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e sraf'

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PRINCIPALI

Pl)

SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E PI SOLENNI, , ALLE FESTE AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
DELLA
CHtESA

CATTOLICA,

ALLE

CITTA
AI

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

CONCILII

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROiNI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO

XVI.

VCL. XXI.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLIIL

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

E
EBR
Ei iBREI. Nazione che dipoi fu nominata ^V Israelitij e il popolo Giudeo. Secondo la sagra Scrittura, gli
,

EBR
dei

dai turchi

chiamati Tchifout o Tchufut sono detti Ja-Houd, o ,


arabi.
Il
il

la-Houdij dagli

profeta
patriarca

ebrei sono la posterit

per Giacobbe. dalla Caldea dove nacque, affine di recarsi ad abitare la Palestina (P^e^ di), e fu appellato Ebreo , Heber, vale a dire, viaggiatore^ o straniero
dai cananei abitatori
della
Palesti-

Abramo Siccome Abramo usc


di

Houd
Eber

lo

stesso

che

figlio di

Sale,

o Saleh, figUo
^t.m^ figlio di

di Arfasad, figlio di

No; ed da

Eber,

secondo

l'o-

pinione quasi universale degli orienSi tali, che deriva il nome Ebreo.

chiamarono
li

gli

ebrei Israeliti quai'Israele,

na; e siccome la preposizione Heber, o eZ>er, vale trans, cio al di l; cos

vuoisi che questo nome fosse dato dai cananei ad Abramo per-

o sia di Giacobbe nato da Isacco figlio di Abramo, e che fu il padre dei figli, donde derivarono le dodici tridiscendenti

ch veniva dal di l del fiume Eufrate. Si dice ancora che gli ebrei ebbero tal denominazione dalla radice

b. Israele parola ebraica significa che prevale o che domina con Dio quasi vincitore di Dio, dalla
parola

il

Havar, passare^
proprio
del

quasi a dire,

Schara, dominare.

Israele

passeggeri. Altri dicono

che

il

nodifi-

me
gli

popolo ebreo,
patriarchi

scendente
dici

dai

dodici

di Giacobbe, e perci dalle do-

nome, che V angelo diede a Giacobbe dopo che egli ebbe in visione lottato con lui una notte intera a Mahanaim, o a Phanuel.
Inoltre
il

trib,

provenga da
di

Eber
e
Affine
del

od
di

nome

d'Israele

si

prende

Heber,
del
chiarire

figlio

Sale,

trisavolo

nonno
la

di

Abramo.

derivazione

nome
i

qualche volta per tutto il popolo, per tutta la discendenza di Giacobbe, e qualche volta pel regno d' Israele e delle
dieci trib,

di ebreo,

giova notare

che

giu-

distinte

6
dal

EBR
regno
di

EBR
che

Giuda; regno

componevasi di questa trib, e di quella di Beniamino. Finalmente


gli ebrei,

gl'israeliti

si

appellaro-

no Giudei, nome
la schiavit di

loro

dato dopo
e precii

Babilonia,

samente a
quella

quegl'israeliti,

quaUda
ia

Quindi Giosu, condottiero degli ebrei li mise in possesso del paese di Canaan, che Iddio aveva promesso ad Abramo, ad Isacco, a Giacobbe e agli altri loro padri, e da dove, passati alcuni secoli, furono condotti schiavi in
tentosi.
,

cattivit

fecero

ritorno
di

Babilonia,
colpe.
sett'
gli

in punizione
stati

delle loro

Gerusalemme, e nel regno

Giuda,

Essendo
di

liberati,

dopo

non

sussistendo allora pi quello di

anni

schiavit ritornarono

Israele,

laonde

vennero
vale

compresi

ebrei nel loro paese, e rifabbriil

nella denominazione dell'altra parte della

carono Gerusalemme, ristabilirono


loro statOj e forti ficaronsi in

nazione,

Giudei. Deriva poi

a dire dei ancora questo


di

modo,

nome

di giudei

da quello
allora
la

Giula

da, perch

in

trib di
in

Giuda era pi potente, e quasi


sola che figurasse

che alla nascita di Ges Cristo, erano gli ebrei una delle pi potenti nazioni dell'oriente. Ma avendolo essi sgraziatamente crocefisso
invece
di

ancora

quel

riceverlo

come
di

il

loro

paese, cio la

Giudea (Fedi). Priil


i

liberatore, e loro messia, questo delitto,


li

ma
li

di

quest'epoca davasi

nome

il

pi

enorme

tutti

quel-

di giudei soltanto a coloro,

abitavano
finch
la

quanel regno di Giuda; terra promessa , poi

di cui eransi

potuti rendere col-

pevoli, fu cagione della totale loro

rovina.
ri

Terra Santa, non fu divisa sotto Roboamo figlio di Salomone in due regni, che presero i nomi di regno di Giuda, e di regno di Israele i discendenti di Giacobbe non furono conosciuti se non col nome d'israeliti, o di ebrei. Questo secondo nome, come il pi antico, ha prevalso. Tutta volta gli odetta
,

Flavio- Vespasiano

romani, sotto gl'imperato, e Tito suo


orribile

figlio,

ne fecero

macello.

Gerusalemme
spersi,
i

fu presa, e in

un

al

tempio distrutta,
divini oracoli. F".

gli

ebrei

di-

verificandosi appuntino cos


il

Bercastel Sto-

aritiquitatibus

dierni ebrei
liti,

amano chiamarsi Israecome denominazione fondata


Scrittura, ove talora ivi
figli d'Israel.
figli

nella sagra

; Gioseflfo, de ac de bello judaico, Venetiis i5io, ed ilSigonio derepublica Hebraeorum, Bononiae, i582. In quanto poi all'epoca della dimora degli ebrei in Egitto, va let-

ria del Cristianesimo

sono chiamati

ta la
si

Distruzione completa della sen-

Dopo che

di

Giacobbe

tenza, che la

dimora degli

ebrei in

stabilirono in Egitto, gli ebrei loro

discendenti, gemettero circa ducento

Egitto fino all'Esodo sta stata di 43 o anni in conferma dell'opuscolo intitolato

quindici anni, ovvero secondo

altri,

pi

di

quattrocento anni
di

sotto la

schiavit degli egiziani.

Mos per

co-

/ Faraoni di Abramo, Giuseppe, e Mos colla scorta della sagra Scrittura, e de' mo:

mando

Dio da
li

essi

li

liber, e per

quarant'anni

condusse fra i deserti dell' Arabia Petrea dove lo stesso Dio li aliment colla prodigiosa

numenti nulentcaniente dimostrati, Roma i836, Lettera del canonico Claudio Samuelli professore nelrimp. Reg. universit di Pisa, ora
vescovo di Monte Pulciano, al re

manna,

e in

altri

modi por-

EBPt
verendissimo
bita.
p.

EBR
barnadottiseil

Ungarelli

brei, avanti la nascita di


sto,

Ges

Cri-

dopo erano

sparsi

per tutte
l'

Diibois

Aym,
clie
gli

in

un suo
il

le

Provincie dell' impero romano, e


origine

simo
regno

scritto

intorno

popolo

d molta probabilit, che


la

breo, dice
di

egiziani sotto

degli spartani derivi dagli ebrei. Nel-

fama
la

ottennero ancora per saggezza delle loro leggi, e per


alcuni
principi
nelle armi, e pi
delle

pag.
il

399
cap.

poi

il

p.

Menochio

ri-

porta
li

XXXVIII: Per qua-

l'estensione

loro
delle

cognizioni.
scienze,
essi,

po

cause abbia voluto Dio, che dola morte di Cristo i giudei fos"

La maggior
gentilendo
to
la

parte

delle arti derivarono

da

e in-

Grecia furono in cer-

modo

maestri dell'Europa.

Ma

per vari paesi del monsalmo 58, \i leggiamo queste parole: Deus ostendet mihi super inimicos meos, ne occidas
sero sparsi

do.

Nel

quella

celebre

nazione

dileguossi

eos, ne

quando

obliviscantur popvli

con mille altre: mentre il popolo, che fu schiavo di uno de' suoi Faraoni, esiste pur ancora disseminato
per tutto
conservato
leggi, la
il

globo,

sommesso ad
le

ogni specie di reggimento. Egli ha


i

mei ; disperge illos in vrtute tua, et depone eos protector meus Domine. Prega Cristo, secondo alcuni interpreti, che il popolo giudaico paghi la pena del suo peccato collo

suoi

costumi,
,

sue
fiso-

scacciamento dal suo paese


della
,

na-

sua lingua
e

la

sua

nomia;
nazioni

mentre
loro;

le

pi possenti
sono
qual
incerte
gli

Giudea e coli' esseie sparso per il mondo, ed aggiunge


tivo
la

dell'

Europa

causa della convenienza di quepena:

dell' origine
tri

mentre

al-

sta

Ne quando

obliviscantur

popoli

ignorano

sangue
quali

populi mei, perch dovunque sono


li

scorra nelle
sieno
i

proprie Tene, e
il

giudei, stanno con

l'

espettazione
e mentre

pi misero ebreo possiede quello che formerebbe il "vanto de' suoi orgogliosi padroni, un' antica genealogia. Egli
loro antenati,

della venuta del Messia, che venga

a liberare

il

suo popolo
egli

mostrano eh'
moria di monianza
citate

promesso nelle
la

sagre Scritture, risvegliano

me-

pu dire, sia nato nell'Italia, nella Germania, nella Francia, o in tutt'

Cristo, facendo cos testi-

delia fede cristiana. Sulle


s.

altra terra:
i

miei

padri
i

abitadeserti

parole dice

Agostino:
ipsi

di-

rono

campi

della Siria,

spersi sunt judaei, testes iniquitatis

dell'Egitto, allorch

Roma, Atene,

sua e,
est

et veritatis nostrae,

ha-

ornamento e gloria degli antichi tempi, non esistevano anSparta,


cora.
Il

bent codces de qubus

prophefatus

Christus, et nos tenemus

Chri'

stum.
p.

nel

lib.

18, de civitate
:

Dei
Ju-

Menochio,

tomo

li

delle

al cap.

4^ ubique, soggiunge

sue Stiiore^ a pag. 898, riporta il cap. XXXVII: Se avanti la venuta di Cristo 3 e poco
brei erano

sparsi

dopo, gli eper vari paesi


sia

del mondo, e
gli

come

vero

che

daei non desunt, et per scripturas suas testimonio nobis sunt, prophetias nos non Jinxisse de Christo, quos plurimi eorum considerantes, crediderunt in eum. Sono paragonati
i

Spartani avessero attinenza cogli ebrei-, quindi con dimostrazioni di fatti storici, prova che gli e-

giudei

come

il

candelliere

materiale di legno, o di altra


teria,

ma-

che non ha senso, e sostiene

EBR
diritto di
,

EBR
dominarli.
verso
i

con tutto ci la lucerna o la torcia che illumina tutta la casa, Inoltre \anno gli ebrei sparsi pel mondo, non solo per castigo, ina anche per benefcio loro, acciocch che la vedendo e considerando
,

greci furo-

no pi
ristotile,
tri.

giusti

giudei, ed in

favore loro parlarono Pitagora,

A-

In

Megastene, Porfirio ed aiStrabone, Diodoro-Siculo,


Cassio,

Trogo-Pompeo, Dione

Var-

Chiesa
tila

di

Cristo
le

fiorisce

in

san-

colmata di temporali, ordinata in ben disposta e mirabile gerarchia, costante e durevole per XIX secoli, riconoscano che
per tutte
parti

rone, e Tacito vi sono molte osservazioni che fanno loro onore,

benedizioni

spirituali

Non sembra che

l' ambizione avuta successivamente dai re di Assiria, e di Persia, non che di Egitto, e dai

romani

di

soggiogare
di

giudei,

sia

il

loro sacerdozio,

sagrifjzi

loro,

un
il

segno

dispregio.

Molti

di
essi
li-

e quanto avevano di bene,


ferito

trasalla

questi sovrani accordarono


diritto di cittadinanza,
le

ad
la

dalla sinagoga

ebraica

Chiesa cattolica; aprano perci gli occhi, e si assoggettino al soave


giogo della nuova legge evangelica,

berta di seguire
loio religione.

loro leggi, e la
a'

Ed
,

tempi

pi

noi vicini
ciatici

il

senatore

romano Pan-

Su

questo punto

pu

vedersi
8.

s.

del

i4o5

ad esempio di

Gio. Crisostomo sul salmo


dispersi gli ebrei,
estinti,

Fi-

nalmente ha voluto Dio che sieno ma non affatto


perch
il

Malatesta, e di Bentivoglio, concesse la cittadinanza romana agli e^


brei maestro Elia, e

Mos

di

Lis*

al

fine

del

mondo
gran
Paolo

avanti
di

giudizio finale,
essi
si

una
s.

parte di
Cristo,

convertir alla fede

ed a maestro Mos di Tivoli dottori in medicina, i quali utilmente servirono colla loro arte
,

bona

come insegna
9.
s.

cristiani.

Gli

stessi

ad Roman.
re Cristo in

27; e ci disse pu^ Matth. 17. Celebre


il

teflci,

che
in

sempre
li

romani Ponbramarono la
al cattolicis-

conversione degli ebrei

c poi l'epistola, che

medesimo

s.

mo,

pi modi

beneficarono,

Paolo scrisse agli ebrei, e che diede motivo ad un gran numero di questioni, forse pi di qualunque
altra,

e furono verso loro indulgenti, cor me si dir in appresso,

La
posta

storia del popolo ebreo, com-^

come

si

pu vedere
Eccl.
an.

in
.

Le
5.

dallo
(

spagnuolo

Aschmond,
Giuofra le

Clero, Storia
li

69,

ebn Jehuda
da) ebreo
tante,

Samuele

figlio di

Bergier, alla parola Ebrei, nelessi

rinnegato, una
scritte
le

l'osservare che
sprezzati

sono

stati

di-

che

furono

dagli

da
:

tutti

gli

altri

popoli,

rientali
le quali

intorno
dall'

molte
Asia.

nazioni,

accordiamo che i filosoe i poeti romani abbiano dimostrato per essi molto dispregio ; ma li conoscevano cos pco, che attribuiscono loro degli ued una credenza precisamente si
soggiunge
gli
fi,

fiorirono in

Questa
in

storici,

storia

arabo

fu

tradotta

persiano, in turco, e in greco. L'o-.

pera per

ogni

verso

singolare

di

Samuele, comincia con un versetto dell'Alcorano, in cui si dice che kldio giur di mandare di tempo in tempo insino al giorno del fna le giudizio qualcuno per castiga>

conlrara a quella, che insegnano


libri
gli

de' giudei.

antichi
gli

Per altro si sa, che romani dispregiavano


popoli, per

tulti

altri

avere

il

re

giudei, per cui

gli

ha

di-

EBR
w spersi fra tutte Je nazioni del mondo." Il Samuele osserva, che il perpetuo servaggio, cui sono condannati i giudei, procede dal rivolgimento loro contro Dio, e per non aveie voluto riconoscere Ges pel vero Messia. Per questo quel ppolo fu sempre ed ovunque perseguitato, e tenuto duramente.
di
Assiria, e gii antichi
siffatto

EBR
ad
effetto

9
a
testimonio

di

averli

della sua dottrina.

Samuele chiude
che
i

la sua storia coli' osservare,

giudei
dalle

tralignarono

mai

sempre
loro

massime

del

legislatore

re
li i

trattarono in

romani modo, ed

Mos, e dagli esempi del profeta Houd o Eber, da cui derivarono il nome. Per, a gloria del vero, tanV opera del Samuele, quanto to quella di Paolo Medici, di cui parleremo, vanno lette con molta cauessendo ambedue neofiti, e quindi non in tutto guidati da critela
tica,
ti

mussulmani dissero avere ricevuto l'ordine da Dio, col mezzo del loro falso profeta Maometto, di fare ad essi una continua guerra, finche smo.
si

principali, che

da imparzialit fondamendebbono avere i


, ;

piegassero

al

loro

islami-

11

giudaismo, dice

Aschmond
da

citato,

fu introdotto nell' Arabia

Abu

'1

Kerb
circa

Assaad, ottavo re del


settecento

Yemen,

ma

della nascita del

degli arabi

Dhoi

'1

anni prigran profeta Naovas, ventedinastia,

storici anzi noche allorquando pel 1775 giunse in Roma l'opera del Samuele, per disposizione del Pontefice Pio VI, fu dichiarata non degna della pubblica diramazione, e quindi venne

veridici, e saggi

to,

ordinato
posta di
propagati.

il

ritiro

degli

esemplari,

simo

tei'zo

re della stessa
si

che, venuti in

Roma

a mezzo della

Mostrossi poi egli

fattamente ze-

Firenze,

eransi

alquanto
storici,

laute per quella religione,

che

fa-

ceva gettare nelle


quei suoi sudditi,
i

fornaci

ardenti
fa

Gli ebrei, al

dire

degli

quali rifiutava-

dividono in oggi principalmente


loro leggi, e le loro
tre ordini:
il

le

no
il

di

professarla.
di questo

L' alcorano
principe

cerimonie in
i

menzione

sotto

primo comprende
;

nome

di Saheb-al-okhdoud,

cio

precetti della legge scritta, che sono

inventore delle fosse ardenti. Tanta sua crudelt indusse Jaksoum, re


cristiano di

nel Pentateuco

il

secondo risguar-

da
tori

la

legge orale, le glose, cio le

Etiopia, a muovergli guerra. Quindi Abrahah, figlio di

spiegazioni e

hanno
,

Jaksoum, nell'anno della nascita di Maometto and per distruggere la Mecca e il Raaba, e quarantacinque anni dopo il legislatore degli
arabi cominci a fare
incessante
i

tateuco
nel

commenti, che dotmedesimo Pened un numero infinito


i

fatto sul

di costituzioni, e di regole raccolte

nato dai

Talmud (F'edi), libro condansommi Pontefici il terzo


;

comprende
l'

le cose autorizzale

dal-

mortale guerra
]i

agi' israeliti,

qua-

dottrina religiosa, eh'


sto di

non vollero abbracciare la sua un compogiudaismo,


e
cristianesimo,
altre sue stravaganti idee,
si

uso in diversi tempi, ed in differenli luoghi, per lo che chiamansi

costumanze. La legge scritta da s, e la legge orale derivante


dottori per la tradizione, sono

Modai

con

per
nella

ge-

cui se

mantennero ancora
di

Arabia alcune trib


e l sparpagliate, ci

giudei,

qua
che

neralmente ricevute da tutti i ginbench dispersi in tutte le dei,


parti del

non

fu

mondo, senza che

siavi

IO

EBR
Ma quancreazione

EBR
geniti, dell'educazione, e dello stu-

fra di essi a questo riguardo alcu-

na considerabile differenza.

dio dei figliuoli


,

del

Talmud,

della

to alle costumanze differiscono eglino moltissimo, perch i giudei ordi-

ed autorit de' rabbini ; delle sinagoghe, oratori privati, ed


;

nariamente seguono

gli usi dei

luo-

abitazioni
viti
j

dei loro sacerdoti, e le-

Tutto il loro culto, al dire degli storici, non consiste pi se non in preghiere, che
ghi, in cui trovausi dispersi.

degli abiti che vestono

tanto

fanno nelle loro sinagoghe; ma quelle di Vienna, di Londra, di Livorno, di Amsterdam, e di altrove, si canta secondo
essi

che nella sinagoga; delle orazioni, ed atti preparatori alle medesime de* loro traffichi, negozj, e
in casa
;

noto che in

professioni; della

mensa;

de' sogni,
;

e superstizioni che usano

de' giu-

ramenti, de' voti, e dell'assoluzione,


e confessione;
de' digiuni,

le leggi

musicali

la

loro

cre-

e peni-

denza
.

contiene

sette

principali

tenze che fanno; della festa del sab-

articoli di fede,

ch'essi professano:

bato; dei
feste delle

loro

anni e mesi; delle


;

ed eterno. II. Non devesi adorare e servire che Dio solo. III. Vi furono, e vi possono essere dei profeti. IV. Mos stato il pii grande de'profeti, e legge che ha lasciato la fu dettata da Dio. V. La legge di Mos immutabile: non si pu n aggiungervi, n levarvi punto alcuno. VI. Verr un Messia pi
potente di tutti
i

Dio uno, incorporeo

calende

della solennit
;

della

pasqua degli azzimi

delle lo-

ro feste delle settimane, e della pentecoste; del

capo d'anno, del digiuovvero delle cadelle

no e
sta

festa

delle espiazioni; della fe-

de' tabernacoli
;

panne
detta

della

festa
;

encenie

Chanuc della festa delle sorti detta Purim dello sposalizio, matrimonio ec. come del ripudio,
;

re
i

della

terra.

e divorzio

del discalceamento, e
;

li-

VII. Iddio risusciter


dizio universale.

morti

alla

berazione, della cognata

dell'infer;

fine dei secoli, quindi far

un giu-

mit, morte, sepoltura, e lutto


le loro
ai

del-

F.

Bibbia.

opinioni intorno all'inferno,


al

Paolo Medici, gi ebreo converpubblic in Venezia ove furono fatte quattro edizioni, oltre quella del 1801, Riti e costumi detito,

demoni,
cli'

paradiso, e agli anal Messia, colle

geli,

come intorno
castigo,

prove
ta del

venuto. Finalmente trat-

che
il

presentemente

gli ebrei confutati,

coU'aggiunte di
del giuriflessioni

patisce la sinagoga in pena di

non
osti-

una

lettera

all'

universale
colle

avere accettato
nazione, cecit,

Messia; sua

daismo,

compilata

contrariet, che

di Nicola Srata gi rabbino ebreo,

hanno
neofiti.

pei

cristiani,

massime

pei

e poi cattolico romano, nella quadegli scrittori pi le coll'autorit accreditati nell* ebraismo, si prova

Della principale parte delle


di altre cose storia del

nominate materie, e
risguardanti
breo,
ta
i

la

popolo
si

e-

venuta del Messia Ges Cristo redentor nostro, essere gi seguita, e Tincarnazione del medesimo nel ventre purissimo di Maria Vergine. In questa opera si tratta pure della
la

suoi

riti,

e costumi,

trat-

in moltissimi articoli del Dizioil

nario,

perch non
,

ci

diffondiamo
esigerebbe

in questo luogo
il

come

nascita

degli

ebrei

della loro

circoncisione, del riscatto de'prirao-

ed importante argomento. Inoltre, per quanto spetta alla monarchia degli ebrei, al loro govasto,

EBR
verno, alle leggi, alle cerimonie, antichit, scienze^ poesia, musica, ec,
si

EBR
delle temerit

Ji
in Francia,

commesse
nella

della loro espulsione dalla


ec.
Il

Spagna,
storia,

possono

consultare,
la
;

il

trattato

Bercastel,

sua

d Hontouyn;
brei di

repubblica degli ele

parla delle principali vicende degli


ebrei,

Cuneo

antichi l giudai-

come

in

Creta coi

crocesi-

Basnage ; la monarchia degli ebrei del marchese di s. Filippo; il


che
di

gnati, nella Francia, nell" Inghilterra, in Portogallo, nel

regno

di

Na-

trattato

degli

ebrei

di

Sigonio; le

poli

ed altrove

non che
ebrei

della

antichit sagre degli ebrei di Relan;


lo

perdita

fatta dagli

della lo-

Spencero

eie

legbus hebraeoritm

ro
nia,

nuova Gerusalemme
ove essendo

nuplialibus, ritualibiis
tionibiis,

earumque raTubingae 1782; Compie-

in Polonumerosissimi, a-

vevano eretto in
e presso Varsavia,

riva alla Vistola

gue, hebraeonim

de connubiis jus civile et Ponlificium, Parisi is 167 3; Nicolai, de sepulchris hebraeorum,

un grosso bor-

go cui diedero
Sionne.
Il

il

nome

dall'antica

chiarissimo continuatore
voi.

Lugduni
se

Bat.

1705
del

le

diver-

poi del Bercastel, d. Giovanni Bel-

Calmet; e tesoro dell'antichit sagre ed il ebraiche dell* Ugolini. Nel 1794


dissertazioni
p.

lomo, nel

I,

p.

224,

seg.

parla della famosa assemblea degli


ebrei radunata
in

Parigi con

de-

venne pubblicata in
di Bonet, intitolata:
forti, ovvero
infedeli, agli
utili
fiti

Roma

l'opera

creto dell'imperatore Napoleone, pel


d

Armatura

dei

memorie

spettanti agli
ec.

26 luglio del 1806, avvenimento che non aveva esempio negli annadel

ebrei, ai turchi,

li

cristianesimo; riporta

dodi-

ai cristiani catecumeni, ai neoec.

ci

quesiti

proposti

per ordine soebrei,


i

Nella celebre tipografia della

vrano
quali

air assemblea degli

sagra congregazione di propaganda

Jde in vi sono

Roma

nell'idioma ebraico

le seguenti

opere: de Cel-

lino Bibliotheca

Magna

Rabbinica
hebraice
notulis,

potendo dar vigore di precetto alle date risposte. Napoleone fece rinascere il gran sinedrio degli ebrei, componendolo di settanta membri, cio due terzi di rabbini,

non

de scrptoribuSy
et latine

et scriptis

dgestis etc.

1675; Gene-

ed un terzo di

laici.

Il

sine-

sis

liber adjectis

ad calcem

drio fu inlimato pei 20 ottobre in


Parigi stesso, dove diede le sue ri-

voces difficiliores enodantibus i836;

Imbonatus Latino-hebraica,
scriptoribus
latinis,

de qui contra jusive


etc.

daeos, vel de re hebraica scripsere,


additis observalionibus criticis

1694; Jona, Testamentum novum,


sive

reddita (hebraeo-Iatin.)

quatuor Evangelia, hebraice 1668. Il p. Stefano Menochio tratta vari eruditi argomenti risguardanti
gli

ebrei, nelle sue Stuore;

il

Mu-

ratori nelle

dissertazioni

sulle an-

tichit italiane, parla

del

numero
anche in

considerabile degli
Italia
ai

ebrei,

Tutto narra il citato scritche inoltre riporta il regolamento concernente gli ebrei di Francfort, promulgato dal principe primate; ma tanto questo, che gli altri provvedimenti citati di Napoleone, ebbero dipoi un sinistro successo. Da ultimo, nel i833, in Padova il eh. professore di quella universit d. Lodovico Menin, incominci a pubblicare la preziosa, ed interessante sua opera, ricca d' importanti rami, intitolata // costume
sposte.
tore,
:

tempi del re

Teodorico,

di tutte le nazioni, e di tutti

tem-

il

EBR
ec.

EBR
1771; e
et

pi, dove nella parte antica con pro-

la

Grammatica

liehraU

fonde cognizioni tratta del costume


degli ebrei.

ca

Finalmente per ebraismo

s'inten-

de

l'espressione,

o modo

di parlare

proprio della lingua ebraica, che pure si chiama idiotismo ebraico. L'ebraismo non solo la maniera

Chaldaica i834. Qui noteremo, che, celebrando solennemente il Papa, si cantano Tepistola, e il vangelo in latino, ed in greco. Si rileva per dagli atti del
concilio di Pisa
cati

del
t.

i4o9 pubbli-

propria di parlare della


braica,

lingua e-

Vili, pag. 92, che nella coronazione di Alessandro

dall'Arduino

anche come modo figurativo. Per esempio si dice montagne di Dio, per alte montagne,
ec.

ma

V
lo,

si

cantarono

l'epistola, e

il

vange-

non solo in latino, ed in greco, ma anche in ebraico. Ed il Cancellieri,

La
tica
le

lingua ebraica

la

pi an-

nella Settimana Santa, p. i^Qi parlando del discorso, il qua-

che si riconosca, e nella quasono stati scritti la maggior pardel


i

le si fa nella cappella pontifcia nel

te de'iibri

vecchio testamento.

venerd santo, dice, che nel i4^r, lo fece Guglielmo Siculo, con testi
arabi, greci ed ebraici, e con tanta

Gli antichi, e

moderni

critici

so-

no divisi nella questione, se la lingua ebraica tragga il suo nome da


Heber, e
lingue,
se
alla

erudizione

due

ore,

che sebbene , niuno s'annoj.

durasse

confusione delle
famiglia

restasse nella sola


dei

Altre notizie sugli ebrei parllcolar'

di

Heber, e

suoi

discendenti.

mente di Ronia^ e
Pontificio.

dello

stato

Ci non pare, dappoich indubitabile, che la lingua ebraica stata comune a tutti gli uomini, cio a quei popoli che non avevano alcun legame colla famiglia di Heber, com'erano i fenici, o cananei,
i

Gli ebrei furono condotti in Rola prima volta da Pompeo, dopo aver debellata la Giudea, e sotto Augusto ve n' erano pi di ottomila, ed a loro fu conceduto

ma

siri,

filistei,

quali

sino

dal

tempo

di

Abramo

parlavano

di poter

vivere in ogni

parte del-

o almeno una lingua poco differente. Quindi non pu dirsi, che questa lingua sia rimasta nella sola famiglia di Heber. Sembra pure, che il nome di lingua el'ebraico,
,

l'impero,
legge,

osservando
i

ed cesse ad

riti,

ci

propria che pure conla

essi

l'imperatore Tiberio.
dell'era
cristiana,
s.

Nell'anno
Pietro

4^

di nazione

ebreo,

di

Bet-

braica
denti
essi

derivi

dagli

ebrei

discen-

saida di Galilea,
postoli, e

principe

degli a-

d' bramo,

e da

questi

ad

primo
rec in
,

vicario di

Ges

comunicata.

Su

questa

lingua

Cristo,
la

Roma
ed

a stabilirvi

abbiamo parecchi zioni, commenti,


dizionarii,

trattati,

disserta-

sede

pontifcia

appena fu

grammatiche, e

che discorrono dell'origie

giunto col, venne albergato in Trastevere appresso la chiesa di s. Cecilia,

ne, dell'antichit, del genio, del carattere,

della composizione, della

del

poi

meccanismo biamo nella


gandacele
/'

medesima. Abdi propaAlphabcUt/n hcbraicutn


tipografa

luogo allora destinato, come meglio diremo parlando del presente claustro o ghetto, sino dal

tore

tempo di Augusto primo imperaromano, agli ebrei di sua me-

EBR
desima nazione. Ma passati sette anni dacch il primo Pontefice romano s. Pietro dimorava in Roma,
predicandovi la dottrina evangelica, per editto dell'imperatore Claudio,
fu esiliato da
brei.
soffri

EBR
cevevano
in

i3
acciocch

prezzo,

>

non paresse che ricevessero cosa alcuna di mano del Pontefice ". Pietro Leone romano, ebreo ricsi

chissimo,
suoi
figli

fece cristiano, e
il

tra

Roma
fece

cogli

altri e,

ebbe Pier Leone,

qua-

Dipoi
in

vi

ritorno

evi
che
nar-

glorioso martirio. Si sa,

le si fece monaco di Cluny, e fu poi Cardinale, ed antipapa col no-

in

Roma
il

tempo

di

Domiziano

me

di

Anacleto

li.

Cos la maggior

vi era

fisco giudaico,

come

parte degli scrittori.


r\e\V Istoria degli

Ma

l'

accuraII,

ra Svetonio;

e che sotto

Alessan-

tissimo Lodovico Agnello Anastasio,

dro Severo nuovamente fu assegnata agli ebrei per abitazione, la regione Trastiberina. L' undecimo Papa, eletto Tanno
i58, fu s. Pio 1, il quale ordin, che gli eretici venuti dall' eresia dei
giudei alla religione cattolica,
sero ricevuti, e battezzati.
sta eresia de' giudei
fos-

antipapiy
s.

t.

p.

Leone IX battezz un giudeo, e g' impose il proprio nome di Leone. Ebbe esso un

26

ci

dice,

che

figlio

chiamato
USCI

Pietro

da cui

appunto
11

di Leone, Pier Leone,

di cui parliamo.

Cardella,

nelle
I,

Per quegli

Memorie
par.
I,

ist.

de' Cardinali, tom.

Pietro Boerio,
stessi

p.

2 35, racconta che

Pier
delle

in

Glossis

mss.

intende
dal

Leone
di

trasse origine

da una

giudei. L'annalista Baronio poi, al-

pi potenti, e ricche famiglie ebree

l'anno

167,

citato

Fontanini
lib,

Roma,

e che fu

uomo

dottissi-

nella sua

hist.

Ut ter.

Aquilej.

mo, e

di gran valore. Allevato dai

2, cap. 4 intende
rinto,
daici.

la setta di Ceche molto affettava i riti giuL'imperatore Costantino, nel-

suoi all'ambizione, Pier

spedito dai genitori in Francia

Leone fu ad

apprendervi

l'anno 336, proib agli ebrei di te-

le scienze, dove per lo imprudente ed empio suo conte-

nere
tefice

cristiani
s.

per ischiavi. Il PonGregorio I proib di coNella vita di


s. Greda Giovanni dia-

gno, corse pubblica


vesse essere
l'

voce

che dorovi-

anticristo, e la

stringere gli ebrei a ricevere la fe-

na
di

del

mondo. Cos

screditato per

de

cattolica.

iscostumatezza, entr nel monistero

gorio

I
1.

scritta
e.

cono,

4)

5o

si

legge

Sicco-

Cluny mia della


lo
il

affine di cuoprire

V infa-

vita passata, per lo

che
della

me

si

giori,

ha per tradizione de' mage noi abbiamo sino dalla


l'uso antico

acquistossi riputazione essendo quel-

monistero
fatti

piii

illustre

nostra fanciullezza veduto co'nostri

Francia. Di

propri occhi,
gli

Pasquale li lo cre Cardinale diacono de' ss. Cosma, e

uomini di quella super stizione ( ebraica ) quantunque * bellissime merci recassero mai M col Papa non parlavano, ne mai egli li riguardava ; ma sedendo essi fuori della portiera del lun ghissimo portico, non negli scan ni, ma nel pavimento di mar, ,

che

Damiano,

e Calisto
s.

II

lo

trasfer

al titolo di

Maria

in

Trasteve-

re; quindi con prepotenze,


gi,

manegsi

e corruzioni nel

1 1

3o,
il

fece

eleggere antipapa contro

legitti-

mo, contavano

denari, che

ri-

Innocenzo li, prendendo il noli, e facendosi di Anacleto consagrare in s. Pietro. Visse brutalmente, e persever sette anni

mo

me

i4
nello scisma.
colla

EBR
Mor nel sua morte termin
i

EBR
i38,
e
versione degli ebrei
fine di convincere
l'

iusegnamento

di

trava-

delle lingue ebraica, e caldaica, af-

gliare la Chiesa di

Dio. 11 citato Agnello dice, che i fratelli del falso Papa nascosero in Roma il cadavelui,

medesimi nelGiovanni XXII, residente in Avignone, nel 1820,


i

le cattoliche verit.

re di

e fecero eleggere in suc-

prese

le

difese

degli

ebrei

allora

cessore l'antipapa Vittore IV,

che

molto perseguitati, e preg con sue


lettere
i principi a proteggerli. E siccome molti ebrei si fecero battezzare, il Papa rinnov le costitu-

poi costrinsero ad umiliarsi ad In-

nocenzo
sulti de*

II,

poich temevano le sue


agi' in-

censure, e di essere esposti

famoso viaggiatore Rabbi Beniamino narra coil

romani. Nel suo Itinerario

zioni,
i

colle quali

si

provvede,
nostra

che
fede,

giudei

venuti
i

alla

ritengano

beni, che

trov nel pontificato di Alessandro III da circa duecento


in' egli

vano. Per fece bruciare

prima aveil Talmud,


Archiatri
cele-

come
dita

libro condannabile. Nell'eru-

giudei, viri honoratij nemini tribtiim pendentesy inter quos suos ha-

opera
si

del

Marini,
di

Pontificii,
bri,

parla

molti

bei minislros

Papa Alexander.

e dotti ebrei al servigio

della

Ibidem inveniuntur

viri sapientissi-

corte dei Papi

come

medici, e chi-

mi^ quorum primarius magnus R. Daniel^ et /?. Dehiel Papae ministeri juvenis

formosus, prudensj ac

rurghi; e gli storici dicono gran cose della medicina adoperata dagli ebrei in pr de' cristiani nel secolo
seguenti, contenuti per

sapiens j qui in aula


satur, utpote aulae

Papae converomnium ipsius

X, e ne' precedenti, come nei sempre da


e

facultatum adni'mistrator : vuol dire, che costui era maestro di casa


di Alessandro III, e dev' essere sta-

ottime leggi,

stabihmenti,

mal-

grado

ta persona assai
richiesto

tale

da bene se venne impiego da quel

scomuniche, e le costituzioni contrarie a ci pubblicale da diversi concili, e sino dall' antipapa Benedetto XIII, le quali vennero
le

gran Pontefice. Innocenzo III, nel concilio generale del

in appresso confermate
III,

da
i

Calisto
privi-

che, nel

i456, rivoc

12 15,

ordin

agli

ebrei
cristia-

legi

concessi dai Pontefici predeces-

per contraddistinguerli
ni, di

dai

sori,

massime da Martino V.
i

portare nuovamente

un

qual-

Molti furono

che contrassegno, ciocche venne ordinato successivamente, anche da altri

sinagoga passarono

medici, che dalla alla corte dei

Papi, appresso de' quali alcuna volta ottennero posto anche le

concilii.

donne
del

Onorio

III,

nel

12 17,
2,

con
gli
si

let-

ebree, alle quali dire


,

si

diede a custobiancheria

tere apostoliche lib.

epist.

'jiQ,

e lavare
;

la

ordin che niuno forzasse a ricevere il battesimo, ne


se

ebrei
faces-

ad essi oltraggio veruno. Quindi Innocenzo IV nel 1249 comand che gli ebrei non potessero avere ne balie, ne servi cristiani. Clemente V, nel concilio generale di Vienna, decret uel
1

ed una di esse lavor per r antipapa Benedetto XIII, rocchetpontificii. ti, camici, ed altri abiti Bonifacio IX ebbe alla sua corte,
palazzo
e protesse
brei.

medici,

e chirurghi e-

1 1

per

la

cod-

Innocenzo VII disse con verit, che licet judaeij in sua magis velini ohstinantia perdurare
. .

EBR
tamen defensionem nostrani
tatis
et
aii-

EBR
testimoni coi
cristiani,

i5

come nepnutri-

xiliuni postulante et christianae pie-

pure permise che tenessero


ci,

Kel

mansuetudineni interpellante i4o6, ricevette sotto Ja prolealcuni

e servi cristiani

usure, ed impose ai
nire con gravi

che ricevessero giudici di pu-

zione apostolica
rione di
s.

giudei

del

Angelo,

ed

ebbe per
in

pene gli ebrei, se bestemmiassero contro Cristo, la b.


Vergine, nochio,a
i

buoni

diplomi di cittadinanza rodi altre grazie


diversi

santi ec. Il citato p.

Me-

mana, e

p.

497

ci

il

cap. XCIII:

tempi accordate dai senatori, e conservatori di

Roma.

Vuoisi, che Martino


il

sia stato

Pontefice,

il

quale

pi di

ogni
li

altro proteggesse gli ebrei, e

fa-

vorisse in diversi modi.

Imperocch
de' ro-

non solo, ad istanza del re mani Sigismondo, conferm


privilegii

Se agli ebrei anticamente fosse lecito di dare ad usura a quelli^ che non erano della loro nazione. Nel i45i, il Papa Nicol V conferm con bolla la legge del re Enrico III di Castiglia, rinnovata dal re Giovanni II, colla quale,

loro
a'

affine di
si

propagare

la religione

che avevano, cio

12

cristiana,

pubblicava, che chiun-

febbraio

i4>8, agli ebrei di Germania, e di Savoja, ed a* 20 febbraio i/^ii, a tutti, permettendo a quelli di Spagna, ed a' loro successori,

qiwd

ntederi

possnt

chri-

impune, e tolse di mezzo le pene, che contra hujusmodi Judaeos medendi arte utenteSj aveva prescritte l'antipapa Benedetto XIII, nel tempo che riparavasi in quel regno j ma il successore Eugenio IV, considerando quanto pericolosa
stians

que venisse da ogni setta al grembo della Chiesa, godesse tutti gli onori, privilegi, ed uffizi, che godevano gli altri cristiani. Con un'altra bolla conferm altres quella di Eugenio IV, il quale, come si
disse,

per raffienare

gli abusi,

e la
i

licenza de' giudei aveva annullato


privilegi concessi

ampiamente da Martino V. Nel i45'9j quando


loro

Pio

II

Mantova d'imporre
tre anni, affine di

determin nel congresso di le decime per


far

fosse l'intima
stiani cogli

familiarit

dei

cri-

fronte

alla
gli

ebrei,

nel

i442> con
cristiani

potenza
ebrei

ottomana,
la II

volle

che

bolla apostolica, proib ai


il

pagassero
di

vigesima.
certo

Fu

ed

mangiare, e il coabitare con essi, il prendere da essi medicine. In oltre proib, che agli ebrei si conferissero uffizii

familiare

Pio

Fran-

cesco Ispano, ebreo convertito, che

pubblici,

viet

ad

essi di fabbricare nuove sinagoghe, e vagare nelle citt e luoghi dove

divenne poi decano della chiesa di Toledo, e da Sisto IV fu fatto datario, e spedito a Genova per sedare alcuni tumulti. Forse avrebbe
meritato la dignit cardinalizia, se
la

risiedono nella settimana santa, nella quale la santa Chiesa celebra la

morte non l'avesse

colpito nella

memoria della passione di Gesi Cristo, come avevano ordinato parecchi concilii, riportati dal p. M<nochio nel
t.

et di cinquantacinque anni.

Aven-

do Martino
di

accordato agli ebrei


l'

Roma, che per

Ili,

p.

4?

delle

dalla loro universit pagata al


gistrato

Stuore. Eugenio IV rinnov il divieto emanato da Giustiniano 1,

annua somma madel popolo romano, cio


e
in

scudi
feste

53 1
che

bajocchi Sy,

per

le
si

che

gli

ebrei

non possono

fare

da

tempo

di carnevale

EBR
grega
tutti

EBR
israelitica

facevano in piazza Navona, ed a Testaccio, dovessero contribuirvi ancora


gli

pagasse alla came-

ebrei dello stato ponli

ra capitolina annui scudi trecento; e che in vece di precedere i fattori

tificio;

Paolo
II di

m
ti

tale disposizione.

approv e conferRiuscendo poi


i

la

cavalcata del

magistrato

ro-

mano

nel carnevale, nel

a Paolo

pacificare

vari sta-

mostrarne pubblica gioja, ed ordin feste di ogni specie, fra cui permise il piacevole giuoco delle corse coi pallii. Tutti correvano in giorni separati, ebrei,
italiani,

volle

no del carnovale camera del trono di esso magistrato gli facessero un omaggio, cio a
seconda di quelli, che allora si prestavano dai vassalli pel sistema del
feudalismo in pieno vigore. Questo

primo giormedesimo, nella

e cristiani di ogni et.

omaggio dovevano prestarlo innangli


zi

Del tributo ed omaggio, che

al

trono
il

de' conservatori

come

ebrei fanno pel carnevale al popolo

prescrive

chirografo, appunto in
cui
gli
il

romano, e
godere
la

della loro

protezione di questo,

premura per come


si

quel modo, con

magistrato

romano
vassalli,
di.

riceveva

omaggi dai

delle corse che


tratta al voi.

prima facevano,
p.

e feudatari de' propri feu-

X,

90, e 91 del Didegli Statuti di


agli ebrei,

zionario. Nel

lib. Ili

Roma,

che ogni anno paghino alla camera casi


]) rescrive

Laonde tuttora gli ebrei pagano alla camera capitolina pel carnevale scudi 831,07, ed apparano i palchi, ed addobbano le camere
nel carnevale pel senato, e

pitolina

ii3o

fiorini.

11

Cancellieri
fa

ne' suoi Possessi^ a p.

226,
gli

men-

romano, ed

altri

impiegati,

popolo e ad

zione della parte, che

ebrei a-

uso delle corse.

vevano nei giuochi di Agone, e di Testaccio sino a Clemente IX, che


gli

Clemente X, nell'anno santo 1675, non celebrandosi il carnevale, ordin agli


ebrei,

esent

dall'

obbligo
del

di

correre
pre-

che

in

vece
all'

del ar-

al

pallio del
le

carnovale, strada

e di
del

consueto tributo
pellegrini, la

pagassero
ss.

cedere

cavalcate
la

magistrato
Corso.
a-

ciconfraternita della

Trinit dei
mille
tre-

romano per

somma

di

Certamente ripugn nimo di Clemente


re degli ebrei
precedersi
ri
,

al benefico

cento scudi, oltre a trecento ventipallii^ che pure a loro incombeva di somministrare, per premio ai cavalli vincitori delle corse, che neppure ebbero luogo. Dal citato Marini si apprende, che Paolo IH ebbe a medici dotti ebrei, e che sotto il suo pontifica-

IX

il

corre-

cinque scudi valore dei

l'

umiliazione di
dai
fatto-

la

cavalcata

dell'universit vestiti di giubbo-

ne,

o rubbone, per cui con chi-

rografo de' 28 gennaio 1668, abol


tali costumanze, dicendo essere di poca convenienza e decoro, massi-

me

nella capitale

del

cattolicisrao,

to furono in
voriti
i

Roma
il

protetti,

fa-

ove tutto deve spirare carit cristiana, moderazione, e dove tutto dee far conoscere i riguardi dovuti

ai

nostri simili.

Lo

stesso

Cle-

perch grandi querele ne scrisse al Cardinal Alessandro Farnese, nipote del Papa, rigido Cardinal Sadoleto dalla il
giudei,

mente IX
cavalli, pei

prescrisse,

che in

luogo
fatto
i

sua chiesa di Carpentrasso,


lar.

episto-

delle corse, che

avrebbono

par.

Ili,

pag.

11 3,
nel

ediz.

del

palli di questi, la

con-

1764

Giulio III,

i554,

con

EBR
decieto, che
bini,
si

EBR
dal CheruI,

17

riporta

nezia

Bull. lom. tom.


gli

coiist.

32,
altri

determin, che

ebrei,

ed
loro

infedeli convertiti alla fede cattolica, conservasseio illesi


i

beni

che si pu vedere negli Annali Urbani di Venezia^ del eh. cav. Mutinelli, a pag. Sog. Ad esempio d'Innocenzo III, comand Paolo IV, che gli uomini portassero
,

il

mobili, ed

immobili

quelli che fossero stati

per acquistati per


eccetto
ille-

usura, o per altro


cito,
i

commercio
se

quali dovrebbero

restituirsi

e le donne un velo medesimo colore, per essere in questa maniera contraddistinti dai cristiani. Ordin inoltre, che non
cappello,
del

un

ai

loro legittimi padroni,

com-

potessero gli ebrei tener balie, serve,

laddove non trovandosi questi, concedeva detti beni, come in uso pio, a' medesimi convertiti, in grazia del ricevuto battesimo , locch avea gi determinato il Pontefice Giovanni XXII coW Extraparissero;
vag.

servi

cristiani,

ne

lavorare

pubblico ne' giorni festivi, ne giuocare insieme coi cristiani ; la quale cosa pi ampiamente aveva
in

comandata nel

144^ Eugenio IV,


Paolo IV proib pamedici
ebrei

come

riportasi dall'annalista Rinaldi

Coni, de

Judaes cap.

i.

11

al detto anno.

successore

Marcello li applic ai Cardinali pi poveri la gabella della vigesima sugli ebrei. Indi dive-

rimenti, che
potessero
i

curar

cristiani,

mati

e pregati.

ancorch chiaRaffren le loro


il i

nulo Pontefice
servando, che
degli
il

Paolo IV, siccome


libero

usure, viet loro

possedere beni
tributi,

zelatore della purit della fede, os-

immobili, accrebbe

ch'e-

ebrei

coi

commercio cristiani era uno


a'

rano
e

soliti

pagare,

non

volle

che

fossero appellati col titolo di

Don,
loro

2^

scoglio assai pericoloso al

IK

mento

di

essa fede,

mantenii4 luglio
const.
Ili,

rivoc

privilegi

concessi

i555, eman

la bolla,

sommi Pontefici, perch estremamente si arricchivano, dichiarandai

tom. I, confermata di poi da s. Pio V, colla costituzione V, da Gregorio XllI colla costituzione LXVllI, e
,

Cum

nins

Bull.

Roni.

do per ultimo, che


rava
gli

la

Chiesa tolle-

ebrei

passione, e

memoria della morte di Ges Cristo,


in
tale

acciocch

per

indulgenza

si

da Clemente Vili colla costituzione XIX, le quali tutte sono riportate nel Bollano del Cherubini, e
in quello di Cocquelines.

convertissero alla cattolica religione.

Cola
e indica

Coleine,
il

nel

suo

Diario,

giorno preciso, cio ai

26
da.

luglio

i556, in cui
ebrei in
il

Paolo

IV

Paolo IV, con detta bolla, prese sagge ed opportune provvidenze sugli ebrei. Primieramente ordin che non potessero avere pi di una sinagoga ne' paesi ove dimoravano. In Roma li separ nelle

restrinse

tutti gli

una

stra-

Fu

tale

risentimento, ch'essi

abitazioni

dai

cristiani, costrin-

gendoli
t,

ad abitare in

una

stracit-

da contigua,

ma

divisa dalla

concepirono contro il zelante Pontefice, che dopo la sua morte alcuni si unirono alla commozione popolare della plebaglia, a malmenarne la statua; ma di poi Pio IV, che gli successe, sembra che favorisse gli ebrei, mitigando le precedenti leggi.
LC

chiamata ghetto, del quale poi parleremo, come avea fatto nella
sua capitale
VOl..

cure di

s.

Pio

si

estesero
la

la

repubblica

di

Ve-

anco

agli ebrei,

giacch con

bol-

XXI.

j8
la

EBR
IO,

EBR
de' 19
lata

Jomaiius

Pontifcx,
il

andio

la
ili

chiesa di

s.

Stefano
de' quali

aprile

i566, presso

Bull. Roni.

Aq Neofilia
ordin

proposito

tom. IV, par. Il, pag. 286, del Cocquelines , conferm quella di Paolo IV, inculcando loro di dover osservare
di vita,
starsi
il

Ugone

Guidardi
del

nel

suo

concilio provinciale

1874,

che

non
vere
la

si
il

sforzassero gli

ebrei a riceII,

prescritto

tenore
nel

battesimo. Pio

con bolebrei
di-

chiusi la

notte

del

i4t*9) obblig gli

recinto di case loro assegnate pres-

moranti a Benevento

ad

deferensi

Marcello , e per Roma che nel solo giorno. Quindi, coll'autoril della bolla Hehraeorum gens,
so l'antico

teatro

di

dum
nel

certuni signuni, perch

di-

non

poter

girare

stinguessero dai cristiani. Paolo Ili,

j547, e Giulio 111 con loro brevi, i quali

nel
si

i55o

conserva-

data a' 29 marzo 1569, band gli ebrei da tutti


stabiliti,

s.
i

Pio

V
da

no nell'archivio segreto

della citt,

luoghi
si
,

dello stato ecclesiastico ove

erano
e

fuorch

da

Roma

ordinarono che gli ebrei avessero macello proprio, e che non potessero vendere grano ai cristiani. Da
questo tempo in poi non
si

Ancona per urgentissime


le

cagioni,

trova-

quali sono riportate nella bolla,


il

e presso

MafFei nella
II,

vita

di

s.

Pio V,
sari a

lib.

cap. IV, essendo la

principale quella di crederli neces-

mantenere il commercio col Qui noteremo, che gli ebrei furono dai Papi tollerati anche in Avignone, come si vedr, e in Belevante.

nevento,

come
istor.

si

ha dal

Borgia,

Benevento. Laonde si congettura, che ne sieno stali espulsi all'epoca di s. Pio \, rigido esecutore delle disposizioni di Paolo IV. Divenuto Pontefice il gran Sisto V, prendendo umana considerazione della nazione israelitica, massime degli ebrei dimoranti nei
di essi in
pontificii

no pi memorie

Memorie
II,

di Benevento, tom.
seg.

dominii,
la

in

loro

favore

pag.

178 e
per
in
si

Egli dice pergli

eman

costituzione

Christiana

ci,

che

lo

passato

ebrei

pietas infeliceni IJehracorwn slatuni

dimoravano
copia, e che

Benevento in gian

voniniiscrans etc. data

a'

pu credere godes-

bre
gli

una qualche privativa di lavorar colori, o sieno tinte ad uso di tintori, giacche Cencio camerasero
del Padazio della tinta dei giudei. Nel Necrologio di s. Spirito, formato nel 1 98 sono nota1 te le parrocchie s. Nazarii a Judeca^ s. Stephani de Judeca^ s. Jario
tra le rendite

nover

pa, anche

il

Pio IV, e di altri si mostrarono benefici ed indulgenti cogli ebrei, conferm loro i privilegi conseguiti, e dispose, che ogni ebreo di qualundi

i586, esempi
i

nella

quale

11 ottoseguendo

Pontefici,

quali

que
to,

sesso,

grado, condizione, e stacio nei

potesse liberamente abitai-e nel-

lo slato ecclesiastico,

luo-

ghi murati,
terre del
ville,

come
:

citt,

castelli,

e
le

nuavii de Judeca, cos denominate perch contigue alla Giudeca^ che


cos allora dicevasi,
zia,
il

medesimo, eccettuate
borghi

che
ogni

gli

ebrei po-

come

in

Veneil

tessero

esercitare

arte,

ogni
la

luogo destinato per abitazione


,

traffico e

mercanzia,

eccettuato

agli

ebrei

conosciuto

poi sotto

nome

di ghetto.

Inoltre nelle vec-

negoziazione di animali, vino, frumento, e grano, il quale per non


potessero seminare.

chie carte di

Benevento,

noini-

tale

elFcllo

EBR
|)ernaise
agli

EBR
di

19

ebrei

conversare
di

distinti ,

roi cristiani, potendosi valere della

loro industria,

mano

opera,

particolarmente servirsi de' macellari cristiani.

Per conferm
i

il

divie-

conforme all' istroraento rogato colla camera apostolica ai Il aprile i58i, sotto il predecessore Gregorio XIII. Viet di gravare gli ebrei nei loro viaggi con particolari gabelle, dazi,
le

to agli ebrei di avere servitori cristiani

d'ambo
elle

sessi.

Dispose
citati,
si

an-

o pedaggi, e volche navigando per mare non poessere fatti schiavi,

cora,

ne' luoghi

ove
asse-

tessero

confer-

permesso di abitare
gnassero ad
abitaziojii,
essi

agli ebrei,

comode

case,

ed

anche atte ai loro riti, permettendo le scuole, e sinagoghe; che vivessero colle famiglie nell' esercizio

del
gli

traffico

di

mercanzie,
onesti, e

e che

affitti

fossero

non

si

potessero aumentare conforlettere apostoliche


agli

me

alle

di

Pio

IV. Permise

ebrei

di ritenere

presso di se libri ebraici,


tenenti cose contro la
tolica.

non concatgli

analoghe provvidenze emanate da Paolo III, e da Gregorio XIII. Proib ai cristiani di fare violenza ad alcun ebreo, ne di battezzarlo per forza; regol l'intervento alle annuali prediche; e dispose, che i medici ebrei autorizzati dalla Sede apostolica, potessero medicare, e curare liberamente i cristiani. Tali ed altre sono benefiche ed eque disposizioni le
perci
le

mando

Chiesa
civili

del

magnanimo

Proib di costringere
ne' giudizi

ebrei
nei

te pegli ebrei,

Sisto V, pubblicaderogando cos in


alle

comparire
f;u*e

massima parte

anteriori
essi.

rigo-

loro giorni festivi e


di

solenni,
iii

come
riti,

rose leggi contro di

cosa in onta

loro

Tutlavolta non and

guari, che
il

leggi.

Stabil

una modica

tassa

da
luo-

Clemente Vili
clesiastico

ripristin

divieto

pagarsi per ogni maschio,

in

agli ebrei d abitare nello stato ec,

go

di

pubbliche imposte, senza predi

eccettuate

le

citt di

giudizio

quello,
al

che

dovevano
e

Roma, Ancona, ed Avignone,


stato in Francia,

e suo
allora

somministrare
Testaccio,
e

popolo romano pei giuochi di Agone, e di


senato
pei pallii.
i

anch'esso

dominio

della

Sede

apostolica, co-

Abilit

gli

me
del

si

legge

nella

costituzione

52
I,

ebrei a godere

privilegi de' luoghi

Boll.

Rom.

tom. V,

par.

ove dimoravano, vale a dire quelli, di cui potevano essere capaci di


fruire;

pag. 246. Ci per altro fu rivocaCum superioribus to col breve:


mensibiis de ordine , ec. scritto die

come
i

li

abilit a riprendere

que' luoghi ove solevano


in avanti

seppellire

julii

iSgS,
della

pubblicato
lo

colle

morti,
il

ed

acquistarne
il

slampe
proib di
gli

tipografia

camerale,
stesso

in propriet

terreno,

cui avanaffittare.

col quale

non solamente
molestare

zo potessero

liberamente

ed

infastidire

Regol quanto concerne i banchi, ed i pegni, che da loro potevano ritenersi, n permise di venderli prima di mesi diciotto. Autorizz
gli

ebrei,

ma

decret: "

Siccome

nei mesi addietro fu proibito per Nostro ordine, che tutti e singoli gli ebrei dimoranti nel noM stro stato ecclesiastico, non potessi sero abitare che in Ancona, og
gi

ebrei a servirsi di notari

sol-

lecitatori,
cristiani.

procuratori

ed avvocati
portare
si
il

Li esent

dal

in vista dell'utilit che la loai

segno, col quale prima

volevano

ro presenza pu arrecare

no*

ao

EBR
nale.
te

EBR
peralo con zelo mentre era Cardi-

M Stri sudditi pel commercio che M fanno , permettiamo che possano * dimorare in qualunque citt, ter ra, e castello, non che possano ** intervenire a qualunque fiera, o w mercato, ed ivi esercitare il com mercio di ogni genere, prescriw Tendo ai presidi, ministri, ed w autorit locali, di lasciar libera-

Quindi abbiamo che ClemenXI, con editto de' 2 aprile 1 708, rinnov la proibizione de' suoi predecessori, cio che i cristiani servissero nelle case degli ebrei, e comand a questi che ne' giorni festivi non potessero
stiani,

lavorare nelle

case

de' cri-

mente passare

delti ebrei
'*.

nepoi

o nei monisteri dei regolari, n vendere o donare a* cristiani i


loro pani azzimi,

gli

accennati luoghi

Quando
il

come

si

legge nel

il

ducato di Ferrara sotto

medesi-

mo Clemente Vili, ed il ducato di Urbino e Pesaro sotto Urbano Vili,


ritornarono all'assoluto dominio della santa Sede, si accrebbero i ghetti

tom. Vili del Bull. Maga. p. 254. Gli ebrei di Roma furono sempre r oggetto delle cure di Clemente

XI
ca,

a segno, che a mezzo di dotti


versati

cattolici

nella lingua

ebrai-

nello stato ecclesiastico.

Nel dui

e nelle sante Scritture,


loro

faceva

cato di Ferrara

furono

aggiunti

fare

ogni

otto giorni zelanti


gli

ghetti di Ferrara,

In quello poi di si aggiunsero quelli di Urbino, SiQuindi quelli nigaglia, e Pesaro. del Ferrarese dovettero dipendere per l'azienda economica dal Cardinal legato di Ferrara che al mo,

Lugo, e Cento. Urbino e Pesaro

esortazioni,

obbligando
Egli

ebrei

ad

intervenirvi.

stesso,

allorch
casa dei
alri-

seppe che

un ebreo

nella

Catecumeni [Fedi) aveva ancora cuni dubbi , per cui non si


solveva

convertirsi,
lui
,

si

rec

in

persona
lo d'

da

per

determinar-

do

del prelato tesoriere

in

Roma,
furono

a Ferrara, Lugo, e

Cento

sottomessi all'approvazione dei loro


conti al detto Cardinal legato, sic-

come

quelli di Urbino,
ai

Sinigaglia,

e Pesaro
legati di

rispettivi

presidenti,

Urbino, e Pesaro.

L'uni-

versit degli ebrei d'Ancona dipende da monsignor delegato nella faccenda economica, la quale dev'essere approdata da lui. Cosi dicasi

quando invece

del

delegato

eravi

ad effettuarla. Nel pontificato Innocenzo XIII ricorsero gli avignonesi contro gli ebrei, perch, con grave danno de' loro mercanti, facevano commercio di cotoni, e di seterie , per lo che il Papa colla costituzione Ex injunclOy data ai i4 gennaio 1724, Bull. Rom. tom. XI, par. II, p. 273, conferm e rinnov le costituzioni di Paolo IV de' i4 luglio i556; di s. Pio de' 18 aprile i566, e di Clemente

un

prelato governatore. Nei luoghi

Vili de' 24
quali
ranti
si

febbraio

592

nelle

suddetti governati da
le, se

un Cardinaaffidata
al

vietava agli

ebrei,

dimo-

la

provincia

nello stato ecclesiastico, qua-

regime di un prelato, da lui in simi modo dipendono gli ebrei nella loro economia. Appena, nel 1676, divenne Papa Innocenzo XI, con rigoroso edilto viet agli ebrei le usure, a reprimere le quali erasi gi ado1

lunque traffico delle cose nuove potendo soltanto far commercio di


cenci,

e di

drappi vecchi.

Ma

sif-

fatta disposizione d'Innocenzo

Xlll

fu poi derogata da Benedetto XIV, il quale, con breve apostolico dato

a 20 settembre 1740

stabili,

p-

EBR
tersi dall'universale degli ebrei eser-

EBR
Inoltre Benedetto

it

XIV,

col

te-

robe nuove, come tuttora pacificamente fanno. V. il detto breve Exponi nobs ec. in quo autwrizata fuit sententia
citare
il

commercio

di

nore

della

costituzione

Postremo

mense, pubblicata

febbraio a' 18 1747, Bull. Bened. XIV, t. II, p. 186, pienamente provvide a' batsii

lata favore iiniversitats hebraeonui

tesimi degli ebrei,

bambini co-

contra mercatores fundacales ( l'uni versit e collegio de' mercanti


cristiani di

me
in

adulti.

Benedetto

XIV

divise

Roma)
in

adversarios pr
universitate

exmenda
praedicta

posterum

a quacumque lite. Benedetto XIV, fra le sollecituapostolico

dini del suo

ministero,

due parti la citata costituzione, al medesimo vicegerente diretta decidendo nella prima sul battesimo de' bambini i." Che senza il consenso de' genitori, la Chiesa non mai ricevette l' uso di battezzarli ;
:

prese provvidenze anche sui matri-

monii degli ebrei convertiti alla fede. Sapendo egli, che molti di essi, dopo aver ricevuto il battesimo, tornavano in ghetto, ed alla presenza del rabbino davano il libello di ripudio alle mogli che rimanevano nell'ebraismo, mediante la costituzione, apostolici mnistrii j da-

i!' Che senza questo consenso si possono dare due casi pel battesi-

mo,
ta,
ietti,

cio

il

pericolo estremo di vi3.

e l'essere dai loro parenti pro-

ed abbandonati;

Che

il

battesimo dato a' bambini ne' casi, che non lecito di conferirlo, tuttavia valido; 4'" ^^^ in quel
caso
i bambini battezzati non si debbono restituire ai genitori ebrei,

Bull. 174? Magli, tom. XVII, p. 186, viet questo abuso ordinando, che gli ebrei convertili prima interpellasseta
a'
>

i6 settembre

ma

allevarli presso fede cattoHca; 5."

cristiani nella

Che per prova,

che sieno
zali, basta

stati
il

veramente battez-

ro

le

mogli, se volevano anch' esse


la

testimonio di

un

solo.

abbracciare

fede cattolica, e

non

Nella seconda

parte

della

costitu-

volendo esse annuirvi, allora potessero sposarsi con cattolico rito ad una cattolica, nel qual caso resta-

zione. Benedetto XIV tratta del battesimo degli adulti, ed in essa,

come
de in

nella prima,

molto

si

diffon-

va sciolto il matrimonio colla donna ebrea. Nata poi controversia, se, avendo un ebreo preso per moglie una protestante, la quale aveva
abiurato i suoi errori, ovvero era pronta ad abiurarli, si dovesse reiteiare il matrimonio dopo che l'ebreo aveva ricevuto il battesimo.

diverse

altre

questioni

su

questo argomento. Avvenne

dipoi,

che lasciando un ebreo per la sua morte due figli, e la mglie gravida
,

che con

altri

ebrei

lasciava

di essi tutrice, n'era superstite an-

cora la nonna

paterna

la

quale

Benedetto
a'

XIV,

col disposto

della

costituzione

Singnlari

nobis,
,

data

19 febbraio 1749?

^oc. cit.

tom.

che i nipoti fossero battezzati , al qual sentimento si univano parimenti lo zio, e la zia paterni siccome anch' essi
gi cristiana, voleva

XIX, p. 3, dichiar, che avendo uno abiurato l'infedelt, e l'altra


l'eresia,

doveasi reiterare

il

nio, giacch celebrato questo

matrimoprima,

Consultato su questo caso Benedetto XIV, col breve Probe te, dato a' i5 dicembre I75i, Bull. Maga. tom. XVII, p. 247, e dicristiani.

era nullo per

la diversit

del culto.

retto a

monsignor Guglielmi

asses-

aa
sore del
s.

EBR
offizio,

EBR
clie
la

decrel,
i

pi ragioni:
tati

nonna

potesse offrire
la

nipoti al bat-

morte del figlio, madre, bench nutrice, dovendosi ad essa preferire la nonna perch cattolica,
tesimo dopo
iion attesa la

Ricevuta sul
erasi

fine

del

X
gli

secolo

Perch siamo esorcompassione di loro, nati fuori del grembo della Chiesa; 2. Perch ci uniforme alla carit di amare il prossimo, che ci deve far compatire la loro cecit; 3. Perch abbiai.

dall'umanit a sentir

dai polacchi la religione

cattolica,

mo
mici

obbligo di amare persino


;

ne-

questa

conservata

principal-

mente per
stabilite
;

le leggi

contra
gli

ebrei

ma

siccome

ebrei se

n' erano in quel regno

poco

poco sottratti, e col pretesto della mercatura eziandio si erano resi


necessari alla nazione, facevansi servire dai cristiani
le
,

usure.
si

Per

togliere
,

ed esercitavano Benedetto
gi

Perch non dessimo scandalo col fuggirli, dovendo procurare la loro salute eterna 5. Per imitare Ges Cristo, il quale sempre tratt co' giudei, e con maggiore amore che coi gentili, per cui i Vecchi della sinagoga il pregarono di risanare il figlio del centurione; 6. Perch con moderata
4;

XIV
te ed

fatti

abusi

da
il

altri

coltesia piti facilmente

si

determi-

Pontefici proibiti, esorl


i

primacoa'

vescovi polacchi

colla

stituzione

quo^

emanata

i4

gennaio lySi, Bull. Maga. tom. XXIII, p. 222, a rinnovare contro detti ebrei le leggi della Polonia conforme a* canoni de' concili, ed
a' decreti

nino a conoscere la verit; 7. Per essere degni di maggior piet quelh> che sono passati da una somma dignit ad un'estrema miseria, quagi poli appunto sono gli ebrei,
polo eletto di Dio
ter onini natoni j
:

Non

fecit tali-

8.

Perch questa

pontificii

smodato
dolfo,
il

zelo di certo

non gi allo monaco Ro-

nazione un gran testimonio della


fede cristiana, e della
la

memoria

del-

quale nel secolo

cilava tutti

XII ecnella Germania, e nella

passione di
lei

Ges

Cristo, che

nac-

que da
che da
za,

Francia a perseguitare gli ebrei, a spogliarli, ed a trucidarli, ond'ebbe ad opporsi Pietro, abbate cluniacense, esortando Lodovico VII
re
di

essa

secondo la carne, e perpure ebbero origine gli

apostoli; e finalmente per la speran-

che
s.

si

conversione.
la

pu avere della loio Che se, come argomenss.

crudelt,

Francia ad impedire tanta e pregandolo a frenarli


colla

Aos,l\no de praedestin.

cap.

16, gli ebrei


vertire
trassi

non
la

si

possono
?

con-

soltanto

forza

delle

leggi,

da noi
sperare

cristiani,

da chi po-

Saggiamente not Carlo Bartolom-

loro salute

Non

meo
part.

Piazza,
ossia

nel

suo

Euscvologio

gi dagli

eretici,

non dai

turchi,

Romano,
non deve
se in

2, trat.

Opere pie di Roma, X, cap. XIX, che


e centro
sotto
gli

non

dai gentili,

affatto recare meraviglia,

Clemente XIV, con rescritto dei 7.5 marzo 1770, rigett interamente
l'

Roma,

capo,

della

istanza degli ebrei, per riguardi

cattolica religione, e

ocsie-

do ad una donna
che dal
marito
offerta alla

loro nazione,

chi de' Pontefici, in ogni

tempo
le

neofito

era

stata

no
nie,

stati

tollerati

riti,

cerimodiffe-

cattolica

fede,

con-

costumi degli

ebrei
ci

dotta alla pia casa

de' catecumeni,

reuti dalla nostra fede, e

per

Esaminata pi volte questa donna

EBR
da
del

EBR
nssessore
slituilo

23

monsignor
s.

Autonelli,

olHzio, fu

trovata rsperla abarticoli

bastanza negli
fede, e

della

santa
al

Pio VII nel i8i4 a Roma, furono imposti agli ebrei gli antichi regolamenti. Leone XII ap-

perci

venne

ammessa

battesimo, respingendo ogni querela


degli ebrei.

Quindi Clemente XIV,

per dare su di ci una regola costante, concesse alia sagra Congre-

gazione del
plissima

s.

Offizio (Pedi)
di

amlo

prov la lassii imposta dagli ebrei di Lugo, e ili altrove, dei due e mezzo per cento, ad una delle loro famiglie, che aveva emigrato; volle per, che dette multe fossero godute dai soli ebrei rimanenti,
senza partecipazione
oltre
agli
altri.

facolt

prorogare
esplorare

In

spazio di quaranta giorni, dai sagri

Leone XII concesse


recinto de' ghetti,

agli ebrei

canoni
alla

stabilito,

per

la

di possedere case in
tro
il

propriet den-

volont di quelli, che

sono

oUbrti

fede cattolica, se vogliano o

no

ad

essa convertirsi, e di prorogarlo

per quante volte la stessa


gazione
casse
dell'

congregiudi-

inquisizione

lo

il che nei tempi precedenti non era loro permesso. Al presente in Italia il re di di Sardegna, ed il duca Modena hanno ristretto gli ebrei nei

Decret inoltre Clemente XIV, che, secondo le costituzioni Benedetto XiV, le di donne ebree offerte dal marito neoalla fede cattolica, ricevendoseofferta,
si

opportuno.

termini antichi.

Istruzione

cntlolca

per
de'

gli

ebrei,

novero d alcune com'ersioni, ed

fito

ne r

condurre alla casa de' catecumeni per esplorare se abbiano volont di convertirsi, e che interamente si ricusi la domanda degli ebrei, e che a tale esplorazione intervengano i loro procuratori, come esponevano di praticarsi altrove; dappoich diceva Clemente XIV, non convenire, che
nell' affare

debbano

a lire beneficenze

Papi

verso

gli ebrei convcrliu.

L' istruzione degli


tolica fede, e nella

ebi*ei nella cat-

buona
de'

morale,

fu

sempre a cuore
i

sommi Ponda
paterna
convera
tutti

tefici,

quali,

mossi

carit, e zelo per la


sione,
i

loro

sempre inculcarono
venisse loro

della

santa fede
delle

si

adot-

vescovi,

che nelle loro diocesi ove


fatta
la

tino

le

costumanze
e
s'

nazioni
in

fossero ebrei,

straniere,

introducano
la

RoSede,

istruzione cristiana, e possibilmente


nella stessa loro lingua ebraica, co-

ma,

la

quale, ossia
la

santa
delle

a tutte
cattoliche.

maestra

verit

me
di

apparisce dalla costituzione 92,


il
il

Pio VI, nel 1775, pubblic un editto, coi quale prese molli provedimenti sugli ebrei. I regolamenpegli ti stabiliti da Clemente Vili ebrei dello stato papale ebbero sussistenza sino al
i79~>,

Gregorio XIII presso rio Romano, nella quale

Bollaprovvi-

cio all'epo-

ca
nel

repubblicana.

Ripresero
dell'

vigore

do Pontefice rammenta ai vescovi r obbligo di procurare la conversione degli ebrei, tracciando il metodo che debbono tenere nelle prediche da farsi ad essi, quelli che saranno destinati ad istruirli, con
queste parole:
in quibus (idest concionibus) exponantur scriptuM rae veleris testamenti, praesertim

1800

sotto Pio VII, e tornaro-

no a

cessare

all'epoca

ammiRe-

nistrazione imperiale

francese.

a4

EBR
si

EBR
faceva, lo

vero, quae eo sabbato leguntur, ac in eis disseratur de certo ad M M M M


ventu, et incarnatione Filii Dei,
et de
dei^

apprendiamo da Gio.

Battista Bovio,
te

La

piet

trionfan-

ec.

necessitate christianae
et

fi-

Parlando
nella in

tale
s.

de mltiplicibus,
falsa

Tariis

della chiesa di

autore a p. i5i Benedetto alla Renel rione Regola,


s.

erroribus, et
et

haeresibus

eorum,

J remila,

de

tradita

per eorum rabbi nos sacrarum scripturarum

come

filiale

della basilica di

Lo-

renzo in Damaso,
chissima

dice
,

ch'era antila

interpretatione,

quarum

literam,

parrocchia
parte
nel

quale poi
s.

et sensuni fabulis ec.'*


si

Da

queste

venne

trasferita

parte in
sotto

Paolo
s.

parole

scorge l'intenzione di Greil

in Arenala, e

Sal-

gorio XIII,
predica

quale,

come padre
mediante
l'

vatore in

Onda

i566.

Prima

amoroso, voleva, che


si

la

facesse agli ebrei

istru-

zione cristiana.

La
ma,
e

regolare

istruzione,
gli

che

al

tempo, s. Filippo Neri, i5^S, istitu una societ di pie persone le quali vestivano di un sacco rosso, significanper
di
tal

verso l'anno

presente

ricevono

ebrei in
dell'

da un

religioso

RoOrdine

te

il

fuoco

di carit,

giacche pro-

ponevasi molte pie opere per onorare Dio


neficare
il

de' predicatori, maestro in teologia, e ben versato nella lingua ebraica, rimonta a Gregorio XII f, dappoich prescrisse colla bolla Sancla Mater Ecclesia, emanata nel i584, secondo la mente, e le analoghe disposizioni de'suoi predecessori, che in tutti i luoghi, dove fosse una

nel

ss.

Sagramento, e beNeil'

prossimo.
il

anno

del
i

giubileo

i5oo,

santo impieg
i

confrati nel raccogliere

pellegrini,

ch'erano privi
effetto
sini

di

alloggio.

tale

la

dama romana Elena Or-

cedette
di

me
i

una sua casa alle terAgrippa ove si alimentavano


i

sinagoga,
narli nei

si

facesse agli ebrei

una
su-

per tre giorni


sessi,

pellegrini
i

d'ambo
dalle

predica ogni settimana per illumiloro


errori,

lavandosi

piedi agli uni


alle altre

nelle

dai confratelli, ed
consorelle.
le
il

perstizioni, e convincerli sul

Messia, seguendo
sori,

in ci
altri
il

venuto l'esempio
predecescitato,

Dopo

l'anno santo voldel


sodalizio,

fondatore
e custodire

che

di Nicol III, e di

questo s'impiegasse a
trire
i

ricevere, nu-

come

riporta

Piazza

convalescenti, che

parte seconda, pag.

i52, ove

dice

uscivano dagli ospedali, finch avessero ricuperate


le

che Gregorio XIII invit i predicanti a fare 1* esortazione con carit e mansuetudine affinch gli
,

forze.

siccome

non avevano
dunare

chiesa, e dovevansi ras.

in quella di
cos

Salvatore in
nel

uditori

si

penetrassero dalle

verit

Campo,
s.

Paolo
sodalizio

IV
la

i558

cattoliche.

Concesse poi a

tali

pre-

concesse al
la, acciocch

chiesa di

dicatori tutte le grazie di cui nelle

Benedetto alla Regola, in Arenu-

universit pubbliche
tori

godono

let-

sempre pi
il

fiorisse, al

dei

dommi.

Inoltre

Gregorio

quale
nel

efletto

successore Pio

IV

XIII ordin, che si punissero quelli di et maggiore di dodici anni,


i

i56o, con la bolla Illiiis qui pio dominici salvatione, l'eresse in


arciconfrateinita.
s.

quali

non intervenissero
il

alla pres

Nel pontificato di
i

dica.

Ma

principio

di

santa

Pio V, e nel iSyo,

confrati acvi

opera, e

il
;

luogo ove

anticamente

quistarono una contigua casa, e

EBR
eressero l'oratorio pei loro pii esercizi.
s.

EBR
Benedetto fu
ss.

25
rifab-

totalmente
nel

Riuscito

quell'oratorio grande

bricata, e

consagrata

i6i4

in

e comodo, fu
ebrei,

giudicato a proposila

onore della

Trinit.

to per istituirvi

predica

pegli

con l'occasione che un dotto rabbino convertito, e battezzato per mano di Giulio ili, compassio-

In progresso di tempo la predica ed istruzione agli ebrei fu fatta nella Chiesa di s. Angelo in Pescheria (Vedi) , come pi vicino

nando

la cecit

di

sua nazione, cer-

cava ridurla alla verit della fede. Ma, perch ninno andava ad ascoltarlo
felice
,

attesoch

la
il
,

sinagoga
real

in,

secondo
ntellgere

profeta

o ghetto. Ivi benemerito e dotto p. maestro Angelo Vincenzo Modena dell' Ordine de'predicatori, compagno del p. maestro del sagro
al

al

recinto israelitico,
la
fa

presente

il

noluit

ut

bene

ageret^

palazzo

apostolico

col

titolo

di

Gregorio XIII
tutti
gli

ebrei,
vi

impose l'obbligo a che sotto determina-

predicatore degli ebrei. Questa predica ha due deputati ecclesiastic\,

te

pene

dovessero intervenire o,

uno

col titolo di presidente, che


il

gn

sabbato
di
fanciulli,

parte
coi

essi
i

una terza con le donne e quali avessero comalmeno

suole essere
riato, l'altro

segretario del vica-

deputato all'assistenza della predica, che si fa agli ebrei


nella chiesa di
ria.
s.

pito dodici anni, anzi determin che


gli

Angelo
dal
si

in Peschela
ss.

uomini dovessero essere cento, e le donne cinquanta. Affinch poi


stessero attenti alla istruzione, inca-

In essa,
si

quando ha luogo
ciborio
il

predica,

leva
vi

Sagramento, e

recano ad uebrei
di ogni

un individuo che invigilasse su quelli, i quali non osservavano il


ric
silenzio,

dirla circa trecento

sesso e condizione.

La

predica du-

svegliasse

dormienti,

ra circa un'ora, e versa l'istruzione


sul vecchio testamento, ed in ispecie sulle profezie,
la cui
la

bell'ingresso

all'oratorio

un

indivi-

duo
che

fu stabilito a registrare quelli,


v'

lettura nei
gli
,

intervenivano. Chi

mancava

giorni
brei

che cade
fatta
essi

predica,

e-

multavasi. Tali multe furono attribuite alla pia casa dei catecumeni,
della quale tanto per
ebrei,
si

hanno ch avendo
gere

od

udita

perleg-

l'obbligo d

quella degli

come

delle ebree convertite,

parla

dW&vcoo

Neofiti [Fedi),

r intero Pentateuco ne' cinquantadue sabbati dell'anno, oltre la lezione di altri libri biblici, che

ove pure dicesi del monistero delle neofite domenicane della ss. Annunziata. Qui noteremo, che l'universit romana degli ebrei paga annui scudi iioo alla detta pia casa de' catecumeni; ed al monistero delle convertite a sostentamen-

hanno

relazione coll'argomento toc-

cato in lettura, sono molto istrutti

del corrente argomento,


il

come

dice

Piazza nel suo Eusevologio stam-

to di chi
di

ivi

si

rifugia,

trecento;

tributo

annui scuimposto da

pato in Roma nel 1698, alla quale epoca gi faceva tal predica un religioso domenicano, e si continuava a fare nell' oratorio della ss.
Trinit.

Ed

perci, che

il

predidegli

Clemente Vili, e da Urbano Vili.


[Nei
il

catore, suscitando nella

mente

primi anni predic nell'oratorio nominato rabbino, ed un altro

uditori le fresche idee delle lezioni


scritturali,

individuo;

ma

la

contigua chiesa di

so,

ne dichiara il vero sencombatte le false inteipretazio-

26
dempimento
verale
,

EBR
pa.
li

EBR
Innumerabili
poi
convertili in vari

ni talmudistiche, fa liconoscere l'adelle profezie tJitle av-

sono queltempi dai san-

spiega

la

verit

della

ti,

ed

il

solo

s.

cessazione della

sinagoga e del vei

dell'Ordine de* predicatori


nel

Vincenzo Ferreri morto ,


alla fede

nuto Messia^ ed
verificatisi

caratteri di esso

i4i8 converti

venti-

Ges Cristo Signore nostro. Tale predica ora ha luogo cinque volte all'anno. Sisto V, col
in

cinquemila ebrei,
gioso

oltre

un prodiche inprecelli
dii

numero

di peccatori,

dusse a vivere
evangelici.

breve succitato de^2 2 ottobre i586, ecco quanto su ci dispose: Gli 3 uomini ebrei sieno tenuti ad an-

secondo Appena, nel

venne Papa s. Pio V, aveva procurato, mentre era Cardinale,


lia,
il

i566, siccome

dare ad udire le prediche, o serw mone dc'cristiani, tre volte l'anno ti quando saranno invitati, o chiaw niati dai predicatori, e tre volte l'anno in qualche solennit, quando w paresse, e fossero invitati dagli s Ordinari. Nel resto del tempo niuno sia astretto, ma possa an* darvi a suo beneplacito anco non invitalo ". La predica coattiva agli ebrei fu aggiunta da Clemente
Vili, e richiamata quindi in vigore
negli

la

conversione

dell'ebreo

E-

pi

romani,
ra

ragguardevole di quelU ed egli rispondeva allo-

per giuoco,

che l'avrebbe
esaltato al

eflet-

tuata

quando
,

fosse

pon-

tificalo
gli la

invit
il

Elia

a mantenertutta la
fa-

parola,

quale illu:)inato dal-

la

grazia vi ader

con

miglia, e fu dal

Papa

solennemen-

te battezzato nella basilica vaticana a'20 giugno, imponendogli l'antico suo nome di Michele, e adottandolo nella

ultimi

tempi

da Leone
di alcune

sua
di

famiglia Elia
si

Ghislieri.

Ad
di

XIL A

esempio
voler far menzione
cristianesimo,
di

convertirono pi
del

trecento

ebrei

claustro

delle principali conversioni degli e-

Roma.

brei al

noteremo
si

le

Clemente XIII battezz e cresim un ebreo padovano, lo pose nel seminario di


spese, e
s.

seguenti, oltre quelle che

posso-

Pietro a sue
la

no leggere
le

negli

Annali
quella

ecclesiastici

poi

gli

confer

prima

del Baronio e del Rinaldi, che tra


altre riporta

tonsura. Del battesimo, e della cre-

della
di
1

con-

sima

che

Pontefici
si

conferiro-

versione de'giudei dell' isola


norica, avvenuta nell'anno

Mi-

8.

L'an-

tipapa

Benedetto XIII aveva per medico un ebreo fallo cristiano, chiamalo Girolamo di s. Fede, il quale nel 1^11 compil un dottissimo
libro,

a quegli Celeberrima poi e piodigiosa avvenne da ultimo la conversione operata dalla beata Vertratta
articoli.

no

agli

ebrei,

gine nella

chiesa

di

sani'

Andrea

delle Fratte di
di gioia
i

Roma,

e che riemp

che

si

trova
p.

nella

Bblioth.

cattolici,

nella

i4i2, in cui dimostrava non solamente cogli oracoli divini, ma ancora cogli scritti dei rabbini, che Cristo era il vero Messia, per lo che pi di cinque mila ebrei d'Aragona si convertiro-

PP. tom. IV,

Alfonso Carlo Tobia

persona di Ratisbonn eedifi-

breodi Strasburgo, al presente


s.

cante religioso della compagnia di Ge-

Ed

perci che

abbiamo

la

Con-

versione miracolosa alla fede cattali'

no

alla

lde cattolica, e
il

il

libro fu

anche

letto avanti

detto autipa-

ca di Alfonso Maria Ratisbonn, tratta dai processi autentici formati in Roma nel 1842, ivi stampata in

EBR
detto anno, e dove pure
si

EBR
pubblilati
gli ss.

27

ebrei alla conversione, per-

carono

le

JSotze

istorche intorno

tarcconfraternita del

Cuore di

Maria. Al capo
opuscolo
vi

V
la

di

quest'ultimo

narrazione della

mettendo loro la ritenzione de'beche prima possedevano, al modo sopraddetto. Decretarono sommi Pontefici, che gli ebrei, dopo il
ni,
i

medesima prodigiosa conversione. Si legge poi nel numero 36 del Diario di

ricevimento del battesimo, divenga-

no subito

cittadini di

que'luoghi,
Cristo colle

Roma

del

i843,

che nella

te,

mattina de' 1 1 marzo anno correnil Cardinal Patrizj vicario di


nella chiesa

ove sono rigenerati a acque battesimali , e


tutti piii
i

che

godano

privilegi,

quali sono proe

Roma,
lio,

de'

ss.

Andrea
al

degli altri cittadini, in ragione

e Gregorio

de' camaldolesi

Ce-

della

loro
si

origine,

nascimento,
bolla

con solenne pompa, battezz il dottore Mois Rocca israelita di Trieste, medico e chirurgo di chiaro nome, la di lui moglie Regina insieme alla loro figliuolina; quiudi
i

Tanto

dichiara

nella

82,

Paolo 111, confermata ed ampliata da Clemente XI colla


Ciipientesj di

bolla

Propaganda
3,

gi

citala.

La
p.

sagra rota romana, decis.


recentior. n.

200,

coniugi dal

medesimo Cardiil

naie ricevettero

sagramento della
Eucaristia,
,

spiegando, la bolla CupienteSy estende il memorato pricittadinanza, dicendo che


ebrei battezzati

confermazione, e la ss. Questi convertiti ebrei


ronsi

vilegio di
gli

che

reca-

conseguiscono

il

da Trieste appositamente a Pioma , a colmo di religiosa letizia, furono ammessi dal


perci

grado di

dopo il battesimo non esercitino impiego vile, od arte meccanica. Tanto renobilt,
il

purch

regnante Pontefice
di, e

al bacio de* pie-

gistra

Tonelli nel Manudiiclio in-

da lui regalati benignamente. Jideluni ad Jideniy conclus. 7, num. Desiderando sempre la santa 2, pag. 109, Sessa, de Judaeis cap. romana Chiesa, ed avendo somma- 21, pag. 69. mente a cuore romani Pontefici Se l'ebreo battezzato abbraccia
la

conversione

di

tutti

gl'infedeli,

lo stato ecclesiastico,

e diviene chiedi

ed in

modo

speciale degli ebrei, pei

rico

secolare

capace

otte-

una viva compassione, e non lascia di pregare, ha mai sempre usate tutte le possibili diquali sente
ligenze,

nere
za

un

beneficio curato,

o senil

cura,

ed anche un

canonicaosserva

to della cattedrale,

come

con
di

prescrivere

corpo

vescovile

a tutto il l'insegnamento dei


fede,

medesimo Tonelli
clus.
I,

nella detta conil

dommi
menti
santi,

nostra
dai

tratti

con argomedesimi libri

che gli stessi ebrei gelosamente custodiscono. Intorno a ci possono vedersi le bolle Sanct71/fZ/erc<:7e5Wj di Gregorio XI II,

Luca, ed altri autori. Alessandro HI, scrivendo al ve* scovo Tornacense, lo rimprover perche aveva trascurato di conferire
bertini,
il

num De

2 3, citando

Lam-

un canonicato colla prebenda ad u ebreo convertito alla lde, comandandogli che prontamente cieffettuasse, dandogliene
il

Propaganda per universum, Clemente XI, e tante altre di

di
ze-

possesso.

Se

lanti Pontefici, riportate nel bollarlo

l'ebreo convertito abbraccia lo stato


religioso

romano. Ha inoltre la mezzo de'suoi venerabili

Chiesa, a
capi, allet-

entrando

Ordine

regolare

in qualche approvato , per

28
volere dei

EBR
Pontefici
,

EBR
marli
fede,

debbe essere ricevuto dai superiori, e pu anche ottenere negli Ordini qualunque onore grado e dignit. S. Pio V, nella bolla 128 Pastorals offici, co-

maggiormente

nella

santa

che per tratto di speciale grazia conseguirono dalla misericordia divina entrando nel grembo della Romana Chiesa: Hitrusaleni, Hierusaleni,

mand

al

ministro generale dell'Or-

convertere

ad

Dominuiii

dine francescano, quanto si detto pe'neofiti, che vogliono abbracciare


lo stato

Deum

tuiim.

regolare.

Gregorio
leggi fatte

XIII,

Cerimonie fatte

anticamente dagli

colla bolla,

Muners

nostri, cass

ebrei nel presentarsi ai

Papi

nel

ed annull alcune
capitolo
de' religiosi

dal
detti

loro solenne possesso^

nelL'of

minimi

frire loro la divina


legge,

Scrittura

Paololti, contro
titi

gl'infedeli

conver,

perche

la

confermassero

alla

fede.

Flavio

Cherubini

ed adorassero.

che fa al Bollario Romano, sopra la citala bolla di s. Pio V, domanda: Cur diM scedens ex judaeis, ad religionem M admittitur? E risponde. Quia w salus ex judaeis est. Secundo quia daretur occasio judaeis, ne w ad fidem converterentur, dura ini> telligunt conversorum flios ex> pulsos a religione. Tertio quia
nelle annotazioni

La

vocazione de'

fedeli

al

regno
cieca

di Cristo,
gentilit,

non

meno

della

che della

ribelle

sinagoga

sa nel

Roma si vede espresmusaico della tribuna lateranense, da due cervi, che stanno
degli ebrei, in

presso la croce; e ne' musaici delle

tribune

delle

chiese

di

s.

Maria

religionis status est

talis,

ubi

ipsi

Maggiore, de' ss. Cosma e Damiano, di s. Marco ec, si vedono effigiate


le

w polius
> '

si

inaliquodubitant, solida-

ri in

fide,
.

quam
a'

alios inficere pos-

due citt di Gerusalemme, e di Betlemme. Intorno alle medesime


osservano varie pecorelle. Quelle,
alla

sunt "

La sagra congregazione
12

si

1607, fece il seguente decreto riferito dal JNicolio ne'suoi flosculi, alla parola Confraternitas Nec confirmatur statutum , quod nullo unquam
concilio,
:

del

dicembre

che stanno vicine


ficano
i

prima
dal

signi-

fedeli

convertiti

giu-

pacto recipiantur in confraternitatem discedentes ex genere iuM daeorura, vel aliorum infdelium, sed tantum oriundi ex veteribus Christianis "
>*

daismo. Forse a queste due citt alludono quelle, che si osservano nell'arco della tribuna nella chiesa di s. Sabina, nel musaico fatto sotto
s.

Celestino
la

I,

ove

si

vedono

so-

pra

porta due donne col motto:


ecclesia

ECCLESIA EX GENTiBus da Una parte,

e dall'altra
siONE.

ex

circumcii

da quanto superiormente dicemmo, e da quanto riportasi nei numerosi articoli di quetutto questo,
sto Dizionario risguardanti gli ebrei,
si

Da

per fino dai tempi

pi

rimoti
di

venne ingiunto agli ebrei presentarsi ai romani Pontefici


cavalcate, e

nelle loro pi solenni

conosce evidentemente quanto


i

la

Chiesa cattolica, ed

Pontefici suoi

massime in quella del possesso, nel quale prendono quello della loro
sede, col testo della divina Scrittura, di cui

capi desiderino la conversione degli


ebrei, e quanti lavori e grazie

com-

secondo

s.

Girolamo

so-

partiscano

ai convertiti,

per confer-

no

gli ebrei

come

gli archivisti, es-

EBR
sendo chmlianorum
hrarij

EBR
hihliopolae
s.

29

et

come
questi

li

appella

Agostis.

no.

si

un anche

Ber-

nardo, per

inculcarne

la protezio-

Benedetto nel i i43, ci prescrive, che gli ebrei nella seconda festa di Pasqua facciano le laudi al Papa presso il palazzo di Cromazio, in
altro codice indicato

ne, perch la loro esistenza

forma
Ginel-

dal Mabillon,

una prova del


conio
la

cristianesimo.

che
tiiim

si

diceva

situato
in

ante PalaPiscina.
la
la

Angelo di
del

Scarperia,
possesso
lui

s.
s'

Stephan
ingiunge

Lo

pompa
XII
Epistola

di

Grenel-

gorio
l'

da

descritta

con zione della legge per


stesso

presenta-

ec.

pubblicata da Loren-

circostanza nell'Ordine
ci Camerario, steso

medesima XII di CenCelesli-

Mehus nel 1743 in Firenze, indagando le ragioni dell'incontro, che facevano gli ebrei al Papa,
zo

sotto

no

II,

che

incominci

regnare

congettura

essere

stato

introdotto

questo costume dall'uso,

che
di
,

avepreaf-

vano

medesimi
ai

ebrei,

sentarsi

nuovi

imperatori

finch per rispetto della legge


saica, cui professavano,

moesi-

nel 1 143 (pag. 188 Mus. Italie. ), determinandone il sito, ch'era alla Torre di Serpietro , nel principio della strada di Parione, e che nelsi chiama di Slefal' Ordine XIII no di Pietro, Si aggiunge poi, che
in premio di queste laudi, recipiunt a camerario in preshyterium viginti solidos provisinos, seu prvisionis.

liassero

non gli da Roma, come varie


le

voi-

te era seguito, e fra

altre sotto

Giuseppe Ebreo, p. &^, furono rilegati nella Sardegna in castigo delle loro usure,

Tiberio, da cui, secondo

Nel giorno per


cui

del
gli

posebrei

sesso, in

dovevano
era

presentare

la legge,

prescritto

e per la loro avversione al gen-

ad

essi

di pagare alla
il

tilesimo.

Crede ancora, che


gli

sicco-

stolica

tributo di

camera apouna libbra di


Il

me
un

stoltamente
principe a

ebrei

si

lusin-

pepe, e due di cannella.

rito poi

gano, che debba un giorno venire


sottrarli
il

prescritto negli Ordini romani, cio

dalla

loro

che

gli

ebrei

si

presentassero
si

al

schiavit, e restituire

loro tem-

Papa con
to
1 il

la legge,

vide eseguilo

pio, e gli olocausti, sieno andati in-

nel Processo

(cos allora

chiama111

contro al nuovo Pontefice, per iscoprire se

possesso) di

Eugenio
nella
di
gli

nel
vita,

mai

fosse

quello

da loro
interven-

14^}

leggendosi
dal

sua

tanto aspettato.

scritta
dell'

Cardinal

Aragona,
ebrei in

La prima memoria
risale al
si
i
1

che

non mancarono
i

lo degli ebrei ne' possessi dei Papi,


19,

quella solennit,

quali anzi sos-

quando
il

Calisto

li

tennero sopra

le

loro spalle la leg-

rec a prendere
loro

solenne pos-

sesso della patriarcale basilica late-

ranense.

festeggiamenti ed
quelli

g mosaica. L'annalista Rinaldi ail'anno 11 65, num. 12, descrivendo la solenne pompa con cui Ales-

applausi furono uniti a


rifletterci

dei

greci, e de' latini, affinch senza

ben

a maggior loro confusiodoves-

ne, o anche di malavoglia,

sero confessare di riconoscere quelIo che negavano. Nell'Ordine roluauo XIj composto dal canonico

Sandro HI venne ricevuto in Roma, dice che fu incontrato anche dagli ebrei poitanti la legge. Nel 1227 questi andarono incontro a Gregorio IX, s nel possesso, che
nel ritorno da
niale di

Gregorio

Su tri. Nel cerimoX, assunto al

3o
XII Ij
sia
si

EBR
determina, che venendo
eletto fuori di
il

EBR
plicamus S. V. ut legem Mosai cam, ab omni potenti
> >

pontificalo nel 1271, eh' l'Ordine

nuovo Papa

incontrato alle falde


di

di
s.

Roma, Monte
Maria
oc-

pastori

nostro

in

Deo Moysi monte Sinai

Mario, alla cappella Maddalena, e che ivi


ciirrant
ttalc.

Jitdaci

traditam, nobis confirmare, et M approbare dignemini , quemadw moduni alii summi Pontifices S.

cum
tom.

lege cL laudibus,
II,

Mus.
Sotto

pag.

23 1.

M V. praedecessores illam confirma runt, et approbarunt, Quibus


>i

Bonifacio Vili, nel 1294, la nazione ebrea present la legge in


Piiione, secondo l'Ordine

respondit Pontifex:

Commenda-

mus legem

vestram autem ob-

XIV
II

del

Cardinal

Gaetano

tom.

Mus.

serva lionem, et intellectum conw demnamus, quia, quem venturum


>

Jtal^ pag. 268. Nel

i4o6 si presentarono nello stesso luogo di Fanone a Gregorio XII col volume
della legge legato in oro, e coper-

dicitis.

Ecclesia docet, et praedi-

cat

venisse

Dominum
gli

nostrum
il

Jesum Chrislum etc". Presso


detto castello
ebrei

incontraro-

to di

un

velo.

no Giulio
si,

II,

Leone X, come narsotto di


introilu

14093 "el concilio di Pisa, Alessandro V, gli ebrei fecero


la
a' 7
la

Eletto, nel

rano Burcardo, e Paride de Grase fu


III,

una novit quella


che
gli

presentazione della legge nelluglio,

Pio
tivi.

ascolt
i

solenne cavalcata, ch'ebbe luogo

aulae palatii, per

seguenti

mo-

figurando

il

possesso.
i

i447j l'offrirono a IN coa monte Giordano. Nel i484> sotto Innocenzo Vili, per la prima
Indi, nel

volta, invece di presentare

la

leg-

ge

al

Papa
gli

al

monte

Giordano,
fino

come
perch
li

avevano usalo

allora,

ebrei restassero garanti-

dalle insolenze, che talvolta loro


la

Creato Papa, a' 22 settembre i5o3, Pio III, agli 8 ottobre si fece solennemente coronare nella basilica vaticana, ideila quale volle prendere il possesso, perch avendo una piaga in una gamba, che gli impedia di recarsi al Laterano, volle che gli ebrei gli presentassero la legge nel!' ingresso della
pri-

faceva

prepotente plebe, furono


ai

ammessi
s.

merli inferiori di Castel


interessante la de-

ma
e

sala.

Indi

mon

a'

18

ottobre,

Angelo, in un angolo del mede-

simo.

Troppo

gli successe Giulio II, che a' dicembre con solenne cavalcala pre-

che ne fa il Burcardo per ometterla: > Cum Papa, ei M dice, pervenisset prope castrum
scrizione,
> > >

se possesso della basilica


se.
11

lateranen-

Burcardo, citalo dal Marini,

s.

Angeli se firma vit,

et Judaei,

qui ad inferiores merulas in an-

gulo dicti castri versus plateam " se cum orna tu, et lege sua re ceperaut, obtulerunt P. P. legem
*

Pontificii, p. 290, parlando di Samuele Sarfadi, rabbino spagnuolo, e medico di Giulio II, racconta > Judaei fecerunt longum > sermonem in angulo turris ro-

Archiatri

adoraudam,
tentiam

et

honorandam

vcr-

tundae arcis bi Samuele


Papae
)

sancii

hispano

AngeH. Rabmedico

bis hebraicis in

liane ferme sen-

Papam

acclamanles: Bea-

" tissime Pater; Nos viri hebraici * nomine synagogae noslrae sup-

pr omnibus loquente; Papae respondit prout in libel lo ", cio neir Ordine romano, nel quale si ha la formola pre-

EBR
sellila,

EBR
cosa,

3f
loro
sta-

e solenne per tal

al nominato Giacomo Gaetani, o Caetani. A ci Papi rispondevano com mondando legem et danmando

dine attribuito

OrCar-

si

torna a far menzione degli ebrei


e

ne' possessi,

sembrava
di

dinal

bilmente

assegnato
dall'

ornare
eretto

un
a
ac-

>

tratto di strada in quest' occasione,

incominciando
Tito dopo
la

arco

observantiam Judaeorum, sive in>i lellectiim, ovvero interpreles " ; siccome dice 1' autore della vita di Nicol V. Altra formola si legge
t>

guerra

giudaica,

ciocch nel trionfo di tale imperatore, scolpito neir arco,

riconoscesprofezia

seio

gli

ebrei avverata la

nel JVovaes, Dssert. storico-critiche,

del Redentore, nella distrutta

Ge-

tom.

II,

p.

35o, non che

nel

ci-

tato Eusevologio del Piazza, par. 2, pag. i5o. JN'el i5i3 gli ebrei pre-

suo tempio. Dall' arco di Tito sino al Colosseo (yedi)j spettava l' apparato della
in
al

rusalemme

uno

sentarono nello stesso luogo a Leo-

strada

all'

universit degli ebrei, dai

ne X la legge, come attestano Paride de Grassi, e Giacomo Penni, il


quale dice che ci eseguirono
porta del castello,
di
alla

sopra

un palco
la

arazzi, per conformarsi al loro costume, si aggiungevano in vari cartelloni, diversi emblemi, con motti della sagra
quali, oltre agli

legno coperto di broccati d'oro,

Scrittura, alludenti alla loro di vota

e di

drappi

di

seta,

mediante

ubbidienza
solenne

al

sommo
di

Pontefice, al
lui,

presentazione delle tavole della legge, fra torcie accese di

possesso

non che
Il

cera biandi
la

alle personali

qualit d' ognuno.


nella
la

dopo il possesso X, non ebbe pi luogo


ca.

Ma

Leone
presenpag.

citato Cancellieri,

mentovata
descrizione
ebrei

sua
degli

opeia,
ornati

riporta
fatti

tazione della legge in


Il

tal

funzione.
cit.

dagli

nel

medesimo Novaes,
ebrei
al

loc.

dello tratto di strada,


gli

come

di tutti

35 1, aggiunge che
dagli

la legge,

ofierta

Pontefice
in
libri
,

romano,
i

zo

emblemi, e motti da Iimocendell'anno i644 sino a Pio VI

non era
si

descritta

quali

dell'anno l'j'jS inclusive. Inoltre racconta, che

scorrono foglio per

foglio,

ma

in

appena
la

l'universit di

Ro-

continui volumi di

una

sola perga-

ma

seppe

fausta elezione di Pio


in

mena
h
si

all'uso antico, molti

de'quaVati-

VII seguita
ra speciale

Venezia
Salvatore

nel

1800,

vedono

nella

librera

trasmise a questa citt una procu-

cana.

Cracovia,

L' accuratissimo Cancellieri, nella Storia de Possessi^ ci dice, che do-

aflinch tributasse al santo suoi pi umili


lazioni.

Padre i omaggi e congratu-

po Leone

X,
nel

sino

Gregorio

XIV

eletto

1390,

non

trov
solo

notizie di tal presentazione, e

rinvenne, che nel possesso di questo


di
ci,

E siccome Pio VII, nel i8or, prese il possesso passando per altra via, la medesima universit israelitica si fece un sagro dovere di
umiliargli
i

Papa
coi

gli

ebrei

ornarono l'arco

motti,

gli

Settimio Severo con motti ebraiquali

incominciarono a sup-

emblemi, che avrebbero esposti in ebraico, ed in latino dall' arco di


Tito al Colosseo, secondo il solito
te nel

plire al cerimoniale della presenta-

se

fosse

passato

zione della legge andata in disuso,


e mai pi ripigliata. Nel
possesso,

per quella prendere


fece
il

par-

recarsi

suo

che prese Gregorio

XV

nel

1621,

possesso. L* universit

presen-

3i

EBR
tali

EBR
motti ed emno, cbe
tiere.
si

tare a Pio VII

appellava

il

condot'

blemi, raccolti in un libro miniato,

e riccamente legato dal suo rabbino Leone di Leone d' Ebron, vestito air orientale, con turbante, e barba lunga_, e dai due fattori Giacobbe Giuseppe di Camillo Caivani, e Jacob Vita del quondam Angelo Ascarelli, vestiti in abito

con bastoni pili lunghi impugnati, nella sommit de' quali stava attaccato un
Indi tre altri

pezzo

nero.

11

Cancellieri

ci

d
i

l'orazio-

d' argento lavorato in quadro , che vestiti alla lunga figuravano i tre primi padri Abramo, Isacco, e Giacobbe. Poscia dodici giovinetti, vestiti pure alla italiana, con pomoli d'argento in

ne, le composizioni,

motti

in

mano,
no
il

rappresentanti

le

dodici

idioma latino a pag. 49^> ^ ^^S* Leone XII, Pio Vili, e il regnante Gregorio XVI, non essendo passati

trib israelitiche, che aspettava-

regno: e

dietro a

questi,

altri

dieci giovani

con manto so-

per
il

r arco

di

Tito,

quando
ebrei

presero
fece

possesso della basilica ladegli

pra le spalle detto Talet, simboleggiando dieci savi rabbini, conservatori


della

leranense, l'universit

legge
di

mosaica

ad ognuno decorosamente quanto in supplenza avea praticato con Pio VII. Anzi all'articolo Belluno
(Pedi)j patria del

messi al

tempo

Cesare impe-

ratore. Seguiti
ci

altri

giovanetti

erano da quindicon fiore in

Papa cbe regna,


del superbo libro
eli'

facemmo menzione
manoscritto
ricevette
in

pergamena,

egli

dall'universit
pel

israelitica

di

Roma

suo possesso, ricco di


fregi,

mano per gli undici fratelli di Giuseppe, e quattro servi, che con presenti andavano al re Faraone. Poscia otto pii^i grandi con vasi e palme per gli otto conservatori del precetto circoncisiale,

miniature, di
turali eseguiti

e di fatti scrit-

mirabilmente a penpittore

che ordinava loro

tal funzio-

na
cav.

dal

valente

bellunese
capi-

ne,

prima

dello spirare degli ot-

Pietro Paoletti, e dal Pontefi-

to giorni dalla nativit. Poi ven-

ce

donato per distinzione

al

tiquattro persone

andavano con
argento,
bacili,

tolo della insigne cattedrale di Bel-

apparamenti
e guanti in doppio
in

di

luno.

mano,
le

significando
trib,

Finalmente non va taciuto, cbe r antichissimo uso di complimentarsi


il

numero
la

mo-

strando cosi

loro prole fiori-

nuovo Papa dagli

ebrei,

si

ta in ricchezza. Fino a qui era-

pratic dai medesimi ebrei in Corf, col

no

portati

da quattro con ba-

nuovo arcivescovo, come pu


seguente racconto del pub-

stoni alla pellegrina, in

memoria

vedersi dalla bella descrizione inserita nel

dei dieci

figli

andavano
Gioseffo

Giacobbe, che raminghi in cerca di


di

blico solenne ingresso fatto a

Cor-

loro fratello venduto ai

fu da monsignor Francesco Maria Fenzi arcivescovo nel 1780, e pubblicata

mori, o Egiziani mercadanti. A questi succedevano altri con berrettoni di pelli in

in

Fermo

nel

Bartolommeo

Bartolini:

1787, da Dietro

capo sino a

quarantotto. Chiudevano tale or-

alla vanguardia, ei dice, cammi nava un ebreo vestito all'italia na, con bastone militare in ma-

dinanza sei, che con lihri foderati d'argento in ebraico canta-

vano con buone

voci^

salmi di

EBR
Davide. Dietro questi andavano schierati quattro vestili a lungo con parrucconi, quasi alla dolH-

EBR
moli, corone ed altri

33

na

con
al

bastoni.

Succedevano

ornamenti di argento sotto un baldacchino bianco, simbolo della purit della legge, il quale era sostenuto da
quattro
stessa

quindici giovanetti con lastre di

principali

ebrei;
in
sei

la

argento
calogo
ta

petto, sulle quali erale marche del decommemorazione di


5

fu

aperta

luoghi

no impresse
^

consueti della citt di Corfi, con


alte grida di lutto
il

in

popolo giufiori

anni quindici di guerra sostenucol petto,

daico, gettando allora solamente

e colle ricchezze in

>

sopra

la

medesima
bacili.

dei

onore di quello. Dopo marciavano altri otto con vari flutti, e palme, per quattro leviti, e quattro serventi, e dietro ai medesimi slavano con cinque bacili di argento. Anche quest' ordinanza fu chiusa da altri sei cantori.

memorati
i

Quattro
delle

erano
quattro

regolatori di quesla
in

processio-

ne
e

memoria
In

schiavit, Egitto, Babel,

Romana,
dietro
la

presente.

folla

Bibbia, tratti da oggetto di

di-

vozione, marciavano molti ebrei

Camminavano
vestiti

in seguito quattro

dell'uno,

dell'altro

sesso

al

pur

di bianco

con

ba-

numero
fiori,

di
le

trecento circa, e rac-

simboleggiando i quattro sacerdoti Mos, Aronne, Davide, e Salomone. Dietro ad essi altri quattro con vasi di
stoni,

cogliendo

donne

dalla terra

sommi

che toccato avevano la Bibbia, e per divozione riserbandoseli

in

seno. Presso la

fiori,

rappresentanti

discendenti

litana in

una

loggia

metropopomposal'

di Levi, da' quali solamente po-

mente

fornita,

fu ricevuto

are-

tevano essere
rio.

servili

nell'oratotre giovani

civescovo di Corf
brei, che

da

sedici

Vi susseguivano
bacili

dopo

fatta

umilissima
e pastorale,

con
sael,

lavorati in
di

mano,

in

riverenza,
in

stando

Y arcivescovo

commemorazione
e Azaria,
la

Anania, Minella for-

piedi con mitra,

gettati

nace per altri con

religione.
d'

Indi

tre

bacili

argento
alli

per
quali

Coem,
tori.

Levi, e Israello,

stava attaccato

un ceto
in

di

can-

Marciava
squallido

ultimo
volto,

con
per

Mois Vivante ebreo, co^ pertosi il capo col cappello, ed al di sopra il Talet^ ad alta voce recit un complimento, a cui monsignor arcivescovo di Corf rispose analogamente".
certo

gravit

in

rigorosissimo

digiuno,

osservato

Recinto israeltico^ o claustro degli


ebrei di
te il

da tutto r ebraismo, solito a farsi prima di muovere la Bibbia, il gran rabbino coperto fino a terra di bianco, figurante il sommo sacerdote, ed al suo lato due vecchioni rispettabili con due bacili di fiori freschi ridotti in pure foglie. Indi la Bibbia portata

Roma,
recinto

detto volgarmen-

Ghetto.
il

Dicesi

luogo

chiuso^

septum, amhitus
stro,

; claustro

per chio-

claustjunij chiamasi
;

un luogo

chiuso, serraglio
di

e ghetto, la raccolta

in alcune citt cristiane,

pi case dove abitano gli ebrei, judaeoruni


Il

con rispetto da uno de'divoti ebrei, adobbata con sonagli, poVOL. XXI.

contuhemium.
sopra
le

Muratori, Dissert.
italiane ^
diss.

antichit

34

EBR
dell' origine^

EBR
ed etimologa
di

XXXI li,
tOy

de portoni che di esso

si

fa

ogni

delle voci italiane, alia parola Ghet-

notte, derivi dalla nobile, e potente

Ficus Hthratorum , dice


altrove
fatto

a-

che Giudecca si appellava il luogo dove giudei. Quinnelle citt abitano di aggiugnCj die pare dal Guitto de' toscani, o ChiIto de' modenesi,
vere
osservare,
i

famiglia romana Branca di Clausura, una delle dodici famiglie nobili

del rione Regola, eh'

ebbe

01 i-

gine

da' medici

ebrei,

nella

qnal
cri-

regione abitarono anticamente


stiani,
si

significante

sordido,

avesse

preso

Sembra che possa congetturare una tal


ed
ebrei.

forse

cosa

nome

quel luogo, siccome angusto.


origine e-

Ma

piuttosto voce di

pure rabbino- talmudica. Dappoich , per attestato del Buxtorfio seniore, rabbini chiamano Gliet ]a separazione, ed il divo/ zio. Per senbra trasfeiito questo nome
braica, o
i

da quanto dice il Cancellieri a p. del suo Mercato, ove pur no1 1 t, che sotto l'amministrazione francese i cinque portoni che rinserravano ogni notte il ghetto, nell' agoslo

1810 restarono
1

aperti.

Per,
la not-

allorquando Pio VII fece ritorno in

a significare
stiani,

il

luogo separalo da'

cri-

Roma nel
le
li

8 i4,*i rinchiusero
i

dove sogliono vivere i giudei. Ficus Judaeoruii anticamente era jchiamalo il ghetto s in Roma, che in altre citt. Conviene a siffii Ita spiegazione il Borgia, Meni. i.sl. di Benevento,
t.

nuovamente

portoni, dei qua-

custode o poi tinaro


il

un

indivi-

duo che nomina


nella

Cardinal vicario
familiare,

persona

di
il

un suo
decano.

e per lo pi
.sit

L' univerrinchiudere

Il,

p.

179.

confini del

israelitica al

portinaro del ghet-

da ultimo furono ampliati da Leone XII colla giunta


ghetto di
di

Roma

to per la sua cura di


di notte gli

ebrei,

paga annui scue bajocchi ven-

alcune
il

vicine

contrade
di

quelli

di cenlosessantatre,
ti,

sotto

pontificalo
slati

Benedetto

oltre a scudi ventisette e bajoc-

XIV, sono
di
la,
Il

con diligenza notati


dei rioni

chi

sessanta

annui,
cav.
di

dal Bernardini: Descrizione de/ Rioni

un

erede

del

che paga ad Fontana, per


sengli

Roma, parlando
s.

Regoec.

una corrisposta
za custodirli.

due portoni
per
del

Angelo, Ripa, Trastevere


le

Al presente,

Bernardini, descrivendo

cose
8.

ultimi

ingrandimenti

recinto

principali

contenute net rione Angelo, dice che nel ghetto vi


vicolo della torre

degli ebrei, ampliato nel pontificalo di


otto,

la

Leone XII,

portoni

sono

al

uno

torre,

vale a dire cinque

nell' anti-

piazza delle fontanelle con tre piccole fontane, la


piazza
delle scuole
la

co clauslro deiKjininati della Rua, Regola, Pescheria, quattro Capi, e

ij

con cinque scuole giudaiche,


del forno delle azziinelle, e
la
;

via

le vie del-

Bua, e della SlulU ec. laonde si rileva, che il ghetto compreso nel rione di s. Angelo, il quai prende questo

Ponte; gli alili tre nel nuovo bracci aggiunto dal lodato Pontefice Leone XII, e che comprende la via
lieginella,

9
*

e porzione di
11

quella

di

Pescheria.
olio

principale dei suddetti

nome

dalla chiesa di

s.

Angelo
di

in

portoni

quello

di

piazza

J^escheria, la cui chiesa

gli

vicina.

Sendjra
sura,

poi,

che

il

nome

Clau-

come alcuni appellarono il ghetto di Roma, per la chiusi^ra

Giudea. Questa piazza decorata di una fontana appartenente al rio* ne Regola, creila con disegno di Giacomo della Po la, dai conser

EBR
valori del popolo
ta piazza

EBR
detta

35

romano. In detcos'i

Giudea^

per-

ch d r ingresso
tone del

al

di contro por-

cune parole ebraiche, che interpretate da Melchiorre Palontrotti, dicevano Sanctitas Deo in Jerusa:

ghetto vecchio, Ridolfno

leni

cito

in diehus congregalio san-

Venuti, nel t. Ili, p. 856, di Roma moderna^, parlando del Ghetto o .serraglio degli ebrei, dice esservi

ata

Canticorum quatiior capitani. Aggiugneremo essere di avviso il

Bosio^
p.

un
di

portico rovinato eretto dall'im-

peratoie Severo, per testimonianza

in

Roma sotter. hb. 2, e. 22, 142, che l'abitazione dei giudei Trastevere sia durata fino ai
poco lontani dai
ebrei
nostri,
rii

Lucio Fauno. 11 eh. monsignor Monchini, deec.

secoli

manendo anche memoria


vecchi
del

presso

gli istituti
p.

in

Roma,

voi.

II,

suo

tempo, per

i38, cap. XYII, osserva che due


superfiterra
la

tradizione avuta dagli antenati loro,


della sinagoga,

religioni sono sparse sulla


cie della
;

non mollo lontana

cattolica,

la

dalla

ebrea, cio la vera, e la prova


essa.

di

s. Salvatore della Corte (Fedi), o in Carte, la quale

Chiesa di
alcuni

Quindi

aggiunge

non dover
della

sebbene
cos'i

vogliano,

che

sia

recare maraviglia se anche in Ro-

delta dalla corte, o curia, che

ma, non
i

senza

disposizione

era nel

rione

di

Trastevere,

non

divina Provvidenza, vi sieno ebrei,


quali vi
si

meno che

negli altri di

Roma, pu
denomiquali abii

recarono sino dai temil

forse avere avuta

questa

pi degli antichi romani, e vi resta-

nazione anche dai giudei,

rono sotto

paterno

reggimento
sof-

dei Papi assai pi tranquilli che in


altre contrade di

Europa, dove
moltitudine

frirono in alcuni tempi angarie, ed


espulsioni. Della

degli

tavano nel medesimo rione, chiamati Curti dai gentili, cio Circoncisi, come li chiama Orazio Ser. 1. 1, Satir.g, In una sua bolla Benedetto Vili, che regn dal io 12 al 1024, presso rUghelli, in Epist. Pori. col.
di che fa
1

ebrei stabiliti in varie citt


lia,

d'Itaac-

18,

massime in Roma, siamo


Basnagio,
lib.

pure menzione
di
i

il

Fea
p.

certali dal

Juifs,

VI,

e.

histoire des VI, e dal Fabri-

Dissert. sulle rovine

Ronia^
Porto

374) descrivendo
diocesi

confini

della
,

zio Saluiaris luxevangeliiy p.

372.
e

suburbicaria di
si

la

Fino adunque dai pi rimoti secoli

quale

gli

ebrei abitarono in

Roma,

ma,
to

le

estendeva fino dentro Rod per confine il Ponte rot*


di
s.

primieramente nella regione di Trastevere, avendovi sinagoga, e vivendo secondo la loro legge, e costumanze. Tanto provano gli scrittori
delle

(Fedi) presso

tro

Pome
il

la Marmorata, l'alMaria, ossia il Pa-

latino (Fedi), detto


rio , e

cose

di

Roma,
t.

l'

Alveri,

Roma
trofei

in ogni stato,
il

II, p.

4^3,

dice che

Torrigio, ne' suoi sagri

che
di
voi.

gli

romani, not sulla sinagoga, ebrei avevano in Trasleveaver Ietto presso la chiesa Benedetto in Fiscinida ( V.

re, di
s.

anche SenatoPonte Cestio (Fedi), che metteva in Trastevere, ove abitavano gli ebrei. Chiamato pure quel ponte di s. Bartolommeo daldi tal nome o Tiberina, l' isola presso il Ponte quattro Capi o Fahricio (Fedi), detto eziandio ponte

judaeorum
di

come
di

si

legge

nel
del

XVII, p. 245, del Dizionario) un frammento di marmo con al-

Diario

Antonio
descrive

Pietro

i4m, che

l'ingresso

in

36

EBR
di

EBR
Si
leg-

Roma

Giovanni
il

XXI II.

ge ancora

confine dell'abitazione

Soggiogata eh' ebbe Pom|>eo fa Giudea, e resa tributaria al popolo, ed alla

degli ebrei,

quando risiedevano
parole
:

in

repubblica romana
la

Trastevere, dal Cancellieri ne*


Possessi, con queste

citati

vennero per
brei in

prima volta
in gran

gli

e-

Inci-

Roma
;

numero

sicslati

piente
te,

primo termine a fracto ponTranstyberinOe Urbis, per


,

come

schiavi

ma

essendo poi

uhi linda dividitur per murimi,

dichiarati liberi, ottennero di vive-

i'idelicet

per portam remeante per mes. Pancratii dium Jlumen majus venit usque ad ramum fracii pontis, qui est juxta Marmaratam , usque ad medium pontem S. Mariae, et ad medium pontem ubi judaei habilare videntur. Le medesime parole si ripetono in altra bolla di s Leone IX, che regn dal io/\C) al io54, ap-

Septimianam portam

re secondo la propria legge, ed avervi sinagoga, nella quale radu-

nandosi, facevano collette che spe-

divano in Gerusalemme, per offrire nel tempio le vittime. Quindi vennero assai favoriti da Giulio Cesare, il perch essi grandemente ne piansero la morte, e nella notte del continuo si recavano a sfogare il loro duolo ove erano state
depositate le sue ceneri.

presso lo stesso Ughelli

col.

\i^.

Presso Tanonimo

XIII secolo pubblicato da Montfaucon, in Diar.


del

L'imperatore Augusto, che venne il dominatore dell'impero

di-

ro-

mano 3i
Ges
dusse
gli

anni avanti
,

la

nascita di
ri-

Italie, p. 287 di Roma, p. 874, viene nominato Circus Flamineus

Cristo

fu

il

primo che
fatti

ebrei hbertini,

pri-

ad pontem judaeorum
berim, ibid. pag.

in

Transty-

ma
ne

schiavi nella guerra, in Traste-

284.

Tal

nome
dal

vere, narrando Filone

de legalio-

seguit a conservarlo,

giacch

Sommario

delle entrate e spese del

nec dissimulem probari sibi judaeos alioquin non pas:


:

ad Cajum
,

popolo romano, stampato in Roma nel 1606, fra gli uffiziali, che si eleggono dal Cardinal camerlengo in sede vacante, coi loro emolumenti, si assegnano ai tre custod del ponte de' giudei, canne due di panno di prima sorte ec, e scudi

sus fuisset

Transtyberim bonani Urbis partem, teneri a judaeis


erant
libertini j

quorum plerique

quippe qui in belli jure in potstatem redacti ab heris suis manumissi fuerunt, pemiissi more majo'
gli ebrei furono molto amati e favoriti, e per loro mezzo ed a sue spese, faceva ogni

quindici, e

Nello stesso

mezzo per ciascuno. libro poi de mirabili^


si

rum vivere. Da Augusto

bus
te

trbis,

ove
s'

tratta dei
il

ponti

della citt,

PonAdriano, qui dicitur judaeorum quia ibi judaei habitant. Il medesimo ponte viene appellato ponte de* giudei anche da Beniamino di
Tudela, wtW Itinerario; quindi s'intende come Innocenzo VII nel i4o6

indica ancora

giorno sagrifcare

delle

vittime al

ricevette sotto la protezione apostolica alcuni ebrei

del rione di

s.

An-

gelo, lo che

abbiamo detto

di sopra.

tempio di Gei-usa lem me ; laonde a suo esempio i cortigiani, e favoriti suoi fecero agli ebrei molti donativi. E per fra le nazioni, che ne piansero la sua morte, si distinse quella degli ebrei, che al dire di Svelonio, per totani hebdoniadam lamentata est. Anche l'Alveri a pag. 345 racconta, che Augusto stabili

EBR
gli

EBR
cio nell'anno 5i, per
l'

37
editto delesiliato

ebrei in Trastevere, ove aveva


i

posto anche

soldati,

che avea

for;

imperatore Claudio fu
cogli altri

da
si

malo per
percli la
la

inviarli

in

Ravenna
Il

il

Roma

ebrei

che

ivi

regione fu poi chiamata

trovavano.

Dopo un

lustro,

essens.

citt de'

Ravennati.

Nardini

do morto Claudio, nell'anno 56


Pietro ritorn in
altri

Roma

antcaj p. 4^4? difende gli ebrei dalla taccia di permutatori


,

Roma

in

un

agli

ebrei, e sotto

Nerone

vi pati

di zolfanelli con vetri rotti


gli
il

come
eccle-

glorioso martirio.

L'annalista

Ri-

aveano creduti
Rinaldi
,

il

Baronie, ed

naldi narra all'anno 4^,

num. 87,

nei loro

Annali
gli

che

gli

ebrei furono maltrattati in

siastici.

Egli dice che


in

ebrei

da

Egitto, in Soria, in Babilonia, e in

principio abitavano in

Roma

libe-

Seleucia, ove

all'

ramente
le

qualunque luogo, come


le

rono

uccisi

pi di

improvviso ne fucinquantamila ;

altre genti,

quali

professava-

no diversa

idolatria

da

quella dei
i

romani, facendone
bree scacciate da

testimonianza

coniugi Aquila, e Priscilla persone e-

Roma sotto l'impe-

^3 num. 2, dice che r imperatore Claudio, con pubblici editti, comand che gli ebrei non fossero molestali da nessuno, ne di ne di altrove. Per Alessandria
indi all'anno
,

ro di Claudio, che incominci a regnare 4i awni dopo la nascita di

proib a' giudei di

Roma

che non
fece

potessero adunarsi,

come pur

G. C. Tornatevi poi esse abitarono suir Aventino, dov' la Chiesa di s. Prisca [Vedi)^ e dove albergarono s. Pietro. Le sante Aquila e Priscilla furono convertite alla
vera fede dall' apostolo delle
s.

genti

con altri, s abolendo le taverne, e s evitando le conventicole per timore di congiure. AH' anno 49 ^ 5o num. 27 racconta la sedizione e r uccisione degli ebrei sotto Cumano, e che crescendo in Roma il
culto
cristiano,

Paolo nella

citt di Corinto, do-

mancando
:

cos

po la detta espulsione da Roma. Queir apostolo era stato da loro


albergato in Efeso
s.
i
,

l'antica religione,

n che
vi

vi si

Claudio determiponesse riparo ed alI

come

riferisce

l'anno 5i
ebrei

num.

riporta

motigli

Luca.
ss.

Ne accrescono

la certezza

per cui r imperatore cacci

Pietro, Marziale,

Paolo,
,

Luche

da Roma,

insieme a quelli

ca,

ed

altri

di nazione ebrea
cristiani,

convertiti al cristianesimo, cio per-

quantunque

non

distinti

ch
s.

giudei tumultuavano
i

contro

allora dagli ebrei, abitarono in diversi rioni della citt,

Pietro, e contro

cristiani

per

come

si
s.

pu

la

fede che
altri

gli

uni predicavano, e

vedere

agli articoli

Chiesa di

MaPu-

gU

BIA IN VIA LATA, e ChIESA DI


DEJVZIANA.

S.

te,

abbracciavano; e finalmenil suo editto contro di loro ebbe fine, per


che morto Claudio,

Neil'
s.

anno 4^
si

<^el''

^la

cristiana

Pietro

rec in

Roma

a stabi-

lirvi

la sede pontificia, fu alberga-

Roma. Dopo l'aumento degli ebrei in questa citt, pel numero che vi concui fecero ritorno in
essi non sono mai piti da Roma. Scrive il Basnagio, lib. 6 e 7, che gli ebrei di Worms provarono all' imperatore che non avevano avuta parte alla

to primieramente in Trastevere presso la

dusse Tito,
partiti

Chiesa di

s.

Cecilia

(Fedi),

siccome luogo destinato


sto agli ebrei, e pel

da Auguprimo vi pre-

dic l'evangelo. Passati sette anni,

38
crocifissione di
i

EBR
Gesh
Cristo.

EBR
Anche
cadavere presso il Augusto, allora de'Colonnesi fieri nemici del tribuno per la strage, che di molti di loro avea fatta. Di sopra pure si detto, che Paolo IV impose agli ebrei
il

a bruciarne

romani, che sostengono di scendere da quelli, i quali andarono a piangere al mausoleo di Augusto, pretendono di non discendere da quelli condotti in Roma da Tito dopo la distruzione di Gerusalemme, e che per conseguenza non hanno avuta parte alla crocifissione. V. Giuseppe M. Perimezde natione tortorum Dssert. zi
nostri ebrei
,

mausoleo
,

di

varie leggi, restringendoli ad abita-

re tutti in una strada,

su

di

che
de-

pu
nes

leggersi,

Leges^
in

et

ordinatio-

a Judatis

stata

Eccl.

gentibus obsen'andae sub Paulo


nel tom. IV, part.
Bull.
I,

IV,
del

Christi, adversus nuperum scrptorem Galliini, Romae 1726; Elia di Amata, di die nazione fossero

p.

32

Rom. Davide d' Ascoli stamApologia Hebraeorum, Argen-

qu

soldati

esecutori
t.

della
delle

morte
Lettere

torati

di Cristo? nel.

dei contro questo

erudite j Benedetto

XIV, de
igS,

feria

1559, ^ favore de' suoi giubando di Paolo IV. Si possono pure leggere il Ciucili,

VI
stis

in Parasceve, p.

de fcCliristij

Bibiot.
il

volante, scau/.ia
t.

XIV,
p.
i

p.

Domini Nostri Jesu

19, e

Mazzucchelli

II,

iSy.
pre-

Lettera di Gio. Antonio Astorio a

Dipoi nel

r566
la

s.

Pio

V mand
del

Gabriele Cenci, nella quale si d la notizia sulla condotta della si-

ad

effetto

prescrizione

decessore,

nagoga

di

Terra santa, nel venire


di

quel
al

assegnando agli ebrei recinto di case che abitano,


gi descritto.
Ricci,

alla deliberazione

procurare
nella

la

modo

morte di Ges di Minerva t.

Cristo,
I,

Gali.

Da Marco Ubaldo

nella

p.

3^3.

Osserva
tutte le
le

lo stesso Basnagio, che la sinagoga

romana
altre

rispettata

da

sua interessante Notizia della famiglia Boccpaduli, Roma 1762, a pag. 20, e seg. rileviamo le seguenti

per
vari

la

sua antichit, e
sentite
si

de-

notizie.

L'antica abitazione di tal

cisioni

sue sono

da

tutti.

nobilissima famiglia

romana,

insie-

Da

viaggiatori

rilevato

me

con parecchie

altre case all'in-

nelle fisonomie de' nostri ebrei

un

torno, rimase
recinto, che
scritto agli

racchiusa

dentro

al

carattere

diverso

da

quello

degli

da Paolo IV venne pretutti

altri, stabiliti altrove.

Celebri poi sono sinagoghe di Amsterdam , e di Livorno, che primeggiano fra le pi


le

ebrei per la loro stanza,

e in cui
s.

furono
Ella
il

racchiusi

da
ai

Pio V.

mostra,

anche

famigerate.

giorni

Nel paragrafo precedente abbia-

mo

veduto

gli

atti

ossequiosi

renri-

duti dagli ebrei a' Pontefici che

siedevano in
il

Roma

durante
,

la lo-

suo non ignobile prospetto di contro al portone della piazza, che gli ebrei chiamano del Mercatello ; e sembra che nell'antichit fosse cos magnifica, che sovente
nostri,
le
si

ro dimora poi in Avignone


Pontificato di

sotto
die-

dava

il

nome

di

palazzo. Inol-

Clemente VI,

tre

in delta

piazza del Mercatello,

dero nel i352 un segno di fedelt al governo papale, che aveano veduto rovesciare dal famoso tribuno Cola di Rienzo, e concorsero

eravi la chiesa parrocchiale dedicata ai ss. martiri Patermuzio, e Ca-

prele, jus patronato della stessa fa-

miglia

Boccapaduli. Essa

per

fu

EBR
rasa
e

EBR
suolo
cui fu
le

3^
loro
di

spianata

al

in quel

ro a

qualcuno

di

avere

medesimo tempo
a'ciistiani

in

vietato

fuori del
di

ghetto qualche

deposilo

di

avere
tutta

loro abitadella
citt,

mercanzie, vale a dire nelle sue

zioni

in

quella parte

vicinanze.

volendosi

che

rimanesse per
I

soggiorno degli ebrei.


chiesa di
le

suoi diritti

luoghi

parrocchiali furono uniti alla vicina


s.

Angelo in Pescheria, e
si
il

del-

sue entrate

form un beneficio
quaGalp.

semplice nella stessa chiesa,


le

essendo stato conferito al

Paolo V, avendo provveduto vari di Roma con l'acqua del lago di Bracciano, dal suo nome detta Paola, e vedendo che l'universit degli ebrei scarseggiava di acqua nel ghetto, ne potevano essi intatte le ore attingerla alle fontane
al

loni della
rio,

congregazione dell'orato-

esteriori

recinto,

condiscese alle
scrive Alber-

venne da Clemente Vili perpetuamente unito alla medesima congregazione; quindi fa menzione
lo storico di

loro preghiere,
to Cassio,

come

Corso delle acque antie delle

che
I,

ec.

ec,

moderne
di

par.

chiesa

una campana coH'anno i538, e


del

di

delta

pag, 384j e 385, e permise agli

di

una

ebrei che a
la

mezzo

un tubo

dal-

lapide sepolcrale
sciizione.
c,

V,
t.

i3o2, coUiBoUandisti Ada sandie

conserva di ponte Sisto supplis-

sero al bisogno. Quindi sulla piazza


della sinagoga fece erigere una fontana di travertino, nella cui vasca
tre fonti di

jidii

Il,

nona

p.

701.

Siccome chiesa filiale della basilica di s. Lorenzo in Damaso, il Bovio ne fece menzione a p. 178, la piet trionfante.
Il

cadono
le

acqua, due del-

Martinelli,

Roma

ex

ethnica sacra, ne tratta a pag.


sotto
il

377,

Cupi, e

a p. 12. IV, e s. Pio


brei a

Muti et Mercato Dopo adunque che Paolo


il

titolo de'ss.

Cancellieri

nel

obbligarono
nel recinto

gli

e-

bocche di due draghi, siccome parte del suo stemma. Dai lati della vasca sono due conchiglie pure di travertino con gettiti di acque, decorate da candelabri giudaici, ed inoltre vi sono lateralmente due piccoli abbequali

derivano dalle

riunirsi

bitano

di

qua dal
i

che aTevere, tutti


recinto,

veiatori o

lavatoi

pubblico.
ficio,

A memoria di
la

per comodo del s gran benela se:

debbono alloggiare
posteriormente

nel

sopra

fontana fu eretta

Pontefici permise-

guente

iscrizione, scolpita in

marmo

PAVLVS

AQVAM
IN
.

PONT V OPT MAX. EX AGRO BRACHI A NEWS l VERTICE MONTIS AVREI


. .
.

HEBRAEORVM INOPIAM AD IN LOCVM HVNC DVCI PONT AN MDCXIV


. .
.

SVBLEVANDAAf
.

CONCESSIT
.

SVI

ognora il popolo ebreo che un tempo esercitavaesclusivamente, avvenne che aumentandosi di molto le sue rieInclinato
alla

gli interessi
li

finanzieri di molti sla-

mercatura,

chezze entrasse eziandio a parte ne-

Europa, ed essendogli iuterdetto il possedimento de' beni stabili per necessit ancora impieg i capitali al commercio. Da ci nadi

|5
sce

EBR
che
in

E13R
ebrei
esercolle sette lucerne.

Roma
ghetto

gli

citano

nel

la

mercatura
acquista-

te la custodia del ghetto, e

Che anticamendei due

massime
telerie,

di ogni
ec.

specie di drappi,
,

ponti quattro Capi, e Sisto, in vigore


di

cotoni

come
le

un

antico privilegio appartenesse

no,

rivendono

robe vecchie.

alla

nobilissima famiglia Mattei, lo

Queste robe, e le altre da tempo immemorabile si vendono dagli ebrei anche nel mercato settimanache in Roma si tiene in piazza Navona. Per quando Innocenzo
le,

dicemmo all'articolo Conclave ( Vedi). Dall' Itinerario di Roma, pubblicato


da Mariano Vasi nel
p.

i8o4j

t.

II,

492,

si

ricava che

gli

abitanti del
sette-

ghetto di
mila.

Roma
gli

erano circa

nobilit quella piazza colla sontuo-

Vuoisi, che ai tempi di Gre-

sa fonte che
dificazione

di

s.

Tadorna, e colla riemagnifica chiesa Agnese, tanto agli ebrei quandella

gorio

XI li

ebrei di

dessero a

tredici

mila;

Roma ma

ascen-

questo
agli

sembra un calcolo esagerato. Leone


XII,
ebrei

to agli altri

venditori venne

proi-

come
il

si

disse,

concesse

bito di ivi recarsi pel mercato, do-

diritto di possedere case in

ra

ve poi furono riammessi , e tuttopacificamente intervengono. /^. Piazza

propriet.

Ma

essendosi fissata la pi-

gione stabile delle case del ghetto nei


pontificati di

Navona. Dello

stato

degli

Paolo IV, e
gli

di

s.

Pio V,

ebrei sotto

Alessandro VII, abbiavero degli ebrei di

e questa ai tempi presenti essendo

mo. Stato

pubblicato dal Varese nel

Roma^ 1668 in
Gio.

divenuta minima,
divenire

ebrei poterono
di quello

proprietari
di

che

Roma. Nell'anno precedente


Teodoro Sprengero,
ot^<3j

hanno

diritto

chazzac,

detto

nella sua

Roma

Francofurti 1667, parla degli

volgarmente gazzag, cio di quello, che dagli antichi proprietari si


vasi

ebrei romani, ed altri de'suoi tempi, nella

sua

opera

De
sul

stata ju-

vendeva, lascia vasi in eredit, o dain dote come una vera pro-

daeoriim.

priet.
,

Per

la

qual

cosa

fabbri-

Nel rione Ripa


del colle o
la chiesa di
la di
il
s.

declivio

monte Aventino,
s.

presso

Prisca, e dietro quel-

Maria

in

Cosmedin,

vi

grande de'palazzini, gli ebrei in realt ne divengono quasi padroni sebbene in apparenza restino in propriet dei
,

candosi anche in

cimiterio

degli ebrei, del


al

quale
p.

cristiani.

facemmo parola
i5
del

volume XIII
Ivi
si
,

Dizionario.
di

vedoerette
Il

to aggiungeremo, che

meglio dilucidare questo pun\ j'us gazzainquilinatus perpealla

no

varie iscrizioni ebraiche

ai defonti ebrei

distinzione.

gj ovvero j'us tuo inerente

qualit

di

e-

Piazza,

a pag.
il

i53, dice

che

ai

breo, anzi

una

necessaria conseguendi

5uoi tempi

cimiterio era fuori di

za

della

reclusione

questa natale diritto

una
la

delle porte di Trasteyere, cio

zione nel recinto.


gli ebrei
si

Con

Portese, ed
Bosio,

aveva
1

il

nome

di

Campo
se
il

giudeo. Nel
il

602

lo descris-

quale not, che era-

vi in greco l'iscrizione:

In pace, e

non possono venire espulpagano le pate queste aumentare tuite pigioni non si debbono dai direttori, quali
dalle loro case, ove
;
i

che quasi ad ogni sepoltura, dipinto di colore rosso, o impresso con calce, eravi il segno del candelabro

per in caso di
fica pigione.

sfitto

sono

dall'israeli-

tica universit reintegrati dell'identi-

Su

tale

importante ma-

EBR
teria
g

EBR
le disposizioni

4r

possono vedere

diverse
ci,

emanale dai sommi Pontefii555, i6o4; i658,

Paolo IV in data 12 luglio di Clemente Vili a' 5 giugno di Alessandro VII a'i5 luglio d'Innocenzo XII ai 3o aprile
e
dello
slesso

congrega circa scudi seimila settecento per l'istruzione che i giovanetti ebrei non possono avere altrove, e per soccorrere i vecchi , g' invalidi,
i

poveii, gl'infermi
gli

ec.

Laon-

regnante

1698, Gregorio

de ascendono
l'

universit

annuali pesi delscudi tredici mila

XVI

colla decisione di

gazione

speciale

una congread referendum


,

circa,
bile,

senza

possedere rendita sta-

portante la data de' 16 agosto 1841. si pu vedere Giornale il del Foro, che va pubblicandosi dal

tutto dovendosi ricavare dalla sola industria commerciale. L'universit israelitica,


dell'elezione e

Ancora
eh.
1

nell'anniversario

Belli,

nel

fascicolo di

ottobre

84^, paragrafo 211.


JVel Iacinto

coronazione del sovrano Pontefice, stabilisce una speciale deputazione per felicitarlo, e
presentargli

israelitico
i

no no

ospedali,
di

ed

nostri

ricevervi gli
i

non vi sonon ricusaebrei. Vengono

ebrei di

che fanno gli per la di lui conservazione, e per godere il prosei

voti

Roma

soccorsi

poveri a domicilio dall'ue


si

niversit,

raccolgono in cinque
sovvenzioni
delle
de' pri-

scuole, oltre le
vati.

guimento del benigno sovrano patrocinio Il prelato maestro di camera la introduce al Papa ed
.

L'edifizio

cinque scuole

in

nome
il

riunite,

aventi

pale ingresso
delle

per

ognuna un princicomune, l'atrio


sono
al-

scorso

un analogo dirabbino maggiore, od un


di
tutti
fa

posto nella piazza delta appunto


scuole.

deputato. Tale deputazione bacia la veste del Pontefice, ed ossequiosa


se

Tali scuole

ne

parte

contenta
del

dell'umano
sovrano.

quanto vaste, e si denominano, del Tempio, Nuova^ Catalana , Castigliaiia,

trattamento

proprio

e Siciliana. Gli
loro

ebrei pei poconcessi

chi diritti civili

dai

canoni, dalle costituzioni apostoliche,

Del modo col quale gli ebrei furono ricevuti dai Papi, del cerimoniale che osservarono quando per quaU che negozio furono ammessi alla loro
udienza, trattano
re eccl. tom.
e lo
il

e dalle leggi pontificie, a guisa degli

Sarnelli, Lette-

corrispondono a tutti i dazi e pesi pubblici, ed inoltre a parecchi oneri pecuniari di sopra nominati. A questi aggiungeremo l'annua somma di scudi settantatre
altri

sudditi,

VI lettera XXX Vili; Schud, memorabdium jiidaeo'


p.

rum

242.

Gli ebrei di

Roma,

e quelli del-

lo stato pontificio

dipendono dalla
della santa

e baiocchi sessanta al segretario del


vicariato, e
la

suprema congregazione

somma

d'annui scu-

romana

universale inquisizione, co-

di centoventicinque

e baiocchi cin-

me

da un supremo magistrato per


i

che la congrega paga ai vari parrochi delle chiese vicine al ghetto a titolo di pretatico. Oltre a ci devono gli ebrei, ossia la
loro
universit,

quanta,

tutti

regolamenti

disciplinari

Inoltre in

Roma

lo speciale

magiil

strato sul disciplinare degli ebrei

tribunale del Cardinal vicario, a cui

dare

annui

scudi

secondo

il

regolamento

legislativo del
locali

tremila seicento circa, a vari inca-

1834 incombe emanarci


vedimenti disciplinari,
zioso che nel civile.
s

prov-

medesima, e pel reggimento di essq; pi impiega la


ricati preposti

alla

nel conten-

La giurisdizione.

42
che in

EBR
Roma
si

EBR
sizioni di pubblica amminislrazioite,

esercita dal Cardinal

vicario, viene altrove esercitata dal

che

si

pubblicano nell'odierno ponsono diverse leggi risguarebrei,


gli

tribunale

della

sagra

inquisizione

tificato, vi

nella rispettiva localit,

dal ve-

danti

come
ferie;

la

conferma

scovo diocesano, dovendo gii ebrei dipendere ora da ambedue, ed ora

degli usi tollerati dagli ebrei rela-

tivamente
nettezza di

alle

l'estensione

da uno
ebrei di

di essi.

L'universit

degli

delle provvidenze

emanate
del

per

la

Roma

posta sotto la pro-

Roma

sulle strade

com;

tezione, e tutela dei prelati tesorieri

prese nel recinto


privilegio della

ghetto

sul

generali, e nelle faccende econoessi

mano

regia che go-

miche dipende unicamente da

portando a tal fine il nome di economi, e sopraintendenti dell'universit israelitica di Roma. Dipendono inoltre gli ebrei anche dagli altri magistrati di Roma a seconda delle rispettive attribuzioni, e per
la

de la comunit degli ebrei ; il regolamento sulla tassa dovuta alle


universit israelitiche

da ciascun
stato

e-

breo emigrato
cio.

dello

pontif-

La

tassa

d'emigrazione

degli

ebrei imposta
consiste
to,

da Papa Leone XII, nel due e mezzo per cenvalore


de' capitali

topografica

posizione

del
al

claupresis.

sul

che
il

si

stro sono questi soggetti

estraggono, ed avvi ancora

rego-

dente regionario
gelo, e Campitelli.

dei

rioni

An-

lamento come
della
tassa.

si

eseguisca a
1'

mezzo

tenore poi del


nel

mano

regia

esigenza di tal
in

1841, gli a tremila, e settecento. Eleggono essi tie fattori del ghetto, uffizio che dura un semestre. Questi fattori fanno lo specchio delle spese comuni, e le distribuzioni per capi, tassando con somma accuratezza ogni familiare individuo secondo le
ebrei di

censimento formato

Roma ammontano

In Germania, in Inghilterra,
Russia, in Italia ed altrove
si

pub-

blicarono dopo l'anno

1780 molte

opere di divergenti opinioni, scritte con particolari vedute intorno agli


ebrei

ovunque

sparsi, la cui

nomente-

clatura e compendiosi cenni riusci-

rebbero alquanto
dio.

prolissi,

e di

rispettive risorse.
te e ricche,
tre, si
le

Le

famiglie agiale

La maggior

parte

per

degli

che

sovvengono
di

al-

autori, seguendo le
geliche,
zione,
in cui

compongono
il

pi di mil-

individui in circa, e

quando nel
chia,

massime evane la moderaprincipalmente in un tempo


r umanit,
si

1837

morbo
si

pestilenziale
afflisse

annullarono

gli

atti

di

mato

Cholera

Roma
nella

gli

feudale vassallaggio, durato fino al


secolo
stati;

ebrei agiati
rit verso
tori
i

distinsero

ca-

decorso

in quasi

tutti

gli

loro connazionali.
fare
la

I fat-

devono
le

distribuzione

delle raccolte sovvenzioni,

ma

pri-

ed eziandio in un'epoca, nella quale aboPi la tratta dei negri, ed emancipati furono gli schiavi,
razza selvaggia, abitanti di
piti
siti

debbono sottoporre all'ap provazione di monsignor tesoriere


generale.

ma

inos-

e barbari, e

seguaci

dell' ido-

Gli altri ghetti dello sta-

latria,
gli

to pontificio nei regolamenti e fac-

ebrei

mostra che la condizione dedebba meritare i caritati,

cende
locali
JVella

legali,

economiche dipendono dai o delegati apostolici.


citile

vi,

clementi

ed

umani riguardi
popoli.
tutti

dei principi regnanti, e dei


11

Raccolta

leggij e ilLspo-

perch

fauno

unauimi e

EBR
pietosi

EBR
fruire del

4^
sollievo,
chr.
,
.

educazione di quest'antico e celebre popolo meglio curata ed estesa, lo renda pi illuminato, e pi si faccia utile alla societ, e divenga degno di vevoti,

che

la

caritativo

porge
ai

il

sagro

monte

di

piet

postulanti
il

Perci

modi Cardinal pro-tesoriere Anne' prescrilti

dere mitigate
fin qui

le

leggi rigoro5;rr

che
la

con dispaccio de' io giugno i835, manifest al direttoionio Tosti,


re generale dello stesso sagro
te,

l'hanno colpito, e gl'incepin cui

mon

pamenli

fu ravvolto
sili

per

essersi

degnata sua Santit anebrei


di

sua condotta in molti pre lodevole.


In ogni

non semdel go-

nnire alla istanza della classe indigente


degli

Roma

am-

tempo

la

piet

verno della santa Sede raddolc le particolari disposizioni, che riguardano gli ebrei. 11 regnante Pontefice in ispecie, il quale ripone la propria felicit nel potere rendere
felici
i

mettendoli a partecipare dei sussidi del sagro monte, derogando co-

a quelle contrarie disposizioni che ci impedivano, e prescrivens

do
tive.

in

pari

tempo

norme

rela-

suoi

sudditi
sin
la

d'ogni

condial

EBRON

HEBRON.

Citt

ve-

zione,

ha

qui

date

ceto

israelitico

per

condotta

eh' esso

tiene, delle

evidenti, ed
di
,

inecceziogiustizia,

nabili

prove
i.**

sovrana
e
in

e di

benignila

clemenza,

col

concedere;

che

un

apposito

Turchia asiatica, nella Palestina, una delle pi antiche del mondo, chiamata dai turchi Rabr-lbrahira o Khatil, sangiacato della Siria, nel pascialatico di Damasco. Sorge la citt a qualche
scovile della

stabilimento, sotto la

vigilanza del
i

distanza della riva

occidentale
declivio
vi

del

presidente regionario, possano

gio-

mare morto,
montagna,
fortificato,
re.

sul

di

una

vanetti israeliti venire avviati, anche per mezzo de' cattolici, nell'esercizio <li qualche arte, e mestiere per
toglierli

in cui

un

castello

residenza del governatocitt


le

Questa

dal pericoloso ozio, e perco' loro

pi antica che
pii

secondo Mos era famose citt del-

ch

si

rendano

con eligioprotezio-

l'Egitto, e Giuseppe dice pur anco


di Zoan, e Tanis, ed eziandio Memfi. Era situata nella tribi di Giuda, distante circa sette leghe da Gerusalemme, dal lato di mezzod. Anticamente si chiam Cariath, o Kiriath-Arba, o citt del quattro, cio Te trapoli ; ed ebbe il suo re particolare, prima che gli
di
israeliti

nari vieppi degni

della

mediante una fedele sudditanza, ed una lodevole condotta; 2." ha loro


ne, e della piet governativa,

concesso d'impetrare dal sagro


ie di piet di

moulegl'-

R.oma

dei prestiti per


le

depositati
gi

efttitti,

dappoich

governative vietano ad

essi

sercizio dei

banchi
essi

anticamente

che soltanto maneggiadi prestilo,


tal

entrassero nella terra


sia

pro-

vano. Moderando a

fine

un

ri-

gore forse un giorno meritato, non volle il benefico Pontefice che una
sola classe di sudditi

rimanesse pridi

va

di

un vantaggio,
e che

cui

abbi-

Canaan. Giosu la. conquist, ne uccise il re, ed allora prese il nome di Ebron da uno de' suoi figli, o discendenti, come opinano alcuni. JN'on molto lungi da Ebron eravi una doppia cavermessa, o
di

sogna,

altrove

non poteva

u, nella quale,

sperare, permettendosi agli ebrei di

Scrittura, fu sepolto

come e' insegna la Abramo, con

44

EBR
vi

EBR
nominarono
di
uri

Sara stia moglie, Isacco loro figlio, e Giacobbe il perch ancor oggi chiamasi la santa caverna. Nella divisione tocc
alla

vescovo del

lry

rito,

cui

Giovanniccio

vescovo

trib

di

Levi, e
asilo,

divent una delle citt di


di

rifugio.

israeliti

in

David fu eletto re degli Ebron, ed ivi regn setsette

1672, intervenne al concilio Betlemme, e proscrisse solennemente gli errori calvinisti di Cirillo Lucario, sotto il patriarca Dositeo II. Attualmente Ebron, Hedi

del

te

anni,

mesi,

divenendo
trib di

bronen., titolo vescovile in parti-

allora la

prima
il

citt della

bus^ che conferisce la


sotto
il

santa

Sede,
in

Giuda. Dipoi
Jone,
fecesi

di lui figlio
ribell
in

Assa-

patriarcato, egualmente

quando

si

Ebron

partibus, di Gerusalemme.

Lo

por;

proclamare re, ed a suono tromba fece annunziare al popolo Assalone ha regnato in Ebron. Poco distante dalla citt vedi
:

tarono da ultimo
e

Ignazio

Dtuski

desi la valle di

quale

ritirossi

Mambre, presso la Abramo, e in conche


a
lui

siderazione degli angeli

monsignor Francesco ArnoldiMelchers di Werne, fatto dal Papa regnante nel concistoro dei 21 novembre dell'anno i836, suffraganeo di Munster, e vescovo di Ebron.

qui apparvero, dagli ebrei, dai cristiani,

EBRULFO

(s.).

Presso Bayeux

e dai

pagani fu
santo.

visitato

tenuto per luogo

La

pre-

sente citt rifabbricata dai saraceni,

presso quella antica.

da ricca famiglia ed onorata nacque Ebrulfo nel 517. Sortita una educazione conforme ai principii della morale cristiana, fu da' suoi genitori in progresso introdotto alla cor-

Dicono gli storici che si osserva moschea, eh' era un tempo chiesa greca, con il sepolcro di bramo, e di sua moglie; e che si ve-

una

di Childeberto I. Non tard Ebrulfo a meritare colla sua condotte

ta

il

favore del principe, e ad es-

dono

in

una chiesa
:

gotica quelli di

Isacco, Rebecca, Giacobbe, Rachele,

e di Giuseppe
sitata
poli.

questa

tomba

vi-

ad importanti uffizi. Per puro eccitamento de' suoi incontr matrimonio, e la sua sposa
sere innalzato
gli

con venerazione da molli poAltri affermano che tal mo


la

corrispose perfettamente in virsecolari

t e meriti. Le cure

non
reli-

schea
dall'

chiesa

fatta

edificare

impedivano
gione
di
al

alla

sua

piet

imperatrice Elena sul sepolcro

consecrare

pi ore
di

del

Abramo, e che al presente due mami turchi, di prima classe, tengono coperto il sepolcro con ricchi tappeti, che vengono di quando in quando cambiati a spese del gran
di

giorno

bene

dell'anima,

ed in
corte,

mezzo

al

mormorio

una

sapea egli formarsi una solitudine entro il suo cuore, e fissarsi in Dio. Sostenne egli quanto pi pot una
lotta
s

signore.

Dopo che

latini

conqui-

perigliosa e

difficile,

ma

fi-

Gerusalemme, col paese circonvicino, dice Commanville che nel 1 102 stabilirono in Ebron una sede vescovile, immediatamente sogstarono
getta al patriarcato di

Gerusalemstati
i
i

me. In seguito essendo


ni,

lati-

nalmente stanco delle cure secolaresche, consultata la moglie, ed avutone uno spontaneo e pieno asentrambi , senso , si separarono prendendo ella prima il velo in un monistero. Dur fatica Ebrulfo

espulsi dalla

Palestina,

greci

ad ottenere dal

re la richiesta

di-

ECC
missione, e
la,

ECC
conseguitalentissimus). Titolo di onore.

45
V. Ec-

finalmente
ai

venduto quanto avea di preziopoveri,

cellenza.

so, lo distribu

si

ri-

ECCELLENZA
cellcntia).
titolo

(praestanlia, ex-

fugi

nel monistero cos detto


nella
diocesi
di

dei

Astratto di eccellente,
onore.
nel
Dicesi
chi

due Gemelli

Ba-

di

eccellente,

yeux. Entrato Ebrulfo in quel sacro ritiro, sent di subito l'anima sua ripiena di quello spirito di puro amore verso Dio, che rende dolce e soave la pi rigida penitenza,

excellenSy egregius^
lenza,

ha

eccel-

suo essere in grado di perfezione. Parlando per terza persona, dissero i nostri antichi
e
scrittori eccellenza,

e solleva l'uomo alle


virt.

pi

eroiche

lentia a tutti
ai

quei

ed anco eccelgrandi signori,


il

quali per lettera da vasi

titolo

JVon tard egli a meritarsi in quei


dintorni la
il

venerazione di

quanti schivo
d' in-

conobbero, a
onori,
uscito

segno
e

che

ed Eccellentissimo (Vedi). Dice il Macri nella notizia de' vocaboli ecclesiastici, che
' Illustrssimo [Fedi),

egli degli

temendo
quel

tra

titoU
I

usati

dal

Pontefice

s.

vanirsi,

da

monistero,

Gregorio
tere, vi

del

Sgo, nelle sue


di

let-

compagni, si riOuche, per esser meno conosciuto ed onorato. L Ebrulfo fond un' abbazia, e molti furono quelli che concorsero ad abbracciare quell' istituto di sanaltri

con

tre suoi

covr nelle

foreste di

stra,

sono quelli ed Excellentia


re,

Gloria

ve-

vestra, che dapatrizi

va ai
di

alle

regine, ed ai

Roma, come Excellentia


ai

Vestra,
esarchi,

che dava
ai

consoli,

agH

duchi, ed ai conti.

Molti miracoli oper ancor vivente, e quindi celebre il suo nome sempre pi si rendette. Visse sino agli anni ottanta, e
ta

ritiratezza.

Parlando
titoli

il

Parisi,
p.

Istruzioni
seg.

egli

per la segreteria,

3, e

dei

in genere, e della loro origi-

ne, osserva che nel secolo


lasci correre
il

XVI

si
ti-

li

29 dicembre
in
tal

del
il

596 l'anima sua


martirologio roil

cerimoniale col

vol al cielo, ed

mano
nome.

giorno ricorda
Citt

suo

Quindi aggiunge che nel 1596 essendo slato cresciuto a dismisura lo scialactolo di eccellenza, ed altri.

ECANA, EGAE.
le

vescovi-

quamento
Spagna, davano
la

de' titoli
alla

la

corte

di

della Puglia, nel regno


alle falde del

poli,

monte
e

NaAppendi

quale

gl'italiani

colpa,

tent,

ne massime
al-

Venosa, che si pure chiamata Aeca ed Accana. Si vuole fabbricala da Malenzio re de' Salentini, e che fosse poscia cos chiamata dal nome di sua moglie Ecanania. La sede vescovile vi fu fondata verso l'anno 5oo ; ma essendo stata la citt totalmennino, tra

Lucera,

ne' suoi stati d'Italia, di

porvi

cun rimedio. 11 titolo d'illustrissimo, ed eccellentissimo, che gi fu


attribuito
si

a'

soU

piincipi

sovrani,
i

era tanto prostituito, che sino

nobili dell' infimo

rango

lo preten-

te
lei

rovinata

dai

barbali,

sulle

di

devano, ed i nobili provinciali, lo pretendono anche adesso. Il Menchenio, orai, de chiarlat. erudit p.
20, neli' inveire colla nota sua graziosa mordacit contro
1'

rovine nel decimo secolo venne


vescovile di

edificata la citt

Tro-

ambizione,
de' Titoli

ja (Vedi).

e
(

nauseante moltiplicit

ECCELLENTISSIMO

ExceU

di onore [Vedi), parlando

del

ti-.

46
Consultissinios,

ECC
al

ECC
detto
principe,

lolo di eccellentissimo, soggiunge: ..


quibiis

come generale
il

parum^ aut

del re di Spagna. Excellentissimus


nella casa

nihil consiliij Excclleiitssiinos^quos

Augusta eia
(clic

Quaeslor
il

vellyro anlecellerel. scienta.Eiiimve


ro
Clini

sacri Palatii

oggi

sarebbe
il

olini

Carolus
libri,

M.

loin.

gran cancelliere), va era


lo di Roma, e del come a Triboniano,
si
il

prefetcui,

imp. in inscriptione
se Iraditur
spectabilis

quem de
scripsiset

pretorio,

iniaginims cantra graecos


viri,

dette
titolo

da
di

cxcellentissimi^

Giustiniano

I,

anche
alto,

elogio

notetur

ecquis

est liodie inter doctores iimbriaticos^

quibus
11

etc.

sopreminente, magnanimo, grande. Nell'anno 776, regnante d. Karolo excellentissimo


rege francoruni, alque longobardo-

ExceLo

(Vedi),

medesimo
tratta

Parisi a pag. 2
titoli,

e
os-

seg.

dei

Eccellenza^

rum, come
beni,
Istor.

si

legge
s.

nel

Crescini-

EccellentissimOf

Eccellente,

ed

di

serva che trovasi in


lore del

Simmaco
una
epist.

scrit-

din
lia

pag.

Maria in 67. Abbiamo


re

Cosnieinoltre,
d' Ita-

IV

secolo, in
lib.

lettera
9:

<:he nel

957 Berengario
detto

a Stilicone

4>

ciun
il

fu

excellenlissimus

rtx,
Hist.

Miblimi excellentia tua.

noto

come
I

si

ha

dal
I,

Federici

gi-ado eminente che Stilicone

aveva

Pompos, tom.
titoli

nell'impero,
rlo.

la
l'

cui

figlia

Maria

pertanto
,

pag. 4**4' di eccellenza,

doveva sposare

Lo

stesso
I
il

Giustiniano
inalasunta,

imperatore Onol' imperatore diede alla regina Atitolo

eccellentissimo ec.
risi
si

secondo

il

Pa-

sogliono dare ai cavalieri, o

nobili veneti, a' nipoti o fratelli,


altri

ed

re

Teodorico

al

re

parenti

dei

Papi,

ai

grandi

Clodoveo, ed altri re, come si legg in Cassiodoro, lib. X, epist. S, lib. XI, epist. /\., e lib. Ili, epist. 3 14. 1 re di Francia della prima, e seconda stirpe erano trattati di Ecctllenza ; e tal titolo con essi us il nominato s. Gregorio 1.
Carlo fthigno ne onor il Papa, e re ; siccome pu vedersi in Mai billon, de re diplom. lib. II, cap.
6,
g.

di

Spagna,

ai cavalieri del

d' oro,
altri

dello Spirito

Santo,

Toson e ad

Ordini egualmente insigni; a


che hanno
;

quelli

titolo

di principi

e duchi
nistri

agli ambasciatori, ai

miai

primari delle corti


altri

regie,

vice-re, ai segretari di stato, ai

ge-

ncrali d'armata, ed

ch'eser-

citano ministero

di

regia
al

rappresenatore

sentanza,
di

come ancora

5.

legati
tal

del

concilio
'

di

Trenlo diedero
ca
di

titolo

al

dual

Baviera
il

in

una

lettera

Papa, presso
57.
lett.

11

Bembo
1.

Pogiano, voi. 3, p. al doge di Venezia,

lib.

In

una

lettera

del

se-

nato romano al duca di Parma e Piacenza Odoardo Farnese, in ringraziamento di avergli partecipato le imprese del principe Alessandro suo
diede al duca il titolo di Eccellenza, e di illustrissima alla sua casa, ed il titolo \ Serenissimo (Vedi)
figlio,

Roma, ad alcuni signori, sebbene non abbiano titolo di conte, purch discenduca, principe, ec. dano da famiglie, che hanno signoreggiato qualche grande o piccolo stato, ovvero si sono impareniate con case reali. Perci i si,

guori d. Alfonso, e d. Rodolfo

Va-

Camerino domiciliati in Ferrara, dopo la met del secolo


rano
di

passato erano trattati dai Cardinali col titolo di eccellenza, e col

Don

[Fedi), preposto

al

loro no-

ECC
me,

ECC
clic

47

come

quelli

furono

di-

che

ai

signori ecclesiastici conviene


l'

scendenti da

lunghissimo
signora
del

una casa, la quale per tempo fu sovrana, e


ducato
di
di

Camerino.
fu

ed eccellene Rcve^ rcndissimo (Fedi). Tuttavolla l' uillustrissimo,

non gi
tissimo,

ma

Illustrissimo

Tal
ce

trattamento
regina

eccellenza

sanza, o piuttosto

1'

abuso_, trascina

loro concesso anche dall'imperatri-

chi vorrebbe stare alle debite con-

Maria
la

Teresa,

giacche
II

venienze, e cos distinguere


sone, secondo
i

le

per-

dal diploma di Ferdinando

imera

gradi, e le dignit

peratore

famiglia
titolo

Varano

onorata col
i

d' illustre ,

come

principi assoluti del sagro romano impero. Per questo doveasi lo-

ro

il

titolo

di

eccellenza,

a
le

voce,

proporzionatamente ; ma i Cardinali non ripugnarono di dare l'eccellenza a' prelati nipoti di un Papa. Si pure introdotto l' uso di dare l' eccellenza reverendissima ai
Prelati di fiocchtui,
dinale

ed

in

iscritto,

con tutte

prero-

ed

ai

Nunzi
Carfratelli,

gative,

ed onorificenze. Va notato che compete il titolo di eccellenza alle mogli di quelli cui un tal tisi

(Fedi). Nel titolano per


si

un
ai

prescrive, che

o nipoti secolari del Papa creatore,


i

tolo

conviene
in

ec.

Prima

Carso-

Cardinali da
signor

lui

creati

davano

dinali
dicali

cima

alle lettere,

agi' in-

titoli

d'illustrissimo,

ed

eccellentis-

personaggi,

come

nella

simo_,

mio osservandissimo,

prascritta
strissimo,

usavano i titoli d'illued eccellentissimo signore;


:

in corpo della lettera dicevano


stra

vo-

cambiato poscia nel titolo di eccellenza. E da notarsi, che il mio, e r osservandissimo non era usato
dagli altri Cardinali coi
renti.

eccellenza, e in fine:

di

vostra
nella

delti

pa-

eccellenza.

Da
che

ultimo
nel

tanto
resto,

Inoltre
il

sul

titolo

di

eccel-

soprascritta,
il

danno

lenza
ti,

senatore Filippo
di

Bonarroi
,

semplice titolo di eccellenza, av-

nelle

Osservazioni sopra
vetro,
p.

vasi
illu-

vegnach il formolario epistolare si alquanto semplificato. Questo titolo di eccellenza propriamente di signore secolare, e non conveniente a persona ecclesiastica, e per tal motivo l' abhate di Extrades ambasciatore di Fi ancia in Venezia, da monsignor Alaldi nunzio pontifcio non l'ottenne,

cimiteriali

97

strando l'iscrizione dignitas amicorum dice che questa pei ifiasi, in


:

quanto servi specialmente a denotare


i

nomi
s'

di

persone
poeti.

particolari

ed
in
si

insigni,
altri

incontra in
forza
di

Omero, ed
in
essi

antichi
la

Cos'i

ma

invece

fu

trattalo

pura-

mente
il

Moscigneur ,

come

not

Paciuchelli,

mem.

par. 3, p. 126.

1 decreti della congregazione cerimoniale non accordano il titolo di eccellenza in verun modo ai prelati, ancorch di nascita principesca. Il Parisi conservava un discorso di monsignor Antonio Caelani, arcivescovo di Capua, mentre era nunzio in Ispagna, in cui prova,

Priamo, di Enea, di Alcinoo, di Telemaco, di Ercole, per Priamo, Enea, Alcinoo Telemaco, ed Ercole ; e da ci derivarono i titoli, che sono tanto in uso appresso di noi, come eccellenserenit ed altri. Tiza, altezza, a queste si toli, e frasi consimili trovano nel codice Teodosiano, co^
legge,

me
nio
gli

si
il

vedono
giovane
titoli

nelle

lettere

di Pli-

Trajano.

altri

d' illustrissimo,

Sopra po-

tentissimo, eccellentissimo, e simili.

48
sonaggi,
si

ECC
possono vedere
i

ECC
le

dati a varie citt, corporazioni, e per-

Osserdello

donde poi l'uso si propag, e si estese ad altre corti, ed altre persone. Si nota eziandio, che gli

vazioni
e

sopra

medaglioni
1

am-

stesso Bonarroti, p.
la

4^, 244) ^ ^49; dissertazione del Baudisio, de


illustrisj

basciatori di

Venezia,
di questo

quali go-

devano gi
lo

titolo

come
non
i636,

tilulis

specfahilisy
e.
I, .

clarissi-

nobili veneti,

come

si

detto,
il

mi, magnifici^
se di

3. Nelle

prodel

pigliarono se non dopo

Dante, del Boccaccio,

Villani, e di altri buoni autori, di-

quando l'imperatore, ed il re di Spagna acconsentirono di riconoscere in essi


1

ce Claudio Tolome in una lettera


al

siffatta

qualificazione.
i

Caro nel i543,


al

e in altra scrit-

nobili veneti, presso


il

quali
,

era

ta

Bini

p.

89,

non

si

legge
di ec-

antico
lo

titolo

di eccellenza

non
dal

r infrascamento
cellenze, di

di signorie,

ricevevano nei dominii della redai


cittadini, e

maest oggid

usato

pubblica, che

tutte le ore parlando, e scrivendo.

popolo.

Grande
si

poi l'abuso
fa

che

Nel Dizionario francese delle Origini dicesi, che


di onore che
tori,
si

dell'eccellenza

nel regno delle


si

eccellenza

titolo

due

Sicilie,

poich poco
chi
si

bada a

ai

ministri,
si

d ed

agli

ambasciaaltre persone
riesce

darlo soltanto a

compete.

Finalmente
fu

il

titolo di eccellenza

che non Altezza


nia,

qualificano col titolo di

(p^edi).

Esso

spe-

cialmente applicabile alla

Germa-

aggiunge che gli ambasciatori si trovano in possesso di quel titolo dopo il iSgS, nella qual' epoca Enrico IV re di Francia spedi il duca di Nevers ambasciatore presso il Papa, che fu in Roma complimentato da prinalla

ed

Francia.

anche agli uomini insigni per lettere, bench senza grado di nobilt, scrivendosi, eccellente, molto eccellente, ed
eccellentissimo signore, ed in corpo
:

un tempo comune

vostra eccellenza. Cos usoUo

il

Bem-

bo scrivendo al celebre giuriconsulto Mariano Socino; Aldo il giovine ad Antonio Persio; Luigi Grolo, al
Riccobono; il Vannozzi, a M. A. Mureto, al qual Vannozzi per altro non piaceva, che si desse loro nel corpo dell'eccellenza, ma piuttosto: V. S. eccellente, molto ec-

cipio col
ci

titolo di

eccellenza, e pertitolo

sembra
agli

che questo
la

di

onore, o almeno
zione
se la sua

sua
,

applicatraes-

ambasciatori
origine

dall' Italia.

Sul-

l'epoca dell'invio

Roma

del du-

ca

non

posso
vite

convenire,

leggo

nelle

de' Pontefici,

perch che

o eccellentissimo. A' nostri e il molto eccellente collegati coir illustre, e molto illustre, servono per onorare i
cellente,

giorni l'eccellente,

Clemente Vili assolvette e riconobbe solo nel i5^5 Enrico IV, il quale nel 1608 spedi a Paolo Carlo Gonzaga duca di Nevers con

dottori,

ed

altri.

ECCELSO
gnificato di

(excelsics).

Titolo di
si-

onore, addiettivo di eccellente, in


alto,

sopreminente, su-

titolo di
stargli

ambasciatore,
riverenza,
in

in

per contepubblico concistoro, co-

blime, magnanimo, grande. Dicesi eccelsissimo, excelsissinius, celsissinius,

me

fece,

ed ossequio.
si

altissimus , in superlativo

di

eccel-

Appresso
titolo di

Francia

diede
gli

il

so; ed eccelsitudine, excelsilas^ cel-

eccellenza a tutti

am-

siludo per grandezza, altezza,


situdine, siccome
titoli

cel-

basciatori residenti a quella corte,

di

principi.

ECC
Eccello setiatOj eccelso dominio disse

ECH
anche
boli

49
del

leggere

l'

Onomasticon
dei
del

Bernardo Tasso delia


repubblica di Venezia.

serenissi-

Zaccaria.

V.

la

Notizia

vocaalla

ma

Loren-

ecclesiastici
il

Macri,
dice,

zo de Medici alla repubblica di Firenze, us


i

voce Ecclesia j
Ecclesiae
le

quale

titoli

di eccelsi signori

nutrices

che sono chiamate

vostra eccelsa signoria.


excelse frater era
il

Illustris et

chiese

parrocchiali

da

s.

Ago-

titolo,

che usapoi

bardo.

va

il

doge

Francesco

Foscari col

ECCLESIARCA
Offiziale,

(Ecclesiarcha).
della

duca

di Savoja

Amadeo Vili
V,
nel

prefetto

chiesa,

i439. In altra lettera del iJ\Zf usa il doge col medesimo duca il titolo di fraternit, ambedue termini d'eguaglianza. Eccelso ancora il distinFelice
tivo di alcuni vescovi di

antipapa

cio capo della chiesa di Costanti-

nopoli, la

cui
il

funzione consisteva

in raccogliere

popolo nel tempio.


clero della chiedi

Questo
sa

offizio

del

Germania,

come
dinali

dell'arcivescovo, e principe di

Salisburgo.
i

Ad

esso davasi dai Cardi

Coanche o Mansionario (Vedi) , il Santese che in alcuni luoghi si chiama puesercitavasi

anche fuori

stantinopoli. Dicesi ecclesia rea

titoli

eccelso

reve-

re Scabino.
siarchi
questi,
si

Gli

uffici

degli eccledi

rendissimo signore, ed in corpo, di sua eccelsa persona, mentre in fi-

estesero

anco

pi di

ne

gli

davano quello

di

sua eccelsa
titola-

reverendissima persona. Nel

no

per

un Cardinale

si

nota, che
si

V Eccellentissimo [Vedi)
za (Vedi),
tato
in
la

dava

ai

erano incaricati d'invigilare al mantenimento, alla polizia ed alla decenza delle chiese, di convocare i parrocchiani, di accendere i lumi pel divino uffizio, o
ed
cantare, fare la cerca ec.

secolari notati all'articolo Eccellen-

quale dicevasi in cor-

ECCLESIASTICO
Chiesa.

Uomo
gli

di

po, e in fine;
tanto

ma

poi

venne adotche
di
il

V. Chiesa, e

tutti

arti-

nella

soprascritta,
titolo

coli relativi,

come

Chierico, Clero, ec.

cima

della lettera

ec.

Ecclesiastico

pure

il

nome

di

eccellenza soltanto. Illustrissimo ed


eccelso
ci
il

uno
to,

dei libri dell' antico testamen-

si chiama negli atti pubblireggimento di Bologna per decreto di quel senato, confermato da Benedetto XIV a' i4 febbraio 1749, a mezzo di un breve apostolico. Finalmente si d il titolo

come

lo

l'Ecclesiaste.

(Ecliinus). Sede veprima Tessaglia, nell'esarcato di Macedonia, o deiriUiria orientale, che secondo il Mirco
scovile

ECHINA

della

sotto

la

metropoli

di

Larissa,

di eccelso

alle

supreme magistraChiesa
(Vedi).
Il

e dice chiamarsi altres Scarfia^ o

ture, e cospicue corporazioni c.

ECCLESIA,

Scarphia, da Sperchia, alla cui imboccatura trovasi situata. La sede

Crescimbeni, Istoria della chiesa di san Giovanni, dice, che anti-

venne
secondo

eretta

nel

secolo

sesto,

camente

la

voce Ecclesia j presa per

equivoca e signific egualmente ogni sagro ritiro, o pub-

tempio, fu

VOriens Christ, t. II, p. vescovi Teovi ebbero sede I i5, doro, Pietro, ed Aristotile, il qual^
i

intervenne
tinopoli.

al

concilio

di

Costan,

o privato, o grande, o piccolo che fosse, il che pure s'intese per la voce Basilica (Vedi). Si pu
blico,

Al

presente Echina

E-

chinen.y titolo in partihus,


ferisce la santa

che consottoposto

Sede,

ma

gp
alia

ECO
metropoli pure
in partihus di

ECO
erano interamente amministrati dai vescovi ; ma siccome questa cura
riusciva loro gravissima, e toglieva

Atene.

ECLANA
scovile del

(Aclanum). Citt veregno di Napoli, nella


antichissima citt
degli

Campania
irpini,

ad essi parte del tempo, che dovevano impiegare negli uffizi del loro ministero, cercarono di liberarsene.

anche Qidntodecimuniy o Decimum quntum. La sua sede venne eretta nel secolo
appellata

S.

quinto, e fatta sufFraganea alla


tropolitana di

me-

Agostino pi volte voleva restituire fondi che possedeva la sua chiei sa; ma il popolo non volle mai riceverli,
lui

Benevento.

Quindi,

come

si

legge nella vita di

nell'anno 669, fu la citt distrutta dall'imperatore Costantino, e poscia


rifabbricata, conservando
il

scritta

Gio.

da Possidio, e. 1^^ 8. S. Crisostomo rimprovera quei


che per
costretto
la loro

suo seg-

cristiani,

avarizia e
i

gio

episcopale
secolo.
la

sino
di

al decimopri-

negligenza nel occorrere

poveri
di forcerte,

mo

nata, e

nuovo fu rovisede venne trasferita a


poscia

Dopo

aveano

vescovi

mare
le

alle

chiese

rendite

e e

Frigento, e
di

unita a

quella

lasciare la orazione,

le istruzioni,

Avellino.

altre sante occupazioni

ECONOMO,
ministrator.
te,

Oeconomus, Ad^
di chi

dossarsi tali

Nome

prepo-

sto all'amministrazione delle rendi-

vano ai soli Homil. 85


e.

adcure, le quali convaniesattori, ed affitlaiuoli. in s. McUlh. cap. 27,


per

e de' beni ecclesiastici, od appar-

IO.

Perci,

come
i

gli

aposteli

ad una comunit. Il Macri qualifica l'economo per officio ectenenti


clesiastico, fica

avevano incaricato
cura di distribuire
ministrazione

diaconi
limosine,

della
i

le

ve-

e dalla voce greca signi-

scovi affidarono agli arcidiaconi l'am-

regolatore di casa, dalla parola

economia oeconomia^

governo domestico della casa ; ed aggiunge che all' economo apparteneva tener
conto dell'entrata ecclesiastica, pensare al clero gli stipendi,
cire le rovine

Chiesa de' Beni di (Vedi), e dipoi agli economi che dovevano renderne conto al clero.

Furono

inoltre accusati

alcuni
i

ve-

disrisar-

scovi di aver lasciato perire

beni

delle loro chiese per negligenza,

della chiesa,

sovve-

nire colle hmosine le povere vedove,- gli orfani,

mancanza di cognizione. Questa fu una nuova ragione, che impegn pai

ed

altri

indigenti,

il

dri del concilio calcedonese nel

4^

i ,

tutto

per

dall'

economo
del

veniva
vescovo.

eseguito

ad

arbitrio

comandare che ciascun vescovo scesuoi chierici un economo, gliesse fra


i

Descrive minutamente

l'officio del-

per

affidargli

l'amministrazione dei

l'economato s. Isidoro neir episi. ad Laudefrid. episcop. L'economo


riscuoteva i pii legati; e dopo la morte del vescovo compilava l'in-

beni di chiesa, perch gli arcidiaconi erano d'altronde assai occupali, ed


era bene di tener lontano il sacerdozio da ogni sospetto. L'elezione di questi economi facevasi colla pluralit dei voli

ventario

delle

suppellettili

sagre
secolo

appartenenti al defonto. Nel quarto, e nel quinto


s

del
le

clero,

giacch

ricevevano tanto

rendite del ve-

chiamarono con questo nome gli amministratori de'beni della Chiesa. Nei secoli precedenti questi beni

scovo, che quelle del capitolo. In alcuni luoghi erano scelti dal solo

vescovo, e se questo

trascurava di

ECO
provvedervi, la
clero.

ECT
spettava al
fossero
lo

5i

nomina

Che sififatti economi pur chiamati provveditori,


i44-

dice

il

Bernini, Storia delle eresie, pag.

La

Glosa,

parlando
!3i6,

del

ca-

aveva ancora altre funzioni paiticolar, a cui attendere quando il vescovo uffiziava. L'economo prendeva posto alla sua destra, vestito di una tonaca, e tenendo in mano

none calcedonese, can.


zione
si

Quoniani
disposi-

i6, 4j 7? ^'^ ^^^ ^^ sua

una specie r uso della


dinazioni

di

ventaglio,

secondo
al

chiesa greca; e nelle or-

applica indistintamente ad
di
chiese,

l'economo
sacerdoti.

presentava

ogni

sorta

anche conIl

vescovo quelli, che dovevano essere


ordinati

ventuali, e parrocchiali.

sopi-ad-

S'ignora quandi

detto canone fu approvato


versi

da

di-

do terminasse l'uso

nominare

concili
ec.
/^.

come

di Siviglia, di

Nicea
II

Diaconi^ Diaconie, ed

Arcidiaconi.
settimo concilio ecumenico
gli
sti-

economi tanto necessari


che
stabil

al-

le chiese,

essere la loro
diritto devolu-

economi, per amministrare i beni di chiesa, ed probabile che cessasse insensibilmente, a misura che l'amministrazione di tali beni fosse devoluta ai singoli beneficiati, il perch divennero gli economi quasi

scelta e

nomina, un

inutili,

e la loro incumbenza fu

ed ai patriarchi. 11 p. Tomassino osserva, che nella chiesa latina gli economi avevano la cura delle rendite, e gli
to agli arcivescovi,

circoscritta alle rendite delle

men-

se vescovili, durante la vacanza delle sedi.


1

Il

concilio di

7 stabili, che

dopo

arcidiaconi quella de' fondi,

ma

gli

un

prelato, s'istituisse

Ravenna del la morte di un economo


le

uni e

gli

altri

erano

obbligati

di

perch amministrasse
questa

cose

e le

render conto della loro amministrazione al vescovo stesso, al quale

rendite della chiesa, e a benefizio di


,

e di quello che

si

sceglieil

per

altro

apparteneva

sempre
e

r per vescovo. Finalmente


cilio di

concap.

la

disposizione

delle oblazioni,

Trento, nella

sess.

24

delle decime,
in

anche di certi fondi usufruito, onde provenne Tuso,


dei

i6 de reform. ordin, che quando


la sede fosse

vacante,

il

capitolo,

e Io stabilimento

Benefizi ec' clesiastici (Vedi). Nella chiesa greca poi


officio
il

ne' luoghi in cui incaricato della


riscossione
delle

rendite,
fedeli

stabilisca

Magnus Oecononms
si

era

uno o pi economi
lanti,
i

vigi-

che

esercitava dai

princi-

pali del

clero,

anzi

era

il

primo

fra tutti dell'ordine clericale.

Ma-

neggiava esso l'entrata della chiesa, per cui Simeone Tessalonicense


lo

chiama successore di
Chiesa.

s.

Stefano

proto-martire economo della primitiva

Dice Metafraste,

che
si

abbiano cura degli affari, e del bene della Chiesa, per renderne conto a chi si apparterPer ci che si praticava in r. Francia su questo punto di discisi pu plina vedere La Combe, Raccolta di giurisprudenza canonica alla parola Economi. Anticaquali
,

nella chiesa greca

l'economo
di tutti

e-

mente

si

chiam Economo
le

spiri-

leggeva con
clesiastici.

voti
i

gli

ec-

tuale quell'ecclesiastico, ch'era pre-

Tra

medesimi
assai

greci

posto a reggere
nati
ai

chiese dei nomi-

questo

officio

era

rilevante,

benefzi

concistoriali,

non

dappoich l'economo non

era

sol-

provveduti dalla santa Sede.

tanto incaricato del temporale,

ma

ECTESI

{Ecthess), Editto,

o libro

5i

ECT
greca
si-

CT
Eraclio
diede

famoso, che dalla parola


fede.
iquest

gnifica esposizione, o profe^ione di

L'imperatore

ad un libro, che vuoisi composto da Sergio patriar^ta di Costantinopoli, e che a sua istigazione pubblic con un editto nell'anno 689, in favore del monoteismo.
Il

nome

da Severino in Costanlindavendo compreso da quel cicero che nulla otten'ebbero, se prima non avessero promesso di far
spediti
poli,

sottoscrivere

al
lo

Pontefice

VEctesi,

promisero per dar termine alla lunga sede vacante, onde ottenuta dall' imperatore l

simulatamente

principe cominciava Teditt


si

tol proibire, che

diresse esservi a

se

Ges

Cristo

una o due
poi

operazioni,

ma
non

dichiarava

espressamente

conferma dell'elezione di Seveiino, ne ritornarono in Roma. Ma invece Severino subito condann e maledi l'editto, fu quindi vittima
Eraclio, e
tre giorni

sservi in lui

che una volont;

dell'indignazione di
r

modi

in sostanza favoriva l'eresia dei


nolelti

Mo-

dopo due mesi e

(Fedfjj cos chiamati appunto

pontificato. Il Rinaldi, all'anno

640,

'volont in

non ammettevano che una Ges Cristo, la quale eresia pu dirsi un semi-eutichianismo.
perch

num.
Gli

2, e seg., riporta la vessazione,


il

cui soggiacque
successe

zelante Pontefice.

Eraclio promise ad Anastasio, capo de Giacobiti (Vedi), che erano

una

setta

di

eutichian,

di

farlo

^patriarca di Antiochia, se

volesse ri-

'conoscere

il

concilio di Calcedonia.
di

Anastasio

finse

abbracciare
l'

la

-fede cattolica,

ingann

imperato-

re, e lo trasse nell'errore dei


feliti.

mono-

Ciro patriarca di Alessandria,

ve

Sergio patriarca di Costantinopoli


lo

confermarono, e fecero pubdpprovai'e VEctesi composto dal secondo , ch'era in appairenza cattolico ; ma che stabiliva in fatto una sola volont, ed una sola operazione in Gesti Cristo, e
blicare ed
nello stesso

Giovanni IV , cui Eraclio procur di guadagnare, dicendo nello scusarsi, che l'editto era stato compilato da Sergio, il quale l'avea pregato di sottoscrivere. Giovanni IV, eccitato da s. Massimo abbate di Crisopoli presso Costantinopoli, radun in Roma un conl'editto e cilio, e vi condann Monoteliti. Allora Eraclio egualmente condann VEctesi, e dichiar con altro editto, che fece propagare si in oriente che in occidente, che il patriarca di Costanlinopoli
, i

S'^rgio era

il

vero autore
coli'

dell' Ectesi.

Giovanni IV indirizz all'imperatore

una

lettera,

apologia

del

tempo imponeva
fu
fatta

silen-

^o
la

siffatte questioni.

blicazione

Sede
I.

pontificia

Questa pubmentre vacava per morte di


cir-

Onorio I, nella quale mostrava che questo Papa erasi sempre attenuto (con s. Leone I, e
predecessore
colla
di

chiesa cattolica) alla dottrina

Onorio

Dur

questa vacanza

due

volont

in

Ges
in

Cristo;

ca venti mesi, perch Eraclio ricusa-

eh* egli avea negato soltanto esservi


nel

va

di ratificare l'elezione del

Papa
lol-

Salvatore,

come

noi,

due
l'una

Severino, secondo l'abuso allora

volont contrarie ed opposte


all'altra, quella

ierato dalla Chiesa, finch l'eletto non

della carne, e quella

approvasse
tii

l'edittOj ossia profe.<isione

dello spirito; che avea costantemente

fede, la
t.
t.

Cond, duino

quale trovasi in Labb VI, col. 196^, e nell'ArIli,

insegnato, giusta
Cristo avesse

il

vangelo, che

Ges

la

volont della

col.

791.

legati

natura uipana unita alla sua divi-

ECU
nit,
il

ECU
Il

53
eccl, dice

come meglio si legge appresso citato La^b t. V, col. 1659. Seminviata

Macri, Nat. de* vocah.


il

che

concilio

ecumenico

chia-

bra, che la lettera fosse da Giovanni

mato

concilio universale, e

magnum;
s.

IV

Costantino

figlio di

e dice che plenarium lo chiam

Eraclio,

perch questo
e
lo

ultimo era

nel 641 rivoc condann al fuoco. Ma dipoi avendo l'imperatore CoStante pubblicalo il famoso editto chiamato Tipo (^Fedi) ad istigazione del patriarca Paolo, questi fu condannato dal Pontefice Teodoro
l'editto,
I

morto. Costantino

Agostino neWepist. 162. Sull'ecumenicit de'concili si pu pure leggere il Bernini, Storia delle eresie. In quanto al titolo poi di vcscO' va, o patriarca ecumenico, ci per.

metteremo questa breve digressione.


Molti
si

patriarchi

di
il

Costantinopoli
titolo,

sono arrogati

e la di-

siccome

diligente

in

estinguere
il

gnit

di patriarchi

ecumenici,

ed

'Ectesi di Eraclio.

F.

Mondelli,

ecco in qual occasione.


stanti no
trasfer

Quando Cor

Dissert. eccL dissert

la deposizione, e la

VII. Sopra scomunica di

la

sede imperiale

a Bisanzio, che dal suo

nome

chia-

Pirro Monotelita, fatta e sottoscritta dal Pontefice Teodoro. 11 successore

Costaptinopoli
citt
diritti

decret
di
tutti

che
gli

questa
onori,

godesse e
stati

Martino I, nel celebre concilio tenuto nel Laterano l'anno 649, solennemente condann VEctes ed Tipo di Costante, che perci feil
s.

privilegi,

che

un

tempo erano
tica
la

accordati all'anr

capitale
citt
i

dell'impero

romano,

di

Roma.

Conseguente-

ce rilegare

il

buon Pontefice

in Cri-

mente
(Fedi),

vescovi
al

di Costantinopoli

mea. Nel
concilio

pontificato di

Agatone nel

modo
si

che

dicemmo a
giurjisdir

generale VI,

costantinopo-

quell'articolo,

persuasero d'avere
Pc^atefici

litano III, furono

condannati nuo//

su tutto l'oriente la stessa


zione, che
i

vamente XEctesi e
monoteliti.

Tipo

ed

romani

eser;

ECUxMENICO (Oecumenicus).
rola greca, la
rale o universale, la terra abitata
abitabile.

Pa-

citavano nell'occidente. L'anno 38 r, concilio tenuto in questa il primo


citt,

quale significa gene-

ch'
col

il

od

cise

suo

secondo generale, deterzo canone, che U

un

concilio

Questa parola per indicare venne adoperata la prima

volta nel concilio generale di Calce-

donia, tenutosi nel ^^\. L'annalista


lio

vescovo di Costantinopoli avesse le prerogative d'onore dopo quello di Roma, perch quella era la Roma nor velia. In tal guisa questo vescovo fu
collocato sopra
i

Rinaldi, all'anno 347, reputa conciecumenico il sinodo Sardicense,

patriarchi d'Alesi

sandria e di Antiochia,

quali rei

e rende ragione sul significato della parola ecumenico. Alcuna volta gli
africani

clamarono del
Pontefici

pari che

sommi
cambiaincomin-

contro

questo

diedero il nome di ecumenici ad alcuni concili, ch'erano soltanto composti dei vescovi di tutta

mento
quale
sino

di

disciplina;
s.

ed
I,

ciando da

Damaso

sotto

dd

l'Africa.

Ma

quali sieno

concili e^

venne celebrato il conciho, ad Innocenzo III, i Papi


patriarvescovi costantinopolitani.

cumenici, colla definizione del concilio

non riconobbero mai per


chi
i

veramente ecumenico, V. l'articolo Concilio, massimamente nel -voi. XV a pag. 1 59 del Dionaro.

Nel concilio di Calcedonia tenuto

Tanno i5i,

preti e

diaconi

i^
farono
sati
al

CU
Pontefice
8.

ECU
porta Paolo diacono, de gests
lori'

della chiesa di Alessandria, preseli-

Leone

//

gobardornm,
tenesse
si
il

ca^. Sy,

lib.

lV,che

al

Magno, che per mezzo

de* suoi le-

romano Pontefice
titolo di

soltanto

appar-

presiedeva a questo concilio, un' istanza concepita in questi termini ji4l santissimo , e beatissimo
:

universale, che
successore nel

arrogava Ciriaco,

patriarcato al Dghinatore.

patriarca ecumenico della gran Ro-

ma, Leone. Quindi anche


tolo
di

patriaril

chi di Costantinopoli presero

ti-

patriarca ecumenico, col pretesto che fosse stato dato a s. Leone I, sebbene questo Papa non
se
lo sia
il

mai

attribuito. Nell'an-

no 5i8

vescovo di Costantinopoli Giovanni III, ed Epifanio l'anno 536 usarono di questo titolo; ma

Questa qualit di ecumenico non deve la sua origine al noto orgoglio ed all' ambizione de' nominati patriarchi, ma incerta ed anche equivoca. Sotto il nome di patriarca ecumenico, si pu intendere o quegli la cui giurisdizione su tutta si estende universalmente la Chiesa, o quegli che si considesolo

ra

come
o
cui

solo vescovo
gli

supremo, e

Giovanni

VI

patriarca

di Costan-

che
gli

riguarda
la

altri

come

suoi

tinopoli, dipinto da' greci

per

un
il

vicarii

sostituti,

o finalmente quesi

prelato di virt cospicue, e sopran-

autorit

estende sopra
,

nominato
titolo

il

Digiunatore,

prese

ecumenico e di vescovo universale anche con maggior sodi

lennit in
riente,

un

concilio di tutto l'o-

che avea convocato


senza
averlo
li.

l'anno

prenuna gran parte del mondo dendo la parola universale non pel mondo intero, ma per una vasta estensione di paese, come fece s. Luca e. 2, v. i. Il primo di questi

587,
e
I,
il

partecipato al

tre sensi, che

il

pi naturale,
il

Pontefice Pelagio

il

Questo Papa, di lui successore s, Gregorio Magno, condannarono inutilsiffatta


i

quello che

adotl
titolo
i

concilio di

Calcedonia, qualora giudic


desse

che

si
I.

questo
lo

s.

Leone
nel

mente
tialore

arrogante usurpaziosuccessori

Certamente
tinopoli

patriarchi di Costanterzo

ne: laonde

del Digiu-

prendevano

conservarono il titolo di patriarca ecumenico, come l'us quel patriarca che nel i43i fu, al concilio di Basilea. Non solo s. Gregorio I riprov l'alterigia del Di'
giunatore,
la di

senso per arrogarsi la giurisdizione

su tutto l'oriente,

come

il

dottore della loro chiesa

si

primo chiam
ancopre-

Dottore ecumenico. Per ra avevano torto se con


i

essi

ci

ma

eziandio riprese quel-

dria, che

Eulogio patriarca di Alessanpur si denominava patriarca universale. Fu alloi*a che s. Gregorio I cominci ad intitolarsi

romani Pontendevano escludere tefici da ogni giurisdizione sulle


chiese orientali,
gresso.
Il

come

fecero in pro-

secondo

assurdo

chia-

i*amente,

in

tutte le sue lettere, col

ti-

ed quello che sembra aver inteso s. Gregorio I riguardo


ai patriarchi di Costantinopoli. Egli

tolo opposto, e pieno di umilt,


di modestia
:

Servo de* seni di Dio, la qual formola tuttora si adopra dai successori di lui. Quindi Bonifacio III del

dice,

che menico

il

titolo di

patriarca ecucontro
concilii;
si

una bestemmia
i

l'evangelo, e contro

che
soaltri

607 ottenne

dall'

imri-

quegli che lo prende


lo

crede
gli

il

peratore Foca, con decreto, che

vescovo, e priva tutti

ECU
quale d'istituzione divina. Prima eli Foca, T imperatore Giustiniano I, con V epst.

EDE
men,
e che
significa
il

5^
abitazione;

ddla loro dignit,

la

anche

e
fu

predicatore
appellato

evangelico

da
e

alcuni

Oecumenicus
sul
si

ad Joan.
duino
S.
t.

Pont.,

appresso

Labb
nella L.

doctor.

Altre
di

erudizioni

titolo

Concilor. tom. IV, col. 174^, ArII.

col.

1146, e

de summa Trin. et Fide catholicay che visse ottani' anni circa prima di Foca, avea confessalo essere Giovanni IF, Pontefice rocod.

possono leggere nel citato Macri alla paroOecumenicus^ ove dimostra la la modestia de' Pontefici, che non vollero farne uso, e riporta
la
testi-

nome

ecumenico,

monianza
persino

di concili,

di

vescovi,
di
i

mano

del 533,

//

cupo di

tutte le

di

Menna

vescovo

sante chiese ^ e nella Novella i3f, cap. 2, il primo di tutti i sacerdoti.

stantinopoli, che

chiamarono
ed

CoRouni-

mani

Pontefici ecumenici,

Laonde non fu il decreto di Foca summentovato per istituire qualche cosa di nuovo sul primato del romano Pontefice, come supCenturiatori di Maddepongono
i

versali.

Michele Lorenz stamp in Argentina: Fxamen decreti imp,

P/iocae de Primatu
ficis j e

Romani

Ponti"

burgo, Cenlur.

7, cap. 7, pag^

121,

Matteo Pfalfio, Tempe Helvet. tom. 4 sect. 5, ci diede: De titulo patriarchae ce*
di lui

prima

ma

per dichiarare, che al


il

sommo
di
i

eumenici.

Pontefice compete
versale,

nome

Uni-

EDDA
scita

(s.)

Anglo-sassone di naSignore,
fu di

come ben
an.

riflettono

due

fu

s.

Edda, e consacratosi per


nel
s.

dottissimi Cardinali Baronio, Anual.


eccles.

tempo
di

al servizio del

606, num.

2,

e Bellar-

monistero di

llda,

destinato

mino de Rom. Pont,


Al giorno d'oggi
chi greci

lib,

2, cap. 17.
i

poi al vescovato

Dorchester

tutti
il

patriar-

presso Oxford, indi a quello di

Win-

prendono
i

titolo d\ ecu-

chester. Nell'esercizio dell'episcopa-

menico, come
nestoriani,
il

patriarchi giacobiti,
si

ed armeni
(f^edi),

appellano
significa

Cattolico

che

parimenti
universalit

universale j

ma

questa
l'e-

comprende

soltanto

santamente, e si adoper to egli con edificazione de'suoi diocesani, e dopo trenta anni di cure e sollecitudini mor ai 7 di giugno dell'anno 7o5. Nel martirologio romano
assegnata in
tal

stensione della loro setta.


ge, Glossar. Latin,

Du
lett.

Ganlet-

giorno

la

sua

festa.

^.l'erudita

EDEN
Paradiso.

o Paradiso

terrestre.

V.
Asia

tera di

Pompeo
IX
patriarca

Saruelli,

XL

del tom.
ci
il

delle Lett. Feci. Per-

EDEN. Sede

vescovile
il

dell*

di

Costantinopoli

s. Grechiam; Stulti nominis profanuni vocabulum; ed osserva che

si

dice ecumenico, titolo che


I

gorio

fiume Adonis, verso il nord de' cedri del Libano, all'oriente di Tripoli sul monte Libanella Siria, presso

no, dipendente dai maroniti, presso

il

Anastasio Bibliotecario nella prefazione del


nico,

monistero dei
cui
za.
il

VII

sinodo

Giovanni
di

Sergio e Bacco, in vescovo faceva la sua residenss.

Vili, dichiara questo titolo ecume-

dicendo
il

che

il

patriarca

di

Si hanno notizie di tre vescovi Eden, gi conosciuta anche sotil

Costantinopoli non universale in


tutto
iu

to

nome

di

Paradiso.

Stefano
1

mondo come
sola

una

Papa, ma parte, perch Oecuil

occup questa sede \ anno Giorgio fu coQsagrato nel

397

1096,

^6
ed Elia
riens
gli

EDE
successe nel
t.

DE
i634.

O-

grati ad

p. 92, e 93. Edesio nacque nella Licia provincia dell* Asia minore. Ebbe a fratello s. Appiano, che sostenne il martirio a Cesarea. Fu di

Christ.

Ili,

EDESIO (s.).

Abramo, e che non possono essere toccati. Circondata da alte mura, fiancheggiate da torri, e da un lato precedute da un fosso scavato
oltre
difesa

nella viva

roccia,'

in

da un

castello

situato

professione filosofo,
si

fosse fatto cristiano,


le

quantunque non dimise


sua
i

sopra una rupe. Le strade hanno per mezzo un canale, e sono guarnite di case
11

per

insegne della primiera

solidamente

edificate.

insttuzione.

A
s.

Cesarea segui egli


Panfilo, e

palazzo del pasci

vasto;

vi

precelti di

non

arros-

siva in faccia ai magistrati di con-

sono parecchi bagni e bazar a volta assai belli, ed un maggior nu-

Ges Cristo, per cui pi ebbe a soffrire la carcere, e per ultimo ad essere condannato
fessare

mero

di

moschee
alti,

coi minaretti pi

volte

o meno

fra le quali

di osservazione quella consagrata

degna ad

alle

in progresso
;zione,

miniere di Palestina. Liberato da si cruda destinapass egli in Egitto, e giunsi

Abramo. Gli armeni


scovo, ed
citt.

vi

hanno una
il

chiesa, presso cui risiede

loro ve-

un

ospizio

fuori
il

della

to in Alessandria
te

senti

altamen-

commosso, nel vedere perseguii

Ragguardevole n' mercio, ed i suoi abitanti

si

comcom^
kurdi,

tati
ti,

cristiani coi
le

pi

fieri

tormen-

pongono

di

turchi,

arabi,

ed esposte

vergini donzelle al

ludibrio di

vili

mercanti di schiavi.

Infiammato di zelo veramente evangelico, non pot egli pi contenersi, e presentatosi al prefetto Geroeie,

armeni, e di alcuni pochi ebrei. Alcuni suppongono che questa citt corrisponda all' Ur della sagra Scrittura,
altri

la

dicono edificata
il

da

Nembrod,

sotto

nome

di Arach,

ferissimo persecutore, lo rimprover della sua crudelt, e della sua indegnit. Gerocle inferocito contro di lui Io fece caricare di catene, ed assoggettatolo di poi a varie guise di torture, alle quali sep-

chiamata 'poscia CalLiroe, o CalirhoCj e per abbreviazione Roe, o Reha. Sopra la montagna, che signoreggia
il

forte,

veggonsi

delle

ruine consistenti in due

grandi

belle colonne corintie, che gli abitanti dicono essere gli avanzi del pa-

pe resistere con eroica costanza, il condann per ultimo ad essere gittato nel mare, in cui ebbe termine il suo sagrifizio. Viene onorato li 8 aprile.
Orfa, o Reha. Citt arcivescovile della Turchia asiatica nella Mesopotamia, capo luogo del
pascialatico,

lazzo di

Nembrod, ed
d'

In

parecchie
le

stanze scavate nella roccia,

quali

sembrano
Eusebio
co
di
I

una remota

antichit.

la disse

fondata da Seleu-

EDESSA,

re di Siria,

3o4 anni prima


indi
di

Ges

Cristo;
del

capitale

regno
di

divenne la Magdonia.
i

del

sangiacato

del

Secondo Polibio, sotto


port
il

Seleucidi

suo nome, e situata sul pendio di due colline, ed in riva al fiumicello Scirtus, detto Ibrahim-Khalil, Je cui acque vengono condotte in un grande bacino quadrato pieno
(l

nome

Antoca.

Di-

vent Edessa colonia romana^ e fu uno dei baluardi dell' impero opposto ai
1

Parti,

ed

ai

Persiani.

Nel

una moltitudine

di pesci

consa-

17 venne incenerita da un corpo di truppe spedito da Trajano. Fi-

UE
l;il

EDE
fu

^j
Roma. Questo
viene
asse-

incute questa citt

chiamata
di
si

a Costantinopoli, e poscia nel i325

ltessa,

da un'
i

altra citt

Marif'u-

venne

ti*asferita

in

cedonia,
to
sa.

cui abitanti vi

trasferimento da

altri

jjiarono, ed conosciuta
I

anche sotnomi di Orfa, Ourfa, ed Orcitt sotto


il

La

nome

di

E-

gnato verso la fine di questo secolo. Altri per dicono venerarsi la vera immagine nella chiesa di s.

dessa fu celebre

allorch

partico-

larmente
sori

di

dominarono i succesAlessandro. Divenne egualla


ai

Bartolommeo gi de' basiliani armeni in Genova, ed ora de' barnabiti,

come

si

legge nella Notizia

mente celebre
ciate (Fed),

tempi

delle

Crosi

al

quale articolo
principali,

istorico-critica della prodigiosa effgie di N. S. G. C. Oltrech va pu-

accennano

le

cose

ri-

re consultato

il

Carletti nelle

Me-

guardanti quegli
tenay,
sia

avvenimenti.
dell'
Il

Al-

morie
te

storico-criliche
s.

della

chiesa,

lora divent la residenza del Cour-

e monistero di

Silvestro in capi-

che in questa parte avea fondato un regno.


II
I

A-

di

Roma,

pag. 94, capo

Vili:
venera-

Papa
quan-

Della immagine Edessena


ta in questa chiesa,

Lucio

ne pianse

la perdita,

i44 ^11 tolt^ ^' crocesignati. Gengis-Ran la saccheggi nel XIII secolo, e Tameilano nel XIV;

do

nel

Ma

di

tuttoci,

Genova 1828. che riguarda que-

sta sagra
lettera,

immagine, e la suddetta parleremo all'articolo Re-

cadde quindi in potere de' turchi, che r hanno poi sempre conservata. Edessa ricevette la fede di Ges Cristo sotto Abgaro armeno, che n era re, per opera di Taddeo,

gno antico di Armenia (Fedi). Edessa ebbe i suoi re, che si chiamavano Abgari, come i Tolomei di
Egitto, e
i

Darli di

Persia.

Il

re

imo

dei settanta discepoli di

Ges

Abgaro, il quale fiori ai tempi di Marc' Aurelio, fece coniare la propria


effigie
y

tristo.

Abbiamo da
io, che

s.

Girolamo,
la

insieme a quella dell'imper


Il

Matth. cap.
sanit,
si

Abgaro avenEusebio,
Eccl.
,

peratore

do ricuperato
fece

prodigiosamente
cristiano.

loro passava.

r amist che seco capo del re coalla

perto da

un berrettone

per-

nel

lib.

I,

cap.

i3,

Istor.

siana con di dietro la legatura co-

racconta che Abgaro avea scritto a

me
to

si

usa nei diademi, avente sotberrettino,

Ges

Cristo, di cui diceasi

parente,

un

che

cuopre

le

implorando prospera sanit, cui rispose Cristo. Per mezzo dell' apostolo
s.

orecchie.

Taddeo ricuper
si

la lettera, e'

fece

Abgaro cristiano. La
lettera,

tradizione aggiunge che la

Nel terzo secolo venne, stabilita Edessa una celebre scuola, e Macario precettore del martire Luciano, vi presedeva, e vi conserv
in
la

e
gli

il

ritratto al

da Cristo, nache della Chiesa di


in

mandatofurono dati alle monaturale,


s.

vera fede sino all'imperatore Zes'

none, allorch vi
storianismo.
secolo
s
il

introdusse

il

ne-

Silvestro

Alla

met

del quarto
fatti

Capite [Vedi),
si

di
il

Roma, dove
ritratto. Pri-

cristianesimo vi aveva
progressi,

tuttora

conserva

ma
si

per l'immagine, e sino al 944 conservava con gran venerazione in Edessa, donde fu tolta nell'impero di

Romano, che

la

fece

portare

che Giuliano r apostata, recandosi alla guerra di Persia, non volle onorare di sua presenza la citt nel suo passaggio appunto perch em tutta cristiana.
grandi

58

E DE
anche quando
g'

EDE
oltre

Ed

imperatori Cotulli
i

un

titolo

arcivescovile in par-

stanzo, e Valente facevano


loro sforzi per istabilirvi
l'

tibus infidelUtm,

che
I

si

conferisce dai
vescovili

arianesi

sommi
alla

Pontefici.

titoli

simo,
chia.

la

fede

ortodossa

con-

paiimentr in parlibus,
ferisce

sottoposti

e senza macQuesta metropoli della provincia Osroena, nella Mesopotamia, presso Amida, ed A leppo, nel patriarcato di Antiochia fu eretta nel

serv sempre pura,

metropoli di Edessa, che conattualmente la santa Sede,


sei:

sono

Anastasiopoli, Birla, Cal-

quinto

secolo,

divenne esarcato
sedi

Dolica, Dansara e Marcopoli, gi sedi vescovili suffraganee della stessa Edessa. \J Oriens
linico,

Carra,

nel duodecimo, colle seguenti

Christ.

tom.

II,

pag. 953, e seg.

per

sufTraganee:

Teodosiopoli

poi

e la

Biblioth. orient.
,

arcivescovato, Carra, Costanza, Bat-

e seg.

fanno

il

t novero

II,

p.

359

di

trenta-

hne, Callinico o Leontopoli, Circesia,

cinque vescovi di Edessa, di venti-

Marcopoli,
cefora,

Rimeria,

Nova

Dausara, NiValenza, Birba seu

nove
latini.

giacobiti,

due
sono

arcivescovi

Terimaco, Monitilla, Moniauga, Macaria, Anastasia, e Serogena. Inoltre in Edessa vi ebbero


Birtha,
oltre
i

tibus

par^ Francesco Bertazzoli fatto arcivescovo da Pio VII, che, nel 1823, lo cre CardiGli ultimi arcivescovi in
di

Edessa,

greci seggio
i

episcopale

ancio

nale;
la,

il

Cardinale d. Placido Zur-

che
al

siri,

nestoriani,

latini

che, essendo da

Leone XII
di

stato

tempo
il

delle crociate,
in

quando

fatto nel

1823

vicario

Roma,

venne
sotto

eretta

possente

contea,

regno di Gerusalemme. Il patriarca di Antiochia vi fece un tempo residenza, e perci ha appartenuto ancora alle provincie ecclesiastiche dei
siri,

dei

giacobiti,

degli armeni,
Il

ed a quella di Amido.
Annali
riporta

Rinaldi

ne' suoi

fatto consagrare dal Cardinal decano della Somaglia in arcivescovo di Edessa ; ed Ignazio Giovanni Cadolini di Cremona, che il regnante Papa Gregorio XVI, nel i838, concistoro de' i3 febbraio trasfer a questa sede titolare, da queHa residenziale di Spoleto, men-

fu

la

conversione alla fede degli edesseni, e le notizie del loro vescovo

tre

neir

anno corrente, nel


27 gennaio,
s.

conci-

storo de'

lo

pubblic

Barsameo martire,
sotto

dei

martirizzati

Cardinale di
in

Trajano,

della

persecuzione

quello

de*

romana Chiesa, ed 3o gennaio lo fece

di Valente, del miracolo della croce,

arcivescovo di Ferrara.

per la quale fu difesa da

Codal

EDESSA.
cedonia

Citt vescovile di

Ma-

sroe, della

rovina

cagionatale

nell'Emazia,

pi

remotadiocesi
la

zioni neir

fiume Chaboram, e delle riparaanno 525, a cui accorse r imperatore Giustino I, per lo che da lui ebbe il nome di Giustinopoli.

mente

chiamata

Aegeas ,

dell' lUiria

orientale, sotto

me-

tropoli di Tessalonica.

Fu

celebre
Si di

per

le
ivi

tombe

dei

re di

Macedonia,

che

porta vansi a seppellire.


notizie di cinque vescovi

Al presente in Edssa avvi una missione di religiosi cappuccini, e


gli

hanno

Edessa, Isidoro,

armeni appartengono
Cilicia.

alla

giu-

risdizione ecclesiastica del patriarca

non si conosce il Daniele, e Niceforo. Orieiis Christ.


tom.
II,

un altro di cui nome, Sofronio,

di

Edessa, Edessen.,

in

pag. 80.

EDI
EDILBURGA
ardentissimo di
(s.).

EDI
Un
desiderio
alla

59

ader, e visse con


dodici,

questo per anni

giungere
la

per-

sempre per in continenza,


e piet.
s.

fezione cristiana determin Edilbur-

consecrata di continuo in
religione
consiglio di

ga ad abbandonale
na, e ricoverarsi in

reggia pater-

opere di Finalmente, per

Francia,

condi

sacrandosi a Dio nel monistero

reggia prese
si

Faremoutier. Alla morte di s. Fava, che era stata la fondatrice di quel sacro ritiro, ne divenne ella badessa, e seppe edificare colla sua umilt e carit le proprie consorelle, santamente morendo col generale compianto. Nel martirologio romano, come pure in quello di Francia e d'Inghilterra, ricordala
la

Wilfrido, lasciata la velo di religiosa, e ricovr nel monistero di Coldinil

gham,

allora

diretto

da

s.

Ebba.

Nell'anno

672 fond due

monisteri,

uno

dei quali diresse in qualit di

badessa,

e mor in quello li i3 giugno del 679. Molti miracoli furono operati alla di lei tomba al
solo tocco delle sue reliquie, ed
lei
il

giorno a

sacro appunto quel-

sua

festivit ai

7 luglio.
(s).

lo della sua

morte.

EDILTRUDE
Irude
del pio

Figlia re

Edilnella

EDIMBURGO, o EDEMBURGO,
Ediniburgiui. Citt vescovile, capitale della Scozia,
nell'

Anna
ad

degli est-

Angli, nacque

Erminga,

impero

brit-

contea

di

Suffolk.

Religiosamente

tanico,

un tempo sede
della

de' suoi

re

educala nel santo timor di Dio, divenuta adulta, fu da' genitori eccitata

prima

morte

di Elisabetta re-

gina d* Inghilterra, e quello del suo

matrimonio col principe de'Girviani meridionali Tonunirsi


in

ad

due
tea,

parlamento prima della unione dei regni, ora capoluogo della cone della
in

berchet, col quale visse in continen-

nazionale chiesa presIscozia


.

za perfetta. Passati tre anni in santa unione, col consenso del marito,

biteriana

sede

dei

tribunali superiori,

delle

prime
Sco-

da

lui

si

stacc, e ritiratasi nell'

i-

amministrazioni del regno di


zia.

sola di Ely, condusse

ramente angelica

una vita veper ben anni cin-

Edimburgo
che
si

situata sopra tre

colline,

que. Inclinata per indole a disprezzare lutto ci che odorava di mondo, dedita allo spirito di povert e
di
il

mente a
e severa

lato

estendono parallelal'una dell'altra; a


fabbricati dei

sinistra vi

la citt antica, oscura


i

umilt, tutto

il

suo

gusto
di

era

cantare di e notte

le lodi

del Sivita

gnore.

Un

tale

contegno

non potea restare occulto agli occhi del mondo, e quanto pi ella cercava per umilt nascondere le sue virt, tanto pi queste risplendevano, e si facevano manifeste. Egfrido, re di

temed a dritta la citt nuova splendida, e bianca come un palazzo recentemente costruito. La citt vecchia occupa la collina del centro, la pi alta delle tre, e cuopre colle sue nuove costruzioni
pi cavallereschi,
la collina del sud.

come

La
del

citt

nuova
e
si

occupa

la

collina

nord,

Northumberland, fattosi anch' egli ammiratore di si gran donna, tent ogni maniera per condurre Ediltrude, gi fatta vedova
di

estende pi

particolarmente
le

dalla

parte di Leith,

cui case

si

avvi-

cinano ciascun giorno di pi, e finiranno col riunire queste due citt.

Tonberchet, a voler seco

lui

pas-

Delle due

valli,

che

dividono
quasi

sare a seconde nozze. Ediltrude vi

le colline,

quella del sud

6o

EDI
abitazioni
;

EDI
corata di pretesi ritratti di tutti
re della Scozia,
la
i

interanjeote coperta di

quelld del nord ira


la

la

vecchia,
larga,

e
e

da Fei gus
si

I,

e nelao-.

nuova

citt

la

pi

pi profonda, ed

va un bacino di

un tempo formaun lago, che si


conser-

Cora
zia.

quale la nobilt per eleggere


i

riunisce

al

parlamento
della Sco-

brittanico

pari elettivi

dissecc quasi interamente,

Questa

poizione
il

della

citt

vando il suo nome di Norlh-loch. Col mezzo di argini, e di ponti


stabiliti

contiene inoltre

palazzo del par-

attraverso questa valle, ab-

bellita

da

ue
sta

parti
citt

case, e da chiese, queste comunicano insieme. Quepu chiamarsi l'Atene del


tale la caratterizzano

lamento degno di osservazione per gran sala, in cui radunavasi la camera dei comuni. Avanti di quela

sto palazzo vi

una

piazza

qua-

drata, ornata della statua equestre


di

Word, perch

Carlo
questo

II.

Altri

edifizi

contigui
la

molli punti di rassomiglianza topografica con quella

palazzo

servono per

metropoli
e

della

Grecia, anche
alle
rie,

non avuto riguardo


lettera-

per la biblioteca degli avvocati che rinchiude pi di settanta


giustizia,

istituzioni politiche,

mila volumi, e

mille
edifizi

manoscritti;

che

la

rendono una delle cadell'

mentre

gli

altri

pitali

pi cospicue

Europa mo-

sessioni della contea,

derna, non che agli ornamenti, ed alle memorie, per le quali potreb-

peria reale ec.

sono per le la stamAvvi pure in queper


1'

sta parte della citt antica


fizio

edi-

con quasi tutte le altre dell'Europa antica. Il castello stimato inespugnabile prima della
invenzione dell'artiglieria,
rato dalla citt da
vasto
gotica
,

be gareggiare

della universit,

eretto

sopra
assai

un

vasto

piano.

La

borsa,

sepa-

una

spianata,

di

costruzione

irregolare

rinchiude delle grandi


gli

ca-

banca stanno al lato della piazza del parlamento; l'antica cattedrale, da ultimo risarcita dal suo cattivo stato, e che occupa una parte di detta piazza,
bello edifizio, e la

serme, e

avanzi di una residencui

vasta e maestosa per la sua for-

za reale, in

nacque Giacomo
sale

ma

gotica.

Fu

divisa

in

quattro
converti

VI. In
edilzio,

una

delle

di

questo

cappelle protestanti,

ed
si

una porsi

furono

deposte

all'

epoca

zione dopo la riforma


in
la

della unione, le insegne del regno


di Scozia.

uizio di

polizia.

Vi

ammira

L' Holyrood, palazzo

dei

re

di

rinomato cav. Bruzio architetto scozzese, occupa il luogo di una antica abbazia di tal nome, tndata nel i 128 dal re DaScozia edificato dal
vid
I,

sormontata da due arcate a giorno, che sostengono un' alta guglia, e che figurano in aria una corona imperiale singolare. In fondo della valle meritorre

quadrata

dionale viene

la stretta

strada

Cow-

e della quale
le

ora

non

re-

stano pi che

mura, e

la chiesa.

gate attraversata da un ponte elegante, che unisce la colhna centrale

questo

un grande

edifizio

qua-

alla

meridionale.

drato in pietra, e di architettura greca mescolata alla gotica. Vi si


osserva l'appartamento, che abitava

meridionale di
ra pi

La porzione Edimburgo anco-

amena

dalla parte centrale,

Maria

Stuarda

regina

di

Scozia,

sono piazze eleganti, come ve ne hanno nella citt nuova decovi

QOjme pure una lunga galleiia

de-

rate di

monumenti. Tra

gli

edjfi-;

EDI
^.i

EDT
si

Si
e

tlella

clti

nuova
archivi,

dislingu
in

trenta

professori

[ttello

degli

costruito

mila
to,

studenti

due particola rmenle


pi
di

uno

siile

grandioso, ed ornato dei-

celebre per le

due scuole
pi

di diritfilosofia.

fa statua in

marmo
ponte,

bianco di Giorsituato
alla c-

medicina, letteratura, e
biblioteca di

gio IV.

Un

Ha una

di

cin-

stremit della
ton-Hill, alla

strada

Princstreet,

serve a passare alla collina di Cal-

sommit

della

quale
e-

evvi
di

una

torre di

gotico

stile,

quanta mila volumi, un museo di storia naturale, ed un vasto giardino botanico. Sono pure a rammentarsi la scuola di grammatica detta
High-School,
raria
istituita
la

stremamente
Nelson
;

alta, eretta in

onore
il

societ reale lette-

torre

che

domina

nel

1782,
e

nelhi
i

^olfo di Forth. In vicinanza


servatorio, con bella
ra.
te,

l'os-

quale sono raccolti


gli

pubblicali

camera oscupondi

migliori scrini, la societ reale de-

Scendendo
si

sulla destra del

antiquari, e

quella di

agricol-

distingue

un' altra

torre
la

tura, delle manifatture, e delle arti

ai-chifettura greca,

ed

tomba

che

del

celebre

isterico

Hume: poco
si

distante vi la prigione pei gran-

delle memorie, ed premi d'incoraggiamento. Evvi pure un collegio reale

pubblica
vari

accorda
di

di colpevoli; in seguito

vede una

casa di correzione, e di lavoro, di lodevole architettura, e ben adatta-

medicina, e di chirurgia, ed un gran numero di altri stabilimenti tanto pubblici che particolari, pei
progressi delle scienze, e delle arti.

ta alla sua destinazione.

Edimburgo
monumenti,
di

possiede

anche

altri

Gran parte
questa citt
si

della popolazione

di

ediflzii,

e templi degni quest' ultimi


di
,

compone

di

ricchi,

osservazione.
la

Tra
chiesa

scrittori e professori

distinti,

di

un

nomineremo
drea,

s.
il

Ancui

bello edifzio

ovale

gran numero di genti di legge e studenti, e per conseguenza la


riunione del lusso, della cortesia, e
del gusto.

portico

molle colonne corintie ; la chiesa di s. Giorgio col suo porticato di colonne jo

sostenuto

da

Vi sono

tre

banche

pri-

vilegiate, e la popolazione,
il

secondo

niche; la cappella
legante
protestanti di

cattolica

di

e-

architettura.
s.

Le

cappelle
s.

numero
la

Paolo, e di
bei

Gio-

censo fatto nel 1841, sorpassa il di cento settanlaquattro miabitanti. I dintorni sono ornali
si

vanni

monumenti. Edimburgo racchiude puie un gran


di templi di diverse sette, molti ospedali, ed ospizi, di cui i fprincipah sono l'ospizio di Heniot,

sono

due

di abitazioni eleganti, e

vedono

ameni passeggi
il

sul

Carlton-hill, ed

numero

pendio delle

colline,

che scendo-

no verso Leilh, occupalo da fabbricati di una bella architettura. H


Leilh,
di

quello

di

Watson
quello

l'

ospedale
Trinila,
stabili-

Durolitiim,
lega,

alla

distanza

'degli orfani,

della

una

sullo stretto di Forth,

l'infermeria reale^ e molli

e riguardasi

come

il

porto di

Edim-

menti di
tro, ecc.

carila, case di lavoro, tea-

Tra

gli

stabilimenti
il

poi
pri-

di pubblica istruzione, tiene

burgo. Questo vasto, ed offre sfcurissimo asilo. La sua vantaggiosi posizione rende molto estesa la sua
navigazione, ed
il

mo

posto

l'universit fondala nel-

marittimo comquinto della suinappartiene


al

i582 da Giacomo VI, che fiorendo progressivamente, conta da


l'anno

mercio.
dicata

Un buon

popolazione

62
porlo di Lei ih.
tria di

EDI
molli

EDI
vescovato in questo regno,
slato

Edimburgo pauomini illustri, come


di

di Barclay, di Burnet, di Halles, di

Giovanni Bossi, morto in Edimburgo ai 3o marzo 1720.

Hume,
di altri.

di

Wilh,

Roberslon,

il

e
ti,

La

Scozia divisa in tre distretooccidentale,

ossia tre vicariati apostolici,

L'origine di
antica, e
si

Edimburgo

assai

rienlale,

settentrio-

dice che occupi

luo-

nale.

Il

vicario apostolico dal distret-

go di una stazioue romana chiamala Alata castra da Tolomeo.


"Vuoisi,

to orientale risiede in

Edimburgo.

che di questa citl per


fatto

la

monsignor Andrea Carrutheres vescovo Ceramense in


lo

Al presente

prima volta abbia


la

menzione

parlibus

Chronica Pictorum, verso Tanno 955 sotto il nome di Eden, nome che alcuni fanno derivare da Eth re dei pitti, ed altri da Eclwin principe sassone, il quale fece erigere il castello nell'anno 626, e
<liede
citt.

eletto a' 28 , settembre i832 dal regnante Gregorio XVL Il coadiutore di lui monsignor
Gillis

vescovo Limirense
luglio
si

in

parli-

bus, eletto dal


ai

medesimo Pontefice
Il

28

1887.

clero da ulsa-

timo

componeva
Questo

di quindici

Edwnes-burg alla Questo castello, avendo seril

nome

di

cerdoti.

distretto

orientale

vito di residenza e ritiro alle figlie

comprende le sette seguenti contee I. Edimburgo. 2. Dumfriess. 3.


Forfar. 3. Kircudbright. 5. Peebles.
6. Perth.
7.

dei re

pitti,
,

sino all'epoca del loro


si

matrimonio

chiam

Mayden-

Stirling.

luoghi ove
i

Castellum Puellarum, ed anche Aneda o Agneda Castra Puellarum.


Caslle, o castello delle

vergini

trovansi principalmente

cattolici,

sono Edimburgh,
beattie,

Dumfriess,

DalCreifif,
il

Dundee, Perth, Leith,


I

re,

N mancano altri sloiici di asseriche Edimburgo gi esisteva nel-

e Blairs.

cattoUci di tutto

di-

stretto orientale

ascendono a circa
donazioni fatte

r anno 854, ed era una citl considerabile. Si pretende, che la regina Margherita, vedova di Mal-

diciottomila.

Colle

dal

nobilissimo

Giovanni

Menzies

colm
vi

III

Canmore, re

di

Scozia,

de Pitsodels si eretto in Blairs un grande seminario per fornire


missionarii

logS. Nel 12 15 il parlamento vi fu convocato per la prima volta. Nel 143/, i re di Scozia vi

morisse nel

a tutta
le

la

Scozia.
di

In

Edimburgo per
gnor
Gillis,

cure

monsivicario

coadiutore

del

facevano gi

la

loro residenil

apostolico di questo distretto, stato fondato


il

za, e vi

tenevano
45*6,

regolarmente

convento di
pari

s.

Mardi

loro parlamento; da
l'

ultimo, verso
fu riguar-

gherita.

sacerdoti vivono

pie

anno

Edimburgo

oblazioni, del

che

il

vicario

data
di

come la metropoli del regno Scozia {Vedi). Nel i633 il re d' Inghilterra, di
Carlo
in
I,

apostolico, a cui la

sagra

congre-

gazione

Scozia, e d' Irlanda

fece

erigere

un vescovato
s.

Edimbur-

go, sottoponendolo
poli di

all' antica metroAndrea. L* ultimo vesco-

Propaganda Jidc passa l'annuo assegnamento di scudi duecento. Qui notei'emo, che la Scozia, prima del 1827, era divisa in due Accadde in quest* epoca distretti. la nuova divisione nei tre vicariati
di

vo

di

lato di Scozia,

Edimburgo, e l'ultimo predopo X abolizione del

apostolici

orientale,

settentrionale,

ed occidentale, come dal breve del

EDI
Pontefice Leone XII,
fetto citt

EDI
in

G3
generale, che
,

data

del

sto
il

nome una

legge

i3 febbraio 1827, mandato ad efnel 1828. Inoltre in questa

principe fa pubblicare
dello stato

a mezzo

de' suoi ministri pel bene, e gover-

sono

stati

celebrati

seguenti

namento

e de' sudditi,

concili.
11

primo
tom.

si

e Tenne sospeso
glia
Il
1.

adun nell'anno 1 1 77 ; un vescovo. Ansi

proibendo, o stabilendo alcuna cosa, con ordinamento generale o particolare. Editto proviene dal termi-

1289, e fu presieduto dal Cardinale Ottone legato del Pontefice Gregorio IX. Anglia t. I, Mansi t. II.

secondo

celebr nel

ne latino edicerej che significa dire pubblicamente, far sapere, spiegare ec,
cellini.
,

come
fece

si

legge

nel

Por-

Nell'anno
fa

i32

Salvio Giu-

liano

l'editto

perpetuo. Del

EDITA

(s).

Da Edgaro

re d'In-

ghilterra sort i natali Edita nell'anno 961. Wulfrida di lei madre, preso il velo monacale, si ricovr nel monistero di Wilton, e volle seco condurvi anche la figlia, to-

menzione Giustiniano I imperatore dicendo, che con esso si ordinava primieramente,

Salviano editto

che
le

tutte

le

citt
,

seguitasse-

ro

consuetudini

e le leggi

di

Roma,
loro

gliendola cos dagli occhi del


do, prima ancora che
il

mon-

e non di altro luogo. Proponevano gi i pretori ad arbitrio

conoscesse.

Corrispose perfettamente Edita alle

cure materne, e crebbe ogni d pi neir acquisto delle cristiane virt.

Divenula adulta, spieg ardenconsecrarsi


al

tissimo desiderio di

Signore, ed avutone non senza difficolt

gli editti, ch'erano annui e cominciavano il d primo gennaio, e terminavano il medesimo giorno del successivo anno. Ma V imperatore Adriano incaric Salvio Giuliano di formare un editto generale ed universale, acciocch di es-

l'assenso

dal

padre,

fece

so

si

servissero tutti
si

pretori

formalmente

la professione religiosa.

perci

chiam

1'

editto perpetuo.

Ad una
con se
le
si

vita contemplativa, accop-

piava ella una vita attiva: austera


stessa,

era con
in

le

sue concorso
s.

sorelle affabile^ e tutta carit, e ta-

mantenne

lutto

il

della sua vita.

Una
s.

chiesa a

Dio-

Esso fu nocivo a' cristiani , perch venivano costretti a vivere secondo le leggi romane. Dipoi Rotari, settimo re de' longobardi in Italia, fu il primo che nel 687 pubblic una raccolta di leggi, e le diede il titolo di Editto.

nigi ella fece fabbricare in Wilton,

questa raccolta

e l'arcivescovo
il

Dunstano ne fu

re

successori ne
;

aggiunsero

delle

consecratore, e questi celebrando

altre

messa, ebbe la rivelazione, che la vergine Edita quanto prima morrebbe, e quaranta giorni dopo, il giorno 16 settembre 984, vol
la

cero

ed altrettanto in seguito fere ed imperatori franchi, e tedeschi, come descrive il Borgia,


i

Memorie
seg.

istoriche

t.

I,

p.

284 e

Si dissero editti alcune celebri

al suo

Creatore. 11 santo arcivescovo ripose le spoglie di lei nella


s.

ordinazioni, fatte per volere di diversi principi, e celebri nella storia


ecclesiastica, e di questi

chiesa di

Dionigi, ed in tal gior-

daremo qui
articoli

no

si

celebra la sua festivit.

un' indicazione
a' rispettivi

trattandosi di essi

EDITTO.
cata, edicuim.

Bando, legge pubbliChiamasi con que-

luoghi,

ed

di

questo Dizionario.

64

EDM
ce, affabile,

E DM
condiscendente, non aiin

Nell'anno 9.o4 T imperatore Severo promulg un editto contro i l' imperacristiani. Nell'anno 263

tra volont spiccava

Edmondo,
i

da quella
sideri
cettori.

in

fuori di seguire

depre-

promulgare editfavorevoli alla Chiesa, ed ai criti sliani cassando, ed annullando quellore Gallieno fece
li

della

madre,
i

e de' suoi

Percorsi

suoi primi sludi

in

Oxford,

diede subito
del

a far co-

che fossero
col
//

contrari

all'una,
di

noscere l'acutezza

proprio in-

agli altri.

Nei primi del quarto se-

gegno. Assiduo

all'

orazione,
si

colo,

famoso editto
e di

CostanaccorcristiaI

mante
gnava malo a
dii

del ritiro,
se

non

ed aaccompainforgli stii-

tino
ta
la

Grande,
libero

Licinio fu da-

non

con chi

era

pace alla Chiesa,


il

ed
al

piet.

Per compiere

dato

esercizio

fu

mandato a

Parigi, e la buolui, lo

nesimo. Nel

pubblic il famigerato editto, col quale comand a' vescovi di condannnre Tre capitoli {^Vedi), quindi
i

546 Giustiniano

na madre nel separarsi da

provvide di un cilicio, invitandolo ad usarne tre volte per settimana,


affine di guarentirsi dagli
ti

nell'anno

553

lo

rivoc.

Celebri

carnali.

successivamente furono
notico (Fedi)

gli editti

EZe-

e da lui

adescnmenMorta intanto la madre, collocate le due sorelle in


di

dell'imperatore

un monistero
il

benedettine, prese

none; Ectesi [Vedi), dell'imperatore Eraclio; ed il Tipo (Fedi),


dell'imperatore Costante.

Nel

726

l'imperatore Leone Vlsaiirico pubblic l'empio editto contro le sa^re immagini, e fu scomunicato dal Papa s. Gregorio II. Nel 1598 Enrico

maestro delle arti, ed insegn le matematiche. Per una visione avuta di sua madre, si determin ad abbandonare un tale insegnamento, e si dedic alle sciendi

grado

ze teologiche. Innalzato al grado di dottore, lesse in quella facolt pri-

IV

fece pubblicare

il

notissi-

ma

in Parigi, indi in Oxford.


si

Or-

ino editto di Nantes (P^edi), in favore degli eretici ugonotti. Luigi XIV il rivoc nel i685. L'editto solenne poi della Cina in favore
del cristianesimo venne

dinato sacerdote,
dicazione,

diede alla pre-

anime.
le,

con molto frutto delle Dall'anno 12 19 sino al


la

1226 insegn

logica di Aristoti-

emanato nel
v^9to-

e nello stesso

tempo sostenne

le

1692, e
p.

si

legge nel Bercastel,

missioni nelle provincie di Oxford,


Glocester, e Worcester, per ogni dove riportando strepitose conversioni.
11

ria del Cristianesimo, voi.

XX VII,
furono
i

55.

EDMONDO
genitori di

(s.).

Non molto provassai rie-

Pontefice Gregorio
lo destin

IX

in-

veduti di terrene fortune

formato dello zelo

ardentissimo

di

Edmondo, ma

Edmondo

ad arcivescovo

camente

forniti della grazia divina,

di Cantorbery,

Rainaldo, che tale era il nome del padre, coli' assenso della moglie, ab-

ed il capitolo con entusiasmo lo ricevette. Vi resisteva egli per umilt, ma il vescovo


di Salisbury
il

bandon
la di
lui

il

nel monistero

mondo, e si ricover di Evesham. Mabimadre prese cura dei

persuase, e nel gior-

no 2 aprile I252 fu consacrato, Maggior lena e vigore acquistando


dalla sacra unzione, s'adoper egli

quattro suoi

figli, e li educ tutti con cristiana vigilanza ad innamorarsi dell' evangelica perfezione. Dol-

pi che mai ad esercitare


pai ministero.
Vigile alla

l'

episco-

clericale

EDM
disciplina,
sollecito
al

EDU
ricovero
coi

65
deboe

di

ciato sulla lealt de* trattati,


le

povere
egli

fanciulle, largo

poveri,

fu l'opposizione

che
le

ei

fece,

era

tutto

tutti,

edificando

rifiutando dai nemici


ni

condizio-

col

suoi

suo esempio, e persuadendo coi sermoni. Pieno di meriti, e


il

logoro dalle fatiche, ed austere penitenze, sent vicino

suo
il

fine.

Ri-

perch contrarie aled alla religione, prefer meglio esporsi alla morte, che tradire la propria coscienza. Fatto
proposte,
la

giustizia,

cercato da lui slesso


tico,

sacro
si

Via-

prigioniero,

mentre fuggiva, fu

tra-

cos

con

il

Signore
vi

espres-

dotto alla tenda dell' inimico, e caricato di catene, e fieramente percosso,

se
9>
3*

iy

Signore, io
la

ho

predicato,
:

ho insegnato

vostra dottrina

tutto

egli

soffriva

paziente-

voi potete rendermi testimonian-

za, che non ho mai bramalo al tro che voi sulla terra ; voi ve> dete che il mio cuore altro non brama se non che sia fatta la
vostra santa volont
presso
ricevette
1'

mente. La costanza accrebbe il furore


ri,

di

Edmondo
barba-

di. que'

ad un albero divenne bersaglio di una tempestai di


e legato
frecce scaricategli contra, e per ul-

".

Il

d ap-

timo fu condannato
martirio, e la
lo

alla

morte. Ai
il

estrema
il

unzio-

20 novembre dell'anno 870 sub


annovera
fra' suoi
(s.).

ne, e preso in

mano

Crocefisso,

chiesa in tal giorno


santi.

e stretto tenendolo, e di spesso baciandolo, noi depose se

non quando spir. Nel giorno 16 novembre dell'anno 1242 segu la sua morte.
Molti furono
i

EDUARDO
do.
I

Da

Etelredo

re d' Inghilterra, e da

Emma,

du-

chessa di Normandia, nacque

Eduar-

miracoli operati per

primi anni

di

sua

giovent

mezzo
per cui

di
il

questo santo arcivescovo,


Pontefice

Innocenzo IV
all'onore

furono inquietati dalle scorrerie dei danesi, che usurpatogli il trono paterno
si
,

nell'anno

1247

Io

elev

lo

costrinsero

a
di

rifugiar-

degli altari.

presso Salomone re d' Ungheria.


sotto
la

EDMONDO
gli,

(s.).

Discendente da-

Educato

cura

questo
cul-

antichi re della gran Brettagna,

principe, e molto bene addentratosi


nelle scienze

fu posto sul trono, e coronato Edmondo nell'et di anni i5, il gior-

umane, profondo

tore

si

rese poi in quella della re-

no
egli

di

un ottimo
religione.

to

il

855. Fu ed ebbe informasuo cuore a piet, ed a somNatale


dell'anno
re,

ligione. Visse egli molti anni lontano dalla reggia paterna, ma sempre per tranquillo, e paziente, dan-

ma
tori,

Nemico
ben

degli

adula-

dosi a conoscere

da

tutti

per un

volea egli tutto conoscere per


al

principe fornito di tutte le qualit


necessarie,

provvedere
sudditi.

essere de' suoi

per

saggiamente gover-

Con

integrit

amministr

nare uno
te dalla

stato.

Chiamato finalmenfu consegrato


il

la giustizia,

e la religione fece fio-

nazione, sal sul trono pa-

rire ne' suoi stati.

Li poveri aveano

terno Eduardo, e
di

in lui
pupilli
i

un padre, le vedove ed i un difensore, ed il sostegno


Scorsi

giorno di Pasqua del


circa quarant'anni.

1042

in et

Quantunque

deboli.

quindici

anni

da

che regnava sui suoi

sudditi,

Ed-

mondo venne
preparalo
VOL.

assalito dai danesi. Non

occupato nelle cure del soglio, non dimentic punto quelle dalla religione prescritte. Spoglio di umane
passioni,

alla guerra,
XXI.

perch fidu-

impiegava tutte

le sue ren-

m
dite nel
dici,

EDU
ricompensare
i

EDW
suoi
i

fe-

altro,

che a prepararsi
dei
santissimi
il

alla

morte.
fine.

deli servitori, nel sollevare

menil

Munito

sacramenti,

nel dotare chiese e monisteri. sul

attendeva tranquillo

suo
la

Anche
to
di

trono

conserv
e

vore,

Vedendo

la

sua sposa a piangeconfort


:

castit

perpetua,
privato,

era

astretto

a cui si quantun-

con questi accenti

que impalmatosi ad Edi Ita figlia di Godwino, visse con lei come fratello a sorella. Durante il suo esilio in Normandia avea fatto voto di
visitare la

w non piangete: io non morr, ma vivr j spero, lasciando que-

tomba di Roma, qualora Iddio


gnato di porre

s.

Pietro in
fosse

si

de-

fine alle

disgrazie

di sua famiglia. Ristabilito solidamente sul trono, apparecchi delle ric-

sta terra di morte, di entrare nella terra de' vivi, per godervi la beatitudine de'santi ". Rivolto poscia ad Aroldo e ad altri, raccomandandola, fe'loro noto, che rimasta era ella vergine. Mori placidamente il d 5 gennaio del io6l3, in et di anni sessantaquattro, dopo
trentatre di regno. Col pianto
dei
il

che

offerte

per
si

l'

altare

del

santo
la

apostolo, e
tenza.

disponeva per

par-

sudditi fu in un' urna rinchiuso

Somma

fu la costernazione,

che produsse nei ministri tale noessi che V allontatizia, temendo

namento

di

un

re

vigile cagio-

nare potesse allo stato un grave danno, e colle lagrime agli occhi lo pregarono a cangiare divisa-

suo corpo, e nell'anno 1102 venne trovato incorrotto. Molti furono i miracoli operati alla sua tomba ed il Pontefice Alessandro III nel 161 lo canonizz, e due anni dopo s. Tommaso arcivescovo di CanI

torbery fece la
delle sue spoglie

solenne traslazione
il

mento. Intenerito

il

buon

re da

si

giorno

affettuose suppliche, sped a

Roma

tobre, in cui

fu

assegnata

i3 otla sua
di

Aelredo arcivescovo di Yorck, Erniano vescovo di Winchester, e due


abbati per consultare
s.
il

festa principale,

che
nel

il

concilio

Oxford

tenuto

1222 ordin

Pontefice
le ra-

fosse di obbligo in Inghilterra.

Leone IX.

Il

Papa, udite
il

EDWIGE
stre sort
i

(s.).

gioni, dispens

re

dall'adempidei

natali Edvv^ige,

Di sangue illued in-

mento

del voto, a condizione per

di versare

in

mano
e che

poveri,

formata per tempo dagli esempi deUa pia sua madie ad ogni genere di virt cristiana,

quello che speso avrebbe nel viaggio di

crebbe

incli-

Roma,
s.

fabbricare,

o
in

nata sempre zingen


in

alla

piet.

Posta dai

dotare

dovesse

un
si

monistero

suoi genitori nel monistero di Lui-

onore di

Pietro. Udita dal re la

Franconia,
di
farla

nel

dodice-

pontificia decisione,

diede subito

simo

anno

et

ad eseguire quanto
scritto.

Piantati in
il

gli venne preWestminster la

levata per

da quello sposa ad Enrico


fu

duca
se

di Slesia.

Acconsent ella agli


ai

nuova chiesa ed
cazione,
assistette

monistero, pendedivi

sponsali per ubbidienza, e corrispo-

s pure alla cerimonia della

nulladimeno

doveri
forte,

tutti

ed il giorno stabilito anche formalmente,

guisa della

donna

ricordata

ma

nel libro dei

Proverbi cap.

XXXI,
e tutti
di

non pot

trattenersi fino alla fine,

num. IO
li

ec.

Ebbe

sei

figli,

perch sorpreso da improvviso mal essere. Postosi a ietto, non pens ad

allev nel santo timore

Dio.

La sua

casa risplendeva della pi sen*

EDW
tita carit

EDW
tredici

67

verso

poverelli, di cui ella


in o-

ne nutriva ogni giorno

nore di Ges Cristo, e de'suoi apostoli serviva li, alla mensa, lavava e baciava per fino le ulceri de'lebbrosi.

Le sue

entrate venivano tutte cong'

sumate nel soccorrere

indigenti.

ardente zelo animala, per sempre pi perfezionarsi, col consenso del marito, si divise da lui, e si
ritir in
nitz.

Da

da Alla re di Deire. Morto il padre suo, venne egli spogliato de'suoi necesstati da Etelfredo, e quindi sitato a ricoverarsi presso Redwaldo re degli Angli-orientali. Avvertito Edwino da un amico fedele, che la sua vita era insidiata, si mise in grande agitazione, quando trovandosi una notte sulla soglia del
palazzo,

uno sconosciuto

lo

assicuil

un monistero vicino a TrebIndossato un grossolano abicilicio,

r che

ricuperato avrebbe
gl'indicherebbe
gli

suo

regno, se promettesse

di attendere
.

digiunava tutti domeniche, e comech di debile tempera, non mangi mai per quaranta anni ne carne n pesce. Una sola volta in octo, cinta di
i

a quanto
straniero
il

Questo
sopra

giorni,

meno

le

pose
invit
.

la

mano
a

capo, e lo

ricordarsi

di

un

tal

segno

Redwaldo per
mosse guervnse,
lo

consiglio della moglie

casione

di

malattia devi,

per

ra ad
se

Etelfredo,

miAssi-

indurla a questo, non vi volle niente

sul trono l'esule


soglio,
si

Edwino.

meno, che un ordine

dello stesso

curato sul
le

e favorito

dal-

Pontefice. Passava gran parte delle


notti in orazione, gustando interne

sue armi,

rese

in breve for-

consolazioni,

rapimenti

in

Dio.

Neiranno i238 il duca di Polonia suo sposo santamente mor, ed ella

midabile. Si un in matrimonio con Edilburga figlia di sant'Etelberto primo re cristiano d'Inghilterra, e per patto nuziale

fu libe-

in allora vest l'abito fra le re-

ra la principessa sposa
re
il

a professa-

ligiose di

Trebnitz, e visse sotto

la

cristianesimo.

Un

sicario,

guida della propiia figlia Gertruda^ che n'era abbadessa, non sottomettendosi per ai solenni voti, per poter con pi libert soccorrere
i

comperato dal re de' West-Sassoni, attent con un pugnale di uccidere Edwino, ma un suo fedele ministro frappostosi ripar
il

colpo, riferita.
l'e-

miseri.

t fu

La profonda sua umilricompensata dal dono dei


anche
vivente,

portando

bens

una grave

Edwino,
scovo

ringraziati gli dei per

miracoli,

molte

vitato pericolo,

fu avvisato dal ve,

furono

le

guaiigioni col suo


ella
il

mez-

san
al

Paolino

che

dirige,

zo operate. Predisse

suo terassalita

va

la coscienza

della

regina

di

mine, e quando
dal male, volle
pericolo
ne.

si

sent

rivolgere

ricevere
il

Con

anche prima del l' estrema unziopensiero sempre fitto

vero Dio piuttosto i suoi ringraziamenti, provandogli ad

evidenza
culto,
divinit.

quanto sacrilego era il che prestava a quelle false

nella passione di
l al cielo
il

Ges

Cristo,

vo-

Con

piacere

Edwino
s.

a-

giorno

i5

ottobre

scolt

l'ammonizione, e

Paoli-

1243.
nel

Il

Pontefice

Clemente IV

1266
1

la canonizz, e la

Papa Infesta
il

no ispirato dal Signore, gli ricord per ultimo il segno avuto dallo
straniero sul di lui capo, e la pro-

nocenzo XI ordin
d

sua

7 di ottobre.
(s.).

messa ch'egli ne

fece.

Edwino da

EDWL\0

^acque Edwiuo

uua

forza interua

tutto compreso,

158

FE
abbracciare
il

EFE
conpalese
sul

deliber suU' istante di


il

cristianesimo.

Convocato
fece loro

siglio

de' ministri,

tempio di Diana, gi venerata nel paese. I nuovi coloni fondarono la loro citt a sette stadii da questo
edifizio,

la risoluzione presa,

ed ordin

ma

allorch Creso

la

dis-

fatto la distruzione de' templi

con-

trusse,

venne rifabbricata in
in

mag-

sagrati agi' idoli.

gior vicinanza del tempio. Lisiraa-

pasqua del 627, anno undecimo del suo regno in Yorck, ricevette il battesimo, e gitt le fondamenta di una chiesa ass. Pietro, la sai vasta dedicata a quale ebbe poi il suo compimento sotto il regno di s. Osvaldo suo
II

giorno

di

co

trasportolla

una situazione
,

pi

salubre

ed

estesa

presso

al

monte, una porzione del quale, secondo Strabene, fu rinchiuso cntro le sue mura. La cittadella di Efeso, apparentemente opera de' greci

imperatori, stava in questo

mon-

successore.

Grande fu
ne' suoi

lo

zelo

del

te.

nuovo convertito per


dell'

la diffusione
stati,

to

Un superbo acquedotto costrutin marmo portava dell'acqua in


:

evangelio
cristiani,

la
ai

citt

bello

pure era

il

teatro,
il

che

nazione inglese con fervore, pari

vedevasi fra la citt ed


Alla costruzione di
presiedette l'architetto

tempio,

primi

ricevette la fede di
diciassette

questo

ultimo
e

Ges
colle

Cristo.

Nell'anno

Ctesifone,

del suo regno,

volle Iddio visitarlo

non fu compito
cento
dirsi

Penda principe ne fu l'istromento. Mosse egli gueira ad Edwino non solo, ma anche alla religione cattotribolazioni, e

venti

reale di Mercia

a spese

non dopo dueanni di lavoro, pu comuni di tutta l'Ase

sia

minore.

Scrive

Plinio

che
le

la

prima

invenzione di porre
capitelli,

co-

lica.

Il

re per zelo
si

si

mise

alla teil

lonne sopra un piedistallo, e di ornarle di


ticata

sta dell'armala,

rivolse contro

e di vasi, fu pra-

nemico, e nella provincia di Yorch


oggid HatfieljJ, successe lo scontro,

in

tale

incontro.

Aveva
,
:

il

il

santo

re

fu

ucciso.

Venne
la

egli

tumulato a Whithy, e

sua
lo

testa fu posta nell'atrio della chiesa


di

Yorck. I calendari dichiarano martire. La

inglesi

lui

morte di avvenne l'anno 633, quaran(Ephesiis).

tempio centoventisette colonne erettevi da altrettanti re era lungo quattrocentoventisei piedi, largo duecentoventi ed ornato di porte di' legno di cipresso, con lavori di legno di cedro, e con istatue e qua,

dri d'inestimabile lavoro e prezzo,


il

toltesimo di sua et.

perch ben a

ragione

l'

edifizio

EFESO
vescovile

Citt

arci-

dell'Asia

Jonia, che qualcuno

minore, nella chiam Fige-

una delle sette maraviglie del mondo. Si edifico in luogo paludoso affinch non
venne
considerato

per

na,
al

Era situata presso una pianura irrigata dal Caistro, al nord ed in vicinanza del monte Corissus^ ed al sud del mona Gallesiufi, sulla riva sinistra del Caistro. Pare che questa citt esistesse prima dell'arrivo de' greci
et

Ortygia.
in

mare Egeo,

soggiacesse alle conseguenze del terremoto, o di apriture di terra. Acciocch poi i fondamenti di tanto

monumento per
to
vi

la lubricit del si-

non
di

patissero pregiudizio, furon-

posti de' carboni


lane.

velli

Ma

il

ben adcati, e vano Eroslra-

neir Asia,

ma

che fosse allora sol-

to,

smanioso

di rendersi al
,

mondo
e ve-

tanto un piccolo villaggio vicino al

in qualche

modo rinomato

EFE
dendo che tutto
stramente, e che
gli

EFE
riusciva
sini-

69
al

al

partito del pi

forte,

tempo
ed
i

giammai poteva
,

della guerra tra gli

ateniesi,

raggiungere
p,

il

suo intento

conce-

lacedemonii. Alessandro

qual

vin-

ed esegui l'ardito, ed iniquo disegno di bruciare in una notte il tempio. Questo arse di fatto in quella

citore entr in Efeso, e per ricomil popolo della confidenza, che da lungo tempo aveva in lui, come quello che doveva liberarlo dal giogo persiano, vi ristabil il

pensare

notte

in

cui

nacque
il

il

grande

Alessandro, cio

sesto giorno del

mese
bacon
avanti

dai greci
,

chiamato Hecatomcinquantasei anni


Gli efesi
,

trecento

l'era cristiana.
solleciti

si

resero

di rilbbricarlo

ri-

fiutando l'offerta loro fatta


lessandro,
terzo

da Ail

quando prese

la citt

anno della CXI olimpiade, o 334 anni prima di Gesti Cristo, di


pagare cio ogni spesa occorrente per una tale opera, purch fosse
posto sulla fronte del nuovo tempio il suo nome. Vitruvio dice positivamente, che
il

tempio di Efe-

so
l'arte

il

pili

antico di quelli, in cui


stato usato

giungesse alla sua perfezione,

governo democratico, ed un senato. la sua morte questa citt divenne preda de' successori di lui, che se la tolsero successivamente. Lisimaco la prese, e poscia Antigono se ne fece padrone. Efeso era alcun poco restituita al suo antico splendore, ma sempre in potere dei re di Siria, allorch Annibale venne in questa citt, per abboccarsi con Antioco sul modo di fare una guerra sicura contro i romani, i quali non ostante rimasero vincitori. Manlio, dopo aver vinto i Galazii, quivi pass l' inverno. Questa

Dopo

ed

il

primo

in cui

sia

citt

era allora
i

in

potere

de'

Ro-

Tordiiie jonico. Dipoi


delle sue ricchezze
to l'imperatore

fu

spogliato

mani,
rosi,

da Nerone. Sotgli
sciti,

sebbene molto numefurono tutti trucidati per orquali,

Gallieno,

ed-i goti lo rovinarono quasi del tutto, e dicesi che finalmente sia
stalo distrutto in
di

Qualche tempo dopo Lucullo quivi diede magnifiche


dine di Mitridate.
feste,

giacch

il

proconsole dell'Asia

virt

dell'editto

vi soleva risiedere.

Pompeo,
vollero

Cice-

quale ordinava la demolizione di tutti i templi de' pagani. A cagione di questo tempio
Costantino,
il

rone, ed Augusto,

visitare

questa celebre

citt.

Scipione s'imdel

padron dei
Tiberio
sofferto

tesori

tempio,

Efeso era frequentata assai. In questa citt era vi pure un tempio di Venere, la quale ne avea

fece

restaurare

una gran
ultimi
.

parte degli

edifizi,

che pi avevano
degli

nella

guerra

un

altro
i

nel

territorio,

nelle

cui

anni

della

repubblica.

Nei

primi
dai

vicinanze
ta di

rodiani batterono la flot-

secoli fu presa, e saccheggiata

Tolomeo. Efeso aveva diversi arsenali, ed un bel porto, che le rec molto vantaggio; era una delle citt jonie, anzi venne considerata la
e tra le almetropoli della Jonia tre primarie citt dell' Asia occup
;

persiani.

Sotto

il
i

ratore Alessio,

impemaomettani se ne
regno
dell'

impadronirono.
nel

greci la ripresero

fu loro tolta di nuovo dai turchi nel i283. Da tal' e-

1206,

ma

poca Efeso fu sempre


d'invidia pei principi

un

oggetto

un posto
r accorta
finch fu

distinto.

Ebbero
di

gli

Efesi

politica

mantenersi,

che portarono
natolia.

le

maomettani, loro armi nell'A-

loro

permesso, attaccati

forza di togliersela l'un

70
l'altro,

EFE
si

EFE
nella Palestina.

tora

giunsero a distruggerla. Tutvedono nel sito di questa

Non
anno

si
s.

sa

precisa-

mente
scritto

in qual

Paolo abbia

me

superba citt, la quale divenne, codiremo, pur celebre nella stodiversi

la sua lettera agli efesi. Pensano alcuni, che sia stato l'anno

ria ecclesiastica,
edifizi,

avanzi

di

49,

e di rottami, che forniscono

l'apostolo era a

un' idea di ci, che fosse anticamente. Stanno essi a poca distanza della villa di Aja-Soluk, nell' Anatolia, sangiacato di Soglab, sul Kutchuk Meinder. La chiesa principale detta s. Maria talmente distrutta, che non si conosce nemmeno il

l'anno 62, o 63, quando Roma in catene; altri ne fissano la data all' anno 65y quando s. Paolo venne messo nuovamente a Roma, e poco tempo avanti del suo martirio. La prima opinione sembra meglio fonaltri

data.

Nella

lettera
efesi
l'

l'apostolo

fa

conoscere agli
il

estensione, e

luogo ove sorgeva ; quella di s. Giovanni serve di moschea ai maomettani. Efeso fu


losofi Eraclio,
la

pregio della grazia della

redene
gli

zione

operata

da

Ges

Cristo,

patria

dei

fi-

della loro

vocazione

alla fede;

ed Ermodoro,

d' Ip-

esorta a corrispondere colla


de' costumi,

purit
circo-

pocrate poeta, di Parrasio


di

pittore,

ed entra

nelle

Teodosione interprete della Bibbia, e di altri, giacche, come narra


Filostrato, vi fiorivano gli studi, e

stanze dei particolari doveri nei diversi stati della vita.


I

primi cristiani della chiesa


gli

di

perci

filosofi,

gli

oratori.

Efeso furono molto zelanti, e


ritarono
martire.

me-

Efeso, sino dalla primitiva Chiesa,

encomii di
tradizione
s.

s.

Ignazio
fa sapere,

e dal cominciare del

cristiane-

La

ci

simo, fu una delle prime sedi episcopali, la capitale, e


la

che r evangelista
in
la

metropoli
si

Efeso,

dopo

di

Giovanni mor aver fondato


chiese
di

della diocesi di Asia,

come
e

dai canoni arabici 32,

38,

vede che
al

maggior parte

delle

Asia.

Vi sono

anzi alcuni, che pres.

per lungo

tempo
le

attribuironsi

concilio Niceno, nel quale Efeso

di

il

tendono avere suo vangelo

in Efeso,

Giovanni ove

scritto
si

mola

nominata, dopo

grandi

sedi

strava

un bacino

di porfido,

che

Homa,

Alessandria,

Antiochia,

tradizione dice avere servito al santo di fonte battesimale.

Gerusalemme. Questa
della chiesa di Efeso

preeminenza

non proviene

Questa
to della

citt

non fu meno

distin-

solamente dall' averne preso l' apostolo s. Giovanni una cura particolare;

ta dai pagani.

Dopo

lo stabilimen-

religione

cristiana,

venne

ma

eziandio dall'averla
s.

l'a-

destinata dai romani,

come abbia-

postolo delle genti


istruita
bilita

Paolo fondata,
e quivi stae la principale

mo
e

accennato, a sede proconsolare,

per due anni,


la

come
altre

madre,
le

delle

chiese,

ne' dintorni. Egli

che trovavansi diede per pri-

ad essere la metropoli dell* Asia, come si apprende anche da s. Girolamo nella sua prefazione sulla
epistola,

lettera agli efesi.

Questa

mo

vescovo

il

Timoteo da lui no 65 dell'era


ove
caja,
egli

suo fedele discepolo ordinato verso l'an-

provincia proconsofare comprendeva al tempo dell' imperatore Antonino,

cristiana in Mileto, sbarc ritornando dall' A-

che regn dall'anno i38 al 161, la Caria, la la Jonia, la Lidia


,

e da Macedonia

per recarsi

grande

Mesia,

la

Frigia

l'

Elles-

EFE
ponto.
tre,

EFE
e

71

Costantino
le

Teodosio
Frigie,
la

ve ne aggiunsero poi parecchie alvale a dire


la

perseverare nel rito loro, di celebrare la pasqua nel d in cui la


d

due
le

le

celebravano
Vittore

gli ebrei,

cio nello stes-

due Pamflie,
nia,
la

Pisidia,

LicaoCicladi.

so giorno della

XIV

luna di marzo.

Licia,

isole

Tulle queste provincie, che avevano arcivescovi con parecchie sedi sufFraganee illustri, erano sotto la
giurisdizione del
il

I aveva in animo di scomunicare questi vescovi disubbidienti,

ma

persuasione di

s.

Ireneo
Altri

non pass

oltre le minaccie.

vescovo di Efeso,

quale
il

n'era

metropolitano,
i

ed
ed
di

anche
ni
il

patriarca secondo
Il
il

termi-

per credono che li scomunicasse, quindi che alle preghiere di s. Ireneo, e per la intercessione di altri
vescovi,
se
tosto
il

de' canoni arabici. popolo sceglievano

clero,

Pontefice
alla

li

riammettes-

vescovo

Efeso, e tutti i vescovi d'Asia si trovavano presenti alla sua ordinazione. Bassiano, che intervenne al
concilio

calcedonese,

dice

eh' era

comunione. Si pretende ancora, che s. Vittore I privasse gli ariani della sua particolare comunione, interrompendo con esso loro il commercio delle
lettere

sua

stato ordinato arcivescovo di Efeso

pacifiche, e

la trasmissione

da quaranta

vescovi.

Questa chiesa,

della santa Eucaristia; che pensasse

fondata nel primo secolo, e divenu-

inoltre

di

separarli

dal

corpo

ebbe le seguenti sedi vescovili immediatamente sufFraganee: Pergamo, Ipepa, Chora, Magnesia o Mangresia, Laica, Sandimitri o Adraraito, Assumo, Sanquaranta, Gargara, Mostaurebe, Brullena, Pittamne Meta esarcalo d' Asia nel terze,
,

della Chiesa, nel che principalmente

consisteva la stretta scomunica;

ma

noi facesse trattenuto dalle reistanze


di
s

plicate

di

tanti

vescovi,

quali
chiese

mal
illustri

animo

vedevano
della
re-

dall'unit

cattolica
cise.

comunione separate, e

pina

Aureliopoli,

Nissa,

Barella,

Del
1

concilio generale fatto ce-

Aninetu, Anca, Priene, Arcadiopoli,

lebrare in Efeso dal


stino
di
s.

Papa
parla

s.

Celefine

Fanum

Jovis,

Nova Aula,

Sion,

nel

43 1,

si

in

Labedus, Colofone, Teos, Eritrea o


Passaggio, Anlandros, Teodosiopoli,

questo articolo. Dipoi, nel 4^'> Leone I fece celebrare in Calil

o Fochia nova, Tirea o Tymbria, Themnos, Algiza, Andera, Valentinianopoli. Aegea o Egara, Aulium, Naulochus, Pipere, Coloe,
scha,
poli e Chliare.
11

Cuma

cedonia

IV

concilio generale, nel-

r azione XII del quale fu trattata la causa di Bassiano, e di Stefano,


il

MaCome, Angafa o Evasa, Paleos.

primo deposto
il

dalla
lui

sede

Efesi-

na, e

secondo a

surrogato, e

Pontefice

Vittore
la

I,

nell'ansi

venne deciso che fosse ordinato un terzo, e i due primi fossero dall'

no 198, ordin che


gli

pasqua

erario

della

chiesa

stessa

man-

celebrasse secondo la tradizione deapostoli,

non

gi nel giorno del

duecento soldi d'oro annui, a titolo di nutrimento, e di


tenuti,

con

plenilunio,

ma

solo nella

domenica

consolazione,
del concilio,
le

come

dissero

padri

dopo
no.

il

plenilunio dell'equinozio verPolicrate, vescovo di Efeso,

Ma

donde ebbero origine pensioni ecclesiastiche, non pried au-

radunata un' assemblea di vescovi deli' Asia raiaore, stabifi eoa essi

ma udite nella Chiesa. Ma r estesa giurisdizione,

7a

EFE
affari.

EFE
Laonde
il

Efeso in detvenne ristretta, e moderata, anche per-ch il vescovo Menofante, abusando di sua autorit aveva infettate le
torit del vescovo di

al

vescovo di

Efeso

to concilio col canone

XXVIII

in sostanza

non rimase
a'

di pi ono-

revole, che

titolo di arcivescovo,

che

da vasi

vescovi

delle

prime
di loro

sedi, le quali

avevano sotto

sottoposte

Provincie

dell'

errore

di

Alio.

Adunque

nel concilio di Calai

e nel
di
lati
ci

molte Provincie, siccome nel quarto quinto secolo. In progresso

cedonia venne tolto


sini

vescovi

efe-

che avevano goduto sino allora, e vennero

quel grande potere,

tempo il numero di siliatti presi and moltiplicando, ed grei

sottomessi al patriarca di Costantinopoli.

Non sono

ignote n la
il

mache
nella

ne fecero poco conto, e li posero anche al di sotto dei metropolitani. Nel 1439 Eugenio IV celebr
il

niera onde fu fatto

canone,

concilio generale di Fiienze col-

portava
fecero
ficolt,

questo cangiamento
Pontefici, e

gerarchia, ne le opposizioni, che vi


i

neppure

le dif-

r intervento dell' imperatore Giovanni VII Paleologo, e di centoquaranta vescovi. In esso si pubblic
ci
il

che

s'

incontrarono nella sua

decreto dell'unione de' gre-

esecuzione.

Ci non ostante
di

T amdegli

colla Chiesa

Romana,

sottoscrit-

bizione dei patriarchi


nopoli, sostenuta

Costanti-

to dal Papa, dall' imperatore, e dai

dal

favore

deputati delle due chiese


greca.

latina,

e
di

imperatori, la vinse, e
I

Giustiniano
citato

Ma
i

tornati appena alla loro


alle

ordin nella sua Novella, de sas.

patria

greci,

persuasioni

cro

Eccles.

e.

i6, che

il

Marco vescovo
di
all'

di Efeso, che
il

avea

canone XXVIII del concilio di Calcedonia avesse la sua esecuzione, e che le diocesi del Ponto, d'Asia, e
di

ricusato di sottoscrivere

decreto

unione,

ritornarono

nel

i44^

antico scisma, nel quale tuttora

Tracia

fossero

sottomesse

alla

perseverano,

chiesa di Costantinopoli.

Vero

pe-

r che poscia
si

al

vescovo di

diede

il

titolo di esarca,

Efeso sebbene

essendosi pi riChiesa latina. Efeso cont cinquantasette vescovi che vi


conciliati colla

non

ebbero sede,
tizie
il

di cui riporta
nell'

le

no-

debba

che gli fu accordato in un senso ben diverso da quello di patriarca, di primate, come ritengono il p. Morino, ed alavvertirsi,
tri. Il

sesto concilio generale quel-

e p. 672, 9^7, insieme ai tre vescovi latini, che pur vi ebbero sede. Al presente Efeso un arci-

Le Quien, Clirstianus, al tomo I,


p.
III,

Oriens

tomo

p.

lo,

che per la prima volta parla di un Teodoto, vescovo della medi

vescovato

in

partibus
la

injideliuin,

che conferisce

santa

Sede,

con

tropoli

Efeso,
;

ed

esarca

della

otto sedi titolari egualmente in partibus suffraganee; cio:

diocesi di Asia

tuttavolta gli esari

Adramitto,
e

chi

di

Efeso

non ebbero mai

Aureliopoli, Altobosco, Imeria, Mirina,

medesimi poteri dei primati, perch mai la loro autorit si estese


fino
all' ordinazione dei vescovi, e dei metropolitani di una, o di pa-

Paleopoli,

Pergamo,
stati

Tei.

Da

ultimo sono

arcivescovi di

zio di

Efeso monsignor Paolo Leardi nunVienna, e monsignor Giofatto

recchie

pot
in

il

Provincie, come giammai vescovo di Efeso convocarli


e

vanni Soglia,

da

nel concistoro de' 2 ottobre

Leone XII 1826,


trasfe-

concilio,

giudicare

sui

loro

che

il

regnante Gregorio

XVI

EFE
l

EFE
Costantinopoli,
11

73
e.

al patriarcato di

di delitti.

Pallud. Dial
de' Concila j

i5,

p.

e poi cre Cardinale.

wedesimo

glio,

Gregorio XVI, nel i836, a' 17 lunella basilica Liberiana con-

i35; Diz, tomo I.


II
il

Baluzio

quarto, che ecumenico, e fu

sagr in arcivescovo di Efeso,

mon-

terzo concilio generale, celebralo

signor Lodovico Altieri, attuale suo

sotto l'imperatore

nunzio apostolico
le

presso V imperia-

corte di

Vienna.

Teodosio II nelvenne presieduto dal som ino Pontefice Celestino 1 a mezl'anno 43


'j

zo de' suoi legati,

contro

JXestorio,

Concini di Efeso.
Il primo fu adunato verso 1' anno 196, o 198, sotto il vescovo Policrate per celebrare la Pasqua li 14 della luna, in qualunque giorno della settimana cadesse, contro quanto avea stabilito Papa s. Vittore nel concilio romano, con decreto che pu vedersi nel Labb,

quale ammetteva due persone in Ges Cristo, e negava che la Vergine Maria fosse madre di Dio.
il

di

Questo Nestorio, nipote di Paolo Samosata, prima monaco, poscia

prete antiocheno, eia allora vescovo


di Costantinopoli.

Appena

fu solle-

vato a quella sede, mostr un gran zelo contro gli eretici, ma i saggi
lo qualificarono

per indiscreto e vio-

Coiicil.

tom.

I,

col.

596

decreto,

lento, e quindi incominci a


festare la

che poi fu ricevuto da altri concilii orientali, ed occidentali, e dal Niceno I. Dz. de Co nei Hi ed Eu,

manisua rea dottrina, e i suoi perniciosissimi errori, con audacia,


furore.

Vedendo

poi
lui,

insorgere

sebio,
Il

Hist.

eccl.

24.

burrasca contro di
tirla

per

diver-

secondo venne celebrato l'anno 245 contro r eretico Noeto, il quale negava esservi tre persone in Dio, ed ammetteva solo diverse operazioni, e denominazioni. Baluzio

fece tenere
a'

un preteso concilio
avversari,
ecclesiastici,

per imporre
giunse loro r

suoi

nel ag-

quale depose diversi


esilio,

ed ogni maniea cui


il

ra di pessimo trattamento, imperoc-

Arduino tomo L Il terzo ebbe luogo 1' anno ^01^ contro i delitti di Antonino vescovo di Efeso. Si compose di settan-

tomo

I,

ch non
portasse

vi
il

era cosa,

suo

orgoglio,

non lo quale

fondavasi nelle sue ricchezze, e nella

imperiale
s.

protezione.

Pieno di

ta vescovi di
testa de' quali

Asia, e di Lidia, alla

zelo

Cirillo patriarca di Alessan-

era

s.

mo

per

la

elezione di

Gio Crisostoun altro veSei

dria insorse a combattere Nestorio,


e scrisse anche al

Papa
eftetto

s.

Celesti-

scovo, e per di lui avviso fu eletto

no

I,

che a tale

Ereclide suo
simoniaci
di
vi

diacono.

vescovi

concilio in

un Roma. Laonde temendo


tenne

furono deposti,
i

dopo
ri-

Nestorio, che

Teodosio

li

potesse
si

avere ascoltati

testimoni, e
di
si

cedere ai reclami cui

riceveva,

cevuta
scovi,

la confessione

delti

ve-

ed

in

vece
S.

collocarono

mostr desideroso ne di un concilio


tigiani,
si

della celebrazio-

ecmiienico,

del

nel loro posto delle persone degne


di occuparlo.

quale, facendosi forte ne' suoi par-

Gio.
si

Grisostomo
segnal
pel
i

lusingava

intorbidare
l'

le

in

questo

concilio

risoluzioni.

Allora

imperatore

fe-

suo zelo episcopale, ad onta


suoi nemici tentassero di

che

ce scrivere

una

lettera circolare di
lutti
i

accusarlo

convocazione a

meUopolita-

74
ni,

EFE
a'

EFE
2 2 giugno. Intanto
la
s.

dichiarando loro, eh' egli aveva eletto la citt di Efeso per cele-

Cirillo

e-

samin
zione
libri
,

questione dell' Incarnafece

brare
coste,

il

concilio,

intervenirvi

per

la

ordinando loro di prossima Pente-

degli

estratti

dei

insieme

ai sufifraganei,

ma

in

piccolo
fece

numero. Questo principe pure scrivere in Africa, affin-

adottando i sentimenti del santo vescovo Memnone di Efeso. Concorrendo tutto il popolo efesino in questi sentimenti,
di

Nestorio,

ch quella provincia tanto ragguardevole per la sua estensione, e pel numero de' vescovi, ed illustre per
la

il

partito
il

di

s.

Cirillo
il

veniva

ad

essere
roso.

pi forte, e
si

pi

nume-

purit

della

disciplina,
di
s.

pei

il

lumi e per lo zelo


prendesse
parte

Agostino,
co-

nell' interesse

tenne per doloso Giovanni di Antiochia, come amico di Nestorio, e de' suoi vescovi, ad onta dell' opporitardo
di

Siccome

mune
tal

della Chiesa;

ma

il

santo in

sizione
altri

di

questi,

s.

Cirillo e gli

punto era morto nel bacio del


Il

vescovi

stanchi

dell'indugio,

Signore.

pei
Pontefice,

sommo

non istiman-

concilio,
rie

11 giugno vollero celebrare il non valutando le contraIl

do opportuno di recarsi al concilio, nomin il suddetto s. Cirillo in legato della santa Sede, ed in oltre
vi

proteste.

concilio fu

raduna-

to nella gran chiesa di Efeso, detta della

Madre

di Dio. Il tutto pas-

mand

tre

legati,

il

vescovo

s secondo le regole. S. Cirillo vi

Arcadie, Pro j etto vescovo d'Imola, e Filippo prete della santa roma-

come occupante la seconda sede della Chiesa, e tenne


presiedette,
il

na Chiesa,
sitorio

col titolo

eziandio

di

posto del

deputati della chiesa


arriv in

Romana. NeEfeso per uno dei

lo stesso

concilio lo
i

Papa qual suo legato: chiama il calui

po di
so.

tutti

vescovi raunati in Efe-

primi, con

un seguito numerosissimo,

Presso di

sedevano

Giove-

ed accompagnato dal conte Ireneo, suo amico e protettore. Egualmen te vi si recarono s. Cirillo, con Giovanni di Gerusalemme insieme
a

nale di Gerusalemme, Flaviaiio di


Filippi,

Firmo
Efeso,

di Cesarea,

MemnoMelitene,

ne

di

A cacio di
della loro
di

Teodoro
e nel
la

di Ancira, e gli altri se-

cinquanta
di

vescovi

dell'

Egitto

condo l'ordine

dignit,

Memnone
gli

Efeso
piti

radunato
i

di

avea anch' ecinquanta vea

numero

centonovantotto,
della

maggior

parte

Grecia,

scovi della sua giurisdizione, laon-

dell'Asia

minore, della
i

Palestina,

de
di

vescovi

ascendevano

pi

e dell'Egitto:
geli
l'

libri de' santi

evandel-

duecento

tutti celebri

per scien-

erano collocati nel mezzo


sessione.
,

per eminenti virt. Candidiano, conte de' domestici, che comanza, e

assemblea.
I.

dava
to al
sio li

le

truppe in Efeso, fu invia-

vescovi

concilio d' ordine di

Teodo-

t
se

fare

Radunati che furono Candidiano si presenistanza, che s* indugiasil

per mantenervi
egli

la tranquilli-

a tenere

concilio,

finch fosse-

t, e la

libert delle opinioni: tutsi

ro giunti
esaudito.
lettera,

gli

orientali,

ma non
si

fu

tavia

mostr favorevole a Nestorio. JNon arrivando al concilio Giovanni di Antiochia, ed altri veijcovi, ne fu prorogata l'apertura

Sulle

prime

lesse la

quale l'imperatore colla avea convocalo il concilio. Fu inoltre prodotta la risposta^ che ave*

EFE
va
del
se lo

EFE
citazione

75r

data
si

Neslorio

alla

lemont, che

sa stata fatta la

meno-

concilio, cio ch'egli

verrebbe,

na cosa;
si

6."

Si

produssero diverper
la

giudicasse necessario. Intan-

passi

de' padri
stata

far vedere

to per conformarsi ai canoni, e pri-

quale
sopra
tutti
i

era
la

loro dottrina

ma
ti

di

fare

il

rapporto degli
quest'affare,

scritsi

incarnazione,

dopo
:

concernenti

de-

padri esclamarono
le

di che Queste

putarono tre vescovi a Nestorio per secondo monitorio di presentarsi al concilio a giustificare la sua dottrina;

parole sono quel che noi


ricevettero
scovi,
le

nostre j

questo
;

tutti

diciamo

7.**

Si

disposizioni

de've-

ma
la

vescovi

deputati tro-

varono
terono
allora

sua casa

circondata di

che avevano udito dalla propria bocca di Nestorio la sua empia dottrina.

soldati armati di

clava, e

non poloro,
si

mai ottenere
quando
Gli
tutti
i

di parlargli.

Nestorio avea fatto


sero radunati, egli
concilio.
si

dire

che
fos-

vescovi

Quindi si pronunzi la sentenza contro Neslorio: > N. S. Ges Cri sto , bestemmiato da Nestorio,
ha dichiarato colla voce di que> sto santo concilio, ch'egli pri vato d' ogni dignit vescovile, e reciso da tutta l'assemblea eccle>

si

recherebbe al

una terza citazione, ed vescovi, dopo di avere aspettato un si lungo tempo,


fece
i

furono
dai

trattati
i

soldati,
essi

con grande insulto quali dichiararono


col d'ordine
lasciar entra-

siastica ".

Questa sentenza fu sevescovi


e da pi di

gnata

da
il

cenlonovantotto
Tillemont,
subito
al dire di

ad

che

stavano

secondo

di Nestorio, per

non

duecento
tenza

Fleury.

La

sen-

re nessuno

nome

del

concilio.

venne

partecipata a

A
pi

questa
i

risposta,

non

badando
fe-

Nestorio, ed aflissa nelle pubbliche


piazze, lo

padri che a difendere la


i

de, e seguire
:

canoni, fecero leg-

grezza nella

che cagion grande allecitt di Efeso. Se ne


al

gere I." Il simbolo di JNicea, come regola della fede; 2. La seconda


lettera di
s,

diede
di

notizia per lettere

clero

Costantinopoli,

raccomandando-

Cirillo
i

a Nestorio, alla
fecero

quale
storio

tutti
3.

padri

gran-

di elogi;

La

risposta,

che Nelet-

conservare tutti i beni per gli di renderne conto al futuro vescovo. Frattanto Nestorio, avendo inteso
tali

aveva
il

fatta

questa

notizie

protest contro tutto


fatto nel concilio,
lui,

tera, e
si

concilio

trov

che non
4-
li-

ci ch'era stato

accordava colla fede Nicena;

e Candidiano, di concerto con invi all'imperatore


di quello

Si lessero venti articoli tratti dal

una relazione
,

bro di Nestorio, contenente una racpadri vi colta de' suoi sermoni, e trovarono delle bestemmie orribili, e tutti esciamarono: noi anaiematizi

ch'era
al

avvenuto,
concilio

svantaggiosa

molto dicendo
e gli

che
altri
gli

s.

Cirillo

Memnone,
si

non avevano voluto


orientali
j-

aspettare

ziamo t eretico Nestorio, e chiunque non lo anatematizza sia egli pure anatema; 5." L'ultima letf

che

era operato

in

quel

concilio

di

una maniera

tera

di

san
dai

Cirillo

Nestorio,

tumultuaria, e con argomenti visibili d' odio, e di passione. Nestorio


gliene
indirizz

terminata
mi,
so

dodici

anatematis-

una

simile.

Ma

intorno ai quali non


in nota,

mesil

padri del concilio, per distruggere


le cattive

come

si

esprime

Til-

impressioni che

si

poles-

76
sero dare

EFE
all'imperatore della lociliabolo,

EFE
Frattanto Giovanni d' Antiochia, avendo terminato il suo iniquo confacessero entrare

ro condotta, giudicarono espediente d' inviare allo stesso imperatore gli


atti

del concilio;

per

fautori di

JNcstorio in Costantinopoli lo servi-

rono

SI

efilcacemente

fino

ad im-

permise finalmente che si deputati del concilio di Efeso; ma non appena essi gli ebbero esposto il soggetto della
i

pedire, che tuttoci che veniva per

loro commissione,
si

si

videro oppres-

parte del concilio

arrivasse all'im-

d'ingiurie, e di percosse dai ve-

peratore; e dall' altra parte diano impieg la violenza i vescovi, mise delle guardie lutto per impedire che non

Candicontro

scovi, e dal conte Ireneo, ch'erano

presso Giovanni d' Antiochia.


essere stati cosi
tati
lio

Dopo
depucattivi

da per
fossero

maltrattati

andarono a riportare
le

al conci-

loro portate le cose necessarie, e che

loro

doglianze
sofferti.
s
I

pei

non mandassero nessuno


li

alla corte; e

trattamenti
presi di

padri,

sor-

tenne chiusi in Efeso, come


prigione.

in

una

strana condotta, sed'

movimenti

mezzo a questi Giovanni di Antiochia arriv finalmente ad Efeso ai 29 giugno, seguito da ventisette vescovi, e scortato da soldati. Oifeso
In
diversi,

una

pararono Giovanni
la loro se egli

Antiochia dalfos-

comunione sintantoch

venuto a giustificarsi ; e risguardarono i padri con insulto la sentenza informe del suo conciliabolo.

perch
to
il

il

concilio

non

avesse aspettale

Ma

Nestorio, e

gli orientali al

suo arrivo, diede delle prove

a nulla altro badando, che


prio risentimento,
scrissero

pro-

pi violenti, e le pi irregolari del suo risentimento; cominci a rendersi inaccessibile


tigli

parec-

chie lettere alla corte per giustifi-

ai

deputati inviadargli parte

care la loro condotta; e l'imperatore prevenuto da Candicliano scrisse

dal concilio, per


eh' era

di ci

passato

intorno

una

lettera ai padri del concilio

Kestorio. Dai soldati fece respinge-

colla quale egli disapprovava la de-

re que' vescovi dall'ingresso di sua


casa.

posizione di Nestorio^ e dichiarava,

Que' deputati sostennero tanti oltraggi con incredibile pazienza, e corsero rischio anche della vita. Ma intanto che Giovanni fece aspettare
stesso
li,

che finch
se deciso,

il

punto

di dottrina fos-

non comporterebbe, che


Efeso.
alla

nessun
I

vescovo partisse da
fecero

padri

una
loro
falsi

risposta

quel

modo,
;

tenne egli

lettera dell'imperatore, nella quale

un

concilio co' suoi orienta-

giustificavano la

condotta,

e
di

e con Nestorio

e cos quarandi

querelavansi

dei

rapporti
,

ta vescovi

tentarono

giudicaressi

Candidiano.
della lettera

Gli
dell'

orientali

alteri

ne duecento; e questo
senza
senza
malit.

fecero

imperatore,

tenve-

accusatore,

senza

citazione,

tarono di ordinare
scovo in Efeso;

un nuovo
risaputosi

esame, e senza nessuna for-

ma

ap-

Vi deposero

s.

Cirillo,

Memnone, come

autori della di-

scordia, e separarono dalla

comunione tutti gli altri vescovi, cio pretendevano che que' vescovi non potessero pi comunicare con essi

pena il loro disegno, in fretta furono serrate le porte della chiesa, ed eglino si videro costretti a riIn questo mezzo, tirarsi confusi. quantunque i fautori di Nestorio facessero i loro sforzi per impedire
che r imperatore non fosse istruita

nella celebrazione de' misteri.

EFE
del vero,
ripari, e

EFE
sforz tutti
i

77
ovvero

un medico

quel principe nelle sue prime prevenzioni contro


il

port a Costantinopoli, in

concilio,

una canna forata, che servivagli di bastone, una lettera scritta in Efeso,

piuttosto lo lasci indeterminato e

sospeso a favore di chi egli dovesse dichiararsi. Quindi, senza distin-

e diretta ai vescovi

ed

ai

mo-

naci

ch'erano in Costantinopoli. Sparsa che fu questa lettera, tutti


i

guere
prelati
s.

due
di

partiti,

conferm
fatta

la

deposizione
del

Nestorio
e

dai
di

i monaci lasciarono monisteri, e andarono quasi in processione a trovare l'imperatore. L'abbate s. Dalmazio, che da quarantotto anni non era uscito dal monistero, ne

concilio,

quella

Cirillo,

e di

Memnone

fatta da-

gli

orientali, e

annull poi quanto

era stato praticato da


ti.

ambe

le

par-

Mand ad

Efeso

il

conte

Gio-

era

il

condottiere.
lettera fu presentata all'
il

La

im-

vanni per regolare che giudicasse pi

le cose,

espediente.

secondo In

peratore, e
Efeso, e

santo abbate

present quanto era

gli rapsucceduto in

questo mezzo i legali della santa Sede arrivarono in Efeso.


II,

come avevano sorpreso la sua religione. Teodosio II mostr di approvare tuttoci che il concilio

e III sessione, a'


il

-2

giugno.

Subito dopo
trari,

loro arrivo, ritarda-

to dalle tempeste, e dai venti coni

aveva

fatto,

e ringrazi
la
il

Dio di
In

padri
i

si

radunarono

di

nuoessi,

avergli

manifestata

verit.

vo, ed

legati sedettero

con

conseguenza di che

concilio

man-

e co' tre deputati d' occidente.


letta
I

Fu

d alcuni vescovi
gli

imperatore, e orientali dal canto loro impeall'


il

la lettera del

Papa Celestino
detto, far

al concilio.

In questa era
i

conte Ireneo, che di sua spontanea volont aveva accompa-

gnarono

che
lo
di

mandava

suoi legati per

eseguire quanto egli aveva ordina-

gnato Nestorio, a recarsi dall'imperatore, e gli consegnarono parecchie lettere. e


gli

r anno precedente nel

concilio

Roma,

al

che

padri

applau-

Intanto
lettera

s.

Dalmazio,
padri
del

dirono. Questa lettera era una specie di credenziale pei tre

ecclesiastici

di Costantinopoli,
ai

deputati di

scrissero
concilio,

una

occidente. Eglino rendettero conto


ai

che riusc per essi di gran conforto nella pei-secuzione che soslettera
il

legati di

ci ch'era avvenuto, e
il

trovarono che
fatto a
gati

tutto

era
e

stato
i

tenevano. In questa
di

clero
ai

tenore dei canoni,


di

le-

Costantinopoli

testimoniava
la

padri del concilio,

consolazione

che avea provato per la deposizione di JN'estorio, e li pregava di adoperarsi


pel

condannare essi pure Nestorio, e deponevanlo a nome del Papa, la cui autorit
dichiararono

portava seco quella di tutto


dente; poich, dissero,
oriente, e d'occidente
stito al
i

l'occi-

ristabilimento
gli

delle

vescovi di
assi-

loro chiese.
cilio

Ma

affari

del con-

hanno

nuovo attraversati per qualche tempo dall' arrivo del


furono di
conte Ireneo a Costantinopoli. Sic-

concilio per se, e pei loro

deputati.

IV. sessione,
cilio
rillo,

i6

luglio.

Il

cons.

come
e
di

era egli consagrato del tutto


di

ricevette la supplica

di

Ci-

al partito

Giovanni d' Antiochia,


cos

Nestori o,
fece
ali'

l'esposizione

Memnone, domandavano giustizia


e di

colla

quale
sen-

della
di

ch'

imperatore

rimise

tenza pronunziata

contro

loro

yS da Giovanni
orientali, e
li

EFE
d' Antiocliia,
fece citare.

EFE
e
dagli
i

Ma

ve-

scovi spedili
insultati, e

a questo (ine
dai
avvicinarsi

furono
e

avea fatto contro i pela" giani, imperciocch erano venuti a Costantinopoli nel 4^9 j ^ V erach'egli

respinti

soldati,
alla

no

stati

sostenuti

dal

credito
II
gli

di
fece

non poterono,
persona

sua

Nestorio;

ma

Teodosio
Il

Alla . seconda citazione Giovanni fece loro rispondere, che ei non aveva nulla a dire a per-

scacciare dalla citt.

concilio con-

ferm quanto era seguito al tempo della loro condanna sotto s. Zosi

sone deposte e scomunicate.

mo. Papa nel 4 18.


rillo

V. sessione, 17 luglio. Si deliber di citare per la terza volta Giovanni d' Antiochia. I deputati riferirono, che l' arcidiacono di Ne.storio era venuto da essi, e aveva voluto dar loro un foglio ma che non avevano giudicato bene di riceverlo. La qual cosa vedendo quegli , avea detto loro
,
:

VI. sessione, a'22 luglio. S. Civi presedelte come vicario del

Papa.

Il concilio condann un simbolo di Teodoro di Mopsueste, sen-

za nominar quel vescovo, e proib a chiunque di comporre o di fare


sottoscrivere,

chi

avesse

incon-

trato nella Chiesa verun' altra professione di fede, che quella di ]\icea, sotto
gli

> f*
9

Voi non avete ricevuto il mio foglio, ed io non bado a ci


che dice il concilio; noi aspettiamo una decisione dell' impeil

pena
a

di

deposizione pedi

ecclesiastici, e

anatema pei
il

laici.

Intorno
di

ci

Tillemont

osserva, che Eutiche, nel concilia-

ratore. " Udito


deputati,
il

rapporto

dei

bolo
e
i

Efeso chiamato Latrocinio,


quello di

concilio pronunzi con-

vescovi d' Egitto, in

tro

Giovanni
i

d'Antiochia,
di

ed

Calcedonia,

abusarono di

suoi complici, al novero


latre, tia

tren-

quali fu compreso

Teo-

mandato, il quale non prendere a rigore e se


;

si

questo vuol
gene"
Ni-

ne serla

doreto,

una sentenza che li recideva dalla comunione ecclesiastica, e soggiungeva, che se non avessero
riconosciuto
il

virono per coprirsi sotto


raiit dei

termini del concilio


rigettare
le

ceno, e per non

ag-

loro errore,
1'

si

tire-

giunte

fattevi dal concilio

Costanti-

lebbero sdosso

ultima condanna.
orientali e
quelli,

nopolitano; che questa prescrizione

A
i

questa sessione debbonsi riferire

medesima venne opposta


so
s.

allo stes-

canoni contro

gli

storio.

Questi sono

Neche ci
alri-

Cirillo,

per aver

egli

ricevudi

to delle

altre

professioni

fede

restano del concilio di

Efeso,

da alcuni vescovi

sospetti di nesto-

meno

secondo

il

Baronio.

Del

nanismo;

ma

il

santo rispose, che

manente nulla contengono, che


guardi la disciplina pubblica
Chiesa.
Il

ris-

quel decreto del concilio di Efeso,


bencli fosse santissimo,
diva,

della

non impepersone

concilio inform l'impe-

che
il

qualora
di

certe

ratore di quanto era seguito; egli


si

fossero sospette
tendei'e

querel
alzar

vescovi avessero
di

che trenta avuto ardiniento tribunale contro pi di


altamente,

non bene insimbolo INiceno, non doi

vessero dichiarare

loro sentimenti

duecento ; e avessero preteso di formare un secondo concilio. Il concilio scrisse anche al Papa ci.

con parole pi precise, dal che era facile conchiudere, come dice lo che quando la stesso autore Cliiesa ha da combattere della
:

EFE
eresie
i

EFE
formaiCirillo,

79
furono
:

non condannale

Memnone
i

guar*
inoltre

mente dal simbolo Kiceno, ha ella il diritto di aggiungerci quelle espressioni che crede op portune, e necessarie a mettere in chiaro la verit ". E tanto
avea fatto
politano,
il

dati

molto

strettamente

tenne egli rinchiusi


gliendo ad
ci
l'

vescovi in Efe-

so, e fece loro patire molti disagi; toessi qualunque commercon qualunque uomo. Intanto imperatore lusingandosi di poter
i

concilio
lo

Costantino-

stesso

praticarono

riunire
dossi a

vescovi, obblig

gli

orto-

parecchi altri in appresso.

comunicare

cogli orientali;

VII.
luglio.

sessione,

ed

ultima
di

a'3i

Regio,

vescovo

Costan-

za nell'isola di Cipro, present


istanza al concilio in
di
il

una

nia essi protestarono di nuovo che non acconsentirebbero mai a questa riunione, se gli orientali non
annullassero ci che avevano
fatto

nome

suo, e

due

altri vescovi,

lagnandosi che
offendesse
la

contro
rio, e
gli

s.

Cirillo e

Memnone,
iscritto

non

clero di Antiochia

anatematizzassero in
i

Nesto-

libert,

ond' erano

in

possesso,
il
i

suoi

pretendesse di attribuirsi
delle ordinazioni, contro

diritto

orientali,

essendo rientrati

dommi. Finalmente un

canoni,
concilio
i

ed

il

costume stabihto.

Il

colla sua sentenza

conserv
libero
le

ve-

poco in se stessi, credettero di dover cooperare alla pace della Chiesa, e dopo essersi a grandissimo
stento accordati, ofTiirono

scovi di Cipro nel


di fare da se
slessi

possesso

una pro-

ordinazioni

fessione di fede sopra Tincarnazio-

a tenore dei canoni, e


costume, se
il

secondo

il

ne, e sopra la

ss.

Vergine Maria,
questa
uso
in

vescovo di Antiochia
nella

Fu

trovata
e

cattolicissima
se

non
dine.

fosse

fondato

consuetucos

professione,

ne

fece
gli

Ma

siccome quest'ultimo non


concilio,
il

progresso per placare


l'

animi. Per
concilio

era presente al

non
che

altra parte

padri

del

pot difendere era ne pi, ne

suo

diritto

scrissero

all'imperatore
e di

favore
e
lo

meno

fondato,

non

di

s.

Cirillo,

Memnone,

essendo stato interrotto questo possesso, se non per occasione degli


arianij siccome appare

tera di

s.

Innocenzo
di

da una Papa,

let-

informarono della verit dei falli, Bappresentarongli con quale ingiuopprimevasi un' assemblea stizia
quale era
gere
le
il

ad

concilio; e

per distrugli

Alessandro

Alessandria,

scritta

impressioni, che potesse aver

\ent'anni addietro.

fatto sull'animo di sessione,

Teodosio
del

la

Poco dopo questa


dosio

mand

il

Teoconte Giovanni ad
ai

relazione

infedele

conte
lettera

Giodello

vanni, scrissero
stanlinopoli,

una

Efeso, e subito arrivato lesse


dri del concilio la lettera

pa-

stesso tenore agli


i

ortodossi di

dell'

im-

quali

Conon dubitaroa
fa-

peratore,

la quale comandava la deposizione di s. Cirillo, di Memnone, e di Nestorio ; e siccome i

no

di altamente dichiararsi
tanti

vore di
a quel

vescovi
e

perseguitati
aiil

modo,

indirizzarono

vescovi protestarono, ch'eglino

acconsentirebbero a quella dei


prirai, cos
gli

non due
tutti

l'imperatore, a
clero,
gi,

nome

di

tutto

fece arrestare

una supplica piena di energenerosit. Dicono in e di


che
siccome
i

tre,

e diede in custodia Nestorio

quella,

la

religione

al conte

Candidiauo suo amico.

Sv

cristiana obbliga

sudditi

ad ubbi-

8o
dire
i

EFE
loro principi, cos vuole
si

EFE
loro

quando non
senza
parlisi

pu

che ubbidire
sua,

pregiudizio

dell'

anima

loro con libert, e con

co-

meglio informato, rendesse giustizia alla verit, poich essendo di ritorno a Costantinopoli, ordin con una lettera ai deputati

tore, essendo

raggio da figliuoli di Dio. Gli rap-

cattolici

presentarono, che condannando Cirillo

citt

di condursi in quella per ordinarvi un nuovo ve-

Meninone,
si

sotto

un
la
;

falso

scovo nella persona di Massimiano,


in

pretesto di pace,

mette

divi-

vece di Nestorio, al
fatto gi
di

quale avea
di uscire nel

sione

in

tutta

la

Chiesa

che

egli

comandare

deponendo Nestorio da una parte,


e tutti
sciano
i

da Efeso, e
monisfero
rientali.

rinchiudersi

suo
il

vescovi cattolici dall'altra


s.

vicino ad

Antiochia,
gli

nella persona di
gli

Cirillo,

si

la-

che gett in
lettera,

costernazione
vescovi,

o-

ariani, e gli

eunomiani
in
soETEriacere

Quindi
che

prescrisse con
i

una
e
s.

padroni

di

tutto

protestarono

tutti

fine di essere risoluti a

Cirillo e

Memnone
loro

eziandio, ritor-

ad ogni male^ anche al martirio, con quelli che hanno con loro la
stessa

nassero alle

chiese,

dovendo
d' Antio-

fare altrettanto

Giovanni

fede.

chia co' suoi vescovi ravveduti dal-

Tocco
poli,

r imperatore da
clero
di

questa

l'

errore.

raccoglie

da

questa

supplica del
di

Costantino-

lettera,

eh'

come

la

conclusione
in

permise ai padri del concilio mandargli otto deputati colle opportune istruzioni; ed altrettanti

del concilio, che

quantunque Teoqualche

dosio

II

fosse

ancora

ne inviarono gli orientali per parte loro. Tra i deputati cattolici era il primo Arcadio,. vescovo legalo
della santa Sede, e

dubbio, e non volesse decidere ne per gli uni, ne per gli altri) pre-

Filippo
del

prete,

uno
s.

dei

tre
I.

legati

medesimo
e gli
altri

Celestino

Gli uni,

con tuttoci quelli del conecumenico, perch avevano dal canto loro pi contrassegni di comunione cattolica. L'imperatore e Massimiano, vescovo novello di
feriva
cilio

recaronsi

per ordine dell'imperato-

Costantinopoli, spedirono legati

al

re a Calcedonia, ch'era di rimpetto a Costantinopoli, ma dall'altra

Pontefice
prete,

s.

Celestino

Giovanni
e contrionfo

ed Epitetto diacono,

parte del Bosforo


si

e qui fu

dove

gratularonsi col

Papa

del

terminarono finalmente

gli afiari

riportato suH' eresia nestoriana ab-

di Efeso a vantaggio della Chiesa.

battuta nel concilio Efesino, e nel

l,

Essendosi l'imperatore condotto codiede udienza per cinque giorle

quale fu
ca,

stabilito,

contro l'eresiarb.

una persona

essere in Cristo, e

ni diversi ad ambe mand che ognuna

parti, e do-

facesse

una

esi

due nature, e dover la Maria chiamarsi madre


decreto
si

di Dio.

Vergine Tal
con che

sposizione di sua credenza.


sa in particolare
ci

Non

seppe in

Roma

nel gior-

che seguisse in queste udienze, solamente ci noto che gli orientali si dolsero molto di s. Cirillo, e che i cattolici

no

di Natale, e vi

fu ricevuto

tanta gioja, ed

acclamazione,

nel generale, e divoto

non
di

vollero

mai
essi.

entrare

in

conferenza con

Vi

fonda-

mento

supporre, che

l'iaipera-

clamore ad onore della gran Madre di Dio, si aggiunsero alla salutazione angelica dell' x/i'p Maria {Fedi) le parole che tuttora recitiamo Sanata
:

EFE
Maria Mater Dei ora pr
peccatoribiis,
tis

EFE
nohis
privali

8r
qui

del

sacerdozio coloro,

mine

et in

hora mor-

deficientibus
li

a synodo adhaeserunt.
,

nostrae

Amen.

questa

madre

terzo riguarda sulla restituzione

di

Dio r augusta
avea

tanto

s. Pulcheria, che cooperato alla buona

alla

dignit sacerdotale

di

quelli

riuscita della

parte

cattolica,

alz

un sontuosissimo tempio
tinopoli
altri

in

Costandel

presso
in

il

mare, e fu da
parti

imitata

diverse

mondo
ta alla

per la divozione accresciu-

che n'erano stati privi da Nestorio. Il quarto canone cos diceva : Si qui auttm clericorum defecernt vel ausi fuerint vel privatinij vel publice quae sunt Nestorii, ani Cclestii, sapere, sanciluni est a sanala

do, nel

madre 4^2
,

di Dio.

succedenI,
il

synodo
11

islos

quoque depositos

esse.

s.

Celestino

Papa

s.

Sisto III, questi a

memoria

quinto canone non voleva che i condannati dal medesimo concilio


potessero essere reintegrati
gradi, da' quali erano stati
dai padri dell'assemblea.
:

del trionfo riportato su Nestorio, e

quei

Maria, rinnov in Roma la patriarcale Chiesa di s. Maria Maggiore (Vedi), al modo che
di
dicesi a quell' articolo, e ture in mosaico, le quali

a gloria

rimossi
sesto

11

ed

con

pit-

celebraconci-

Similiter ultimo canone fu fatto autem, si qui velini ea, quae de singidis per sanctam synodum gesta sunt

rono questo Cosi ebbe

concilio.

fine

il

celebre

Ephesinam, quocumque modo moverej sanala synodus ipsa dearevit^


si

lio di Efeso, ricevuto sempre, e venerato dalla Chiesa come ecume-

rint^

quidein episaopi aut clerici fueeos omnino a proprio cadere


laici,

nico,

non

ostante

la

opposizione

che per alcun tempo vi fecero gli orientali. Secondo il Bergier, una prova, che il concilio di Efeso temeva giustamente le conseguenze
dell'eresia di Nestorio,

gradu: sin vero ne communione

aut aliij sipermaneant. V,

Baldassari Istoria conipen. de' concini ecumenici, p.

3g

e seg.

Diz.

de' concini j Regia tom.

V, Labb

l'aver

egli

perseverato sino

alla

morte

mal-

grado
esilio,

patimenti

di

un
dai

rigoroso

tom. Ili, Arduino tom. I, Baluzio, Tillemont, Cond, tom. III. Nel 1791 si pubblic in Venezia /' /storia
dell'

e l'esempio de' suoi migliori

eresia

di

Nestorio,

amici. Gli venne rosa ni quella lingua,

vermi-

del concilio di Efeso, di Bercastel.


11

che avea osato pronunciare esecrande bestemmie contro la madre di Dio, e sono passati pi di quattordici secoli dacch i nestoriani {Vedi) di lui settatori

quinto concilio di Efeso, o connel

ciliabolo, quello tenuto

4^ i
conin

da Giovanni patriarca d'Antiochia,


partigiano di Nestorio, contro
cilio
il

generale
si

di Efeso,

di
t.

cui

perseverano

in
ai
essi

oriente nel-

questo

parlato. Regia

V, Lab-

l'errore. In

quanto

canoni

fatti

t.

Ili,

Arduino
si

t.

I,

Baluzio.

sono sei. Il primo fu contro coloro, che la sentivano con Celestio eresiarca, e coi
di lui fautori,

in questo concilio,

tenne nell'anno 434> 44oj o 44^5 sopra Bassiano prete di Efeso, ch'era stato ordinato ve11

sesto

nonch contro Pelaquelli che non vollero condannar Nestorio. 11 secondo canone fu quello, che volle
gio;

scovo di
sostituito
p.

una

citt

della
al

provincia

come contro

suo malgrado, ed

quale

ne fu
I,

un

altro.

Mansi tom.

3i8, e Baluzio.

VOI. XXI.

8^
Il

EFO
doti

EFO
Distinguonsi due sorte di
efod;
sacer-

settimo nel 44? sopra Bassiano vescovo di Efeso. Baluzio. L' ottavo ebbe luogo Tanno 449

r uno di semplice lino


,

pei

r
il

altro

pel

sommo

sacer-

chiamato il conciliabolo Ephesinum, Lalrocinhim, Assassinio, Brigantaggio.

quale era di drappo tessuto d'oro, di giacinto, di porpodote,


ra, di cremesino, e di
to.

Venne presieduto da Dioscoro


vi

cotone ritor-

patriarca Alessandrino, che

apvili-

Al luogo

dell' efod,

che veniva
sacerpietre pre-

prov
pese
i

gli

errori di Eutiche, e
pontifcii.

sulle

due

spalle del

sommo

legati
s.

Vi fu con-

dote, stavano
ziose

due grosse

dannato
stato

Flaviano, vescovo catto-

o sardoniche incassate nell'o-

lico di Costantinopoli, eh' essendovi

ro, sulle

quaU

leggevasi

il

nome
cio
il

crudelmente, mor dopo tre giorni dalle ferite. Di quebattuto


s

delle

dodici

trib

d' Israele,

su quello della spalla dritta

no-

sto conciliabolo
Voi.

tratta

anche nel

me
la

dei

sei

primogeniti,
1'

e quello

XV,

pag. iS'j del Dizionario.

dei secondogeniti sulla sinistra. Nel-

de Conditi^ Regia toni. VII, Labb tom. Ili, Arduino tom. I.


inoltre Dizion.
Il

V.

parte ove

efod

s'

incrociava sul

petto del

sommo

sacerdote,

eravi
il

un ornamento quadrato,
te dodici pietre preziose,

detto

ma
bil

nono si riporta all'anno 4?^ non riconosciuto. Timoteo Elurista-

razionale 3 nel quale erano incassasu cui


delle
si

ro, vescovo d'Alessandria, vi

trovavano

scolpiti

nomi

do-

Paolo, e depose Acacio di Co-

dici trib dello

stesso Israele, cio

stantinopoli. Diz. de' Concila.

uno per
ebrei.

pietra. L' efod sovente fu

EFOD,
Questo
in

EPHOD. Ornamento
gli

confuso col razionale y e con Yurim


e thumminif che vi ciano
ti,

sacerdotale in uso presso

attacca-

nome

deriv
L' efod

dall'

ebreo

fiphad^ vestire.

consisteva

perch tutto questo apparteneva all' efod, e formava con lui una
sola cosa.

una specie di cintura, che pendendo dietro il collo, e al disopra


delle spalle, discendeva

Dio

rese pi volte ai re

d' Israele, e di
li

Giuda

suoi oraco-

dinanzi,

si

a mezzo del
e

sommo

sacerdote, e

incrociava sul petto, e serviva quindi a cingere la tonaca, girando at-

de]V urini

thummim^ quando
il

fu

consultato sugli avvenimenti futuri


risguardanti
solennit

torno
terra.

al

corpo; dopo di che

le

sue

bene pubblico della


talvolta

eslremitti

cadevano davanti fino a


per
di

nazione. Alcuni pretesero, che nelle


i

Altri descrivono l'efod,

detti re
;

usaslo

una

specie

tonaca ristretta, con


sul petto un'aper-

sero r efod
dell'arca.
si

certo che

David

manicbe, avente

portava nel solenne


Il

trasferimento
Pontefice,

tura di quattro dita quadrate, che era coperta dal razionale. Cos lo descrive Gioseffo; ma Filone lo
figura

Formale (Fed), che

usa

dal

sommo

si

chiama anche razionale, e


ralc.

petto-

come una
l'

corazza.

Dice

s.

Girolamo, che
cie di

efod era

una

spe-

\J efod dei semplici sacerdoti era,

tonaca simile agli abiti chiamati Caracalla (Fedi)^ finalmente

come si disse, di solo lino, avea la medesima estensione di quello del

altri

pretendono

che

non avesse

^maniche, e che di dietro scendesse sino ai talloni.

ma meno preziomeno lavorato. Samuele, so, quantunque non fosse che levita,
sommo
e
sacerdote,

EFR
e fanciullo,

EFR
l'efocl

^5
&i

pure portava

nel

peccatori indurali

valeva

delle

tabernacolo.

Abbiamo

ancora, che
fece fare

Gedeone giudice d' un efod magnifico


Madianiti, e
lo

Israele

lacrime per ridurli a penitenza, disprezzava se stesso per esercitarsi


nella santa umilt. Lasci vari scritti,
tutti

colle spoglie dei

deposit

in

Efra

pieni di zelo apostolico. Passato


celeste ispirazione in Edessa, si
ivi

sua residenza, o per usarne nelle assemblee, e solenni funzioni della nazione^ e per consultar Dio per

per
rec

a venerare

le

reliquie del

santo apostolo

Tommaso, ed

ordi-

mezzo del sommo sacerdote, lo che non era proibito dalla legge. Anco i pagani potevano avere abiti simili ; secondo Isaia, sembra che i
pagani vestissero
efod, forse
i

nato diacono, si mise a predicare con molto zelo e gran frutto. Molg' idolatri ti furono da lui convertiti, e molti ancora gli che abbandonarono i loro

eretici,

falsi

dei di

un

errori.

quando volevano avere degli oracoli. Qualcuno pai'agon ornar efod al Fanone (Fedi) mento sagro usato dai romani Pontefici, quando celebrano solennemente, ma vi divario. F. Bened. Dav. Caprovium, De Pontificum hebraeorum vestita sacro,
,

Girolamo encomia anzi il libro da s. Efrem composto contro i seguaci di Macedonio, provando in
S.

quello a meraviglia la divinit dello Spirito Santo. Apollinare nel

876

dommatizz sacrilegamente manit di Ges Cristo, ed


anacoreta
tolo
il

sulla uil

santo

vigorosamente

attacca-

re

Jenae i656. Deli' efod tratta puil padre Bouanni La gerarchia


,

conquise. Recatosi nell'anno

ecclesiastica considerata nelle

vesti

872 a Cesarea, vi giunse nel momento che il santo arcivescovo Basilio

sagre,

ove

riporta

diverse

forme

predicava al suo popolo. Terla predica


,

di efod.

minata
(s.).

si

senti

chia-

EFREM
la
natali,

In Nisibi

citt del-

mare
era

dallo

stesso
lo

arcivescovo,
,

Mesopotamia nacque Efrem. I di lui genitori quanto ignobili per


altrettanto illustri per copia

presentatosi

interrog
,

s'

egli

quell' JEfrem

servo

di

Gesti

Cristo.
**

tale ricerca rispose: io

di

martiri nei loro

ascendenti,

e-

ducarono il loro figlio nel santo timore di Dio. Consecrato fino dal
suo nascere al Signore, e ricevuto il battesimo soltanto nel diciotte-

sono queir Efrem , eh' molto lontano dal cammino del cielo'*, mio e piangendo gli disse padre Piet vi prenda di un M miserabile peccatore, e degnatevi
:

simo anno di et, si fece monaco, ed and ad abitare in un romitojo lontano dalla comunit. Quivi egli si diede alla vita contemplativa, e lavorando in far vele da
navi, portava
al

metterlo in sulla retta via". Basubito la umilt silio, scoperta di


di

Efrem,

lo trattenne

seco,

e lo

forni di

norme per condurre

una

santa vita, e concep


dessa,

di lui parti

fine
alla

della

setti-

colar venerazione. Ritornato in


si

E-

mana

il

lavoro

comunit,

rinchiuse in

una

celletta,

ritraeva con ci il proprio vitto. Di natura collerico, egli seppe tanto frenarsi, che alcuno noi vide mai alterato, anzi era chiamato la dolcezza^ o il pacifico di Dio. Coi

e con

nuovo fervore
si

inspiratogli dal

santo arcivescovo
passaggio

dispose al gran
Scrisse

dell'eternit.
le

in

quel tempo
renesif

sue

settantasei

Pa-

ossia

esortazioni molto ef-

84
ficaci

EGA
alla

EGB
non
poche
nel-

penitenza,

cleziano per avere col loro


cinio riacquistala la sanit.
ci: Disqaisilio

patro-

delle quali sono state

inserite

F. su di

uffizio della chiesa dai siri.

Fece il

historica

ss.

Cosmae,

$uo testamento, nel quale oixlin di


esser seppellito in

et

Damiani

martyris,

ejusque ha-

una tomba comutenerlo rac-

ne, ed esort

suoi di

slicaej Romae 1747- Al presente Ega o Egea, un vescovato in

comandato al Signore. Aggravato sempre piti dalla febbre, ricevuto il


santo Viatico,
e
l'

partibus, che conferisce la santa Sede. F. il Terzi, Siria Sagra pag. ^

estrema unzione

117.

con tutto

il

fervore proprio dell' uoin

mo

placidamente spir in et molto avanzata l'anno 378. Dopo la sua morte si celebr subito in Edessa la sua festa, e nel vero martirologio di Beda
ricordato
il

assorto

Dio,

luglio.

EFREM
sa
s.

(santo), patriarca

tiochia, scrisse

d'Anmolte opere a difedi

EGA, EGUGA, stwEgulga ed anche Iguiga. Sede episcopale nelr Africa occidentale, nella provincia proconsolare di Cartagine, sotto la metropoli di questo nome. Firenze suo vescovo intervenne al celebre concilio tenuto dal Pontefice s. Martino I nel Lterano.

EGARA.

Citt vescovile della


nel

Ca-

del

concilio

Calcedonia,

di

talogna nella Spagna,

territo-

Cirillo, e di
si

ti

s. Leone, i cui estratsono stampati da Fozio.

rio Laletani, di cui ora

non rima-

ne

vestigio.

Era
ove

situata alla distan-

EGA
cato
poli di
risale al

(Aegae).

Citt
,

vescovile
patriar-

za di quattro leghe da Barcellona,

della seconda Cilicia

nel

nel luogo

presentemente

tro-

d'Antiochia,

sotto la metro-

vasi la citt di Carraca, o borgata

Anazarbo,

la cui erezione quinto secolo. Vuoisi fab-

di Taracca, o Tarassa.

Rimane
la

pe-

r ancora

la

citt antica,

quale
citt,

bricata da

zoni, ovvero da
seo.

Egea regina Egeo

delle

AmaTeben
il

alquanto al di sopra della

figlio di

ma

non

altro che

una parrocchia

Fu

celebre pel tempio di Escustata

Japio, e per essere

cos

chiamata s. Pietro d'Egara. La sede vescovile fu eretta nel quinto


metropoli Tarragona. Nell'anno 6i5 in figara delta Exartaj si tenne un concilio nazionale, nel quale si condi
secolo, suffraganea della

munita^ che sembrava miracolo dell'arte.

Nell'anno
s.

285

quivi

pat

martirio

Zenobio vescovo, e
i

lo pa-

tirono pure
Ivi

ss.

Claudio, Aslerio, e

IVIeone, e le sante
nilla.

Donnina, e Teo-

inoltre furono martirizzati

fermarono le decisioni di quello di Huesca, celebrato l'anno 589, e


riguardante
siastici.
il

i ss. Antimo, Leoned Euprepio. Al vescovo s. Zenobio eresse una basilica il di lui successore Tavodimonte, che intervenne al concilio Niceno. Anche r imperatore Giustiniano I vi fece edificare una chiesa in onore de' ss. Cosma e Damiano, che dicesi ave-

a'

27 settembre

celibato degli

eccle-

zio,

Nel concilio di Toledo del


di
altri
si

599

589, in quello ed in sei ,

Barcellona
di

del

settimo secolo,

Toledo del vedono le sottoEgara.


la
il

scrizioni de' vescovi di

Ma
citt

nell'anno
distrutta

698, venendo
dai

mori

suo vesco-

re ivi sofferto il martirio a' 27 settembre, o a'26 ottobre sotto il presidente Lisia, neh' impero di Dio-

vato fu riunito alla sede episcopale


di Barcellona.

EGBINO

(s.).

Di nobile famiglia,

EGE
bretone di nascita, pass
cia

GI
in Fransotto
la
s.

85
ricordata
li

t.

La sua

festa

Egbino

assai giovine,

aprile.

direzione

del

tcscovo

di

Dole

EGIDI Giovanili,

Cardinale. Gioil

Sansone.

Assistendo

un giorno
rinunzia

al

vanni Egidi, appellato


di Liegi, nativo della

Cardinale
di

divin sacrifizio, udite quelle parole


del vangelo:
tutto ci

provincia

Chi non

Neustria in Francia, dottore in

am-

sere

che possed^ non pub es" mio discepolo, Egbino, semplisi

be

le

leggi,

fu dapprima cantore
di
Liegi.

nella chiesa di Parigi, e quindi pre-

ce diacono in allora,

sent

alta-

vosto in quella
a

Recatosi
di

mente compreso
Tassenso del
coverarsi
Ivi neir
s.

dalla forza di quel,

Roma, venne
lo sped

eletto

uditore

le divine espressioni

e deliber coldi
ri-

ruota e cappellano Pontificio.

Ur-

suo vescovo
di

bano VI

nell'abbazia

Tauvac.

nella diocesi di

Treveri,

nunzio apostolico di Colo-

anno 554 fece la solenne conducendo di continuo una vita eremitica, da di l pass in Irlanda. Per venti e pii anni dimor in una cella fabbricaVisse tasi in mezzo ad un bosco.
professione, e

nia e di Reims, dove rimase fino al

termine del pontificato di Bonifacio IX, successore di Urbano V^I. Assunto alla cattedra pontificia Innocenzo VII, questi presa in molta considerazione
la

illibatezza

i
1 1

preclari

con tanta austerit sino


ottantatre, e
sesto secolo,

agli

anni

meriti dell' Egidi, agli

mori verso
il

la

fine del

i4o5
sente

lo cre

giugno diacono Cardinal as-

19 ottobre, gior-

de'

ss.

Cosimo e

Damiano.

no

in cui ricordato nel martiro-

Ma
to
se

tornato a
il

Roma, essendo mor-

logio

romano.

Papa Innocenzo VII, concor-

EGENESHAM.
celebrato

Luogo

d'Inghilfu
di

terra, nel quale nell'anno

un
si

concilio

1186 nel mese

elezione di Gregorio XII, che poscia abbandon per non contravvenire a' decreti del pisano conall'

maggio. Vi

fecero parecchie ele-

cilio,

di cui egli era stato

uno
il

dei

zioni di vescovi,

ed abbati ec. Anglia tom. I, Mansi tom. II. EGESIPPO (s.). Egesippo nacque giudeo, e divenne uno dei membri
della chiesa di
catosi a
ni, e nel

principali promotori.

Narra

Ciacdi tal

conio che Gregorio XII, veggendosi

da

lui

abbandonato, ardesse

risentimento, da

comandare

in ogni

Roma
177
la

Gerusalemme. Redimor venti ansi restitu di nuovo


vi
egli nella

modo

la cattura di quel Cardinale.

Poco dopo

cess di vivere, e le sue

spoglie ebbero sepolcro nella catte-

in

oriente.

Scrisse
storia

sua

drale di Liegi.

prima et
sta fece

della

Cliiesa,

EGIDIO
secolo

(s.).

Nel

declinare

del

divisa in cinque volumi, ed in queegli chiaramente vedere, che il deposito delle verit da Ges Cristo promulgate, era stato con

VII nacque Egidio da nobili parenti, ed ebbe Atene per patria.


studi

Cresciuto negli anni, e riuscito negli

umani
si

assai

distinto,

ce-

gelosia custodito sino


ni.

a'

suoi

gior-

lebre

vieppi per
si

rese

nella

piet.

Nell'anno

180
mor.
di

in

santamente
bilisce
stolico,

Gerusalemme San Girolamo


spirito

Schivo
i

naturale
rifugi

inclinazione
la patria,

alle lodi,

abbandonata
in

dalla semplicit del suo stile lo sta-

parenti,

un romitard egli

dotato

uno

apo-

taggio della Francia.

Non

e ripieno di profonda umii-

farsi

conoscere anche in

Francia

se
i>er

EGi
un vero uomo
lui

EGI
di Dio, e la facinale.

Egidio, o

Dionisio,

appel-

ina di
le.

arriv sino al soglio rea-

lato

Sollecitato

da quel monarca ad
la

abbandonare
permise
to
si

sua

solitudine, ni

sua umilt, e soltanadatt di ricevere con se


la

anche Gilo, profess nel monistero di Clugny, e si distinse, per quanto lo permetteva il suo secolo, in letteratura ed eloquenza. Nel
concilio generale lateranense I celebrato nel II 2 3, Calisto II lo no-

alcuni discepoli, fondando


pistero sotto la regola di
fuetto.

un mos.

Bene-

min vescovo Cardinale Toscolano,


e quattro anni dopo, ebbe la commissione da Onorio II, come apparisce dalle

Visse

molti

anni,

edifican-

do

col suo esempio, ed ammaestrando colla sua voce que' giovani

sue lettere, di recarsi


qualit di legato atosto
si

alunni. Finalmente pieno di meriti

in Palestina in
postolico.
Ivi

ed acceso dello
tit.

spirito

del Signore,

condusse

in

spir placidamente in odore di san-

Tumulato
anni

il

suo corpo, furono


traslocate
le

compagnia di Guglielmo arcivescovo di Tiro, e diede suU' istante


principio all'afldalogli affare. Trattavasi di pacificare alcune chiese di

molti

appresso

sue reliquie nella chiesa di s. Semino in Tolosa.

abbaziale

Un

liumero di chiese della Germania, Ungheria, e Polonia, lo tengono per loro protettore, e la sua festa si celebra il di i settembre.

gran Francia,

quella provincia, nelle quali v'era-

no molle

discordie
i

per

le

dissen-

zioni insorte tra


di pi bisognava

vescovi di Scria;

nardo patriarca

a BerAntiochia di ritirare nel tempo di cinquanta giordi

intimare

EGIDIO,

Cardinale. Egidio, uo-

ni la giurisdizione usurpatasi sopra


i suffragane di Tiro, e del pari obbligare in egual tempo que' suffraga nei, sotto pena di sospensione

mo

di specchiato

candor

di

costu-

mi, e chiarissimo pel vasto sapere, fu creato da Giovanni XIII del g65 vescovo Cardinale Tuscolano. Quel
Pontefice, giusto estimatore delle diStinte doti dell'Egidio, Io spedi le-

da ogni episcopal ministero, a


conoscere

ri-

gato apostolico in Polonia ad istanza del duca Miscislao, che a per-


suasione della sua moglie Dubrava,
pssia

metropoli tane l'arcivescovo Guglielmo. Il Ciacconio scrive che, dopo questa legazioloro

per

ne,

si

rec in Polonia
fede;

per

propach'egli

gare

la

ma

chiaro

Debbora, avea abbracciata


il

la

lo confuse col

sopra lodato Cardi-

religione cattolica, e ricevuto

batnella

tesimo.

Il

Cardinal Egidio,
sette
,

sua legazione volle seco


nonici regolari lateranensi

cain-

ed

sieme con

essi diedesi
i

a propagare
luogo
la

la fede, istruire

novelli convertiti,

coltivare

in

ogni
Il

rit de* costumi.

Signore

pubene-

995. Pricommissione, Calisto II lo avea deputato insieme col Cardinal Grisogono Malcondini ed alcuni altri Cardinali, nella citt di Benevento per giudicare la causa che verteva tra Betlemme, abbadessa di s. Maria, e Agnese ab-

nale Egidio,

morto nel

ma

dell'anzidetta

d le fatiche di

lui

due nuovi

arcivescovati

per modo, che furono in


in Polo-

badessa di
di

s.

Pietro, la quale presul

tendea giurisdizione
s.

monistero

quel regno fondati. Mori nia verso Tanno 995.

Maria. Ritornato- in
il

Roma,
Ana-

favor
Ctr-

partito dell'antipapa

EGIDIO GIL

o DIONISIO,

cleto II; per la qual cosa

Innocenzo

EGI H Io spogli della dignit, e g* inflisse l'ecclesiastiche censure. Ma poscia tornato al buon sentiero per opera di s. Bernardo, ricuper i
perduti onori nel giorno dell' otta-

EGI
tempo
baide.
in
Il

Sj

prima, e seconda Temedio trovasi tra l'alto

il

basso Egitto, e dicesi Arcadia,


ch'esso

ed Etanomo, dai
verni

va di Pentecoste ii38.
dici anni di

Dopo
,

se-

Cardinalato
i

cess di

vivere sul principio del


se
il

i3g. Scrislette-

sette nomi, e gocomprendeva, e fu anche appellato Bechria, e Demesor. Il basso Egitto detto Della a motivo della sua rassomiglianza con
la

Cardinal Egidio alcune

re a quei di Antiochia, nelle quali


si

trova molta dottrina.

EGIRA. Fpoca
F, Era.

dei maomettani.

lettera greca A, viene suddiviso ancora in primo, e secondo Egitto, ed in Augustamnica prima, e seconda, che chiamasi propriamente

Egitto, e trovasi

tra

fiumi Agadi

Contrada vastissima dell'Africa antica o settentrionale, e gran regno dell' impero della Porta Ottomana, che s
[Mgyptus).
estende
dal

EGITTO

tomedon, e Bubastico. A maggior intelligenza


ti

que-

cenni compendiati,

daremo una
dell'Egitto,

altra

breve

divisione

sessantesimo

fino

al

come

del suo stato presente.

L'E-

settantesimo settimo grado di longitudine, e

gitto, fino

ab
i.

antico,

si

diviso ia

dal vigesimo secondo al

tre parti.

Basso-Egitto, in ara-

trentesimo terzo grado di latitudine


meridionale, in guisa che dal mezzod
al settentrione esso abbraccia

bo Bahari,
Delta.
greci
2.

e pi notoriamente Medio-Egitto , detto dai

no una estensione
larghezza

di

almeduecento leghe

K'eslanich.

Heptanomide, dagli arabi O3. Alto-Egitto, o Sayd,


risponde all'antica
i

di lunghezza, e circa centodieci di

che
Sotto
la

Tebaide,

da ponente a levante. I suoi confini a settentrione sono il Mediterraneo; all'oriente l'istmo di Suez che lo divide dalla Palestina o Terra Santa, ed il mare rosso; al mezzod la Nubia, e l'Abissinia ; a ponente la Barbaria, ed il
deserto di Barca.
I

romani

l'

Egitto ebbe uni-

ta la Cirenaica,

Nubia,

onde

ed una parte delse ne composero

nativi del paese


Cfibili,
gli

chiamarono
anche

l'Egitto

provincie di Egitto proprio o Delta, Augustamnica, o parte orientale del Delta, Libia superiore, Libia inferiore, Heptanomide, o Ar*cadia, Tebaide, ed Etiopia al di sopra dell'Egitto. Divisa questa rele sette

aiabi Barduniasser,

Mlzr

cofti
I

Missir ed Chemi\ e i

gione
nel

i.

nel

basso

Egitto

a."

turchi El-Kbit.
e basso

geografi lo diviin alto,

medio Egitto; 3. nell' alto Egitto, novereremo le provincie e le


citt principali

dono ordinariamente
dio,

me-

d'ogni parte.

Il

bas-

Egitto per rispetto al

so Egitto ha sette provincie Rely-

corso del Nilo, che lo attraversa da

mezzod a settentrione. Alcuni aggiungono per una quarta parte,


la costa
si

kieli,

del

mare rosso
Egitto.

ma

certo

ch'essa

compresa

nell'alto,

oubych, Menouf, Gharbych, CharMansouah , Babyreh , e Giseh, la cui parte meridionale trovasi entro i limiti dell' alto -Egitto. Le citt del basso-Egitto sono
;

e nel medio
seute
dicesi

L'alto Egitto
e che al
dividevasi

Alessandria,
11

Rosetta,

Damiata

detto pure Tebaide,

pre-

medio-Egitto ha quattro provin:

Sayd

de Fayouiu, Benysouef, Atfeybycb,

88
e Minych. gitto sono:

EGI
Le
citt

EGI
del medio-Evecsto Dizionario
il

vieta, ci

limiteremo

Cairo metropoli,

ad indicare
principali

lia tre provincie

chio Cairo, e Boulaq. L' alto-Egitto Syouth, Girgeh,


:

cose principali, e le nozioni storiche, perch


le

servano ai tanti articoli del


nario stesso, risguardanti
gli
l'

Dizio-

ed Esn o Tebe. Si possono in ar-

Egitto, e
la

gomento consultare
tori: Perizonii,

seguenti au-

egiziani.

Qui noteremo, che


delle

Aegyptiacae, Lugduni 1 7 1 1; Maserier , Deferption de VEgyple compi sur le minores de Henr. de Maillet, Paris lySSjSavary, Leltres surVEOrigines

maggior parte
pee
il

potenze euroin Egitto,


le

ha

dei

consoli

y.

Brov<^ne

Voyage dans
canali

haute

et

basse Egypte, Paris


Moltissimi

1800.
dlia

natura
la

gypte, Amstelodami

1787.

operati, e dall' arte, intersecano

Secondo le pi recenti notizie, sembra avere l'Egitto sei gran citt,


tre

pianura

egiziana

in

ogni

senso.

Quando
le

mila quattrocento settantacin-

il fiume Nilo rigonfio per copiose pioggie, che dopo la met

que

villaggi o borghi, seicentomila e settecento case, e due milioni cinquecento quattordici mila abitanti. Non si deve occultare, che

di

maggio e per due mesi cadono


etiopiche

nelle
alla

contrade,
il

met

di

luglio

minaccia suo straripa-

alcuni fecero

ascendere

la

popola-

zione dell' Egitto sino a quattro milioni di abitanti,

ma tale calcolo manfanno


ascendere

ca di sicure basi. Gli arabi, secon-

do

alcuni,

si

.cento

trentamila,
vuoisi che
di

de' quali

pi di
i

un
o

terzo atti alle

armi, ed

copti
il

cofti

non eccedano

numero

centosessantamila,

ma

sembra che
bi,

questi ultimi possano

mento, discendendo precipitoso per le numerose, e dirupate cateratte, i canali sono con diligenza ripurgati, e si aprono quindi metodicamente, perch regolare, ed eguale ne avvenga l' irrigazione, su di che il provvido governo energicamente vegHa. Il canale di Giuseppe il pi esteso comunicando col lago Meride, ed all' ingresso di uno dei suoi rami nell' isola di Roddah avvi
il

essere in egual

numero

degli ara-

Nilometro,

donde

si

deduce

stando ad altri calcoli non arriverebbero che a sessantaHiila ; e gli arabi a ben cinquecentomila. Dello stato de' cattolici parleremo in fine, riportando lo
stato

ovvero

la
l'

maggiore, o minore fertilit delannata. Grandioso il canale

Mahmoudyeh di 8 0,2 53 metri, cosi detto dall' attuale vice-re, che il fece
costruire per aprire migliore
di rimontare

comu-

odierno
il

delle

missioni.

Nel

nicazione eoa Alessandria, evitando


il

1810
gno,

Dubois pubblic in Fuliminoires sur Ics tribus

Nilo

ne' perigliosi

Jymej

sbocchi; e l'altro chiamato

Scan-

arahes des deserls de VEgypte. L'Egitto per le sue particolarit naturali, per le sue antichissime, ed alte reminiscenze importantissi-

der di 20,590 metri, scavato portentosamente in soli cinque giorni da venti mila contadini apposita-

mente radunati
dell'architetto
rioso spettacolo

sotto

la

direzione

me

alla

storia
la

sagra,

profana,

Coste francese.
otfre

Cu-

non che per


ai pi

tendenza

rapida

terebbe
zioni.

luminosi suoi destini, merile pi accurate investigala

Siccome per

natura di que-

r Egitto ad un ampio lago di limacciose acque ricoperto^ donde si veggono

sguardo inondato, rassomigliando


allo

EGI
emergere
beri,
le

EGI
cirrie

89
nome, e conesteriormente
di

spesse

degli
i

al-

Mussulmani
tenti

di solo

e di natanti villaggi,

quali

di

professale

mantengono fra loro la comunicazione per mezzo delle dighe trasversali,

quella credenza,

portarne

il

segnale nella circoncisione,

di nul-

che servono di separazione,

e chiusura a' canali. Nell'autunnale equinozio decrescono a poco a

r altro gli arabi si curavano. Erano distinti dal copioso novero delle
altre trib

col

titolo

di

Beduini.

poco

le

acque, ritornando al
i

letto
l'in-

Diconsi Kheichi, o delle tende, quelli

primiero, e presentano
fangosa
sta, e
le

campi
ivi

grato aspetto di una terra nera e

pastorizia, e
le

che esercitano l'agricoltura, o la chiamansi Kait, o del-

Ma

quell'argilla

depo-

mura^
e
si

quelli

che stanziano nelle

abbondanti rugiade che vi mantengono a lungo l'umidit, alimentano la pi vigorosa, e rapida vegetazione. Quindi allorch il vigore invernale spoglia delle fronde le
nostre piante,
vole
si

citt,

occupano o nel lavorare

nelle
sale,

miniere dell'allume, e del o nel raccogliere oggetti di archeologia, che vendono allo straniero, o nel servir di guida per la
visita de'
gitto.

un quadro

incante-

apre dalla natura lussureggiante neir Egitto, che prende 1' aspetto di una continuata floridissima prateria, la quale fa colle roceie ignude de' laterali monti il pi
vivo, e brillante contrasto. Il cielo

monumenti celebri dell'ELe due razze si dispregiano a vicenda, e molto meno fraternizzano
ni.

coi

Non radono

fdlahsj o contadini egiziabeduini le loro i

barbe, sono monogami, cio hanno

una

sola moglie che scelgono nella

costantemente sereno, e tendente ad

propria trib.
vi

La rapina era
imbattuto

loro

un

colore

biancastro,
l'

il

crescente
delle

familiare, e guai al passeggiero, che


si

calore del sole,


rui-ali

abbandono
il

fosse

ne' decorsi

faccende dopo
sollevate
e
le

ricolto,

non

tempi!

Ma

grazie alla lodevole pro-

lasciano pi vedere che dense nubi


di

videnza, ed al fermo contegno dell'

polveri

dai

pestiferi

attuale vice-re d'Egitto,


le

il

saggio

venti australi,

fenditure

del

Mohammed-Aly,
ti

pi rimote par-

suolo inaridito, su cui non ha pi

del

Nilo

si

possono percorrere

germoglio alcuno. I due fiumi Dander e Kahb, che separatamenvita

te influiscono nel Nilo sulT alto


gitto,

E-

con sicurezza, e gli arabi custodi dei numerosi armenti j danno mostra di quell'ereditaria ospitalit, che
nella

formano

colla lingua di terra


l'

mutua conservazione
caratterizzati.

Meroe, che fu tanto famosa nei tempi an-

ad

essi

intermedia

isola

sempre
vi
si

Gli

ha li armeni

tichi.

trodotti
lucchi.

sono in maggior numero indopo la caduta de' MameI

Della religione, della lingua parlata dagli antichi egiziani,


de' suoi
edifizi,

greci cattolici stabilitisi nel-

monumenti, come piramidi,


ec.
,

parleremo in

appresso.

Ora

r Egitto vennero dalla Siria, e vi formano un corpo di nazione conoGli sciuto sotto il nome di sirj
.

nell'Egitto
sato dai

l'islamismo

profes-

ebrei, sino dalla pi


si

ri

mota

et, vi vi

to

mori, e dai turchi. Sotregno dei Mamelucchi le trib arabe del deserto, eh' erravano per
il

trovano

in
di
alla

gran
otto

numero,
sinagoghe,

hanno pi
attendono

ed

negoziazione;

come
vanno

l'Egitto,

erano

un vero

flagello.

molte

altre razze

europee

si

50

EGI
a' nostri
si

EGI
d

in Egitto Tulte quelle razze

stabilendo,

comprendono

secondo le circostanze. Non si i> conosce alcuna legge fondamentale


scritta,

nel

nome

generico di franchi.

e consacrata

dall'uso

non

Al lodato odierno \ice-re d' E^ gitto si debbono innumerabili vantaggi procacciati

organizzazione reale, che per l'amministrazione civile, e giudiziaesiste

all'Egitto

in

pi
egli

ria

di finanza,

di

agricoltura,
si

modi. Con gran dispendio fece


venire dall'
8ti,

Evvi uno stabilimento, ove


te

bat-

Europa parecchi
le

arti-

per manifatture di diversi stastabil per regolamenti

biliinenti;

frequenti
a-

pestilenze

sanilarii

moneta, e che viene aramioistrato per conto del vice-re; ma le monete portano sempre l'impronta della cifra del gran signore.

doperando l' ilLustre francese Clotbey ispettore generale del servizio di sanit, e benemerito per l'inci\ilimento degli
egiziani

L'amministrazione dell'Egitto
confidata al Riaja-bey, che ha soggetti

nel

ramo
l'ini-

parecchi

ag

della

polizia

delle scienze mediche, e

per

dell'annona, e degli altri rami go11 cad, o gran giudice, annualmente spedito dalla Porta Ottomana. Ad esso appartengono le attribuzioni notarili ; e da lui dipendono i seiki, e quelli

ziamenlo dato r anatomizzare

ai
i

mussulmani

nel-

vernativi.

cadaveri, malgraloro religione, e

viene

do

gli

ostacoli di
il

nello stabilire

collegio

medico di
militare,

Abu-Zabel, e

V ospedale

Clot-Bey inoltre dotto autore dell'opera intitolata: Apercu general

ch'esercitano

la professione
officiali,

legale,
il

Questi

ed

altri

come
spese;

sur r Egypte,
nel

stampata
vice-re

in

Parigi

kaznadar, o capo della contabilit,


delle riscossioni

1840.
fatto

Il

non ha guari

delle

il

ha
ne

una

significante piantagio-

divan-effendi amministratore de'com'^


mestibili
selihdar,
destinati per l'estero; il capo della cassa milita-

di gelsi, e con tutti i mezzi che sono in suo potere cerca di regolare l'amministrazione dell'Egitto,

re; l'anaktar-agassi

direttore

della
la

incoraggire

le

arti,

le scienze,

guardia -nobile;
lit

il

comandante
della

uopo stabil da qualche anno a Bulaq un liceo con bibliotetal

cittadella, incaricato

contabi-

di

tutte le merci,

compongono
vice-re,
il

ca, in
liche,
le

cui s'insegnano le maternail

la

magnifica
e

corte

del

disegno,

V agrimensura, e
il

quale
mille,

ha una

fastosa

guardia

di

lingue francese e italiana; enei


CaiNilo,
institu

cinquecento
parte

armati, che
sono
tolti

potere d' Ibrahim, posto tra


ro, e
il

per una terza


cassia,

tuttora

un

collegio

mamelucchi, schiavi

dalla Cir-

io cui nel
allievi.

1825 eranvi

settecento

dalla Mingrelia, dall'Abasia,


altre parti.

Recentemente invi a Pa.rigi quaranta egiziani per ricevervi una educazione che li ponga in
,

non che da
terrestre,

La
dell'

forza

marittima

Egitto

istato di fare allievi nella loro patria.

P molto aumentata dopo le politiche vicende della Grecia, e nella

maggior parte
bi
esercitati

si

compone

di

ara-

L'Egitto, considerato come una provincia dell' impero ottomano,


soggetto ad
il

un pasci o
nelle

vice-re;

governo varia

sue

ed forme

che il francese Seve, divenuto SolimanoBey, e l'italiano Mari sono riusciti


all'europea,

ad organizzare ed

istruire.

EGI
Cenni nimenti
storici

EGI
avve*

sui

principali

la

storia di Giuseppe, che

91 Dio in

dell' Egitto ^
\'i

e sulle diverse

premio

della

sua

continenza dal

dinastie che

regnarono, prima,

carcere sollev al primo seggio do-

e dopo la
sino

Romana

dominazione,
cui

po quello
tore

di

all'epoca in

fu

sotto-

suoi consigli denominato

Faraone, e venne pei il Salva-

posto

a quella dell' impero ottomanoy ed al suo stato presente.


Tutti riconoscono essere stato l'E-

gitto la culla delle scienze, delle arti,

e della mitologica superstizione,


il

deir Egitto. Avendo appreso Giacobbe, che il suo figlio non ei*a altrimenti morto, e che risplendeva in Egitto per autorit, e per virt, emigr colla numerosa sua famiglia dal proprio paese, e recossi

assegnando agli egiziani le colte nazioni de' pi


coli.

luogo fra
antichi se-

stabilirsi

in Egitto,

all'ombra

Senza ripetere

le favolose

nar-

razioni intorno

alla cronologia dei


gli

e di quel Faraone allora regnante. Mentre la famiglia di Giacobbe, seconfiglio,

della

protezione

del

re annoverati tra
dire
degli

dei, e

senza
classico

eroi

di

questo

paese divinizzati, diremo

che

cor-

do le divine promesse, prodigiosamente diveniva numerosa, in progresso di tempo gli altri re Faraoe gli egizi di ci ingelositi, per impedirne l'aumento, li condannarono a duro servaggio, ed a cuoni,

risponde
ra,

Mezraim figliuolo di Cam, nominato nella sagra Scrittual


il

re Menete,

cui

figli

si

dif-

fusero nella Libia,

nell' Etiopia.

cere

mattoni.

Dio
il

suscit

Mos

Tebe,

JVIenf,

Diospoli,

This,

Ele-

perch liberasse

suo popolo, cui

ed Eliopoli furono per lungo tempo le reggie di tre distinti sovrani, che dominarono in diverse parti di Egitto, ed altri piccoli re vi ebbero eziandio precarie domifantina,
nazioni.
I

voleva stabilire nella terra promes-

pastori

fenici
il

furono

primi ad invadere
no, ed scacciati
della quale
l'esercizio,
gli

suolo

egizia-

antichi signori

del paese, usurparono la sovranit,


i

loro
si

capi
i

assunsero

Re-Pastori. Non and guari per che i primitivi signori ricuperarono la loro
e
dissero

dignit, ciascuno

de' quali

prese
^

il

nome

Faraone cio sovrano possente , ed Amenofi I fu quello, che verso l'anno 820 avanti l'era volgare, dal Delta amonorifico
di
pli a tutto intero l'Egitto
i

clamorole conseguenze che l'accompagnarono, di cui sono piene le sagre carte, avvenne sotto Faraone Amenofi III, e circa 149^ ^o^i avanti l'era volgare. Trapassato da Mos, e dal popolo ebreo il mare rosso a piedi asciutti, per miracolo di Dio, volendo Amenofi III inseguirli, rest punito ed ingoiato co* suoi da quelle acque, che ripresero il loro corso mentre egli percorreva il suo letto. In quanto agli anni che gli Ebrei {^Vedi) dimorarono nell' Esa a' loro padri, e questo

so avvenimento, con tutte

gitto,

lo si dice

a quell'articolo.

suoi

dominii. Pi di

un

secolo dopo, gli


di

avvenimenti seguirono
telli

Giuseppe
i

ebreo, figlio di Giacobbe, che

fra-

venderono

dal quale lo

ad un negoziante, compi- Putifar. Noi?

Faraone Amenofi IV, figlio delregn in Egitl' ostinato genitore, to dopo il suo naufragio, ed ebbe a successore Amenofi-Ramesse, il quale regn a lungo, e pacificamente. Pi glorioso fu il regno di Sesostri, che gh successe^ dappoich

, ,

9^
si

EGI
colle savie

EGI
leggi

colle conquiste, e

oppresso, e spogliato l'Egitto,


rie di

le vitto-

l'amore de' popoli, e fama immortale. L'Etiopia, l'Asia


procacci
isole
dell'

intera, le

oceano

india-

Alessandro il Grande ne cambiarono i destini. Divenutone signore fece pompa di moderazione, e


della greca civilt

no, e dell'arcipelago egeo furono


lui conquistate, e

da

form

coli' egizia

con leggiero

tri-

sapienza lo splendido innesto, alte-

buto signoreggi sulle vinte nazioni.

rando per
se,

le

forme primitive del

Indi sotto

il

re Anisio,

un
la

prindel-

carattere nazionale. Alessandria sur-

cipe etiope
l'

comp l'invasione
per
il

Egitto, e lo tenne

n^et

di

un

secolo. Baccoride^

Saggio
coll'e-

ebbe guerra nell'anno 780


liope

Sabacone, e caduto in sue mani per tra le fiamme. Il vincitore pose sul trono egiziano Seto-

o fu ingrandita per lui, divisando di farne la sua reggia, e tuttora primeggia per lustro, e per la sua celebrit in riva al mare. Dopo la morte di Alessandro
l'Egitto divent

lomeo

figlio

di

propriet di ToLago, che diede


dei

ne, che
pel
la

non si fece molto onore duro suo governa mento, e per

principio alla

dinastia
florido

Lagidi.
vi

Ne form un
aggiunse
nicia,
la

regno, e

guerra sostenuta coi re di Assi-

Libia, la Siria, la
:

Fecolle

ria
il

Sennacherib. S cambi quindi reggimento in aristocratico, e dodici notabili del paese ebbero il potere esecutivo.
Il nuovo re Psammetico favor commercio marittimo, e sono coi

r Etiopia
si

Tolomeo

sue geste

procacci

l'amorevole

titolo di Solere cio Salvatore,

pd

il

nosciuti per valorosi


cessori sino

di

lui

suc-

ad Aprie, che nel 591 collegandosi col re di Giuda recossi a soccorrere Gerusalemme.
Dovette subito retrocedere, perch il fratello Amasi avea occupato il trono: dopo lunga guerra, e dopo aver veduto invadere l'Egitto da IVabucodonosor, cadde sotto il servaggio del proprio fratello. Il guerriero Cambise, figliuolo del gran CirOj avendo vinto intanto Psammenite, ch'era succeduto al genitore Amasi, sottopose l'Egitto al persiano

paterno con cui resse i popoli, e per la munificenza prodigata agli scienziati, che alla sua corte accorrevano da tutte le parti, onde sotto di lui ebbe principio la famigerata scuola Alessandrina. Nell'estre-

modo

mo
il

di sua vecchiezza, padre avven-

turoso, coron colle

proprie

suo

figlio,
il

e successore

mani Tolomeo
distratto

Filadelfo,
dalla

quale

men

guerra della successione di Alessandro , che avea occupato il genitore, pot dare allo scientifico edifizio l'ultima mano, ed arricchire di letterarii monumenti,
la gi

dominio.

Ma

gli

egizi
si

mal
ri-

famosa regia biblioteca. Fu sotto di lui, che per la prima volta si videro trasportati nel greco idioma
i

soffrirono tal giogo, e spesso

sagri libri del

bellarono, per cui

Serse,

Dario

to,

merc

la

vecchio testamencura degli ebrei, a castabiliti

Nolo

li

repressero

colle armi, sen-

gione di
to.

traffico

nell'Egit-

za poter impedire, che prima Amirteo, e poi


i

Strabone, Teocrito,
il

Callimaco

due Nettanebi,
diritti.

impu-

Licofrone,
dotti,

critico
la

Zoilo,

ed

altri

gnassero
sero
bise,
i

il

real scettro, e sostenes-

ornarono

corte di Filadel-

propri
i

di lui successori

Mentre Camavevano

fo

con gloria non peritura. Inoltre

questo re spinse a lontane scoperte

EGF
i

EGI
il

95
dagl' indegni

suoi navigli, ristabifi


il

canale di
arabico,

la

sua

giovanile

et

congiunzione fra
e
il

golfo

mediterraneo,

fond

colonie

lungo l'eritreo, e le citt innalz, che dal nome della madre, e della
sorella

ministri ; e sebbene scampasse l'estremo eccidio che minacciavagli il re Antioco, nell'et di vent'otto anni
il

veleno propinatogli
il

da' suoi

chiam Berenice, ed Arsinoe,


la pubblica riconoscenza in-

tronc
zioni.

corso alle sue


sesto

crudeli a-

avendo
titolate

Il

Tolomeo, detto Filosotto


la

Tolemaide, e di Filadelfia. Tolomeo Evergete suo figliuolo, sebbene dotato di minore energia, e talento, in mezzo
lui quelle di

metore, visse da principe

che lo tennero impegnato con Soler re di Siria, mantenne il paterno splendore nel regno, e soffoc i sediziosi germi di
alle guerre,

malcontento: per fu l'ultimo di sua stirpe che si mostrasse degno d'impero, e che alla spirante libert della Grecia prestasse sostegno.
Il

prudente tutela di Cleopatra sua madre, e fatto quindi prigione dal re di Siria, Antioco Epifane , vide regnare nell'Egitto Tolomeo Evergete suo minor fratello. Tornato dalla cattivit, divise con lui il trono, e colla mediazione dei romani liber il suo paese dal giogo straniero. Non and guari che i due
fratelli
si

l'assoluto

disputarono colle armi dominio, e sebbene TEfosse recato


al

giovine

Tolomeo Filopatofu
allontanato

vergete

si

senato

re a lui succeduto,
dagli affari

romano per implorare


Filometore fu
se,

protezione,

mo

per Y astuzia del priministro Sosibio, e fu immernei piaceri.

felice

nelle
,

impre-

e pot regnare

solo

lasciando

so nella gozzoviglia^ e

al vinto fratello

per ispontanea geCirenaidi


dell' isola

All'ambizione del ministro sagFifc la propria madre, ed il fratello; quindi si macchi della pi nera
taccia di crudele inospitalit,

nerosit
ca,

il

possesso della

ed una parte

Ciil

pro. Cogli aiuti di Filometore,

perCleogli

pretendente alla

corona
,

di

Siria,
il

ch chiam^ando ne' suoi

slati

Alessandro

Baia

detronizz

re

mene

re

di

Sparta,

non

solo

Demetrio
statosi
gli
ti,

I,

ma

indi a poco disgu-

neg i promessi soccorsi, e l'abbandon alla disperazione per cui


si

uccise,
il

ma
la

barbaramente ne
fece

in-

del suo protetto, gran parte de' possedimene sebbene non accettasse il titolse

Tolomeo

sult
la
ti

cadavere, e

uccidere

tolo

di

re

di Siria, datogli dagli

madre,
figli

vedova, e gl'innocendi quel principe sventurato.


fu

Tuttavolta

fortunato

in

sosteil

s' impegn a sosteDemetrio Nicatore, figliuolo e nella del decaduto Demetrio I

antiocheni, pure

nere

nersi contro

l'armi
Siria,

di

Antioco

decisiva

battaglia

in

cui

Baia fu
conse-

Grande, re di
tratti,

poco sopravvisuoi

vinto

per

Filometore

in

vendo all'ultimo
rella Arsinoe,

de' snaturati

facendo perire la propria soche giusta l'uso depravato di que' tempi, gli era pure
sposa, e ci per cogtipiacere l'impudica Agatoclea, sorella di Agatocle suo favorito. Tolomeo Epifane fu corrotto per

guenza di gravi ferite. Tolomeo Eupatore suo figlio venne acclamatOj ma lo zio, denominato Evergete II, usc di Cirene, e postosi a contrastare la tutela
alla

regina

ma-

dre Cleopatra, termin la querela


collo sposarla
,

cos

la trasse in

inganno.

11

suo regno fu un corso

GI
di
il

onori il pupillo Eiipatore fu primo ad essere assassinato, quin:

no, che per sett'anni onorevolmente

di invaghitosi

di Cleopatra la gio-

occup avendo peculiar cura di formare un'imponente forza maritI

vane, figliuola dell'altra Cleopatra,

tima.
loix)

da lui sposata , ripudi questa , e mediante violenza strinse con quella il turpe legame. Sebbene avesse in Gerace un ottimo ministro le intemperanze, e le atrocit di Evergete li provocarono il popolo a ri,

Alessandro I coi erano riparati nell'isola di Coo, e Tolomeo X, conosciuto meglio col nome di Alessandro II, vi si trovava alla morte di suo padre ; ed avendo Mitridate re
figliuoli di
si

tesori

di
se

Ponto occupata
il

l'isola,

seco tras-

bellione, dal cui furore

si

salv fug-

giovane principe, che poi pas-

gendo
Cipro.

colla

seconda Cleopatra in
fu

s nel

Allora

posta

alla testa

del geverno Cleopatra seniore;

ma

campo de' romani. Siila gli accord la sua protezione, e quando venne a mancare Solere II , la
figlia di lui

Evergete II fece strozzare V innocente figlio che aveva avuto da lei, acci non erediil

quando

seppe

Berenice-Cleopatra pregoverno.
Alessan-

se le redini del

lasse

il

trono. Dipoi essendogli riu,

scito di ricuperarlo

regn

lungale scien-

mente tranquillo, coltivando


morie
Illative
;

ze naturali, e scrivendo alcune

mestala

quindi fond
,

bilimenti
biblioteca

letterarii

ingrand
e
agli

dro II, riconosciuto per re dal senato romano, mosse alla volta d'Alessandria, e sposando la regina, si appianarono tutte le difficolt, indi la fece subito uccidere. Per egli rest massacrato nel ginnasio alessandrino dal popolo, e dai soldati

di Alessandria,

fece

dopo diecinove giorni


gidi,
il

di regno.

E-

godere
dotti.

il

suo favore

uomini
II
gli

ra superstite della dinastia dei Lasolo figlio naturale


di So-

Alla morte di
successe
genito,

E vergete
II

tere

li,

chiamato Tolomeo Aulete.


Alessandrini
la

Tolomeo Solere

primo-

lui

offiirono gli

con dispiacere della

madre

corona ad onta delle


sioni, cio di

altrui preten-

Cleopatra,cheavrebbegli preferito Alessandro secondogenito, cui ella ottenne la corona di Cipro. Accrebbero
la

quelle della repubbli-

ca romana, tratte da un testamento


II.

che

attribu vasi

ad

Alessandro

discordia fra

Tolomeo

e la
,

mache

Tolomeo

Aulete, cos detto per

dre, le guerre civili di Siria


in diverso

la
to,

sua bravura nel suonare di flau-

modo

parteggiarono;

ma

dovette Tolomeo ripararsi in Cipro, ed il nono de'Tolomei, col nome di Alessandro I,


in seguito

romano

seppe insinuarsi nella grazia del senato, che gi dettava la


il

legge a tutto

mondo,

fu

di-

regn sull'Egitto colla genitrice. In


progi-esso di

chiarato legittimo re nell'anno Sg avanti l' era volgare. Sdegnati poscia


i

tempo

disgustatosi

A-

suoi sudditi della stretta


il

al-

lessandro
cidere,

I colla

madre, questa confarlo ucla

cep l'orribile disegno di

prevenne con un detestabile matricidio, che gli attir l'indignazione universale; e spenegli

ma

romani, quali con alto arbitrario avevano i espulso da Cipro il fratello di Auleanza che
coi
lete,

re aveva

lui

rivoltaronsi,

onde

egli

ricorse a

Roma

per ajulo. Frattanto

to poi in battaglia navale apr a Solere la via di ricuperare il Iro-

neir interregno governarono l'Egitto


le principesse

sue figliuole, Cleopa-

EGI
tra-Trifone

EGI
suoi a rivolta, e
egizio,

g*

die

mori passato un

Achille,

generale
ro-

anno, e Berenice. Gabinio, governatore della Siria,


e

coir eunuco Patino, assedi


nella

Cesare

reggia

stessa.

luogotenente

di

Pompeo,

colla

mani

armi ricondusse Aulete nell'Egitto. Fece egli uccidere la propria figlia Berenice, ed ordin
forza delle
la

ed avendo incendiato un quartiere della citt, quarantamila volumi delia


fecero prodigi d

valore,

celebre biblioteca alessandrina furo-

strage

d'illustri
co' loro

proscritti,

per
servi-

no
gli

ridotti
ajuti

fatalmente in cenere. Cobattaglia,

compensare

tesori

il

pervenuti dalla Siria, pot


peri annegato

gio resogli mercenariamente dal du-

Cesare dare una decisiva


in cui

ce romano, senza
senato. Aulete

l'

intelligenza

del

Tolomeo
regina,

nei
as-

mori dopo

tre anni,

Nilo, e cosi

divenne
e

Cleopatra
del

allorch ardeva la guerra civile tra

figlio

Cesare e Pompeo. Tolomeo XII, impubere, viveva sotto la tute-

minor fratello Tolomeo XIII, che non toccava ancora il duodecimo anno. Cesoluta

sposa

la della

maggior

sorella, l'avvenente

sare part

disperdere
di

gli

avanzi
dei

e famosa Cleopatra, eh' era alla testa degli affari. Ricordevole la regina dei
servigi prestati al genitore Aulete

del partito
indi

Pompeo, e nacque
Cesarione
frutto

poco

da

suoi illegittimi

amori con Cleopatra.

Gabinio, prese

le parti di

Pompeo;
batta-

Questa regina
i

ma

tutori del fratello cospirarono


lei.

contro di

Intanto

nella

glia di Farsaglia periva

Pompeo
di

per

partecip in Roma Cesare col giovine sposo, ed onori divini furono profusi su di lei da Cesare amante. Ritornata
trionfi di

opera
il

dell'

ingrato Tolomeo, e Ce-

r ambiziosa donna
ga di regnar
farsi di

in Egitto,

e va-

sare vincitore con

animo

punire

sola, le

fu agevole disall'ado-

taggio di
dria.

tradimento, bench tornato a vanrec in Alessanlui, si


Nella sua qualit di dittatore
i

Tolomeo pervenuto
la

lescenza.

Dopo
guerra contro
i

egli dichiar di volere esercitare


diritti

che

del popolo romano, che morendo Aulete aveva nominato tuto-

morte di Cesare, nella romani impresero i Parti, Marc' Antonio chiaCleopatra,

m
ma
le

se in Cilicia
alle

per

re della sua prole, e


Cleopatra, e
in sua
si

si

costitu giu-

rispondere

accuse di aver somnell' ulti-

dice delle fraterne contese,

citando

ministrato ajuto a Bruto

Tolomeo a comparire
Allora

guerra

civile.

nota
per

la

pompa
dal

presenza.

Cleopatra

singolare, e lussureggiante colla quala regina


si

fece portare dal suo confidente Apoilodoro nelle camere di Cesare, sopra le spalle, avviluppata in un tappeto per non essere da ninno veduta. Ivi la principessa spieg tutte le grazie della seduzione, che in

rec
e
il

mare

romano duce,

sontuoso

ban-

chetto a lui imbandito, e la seduzione con cui innamor ciecamente Antonio, il quale s'immerse cotanto
ne' piaceri della

mollezza,

che
i

grado eminente possedeva, e Cesare si arrese all' eloquente suo labbro. All' indomani decret, che fra
essa, e
viso.
il

non pens pi a
Parti.

partire

contro

valse

il

successivo

allon-

fratello fosse

Tolomeo
siffatto

alz le

trono disue lagnanze


il

per

tradimento,

provoc

tanamento, la pacificazione dei triumviri, il matrimonio con Ottavia sorella di Augusto, e nipote di Cesare, per cancellare nel cuoie di

96
Antonio
1'

EGI
egizia regina.

EGI
Questa
lo
l'

raggiunse in Fenicia dopo il disastro della guerra, finalmente seguita co* Parti, e
ricondusse.
col

Nei primi del secondo secolo delera cristiana, e sotto Adriano fu

diviso in quattro provincie, cio l'Egitto

seco

nell'Egitto

lo

propriamente detto, la Tebaila

Fu

allora che Cesari one

de, la Libia, e la Pentapoli. L'im-

nome di Tolomeo XIV venne solennemente acclamato re d'Egitto e di Cipro in unione alla madre, e che la hiblioteca alessandrina fu
arricchita

peratore Diocleziano, verso


nella
della

fine

del terzo secolo, comprese l'Egitto

gran
quale

divisione

dell' oriente,

Antiochia
di

era la

meil

da ventimila volumi trasportati da Pergamo. Indignato Augusto


della
gli

tropoli.

A' tempi
nella

Costantino
delle

Grande
parti

prima

quattro
al

condotta

del

cognato

dell'impero

assoggettato

Antonio,

dichiar guerra. Segu


il suo Antonio, Antonio fu vinto

pretorio d* oriente, form l'Egitto


la
le

Cleopatra in Grecia
colle egizie navi.

seconda delle cinque


la

diocesi, nel-

quali veniva suddivisa,

vi

si

ad Azio, ed all'onore pospose l'amore, ritornando precipitosamente in Egitto. Augusto vi si condusse per
la Siria, Cleopatra
si

comprendevano
gitto

Libia superiore,

la Libia inferiore, la

Tebaide, l'E-

proprio,
nel

rinchiuse nel
eh' erasi fab-

Venne
te di

335

Augustamnica. assegnato all' iml'

sepolcrale
bricato,

monumento

perator Costanzo,

ma

dopo

la

mor-

credendo Antonio alla voce di sua morte, dal cordoglio si uccise, e fu poitato a morire tra le braccia di Cleopatra. Questa refunebri

ma

se regi onori

ad

Antonio,

e manifest il suo profondo dolore sino a far strazio delle avvenenti sue forme. I soldati di Augusto impedirono ch'ella si uccidesse, ed
inutilmente
zi
si

Teodosio I, fece parte dell' impero orientale, che avea sede in Costantinopoli. Nell'anno 4^9 i feroci Vandali approdarono in Aand sogfrica, ma l'Egitto non getto che a parziali escursioni, allorch Genserico
terrire
si

propose

di

at-

present co' suoi vez-

Cesare, che adornare il suo trionfo. La regina per il prevenne,


al saggio nipote di

r imperato! e Leone nella slessa sua reggia. Quindi sino alla comparsa degli arabi non si sottrasse mai questa provincia al dominio
degl'imperatori greci.
dell'islamismo,
califfo

la

riserbava

per

Ma

nel

64 r,

Amrou-Ben-El-Ass, celebre capitano


e
il

si

uccise a

dividendo

ma

figli

mezzo di un aspide, con Antonio la tomba, che da lui avea avuti,

Omar,
con
soli

luogotenente del secondo tra i suc-

cessori di
gitto
tenti,
sio,

Alessandro,

Tolomeo, e Cleopatra Selene servirono al trionfo di Augusto. Cesarione ripar a Rodi col
suo protettore Teodoro, che
col condurlo
il

Maometto, conquist l'Equattromila combate dopo avere occupato Pelumesi in potere, non senluogotenente

pose l'assedio a Mesr, e l'ebbe


sette

lo trad

dopo

ad Augusto,

il

quale

za connivenza del comandante gre-

fece morire. In tal

modo

l'Egitto

co che la reggeva.

Il

divenne

provincia

romana, trenta

Omar
della

anni avanti la nascita di Ges Cristo, e fu la XII rn ordine a quelle

direttamente
gusto.

amministrate da

Au-

fondamenta araba in Egitto, che appell Fostat, che corrisponde oggi al Vecchio-Cairo. Dipoi Amrou
gitt

allora

le

prima

citt

incominci l'assedio d'Alessandria,

EGI
e con ardimentoso coraggio peneIj con pochi nella ciltadella, e discacciandone
i

EGI
coniar monete con
lah-Al
la

97
sua
effigie.

All'apparire del famoso

Obeid-Alset-

greci, all'improvviso

Mahdy, che
fatimiti,

nell'Africa

fu avviluppato, e fatto prigione.

Ad

tentrionale fond la
dei
califfi

nuova

dinastia
si

uno schiavo

fedele dovette la

vita,

l'Egitto

man-

che in presenza de' greci avendogli dato uno schiaffo, ed in) postogli silenzio,

tenne in
e

una
il

certa

indipendenza;

bench

nuovo conquistatole

non fu riconosciuto, e perci

giungesse ad impossessarsi pi volte


d'Alessandria, non pot pi oltre estendere le sue armi, ed alla fine

lasciato facilmente in libert.

Dopo

aver

perduto

Amrou
prese
la

ventitremila

soldati saraceni,

Alessandria,
strage
bi-

dov

ritirarsi.

Dopo
ubbid

la

distruzione
alla

e sebbene

non

avesse luogo

de' Tulunidi,

l'Egitto

o saccheggio,

pure

famosa
i

dinastia degli Ikhehiditi, fondata

da
il

blioteca Alessandrina per colle fiam-

me, dopo che per sei secoli greci ne avevano curato l'incremento. Ne
aveva implorata la propriet Giovanni il Grammatico j ma Amrou non si credette autorizzato a disporne senza il consenso del califfo Omar. Questi per barbaramente rispose, che se i libri rinchiusi nella biblioteca erano conformi all' Alcorano, divenivano inutili, se ali* Alcorano si opponevano erano pericolosi,

Abubekr-Mohammed-Al-Jkhchid, quale, morendo nel 94^} lasci


reggenza degli
Egitto, durante
gliuoli,
stati

la

di

Siria,

di

la

minorit

de' fi-

all' eunuco nero Kafour da comperato, il quale co' suoi talenti se n'era procacciato il favore^

lui

due

legittimi discendenti,

affidati

alla

sua tutela, morirono


il

un dopo

l'altro,

perch
si

re d' Egitto, e
trono,

Kafour divenne mostr degno del


della rege proteg-

dunque

si

bruciassero.

Am-

genza,

come lo era stato amando le scienze


;

rou subito esegu il comando, e i dotti ancor ne deplorano l' esecuzione. In tal modo, nove anni dopo la morte di Maometto, 1* Egitto
divent una provincia del e tal si rimase finch in
gli
califfato,

gendo i dotti ma godette per soli due anni i favori della fortuna. La sua morte divise l' Egitto in due
fazioni a favore de' nipoti d'ikhchid,

si

apr per tal

modo

la strada al

Bagdad
loro

celebre

Abassidi sostennero

il

po-

tere.

Frattanto incominciarono ad apparire


califfo
i

Moezz-Ledin-Allah, quarto califfo fatimita, di aggiungere l' Egitto a' suoi africani dominii. Nel 969 entr in questa regione il generale
rah,
poi

turchi, e

Abassida,
li

Motassem ottavo compr molti di


coltiv, e
li

Diewhar senza
fondamenta
la

opposizione,
di

e gitt le
cio
si

quegli schiavi,
pero,

pre-

Vittoriosa,

citt

Al-Rahiche

pose alle varie cariche del suo im-

appell Cairo (^Fedi). Gli a-

ma ben

presto

dovette

pen-

bassidi perdettero ogni

potere spiri-

tirsene.
to,

Ahmed, governatore

di Egit-

tuale

neir868 alz lo stendardo della si emancip quasi totalmente, e fond la dinastia de' Tuhmidi, mantenendo soltanto al califfo il diritto di fare eseguire la pubblica preghiera in suo nome, e di
ribellione,

temporale suU' Egitto, ed uno scisma di due secoli separ i mussulmani. Moezz entr nella nuova capitale colla sua famiglia, e coir imponente corredo de' suoi tesori, degli equipaggi regii, e delle
e

ossa degli antenati

nel

963,

ossia

VOL. XXI.

98

EGI
gliuolo di

EGI
Ajub
di razza curda, in-

i'auno 362 deir Egira; e stermin calmali, settari di Arabia, che ali ed alla Siria da lungo l' Egitto, tenipo erano assai molesti. Un canale per
lui

traprese con quella le luminose sue


geste.

Comand

egli

il

centro della

armata
col dare

nella battaglia di Babein, e

fabbricato

nel

Delta

ebbe
li

il

suo

nome
del

e della sua tem-

cooper grandemente alla vittoria, prove d'intelligenza nel-

peranza, affabilit, e giustizia ne'sotre

r assedio sostenuto
re Almerico o

di Alessandria. Il di

anni

troppo breve

suo

Amauri

Gerusa-

regno, rimase eterna


tra gli egiziani.

rimembranza

lemme

era prossimo ad invadere la

capitale dell'Egitto,
il

quando

Chyrli-

Gli successe

figlio Azyz-]3illah,
si

kouh, e Saladino
berata la citt fu
tato,

vi giunsero, e

che non minor fama


e fece

acquist
Siria
di
,

Chawer
due anni)

decapivisir,

estese le sue conquiste nella

ed

allo zio (divenuto

pompa a un tempo

co-

morto

in capo a

succes-

raggio, di generosit, e di

singoiar

se nella

dignit col pieno consenso


nel

clemenza. Disgraziatamente ebbe per Alkem-Biamr-Allah, figlio r iniquo


la cui memoria in abbomiuazione per le grandi Crudeli stravaganze operate nei venticinque anni che regn, a danno principalmente degli

del califfo, che al tutto fidava

suo valore per la restaurazione del la monarchia. Ma l' ambizioso caarditi pii^i alti ed venne a capo di usurpare la suprema potest dopo la morte del califfo di Bagdad, senza per sottrarsi dal nominale vassallaggio di Nureddyn, principe di A leppo, sinch questi visse. Ma mentre quel piincipe voleva frenar colle armi i progressi di Saladino, mori lasciando disegni,

pitano maturava
e

ebrei, e dei cristiani, e di tutti quelli

che non professavano l' islamismo. Furono le sue sevizie che provocarono le crociate, e nel 1021 un zelante mussulmano liber col pu-

gnale la terra di simile mostro, sebbene Hamzaben-Aly giungesse a farne l'apoteosi, credula dai settari
drusi della Siria. L'ozio, e la mollezza tolsero ogni attivit
fa
ti

un

figlio

in

et

dov riconoscere
parte
la

l'

minore, il quale indipendenza di


la

Saladino, e cedere a lui


della
Siria
.

maggior
di

ai

califfi

per

conservarne
il

miti successori

del tiranno, e
visiri,

la

metropoli

Allora

califfo

autorit concentrata nei

e di-

Bagdad, con
Egitto,
cos

solenne

diploma

del

sputata dagh emiri, pose


sto
il

ben pre-

paese in uno stato di anarchia


la vacillante

1177, dichiar Saladino, sultano di e di Siria, incominciando


la dinastia

disordinata. Abed-Lidin-Allah soste-

degli

Aiubiti.
l'

neva
fato,

potenza del

calif-

L' ambizione di Saladino


se

indus-

quando il visir Chawer costretto ad implorare contro


di

fu
gli

emiri insubordinati rajuto

Nu-

reddyn, principe di
le

invi

A leppo, il quaChyrkouh con un'armata

a ristabilirlo,

ma

fu poi discacciato

dai franchi, acquali aveva

Chawer

in seguito avuto ricorso. Intraprese

Chyrkouh una nuova


il

spedizione, e

ampliar colle armi i limiti del reame, ed il fanatismo dell' Alcorano gli fece durare eterna inimicizia alla cristianit, che soffri maggiori pei* lui nella Palestina danni. Si giov altres del pretesto, che alleati fossero coi franchi, per togliere Aleppo ai discendenti di Nureddyn, e rendere il principato

ad

gran Saladino suo

nipote

fi-

di

Mpssul

tributario.

Alla

notizia

EGI
che Rinaldo di Chatillon, signore di Rarak, imprendeva una spedizione contro la Mecca, e Medina
per abbattere

EGI
Buglione, per cui
il

99
Pontefice Urba-

no
do
si

III

mor

di dolore.
la

In seguilo
di

bravura di Corrai

T islamismo, indusse
universale
di

di Monferrato fren

progres-

una mai

strage

quanti
in po-

Saladino a
si

Tiro, ove intre-

cristiani fossero

venuti

pidamente
perto

sostenne, e lasci a-

tere de' mussulmani,

e le pi sanil

guinose scene
editto.

seguirono

crudele

vi crociati,

Tuttavolta ebbe luogo un'apcoli'

parente pace, che fu rotta


di

im-

baluardo ai nuoche moveano dall' occidente pel ricupero di Terra Santa. Nel I 1 89 r esercito cristiano pot
sicuro

un

provvisa rappresaglia di Rinaldo su

riprendere l'offensiva, ed intrapre*


il famoso assedio di san Giovanni d'Acri, al quale nel 1190 avrebbe posto fine l'imperatore

una carovana
il

turca, e la Palecritico istante,

se

stina fu invasa nel

in che

re di

Gerusalemme Bal-

dovino IV, ed il pupillo nipote erano morti, rimanendo la corona alla sorella sposatasi con Guido di Lusgnano , ed i numeroin si feudi rimasero mano di

Federico
il

sopraggiuntovi

senza

morte per la caduta nel fiume Salfet. Quindi i re Filippo Augusto di Francia, e Riccardo d' Inghilterra compirono
disastro della sua

una moltitudine
d'interessi.

di piccoli principi

l'opera nel
citt,

1191,

riprendendo

la

con pregiudizievole
in

complicazione
scontro
i

Gerusalemme
stabiUta

fu sul puncristia-

Dopo un primo
gli

to di essere ricuperata dai


ni,

Nazaret, ove

ospitalieri, e

fu

una

tregua
ai

di

templari vennero
la

sconfitti,

avvenne

tre

anni,

permettendosi

pelle-

sanguinosa battaglia di Tiberia-

grini cristiani la visita de' santi luo-

de,

3 luglio 1187, nella quale l'armata de'cnstiani, forte di cinquantamila uomini, o


li

combattuta

ghi,

cadde sotto
profiine
il

il

brando

de' nemici,

soggiacque a dura schiavit. Nelle

mani

degl' infedeh

pass

santo legno
stesso

della vera

croce, e

lo

Guido fu imprigionato.

Saladino uccise di propria mano Rinaldo gran maestro de' templari,


e fece provare egual
i

purch fossero disarmati. Nelr Armenia, e nella Persia incominci in seguito Saladino altre imprese, che per furono troncate dalla morte a' 4 arzo 1 193. Il suo secondogenito Aziz regn in Egitto, ma dopo di lui in vece de'fralelsuoi legittimi eredi, Meli minori lik-El-Adel ( che i crociati denominarono Safadin, fratello del defunto

sorte a tutti

Saladino,

e
si

compagno
e
di

di

lui

cavalieri dell' Ordine, in

vendetta

nella guerra),

dichiar nel

1200
I

della

sulla Mecca,

da essi fatta che riguardava come sacrilega. Tutte le citt di Palestispedizione gi


si

sultano

di

Egitto,

Siria.

na

sottomisero

al

vincitore,
di

il

molestarono quasi ogni anno con incursioni, ed ebbero da lui le piazze di Jafi, Lidda, e Rafranchi lo

quale

dopo un

assedio

cinque
a'

ma
gio,

nel

i2o5, in
ottenuta

giorni entr in

Gerusalemme
al

tregua
egiziana.

compenso della dopo il saccheg-

ottobre dell'anno stesso

nendo termine

i 187, poregno de' franchi,

che nel 1099 aveva avuto principio pel pio, e valoroso GoflVcdo di

che avevano dato a Fkich, citt Non and guari che ne pagarono la pena, perch tre anni dopo A del riconquist Jaffa o

100

EGI
ventimila
crifratelli,

EGI
ebbe
l'

Giaffa coir eccdio di


stiani,

imprudenza

di

trar-

sebbene il vescovo Wutzburgo sopraggiunto con altri crociati vi entrasse vincitore. Intanto nelr Armenia, e neli* Arabia trionfarono le armi di Adel; ma nel 12 i8,
il

re in Siria Federico II imperatore

con promettergli la restituzione di Gerusalemme. Poco dopo, essendo cambiate le circostanze, se ne pent,

ma

nel
,

nuovo

esercito

de* franchi, con-

accordo
nelle

di

1229 dov segnare un porre Gerusalemme

Andrea I , non che dai duchi d'Austria e di Baviera, dopo un* incursione fino presso Damasco^ salp per Damiata, e
dotto
dal
re

d'Ungheria

mani
i

de* cristiani, senza per

II,

e dal re

di Cipro

Ugo

poterne rialzar
tenervi

le mura, e di manmussulmani con privilegi. Inoltre vennero ceduti a Federico li

luoghi situati tra

Gerusalemme ed

strinse

d'assedio

quella

citt,

al

Acri; e dopo aver


felici

Kamel
,

eseguito

quale umiliante annunzio Adel mor


di rancore.

imprese nell' Asia mentre usurpava Damasco al suo nipote,


in marzo 12 38. Il suo regno quarant'anni frutt all'Egitto pace e prosperit, perch le arti,
di
le

Melik-El-Kamel, o Meledino suo che gi governava l'Egitto, ebbe la piena sovranit del paese, mentre quattrocentomila crocesignati circondavano Damiata, ed i curdi, che guereggiavano per lui, venivano eccitati a ribellarsi. Damiata cadde in potere de' cristiaprimogenito,
ni,

mori

scienze

e le lettere

furono da

lui coltivate,

e munificamente protette ne' cultori, mostrandosi tolledelle differenreligioni.

rante cogl' individui


ti

Gli idraulici lavori da

gli

abitanti

restarono uccisi,
il

Kamel intrapresi, giovarono all'agricoltura,

o schiavi. mel gitt


t di

Intanto
le

sultano
della

Kacit-

come
il

il

commercio
le

rest

fondamenta
,

incoraggiato

per

sue leggi. Noi


sultano

Mansura

suoi

fratelli

somigli

figlio,

Melikattras-

con

altri

principi

Aiubidi lo

tras-

El-Adel II,
gine, e col

che

coli'

infingardagsi

sero co' soccorsi dalla sua pericolo-

libertinaggio

procurarono trattative pacifiche. Per ricuperare Damiata il sultano offriva la restitue

sa posizione,

se l'odio degli Emiri, che nel

1240

l'imprigionarono, e posero in trono


il

zione di Gerusalemme,
tre citt di Palestina, di
stiani

e delle al-

che

cri-

maggior fratello Nedim-Eddyn, Mesopotamia passando a regnare sull'Egitto. Lo zio Ismaele


dalla
de' franchi
gli

non si contentavano, esigendo una gran somma d'oio per ri* fabbricare le mura. Mentre ci trattavasi^ un' irruzione di mussulmani
tagli ai crociati la ritirata, e per
la
lo,

alleato

sovranit,

ma

egli

disput la seppe consolidi

darla

colle

vittorie

Acri e di

minacciante inondazione del Nifurono costretti a desistere dal-

da Bibars suo generale colle armi degli egiziani e de' Karizmiani ausiliari sopra i cristiani, ed i mussulmani di Siria.

Gaza

riportate

le pretensioni,

domandando

invece

La
e

crociata

di

s.
i

Luigi
di lui
alla

IX

re di

salva la vita mediante la restituzio-

Francia arrest
lo

progressi,

ne di Damiata, ci che a stento ottennero. Nel settembre 1221 fece

fece volare

difesa
i

del-

Kamel

in

Damiata

il

suo ingresso;

ma

per

le

successive discordie coi

mentre i francesi nel 249 presero Damiata. Nel novembre di detto aono mor Nedim, che viel'Egitto;

EGI
ne riguardalo come
la famigerata
TI,

EGI
istitutore del-

101

che

gli

arabi
la

appellano Bhar, o

milizia

degli schia-

mare per
tolarono Questi

sua vastit
cio

s'

inti-

detti

mamelucchi, divenuti poAiubidi tanQuesti

Baharitij

marittimi.
il

scia

alla dinastia degli

mamelucchi dopo

loro

mamelucchi, che si vogliono istituiti nel i23o in numero di dodicimila, formarono la


to fatali.

affi'ancamento pervenivano ad occu-

pare
e
si

le

prime cariche dello

stato,

miglior cavalleria leggiera dell'im-

pero turco, ed

in

qualche

modo

la

principale forza militare dell'Egitto.

valevano di nefande prostituzioni, per meglio conseguire il sovrano favore. Dopo la morte di Turan, la favorita Chedir-Eddour
fu
il

Dalla Mesopotamia mosse MelikEl-Moadkani-Turan-Chah a pren-

acclamata

regina d'Egitto, ed
di origine tur-

mamelucco Aibek,

der le redini del governo, facendo per gelosia strozzare il proprio fratello Adel-Chab dai mamelucchi, e giungendo in tempo d' incoraggir colla sua presenza l' armata egizia di Mansurah, ove i crociati erano penetrati, e poco dopo respinti. Melik giunse ad avvilupparli nel campo di Diedi leh tra i due rami del Nilo, ed intercettando convogli, e tagliando ad essi la comunicazione con Damiata. Il re s. Luigi IX fu fatto prigioniero, e i crociati vennero
i

divenne Atabek, ossia generalissimo delle truppe. Fu questi che imped l'uccisione di s. Luigi IX, avido del combinato riscatto. Cosi pot il principe Care ritorno in Plancia avanzi co' miseri delle
ca,

sue truppe. Passati tre mesi,


gina spos Aibek,
narlo re, quando
i

la re-

e voleva

coro-

mamelucchi proclamarono sultano il fanciullo Melik-Al-Achraf della schiatta di Saladino, affidandone la tutela allo
stesso Aibek, in un al supremo comando degli eserciti. Ma Aibek, dopo aver vinto il sultano di Damasco, prima si sbarazz del ma-

tagliati a pezzi.

Avvinti con catene enre,


il

trarono in Mansura il
lo, e
i

suo

fratel-

grandi del regno, intanto che


si

per tutto

celebr l'avvenimento.
del riscatto
i

melucco Fares-Eddyn suo emulo, e


poi usurp
il

Mentre monarca
sultano,

trattavasi

del

titolo,

il

potere di

francese,

mamelucchi bacrudelt del

hariti, sdegnati

della

a danno del pupillo, e ne god tre anni, perch a cagiosultano


,

congiurarono di ucciderlo, mossi da Bibars loro capo. Nel maggio 1 25o, coperto di ferite Melik-Turan mori annegato nel Nilo, e con lui termin la discendenza del curdo Saladino, e dopo ottant'anni
gli

ne

di gelosia

la moglie

il

fece tru-

cidare.

Melik-Al-Mansour-Afi,
Aibek, venne assunto
lo schiavo

figlio

di

al trono,
il

ma
di

Rothouz

rinchiuse, in

un

col

fratello,

nella

fortezza

Aiobidi cessarono di

regnare. Gli ultimi principi di questa dinastia, diffidando de' loro uffi-

Damiata, e s' impadron del regno, dimostrando gli emiri la necessit


di questa misura,

per frenare
;

compravano un gran numero di schiavi nel Captehak tra i tartari mogolli, che si dissero Maniloukj o Mamelucchi^ cio sottomesziali,

gressine dei tartari mongolli


di riport

l' agquin-

due

vittorie su

di

essi,

e riconquist la Siria. Ma quel Bibars, che neir insurrezione contro

si

e siccome venivano educati nel-

Turan, avea scagliato

il

primo

col-

l'Isola

Rodhah, formata dal

Nilo,

po, siccome defraudato del possesso

I03
di

EGI
al

EGI
di
all'

A leppo,

quale in premio agodi

dalle

minacce per

riguardo

gnava, giur

vendicarsi,

nel

Egitto.

settembre

1260, uccise Kothouz, mentre questi ritornava al Cairo.


il

ebbe, vivente

Faradi, primogenito di Barkok, il padre, giuramento

Allora r esercito

dichiar sultano,

di fedelt dalla milizia, e pot suc-

ed

egli

se

ne fece

confermare

il

cedergli pacificamente.
lioni,
le

Ma
i

le ribel-

titolo

da Ahmed, preteso discenden-

atrocit,

tradimenti

te della casa degli Abassidi, di' era

stalo riconosciuto califfo, col


di

nome
Bag-

macchiarono per tutto il secolo decimoquinto l'Egitto. In principio del


secolo decimosesto
i

Mostanser-Billak, ed essendo poaltro

veneziani strind' Egitto,

scia perito nella spedizione di

sero lega col sultano


cantieri d' Alessandria

ed
nei

dad, fu nominato
bassida,
rituale.

califfo

A-

armarono un' imponente


venuti da Venezia
flotta pel
;

flotta

ma

colla sola autorit spi-

con

legnami
del
Nilo,

Bibars
tatari,

consolid
e
le

de* mamelucchi,

impero sue imprese


1'

quindi part la

Cairo a mezzo
forza
d'

contro

crocesignati

ebve-

e poscia a

di

bero
sinio,

felice

esito.

Egli peri col

porto di

Suez,

cammelli nel onde salp nel


i

leno, e tutti, col

mezzo

dell' assas-

i5o8 per
jazet
II,

arrestare

progressi

dei

o della corruzione montarono sul trono i successori Babaritij dai quah r Egitto dov soffrire lunga-

portoghesi nell'oceano indiano. Ba-

che

fu

l'

ottavo

tra
le

gli

imperatori ottomani, rivolse


contro

armi

mente la tirannia ; i323 tentarono di


cofti,

quando

nel
i

farla

cessare

ebbero severa punizione. Ha-

sultano Cait-Bey de' mail melucchi Borgiti, per la protezione da lui accordata all' esule Zizimo

diy, ultimo de'

mamelucchi
pupillare,
de'

barbariti,

suo

fratello,

ma non
I

giunse a comdi
lui

regnava in
lo
di

et

schiavo Barkok
Circassia,
detti

quando mamelucchi
fattosi

piere la micidiale lotta. Al


figlio

Sehm

era riserbata la glo-

Borghi,

ria di vincere

Tuman-Bey, ultimo
battaglie,

dichiarar suo reggente, lo precipit

soldano, in due ordinate


di

382. Siccome il califfo avea legittimato l' usurpazione, si un cogli emiri Ilbogha, e Mantach a congiurare, e Barkok abbandonato dalla fortuna fu imprigionato a Rrac, ed Hadiy fu rimesso
1

dal sogho nel

sterminare la milizia de' mamelucchi, e aggiungere la Siria, e l'Egitto a' suoi vasti domimi. Nell'anno

i5i7

colla

dinastia
cess

de'

mame-

sul soglio da Ilbogha, che venne con jMantach a sanguinoso contra-

per l'esercizio del potere. Colla caduta d' Ilbogha cess la strage, ma ricomparve Barkok fuggito di
sto

allora

un partito, ed Mantach dovette soccombere. In tal modo Barkok nel iSqo ritorn a regnare. Hadiy venne restituiprigione alla testa di
to al suo carcere, e la
dinastia dei

anche la serie de'califfi Abassidi, che avevano mantenuto il diritto dell' imanato per 885 anni, mediante la cessione fattane dal califfo Motachavel-Al-la al conquistatore ottomano, consegnandi Maometto, dogli Io stendardo che dai quattro primi califfi era
lucchi Borgiti

passato negli

Ommiadi

di

Damasco,
fi-

indi negli Abassidi di

Bagdad, e

mamelucchi Borgiti fu stabilita, ne Tamerlauo, terrore dell'Asia, and

nalmente in quelli del Cairo. Cos ancora l' Ilediaz di Arabia venne sotto il dominio turco, e gli avanzi de' mamelucchi furono iucoiporall

ECrI
nelle milizie

EGi
belle

loS

cttomane, impolitica misura, che in progresso ebbe funeste conseguenze. Il governo stabilito da
I

Scheik-Daher nella Siria, pot imporre al gran signore, frastornato dalla guerra coi russi, e coltiv
il

Selira

nell'Egitto ebbe

aristocratica, sotto la sua


zia.

la forma suprema-

vantaggioso progetto di

costruire

Vi compose un senato o divano


ventiquattro bey,
scelti

Diedda, porto della Mecca, un commerciale emporio, affine di ravvivare


il

di

fra

pi
pre-

traffico

delle Indie nel

mare

rosso.
lo

notabili

mamelucchi,

ai

quali

Ma
sci

l'ingrato schiavo

Mohammed

siedeva

un

pasci

come capo

della

trad nel meglio, e


di

corrotto dal pa^


ar-

amministrazione, che
signore.

corrispondeva a Costantinopoli co' ministri del gran

Damasco, abbandon V

Tale reggimento

si

man-

tenne felicemente per due secoli, ne altre guerre ebbero a sostenere gli ottomani in Egitto, se non quella

mata, e fece ritorno al Cairo, dove incominci ad esercitare assoluto impero. Al comando dell* esercito prepose V ardito giovane MouradBey, dandogli per moglie la bella

marittima contro la preponderanza portoghese nelle Indie orientali, ablica di Venezia,

vendo perci ottenuto dalla repubche ne aveva eFrattanto, verso l'anno 1721, in-

guale interesse, rilevanti soccorsi.

vedova di Ah, di cui erasi in vaghied allora Mourad gli giur di condurre il rivale a' suoi piedi. Infatti, mentre Gaza- Ali attraversava il deserto per tentare nuove imprese, avendolo Mourad assalito con
lo,

cominci
ziosi

il

disordine tra

gli

ambiil

mille scelti cavalieri, e feritolo colla

bey, intenti tutti ad impadrodel potere, privandone

propria scimitarra, quell'illustre

ma-

nirsi

pa-

melucco ne
torn
la

mor.

Apparentemente

sci

ottomano. Dipoi Ibraim Riaja, capo de' giannizzeri, giunse nel 1746 ad impadronirsi del supremo

all' ubbidienza delottomana, ma i Bey mai cessarono di tumultuare, ed erano

la

regione

porta

potere, sottraendo la nazione egizia

in

aperta
si

ribellione,

quando
il

nel ge-

dalla dipendenza della sublime porta

1798
neral

present in que'hdi

ottomana. Alla sua morte


si

doan-Bey
sino al
scir

mantenne

nel
si

Rodominio
vide

per la
ca

Bonaparte colla gran flotta, maggior parte composta da


repubbliconquiste,

1766, ed allora

u-

quella dell' allora cessata

minaccioso dall'alto Egitto, dove trovavasi confinato, Aly-Bey capo


de'

veneta
ivi

conducendovi un eser-

cito francese

bramoso

di

mamelucchi, della stirpe degli Abari presso il Caucaso, che era stato neir et di anni dodici venduto schiavo ad Ibrahim, e dopo otto anni
emancipato. Egli
si

ed

spedito dalla repubblica fran-

dichiar sovrail

anche per porre un termine che vi esercitavano i Bey mamelucchi, giacch pasci non ne aveano che il noi
cese,

all'assoluto potere

no

dell'Egitto, scacci
alla

pasci ot-

me

tomano, e ricus

sublime porta ogni tributo e soggezione. Col mezzo di JNIohammed Bey, altro
schiavo suo favorito, e
tivo,
figlio

per cui l'Egitto saccheggiato, ; e devastato, languiva nella pi orribile schiavit.


11

direttorio francese,

gonfio al-

adotdi

lora per le riportate

vittorie,

mi-

che

innalz al grado

geri-

nerale,

fece

progressi
stretta

nell'

Arabia,
col

nacciando di uno sbarco l' Inghilterra, aveva affidato al generalissi-

ed avendo

alleanza

mo

Napoleone Bonaparte un

eser-

io4
cito di
flotta
,

EGI
trentamila veterani, ed

EGT
una
do&i

che fu riputata una delle pi poderose che avessero solcato il Mediterraneo, e che guidata veniva dall' ammiraglio Brucys. Sal-

Abdallahin Bey. Ma a rompere i vasti disegni di Bonaparte, successe nella rada


sotto

baracca

di

Aboukir

a'

agosto la

strepi-

tosa vittoria dell'inglese

ammiraglio
della

essa

da
suli'

Tolone

a'

19

maggio

Nelson, che, merc


flotta

rinforzi

1798.
riport
si,

Subito

questa

spedizione

di

lord Vincent,

che

incrodi-

Egitto brillanti succes-

ciava Cadice, in un

sol

colpo

e sbarcato Bonaparte a

Marabou,
assalto

strusse la flotta francese, e


le

tronc

immediatamente

prese

di

Alessandria, e di l

mosse
sconfsse

contro
nella
il

sue comunicazioni colla Francia. L' ammiraglio francese Brucys per

mamelucchi,
detta

che

battaglia
di

delle

Piramidi

lucente
il

Air impetuosa, e ride' mamelucchi, prode generale oppose l' immo2


1

luglio.

cavalleria

bilit de' battaglioni

francesi serrati
di

in quadrato
palle,

con una grandine

e con

un

incessante

fuoco,

che

vomitavano le ben collocate Questa vittoria sui maHielucchi, e sugli arabi apr a Boartiglierie.

combattendo nella maggior nave, r orientey che sbalz in aria con ispavento delle due flotte. Due sole navi francesi furono salve, nonch due veloci fregate ; tutto il rimanente o fu sommerso nelle onde, o pieda divenne degl'inglesi. Ci accadde per essersi vivamente opposto r ammiraglio a Bonaparte, il
quale
voleva

che

tutta

la

flotta

fosse entrata

nei vasti porti

di A-

naparte in fuga

le

porte del Cairo, e pose

lessandria.

Murad-Bey, cogli avanzi de'mamelucchi nell'alto Egitto. Divenuto il generalissimo francese padrone del Cairo, volle dimostrarsi protettore del maomettanismo^ cos vantandosi in un proclama che fece allora pubblicare
9)
:

Cotanta perdita fu riparata da Bonaparte con altri successi, ma alle sue mire opponevasi il fanatismo de'turchi, e degli arabi, i quali abborrivano i francesi, perch col
fatto

non osservavano
il

il

maometreligione.

francesi

tanismo, n

alcun' altra

si dimostrano amici de' mussul mani. Non ha molto che hanno >} rovesciato in Roma il trono del Papa, che incitava i cristiani M contro i maomettani, di l s sono portati a Malta, e ne hanno scacciato i miscredenti, i quali M vivevano nell' opinione di essere > chiamati da Dio a guerreggiare continuamente contro i seguaci
5>

Si sollev tutto

Cairo, e

per

i-

spegnere
bast la
schee.

questa
strage

sollevazione
di

non
di

cinquemila

que'rivoltosi trucidati dentro le

moas-

Fu

allora che

Bonaparte
il

sunse in suo discorso


di
to,

linguaggio

un
:

inviato del profeta

Maomet-

del profeta".
cui

il

Con s fatte parole, commento ad ognuno fa-

dicendo agli Sceiki, ed agli Ulemi Fate sapere al popolo, che sin dalla creazione del mondo comandato fu, che dopo aver distrutti i nemici dell' islamismo
w e abbattuta
>i

cile,

te

sembra che mirasse Bonaparad illudere quella fanatica poil

la

croce,

venire

io

polazione, alla quale

general

Me-

nou

dava

lo

spettacolo

della ri-

provevole sua apostasia, trasforraan-

contrade > dell'occidente a compiere la gran de impresa eh' erami imposta. M Mettete sotto gli occhi del pdovessi
dalle

rimote

EGI
M polo, chs r Alcorano annuncia il > venir mio in venti luoghi". Cos Walter Scott, Fila di Napoleone t. 8. Udivano queste parole i
copti,
utili gli

EGI
sforzi
la

jo5
eseguita

del valore fiancese,

e dopo

resa del Cairo

da

Belliard,

di

Alessandria

da

Menou,

segu per patto in settem-

nati

cristiani
si

del
,

paese,

sic-

come
cesi

poi

dir

ma

abbrutiti
i

bre i8oi, r evacuazione totale dell'Egitto, che rimase presidiato dai


turchi, e dagl'inglesi,
i

nell'ignoranza, secondavano
in vista del
lucro, che

franri-

quali s'in-,

ne

caricarono di ricondurre in Francia

cavavano, al quale ancor pi,


alla loro eresia

che

esercito repubblicano.

sono proclivi. Bens narrasi che Bonaparte nella sua corsa, cui fece all' istmo di Suez,

Dopo
menti,
il

questi

clamorosi
signore

avveni-

confermasse ai maroniti del monte Sinai quel diploma de'loro privilegi, che preteudevasi accordato loro da Maometto stesso. Di l pass a visitare
Je
le

Selim III sostitu in Egitto all'antico regime un governo di quattro pasci ; ed i bey, sebbene autorizzati ad allontanarsi, in gran parte furono uccisi
il
1'

gran

nelle navi stesse in cui facevano


tragitto.

fontane dette di Mos,

Non
da'

per

questo

cess

spiagge del

mare

rosso, con pe-

anarchia

ricolo di esservi annegato,

quando

tata,

mamelucchi fomene quando gl'inglesi nel i8o3

dovette

rapidamente ritornare al Cairo, per difendersi contro le forze poderose che si avanzavano da
tutte le parti per togliergli l'ancor
Indi,

consegnarono le piazze a Mohammed-Al, distinto militare elevato allora da Selim III al grado di

Kaimakan,
inglesi
a'

bey amnistiati dovetnell' alto

mal ferma sua conquista.

con

tero ritirarsi

Egitto.
in

Gli

molto sangue di turchi, e di arabi represse la rivolta, concorrendo a cofti, parteggiare per la Francia
i

sbarcati di

nuovo

Egitto

ai

17 marzo 1807, s' imbarcarono i4 settembre, dopo di avere


tentato
di

drusi: e

Mourad-Bey

fu incal-

inutilmente

soggiogare
di

zato dall' intrepido general Dessaix.


fino oltre le cataratte del
deserti della Nubia.
I

questo paese.

Da

tal

momento

IN

ilo

nei

nuovo

Ma sebbene nel 799, con una vittoria dell' armata di terra, ove fu fatto prigione
il

pasci di Natlia,
l'

si

levasse

in

Aboukir

onta della navale sconmeditasse la riapertura fitta, e si del canal di Suez per unire i due mari, la fortuna all' improvviso si

cambi
te,

r assassinio

dante poco guerriera attitudine di Menou da un canto, e dall' altro V arrivo


di forze

scomparsa di Bonapardi Rleber comangenerale dell' armata, e la


;

la

divenne il teatro dell' anarchia, e di una quantit di combattimenti fra i mamelucchi, e i pasci inviativi dalla Porla, che se ne disputarono il dominio. Finalmente divenuto pasci Mohammed Ali pervenne colla destrezza, e col valore, nell' impero di Mahmud II, a ripigliare l' autorit, e per evitare che nell'avvenire venisse compromessa, dopo avere sperimentalo inutile ogni rimedio, mise in esecuzione il progetto da lungo tempo concepito dalla stessa Porta di disl'Egitto
farsi

formidabili
inglese,

turche,

di

della milizia
de'

torbida, e dispo-

un' armata

che

dall'

Indie

tica

mamelucchi.

Nel
i,

primo
entro
la

penetr

nel
di

comando

mare rosso, sotto il Abercromby, resero in-

giorno

di

marzo

181

sola citt del Cairo

ne vennero uc-

io6

EGI
non
fndia.

EOI
prendere possesso
dell' isola di

cisi circa seicento, e la strage

Can-

cess nelle provincia egiziane,


cli quasi

minati.

non furono stertutti Con questa terribile misura


T Egit-

dalla
glio

Vari poi sono gli allori mietuti bravura d'ibraim pasci, fidel
vice-re
si

politica in uso nell'oriente,

nella

Siria.

Con
flot-

to fu pacificato. Allora
Al, che altri
Al, gi

Mohammed-

un'armata
ta assal
s.

rec nell'anno i83i,


d' Acri.

chiamano Mehenieti

contro Abdullah-pasci, e colla

divenuto vice-re, port la

Giovanni

guerra in Arabia contro


biti,
il

wechaloro
1

sendo poi

respinto, prese

Jaff,

Ese

de' quali
;

bramava
la

indebolire

potere
fine

distruzione

nell'anno seguente Acri, mentre la sublime Porta con un firmano proscriveva


il

mise

a questa guerra nel


i

nella quale

di lui

figli JussufiF,

8 9, ed
1

di lui genitore.
il

Nel i833

Ibrahim
leppo
-j

fece

suo ingresso in
vice-re sped
il

Ani-

Jbrahim ebbero campo


re
il

di esercitaIl

quindi

il

loro militare coraggio.

panei

sci fece dipoi

una spedizione

pote Achmet-pasci, ministro della guerra, a Suez, per prendere il co-

hmitrofi regni della Nubia, nel Dongala, nel Sennaar e nel Kor-r

mando
1834,

dell*

tomettere Hedcha, e

dosan,

in

alcuni

luoghi de' quali,

armata destinata a sot1' Jemen. Nel Ibrahim pel reclutamento


opposi-

massime in quello di Dongala, i mamelucchi proscritti avevano riparato, eccettuato poche ceiitinaja
di essi rimasti tra le sue
JVel

ordinato, incontr violenta

zione in Naplusa, e trov scoppiata un' insurrezione per tutta la Si-

guardie,

1824

salp Ibrahim pasci dal

porto d' Alessandria con una flotta


egizia, in

soccorso degli ottomani per la Grecia. Le sue devastazioni

lungamente combattimenti seguiti per mare, e per terra con vari successi presentarono d'ambe le parti il maggior accanimento. Quindi pi flotte ed eserciti si succedettero, ma
nella
afflissero
i

Morea

quelle popolazioni, e

mese di giugno s'imGerusalemme. Nello stesso mese il vice-re part con una flotta, e con truppe da Alessandria alla volta della Siria; e nel tempo stesso un firmano della Porta volle moderare il sistema commerciale
ria
;

indi nel
di

padron

stabilito nella Siria dal

medesimo

principe.
sci,

Proseguendo Ibrahim panel 1834, la guerra, fece proin

gressi nella Naplusia, e pacificata la


Siria, ritorn

dopo la gravissima perdita che tocc ad Ibrahim, nella famosa battaglia


navale di Navarino, peggior
condizione, e nel
la

Alessandria,
la
peste.

ove

poco

dopo scoppi
recenti

Ma

sua

dei pi^

clamorosi

avveni-

settembre
la

1828
colle

menti, qui indispensabile una breve menzione.

evacu del
sue
truppe.

tutto

Morea
la

Nel

i83o,
il

porta

Dopo che Mahmoud


tribuito al

IT

ottomana

nomin

vice-re

Mo-

vice-re di Egitto

avea atil go-

hammed-Ah
nunzi
flsritogli

governatore

diaj ed egU con


ai

di Canun proclama anil

verno della importante isola di Catndia, per le insorte vertenze, contro


di

candiotti

governo con-

questa voleva
ordini
di

inviare

la

flotta

dell'isola,

afdandolo nelle

che stanziava
gli

ne' Dardanelli,

sotto

mani del maggior generale Osman Nureddm-Bey. Quindi d' Alessandria fece salpare una squadra per

Capudan-pasci.

Ma

questi in vece spar dai Dardanel\j

si

rec

a Eodi nei

1839, da

E G
dove pass in Alessandria colla flotta, che pose sotto la protezione del
vice-re, consistente in dodici fregate,

E G
dra navale in ancora
Dardanelli, giacche
Al. in

107
faccia
ai

quel trattato, fece mettere la squa-

non acconsen-

e tre corvette^ colla dichiarazione,

tiva alla destituzione di


A.

Mohammednel

che

non

l'

avrebbe

restituita

alla

questa veramente accedeva-

Porta, se

non quando

essa avesse rila so-

no
che
al

le
il

quattro
vice-re

potenze^
si

caso

conosciuto in
tutto

Mohammed-Al
che

non

sottomettesse
il

vranit ereditaria dell'Egitto, e di


il

sultano. Invitato

nuovamente
delle
la

paese

governava,
il

ed
vi-

vice-re dai

ministri

potenze
flotta

allontanato dagli affari


sir

gran

intervenute, a restituire
turca, e
la Siria,

Kosrew-pasci. Frattanto

l'im-

ad
gli

peratore

Mahmoud
il

li

mor, e suc-

interamente venne promessa la con-

evacuare

cedendogli

figlio

Abdul-Medjidil

servazione del pascialaggio di Egitto in eredit. Di fatti, essendo decisa la

Khan,
suo

fece egli sapere al vice-re


al

esaltamento
la

trono, aggiun-

Porta ottomana, e

il

vice-

gendovi

promessa, che lo avreb-

re di pacificarsi sinceramente, questi

be riconosciuto, come pasci ereditario dell'Egitto.

nel fine del


il

Per
le

la gravit di

Egitto
sci

figlio

questa pendenza,
potenze,
sciatori

cinque
de' loro

grandi

r esercito,
la

i84o richiam in Ibrahim pasci cole consegn a Taverrpaturca, la quale

mezzo

ambal'

flotta

parti

intervennero sulle differeninteNel-

ze in discorso, per tutelare


grit

dell'impero
i

ottomano.
e
l'

r anno seguente
bano,
i

montanari del Lii

marroniti,

naplusiani

insorsero

contro

egiziana

domi:

nazione, a motivo delle imposte, e


delle oppressioni che soffrivano
il

perch Mohammed-Al invi nella Siria una flotta per domare i ribelli, ciocche ebbe pronta riuscita,

da Alessandria amichevolmente. Conseguenza si fu di questo, che nei primi dell'anno i84i le potenze europee furono sollecite d' invitare il sultano a revocare l'alto di destituzione emesso contro Mohammed-Al, ed a promettergli legalmente, che suoi discendenti in linea retta sarebbero nominati al
i

pascialaggio dell'Egitto, ogni

volta

mentre
glio
si

in

fece

Londra nel mese di luuna convenzione per


pace tra
la

che questo posto eminente venisse a vacare per la morte del pasci in funzione. Quindi ebbe luogo una
conferenza
di

istabilir la

Porta, e
i

il

vari

dignitari della

vice-re,

sottoscrivendola

plenipo-

ottomano, inglese, prussiaed austriaco in nome de' rispettivi sovrani. Alla Siria, ed a Candia l'imperatore ottomano diede nuovi governatori, pronunzi
tenziari

Porta cogli ambasciatori delle potenze alleate, riguardo ai diritti di

no,

russo,

governo da accordarsi
Egitto,
ze,
i.

al

pasci di
3." ri-

relativamente alle finanservigio militare,

2." al

la
le

destinazione del vice -re, mentre


forze unite d'Inghilterra,
di Prussia,

guardo alla eredit. Finalmente nel mese di febbraio il gran signore

d'Auin

stria,

di

Russia,

eman un firmano, col quale confer a Mohammed-Al, l'amministrazione del


to, colle

esecuzione

del

trattato,

sbarazza-

pascialaggio

di Egiti." \i\

rono la Siria dagli egiziani, e da Ibrahim richiamato dal padre; ma la Francia, che non aveva segnato

seguenti condizioni:
dignit
figlio

caso di morte la

del

pasul-

dre passer a quel

che

il

io8
tauo avr conformer

EGI
a scegliere.
2."

EGI
L'Egitto
rior

ostacoli, sui

prodotti del suo-

si

all'attisceriff di

Gul-

lo Egizio.

strative della

hane, ed alle altre leggi amminisublime Porla, non


ai

Notizie sui donativi fatti

da Me-

che
i

trattati

ratificati fra essa,

ed

hemet-A
gnante
rio

vice- re

d'Egitto al re-

suoi alleati. 3.** Le imposte, la quarta parte delle quali deve es-

sommo XFI, e su

Ponte/ice Gregoquelli fatti

dal

sere

versata

nel

tesoro delia por-

Pontefice al vice-re.

ta ottomana, senza contare il tributo particolare da pagarsi dal go-

Pel complesso delle singolari

cir-

vernatore per cinque anni, saranno levate in nome del gran signore.

costanze, che formeranno epoca per

Roma, non
zioni

riuscir discaro, che qui

4*"

^^

numero

di

truppe in

riportiamo alcuni cenni delle rela-

tempo di pace sar di diciottomila uomini, ingaggiati per cinque anni, duemila de' quali staranno di guarnigione in Costantinopoli. 5."
Il

da ultimo contratte tra il regnante sommo Pontefice, e il sullodalo

Mohammed-Ali,
Prima che
le.

il

cui

nome

sul-

divenuto rispettato, e celebre nella


storia.
il

tano avr il diritto di nominare a suo piacei'e alle cariche militari, al di sopra del grado di luogotenenal pate. 6. Non sar permesso
sci d'Egitto di
scelli

regnante
disposi-

Pontefice emanasse

sue

zioni intorno l'altare della

confessi

sione della basilica di

s.

Paolo, ove

far

costruire

va-

conservano
to apostolo,

le ceneri di
il

di guerra, senza l'espressa au-

cav.

questo sanLuigi Poletti^

torizzazione del sovrano


7."

ottomano.
di
la

La non sommissione ad una


delle
,

queste condizioni porta


zione
concessioni
la

ritratta-

accordate.

Dipoi

essendo
si

flotta rientrata

nel Bosforo,

convenne

di accor-

nuova baimmaginava un magnifico tabernacolo da soprapporsi all'altare, e considerava di non potere trovare quattro colonne di un marmo prezioso per adattarvele, se non che
architetto direttore della
silica,

dare l'eredit del pascialaggio d'Egitto in primogenitura, e di assoggettarlo

facendole togliere dalle cave.

sic-

come
gitto

eragli a notizia
il

che

nell'

Ele

ad un tributo
,

fisso,

il

cui
di

vice-re

aveva riattivate

ammontare sarebbe tempo in tempo


te di dare al
vice-re

regolalo

cave del bellissimo alabastro, detto


dagli scalpellini

finalmenpoteri

Cotognino, cos ne

pieni

tenne proposito con Silvestro Guidi pei replicati viaggi

per l'avanzamento dell'armata, accordandosi


Al
il

da

lui

fatti

inoltre

Mohammedil

in Egitto; e questi prese l'assunto


di ritornarvi per vedere sopra luo-

diritto di successione in linea

diretta,

fissandosi

tributo

ad

go, se ci potevasi
fetto.

mandare ad
il

ef-

ottantamila borse, cio quaranta milioni di

Intanto che
tanto
si

Guidi

in

piastre

turche.

Il

vice-re

gitto di

occupava, in

ERo-

fece pubblicare nell'Egitto solenne-

ma

il

Pontefice, siccome zelatore di

mente
ra,

l'attisceriff di

sua investitu-

ed

in

esecuzione del trattato di


fatto

conservare l'antica architettura, che adornava il sepolcro del santo apostolo, disponeva che fosse restau-

commercio

nel

18 18

colla

Porta, lo stesso

Mohammed-Al
non porre

nel

rato

il

preesistente

tabernacolo, e
in

184^

si

decise a

ulte-

fosse riposto

quindi sul luogo,

E G
modo per che
le fosse
la

EGI
Fu

109

no
voto
e

come lo 5oo cio


,

mensa deirallaera prima dell'anrivolta


il

compiacenza, diede immediatamente a tale effetto gli ordini opportuni


a'

grande, perch
potesse di
il

cosi

alla nave popolo di-

suoi

ministri.

allora,

ed ai

prospetto

mirare,

16 novembre iSSg, che il cav. de Rossetti ne scrisse in Roma al Cardinal


stato,

venerare
nella

sommo

Pontefice,

Lambruschini
il

segretario

di

quando
il

lebrato la

medesima avesse cemessa. Non avendo poi

quale subito avendo tutto portato alla cognizione del Pontefice,

Guidi nulla potuto operare nelperch il vice-re aveva riaperte le dette cave per le sue fabbriche, e non per farne commercio, prima di partire ne tenne discorso in Alessandria col cav. Annibale
rt^gitto,

venne accettato

il

donativo

di
le,

otto massi di

alabastro orienta-

perch credeva il vice-re che le colonne dovessero soprappoisi su di


altrettanti
tra,

piedistalli

di egual

pie-

de Rossetti, il quale, bramoso di dimostrare la sua ossequiosa gratitudine alla speciale benignit, che per lui avea il Papa che regna, si esib
di profittare, e cogliere

ed a' quali poi aggiunse altri cinque massi. Indi il Pontefice autorizz di provvedere al trasporto la commissione per la riedificazio-

ne

della

basilica

ostiense

di cui

questa
riuscire

occasione

favorevole,
il

pei'

nell'intento,

quale ebbe pronto

felice

esito.
il

erano presidenti, e deputati i Cardinali Gamberini, e Tosti. Dalla commissione medesima venne spedila neir Egitto a prendere i massi

Annibale Toscana nella citt d'Alessandria, che il nominato Silvestro Guidi da pi


vice-re dal cav.

Seppe

de

Rossetti, console generale di

una divisione di tre bastimenti, comandata dal capitano onorario della marina pontificia Alessandro Cialdi, e comandante in capo il
la

di

vent'anni
ivi

viaggiava nell'Egitto,

ed

per fare 1' acquisto di quattro colonne di alabastro orientale per la risorgente chieera ritornato
patriarcale
della
basilica di
s.

bastimento o mistico mentre il bastimento


s.

Fedelt j

denominato Pietro veniva comandato dal te-

nente in

sa

pontificia

Paolo, nella via ostiense; quella basilica,

nella

quale
di

le belle arti

fe-

seconda della marineria Matteo Caraman; ed il bastimento chiamato il s. Paolo era comandato dall' aspirante di essa
marineria Raffaele Castagnola. Incaricato poi del dettaglio di tutta la
spedizione, fu l'aspirante della

cero a gara

renderla

degna di
e desotto

succedere alla precedente sontuosissima, d'un tanto


apostolo,

mede-

gna

del secolo

XIX,

e dell'odierno

pontificato di Gregorio
di cui

XVI,

ha ricevuto energica
e tale

prosesi

sima marineria, Prospero Palomba. Tale fu la spedizione destinata per caricare le colonne o massi per la decorazione dell'interno della basilica. Profittarono dell'occasione per maggior decoro del governo, e col fine
di visitare scientificamente

cuzione,

incremento che

avvicina al suo termine. Perla gratitudine che conservava

Mohammedrecatigli

APi

ai pontificii

doni

da

ed

arti-,

Clot-Bey, e pei sentimenti ed alta stima che nutriva pel Papa che
regna,
si

sticamente

V Egitto, oltre
della

detti

quattro

individui

pontificia

offr

non

solo di fargliecolla

marina

militare, e dell'equipaggio,

ne UD presente;

ma

massima

tie individui

del corpo del genio,

no
n
ti

EGI
quattro coltenenti
i

EGI
re alle cose europee, tulli
si

officiale sanitario, e

pre-

borghesi, cio

sotto

starono
A'
9.9,

del genio

Mariano Volpato, e Domenico Frezzolini; il dottore Paoe lo studente di lo Ruga, scol-

ne'modi pi obbliganti. novembre la spedizione ponentr


nella

tificia

foce

del

Nilo,

soci

tura Antonio Calvi, cui poi si asil suddetto Silvestro Guidi. La spedizione parti dal porto di
di

accompagnata dal legno egizio chiamato Dahabic e comandata da un rais, cui piacque denominarlo Roma. Questo legno fu conces,

Ripagrande
quello
di
1

Roma,

e poscia

da
set-

so dal

vice-re alla

spedizione

ro-

Civitavecchia

h 21

tembre

840.
a' 7
la

La

spedizione

Alessandria

romana arriv in novembre ed i


,

accompagnata nel viaggio dell'alto Egitto, ed a Sannur cantone di Benisaef, o Befosse

mana

perch

ny-Suef, luogo delle cave


bastro per caricarne
i

di

ala-

membri che

componevano, furo-

blocchi.

Ai

no accompagnati a sua altezza il vice-re, dal commendatore Cochelet,

21

gennaio

1841,
blocchi,

la

spedi/ione,

avendo

verificato
1

non essere ancoil

console generale di Francia, e


cav.

ra pronti

capitano co-

dal mentovato
intrattenne

de

Rossetti.

mandante per non

istare

inopero-

Mohammed-Al per mezz'


ed
invitolli

ora

gli

so sul Nilo, valendosi

della conse-

ne'modi i pi cortesi, ad intraprendere la nagli

guita autorizzazione superiore; e lasciati


i

bastimenti
s.

uno
per

s.

Pietro,

vigazione del Nilo per caricare


alabastri orientali presso le cave,
lui riattivate, nel i83?,,

l'altro

Paolo ancorati
le

a Rulaq,
atti

da

scalo del Cairo,

renderli
i

per la vasta moschea,che senza risparmio di orna-

a ricevere

colonne ed

massi,

intraprese co' suoi la continuazione


del viaggio, visitando
i

mento e

di spesa stava edificando in

celebri

mo-

cittadella di Cairo,

ed avente l'esterno di calcarea, mentre di alabastro sono


i

numenti
si

dell'antichit egiziana spar-

su quelle sponde, e ritraendone

piedistalli, le basi,
i

fusti delle

co-

disegni e piante
officiali

per

mezzo

degli

lonne,

capitelli,

cunei degli archi

del

genio

eh' eransi a lui

negli intercolunni,
ti.

Lo

stesso alabastro

ed anche le parevenne dal vi-

uniti, insieme

ad osservazioni idrau-

ce-re impiegato ancora nei pavimenti

astronomiche per mezzo degli officiali di marina, che in queliche

ed

dell'adiacente palazzo reale in cittadella,

ove
i

si

vedono alcune grandi

sale, e

bagni di sua altezza della

Mun il vice-re i membri delia spedizione romana di un suo firmano amplissimo perstessa sostanza.

avevano voluto accompagnare il capitano onorario Quindi gl'individui menCialdi. tovati arrivarono sul bordo del mistico la Fedelt, ad Assuan, l'antica Syene, cio alla prima catasta spedizione

ch
suoi

con
stati.

sicurezza

percorressero

ratta

del

Nilo.
di

Gittata

l'ancora,
o-

gli eflfelti,

Corrispondenti ne furono giacch bey, i mudyr,


i

ventun colpi

cannone resero

maggio

al Pontefice, cui

per sette
presenneri

e
to

gli
il

altri

personaggi, cui affida-

volte fece giulivo eco l'inlero equi-

governo delle provincie, tanto per adempiere alla volont di sua altezza, quanto per un certo amore che gli egiziani cominciano ad ave-

paggio. Allora ai nostri


t

si

commovente
di

spettacolo in vedei

re accorrere
abitatori

sulla spiaggia

quelle calde

regioni,

EGI
meraviglia!!
in

EGI
un legno
giungeva

III

vedere

eujopeo, che
alla

pel

primo
i

loro vista,
nativi
di

fra

loro

scogli giati

granilo,

enormi ombreg-

da

folti

palmieri, e fiancheg-

degnare l' isola di Filae fra le vorticose onde della cateratta, e penetrati nella IVubia gingere al tropico lontano poche leghe. Gli officiali di marina subito ile scandagliarono
del
genio,
il

giati dalle
dell' isola

rovine dell'antica Seyne,


elefantina,

difficile

passo,

quei

chiamata

//

l'officiale
gli

sanitario
di

giardino del tropico^ e di Filae.


stato maggiore animato da

Lo

inerpicandosi fra

scogli

du-

nobile

entusiasmo, tutto
azione.
Il

si

pose allora in

ro granito, fra le zolle, e le arene, esaminarono ogni erba, ogni sasso,


e ne presero la veduta, mentre su

capitano

ed intelligente comandante Cialdi fece

bravo,

uno
a

di

essi

Antonio Calvi scolpiva


lettere
l'iscrizione

caricare la lancia di

un

petriere, e

grandi

se-

corredarla di vele e remi per gua-

guente.

GEEGOmo
PEGLI
.

XVI
.

R
.

AVSPICII

DEGLI GAMBERINI E
.

EMINENTISSIMI
.

P P

TOSTI

FIX

QVI
.

LA
SVL

SPEDIZIONE

ROMANA
.

CHE

DAL
IL

BORDO TEVERE
2
1
.

LA
.

FEDELT*

QVESTl
.

SCOGLI

GENxNAJO

184I

APPRODAVA
Certo
,
.

ne

riusc

ai

Mistico la

che di lieta soddisfazioromani, che il detto Fedelt di cinquantasetfasti della sto-

dell'isola

Elefantina,

il

tempio
il

di

Kom-Ombus,

pronao del gl'ipogei, o


il

sepolcri Faraonici, incavati nel masso,

te lonnellale, sia nei

gigantesco tempio d'Apollo, e

ria

primo legno europeo, che partito da Europa abbia guadagnail

tempietto Mammisi.
pass poi ad osservare
la

La
gli

spedizione

avanzi del-

to questo punto, che dista dalla foce, seguendo la linea delle acque, pi di 825 miglia romane, dappoich noto che il Li/gsor, partito da Tolone nel 1882, non giunse che a Tebe. La spedizione romana, dopo aver salutato il luogo di stazione delle antiche coorti, o legioni romane, dopo aver lagri ma-

distrutta Eliopoli,
alle

ed a contem-

plare

falde

del
de'

Mokatam

le

maestose tombe

califfi

fatimiti,

ed agiubiti, di gi dalla medesima


veduti nel primo soggiorno che fece al Cairo,
petri ficaio a

quando visit il bosco due leghe e mezzo dal

deserto. Dipoi pass a contemplare

lo sulle esuli ceneri

di

Giovenale,

giunse

ai

magnifici avanzi del tem-

pio dedicato al

parto d'Iside, ove

Osortasen I, che adancora il luogo ove sorgeva la superba citt del sole ; e con divote reminiscenze il lu(go , ed il
l'obelisco di

dita

nell'attico interno del

il

glorioso
indi

XVI;

pronao scoldi Gregorio proseguendo il suo viag-

sicomero, ove
zione

una

costante

tradila

nome

afferma,

essersi

riposata

beata
gitto.

Vergine

nella

fuga

in

E-

gio visit

gli

avanzi dei bei templi

qui

noteremo che

g' in-

112
dividili

EGI
componenti
visitarono
la pontificia spe-

EGI
portante, e dtta
descrizione

sono
l'ospi-

dizione,

pure nel
',

vecdai
dice-

pure

rilevati
le

con gratitudine
e
le

chio
copti
si

Cairo

un

sotterraneo
famiglia

talit,

cortesie,

attenzioni

ridotto a cappella, ove

prodigate alla spedizione dagli egiziani, dai


tri

che la

sagra

si

tenne

mudyr,

celata

dalle persecuzioni di nella

come visitarono monumenti de'


cio
gli

Erode, Tebaide i
cristiani,
,

ministri,

dai bey, ed alnon che dai membri


di

del corpo diplomatico


dria, e

Alessanpri-

primitivi
de'

del
il

Cairo,

fra' quali

avanzi
le

monisteri
i

meggi
labastri

lodato

cav. de Rossetti

conventi,

spelonche, ed
dalle

luo-

ghi tutti gi popolati da tanti santi


anacoreti.

Ritornando

cate-

ratte, la spedizione visit

Tebe, ove lasci memoria di quelli, che la componevano nella grande e maestosa sala di

che tanta parte ebbe nei donati aper la basilica ostiense. Soprattutto va rammentata quella magnanima generosit, che altamente
distingue
tato

Mehemet-Ah, per
intorno
alle

l'illimi-

ordine

bisogna

Rarnac

abbellita

da

della spedizione,

anche nel percoril

centoquaranta colonne , indi i colossi di Memnone, e quanto diversi Faraoni , Tolomei , ed imperatori

rere scientificamente
gitto.

Nilo, e l'E-

In quanto poi

al

riattivamento

hanno

costruito presso

Medinet-Abu.
si

della cava di alabastro di Sannur,

Successivamente la spedizione

cantone di Benisaef,
sia
la

si

crede

che
ala-

tombe de'rc, il palazzo Memnonio, o tomba di Ocondusse a vedere


le

stessa dagli antichi

operata,

ritenendosi, che altra bastri

cava di

simandyas,

quello

di

Ramses,

//

possa

essere

dappresso

ove

Grande,

sepolcretti dell'antico

gitto; la grotta di

ESamun, immensenza
e-

fioriva la citt di Albastropoli.

Men-

tre

il

vice-re

di Egitto,
le

ponendo

so deposito di

mummie,
altri

numerare cento

monumenti
prima
altezaltri

come
za

le

piramidi di Dgizech, la pi
del

alta delle quali, la


artificiale

mondo, ed
descritti

monumenti che sono


eh. Camillo Raviali

dal

del corpo del


della

moschee, e i suoi palazzi, si provvedeva dei marmi di Costantinopoli, e da diverse parti di Europa, si persuase che nel suo regno dovessero esservi delle cave, ed a tal effetto incaric delle analoghe ricerche priogni cura in decorare

genio
nale
tutto

facente
la

parte

spedigior-

ma un
ropeo

greco per
a
di

nome
trov

Ousili-Kalfa,

zione, per

redazione

del

e poi Mhurat-Kalfa. Intanto

scientifico.

Quanto
siffatto

riguarda
viaggio

caso

un euun pezzo di
fat-

dettagliatamente

riportato
cio
ai

marmo

nuovo genere, che


e

nell'

Album

di

to esaminare da sua altezza

da

numeri 2, 18 e 25 e\y anno FUI 1841 , ed ai numeri 2, e 3 dell' anno IX 1842. Di questo stesso argomento si leggono eguali, e compendiate notizie nel numero 36 delle Notizie del giorno di Roma, del 1841 ; e nel numero 83 del Diario di Roma del medesimo anno. In tale im-

Roma,

altro europeo, fu riconosciuto esse-

re esso
tale

il

celebre
dagli
vice- re
la

alabastro
antichi
;

orien-

usato

quindi

venne nel
rinvenirne
gni

vivo desiderio di

cava,

che con molte

ricerche da Mhurat, e suoi


si

compai832.

discopr
vi

nel
fu

maggio
spedito
il

Per

attivarla

un

eu-

ropeo,

ed

in

progresso

vice-re

EGI
ne
Tuso sovraccennato. E da che la storia del rinveniniento della cava si racconta anche
fece

EGI
artistica

ii3
ostiense,

della

patriarcal basilica

notarsi,

di

s.

Paolo nella via


nella cospicua, ed

che

lessi

illustre roa' di

diversamente.
di

nomadi

della trib

mana accademia Tiberina

24

Beny-Uassel trovarono lungo il deserto un pezzo di questa sostanza, e conoscendo essi il gusto del vice-re, a lui il recarono. Egli lo diede ad esaminare al carrarese Del
Nero,
il

febbraio 1842 alla presenza di sceltissima udienza, principalmente de-

corata dagli
nali

eminentissimi
Mezzofanti,

CardiFerretti,

Bianchi,
;

e Belli

ma

eziandio in questo stess. Paolo ec. pure ove saranno col-

quale riconosciutolo pel perper


ordine

so Dizionario, all'articolo Chiesa o

duto, e famoso alabastro orientale,

patriarcale basilica di

e rinvenutene le cave
vit,
,

(Vedi),
locati.

dissi

dello stesso vice-re, ie mise in atti-

avendone il titolo di direttore ma dopo qualtro mesi mori. Laonde fu da questa cava che Mehemet-Al generosamente a tutte sue spese ordin che si eslraessero quattro blocchi per altrettante colonne lunghi fra i 34- 06, e i Sy palmi architettonici romani, e della grossezza per ciascuno de' qualtro
fra
i

Della
mia,

tornata
di

di

tale

accadeprosa
,

come

detta

mia

menzione il eh. e bemerito cav. Gaspare Servi, che ad


fece cortese
essa intervenne, nel

suo applaudidi

to foglio

periodico

Roma
del

il

Tiberino, al

num.

25

1842;

lati

palmi
e

quattro della

8-09, e 4-o8 lunghezza fra

altri

pal-

che degno ed amatissimo mio figlio Gregorio, di cui non potr^ cancellare dall'animo la memoria, e
cio nell'affettuosa necrologia,
scrisse sul
le cui

mi
i

12-06, della grossezza fra

preclare doti e

il

mio

ines-

6-07 ghezza
fine
di

ed
fra
i

palmi, e della larpalmi 5, e 5-00, af-

primibile cordoglio, celebrato splen-

didamente da parecchie auree penne


in prosa e in
versi,

farne

dono
per
Paolo,

al
la

Pontefice

in parte

ac-

Gregorio
basilica di

XVI,
s.

magnifica
accresce-

cennai

nel

principio

dell' articolo

ed

Faenza
nostri
i

(Vedi).
blocchi
di

re

ad

essa

ornamento, e ricchezza.
i

Caricati con singoiar perizia dei


tredici

sentimento del vice-re

secondi

alabasalp
ai

quattro massi avrebbero dovuto servire per zoccoli. Agli otto blocchi o

stro, sul naviglio

pontificio,

esso lietamente

per Alessandria

massi ne furono aggiunti

altri cin-

que
sua

trovati

dalla

spedizione

nelle
di

12 maggio 1841; solo dolente l'equipaggio di aver perduto il be-

cave, e chiesti

alla

generosit

nemerito dottore Paolo Ruga,


ficiale

of-

altezza serenissima,

pel risor-

sanitario, e naturalista della


il

gente sagro edifizio. Questi cinque massi di forme varie, sono della lunghezza fra i palmi 7 ed 11-06, della grossezza fra i palmi 3- 06 e 4*09, e della larghezza fra i 2-o3 e 4*o4 palmi. La bellezza , ed i
pregi di questi tredici massi o blocchi non solo furono da me celebrali nella Descrizione
VOI. XXI.
istorica

spedizione, e

sullodato Calvi, vit-

time del fatai morbo epidemico, che in Egitto miete a migliaia le vittime. Quel morbo rap ancora il sotto-pilota Jacono, e il Camillieri,

queste

quattro vittime fu-

rono deposte nel cimitero cattolico di Rosetta in s. Maria del buon


viaggio.

ed

ii4
Incombeiitlo

BCxi
alla

EGI
spedizione
di
tit

prendere congedo dal vicer d'Egitto , e di vivamente ringraziarlo


per le ospitalit usate ad essa nel soggiorno in quella regione, come
il

intraprendere per alcune sue provincie. Il santo Padre fu ricevuto a bordo del mistico
tra le acclamazioni

andava ad

le salve delle

piccole artiglierie del detto mistico


la

vietavano

riguardi

sanitari
il

Fedelt. Allora

il

capitano co-

lo stato di

quarantena,

capitano

comandante, anche a nome della medesima, lo fece collo scritto, e fu ricambiato a mezzo del ministro di stato Bogbos-Bey di genQuintile, ed obbligante risposta.
spedizione dopo di avere redovute grazie al cav. de P.ossetti, che cotanto zelantemente eiasi adoperato pel bene della medesima, venendo da esso ricambiata di cortesissima risposta, a'3 giugno i84i> usc dal porto nuovo d'Alessandria,
di
la

mandante addit a Sua Santit il prezioso dono di sua altezza serenissima


il

vice-re d'Egitto

Mohamantichit,

med-Ah,

negli alabastri orientali, codi

me

anche negli oggetti

di storia naturale, e negli animali vi-

venti in tributo di venerazione offerti

se le

dai diversi preclari personaggi

al

servigio del
i

monarca

di oriente, fra

quali primeggiava quanto


il

mand

Clot-Bey,
rato
dell'

quale era stato decodi


s.

del grado,

commendatore
Gregorio
fu in

Ordine
il

di

dallo e

per la novella navigazione


ta d'Italia,

alla vol-

stesso

Papa quando

Roma,

bocca di
tificia

i6 agosto per la Levante, la spedizione pona'

ed

quanto

capitano stesso aveva racsuolo


il

colto sul celebrato

egiziano.

felicemente entr nel


il

porto
sincero
e

La
la

soddisfazione,

gradimento, e

di

Civitavecchia fra
della

pi
,

giubilo

popolazione

dei

congiunti di molti individui dell'equipaggio accorsa sui rampari del

compiacenza benignamente addimostrata dal Papa, rese tal giorno alla spedizione il pi memorando, e l'epoca la pi onorevole di sua
missione.

molo. Indi
chia, e per

a'

23 agosto

la

spedi-

zione parti dal porto di Civitavec-

Fiumicino,

e pel Te-

Siccome poi le due tartane de nominate il s. Pietro, ed il s. Paolo cariche dei blocchi
delle colon-

vere gett l'ancora a' 27 agosto per r ultima volta allo scalo dei

marmi
lo,

presso la basilica di tripudio

s.

Pao-

con gran

de' romani.

A' 29 agosto, epoca la pi memoranda per la spedizione, il Pontefice Gregorio XVI si rec a bordo del mistico la Fedelt accompagnalo dal

ne di alabastro, e di alcuni altii massi, erano allora ferme alla foce di Fiumicino, aspettando il tempo favorevole per rimontare il Tevere,
e giungere
nistra di
al

tal

canale della ripa sifiume, cio allo scalo


Ostiense
;

presso la basilica

essen-

suo corteggio, e dal Cardipro-tesoriere


della

dosi ci effettuato a'

nale

Tosti

generale,

guente settembre,
gorio

il

25 del sussemedesimo Grefelice


ri-

come deputato
di
s.

commissione
il

Paolo, non essendovi

Cardi-

XVI, dopo il suo torno in Roma, si rec

ai

ot-

nal

della

Mario Ma t tei divenuto presidente medesima, dopo la morte del suUodalo Cardinal Gamberini, perch era partito da Roma per precedere il viaggio, che Sua San,

tobre a visitare la basihca, e ponoscia ad osservare gli alabastri minati, ed altra parte de' succennati

donativi.

Quindi

il

p.

Lui^i

TJngarelli barnabita, dottissimo co-

"f

..A

iCrfUr.-^O^'A^

EGI
m' nell' ai-cheologia egiziana ebbe l'onore di fare apprezzare al
,

EGI
versi di quelli,

Ti5

sa

che in Egitto ad esprestarono assistenza, e furono

Pontefice

il

valore, e

il

merito di

come le iscrizioni geroglifiche , uno scheletro ed una pelle d' ippopotamo, un coccodrillo, ed una raccolta di mineraquei preziosi doni,
,

logia, oltre altri


zi
li

della possanza egiziana, delle

monumenti, avanquaparte
destin

cose

il

Pontefice
egiziano

Laonde ci limiteremo a dire, che il cav. de Rossetti, oltre alcuni donativi, ebbe la croce gioiellata, e il grado di cavaliere dell'Ordine di Cristo, nonch la croce dell' Ordine di commendatore di s. Gregorio Magno; che il capitano comandante Alesgenerosi di cortesia.

al

museo

da
ai

lui

fondato
si

sandro Cialdi
ro rinnovato,

fu fatto

commenda-

in
l'

Vaticano, e parte
universit

musei dellegge

tore dell'Ordine dello sperone d'o-

romana, come

nominato tenente

nel

numero 98
del
il

del Diario di Rocir-

colonnello della

Marina

ponlificia
si

ma

i84j- Anche in questa


santo
p.

(Fedi), al quale articolo

ripor-

costanza
giato

Padre fu corteg-

tano

le

sue benemerenze suU' intro-

dal

del monistero di

abbate Zelli, abbate dal p. s. Paolo ,


dal
cav.
Potetti

abbate Tbeodoli,

duzione de' legni a vapore, pel commercio interno di Roma; e chp Silvestro Guidi fu decorato delU
croce di cavaliere del sopraddetto Or-

architetto direttore, e Luigi


schi segretario della
s.

Mored*arte

commissione di
capi
i

dine di

s.

Gregorio, quindi incari-

Paolo, non che dai

della fabbrica.

Gi

massi di alastali

cato di portare al vice-re di Egitto Mehemet-Al i seguenti donativi


del

bastro orientale sono

ridotti a

sommo

Pontefice, consistenti in
,

forma regolare
d'ordine

di fusti
,

di colonne

superbi mosaici

in medaglie d' o-

Corinto

della

lunghezza

ro, e di argento,

ed in bellissime
calcografia ca'

di palmi architettonici

romani trendescrivere
il

stampe
merale.

incise dalla

tadue, ed anche lustrati. IVon sono


bastevoli le parole

Prima per diremo


dimostrazioni
nificenza.
valieri

delle altre

gradevole
tificare

effetto

prodotto dallo strasostanze che

della

pontificia

mu-

delle

diverse

compongono questo marmo per concrezione, la vaghezza e variet delle

annoverato tra i cadello sperone d'oro Matteo

Fu

sue macchie,
tognino,
si

il

vivissimo colore co-

glia di

il bianco candido che gli contrappone , e la sorprendente trasparenza o lucentezza, che si ammira, per cui rimane solo a desiderarsi, che presto facciano di loro bella mostra nel sacro edifizio del-

Caraman, fu concessa una medaoro ai due aspiranti Castagnola, e Palomba, ai due sottotelini;

nenti del genio Volpato, e Frezza-

ed

il

foriere del

genio
al

stesso

Ravioli

fu

promosso

grado di

sottotenente onorario, col privilegio

l'apostolo delle genti.

Troppo lungo sarebbe


re
i

il

narra-

premi,

le

decorazioni, ed altri

cinque di poter fregiare militare con essa medaglia, ridotta in forma piccola, e furono date medaglie d' argento a
tutti e

l'uniforme

di sovrana soddisfazione e gradimento, largamente concessi dal Pontefice Gregorio XVI ai membri componenti la spedizione, ed a di-

segni

tutta la marineria pontificia


tolo di
gi.

ti-

benemerenza
s.

de' suoi servi-

Inoltre furono concesse decoi*adi

zioni

Gregorio, dello sperone

ii6

EGI
guito in
istile

EGI
egiziano

d'oro, e medaglie di oro, e di ar-

seconda
Pontefice.

gento a tutte quelle distinte persone, che direttamente, o indirettamente giovarono alla commissio-

del volere esternato dal

ne

o
di

che

le

consegnarono
di storia in

ogna-

delle suddette vedute di mosico, eccettuata quella pi grande del centro rappresentante la piazza,
il

Ognuna

getti

antichit, e

colonnato,
il

la

chiesa

di

s.

turale

per rassegnarsi
donativi
di

dono a
si

Pietro, e

palazzo vaticano, ha in

Sua
I

Santit.

per

sua altezza
tavolini

composero

due

con

ta-

vole di mosaico, e piedi di metallo patinato ; del primo lodato autore Giuseppe Dies romano, dei secondi Guglielmo Kopfgarten prussiano, celebrato scultore, e fondito-

arabo idioma , e con lettere di bronzo dorato, l' iscrizione corrispondente all'edifizio ed agli oggetti rappresentati. Nel fregio poi di detta cornice furono collocate tre targhe o placche d' argento dorato, con fiori di papiro corrispondenti

sopra

le

teste

di

detti

leoni
vi

re di metallo.

Il

tavolino pi gran-

nel

mezzo
lupa
,

di

una

delle quali

diametro di palmi sei, e contiene le principali vedute antiche della citt di Roma, unitamente alla maestosa piazza di s. Pietro che occupa il centro della tavola,
il

de ha

la

lattanti

con Romolo e simbolo di Roma

Remo
,

nel-

altra un' aquila

romana imperia-

le,

gitto provincia

che rammenta essere stato l'Edell' impero romanella terza vi fu collocata l'acifra in brillanti di
altri

chiusa tal veduta da un ornato antico.

no

Le

altre

vedute che ad essa fanno

raba
lanti

Mehenieldette tre
la ci-

corona, rappresentano: i. L'anfiteatro Flavio, o Colosseo. 2. Il Campidoglio nello stato in cui trovasi. 3. Il

A^ contornata di
in

grossi bril-

forma

ovale.

Le

targhe, o placche, compresa


fra,

Pantheon.
cilia

4*

H monumento
11

Metella. 5.

Cemonumento od
di

Giano quadrifronte. 6. Il foro romano. 7. Il Foro di Nerva. 8. Il tempio di Pallade. 9. Il tempio di Antonino, e Faustina. 10. 11 tempio di Vesta. 11. L'arco di Tito. 12. Il tempio della Sibilla in Tivoh. Circondano queste dodici vedute un ornato, o meandro greco. L'altra tavola di minor
arco di

sono opera del pontificio giojelFilippo Borgognoni. Il liere cav. secondo tavolino sostenuto da un piede in forma di palma, egualmente di bronzo patinato.
Inoltre
il

Pontefice invi in do-

due astucci con medaglie d'argento, ed altro astuccio con quattordici medaglie d'oro coniate nel suo ponaltezza

no a sua
ventotto

tificato,
fasti

celebranti

principali

dimensione, su fondo di pietra nera, ha un'elegante ghirlanda di

del

medesimo, avente ognuna


ef-

nel rovescio la di lui venerata


figie.
I

con augelletti di varie specie, e forme. Il tavolino grande sostenuto da un piede di bronzo patinato, formato da tre leoni egizii, e in mezzo da una palma che si allarga per riempire il gran vano, decorato nel diametro del mofiori

diversi,

soggetti rappresentati

nelle

medaglie sono: i. 11 Pantheon risguardante i premii del concorso biennale Gregoriano, per 1' incre-

mento
dall'

delle tre arti belle, pittura,

aico

da una cornice,

il

tutto ese-

ed architettura, istituito accademica corporazione dei virtuosi al Pantheon. 2. La pubscultura

EGI
blicazione del
leggi sul

EGI
delle
3.

117
dal
della

nuovo codice sistema monetano.


a

seo Gregoriano-Egizio istituito

La

medesimo Gregorio XVI


il

nel 1839,

beneficenza esercitata
de' poveri sia dalla
sussidii

vantaggio

quale, riputando la

causa

commissione dei

religione

non estranea
fra
i

alla egiziana

che dall'agricoltura. 4- '^ di Antonino, e Faustina reso pi visibile ed isolato. 5. La

archeologia, ordin che, fatta


diziosa scelta

giu-

tempio

monumenti egizi che possedeva Roma, buona copia


di essi

antica basilica di
spettiva al
bile

s. Paolo in propunto del seguito orriincendio, mostrando tuttoci

venisse collocata

nel

Vati-

cano, in apposito nobile locale, u-

che cadde, e tuttoci


nel

che

si

pot

salvare dall' incendio stesso seguito

neudovi quelli da ultimo acquistati sia in pietra, sia in bronzo, sia in terre cotte, comprensivamente a

mese di luglio i82 3. 6. L'ingrandimento di Civitavecchia, e i


miglioramenti, e le fortificazioni del
porto. 7. L'istituzione nel Vatica-

mummie, ed
t

altre celebri

antichisi

egiziane.

Di questo museo

tratta all'articolo

Musei Vaticani

[Vedi).
1

no

del

8. I

museo Gregoriano-Etrusco. trafori del monte Cali Ilo in


fiume Aniene.

824,

il

eh.

Qui noteremo, che nel Di s. Quintino pubbliLezioni archeologialcuni

c in Torino,

Tivoli, pel corso del

che intorno

ad

monumenti
Tori-

9.

Il

jato,

Tevere personificato, e sdraavendo dappresso la lupa che

del regio museo egiziano di

allatt

Romolo

Remo, alludendo

alla fondazione della celebre acca-

no ; e che nell'anno 1827, il Champollion pubblic in Parigi: monumens EMuse de Charles

demia
re

de' scienziati della Tiberina,

gyptiens.

perch istituita in Roma ove scoril famoso fiume Tevere, alle cui sponde furono gettati i due gemelli

Finalmente
delti donativi

il

Pontefice

un

ai

per

Mohammed-Al
calcogfi*a-

varie stampe incise dalla


fia

infanti,

io.

11

nuovo

edificio del-

della reverenda

camera apostocolla ci-

le poste

pontificie in

Roma, decosuddetto mu-

lica,

legate nobilmente, e

rato nel portico colle colonne dell'

fra

dello

stesso

vice-re
:

d' Egitto.

antica Vejo.

II.

Il

Esse consistevano
celebri

I vedute

seo etrusco,

ma
La

di

maggior

dia-

paesaggi incisi da Gmelin, ed altri

metro.

12.

fabbrica nella stra-

da
i3.

di

Ripetta

per abitazione

dei

cittadini,

ed ornamento della

citt.

Isolamento del

monumento

del-

l'acqua Claudia a Porta maggiore,

due esemplari. 2. autori; Vedute generali del museo vaticano dei rinomati artisti Balzer, e Feoli ; due esemplari. 3. La colonna Antonina, con rami in foglio,

ed erezione dei due attigui edifizii. Allude questa medaglia alla distruzione di tutte
si

di Pietro Santi

Bartoli,

illu-

strata

da

Pietro

Bellori,

Roma
Dome-

le

fabbriche de' bas-

1704,
nico

dalla calcografia di

tempi addossate all'acquedotto dell' imperatore Claudio, cui bellissimi due archi furono destinati a
i

due porte
cana
e detta

della

citt

delta

Labi-

de Rossi; tre esemplari. 4* La colonna Trajana con rami in foglio, e con l' esposizione di Alfonso Ciacconio, non che colle altre illustrazioni di Pietro Bellori, e

perch conduceva a
Preneslina

Labico,

perch condu-

dell'avv.

Carlo

Fea,

Roma
;

per

ceva all'antica Preneste. i4-

H mu-

Gio.

Giacomo

de' Rossi

tre

esem-

ii8
plari,

EGt
incisa

EGI
da
pel

opera egualmeule Pietro Santi Bartoli.


Tutti
i

orbe hominum, qui

magno nu-

suddescritti

donativi

vice-re di Egitto vennero dal Pontefice consegnati per la presenta-

mero templum illud invisent ad remotam quoque posteritatem magnificentiae Tuae famam propagaturi
'*.

zione al cav. Silvestro

Guidi,

con

una

lettera

per sua altezza del sein


tre

guente

tenore,

esemplari,
in

cio neir idioma latino,

arabo,

Ejusmodi muneris pretium idcirco ex parte praedicavimus, ut cum Celsitudo tua piane cognoverit nos inde vehementer
affectos esse, illud

e in turco scritta in lettere d' oro.

una

intelligat

Celsissime Princeps.
Impensas Celsitudini

temperare quidem nobismetipsis non potuisse, quin gratiam ipsa re aliquam Celsitudini tuae regraferre

Tuae

conaremur. Ut igitur grafieri

tias acturi ancipites

quidem hae-

tae voluntatis nostrae luculentum,

remus magis ne gratos nos proy fiteamur propterea quod ope, ac


>i
i)

quoad per nos


te extet

potest,

apud

patrocinio
Nostris

Tuo

navibus onerari is

nuper ad Nilum flumen aditus patuerit, an ob magnifi


e pretioso alabastri te lapidi de donum, quo nos prosequen dos putasti. Utrumque profecto

testimonium, equiti Silvestro Guidi subdito nostro mandavimuSjUt isthuc speciminaquae-

dam

afferat

operuni

quae noregionibus

cum

strates artifices

elaborare solent,
bis

quibus nihjl
aestimabilius

ex

ofFerre

ita

Nostrum devinxit animum,


sensibus

Ea

spectanti

possumus. occurrunt oculis

>

ut ejusdem
plicandis
ratio
'*.

aeque

nulla

nobis

exsuppetat

expressa
veteris

monumenta praecipua

Romae, medium autem amplissimum ac magnificentissi-

Et sane dici nequit, quanta fuerit omnium admiralio quotquot


moles adeo sumptuosas inspexe runt tanta illae eminent ma> gnitudinCj adeo limpida pelluM cent clarilate, adeo ipsius origi nis nobilitate praecellunt, quan doquidem ex eadem lapicidina M excisae sunt, unde admiranda ex* titit tot nobilium monumentorum M materia, quibus JEgyptus jure superbiit ".
:

mum Romae

recentis, item dia-

grammata immani mole columnarum duorum romanorum imperatorum honori et memoriae erectarum, quae nunc duabus
ex amplioribus plateis Urbis pulcherrimo sunt ornamento. Denique ex bis aurea et argentea sunt numismata varias res quae in Pontificatu Nostro gestae sunt
referentia ".
*

Cumulus

addetur
si

maximus

Praeclarissima

ea

mar mora

laetitiae

nostrae

audire nobis

M ornatui destinata religiosi aedifiM cii nobilissimi, quod flammarum


*
*'

contingat

quascumque hasce voaccidisse.

luntatis nostrae significationes libi

impetu

eversum

nunc

Romae

non ingralas

Mini-

resurgit, in ilio vel

maxime con-

me autem dubium
pretii aliquid
sit

videtur quin

spicua enitebunt,
*

oculos ad se admiralionemque allicient advenienlium ex universo lerrarum

iisdem

muneribus
ejus
ipsius

accessurum

ex

persona, cui ea Celsitudinis tuae

EGf
majeslati exhibenda comniisimus.

EG
qnem omnia

119

Idem

is

ille

est

per

nuper inter nos quique fides ut tractata negotia fuit a pud te interpres judicii nostri de insignibus animi ingeniique Tui dotibus, ita a magnanimitate Tua multo plus est conperacta

sunt

Guidi una elegante e ricca scatola d' oro, ornata di brillanti, ed altre preziose gemme ; ed in segno di verace compiacenza pe' ricevuti doche due tavolini di ni, stabil musaico ornerebbero le sale dei
palazzi di Rassettin in

Alessandria,
tutte le

e che

due medaglieri, e
verrebbero

seculus,

quam

vel ipse petere

au-

stampe

depositate

nel

sus esset, vel nos ipsi sperare ju-

palazzo della Cittadella del

Cairo.

re possemus.

Non possumus autem buie noslrae epistolae finem imponeie,quin ea qua major nulla
est

Quindi consegn
pel

al cavaliere

Guidi
lettera
istile

sommo

Pontefice una
sparso
di

scritta in

lingua araba, e con

animi contentione Catholicos iu islis regionibus comraorantes Celsitudini Tuae impensissime commendemus, ut eos pergas generoso favore tuo sustentare. Certam itaque animo spera habentes, ut quod potissimum nobis in
votis est

elevato,

poetico,

alcune

rime, nobile e gentile, che tradotta

nell'idioma

italiano,
la

qui

riportia-

giorno quinto della luna del mese Zillhagdel


gi
,

mo, portante
cio

data

26 dicembre. La

lettera

pio tua

benignitate asiraus,

bunde

consequuturi
quoties
et

nos

porta questa soprascritta ; > Col favore dell'Altissimo sia onorata questa lettera di giungere alla
>

paratissimos
praeslare

profitemur

omnia
vo-

sublime eminenza del successore

quibusque

rebus possi mus consentanea


optare,
occasio,

del principe degli apostoli, luogo" tenente della successione dei Ce> >*

luntati tuae, nihilque nos magis

sari

Romani,
la

il

sommo
".

Pontefice

quam

ut

aliqua

existat

glorioso, augusto, magnifico,

Papa

qua nobis detur quam propenso in Te gratoque animo


simus re factisque
re ".
*)

di
>*

Roma

grande

Iddio conservi la sua eminen-

ipsis

confrmaPalatio A-

za.

Amen".

Datum Romae ex
Vaticano

postolico

die

no-

vembris 1841, Pontificatus


stri

No-

anno undecimo".
J

GREGORIVS TP. XYI.


felicemente

Seguiva questa cifra numerica (864^) con altre lettere arabe, cio (badulih), espressione usata per significare un buon augurio, secondo il costume degli arabi. Qui comincia la lettera. All'eminenza del successore del
principe degli
>

Il

cav. Guidi giunse

apostoli,

luogote-

in Egitto coi donativi,

ed in Cairo
in

ebbe l'onore
alla

di

presentarli
al

un

nente della successione de'Cesari Romani, il sommo Pontefice glo fi

riportata

lettera,
il

vice-re

rioso, augusto, magnifico,

Papa
zeflfiro

Moliatnmed-Ari,
prafatto del

quale rimase so-

tenore di essa, e delia magnificenza e bellezza de'donativi, che altamente lod, come vivamente aggrad,
li

grande Le placide aure


di
la

Roma

".

del

trasportino dall'oriente all'occi' dente il nostro ringraziamento,


che

vice-re

don

al cav.

vorremmo esprimere

colle

2
*

EOI

EGI
nete d'argento, e d'oro, a

pi splendide parole, che abbia no mai potuto usare con verit M gl'ingegni sottili, e colle pi raa>*
>

mePer-

raviglia coniate nella zecca della

vostra altissima

eminenza.
accettato

gnifiche frasi che uscirono

dalle

tanto

abbiamo

questi

penne dei sublimi scrittori, ac conipagnato dai cantici di giu per indicare bilanti colombe , r accrescimento della" nostra ami sta ". Ma se non ci e possibile Te sprftiere con adequati concetti il
>

doni con soddisfazione tale, che ninno pu immaginare, e sommamente ce ne siamo compiaciuti ;
giacche in questo tempo non possono paragonarsi con altri simili
per la loro bellezza, e leggiadria.

ci

sono
solo

veramente
per
l'

carissimi

nostro indicibile,

inenarrabile

non

>
*

ringraziamento, ci stesso dimoslra l'immensit della nostra gra-

pregio,

ma

loro pi ancora perch ci

intrinseco

vengono dal vostro gloriosissimo


destro. Questi certamente sono doni, che attirano a se gli sguardi e gli affetti^ e sanno innamorare i cuori per modo, che
lato

>*

titudine, e del nostro sincero


affetto
'*.

e
al-

M costante
>

Vogliamo poi

significare

M r augusto, e sublime dignitario, che dopo l'arrivo del magnifico * ed onorifico scritto, giunse a noi l'onorevole, l'esemplare, il * decorato con insigne decorazioM ne, eh' stato il mediatore di w tanta amicizia, il vostro discepo

vien

meno

la

lingua
i

in

encoloro

miarli, e descriverne

pregi sia
del

di

ciascuna parte,

sia
".

mirabile complesso
>

Laonde per non allungare

di

troppo, la penna

insufficiente
i

lo

cavalier

Silvestro
".

scevro

di

ad esprimere
ringraziamenti
di

dovuti elogi ed
alla

ogni macchia

In verit ci rallegrammo alM l'arrivo della vostra lettera, ed esultammo di gaudio, e di dol* cissima (Contentezza ; indi ne comM prendemmo i sublimi concetti ** grati all' orecchio, e che ricreano w r animo coli' eleganza de' suoi ritmi ". Parimenti ci giunse tuttoci che vi siete degnato di mandarspedi> ci, e con larga mano ci ste dal mare rigurgitante della M benefica Pontificia beneficenza. w Tah sono gl'insigni regali pre gevoli, e i doni illustri, e ma gnific, alcuni de'quah sono la> voro di peritissimo maestro ; al>

chi ce li ha non dobbiamo far

munificenza inviati. Perci


altro,

che at-

tenerci alle regole di

una buona
ogn* altra
ci

educazione

evitando
poi a

prolissit di parole ".

Per riguardo

che

avete benignamente espresso, in-

torno alta

raccomandazione pi
proteggere
le

volte inculcata di

nazioni cattoliche che vivono sotto

l'ombra del nostro domnio


eminenza, e
si

custodito da Dio, sia


vostra
la vostra beatitudine,

noto alla persuada


sia-

che noi

mo

per indole

inclinati

ad un

perfetto
specie de'
la

amore verso tutte le figli di Adamo, sicch


e tutela
si

tri

riguardano

la pittura dei
i

mo-

nostra protezione
tutti,

>

numenti celeberrimi, e
edificii ".
>

disegni

estende a

e sempre, e coso-

w di magnifici

questi

si

aggiungono

le

mo-

stantemente ". Ora essendo di ritorno

il

EGI
vraindicato cavaliere, ci affret tiamo a scrivere questo foglio in quanto abbiamo conferma di j> detto per soddisfare al nostro dovere ". >y Finalmente speriamo, ed at tendiamo con ansiet, e pregbia mo caldamente di non venire ab bandonati dal mare rigurgitante della vostra magnanimit, e di

EGI

i2f

desimo in tulio e per lutto al cav. Guidi. I medesimi al presente s'istruiscono nel disegno, nell'architettura, nella prospettiva, non che nel-

matematiche dal bravo Carlo romano, studiando contemporaneamente la lingua itahana.


le

Piccoli

Appena

giovani giunsero in

Ro-

ma

nel

giugno del
e

1842, furono

presentati,

non

essere

dimenticati

dall' illu-

dal Pontefice,

benignamente accolti al quale da ultimo


loro saggi
degli
stu-

> minata vostra mente nel darci w cordiali incombenze, ed attestati

umiliarono
di,

rinnovino in appresso la bont, e degna zione, che avete avuto di ma nifestarci quanto v' occorre. Cerf> tamente noi siamo pronti di ap pagare con esattezza le vostre brame ". E il ringraziamento coroni
>

della vostra atfezione Dio voglia, cbe si

".

che poi inviarono in Egitto al loro munifico principe, e benefattore.

tire
fici

Mentre scriviamo sono per parper l'Egitto altri due magnidoni, che
il Pontefice invia al laonde pel complesso delle

vice-re,

circostanze,

ci

lusinghiamo non

riu-

scir discara la loro descrizione.

l'opera".

Descrizione

artistica

di

due

vasi

M Mehemet-Ali Pieno di ammirazione, e di amore per le belle arti sua altezza


serenissima deliber di

scolpiti

suW alabastro
qualit
il

orientale

deW istessa
Sua
gorio

donata

da

Altezza

vice-re di Egitto

alla Santit di N. S.

Papa Gre-

mandare

in

Koma

due giovani suoi sudditi, acciocch, dopo avere essi appreso in


quella splendida sede delle scienze

parte delle decorazioni nella risorgente basilica

XVI

a formar

Ostiense^

che la

Santit
inviati

e delle
ste,

arti,

il

buon gusto

di

que-

Sua ordinava venissero al magnanimo donatore


gio del lavoro

col pre-

e di esservisi ben perfezionati,

di

scarpello ro-

possano nel loro ritorno in Egitto,


utilmente adoperarsi in servigio del

mano.

medesimo
zione
dei

principe, ed

alla

istru-

Vaso

di

maggior grandezza concapitolino riporta-

giovani

principalmente

figurato suir insieme di quello che


esiste nel

addetti alla scuola di arti nel Cairo,

museo

chiamata Madrasa-ai- amalijat. I delti due giovani sono arabi, e si chia,

to nell'opera di Piranesi al voi.


tav.

12

mano

l'altro

uno A hkmed - Moahmmed ; Assan-Moahmmed, il primo


il

47Si prescelta questa forma perch delle pi gradevoli, e di maggior pregio nello
stile
,

di anni diecinove,
diciassette,

secondo di anni
nativi del Cai-

eliminando

ambedue
sono

per tutte

le decorazioni in figura,

ro, e gi appartenenti a detta scuola.

e quasi tutti gli ornamenti perch,


oltre la difficolt nell'esecuzione per
la

Questi

giovani

mantenuti in

Koma

dal vice-re, ed affidati dal

me-

durezza incostante dell'alabastro.

lai
ed
in

E G
ispecie

EGI
le

per

congelaziont
le
le

Si presenta sopra

un rocchio

ra-

vetriole che contiene;


pentite
gii

venature
figure,

attraversando

rissimo di porfido, e quei che pi pregevole, avanzo di una colonna


della vecchia basilica ostiense.
sto rocchio

ornamenti, avrebbero

fatto ridis-

Que-

sultare

un assieme confuso e
il

gradevole.
Jl

vaso ha

suo piede

circola-

palmi quattro 8/60 del diametro di palmi due 20/60, e pianta sopra una base at
alto

re

sagomato con un zoccolo, un listello da cui sorge una scozia legata da un cordoncino ove pi.
il

tica di

marmo

qualit alta

statuario di prima palmo uno i5/6o.


di

L' esecuzione
dello

questo

vaso
Pietro

stringe

collo

della

medesima

scarpellino

Giovanni

sporge poi un mezz' ovolo con sopra un listello, e quindi una gola
dritta supina,

Farzetti.

ed un cordone com-

Secondo vaso

sulle

forme

nelVinsie-

piono

il

piede stesso.
resto del

diviso que-

me
tato

di quello in

marmo

nella gal-

sto dal

vaso, per
di

poter-

leria del

lo girare colf
bilico, e
la

uopo

un perno a

palazzo Farnese^ ripor^ parimenti dal Piranesi nel-

godere delia eccellenza deimateria nel pieno suo pulimento, e del diafano che contiene. Posa sul piede il corpo di una cailotta rovesciata, e guarnita di baccelli,

la sua opera al voi. 12 tav. 2 3.

e da questa colla base di

un
e

listello,

una gola
del

dritta

supina,

gran parte si assomiLe sagome, che distinguono il pieduccio, sono un plinto, o zoccolo, un toro, ed un listello, da cui sorge una scozia lein
glia al

Questo

primo.

da

altro listello

prende

origine la

gata circa

due

terzi,
il

ossia

campana

vaso aprendosi dolce-

ristringe vieppi

collo della

dove me-

mente sino al ciglio formato da un mezz' ovolo con intaglio che serve di labbro, un cordone sopra questo,

desima, da un cordone;

siegue

un

mezz' ovolo, ed un altro cordone a

terminare questo

piede.

diviso

un piccolo pianetto, ed un guscio compiono il vaso, e queste tre sagome sono ripetute anche nell'interno dei medesimo ove comincia il vuoto. Si osservano due manichi
con
intreccio
si

come
stesse

l'altro

dal rimanente

baccellati

sul

corpo
poi,

della callotta, che

staccano

Comincia il con una figura parimenti di callotta rovesciata adorna come l'altra di baccellature. La sormonta un listello, e da questo s'innalza la campana cominciando da un
ragioni.

per le corpo

del vaso

e rimangono

ove comincia la campana, venendo a rendere come due maniglie. Tutta la massa
isolati

guscio, e quindi curvandosi

dolce-

dell'alabastro viene a piantare

so-

estremo in cui un ovolo con un cordone superiore, che compie ii vaso vuoto

mente

fino

al

labbro

pra un controzoccolo circolare di verde antico allo 18/60 di palmo


architettonico romano. L'altezza totale

nell'interno a somiglianza
tro.

dell'al-

Quattro serpenti intrecciati due per parte con le code sul corpo
teste

del vaso, compreso lo zoccolo,

della callotta, e colle


il

presso

di palmi quattro i8;6o; avendo di larghezza palmi tre 1/60 nel


diameti'o maggiore.

labbro

superiore, servono
di

come

di

manichi e

decorazione all'in-

sieme.

EGI
Compreso
il

EGI
il

\iZ
dal

plinto

vaso tiene

nel

1774

J**

Londra

Paw, Rt"
il

l'altezza di palmi tre 4^/60 posando sopra un controplinto di cipollino mandolato allo 5/24Il

cherches sur tEgypliennes. V.

De-

rocchio che

lo sostiene

di

Voyage dans la Basse et la Haute Egyple pendant les campagnes du general Bonaparle, Paris
non,

porfido della stessa qualit dell'altro


za,

come

della pregiata provenien-

i8oa; e la Description de l'Egyple^ OH recueil des ohservations et des


recJierches qui ont et failes en

per dell'altezza di palmi quatdi pal-

Egy-

tro 2 5/6o, e del diametro

mi uno i3/24. La base attica


55/6o, pure di

sottoposta

alta
sta-

marmo

bianco

tuario di prima qualit.

pendant l'expdition de Varme francaisj Paris 1809- 18 19. Inoltre ad esplorare il suolo egizio, fecondo di preclari monumenti, hanno adoperato con somma lode due itapie
liani valentissimi
;

Tommaso

Della

Moda

stato

Giambattista BelSi deil

r esecutore dello

stesso

vaso.

zoni, e Giambattista Brocchi.

ve inoltre altamente
Jltre notizie sull'Egitto, e sugli
egiziani.

lodare

re-

gnante granduca di Toscana Leopoldo II, che per la maggior illustrazione dell'Egitto
si

fece

798, di cui tenemmo superiormente parola, venne accompagnata in Ei

La

spedizione francese del

della Francia, ed associ alla

emulo nuocol

va commissione
pallion giuniore,

scientifica

di

spedita, sotto la direzione

diChamitalia-

gitto
ziati,

da una commissione
che
ritornarono
in

di scien-

un comitato
se

Europa

no, e gi dal chiaro dottor Ippolito cav. Rossellini

ricchi

d'importanti scoperte, e ravivi

ne sono

otte-

vivarono

la

quasi perduta

me-

nuti importanti risultamenti, come


si

moria

della celebre scuola

alessan-

una successiva nobile gara d' istruzione. Quindi i nomi chiarissimi di Monge, di Bartholet, di Conte brillarono nell'accademia del Cairo, e se troppo breve non fosse stato il periodo dei
drina, eccitando

pu vedere nell'opera celebrata, che dal medesimo Rossellini si va pubblicando in Pisa sino dal i832 con disegni in foglio stragrande, ed intitolata: / monumenti deWEgittOj e della Nuhia. Ma da ultimo il cav.
Rosellini fu tolto dalla

morte

alla

loro lavori, incalcolabile ne sarebbe


stato
il

repubblica letteraria.
nell'alto Egitto,

Il

suo viaggio

vantaggio, anche pel caratdell' attuale

e le sue grandiose

tere sociale

vice-re, e

illustrazioni sulla storia di que' luo-

pel trasporto che

dimostra

di fa-

ghi da lui
to

vorire r istruzione, e di proteggere


i

cultori

delle scienze, e

delle arti

liberali,

siccome

conoscitore

della
gli

molta attitudine,
egiziani

che mostrano

in apprenderle.

Di

gi a

visitati, gli hanno meritauna giusta celebi ita. Va pure con encomi rammentata l'opera, che nel 1833 incominci a pubblicare in Padova con magnifica edizione ricca di rami, il eh. ab. Ludovico

Parigi, e nel
ta

1790

erasi pubblica-

Menin, professore
tutte le

in quella

celebre

r opera tradotta dall'idioma in-

universit, intitolata: Il costume di

glese,

Foyage mix
et

sources

du Nil

nazioni, e di

tutti

tempi

en Nuhic

en Ahyssinie, par M. James Bruce, e precedentemente

dal

medesimo dottamente
illustralo,

descritto,

ed

ove nella paite anti-

124
ca a pag.
1

EGI
20 e
seg.

EGI
tratta del co-

stume

degli

egizi

con
dell'

moltiplice

erudizione, e

pari

critica.

Non

si

deve neppure tacere

opera im-

portante, la quale nell'anno

i836,
Firen-

incominci a pubblicare in
ze,
il

chiarissimo professore
il

Dometitolo:

nico Valeriani, che porta

i835j Sethos, Histories tire des monumenta; anecdotes de V ancienne Egypte, Amstelodarai 1732, e il De-Chaolnes, Memoire sur la veritable entre du monument Egyptien, Rome 1783. Anche il Dubois succitato, nel 18 18, pubblic in Parigi, Catalogne d'antiquits Egyptiennes, grecques e te.
tino
l/

JSiiova illustrazione istorico- monu-

Ed

il

faen-

mentale del bassOy ed alto Egillp con atlante^ e coi disegni di vai^
artisti^

Francesco Salvolini
giovanile
ci

discepo-

di
in

ChampoUion, non ha guaet

e scienziati,

come

di

quelli

ri

passato

tra

eseguiti sui luoghi dal diligente di-

pi,

ha dato

parecchi

scritti

gato. In Parigi

Girolamo Sei83o da RiTableau de fauld fu pubblicato r Egypte, et de la Nubie. Fra gli


segnatore bellunese
nel
:

pubblicati colle stampe, ad illustra-

zione delle antichit egiziane.


l'Egitto

Quasi tutte la antiche erano cinte da


si

citt

del-

immensi
sepolture,

antichi

monumenti

sparsi in

gran

sotterranei destinati alle

numero

in tutto l'Egitto, di molti

e nei quali

de' quali gi feci menzione, quelli che pi sorprendono sono le famose pi amidi , destinate alla sepoltura
I

trovarono quei cadaTeri imbalsamati, che noi conosciasotto


il

mo

nome

di

mummie.

Neil' alto Egitto, monticelli di rot-

dei re, e delle quali


te rispettare la

il

tempo dovetstruttura.
di

colossale

Le

rovine
si

pi

degne

osserva-

zione

trovano a Tebe, che tuttora

sorprendente, a Menfi, a Dendera,

tami polverosi ed informi pi alti che nel basso Egitto, indicano il luogo occupato da antiche gran citt. Vetuste grotte, catacombe senza numero, sono escavate da ogni
parte nella roccia, e
degli egiziani,
le

ad Esn, ad Edfu, a Seyne, ad

loro aper-

Anlinoe, nell'isola di File, o Filae

ture spesso decorate dallo scalpello

La cos detta colonna di Pompeo, e gli obelischi appellati di Cleopatra sono i soli monumenti
C.

me gran
le
si

dell'antico splendore scampati

allo

sembrano da lungi comacchie nere nei declivi delprolungate montagne. Le piramidi notevoli pel loro volume, e forregolare; quelle

sterminio;

ma

essi

stanno fra sab-

ma

immense

petrie-

bie ardenti, ombreggiate da palmieri,

re, quegli antichi argini, quelle strade

e fra sassi d' informi ruine.

Da

lunghesso l'acqua, quegh avanzi di


antiche costruzioni idrauliche,
stigia
le

per tutto

per

si

trovano

avanzi
la cui

ve-

di templi, e di altri edilzi,

moltiplicate

di

monumenti
obelischi
co-

architettura uniforme, e le dimensioni colossali

in

granito, colonne,

delle statue,

che

li

adornano, caratterizzano l'epoca che


li

produsse.

Le mura
di

di

questi

ancora di sculture preziose, sfingi, statue colossali, rovine considerabili , edifizi della pi remoperti ta antichit,

templi sono fornite

scolture di

ancora interi e di una

un

bel lavoro, e molte vedonsi co-

vasta estensione, risvegliano peren-

perte di geroglifici,

non

deciferati

nemente
sulla

ancora. Si possono consultare,


vioulat, Lettere suWEgitlo,

Po-

la curiosit, e diffondono contrada un interesse ognor

Milano

crescente.

In

Roma

ancora

si

am-

EGI
mirano
ivi

EGI
(Vedi),
clie

125

gli

Obelischi

dagl'imperatori
trasportati
la

romani furoEgitto
,

eie,

no

dall'

cele-

bri per
glifici
rii:

loro mole, e pei gero-

che contengono

F. Rirche-

Obelisci Aegyptiaci interpretahe rogfyphica,

prende tutte tre le sopraddette speed i gruppi fonetici occupano per l'ordinario due delle tre parti. In essi venivano quasi sempre omesse le vocali intermedie a somiglianza deirodierno metodo stech'
quell'arte di scri-

tio
il

medesimo,

nel

B.omae 1666. Ivi i636 aveva


sive

nografico,

vere prestamente col mezzo di ab-

pubblicato;
aegyptiacus.

Prodromus coplus

breviature di
ci

cifre. I geroglifici
i

era-

no impiegati a ricoprire
edifizi, le

pubbli-

I geroglifici dicesi che abbiano avuto origine sotto A loti, figlio di Menete o Mezraim, il pi antico re egiziano che si conosca. Questi caratteri geroglifici vuoisi che dagli

piramidi,

gli

obelischi,
differisce

La

scrittura jeratica
geroglifica

non

dalla

nell'impiego

dei

tre caratteri,

ma
e

solo ne' segni, che

notevolmente,
studio sono

con

particolare

egizi

non

fossero impiegati sim-

abbreviati.
le solenni

Servivano
gli

bolicamente se non dopo moltissirao tempo. Era riserbato al cele-

a tracciare

cerimonie,
al

inni sagri, e gli


tributati.

encomi

sovrano
segni
s'im-

bre Charapollion juniore,


di

il

vanto

svelare

misteri
gli

di tal sistema
antichi Egizi

Nella
figurativi

scrittura

demotica
e

grafico,

con cui
il

sono

esclusi,
i

vi

espressero

loro linguaggio e sul

quale

aveano inutilmente
i

o con
che tre

piegano quasi sempre qualche simbolo dei


ci
stici
ti

fonetici,
pii
i

con

sempli-

poco successo sudalo


gcneri
di

pi profondi
lui,

tratlo dalla jeratica per


affari,

dome-

archeologi. Ci noto per


scrittura

e per

gli atti
si

e contrat-

s'impiegarono

civili.

Molti dotti
fra

dedicarono

nell'Egitto, cio la scrittura gerO'


gli fica,

all'interpretazione

de' geroglifici,

cerdotale;
lare.

o sagra; la ieratica^ osae la demotica, o pop-

per cui
loro

le

tante

opere che di
le

abbiamo nomineremo
Caussini, Synibolica
sapientia, Parisiis

se-

Tre specie di segni simultaneamente adoperavansi nella scrittura


geroglifica; v'erano
caratteri

guenti:

aegy-

ptiorum
Pierii

1641

Valeriani,

Heroglyphra,

figurativi,

che rappresentavano un

oggetto per mezzo della sua figura ; vi erano caratteri simbolici, che

Francofurti 1678; Hora polli ni s ///>roglyphica gr. lat. cum integri^


observationibus, et nots diversorum

esprimevano un'idea coli' immagine di un oggetto fisico, il quale vi


avesse un'analogia evidente, o con-

de Paw. Traj. ad Rhen. 1727; Heooge, Hicroglyphica, kmstelodami l'j^^; De l^ elude desHiccurante
roglyphiques, Paris 1812;
lion,

venzionale;

v'erano finalmente ca-

Champolrelatif

che presentando un oggetto fisico, ne ricordavano il nome coriispondente nell'articolazioratteri fonetici,

Lettre

M. Dacier

Valphabet des
netques Paris
cis

hieroglyphes Pho-

1822; non che Pr-

ne, e nella

voce

al

sentato, e perci

segno rapprerispondevano ad
oggetti
fisici

da sysime hieroglyphique des anciens Egyptiens, Parma 1828. Da


Jannelli

un
i

alfabeto^
di

avente
lettere

abbiamo
Rossetlanae

tre

opere:

Ta;

rn luogo
suoni.

per esprimere

bulae

hieroglyphicae

Ogni

testo geroglifico

com-

Neapoli i83o; Hieroglyphicae Ae-

faG
gypt
,

E G
Neapoli
veteriim
il

EGI
e

i83o;

FundaCitere-

tichi

egiziani consisteva nel

politela

menta

hevnieneutica

heroglaphine

ismo
rie

o sistema che ammette


mistiche
superstizioni.

cripticae

gentium.

pluralit degli dei, congiunto a va-

jno inoltre
linis

nominalo Hierapol-

Tutta-

Niloi hieroglfphica cimi Lee-

volta vi sono validi argomenti per

maiis^

Amstelodami i835. Fra le opere pi recenti, che illustrarono e spiegarono geroglifici egiziani, noi

giudicare, che l'unit dell'Ente su-

premo, regolatore dell'universo, fosse professata da quei savi, e che il


culto prestato
alle divinit

mineremo pure quella stampata nel 839 a Lipsia da J. A. De-Goulianof,


1

seconsi ri-

darie fosse allegorico. Quindi

Archeologie Egyptieiine, ou recherches sur texpression des signcs liieroglyphiques, et sur Ics lemens de
la langue sacre des egypliens.

conosce

il

sole

in Osiri,

la

lu-

na

in

Iside

sua sorella,
gii

lumeggiati

erano

usi,

o sposa; ed i la-

vori agrari ne' famosi misteri isiaci

La
pel

lingua egiziana antica, usata

e nel culto renduto al

bue Api, ad

corso di

dieci nove

secoli

in-

nanzi l'eia volgare, del tutto morta.

La

lingua

egiziana

posteriore
si

o copta venne dipoi


beto, al quale
si

sostituita, e

scrisse colle lettere del

greco alfadesunti
dal
i

aggiunsero taluni

segni

di

articolazione

Anubi, ed a Giove Ammone. Dal Casali abbiamo. De veteribus Jcgypliorum ritibuSj Romae i644; ^^^ Jablonski , Pantheon Jegyptiorum sive de diis eorum. Francofurti lySo; e dallo Schmidt, De sa^erdotibus et sacrificiis Egyptioruni ,

carattere demotico. Si crede che

persiani conquistatori operassero questo

mutamento.
i

Nell'alto Egitto

si

Tubingae 1768. Che sagri poi fossero a Giove Ammone i porri, e le cipolle, ci non vuol dire che
tali

distinguono

dialetti menfitico,

te-

piante
si

nemmeno
Lo

dal basso volil

baico, ed etiopico.

adopera pure il linguaggio mauro-arabo dai mussulmani, e generalmente il franSi

go

adorassero,

come sogn
de'buoi,

sa-

tirico

Giovenale.

stesso dicasi dei

sagri coccodrilli,

de' cani,

cese tra' franchi,

essendosi recente-

che

sacerdoti di Egitto

nutrivail

mente, come
sto idioma, e
stituite
le

si

accenn, di quequello italiano,


i-

no. Spinsero
ridicolo, e
la

per

gli

egiziani

di

licenza,

fino

a pre-

due pubbliche scuole d'utiinsegnamento. Da ultimo ha pubblicato l'encomiato Ippolito Rosselli ni:

cae

ex sumptibus Francisci Archini. Non deve tacersi che monsignor Angelo Mai, ora degnissimo Cardinale, nel
1825, pubblic in Roma, Catalogo de^ papiri egiziani della biblioteca Vaticana^ e notizie pi estese di

Elementa lnguae Egyptacopticae^ Romae 1837 typographia Coilegii Urbani ,


vulgo

un ossequio agli organi della propagazione, raffigurati sotto i nomi di Phallus, e di Priapus. Dice Eliano, che il sommo sacerdote presslare

so gli

Egizi

era

pure

il

supremo

giudice, e che dal collo portava ap-

pesa un'immagine impressa nel zaffiro, che chiamavasi Inerita.


Oltre la
tradizione costante del
diluvio, molti fatti remoti della storia egizia a quelli storia ebraica, e
libri
si

collegano della

fanno acquistare ai

un

d essi con breve previo discorso e susseguenti riflessioni.

santi ulteriore

prova

di

cre-

dibilit.

Della sterminata antichit,


Egiziani andavano fastosi

La

religione finalmente degli an-

onde

gli

E G
risalendo r.d era ignorata, ed atileriore alla creazione del

EGf
Marco, mandato da
s.

T!>.7

Pietro prin-

mondo

nar-

cipe degli apostoli in questa regione,

rata da Mos,
rito

hanno

dotti chia-

ebbe fondala
dria

la

chiesa di Alessan-

l'incongruenza, e ridotte al ve-

[Vedi) nell'anno
il

49

dell'era

ro valore le genealogie, sulle quali era fondato l'assurdo, onde ne risulla

cristiana, e predicato

vangelo non
dell'Egitto,

solamente nel restante

una perfetta concordanza


colla

della

ma
a
la

eziandio nella Libia, nella

Nu-

egizia

nostra
gli

cronologia,

su
il

mldia, e nella
tal

Mauritiana, avendo^

di che tra

altri

pu
i

vedersi
I

uopo
di

spedito

a proclamare

Bergier

all'

articolo Egitto.

per-

fede

Ges

Cristo in quelle

siani sotto

Cambise, ed

ni sotto Alessandro, distrussero

Macedouna
che sotanche
i

parti, alcuni
li.

gran parte degli


to vari
la

idoli egizi,

anche de'suoi discepoRapida ne fu la propagazione. santi padri furono persuasi che


progressi
della

nomi
regn
il

arricchirono

tali

ubertosi, e straordi-

greca mitologia,
grossolano.
la

ma

sotto

Toassai

nari

diffu.sione

del

vangelo
bevi

lomei

paganesimo

in Egitto,

fossero
il

effetto delle

men
che

Sembra come

poi certo

nedizioni, che

Salvatore
fu

aveva
beala

primitiva, e pi antica redell'Egitto,


sia stato
si
il

sparso
to nella

quando
sua

col trasporta-

ligione

si

ac-

infanzia dulia

cennato,

culto del vero


passi
il

Vergine Maria, e
Diversi autori
sto punto,

da

s.

Giuseppe.

Dio,
della

come
sagra

ha da molti

hanno

scritto su

que-

Scrittura, essendone

pi antico quello della dimora, che in questa regione fece Abramo: quindi gli Egiziani divennero politeisti.

come 1' rarium B. Mariae


do

Agricola, Itine-

Firginis quanet

cum puero

Jesu,

Josepio

fugit in Aegyptunij Ingolstadii i56o;

Circa poi

il

vangelo

degli

egiziani, questo
geli

uno

degli evangli

Za morra. La fuga di Maria iti Egitto j Venezia 1 6 1 3 ; Strauchius,

apocrifi

che correvano tra

De

aegyptiaco Servatoris nostri e-

eretici

secondo secolo della Chiesa. San Epifanio ci dice, che di esso si sono serviti gli eretici
del

xilio,
slius.

\itemb.

1669; Habichorva-

De fdio Dei ex Aegypto

cato , Rostochii,

valentiniani, ed
tre

sabelliani.
,

Inol-

pensarono alcuni evangelo fosse stato


di

che

questo

1698; ed il Sarnelli, Del mistero della fuga di s. Giuseppe con Ges e Maria all' Egitto,

quello

di

s.

scritto prima Luca; per non

nel

t.

VII delle
santi padri

Lett.

eccL
solo

pag.
I

100.

v'ha di ci alcuna prova.


Notzie compendiate riguardanti la
storia
ecclesiastica
dell' Egitto

medesimi
il

non

citano r analoga

profezia

d' Isaia,

che

alla sua presenza

del suo patriarcato, e de^copti,

no
tano
di

Signore entrer in Egitto, ed si conturberansimulacri egiziani, ma no-

cofti.

il

gran

numero

di

martiri,

vergini, di solitari,

che resero
i

L'Egitto si convert al cristianesimo al tempo degli apostoli, ed alcuni dicono per opera dell' apostolo s. Simone. Avvi per tradizione costante che l'evangelista s.

celebre la chiesa di Egitto, e


serti,

de-

come
I,

dicesi in parecchi articoli

di questo Dizionario. Il Rinaldi, al-

l'anno

num. 475

osserva tra

le al-

tre cose,

che non solo fu illustrato

128
l'Egitto con
la

EGI
presenza dell'incarfu
nobilitata
.

EGI
la

nato Verbo,
solitudine per

ma

suddetta provincia d'Egitto, compopsta di due provincie, aveva le seguenti

dove pass

Riceven-

sedi per sufFraganee.

La prima

pro-

do

essa in certo

modo

il

seme

del-

vincia,

noverava

vescovati di

Er-

la divina benedizione,

produsse poscia i sacri innumerabili germogli di tanti monaci, ed anacoreti, che per ogni parte in santifiorirono, e
altri.

raopoli, Meteliso, Morteli s, Copriso,


Captiris, Sais_, Naucratis, Latopolis,

Andron,

Nicium, Onuphis, Tava,


Costus, Psanis, Zenopoli,

Cleopatra, Marcotis, Menelais, Sciathis, Nitria,

t
agli

Non deve

furono di esempio quindi recare


l'illustre,

maraviglia, che

e vene-

randa sede se la prima


ti

di Alessandria divenis-

dei quattro patriarca-

Paphna, Tarane, Sondra, tutte suffraganee immediate di Alessandria. La seconda provincia d'Egitto, con Cabassa per metropoli, aveva per sedi
suffraganee Phragonis,
nis,

dell'oriente, la

seconda dopo

la

Pachnemu-

Romana,

e che la sua giurisdizione

Diospoli,

fosse estesissima.

Essa comprende-

Busiris,
re,

Semennut, Cinopoli, Elearchia, Cima, Vieux Cai-

va, oltre l'Egitto, e V Etiopia (Ve-

Xoes, Butus, Pariane, e Rhico-

una gran parte delle coste di Africa. Nel primo concilio Niceno le chiese di Etiopia, e di Abisdi) ,
sinia

furono

assoggettate

al

pa-

triarca Alessandrino, la cui giurisdi-

zione

estendevasi

altres

sulla Li-

merium. Al presente essendo il patriarcato di Alessandria un titolo in panibus infidelium che conferisce la santa Sede, ha cinque titoli vescovili suffraganei, cio Bougerie^ Cassia, Gene, Munia, ed Eliopoli. Sull'autorit e diritti,

bia e sulla Pentapoli.


Il

ch'eser-

patriarcato
I.**

d'Alessandria

fu

citava in tutto l'Egitto, e in tutte le


to,
il
il

diviso
to,

nella provincia di Egitdi

provincie del suo


patriarca
capitolo

patriarca-

composta

due provincie,

con

di Alessandria,

va

Alessandria per metropoli; 2." nella provincia Augustamnica divisa


in

letto

del Supplemen-

to al giornale

ecclesiastico di

due provincie, con Damiata, e


3. nel-

ma
Il

quin.

II

pei

mesi

di

Romarzo
e sus-

Leopontopoli per metropoli;


la

ed aprile 179*2.
cristianesimo

provincie di
di

Arcadia

con Ben"ella proin

ha

fiorito,

nef per
vincia

metropoli;

4"

sistito

nella sua purezza nell^ Egit-

Tebaide

divisa

due

to

sino alla

Provincie, con Antinoe, e Tolemai-

colo, giacche

met del quinto non sembra che


fatto
in

se-

l'a-

de per metropoli;
cia della Libia

5. nella provin-

rianesimo, sebbene nato in Alessandria,

Marmarica con Ber;

abbia

questa

re-

ne per metropoli ne per metropoli,

6. nella provin-

gione grandi progressi.

Ma

nel

449

cia della Libia Pentapoli, con Cire-

Dioscoro patriarca Alessandrino, prelato ambizioso, e violento, che per

e con la provincia

della Libia tripolitana composta di tre sedi vescovili. Inoltre Commanville,

godeva

di

molto

credito

nel

suo

esteso patriarcato, fatalmente

cadde

Histoire
a
pag.

de

toiis

les

arch. et

negli errori di Eutiche, prese quel-

vch.

368

seg., ripor-

ta

novero delle antiche, e numerose sedi vescovili de'Copti sogil

r eretico sotto la sua protezione, e bench condannato nel concilio calcedonese persistette ostinato ne'suoi
errori,

gette al patriarca d'Alessandria.

La

mor

in esilio.

Per

disgra-

EGI
zia dell* Egitto quasi tutti
i

EGI
vescovi
agitazioni

129
d' Alessan-

della

chiesa

di esso restarono attaccati all' inde-

dria, e perci della

gno Dioscoro, ed
abissini

elessero

un pagli

delle chiese d' Egitto,

maggior parte anche pel ca-

triarca a successore,

ed i copti, e ne seguirono lo scisma


dall'unit
cattolica.

none calcedonese, nel quale, a pregiudizio della sede Alessandrina, davasi


il

se-

parandosi

Da

primo luogo, dopo


s.

la

Romana,
I,

epoca l'Egitto rest separato dalla Chiesa cattolica, e persever nell' eresia eutichia-

questa memorabile

a quella di Costantinopoli, ci che al-

tamente riprovarono
suoi
successori.
i

Leone
il

Dopo

concilio di

na

cui

partigiani vennero

ap-

Calcedonia^
gli

Essendo questo un punto importante per la storia ecpellati

Giacobiti.

etiopi

si

copti, gli abissini, e separarono dalla Chie-

sa cattolica pei loro errori. Ne'pri-

clesiastica dell'Egitto,

per

le

sue

funestissime conseguenze, oltre quan-

to

dicesi
^

dria

ad Abissinia , altri Copti, ed

indispensabile

Alessananaloghi
tesserne

mi tempi gli egiziani si chiamarono copti, cophti, o cofli^ perch l'Egitto prima chiamossi Coplos o Agophlia,

nome
Copti

eh' rimasto ai suil

articoli^

perstiti cristiani egizi. Inoltre

no-

qui
cessi.

le

principali circostanze, e suc-

me

dei

si

fa

rivare dalla citt

da alcuni dedi Copto nell'Epresso


il

Dioscoro, patriarca d'Alessandria,

gitto superiore, posta

ma-

divenne fautore d' una nuova


insorta

setta,

re rosso. Ci

non sembra

verosi

per

travagliare
di

la

Chiesa,

Eutiche archimandrita di Costantinopoli, che Dioscoro volle sostenere nel famoso conciliabolo di Efeso, chiamato il latrocinio Efesino, Quindi i loro seguaci furono chiamati Monofsti, perch affermavano in Ges Cristo una sola natura composta della umanit e divinit. Ed perci che il Pontefice s. Leone I, nel ^5i,
per
gli

errori

mile per diverse ragioni riportate dagli storici. Certo , che il nome di Copto non si trova dato a' cri-

non che nei maomettani sino dal secolo ottavo non diedero a que' cristiani altro nome,
stiani

di

Egitto,

se

secoli

bassi;

gli

scrittori

che l'antico preso dalla sagra Scrittura di

Mesram, chiamando

il

Co-

pto Mesrij ed i Copti Mesriin. Altri dissero chiamarsi Copti da tagliare, privare, incidere,

fece celebrare

il

concilio

generale

perch docirconci-

di Calcedonia, cui assistettero l'im-

po

il

battesimo usano

la

peratore Marciano, e l'imperatrice


Pulcheria. In quel concilio furono condannati e deposti Dioscoro ed Eutiche, e contro dei loro errori
fu
definito,
1'

Pertanto vuoisi che la vera etimologia dei Copti, o Cofti derivi corrottamente dalla voce jieguptii o Aegophti: furono pure chiamati
sione.

essere

in
1'

Cristo
altra

due

Cobty Ghiptij e Gupti. I detti copti,

nature,

una

divina,
i

uma-

cristiani

soggetti

al

patriarcato

na. Tuttavolta
drini trovarono

monofisti alessan-

nel furbo

un nuovo appoggio Timoteo Eluro, che si


patriarcale,
s.

intruse nella sede

ma

non solo abitavano neir Egitto, massime nella Tebaide, ma anche nell'Etiopia, o Abissinia, alla quale, come soggetta alla sede
Alessandrino,
patriarcale di Alessandria, poscia
il

fu cacciato dal zelante

Leone L

Non
vi.

ostante
VOL.

gli

riusc

poi ritornar-

loro patriarca Alessandrino destin

Sono

indescrivibili le successive
XXI.

un metropolitano

alla

nazione co-

i3o
siccome
dagli

EGI
Alessandrini
;

EGI
Pietro Fullone, e Seautori,
co-

pta, della stessa nazione, e rito; e

antichi

vero patriarchi
di

antiocheni;
;

me
ni,

da qualche moderno, l'Etiopia Tiene chiamata anche India, cos


gli

Costantinopoli

Zenone,
e

Acazio ed Ase-

nastasio

imperatori,

sopraltulti

Indiani furono chiamali


e
i

abissi-

Barsuma archimandrita soriano

copti cio gli egizii.

Collocato

poscia
il

nella

sede

di

guace di Dioscoro, e difensore di Eutiche; ed inoltre Giacomo Barateo dello dai greci
vero,
la,

Alessandria
terio, ^li

santo patriarca Pro-

Zanzalo, padi

egiziani, seguaci dello sci-

rimenti di Soria, discepolo


e gran promotore

Se-

sma

del loro deposto patriarca,

non

della seti

vollero

con lui comunicare, anzi, promosso un grave tumulto in Alessandria, barbaramente l'uccisero ; e da queir infausta epoca crescendo ognor pi il numero degli eretici, e diminuendosi quello de' cattolici, non cessarono di eleggersi un patriarca distinto da quello cattolico;
il

dal quale principalmente tutti


si

Monofisti
abissini
bili,

soriani,
il

che

egizii

ed

presero

nome

di

Giaconell'/-

come

attesta

Ludolfo

sloria dell' Etiopia.


Il

mentovato

Severo, patriarca

qual patriarca scismatico per la


settari,

moltitudine de' suoi


tani, verso

e par-

antiocheno seguace dell'eresia degli ariani, fu cagione nel sesto secolo di altra lagrimevole divisione tra cristiani di oriente, e che tuttora i
disgraziatamente esiste. Verso l'anno 519, mentre era patriarca di Alessandria Timoteo III, ivi si rec
Severo, insegnando che
Cristo era
corruttibile^
il

ticolarmente col favore de'

maomet-

r anno 65o, cacciati i contrari di rito, e comunione greca, s' impadron dell' Egitto e rimase con piena autorit su quella
,

corpo di Giuliano

cristianit,

come sopra

gli

abissini,

gli

etiopi infetti de'

medesimi

er-

rori per

mezzo di metropolitani mandue regni. Presso Gio. Michele Wanslebio, autore di didati a que'
i

vescovo di Alicarnasso in vece si pose a sostenere eh' era incorruttibile e fantastico, onde nelf Egitto

formarono due nuove sette, e due patriarchi Severit uno, Giusi

verse opere riguardanti l'Egitto, la


chiesa d* Alessandria,
pti,
gli

lianisla

giacobiti co-

scomunicasi l' altro, che rono a vicenda. Questo duplice patriarcato sotto altro

abissini

ec.

si

legge

il

ca-

nome
giorni,

conti-

talogo dei patriarchi copti Alessan-

nualo sino
la chiesa

a' nostri

mentre

che nel 1677 pubblic egli in Parigi, come dal Cronico orientale stampato in Venezia nel 1730. Qui
drini,

di

Alessandria ha tuttora

un capo
chila.

Giacchila,

ed

uno Mel-

Qui va

avvertilo, che origine

noteremo che,

oltre l'errore fonda,

mentale de' Copti di credere in Ges Cristo una natura composta dalla divinit ed umanit (per cui, come dicemmo, si chiamano pure Monofisti),
il

e causa di quest'ultima divisione fu eziandio l'eresia di Eutiche, dapcattolici che si assoggettapoich rono all'imperiale editto dell'imperator Marciano, ed al concilio di
i

essi

detestano

s.

Leone
di

1,

Calcedonia cui
to,

concilio generale

IV

Calcedo-

egli era intervenufurono dagli avversari appellali

nia, tenendo, e
ti

venerando per sanaltri

gli

eretici

Dioscoro, Timoteo Epatriarchi

tchiani

Melchli, cio imperiali, e gli eusi chiamarono Giacobiti dwX

\i\YOy

Teodosio ed

medesimo Giacomo Barate o

Zaii-

EGI
zalo.

EGI

r3i

Degno
i

di onorevole ricordan-

za tra

patriarchi melchiti fu Gio-

vanni

II,

che per

le

preclare sue
il

virt e piet meritassi

titolo

di

promessa di pagargli ogni anno duecento mila scudi di tributo, ci che disapprov l'imperatore Eraclio. Quindi nell'anno seguente i
saraceni

elemosinano ; come pe' suoi errori famoso Ciro, capo, e caldo sostenitore degli eretici monotelili,
egli adott

domandarono
il

la contribu-

zione pattuita al patriarca Ciro,

ma

che

ricusandola

governatore dell'Egits'

procurando

cos'i

di con-

ciliare le differenti

dottrine d'una,

to Mannello, i saraceni nirono dell'Egitto. Per


di Eraclio, e

impadrola

morte

o di due nature in Ges Cristo, riunendo i giacobiti, e i teodosiani, onde nel 663 in Alessandria fu adunato un concilio contro Io stesso Ciro, il quale fu pur condannato nel concilio romano
to al Laterano dal
celebras.

Papa

Marti-

avvenimenti di Costantinopoli, non mancarono i maomettani di trarne profitto, ed Amrou luogotenente di Omar, nel 641, s'impadron d'Alessandria al modo che dicemmo di sopra, sebbene altri dicano, che in
pei
successivi
tal

no

I.

anno incominciasse
citt,

l'assedio del-

Dopo avere

primitivi

cristiani

la

che poi prese nel 643^.


giacobita,

d' Egitto sofferte le persecuzioni de-

Cosma, patriarca

non

gl'imperatori pagani, e sotto l'im-

pero degli augusti greci provalo i funesti effetti degli scismi ed eresie,
nel secolo settimo,

quando

mao-

mettani

si

presentarono per conqui-

stare l'Egitto, gli scismatici preferi-

rono di essere soggetti ai mussulmani, piuttosto che agi' imperatori cristiani di Costantinopoli. Favorirono perci i conquistatori, ed in

potendo soffrire la persecuzione dei maomettani, si rifugi a Demmira ove fiss la sede del patriarcato; mentre il patriarca melchita-grecoscismatico rest nel Cairo, reggendo le chiese di Africa, e di Arabia ; ed il patriarca giacobita, o copto,
stabil

la

propria dimora
s.

nel

mo-

nistero di

Macario nella Tebai-

compenso ottennero
cizio

il

libero
;

eser-

della loro religione

per lun-

ad Alessandria, cio in uno dei diversi monisteri de'copti, in uno de' quali evvi tradizione, che
de, vicino
fosse
il

gamente espiarono
le

quella colpa col-

luogo ove fuggendo


si

la

perla

vessazioni, che dovettero soffrire

secuzione di Erode,
b.
s.

ritirasse
figlio,

per parte dei conquistatori, massime nelle vicende politiche che


precedettero,

Vergine
si

col

divino suo
i

Giuseppe. Dacch

copti

egi-

guirono
stie dei

accompagnarono e secambiamenti delle dina;

zii

tolica,

separarono dalla Chiesa catper opera degf intrusi pa-

diversi dominatori

ridotti

triarchi alessandrini, seguaci, e difensori dell'empio Dioscoro, s'inter-

poscia in proporzione

ad un minor numero, vennero sempre conosciuti

ruppe ogni comunicazione non solo


colla chiesa latina

col
ti

nome

di copti

cofti.
i

Penetra-

occidentale,

ma
gli

adunque

nel

635

saraceni nel-

anche

colla

chiesa greca

orientale.

l'Egitto, ed
gli

assediata

Alessandria,
il

abitanti obbligarono
trattare

patriar-

perch i giacobHi f^oriani, e armeni nell'Armenia, e nella


istessa

Si-

con Omar, il quale si ritir mediante una considerabile somma di denaro, e la


ca Ciro a

ria,

sotto particolari patriarchi coni'

servarono
re

eresia,

di crede-

una natura

in Cristo, ed avver-

i32
sione
al

EGI
conclio

EGI
si

calcedonese,

IV

di

riunirli

alla

vera

fede,

e
il

mantenne tra queste sette e nazioni il nodo della scambievole amicizia,


bili

d' illuminarli sui

loro errori,

spe-

di a Gabriele,

patriarca

XCV,
in

e particolarmente fra
soriani ed egizii,
i

giaco-

p. Cristoforo gesuita;
to,

ma

senza frutprin-

patriarchi
gli

bench
si

tal

patriarca

de' quali furono soliti

mandar

cipio

fosse diniostrato desideroso

uni agli altri per dichiarare


tecipazione del

le

lettere

sinodiche

di rinnovare

V unione colla

santa

la

comune pardomma, come riloro

Sede. Stando pure grandemente a cuore al Pontefice Gregorio XIII


la nazione coptica,

ria

porta Eusebio Renaudot neW Istode' patriarchi di Alessandria.


questo
dotto
scrittore
nell' o-

invi lettere a-

postoliche

Giovanni

patriarca

Da

XCVI

successore

del precedente,

pera Liturgarum Orientalium^ abbiamo lilurgiae copticorum conimentarius in liturgiam copticam


e
le

pel p. Giambattista

romano

della

compagnia

dissertazioni

de

liturgiis

ale-

Ges. Indi nel Cairo si celebr un concilio, che dur dal dicembre i582, sino al primo febdi

xandrinisj et de lngua coptica.

Fu

braio

i583, dal medesimo

patriar-

Eugenio IV il primo Pontefice, che tent col maggior zelo V unione dei Copti, invitando amorevolmente il loro patriarca Giovanni ad intervenire al concilio generale di Firenze,

padre Giambattista come nunzio del Papa. Dopo varie dispute, il patriarca Giovanni
ca, e dallo stesso

acconsent coi copti

intervenuti al
la

sinodo di

abbracciare

dottrina

mentre

cogli etiopi, e cogli

abissi-

cattolica intorno all'incarnazione del

ni vi sono anteriori memorie di corrispondenze tra diversi romani


Pontefici.
Il

divin Verbo.
la

Ma seguita poco dopo morte del patriarca, ed impridal


pasci

patriarca

Giovanni

vi

gionati
della

turco

padri

invi la sua professione di fede, per

mezzo
nistero

di di

Andrea abbate del mos.

Antonio
la

neh' Egitto,
Concilior.
lettera
di

come
t.

si

ha dal Labb,

compagnia di Ges, si frastorn r affare dell' unione, cosicch tutte le cure, che con molto dispendio, e poco o niun successo avea impiegato
e soriani,
to
il

XIII, che riporta

Gregorio
ai

XIII

per

Giovanni patriarca copto, nella quale egli s'intitola Johannes humiChrsli, minilis servus servorum
tal

la conversione dei

giacobiti

egizii,

avendo

detto p.

Giambattista,

primi mandaed ai
vescovo di
coltivare

ster sedis

s.

Marc magnae
,

scilicet

secondi Leonardo Abel

Alexandriae,

et totius

Aegypti, Li-

biaCi Aethiopiae^ Pentapoleos occidentalisj Africae, totinsque praedi-

Sidone, le rivolse poi a la nazione dei maroniti.


p.

L'istesso

Giambattista fu rimandato po-

cationis apostoli Marci. Quindi

Eucon-

scia in Egitto

da Sisto

Ga-

genio
Chiesa
tate

IV
i

nel

1442, prov
riunire
alla

la

briele patriarca

XCVII

de' copti.

solazione di

cattolica

lui inoltre fu spedito

Girolamo Vecfatta
la

giacobiti, col decreto

Can-

chietti

da Clemente Vili del 1592.


il

Domino.

Laonde

patriarca

pro-

In progresso i copti col loro patriarca si separarono nuovamente

fessione di fede, lo

mand

Roma
mo-

per mezzo di Giuseppe, ed Abdelmesia, sacerdoti e monaci


nistero

comunione tohca, e bramoso


dalla

della Chiesa
il

cat-

del

Pontefice

Pio

di

s.

Macario

di

J^itria,

EGI
dell'Ordine di
s.

EGI

i33

Antonio. Nel iSg5


i due oratori nominato patiiar-

arrivarono in
ca

Roma
i

egiziani spediti dal

guardava gli egiziani, e i copti. Urbano VIII, che gli successe, dopo aver fondato il Collegio Urbano di

alessandrino,
accolti

quali furono te-

neramente
ai cui piedi

da Clemente Vili,
la

Propaganda fide (Vedi) , per la propagazione del vangelo, prov la


una da Matteo patriarca C dei copti. Qualche unione, come si disse all'articolo Etiopia, sembr inconsolazione religiosa di ricevere
lettera

emisero

professione delgli

la fede cattolica,

abjurando

errori

dei greci sulla processione dello Spiri-

to Santo, la reiterazione del battesimo

e di

altri

sagramwiti, che confessasette


;

tavolarsi nel pontificato di Alessan-

rono essere

riceverono

il il

pri-

dro VII,
to.

ma non

ebbe compimen-

mo
mo,

concilio generale Niceno,

pri-

secondo
Efeso,

di

Costantinopoli,
di

Sotto Innocenzo XII la detta sagra congregazione, a seconda del

quelli di

Calcedonia,
e

suo
ro,

istituto, invi missionari al Cai-

riprovarono V eresia
in
le

eutichiana,

ed

il

Pontefice

scrisse lettere

nome

del loro patriarca Gabrieil

riconobbero

primate della Chiei

sa

Romana

ricevettero eziandio

concilii di Firenze,

e di Trento, e

con poco successo. JVel 1700 per sua morte fu creato Clemente XI, e come quello che seppe procacciarsi l'estimazione del pazelanti,

ma

pregarono istantemente che fossero


unite
le

sci del

Cairo, del pasci d'Egitto,


altres

chiese

dell'Egitto,

alla

e del governatore della Bitinia, tutti

apostolica
tefice

romana, per cui il PonClemente YIII, penetrato di santa gioja, li tratt paternamente
sagro Collegio dei
li

maomettani, prov
forto di ricevere

il

con-

una

lettera di Gio-

vanni
tificia,

patriarca

CHI

de' copti,

il

alla presenza del

quale riconoscendo la primazia ponfu confessata


copti
,

Cardinahj
sagri

e poi

rimand

nel-

per

lui

senza

l'Egitto colmi di contentezza, e di


doni. Il Baronio disse, che con detti deputati vi fu ancora Bar-

difficolt dai

come

dagli a-

bissini, e

ci in virt de' sagri ca-

suma, arcidiacono^ della chiesa alessandrina, con


lettera allo stesso

noni e concili. Osserva per lo storico Ludolfo, che ninna parola dal
patriarca
si

fece sugli errori di Dio-

Pontefice dello

prete di

Giovanni arcidetta chiesa, e che anche


zio

scoro, ne di

ammettere
i

il
i

concilio

di Calcedonia, che sono


senziali

punti

es-

Barsuma

fece in

di

lui

nome
ed

la

per essere
i

copti

annove-

professione di fede.

rati tra
utile

cattolici.

Indi nel
1 1

1703
legge

Quanto

fosse

sincera

Clemente XI,

agli

aprile, scrisse

questa solenne

conversione,

ed udisi

un breve
nel tom.

apostolico,
I,

che

si

nione del patriaica Gabriele, lo

pag.

64

della sua rac-

mostr
che non

effetto

perch in
la

lui

colta Epist. et Brevia Select. a quel

estinse di

nuovo
si

fede

cattolica

patriarca Alessandrino, per animarlo a venire, senza

legge

pi

interamente

da veruno de' suoi successori. Istituita nel 1622 da Gregorio XV la Congregazione di Proprofessata

dimora all'unit romana, superando gli ostacoli che ne lo impedivano; ma il patriarca si limit a favorire i
della Chiesa
:

paganda fide {Vedi)


e propagare
la

per dilatare che


ri-

cattolici,

fede, a tre Cardi-

e molti copti abiurarono quindi lo scisma ed in questa con-

nali diede ispezione di ci

discendenza

il

detto

patriarca fu

i34
imitato dal
triarca

EGI
successore

EOI
Pietro

Pa-

Giulio

III fu

sepolto Tesfa-Sion

mo-

CIV.

Nel

ma

1 7 1 3 Clemente XI, con somtenerezza e soddisfazione, rice-

vette air ubbidienza

Samuele Cadi
,

naco abissino, e nel pontificato di Gregorio XIII, l'anno i58i, vi fu tumulato Marco priore de* nriedesimi monaci, chiamati anche frati
indiani,

pasule
rito

patriarca
,

d'Alessandria

come

si

legge nei ruoli del

greco

il

quale

abiurato lo
dai suoi

palazzo apostolico,

scisma, ebbe poi a

soffl'ire

popoli molti travagli, a sollievo dei


quali
il

dal quale eraTuttora il rettore di detta chiesa ed ospizio fruisce dal

no

sussidiati.

Papa vivamente

lo

racco-

palazzo apostolico mensili scudi quattordici.


I

a Luigi XVI re di Francia, ed alla repubblica di Venezia nel dogado di Giovanni Cornaro come risulta dal breve apostolico

mand

monaci

abissini

vi

abi-

tarono sino al pontificato d' Innocenzo XI, ma essendo morti i superstiti, fu da lui afifidata la chiesa ad un sacerdote maronita chiamato Matteo Naironi, dopo del quale Clemente XI, col titolo di priore, o rettore, l'affid al sacerdote Sil-

che

si

legge a pag.
Il

3o3

della
erasi
l'

ci-

tata raccolta.

patriarca

uin-

nito alla Chiesa

romana per

dustria del p. Lorenzo di s. Lorenzo minore osservante, e per mezzo


del p.

vestro
zio,

Mazzet
il

dell' istesso

Ordine

supplic

Papa

di

confermarlo
insegne pa-

nella sua dignit colle


triarcali, ci

che Clemente XI benignamente gli accord in un con-

Campana, restaurando l'ospiche fu sotto di lui abitato da alcuni abissini, mentre vi aveva pur chiamato ad abitarlo i copti, essendo i loro riti molto somiglianti
a quelli degli abissini.
sero in
I

copti giun-

cistoro pubblico,

come rilevasi dal breve, riportato nel tomo II, pag. 3i6 della raccolta. Dopo il concistoro il Papa ricevette a privata
udienza
i

Roma

nel pontificato d'In-

patriarca

due religiosi inviati dal Samuele a' quali com,

nocenzo XIII, ma la chiesa, e l'ovoleva concedeloro spizio che re Clemente XI non fu dato ad bene il modo per viessi s
,

vere.

part molte grazie, e denaro per le

spese del viaggio, come descrive


fiteau,

il

La-

Chiesa sotto
Ansidei
poi

Dal Campana essendo passata la la cura di monsignor


Cardinale,
e

Vie de Clement XI,

t.

II, p.

83. Per meglio stabilire la fede tra copti, i Cardinali parenti di Uri

questi a morte a'

febbraio

venuto i73o,

Benedetto XIII, cedendo


ze de' copti, ed abissini

alle istan-

bano VIII nel suddetto


lui

collegio

da

che osser-

fondato avevano

istituito alcuni
;

vano

l'istesso

rito,

li

reintegr della

alunnati pegli abissini, e pei copti

chiesa, e dell'ospizio, ci

che con-

quindi Clemente

brama per
nazioni
,

la

pieno di pia salute eterna di quelle


,

XI

design

dare

ad

esse la

di),

Chiesa di s. Stefano de* Mor (Fcol contiguo ospizio, presso la basilica vaticana, che gi Eugenio IV, ovvero Clemente VII o Paolo IV,

ferm Clemente XII con breve dei sottoponendo i5 gennaio i73i quelli che vi avrebbono risieduto alla congregazione di Propaganda
,

fide.

chiesa,

avevano concessa ai monaci abissini, e copti, ed ove nel i55o sotto

Subito presero possesso della ed ospizio, a nome dei copti, abissini, il p. MaciU'io Asmalla ed monaco antoniano , e il sacerdote

Giovanni Teodoro Chiat, ambedue

EGI
copti
,

EGI
lai

i35
copti,

gli

unici
si

di

nazione

desima, che vennero convertiti alle


verit

che allora
Bens
poi

trovassero in
si

Roma.
i

cattoliche

diecimila

vi

recarono

dia-

coni Antonio del Cairo, e Macario


della Tebaide, poscia dispensati ed
assoluti

compreso il loro patriarca alessandrino, sempre resistente agi' inviti


de' precedenti Papi.
I

successivi ro-

degli

ordini, die

avevano
eretici.

mani
gior

Pontefici, a

mezzo

della sud-

ricevuto dai

vescovi

copti

detta sagra congregazione, col

magcon-

Nella biblioteca

vaticana

abbiamo
dei

impegno hanno curata


il

la

due
copti
colla
bica.

codici manoscritti antichissimi,


le

versione dei scismatici, e

mante-

che contengono
in

ordinazioni

nimento

della fede fra

quegli egi-

lingua

coptica

egizia,

ziani, e copti

che

la professano.

propria

interpretazione
codici

ara-

Prima

di parlare dello stato pre-

Due

altri

manoscritti

sente delle missioni

di Egitto, fadell' Abissi-

moderni da ultimo furono portati


dall'Egitto per ordine della congre-

remo cenno
nia, cio del

di

quello

suo lato orientale, o

gazione di Propaganda, e collocati


nella detta biblioteca,
il

regno del Tigre, ch' una delle tre


la

cui conte-

nuto descritto nella Biblioteca orientale, tom. Ili, part. Ijpag. 641-

grandi divisioni dell'Abissinia, delquale qui abbiamo dovuto fare

642.
zioni

Il

primo contiene
lettore,

le

ordina-

pi volte menzione. Questo paese abbracci la fede cattolica nel secolo quarto, e fu trascinato da'patriarchi di Alessandria
nell' eresia.

del

del

suddiacono,
dell'

del diacono, del prete,

hegu-

mento o
no:
il

arciprete, e dell'arcidiacole

Vi furono
diti
ri,

di

tempo

in

tempo

spe-

secondo

ordinazioni del
del

dai Pontefici zelanti

missiona-

"Vescovo, del metropolitano, del let-

e floridissimo era lo stato delle

tore, del suddiacono,

diacono,

del prete, e

dell'arciprete.

qui

XVI, dappoich sappiamo che ricondussero al seno


missioni del secolo
della

ci

noteremo, che dai pontificali coptisi raccoglie, che le ordinazioni


presso
copti
si

Chiesa

dodicimila
tali

di

quegli

abitanti.

In progresso

missioni

consagrazioni, e benedizioni
i

furono quasi annientate dalle persecuzioni suscitate dall'eresia. S so-

contano sino al numero di dieci, cio i. Psalmista o cantore. 2. Anagnoste o lettore. 3. Hypodiacono, o suddiacono. 4- Dia:

no

fatti

nei

tempi susseguenti con-

tinui sforzi per ristabilirle. Ultima-

mente
bis,

il

signor Giustino

de Jaco-

cono.
7.

5.

Arcidiacono.

6.

Prete.
8.

prete della congregazione della

Hegumeno o
IO.

arciprete.

Ve-

missione,

ha

tentato

scovo. 9. Metropolita
vo.
Patriarca.
zioni degli egizi

o arcivesco-

successo questa cos


sa.

difficile

con qualche impre-

Per le ordinao copti veggasi il p. Morino nel suo Trattato delie ordinazioni sagre delle chiese. Zelando Clemente XII la conversione degli scismatici don a detta congregazione la somma di
,

Di ritorno a Roma nel 1841 con una deputazione di abissini, diretta al regnante Gregorio XVI che trattammo al volume ( di XIII, pag. 4^ del Dizionario) j ne lasci alcuni nel collegio urbano di Propagandacele. Ivi in altri tempi eranvi stati alcuni abissini, etiopi, copti,

sessantamila scudi a vantaggio delle

missioni orientali.

Fu adunque
me-

ed

egiziani.

In questa

cir-

per

le fatiche apostoliche della

costanza Valda Kiros,

monaco

abis-

36

EGI
ricevette la
sa-

EGI
Ordine, contando molti guarnigione inglese. In
vi era
ti.

tino abiur lo scisma,

cattolici la

jsagra ordinazione, e ritorn col

Moka

poi

cerdote de Jacobis alla sua patria, dove si sperano ulteriori successi


religiosi.
Il

un

ospizio de* pp.

riformaapostolico

Il

delegato e vicario

medesimo de Jacobis
della

pei latini risiede in Alessandria.

prefetto

apostolico

missine
tre sacer-

di Abissinia,

ove sonovi

doti missionari della

medesima cone cento

Segue

lo

stato

delle

missioni pei

gregazione della missione,


cattolici.

latini nelU

EgiUo.

Gli

abitanti ascendono

a
Cairo.

circa

un

milione, ed ottocento mila.

Vi sono due

chiese,

due

preti soriani, cinque

Missioni attuali nell'Egitto.

L' Egitto ha una delegazione


vicariato apostolico per le

minori osservanti che hanno un convento, ed una scuola. Sono nel Cairo dei cattolici soriani, armeni, maroniti, e greci che vengono assistiti da preti,
e monaci del loro rito mandati dai
loro rispettivi patriarchi.

missioni

dei latini, ed
lico pei copti,

un

vicariato

aposto-

cinquanta sacerdoti, tredici chiese , due mila seicento quaranta cattolici copti, quattro mila greci-melchiti, tredici mila latini e di altri riti, per cui nell'Egitto i cattolici si fanno ascendere, secondo le presenti notizie, al numero di venti mila circa. Delegato
e vicario apostolico dell'Egitto pei
latini

Alessandria. W sono due chiecinque sacerdoti , un convento de' minori osservanti, ed una scuose
,

Al presente in Alessandria ad onore di s. Caterina si sta termila.

nando
di cui

una chiesa, daremo in ultimo la descrizione. Qui per noteremo che la consorte del commendatore Rosl'edificazione di
setti

sco

dell'Ordine

monsignor Perpetuo Guade' minori osser-

signora

Antonietta
in

ottenne
gechiesa

nella sua

dimora

Roma un
detta

vanti, vescovo di Fesse in partibnsj


fatto dal

neroso soccorso
dal
altri fizio

per

Papa Gregorio XVI


1839.
pei

a*

28

regnante
pii

Pontefice,

maggio

Vicario
copti

apostolico

soccorsi

non che per lo stesso edied


altri

dell'Egitto

monsignor

da

molti

Cardinali,

Teodoro Abucarim,
collegio urbano,

gi

alunno del
di

vescovo
dal

Halia

in

partibus
a'

fatto

medesimo

medesima signora implor ed ottenne per mezzo del Cardinal Mario Mattei dalpersonaggi. Inoltre la
lo
stesso

Pontefice

11 giugno i832.
,

La

delegazione e vicariato apo-

nuova
to a*

chiesa,

Gregorio XVI, per la il corpo di s. Eria Sa-

stolico dell'Egitto pei latini

com-

bina martire di

nome proprio, estrat-

prende tutto l'Egitto inferiore, e superiore, non che l'Arabia. In questa regione s'ignora
il

vero

stato

della religione.

Avvi la prefettura apostolica di Gedda, diretta dal p. Antonio Buonagiunta Foguet, del1 Ordine de' servi di Maria; in A^
vi

23 marzo 1842 dal cimitero di Priscilla, nella via Salaria nuova, con iscrizione, ed ampolla, o vaso col sangue. Questo corpo venne riccamente vestito alla guerrieil costume , e collocato entro bellissima urna di legno inra, giusta

den

un missionario

dell'islesso

tagliato, e dorato.

L'iscrizione

in^

EGI
cisa
in
:

EOI
greci-melchiti.

137
chie-

pietra

del seguente te-

Vi anche una

nore

sa parrocchiale dei pp. minori osservanti di Terra santa. Vi sono inol-

AVRELIVS SECVNDVS

tre parrochi per


di diverse
i

gli

altri
riti.

cattolici
I

MARITVS ET
ROMANA

AVRELIA
FILIA

nazioni
i

copti,

greci,

ed

soriani officiano neldi

UERIAE SABINAE MATRI


Del cimitero di Priscilla si d qualche cenno al volume XIII, pag. 149, i5o e i5i del Dizionario.
Rossetta. Avvi una chiesa, ed sacerdote minore osservante. Fajum. Vi una chiesa, ed

la
i

Propaganda; armeni in quella dei latini di Terra santa in Cairo. In Alessandria ed in Damiata non hanno i copti chiesa propria.
chiesa

detta

maroniti, e

gli

Le
in

un
un

loro parrocchie sono sei, cio Cairo, in Girge, in Tahata, in Akmin, in Farsciut, e in Nagade.

iVei
le.

mentovati luoghi

vi

sono scuo-

Vivono

sacerdoti delle limo-

sacerdote minore osservante.

Damiala. Vi una
ospizio, ch' stato

chiesa,

ed un

sine delle messe lette, e di qualche piccola elemosina proveniente

ceduto

ai greci-

dai battesimi, dai matrimoni, e dai

melchiti.
\\

vicariato apostolico dell'Egitto

pei copti risiede

nel

Cairo, ed

il

non che da oblazioni spontanee per l'aspersione dell'acqua benedetta nell'Epifania, per la distrifunerali,

vicario apostolico officia col suo cle-

buzione delle
vi

candele

nella

festa

ro nella chiesa de' pp. riformati minori. Questi hanno quivi un ospizio ed una ed assistono
le

delia Purificazione ec. Nel Cairo

non

seminario formale,

ma

alcu-

prefettura
il

apostolica,

ni giovani
lo

bramosi di abbracciare
ecclesiastico,

clero copto. L'attua-

stato

in

casa del

prefetto apostolico

il

p.

Re-

vescovo
della
velli

vicario

apostolico,
allo

da

lui

migio da Chieti. Dipendono ed appartengono a questo vicariato trentasei

alimentati,

attendono
copto.

studio

morale in un
di
rito

ai sacerdoti

sacerdoti,

de' quali
sei

ventisei

Tali

nosono le

sono copti. Vi sono


slessi

chiese, ed

notizie del

altrettanti conventi ed ospizi degli

i832, pure appartengono


lora nel collegio

alla qual'
le

epoca

seguenti. Aldi

pp. minori riformati. De' sudal

Urbano

Roma
ed

delti cattolici copti esistenti in tutto

eranvi

due

chierici

copti,

un

r Egilto, quelli che sono sono seicentocinquanta.


Segue
lo

Cairo

abissino convertito

del rito medenell'accen-

simo. Si

legge

inoltre

slato

delle

missioni pei

nata relazione delle missioni di Egitto del i832, che grande era il

copti j per secondo le notizie del

i832, essendo
le dello stato

le

precedenti quel-

numero dei copti, i quali miseramente giacevano nello scisma, e


nell'eresia. Gli

attuale,

errori di

Dioscoro,

di Eutiche, e di Severo erano tut-

rocchiale dei minori


ospizio,

Cairo. Vi una chiesa non parriformati con

tora predominanti tra


sotto
la

essi.

Vivono
proprio

obbedienza

del

ed in questa chiesa
il

uffiziai

patriarca,

residente in Cairo, e di

no, secondo

loro rito,

copti, e

otto vescovi,

compreso Tarcivescovo

i38
di Etiopia
;

EGI
ma
i

EGI
dovrebbero
es-

essi

sere dodici.
doti in tutti
l'

Hanno

chiese,

e sacer-

paesi e villaggi del-

merco dell'oriente, fond in Alessandria il centro del suo esteso commercio colle Indie. Per la conveniente assistenza
resse
spirituale vi ealla

Egitto tanto

superiore

che

infe-

riore.

una cappella dedicata


s.

Alessandria. Evvi ospizio e chie-

gloriosa vergine martire

Caterina.

Terra santa. Damiala. Qui pure vi chiesa, ed ospizio de' pp. di Terra santa. Grge. Vi un ospizio con chiesa dei pp. di

Questa piccola chiesa fu data ad


ufficiare
ai

pp. minori

osservanti,

gi missionari in Siria e Palestina.

Un
dei

piccolo
vi

convento, ovvero
fu annesso per
religiosi

sa parrocchiale dei pp.

minori

ri-

ospizio,

un comodo
del-

Va avvertito, che in GirTahata, Akmin, Farsciut, e Nagade i sacerdoti cattolici di rito copto non hanno chiesa pubblica ove uflziare, ed amministrare i sagra* menti, siccome V hanno gli eretici copti. Si servono pertanto di quelformati.
ge,
le dei riformati.

medesimi

francescani.

Alla decadenza del


la

commercio

repubblica suddetta colle Indie,


la

anche

citt

d' Alessandria

per-

dette la sua considerazione;


piccola casa del Signore
si

ma

la

continu

ad

ufficiare per comodo di quei pochi latini indigeni, che non par-

Tahata. Vi un ospizio con chiesa parrocchiale dei pp. minori formati.


ri-

tirono

coi

veneziani.
si

JYeir

anno

1798, come

detto. Napoleone

s'impossess dell'Egitto, ed in tal

Akmin. Avvi
sa de'

l'ospizio,

e la chie-

epoca Alessandria incominci nuo-

medesimi reHgiosi riformati. Farsciut. Qui pure vi un ospie chiesa come sopra. Nagade. Vi l'ospizio, con
riformati
la

vamente a
la

risorgere,

quantunque

repubblica francese dovesse ab-

zio,

bandonare tutto l'Egitto nel 1802. Neil' anno 1 806 Mehemet-AIi attuale vice-re fu eletto governatore

chiesa de'pp. minori

da

ultimo restaurata.

generale dell'Egitto. Questo granri'

uomo impieg
V

subito tutti
attivit

suoi

Breve relazione della chiesa di


Caterina
retta

s.

talenti, e tutta

per veder

vergine

martire

e-

Alessandria d' Egitto nel secolo Xf^^ per dimostrare il motivo f per cui neW anno 1 84^
in
s^

non solamente rigenerato il decaduto Egitto; ma anche per riconcentrare


suoi paesi

tutto
in

il

Alessandria.
al

commercio dei Quindi


il

incominci
chiesa

l*

edificio

nuova
citt.

nella

di una medesima

per giungere
teggere

suo desiderato inpro-

tento, trov essere espediente

ogni nazione europea


privilegi
,

con

accordarle

ed

esenzioni
gli

La
coli
si

chiesa romano-cattolica di A-

nel commercio. Adescati


pei dalla libe'l civile, e
cessa

Euro-

lessandria d'Egitto

conta quasi se-

morale con-

quattro dalla sua fondazione, che deve ripetere dalla piet, e devozione della gi possente repubblica veneziana. Questa nel secolo

ad

essi

dal

medesimo Mehemet
onde
la

Ali, cominciarono a stabi li rvisi colle

loro famiglie,

popolazio-

XV
il

do-

po

le

varie

vicende

della

guerra
coui-

impossessatasi quasi di tutto

ne euiopea tanto crebbe in s breve tempo, che nel 1882 si numeravano gi circa tre mille cattolici.

EOI
I

EGI
siti

i39

di

medesimi missionari francescani Terra santa, osservando un aus

per il legale possesso del terreno concesso a beneficio del

documenti

mento

notabile nella popolazione

convento consistente in un
di
1

conobbero l'imperiosa necessit di erigere un tempio nuovo, il quale per la sua maggior grandezza fosse proporzionato a contenere
cattolica,
la

piedi francesi 2 59. documenti, per evitare qualunque sinistro avvenimento fu-

quadrato
Avanti

turo,

il

zelante p. presidente prese

numerosa
il

cristianit

cattolica.

subito a cingere di

mura

il

conalle

D'altronde

vecchio ospizio crolla-

cesso terreno, e per accorrere

va da ogni parte. Tutto concorreva ad eccitare anche l'attenzione del padre custode di Terra santa , sotto il cui regime spirituale dipendeva la missione dei pp. francescani. Era in allora presidente e parroco di

gravi spese apr una soscrizione fra


gli

abitanti di Alessandria.
passarsi

Non
i

da

sotto silenzio, che


s
i

re-

ligiosi

godevano

favorevole

opi-

nione, che
te
,

non
i

cattolici

solamen-

ma

gli

eretici, scismatici, israe-

Alessandria

il

p.

liti,

e persino
all'

mussulmani vollero
impresa con
la loro

Vincenzo di s. Anastasia, religioso egualmente pio, che intraprendente. Questi si propose di ergere un nuovo convento e chiesa; ma come
riuscire nell'esecuzione de' suoi progetti senza

contribuire
generosit.
special

Fra gli ultimi merita menzione Moharram Bey, geS.

nero
I

di

A.

materiali

per
si

un convenevole

spazio

per

comprarli
il

mancavano, e avrebbe dovu-

di terreno? Senza consultar l'altrui

to pagarli a caro prezzo;

ma
era

sic-

parere, cominci a spianare

de spazio contiguo al dente ospizio, sperando,

un granmedesimo cache
S. A.

come

terreno

concesso

per
il

l'appunto nel cuore dell'antica Alessandria, giudiziosamente pens


p.

Mehemet-Al
che

gliene concedesse qual-

presidente,
scavi

che
si

facendosi

dei
forse

estensione.

Di

fatto

volle

la

profondi
trovati
i

sarebbero

Provvidenza, che un giorno vi passasse S. A. a caso, e vedendo s


fatta spianata,
fatta
s

necessari materiali. In fatti

cominciaronsi questi scavi con esito


tale,

domand

chi avesse

che

si

poteva

augurare

una
si

opera di spianare a forma di giardino tanto terreno. Il


beli'

copia sufficiente di pielre per compire


tutta l'opera.

Con
i

queste pietre

signor

Mimaut

console generale di

gettarono prima

fondamenti

del

Francia gli rispose, che i religiosi del convento aveano fallo simile lavoro, sulla certa speranza, che S. A. si sarebbe degnata di concedergliene un gran pezzo.

convento, ed
sai

il

lavoro prosegu as-

bene tutto l'anno i834, e porzione del i835. Quando un colpo


inaspettato fece sospendere ogni la-

voro. Questo colpo fatale fu la peste

buon vice-re rispose subito, che ben volentieri condiscendeva ai


Il

del

i835, che avendo


la

quasi

dimezzata
drina,

popolazione
la

Alessan-

desideri dei religiosi per migliorare


la

comp

sua
il

strage

con

loro angusta abitazione.

Il

me-

involarne
lora

anche
sia

p.

presidente

desimo console qual protettore della

nel pi bel fiore de'suoi anni. D'al-

chiesa,

approfittando
di

dell' ottisi
i

in poi,

per mancanza di
sia

ma
se

disposizione di S.

A.,

pre-

mezzi pecuniari,
persona attiva,

pur anche di
rest sospe-

cuore

ottenere

requi-

V opera

i4o
sa fino
al

EGI
i838.
In

EGI
vrebbe abbandonato.
I

quest'epoca prese le redini del governo di Terra santa, il padre l^erpetuo Guasco di Soler, e questi venuto nello
stess'anno in sagra
nosciuta
visita,

rispettabili

signori consoli generali

non eccettuati quelU di diversa comunione, applaudirono al pio, ed ottimo die

e rico-

segno,

personalmente
ai
religiosi,

V estrema
ed
il

alle spese
possibili.

promisero di concorrere con tutti i mezzi loro


Si

necessit e di convento, e di chiesa

apri

per

tanto

una
tutti

convenevoli
dine, che
interrotto.

alla po-

nuova
si

colletta fra gli abitanti del-

polazione di Alessandria, diede orsi

la citt;

ed in questa sopra

proseguisse

lavoro
in

distinse la generosit dei signori

Avuta
critiche
la

per
citt,

considera-

commendatore A. De

Rossetti,

A-

zione
cui
si

alle

circostanze,
sia

bogosc Bey, A. Laurin, Rohan de

trovava

per ca-

gione della

peste,

V interruzione del conseguensi compiacque za del contagio egli di supplire alla maggior parte delle spese colle limosine di Terra

a fare strage nit , sia per


,

che continuava sulla misera uma-

Ghabous, Pastr, Zizinia, D'Anastasy, Tossizza, Paolo Cerruti ec, non che dello stesso regnante som-

mo
nali,

Pontefice,

di

parecchi

CardiIl

commercio

necessaria
,

e di

altri

personaggi.

vi-

cario apostolico diede in quest'oc-

casione
lo

per

la

nuove prove del suo zegloria di Dio, ed an-

santa.

Eletto

quindi

il

medesimo

p.

Guasco dalia santa Sede con bolla in data i8 maggio 1839 vescovo
di

che del suo apostolico disinteresse; imperocch vvendo egli mai sempre qual povero francescano, e gloriandosi di osservare la povert del suo instituto, consagr tutto il suo onorario all' erezione del nuovo

Fez, e vicario apostolico dell'E-

gitto
la

ed Arabia, e
residenza

fissata nel

1841

sua

in

Alessandria,
del convento,

tempio.

nulla ebbe pi a
lerare
il

cuore, che accepari

compimento

e porre

mano

in

erezione della gi

tempo alla da gran tempo

Quindi il d 2 gennaio 1842 con pubbliche dimostrazioni di gioja si posero i fondamenti della

nuova chiesa
e martire.
Il

di

s.

Caterina vergine
della

disegnata casa di Dio.

La nazione
tri-

disegno
s,

medebello

europea aumentata almeno del


plo
dal

sima

semplice

ma

1882,

esigeva

imperiosa-

maestoso. Essa in forma di croce

mente un santuario proporzionato al suo numero. vero, che gli scavi nel giardino continuavano ad
essere abbondanti di
pietre, e

che

navate con 9 altari, lunga piedi francesi i56, larga alla croce traversale 1 1 5. I pilastri saranno d' ordine jonico, e questo regreca a tre
sa,

quindi

materiali

non mancavano;
scarsi.

ma
Il

mezzi pecuniarii erano

nuovo vicario apostolico coltivain primo luogo V affetto, e la stima del suo nuovo gregge, non
tosi

gner tanto neir interno della chieche neir esterno della facciata. La somma raccolta venne benpresto esaurita,

ma

la

divina Provcopiosa
consiglio
della

videnza apr un' altra pi


sorgente, e questa
si

ad un'opera cos dispendiosa, confidando sempre, che quel Dio, all' onor del
dubit di
accingersi

il

centrale

della

propagazione

fede di Lione. Questo

quale dedicavasi l'opera, non l'a-

ha gi somministrato qualche somma, ed ha

EGN
passalo
positiva

EGW
congllelmo. Cardinale
vssuto
di

i4i
quel
lilolo,

promessa di

correre anche in seguito. Oltre i citali autori delle cose


egiziane, nella celebre tipografia del

appunto nel
III,
il

pontificato

di
tro-

Alessandro

cui

nome

si

Urbano, ossia della congregazione di Propaganda furono stamcollegio

va in molte delle sue bolle. Eguillino infatti non viene mai menzionato
scritto

dagli

autori,

pate, e

si

trovano

le

seguenti ope-

de* Cardinali.

che hanno V. Matteo

re

Dhirnum Alexandrinum coptoarahicum lySo. Fragmentum s. Joannis graec-copt-thebaicum saec.


:

IV, Addilamentum ex vetitstssimis membranis lectionum evangelicanim


divinae missae cod. diaconici
quiae, et liturgica
veteris
te

Guglielmo, Cardinale. (ffegumenus). Archimandrita, abbate, o superiore del monistero dei monaci, fra i

EGUMENO

greci, russi,

e nestoriani,^ dalla vosignifica

reli-

ce greca che

condottiero.
si

alia

fragmcnta

Presso Anastasio Bibliotecario

leff-

Thebaldensium ecclesae anDioscorum ex Veliterno muJBorgiano,

g
re,

Hegumenarchium

in significato

di abitazione,

ed ospizio del superio-

seo

cum

versione
di

la-

tina^ notis

illuslrataj

August.

Ant. Georgius 1789. Del medesimo abbiamo de miraculis s. Coluthi etc.

Eugumenarchium. Altri dicono, che gli Eugumeni sono subordinati non solo agli archimandriti, ma
pure
le

agli esarchi loro

capi; e che

cum

dissertatione

Card.

loro

funzioni

sono

analoghe a

Borgia de cultu s. Coluthi ec. 1793. Psalterium Alexandrinuni copto- a-

quelle dei provinciali regolari.

EGWINO

(s).

Egwino
di

nacque
del
si

rabicum, i749'
poi
sale
si

Da

Raffaele

Tuki
esi-

di sangue reale, perch

figlio

hanno queste opere pure


nella lodata

re di Mercia. Egli

buon'ora
meriti

stenti

tipografa,

Mis1736.

consacr al Signore, e cresciuto cogli

copto-arabicum,
et

ex

codicibus

anni

in

virt

e
alla

nel
di

Vatcans
Pontificale

Aegyptiacs,

592, fu innalzato

dignit

Euchologium alexandrinum-copto- arabicum 1761. Rituale copto-arabicum, 763. Rudimenta lnguae copticae sive Aegyet
j
1

vescovo di Worcester.

Libero,

co-

me
te,

conviensi

ad un pastore
il

zelan-

nel reprimere
la

vizio,

si

pro-

cur
le

persecuzione degli
sottrarsi

ostinati

ptiacae 1778. rabica 1 764.

Theotochia copto-a-

peccatori, per

dalla

qua-

EGN AZI A.
dramilo.

Sede episcopale della

provincia Bizacena, nell' Africa occidentale, sotto la metropoli di

A-

pens di condursi, pellegrinando, in Roma. Nel 702, ritornato alla sua sede, e trovata pi docilit nei diocesani, fond la famosa badia
di

Evesham

cui dedic

alla

san-

EGUILLTNO,
lino del titolo di
coli.

Cardinale. Eguils.

tissima Vergine. Resse


store la sua
liberalit
i

da buon pasoccorse

Pietro in Vin-

diocesi,

con

Trovasi questo

nome

soscritto

poveri,

mantenne

in tut-

in

una

bolla di Alessandro III, spe-

to

il

vigore la ecclesiastica disciplie

dila nel

1164

in Montpellier a fa-

na,

vore di Pietro abbate di Bonifonte; ma cosa troppo chiara, che per

un

errore degli amanuensi sia stato

scritto

Eguillino

piuttostoch

Gu-

morto santamente il d 3o dicembre dell'anno 717, fu sepolto ad Evesham. Agli 1 1 gennaio dell'anno II 83, segu la sua traslazione a pili onorevole luogo, ed in

j42
tal

Eie
segnata la

EIG
sua festa Eiberto
Il

giorno

tum

degli

antichi

altri

credono,
al

dai martirologi inglesi.

che questo

nome

sia

dovuto

EIBERTO,
del titolo
di
s.

Cardinale.

Clemente.

suo
de-

nome
dita

si

trova sottoscritto
nel
di

nel

cimosettimo luogo in una bolla spe-

borgo di Nassenfels a tre leghe da Ingoldsladt, nella diocesi medesima d'Eistett; ma soggiungono, che essendo stata distrulla la citt di Aiireatum dai
barbari, venvescovato,
di

da Onorio

II,

129, a fa-

Tore del monistero


nelle Gallie.

Vendosme
notizie

ne
cui

pure
era
ci
le

spento
sede.

il

Mancano per

Commanville
nel

dice,

pi

estese di questo

Cardinale.

o AICHSTADT (Eysletten.). Citt con residenza vescovile nel regno di Baviera, circondario della Regen , capoluogo del principato del suo nome,

EICHSTETT,

che per
Il

segui

quinto

secolo,

irruzioni degli unni feroci.

vescovato

d'Eichstelt fu
s.

isti-

tuito verso

Tanno ySg da
di

Boni-

facio arcivescovo

venne ajutato

in

ci

Magonza, che da Suigero

il

quale una giurisdizione signo-

conte di Hirchsbert, e poi consegu


dal Pontefice Gregorio

ed immediata della Baviera. 11 re Massimiliano Giuseppe, avendo acquistato questo paese nel i8o5, colla pace di Presburgo, lo ripart fra i circondari della Regen, della
rile,

proprio parente

s.

III, che il Willibaldo mo-

naco
in

in Monte Cassino lo seguisse Germania per le missioni evan-

geliche. In appresso lo ordin prete,

Rezat,

del

Danubio
18 15,
lo

superiore.
stacc

poscia
in

primo

vescovo

d'

Aich-

Quindi, nel
questi stati, e

da

stadt

Franconia,

dichiarandolo
di

lo eresse in

princi-

sulfraganeo della metropoli

Ma-

pato a favore del principe Eugenio

gonza. S. Willibaldo fond in Eichstett

Beaucharnais suo genero, il figlio del quale, Massimiliano Giuseppe duca di Leucbtenberg, principe imperiale
le

un monistero
la

di

monaci, cui

di

Russia,
Eichstett

n'

1'

attuain u-

principe.

giace

da lui professata a Monte Cassino, ed ove spesso si ritirava. Dopo quarantacinque anni di episcopato, mor in questa
diede
regola
citt,
e, nel 1270, dal vescovo Ildebrando, fu eretta in suo onore una chiesa, ove si trasportarono le sue reliquie. Nel io52 s. Leone IX fece vescovo d'Aichstadt Ge-

na bella

vallata sull'Altmlh, ed

Tordinaria

residenza del princidi un tribunale una camera fiscale. Ha

pe di Eichstaedt,
civile^

e di

quattro sobborghi, tre piazze pubbliche, tre strade principali,

un

bel-

beardo d'Innspruck, gi monaco benedettino, parente, e consigliere dell'

lissimo castello,

una

cattedrale,
,

altre chiese cattoliche


li

fra le

ed qua-

imperatore

Enrico IH,
alla

conte

s.

degna

di

osservazione

quella

Calbense; ed
nel

morte del Papa,


dato in
successo-

di

biblioteca,
getti
il

Walburga. Avvi pure una ed un deposito di ogIn vicinanza


presso
si

io55
II.

gli

fu

re lo stesso Gebeardo, col Vittore


anni,
nel
tre

nome

di

d'arte.

vede

Visse nel pontificato

due
la

castello di Wilibaldsburg, e sopra

mesi,

ed

alcuni giorni,

una altura
lo
di

Pfiinz.

Altmlh, quelAlcuni pretendono,

qual

tempo govern pure

chiesa d'Eichstelt, ch'egli avea

rite-

che Eichsett o Aichstadt, Aicistadiiim et Qucrcelum, sia VJuica-

nula.

Verso

l'anno

i3oo,

Gerardo,

Eie
conte di Hirchsbert, ullimo di sua famiglia, aggiunse a questo vescovato
la

EIG
libaldo vescovo,
il

143
ivi

cui corpo

tenuto in gran venerazione, essen-

contea,
;

la

citt
altri

di Ber-

do anche patrono
pitolo
si

della citt. Essa


Il

chingen
sta

parecchi
chiesa.

signori

un antico, e buon edifizio.

ca-

arricchirono con pie donazioni queillustre


Il

compone

di

due dignit,
le

vescovo di-

cio del prevosto, e del decano, di


dieci canonici,

venne principe sovrano deirimperOj e prelese avere


la

comprese
di

due prepre-

precedenza

bende
sei
ti

di penitenziere,

e teologo, di
altri

sui vescovi suffraganei di

Magonza.
di

vicari,

non che

Ebbe a
sue

vescovi

vari

principi

chierici addetti al servigio del-

sangue sovrano, ed anticamente le rendite ascendevano a circa quarantamila scudi. Nel 1462, Pio II cre Cardinale Giovanni d'Aych, nobile alemanno, e vescovo di Eichstett; ma vuoisi che virtuosamente non volesse accettare, di che
il

la

chiesa. Nella

cattedrale

evvi

il

battisterio colla cura d'anime, e fa

da

parroco un canonico. L'episcopio, ottimo edificio, non molto distante dalla cattedrale; ed il vescovo
della

novello

tassato

nei

libri

camera apostolica
vi

in fiorini

Cardella,

Mem.

Stor.

t.

Ili, p.

iSj, cen-

cinquecento. Nella citt


altre chiese parrocchiali

riporta
tra.

testimonianze pr
della

sono due munite di

Restauratore

disciplina

sacro
giosi,

del clero, padre de'poveri, fabbri-

fonte, un convento di relidue monisteri di monache,

c
s.

un

ospedale,

la,

cappella di

Agnese nella chiesa di s. Walburga, ove volle essere sepolto. Il

due ospedali ed il seminario. Merita speciale menzione la celebre


chiesa di
nistero del suo
alla

Pontefice Benedetto
la
glio
I,

XIV, con
data
a'

bol-

Ad

Pastoralis,

3 lu-

Walburga presso il monome^ gi dedicata santa Croce, come si legge

1745, Bull, Bened. XIV, tom. pag. 533, concesse ai vescovi di


il

nella vita, che di questa santa ver-

Eichstett

privilegio

di

portare
in pre-

gine scrisse Filippo vescovo di Aichstat, e nel Gretsero de Sanctis


Eystettensibus.

innanzi

la

croce

fuorch

senza
no,

dell*

arcivescovo

metroplitaglielo per-

Santa Walburga sorella dei

ss.

quando questo non

mettesse.

Ma

il

sommo

Pontefice

Guillebaldo o Willibaldo suddetto^ e Gombaldo, che travagliarono con


s.

Pio Ylf, in virt del concordato ^ ^ giugno '817 eresse la chiesa di Baraberga in metropolitana,
tolse

Bonifacio
in

per

propagar
dai

la

fe-

de

Alemagna,

fu eletta abbadessa
fratelli

del monistero

fondato

Eichstett

dalla
alla
Il

giurisdiziojie

ad

di

Magon/a, ed
la

nuova metroregnante Ponnel concisto-

poli
tefice

sottopose.

Heiderheim nella diocesi di Aichstadt. Ivi moi nel 779, e di poi neir870 le sue reliquie furono
portate
in

Gregorio
II

XVI,

Aichstadt

nella
il

detta

ro degli

luglio

i836, dichiar
conti di Reisail

chiesa, che

da

lei

vescovo Carlo dei


ch, ed a' 17

per

la celebrit dei

nome, miracoli da Dio


prese
di lei,

del

medesimo

con-

operati

ad intercessione

mas-

sagr
s.

nella

patriarcale basilica di

Maria Maggiore.

La
alla b.

chiesa

cattedrale dedicala
s.

Vergine Maria, ed a

Wil-

sime coir olio prodigioso, che tuttora in tempo determinato scaturisce dalle sue ossa senza che mai s'intorbidi, o corrompa, quantun-

i44
que sieno

ELA
passati

ELC
Gran
molti degli antichi geografi.
si,

molti anni.

Vuoise-

lumero di prodigi racconta il vescovo Filippo summentovato, che


scrisse la

che

sia

l'odierna Alea nella Na-

vita della santa sul fini,

Gommanville dice, che la de vescovile venne fondata nel


tlia.

re del

secolo XIII

comprensivaprovato. Al-

secolo sotto la metropoli


11

di

Efeso.

mente a quello da

lui

p.

Le Quien,
I,

nell'

Oriens Chrisl.

trettanto narra Enrico Rebdorfifense negli Annali all'anno i358. Ce-

tom.
vi,
i

pag. 700, registra tre vesco-

cio Isaia, Olbiano, e Teodolo,

lebre questo sagro olio per tutta


la

quali vi ebbero sede.

Germania, e
Io
Il

le

monache
ai

di

s.

ELASSAN. Sede
saglia,

vescovile di Tesdell' lUiria

Walburga
li

dispensano
culto della

fede-

nella

diocesi

o-

devoti.

santa

rientale, sotto la metropoli di


rissa.

diffuso, e

ad essa vennero dedicate

chiese tanto in Germania, che nel

sia

Vuoisi essere Leuca, cosi detta

LaOloosson, o
dalla

bian-

Brabante, nella Fiandra, nella Francia, ed altrove. V, il Rader, Bavariae Sanctae, tom. Ili, p. 4

chezza del suo terreno argilloso.

Fu

EIDELBERGA.

EINARDO
ad

( s.

).

V, Heidelberga. Nella famosa

chiamata Elissum , e venne poscia unita a Demonica, o Domenica, che Commanville chiama Dopure
moci, facendo
di sua sede al
risalire la

fondazione

badia di Fonlenelle in Normandia fondata da s. Vandregesilo , oltre


altri

nono

secolo.

Cinque

vescovi vi fecero residenza, e sono

santi

risplendette

anche

Einardo. Educato prima alla corte di Carlo Magno, fu poscia da Loil Bonario promosso all'intendenza di Aquisgrana. Inclinato per il suo spirito agli esercizi del-

senio,

dovico

Simeone, Gregorio, Damasceno, Ared Atanasio. Oriens Christ. tom. Il, pag. 127. ELATE A, o ELATIA. Sede vescovile della prima Achea, o Eliade neir esarcato di Macedonia, diocesi
dell' Illiria

l'evangelica

mortificazione,
al
il

temensecolo

orientale

sotto la

do
di

mezzo perderlo, abbandon


col vivere in

metropoli di Cerinto.
le

mondo,

la

pone
il

sotto la

Commanvilmetropoli di A-

consacr del tutto al Signore. Sostenne egli il carico di abbate in quella cospicua badia , e prima di
si

tene, e la dice fondata nel

secolo,

morire, ne lasci ad altri il governo, per vivere da semplice monaco nell'umilt del suo spirito.

che i greci chiamarono Tuchocori. In questo luogo da Pausania ed Aristide fu


presso
villaggio,

disfatto

Mardonio,

coli' esercito

di

Mori
li

nel-

l'anno 829, maggio.

ed onorato

18

Serse re di Persia. Anlenodoro, ed Alessandro suoi vescovi vi ebbero


sede.

Oriens Christ.

tom.

II,

pag.
Citt

o ELiEA. Citt episcopale della prima provincia dell'Asia, neir esarcato del suo nome appartenente all'Eolide, situata sul mare. Scorre tra Elaea, e Pitane la riviera chiamala Caica , dalla quale si forma il golfo Elaitico. In
,

ELAEA

2o5.

ELGA,

ELCHE

(llUcis).

questa citt era vi il porto dei Pergameni, di cui si fa menzione da

Spagna, nella provincia di Valenza, poco distante dalla riva sinistra dell'Elda, che si rende nel lago di Elche, in una pianura amenissima quasi interamente coperla di palme. Vi sono molte strade assai belle, qualche casa ben fabvescovile di

, ,

ELE
bricala,

ELE
gole
ch'egli prescrisse

145
furono del Tutti queUi,

ed alcune altre gran piazze pubbliche ornate di fontane. Vi hanno pure diverse
castello,

un

chiese
tria

e pii stabilimenti.

Fu

pa-

uomini illustri, tra i quali Giorgio Juau, autore di moldi alcuni


te

opere di navigazione, geometria,

ed astronomia. Il piccolo lago, che ne porta il nome, per un canale comunica col Mediterraneo. Comjuanville dice, che nel sesto secolo
vi

tenore: i. che compongono la mia famiglia ogni giorno ascolteranno la s. Messa. 2. Se alcuno de' domestici giura o bestemmia, sar scacciato di casa. 3. Tutti abbiano a rispettare il pudore. 4* S i maschi, che le fem-

seguente

mine dovranno
timana.
5.

confessarsi ogni set-

fu fondata la sede
il

vescovile, la
trasfe-

quale verso
rita

i5i3 venne
(s.).

sia bandito in Sieno proibiti i giuochi di rischio. 7. La pace non sia turbata da alcuno, perch Iddio

L' ozio

mia

casa.

6.

ed unita ad Orihuela (Vedi).


Eleazaro, di

ELEAZARO

un'illustre famiglia, nacque nell'anno 1285 a Robiano nella diocesi di Apt. Ai Signore venne dalla propria madre consagrato sin dal suo nascere, e tal si mantenne egli

Nascenche il sole tramonti abbia a succedere la pace. 9. Ogni sera si raduni la fa8.

abita dove essa regna.

do qualche

contesa,

prima

miglia in santa meditazione, io. Sia


proibito a qualunque di portar no-

cresciuto negli anni. Compassionevole verso


i

cumento veruno a chicchessia, e sieno tenuti lutti di trattare con carit e dolcezza i poveri, che abbisognassero di soccorso. Col proprio

poveri,

li

soccorreva fin da

fanciullo, dividendo

con loro
s.
il

il

provolle

prio alimento. L'abbate di


re di Marsiglia, di lui zio,
le scienze

Vitto-

esempio Eleazaro perfettamente corrispondeva a quanto avea prescritto.

seco nel monistero per istituirlo nel-

divine ed umane. Rigido


si

La moglie poi, perch dotata di un' indole la pi tranquilla, e perch da un s santo marito ammaestrata, esattamente adempiva anche
ella le

contro se stesso, di buon' ora


se di aspro
cilicio,

cin-

quantunque
avesse
fatto

in et di
lo II

soli

quattordici anni, Carlo

sue parti. Tutti

gli

addetti

re di Sicilia

al servigio di lei

onoravanla come
ella teneali

sposo a Delfina di Glandeves,


essa di

con
ob-

lor

madre
figli.

ed

come

reciproco

consenso

si

blig a vivere

continente.

Orbato

voto privato di continenza fu reso pubblico e solenne,


suoi
Il

Eleazaro, nell'et di ventitr anni,


de' propri genitori, e divenuto quindi erede di
ricca sostanza,

e nel giorno
cero,

medesimo che il feambedue separandosi si riconel


terz'

sovven-

verarono

Ordine

di

s.

ne pi largamente sino d' allora i poveri. Quotidiana era per lui la


recita del divino offizio, e frequen-

Francesco. Nell'anno i323 Eleazaro spedito in Francia ambasciatore, cadde malato a Parigi e si prepar alla morte. Col suo testamento provvide alla moglie, ai do,

temente si accostava alla santissima comunione. Con gran diligenza ed esattezza adempiva agli obblighi del suo slato, governando la sua famiglia, e i suoi domestici, con quella saviezza, che di rado si osserva praticata

mestici,

e soprattutto ai monisteri,
spedali. Volle con

ed

agli

una con-

fessione generale purificare l'anima

sua, che

nelle case dei


VOI,.

grandi.

Le

re-

XXI.

sempre monda avea tenuta da colpa mortale. Meditando 10

i46

ELE
morte del
fosse

ELE
concentrato in questo dell'enegli

di continuo la passione e

nostro Redentore, trovava un dolce conforto alle sue arabascie: fi-

lefante, indicandosi
di chi

insignito, con

stemmi uno scudo

nalmente ricevuto il santissimo Viatico con la pi tenera commozione, e COSI pure l'estrema unzione, caduto in una agonia assai penosa,

accanto dell'elefante. Siccome quest'

Ordine fu posto

sotto la prole-

zione della beata Vergine, per cui


fu

pur detto
di

di

s.

Maria, cos

ca-

vol al cielo
trentotto

il

giorno 27 set-

valieri

esso portavano

tembre dell'anno i323,


soli

contando

lana d'oro,
patriarcali,

anni

di et.

Le

di

una colcomposta di due croci da cui pendeva un ele-

lui

spoglie furono trasportate nella


di

chiesa dei francescani

Apt, in

Provenza, ove ancora esistono. Urbano V segn la bolla di sua canonizzazione, e Gregorio XI la pubblic.

formato di smalto bianco, con un castello di argento lavorato a grana sul dorso, premente coi piedi un piano verde, smaltato di
fante
fiori.

Ma

sotto

il

re Cristiano 111,
1,

figliuolo di Federico

che

si

di-

La

santa

delfina sua

sposa

vi-

vise dalla

comunione
la

cattolica,

ab-

veva ancora quando

il marito suo Eleazaro fu dichiarato santo. Ella

bracciando

riforma luterana, fu-

rono
ci,

tolle dalla collana le

due cro-

sempre costante

nella pratica delle

e r immagine della
al

beata Ver-

virt visse al mondo, come al mondo non appartenesse^ e mori san-

gine, pendente

di

sotto, circon-

data da un
vato
I
il

sole,

venne conser-

tamente in Apt,
tasei

in et

di settan-

solo elefante.

a'

La sua morte 26 seltembi^. Le sue


anni.
stessa
s.

successe
reliquie

cavalieri di quest*

Ordine por-

tano l'insegna della collana nei giorni solenni dell'Ordine, e negli altri

furono riposte nella


di

tomba
dal

Eleazaro, e

la

sua

festa

martirologio francescano assegnata nel giorno stesso della sua morte.

ELEFANTARIA.
riliana Cesariana,

Sede episcopa-

usano una medaglia appesa ad un cordone celeste. Vuoisi, che la collana variasse pi volte, e fosse pure formata da parecchi elefanti, intrecciati

le dell'Africa occidentale, nella

Maudico-

di torri,

sotto

la

metro-

fante sulla schiena

avendo ogni eleuna gualdrappa

poli di Giulia Cesarea.

Altri

no, che "vi sia stata pur anche una citt vescovile dello stesso nome

tm'china, ed inferiormente alla colJana un elefante d' oro sovrappo,

sto

cinque

grossi

diamanti, in

presso litica

nella

provincia

proera la

memoria

delle cinque piaghe di

Ge-

consolare, di cui Cartagine

metropoli.
cavalieri, istituito nel

s Cristo, perch vuoisi istituito lo stesso Ordine anche ad onore della


sna passione. L'abito di cerimonia
de' cavalieri
si

Ordine equestre di i474> ^ nel 1478, da Cristiano I re di Danimarca, in Lunden, o Lund, allora
capitale
di
la

ELEFANTE.

compone

di

un gran

questo

regno, per
delle

fe-

mantello di velluto cremisino, foderato di raso bianco , e sul lato sinistro del mantello portano una
croce ricamala, circondata di ragsi vede nella figura, che Bonanni riporta a pag. xxxvi p. del suo Catalogo degli Ordini e-

steggiare
di

solennit

nozze

con Cristina di Sassonia. Dicesi, che l'Ordine danese del Braccio armalo
figliuolo

Giovanni suo

gi,
il

come

ELE
questr, trattando del cavaliere del-

ELE
re le limosine. Tale pure
il

i47
co-

Ordine di s. Maria dell'Elefante. Aggiunge pur egli che sotto l'immagine dell' elefante eranvi punte di speroni, e che nella medaglia si vedeva l'immagine della beata Vergine con tre chiodi , in memoria
l'
:

spicuo incarico, che nella famiglia del sommo Pontefice funge il prelato Elimosiniere del Papa (Vedi). L' elemosina
quelli,

di

precetto

per
farla,

che sono in istato di e questo precetto fondato

sulla

della passione del


glio.

suo

divino

Fi-

Scrittura, sui padri, sull'amore naturale, che noi dobbiamo al prossimo nostro. Ges Cristo protesta neir evangelo, che condanner i reprobi al fuoco eterno per non a-

In sostanza,
insegne,

scritte

dopo tutte le denon rimase che l'ecavallere-

lefante
sca.

per

decorazione

Su

tuttoci, che riguarda quesi

sto Ordine,

possono consultare
:

seguenti

autori
,

Leonardo

Lodo-

vico

Voigt

Regius

tinus, Barulhi

ordo elephan1673; Valeriane Er,

vere fatto l' elemosina, come si legge in s. Matteo e. 25, v. 4i S. Giovanni, e. 3, v. 17, ci avverte

che

quelli,
i

quali

mancano
fratelli

di as-

nesto Loescherus

De

ordine

ele-

sistere

proprii

nei

loro

phantno,

Wittebergae 1697; Federico Enrico Jacobs, De ordine equestri elephaiitino , Jenae 1705.

bisogni,

quando

lo

possono,
1'

hanno punto
Dio.
I

in se stessi

non amore di

Abbiamo
stre
,

inoltre, Brevinriuni eque-

tenza su quest' articolo


**

padri hanno una sola sen Super:

seu de

illustrissimo

equestri

ordine elephantino, ejusque origine


et progressu, collectuni

>9

pauperum. Res alienae possidentur,


flua divitum, necessaria sunt

ex mss.

co-

cum

superflua possidentur^^, co-

dicibus Ivari Hertzolmij in

epito-

me

men redactum a Jano


dio,

Birchero-

Hauniae ex regio typographeo


o
sia

1705.

s. Agostino in psalm. i47 num. 12. San Girolamo^ in Reg. monacli. e. de Paupert., si esprime: Aliena rapere convinci-

disse

ELEMOSINA,
Soccorso temporale poveri per carit,
sia

che

LLAIOSINA. si d ai
in

tur,
ti

>

nere proba tur".


s.

qui ultra necessaria sibi reEd aggiunge-

denaro,

remo con

Ambrogio,
21
'"'.

de
>*

qffic.

in vesti, sia in commestibili,

od

in can. pas.

distint:
;

Pasce

altro donativo. Dassi per motivo di


carit ai bisognosi
;

tamen morientem

e dicesi elimo-

sti,

occidisti
il

si non paviFate limosina se-

sinario

ed elimosiniere

chi fa

la

condo
bia

vostro

potere,
il

secondo
vecchio

le

limosina. Slipis distributor


gli,

queti-

vostre facolt, diceva

To-

che
di

ne

fa

in

abbondanza:
il

laonde alcuni ebbero


tolo

glorioso

elimosinario.

11

nome

di

a suo figlio. Inoltre santo Agostino stima, che per limosi* na s' intenda ancora ogni sorte
di to
se

Elimosiniere (Vedi) anche uffizio di un cappellano, od altro indivi-

misericordia e
dice,
la

carit.

Teofiiat*

che chi d
carit,

l'elemosina,
e

duo nelle corti principesche, che ha per incumbenza la distribuzione


delle limosine.
uffizio

d per

per

amor
dei

di Dio, facendo atto di virt, vie-

Tale
corti

il

cospicuo
altro

ne ad ottenere
suoi peccati, e
le
il

la

remissione

di

un cappellano, od

monda
perch,

l'anima dal-

individuo nelle
il

principesche,

sue

colpe;

come
s.

dice

cui uffizio consiste nel distribui-

principe

degli

apostoli

Pie-

i48
tro, nella
rilas

ELE
sua
I

ELE
4 ^>

epist. e.

^^'
vera

veri; la

seconda pel mantenimento

operit miiltitudinem

peccato^
Teofi-

della chiesa, e pel servigio divino;


la

rum. La pi comune, e pi
interpretazione del passo di
latto
si ,

terza pel clero. S.

Crodegando,

vescovo di Metz fiorito nell'ottavo


secolo, nella regola

che

la

limosina

ci

monda
alla
si

che prescrive ai

dai

peccati perch ci

dispone
il

canonici regolari vuole, che


te cui si

un
per

prece-

purga

delle nostre colpe,

che

d qualche cosa
i

fonda nella sagra Scrittura.

lebrare la messa, per amministrare


nella
i

Di frequente

comandata

sagramenti, per cantare

salmi, e

Scrittura sagra l'elemosina, giacch


era ingiunto specialmente ai giudei
di assistere
orfanelli, e
i i

a solo titolo di limosina. Tuttavolta si deve metgl'inni, la riceva

poveri, le vedove, gli


forestieri,

tere differenza tra

uno

stipendio,

una

come
1

si

leg1

sussistenza accordata a titolo di ser-

ge nel Deuteronomio
e neir Ecclesiastico j

e.
e.

5, v.
i
.

4) v.

Abe.

biamo
6, che
di)

dagli Atti apostolici, Act.


l'

ordine dei

Diaconi (Ve-

fu
;

istituito

poveri
i

per aver cura dei dappoich nel loro fervore


della

cristiani

primitiva
i

Chiesa,
loro be-

ed una pura limosina. Del premio promesso a quelli, che danno per limosina persino un bicchiere d' acqua fredda, e della industria de' poveri per cavare limosine, tratta il p. Menochio nel tomo III, pag. 176, e 180 delvizio,
le

furono indotti a vendere


ni, e depositarne
a'
il

sue Stuore.

La

carit

verso

gli

prezzo ricavato

infelici

non

ispir

tanta industria,

piedi degli apostoli, per sovveni-

re ai bisogni degl' indigenti. S. Giustino


tutti
i

ci

dice
fedeli
si

neir Apol.
della
citt

2,

che
della

e
la

campagna

congregavano
assistere
alla

do-

n sugger tanti diversi stabi h menti per sollevare i poveri bisognosi, quanto nella sola cattolica religione. Per la pratica del precetto dell'elemosina, dicono i trattatisti che
bisogna distinguere tre sorte di necessit nei poveri; la necessit co-

menica per

celebra-

zione dei santi

misteri,

che

dopo

r orazione ciascuno faceva la sua hmosina a misura del proprio zelo e facolt, in

mune,

la necessit pressante,

la

necessit estrema.

La
i

necessit

co-

come

praticasi tuttora

mune

quella, che
tutti

soffrono

or.

molte chiese. Si mandava il dinaro al vescovo, oppure a chi presiedeva perch lo distribuisse a'poveri, alle vedove ec. Il Tillemont, appoggiato sopra un passo del codice Teodosiano, osserva che nel quarto secolo alcune donne religiose occupavansi a raccogliere le limosine pei prigionieri, congetturandosi con qualche fondamento che fossero le Diaconesse [Vedi). Nei
primordii
<li

dinariamente
veri,

poveri

La
il

necessit pressante quella dei po-

che non possono procurarsi


loro onore,

necessario, senza correre rischio della loro salvezza, del

della loro salute.

La

necessit estre-

ma

un poun pericolo evidente di morire, se non viene soccorso prontamente. Nelle necessit comu quella, in cui trovasi
vero, che in
ni

della Chiesa,

ministri
limosisi

superfluo, dello

essa sussistevano di sole

ne.

Le Oblazioni (Vedi)
tre parli
;

divi-

siamo obbligati a dare tutto il stato, conservando tuttavia quello che fa d' uopo pel mantenimento, e per lo stabilimento onesto de'proprii fgh, e pei ca-

devano in

ima

pei

po-

ELE
i

ELE
debbano profa

149

fortuiti,

purch

essi

babilmente avvenire, locch


del necessario dello stato.

parte

medico, soleva dire, che se fosse stato lecito, avrebbe venduto s ed


i

Ma

non

fgHuoli per
;

darne
s.

il

ricavato ai

siamo obbligati a dar tutto ad un tratto il proprio superfluo, ne ai primi poveri che si presentano. S possono, e si debbono anzi esaminare con prudenza le necessit de' poveri, cominciando sempre da quelli, che sono nel maggior bisogno. Quando bisogni sono eguali, si debbono preferire
i

poveri
bri

l'

istesso

Gregorio venai
li-

dette quanto aveva insieme

per

fare

limosina.

La

carit
il

veiso

g' infelici

essendo stato
de' primi

ca-

rattere

distintivo

fedeli,

molti
trire
i

si

venderono schiavi per nu-

poveri col prezzo della loro

libert.

A
1'

confessione

dello

stesso

parenti agli estranei, quelli del luosi

Giuliano

apostata, assistevano essi


i

go dove

dimora,

quelli

che
ec.

egualmente
da
la
s.

cristiani,
le
s.

che

pagani.

non sono
no
ec. pii
P^.
il

del luogo, quelli che so-

Immense furono
Fabiola
;

a quelli che non lo sono,


bellissimo

hmosine date Esuperio pativa


gli

sermone del
Cipriano so-

fame per alimentare


le

altri,

santo vescovo Ceciiio

ne bastando
beralit,

Gallie alla

sua

li-

pra r elemosina; il trattato di Drexelio, De eleemosyna, Lugduni Batav. 1641 ; e quello che pubblic
il

mandava

molti denari

ai

monaci

di oriente. Della

liberalit

De

Angelis in

Roma

nel

i644

Della limosina che

ci assicura nel

giorno del finale giudizio. Aureo poi il sermone del p. Mabillon sul-

costantemente sino dai primi tempi del cristianesimo dalla Chiesa Romana, e dai Papi, fino alle pi remote regioni, si tratta a Collettey a Poveri (Fedi), e ad altri
esercitata

r elemosina, per non


altri trattati,

citare

tanti

molti articoli di questo Dizionario.


Sulle elemosine presero sautissi-

biamo su
chatel nel
il

anche recenti, che abquesto argomento. Du-

1829 pubblic
Chart.

in Parigi

trattato de la

L* apostolo delle genti

s.

Paolo
far
la

inculc ai Corinti, che nel

elemosina non fossero inconsiderati, e raccomand loro, che ogni domenica facessero collette per
i

provvidenze anche i concilii. Quello nazionale d'Inghilterra tenuto a Cleveshou l'anno 747? dopo avere esortato all' elemosina, biasim 1' abuso che cominciava ad introdursi, di pretendere di poter

me

assistere

con l'elemosina diminuire, o commutare le pene canoniche imposte


dal sacerdote
peccati.
cilio,

poveri,

chiese di Galazia.

come avea prescritto alle Le vedove pian-

in

soddisfazione
il

dei

La

elemosina, dice
piuttosto

conla

gendo mostrarono a s. Pietro le vesti loro fatte da Tabita gi morta, ed egli in virt di Dio la risuscit.

deve

accrescere

penitenza,

ma non
che
la

dispensa dal pre-

gare, e dal digiunare, principalmente

Copiosa era

la

limosina fat-

quelli,

ta dai primitivi cristiani,

che alcuni senza bisogno vano, il perch vennero repressi con leggi. Grandi furono le limosine di-

segno mendicaa

mortificare
a'

hanno bisogno di carne per rimediare

loro peccati.
i

Condann
per mezzo

altres co-

loro,

quali pretendevano supplire


di

alla penitenza

altre

stribuite dall' imperatore Costantino

Magno. Santa
ss.

Nonna,

madre

dei

persone che digiunassero, e cantassero salmi per essi. La stessa carne, dice
il

Gregorio Nazianzeno, e

Cesario

concilio,

che

port

il

5o

ELE
pinte
si

ELE
delle loro disgrazie in tavolozze di-

peccalo, dere essere punita ; e se fosse permesso soddisfare per altri, i


ricchi

salverebbero pi facilmente

e pendenti loro dal collo, cantavano, pregavano, tendevano


la

de* poveri, contro la parola espressa del vangelo.


asserito,

mano
essi
a'

ai

passeggeri, e gettavano

Nessun concilio ha mai

ad

de' baci

per ottenere
bisogni,

soc-

che la limosina rimetta di sua virt i peccati di qualunque

corso

propri

che per

qualche volta fingevano.

genere.

Adunque
si

l'elemosina
colle

non

ELEMOSINERIA APOSTOLICA. V. Elemosiniere del Papa.

meno

vantaggiosa che necessaria,


fa

allorquando

condizioni

ELEMOSINIERE,
NIERE.

LIMOSI-

volute, vale a dire spontaneamente,

Oflizio ecclesiastico, che si

o di buona volont, e con


prudenza, umilt,
carit,

gioja,

giustizia,

funge da quell'individuo, il quale serve i principi le principesse sovrane

non dando che


quali
si

propri beni, e dei


disposizio-

ed
le

prelati

nelle

funzioni del ser-

abbia
i

la libera

vizio divino, nella distribuzione del-

ne, eccettuati

casi di autorizzazio-

limosine e in altre incumbenze,


i

ne
s.

ce.

Finalmente ricorderemo, che


definisce

secondo
il

luoghi. Dice

il

Mac'i,

che

Tommaso

V elemosina

limosiniere nella corte

imperiale

opusj quo datur aliquid indigenli ex commiseratione propter Deiim. V. Poveri. Qui ci sembra opportuno notare,

di

Costantinopoli

chiamavasi

Co-

mes sacranim latgilionum. Aggiunge essersi chiamato l'elemosiniere Phagolidorus^ perch dona la li-

antichi in

che sugli accattoni dei tempi un'adunanza della celebre pontificia accademia romana
Archeologia,
tratt
il

mosina della borsa, vocabolo composto dalle parole greche borsa, e

dono

Hortamiir
potiuSj

di

dotto

nostra spernantur

in Domino^ ne a phagolidoris di'

chiarissimo professore Giuseppe de

da; sed
telwerdo
parla dei
principi^
i

Mattheis, socio ordinario della me-

regi coelorum gralias


in
prol.

sed praeopimas reddant. lib.

desima, con profonda e variata


rudizione.

e-

2,

Chron.,
dei

Dimostr

1*

abbondanza
alla

limosinieri

ministri

degli accattoni

anteriormente

quali colla borsa del loe bisognosi.

propagazione del cristianesimo, pre-

ro signore sovvengono alle necessit de' poveri

cipuamente presso gli antichi greci e romani, tutto provando colie pi luminose testimonianze, tratte dai
greci,

Da

tal

greco vocabolo Isidoro compose corrottamente quello di Pliuculla in


significato di borsa. Oltre a ci,
si

dai

latini

scrittori,

cio

non
pres-

da Omero, da Plauto, da Giovenale, da Persio, da Marziale, e da


altri.

deve tacere che


i

l'

Eranarca

so

greci era

l'

amministratore del-

Ne mostr anche
e

gli

usi e le
la

le limosine de' poveri.

maniere,

ne

fece

conoscere

un pubblico

ufficio relativo

Questo era ad una

molta somiglianza cogli accattoni dei tempi nostri. Erano pur essi poveri,
infelici, ciechi, storpi, che mal vestiti, appoggiati al bastone, collocati sopra i ponti, ne' trivii, nelle vie pi

specie di magistrato, che riuniva

una

assemblea di amici, e si tassava ciascuno secondo le proprie facolt,

frequentate, sopra
^e' casolari,

muricciuoli, o

quando abbisognava sovvenire alle come d' uno schiavo, d' un uomo ridotto alla
necessit di qualcuno,

colla

rappresentazione

indigenza ce.

i:le
1

ELE
furono
i

t5t

primi

liiijosnier

Dia-

sembrava rappresentare, ed essere


succeduto air antico arcicappellano,

coni (P^edi)j
i

istituiti

dagli apostoli,

ed incumbenze, addossarono loro questo ministero ed uffizio pietoso. 11 Galletti, noverando tra gli uffiziali maggiori della santa Sede apostoquali
tra gli
altri

ministeri

o cancelliere, che aveva in passato tanti privilegi, diritti, ed autorit


nella corte de' re francesi.
le

principali prerogative, che


i

Una delhanno
di

goduto
dizioni,

grandi

elimosinieri

lica,

e del sagro palazzo lateranen-

Francia, erano quelle estese giuris-

se,

abitazione de'JPapi,

il

Sacellario

che

re avevano loro consugli

{Vedi), dice che era

un pagatore

servato sulle limosine,


dali, sulle infermerie,

ospepii

immediato
ti

delie milizie^ de' salaria-

ed

altri

della famiglia pontificia, e delle

luoghi.

Il

grande elemosiniere aveil

limosine. Cos nel suo trattato del

va sopra questi ospedali


di
le

diritto

Priniicero ec. pag.


poi
del

i25; in quello
della
S.

nominare e provvedere a
piazze e borse annesse
di
lui
;

tutte
il

Vestarario

R.

ma

re

Chiesa^ dice a pag. 8, che custodiva eziandio il denaro pei bisogni


urgenti straordinari, per
gli schiavi,

aveva per il diritto ne, ed il primo da

prevenzio-

nominato
poste-

riscattale
il

era preferibile al nominato

e per sollevare

popo-

lo dalla fame in tempo di carestia. Quindi aggiunge che per le spese

riormente dal grande elemosiniere. V'erano per altro in Francia parecchi ospedali esenti
dalla giuris-

ordinarie eravi deputato


sacellario

officiale

dizione

del gran

limosiniere.

Tra

o saccolaro

da Sacello,

le singolari

prerogative del grande


tra
prelati

cio

da un piccolo

sacco.

Tra
a

le

elemosiniere di Francia, e che perci lo distinguevano


i

altre sue ingerenze spettava

lui
il

di dare le limosine, e dispensare

del regno, eravi quella di offiziare

presbiterio ne' dovuti tempi al clero

in tutte le

diocesi

della

corte

e popolo romano. Di poi

il

mini-

stro incaricato dal Pontefice per la

distribuzione delle limosine, fu chia-

malo r Elemosiniere del Papa {Vedi), il quale uno de' primari prelati

Francia dinanzi al re, perch egli era il vescovo della corte, ed il capo della cappella reale, ed in ogni luogo ove il re assisteva ai divini uffizi. Abbiamo molti autori , che
scrissero sull'autorit, e sui privilegi

della

famiglia

pontificia,

insii

gnito del grado episcopale.


vescovi ebbeio
il

Anche

dei grandi elemosinieri di Francia,

loro elimosiniere.

non che

sulla loro serie.

Di quello de' Cardinali tratta il padie Gattico, ydcta selecla caereni. pag. 277, XI, Officium eleemosynarii.
l' elemogrande elemosiniere, il quale talvolta anche il confessore dei principi. In Francia il grande elemosiniere era il primo uffiziale ecclesiastico presso

Chiamaronsi pure elemosinieri que'sacerdoti, che seguivano un reggimento sopra un vascello, nelle piazze forti, o presso signori particolari,

ideile corti

sovrane evvi
il

per eseguire

le

sagre

fun-

siniere maggiore, ed

zioni del loro

grado e

stato, secon-

do

bisogni spirituali di quelli cui

erano addetti. Questi elemosinieri furono detti cappellani. Gli elemosinieri

dei

vascelli,

od

altri

basti-

al re.

Ordinariamente era

rivestito

menti,

dovevano

essere

approvati

della

subhme

dignit cardinalizia, e

dal loro vescovo

diocesano,

o dal

i5i

ELE
dente
riore,
;

ELE
e le Maestre pie delle scuo
le pontificie

loro superiore regolare se religiosi. Eranvi regolamenti perch fossero


rispettati

(Fedi), di cui supelo dei maestri regio-

tanto gli elemosinieri del-

come

la

marineria,

che

dei
di

reggimenti,
militari.

nari, cui

commessa

la

gratuita

e delle guarnigioni

Si

istruzione de' poveri fanciulli. Sino


al

obhligarono

negozianti, che faces-

pontificato di

Leone XII, monil

sero equipaggiare nei porti del re-

signor elemosiniere era


di tutte le maestre
pontificio.

superiore

gno

Francia vascelli per viaggi di lungo corso, il cui equipaggio fosse di quaranta uomini e pi, ad imbarcarvi elemosinieri, sotto pena
di

pie dello slato

Per disposizione del medesimo Leone XII, istitutore della commissione de'sussidii, sempre
deputato di
essa,

di

ammenda.

come

ordinaria-

ELEMOSINIERE
un
prelato
palatino,

del Papa.

dei

ed

uno

prelati primarii della famiglia


tificia,

Poned

mente lo di qualche altro luogo pio. Egualmente da monsignor elemosiniere dipendono i medici, i
chirurghi, e le spezierie
tordici rioni di

insignito

del
in

grado

arcive-

dei
i
i

scovile,
il

con
tra

titolo
i

pardhiis,

Roma, ed
a
curare

primo

camerieri segreti parintimi

sono

deputati

quatprimi poveri

tecipanti ecclesiastici,
gliari

famidel

del
l'

sommo

Pontefice,

infermi, le seconde a somministrare loro i medicinali. Se 1' elemosi-

quale

elemosiniere segreto. Egli


i

niere
rica

non promosso,
viene esercitata

la

sua

ca-

sempre annoverato tra


assistenti al

vescovi
:

tanto nell'in-

soglio pontificio
d'

ordidelle

tero pontificato

nariamente canonico
basiliche

una

ha

fatto,

patriarcali di Roma, ed ha residenza conveniente tanto nel

per la

del Papa, che lo quanto nella sede vacante di lui morte. Il nuovo Pon-

tefice suole
Il

confermarlo.

palazzo

vaticano

che

nel

palazzo
aruffi-

prelato elemosiniere

quirinale, ove

tiene segreteria,
Il

dinaria udienza del

ha l'orPapa ogni marqualche


at-

chivio, e computisteria.
zio chiamasi
lica, di cui
il
l'

suo

ted mattina, per riferirgli

tlenwsineria apostoil

affare relativo alle diverse sue


tribuzioni, e per rendergli

prefetto.

Quando
del
al

ragione

Papa

abita al Vaticano, l'elemo-

siniere abita

un appartamento

delle istanze, o suppliche a lui rimesse dal Pontefice, ovvero per recargli istanze

contiguo torrione; quando risiede


Quirinale
XllI, ed
abita
del braccio
ivi

e suppliche

dei

po-

un appartamento

veri che

domandano

soccorso. Tali

edificato

da Clemente ha contiguo l' ufBzio


abi-

istanze in gran parte sono provve-

della elemosineria. Dell antica

tazione dell' elemosiniere al Vaticano, tratta


il

Chattard, Del Fatica-

no, tom. Ili, pag. 72, e 827. Dipendono da monsignor elemosiniere segreto del
riore,
il

dute con benigno rescritto pontificio con somma determinata o indeterminata, e rimesse per l'esecuzione a monsignor elemosiniere, il quale inoltre facoltizzato di far
per l' elemosineria apostosecondo il beneplacito de' Pontefici. Ha luogo l'elemosiniere in
rescritti
lica,

Papa che

n' supess.

Conservatorio de'
e

Cledelle

mente ,
5.

Crescentino

detto

tutte le sagre funzioni, e

cappelle
Filleggia-

Zoccollelte (

Fedi)
j

V ospedale
cui

di

cui assiste, o celebra

il

Papa, e lo

Rocco (Fedi)

di

presi-

segue nei Fiaggi, nelle

ELE
tura (Predi'), e
servizio di

ELE
il

153

quando
alle

Papa con
o
funcele-

treno, detto di citt,


si

pubblico
zioni,

reca

sagre
si

ed

alle

cappelle che
e

brano nelle

basiliche,

chiese

di

Boma

a visitare alcuna chiesa, monistero, collegio, o sovrani ec. Nei treni di


;

quando

si

reca

M Papae, eques cura baculo in ma nu, et cum eo omnes alii do' M mini patriarchae, praelati, abbaM tes, socii capparum, et ceteri de clero. Ultimo sequitur eleemosy narius Papae, qui projicit mis salia (idest instruendus) per car-

"
di

rerias".

Talvolta
veci

gli

elimosinieii

viaggio, e

villeggiature,
il

l'elemosinella

fecero le

niere prende carrozza,

primo luogo
segue
il

che

nei treni di citt o pubblici

Papa, ma pren-

maestri camera, sia nel servizio dell'anticamera segreta per le ordinarie


dei
prelati

udienze, sia per incedere col


nel treno di
citt,

Papa

primo luogo in quella che lo precede, avendo seco il fattore delde


l'

il

sia

per

ascolta-

re dentro la bussola la predica, che


il

elemosineria per ajutarlo a distrile

predicatore apostolico fa nell'avstanze; e disimpegnarono analtri

buire

limosine
il

a'

poveri

ove

si

vento, e nella quaresima nelle pontificie


uflizii. Nel 1754, per Benedetto XIV, monsignor Teodoro Boccapaduli elemosiniere, venne dichiarato pr mae-

conduce

o o impotenza dell'elemosiniere, i Papi sogliono deputare un prelato cameriere


Pontefice. Nei viaggi,
villeggiature^ in assenza

cora

volere

di

segreto partecipante a farne le veci.


Altrettanto dicasi dei treni di citt

stro di

camera

(J^edi), cogli

emo-

o pubblici, mediante l' ajulo del menzionato addetto all' elemosineria.


Nelle trottate poi, in
cui
il

Papa
si

lumenti ed onori d' ambedue le cacontinuando ad esercitare riche, r elemosineriato, come si legge nel

incede con

due

sole

mute,

in

numero 5679
di detto

del Diario di
si

Roma.
in

vengono l' elemosine dispensate dal primo ajutante di camera del Pontefice. Nelaltrove,
le solenni

Roma, che

anno, e come
Bicci,

legge

Marco Ubaldo
gli,

Notizia della

famiglia Boccapaduli. Nel darci ea p. 548,


le notizie di

cavalcate de' Pontefici, se

questo

r elemosiniere era soltanto cameriere segreto partecipante, coli' abito di

illustre prelato,

g'

incarichi

ed
del

onorificenze conferitegli da Benedetto

questo

ceto,
il

prelatizio,

secondo

con quello grado che a-

XIV,

riporta

il

biglietto
stato

Cardinal segretario di

della

veva, cavalcava coi camerieri segreti,

e cogli altri prelati palatini, coil

me r uditore,
moriali
ec.

segretario

de'

me-

nomina di pr- maestro di camera. Funse ambedue gli uftzii sino al 1759, in cui regnava Clemente
XIII, che poi fece maestro di camera, monsignor Erba Odescalchi.

Se

poi

r elemosiniere
episco-

era insignito
al

del
i

carattere

pale, incedeva tra


soglio.

vescovi assistenti

Qui noteremo, che monsignor Nicol Saverio Albini vescovo di


ca, poi arcivescovo di
tibuSj

Trattando il p. Gattico a pag. 260, Act. ec. de modo obviandi et


recipiendi

LeuAtene in parfu e-

canonico di

s.

.Pietro,

Romanum
:

Pontificem

lemosiniere
di
uffizio

primo ad aliquam civitalem venienteni, dice che > Item post Papam * immediate sequitur camerarius

guardaroba Benedetto XIII. Questo secondo


segreto,

proprio

di

un cameriere

segreto partecipante. Tuttavolta ab-

i54
biaino
altri

ELE

ELE
descrizione delle
nella chiesa di
s.

esempi di elimosinieri segreti, che furono pure guardaroba. Fra Je altre cose spetta ai guarda-

esequie

celebrate

Maria d'Araceli, per monsignor Teodoro Boccapa-

roba presentare

a* novelli

Cardinali

oa formalit
nocenzo

il

cappello rosso. In-

duli, protonotario apostolico partecipante ed elemosiniere di Pio VI;

XII, appena eletto nel 1691 5 dichiar monsignor Alessandro Bonaventura guardaroba ed
elemosiniere segreto,
le

ove cant

la

messa monsignor Stay,


de' ministri

segretario de' brevi a' principi, col-

r assistenza
della

cantori
cio
di

quali cari-

cappella

pontifcia,

che

gli

furono confermate da Cle

mente XI. Nel numero 842

del

monsignor maggiordomo e degl'individui della camera segreta, comprese


le

Diario di Roma, del 1722, si legge la descrizione del funerale fatto B monsignor Ignazio Errante, elemosiniere segreto d'Innocenzo XIII,
beneficiato della
basilica

numero [062,

guardie Jancie spezzate. Nel del Diario di Ro-

ma
sa

del 1785^ si descrivono l'esequie celebrate nella mentovata chiede'


ss.

vaticana,

Vincenzo
cantata

gi conclavista del
nel conclave, in cui

medesimo Papa

con messa
grista,

ed Anastasio, da monsignor

8 maggio 172
elemosiniere.

I,

venne eletto agli ed allora dichiarato


trasportato
il

Cristiani, vescovo di Porfrio, e sa-

per monsignor Giuseppe


di

Ma-

Fu

ca-

ria Contessini

arcivescovo d' Atene,


ministri,

davere nella chiesa de' ss. Vincenzo ed Anastasio a Trevi, vestito colr abito di mantellone, cio mantellone, e sottana. Cant la messa monsignor Scaglioni segretario dei
brevi
assistito

ed elemosiniere
sisterono
i

soliti

Pio VI. Vi ased indi-

vidui della camera segreta.

dai

ministri
coli'

della

cappella

pontifcia,

intervento

de' cantori della

medesima. Siccome

r elemosiniere fa parte della Camera segreta [Kedi), cosi assistono


alle esequie
i

Anticamente gli elemosinieri dei non erano insigniti del carattere episcopale, n la loro carica era a vita loro durante, ma cambiavasi per lo pi in ogni pontificato, seppure non fossero promossi a cariche maggiori. Nel ruolo di
Pontefci

prelati

maggiordomo,
g' indivi-

sagrista, uditore, e

tutti

Nicol 111 del 1277, l'elemosiniere fra i famigliari del Papa. Nel

dui della stessa camera segreta tanto di abito paonazzo, che di spada,

abbiamo
palazzo

ruolo di Pio II dell'anno 1460, Falastus et Nicolaus


:

e cappa. Innocenzo XIII


allora canonico
liere segreto

fece

ele-

cleemosynari. Leggo
apostolico,

ne* ruoli

del

mosiniere monsignor Tasca ch'era


vaticano,
,

e camela d'

guardaroba carica ritenne. Per morte


cenzo XIII,
nel
il

qual Inno-

che monsignor Francesco Vannuzzi, canonico di fu elemosiniere di Paos. Pietro, lo III, non per di Giulio III,
e Marcello li di lui successori,
nell'elezione
a
di.
l'

Benedetto XIII,
<:arica di

1724, fu creato quale conferm


il

ma
il

Paolo
si

IV

concorse
nei ruoli

neir elemosineriato

Tasca,

ma

la

conseguire

elemosineriato, ed

guardaroba la confer al suddetto monsignor Albini, cui poi aggiunse anche quella di elemosiniere segreto. Nel numero 228 del Diario di Roma del 1777, si ha la

consegu, laonde

vede
del

registrato tra gli officiali


detti

maggiori

extra
il

dopo

p.

i555, e maestro del sagro paordines


11

lazzo apostolico.

Cardella,

nelle

ELE
'Aleni,

ELE
presente l'elemosiniere
gli

i55
ha mensili

islor

de* Cardinali tom. IV,

3i3, dice che Giulio III nel i55i cre Cardinale Giovanni Ricci di Montepulciano, gi suo tesop.

scudi cinquanta, oltre le propine e

emolumenti proprii del suo noed importante


uffizio. JVella ri-

bile

riere segreto e particolare,


se
si

che fori

correnza della festa dei principi degli

direbbe elemosiniere. Tra

ca-

apostoli, e pel solenne

possesso

merieri segreti di Paolo


lo del

nel ruo-

del Papa, aveva la distribuzione di

signor
greto.

i6i5 si legge il nome di monEnea Castelli elemosiniere seAnche Paolo Morelli fu elemoPaolo V. Tanto sotto Paoaltri Pontefici,

due medaglie
Gregorio

d'oro.

Ora ne
1

riceve

altrettante di argento.

XV,

nel

621, dichia-

siniere di

lo

V, che sotto Urbano Vili, Innonei ruodell'

r suo elemosiniere segreto, rio Bovio.

Ma-

cenzo X, ed
li

Urbano Vili
s.

fece consultore del


s.

archivio palatino eranv re-

offizio,

canonico di
Sofa
in

Pietro, ed

gistrati

due elemosinieri, uno chiamaggiore registrato


maggiori, e
i

elemosiniere segreto Agostino Greggi

mato
siniere

elemosiniere segreto^ o elemotra


gli

di

s.

Romagna. Nel
ed
arci-

i633

lo

cre Cardinale,
e

ufficiali

camerieri sedi

vescovo di Benevento. Indi fece suo


elemosiniere,

greti partecipanti,

con parte

pa-

cameriere segreto
del-

ne, vino, e tutt' altro proprio

degli

Bartolommeo Greggi, parente


Tanteriore. Innocenzo
fece Elemosiniere

intimi della Famiglia Pontificia ^ e

nel

i644

per companatico mensili scudi trentaquattro, e bajocchi ottantacinque;

lazzo apostolico (cos lo


veri,

r altro chiamato elemosiniere aposto lieo

Roma

in

maggiore del pachiama l'Alogni stato, tom. H,

od

elemosiniere

ordinario j

pag. 266), Virgilio

Spada

di Bri-

con parte del solo pane e vino dal


palazzo apostolico, mentre pel

seghella, prete della congregazione

com-

venivano contribuiti ogni mese, scudi nove, e bajocchi ventidue e mezzo. Tanto pur si legge
panatico
g^li

dell'Oratorio, il quale fu poi da Alessandro VII promosso alla carica di

Nei
tra
i

ruoli

ne' ruoli
rest

di

Clemente

XI.

Dipoi

commendatore di s. Spirito. del 1659 registrato camerieri segreti non partemonsignor Francesco Ferelemosiniere
segreto
;

un

sojo elemosiniere col

nome

cipanti,
rini

di Elemosiniere segreto,

o del Pa-

suo

in

pa. Ne' ruoU di detto Papa, cio in uno di quelU avanti il 1708, trovai registrato monsignor Agostino, elemosiniere segreto, tra i camesegreti, e Filippo Bardi, elemosiniere apostolico, nel novero delle limosine che si davano dal parieri

Clemente XI, oltre il nominato monsignor Bonaventura, fu puie elemosiniere monsignor Agostini. Federico Caccia milanese, da uditore di rota da Innocenzo XI fu
quelli di
fatto

suo

elemosiniere

indi

nel
in-

i6g3 da Innocenzo XII venne


viato nunzio in Ispagna, e nel

lazzo apostolico, le
gistrate in tutti
i

quali

sono

re-

me-

ruoli

del

mede-

simo. Nel pontificato di Pio VI l'elemosiniere aveva scudi quaranta-

cinque al mese, oltre

le

accennate

distribuzioni di pane, vino, ed altro

che dava

la dispensa

palatina.

Al

desimo anno fu fatto arcivescovo di Milano creandolo Cardinale nel 1695 a' 12 dicembre. Gregorio Bandi di Cesena, canonico di s. Maria Maggiore , e cameriere segreto, da Pio VI fu fatto arcive,

i56

ELE
di
s.

ELE
Maria Maggiore, donde poscia
nella basilica vaticana.
Io trasfer

scovo di Eclessa, e suo elemosiniere segreto, ufficio che esercit con

Pio VII finche


te
il

visse.

Alla sua
fece

morele-

medesimo Pio VII

da notarsi, che nel secolo passato monsignor Boccapaduli fu elemosiniere di quattro Pontefici, cio Be-

mosiniere, ed arcivescovo di Edes-

Francesco Bertazzoli, canonico di s. Maria Maggiore, che nel 1823 cre Cardinale, nominando in sua vece elemosiniere ed arcivescovo di Atene, monsignor Filippo Filonardi romano, che in oltre fece canosa

nedetto

XIV, Clemente

XIII, Cle-

mente XIV, e Pio VI, vale a dire dall'anno 1740 al 1777, ^ "^^ ^^^'' rente secolo monsignor Soglia fu
elemosiniere di tre Pontefici, Leone XII, Pio Vili, e Gregorio XVI,
cio dal

nico della patriarcale basilica di


cistoro de' 3 luglio

s.

1826

al

1834.
apostoli-

Pietro in Vaticano. Quindi nel con-

1826

fu

pro-

Notzie

sulV elemosineria
sulla

mosso alla sede arcivescovile di Ferrara da Leone XII, che avealo confermato nella carica di elemosiniere.
riva,

ca, e

carica

delVekmosi*

niere del

Papa.

se

il

Papa non mo-

L'origine della elemosineria apostolica antichissima,

probabilmente l'avrebbe creato Cardinale; dignit che meritava per la sua piet , generosa carit ed altre belle ed ecclesiastiche virt. Leone XII alla detta epoca nomin il suo cameriere segreto e coppiere, monsignor Giovanni Soglia di Casola Valsenio, elemosinie-

come
il

quella
prela-

del suo principale ministro,


to elemosiniere.

La Chiesa ebbe
dicesi

sino

dalla sua origine stabilite


pe' poveri,

limosine
articoli

come

all'articolo
agli

Elemosina

[Vedi),

Poveri {Vedi), Diaconi e Diaconie cardinalizie [Vedi). I primi elemosinieri

ro segreto, arcivescovo di Efeso, e canonico di s. Maria Maggiore, conservandogli


la

furono

diaconi,

massime ia
il

Roma

cui fu affidata la cura, e

carica di segretario

della sagra congregazione degli studii, carica che gli conservarono successivamente Pio Vili, e il regnante Gregorio XVI. Questo Papa lo

sovvenimento de' poveri, delle vedove, dei pupilli, ed altri bisognosi di

umano, e

pietoso soccorso,

e per-

ch meglio esercitassero il ministero, furono dai zelanti Pontefici, veri

trasfer

tra

canonici della basilica


de' vescovi,

padri de' poveri,


nelle
S.

stabiliti

regolardella

vaticana, lo dichiar segretario della sagra

mente
citt.

regioni e rioni

congregazione
ai
.12

Lorenzo fu uno dei primi


apostolici,

e regolari, patriarca di Costantinopoli


f'
,

elemosinieri

si

legge

ed

febbraio
di

838

il

negli atti del suo martirio, che es-

Cardinale e vescovo

Osimo,

sendo diacono della


na, aveva dispensati

Chiesa

romae
lar-

e Cingoli.

prima
i

Quando

il

Pontefice regnante pro-

gamente

a' poverelli,

tesori
affidati.

della

mosse monsignor Soglia alla detta segretaria, cio nel giugno i834,

chiesa per
pi in ogni
coli
i

loro a lui

In-

signe pertanto fu la carit dei

Pase-

nomin elemosiniere
di

l'

arcivescovo

tempo, e ne' primi


Ilario,

Atene, cio l'attuale monsignor

si

distinsero in peculiar

modo
I,

Lodovico Tevoli romano , eh' era canonico della patriarcale basilica

santi Pontefici
I.

Gelasio

e Gregorio

Il

succintorio, che

ELE
indumenti sagri del Papa, anticamente serviva per sostedegl*

ELE
Gregorio
I
:

157

uno

con queste parole Sabbatunt vacansj quando dominus Pa-

nere la borsa detta saccone^ della quale parla il Moretti, de presbyterio pag. 80^

pa eleemosynam
ci

dai.

Si disse per-

che

portava
riti

per
coi

fare limosine. Dagli antichi

Sabbatum vacanSj perch il Papa non andava alla visita della stazione. In questo medesimo sabbato
nel Laterano si distribuiva ai sacerdoti delle parrocchie e titolo di

quali

Papi

prendevano possesso

della basilica lateranense,

abbiamo

che sedendo nella prima sedia prendeva il Pontefice dal grembo del suo camerlengo un pugno di monete, tra le quali

Roma
al

il

fermento, ch'era
si

il

pane
que-

benedetto, che

soleva distribuire
si

popolo, e ci

faceva in

non

vi

fosse ar-

sto giorno, perch

gento, ne oro, e le spargeva al po-

sacerdoti nella

dovendo i detti domenica seguente


assistere

polo dicendo

non

est

Auriim et argentum mhij quod autem habeo,


:

celebrare

le

loro funzioni nelle pro-

prie chiese,
al

non potevano

hoc tibi do. Indi sedendo nella seconda sedia, prendeva altro pugno
di monete di ogni sorte, e spargevale al popolo, dicendo: Dspersii, dedit pauperibus ^ justitia ejus

fermento, al dire del Baronio, vuoisi che fosse di lievito benedetto dal Papa, e
per farfermentato da distribuirsi al popolo in segno di comunicazione delle membra col loro capo; cerimonia praticata da padi vide vasi alle parrocchie
il

Pontefice. Questo

ne

pane

manet
nella
tefice,

in saeculuni saecidi.
sedia,

Inoltre
il

prima
s.

sedendo
di

Poncin-

veniva cinto dal priore della

basilica di

Lorenzo

un

recchi vescovi nelle loro diocesi.

A
si

golo rosso, da cui pendeva una borsa di seta dello stesso colore, con

questa

antica

pratica

religiosa

attribuisce l'origine della periodica

che intendevasi ricordargli ch'era il padre de' poveri, e il provveditore delle vedove, e de' pupilli, co-

e giornaliera distribuzione

del pa-

me supremo

amministratore del patrimonio di Ges Cristo. Il sabbato di passione, ossia del-

penultima domenica di quaresima, fu detto Sabbatiim vacansj e


la

ne e del vino, che sino agli ultimi anni del secolo decorso si pratic costantemente nel palazzo apostolico, nella distribuzione di pane e vino detta volgarmente parte di palazzOj a' Cardinali, ed ai vescovi
,

assistenti

al

romano

Pontefice,

in

dagli antichi rituali: tur eleemosyna sive

Quando dafermentum
.

in

consistono

lateranensi

In

questo

segno di comune fratellanza, e comunicazione. Tale uso dalla benignit de' Pontefici fu esteso in beneficio

sabbato era la stazione a s. Pietro^ dove il Papa con pubblica cerimonia dava r elemosina al popolo, e faceva la solita lavanda de' piedi a' poveri, non potendola anticamente fare nel gioved santo per l'occupazione delle lunghe funzioni. Perci dai greci
il

dei

loro

intimi

famigliari

eziandio, appellati palatini, cubiculari

ec, e di

altri considerati quali

Ma il Ciampisuo libro de perpetuo azymorum usu, parlando della limosina, che dava il Pontefice nel pubdomestici del Papa.
ni, nel

fu

sabbato di Lazzaro,
scritto

chiamato ancora il che trodi


s.

blico concistoro lateranense,

ovvesala

ro

in

uno

degli

oratorii di quel

vasi

in

un graduale

sagro palazzo, o anche

nella

1^8
la ss.

E LE
carico di

ELE
tesoriere,
lui,

della pubblica udienza, dice, che era

non

solo insorse

Eucaristia

nel pane azzimo

contro di

consagrato, e per

simbolo* di

co-

chiamalo col nome di fermento. Questo davasi foise agli accoliti dai vescovi subecclesiastica,

munione

per cui noverato tra gli antipapi, ma procur ancora di occupare simoniacamente la cattedra apostolica in sua morte, e
nell'elezione di
s.

Sergio

I,

per lo
e-

urbicari

acciocch

nel

giorno di

che sembra

difficile,

che avesse
il

Pasqua, e nel tempo


proferirsi
le

della

messa

sercitato in certo
zio di limosiniere.

modo

pio uffi-

solenne lo ponessero nel calice, nel

parole
,

mixtio corporis
mini,
senti
etc.y

et

Haec comsanguini^ Do:

gnello Anastasio, Istoria


tipapi, tom.
I,

V. Lodovico Adegli an-

p.

i35 e

seg.
l'a-

ed

essi

con

fedeli pre-

Anastasio Bibliotecario celebra

ne ricevessero parte, e si distribuisse in segno della comunione col romano Pontefice, della quale partecipavano.
11

nimo
tefici,

caritatevole de'

Romani Pon-

padri universali de'poveri di


le

tutte

nominato Pontefice

s.

Gregoapoponel pro-

nazioni, dicendoci di san Zaccaria creato l'anno 'J^i- " Hic beatissimus Papa statuii, ut cre-

rio I, in
stoli,

memoria

dei dodici

bris
*

ogni giorno serviva


palazzo a pranzo

prio
t

dodici

verelli, e
,

questa sua pietosa


gli

umil-

carit

merit
fosse

angelo una volta

che un veduto assi,

alimentorum sumusque nunc eleemo syna appellatur, de venerabili patriarchio a paracellaris (cio M dispensieri, che avevano la cudiebus
ptus, qui et

so fra essi per decimoterzo.

Donde

nacque
bandire
tredici

il

pio e lodevole costume,

ra di distribuire ai poveri tut toci che rimaneva dalla mensa del Papa) pauperibus, et pere-

praticato da molti Pontefici, d'im-

ogni

giorno
,

il

pranzo a

pellegrini

come dicemmo
prelato

grinis, qui ad b. Petrum moran tur, deportetur, eisque erogetur. > Nec non et omnibus inopibus et
y>

altrove, per lo pi sacerdoti, sotto


la

infirmis
istius

per

universas

regiones

direzione

del

elemosiriparlere-

niere.

Di questo pranzo
la

mo
pere
si

in seguito, per

non interromlimosine, disi

narrativa dei Pontefici che

romanae Urbis constitutis, eandem similiter distribu ipsam ahmentorum eleemosynam ". E di Adriano l del 772 dice Do mucultam (cio podere, tenuta, o

distinsero nel fare

chiarando
l'istituzione
stolica.

quali

attribuisce

dell' eli mosineria

apo-

colonia ) Capracorum cum mas sis, fundis, casal ibus, vineis, oli-

Anche il Rinaldi all'anno 593 num. 60, celebra l'animo caritatevole

vetis,
ei

et

aquimolis,

et

omnibus
per apo-

perii nentibus statuii

Aldi s. Gregorio I. cuni dissero che il Pontefice Conone, eletto l'anno 686, avesse un suo particolare tesoriere o sacellario
,

stolicum privilegium sub magnis analhematis obligalionibus, ut

M omni

die

centum

fraties

nostri

del

quale

uffizio

parlammo
Co-

all'articolo Elenosiniere (Vedi).

M Christi pauperes, et etiam si pluaggregentur in paj res fiierint, ti'iarchio Lateianensi , et con,

Mone govern
si,

la Chiesa undici

meil

slituantur in portico,
jiixta

quae
ipsi

est

e Pasquale arcidiacono, eh'


si

>y

stolam

qua

ascendit in
et

personaggio cui

attribuisce l'in-

palriarchium, ubi

pau-

ELE
'

pcres

depicli

sunt,

et

erogen-

' tur omni die per nianus uM nius fdelissim paracellarii eis^ dem pauperibus ; accipiens unus quisque eoi um portionem panis, atque portionem vini, etc. ". Osserva il Piazza, Opere pie di Roma, p. 2 I, che la distribuzione del pane la quale, siccome diremo, facevasi

ELE 1^9 un giorno ricevuto quaranta denari, ritornando a casa non pot entrarvi per la moltitudine de' pellegrini accorsivi

come a granaio
mosso
di
essi

co-

mune.
t,

Allora,
al

disse

suo

a piepalafreniere, che
bratutti.

nulla volendo di qu' denari,

mava che

li

dispensasse

Ma

avendogli risposto che dandone uno

due

volte la settimana dall'elemo-

siniere

comune

nel palazzo vatica-

no, ebbe origine da s. Zaccaria, che faceva dar da mangiare a tutti i poveri, i quali concorrevano alla sua residenza, ovvero da Adriano I, il quale ordin che ogni giorno si desse il pranzo a cento poveri

nel palazzo Lateranense.


I

Pontefici
ITI

s.

Paolo
I

I,

s.

Gregocaritateil

per ciascuno appena si contentava un terzo, Adriano pieno di carit e di fede, soggiunse, che in virti d Cristo sperava si moltiplicassero a modo di dare tre denari a ciascuno. E cosi fu, che anzi entrato in casa ne diede pure alla sua famiglia, e gliene rimasero sei, che divise col palafreniere ringraziando Dio del prodigio. Egli era il padre
de' poveri, e
il

rio
voli.
di,

non furono meno


s,

consolatore delle ve-

Di

Nicol

narra

Rinal-

air anno 863, num. 90, che sapendo egli secondo la sentenza di s. Ambrogio, essere i poveri soldati della Chiesa,
si

dove e de' pupilli, e la sua casa era sempre aperta a' viandanti.
Della segnalata
nifica
il

virti,

e carit

mu-

fece

un podele

p.

Adriano li, tratta anche Menochio al tom. Ili, pag.


di

roso esercito di

essi,

e riportando

parole del citato Anastasio Bibliotecario, aggiunge Questo amico


:

*' *'
*'
>
?'

di Cristo tenendosi scritto appres-

so

di

nomi

di

tutti

gli

100 delle sue Stiiore. Il Papa Gregorio V del 996, per le sue grandi virth e limosine, fu chiamato Gregorio il Minore. In ogni sabba to egli soleva vestire

zoppi, ciechi, e affatto deboli, e in

dodici poveri,

come

si

ricava

Roma

dimoranti,

genza e studio loro il vitto quotidiano". S. Nicol I provvedeva ancora gli altri
poveri, che avevano forze,

con dilisomministrava

dall'epitaffio del

peribus
vesfes
stolico.

di\>es

divisit

suo sepolcro: Pauper singnla sahbata numero cautus apo-

Dice
vesti

il

mentovato
i

Piazza,

dando a
tal

che
fici

le

bianche, cui

Ponte-

ciascuno da desinare con


ne,
tutti

ordi-

che

in capo della settimana venivano ad avere partecipaIl

to delle sue sante limosine.

Car-

dinal Adriano romano,


cesse neir

il

quale suc-

me

di

tificato

867 a Nicol I col noAdriano II, nel di lui ponne imitava l'esempio nel
pi
mirabile.

fanno dare a quelli, ai quali nel piedi, in megioved santo lavano moria di quanto fece Cristo cogli origine da apostoli, ripetono la Gregorio V. S. Leone IX fu cos caritatevole, che fece mettere nel proprio letto un lebbroso perch
i

fosse

pietosamente curato,
tutti,

e sicco-

modo

il

Laonde

il

me

disparve da

fu

credulo
al-

medesimo num. i4o,

Rinaldi,
c'istruisce

all'anno

867,

essere stato

Ges

Cristo

medesimo:
Rinaldi

come avendo

tanto

si

apprende dal

i6o
pure furono
si

E LE
Mirabili
le

ELE
volle gettare
il

Tanno io54, num. 47la

denaro

d.

Ferran-

carit,

limo-

do Porre Iti

chierico di camera, di-

ne di

s.

Gregorio VII.
scritto

Neil'

dine
cio

romano XII,
1

da

OrCenII,
li-

Camerario sotto
143,
si

Celestino

eletto nel

parla

delle

cendo che apparteneva a'chieiici di camera, ma ci non era vero, poiche tale uffizio spettava al soldano, o maresciallo, ovvero al datario del

jDOsine

distribuite dal Papa, quanbasilica vaticana


si

Papa

come afferma
Grassi presso
il

il

do

dalla

recail

cerimoniere de
Gallico,
Neil'

p.

va alla lateranense per prendervi


possesso, e
sta di

Ada
Ordine

Caereni.

come nella seconda fePasqua cavalcando, in cinfacevasi


il

detto, parlandosi della solenne


sa,

romano XII sudmennel


il

que luoghi
tanare la

gettito,

la

che aveva

luogo
messe,

triclinio

dispensa delle monete,

per
dalla

allon-

lateranense,

dopo avere
nominalo
si

Papa
trova
di

cee-

moltitudine

sagra

lebrate le tre

si
il

sua persona. Siccome poi ci facevasi dai curiali del Papa, se ne


fa

spressamente
M

lui

elemosiniere, perch

legge:

Eo-

parola

all'articolo
Il

mana
denari
tire,
il

(Vedi).
si

Curia Roprimo gettito di


di

dem die omnes poenitentiarii cum eorum famulis, et eleemo-

faceva

neil' atto

par-

secondo in Parione, il terzo in Pigna, il quarto presso san Marco, il quinto vicino alla chiesa di s. Adriano nel foro romano. Per detti curiali si debbono intendere gli antichi giudici, difensori, ed avvocati della curia romana.
Nelle posteriori descrizioni de' possessi si

synarius hebdomadarius, et viceM cancellarius, cum tota cancellew ria veniunt videre Papam, et Papa dat omnibus species et vi num ".

Innocenzo III
lare limosina
ai

stabil

poveri

una regodi Roma,


in

nonch
lui

ai

pellegrini,

che

gran

numero ad
lemosiniere,
bolla al

essa

accorrevano.
nella
frati

Da
sua
del-

legge, che

il

maresciallo del-

pure abbiamo menzione


leggendosi
rettore,

dell'e-

la curia, chiamato Saldano, cavalcava dopo il magistrato romano,

ed
mille

ai

e prima del decano della

rota, a-

l'ospedale
3

di

s.

Spirito:

vente
di

ai

lati

della sella

due sacchi
baiocchi,

mus,

ut pr

Jubepauperibus
degentibus,

monete, come

carlini,

M extrinsecus advenantibus, et tre*'

e quattrini, e ne

faceva

dispensa,

centis personis intus

e gettito a monte Giordano, presso s. Marco, vicino a s. Adriano, e in


altri

luoghi,

cio

ove incon-

tra vasi

acciocch occupandosi nel raccogliere il denaro, facesse largo alla processione

molto

popolo,

decemseptem librae usualis moM netae (ut singuli accipiant tres danarios, unum pr pane, alte rum pr vino, aliuraque pr car> ne) ab eleemosynario summi M Pontificis annuatim vobis in per>

o cavalcata, altrimenti

la folla

l'a-

petuum tribuantur
,

".

vrebbe impedita, o rilardata. Qui vogliamo avvertire, che parleremo pur in fine del gettito del denaro,
quale facevasi nella coronazione, e nel possesso, e che in quello preso da Leone lungo la cavalcata
il

Vogliono alcuni Gregorio X, creato

che

il

beato
nel
l'ele-

Pontefice

127

1,

regolasse

e sistemasse e

mosineria apostolica,

dichiarasse

alquanto
siniere,

le

attribuzioni dell'elemodel Ponte-

od elemosinieri

, ^

ELE
Certo , eh' egli era assai compassionevole verso i poveri, ed a tale effetto nel suo libro de' ricordi teneva registrati di propi'io
fce.
>* >t

ELE
palatio facit

i6i

lalum Cenci Muscae in Pugna^

nnus de familia Papae de dicto

pugno i nomi delle persone bisognose di soccorso, aftine di far loro giungere con pii frequenza, e
sicurezza

unum jactum, quum pervenerit ad s. Marciim. Simi liter quum pervenerit ad s. A drianum, facit alium stando in fenestra palati
*i

jactum,
i

l'opportuno medesimo Gregorio X


la
la

aiuto.

Al
fa-

linae; et

sic
.

venit
. .

atlribuiscosi

>y

lateranensem
altro

.".

s. Marad plateam Ecco adun-

lo

solenne limosina, che


chiesa
di
s.

que un

monumento
tuttora

dell'

anvili-

ceva presso
in

Maria

tichit del

pio uso

in

Campo santo, che per Tolomeo da Lucca, vescovo di Torcello


,

gorCj della

distribuzione

delle

mosine,
si

che,

come superiormente

il
,

quale

visse

al

suo

tem-

accennato, fa l'elemosiniere, o
in

annali scrisse, all'annegli po no 12 74) ^i Gregorio X: Fuit > enim in vita mirae honestalis, 3> uec intendebat pecuniaium lu-

sua vece, ne' luoghi ove si Papa, e per sino lungo la strada per dove cammina a piedi,
altri

reca

il

lasciando

pauperum eleemosynis. Unde primus fuit, qui solemnem


>'

cris,

sed

ficenza, e di

ovunque traccie di bene* animo caritatevole.

*>

ordinaviteleemosynam in Romana Curia". Nell'Ordine XIII, eh'


cerimoniale

il

romano pubblicato
si

Nella lettera d' Innocenzo VI Papa residente in Avignone, dell'anno i36i che si legge presso il Martene, nel tomo II degli Aned,

dal

medesimo Gregorio X,
i

pre-

doti col.

9o5,

si

fa

menzione del

scrivono nelle solenni cavalcate del Pontefice pressoch e


le

medesimi

riti,

consuetudini descritte negli Ordini del canonico Benedetto, e da

suo ospizio sagro ( V. Maestro del SAGRO Ospizio ), e dell' ospizio di Pagnotta j e dice di questo, che essendovi in quell'anno maggior concorso
di

Cencio Camerario. Per ci, che riguarda alla distribuzione delle monete o limosine al popolo, si legge come segue: Dopo che il Papa }> sar coronato sulle scale della
3>
*'

poveri
(cio
di

tanto della curia

romana

Roma), quanto
che
si

delle vicine parti o paesi, attesa la


carestia delle biade, ordin

dessero prima seimila

moggi

di fru-

basilica di

s.

Pietro, et redit

ad
et

mento per uso


altri

della citt, e di pi

lateranum per

viam Papae,
fit

postquam

equilaverit,

ibi

in

eodem loco jactus pecuniae per senescalcum ( soldano, o mare

moggi. Questa voce Pagnotta latina, ed usala a significare la casa di elemosina. Neseimila
antichi cerimoniali, e diari, si frequente menzione e frati del*

gli

sciallo della

Curia
ter,

per
j

alium

et

Romana ), vel post Papam


pervenit ad
qui
est

fa

la Pignotta,

de

Pignotta fratres,

projicit.

Iteni

quum

come
tom.

*'

Turrim Stepliani

Petr,

Parionis, et hodie dici tur Tiirris

de CampOj unus de familia Pafacit ibi ulium jactum, stan do in aliquo loco eminenti .... Similiter dum pervenerit ad paf>

pae

Mus, Italie, 4^6, e dal Gaje257, tano presso lo stesso Mabillon a pag. 358. Questi frati della Pagnotta, chiamati pure de Prognata e de Pignola y si legge eh' erano
dal

Mabillon,

Il,

p.

persone incaricate di preparare, u1

VOL.

XXI.

iGa
nitamenle
al

ELE
tesoriere,
gli

ELE
oggetti
frati

distribuiva pane, e limosine ai


si

occorrenti al Pontefice per la lavanda del gioved santo. Il Muratori, nella

poveri, per cui air antica

qui voluto intali

dicare chi fossero

fiati

addetti

dissert.

XXVIII,

p.

6o5,

elemosineria
le

apostolica.

parlando dei fratres de Pagnolta^ dice eh' erano fratres de Pagnotta Ordinis s.Benedicti^ ecclesiam s. Blasii in via Jidia incolehant ; cura-

Vuoisi ancora, che


quali ora
cui lava
si
il

medaglie, le

danno

dal

Papa a

quelli

piede, ricevendole dalle

mani

del tesoriere, abbiano

hant etiam corpus Pontiflcis defuncti. Hodie hujusmodi curani liahet sacrista Papae Ordinis s. Augastini. Anche Pietro Amelio, il quale fu sagrista di Gregorio XI, di ci
parla nell'Ordine
billon citato,

origine dalle limosine di


e dodici denari,

che

si
il

avuto due soldi davano ad


Pontefice

ogni

suddiacono,
i

cui
;

aveva lavato
sina era

piedi

la

qual limote-

pur somministrata dal

XV

presso

il

Ma-

soriere alla limosineria apostolica.

descrivendo

minutare,

mente
la
si

incumbenze dei frati delPagnotta, o della bolla (de' quali


le

tato,

Adunque, per quanto si e per quanto andiamo


gi nel secolo

ripor-

a dil'e-

XIV

esisteva

tratta all'articolo

Cancelleria ale cose,

lemosiniere del Papa, con elemosineria, ed individui ad essa addetti, siccome pur sembra potersi ritenere, che ai secoli precedenti XII, o

postolica (Ved)j e dice che doveva-

no provvedere e preparare

le quali servivano per lavare il cadavere del Pontefice , facendo uso di erbe odorose, ed aromi, con cui condizionavano il corpo. V. il Plettemberg, Notitia congregationnm, p. 72 Eleemosynarii Papae y et poenitentiarii s. Petri lavant cadaver
:

XIll
tra
i

l'uffizio

dell'elemosiniere fosse
i

cubiculari, e

domestici

del

Pontefi'ce.

Da un
si

codice

Vaticano,
la

riprodotto dal p.
pag.

Galtico, Acta ec.

263,

rileva

qual fosse

famiglia pontifcia al tempo di

A-

defuncti Pontijicis.

In

altre

simili
i

lessandro

memorie
nitenzieri

si
si

legge, che tutti

peil

V del 14^9 XVII, Eleemosynarius,

il cui del tenore

radunavano

presso

seguente.

cadavere del Papa, e con divozione, diligenza, e decenza, insieme ai Cubiculari (Vedi), ed all'elemosiniere, lavavano su d' una tavola il
cattivo odore, e
di,

M Item summus Pontifex con suevithabere eleemosyiiarium ec clesiasticum, idoneum, piuin, de-

corpo del Papa, acci non esalasse gli baciavano i pie-

votum, et caritativum, ad cujus >i officiuin spectat miserias paupe


>i

rum,

et

alioruni

desolatoruni

incombendo airelemosiniere

la-

vare le parti pi nobili. In ultimo si aggiunge, che facendo talvolta la

curiam sequentium saepe ad me moriam Domini nostri reducere,


et pr eis intercedeie. Itein de bet sellici tare de eleemosynis fiendis pauperibus,
et aliis locis piis

lavanda

frati

della Pagnotta col-

l'elemosiniere,

ad

esso

appartenes-

praelatis

vi-

sero nella distribuzione delle limosine, e del

delicet mendicanlibus,
>*
,

religiosis,

pane, donde forse pre-

et

quod

per-

sero la loro denominazione. Quin-

deduce esservi stata una casa il palazzo apostolico, ove Telemosinieie co' detti.
di
si

sonis necessitatis eleemosyna lar giatur, et signanter in solemnio ribus festivitatibus. Item debet pr pauperibus in curia oppres-

d'elemosina presso

ELE
ss

ELE
>

i63
)

intercedere, et semper, et con,

lum usurpnnt

festarioriim

fo-

tinue opera pietatis

et miseri-

cordiae diete

Domino

nostro per-

resanorum, et eisdem cramenta ministrare ".

solet

sa-

suadere.

Item quando

summus
post

Se

nel

secolo
i

XIV

si

distinse
il

Pontifex equitat, consuevit

nella carit vei-so

poveri

vene-

eumdem
mula de

in habitu decenti super

palafrenaria

equitare
missilia)
officio.

rando Pontefice Urbano V, nel XV meritano speciale lode Nicol V, e


il

et missalia (forte leg.

successore Calisto

III

grandi

li-

projicere, prout congruit

mosinieri.
Sisto

Sotto

il

pontificato

di

Item
ni ter

ipse

non consuevit commuin

habere cameram
et

pala-

tio apostolico,

sed tamea
servitore
nisi

eidem
provisuffi-

IV, ed alla regina di Cipro Carlotta alcuni attribuiscono l'origine della limosina, che facevasi

pr

se,

uno

due

volte la settimana,
il

cio

il

lu-

sio dari

debet,
fuit,

alias

cienter
est,

abundaret.

Item

moris

quod prior s. Antonii curiae romanae intrat palatium quando pr prandio camet

venerd in campo santo presso la chiesa di s. Maria, colla distribuzione di pane e vino a tutti
ned, e
i

poveri

dei

rioni

di

Roma. Ci
il

non

vero, per quanto riporta


nell'

pana pulsatur, et in tinello, vel camera, in qua prandere debet, vel alio loco propinquo ponit vasa sua ordinata pr eieemosyna
recpienda
,

Torrigio

opera,

le

sagre grotte

vaticane a pag.

288

e seg.

Ma

sicli-

come dobbiamo

dire di

questa
e

mosina, fatta solo per paterna


posizione de' Pontefici
,

dis-

et stat et

ibidem,

dum
pa-

non

per
di

Papa prandet,
nis,

quidquid

testamentaria disposizione della regina,

sa

vini, et cibi levatur de menDomini Nostri Papae, et aliorum coram eo comedentium, de-

prima daremo un cenno

detto luogo e chiesa dove facevasi,

siccome rammentati dagli

scrittori.

bet recipere de
et

manu
dictis

levantis,

La
t in
la

chiesa di

s.

Maria

della piechia-

ponere

in

vasis.

Post

campo santo ,

esistente presso
cosi

prandium vero
tali

statini

debet rein

basilica

Valicarla, fu

cedere, et pauperibus

hospi-

jacentibus eleemosynam per ipsum receptam fideliter distribuere; et iste non habet slipendium, nec cameram in palatio,

mata perch congiunta ad un cimiterio, dove l' imperatrice s. Elena


lasci parte

ra del

nec etiam victum, nec pr vieto suo aliquam portionem ; sed vivit
tus,

de emolumentis sui prioraquae magna solent esse. Iste etiam debet sequi Dominum iVoslrum Papam, quocumque vadit, pr suo officio faciendo. Iste etiam debet habere curam animarum omnium (quid hoc vocabulo designetur
constat,
ni
,

d'una quantit di terCalvario, che seco portato avea da Gerusalemme da dove vuoisi che pure ne portassero i pellegrini, i quali dopo avere visitato i santuari di Terra santa, recavansi a Roma, come luogo sta-

monte

bilito alla sepoltura

dei

pellegrini

che in
si

Roma

raccolse

morivano, laonde ivi una gran quantit di

ossa,

non omnino

de extraneis forte expopotest. Edita aliud vocabu-

da cui prese nome la contiQuesta venne eretta dal Papa s. Leone IV dell' 847, quando edific la citt Leonina, e venne
gua
chiesa.

dedicala al

ss.

Salvatore, per cui fu

, ,

i64

ELE
ta,

ELE
ed
il

detta de ossibus^ ma poi prese il nome che porta ancora, dopo che
vi

Piazza

al

cap.

V, Della
altri,

limosina di Camposanto , ed

fu eretta

verso

il

i46o

la

con-

che hanno registrato


gnalate
di carit
in

le

azioni

se-

fraternita detta della Piet di

campo santo, dagli alemanni, fiamminghi, e svizzeri, massime della guardia del Papa, sotto
il

ogni

tempo
,

esercitate dai

sommi

Pontefici

quali quanto pi

abbondarono

di

titolo dell'Im-

rendite ecclesiastiche, tanto pi fu-

macolata Concezione della Vergine Maria, che arricchita venne di grazie,

e privilegi da Leone X, come abbiamo dal Piazza, Opere pie p. 5 io; e come pure osserva il Panciroli,

rono generosamente liberali verso poveri. Tale limosina distribuivasi appunto presso la chiesa di s. Mai

ria in

Campo
libri

santo,

come

si

rile-

va dai
lo

dell'archivio del palaz-

Tesori nascosti di

Roma,

p.

zo apostolico, cio in quelli da PaoIII in poi, perch quelli delle epoche precedenti furono bruciati nel famoso sacco di Roma dell'anno 1527. Tale libro porta la data del 1549, ^^ altrettanto si legge ne' successivi, anche del tempo della sede vacante. Vero per, che
il

487. Dice questo ultimo, che ivi era prima l' ippodromo dei cavalli di Nerone, e che tre buone opere furono presso la chiesa stabilite cio la prima nel mentovato sodalizio, il quale per carit dava l'abitazione ad alcune povere donne inferme; la seconda del pranzo, che ogni giorno facevano quivi imbandire i Pontefici a dodici poveri ; la terza del pane e vino , che distribuivansi
e venerd,
a'

numero
si

de'poveri,

a'

quali

dal

Pontefice

dava

tale limosina,

non

era cos copioso


giacch in
cui regnava

come al presente, un ruolo del i566, in


s.

poveri

nei

lunedi
gior,

Pio V, Papa
si

mentre

negfi altri
sale

mamente
santo
fu

limosiniero,

legge

somche

ni dell'anno distribuivasi
altro.
II

ed

l'elemosina del venerd in


ridotta
d,

Campo

sodalizio
il

tuttora

fiorisce,

n' protettore

Cardinal

Federiarci-

quantasei al
al

cmmentre poi arriv


per bocche
si

co

Giuseppe Schvrartzenberg

numero

di centinaia, e migliaia.
registri palatini
fa

yescovo di Salisburgo,
sina delta di
zi

ma

la
i

limo-

Nei medesitni

Camposanto^ e pranai poveri ora pi non si fanno. Che la limosina di Camposanto


di

memoria
no
la
si

dei pranzi, che ogni gior-

facevano a tredici poveri nel-

casa contigua al
il

campo santo

fosse
cia,

antica

istituzione pontifiscrittori
,

dicendoci
>
-V >i >

oltre diversi
lo affeima

chiara-

mente
nio,

Teodoro Amide-

Amidenio; Pone temphim s. Mariae Campi sanati est ampia domus, in qua
citato

de pietate Romana, par. I^ e. 8. con queste parole: Summo> rum Pontifcum liberalitate sin gulis debus veneris in honorem dominicae passionis et diebus *' lunae distribuitur panis et vinum, et quidem satis abundanter fere M duobus pauperum millibus ". Altrettanto confermano e il citato Torrigio parlando della regina Carlot,

Pontificum instituto quotidie xcipiuntur in prandio tredecim


officio
gli

pauperes a duobus sacerdotibus

illi

praefectis ".

Questi e,

rano

elemosinieri

comuni

co-

erano quelli , che dispensavano la suddetta settimanale limosina, tutti per sottoposti almaggiore. Narra il l' elemosiniere
sopraddetto Torrigio
a
pag.

me comuni

295,

ELE
che Papa Urbano Vili, per maggior decoro, fece trasferire la dispensa
di
tali

ELE
volta
allora
sa.
il

165
del

maggiordomo
regolava
la

Papa,
d ca-

pur chiamato maestro

limosine nel palazzo vas'

Egli

distribuzione

ticano,

dove

incominci a dispena'

del pane, e del vino in


al terna vansi

modo, che
mesi
i

sarle nel

1629

settembre in

ogni

quattro
si

luned, essendo allora lo stesso Torrigio deputalo dal Pontefice a que-

rioni della citt, e

rilasciava per

conseguirla

pane e vino nel luned e venerd, non che


sta

distribuzione

cio

di

ai poveri di essi, una cedola stampata collo stemma ponlfi-

cio.e sottoscritta di

mano del

prelato.
as-

alla benedizione della tavola


ti

di det-

Clemente IX costantemente
sistette

tredici poveri

forestieri,

e parti-

alla quotidiana
;

mensa

dei

colarmente oltramontani trattati lautamente, i quali portavano via gli avanzi ne' loro paesi per divozione, magnificando la carit del Pontefice romano. 11 Piazza dice, che ai
suoi

poveri

ed

Innocenzo

XI

regol

meglio

la distribuzione del

pane e

del vino, ed in

quadrimestre
to

dell'

modo, che in ogni anno venisse frui-

tempi ancora
si

go dove
detti

dava
in

vedeva il luoda mangiare ai


s

da tutti i poveri di Roma, purch onesti, timorati di Dio, e purch frequentassero la dottrina criin giovaIn-

poveri

Campo

santo:

stiana quelli, che fossero


nile et.

quello, in cui
in
la

venne trasferito, era una delle sale dove prima stava


gi abitazione
11

Siccome

il

Pontefice

libreria vaticana,

del celebre

Platina.

Chattard

nocenzo Xll, per le grandi opere in vantaggio della misera umanit, ebbe il glorioso titolo di Padre dei
po\'eriy

Descrizione del Faticano, p. 3 io, e seg., parlando del forno dei poveri, e di
tali

e diede migliore regolamenpontificia, cos

to alla elimosineria

pranzi, dice che

ad

coir autorit del Piazza, che nel suo


pontificato, e nel

ognuno
ti ;

de' tredici

vansi poi

commensali dadue Agnus Dei benedetdel

1698 pubblic
ovvero
di

in

Roma V Eusevologio,
opere pie di
lare dello stato di

delle

e che in vece

vino

a'

po-

Roma, prima
quel
si

par-

deri Tennero dispensati paoli quat-

Pontefice,

tro a testa per ogni mese, avver-

indispensabile che qui

dia

un

tendo che tale officio di presidenza pass da monsignor maestro di casa, a monsignore elemosiniere di Sua Santit. Tali pranzi durarono e dopo di lui ai sino a Pio VI
,

cenno di quanto praticavasi allora, secondo che da quel dotto scrittore viene desciitto nel trattato primo, cap. II, Della limosina del Papa.

nostri giorni, sotto

la direzione di

Non solo il Pontefice distribuiva a mezzo del suo limosiniere, le limosine quando recavasi
luogo, e
in
altre
di
in

monsignor limosiniere, furono rie si facestabiliti da Leone XII vano nella credenza segreta di lui, assistendovi talvolta il Papa. Dopo la tavola davasi ad ogni commensale una medaglia di argento be,

qualche

circostanze,

ma

per

le

mani

detto

elemosiniere

nedetta dal Pontefice.

maggiore, capo allora di molti altri secreti a beneplacito del Papa, faceva distribuire mensilmente scudi diecimila. Questi erano divisi tra i
poveri vergognosi,
steri,

Sotto Urbano Vili,


si

la

limosina
in
tal-

ospedali,

monida

fece

nel

palazzo

apostolico

conventi, conservatorii, e luo-

luogo preparato, presiedendovi

ghi pii di

Roma, come

risultava

itS

ELE
limosina
dell'

ELE
maggiore, distribuivansi nelle quattro feste principali, cio Natale, Pasqua di Risurrezione,
ss. Pietro e Paolo, ed anniversario della coronazione del

regolnri registri. Eravi la

elemosiniere

del pane, che due volte la settimana distribu vasi da un sacerdote,

con
nel
tutte

titolo

di elemosiniere

palazzo
le
il

apostolico

vaticano

comune^ a
della

famiglie

bisognose

citt,

cui importo ascendeva


la

ad

regnante Pontefice. llFanucci, Trattato di tutte le opere pie dell'al-

annui scudi seimila. Eravi


sina,

limo-

ma
nel

citt di

Roma,
p.

ivi
,

pubblicato

comune, dispensata a nobili famiglie povere, ed altre civili, e bisognose, da un altro eiemosiniere apostolico, che pure adetta

160

r,

11

dice ch'erano

due mila scudi d'oro, i quali, secondo la disposizione del santo Pontefice,

distribuivansi dai
nelle
in

visitatori

scendevano a circa annui scudi sei mila. Se ne teneva registro da un segretario deputato, perch cessando in alcuni il bisogno, ed altri morendo, altri potessero venir sostituiti.
l'

dell'

elemosiueria

solenni
sussidii

ri-

correnze

dell'anno
Il
1

di

paoli tre, perci chiamata la limO'

sina del testone.


li,

Piazza,

parte

cap.

XV,

p.

36, racconta, che

Nelle

feste

principali

del-

per togliere ogni confusione e disordine, nella distribuzione delle e-

anno, ed erano ventisei, nel serraglio, o cortile incontro al palazzo


si

lemosine,

le

quali

si

davano nel
1602, ordiinfor-

apostolico Quirinale,

distribuiva

palazzo apostolico, nel

da un limosiniero a ci deputato ad ogni povero di qualunque sesso, et e condizione, mezzo grosso


per
testa,

n Clemente VI IT, che per


mazione
vano,
si

che si dadestinassero in ogni par-

de' memoriali,

ci

di altri sei

che importava pi mila scudi all'anno. Si


soccorsi

rocchia
bisogni

due gentiluomini, i quali bene informati delle qualit, e dei


dei
supplicanti,

davano

caritativi

per

facisi

dicessero
acci
cui

litare le vocazioni

di quelli, che

chi meritasse
fosse lor

soccorso,

o monache. mantenimento e le limosine, che 11 davansi a ventisei maestre, per insegnare alle zitelle lavori donneschi, e le faccende domestiche, calcolandosi paoli quarantacinque mensili per ogni maestra avente l'obbligo d'insegnare a trenta zitelle, comprese le dieci pagnotte, che per ogni mese davansi a cadauna maestra, importavano da mille, e duecento scudi 1' anno. Altre limosine, che il Papa, a mezzo del suo elemosiniere segreto, faceva passare a diversi poveri, e famiglie vergognose note al solo Pontefice, ascendevano a tre mila scudi al mese. Avendo s. Pio assegnati due mila scudi al mese per altre limosine, queste a mezzo
volevano fare
religiosi,
i

tolto

da
al

quelli

non non

competeva. Dai
segreti dei

libri

dei

tesorieri

Papi,

dire

del

me-

desimo Piazza, si rilev, che dispensavano nella loro immensa carit


cento mila scudi, in limosine straordinarie a povere
zitelle,

per-

sone di nobile e
tanto

civile

condizione
senza

romane che
di

straniere,

eccezione

persone.

A' religiosi

mendicanti
paglia pei

dalla pontifcia dispen-

sa davasi pane, vino, sale, legumi,


letti,

carne, polli, ed alpegl' infermi.

tre provvisioni

Stato presente delV eleniosineria apostolica, e del prelato eleniO'


siniere segreto.

Oltre quanto

si

detto in print

ELE
clpio di quest'articolo
f^ntive,

ELE
sulle prero-

167
Camerarus,

compenso
zione
to

della partita
;

e giurisdizioni del

rispetta-

scudi ottocento

4. dall'amministra-

bile,

e pietoso uffizio

dell' elemosi-

degli spogli nel

due per cen-

niere pontifcio,

organo,

mezzo
Papa,

suir avanzo netto dell' incamera-

delle private beneficenze del

zione de'medesimi,

qui appiesso riporteremo l'odierno suo stato, ed altro che lo riguarda.

valutandosi un anno per l'akro scudi centoventi. Con tali somme la elemosineria sostutti
i

Tra

gli

stabilimenti pubblici di oil

teneva
e
la

pesi

fssi

dell'azienda,
li-

pere pie, in Roma ha luogo la eliraosineria


presieduta

secondo

distribuzione mensile delle


straordinarie,

apostolica,

mosine

da

monsignor elimosi-

niere segreto del Papa. Siccome la


la citt in unche chiamansi visite^ cosi ciascuna visita abbraccia due, tre, quattro, e cinque parrocchie, per cui undici ecclesiastici sono

elemosineria divide
sezioni,

dici

paoli quindici che si qualunque volta usciva il Pontefice, nella sola prima chiesa, o luogo ove smontava. Anzi Pio VII ne-

compresi i dispensavano

dall'elemosiniere preposti a presie-

ultimi anni del Pontificato, non volendo confusione di poveri, quando andava in qualche chiesa, ordin che i paoli quindici si distrigli

dere alle

vi.?zf,

onde prendono

il

buissero nel
ria,

cortile

della

panettedella

nome
come

di

Tale riparto, principalmente riguarda le


Visitatori.
i

ch'

contiguo

all' uffizio

elemosineria apostolica,
veri
si.

ai

soli

po-

spezierie,

medici,

chirurghi
a
vi

vecchi, e

veramente bisogno-

pagati dall' elemosineria


gio dei poveri
infermi,

vantag-

ha un
di

medico
le

ispettore generale

tutte

Ogni marted l'elemosiniere riPio VII i memoriali, che avea rimessi col rescritto A monferiva a
:

visite.

Inoltre

la

elemosineria

signor

Elemosiniere che ne parli,

apostolica
siastico,

altri

ha un segretario eccleun computista laico, con addetti alla segreteria, e comapostolica,

e la maggior somma che si dava ad ogni supplicante di tali memoriali,

putisteria.

era di otto o dieci paoli, e qualche rara volta giungeva a paoli

La elemosineria
dell'invasione

prima

quindici.

Le

suppliche, colla detremissione,


si

straniera del

aveva

annui scudi
e

1798, cinquantaquatripristinamento

ta particolare

ridu-

tro mila,

dopo

il

cevano a dieci, o dodici in circa per ogni settimana. A tutte le altre poi ricevute dall'elemosiniere
si

governo sino al 1826, epoca in cui Leone XII istitu la commissione dei Sussidj (P^edi), aveva annui scudi trenta tremiladel pontifcio

assegnavano

due, o tre

paoli

per
si

ciascheduna, in maniera che non


ta per settimana, se

distribuivano pi di scudi cinquan-

trecento venti. Questi fondi in an-

non

fosse

man-

nui pagamenti provenivano


la

1 dal-

cato

dateria apostolica in scudi ven-

A
so

denaro pel resto del mese. Natale per ed a Pasqua presil

tiqualtromila e seicento, pi scudi

l'elemosineria
le cassette

apostolica

si

te-

per la distribuzione del lesione per Pasqua, e Natale; 2.


tre

mila

nevano
dici

aperte per quin-

giorni,

impresa generale de' lotti, in scudi quattromila ottocento; 3, dalla reverenda camera apostolica per
dall'

te solennit
testoni

ed in ciascuna di detcinquemila si davano


mila
fra

cinque

suppliche,
quelle,
le

che

si

sceglievano

i68
quali

ELE
erano
state

ELE
dis-

presentate,

seicento per

gli

antichi

pesi

fissi,

pensandosi poi i testoni dai rispettivi visitatori deirelemosineria, ognu-

ed annui scudi seimila a libera disposizione del Papa, formando in


tutto la
di scudi ventunche divisi in rate mensili vennero dall' elemosineria introitati per tutto il pontificato

Coprocederono le cose a tutto il Pontificalo di Pio VII. Nel gennaio 1824 Leone XII

no
si

ne'limiti delle loro sezioni.

somma

mila

seicento,

assegn
sa

all'elemosineria sulla

casal

di

de' lotti
,

scudi
uniti

quattrocento
agli

Leone XII. Successo Pio Vili a Leone XII, egli non volle che- le
casse di
dateria, e dei brevi corris-

mese

che

scudi

dueal

centocinquanta formavano la som-

pondessero
volle che
sili

pi

alla

ma

di

scudi

seiceiitocinquanta

de'sussidi l'annua
la

quota

commissione stabilitn, n

mese per la suddetta distribuzione di limosine. Questo aumento produsse nei falsi poveri una speportando in folla all'elemosineria i memoriali. Volendo Leone XII porre rimedio al disordine, istitu la commissione
cie di speculazione,

dateria in rate

men-

somministrasse

all'elemosineria

annui scudi ventidue mila ottocento; indi dispose pure, e per mezzo del Cardinal segretario
re all'elemosineria
sussidi, senza

de'

me-

moriali incominci a fare rimettele suppliche dei per accrescerle alcuna

de' sussidi, e

deput una congrega-

zione di varie persone a quest'oggetto sotto la presidenza di un Cardinale, fra le quali l'elemosiniere pr tempore. Tale commissione, decretata nel 1 826, incominci ad agre col
di tutte
sidi

somma,

limitandosi coi

soli

scudi

cinquecento mensili, che Leone XI [ avea riservato alla disposizione dei


Pontefici

per scerete limosine, ed


fatto

avendo anzi
ni

su di essa alcuvitalizi

primo gennaio 1827 ; quinle Casse, che davano suschiuse:


di

assegnamenti

per circa

scudi cento mensili.


cato

furono
ordine

ebbe
alla

ciascuna per dover contribuire

Assunto, nel i83r, al pontifiil regnante Gregorio XVI^ seg'

commissione de'sussidi una de-

condando
in

impulsi dell'animo suo

terminata
rione ebbe rocchia

somma
un

annuale.

Ogni

caritativo e generoso, e

prendendo
le

prefetto,
,

ogni par-

saggia

considerazione

circosi
si

ed una deputata i quali, in unione al parroco, dovevano riferire, se chi domandava sussidio n'era veramente degno, facendo perci anche le visite domiciliari. Al prefetto regionario venne concessa la facolt di provvedere ai casi di urgenza. Allora Leone XII, avendo incorporati
i

un deputato

stanze de'tempi, ordin che


se dall'elemosineria
tesse,
i

des-

pi che
i

po-

e che, detratti

pesi
i

fissi,

ed

mensili

assegnamenti,
si

residuali

scudi cinquemila circa


in

erogassero

limosine, cio nelle sue sortite, ed

in limosine

settimanali

ai

rescritti

che settimanalmente fa, non meno di uno scudo; ed inoltre, che l'elemosiniere distribuisse
il

suddetti scudi

trenta-

residuo pi o

tremila trecentoventi, che incassa-

meno secondo
che
i

la

qualit delle perso-

va l'elemosineria nella commissione de' sussidi , obblig questa a somministrare in vece alla elemosineria

ne, e de' loro bisogni.

Bramoso

poi,

sussidi fossero goduti dai veri

e meritevoli poveri, fece scrivere dal

annui

scudi

quindicimila

Cardinal

vic^irio

di

Roma

una

let-

KLE
tera
circolare,

ELE
i

169

tutti

parrochi
dall'at-

no, e per la funzione sagra del sepolcro,

della citt perch,


lestato, cli'essi

siccome

avessero fatto sulle


la li-

che nella detta cappella ha luogo nel gioved, e venerd santo, come
descrive nel voi. Vili di questo
a pag.
le

suppliche

si

sarebbe regolata
tuli

si

mosina, cos
se

attestati

dovessedi

ro indicare se fosse vero l'esposto,


i

medesimo Dizionario, 294, 295, e 3 r. Fra


r

298,
ar-

altre spedi

su|)plicanli

fossero

buoni,

se poi vi sono le mediigfie

ed onesti
prelato
alla
lotti,

costumi,

ed altre circofece

gento, che
de'
ss.

stanze relative; quindi, a mezzo del


tesoriere,

coniano per la festa Pietro e Paolo, da disliisi

aggiungere
dei

buirsi ai
la

visitatori,

ministri del-

limosineria,

e dalia cassa

limosineria.

In

sede

vacante
offcium,

annui
di

scudi mille

duecento,

poi,

secondo

la

costituzione di Cle-

ed

in caso

bisogno non ha man-

mente XI J,
de'

Jpostola tus
1732,

calo farle somministrare altre som-

ottobre

monsignor

me
gi,

straordinarie,

massime

nei viag-

e nelle villeggiature.

elemosiniere del Papa defunto continua a distribuire le solite limosine, restando soggetto al sagro Col-

Ora passiamo ad
cipali
I."

indicare

prin-

pesi

fssi

dell'

elemosineria;

la

distribuzione

delle

limosine

ad quem effectuni consueta mandata a trihus Cardinalibiis in


legio,

per l'anniversario della coronazione del Papa regnante; i i medicinali, che fa somministrare ai
poveri infermi da alcune spezierie;

ordine priorihiis seu deputatis eX' pendianlur j come dice la bolla.


Inoltre lo stesso Clemente XII, col

chirografo

page ai medici ed a' chirurghi, non che i litotomi pei- curarprima pur stipendiava li, mentre le ostetrici; 4- '^ stipendio mensile ai maestri regionari, ed alle maestre pie pontifcie, che in numero di venti sono divise pei quattordici
3."
le

Avendo Noi ec. dei 24 dicembre 1732, avendo attribuito


il

nelle sede

denaro, che prima si dava vacante a' conservatori,

e a' caporioni di

Roma
all'

per distri-

buire
del so uso,

in

limosine,

elemosuiiere

Papa defonto, per


cos

farne lo stes-

rioni

della citt

di

Roma

5."

il

nella sede
carica,

pagamento
ri

dei

trasporti

dei pove-

continuasse vacante l'esercizio della leggendosi perci al num.


:

fece ch'ei

malati agli ospedali di

Roma

in

9 del
>i

chirografo
le
tre

E
1,

siccome
passate

ragione di baiocchi venticinque per ogni trasporto di malato dimorante in

avanti

prossime

sedi vacanti (del 172

Roma,

e di baiocchi sessanta

e del
*>

del 1724, 1730), attesoch cessa vaullzio

pegl'infermi
la

dell'agro

romano;

G.**

no, e r

di

elemosiniere
lui di-

limosina di scudi cinque ad ogni


,

e quell'elemosine, che da
>

israelita

paoli

venticinque

ad

stribuivansi

in

tempo

di

sede

ogni

maomettano, che

viene alla

piena, pareva molto conveniente

santa fede, oltre circa annui scudi


mille trecento, cui

impiega per
del
ss.

la

solenne

esposizione

Sacraaippella

mento,

che

si

fa

nella

l'assegnamento che da vasi a eia scheduno de' caporioni per dislri buirlo in tante porzioni di scudi cinque l'una, a povere famiglie

Paolina del Vaticano, la prima domenica dell'avvento, come dicesi nel volume IX, p. 94 eseg. del Diziona-

M ne' loro rioni, e


conservatore per
to,

l'altro

ad ogni

lo

stesso eftet-

coufornjc

si

anche pratica-

lyo
M to
nelle

EL
delle
cosi

ELE
ultime
sedi
sesso,
lieri,
si

tre

pu consultare
i

il

Cancelco' quali

vacanti;

avendo

Noi colla

che riporta nella


diversi

Storia del
,

nostra costituzione Apostolatuni ec. stabilmente provvisto al mag-

Possessi
ci

modi
Il

venne

praticato.
si

gior

sollievo

dell'indigenza

dei

esempio, che
il

trova

pi antico di regalale

poveri, col

fare continuare la ca-

popolo nella coronazione, risale

rica di elemosiniere (il primo fu monsignor Nicol Saverio Albini di Benevento, arcivescovo w di Atene, ed elemosiniere segre> to di Benedetto XllI, e del suc cessore Clemente XII ), per le
*>

a Valentino, eletto l'anno 827, ci che si vide confermato sotto s. Leone

JV, eletto l'anno 84?,


il

il

quale fu

primo a
festa

far

distribuire

moneta

elettiva di argento nell'ottava della

dell'

Assunzione. Per Innosi

mani del quale debbono distri buirsi r elemosine in tutta la stessa considerabile quantit, che sogliono somministrarsi vivente il Pontefice, ed a cui potranno ricorrere le povere famiglie per
quelle particolari contingenze an Cora, per le quali da principio M fu introdotta la suddetta districi buzione , che doveva farsi dai M conservatori, e caporioni proi>
,

cenzo

Vili non
:

pot spargerne
nel

attesa la calca

possesso di

Leone X, preso dopo seguita la coronazione, si legge che il camerlengo al Laterano prese sempre il danaro dal tesoriere, il qual danaro dal Papa era somministrato dal primo sino all'ultimo per essere gittato, quanto pel consueto presbiterio e che r istesso camerlengo del presbiterio solo ebbe due por,

biamo che in avvenire


>

si

diano
".

zioni.

a'

suddetti conservatori, e capoi


i

ni

rioni

mentovati
quattro

denari

Se-

di

Racconta Pio IV,

il

Panvinio, nella vita

del

1559, che nella

guono
lica,

suindicati

titoli

sera precedente alla sua coronazione,

pertinenti alla elemosineria aposto-

fu gettato del

danaro
s.

al

popolo

ed a monsignor elemosiniere. 1. La limosina di un paolo, che per ogni testa si d nel gran cortile di Belvedere del palazzo Vaticano, da monsignor elemosiniere,
dal segretario
dagli
dell' elemosineria,

sulla scalinata di
le

Pietro, la quadalla

essendo

bagnata

pioggia,

diede occasione, che nel raccoglierlo

restassero morti diciotto

uomini,

e pili di quaranta malconci. Quinil successore s. Pio V, nel i566, non permise nella sua coronazione, che tal gettito fosse fatto secondo

di

undici

ecclesiastici

visitatori

di essa per la solenne coronazione

del

nuovo

Pontefice,

di

un grosso

il

costume, per ovviare

alle

fune-

per testa

per

l'

anniversario della

medesima coronazione, ha la seguente origine. Oltre quanto si dice air articolo

Annwersario della coronazione del Papa {l'aedi), ed oltre quanto superiormente si parlato dello

conseguenze delle disgrazie, che sempre succedevano per l'avidit di raccogliere il denaro, e soprattutto alle morti, ed agli affogamenti
ste

spargimento

delle

mo-

nete, e denari dal Vaticano al Laterano, nel di della coronazione

che accadevano nella folla , altri rompendosi gambe, e braccia, altri restando feriti, e contusi; la qual cosa funestava un giorno di tanta lePio V, s. tizia. Dispose pertanto
che
si

che anticamente era pure del pos-

abolisse tale uso^

che

il

ELE
denaro, destinato a spargersi in tal giorno, si distribuisse a mano, in parte a* poveri, e in parte alle famiglie bisognose di sollievo. Altrettanto ordinarono Gregorio XIII, nel
gi al popolo,

ELE
ma
pratic

171
quanlo
oltre
il

avea fatto
la

Alessandro

Vili,

decano

1572, e
1

il

successore Sisto

nel

5S5, riflettendo alle disgrazie che vi accadevano, e perch ne restavano provvisti i pi robusti, non
gi
i

suo lungo il viaggio della cavalcata. Da quedi danaro nelle ste distribuzioni strade per ove passava la cavalcata, e da quelle che facevansi nel
che

quantit di denaro,

avea

dispensato

gettito alla

loggia lateranense,
i

ebbe

pi bisognosi.
la

Ed

ecco

come

ebbe origine
niversario.
S

suddetta

distribu-

zione nella coronazione^ e

suo an-

Papi in occasione del possesso fanno distribuire copiosi soccorsi, e dotazioni,


il

origine

pio uso, che

di

cui parlasi al

deve per notare, che sebbefunzione


della

171

e seg.

volume YIII pag. non che a pag. 179

ne

la

coronazione

del Dizionario.
sina, la

Adunque
si

la

limo-

fosse divisa

da

quella del possesso,

quale

fa

in

Belvedere
da' suoi

in questo per

tinu

il

gettito

molto tempo si condelle monete, che

dal prelato elemosiniere e

dipendenti, vuoisi che ascenda ogni

per lo pi facevasi dalla loggia principale del Laterano,

anno a
il

dopo

la

beneso-

to scudi

dizione,

la

quale

veniva

data

due mila quattrocensomma, che raddoppiasi primo anno di ogni pontificato.


circa
;

lennemente dal Papa. Nella vita di Gregorio XIII si legge^ che assegn ad alcuni luoghi pii i tredici mila
scudi,
i

Gli uomini sono separati dalle donne, e gli uni e gli altri sono

pre-

ventivamente
notificazione

avvisati

pel

giorno

quali nel possesso

si

gettava-

della distribuzione, a

no al popolo. Dice lo Scilla, delle Monete pontificie^ p. 94, esyi, che da Clemente X in poi si coni appositamente il giulio o paolo, il grosso, e mezzo grosso di argento. Fu fatto il gettito del danaro pure per Innocenzo XI ; ma le monete battute avevano un conio diverso da quello del Presbiterio (Fedi). Per evitare il tumulto, nel 1689, Alessandro Vili non fece gettare dalla loggia al popolo le monete,
ed in vece parrocchie
cellieri

mezzo d' una emanata dall'elemosiniere medesimo. Questi fa in oltre distribuire contemporaneamente un
paolo a testa
ai

carcerati delle car-

ceri innocenziane, ai

giovani

della

casa di correzione, alle

donne che
a
s.

sono

nella casa penitenziaria


ai

Michele, ed
di

prigionieri,

che

so-

no detenuti per
ri

debiti nelle

carceelargi-

Campidoglio: zione viene data a


ti

eguale
tutti
i

nominadi

detenuti dall'elemosiniere del Pa-

che per tutte le abbondantissime limosine a'poveri. 11 Canvolle,


si

pa nelle ricorrenze eziandio


squa, e Natale,
2.

Pafu
i-

distribuissero

In

Roma

solto Pio

IV

citato,
il

a pag. 3 11, aggiunde' parafrenieri

stituita

r arciconjralernta

de

ss,

ge,

che

decano

apostoli (Fedi)j nella chiesa


a
tali santi,

sagra
rioni

dispens

grandissima
cavalcata.

quantit
il

di

particolarmente in vandi
tutti
i

denaro
gio

a'

poveri per lutto

viag-

taggio
della

de' poveri
citt,

della

Anche Inno-

con
a

ispezieria
s.

loro
e

cenzo Xll nel

non

fece

1691 pel possesso gettar monete dalla iog-

benefzio

posta

Eustachio,

medici per curarli, siccome descri-

rys
ve
i!

ELE
Piazza
tieV

ELE
da monsignor elemosiniere incaricato di vegliare sull' operato dei
medici e chirurghi addetti
mosineiia, e sulla
qualit
le
all'

Eusevologio Romano^y nel trattato sesto, capo XV, Dei poveri a ss. Apostoli. Di questo

ele-

medesimo argomento

egli tratta

de*

me-

con quelle cognizioni, che lo resero


tanto benemerito della
storia delle

dicamenti, che danno

spezierie.

opere pie di
ss.

Roma, a

trattato terzo:

apostoli

nel capo I, del Della spezieria dei Eustachio, ove s.

Di queste, e dei medici e chirurghi, si parler al seguente numero. Quando un infermo vuole profittare
delle medicine, dei

medici,
pagati

dei

giustamente celebra la magnanima carit del Cardinal Francesco Barberini, restauratore di s utile, ed
eccellente
istituzione.

chirurghi,

che
<ial

sono
proprio
il

dalla

clemosineria apostolica,
biglietto

invoca un
parroco,
il

La
i

spezieria

quale attesta che

detto
Il

infermo
bigliet-

era fornitissima di tutti

farmachi

degno
coli'

di tali

soccorsi.

necessari, e nella contigua casa del

to,
si

indicazione

del

domicilio,

sodalizio abitavano altrettanti


dici,

medi

lascia

nella spezieria della sezio-

quanti sono

XIV

rioni

Roma. Ma
stolica,

delle spezierie regiona-

rie dipendenti dall'elemosineria apo-

appartiene l'infermo. E siccome ogni mattina il medico, e il chirurgo aderenti ad ogni sezione,
cui
ne,

sembra
VII,

istitutore

il

Cardinal
la

devono

recarsi

alla

spezieria
l'

Pietro Aldobrandini nipote di Cle-

loro assegnata, e

secondo

invito

mente
detta

pare
sia

che
stata

sud-

spezieria

sospesa limolegge

condursi a visitare l'infermo, se la malattia tale, che non possa age-

quando r

istituzione dell'

Aldobransi

dini venne concentrata nella


sineria pontificia.

Di

lui

volmente curarsi in casa, o se l'infermo ivi non possa avere la necessarla assistenza, con altro biglietto
del parroco,

nel CardeWa,

Mem.

storiche de/ Car-

dinali, tom. VI, pag.

io:

Fu

il

Cardinal Aldobrandini il primo a introdurre in Roma il lode> vole costume delle spezierie, per ajuto e sovvenimento della pM vera gente, alla quale si distri* buiscono gratuitamente le mediw cine, tenendo stipendiati medici " per cadauno de' quattordici rioni di Roma, affinch accorressero w alla cura de'poveri infermi". Altrettanto dice il Novaes, tom. IX, pag. i8, File de* Pontefici. Al pvesente le spezierie sono dieci, una delle quali abbraccia due visite,
I

ed a spese dell' elemosineria viene portato ad uno dei tanti pubblici ospedali. Ordinaria-

mente
a civili

sono

curati

nelle

proprie

case que' malati, che appartengono

ma

povere
l'

famiglie.

Per

questi trasporti

elomosineria paga
de' luoghi
lei

parecchie centinaja di scudi all'anno,

giacch
a

g'

infermi
a
di
ai
i

circostanti

Roma

spese

sono portati in

citt

detti ospe-

dali, quegl'infermi cio,

quali

non

possono essere curati n nelle proprie case, n nel luogo, cui appartengono, per mancanza o piccolezza degli ospedali.
3.

XIV

rioni di

Roma

sono

divisi

Oltre quanto

si

detto

di

in undici sezioni,
li

ognuna

delle qua-

sopra, e al precedente

numero,
i

sui

abbraccia tre, quattro, e cinque parrocchie. Havvi il medico ispettare generale di tutte le visite, che

medici, e chirurghi addetti alla eie-

mosineria, aggiugneremo, che


dici,

me-

compreso

l'ispetlore

generale,

ELE
ed ed
il
i

ELE
sono tredici;
di questi

173
essi
;

sotto ispettore,

per

le
i

chiamate

di

si

esclu-

chirurghi dieci, oltre tre chililotomi


;

dono

malati di godere
altro
si

il

benefchia-

i-urghi

e parte

cio dell* elemosineria

sono numerari, e parte soprannumeri fuori di esercizio, che dall'elemosiniere sono ammessi mediante
concorso pubblico, ed esame che si fa dai pi antichi medici delia stessa elemosineria.

mano

quando medico non ad


escludono
5, 9,

essa
ines-

addetto, e
dicati agli

quelli

articoli

io,

sendo

lo stabilimento della limosi-

neria istituito specialmente


famiglie
civili

per

le

Quantunque, sino dal 1698, Innocenzo XII abbia fatto


Bonaventura, una istrudiretta al regolamento dei
e

decadute

si

d noralle

ma
sole
s'

ai

medici sulle ordinazioni dei

pubblicare, forse nell'elemosineriato


di monsig.

medicamenti
spezierie

da
essi

dover
di

farsi

dell'

elemosineria,
vegliare

zione

inculca

ad

sulla

medici

chirurghi

deputati

alla

loro bont e sulla prontezza, e ca-

cura de' poveri, poi confermata nel 1719 da Clemente XI, nel 174^

pacit degli speziali


strare
le
i

nel

sommini-

medicine.

L' articolo

da Benedetto XIV, e rinnovata ai 3 febbraio 1778 da Pio VI, ed a' 6 settembre i8i4 a Pio VII; da ultimo il regnante Pontefice Gregorio XVI, a' io maggio 184*2,
la

enumera
fermo
ta

mali, eh' escludono l'inil

dal fruire

beneficio della

limosineria; e finalmente

rammen-

ad ognuno

de' medici, o chirur-

volle

nuovamente pubblicata a
odierno suo prelato
ele-

ghi, o in paga, o soprannumeri, che debbono di persona, e non per


altri

mezzo

dell'

esercitare

l'

uffizio ec.

ec.

mosiniere segreto monsig. Lodovico


Tevoli, arcivescovo diAtene, che fun-

4. Oltre

sopra sulle

quanto si detto di maestre pie regionarie


elemosine-

ge
sta

il

delicato uffizio con

somma rettiQue-

dette pontificie, e sulla


ria apostolica,

tudine, pari zelo, e regolarit.

passiamo ad

accen-

rinnovazione di provvidenza in vantaggio de' poveri, divisa in


articoli,

nare

la origine, e lo stato presen-

te di queste utilissime scuole per le

tredici
f>

porta

il

titolo;

donzelle, istituto benefico, ch'ebbe

Istruzioni,
li

ed

avvertimenti
infermi

per

origine sotto Alessandro VII.

Il

eh.

>

signori medici deputati a cui

rare

poveri

de' rioni

di
j>

alli R. R.. signori M parrochi, quanto ai chirurghi, e speziali della limosineria aposto-

Roma, da norma tanto

servire eziandio di

de Maggiordomi, scrisse a pag. i32 di Girolamo Farnese romano , che Alessandro VII da governatore di

Rena zzi, Not.

storich.

Roma Ad

aveva

fatto
l'

maggiordomo

esso devesi

istituzione delle

lica, rinnovali per ordine della santit di Nostro Signore Papa *> Gregorio XVI". In sostanza in
>

maestre pontificie, dette maestre pie, sparse nei diversi rioni di Roma per ammaestrare, ed edu care le fanciulle negli esercizi di w piet, e nei lavori convenienti

tali

istruzioni
ai

si

vieta

ai

medici,

ed

chirurghi

dell' elemosineiia,

di ricevere dagl'infermi
zioni,
rit,
s'

rimuneragiorno
fac-

w
>

al

loro sesso, cui dal sagro

pa-

invitano a visitarli con caal


si

lazzo,
stolica

e
si

dall'

elemosineria

apoCardelle

quante volte
uopo. Ancora

d opportuno sostenil

cia d'

obbligano a
spezierie

M lamento". Altrettanto dice


della nel tom. VII, p.

recarsi ogni

mattina

alle

i33,

'1^4

E LE
citate^

ELE
vi

aggiunge Memorie qualche cosa piti onorevole pel Farnese, dicendo, die a tale istituzioanzi

loro scuole senza alcun


le

pagamento

ne molto contribu il Farnese del proprio. Anche il Novaes inentovato, nel tom. X, p.

che abitano ne' dintorni, potendone tenere anche come educande, con discreta mensile
fanciulle,

corrisposta. Nelle
il

scuole

s'

insegna

questa

benemerenza

126, parla di del Farnese,

catechismo,
e
i

il

leggere, lo scrive-

re,
le

principali lavori proprii del-

che poi da Alessandro VII, nel i658, fu creato meritamente Cardinale. Queste maestre pie sono le
pili

donne, e si esercitano in varie opere di piet cristiana, tutto essendo diretto ad una buona, moralcj civile, e cristiana educazione.

antiche di Roma; e le prime maestre uscirono dal Conservatorio delle Mendicanti (J^edi). A\ presente sono diciassette, e vi soprain-

Le maestre
la

pie

vestono
abito

modestanero, e
loro
il

mente un semplice

limosineria somministra
di

tendono monsignor elemosiniere, ed


visitatori della limosineria. Esse furono aumentate, e meglio stabilite sotto Clemente XII nell'elomosinerato di monsignor Albini. La scuola e casa maggiore nell'ani

modo Da
scuole

vivere.

ultimo

avvertiremo,

che

le

regionarie

dipendenti

dalla

elemosineria apostolica, dette anche


pontificie,
ti,

tico

Collegio
s.

degC Irlandesi (Fedi),


de' Ginnasi,

le

sono in numero di vensono per fanciulle, e tre per i fanciulli.


delle quali diciassette

presso

Lucia

nella

Le

scuole pei fanciulli sono situate,

quale risiede la superiora, che si elegge dalle maestre, e dura tre


anni, potendo essere confermata per un altro triennio. Regola essa il governo della comunit col con-

due nella visita prima de'Monti, ed una nella visita seconda di Suburra.

Delle diciassette scuole per


la

le

fanciulle,

presa
cia

sono sette, scuola primaria in


dette scuole, anche

ve ne

coms.

Lu-

sigho di tre consultrici.


la

Prima

la

de' Ginnasi,
le

nella visita Monti.


i

scuola e casa maggiore era

presso
ponti-

Oltre
stri

mae-

Chiesa di

s.

Agata
fu data

alla Subur-

de' fratelli delle scuole

cristia-

ra (Fedi).
ficato,

Fu
le

neir odierno
la

che

presente
articoli.

ne presso la chiesa della ss. Trinit de' Montij ricevono un mensile

casa,

come
nuovo

dicesi ai citati

compenso

dalla limosineria.
(s.).

Del

locale

benemerito

ELENA
vernare
isposa.

Da

Coilo,

signore

r attuale

prelato elimosiniere.
si

Da

questa scuola maggiore

spedisco-

nacque s. Elena, la quale da Costanzo mandato a godella Bretagna,

no due, o
le,

tre maestre per le scuo-

queir isola,
Costantino
,

fu scelta

in

che sono in vari


restano
sino

opportuni,
e dove

e
le

divenuto

poi

centrali luoghi di

Roma,
al

maestre

venerd,

nelle ore pomeridiane del qual gior-

il frutto. Pare, secondo che riferisce lo stesso Eusebio, non abbia Elena abbracciato

imperatore, ne fu

no ritornano
la

tutte alla stessa scuotrattenersi sino al


ri-

il

cristianesimo,

se

non

dopo

la
fi-

maggiore per
in tutti
i

miracolosa vittoria ottenuta dal


glio suo.

lunedi mattina, e dove inoltre

mangono

gli

altri

giorni
l'an-

passionevole verso
riparare al

Virtuosa sempre e compoveri, seppe i

di vacanza,

no. Queste

quali corrono fra maestre ricevono

tempo perduto
ignoranza.

nelle te-

alle

nebre

dell'

Costanliuo,

ELE
cle
le

ELE
di

175
Elena
abbrac12,

era obbedientissimo, la fece


dell'

Arcelle

si

ricover la b.

arbitra dei tesori


ella

impero,

ed

sino dall'et di

anni
s.

ne usava per

edificar

chiese,

ciando la regola di
semplarissima
quella della
le cristiane virt,

Chiara.

E-

ed arricchirle di preziosi arredi. Nell'anno 826, coniando l'ottantesimo di sua et, scrisse a s. Macario vescovo di Gerusalemme, di
voler sul

nell' esercizio di

tutte

maggiormente in
ella

pazienza

risplen-

dette, per aver tollerato

un' aspra

monte Calvario innalzare


cosi

infermit, pel corso di sedici anni,

un tempio, per onorare


luogo, ove
il

quel

Redentore divino ope-

il

nostro riscatto. Desiderosa di

che la rese immobile, senza mai mettere un lamento. Mor nell'anno 1242, in odore di santit. Li 3

ritrovare su quel
vessillo

monte
si

il

sacro
ella

novembre assegnato
lei.

al

culto

di

della

croce,

rec

stessa sul luogo, e

ritrovatolo,

ne
de-

ELENA
notizie
si

DI

Skofda

(s.).

Poche
san la.

spedi tosto

una ragguardevole porfiglio,

hanno
si

di questa

zione

all'

imperatore suo
il

Quello che
famiglia,

sa di certo

si ,

che

ponendo

restante

in

una gran
basilica.

nacque in Isvezia
e

da

una

illustre

cassa d* argento, aftinch fosse con-

che

servato in

una magnifica
si

rec a

Roma

per divozione si a venerare la tomba


apostoli.

V. Invenzioiv della
nata a

Croce. Ritorsi

del principe

degli
i

Ritor-

Roma,

accorse che

av-

nata in patria,

suoi parenti, persacriiicarono,

vicinava al suo fine, e perci diede


affettuosi
figlio,

ch
ella
1

idolatri,

la
il

ed

e salutari consigli al suo

sostenne
Il

martirio nell' anno-

che

dovea governare
poi,

l'

imin

160.

pero.

Di

raccoltasi
il

tutta

tro anni

Papa Alessandro III, quatdopo la canonizz, ed assua festa

Dio, benedicendo
ti

figlio,

ed

nipoal

segn

la

presenti,

vol

collo

spirito

ELENOPOLI,
Hellenopolis.
l'Asia
tinia
,

3i luglio. li Hclenopolis seu


vescovile
di

cielo,

per godere eternamente


e gloria della

del
lei

Citt

del-

fruito,

croce da

minore, provincia
nella
la

Ri-

cercata con tanta ansiet,


rata qui in terra cotanto.

e vene-

diocesi

del
di

La

sua

sotto

metropoli
nel

Ponto , Nicomese-

morte segui
le
la

il

giorno

8, nel quala
festa. Il

dia, eretta

quarto secolo,

Chiesa ne celebra

suo corpo fu rinchiuso in un'urna di porfido, per ordine dell'imperatore Costantino. Molli furono
i

condo Commanville. Anticamente Drepaiw, si chiam Drepanum^ o ed ebbe tal nome dall' imperatore
Costantino
si

//

gronde, perch vuoi-

miracoli operati da Dio per intercessione di


lei.

ELENA
Prima

o
i

OLGA
si

regina

(s.).

dello scisma abbracciato dai


santi annoverati nel

Moscoviti, fra

che ivi nascesse, e poi morisse Questa citt s. Elena sua madre. marittima si pone sul golfo Alfaceno presso al Rosforo, tra Nicomedia e Nicea. 1 nove suoi vescovi

loio calendario,

trova
s.

descritto

anche
giorno
to

il

nome
1

di

Elena o Olga
il

dro, Leonzio
II,

regina, e la sua festa era fissata


1

sono Macrino, Palladio, AlessanTeodoro, Leonzio I, Giovanni, David, e Leone, dei


ci

di luglio,

quali

le notizie

il

p.

Le-Quien,

ELENA

Enselmina (b.). Non molluogi da Padova nel convento

Oriens

Chris t. pag. 624,

tomo

1.

Ora

per,

essendo

Elenopoli

un

176
titolo

ELE
vescovile
la

ELE
partibus
^

in

che

ELENOPOLI.
della

Citt
diocesi

vescovile
d' Asia,

conferisce
sto
di
alla

santa Sede, sottopo-

Lidia,

nella

medesima metropolitana

sottoposta alla metropoli di

Sardi.
quelli,

Nicomedia (oggid egualmente in jjartibus), ne portarono ullimamenle il titolo episcopale, monsignor Bonaventura Zamberroni, e monsignor Giovanni Nepomuceno Jschiderer de Gleifheim della diocesi di Trento. Questo secondo Io ebbe dal regnante Gregorio XVI, nel concistoro de"24 febbraio i832, in cui fu pur dichiarato suffraganeo del vescovo di Bressanone, coli' esercizio de' pontificali, ed altre funzioni episcopali. Ma avendolo poi
lo stesso

Numenio vescovo
che
si

fu

uno

di

opposero

alla

celebra/ione

del concilio generale di Efeso, sino

all'arrivo di Giovanni patriarca di

Antiochia.
p.

Oriens

Christ.

tom.
delle

1,

897.

ELENOPONTO. Una
la

due
di

Provincie del Ponto. Amasia n' era


metropoli, che prima lo era
il

tutto
di

Ponto.

Dipoi

Giustiniano

queste due provincie ne fece una

sola,

conservandole

il

nome

di

E-

lenopoli, e l'ordine ecclesiastico.

Papa

trasferito alla chiesa

ELEVJO
vertito
alla

(s.).

residenziale di

Trento,
gli

a'

19

de-

fede

Questo santo conda s. Marculfo,

cembre i834,
nopoli, nel
le

diede in succesdi Ele-

sore nei titolo in partbus


del

per vieppi perfezionarsi, si ritir nell'isola di Gersey. Quivi scelta

concistoro de' 16 apri-

una caverna
dusse

posta

nell' alto

della

i836,
in

monsignor Antonio
s.

roccia, e fattala sua abitazione, con-

Buchmayr
lito,

della diocesi di

Ippo-

che

ausiliare

tempo dichiar dell'arcivescovo di Vienna


pari

una vita da vero romito, praticando aspre e severe discipline. Da una masnada di barbari fu
trucidato.
la

in

Austria.

Finalmente,
s.

dal
alla

medesimo Pontefice
chiesa di

venendo promosso
il

La badia

diocesi di
le

di Beaubec, nelBoven, pretende pos-

Ippolito

prela-

sedere
di

reliquie di

questo

santa
il

to

Buchmayr,

giugno

nel concistoro de' 19 1843, fu fatto vescovo di

martire.
1

La sua

festa

segnata

2 luglio.
(s.).

Eleuopoli monsignor Giovanni Da-

ELESBAAN
notizie

Poche sono
questo

le

browki

di Plosko,

deputato in

suf-

intorno

santo.

fraganeo all'arcivescovo di Posnania.

ELEINOPOLI. Sede

episcopale

ce lo

della seconda Palestina, nel patriar-

cato di Gerusalemme, sotto la


riporta al
il

me-

ci furono tramandate^ annunziano re degli Etiopi Assiuniti, e che da idolatra si convert al cristianesimo. Per ordine

Quelle, che

tropoli di Scitopoli, la cui erezione


si

dell'

imperatore Giustino

il

vecchio,

nono

secolo

man ville,
di

quale la

da Comchiama Eleil

prese le armi contro

Dunaan
,

giu-

deo, e persecutore de' cristiani.

Eus

nopoii.fj seu

Populus. Prese

nome
di

le>baan
della

fug

il

tiranno

ed

Elenopoli da Elena,

madre

vittoria

con

cristiana
il

mode-

Costantino. Di Procopio, suo vescovo, fiorito l'anno 536, fa menzione V Oriens Christ. nel
t.

razione.

Bistabil

cristianesimo

nelle terre conquistate al giudeo, e

712,
antica

liber dall'esilio

il

santo arcivesco-

per cui
ville.

la

sede sarebbe

pii

dall'epoca assegnata da

Comman-

Tafar Gregenzio. Binunziata di poi la corona a suo figlio, si

vo

di

rinchiuse in

un mouislero,

e <^ato&i

ELE
alla

pi aspra penitenza, mor santamente. 11 martirologio romano

nel giorno

27 ottobre assegna

la

ELE 177 venne creato V ottavo elettore, perch avendo nel 1623 l'imperatore Ferdinando II trasferita la dignit
elettorale

sua

festi villi.

del

conte

palatino

del

ELETTORATO, Electomtus.
rato
si

Di-

Reno

nella persona di Massimiliadi Baviera,


si

gnit di Elettore [Fedi). Elettora-

no duca

accese

una

o dominio degli Elettori del sagro Romano Impero (Vedi). La voce Elettorale si usa per aggiunto della dignit
Io stato,

chiam

ostinata guerra, la quale cess poi

di

essi.

ELETTORE,

Elector.

Quegli,

con detta pace, dove si concesse a Massimiliano il primo elettorato, e se ne istitu un ottavo a favore del palatino, con condizione per, che venendo a mancare la linea
di

che ha il diritto di eleggere a qualunque carica, officio, dignit, beneficio ecclesiastico ec. ( V. Eleziojve).

Baviera,

il

palatino entrasse nelelettorato,

r antico suo
annullato
il

restasse

nuovo.

Sotto Leopolistituito
il

Gli

elettori

eleggibili

del

do

I,

nel

1692, fu

nono
di

sono i Cardinali di santa romana Chiesa ; quelli degl' imperatori germanici, erano gli elettori del sagro romano impero, principi,
sovrani, tre de' quali ecclesiastici.

Papa,

elettorato, e conferito

al

duca

Annover, che pur dicevasi elettore di Brunswich Luneburgo. Indi, nel


^777> gli elettorati del palatino del Reno, e quello del duca di Baviera, per l'estinzione del ramo ducale, si consoHdarono in una sola persona. I due elettori protestanti erano il marchese di Brandemburgo, e il duca di Brunswick-Luneburgo, ossia di Annover. Di pi il margravio di Baden, che per le
guerre, conseguenza della rivoluzio-

ELETTORI

DEL SAGRO

Romano
celebre,

IMPERO, Collegio.
consisteva in

Questo

autorevole, e principesco corpo politico

una grande
la al collegio,

potente

confederazione,

quale,

comprensivamente
ponevasi di
s

com-

tutti

gli

stati

sovrani

ecclesiastici,
i

mania,
principi

quali

che secolari di Gerinsieme ad altri


il

costituivano

sagro

ro-

mano

impero, di cui
capo.

V imperatore
essi
il

perduto molti 1802, ricevette delle indennizzazioni, ed il titolo di


possedimenti,
nel
elettore.

ne francese, aveva

era augusto
cui elezione

Aveano

Allorch

si

form

la confe-

diritto di eleggere
si

Y imperatore, la doveva approvare

derazione Renana, questo titolo cangiossi

in quello di gran-duca.
il

Fi-

con autorit apostolica dal


Pontefice.

sommo
origine

nalmente
1

landgravio di Assia, nel


alla

Gli

elettori

in

8o3, ascese, col recesso della depudignit


e-

furono

sette, tre ecclesiastici

e quat-

tazione imperiale,
lettorale,

erano gli arcivescovi di Magonza, di Treveri, e di Colonia. I secolari erano il duca di Sassonia, il conte palatino, il marchese di Brandemburgo, ed il re di Boemia, il quale per vuoisi, che non avesse voto
tro secolari. Gli
ecclesiastici

ma

nel 1806, avendo egli

seguito le bandiere p^^issiane contro la Francia,

venne privato da
i

Napoleone
menti,
al
i

di

tutti

suoi

possedi-

quali rimasero incorporati


di

nuovo regno
181
3.

Westfalia
negoziati

sino
diplo-

al

Ma,

coi

se

non

in caso di

discordia fra gli

matici di Vienna, ricuper

suoi
il

altri

sei.

Kella
XXI.

pace di

Munster

dominii, e conserv eziandio

ti-

VOL.

12

17^
tolo
di

ELE
elettore,

ELE
il

ed

suo stato
e
dalla

chiamasi

Assia-Elettorale,

capitale Assia-Cassel.

Lubecca, Brema, Francfort sul Me no, Augusta, e Norimbeiga. Tali atti non furono che preliminari
dell* intera dissoluzione dell'

Ecco come questi


si

dieci eleUorati

formarono, si rinnovarono, ed in parte si confermarono. Nel i8or, col trattato di Luneville, la repubblica francese divenne padrona di
tutta la sinistra riva del

impero germanico; e del collegio degli e-

leltori,
sterlitz,

dopo
e
la

la

battaglia

di

Au-

Reno, e
i

molti
stati.

principi

perdettero

loro

Coir atto poi di recesso della deputazione imperiale, ch'ebbe luo* go nel i8o3, si provvide all'indennit a spese delle sovranit ecclesiastiche secolarizza te j comprensivamente ai Ire elettorati ecclesiastici, e delle citt imperiali, che si ridussero a sei. Molti stati furono
inoltre in tale occasione soggettati,

che si ebbe fine il collegio degli elettori del sagro romano impero, non rimanendo che i sovrano di Assia
Cassel
il

pace di Presburgo, conchiuse nel 1806. Cos

titolo

di

elettore.

Nella

impero francese Napoleone imperatore diede il titolo di grand' elettore al re di Spagna,


istituzione dell'

e di vice grand' elettore al principe


di Benevento.

Origine degli Elettori del sagro Ro-

e divennero dipendenti. Si

stabili-

mano impero j
rogative.

loro dignit, e pre-

rono in fine

dieci

elettori,

cinque

de' quali cattolici, cio l'arcivescovo

di Ratisbona, elettore arcicancellie-

1*

opinione quasi
il

comune
di

degli

re dell'impero,
il
il

il

duca di Sassonia,
il

storici,

re di Boemia,

re di Baviera,
,

che imperatore

diritto

eleggere

sia

stato

concesso ai
sotto
il

principe di Salzburgo
,

e cinque

soli

principi di

Germania

protestanti

cio
il

il

Brandemburgo,
temberg,
il
il

marchese di duca di Brurisre


di

Pontefice Gregorio

wich-Luneburgo,

il

WurFermi

margravio di Baden, e

langravio di Assia-Cassel.

rimasero i tre collegi dell' assemblea generale o dieta, vale^ a dire


degli
citt
elettori
libere,

996, ed Ottone III imperatore. Altri vogliono per, che il Papa, ed altri pretendono che l' impeiatore per concessione pontificia ne abbia fatto il decreto. Riporteremo alcune
del

opinioni sulle

diverse
11

sentenze

di

de' principi,

e
;

delle

questa istituzione.
nelle

Lenglet

dice

imperiali

ma

si

sue
a'

Tavolette

cronologiche^

ridussero a centoquarantasette voli,


de' quali n' ebbero
ri,

che
1'

dieci

gli

eletto-

22 gennaio dell'anno 912, mori Lodovico IV re di Germania,


ultimo della stirpe di Carlo Magno, che abbia governato l'impero,
sia stato eletto

centoventisette

furono

inegual-

mente

divisi fra la Prussia, la

viera, l'Austria, e le case di

BaBrun-

swich, di Sassonia, d'Assia, di Nassau,


di

e che in suo luogo Corrado 1. S4io a

questo

tempo

Meclembuigo

di

Wur-

temberg, ed altri minori; quattro si diedero ai collegi de' conti di Weteravia, di Svevia, di Franconia, e
di Westfalia; e gli altri sei alle ri-

r impero era slato successivo, ma divenne poi elettivo per mezzo delle assemblee de' principi, e signori tanto ecclesiastici, che secolari, e
per mezzo dei deputati delle principali citt, le quali iappresenlava-

maste

citt

libere

di

Amburgo,

ELE
no
gli
il

ELE
giunge, citando
istituiti

r79
ebbera
l'

popolo. Ci dur sino al secui

Tolomeo da Lucca;
furono
ar-

colo XIII. in
elettori,
al

furono
del

che

quelli,

quali pei primi


elettori,

dire

Lenglel.

la dignit di

Nell'anno 996, aggiunge egli. Ottone III venne coronato inoperatore in Roma dal Papa Gregorio V, e perch non aveva figli, e vedendo che molti aspiravano all'impero, fu stabilito che per l'avvenire g' imperatori sarebbero eletti
dai
soli

civescovo di
la

Magonza in nome delGermania; l'arcivescovo di Tre-

veri in

nome

della Francia; e l'ar-

civescovo di Colonia in
l'

nome

del-

Italia, tutti colle qualifiche di arci-

A questi si aggiunsero quattro principi secolari, che furono


cancellieri.
di Brandemburgo,il qua* cameriere o camerlengo dell'eletto imperatore; il conte palatino del
il

principi deli*

Alemagna

tan-

marchese

to ecclesiastici quanto secolari, sen-

le

za determinazione di numero.
tri

Aldei

attribuiscono

l'istituzione

Reno

della casa Baviera, scalco per-

sette elettori dell'impero,

dano nel suo Magno, e questa opinione sembra


appoggiata all'autorit

con GiorCronico, a Carlo

ch porla le vivande in tavola ; il duca di Sassonia, che porta la spa-

da

col titolo di cavallerizzo perpe-

d'Innocenzo III, al cap. Venerahilem de clection. et electi potest. Altri ne fanno autori i principi della Germania ; altri l' ascrivono a Gregorio X, come r Aventino, Annal. Bojor., lib. 5, ed il Panvinio nel libro de^ Comitis imper. Il Novaes, nella vita di Gregorio V, dice che
in

tuo dell'impero; ed il duca poi re di Boemia, il quale venne aggiunto agli altri, perch ritrovandoli discordi
nelle
elezioni
,

associandosi
decisa.

ad una
11

delle parti
ufficio

venisse

suo

era di coppiere, conPlatina^


risentis-

sisteva cio nel dare a bere all'im-

peratore. Aggiunge pure

il

che di
sero
i

tal decreto assai

si

un

concilio^ cui celebr in preal dire di al-

francesi

ma

perch
era
di

la profinita

senza di Ottone III,


cuni, istitu
ri
il

sapia di

Carlo

Magno
figlio

collegio degli eletto-

in Lodovico IV,
I,

Lotario

del

sagro

romano impero.

Il

ed

il

regno era passato in


i

Ugo
ri-

Platina, nella vita dello stesso Gre-

Capeto, cessarono
petere
to
le

francesi di

gorio V, racconta, che vedendo volubilit in

loro ragioni del

trasferi-

Ottone
variet

III,

conside-

rando
ni,

alla
s

delle

cose

del

ch

impero ne' germani, anche perre volendo consolir il nuovo


trono,
Il

mondo,

perch presso i germanazione apparteneva, pi a lungo la dignit dell' impero


alla

darsi sul

non cur
Catelani,

il

ces-

cui

sato impero.

nel

R^
delr-

stretto dell' origine e

progresso

restasse, e s ancora,

perch
si

queconfe-

sta dignit al pi
risse, III,

degno

con volont di Ottone che solo i germani dovessero eleggere colui, che Cesafece,

di queGregoriana istituzione, dice che furono dichiarati sette elettori (tre

t impero Romano , parlando

sta

decreto,

dei quali ecclesiastici) deputati in ispecie

per l'impero, che allora in tre


era diviso, Germania, Franti.

re,

e re

de^

Romani prima

chia-

regni
ela,

mandosi, fosse poi imperatore, ed augusto se il Pontefice Romano


lo

e Italia, cio

l'arcivescovo

di

confermasse. Questo decreto

fu

Magonza, arcicancelliere per la Germania 2." quello di Treveri>


per
la

attivato nell'anno

MII. Quindi sog-

arcicapcellicre

Francia,

i8o

E LE
d' Arles
3. quello

ELE
di

; pel regno Colonia per l'Italia, come pi informati delle cose dell' imperio, e

degli elettori del


lato

medesimo, compii

Anacleto Catelani, sulla Dissertatio de S. R. 1. Electorum


d.

da

zelantissimi della cattolica religione.

origine,

et

potestate

ec.

Che

il

collegio

degli

elettori

velo

Georgium Kuffer. In
scolo con critica ed

siffatto

per Jo. opuei

nisse istituito

da Gregorio
il

V,
et
I.

erudizione
III,

afferma

pure
lib.
^

Bellarmino,
5, cap.

Rom.

Pont.

8,
cap.

de de
Il

tratt questo importante


to,

argomenDell' ori-

massime

al

capo

Transl. imper.

lib.

3,

Pupin,
diss.

de

ani.

eccles.

discplin.

gine del Collegio elettorale. Cos ai capo IV dice qual fosse il Ponte-

3 3, dice che parte a Gregorio V, parte ad Ottone


7, cap.
a' principi
1'

(convenendo su Gregorio V), che attribu al collegio elettorale la


fice

HI, e parte

della Geristituzione,

prerogativa di

eleggere
se

il

re

dei

mania
diverso

si

attribuisce

romani

al

capo V,

questa orsubito
al ca-

giacch toccando a tutti

questi in

dinazione Pontificia

sia stata
;

modo

l'

istituzione,

da

tutti

ricevuta ed abbracciata

ed

dovea essere approvata. Natale Alessandro, Diss, 17, in Hist. Eccles. saec. IX, et X, fa osservare, che sotto l' impero di
Federico
ritto
II,
i

po XI
cipi,

tratta quali

sieno que' prin-

ai

quali per

l'ordinazione di

Gregorio V, e di Ottone
partiene
la
il

HI

ap-

diritto di eleggere. Nelelettori dell'

principi

di

Germail

nia diedero a sette elettori


di

di-

pero,

eleggere

quali sino d' allora


rici
si

V imperatore, i da molti stoelettori.

imche in progresso tutti i principi della Germania, senza scelta incominciarono


Relazione degli
si

legge a pag.

16,

dicono
i3.

soli
il

Della

stessa opinione

Pagi

all'

anno
per
in
,

a concorrere all' elezione dell' imperatore, e per le confusioni, e pegli

996, num.
altro
il

Comunque
il

sia

scismij che nascevano, Innocen-

modo, e
il

numero

zo

IV

nel concilio

generale,

cele-

cui furono istituiti gli elettori, certo


,

che

diritto di eleggere l'im-

peratore deriva dal


tefice,

romano Ponda
vari

come

si

rilever

1245, ove fu deposto dall' impero Federico II, ridusse, come narra il Baronio sulr autorit di Matteo Parisiense, gli
brato in Lione nel
elettori al

tratti storici,

che riporteremo, e come dimostra il Sandini nella vita di Gregorio V, dove ancora parla del
dell' uffizio di questi eletIl

numero

di sette, e deter-

numero, e
tori.

min, che fossero i tre arcivescovi di Magonza, di Colonia, e di Salisburgo; ed quattro duchi d'Aui

Mabillon, facendo menzione


in notis

stria,

di Baviera,

di

Sassonia, e di

del suddetto concilio tenuto da Gre-

gorio

V,
,

ad

vilam

s.

A-

dalhery

Bened.
abbia

33, tom. 7 saec. di avviso che quel Papa


gli

num.

istituiti

elettori.

Su quesensi

Brabante, parte de' quali perdettero poi il privilegio, che rest trasferito in quelli, i quali si leggono nella bolla d* oro di Carlo IV, pubblicata nel i356, nella quale
queir imperatore concesse varie prerogative, e distinzioni agli elettori,

sto punto,

e in

favore

della

tenza, che alla santa


siffatta istituzione,

Sede

debba

stretto
l'

va letto il Ridell' origine^ e progresso del-

che sono quelli nominati

di sopra.

Ma,
18,

nel citato libro. Ristretto a p.


si

impero Romano, e della potest

dice dell' operato d'Innocen-

ELE
zo IV, avvertendosi con Paolo
rola di tale costituzione

ELE
Winghcria.

i8r
elettori

Tutti

gli

erano
;

deck, che ninno degli storici fa paconciliare,


vi-

principi sovrani de' loro stati


le

ma

che

s.

Tommaso

d'

Aquino,
il

vente in quel tempo, dice

colle-

guerre ed alleanze che facevano non dovevano essere a pregiudizio dell'impero, e dell'imperatore. La
principale prerogativa degli elettori

gio elettorale essere gi stato in uso

270 anni prima, ed in conseguenza non poter essere incominciato nel suddetto anno 12 45, onde dato e non concesso, che Innocenzo IV
avesse definito a favore de' principi

era di eleggere Y Imperatore (Vc'

con quelle solennit che diree di deporlo quando la necessit ed il pubblico bene lo richiedeva. Non tutti poi
dijy

mo

a quell'articolo,

nominati,
latino, ed avrebbono

il

re di

Boemia,
il

l'arci-

vescovo di Treveri,
il

PaBrandemburgo non
principe

sofferto
il

questo

torto,

come

scrive

Goldasto in Repub.

pr Imp. e. 38 , riconoscendone il possesso da Gregorio V, e da Ottone


l'

elettori dell' impero in un medesimo modo acquistavano, o perdevano la dignit elettorale gli ecclesiastici succedevano per elezione, i secolari per eredit. Questa gran dignit si perdeva, quando
gli
:

per gravi mancanze veniva trasfe-

III.

L' annahsta
tratta

Rinaldi,
sulle

al-

anno

996,

diverse
colle-

da una persona, o da una famiglia in un'altra, o vorito l'elettorato

opinioni dell' istituzione


gio elettorale, e dal

del

lontariamente per libera

rassegna-

63

inclusive,

numero 55 al riporta i nomi dei


te-

zione degli stati, e della dignit elettorale all'imperio; e per dono, o vendita a qualche altro principe
di consenso dell' imperatore, e della

ed altri deschi, che elessero Ottone IV,


principi, e de' vescovi,

Filippo di Svevia, dopo


di

la

morte
isa-

dieta: e ci
to
degli

si

Enrico VI.

elettori

deve intendere tanecclesiastici, che


i

La

dignit degli elettori del

dei secolari. Inoltre

secolari

ne

gro romano impero fu s grande, che non mancava loro per essere re, fuorch il nome e la corona, essendo, come disse Rodolfo II, in un suo diploma, o decreto de' 17 luglio 590, r eminenza elettorale talmente inseparabile dall'eminenza imperiale, che l'una non potea sussistere senza l' altra. Perci volevano andare del pari coi re, e se non erano trattati ordinariamente col titolo di maest, esigevano trattamento regio. Nelle pubbliche solennit dell'impero non cedevano la precedenza a verun principe, di qualunque grado, pei* cui si narra, che il marchese di Brandemburgo
1

potevano andar privi in pi altri modi, come se il primogenito, che doveva esserne il successore, ne avesse fatta rinunzia al secondogenito,

o ad

altro

agnato,
nella
il

gradi
Cos
fosse

stabiliti

bolla

secondo i d'oro.

quando
laico,

primogenito
se
fosse

fosse stato

legittimo, e

non quando non


stato

oppure

non sano

mente, o avesse avuto altro notabile difetto che il rendi

desse inabile

alla

successione
l'

in

questi casi era devoluto

elettora-

to al pi prossimo agnato, discen-

dente legittimo per linea mascolina dal primo investito. Che se per to-

non

volle cedere
II,

la

mano

al detto

mancanza di successione, o per bando imperiale, o per altri casi


tale

Rodolfo

quando era

re di

Un-

straordinarii vacava

l'

elettorato,

si

i83
devolveva
ratore,
li

ELE
al al

ELE
pero
:

impere de' Romani, a* quafsco e al solo


la

a questo solo elettore


le

si

doliti

mandavano
giudicate

revisioni

delle
di

vuoisi

spettasse
,

nomina
deli'

del

dalla

camera
vi

Spira,

nuovo
tura.

elettore

investi-

ma
&i

se in esse
all'

aveva

interesse,

ricorreva

arcivescovo ed elet-

L* elettore arcivescovo di za non solo era


clesiastici elettori,
il

Magondegli ec-

primo

ma

era

come

il

tore di Tre veri. Aveva pure il maguntino una volta il diritto di coronare il re di Boemia, ma lo cedette all'arcivescovo di Praga. Enri-

decano di tutto
le.

il

collegio elettora-

Per questo, e per cancelliere dell' impero


mania, nelle solennit
tutti
gli

essere
nella

gran Gera

co Virnemburgo, succeduto nell'arcivescovato di Magonza l'anno 1 328,

incedeva

Avea

altres la prerogativa di giu-

dritta dell'imperatore, e precedeva


altri

dicare senza appellazione in vigore


della bolla d' oro,
dette,

elettori

suoi colleghi.

ma
altri
i

poi la
tre

per-

Come
del

tale,

avea

diritto di

convoca-

come

gli

elettori

re la dieta elettorale per l'elezione

suoi vicini, per cui

sudditi di lui

nuovo imperatore,
il
i

di far pre-

passarono ad appellare alla camera


di Spira,

stare ai convocati

giuramento, di
essere

quando

la
i

somma,

di cui

raccogliere

voti loro, e di

tratlavasi, eccedeva
fiorini.

quattrocento

r ultimo a dare il suo. A lui toccava coronar l' imperatore, quando la coronazione si faceva fuori della metropolitana dell' arcivescovo di
Colonia, ciocche poi
si

V. Magoivza.

L'elettore arcivescovo di Treveri

precedeva quello di Colonia per


arcicancelliere

l'antichit della sua chiesa; s'inti-

pratic

al-

tolava

dell'impero
Arela-

ternativamente con questo secondo. L'elettore di Magonza, come arcicancelliere


di

nella Francia, e nel regno


tense,

Alemagna, teneva
i

in sua custodia la matricola,


gilli,

si-

e l'archivio dell' impero, con

godeva altro che il titolo, dacch tali rgni vennero smembrati dall' impero. A questo elettore toccava votare pel primo
nell'elezione dell'imperatore, e ri-

ma non

tutti gli atti delle diete, assemblee, e congregazioni imperiali. A lui egualmente incombeva contrassegnar tutte le risoluzioni, e gii atti,

cevere l'ultimo voto dal maguntino. Nel suo stalo giudicava

senza
su-

appellazione

le

cause, che

non

che
l'

pubblicavano a impero; quindi non


si

nome

del-

potendosi
vicario

trovar sempre nella corte imperiale_,

sostituiva

per
il

suo

in

questo ufficio

cancelliere dell'im-

d'oro renani: poteva di sua autorit mettere nel bando imperiale quelli che avea scomunicato, quando dopo un anno non si fossero riconciliati.

peravano cinquecento scudi

peratore. Nelle diete ed

assemblee
indi-

Tra

gli

altri

privilegi,

che godeva,
nobile

generali al magunlino erano


rizzati
gli

vuoisi

rammentar

la

tutela
i

ambasciatori e

deputati

eh' egli aveva su tutti


la

minori delgli

a ; mostravano le loro lettere credenziali, e da lui nel partire pilui

degli elettori, ed altri principi

sua metropolitana, lo che n


elettori,

altri

ne

il

medesimo
pretendere

imsui

peratore

potevano

gliavano congedo. Nella cancelleria


di

loro sudditi. In tutte le assemblee,

Magonza

facevansi le proteste, e

tanto elettorali che generali, siede-

tutti gli altri atti

appai tenenti all'im-

va fuori

d'

ordine

dirimpetto

al-

ELE
r imperatore,
precedeva.
V^.

ELE
marciando
il

iB3

in

Treveri.

L' elettore arcivescovo d Colonia


intitolavasi arcicanceliiere
dell'
si

im-

pero in
t<inva

Italia,

ed a

lui

appar-

r archivio degli

atti italiani.

Sedeva a sinistra dell'imperatore, e cedeva la mano al maguntino, fuorch nella sua metropolitana
,

giuramento air imperatore, non pe^ r in persona, come erano tenuti a fare i nuovi eletti, ma per procuratore. Va avvertito, che per Tesercizio dell' elettorato bisognava aver compito l'et d'anni diciotto secondo la sopraddetta bolla di Carlo IV. Che se per avventura alcu-

nell'Italia, e nella Francia.

Dava

il

elettorale,

voto in secondo luogo nel collegio ed aveva il diritto di co-

no succedeva alla dignit elettorale in et minore della stabilita, finch ad essa fosse arrivato, eragli dato un tutore od amministratore, che
era
il

ronare
la

il

re

de'

Romani, quando
nella

pi prossimo parente paterdi successione;


,

coronazione
I

facevasi

sua
di

no secondo l'ordine
tutela,

metropolitana.

sudditi di lui erala

eh' era

proficua

ed

assai

no

privilegiati

contio

camera

personali

Rotweil in azioni tanto reali, che e potevano appellare dal ;


lui,

onorevole, avvegnach l'amministratore teneva il posto di elettore, esercitando


i

diritti,

le

funzioni

giudizio di

quaudo

la

somma

elettorali a spese del pupillo.


gli

Dopo

contesa passava cinquecento fiorini.

elettori ecclesiastici,

succedevagli altri,

Manteneva
la

in Colonia ministri per

no con questa precedenza


sonia,

giustizia criminale,

bench

fosse

vale a dire Boemia, Baviera,

Sas-

citt libera,

ed

egli

non

potesse fer-

Brandemburgo e
che

Palatino.

se non pochi giorni^ e con mediocre treno. V. Colonia. Passando a dire degli elettori secolari, intendiamo parlare dei cinque antichi, cio del re di Boemia, del duca di Baviera, del duca di Sassonia, del marchese di Bran-

marvisi,

principi,

dovevano

succedere
nelle

all'elettorato, arrivati
te

all'et di set-

anni,

dovevano

istruirsi

lingue latina, italiana, e schiavona,


oltre alla tedesca loro naturale, cosi

preseli vendo la bolla d' oro.

L' elettore re di Boemia occupa-

demburgo, e
il

del

conte
il

palatino

va

il

secondo,

il

terzo, e

divennero
lo di

re, come lo Annover (Vedi).

quarto poi divenne quelI

dignit,
altri,

primo luogo per la sua regia che lo distingueva sugli


il

e cos nell' elezione dell'impe-

principati

ratore era

primo a votare dopo


discorde tra
gli

de* nominati cinque

elettori

andacol-

l'arcivescovo di Colonia. Anticamente

vano inseparabilmente congiunti


la

votava in caso

dignit elettorale,
in

come

si

det-

elettori.

Nelle solennit dell'impero


il

to degli arcivescovi,

no

modo

particolare

n si potevaalcuno smembrare per inibizione della Bolla

sedeva dopo

maguntino,
e

ch'era
nella

destra

dell'imperatore,

processione incedeva subito dopo di


lui.

d'oro
nello

[f^edi).

Laonde

il

successore

Era gran coppiere dell'impela

slato

elettorale

mente appella vasi


tale
al

immediataelettore, ed era
Tuttavolta egli

ratore, e ne' solenni conviti gli ver-

sava

prima bevanda

colla coro-

in

vigore dell'investitura data


l'investitura

na
re.

in capo, o senza, a suo

piacedefi-

suo ascendente.
la

Giudicava nel suo regno


e

rinnovavai

con

prenil

nitivamente,

inappellabilmente,

derne

confei'ma,

ripeteva

bench alcuni

scrittori vogliano,

che

^84
s

LE
le

ELE
materie feudi

potessero trattar
l'

tore quattro scodelle d' argento coi


cibi.

dali avanti

imperatore, ed in al-

Vacando

il

soglio

imperiale,
nelle
del-

cuni casi alla camera

Rotweil.

pretendeva di essere
parti del
la

vicario

venne annesso l'obbligo di accompagnare l'impequesto


elettore

Reno, della Svevia, e


ciocche
gli

Franconia,

veniva

ratore a era

Roma

per

la

sua

consa-

conteso dal Palatino. Tuttoci che

grazione con
obbligato

trecento

lance.

Non
alle

r impei*atore avea venduto o impegnato,


egli

ad intervenire
dell'

poteva acquistarlo pel

assemblee ordinarie ed alcuno aggiunge,


citato,

imperio,

che

essendo

medesimo prezzo. Avanti di lui, come successore delle prerogative


del Palatino,
si

alla
si

non era tenuto a comparire imperiai corte, se questa non

poteva
il

convenire
tenore
del
il

l'imperatore,

giusta

teneva a Norimberga, o in Bamberga ; anzi l' investitura stessa del suo leame era cos privilegiata , che
egli

capo 3
processo

della bolla, e
all'

facendosi

imperatore per cattiva


questo
il

amministrazione, toccava a
elettore esserne
al

non era tenuto a riceverla, se l'imperatore non si avanzava a dette due citt, o qualche altra vicina
alle sue

direttore, e

non

maguntino.
privilegiati

sudditi di lui era-

no

contro

tribunali

In questo caso riceveva dall'imperatore scorta, e


frontiere.

di Westfcilia, di Rotweil,

ed altri;
stesso

e potevano appellare da lui

salva condotto.

ra poi degno osservazione, che mentre nelle


vestiture degli altri principi
si

di
in-

quando
fiorini

la

somma

passasse

mille

squaral

V. Baviera. L' elettore duca di Sassonia


d' oro.
dell'

si

ciavano, e gettavano in

mezzo

intitolava arci-maresciallo

im-

popolo

gli

stendardi

di

omaggio,

pero, e

come

tale nelle processioni

quei del re di Boemia si conservavano, e gli si restituivano interi.

Alcuni opinarono,

essere

il

regno

boemo membro
tri

dell'impero, ed alIo

no, quindi

non

tenevano ob-

marciava immediatamente avanti l'imperatore, portando la spada nuda. Neil' elezione dell' imperatore dava il suo voto in quinto luogo, cio dopo Baviera, presso il quale

bligato a pesi, e contribuzioni.

V.

immediatamente sedeva. Nelle solenni curie imperiali distribuiva la

Boemia.
L'elettore duca di Baviera, suc-

biada, che stava


argento, nel
al

dinanzi

al

trono
di

ceduto per investitura di Ferdinando II nel secondo elettorato secolare al palatino, aveva il quarto voto neir elezione, cio dopo il re
di

dell'imperatore con lo stajuolo

modo che

si

descrive

Boemia, e dopo di esso sedeva


solennit

capo 25 della bolla d'oro. Cogran maresciallo aveva il comando della guarnigione del luogo,

me

al destro lato dell'


le

imperatore. Nelportava il pomo, o

ove

si

faceva

la

dieta.

r imperio,
le altre
dell'

egli era

vicario

Vacando non solo


di

globo imperiale, ossia piccolo do, incedendo in mezzo agli


tori

monelet-

della Sassonia,

ma

anche

tutte

provincie che fanno

parte
le

di

Brandemburgo, e Palatino,
e Sassonia

impero, a riserva di quelle,

avente Treviri innanzi,

quali sono soggette al vicariato dell'

addietro. Era arcidapifero dell'impero, e ne' solenni conviti portava


il

elettore Palatino,
in

successore
li

o del Bavaro, luogo del Palatino,


suo

primo

alla

mensa

dell'

impera-

conte Gualdo Priorato, nel

ELE
trattato universale delle notzie del-

ELE
V impero, mentre prima era
scalco,
all'

i85
sinr-

V impero^ dice che


Sassonia spettava
il

elettore

di

o arcidapifero.
1'

Ma

siccome
gli elet-

titolo

e
di

1*

auva-

in avanti

elettore palatino pren-

torit di vicaiio dell' imperio,

deva
tori,

il

secondo luogo tra

cando

la

sede.

L'elettore
quello

Sas-

nella reintegrazione gli fu at-

sonia soltanto, e

di

Branil

demburgo
te
i

avevano

conservato

diritto di giudicare inappellabilmen-

L'impero approv tali determinazioni nel i654, con quelle condizioni sulla succestribuito l'ultimo.

loro sudditi in tutte le cause


e criminali.
V^.

sione gi dette.

Come

Palatino pre-

civili,

Sassonia.

tendeva

il

vicariato dell'

impero

in

L' elettore marchese di

Brandem-

burgo

era

peratore, e

come

arcicameriere dell' imtale portava lo

caso di vacanza nelle parti del Reno, deHa Svevia, e della Franconia,

e senza

contrasto
;

anticamente
poi
gli fu

ne

scettro innanzi

l'imperatore
destra

nelle

era in possesso
essere questo
all'

ma
il

con-

processioni, stando alla

del

teso dal Bavaro,

quale sosteneva
al

duca
li,

di Baviera.

Per questa

stessa

un
,

privilegio annesso

ragione, ne'solenni conviti imperia-

elettorato

non

palatinato.

porgeva da lavare le mani alaveva il sesto voto l' imperatole ; neir elezione cesarea, e dove prima era l' ultimo degli elettori, ed in ultimo luogo sedeva, divenne poi
il

L' imperatore doveva una volta riconoscere il palatino per suo giudice, giusta
ci,

che

si

ha
e

nel

capo
chi

della bolla d'oro;

vi

casa

dubita, se questo diritto


sere stato trasferito

possa esdi

penultimo per l'introduzione delottavo


di

nella

l'

elettorato
i

Aveva
i

nella

Baviera
se

insieme

coli' elettorato,

giudicatura

medesimi

privilegi del

vada annesso

al titolo di

conte

duca
lui

Sassonia, e quindi

suoi

palatino.

sudditi

non potevano appellare da


J^'.

in veruna sentenza, sia interlo-

cutoria, sia definitiva.

Brandemoccu-

BURGO, e Prussia. L' elettore conte Palatino

pava

l'ottavo

elettorato

istituito

nella suddetta pace di Munster,

Westfalia. Carlo Luigi,


latino del

conte

pa-

Reno

della casa di

Sim-

meren, cerc di ricuperare colle armi gli stati perduti da suo padre Federico V, per l'inconsiderata sua ambizione; ma le truppe di Carlo essendo state disfatte a Lemgovr, venne obbligato ad attendere

Dava il suo voto in settimo luogo, cio innanzi a Magonza, eh' era l' ultimo a votare. Nelle processioni marciava a sinistra dell'elettore di Baviera senza portare nulla, e sedendo cogli altri elettori, si metteva nell' ultimo luogo. Il conte Palatino del Reno, cio il capo di questa famiglia, era generale delle armate imperiali. V. Palatino DEL Reno. Volendo poi dire qualche cosa
dei vicari eredi tari i, e de' procuratori
gli

degli elettori, a sapersi, che


elettori secolari,
dell'

come

uffiziali

ereditarii

una miglior

sorte sino al

nominato
Allora
il

loro vicarii
i

avevano i perpetui, ed ereditarii,


impero,
fa-

trattato, articolo

basso palalinato

4gli fu
I,

quali nelle solennit imperiali


le

restituito,

cevano
torale,

funzioni del

titolo

elet-

ed un ottavo elettorato venne creato in suo favore con la carica di gran tesoriere, o arci tesoriere del-

quando non era presente


Cosi all'uffizio
dell'

l'elettore.

coppiere

di gran impero suppliva come

i86

ELE
come
ecclesiastici,
i

ELE
basciatori degli assenti, e

vicario il baione di Limburgo, in luogo del re di Boemia. 11 vicariato dell' elettore di Baviera,

marciava
elettori
fos-

immediatamente dopo
sero
obbligati

gli

quali vuoisi che

arcidapifero dell' impero, da ultimo

ad intervenirvi
le

in

appartenne alla famiglia di Waltbourgo, oTnichses, Il conte di Pappenheim era vicario del duca di
gran maresciallo marchese di Brandemburgo, come gran cancelliere, aveva per vicario il conte di HoSassonia,

persona, perch

loro funzioni e-

come
Il

rano personali. Per dice la bolla, che tutti gli elettori, senza esclusione di alcuno, debbano avere i procuratori: tuttavolta nell'elezione, che
si

dell'imperio.

fece di

bona,

a' -22

Ferdinando III in Ratisdicembre i636, la se-

henzollern.

Il

conte

palatino

del

Reno, come gran tesoriere dell'imperatore, non faceva veruna funzione nelle solennit, e per non aveva bisogno di vicario. Veramente, .nel capo 25 della bolla d'oro, si fa menzione degli uffzi, che esercitavano
di
li

dia dell'arcivescovo di Treveri fu vuota perch era assente, e niuno vot per lui.

Del modo
re,

poi,

onde

gli

elettori

siedono, o marciano coli' imperatooltie quanto si detto, aggiungeremo, che nelle generali assemblee ov'era presente l'imperatore, dopo
l'istituzione

gli

elettori

nelle solen-

nit, dicendosi

che uno, due, o tre


i

dell'ottavo
si

elettorato

loro

prendono
all'

sigilli

imperiali,
e

poca alterazione
prescriveva
dosi
del
la

fece

quanto

presentano
di

imperatore,

da

bolla d' oro, contan-

lui

processioni,
gli,

nuovo li ricevono. Anzi nelle uno di loro, cio que-

l'elettore di Baviera nel luogo

Palatino, e questo per


si

ultimo.

che arcicancelliere del luogo

Piuttosto

not variazione nell'or-

ove si faceva la solennit, era tenuto a portare i sigilli imperiali.


Questi
portare
vicari
gli

dine delle marcie, in confionto del


prescritto della bolla.

primiera-

essendo

obbligati

mente portandosi
zi

in processione gli

onori,

sia

ornamenti
il

ornamenti imperiali, andava innanl'imperatore tra


di
gli

imperiali, nelle funzioni solenni degl'

elettori

di

imperatori, tenevano
principali,

luogo dei
col
se

Magonza, e

Colonia, e dietro se-

loro

marciavano

medesimo
gli

ordine,

come
Fuori

fossero

elettori stessi.

di

questo
i

guiva il solo re di Boemia. Avanti immediatamente all'imperatore procedeva il duca di Sassonia solo,

uffizio

non avevano pi luogo


bens
i
i

vi-

portando
rata.

la

spada imperiale sfodeal

cari,

ma

procuratori, o

am-

Innanzi

sassone

incedeva

basciatori,
elettori

quali in assenza degli

venivano mandati alle diete con autorit plenipotenziaria, e sedevano secondo l' ordine e precedenza de' loro padroni. Essendo per presenti gli elettori, questi precedevano gli ambasciatori di quelli assenti, e ci in modo, che se il Palatino ch'era l'ultimo, si trovava solo di persona alla dieta, precedeva senza contraddizione
gli

bavaro col globo d'oro in mani, avente a destra 1' elettore di Brandemburgo con lo scettro iml'elettore

tino;

ed a sinistra quello Palaa capo di tutti camminava l'arcivescovo di Treveperiale,

finalmente

ri.

Queir arcivescovo

poi,

nel

cui

distretto facevasi la solennit,


arcicancelliere, portava
tutti
i

come
sigilli

imperiali

am-

ad un bastoncino di argento: poca era la


,

reali

appesi

ELE
dllTerenza delle marcie,
gli

senza

elettori

portassero

gli

che ornamenti
quale
chiesa
gli

Cardinali davano questo trattamento


:

Serenissimo signor
e
nella
il

mh

ossereletto-

imperiali.

vandissimo,
colla
alla

Fostra altezza

Della cavalcata,
elettori
si

recavano

di

s. Bartolommeo la mattina che dovea seguir l'elezione, dell'intimazio-

ne, del tempo, e del luogo di questa,

soprascritta aggiunSignor duca, marchese, o conte ec. , Elettore del sagro Romano Impero. Alcuni elettori ecclesiastici di case sovrane pretesero

rale,

gevano

come

gli elettori

erano ricevuti in
gli

dai Cardinali

il

titolo di Serenissi-

Francfort, ed altro riguardante


elettori

suIT elezione, e coronazione

mo ma

in

luogo
il

eW Eminenti ssimo
sagro
collegio

avendo

dei
ci

del

quell'articolo.
le

nuovo Imperatore^ si tratta a Qui noteremo, che

Cardinali consultato intorno a


la sagra

congregazione cerimoniale,
Tuttati-

romano impero
specie; la
ri si

assemblee dei principi del sagro si riducevano a tre

fu

risposto negativamente.
il

volta

Parisi,

nelle sue Istruzioni

piima quando

gli eletto-

per la Segreteria, parlando del


tolarlo
elettori
p.

univano senza l'imperatore per

usato

dai

Cardinali
nel

cogli

consultare sugli affari proprii, e dell'

dell'impero,
e seg. e

tomo H,

impero; la seconda quando convenivano coir imperatore, per trattare de' pubblici interessi; la terza

112, porta l'esempio seguito da molti Cardinali, che diedero il Serenissimo, e V Altezza,

g8

quando prima, o dopo la morte dell' imperatore si adunavano ad


eleggere
il

ed
a

il Signor mio osservandissimo Clemente Wenceslao de' duchi di

re de' romani,

il

quale,

Sassonia, figlio del re di

Polonia,

se interveniva

nelle processioni, cui

come

elettore di Treveri.

era presente

l'

imperatore, lo

preNotizie riguardanti
tefici,
i

cedeva. Nello scrivere agli


ecclesiastici
essi
il
,

elettori

l'

imperatore dava ad
nipoti ed
elettori
;

romani Pon-

titolo

di

il

collegio degli Eletto-

ed a
Vili,
i

quelli

secolari,

concedeva

il

ri del S.

R. Impero.

titolo di

cugini, ed elettori.

nel
di

titoli

Urbano decretare l'anno i63o Eminenza, e di Eminen'

tinsi

ta
ai

mo (Fedi), ai Cardinali di sanRomana Chiesa, lo confer pure


dell'im-

tre elettori ecclesiastici

pero, agli arcivescovi di

Magonza,

Colonia, e Treveri, non che al gran

maestro
agli
titoli

dell*
i

Ordine

gerosolimita-

gli elettori dell' impero 1077 per re de' romani Rodolfo duca di Svevia in luogo di Enrico IV, il Papa s. Gregorio VII ne approv l'elezione con autorit apostolica. Per tale elezione il Pontefice avea scritto a tutti i

Avendo

eletto nel

no. Quindi
elettori

Cardinali,

scrivendo

usarono i di Eminentissimo, e Reveren^


ecclesiastici,

dissimo Signor mio

Osservandissi-

di GermaIV era stato scomunicato e deposto, come abbiamo dal Rinaldi all'anno 996, num.

vescovi, duchi, e conti


nia, giacch

Enrico

mo,
JV.

cui nella

soprascritta

aggiun-

gevano
pero.

monsignor arcivescovo di

55. Nel II 63, Alessandro III cre Cardinale Corrado W^itellespac, dei
palatini

Eiettore del sagro

Romano Impoi
i

del Reno,

arcivescovo

ed
cosi

Agli

elettori

secolari

elettore di

Magonza, divenendo

vm

ELE
elettore del

ELE
Lodovico 1, di Ottone I e di Enrico II, acci li confermasse, lo che fece ben volentieri con altro
di
,

sommo Pontefianche ce. Quindi Urbano III, nel 1186, fece Cardinale Folmaro, arcivescovo ed elettore di Treveri , poi legato apostolico nella Sciampagna.
Nel concilio generale di Lione, Innocenzo IV, nel 1 245 scomunic e depose l' imperatore Federico II, e con lettera data in quella citt a' 21 aprile 1246, presso il Rinaldi al detto anno, promosse T elezione del re de' romani, esortando
,

imperiai diploma; e perch 'non accadesse in progresso di tempo dubbio alcuno su tali diplomi, il Pontefice
gli
li

volle confermati

da

tutti

elettori del sagro

romano im-

pero. Questo diploma degli elettori si riporta dal Rinaldi all'anno

principi elettori

ad eleggere Ennella

1279, nu"'- 6, e dal Bellarmino, de translat. imperli lib. 3, cap. 3. P^. Sovranit' de' Romani Pontefici.

rico landgravio di Turingia,

speranza, che dovesse zelare la difesa della Chiesa, e dell'impero. Egli

Per morte
i3r5,
elessero
altri

di

Enrico VII,

nel

alcuni

elettori

dell'impero

perci, che la maggior


1

parte

degli elettori lo elessero a'


gio,

mag-

Lodovico V di Baviera, ed nominarono Federico, figlio di

tera de'

per cui Innocenzo IV, con let9 giugno, espresse all'elet-

Alberto di Austria.
lero sostenere colle

Ambedue
armi

vol-

le loro ra-

tore

tento.

maguntino il suo sommo conMorto poi Enrico nel 1247,

Innocenzo
landa,
il

IV

se sostituito

procur, che gli fosGuglielmo conte di Oai

gioni, e vedendo il Papa Giovanni XXII, che il bavaro, senza aspettare la consueta conferma pontificia,
si

trattava

come imperatore,

lo

29 settembre, fu eletto re de' romani, come narra a detto anno il citato Rinaldi. Morendo poi Guglielmo nel 12 55,
Alessandro IV, con
in Anagni
a'

quale,

preg caldamente di permettere, che la causa di sua elezione fosse trattata dalla santa Sede,

citando

am-

bedue

pretendenti

a comparire

lettera

scritta

28

luglio

dell'

anno

avanti di se in Avignone, per decidere a chi dei due appartenesse


l'imperiale dignit.

1256, intim agli elettori dell'impero la scomunica, nel caso che gli dessero in successore Corradino figlio di Corrado, e nipote di Federico
I.

Che questa consi

ferma
l'eletto la

pontificia fosse necessaria nel-

imperatore,
dal
citato

dimostra dal-

lettera degli elettori a Nicol III,

riferita

Bellarmino nel

Nel
dolfo
rio

1275,
di

il

re de' romani Riesarcato

lib.

3, cap.

3; dal giuramento, col

d'Ausburgo giur a Gregodifendere


l'

di

quale obbligossi l' imperatore Alberto con Bonifacio Vili, appresso

Ravenna, e
sa,

le altre terre della

ChiediIII,

e dipoi nel
diretto
le

ploma
gi
tatti

1278, con un al Papa Nicol


i

Aanal. Eccl. all' anno 9 ; dalla Clementina Romani Principe^ de Jurejurand.,


il
1

Rinaldi

3o3

num.

approv

concessioni ed

privile-

e dalla lettera d' Innocenzo

III

al

dai

suoi

predecessori

alla

duca di Turingia,

registrata al cap.

Chiesa romana. Volendo quindi Nicol III provvedere alle controversie,

Fenerabileni 34, de clectione et elecd poteslate. Ma Lodovico non

gere,

che potessero in seguito insormand a Ridolfo i diplomi

volendo

assoggettarsi

al

giudizio
la difesa

pontifcio, anzi

prendendo

ELE
dei
se
fraticelli

ELE
se nel

ed

altri eretici, indus-

tempo

prescritto

189 non proce-

Giovanni

XXII a

fulminare, nela lui

l'anno i3i3j le censure a chi prestasse aiuto

od ubbidisse

indi

devano all'elezione, vi provvederebbe la Sede apostolica dalla quale era stata ad essi comunicata la fa,

lo priv d ogni diritto all'impero, e scomunicollo come ribelle alla san-

colt di eleggere,

come nana

il

p.

ta Sede.

altrove,

ze di

Air articolo Baviera ed abbiamo dette le conseguenquesta famosa vertenza. Suc,

Fantoni, Istoria d'Avignone p. 2o3. Indi Clemente VI depose dall'arcivescovato di

Magonza

Arrigo, gi

cesse nel pontificato Benedetto XII,

quale sped nunzi a Lodovico per indurlo a ritornar all'ubbidienza della Chiesa, indi rinnov contro di lui le censure come usurpatore dell'impero, ed appartenendogli a cagione di sua vacanza l'amil

scomunicato, e contumace, e vi promosse in suo luogo Geriaco di Nassau, nipote di Adolfo gi re de* romani. JPer, nel mese di luglio del

medesimo anno, avendo il Papa rivolte le sue premure per altro pio principe, fu eletto Carlo IV di Lucemburgo marchese di Moravia, figlio di Giovanni re di Boemia, sebbene due elettori aderenti al bavaro non intervenissero all'elezione.

ministrazione, costitu alcuni vicari.

Elevato alla cattedra


nel

apostolica,

1342, Clemente VI, nell'anno seguente a' 12 aprile, alla presenza di

Alla fine di detto mese,

gli

amba-

numeroso popolo,

in Avignole

sciatori dell'eletto prestarono in

ne conferm e rinnov

setenze
il

e censure fulminate contro


gnit ed onore, ordinando

bave-

varo, lo dichiar privato d'ogni diai

Avignone al Papa i soliti giuramenti in nome di Carlo IV, al quale Clemente VI invi Isimbardo proto,

notario apostolico
bocca, e

acci dalla

sua

scovi di pubblicare tali censure in

mano
quanto

ricevesse la confer-

ogni domenica ed ogni

festa.

Com-

ma
gli

di

avevano promesso

mosso Lodovico dallo zelo spiegato da Clemente VI , g' invi ambasciatori per invocar l'assoluzione a

ambasciatori. Carlo

IV ubbid,
altri

anzi invi

ad Avignone
i

pro-

curatori a rinnovare

giuramenti;

qualunque

patto

ma

poi

ricus
suoi
di

quelli stabiliti

dai

medesimi
da
lui

ambasciatori, e in un'assemblea
elettori, e di principi

radu-

nata in Francfort,

le

condizioni fu-

rono apertamente riprovate, lo che fece partecipare al Papa, e al sagro Collegio. Allora Clemente VI, vedendo oltraggiata la maest pontificia, nell'aprile del i345, rinnov gli anatemi, ed ordin agli elettori di privatamente provvedere all'elezione del nuovo re de' romani.

m
le

il Papa, a' 6 dicembre, formale decreto , con cui conferm l'elezione. Carlo IV ricevette la prima corona in Bonna, essendogli stato impedito l' ingresso cqiiisgrana (Vedi), che, in uno

ed allora

eman

il

ad
alla

altre

citt

principi,

seguiva
del

parli del bavaro.

Morto questo
ottobre

caccia
*^

agli

1 1

1347,
za,

deposto Arrigo di

Magon-

e gli altri elettori che seguirono


parti

le

del defonto, elessero in re

de'

romani Odoardo
da
lui

IH

re

d'In-

Nel gioved santo del

1846,

il

ghilterra, gi alleato del bavaro, e


fatto

Papa conferm
tere
si

le censure contro il bavaro, indi per nunzi, e per let-

vicario
la

dell'

impero.
i

Ricusata dal re

dignit,

me-

protest

cogli elettori

che

desimi elettori,

nel giugno

i348,

90

EL E
mana

ELE
pero, favoriva Lutero, che combatteva co* suoi perniciosi errori la ro-

convennero nell'elezione di Federico di Misnia, dal quale fu pure ricusata


;

il

perch elessero Guntero

conte di Schwarzenberg in Turingia, che dopo pochi mesi rinunzi


i

Leone X invit Feun argine alla licenza dell'eresiarca, e gli don la


Chiesa.

derico a porre

suoi diritti in favore di Carlo IV,

rosa d'oro benedetta

e cre Car-

per opera di
di

Lodovico

marchese

dinale

Alberto
di

fu
to
;

Brandemburgo, il quale perci da tulli pacificamente riconosciu-

arcivescovo

Brandemburgo Magdeburgo, e di
di
il

Magonza, che perci fu


i

primo

tra

laonde pubblic poscia la bolla d' oro suir impero, sugli elettori, e
suir elezione
dicesi
dell'

tedeschi, che per indulto pontifi-

cio avesse in

Germania due

arci-

imperatore

che

vescovati, secondo che


ni scrittori.

notano alcu-

formata dal famoso Bartolo,

e perci

sommamente lodata. Urbano VI, nel i38i, cre Cardi

Gran rammarico prov Gregorio


XIII
di

per

la

riprovevole condotta
,

dinali Adolfo de' conti

Nassau,
e-

Gebeardo Truchses

arcivescovo

vescovo di Spira, arcivescovo ed


lettore di

Magonza;
Colonia;

Federico
e

dei

conti di Saverdun, arcivescovo


elettore
di

ed
di di

ed elettore di Colonia. Questi, ed di W^eiil predecessore Ermanno den, sotto Paolo III, apostatarono
dalla religione cattolica,
indi furo-

Coione
eletcore

Falkestein, arcivescovo

no puniti

colle censure, e colla de-

Tre veri
cpi

ma

questi tre ottimi prin,

posizione, al

modo che

descrivem-

ricusarono la dignit

pel la-

mo
del

grimevole scisma, che sosteneva in

volume XIV pag. 263 e se^. Dizionario, ove abbiamo fatto


al

Avignone l'antipapa Clemente VII. Nel i4oi dagli elettori venne deposto dall' impero Wenceslao re de' romani, ed in vece eletto Roberto duca di Baviera, la cui elezione nel 4o3 fu confermata da
1

parola anche della istituzione della nunziatura apostolica di Colonia al

Tratto del Beno,


elettori
ecclesiastici

stabilita
dell'

pei

tre

impero, la

quale

fior sino al

declinare del se-

colo decorso. Nel secolo

XVII,

nel

Bonifacio IX.

Lo

scisma, terminato

coU'elezione di Martino

V,
cui

si

rin-

nov

sotto

il

successore Eugenio

IV
di

pel concilio di Basilea,

erano

aderenti

gli

arcivescovi

elettori

Colonia, e di Treveri per dal Pa-

pa deposti
le

ma

riusc

ad Enea

Sil-

1686, Innocenzo XI cre Cardinale Guglielmo Egone di Fustemberg.Siccome poi questo porporato fu eletto arcivescovo ed elettore di Colonia, il Papa ricus di confermarlo, per la qual cosa venne sostituito Giuseppe Clemente di Baviera ,
sebbene avesse avuto quattro voli di meno. Per ricompensare i servigi prestati da Ernesto duca di'

vio Piccolomini, poscia Pio II, qua-

ambasciatore di Federico
dalle censure

111,

di

ottener loro l'assoluzione da

Eugenio

IV

la reintegra-

zione nelle loro eminenti dignit. Nel i5i 8, d'ordine di Massimilia>^'o I, principi di Germania si radunarono nella dieta di Augusta mentre Federico, duca di Sassonia
i

Brunswick-Annover Leopoldo I, questi,

all'

imperatore

nel

1692,

lo

elev al grado di elettore del sagro romano impero, costituendo cosi

un nono

elettorato.

Il

Catelani,

ed elettore del sagro romano

im-

a pag. 26 del suo Rislrelto, dice che di questo elettorato della casa*

ELE
di

ELE
dare
d

i^i
Cristina,

Annover non

poleva

l'elettrice Elisabetta

du-

dappoich quando nel 171 1 pubblic il suo libro, in Germania tale innovazione era molto controversa, e poco autentica. In narrano le storie fatti ci che il Papa Innocenzo XII, con apostolistinta relazione,
,

chessa di Brunswick-Lunebui'g, lo-

dandolo per
sottoporre
cato
di
all'

la parte,

avuta. In questo

tempo

che ne avea voleva si


il

editto imperiale

du-

ca costanza riprov questa eiezione


fatta nella

Mantova: laonde mosso Clemente XI a compassione del duca Ferdinando, scrisse premurose lettere agli elettori ecclesiastici

accattolico.
fice la

persona di un principe Ebbe per quel Pontedi vedre

di

Magonza, e

di

Treveri,
del

non

consolazione

de-

gnamente eletto re di Polonia, il duca Federico di Sassonia elettore


deir impero, il quale aveva abiurato il luteranismo, e professata la
cattolica credenza.

che all'elettore palatino perch caldamente lo


Nel 1708, questo Papa
detto
elettore

Reno, raccomandassero all'imperatore Giuseppe I.


si

dolse col

palatino

del

Reno

Col favore dello stesso Leopolnell'anno I, 170 1 , Federico I, sovrano di Prussia , elettore

do

per aver commesso alcuni attentacontro ti nella citt di Dusseldorf la immunit ecclesiastica, lo preg a risarcire
gli
offesi

diritti

della

e marchese di Brandemburgo, prese


il

Chiesa, e ad astenersi
nire d'immischiarsi
clesiastiche.

per l'avvecose
ec-

titolo, e le

insegne

reali.

Cle-

nelle

mente XI riprov siffatta non avendone domandato


alla santa Sede,

novit,
l'assenso

e se

ne dolse con

brevi apostolici diretti a molti principi,


tale.

Clemente XI colla costituzione Exponi, che Bull. Rom. lom. IX, si legge nel p. 322, riprese gravemente l'eletNel
1

che l'avevano riconosciuto per Con un breve de' 1 2 febbraio

tore di

Magonza perch avea

ne-

1 707, rimprover l' elettore di Magonza, perch in qualit di can-

celliere deir

impero, non

solo

non

gata la precedenza, ed i consueti nipote Anniatti d'onore, al suo bale Albani, come nunzio apostolico straordinario alla dieta di Francfort.
glieli

come doveva, e come avea fatto quando era vescovo di Bamberga, al decreto con cui
erasi opposto

Gli ordin inoltre, che subito


prestasse,

come
si

da'suoi

pre-

decessori elettori
gli

avea usato cocol-

nella dieta di Ratisbona

erasi

ac-

altri

nunzi, principalmente
di

cordata

la

dignit

elettorale
,

del

duca di Annover accattolico ma anzi vi aveva acconsentito sebbe,

ne
rito

anch'esso

accattolico.

Dichiar
ir-

Cosenza monsignor San-Felice, allorch da Alessandro VII venne spedito nunzio all'elezione dellMmperatore Leopoldo I,

r arcivescovo

pertanto Clemente
quel
decreto
, ,

XI

nullo ed

giusta

il

costante

stile

della

santa
delle

ordinando
negli

al

Sede.

Da

ultimo lo minacci

Maguutino
pontificia

di

registrar

questa
alti

prescrizioni dei sagri canoni. Scosso


l'elettore dalle giuste rimostranze del
si conform all'antico uso, Clemente XI, ad evitare somi^

dichiarazione

della cancelleria dell'impero.

Pontefice,

Nel

medesimo anno

Clemente

ma

XI
la

manifest all'elettore di Colonia

glianti future differenze e contestazioni,

paterna allegrezza, per la conversione alla fede cattolica deU

sua

ricus
gli

all'elettore

le

bolle,

quando

domand

il

eoadiutore^

.192
pristinato

ELE
non
si

ELE
fosse ri-

finche stabilmente

l'antico cerimoniale nel suo intero vigore. Morto, nel 1711, Giuseppe I, il Papa s'impegn che venisse eletto a successore il fratello Carlo VI,

condolse che la potest secolare vi ponesse non pochi ostacoli; il perch invoc la protezione degli elettori
l'

di Treveri, di

elettore palatino del

Magonza, e delReno.

come

si

elTettu

a'

ottobre,

condizione, che desistesse dalle pretensioni sulla

monarchia

di

Spagna,
effetto

per

la

pace europea.
diresse
i

tal

Questo Palatino, a' 2 1 novembre 1705, aveva pubblicato una sanzione, la quale avea per titolo Rccessus religionis pr inferiori palatinalu, e molto danno cagionava
alla
le

Clemente X[

suoi pi calimperiali^
ol-

fede cattolica, alla salute

del-

di uffizi agli elettori

tre le istruzioni, che pel medesimo scopo comunic al detto suo nipote Albani, cui spedi nunzio slraordiuario alla dieta di Francfort.

anime, ed ai diritti della Chiesa. Per rimediare a tanti mali, ed inconvenienti


,

il

Papa Clemente XI

non solo
lettore

la

riprov, e dichiar nulla,

Vedendo
pa, colla

Pacostituzione Acceptisj data


il

poi Carlo VI, che

nel

mese

di dicembre, Bull.
pai".
I,

Roni.
di-

tom. X,

p.

277, avea
atti

chiarato, che per tutti gli

di

ossequio, e per
praticarsi

le

funzioni

solite

Sede dopo romani in futuro imperatore, non si approvava questa elezione, n dalla Sede apodalla

santa

ancora vivamente T ead abrogarla. Quel principe prontamente esegu quanto gli era stato insinuato, e ne diede parte al zelante Pontefice con rispettosissima lettera. Essendo giunto a notizia nel 171 3, che il di Clemente XI principe Guglielmo di Nassau-Sighen, oppresso dalla sua indigenza, trattava di cedere ad un principe eretico suo cugino i propri stali,
tosto scrisse
all'

ma ammon

l'elezione del re de'

quando prinon ne richiedeva la conferma, e non l'otteneva con bolstolica


si

riconosceva

elettore di

Magon-

ma

l'eletto

za pregandolo a far desistere quel


principe

dal

conseguito

progetto;
all'eletsi

la concistoiiale;

fece perci

avan-

come
nesse

fece eguali

premure

zare

a Clemente XI per mezzo del marchese di Prie suo ambain

sciatore

Roma,

la
la

supplica

di

questa conferma,
la bolla

quale

poscia
col-

venne accordata dal Pontefice

Romani
1714

Ponti ficis
il

de'

26

febbraio

sottoscritta

da tren-

tatre Cardinali.
citato bollario

F.
a

pag. 8.
dello

tom. XI del Quindi,


stesso
gli

oppodegh eretici i quali nel principato Ademariense macchinavano annientare l'autorit arcivescovile, ed il culto cattolico. Inoltre con paterno impegno Clemente XI eccit l' imperatore, ed il pio elettore palatino, che impedissero 1' esercizio della
tore di

Treveri, perch
tentativi

ai

per

le

preghiere

imcol-

setta

peratore, Clemente

XI
(

accor,

presso

d
le

le

Preci Primarie

Vedi)
nella

condizioni
bolla.

apposte

rela-

tiva

Nel seguente anno Clel'universit di


la

in Porceto, luogo Acquisgrana ; come ancora il vescovo di liprese gravemente Leitmeritz , che avea osato celebi'are solennemente la messa nella

luterana

mente XI encomi

cattedrale elettorale di Colonia, di


cui era decano.
ficalo di

Dovay per
si

diligenza,
giansenisti,

con

cui
si

opponeva

ai

come

Se il lungo pontiClemente XI, che fu di

ELE
anni ventuno,
di
ci

ELE
sopraddetto nunzio di Monaco,
inoltre scrisse ai tre
siastici

193

ha dato materia
xelazioni
tra
gli

ma
ri-

riportare

le

elettori

eccle-

elettori

del sagro

romano impero,
quello anche

una

lettera,

che

viene

e la Sede

apostolica,

portata dal

Ta vanti,
I,

ne Fasti di
ai

pi lungo di Pio VI, e la gravit della materia, ce ne porge copiose notizie, che compendiosamente narreremo, essendo ad esse legati il
discioglimento
elettorale, e la

Pio

VI

tom.
le

p.

217,

tre e-

lettori ecclesiastici

per

animarli a

conservar
all'

loro

prerogative;
signific,

ed
che
di

elettore

palatino
il

di

questo

collegio

riconoscesse

prelato

nunzio

perdita dei dominii


ecclesia-

temporali, nei tre elettori


stici.
il

Monaco come semplice inviato del Papa, se non voleva, che come capo dell'impero
vi
si

Qui per noteremo, che


stesso

sotto

opponesse

Pontificalo delio

Pio VI,

difesa de' privilegi

de' vescovi

ger-

e nel

1787 per la prima volta venne dato, nell'almanacco. Notizie di


il

manici. Indi, nel


tori ecclesiastici,

1786,

tre elet-

coU'arcivescovo di

Roma,
di

titolo

regio

all'elettore

Salisburgo, per avvalorar maggior-

Brandemburgo.
istitu

Pio VI Monaco
,

la

capitale

della

nunziatura di Baviera

formandola in parte di quella di Lucerna; nunziatura, che l'elettore duca palatino Carlo Teodoro, il quale in se avea riuniti gli elettorati palatini, e bavaro, avea preal

mente le loro pretensioni, si adunarono con altri vescovi ad Asciaffenihurgo {Vedi)^ dominio dell'elettore Maguntino, per formare una lega ben stravagante contro la su-

prema

autorit pontificia, in virt

della quale

spedirono

quattro
dipoi,
la

de-

putati ad

Ems

[Vedi) per

tenervi
i

murosamente domandato nel 1783 Papa, quando si rec in Roma. V'erano in Germania due soli nunpontificii

un
bidi

conciliabolo.

Ma

tor-

del

Brabante,
II,

morte

di

Giuseppe
luzione

e soprattutto la rivo-

zi

ordinari, oltre quello di

di

Francia,
i

distrussero

la

Elvezia, ossia di Lucerna, nella Sviz-

lega di Eras, ed
scovi,

quattro

arcive-

zera

uno presso

all'imperiai corte di

Vienna, l'altro di Colonia pei


siastici.

alla elettorale corte

tre
la

elettori

eccle-

che l'avevano conchiusa, espiarono col depredamento dei loro stati temporali, e con la perdita
della loro potenza, e sovranit, co-

Laonde

nuova nunziaprin-

tura venne subito contestata

me

ancora delle loro sedie episco-

cipalmente
za
di Colonia
fratello di

dall' elettore di

Magon-

pali soppresse dalle


francesi.

armi

vittoriose
le

monsignor Erthal, dall'elettore


IVlassimiliano

Ebbero

cos

termine

d'Austria
dall'ar-

Giuseppe

11^ e

ambiziose pretensioni, ch'eransi formate a danno della pace della Chiesa, e dei
diritti del
gli

civescovo di
i

Salisburgo

CoUoredo,
ba-

venerabile suo
elettori

quali stendevano la loro ecclesiagiurisdizione nei dominii

capo.
siastici

Spogliati

eccle-

stica

di tutto, in

varo- palatini.

Ora

questi,

prelati, ricorsero all'

ed altri imperatore Giu-

scovo

di

neir

esilio

uno all'arciveSalisburgo, impararono da loro sofferto, a comMonaco, e di

seppe

II,

per essere sostenuti nella

piangere quanto avevano fatto a dan-

giurisdizione che pretendevano lesa,

no
zi

della nunziatura di

per cui l'imperatore, non solo nel

quella eziandio di Colonia (/^.NunArosTOLici, e

1785 soppresse
VOL, XXI.

la

giui'isdizione del

Germama). Nel 164


j3

194

ELE

ELE
marzo 1807, insieme a sufTraganeo
delle diocesi siiburbicarie di

Bernardo Mallinckrot pubblic: De archicancellariis I. R. imperi, quibus accesserunt summi Pontifices^ et Cardiiales Germanici: un'altra edizione venne pubblicata in Ginevra nel

Ostia

e Vellelri, nelle quali rest con tal dignit sino al iSSy, epoca di sua

1689
Nel

accresciuta

notazioni.

Freinschenio in
alla

con ani665 , Giovanni Argentorato diede


S.
Roni.

morte. Questi avea meritato la fidueia, e la stima dei Cardinali de Yorck,


Antonelli, Mattei, della Somaglia, e Pacca, che successivamente furono

luce

De
et

imperli

electorum,

S. R. Ecclesiae
_,

Carsi

decani del sagro Collegio, e vescovi di Ostia e Velletri, ritenendolo


tutti

dinalium
quinque.
:

praecedentia Nel 1790 in

Diatribae

con

piena

soddisfazione

per
della

Roma

loro suffraganeo.

stamp Nuova esposizione del modo che tengono gli elettori del S. R. Impero neW eleggere il re dei Romani, successivo imperatore secondo le costituzioni Pontifcie, e
quella
tori

ELEUSI. Sede

episcopale

provincia d'Eliade, nella diocesi dell'Uliria orientale, sotto la

metropoli

di Corinto, secondo

che nel tom.


leusi,

II,

Carlo IV, imperatore, delta la Bolla d! oro. Degli eletdi


ecclesiastici
il

Christ, registra

Le Quien, p. 2 25 deWOriens tre vescovi di Eil

p.

Giorgio, Michele
Altri
Elis,

il

terzo

Rolb

ci

ha da-

to Series episcoporum

etc.

Magmiet

anonimo. sede con


Eleusi

confondono
sufFraganea

questa

tinorum, niensium

Trevirensium,
etc.

ColO'

trasso, eretta nel secolo

di PaV. Questa

Rattovillae

1725.

vuoisi

che

sia

l'antica

E-

ELEUSA
le dell'Asia

{Eleus). Citt vescovi-

sotto

il

patriarcato

minore nella Palestina, di Gerusalem-

me, dipendente dalla metropoli di Commanville weW Histoire de tous les aiThv. et v., la chiama Elusa, e la dice fondata nel nono
Petra.
secolo.
11

Terzi, nella Siria sagra,


il

avverte che
sta sede ai

Ziricense

pose que-

confini dell'Arabia, cour

fondendola con Elat e che il vescovo di Elusa, od Eluza, chiamato A reta, intervenne al concilio di
Galcedonia celebrato nell'anno 4^^} e perci la sua esistenza sarebbe

poco lungi da Atene, nella quale eravi un nobile tempio dedicato a Cerere, chiamata perci la madre Eleusina. In questa citt furono la prima volta istituite le famose feste Eleusine, di cui parla Cicerone contro Vene, ELEUSIPPO (s.). F. Speusippo. ELEUTERA. Sede vescovile deil'esarcato di Macedonia, nell'isola di Creta nella diocesi dell'I lliria orientale, sotto la metropoli di Gorleusina citt dell'Attica
tina o Candia,

qninto. Si vuole

nome

di

ed eretta nel secolo che prendesse il Eleutera, o di Eleuterna,

a quella delta secondo Commanville. Al presente un tianteriore


tolo vescovile in partibus infidelium,

dipendente dalla

metropolitana di

Petra, pure in partibus.

portare

il

titolo episcopale di

leusa, o di Eleusi,

L'ultimo Efu monsignore

da Elenter, uno dei Cureti. Stefano di Bisanzio dice, eh' era altres chiamata Saorus, od Aony, dalla ninfa di tal nome. Si conoscono due vescovi che vi ebbero sede, Eufrata, ed Epifanio. Oriens Cliristianus, tom. II, p. 270.

Geraldo Macioti di Velletri, fatto da Pio VII nel concistoro de' 2 3

ELEUTEtllO
Tournay,
in

(s.

).

Nacque
in cui

in

un tempo

la f-

ELE
de
r
erasi assai illanguidita. Egli pe-

ELE
zione.

195
Spoleto
si
,

Lascialo
il

di
di

poi dal nostro


fece

seppe

preservarsi

dalla

corrudi-

santo

governo

zione, e dedicatosi

al Signore,
le

ritorno in

Roma,

rec di nuo-

venne sacerdote.

Per

sue

virtl

consecralo vescovo di Tournay l'an-

no 4^6, incominci con


stolico a perseguitare
il

zelo apovizio, a to-

vo nel monistero di s. Andrea, ove visse caro a tutti, e mor santamente. Il suo corpo fu portato a
Spoleto, e la sua festa ricorre a'

gliere le superstizioni del paganesi-

settembre.

mo,

e difendere dagli eretici


dell'

il

mi-

stero

incarnazione.

Per qua-

rantasei anni govern la sua chiesa con paterna sollecitudine, e


r

Papa XIV. (s.). denominato anche dal nome del proprio padre Abbondio,
Eleutero
,

ELEUTERO
greco

mo-

fu

di nazione della

citt di

martire da un colpo nella testa


dagli
eretici

Nicopoli,

chiamata
ossia,

oggi

scagliatogli

suoi fieri
luglio del-

nell'Albania,

come

Prevesa credono

nemici.

Nel

primo

alcuni, napolitano, nato nella Calabria,


cia.

l'anno 532, questo santo uomo vol al cielo, e la sua festa ricor-

che si dice anche Magna GreV'ha questione, s'egli sia stato


piuttosto

data

a'

20 febbraio.
(s.).

canonico regolare, o
Al
s.

mo-

ELEUTERIO
vo
nel
di

vesco-

naco,

come anche

se fosse diacono,

Auxerre Droctualdo successe


Eleuterio,
il

o
ti

prete

Cardinale fatto

dai san-

532

quale

assistet-

Pontefici
a' d

Aniceto

Pio

J,

te a quattro concilii in Orleans, e

quando
1

3 maggio

dell'

anno

cooper collo zelo, e colla scienza per conservare la disciplina nella chiesa di Francia. Mor nell'anno 562, dopo aver governata la sua
diocesi per anni ventinove.
sta di
lui
si

79

fu creato Papa. Dietro le istan-

Lucio re d'Inghilterra, mand Fugazio e Damiano in quell'isola, che da essi poi fu convertita
ze di
alla fede.

La

fe-

questo Pontefice
sia dal

si

at-

giorno 16 agosto, nel qual giorno segu la sua morte.


celebra
il

tribuisce

un decreto, con
si

cui proi-

bivasi di deporre chi

profosse

piio uffizio, senza che

prima

ELEUTERIO
di
s.

(s.).

Nell'abbazia

Marco

presso Spoleto fu elet-

convinto reo. E di opinione il Sandini, che Eleutero prescrivesse ai


cristiani

to a superiore Eleuterio, che fecesi

di

non

rifiutare

come
,

ille-

ammirare perch
semplicit

fregiato di

molta

cito

il

vitto quotidiano,

e special-

di cuore,

di

ardente

mente V uso
per ribattere

delle carni
1'

appunto

amore
novizi.

verso Iddio. Coll'orazione, e

errore dei cala frigi

col digiuno liber

un

ossesso fra'suoi

Recatosi in

Roma

nel

mo-

nislero di
tefice
s.

fu dal Pons. Andrea, Gregorio I fatto avvertire di un vivo rammarico, che provava , di non poter cio digiunare nella ricorrenza del sabbato santo, atteso un estremo languore., da cui

i quali, non per temper affettato timore si astenevano dalla carne degli animali {F. Sandini F^ita di s. Eleut).

o montanisti,

peranza,

ma

In tre ordinazioni cre sedici vescovi, dodici preti j ed otto diaconi.

Dopo
di

quindici

anni

e ventitre
a' d'i

giorni

governo

mor

26
nel

era

afflitto.
il

Eleuterio preg
il s.

caldaPontefi-

maggio

del

194, e fu

sepolto

mente

Signore, ed

Valicano.

La

santa Sede vac cin-

ce pot soddisfare

alla

sua

divo-

que

giorni.

196
vile della

ELE
Citt vesco-

ELE
monia
fu

ELEUTEROPOLI.
triarcato

introdotta

nella Chiesa

prima Palestina, nel padi Gerusalemme , dipendi

latina soltanto sul principio del se-

dente dalla metropoli

Cesarea.

colo duodecimo, e dopo l'eresia di Berengario, ad oggetto di professa-

Commanville dice, che nel quinto


secolo fu eretta in sede episcopale,

re in

un modo solenne la fede della presenza reale e della transustanziazione.


le

e nel decimosecondo divenne arci-

Suir origine del suono del(Fedi), e del


si

vescovato onorario. Questa citt era


celebre ai tempi di Eusebio
s.
,

Campane

Campaar-

e di

nello (Vedi) all'elevazione dell'ostia,

Girolamo, poich da essa fu pre-

e del calice,
ticoli.
1

parla a quegli

sa la

maggior parte
cui

delle

distanze

Il
,

concilio di
col
regol.
1

Ausburgo del

delle citt meridionali

della

trib

548

prescrisse

Venne riguardata come la patria di s. Epifanio, quantunque sia nato in un


di

Giuda

apparteneva.

Alla elevazione dell'ostia non canteranno che delle antifone,


quali abbiano rapporto
zio,
zio ".
al

si

le

sagrifi-

villaggio, in cui
la

suo padre lavorava

quantunque sarebbe
profondo
Ci
si

meglio
silen-

terra.

Si vuole edificata dagl'im-

starsene allora in

peratori pagani, e poscia venne distrutta dai saraceni nell'anno 796.

osserva nella cappella

pontificia,

in

cui,

come
di

in

altre

Questa
vescovi
:

citt

ebbe

seguenti

nove
,

chiese, all'elevazione dell'ostia, e del


calice,

Giusto,

Teofilo, Eutiche,

Macrino, Aezo Turbo, Zebenno,

un maestro

cerimonie col
d' incensazio-

turibolo d varii
ne.

tiri
il

Gregorio, ed Anastasio, che nel

536

Solo quando
i

Papa celebra
del con-

intervenne

al

concilio
sotto
il

di

Gerusa-

solennemente,
certo musicale

suonatori
delle

lemme tenuto

patriarca Pie-

tro, Ori'ens Christ.

tom. Ili, p. 632. Al pjesenle Eleuteropoli [Eleuthe-

trombe delle guardie nobili, al punto della elevazione, suonano un grave e melodioso concerto, che

ropolitan.)

un

titolo vescovile

muove

a di-

partibus.

com

port monsignor GiMurphy, che nel i8or, da


trasferito
al

Lo

vozione,
zione

ed a

religioso

raccogli-

Pio VII fu
da
a

vescovato
nell' Irlan-

residenziale di
;

Clogher

mento. In alcune chiese all' elevasi suole suonare l'organo, ma con suonate atte a produrre pii
astanti.

quindi Leone XII

nel

conci-

sentimenti negli
te

Va

pure
o-

storo de* 3 luglio

1828

lo confer

notato che, celebrando solennemenil

monsignor

Francesco Lewinski
cui in

Papa,

neir elevazione
1'

dell'

della diocesi di Uladislavia,

stia,

e del calice fa

ostensione al

pari

tempo
di

fece suffraganeo del ve-

scovo

Podlachia

in Polonia, e

del quale lo tuttora.

popolo prima dell'una, poi dell'altro, nel mezzo, alla sua destra, ed Messa. alla sinistra.

ELEVAZIONE
della messa, in cui

(Elevatio). Parte
il

sacerdote al-

(Electio). Scelta, nomina, eleggimento. Delle differenti

ELEZIONE

za pi ima l'ostia
il

consagrata, e poi
si

specie di elezione,

delle

condi-

calice,
il

aftinch

adorino

dal

zioni necessarie all'elezione per qual-

popolo,

Corpo, e Sangue del no-

che dignit,
clesiastico,

uffizio,
si

o benefizio ec-

dopo ch'egli stesso gli ador con una profonda genuflessione. Questa ceriCristo,

stro Signore

Ges

ec,

tratta ai rispettivi

articoli.

Cos per l'elezione del somsi

mo

Pontefice,

pu vedere

l'arti-

ELE
colo Elezione de' sommi Pontefici;

ELE
pre conferita per
via

197
di
elezione.

per reiezione dell' imperatore, Imperatore D Eiettori del sagro romano IMPERO ; per l'elezione dei vescovi, Vescovi ; per 1' elezione dei gran maestri dell'Ordine gerosolimi-

Ges Cristo, capo invisibile della Chiesa da lui fondata, elesse per suo vicario, e capo visibile della
medesima Simone pescatore, da lui cognominato Cefas, cio Pietra, e perci chiamato Pietro. Quindi fond
s.

La

tano, Gerosolimitano Ordine ec. ec. facolt di eleggere chiamasi jus

Pietro la sede apostolica nel-

V. Hallier, De sacris eiectionibus ex anliquOf et novo Ecclesiae wni : opera che in tre tomi
eligendi.

l'anno
la

38

di Cristo, in Antiochia,

citt la pi

famosa

dell'oriente, e

in foglio

si

pubblic in

Roma

nel

romano impero, dopo Roma ed Alessandria. Govern s.


terza del

1789; e La Combe Raccolta d


giurisprudenza canonica.

Pietro sette anni in Antiochia, indi partito per

Roma,
nel

vi giunse Del-

ELEZIONE
Romani. L'atto
pi augusto,
e

de' SOMMI
il

Pontefici
il

l'

anno 44> 6
trasfer

seguente

^5

di

pi sublime,

detta era vi stabil la santa

Sede,

il

pi

venerando
quello

che
risce

da Antiochia

ed ove

che

si

faccia nel
il

mondo,

da diciannove

secoli risplende, e fio-

col quale

sagro collegio dei Carsanta


la

all'ombra del divin fondatore


Lino, fatto coadiutore dallo

dinali

della
il

romana Chiesa
qual cosa
dicesi

della Chiesa. Nell'anno 69, gli suc-

elegge

Papa,

cesse
stesso

s. s.

creazione, ed elezione:

Eligiie

me-

Pietro per
nel

le

sagre fun,

liorem, et eunt ponite super solium,

zioni della Chiesa di

Roma

ossia

IV

Eeg.

cap.

ver.

3.

Queni

suo
fatti

vicarlb

tempo dei

viaggi

Deus jussitj elegimusj epist. Cleri Rom. ad Honor. iniper. La grand' opera

pertanto
Pontefice

dell'elezione del

sommo
di

romano

l'affare
si

maggiore importanza, che

ma-

dal santo apostolo, ed eletto 3o giugno, subito dopo il glorioso martirio del primo sommo Pontefice romano. Indi, senza vacar la sede, dopo la morte di s.
a'

neggi nel

mondo
si

cattolico, dappoi-

Lino,

a'

ch con
terra

essa

tratta

di

dare in

fu eletto
s.

24 settembre dell'anno 80, Papa contro sua voglia


ne' sobborghi
di

un

vicario a

Ges

Cristo,

un
cit-

Cleto, gi vescovo coadiutore di

successore al principe degli apostoli


s.

s.

Pietro

Roma.

Pietro,

un vescovo all'alma
gi capitale

Avendo
cuzione

patito nella seconda persedelia

t di

Roma,

dell'im-

pero romano, ed ora del cristianesimo, un metropolitano alla provincia romana, un primate alla nobile regione d'Italia,

giorni di sede, a' 17


,

dopo venti maggio dell' anno 98 venne creato Papa s. Clemente I, il quale da diacono
Chiesa,

air occidente,
la

un patriarca un padre comune alfedeli,


i

un

numerosissima greggia de' giudice infallibile a tutti

avea assistito fedelmente s. Pietro, che inoltre avealo insignito della dignit di prete e vescovo. Progressivamente, e senza interruzione
sino al regnante Gregorio

cat-

tolici,

ed un sovrano

agli stati

temsubli-

XVI,

la

porali della santa Sede.

La

me, e venerabile dignit


la

Pontificia,

pi eccelsa
il

sce

mondo

quante riconocattolico, venne semdi

veneranda cattedra apostolica della santa romana Chiesa fu occupata dai Papi, che registrammo all'articolo Cronologia de* romani Ponte^

,,

r98

ELE

ELE
fossero, tutti ufFiziali cospicui dea

punti riguarfici {Vedi), ove tra i danti la loro cronologia, notammo l'epoche della elezione, e quella
della
ticoli

Chiesa romana,

de* quali

abbiamo
,

distinta notizia dal Galletti

e dal

morte de' medesimi. Agli arpoi delle


rispettive

Mabillon, Mus. Ital. tom.


pettivi
articoli.
i

II,

pag.
a'ris-

biografie

570, e dei quali noi parliamo


Il

de' Papi,
si

ed anche
le

degli

antipapi

restante del clero


gli accoliti,

dicono

principali circostanze

erano

suddiaconi,

e quei

che accompagnarono l'elezione dei primi , e la intrusione dei secondi.

notari, che

non avevano
Il
;

uffizio alcu-

no
ti

palatino.

popolo era parimencio, in cit-

diviso in tre classi

Diverse maniere, onde furono eletU

tadini, in soldati, e nel

rimanente
Stephani

romani Pontefici n* primi se coli della Chiesa. Abusiva interi

del popolo,

come

si

pu vedere nel

Cenni,

Cond.

Laleran.
pag.

venzione de' princpi secolari tanto nell'elezione, che nella consa^razione.

IH

in praef.

XIX. Questo

Leggi pontificie

sulla

elezione del

Papa,

attribuita poi

ai soli Cardinalij e se dalVele:

Papa, il quale viene chiamato anche Stefano IV, nel detto concilio, tenuto nel 769, ordin che nessuno fosse promosso alla sede pontificia,

zione

dalla consagrazione

od

se

prima

ordinazione del Pontefice, abbia incominciamento la di lui supre-

Cardinale diacono,

non era ordinato o prete a ca-

ma

autorit.

gione dell'antipapa Costantino, intruso senza ordine alcuno. Del modo, e del luogo, come e dove nei

Nei primi
l'elezione de*

secoli

della

Chiesa
si fe-

primi tempi
lo

si

eleggesse

il

Papa

sommi

Pontefici

ce dal clero romano, alla presenza del popolo di Roma, il quale sol-

dicemmo al volume XV, pag. 258 del Dizionario. Aggiungeremo,


a' tempi di s. Gregorio 1 del e 590, dopo la morte del Papa
,

che

tanto vi prestava

il

consenso, sensi

za suffragio, lo che

pratic circa

un digiuno
navano
[Vedi),
lo,
il
i

di

tre giorni
il
i

si

radu-

sino all'undecimo secolo,

come
lib.

os-

clero,

serva

Tomassino, Veter. dsciplin. tom. II, par. 2,


il

et nov.
II,

nobili,

soldati,

Senato romano il popo-

cap. i5.

ra
;

allora

il

clero diviso

ed eleggevano il successore. S. Gregorio I, e nel 640 Severino fu-

in tre classi

cio, in sacerdoti, in

rono
lo

eletti

in

tal

modo

coi

voti

principali del clero,

e nel restante

concordi del clero, senato, e popo-

del medesimo.
sette Cardinali
ri

sacerdoti

erano

romano. Nel 1073, mentre


basilica

cele-

Vescovi
I

suburbica-

bravansi nella
l'esequie

lateranense

(Vedi), ed

vento tto Preti Carprincipali del cle,

dinali [Vedi).
ro, o primati

ad Alessandro li, con unanime consenso del popolo e del


clero
s.

della chiesa

erano
di tutti
il

V Arcidiacono [Vedi), capo


i

Giudici Palatini [ Vedi), cio


il
il

pri-

micerio de'notari, eh' era


queste dignit,
rio,
il

capo di

secondicerio, l'arcail

il

sacellario,

protoscrinario,
il

primicerio de' difensori, ed


altri,

novi

itcnclatore, cogli

se

mai

fu proclamato in successore Gregorio VII, e tosto i Cardiripugnandonali lo elessero Papa Platina nella sua Il vi egli solo. vita racconta, che s. Gregorio VII fu ad una voce di tutti i buoni creato Pontefice, e le parole formaneir elezione , furono queste : te
,

i:le
*
*->

E LE
esaltato alla sede pontifcia

199
l'anno

Noi Cardinali della santa romana Chiesa, e chierici, accoliti,

suddiaconi, e preti in presenza w de' vescovi , degli abbati , e di


* molte altre persone ecclesiastiche, e laiche, eleggiamo nella chiesa * di s. Pietro in Vincola oggi ai 21 d'aprile 1072 (il Novaes t.

4iB, che, essendo travagliato da Eulalio (Fedi) ^ antipapa, il quale da pochi preti, e diaconi, spalleggiati da Simmaco prefetto di Roma, con perverso scisma era stato esaU

lato al trono papale,

temendo che
co' suoi

Eulalio, allora esiliato

se-

II, p.

269
il

dice

22 aprile 1073,
di

citando

decreto
il

sua

elezio-

ne

presso

1074

iium.

Baronio , ad an. 24; il Labb, Con-

guaci ad Anzo, dopo la sua morte, a cagione della sua grande et, e debole salute, non molto lontana

X, col. 6; e la epistola del medesimo s. Gregorio VII nel citato Labb p. 7 ), in vero
d, tom.

vicario di Cristo Ildebrando arcidiacono, persona di molta dot trina di gran piet prudenza M giustizia, e costanza, modesto, sobrio, continente, che ben go verna la sua casa , e caritativo co' poveri, dai suoi primi anni fino a questa et allevato, e cre sciulo nel grembo di santa Chiew sa. Vogliamo, ch'egli sia con quella autorit nella Chiesa di Dio, con la quale gi Pietro, per ordine e voler di Dio la meM desima Chiesa govern ". In pro*
, ,

avrebbe di nuovo inquietata la s. Sede, scrisse la lettera Ecclesiae meae, data il primo luglio 4^9 > che si legge presso il Baronio, a tale anno num. Sg. Questa lettei-a venne indirizzata all' imperatore di occidente Onorio , dal quale ebbe il rescritto, che si legge nel Labbe, Concil. t. II, col. i582 con cui stabil che ninno fosse eletto Pontefice con brighe j ma fosse soltanto riconosciuto per legittimo Papa, te,
:

letto

col di\'ino giudizio, e col contutti.

senso di

Cos
disi.

l'abbiamo per

regola nel diritto canonico, nel ca-

po Si duo 8
*

79:

M Si duo
cer-

forte contra fas

temeritate
,

tantes fuerint

ordinati

nullum

gresso di

tempo

essendosi
il

notabil-

mente
clero,

accresciuto
fu d'uopo
,

numero

del

ex his futurum penitus sacerdo tem ; sed illum solum in sede M apostolica

per ischivare le erano troppo facili ad insorgere, confidare nel medesimo secolo XI, a' primari preti soltanto, ed a' vescovi pi vicini a Roma, il gran diritto dell'elezione, come in seguito si dir meglio indicando le diciotto diverse manieie
turbolenze
eh'
il

permansurum

quem

w ex numero clericorum nova or dinatione divinum judicium, et u niversitatis consensus elegerit etc.'\

L'imperatore Onorio
sposta assicur
gli
s.

colla

sua riI,

Bonifacio
il

ch'e-

per

secondare

lodevolissimo

usate in vari tempi per eleggere

la

Papa. Premurosi sempre i sommi Pontefici della miglior forma della pontificia elezione, non omisero di stabilirne successivamente i pi opportuni
regolamenti.

il Pontefice dimostrava per pace della Chiesa, avrebbe prestato l'aiuto suo imperiale, ben

zelo, cui

lontano sempre di favorire i sediCritica ziosi. Osserva qui il Pagi,

E
s.

primieraI,

mente

abbiamo

di

Bonifacio

Baron. tom. Il, an. 4 '9 che la differenza tra s. Bonifacio I vero Pontefice, e l'antipapa EulaOnorio lio, fu il motivo, per cui
in jinnal.

aop

ELE
vi,
ta,

ELE
come
dice
il

dapprima, e poi i re d'Italia, ed altri si frammischiarono nell'elezione de' romani Pontefici, di che si
riparler.

Pagi nella sua


nella

vi-

e ci per togliere alcuni abusi,


ele-

che potevano insorgere

ci

Nell'anno 4^1, s. Ilaro cominil suo pontificato , quindi , per


a'
,

zione de' Pontefici. In esso, col cap. Si transitus Papae, io dist. pres-

79

so

Labb Cond,
:

non dare occasione


stinarsi
il

vescovi di de-

successore
I,

di

s.

Clemente
il

il

esempio quale, come,


sull'

nota
II,

Cenni, Dissert.
88,
ricus
al

eccl. dissert.

pag.

di

succedere
s.

ordin i vero Papa quegli, in cui cospiras sero tutti i sullragi del clero, op pure la maggior parte di essi, e che vivente il Papa non si trnt>*
>y

IV, col. i3i3, che fosse venerato per


t.

immediatamente

suo maestro

tasse dell' elezione del successore

Pietro, che alcuni dicono lo avesse

sotto

pena

di

scomunica
le

nominato a
cilio

succedergli, in

un con-

vazione di tutte

, e pridignit ". Fu

romano di quarantotto vescoordin con decreto (V. il Labb Cond, tomo IV, col. 1060), che niun Pontefice potesse eleggersi il successore. Malgrado per questo
vi,

poi ampliata questa pena da Paolo IV nel i558, mediante la costituzione Cam sccundum Apostoluni, Bull. Rom. tom. IV, par. I,
di
p.
ti

decreto, col quale


la sede pontificia

si

garantisce, che
diventi
s.

347- I refrattari, e disubbidienfurono dichiarati rei di lesa mae-

non

mai

st di

prima

classe.

Ecco come
1

il

ereditaria,
II,

il

Pontefice

Bonifacio

pensando eh'

egli colla elezione

Bernini, Storia delle eresie, p. narra l' operato di Simmaco.

60,
se-

Il

del suo successore,

avrebbe
i

impe-

natore

dito la prepotenza dei


i

re de' goti

quali

si

studiavano di fare
arbitrio,

Pon-

Festo , nel suo ritorno a Roma, trovando morto s. Anastasio II, multis pecunia corruptis, sollev

tefici

a loro
nel

nel concilio
1,

tenuto in
leggesi

Roma

l'anno 53

come
e nel-

uno scisma contro il successore s. Simmaco, e v'intruse Lorenzo arciprete,


la
citt
i

Labb tom. IV,

per cui commettendosi nelcaedes,


cattolici

l'Arduino tom. II Cktncil.,

dichia-

rapinae,

et

alia

r per suo successore nel pontificato il diacono Vigilio, al quale si aggiunse il consenso ed il giura-

mala,

mento

del

clero;

ma

ravvedutosi

di questo passo, contrario alla prov-

vida legge di

s.

Ilaro, in

un

altro

concilio che raccolse, alla presenza

dello stesso clero, e del senato ro-

Simmachiani, e gli scismatici Laurenziani ricorsero a Teodorico re d' Italia, il quale bench rescrivesse, ut qui primo ordinatus fuisset, sederei in sede apostolica; quod aequi tas in Sym macho invenit, per sedare lo scisma fu d'uopo si recasse in persona a

mano, ne

fece

una solenne

ritrati

Roma. Volendo quindi

s.

Simmaco

tazione, per avere egli violati

ca-

noni colla suddetta elezione, e nello slesso

decreto, che
to.
1^.

tempo fece abbruciare il prima avea sottoscritnell'

rimediare agli scandali, ed alle conseguenze che derivavano dagli scismi, col dare miglior regolamento
air elezione
concilio

dei
lui

Papi
a
tal

decret nel
effetto

Successore.

da
il

aduvi-

San Simmaco, Papa


499, celebr in

anno

nato nella basilica vaticana, che

Roma un

concilio,

vente

Pontefice,

eo

inconsulto,

cui intervennero settanladue vesco-

non

si

dovesse trattare di eleggergli

ELE
il

ELE
pacisce-

20

successore, ed essere scomunicati

molti scismi, e discordie con grave

quelli,

che

quomodocumque

danno
poi
i

della

Chiesa.
i

Considerando
il

rentur, aut ddiberarent^


tificatimi

vcl

Pon-

principi

vantaggi, che

sa-

amhirentj e che tale elezione spetti solamente al clero romano, senza intervento di alcuna
lo che dalla
eletto, sia
il

cerdozio divenuto cotanto rispettabile,

poteva

all'impero

arrecare,

non
te
,

fiu'ono pig^i a prenderne par-

persona laica bench regia; e quelmaggior parte venisse

e vivo interesse

usando della

loro potenza,
tenza.

vero Papa. Furono a questo concilio, prosiegue il Bernini, settantadue vescovi con molti
Cardinali, ed altri del clero mino-

loro prepoprimieramente Odoacre, re

e della

degli eruli, entrato nell' Italia l'an-

re

della Chiesa
gli

romana

che tra

questi e
al

altri

arrivarono

numero

di settanladue.

pure Essendo
del

no 47^? dopo aver costretto Momillo a rinunziar l' impero romano, bench ricusasse la porpora, le insegne ed il titolo d' imperatore
contento solo di quello di re
talia,

d' I-

stato richiesto

Teodorico
:

suo
la

per

lui istituito, pretese

non-

parere, rispose

ad

se nihil

de ecper

dimeno
s.

d'ingerirsi nell'elezione dei

clesiasticis negotis pertnerej

Pontefici. Richiesto forse

da Papa

qual degna risposta, forse fu chiamato dagli scrittori, santo, e piissimo,


titoli

Simplicio (su di che a vedersi

il

Tomassino, tom.
cap.
16), a star

II,

par. II, lib.

per altra dati

in quei

tempi anco ad idolatri , e nemici del cristianesimo. Nel medesimo conRoinacilio venne anche stabilito
:

pronto a sedare qualunque briga, che nella fuII,

tura elezione potesse accadere, egli

oltrepassando
ziale

limiti di tal

nae

sedis

antistiteni
,

niinorum non
il

richiesta, pubblic
il

suhjacere jiidicio

non essendo

che riporta

Labb

all'

prudenuna legge, anno 502, t,


colla

Papa
In
tal

sottoposto ad alcun

giudice.
ne' primi
santissi-

IV

Concil. col.

i334,

quale

modo

Pontefici

vietava di farsi l'elezione pontificia

secoli

andavano formando

senza la deliberazione di
prefetto del

lui,
lui.

o del

me

leggi per la provvida

elezione

pretorio

per

Ad

de' loro successori,

ma

tutta questa
di

usurparsi questo diritto, finse

diligenza per

gl'interessi

santa

Chiesa non fu bastante ad ottenere quella pace, che in questo importantissimo


affare
si

bramava

Odoacommesso cre essergli stato ci da Papa s. Simplicio morto nel 483. Quando dunque si dovette procedere a dare il successore a
quel Pontefice, racconta
ri,
il MuratoAnnali d'Italia, tom. Ili, par. an. 4^3, che col clero radunato

siccome andiamo a

dire.

Era

la elezione pontificia, al di-

re del Borgia , Jpolog. del pont. di Bened. Xy par. II, cap. II, num, 1 , ne' primi quattro secoli della

I,

v'

intervenne

un ministro
a
1

del re
si

doacre.

Intorno

questo

Opu

Chiesa, del tutto libera appresso


clero, coir assistenza del

il

leggere nel can.

1 del concilio di

popolo ro^
cessate le

Simmaco

sublimis et eminentis-

mano, perch

il

Papato

persecuzioni cominci a risplendere, e per l'autorit, e per le dovizie

simus vir praefectus praelorio alque patricius, agens etiam vi>j


>s

ces praeexcel lentissimi regis


cris, Basilius".

Odoa

divenne in seguito oggetto de' mondani desideiii, lo che fu cagione di

Intim questi all'adunanza, che, secondo il ricordo

202
tissimo

E LE
lasciato dal

ELE
Beae

e comandameuto

Papa

nostro

Simplicio,

nnto sotto un re ariano qual si fu Teodoiico. Or dunque, sebbene s.

per ischivare gli scandali, che nascere potevano, non si potesse fare
l'elezione del

Simmaco,
porta
il

eletto nel

49^> come

ri-

nuovo Pontefice,

sen-

Rinaldi Ann. eccl. an. 5o2, avesse ordinato, che tutti i laici,
compresi anche i re, non potes sero ingerirsi nell' elezione pon' tificia " che libera al clero onni-

za consultar prima esso prefetto. Annali eccleIl Baronio, negli siasiici, all' anno 5o2 , pensa che
l'addotta
scrittura fosse supposta a

Papa
matici

Simplicio, e fnta
in

dagli

scis-

occasione
la

dello

scisma

namente esser doveva, e Io era stasempre in addietro anche sotto gl'imperatori pagani; pur non perla

che insorse dopo


zione di
t

memorata elePapa Simmaco ; ma non

tanto

il

re Teodorico, che gi nel

499 avea
Simmaco
l'eletto

decretato

nello

scisma
stesso

neppur bisogno di supporla falsa. I vescovi del mentovato conricilio romano, senza curarsi di

dell'antipapa Lorenzo,

lo

legittimo
voti,

Pontefice,
e

che

da pi
si

prima conil

correre alla falsit di

siffatta

scrit-

sagrato,

avesse da tenere per ve-

tura, sostennero bens, e con tutta

ro Papa,

come pur

testifica
>

Mu-

ragione, che fosse affatto nulla, ed


invalida
gri
1'
;

perch era contro

sa-

canoni,

non potendo dipendete

elezione dei

le

persone laiche,
detta
dal

itile

.scritta

sommi Pontefici dalcome ancora perscrittura non era soltoromano Pontefice, lo che

sembrandogli tutta volta di aver talento, per dare alla Chiesa cattolica un capo tutto dalle sue mani, usurpossi interamente il diritto di eleggerlo, e
ratori all'anno

499

bast per iscredi tarla, e condannarla.

nomin Pontefice nel 526 s. Feli* ce HI detto IV. Fortemente si opposero il clero, ed il senato romano, non per la degna persona eletta,

V.

il

decreto del concilio nel p.

Amort, Elem. far. can, pag. 295, da un codice bavaro del secolo settimo.
tersi

ma

per

l'elezione

fatta

contro

gloria del vero


il

riflet-

che, se

Pontefice Simplicio
,

Questa contesa non fu allora pienamente aggiustata, finche non venne stabilile leggi

ecclesiastiche.

avesse voluto ordinare

quanto fu

to,

che in avvenire

il

clero col vo-

esposto dal prefetto Basilio, avreb-

be egli saputo formarne il decreto, e non avrebbe certamente lasciato


in balia ad
al

un
suoi

laico

di

significare

clero

sentimenti.

Perci

nel sopraddetto concilio di


la scrittura, e deciso

Simmanon do-

popolo romano col consenso, eleggessero secondo l'antico il costume il romano Pontefice quale fosse poi confermato dal re, col suo mero consenso, come scrisse il re Atalarico al Papa Giovanto,

ed

il

co fu giudicata di niun valore quel-

che

vesse essa aver luogo, e vigore fra


gli statuti ecclesiastici, ne'

533, e come abbiamo da Cassiodoro nel lib. IX epist. i5, e dal Muratori, Annali ec. a detto
ni II nel

quali

non

anno.

potevano
giosi

quanto relie potenti fossero, aver parte


i

laici,

per

Questa

maniera

di

eleggere

il

alcuna,

ma
i!

soli

sacerdoti, a cui

Papa dur sinch l'Italia soggiacque al regno de' goti. Al mancare


di

Dio commise
(vos

la

cura di

disporne,
te-

questi, e del loro regno,


la

si

usur-

decise

concilio,

bench

parono

medesima pretesa

auto-

ELE
rit g' imperatori di oriente, come si pu vedere nel Baronie all'anno 526, nura. 24; e nel Pagi allo stes-

EL
modo di eleggere me lo chiama il
ment. in ord.
il

2o3
Pontefice, co-

Mabillon,
cap.
17,

Coni'
pag.

Rom.

so

anno num.

8.

Laonde

trovossi

la santa Chiesa sottoposta a lagrimevoli scismi, ne' tempi ancora posteriori,

ne' quali

sulle

orme

dei

primi,

non manc

chi

pretendesse

di arrogarsi tal abusiva giurisdizio-

ne sui sagri comizi, siccome osservano gli scrittori ecclesiastici, e come noi andremo accennando. Avverte
I,
il

192; e che dur sino all'imperatore Costantino Pogonato, all' anno 681. Per quanto tempo precisamente fosse durato questo violento tributo, non facile il fissarlo. L'Altasserra, in net. ad Anas. bibl. in Jgathone pag. 75; et in not,
epist.
Ij
s.

Gregor.

M.

lib.
il

I,

epist,

p.

4)

"e assegna

principio al-

Baronio all'anno 607, num.

la

barbarie de' goti, a'quali poi suc-

nascer da questa imperiale usurpazione, che il clero si studiava di


eleggere
i

Papi, che fossero agl'im-

peratori graditi, come, per


di altri,

non dire

cedendo g' imperatori greci,, lasciarono in vigore si indegno costume, laonde sembra durato circa due secoli. 11 Tomassino, t. II, lib. 11,
cap.

furono Vigilio, Sabiniano, Bonifacio III, e s. Pasquale I, i quali erano stati nella corte di Costantinopoli apocrisari della santa Sede,

16,

cominciato
ta la

num. 11, un secolo

Io

dice

inalla

innanzi

soppressione.

Ma

perci

non

fu tol-

cio agenti o nunzi, e perci

cre-

conferma imperiale, che anzi fu aggiunto neir imperiai decreto

duti di
ratori,

soddisfazione
oltre
all'essere

degl'impei-a-

cme
a p.
>i

si

legge nel citato

Anastasio

pi

infor-

i4o:
qui

Quod non
electus

debeat ornisi

mati de' pubblici affari, come not Muratori all' anno 604. Vinti il

dinari,

fuerit,

dunque
in

goti nell' Italia, e finito

Teja il loro regno nell' anno 553 ; r imperatore Giustiniano I continu ad arrogarsi il preteso diritto, che s' erano colla prepotenza e colla forza usurpato i goti, di confermar cio r elezione de'Pontefici,
!

prius decretum generale intro ducatur in regiam urbem, seclm dumantiquam consuetudinem^ ut
>

cum eorum

conscientia,

et jus-

M sione debeat

ordinatio

proveni-

re". All'articolo Consa graziane, ed ordinazione del sommo Ponteflce i^Vedi), si parla dell'abuso suddetto, dell'approvazione imperiale,

quali per pubblica quiete tollera-

rono per centotrenta

anni

questa

dopo

la

quale avea luogo

la

convol-

riprovevole usurpazione, comincian-

sagrazione.

do da Pelagio

I, eletto nel 555, e confermato da Giustiniano I. I successori di questo proseguirono a voler confermare gli eletti Papi, costringendoli ancora a sborsare certa somma di danaro per ottenere loro elezione, della la conferma

Nondimeno accadde qualche


ta,

che

il

Pontefice eletto fosse or-

dinato, senza aspettare


degl' imperatori,

consenso il o degli esarchi di Ravenna luogotenenti loro, ai quali

gli

augusti diedero (nell'elezione

l'esercizio della dignit, e la

condice

sagrazione,
al

al

modo

che

si

volume XVI, pag. 3o6, e 3 14 del Dizionario. Questo fu il terzo

Onorio I nel 62 5) la facolt di ratificar per essi l'elezione pontificia, come vogliono due Pagi, ovvero nell' elezione di Giovanni IV nel
di
i

640,

al

dire di Papebrcchio, e del

.3o4

E LE
za, di

ELE
non
senza
consagrarsi Telelto
il

Cenni, secondo il disposto dell' imperatore Eraclio. Non aspett l'imperiai consenso Pelagio li, il quale

Pon-

tefice

consenso

dell'

impe-

ratore, o almeno, per

non aspettar

venne

ordinato
i

nel

578,
lo

perch
niuaspett

tanto tempo, senza quello dell'esarca


di

assediando

longobardi
nel

Roma,

Ravenna,

il

quale fiancheggiato

no poteva uscne; ne
Martino
I

649. Il medesimo Costantino Pogonato, per la gran


II,

riverenza cui avea a Benedetto


gli

porre trono quel Papa che pi gli era a grado, per cui nascevano non pochi sconcerti, ai quali tuttasul

dalle sue truppe, tentava di

permise che, nel 684, si consagrasse, senza attendere la sua con-

via resisteva
Il

il

clero

romano.
narra, nella

medesimo JXovaes

ferma, e dopo di lui, nel 685, Giovanni pel primo si fece consa-

elezione di Conone, che dovette a-

spettare la conferma dell'esarca Teo-

grare senza
clero

l'

imperiai assenso, dap-

doro, secondo
stiniano
II,
il

il

prescritto

da Giu-

poich troppo

gravoso riusciva al

quale, al dire di quedi sborsare

romano, il dover aspettare da Costantinopoli la licenza di consagrare il nuovo Papa, restando


cosi per pi mesi vacante la

sto autore, sebbene lasciasse libera la

chiesa
dei

Romana

il

tributo

tre mila soldi d'oro

(soliti

pa-

cate-

garsi dalla santa

Sede agl'impera,

tedra romana, sebbene


sercitasse lieve

l'

eletto

tori in tal circostanza

per l'abuso
II

ancora in quel tempo non autorit nel governo della

introdotto
re

sotto
,

Giovanni

dal
sotto

Atalarico

continuato

Chiesa.

Ed

perci, che

il

lodato

gl'imperatori eziandio d'occidente,

principe

spedi

una

bella

patente

al venerabile clero, al popolo, e al

con grave discapito dell'ecclesiastica autorit) come anche dall' obbligo


di

romano, con cui nuovo Papa si potesse immediatamente consagrare,


felicissimo esercito
il

trasmettere

Costantinopoli

il

concedeva, che

decreto

dell'elezione

de' Pontefici;

per altro annull


clero

in parte l'editto

senza

dover aspettare l'imperiale conferma. 11 Novaes, nella vita di Benedetto II, dice che Costantino, in grazia del Papa Agatone, aveva
tolto
agli

nuovo Ravenna, senza il cui consenso non poteva essere consagrato. Di fatti
del padre, ed assoggett
di
il

romano

all'esarca

di

esarchi

di

Ravenna

il

s.

preteso diritto di confermare l'elezione,

riserbandolo

tuttavia

a se

che ancor questa riserva condon a Benedetto li, lasciando in piena libert il clero della Chiestesso; e

Gregorio IH, attendendo tal conmese dopo si consagr un dacch era stato eletto. S osserva, che gli esarchi procuravano di far esaltare al trono pontificio i greci, quali per divenuti Pontefici, ei
ferma,
reditarono lo spirito
apostolico,
alle

sa

romana

di

procedere all'elezione

gran tempo da' Papi medesimi erasi con somma


pontificia, ciocch

da

giammai acconsentirono
contrarie
della
alla

trame

degl' imperatori, e vescovi orientali

sollecitudine ricercato,

non mai
Co-

costante
I

illibatezza

ottenuto.

Ma

all'imperatore

Chiesa

Romana.

Pontefici

stantino succeduto

essendo Giusti-

niano

II,

rivoc questi la concessioristabih

ne paterna,

non senza con-

ancora non lasciarono di protestare contro r intrusione de' sovrani nella loro canonica elezione ; ma le
turbolenze eccitate nelle loro

trasto la pregiudizievole costuman-

con-

ELE
sngrazioni,
li

ELE
consagrazione del

2o5
i

costrinsero a ricorrere
stessi principi, col-

romano Pontefice,
avvenire
e
le

air autorit degli


la

per evitare
de'sagi
quelli,
i

nell'

tumulti
di

forza de' quali veniva

ratFrenato
in

comizii,

fazioni

l'orgoglio de' sediziosi.

Trovasi

Graziano^ nel cap. Quia Sancta, iSj dist. 63, un decreto col nome
di Stefano, in cui

quanto pi erano potenti, tanto pi si credevano di


quali
gli

poter essere
l'

arbitri assoluti del-

viene
sia

ordinalo,

elezione de' Papi.


si

Ne per

questo
II

che
alla

l'eletto

Papa

consagialo
legati,

solo motivo

mosse Eugenio
Io

presenza degl'imperiali

ricorrere
sciatori

all'

assistenza degli

amba-

Ambasciatori (Vedi);

ma

gli

imperiali;
il

fece

ancora,

eruditi

non poterono

stabilirne l'au-

tore. Solo alcuni lo attribuiscono a Giovanni IX, e fatto nel concilio

Pagi giuniore, nel Brevar. RR. PP. in vita Eugenil llf num. 6, per timore, che Loosserva
tario I
si

come

da lui tenuto in Roma neU'898, se pure non fu la conferma di quel decreto prima promulgato da altri. Certo , che dall'autorit imperiale, ed a richiesta de' Papi, venne stabilita l'assistenza degli ambasciatori,

arrogasse l'autorit, cui


g'

prima avevansi usurpalo


ratori greci^ gli

impe-

onori de' quali egli

secondo

ed avendo Lodovico I, imperatore del rinnovalo

cercava di affettare. Qui va notato, che sotto r imperatore d' oriente Leone, V Jsaurico, Roma e il suo ducato, essendosi sottratti dal suo

dominio, spontaneamente eransi dati

impero d'occidente, inviato neir824 a Roma 1' augusto suo figlio Loiario I, per r elezione di Eugenio li,
contro
vanti
il

al

pontificato di

sovrano dominio de' Papi, nel s. Gregorio 11, e doera termila

po l'anno 726. Laonde


nata del tutto

quale era insorto


Zizinio,
il

il

pseurese

soggezione all'im-

do Pontefice
di

principe acitt,

pero orientale.

Si

trovava

ancora
la

partire

dalla

in vigore nella Chiesa

romana

pubblica una costituzione sul!' elezione de' Ponlefci, parte della quale
si

consuetudine, che
casse,
il

il

popolo suppli-

legge in Baronio, a detto an4> e tutta intera, e divi-

no num.
sa in

romano eleggesse come dimostra il Baronio all'anno 827, num. 11^ ed


ed
il

clero

Pontefice,

nove capi nel Cointe ad egual


12,

anno num.
3.
Il

come
IV,

nel Pagi al n.

Sigonio, parlandone
lib.

de

re-

gno
tutti le

ital.

an.

825,

pag.

179, dice che, affine di scansare i tumulti de' tempi passati per
dissensioni
de' sagri

venne eletto in quelGregorio IV. Ma la sua consagrazione fu prorogata , finch gli ambasciatori non esaminarono, se fosse stato eletto canonicamente.
in tal guisa

l'anno

comizi,
l'

si

S. Leone IV fu consagrato nelr 847, dopo due mesij e quindici

prese la provvidenza, che


sciatore del re, e
fosse in
i4

ambacon;

giorni dacch era slato

eletto,

ma

re slesso, se vi

senza

attendere

gli

ambasciatori,

Roma,
del

assistesse alla

sagrazione

nuovo Pontefice

aggiungendo il Pagi, annal. eccl. j an. 825, num. 29, avere Eugenio II decretato, mentre Lotario I si trovava in Roma, che gli ambasciatori di

temendosi un' invasione de' saraceni. Tuttavia l'annalista Pagi crede, che confermasse il decreto di Eugenio IL Gli successe, nell' 855, Benedetto 111, che pel primo mand sua elezione agli auil decreto di
gusti di occidente,

Cesare

assistessero

alla

com'

erasi

pia-

ao6

ELE
provare

ELE
o cogli la sua
vore
vitare
te

ticato con quelli d' oriente,

della
gli

chiesa

esarchi, forse per

scismi,

romana per ecomech da parsi

legittimit contro l'antipapa


stasio.

Ana-

dell'eletto

Pontefice
i

dovesse-

Dipoi, nell'Sgy, Stefano VI, detto VII, al dire de) Pagi, ratifi-

c il decreto di Eugenio II, sebbene Stefano V, detto VI, neir885,


si

fece consagrare senza


//

di Carlo

il consenso Grasso, e ci forse per-

agl'imperatori. Si osserva inoltre, che l'espressione del decreto di Gregorio IX, canonico rlu, et consuetudine, nata senza dubbio dall' ignoranza del secolo decimo, non solo non
privilegi

ro confermare

ch Adriano
i>
5'

III

nell'

anno

prece-

dente avea decretato: ut Pontifex

sembr giusta anzi emendata


di

nel seguente,
nel concilio

ma

fu

romano
lo

designatus
regis

consecrari

sine

Nicol

II,

nel

quale

questi

praesentia

aut legatoruin
cosi
la

dichiar privilegio apostolico, e privilegio personale, secondo

" ejus

possit,'*

rivocando

che

ve-

concessione di Eugenio II. Tuttavolta Giovanni IX, come dicemmo,


nel
concilio

celebrato

nell'

898,

ramente era stato in Lodovico I, ed in Lotario I un tal consenso imperiale, che non fu esercitato da
altri

considerando quanto necessaria fosse questa assistenza, contro gli scismi, e le differenze, che nell'elezione insorgevano tra i giudici, i primati dell'esercito, ed il popolo
seguaci d'

imperatori

d' occidente,

fuordi

ch

da que' due
e

nello

spazio

treni' anni,

nel

confermar

solo

cinque Papi, comprendendovi anche s. Leone IV. Toltine dunque i cin-

un

partito,

mentre

il

cle-

que

Pontefici, che furono


s.

il

medesi-

ro ne seguiva un altro, e talvolta era diviso anche in due parti ; ed


eziandio per far eseguire la proibizione da lui fatta, che nella morte de' Pontefici fossero rubati
la
i

mo

lo-

Leone IV, Benedetto III, s. Nicol I, Adriano II, e Giovanni Vili, non si trova in tutto il rimanente del secolo IX altro Papa, pel quale dopo l'elezione siasi aspeltato l'imperiai consenso
so,
j

ro palazzi, prese tale misura, come


pi valevole difesa contro le sollevazioni
di

assendiritto
si

che non

poteva

essere

bench tollerata sempre mala voglia dalla santa Sede,


,

dell'

imperatore,

come

in seguito

dir,

ma

solo usurpazione, com'era


negli imperatori di

siccome ripugnante agli antichi canoni. Annullato quindi il decreto di Adriano III, col summentovato
decreto
clesa

stato nei goti,


oriente,

sonale,

o privilegio apostolico percome lo fu ne' mentovati


recar meraviglia, se in
i

Quia sancla Romana Ecetc, ristabil quello di Euge-

augusti Carolini.

Non deve
non
cui
tirli,
i

nio

II

per evitarle brighe, con som-

quei tempi, nei quali

sagri comizi

mo
ni
gli ile

discapito della santa Chiesa. Sui

decreti di

Eugenio

II,
i

e di Giovan-

IX, molti sono


scrittori.

commenti deil

goder la libert di sagri canoni doveano garanabbiano i romani Pontesi

potendo

Osserva

Ga rampi,

fici,

tratti

dalla

necessit, procacla
,

nummo

argenteo Benedici. ll^

ciata dai
le

sovrani
elezioni
la

sicurezza del-

p-

22, e scg. , che questa disposizione era il privilegio Advocatiae,

loro

senza

compro-

mettere
degli

loro autorit, n c|uella

dai Pontefici
rolingi,

dato soltanto

a'

Cala-

elettori,

ed era in

sostanza a

pontificia

mentre 1' elezione non pu mai appartenere

ELE
per veriin diritto ai laici, di qualunque grado eglino siansi, come dicemmo, e come dimostrano dottissimi domenicani, Camarda,rfe elect.
i

ELE
ni fatte alla stessa

207
da Carlo

Maanno

gno, e da Pipino,
dio,
gli
*

ma

volle ezian-

come riportano a
stessi

detto
>

Baronio, e Pagi
et

ut

om-

Pontif. dssert. II, p. 99, e Passerini de elect. Ponti/, qu. V, p. 18.

nis

clerus,

universa

populi

E
e

perci

dall'

accennato

decreto

di

Giovanni

IX

quattro importanti
e

multitudo .... sacramento se >i obligent, quatenus futura Pontii ficum electio canonice et juste
j

gravi riflessioni ricava in difesa della pontifcia elezione,

fiat,

ut et
,

ille,

qui ad hoc san-

sua

indi-

>i

ctum

atque
eligitur
,

apostolicum

regi-

pendenza da qualunque laica influenza, ilTomassinOj^cveA etnov.eccles.


discipl.

men

nemine consen-

par. II, lib.

II,

cap.

26,

6;
al
rio.

riflessioni

che noi
p.

riportammo
del Diziona-

volume

I,

299

Ma

g'

imperatori tedeschi non


ai sagri

furono contenti della sola assistenza degli ambasciatori


luizii,

co-

anzi

prima
o

gli

Ottoni,

poso-

tiente consecratus sit Ponti fex w priusquam lalem in praesentia missorum nostrorum , vel filli nostri, seu universae generalita>i tis faciat promissionem (ecco la ragione per cui solo richiedevasi > dagli imperatori, che alla con sagrazione dovessero intervenir i
>i

scia gli Arrighi

Enrici

non
l'

loro legati) pr

omnium

satisfa-

lo

si

usurparono
nella

ancora
stessa

inter-

ctione, atque futura conserva tio>i

ven