissimi pregi;

qual Cardinale in segui-

perch colla scorta di Fioravante Martinelli, e Carlo Bartolommeo


Piazza,

e munifico benefatdappoich ne termin la tribuna, il coro, e la volta che fece dipingere dal Piastrini, con altri to ne fu largo

diremo
dice,

in

compendio
la

ci,
.

tore,

che principalmente

riguarda

Il

Pan vi nio
sa di

che dopoch la chiesanta Maria in Domnica ceschiesa

ornamenti.

Emulatore

del

Cardinal

s di essere arcidiaconia, la

CHI
di
s.

CIII
tare

'7

Maria

in

munemente reputata

Via Lata venne cola prima dia-

maggiore

della sovrastante chie-

sa, anzi evvi tradizione,


s.

che

lo slesso

conia Cardinalizia, devoluta al priore, o primo de' Cardinali diaconi ;

Luca quivi ancora dipingesse molte delle immagini della ss. \ ergi-

seppure questi

si

contenta di

altra

diaconia, allora la

gode

il

secondo,

ne, che sono in Roma, e che nel medesimo oratorio scrivesse gli atti
apostolici. Perci
1'

o altro Cardinal diacono. Nella venuta di s. Pietro in Ro-

oratorio fu detto
s.

ora di

s.

Paolo, ora di

Luca, ed

ma,
stato
lo

gli

fu

compagno

s.

Marziale

discepolo del Redentore,

come

ora di san Marziale nella via Lasi legge questa ta, sulla cui porta
iscrizione
:

fu della predicazione nella capidel

Oratorium

quondam

v.

tale

ziale in

mondo. Dimorava s. Marun luogo, che si chiamadicesi,

Pauli apostoli, Lucae evangrlistae y et Marlialis martyris, in quo ima-

va Via Lata; ove

che eresse
celebrarvi

go
bal
,

un
il

piccolo oratorio

per

Mariae Virginis reperla sisteuna ex septem a b. Luca desi

divin sagrifizio, orarvi, istruire, e


i

pictis.

battezzare

convertiti alla fede.

nuto poscia a Roma per la volta anco s. Paolo coi suoi discepoli,

Veprima

S. Paolo ch essendo

rec in

Roma,

per-

egli

imprigionato, qual
ot-

cittadino

romano, domand, ed
appellarsi
all'

insieme all'evangelista
principe degli apostoli

s. s.

LuPiele

ca,

il

tro

deliber di propagare

per

provincie la luce del vangelo, e perci sped

san Marziale a Ravenna


1'

e agli oltramontani, restando


torio a
s.

ora11
,

Paolo, e a

s.

Luca.

imperatore , laonde in Roma e in questo luogo fu dato- in guardia ad un capitano per nome Giulio, che lo consegn ad un soldato. Costui lo tenne carcerato ed in catene per due anni senza impedirgli 1' esercizio del suo
tenne
di

primo
e
vi

vi

predic

la

fede cristiana

apostolico
esercit

ministero,

cui

s.

Paolo

battezz
altri

molta gente,
s.

come
con
san
e
1'
,

non

solamente

nel

modo
e

tra gli

vuoisi

Savina

suindicato,

ma

anco con

lettere

tutla la famiglia, san

Timoteo

Novato santa Pudenziana

s.

ambascerie, cui ricevette dall'oriendai efesini, dagli ebrei, te, dagli


filippensi
tres

Prassede, co' soccorsi


ratorio fu ingrandito.
in
esso

de' quali

o-

ec,

dai
nel

quali

ebbe

al-

non
il

Siccome poi eravi acqua per ambattesimo


,

soccorsi

difendere
causa.

che
Egli

egli

faceva la

propria

ministrare
apostolo
lora fu
gelo,
l'

il

santo

convert persino alcuni


glia imperiale,

della fami-

il

si pose in orazione, ed alche gli comparve un anquale toccando il sito ove

venne confortato
gli

dal Signore che


vis
della

apparve, e avliberazione.

sua

vicina

acqua

si

ascondeva, quella fu poi


si

appellata acqua santa, e

beve anora-

Alcuni opinano perci, ch'egli nel partire da Roma per memoria lasciasse ivi la suddetta

cora con divozione.


s.

Il

secondo, cio

immagine
Panciroli

di

Luca, vuoisi che in questo


la

torio dipingesse

prima immagi-

Maria Vergine. V. pag. 608.


Il

il

ne

della b.

Vergine Maria, rapprecoli'

Martinelli celebra questo san-

sentandola

anello in dito e pia-

to luogo
si

mente

si

crede, che sia la


la

medesima
siili'

aprisse in

come la prima chiesa che Roma, e come il priapostolico


pontifcio,

immagine,

quale venerasi

al-

mo

albergo

, ,

174
giacch egli
abitasse
s.

CHI
che ivi pur Pietro nella sua prima
sostiene,

CHI
senatore di

Roma, dolente

col ricco

venuta in
dalla

Roma, dopo che


di

parti

suo consorte, che I' unico loro figlio era privo dell' uso delle membra
e tutto paralitico,
si

regione

Trastevere,

evitar le insidie de' giudei, e


ti

per avan-

rivolse

per mezcustode

zo del

sacerdote

Maurizio

che passasse sul monte


nella casa di Pudente.

ViminaDice inolcattedra

le

tre,

che quivi

stabilisse

la

apostolica, celebrasse la messa, esercitasse il suo pontificai ministero, per cui chiama quel luogo Gremio di santa Chiesa; e finalmente asserisce, che di qua i ss. Pietro e Paolo furono condotti al carcere ma merlino,
il

immagine, a supplicare la b. Vergine, promettendo che se concedeva la sanit al figlio, sopra 1' oratorio avrebbero eretta una chiesa colla congrua dotazione. Difatti, avendo ottenuta la grazia, piedella sagra
ni

di

giubilo
I
il

domandarono

s.

permesso di effettuare le loro promesse. E certo, che sotto


Sergio
tal

donde passarono
nell' Istoria

sostenere

Pontefice
la

si

edific,

o rifabbric
lui so-

glorioso martirio. Giovanni Boni-

la chiesa,

quale venne da
consagrata
,

Verginale aggiunge, che in questo luogo i due apostoli celebrarono le prime messe, come luogo consagrato alla b. Vergine, ed ecco come si esprime Iomae Ulani domani, in qua Petrus,
fazio poi
:

lennemente
sotto l'altare
s.

ri

ponendo

maggiore il corpo di Agapito martire; quindi fu eretCardinalizia,

ta in diaconia
delle sette

ma non

Paulus sanctissimam dixere mixVia Lata consecratam Virgini esse purissiinae nemo unquani
et

ragionane gi esistenti si bene la prima delle quattro palatine aggiunte alle quattordici, il cui
principal uffizio era
di

sani in

assistere

il

sommo

Pontefice mentre

celebrava

dubitavit.

nella basilica lateranense, e nel

suo
de-

Fu

1'

oratorio reso pi celebre e

palazzo apostolico, e perci


stinato
alla

non

venerando, quando Papa s. Sergio I, verso l'anno 700, vi fabbric sopra e dedic la chiesa, sebbene non

sorveglianza

di

alcun

manchi
fatto
s.

chi congetturasse

aver

ci

Silvestro

I,

e quindi dicono

che
gio

da s. Seravendo Dio operato per mezzo dell' immagine della Madonna un sorprendente prodigio, pel gran concorso di popolo, che si port ad ossequiarla, e per le abbonsia

stata rifabbricata

I,

perch

rione, come non prendeva alcuna denominazione dalla chiesa, locch ebbe luogo soltanto sotto Urbano II. Verso l'anno 810, s. Leone III, come abbiamo da Anastasio bibliotecario, don all' immagine della b. Vergine una corona di argento di libbre nove; il quale autore aggiun-

ge che,

nell'

827,
S.

s.

Gregorio
alcuni

IV

regal alla medesima

parafiorito

danti limosine e donativi che vi fece,

menti
nel

sacri.

Leone IX,
assistenza
di

pot

il

Papa

edificarvi

una de-

1049,
I'

coli'

molti

corosa chiesa, e provvederla di copiose rendite pel mantenimento del


culto
divino.
Jl

vescovi e Cardinali, in occasione di


rista urare

altare maggiore, vi

ri-

citato

Fiora vante
nell'anno

pose diverse reliquie. Nel


fu

11 33, ne

Martinelli

racconta,

che

700

fu fabbricata la chiesa, in cui

venne posta l'immagine di Maria ss. perch Teodora sorella di Alberico

Cardinale diacono Ubaldo di Lunata, e nel 1 1 44 Pietro rettore di Benevento.


In progresso di

tempo

in

questa

CHI
chiesa furono posti dei canonici ad ulnziarla, ed essendosi ridotti a sette e con tenue prebenda, il Cardinal
s.

CUI
parte del corpo, cio
Ciriaco martire,

75
un braccio
di

cono,

Domenico Capranica, che n'era diaverso il i435, ricorse per

che riconobbero da questa iscrizione: Hic reconditum et martyris est corpus almi levitce
Ciraci

a matrona Lucina

recondii

qualche provvedimento al Pontefice Eugenio IV, il quale premuroso del


culto di questa chiesa,

che in una
et

sua bolla chiama vetuslale,


r attorie

vene-

staur,

fidelium venerabilis , la ree le concesse i beni delle


vicine

con singoiar prodigio portatori delle sagre reliquie divennero immobili appena usciti dal cimiterio, e solo dopo le pi vive preghiere, e le promesse che le matrone fecero

tum.

Ma

a
s.

Dio, di volere onorare


Ciriaco,

le

ossa di

due
ss.

chiese

ad

essa, cio

dei

Stefano, e Ciriaco detta

ad

aretini

Via Lata, col contiguo monistero di monache benedettine,


Tiburtii in

e della chiesa di

s.

Nicol vicino a

poterono proseguire il cammino. Se non che per la via ostiense, e pel Tevere, giunti alla via portuense in un luogo chiamato Campo Merlo, di nuovo venne impedita
quie.
la

quella

di
il

s.

Ciriaco,

ove oggid
fabbricare

si

traslazione

di

dette relie pro-

ammira
che
genio
s'

palazzo Doria-Pamphily,
a

Replicaronsi suppliche

incominci

da

messe,

per

cui

per

Trastevere e

Nicol Acciapacci, dal

medesimo Eu\f$.
chietal

IV

fatto

Cardinale nel
e

Concesse questo Pontefice a


sa

tutte

le

prerogative

ragioni
si

Campidoglio poterono giungere alla Quivi per la terza volta si rinnov il portento, n vi fu forza umana, che potesse rimuovere il
via Lata.
carro, sul
reliquie di
il

delle

due mentovate, come


sua
ai

legge
in Fi-

quale
s.

eransi

collocate

le

nella

bolla,
Offeii
_,

Ad

exequendam

Ciriaco.
il

Pautoralis
renze

emanata

popolo
si

clero
il

Vi accorsero ad ammirare
Pontefice ordi-

19 marzo 1 43 t>. Avanti di progredire nel racconto di quanto


riguarda
in
l'

il

prodigio, finch

n, che
al carro,

attaccassero

due
si

soli

buoi

insigne chiesa di

s.

Maria
alcune

e senza guida

lasciassero

Via

Lata,

riporteremo

andare
dette

notizie della celebre chiesa e


stero de'ss. Stefano e Ciriaco,

moui-

ove volessero. Mentre le matrone rinnovarono le loro


di

comu-

promesse

donare
i

dei

poderi pel
si

nemente appellata
poi di quella di
s.

di

s.

Ciriaco, e

culto del santo,

bovi
la

recarono
s.

Nicol.

precisamente

avanti

chiesa di

Sedendo sulla cattedra apostolica Papa Agapito II, eletto nel 946? nobilissime matrone romane, tre
sorelle di Alberico console di

Stefano, dove con giubilo universale prese le ossa di s. Ciriaco, il Papa

Roma,

chiamate Marozia,
dora,

Stefania, e Teoavendo fabbricato nella Via Lata presso il luogo chiamato il Circo di Tiburzio, una chiesa con

ed ivi solennemente le colloc, ordinando che d'allora in poi la chiesa si chiamasse col nome di s. Ciriaco. Si accrebbe poi la divozione verso
tal

santo,

quando

nel pontificato di

monistero di monache in onore di v Stefano, bramose di riporvi un


<"ipo di

qualche martire,
cimiterio di
vi
s.

si

porta-

rono

al

Ciriaco nella
il

via ostiense, e

presero

capo e

Gregorio IX, ai io maggio 12 33, di lui capo still sangue vivo, nel il modo che descrive il Piazza, Gerarchia pag. 812, il perch nella sua chiesa tre volte all'anno se ne celebrava la festa, cio ai 16 marzo

76

CHI
monache,
di vota

CHI
cui assoggett a quello di

anniversario del martirio, ai io maggio con indulgenza plenaria pel iniracolo del sangue, e agli b" agosto pur con una tal indulgenza, e colla
dislribuzionc
del

Roma. L'abbadessa
di
s.

pertanto, siccome

Nicol

arcivescovo

di

contro
del suo

gli ossessi,

corpo

pane benedetto perla deposizione fatta da Lucina in

Mira, impegn 1' imperatore d' impetrarle da quello di oriente Basilio,

una parte cui Ottone

delle
III

sue
fece

reliquie,

per

detto giorno nella via ostiense, co-

a Costantinopoli

accompagnare da un suo conte

me

riferiscono

Andrea Fulvio
il

nel

palatino l'abbadessa, la quale accolta

Trattato dell'Indulgenze, e
inleressanti

Palla-

dio nelle sue Antichit ec. con altre


particolarit
il

notizie,

con onorificenza, formalmente ricevette da tre vescovi, per ordine dell'imperatore Basilio, un dente di
s.

in progresso
di di
s.

Ciriaco
e

monistero e la chiesa divennero assai ricchi


di

Nicol in un vaso d'oro, insieme


vari
sagri

a
in

donativi;

ritornata
s.

entrate,

preziose suppelletdi

Roma,

presso la chiesa di

Ma-

tili,

e parecchi monisteri
filiali

Roma
abbail

ria in

divennero
dessa di
inster
s.

e soggetti all'
fra'

in di

Via Lata, fabbric una chiesa lui onore, poco distante dal
la
s.

Ciriaco,
ss.

quali

mocon Ro-

monistero.

del

Salvatore
alla

ad duos

Furono adunque
Nicol,

chiesa di

s.

Amantes, ed
ma,
il

altro

Riccia,

quella
e

di

Ciriaco

col

diverse chiese dentro e fuori di

monistero,
reudite,
e

tutte

le

perch l'abbadessa ebbe estesa giurisdizione, e veniva denominata diacona. Per la sua potenza poi veniva eletta ad abbadessa una delle
le

particolari

pingui sue prerogative,


di

unite a questa chiesa


ria in
,

santa

Ma-

primarie signore di Roma, giacch monache erano nobili.

Via Lata e Nicol V, che successe ad Eugenio IV, trasfer le monache in altri monisteri. Quello
poi di
s.

Ciriaco divent abitazione


fu restaurato

Volendo
chiesa di
s.

dire

qualche cosa della Nicol, a sapersi che


si

de' Cardinali diaconi,

dal Cardinal e
vuoisi

verso

l'

anno 990

rec in

Roma

AgrienseDomizio Zecch, che sia quel medesimo

Ottone III imperatore, mentre redetto XVI. gnava Giovanni XV Avendo egli saputo in quanta venerazione erano le reliquie di san
,

ridotto a palazzo dal

summentovato

Cardinal Acciapacei, poscia compito dal Cardinal Fabio Santorio, quando


nell'anno i5o7
case
il

comper con
dai

altre

Ciriaco,

domand,
del
1'

ottenne

dal

ed

orti

annessi

canonici.

Papa
stero
di

parte
della

Inconsolabile

corpo del santo. abbadessa del moniperdita, ebbe coraggio


all'

Venendo
antichit
s.

poi
le

demolite
di
s.

per la loro
Nicol, e di
il

chiese

Ciriaco,

ne occupa l'area
che,

detto
po-

presentarsi
la

imperatore
e
III

per

palazzo,
scia

come dicemmo,

esporgli
delle

sua

afflizione,

quella

monache. Ottone
si

riconobbe
e,

divenne propriet dei Pamphily. Nella unione di s. Nicol a questa


chiesa, quivi
testa,
si
il

in

essa

una sua parente,


offi

lungi

trasport

oltre la
s.

dal contentarla,
favorirla
in

in vece di

anche

corpo di
l'altare,
evangeli,
i

Ciriaco

qualunque altra cosa,

posto

sotto

nella

ed alle reliquie di s. Ciriaco, nel suo ritorno in Germania, eresse una magnifica chiesa, con monistero di

cappella

a cornu
furono

sua ed eziandei

dio

vi

portati
e

corpi

santi martiri

Largo

Smaragdo.

CHI
Nell'anno i485 Innocenzo Vili, GbOj splendidamente restaur la
chiesa

chiama:
venerabilis

CHI 177 Dei grada archipresbyter


diaconia*
s.

Jlfarite

iti

sino dai fondamenti

demo-

Via Lata una cimi N.N. presbyteet pr cuncta coigregatione et, dove per nome di preti s' intendono i canonici. Indi nell'anno 1299 in altra memoria sono nominati Clerici et Capitatimi; nell'anno i3o3 Capitulum et Canonici, ed accrescendosi a questa diaconia le entrate in
ris,

lendo r antico arco di Gordiano, che attraversava la strada, dicendoci l'Infessura, e il Platina, che tal demolizione ebbe effetto ai 2 3 agosto i49 r ? e ne l giorno seguente fu rimosso l'altare, e vennero coreliquie. Dipoi Francesco d'Aste, nel pontificato di Urbano Vili, rifece nobilmente l'altare maggiore, l'adorn con pietre preziose, con metalli dorati, e con pitture del

nosciute
nel

le

sante
cav.

i636,

il

proporzione
del culto
il

si

aument
,

lo

splendore

ecclesiastico

ed accrebbe

Camassei, ed abbell anco il soffitto, il quale poi con pitture del Brandi venne migliorato dal Cardinal Antonio Barberini, diacono della medesima, e con istucchi messi a oro. Finalmente il canonico di questa
collegiata Antonio Ridolfi fiorentino,

capitolo, avendo Nicol V istituito nove canonici, e un priore, ci che conferm Calisto III con bolla, Boni. Eccles. 3 emanata ai 2 5 novembre i45 7 Il Cardinal Odoardo Farnese dianel 1 6 1 8, cono di questa chiesa ottenne da Paolo V l' erezione di
.

sette
1

chiericati

benefiziati.

Nel

647

fa istituita la cappellania Pe-

nunzio

apostolico

in

Germania,

di

na, la cui
di

per la divozione che nutriva alla b. Vergine, le lasci la sua eredit; laonde il medesimo Alessandro VII con essa , e
Alessandro

VII,

nomina spetta all'uditore Rota d'Aragona, e in sua manal


il

canza

collegio

degli

uditori

di

Rota;
tra
i

cappellano
fu
la

prende
Il

posto

chierici beneficiati.
istituito

beneficio

con quanto egli vi fece aggiungere, nel 1661, restaur l'oratorio sotterraneo
fece
de'ss.

Quinziani
spettandone

nel
al

1764,
collegio

nomina

Marziale, Paolo, e Luca,

e con disegno di Pietro da Cortona


erigere

una

maestosa

facciata

esterna con doppio portico, e nell' in-

unitamente al priore. Questo capitolo, in cui il Cardinal diacono tiene un prelato per vicario, sempre fiori per ecclesiastici specde' beneficiati
chiati, dotti,
stituiti

terno della chiesa ne accrebbe


nati.

gli

or-

di nobili natali, e co-

Questo interno a tre navi, eretto con disegno di Cosimo di Bergamo, venendo decorato da dodici colonne
di cipollino, le quali furono rivestite

in

cariche,

molti

de' quali

vennero
al

promossi
di

alla prelatura,

e
si

Cardinalato.

Presentemente

compone

quattordici

canonici,

di

lastre

di

diaspro

di

Sicilia;

il

presbiterio elevato,
si

dal portico
il

discende nell'oratorio. V.

Piazza
p.

compresa la dignit del priore, senza enumerarvi i coadiutori , e gli onorari, di sette beneficiati, compreso
il

nelle

Opere Pie di Roma, a


filaria in
collegiata

546,

Della confraternita del divino amore


in
s.

trettanti chierici beneficiati,

Quinziani, che l'ultimo; di all'ultimo

il

Via Lata.

de' quali

Penia;
e

di
il

quattro
sagrista.

La
in

antichissima, ed
5

cappellani

coristi,

oltre
i

una

menzione

memoria del 11 44 SI di un tal Pietro che


,

fa
si

Meno

la dignit,

due mentovati
il

bencficii,

gli

affetti,

Cardinal

VOI,.

XII.

12

, ,

CHI
e
in

CHI
stazione alla chiesa di
s.

diacono nomina nelle vacanze. San Pio V, nel i567, la dichiar vicaria perpetua. Prima la cura d'anime
s'

Apollinare;
della
iscri-

un

antico

manoscritto
si

biblioteca vaticana,

trova un'

esex*citava

dal

priore

per

mezche cano-

zione fitta per

zo di alcuni
vicario

sacerdoti

amovibili, e
stabili,

sagrazione di

memoria della conun altare di s. Maria

da ultimo Leone XII


il

in Aquiro, che quella diaconia Cardinalizia e chiesa era in

curato

fosse

un

commenda

nico.

nello spirituale e temporale di quele

Oltre

suddescritte

reliquie

sta di

s.

Maria in Via Lata, e del


diacono di essa,
il

molte sono quelle che quivi si venerano, e le principali sono: il capo


di
s.

Cardinal
n'era
il

quale

commendatario. Gode queil

Eustrazio

martire,

un dente,
s.

sta chiesa

privilegio della stazione nella


di
feria

osso e sangue, e dito di

Stefano
s.

concessale
terza

martire,

un

dito pollice di
,

Biagio
s.

da Sisto V, della domenica


s.

passione,

vescovo e martire

il

cingolo di

allorch decise
colla chiesa di

una controversia nata


Quirico,
il

Maria Maddalena de' Pazzi, del legno della ss. Croce, della spongia,
e
della
di

perocch
s.

oravi stato

trasferito

titolo di

veste

inconsutile
,

della

Ciriaco, a favore di questa diaconia,

fascia
latte
il

Ges Cristo
vesti
s.

dei

capelli

non solamente perch possedeva


reliquia
di
s.

la

capo di

ed Ciriaco, che da ultimo


b.

della

Vergine,

Ciriaco,

al

quale era

gi dedicata

una chiesa

nelle

terme

fu riposto in
in

un

bel reliquiario fatto

diocleziane con tal privilegio, quanto

forma

di

tempio, dal vicario Lu-

dovico Altieri, ora nunzio apostolico in Vienna, ed arcivescovo di Efeso. Nel d della festa di
s.

Ciriaco agli

perch l'antica chiesa delle monaebe benedettine pure lo possedeva. V. Le Sagre Stazioni di Roil Piazza ma a pag. 3 li, ove parla della
,

8 agosto,

e distribuisce

si benedice pane, onde cant Novidio ne' suoi Fasti Sagri:


il

dal

capitolo

Nel

Maria in Via Lata. Benedetto XIV stabil che gli uditori di Rota, nel quarto giorno dell'ottava della festa de ss.
stazione

s.

1743,

Tertia pars Nonas, Orci qui tela


timebit
; ,

Pietro

Paolo,

si

portassero

ad

assistere alla solenne messa, la quale

Cinaci
petat.

Cererem

prcesidiumque

un vescovo in ove talvolta si recarono i Pontefici alla novena, che precede la festivit de' medesimi ss.
si

pontificherebbe da

questa chiesa,

introdotto

Questa consuetudine, che avevano le monache, trovasi ebe


i

Apostoli.

11
,

magistrato
la
s.

romano ogni
offre

nel i45>2 gi la praticavano


nici,
i

canoPonte-

due anni per memorazione di


calice

festa della

Paolo,

comun

quali

nel
al

detto

giorno, ne

umiliano
fice.

anco

sommo

d'argento con torcie di cera. Fiora vante Martinelli: Primo trofeo della Croce eretto in Roma

V.

Da un antico
peo
la

stazionario di
si

Pomin

nella

Via Lata da
si

s.

Pietro, nel

Ugonio,
diaconia

riferisce,

eli e

quale
la

questa

nella

feria
si

del-

spiegano le prerogative delchiesa di santa DJa ria , del


,

domenica

di

passione

faceva
la

principio
insigne

progressi

della

sua

la colletta,

per

andare a porre

collegiata^

Roma

i655.

CHI
S.

CHI
delle

,-9
Gi.
Battista

Maria
nache
Trevi.

delle

Vergini,
,

morione

tini,

con

disegno

di

agostiniane

nel

Soria.

Nella
chiesa, in

guerra

della

lega

cattolica

detta miliario, contro gli eretici col-

Questa
contiguo,

un

al

monistero
falde

legati in

Germania, Paolo
cattolici

V
il

mand
ven. p.

fu

eretta

alle

del

per assistenza dei

Quirinale nel pontificato di Clemente

Domenico
una sagra

di
il

Ges Maria carmeliquale

Vili,

nell'anno

1604.

monache
chiesa,

agostiniane

Quindi le (Vedi), nel

tano scalzo,

immagine

1627, abbellirono e restaurarono la massime l'altare maggiore, con architettura di Mattia de Rossi, nel quale si venera il quadro dell'Assunta. Ogni quadriennio il senato romano, per la festa dell'Assunzione
in
cielo

gine, che gli eretici

avendo preso Veravevano vilipesa


della b.

cito

di

Maria Vergine,
l'offerta

fa

in

campo dell'esercomandato per 1' imperatore Ferdinando II, da Massimiliano duca di Baviera, ed avendo con essa animato e incoraggito i soldati, agli 8 novembre 1620, questi presso Praga
e guasta, la port al

questa
d'

chiesa

d'un
di

calice
,

riportarono pel manifesto patrocinio


della b. Vergine,

argento

con

torcie

cera

ed

ogni anno offre altre quattro torcie


di cera.

una compiuta vitBoemia ed Ungheria. Tornando il religioso a Roma port seco la sagra immagine
toria sui libelli eretici di
di

S.

Maria
Trevi.

della

Vittoria,

in

cura

Maria,

la

quale
fu

per

ordine di
dei
il

dei Carmelitani Scalzi, nel rione

Gregorio
fedeli,

XV

prima esposta nella


alla divozione

basilica liberiana

e poi agli 8
coi
la

maggio 1622
,

Nel luogo ove sorge questa chiesa, sino all'anno 1607, non vi era che

Papa mano,
,

Cardinali

il

clero ro-

una
I

villetta

chiamata
s.

il

Boschetto.

sione

in

questa
in
s.

port con solenne proceschiesa, che volle


poi

carmelitani scalzi di

Scala ne fecero

l'acquisto dal

Maria della duca

d' allora

non

si

chiamasse
s.

pi
della

di

Paolo,

ma
,

di

Maria

per edificarvi una chiesa e convento per loro uso, a tutte proprie spese.

Muti

Vittoria,
lei
il

da quella riportata

pel

di

patrocinio

come pure

Nel pontificato pertanto di Paolo V venne aperta la chiesa alla pubblica venerazione ai 7 no-

volle che desse

contiguo convento pren-

una

tale

denominazione. Greper la divozione,

gorio

XV

inoltre

vembre 161 2,
di
s.

sotto

1'

invocazione

che aveva

cavare

Paolo apostolo, e siccome nel fondamenti fu rinvenuta i


i

la celebre statua dell'Ermafrodito,


religiosi
la

per si santa immagine, celebr la messa al suo aitate, e concesse alla chiesa l' indulgenza plenaria pei giorni 8 maggio, ed 8

donarono al Cardinal Scipione Borghese penitenziere maggiore e nipote del Papa, che la pose nella sua villa Borghese, donde
,

novembre, in memoria della solenne traslazione, e della memorabile vitfissandone poi Alessandro VII toria la sua festa nella seconda domenica
,

poi nelle ultime vicende fu trasportata al

di

novembre.

museo
il

del

Louvre a
tal

Parigi.

La
ronata
la

sagra
dal

immagine fu quindi
capitolo

co-

Grato

Cardinale a

donativo,
traver-

vaticano,

ed

eresse la facciata esterna di

terza in ordine a tali coronazioni

iSo
dal medesimo no decret 1'
delle

CHI
fatte.
Il

CHI
senato romadel
calice,

che. divenuto
di
s.

primo prete del


in Lucina,

titolo

offerta

Lorenzo

per l'amore
volle

torcie

di

cera,

che

tuttora
nella

cui portava
zitenerla in
la

questa chiesa,

eseguisce

in ogni quadriennio

commenda,

finch dopo

detta seconda domenica di novembre.

In venerazione
sero
bellissime

verso

questa

chiesa
vi eres-

lo

sua morte il regnante Pontefice ha dato nel i83g al Cardinal


de' chierici

molti della primaria nobilt


cappelle

Ferdinando Maria Pignatelli, della


congregazione
teatini,

ricche

di
i

regolari
di

marmi,

e di stupende pitture, ed

attuale

arcivescovo

Pa-

principi cattolici pi volte le spedi-

lermo.
L' interno della chiesa fu costrutto
e nobilmente decorato da Carlo

rono in dono stendardi, bandiere, ed armi tolte a' nemici della cattolica

Mae

religione,

nelle diverse
essi.

vittorie

derno con
dorature
; i

belli

marmi,
paliotti

stucchi

riportate sopra di

Nel convento

pilastri

sono di diaspro
degli altari

ancora si conservano alcuni grandi quadri, rappresentanti la vittoria di Praga, mentre nelle note vicende si dispersero armi, bombe, ed altri
attrezzi

di Sicilia,

principi

ed armi militari donate dai che esponevansi in una


nel

camera
ne

di

della festa.
si

Inoltre
la stazio-

sono meravigliosamente rivestiti da varie pietre. L' altare maggiore aveva un bel tabernacolo di legno intagliato, ricco di ornamenti, dentro il quale si conservava la menzionata sagra immagine, che fu distrutta

in questa chiesa
,

celebrano
ss.

da un incendio

ai

29 giugno
chiesa
il

833.

e la festa del

Nome
1'

di

Maria
della

La cupola

della

fu dipinta

nella

domenica
in

fra

ottava

dal Cernili, detto

cav.

Perugino.
Il

Nativit,

zione di

memoria della liberaVienna avvenuta sotto In-

Nella crociata vi sono due altari di


s.

nocenzo XI ai 12 settembre i583, per cui nella domenica seguente


l'

mo

Teresa, e di ha quattro

s.

Giuseppe.

pri-

colonne di
il

marmo
della

africano, ed in esso

gruppo

arciconfraternita

del

ss.

Nome

di

santa coll'angelo, fu scolpito dal cav.


Bernini.
Il

Maria (Fedi), dalla propria chiesa, dopo aver ricevuto nel palazzo Quirinale la benedizione dal Papa,
si

lonne di verde antico,


scolp
voli
la

secondo ha quattro coed il Guidi


del
santo.

statua

Prege-

vi

reca in solenne processione.


ai

Pio VI,

i5

luglio

1776, elev

questa chiesa al grado di titolo presbiterale Cardinalizio, trasferendovi

sono pure le cappelle dei Vidoni, e dei Cornaro, ove sono sepolti Cardinali di questo nome, mentre i
deposito del Cardinal Tanara, il decano del sagro Collegio, e benefattore della chiesa, per avervi fatto
il

Matteo in Merulana, ma non lo confer ad alcun Cardinale. Quindi Pio VII colla bolla, Christian, emanata ai io gennaio 1801, conferm tal' erezione, e poi
quello
di
s.

pavimento
fondo
alla

intarsiato
al

di

marmi,
del-

sta in

corridore, che conI

duce

sagrestia.

cronisti
scalzi

lo confer al

Cardinal Michelangelo

l'Ordine de'carmelitani
trattano di questa
il

(Fedi)

Luchi

della sua congregazione cassi-

chiesa,

massime
.

nese, che pubblic ai


di detto anno.
titolare

28 settembre

da

Il secondo Cardinale Giuseppe Fesch, creato Pio VII ai 17 gennaio i8o3,

fu

Eusebio d'Ognissanti, Enchyridion Historicum pag. 1 3 1 Il p. Teodoro di- s. Maria ci diede le Memorie storielle della miracolosa imp.

CHI
mftgine
laoria.

CHI
ss.

181 ed

della

Madonna

della

le Carine,

sorge

questa antica
s.

illustre chiesa
I

dedicata a

Silvestro

Papa, a
Martino
I

s.

Martino vescovo, e a

S.

Maria
della

dell'Umilt, delle
imitazione j

monache

s.

Pontefice romano.

det-

Salesiane.

ta titolo di Equizio, perch fondata


nella possessione d'un prete

Vedi.
S.

chiamato

Maria
delle

presso

il

collegio
s.

romano,

Equizio di nobile e potente famiglia romana, presso le terme di Trajano,

monache di

Agostino, nel

secondo

la

pi,

comune
che
il il

opinione.
s.

rione Pigna.

Vuoisi pertanto,
Silvestro I,

Pontefice

dopo
si

suo ritorno dal


in questo

In questo luogo s. Ignazio Lojola fond un moneter per le donne penitenti, che vi rimasero sino al i56i. Queste poi, essendo state trasferite in
altro luogo, vi furono invece collocate

monte Soratte,
luogo, e
vi
il

ritirasse

abitasse per dieci anni,

mentre
fede di
tefice

gran Costantino permetCristo.

teva la pubblica promulgazione della

Ges

Quivi

il

Pon-

monache agostiniane (Tedi), che nel 1678 fecero risarcire ed abbelle

edific

un
ss.

oratorio sotterraneo

in

onore del
il

Salvatore,

che poingrand,

lire la

chiesa dall' architetto Fonta-

scia

detto

imperatore

na,
l'

il

quale
ai

ne

decor benissimo
magistrato
vi fa

interno. Nel d della lesta di santa

Marta

29
di

luglio,

il

orn ed arricch di rendite nel modo che 1' Anastasio descrive nella vita di s. Silvestro I. Nel medesimo
sito
il

romano
l'

in

ogni

quadriennio
calice

santo

Pontefice
concilio

celebr

nelcol-

offerta

un

d' argento, e
il

l'anno
1'

324 un

romano
stesso

delle torcie di cera.

V.

Panciroli,

intervento
e

di

duecento
dello prefetto

ottanta-

Tesori nascosti pag.


S.

6i4,

quattro
stantino,

vescovi,
del

di

CoPioma

Maria
fcia.

presso

il

Vaticano

vicino

Calfurnio, per l'esaltazione della religione


cattolica
di
,

l'Ospedale
Vedi.

della famiglia

Ponti-

dell'eresie

Ario,

ed estirpazione ed altri, e vi
Alnel

furono
S.

fatti

molti canoni in vantag-

Martisa,
Accademia
Il

ossia
di
s.

san Luca. V. Luca.


in

gio della disciplina ecclesiastica. tro concilio


si

vuole, che nello stesso


s.

luogo
senato
a'
,

celebrasse

Silvestro I
di

romano
fa
1'

ogni
la

quafesta

driennio,
di
s.

18 ottobre per

Luca
di

oblazione d' un ca-

lice

argento

con quattro torce

duecento settantacinque vescovi, per confermare i santi canoni del concilio niceno. Quindi, verso l'anno 5oo, Papa
coli' assistenza
s.

326

di cera.

costrusse

Simmaco, sopra al detto oratorio una chiesa, cui dedic e

Santi

Mart iso
titolo

e Silvestro
Cardinalizio ,

ai

consagr

Monti,
calzati,

con

parrocchia in cura dei carmelitani


nel

none Monti.

a s. Martino vescovo di Tours, allora tanto celebre per miracoli, e la dichiar titolo CardinaTuttavolta osserva il Novaes, lizio.
nella vita di tal Pontefice, che nel

Nel monte Esquilino, in un fianco meridionale, e nel luogo denominato

concilio

celebrato

dall'

immediato
si

suo predecessore Gelasio I,

legge

181
sottoscritto

CHI
un
Felice col titolo della
cio del titolo di
altri

CHI
di quello di
,

s.

Benedetto.

medesima
Equzio,
Il

chiesa,

ricchi donativi

che vennero
Piazza
a

fatti

Dei a

come chiamossi l'oratorio. successore di Papa Simmaco, san


,

questa chiesa in preziose suppellettili


sacre,
della
tratta
il

pag.

42 4

Ormisda, fece prete Cardinale di Martino Felice Fimbri che nels.


l'anno

sua

dinalizii.
la

526 divenne
s.

Pontefice

san

diede
falso

Gerarchia de' titoli CarL'antipapa Pasquale III in titolo a Giovanni Unnel


1
1

Felice III detto IV.

staur la chiesa, e
diede
in
titolo

Adriano I rePasquale I la

garo, che,
nel
Calisto
III.

76

gli

successe

pontificato

col

nome
secolo

di
vi

nell'anno

844

a Sergio, il quale divenuto Papa col


rifece la chiesa

Nello

stesso

nome
tora

di Sergio II,

tornarono ad uffiziarla i preti secolari, e il Cardinal Capocci nel is'ig


lasci

dai fondamenti nella


si

vede,

vi

fabbric

forma che tutun contii

loro

un

legato

per un anni-

versario;

ma

essendo stato concesso

guo monistero, per

collocarvi

mo-

questo titolo
dinal
questi nel

naci, essendo la chiesa uflciata dai chierici secolari. La consagr solen-

da Nicol IV al CarBenedetto Gaetani, divenuto

1294 Papa Bonifacio Vili,


chiesa, la cura parrocchiaai religiosi

nemente,

l'arricch

di

molti corpi
,

diede
le,

la
il

di santi martiri

e
s.

confessori

di

s.

convento

carme-

Giusta madre di

Silvestro I,

non
scris-

litani

dell'antica osservanza (J'edi),

gi del corpo di questo

come

sero alcuni, ma bens di quello del Pontefice s. Martino I, che ripose iell' altare maggiore a lui dedicato,

che tuttora vi fioriscono, e ne fusiccome diremo, assai benerono


,

ineriti.

Molti Cardinali titolari successiva-

mentre
vestro
1

intitol la chiesa ai

ss.

Sil-

mente
i

la

restaurarono, e ne accreb-

Papa, e a s. Martino vescovo. Laonde d'allora in poi si cbiam de' ss. Martino e Silvestro
ai Monti,
dal

pregi. Mentre n' era titolare bero Cardinal Carvaial, imband un il

nome
da

della regione,
s.

pranzo nel i^2 3 al Pontefice Adriano VI, nell'annesso convento. Il


Cardinal
di

e per distinguerla

Silvestro in

Diomede

Caraffa,

nipote

Capite, ove realmente si venera il o.ipo di s. Silvestro I. Fino da quel

tempo eravi contigua V abitazione


del Cardinal titolare, giacch
il

detto
essa

Paolo IV, fu benefattore di questo suo titolo, ed avendo rinvenuto delle memorie antiche, che s. Gregorio I vi avea posta la stazione
nel gioved
di

Cardinal

Sergio

trovava

in

dopo

la

quinta domenica
la

quando
i

fu creato Pontefice,

per cui
ivi
si

quaresima, ottenne dallo zio

Cardinali, col clero

romano

recarono in cavalcata, e lo condussero al Laterano. La morte imped a Sergio li di

sua ripristinazione, e poi mor sannell' anno tamente nel conveuto


,

i56o. Nel pontificato di Pio IV, ad istanza del nipote Cardinal s. Carlo

compire
sa,
gli

gli

abbellimenti della chie-

s.

Leone IV che, neh' 84/,


di

Borromeo, che ne fu titolare, venne rifatto il sollitto con vaghi lavori intagliati;

successe, la fece dipingere tutta,

e poscia

il

Cardinal titolare
il

adorn

musaici

la

tribuna;

Gabriele Paleotti, rinnov


la
la

coro, e

nel

monistero
pose
dell'

fabbricato

dall' ante-

cessore
dissero

i monaci, Ordine di

che alcuni
s.

porta grande della chiesa. Sisto diede iu titolo al celebre Cardi-

Basilio

nale Guglielmo

Alauo

inglese,

che

cui
la benefic,

CII
una campana.
Cargli ardi,

i83 mentre
Pietro
della

e vi fece

che fu

1'

architetto dell' ul-

Di questa
il

di quella fatta dal

tima

restaurazione,

dinal Caraffa, e del suo campanile,


Cancellieri fa parola

da Cortona
scala per cui

diresse gli ornati


si

a pag.
di

3t>

discende alla chiesa

delle sue

Campane.
oratorio
s.
il

sotterranea.
Silvetitolo

Il

pavimento di
lo
1'

essa

L' insigne
stro
di
I

di musaico,

come

immagine

(che port
,

anche

della b. Vergine, che sta sull'altare.

Equizio

dal del

nome
luogo
,

del

prete

Le

proprietario
gliare di

e
il

fami-

navi laterali furono dipinte dal Pussino, dal Testa e da altri bravi
pittori.

quel
il

Pontefice

),

quale

Sono poi considerevoli


e Vaticana,
il

fre-

prima che

senato e magistrato ro-

schi dell'interno delle basiliche Late-

mano
fu
il

avesse secondato la protezione che Costantino accordava alla Chiesa,

ranense,

e quello che
s.

rappresenta

concilio di

Silvestro.

luogo in
le

cui,

come

si

disse, eser-

Nobilissime e ricche sono


del

le cappelle,

cit

funzioni del suo

apostolico

principalmente quella della

Madonna

ministero ed abit,

dovizioso di

me-

morie ecclesiastiche, e del pi grande interesse per 1' archeologia sagra, per le vicende de' tempi fu molto rovinato, e lasciato in abbandono.
Nel pontificato per di Urbano Vili,
il

con vaghe pitture di Antonio Cavallucci da Sermoneta, che


,

Carmine

vi

rappresent

s.

Elia, e

il

purgatorio.

Neil' altare

maggiore, che in
in alto,
si

forma
custodi-

svelta situato

scono
sta

corpi santi.
il

p.

generale de' Carmelitani, Gio.


,

Anticamente
basilica

titolare

di

quenella

Antonio Filippini

romano, con im1'

chiesa dovevasi
di
s.

celebrare
tutti
i

mense spese

riapri

oratorio sotter-

Pietro in

giorni

raneo, lo abbell splendidamente, o-

perando eguali e magnifici restauri superiore in modo da formare l' ammirazione di chi vi si reca. V. il citato Piazza a pag. ^i5. Finalmente beneficarono questa chiealla chiesa

Pio V, in contrasseguo dell'amore che portava ad essa, la costitu parrocchia matrice, assedi sabbato. S.

gnandole
ss.

quelle di
e Bacco,

s.

Prassede, dei
di

Sergio

poi trasferita a
s. s.

Francesco di Paola,

Giovanni
Salvatore

sa

il
,

b.
il

Cardinal

Tommasi suo

tito-

detto de Carapullo,
alla

di

lare

non era impedito,


la

quale quasi ogni giorno, se assisteva in coro alco' religiosi

tre

salmodia
vi

Carmelitani:
d' oro,

egli

spese

due mila scudi


poi
la

Suburra, e di s. Salvatore alle Immagini. Il senato romano ogni quadriennio per la festa di Maria ss. del Carmine, ai 16 luglio, fa
1'

e volle essere sepolto nel sotterraneo.

offerta in questa chiesa

di

un

ca-

L'altro
detto

benefattore,

Bene-

lice
Il

di argento, e di torcie di cera.


p.

XIV

che riedific

cappella

suddetto

Gio. Antonio Filipin

maggiore.

pini nel
in-

1689, pubblic
di tutto quello
antichit
ss.
,

Roma,

Questa chiesa ha un duplice


cipale fu eretta nel
le

Ristretto

che apparvenerazione

gresso, e la facciata esterna del prin-

tiene

all'

1676

dal genera-

della cluesa de
-1

Silvestro e

Mar-

Francesco Scannapieco. Dividesi in tre navi da ventiquattro colonne antiche, ed tutta nobilmente decorata di marini, e stucchi con diseguo di Filippo Gadell'Ordine
p.

tino

a Monti di Roma.

S.

Matteo
Cardinalizio

in

Merulana,
distrutto,

titolo

nel

rione

Monti.

i84

CHI
l'

cili
il

Tra
la
s.

Esquilino, e
s.

Celio, e tra
di

ve
re.

si Il

sottoscrisse

il

Cardinale

titola1

via

di

Maria

Maggiore e

suo predecessore Gelasio


Nel pontificato di

l'a-

Gio. in Lalerano, sino agli ultimi del secolo decorso, esistette questa
e
le

veva conferito ad Andrea


prete.
I,
s.

Cardinal

Gregorio
l'os-

antichissima
eretta

venerabile

chiesa
Filippo,

e verso l'anno

660

si

vuole che

presso

terme
detta

di

se

l'ultimo titolo Cardinalizio;


la

ma

in

una contrada

Taberna o
vicino

essendo
trasfer

chiesa per la sua vecchiezstato,

Tavernole. Chiamossi principalmente


in

za in cattivo
il

quel

Pontefice

Merulana, da un podere
tal

titolo

s.

Stefano roton1 1 io, Pasquaonore della b.

che avea

denominazione,
si

non

do.

Di
II

poi venendo la chiesa restau-

dai trofei di Mario, perch

sareb-

rata, a'
le

28

aprile del

be detta
ivi

in

Mariana, n

dall'emis-

la consacr in

sario dell'

acqua

Mania
s

o Marcia
la

\ ergine, e del santo apostolo ed evangelista


ri,

esistente.

s.

a deplorarsi
illustre,

per-

dita di

memoria

dappoiPietro,
co-

Matteo, con quattro altacon solennissima funzione ed asvi

ch appena
le

Cleto

romano apprese
s.

sistenza di molli Cardinali:

pose

verit

evangeliche da
nel

da

cui fu ordinato e poi

folto

molle insigni reliquie, e vi concesse l' indulgenza plenaria. Verso il 1212

adiutore
nell'anno

ministero

apostolico

regnando Innocenzo
ni
facoltosi

III,

due roma-

pei sobborghi di

R.oma
la

ed

al

quale

chiamati Andrea, ed An-

80

successe

il

secondo nel
sua casa pa-

dreotto, restaurarono la chiesa, ripri-

pontificato,

convert

stinarono l'ospedale; indi sembra che


ai

terna

che

quivi

aveva,

ed ov' era
in

Crociferi succedessero nella custoi

nato e
chiesa,

stato educato,

oratorio,

dia ed ufficiatura

preti secolari, fin-

con un ospizio ed ospedale pei pellegrini, e siccome il s. Pontefice si riconosce per fondalor

titolo,

ch
verso

ritornati
il

di

nuovo

Crociferi

i43o

cessarono

per

sem-

de' religiosi Crociferi

poi soppressi
della

da Alessandro VII, ed autore


stitu in

pre di esercitarvi l'ospitalit, e divenne priorato e commenda, che in seguito Sisto IV confer ad un suo
famigliare
frate agostiniano.

divisione ecclesiastica, colla quale co-

Questi

Roma

venticinque parroc-

vi egli

da alcuno che quine fondasse una, e che quivi ponesse i detti religiosi ad ufficiarla. Altri poi dicono che uno de' venticinque titoli istituiti da s. Marchie, cos vuoisi
cello
I

per con indulto apostolico la rassegn alla sagrestia della chiesa di


s. il

Agostino, sopprimendosi nel


priorato
si
,

47
Ne!

per cui d'allora in poi

vi

stabilirono gli Agostiniani.

pontificato di Alessandro
vi

VI

fu quiss.

eletto

nell'

anno 3o4

fos-

portata

una immagine
s.

di

Maria
la

se

questo di san Matteo in Meru-

assai

miracolosa, e fu detta

Ma-

lana.

donna di
la chiesa pro-

Malico.
1

Verso l'anno 4 JO
v
gli effetti

Finalmente, nel
ripristin
il

7,

Leone

del saccheggio cui sog-

titolo Cardinalizio, e pel

giacque

Roma, per ordine

di Alari-

co re de' goti,
feri colle

ma

religiosi Crocis.

entrate lasciate loro da


si

Cleto la restaurarono, di che


ce

fe-

primo Io confer al celebre Cardinal Egidio Canisio da Viterbo, il quale vi fece il soffitto, ed altri miglioramenti degni di lui. Quando Gregorio

menzione nel concilio romano ces.

XIII apr

la strada,

che conduce
alla
latera,-

lebrato da

Simmaco

nel 499? do-

dalla

basilica liberiana

CHI
nense, dorelle
e variare
cui
il il

CHI
il

,85
in

demolirsi

portico,
,

Ss.

luogo della porla

per
fe-

Michele, e Magno del Capitolo P alleano,


Borgo.

Borgo

nel rione

Cardinal Decio Azzolini

vi

ce la facciata, e l'adorn di pitture.

Per sotto Innocenzo X, nella soppressione de' piccoli conventi,


vi
lii

Fu

detta questa chiesa in Sassia,

dalle abitazioni che in tal luogo vi eb-

compreso ancor questo, per


na
i

cui !e savici-

gre reliquie furono trasferite nella


basilica

bero gli antichi sassoni. La sua erezione si deve all'imperatore Carlo Magno, che verso l'anno 81
3, la

658

fu

Liberiana ove rimasero. Nel da Alessandro A II data agli


perugina,
titolari
a'

dedic

agostiniani ibernesi, indi vi passaro-

no
rosi

quelli della provincia

Michele arcangelo, e a s. Magno vescovo e martire, il cui corpo qui in gran parte conservasi. Serve
a
s.

e ne furono

dopo quel tempo genei

di

chiesa

parrocchiale

al

capitolo

benefattori

Cardinali

vaticano,

per cui
esercita

il

curato di san
funzioni par-

Mancini, e Nerli. Avendo dipoi


luglio

i5
di
se-

Pietro

vi

le

1776 soppresso
I,

il

titolo

Papa

rocchiali, e talvolta vi celebra qual-

Pio \
s.

Maria

ed eretto in vece quello della Vittoria, nelf anno


colloc in luogo
degli
di

che divota
ternita del

funzione
ss.

1'

arciconfraedi),

Sacramento (T

guente

vi

as.

che ha
chiesa.

l'

oratorio

accanto a questa

gostiniani le

monache

dette

Norberto, a doratrici perpetue

del

ss.

Sacramento, fondate in
le 'quali

Germania,
note lut-

S.

Michele
apostolico.

in

Ripa ,

dell'

Ospizio

cagione delle

Vedi.
di Nostro

tuose vicende poco vi rimasero, anzi

la

chiesa

venne demolila
la
il

ed o-

Ss.

Nativit'
nizzanti.

Signore,

ra non ne rimane che

memoria.

dell' arci co> 1fra ter/ li la I edi.

degli

ago-

Anticamente
esercitava
nella
il

suo Cardinal litolare

servigio

ebdomadario
tutti
i

basilica

Liberiana, in
la

Il

magistrato
e

mercoled, celebrando

messa all'altare papale, e assistendo a divini


9

quadriennio,

in questa chiesa
calice di argento,

romano in ogni 28 dicembre, la l' oblazione di un


con torcie di cera.
titolo

uffici.

In questa chiesa,
di
il

e nella fe,

stivit

Pasqua

di

risurrezione

mentre

Papa

dal palazzo lateraalla

Ss.

Nerbo ed Achilleo,

Car-

nense recavasi
vata, faceva

basilica

menton-

dinalizio, in

cura dei pp.

d
detti

pubblicare da un
i

congregazione dell'oratorio,
Filippini, nel rione Ripa.

taro apostolico
nel

nomi

de' battezzati

precedente

sabbato

santo

con

quella forinola e

mo altrove.

modo, che dicemAltre illustri memorie di


si

La
ss.

insigne ed antica

chiesa

dei

Nereo,

Achilleo,
in

Dominila,
nella

questa chiesa
di

possono leggere nel


p.

detto titolo

Fasciola

via

Piazza, Gerarchia
s.

Malico
a

in
p.

525, Del (itolo Merulana, e nel


in

Appia, che l'Anastasio chiam basilica,

fu eretta presso

il

palazzo e le

h'cnologio

187;

Panciroli

sontuose terme di
calla

Antonino Cara-

Tesori nascosti, p.
dire di

62-?., e,

per non

altri,

in

Ridolfino
t.

Venuti,

l'Antoniana),
pite

(luogo che perci ora detto le quali furono com-

moderna ce

I.

da Alessandro Severo, cio nel

i86
sito

CHI
di
si

CHI
vede
il

ove vuoisi fosse gi un tempio sagro ad Iside, servito da sacerdoti egiziani, e distrutto dall' imperatore Tiberio per la grave onta fatta alle

medesimo
di
s.

titolo

notanel

to

nel

pontificato

Simmaco,
52 4 a " a

nel

concilio

romano

celebrato

498.

Assunto

nell'anno

matrone romane. In questo medesimo sito Fasciola matrona romana nella quale possedeva una casa eresse un titolo, e dedic ad onore de' ss. Nereo ed Achilleo, fratelli romani battezzati da s. Pietro, eunuchi
,

cattedra

rifabbric,

pose
leo,
la

s. Giovanni I , ed abbell la chiesa, e vi corpi de' ss. Nereo ed Achil-

apostolica

cui poi fu aggiunto quello del-

loro

padrona
di

s.

Flavia Domitilla
figlia

vergine e martire,
tilla
il

di

s.

Plaudi

di Flavia Domitilla,

quali

patiro-

discepola

s.

Pietro, che pati


isola

no
di
li,

glorioso martirio nell'isola

Pon-

martirio nella

suddetta

zia sotto l'impero di

fu posta tra

Trajano. Quintitoli de' Cardinadi quelli isti-

Ponzia.
1'

Non

deve
:

occultarsi

che

Anastasio dice

Hic Papa Joan-

si

crede sia
s.

uno

nes fecit coemeterium beatorum Nerei et Achillei via


to,

tuiti

da

Evaristo,

che fu

creato

Papa l'anno 112. Altra


la tradizione al
sa,

origine

nome di questa chieper cui fu detta in Fasciola } cio da quella, che ivi vuoisi raduta dalla gamba di s. Pietro, impiagala dalla strettezza dei ceppi, allor-

Ardeatina. E noebe essendo la via Appia confinante coll'Ardeatina, talvolta si confusero le denominazioni,

come che an-

ticamente
sta chiesa

si

disse cimiterio per chiesa.

L'antichit, e venerazione di quesi

raccoglie dall'omelia

28

quando

il

santo apostolo, a persuae

in Evang., che nel giorno festivo di

sione e coll'ajuto de' ss. Processo

questi santi, fece


s.

nella stessa chiesa

Martiniano, custodi del carcere

Ma-

mertino, usci da questo per partire

da lloma, ove subito ritorn dopo aver incontrato Ges Cristo. Laonde piamente si ritiene, che avendo i
primitivi cristiani raccolta quella
scetta o fasciola,
fa-

Gregorio I, la quale omelia il Cardinal Baronio fece poi incidere in caratteri quadrati, nel dorso di una antica sedia di marmo , che ancora esiste in mezzo all'abside, il qual
fatto

vedesi al di sopra

dello stes-

la custodissero nella

so abside effigiato con antico dipinto a fresco. Quindi


il

cbiesa de'
ivi

ss.

Nereo ed Achilleo poi

Pontefice

s.

edilicata,

come memoria
s.

della

pazieiza e dei patimenti sofferti in

del 795, nella generale restaurazione, che fece, delle pi an-

Leone

III,

prigione da
li

Pietro. Dei Cardinale


si

tiche basiliche

chiese

di

B-oina,

rimontano quinto secolo, perch


titolari

notizie

al

osservando che questa, come


in

posta
hi

legge
detto

nelIII,

luogo basso,

perch

situata

la

vita di

s.

Felice

II,

quella parte della piscina

pubblica,

creato

Papa nell'anno 4^3,


di Felice, prete

ch'egli

era

figlio

Cardina-

dove concorrevano molte acque, ne umidit, soffriva perci notabile


ne alz
edific
il

Achilleo, titolo ss. Nereo ed che alcuni danno ancora a questo s. Felice II, suo figlio. Certo poi, che sotto s. Gelasio I , e nell' anno
le de'

piano, la rifabbric, e vi

dappresso

un

cimiterio,
all'

lo

che diede argomento

Alemanni,
di
asseri-

De
re
s.

jariet.

Later. cap.
il

3,

sono memorie di un Acon4^)4? zio prete Cardinale, e di Paolino


Xl

contro

Cardinal
I

Baronio,

che
o-

Gregorio

non

facesse la sua

arciprete nel

medesimo

titolo.

Quin-

melia in questa chiesa,

ma

in

un

,,

CHI
altra ov'era il cimiterio. Ancora si ammira il musaico di s. Leone IH
sulla

CHI
udirlo anco
gli

,8 7

estranei; ci che

pur
se-

faceva in altre chiese di

Roma,

fronte

dell' abside,

rappresen-

tante la trasfigurazione del Signore.

Sotto Eugenio HI, e


fu eletto titolare
il

nel

ii5o

condo l'uso de' primi secoli della Chiesa. Per gran ventura di questo titolo, Clemente VIII, nel creare
Cardinale
della

Cardinal Enrico
ss.

nel

1096 Cesare Baronio


deli'

Vincenzo ed Anastasio, fatto abbate da s. Bernardo, che si rese celebre per le sue
Moricotti, abbate de'
legazioni per la santa Sede. In pro-

congregazione
gli

oratorio
ec-

immortai autore degli Annali


clesiastici,

confer

questo

titolo,

tempo, come riporta il Piazza, Gerarchia pag. 444> il P a " pa Alessandro IV, eletto nel 1254,
gresso
di

da do

lui

ricercato,
:

il

gli disse

voi si deve

Papa sorridenappun-

col consenso del sagro Collegio

dei

to, come a Cardinal ricchissimo per doversi poi rimettere in piedi. Ad onta, che s amplissimo Cardi-

Cardinali, diede la chiesa in custodia


all'

nale fosse povero, poich era zelante

arcivescovo

di

Napoli,

ci

ed amatore
nel

delle

antichit
alla

ecvisita

che dur poco tempo, ovvero non ebbe effetto la disposizione. Nel secolo seguente, a grande suo lustro,

clesiastiche,

recarsi

delle sette

chiese,

ne deplorava
abbietto
in

la

rovina, e lo
era,

stato

cui

Benedetto XII, nel i338, fece Cardinale Pietro Roger della nobilissi-

perci

con animo generoso


di

contrasse

un debito
il
il

sette

mila
e

ma casa di
titolo,

Beaufort,
1

gli

confer questo

scudi per riedificarla,


farvi rifiorire

abbellirla,

e nel
di

342

questi gli successe


il

suo cullo.

col

nome

Clemente VI,
il

quale

Ne

risarc

pavimento, restaur
il

elevando alla porpora


nel
ria

nipote, chia-

la tribuna,

rinnov

solfato, e

con
del
le

mato, pur Pietro Roger, col divenire

pitture di Nicol Circiguano,


cav. Roncalli,

1370 Gregorio XI, ebbe


di restituire a

la glo-

fece rappresentare

Roma

la

residenza

gesta dei santi

martiri titolari nella

pontilicia.

Ristor anche questa chiesa Sisto

ti

navata grande, e nelle piccole paresi vedono i diversi martini dati


agli apostoli.

IV, verso l'anno i47> mentre minacciava di rovinare; e dalla chiesa di


s.

Siccome
e

corpi de'

ss.

Nereo,
ne,

Achilleo,

Domitilla,
la

sen-

Silvestro in capite,
di

mediante perservigio
di

za sapersene con certezza

cagio-

muta

altre

cose

in

erano

stati

trasferiti,

forse sotto

essa, quivi trasport

amboni,
la

ricchi di

scelli

due pulpiti, o marmi, per


e
dell' epi-

Gregorio
volati,

IX

alla

lettura del
,

vangelo,
1'

Cardinal
loro
festa

perch non fossero ins. Adriano, il Baronio ottenne da Clechiesa di


nella vigilia

stola

secondo
il

uso

antico
titolare

della

mente Vili, che


con
11

della

Chiesa. Ivi

Cardinal

nel

solenne

processione
1^97., pas-

d della festa, o in quello della sta-

fossero restituiti a questa loro chiesa, cio

zione soleva pronunziare un' omelia,

agli

maggio
pel

o
1'

predicare

al

popolo;
Giulio

quando
visitava

sando
glio,

la

processione
gli

Campidotrionfali

angelico Cardinal Roberto de No-

e sotto

archi
e di

di

bili,

nipote di

III,

Settimio, di Tito,

Costantino,

le sette chiese,

soleva ascendere l'am-

bone, e fare

un

discorso morale ai

perch alla famiglia dei due ultimi imperatori appartiene s. Domitilla.


Oltre a ci
il

propri famigliari, intervenendovi ad

medesimo

Cardinale

i88
santi,

CHI
chiesa altri

CIU
corpi

colloc in questa

moria. Ivi furono bens sepolti


singoiar privilegio

per

e sagre reliquie, e siccome aulicamente eravi la stazione nel luned santo, Clemente Vili ve la ripose, stabilendola invece nel mercoled

due gran servi di Dio della medesima congregazione dell' oratorio, cio pp. Pier Frani

cesco Scarampi,

e Prospero
nel

Airoli,

dopo

la terza

domenica
di
il

di

qua-

ambedue morti
stilenza,

i656

nella pesotto

resima, nel
nella

qual giorno
s.

evvi
Sisto.

anco

che

afflisse

Roma
di

A-

vicina chiesa

Fu
for-

lessandro VII.
Il

poi cos premuroso


la conservazione

Cardinale sulantiche

Cardinal

titolare

questa

delle

chiesa anticamente era destinato ad


ufliziare nella

me,
le

le quali

rendono pi venerabi-

basilica

di

s.

Paolo
nel-

questa chiesa, che avendo collocata nella tribuna una lapide marmorea, preg i titolari successori a

in tutti

mercoled, secondo l'ordidi

ne ebdomadario, che avea luogo


le

basiliche patriarcali

Roma, ed

non
ivi-c

farvi

alcuna innovazione,

colle

a celebrare la

messa

sull'altare pa-

parole: rihh demito,

milito, mutato. Perch poi fosse sem-

mml

pale. Illustri, e benemeriti titolari fu-

pre la chiesa diligentemente custodita ed uffiziata, ottenne da Clemente

Vili
1

la

bolla

Ex

debito, die

29

rono Flaminio Taja, creato Cardinale ad onta della sua ripugnanza nel 68 1 da Innocenzo XI, e Leandro Colloredo della congregazione dell'ora1

09-, colla quale quel Pontequalunque diiice, esimendola da pendenza, interamente l'affid alla custodia de' suoi pp. della congregajunii

torio nel

nalato
11

dallo

1686, innalzato al Cardistesso Innocenzo XI.


al

regnante Pontefice nell'annovera-

re

meritamente
1

sagro Collegio

l'at-

zione dell'oratorio, detti


(T'edi),
i

Filippini

tuale patriarca di Venezia Jacopo


nico, nel
sta

Mo-

quali tuttora decentemenin vari

te la custodiscono, e
la

tempi

833, e nel conferirgli queillustre chiesa per titolo, rinno-

ripararono ed abbellirono, secon-

la

memoria

di altro patriarca di

do l'ingiunzione di Clemente Vili. Ogni anno, nel d della festa de' ss.
martiri
il

Venezia, cio di Maffeo Gerardo, gi

abbate camaldolese di

s.

Michele di

titolari,

cio
si

a'

12

maggio,
tale,

Cardinal Baronio

recava a ce-

lebrarvi la messa, e fra l'anno


volta assisteva a' divini
uffizi;

Murano, che creato Cardinale nel 1489 da Innocenzo Vili, ebbe in titolo la chiesa de' ss. JVereo ed Achilleo.

ad

imitazione de' Papi, e de' titolari dei


primitivi secoli della Chiesa,
al

faceva

S.

Nicola

in

Carcere

Tulliano,

sermone, e pronunciava dottissime omelie su di un palpito di marmo, pure da lui eretto


popolo
il

diaconia Cardinalizia, collegiata, e parrocchia, nel rione Ripa.

di

tre orientali,

forma ottagona, intarsiato di piecon basamento di africano, e di porfido. Finalmente il che ivi Cardinal Baronio ordin dopo morto fosse sepolto, ma i suoi non permisero, antichi confratelli che dalla loro cliicsa di s. Maria in Vallicclla fosse tolta s preziosa me,

Questa chiesa e basilica antichissima prende il nome dal carcere ivi fabbricato da Servio Tullio, sesto re di Roma, secondo il parere di molti, sebbene alcuni dicano, che il
carcere

Tulliano
alle

fosse

la

custodia

Mamcrtina
glio.

radici di

Campidoche
quivi

Altri

asseriscono,

CHI
fosse
il

CHI
edifi-

ibV)

carcere

decemvirale,

ra, che
tefice

s.

Damaso
s.

fu eletto
circa

cato dal decemviro


alili

Appio Claudio;
che
ivi

ventidue
di

anni

Pondopo la

sono di opinione,
il

esi-

morte

stesse

carcere centumvirale,
rei di delitti
;

che
deri-

serviva pei

civili,

bitori e simili

altri

finalmente
gli

e siccome la anco dedicata a lui, compose una messa in versi, e volle, che in di lui onore quivi si

Nicola,

chiesa

era

stata

conoscono in questo luogo


di tre

avanzi

dicesse.

Va

qui osservato, che l'istoe perci cos ge-

templi,

cio della

Speranza,

ria della traslazione delle reliquie di


s.

quello della Piet, e quello piccolo

rsicola in Bari

dea Matita, o Ino, nutrice di Bacco, tutti occupanti l'area dell'antico foro Olitorio, ove si vendevano
della
gli

erbaggi,

ora

chiamata
e

piazza
dagli

neralmente chiamato, pone la sua morte nell'anno 342; ed ecco altra testimonianza, che questa chiesa esistesse nel quarto secolo. Nel seguente
fior
s.

montanara,
si

dai contadini,

Felice II,

detto III,
e
di
lui

creata
si

abitatori delle

montagne, che quivi

Papa l'anno ^$3,


che arricch
quie,
e
la

ha,
reli-

radunano per impiegarsi a lavola

la

confessione
sotto di

di

rare

terra.

Ma

su queste

divergli

per
di lui

essa

vi

fu

genti opinioni sono a consultarsi

posta

archeologi, che
cose di

hanno
il
l'

trattato delle

di san Calisto,

immagine, con quelle e di san Bonifacio IV,

Roma,

Cancellieri nel suo


articolo Car-

e Ieggevasi

inciso sul

marmo: Pax

Carcere Tulliano, e
ceri di

tecum Felix.
Si congettura

Roma. Vedi.
ancora sono
dell' le

da alcune memorie,
la

Diverse
sull'

opinioni

che dal
fosse

secolo in poi,

chiesa

epoca
fa

erezione

di

questa

governata
qual

dai

preti

secolari,

Piazza nella sua Geil rimontare al quarto secolo, perch dice essere stata affidata la cura di essa a s. Damaso, cio

chiesa, che

venendo
secoli

considerata
collegiata,

ne' posteriori

rarchia

diaconie

per lo pi
pel
ivi

dappoich le furono abitate

dai religiosi e monaci,


frequentati
chiesa,
coni.
,

come luoghi
della
i

quando era ancor diacono,


poscia venne assunto al

il

quale
a
i

pontificato,
lui

che

patrimonio dispensavano
la

dia-

nell'anno 36-.
cerati
ceri,

Siccome poi

era stato affidato di sollevare

car-

con limosine, cos per le carche prima erano qui state, tutdi

te le carceri

B_oma furono quinche in

per Gregorio I, borito nel 590, si determin ad erigere questa chiesa in diaconia Cardinalizia, che, secondo f antico computo, per ordine fu l'unriferita

Va

cagione,

cui

s.

di soggette a

questa chiesa,

un aliare allo stesso s. Damaso I. Il medesimo Piazza aggiunge, che quando s. Nicola il grande,
seguito eresse

ne.

decima, cui era affidata l'XI regioS. Gregorio I pertanto, in ossevenerazione,


i

quio della gran


era
s.

in

cui

arcivescovo di Mira and in


visitare
la
i

Roma

luoghi santi, questa chiesa,

quale pei corpi santi , che si veneravano nella confessione, fu pure da lui visitata, era dedicata al ss.
Salvatore, e perci
chiese a questo
basilica lateranense.

una

delle

prime
anco-

romani , dichiar la chiesa diaconia, vi pose la stazione nel sabbato dopo la quarta domenica di quaresima, detta Sientesj e ad onore del santo nella messa si pose analogo introito, graoll'ertorio, e comunione. Il duale
Nicola

anco presso

consagrate dopo la

Abbiamo

primo colle parole ad aquas } dichiara

Sitientes
1'

venite.

alletto

la

U)"
carit

CHI
del
i

CHI
nell'

santo

vescovo
secondo,

in-

vitare
le

poveri a ricorrere a lui nelIl

necessit.
:

colle pa-

Leggo per in Novaes toni. Ili, pag. i53, che le due prime reliquie furono donate da Guido di Besonzio
di Orvieto,

role

factus est

Dominus protector
Tibi cleretu eris

latto Cardinale di questa

incus;

come

colle altre:

diaconia

ila

Innocenzo

III nel

i2o5.

lctus est

paupcr, pupillo

ad-

Fu

poi consagrata questa chiesa,

jutor , serve

a risvegliare col di lui

esempio

poveri e travagliati, alla

come si legge da un'iscrizione marmorea esistente sopra un pilastro


della
cola, ai

fiducia e confidenza in Dio.

Di
si

nessun

diacono

Cardinale
i

si

trova menzione fino al


squale

ioo, in cui

mo
lui
1
1

ha un certo Grisogono, sotto PaII.


i

medesima, in onore di s. Ni12 maggio 1 128, dal SomPontefice Onorio l. Indi il di successore Innocenzo II , nel
s.
il

La

causa, per cui


,

non

si

conoscono
i

precedenti

si

perche

38, cre Cardinale diacono di Nicola in Carcere Ottavio Conti,

Cardinali diaconi nei primi secoli


si

quale poscia contro


tefice
1

il

legittimo Pon-

non

denominavano
le

dai

titoli

delle

Alessandro
la

III

fu

eletto

nel

chiese, appresso

quali abitavano,
di

t5c)

antipapa col
Nicola

nome
,

di Vittore

ma
s.

delle

regioni

cui

avevano

IV.
1

Prima che
s.

Picrleoni erigesse

cura,

loro

assegnate sino da

Papa

altare a

ovvero

Io

rie-

Fabiano, cio due rioni per ciascuno; quindi diaconi ad imitazioi

ne de' Cardinali preti, cominciarono essi pure a chiamarsi col titolo, ovvero coll'aggiunta della chiesa ove
esercitavano
chiale.
il

diaconale
l'osse

ministero,

quantunque non
palazzo
dei

cura parrocil

ed abbellisse, ne esisteva un altro, perch si ha che Alessandro III, nel giorno stesso della festa del santo, e nell'anno 1 180 il consagr, ponendovi le reliquie Paolo vescovo di Ortc, che gli concesse l' indulgenza di un anno e quaranta giorni,
dificasse

Presso questa chiesa eravi


Pici-leoni
,

come
ti
'

si

legge in

un antico marmo,

famiglia ro-

in cui sono

mana
volta

ricca

e potente,

per cui
fu

tal-

questa
lo spazio

diaconia
Leoni'!.
di

chiamata:
II,

da notarsi le seguenparole: Itcm firmavit ex parte Dei Omnipotcnlis et B. M.


,

Ecclesia

Petti

Urbano

>
'

Virg., et

omnium Sanctorum
Ioannis
presi).

cura
s.

per

due anni, abit


per

in

conscnsu
Marci, et

archypresb.

questo

palazzo,

porsi in salvo

Martini

da alcune persecuzioni, ed ivi mor ai 29 luglio 1099, come rilevasi


dalle analoghe notizie,
il

Ecclesia?, et totius

ejusdem populi, sub pav

che riferisce

Piazza,

trattando di questa dia-

conia a pag.

864

e 865.
s.

Aggiunge
Nicola fu

inoltre, che l'altare di

na exconimunicationis, ut si quis vel laicus presumerei clericus, vendere, aut pignorare bona e jusdem Ecclesia?, calieem plane tam, crucem, libros, domos, ma
>
-->

fondato e dotato nel


crezia Picrleoni
;

i585 da Luil

ledictus
"

sit

in perpetuimi,

et

ha-

e che
clon

Cardinal
di

beat parteni

cura

homicida He*

Guido Pierleoni
diaconia
Alessio,

a questa sua
s.

parte
e
di

di
s.

un braccio
Bonifacio

rode, et Juda traditore in alternimi. Fiat etc. ".

ignem

martire.

Altre reliquie nel saccheggio di Ro-

ma, del 5-2:7, furono rubate, rimanendone tuttavia un buon numero.


1

Innocenzo IV cre diacono CarGiovanni di questa chiesa Gaetano Orsini, il quale coron
dinale

Giovanni XXI, e

succedendogli nel

CHI
1277, in memoria della sua amata
diaconia, prese
III.
il

CHI
Gregorio XIII, e nell'anno
istituita
r

'9'

783

fu

nome
in

di

Nicol

Egli fece alla


,

miglioramenti
legge scritta

medesima molti un marmo si questa lapide: Has de


e

una confraternita, della (piale scrisse Carlo Bartolomeo Piazza Opere pie di Roma, p. 532 Della Confraternita del Ss. Sacramento a.
;

Ursinis fecit fortas levita Joannes.

s.

Tanto e
poi
sa,
si

segnalato onore poco di

Nicola in Carcere: quindi Sisto un a questa chiesa quella di s. Maro


di
s.

V
la

rinnov a questa insigne chie-

tina,

Luca

nel foro

romano.

Martino IV, nel 1281 cre Cardinale Benedetto Gaetani, dandogli questa diaconia, donde pass all'ordine presbiterale, e nel 1 20,4j divenne il magnanimo Poncio
tefice

quando

In seguito fu onorata, e beneficata


collegiata

Bonifacio Vili.

Altro

Cardi-

da diversi Cardinali diaconi, massime dai segu