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O 3 TJt é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STOIUCO-ECCLESIASTICÀ
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIAL INI ENTE INTORNO


h\ PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA
PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI CONCILII
à\ RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOW
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VCL. XV.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLIi.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTIGA
•«©^•<

COL COL
^JOLOPiI Ecclesiastici degli abi- porta la loro natura, e si dice an-
ti e vesti de' chierici, de' loro sagri che della tinta che i corpi manda-
paramenti, e di quelli usati dalla no all'occhio. I colori poi primiti-
Chiesa ne' suoi templi, cioè delle vi sono sette, il rosso, il giallo, il

tinte che hanno diversi panni


i verde, l'azzurro, l'arancio, la porpo-
drappi, e stoffe destinate a tali usi ra, e il violetto. Il colore verde
Prima di ogni altra cosa credia- fu anche detto prasino, e l'azzur-
mo opportuno di dare un cen- ro o torchino, come è l' onda del
no generale sul colore. // Diziona- mare, si disse veneto. Ma venendo
rio de' Sinonimi dice, che panno co- ai colori delle vesti ecclesiastiche,

lorato chiama quello, il quale non


si e dei sagri paramenti dalla Chiesa
è né nero, né bianco, e il Dizio- prescritti ne' suoi riti e cerimonie ,

nario delle Origini aggiunge che il e da s. Carlo Borromeo chiamati


bianco è uno degli estremi de' co- geroglifici de' segreti del Cielo, e
lori opposto al nero. 11 Petrarca dall'erudito Cardinal Baronio Quae
per esprimere tutti i colori visibili nunquam mysterio vacant, et plu-
disse, che luci aperte aveva nel bel rimuni faciitnt ad fovendani Jide-
nero, e nel bianco; e il Dizionario liuni pietatem, diremo che con va-
della lingua italiana dichiara per go e nobile aspetto, e -con pari or-
colore queir ammodamento (mode- dine e diligenza si adoperano que-
razione ) della superficie de' corpi sti colori nella casa di Dio dai suoi

opachi, o anche quella costituzione ministri, e nelle cose più sacrosan-


interna de' corpi trasparenti , onde te della religione cattolica , nella

si mandano vaggi lucidi all'occhio, varietà dei venerabili misteri, Mil-


tinti in diverse gviise, secondo che le trahit varios adverso sole colores.
6 COL COL
Colore degli abiti, o vesti degli In appresso i Novaziani per me?;-
ecclesiastici. zo candore delle vesti vole-
del
vano ipocritamente comparire mon-
Sino dal nascere della Chiesa cat- di, come significa il nome Catha-
tolica furono distinti i chierici col- ros , col quale si facevano chia-
la tonsura, e colla veste talare più mare, e vantavansi di non essere
corta però di quella delle donne, mai caduti, laonde non volevano
cioè usavano la tonaca, o toga sen- conversare con chi aveva peccato.
za maniche, che veniva sovrappo- Ma s. Agostino, de Agon. Christian.
sta all'altra toga colle maniche più cap. 3i, disse loro: ISonien smini
o meno strette, nel modo che ve- si agnoscere mundanos se
vellent
stono diversi orientali appartenen- potìus guani niundos vocarent : ed
ti al clero. Inoltre i chierici ven- è perciò, che il clero cattolico per
nero pure distinti pel colore di ta- distinguersi dagli eretici Catari, a-
le vestimento, il quale fu il più dottò vesti, il cui colore era tra il

modesto, secondo i luoghi ove vi- nero e il bianco. Quindi scrivendo


vevano. Da sant' Agostino rilevia- s. Girolamo a Nepoziano, che avea
mo, che da alcuni usato veniva il abbracciato lo stato clericale, circa
color fosco ; s. Girolamo però af- l'abito l'ammonì con queste parole
ferma che altri lo portavano bian- nella ep. 3 : Vestes pidlas aeque de-
co, come si legge nel lib. cantra bita ut cnndidas, per cui si conosce
Pelagianos : » quia serica veste non che era in libertà di usare vesti
" utimur, monachi judicamur si : bianche o nere, e che non essendo
« tunicam non induerit, statim il- colore confacente al clero né il
» lud e trivio, impostor, et grae- nero, né il bianco, vuoisi dedur-
« cus est ". Giacché la veste bian- re , che la maggior parte lo por-
ca era stimata onestissima presso i tasse paonazzo o pavo-
castagno,
Romani, e riferisce Svetonio, in Ost. nazzo, colore, che poi si stabilì pei
e. 4o» che Augusto riprese i ro- Cardinali^ prelati, famigliari ponti-
mani i quali vestivano di colore ec. Altrettanto afferma il
ficii Bo-
bruno, e loro ordinò che interve- nanni nella Gerarchia ecclesiastica
nissero al teatro solo vestiti di capo XXX dove dice: Si cerca se
bianco. Clemente Alessandrino, co- la veste del clero fosse di colore
me si ha dal suo Paedagog. lib. 2, diverso della comune. Ed aggiunge
nel procurare di ridurre gli egi- eziandio che conservandosi nella
ziani buoni costumi, cercò d'in-
ai primitiva Chiesa memoria
la essere
durii a vestire di bianco, ed al- stata la veste usata da Gesù Cristo
trettanto vuoisi che facesse coi cri- del colore tendente al violaceo o pao-
stiani del medesimo Egitto, da lui nazzo, è molto perciò probabile, che
ammaestrati. Gli africani vestivano tal colore si adottasse dal clero. INIa
di bianco, e perchè ne' funerali u- nel capo LXXXVI, Delle vesti usa-
savano il nero, s, Cipriano ebbe a te giornalmente dal Ponte- sommo
rimproverarli. S. Antonio abbate, fice, a pag. 355
che l'introdu- dice,
bramoso di soffrire il martirio, zione del colore nelle vesti del Pa-
perchè fosse dai persecutori cono- pa, fosse in memoria della veste
sciuto per cristiano, assunse vesti bianca, con cui per ischerno fu ve-
bianche. stito il Redentore. A tal effetto aa-
COL COL 7
ticamente anche i patriarchi di Ge- >»bus ". Ai rispettivi artìcoli, come
rusalemme vestivano di colore bian- Cappello, Collare, Calze, Vescovi,
co, ed oggi, come tutti gli altri si dice di qual colore vestono i ve-
patriarchi, vestono di color viola- scovi regolari, e dei loro ornamen-
ceo, meno quelli, che per privilegio ti, tra i quali è comune a tutti i

vestono di color rosso, e godono vescovi il colore verde.


alcune particolarità negli ornamen- Il vescovo Saussai, nella sua Pa-

tij come si dirà all'articolo Patriar- noplia clericale al capo 5 del lib.
chi ( Fedi). IV parte seconda, contraddice il
Racconta Socrate nel lib. VI. cap. Baronio, e tra le molte ragioni cui
20 della storia della Chiesa, che adduce, dice che l'abito nero del
il vescovo Sisinio, seguace dei Ko- clero non ebbe origine dal mona-
vaziani, essendo slato ripreso per- chismo , parte del quale vestì di
chè usava veste bianca, rispose non bianco, parte di colore scuro o gri-
essere da veruno comandato che si gio del colore naturale della lana
usasse veste nera, e che Salomone delle pecore, e parte di color ne-
anzi ordinò : sint iibi vestimenta al- ro. Aggiunge, che per lo spazio di
ba. Che s. Giacomo vescovo di Ge- molti anni furono stabiliti diversi
rusalemme, e s. Bartolommeo apo- decreti da vari sommi Pontefici e
stolo dell'Armenia vestissero sem- conci lii, i quali determinarono pe-
pre di lino bianco, è a tutti noto. ne ai chierici, che avessero usate
Ala ad onta della proibizione fatta vesti rosse, bianche, verdi, o di al-
da s. Girolamo a Nepoziano , il tri colori, senza nominare il nero,
clero adottò nelle vesti il colore ne- e senza prescrivere l'uso di esso.
ro o bruno, comechè si ignori l'e- Ma Bonanni afferma senza dub-
il

poca del suo principio. L'annalista bio essere il color nero provenuto
Baronio afferma all'anno 828, che al clero secolare dai monaci, e poi
tal uso provenne dai monaci dopo universalmente praticato, e ritenu-
che essi furono ammessi agli ordi- to in vigore dei decreti emanati dai
ni sagri, e quindi anche fatti vescovi concili posteriori, principalmente do-
di diverse chiese. Lo stesso confer- po il decimo
secolo rilenendosi
,

ma il Bernini, nel suo erudito trai- quello violaceo, ed il rosso per la


la to sul Tribunale della Rota, al corte del Papa. Il concilio di Nar-
capo 26 citando il Macri, il quale bona del G89 proibì ai chierici il
alla voce Clericiis, scrisse: " Fuit colore rosso; ed il concilio di A-
-' color niger per monachos in cle- quisgrana dell 8 16, ci conferma che
>' ricos saeculares inlroductus,pro il- le vesti clericali erano nere, sebbe-
5' lisnempe saeculis, in quibus ni- ne di forma diversa da quella dei
>5 grorum ordo cathedram s. Petri monaci. Il definitivo stabilimento
" obtincbat, quare ex eodem ordi- poi del colore nero si deve al con-
» ne innumerabiles per orbem ad cilio generale lateranense_, aduna-
» episcopatum assumpti, atque ni- to da Giulio II, nel quale si con-
» gruni habitum eorum religionis fermò la proibizione di usare co-
'; retinentes, bine saeculares clerici lori rossi e verdi da chi non po-
« eorum subdili ad superiorum si- teva adoperarli; e s. Carlo Borro-
'• milìtudinem eundem colorem ni- meo stabilì nel primo concilio da
" grum introduxerunt in vesti- lui celebrato in Milano , che i
8 COL COL
chierici potessero usare soltanlo il proibizioni sinodi di Milano
dei
colore nero, come
decretò nel i585 del iSyg, di Piacenza del 1^89,
il concilio provinciale di Bordeaux, di Firenze del medesimo anno, e
e come si osserva in tutto il mon- di Amelia del iSg^. F. s. Cipria-
do cattolico nella veste civile pro- no De mortalitate.
pria del clero, che diviene uno dei Il medesimo erudito Sarnelli, nel
principali distintivi dell'ordine sagro. t. V delle stesse Lettere Eccl., parlando
f^. gli articoli Abito, ed Ami- 1 de- dei diversi colori delle insegne de.'le
gli ecclesiastici, non che tutti quel- confraternite, dice che di vari co-
li ad ogni loro indumento
relativi lori erano pui-e le divise loro an-
od ornamento delle vesti diverse; tiche, le quali si vogliono origina-
non che il Ferrari, De re vesliarìa, le nella prima crociata di Palesti-
e YUistorica disquisido de re vestia- na pel ricupero de' luoghi «anti,
rìa hominis sacri vitam comuneni nella quale il Papa Urbano II die-
more civili traducentis, Amsteloda- de a' crociati una croce di panno
mi 1704. rosso da portarsi nel petto, affine
Pompeo Sarnelli, nelle sue Lette- di denotare il fermo proponimento
re ecclesiastiche t. I, p. 78, ci dà di combattere per la croce sino al-
ulteriori notizie sull'argomento, e l' ultimo sangue. Quindi ogni ca-
conchiude che il solo colore nero valiere con particolari divise espres-
deve usarsi nell'abito e veste chie- se i suoi generosi pensieri ; e tulli
ricale sì dei greci, che dei latini. i sette colori a tal fine furono a-
A' greci parlando Simeone di Tes- doperati, cioè il giallo, il bianco,
salonica, sul loro iniziamento al cle- l'azzurro, il verde, il rosso, il pur-
ricato, dice: » Episcopus vestem pureo o violaceo, e il nero. Col co-
» nigram^ quae humilitatis, et re- lore giallo si volle significare lo
» ligiosi timoris symbolum est, be- splendore del proprio sangue e ric-
» nedicit et consecrandum jubet
, chezze ; col bianco l' innocenza e la
>y eam induere ". A' latini, com'è fede ; coli' azzurro i pensieri sublimi
notissimo, eccetto quelli costituiti in e celesti; col verde la speranza;
dignità ecclesiastiche, ai quali si ri- col rosso il valore; col purpureo
serba il paonazzo a' prelati ed il o violaceo, l' industria ed arte ; e
rosso ai Cardinali, il nero è solo col nero, i pensieri dolenti e pro-
consentito, meno le concessioni di fondi. In memoria di che tali divi-

privilegi, di cui si tratta ai rispet- se di semplici colori rimasero per


tivi articoli del Dizionario anche insegna alle famiglie di que' prodi,
circa i colori diversi dei diversi e prima ebbero semplici, e poi
gli

ornamenti, che lungo qui sarebbe mescolati. il Piazza


P^. Iride sagra
citare. capo XXXI Quali sieno i colori,
:

L'editto de' 26 novembre 1624 che convengono alla modestia degli


di Urbano Vili sulla regola delle ve- ecclesiastici negli abili, secondo la
sti chericaliinteriori die este-
sì mente de' sogli canoni: capo XXXII;
riori egualmente prescrive il colore Essere il color nero solamente le-
nero. Parlando poi del divieto ai cito agli ecclesiastici ; Ant. Thyle-
chierici di portare vesti di lutto o sius, de Coloribus in t. IX Thes
corruccio per mortede'congiunli, ri- graecor. Gronov.; Salmasius, de co-
porta il citato Sarnelli le analoghe loribus apud graecos et latinos E-
COL 9 COL
pist. p. log; Jo. Vene. Khaliis, » ger, Nani et in legalt-
et viridis.
de coloribus alane in specie de vi- 5» bus indumentis quatuor colores
riditatis caussa, Vitteb. 1668; Jo. »5 fuisse leguntur: byssus, purpurn,
Bure Menkenius, de cerulei colovis " hyacinthus,et coccus" Segue po- .

usii apud de coccineo^ ni-


veteres, et scia Innocenzo III a spiegare come
gro, et albo coloribus. V. ancora il color bianco si adoperasse nelle fe-
gli articoli, Porpora cardinalizia, ste dei santi confessori e delle ver-
Vesti Pontificie, Vesti Cardlvali- gini, il rosso nelle solennità degli
ziE ec. ed il volume Vili, p. 190
, apostoli, e dei martiri, e il nero
del Dizionario, ove si ti'atta delle nelle preghiere pei defonti e nei
vesti usate dai Cardinali e prelati giorni di afilizione, destinati a chie-
in sede vacante. dere a Dio il perdono de' peccati ;

e come in appresso ne' dì feriali e


Colorì de' sagri paramenti, e di comuni si usasse il colore verde,
quelli usati dalla Chiesa ne'suoi eh' è tra il bianco, il nero, e il

templi. rosso. Il medesimo Pontefice spie-


gando poi distintamente i tempi, o,
La Chiesa romana paramenti ne' per meglio dire, i termini, ne'quali
sagri usò, ed usa secondo i tempi, del colore nero si serve la Chiesa
e i divini misteri che celebra, quat- romana, dice essere questi dall'av-
tro principali colori ; cioè il bianco vento alla vigilia di Natale, e dalla
per significare la gloria, il gaudio settuagesima sino al sabbato santo :

e candore dell' innocenza ; il ros-


il " nigris aulem indumentis utenduni
so per denotare l'eccellenza del gra- " est in die afflictionis et absti-
do sopra gli altri il nero o il ; » nentiae prò pecca ti s, et prò de-
paonazzo che dicesi pur violaceo, » fimctis; ab adventu scilicet us-
per significare afflizione, astinenza, " que ad Natalis vigiliani, et a se-
e ricordare i defonti; ed il verde, » ptuagesima usque ad sabbatiim
siccome colore medio, ne' giorni fe- '» Paschae ". Indi con queste altre
riali, e comuni. La Chiesa romana parole ne rende la mistica ragione:
con questi quattro colori forse vol- " Sponsa quippe dicit in Canticis :

le imitare i colori usati nelle vesti »» nigra sed formosa filia e


suni,
dal sommo Sacerdote dell' antica >i Jerusaleni, sicut tabernacula Ce-
legge, nelle quali si distinguevano » dar, sicut pellis Salonionis. No-
quattro preziosi colori che erano » lite considerare , quod fusca sini,
il bisso, la porpora, il giacinto, ed » quia decoloravit me sol".
il cocco, come abbiamo dall' Eso- Da tutto ciò chiaramente si co-
do e. XX\ III, V. 5. Di questo ri- nosce, che la Chiesa romana ebbe
to, e dell' uso dei detti quattro co- l'antichissimo rito di usare nelle sa-
lori così scriveva il dotto Pontefice gre funzioni quattro colori princi-
Innocenzo III, nei primi del XIII pali, e tra questo il nero, come
secolo. De 3Iysteriis Missae lib. I, destinato pei tempi di penitenza, e
cap. LXV, p. 337: " Quatuor au- di lutto, non solo nell'avvento, e
» tem sunt principales colores, qui- nella quaresima, n)a nelle pi-eghie-
» bus secundum proprietates .die- re pubbliche, e di penitenza per
" rum sacra vestes ecclesia Pioma- implorare da Dio qualche ajuto^ e
» na distingui!, albus, rubeus, ni- finalmente nelle esequie, o coni-
IO COL COL
memorazione pei defonti. Né si de- Cihstinentìa et prò peccatis, eà il colo-
ve tacere, come Alcuino asserisce, re nero fu interamente applicato alle
che nella benedizione delle cande- funzioni, esequie, messe, ed anniver-
le, e nella processione dei 2 feb- sari, ec. de' morti. Così questo colore
braio, festa della Purificazione di paonazzo, che prima non si usava, o

Maria Vergine, si adoperava il co- almeno di rado, divenne quinto co-


lor nero, per denotare la profezia lore. Pili tardi s' introdusse il co-
di Simeone : Tetani ìpsius animam lore d' oro sì che pel
pel bianco
doloris gladìus perlransibù. rosso nei dì solenni. Da Balsamo-
Avendo detto, che sino ad Inno- ne, liist. lib. 2, cap. 17, si ha che
zenzo III si adoperava il colore ne- Costantino il Grande donò a Ma-
ro in qiie' giorni ne' quali ora si u- cario una stola tessuta d' oro. Nel-
sa il paonazzo o violaceo (meno il la Chiesa greca il rosso è segno di

venerdì santo, e pei defonti, nei lutto, e si adopera nel tempo dei
quali tempi si prosegue ad usare il digiuni, e nelle memorie dei mor-
nero), in seguito per significare la ti. Anticamente veniva da quella
afflizione e l'astinenza s' introdusse chiesa usato anche nel Natale; ma
il colore violaceo, che da principio dice il Bergier, che i greci moder-
s' incominciò ad usare nella festa ni non curano molto la distinzione
dei santi Innocenti, affine di com- de' colori, al paro degli altri orien-
passionare la loro strage ; si ado- tali, né per riguardo ai colori de-

pera anche nella quarta domenica gli apparati ecclesiastici ,


gli stessi
di quaresima detta Laetare, e nella armeni hanno una distinzione e-
terza dell'avvento detta G«»c?efójper- satta come i latini, ma soltanto
i:hè ambedue sono domeniche di asti- per le feste principali, come per e-
nenza. Tuttavia in queste due dome- sempio pel s. Natale, per la Pasqua
niche, particolarmente nella Cappella di risurrezione ec. , in cui si ser-
Pontificia, si usa il color rosaceo, o di vono del color bianco, per la Pen-
rose secche. Di poi si ampliò tal colore tecoste del colore rosso, e pei de-
prò peccatis et dcfunctis, come di- fonli del color nero, o paonazzo.
ce lo stesso Innocenzo UT; e quin- Pure tanto essi che i greci, ed al-
di è rimasto l'uso di vestire di co- tri orientali, trovandosi tra i latini,

lore violaceo i cadaveri de' vescovi, quando non glielo vieti il rito lo-
de' preti, e de' diaconi, come ha si ro, procurano di uniformarsi nei
dal cerimoniale, e rituale romano. colori alla Chiesa romana. Così fan-
Però il Papa, e i Cardinali diaco- no i vescovi di tali nazioni, che so-
ni, dopo morte, si vestono con pa- no in Roma per le sacre ordina-
ramenti di colore rosso. Pure va zioni, come si descrive all'articolo
qui avvertito, che i Cardinali dia- Cappelle Pontificie. Ai delti cin»
coni, dopo la loro morte sono ben- que colori della Chiesa romana,
sì vestiti co' paramenti sagri rossi; quella di Parigi aggiunse il colore
ma hanno la dalmatica di colore giallo, e cinericcio ; anzi in alcune
paonazzo dappoiché quando deb-
; diocesi si fa uso del colore azzurro
bono assumere paramenti di que- i nella festa della b. Vergine, ed inol-
sto colore, indossano la pianeta pie- tre ciascuna chiesa può avere i suoi
gata dinanzi. Finalmente il viola- usi particolari sulla scelta dei co-
ceo rimase appunto prò nffliclione, lori per la celebrazione degli uffizi;
COL COL II

e tali usi debbonsi eseguire quan- quaresima il Pontefice usa il pivia-


do si trovano introdotti. lerosso, e prima la cappa di saja
In Roma per esempio si adope- o velluto rosso foderata con pelli
ra il color bianco pei santi Ponte- di armellino, detta nel cerimoniale
fici, ma in vece a Parigi si usa il Manlum, Chlamìs, Cìdaniis rubea,
verde, e ad Autun il giallo. Nella come megho dicesi all' articolo
chiesa Ambrogiana, o di IMilano, si Cappa (fedi), ove pure si parla
usa il rosso, e non il bianco per delle pelli bianche, e grigie, ed al-
la festa della Circoncisione dei Si- tre fodere delle diverse cappe, non
gnore; nella quaresima usa quella che dei colori loro. Disapprova il

chiesail violaceo tutte le domeni- Giorgi tale colore rosso nel pivia-
che, meno quella ultima delle Pal- le, perchè non è secondo gli anti-
me, e si serve del nero anche nei chi riti della Chiesa romana, la
giorni feriali. Nella domenica delle quale nelle sagre funzioni conside-
Palme però, e in tutta la setti- rò sempre per segno di mestizia
mana santa usa il colore rosso, ec- non il colore l'osso usalo dai gre-
celluato il venerdì santo, in cui a- ci, ma il colore nero o paonazzo
doperasi il nero. Così nella festivi- nel piviale, giacché la cappa fu
tà del Corpus Domini, in luogo sempre rossa, dovendo prevalere al-
del bianco, fa essa uso del rosso ; l'esempio la ragione. Ciò egli sos-
e pei santi Innocenti adopera que- tiene ad onta che alcuni liturgici
st* ultimo colore, in vece del pao- dicano convenire al Papa il pivia-
nazzo. Il Giorgi disapprova che i le rosso, come per segno di singo-
Papi si seppelliscano coi sagri abiti lare prerogativa della propria di-
di colore rosso, e dice, che secondo gnità, colla mistica spiegazione, che
gli antichi rituali, dovrebbono esse» colla divisa rossa 5Ì allude al benefì-
re di colore nero, e ne fa a tal uo- cio della redenzione di Gesù Cri-
po la descrizione a p. 52, ricordan- sto, la cui persona è rappresentata
do quelli coi quali fu vestito Boni- dal sommo Pontefice. Con erudizio-
facio Vili, morto nel i3o3, cui si ne, e giusta critica lo stesso Gior-
può aggiugnere essersi rinvenuto il gi dice dovei'si adoperare il colore
cadavere di Adriano IV, morto nel verde ne' tempi prescritti, sì da!
I I 5g, adorno delle vesti pontifica- Papa, che da quelli, i quali cele»
li di colore nero. I soli martiri, brano privatamente^ o solcnnemen^
per decreto di s. Eutichiano Papa le la messa alla presenza di lui,
del 275, come si legge nel libro confutando quelli, che sono di un
pontificale, si dovevano seppellire col contrario parere. Così al capo Xll
Colobio (Fedi), di color di porpo- dice, che il piviale paonazzo si de-
ra, per significare il trionfo, che ve usare dal Papa sì nello scomu-
avevano riportato mor-
nella loro nicare, che neir assolvere, leggendo-
te. La Chiesa romana sempre si si nel cerimoniale pontificio, pel ri-
servì del colore rosso nelle feste to di fulminare solennemente la
dei santi martiri, ma non lo usò scomunica , il seguente ordine ,

mai nei giorni, a' quali fossero ap- » Ponlifex paratus amictu, stola,
propriati segni esterni di mestizia. « pluviali violaceo et mitra sim-
Il medesimo Giqi'gi dice, che im- 55 plici, assistentibus sibi duodecim
propriamente nell'avvento, e nella •-.
presbyteris superpelliceis indù-
1 7 COL COL
" tis, et tam ipso ,
quani presby- Ratioìuil. divin. Offic. lib. 3. pag.
j) teiis candelas aidentes in ma- 1 7.

" iiibus tenentibus , sedeat su- Per riguardo poi al colore rosa-
per faldislorium ante altare ma-
>5 ceo va qui avvertito, coli' autorità
» jus, aut alio loco publico, ubi dell'Amati, nelle note al Sestini,
» magis sibi placebit; et ibi prò- capo VI <\e\\' Abito Cardinalizio,
" lUMiciet, et proferat anathema die se nella terza domenica dell'av-
»-• lioc modo etc". Nel rito della as- vento, e nella quarta domenica di
soluzione solenne, lo scomunicato si quaresima cadesse 1' anniversario
deve presentare alla porta della della creazione, o coronazione dei
cliiesa »» coram Poulifìce, ipsum Pontefici viventi, o se vi fosse oc-
» absolvere volente: qui indutus casione di fare qualcbe pubblica al-
>j amictum, stolani et pluviale vio- legrezza, che riguardasse 1' utilità
>> laceum et mitram simplicem, se- della Chiesa di Dio ; o se nella
»> deal super faldislorium ante , quarta domenica di quaresima s'in-
" principalem portam ecclesiae si- contrasse la festa della ss. Annun-
« bi paratum ". f^. Domenico Gior- ziata, i Cardinali esser debbono
gi, Gli abili sa^ri del sommo Pon- vestiti di rosso, e non rosaceo, o
tf/icc paonazzi e neri in alcune di rose secche, ed in conseguenza i

solenni funzioni della Cìdesa, gin- paramenti sagri devono essere di


slificati coli' autorità degli antichi color bianco.
rituali, e degli scrittori liturgicij La regola poi, che si deve os-
Boma 1724. servare nel mutare i colori, è di
Cinque adunque sono i colori, farne menzione nei vesperi della
che usa la Chiesa romana sì nei sa- festa. Se i vesperi non sono interi,

gri paramenti degli ecclesiastici, che allora si usa quel colore che con-
ncgli addobbi ed ornamenti de'sagri viene all' ufìlcio di cui si dice il ca-
templi, e degli altari, come sareb- pitolo. Se l'uffizio, e la messa di-
bero i paliotti, i canopei, i drappi, scordano, il colore dell' altare deve
i damaschi ed i parati co' quali si seguire l' uffizio. Il colore quindi
addobbano le pareti, per distingue- delle vesti sacerdotali dev' essere
re gli uffizi, le messe, i diversi mis- conforme a quello della messa, la

teri, i tempi, e le feste. La deter- quale diversità suole succedere nel-


minazione de' cinque colori bianco, la feria terza delle rogazioni, e nel-
rosso, verde, violaceo, e nero oltre le vigilie Per la mes-
tra le ottave.
quella del rosaceo principalmente sa solenne che altresì il
bisogna,
per la Cappella Pontificia, cioè per canope o padiglione del ciborio, o
la quarta domenica di quaresima, e tabernacolo dell'altare, concordi col
per la terza dell'avvento, sì pel Papa colore dei paramenti della messa,
nel piviale, che pei Cardinali negli come prescrive il Gavanto, part. I,
abiti cardinalizi, e pei sagri ministri tit. XIX, rubr. 6.

ne'paramenti, non che nel paliolto 11 colore bianco è pei misteri di


dell'altare, e drappo su cui si posa Gesù Cristo, meno il venerdì santo,
la Rosa d'oro, rimonta al secolo per le feste della b. Vergine, per quel-
XIH, perchè Durando, che morì le dei confessori, delle vergini, di tutti

nel fif)6, ne parla come di una i santi, e di tutte le sante, che non
cosa conosciuta da tutti, nel suo solfrirono il martirio. 11 colore bian-
COL COL i3

co pertanto si usa dai vesperi del- quale colore pur si adopera nella
la vigilia di Natale sino all' ottava messa prò sponso et sponsa.
dell' Epifania vicbisU'e, eccettuate le colore rosso è per la solenni-
11

feste de' martiri, che cadono tra la tà della Pentecoste, ossia dello Spi-
ottava dei Natale ; si usa nella fe- rito Santo, pegli apostoli, eccellua-
ria V in Coena Domini., nel sab- tù s. Giovanni pel quale si adope-
bato santo nell' uffizio della messa, ra il bianco, e pei martiri. Si use»

e da quei giorno sino ai sabbato tal colore dalla vigilia delle Pen-
della vigilia delia Pentecoste a no- tecoste nella messa fino al sabba-
na neir uffizio de Tempore, fuorché to seguente, come sieno terminate
nella messa delle litanie, e nelle e nona, e la messa. Si usa ancora
rogazioni ; si usa ancora nella festa il rosso nelle feste della ss. Croce,
della ss. Trinità, in quella del Cor- della decollazione di s. Gio. Batti-
pus Domini, e della Trasfigurazio- sta, nel dì nalahzio de'principi de-
ne, nelle feste di Maria Vergine gli apostoli, eccettuata quella «li
(fuoi-chè nella lienedizione delle can- s. Gio. Evangelista, cioè nella fe-
dele, e nella processione, che si fa sta che cade dopo il santo Natale,
in detto giorno sagro alla di lei nella festa di s. Giovanni ante por-
purificazione), nella festività degli tani latinam, nella commemorazio-
angeli, nella natività di s. Gio. ne di s. Paolo apostolo, nelle feste

Battista, nel giorno di s. Gio. E- dei martiri, eccettuata quella dei

vangelista, nelle feste della cattedra, santi Innocenti, quando non viene
e del primo agosto, festa di s. Pie- in domenica, giacché in tal caso
tro ad Vincala : nella conversione adoperasi il colore rosso. Si usa di
di s. Paolo; nella festa degli O- esso pure nella festività delle sante
gnissanti, de' confessori pontefici, e vergini emarfiri, come delle martiri
non pontefici, e dei dottori ; in non vergini in tutte le ottave delle
;

quelle delle sante vergini non mar- mentovate feste, che portano l' ot-
tiri, e delle non vergini, e non tava e quando si fa l' uffizio di
,

martiri ; nella dedicazione, e consa- ottava; nelle domeniche che ven-


grazione della chiesa, e dell'altare ; gono fra le stesse ottave, come di-
nella consagrazione del sommo Pon- cemmo del colore bianco; nelle
tefice, nell'anniversario di sua crea- messe altresì delle suddette festi-

zione, e coronazione, e nell' anni- vità,nonché nella messa prò eli-

versario della elezione, e consagra- gendo sunimo Pontifice.


zione del vescovo. Egualmente si li verde é colore proprio, che si
usa in tutte le ottave delle nomi- adopera dall'ottava dell'Epifania,
nate feste dove abbiano ottave, e sino alla settuagesima, e dall'otta-
quando messa dell'ot-
celebrasi la va della Pentecoste sino all'avven-
tava, e nelle domeniche che s' in- to esclusivamente nell'uffizio de tem-
conti-ano fra di esse, allorquando si pore, eccettuata la domenica della
faccia l'uffizio della domenica, meno ss. Trinità come sopra, ed eziandio
però quelle domeniche, in cui è sta- eccettuate le domeniche fra l'otta-
bilito il colore violaceo, e finalmen- va, nelle quali si visa il colore del-
te nelle messe votive delle suddette le ottave, ed eccettuate ancora le
festività, in qualunque tempo si vigilie, e le quattro tempora, co-
dicano, deve usarsi il bianco, il me diremo qui appresso.
i4 COL COL
Il colore violaceo, o paonazzo, si Le stoffe d'oro, e d'argento quan-
usa nella prima domenica dell'av- do interamente ricuoprono il fondo
vento dai primi vespeii sino alla vigi- s'impiegano per tutti i colori, e in
lia della messa del santo Natale inclu- tutte le solennità; altrettanto dica-
sn'e, e dalla settnagesima sino al si che contengono
di quelle stoffe,
sabhato santo prima della messa nel tessuto i cinque colori bianco,
ìnclusiK'e ; nell'uffizio de tempore, rosso, verde, paonazzo, e nero, le
eccettuata la feria V in Coena Do- quali però si adoperano in qualche
mini, in cui si usa il bianco, la oratorio, o cappella privata, o in
feria VI
Parasceve, in cui si a-
iti alcuna chiesa suburbana. Il p. Quar-
dopera il nero, e la benedizione ti dice, che l'oro ha in sé un lu-
del cereo pasquale nel sabbato san- cido, il quale rassomiglia al bianco,
to, in cui il diacono soltanto, che
ed un che d'igneo, che si avvicina
canta V Exidtet, usa il bianco, e al rosso; quindi conchiude, che ec-
terminato il canto si veste di pao- cettuato il paonazzo e il nero ,
nazzo come prima. Egualmente si a tutti gli altri colori l'oro può
usa del violaceo nella vigilia di equivalere. Si loda però che l' o-
Pentecoste avanti la messa nelle ; ro serva di ornamento agli abbi-
quattro tempora, e nelle vigilie in gliamenti , e ai drappi assegna-
cui si digiuna, eccettuata però la ti a notare l'afflizione e il dolore,
vigilia, tempora
e le quattro della come paonazzo e il nero, purché
il

Pentecoste; nella messa delle lita- la maggior parte di questi coloi'i


nie, nel giorno di s. Marco evan- resti invariabile. Che se pel lun-
gelista, e delle rogazioni, e nelle go uso di tali paramenti, i fili d'o-
processioni che hanno luogo in quei ro vengano per la massima parte
giorni; nella festa de' santi Innocenti, a disperdersi, ed a consumarsi, ri-
quando, come dicemmo, non cada di manendo la sola seta in color gial-
domenica; nella benedizione delle lo, che a quelli serviva come di ap-
candele nel d\ sagro alla Purificazio- poggio e di fondamento, non sono
ne della b. Vergine, nella benedi- allora più capaci simili paramenti
zione SI delle ceneri che delle pal- di essere né all'uno, né all'altro
me, e generalmente in tutte le pro- colore attribuiti. Va qui però av-
cessioni , eccettuate quelle del ss. vertito, che avendo la Chiesa non
Sagramento, le quali si fanno nei senza mistero stabilito nella celebra-
giorni più solenni, o prò gratia- zione degli augusti suoi riti la va-
rum actione; nelle messe di pas- rietà de'sagri paramenti, e dei co-
sione, prò quacumque necessitale j lori di essi, per distinguere un
prò peccatis; ad tollendutn schis- coloi-e dall' altro, fa duopo stare
ma ; conlra paganos; tempore bel- al principal del drappo o stoffa,
li j prò pace; prò vitanda morta- che forma il fondo del paramento,
lità te; prò iter agentibus j e final- e non ai ricami, ai disegni, ai fio-
mente nella messa prò injlrmis. ri, ed agli abbellimenti, i quali per
Il colore nero si usa nella feria quanto sovrabbondino non possono
VI in Parasceve, e in tutti gli uf- definire un colore, differente da
fizi, e le messe dei defunti. F. quello del fondo; quindi per esem-
Rubr. Miss. Roman., parte I, tit. pio una pianeta in fondo bianco
XVIII. ricca di ornati di colore rosso, non
COL COL i5

può servire che pilmo colore,


pel ne qualche vaghezza dell' origina-
e non mai pel secondo. Similmente rio della rosa; ma alquanto mor-
in que* paramenti, che sono a più tidcato, e meno vivace. Il rosaceo
colori in tessuti, si deve attendere a si considera un colore tra la por-
quello che prevale, meno i casi sum- pora, e il colore violaceo o violet-
mentovati per mancanza di modi ta, e si adopera, come dicemmo,
a poter sostenere le occorrenti spe- nella quarta domenica di quaresi-
se per farli diversamente. ma, e nella terza dell'avvento. A-
Si deve pure avvertire, che i de- nalogo alla prima si crede proprio
creti della sagra congregazione dei per quanto si legge nell'introito,
riti prescrivono, che ciascun sacer- e nell'evangelo della messa, e per-
dote, tanto secolare quanto regola- ciò qual sollievo ed allegrezza dai
re, celebrando la messa debba sì digiuni, e dalle penitenze del corso
per la solennità, sì pel colore de'pa- della quaresima, e qual preparazio-
ramenti seguire la rubrica prescrit- ne al colore più giulivo e solenne
ta nella chiesa ove celebra, ancor- della prossima solennità pasquale,
ché l'ufficio particolare del sacerdo- avendo la rosa tre singolari pro-
te stesso non si conformasse a quel- prietà l'odore, il colore, e il sapo-
io della chiesa. Così ancora quan- re, equivalenti alla carità, alla gio-
do si celebra la messa in mi alta- condità ed alla spirituale sazietà,
re ove sia esposto il ss. Sagiamen- figura di Gesù Cristo vero fiore del
to, sia in domenica piivilegiata o campo. Vuoisi ancora derivato nel-
altra festa, dovranno usarsi para- la quarta domenica di quaresima
menti di color proprio alla festa il colore di rosa secca, dalla Rosa
del santo corrente, e non già esclu- d'oro [Pedi), che si benedice dal
sivamente il colore bianco proprio Papa con quella bella, misteriosa,
della solennità del ss. Sagramento, ed espressiva orazione, che ripor-
ed anche il violaceo se la festa tammo al voi. Vili, p. 276 del
del giorno lo richiede. Allorché poi Dizionario. Così nella terza dome-
in alcuna chiesa per concorso di nica dell'avvento col colore di ro-
popolo, per particolare indulgenza se secche, intende la Chiesa prepa-
concessa o altra solennità si cantas- rarsi ad altra solenne festa, ma
se lamessa di santo particolare, ed con minori dimostrazioni, in espet-
ancorché vi fosse esposto il ss. Sa- tazione della venuta del Salvatore
gramento, nelle messe private si annunziato dai profeti con sospiri,
useranno parimenti di coloi-i pro- e desideri ardentissimi. Si conchiu-
pri al santo del giorno corrente, ed de, coH'autorità de' liturgici, che
anche il violaceo se occorra, per il colore rosaceo è porpora di tin-
nulla avendo riguardo al colore che ta più leggera, non tinta due vol-
si usa nella messa solenne. te, cioè porpora vio-
una specie di
Per ciò poi che riguarda il colore lacea, come si espresse il detto Ot-
rosaceo, o di rose secche, ci permette- tavio Ferrano. P^. il Bonanni, Ge-
remo di aggiungere a quanto su di rarchia ecclesiastica p. 343 e 347,
esso abbiamo detto, il seguente cen- sui diversi colori usati dalla Chiesa.
no. Il colore di rosa secca viene chia- Sui colori dei paramenti eccle-
oiato dai greci Xerampelino , e da siastici, su quelli degli ornamenti
alli'i ZaloUno. Questo colore ritie- dell'altai'e, e de' sagri templi, oltre
i6 COL COL
gli articoli relativi, e principalmen- dezza, il prlncipalissimo edifizio del-
te quelli delle Cappelle Pontificie l'antica architettura, la piìi vasta
e Cardiivalizie, Paramenti sagri ec. mole, che l'edacità del tempo, e la
viiiuio consultati Carlo
Bartolom- ferocia de' barbari non seppero in-
nieo Piazza, Iride sagra spiegata teramente distruggere anzi tutti gli
;
nei colori degli abiti ecclesiastici, archeologi dicono essere la più
Roma 1682. In essa al capo V sontuosa delle antiche fabbriche
dice , Che l' uso , e la diversità giunte sino a noi. Questo por-
prescritta dei colori appartiene ai tento di romana magnilìcenza, che
sagri riti, e non puossi trasgredire nelle stesse sue rovine reca singoiar
senza grai'e colpa. AI capo VI tratta: lustro alla odierna Roma, e desta
che tanto la Chiesa trionfante, (filanto in tutti sorpresa ed ammirazione,
la militante si diletta della varietà descritto e illustrato da molti e
dei colori: quella rappresentata nel- gravi scrittori, fu confrontato colle
le gemme, questa ne'fiori. Ed al meraviglie del mondo antico da Mar-
<;apo XXXIV asserisce: essere contro ziale,che nell'epig. I de Spect. non
la mente de' sagri canoni l'uso degli dubitò di asserire :

apparali ecclesiastici di colore ambi-


guo, e diverso. P\G\o. Gasparo Krau- O/nnis caesareo cedat labor am-
sen, Dissertatio de colore sacro spe- phitheatro ;
ci a tim vestitus sacerdotalis,
Wittem- Unum prò cunctis faina loqua-
l)crgae r
707; Claudio Villette, del- tur opus.
le ragioni dell'uffìzio e delle ceri-
monie della Chiesa Romana, Pari- Nel luogo dov'è ora il grandioso
gi 161 I. Sono pure a vedersi il anfiteatro fu già un mercato o em-
padre Carlo Guiet^ gesuita^ della porio, che l'imperatore Nerone occu-
fTeortologia libro III, capo XXIX; pò per farne parte del suo palazzo, o
Bouffuillotj Liturgia sacra, pag. 96; casa aurea, e dove costruì uno sta-
Diclich, Dizionario sacro-liturgico; gno a foggia di lago ; laonde fu detto
Gavanto, Delle cerimonie ecclesia- Stagnum Neronis. V. Nardi ni Ro-
stiche, colle
Addizioni del p. Merati, ma antica, pag. 3. Avendo Au-
p- 36, e seg. Pel colore delle gem- gusto immaginato di fondare un
me degli anelli degli ecclesiastici, anfiteatro nella parte centrale di
P. l'articolo Anelli, e pel colore Roma, posciaimperatore Fla-
1'

degli abiti sagri de' greci, Balsamo- vio Vespasiano ne mandò ad ef-
ne nella sua Collezione de' canoni, fetto r idea nel sito da Nero-
e il Macri, Notizie de'' vocaboli ec- ne ridotto a lago e dove alcuni ,

clesiastici alla voce Saccus (veste aggiungono un giardino. Si servì


sagra usata dalla chiesa greca), do- Flavio per architetto (almeno se-
ve tratta dei colori bianco, e ros- condo la più comune opinione) di
so, adoperati dai greci. Gaudenzio cristiano altri però ne ;

COLOSSEO o COLISEO m danno il merito ad un tal Rabirio.


Roma, ovvero Anfiteatro di Flavio L'edifizio fu incominciato nel pen-
l'espasiano. Questo anfiteatro, vol- ultimo anno della vita di Vespa-
garmente detto dall'ottavo secolo siano, che gì' impose il suo nome
Colosseo, si considera pel piìi ce- di Flavio, ma per aver tolto dal
lebre monumento della romana gran- vestibolo della casa di Nerone il
COL COL 17
celebre o statua colossale
colosso, combattimenti di fiere, le quali
marmorea di quell' imperatore che in numero di cinquemila compar-
poi Adriano eresse innanzi all' an- vero suir arena, e furono tutte uc-
titeatro, "verso il tempo suindicato cise, come raccontano gli storici.

la denominazione di Colosseo dal Ricorderemo qui, che presso i 1*0-

colosso ,
prevalse al suo vero no- mani le dedicazioni venivano cele-
me di anfiteatro Flavio. Alcuni ar- brate a seconda dell' edifizio. I tea-
clieologi asseriscono, che il nome tri si dedicavano con un dramma;
di Colosseo derivasse piuttosto al i circhi colla corsa delle carrette ;

monumento sua grandiosa


dalla le naumachie coi combattimenti na-
costruzione, portentosa ed eccelsa vali ; e gli anfiteatri coi giuochi e
altezza, come si esprimono il Maz- lotte dei gladiatori, e colla caccia
zocchi, e il Cassio. Il Borghi ni di- di fiere. Alla splendidissima dedi-
ce, che suo tempo gli anfiteatri,
al cazione fatta da Tito dell'anfiteatro,
forse da questo famoso, chiamavan- ed ai giuochi sontuosi allora cele-
si Cidisei, con voce alquanto corrot- brati alludono due medaglie, che si

ta da Colossei. Si racconta die l'e- vogliono fatte coniare dal di lui fra-
difizio fu terminato in soli cinque tello Domiziano, le quali portano
anni, colla spesa di dieci milioni ambedue nel diritto la figura di
di scudi, avendoci lavorato dodici- Tito, e nel rovescio il prospetto
mila giudei fatti schiavi da Vespa- dell' anfiteatro, che mostra a sini-
siano, e dal suo figlio Tito nella stra avere avuto la Meta sudante
guerra giudaica, in cui fu presa di cui si parlerà, a destra un por-
Gerusalemme. Tali trionfi furono tico a doppio ordine di colonne, il

anzi celebrati col vicino arco di Ti- cui prospetto corrisponde alla par-
to in capo alla via sacra. Cassio- te dell edifizio rivolta al monte
doro. Parlar, lib. V, Epist. XLII, Celio, ed il cui arco prossimo al
attribuisce tutta la gloria e tutta centrale primo ordine esterno
del
la spesa di questo edificio a Tito, portava il numero I. Finalmente
dicendo che vi versò un fiume di 1' imperatore
Domiziano diede com-
ricchezze. Barthelemy, e il p. Jac- pimento all' edifizio, e se Vespasia-
quier formando un calcolo della no portò la cavea fino ad un cer-
spesa stabilirono, che il solo muro to numero di gradini, e se Tito la
esterno costerebbe diciassette milio- innalzò sino ai superiori, Domizia-
ni di franchi. Da ciò si può rile- no la compì portando l' anfiteatro
vare quanto sarà costato tutto in- fino agli scudi, cioè a quegli orna-
tero r edilìzio, con tutti gli orna- menti rotondi che coronavano la
menti, senza nominare le spese per cornice estrema dell' anfiteatro, for-
la celebrazione dei sorprendenti, e mando così una specie di merlatu-
sontuosissimi spettacoli. ra, come si vede dalle medaglie. E
Dopo morte di
la Vespasiano, magnifici spettacoli vi pure
diede
fu continuata la gran flibbrica da Domiziano, fra i quali un combat-
Tito imperatore, e nelT anno 80 timento navale.
dell'era nostra fu dedicata solenne- Trajano probabilmente portò l'a-
mente alla memoria del suo au- rena al piano attuale, reggendola
gusto genitore Vespasiano, con son- sopi"a costruzioni. Altri grandiosi
tuosissimi giuochi di gladiatori, e giuochi vi diede Adriano nell'anni-
VOL. XV. 2

w
wo^>wr\mh, m> ,
i8 COL COL
sua nascita, ne'quali cad-
versai'io di condannati all' estremo supplizio, gli
dero cento leoni ed altrettante leo- schiavi, i prigionieri di guerra, ed
nesse, e in sei giorni furono uccise i cristiani in odio della fede, come
mille belve. Avendo l'edificio soffer- poi si dirà. Tanta crudeltà veniva
to in un incendio, Antonino Pio vi scusata dalla passione del popolo
operò de' restauri ; mentre per Mar- romano pegli spettacoli, e per ispi-
co Aurelio successore di lui, grandi rai-e negli animi degli spettatori ta-
feste solennizzarono le sue vittorie le coraggio, che li facesse sostenere
sui Marcomanni. I giuochi quivi nelle guerrequalunque attacco, sen-
fatti non salirono in tanta fama za provarne timore o spavento.
quanto quelli dispendiosi di Com- Anche Alessandro Severo fece
modo, che andando perduto pegli celel)rare nell'anfiteatro solenni spet-
spettacoli volle combattervi qual tacoli, e con maggior frequenza il

gladiatore, e giostrò colie stesse fie- fece Caracalla, lasciandovi la vita


re ; anzi a maggior comodo e sicu- il celebre gladiatore Batone. Nel
rezza, aprì un passaggio sotterraneo breve impero di Macrino, verso l'an-
per pervenire sul podio al suggesto no 217, siccome molte parti che
imperiale, ove fu una volta inutil- cosfi lui vano l'edifizio, massime quel-
mente assalito dall' ardito Quinzia- la superiore della cavea, erano di
no. T^. Ossci'K'azioni sull'arena e legno, così a'^S agosto percosso ve-
sul podio deir aiìfueatro Flavio^ fat- nendo lanfiteatro da un fulmine fu
te dal cav. Pietro Bianchi archi- arso da cima a fondo, rimanendo
tetto, illustrate e difese dal profes- consumati dal fuoco tutto il recia-
sore Lorenzo Re, che sono ripor- to superiore, e tutti i gradini alfin-
tate nel tom. I, parte II, p. i25 torno, nulla valendo ad arrestar-
delle Dissertazioni deW Accad. Rom. ne r incendio 1' acqua pluviale che
di Archeologia. Dice il Panciroli, in gran copia cadeva, e quella por-
Tesori nascosti p. 270, che l'edifi- tatavi da tutta Roma. 11 perchè ri-
zio si chiamò ancora arena, perchè manendo inservibile, lo spettacolo
nel mezzo era tutto sparso di alta de' gladiatori fu dato per molti an-
arena, sì perchè i gladiatori nel fare ni nel circo. In seguito le parti con-
alla lottaungendosi le carni, le potes- sumate dal fuoco furono rifatte di
sero coU'arena imbrattare, acciò non materiali solidi, da potere impedi-
fossero tanto sdrucciole, ed anco per- re altri incendi di conseguenza. Il

chè i gladiatori feriti, nascondendo primo a restaurarlo fu Eliogabalo,


coir arena il proprio sangue, più ma continuò e compì il lavoro A-
coraggiosi seguissero l' incominciata lessandro Severo, per cui furono
pugna. Quindi aggiugne, che in coniate medaglie colla sua effigie,

apposite stanze intorno all' edifizio e coir anfiteatro con combattenti e


si mantenevano orsi, tigri, leoni, giuochi di gladiatori, il che accad-
ed altre fìerCj oltre quelle che si de verso l'anno 22 3. Nel rovescio
custodivano nel vivajo fuori delle di una medaglia di Gordiano III,
porte di s. Agnese, e di s. Loren- si vede l' anfiteatro avente a sini-
zo. Uscendo le fiere nell' arena, i stra la IMeta sudante, il colosso di
combattenti le affrontavano, e ri- Nerone, e a destra legato colla fab-
portavano copiosi premi nell' ucci- brica una specie di portichetto ar-
derle. Talvolta vi furono esposti i cuato sostenuto da colonne ed or-
COL COL 19
nato di un tiinpaiio, che cuopre moto aveva danneggiato l' anfitea-
una statua. mezzo poi all'arena
In tro, che fu ristorato da Rufo Ceci-
vedesi un toro alle prese con un na prefetto di Roma, il quale ri-
elefante. E noto quanto Gordiano fece di nuovo il piano dell'arena,
amasse avere molte belve, che poi il podio, e le porte posteriori, e ri-
correndo l'anno 248, furono con- stabilì i gradini. Neil' anno 5o8,
sumate dal successore Filippo nei essendosi rovinato il podio, e spro-
giuochi secolari , e con caccie son- fondata l'arena per un altro for-
tuose. tissimo terremoto, cagionato da un
JNeir Decio Mario Ve-
impero di vulcano, Decio JMario, altro prefet-
nanzio Basilio, l'anno 260,
vei'so to di Roma, accorse a riparare i

soggiacque 1' anfiteatro con lieve suo danni.


danno ad altro incendio, che fu su- Divenuto re d'Italia il goto
bito riparato; indi anche Probovi Teodorico, nel Sig per avere as-
diede magnifiche caccie per celebra- sunto il consolato Eutarico Cillico
re nel 281 il suo trionfo. In una genero di lui, furono nell'anfiteatro
sola volta fece uscire cento leoni celebrati splendidissimi giuochi, con
giubba li, che co' loro ruggiti fecero caccie di belve fatte venire dall'A-
rimbombare orrendamente la ca- frica. Tali giuochi rinnovaronsi nel
vea, e che poi furono tutti uccisi. 52 3 neir assumere il consolato A-
àSegui la caccia di cento leopardi nicio Massimo. Insorsero dipoi le
africani, e di altrettanti siriaci, di ostilità tra i goti e i greci, nel
cento leonesse, di trecento orsi ; di- qual tempo Roma soggiacque a
poi comparvero trecento paja di gla- gravissimi danni, per cui sembra
diatori, ed il combattimento fu for- probabile quanto asserisce Ridolfi-
mato dai prigionieri portati a Ro- no Venuti Roma moderna t. I, p.
ma. Numeriano ed altri vi diedero 4 5 chede'barbari principiasse
l'ira
giuochi magnifici ; ma furono abo- a guastare in parte una mole così
litiper sempre dall'imperatore O- ammirabile, anche per l' avidità di
norio cristiano i combattimenti dei levarne i metalli che la compone-
gladiatori nel 4^3, giacché Pruden- vano. Fu Teodorico il primo, che
zio avea esortato l'imperatore Teo- concesse i sassi dell'edifizio per uso
dosio di lui genitore a non permet- di altre fabbriche ; ed il Cancellieri
tere più tali fei'oci combattimenti a 97 de' Possessi, aggiugne, che
p.
contrari alla morale, e alla religio- ilpopolo romano chiese licenza a
ne cristiana, onde s. Almachio fu Teodorico di ristorare le mura del-
r ultimo martire, che ivi perisse per la città, colle pietre de'gradini, che
avere innanzi ad Alipio prefetto di si tiovavano smosse dall'anfiteatro. II
Rom.a, invitato i gladiatori a cessare Platina, nella vita del Pontefice s.

una da tal carnificina. Ma


volta Gregorio I Sqo, nel di-
eletto nel
sebbene Onorio rigorosamente proi- fenderlo dalla calunnia, che in odio
bisse la continuazione de' combatti- del culto de'paganì e gentili i-ovinas-
menti de' gladiatori, le caccie e gli se, molti antichi edifizi, dice ch'egli
spettacoli delle bestie feroci conti- in vece siccome romano amava te-
nuarono almeno sino a Giustiniano neramente Roma, e il suo lustro.
I ne' primi del VI secolo. Già ver- Tuttavolta il venerabile Reda, il

so l'anno 44*2 w" tremendo terre- quale fiori nell'ottavo secolo, in ColU
20 COL COL
chiaramente indica col
de. Bell. e. Ili, covro nel Colosseo presso i Fran-
noto vaticinio, che allora il monu- gipani suoi amici. Inutilmente il

mento era ancora intero, esprimendo- falso Papa colla sua numerosa fa-
«ii:Quamdin stahit Coliseus ,stabil et zione assaltò il Colosseo ; il perchè
Roma: quando cadct Coliseus cadet tutto furente andò a depredare la

et Roma: quando cadet Roma, ca- basilica Vaticana, il patriarchio di s.

det et mundus. Ecco la prima vol- Maria Maggiore, ed altre chiese di


ta, che r anfiteatro Flavio viene R.oma, servendosi delle ricchezze
chiamato Coliseus, e si deve cre- usurpate corrompere i roma-
per
dere con più ragione-, che il fosse ni a sostenerlo, per cui Innocenzo
dalla colossale sua mole, che dal II passò in Francia. Ritornato in
colosso di Nerone, il quale a'tem- Roma, dopo la morte di Anacleto
pi di Beda non più esisteva. Sembra IIj vide con suo dolore nel i i^'x
adunque, che sino a questi tempi le ripristinare il senato romano, e la

invasioni di Alarico, GensericOj ed repubblica, che occupò il Colosseo,


Odoacre l' avessero risparmiato, e e tutte le altre fortezze e torri dei
che piuttosto dai fieri terremoti Frangipani, siccome avversi al go-
del 789, e 780, e dalla barbarie verno popolare. V. Agnello Ana-
de'secoli seguenti ripetesse Tedifi- stasio, Ist. degli Antipapi, tom. II.
zio la sua rovina. Nel declinare poi p. 35.
del secolo XI incontrò la sorte di Ricuperato dai Frangipani il Co-
altre grandi fiìbbriche dell'antica losseo, sappiamo che il gran Pon-
Roma, e per la sua forma e soli- tefice Alessandro 111, Bandinelli,
dità, fu ridotto a dover essere for- nello scisma de' quattro antipapi,
tezza feudale di varie famiglie no- sostenuti dall'imperatore Federico I,

bili, e potenti, che ne'successivi se- mentre era pseudo- Pontefice Pa-
coli turbarono la pubblica tranquil- squale IH, dal patriarchio latera-
lità, e mantennero accesa la discor- nense ove abitava, nel 1166 per
dia civile. Non va qui taciuto, che insidie tesegli dall'esercito dell'im-
i portici contigui al Colosseo, nel- peratore, co'suoi fratelli, e famiglie
l'anno io85, furono rovinati da si rifugiò nelle sicure case de' Fran-
Roberto Guiscardo duce de'norman- gipani, presso s. Maria Nuova, cioè
ni, recatosi in Roma per liberare nella torre Cancelleria o Carlula-
il Papa s. Greg'orio VII, assediato ria, di contro all'arco di Tito, e nel
dall'imperatore Enrico IV, in Ca- Colosseo. Ivi teneva le congregazio-
stel s. Angelo. ni, i concistori, trattava le eause,
Nell'anno i i3o, il Colosseo, come ed emanava i pontificii ordini: fin-
una rooca difesa, era già in pote- ché dopo di avere scomunicato Fe-
re della celebre famiglia Frangipa- derico I, nell'agosto 1167 partì di
ni, della quale il Cancellieri dà eru- Roma per maggiore sicurezza, nel-
dite notizie a p. 348 de' suoi Pos- le due galere, che con armati gli

sessi. Pertanto venendo a' i5 feb- avea mandate sul Tevere il re di


braio eletto Pontefice Innocenzo li, Sicilia Guglielmo^ come raccontano
insorse contro di lui l'antipapa Ana- il nominato Agnello Anastasio t. II.

cleto li assai potente, quel Pontefice p. 73, e 74, il Baronio, ed il Pagi


insieme co'suoi fratelli Guidoni-Pa- all'anno i 167.

pareschi, nobili di Trastevere, si ri- A quell'epoca l'edifìzio del Colos-


COL COL 21
seo dava nome ad una delle con- Ne! tempo che i Frangipani do-
trade di Roma, della quale i Fran- minarono l'edifizio, questo fu as-
gipani erano i capitani, ed i cui sai malmenato, e tra i danni cui
bandonarii, o handerarii precede- ricevette si vogliono, forse di pre-
vano colle insegne il Papa nelle so- ferenza accenna-
alle altre cagioni
lennità, massime nel dì della in- te di sopra, riconoscere quei buchi

coronazione, siccome si legge negli che con violenza si operarono per


Ordini Romani. I medesimi ban- trarne il ferro, il piombo, e il bron-
donari , così detti dalle bandiere zo de'perni, i quali legavano tra
che usavano, erano la guarnigione di loro i massi, ciocché altri at-
del Colosseo. Dipoi nel termine del tribuiscono, come dicemmo, ai bar-
d Innocenzo III, Conti, e
pontificato bari, ed altri in parte alle botte-
circa i^iB il nipote di lui
l'anno ghe di legno indossate ai pilastri
Pietro Annibaldi, d'una delle pri- antichi allorché l' anfiteatro volle
marie famiglie romane, quale emu- convertirsi in mercato, locché non si

la della Frangipane, volle costrui- deve credere.


re una torre nelle vicinanze del Verso i principii del secolo XIV
Colosseo, per poi attaccarlo, e ren- nuovamente il Colosseo tornò in
dersene signore: ma i Frangipani, potere degli Annibaldeschi, finché,
e Giacomo capo della famiglia con recatosi in Roma, nel i3i2, Enri-
tutto il loro potere sì dallo stesso co VII per ricevervi la corona im-
Colosseo che dalla torre della ve- periale dai legati spediti da Avi-
dova Naione Frangipane, ne im-
di gnone dal Papa Clemente V, co-
pedirono r esecuzione Tuttavolta, . strinse Annibaldo a rendere i pa-
profittando Annibaldi delle gra-
gli lazzi e le fortificazioni delle milizie,
vi differenze tra Federico II, e il non che la torre di s. Marco, ed
Papa Gregorio IX, e facendosi for- il Colosseo di cui era possessore.
ti per Riccardo Annibaldeschi del- I legati posero sotto la giurisdizio-

la Molara, fatto nel laSy Cardi- ne del popolo romano il Colosseo,


nale^ ottennero che l'imperatore ob- che di nuovo fu destinato ai pub-
bligasse Arrigo, e Giacomo Fran- blici spettacoli. Difatti si ha che
gipani a giuramen-
ceder con nel i332 ai 3 settembre vi fu fatta
to la metà del Colosseo, col palaz- una giostra^ sebbene fosse in par-
zo contiguo. Ma, divenuto Pontefi- te l'ovinato, e ne mancassero i se-
ce Innocenzo IV, Fieschi, nel ii/\.Z dili, per cui si fecero palchi di le-
ottennero da lui i Frangipa-
detti gno per le dame da una parte,
ni padre e figlio l'annullamento del occupando l'altra le donne artigia-
trattato, perchè essi non potevano ne; un' egual distinzione si usò an-
disporre del luogo come feudatarii cora cogli uomini. Questa famosa
del sovrano Pontefice; laonde con giostra^ o torneo, riuscì quanto ce-
breve de' 1 8 marzo 12^^, Innocen- lebre altrettanto funesta, perchè mo-
zo IV, per impedire che il Colos- rirono diciotto giostratori, giovani
seo non cadesse a danno di Ro- nobili; e nove feriti dai tori, dei
ma nelle mani di Federico II, e quali rimasero morti undici Ai .

de'Ternesi suoi seguaci, formalmen- giostratori si fece grande onore, e


te dichiarò essere questo di domi- si tumularono nelle basiliche late-
nio diretto della Santa Sede. ranense, e liberiana. Questa giostra
22 COL COL
Tiene descritta dal Marangoni, dal gio, che il Colosseo trovavasi nella
Muratori, nel t.XII Rer. Jlal. Script., maggior parte distrutto al suolo per
e dal Bonet a p. 4^. istoltezza de' romani, ed a cagione
Nel terremoto, che afflisse Ro- dello scisma, che lacerò la Chiesa
ma 349, cadde una
nel settembre 1 Romana dal iSyS all'anno i4'7'
parte del Colosseo, per cui la sto- Mentre la vicina chiesa, e il mo-
ria non nomina più il Colosseo, nistero di s. Maria Nuova erano
né come fortezza, né come luogo divenuti proprietà de'monaci Olive-
di spettacoli; anzi nel i362 il ve- tani verso la metà del XV secolo,
scovo d'Orvieto, legato o vicario di il Colosseo venne con mura chiuso
Urbano V
in Roma, scrisse in Avi- coU'orto del monistero; ma avendo
gnone a quel Papa di aver trova- il popolo romano atterrate le mu-
to i soli Frangipani, i quali voles- ra, redilìzio tornò ad essere aperto
sero comperare pietre dello stesso al pubblico. Paolo li , eletto nel
Colosseo da lui poste in vendita. 1464, inipiegò i materiali delle par-
Si sa inoltre, che i capi delle di- ti cadute del Colosseo nella fabbri-

verse fazioni, le quali allora lace- ca del palazzo di s. Marco ( Vedi),


ravano la città, trattarono di divi- che divenne abitazione de' Papi. Il
dersi il Colosseo, per farne una ca- Cancellieri citato , a p. 3 i i , dice
va di pietre. In appresso, e nel che coi travertini del Colosseo Pao-
pontificato di Urbano VI, era già lo II abbellì ed ingrandì anche la
caduta la parte, che guarda i mon- chiesa di s. Marco contigua al pa-
ti Palatino e Celio, e nel i38i il lazzo, che nel secolo XIV si
e
senato romano ne cedette poi'zio- andavano a prendere liberamente
ne all'ospedale di s. Gio: Laterano gli scalini al Colosseo per erigere

ad Sancta Saiictoruin, il quale lo le case. Il Vasari poi nella vita di


ridusse a modo di ospedale sotto Giuliano da Majano, che fu l'archi-
il nome di ospedale di s. Giacomo tetto del palazzo di s. Marco, ora
ad Colosseum. Tale risoluzione del di Venezia , dice che una gran
senato romano si attribuisce dal quantità di travertini furono per
Bonet avvenimento del-
al funesto esso scavati da certe vigne vici -

la giostra summentovata del i332, ne all'arco di Costantino, le qua-


conoscendo ora mai i romani, che li venivano ad essere contrafforti ai
doveva venerarsi e rispettarsi un fondamenti del Colosseo, cioè da
luogo santificato dal sangue di tan- quella parte che oggi é rovinata,
ti martiri. La nobile compagnia del forse per avere allentato 1' edifizio
ss. Salvatore ad Sancta Sancloruni Altrettanto fece il Cardinal Raffae-
discacciò dal Colosseo i malviventi, le Sansoni Riario, nel fabbricare il

che vi si erano rifugiati e siccome : palazzo della Cancelleria, del qua-


ne aveva ricevuto una terza parte, le si parla al voi. VII, p. 192 del
chiuse con muri sei archi pegli am- Dizionario , coU'assenso dello zio Si-
malati verso la via, la quale con- sto IV; e lo stesso dipoi fecero i

duce al Laterano. Presso quel luo- Farnesi, nel secolo seguente per edi-
go aggiunge iì Bonet secondo al- , ficare il sontuoso palazzo Farnese
cuni, essere stato per un tempo {Fedi).
un monistero di monache. Nel pon- Da Paolo II a Giulio III nel ,

tificato di Martino V, scrisse il Pog- i55o, molte altre fabbriche di Ro-


COL COL 23
ma furono erette, ed abbellite in uso di abitazione, oppure nella con-
parte co'mateiiali del Colosseo, leg- tigua chiesa di s. Giacomo a'piedi
gendosi nel Bicci, Notìzia sulla fa- dello stesso Colosseo. Il medesimo

rniglia Boccapadidi _, p. i 32 , che Panciroli, a p. 269 de' Tesori na-


dei travertini del Colosseo s'impie- scosti, stampati nel 1600, parla
gai'ouo in parte nei palazzi del se- d'una chiesuola, detta l'oratorio del
natore, e conservatori di Roma. Nel- Gonfalone, esistente dentro il Co-
la vita poi del famoso Benvenuto losseo; e Ridolfino Venuti aggiun-
Cellini si legge al lib. II, e all'an- ge, che la cappella detta della Pie-
no i532; che il Colosseo era in tà, situata nell'anfiteatro, e principia-

tale stato di abbandono, che duran- ta colle limosine de' passeggieri, es-
te la notte serviva alle stregonerie, sendo poi passata all'arciconfraternita
e ad altre iniquità. D' altronde si del Gonfalone, fu da quella compa-
sa che dai primordi del secolo XVI gnia ristaurata ne' primi del secolo
nel Colosseo incominciò a rappre- XVIIIj ed essa vi pose un eremi-
sentarsi la storia de' patimenti di ta per custode. La lapide , che ri-
Gesù Cristo , in drammi sagri. A corda tali ristauri, porta la data
questa epoca appartiene la pianta del 1622.
di Gerusalemme, che si vede dipin- Solevano i Pontefici nel pren-
ta sulla parte interna dell'arco gran- dere con solenne cavalcata il pos-
de d'ingresso verso occidente. Ma sesso alla basilica lateranense, a-
di questa nuova destinazione del- scendere il Campidoglio, e poscia
l'arena, ci permetteremo il seguen- pel foro romano passai'e innanzi al
te cenno. Colosseo, mentre dall' arco di Tito
Attesta Girolamo Ferrucci, nelle sino all'anfiteatro spettava l'appara-
note alle Antichità di Roma di An- to della strada all' università degli
drea Fulvio, stampate in Venezia nel ebrei, e quindi proseguire per la
1 558
che fino al pontificato di
; via che conduce al Laterano. Ma
Paolo III furono recitate nel Colos- s. Pio V, nel possesso che prese
seo le lappresentazioni della passio- a'23 gennaio i566, volle passare
ne del Signore, di cui ancora si con tuttala cavalcata per mezzo del
parla dal Fontanini, Blog. Ital. p. Colosseo slesso ; e Sisto V ne rad-
498, dal Mazzuchelli t. IV, p. 97 3, drizzò la strada. Questo ultimo
e specialmente dal citato Mai'ango- magnanimo Pontefice, per sollievo
ni al § IX. Il Panciroli, ove trat- de'povcri voleva ridurre il Colosseo
ta della chiesa di s. Maria in cam- ad abitazione e stabilimento per
po Carico, congettura che fosse ap- l'arte della lana da mighorarsi in
pellata di Spoglia Cristo, perchè Roma trovandosi allora negletta ; ed

coloro che facevano tali rappresen- è perciò che ne commise il dise-


tazioni, venivano a deporre in es- gno al cav. Domenico Fontana ;
sa le vestimenta, colle quali le rap- cosicché, secondo il divisamento di
presentavano. Ma ciònon parve tal architetto, egli restituiva all'edi-
verosimile al dotto Marangoni per fìzio l'antica circonferenza con l'in-
la non piccola distanza del luogo, gresso di quattro porte, ed altrettante
e perchè potevano ciò fare con scale. Nel mezzo vi doveva essere una
maggior comodità, o ne'porlici del- fonte, e le loggie di fuori restava-
ì'anlileatro, già chiusi in parte ad no aperte per ugo de' lavoranti ;
24 COL COL
nelle altre si volevano adattare vendo rovinato tre archi del se-
stanze, e botteghe. Però quando già condo recinto dal lato del monte
si era principiato a spianare la ter- Celio, si trattava di vendere que' ira-
ra al di morì Sisto V nel
fuori, vertini al popolo romano, quando
iSgo, e l'impresa non ebbe piìi il Papa li assegnò pel detto porto,
effetto. V. Fontana, lib. II, Alni- In seguito il ven. p. Angelo Paoli
ìiefabbriche fatte in Roma da Si- carmelitano ottenne dallo stesso Cle-
sto V; e il p. Mabillon, Itinera- mente XI facoltà e soccorsi, perche
rio d'Italia num. 29.p. yG, il Colosseo non restasse alla profa-
Nel i644> sotto Urbano yill,narra nazione de' cattivi, dopo che tanti
il diarista Gigli, che nella notte se- santi martiri avevano versato
vi il

guente ai 21 maggio, rovinò una sangue; indi venendo consultati il

parte del Colosseo, cioè tre archi cav. Bernini, e il principe Giam-
e mezzo; e di que' soli materiali battista Pamphily, venne risoluto
si fece uso nell'edificare il palazzo di fare risarcire le mura cii'condan-
Barbeiini, e non di altri apposita- ti l'ediuzio, consagrarne 1'
arena, e
mente tolti con distruzione del- fabbricarvi una chiesa in onore dei
l'antico, come tuttora dai più er- santi martiri. Il cav. Carlo Fonta-
roneamente si va ripetendo. Nel na ne fece il disegno, e il Cardi-
pontificato di Clemente X, e nel nal Altieri incaricò Giacinto del
l'anno 1671, ritornò l' idea di da- Bufalo per l'esecuzione, che per
re nel Colosseo nuovamente gli spet- altro non ebbe luogo. Solo la città
tacoli, massime la caccia de'tori, e di Gerusalemme, ch'eravi dipinta,
già si erano ottenute le debite li- venne rinnovata, insieme alle mu-
cenze, quando alcune pie persone, ra, e collocate furono sopra ie por-
e principalmente il zelante p. d. te analoghe iscrizioni in onore dei
Carlo Tommasi teatino ricorrendo santi martiri le quali iscrizioni sono
;

al Papa, lo impedirono. La va- riportate dal Bonet nella sua Breve


stità dell'edifìzio non solo offriva notizia. Quelle che vi erano state
nascondigli a gente di mal affare, erette sotto Clemente X, nell'anno
ma di notte rendeva pericolosa la santo 167.5, si leggono nel Meno-
contrada ; il perchè Clemente XI /og/o del Piazza a p. 47^> 6 seguen-
fece chiudere gli archi esterni in- ti, dove parla dell' indulgenza con-
feriori, ed i corridori furono ri- cessa da Clemente alla piccola X
dotti a deposito di letame per ri- chiesa o cappella dentro il Colos-
cavarne il salnitro per la vicina seo, precipuamente per risvegliare
fabbrica delle polveri. Tali depo- venerazione all'insigne martire s.

siti però furono tolti 181 1.


nel Almachio, o Telemaco, come lo chia-
Es.sendo nel 1708 pel terremo- ma Teodoreto, che significa in gre-
to caduto un arco del secondo or- co fine della pugna, e che appun-
dine verso occidente, i travertini lo fu l'ultimo a spargere il sangue
di questo anfiteatro furono impie- nell'arena, come superiormente si
gali per la costruzione del porto disse.
di E^ipetta, insieme a quelli rinve- Gli altri martiri, che sappiamo
nuti nelle fondamenta delle case dei essere slati bersaglio, e pasto delle
Serlupi. Però si legge in Cancel- fiere in questo anfiteatro, sono i

lieri, p. 162 del Mercato, che a- ss. Taziana, Polito, Prisca, Marti-
COL COL i~>

na, Ignazio successore di s. Pietro trettanto era solito ripetere Cene-


nella chiesa di Antiocliin, Eleute- detto XIII. S. Ignazio ne fu divo-
rio, Restitulo, Vito, Sinfionio, Ab- tissimo, non meno che i ss. Filip-
don, e Sennen, Giulio senatore ro- po Neri, e Camillo de Lellis, tutti

mano, Eustachio, Alessandro, Gri- fondatori di Ordini religiosi, e che


santo, Gaudenzio creduto architet- esperimentarono gli effetti del pa-
to dello stesso anfiteatro, INIarino trocinio de' santi martiri. D.Fran-
ed altri innumerahili; oltre duecen- cesco Rovina Bonet, prima nel i
754,
to settanta invitti soldati cristiani, e poi nel 1796 pubblicò la Breve
stali colà saettati nel d'i primo e divota notizia della vita, marti-
marzo. rio, virtù e miracoli di alcuni san-
I primitivi cristiani, che fervo- ti delV anfiteatro Flavio volgarmen-
rosamente veneravano le memorie te detto il Colosseo, i noìni de' qua-
de' martiri, ebhero questo luogo in li ritrovansi registrati ne' martiro-
gran divozione, riguardandolo con logi, gravi ed approvali
e presso
occhio ben diverso dai gentili per autori. Del medesimo abbiamo di-
la sua mirabile struttura, e pei sin- versi pii esercizi da praticarsi nel-
golari suoi pregi. E siffatta divo- lo stesso anfiteatro. Racconta que-
zione pubblicamente manifestarono sto pio autore a p. 11, che non
appena cessate le persecuzioni, ed lungi dal Colosseo, ov'era la chie-
appena Costantino il Grande die- sa di s. Pantaleo ai monti ( di cui
de la pace alla Chiesa. Questo im- parla il Panciroli a p. 644 )> cioè
peratore nel 33 abob per tutto 1 dove prima esisteva il tempio della
1 impero gli spettacoli della carne dea Tellure, eretto da Tito Sem-
umana, locchè confermò nel SSy pronio, sovente i martiri erano dal
r imperatore Costanzo, e poi espres- senato esamiviali, e quindi condoni
samente il vietò in questo anfitea- al tempio del Sole presso il Colos-
tro Onorio, come si è detto di so- seo ; e ricusando essi di prestare
pra. Dal Bonet si apprende che , culto alle false divinità, erano il più
grande fu la venerazione di s. Gre- delle volte dai cacciatori delle fie-
gorio I per questo luogo a cagio- re crudelmente flagellati , e con-
ne delle migliaia de' martiri, i qua- dannati ad essere esposti, e nell'an-
li vi avevano sparso il sangue in fiteatro divorati dalle fiere, escla-
sostenimento della fede di Gesù Cri- mando i gentili: i Cristiani al
sto ; e che richioto da alcuni am- leone.
basciatori di qualche reliquia, pre- Ripieno di venerazione per un'a-
se un pugno di terra dell' anfitea- rena santificata dal sangue de'mar-
tro, e portata dentro un panno la tiri, il Pontefice Benedetto XIV,
diede loro. Né mostrando gli am- agli 8 febbraio 1 744; ^'^ce pubbli-
basciatori alcuna fiducia in quella care un editto da monsignor Simo-
terra, il santo spremette
panno, il netti governatore di Roma, col qua-
da cui uscì vivo sangue, con im- le fu rigorosamente proibita la pro-
menso stupore degli astanti. S. Pio fanazione del Colosseo anche per la
V soleva dire " che chi voleva re- crescente divozione de' fedeli verso
» liquie andasse a prendere la ter- di esso. Quindi mossi alcuni di voti
» ra del Colosseo, tutta impastata dalle prediche, che andava facendo
» del sangue de martiri". Ed al- per Roma il beato Leonardo da
26 COL COL
Porto I\TaurÌ7Ìo, religioso de' mino- uomini, e nella detta chiesa le don-
ri rifoiEuati del ritiro di s. Dona- ne, per poi processionalmente recar-
ventura alla polveriera, nel 1749 si al Colosseo per l'esercizio della
ad istanza di essi cooperò a stabi- Vìa Crucis, preceduta da una pre-
lire nel Colosseo il divoto esercizio dica d'un religioso del mentovato
della Via Crucis [Vedi), e volle sagro ritiro. Indi fu dichiarato che
fondata l'arciconfmlcrnita degli a- invece del vicegerente, un Cardi-
manti di Gesù Maria [Vedi), nel nale fosse sempre direttore del so-
convento di Bonaventura; arcicon-
s. dalizio, dopo che monsignor de
fiaternita, che da Benedetto XIV ai Rossi fu creato Cardinale ; e che
25 settembre 1754 fu confermata, ed il porporato direttore nella proces-
arricchita di grazie spirituali, dichia- sione portasse la croce in forma
randone eziandio protettore il Pon- di piccolo tronco. Le donne hanno
tefice prò tempore. Nel suddetto ima presidente che suole essere
,

anno 1749, volendo Benedetto XIV una principessa, o primaria signora


consagrare l'arena alla passione di romana una regolatrice ed altre
; ,

Gesù Cristo in memoria de' mar- Benedetto XIV spesso si


officiali.
tiri che ivi lasciarono la vita, dal recò a venerare l'aiena del Colos-
vicegerente patriarca Ferdinando seo ( come poi fecero i suoi suc-
Maria de Rossi, fece a proprie spe- cessori massime Clemente XIII, e
se edificare le quattordici edicole Leone XII), e la fece con solenne
o cappellelte per le stazioni della religiosa pompa dichiarare chiesa
Via Crucis, con pitture della pas- pubblica, al qual effetto a' 19 set-
sione di Gesìi Cristo; indi dal me- tembre 1706, il Cardinal Guada-
desimo prelato, coli' assistenza dei gni, vicario di Roma, vi celebrò la
confrati, le cappellette, e il Colos- messa, vi fece la comunione gene-
seo furono a' 27 dicembre solenne- rale ad infinito numero di confra-
mente benedetti, e piantata fu in ti, consorelle, ed altri divoti, colla
mezzo dell'arena la croce, e dato distribuzione di una medaglia be-
principio al sopraddetto religioso eser- nedetta. Quella comunione pur si
cizio con immenso concorso di po- fece in appresso, e con piìx solen-
polo. In seguito lo stesso beneme- nità dal Cardinal de Rossi dopo a-
rito Papa, con chirografo degli 8 vervi celebrato il santo sagrifizio,
gennaio 1752, donò al sodalizio le e sì in questa, che nella preceden-
cappelle e pel grande aumento
, te Benedetto XI V, e Clemente XIII
dei fratelli, e delie sorelle ascritte concessero 1' indulgenza plenaria.
airaiciconfiaternita riconoscendosi
, V. Giovanni Marangoni, Delle me-
angusto il luogo assegnato a s. Bo- morie sagre e profane delV anjltea-
naventura alle adunanze del soda- iro Flai'io di Roma, volgarmente
lizio,e contrario al ri tiramento e detto il Colosseo, Roma 1 746, nel-
quiete degli esemplari religiosi, a la stamperia di Nicolò e Marco
proprie spese fece dal vicegerente Pagliarini.
costruire un conveniente oratorio Ridotto il Colosseo a luogo sa-
vicino alla chiesa de' ss. Cosma e gro, valse a salvare il rimanente
Damiano nel foro romano, il qua- dell' edifizio, oggetto dell'ammira-
le donò all'arciconfraternita, pre- zione di lutti i secoli, soggetto di
scrivendo che ivi si adunassero gli studio e di ricerche di tutti gli ar-
COL COL 27
chitetti, di tutti i letterali, e sul Dissertazione, sulle rovine di Ro-
quale più opere si pubblicarono, e ma.
più commenti che sugli altri insie- La forma dell'anfiteatro Flavio
me presi. è elittica ed ovale, come quella di
Dopo il corso di tanti secoli, i tutti gli altri anfiteatri ; ed i ma-
primi lavori fatti per conservare teriali in esso impiegali, sono il
questomonumento si devono al marmo ,
il travertino tiburlino ben
magnanimo Pio VII, animato dal tagliato, il tufo litoide, ed i mat-
lodevolissimo spirito di conservare toni. Di marmo era rivestito il po-
gli antichi monumenti. A sostegno dio ove sedevano i magistrati, e le
della fascia esterna verso il Late- Vestali, la corte imperiale e il se-
rano, che minacciava rovina, nel nato. L'imperatore sedeva nel luogo
i8o5, come si legge nella iscrizio- più allo . Con lastre di marmo e-
ne, fece costruire un gran contraf- rano pure fasciati in parte alcuni
forte o sperone solidissimo, che re- degli ambulacri interni e di mar- ;

ca stupore per la difficoltà dell'e- mo erano i gradini pcgli spettato-


secuzione. La urgenza non permise ri. Di travertino sono i portici e-
di dare a questo sostegno la forma sterni, gli archi ed i legamenti dei
originale del monumento, come poi portici interni, e degli accessi alle
potè eseguirsi nel 1828 dalla par- scale, non che le scale stesse. Di
te del foro romano, nell' altro con- mattoni poi, e di tufo sono le pa-
trafforte eretto da Leone XII, con reti interne, e le volle. Sì osserva
architettura del valoroso architetto da alcuni, che l'ampiezza dell'edi-
cav. Giuseppe Valadier, il quale fizio forse aveva esaurito i mate-
formò un bellissimo castello di tra- riali, giacché nelle parti superiori
vi per sostenere l'angolo, e fabbri- si vedono posti in opera mnssi di
cò nel primo ordine tre archi, due travertini scorniciati e rotondati, che
nel secondo, ed imo nel terzo, se- già aveano servito ad altro uso, e
guendo cosi l'architettura antica che dovendo essere intei'namente
del monumento. Dopo la costru- coperti dal mvuo laterizio, non fu-
zione del primo sperone nel 181 r, rono appianati. Altri però con più
sotto l'amministrazione francese s' in- fondamento affermano che i massi di
cominciò lo sterramento dell' edifi- travertini scorniciati e rotondi, fu-
zio, lo si purgò dalla terra, dalle rono posti nei ristauri della parte
macerie, e dal letame; indi nel superiore, e non per esaurimento
181 5 si diede principio alle ripa- di materiali nel murar l'edifizio.
razioni interne, le quali indefessa- Tutto l'anfiteatro è fallo con quel-
mente furono continuate, per cu- la imponente semplicità, e grave
rarne la importante conservazione; sodezza, che richiede la vastità del-
e fu negli scavi del 181 3, che si la mole, i cui pregi si godono me-
discoprirono gl'ipogei, o sotterranei glioascendendo alla sua estremità,
dell' arena, per cui grandi furono e vedendone dall'alto l'interno.
le analoghe discussioni degli archeo- Se poi si vede di notte al chiaro»
logi, ed architetti. In tale argo- re della luna, magico, e indescrivi-
mento sono a consultarsi le suc- bile è l'effetto che produce, e le
citate Osservazioni sull' arena, e memorie che risveglia La sua
.

sul podiOj e l'avvocato Carlo Fea, destinazione , come abbiamo già


28 COL COL
indicato, era pegli spettacoli di foggia di attico adorno di pilastii

caccie di bestie feroci, di giuochi corintii corrispondenti alle colonne


de' gladiatori, e talora anche per degli ordini sottoposti, e vi sono
le naumachie, e spettacoli navali, delle finestre intermedie, e quadri-
dappoiché si poteva allagare l'are- hui"he.
o L' edificio è circondato nel-
na, ad un' altezza sufficiente a sos- la sua base da tre gradini ; il nu-
tenere piccole navi. La sua cir- mero de' suoi archi era di ottanta,
conferenza all'esterno è di piedi ed all'esterno si vedono numerati
i64i, la sua altezza è di piedi i57; perchè il popolo conoscesse il luogo
il suo maggior diametro è di piedi coriispondente nell'interno, che do-
58 1; mentre la sua larghezza si veva occupare. Tra l'arco XXXVIII
calcola a piedi 4^'- L'interna a- e XXXIX, evvi un arco senza nu-
rena poi è lunga piedi 285, larga merò, per cui dalla sua diversa for-
182, e ne conta 748 di circoutè- ma, e dalla sala interna decorata
renza. Ne' sedili potevano assidersi di stucchi e marmi, a cui dà ac-
ottautasette mila persone, e pote- cesso, rilevasi che si doveva da quel

vano comodamente prendere luo- lato congiungere al di fuori un am-


go, ne' portici superiori alle gradi- bulacro, o ponte pel quale gì' im-
nate, altri ventimila individui ; peratori della famiglia Flavia, che
laonde vuoisi che potesse contenere avevano il palazzo nel vicino mon-
centomila spettatori. Quantunque te Esquiliuo, potessero comodamen-
l'anfiteatro abbia ricevuto gravi te recarsi al podio dell' anfiteatro.

danni dal tempo, e dalle narrale Entrando poi il popolo pegli archi
vicende, pure è sì bello, e pittore- esterni, mediante i vasti ambulacri
sco nelle sue rovine, che alcuni interni, giungeva a venti scale^ le

giunsero a non desiderarne il ri- quali davano accesso ai portici su-


stabilimento. Gli spettatori veniva- periori, ai vomitorii, ed alle gradi-
no garantiti dalla pioggia , e dal nate. Così neir uscire dopo il ter-
sole da un velario con tende, o mine dello spettacolo, potevano co-
vele di colori, le quali seguivano modamente in breve spazio di tem-
la torma dei sottoposti cunei. Nel- po, essere fuori senza confusione
la sommità dell'attico si veggono tutti gli spettatori. I principali iu'

praticati all'esterno alcuni forami gressi dell'anfiteatro erano nelle due


quadrati, dai quali uscivano i tra- estremità della curva elittica, cioè
vi, che poggiavano sulle sottoposte incontro al tempio di Venere e Ro-
mensole, e davano il comodo di ma, e dalla parte opposta che con-
assicurare nella loro cima le cor- duce al Laterano. Incontro al detto
de, sulle quali col giuoco delle gi- ingresso imperiale eravi un passag-
relle potevano le vele scorrere sino gio sotterraneo, dal quale si veni-
al centro dell'anfiteatro, dove face- va al palazzo imperiale sul monte
vano capo e centro tutte le vele. palatino, altri dicono al Celio ove
La configurazione esterna dell'an- era la casa Vitelliana di Coramo-
fiteatro è di quattio ordini di ar- doj nobilmente adorna di marmi,
chitettura ; il primo è dorico, il e musaici, e dove Commodo fu tru-
secondo è jonico, il terzo è corin- cidato. Quattio adunque erano i
tio ; tutti formati di archi, con co- grandi ingressi, due chiamati im-
lonne ai lati. Il quarto ordine è a peratorli, e due dell' arena, rima-
COL COL ?9
nendo i loro archi cenza nume- la Meta Sudante, o antica fonte,

ro, sovrastati da altrettante qua- così chiamata perchè aveva la for-

drighe, siccome vedesi nelle me- ma mete de' circhi. Le acque


delle
daglie. la bagnavano dalla cima ali" intor-
L'arena intema areva intorno no, e gli avanzi di essa si vedono
un muro elcAato sino all' altezza avanti il Colosseo verso 1' arco di
del podio, acciò gU spettatori fos- Costantino. Si crede eretta da Do-
sero sicuri dallo slancio delle fiere. miziano, che compì 1'
anfiteatro, con
Al disopra del podio alza vasi l'amplis- gran bacino, non solo per pubbli-
sima gradinata divisa in tanti cunei, o co abbellimento, ma per dissetare
piccole scale di comunicazione j ed gli spettatori de' giuochi, e quelli
in tre circuiti, o preci nzioni, e dai che agivano in essi, massime i gla-
portici esterni, e dalle scale inter- diatori, che, terminato lo spettacolo,
ne si perveniva ad essa, col mezzo coperti di polvere e di sudore, si

dei nominati vomitorii, ossia di al- tuKavano nel suo bacino, e ne ri-
cuni anditi, che vi davano accesso, cevevano refrigerio Oltre poi i .

e pei quali gli spettatori andavano summenlovati scrittori dell' antitea-


a sedere nelle gradinate. Al diso- tro Flavio, si possono consvdtare i

pra di queste, sino alla sommità seguenti: Carlo Fontana, Descrizio-


dell'edificio, alzavasi un ordine di ne, e delineazione dell' anfiteatro

loggiato di legno, chiamato menia- Flavio, Aja i6?.t; Josephus M.


no, dove pure situavansi altri spet- Snaresius, Diatriba de foraminihu<;
tatori. Si veggono ancora negli ac- lapidimi in priscis aedificiis^ Va-
cessi, dall'ambulacro sottoposto al sioni i65i, et Romae 1668, et in
podio, all' arena, gì' incastri dei per- toni. I Tlies, Sallengre p. r3i3;
ni metallici delle grate di bronzo, Scipione MafTei, Degli anfiteatri,
che guardavano quegli aditi. Pre- Verona; Carlo Fea, Dissertazione
sentemente non rimane conservata sidle rovine di Roma ne! tomo IH
all'esterno che la parte orientale della sua edizione del Winckelnian
cogli archi numerati dal XXIll al p. SgS ; Guattani, Montnnrnli ine-
LIV degli ottanta che erano, rima- diti 1789, p. 2C) ; Morcelli, Z>e 5()'-

nendone così soltanto tre ottave par- lo inscriptiomnn lalinariim, 99


p. i
;

ti. Da questo Iato però restano con- Gaetano Marini, Aiti, e. monumen-
servati gli ambulacri interni, men- ti de fratelli Arvali t. I, p. 2 1
9 ;

tre dagli altri lati si ha la parte ed A. INibby, Roma neW anno i838
esterna, cosicché tutta la prima li- parte I antica. Anfiteatro Flavio,
nea dei portici è distrutta. Nell'in- pag- 399, e seg.
terno non rimangono che informi COLOSSI, COLOSSO o CO-
avanzi delle volle, che sostenevano LOSSA, (Colossen.). Sede arcive-
i gradi, o sedili marmorei, nella scovile in partihus, in Asia, nella
cavea da dove si vedevano gli spet- FrigiaPacaziana. Posta sopra un al-
tacoli. Vuoisi inoltre, che dinanzi tura, non lungi da Laodicea, fu gran
al parapetto esteriore fosse in cia- città, e fioriva già ai tempi di E-
scun arco un piedistallo con una rodoto. Il suo governo era demo-
statua pedestre, come apparisce dal- cratico, e il suo primario magistra-
le medaglie. to portava il titolo di arconte, o
r inalmenle faremo menzione del- pretore . Venuta in potere dei
^o COL COIVI
Persiani, Serse vi passò con tutto alla metropoli di Laodicea, ed il

ilsuo numeroso esercito. I macc- patriarca Fozio, verso nono se- il

doni la tolsero ai Persiani, indi di- colo, l'elevò al grado di metropo-


venne dominio dei Seleucidi ; ma li onoraria. Adesso la santa Sede
dopo la battaglia di Magnesia, do- la riguarda, e la conferisce come
ve fu interamente sconfìtto Antio- titolo arcivescovile in partìhiis, sen-
co III, se ne rese signore Eumene za chiese suffraganee. In questo
re di Pergamo. Allorquando Atta- medesimo anno 1842, il Papa re-
Io,r ullimo de' suoi successori, do- gnante Gregorio XVI, nel conci-
no i suoi stati ai romani. Colosso storo dei 24 gennaio, ne dichiarò
con tutta la Frigia fece parte del- arcivescovo monsignor Gio. Battista
la provincia proconsolare d' Asia Canali, già vescovo di Ferentino,
;

divisione che durò fino all' impe- attuale vicegerente di Roma. Il pen-
ro di Costantino // Grande. Divi- ultimo arcivescovo di Colossi era
sa poscia la Frigia in Pacazia o stalo monsignor Alberto Maria Ca-
Pacaziana, e Salutare, Colosso fu pobianco. Dall' annahsta Pvinaldi ,
la sesta città della prima, ed in all'anno 60, num. 2, si ha che in
appresso prese il nome di Chonos, Colossi era grandemente onorato
Chonae, Chone, o Chonna, e più s. Michele arcangelo, per un insi-
rnodernamente eziandio quello di gne miracolo ivi operato.
Konos. COLUMiNA o COLUMPNA. Se-
dottore delle genti, l'apostolo
II de episcopale nell' Africa, nella pro-
Paolo, vi predicò l'evangelo. Ce-
.<;.
vincia della Mauritiana Cesariana,
lebre è la lettera, che ai colossensi sotto la metropoli di Giulia Cesa-
scrisse santo apostolo, mentre era
il rea. Not. Afr-
in Roma, verso l'anno 62 dell'era COLYBRASSUS. Sede vescovile
nostra, stretto da catene. Per pre- d' Asia, nella prirna Panfilia, di-
servare que' novelli cristiani da qua- pendente dalla metropoli di Side,
lunque tentazione di toi'nare al Commanville dice, che la sede di
giudaismo, o paganesimo, s. Paolo Colybrassus fu eretta nel quarto
diede loro nella lettera la più su- secolo.
blime idea di Gesù Cristo, del be- COLYDRI. Sede episcopale del-
nefizio della redenzione, della gra- l' esarcato di IVIacedonla, nella pri-
zia che Dio loro fece chiamandoli ma Tessaglia, sulfraganea della me-
alla fede; e diede ad essi le più ti-opoli di Larissa, la cui erezione
saggie lezioni di governo, e direzio- rimonta al secolo nono,
ne. Basta leggerla per sentirne la CO'SlkCCWlO (Comaclen.). Città
efficacia, l'importanza, la bellezza, con residenza vescovile nello stato
la giazia e l' energia. Dalla stessa pontifìcio, legazione apostolica di
rilevasi che Epafrata, discepolo di Ferrara. Comacchio, Coniacliim, e
s. Paolo, aveva fondata la chic- Comacula, dal greco nome che si-
sa di Colosso, nella quale Fdemo- gnifica ondosa, è situata tra Ra-
ne, e il suo schiavo Onesino, da vedna e Ferrara in luogo piano
lui fatto libero, si distinguevano presso la sponda orientale dell'ani
per la fede, e per la pietà. pio stagno, noto sotto il nome im-
Divenuta Colossi nel primo se- proprio di Falli di Comacchio. Una
colo sede vescovile, fu sottoposta lingua di terra divide lo stagno dal
COM COM 3i

mare Adriatico, ed in mezzo a bensì bassa ossia grossa. I Canneti


quella si apre un passaggio o ca- non appartengono alle valli di Co-
nale, che dal mare conduce alla macchio, ma a quelle di ]Massa
laguna, e che da una delle torri Fiscaglia, e di Ferrara. Dalla co-
da cui è difeso, "viene denominato pia immensa del pesce, e principal-
Porto di Magnavacca. Il circuito mente delle rinomate anguille fre-
dello stagno si approssima a cento sche, le quali anche insalate, ed ec-
trenta miglia. Un tempo stanziò nel cellentemente marinate, si manda-
porto una flotta di legni imponen- no nelle piìi lontane parti dello
te, che destò gelosia nei veneziani. stato, ed ancora all'estero, la città
Alla città anticamente non si ave- l'itrae gran vantaggio, e anticamen-
va accesso che per acqua col mez- te le fu sorgente di ricchezze, co-
zo delle gondole. Non oggi così, che me lo fu il sale, che in abbon-
nel 182 I, una strada ro-
fu costruita danza si ricava dalle sue saline.

tabile, la quale da Magnavacca con- Tanto le saline, che le valli, ove


duce alla porta di Comacchio, co- si alimentano le anguille, la cui pe-
s'i detta dei Treponti. Questi ponti sca si fa nell'autunno, appartengo-
in uno riuniti, sono un vero capo no al dominio della camera apo-
d'opera d'arte, giacché sono cinque stolica. I casali di Bosco-Elicco, e
grandi archi riuniti a direzioni op- di Vacolino sono annessi a Comac-
poste, sotto ai quali passano altret- chio; e ne' suoi recinti furono già
tanti canali navigabili della città, le celebri ed antiche abbazie dì s.

che in un solo ivi sì riuniscono, e Jacopo, detta in Cella Volaiia


cos\ riuniti vanno direttamente al de' canonici regolari, e di s. Maria
porto di lìlagnavncca, e perdo- si Pomposa, sulla cui fondazione tan-
no finalmente nell'Adriatico. Evvi te dispute insorsero tra gli eruditi,

pure altra strada formata di recen- e delle quali si parlerà in fine, il


te, non però ancora compita, che suo territorio era estesissimo, com-
dal convento de'cappuccini, punto prendeva molta parte del Ferrarese,
estremo del paese, conduce alla val- e Ferrariola, ove surse Ferrara.
le Lepri, e si unisce alla terra fer- Aveva diverse isole assai abitate,

ma, che mette a Feri'ara. e che contenevano castelli, e ville.

Comacchio è cinta di mura, ha Dell'importanza ed antichità di Co-


bella cattedrale e decorose chiese, macchio, si rinvennero alcuni avan-
non che eleganti fabbriche. Le ca- zi e monumenti. Fu prima ducato,
se sono edificate sopra tredici iso- poi contea, e venne onorata di pri-
lette divise da canali, e congiunte vilegi sì dai Papi, che dagl'impera-
per molti ponti, tutte circondate tori. Si governò in forma di re-
dalle valli. Le acque delle valli non pubblica, fu dominata dai barbari,
sono stagnanti né dolci, come al- dai Papi, dagli arcivescovi di Ra-
tri scrissero, ma
veramente salse, venna, dagli Estensi, finché tornò
ed. in diretta comunicazione col sotto l'immediata sovranità della
mare per modo, che mercè il flus- santa Sede. Ed é appunto pel suo
so, e riflusso del medesimo da sei contrastato dominio, che dovre-
in sei ore, si ottiene l' intero tra- mo allontanarci dalle usate vie
mutamento delle acque stesse. 11 compendiose , ed essere alquan-
perchè l'aiia non è insalubre, ma to diffusi, sebbene non sia nostro
32 COM COM
avviso che di riferire le cose prin- di discacciati furono dagli Egoni,
cipali. popoli delle Gallie, che ne resta-
L'origine di Comacchio è incer- rono padroni sino alla conquista
ta, non avendo noi sode notizie fattane dai romani. Augusto fece
sul suo principio. Tuttavolta alcu- nella laguna di Comacchio la fos-
ni la vogliono fondata dai Pelasgi, sa per andare ad Aitino, che dal
dopo ch'ebbero fabbricata la città suo nome fu detta Augusta, oltie
di Spina, la quale esisteva dove all'averpure ingrandito il porto.
poi fu la valle di Mezzano ,
pie- Comacchio divenne città verso
nissima di canne palustri nate do- l'anno 5oo della nostra era. Per
po che Spina sommersa, donde fu lo più soggiacque ai destini di Ro-
poi sorse il foro Alieno, e
la gran magna e di Ferrara, in cui è com-
valle di Comacchio , che aumen- presa, e pi ìi tardi fu dichiarata ducato.
tossi per la maggior copia di ac- Sotto i Goti, e i Longobardi divenne
que del mare, recate nella valle ampia e ricca, il perchè pose in
Mezzano, mediante il canale fatto- mare gran numero di vascelli, e si

vi dal Cardinale Gio: Battista Pai- rese molto commerciante. Attila


lotta, legato di Ferrara. All'epoca non potè prenderla per la sua po-
di tal sommersione l'antica città di sizione, essendo circondata dalla la-
Adria, che diede il suo nome al guna come Venezia ; ed è perciò
mare Adriatico, pegli straripamenti che molti colle loro ricchezze vi si
del Po, e dell'Adige, da maiittima rifugiarono. Belisario «eli' assediare
divenne città terrestre. Anch'essa Ravenna fu aiutato da' Cornacchie-
spettò al dominio della santa Se- si. Comacchio fu poi presa da An-

de, come dice il Borgia, citando taro o Antari re de' longobardi


rUghelli, perchè nel 920 Giovan- che col suo oro si fece potente.
ni X, in un al territorio la cedet- Sebbene prima non facesse parte
te a Paolo suo vescovo. Quel ter- dell' esarcato , segui poi il partito
ritorio abbracciando Rovigo giu- dell'esarca, che l'imperatore Giu-
gneva al fiume Tartaro però il : stino pose in Ravenna l'anno ^^'ò.
Papa in vece di annuo censo, ob- Quindi Comacchio si armò contro
bligò il vescovo a rifabbricare la r eretico Costantino Pogonato e ,

chiesa d'Adria. V. lo Scotto Itine- contro Giustiniano II per difesa


rario d^ Italia, p. 229. del sommo Pontefice. Altrettanto
Gli storici di Comacchio fanno fece coir imperatore Leone l' Isau-
rimontare sua fondazione a Dio-
la rico.
mede, il quale co' suoi Pelasgi, in Fece causa Comacchio in appres-
origine greci di Tessaglia, edificò so coir esarcato di Ravenna, che
la detta città di Spina: ma discac- il Papa s. Zaccaria aveva preso
ciato dagli Assagi toscani fabbricò sotto la protezione della sede apo-
invece Comacchio. Altri pretendono stolica ; ma venendo occupato l' e-
dare alla città un'origine veramen- sarcato da Astolfo re de' longobar-
te remota, dicendola fondata 1^7 di, questi non si limitò a cacciar-
anni avanti la nascita di Gesti Cri- ne l'esarca Eutichio che il gover- ,

sto. Certo sembra, che gli Assagi nava per Costantino Copronimo im-
costruissero il porto, che dal pro- pilatore greco, e quindi usurparne
prio nome chiamarono Sagis; qiiin- il dominio, ma fece altrettanto colle
COM COM 33
città ducato romano
spettanti al slituzione.Fra quei dominii sì com-
e che sino da s. Gregorio II sta- prese la città di Comacchio ( dal-
vano sotto la sovranità de' romani l'Anastasio detta Comiaclum, e nel
Pontefici, compresa Comacchio. Ste- codice di Cencio Camerario Comia-
fano li, detto III, che allora se- diim )j insieme al ducato di Fer-
deva sulla veneranda cattedra di s. rara, che poi fu infeudato da Gio-
Pietro, vedendo l'imperatore non vanni XV detto XVI a Tedaldo
, ,

curare l'esarcato, ed il re Astolfo avolo della gran contessa Matilde,


indocile e di mala fede ,
per libe- come affermano Donizone, e il Mu-
rar r Italia dal giogo longobardico, ratori, Script. Rer. Ilal. t. V, pag.
valicò le Alpi, e recossi in Fran- 391.
cia affine d' invitare il re Pipino Essendo morto Astolfo , Stefano
che riconosceva il suo trono dalla III si adoperò affinchè gli succe-
santa Sede, a venire in Italia, pro- desse Desiderio, il quale con aperta
pler erepta Romanae Ecclesiae per ingratitudine mala fede , invase
e
regem longobardorum dominiaj co- Comacchio, e s'im-
l'esarcato, prese
me scrive Eginardo, in Annal. Il padronì delle molte sue ricchezze.
Papa giunse in Parigi nel 754, e Divenuto in questa epoca Pontefi-
convenne col re, che ritogliendosi ce Adriano I implorò ed ottenne
,

da lui r esarcato ai longobardi l'aiuto di Carlo Magno , figlio del


per munificenza, degna di cattoli- re Pipino, contro Desid«'jCÌo che mi-
co principe, lo donasse alla Chiesa nacciava la stessa Roma. Carlo con
romana ( come si legge in Pietro copioso esercito recossi in Italia,
de Marca, de Concord. lib. I, cap. vinse Desiderio, e lo fece prigione,
12, § 3), la quale da tanti anni dando così termine al regno lon-
aveva assunto il peso di quelle pro- gobardico. Avendo ricuperato 1' e-
vincie, ed afTaticavasi di salvarle sarcato e Comacchio, tutto restituì
dal giogo abbandonate
straniero, alla Chiesa romana; e quindi si
com' erano dai Pipino si re-
greci. servì dei Comacchiesi nella spedi-
cò in Italia ; ma mostrandosi Astol- zione di Dalmazia , ove onorò il
fo pentito e pronto a restituire l'e- valore di Biiovo, e di Guido valo-
sarcato di Ravenna, e le altre città rosi comacchiesi, facendo il secon-
occupate, Stefano III per compas- do duca di Artona. Non andò guari,
sione indusse il re di Francia a che volendo l' imperatore Niceforo
non far uso di sua possanza. Pure riconquistare l' esarcato in unione
ritornato appena Pipino nel suo re- dei veneziani, la sua armata si con-
gno, non solo Astolfo mancò a' giu- dusse sotto Comacchio, e restò scon-
ramenti , ma minacciò di assalire fitta. A punire Venezia, Carlo Ma-

Roma stessa. Fu allora che Pipino gno comandò al figlio Pipino di


tornato in Italia, obbligò Astolfo a muovere contro quella città in unio-
recare ad effetto le sue promesse ne dell'armata de'Comacchiesi. Di-
colla cessione alla santa Sede di poi, mentre Comacchio era sotto-
Ravenna, della Penlapoli, e di tutto posta al dominio della Sede apo-
r esarcato. Pipino prò amore beati stolica, Ludovico II , figlio di Lo-
Petri, e con ampio diploma donò tario, dopo essere stato coronato in
tali dominii alla Chiesa romana, o, Roma neir 844 ^^ Sergio II, con-
per dir meglio , gliene fece la re-. tro i giuramenti fatti, e con ripro-
VOL. XV.
34 COM COM
vevole scoiioscenza, tlevnslò, ed n- solo distrussero l'armata navale di
surpò vnrie terre della Chiesa ro- Comacchio, ma ritornati nella città
mana, e smembrandovi Comacchio, nel 94*5, col ferro, e col fuoco in-
lo diede col titolo di contea ad Ot- teramente la rovinarono; quindi
tone d' Este suo generale, compre- l'imperatore Ottone I no re'>litiù
se le valli, la maiina e le sue per- il dominio a Papa Giovanni XIII,
tinenze, in compenso di quanto egli, ciò che poi fu approvato nel ioi4
e i suoi maggiori avevano fatto por da Enrico I, e dagli altri impera-
la Francia, per cui JMarino d Este, tori. Tuttavia i Papi sovente ne
suo figlio, ne prese il possesso, verso trasferirono il governo agli arcive-
l'anno 854- scovi di E.avenna, che per la loro
Presi i veneziani da gelosia, che vicinanza potevano meglio invigila-
Comacchio sotto i nuovi signoii re ai bisogni della città e della con-
potesse divenire potente sull'Adria- tea, il che si fece pel primo dal
tico, ed emulare la loro possanza, Papa Gregorio nel 997. V ,

il doge Badovero spedi suo fratello Alcuni imperatori vollero confer-


al Papa per domandarla in feudo. mare agli arcivescovi ravennati t:d

1 Comacchiesi, che ciò seppero, gli dominazione su Comacchio, con pie-


tesero un'imboscata, il ferirono, e na lesione alla sovranità della Sede
lo fecero prigioniero ; lo trattarono apostolica, come portarono lesione
però con riguardo, ed il rimanda- ai suoi diritti quegli imper.itorì, che

rono a A'^enezia ove , poco dopo fecero alla città il donativo delle
morì. Accesi di collera i veneziani valli, peschiere, dazi ec. Egualmen-
giurarono di vendicarlo, e con for- te si debbono considerare come vio-
midabile armata navale nello stes- lenze contro la Chiesa romana, le
so anno 854 presero la città, e in investiture di Comacchio date d;i
un alle isole , la devastarono. In rdtri imperatori agli Estensi, come
progresso di tempo riavutisi i Co- fecero Ridolfo ad Obizzo VI Car- ,

macchiesi dal disastro , infestarono lo IV marchesi Aldobrandino,


ai
il mare co'loro legni, facendo rap- Nicolò, Ugo, e Folco Sigismondo ,

pi'esaglie sui veneti , i quali dopo a Nicolò V, e Federico HI al du-


averli ammoniti, di nuovo s' impa- ca Borso, per non dire di altre in-
dronirono di Comacchio , e vi po- vestiture.
sero un presidio. Non andò guari, Comacchio poco a poco si riebbe
che Comacchiesi ripreso coi'aggio,
i dai tanti sofìerti danni, ma non mai
si ribellarono, e contro la volontà potè ritornare alla primiera grandez-
del Pontefice Giovanni XII, segui- za, e alla forza navale perchè Vene-
rono le parti di Berengario re d'I- zia sempre ne vagheggiò il possesso.
talia j e di Adalberto suo figlio. Nel 125 j i Comacchiesi diedero ai
si

Questi discacciò i veneti da Comac- ravennati ; pure la santa Sede, ad


chio , se ne impadronì, in uno ad onta di tali dedizioni , concessioni
altridominii della romana Chiesa, degl' imperatori, e vicende delle fa-
locchè mosse l' imperatore Ottone zioni cui andarono soggette le cit-
I ad unirsi col doge di Venezia tà italiane, conservò sempre il di-
Pietro Candiano II, ed a muovere ritto e la «suprema sovranità sulla
aspra guerra a Berengario. Adal- contea di Comacchio. Questo si
berto restò vinto, e i veneziani non può rilevare dallo stesso diploma
COM COM 35
di Ridolfo re de' romani , il qua- che gueneggiavano con casa d'Este.
le nel pontiiicato di JXicolò III, l*erò i marchesi, ed i duchi di si
coiifennando alla Chiesa romana illustre stirpe fecero di tutto per-
i suoi privilegi e dominii, Ira que- chè Comacchio l'isorgesse. Final-
sti espressamente nominò Comac- mente nel i5o8, tornò la città sotto
chio. /^. ancora il Pdualdi all'an- il veneto dominio, nella guerra tra
no 1279 num. 6, ed il Bellarmi- Alfonso I, e Giulio II; ma ricon-
no, de Translat. Impcrii, lib. Ili, ciliatosi questo Papa con quella re-
cap. III. pubblica , riebbe le terre che aveva
]\el 1299 i Coinacchiesi si sot- essa occupate, insieme a Comacchio,
liassero dalla soggezione di Raven- la quale nel fine del medesimo se-
na , e si sottoposero agli Estensi colo tornò al diretto dominio dei
ma poi, essendo ritornati ad unirsi sommi Pontefici.
ai ravennati, Azzo suo d'Este col Sembra, che le ricche saline di
esercito investi e prese Comacchio, questa città fossero dai Pontefici
esiliandone i primari cittadini. Fu riservate al duetto dominio della
verso il i3oo, che i Comacchiesi camera apostolica, dappoiché nella
divelle dalle paludi le canne, le qua- guerra, che Giulio II nel i5io fe-

li le imboschivano , ed inventati i ce ad Alfonso d' Este collegato coi


lavorieri pescarecci , mirabili pel francesi, uno de' motivi fu perchè
giudizioso loro artifizio, ne fecero il duca feudatario ricusava restitui-

valli uber'osissime di pesce, e d'al- re quelle saline alla santa Sede ;

lora in poi Comacchio prese una anzi si legge nella vita di Gregorio
certa pesca reccia riiìomanza presso XllI, ch'egli nel 1579 pose fine
le città d' Italia, e fuori ancora. Di- alla controversia sopra le saline di
poi,mentre i Papi risiedevano in Comacchio, che col duca di Fer-
Avignone, Carlo IV imperatore, rara avea sino da venticinque anni
come si ha dal Muratori, nel i354 la camera apostolica. Qui noteremo,
diede agli Estensi , vassalli della che in progresso di tempo le sali-
santa Sede per lo stato di Ferra- ne furono distrutte forse per favo-
ra, in investitura la città di Co- rire quelle di Cervia: tutta volta
macchio, colle sue ricche valli pe- per decreto del regno italico,
già
scareccie. Gli Estensi abbellirono la nel 18 IO fu attivato un imponen-
città, come narra il succitato Scot- te stabilimento salino di eccellente
to nel suo Itinerario, e fuori di sale bianco granito ad uso di Fran-
essa su solide palizzate edificarono cia, e che oggi forma un secondo
tuia bella Tutta-
casa di dehzie. mezzo d' industria alla popolazio-
volta Comacchiesi tornarono a ri-
i ne, ed un cospicuo reddito alla ca-
bellarsi, e passarono ai ravennati mera apostolica.
ma poco dopo si assoggettarono IMorto Alfonso II, ultimo duca
agli Estensi, i quali essendo in guer- di Ferrara, senza legittima succes-
ra coi genovesi , non seppero im- sione, Clemente Vili dichiarò la
pedire l'avvicinamento di questi a riunione del ducato alla santa Sede
Comacchio, e l' incendio di essa per cui era devoluto insieme a Comac-
essi operato nel 1378. A tale ca- chio. E
perchè Cesare d'Este vole-
lasti'ofe soggiacque pure Comacchio va ritenere il ducato, ed avea pre-»
nel i388 per pai te dei veneziani so possesso di Comacchio, il Pou-
36 COM COM
tefìce fulminò la scomunica, e fece tà Comacchio. Nelle contese poi
di
avanzai-e un esercito di venticinque insorte tra Luigi XIV, re di Fran.
mila nomini solto gli ordini del le- eia, ed il Pontefice Alessandro VII,
gato Caidinal Pietro Aldobrandini per r insulto, che le milizie de' cor-
suo nipote. Intimoriti i Comacchie- si fecero all' ambasciatore Crecquì,
si si rivoltarono agli Estensi, ed il rimisero in campo gli Estensi le
vescovo Orazio Giraldi prese pos- pretensioni Ferrara e Comac-
su
sesso della città in nome della Sede chio, per cui nella pace seguita a
apostolica. Egualmente intimorito Pisa nel 664, ricevettero il jus
1

Cesare, vedendo che le sue preten- patronato delle ricche abbazie di


sioni non si potevano sostenere, ce- s.Maria in Pomposa^ e della Pie-
dette ducato di Ferrara, diede in
il ve di Bondeno, ed un palazzo in
ostaggio al Cardinal legato il pro- Roma valutato quarantamila scudi;
prio figlio Alfonso, e partì per Mo- assumendo a sé la Camera aposto-
dena nel 1598. Clemente Vili lica il monte Estense di Roma, che
riunì per sempre ai dominii della ammontava a scudi trecentocinquan-
Cliiesa romana il ducato di Ferra- tamila. In seguito furono principal-
ra, e la contea di Comacchio, colla mente benemeriti della contea, e
autorità delia bolla Sanclissinms, che città di Comacchio, ed organi delle
a tal eftètto emanò a'iq gennaio pontificie concessioni, pegli abbelli-
1 598, e che riportasi nel Bull, menti, e pei miglioramenti, i Car-
Ro/ìì. toni. V, par. II, p. 2o5. ad dinali legati di Ferrara; 'cioè Gia-
onta dei reclami degli Estensi du- como Serra, Francesco Cennini,
chi di Modena, che in appresso Gio: Battista Palletta, Gio. Stefano
non manca roiio rinnovare. Inoltre Bonghi, Nicolò Acciajuoli, e Giu-
Clemente Vili impose al Cardinal seppe Renato Imperiali, senza dire
Aldobrandini d'impossessarsi di Fer- dei più moderni, perocché gli sto-
rara, e Comacchio, e poi egli stes- rici di Comacchio ne trattano con
so vi si recò a prenderne il solen- diffusione.
ne possesso. Condottosi a Comac- Moiendo
nel 1700 Carlo II, re
chio con isplendido seguito, ed ac- di Spagna, ebbe principio la fune-
cojnpagnato da trecento gondole, vi sta e lunga guerra per la succes-

fu ricevuto dal vescovo Giraldi, sione a tal monarchia nel pontifi-


col giubilo delle grandi feste dei cato di Clemente XI. L'imperatore
Comacchiesi, che ricolmò di bene- Leopoldo I sostenne colle armi le

ficenze e di privilegi, facendo tra ragioni dell'arciduca Carlo suo fi-

le altre provvidenze prese erigere glio, e Luigi XIV quelle di Filip-


il monte di pietà. Così Comacchio po V, suo nipote, risentendone nel-
rinacque ad era novella e gloriosa, lo stato il Fer-
pontificio gli effetti
e provò gli effetti del pacifico, e rarese, e Comacchio. Non persuaso
paterno dominio dei sovrani Pon- l'imperatoi'e, che Clemente XI col
tefici. saggiamente mostrarsi, come padre
Indi, nel 1612, Paolo V coli' au- comune, neutrale, favorisse in vece
torità della costituzione 63 , Bull. Filippo V, così nel 1702 fece entrare
Rom. tomo III, p. i5o, del Che- le sue truppe nel Ferrarese, ove fu-

rubini, aggiunse alla bolla, detta rono attaccate dai francesi. Il Pa-
volgarmente Coena Domini, la cit- pa fulminò censure ai generali dei
COM COM 37
due eserciti perchè uscissero dai che spedì contro le truppe impe-
suoi domini i, ed oppose loro un l'iali. Nello stesso tempo incomin-
corpo di cavalleria, per cui otten- ciossi anche la guerra colle scrit-

ne momenfaneamente quanto desi- ture d'illustri istorici e giurecon-


derava. Nel 170.5 mori Leopoldo sulti, i titoli delle quali per la lo-

I, e gli successe il primogenito Giu- ro importanza saranno di poi in

seppe I. Rinnovaronsi allora i dis- parte da noi riportali. Molte ne


sapori colla corte di Roma e le pubblicò la corte di Roma, per di-

ostilità, a' 24 ™3gS'° 1708, come mostrare le sue ragioni sulla so-

a tal anno racconta il Muratori. vranità di Comacchio; mentre al-


Gl'imperiali all'improvviso s'impa- tre ne oppose Francesco II, duca
dronirono di Comacchio; e l'impe- di Modena, pretendendo spettai*ne
ratore rinnovò le pretensioni del il diritto a lui, e all'imperatore. Per

genitore sui feudi, e sugli staii im- la santa Sede scrisse il celebre mon-
periali d'Italia, fra' quali dichiarò signor Giusto Fontanini, e pel du-
appartenere Comacchio. Aftlilto ca di Modena il suo bibliotecario
Clemente XI per tale avvenimen- Lodovico Antonio ]\Iuralori dottis-

to, ne portò le lagnanze a vari simo, ambedue sudditi dei rispetti-


principi, scrisse una lettera di pro- vi sovrani. Le scritture sono le se-
prio pugno al conte palatino del guenti.
Reno, ed all'imperatore medesimo, Il Fontanini nell'anno stesso 1708

scrisse il breve f is simile de' 2 giu- pubblicò: // dominio temporale del-


gno, che si legge presso il Lunig, la Sede apostolica sopra la cit-
t. p. 83g. Quindi a' 1 7
II. luglio tà di Comacchio per lo spazio con-
coll'altro breve Hactenus lenìtatis tinuato dì dieci secoli, esposto ad
loc. cit. p. 484» rinnovò energica- un principe. Questa scrittura, de-
mente il suo malcontento, le sue gna del suo autore, fu molto en-
paterne esortazioni e minacce, ram- comiata per la erudizione delle
mentandogli, che Dio dà i regni, prove, e pel fuoco piccante pro-
e insieme spezza i troni. prio di quel grand' uomo. Nel-
Considerando Clemente XI, che lo stesso tempo prelese di dimo-
le vie della ragione, e della dol- strare tutto il contrario, ma con
cezza non avevano prodotto quel- placido ed ameno stile, il lodato
l'efifeìto, che il suo pacifico carat- Muratori, con due risposte al Fon-
tere bramava, obbligato a sostene- tanini, piene anch'esse di profonda
re i diritti del principato della Se- erudizione. La prima è intitolata:

de apostolica, e respingere colle ar- Lettera diretta ad un prelato di


mi gli aggressori, senza aggravarne Roma, in risposta al dominio tem-
i sudditi, col consenso di trentadue porale di Comacchio ec. Quindi si

Cardinali tolse da Castel s. Angelo accese la zuffa letteraria fra questi


mezzo milione di scudi, da quelli due insigni scrittori, e neli' anno
ripostivi da Sisto V, e ne assegnò 1709, come scrive il eh. Zaccaria
in reintegrazione, il fondo della pin- nella Storia letteraria d'Italia §.
gue abbazia di Chi ara valle nella XIII p. 2 56, il Fontanini pubbli-
Marca d'Ancona. Fece arruolare cò la sua prima opera, e poi una
ventimila soldati, e ne die il co- Difesa seconda del dominio tempo-
mando al conte Marsigli bolognese, rale della Sede apostolica sopra
38 COM COM
la ciuà di Coinacclìio, Enma 171 t, questi risposero non potersi più dif-
con osservazioni, e repliche al Mu- ferire la restituzione di Comacchio
ratovi, il qnnle rispose con cine alla Sede, a cui fuor di dub-
.santa

scritture, una col titolo: Umilisxinia bio apparteneva. F. Lafiteau, Fie


supplirà di Rinaldo d' EsLe duca de Clcment XT, t. II p. i3 e -seg.
di Modena alla S. C. M. di Giu- Intanto la guerra proseguiva tra
seppe I imperatore per la contro- l'imperatore, e il Papa, ma con
versia di Comncchio ; e l'altra: Ri- poco vigore, e con successo vario,
flessioni sopra la voce sparsa dal- perchè veramente l'animo di Giu-
la corte di Roma per la restitu- seppe I non era di fare la guerra
zione del possesso di Comacchio. a Clemente. XI, ma di costringerlo
Tornò in campo il Fontanini colla a favorire il suo fratello arciduca
confutazione di vino scritto italiano Carlo nella guerra per la successio-
e francese, sparso contro Comac- ne di Spagna. Non devesi passare
chio, Roma 1711; e colla, Risposta sotto silenzio, che quasi tutti i prin-
a varie scritture contro la santa cipi cattolici presero parte per l'e-

Sede in proposito di Comacchio, mergente Comacchio in favore


di
pìdiblicate dopo ?7 7 r i Roma 1720.i , del Pontefice, massime Luigi XIV,
A favore ancora della santa Sede che minacciò una lega per difen-
in questo argomento scrisse un'ope- derlo. Sebbene Clemente XI si pro-
ra in latino Lorenzo Alessandro testasse di non intendere di guer-
Zaccagni, primo custode della bi- reggiare, ma solo di difendersi, l'im-
blioteca Vaticana, colla Dissertatio periai corte si dispose alla pace, la
historica de Summo ^postolicac quale fu sottoscritta
ai i5 gennaio
Sedis imperio urhem, comilatum-
in 1709. Allora però non seguì la re-
fjue Comacli anno \']0^;Appendix stituzione di Comaccliio, come si

y^ctorunt veterum, appendice volu- era conchiuso. L'arciduca Carlo, col


minosa pei documenti, lino allora nome di Carlo VI, successe all'im-
per la maggior parte inediti. La pero al fratello Giuseppe, per lo
causa dunque, che di sua natura che il Pontefice Clemente XI, ai 6
era pubblica , diventò privata fra febbraio 17 12, gli scrisse di pro-
i difensori dei due partiti, le ra- prio pugno una lettera , Epist. et
gioni de'quali si fecero sinceramen- Brev. t. II, p. 128, nella quale gli

te compilare in un grosso volume dimostrò la singolare gioia per quel-


in foglio in Francfort sul Reno nel la imperiale notizia, portatagli dal
17 13, da monsignor Annibale Al- nipote Cardinal Albani, reduce dal-
bani nipote del Pontefice, allora suo la Germania, nella quale Carlo VI
nunzio in Germania , per meglio assicurava il Papa di voler termi-
dimostrare la giustizia della causa nare le diiFerenze tra il sacerdozio,
ch'egli difendeva, in confronto di e limpero colla libera restituzione
«pianto si era scritto per abbatter- di Comacchio alla santa Sede. A
la. Le ragioni per la sauia Sede sollecitarne 1'Clemen-
effettuazione ,

erano cos'i che


vittoriose, avendo te XI spedì suo nunzio a Vienna
l'imperatore Giuseppe I consultato l'altro nipote Alessandro Albani, che
due volte su questo punto il suo poscia da Innocenzo XIII fu crea-
consiglio, ed anche gli elettori del to Cardinale.
sagro romano impero quello e ,
Ad onta di tultociò, Clemente XI
COM COM 39
inori 1721, senza che Comac-
uc"! » Sedi apostolicae per hanc restitu-
cliio fosse sgombrato dalle truppe » tionem aliquid novi juris tributum,
impt'iiali. Continuate furono le pra- « neque imperio, vel domui Ate-
tiche dal successore Innocenzo XIII, » stinae quidquam juris sublatum
ina quando giunse in Roma, ai 7 » esse censeatur; sed sacra caesa-
marzo 1724, la notizia che la cor- »» reae majestatis, et imperii, domus-
te di Vienna andava a restituire M que Atestinae jura omnia tum
Comacchio, in quel medesimo giorno » respectu possessionis, quam petito-
Innocenzo XllI era passato all'al- w rii salva remaneaut neminique ,

tra vita. »« ex hoc actu praejudicium ul-


Per non andò guari che
altro » ìuin irrogatum intelligatur, usque
sotto Benedetto XIII e nel mede- » dum cognitum fuerit ad quem
simo anno fu definito, che non agli » Comaclum pertlneat ". Di poi
Estensi duchi di Modena, ma sib- Benedetto XIII culla bolla, Cnni nu-
iicne alla Sede apostolica spettasse per data 1 ianuarii 1725, presso
la sovranità della contea, e della il Lunig. t. IV. p. 375, confermò
città di Comacchio, allora compre- gli articoli della concordia, ed in
sa nel ducato di Ferrara. Fu per- riconoscenza della seguita restituzio-
tanto conchiuso il negozio ai i5 ne, accordò poi all'imperatore le de-
novembre 1724 sulle basi degli cime ecclesiastiche per tutti domi- i

articoli Innocenzo XIll


stabiliti fra nii austriaci, perdonandogli tutte le

e Carlo \I, dal Cardinal Paolucci reudite maturate, e premiando nel


segretario di stato, e dal Cardinale 1727 col cappello Cardinalizio Fi-
Cienfuegos ministro dell'imperatorCj lippo Luigi di Sinzendorf, figlio del
aiidjedue nella qualifica di plenipo- primo ministro deirinq)eratore,perchè
tenziari delle due corti. Quindi Be- il di lui padre avea molto contribui-
nedetto XIII partecipò l'accordo al to all'accomodamento. Chi bramas-
sagro Collegio nel concistoro dei se conoscere la raccolta di tutte le

2() gennaio 172;), e con giubilo di scritture sulla controversia di Co-


tutta B^oma e degli abitanti della macchio , oltre quelle succitate ,

contea e città di Comacchio, fu que- potrà leggere la Bibliografia sto-

sta ristabilita alla Sede apostolica rica ec. dello stato pontificio, e suo
ai 20 febbraio, per mezzo del ge- supplemento.
neiale di battaglia conte di Pinus, Nel seguente pontificato di Cle-
a ciò autorizzato da Carlo \I. mente XII, e nel 1735, si riaccese
Fu però dichiarato di non pregiu- la guerra tra l'impero, e la Spa-
dicare con tal restituzione chi del- gna per la sovranità del regno del-
le due parti ne fosse il legittimo le due Sicilie, il cui alto dominio
signore (finche si conoscesse a chi spetta alla santa Sede. Il Pontefice
pnjpriameute appartenesse), colle a difendere da ogni pericolo i suoi
seguenti parole riportate dal giu- sudditi , accrebbe numero
il delle
ratori, Annali d' Italia all' anno milizie papali , e aggiunse un pre-
I724'- " Possessionem Comacli a sidio alla Mesola, borgo posto alla
•; sacra caesarea maiestate eo dum- destia del Po di Ariano, non che
taxat pacto dimitti, ut eadem fortificò la bocca di questo fiume,
>- Sedi apostolicae restituatur, ut il che produsse discordie colla con-
piius, ila scilicct; ut ncque cidem liuauLe repubblica veneta, la quale
4o COM COM
si pacificò sotto Benedetto XIV, e per la sua pietà, e per la profon-
stabilì meglio i confini. dità de' suoi studii teologici, merita
Ma mentre Cornacchie continua- di essere commendato. Viveva al-
va a godere gli effetti del soave e tresì ne' decorsi anni il canonico
paterno dominio de' sommi Ponte- Cesare Petrignani, uomo insigne per
fici, nel 1796 i repubblicani fian- pietà, ed integra morale fu egli :

casi colla prepotenza delle armi valente maestro di musica, e sciisse


tolsero a Pio VI anche Ferrara e con lode degli intelligenti varie ope-
Comacchio ; quindi l' obbligarono re sagre. Da ultimo morì pure il
nella pace di Tolentino di rinun- camaldolese p. abbate d. Michele
ziare alla sovranità delle legazioni Parmiani, profondo teologo , dotto
di Bologna, Ferrara e Romagna in molte scienze, lodato per inge-
per cui Comacchio fii governata dai gno, e soda pietà. Un conte Giu-
fi-ancesi. Fece poi parte del regno liano Parmiani fu mandato dall'im-
italico, e finalmente nel 18 15 fia peratore, per ambasciatore alla re-
restituita al suo legittimo
sovrano pubblica veneta. Fra i viventi ono-
Pio VII, in forza dell'articolo io3 rano assai la patria il p. Felletti
del celebre trattato di Vienna, in- inquisitore del s. offizio di Bologna ;

sieme alle legazioni convenendosi , Pietro Cavalieri canonico di quella


in quel congresso, che 1' Austria metropolitana, già vicario generale
ponesse guarnigione nelle piazze di di Faenza ; e, per non dire di al-
Ferrara e Comacchio. Laonde un tri , Nicola Cavalieri San-Bertolo
distaccamento della guarnigione di professore nell' università romana
Ferrara, occupa il piccolo fortino, neir architettura statica ed idrauli-
senza avere affatto alcuna ingeren- ca, ec, ed autore di un' opera in-
za sulla città. signe di architettura, e d' idraulica,
Comacchio ha dato uomini di- che da molte scuole, ed università
stinti, da ultimo il celebre p. Ap-
e fu adottata per testo.
piano Buonafede, conosciuto sotto La sede vescovile di Comacchio,
il nome di Agatopisto Cromaziano, secondo gli storici di questa città,
abbate celestino, ed il suo fratello fu fondata da s. Apollinare arci-
chiamato Agatopisto giuniore, uo- vescovo di Ravenna , e secondo
mo celebratissimo per le sue co- Commanville nell'anno 490 , e di-
gnizioni nelle finanze. Esso ottenne venne in appresso suffraganea della
a prezzo vilissimo sotto l'ammini- metropoli di Ravenna ,
per cui le

strazione francese da Napoleone lo cause in appello furono, e sono de-


stabilimento delle valli di Comac- volute al tribunale di Ravenna.
chio a prò de' Comacchiesi. Ma po- Il primo vescovo di Comacchio,
stosi alla testa dell' amministrazio- come si legge nellUghelIi t. II, p.
ne , fu una sera ingratissima-
in 482, fu Pacazio, il quale sottoscris-
mente trucidato. Verso la metà convocato nel 002 da
se al concilio
del secolo passato fiorirono i due Papa s. Simmaco; poi si nomina
fratelliZappata, celebri poeti. Vis- un Vincenzo fiorito nel 702 il ,

se pure negli ultimi tempi monsi- quale edificò in onore di s. Cassia-


gnor Gaetano de Carli vescovo di no martire {^Fedi), e maestro di
Rieti, e monsignor Manasse già ve- scuola a Imola, la cattedrale, e quin-
scovo di Terracina, soggetto, che di la consacrò. Vitale fu vescovo
COM COM 4i
neir827, ed è lodato per dottrina iSSd, e dopo di lui nel iSgG Horì
e pietà; Cipriano nell'SgS; indi Pietro Bono, o Buovo ottimo per-
Stefano poi Bernardo, che ottenne
;
sonaggio ,
già abbate benedettino
un privilegio a favore di sua chie- del monistero di s. Bartolommeo
sa Ottone I. Nel
dall'imperatore fuori di i4o2 diven-
Ferrara. Nel
qgy Giorgio fu vescovo degnissimo ne vescovo Giacomo Bertucci degli
di Comacchio; verso il io5o Gio- Obizzi di Lucca; nel i4o4 l'imole-
vanni, che terminò in penitenza i se Giovanni de Strada; nel i4i3
suoi giorni; nel 1086 Adalberto; il dotto ed eloquente oratore Al-
,

nel ii5i Enrico; quindi Giovanni berto Boncristiani fiorentino de' ser-
cistcrciense, che mori nel i2o5, e vi di Maria; nel i432 Mainardino
fu sepolto nella chiesa di s. Giaco- de Contrariis ferrarese, già ammi-
mo di Cella Volana. Nel 1226 fio- nistratore di detta chiesa, che pro-
ri Donato, che col priore delia det- mosse grandemente la divozione di
ta chiesa, stabifi alcuni anniversari s. Maria in Aula Regìa, restauran-

pei vescovi. Nel 1243 s'ignora il done il tempio; nel 1460 France-
nome di chi occupava questa sede; sco Fogliani di Reggio di Modena
nel 1253 trovasi un Botio nel ; cui successe nel i47i il concitta-
1270 un Michele; nel 1283 un dino Filippo Zoboli, il quale col
Onorato già camaldolese del moni- beneplacito di Papa Sisto IV cedette
stero di Classe; nel i3o4 un fr. ai monaci cassi nesi nel 1480 la
Pietro Mancinelli di Ferrara del- commenda di s. Prospero. Nel i497
l' Ordine de' predicatori ; nel 1328 Alessandro VI fece vescovo Mala-
Esuperanzio, eletto da
Giovanni dusio Estense, figlio del marchese
XXII Papa lesidente in Avignone, Nicolò ,
prudente , e benemerito.
poi traslatato al vescovato d'Adria. Giulio li per la di lui rinunzia gli

Nel 1329 gli successe l'altro dome- nominò a successore nel i5o6, Tom-
nicano Francesco de Boatheriis bo- maso Turchi di Ferrara.
lognese, al quale nel i333 fu dato Leone X nel i5i4 pose al go-
in successore l'illustre fr. Bartolom- verno della diocesi il celebre Ghi-
meo bolognese,pure domenicano, lino de Ghilini di Alessandria, uo-
e già vescovo di Segni. Clemente mo di grande autorità e consiglio
VI, nel 1348, fece vescovo di que- per la sua dottrina, e caro ai Vi-
sta oiftà Pacia, dell' Ordine de' mi- sconti, e agli Estensi. Nel i549 §'*
nori morto in viaggio senza pren- successe il coadjutore Alfonso R.os-
derne il possesso e nell' anno se-
, setti di Ferrara, alla cui chiesa nel
guente Remigio eremitano di s. A- i563 Pio IV il trasferì, nominan-
gostino, che nel i358 ebbe in suc- do invece alla cattediale di Comac-
cessore Guglielmo religioso de' mi- chio r altro ferrarese Eicole Sa-
nori, francese della Guascogna. Te- crati, che nel 1572 introdusse i

baldo fu vescovo nel 1370, il quale cappuccini, ottenne dal Papa s. Pio
rinunziò per vivere a Dio, ed ebbe V nuove prebende canonicali, e mo-
a successore Biasio nel i3S2 pos- VI compianto dal popolo, che tanto
tovi dall'antipapa Clemente VII. lo amava. Il Rossetti fu consigliere
Simone religioso domenicano della degli Estensi, e da molti Papi venne
famiglia^ Saltarelli di Firenze fu pro- spedito a vari sovrani a trattare ri-

mosso a questo episcopato l' auuo levanti alfari, il perchè Massimilla-


4^ COM COM
no II imperatore, e Alfonso II du- fare il solenne ingresso nella città;
ca di Ferrala, supplicarono Grego- e, riedificandosi la cattedrale ai ^5
rio XIII a crearlo Cardinale, aia marzo 1639, vi pose la prima pie-
la morte gì' impedì il meritato ono- tra, venendo encomiato per vigi-
re. Il Sacrati ebbe in successore il lanza, e bontà pastorale, lasciando
concittadino Orazio Giraldi, che per alla cattedrale molte e ricche sup-
le sue virtù, ed opere pubblicate pellettili sagre : inoltre i'Isei consa-
si procacciò la benevolenza di Cle- grù la chiesa dei ss. Mauro ed A-
mente YllI e Paolo y. Questi nei gostino, ora non più esistente. Ne
1617 preconizzò alla sede Coma- imitò le beneficenze Nicola de' conti
clense Alfonso Sacrati di Ferrara, Arcani cesenate, che nel 1670 gli
fratello del Cardinal Francesco, che successe, dappoiché concorse al com-
nel 1625 rinunziò, passando a go- pimento ed ornato della nuova cat-
vernare varie città dello stato ec- tedrale, in più maniere, e con do-
clesiastico, e terminando la sua nativi di sagre reliquie e suppellet-
carriera coli' essere segretario de' ve- tili; vi promosse il culto al ss. No-
scovi e regolari, viceregente di Ro- me di Gesù, procurando l'erezio-
ma sotto Urbano Vili ed Inno- ne di un altare alla sua circonci-
cenzo X. Nei detto anno Camillo sione; e fu seppellito nel 1714
Moro ferrarese occupò la sede di nel mezzo della cattedrale, con bre-
Comaccliio, ornò la cappella del ss. ve iscrizione, il cui ultimo verso
lìosario nella cattedrale ove istituì dice: Uriiain lustrali sparge, via-
la compagnia di tal pio esercizio, lor, aqua. Egli si mostrò degno di-
ed ivi vulle essere sepolto nel i63o, scendente dei re di Croazia, e co-
dandogli Urbano Vili a successore stantemente difese la giurisdizione
il di lui concittadino Alioiiso Pan- dell'abbazia di s. Maria Pomposa,
dolio, di rara scienza, pio, e ze- contro gli Estensi duchi di Modena.
lante pastore. Sotto di lui nella cit- Clemente XI, nello stesso anno 17 i4>
tà si aumentarono le opere pie, e fece vescovo Francesco Beatini no-
vennero fabbricate le chiese del ss. bile di Faenza, già uditore del
Rosario, del Carmine, e di s. Pie- Cardinal che governò
Santacroce,
tro, olire l'oratorio delle sagre Stim- la chiesa trenta anni. Fin qui il
mate, e morì assai compianto in nominato Ughelli, di cui sono a ve-
Comaccliio, per altro non senza cri- dersi le note del Coleti.
tica. Egli istituì l'accademia dei Flut- La continuazione della sei'ie dei
tuatiti^ ora non più esistente. Nei vescovi di Coraacchio, si può vede-
1649 Innocenzo X creò vescovo Giu- re nelle Notizie annuali di Roma,
lio Cesare Borea di Lugo, il quale Diocesi per ordine al/abdico ec.
agli 8 settembre con solenne rito Fr. Gio. Antonio Chevedo, minore
fece r ingresso in Comaccliio, ar- osservante bergamasco, nel I744
riccia la cattedrale di suppellettili, da Benedetto XIV fu fatto vesco-
procurò l'aumento delle prebende; vo, ed ebbe la gloria di consagra-
e morendo nei i655 fu tumulato re r odierna cattedrale, il cui edi-
nella cattedrale nella cappella del lìzio compito nel 1703.
era stato
ss.Corpo di Cristo. Dopo di lui Attualmente con sollecitudine, e ze-
occupò la sede Sigismondo dc'con- lo apostolico governa la chiesa Co-
ù Lei di Cesena, che volle pur maclcnse, monsisnor Miolicle ^ ir-
COM COM 43
ijili di Cervia, nato in Longinno civescovo di Raveuna IMariniano. I

diocesi di Cesena, t'aito vescovo ai principi rebbero in venerazione, e


19 marzo 1816 dal glorioso Papa l'imperatore Ottone li l'esonerò da
Pio VII, il qual vescovo, fra le ogni peso, e gravezza. La cattedra-
nltre cose, istituì in Bosco-Eliseo le possiede diverse sagre reliquie,

lina parrocchia con grande utile fra le quali una insigne del mar-
ppiritnale dei parrocchiani ; nel tire s. Cassiano cui è dedicala, il

182'j tenne un sinodo che poi pub- quale è pure patrono della città.

blicò colle stampe, restaurò il se- Di questo santo si leggono erudite


minario, ridusse a bella forma il notizie nel Cancellieri, Disscrt. Epist.
palazzo dal comune acquistato per sulle ss. Sirnplìcia, ed Orsa, ]i. 55.
la villeggiatura del vescovo in Co- Quella, che nel 702 riedificò il ve-
digoro senza qui enumerare le
, scovo Vincenzo con bella torre
nltre sue benemerenze, alcune del- campanaria, era a tre navi soste-
le quali andiamo ad accennare. Sid- nute da colonne di marmo essen- ;

la storia dei vescovi, e della sede do la presente di ima sola vasta


di Comacchio va consultato, Jose- nave. Quel vescovo stabilì, che nella
phus Antonius Cavalerius, De Co- cattedrale si dovessero seppellire i

ììiacleiisibiis epìscopis liber ad al- vescovi, non nelle chiese di Cella


terani Coletlanani cdilionern, Italia T'olana, e di Aula Regia. Dopo
Sacra Ughelli locupleta ?idarn, Co- circa mille anni, edopo che il ve-
macli 177C); excndebat idem Ca- scovo Isei gettò la prima pietra
valerius. Il Bollando poi dice, che nelle fondamenta della nuova cat-
prima di Pacaziano, Comacchio eb- tedrale, per le cure e generosità s\

be altri vescovi, e che 1' Ughelli del Cardinal legato Imperiali, si del
non li registrò tutti, giacché Vigo- lodato vescovo Arcani, e sì per la pie-

venza l' ebbe sino dal SSg, ed il tà e per lo zelo de'couciltadini, fu ri-

primo fu s. Oldrado, cui nel 364 fabbricata la presente cattedrale, ed


successe s. Leone, che poi fu il pri- è un bello edilizio di ordine co-
mo Papa di questo nome, e sicco- vinto. Essa è fornita di argenti, e
me Vigovenza era soggetta a Co- di sagri arredi: l'altare maggiore
macchio, vuole che questa già fosse è di marmo bianco, e di verde an-
sede episcopale quando lo divenne tico. È a sapersi, che la cattedrale
Vigovenza. Va qui notato, che ve- i manca di campanile, per cui le

.scovi di Vigovenza erano nel ter- campane sono collocate sul piedi-

ritorio di Comacchio, poi passarono stallo di marmo dell'antico campa-


a risiedere in Ferrara; e nella va- nile, quale mancando di anima
il

canza delle chiese di Comacchio, o interna rovinò da capo a fondo, né


Vigovenza, il vescovo vivente go- ancora si è pensato a ricostruirlo,
vernava le due diocesi. forse per 1' enorme spesa che si ri-
La chiesa di Comacchio fu inol- chiede.
tre feconda di martiri, e vanta, co- Il capitolo, che per dignitarii ha
me si disse, per suo fondatore s. l'arcipiete, e 1' arcidiacono, oltre di
Apollinare discepolo del principe essi si compone di diciassette cano-

degli apostoli s. Per questa


Pietro. nici, tre mansionari, e diversi sa-

rhiesa prese gran premura s. Gre- cerdoti, e chierici addetti al servi-

gorio 1, che la ra(:;comandò all' ar- gio ecclesiastico della chiesa. 11 re-
44 COM COM
gnante Gregorio XVI nel r83q chio. Il Boari fu assai caritatevole coi
concesse ai canonici l'uso del flocco poveri, ed affettuoso colla gioventù,
di seta paonazza al cappello. In co- e lasciò la sua piccola biblioteca per
ro i canonici indossano la mozzet- uso comune. La mensa ad ogni
ta paonazza, e 1' arciprete prima nuovo vescovo, nei libri della ca-
dignità, e 1' arcidiacono seconda di- mera apostolica, è tassata in fiori-
gnità creata di recente sotto l'at- ni cento. Per ultimo faremo men-
tuale ottimo vescovo, godono del zione delle seguenti chiese, e celebri
privilegio della sottana, e mantel- abbazie :

letta paonazza. L' arciprete esercita S. Giacomo in Cella Volana, o


nella cattedrale le funzioni di par- del F^accolino. Fu essa celebre pel
roco, coadjnvato da tre cappellani suo monistero appartenente prima
amovibili. Nella città non avvi al- ai canonici regolari lateranensi, poi
tra parrocchia, vi sono però i cap- ai Frigidiani, religiosi cosi chiamati
puccini, ed anticamente eravi pure per la austerità della loro vita, e
ilconvento deerli agostiniani scalzi. ruvidezza delle vestimenta, e quali
Vi sono alcinii pii stabilimenti, l'o- abitatori de'deserti. 11 monistero
spedale, mirabile per la sua archi- fiorì per uomini illustri, ebbe dei
tettura, il monte di pietà, ed un privilegi, e nella chiesa vi furono
buon seminario. Non è lontano seppelliti molti vescovi.
dalla cattedrale l' episcopio, il qua- S. Mauro con monistero di be-
le fu nobilitato dal vescovo Borea, nedettini, tra i quali fiorirono il b.
che fu pure benemerito della men- Domenico Comacchiese, e s. A pia-
sa vescovile, per averne accresciute no: eravi pure un collegio pei no-
le rendite, come lo fu della catte- bili di Comacchio. Nel 1783 Giu-
drale pei donativi, che le fece di seppe Antonio Cavalieri pubblicò
paramenti, ed arredi sagri. Per ri- in Comacchio, Storia della chiesa
guardo all' episcopio, va qui nota- di s. Mauro di Comacchio.
to, che l'antecessore del presente S. Maria del Popolo, o s. Ma-
vescovo fu monsignor Boari cap- ria ili Aula Regia. Già esisteva ai
puccino, già predicatore apostolico, tempi di s. Leone I , che le con-
barone della Corona ferrea, uno cesse un singolare privilegio : fu del
dei vescovi, che intervennero al con- clero secolare, poi de' canonici re-
cilio di Parigi. Egli abitava due golari lateranensi. Il vescovo Mai-
sole camere nel piano superiore del nardino del i432 l'avea rinnovata.
palazzo vescovile, per cui il lodato Giuseppe Antonio Cavalieri senio-
odierno vescovo monsignor Virgili, re nel 1782 pubblicò in Comac-
trovò l'episcopio nel 1819 in un chio, Istoria della chiesa della
totale abbandono, ed in istato di Madonna del Popolo, detta s. Ma-
intera rovina. Il perchè dovette ri- ria in Aula Regia della città di
sarcirlo quasi per intero, erogando- Comacchio.
vi ingenti somme, ed erigendo al- Dell'Isola de' ss. P'ito e Mode-
tresì dalle fondamenta un nuovo sto. Leone IV
S. le concesse un
braccio per lo che può dirsi, che ab-
; gran dominio era : dei canonici re-
bia egli rinnovato l'episcopio, da lui golari lateranensi. In questa chiesa
pure decorato con pitture rappresen- r odierno vescovo ha ripristina-
tanti la serie dei vescovi di Comac- to la confraternita in onore della
COM COM 45?

beatissima Vergine Maria, patrona lo Cesena 1761. Le osserva-


Proli,
principale di Comacchio. zioni però che spettano alla storia,

S. Maria della Pomposa. Cele- sono del dotto p. abbate Ginanui.


bre abbazia, che secondo alcuni fon- Dopo la pubblicazione del libro, fu
dò Ugo d'Este, e la diede agli ar- corredato di una gran tavola antica
civescovi di Ravenna, dai quali Ot- del territorio di Comacchio, ed in fi-
tone III l'ottenne pei monaci be- ne di due carte rappresentanti la pe-
nedettini, donando alla mensa Ra- sca, e la cucinatura delle anguille.
vennate le terre di s. Apollinare, Inoltre ha dal Comacchiese Gio.
si

e facendola esente. In seguito In- Francesco Ferro, Istoria della an-


nocenzo Vili la conferì in ftis pa- tica città di Comacchio, dedicata a
tronato ad Ercole l duca di Fer- Clemente XI, Ferrara 170 1, Alcu-
rara, e Clemente Vili la visitò. Vi ni opinano esserne il vero autore
fiori Guido abbate; e s. Pier Da-
s. Bartolommeo Ferro. Nel lyoS, sotto
miani vi dimorò due anni, e vi il nome del primo, fu pubblicato il

compose parte delle sue opere. Gli Supplemento alla Storia ec. Am-
altri imperatori confermarono l' e- basciatore delle quattro città Co-
senzione di Ottone che purIII, ciò macchio, Ferrara, Bologna, e Ra-
fecero! Papi Benedetto \III, s. Leo- venna al Cardinal Conti visitatore
ne IX, e Celestino II. L'abbate di pontifìcio. Quest' opuscolo riguarda
Pomposa era signore di varie terre, le acque delle provincie di Bolo-
tra le quali Codigoro [Caput Cau- gna, Ferrara, e Ravenna, contro
ri), borgo situato all'estremità bo- quelliche progettavano la perdita
reale delle valli di Comacchio, in di Comacchio, per liberare dalle
riva al Po di Volano. acque le tre provincie. Bartolom-
Prima esisteva la chiesa di s. A- meo fu autore di altre opere.
gostino, che fu soppressa nel i83i, Questa città ha per istemraa ima
e presentemente serve di arsenale passera, pesce di color naturale.
per la guarnigione austriaca sfazio- COMANA (Comanen). Sede ye-
nata in Comacchio. Oltre le descrit- sco\ì\e in parlibus, nell'Asia in Cap-
te chiese tì è quella del sufFiagio, padocia, dell'Armenia minore
città
come altresì due oratorii pubblici, posta sul fiume Sarus, nella Catao-
l'uno a Magnavacca, l'altro sulle vi- nia. Plinio ne parla come esistente
cinanze del porto della marina. Nel- al suo tempo nella gran Cappado-
la chiesa dei cappuccini si venera cia. Fu poi chiamata Ckrysa, e vol-
la niiiacolosa immagine della b. garmente anche Tabacasa. Questa
Vergine protettrice di Comacchio, e città era consacrata a Bellona, ed
che si riguarda qual santuario. Ad i Romani, dopo aver trionfato di
esso si giugne dalla città per un de- Mitridate, ai sacerdoti di quel tem-
lizioso loggiato sostenuto da cento pio concessero il diritto di sovrani-
quarantadue archi. tà tanto sulla città, che sui dintor-
Scrissero su Comacchio , Gio. ni. Strabene dice che fosse molto
Francesco Bonaveri, Della città di bella.Dipoi Pompeo la diede al re
Comacchio, delle sue lagune e pe- Archelao, Giulio Cesare a Nicome-
sche, Descrizione storica civile, e de, ed Augusto a Diteuto. Tolomeo
naturale, ampliata, corretta e altre tre Cornane 1' una
con nomina ,

varie note illustrata da Pietro Pao- nell'isola di Trapobaua, l'alti-a nella


46 COM COM
Pisidia, e la Iciza nella Frigia. La lui ricevette la gloriosa palma del
nostra Comaiia vuoisi fondata da martirio. Commanville pone l'erezio-
Oreste. ne della sede episcopale di Comana
JVel quinto secolo vi fu eretta al quinto secolo, e la fa sulfraga-
la sede vescovile, suH'raganea alli nea alla metropoli di Neocesarea,
metropoli di IMelilene. Ora non è •juindi ne'fasti ecclesiastici fu rino-
che titolo in pardbuSj, e gli ultimi mata per molti suoi vescovi.
due vescovi, che ne furono investi- COMANA. Sede episcopale d'A-
ti, sono Michele Witmann, e Bene- sia prima Panfilia sottoposta
nella
detto Lascana, poi vescovo di Cor- alla metropoli di Sides, e posta da
dova nel Tucuinaii. Ad essi va ag- Tolomeo tra Baris, e Pergcn uell'an-
giunto Antonio Larrazabal di Gua- tica Pisidia. Coman ville la chiama
ti mala, tatto vescovo di Comaiia Commacum , e la dice eretta in
in partibus dal regnante Gregorio seggio episcopale nel quarto secolo.
XVI, nel concistoro degli 8 luglio Fu chiamata anche I\lanua.
1839. Questa Comana non va con- COMANDAMENTI DI DIO, E
fusa con Coniaco (Comacen. I^edi), DELLA CHIESA. comandanwn- 1

altra sede vescovile di Armenia ti dì Dio primieramente sono i die-


nella Cilicia , alla quale il detto ci precetti, che Dio diede a Mosè
Pontefice, per morte di Gio, Batti- scolpiti in tavole di pietica, come la
sta Masclet, ultimo vescovo in par- sostanza ed sommario della mo-
il

tibus della medesima, agli i i lu- rale, il compendio dei doveri del-
glio i836, diede in successore Giu- l'uomo verso Dio, e verso il pros-
seppe Agostino Molina, americano simo. Dal loro numero tali precetti
del Tucuman. si chiamarono Decalogo, nome che

COMANA. Sede vescovile, so- viene dal greco, e significa dieci pa-
prannominata Comana Pontica role, quanti appunto sono i coman-
perchè città dell'Asia nel Ponto Po- damenti che si leggono nel capo
,

lemoniaco, situata sul fiume Iris ventesimo dell'Esodo, e replicati nel


verso il monte Pai-yadres, la quale quinto del Deuteronomio, tali qua-
venne pure chiamata Manleiiim. Fu li Dio li dettò. Gesù Cristo disse
celebre anch'essa per un tempio di nel vangelo, che i comandamenti
Bellona, a cui era la città consa- si riducono a due, ad amare Dio
grata, ricevendovi un culto parti- sopra tutte le cose, ed il prossimo
colare. Venere eravi eguahriente come noi stessi.

adorata, e vi si celebrava la festa / coniandanienti della Chiesa,


con magnifica solennità, il perchè sono le leggi fatte dalla Chiesa in
vi erano molte cortigiane. Stra- diversi tempi per istabilire l'ordine
bene aggiugne, che anche Diana vi e r uniformila nel cullo divino, e
riscuoteva un culto. nei costiuiii. Santificare le feste, as-
11 martirologio romano, ed il sistere alla messa, osservare a certi
menologio greco, fanno memoria giorni l'astinenza ed il digiuno, ri-

iCo.'ì. maggio di s. Ermias, soldato, spettare le censure ecclesiastiche ec.


ilquale condotto a Comana lìell'im- sono doveri che la Chiesa ebbe di-
pero di Antonino, per la costanza ritto d'imporre ai fedeli, i quali in
con cui soffri grandi tormenti, con- coscienza sono tenuti a soddisfarvi
verfi lo stesso carnefice, che con Sotto il nome pertanto di leggi ec-
COM COM 4;
cleslasliche egualmente s'infondono la capitale Jel mondo callolico,

le regole sui costumi, e sulla disci- ne' quali risiedono quattro ilki-

plina della Chiesa, che furono falte stri sedi di Cardinali vescovi subiu--
o dai concili generali, e particola- bicari, l'abbazia mdlius de'ss. Vi-
ri , o dai sommi Pontefici. Tal è cenzo ed Anastasio delle tre fon-
la legge di osservare la quaresima, tane, e l'abbazia nullius di Siibia-
di comunicarsi la pasqua ec. Tan- co, per solito governalo nello spi-
lo dei comandamenti di Dio, quan- rituale da un Cardinale, senza no-
to di quelli della Chiesa, e delle minare le altre sedi vescovili. Que-

sue leggi ecclesiastiche, si tratta in sto territorio forma quasi baloaido


molti articoli del Dizionario. Solo e corona all'alma Roma, racchiu-
qui aggiungeremo: de Castel Gandolfo soggetto al

. Se alcuno dirà, che i Comanda- prelato maggiordomo prò tempo-


menti di Dio sono impossibili ad ir, prefetto dei sagri palazzi apo-
osservarsi anche da un uomo giù- stolici, come villeggiatura pontilicia,
.stidcato, e nello stato di grazia, sia i luoghi baronali di Bracciano, Gai-
anatema. Coiìcil. dì Trento ses. 6. lieano,e la Colonna, e tredici di-
Decrct. della Giusi, can. i8. o governi, cioè Albano con due
stretti

Se alcuno dirà, che nel vangelo comuni; INIarino; Gonzano con tre
vi è la sola fede, la quale sia di comuni Frascati con cinque comuni;
;

precetto; che tutte le altre cose so- Campagnanocon settecomuni; Castel


no iiulilfercnti; che non sono né co- nuovo Porto con dodici comuni;
di
mandate, né proibite, ma lasciate Tivoli con dodici comuni; Palombara
in libertà, ovvero che i dieci co- con dieci comuni; Genazzano con tre
mandamenti non risguardano in ve- comuni; Arsoli con undici comuni;
run conto i cristiani, sia anatema. Palestrina con dodici comuni; Su-
Can. ic). biaco con dodici comuni; e s. Vi-
Se alcuno dirà, che un uomo giù- to con tredici comuni. La mag-
stificato, per quanto sia egli perfet- gior parte dei governi, e delle co-
lo, non è obbligato alla osservan- muni, e tutte le sedi vescovili han-
za dei comandamenti di Dio, e no articoli nel Dizionmio. La po-
della Chiesa, ma solamente a crede- polazione di delti luoghi suburba-
re, come se il vangelo non consi- ni a Pioma, ora si fa ascendere a circa
stesse, che nella semplice, e assolu- centosessantamila individui. Gravi
la promessa della vita eterna, sen- e dotti autori descrissero, e illu-
za nessuna condizione di osservare strarono il suolo del distretto di
i comandamenti, sia anatema, cioè Roma, feracissimo d'importanti me-
sepafato , smembrato, e disgiunto morie artistiche, e storiche sì sagre,
dal corpo de'fedeli. Can. 20. che profane, e civili. Da ultimo, e
COMARCA DI Roma o Distret- nel 1837, A. Nibby ci ha dato la
TO DI Roma, Presidenza della Co- preziosa Analisi- storico-tipografico-
marca. Questa è una delegazione antiquaria della carta de dintorni
apostolica di prima classe, e dopo (// Roma, in tre volumi,
le legazioni prende il suo posto, co- 11 vocabolo Comarca venne so-
me quella, che in vasto territorio stituitoa quello, che in preceden-
celebralissimo nella storia, contie- za usavasi nei regolamenti sì am-
ne i luoghi suburbani soggetti al- ministrativi, che giudiziari, cioè di
48 COM COM
Distretto, per lo che nei medesimi antichi Statuii di Roma al lib. Ili,
si diceva Roma e Distretto, non cap. 257, si legge: » expliciter de-
Roma e Comarcn. Quindi s'inco- »» claratur qui sit districtus urbis, id
minciò ad adottare come sinonimo » est illae terrae, qusesolvunt Came-
del primo nel moto-proprio di Pa- " rae populi sai et focaticum ". Va
pa Pio VII de' 6 luglio 1816, quan- qui notato, che la prima edizione
do riorganizzò
1'
amministrazione degli statuti di Roma, secondo il p.
pubblica; e suo degno successore
il Audifredi, Catalog. edit. Rom. saec.
Leone XII Io usò non come sino- V. p. 70, fu del 14? f) ma il eh.
nimo, ma in modo copulativo; cioè monsignor Marini in una nota ap-
nel moto-proprio de'5 ottobre 1824 posta a quelli, che .sono nella biblio-
sulla riforma
dell'amministrazione teca Casanatense, dimostra essersi
pubblica, dicendo all'articolo XVII: differita la stampa sino verso il 1480.
Nel distretto e Comarca di Roma, Questi statuti di Roma furono
j governatori corrisponderanno im- poi riformati p-ìr ultimo nel pon-
mediatamente colla segretaria di tificato di Gregorio XIII, e con-
stato, e coi rispettivi dicasteri del- fermati in forma specifica con let-
la com' erasi espresso Pio
capitale, tere apostoliche 8 kal. junii i58o,
VII all'articolo XXII del citato suo pubblicati con questo titolo: Sta-
moto-proprio. tuta alniae urbis Romae in aedi-
E certo però che sì l'uno, che bus populi Romani, i58o, ma nel
l'altro vocabolo non solo hanno avuto lib. I, cap. IO, dicesi soltanto:
sempre l' identico significato ; ma » Inter cives, incolas, et districtuales
hanno compresa la medesima esten- » serventur Urbis statuta " e nel :

sione di territorio, e solo dal i3i6 lib. III cap. 60 dicesi solo: » Com-
a questa parte si è stabilita con 5' munitates, et homines civitatum,
precisione la nomenclatura de'luo- " oppidorum, castrorum, et villa-
ghi, che vi restano compresi. Pri- " rum Districtus urbis teneanlur
ma di delta epoca Distretto di il » vias publicas aptare , et
Roma s indicava genericamente, ma 5' sternere ". A fronte pei'ò di que-
poscia si spiegò composto di un rag- sta generica indicazione, fu senza
gio di quaranta miglia all'intorno contrasto ritenuto, ed osservato che:
di Roma. 11 Cardinal De Luca, in •'Hodie vero occasione retòrmatio-
Relat. Romanae Curiae, discus. 87 » statutorum, quae sub Grego-
nis
n. ig tom. XV, così si esprime; 5 rio XIII sequuta est, ille (Di-
" Iste districtus antiquiori tempore » strictus) in universo ambitu tem-
" Romae triumphantis se protende- 5' poralis ditionis ecclesiasticae, est
» bat ad ambitum centum millia- » quadraginta milliariorum :
" P^.

" riorum Intermedio vero post


. De Luca citato, Relatio Rom. Cu-
» dissolutionem imperii Romani cer- riae disc. 37. n. 16 in fin. t. XV.
-•' tam non habebat regulam, cum Né dissimilmente fu intesa per le
'•' solum de districtu ea loca dice- cause criminali, affermandolo eoa
» rentur, in quibus populus rora. piìi estesi termini i dotti Commen-
" quandam exigebat gabellam.quae tatori dei bandi generali di Ales-
» focaticum vocatur ". Narra lo sandro VII, e di Alessandro VIIF,
stesso De Luca, de Regalibus, di- Silvestro, e Francesco Antonio, zio
scurs. 7?., n. 9, t. Il, che negli e nipote, Bonfini di Bertinoro, ad
COiAl COIVI 49
Bannini generalia, cap. 80. niitn. certe prò ed i dotti Mau-
territorio;

121 e 122. P^. Roma e vescovi rini, per darne un esempio, vi ag-

SUBURBICARI. giungono una carta di Carlo Ma-


Se eguale è stato sempre presso gno, che con una particolare con-
di noi il significato di Distretto, e cessione accorda quidquid in hoc:

di Coraarca, conviene poi osservare, sub niea potestate consislit ab orien-


che questo ultimo ha una deriva- te Marcha per tria milliaria
zione antica di somma analogia, sia passuum tendatur. Ed altrove, t. II,
che da Comes, sia che
provenga col. 75 I Comiles 3Iarcharum, iidem
abbia origine da diarchia, o da Clini marchionibus. Conviene nello
Marchio. Il p. abbate Angelo della stesso parere l'altro rinomato lessi-
Noce, che nel 1667 dedicò a Cle- cografo, Gian Giacomo Hollmann,
mente IX la più accurata edizione Lexicon universale, Basileae 1677,
della celebre Cronica cassiiiese di t. I, p. 984 dicendo 5
»> Marchio :

Leone Marsicano Cardinal d' Ostia, » originaiia significatione aliud non


l'arricchì di dotte note, e disserta- » est quam comes limitaneus, seu
zioni, ed in una di esse trattando « limitibus regionis cujusdam prae-
dell origine , e delle funzioni dei 53 fectus, Marck enim limitem Ger-
Conti [Pedi), prima compagni mi- » manis denotat. In ciò d'altron-
litari dei sovrani, poi onorati d'im- de conviene il Du Cange, t. Il, p.
portanti funzioni, ed in fine pre- 743 soggiungendo che Comes è
,

miati con governi, giurisdizioni e anche Judex civitatis, ac pagi cir-


feudi, soggiunge a canute appella- : cum jacentis. -• Ita appellabant no-
ta est Coniarcha Regia illa in ,
» stri praefectos majorum civilalum
qiiam jus ìiaberet cornes, IMuratori « quam vocem a Romanis hausisse
Rerum ilalic. script, tom. IV, col. >i existimant plerique, a comi- alii

germanicis ".
Plauto pose
295 D. Sull'origine, prerogative, e 's tibus
funzioni dei conti conviene anche , in bocca al parassito Cureulione il
il famigerato glossografo del medio vocabolo Comarchus nel senso cer-
evo Carlo Du Cange, Glossar, ad tamente di una fra le diverse auto-
script, med. et inf. latin, edit. ve- rità di Epidauro .... I\'ec Demar-
net. 1787, tom. II, p, 743. Egli chus, nec Comarchus, che dal com-
spiega il vocabolo Comarchia, co- mentatore Ouvrier si spiega Prae-
me confìnCy limes, gallis frontiere, feclus Fico, seu Vici niagister; lo
commarcfiie. Potrebbe altresì pro- che però indicherebbe una carica
venire dal vocabolo Marella, ISlar- municipale, una specie di commis-
chio; il primo si spiega come ter- sario di polizia. Si è portato an-
minus, Jìnis l'altro come quegli
, che quell'esempio unicamente per
qui marchae praeest, hoc est limili. osservare, che il vocabolo Comarca
V. Calep. septem linguar. Patavii, non può attribuirsi per prima ere-
1741, t. Il, in fin. p. 17. zione al medio evo , ma rimonta
Meglio ancora il nominato Da sino all'epoca della più scelta la-

Cange, artic. Marcha, col. 4^9 e tinità.

490, t. IV, dice, Marcha, Marchia, Passando ora all' origine della
fer/niniis, linies, fines cujiisque re- presidenza della Comarca di Roma,
giotii.fy Mcircha videtur etiani su- è a sapersi che il zelante Pontefi-
ini iiìfei'iliun prò modo agri, vel ce Leone XII, per soddisfare ai voti
VOI,. XV. 4
5o COM COM
dei popoli più vicini a Roma , e Vili, quale voleva prendervi
il

per riparare ai gravi sconcerti, che provvidenza, che non potè effettuare
le amministrazioni comunali di essi a cagione del suo breve pontifica-
solTrivano per mancanza di un di- to. Divenuto nel i83i sommo Pon-
castero, che direttamente le soprain- tefice regnante Gregorio XVI; e
il

tendesse, col moto-proprio de' 25 volendo dare una più esatta orga-
settembre 1827 per conto della nizzazione alla presidenza della Co-
Comarca di Roma, eh' era noverata marca, con editto de' 5 luglio di-
dopo r ultima delegazione e che , chiarò la Comarca stessa delegazio-
componevasi dei distretti di Tivoli, ne di prima classe pei luoghi subur-
e Suhiaco, ambedue con governa- bani in prossimità della capitale
tori, istituì una presidenza col ti- dello stato pontificio, e le accordò
tolo di Comarca, colle sole facoltà tutte le attribuzioni, meno il ramo
per altro di trattare imicamente il politico, sottraendo eziandio dal suo
ramo amministrativo delle comuni, territorio il distretto di Poggio Mir-
sotto la dipendenza della congrega- teto, per riunirlo alla ripristinata
zione Cardinalizia del buon gover- delegazione di Rieti, e togliendovi
no. Alla presidenza riunì pure il pure qualche altra comunità, che
distretto di Poggio Mirteto che , andò a far parte della nuova lega-
prima faceva parte della delegazio- zione di Velletri. Vi nominò un
ne di Rieti, composto di trentotto consiglio amministialivo in luogo
comuni, per cui la giurisdizione della congregazione governativa isti-
della medesima si estendeva sopra tuita nelle altre provincie, perchè
tre governi distrettuali, cioè Tivoli, col prelato presidente cooperasse al-
Subiaco, e Poggio Mirteto, che con- la economia, ed alla civile sua am-
tenevano altri quindici governi sog- ministrazione. Compose quel consi-
getti, e sopia luia popolazione circa glio di quattro consiglieri, cioè di due
di centocinquantatre mila anime. Vi principi romani per Roma, e due
prepose Leone XII a primo presiden- principali possidenti provinciali per la
te monsignor Ludovico Gazzoli, che provincia, aumentando altresì il nu-
promosse da commendatore di s. mero degli impiegati. 1 consiglieri am-
Spirito, con otto impiegati compre- ministrativi sono nominati a sessen-
so il segretario geneiale conte Giu- nio, e si rinnovano per metà a trien-
seppe Alborghetti, e per ordine di nio, conformemente all' editto de' 5

delegazione la Comarca fu posta luglio i83i,tit. 1, art. dall'S al 16,


seconda, dopo quelle di Urbino e siccome è prescritto per i consiglie-
Pesaro. 11 presidente, e il dicastero ri delle delegazioni. Il consiglio am-
di debbono risiedere in Roma.
essa ministrativo fu facoltizzato inoltre
ÌNon andò guari, che l' interme- dalla segreteria di stato a disimpe-
dio della presidenza tra le comuni- gnare le attribuzioni, che nelle al-
tà e la congregazione del buon go- tre Provincie sono affidate com-
alle
verno ritardava il disbrigo degli missioni amministrative. Per dispo-
affari, e dava poca uniformità nelle sizione sovrana, partecipata dalla
risoluzioni. perchè Leone XII
11 segreteria di stato, si rivestì il con-
erasi determinato di ripararvi, quan- siglio amministrativo della facoltà
do la morte nel 1829 troncò pre- i di riunirsi in ogni anno in forma
ziosi suoi giorni. Gli successe Pio di consiglio provinciale, coll'inler-
COIVI COM Si
vento dei gonfalonieri delle città COMARE, COMPARE e COINT-
della Comai'ca, e parte de' principi PARATICO. La comare è quella
romani primari possidenti della pro- donna che tiene altrui a battesimo,
vincia, dando a questi il titolo di o a cresima. Deriva un tal nome
consiglieri aggiunti. Neil' istituzione dal latino CoinniaLer. Comare dice-
della segreteria per gli affari di si altresì rispetto a chi tiene a bat-
slato interni, nel i836 la presiden- tesimo, la madre del battezzato, o
za della Comarca fu a questa as- cresimato. Il compare è quegli, che
soggettata. Con altra sovrana dispo- egualmente tiene altrui a battesimo,
sizione venne in seguito riunita al- od a cresima, ed un tal nome è
la presidenza di Comarca 1' ammi- proveniente dal latino Compaler.
nistrazione delle strade nazionali di- Compare altresì dicesi il padre del
pendenti dalla prefettura delle acque battezzato, o cresimato, rispetto a
e strade ; indi ancora le venne con- chi lo tiene a battesimo, o a cre-
cessa l'amministrazione delle strade sima. Il Comparatico poi è un no-
dell'agro romano. me originato dal greco, e significa
Ilmedesimo regnante Pontefice cognatio spiritua lis. Il Dizionario
ai 3o settembre i83i creò Cardi- della lingua italiana spiega la pa-
nale, e lo riservò in petto , il pri- rola Comparatico » L'esser com-
mo presidente della Comarca mon- -•'
si potrebbe generalmente
pare, e
signor Ludovico Gazzoli di Terni, -•'dire, Parentela spirituale ". San-
e lo pubblicò a' 2 luglio i832. Eb- tolo, e Santola inoltre si denomi-
be egli i seguenti rispettabili prelati nano il compare, e la comare; men-
per successori. tre appellasi Figlioccio, e Figlioc-
Domenico Cattani ,
già delegato cia, Figliano^ e Figliana chi è te-
di Urbino e Pesaro ,
quindi pro- nuto a battesimo, ed è così detto da
presidente del censo, ed insieme chi lo tiene. Altrettanto si suol dire
fatto nel 1882 presidente della Co- del comparatico per la cresima. Agli
marca, da dove nel i835 fu pro- articoliMadrina, e Padrino si da-
mosso alla cospicua carica di asses- ranno le erudizioni, che l'iguarda-
sore del s. offizio, nella quale mo- no la comare, il compare, non che
ri. Fu assai compianto per le pre- il comparatico, pei quali argomen-
clare sue virtti. ti sono a vedersi gli articoli, Bat-
Paolo Maiigelli-Orsi di Forlì, già tesimo, e Cresima. Solo qui ci li-

chierico di camera, fatto nell'apri- miteremo a definii'emeglio le tre


le i835 presidente della Comarca, denominazioni di comare, compa-
e pro-presidente del censo da ul-, re, e comparatico. Sui doveri del-
timo nel gennaio i 842 fu promos- le comari, e dei compari, è a ve-
so alla prelatura di fiocchetti, cioè dersi // codice d' economia puhldi-
ad uditore generale della reveren- ca, ossia codice wm'ersale de do-
da camera apostolica. vari, del eh. avv. Giuseppe Gaeta-
Domenico Lucciardi di Sarzana, no Martinetti, a pag. g4-
già delegato apostolico di Ancona, La comare è ancor detta Ma-
fu fatto come i precedenti dal Pa- (Irina (Kedi), ed è precisamente
pa regnante, presidente della Co- quella donna, o fanciulla, che ha
marca di Roma, nel detto gennaio tenuto con qualcuno un lìambino.
1842. o una bambina al fonte battesimale.
5-2 COM C () Ai
Quegli^ eli' è stato il padrino di un la Chiesa a fare della parentela r
fanciullo, o di una fanciulla, non legame spirituale un impedimento
è compare di quella che n' è sta- dirimente, che cioè rende nullo il
ta la comare, come questa non di- matrimonio. Essendo considerato il
viene la comare del compare del battesimo una seconda nascita, il
fanciullo o fanciulla tenuto al sa- compare, e la comare, e con piìi
gro fonte . Il padre e la madre ragione il sagro ministro del sagra-
del fanciullo o fanciulla battezzati, mento, vi sono considerati come i

divengono naturalmente compari, e genitori del bambino, o bambina.


comari di quelli, che sono stati pa- Contraggono tutti perciò tra di lo-
drini, e madrine dei loro figliuoli. ro un legame, che prima non ave-
Gli uni e gli altri tra loro contrag- vano, e per ragione del quale sa-
gono una parentela, o alleanza spi- rebbe cosa indecente, che cambian-
rituale. do in certa qual maniera di natu-
Il compare è ancor detto Pa- ra, diventassero fra di loro sposi.
drino [Vedi), ed è quegli 'che tie- Secondo il concilio di Trento però
ne un bambino, od una bambina non si contrae questa spirituale pa-
al fonte battesimale. Non è compare rentela dalle parti, quando la co-
della donna, o fanciulla, colla qua- mare ed il compare, per aver il

le tiene bambino, o la bambi-


il bambino, o la bambina ricevuto
na. E poi compare rispetto al pa- r acqua in casa, furono poi solo
dre, ed alla madre del bambino, richiesti del loro nome, ovvero per
o bambina; e contrae un'alleanza assistere alle cerimonie del battesi-
spirituale con loro. Questa allean- mo ; allora non si può diie infan-
za, o parentela spirituale sì dal tenide sacro fonie snscipiunt. Quan-
compare , che dalla comare non do alcuno, od alcuna tiene al fonte
si contrae che col sagramento del battesimale, od alla cresima talimo
battesimo; non per le cerimonie per mezzo di procuratore o procu-
che lo accompagnano, o che dipoi ratrice, delegati a rappresentarli,
si suppliscono, allorquando il bam- contraggono legame spirituale co-
il

bino o la bambina ha già ricevuto me lo facessero di persona. Il pa-


in casa l' acqua battesimale. La dre poi del bambino, o della bam-
stessa parentela spirituale dalle no- bina non pviò amministrare il bat-
minate parti si contrae nel sagra- tesimo, che in caso di necessità.
mento della confermazione, o cre- Adunque l' impedimento, che nasce
sima. dalla parentela .spirituale essendo di
Comparatico pertanto è quel-
Il istituzione ecclesiastica, la Chiesa può
r afiSnità, o parentela spirituale, darne dispensa, e togliere il vincolo
che nel battesimo o nella cresima, del comparatico.
contraggono tra di loro recipro- Le piocure pei comparatici si
camente la comare, o il compare, fanno per mano di notajo , ma i

la figlioccia^ il figlioccio, e i ge- Cardinali, e i principali signori le


nitori di questi, non che il mini- fmno con lettere patenti, su di che
stro del sagramento del battesimo, va consultalo Francesco Parisi, Istru'
e del sagramento della conl'erma- zioni etc. t. Il, p. 253 a 264, e t.

zione. E questa una convenienza IV, p 3"), dove riporta la formola


fondata sulla natura, clic persuase di mandati) per tenere a battesimo.
COM COM 55
ed a cresima. Da una lettera, che » tenue o povera condizione, chean-
il Parisi cidà a p. 260 del tom. II, »» zi in tutto Io approviamo, e de-

si rileva una notabile costumanza » sideriamo ". Le elargizioni per-


del secolo XVI sui comparatici ,
tanto , che si fanno nei compa-
giacché scrivendo Mutio Colonna ratici, non saranno biasimate, quan-
a Pietro Aldobrandino nel i568 do abbiano per principio la carità
(il cui fratello fu poi Papa col no- cristiana, non la vanità, oppure al-
me di Clemente Vili), gli dice che cun fine riprovevole.
avendo la una
consorte partorito All'articolo Campane [F'. §. IV),

ha voluto col mezzo del ss.


figliuola, si parla del comparatico, e degli
sagramento del battesimo farlo com- abusi introdotti de' compari, e del-
pare, e perciò gli mandava la bam- le comari, di altre superstizioni abo-

bagia, che aveva toccato l'olio san- lite risguardanti il preteso battesi-
to amministi-ato nel battesimo, pre- mo delle campane, e delle sover-
gandolo ad accettarlo per suo com- chie spese, che si facevano dai pa-
pare. Qui noteremo, che verso l'an- drini, e dalle madrine delle cam-
no 761 Pipino re di Fi-ancia man- pane, massime in Germania. L'Ol-
dò al Pontefice s. Paolo I le fa- eario, In syntagm. I. Rerum Thurin-
scie, in cui fu posta la sua figliuo- gicarum 364, produsse una cu-
p.
la Gislana dopo battezzata, per cui riosa lettera, con cui il senato di
giusta il costume restò il Papa suo Tenstad fu nel i5i6 invitato ad
compai'e, e gli mandò dei donati- assistere qual padrino al battesimo
vi. J^. gli articoli, Fascie benedetle, di una campana ; anzi per tali spe-
e Padrini Pontefici. se fu ricorso ad Adriano VI del
Relativamente poi ai donativi i522, siccome un gravame dell'im-
che hanno luogo nei comparatici peio germanico.
siccome in alcuni luoghi si fecero COMAYAGUA (De Comayagua)
con gran profusione, per qualche o Valladolid. Città con residenza
tempo furono del tutto proibiti. Noi vescovile nelle Indie occidentali
liporteremo il seguente canone del neir America settentrionale , nello
sinodo Audomarense cap. 7 : » E stato Guatimala
di capo luogo ,

» giacché alcuni si persuadono aver del governo di Honduras. Questa


» fatto abbastanza pel loro com- città, appartenente ad uno degli
» paratico, se dopo il battesimo of- stati formanti la nuova confedera-
« frono qualche dono ai paren- zione dell'America centrale, quando
»> ti che quasi ser-
del battezzato, appartenne alla dominazione spa-
M va all' educazione, ed istruzione gnuola, si c\i\amo Nostra Senora de
w della prole, perciò sarebbe cosa la Conceptwn, Fagliadolid o Valla-
» ben fatta togliere del tutto quel- dolid: Fallisoletiim, Pinthia nova.
» la consuetudine di offrire donati- Comayagua é una notabile città,

« vi siccome alcuna volta fu pre- ed occupa la riva sinistra del fiu-

» scritto con editto imperiale, se me Ulna. I suoi abitanti superano


" l'abuso dei doni per l'iniquità dei i diciotto mila, ed il suo distretto
» tempi si rendesse troppo mani- ne conta da cinquantasette mila.
•' festo. Non per questo però vo- Fra migliori edificii si noverano
i

« gliamo proibire, che i padrini do- il collegio r ospedale riccamente


,

» viziosi sovvengano i figliocci di provveduto, il palazzo governativo.


5^4 COM COM
e la cliiesa cattedrale. La regione di battesimale, e la parrocchia. Nella
Hondiiias fu discopeila a'i4 agosto città vi sono pure due alti-e chiese
1 5o2 da Colombo, ma toccò ad parrocchiali munite del sagro fonte,
Alvarado di farne la conquista. Si oltre tre conventi di religiosi.
coninrese il governo di Honduras COMBA o COMBI. Sede vesco-
nella capitaneria generale, o audien- vile dell'Asia minore, nell'interno
tiadi Gnatimala, ma nel 1700 di- della Licia, e secondo Tolomeo in
venne intendenza, perchè ne fu di- vicinanza del monte Cragus. Di-
staccato. Lo stato di Honduras no- venne vescovato nel secolo quinto,
vera dodici dipartimenti, popolali sotto la metropoli di JMira.
da più di centomila abitanti, ap- COMBEFIS Francesco. Scritto-
partenenti alla diocesi di Comaya- re ecclesiastico del secolo decimo
giia. settimo, nato in Marmande sulla
11 sommo Pontefice Paolo HI, Garonna, diocesi di Agen. Professò
per le istanze dell'imperatore Car- r Ordine dei frati predicatori, e ben
lo V,quale come re di Spagna
il presto passò da scolare a maestro
era sovrano di Comayagua, nel iSSq Era dota-
nella tilosofia e teologia.
vi stabib la sede vescovile, nomi- to di un bel talento, ma più an-
Dandovi per primo vescovo Cristo- cora d' una esemplare virtù. Avea
foro di Pedrasa e trasferendovi , un particolare diletto per lo studio
quella di Tru\illo suftraganea di della lingua greca, che imparò as-
s. Domingo, diversa da Truxillo sai bene. I prelati di Francia, nel
del Perii , sulfraganea di Lima. i656, lo scelsero per attendere alle
Divenuta metropoli Guatimala, fu nuove edizioni dei padri greci : e
dichiarala sua sutFraganea Comaya- infatti disimpegnò l' incarico con ta-
gua, la quale ora è vacante, essendo le accuratezza, che la repubblica
morto da ultimo EmmanueleGiulia- letteraria dovrà essergli per sempre
iiuR-odriguez di Almazau, che Pio VII obbligata. Egli ci diede molti fram-
avea preconizzalo nel concistoro dei menti, e trattati interi di parecchi
i4 aprile 1817. Quando la sede padri ;
pubblicò le opei'e di s. Am-
fu fondata, si assegnarono tre mila fìloco vescovo d' Iconio, di s. Me-
pezze per mensa vescovile, che a- todio e di s. Andrea cretense ; po-
desso dà circa annui scudi sei mila, se alla pubblica luce alcuni nuovi
e perciò ogni nuovo vescovo è tas- scritti di s. Giovanni Grisostomo,
salo ne' registri della camei'a apo- che avea tratti dalla biblioteca del
stolica a fiorini Irentatre. La cat- re con una difesa degli Scolii di s.
tedrale è dedicata all' Immacolata Massimo sopra, s. Dionigi. Diede
Concezione della beatissima Vergi- poi il nuovo aumento della biblio-
ne, ed è un ampio, e bello edili- teca de' padri greci in due volumi
zio. 11 capitolo si compone di cin- in foglio, nel primo de' quali ab-
que dignità;, la prima delle quali è biamo le opere di s. Asterio vesco-
il decano, non che di due canoni- vo di Amasia, e di altri padri gre-
ci, cioè del teologo, e del peniten- ci ; e nel secondo, eh' è tutto sto-
ziere. Vi sono pure diversi preti, e ricOj ci ha data la storia de' mo-
chierici provveduti di conveniente notelili. Nel 1672 accrebbe di un
onorario, per servigio del culto di- nuovo volume la biblioteca de' pa-
vina. Nella cattedrale evvi il fonte dri grecij dandogli il titolo : No-
COM COM 5^
KÙssifiium auctiiarìtnn. Due anni do- vile dell'Asia nella seconda provin-
po pubblicò il suo Ecclesiastiis grae- cia di Fenicia del Libano, di pen-
cus, opera utile ai predicatori. In dente dalla metropoli di Damasco,
(juesta introdusse molli opuscoli dei che Commanville dice eretta nel
due Basilii di Cesarea e di Seleu- quinto secolo. Siccome alcuni la
cia. Dipoi diede alla luce le opere chiamano anche Charra, ed Hau'
di Massimo in due volumi in fo-
s. rani, cosi può vedersi 1' articolo
i^lio. Nel 1675 fece stampare il li- Carra seu Charres, detta anche
bro di s. Teodoto di Ancira con- Harrain, sotto il patriarcato d'An-
tro iSestorio, con note ed un' ora- tiochia, nella provincia Osroena.
zione di s. Gennaro di Costantino- COxMlNGES, o COxMMlNGES.
poli. Il clero di Francia volle dar- Città vescovile del regno di Fran-
gli un compenso coli' assegnargli u- cia, antico paese dell'alta Guasco-
na pensione di mille lire annue, gna, già capitale della contea del
favore per lo innanzi non mai ac- suo nome, ed ora appartenente al
cordato ad alcun regolare. Per or- dipartimento dell'alta Garonna. Pre-
dine di Colbert, ministro di stato, se il nome di Convenaei, dalla po-
fece anche la edizione dei cinque polazione formata da una parte de-
storici greci, che sci isserò dopo Teo- gli abitanti de' Pirenei, che viveva-
fane, per servire di seguito alla sto- no indisciphnati , e senza ordine.
ria di Costantinopoli. Abbiamo e- Pompeo, dopo aver vinto in Ispa-
gualmente di lui un' altra operetta gna il partito di Sartorio, riunì
col titolo : fllaniptilus originu/n re- quelle genti in un luogo detto per-
rnmque constantinopolitaniiii ex va- ciò Co/wenae, cioè comunità, for-
riìs auctorìbus. Quest' opera con- mando una delle nove popolazioni,
siste in alcuni trattati di parecchi che fecero chiamare l'Aquitania
autori antichi sopra la storia di Novenipopulana. Questa città cor-
Costantinopoli. Sul finire della sua risponde all' antica Liigdununi Con-
vita coionò le tante fatiche lettera- \'enariini, che s. Gregorio di Tours
rie con una raccolta di note e cor- disse posta sulla cima d' un monte
rezioni sopra tutte le opere di san isolato. Fu distrutta Corainges dal-
Basilio, pel quale nudriva una par- l' esercito del re Goiitrano nel 585,

ticolar devozione. Il p. Combefis per avere aperto le sue porte a


cessò di vivere nel 1679 in età di Gondobaldo, che dicevasi essere fi-
setlautaquattro anni, consumato dal- glio di Clotario. Tutti i cittadini
le austerità del chiostro, dall'assi- furono passati a fil di spada, né
duità allo studio, e dai dolori del- alcuno ne sopravvisse, come raccon-
la pietra. ta il medesimo s. Gregorio. Il ve-
COMEA. Sede episcopale dell'A- scovo, che sino dal 5o6 eravi stato
sia, della seconda Mesia, nel patriar- istituito sotto la metropoli di E-
cato di Costantinopoli. Fu eretta luse, e poi d' Auch, ne fu scaccia-
nel quarto secolo, e sottoposta al to, ed ignorasi ov' egli e i suoi suc-
meti'opolitano di Marcianopoli. Ma- cessori avessero sede sino al seco-
rio, suo vescovo, intervenne al con- lo XI.
cilio generale di Nicea. Essendo morto Ottone, vescovo
COMES CHARRORUM, ovvero di Cominges, nel lyoS fu eletto a
Cheinoara seu Chòant. Sede vesco- succedergli s. Bertrando, figlio di
56 COIVI COM
A Itone conte dell'Isola. Il suo zelo fu ultimo vescovo Eustachio Anto-
iece Slìbito lifìoiire la diocesi, e ri- nio d' Osmond della diocesi di Pa-
fabbricò la città nel medesimo sito, rigi, quale era stato eletto a
il

ma in modo piìi ristretto; il perchè governarla nel 1785 da Pio VI. La


viene riconosciuto per secondo fon- chiesa cattedrale, dedicata alla b.
datore, ed anzi d' allora in poi la Vergine ed al patrono e vescovo s.
città pi-ese comunemente il nome Bertrando, era uffiziata da tredici
di s. Bertrando di Comminges. Vi- canonici, da quarantadue prebenda-
cino alla sua chiesa, il santo vesco- ti,e da quattro dignitari. Si conta-
vo fece edificare un monistero pei vano nella diocesi duecento venti-
chierici, evolle che vi osservassero due parrocchie, ventidue delle qua-
la comune. Terminò i suoi
vita li erano nel territorio spagnuolo :

giorni dopo cinquant'anni di epi- ed eranvi religiosi di diversi Ordini.


scopato. Dipoi Bonifacio Vili fece La mensa vescovile ascendeva a ven-
vescovo Comminges Bertrando
di totto mila lire, eoa la tassa di quat-
de Got, che nel 1299 trasferì al- tro mila fiorini.
l'arcivescovato di Bordeaux, da do- COilIMEDIE, e COx^IMEDIANTI.
ve nel i3o5, benché non deco- V. Teatri.
rato della dignità Cardinalizia, fu COMMEMORAZIONE, Gomme-
assunto al pontificato col nome di moratio, mentio. Ricordanza, che si
Clemente V. Quindi stabifi la resi- ha di alcuno, e ciò che si fa in o-
denza pontificia in Avignone. Nell'an- nore della sua memoria. In termi-
no 1809 da Tolosa si recò all'antico ne ecclesiastico di liturgia, e di bre-
suo vescovato di Comminges, ed ai viario, la commemorazione è un'o-
16 gennaio fece trasportare ad un razione che si recita in memoria di

ricco avello le ceneri di s. Ber- un santo nel giorno che si celebra


trando, suo predecessore, le quali e- un' altra festa. La commemorazione,
rano state seppellite nella sua chie- per dir meglio, è una preghiera e
sa, avanti la cappella della beata cerimonia destinata a rinnovare la
Vergine. memoria, che si fa delle feste, e
Cominges ebbe i suoi conti par- delle feiie, di cui non si può fare
ticolari, che pretendevano essere af- interamente l'uffizio, a cagione di
fatto indipendenti dai duchi di A- una maggior festa, che succede nel
quitania; ma essendosi estinta la lo- medesimo giorno. Questa memoria
ro casa nell'anno i548, nel regno sifa con un'antifona, un versetto,
(li Enrico II, fu la contea riunita ed una orazione, che diconsi alle
alla corona di Francia. La città col laudi ed al vespero in onore del
territorio nella giurisdizione appar- santo, o della feria, di cui celebra-
teneva al parlamento di Tolosa; si la sola commemorazione. Nel me-

ma il vescovo aveva diritto di as- mento della messa si fa la comme-


sistoie aglistati. Pel concordato del morazione delle persone, alle quali
ibo2, questa sede vescovile restò si applica in particolare il frutto
soppressa, come si legge nella bol- spirituale di anche
essa . Dicesi
la, perciò emanata da Pio VII nel commemorazione una colletta, una
precedente anno, tertio Rai. decem- segreta, ed un postcommunio nella
bris, che comincia colle parole: Qtd messa.
Clirisii Domini vices in terra. Ne La commemorazione da Ridolfo
COM COM 57
fu chiamata ISlemoria Sanctoruin, delle Rubriche, dtll*: Couiiiii^murn-
e da Gemma Sujfragia Stinctoruni. Zìoiii; dì quelle dell' ai'i>eiito, e qua-
Dice il IVlacri essere queste comme- resima ; deir ordine da aservarsi
luorazioui per l'ordinaiio della Cro- nelle commemoraziotii j di quelle
ce, della b. Vergine, e degli apo- de' morti nelle messe da vivo, a
stoli Pietro e Paolo patroni di tut- della conclusione delle commemora-
ta la Chiesa, e della pace. La pri- zioni : terza parte o sezione delle ru-
ma della croce si tralascia nelle fe- briche del breviario Romano ; Ta-
ste per togliere la cagione di me- vola delle commemoraziojii dei gior-
stizia ; si dice poi nel tempo pa- ni delle ottave; de commemoratio-
squale per denotare il suo trionfo. nibuSj rubrica IX, cioè delle com-
Quella della ss. Vergine si tralascia memorazioni delle ferie, delle vigi-

quando nel coro si è recitato il suo lie, della festa semplice, de' giorni
piccolo uffizio, come prescrisse la fra r ottava, e delle domeniche ;
S. C. de' Riti ai io gennaio 1604. mentre alla sezione quinta, riporta
1 beneficiati sono obbligati di fare la rubrica. De Commemoradonibus
le commemorazione de' santi titola- comniunibus, seu suffragiis. D. Gio-
ri de' loro benefizi, e tralasciando- vanni Diclich nel suo Dizionario
la sono obbligati alla restituzione sac. Ut. voi, I, p. 170, e seg. , col-
Pro rata V. Bonacin. dispiu. I, l'autorità della s. congregazione dei
quaest. I, punct. 4 "• 28. Anche i Riti, tratta pure delle Commemo-
religiosi sono obbligati alla Com- razioni d' ogni specie, colla spiega-
memorazione del santo titolare di zione di varii dubbi liturgici.
quella chiesa, dove sono stabiliti di COMMEMORAZIONE dei Fe-
famiglia. Nel tempo dell' avvento deli DEFONTi,o Anniversario dei Mor-
non si dicono le consuete comme- ti. E vma festa, che si celebra da piìi

morazioni, perchè facendosi allora secoli il secondo giorno di novem-


menzione della venuta del supremo bre, in memoria di tutti i fedeli

principe della Chiesa, cedono i San- trapassati, e della quale in parte si

ti suoi servi, siccome osserva il Du- trattò all' articolo Anniversario dei
rando, 1. VI, e. 2. Nel tempo del- Defonti (l'aedi). Nella Scrittura Id-
la Passione di Gesù Ciisto si la- dio, nel 2 lib. e. 12, 4t> à^tt Mac-
sciano le Commemorazioni, perchè cabei, disse, che e cosa santa, e sa-
la Chiesa attende solamente a Cri- lutare pregare pei defunti, e suf-
il

sto sofferente. Nel tempo pasquale, fragarli perchè sciolti dai legami
,

e nelle ottave si tralasciano ancora delle pene che soffiono pei peccati
in segno di solennità ; laonde ca- da loro commessi, giungano all'e-
dendo la domenica privilegiata nel- terna felicità della visione beati-
r ottava, ancorché si faccia l'uffizio fica Dio nel paradiso. Delle col-
di
della domenica, e non dell' ottava, pe veniali non vanno esenti nep-
con tuttociò si lasciano le solite pure i giusti cadendo facilmen- ,

commemorazioni. J^. il Ruiz, in te anche per sorpresa il per- ;

Caerem. Romano. chè debbono le loro anime cancel-


Ma per tutto ciò che riguarda larle col patire in purgatorio, e sde-
le commemorazioni, vanno consul- bitarsi colla divina giustizia, affine

tati i liturgici, come il Gavanto di presentarsi nel cielo , nette da


colle addizioni del Merali, parte i. ogni macchia. D'altronde le anime
58 CUM COM
defedeli dofonti, do[)o che sono par- stesse costituzioni apostoliche, 1. 8,
titeda questa vita, per seiiliisi di- abbiamo al e. i4, questo invito:
minuite e accorciate le gravissime facciamo memoria dei niartin per
pene del purgatorio, ed agevolarsi essere fatti degni di partecipare dei
il sollecito godimento
Dio, al di loro combattimenti. E s. Cipriano
quale aspirano continuamente, han- nell'ep .12, 89, disse : offriamo sagri-
no bisogno della caritatevole pie- fìzipei martiri ogni i'olta, che ce-
tà de'viveuti lèdeli, acciocché colle lebriamo r anniversaria commemo-
orazioni, penitenze, limosine , cele- razione della loro passione. Va qui
brazioni di messe , ed altre opere avvertito, che questi sagrifizii e que-
pie e meritorie possano essere am- ste oblazioni non si facevano ai
messe all'eterno godimento del cielo. martiri, ma a Dio in onore de'mar-
La preghiera per i morti è un tiri.

atto di pietà, e di carità, di cui si Osservò s. Agostino, che le ester-


trovano prove nell'antico testa-
le ne pompe funerali sono fatte a con-
mento, non che nella pratica della solazione de' vivi; e non vi ha che
giudaica sinagoga. Una delle prove la preghiera, i sagrifizii, e le li-

è quella delle purificazioni, che gli mosine, che possono essere utili ai
ebrei usavano per riguardo de' de- morti. A questi le pompe funerali
fonti, lo che dimostra la loro persua- possono giovare solamente, in quan-
sione, che la divozione dei vivi pro- to destano nel cuore de' viventi la
cmasse spirituali soccorsi ai morti. fede, e la pietà verso di loro, e li

Quindi gli scritti de' primi Padri eccitano a pregare per essi. Le pom-
chiaramente provano, che sino dal- pe esteriori poi sono attestati della
l'origine del cristianesimo fu sem- fede de' vivi, o una testimonianza
pre creduto nella Chiesa esservi un ch'essi danno alle virtù dei trapas-
purgatorio ; e tutte le antiche litur- sati , donde gli spettatori possono
gie flmno parola dell'orazione, e del trarre eccitamento a seguitare i lo-
siigrifìzio pei defonti. San Cirillo devoli esempli. Molti poi sono quel-
di Gerusalemme, spiegando ai ca- li de'primi secoli della Chiesa, che
tecinneni molti luoghi della li- domandarono pregarsi per loro do-
turgia, dice loro doversi pregare po morti, non che pei genitori, pa-
per l'imperatore, e per tutti i vi- renti ed amici. Costantino il gran-
vi, nominarsi i martiri per invocare de volle essere sepolto nel portico
ia loro valida intercessione, e far della chiesa degli apostoli, per aver
menzione ancora de' fedeli defbnti parte alle sante preghiei'e, al misti-
per sollecitare la divina misericordia co sagrifizio, e alle divine cerimo-
in loro favore. Clemente di Ales- nie. Si sa inoltre, che anticamente
sandria, che fioriva nell'anno 200 le orazioni, e i sagrifizii pei defon-
dell'era nostra, assicura dover gli ti alcuna volta continuavano, ed
si

uomini espiare i falli leggeri con offerivano per trenta, o quaranta


pene che soffriranno dopo morte, giorni dopo la morte. Si legge di
prima di entrare in cielo. Tertul- s. Gregorio I, ch'egli ordinò di can-
liano, parlando di certe tradizioni tare trenta messe per Giusto mona-
apostoliche, dice che si offerivano al co defonto , il quale dopo l'ultima
suo tempo de'sagrifizii pei morti, e messa apparve a Copioso suo pre-
nelle feste dei martiri; anzi dalle vosto, e gli disse, ch'era stato libe-
COM COM 59
rato dalle pene. Di più, la fonda- ricevevano andavano a pregare sulla
dazione delle chiese, de' monisteri, tomba delle persone morte. V. e.
de'collegi, le donazioni, i monumen- IO. apud Spelman, Condì. Brìi.
ti, i funerali, i testamenti prò re- voi. I, p. 327 Johnson, Canon, ;

demptioiie animae suae ^ provano eccl. di Lawsand voi. I, ad an.


che dall' imperatoi'e Costantino in 816; Conc. Labhé t. VII, p. 1489.
poi, massime dopo il sesto, e setti- Finalmente fu stabilito un gior-
mo secolo, la pia pratica di pregare no , consacrato specialmente alla
pei morti era generale nella Chiesa, preghiera pei morti, eh' è appunto
nella quale si distinsero gì' inglesi. la festa della loro commemorazio-
In un concilio, adunato in Cel- ne, la quale per divozione, e per
chyt dai vescovi soggetti alla sede di vieppiù suffragare le anime de' tra-
Cantorbery nell'S 6, venne ordinato 1 da molte chiese si celebra
passati,
che dopo la morte un vescovo
di anche con ottavario , e da alcune
si facessero preghiere per lui non , anco con solennità massinie da ,

che limosine. Quindi, dato il segno quelle dei Cimiteri di Roma [l^edi).
nella chiesa di ciascuna parrocchia, Secondo Sigiberto, all'anno 998,
i si doveano unire nella ba-
fedeli s. Odilone abbate di Cluny, istituì
silicaper cantare trenta salmi per in tutti i monisteri della sua con-
l'anima del defonto. Poi ogni pre- gregazione cluniacense ( che tanto
lato ed abbate dovea cantare sei- fiori e si propagò )
, la festa della
cento salmi, far celelirare centoventi Commemorazione , o anniveisario
messe, porre tre schiavi in libertà, de' fedeli defunti , assegnandola al
e dare a ciascuno di essi tre scel- secondo giorno di novembre. Tale
lini; e tutti i buoni servi di Dio festa con autorità apostolica fu po-
digiunavano un giorno. Volle inol- scia adottata da tutta la Chiesa di
tre il concilio, che per trenta gior- occidente, indi propagossi per tutto
ni si recitasse dopo le ore canoni- il mondo cattolico. Pietro Galesino,
che un certo numero di orazioni nelle note al Martirologio , ne fa
domenicali pei trapassati , e se ne autore il Pontefice Giovanni XVI
rinnovassero i funerali nel trente- per insinuazione dell'abbate Odilo-
simo giorno , cioè che si cantasse ne,come altri 1' avevano attribuita
la messa con gran solennità. Co- a Papa s. Bonifacio IV. Il Berca-
mandò finalmente il concilio ai fe- stel, Storia del cristianesimo ^ t. XII,
deli, compiere questi doveri di
di pag. 34, dice che s. Odilone ab-
religione con egual fedeltà, come se bate, il quale terminò di vivere nel
si trattasse di uno della loro fami- 1049, stabili la divozione, che
glia, affinchè , mediante il fervore si solennizza per tutti i morti nel
di una generale intercessione , essi giorno seguente alla festa di Ognis-
possano meritarsi il regno eterno santi, forse a suggerimento d'un
eh' è comune a tutti i santi. Quello, santo eremita; e che tal comme-
che qui è ordinato pei vescovi, ogni morazione dovea consistere, nel dire
famiglia lo praticava pei suoi geni- nella vigilia de' morti
il vespero
tori ; si facevano celebrare delle nella mattina seguente il mattuti-
messe per trenta giorni ; si distri- no, e la messa solenne, col suono di
buivano limosine pel riposo dell'a- tutte le campane ; dice ancora che
nima del defunto, e quelli che le una pratica sì pia passò in breve
6o COM COM
;id altre chiese, e dopo qualche e Portogallo, coU'autorità della co-
liMiipo divenne comune a tutto il stituzione Quod, etc. data a' 2 1 ago-
inondo cattolico. V. l'annalista Ri- sto1748, Bull. Bened. XIV, t. II, p.
naldi all'anno104B, num. 6. 498, concesse che nei regni di Spa-
Dipoi il concilio di Oxford, adu- gna e di Portogallo, ogni sacerdote
nato l'anno \iii, dichiarò la Com- potesse celebrare tre messe nel gior-
memorazione di tutti i morti, festa no 2 novembre per la memoria
di seconda classe, ed in essa erano che si fa di tutti i defunti, pe' quali
permessi solo qiie' lavori, che erano ognuno dovrebbe applicare le due
necessari ed importanti. In qualche messe concesse di nuovo, senza ri-
diocesi era di precetto fino al mezzo- cevere per queste limosina alcuna,
tìi ; in quella di Vienna, e di Tours, sotto gravissime pene, contenute
e nell'Ordine cluniacense era solen- nella stessa bolla. Il suo successore
nizzata in tutto il giorno, mentre Clemente XIII, per maggiormente
il) non era che festa
altri luoghi giovare le anime del purgatorio,
o
«li greci hanno fatto
divozione. I col consiglio, e voto della congre-
per lungo tempo la rimembranza gazione delle indulgenze, a' 19 mag-
generale dei defonti nel sahbato gio 1761, pubblicò un decreto, col
prima di quaresima , e in quello quale in perpetuo concesse, che la
avanti la Pentecoste, ma offrivano messa celebrata nel giorno della
il sagli fizio pel riposo dei defunti Commemorazione de' morti da qual-
in ogni sabba to. Il Pontefice Ur- sivoglia sacerdote, godesse il privi-
bano VI poi, nel 1389, dispose che legio come fosse detta in altare pri-
cadendo la Commemorazione de' fe- vilegiato, prescrivendo però che il

«leli defonti in giorno di domenica, celebrante non possa pretendere mag-


si dovesse trasferire nel seguente gior limosina della consueta, secon-
lunedi, siccome notò il Burio, RR. do l'uso de' luoghi.
PP. Inxvis notilia in vita Urba- La Chiesa cattolica adunque sta-
ni fi. bifi la Commemorazione di tutti i

Avverte il Cardinal Bona ,


Rer. fedeli defonti, che sono morti nel
Litiirg. lib. I, cap. 18, § 7, che Signore, cioè in grazia sua, ma che
nel regno di Valenza , ed in altri neir uscire da questa vita non sono
luoghi della Spagna costumavano stati trovati dal divin giudice colla
a tempo suo i sacerdoti celebrare coscienza sì pura, che abbiano po-
per la Commemorazione de' morti tuto essere ammessi immediatamen-
due, o tre volte la messa, o per te nel regno del cielo, nel quale,
privilegio o per consuetudine, per- come sinon può entrare cosa
disse,
venuta forse da Alessandio II, che alcuna, che non sia afifatto monda
neir ordinare a' sacerdoti la cele- ed immune da ogni pur tenue mac-
brazione di una sola messa al gior- chia. E vero, che se ne fa la com-
no e celebrandosi allora
, in un memorazione tutti i giorni nella
medesimo giorno la messa de' de- messa, nella quale sempre la Chie-
funti, ed altra per la corrente so- sa costumò pregare pei defonti tan-
lennità, nulla su ciò dispose. Es- to in generale che in particolare
sendo però andata tal pratica in e che parimenti ogni giorno con
disuso, il Pontefice Benedetto XIV vari esercizi di pietà, e specialmen-
per le suppliche dei re di Spagna, te la sera ad un'ora di notte sono
COM COM r,i

invitati i fedeli a porgere le loro Un vescovato, un'abbazia, un titolo


preghiere a Dio, e a recitare il sal- o una diaconia cardinalizia si dan-
mo De profundis {Vedi), per le no pure in commenda; il vescova-
sanie anime purganti; ma, per rav- to a'vescovi, l'abbazia agli ecclesia-
vivare maggiormente qiiest' obbliga- stici o prelati secolari e regolari, i

zione che abbiamo verso eli esse, e titoli e le diaconie a' Cardinali, i

in peculiar modo pei genitori ed quali possono essere preti Cardinali


altri congiunti, la quale è un ef- di un titolo, commendatari di
e
fetto della comunione de' santi, che un altro, diaconi Cardinali di una dia-
unisce in un sol corpo la Chiesa conia, e commendatavi di un altra,
trionfante in cielo, e la Chiesa mi- non che Cardinali vescovi suburbi-
litante in terra , e la Chiesa pui-- cari, e commendatari di un titolo.
gante o paziente nel purgatorio, ha Ciò è avvenuto quando un Cardi-
voluto saggiamente la medesima nale dell'ordine de' preti passando
santa Chiesa, accordando anche il dalla sifa chiesa titolare al vescova-
tesoro delle indulgenze, che in quel to suburbicario, o ad altro titolo, co-
giorno tutti fedeli si uniscano a
i me di primo prete; ovvero quando
sufifragarle con ogni sorte di ora- un Cardinale diacono passando dal-
zioni messe, ed opere buone, of-
, la diaconia cheaveva ad un' al-
ferte a Dio con la intenzione, che tra, per amore che portava al-
giovino alla soddisfazione de' debiti l'antica sua chiesa titolare o diaco-
cui quelle benedette anime hanno nale, bramò ritenerla in commen-
contratto colla divina giustizia. V. da; locchè si concede dal .som-
Albano Butler, Vile de Padri, dei mo Pontefice nel concistoro segre-
Martiri, ec., secondo giorno di no- to. Gli ultimi esempi si leggono
vembre. La Commemorazione dei nelle Notizie di Roma per Vanno
morti, e gli articoli analoghi nel Di- 1837; dove sono registrati il Caidi-
zionarìo. nal De Gregorio vescovo di Fra-
COMMENDA. Benefìcio ecclesia- scati, e commendatario della chiesa
stico dato in custodia, in ammi- di s. Alessio: il Cardinal Fesch
nistrazione e godimento ai Cardi- del titolo di s. Lorenzo in Luci-
nali, ai vescovi, agli abbati rego- na (chiesa che suol ottarsi dal Car-
lari _, ai chierici, ed anche ai cava- dinale più antico dell'ordine pre-
liei'i di Ordini equestri religiosi, sbiterale in R^oma),
residente e
i quali prendono perciò il titolo commendatario della chiesa di s.

di Commendatore, e Commendata- Maria della Vittoria: non che il

rio. Commenda viene dalla parola la- Cardinal Riario Sfoi-za diacono del-
tina commendare, cioè dare in custo- la chiesa di s. Maria in via Lati,
dia; committere, dare in commenda, e commendatario della chiesa dia-
ridurre in commenda un benefìcio conale di santa Maria in Domnica.
ecclesiastico. Dicesi anche Commenda- Così i Cardinali dei tre ordini dei
tario e Commendatore colui che , vescovi, de'preti, e de'diaconi, pos-
fonda una commenda, o che la gode sono essere commendatari di vesco-
per successione condizionata, e con vati, ed abbazie anche nuìlins; anzi
obblighi spirituali; e chiamasi pure di queste ve ne hanno alcune che per
Commendataria il fondo, e lo sta- lo più a loro si conferiscono in coin-
to su cui fu istituita la commenda. n)cnda. Rileva il Galletti del Fri-
6^. COIVI COM
miccro , p. 343, clic il Caidinal Questi vescovi erano chiamati nel-
Bentivcnga, creato tla Nicolò III l'occidente Coininenclatari, o l'^isi-

nel 127.S, aveva in commenda il latori: e nella chiesa africana In-


titolo cardinalizio della chiesa di tercessori, o Intervenienti.
s. Croce in Gerusalemme di Roma: Il Codice dei doveri, del eh.
laonde già erano in uso nel secolo Martinetti, parlando a pag. 3^5,
XIII tali commendatone, mentre di quelli degli abbati commendata-
quelle degli Ordini equestri e caval- ri beneficiati e prebendati di ogni
lereschi voglionsi originate verso specie, ecco quanto dice sull' origi-
il 1270. P\ Commendatore. L'ab- ne delle Commende : » Vacando
bate commendatario è diverso dal- " una chiesa, o monistero ammi-
I abbate regolare. » nistrato da'regolari, e qualora le
L'uso delle commende è antichis- •' persecuzioni, le circostanze, il ri-
.simo nella Chiesa, ed eccone l'ori- -•' numero impediva l'elezio-
stretto
gine. Allorquando un benefìcio ec- " ne di un capo, che curasse il
clesiastico era vacante per assenza, » buon governo della chiesa o mo-
o morte del titolare, la custodia » nistero; il vescovo soleva nomi-
ed amministrazione si confidava ad » nare una specie di economo, che
un economo finché fosse provve- » chiamavasi intercessore quasi in-
duto cH altro titolare. L'economo » terveidens. Questi non poteva du-
era un vescovo, un semplice eccle- » rare più di un anno perchè non
siastico, ed anco un laico. Se l'eco- » abusasse nell'amministrazione, e
nomo era ecclesiastico, governava ' quindi se ne nominava un altro
il beneficio sì nello spirituale, sì » finché fosse durata la vacanza.
nel temporale se laico, non aveva : 55 Insensibilmente questi intercessori
che r amministrazione del tempo- 55 si confermarono, commendata fl-
rale, e godeva di una parte del it D' indi eb-
deli administratioìie.
reddito durante il tempo di sua 5) bero origine le commende, i cui
amministrazione. E che tali com- » frutti si applicarono poscia ai
mende si usassero nel IV secolo •s Commendatari ad instar beneficii.
deJla Chiesa, lo abbiamo da s. Ata- •3 f^. il testo in cap. Constitiitum. 11.
nasio, il quale secondo Niceforo lib. » 7.9. I. Chopin lib. t. monast. tit.
II, parlando di sé stesso dice, che » 2. n. 6: Landeraeter de veterib.
gli avevano dato in commenda, cioè " cler. et monachis, lib. 2, e. \^:
gli avevano dato da governare una " Gonzales in cap. ne prò def--
chiesa, oltre quella di Alessandria 5> cln, de elect. Idem in cap. 2. de
di cui era patriarca. Ed a'tempi » concess. praebenda ".

di s. Gregorio J, eletto l'anno Sgo, Può dirsi coi trattatisti delle ma-
le commende ecclesiastiche già era- terie vacando in
beneficiarie, che
no assai frequenti durante l'assenza antico un beneficio elettivo, un ve-
o la malattia de'pastori, o
duran- scovato, un'abbazia, o un beneficio di
te vacanza delle loro sedi per
la /ns patronato, al quale l'Ordinario
morte, per violenza ec. // Registro per alcun riguai'do non potesse
di tal Pontefice è pieno di questa provvedere immediatamente, la cu-
specie di commende, ovvero di com- ra di quello era raccomandata dal
missioni ch'egli dava a'vescovi, per superiore a qualche degno indivi-
prendere cura delle chiese vacanti. duo, finché se ne facesse la prov-

\
COM COM 63
visione. Egli però non aveva facol- laico, divenuto ereditario, un abbate-
tà di valersi dell'entrate, ma solo monaco.
di governarle; e a questo si no- I Capitolari di Carlo Magno, i

minava un idoneo soggetto, che per concili, e lo zelo de'Pontefìci in


lo più era un beneficiato, a cui la diverse epoche si dichiararono con-
cura comandata era di peso per- tro le commende perpetue tanfo
chè bisognava, che la prendesse per degli ecclesiastici, che dei secolari,
solo servizio della chiesa. Questi non finché nel Boy Clemente V, con
i

potevasi dire avere il beneficio della ima bolla le annullò tutte senza
chiesa commendatagli, se non assai neppure eccettuare Cardinali, co- i

impropriamente; il perchè in real- me si legge nel Bercaslel, Storia del


tà non aveva due benefìci; ciò Crist. t. XV. p. i3g, e neW Exlraw
non pertanto nacque una massima 1. de praebend. in exlravag. com-
tra i canonisti che uno poteva con- inun. D' allora in poi i Pontefici,
seguire due benefizi ; uno in titolo, ritenendo gli altri vescovi ristretti
l'altro in commenda. Questa in nel termine di sei mesi, pas«;arono
principio non durava che sino alla a dare le commende ad vitrun, le
provvisione, ed in progresso si com- quali se si danno a chi abbia in
mendò per un tempo lungo a se- titolo un altro beneficio incompali-
gno, che i Pontefici dovettero proi- le, serve benissimo e non ferisce
bire ai vescovi di commendare più la legge che vieta non si pos-
che per sei mesi, giacché era sì sano dare due benefìci , cioè se
grande l' abuso, che sino dal seco- non uno in titolo, 1 altro in com-
lo Vili i vescovati, le parrocchie menda ; ma realmente il commen-
e i monistcri si davano in com- datario ad vitam, in quanto alle
menda perpetua, contro la lodevole utilità è come il titolare. Anche
origine, ed istituzione delle com- col dare in commenda il benefìcio
mende, ch'ebbero per iscopo non ad uno, che non abbia le qualità
l'utilità de' commendatari, ma sib- ricercale dai sagri canoni, non si

bene quella delle chiese, cui davan- contravviene alle prescrizioni dei
si a custodire. Indi giunsero com- i medesimi, ma gli si dà coi fatti,

mendatari ad impadronirsi dei be- non colle parole. Il concilio gene-


ni delle chiese loro affidate in cu- rale Lateranense celebrato da Leo-
stodia . Laonde nel IX secolo i ne X, nelle sessioni del \^\\, nei
concili invitarono i principi di co- Decret. de Reformat, dispose: che
operare a rimettere abbati nei mo- le commende essendo pregiudizio-
nisteri affidati ai laici, che impune- voli ai monisteri, tanto pel tempo-
mente avevano anche il
usurpato rale, che per lo spirituale, dopo In
nome di abbati. V. l'articolo Abbate morte degli abbati regolari, le loro
di questo Dizionario, ove parlasi de- abbazie non potessero essere date
gli abbati-conti, come degli abbati in commenda, se non fosse per la
Vi partibus. Il primo ad introdurre conservazione dell'autorità della san-
un abuso vuoisi sia stato Car-
tale ta Sede; e quelle che sono erette
lo Martello. Questa specie di ab- in commenda, cessassero d' esserlo
bati commendatari pretendevano di dopo la morte degli abbati com-
farsi per anco reggitori de'monaci, mendatari; o non fossero date iii
ai quali bisognò dare, oltre l'abbate commenda, che ai Cardinali, o ail
(14 ^OM COM
altre persone qualificate com-
: che i no interamente relfetto, e le com-
incntlatari, i quali lianno una mensa mende sussistettero ancora nella
separata da quella dei monaci, som- Francia prima delle turbolenze la-
ministrassero la quarta parte del- crimevoli accadute nel declinare
la loro mensa pel mantenimento del secolo decorso. S'intende che
del monistero : e se la loro mensa tali commende, o benefici regolari
fosse comune con quella de' religiosi, si davano dal re di Francia colla
si prenderà la terza parte di tutte le dispensa del Pontefice. Nel nuovo
rendite pel mantenimento dei mo- regolamento fatto per la Brettagna
naci, e del monistero. Cos\ quel nel 174^» t'a 'e altre cose si leg-
"venerando concilio dispose, e de- ge, che gli abbati commendatari
cretò. sedevano come i vescovi in roc-
Egualmente il concilio di Tren- chetto, e mantelletta; uso particola-
to annullò le commende perpetue re della provincia di Brettagna,
nella sessione i5 De reforni. e. 2 i ; che rimontava ad una concessione
e nella sessione 27. e. 4- ^^ ^^^^ di Francesco I. Va però avverti-
rammentato, che fu intenzione di to, che le commende non sono in-
quel sagrosanto concilio di rime- giuste di dappoiché
loro natura ;

diare sulla materia beneficiaria a il concilio di Trento e gli altri an-


tre cose: primo alla pluralità dei teriori concili si sono contentati
benefizi ; secondo alla successione di far voti pel ristabilimento del-
ereditaria i terzo all'assenza dei be- l'antica disciplina per questo rispet-
neficiati e per proibire ogni plu-
; to. E quanto al succitato capo 21,
ralità ordinò che imo, benché insi- sess. 25 del concilio di Trento, il
gnito della dignità Cardinalizia, non quale sembra non approvare, che
potesse avere più di un beneficio, leabbazie sieno possedute in com-
e se quello fosse cosi tenue che mende, canonisti non lo consi-
i

non bastasse per le spese del be- derano, che come im consiglio, e
neficiato, potesse averne anche un non come una proibizione. La pa-
altro, il quale fosse però senza cu- rola confidit è il vero fondamen-
ra d'anime; proibì le commende to di tale interpretazione.
de'benefici di curati ad vitani per Per riguardo ai diritti dei com-
un pretesto ad averne due;
essere mendatari, ed i loro doveri, essi
comandò pure che monisteri per i gli hanno comuni a quelli degli
l'avvenire non fossero commendati, ecclesiastici . Oltre a quanto an-
e quelli che sino allora lo erano, diamo ad accennare, vanno consul-
quando vacassero, fossero ridotti in tati canonisti, come La Combe,
i

titolo; proibì ancora le unioni ad Raccolta di giurisprudenza alla pa


i'itani, essendo un altro pretesto di rola Commenda ; Piales, Trattalo
conferire più benefizi sotto il no- delle Commende ; V Altaserra, Asce-
me di uno. Per levare la suc- ticon, seu originum rei monasticae,
cessione proibì ingressi , ed ac- lib. IO. Gli abbafi commendatari
cessi , e le coadiutorie con futu- sono veri amministratori delle ren-
ra successione, eccetto nelle cat- dite della commenda, e dei dirit-
tedrali, e ne' monisteri, che il Pa- ti, e proprietà della sospesa le-
pa accorderebbe per giuste cause. gittima corporazione. Come ainmi-
Ma queste proibizioni non sortiro- nislralori delle rendite, dilferiscon(j
COM COM 65
dagli altri amministratori ,
poiché te di Malta, dalla sede di esso, e
r erogazione s' impiega a proprio pel gran maestro, che stava in quel-
comodo, mentre le commende di- r isola, le commende, e i commen-
vengono una specie di beneficio, datori sono di due specie, e natu-
di cui il fruttato appartiene al re : i primi sono commendatori
commendatario. Come amministra- celibi, che appartengono alla me-
tori delle proprietà , e dei dirit- desima religione equestre gerosoli-
ti altrui sono tenuti gli abbati mitana, la quale dà loro in ammi-
commendatari a migliorare piutto- nistrazione le commende, chiaman-
sto che deteriorare le terre, e i fab- dosi commendatoi"e l' investito ; i

bricati della commenda, non im- secondi sono i commendatori delle


porre debiti, usi, e servitù pregiu- commende di j'us patronato, le qua-
dizievoli ; sostenere i dii'itli vigenti, liappartengono a quelle famiglie,
e rivendicare i perduti non frap- ; che le istituirono con beni fondi.
porre alcun impedimento perchè E siccome tali commende si go-
Ja sospesa corporazione proprietaria dono nelle rendite dal capo od al-
venga a riprendere l' antico gover- tro della famiglia fondatrice, esso
no de' suoi beni ; non alienarli pre- prende il titolo di Commendatore.
sa r alienazione anco nel lato sen- Un godimento di redditi si go-
tal
so, e convenire nei contratti per- de da padre in figlio, sino alla e-
messi, purché vi sia V utilità della stinzione della linea maschile, ter-
Chiesa, e sotto la censui'a dell' ec- minata quale è interamente de-
la
clesiastica autorità, e finalmente di- voluta alla detta religione Geroso-
stribuire a' poveri limosine, cioè il limitana. Uno de'distintivi del Com-
sopravvanzo d' un convenevol man- mendatore Gerosolimitano dal sem-
tenimento ecclesiastico, e prendeie plice cavaliere, è di portare la cro-
a cuore il bene spirituale e tem- ce d' oro smaltata di bianco, più
porale dei loro monisteri ec. P^. il grande nella forma, ed appesa al col-
Rebleffa, titul. de Commenda, n. lo. Tanto per le dette commen-
25, e n. 26 ; e l' Amydenio, De de dell'Ordine gerosolimitano , che
stylo dalen'aCj Commenda proprie per quelle di j'us patronato, e per
non est titulus, cap. 1 4, n. 18. la distinzione dei commendatori
Conimendae a principio dahanlur dai cavalieri della medesima reli-
ad quinquennium, quod proragaba- gione gerosoHmitana, ciò è in viso
tnr, cap. 17, n. 28. anche in altri Ordini equestri reli-
COMMENDATORE. Titolo ono- giosi. Alcuni di questi hanno anche
rifico di equestre dignità, come di il titolo gran Commendatori. Tre
di
cavaliere proprietario di una com- se p. Fulvio Fon-
ne leggono nel
menda di j'us patronato, o cavalie- tana, / pregi di Toscana nell' im-
re celibe, e religioso professo di prese di s. Stefano. L'ultimo di essi
Ordine militare, investito dell'am- fu il Cardinale Carlo de Medici.
ministrazione d' una commenda del Dopo di esso la dignità di gran
medesimo Ordine, ovvero cavaliere Commendatore rimase sospesa. ^.
appartenente all'Ordine cavalleresco Commenda.
col titolo di Commendatore. Nel Commendatore è pur quel cava-
già sovrano e rifiorente Ordine ge- liere di un Ordine militare, che go-
rosolimitano, chianiato volgarmen- de il reddito di uua commenda, e
voi. XV.
66 COM COAI
si dice religioso, ne segue perdio ee più grande di quella di cavalie-
gli statuii. Questi, sebbene atnmo- le , e nell'appeiidersi essa al collo
gliato, conservando la castità con- con nastro di fettuccia più larga
jngale, per indulto, e beneplacito come si potrà vedere a"rispettivi ar-
del Pontefice, ne gode il titolo e ticoli. Per dire qui alcuna cosa di
la rendita. Tali sono nella Spagna siffatti Ordini e gradi, parleremo
i commendatori degli Ordini di s. di due Ordini, che il regnante Pou-
Giacomo di Calatrava, come in tefice Gregorio XVI istituì, e rese
Francia una volta i commendato- più splendidi, cioè quello di s. Gre-
ri dell' Ordine di s. Lazzaro, e tut- gorio ]Magno , fondato coli' autorità
ti gli altri commendatori degli Or- della costituzione Quod Sunwiis.
dini, di cui si tratta nel Z>/:;/o/i«/vo. data primo settembre i83i; e
il.

Per un somigliante privilegio i re quello dello Speron d'oro rinnova-


di Spagna sono gran maestri dei to con maggior onorificenza me- ,

tre Ordini menzionati di s. Giaco- diante il contenuto del breve, Lit-


mo, di Calatrava, e di Alcantara, tcrae apostolicac , Cam honiìnuni
Fu Papa Adriano VI che, essendo mentex dei i84r. Per
3i ottobre
re di Spagna il suo discepolo Car- i* Ordine Gregorio I stabilì
di s.

lo V
imperatore, fece perpetua nei quattro gradi cioè di gran croce
,

re di Spagna la dignità di gran di prima, e seconda classe, di com-


maestri de' sopraddetti tre Ordini mendatori, e di cavalieri; ai com-
del loro regno, locchè quei sovrani mendatori diede la croce e fcttuc-
avoano già ottenuto da altri Pon- eia più grande de' cavalieri, perchè
telici a tempo limitato, come si leg- l'appendessero al collo, potendo usa-
ge in Natale Alessandro, Hist. Ec- re in vece di questa l'altra di cava-
re t. > III, p. Sy, num. 4- Se può bere, la quale si dovesse appende-
essere commendatore, col godimen- re al lato sinistro del petto. I mili-
to del reddito della commenda del- tari commendatori, e cavalieri rice-
la religione cui appartiene , vm vono la croce, sovrastata dalle in-
semplice laicoammogliato con , segue, ed emblemi militari, gli al-
più di ragione può esserlo un ec- tri colla corona smaltata di color
clesiastico, il quale talvolta è pu- verde. Dipoi lo stesso Gregorio XVI,
re commendatore
di semplice ti- per maggior decoro dell'Ordine, col-
tolo diqualche Ordine cavalleresco, la lettera apostolica Cnm amplissi-
nvente tali gradi, essendo stato ag- via honorum mimerà jiirc, data ai
grcgato al- medesimo per onori- 3o maggio i834, ridusse ad uno
ficenza. Vi sono commendatori an- i due gradi di gran croce di pri-
che dei prelati, come in Roma ma classe, stabilendone il numero
monsignor Coniwendatore di san a trenta; il secondo grado volle che
Spirilo (^T edi) , il quale è uno fosse dei commendatori, in nume-
de' primari prelati della Sede Apo- ro di ed il terzo quello
settanta;
"f^'ica. de'cavalieri composto di trecento
Finalmente vi sono degli Ordini individui. Dichiarò poi, che in ta-
equestri, che il gradoconferiscono li cifie si dovessero comprendere i
di commendatore, maggiore del Ca- soli appartenenti allo stato pontifi-
i'aliere [ledi): il quale consiste ciò, riserbandosi oltre tal numero
nella distinzione del «itolo, iiella cio- di annoverarvi gli esteri; e volendo,
co:\r COM G-
the il gran cancfllicre fieli' Ordine c/'.ie<ilre , e Speroxe nono, Ordine e-

l'osse Cardinal segietaiio de" bre-


il qiiextre.
vi prò tempore. Laonde il primo fu il COMIMENDATOUE m s. Snrr^
Cardinale Emmanuele de Gregorio, To. Dignità, di cui in Roma è ji-
come abhiamc dalle Notizie, di Rn- veslito uno de" primari prelati del-
ina annuali, giacché il Cardinal Al- la ^fÀe^ apo.stolica, come gran mae-
bani, die allora era segretario dei stro, e precettore generale dell Or-
Jjrevi, non No-
fu pnl)bIicalo dalle dine de'canonici regolari di s. Spi-
tizie Ptoma con tal gra-
annuali di rito in Sassia, e del celebi'c e gran-
do, perchè morì a' 3 dicembre del- dioso arcispedale apostolico di tal
io stesso anno i834. nome , veiamente degno , e conve-
Per conto poi dell'antichissimo niente alla capitale del cristianesi-
ed illustre Ordine dello Sperone mo. Egli è ancora nimbate mitrato
d' oro , col breve, Cam Iwniinttni di Monte Romano, e barone della
V7entes, il medesimo Papa che re- Manziana, con giurisdizione anche
gna per restituirlo al suo primiero spirituale su Monte Romano. Pri-
gian lustro, e rincmaìv/a, io rifor- ma si chiamava presidente, poi pre-
mò, col vietare a chiimqiie di con- cettore e maestro generale di tut-
ferirlo. Abrogandone peiciò privi- i to l'Ordine, indi commendatore.
legi, lo dichiarò composto di due Ina, re de' .sassoni occidentali, nel
classi, cioè di commendatori e di , pontificato di s. Gregorio II, nelle
cavalieri godimento degli anti-
col vicinanze del Vaticano, fece edifi-
chi diritti e privilegi. Per distin- care la chiesa di s. Spirito col ti-

guere poi i commendatori dai cava- tolo di s. Maria in Sassia. Poscia


lieri, voile che primi portassero i recandosi in R.oma aggiunse alla,

ai collo la croce più grande, ed ap- chiesa una gran .scuola, o collegio,
pesa a fettuccia più laiga di quel- perchè servisse di ospizio a' pelle-
la decavalieri : e perchè il grado grini suoi sudditi anglo-sassoni , e
di onore, e di dignità tanto piii peixiò fu denominata in Sassia. As-
risplenda, quanto minore è il nu- segnò inoltre alla chiesa ed ospizio
mero di coloro, al quale si confe- (ove vennero posti alcuni sacerdoti
risce, dispose il Pontelìce, clje di pel divin culto), ricche rendite, le
centocinquanta sia il numero dei quali in seguito furono aumentate
commendatori, e di trecento quel- per la pia generosità di OlTa re
lo dei cavalieri. Stabilì ancora, de'merclori, allorquando recossi in
clie tale prescrizione di numero Roma, per venerare la tomba dei
in entrambe le classi fosse pei principi degli apostoli, acciocché ve-
soli sudditi pontificii: quindi creò nendo quivi sudditi del suo re-
i

gran cancelliere dell' Ordine del- gno, potessero godervi l'ospitalità.


lo Sperou d' oro, il Cardinal se- Inoltre ne furono lienefattori altri
gi'etario de' brevi pi-o tempore, pei* sovrani inglesi, e principalmente i

cui ne divenne per primo il Cardi- romani Pontefici, massime pegl' in-
nal Luigi Larabruschini segreta- cendi ed altre gravi vicende , cui
rio di stato, e vescovo suljuibi- andarono soggetti 1' ospizio e la ,

cario di Sabina, che lo è pure di chiesa. TuttavoUa allorché fu creato


quello di san Gregorio Magno. l^apa Innocenzo HI, essendo la scuo-
/. S. Gregorio M ac.xo Ordine e- la affatto rovinata, siccome d'animo
68 COM COM
grande, e di vasta meule, edificò autorità apostolica la confermò pie-
mi sontuoso ospedale pegl' infermi namente neh' anno ì/^'^'j. Ol-
e pei fanciulli esposti perchè ille- tre i canonici regolari , furono an-
gittimi, d'ambo i sessi. Ne afiidò co istituite delle monache ospitala-
la cura Canonici regolari dello
ai rie, principalmente per la direzio-
Spirito Sanlo (Fedi), siccome ospi- ne delle fanciulle illegittime , delle
taiari, istituiti in Montpellier dal quali monache si parla volume al
conte Guido francese; laonde la VII, p. 9.75 del Dizionario. Con-
chiesa, e l'ospedale presero il nome siderando per altro Benedetto XIV
di s. Spirito in Sassia, come pure la grande distanza da Roma tanto
lo prese l'Ordine, perchè il Pontefice di esse quanto dei canonici dello
dedicò l'una, e l'altro allo Spirito stesso Ordine, che diversi Pontefi-
Santo, come scuola di carità. Di- ci avevano assoggettato al commen-

chiarò Innocenzo ìli V Ospedale di datore generale di s. Spirito in Sas-


di s. Spirilo in Sassia di Roma, sia di Roma, sottopose gli uni e le

capo e principale di quelli, che altre ai rispettivi Ordinari, toglien-


in seguito avessero eretto i me- dole dalla giurisdizione del com-
desimi canonici regolari, e Gui- mendatore, come si ha dalla costi-
do gran maestro generale di essi. tuzione Saepe Romanorum, data ai

Innocenzo IVed ampliò


ristorò 5 aprile 174I5 Bull. Maga. t. XVI
l'ospedale; Gregorio XIII tra que- p. 24. Che il commendatore sia
sto, e la chiesa eresse il magnifico gran maestro generale dell' Ordine

palazzo per residenza del commen- di s. Spirito, dalla cui giurisdizione


datoi'e, e de'canonici ; ma la chiesa dipendevano tutti gli ospedali, e le
e l'ospedale già avevano ricevuto pie case si di canonici regolari, che
grandiosi abbellimenti, giunte, e l'i- di monache ospitaliere le quali pro-
parazioni dalla provvidenza e splen- fessavano la regola dis. Agostino
didezza di Sisto IV, che vi fece un ed erano aggregate all'ospedale, o
luogo anche pei nobili infermi. Di- arcispedale di Roma, lo dice in due
poi, nel i6o5. Paolo V eresse l'uli- eruditissimi discorsi storico - legali

lissimo, e celebre banco dei depo- Prospero Larabertini, avvocato con-


siti di s. Spirito; Benedetto XIII, cistoriale, poi romano Pontefice col
e Clemente unirono l'ospe-
XII vi nome di Benedetto XIV.
dale de' dementi, e molto beneme-
riti dell'intero stabilimento furono Notizie dei più celebri Maestri ge-
Benedetto XIV, Pio VI, senza
e nerali, Precettori o Commenda-
nominare altri. F. Ospedale di s. tori dell' Ordine , ed arcispedale
Spirito in Sassia. apostolico di s. Spirito, ove sono

Nel pontificato di Nicolò V, es- interessanti notìzie riguardanti il

sendo nata grave controversia sul pio stabilimento.


primato tra l'ospedale di s. Spirito
di Roma , e quello di IMontpellier, Innocenzo III avendo approvato
de'canonici regolari ospitalari, il Car- l'Ordine ospitalario, di cui fu fon-
dinal di Lerida diede formale sen- datore il conte Guido, chiamò, co-
tenza in favore di quello di Roma me si disse, quello a Roma, e nel-
contro l'ospedale, e il commenda- r afìlidargli l'ospedale di s. Spirito,

tore di Montpellier; e Nicolò V con lo dichiarò maestio generale sì di


COM C OM 69
esso, Ordine e de-
che di tutto 1' , tuati i certosini
; che fu facoltà,

gli ospedali dipendenti. Quindi i ca- confermala da Martino V, e da


nonici regolari, e i loro maestri ge- Clemente VII, ma venne poi ri-
nerali fondarono ospedali in molte vocata da Paolo V.
parti d' Italia, Germania, Francia, Raimondo di Trebi fu commenda-
Spagna, Polonia, ed in altiù stati tore di ottimi costumi.
diEuropa e , in alcune parti del Smizio venne dichiarato chierico
mondo, come nelle Indie occiden- della camera del Papa.
tali. Difatti, i56o e i562,
negli anni Silvestro pel primo fu comunemen-
per operaBernardino Cirillo
di te chiamalo priore di tutto l'Or-

precettore, e maestro generale della dine.


casa di Roma, e di tutto l'Ordine, Giovanni nel 1290 comprò da Pie-
si fondarono ospedali nella città di tro de Vico prefetto di Roma
Cusco nel Perii, in Messico, in Goa il castello di s. Pupa, con mez-
neir Indie orientali ,
per non dire za parte di altro castello. Il ca-
di tanti altri luoghi, pel gran zelo stello di s. Pupa è la baronia
de' gran maestri, e de' canonici re- della Manziana.
golari , e per l'ampia protezione, Ventura acquistò anch'egli per l'o-

che si meritarono dai Papi, e dai spedale nel 1292 i castelli di


sovrani. A Guido successe Cintio Torriano, e Torricella.
nella dignità maestro generale,
di Simone Orsini fu molti anni com-
cui Onorioconfermò quanto era
111 mendatore, accrebbe la pia casa
stato concesso all' Ordine dal pre- di ricchezze, ne curò la discipli-

decessore Innocenzo III: quindi fio- na, ed acquistò altra porzione del
rirono tra i precettori, maestri ge- castello di ToiTÌcella , e quello
nerali, o commendatori, i seguenti di Stracciacappa.
personaggi: Giacomo difese la giurisdizione del
castello di Torricella, e nel i334
Bernardo, che da Onorio III ebbe comprò il castello Apollonio.
una bolla nel 1224 ia favore Giovanni di Luca, come quegli che
dell' Ordine. per le sue virtù godeva molta
AccoraìiihonOj che ottenne da Ales- autorità sul popolo l'omano, nel
sandro IV la conferma della sta- pontificato di Clemente VI resi-
zione, concessa alla chiesa di s. dente in Avignone, sedò in Ro-
Maria, o s. Spirito in Sassia. ma un grave tumulto insorto
Giovanni ricevette da Gregorio IX contro il Cardinal legato Anni-
la conferma della donazione fatta bale da Ceccano.
all' ospedale di una cappella di Egidio de Horto governò trenta an-
s. Nicolò di Wirtel dal re d'In- ni, e permutò la rocca di Casti-
ghilterra, colla chiesa di tutti i glione, col castello di Fabrica
santi. nel cui tempo in Roma si trova-
Paolo, cui Alessandro IV diede il rono più di quaranta frati dell'Or-
monislero di s. Elia, quello di s. dine. Sotto di lui essendosi reca-
Maria Fallerense , la casa detta to in Roma Urbano V, e poi l'im-
di s. Leonardo , colla facoltà di peratore de'greci Giovanni Paleo-
ricevere nell'Ordine qualunque logo, questi a' 18 ottobre 1369
religioso di altro professo, eccet- abiurò nelle mani del Papa gli
70 COM CO.M
erroi i de' greci, clenlro la chiesa 1 Ordine, fu il primo estraneo ad

di 5>. Spirito ili Sassia, cuti isciil- esserne commendatore; ma Io


tura ili yrccu e latino, clic sigil- zio, che lo aveva eletto a ([ueslo
lala con bulla d'oro cousegiiù ad cospicuo incarico, vedendo che il

Libano V, acciocché per memo- nipote per altre occupaziowi poco


ria si conservasse nelT importan- vi attendeva, assunse egli stesso
tissimo archivio del contiguo u- la cura dell'ospedale, e dell Or-
spedale. dine, laonde fu insieme Papa e
Fi tiro de HorLo, colla sua vita commendatore di s. Spirito. In
esemplare, meritò che Tommaso seguito creò Pietro Cardinale, che
Luzio Marerio, \escovo di Savo- nel 1464 divenne Pontelice col
na nel 1 394) lasciasse suo ere- nome diPaolo li. Questi fece
de r Ospedale. commeiidalore d. Francesco Pe-s-
Giovanni Mallorio da lllcigistris _,
òirotti , chiamato anche Landì
alla nobiltà de' natali accompa- assai bcnemerilo del pio luogo,
gnò singoiar bontà di vita. come dicemmo al volume Vili,
Corrado de Ti\'io, nel i4o8j ac- pag. 274 del Dizionario. Altri
cettò una duiuizione fatta da però dicono, che esso divenne
Pietro Astorgo, disccuJentc dai commendatore , come vedremo
re di Asturia nella Spagna. piìi tardi.
LcUuzio da Castel s. Elia soggiacque Pietro Matteo Cappuccini, dopo un
u molli travagli pel grande sci- interregno di tre anni, nel quale
.sina , che ancora alUiggeva la esercitò l' ullizio di camerlengo ,

Chiesa, il perchè la casa lu ri- fu prescelto al governo e con


,

dolta a tortezza, e la chiesa a molta prudenza lo amministrò


stanza di duecento soldali, che trenta anni. Sotlo di lui Pio II

pugnavano contro Castel s. An- fece albergale nelle case di s.

gelo, ijiì tal Veuturello subentrò Spirito Tommaso Paleologo de-


in suo luo"o nel magistero del- spota di Morea, fratello dell'ul-
r Ordine, ma dipoi venne resti- timo imperatore de' greci, ambe-
tuito Lelluzio alla dignità, che a vaiti da Maometto II gran
due
cagione delle sostenute fatiche signore de turchi.
non godette mollo, e mori. Innocenzo de Flavii della Rovere,
FeiuuicUo di Curiicto mentovato, dall' abbazia di s. Clemente fa
. ricevè nella religione Pietro Mat- da Sisto IV suo parente fatto
teo Cappuccini , che fu poscia commendatore di s. Spirito, per
commendatore. le cui premure il medesimo Sisto
Giovanni di Tricarico per le sue iV accrebbe la casa di copiose
virtLi venne fatto vescovo di i'e- rendite, e di inagnillci edillzii.
rentiuo da Eugenio IV, e fu il Pio Medici della Rovere, piacenti-
piiino vescovo dell' Ordine. no, d.i Sisto IV suo zio, dall Or-
Baronie da Pistoja acquistò da dine di s. Benedetto, fu nomina-
Maria, vedova di Poncello Or- to commendatore di s. Spinto ,

sini, le tenute di Paola, e Buon- al cui Ordine quel Papa comu-


ricoveio. nicò tutte le grazie, e i privilegi
Pietro Barboj veneto, nipote di Eu- del benedettino.
genio IV, sebbene non Ibsse del- Costanzo Guglielmi, romano, acqia-
COM COM 7^
sto al pio stabilimento il casale vesti come tutti gli altri prelati
di Porcareccia, col legato del Car- della Coite romana ; giacché si-

dinal Balve, il quale di sua ma- no a quel tempo i precettori, o


no segnò tra i confrati dell' Ar- commendatori, avevano usato l'a-
cicoii fraternità di s. Spirito in bito l'egolare di s. Spirito, come
Sassia [P tdì), il nome di Carlo abbiamo dal Saulnier, de cap.
Vili re di Francia ,
per secon- ordin. s. Spir. , Lugduni i644-
dare la divozione del principe iMorì il jVeroni nel iSaG, e fu
verso l'antico e nobile sodalizio. sepolto nella chiesa di s. Spinto,
Graziano di Villaiiova , sebbene dove monsignor Tornaboni gli

la morte non gli permise un lun- fece porre un bell'epita/llo.


go governo, puie lasciò di sé gran Cosimo Tornaboni, fioientino, ver-
nome. satissinio nella teologia, successe
Benedetto da Siena , della congre- nella precettoria per l'immatura
gazione olivetana da abbate , di morte di Bartolommeo Neroni,
s. Gregorio, nel i5oi passò al nipote e coadiutore nel commen-
commendatorato di s. Spirito, in datorato dello zio Alessandro.
abito clericale. Sotto Tornaboni Roma fu
il

Gabriele de Sales di Savona, pri- presa, orrendamente saccheg-


e
ma come camerlengo, poi come giata dall'esercito di Borbone,
commendatore governò lo stabi- che vi entrò per la porta presso
limento, e le terre di Corchiano, lo spedale, dopo esserne stato vit-
Fabrica, e Valerano ; e da Leo- tima il condottiere, per un colpo
ne X ottenne Porta Pertusa. o da Castel s. Angelo,
tiratogli,

Albertino della Rovere , clie fu di o dal campanile della chiesa di


molto vantaggio all'ospedale, e si s. Spirito, la quale in uno alla
fece onore. casa soggiacque al saccheggio, e
Ilario Filippi da Siena , il quale alle profanità de' soldati lute-
intervenne al concilio generale rani.
Lateranense terminato da Leone Leonardo Buonafede, fiorentino,
X dove sedette , e sottoscrisse
, poco dopo avere ricevuta la di-
prima di tutti i generali degli gnità di precettore, subito la ras-
Ordini. segnò in mano di Clemene VII,
Alessandro Neroni, fiorentino, da per essere stato eletto vescovo
maggiordomo di Leone X, di- di Vaison, e poi di Cortona.
venne commendatore di s. Spi- Carlo Ariosto, ferrarese, vicario, e
rito , ossia precettore , rilenendo canonico della basilica vaticana,
la prefettura de' palazzi aposto- e insieme vescovo di Acerra, per
lici,anche ne' pontificati di A- siiigolar dispensa di Clemente VII.
driano VI, e Clemente VII. Nel Questi inoltre lo fece prefetto del
suo governo il signore di Cipi- palazzo apostolico, conservandogli
ciano fece sua erede la casa di tutto quando il Buonafede xinun-
s. Spirito. Il Neroni, siccome ben ziò la ragguardevole carica di
veduto da Leone X, ottenne da precettore o commendatore del-
lui, che i commendatori godes- l'Ordine ed ospedale di s. Spi-
sero della dignità prelatizia, e ne rito. Mori nel i533.
potessero usare l'insegne, e le Gio. Pietro Santoro, passiti tie
72 COM COM
anni, divenne vescovo Castella- Francesco Cappello , veronese , ol-
nense. tre la dignità, ottenne da Pio
Francesco de Landis, bolognese, IV per la casa di s. Spirito,
governò dieci anni, e terminò la l'abbazia di s. Sabba, e la fran-
fabbrica della Chiesa di s. Spi- chigia delle merci, locchè confer-
rilo ili Sassia (^P'edi), principia- mò s. Pio V.
ta sotto i suoi predecessori. Al Benedetto Cirillo, aquilano, ristorò
, suo tempo il pio luogo solFrl no- la casa in più luoghi, abbelPi la
tabile danno, perchè Paolo III chiesa, riformò la disciplina dei
uni allo stato di Ronciglione canonici regolari, pubblicò le re-
(F^edi), i castelli di Borgo s. Leo- gole colle stampe, e liberò il luo-
• nardo, s. Elia, Corchiano, Vi- go da molti debiti. A tal effetto
gnanello, Fabrica , Carbognano ,
vendette ad Agostino del Nero
e l'intera abbazia Fallerense. fiorentino il castello di Porciglia-
Pietro di s. Carpino da Fermo no, il Fraguetto, il Pisciarello, la
prima per lungo tempo segreta- Dogana, il Quarto di s. Lucia,
. rio della casa che governò per Cerro Sovero, e la Mola di De-
alcuni mesi nell'interregno, con cimo, a Gondisalvo Alveri roma-
molta integrità, e col titolo di no, oltre Castel Romano, Pisci-
governatore generale. na torta, Valle Carbonara, e la
Alessandro Guidiccioni di Lucca, Santola. A Tommaso Guidacci
- nel i546, fu eletto commenda- fiorentino , vendette il Casal di
r tore. Adornò notabilmente la Decimo, il Monte della Caccia,
,
chiesa, e l'ospedale, ed edillcò Tal- e la Castelluccia, il tutto per la
; tare del ss. Crocifìsso, con sof- somma di cento mila scudi.
lìtto vagamente dipinto. Tale Teseo Aldovrandi, bolognese, ca-
splendidezza essendo stata rap- nonico regolare di s. Pietro in
presentata a GiuUo III dagli Vincoli, fu nominato precettore
emoli come eccesso di spese in- nel 1575 dal concittadino Gre-
, considerate, con danno dello sta- gorio XIII ; arricchì la sagrestia
bilimento, soppresse la dignità di con preziose suppellettili, con di-
precettore , o commendatore ,
segno di Ottavio Mascherino ter-
commettendo 1' amministrazione minò la facciata esterna del pa-
dell'ospedale, all' arciconfraterni- lazzo dei commendatori, ne com-
ta del medesimo sum mentovata. pì r edificio , e bonificò quelli
Ludovico Simonetta , milanese , fu delleampie tenute del pio luogo.
fatto commendatore da Paolo Però Gregorio XI li gli tolse l'ab-
.
IV, che nell'anno 1 559 *" ^^'' bazia di s. Sabba, che assegnò al
morì, ripristinò la dignità di pre- collegio germanico.
. cettore. Quindi Pio IV nel i56i Qio. Battista Baino, bolognese del-
Io creò Cardinale, e fu il secon- l'Ordine certosino, da Gregorio
• do Cardinale dopo Barbo do- , XIII fu trasferito al governo di
; vendo perciò lasciare la precet- s. Spirito, nel quale si mostrò
toria. pio, e valoroso: fa!)bricò la scuo-
Antonio Louiellini, milanese, nomi- la pei putti, ampliò il monislero

nato da Pio IV commendatore, per le monache , terminò la


. \ì restò circa due anni. fabbrica del cortile del palazzo
COM COM 73
de' commendatori , e mori nel del linomato e provido banco di
i586. s. Spirito, e dei suoi depositi per
Antonio Migliore da
Acquaviva la pubblica utilità, e per comodo
cappellano di Sisto V, fu da lui anche della vasta amministrazio-
fatto commendatore: restaurò la ne della casa, da custodirsi, e ri-
casa , le fece del bene e venne , tenersi dai ministri dello stabili-
creato vescovo di s. Marco. mento ospitalario, sotto la dipen-
Michele Mercato, di s. Miniato in denza del prelato commendato-
Toscana, fu esaltato alla vacante re. Poco dopo morì nel 160 5.
precettoria, ma morì prima di Pietro Campora di Modena, fu pro-
prenderne il possesso. mosso alla carica da Paolo V.
Agostino Fivizani, i-omano, religio- Con molta prudenza, ed econo-
so agostiniano , sagrista di Cle- mia governò otto anni la casa
mente Vili, suo teologo e con- di s. Spirito, e lo stesso Ponte-
fessore ; per la sua dottrina , e fice nel 16 16 lo creò Cardinale.
virtù meritò, che il Papa lo as- Poco mancò che non gli succe-
punto di morte.
sistesse nel desse nel pontificato.
Salustio Taurusio da IVIontepulcia- E\>angelista Torniolo, perugino del-
no, pe' suoi pregi da Clemente la congregazione olivetana, go-
Vili fu eletto commendatore, in- vernò il pio luogo con prudenza
di fatto vescovo di sua patria, e e modestia religiosa per lo spa-
poi arcivescovo di Pisa. zio di quattro anni. A capo del-
Giulio de Angelis da Barga di To- la salita della via, che conduce
scana, professore di medicina, fu a s. Onofrio, fabbricò una como-
. caro a Clemente Vili. Eletto da scuderia, ed un ben ordinato
commendatore da questo Papa, granaio; quindi fu vescovo di Cit-
governò diciassette mesi, dopo i tìk di Castello.
quali morì a' 9 settembre 1601, Baldassare Bolognetti, bolognese
e venne sepolto nella cappella da generale Ordine de'Ser-
dell'
della Madonna nella chiesa di s. vi di Maria, nel 1621 fu fatto
Spirito, cui lasciò una lampada precettore di s. Spirito. Governò
di argento, e trecento scudi, col- la casa con molta pietà, ed Ur-
r obbligo di tre messe la setti- bano Vili nel 1624 lo fece ve-
mana. scovo di Nicastro.
Girolamo Agiteci o Agucchi, bolo- Raffaele Invitiato, veneto^ uomo di
gnese, venne fatto commendato- merito singolare, vescovo di Zan-
re da Clemente Vili. Egli corri- te, e Cefalo, quindi commenda-
spose alla fiducia di lui, perchè dorè. INIorì nel nono mese dac-
fu zelante difensore delle tante ché esercitava 1' utìizio. Fu tal-
prerogative dell'Ordine, ospedale, mente religioso e penitente, che
e casa di s. Spirito. Quindi nel col suo esempio avea introdot-
i6o4 fu creato Cardinale dal to Ira le altre esemplari cose,
medesimo Pontefice. l'uso di battersi colla disciplina
Ottavio Estense Tassoni, ferrarese, in alcuni giorni nella cappella del-
ricevette la dignità da Clemente la casa.
Vili. Propose ed ottenne dalla Giuseppe Anselmo, fiorentino, dopo
bella mente di X'aolo V l'erezione avere esercitato in Roma molle
74 <^OM COM
onoiificlie cariclie, tu eletto pre- morì commendatore , lasciando
cettore di s. Spirito, la cui redo- di sé eccellente fama.
la e disciplina procurava rifor- Carlo Antonio Dondini, bolognese,
mare, essendo molto pio. Mori era governatore di Loreto, nei
nel i63o. 1654, (juando Innocenzo lo X
Cesare Racagna di Brisighella era promosse al commendatorato, che
lettore di Carpentrassu, e coui- disimpegnò con molta lode.
mi.>)Sario della camera apostolica, Virgilio Spada di Brisighella, pre-
(juando Urbano Vili lo prouios- te della congregazione deli' ora-
se al commendatorato di s. Spi- torio, già elimosiniere maggiore
rito. Fece tagliare alcune selve in- Innocenzo X, donde Alessan-
d'
utili, e ridurre con utile della dro VII lo trasferì alla carica d»
casa quei suolo a terreno semi- commendatore, ed ebbe a stret-
nativo. Accrebbe il numero dei ti congiunti i Cai'dinali Bernar-
frati, o canonici regolari, e del- dino, e Fabrizio Spada.
ie monache del luogo, e poi fu Francesco A/aria Ftbei divenne
fatto governatore di Roma, e commendatore, e nel conclave
vescovo di Città di Castello. per morte di Clemente IX, ed
òìtjauo Vajo da Prato, prelato di elezione di Clemente X nel 1670,
gran sapere, e perciò impiegato, fu il primo maestro delle ceri-
sebbene commendatore di s. Spi- monie pontificie.
rito, ìli. molti negozi della santa Divenuto il prelato commenda-
Sede. Fu vescovo di Cirene, giu- tore o precettore dell' Ordine del-
dice, vicario, e canonico di s. l' ospedale di s. Spirito sempre più
Pietro. Governò la casa con mol- cospicuo nella sua dignità, ed estese
to splendore, adornò la sagrestia prerogative, e crescendo altresì il

di nobili armadi e scansie di , lustro de'grandi stabilimenti da lui

noce, che riempì di vasi di ar- governati, i sovrani Pontefici ben


gento. Decorò la volta di belle a ragione adottarono il lodevole si-

pitture, rese luminosa la chie-


pii^i stema di porre nella carica di com-
sa coir apertura di alcune fine- mendatore uoniini di un merito an-
stre , fece di ferro i fusti dei che più distinto di quello degli an-
-letti dell'ospedale, ed accorse a tichi, sì per decoro ed ulihtà del
migliorare tanto 1' ospedale e la celebratissiino pio luogo, che per
casa, che i castelli e i luoghi da essere degni del Cardinalato, a cui
essa dipendenti, per cui lasciò incominciarono a poco a poco ad
gran desiderio di sé. esaltarne taluni,ovvero promoverli
Gio. BaLlisLct PuUolUi di Caldaro- ad altro primario posto, che egual-
- la, 1649, era commendato-
nel mente porti secondo le consuetudi-
re. Grandi encomi fa di lui il ni a promozioni maggiori. 11 per-
-
Saulnier, giacché con esemplari- cliè il commendatorato di s. Spiri-
tà e carità esercitò la carica, vi- to nella Corte romana si considera
. sitando di frequente gl'inlermi, e posto distuitissimo, o posto da cui
porgendo loro rimedi, aiuti, e M passa ad altro Cardinalizio, dipen-
sollievi. dendo ciò dalla benignità, e dal vo-
Girolaiìio Lnniiiivio, romano, de- lere elei l*aj)i. Siccome poi le noti-
cano della scirnalura di siiusti/.ia. zie de commendatori divenuti Car-
COM 1^
(liliali, s>i possono leggere ai lispot- so Papa il giuramento, poscia si

tivi ai'licoli biografici dtl Diziona- recò alla casa, e chiesa di s. Spin-
rio, e di quauto li riguarda si traila to a prenderne il possesso, pratican-
pure all' articolo Ospedale, e Chiesa dosi in tuttoquanto diremo sul pos-
1)1 s. Spikito in SassiAj così ci li- sesso dei commendatori. Soltanto si
miteremo ne' seguenti commendato- deve notare, che Clemente XI die-
ri, d'indicarne alcuni degni di spe- de facoltà al Cardinal Garpegna,
ciale menzione. vicario di Roma, di dare il posses-
Incomincieremo da Gio: Carlo so della carica a monsignor Spino-
Denoftj nobile polacco de' conti di la, autorizzandolo u delegarvi altri,
tal nome, canonico di Gnesna. Tro- e il Cardinale deputò il canonico
vandosi questi in Roma in cjualilà iMarc' Antonio Boldetli. Monsignor
di ambasciatore di Giovanni Jll, il Spinola, che prima di entrare in
venerando Innocenzo XI lo volle chiesa aveva assunta la cappa, con
annoverare tra i prelati della Sede essa andò all'ospedale, al conserva-
apostolica, quindi osservando che torio ed alle olHclne etc. Ria nel
la pia e virtuosa indole del Denolf recarsi a visitare nella sua residenza
s'impiegava con Ircijueuza ad assi- il commendatoi-e Casali, depose la

stere gl'infermi del grande arcispe- cappa. Nello stesso Diario è descrit-
dale di s. Spirito, nel 1680 lo no- ta la benedizione degli Agnus Dei
minò commendatore, e nel 168G di cera, fatta da Clemente XI alla

lo creò Cardinale, e poi vescovo di conca del Papa. Vestiti di rocchet-


Cesena. Dopo il connnendatore to, mantelletta, e zinale, eranvi i

Deuotf, vanno rammentati Ijandi- : monsignori Casale commendatore di


no Panciatici, che nel 1690 Ales- s. Spirito, e Spinola suo coaclju-
sandro VIII creò Cardinale; Gio: tore. Il nostro Giorgio Spinola lu
Battista Spinola, che Innocenzo XII anche egli creato Cardinale nel i 7 1

nel 1695 decorò della porpora, e da Clemente XI.


monsignor Bernardino Casali pre- ,
Quindi faremo menzione di mon-
cettore di s. Spirito sotto Clemen- signor Zosimo Valignani di Chic-
te XI. Considerando questo Papa li, arcivescovo di Tessalonica, con-
la grave età di 85 a imi del Caba- sultore del s. odlzio, e commend.i-
li, gli diede in coacljutore Giorgio lore ; cos'i di Pietro de Carolis ro-
Spinola, stretto parente di Giambat- mano arcivescovo di Trajanopoli ,

tista Spinola Cardinale di Clemen- commendatore sotto Benedetto XI 11,


te XII, e di Girolamo Spinola Car- e Clemente XII. Questo Ponte-
dinale di Clemente XIII. Si ledile
00 fice neir anno lySi creò Car-
pertanto in un Diario mss. che ai tlinale Sinibaldo Doria genovese,
i5 luglio 1706, Clemente XI die- già commendatore di s. Spirito, e
de a monsignor Casali per coaclju- maestro di camera d'Innocenzo XllI,
tore il detto Giorgio con libera e , e dello slesso Clemente XII. Que-
ampia facoltà di esercitare tal cari- sti fece commendatore Antonio Ma-

ca come vero precettore, per cui ria Pallavicino di Cremona, arcive-


gli pose la mantelletta colla croce scovo di Lepanto, che altri chiama-
di tela, la croce d' oro col cordon- no Lazzaro Opizio arcivescovo di
cnio nero, e il connnendatore coad- Tebe. Volendo dipoi premiarne i

julure emise nelle mani dello sles- menti, Benedetlo XiV lo avvisò
76 COM COM
che andava ad innalzarlo al Cardi- era divenuto commendatore di s.

nalato, ma egli ricusandosi costan- Spirito; gli diede per successore Ip-
temente di accettare la dignità, il polito Antonio Vincenti Mareri di
Pontefice nel concistoro de' 9 set- Rieti, promovendolo da ponente di
tembre 1 743, in cui fece la prima consulla, e nel 1 798 fece Cardi-
nromoziojie di ventisette Cardinali, nale. luogo nominò com-
In suo
lungamente encomiò la modestia, mendatore Francesco Albizj di Ce-
ed eroica umiltà del prelato che , sena. Questi morì nel 1796, e il
dipoi fece patriarca di Antiochia ; Diario di Roma num. 2206, di
e il quale mori con questa dignità, quell'anno, ci dà la descrizione del-
e cou quella di commendatore nel la pompa funerale, ed esequie che
1749 t''^"'i' 76. Benedetto XIV gli si celebrarono, essendo stato e-
gli diede per successore Gio: Otta- sposto con abiti diaconali , avente
vio BuFalini di Città di Castello go- da un lato la mitra, e il pastora-
vernatore di Loreto, che dipoi spe- le di commendatore di s. Spirilo,
dì nunzio degli svizzeri ,
quindi Cle- ed a'piedi cappa come caiitmico
la
mente XIII lo fece maggiordomo, di s. Pietro. Lo stesso Pio VI fe-
e nel 1766 creò Cardinale. Il Dia- ce perciò commendatore, Giovanni
rio di Roma, num. 5853 del i755, Castiglioni d' Ischia, che Pio VII nei
riporta la descrizione delle formali- i8o3 pubblicò Cardinalvi di s. Chie-
tà usate da Benedetto XIV nel da- sa. Dopo un interregno Pio VII ,

re la Croce di commendatore di nel suo glorioso ritorno in Roma


s. Spirito, ad Antonio Maria Erba fece commendatore, nell'anno 18 14,
Odescalchi milanese che aveva fat- Antonio Palletta di Caldelora, che
to successore del Bufalini. Clemente nel 18 16 promosse ad uditore ge-
XI II, 1759, creò Cardinale il
nel nerale della camera e in sua ve- ,

detto monsignor Erba, non che Giu- ce nominò al commendatorato Er-


seppe Maria Castelli milanese, che cole Dandini romano, promovendo-
nel commendatorato era successo lo in uno al Pallotta al Cardinalato
al precedente. Quindi avendo no- nel 1823. Ne fece poi successore
minato commendatore Ludovico Ca- Ludovico Gazzoli di Terni, che Leo-
lini bresciano, a'26 settembre 1766, ne XII trasferì alla presidenza della
10 annoverò poi al sagro Collegio. Comarca di Roma, dalla qual carica
11 numero 77^5 At\ Diario di Ro- il regnante Pontefice lo aggregò al
ma 1767, riporta la descrizio-
del sagro Collegio nel i83i. Presente-
ne delle cerimonie , colle quali il niente è commendatore dell' Ordi-
Cardinal Calini restituì a Clemente ne, ed arcispedale di s. Spirito in
XIII la croce commendatorale, che Sassia monsignor Antonio Cioja ro-
il Papa inipose al novello commen- mano, il quale si distingue .per ele-
datore monsig. Giovanni Potenzia- vati talenti, e nobili prerogative.
ni di Rieti, il quale prestò il so- Sotto di lui luogo fece il
il pio
lito giuramento per l'esalta e zelan- grandioso acquisto della Mesola, bor-
te amministrazione della cospicua go e tenuta vastissima^ posta nel-
carica. la legazione di Ferrara, che già Pio
Dipoi Pio VI nel 1778 creò Car- VI avea acquistato per la camera
dmale Romualdo Guidi di Cesena, ApostoHca, dall' imperiai casa d'Au-
che da segretario del buongoverno stria.
COM COM 77
Prerogative, distinzioni, e privilegi e cammini, e si conosce comune-
de' Commendatori di s. Spirilo mente sotto il nome di manziana.,
in Sassia di Roma , come gran sebbene la maggiore escavazionc
maestro dell' Ordine, abbate di oggi si operi nel territorio di Ca-
Monte Romano, e barone della sale. Questo feudo contiene circa

Manziana. mille e duecento popolani.


III. Facoltà di esentare le projet-

I. La giurisdizione spirituale, e te del conservatorio di Roma dal-


temporale del castello di Monte Ro- l'obbligo delle pubblicazioni , allor-

mano, e suoi annessi, per concessio- ché queste si collocano in matri-


ne di Calisto III, come da bolla monio, come da rescritto di Clemen-
spedita nel i456, confermata con te Vili, de'6 maggio i595.
bolla di Sisto IV data nel i^'ji, IV. Facoltà di amministrare, o
e con breve di Alessandro VII dei fare amministrare da qualsivoglia
i8 luglio 1664, il quale ingiunse vescovo il sagramento della Cresi-
l'ampliazione dei castello col cam- ma ai fanciulli projetti della pia ca-
biamento del nome, cioè di Castello sa di s. come da breve di
Spirito,
Alessandrino. Nel prezioso ed im- Nicolò IV, dato in marzo 1290.
portantissimo archivio della pia ca- V. Simile facoltà in ordine agli

sa di s. Spirito, esistono numerosi do- infermi dell' arcispedale ,


per breve
cumenti comprovanti l'esercizio del- di Benedetto XIV de' 12 gennaio
la giurisdizione s\ temporale, che 1741-
spirituale senza interruzione, conti- VI. Facoltà di conferire ai ca-
nuata dal 1456 sino al presente. nonici di s. Spirito la prima ton-
Il feudo di Monte Romano è sura, e gli ordini minori, come da
un borgo della delegazione di Civi- bolla d' Innocenzo III data nel
tavecchia, situato sopra una collina, 1 2o4 ; e da altra di Sisto IV del
donde scende un torrente ad in- 1477 dal medesimo confermata nel
grossare il Mignone. Fu noto agli 1483 colla bolla Religionis zelus.
antichi questo luogo col nome di VII. Facoltà di spedire le let-

Aria; e contiene circa mille abi- tere dimissorie per qualunque ve-
tanti. scovo, ad oggetto di fare ordinare
II. La giurisdizione baronale del- anche in sacris \ canonici di s. Spi-
la terra di Manziana ed annessi, rito, come da rescritto di Benedet-
esercitata dall'anno 1290 dal pon- to XIV del 1745.
tificato di Nicolò IV, e mantenuta Vili. Facoltà di visitare, e far
sino al presente. visitare tutte le chiese spettanti al-
Il fèudo della Manziana, antica- l'Ordine di s. Spirito, e dovunque
mente chiamato Castello di s. Pupa, esistenti , rese esenti dalla giurisdi-
è una terra della delegazione di Ci- zione vescovile, come da bolla di
vitavecchia, posto all'ovest del lago Bonifacio Vili dell'agosto 1295, e
di Bracciano. Ha
ed uberto- vasto confermata da Sisto IV^ con bolla
so terii torio, in parte abbandonato nel febbraio 1 4B4 , non che dal
alle naturali produzioni. Vi sono breve di Clemente XI, spedito a' 7
cave di pietra resistente al fuoco, agosto 17 r I.

che in gran copia si esporta anche IX. Privilegio d' indossare ed as-
all'estero per costruzione di forni, sumere gli abiti, e le insegne pon-
r3 COM COM
fifìcnli. comp gli nbbnii milrnli. nii- sto IV. confermata da Pio IV colli
cl)P nella cippelln pontificia, com- bolla, Si ad universa.
provato da rescritto della sagra con- XVIT. Facoltà di disporre delle
gregazione de" 19 novenii)re
riti de' rendite dei beneficii, o priorati va-
1(567; e confermato da Clemenic caiiii rimossa la camera degli spo-
JX a' 19 dicemlire 1667. gli, come da bolla di Sisto IV del
X. Facoltà di affittare ])eni del- i 1473, confermata con breve de'
l' ospedale anclie ad nn dodicennio. marzo «749 da Benedetto XIV.
e di rinnovare l'enfìtensi, come da XVIII. Giurisdizione amministra-
rescritto di Benedetto XIV, de' 28 tiva dell' ospedale dei dementi, ac-
novembre 1752. cordata al commendatore di s. Spi-
XI. Facoltà di nominare uno, o rito, allorché tale ospedale fu tras-
più canonici in arcliivisti della pia ferito dall' antico in piazza Colon-
casa colla prerogativa del notaria- na, nelle case di s. Spirito, ove at-
to, come da ])reve di Urbano VIH tualmente si trova stabilito, come
dei 28 novembre i636. da' pontificii chirografi de' 4 otto-
XII. Facoltà di concedere in ado- ])re 1720 di Benedetto XIII, e dei
zione i projelti, e le piojettc, non 18 agosto 1781 di Clemente XH.
che ad arti i primi, ed a tempo Finalmente aggiungeremo, che il
nubile le seconde , senza bisogno commendatore di s. Spirito, quan-
d'interposizione di decreto del giu- do non è regolare , cioè di quegli
dice, e di altre solennità, come da Ordini cui è vietato il colore vio-
moto-proprio di Benedetto XIV dei laceo, veste da prelato in abito
2 1 dicembre 749- i paonazzo, e rocchetto. Al sinistro
XIII. Facoltà di potere aggrega- lato della mantelletta, e sul petto,
re all'insigne ed antichissima arci- usa la croce con doppie aste , che
confraternila di s. Spirito altre con- dicesi dal Bonanni doppia bifoica-
baternite colla partecipazione delle ta, di tela bianca ed al collo tie- ;

stesse indulgenze concesse alla me- ne appesa ad un cordone violaceo


desima arciconfraternita. frammisto ad oro con suo fiocco,
XIV. Facoltà di accordare la la croce d oro di .smalto bianco
matricola chirurgica ai decorati del- pure doppia biforcata, e sovrastata
la medaglia di oro nel concorso di ria Juia colomba ragr^iante, figura
anatomia pratica, dopo però com- dello Spirito Santo: la qual croce
pito il triennio del sostitulato, co- gli viene conlerifa dal Papa colle
me da breve di Pio VI degli 8 ago- Promosso il
solennità, che diremo.
sto 1780. pielato commendatore ad altra ca-
XV. Facoltà di concedere la li- rica più cospicua, o al Cardinalato,
cenza di portare armi , come li- perde 1' uso della croce dell' Ordi-
sulta da rescritto di Sisto V, dei ne ed allorché il commendatoi-e
;

24 novembre i588. veste l'abito nero ossia corto, detto


XVI. Facoltà di conferire ai ca- di abbate, alle asole del vestito
nonici dell'Ordine di s. Spirito i porta appesa la croce d' oro smal-
priorati, le cappellanie, e bene- tata più piccola della descritta. In
ficii regolari dello stesso Ordine, in tutte le .solennità maggiori, il com-
qualsivoglia luogo esistenti, a tenoi'c mendatore assiste alle sagre funzioni
della bolla, El si ex debito di Si- mi coro della chiesa di s. Spirito, ik4
COM COM 79
<uo seggio, in cappa di snin pnonnzza prende mano. Senza dire di al-
la

sciolla, essendo nell' inverno Oxlera- tre prerogative, e preeminenze del


fa di armeliini. Sul sciogliere la cap- commendatore di s. Spirito, egli
pa in Roma segno di ginrisdi/ione, si come prelato fu uno di quelli consi-
tratta nel volume Vili
91 ,
pag. derati commensali, e famigliari del
del Dizionario. Nella cappella pon- sommo Pontefice, e finché a questi il

tificia egualmente il commendato- palazzo apostolico diede la quoti-


re di s. Spirito usa la stessa cap- diana parte di pane e vino, sem-
pa, e quando nella detta cappella pre la ricevette. Finalmente questo
assume i sagri paramenti, essi con- prelato nella sua arme gentilizia
sistono nell'amitto, nel piviale di inquarta quella dell' arcispedale, che
damasco con trine d'oro, essendo consiste nello Spiiito Santo raggian-
il damasco del colore corrente e , te, e nella croce doppia.
nella mitra di tela bianca, il tutto
come gli abbati regolari mitrati. Ceiinioniale col quale il sommo
Sopra di questi il commendatore Pontefice^ dopo aver dichiaralo
siede nella cappella, cioè appresso il Commendatore di s. Spirito,
i vescovi non assistenti al soglio impone a lui la mantelletta colla-
ma dopo l'archimandrita di Messi- croce doppia biforcata, e quindi
na quando vi è. Tale regola di posto al collo quella d' oro smaltata :
si tiene pure nelle procesNÌoni, ed al- e descrizione del possesso die il
tre Rmzioiii dc-lle Cappelle Pontifi- Commendatore prende di sua ri-
cie ij^'edi), al quale articolo è de- spettabile carica, della chiesa, ed
scrittoquanto appartiene al com- annessi.
mendatore, in tutte le sagre fun-
zioni. La carica di commendatore è
JVel pontificato di Clemente XIII amovibile ad Ponti/iris nutinn. Pri-
insorse questione di precedenza tra ma, come si è veduto dall' elenco
monsignor Castelli commendatore dei gran maestri, precettori, o com-
di s. Spirito, e monsignor decano mendatori dell' Ordine ed arcispe-
della rota in ordine al posto da dale di s. Spirito, essi erano eletti

occuparsi nelle congregazioni dei dai canonici regolari del mede-


consultori del santo utìizio. Dal simo Ordine, i quali in molte bol-
commendatore fu provato, che il le vengono chiamati fra-
pontificie
gran maestro dell' Ordine regolare ti. Ma dopo che Eugenio IV avo-
di s. Spirito aveva sempre avuto cò a sé questa dignità, essa non fu
la precedenza sopra il generale dei più conferita ad uno de' canonici,
domenicani, come di Ordine men- ma alcuna volta a distinti rehgiosi
dicante ; e siccome il generale do- di altri Ordini, e sempre poi ai
menicano nelle congregazioni del primari prelati della santa Sede, cui
santo uffizio ha la precedenza so- è immediatamente soggetto, e di-
pra qualunque uditore di iota, co- pendente, con precedenza ai supe-
sì a fortiori il commendatore di riori generali degli Ordini mendi-
s. Spirito deve precedere all'udito- canti, come meglio può vedere
si

re di rota, perchè a questo prece- presso gli autori, che hanno scrit-
de il generale de' domenicani , sul to sull'argomento, e principalmente
quale il medesimo commendatore presso il canonico Pietro Saulnier,
8o COAl COM
nella Dixsertatìo De copile sacri ntiflossioni. si reiM a baciare il piede
Ordiìiis s. Spinili.'!, Lugduni apud del Pontefice, e resta genuflesso a-
Giiill. Barbier. 1649. vanti a lui. Allora il detto secondo
Seguita la nomina del nuovo cerimoniere gli leva la mantelletta
commendatore di s. Spinto, per che indossava, ed il primo porge
mezzo di biglietto, che il Cardinal al Papa quella colla croce sopra,
segretario degli affari interni fa in ed il Pontefice la mette al com-
nome del Papa, il commendatore mendatore, ponendogli prima il roc-
si procura la spedizione del corri- chetto se non l'aveva. Indi lo stes-
spondente breve apostolico. Ricevuto so primo cerimoniere consegna al
che lo abbia, il consegna a mon- Pontefice la croce d' oro smaltata,
signor prefetto delle cerimonie per pendente dal cordone abbaziale, cro-
r attestato, e poi col medesimo re- ce che al Papa aveva già restitui-
sta d' accordo pel possesso, che il to il precedente commendatore , e
cerimoniere stabilisce col prelato la impone al collo del nuovo dopo
maestro di camera, secondo la pre- averla baciata, e fatta ad esso ba-
scrizione del Pontefice; avendolo ciare, pronunciando queste paro-
già particolarmente ringraziato. Nel le : Eslo praeceptor generalis Or-
giorno combinato pel ricevimento dinis S. Spiritns : In nomine Pa-
della croce, e successivo possesso, il tris Fila -^ et Spiritns Sancii
•»!«• et
commendatore in abili prelatizii si -t|f Amen, facendo tre volte il segno
reca nelle pontificie anticamere, cioè della benedizione. In questo punto
in rocchetto, e mantelletta. Un di i cerimonieri pongono tra il Papa,
lui domestico porta un'altra man- e il commendatore uno sgabello
telletta violacea, colla croce doppia con sopra il libro degli evangeli, e
biforcata di tela bianca, cucita sul la seguente forinola di giuramento,
petto dalla parte sinistra, la qual che il commendatore legge: " Ego
mantelletta si consegna ai camerie- .'> N. N. Praeceptor s. Spiritus pro-
ri Papa, ovvero
segreti del due ^ » mitto, et juro Sauctitati vestrae,
maestri delle cerimonie pontifìcie, " ofìicium mihi commissum bene,
che dovranno assistere alla funzio- " et fìdeliter exercere, et omnia e-
ne ; e qualora non avesse il nuo- •' jus jura, et bona conservare, de-
vo commendatore il rocchetto, il -•' fendere, et augere. Sic me Deus
detto domestico deve portarlo, e •' adjuvet, et haec sancta Dei E-
consegnarlo ai mentovati, i quali » vangelia ". Dicendo queste ulti-
poi lo danno al Pontefice per l'im- me parole, il commendatore po-
posizione. ne ambe le mani sull' immagine del
11 Papa vestito di mezzetta, e Crocifisso del libro degli evangeli,
rocchetto, sedente nella sua sedia, quindi lo bacia, come pure bacia il

riceve il commendatore nella ca- piede del Papa. Si alza quindi il com-
mera di udienza privata, assistito ai mendatore, e pronunzia un breve
lati dai maggiordomo, e
prelati, ringraziamento, cui il Pontefice ri-

maestro di camera. Il secondo mae- sponde analogamente; indi il Com-


stro di cerimonie lo annunzia nel- mendatore gli bacia di nuovo il

r entrare, con queste parole: mon- piede, e se ne parte qualora non


signor Cominendalore di s. Spirito. resti all' udienza, facendogli spal-
il pielato, fatte le consuete tre ge- liera gli svizzeri nell' uscire dal-
COM COM 8i
la sala pontifìcia porla , e dalla no, coperto di velo, dal priore del-
•rande del palazzo. Avanti però di la chiesa, insieme agli anziani. Si

partire da questo, visita il Cardi- alza il commendatore, prende l'in-

nal nipote del Papa, se vi è, il Car- censo dalla navicella sostenuta dal
dinal segretario di stato, i Cardi- priore, lo pone nell' incensiere o
nali palatini, ed al più presto "vi- turibolo, lo benedice, e prenden-
sita pure di poi il Cardinal deca- do dal priore stesso l' aspersorio
no, tutti gli altri Cardinali, ed al- coir acqua santa, prima asperge se,
tri personaggi, giusta il costume. A poi gli astanti. Ciò fatto, il priore
pie delle scale dei palazzo aposto- incensa tre volte il commendatore,
lico, commendatore trova a sua
il e mentre i cantori incominciano i

disposizione una carrozza palatina seguenti versetti, due a i canonici


detta frullone, con due Bussolanti due seguiti dal commendatore, e
{^r'edi), in abito (e prima dne'Ca- dagli altri vanno all' altare mag-
merieri extra, de' quali si parla al giore. Ecco versetti i :

citato articolo perchè dal regnante w Ecce Praeceptor magnus, qui in


Papa furono uniti ai bussolanti, e gli « diebus suis placuit Deo, jure-
antichi cerimoniali aggiungevano ai >y jurando illum Dominu;;fecit

Camerieri, e ad altri della curia, » plebem suam ".


crescere in
et aliis de Curia), i quali ascendo- )> Fidelis namque, et prudens di-
no col prelato nel frullone, sedendo » spensator in magni patris fa-
<>ssi dalla parte dei cavalli. Agli spor- " miliae domo constitutus erat,
telli della carrozza incedono due » ut conservis suis mensuram
parafrenieri pontificii in abito, come -•' tritici erogai-et prò salute, et
in abito è il cocchiere; col seguito del- 55 augmento gregis sibi commis-
la carrozza del commendatore, colle 55 si cura pervigili sollicitns erat".

sue cappe nere dentro, e i servitori 55 Ut conservis suis mensuram tri-

colle livree di gala a piedi. In que- » tici erogaret etc. ".

sto modo il commendatore è ac- Rimanendo la processione dei ca-


compagnato per ordine del Papa, nonici e chierici all' altare mag-
alla chiesa di s. Spirito. Ivi trova giore , il precettore o commenda-
i canonici regolari dell' Ordine ad tore, fatta genuflessione al ss. Sa-
attenderlo in mezzo alla chiesa, col- gramento, si reca in sagrestia, ove
la croce astata, in cotta e mezzet- dopo breve orazione all'altare del-
ta paonazza, orlata di seta rossa, le reliquie, si alza, e si pone a se-
ornata della croce di lino doppia dere sulla predella dell'altare dal-
biforcata , insieme ai chierici, e can- la parte del vangelo. Indi viene
tori disposti per ordine. Il priore consegnato al priore l' apostolico
dei canonici, e i più anziani incon- breve della precettoria conferita al
trano il commendatore sulla por- prelato commendatore, che passan-
ta, avendo il priore assunto il pi- dolo al segretario o notaro dell'Or-
Prima di entrare
viale. in chiesa il dine, questi lo legge ad alta voce,
commendatore depone la mantel- e poscia attesta del possesso preso,
letta, e prende la cappa, indi quasi colla legale sua sottoscrizione. Dal-
sulla porta si prostra sul tappeto a la sagrestia il commendatore fa ri-
lai effetto ivi posto con cuscino, e torno all' altare maggiore, si pro-
bacia la ci'oce presentatagli su cusci- stra sul tappeto e cuscino all'ultimo
voi.. XV. 6
82 COM COM
gradino, e resta in tal posizione, R. Et renovabis faciem terrnc
mentre il priore, essendo tulli ge-
nuflessi, intona le seguenti orazioni: Oremus.
Veni Creator Spiritus ". Ter-
-•>

minato il canto di questo inno, di- » Deus, qui corda fidelium San
Spiritus etc.
"
ce i seguenti versetti, cui rispon- eli

dono i cantori : Finita l'orazione, precedendo i

"^. Salvum fac servum tuum, canonici, entrano in coro, dove il

Domine. commendatore assidendosi al suo


R. Deus meus, sperantem in te. seggio, dà loro l'amplesso, e li esor-
"^/. Mille ci, Domine, auxiliuni ta ad esercitare con carila e zelo
de Sanclo. eia custodia de' poveri,
l'ospilalilrì,

Bj. Et de Sion luere eum.


così all'ubbidienza, che alla riveren-

'^. Kilnl profìciat inimicus in eo. za ^'erso il divin cullo. Termina-


T^. Et filius iniquitatis non ap- to il discorso, il quale può non
ponat nocerc ei. farsi, e prestata l'ubbidienza dai ca-
^. Domine , exaudi orationem nonici, tulli si alzano, e fanno ri-
meam. torno all'altare maggiore, dove il
J{. Et clamor meus ad te veniat. precettore o commendatore genu-
"^ \ Dominus vobiscum. flette, e il priore intona l'inno Tt

R. Et cum spiritu tuo. Deuni laudamiis, e mentie i canto-


ri lo proseguono, tulli disposti per
Oremus ordine vanno all' ospedale grande
degli infermi, e giunti all'aliare del
» Omnipolens sempiterne Deus, ss. Sagramento, e terminalo il dello
}> qui facis mirabilia magna solus, inno, ilcommendatore bacia l'al-
» protende super hunc famulum tare, e detto Domiims \'ohiscinn,
» tuum N. N. et cunclas congre- dice quindi 1' Oremus Actiones no-
« gationes illi commissas spiritum stras. Terminala la quale, tutti di-
» gratiae salutaris, et ut in verita- scendono dall'altare, e il commen-
»5 te tibi placcai, perpetuum ei ro- datore, in mezzo ai due canonici
» rem tuae benedictionis infunde. più anziani, e al canonico maestro
w PerChristumDominum nostrum. di casa, si reca al conservatorio
» Amen. delle donzelle, dalle quali nell'in-
Dopo tale orazione, il priore de- terno della chiesa è ricevuto, ed
pone il piviale, il commendatore si ivi gli viene baciato da esse il lem-
alza,ascende all'altare, lo bacia in bo delle vesti. Può allora il com-

mezzo, quindi rivolgendosi al popo- mendatore visitare , o una parte


lo resta in piedi finché i cantori del conservatorio, o tutto, ed inter-
per tre volte abbiano cantata l'an- rogare la superiora, o altre donzel-
tifona : » Non vos relinquam or- le su ciò che loro possa abbisogna-
» plianos. " Allora il commenda- re; può anche fare un discorso se
tore, fatta riverenza all' altare, si gli piacerà risguardanle il bene
reca a cornu epis tolde, a recitare della religione, l' educazione, e la
le seguenti orazioni: disciplina delle donzelle.
^. Emittc spiritum tuum, et Per altre notizie sui commen-
creabuntur. datori, canonici, ed apostolico arci-
COM COM 83
^notlalc tli s. Spirito ili Sassia, si dita. Poscia, come abilissimo in af-
possono consullare le seguenti ope- fari di alta importanza, nel i.'i'iG

re pubblicate colla slampa : Tran- ebbe dal medesimo Paolo IV la nini-


sunipltini pri\'ilcgioinin hoynlalis ziatura al senato veneto; e nel \^Cm
Sancii Spirita.'! in Saxin de Urhcj da Pio IV fu trasferito a quella
Regiila sacri Ordinis a. Spiritus in presso Ferdinando Cesare, perchè'
Saxin, Lugduni i547?* ^cgida sa- spedisse al concilio generale di Tren-
cri Ordinis sanati Spiritus in Sa- to i prelati dell' Alemagna. Interven-
xia, Romae i564. Fr. Pietro Saui- ne al congresso di Naumburgh,
nier francese, professo del medesimo tenuto dai protestanti, e trattò di
Ordine nella casa di R.oma, oltre la affari gravi risguardanti la reli-
succitata Disscrtatio, ha dato:
ci gione coir elettore di Erandem-
Trattato del sagro Ordine di s. burgo ed altri principi aleman-
Spirito detto in Saxia di Roma, ni non potè però trovarsi co! re
;

in cui si discorre della sua fonda- di Danimarca, né con quello di Sve-


zione, regole, e voti, e in particola- zia, poiché gli fecero dire che non
rità delquarto voto che è della ca- lo avrebbero accolto. Tornato a
rità verso i poveri infermi, Roma Trento, legati del concilio lo spe-
i

1662. Regole da osservarsi nel- dirono ad inchinare il detto Ferdi-


l'arcispedale di s. Spirito in Sas- nando re de' romani ; dipoi nel
sia, Pioma i654- I canonici di s. i563 andò nunzio al re Sigismon-
Spirito hanno: Officia propria San- do, presso il quale giovò d' assai i

ctorum prò canonicis Reg. Orci. gesuiti, che furono ammessi nella
s. Spiritus s. Mariae in Saxia Ur- Polonia, ed ebbero il governo del-
bis Romae. l' università di Vilna. Frattanto Pio

COMMENDONE Gianfrancesco, IV, ad istanza del proprio nipote


Cardinale. Gianfrancesco Commen- s. Carlo Borromeo, lo promosse alla

done, nobile veneto, nato nel i5ii, sacra porpora col titolo presbiterale
era uomo grande per eccellenza di di s. Ciriaco, a' 12 marzo del i^GlI.
ingegno e letteratura. Per alcuni e- Indi passò per ordine <li s. Pio V
pigrammi ingegnosi in lode della in Ausburgh, per la elezione di
villa di Giulio III, ^n dallo stesso IMassimiliano II già re de' romani
accolto tra i suoi familiari, e nel impero, ed a promuover la os-
all'

i553 divenne datario del Cardinal servanza de' decreti tridentini. Tor-
Dandino. Dipoi penetrò nell' In- nato in Roma dipoi venne deputa-
ghilterra a conoscervi lo stato del- to alla ispezione delle strade, dei
la religione, e degli affari civili fiumi , e Tevere
del porto del ;

della regina INIaria, ove ricevè la quindi passò a Vienna a rimuover


sua obbedienza alla santa Sede, e l'imperatore dall'accordare la con-
ia domanda dell' assoluzione dalle fessione Augustana ai due circoli
censure.In questo impegno riuscì dell' arciducato d'x\ustria , che calo-
con molta soddisfazione del Ponte- rosamente la richiedevano. Tornò di
fice, e del sagio Collegio; perlochè nuovo a Vienna ed in Polonia ad
Paolo IV lo fece suo segretario, lo unir quei due sovrani contro il
elesse vescovo di Zante e Cefa- turco; e morto Sigismondo si trat-
lonia, conferendogli pure un bene- tenne fino alla elezione del nuovo
fizio a Verona di '5oo scudi di ren- le caduta sopra Errico di Angiò ,
84 COM COM
iVatello di Carlo IX re di Francia. RIATO DELLE anticuita' Romaite.
Da ultimo più glorioso che vecchio, Quantunque in ogni tempo i Roma-
mori a Padova nel i584 di sessan- ni Pontefici tutelassero la conserva-
tadue anni, e diciannove di Car- zione degli antichi edifizi, e monu-
dinalato, e fu sepolto in chiesa ai menti di Roma (Vedi) , siccome
cappuccini. Fu presente al solo con- ne rendono testimonianza tutti gli

clave di Gregorio XIIl, poiché analoghi e relativi articoli del Di-


quando fu eletto s. Pio V era oc- zionario , sia delle loro biogra-
cupato nella legazione di Polonia. fie, che quelli principalmente , i

La vita |di questo grande uomo, quali riguardano i tanti, ed im-


imo de' più rinomati del suo seco- portantissimi suoi edifizi ed avan-
lo, per talenti, eloquenza, e sperien- zi della romana grandezza tutta- ,

7.a, fu scritta in purissimo latino da volta sino al XV secolo si mancò


monsignor Antonmaria Oraziani, di una speciale provvidenza. Per
vescovo d'America, stampata in e sì utile e decorosa conservazione Pa-
Parigi nel 1669, della quale mon- pa Pio II, nel i462j emanò partico-
signor Flecliier, sotto il finto no- lari disposizioni, dalle quali si ri-

me di Roggiero Ahakia, fece un'ec- leva, ch'egli a ciò era mosso dal-
cellente traduzione in francese, che l'esempio dei Pontefici suoi prede-
fu pubblicata pel Cramoisy in Pa- cessori. Quindi simili provvidenze
rigi nel 167 1, e poi in Lione nel furono rinnovate da Sisto IV nel
1 70:!. 474- come si può vedere nello Sla-
I

'

COMMISSARI APOSTOLICI. Com- luto di Roma dell'edizione del i636


missario in generale è quegli, che a pag. 667, e 668, dove sono ri-

è commesso, o delegato per qualche portate. Questo Pontefice del seco-


funzione ed affare particolare, e in lo XVimitò Nicolò V, che fiorì
alcuni Ordini religiosi significa quel- nel medesimo, in ornare, abbellire,
la persona, alla quale dal superiore ed ingrandire la città di Roma; an-
maggiore è affidato l'incarico di ter- zi, per servirci delle parole di un
minare le differenze, che nascono grave scrittore, diremo che Sisto ,

nei conventi, e monisteri. 1 Com- IV è uno de'Pontetìci più beneme-


missari apostolici poi sono quelli riti della città; e che colle pietre
deputati dal sommo Pontefice in delle marmoree iscrizioni, le quali
qualche parte, o per alcun aliare di ni questa furono erette in suo ono-
rilievo. Gli antichi Commissari a- re, si potrebbe erigere un vasto edi-
postolici erano ecclesiastici, i quali fizio.

giudicavano l'appello delle senten- Tuttavolta il primo Pontefice ,

ze degli ufiìziali primarii , e Papa che deputasse una speciale persona


Bonifacio Vili comandò ch'essi do- perchè vegliasse sopra gli antichi
vessero essere costituiti in (hgnità, edifizi monumenti, fu l'immorta-
e
o essere canonici di qualche chiesa le Leone X, che diede nome di
principale; locchè fu pure confer- aureo al suo secolo. Egli pertanto
mato dal concilio di Trento. Ma affidò sì nobile cura al sommo fra
di questo argomento meglio si par- i pittori, Raffaele da Urbino, come
la ali articolo Commissione, o Com- quegli che essendo perito in archi-
mi ssionì (Vedi). tettura, ed in ogni arte, avea gran-
COMMISSARIO, e COMMISSA- demente studialo sugli antichi mo-
COM COM 8^
numenti. Il breve apostolico di- missario delle antichità romane, vi

retto a quell'insigne artefice porta ebbe sino d'allora quella di accom-


la data del i5i5. Tra le altre cose pagnare come antiquario della cor-
ki dice in esso: « Praeterea quoniam te Pontificia i sovrani, che si recas-
M certus factus sum multum anti- sero in Roma. Di fatti toccò al Ma-
» qui marmoris et saxi literis mo- netti di coprire tale ufficio con l'im-
» numentisque incisi teme- peratore Carlo V; la qual cosa non
»j re secari ita ut inscriptiones abo- si volle taciuta nella sua iscrizione
w leantur ; mando omnibus qui sepolcrale, ch'è nella chiesa di s.

» caedendi marmoris artem Romae Maria sopra Minerva, ove si legge:


« exercent, ut sine tuo jussu aut .... Caroluni V
Romani venienteni
» permissu lapidem uUum inscri- excipiens, velerum monumenta su-
»> ptum caedere secare ne audeant spicientem ronianae virtutis admo-
w etc". Questo breve fu scritto dal nuit. A
dimostrare in che conto a-
Bembo, e si legge nelle opere di vesse l'illustre antiquario il Ponte-
lui_, della edizione di Venezia del fice Paolo III, basterà qui il licor-
1729 nel tomo IV, lit. IX, n. 14. dare, che servissi dell' opera di
Questa deputazione però non durò lui nelle mandan-
cose più ardue,
lungo tempo, e forse fini con lo dolo ancora come straordinario am-
stesso Raffaele, e le calamità e i suc- basciatore ai re di Francia, di Sco-
cessivi travagli massime
, del pon- zia,e d'Inghilterra, non che al se-
tificato di Clemente VII, lasciaro- nato veneto.
no le cose senza nuovi provvedi- Sembra, che dopo questo primo
menti. commissario delle antichità roma-
Elevato al pontificato nel i534 ne, rimanesse l'ufficio vacante, finché
con gran giubilo de'Romani il loro Paolo IV nominò ad esso con suo mo-
concittadino Paolo III come uno , to-proprio del 1 556, Mario Frangi-
de' più cospicui soci della celebre pane, eh' è il secondo commissario,
accademia delle antichità, volle da- del quale si abbia memoria. Pio
re subilo stabile ordine alla con- IV successore di lui, desideroso di
servazione di ogni specie di anti- proteggere anche più efficacemente
chi monumenti. Creò pertanto con le cose antiche, con moto-proprio
apposito moto-proprio il nuovo uf- degli I Ii562, nominò com-
luglio
ficio del Commissario delle antida- missari conservatori di esse due Car-
ta, dandogli estesissima facoltà , e dinali, cioè il celebre Marc' Antonio
grandi onori, e preeminenze, con ti- Amulio, ed Alfonso Gesualdo, poi
tolo di famigliare, e segretario del decano del sagro Collegio. Nei suc-
Pontefice. Prescelse poi a tal cari- cessivi pontificati si tornò per altro
ca uno de'piìi colti e pronti inge- ad eleggere nuovamente in commis-
gni del floridissimo secolo XVI, sario delle antichità un illustre cit-
qual fu Latino Giovenale Manetti. tadino romano e perchè avesse più
;

Il breve di questa nomina è del agevole modo ad eseguire quanto


28 novembre 1534? e lo pubblicò a lui era commesso, cumulò anco-
il dotto monsignor Gaetano Marini ra le funzioni già divise di antiqua-
nel tomo II degli archiatri Ponti' rio dell' inclito popolo romano. In
fidi, appendice n. XCVI. Fra le processo di tempo, sebbene i so-
molte attribuzioni assegnate al cora- vrani Pontefici riservassero sempre
86 COM co:\i
«;sdusivamenlc a sé soli la collazio- medesimi, per le antichità, e orna-
ne, e disposizione di questo ulllcio, lo di Roma, con altri docuinenli.
divenne il comniissaiio delle anti- Volendo poi far menzione ili al-
cliilìi uno dei magistrati addetti cuno dei tanti illustri, e dotti an-
speciaitnente al Cardinal Camerlcn- tiquarii, che si distinsero in questo
^•o di santa romana Chiesa (Vedi), nobile incarico, e che pubblicarono
cioè quando al camerlengato si as- opere in argomento, ricorderemo il
segnò la tutela dei monumenti di cav. Paolo Alessandro Maffei ; Ri-
antichità ed arte. Le attribuzioni dolfino de' marchesi Venuti, e l'in-
sotto questo nuovo aspetto, venne- signe archeologo Gio.Winchelmann.
ro stabilite dal Cardinal camerlen- Si può poi asserire che il successo-
go Silvio Valenti, con l' editto dei re Gio. Maria Visconti, recasse il
5 gennaio lySo. Laonde, nelle no- commissariato al massimo splen-
tizie annuali di Roma al titolo Bel- dore; dappoiché secondando egli,
la arti ed antichità, e nell'indice e promovendo magnanimi pen-
i

si legge che il
all'articolo Commissioni, sieri di Clemente XIV, e di Pio
commissario delle antichità romane VI, adunò in Vaticano l'incompa-
è consigliere della commissione ge- rabile Museo Pio-Clementino, for-
nerale per la conservazione de' mo- malo tutto di monumenti da lui
numenti antichi, per gli acquisti di acquistati, e procurali, o discoperti
oggetti di antichità, ed ornamento negli scavi, che per ogni dove pro-
dei pontificii Musei di Roma [Ve- mosse, e riuscirono felici ed uber-
di), e pinacoteche di essi, e per le tosi alla villa Adriana, in Otricoli,
altre dipendenze di belle arti; com- a Tivoli, a Castronovo, e in più
missione, la quale è consultiva del luoghi di Roma medesima, sempre
camerlengato, che Pio VII istituì ferace di preziosi avanzi di splen-
con legge dei 7 aprile dell' anno didezza, e magnificenza.
1820. Nello stesso luogo viene de- Successe nel commissariato a
scritto il Commissariato delle anti- Gio. Battista, Filippo Aurelio Vis-
chità, composto del commissario, conti suo figlio, che lo assisteva co-
dell' assessore per la pittura, del- me coadiutore sino dai i3 luglio
V assessore per la scoltura, e dell'^*- 1782. Ritenne egli con gran lode,
sislente per t estrazione da Roma e profitto dello stato, il geloso in-
degli oggetti di antichità, e belle ar- carico, sino a che nella mutazione
ti. Su questo argomento va consul- delle cose romane, che fece termi-
tato il dotto avv. Fea, Dei diritti nare col pianto il decorso secolo,
del principato sugli antichi edifizi il generale d. Diego Naselli, coman-
pubblici, sacri, e profani, memoria dante le truppe napoletane, che do-
eh' egli fece stampare in Roma nel po l'eflìmera repubblica tennero Ro-
1806; e principalmente le Anno- ma pel sovrano legittimo, Pon- il

tazioni alla memoria sia {Urliti del tefice Pio VII, in suo luogo nominò
principato sugli antichi edifizi pub- l'avvocato d. Carlo Fea. Questo cele-
blici ec. medesimo autore pub-
, dal bre archeologo dotato di un sommo
anno. Qui si ri-
blicate nello stesso zelo e di molta dottrina, qual si rav-
porta a pag. 24 appendice dei
1 1 visa nelle diverse erudite sue opere,
chirografi di vari sommi Pontefici, S(jstenne con benemerenza il rag-
ed editti pubblicali d' ordine dei guardevole uUizio, nel quale potè
COM COM 87
Ironie primo commissario eletto
il tual commissario ne indossa 1' uni-
J;i Paolo 111, accompagnare anche forme, che è turchina con ricami
esso alla visita degli antichi monu- d'oro, essendogliene stato attribui-
menti un imperatore, cioè Fran- to r uso dal Papa regnante, anche
cesco I d' Austria di gloriosa ri- dopo restituita quella presidenza
cordanza, ospite in Roma dell'im- all' eccellentissimo magistrato roma-
mortale sommo Pontefice Pio VII. no, e resa onoraria nella persona
Dopo la morte del Fea, il Papa del commissario medesimo.
che regna meritamente gli diede COMMISSARIO did s. Offlzio
in successore un individuo di quel- o della Congregazione della s. ro-
la stessa famiglia,avea la quale mana ed imii'ersale Inquisizione.
per due generazioni decorosamente V. Congregazione CARomAtiziA del
sostenuto l' incarico, cioè il cava- s. Offizio, carica che si esercita
liere Pietro Ercole Visconti roma- sempre da uno de'primari maestri
no, che attualmente l'esercita, e dal- dell' Ordine de'predicatori.

lo stesso Ponteficevenne annovera- COMMISSARIO generale della


to Ordine equestre di s. Gre-
all' reverenda Camera Apostolica. V .

gorio Magno. Vacabili, volume VII, pag. i4>


il

La giurisdizione del commissa- e i5, ed il volume Vili p. 219


rio delle antichità Romane fu di- del Dizionario, non che i relativi
minuita da Pio VII colla costitu- articoli. Questa carica si esercita da

zione Post diuturnas del 1800, e un prelato di mantelleltone.


col suo moto-proprio, emanato li COMiAIISSARIO o COMMIS-
6 luglio 1816 sulla pubblica am- SARIATO della s. casa di Lo-
ministrazione. Fu ristretta ulterior- reto. Carica prelatizia, la seconda
mente da Leone XII moto-pro- coi neir ordine delie delegazioni dello
prii del 1824, e del 1827. Venne stato Pontificio. V. Loreto, Santa
poi limitata alle sole cause di con- Casa , e delegati apostolici delle
travvenzione e frodi, a danno del- Provincie dello stato Pontificio.
l'erario, cioè del Rtgolaiìiento or- COMMISSARIO del Conclave.
ganico, e di procedura criminale, Ufìlzio, che si esercita da un avvo-
promulgato li i5 novembre i83i cato concistoriale, nell'erezione del
per ordine dell'odierno Pontefice. conclave, ed in tutto il tempo che
Fu l'abito del commissario delle i Cardinali sono racchiusi nel con-
antichità una veste talare, sulla clave medesimo, per dare un suc-
quale poneva una specie di rubo- cessore al defonto sommo Pontefi-
ne, e liceveva perciò dallacamera ce. Appartiene al Cardinal camer-
capitolina canne quattro di panno lengo di S. R. Chiesa, il deputare a
nero. Sul principio del secolo pas- suo beneplacito il commissario del
sato, s" incominciò a sostituire a ta- conclave, ma deve sceglierlo dal cospi-
le vestiario il così detto abito di cuo collegio degli avvocati concisto-
iiltà. Pio VII, nel i8oi, assegnan- riali, a tenore delle pontificie pre-
do ai diversi corpi artistici e lette- scrizioni, le quali furono confer-
rarii uno speciale uniforme, ne prov- mate colla bolla di Benedetto XIV,
vide anche il commissario. Siccome che incomincia colle parole Inter
però si riuniva a tal carica la pre- conspicnos. Ilmedesimo Cardinal ca-
sidenza del musco capitolino, l' at- merlengo fa questa nomina con for-
88 COM COM
male patente, e riceve dal commis- ognuno fedelmente il proprio uffizio
sario il giuramento di fedeltà ; e nel conclave durante la sede vacan-
mentre il Cardinale fa nell'interno te. Quindi il medesimo segretario
<lel conclave coi Cardinali capi di di camera distribuisce a ciascuno
ordine la visita della clausura in- leanologhe lettere patenti, e riguar-
U-riia, contemporaneamente il com- do al commissario sono considere-
missario fa con rogito la chiusura voli queste espressioni : » Oilicii con-
esterna del medesimo, portandone » eia vis hujusmodi commissarii ,

le chiavi ai nominati Cardinali, che » cum omnibus honoribus, et emo-


poscia ne danno una al marescial- » lumentis, auctoritate, et faculta-
lo del conclave. « te et consuelis ad no-
solitis,

Accaduta pertanto la morte del » strum beneplacitum facimus, con-


sommo Pontefice, il Cardinal ca- " stituimus " Chiudonsi
merlengo spedisce un biglietto d'uf- queste lettere coll'invitare i subal-
ficio ad uno degh avvocati del sagro terni uffiziali del conclave, ad ub-
concistoro, nominandolo commissa- bidire al commissario, e sotto di es-
rio del conclave. Nello stessotempo se il segretario della camera fa
lo invita a porsi di concerto col se- fede del prestato giuramento.
gretario, e cancelliere della R. C. a- Dopo di che il commissario del
postolica, per conseguire le corrispon- conclave stabilisce col sostituto di
denti lettere patenti, ed a stabilire il andare a vedere i lavori del con-
giorno per emettere il giuramento di clave, e il modo col quale si ese-
ubbidienza ed esattezza nel disimpe- guiscono, dovendo egli poi rivedere
gno dell'ufficio, e riceve subito dieci ed approvare i conti degli artisti,
libbre di cera, dalla distribuzione, e delle spese fatte pel conclave
che si defonto Pa-
fa nell'esequie del (jiunto al conclave il commissario
pa, venendogli assegnati per mensi- si riconoscere da tutti gli addet-
fa
le onorario scudi venticinque sin- ti, che interamente dipendono dai
ché dura il conclave. Alla presen- suoi ordini. In seguito il commis-
za dunque di monsignor governato- sario ritorna al conclave a piaci-
re di Roma, come vice-camerlen- mento, ed ha il privilegio di fare
go, del segretario del camerlengato entrare la sua carjozza entro il pa-
nella qualità di sostituto commis- lazzo apostolico dello stesso concla-
sario del conclave, del computista ve, mentre ad altri in tale circo-
generale della camera apostolica, e stanza viene impedito. JVel giorno,
del depositano del monte di pietà, in cui i Cardinali fanno l'ingresso
il commissario del conclave coll'a- in conclave, il commissario col so-
bito di avvocato concistoriale pre- stituto ivi si trovano agli ordini
sta il giuramento nelle mani del del sagro Collegio, visitando tutte le
Cardinal camerlengo sedente in tro- parti sii esterne , che interne : e
no. Allora gli astanti si pongono quando i Cardinali si recano nel-
in ginocchio, ed il segretario del- la cappella, il commissario in abito
la camera apostolica, prendendo la di avvocato concistoi'iale prende ,

parola a nome di monsignor go- luogo tra la prelatura . Alle tre


vernatore, ringrazia il Cardinale che ore di ed dWexlra omnes.
notte,
si degna ammettere tutti i nomina- che intima 1' ultimo cerimoniere,
ti al giuramento per adempiere il commissario si reca al luogo ove
COM CO I\I 8r)

già precedentemente ha fatto l'adu- poi, come si disse, esamina, e rico-


nare i subalterni, l'architetto del nosce tutti i conti delle spese occor-
conclave, e un maestro delle ceri- se in conclave. L'avvocalo conci-
monie, trovandovisipure monsignor storiale, che fu nominato commis-
maggiordomo, governatore del con- sario, finché appartiene al collegio
clave. Questi coi commissario, e gli degli avvocati concisloriali, in ogni
altri preceduti da torcie accese, per- conclave viene nominato commissa-
corrono tutta la strada sottoposta al rio dal Cardinal camerlengo di s.

palazzo apostolico Quirinale sino alle Chiesa. V. Conclave.


quattro fontane ove termina il con- COxMMISSIONE , o COMMIS-
clave. Quivi il commissario fa chiude- SIONI. Commissione è quella, che
re i legno appositamente
cancelli di il Papa dà ad alcuni Delegali (Ve-

eretti,ed ogni altra porta esterna; di), per far giudicare le cause, del-
e retrocedendo sotto le finestre del le quali è stato interposto l'appel-
conclave per la via che porla alla lo alla Sede Apostolica. All'articolo
piazza del Quirinale, egli fa serrare il Jppellazioni alla santa Sede (^Ve-
cancello costruito presso il moniste- di), si è già veduto, che costituito
ro e chiesa di s. Maria Maddale- da Gesù Cristo un primato di o-
na, e poi coi nominati rientra nel pa- nore, e di giurisdizione nella sua
lazzo apostolico, e trovato tutto re- Chiesa, era legittima conseguen/;i
golarmente, vicino alle rote al ri- di esso il diritto nel romano Pon-
piano del cortile fa murare la por- tefice di rivedere, e correggere le

ticella, ch'era rimasta aperta. Allo- sentenze da qualunque ecclesiastica


ra il notaro della reverenda Ca- autorità pronunciate, mentre i suoi
mera apostolica, alla presenza del giudicati erano irreforuiabili. hi
governatore, commissario, ed altri questo comune rifugio dell'appel-
del conclave, redige il processo ver- lazione, Stefano Tornacense diceva
bale della visita da essi eseguita consistere dignitateni Ecclesiae Ro-
intorno al conclave, atto che viene nianae, ep. 162, tom. 20, della
sottoscritto dal commissario, dal so- Biblioth, Patr. pag. 3 \. Nell'appel-
stituto commissario, e dall'architet- lazione il dottoi'e s. Beinardo rav-
to in forma. Finalmente il maestro visò la gemma più preziosa della
delie cerimonie riceve dal commis- tiara pontificia, e la riguardava tal-
sario le chiavi delle porte, che so- mente necessaria al genere umano,
no state chiuse^ e le consegna al come la stessa luce del sole, ed ec-
maresciallo del conclave, ed ognu- co come su ciò scrisse a Papa In-
no si ritira. nocenzo II » Hoc in ter caetera
: ve-
Durante il conclave il commis- " stri singularis primatus insignia
sario ha diritto di recarvisi, senza » specialius, nobiliusque nobilitat
però prendervi alcuna parte, essen- » vestrum, etinclytum reddit apo-
done devoluta la custodia al mare- » stolatum, si eripitis paupereni de
sciallo riceve dal Cardinal camei-
: " manu forliorum ejus. Nulla, meo
lengo un numero di medaglie per M judicio, in corona vestra pretio-
agevolare l' ingresso alle ruote del '» sior gemma zelo ilio vestro, quo
conclave, cui dispensa a chi crede. " aemulari consuevistis oppressos,
Appena eletto il nuovo Papa si tro- '> nec relinquitis virgam peccatorum
va all' apertura del conclave, e •
super sortem jusloruiu '. f\ VE-
90 GOxM COM
pìst. i()8, lom. Ij Opcr. col 190. la sessione XXV, cap. 10, De re-
Qiiiiìdi il medesimo dolloic, nel formai. , confermate le disposizioni
lib. 3, De Considcratione, cap, 2, di Bonifacio Vili, ordinò ai vesco-
disse al Pontefiee Eugenio 111: " fa- vi concili provin-
di scegliere nei
.•> teor grande, et generale mundo ciali,o nei sinodi le persone^ che
•j bonum esse appellationes, idque riconoscevano idonee alle delegazio-
" tam necessai-ium, quam solem ni delle case ecclesiastiche, e che
» ipsum moitalibus". perciò chiamarono giudici sino-
si

Il diritto delle appellazioni si e- dali, ed ingiunse ad essi di far no-

sercita dal Promano Pontefice, o col li alla santa Sede i loro nomi, af-
ritenere le cause, ed esaminarle finchè potesse valersene nell' occor-
nella sua curia, o col rimetterle ai renza. Benedetto XIV coU'enciclica,
i^iudici da lui de-
in parlìbiis, che Qua/m'is palernae dei 26 agosto
legati pronunciano in suo nome; e 1741, eccitò nuovamente i vescovi
ciò come stima piì^i conducente alla all'adempimento delle sanzioni tri-
retta amministrazione della giusti- dentine, e prescrisse il metodo da
zia, considerata la qualità delle cau- tenersi nel rimpiazzare le mancan-
se stesse, e le circostanze di luogo, ze, e nel notificare alla santa Sede
di tempo, e di persona. L'uno e le seguite elezioni. Volle poi colla
l'altro modo di esercitare un tal bollaDei miseralione, data ai 3
diritto è nel Papa antichissimo, ed novembre i74'j che le cause ma-
("•
riconosciuto ben anche nel cele- trimoniali si commettessero ai giu-
bre concilio di Sardica dell' anno dici sinodali in mancanza soltanto
347, ne' canoni 4> e 7, come am- di qualche vescovo viciniore, che
piamente dimostrano il Marchetti potesse trovarsi comodamente.
lidia Dissevt. del Concil. Sardic; Questi giudici non hanno giuris-
d Politi lidia Jiin'<;pr. eccles. unìv.; dizione alcuna finché non sieno
là il Zaccaria nel suo Antifehronio. delegati, e nel disimpegno delle lo-
Segnarono quindi i romani Pon- ro funzioni debbono servirsi dei no-
tefici le norme colle quali si do- tar! delle curie vescovili, come fu
vessero ammettere, e discutere le risoluto dalla sagra congregazione
<ippellazioni, e stabilirono le leggi del concilio. P^. il Lambertini de
da osservarsi nelle delegazioni dei Synodo dioeces. lib. IV, capo V.
giudici in parlibiis. Fra le prime In conseguenza di ciò, allorquan-
basterà ricordare le costituzioni di do si appella alia santa Sede, e la
Diiiedetto XIV, cioè Ad mililantis causa si voglia rimettere in parli-
Kcclesiae irginien, de' 3o marzo hus, ossia fuori di Roma, si pre-
1 742 ; e Roìuanae Curiac pracstan- senta al Revisore delle Commissio-
iiani, d;ita a' 2 1 dicembre i 744 ;
ni un'istanza, diretta al sommo
non che l' altra, histidac ci pdcis, Pontefice, corredata di atti auten-
emanata a' q ottobre 1746. E per tici, nella quale brevemente si e-
iiguardo alle seconde, è celebre la spone lo stato della controversia,, ed
decretale di Bonifacio Vili nel cap. il ;.uavame, che si crede ricevuto, e
Slalitinm de Rrscriplis in tì, sulla s' implora la provvidenza. Approva-
quale stabili le (ju'alità, che ador- ta questa dallo stesso revisore, il

àiare devono i illudici delegali. Cardinal pretetto della suprema Se-


il sagio concilio di Trento, nel gntitnra di giustizia (fedi) rescri-
COM COM •){

ve per la grazia, e questa supplica C. de'Ritij a' 28 agosto 1627. V.


coll'aiialogo rescritto chiamasi Com- il Ga vanto colle Addiz. del Merati,
ii)issione, e si eàbisce in dateria per Cerila. Eccl. p. 33 , del variare il
la spedizione del breve, che presen- Communicantesy e l' Hanc igilur.
tato poi ai giudici delegati, forma Si vuole, che s. Lino Papa, eletto
base del nuovo giudizio. neir anno 69, aggiugnesse il Com-
Il Revisore delle Commissioni è municantes al sagli fizio della mes-
nominato dal Papa a relazione del sa, la quale allora si componeva
nominato Cardinal prefetto del tri- della consagrazione, e dell'orazione
bunale della segnatura di giustizia, del Pater noster. V. Nicolò de Pio-
il quale poi ex Audientia Sanclis- ve, in exposit. Missae, citato dal p.
siini rilascia il rescritto comprovan- Sangallo, Gest, de' Pont. t. Ili, p.
te la pontifìcia volontà, che abbia- 128, n. 2. Altri attribuiscono a s.

no luogo le lettere apostoliche di Siricio il Communicantes, e perciò


elezione, per mezzo della segreteria ad epoca più tarda, perchè egli fu
de' brevi. Deve l' eletto revisore es- creato Pontefice nel 385. Tutta-
sere laureato nel diritto civile, e volta tale commemorazione de'san-
canonico, edannoverato fra i
è ti si trova presso s. Clemente I, del
famigliari pontificii, come dimostra 93, che alcuni fecero autore del
il Vitale, De jure Signaturae j'usti- canone, f^. lib. 8 Constit. post. A
tine, cap. I, et. 3. Attualmente il cap. i3. Si nominano poi prima
Revisore delle Coininissioni meri- della consagrazione in un alla b.
tamente è monsignor Gio. Battista Vergine ]Maria, gli Apostoli, e i

Cannella, cameriere d' onore del sommi Pontefici, i vescovi, i dia-


Pontefice regnante, e canonico del- coni, i laici, e tutti i martiri, per-
la basilica di Maria in Traste-
s. chè quelli colla loro dottrina, que-
vere. T^. la parola Commissione sti col proprio sangue confermaro-

nell'Indice generale della Pratica no la fede del sagrifizio della Mes-


di Ila Curia Romana, Pioma l'anno sa (fedì), siccome spiegò 1' erudito
i8i5. Gemma nel lib. I, al cap. 1 04.
COMMUNICANTES. È la terza JN'on è poi certo, che s. Leone I
preghiera del Canone della Messa del 44"
liane i- sia r autore dell'
(F'edi), che il sacerdote dice colle ,gitur ohlationeni ec. Altri fanno au-
mani stese, stando eretto, e con vo- tore del canone della messa dal
ce segreta. Questa preghiera in al- Te igitur ec. fino al Pater noster^ ,

cune feste del Signore si varia, co- Gelasio I Papa del 49^ 5 ^^ il
me il prefazio ; ed alcune volte si Pagi ne tratta nel suo Brcviar. t.
deve separare il prefazio dal Com- I, p. 1 26, n. i5.
munieantes, come per esempio ve- COMMUNIO e POSTCOMMU-
nendo la festa de' ss. Filippo, e Gia- NIO. Il Communio è quella anti-
como apostoli, ovvero l' invenzione fona, che dicesi nella messa dal sa-
della ss. Croce tra l' ottava della cerdote colle mani giunte, dopo che
Ascensione, perchè in tal caso si di- si è purificalo le dita. Il Postcom-

ce il prefazio della festa corrente, munio è quell'orazione, che dal me-


ed il Communicantes dell' ottava, tlesimo sacerdote si dice appies-
«ebbene non si faccia di essa com- so il Communio, avendo però pri-
memorazione, come decretò la S. ma salutalo il popolo col Dumi-
92 eOM COM
nus vohiscum. Cosi il Miss. Rorii. lebre nel medio evo per la resislenta
Rubi: 1 1, n. I, ed il Gavanto, parte che gl'italiani opposero ai barbari
I, tit. XIII, Rubrica I e II. invasori. Le sue rive, e dintorni
Il Macri alla voce Communio sono sparsi di pacsetti, campi uber-
flice, che così viene chiamata quel- tosi, e ville abbellite dalla natura,
l'antifona, la quale si cantava nel e dall' arte. Plinio il giovane fece
coro mentre si distribuiva 1' Euca- ilmagico quadro delle ridenti spon-
ristia al popolo, istituita da s. Gre- de del lago.
gorio I. A^. Gemma lib. I, cap. 90. Como, Comuni, che ne'bassi tem-
Altri la dicono derivata dall'orien- pi fu chiamato anche Cumae, è ca-
te. Nel messale Ambrogiano viene po luogo della vasta provincia del
chiamata questa oiazione Transilo- suo nome, e di due distretti dal
riuni, ed il sacerdote dopo la pu- 18 16 in poi. Diversi sono i pareri
lifìcazione la dice a coriiu episto- sulla fondazione della città. Catone
lae. Nella messa del sabbato santo il maggiore asserisce essersi fonda-
non si dice il Communio, perchè ta dagli orobj di razza etrusca, Cor-
non si faceva, né si deve fare la nelio dai greci che popolarono le
comunione del popolo. vicine terre, e Giustino dai gaule-
11 Chardon, Storia de Sagravien- si, o galli venuti in Italia con
ti 1. 1,p. 285 dice, che la vera Post- Brenno ; quindi i consoli romani
communio è la orazione, o colletta, Furio Purpureone, e M. Claudio
la rpiale sempre si disse per ringra- verso l'anno 197 avanti la nascita
ziare Dio della ineffabile grazia di di Gesìi Cristo, trionfarono dei
aver partecipato de' sagri misteri, comensi, e dei galli. Nell'invasione
e per supplicarlo a conservarne in dei rezi Como solFrì gravi disastri;
noi il frutto, e tuttociò che può il perchè dai romani fu quasi del
operare la nostra sautilìcazione. P^. tutto riedificata, laonde fu detta
Comunione § VII. Novo-Conuim. Non andò guari che
COMO (Comen.). Città con resi- aumentando in lustro Pompeo Stra-
denza vescovile, antica e forte del bone la eresse in municipio, Sci-
regno lombardo- veneto, situata in pione vi mila abitanti
pose
tre
amena valle circondata all' intorno e dipoi ne indusse altrettanti
ve
da alte montagne, neh' estremità del Giulio Cesare, tra' quali cinque-
corno occidentale del delizioso lago cento greci appartenenti a distinte
del suo nome, detto in latino La- famiglie, avendo abbellito anche la
rius, la cui forma è quella di città. Ripopolata da sì diiferenti co-
un ipsilon rovesciato. È alto 198 loni, odonsi tuttora nella conti'ada
metri sopra il mare, e riceve ven- piti nomi che rammentano le di-
tisette fiumane, e trentasette torren- verse derivazioni, alle quali debbon-
ti, oltre il fiume Adda. Tante ac- si aggiugnere^ i goti, i longobardi,
que formano diverse bellissime ca- ed altre barbariche nazioni. Sotto
scate, e talora innalzano il livello i goti, come narra Cassiodoro, la cit-
ordinario del lago sino a quindici tà fu florida, come lo fu sotto i

piedi sopra suo ordinario livel-


il longobardi, i quali nell'ottavo seco-
lo, per cui alcune volte si vede uua lo in poca distanza fabbricarono su
gran porzione della città inondala. di una rupe la rocca di Baiadello,
Ha nel mezzo l' isola Gomacina ce- resa djpoi piìi famosa per esservi
COM COM g:}

morto in una gabbia di ferro Na- patria, per piomba-


disperazione
poleone Torriani. rono sul nemico sbandato, ed in-
Sottrattasi Como dal giogo stra- tento alla preda ; per cui molti ne
niero, si rese libera come tutte le uccise, altri imprigionò, altri ne po-
lombarde, governandosi a co-
città se in fuga, e ricuperò la città, ac-
mune nei secoli XI e XII, ma se- crescendosi perciò r irritazione dei
guendo un partito opposto a quel- milanesi, che posero tutta l'insubria
lo dei milanesi, ebbe a sostenere in armi collegandosi con venti po-
con essi accanite guerre. La piìx poli, per debellare per sempre la
memorabile fu quella che si accese città di Como tenuta per ghibelli-
nel 1 1 8, al qual anno il Mura- na.Non si sa comprendere però,
tori ne' suoi Annali racconta, che come milanesi, e il loro arcivescovo
i

ciò ebbe origine mentre era vesco- co' suffraganei mentre concorrevano
vo di Como Guido, contro il quale alla rovina de' Comaschi, col soste-
r imperatore Enrico IV avea inve- nere il pseudo vescovo Landolfo,
stito della sede Landolfo da Car- riprovato dai Papi, si mostrassero
cano nobile milanese, da Urbano contrari all' imperatore, le cui parti
li già scomunicato. Insorto dipoi seguivano i marchesi, i conti, ed
per opera di Enrico V, 1' antipapa altri vassalli impero, per cui
dell'

, Burdino col nome di Gregorio Vili, si vide trasparire qualche principio


Landolfo volle tentare l'occupazio- delle tremende fazioni guelfa, e
ne del vescovato, ma in vece restò ghibellina.
prigione delle genti di Guido, e Ad onta di tante forze collegate,
dei Comaschi, restandovi ucciso Ot- Como senza straniero soccorso bra-
tone nipote di Landolfo, e rino- vamente si difese nell'anno 1119,
mato capitano de' milanesi. Si rac- e costrinse il nemico a l'etroce-
conta inoltre che due furono i Car- dere, come l' obligò a fare nel se-

cano uccisi in tal fatto dai Coma- guente anno. Dopo ciò Coma- i

schi, e che le loro vedove colla schi portarono la guerra sulle terre
croce in mano ricoperte delle ca- ribelli del lago, che punirono con
micie insanguinate dei mariti, ec- incendi, e saccheggi. Durando la
citarono i milanesi a vendicarle, e guerra tra i milanesi, e i Coma-
che dopo dieci anni di guerre, de- schi, nel 1122 riuscì ai primi di
bellarono Como. Certo è, che pel togliere Lugano dalla soggezione
malaugurato avvenimento irritata dei secondi, sebbene ciò contraddica
l'intera città di Milano, in un al- il Sigonio, che anzi dice essere sta-
l'arcivescovo Giordano, questi in- to sostenuto dai Comaschi il domi-
dusse i milanesi a marciare su Co- nio anco sul lago. Finalmente nel
mo : sorpresi i cittadini all'improv- I 127 più che mai bramosi i mi-
viso, e per le forze superiori del lanesi di assoggettar Como, con po-
nemico furono vinti presso Bara- tente esercito, e co'formidabili ajuti,
delio, sul cui monte Comaschi si
i che descrive il citato Muratori in
rifugiarono, abbandonando la città detto anno, si recarono all'assedio
al furore milanese, che la saccheg- della città, che fu sostenuto con vi-
giò, ed incendiò, liberando dal car- gore dai cittadini finché ebbero for-
cere Landolfo. Ma
Comaschi scos-
i ze. Ma vedendo inevitabile la Uno
si dall' estremo eccidio dell' amata rovina, imbarcarono una notte le
g4 COM COM
loro cìonnc e i figli col meglio delle nel 1789 dichiarò questa sede suf-
proprie sostanze, riparandosi nel ca- fraganea della metropolitana di .Mi-
stello di Vigo. Di fatti nella seguente lano.
mattina, cioè a' 17 agosto, vedendo A s. Felice successe s. Provino
r inimico indifesa la città vi en- francese, anch' egli discepolo di s.

trò, passando (juindi al castello: tro- Ambrogio, che mori nell'anno /["ìo;
vatolo però inespugnabile si conven- il quale ebbe i seguenti .santi per
ne ad un accomodamento, laonde successori. S. Amante, che governò
conservati i beni ai cittadini, di- dal 4^0, al 44*^ j s. Abbondio or-
strutte le mura, colla perdita delle dinato nel ^^o, che fu spedito dal
fortezze, furono costretti i Comaschi Pontefice s. Leone I in oriente, per
a pi-estare ubbidienza, e tributo a combattere gli errori d'Eutiche, mo-
Milano, e ai suoi signori. Federico rendo nel 4695 s. Console greco dal
I imperatore nel 1109 riedificò la detto anno al 4') 5 s. Esuperanzio J'

città, cingendola di robuste mura, discepolo di Abbondio morto nel


s.

di torri alte; ma il presente cir- 5 r 2 ; s. Eusebio di Como, che ces-


cuito è minore dell'antico. In segui- sò di vivere nel 525 ; s. Euti-
to fu agitata dalle fazioni dei Vi- che morto nel 532 ; s. Eopilo
tani, e dei Piusca, i quali ultimi africano, o alemanno che ter-
,

ne ebbero anche il dominio al prin- minò i suoi giorni nel 5311; s. ^


cipio del i4oo, e che poi cedette- Flaviano discepolo del precedente,
ro ai Visconti nel 14 5^, dopo la 1 che morì l'anno 56o; s. Prospero,
qual epoca corse i destini di M- morto nel 565; s. Giovanni Orco
/rmof/^e^/^, aggiungendo alcuni, che Comasco morto nel 568; s. Agrip-
per un tempo fu dominata pure pino di Colonia, che lasciò di vi-
dai Torriani. vere nel 586; Bubiano, morto nel s.

La fede fu predicata in Como 59 s. Adalberto I, morto Tiel 6 1 5


r ; :

nel primo secolo della Chiesa, ed s. Adalberto II, che morì nel 628;
alcuni ne flinno banditore 1'
a- s. Vittorino di Nicomedia, morto
postolo s. Barnaba, come altri di- nel 644; Griovanni II, morto nel
*'•

cono che s. Ermagora d' Aquileja, 660; S.Giovanni IH, morto nel 6(>8;
discepolo dell' evangelista s. Marco, s. Ottaviano Comasco, che morì nel

vi pose il primo vescovo. L'Ughelli, 680; s. Benedetto pur di Como,


nel tomo V ócW Italia sagra, p. morto nel 692; s. Flaviano II di
2 58, asserisce che ne fu primo ve- Tebe, morto l' anno 700. Per gli
scovo nel 379 s. Felice romano, altri vescovi di Como sino a mon-
discepolo di s. Ambrogio, che mori signor Giuseppe Olgiati trasferito
nel 391 agli 8 ottobre. Commanvil- da Clemente XI nel 171 i a que-
le registra la fondazione della sede sta sede da quella di Parma, si
vescovile di Como all'anno 35o. vegga il citato Ùghelli da pag. 260
Divenne sufìraganea del patriarcato a pag. 322; e dall'Olgiati sino al-
di Aquileja; dipoi nel 1751 aven- l'attuale zelante vescovo monsignor
do Benedetto XIV soppresso il pa- Carlo B.omanò nato in Cantìi, fat-
triarcato, nell'anno seguente a' 18 to vescovo dalPapa regnante a'20
aprile eresse in metropoli Gorizia, gennaio i834j si può consultare la
cui sottopose il vescovo di Como per serie delle Notizie annuali di
suffraganeo; ma il Pontefice Pio VI Roma.
COM COM 9'J

Mentre ne era vescovo Alberico lonlarie pie olTerte elei cittadini ;.

ili nazione tedesco, allorché si recò maestoso edifizio, il cui pensiero non
in Italia Corrado II il Salico, il uniforme dimostra la diversità degli
sommo Giovanni XIX
Pontefice architetti, vedendosi in esso le varie

detto XX, andò ad incontrarlo in graduazioni del gusto gotico del


Como, ove lo coronò re di Germania, XIV secolo, sino all'elegante solidi-
e poi nell'anno seguente in Roma tà del XVI secolo. Sulla facciata
corona imperiale. I vescovi di
colla esteriore piu'e di stile gotico si ve-
Como, che dai Papi furono creati dono le statue dei due Plinii, ivi

Cardinali di s. Romana Chiesa, sono i poste dai Comaschi qual monumen-


seguenti. Gerardo Landriani deX'a- to di ammirazione e ricono-,

pitani milanese, da Eugenio IV nel scenza ai loro illustri concittadini.


1437 fatto vescovo di Como, e nei L'interno della cattedrale è a croce
1439 Cardinale; Antonio Trivulzi latina nella forma, con tre navate
milanese fatto vescovo di Como nel nobilitate dalle meravigliose pitture
1487 da Innocenzo Vili, e nel i5oo di Bernardino Luini, e di Gauden-
Cardinale da Alessandro \l e , zio Ferrari. Nella medesima evvi
Scaramuccia Trivulzi milanese, pro- il fonte battesimale, e molte insigni
mosso nel i5o8 da Giulio II al ve- reliquie, e corpi di santi in gran
scovato di Como, e nel i5i7, da venerazione. Il capitolo si compo-
Leone X al Cardinalato nella ce- ne della dignità dell "arciprete, di

lebre promozione di trentuno Car- venti canonici, fra'quali sono compresi


dinali.Quest'ultimo fu comunemen- il teologo e il penitenziere, ed 1

te chiamato il Cardinal di Como. canonici sono divisi in tre ordini,


Mentre n'era vescovo ii suddetto cioè di preti, di diaconi e di sud-
Cardinal Antonio nel i5o4, fu man- diaconi. Vi sono inoltre otto man-
dato a Como per inquisitore della sionari, sette cappellani, «lon che
fede , fi", ftlichele Ghislieri dome- altri preti, e chierici addetti al ser-
nicano, da dove passò a Coirà nel vigio divino. L'arciprete assistito da
iSSy, e poi fu creato Cardinale, e due canonici esercita nella catte-

nel i566 Papa, col nome di s. Pio drale le funzioni parrocchiali. Nella
V. L' ultimo Cardinal vescovo di città pure altre tre chiese
sono vi
Como, fu Carlo Ciceri, di cui ri- parrocchiali, con fonte battesimale,
parleremo. un monistero di monache, un con-
La cattedrale antica dal vescovo servatorio di donzelle chiamato del-
s. Felice fu dedicata al marti ic s. l'Immacolata, fondato nel 1680 dal
Carpoforo, e rimaneva fuori della Comasco La vizzari, tre confraternite,
città ; ma il vescovo Alberico tede- due seminari, un amplissimo ospe-
sco summentovato ne fabbricò altra dale detto di s. Anna, istituito nel
in città, la consagrò a' i3 maggio i356, e ampliato nel 1498 da Mi-
del 10^5, vi trasferì il capitolo, e chele Carcano patrizio di Como, un
la dedicò all' assunzione della B. monte di pietà eretto dalla matro^
Vergine in cielo. La cattedrale fu na milanese Lucrezia Crivelli , e
quindi splendidamente rifabbricata da ultimo riattivato, non che di-
con belli marmi, lavoro che inco- par-
versi stabilimenti pii, de'quali
minciato nel iSgfS, venne soltanto leremo qui appresso. Due sobborghi
compito nel i5i3 mediante le vo- si estendono in ambo i lati della
96 COM COM
città, quello di s. Agostino a de- onorano l'animo benigno di molti
stra, e quel di Vico a sinistra or- Comaschi. Antichi.ssimo è poi il
nati di eleganti casini: in uno di commercio di lane di questa città,
questi popolosi sobborghi, si trova giacché sino dal secolo XIV i reli-
il santuario del ss. Crocifisso, che giosi Umiliati avevano diciotto ca-
è in molta venerazione da diversi se: metà di detto secolo vi fu
nella
secoli. L'episcopio è distante dalla introdotto il commercio delle sete-

cattedrale, il cimitcrio è fuori del- rie, ed il primo setifizio vi fu eret-


la città, la diocesi è vasta, e com- to nel i5io da Pietro Boldoni, e
prende una buona parte del can- fiorì in maniera, che due anni do-
tone svizzero del Ticino e parte po il Mulatto diceva che le cam-
del paese de'grigioni. La mensa pagne comasche sembravano selve
vescovile è tassata per ogni nuo- di gelsi. Da ultimo il Comasco Giu-
vo vescovo ne' libri della cancel- seppe Rovelli, istancabile nel racco-
leria apostolica, a fiorini ottocen- gliere con sana critica le memorie
to. Prima delle note vicende la patrie, nel 1802 pubblicò una com-
diocesi conteneva trecento trentacin- pleta istoria di esse.
que parrocchie, cinquantadue mo- Finalmente illustrarono la città
nisteri uomini, e venticinque
di di Como fra gli altri, Plinio il vec-
di monache. Per conto delle par- chio, e Plinio il giovane, Cecilio poe-
rocchie ora il numero è maggio- ta comico, Caninio Rufo che can-
re, perchè trecento ottantuno nel tò le vittorie di Trajano, Paolo Gio-
Comasco, cento ottanta uno nel vio storico, ed oratore. Benedetto
cantone del Ticino, e due in quel- Giovio che descrisse l'istoria patria,
lo de' grigioni. e ne raccolse molte ed antiche
le
In Como vi sono un liceo, ed iscrizioni, Giambattista Giovio, che
im ginnasio; al liceo va unito un egualmente illustrò con zelo patrio
buon gabinetto di fisica , un orto le cose comasche; Ignazio Martignoni
botanico, ed una biblioteca fonda- buon letterato e legista, e Alessandro
ta da Francesco Benzi nel secolo Volta, cui venne innalzato un mo-
XVIL Ragguardevole è il prospet- numento con istatua colossale. Nel-
to esterno del liceo decorato di ot- la provincia di Como fiorirono mol-
to colonne di marmo cipollino an- ti professori nell'arte del disegno,
tico, e dei busti di alcuni cittadi- e fu feconda di belli ingegni, come
ni, che illustrarono Como. Il col- furono il Bernardino Luini,
pittore
legio Gallio è nel borgo Vico; i i cavalieri Domenico e Carlo Fon-
due luoghi pii della Carità, e dei tana architetti, de' quali Roma pos-
Catecumeni sono uniti allo spedale siede molti edifici, non che va ram-
di s. Anna, come furono uniti al mentato l'altro architetto Cantoni
conservatorio dell'Immacolata, quel- Il Boldoni fu buon scrittore, e poe-
lo delle orfane fondato nel due Venini si distinse-
1693 ta latino, i

dal cav. Ludovico Turconi, e quel- ro, l'uno nelle matematiche, e nella
lo detto del Soccorso. Havvi pure poesia, l'altro nella sagra eloquenza;
un istituto elemosinarlo, e di dota- commendevoli sono pure il Sacco
zioni alle zitelle, senza mentovare benemerito della vaccinazione. Rez-
altre istituzioni di pubblica bene- zano, Parini, l'Appiani ec. Dall'antico
ficenza, e di patria industria, che paese di Perlasca, vicino a Como,
e OM COM 97
trasse l'origine la celebre tamiglia Raimondo Capizucchi comasco,
Odi'.scalclii [fedi). Benedetlo ai i6 celebre oratore domenicano, mae-
maggio 1 1 1 fu battezzato in Co- stro del sagro palazzo apostolico
nio nella parrocchia di s. Benedet- fitto nel 1681 Cardinale da Inno-
to, ora soppressa, e questi come cenzo XI.
principale ornamento della famiglia, Michelangelo Ricci, il cui genito-
nel 1645, da Innocenzo X fu creato re era nativo di Como, creato Car-
Cardinale, e dipoi nel 1676 fu me- dinale nell'anno 1681 da Innocen-
ritamente elevato alla veneranda cat- zo XI, ad onta sua ritro-
della
tedra di s. Pietro col nome d'Innocen- sa ripugnanza durata per ben due
zo XI. Da ultimo il Cardinal Carlo O- mesi.
descalchi prima vice-cancelliere di s. Carlo Ciceri nato in Como, fat-
Romana Chiesa, poi vicario di Ro- to vescovo nel 1680 della comune
ma, con universale ammirazione ri- patria da Innocenzo XI suo amico,
nunziò la sagra porpora, per vesti- parente, e concittadino, quindi dal
re l'abito modesto dell'inclita com- medesimo Pontefice innalzato al
pagnia di Gesìi, ove morì santa- cardinalato nel 1686, poscia morto
mente. Va notato, che Benedet- in Como nel 1694.
to aveva appreso i primi studi dai Luigi Maria Liicini di Como,
gesuiti, che in Como avea pel pri- domenicano, commissario del s. of-
mo introdotti il pio Bernardo Ode- fizio di Roma, fatto Cardinale da
scalchi. Nella morte d'Innocenzo XI, Benedetto XIV nel 1743.
entrò in conclave per maestro delle Giuseppe Maria felzi, nato in
cerimonie Pontificie Candido Cassi- Como, domenicano, maestro gene-
na di Como. Dalla città di Como rale del suo Ordine, quindi maestro
ripete pur l'origine la distinta fa- del sagro palazzo apostolico, dal^ re-
miglia veneta Rezzoiiico [Fedi), che gnante Gregorio XVI nel concisto-
per lunga serie danni vi sostenne ro de' 2 luglio 1832 fatto Cardi-
il decurionato. Tra dotti, che usci- i nale, e vescovo di Corneto, e Mon-
rono dalla famiglia Rezzonico, è a lefiascone, dove morì a' 23 novem-
nominarsi il conte Gastone, vivace bre i836.
scrittore; e tra i Cardinali Carlo, COMPAGNI A , Societas, Coelus
che nacque in Venezia a' 7 marzo Convenhis. Nome collettivo, che si
1693, che nel 1758 divenne Pon- dà a parecchie persone , radunate
tefice Clemente XIII. Olire a ciò in imo stesso luogo. Compagnia si

Como diede al sagro Collegio dei dice per unione, yò«/«,y; per congre-
Cardinali, i sette seguenti perso- gazione, o conversazione, sodalitium;
naggi. per congregazione di persone, che si

Tolomeo Galli, nato da onesta adunano insieme per opere spirituali,


famiglia di Como, fu crealo Car- Coiìfraternila. V. Aeciconfratebjvita,
dinale nel 1 565 da Pio IV, e per- e Confraternita, che dicesi pure So-
ciò detto il Cardinal di Como . dalizio, Pia Unione, Società. Sotto
Muri nel 1607 decano del sagro il nome di Compagnia s'intende an-
Collegio. che una congregazione di frati d'un
Marco Galli di Como, crealo certo Ordine, ovvero una congre-
Cardinale nel 1 68 i ,
dal concittadi- gazione d'uomini studiosi, di quel-
no Innocenzo XI. le che chiamiamo Accademie. Fra
VOL. XV.
7
9$ CO AI COM
le società ecclesiastiche, e religiose, lopolh, e vi fondò, ed aumentò la
quella fondata da s. Ignazio Lojo- celebre abbazia de'benedellini, delta
la, chiama Compagnia di
si Ge- di s. Cornelio, dove furono sepolti
sù. V. Gesuiti. Finalmente chia- Luigi II, Luigi V, e qualche altro re
mansi compagnie certi corpi ilhi- di Francia. Nell'anno 7 57, Pipino
stri stahiliti dall' autorità sovrana vi convocò una corte plenaria, chia-
per l' amministrazione della giu- mata il campo di niaggio. In se-
stizia ec. ec. guito Carlo VI s'impadronì di que-
COMPARATICO. V. Comare. sta città nel i4'5^> togliendola al
COMPAKE. F. Comare, e Pa- duca di Borgogna, il quale però
drino. quindici anni dopo l'assediò, coman-
COMPIENGE ( CompencUum ). tlaiido il suo esercito Giovanni di
Città di Francia, dipartimento del- Luxembuigo. La famosa Giovanna
l' Oise, capo luogo di circondario, d'Arco detta Pulcdla d'Orleans,
la
e di cantone, sul confluente dell'Ai- vi fu presa i43o;
dagl'inglesi nel
ne, e dell'Oise, nella diocesi di Sois- ma le truppe di Carlo VII vi fe-
sons. In parte è situata sulla som- cero levare l'assedio nell'anno se-
mità, e in parte sul declivio di una guente. Nel 1624 il Cardinal Riche-
collina, è sede di tribunale di pri- lieu, primo ministro di Francia,
ma istanza, e di commercio. Si di- conchiuse in questa città un trat-
stingue il delizioso castello reale ,
tato di alleanza cogli olandesi.
costruito sotto i re della prima di-
nastia, la cui facciata estei'na inte-
Concili di Compiente.
ramente fu rifatta da Luigi XIV.
In questo castello cinto di bellissi-
mi giardini, e da un grandioso par- 11 primo concilio fu tenuto l'an-

co, fecero il loro ordinario soggior- no 756, o 757, che alcuni chiama-
no molti antichi re di Francia, cioè no assemblea generale della nazio-
in qualche tempo dell' anno ; laon- ne francese. Fu adunato dal re Pi-
de e pel soggiorno della corte, e pino, con diversi vescovi, e signori,
per la celebrazione de'seguenti con- insieme ai legati del Pontefice Stefano
cili, Compienge divenne l'inomata, II, detto III. Vi si fecero diciotto ca-
come sono rinomati la sua ampia noni, quasi tutti riguardanti il matri-
foresta, e il luogo di riunione del- monio, co'ca.si ne'quali si proibì con-
la caccia reale, che abbonda di sel- trarlo, come r incesto, l'affinità spi-
vaggiume. Questa città era assai fre- rituale del comparatico, il disciogli-
quentata sotto i re Luigi e XVI. XV mento di quello dei lebbrosi, e che
Contiene diverse belle chiese, una valga più la testimonianza del ma-
delle quali possiede il primo orga- rito diquella della moglie, e sulle
no introdotto nella Francia, che ri- controversie della consumazione. Ivi
monta al regno di Pipino si approvò un privilegio concesso
Compienge, antica città gaulese, da Crodenago vescovo di Metz al-
sotto Clodoveo ricevette il titolo di l'abbazia di Gorze da lui fondata;
Contea reale e quivi morì nel 56
: e il re Pipino ricevette alcuni do-
Clotario I. Dipoi nell' 876 la fece nativi, tra' quali degli organi, per
rifabbiicare Carlo il Calvo _,
e le parte dell'imperatore d'oriente. Si
diede il nome di Charleville, Caro- raccoglie da questo concilio, che il
COM COM 99
re da per tutto portava seco delle mistero della ss. Trinità, lo confes-
leliquie. Regia t. XYII, Labbé t.YI, •sò per timore del popolo. Diz. dei
Arduino t. III. Concila.
11 secondo ebbe luogo nel 7 58, Il settimo nel i235, incominciato
in cui il duca di Baviera Tassilone a j agosto, sopra diversi articoli che
prestò giuramento di fedeltà al re ferivano la libertà ecclesiastica se-
Pipino pel suo ducato, che aveva condo l'arcivescovo Reims per di ;

ricevuto da lui. Vi si trattarono cui il Papa ammoni s. Ludovico


affari risguardanti la disciplina ec- IX, re di Francia, che sosteneva te-
clesiastica. Regia t. XYIl , e Lab- nacemente i diritti della corona.
bé t. VI. Diz. de Concila.
Il terzo si adunò nell'anno 833. L'ottavo nel 12 56. Gallia Chri-
L'impe-
sugli abusi delle cose sante. stiana t. III.

ratore Luigi // Buono fu messo in Il nono convocato da Giovanni


penitenza pubblica, ed altri dissero Courtenay, arcivescovo di Reims nel
deposto. Regia t. XXI, Labbé t. 1270, il quale scomunicò gli usur-
VII, e Arduino t. IV. // Diz. eh patori dei beni ecclesiastici, ed in-
C^ticilii di questo concilio ne fa due, terdisse i luoghi ove si nascondesse-
dicendo primo celebrato neir82 3.
il ro le cose rapile. Regia t. XXVIII,
Il 877 nel primo
quarto l'anno Labbé XI, Arduino t. VII.
t.

maggio radunato dall' imperatoi'e


, Il decimo, nel 1277, o nel 1278,

Carlo // Calvo, e composto dei ve- a cui presiedette Pietro Barbet, ar-
scovi della provincia di Reims e civescovo di Reims, per la pace tra
di altri. Carlo vi fece solennemen- lui, e i suoi canonici della catte-
te dedicare la chiesa di s. Corne- drale. Insieme a lui intervennero
lio, alla presenza dei pontificii le- i suffraganei. Vi si fece inoltre un
gati. che vi furono
Altri dicono, decreto contro i capitoli delle cat-
trattale delle cose contro gl'idolatri. tedrali, che pretendevano di avere
V. Lenglet, e Diz. de Concila, il diritto di cessare dall'uffizio divino,
primo de'quali ne registra un altro e di porre nella città l'interdetto,
nel io3i. Il p- Mansi pone ancora per conservare la loro libertà. Lab-
un concilio in Compienge all' anno ile t. XI, Arduino t. VII, e Diz.
87 I , nel quale Incmaro, arcivesco- de' Concila.
vo Reims, scomunicò i fautori
di L'undecimo ebbe luogo nel i3oi,
di Carlomano, ch'erasi ribellato al e vi si formarono sette statuti sul-
suo padre Carlo il Calvo, tom. ì. la giurisdizione ecclesiastica. Labbé

p. 101 3. t. XI, Arduino t. VII.


Il quinto nel io85, in cui i'ar- Il duodecimo si adunò nel i3o4,

ÉÌvescovo di Reims Rinaldo , cogli ai 4 gennaio, in cui Roberto di Cour-


altri, esentò l'abbazia di san Cor- tenay, arcivescovo di Reims insie- ,

neho de'benedettini, dalla giurisdi- me ad otto vescovi, e a tre deputa-


zione del vescovo di Soissons. Ivi fu- ti di quelli assenti, fecero degli sta-
rono da alcuni donati dei beni al- tuti compresi in cinque articoli. In
l'abbazia di Saint Acheul d'Amiens. essi fu proibito agli uffiziali de' si-

Labbé t. X, Arduino t. VI. gnori temporali, il sottoporre alla


Il sesto verso il 1092, nel qua- taglia i chierici, sotto falsi pretesti.
le Roscellino convinto di errore sul Venne negata sepoltura agli scomu*
loo GOM COM
nicati ; e si prescrisse che gli ec- compieta. L'autore delle costitu-
clesiastici dovessero contentarsi per zioni apostoliche parla dell' inno;
pranzo della minestra, e di due pie- Cassiano dell' uffizio che della sera,
tanze, eccettuali casi, che aves- i era in monaci d' E-
uso presso i

sero seco a desinare personaggi di gitto; ma sembra, che ciò si do-


considerazione Labbé t. XI, Ardui- vesse intendere dei vesperi. S. Be-
no t. VII. nedetto stabilì nella sua regola, che
Il decimoterzo iSag inco- del si aggiunga alle ore ordinarie del-
ininciò coU'intervento di Gugliemo l'uffizio, l'ora di compieta, per cui
di Brièj arcivescovo di Reims ai alcuni dicono, che forse egli nel-

9 settembre, di tre vescovi suffra- l'occidente ne fu il primo autore.


ganei, e dei deputati degli assenti. Egli prescrisse tre salmi senza an-
Vi si formò un regolamento diviso tifona per compieta, ed un inno
in sette articoli, tra i quali, che i che cambia. E se alcuno volesse
giudici ecclesiastici fulminassero col- asserire, che il rito della compieta
le censure chi avesse violato i di- era già in uso ai tempi di s. Am-
ritti della Chiesa, e dei chierici, e brogio, potrà appoggiare la sua opi-
che i parrochi le pubblicassero nel- nione alle parole dello stesso sanfo
la domenica. Anglia t. XI. Diz. dottore, lib. 3. de Virg. : Solemnes
de Concila. orationes cum graliarurn actione sunt
COMPIETA {Completa Comple- deferendae , et hora incensi, ecco
toriutn). L'ultima tra le ore cano- il vespero. Cum denique cubiluni
niche del giorno, cioè l'ultima par- pergiinus; ecco la compieta. Si co-
te dell'uffizio del breviario, o pre- minciava la compieta con una bre-
ghiera della sera. E così chiama- ve lezione tratta dalla Scrittura, che
ta perchè con essa si compie l'uf- rispondeva alla lettura spirituale del-
fìzio divino, o perchè in essa si le conferenze, o delle vite dei padri,
rappresenta 1' adempimento della che monaci facevano nel chiostro,
i

gloria de'beali, come insegna Ugone o nel capitolo. Altre volte diceva-
di s. Vittore, In spccul. Eccl. e. 3. si compieta in Parigi, ed altrove
Secondo la Glossa, la compieta, e. prima di coricarsi e s. Luigi IX ;

IO. de celeb. 3Iissar., è destinata ad re di Francia, la faceva dire dopo


onorare la sepoltura di Gesti Cri- la sua cena. Prudenzio poeta cri-
sto, il quale nella medesima ora stiano, ed autore di vari inni delle
nel tempo di sua passione fece ora- ore canoniche, intitolò quello del
zione nell'orto. Da s. Isidoro, lib. vespero: Ad accensioneni lucernae;
I. e. 5 1, fu chiamata Completa; ma dopo il quale seguendo quello del-
non si vero tempo del-
conosce il la compieta, venne intitolato An-
la sua istituzione. Il Cardinale Bo- te somnum. Inoltre alcuni hanno
na, de Psalinodìa e. i prova con- i
,
stimato, che la compieta fosse chia-
tro Bellarmino, che non vi era nel- mata Somnum dai padri del conci-
la primitiva Chiesa , in cui non lio Emeritano, celebrato nel 666 nel
trovasi traccia delle compiete, e pontificato di s. Vitaliano. La com-
terminava l'uffizio a nona, e secon- pieta anticamente non era che la
do s. Basilio, major regalar, q. 87, preghiera, la quale facevasi prima
si cantava il salmo Qui habitat di coricarsi ; quindi non era can-

che al presente vien recitato nella tala solennemente 3 non era detta
coi\r COM loi

in coni une, laonde ciascuno la re- » antiphonis lìeatac Mariac, cum


citava paiticolarmente da so. La -» versiculo, et oratione ut ibidem,
benedizione dopo compieta fu pre- " et dicto versu, Divinum anxilinm,
scritta nel concilio di Aix-la-Cha- " dicitur secreto. Pater noster j Ave
".
pelle ; ma le antifone, che si dico- » Maria, Credo
no alla b. Vergine, vengono dalla La compieta, e prima sono due ore
divozione di qualche particolare in- senza sostanziali cambiamenti, e varia-
divìduo. zioni per significarci, che il principio,

I greci non hanno compieta ,


e il fine delle nostre azioni devono
essendo i vesperi presso di loro l'ul- essere stabili; nella compieta si reci-

tima ora dell'uffizio, e perciò i ve- ta l'inno immediatamente prima del


speri furono chiamati Completo riunì capitolo, il che non si fa nelle al-
in un canone del che Trullano, tre perchè l' inno significando
ore,
mal si è tradotto per Compieta, co- la vittoria, avendola già riportata
me osserva il Grancolas a p. 355 gli eletti, essi non hanno bisogno
del suo Trattato dell'uffìzio divino. di esortazione. La c(jinpieta, come
Difatti il Macri alla voce Compie- dicemmo, è anche simbolo degli

ta, nella Notizia de' Vocaboli cc- eletti, e del loro eterno riposo; ed
clesiaslici, dice che l'ora della com- i quattro salmi di essa hanno re-

pieta si dovrebbe dire dopo il tra- lazione al riposo della notte.


montare del sole, per cui i greci Alla difficoltà poi che si fa sul
la chiamarono dopo cena ; quin- cantare la compieta immediatamen-
di aggiunge, che la compieta dei te dopo il vespero da parecchi mo-
greci è di due sorte, cioè la gran- nisteri e capitoli, cioè un buon pez-

de che si canta nella quaresima, e zo prima dell'ora del sonno, contro


la piccola che si dice nel resto del- l'intendimento della Chiesa che bra-
l' anno. Ecco quanto riportano il ma sia recitato ogni uffizio nell'ora
Gavanto, ed il Merati nella sezio- debita, ecco come rispondono i li-

ne IV delle rubriche del Brevia- turgici:» I. Che quello che può scu-
rio Romano , Rubrìca de Com- » sare coloro i quali cantano com-
pletorio. » immediatamente dopo vespe-
pietà
» l. Ad Completorium absolute » ro, è che, non essendo più chiu-
dicitur Lectio brevis ut in psal- » si nei chiostri, e non vivendo più
terio, deinde Pater noster, Con- > in comunità, non potrebbero ra-
fiteor, Misereatur, Indulgentiam, » dunarsi comodamente per canta-
Deus in adiutorium, antiphona, " re all' ora conveniente; i. Che
psalmi, hymnus, capitulum, re- -•»
devesi presumere della loro divo-
sponsorium breve, canlicum cum •> zione, che non manchino di pre-
antiphona, omnia ut in fine psal- •5 gare o far letture di pietà pn-
terii, et post antiphonam in du- » ma di coricarsi, e che per tal

plicibus, et infra octavas dicitur " modo si avvicinino all'intenzione


oratio; in alio autem officio an- M della Chiesa, da cui sembrano
te orationem dicitur Kyrie elei- » essersi un poco allontanati." F.
son , cum reliquis precibus , ut Bauldry parte i, cap. 12. Il p.
ibidem in psalterio. BourecuciI, nel 1734, stampò in
» II. Pos-t versum, Bcnedicat et Parigi, l'intenzione della Chiesa nel-
" custodiat nos etc, dicitur una ex la recita di quella parte dell' offì-
103 r.o.M CGM
zio, che AI chiama Compieta. Que- dell' inquisizione, ora occupato dal
sta opera consiste in una spiegazio- tesoro, ed altri uffizi pubblici, il

ne di tutte le preghiere, che com- palazzo della famiglia Caroarasa, il

pongono questa parte dell'officio di- seminario della Piazza maggiore, il

vino. Questa ora canoi'.ica è for- gran monistero di s. Martino ec,


se, come si esprime, parlando della ed altri edifizi, di cui parleremo.
medesima, il dotto prelato IMaria L'università, che sotto l'imperato-
Felice Peraldi , nelle sue erudite re Carlo V vi fu fondata nel i532,
LeLlcre, stampate in Bastia nel 1 840, occupa un bellissimo casamento, del
la più tenera, la più adattata al quale è degna di osservazione la par-
tempo, e spirante tutta una mera- tedov'è collocata la preziosa biblio-
unzione di pietà. V. gli ar-
vigliosa teca, ed il gabinetto di fìsica. Dei
ticoli Ore canoniche, e Breviario. quattro collegi che ne dipendono,
COMPOSTELfeA ( Compostel- uno è abbandonato sino dal kSoH,
lan.). con residenza arcive-
Città ed il maggiore chiamasi dì F'onse-
scovile nella Spagna, capitale della ca dal suo fondatore d. A. Fon-
Galizia, e della provincia di Lugo seca-y-Acevedo, arcivescovo di Tole-
o Lncense, una delle quattro for- do, celebre giurisconsulto del seco-
manti l'antico regno di Galizia. lo XllI, nativo di Compostella.
Chiamasi anche •?. Giacomo di Ga- L' origine di questa città è con-
lizia, s. Giacomo di Compostella temporanea all'invenzione del cor-
Santiago, Campus Stellae, cosi chia- po di s. Criacomo, e perciò a quel-
mata a motivo della stella straor- la del celebratissimo santuario di
dinaria, che si vide sopra il terre- s. Criacomo apostolo, frequentato da
no dove poi fu fabbricata la città, molti pellegrini, e si attribuisce ad
segnalando il sito dove riposava se- \\\\ re di Oviedo, chiamato Alfonso
polto il corpo del santo apostolo. il Casto, re di Leone, che la fece
È una amena " mura
situata in edificare neU'BSj: quindi si accreb-
circondata da montagne nei ezzo be colle rovine dell'antica Irla Fla-
di due piccoli tiumi, cioè il snie- '••
via, di cui si crede ravvisare le
bra, e l' Llla, precisamente a pie vestigia nel villaggio , o borgo si-

del monte Pedroso. Vi risiede il tuato sulla fosse dell' Olla, chiama-
capitano generale della Galizia, in lo El Padroiì, a quattro leghe
uno alle principali autorità di essa, spagnole distanti da Compostella.
ed a parecchi tribunali ; come pu- 1 mori presero Compostella, o San-
re è residenza e capoluogo del no- tiago nel 997, e l'abbandonarono
bilissimo Ordine equestre di s. Gin- al saccheggio. Vuoisi quivi fondato
corno della Spada [P^cdi). Ha un il suddetto Ordine di s. Giacomo,

recinto murato, vari sobborghi, che prima aveva ottanlasette com-


belle strade, e piazze pubbliche, tra mende, e godeva la rendita di due-
le quali si distingue la piazza ma- cento mila ducati d' oro, allorché
lyor per l'elegante sua aichitettura. il principe arabo Almanzorre por-
Degno di osservazione è pure il tando alla città col ferro e col fuo-
numero delle sue fontane, il suo co l'ultimo eccidio, risparmiò pro-
delizioso passeggio, i diversi edifizi digiosamente il sagro tempio di s.
pubblici e particolari, vasti ed ele- Giacomo, doviziosissimo di ricchez-
ganti, come sono il palazzo già ze. Dipoi nel i52o in Compostel-
co^r rOM io3
la Carlo V
impeiatoiv e soviano poggiata all'autorità di s. Isidoro,
della Spagna, convocò le cortes, del breviario di Toledo, e de' libri
^^elle guerresche vicende de' pri- arabi di Anastasio patriarca d' An-
mordi del con'ente secolo, i fran- tiochia sui martiri. 11 padre Cupcr
cesi s'impadronirono di Compostel- uno dei continuatori di Bollando
Ja, e la dominarono sino al i8i4- flt rimontare molto indietro questa
Anticamente tanto della città, quan- tradizione, e la conferma con la
to del borgo Padron, era signore testimonianza di s. Girolamo, e del
l'arcivescovo, meno le imposizioni, citato s. Isidoro, non che colle li-
ed altri che spettavano ai
diritti, turgie di Spagna, e con molte cir-
conti di s. Giovanni, e visconti di costanze risguardanti questo inte-
s. "Vincenzo dell'antica ed illustre ressante punto d'istoria. Il p. Par-
famiglia di Calderon-y-Valdes. lati provò molto a lungo. Illirici
Propagandosi molto per la Spa- sagrì Prologom. part. 3, t. I, pag.
gna nell'anno 809 la divozione del- 1&1, che l'apostolo san Giacomo
l'apostolo s. Giacomo il maggiore, Rlaggiore ha predicato la fede di
fratello di s. Giovanni apostolo ed Gesii Cristo in Tspagna.
Certo è,
evangelista; Iddio rivelò nello stes- che s. Giacomo per ordine del re
so tempo ad alcune pie persone, Agrippa nipote di Erode, e primo
che il corpo di s. Giacomo fosse persecutore della Chiesa, fu fatto
in Compostella, mediante la narra- decapitare in Gerusalemme, ed ivi
ta apparizione diuna stella: ed a- venne sepolto. Vuoisi però, che po-
vendo il re Alfonso il Ca.slo, in co dopo i suoi discepoli prendesse-
onore del medesimo santo fabbri- ro santo corpo, lo portassero nel-
il

cato un maestoso tempio, perchè la Spagna, e


lo deponessero a Iria

nulla mancasse di decoro a questa Flavia sulle frontiere della Galizia.


città, depositaria di sì preziose re- Ouindi nel cominciare del nono se-
liquie,, ottenne dal Pontefice s. Leo- colo, sottoil regno del mentovato
ne in, che la sede vescovile della Alfonso, per ordine di lui le insi-
chiesa Iiiense, la cui città era de- gni reliquie del santo allora disco-
caduta dal primitivo splendore, fos- perte, furono trasportate a Com-
se trasferita a Composlella. Sicco- postella, dove s. Leone III traspor-
me altri attribuiscono il ritrova- tò la sede d' Iria Flavia. Questo
mento del corpo di s. Giacomo ad luogo dapprima fu detto ad saii-
Iria Flavia, e il trasferimento del- clnrn Jarobum aposlolmn, o Gia-
la sede in Compostella ad epoca como Postolo, d'onde per iscorcia-
diversa, aggiungeremo le seguenti mento è venuto il nome di Com-
analoghe notizie. postella, sebbene altri, come dicem-
Primieramente si deve notare, mo, lo derivino con maggior fon-
che sebbene gli apostoli nei primi damento da Campo della Stella da
dodici anni del cristianesimo abbia- quella apparsa, che divenne rino-
no predicato soltanto nei luoghi matissima per lo straordinario con-
confinanti alla Giudea, s. Giacomo corso de' pellegrini, i quali recavan-
avrebbe nonostante potuto recarsi si dalle piìi l'emote regioni, e spes-
nella Spagna , e portarvi il lume so per solenne voto, a visitare il

del vangelo, essendo questa la tra- venerando corpo di s. Giacomo nel-


flÌ7Ìone di;lla chieia di Spagna, ap- la cattedrale. Anzi abbiamo, che il
io4 COM COM
Pontefice Giovanni X del y 1 4, spe- semidoppio 1' uffizio dell' apostolo s.

dì un legato a Compostella per ve- Giacomo protettore della Spagna,


nerare in suo nome il corpo di s. in tutti i lunedì dell'anno che non
Giacomo, con lettere per Sisenan- fossero impediti con altro uffizio di
do vescovo della città, che era in nove lezioni, eccettuati i luiieth del-
concetto di santità, pregandolo di l' avvento, di ([uaresima, e di vigi-
tenerlo raccomandato nelle sue o- lia. Clemente IK ch'era stato nun-
razioni al medesimo santo apo- zio di Spagna, colla costituzione la
stolo. Suprema, data a' 2,3 luglio 1667,
detto p. Cuper inoltre prova
Il Bull. Rom. t. VI, par. VI, p. 164,
la verità della tradizione della chie- estese questo indulto a tutto il cle-
sa di Spagna intorno la traslazione ro de' regni di Spagna. Dipoi, per
<iel corpo di s. Giacomo di Compostel- concessione di Benedetto XIV, gli
la. Egli ci diede pure 1'
autentica S[>agiioli celebrano l'apparizione del
istoria di molti miracoli operati da loro patrono s. Giacomo nella bat-
Dio per intercessione del santo A- tagliadi Clavijo, ufìizioche quel Papa
postolo, come ancora di diverse fece approvare dalla sagra congre-
prodigiose apparizioni,, colle quali gazione de' Riti.
egli protesse visibilmente le armate Ritornando alla istituzione della
cristiane contro Spagna. i mori di sede vescovile in Compostella, al-
Sulla detta traslazione del corpo di cuni ne assegnano 1' origine soltan-
s. Giacomo a Compostella, va con- to alla fine del secolo XI, e per
sultato il dotto agostiniano p. Flo- opera di Urbano II. Quindi avendo i

res Espana Sa^rada, t. Ili, Àp- mori rovinata Iria Flavia, trasportò il

pendic. p. 5o, e 56. Fra i perso- seggio episcopale a Compostella, to-


naggi che visitarono il santuario di gliendolo dalla soggezione della me-
Compostella, rammenteremo il Car- tropoli di Braga, e sottoponendolo
dinal Giorgio Piadzivil di Lituania, immediatamente alla santa Sede,
il quale in abito da pellegrino vi ovvero approvò la traslazione ope-
si recò a' piedi, locchè pur fece- rata già da s. Leone III, liberan-
ro un gran numero di personaggi dola dalla giurisdizione metropoliti-
di alta portata e santità, come fu- ca di Braga. Quindi nel 1120 il

rono s. Elisabetta regina del Por- sommo Pontefice Calisto II, per o-
togallo, s. Brigida con suo marito, norare maggiormente s. Giacomo e
s. Guillermo d' Aquitania, e molli ilsuo venerando santuario, elevò al
altri santi, e personaggi anche rea- grado di metropoli la sede vescovi-
li. I romani Pontefici arricchirono le di Compostella, riunendovi la giu-
il santuario di privilegi, ed apriro- risdizione di Mcrida, Emerito, eret-
no su di esso il tesoro della Chie- ta nel IV secolo, oltre le seguenti
sa colle indulgenze, da guadagnar- chiese per suHi-aganee: Tui, Oren-
si da che lo visitassero, co-
quelli ze, Lugo, Mondonedo, Oviedo, Bre-
me poi meglio si dirà. Anzi aven- lagna, Leon, Aslorga, Zantora, Nu-
do Sisto V, con breve del primo mantia, Salamanca, Ciudad- Rodri-
febbraio 1589, ^ Gregorio XV, con go. Calabria, Avila, Caria, Pl,/cvn-
breve de' 3o ottobre 1621, conces- cia, ePax Julia, ossia Btia. Laon-
so alla città e diocesi di Compo- de in seguito Compostella sostenne
stella la facoltà di recitare col rito gravi dispute sulla primazia, colle
COM COM io5
nlelropoli di Toledo, e di Braga. gioro, ed è un maestoso, e splendido
Il medesimo Calisto II, nella catte- edilìzio, di cui sono mirabili le tre

drale istituì sette canonici col nome alte torri, le campane, il grandioso

di Cardinali, o principali degli al- chiostro, ed i ricchi ornamenti e


tri, a' solamente fosse lecito
quali decorazioni di architettura, e di scol-
di celebrare la messa e i divini uf- tura, principalmente quella della
fizi nell'altare del santo apostolo; cappella maggiore, nella quale è po-
ed inoltre concesse ai detti canonici sta sopra una sedia riccamente a-
l'uso della mitra, e dell' abito ros- (lornata, l'effìgie del medesimo s.

so cardinalizio, come i canonici di Giacomo ; il corpo del qual santo,


Ravenna, Lisbona, Lucca ec. Va e quello de' suoi discepoli i santi
però avvertito, che i detti sette ca- Atanasio, e Teodoro, stanno chiusi
nonici Cardinali non fanno uso del- in sepolcri situati in una cappella
le vesti rosse, ma sibbene della mi- sotterranea. Oltre a ciò, in questa
tra nelle processioni, e nelle messe cattedrale venerano anche altre
si

cantate. Quindi Papa Innocenzo insigni ed è doviziosa di


reliquie,
III, colla costituzione In eminenti, paramenti, ed arredi sagri di mol-
data a' i\ luglio i 199, Bull. Rom. to valore. Ma quello, che sopra o-
tura. Ili, part. I, p. 89, dichiarò gni cosa rende illustre e celebre la
con maggior solennità l' erezione di basilica cattedrale di Compostella,
Compostella in metropoli, confer- non solamente in Ispagna ma ben-
mando il decretato dal predecesso- sì nel Portogallo ed ia tutta la

re Calisto II. Lo stesso Innocenzo cristianità, e che cagiona la con-


III, nell'anno121 i, commise al- correnza innumerabile de' pellegrini
l' arcivescovo di Compostella, di pu- ed altri forestieri, si è il giubileo
nire colle censure della Chiesa San- dell'anno santo così chiamato, e
cio I re di Portogallo, se non si che celebrasi ogni qual volta la fe-
cori'eggeva dalla sua riprovevole stività del santo Apostolo accade
condotta. Da ciò si rileva a qual nel giorno di domenica, vale a «li>
grado fossero saliti gli arcivescovi re il 25 luglio. A questo giubileo
di Compostella. Presentemente oc- sono accordate dalla santa Sede le
cupa la sede de Velez,
Raffaele stesse indulgenze di quello che pub-
de'minori che Leone
cappuccini, l)licasi in Roma nei tempi consue-
XII nel 1824, traslalò da Burgos, ti. Incominciasi il detto giul)ileo nel
ed a cui nel 1825 fu dato in au- modo medesimo che in Roma, cioè
siliare Emmanuele Maria de San- facendo l' apertura pubblica della
Liicar, vescovo di Cidonia in par- porta chiamata Santa, la quale re-
lihus. Ora sono dodici le sedi ve- sta sempre chiusa col muro in tut-

scovili suffraganee della illustre me- to il tempo, che corre dall' uno al-
tropolitana di Compostella, cioè le l' altro giubileo. Questa cerimonia
seguenti per la maggior parte sum- dell'apertura si fa dall' arcivescovo
mentovate: Salamanca, Tuy, Ak'Ì- coli' assistenza del capitolo, del cle-
la. Conia, Placencia, Asiorga, Za- ro, e di tutte le corporazioni reli-

niora, Orcnsc, Badajoz, Lngn, Mon- giose. Nell'occorrenza del giubileo


doncdo, Citlà o Ciudad Rodrigo. i monarchi cattolici di Spagna a no-
La cattedrale è dedicata a Dio, iu me suo, e a nome di tutta la rea-
onor dell'apostolo s. Giacomo Mag- le famiglia, mandano a Compostel-
lotì COM COM
la due vescovi dal re scelti ad a- dell' arcivescovo attuale, è il seguen-
dempirc il voto, al quale obbligos- te. L' arcivescovo fra gli altri pri-
si anticamente la reale famiglia in vilegi godeva di farsi precedere col-
ossequio del santo Apostolo, e con- la croce astata, e di conferire gli

siste in presentar per modo di do- ordini sagri nel real convento del-
nazione un bauletto pieno di mo- l'incarnazione di Madrid. Il capi-
nete d'oro, ed altre gioie preziose. tolo della cattedrale compone di
si

Quanto sia celebre questa basilica, venti canonici dignitari, primo dei
si manifesta ancora dal tributo, quali è il decano, di quaranta-
che tutta la Spagna ha pagato sei canonici , fra' quali evvi com-
sempre al santo Apostolo in forza preso il teologo, ed il penitenziere,
del voto fatto dal re don E.amiro, (li nove porzionarii, di venti cap-
e da tutto il regno Spagna in di pellani maggiori di quarantimo ,

memoria, e gradimento del trionfo cappellani minori, e di altri preti,


riportato sopra i Saraceni nella e chierici addetti all'uffiziatura del-
battaglia detta di Clavijo, nel qual la chiesa, nella quale vi è il fonte
tempo si fece vedere sull' aria il l)attcsimale per la parroccliia. Nel-
sant'Apostolo all'esercito cristiano la città sonovi altre otto parroc-
con ispada in mano, su di un ca- chie, cinque conventi e monisteri
vallo bianco, facendo una strage or- di religiosi, e sei di monache, al-
ribile tra i Saraceni. Consiste que- cune confraternite, e tre ospedali,
sto una misura di gra-
tributo in il maggiore de' quali è uno de' più
no, che nel tempo della raccolta o- spaziosi in Europa, chiamato il rea-
gni anno debbono pagare tutti gli le, perchè con magnificenza edifica-

agricoltori. Prima il capitolo com- to da Ferdinando V il Cattolico.


ponevasi di venti canonici dignita- L'episcopio sta presso la cattedrale,
ri, di altri quarantatre canonici, e di ed ogni nuovo arcivescovo è tassa-
venti cappellani ec. La città contiene to nei libri della camera apostolica
trenta mila persone ripartite m quat- in fiorini 4o5^o; pei'chè si valuta la

tordici parrocchie, sette case reli- rendita della mensa a cento cinquan-
giose di uomini, tre di donzelle ; i tariila ducati, però gravata di an-
gesuiti vi avevavo un bel collegio, tiche pensioni.
e la direzione d' un seminario iber- Molti sono gì' istituti letterari,
nese. La diocesi comprendeva I2q3 scientifici, e di pia beneficenza, co-
parrocchie distribuite in cinque ar- me gli ospizi pei pellegrini ; belli,

cipreture, ed un vicarialo. Il detto e vasti sono i conventi e le chie-


capitolo della cattedrale era nella se di s. Domenico, di s. Francesco,
Spagna rinomatissimo, massime per di s. Agostino ec. Il monistero di
le copiose limosine che faceva, e per s. Martino si reputa uno de' più
la scelta musica della sua cappella, magnifici dell'Ordine benedettino:
che annualmente costava ventiquat- l'abbate di questo gran monistero
tro mila ducati. La rendita della è canonico della chiesa cattedrale^
mensa arcivescovile ascendevaa tien- simza altra obbligazione che quella
lamila scudi; altri dissero a cento di assistere al coro nelle feste so-
cinquanta, o sessanta mila ducati. lenni.Sul modo singolare di pro-
Lo stato della cattedrale, città, fumare con incenso la cattedrale
e diocesi nel i8'->.4 ali" esaltazione durante il giubileo, e nelle festi piii
COM COM 107
solenni, si può vedere l'articolo Ix- morti, ec. Aguirre t. Ili, p. 32?,.
CEXSAZIOXE. Arduino t. VI.
COMUNE ( Officiuni comune ).

Concili di Compostella. Così chiamasi un oflìcio generale,


che conviene a tutti que' santi, che
Il primo concilio Conipnstellaniitìi non hanno ufficio proprio , e che
fu celebrato a' 6 maggio , per la fornisce i salmi , le lezioni ,
gli in-
dedicazione della nuova chiesa di ni, le antifone, le orazioni, in man-
s. Giacomo. Vi assistettero dicias- canza dell' ullicio proprio suddetto.
sette vescovi, il re Alfonso, la re- Vi è il comune degli apostoli, dei
gina sua consorte, i figli, tredici martiri, dei confessori, delle vergi-
conti, ed un popolo innuroerabile. ni, e non vergini, de' santi, della de-
Diz. de' Concili. dicazione di una chiesa, ec. f^. il

11 secondo nell' anno 900 dove , Ga vanto Delle rubriche del Brevia-
s. Cesario abbate fu eletto, e con- rio Romano, sezione ottava.
sagrato arcivescovo di Tarragona ;
COMUNICANTI. Setta di ana-
ma il vescovo di Narbona vi si op- battisti, che si appellarono con tal
pose coi vescovi di Spagna, che lo nome per la comunità delle donne
riconoscevano per metropolitano. Pre- e dei fanciulli, ch'essi ammetteano
gia t. XXIV, Labbé t. XI, Ardui- ad uso de' nicolaiti. Sorsero costo-
no t. VI. ro nel secolo decimoqu;n-to.
II terzo fu celebrato nel 97 i ; e COINI UNIONE o COMMUNIONE
ne fanno menzione il Lenglct il , (^Commuiiio), partecipazione. La pa-
Pagi ad annwn 900, e il Diz. dei rola Comunione si interpreta in di-
Concili. verse maniere, e si prende princi-
II quarto si adunò per la disci- palmente ne' seguenti significati.
plina ecclesiastica nel ro'iG. Cresco- I. Per la credenza universale di
nio, arcidiacono di Compostella, vi parecchie persone, la quale le uni-
presiedette. Furonvi ordinati degli sce tutte sotto un medesimo capo,
eccellenti regolamenti intorno la di- in una medesima Chiesa. Per tale
sciplina ; e ti-a le altre cose venne uniforme credenza dicesi pure co-
disposto che tutti i vescovi, e tutti munione Senza questo ca-
di fede.
i direbbono ogni giorno la
preti rattere la Chiesa non può avere
santa messa e che i chierici nei
, vera unità. Tale è stata la persua-
giorni di digiuno, e di penitenza sione dei membri di lei sino dai
porterebbero il cilicio. Regia t. XXV, primi secoli, come abbiamo dal con-
Labbé t. IX, ed Arduino t. VI. cilio di Elvira, adunato verso l'an-
Il quinto venne adunato nell'an- no 3r3. Ed in tal modo si è sem-
no I Ii4, sotto Didazio Gernierez pre inteso il concilio di Nicea, il

vescovo di Compostella, e vi si for- quale chiama la Chiesa una, santa,


marono venticinque regolamenti ,
ed apostolica. In conse-
cattolica,
sulla giurisdizione, e si presero prov- guenza tutte le sette, che disgrazia-
videnze sulle case dei nobili, e ple- tamente lasciarono di essere nella
bei, sui pegni, sulle calunnie , con- comunione di fede, per loro som-
tro i ladri e traditori ; sui caratte- ma sventura hanno cessato di es-

ri, sui memoriali , ed altre scrii tu- sere membri della Chiesa di Gesù
re ; sui beni di quelli , che erano Cristo. Il sommo Pontefice è il ve-
io8 COM COM
aerando capo della comunione cat- fedeli a vicenda si prestavano. Tn
tolica; la Cliiesa di Pioma, o la oltre in alcune carte del secolo XIII
santa Sede, n'è il centro, né alcu- si diede il nome di Comunione alle

no può sepaiai'si da essa senza es- offerte, che i fedeli facevano in co-
sere scismatico. V. Chiesa per con- mune. V. Berlendi, Delle oblazioni
gregazione de' fedeli. 4? e 48, ove dice,
all'altare, pag.
II. Per la società di tutti i mem- ch'erano di due sorte, una dell' o-
bri della Chiesa militante sulla ter- razione, l'altra del sagrifizio, e che
ra, sofferente nel purgatorio, trion- i fedeli talvolta potevano parteci-

fante nel cielo. Questa dicesi anco- pare dell'una, e non dell'altra.
ra Comunione de' santi , cioè l' u- IV. Per r unione de' fedeli fra
nione tra la Chiesa trionfante , la loro per mezzo de' sagramenti, della
Chiesa paziente, e la Chiesa mili- grazia, della carità, di tutti i doni
tante, vale a dire tra che i santi sopi-annaturali.
sono nei cielo, le anime che pena- V. Per l'unione delle chiese par-
no nei purgatorio e i fedeli che , ticolaritra di loro, che ne' primi
vivono sulla terra. I membri sono tempi conservavano per mezzo delle
vmiti tra di essi coi vincoli della lettere, cui si scrivevano reciproca-
carità per la scambievole comuni- mente, e che si chiamavano lettere

cazione d'intercessione, e di pre- di comunione, di fraternità, e di


ghiere. Quindi l'invocazione de' san- amicizia. Con tal mezzo testifica-

ti, l'orazione pei morti, la fiducia vano di essere unite tra esse, non
nel potere dei beati appresso il tro- solo coi vincoli di una stessa fede,
no di Dio. La Comunione dei e di un medesimo culto, ma anche
santi è vui domma di fede, uno de- per mezzo d'una scambievole cari-
gli articoli del simbolo degli apo- tà che s' interessavano alla pro-
,

stoli, costantemente riconosciuto per prietà le une delle altre, e parte-


la tradizione, e fondato sulla santa cipavano del bene, o del male, che
Scrittura. Dal che conchiudono i loro poteva avvenire.
teologi , che nella Chiesa tutto è VI. Per la riconciliazione alla
comune ,
preghiere , opere buone ,
Chiesa, sagramento di peni-
e pel
grazie, meriti, ec. ; che una delle tenza , che qualche volta è stato
maggiori , anzi incomparabile dis- chiamato comunicazione, comunione
grazia per un cristiano è quella di perchè ristabiliva i penitenti nel
essere privato per la scomunica, e diritto di comunicarsi, cui avevano
Io scisma della Comunione de' san- perduto pel peccato.
li. Il Sarnelli spiega la Communio- VII. Per la partecipazione alla
ne de' santi, nelle sue Lettere, eccl. santa Eucaristia. Comunione nella
t. VII, p. i27,lett. LIX Che vuol liturgia è la parte della messa do-
dire: Credo sanctcìin Ecclesia ni Ca- ve il sacerdote prende e consuma
tholicam, saiictorwn coinviunionem. sotto le specie del pane, e del vi-
III. Pel commercio di suffragi, no, il corpo, ed il sangue di Gesù
di preghiere , di meriti , di buone Cristo. Questa parola si prende an-
opere, che regna fra tutti i mem- co pel momento, in cui si ammini-
bri della Chiesa. S. Paolo chiama stra il sagramento dell' Eucaristia,
comunione anche gli aiuti scambie- e in questo senso dicesi: la mes-
voli di limosine, e di servigi, che i sa e alla Cotnunione. Comunione
COM COM 109
o Communio (Vedi) si dice l'an- sacerdote , un' ostia consagrata .

tifona, che il sacerdote recita, dopo P'tdi.

aver preso le abluzioni e prima , La comunione spirituale consiste

delle ultime orazioni, che si chia- nel desiderio di comunicarsi real-

mano post-comunione, o post-commu- mente, quantunque non si riceva

nio. Sull'abluzione, suo uso e riti , allora il corpo di Gesù Cristo. Que-

diversi dopo la saula comunione, sta è una pratica eccellente di pie-


tratta il Ga rampi Meni. Eccles. , tà per fare la comunione spirituale
pag. V. il Giorgio, De
i88 e seg. ogni volta che si assiste alla messa
Calice ahlutionis, Lubeccae 1 7 i i ; con sentimenti fervorosi, per ren-
ed il Sartorio De more vimini
, dersi degno della sagramentale. Pom-
cujua diluendi, Tremoniae 1736. peo Sarnelli, nel tom. Ili, p. i4^

Ma della comunione Eucaristica, delle citate lett. eccl., del sagrameli-


della laica, peregrina, passiva, sotto lo della ss. Eucaristia in voto, par-
le due specie, pasquale, de' fanciul- la dottamente e con belle erudi-
li, degl'infermi, delle sue cerimonie, zieni della comunione spirituale

ed altro che la i-iguarda, parleremo de'suoi effetti, e de' prodigi talvol-


brevemente ne' seguenti paragrafi. ta in essa avvenuti a persone di
santa vita.

§ I. Comunione Eucaristica, o La comunione ecclesiastica è la


Sagranienlale. comunione tale quale la ricevono i
preti. F. Gavanto, parte li, tom.
La comunione eucaristica è la X, rubrica IV, Dell'assumere l'O-
partecipazione del corpo, del sangue, stia e dell'assumere il Calice. I do-
dell'anima, e della divinità di Gesù menicani, i certosini, e i cistercien-

Cristo Signor nostro, vero Dio, e vero si si comunicano colla mano si-

uomo, realmente presente nel sagra- nistra. Il Sarnelli, Lett. Eccl. t. IX


mento dcU'Eucaristia: atto evidente- p, 3i, Lettera XV, della comunio-
mente il più augusto, e il più santo ne colla mano sinistra dice, che
della nostra religione. In tutte le reli- in quanto mistero di comunicar-
al
gioni è stato uso costante il mangia- si colla mano .sinistra, questa parte
re in comune le carni della vittima significa la presente vita, denotando
offerta in sagrifizio. Sino dai primi l'altra la parte destra; e che colo-
tempi i padri di famiglia presiede- ro i quali si comunicano colla si-

vano alla cerimonia, univano i lo- nistra essendo piìi nobile tal parte
ro figli, i domestici, e sovente pure nelle cose sagre presso gli antichi,
gli stranieri alla partecipazione di anch'essi sperano, per virtii del sa-
quel convito fraterno. Gesù Cristo gramento, e della passione di Cristo,
coir istituzione della ss. Eucaristia ,
di venire trasferiti dalla presente mi-
nello stesso tempo fu sacerdote ,
seria ai gaudi sempiterni. A Parigi
vittima, e cibo de' suoi adoratori. nel 174*^ venne pubblicata una Dis-
La comunione eucaristica è o rea- sert sur la conimunion avec la gau-
le, o spirituale, o ecclesiastica, o che. Sul comunicarsi il Papa al-
laica. lorché celebra solennemente, colla
La comunione reale è quella, per mano sinistra, non all'altare ma sul
laquale ricevesi veramente, per la trono, come della comunione che
bocca del corpo, e dalle mani del sul medesimo in piedi, o sedendo, fa
1 i o LOM COM
agli altri, si traila al volume IX. avevano commesso qualche colpa
p. 28, 29, 3o, e 3i del Diziuiia^ grave, giacché erano ridotti per pe-
rio. Sui comunicarsi colla mano nitenza comunione, cioè
a questa
sinistra,aggiungeremo, che in tal allo stato di un semplice
fedele. Tal
rito dal concilio di Trento lasciato castigo prova pure essersi sempre
ai domenicani ec, si spiega, che sic- j)osta una distinzione Ira lo stalo
come allaltare si rinnova il sagii- dei chierici, e quello dei laici. Pa-
licio della croce, il sacerdote con- melio, ed altri dicono essere stata
sumando colla mano sinistra, vie- tal comunione fatta fuori del pres-

ue a sostenere, colla sposa dei sa- biterio ai chierici, confusi coi laici.
gri capo di Gesù mori-
Cantici, il Tuttavolla osservano vari autori,
bondo: Lae\'a ejus sub capile meo. che ridurre un ecclesiastico alla co-
l'erciò dalla parte del cuore, sede munione laica, non era già l'am-
dell'amore, il sacerdote mette il ma- metterlo alla comunione di una so-
nipolo, e lo sposo l'anello nuziale. la specie consagrata; ma, come di-
Il Macri ne dà la seguente spiega- ce il de Marca con altri periti del-
zione. I domenicani tenendo colla l'antica disciplina, Clericuni non so-
mano sinistra l'Eucaristia, mostrano luta e consessu Cleri extra can-
colla destra libera di essere sempre cellos depulsum, et redacturn in
pronti a difendere la verità del me- locuin et ordi/iem laicoruin adcom-
desimo sagrameuto contro gli eretici niunicandurn synaxi, ma anche del
impugnando la spada della predi- tutto degradato con la privazione
cazione evangelica, di cui i dome- di ogni privilegio del chiericato, e
nicani fanno particolare professione. ridotto al semplice stalo di laico.
L' erudito fr. Luigi Vincenzo Dal che si scorge, che tal gravissi-
Cassino, nella sua Liturgia doine- ma pena era imposta anche ai ve-
iiicanay dedicata aPio VII, t. I, scovi; e non solo consisteva colla
Delle cerimonie della Messa, cap. negazione della comunione anche
Vili, p. ii3 e seg. , chiaramente laica, la degradazione dallo stalo
dice, che domenicani usano il rito
i ecclesiastico, ma il chierico era co-
di comunicarsi colla mano sinistra me discacciato dal grembo della
sino dal principio dell'Ordine, e pri- Chiesa , e i-estavagli interdetta , e
ma del 1254, giacché anche a molte per sempre ogni comunione cogli
chiese, ed ai vescovi Cardinali era altri fedeli. V. il padre Lupo nel-

comune tal rito. E ne porta le ra- le note del primo canone del con-
gioni, come per difendere colla de- cilio celebrato nel 34-7 in Sardica
stra il calice ec, e parla dei cer- t. I. fol. sem-
287. 2. Può forse
tosini, e cistcrciensi nel modo so- brare rigore una tal pe-inaudito
praddetto, nonché di un quadro il na, come appunto sembrò ad Ales-
quale esisteva nella Certosa di Bo- sio Aristeno diacono di Costantino-
logna, ove vedeva dipinto s. Gi-
si poli, che viveva verso il i i3o, se
rolamo comunicato da un sacerdote riguardasi alla disciplina della chie-
colla mano sinistra. sa orientale, non a quella occi-
La comunione laica é la comu- dentale. Si legge poi nel Macri,
nione tale quale la ricevono i lai- che la comunione laica non era la
ci. Per comunione laica un tempo comunione del ss. Sagramento, ma
s'intese il castigo de' chierici, ciie la sola partecipazione delle oraziu-
COM COM 111

ni fatte tlai laici, stando tali cliie- mata così, massime dal concilio car-
rici penitenziati con loro oianclo in taginese, la comunione, che senza
chiesa, come si conrerma coUauto- riguardo alcuno di meriti, si con-
j'ità di molti concilii, i quali ordi- cedeva indiirerentemente nella Chie-
narono, che morendo un pubblico sa a tutti. Tal nome derivò dall'ad-
penitente,senza aver compita la diettivo passivus , molto usato dai
penitenza, fosse ammesso alla sola padri africani per significare cosa
comunione laica, lo che non si può comune.
intendere della Eucaristia, ma so-
lo della comunicazione delle orazio- §. II. Coniiinione sotto le due specie.
ni fatte dai laici. Cosi il Macii,
nella Notizia dei vocaboli ecclesia- Per comunione sotto le due spe-
stici. cie s'intende la conumione che si

La comunione straniera, o pel- fa ricevendo le specie del pane, e

legrina, era un altro castigo, o pe- dt'l vino. Tal comunione non è né
na, alla quale i canoni condanna- comandata né proibita da Gesù
,

rono i vescovi, ed i chierici colpe- Cristo ai laici, ed ecclesiastici, che


voli di certe leggiere mancanze. non sagrificano. Sebbene la comu-
Questo castigo non era scomunica, nione sotto le due specie non sia
ne deposizione, ma una specie di mai stata tenuta per necessaria, è
sospensione dalle funzioni dell' or- slata però in uso, anzi fu coman-
dine, e la perdita del posto, che il data in tempi, ed in alcuni
cevXì

chierico occupava, e solo gli si da- luoghi, nella Chiesa, dappoiché du-
va la comunione come ai chierici i-ante i primi quattro secoli della
stranieri. Se era un prete, aveva Chiesa i fedeli comunicavansi anco
l'ultimo luogo tra i preti, e pri- puiiblicamente tanto sotto una sola,
ma dei diaconij come l'aviebbe avu- che sotto due specie , a loro piaci-
to un prete straniero, il quale pel- mento. Verso l'anno 44^5 il Pon-
ligrinasse senza le lettere commen- tefice s. Leone I comandò ai fedeli

datizie del proprio vescovo , chia- di prendere le due specie quando


mate Formate, perchè con cer- fatte si comunicassero pubblicamente, per
ti caratteri, e note particolari per iscoprire i manichei, i quali non
isfuggire ogni inganno; e così d"i si comunicavano che sotto la spe-
diaconi e dei suddiaconi. Il conci- cie del pane, perchè abborrivano
lio Agatense ordinò che un chie- , il vino chiamandolo fiele del princi-

rico, il quale ricusasse di frequen- pe delle tenebre, e dal demonio


tare la chiesa, fosse ridotto alla co- creato ; eretici che si nascondevano
munione straniera, e pellegrina. Il pi-esentandosi all' eucaristica mensa
Berlendi dice che quelli i quali _, coi cattolici, in grazia della libertà,
erano ammessi alla comunione pel- che avevano di non comunicarsi
legrina, non potevano esercitare mini- che sotto una sola specie. Questa
steri ecclesiastici, né partecipare del- disciplina prescritta da s. Leone I
le oblazioni del sagrifizio, ma sola- non fu universale e non durò se ,

mente delle orazioni, l'^. il Macri non tanto quanto l'eresia dei ma-
Communio peregrina. 11 medesimo nichei in occidente. Sembra , che
Macri alla voce Coniiniinio passiva, nel pontificato di s. Gelasio I elet-
dice che anticamente veniva chia- to nel 49^; i manichei si moltipli-
II?. COM COM
cassero, ginccliè quel Papa per ri- ca, in Nolilla ad Condì. Claiu-
conoscerli in Roma, ordinò che lut- iiiontanum, p. 9.(ÌG.
ti i fedelicomunicassero sotto
si Nel secolo XllI la comunione
ambedue leed il Mabillou,
specie, sotto le due specie divenne gene-
in Orci. Rom. cap. 9 et iq, ne ralmente ristretta a'preti della Chie-
tratta dilFusamente. Però dopo il sa Ialina, ed altri
giacché i greci
cjuinto secolo si tornò all'antica li- orientali la continuarono,ed osser-
beità di comunicarsi, anche puLbli- vano tuttora, anzi i greci usano
camenle, sotto una, o due specie. dare insieme il corpo col sangue
Avverte il Macri, che sebbene fe- i mescolalo ai laici, porgendolo con
deli nella messa fossero obbligati un cucchiarino. Non essendo adun-
a licevere ilSagramento sotto le que la detta comunione necessaria,
due specie, nondimeno comunican- nel secolo XIV erasi tanto trala-
dosi fuori della messa, si comuni- sciala, che il Pontefice Clemente VI
cavano sotto quella del pane, giac- residente in Avignone, nel i344
ché si concedeva ai fedeli il porta- concesse ad Ottone duca di Borgo-
re a casa l'Eucaristia in tempo del- gna, a Giovanni duca di Normandia,
le persecuzioni , acciò prima del colla sua sposa, e a Filippo VI re
martirio si potessero comunicare. I di Francia, insieme alla regina sua
monaci nel deserto non avendo sa- moglie, di comuni(;arsi sotto ambe-
cerdoti, o modi per celebrare, te- due le specie, del qual privilegio
nevano presso di sé il Sagramen- i sovrani di Francia fecero in se-
to per comunicarsi. Nella Chiesa guito uso nel giorno della loro so-
occidentale questa consuetudine du- lenne coronazione, e nell'articolo o
rò sino a Papa s. Ormisda, eletto punto di morte. Il Macri aggiun-
nel 5i4, perchè fu tolta dal cano- ge, che i usavano di
re di Francia
ne 3 del concilio Cesaraugustano, tal anche una volta l'an-
privilegio
durando però ancora alcun lenìpo no. La concessione però a Giovan-
nella Chiesa orientale. ni, che fu poi re di Fiancia col
In progresso l'uso del calice in- nome di Giovanni II, porta anche
sensibilmente si andò abolendo, e la data del i35i il Pontefice rac- :

come per gradi senza verun rego- comandò ai detti privilegiati, che
lamento della Chiesa. Nel secolo tulio si faccia con estrema precau-
XII più che mai principiò a tra- zione, alìinché nessuna parte delle
lasciarsi questo rito; anzi nel de- sagre specie vada a male, e con
clinare dell'XI, nel concilio di Cler- qualche segretezza, perchè non ab-
mont del logS, Urbano II che Io bia a venirne scandalo. V. il Ber-
celebrò, avea già ordinato, che nin- castel. Storia del Cristianesimo, del-
no ricevesse la comunione, se non l' edizione francese, toni. XIV, pag.
sotto ambedue le specie ,
per e- I I I ; e toni. XVI ,
pag. Go del-
slingucre P enorme abuso di alcu- l' edizione veneta di Anlonelli ; e
ni, i quali amministravano l'Euca- il Rinaldi agli anni i 344j i- 6?.,
ristia, col corpo di Cristo tinto e 1345 n. 32. Egual privilegio re-
nel sangue del medesimo Signore. stò agli imperatori romani nel di
V. il IMicrologo, de Eccles. ohser- della loro coronazione; al diacono,
vat. cap. i() in hiblioth. PP. tomo e suddiacono che assistevano alla,

XV HI, p. "417, e Pietro de Mar- messa solenne nelle domeniche, ed


CGM COM ii3
altre feste nell'abbazia di s. Dioni- lice Quindi il concilio di
[Vedi).
sio in Francia : ai medesimi mini- Basilea accordò ai boemi la comu-
stri dell'altare si nelle domeniche nione sotto le due specie. V. Com-
che in altri giorni festivi; nell'ab- pactata Bohcmorum, presso Natal
bazia di Cluny, ed a tutti i mo- Alessandro Hisl. Eccl. tom. Vili,
naci cluniacensi nel dì dell' apertura p. 9 1 etc. saec. XIV et XV, non
del capitolo generale dell'Ordine. che il Mansi, ed il Pioncaglia. Che
Al volume IX, p. 29, e 3o del le due specie dell' Eucaristia non
Dizionario, si dice, che allorquan- sieno necessarie alla salute dei lai-

do il Papa celebra solennemente, ci, e che il contrario sia errore


partecipano della comunione d'am- adottato dai protestanti ad imita-
be le specie il Cardinale diacono zione degli Ussiti, lo dimostrò eru-
e il prelato suddiacono assistenti, e ditamente il Chardon : Traile de
ministranti. la Coinuìiìon soiis Ics deiix espì-
In seguito, avendo sulla comu- ces, Paris 1 70 1 . V. \\ Bernini IstO'
nione delle due specie eccitato fu- ria delle Elisie pag. 532, 541, e
nestissime turbolenze Pietro di 56o.
Dresda, Giovanni Huss, ed altri in- Enea Silvio Piccolomini , che
felici pretendendo che
novatori _,
era segretario di Federico 111, al-

l'uso del calice fosse assolutamente lorché questi si recò ad incoronar-


necessario, il concilio di Costanza si in Roma, divenuto Pontefice col
nel \^i5 colla sessione XIII, la- nome Pio II, ricevette una le-
di
sciando ai sacerdoti l'obbligo di co- gazione da Giorgio Podebrachio,
municarsi sotto le due specie quan- fautore degli Ussiti boemi, dai qua-
do dicono la messa non quando , li era stato acclamato re nel i458.
non la dicono poiché allora si co- Narra il Rinaldi all'anno 1462,
municano colle sole specie del pa- n. 14? che faceva parte della le-
ne, represse i detti eretici e loro gazione un sacerdote ussita, il qua-
seguaci, col proibire severamente ai le disputando De e alicis communio-'

ministri dell'altare, sotto pena di ne numqnam divinitus re\'elata, et


scomunica, di comunicare i fedeli oblirpus illationibus ad sahitis ne-
sotto le specie delvino. Le giuste cessitatein pertinente plura praece-
ragioni, chehanno indotto la Chie- pti oraiione fuderit, tentò d' infet-
sa ad ordinare la comunione sotto tare la stessa sede del cattolicismo,
una sola specie, sono ampiamente con la sua eresia. Laonde Paolo II,

riportate dai trattatisti. Ed è per- successore di Pio II, prevalendosi


ciò, che Federico III imperatoi'e nel 1467 della circostanza del ri-

nel 14^2 ricevendo solennemente torno in Roma di Federico HI ad


in R^oma l' imperiai corona da Ni- adempiere un voto, per repiiraere
colò V, nella funzione non si co- la un esempio
rinascente eresia con
municò sotto ambedue le specie di gran peso, avendo già scomuni-
com' erano stati soliti fare i pre- cato il Podebrachio, volle che Fe-
decessori, per non parere d'appro- derico HI nella comunione pren-
vare l'eri'ore ancora sostenuto dagli desse soltanto la specie del pane.
Visiti [Vedi],massime boemi, che Affinchè poi a sì non dispiacesse
ostinatamente piopugnavano neces- gran principe di restar privo della
saria la comunione ancora del Ca- comunicne del calice, contro il co-
VOL. XV. 8

ft
ii4 COM COM
stuine fino allora usato nel ponti- 3 erano, o che in questo ella ha
ficale, ch'egli il primo di gennaio > errato, sia anatema ". Canone 2."
celebrò nella basilica lateranense, M Se alcuno negherà che Gesù
comandò, che anche il diacono, ed '> Cristo, r autore, e la sorgente di
il suddiacono suoi assistenti, e mi- > tutte le grazie, sia ricevuto tutto
nistranti se ne astenessero, con un » intero sotto la sola specie del pa-
rito affatto nuovo. Agostino Patri- ne, per cagione, come alcuni sos-
zio, allora chieiico, cioè maestro di » tengono falsamente, che non è
cerimonie della cappella, lo scrisse ' ricevuto conformemente alla isti-
al suo amico Marcello in questo tuzione di Gesìi Cristo, anche
modo: » Commuuicavit summus > r una, e l'altra specie, sia
sotto
» Pontifex altaris sacramentum cum anatema
". F. il Rinaldi all' an-

" imperatore, diacono, et subdia- no i562, n. 75, e seg.


»> cono de pane tantum; de cali- Tuttavolta, dopo avere Pio IV
w lice autem, etsi consuetudo sit approvato solennemente il concilio
» communicantes cum Pontifìce di Trento, i tedeschi insistettero nel
» partecipare, propter insurgentem domandare il permesso di comuni-
» tamen Hussilarum , ac Bobe- carsi sotto ambedue le specie ; e
« morum damnalam haeresim ,
credendo il Pontefice che con que-
« quae calicis potationem necessa- sto permesso dovesse maggiormente
« riara putat, praeter Poutifìcem confermarsi, e dilatarsi nella Ger-
« bibit nerao ". mania la religione cattolica , al
Non è vero che Innocenzo Vili qual sentimento univansi le pre-
concedesse a' norvegi di consagrare ghiere di Ferdinando I imperatore,

il calice senza vino, per mancanza di Alberto di Baviera, e di Carlo


di questo, nella difficoltà di conser- arciduca d' Austria, accordò la do-
varlo. Il vino è indispensabile, ed i manda, usando dell' indulgenza del-
Pontefici non dispensano dall'essen- la santa Sede. Però nei brevi, che

zialità de' V. Vino. In


sagramenli. intorno a ciò spedì agli elettori, ed
appresso l' Interim (Vedì)^ o px'o- arcivescovi della Germania, dichia-
fessione di fede di Carlo del V rò eh' egli concedeva loro tale fa-

1548, concesse ai laici la comunio- coltà, qualora lo stimassero conve-


ne sotto le due specie, il perchè niente, di amministrare cioè la co-
Paolo III spedi nunzi a quell' im- munione sotto le due specie a quelli,
peratore per riparare tal errore, che la domandassero divotamente,
ma la pertinacia lagrimevole dei e protestassero, che sì nell'una, che
protestanti, non fece conseguire il nell'altra si conteneva il vero cor-
bramato e lodevole scopo. Il con- po di Cristo, e che non avea er-
ciho di Trento nella sessione 28, rato la Chiesa nel distribuire una
ecco quanto trattò nel canone i
°
su specie soltanto, come neppure nel
questo grande argomento » Se al- : concedere 1' una, e l'altra. F. Lam-
» cuno dirà che la santa Chiesa bertini, De sacri/. Missae, sect. I,

» cattolica non ha avuto cause giu- n. 363. Trovandosi poi in progres-


» ste, e ragionevoli per dar la Co- so, che per tal benigna concessione
« m unione sotto la sola specie del i luterani divenivano sempre più
» pane ai laici, ed eziandio agli contumaci, come si legge nel citato
n ecclesiastici, quando non consa- Rinaldi all'anno i564, n. 36; e
COM COM ^
ii5
maggiori danni ne seguivano, come Vanda del divin sangue, stante l'u-
scriveva il celebre Cardinal Com- so di comunicarsi con ambe le spe-
mendone ai 6 di giugno i565 al cie, consideravasi qual compimento
santo Cardinal Borromeo, e ai 22 della comunione, e chiamavasi con-
marzo dell' anno seguente al Cardi- fermazione. Il sangue poi si sume-
nal Reomario, presso Lagomarsini^ va da chi riceveva la comunione,
Epist. Pogiani, t. Ili, p. i65, e non con accostarsi immediatamen-
seg.; perciò s. Pio V, coli' Epist. te il calice alle labbi^a,
per mez- ma
ad Patr. Aquilej die 8 junii i566, zo di una canna di
fìstola , o sia
et Epist. ad Card, archid. Austriae argento, oro, o altra materia; ed
die 9 ejusd. juu. presso il medesi- il popolo non beveva nel calice
mo Lagomarsini, e poscia Gregorio dei principi. Tra le ragioni, che
XIII rivocarono interamente la per- indussero la Chiesa ad ordinare la
missione di Pio IV, e l'estituirono comunione sotto una sola specie,
r uso praticato per più secoli, di «ippunto una fu il disgusto che a-
amministrare a' laici la comunione vevasi di bere in una medesima
sotto una specie soltanto. Anzi al- coppa, o di succhiare colla fistola
lorquando nel 1
7 1 2 Clemente XI l'un dopo l'altro ad un medesimo
fu pregato dal duca di Brunswich cannello. Nel succitato luogo del
e Luneburgo, per la facoltà di co- Dizionario, si dice che il Papa nei
municarsi sotto le due specie, il pontificali collacanna d'oro o fì-
Papa con opportuni esempi, e va- stola, sume
sangue di Cristo, fa-
il

lide ragioni, si rifiutò di contentar- cendo poi altrettanto il diacono e


lo, nel modo che si legge nella rac- suddiacono assistenti, e ministranti.
colta Epist. et Brev. t. II, p. 207.
Sopra la comunione dei laici sotto § III. Comunione pasquale.
ambedue le specie, sono da veder-
si il nominato Lambei'tini, Del sa- Nel fervore della Chiesa nascen-
grijicio della Messa, tomo II, par- te, non era vi precetto ecclesiastico
te IV, sez. I, dalla pag. 4^6 a di comunicarsi ; ma i fedeli si co-
43 1, e particolarmente il Trattato municavano ordinariamente tutti i

della Comunione sotto le due spe- giorni di loro proprio impulso.


cie, scritto da monsignor Bossuet Rallentandosi questo primo fervo-
in francese colla sua profonda eru- re, bisognò obbligare i cristiani a
dizione, e tradotto nell' idioma ita- comunicarsi. Si legge nelle vite dei
liano in Venezia, ed ivi pubblicato Pontefici romani, che s. Zefiirino,
sì nel 1733 che nel 1782. V. il eletto Papa l'anno 20 3, secondo
Zaccaria neW Antifebronio, tomo I, l'opinione di alcuni ordinò, che tut-
p. 19, dell'edizione di Cesena. ti i cristiani, giunti al tempo della
Siccome poi la comvmione del pubertà comunicassero nella
, si

calice fu chiamata anche Confer- Pasqua di Risurrezione (Vedi), e


mazione j noteremo che sicco- , che s. Fabiano creato Papa nel 2 38
me r unzione col sagro crisma ,
comandò ai fedeli di comunicarsi
considerato come un tal qual tre volte l'anno. Il concilio d'Agde
compimento del battesimo, si chia- celebrato nell'anno 5o6 da molti
ma Confermazione; coi\ secondo il vescovi delle Gallie, e presieduto da
modo di dire degli antichi, la be- s. Cesario d'Arles, ordinò ai fedeli
ii6 COM COM
di comunicarsi tre volte l' anno, 8, n. 2. In alcuni luoghi però
cioè il giorno di Natale, di Pasqua evvi antica consuetudine, come nel
e della Pentecoste. Il concilio ge- Portogallo , e nella Spagna, che
nerale XII, laleranense IV celebra- basta si comunichino i fedeli in
to dal Pontefice Innocenzo III, sul- qualunque giorno di quaresima, per
la comunione pasquale decretò col adempiere al precetto della Chie-
canone IX nel 12 15: « che ogni sa, e secondo poi il costume di
» fedele dell' uno e dell'altro ses- Dalmazia, dopo la metà di qua-
" so, essendo arrivato alla età del- resima. Non si soddisfa alla comu-
» la discrezione, confessi solo al nione pasquale con una comunione
« proprio sacerdote, almeno u?ia sacrilega, come definì nel 1679 In-
w volta all'anno, tutti i suoi pec- nocenzo XI ; imperciocché il sacri-
S3 cati, e adempia la penitenza, che lego ricevendo indegnamente l'ostia
M gli sarà imposta : ognuno riceva consagrata, eh' è il vero e real cor-
w almeno a Pasqua il sagramento po di Gesù Cristo, viene a concul-
« dell' Eucaristia , s' ei non giudi- carlo, e a fare scempio delle carni
« casse opportuno di astenersene adorabili dell' umanato Figliuolo
» per qualche tempo col consiglio di Dio.
" del pi'oprio suo sacerdote; altii- Sono obbligati i fedeli a comu-
)i menti sarà scacciato dalla Chiesa, nicarsi durante la quindicina di Pa-
« e privalo della sepoltura eccle- squa nella loro parrocchia, o nella
>> siastica. Che se alcuno volesse chiesa che tiene loro luogo di par-
» confessarsi ad altro sacerdote, ne rocchia, eccettuati gli esenti, e quel-
55 ottenga prima la permissione dal li che avessero un permesso espres-
» suo proprio saceidote, poiché al- so dai loro vescovi, o dai loro parro-
« trimenti l'altro non può né le- chi, per comunicarsi altrove. Chiun-
» gare né assolvere ". F. Con-
, que riceve comunione dalle ma-
la
fessore. ni del proprio vescovo, adempie il
Per riguardo al tempo pasquale precetto pasquale. In Roma nella
il Fagnudez dice, che sotto il no- patriarcale basilica Vaticana si ritie-

me di Pasqua per/M.y comune s'in- ne da molti, che pel privilegio che


tende il giorno stesso di Pasqua gode, si può da chiunque soddisfare
<:ogli otto precedenti , e seguenti il precetto pasquale, e per accertare
giorni, cioè durante la quindicina i rispettivi parruchi della seguita co-
di Pasqua, dalla domenica delle munione, si dà loro il bollettino, che
Piilme fino a quella in Alhis in- i comunicandi ricevono dai ministri
clusivamente. Questo tempo poi fu della detta chiesa appena ricevuta
assegnato da Eugenio IV coli'au- la comunione. INIa siccome la co-
loiilà della costituzione. Fide di- munione pasquale deve farsi onni-
g'in. Laonde tutti quelli, che entro namente nella propiia parrocchia,
(juesto tempo senza un legittimo non riuscirà discaro che qui ri-
inqjcdimento, e per loro colpa non poitiamo, quanto su questo grave
aclciiipiono tal precetto, incon-ono punto si è potuto trovare.

nelle pene imposte dal concilio La-


terni leiise ; cioè post hit avi senleii- Paschrdis communio extra propriani
tiiim, c>ome avvertì il Suarez, De Ecclcsiiì/n paiochialeni suscepta
J'ociu'tenl. in 3 part. disp. 35, sect. non jiivat pio sntisfaclione prae-
COiM COM 117
cepli, etiam si suinpta fiierit in Son tenute di comunicarsi nelle
Ecclesiis palrìarchalibus, aliiscjue chiese parrocchiali tutte le persone,
(jiiibuscunique. che si troveranno abitare in parroc-
chia nel tempo, che si fa lo stato
1. Ex decreto s. Congregationis delle anime, come anche i forestie-
Concilii edito anno i586. ri, che vi dimoreranno, benché di

2.Item ex. alio decreto praefa- passaggio per tutto, o per la mag-
tae Congregationis sub die i4 mar- gior parte del tempo deli' adempi-
tii i6i3. mento del precetto pasquale, ai

3. Ex declaratione sa. me. In- quali non gioverà se dicessero di


nocentii XI, quam refert p. Lucius averlo adempito, e ne mostrassero
Fei'raris in sua biblioth. tom. Ili, il biglietto di qualsivoglia altra
EuCHAEisTiA art. I. num. i3 se- chiesa, benché basilica patriarcale,
quentis tenoris; secondo la dichiarazione della sa.
Innocentius XI sub die io fe- me. di Innocenzo XI sotto li io
bruarii 1682 in audientia reveren- febbraio 1682.
dis parochis Urbis a Sanctitate sua Tandem idipsum aperte colligi-
publice data^ inter caelera vivae tur ex institutione XVIII Benedi-
vocis oraculo decrevit omnes utrius- cti XIV olim Prosperi Card. Lam-

que sexus fideles, qui in Urbe com- bertini, qui in suo Institutionum
moranlui' teneri prò satisfactio- ecclesiasticarum libro, loco citato

ne praecepti annuae communio- num. II sic ait:

nis pascbalis sacram communio- Hac proscripta senlentia illud

nem a suo proprio parocho in novum contra parochiales ecclesias


suis ecclesiis parochialibus, in qua- excogitatum fuit , idest paschale
rum parochiis habitant, suscipere, mandatum satis impleri si quis prò
et nullo modo dicto praecepto sa- sumenda communione, metropolita-
tisfacere per communionem in ec- nam, vel cathedralem ecclesiam a-
clesia lateranensi, vel vaticana, vel diret. Sed omissis bis omnibus, quae
nationali cujusvis nationis , vel in in hanc rem scripta fuerant , cer-
quacumque alia susceptam : et ita tum quidem est post Innocentii XI
in poslerum omnino servari man- decisionem, in qua Ponlifex hujus-
davit, praesentibus eminentiss. Card, modi praecepto minime satistieii
vicario, ac illustriss. vicesgerente, et declarat si quis Romae etiam in
ipsomet Pignattello cleri romani ca- ecclesiis patriarchalibus s. Joannis
merario, ac omnibus parocbis ur- lateranensi, aut sancii Petri in Va-
bis, non obstantibus quovis decre- ticano sacram Eucharistiam sumat,
to congregationis visitationis apo- certum inquam est, senteutiam, quae
stolicae , aliarumque congregatio- superius aliata est, omnino corrue-
num, ac privilegiis, ac consuetudi- re, nisi forte episcopus vel paro-
nibus etiam immemorabilibus. chus consentiant, ac id permittant.
4. Ex declaratione fel. record. Tuttavolta per ciò che riguarda
Cardinalis Marci Colonna Antonii al privilegio che alcuni dicono go-
in Urbe vicari facta sub die 20
i dere la basilica vaticana, aggiunge-
martii 1773 de mandato sa. me. remo quanto ci fu dato in propo-
Clementis XIV sub num. V, sic sito rinvenire in quel prezioso ar-
praecipiente. chivio, tanto pili che Benedetto
ji8 TOM COM
XIV colla l)(>IIa Hoiioranda, con- 175^, lo abbia ordinato, dìsf. 7,,

fermò alla basilica tutti i privile- de consacrai., giacché è apocrifa


gi che godeva , e che non erano tal decretale; ma perchè il prescris-
contrastati dalle pontificie costitu- se la congregazione de' riti con un
zioni. Si legge pertanto nei registri decreto de'27 settembre 1608, nel
dell'archivio, che
il parroco di s. qual atto i sacerdoti devono assu-
Giovanni in Aino contrastò al re- mere la cotta , e la stola , loccliè
verendissimo capitolo vaticano il fanno sempre quando ricevono la
privilegio di amministrare il sagra- comunione, secondo il canone 3 del
mento dell' Eucaristia a chiunque concilio terzo di Braga. Va qui av-
si presenterà nella basilica di qua- vertito, ch'essendo vera l'obbliga-
hjnque parrocchia, per l'adempi- zione del clero di comunicarsi nel
mento del precetto pasquale. Il giovedì santo alla messa, non si
capitolo provò che impiegava una deve intendi 'e di tutto il clero,
certa somma per l'annua impres- ma di qvielli soltanto, che sono ad-
sione di trenta mila bollettini da detti ad vm clero particolare di
distribuirsi uno per comunicato, cattedrali, comunità
collegiate , e
laonde non si poteva supporre che religiose. Quanto poi fu comanda-
tanti fossero gli atti alla comunio- to e stabilito circa questa comunio-
ne nel circondario della parrocchia ne del clero dagli Ordini Romani,
di s. Pietro, ov' erano sole mille e dal Sagramentario Gregoriano
ottocento anime, come appariva dai e confermato dalla congregazione
libri di stato delle anime, per cui de' riti, non riguarda ciascun indi-
ne restò verificato l'uso, ed il par- viduo particolarmente preso delle
roco di s. Giovanni in Aino ebbe cattedrali, collegiate, comunità re-
il torto. La consuetudine di am- ligiose in modo , che se alcuno di
ministrarsi il sagramento del bat- questo o quell' altro de' sopraddetti
tesimo nella basilica vaticana a tut- chierici non si comunichi com' è ,

ti, sembra provare che vi fosse prescritto, dalle mani del celebran-
ancora quella di amministrare la te, trasgredisca il comando; ma ri-
ss, comunione, massime ai tanti fo- guarda sibbene il clero delle cat-
restieri che sono in Roma, trovan- tedrali, collegiate etc. preso in co-
do per loro comodo nella basilica mune. poi, che i no-
L'istituzione
confessori di tutte le lingue. At- minati comunichino nel giovedì
si

tualmente nella basilica si dispen- santo alla messa dalle mani del ce-
sano nel tempo pasquale otto mila lebrante, è una rappresentazione di
bollettini, cioè la metà ai parrocchia- quanto fece Gesìi Cristo, il quale
ni, il resto ai forestieri. comunicò gli apostoli; quindi è che
I sacerdoti per l'adempimento del in memoria di ciò il solo primo,
precetto pasquale, basta che celebrino ossia più degno sacerdote di qua-
la santa messa : per lo piìi nella mat- lunque clero, comunica di sua ma-
tir -»
del giovedì sauto ricevono la co- no tutti quelli del clero preso, co-
munione, nella propria parrocchia. me si è detto, in comune. E secon-
Tuttavolta il Macri chiaramente di- do Benedetto XIV la origine di
ce, che tutto il clero, e i sacerdoti de- questa istituzione, fu anche il -S-
vono comunicarsi nel giovedì san- lebrare in questo giorno la solen-
to, non perchè s. Sotero Papa nel ne festa, e memoria della ss. Eu-
COM COM 119
c.u'istia istituita nell' ultima cena, coni, ed altri personaggi. Sulla co-
nella quale circostanza , come si munione del popolo nel venei'dì san-
esprime il concilio di Trento, fu to, è a vedersi il eh. Zaccaria, Storia
conferito agli apostoli il sacerdozio. li'tt. d' Italia, t. Ili, p. 1 60 e seg.
La comunione del clei'o si fa den-
§ IV. Comunione de fanciulli.
tro al presbiterio,per distinguerla
da quella che la faniio fuo-
de'laici, Anticamente la comunione si am-
ri di esso, secondo le prescrizioni ministrava eziandio ai fanciulli non
del concilio di Toledo IV, col ca- solo nell'amministrazione del batte-
none 1 7. Anticamente questa co- simo, ma ancora dopo di esso. Que-
munione del giovedì santo si face- sto uso, che tuttora sussiste presso
va dopo quella messa, che diceva- i greci, presso i latini terminò nel
si dopo cena, del cui uso fanno men- secolo XIII, come osserva il Chai--
zione Agostino neir epist.
s. 18 ad i don Storia de' Sacramenti t. i. p.
Janaur., il sinodo di Cartagine VI, i4i- aggiunge; che non solo
figli

e noi al Volume Vili p. 289 e comunicavansi i fanciuUi nel dì del


seg. del Dizionario ; anzi alla pag. battesimo, ma ogni giorno per tutta
3o5, che non solo nel gio-
dicesi l'ottava di Pasqua, o della Pente-
vedì santo, ma anche nel venerdì coste, se nella sua erano bat-
vigilia
santo in varie chiese latine si fa- tezzati , così ordinando il rituale
ceva comunione genei'ale de' fe-
la romano, e i libri pontificali. Can-
deli, uso che durò sino al IX se- tavasi anche di buon mattino una
colo; ed il Martene asserisce che messa espressamente per loro, nella
quella del venerdì santo ebbe più quale venivano i fanciulli comuni-
lunga durata; ma la congregazione cati,come testifica s. Agostino nel
de'ritia'ig febbraio 1622, decretò, sermone 227 a' neofiti. E siccome
che non si faccia più la comunione non era facile comunicare i piccoli
tra la messa dei presantificali nel bambini, principalmente i lattanti,
venerdì santo se non agi' infermi. per timore che non rigettassero la
Il medesimo Martene, de ant. Eccl. Eucaristia, nei primi secoli si dava
rit. t. III. p. 4^3, racconta che pri- loro solamente il prezioso sangue.
ma in diverse chiese nel sabbato Vari canoni permisero di dare ai
santo facevasi la comunione del cle- fanciulli in caso di necessità il lat-
ro, e del popolo. I pellegrini poi te avanti di ammetterli alla parte-
e i viaggiatori soddisfanno al precet- cipazione della comunione eucari-
to comunicandosi nella
pasquale, stica; dalla qual permissione risulta
parrocchia del luogo in cui si tro- una solida conferma dell' antico
vano. V. su questo punto, oltre precetto di accostarsi digiuni alla
quanto di sopra dicemmo il Ba- , comunione. Nel XII secolo per ri-
ruffaldi. Ut. XXV
dal n. 3r al parare ad ogni inconveniente nelle
36. Della comunione pasquale, che comunioni de' fanciulli, il sacerdo-
si fa nel palazzo apostolico dal Pon- te bagnava il dito nel prezioso
tefice, o da altri alla corte papale, sangue, e lo metteva in bocca al
ii tratta al volume IX 167 del p. fanciullo che lo succhiava ai me- :

Dizionario, mentre alla So di- p. desimi fanciulli che non sapevano


cesi della comunione, che fa il Pa- bere, in alcuni luoghi veniva som-
pa nel pontificale ai Cardinali dia- ministrato il sangue a mezzo di
I20 COM COM
una foglia. Nel fare tale atto il sa- no che non fu mai sentenza della
cerdote diceva al fanciullo: // cor' Chiesa insegnante, che necessaria sia
pò e il satìgue del nostro Signore alla eterna salute dei fanciulli, la
Gesù Cristo custodisca l'a?iima tua partecipazione dell'Eucaristia. Per
per la vita eterna. Amen. I gio- lo che nel canone IV di quella ses-
vanetti poi andavano all'altare a sione fulminarono l' anatema con-
ricevere le reliquie rimaste dell'Eu- tro chi dicesse necessaria alla e-
caristia dopo la messa : loccliè, co- terna salute dei fanciulli avanti
me dice il Bergier, serve di con- l'età della discrezione e l' uso di
futazione a que' moderni novatori, ragione , la eucaristica comu-
i quali pretendono essenziale al sagri- nione. V. Chardom citato p. 268 ,

fizio della messa, l'attuale parteci- 269 e270. Adunque l'uso presen-
pazione dell'Eucaristia. Quindi sulle te della Chiesa latina è di non da-
diverse opinioni intorno la causa del- re la comunione a' fanciulli, che
la comunione data a' bambini ed quando sieno pervenuti all'età di
a' fanciulli, il medesimo Bergier discrezione, la quale non è precisa-
stima per lo più verosimile, che mente determinata dalla Chiesa, ed
fosse loro concesso quel sagramento è lasciata alla prudenza de' vescovi,
perchè avessero poi nell'età ragio- parrochi, superiori etc. Essi devono
jievole grazia maggiore e maggior ammettere i fanciulli alla comunione
virtù. Fu forse anche loro conferi- allorché li trovino ben l'egolati, e
to quel saci-amento, come un segno sufficientemente istruiti per comuni-
non necessario, ma il più esprimen- carsi con frutto. Circa all'età san
te la comunione cattolica di tutti Tommaso s. Carlo Borromeo opi-
e
i fedeli. F. Battesimo. narono dai dieci agli undici anni.
IllMacri asserisce, che Pasquale II Supposte poi le sufficienti disposi-
del 1
099 pribi l'abuso di pigliare il zioni, si può farli comunicare an-
corpo intinto nel sangue, ordinan- che nell'età di sette a otto anni;
do, che si ministrasse distintamente, ma in articulo mortis , come nel
come Cristo ultima cena; con-
nell' 1704 dichiarò la conferenza tenuta
cesse però ai fanciulli, ed infermi, che in Angers. Prima di tal' epoca, il
non possono inghiottire , la co- concilio di Tolosa nel 1590 fece
munione del sangue solo. Ed anche ilseguente canone: '» Bisognerà ri-
egli aggiunse, che ai medesimi fan- « formare quest'uso s\ pernicioso
ciulli si davano le i-eliquie dell'Eu- w pel bene delle anime, che si è
caristia rimaste nella messa, dopo « stabilito in più di un luogo, di
Ja comunione del popolo. Il conci- M aspettar troppo tardi a far la
lio Trento nella sessione XXI
di " prima comunione, e per venirne
e. 4- dice che » i santi Padri nei » a capo, bisogna che i curati o
» tempi loro antichi ebbero certa- » i confessori ammettano alla pri-
« mente una ragione sufficiente per « ma comunione, e vi eccitino an-
» dare in quelle circostanze la co- » che i giovani nei quali ritroveran-
" munlone anche ai fanciulli ma : " no assai discernimento per far
" e da credere che noi fecero a » con riflessione, e con pietà questa
" titolo di necessità per la loro sa- " azione la più santa di tutte ".
" Iute ", Cos\ dicendo i padri di A tal efìetto i parrochi nella qua-
quej venerando consesso dimostra- resima fanno apposite istruzioni a
COM COM 1 3 t

(|iielli, che debbono fare la prima crani, s. Greg. not. 993. Sull'anti-
comunione, al cui scopo sono pu- co rito di dare la ss. Eucaristia
I
re per tutto lodevoli, e benemerite dopo r estrema unzione, si possono
I istituzioni pie d' ambo i sessi, di consultare il Marlene, il Menardo
cui si fa parola iu molti articoli not. 91 5, e il Giuvenino, Disscrt.
del Dizionario. VI De sacram. quaest. XI. Sul-
l'Eucaristia intinta nel sangue, e
§ V. Comunione clegV infermi. data agli infermi è notabile un luo-
go Ordine romano X, presso
dell'
Degli ammalati alcuni sono in il Mabillon Mus. Ital. t. II,
p.
pericolo di morte, ed altri senza p. I 1 4, che in alcuni codici cosi
essere in pericolo, sono confinati in lesse » tunc tradat ei sacerdos
:

casa da qualche infermità, senza " Eucharistiam Dominici Corporis


che possano recarsi alla chiesa. Gli » intincti vino, et vinum tali intin-
ammalati, che si trovano in peri- « cUone in Christi sanguinem
colo di morte , sono obbligati a » transrautatum dicitur: accipe,
;

comunicarsi per precetto divino: e « frater, Vialicum Corporis et saii'


i concili, e i Pontefici ordinarono « guinis etc. " Ma in un insigne
ai medici di prescrivere agi infermi codice di questo stesso Ordine scrit-
prima la confessione, poi la comu- to nel secolo XI IJ, della bibliote-
nione a tempo opportuno, aftinché ca di s. Fortunato
di Todi, si leg-
non avvenga che per incuria loro, ge più giustamente: » Vinum tali
o di altri muoiano privi di tanto « intinctione sanctificatum " sic-
bene. Fu sempre sì grande la pre- come pure in altri testi notò il
mura della Chiesa, che i fedeli am- medesimo padre Mabillon. F. Via-
malati non avessero a morire sen- tico.
za essere prima muniti di questo Per conto degli infermi, che so-
ss. Sacramento; che infierendo le no litenuti in casa senza pericolo
persecuzioni nella primitiva Cliiesa, di morte, sono obbligati a comu-
come si disse superiormente, si con- nicarsi a digiuno almeno una vol-
cedeva ai medesimi di ritenere ap- ta all'anno. Devonsi però esortare a
presso di loro la santa Ostia, al farlo pili spesso, ed a tal efìetto par-
solo fine appunto che succeden- , ticolarmente in Roma, nella mag-
do il caso di morte, l'assumessero gior parte delle chiese parrocchia-
immediatamente. V. il Macri, No' li, nelle maggiori solennità dell'an-
tizia de'vocab. eccl. p. i45. no si comunione agi' in-
porta la
Che agi' infermi specialmente si fermi, con pompa, e
ecclesiastica
permettesse ia alcuni luoghi d' in- con l'accompagnamento di qualche
tingere r Eucaristia nel sangue per arciconfraternita. Delle arciconfirt'
maggior facilità d' inghiottirla, l'os- ternite (^Pedi) istituite per accom-
servarono già il p. Mabillon nel pagnare con decenza il ss. Sagra-
Mas. hai. t. Il, p. 62, 81, e nel- rnento, che si porta agl'infermi, si

la Praef. i in saec. Ili Ord. s. tratta a quell'articolo.


Benedici, num. yS, e nella Praefat. Sulla comunione degl'insensati,
2 in saec. 97. V. Monsignor
V, n. degli energumeni, dei sordi muti
Giorgi, de Liturgia Rom. Pont. t. dalla nascita, non che dei delin-
HI, p. 1 88, e il Menardo in sa- quenti condannati a morte ec. , ne
122 COM COM
trattano i teologi. Anticamente in stanza del pio re di Portogallo Se-
Francia, come è a tutti noto, non bastiano, il quale lo implorò pei
solo non dava a' delinquenti con-
si sacerdoti delle Indie soggette alla
dannati a morte la comunione^ monarchia portoghese, a cagione
ma si negava ad essi pure la con- delle gravi malattie, alle quali an-
fessione. Gregorio XI nel iSyS davano soggetti per l' intempei-ie
ordinò che si annullasse il pes- del clima ; per cui quel Papa per-
simo uso introdotto in quel regno, mise ai detti sacerdoti di celebra-
di negare la confessione sagramen- re la messa, benché si fossero do-
tnle, sebbene richiesta, ai miseri in- vuti cibare. Giulio III l'accordò al-
felici che dovevano essere giusti- l'imperatore Carlo V, quando già
ziati, lo che interamente venne ri- dimorava coi religiosi di s. Giro-
provato, e tolto dal re Carlo VI. lamo nel monistero di s. Giusto
Intorno a ciò è a vedersi il Ber- nella Estremadura, essendo nell' età
lendi a p. 5i. di cinquantaquattro anni. Innocen-
zo Xlll compartì la stessa facoltà
alla regina di Boemia Elisabetta
§ VI. Principali disposizioni alla
Cristina nel giorno della sua unzio-
Comunione, e della Comunione
ne, e coronazione a sovrana di
frequente.
quel reame, per non poter soste-
nere la sua delicata complessione
I modi por disporsi alla comu- la lunghezza di quella solennità, in
nione, i primi si riferiscono al cor- cui doveva comimicarsi. Lo stesso
po, gli altri all'anima. Le dispo- fece il Papa che regna nel i838
sizioni del corpo consistono in un coir attuale imperatore d'Austria al-
esterioremodesto, e raccolto, e nel- lorquando si coronò in Milano re
l'essere mezzanot-
a digiuno dalla del regno lombardo-veneto Inno- .

te precedente al giorno della co- cenzo XIII la concesse parimenti


munione, eccettuati gì' infermi che a Luigi XV
re di Francia, nel
si comunicano per viatico, ai qua- giorno altresì di sua coronazione,
li si dà la comunione dopo che nella quale la tenera età del prin-
hanno mangiato e bevuto. A voler cipe dava timore, che non potesse
essere istruito intorno le altre ecce- reggere alla funzione, se prima non
zioni a cui potesse andar soggetta la avesse preso qualche ristoro. Quin-
legge del digiuno si consultino i trat- di per tali esempi ragionevoli, e
tiitisti. II precetto di comunicarsi a considerando Benedetto XIV che
digiuno secondo alcuni è di tra- in alcune chiese dell'Africa si co-
dizione apostolica, essendo stabilito municavano i fedeli nel venerdì
dagli apostoli ( su di che è a ve- santo dopo che avevano cenato, e
dersi quanto diremo termine del al che nella chiesa si orientale, che
seguente paragrafo) per onorare il occidentale era stato tollerato l'uso
sagrosanto corpo di Cristo, facen- di comunicare i bambini appena
dolo entrare nella bocca de' fedeli battezzati, benché prima avessero
prima d'ogni altra cosa. Il solo preso il latte, allorché Giacomo
sommo può dispensare
Pontefice HI re d'Inghilterra, e dimorante in
da questo precetto, come fece s. Pio Roma, gli domandò egual dispen-
V con un breve apostolico, ad i- sa, per cagione di sua debole «alu-
co3r COM 123
»e, med-.ante 11 breve Quodain de Le disposizioni poi dell'anima ne-
ìiìot-e, dato ai i4 marzo 17 56, cessarie alla comunione, consistono
Bull. Bened. XIV, t. IV, p. 4o4, nella purità dell'anima, mediante
concesse al detto re cattolico la fa- la sagramental confessione. Il con-
coltà di potersi comunicare, col pa- cilio di Trento, sess. i3, cap. 7
rere del suo confessore, tuttoché e 8, domanda da chi vuole comu-
dopo la mezza notte precedente nicarsi con frutto, che sia in istato di

fosse stato necessitato a prendere grazia, e si accosti al ss. sagramento


cibo, o bevanda. Nello stesso anno con fede, umiltà, rispetto, e carità.
fu pubblicato in Roma colle stam- Cosi vi sono le regole per quelli,
pe un libro con questo titolo: Del che si comunicano spesso, come ad
divoto e pio desiderio di S. M. ogni otto giorni, o parecchie vol-
Giacomo III re di Inghilterra, di te la settimana, od anche ogni
potersi comunicare col consiglio del giorno. All' articolo Messa si di-
suo padre spirituale, ancorché do- rà di che in un medesi-
quelle,
po la mezza notte precedente abbia mo giorno anticamente celebrava
preso qualche ristoro, per V indi- un sacerdote, ciò che i greci scis-
genza della sua complessione. Per matici rimproverarono alla Chiesa
quanto riguarda al Cardinale, che latina. Non meritava però tal bia-
nella Cappella pontifìcia celebra la simo questo costume de' sacerdoti
mezza notte di Natale, se debba es- ma bensì, come dice il Berlendi a
sere digiuno, e se può ristorarsi, p. 247? la pretensione di alcuni
può leggersi il missa
Macri, in laici tempo, che indebita-
di quel
Natii'itatis, in Hierolexico, e quan- mente volevano imitarlo, col fare
to appunto in argomento si disse al tante comunioni al giorno, quante
volume IX, p. i 1 3 del Dizionario. messe in quello ascoltavano, con-
Fra le superstizioni o abusi del- forme narra Valfrido Strabone e.
la comunione riportate dai teologi, 11. Il concilio di Trento nella sud-
evvi quella di non voler mangiare, detta sessione e. iq, rinnovò il ca-
che un buon pezzo dopo la comu- none del concilio lateranense e. 8,

nione, oppure per un eccesso con- coll'esortai'e i fedeli a comunicarsi


ti'ario non voler digiunare nel gior- frequentemente, e nella sessione 22,
no della comvmione, quando fosse e. 6, bramerebbe che a ciascuna
anche gioi'no di digiuno, per timo- messa gli assistenti si comunicasse-
re di tormentare troppo il corpo ro. canone 18 del concilio Aga-
Il

che è stato onorato delhi presenza tense tenuto l'anno 5&6, ingiunse
di Gesù Cristo, o per timore di far ai di comunicarsi ogni vol-
chierici
digiunare Gesù Cristo stesso. Si può ta, che servivano al sagrifizio della
pertanto sputare e mangiare senza Messa. V. il Bergier Dizionario en'
scrupolo un quarto d'ora dopo la ciclopedìco, della comunione fre-
comunione, ed anche meno quan- quente. Per conto poi della famo-
do vi fosse una grande necessità. sa questione eccitata in Crema in-
Il canone Tribus, che Graziano at- torno alla comunione liturgica, re-
tribuisce a s. Clemente I Papa del pressa da Benedetto XIV, e rin-
93, e che vieta a quelli che si so- novata dal sinodo di Pistoja, va
no comunicati di mangiare se non consultato il dottissimo gesuita p.
per alcune ore dopo, è abolito. Giovanni Perrone, il quale nelle
l'i 4 COM COM
sue acclamate Pradcclioncs Thco- ilquale morì nel i^'ji, nelle sue
lo'^icac, di cui abbiamo già tlivei- Opere varie a p. 109: » Ora le
60 edizioni in pareccbie lingue, ha j» donne si sogliono confessare un
confutato tali errori nel toni. VI 39 mese almeno innanzi che si co-
Traci. De Eiicharist. part. post, M munichino, e poi alcuni giorni in-
cap. II, prop. I, et II, pag. 5i7 » nanzi, e ancora la mattina ricon-
e seg. >»ciliarsi. Gli uomini, e specialmen-

1 1 Garampi nelle sue Memorie ecel. « te i gran peccatori, si sogliono


sulla b. Chiara a p. 177 e seg, » condurre insino all'ultimo pun-
riporta interessanti notizie sulla frc- » to a confessarsi.
t[iienza della comunione; e qual
fosse nei secoli XllI, XIV e XV. § VII. Delle cerimonie ed usi
Wota che negli statuti della
inoltre antichi della comunione.
riforma fatta dal monistero di s.
Tommaso di Torcello, leggesi fra Le cerimonie della comunione
le altre determinazioni, anche la si riferiscono od al prete che l'am-
seguente " Cum frequentalio cor-
: ministra, od al fedele, che la ri-
» poris Domini nostri Jesu Christi, ceve, su di che trattano il Rituale
M cum digae sumitur a nobis, devo- Romano, Ordo minislrandi sacram.
55 tionem augeat animarum, atque Coniniunioneni, ed liturgici, ed a- i

M nos ipsos Christo spiritualiter in- naloghe opere, come il Dizionario


» corporei, omnes saccrdotes ad mi- Storico-liturgico di don Gio. Dic-
M nus bis in hebdomada celebrare lich all'articolo Eucaristia. Volen-
M iubemus. Wou sacerdolibus vero do qui parlare delle principali ce-
» omni dominica poenitentiae sa- rimonie, ed usi antichi della co-
» cramentali confessioni , et festis munione, oltre quanto abbiamo
;>' solemiiibus ad sacram mandamus detto sulla diversità di tali cerimo-
5» attendere conimunionera ,
prout nie e riti, ne'precedenti paragrafi
« in usiijus et statutis ordiuis cer- aggiungeremo le seguenti coll'auto-
w tura est conlineri. lllosvero, quos rità del Chardon, dell' Eucaristia
M hujus ordinationis saluberriniae tom. I, p. 166 e seg., del Berlen-
« abbas repercrit transgressores, pu- di, delle Oblazioni, del JMacri, e di
cj niet, qualilate personae pensata, altri autori.
» secundum quod videbitur sibi ex- Anticamente, prima che s' inco-
" pedire". Nella stoi-ia mss. del minciasse la comunione, un diaco-
nionislero di s. Cosiinato di Roma, no diceva ad alta voce queste ter-
scritta da suor Orsola Formicini, si ribili parole: Sancta Sanctis, come
legge che circa l'anno 1 58o fosse se volesse dire : que' che non sono
ivi introdotto il pio costume di fre- santi si guardino bene di approssi-
quentare ogni otto giorni la s. co- marsi a questi tremendi misteri.
munione ; il che [-«rima si faceva nel Di più quando il vescovo, o il sa-
solo avvento, e quaresima: e pareva cerdote distribuiva il corpo di Cri-
miracolo, cioè cosa di gran perfezione, sto, diceva: Corpus Cìirisli , e chi
diippoichè nel rimanente dell'anno si lo riceveva rispondeva Amen ( Fe-
faceva una volta il mese. Notabile i\- di) ; per la qiial parola egli pro-
tialmente si rende anche ciò, che dei fessava il grande articolo di fede
àuoi tempi racco uta il Castel vetro, sulla presenza reale di nostro Si-
COM C O IVI 11J
gnore in questo sagramenlo: con- minava quella persona, cui si som-
suetudine, che si praticò nell'occi- ministrava comunione. I diaconi
la

dente, e nell'oriente per lo meno per r amministrazione dei beni ec-


sino ai YI secolo. Tertulliano, s. clesiastici, e per la familiarità, che

Agostino, e s. Leone I ne fanno avevano coi vescovi, qualche volta


testimonianza. Quest' ultimo disse dominati da orgoglio vollero cam-
nei sermoni 6 ed 89 : « Voi do- biare il detto ordine alla comunio-
» vete partecipare alla mensa del ne ; ma i concili li fecero rientra-
» Signore talmente, che non ab- re al loro dovere, massime il con-
» biate il menomo dubbio della cilio Niceno, ordinando che si co-
jj verità del corpo, e sangue
del municassero per mano del vescovo
« di Gesù Cristo . Imperciocché dopo i sacerdoti, ovvero da questi.
» colla fede si crede ciocché colla In alcune chiese si usava dare la
M bocca si riceve ; ed in vano ri- comunione a' fanciulli, subito dopo
M spondono arneii coloro, che in- il clero, e perciò si mettevano pres-
« troducono questioni intorno quan- so la sagrestia.
« to ricevono ". Quindi abbia- Il luogo, in cui anticamente fa-
mo da Giovanni diacono, che ai cevasi la comunione, in tutte le

tempi di san Gregorio I, il sacer- chiese,non era il medesimo. Nella


dote comunicando diceva con altra Chiesa Bomana, come adesso in par-
formola // Corpo del nostro Si-
: te, e in altri luoghi si costuma, il ce-
gnore Gesù Cristo conservi V ani- lebr;'u)te comunicava in mezzo all' al-

ma tua ed Alenino nell' Vili se-


, tare, i sacerdoti all'intorno, e i diaco-
colo riporta quest' altra formola : ni dietro l'altare, i suddiaconi e i

// Corpo, e Sangue di nostro Si-


il chierici all'ingresso del santuario o
gnore Gesìi Cristo ti conservi per nel coro, e i laici fuori tiella ba-
la vita eterna. laustra, che divideva il santuario
Ecco poi l'ordine, che si osser- dalla nave, ma gl'imperatori si co-
vava nella comvmione . Prima il municavano all'altare, ove facevano
celebrante comunicavasi da sé stes- la loro offerta. Tanto praticavasi
so, poi i vescovi se vi erano pre- dai latini, dai greci, da molte e
senti, indi i sacerdoti assistenti se- chiese di occidente, mentre nelle
condo l'anzianità, seguiti dai dia- altre, come in quella di Spagna, e-
coni, suddiaconi, chierici, monaci, ravi qualche piccola dillerenza. Ciò
diacitnesse, vergini, e da ultimo il nievasi dal quarto concilio di To-
popolo, cioè prima gli uomini, po- ledo, il quale ordinò, che il sacer-
scia le donne. 11 celebi'ante faceva dote e il diacono si comunicassero
il tulio assistito dai sacerdoti, fa- all'alture, il clero nel coro, e i

cendosi altrettanto nella comunio- sempru-i fedeli fuori di esso: il con-


ne del prezioso sangue, colla sola cilio di Craga prescrisse quasi al-
dill'eienza, che i sacerdoti lo pren- trettanto. Nella Chiesa roniana tut-
devano da per loro, diaconi dal- i ti i fedeli venivano comunicati sen-
le mani dei sacerdoti, indi li me- za muoversi dal loro luogo, por-
desimi diaconi lo distribuivano agli tando ad essi il celebrante la spe-
altri, come si legge nel! Ordine ro- cie del pane, e il diacono quella
mano, e nell' eulogio de' greci. In del vino, cioè quando era in uso
alcune chiese dal sacerdote si no- la couuiuione sotto le due specie,
f26 COM COM
per cui tutto procedeva regolar- COSI proseguivano a dispensarlo i

mente senza alcun affollanieuto Cardinali palatini. Monsignor mae-


Nella chiesa africana i laici si i-e- stio di camera, e gli svizzeri invi-
cavano ai cancelli, che separavano gilavano al buon ordine. Il mede-
il santuario dal resto della chiesa, simo Papa ogni prima domenica
per prendervi la comunione; ai del mese, od ogni due mesi comu-
neofiti però per la rigenerazione nicava tutta la famiglia nobile pon-
ricevuta permetteva di accostar-
si tificia fino alla dignità inclusiva di
si In Francia non si fa-
all'altare. aiutanti di camera.
cevano tante distinzioni, e uomini, Per quanto riguarda alla positu-
e donne andavano a comunicarsi ra, colla quale ricevevasi l'Eucari-
all'altare, laonde la chiesa gallicana stia, nella chiesa orientale venne
diversificava in questa disciplina dal- licevuta in piedi sì dai ministri
le altre chiese. Sulle diverse parti della chiesa, che dai semplici fede-
della chiesa va letto quanto si ri- li, abbassando la testa e gli occhi
porta nel volume XI, p. 222 e se- per dimostrare la venei'azione a
guenti del Dizionario. Ricavasi dal questo cibo divino, che ninno deve
Martene, de ani. eccl. ril. lib. i, ricevere senza prima avere adora-
e. 4? ai't- IO, che in Roma il Pa- to, come dice s. Agostino. Non è
pa coraunicavasi sedendo nel suo certo se i latini facessero altrettan-
trono, ivi i vescovi venivano da lui to.Il Bona osserva, che quando il

comunicati in piedi, i sacerdoti ge- Papa celebra solennemente, il dia-


nuflessi all'altare, i grandi da una cono assistente ministrante si co-
parte del senatorio, e le matrone munica dubbio per
in piedi, senza
nello stesso senatorio dall' altra antica consuetudine. Il Martene di-
quindi il Papa ritornato al trono, ce, che gli antichi monaci si comu-
comunicara i chierici assistenti. No- nicavano in piedi. S. Odone di
teremo qui, che talvolta i Pontefi- Cluni nelle sue conferenze insegna,
ci nel recarsi in qualche chiesa a che gli antichi per dimostrare più
celebrare la messa bassa, comuni- rispetto verso 1' ineffabile mistero
cano un numero di fedeli d' ambo della Eucaristia, vi si accostavano
i sessi, e di tutte le condizioni^ i a piedi nudi. I francescani, tanto
quali prima di ricevere la santa osservanti che riformati, si cavano
ostia baciano l'anello, come si fa i sandali nel comunicarsi; e scalzi
coi vescovi ec. Di Clemente XI lo facevano, e colla faccia e le ma-
abbiamo, che recava nelle basi-
si ni lavate gli orientali. Che il Pa-
liche Lateranense, e Vaticana, e pa si comunichi sedendo, locchè
prima di celebrare la messa, to- per altro. è in sua libertà, come
gliendosi la mozzetta, si faceva por- dicemmo al voi. IX, pag. 29 del
re la stola sul rocchetto, e quindi Dizionario, non dee sembrare stra-
faceva la comunione. A chi la ri- no, qualora si consideri che gli a-
ceveva monsignor elemosiniere da- posloli ricevettero i sagri misteri a
va una medaglia benedetta per ca- tavola alla maniera degli ebrei di
dauno; e siccome parecchie centi- quel tempo, cioè distesi sopra let-
naia d' individui accorrevano a sod- ti, posti intorno alla tavola.
disfare la divozione di ricevere il Anticamente i fedeli ricevevano
corpo di Cristo dal suo vicario, in mano il corpo del Signore, col
COM COM 19.7

i
quale medesimi si comunica-
essi e che nelle chiese di Roma, e tor-
vano. Infinite sono le testimonian- se in molte altre il celebrante non
ze, che si hanno su tal rito, tanto assumeva il pane inlei'o consagra-
dell'oriente che dell'occidente, e s. to, ma rompevalo in più pezzetti ,

I
Cirillo gerosolimitano avvertì i fe- de' quali uno ne assumeva egli, e

j
deli ad usare diligenza nel ricevere dava gli altri al diacono, e suddia-
: il corpo di Cristo nel concavo del- cono, che servivano all' altare e ,

la mano destra colle dita unite, qualche volta anche ai laici. Così
!
sostenute dalla mano sinistra per fece Pasquale H con Enrico V.
1 sicurezza e precauzione ; rito anco- Nell'Egitto poi, verso il quarto se-
ra in uso neir Vili secolo, mentre colo, porgevasi col cucchiaio l'Eu-
il sesto sinodo avea ordinato, che caristia a' fedeli, e poscia si costu-
ricevendosi in detto modo il sagra- mò nella chiesa greca di porgere
mento, si formassero le mani in cro- col cucchiaio una particella del pa-
ce, come fanno i greci. Gli uomi- ne cousagrato intinta nel divi a
ni si lavavano prima bene le ma- sangue.
ni, e le donne i-icevevano la co- Sulla comunione del prezioso san-
munione colla un mano coperta da gue, che i fedeli x-icevevano tanto in
candido pannolino chiamato dome- oriente quanto in occidente, trat-
nicole. Alcuni poi dissero, che que- tammo di sopra al § II. La ma-
sto fosse una parte di quello col niera più antica fu quella di dar-
quale cuoprivansi il capo, ossia quei lo loro nel dopo aver preso
calice,

velo, con cui le femmine debbono il corpo del medesimo Cristo. Im-
copiirsi neir accostarsi alla comu- portante è quanto su ciò scrisse s.
nione . Di tali domenicali si parla Cirillo citato, Cat. 5. Mìstag.: ., Do-
nel sermone de Tempore attribuito " pò aver così comunicato al cor-
a s. Agostino, ovvero a s. Cesario. 5' pò di Cristo, accostatevi al cali-
Quest' uso delle femmine comune v ce del sangue , non isteiidendo
I
in occidente, in Africa, e principal- » le mani, ma inchinandovi prr

I
mente in Francia, non lo era per "j adorarlo, e rendergli omaggio, e
j
l'oriente. Chi aveva così ricevuta " dite : Amen. Poi santificatevi pel
la Eucaristia doveva consumarla
, » contatto di questo Sangue di Cri-
subito, ma per alcun disordine av- « che voi ricevete; e finché le
sto
venuto, la Chiesa non volle dar più » vostre labbra ne sono ancora
la comunione in mano ai fedeli. " molli, asciugatele colla mano, e
In E orna tal consuetudine fu tolta » toccate li vostri occhi, la fronte,
sotto s. Gregorio I, altrove nel VII •3 gli altri organi de'sensi vostri, per
e neir VIII secolo, ed in Boemia » consacrarli. Finalmente, aspettan-
durava nella metà del secolo XV, » do l'ultima orazione del sacer-
e più oltre presso qualche chiesa » dote, ringraziate Dio che vi ha
orientale. Va qui rammentato, che " resi degni di partecipare di si

anticamente, anche dopo che nel- •5 sublimi misteri ". In Roma si

la chiesa occidentale si usò comu- introdusse il canneHino, o fìstola

nemente, o, a meglio dire, uni- per sumere il sangue, e ciò perchè


camente r azzimo neir Eucaristia, non si spandesse. In seguito, per
si Impartiva il pane consagrato ai riparare a tal disordine, e per mag-
fedeli, che dovevano parteciparne; gior cautela, s'incominciò in vari
128 COM COM
Iiioglii a dare tutte insieme le due Confiteor {Vedi) avanti la comu-
specie, ponendo in bocca ai comu- nione in tempo della messa, si è
nicanti una particella di pane con- introdotto da circa sei secoli, e cer-
sagrato, bagnata nel sangue. Della tamente deriva dalla condiscenden-
cessazione di ministrare la comu- za di comunicare fuori della mes-
nione sotto le due specie, si disse sa. Nel secolo XIII i religiosi men-
al mentovato paragrafo, e gravi au- dicanti autorizzarono l'uso di dirlo
tori tolsero l'errore popolarej che colle preghiere dell' assoluzione nel
il corpo di Cristo posto nel sem- tempo stesso del sagrifìzio, prima
plice vino il consacrasse. E poi da di comunicare. Però gli statuti dei
notarsi, che allorché era in uso la certosini, e i costumi de'cluniacensi
comunione delle due specie, non fu non facevano menzione del Confi-
creduta indispensabile, avuto riguar- teor in tale occasione; anzi il sacer-
do agli astemi dal vino; laonde ri- dote certosino dopo essersi comu-
cevendo una sola specie, riceveva- nicato, comunica gli altri senza al-
no fedeli
i intero il Sacramento, tra orazione, che questa Corpus :

ed i decreti di s. Leone I e Gela- Domini nostri Jesu Christi custo-


sio I furono fatti per discoprire i diat te in vitani aeternam. Questo
manichei. Difatti nel venerdì santo tempo della messa è proprio alla
non si consagrava, ma si serbava comunione de'fedeli secondo lo spi-
il solo Coi'po di Cristo consagrato rito della Chiesa insinuato dalle ora-
nel giorno precedente. Con esso co- zioni del Post- Communio. Suppon-
municavasi tulio il clero, e tutto gono esse che il popolo, o almeno
il popolo, non potendosi conservare alcuno del popolo, abbia comunica-
con sicurezza la specie del vino; e to col sacerdote, osservando il Bona
la conumione del sahbato santo che anche oggidì in alcune chie-
hicevasi egualmente colle specie del se principali dura il costume, che
pane serbato nel giovedì santo. i ministri dell'altare si comunichino
11 canto dei salmi coU'alternativa alla messa solenne, siccome prati-
ad ogni versetto dell'antifona Coni- casi nella basilica vaticana, in tutte
t/iiiiiìo, accompagnava pi'ima la co- le messe solenni.
munione, e continuava sinché il Avendo detto ciò, che riguar-
Pontefice facesse cenno ai canto- da riti della comunione pubblica,
i

ri che dicessero Gloria Patri; il e ordinaria, passeremo a dire di


qual uso vuoisi derivato dall'orien- quelle fatte dai fedeli fuori del-
te. Sul tempo del flire la comunio- le pubbliche radunanze della chie-
ne ai fedeli , Strabone , Durando
e sa, e che si possono chiamare do-
espressamente dicono, che il tempo mestiche. I primi cristiani avevano
proprio è avanti l'ultima orazione una santa avidità di ricevere la
della messa; e il rituale di Paolo vivifica Eucaristia , e siccome sa-
V, e gli altri stampati successiva- pevano l'odio portato loro dai ne-
mente, ordinano a'iédeli che si co- mici del vangelo, e la vigile atten-
munichino avanti il Post-Commu- zione che avevano d'impedire le lo-
nio ,
purché qualche ragionevole ro assemblee, così pascevansi nella
causa non astringa a variar questo propria casa di ([uesto cibo celeste.
tempo. F. CoMviu.vio. Il p. Le Le persecuzioni della Chiesa resero
lìrunn dice, che l'uso di recitare il questo uso ([uasi necessario, e con-
COM COM 129
linuò per qualche tempo come una quaranta giorni comunicandosi di
consuetudine. S. Giustino, che fiori quello quotidianamente in memoria
poco dopo gli apostoli, nell'apologia de'quaranta giorni, ue'quali il Sal-
indirizzata al senato dice, che dopo vatore dimorò in terra coi suoi ca-
la celebrazione de'misteri si riserba- ri discepoli dopo la gloriosa risur-
rono alcune porzioni, le quali dai rezione. I critici ritengono ciò in-
diaconi portate erano ai fedeli, che verosimile, ed affatto opposto alla
non avevano potuto trovarsi pre- ecclesiatica consuetudine.
senti,Tertulliano parlò di questa Neil' occidente ne fu abolito il
consuetudine come di cosa ordinaria. costume nel quarto secolo, per ri-
Altra ragione di essa era, che anti- mediare agli abusi, che i Priscil-
camente in qualche città si celebra- lanisti commettevano coli' Eucari-
va una messa, alla quale
soltanto stia, per cui fu ordinato a' fedeli,
lutti i cristiani non potevano essere sotto pena di scomunica, di con-
piesenti; quindi bisognava manda- sumarla nella chiesa prima d' u-
re agli assenti l'Eucaristia, o per scirne. Meno che nelle Spagne in ,

mano di diaconi, o per quella de- qualche luogo continuò ad osser-


yli accoliti, ed altri ministri infe- varsi, ma non da tutti, anzi sin do-
riori; e si legge che l'accolito Tar- po il XII secolo si usava dare la
sicio fu ucciso dai pagani a colpi Eucaristia alle sagre vergini nel di
di bastone nell'esercitar tale uffizio. della loro consagrazione, per mez-
Non deve però tacersi, che questo zo d'un ostia intera, colla quale
fatto da alcuni eretici si mette in esse si comunicavano da sé per ot-
dubbio. to giorni successivi.
Dopo le persecuzioni quest'uso La comunione degl' infermi può
divenne più raro, ma non cessò co- considerarsicome una comunione
sì presto per le altre ragioni, come domestica. Abbiamo molti esempi,
si ha da s. Easilio quando parla che gli antichi cristiani ad onta del
del costume dell'Egitto, e de' soli- male si sforzarono recarsi in chie-
tari. Tale privilegio fu comune in sa a ricevere il ss. Viatico. Quan-
altri paesi della cristianità, ed in do assolutamente non potevano, e
oriente ancora durava nel sesto quando comunicavansi colle due
secolo. I monaci greci la portavano specie, comunemente veniva porta-
quando loro piaceva. Abramo Ec- ta alla casa la sola specie di pane,
cellese racconta, che in oriente do- come trasportavasi più
quella che
po essere stati nella chiesa comu- facilmente, con minor pericolo.
e
nicati gli astanti ,
portavasi 1' Eu- Non mancano esempi che potendo
caristia ai pastori, ed altra gente i moribondi si comunicarono colle
delle campagne e montagne, che due specie. Ciò è manifesto dalle
pei loro aOàri, e lontananza non due diverse formole, che loro re-
potevano talora assistere ai santi citavansi nell'amministrarle, e che
misteri. Nella Francia, come narra sono presso il Menardo, In not. ad
Fulberto vescovo Carnotense nella Sacr. p. 3o8. In alcuni luoghi ol-
Epist. 2, quando ilvescovo ordina- tre il pane consagrato, il quale co-
va qualche sacerdote, consegnavagli munemente si serbava per la co-
in mano il pane consagrato, il qua- munione degli infermi, o di quei
le poi consumava nello spazio di neofiti, i quali non potevano aspet-
VOL. XV. 9
i3o COjM COM
tare il giorno solenne del battesi- silio negli ultimi momenti di sua
mo, si sangue tic!
seilwva allora il vita, comunicò di questa parte
si

Signore pel fine medesimo. I mo- che da lungo tempo avea consa-
naci cliiniacensi infermi ricevevano grato. Osservano alcuni che le spe-
la specie del pane immollato in vi- cie del pane non si corrompono,
no non consagrato; i greci, i quali ma solo s'induriscono, e cofì for-
preparano nel giovedì santo il sa- mano un pane duro e solido, ed
gramento, che dee servire di via- altri dicono che se poi annualmen-
tico agi' infermi per tutto l'anno, te si rinnovasse il pane consagran-
anche al dì d'oggi lo immollano done di fresco, sarebbe piìi sicuro,
nel ed acqua per farlo pren-
vino e sufficiente, e meno pericoloso per
dere ai moribondi. Su questo grave la corruzione, qualora si avesse tut-
punto, ci permetteremo una digres- ta quella necessaria avvertenza per
sione, nella quale riporteremo quan- conservarlo incorrotto. T^. Arcudio,
to ci fu dato di raccogliere. lib. ni, cap. 55.
È antico tra i greci l'uso di con- Eguali sono le parole di Leone
servare per lungo tempo la santa Allazio, e di Edmondo IMartene,
Eucaristia. Sofronio ne fa menzio- nel trattare questo argomento, di-
ne nel Prato spirituale capo
suo cendo che presso i greci si costu-

79, e dice che qualche volta si ma di consagrare il pane eucari-


conservò anche per un anno inte- stico nel giovedì santo , e conser-
ro. Eusebio pure nella sua Storia varlo per tutto l'anno per viatico
Ecclesiastica lib. VI, capo 44> <^'* de' moribondi. Prendono essi a ta-
tando la lettera di Dionisio Ales- le effetto un pane fresco; consacralo
sandrino, dice che il sacerdote con- questo pane, il sacerdote ne consu-
segnò al suo inserviente una par- ma una parte, quindi vei'sa sopra
ticola consagrata per portarla ad alcune goccie di vino consagrato,
un certo vecchio infermo chiamato e sopra una graticola di argento
Serapione e comandò die prima
, con lentissimo fuoco fa prosciuga-
di comunicarsi il vecchio la bagnas- l'e : così svanisce l'umidità nella spe-
se ; poiché conservandosi per lun- cie delpane, e si può conservare
go tempo pane eucaristico, per
il per un anno intero senza che si cor-
necessità deve la specie del pane rompa. Nell'amministrarlo poi agli
indurirsi, cosicché riusciva difficile ammalati ne prendono una pani-
r inghiottirla, massime da un ma- cella dentro un cucchiarino baqna-
lato privo di forze. A ciò si rife- ta col vino o acqua, comunicano
risce anche quello che scrive san- r infermo, poiché essendo dura la
to Amtilochio nella vita di s. Basi- particella sarebbe difficile e perico-
liomagno, che il santo consacran- loso che r infermo la possa inghiot-
do la prima volta, divise il pane tire. Ma Innocenzo IV nel 12 54
in tre porzioni, delle qviali ne con- con una lettera che a' 4 marzo
sumò una con molto timore; altra scrisse ai vescovi dell' isola di Ci-
conservò per riceverla come viali- pro, proibì che il pane eucaristico
co nel fine di sua vita ; la terza si conservasse per un intero anno
poi chiuse dentro la colomba d'o- per viatico degl'infermi, ed ordinò
ro, appesa sopra l'altare. Aggiunge che si rinnovasse ogni quindici gior-
«quindi il citato autore, che s. Ba- ni. Osserva poi il Barouio all'anno
COM COM i3i
4ii numero 17, die
secondo la tecipavano della vittima immolata,
lettera di s. Gio. Grisostomo ad In- ma la portavano anche alle lor ca-
nocenzo I, romano Pontefice, qual- se per nudrirsene ogni giorno pri-
che volta l'Eucaristia si fosse con- ma di pigliare altri cibi, come af-
servata sotto tutte e due le specie. ferma Tertulliano. Nei tre priuìi
Non vi ha dubbio che i cristiani secoli si mantenne tal disciplina per
i quali conservavano in casa l' Eu- ispirito di pietà; ma poi passò in
caristia, con essa comunicarono anche legge di comunicarsi i fedeli tutte
quelli in pericolo di morte; ma dal le volte, che assistevano ai divini
ritenere in casa 1' Eucaristia nacque misteri, cioè quasi quotidianamen-
l'abuso che le donne si prendevano la te; lo che in molti luoghi si con-
libertà di comunicare gi' infermi, ed tinuò ad usare sino al quinto se-
i vescovi e i concilii la repressero colo.CoU'andar del tempo, crescen-
non senza fatica, prescrivendo ai do sempre più il numero de' cri-
sacerdoti di comunicar
ammalati, gli stiani negligenti, fu ordinato a tutti
e particolarmente al curato. Nel di comunicarsi a Natale, Pasqua, e
decimo secolo i curati cominciarono Pentecoste ; ma
buoni cristiani i

a commettere questo ministero ai lo facevano tutte domeniche. Si- le

diaconi, e principalmente a quello milmente facevano i greci poiché


che li assisteva ; costume che si altrimenti erano scomunicati. Oltre
osservò lungo tempo, massime nel- le tre nominate festività si comu- ,

le comunità religiose, e fu proibi- nicavano i cristiani ancora nel di


to verso il fine del secolo XII I. della Trasfigurazione, specialmente
Accadde anche di sovente , che gli nella Spagna in cui si dicevano tre
infermi si comunicassero dopo la messe. Diversa fu in ciò la disci-
messa, e nella chiesa, se si poteva plina delle chiese. Chi voleva che
condurveli o nella loro camera ,
, si facesse la comunione nelle do-
ove si ergeva a questo effetto un meniche di quai'csima, altri il gio-
altare ; ma quest' ultimo modo av- vedì, venerdì, e sabbato santo, al-
veniva più di rado, e nei primi sei tri tutti i giorni della settimana di
o sette secoli , ninno o pochissimi Pasqua. S. Silvestro aveva coman- I

esempi se ne trovano. /^. Altare, dato che i fedeli si comunicassero


Cappella ed Oratorio. nelle domeniche della quaresima e
Sul tempo destinato alla comu- dell'avvento, se non lo facevano
nione de' fedeli fu varia la disci- più spesso ; e il rituale Ambrogia-
plina della Chiesa , come di sopra no vi aggiunge (oltre la Pasqua,
in parte si è detto. Piipetiamo, che già da esso supposta ed oltre le ,

uè' primordi della Chiesa la comu- tre soprannominate solennità), anche


nione fu frequentissima, perseveran- l'Epifania, e le feste maggiori della
do i fedeli nella comunione della B, Vergine. Finalmente , come già
frazione del pane, come dice s. Lu- si è detto, col decreto del concilio
ca negli Atti apostolici. Il sacerdo- lateranense vennero obbligati i cri-
te, dopo aver celebrato i divini mi- stiani a comunicarsi almeno una
steri distribuiva a ciascuno l'Euca- volta all'anno il
, qual decreto fu
ristia, o egli stesso, o per mezzo del spiegato dai dottori, che tra le al-
diacono. Non solo tutti quelli, che tre cose determinarono doversi fa-
avevano assisfito a! sagrifizio, par- re la comunione nella propria par-
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l'occhia , e die t;!' infermi la rice- macolata, della quale tutti parteci-
vessero dal proprio parroco. Dipoi pavano.
parecchi concili imposero molte leg- O sia nata al tempo degli apo-
gi più severe, a'crisliani negligenti. stoli, o dopo, la prodoizione di co-
Sul ricevere l'Eucaristia ne' tem-