LA BICICLETTA E IL PERICOLO INVISIBILE DELLE POLVERI SOTTILI

Miguel Apaza Tapia
miguelartes

“IO BRUCIO SOLO COLESTEROLO” diceva una targa di una bicicletta.

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1. Introduzione
La bicicletta è il mezzo ideale per spostarmi in città, è leggera, semplice da usare e poco costosa. La bicicletta allena il cuore, permette un´attività sportiva senza che lo sforzo colpisca le articolazioni. La bicicletta è sempre pronta, si arriva in un attimo dappertutto e ci si ferma dove si vuole. In questi ultimi anni i valori delle polveri sottili PM10 (dannoso per la nostra salute) hanno superato il limite di legge (50 microgrammi per metro cubo) in diversi Paesi. L´Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) afferma che: “Più di due milioni di persone muoiono ogni anno nel mondo per malattie causate dall´inquinamento dell´aria”. In alcune città, la concentrazione delle polveri sottili è fino a 15 volte superiore alla soglia massima fissata dall´Oms. Per combattere l´inquinamento dell´aria, l´Oms raccomanda lo sviluppo dei trasporti pubblici, l´uso della bicicletta e la costruzione di centrali che utilizzano combustibili diversi dal carbone.

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2. Perché usare la bicicletta in città
L´uso della bicicletta è considerato un vantaggio perché è rapido, divertente e comodo soprattutto su percorsi fino a 5 chilometri. Secondo la Carta della Ciclabilità Urbana (FLAB) i vantaggi dell´uso della bicicletta sono: Una reale alternativa di trasporto Rapporto costi/beneficio più favorevole Riduce le situazioni critiche del traffico Lo spazio occupato da una bicicletta è circa 1/10 di quello di un´auto Contribuisce a migliorare il livello della salute pubblica La bicicletta non inquina, non fa rumore e non consuma petrolio.

Foto 1: La bicicletta in città. (Fonte: miguelartes, 2010)

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3. L´inquinamento dell´aria
Il più insidioso e il maggiormente avvertibile, è senza dubbio l´inquinamento dell´aria. L´Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sostiene che: ogni anno muoiono più di due milioni di persone nel mondo per malattie causate dall´inquinamento dell´aria. Di questi due milioni, 1 milione e 300mila muoiono nella città, sia nei paesi ricchi che in quelli in via di sviluppo, inoltre, afferma l´Oms, 1 milione e 100mila decessi potrebbero essere evitati se le norme di sicurezza fossero rispettate. Le fonti responsabili di questo inquinamento sono gli scarichi industriali, le immissioni del riscaldamento domestico, i fenomeni meteorologici ed il traffico veicolare.

Foto 2: L´inquinamento dell´aria. (Fonte: miguelartes. 2010)

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Sostanze tossiche
Fra i residui della combustione dei motori figurano principalmente le seguenti sostanze tossiche che comportano un altissimo grado di pericolosità per la salute umana: Biossido di zolfo Ossidi di azoto Monossido di carbonio Piombo Idrocarburi incombusti Polveri Gli effetti nocivi di queste sostanze sono ormai accertati in una triste e nutrita statistica, sia singolarmente che in forma combinata e sinergica. Nell’ambiente di lavoro, infatti, vengono disposti con regolarità rilevamenti sugli standard di qualità dell´aria e osservazioni sulla salute di chi, per effetto del processo di lavorazione industriale, viene a contatto con le sostanze tossiche. L´aria inquinata può provocare cardiopatie, cancro del polmone, asma e infezioni respiratorie, L´Oms ha pubblicato il rapporto sui dati della qualità dell´aria di 1100 città in 91 Paesi. Secondo questi dati, 80 dei 91 Paesi non rispettano i limiti di riferimento dell´Oms in fatto di inquinamento dell´aria. I dati raggiunti descrivono i diversi stadi di pericolosità della salute umana e le risultanze sono spesso allarmanti. Gli ossidi di zolfo e di azoto, che si trasformano gradualmente e facilmente in biossidi, da 5 a 12 ore dopo l´esposizione reagiscono con il vapore acqueo contenuto nei bronchi e negli alveoli e producono rispettivamente acido solforico e acido nitrico responsabile di ustioni e ulcerazioni alle vie respiratorie.

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I sintomi delle manifestazioni patogenesi sono dolori al torace, tosse, debolezza, sudorazione fredda, nausea, difficoltà di respirazione, fame d´aria ed ansia. Nei casi più avanzati l´edema polmonare. L´ossido di carbonio, frutto delle combustioni incomplete effettuate per lo più in ambienti (come la camera di scoppio) poveri d´ossigeno, costituisce la sostanza più insidiosa e pericolosa. Nel processo di respirazione esso si cambia con l´emoglobina contenuta nel sangue formando un composto irreversibile: La carbossiemoglobina. Tale trasformazione impedisce

all´emoglobina (la sostanza che dà il colore al sangue e che svolge funzione ossigenante) di fissare l´ossigeno necessario al nutrimento delle cellule producendo un progressivo avvelenamento del sangue. Le sintomatologie più evidenti sono l´affanno e la difficoltà di respirazione, l´affaticamento circolatorio, fino al soffocamento. Il piombo, che viene immesso nelle benzine in composto tetraetile per il potenziamento degli ottani e con funzione antidetonante, ha effetto distruttivo sulle molecole che ne vengono in contatto. La sua più pericolosa caratteristica è quella di non essere degradabile e di non venire espulso dall´organismo. Il piombo, infatti, ha facoltà di accumularsi e di depositarsi stabilmente nei tessuti producendone il progressivo avvelenamento.

Cosa sono le polveri sottili
Le polveri sottili sono conosciute anche con l´acronimo inglese PM (Particulate Matter). Le polveri sottili sono particelle di materia allo stato solido o liquido che si trovano sospese nell´aria. Una volta inalata sono in grado di penetrare nei bronchi. Le polveri sottili sono classificate in base alla loro composizione, provenienza e dimensione, il cui diametro aerodinamico è uguale o inferiore a 10 micrometri (10 millesimi di metro). Le polveri sottili, costituite da particelle in sospensione nell´aria, possono essere della più svariata natura: residui di amianto dei freni, di gomma e di cadmio dei pneumatici, polveri sollevanti dal terreno per effetto del movimento delle automobili, ecc.

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Avendo tali particelle uno spessore solido, l´accumulo di esse nelle vie aeree (soprattutto di quelle minute con dimensioni dell´ordine di 5-6 micrometri) impedisce una regolare respirazione e combinandosi con il vapore acqueo contenuto nelle vie respiratorie, produce talora composti acidi.

Foto 3: Il traffico veicolare e l´inquinamento dell´aria. (Fonte:miguelartes, 2000)

Dimensione delle polveri sottili
Le polveri sottili hanno un diametro uguale e inferiore ai 10 micrometri (10 milionesimi di metro). Sono conosciute con la sigla PM10. Le PM2,5 sono particelle più piccole, meno conosciute ma più pericolose per la salute. Le PM2,5 sono quattro volte più piccole delle PM10 e possono arrivare anche agli alveoli polmonari. C´è ancora le Particelle Ultra Fini (UFP), sono da considerarsi le più pericolose per la salute umana. Queste polveri sottili rappresenta, insieme ai gas ad effetto sera, l´altra grande emergenza ambientale per la comunità internazionale.

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La composizione del PM10
Il PM10 è composto da sostanze chimiche, idrocarburi e metalli pesanti presenti in atmosfera allo stato solido o liquido. Il PM10 comprende una serie di sostanze differenti dal punto di vista del comportamento fisico-chimico. La composizione del PM10 è un mix di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), polvere minerale, sale marino, carbonio elementare, materiale organico, metalli (Fe, Zn, Pb, Al, Ca e metalli pesanti), nitrati, solfati, ammonio ecc. Sale marino e polvere costituiscono la frazione grossolana; mentre, nitrate solfati ed ammonio, la frazione fine. Le polveri sottili rimangono sospese in aria per lunghi periodi – da qualche ora per la frazione più grossolana, a qualche settimana per quella fine – e possono essere trasportate per distanze lunghe e cosi facilmente diffusi in Paesi da quelli di produzione. In periodi di inversione termica, quando cioè vi è un´atmosfera molto stabile con masse d´aria ben distinte e senza rimescolamento, l´aria si arricchisce di polveri sottili. Rispetto alle fonti di PM10 possiamo distinguere due sorgenti: sorgenti naturali ed antropiche. Le polveri sottili sono, infatti, un costituente naturale dall´atmosfera come le emissioni vulcaniche o le emissioni da incendi boschivi, il suolo risollevato e trasportato dal vento. Tali fonti, sono un sottofondo, una base naturale che esiste anche in assenza del disturbo recato dalle attività umane. In funzione del tipo di sorgente la fonte antropica può essere suddivisa in puntuale e lineare. La sorgente puntuale è costituita dagli impianti industriali e dagli impianti di riscaldamento; la sorgente lineare è costituita essenzialmente dal traffico veicolare. Tra le emissioni del traffico veicolare si trovano quelle dovute ai fumi di combustione (exhaust) ed evaporative, dovute all´abrasione dei freni e degli pneumatici, e quelli connesse al risollevamento delle polveri già depositate al suolo (non exhaust). Riguardo alle fonti di PM10 possiamo distinguere quella relativa alle fonti primarie (fonti dirette di polveri) da quelle fonti secondarie (fonti indirette).

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Le polveri sottili da fonti secondarie si formano in atmosfera a partire, ad esempio, dagli ossidi di azoto e dai composti organici volatili, dall´anidride solforosa. Questi gas reagiscono fra loro e con altre sostanze presenti nell´aria – reazione fotochimica, attivate dalle radiazioni solari – per formare solfati, nitrati e Sali di ammonio, potenti agenti cancerogeni.

4. Conclusione
L´inquinamento che oggi aggredisce sempre in maggior misura l´ambiente è prodotto dalle scariche industriali, dai fumi e dai vapori prodotti dal riscaldamento domestico, i fenomeni meteorologici ed il traffico veicolare. Intervenire sulle fonti dell´inquinamento costituisce oggi una necessità urgente e vitale seppur connessa a problemi difficilmente superabili. Combattere l´inquinamento prodotto dagli scarichi industriali, implica una graduale riconversione e riorganizzazione dei processi produttivi e delle scelte economiche. L´unica fonte di inquinamento sulla quale si può tecnicamente intervenire, senza produrre sconvolgimenti all´organizzazione economica della società, è quella del traffico veicolare. Un intervento in questo settore però presuppone che le autorità competenti adottino tutte le misure necessarie per un miglioramento della situazione: imponendo alle industrie automobilistiche l´adozione di opportuni dispositivi di filtraggio dei gas di scarico delle autovetture, vietando nei propellenti alcuni prodotti di sintesi nocivi non necessari e alcune componenti altamente tossiche, istituendo infine una rete adeguata di trasporto pubblico ad energia pulita. A ciò deve accompagnarsi una campagna di sensibilizzazione per il progressivo abbandono dell´uso dell´automezzo privato. Anche i comportamenti individuali dei cittadini giocano un ruolo significativo, il loro contributo dipende dal grado di informazioni e consapevolezza circa le problematiche ambientali e sulla condivisione delle misure necessarie per fronteggiarle.

L´aria è un bene vitale e insostituibile: rispettiamola e facciamola rispettare!

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Bibliografia
Austria´s National Inventory Report 2011: Umweltbundesamt, environment agency Austria Commissione Europea, Una strategia tematica sull´ambiente Urbano, COM (2005)/0718 Legambiente, Costruire città senza auto, 2009 Mortinotti G. 1990: Metropoli. La nuova morfologia Sociale della città. Bologna, il Mulino Umweltbundesamt 2003: Fachgrundlagen für eine Statuserhebung zur PM10-Belastung in Wien. Urry J. 2001: Mobilities, Cambridge. Polity Press La Federazione europea dei ciclisti http://www.dcf.dk/ecf/ www.amicidellabicicletta.it www.polveri-sottili.ch/ihomenews.cfm

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