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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

DA S, PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO

AI PRIIVCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

DELLA CHIESA CATTOLICA ,

ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,

Al RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO

PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVL

VOL. XIV.

IN VENEZIA

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

M D C C C X L 1 1.

.f

,

DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

CIV

Ai

-nche l'immortale Pio VII vol-

le onorare Civitavecchia di sua pre- senza nel i8o4, fermandovisi alcuni

a diverse

giorni per dare luogo

provvidenze, ed istituendo una fab-

bricazione di telerie nella darsena,

nella quale in poco tempo agirono

cento telari, e furono impiegati due-

cento sedici forzati, che prima

o-

ziavano, siccome nota Pistoiesi, Pila

di Pio VII, t. I, p.

meri poi

3o, e

3i

i83. Dai nu-

Aq Dìarii

di

Roma di quell' anno, rilevammo

quanto segue. Lunedi 9 aprile Pio VII con monsignor Lante, tesorie-

re generale, e con monsignor Ber- tazzoli elemosiniere, con convenien-

te corteggio, partì per Civitavecchia

dove ricevette ogni dovex'oso omag- gio. Visitò la chiesa de' domenicani,

e quindi ascese al palazzo aposto-

lico. Nel

seguente

disse messa

nella chiesa di s. Francesco^ osser-

il conservatorio

della camera

apostolica e la fortezza ;

orò nella

chiesa de' cappuccini, e fra le

ma-

nifestazioni di gioja degli abitanti

c

CIV

vi fu r erezione

fale. Agli

I

I

trion-

aprile osservò il lavo-

della sua

resi-

di un arco

rio, e dalla loggia

denza diede l'apostolica benedizione. Nel dì appresso fu a dire la

mes-

sco-

sa dai domenicani,

andò alla

gliera, e visitò i religiosi Benfratel-

li. Ai 1 3 ammise alla sua

presen-

za gli uffiziali militari, visitò le chie-

se del sodalizio della morte,

e

di

s. Maria della

Stella,

e

in

barca

passò a vedere due navi imperiali,

venendo salutato dalle artiglierie.

per

Finalmente ai i4 aprile partì

Roma.

Sino al

1809, Civitavecchia fu

governata da un prelato governa-

tore, il quale terminò in

tal anno

a cagione dell'invasione francese.

E.itornata questa città nel

181

al paterno dominio

di

Pio

VII

questi la elevò al grado di delega-

zione apostolica, e capo della pro-

vincia.

Leone XII però la riunì al-

la delegazione di Viterbo, finché

il regnante Gregorio XVI le resti-

tuì la delegazione che esercitasi da

6

CIV

un distinto prelato, sino dal i83i.

Avendo poi lo stesso regnante Pon-

tefice stabilito nel maggio i835 di

recarsi nella provincia di Civita-

vecchia, la quale risponde

a

due

delle antiche Lucomonie etrusche,

i Tarquinii

stanziavano, per prendervi in consi-

derazione sul luogo parecchi

getti di molta importanza , e

con-

solarvi di sua presenza quella e le

og-

ove i popoli

Ceriti

e

altre vicine divotissime popolazioni,

partì da Roma a' 20 maggio avendo

seco in carrozza i prelati Costantino

Patrizi maggiordomo , e Adriano

Fieschi

ora

Cardinali, con decoroso seguito. Lun-

gi dal fare dettagliata descrizione

del soggiorno di Gregorio XVI in

Civitavecchia, che si può leggere nel

supplwiento del numero 46 del Dia-

rio di Roma, de' io giugno i835, ci limiteremo ad accennar qui

cose principah.

All' annunzio che Gregorio XVI

le

maestro

di

camera ,

portavasi in Civitavecchia nella gior-

nata di mercoledì

20

maggio, la

città di

Corneto, le terre di

Mon-

talto, di Allumiere,

di Tolfa , di

Ceri, e di Cerveteri rimasero quasi

deserte,

per

far

omaggio al

co-

mun padre e sovrano,

la strada ove tragittò,

vitavecchia. Ai confini del territorio

il Pontefice fu incontrato dalla de-

putazione civica , che composta di

Paolo Guglielmotti , e Gioacchino

Valentini, volle compiere i dovuti

atti di venerazione. Quindi si mos- sero ad incontrarlo i Cardinali Pier

Francesco Galeffi vescovo di Porto

e Civitavecchia, e Vincenzo Mac-

chi , i quali furono dal Papa presi

e sì in Ci-

lungo

nella

propria carrozza. Questa a

qualche distanza della città , fu ti-

rata da quarantotto giovani delle

primarie famiglie, i

quali

ne ave-

,

CIV

vano perciò distaccati i cavalli. Cir-

condarono la carrozza dodici capita-

ni di navi pontificie, colle bandie- re de' loro bastimenti spiegate. Alla

porta della città monsignor Giusep-

pe Ugolini, ora Cardinale, ed allo- ra presidente delle armi, presentò

le chiavi di essa,

che il Pontefice

restituì al capitano aiutante mag-

giore cav. Bonafede, come coman-

dante della piazza. Essendo in quel

punto assente dalla provincia il pre-

Iato delegato Mario Felice Peral-

di, la congregazione governativa, il

segretario generale della delegazio-

ne, il gonfaloniere cav. Paolo

Vi-

dau alla testa della magistratura

i membri componenti i tribunali di prima istanza e di commercio,

quelli della camera di commercio,

il corpo della

uflSzialità, e molti

ragguardevoli personaggi, in abi-

to secondo

il

proprio

grado ,

espressero il voto della popolazione,

di l'ispetto, fedeltà, e gioia. Indi ri-

cevette gli omaggi di monsignor An-

tonio Tosti tesoriere generale ^ ora

Cardinale, e del conte Oreste Mac-

chi rincontro camerale. Allora di-

scese il Papa dalla carrozza fra gli

evviva de' civitavecchiesi , il

rim-

bombo fragoroso de' cannoni, il lie-

to

quello

suono delle campane, e

delle bande musicali , trovandosi

schierata la

guarnigione sotto il

comando del cav. maggiore Leouo-

ri. A commovente spettacolo , il

Pontefice corrispose con benedizione,

ed alti di paterno gradimento. Ac-

cui

aste sostenevansi dal civico magi-

colto sotto il baldacchino ,

le

strato, il Pontefice s' inoltrò a

pie-

di per le vie, passando sotto

l' ar-

co trionfale erettogli dal comune.

Nella chiesa cattedrale di s. Fran-

cesco, ricevette la benedizione, che

colla ss. Eucaristia compartì il Car-

CIV

,

flinal Giuseppe Maria Velzi, vescovo

di Montefiascone, e Corneto, e quin-

di

in sagrestia

sedente in

trono

Gregorio XVI ammise al bacio del

piede il clero, il corteggio, ed altri.

Poscia andò a venerare s. Firmina

nella sua chiesa, ricevuto dai dome-

nicani e dal p. CipoUetti loro gene-

rale, dopo di che si condusse al pa- lazzo apostolico precedentemente pre-

parato dal menzionato rincontro ca-

merale, e dalla loggia di esso diede

la pontificia benedizione. Alla men- sa ammise i Cardinali, monsignor

Vincenzo Annovazzi sufFraganeo del-

la diocesi ora vescovo di Anagni, i

principali della corte, il cav. conte

Giuseppe Sebregondi, il gonfaloniere,

ed altri primarii della città, ciò che

pur fece ne' seguenti giorni. Nelle ore

pomeridiane, il Papa ascese una lan-

cia della marina pontifìcia , e

vito al timone dall' ispettore conte

Egidio Falzacappa, percorse le acque

del porto salutato dalle artiglierie

ser-

della cittadella, de' tre fortini

che

fiancheggiano lo stesso porto, e dal-

la goletta pontificia ,

il

s.

Pietro.

Nella sera ricevette il Papa i con-

soli esteri residenti nella città, che

fu vagamente illuminata, portando

la parola quello di Russia cav. A-

rata.

Nel di seguente il Pontefice

vi-

sitò le Allumiere,

pitolo e magislratura della Tolfa

sotto baldacchino. Nella chiesa del- l'Assunzione delia b. Vergine rice-

vette la benedizione col Santissimo ;

e nel palazzo camerale ima refezio-

ne, passando poscia ad osservare le preparazioni dell'allume. Nel dopo pranzo in Civitavecchia , fuvvi lo

spettacolo detto del iroK-e a mare,

e della cuccagna. Quindi il Papa vi-

molo, e in lan-

ricevuto dal ca-

sitò l'arsenale e il

cia percorse il porto. Nella sera pre-

CIV

7

sentatogli dalla camera di commer-

cio un bel calice, indi passò a godere

della splendida illuminazione della

città,

e del

porto.

Nella seguente

mattina 11 maggio, Gregorio XVI

onorò di sua presenza Corneto ; e

ritornato in Civitavecchia, nelle ore

pomeridiane sali sul battello a va- pore il Francesco I di regia ban-

diera napolitana, non che sull'altro

battello a vapore il Sally di regia

bandiera francese; come ancora volle ascendere la suddetta goletta ponti-

fìcia, intanto che in mare aveva luo- go la corsa delle barchette, e il no-

minato giuoco

mare.

detto

la

trave

a

Nel d'i 2 3 si fece nel porto la pe-

sca.

Il Papa visitò la gran caserma

accompagnato dal prelato Ugolini; dal tenente colonnello Lorini, dallo

ispettore cav. Farina, dal tenente co-

lonnello cav. Stewart, ricevuto dal

comandante la guarnigione cav. Leo-

non, e da tutta

l'ullizialità. Quin-

di il Pontefìce s'imbarcò sul battel- lo a vapore il Bledilerraneo di re-

gia bandiera francese per visitare

lo stabilimento delle saline di Cor-

neto,

pari, e poscia felicemente rientrò nel

porto. Nel dopo pranzo Gregorio

che si

deve a

Giuseppe Li-

XVI

visitò la fortezza annessa

al

braccio del molo e la sua cappella.

Nella sera ricevette la magistratu- ra, che gli offri un bellissimo fiore,

del

e

poscia ricevette gli omaggi

Cardinal Giuseppe Sala e di mon-

signor Pianetti vescovo di Viterbo

ora Cardinale, non che quelli di monsignor Sisto delegato di quella

città e provincia.

24 il Pontefìce celebrò la messa

nella cattediale, ed ascoltò quella

La

mattina dei

di

monsignor Giuseppe Arpi suo

caudatario. Vi assisterono il Car-

dinal vescovo, gli altri Cardinali, fra

8

CIV

i quali l'Odescalchi di venerabile ri-

membranza, la magistratura, le au-

la corte

Pontificia, e

torità,

oltre

poscia nel contiguo episcopio, gustò

il rinfresco, fatto imbandire dallo

stesso Cardinal vescovo, ammise al

bacio del piede

il capitolo

ed

il

clero, e dalla loggia compartì Kapo-

stolica benedizione ad immenso po-

polo. Passò quindi a visitare il con- servatorio camerale delle povere or-

fane, ricevuto dal prelato tesoriere

generale, da monsignor Annovazzi

direttore spirituale dello stabilimen-

to,

e dal

conte

Macchi. Dopo

il

Pontefice si diresse alla darsena, ri-

cevuto dal direttore di essa tenen-

te colonnello cav. Domenico Palom-

ba, e dai religiosi cappuccini addet-

ti alla cura spirituale dei detenuti.

Visitò il loro ospizio, i magazzini dei materiali della marina pontifi-

cia, la fabbrica delle cotonine injie- gnosamente posta in ordine dai con- dannati, che furono benedetti dal Pon-

tefice

da un balcone della sua re-

sidenza , avendo fatto loro distri- buire copiose elemosine, ed avendo- ne alcuni graziati. L' illuminazione

generale della sera fu più splendi-

da delle precedenti perchè ordinata

dalla provincia. Nella mattina del

25, Gregorio XVI parti per la ca-

pitale, lasciando il sua nome in be-

nedizione perenne.

sono le tante beneficenze

Note

elargite dal Pontefice nella sua per-

manenza in Civitavecchia; pure a

rammentare le principali , diremo

che a megho provvedere alla pub-

blica istruzione , concesse 1' edifizio

camerale di s.

pp. dot-

trinari, perchè vi trasferissero

le

Nicolò ai

scuole, concesse alcuni attigui edi-

fìzii al seminario vescovile esone-

randolo dai canoni enfiteutici ; or- dinò un regolamento pel conserva'

,

torio, aumentò i lavori, e 1 miglio-

ramenti dell' edifizio ; accoi'dò alla

città aree per erigervi fabbricali al-

la crescente popolazione ; ingiunse

restauri integrali all'antemurale del

porto cioè alla punta del Marzoc-

co, le riparazioni

dei locali del laz-

zaretto, ed altre molte opportune

quanto generose disposizioni, riguar-

danti le fortificazioni, e la fortezza,

il pubblico passeggio, e l'atterra-

mento

di una

porta , e di alcune

mura che la deturpavano; dispo-

sizioni tutte che furono prontamen-

te eseguite dal maggior Provinciali,

il quale fece sempre piìi conoscere

la sua perizia architettonica sì nelle

operazioni civili, nelle militari, co-

me da

ultimo ne

fece esperienza

nella fortezza di Ancona.

Ma di

questo argomento egregiamente scris-

se

la

Pietro Manzi nel-

Descrizione dello stato antico

il cavaliere

ed attuale

del porto ,

città e

pro-

i'incia di Civita^'ecchia, Prato 1887,

e principalmente a pag. 63 e seg.

Nobilitata Civitavecchia

da

tanti

miglioramenti, più decoroso e bello

n' è ora l'aspetto, per cui

meritò

che nel

daglia colla effigie di Gregorio XVI

e nel rovescio venisse

i836 si coniasse

lato,

una me-

da un

rappresentata la città personificata,

in

una figura

sedente

sul porto

indicando colla destra gli

edifici!

eretti e riparati. All'intorno in giro si legge r epigrafe : cextvmcell. vr-

RED-

BE AMPLIFICATA e SOttO : PORTV

DITO TVTIORE.

Finalmente nell'orientale l'iviera

di Civitavecchia a pubblica difesa

sono le toiri

Cliiariiccia , che so-

vrasta al Capo-Linaro, Santa Se^'e-

ra, Flavia, Perla, e Maccarese; nel-

Tor-

la occidentale

le altre, come

re-Nuova, e Bertoldo : sull'orlo del-

la

valle d'Aliga, Santo

Agostino ^

CIV

Casnccìe. Pontone di Spine, Mar-

cella, Monlalto Torretta, e Gratic-

ciarla. Appartengono poi alla dele-

gazione i governi

di

Corneto, e

i

i'eudi di Manziana, e di Monte Ro-

mano; mentre alla città apparten-

gono le

comuni di

Allumiere, ài

Tolfa, di Cerveteri, Castel-Giuliano,

e Canale, amministrandovisi la giu-

stizia dai tribunali di prima istan-

za, e del

commercio.

Per ciò

che

riguarda le miniere delle Allumie-

re discoperte nel

1467 ne' mon-

ti della Tolfa

stro, nel modo che racconta Pio II

da Giovanni de

Ca-

ne' suoi

Cornnientarj, lib. VII. p.

i85, tanto quel Pontefice che i suc-

cessori ne stabilirono il ricavato in

difesa della l'eligione contro gli ot-

tomani; laonde l'appaltatore chia-

mavasi : appaltatore della s. Cro-

ciata; e Leone X, per la

retta am-

ministrazione delle rendite, instituì un

ordine di quattrocent\mo uomini

di s. Pie-

tro [Vedi). Da ultimo nel i835 in

Civitavecchia, dai torchi dello Stram-

detti i cavalieri o soldati

bi

Cenni sulle miniere

delle Allumiere. Perciò che riguarda le acque di

uscirono i

Civitavecchia, V.

Antonio Giulia-

nelli ,

Esame dell' acqua

di

Ci-

di

170 I, non che Filippo Leti, e Ber-

Preti, Relazione dell' acces-

so , e descrizione del condotto di Civitavecchia e sua perizia, Roma

nardo

i'itavecchia ,

e

Trevi ,

Pioma

1649. Dall'esame del Giulianelli ri-

sulta essere l'acqua di Civitavecchia

superiore in bontà a quella di Tre-

vi. Abbiamo poi da Gaetano Tor-

raca, Dell' antiche terme Taurine

esistenti nel territorio di Civitavec-

chia, Dissertazione in cui si pre- mettono le memorie cronologiche ed

avventizie,

e

la qualità

della sua

atmosfera , Roma

pel Pagliarini

CIV

,

r)

r76r ; opera lodata per l'efficacia

che dimostra dei detti l)agni.

Da

Generoso Salomoni fu stampata in

Roma, Dissertazione, in cui si di- mostra il modo di ridurre la città di Civitavecchia molto popolata. Ol- tre Giovanni Blavio, Cìvìlatum, et

adniirandorum Italiae, ed altri au-

tori, scrisse di Civitavecchia Anti-

gono Frangipani, Istoria della città

di Civitavecchia, Roma 1761.

Chi bramasse leggere le notizie

degl'importanti dintorni di Civita-

vecchia, molti de' quali celebri an-

ticamente ,

oltre

il

eh.

A. Nibby

nella erudita opera. Analisi de' din-

torni di Roma, va consultato il dot-

to Antonio Coppi nelle sue Opere,

leggendosi nei tomi VII, ed Vili delle Dissertazioni della Pont. Ac-

cad. Romana di Archeologia, stam-

pate in Roma nel i836, e nel i838,

quelle eruditissime ed interessanti,

su Ceri, Cerveteri, Castel Campa-

Castel di

Guido; Alesio, Palo, e Palidoro;

Selva Mesia, Selva Candida, e Boc- ceaj Fregene, Maccarese, Villa s.

dei ca-

nile;

Galera, Loria,

e

Giorgio, e Campo Salino;

stelli di Pirgi, Santa Severa, San-

ta Marinella, Loterno, Castel Giu-

liano, ec. ec. La luce del vangelo nel primo nascere della Chiesa fu predicata in

questi luoghi siccome vicini a R.o-

ma, ove s. Pietro fondò la sua Cat-

tedra. Dai fasti ecclesiastici

si ha

che a Cento Celle l'imperatore Gal-

rilegò in esilio il Pontefice s.

i patimenti

Cornelio, il quale tra

lo

vi

terminò i suoi giorni a' i4 set-

tembre

dell'anno

"xSo , donde fu

trasportato in Roma. A Cento Celle

s. Cornelio ricevette lettere di con-

sua costanza nei

solazione

per travagli da s. Cipriano

Cartagine. Gli successe

la

vescovo di

a' 20 otto-

IO

CIV

,

bre s. Lucio I, che probabilmente Ili creato Papa in Cento Celle, ovo

avea seguito s. Cornelio nell'esilio,

ed ove eransi riuniti i primari del clero l'ornano. Nel quarto secolo si fa rimontare l' erezione della sede vescovile a Cento Celle, conoscen-

dosi un'Epitetto vescovo, che sotto Costantino imperatore e il Pontefi-

ce s. Silvestro I, intervenne al con-

CIV

to Sarzana ; ma non considerando-

si legittima tale unione, il sommo

Pontefice Celestino III dipoi

nel

I 193 unì la sede di Civitavecchia,

insieme a quella

di Bieda, all'epi-

ne fu

vescovo il Cardinal Giovanni di nazione lombardo. Tale unione du-

sino al pontificato di Leone XIL

scopale

sede

di

Viterbo

e

P^.

il citato

Sarzana, a pag.

^11

cilio di Arles. Commanville

dice

e seg ; e il Cardella nella

vita

di

che nel quinto secolo si unì

al ve-

detto Cardinale. Dopo la morte del

scovato di Cento

Celle quello di

Bieda, o Blera. I BoIIandisti asseri-

scono che

il

vescovo Martino di

Cento Celle si sottoscrisse al conci-

lio di Latcrano, celebrato l'anno

649 dal Pontefice s. Martino I. Se

i ss. Secondiano, Marcelliano, e Va- riano protettori di Toscanella, sie-

no stati martirizzali in Cento Celle,

e da questa chiesa trasferiti a quella

cattedrale, si può vedere nell' opera

del citato Eugenio Sarzana, Della

capitale de titscanìcnsi,

e. del suo

vescovato a pag.

178

e seg.

Abbiamo dall' Ughelli, Italiae sa-

crae tomo X. p. 55, che il secon- do vescovo che si conosca di Cento Celle fu un altro Epitetto del 355,

poscia registra Pascasio del 4^73

Molensio del 499> Caroso del 53 i

Lorenzo cui il Papa Pelagio spedì

un decreto, Domenico

del

595,

Martino suddetto del 649, Pietro

deU'SaG, Domenico dell' 853, Va-

consagrò la

Minioiie, Pie-

lentino del

940 che

in

chiesa di s. Maria

tro

del

ioi5, Azzo

del io37,

e

Riccardo del ioq3 Centiuncellicus

et Bleranus Antìstes.

La chiesa di Civitavecchia^ in- sieme a quella di Bieda, dall'anti-

papa Clemente III nello scisma con- tro s. Gregorio VII, fu nell'anno 1 086 imita a quella di Toscanella

scu P'itcrbicnsisj secondo il nomiua-

Cardinal Gabriele Severoli, vescovo

di Viterbo e Toscanella, il Ponte-

fice Leone XII nel 1826, mentre

era Cardinal vescovo suburbicario

di Porto e santa Ruffina Bartolo-

meo Pacca, con autorità apostolica

di nuovo eresse in cattedrale Civi-

tavecchia togliendola dall'unione di

Viterbo, ed unendola alla detta se-

de suburbicaria, la quale è sempre

devoluta al sotto decano del sagro

Collegio ed è immediatamente sog-

getta alla santa Sede. Non solo Ci-

vitavecchia sotto Leone XII vide

con religiosa gioia una nuova era

cristiana, ed onorata da vescovi co-

stituiti in sì sublime dignità, ma li accoglie spesso nell' episcopio della

ne sperimenta la pastoral

città

e

sollecitudine e le beneficenze. Dalla

medesima epoca incominciò pure a

Civitavecchia il vantaggio spirituale

di vedersi permanentemente risie-

dere un vescovo suffraganeo. Pel

primo elevato a tal dignità fu l' il-

lustre cittadino monsignor Vincen-

zo Annovazzi , che Leone XII fece

nel concistoro

de' 3

luglio

1826,

in un a vescovo di Leros in parti-

dal regnante

bus, il quale prelato

Pontefice nel i838 fu traslatato alla

rispettabile sede di Anagni.

Tra i Cardinali vescovi suburbi-

cari che finora ebbe Civitavecchia

a sagri pastori, merita special men-

CIV

CIZ

it

zione il Cardinal Emmanuele de Gre-

gorio, che degnamente nel iSSy suc-

cesse al Cardinal vescovo Pier Fran- cesco Galieffi; dappoiché, come narra

il eh. cav. Giulio Barluzzi: Elogio sto-

rico del Cardinal E. de Gregorio,

Roma

i84o, alla pagina

36 e seg,

appena egli prese possesso del ve-

scovato, subito con prudenza , atti- vità ed avveduto consiglio rivolse tutti i suoi pensieri alla diligente

amministrazione della diocesi, e in

peculiar modo

quale i suoi antecessori avevano per

così dire gettate le prime fonda-

menta; e concorrendovi generosa-

mente del proprio, ebbe la soddis- fazione di aprirlo con solenne pom-

pa ecclesiastica a' io decembre del

al

seminario, dei

i838. Quindi fece la

sagra visita,

ampliò il palazzo episcopale e la ca-

nonica , rendendosi benemerito in più modi del pubblico comodo, e

degli interessi de' cittadini. Promos-

se caldamente

la

prosperità , e

il

della città , e

per non dire di tutto il resto, è be-

nemerito delle nuove tre poste da Ci-

vitavecchia a Roma, e promosse la ri-

forma ed il regolamento postale affine

di rendere più rapide, ed economiche

le comunicazioni colla capitale. E

come quello che con

le sue nobili

ben essei'e materiale

e gentili maniere seppe conciliarsi r affetto d' ogni classe di persone,

da tutti ne fu compianta la morte.

La cattedrale, grandioso edifizio eretto da Clemente XIV a' suoi con- ventuali, è dedicata a Dio, sotto la

invocazione

di

s. Francesco di As-

sisi. Si compone

il capitolo

delle

otto ca-

nonici compreso il teologo, e il pe-

dignità del

pi'evosto, e di

nitenziere, e di alcuni beneficiati, e

all' uffiziatura

della chiesa.

parroco della

nella

pure

chierici

inservienti

11 prevosto

è

cattedrale ; e

città

vi sono tre altre parrocchie.

Fra le diverse chiese, grandiosa

è

pur quella di s.

Maria dei religiosi

domenicani. Dei domenicani mede-

simi ,

dei cappuccini, dottrinari e

benefratelli , non che del conserva- torio o orfanotrofio, e dei due o-

par-

lammo superiormente, e solo qui

aggiungiamo, che pei bisognosi evvi il monte di pietà. Del convento di

s.

JMaria , tratta Vincenzo Maria

Fontana, de Roin. prov, ord. praedic,

e di quello di s. Francesco, Bonaven- tura Theuli, neWApparato minorili-

co della prov. di Roma. Aphoserio

spedali

per

ambo i sessi,

noi

lySi pubblicò iu

Roma De antiqua Centunicellarum

dignitate , et episcopalibiis infulis, Dissertatio episcopalis. Egualmente

1840, si sono stam-

in R.oma e nel

Osminio , nel

pate, le Constitutiones Ecclesiae Ca-

thedralis Civitatis Centumcellarunij per lo zelo del Cardinal vescovo Gianfrancesco Falzacappa di ono-

revole ricordanza, e coli' approva- zione del Papa regnante. Degli uomini illustri di Civitavecchia, fa

menzione uno di

essi ,

il

eh.

cav.

Pieti'O Manzi, nella sullodata descri- zione di sua patria.

CIZ ICO [Cyticen.). Sede vescovi-

le in partibus, dell'Asia, nella Ana-

tolia, nella piccola Mista, presso al

monte di tal nome, chiamato anco

Mons Dindyma, che si avanza nel mare di Marmala, a forma di ca-

po, rimpetto l'isola detta Arctonne-

Cyzicus

sos o degli

ora rovinata, fu una delle più con-

siderabili città dell'Asia, per gran-

dezza, bellezza ed antichità. Essa fu

fondata settanta anni dopo Roma, ed

era situata in una bellissima isola

della Propontide, che due gran ponti, fabbricati da Alessandro il grande,

coDgiungevano colla terraferma. Gli

Orsi. L'antica

,2

ciz

,

abitanti, avendo trattato duramente

i Romani, furono puniti da Augu-

sto, che tolse loro la libertà, per la

quale tanti aveano combattuto. L'im- peratore Severo in questa città fece

morire Pescenio Negro, ch'erasi ri-

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