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DIZIONARIO

DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj A! SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

E PI

CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA


CHIESA

DELLA

CATTOLICA

ALLE

CITTA

PATRIARCALI
,

ARCIVESCOVILI

ALLE FESTE Pl) SOLENNI, AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
AI CONCILII

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO

XV L

VOL. XXIIL

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLIII.

Q^

>>

v-%

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

F
FAG
AGGIO. Societ. Ad Adolfo contedi Cleves, ed all'anno i38o,
si

FAL
vale a
dire

un

re,

il

consiglio.

Nel marted seguente facevasi una


pia
ufficiatura pei
confratelli

attribuisce l'istituzione della so-

de-

ciet del Faggio.

Sembra formata

di

per mantener l'unione tra i nobili Cleves , e la loro subordina-

o piuttosto dal venerd precedente fino al venerd seguente, la societ si applicava


funti, e nell'ottava,

al conte; il perch trentacinque signori o gentiluomini, entrarono subito in questa societ, ed ebbero per distintivo un faggio ri-

zione

a terminar
i

le

questioni insorte tra

camato
sopra

in
il

argento, che portavano


loro

mantello,

anzi

non

il tempo che ed sol nota per le lettere di sua fondazione, delle quali Schoonebeck ce ne ha lasciato una traduzione nella sua

confratelli.

Ignorasi

dur questa

societ,

potevano giammai pubblico senza tale

comparire in ornamento; e

Slora degli ordini militari. FAGNANO, Cardinale. V. ScanNABECCIII.

qualunque volta ommettevano portarlo, dovevano pagare una multa di ^e gran lire tornesi a benefcio de'poveri. Nella domenica dopo la
festa di
telli
si
s.

FAINA
se badessa

(s.).

Credesi ch'ella fosreliquie di


,

e vivesse in Irlanda nel

sesto

secolo.

Le

lei

si

Michele, tutti

confrasi

venerano

a
di

Rilhaine

presso

la

radunavano
a
cosa
spese
il

a Cleves, e

montagna

Bregh

sui confini del-

regalavano
era
facile

comuni

non
dal-

la contea di

dispensarsi

Meath, ove da remotissimo tempo se ne celebra la feil


I.**

l'assistere a questa
si

assemblea, e non
dal pagamento,
terzo di

sta

gennaio.
ossia

poteva esimersi
i

FALCONE BIANCO
Vigilanza,

della

ed pi
blea

conti
dei

pagavano un
eletti
gli

baroni. In

questa assemulliciali,

venivano

Ordine equestre. Ne fu fondatore Ernesto Augusto Costantino duca di Sassonia Weimar, a'

FAL
dinaie
nipote
.

FaL
FALCONIERI
Alessandro, CarAlessandro Falconieri di ragguardevole famiglia romana, prodel

agosto lySa, per incoraggre ericompensare al tempo stesso la fdelta e


i

sentimenti patriottici ver-

so

r impero di Germania ed il suo capo Carlo YI che l'approv,


ultimo,
a'
1

Cardinal Lelio, ebbe

il

natale nel
lont, che

1657.

Contro sua vogli

8 ottobre i8i5, l'orgran duca Carlo Augusto, per dare con esso alle persone che avevano contribuito air indipendenza della Germania, un contrassegno manifesto
dine
fu restaurato dal

Da

desiderava piuttosto

umili impieghi, s'indusse ad obbedire Innocenzo XII, ed aderire alle


istanze che gli venivano
fatte per-

di riconoscenza de'servigi che

ave-

che assumesse l'abito prelatizio. Fu quindi annoverato da principio tra i ponenti del buon governo, poi
tra quelli di consulta, e in segui

"Vano reso allo stato.


se dell'ordine
si

La prima clascompone del gran

io

ottenne

il

grado

di

presidente

maestro,
il

che suole essere sempre gran duca regnante, dei princidella

della camera,

impieghi ch'egli oc-

pi

casa ducale, e

di dodici

gran croci; questa prima classe non conferisce se non che ai consisi
glieri privati,

cupo con molta lode contemporaneamente. Clemente XI, nel 1702, gli diede la commissione di sgomberare la provincia
iscompiglio
gi:

dei

Lazio dai

ed

ai

generali
la

magclas-

molti aggressori che mettevano in


tutti

giori.
se,

Per ottenere
il

seconda
di

que' sparsi villag-

che venne stabilito non dovere

oltrepassare

numero
,

ventiessere

cinque

membri

conviene
la

bene si adoper a questo ufficio che in breve quelle provincie ne furono liberale. Dopo di
e cosi
ci
il

consigliere privato del governo, ec.

Pontefice lo cre uditore di

o almeno maggiore

terza clas-

ruota, e quindi governatore di

Ro-

se limitata a cinquanta

membri,
ai

ma
In
per
ro,

ritenendo
la

il

posto

primiero.
si

La

festa

dell'ordine

si

celebra

questa carica molto


sua piet,

distinse

18 ottobre in memoria di sua restaurazione.

giustizia
sofferire,

imve-

Consiste la

decorazio-

parzialit.

Ebbe a

ne dell'ordine del Falcone bianco ossia della Vigilanza, in una stella o croce d'oro a otto raggi smaltata in verde, nel cui centro da un lato la immagine del duca Ernesto fondatore, e nell'altro un
'

qualche persecuzione, ma sempre con gloria trionf de'suoi nemici. Benedetto XII 1, nella sua pri-

ma promozione degli 1 1 settembre del vji^, lo cre diacono Cardinaie di s. Maria della Scala, e
lo

falcone
artigli

bianco,

col

rostro

gli

ascrisse

alle

congregazione dei
dell'

scudo del rovescio si legge il motto: Vigilajvdo AscENDiMUS. Qucstc parole servono
d'oro. Nello
piH'e di

vescovi
de' riti,

e regolari,

immunit,
di

ed

altre.

Cess

vivere

in in

Roma
s.

nel

1734, e fu sepolto

epigrafe

al

falcone dello

scudo della piastra d'argento ottagona, che gran croci sogliono pori

tnre

nel

lato

sinistro
il

del loro a-

bito di corte;

nastro poi da cui

rosso

Giovanni de' Fiorentini, sotto Cardinal Leho, in una tomba di marmo nero che si aveva apparecchiata ancor vivente con un'assai modesta iscrizione,
l'avello del

pende

la

decorazione

ma-

FALCONIERI

Lelio, Cardinale.

ruzzato.

Lelio Falconieri, di antica e nobile

FAL
famiglia fiorentina, apparve sin da fanciullo ricco di belle virt, che
fino d'allora

7
e
narrasi

caritatevole

al
i

sommo;

che

volendo

bolognesi chiudere

fecero in lui presagi-

lo spedale,

detto la casa della mi-

re

di le leggi
rugia,

pi prosperi avvenimenti. Stuneir universit di Pe-

sericordia, ridotto all'estrema


dicit
nobili,
,

men-

egli

chiamati
li

principali

ed ebbe
alla

la

laurea in Pisa.

tanto

eccitasse a soccoril

Recatosi
cipio
col

poscia in

Roma

die prin-

rere quel pio istituto, che dietro


di lui
li
i

sua

trattare
le

luminosa carriera, come valente avvonella

esempio furono cos liberada poterne in breve ripristinare


della

cato

cause

curia

roma-

teneri offici verso

na;
gato

e vestito

quindi

l'abito pre-

sconsolata.

Fu

assalito

umanit da malattia

latizio,

da

nel

Paolo V venne impiegoverno delle citt deltra le

lo stato
li

ecclesiastico,

qua-

de'calcoli, e con eroica rassegnazione ne sofferse l'estrazione, che riusc molto difficile per la loro gros-

Spoleto, Benevento e Sanse veri-

sezza.

In Firenze sostenne un'altra


di tornarsene in

no. Gregorio
te
e

XV

lo fece

presiden-

gravissima malattia, e dopo questa


si

della

provincia

di

Marittima

determin

Ro-

Campagna, e poco tempo dopo Urbano Vili l'annover tra poi

ma; ma
no
glie

cos era

indeboHto dalla

forza de'mali, che in Viterbo, l'an-

nenti

di

consulta,

colla carica di

1648,

fin

di vivere.

commissaiio
e
zio nelle

generale dell'

Umbria
nunri-

mortali,

trasferite

in

Le spoRoma,

Romagna. Fu quindi
Fiandre
in
il
;

spedito

ma

dovutosi

furon deposte nella chiesa di s. Giovanni de'Fiorentini, dove al lato destro dell' altare

coverare

Roma

per gravissima

malattia, ebbe
vi

posto di segieta-

magnifico

maggiore sorge un monumento con onorevoVeste del


cui
11

rio de' vescovi e regolari, aggiunto-

le iscrizione.

qualcbe altro onorevolissimo impiego. Tal si fu la di lui destrezza


i

FALDA.
tefice,

sommo Ponse

e lealt nel maneggiare


ficili

pi difnelle

affari,

die

Urbano Vili pi
di
il

volte

dichiar

preferire

cause pi

difficili

consiglio e la

saggezza di

Ini.

Questo

Pontefice
lo cre

ne ignora alla parola Falda, dice cos chiamarsi quel recinto, entro il quale il vescovo, e ministri della Chiesa celebrano i divini offizi. Il Ferrari
del
la

nome

ragione.

Du-Cange

seppe

bene retribuire tanto suo

nel suo trattato

suU' Origine della dice

merito, che a'i3 luglio

i643

lingua
le

italiana,

prete Cardihale di
j)olo,

s.

Maria del Po-

pieghe

della

veste,

che significa ovvero la

e legato in Bologna.
egli
al
si

Non

si

pu dire quanto
se
in
tal

adoperas-

parte estrema di essa, o l'orlo della sua estremit, per la quale ra-

impiego
coloro

bene de'po-

gione

si

dice falda del monte, coil

poli.

Disinteressato,

gidamente

riprendeva riche lasciavansi

me
la

scrisse

Villani,

una

falda delil

montagna
si

di Falderona; e

Boc-

sedurre dai doni ; facile ed umano con tutti, odiava le persecuzioni e


le

caccio

espresse,

fategli mettere

insidie:

che

anzi
gli

seppe conciliare
ti

destramente animi di molfieramente


accesi.
gli

le maniche e cingere la falda ", nella qual voce crede il Ferrari signifi-

carsi
si

quella

veste

che

alle

altre

nobili

bolognesi
gli

sovrappone, e
usata
dal

si

cinge,

com'
Pontof-

uni contro

altri

Era

poi

quella

romano

8
ce,
sti,

FAL
che
si

FAL
le

pone sopra
sulla

altre ve-

stende per
tre
i

un palmo

mezzo

ol-

cio

sottana

talare.

Nel
^

piedi,

e molto pi nella po-

Dizionario della
dicesi falda

lngua

italiana

steriore,

la

anche quella parte delsopravveste, o del farsetto (vebusto,

strascico, essendo di

stimento del

come giubbocorcin-

formare la coda o due palmi pi dell'altezza della persona. Di seta la falda si usa di due sorti: la pi
concistori
segreti,

onde

ne o camiciola, ovvero vestito to da uomo) che pende dalla


tura
del
al

breve, usata nei


pi lunga di
te anteriore,

un palmo

nella par-

ginocchio; e
di qualsisia

si

dice anco

lembo

veste,

ed in

steriore.
la

E
si

e circa due nella pomolto pi grande quel-

Ialino sinus^ linibus. Per livihus il Macri intende quel drappo che nella Chiesa latina, gallicana, ambro-

che

usa

quando

il

Papa

vestito pontificalmente, essendo nella

parte anteriore pi di due pallunga, e


nella posteriore circa
feriali,

cuce nella parte anteriore e posteriore del camice, ed anche nell'estremit delle manisi

giana

ec,

mi
si

cinque. Nei giorni

ne'quali

che.
Il

domeniche dell'avvento e quaresima, un protole

comprendono
pi

p.

Bonanni, nella sua Gerartrattando


delle

notario
alza
alla
sia
le

antico con la

cappa,

chia

ecclesiastica,

fimbrie del piviale stando


del Pontefice, sinch
all'altare:

vesti del

sommo

monsignor
tificio,

Pontefice, dice che Landucci sagrista pon-

sinistra

giunto

questo

ri-

nel

suo ms.
le vi

toni.

I,

cap.

to stato

osservato sino ad Ales-

38, notando

vesti

occorrenti pel
la

Falda, veste di tabi bianco lunga con coda, la quale cinta ne'Iombi, pende comprese
e
si

nuovo Papa,

sandro VI, come nel suo cerimoniale scrisse Paride de Grassis; ma


oggid
tiene
i

due Cardinali
,

assistenti le
sos-

sollevano
la

un ambasciatore

strascina

per terra:
di

il

tabi

coda
il

o strascico, oppure

im

drappo

seta

bianca.

Indi

soggiunge , che oltre la veste, sottana, o toga talare bianca di seta o di lana, propria del Pontefice, avvi la veste nominata falda, la
qiiale

ma se non primo protonotario apostolico. Fin qui il detto padre Bonanni, che pubblic nell'anno 1720 in Roma la succitata oaltra persona secolare,
vi

supplisce

non sempre
in

si

usa,

ma

so-

pera.

lamente
lenni.

alcune funzioni pi sos

Al presente la falda
Pontefice
,

Nei rituali
si

antichi che
la

mo-

che usa il che sovrappone alla

derni non
nata,
foi*se

trova

falda nomi-

sottana, sia di lana che di seta,

perch col
si

nome
la

di tu-

nica, in cui
lare, si

significa

veste tala

pu anche comprendere
cinge

sempre di drappo o seta bianca ampia e pi lunga nella parte posteriore che nell'anteriore, N' custode
pag.
il

falda.

Si

questa ne'Iombi a

cubiculario sotto-guardaro-

guisa di veste donnesca, e secondo


le

ba, di cui

parlammo

al

volume VI,
che
la

qualit
di

delle funzioni la

matealcune

182, del

Dizionario,

ria

essa varia, essendo

tiene entro

una saccoccia foderata


colore rosso, e quan,

volte

di seta, altre di
la

lana,

come

di velluto di

tonaca o sottana consueta. Quando di saia, la di lei lunghezza nella parte anteriore si

anche

do
letto

il

nella

Papa r assume la prepara camera presso la Camera del


paramenti
[Vedi),
detta

dei

FAL
perci la

FAL
la,

9
e leva la
il

Camera
;

della falda, sodi

allarga la vagina,

fal-

pra un tavolino coperto

drapsegreti

po
dosi

rosso

e nei

concistori

da, che riprende gua rdaroba.

in custodia

sotto-

presso l'aula concistoriale,

trovan-

La
te le

falda
volte

si

usa dal Papa tutassiste

presente
e

quando
dopo
del
la

il

secondo

che
la

o
i

celebra
vespe-

maestro
Pontefice

di cerimonie
,

la

pone

al

solennemente
ri,
si

messa o
che
nelle

funzione o
falda
si fer-

nella

cappella
,

del

palaz-

concistoro la toglie.

La

zo

apostolico

diverse

ma

ai

lombi

Pontefice

meche
as-

chiese di

Koma,
pontificii,

cio

in tutte le
i

diante

una

fettuccia zaganata e

funzioni sagre, in cui assume

pa-

nelle estremila

ha due
la

puntali, che
si

ramenti
mili,

come

nella prosi-

siringe la vagina, colla quale


setta ai

cessione del

Corpus Domini, e

lombi

stessa

falda

dal

detto cerimoniere, cio sotto al rocchetto. Il cerimoniere, fatta la genuflessione,

lavanda de' piedi, apertura e chiusura della porta santa ec, concistori

pubblici e semipubblici;

fii

impone

sulla

lesta del
la

Papa
zetla

la falda,
il

sollevando

prefetto delle

mozcerimonie, ed
:

nalmente senza paramenti, usa


soli

assumere
il

poscia

Papa
tal

la

falda nei

concistori segreti, pei quali pe-

uno
la

dei

camerieri

segreti

lascia
i

r dopo aver preso

veste
il

as-

parte posteriore, e rilira

due
tiene

sume
fice

la

stola.

Allorch
si

Ponteporta
i

puntali passando quello


nella

che
e
la

nel

venerd santo
la

mano

destra
la

nella
,

prima aferma

venerare

croce,

da ambo

lati

sola sopra

fascia

sostengono
dosi

formando un cappio colla fettuccia; indi consegna le due estremit laterali della falda ai due camerieri ceriseirreti. 11 medesimo secondo moniere si trova poi nell' islesso
luogo per sciogliere
falda, e levarla.
se
il

i lembi della falda i due primi maestri di cerimonie, lascian-

abbandonato
in

lo strascico, e
si

da

ninno sorretto. Prima, come


se,

dis-

questo giorno

il

Papa usava
i

la falda di lana.

Allorch

Papi nei

il

cappio della

mattutini de' morti

e delle tenebre

Qui va notato che


il

Papa

si

reca in detta stanza della

falda colla stola, questa ed


pello ivi depone,
la

cap-

levandosi

poscia

assumevano la Cappa (Vedi), allora non si vestivano della falda e la cappa nelle parti laterali anteriori veniva sostenuta da due ca,

mozzetta nella camera de' paramenti, ove recasi dopo avere assostenendone V esunto la falda
,

merieri segreti, e

le

posteriori
al

dai

due vescovi

assistenti

trono pi
altri

anziani, cio gli uni e gli

la

slremit sino al letto de' paramenti

sostenevano dalla camera de' para-

due

camerieri

segreti

parleci-

menti

al

trono, e viceversa.

Quannotle
falda

panti, tanto nei concistori pubblici


ti
;

do poi
di
la

nel
i

matlutino
Pontefici

della

o semipubblici, come nei segrene'quali ultimi per l'accompaalla sedia

Natale

assumevano
la

cappa, dovevano vestire


la

gnano

pontifcia, e

ter-

prima
per
sagri

di entrare in cappella, e ci

minali che siano vanno nel medesimo luogo a riprendere le estremit, che lasciano allorch
il

ragione,

che

terminato
sul

il
i

mattuUno indossavano

trono
la

detto

paramenti eh' esigono

fal-

secondo cerimoniere nella predetta stanza scioglie la fettuccia zagunu-

da, anzi in questa circostanza sotto


la

cappa gi avevano preso

l'a-

jo
tnitto,
stola.
si
il

FAL
camice,
il

FAL
cingolo,

la

Qui per va avvertito,


monsignor
Dini,

che
I,

legge nei mss. del

celebre ceritoni.

per ne assumeva una pi piccola, e meno incomoda. Gi nei pontificati di Pio VI, e di Pio VII, in

moniere

pag. 73, che intervenendo il Papa nella cappella del venerd santo in

non si usava pi Passiamo ora a dire a chi incombe sostenere le fimbrie o lemtal

processione

la falda.

cappa di lana rossa ed in mitra, non i vescovi n camerieri segreti debbono portare le fmbrie della
i

bi anteriori della falda,


scico

e lo

stra-

re

di

coda della parte posterioquesta veste semplice ma

falda,

come

nei mattutini delle tei

decorosa.

nebre,
pa,

ma

protonota ri, ed

Car-

dinali diaconi le fmbrie della cap-

Dopo che il Pontefice dalla camera della falda, con questa sostenuta dai due
si

adducendo per ragione che nei


i

soli

camerieri segreti,
quella
di

mattutini delie tenebre

Cardinali

portato
ivi

in

de' para-

diaconi non prestano assistenza co-

menti ed
gri recati

ha preso

gli abiti sa-

me

nella

funzione

della

mattina
recava-

dai votanti

segnatu-

del venerd santo.

ra
si

nel recarsi in cappella

Quando

I^onlefci

trove, al genuflessorio

no con solenne cavalcata a prendere possesso della patriarcale basilica

dia gestatoria (J^edi),


assunto
piviale,
dagli
uditori

od alod alla Sedopo avere


di rota
il

lateranense,
ss.

o alle cappelle
di
s. s.

o
il

manto
o lembi

pontificio,
,

la

della

Annunziata,
e
di

Filippo,
,

mitra
le

triregno

sostengono
del-

della Nativit,

Carlo
falda,

ca-

fimbrie
falda
i

anteriori

valcavano ornati della


rocchetto,
lo.

ed in
pos-

la
tari

due

prelati

protono-

niozzetta, stola e cappel-

Nella descrizione

poi

del

apostolici partecipanti per turno, e in loro mancanza non i pro-

sesso che prese s. Pio V nel i566, ho trovato menzione di questa vesle, deinde in camera audientiae secretaCy caepit faldam, amicluni^

tonotari apostolici soprannumerari,

ma

bens

gli

uditori di rota, cos

discendendo dalla sedia gestatoria per passare al genuflessorio , per


cui
i

albani, cngnlum, mozzettam, et stoInni

due protonotari

hanno

l'

o-

cum pcrlisj

ec.
1

In quello di Gresi

nore

d' incedere ai fianchi del

Pon-

gorio XIII, del

57 '2,

piaque longiori
vocaliir,
et

veste,

legge, sumquae falda

tefice,
i

procedendo appresso

di loro

super Quindi in quello di Sisto V nominata y^t/da alba sericaj in quello di Gregorio XIV, alba et longiore veste serica indutus; indi sempre viene nominata la falda assunta in sistola

pretiosa
ec.

iapiuio

purpureo,

due primi Cardinali diaconi sostenitori delle fimbrie o manto pontificale. Incombe al prefetto delle
cerimonie
della
tri.
il

consegnare
ai

falda

protonotari
,

lembi o al-

Lo

strascico poi

o
,

estremi-

posteriore della falda

che an-

ticamente
sciatori,

sostenevano
e
i

gli

ambaal

mili cavalcate
il

dai

Pontefici
si

sotto

principi assistenti

rocchetto.
al

Non

deve

tacere

pontificio soglio, ora dalla


de'

camera
,

che
del

presente

nella

processione

Corpus Domini, forse perch farebbe imbarazzo il Papa non prende la falda. Nei tempi passali
,

toria

paramenti sino alla sedia gestaovvero al genuflessorio o , delle cappelle, o in quello per venerare
il

santissimo

Sagramenlo

FAL
viene sostenuta dal
stente al soglio,

FAL
principe
assi-

II
il

pie del trono


lo

quando

Pontefice

o dal senatore

di

ascende, e nell'istesso

luogo

la

Roma,

in

mancanza

de' quali dal

riprende quando n'


concistori semipubblici

disceso.

]\ei

pi degno de' conservatori di Ro-

non avendo

ma. Alzatosi il Papa dal genuflessorio dopo avere orato, per recarsi di nuovo alla sedia gestatoria, i
protonotari, e
il

luogo ne
glio,

principi assistenti al so-

il

magistrato romano, la

falda sostenuta dai camerieri segreti soltanto.


ficie,

principe assistente

al soglio ripigliano le estremila del-

F. Cappelle PontiVesti Pontificie, Manto Pon-

la falda, facendo altrettanto

quan-

tificale.

quest'ultimo articolo

si

do
la

il

Papa discende
,
,

dalla sedia

riportano vari esempi dei principi


sovrani, che in segno di loro profonda venerazione verso il Vicario
di

dinanzi all'altare ov' egli celebrer

messa ovvero altri accompagnandolo sino al genuflessorio. Dopo breve orazione si alza il Papa
per incominciare col celebrante la

Ges
la

Cristo, talvolta gli sosten-

nero
tificio

coda o strascico del pon-

messa, e dopo terminato


lebra,

l'introito,

la

nell'avviarsi al trono, ovvero, se ce-

manto: quella della sottana sorregge al Papa monsignor Caudatario (Fedi).

appena alzato

dal genufles-

FALDISTORIO
Una
delle

(Faldislorium).
i

sorio, in

recarsi al trono di terza,


le

sedie

che adoperano

subentrano a sostenere

fimbrie

anteriori o lembi della falda i due pi anziani prelati uditori di rota,

molte sagre funzioni, principalmente i Cardinali,


i

prelati nelle chiese in

vescovi, gli abbati regolari


ec.

e pigliano lo strascico
rieri

due

came-

secolari mitrati

quando

celebra-

segreti

partecipanti, e gli uni

fungono questo uffizio in tutto il tempo che il Papa assiste o celebra, sino al punto che
e gli altri

no pontificalmente. Varie sono le denominazioni che si danno al faldistorio, ed il p. Zaccaria riporta quelle di Faldistorium , Fandistoriiim, Falcistoiiiim^

ritorna al genuflessorio avanti


tare ove
grifizio.
si

l'al-

Facistorium j Faldistoe Falsistorium,

celebrato

il

santo sapro-

liufUj Faldestolus,

Indi,

tanto nelle cappelle


i

nel suo

Onoiiasticon rituale sete-

ordinarie che nei pontificali,


tonotari apostolici e
sistente al soglio
il

cium. Parlando
chia
eccl.

principe as-

ritornano a sor,

il p. Bonanni, Gerar298, della sedia delta Faldistorio, dice che circa l' ori-

p.

reggere

la

falda

sinch
letto

il

Papa

gine di tal
varie

nome
le

per

significarla

non

sia

giunto al

de' para-

sono

opinioni.

Pompeo
eccle-

menti,

da

dove
i

sino

alla stanza

Sarnelli,

prima

nelle Lettere
I,

due camerieri segreti partecipanti prendono lembi della faida. Nei concistori pubdella falda
soli
i

siastiche tom.

pag.
jfla,

24, et. IX, i6o, e poi nella Basilico^rapag.

blici

dal

letto

de'

paramenti
al

al

aderendo al parere di Paride de Grassis maestio delle cerimonie


pontifcie,

trono, e da questo
s

medesimo
della

stima

essere

voce

cor-

nell'egresso che nel regresso sosle

rotta e derivala dalla parola

Fan-

tengono

estremit

falda

due protonotari
per
la

apostolici
soglio,

e
il

il

prin-

distorium quasi locus fandi, cio luogo di parlare, poich antica-

cipe assistente al

quale

mente

vescovi solevano

da quepar-'

lascia a' camerieri segreti a

sta sedia

posta avanti l'altare

Il
Iure
i

FAL
e predicare
in fra
i

FAL
de judiccs ducunt
locuni
illuni

al

popolo; percli
vestili

eum
datar

itsque

ad
piasca-

vescovi

ponli ficai mente


sacrosanti

ubi

presbyle-

dovendo

misteri

riuni: tuiic vero exitunt


netaj et apposito

eum

ragionare al popolo, u ci polen-

manto super

do

fare

dalla

catledra

vescovile
sot-

pulas

sedct in
)

Fonslatorio (ecco
seu cathedra, et lar-

die anticamente era per tutto


to ia tribuna

un'altra voce

del

coro
il

rimpetto
verso
la

gitur presbyleriuni cunctis ordinibus

al ciborio dell'altare,

quale alta-

re era situalo col

tergo

propria nianu. Altri finalmente fanno derivare la parola faldistorio dal-

nave della
scovi
di

chiesa,
al

faccia
si

celebrando i vepopolo, come


nelle ba,

oggid ancora

osserva

Falda; s. GreTours la disse FaldeO' neni, quasi sedem stercorariani, anla parola sassone

gorio di

siliche principali di

Roma

servi-

vansi di questa piccola sedia, collocata dietro


all'

ticamente adoperata dai Pontefici, nella funzione del solenne possesso.

altare

maggiore
11

cio di faccia all'udienza.

Du-

di

Il Macri nel Hierolexicon fu parere che proceda dalla parola

se

Cange per nel suo glossario disnon esser giusta tal significazioaderendo piuttosto
a
quelli
tal
i

ne,

quali stimarono derivare


piegare,

nome

dalla parola Faldain, che significa

citando

Ateneo,
Il

inesio,

Esichio

ed
vi

altri.

Sarnelli dice

che significa anche luogo basso, onde diciamo la falda del molile, mentre tale sedia si adopera collocata nella estremit dello strato o tappeto, con cui si addobba il trono pontificio. Il Burio poi nel suo Onotnasticon elyinologicum,
italiana falda,

che non
tei

minante
di

in sloriuni^ e

alcuna voce latina per indisi

ecco
>'

come

descrive

il

faldistorio.
est

Ilalicum

falda idem
faldistorium

quod

cazione
'iuniy

luogo

ha Consisloi

luogo in cui oggi

Cardi-

latine M care
:

plica,
sic

distornar est expli-

ponitur

Papa ; indi aggiunge, che Sidonio chiam Consistorium il luogo dove si trattenevano e fermavano i camerieri per alquanto riposarsi, e quasi lo
nali
si

radunano avanti

al

pr sede portatili complicata quae disjungitur , sive explica-

tur,

et

distenditur

dum

usui

servii etiam pr
>9

tapete

suppeita le-

daneo sumitur: nam tapetes complicantur, et explicantur


;

eiis colisistendi,

che in nostro linguaggio potrebbe spiegarsi per l'anlicameia. Cencio Camerario nel suo

gitur apud Ciacconium in addi tionibus ad Paulum III, de im-

rituale

o cerimoniale chiama queFalesloriiun^

sta sedia

come

dice

il

peratore Carolo ab ipso maw ximo vocato: Pontifex inissali


>i >i
*

Macri
cui
il

nella
citato

Not. de vocab.
p.

eccl.,

cidtu

indutus
cuni

Caesarem
uenissec

expecorani
poplite

Bonanni
la

osserva,

ctavit, (fui
ilio

senza per

sapersene

cagione

prope

altare, detracta coro-

ed

Ga rampi nel Garfagiiana nana a


il

Sigillo

della

fo

na,
te

reverentiani

flexo

pag. 80, che


il

ti

exhibiiitj tuni in faldistorio

un-

io slesso

Cencio descrivendo
il

moil

Aram

in

genua procubuit, orasedeni acces-

do con
.scrisse

cui

Papa

distribuiva

ti

vilque; et deiiide post preces fu-

presbiterio di Natale e di Pasqua,

sas

sit''\

ad paratam

che giunto

al palazzo,

de-

posilo /r^o accifjit milratnj dciu-

V. Trono. Questa sedia negli antichi

rituali

FAL
fu chiamata Tripode,

FAL
come not
il

i3
nella

adoperali dal

Papa

basthca

Marlene, de antiq. rlib. lib. 1, cap. 4, citando un rituale mss. di s. Martino di Tours, dove si fa menzione della processione
l'andare a cantar
l'

laleranense nel giorno di

Pasqua,

ove
lazzo
teni

si

trasferiva a cavallo dal pa-

vaticano,
Pontificis

si

dice

Scllam aulaicns

usala

nel-

cuhicularius

evangelio, con
clericulos va-

queste parole
illuni

Post
curii

procedens deportai, ut parata sii dum in sacrarium venit. Della quasi serviva il Papa nella samentre si vestiva delle vesti sagre, ed probabile che fosse della forma del faldistorio pieghevole e leggera, mentre un sol ministro dello cubiculario doveva por-

dunt duo acolithi


slesso
il

incenso post

le

sedia

qui portat Tripodium.

Ma

lo

grestia,

Marlene confessa

d'

ignorare

Tripodium, ed aggiunge che non sapevasi nepsignificato della voce

s.

pure dai canonici della chiesa di Martino, siccome rito abolito. Leone Marsicano, nelle Cronache di Monte Cassino, lib. II, cap. 10*2, racconta che tra le suppellettili del
monislero, numeravano
,

tarla nel viaggio assai lungo,

cio

dal

Vaticano alla basilica laleranense. Anzi neir ordine del-

XV
il

l'antico

rituale della
si

chiesa
il

di

s.

Tripodeni
si

Martino,
sedia,

dice che

portare

la

argenteum deauratuni, e

arguisce

ove doveva sedere


si

vesco,

che la sedia ove sedeva l'abbate quando celebrava solennemente. Severo Sulpizio, nel secondo dialogo delle virt di s. Martino, cap. I , scrisessere stalo altro
se
:

non poter

vo, era uffizio d'un suddiacono

della sedia
tutti questi
li

nomina Trpode. Da differenti nomi co' quala

si

trova indicata la sedia portanasce dubbio circa


di essa,

tile,

veia forTridi

S.

Marlinum

in secretano

se-

ma

poich dicendosi

dere consuevisse in sellula rustica-

pode, viene indicato


tre piedi,

che

fosse

na, ut est in usibus servulorum, quas nos rustici galli Tripetios. Vos scholastici aut certe qui de Graecia estis Tripodes noncupatis. Valerio Chimentelli poi , nel suo
libro intitolato

com'erano gli antichi altari de' gentili, n cos'i comodi potevano essere pei vescovi , qunli sedevano in essi; oltre che in tulle le medaglie e marmi antichi si vei

Marmor Pisanum
11, fu
di

dono
le

le

sedie,

principalmente quelfaldi-

de honore

Biselii, cap.

dette curulij composte con quat-

parere, che il faldistorio sia lo stesso che la sedia antica della Curule

tro piedi,
stori.

come ora sono


sedia curule era

La

una

se-

perch

si

poneva sopra
bassa
e

carri,

dia quadrata di avorio senza spalliera,

ed era sedia

pieghevole
fa-

e serviva d' insegna del conIl

non che
cilmente

senza appoggio, onde


si

solato.

Sarnelli, loco

citalo,
si

di-

poteva trasferire da un

ce che di questa sedia

valevano

luogo
to
si

all'altro;

ne senza fondamenla

anticamente
il

vescovi, che

avevano

pu congetturare, che

se-

dia che anticamente portavasi dove


il

trono nella tribuna , ed avanti di loro l'altare, perch allora per


predicare
nel

Pontefice

fosse di

nel

andava per celebiare forma dappoich rituale pubblicalo nel i56i


simile
:

mettevano

il

faldistorio
/
.

supremo

scalino dell'aliare.

Sedie.

landosi

da Giorgio Cassandro, al degli ornamenti

3, parpontificii

La forma

dei faldistori, dice

il

Bonanni, trovasi prescritta dal

<.ar-

i4
cUnal
s.

FAL
Carlo

FAL
arci reII essi

Borromeo
lib.

celebrare solennemente in quei

scovo

d Milano^ nel

delle

luoghi, ne'quali

non hanno

giuris-

Inslnizion circa le sagre suppellettili.


*

dizione veruna, oppure anche nelle

Non

sia

il

faldistorio,

dice

proprie diocesi,

quando

sia

loro

ne ampio, u alto come la > cattedra Pontificia, ma molto pi basso, e senza appoggio, n M da tergo, n dai lati; conster * di quattro legni di noce, due davanti, e due di dietro, e tutti
egli,
>

presente una qualche maggiore dignit


ecclesiastica,

ovvero quando

siede dinanzi all'altare nella collaordini, ovvero in memoria della Passione del Signore, celebrando egualmente in propria

zione degli

quattro indorati:

le

quattro ci-

diocesi

nel

venerd
sul

santo^

in cui
,

che sporgeranno oltre il se dere, saranno vestite di lamine di argento , per maniera che termini in una testa di leone ". Tuttoci prudentemente si deter>

me

allora

sedendo

faldistorio

e
la-

questo posto sulla predella dal


cia
alia

to dell'epistola, deve voltare la fac-

parte

del

vangelo,

ed

il

faldistorio

min
tre

dal santo arcivescovo, n sen-

distorio

si

nudo, giacch il falpone ordinariamente dalcolla

za misteriosa considerazione,

mendi

la parte dell' epistola,

faccia

con l'espressione delle


si

teste di

voltata

al

popolo.

Nella

cappella
assiste

leone

alludeva at trono

Sale-

pontificia,

e ne' luoghi
il
i

ove

lomone.
gno,

Lo

prescrisse

anche di
di cui
si

alle sagre funzioni


tefice,
i

sommo Ponpatriarchi, gli

forse per

alludere alle

sedie

Cardinali,

usate dagli apostoli,

par-

arcivescovi

ed

vescovi celebrannel
fal-

l all'articolo Cattedra (Vedi).


le

Taforma per non osservata in


le

do pontificalmente siedono
distorio,

tutte

chiese,

come

la

materia

del faldistorio,

giacch varie sono


usate, e varia

quelle

comunemente

la

materia del faldistorio, alcuni


e dorato,
di

de'quali sono formati di legno intatjliato

ed all' articolo Cappelle Pontificie (Vedi) detto quanto gli relativo, e che nei pontificali che celebra il Papa solennemente, il Cardinal decano od altro Cardinal vescovo suburbicario, che gli
fa

bronzo o di
dorati
lisci

da vescovo

assistente,

siede sul

ferro con

pomi rotondi
fabbricati

ripiano del

trono pontificio

su di

lavorati.

Tutti per convengono

un
ce
alla

faldistorio ignudo,

nell'essere
piedi, dai

con

quattro
sic-

cuscino
cui

con sempliper rispetto al Papa,


si

quali sono sostenuti,

sinistra

pone

il

faldi-

come
nano

nella parte
in

superiore termibraccia opposte,

storio.
Il

quattro

citato

inargentate o dorate, e variamente


lavorate.
storio,,

della

Garampi, nel Sigillo Garfagnana, parlando deluso


del
faldistorio

La

copertina
ai

del
lati,

faldi-

l'antico
i

presso

aperta

quattro

di

corrente^

drappo del colore secondo il rito pi o meno ricco^ con


ricami d'oro, d'argento, e di seta,

romani Pontefici, oltre a quanto ne raccolse monsignor Giorgi, nelLitnrg. rom.


Pontif.

la

tom.

I,

p.
te-

79, dice che se ne

ha chiara

come sono le frangie, le trine, e i galloni. La sedia di questa forma comunemente usata dai vescovi
in

stimonianza in una carta Fai'fense dell'anno io 14, in cui leggesi, che


Benedetto Vili
per giudicare una
il

molte sagre funzioni.

Sogliono

causa, che verteva fra

monistero

FAL
di Farfa, e Crescenzio,
si

FAL
porlo a
zione della
cio Vili,
si

i5
di Bonifa-

coronazione
legge:

Tri buco, e

ivi

de equo dcscendit,

Cumque gemi,

ponere fussita et citm omnibus, qui aderant ad legem et


et falcistoium

flexo

sedi

prostratus

suplex

in

faldistorio pectus funderet, ec.

justitiam faciendam, recedit (Script,


rer.
italic.
t.

Conchiude
fici
il

il

Bonanni, che

ces-

II,
il

par.
p.

II,

p.

5 17).
i

sato l'uso di adoperarsi dai Pontefaldistorio,

Nel dubitare
Pontefici
nelle

Bonaniii che
del
,

come

sedia,

fu

usassero

faldistorio

lasciato ai vescovi.

Tuttavolta av-

funzioni

solenni

tuttavolta
alla voce

riferisce,

che

il

Du-Cange,

verte che nel Hierolexicon del Macri, alla parola Calyptra, si ri-

Faldistorium,
senza
dire

narra di aver preso


chi

porta l'immagine di Eugenio


assistente nel

IV
di

dagli alti pontificii di Adriano IV,

concilio

generale

da
et

fossero

scritti

Firenze
sorilievi

al

14^9, presa
basilica

dai bas-

Descendit,
faldistorio

in

sedit j
III,

preparato sibi da quelli di


resedit.
si

di bronzo,

che sono nelle


vaticana
di
,

porte

della

la

Alessandro

in eminentiori loco

qual immagine
col

vestita

piviale,

positus in faldistorio suo

triregno

in capo,

siede

sopra

Dalle quali testimonianze

deduce
e
il

una sedia
ch

simile al faldistorio, ciocsi

che pure
e 3oo
fici

si

usava nel 11 60,


alle

medesimo Bonanni
ci

pag.
di

296
una

d due figure
il

Pontetrire-

vede nel tom. VIII, Biblioteca Cesarea di Pietro Lambecio. Sedendo ora
pag.

pur

5o4

della

sedenti sopra

faldistorio,
il

il

Papa

nelle

sagre funzioni in

un

delle quali tiene

in capo

gno,
gi

l'altra la

ambedue
re

in piviale.

di

mitra preziosa, ed Carlo I d'AnNapoli don al Papa


ricco

Clemente IV un
faldistorio,
la
il

prezioso

quale nei bisogni delfu

sede

apostolica

dal

sagro

collegio

impegnato per due mila

ovvero in sedia gestatoria, il faldistorio l^usa per Genuflesso' rio (Vedi), il quale di legno dorato con intagli, e cuscino sopra del colore del rito corrente, ove appoggia le braccia, mentre le ginocchia sono piegate su di un basso sgabello di legno con cuscino del
trono,
colore del
nuflessorio,

oncie d'oro al peso del regno, che equivalevano a dieci mila fiorini d'oro, cio a dieci e pi mila nostri

precedente;

questo ge-

quando

occorre, lo por-

tano
della

al

luogo

suo

due

chierici

zecchini.

Neil' istromento

che
della

cappella

pontifcia.

Volendo
di

fu

rogato da

Basso
a'

notaro

ritener Benedetto
tificato
la

XIV

nel suo pon-

Camera

settembre 1269, viene descritto: Facistorium

apostolica

chiesa

arcivescovile

magnuni
pretiosis,

aureum , cum lapidibus quod d, rex Carolus fel.

ree.

Clementi

Papa

IV

donavit

et

che avea da Cardinale, a'2 ottobre i74oj acci ne facesse col le sue veci, consagr in vescovo di Menito monsi-

Bologna sua

patria,

dedit. Protocol. Bassi not. pag.

17,

gnor
il

Scarselli. In questa circostanza


al

in Arch. secret.
tario poi di

Vatic. Nell'inven-

Cardinal Cibo regal


funzione.

Papa un
il

Bonifacio

Vili,

pag.

nobilissimo faldistorio, che adoper


in tutta la

61, notansi unum falcistorium parvum de ebano, quod jungitur simul, sicut una tabula. Item unum
falcistorium de ebano. Nella descri-

Nel i8i6
,

principe
slato

Saxe-Gotha essendo regalalo dal Papa Pio VII


di

del suo ritratto,

dipinto

dal cele-

\Cy

FAL
cav.
oi*a

FAL
nelle noie erudite

bre
in

barone Camiicrlni,

un
di

colla principessa GLisi'p[>iua

darica,

delta

nell'

ad un' Ode pmaccademia fale-

Scliownlovv di Dietriclistein, in so-

riense in onore dell'arcivescovo Cardinal de Angelis, e pubblicata colle

gno
tanto
di

loro

divozione
gli

Pontefice,

un donarono un
verso

stampe.

In

questo
i

opuscolo
1'

si

prezioso genuflessorio fatto


faldistorio
di

a forma
lavoro

noverano anco
rinvenuti
,

principali

oggetti

squisito

riportasi

iscrizione

con cuscini di lama d'argento, con riccli ornamenti d'oro.

del suo campidoglio, di cui andia-

mo
fece

far parola.
vi

FALEKIA
Citt
dici

(Faleris,
citt

Falaris).
Etruria,
to

Dopo l'anno 1777 Pio VI


fare

vescovile,

ed una delle dodell'

escavazioni,

col prodoti

principali

delle

quali

si

aumentarono
,

all'oriente di Tarquinia, ed in vi-

pregi

del

museo vaticano
alla

ove

cinanza

ai

Tevere.

Di questa parCivita
Castel-

quasi

rimpetto
fa

porta

della

lammo

all'articolo

biblioteca, in

un'iscrizione faleren-

lana (Fedi).

se

si

memoria
del
,

del campidoglio

FALERIA, o

Faleriona, o Fa-

di Faleria,

foro pecuaiio,

del

LERONE. Sede vescovile del Piceno, ed ora borgo o castello della delegazione apostolica
lo
di

Fermo

nel-

stato

Pontificio,

situato

sopra

uno

che fra le due valli Tenna, e del Leta-morto s'innalzano. Acquista sempre magde' colli,
dei fiumi

nuova costruita a spese de'possidenti, mercantij e sodalizi, ciocch ne dimostra lo splendore. Tra le altre cose esistenti nel museo vaticano, e trovico

lungo

e di

una

via

vate
tarsi

in Faleria, sono

una

tigre

a rammencon bel meandro


tutti in

gior celebrit
gici
fa

pei

tesori

archeolofatti

un lupo
saico,

un bacco,
Gi
il

mo-

che

nasconde.

In

tutto

ed un superbo candelabro di
pario.

in

non pi da porsi dubbio, che l'antica citt di Faleria Picena^ chiamata pure Falaria^ Falerio e Falerone^ foscredere, anzi
se fiorentissima colonia

marmo

Cardinal Pie*

tro Aldobrandini nipote di


te Vili, nel

Clemenposses-

i6o4 divenne
nel

sore della celebre tavola di bronzo

ch'esistesse nel

territorio del

romana ^ e mo-

scavata

in Faleria

i593,

ed

ora conservata nel


lino,

museo

capito-

derno Falerone, dalla parte di levante e mezzod di questo castello, e non molto lungi dalla sinistra sponda del fiume Tenna. Tanto provano le moltiplici iscrizioni rinvenutevi,

rimanendo
di

nel palazzo

comu-

che fanno menzione de' duumviri, de'quatuorviri, del collegio degli augustalij degli auguri, della curia,
drofori,
insigni

Falerone una copia fusa in bronzo, e dal Cardinale donata. Essa contiene il celebre rescritto di Domiziano imperatore, emanato dalla sua villa di Albano, sulla quenale
stione eSubsecini o Subsicivi del-

l'agro faleriense co' vicini fermani,


difesi

de' centonari, de' denedili,

in
,

quella

lite

da

Phnio

il

degli

de' decurioni,

giovane

magistrature ed ordini procolonie. Gli scavi in-

sebbene soccombessero ; cio una Hte nata tra i due popoli


pei confini, facendosi ivi ricordo di
lettera di Augusto, che portando grande amore ai soldati dellegione, li esortava a la quarta

pri solo delle

cominciarono sotto Clemente XIV, e si proseguirono sotto Pio VI, e ne' tempi posteriori, come si legge

una

FAL
ed a venderli. Appoggiato a questa lettera Domiriunire
i

FAL
tilale;

17

subsicivi

ziano

nella

sua

sentenza favor

faleriensi.

che fu pi mirabile, il rinvenimento d'un frammento di lapide, che si trov perfettamente combaciare con altro
quel

ma

Assai
sforzi

pi

degli slimoli e

degli

brano

trovato

ab antico nel

ter-

pubblici pot

nella

colta

beneoierila

famiglia

De

Minicis di

Falerone l'amore lodevole del suolo natale. Per le dotte cure dell'avvocalo Gaetano de Minicis, assai

reno stesso , e gi riportato dal Muratori e dal Colucci , il quale frammento i De Minicis erano giunti a possedere, e lo avevano collocato nel

loro privato

museo Fermasu Faleria,


intera,,

versalo nella letteratura, e nelscienze

no, del quale, della loro biblioteca,

le

archeologiche, onde atil

come

di

altre

notizie

tinse, al

dire degl'intendenti,

gra-

vedersi l'articolo Fermo. Dicos


la

ve e

vetusto

suo

stile

epigrafico

venuta

lapide
della

fa

anche

nell' italiana

favella,

vedem-

indubitata
del teatrOj

fede
il

costruzione
e

mo
V

illustrato colla

Memoria sopra

quale essendo di for,

moiiwnenti spettanti alV antica Faleria nel Piceno, stampata in Roma nel i833,
anfiteatro
altri
il

ed

ma

rettangolare

elegante
all'

ma-

gnifico fu

dedicato

imperatore

bello

anfiteatro

faleriense posto

l'era cristiana,
re,

Tiberio Claudio nell'anno 4^ delda Quidacilio Celee dal


figlio

nel soggetto
gi

Piano di Tenna, luntal

C.

Ottavio

della

un nnglio da

fiume, edifdi figura


di

romana trib Velina, come erano


ad essa aggregati quei di Falerio. Quindi il lodato avvocato De Minicis illustr i pregi di s fatto importante monumento con erudita memoria, che pubblic colle slampe, avendo il suo opuscolo per titolo: Sopra il teatro ed altri monumenti delf antica Faleria nel Pi' ceno, Roma iBSg, con due tavole
del teatro di Falerone, e delle scul-

zio di

vasta moie, e per lo intero

isolato di
elitlica
,

muro
del

laterizio,

perimetio

palmi

mille

duecento,

con

dodici porte

all'esterno, e

con

tre ordini di gra-

dinale, che vuoisi eretto al


dell'

tempo
due-

imperatore

Adriano.

cento passi di distanza dall'anfiteatro eravi vestigio dell'antico teatro


faleriense in
glia
i

un fondo
:

della fami-

Olivieri

tanto

bast

perch

ture in esso rinvenute, riportando


a pag.

De

Minicis s'invogliassero dell'ac-

29

la celebrata

iscrizione

quislo,

onde

avesssero

campo pi
il

riunita ne'due frammenti, e gi esistente sull'arco


torii

libero le ricerche su quello, e sulle

di

uno

de'

vomi-

vicine

terme.

Indi

discoprisu11

del teatro.
della famiglia

mento ebbe un felice successo periore ad ogni espettazione.


teatro
si

Nel palazzo comunale di Falerone, che fu gi freducci,


si

Eu-

trov

quasi tutto intero

vedono due
,

belle sta-

co'suoi sedili, scale, preci nzioni, vomilorii, pilastri, colonne del portico,

Cerere, ed

e scena; cose tutte ch'erano sotterra,

e ricoperte

alberi,

cresciuti

gere de'secoli.
VOL.

da roveri ed altri a ridosso nel volVi si rinvennero pa-

rappresentanti una un console con mirabile panneggiamento; non che copia della lapide, che rammenta gli an-

tue

colossali

tichi
la

vanti faleriensi, e della tavoil

summentovata contenente
di

re-

recchie bellissime statue, per


XXIII.

nm-

scritto

Domiziano;

ivi

pure

j^

FAL
teatro.

FAL
Nel paese
si

un moderno
zioni,

Minicis, che la dot di


stico
stre.

vedono sparse qua e col


facciate esterne di

delle iscri-

pel
Il

un fondo rumantenimento delle maenell' interessante

collocate sulle soglie

e sulle

Calindri,
statistico

molte case, coteatro, l'anfiteaaltri

Saggio
io

storico dello sta

me
ti,

ancora diversi sepolcri, tempiete mosaici;


il

Pontificioy dice che Faleria fos-

se

tro, le terme,
blici,
tutti

ed

edifzi

pub-

avanzi

della

citt dai

goti distrutta verso l'anno 4^5, ov-

vero dopo

la

morte
goti

di Alarico lo-

ro re, avvenuta l'anno Soj, e per

colonia militare, e che si chiamasse Faller^ Fallencna e Tlgnioj e che gli avanzi delle sue magnificenze un tempo furono soggetti a Trasbuno duca di Fermo. Il eh. Castellano, nel suo applaudito Spec'

opera

di

altri
le

nuovamente

citt del

che invasero Piceno: es-

chio geografico

storico -politico^

ci

copiose

notizie

su

Faleria

sendo anche probabile che s fatta distruzione l'operassero i longobardi Io

Falerone, dicendoci che dopo essere stata distrutta barbaramente dalle

Gregorio I Papa. Panfilo poi opina che Falena fosse distrutta dai fnni; e l'Adami pi probabilmente assegn
s.

met del che confermasi da


dopo
la

sesto

secolo,

armi
al

straniere, ne'secoli di
la

mez-

zo,

Falerone, che

rimpiazz, eb-

be
i

pari degli altri paesi d'Italia

questo eccidio all'anno


ler.
.e

5g3 ed
si
,

ai

particolari signori, che si trovano nominati nella transazione fermata da Annibaldo di Trasmon-

suoi

longobardi, del quale poi


Inoltre da
lapidi
si

ripar-

do
di

rettore

della

Marca,

e nipote
transazio-

medaglie,
trova sparferti-

Papa Alessandro IV,

rottami di scolture
il

so

suo

territorio,

altronde

lissimo, e
di

copioso d'ogni maniera

ne che al dire del Colucci, nella sua Treja oggi Montecchio qui conferm. Da tali signori discese
,

alberi

ciale di
struita,

fruttiferi. La via provinFalera modernamente co-

il s.

beato

Pellegrino

discepolo
:

di

comunica da un

lato colla

Francesco di Assisi il b. Pellegrino, s. Fortunato vescovo, e s.


Sebastiano
di Falerone.

Fermana,
da
s.

e dall'altro attraversata

martire

sono

palloni

Angelo in Pontano, e da Galsi

darola,

unisce alla

Romana,

pres-

so la stazione postale di Valcimarra.

sto luogo

Vi sono pi

chiese, e in quel-

Alcune notizie istoriche di quesi leggono ne' Cenni istorici e numismatici di Fermo del

la

de' francescani,

che abitano
si

il

contiguo
tre

convento,

osserva
;

vago dipinto
degli
giosi

di Carlo Crivelli
s.

un men-

seguenti

medesimo De Minicis, e sono le Ruggero da Falerone


:

nel secolo XIII,


dronirsi
della

si

prov d'impadi

nella chiesa rurale di

Maria

signoria

Fermo.

Angeli,

gi spettante ai reli,

Clareni
,

evvi

uno

stimato

Nel secolo XIV quando il Cardinal Albornoz mosse alla ricupera


delle

affresco

Pagani eseguito nel 1547. Finalmente sonovi, un modal


di

terre
i

usurpate

alla

Chiesa

mentre

nistero

suore,
il

alcuni

benefici
tre
ol-

Papi risiedevano in Avignone, per comballere Gentile da

monte di piet, monti frumentari, un ospedale,


stabilimenti,
tre la scuola

pia

per

le

fanciulle

signore di Fermo, deun corpo di truppe sotto il comando del proprio nipote Fer-

Mogliano

stin

povere,

fondata dalla famiglia

De

nando

Blasco,

il

quale espugn con

FAL
anche Falcione. Nel i5i3, per la sede vacante per morte di Giulio II, Lodovico Eufreducci fece con genti armate una correria
assalto

FAL
L'Arduino, Conc. col. 928, prosegue
grafico
Collect.
t.

,9
II,

scovo di Faleria chiamato Garoso.


nell' indice

geoscri-

ad enumerare
questa

altri

vescovi

a Falerone, e fu accettato dal castello,

appartenenti a

citt,

dove

l'antichissima e nobi-

vendo

Faleritanus in Piceno, clini

lissima

sua famiglia

partito e fautori, per aver


to signoria.

ebbe sempre ivi avuvescovo Bo-

Faleroni, Crescenlius ....

Hardui;

nus .... Joannes


il

Faleriniis

ed

Quando

il

nafede fu mandato da Leone

ricomporre la Marca, Falerone parteggi per Lodovico, come il pi


forte

bellicoso

castello

lui

affe-

Fontanini attribuisce a Faleria un altro vescovo chiamato Giovanni. Il p. Mamachi, de episcopalus Hortani antiquitate, dimostra che i vescovi chiamati Faleritani apnoto,

zionato, ad onta delle minaccie del

con questo, dopo avere valorosamente Eufreduccio combattuto, vi perde


nella battaglia
la vita.

Bonafede;

ma

partengono a Falerone Piceno. che ne' primi secoli della Chiesa era regola universale, che
la

diocesi vescovile fosse

compresa
citt,

nel solo territorio di


,

quella
il

Faleria nel Piceno


tre di egual

diversa da
e

ove teneva
vile

residenza

vescovo
In

Faleria citt di Etruria,

da

al-

acci le autorit ecclesiastica e ci-

nome,
,

sino all'anno

avessero

g' istessi

confini.

o sino dai tempi di Augusto imperatore fu colonia romana, e sulla met circa del secolo ebbe la sua sede vescovile, come rilevasi da una lettera riferita dal Cardinal Deusdedit, e scritta da Papa s. Gelasio I nel7
1 1

di

Roma

quanto a
nense,

quelli dell'agro Falerioeh.

abbiamo dal
di

De

Minicis,

Falerone, che la citt aveva un perimetro di due miglia circa, non compresi i sepolteatro
creti
il

Del

ch'erano
al

fuori

di

essa

che
si

territorio di Faleria

estendevasi
,

l'anno
acci

49^
lo

a'

vescovi

Piespetlo
nell'Ughelli
dei

sino

mare Adriatico

come

Leonino, che leggesi


informassero
di

porta,

ha d Balbo mensore di Augusto: da altra parte confinava colla colonia fermana,


citato
rescritto

menti del vescovo

Faleria

il

come
di

deducesi

dal

quale era accusalo di aver usurpato alcuni predii , che alla sua chiesa aveva donati il di lui predecessore.
le
Il

Domiziano,
parti

dalle

altre

due

confinava

colla colonia ascolana e urbisaviense.

note

al

Cardinal Baronio nelMaitirolooio romano,


stesso

Ci dimostra
fu

la notabile esten-

sione della citt di Faleria, la quale

citato dallo

Ughelli,
il

asseri-

definitivamente e del

lutto
rile-

sce al d

12 agosto, che

vesco-

distrutta nel secolo IX,


vasi

come

vo

di Falci ia nel
al

Piceno intervencelebrato

da un'

iscrizione esistente nel-

ne
a'

conciho

Romano

i3 ottobre del 649 dal Pontefice s. Martino I, ci che confer-

mano
si

vi

altri scrittori. Tal concilio compose di cento cinque vescoper la maggior parte italiani,

r odierno Falerone, che risale ai tempi di Desiderio re de' longobardi, e che dal Muiatori si riferisce all'anno 770, e da altre memorie. Fra tanta disparit di opinioni la rovina di Faleria, come

tra' quali

figura per

XVII

il

ve-

dicemmo,

si

attribuisce

da alcuni

20
ad

FAL
,

FAL
mero che dimostrammo
lo

ovAlarico, da altri a Tolila vero ad Alboino, o agli unni, o ai Unni ; ma la pi verosimile epoca il sesto secolo, sebbene il Colucci

airarticoiiell'

Fermo,

tre

di

essi

oliava
ivi

della festa del

Corpus Domini^

sull'appoggio della lapide di


di

Tache

sbuno duca
ai

Fermo,

pensi

portarono in solenne processione il ss. Sagramento ; cio il Cardinal Peretti , poi Sisto V, a' 19 giugno

tempi del re Desiderio, ueirVIII secolo, Faleria fosse ancora in piedi, e che anzi la sua rovina debcercarsi nel secolo

i^yB;

il

Cardinal Brancadoro nel


il

i8o4; e

Cardinal de Angelis nel

suddetto giorno.

ba

X.
la.

FALGUERIO
sua

Non

pi risorta Faleria,

naldo
gueri
gier
,

Cardinale.

diocesi fu aggiunta a quella di Fer-

mo, come
stabilisce

ha dal Catalani desia Firniana ^. i3 eg6,


si

de Ecquale

il

che

la chiesa vescovile fu

riunita alla

Fermana

sul principio

del VII secolo, e co' ruderi di quella citt incendiala fu costruito nel

ovvero nato in Miramonte della Guascogna, come scrive il Frizo' nio, ovvero nella diocesi di Tolosa, giusta il Baluzio, ebbe nel 1807 la prepositura della metropolilana di Arles, e nell'anno seguente l'arcivescovato
di

ArArnaldo FalFalguerio o Fau-

FAUGIER

monie
iie.

vicino

il

castello di Falero-

quella

chiesa.

Cle-

Essendo Faleria situata in una pianura presso il fiume Tenna, le


de* barbari

mente
lippo

lo sped alla corte di Fi-

IV

re di Francia, perconchiuse-

incursioni

consigliarea'

dere sopra alcuni interessanti e


greti affari
;

no

a'

popoli di ripararsi
i

luoghi
si

e poscia

in

Lione

eminenti, onde

(alerensi allora

rifuggirono nel poggio

vicino
il

alla

piuttosto in Avignone lo cre a' 19 dicembre dell'anno rSio vcsco-

distrulta citt, ove surse

moder-

no Falerone
"Verno
di

dipendente dal goMontegiorgio. P^. Gi,

seppe Colucci, Sulle antiche citt picene Falera e Tigno ^ Fermo

vo Cardinale di Sabina quindi camerlengo di S. R. C. , e legato della Sede apostolica per coronare l'imperatore Enrico VII; funzione che si esegui nella basilica lalera,

1777, la cui appendice si stamp Macerata nel 1778; e l'Ughelli, Italiae sacrae tom. X, pag. 92 e 93. Per la prima visita che l' atin

nense piuttostoch
a cagione di
in
tri

nella

vaticana,
eccitatosi

un tumulto
fiorentini

Roma.

per

ed

al-

capi della fazione de' guelfi ten-

tuale pastore arcivescovo di

Fermo,

tarono ogni via per impedire quella

Cardinal Filippo de Angelis, fece nell'anno i843 in Falerone, dai


magistrati civici,

solenne incoronazione;
il

ma

spele-

dito

Cardinale Arnaldo come

essendone

priore

Vincenzo de Minicis, furono pubi5 giugno colla slampa le bellissime ed affettuose epigrafi ed iscrizioni latine ed italiane, detlate con amor patrio dal nominato avvocato Gaetano de Minicis
blicate a'
,

gaio nella Toscana, Liguria, Lombardia e Marca Trivigiana, tranquiil tutti


la
i

tumulti e ricondusse
la

pace.

Quando governava
molto
e
si

sua
fer-

chiesa,

distinse nella piet,

nello zelo

nell' ecclesiastico

vore.

Form

eziandio

alcune

col'an-

per celebrare, che de' sedici Cardinali che furono vescovi o amministratori

slituzioni sinodali, pubblicate

della chiesa

Fermana, nu-

no i3r2 da Antonio della Palma, canonico lateranense di lui vi-

FAL
cario.

FAL
cjiia]-

21

sebbene dovette per


dal

fece tali progressi

negli sludi, che

che tempo assentarsi

irgginie

super la loro espeltazione, massi-

pastorale di quella greggia, pur vi

me

nello

studio
si

della

giurispru-

fu sempre col cuore presente

re-

denza in cui
bracciato
lo

dedic dappoi. Ab,

candovi di tratto in tratto


gnalati benefizi.

de' se-

stato ecclesiastico

si

Restituitosi poi
di

in

ordin sacerdote,
servigio della santa

dedicatosi

al

Avignone i3i7.

fini

vivere

l'

anno

Sede, da
presidente

Pio
dei
le

VI venne dato a
preti

(di) Conone, Cardinale. Conone ovvero Simone di Falkenstein nobile alemanno, zio di Federico arcivescovo ed elettore di Colonia, fu promosso al,

FALKENSTEIN

emigrati dalla Francia per

notissime lagrimevoli
ci

vicende, ac,

nella ne avesse cura in tutto che in Roma loro largamente accord. Indi in guiderdone
ospitalit

la

sede di Treveri. In quel


collocato, nulla

cospidi

dello zelo spiegato in

tal

incarico,

cuo posto

ommise

dal
alla

ci che tornar potesse alla

felicit

medesimo Papa fu annoverato romana prelatura, ed al colledegli

commessogli gregge. Urbano VI veduto chiaramente com' ei meritava una dignit ancor pi eminente, nel dicembre dell'anno i38i lo cre Cardinale di S. R. C. ma la virt del Falkenstein sapendo apprezzare assai l'altezza del grado in cui si trovava, non volle punto ascendere al colspirituale del
, ;

gio

abbreviatola
Il

di

parco
Pio

maggiore.

di lui successore

VII successivamente lo benefic in pi modi lo fece canonico della


;

basilica

vaticana, uditore civile del


,

tribunale dall' A. C.
della

e segretario

sagra congregazione del


Indi
nel!'

buon
che
dello

governo.
g'

invasione
fecero

imperiali

francesi

mo

degli ecclesiastici onori,


al

e dodi-

stato pontificio, soggiacque a

dura
ripro-

mand

Pontefice di esserne

deportazione
11

nell' isola

di
,

Capraja.

spensato.

Mori
nel
di

Coblenza
la

chiesa

in Confluenza o i388, ed ebbe nels. Castore magnifica

sacerdote

Falaschi

nel

durre in compendio
ecclesiastica del
al

la

Gerarchia,

sepoltura.

FALL ARA.
l'Africa

Sede vescovile
sotto
la

della

provincia Cesariana Mauriziana, neloccidentale,

p. Bonanni, dediFalzacappa 1' opuscolo , ecco come si esprime su tale deportazione. > Mi tornaro in men-

cando

me-

'>

te
tosi

ad un

tempo
,

que' calami-

tropoli di

Giulia Cesarea.

e tristi giorni

quando

fatti

Giovanni Francesco, Cardinale. Giovanni Francesco Falzacappa nacque da una famiglia patrizia di Corneto a' 7 aprile 1767, e dalla natura fu dotato di pronto e svegliato ingegno, che coltivato collo studio e l'esercizio delle virt gli procacci le di-

FALZACAPPA

noi bersaglio al nemico del sa

cerdote e dell'altare, esuli e ra-

minghi percorrevamo

le

sponde

ospitali della Trebbia, e del Ta naro; che fur nostra colpa i tentati ma non mai sovvertili

>
'*

doveri, che
il

professavamo
del

verso
il

trono, la religione, ed

suo

gnit cui meritamente fu promosso.


I di lui genitori lo posero ad apprendere le scienze nel rinomato seminario di Frascati , ove

capo.
la

La

soavit

conforto

>i

dolcezza de' costumi, e la


dell'

ma-

gnanimil
dall'

venia

esempio che ci illustre e benemerito

ai

FAL
lustre
bile

FAM
genitore ed altri
della

nostro Gio. Francesco ci avea fatti dimentichi di aver abban-

noinsi-

sua famiglia,

benefattori

donato la patria, la famiglia, le cose pi care ; n ci era pi s penosa la relegazione ". Nel 1 8 1 gloriosamente a Roma restituito Pio VII, premi le virt e i pa>

gni di quell'Ordine venerando. Ri-

>

cordevole delle sue tre chiese

di

Ancona,

Albano
gli

Civitavecchia,

comand che

arredi suoi e pa-

timenti solFerti

dal

nostro
all'

Falzaarcive,

ramenti sagri si suddividessero tra le medesime. Commendato per dottrina, piet, integrit di vita,
at-

cappa

col

promoverlo
di

scovato in parlihus
alla carica di

Atene

ed

taccamento
tesia

alla santa
,

Sede, e cor-

segretario della con-

di

modi

il

gregazione del concilio, finche nel


concistoro

sue qualit

furono

complesso delle encomiale da

1823 lo de' io marzo cre Cardinale dell'ordine de' preed insieme vescovo di Ancona conferendogli poscia ed Umana per titolo la chiesa de* ss. Nereo ed Achilleo. Rinunziate le dette sedi vescovili, Leone XII a' 24 mag,

F.

M.

colla bella iscrizione latina,

li,

che si legge nel numero io del Diario di Roma del 1 84 1 ; e collaltra

elegante

iscrizione

che

si

legge sul suo sepolcro, decorato del

proprio stemma gentilizio. tenne alle congregazioni


zie

Appar-

cardinali-

gio

1824
s.

le

provvide di altro patitolo

del

s.

offizio,

della concistoriale,

store, e poscia lo trasfer al di

del concilio, dell'


dice, de'
l'

immunit,
sagri

dell'in-

Maria

in

Trastevere,

facen-

riti,

della cerimoniale, del-

dolo prefetto del tribunale

supre-

mo

della segnatura di giustizia. In-

ni, del

esame de* vescovi in buon governo, e


protettore del
dell'universit

canodi

delle acque.
s.

tervenne ai conclavi per le elezioni di Leone XII, di Pio Vili e di Gregorio XVI, il secondo a* 5 luglio i83o lo elev al vescovato suburbicario di Albano (Fedi), al
quale articolo
lo
si

Fu

monistero

Maria,

de' librari

dell' arciconfraternita

degli agoniz-

zanti, della

congregazione

urbana

de' signori

cortigiani, del collegio

fece

onorata men-

degli speziali, tutti luoghi di

Roma;
del

zione del Cardinale. Gregorio

XVI
colle-

non

che

della

confraternita

nomin presidente

del censo, e di-

gonfalone in Corneto, delle cappuccine di Fabriano, e senza


altri

venuto sotto-decano del sagro


gio, nel concistoro de'

nominare
pii

22 novembre
sedi

sodalizi,

monasteri e

luo-

1839,

gli

confer le
s.

suburbie
Civi-

ghi della citt di Albano, sebbene

carie di Porto,

Rufina
colpito
1

tavecchia unite.
malattia, a'
1

Ma

8 novembre

da lenta 840 con

ne fosse vescovo, di Maidica, di Ponte Corvo e di Montalto, oltre diverse comunit.

pubblico rincrescimento pass agli


eterni riposi, nell'et di settantatre

FAMAGOSTA.
della

Citt

vescovile

Turchia

asiatica,

sulla

costa

anni. Nella chiesa


gli

di
le
il

s.

Marcello

orientale dell'isola di

Cipro, sanmiglia

furono celebrate

sequie, e nella sera

consuete esuo cadavess.

giacato, distante trenlasetle

a levante di Nicosia.

Eretta sopra
quadrata.

re fu portato nella chiesa della

una
da

roccia, di

figura

Concezione de' cappuccini, ove giusta la di lui testamentaria disposizione,

Le sue

antiche mura, fiancheggiate

circa tredici

gran
Il

torri,

sono in
difeso

rimase tumulato presso

l'il-

parte rovinate.

porto

FAM
da un forte e da una grossa torre, ma essendo il suo ingresso stretto, non pu ricevere che piccoli navigli. Questa citt ha due porle con ponte levatoio, 1' una dalla parte del terra.

FAM
che Giacomo,
re di Cipro,
isola
s'
il

23
*

quale

intitolava

impossess in questa
Cerinese, quin-

della fortezza

di

costrinse

Famagosta
tre

ad arrendi

dersi

dopo

anni

assedio,

mare

e l'altra

dal

lato

di

L'interno non offre che abiin rovina.

tazioni e templi

Vi

si

vedono molte chiese


la

abbandonate,
gotico

cattedrale

beli' edifizio

permettendo ai genovesi ivi rimasti, che si governassero colle loro leggi; e siccome venne in cognizione che il capo de' mamelucchi saraceni voleva ucciderlo, ed annientare la religione cristiana,
fece

una parte della quale fu convertita in moschea e gli avanzi del


,

Giacomo

man

bassa sui saraceni. Di poi


i

palazzo del governatore veneto.

Un

per il commercio, al presente molto decaduta. Non abitata che da poche famiglie turche, ed i suoi dintorni sono sabbiosi ed aridi , e restano

tempo

assai

famosa

occuparono Famagosta veneziani, II imperatore de'turchi la conquist malgrado la valorosa resistenza degli assediati, che si difesero con istraordinario valofinche Selim
re.

Dopo
il

la

presa

di

Nicosia,

maggior parte incolti. Questa citt chiamata anche Salamina, e Thamassus , occupa il luogo di Arsinoe, che aveva ricela

turchi portaronsi ad assediare Fa-

magosta
essa
il

22 settembre 1570, ed

si

rese loro per capitolazione,

4 o 9

vuto un

tal

nome

dalla sorella di

te.

agosto dell'anno seguenIn tale incontro Mustaf geneil

Tolomeo
in latino
costoSy

Filadelfo

sua

fondatrice.
dicesi

rale de'turchi, contro


le

diritto del-

Ojdinariamente

Famagosta
j,

genti, fece morire

crudelmente,

Fama-Augusta

Hama-

Famagosta. Guido di Lusignano vi fu coronato re di Gerusalemme, e la fece fortificare nel 1193. Durante il dominio dei
genovesi
citt
bili

segandolo per mezzo, il Bragadino, generale veneto, che avea tanto va-

lorosamente difeso

la

piazza, e

che

non

si

arrese se non per

za di viveri e
stante

mancanmunizioni. Poco dicitt,

dei

veneziani

fu

la

da questa

all'imboc-

abbellita con diversi osservaedifzi


,

catura del Pedio, stanno le rovine


di

come

aumentata

di

Salamis o Constanta, chiamate

nuove

fortificazioni.

Neil' invasione

oggid Eski -Famagosta.

the fecero i genovesi dell' isola di Cipro ^vel 1372, a mezzo di Pietro Fregoso fratello del doge di Genova, ritennero Famagosta, che fecero loro colonia, obbligandosi Piedi Lusignano re di Cipro di pagar ogni anno ai genovesi quarantamila scudi, come tributo temporaneo, dando ai vincitori in oslaggi Giacomo da Lusignano, i figli del principe d'Ani iocly^, e diversi principali baroni. Narra il

Abbiamo da Cofn man ville che


Famagosta,
citt

fortissima

sulla

costa orientale dell' isola di Cipro,

tro

divenne la capitale di essa dopo la rovina di Salamina, seu Constantia^ metropoli, e che l'arcivescovato greco ivi trasport la sua sede
verso
il

nono
a
s.

secolo,

nella

chiesa
i

dedicata
latini vi

Giorgio.

Quindi

fondarono una sede vescovile verso il decimosecondo secolo nella chiesa di


il

s.

Nicola
la

ma
tras-

Piinaldi

all'anno

i^6i,

num. 71,

Pontefice

Innocenzo HI

24
fei

FAM
a Nicosia nel seguenle secolo,
titolo

FAM
venne
quindi

un

titolo

vescovile

essendo gi divenuta
scovile.

arcive-

in partibuSy

sotto la metropoli pu-

Fra

vescovi

latini

che
di

re in partbus di Nicosia, che con-

occuparono

la

sede

vescovile

feriscono

sommi

Pontefici

Gli

Famagosta registreremo
gni di special menzione.

quelli de-

Cesareo o

Cesario
conosca.
III lo

del

121
detto

il

primo vesi

scovo latino di questa citt che


Il

Papa Innocenzo
altri

invit con

vescovi

di

oriente al concilio generale latera-

che lo portarono, sono monsignor Gio. Martino Bernardoni Baccolo di Venezia, da Pio VI traslato da Ippona in partbus il primo giugno 1795; monsignor Guglielmo Zerbi della diocesi di Milano, de'canonici regolari
ultimi tre prelati
lateranensi,

nense I2i5.

IV
11

da

lui

celebrato

nel

successore Onorio III pro-

da Abido

mosse Cesareo al vescovato di Salerno nel 1225. Il vescovo Marco


intervenne nel
Nicosia,
1

34o
si

al concilio di

e mor nel

i346.
trov

Mattia
presente

da Leone XII giugno 1825 ; e l'odierno monsignor Federico de' Marchesi ManfVedini di Rovigo, fatto vescovo dal regnante Gregorio XVI a'24 gennaio 1842.
traslato

in partbus Vii'j

Ugoni nel i5i4


presieduto da
tificato di

Nella

proposizione
si

concistoriale di
:

al concilio generale lateranense

V,

questo ultimo,
nullis

legge

Ex

nonli-

Leone X. Nel ponIII


fior
il

tamen

fundis in i^tatu ve-

Paolo

vene-

neto positis reditus

summam

ziano Filippo vescovo di


sta,
il

Famagosopranno^"
^^

bellarum quatuor millium sexcen-

quale meritossi

il

me
cilio

di

Buono,

e nel

i547
il

concilio di Trento.

questo consuccessore

intervenne poscia

duarum (4672) monetae attingentes haben tur, qui ab illius episcopo pr M tempore existente percipiuntur ".
ttm septuaginla
M illius

Girolamo Ragazzoni di Venezia XXIII ed ultimo vescovo di Famagosta,


giacch

E
li

qui avvertiremo che


vescovili in

soli

tito-

partbus

infidelium

quest' epoca

turchi assediarono la citt. Questo

prelato ebbe
in

il

coraggio di passare

Atene (Vedi) e Famogosta hanno annuale rendita, nulla avendo gli altri di qualunque grado.
di

per pora Venezia a chiedere da quella repubblica i necessari soccorsi, ma inutilmente; dappoich quando i veneti ebbero in pronto una flotta per soccorrere Famagosta, i turchi
alla flotta turca
tarsi

mezzo

FAMIGLIA
de,
I.

(Famlia). Si

pren-

s'impadronirono
Cipro. Allora
il

di

tutta l'isola di

che discendono da un medesimo ramo, sia che convivano insieme o separatamente; 2. pei figliuoli che vivono e stanno sotto la podest e cura paterna, comprendendosi anche mopei parenti
glie,
.sorelle,

Pontefice Gregorio

e nipoti del padre, se


;

XIII confer a Girolamo il vescovato di Cysama o Castel Cisamo


nell'isola di Creta

gU tiene in casa nione composta


suoi domestici
ciulli
,

3.

d'

per una riuun capo, e de*


fan-

o Candia; quin-

sieno donne,
4- p^^' la

di dal

medesimo Papa fu promosso nel 1577 ^^^^ ^^^^ ^* Bergamo, morendo poi in Roma nel marzo 1592. Famagosta, FamaugustaUj di-

o servitori;

quan-

tit de'domestici

d'ogni grado, co-

me
cesi

per ferventi, famuli^ quindi dila

miglia dei Cardinali,

famiglia pontificia, la fala famiglia

FAM
dei prelati^ le famiglie degli
sciatori,

FAM
amba,

l'y
,

Cristo

vulgo de' Cinesi

appro-

de principi

ec.

ec.

delle

quali se ne tratta in parecchi

luoar-

ghi del Dizionario


ticolij gli

ai

relativi

da Benedetto XIII, e da Clemente XII che gli assegn ottocento diicati sopra le mense evata
piscopjili

potendosi

altres

consultare

di

R.cggio, di

Tropea, e
alla

articoli

Corte

CoRTioiANf

di

Catanzaro, ed inoltre l'un

Domestico, Famigtiare, Servo, ec. ec; 5. per ischiatta, stirpe ec, sobolesj domus, slirps, progenie, prosapia^ geniiSj progeniesj 6. per un

Congregazione di propaganda fide , co' brevi Nnper pr parie ,


de' 7
t.

aprile

dell'anno

1732, Bull.

XlII, p. 268; Injuncti nohiSj de'

convento o monastero di religiosi,, o per un ordine tutto intiero, si di uomini che di donne ; 7. per

11 marzo 1736, Interpraecinius,de


p.

XIV, p. 76; marzo 1738, 2 24; P^o suprema^ del medet.

L\.

un certo numero di monaci d'un medesimo monistero, che avevano od hanno sotto l'abbate o superiore generale
ri
i

simo giorno, p. 226. I sacerdoti che la compongono vivono come i


filippini,
i

pii

operai,
;

preti

loro capi o superio-

dell'Oratorio di Francia
la

ed hanno
confer
al

dimorano

che dimoravano o istesso corpo di abitazioni, familia monachorum. I monasteri di s. Pacomio, per non dire d'altri, erano divisi ciascuno
parlicolari, e
in

cura

dell'

educazione de' giovani

un

cinesi.

Benedetto

XIV

r abbazia di s. Pietro de Ebumbo o ad Ebolum pel mantenimento di sedici alunni ; cio per
collegio

in parecchie case, classi, o famiglie;

otto cinesi, indiani,


zioni orientali
nesi,

e di altre na-

e tre o quattro

famiglie unite in-

asiatiche;

due albabulgari,

sieme formavano ci che chiamavasi una trib, ciascuna famiglia

due

serviani,

due

due

vallachi o di altre nazioni sog-

aveva

il

suo capo o proposto, come

gette ai turchi.

Eccone dunque un
stabilimenti di

un

assistente.

Diverse pie istituzioni portano

il

cenno Fra
na
lo
la

storico.
i

moltiplici

nome
di cui

di

famiglia sagra,

il

con-

piet e di religione di cui


citt

va ador-

servatorio dell'Addolorata di

Roma,

parlammo

pag. 36,
il

al volume XV 11, da ultimo ebbe aggiunto

singolari

uno de' pi che danno argomento deldi

Napoli,

zelo ardente di quegli

ecclesia-

nome

della sagra

famiglia

nel

stici,
ri,
il

e della piet de'loro


il

maggioil

giugno

del

1840
Doria

la

baronessa di
direzione

collegio

dcWa Sagra fa migli a,


Questi,
la

Rimsky incominci
principessa

a coadiuvare la
nella

quale riconosce per fondatore


sacerdote.

lodato

siccome
luce

del conservatorio, e termin nel dicembre 1842, restando sola alla direzione la principessa. Per non dire di altre pie istituzioni che por-

ardente di

propagare

del

vangelo fra gl'infedeli, inviato ven-

ne dal Papa Clemente XI a missionario nella Cina, ove stato


to Benedetto XIII nel

per

tano

il

medesimo
ci

titolo di

sagra

tredici anni, nel ritorno fattone sot-

famiglia,

zione di quella

limiteremo a far menfondata in Napoli


napolitano

172C), aven-

do seco
si,

recati alcuni giovani

cinedel-

dal

sacerdote
il

Matteo

gett le

prime fondamenta

Ripa, sotto

nome

di

Congrega-

l'ordine o congregazione

della sa-

zione della sagra famiglia di Gesi

gra famiglia. Per tanto dopo aver

!i6

FAM
poco
scito

AM
augusto

fallo islruire ed ordinare sacerdoti

dopo

divenne capo

quegli allievi, gl'invio di


Ja

nuovo

al-

della Chiesa universale,

Cina a pollare
la

in

quelle con-

non riusenza pr imperocch dalla


al

trade

luce del
tal

vangelo.
la

Comistitu-

lettera scritta

p.

superiore del
Calatola, evvi

piuta in

modo

grande

collegio d.

Antonio
di

zione dell'ordine, crescendo sempre pi di giorno in giorno il numero degli allievi, nuovi passaggi

argomento
la
ti

lodare e ringraziare
segnalaal
al-

divina provvidenza pei


favori che Iddio

ha concessi

sono
in

stati

falli

di

questi apostoli

missionario Ju,
l'intiera

non meno che

quelle regioni.

Sicch

finora

si

coniano pi di settanta zelanti


nesi sacerdoti,

ci-

nazione della Corea, priva di aiuti spirituali, siccome sepol-

da Napoli

partiti

ta

da
Il

tanti

anni nelle tenebre deldi

j)roi>agare la fede in quel

vastissiil

l'errore.

mo

impero. Grandissimo
arrecato
;

frut-

regno

Corea

sta

in

una

to da essi

perciocch in
contro

regione dell'Asia

orientale,

forma-

tutte le peisecuzioni
stiani col
i

cri-

suscilale, e nelle

quali

to da una grande penisola, ascendendo la popolazione a parecchi


milioni.
I

missionari euiopei

ciali

erano o scaco dannati a morte, i sacercinesi

cinesi

portarono
;

in

que-

sto paese la loro lingua


to alla religione
rati
i

in
i

quanlette-

doti

non

conosciuti

pel

grandi e
filosofia

sembiante e pel linguaggio, hanno con grande utilit di quei cristiani esercitalo
il

loro ministero,

man-

tenuta viva

la
i

fede, amministrali

comodamente
recchi,

sagramenti.
tra
essi

Conpopolo segue la religione di Fo o di Budda. governato da re ereditario, al quale se ne d l'investitura dall'imperial corte
coltivano
la di

fucio,

ed

il

Non sono mancati

pa-

di Pechino, a cui quel paese tri-

che accusali dai malevoli hanno anche colto la bella palma del mattino, o nelle carceri, o coll'esilio, o per via di terribili battiture. Fra le consolanti lettere che sempre dalla Cina si ricevono, e che mostrano lo zelo di questi missionari,

butario.
assai

II

governo della

sospettoso, e perci forse


l'ingresso nel

Corea non
paese
naviga-

permette mai
tori
le

agli stranieri, e gli sgraziati

che

la

tempesta getta su quelsi

coste, sonovi ridotti in ischiavi-

t.

La Corea

divide

in

otto

una

scritta

nel

missionario

d.

Pacifico
ci

i836 dal Ju della


rec nodel-

Provincie; Ring-Ril-tao, nella provincia di

provincia di

Chen-S,

regno,
sovrano.
la

ed

Rin-Ki la capitale del anche la residenza del


vicarialo apostolico nel-

velle lietissime,
la

dando contezza

Il

nuova

njissione della Corea,

ove

egli

fu particolarmente mandalo nel i83o dal Papa regnante Gregorio XVI, cio mentre questi era an-

cora Cardinal prefetto della Sagra congregazione di propaganda Jie, che prima d'inviarlo, dopo averlo
tenuto seco a desinare, lo accomiat colla sua benedizione. Questo

Corea fu istituito nel i83i dal medesimo Gregorio XVI. principalmente amministralo dai sacerdoti delle missioni straniere di Parigi. Il primo vicario apostolico fu monsignor Bruguiere vescovo in partibus di Capsa, che per altro

non pot entrare


sente
vicario

in Corea.

11

pre-

apostolico

monsifatto

pegno

di

grazia, ricevuto

da

chi

gnor Lorenzo Maria Imbert,

FAM
vescovo di Capsa e vicario apostolico nel i836, a cui nel i838 fu dato in coadiutore monsignor Gio. Giuseppe Ferreo!, vescovo di Bellina in parlihus. Chi bramasse co-

FAM
no
e
i

27
molti Papi

degli uffizi, insieme a qualche cenistorico riguardante

loro
sui

famigli; con
famigliari che

alcune no-

zioni

non hanDizionario,

no
di

singoli articoli

nel

noscere diffusamente
la

la storia

della

fondazione della congregazione del-

Sagra famiglia, legga l'opera che


titolo
:

ed altre ancora su quei famigliari cui si tratt, potendo riuscire di addizione a quanto dicemmo di

ha per
collega

Storia

dazione della congregazione


della

della fone del

loro.

Ma

in e

quanto all'ordine gerispettive


,

rarchico,
de'

graduazioni
piti

Sagra famiglia

di

ruoh

palatini

dal

antico

G. C, scrina dallo stesso fondatore d. Matteo Ripa, e dei i'iaggi da esso fatti. JXapoli i832, tomi
tre.

ruolo inclusive

a quello

fatto nel

i83i

con piena

autorit, perfetta

cognizione, ed approvazione del re-

FAMIGLIA PONTIFICIA.
compone
siastici

Si

gnante Papa Gregorio XVI, si vedr saggiamente e costantemente


seguito l'ordine antico, stabilito con

di

quegli individui eccle-

e secolari addetti o intimadedicati


al

maturit di consiglio da tanti dotti,

mente ed interamente

santi ed illuminati Pontefici,


lievi
,

domestico e personale servigio del

no

sommo
uffici

Pontefice,

ed

ai

differenti

zioni

che

menon sostanziali varianon piegiudicarono le

del

suo

palazzo

apostolico,

che di onore, tanto che soprannumerari Questa famiglia proporzionata nel


tanto
effettivi

convenienze e le prerogative antiche di veruno. Se non che va qui avvertito,

partecipanti

che

la

famiglia

palatina,

come diremo,
ceti,

dividendosi in due
in famigliari

numero,
sono

nella condizione, nelle oe nei


distintivi

cio in famigliari intimi e per-

norificenze,

di cui

sonali

del

Papa, ed

che la compongono, alla sublime rappresentanza dell'augusto capo della Chiesa cattolica, ed al sovrano degli stati romani, che insieme il principe il pi antico nel possesso de' suoi
fregiali quelli

stolici

apoed azienda palatina, e in quelli che appartengono alle diverse segreterie de'medesimi sagri palazzi, non deve recare meraviglia se prima nominata la personaaddetti al servigio
de' palazzi
le,

dominii.
la
le

La

famiglia pontificia

ha
di

poscia

la

seconda, e se talora
segreteria

sua gerarchia e graduazione, per


cariche,
uffizi,

quelli

della
i

precedono
perle ri-

e inservienti

nel

registro

veri

famigliari

varie condizioni che la


no.

compongofamigliari

sonali, ci

non pregiudicando
di

Molti

de' principali

spettive precedenze e qualifiche.


le

del

Papa sono

notati

precipuamendi

citate Notizie

Roma

mas-

te nelle annuali Notizie


all'articolo
tutti

Roma,
palazzo
alcu-

Famiglia
dal
dei quali

Pontifcia, e

nei ruoli

sagro

apostolico,
ni

daremo

sime quelle pubblicate sino al 1 798, con dettaglio I' ordine ci dierono gerarchico, e le graduazioni di ogni ceto, ed ora ancora lo fanno,

importanti esemplari o sunti di


,

come

si

detto,

ma

con minor

epoche diverse cambiamenti, e


onorari
,

per conoscerne
diversi sistemi
la

diffusione.

ed
ne

l'

incremento e

variet

La famiglia pontificia si compodunque de' Cardinali palatini.

28
di

FAM
molti

FAM
manalla

primari
e di

prelati di

tellettn

raantellonc, e di al-

tri ecclesiastici

e secolari che appar-

tengono alla famiglia nobile , essendo gli altri compresi in quella di secondo ordine, ed altri alla
categoria de' bassi
tivi la
nfiizi.

o promomaggiori, o conservandogli quelli che avevano, ovvero conferenilogliene altri analofamiglia


pontificia,

vendoli ad

ufiizi

ghi; ed a'suoi luoghi ca


ci
di

non

si

man-

notare

si

fatte

promozioni,

Ai rispetsi

conferme
il

articoli

del Dizionario
uiiziali

parfa-

dei

principali

della

e trasferimenti. Oltre a Cardinale divenuto Pontefice riempie gli ufiizi vacanti, s effet-

miglia pontifcia,
pali
ceti

come

dei princi-

della

medesima, loro nu-

tivi che di onore, collocandovi chi crede beneficare e distinguere. Per

mero, attribuzioni, prerogative, emolumenti, e persino degli onori funebri a quelli che gli si competono, ed eziandio di tutto altro che riguarda i ceti e le persone, es-

antichissima, non interrotta

ed

in-

dulgente
nell'

consuetudine
e

perch
famiglia
tutti

intima

domestica

del

nuovo Papa non

sieno

sendone
lato

di

tutti

superiore
dei

il

pre^

Maggiordomo pr - tempore
prefetto
sagri

nuovi del geloso e importante servigio che si deve rendere alla sagra persona del Pontefice, alcuni
particolari

(Fedi),

palazzi

famigliari

del

defunto,

apostolici. All'articolo
tificie

Cappelle Pondi
vi

primi di alcuni
del
di

ceti

restano ai

(Vedi)
del

si

disse

quei fa-

servigio

novello

Papa, minotrat-

migliari

Papa che
inglobo
molte

hanno
(Fe-

rando

grado. Talvolta per

luogo
di)
si

all'articolo Cubiculario

parl

de' famigliari

clemenza, o per alcune circostanze, medesimi furoto di singoiar


i

pontificii,

risalendo alle epoche pi


nelle

antiche,

ricerche che
citare altri

facemmo
articoli

ed analoghe e per non ;


inerenti

no confermati in quell' uffizio che prima esercitavano, come di fredividui

simili

quente avviene pure in alcuni inappartenenti ad ufiizi che

all'argomento, in quello di
ra,
si

Camesi

non godono
per
ti

tal

prerogativa
;

e ci

segreta
divide,

(Vedi)
e

si

narra come

grazia

da

chi al presente

ebbero
e

moll'onore di servire nella

sovrana

laonde

compone.
Alcuni Cardinali, oltre
i

medesima
palatini,
tro,

qualifica o altra, tre, quat-

che fungono, e molti collegi prelatizii, per le qualifiche di quelli che ne fanno parte, godono il titolo, e sono conper
l'ufTlzio

e carica

Pontefici, ad onta che la loro condizione appartenesse alla categoria delle amovibili, e

cinque

siderati

famigliari

commensali
tali

morte del Papa benepadrone. E perch diligentemente fosse servito e custodivacanti in


fattore

del Papa, sebbene per

non

fi-

to

il
l'

nuovo Pontefice, ebbe

origi-

gurino, n sieno registrati nei ruo-

ne

antichissima consuetudine che

n nelle Notizie summentovate; ed i Conclavisti ed i Dapiferi (Vedi) sono pure dichiarati famigliari e commensali del Pontefice. Il Cardinale eh' esaltato al ponli,

al novello

Papa
e

dodici primi Carpreti

dinali
alla

vescovi
di

intervenuti

lui elezione, gli


1'

cedessero
palafre-

per esercitare
niere
il

uffizio

di

loro

pi

antico, capace,
di
li-

tificato,

ritenendo

presso

di

se

onesto

fedele

famigliare

suoi antichi famigliari, H

annovera

vrea,

donde poi

deriv l'uso che

FAM
il

FAM
da
altri rap-

nominato
I

si

facesse

come
fice,

dicesi
,

ai

loro
il

articoli.

39 Ag-

prescMilare.

giungeremo
oltre
ai

che
stati
1'

sommo
sovrano
d'Italia,

Ponte-

famigliari pontifcii poi, addet-

l'essere

d'uno
che ha
del
e sudi vi-

ti

permanentemente
loro

palazzi a-

de'pi floridi

postolici, alla

azienda
dei

ammimusei,

per

capitale

antica

regina

nistrativa, alle scuderie, ai


ai

giardini

ec.

ec.

medesimi

mondo, prema
cario
della

riunisce la sublime

dignit

ed autorit
Cristo
,

palazzi,

sono inamovibili: tanto ad ogni nuovo Papa, che in sede vacante continuano nell' uffizio, come nella dipendenza di monsignor

capo grado ecChiesa caltolica celso che non ha pari sulla terra. Ed perci che molti sovrani posdi

Ges

e di

maggiordomo, giacche
questo
nella
zi

la

carica di

senti

reputaronsi

ad onorificenza
di

cospicuo

prelato

non vaca

soddisfazione
ai

religiosa,

pre-

morte

del Papa,

venendo an[Vedi).

slare

romani
e

Pontefici

alcuni

allora fregiato

della qualifica di

domestici

personali

servigi, cio

governatore

del

Conclave
si

nella messa ed

altre sagre funzio-

questo

articolo

detto tut-

ni sostenendo lo trascico della veste,

toci che risguarda l'argomento in

e versando

1'

acqua
uffizi

alte

mani,

discorso,

degli
ai

uffizi

che

si

at-

senza nominare
nel porgere
1'

gli

diaconali

tribuiscono

prelati

chierici

di

eseguiti dagli imperatori: a

mensa

camera, per

la

custodia delle scu-

derie, giardini, officine, mobili,


serizie, suppellettili, e

masdei
sia
la

tutt' altro

sagri palazzi apostolici.

Quanto

decorosa,
qualifica

onorevole
di

e distinta

acqua per la lavanda delle mani, presentare le due prime vivande, e dare loro la prima volta da bere; nelle cavalcate esercitare ed ingressi nelle citt
,

famigliare del
la

Papa,

gli

uffizi

di

staffieri

e di

palafredi
ri-

pi o

meno secondo

proporzio-

nieri,

ed altre dimostrazioni
altri

ne

de' gradi, per cui


il

alcuni

tenuti a farsi spedire


stolico

sono breve apobaster


il

spetto praticate in

incontri e

circostanze, senza qui


i

rammentare

del loro uffizio,

riflettere

che

molti

famigliari doalle pri-

profonda venerazione dai pi gran principi pretanti


di
stati
gli

omaggi

mestici

de' Papi salirono

al

successore del principe de-

marie
alcuni

cariche,

al

cardinalato, ed

anche
[Vedi),

al

pontificato,

come

dimostrasi all'articolo Camerieri del

Come ancora si reputano ben avventurosi e fortunati quegli stranieri , che dopo lunghi
apostoli.

Papa
ri,

e loro sette ceti. Inslati

viaggi

giunti

all'almo centro del

numerabili sono

que'famiglia-

cattolicismo l'eterna

Roma,

possol'a-

che nel l'attua li l del loro servigio furono dai Papi impiegali in affari di grande importanza, come vennero inviati a'principi per trattare cose di
labili
rilievo.
gli

no

vedere

il

Papa,

riceverne

postolica benedizione, e molto


se gli

pi
loro

viene fatto di avvicinarlo, e

prestarsi al bacio de'piedi con

Cos innume-

religiosa consolazione; essendo final-

sono

Jblegati pontijicii

mente noto che anche


gli infedeli,

gli acattolici,

(Vedi)j per le tradizioni della berretta e cappello cardinalizio, fscie

e persino

pagani
di

costi-

tuiti

in dignit, che

si

portano in
presentar-

rose

d'oro benedette, non


e berrettone

che

Roma, sono bramosi


si

stocco

pur

benedetti,

riverenti

al

Pontefice

romano.

lo
Laonde da
re quanto

FAM
tuttoci
si

FAM
pu
rilevasi fa da molti derivare dall'epoca della pace data
i

sommi

Pontefici,

maggior conforto e pia


i

consolazione provino

famigliari del

alla

Chiesa dal pio imperatore Co-

Papa, in vedersi continuamente impiegati nel di lui servigio, abitare

stantino l'anno

3i3
di
,

di nostra era,

e dalla famosa donazione o cessio-

nella stessa di lui

nobile residenza,
effetti

e
s

sperimentare
spirituali

gli

benefici

ne del governo gran monarca


la
zio,
a'

Roma, che quel volendo trasferire


in

che temporali di loro


e

sede del suo impero


fece al

BisanI,

fortunata

condizione;
giusto,

perci

Papa

s.

Silvestro

chiaro

come

quanta

bont

di lui successori.

quantunque

di vita, esemplarit di

costumi, ed

integra condotta
migliari

si

richieda nei fa-

del

Pontefice, ond' essere

veramente degni di tanto bene. Finalmente da notarsi, che i Cardinali palatini, e la maggior parte de* prelati, ed altri effettivi famigliari del Papa godono onorevole abitazione , onde sono ancor essi
,

da molti si ponga in controversia la donazione di Costantino, nulladimeno non si pu ragionevolmente negare la sostanza di essa, bench non sia manifesta la vera formola, con cui dal detto imperatore fu stabilita
si

e pubblicata,

come

dir a Sovranit Pontificia (F-

detti
zi

palatini,

nei
del

sontuosi palaz-

apostolici

Vaticano
essi

e
la

del

Quirinale,

e diversi di

go-

per prudentemente che quantunque si debba credere vera la donazione di Costantino, non per da credi).
il

Avverte

Vittorelli

dono
lico.

in

de'loro

uffizi.

ambedue, in proporzione F. Palazzo aposto-

dersi per certa la formola di essa,

che

comunemente riferita dagl' istorici, si pu leggere tradotta dal


il

greco presso

Bulengero,
Stuore,

lib.

II,

Origine della famiglia pontifcia, suo incremento^ e notizie eli quella di alcuni Pontefici.

cap. 6, de Imperio
p.

romano, e nel
t.

Menochio,
si

Ili,

cap.
le

89, ne qui
parti di

devono esaminare

essa.

Ma

egli

certo che
di

sa

Sino dai primi tempi della Chiei fedeli spontaneamente facendo donativi ed obblazioni si alle chiese, che ai sommi Pontefici, questi con tali volontarie contribuzioni si trovarono in grado di mandare generosi soccorsi alle
piti

dopo tale dimostrazione ed affetto di Costantino

stima
il

verso

sommo
perci
si

Pontefice, cominci a

ri-

chiese

lontane

bisognose, ed ai fedeh de' pi


le parti del

remoti luoghi di tutte

la maest pontificia, ne deve credere che questa fosse conferita da Costantino, ma bens che furono rimossi quegli impedimenti, i quah fino a quel tempo, per il dominio e forza ti-

splendere

mondo;

anzi noto
s

che

nel

IV

rannica delle persecuzioni, non

gli

secolo erano
della Chiesa
le
s.

grandi

le ricchezze
il

permisero di comparire.
ci
fici

Ed

per-

romana, che
:

conso-

Pretestato soleva dire

al

Papa

Damaso
io

fatemi vescovo di Rosubito cristiano.


il

che in avanti i sommi Pontea cagione della crudelt dei persecutori imperatori gentili , ve,

ma, ed

mi far
e

stivano al
di

modo
il

degli apostoli, cio

La

magnificenza

decoro

col

toga e pallio
e

come

si

usava in
si

quale ragionevolmente comparvero

Roma,

loro seguito

compo-

F
neva
di

M
che
si
i

FAM
suoi vicari in
terra
s'

3i
insu-

pochi chierici e saccrtloti, de' qiiah si servivano nelle sagre


funzioni degli altari
die,
,

perbissero, e con fasto biasimevole

nelle salmo-

abusassero

della

loro

dignit
insie-

nell'amministrazione de'sngrne nella predicazione de' miste-

menti, nell'aramaestiamento de' fedeli,


ri

ma me

acciocch riconoscendosi

uomini,

spiegassero coi
la

segni
su-

esterni ai

popoli ignoranti

della fede.

blimit del loro imperio, di cui in


indursi

Ne deve alcuno
dere,

crei

terra

non

altro maggiore,

come

che

per

tale concessione

Papi cominciassero ad usare le vesti, ed avere il seguito conveniente, ma solamente poterono liberamente usarle per condecorare la
sublime dignit conferita loro
cielo,

ne scrive il Cardinal Bellarmino, de suinmo Ponti fice lib. 5, e il Suarez, de primatii stimmi Pontificis cap. 16, ove dilfusamente trattasi

di tal

mateiia,

come
ho

in molti

dal

articoli

del

Dizionario
intendo

detto,
le

essendo cessate

le
le

turbolenquali l'iminter-

giacche per quanto valgono


deboli
forze
,

ze e le persecuzioni,

colle

mie mie

pedivano. Essendovi

dunque

venuta la potenza ed autorit delninno ebbe ardire l' imperatore, d' impedire al Pontefice V uso esteriore della

costantemente contribuimaggior gloria di Dio alla maest, alla grandezza, ed al decoro della Sede apostolica.
ricerche, re alla
,

pompa

ecclesiastica do-

Ed
sommi
nianc

acciocch meglio potessero


Pontefici ci operare,
la

vuta a tanta altezza di grado, qual era l'essere fatto capo di lutto il mondo cattolico, a cui si doveva inchinare ogni testa incoronata
:

non

pia liberalit de'


i

popoli

e de' principi,

quali
le

con ampie
possessioni

laon-

donazioni accrebbero
e
i

de non fu concessione, ma dichiarazione del merito che avea il Pontefice, ed una interposizione dell'autorit imperiale, acciocch libe-

medesimi. Quindi noto che sotto s. Gregorio I possedeva gi la santa Sede ventitr
dominii
ai

pingui

patrimoni

senza

dire

di

ramente

e pacificamente potesse usa-

quelli dell' oriente, da' quali

trae-

re di quella

magnificenza
le

a chi rappresentava
in

veci di

dovuta Dio
le

va

l'

anima

rendila

di cinquanta
in

mila scudi, tenendovi

ciascuno

terra.

Quindi ne procederorio
ed
il

un

distinto amministratore col nodi difensore o rettore.


di
s.

vesti

e segni propri di tale digniil

seguito,

numero

dei

ministri.

Cos

Ges

Cristo nel fon-

Chiesa venne a preparare la uonarchia pontifcia sopra fondamenti, i quali bench nella
la

dar

sua

Nel ponincominci la sovjanit pontifcia nel ducato romano ed in molte altre


tificato

me

Gregorio

li

citt

della

Campania, per isponta;

nea dedizione de' popoli


di
s.

in quello

sua

origine
tal

sembrassero
fabbrica,

inetti

sostenere

tanto

a pi

na

si

Zaccaria l'esarcato di Ravenpose sotto la protezione del


il

apparirono mirabili, e fecero spiccare la di lui potenza, quanto maggiormente sembrava abbattuta e tutloci dispose con leggi di prov,

Papa;
tefice

perch
il

successivamente
restituzioni

ampliarono

principato del Pon,

romano
1

con

donazioni, Pipino,

Carlo

Magno,
e poalla

videnza a noi
lral>ile;

occulta

impene-

Lodovico
scia
la

ed

altri pjincipi;

e ci fu stabilito non per-

conlessa Malilde

don

3a
santa Sede
il

FAM
suo vasto
in

FAM
sulla

ed
la

jn'ogresso
degli
stali

mero

dominio ; grande fu il nue regni, che per


il

corte

famiglia

pontificia

possono nascere, oltre


ni
te^

le distinzio-

che facemmo
Corte di
[Fedi)y
si

agli

articoli

Corro-

divozione verso
,

principe degli
,

Roma ,

Curia

apostoli

e de' suoi successori

si

mana

fecero di essi tributari,

come

si

pu
i

deve avvertire col Cardinal de Luca, in RdaLone ro-

"vedere all'articolo Stati

tributari

manac

quantunque nemici dello splendore della romana Chiesa, abbiano accusato alcuDELLA SANTA SEDE.
ni

discorso, significarsi in

Curiae^ pag. 4 del primo pi sensi la

corte del Papa,


ta

comunemente
,

det-

Pontefici

di

aver

abusato

di

tanta grandezza e potenza temporale,


altri
li

difesero con giustala

mente magnificare
lungi dall'attiibuire

modestia e santit di

moderazione, quelli, che


alcu-

comodo

massime dagli antichi scrittori, in cui si comprendono tutte quelle persone, che nel servigio e tribunali soggetti al Pontefice sono occupate, numerandosi in primo luogo Cardinali, nel secondo prelati, nel terzo i diversi
i i

Curia romana

no ed onore
tutto

alla

propria persona,

magistrati, e cos molti


applicati
al

altri,

tulli

riguardarono
il

come proprio
e la prero-

servigio

del

romano
dice

a mantenere

lustro

Pontefice; nell'ultimo luogo,


il

gativa della rappresentanza di Pa-

Cardinal de Luca,

si

deve enule

pa e sovrano,

trovando

giusta

uerare quella specie di persone,


quali sono impiegate nel

ragionevole l'esterna magnificenza,

mero

ser-

ed una copiosa famiglia di domesiccome indizi di giurisdizione e di dominio, ed a decoro della prima dignit del mondo cristici,

vigio della corte; questa, soggiunge,


est

mera aulica^ circa

aidae temritus^ cui

poralis caerenioniasj ac
noi diremo

stiano.

Ne finalmente

pi

santi

con diverse eccezioni, perch ne* primari personaggi apfamiglia


l'uffizio

Pontefici stabilirono la

celebrazio-

partenenti alla

pontificia,

ne de' santi misteri e sagre funzioni con tutta la splendidezza ecclesiastica

molti ve ne sono,
de.
tori
il

de' quali

diretto al servigio della santa Se-

per far

pompa

del

loro
esal-

Che per

curia talvolta

gli scrit-

grado,

ma
il

solo per

maggior

antichi abbiano inteso indicare

tiizione della gloria di

Ges

Cristo:

clero e le cappelle del Papa, lo


,

mentre

corteggio imponente del

sovrano Pontefice, si fa distinguere per un misto di sacerdotale e di regio, di princif^esco e di sagro , che per in riguardo alla
maravigliosa graduazione

Memorie abbiamo dal Severano sagre pag. 5o3. Volendo quindi


accennare in generale l'origine della famiglia pontificia, oltre quanto
si

ed ordi-

detto, va riflettuto col vescovo Battaglini, a ci ch'egli rifer


nell'istoria del concilio all'anno

ne

sejnbra

una

vera

della celeste gerarchia,

immagine quando egli


e

3i2
Cosa-

colla seguente narrativa.

circondato dal sagro collegio dei


Cardinali, dalla prelatura
curia, corte e famiglia

Dopo

la

felice

vittoria

da
il

dalla
,

stantino riportata mediante


lutifero segno della croce,

pontificia

ricoperto ciascuno individuo

delle

que un pi nobile
se
i

effetto,

ne nacche trascaver-

insegne della loro dignit e grado.

sommi
e dalle

Pontefici

dalle
alla

Per evitare

gli

equivoci,

che

ne

catacombe

pubbli-

FAM
ca residenza, e
alle

FAM
persecu/ioni
dette in

33

dalle

grazie, dalle corone intrise di sangue a quelle guarnite di gioie, che gli circondarono poscia le tempia.

ad un pubblico concilio, e siccome compariva il vicario di Cristo, era ragionevole che eziandio colla esteriore apparenza
concihasse a se
stesso

Roma

Fu

sotlo l'africano

s.

Melcliia1
,

venerazione

de, eletto

Papa l'anno
il

che

si

e stima. Quindi

verosimile

che
fa-

vide cangiare

nome
era

e la qualit

cominciassero
verso da tutti
sto,

Pontefici
altri,

abito di-

del segno della santa croce, stru-

gli

non per
la

mento che prima


getto

d'infamia,

ma

per condecorare
l'esterna

persori-

diventata bandiera di gloria, e ogdella venerazione de'popoli,

na, e con

apparenza
pi semplice

scuotere dal volgo

la

obbligati parte per fede, parte per

venerazione, giacche questo per


dinario pi
si

l'or-

convenienza ad inchinarla. Quindi vittorioso Cesare non pot sofil


frire

da ci che si muove vede dagli occhi, che dai motisuggeriti dalla

che

il

sommo

Pontefice

dei

vi

ragione.

11

moti-

cristiani

vivesse con
,

oscurit di a-

vo

stesso pot cagionare,


il

che quan-

quando quello de* gennon poteva risiedere altjimenti che in uno de' palagi regi. Volle
bitazione
tili

do

Pontefice compariva in pub-

blico fosse

accompagnato da buon
di chierici,

numero

di sacerdoti,

e
li-

per che anco

Melchiade ricevesse da lui pari trattamento , e togliendolo dall' umilt della sua povera residenza, lo colloc nel suo imperiai Palazzo lateranense (P^edi), e precedendo col suo esempio nel venerarlo nella pi rispettosa mas.

altre persone cattoliche,

mentre

beramente potevano prestare l'ossequio dovuto e professato al loro capo onde poi siccome nelle fun;

zioni
stri

ecclesiastiche

erano

mini-

sagri distribuiti per esercitarle,

cosi

nel palazzo apostolico


di

niera

additt

all'

imperiai

corte

tificio

Laterano
il

e ponche fu cbialatera-

ed

al

romano
;

senato che

in altra
il
i

mato
fzi

poscia

patriarchio

forma non poteva incontrarsi


piacimento
deli,

suo
fe-

nense, fossero le cariche


assegnati alle persone

e gli uf-

ed perci,

che

pi doseguilo e

slati sino

allora centro e ber-

mestiche.

Qual

fosse

il

saglio

di scherni

e di odii,

respi-

l'accompagnamento
tefici

de'

sommi Pons.

rarono una totale giocondit di vie che venne considerata come ta privilegio la loro credenza, condannata fino a que' giorni barbaramente come delitto. Distinti anche pi i chierici dai laici con l'im,

nei primi
I,

anni dopo

Sil-

che fu l'immediato successore di s. Melchiade, non se ne


vestro

ha

distinto ragguaglio, eccettuati


,

venticinque uomini
gnati
di
s.

da

assearmati Costantino per custodia


I,

munit e
rezzati

privilegi

imperiali, acca-

Silvestro

come

indizio della

ed onorati i cristiani , usc in pubblico l'aspetto venerabile della

dignit pontificia, che


la

dal

portare

monarchia

ecclesiastica

tenuta

verga o mazza furono detti zieri (Fedi) e poscia anche


vientes

MazSerbi-

gi sepolta, a spandere

al

mondo

armorumj ma
i

cosa pro-

quella luce, che

gli

nit dell' istitutore

don la diviGes Cristo.

babile e veridica, che

avendo

sogno

Papi
si

di vari

ministri, co-

zie

Respirando pertanto fia le grala fede s. Melchiade presie,

minciassero in detto
cariche, e

tempo molte
i

distribuissero

loro

VOL

XXUI.

. ,

3i
le

FAM
quali
il

FAM
esempio del iSSg. Di s. Paterio, annoverato tra suoi famigliari da s. Gregorio I, dopo che questi lii

famigliari in varie occupazioni, con

della citt

governo della Chiesa e con li suoi di Roma


,

confini

restali

in

vassallaggio

dei

cenzi dalla sua


vigio, lo

corte tutti

laici

medesimi Pontefici, potessero essere ben governati. Certa cosa che dopo il governo di cinque altri
Pontefici successori di
I,
s.

che avea ritrovati


Primicerio,
pag.

i pontificio ser-

abbiamo dal

Galletti, del

Silvestro

regn
di
lui

s. s.

Damaso

segretario

ch'ebbe a Girolamo, e nel temI,

91. Questo gran Pontefice siccome era fornito delle pi splendide virt, cos form la

sua corte
lari,
ci,

conforme

ai

di

lui
i

co-

po

la

corte di

Roma
da

la

stumi. Allontanati

dunque

seco-

famiglia

pontificia era cresciuta in

prese dei chierici e de'mona-

modo

che fu invidiata
di

molti,

come dicemmo

sopra.

sceltissimi per santit e per dottrina, per seivirsene ad un

uomini

Nei secoli poi quarto furono varie le vicende

e quinto
de' Papi

tempo come
e notte,

consiglieri,

e per fa-

migliari, co' quali trattando giorno

onde non pot


simo tenore
rie
si

essere costante,
tutti
il

ne
isto-

nulla

mancava
nel

di perfe-

pot mantenersi da
di
vita,

mede-

zione religiosa
gorio

palazzo,

n di

n dalle

cura pontificale nella Chiesa. GreI

pu

raccogliere qual fosse la

possedeva
a quanto
le

una

dottrina,

Tariet del

modo

di

governare

la

erudizione ed
periore

eloquenza assai

su-

Chiesa,

e con quale esterna appa-

allora trovavasi

renza significassero i Pontefici la grandezza della loro dignit. Che i cubiculari abbiano avuto origine sotto
s.

negli altri scrittori del suo secolo;


e le

scienze e

arti

si

avevano

Leone

I,

elevato al pontificato
lo

l'anno 44o>

dicemmo
ove

al

relati-

vo
il

citato

articolo,
:

definimmo
,

un degno tempio nella sua residenza. Non vi era inserviente alcuno che colto non fosse, ed un linguaggio non adoperasse
fabbricato

cubiculario
del

intimo, particolare

domestico, famigliare,
servigio

addetto

al

sede del latino idioma conveniente; onde dalla corte di


all'antica
s

sommo

Pontefice,

ed

dotto

Papa

gli

studi

presero

a lui immediatamente soggetto Succeduto poi nel sesto secolo, e nel 590, s. Gregorio I Magno, assunto dall'ordine monastico, come
vogliono molti, la corte e famiglia
pontificia

nuovo

vigore, e fiorirono talmente

in virt, che mittebat epscopos de

Palatio.

Il

medesimo Gio. Diaco-

no, nel cap. XIII della citata vita,

fu

di

come racconta nel cap. XI del


di
lui.
si

molto riformata, Giovanni Diacono,


lib.

aggiunge nullus Pontifici famulan tium a minimo, usque ad ma:

ximum barbarum

quidiibet

in

II

della

vita

Essendosi introdotto l'abuso

sermone vel habtu praeferebat, M sed togata quiritum more sui


>

che
lit
celli,

ammettevano
camerieri^

nella pontificia
laici

trabeata

latini tas

suum Latium

famiglia de'giovanelti
di

in

qua-

chiamati
vi

domiripar
:

in ipso latiali palatio singulariw ter obtinebat " Onde siccome la


.

egli

prontamente
di

Chiesa romana ritenne


tino e lasci
il

il

parlare la-

questo

nome

domicello fu usato

barbaro, cos adott

anche dappoi, e nel Marini, Jrchiatri t. I, p. 59, se ne legge un

anche

l'abito

modesto e
i

talare co-

me

si

usava tra

monaci; e ap-

FAM
parisce
nella
vesti

FAM
secolo
1'

3^
,

che in
del

detto

fosse

paonazze
zi

de' palafrenieri
altri

sediari

corte
talari

Papa
o

uso delle

cocchieri ed
la

di scuderia (an-

e nere,

almeno del

sopravveste dei garzoni della

colore della lana nativa,

come
,

ve-

stiva Gutberto, santissimo

vescovo
di

medesima una palandra di panno rosso, pi corta di quella dei


palafrenieii
dei
:

assunto
scrisse

dal

monachismo

cui

anche

le

la

sopravveste

Beda, nel cap. XVI della sua vita, che usava veste comune, onde usque hodie in eodem mo nasterio ejus exemplo observatui\, > ne quis varii aut pretiosi coloris halxat indumentum, sed ea ma?

seggettieri

un

mantellone

'

troncato),
tri

come

casacche di al-

inservienti

taccate alle
fnte

palatini, hanno atmaniche due di queste pendenti, da cui si vede

l'originario abito
ficii

xime

vesti

um

specie

sint

conla-

de'famigli pontidimezzato, con alcuni cambia-

lenti, quam naturalis oviiim na ministrai. "

menti, a seconda de'ceti delle persone.


Il

Del colore della veste o abito dei camerieri ed altri famigliari del

ecclesiastica

Bonanni nella Gerarchia stampata in Roma nel


,

Papa, ne abbiamo parlato

al

volu-

1720, e dedicata al re di Portogallo Giovanni V, ci d la figura


della

me

VII,

pag. 29, del Dzonnro,

principal parte

degli

indivi-

anche V articolo Mantellone (Vedi). Qui noteremo, clie il mantellone lungo o dimezzato
citando
la

dui della corte e famiglia del


d'

Papa

ogni

condizione.
concilio
di

Nel
alli
s.

Romano

celebrato

sopravveste
la

oggid

di

cui

fa

luglio

uso
glia
larij

maggior parte

della famii

papale. Per esempio

cubicu-

glini,

Gregorio I, che tra gli

del 5^5^ vivente racconta il Battaaltri

decreti
il

nel

che adoperano la sottana e il mantellone, ne distingue la graduazione la qualit del drappo di

primo

s'ingiunse, che

romano
non
laici,

Pontefice

capo della

Chiesa
di

bedue
colore,

le

vesti,

amessendo comune il
tutti
gli

tenesse nella propria famiglia

ma

fosse

composta
di

chierici

non per
la

ornati.

monaci, da' quali fosse servito


quella
semplicit

con

Ed

sediari e palafrenieri

quando
,

cuore

che

sostengono

sedia

gestatoria

propria alla
Nel decorso

santit dell' apostolo.

intervengono ad alcuna processione, sul consueto abito assumono quello chiamato palandra, cb' di panno rosso con mostre di seta di
egual colore, della forma d'un
tellone.

poi del

tempo, sicco-

me

si

vari

lo stato delle persone

e del pontificato, fu variata e con

ragionevoli motivi

la qualit delle

man,

persone serventi,
naci

ed
vi

esclusi

morias-

Gli scopatori segreti, sulla


la assumono la boetnia forma non che un

dalla

corte,

furono
laici,

sottana

sunti oltre gran parte di sacerdoti

quale

nella

e di chierici, molti

non
il

sti-

mantellone dimezzato, e dicasi altrettanto della sopravveste che usano


i

mandosi cosa decente, che


ad
occupazioni
servili;

chie-

ricato fosse nelle persone destinale

mazzieri poco diversa dalla


e con
cursoi
pontifcii

laonde fu
il

hoemia, chiamata soprana^


suo bavaro. cora usano
saia
I
il
i

varia la forma, e vario


delle

numero

an-

persone
I
si

auliche

ne' seguenti

mantellone lungo di

pontificati.

paonazza.

Le casacche

rosse e

gorio

attribuisce

Al medesimo s. GreV istituzione

36
vissero nelle

FAiM
i

FA1\I
quali seri

delle scuole de'cantori,

cn)iciilari,

si

funzioni ecclesiastiche

Inrii,

dal sostenere

dicono Alappul' il baldacchino.

del Pontefice,

canto,

che

era

riducendo anche il degenerato dalla

Nel medesimo a pag.


riscono
del

170

si

rife-

Dilungarii

idest

praefecti

maest dovuta alla chiesa, ad una consonanza grave e maestosa, per


cui ritenne

navalcs, e majorcntes.

Nell'ordine

dopo

il

nome

di

can-

Cajetano, cap. 46, pag. 174, sono nominati Vestarari, e Ostiarii

to

gregoriano.

Degli

antichissimi

servienles albiy et servientes nii

famigliari pontificii,

Cantori della
(Fedi),
se

gri,

primi de'quali accompagnacavallo del Papa, e portala

cappella

Pomifida

ne

parl a quell'articolo,
loro scuole.

come

delle

vano vano
gia,
i

il

secondi

cappa in difesa della piogportavano ci che


al

Sugli antichi famigliari de' Papi


e loro dilferenti specie ed attribuzioni,
si

doveva

servire

Papa

nella so-

possono leggere

Rituali

lenne messa. Nell'Ordine di Cencio, nel capo 33, si riferisce un uffiziale


detto

ed Ordini romani, composti da Benedetto canonico, da Cencio Camerario, dal Cajetano, da Pietro Amelio, e da altri pubblicati dal p. Mabillon, ove si trovano molti
ministri
espressi

Custos

Camerae y
altri

altro
detti

Se-

nescalchus Papae^
qui, Brodariiy
riij

Coe-

Panettarii,
,

Scrinia-

Batticularii

Mareschellus
,

quoruni
feri.

alborum

Ostiariij Scuti'

della

famiglia

pontificia

Cappellani, Acolythi de Capsignificato,

per la maggior parte con nomi che ora non sono pi in ufacilmente si pu inso, n cosi tendere quale carica esercitassero;
in prova di che

pella, e molti altri de'quali


n*
il

dubbio mentre dei qui


il
li

riportati
l'uffizio

facile n'

conoscerne

ed altro che
articoli

ne

riferiremo alfatto nel

rispettivi
Il

riguarda ai del Dizionario.

cuni. Nell'Ordine

romano

590
il

si nomina: Nomenculator, che Mabillon dice fosse olziale cui apparteneva con^ivas invitare co-

nunque nomina

describerej

si

leg-

ge Sacellarius, detto a sacro , seu sacello^ ed essere lo stesso che thesaurariiiSj archipar aphonista j defensoreSj notarii, primits mansionariis j qui erat ciislos dominicalis
vestiari.

Muratori nel 1. 1 delle Dissert. sopra le antichit italiane, nella dissert. IV, degli uffizi della corte ec. , dice che con gran decoro anche negli antichi secoli si trattavano i romani Pontefici, e tenevano bella corte, come conveniva al loro cospicuo grado ecclesiastico e a quello ancora di principi temporali. Chiunque scorrer le memorie che restano, spettanti a questa sagra corte, vi trover gran

Nell'ordine terzo del

me-

desimo

si

legge, paraphonista, pri-

micerius

notariorum , et primicerius defensorum. Nell'ordine nono si dice, che in qualunque scuola


psallenscJiola
teSy

copia e variet di
ti

uffizi

riguardan-

l'uno e

l'altro ministero,

come

Osliarii e Deliciosi (con questo no-

reperti fuerint pueri bene

me

di Deliciosi,

il

Muratori osser-

inde

et
et

nutriiintur

in

cantoriwij
ri.

postea fiunt cubicula-

va essere verosimile che fossero fanciulli spiritosi, che per onesto divertimento, o in qualit di paggi, stavano al servigio de'gran signori; pu anco denotare i favoriti o gli

Nel

medesimo a pag.
si

29

si

nomina Prior stabuli. undecimo a pag. 12G

Neil' ordine

nominano

FAM
intimi famigliari de' iiionarchi
:

FAM
dei

3?
di

conosce che

l'uffizio
la

primicerio
del

paggi che servirono nei Possessi e nelle Cavalcate i Pontefici, si discorre a quegli articoli), Cubicularii,

non

spirava con

morte

Pon-

tefice,

ma
una
le

che forse
volta

era perpetuo

in chi

l'occupava. Tuli
il
1

Mappularii, Addestralores^ et Servientes nigri de familia Domini Papae, Archidaconus , Camerarius,


Bibliothecarius , Superista , lonotarius
Scriiiarii

sono
letti,

osservazioni che fa

Gal-

del Primicerio, a pag.


poi

9.

Nel
,

suo libro

del

Feslarario

Clerici

Camerae, ArchicancellariuSj ProNolani , Cancellari , ,


,

pag. 8, dice che nel palazzo pontifcio per le spese ordinarie vi era

Chartularii

forse

con

due nomi si accennava il medesimo uffizio), Primicerius notario' rum, Primiscrinius , Secondicerius^
Actionarii, Ficedominiis
(

deputato il ragguardevole uffiziale chiamato Sacellario : questi pagava i soldati, distribuiva salarii ai famigliari ed agli operai del Papa,
i

lo stesso

che

Oeconomus )

SaccellariiiSj

Arcariits, o sia

Nomenclator ^ The-

dava l'elemosine, e dispensava ancora il presbiterio ne'dovuti tempi al clero ed al popolo romano, chiamandosi allora roga quella somma
di denaro,

saurariuSj Capellani, BiiticulariiiSy

ch'egli

distribuiva

iu

Pincerna, Marescalcus, Panetarius,

Dapiferi,

Cursores (oltre
all'

quanto
Ietto
il

questa specie di donativi cos detti ah erogando. Il Macri, nella Notizia

dicemmo
Zaccaria

articolo,

va

de' vocaboli

eccl.,

all'articolo

nel

tom.

II,

Dissert.

I,

Fialarius, dice che con questo no-

ta liane di Storia eccl.


dell'uffizio dei
nici,

XI, delie Dissertazioni varie iche parla ,


Cursori detti Domiloro, e che
di
s,

me

si

chiamava un

ministro
il

nel

dell'impiego

gi

esistevano al

tempo

Ignazio veil

scovo d'Antiochia, che pati


tirio

mar-

nell'anno 107), Judex Carnerae Domini Papae, Familiares, Ser-

quacura di accomodare ed le aveva accendere le lampade ne' tempi determinati; e che di tale officio ne fa menzione nel suo cerimoniale Cencio Camerario.
palazzo apostolico del Papa,

IlPvenazziche

ci

badato

l'erudite

vientesy

Campsores Domini Papae, Scriptores Camerae, Cantores, la


dai primi secoli della Chiesa, Firga-

Notizie isloriche degli antichi Vice-

domini del patriarchio


se,

laleranen-

scuola de'quali divenne celebre sino

e de'moderni prefetti del sagro

palazzo apostolico, ovvero maggior-

rii,

Sellarii,

Magistri militum, ed al-

domi

tri

che si leggono negli antichi documenti. Di tutti questi uffizi, nella loro denominazione e significato italiano se ne parla ne' loro articoli,

pontificii, a pag. 34 di tale opera dice che il Cujacio ad tit. cod. de prox. sacr. scria. , ed il

citato

Biilengero, de

Rom.

inip.

e.

o
gli

in quelli

che

li

risguardano.
dell'ordine

Che
altri

dal Primicerio dipendessero


uffiziali palatini
i

28, hanno tessuto il catalogo delie scuole ovvero collegi addetti alla casa e persona degli imperatori, e
trattato
di tutte le diverse

perso-

clericale,

quah

alle

volte erano

ne, che

avevano luogo e ministero

coniugati, lo dimostra la storia dello scisma dell'antipapa Costantino,

nel palazzo imperiale, fra cui prin-

detto

il

Neofilo 3
s.

seguito
1^
ivi

dopo
pure

la
si

cipalmente distinguevansi Cubicidani. Domestici, Proleclores (le guardie del corpo), Militantes in sacris

morte

di

Paolo

38
scnnifs
gli
rie,
(i

FAM
ministri che servono nedelle lettere, delle
uflizi

FAM
scopos Deliciosos nostros p^n co
slrae carilati direximus.
\'e-

memo-

delle

suppliche, delle disposi,

voce
ni

si

servi
dell'

anche

Di questa Papa Giovan-

zioni),

Ministtriani

Fabriccnses

Silentarii (che custodivano le por-

cistorio

ed imponevano silenzio nel conimperiale), Lanipadarii ec. Che molte scuole o collegi fossero
te,

872, nelle lettere 72, 217 e 277. E per ebbe a dire Sigeberto, nel lib. de Script, ecclts.y che Alenino o sia Albino abcelebie
,

Vili

bate

tanta

familiaritate

sin dal principio addetti

al

patriar-

imperatori
sus.

chio ialeraneiise

e palazzo pontifi-

accepLus fiat, ut appellarelur imperatoris delicio-

Carolo

cio per prestare ossequio e servire


il

Anche

nell'antica legge de'ba-

Papa
in

nelle

pu])bliche e private
si

varesi

troviamo de' servi


questo

che por-

funzioni, specialmente sagre,


coglie

rac-

tarono
altro

distintivo; in

una
che

particolare
si

dagli

Ordini

parola Deliciosus e
significarono
diletto

Delicatus non

romani, in cui

chiamano scho-

una

volta

lae palatinae, et ordnes sacri palaia , che partecipavano alle obblazioni della basilica vaticana, co-

caro e

in senso onesto.

Ab-

biamo che Stefano V detto VI, eletto neir anno 885, aveva suoi
i

me

si

ha dal Moretti, dt
I,

rit.

dand.

ministri e domestici ornati di dottrina

presbyt., par.

sect.

6.

di

probit

in
II,

tempi
del

dif-

Nella congiura sagra persona di

ordita contro la
s.

ficilissimi.

Urbano

1088,

Leone HI nel
sacella-

799,
le

diagli iniqui

ambiziosi Pasqua-

primicerio, e

Campulo

rio.
altri

Albino cameriere del Papa con divoti amici gli prestarono

ellcace soccorso,
rati

per cui i congiuper dispetto saccheggiarono la

con espresso precetto chiam a s, per assisterlo co' suoi consigli nel governo della Chiesa, s. Brunone suo antico maestro, e con se lo trattenne domesticamente cinque anni, con mirabili vantaggi dell'apostolico ministero.

casa di Albino

ed

il

palazzo lateil

IH,

del

Anche Eugenio ii4^> ebbe a suo consiil

ranense,

come narra
72.
11

Ferlone,

gliere famigliare

suo maestro

s.

Dd

viaggi dai sonimi Pontefici inGalletti parI

Bernardo,

trapresi^ a pag.

lando

di

s.

Pasquale

dell'

an-

quale gli diresse il libro De consideratione ad Eugenium Illy ed a sua proposizione


il

Del primicerio della sede apostolica^ ed altri uffiziali maggiori del sagro palazzo laleranense, chiama la famiglia o
nell'opei-a

no 817,

escluse di
te
la
i

ammettere

alla

giovani che troppo

sua cornutrivano
arricla
fa-

chioma, portando capelli


,

ciati

dovendo
del

distinguersi

corte

pontificia, la famiglia

di

s.

miglia

Pontefice per

gravit,

Pietro, de famila sancii Petri. Il mentovato Muratori nella citata

saviezza, ed irreprensibile condotta,

parlando de* famigli , chiamati Deliciosi, oltre quanto si detto, aggiunge che pi manidissertazione

degni in una parola di avvicinare il capo della Chiesa. Non deve poi
recare meraviglia
se
il

gran Papa

Alessandro HI, del

iiSg, ebbe a
ebreo, persona

festamente
sero tera
i

si

comprende
Nicol
:

chi

fos-

maestro
sti,

di

casa

un

Deliciosi di
di

allora dalla letI

onoratissima e dabbene:

ma

XVII

dell' 8-58,

come
al

di

altri

ebrei

di queche furo-

che scrive cosi

Sanctissimos Epi-

no

servigio de' Pontefici,

massi-

FAM
me
medici,
Il
si

FAM
l'artico-

39

pu vedere
di
lui

primari

ed

il

signor
i

Tommaso
quali

lo Ebrei.

successore

Lu-

ascritto tra' cappellani,

quan-

cio III, nel


il

i85 cre
signori
I

Cardinale
Conti
CePoli.

to in questi tempi importassero (es-

suo famigliare
antichi

Ottaviano
di

sendo

ordinariamente
si

gli

Uditori

degli

di rota) (Fedi), ben


di

raccoglie, se

lestino III,

nel

192
,

fece

Cardi-

nale

Cencio

Savelli

che nel

suo

non fosse altro, da ci che Nicol Aragona Cardinale narra de'gradi


per cui Gregorio

lo avea servilo come economo, ed era stato per quattro

cardinalato

II:

anni aio dell' imperatore Federico questo Cencio il celebre Ca-

XI (deve leggersi Gregorio IX altrimenti sarebbe anacronismo, e in fatti abbiamo dal


Cardella
fu
gli
,

merlengo, poi Papa Onorio III. Il Sarnclli nelle sue Memorie cronologiche^ a pag. lySj celebra In-

t. I, par. II, pag 190, ch'ecappellano pontificio ed il Bernini a pag, 298 soggiunge, ed u-

ditore di rota d'Innocenzo III

suo

nocenzo HI,
tissimo,
il

uomo

dottissimo e san-

parente) ascese al pontificato, dicen-

quale a

sommi

onori insolo per

do

ch'egli

de

capellaniae
III,

nalz
la

suoi famigliari,

non

Innocentii
collegio in

Papae

donimi honorando
Eustachii

liberalit e

munificenza di cui

Cardinaleni

s.

era verso

essi largo,

ma

perch non

modica

nterjectione promotus,

non

avea per famigliari che uomini grandi. Fra questi nomineremo Nicol

de Romanis cappellano domestico e suo segretario, che nel i2o5 esalt


Il Pontefice Onorio approvando l'ordine de' predicatori, assegn ad un individuo del

al cardinalato.

III,

multo post in Ostiensem episcopuni ordinatur. Soggiunge il Galletti, che nel volume Vili delle Miscellanee Ludovisiane, che si conservano ora nella biblioteca vaticana, pag. 168, vi un curioso catalogo in pergamena, che contiene i nomi degli
offiziali

medesimo
stro

il

cospicuo posto di

Maes.

e de' famigliari pontificii


servigio di Nicol HI,
sali

fis-

del sagro palazzo


le

apostolico

sati

al

[Fedi); e ripristin

scuole che

do nel 1277
vano,
trove,

alla

quanromana catla parte detto al-

Gregorio
apostolico

avea fondate nel palazzo


per
le

tedra; cio di tutti quelli che avedi palazzo (che

scienze

sagre

profane, con lettori per insegnarle,

come diciamo ora, come si


ed in appresso

che poscia Leone


lizio

trasfer all'edi-

ripeteremo,
altro

chiamato

la

Sapienza, o Univer-

consisteva in pane,

vino ed

sit

Romana

[Vedi).

Laonde molti
esaltati al car-

maestri del sagro palazzo, e lettori


del

medesimo furono

dinalato. Nicol III compart eguale

non che in cavalli o muli assegnati proporzionatamente a tutti famigliari), la quale per ebbe termine col secolo decorso. Se al cei

onore nel 1278 al de' Bentivenghi suo


Galletti,

p.

Bentivenga
e

lebre Galletti, siccome

si

protesta,

cappellano

confessoie. Nel gi citato ciottissimo

Memorie di

tre antiche chie-

se
1

di

Rieti,
1

Roma
7
I

pel

Saloraoni

765, a pag.
di

si

legge, che nella

corte

reatini

Nicol III vi erano due ben rispettabili, cio maestro Paolo annoverato tra gli olHciali

non sembr inutile riportare interamente il citato documento, per la semplice notizia dei due memorati reatini, a noi poi sembra indispensabile qui riportare il documento, essendo questo appunto il suo argomento, perch oltre la notizia

delle persone,

ci

rappresenta

4o
corte e
fii

FAM
la

FAM
tichc nionele pontificie,
il

precisamente in che consistesse


moli, nella penuria
di analoghi

medesi-

miglia in tempi cos re-

mo

autore

la

ritir

come opera

to

il

in cui siamo documenti, essendo staseguente pubblicalo nell'ope-

imperfetta, sebbene

ridondante di

preziose erudizioni, per cui rari ne

sono
messi

gli

esemplari. Per in quan-

ra in discorso, e soltanto dal Galletti , i cui esemplari sono rari.

to riguarda gli schiarimenti ripro-

dal Galletti,

non
gli

si
l'

verifi-

Questo ruolo, e gli altri che riporteremo ci dovranno poi servire per documenti e piove nel progresso del Dizionario,
uffizi

cano interamente, giacch

opera
,

non

illustra

tutti

uffizi

solo

pei diversi
pontiftrattati;

e ceti

della famiglia

qualcuno di quelli degli officiali della camera apostolica e della curia romana, essendo poi abbondanti le notizie personali di

cia,

ci

non che di quelli gi danno lusinga che la

molti

loro im-

portanza riuscir gradita, non a"vendoli pubblicati ancora verun altro, come ripeteremo, eziandio pel riflesso, che rare e scarse so-

che appartennero alla famiglia pontificia ed alla romana curia, massime de' pi cospicui soggetti. Alla illustrazione quindi della principal parte de' ceti ed uffizi della pontificia
ni,

no

le

nozioni che

si

hanno

sulla

famiglia,

antichi che odiercol

famiglia pontificia di diverse epoche,

viene da noi supplito

Dil'av-

tanto

pel trasferimento della resi-

zionario.

Finalmente
al

il

Galletti

denza papale in Avignone, quanto per l'incendio cui nel fatale sacco
di

premette
corsivo

seguente
si

ruolo
vi

vertenza, che quanto

trover di
stato

Roma

soggiacquero
del

nel

1527

indica

ci

che

gli archivi

palazzo
la

apostolico,

che finalmente per d'importanti carte, tizie, accaduta nelle


invasioni di
ni

dispersione
e no-

aggiunto da temporanea.

mano

diversa,

ma

con-

registri

due

straniere

In nomine
libro sunt

Domini amen. In
contineules

isto

Roma

degli ultimi an-

affiszie

no-

del secolo passato,

e dei primi

mina omnium
tus

illorum,

qui reci-

del corrente.

piunt prebendas a curia pontifica-

Nel pubblicare il Galletti il seguente ruolo della corte e famiglia


di

domini pape nycolai III. Anno primo mense madii. Primo de


coquina
recipit,

Nicol

111,

si

protest

astenersi

con note gli offizi che vi sono descritti, perch quanto concerneva la cognizione della qualit de' medesimi, fra pochi giorni l'avressimo dopo di lui avuto neld' illustrare

Dom.
Mag. Mag. Mag. Mag. Mag.

camerarius XII viandas.


bengarius
II.

obiit.
II.

jacobus de

parma
II.

petrus de natuaco

II.

l'opera delle

chiarissimo

monete pontificie del monsignor Garampi

paulus de rieta

guillelmus auditor camere


CAPELLANI.

II.

che si stava allora stampando. Noi per noteremo che il dotto Garampi, poi amphssimo Cardinale, sebbene effettu colla stampa l'enunciata opera col titolo: Saggiai
osservazioni
sul valore
delle

Dora, prepositusflorentinus

II. obiit.

Dom.

ubertus albus

II.

an-

Dom. plebanus de

castihone

II.

FAM
Dom. pandiilphus
II. II.

FAM
OFFICIALES.
li.

Dora, leonardus de babuco

Dom.

nycolaus de terracina

Prior de fulgineo li. Dom. odo de arsono Dom. marcellinus II.

Magister nycolaus supraquoqus Bayolus panaterius II.


Serviens panaterie
II.

II.

li.

ohiit.

Gualterius botellerius

II.

Dom. nycolaus de thesauro II. ohiit. Dom. leonardus guessius II. obiit. Dom. nycolinus de Camilla II, Dom. thomacius biszacha l. Dom. nycolaus de spolito II. ohiit. Dom. archidiaconus ruticen. II.
IMagister

Bernardus de Bevania II. Petrus raymundi scriptor


viens bolellarie
I.

et ser-

Serviens qui portat

aquam

I.

Frater Johannes marescalcus marestalle


II.
I.

ricaidus

thesaurarius

II.

Bononia dator annone


DOMICELLI.

Magister campana phisicus II. Dom. petrus de faszestant l. Dom. petrus sarracenus li.

Dom. gentilis de collo Dom- thomacius de


II.

alto II.

Napuleo

malabranca

II. II.

rivo

frigido

Bertolducius dom. stephani

ohiit,

Dom. thomacius de

rieta II.
II.

ohiit.

Piimicerius de veneciis

Magister petrus de supinis l. Magister paulus diecajute II.

CUBICULARES.

Frater hugucio
Frater jacobus

II.

Johannes comitis II. Aynus de betona II. Branca de betona II. Napuleo dom. raynaldi II. Tucius de monte claveUi II. Lucas de assisio II. Stephanus de notona II. Guillelmus de babuco II. Nycolaus de davano II. Petrus dom. octaviani IL
Marcellucius vessiosus
li.

li.

Petrucius de gubia IL

HOSTURU MAJOBES.
Frater armannus IL

Johannes speciarius IL Raynaldus dalviano IL

Brunamon
Marescalcus
II.

li.

Fra ter bonajuncta

11.

justitie

XV

et

XX

de

Frater hugolinus de spata

gracia.

Dom. Dom.

egidius arcionis

11. II.

petrus johannis rustici

SERVIENTES NIGRI.

Benedictus provincialis.
HOSTIARII MINORES.

Raynalducius de urbeveteri L

Creysemben
Johannes mathei I. ULertinus de bonia
Blancucius
I.

I.

I.

Stephanus de anforsa L Pandulphus de aquino I. Nycolaus dom. egidii I.


Gregorius dialte
I.

Jacobus strictus I. Baitholomeus thebaldici

I.

Tebalducius Trancici

Johannes de pan talco

I.

Petro de milo

I.

4i
MaynarduS'
Sarasonctus
I.

FAM
I.

FAM
Presbiter martinus
I.

Egidius angelerii
I.

Matheus

clericus capelle

I.

Marlelluccius de monte I. Stephanus petri roberti I. Angelus ventre I. Bartholomeus jacobi romani I. Bargaminus de nebro I. Johannes mallocii I. Petrus bartholomeus tebalducii I. Petrus johannis grassi I. Rufinus archicoqus I. Palmerins petri johannis silvestri I. Guidarellus de gubio I. Marsolus de assisio I. Brunasol de urbeveteri I. Jacobellus ungarus I. Magisler anselmus ferrator I. Brexanus portitor aque I. Magister rainaldus sartor I. Peysonerius I.

Pauletus clericus camere I. Franciscus rambertinus mercator


Corrector
II.

li,

ELEMOSYNA XV.
Hostiarii sancta

sanctorum

II.

COQUINA PARVA ET MAGNA.

Scannus porterius I. Joannes de li g I. Magister henricus I. Hostiarius quoquine


Colinus
I.

I.

Bollandus de parma
Scorliquinus
1.

I.

Jaquintus
Jacobellus

I.

I. I.

Macellatores

I.

Bardellus

Jacobus barberius I. Magister pax aurifaber Peironus porterius I.

I.

MABESTALLA ALBA.
Guillelmus
Petrucius
I.
,

Johannes de pois Autus de perusio

I.

I.

I.

Babus I. Johannes
SERVIENTES ALBI.

I. I.

Bertucius

Angelus johannis de Andrea

I.

Compater

I.

MARESTALLA NIGRA.
I.

Jacobus de castronovo
Albertinus ursi
I.

Johannes de beruli I. Bartholomeus de sancto incmaro Andreas de tote I. Petrus vinderamenc.


Egidius normanni I. Jacobus dom. thomacii
II.

I.

de urbe veteri I. Pauperibus de palaci XIII. Sanctus antonius III. Pro insenio pauperum de palaIVyerius
ci III.

Pro

insenio

pauperum camere
II.

III.

Sanctus spiritus I. Mag. joannes medicus

Dom. monaldus
CAirCELLARIIS
XII.

I.

Audictor contradictarum
Bulla
IIII.

I.

Mag. petrus physicus I. Andreas de niverso I. Mag. jacobus de terno Mag. raynaldus I.

I.

FAM
CURSORES.

FAM
Fr. hugolinus de spaia IL Dom- egidius da arsono IL

43

Autus

I.

Episcopus I. Guarsias I.

Dom.
I.

petrus johannis rustici IL


HOSTIARII MINORES.

Marcoaldus

Deutajute I. Johannes de verelano I. Benvenutus de viterbio I. Bonacursus I. Amabilis I. Jacobus de viterbio I. Guidarci US I. Jordanes J. Guillelmus de parisio I. Guillelmus de tusculanus Rogerius anglicus. Bretonus I. ohiit. Jaquintus I.
I

Jacobus strictus I. Blacucius de luca


Gibertinus
I.

I.

Johannes detajute I. Bartholomeus tebaldesco Johannes pantaleo I.


OFFICIALES.
I.

I.

Marescalcus de gratia.
Fr.
stalle

justicie

XV

et

XX
mare-

Johannes

marescalcus

Paciletus

I.

IL

Johannes de sesto
Aiditor
I.

I.

Slephanus I. Guerinus I. Cocardus I. Guillelmus borgundius Synabaldus I.


Albeitinus de

Bononia dator annone L Mag. nycolaus supercoqus IL Bayolus panaterius IL


Albertinus serviens panatene I. Guaiterus de Spoleto botellerius
I.

I.

Bernardus de bevania IL Petrus raymundi scriptor et serviens


bottelarie
I. I.

parma

I.

Guillelmus de urbeveteri. Barcucius I. Colraducius I,


Petriolus
I.

Porti tor aque

CANCELLARIA

XII.

Guillelmus de babuco

I.

Expliciuntur viande que dantur per supercoqum quoquine dora,

pape

que

sunt

in

universo

BuUatores IIIL Corrector IL Auditor contradictarum IL Auditor camere IL

CCCXLI.
Hic incipit affiszia viandarum panatane dom. pp. nycolai III.
CUBICULARES.

Mercatores curie IL

ELEMOSYNA XI
Fr. raynaldus
III.

VID. PAN.

I.

Fr. hugucio II viandas.


Fr. jacobus IL
HOSTIARII MAJORES.

Mag. Johannes medicus IL Hostiarii sancta sanctorum IL


Presbiter
pelle
I.

martinus

hostiarius

ca

Matheus

clericus capelle

I.

Fr. armannus II. Fr. bonaventura II.

Pauletus clericus camere dom. Sanctus spiritus I.

FAM
C0QT7INA MAGNA ET PARVA.

Egidius normanni

I.
I.

Jacobus dom. thomacii


Magster henricus Magister Johannes
Miig. colinus
I.

I.

I.

SERVIENTES NIGRI.
Benedictiis provincalis.

Jacobellus brodarius

I.
I.

Bardellus brodarius

Rollandus brodarius I. Scortiquinus brodarius I. Jacquiutus brodarius I. Palmerius hostiarius coquine

Pandulphus de aquino I. Raynaldus de urbe veteri


Gregorius dialte
I.
I.

I.

Scannus porterius I. Brexanus portitor aque cum famiIla

Creyscemben I. Samsonelus I. Bergaminus de nembro


Ruflins archicoqus
l.

I.

sua

II.

DOMICELLI.

Napuleo malabranca Johannes comitis II.


Berlolducius l. Aynus de betona
II.

II.

Marsol de assisio I. Brunasol de urbeveteri I. Jacobellus ungarus I. Guidarellus de gubio I. Mag. angeli nus ferralor I. Stephanus de anforsa I.
Nicolaus dom. egidii
I.
I.

Tebalducius francisci Petrus de milo I.

Branca de betona II. Tucius de monte eia velli II. Lucas de assisio II. Stephanus de notona II. Guillelmus de babuco II. Nycoaus de davano li. Brunamontes de davano li. Petrus dom. octaviani II. Martellucius de vessosis II. Petrus de gubia II. Johannes spedarius U. Baynaldus de alviano II.

Maynard US

I.

Egidius angelerii
Marteiluccius de

I.

monte

I.

Stephanus petri roberti I. Angelus ventre I. Bartholomeus jacobi romani Johannes mallocii I. Petrus bartholomei I.
Petrus Johannes grassi I. Palmerius petri silvestri I. Magister raynaldus sartor

I.

I.

Napulo

fulgin.

II.

Mag. pax aurifaber I. Mag. jacobus barberius


Peysonerii
I.

I.

Macellatores
SERVIENTES ALBI.

I.

Compater

I.
I.

MARESCALLA ALBA.
I.

Jacobus de castro novo


Albertinus ursi

Johannes bergonn.
Guillelmus
Petrus
I. I.
I.

I.

Johannes de beruli I. Bartholomeus de sancto Jem. I. Andreas de tode I. ngelus de johaunis de andrea Petrus vinderamerii I.

Babus I. Ber tucius I. Ayre de marestalla nygra

I.

FAM
Aulus qui
servii

FAM
I.

45

de sporta
I.

HOSTIARII MINORES.

Petronus porterius

Jacobus
CAPELLAMI.

strictus
I.

I.

Blancius

Tibertinus

I.

Dom. nycolaus de terracena II. Dom. pandulphus II. Dom. nycolaus de thesauro II. Dom. richardus thesaurarius II. Dom. magister campanus II.
Dora, marcellinus
II.

Johannes dietajule I. Johannes de pantaleo I. Bartbolomeus tebaidesco


OFFICIALES.

II.

Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom.

prior fulginei

II.

Marescalcus
grati a.
II.

juslitie

XV

el

XX

de

prepositus de florenla IL

plebanus de castilione ubertus albus li. leonardus guessi II


leonardus de babuco petrus sarraceni II.
nycolinus de Camilla

Marescalcus marestalle

li.

II.

Bononia dalor annone II. Magister nycolaus superquoqus Bayolus panaterius 11.
Albertinus serviens panaterie
II.

II.

II.

thomacius beszacha nycolaus de Spoleto


petrus fasestanti
II.

II.
II.

Benedictus de bevania II qui JU' cet injirmus in entra.


Galterus botellerius
11.

Petrus raymundi
viens botellarie
II.

scriptor
I.

el

ser-

odo arcions
gentilis

II.

archidiaconus ruticen.

Porlior eque palacii et botellarie


CAJVCELLARIA XVI.

I.

de collo alto II. thomaso de rivo frigido II. primicerius de veneciis II. thomacius de rieta II. petrus de supino II.

Bullatores VI.

Corrector

li.
li.

Magister paulus dievaiute. Explicantur viande que dantur de panataria dom. pape que sunt in universo CCXLII.

Auditor contradiclarum Mercatores fiorentini II.

ELEMOSYNA
Presbit.

XIII.

Hic

incipit affiszia

botellarie

viandarum domini PP.

vini

martinus

I.
I.

Matheus
CUBICULARES.

clericus capelle

Paulectus clericus camere I. Magister Johannes medicus li.

Fr. huguco
Fr. jacobus

II.
II.

Audictor camere
Sancii spirilus
Hostiarii sancla
1.

li.

sanctorum

II.

HOSTIARII MAJORES.

Fr. armannus

II.

DOMICELLI.

Fr. bonaventura II. Fr. Hugo de spala

II.

Dom.

egidius de arlona

l.

Poni, petrus johannis

ruttici

II.

Napuleo malabranca Johannes comitis II. Bertolducius Ib

li.

FAM 46 Ayno de betona II.


Bi-anca de betona
II.

FAM
Gregorlus dialte Satnsonetus ohiit
II.
I.

I.

Tucius de monte clavelli Lucns de assiso li. Slephanus de notona IL Guillelmus de babuco II. Nycolucius de davano II.
Petrucius dom. oclaviani
Martellucius de \essosis

Bergaminus
Marsolus 1. Brunachol I.

I.
I.

Rullinus archicoqus

Jacobellus ungarus
II.

I.
II.

Magister ancelinus ferrator

II.

Brexanus portitor aque

li.

Petrucius de gubio

II.

Mag. raynaldus
Peysonerii
Massellarii
I. I.

sartor

l.

Jobannes speciarius II. Raynaldus de alviano II.

Napuleo dom. raynaldi

II.

Brunamon

l.

SERVIENTES

ALBI.

Jacobus barberii I. Magister pax aurifaber Petronus porterii I. Johannes de poys I.


Steplianus de anforsa I. Nycolaus dom. egidii I. Tebaldicius francici I.

I.

Compater

I.
I.

Jacobus de castro novo


Albertinus ursi ohiit
I.

Petrus de milo

I.

Johannes de beruli I. Barlholomeus de sancto jem. Andrea de tode I. Angelus johannis de andrea
Petrus vinderanerii I. Egidius normanni I.

Maynard US
I.

I.

Egidius angelerii
Martellucius de

I.

monte

I.

I.

Jacobus dom. thomacii

I.

COQUINA PARVA ET MAGNA.


Magisler henricus I. Magister Johannes de Magister cohnus I.
Jacobellus
I.
I.

Slephanus petre roberti I. Angelus ventre I. Barlholomeus jacobi romani I. Johannes mallocii. Petrus bartholomei tebaldesco. Petrus Johannes grassi. Palmerius petri johannis silvestri
MARESCALLA ALBA.

I.

lige

I.

Berardellus

Johannes borgonis Guillelmus I.


Petrucius
I.
I.

I.

Bollandus I. Scortiquinus Jaquetus I.

Babus

I.

Bertucius

I.

Scannus posterius I. Palmerius hostiarus quoquine


SERVIENTES NIGRI.

Ayre de marestalla nigra I. Autus qui servii de sporta I.


CAPELLANI.

Benedictus provincialis.

Raynaldus de urbe veteri L Pandulphus de aquino I. O'eysemben I.

Dom. nycolaus de terracena l. Dom. pandulphus li. Dom. nycolaus de thesauro II. Dom. ricardus ihesaurarius li.

FAM
Magister campanus
li.
II.

FA

M
I.
I.

47

CAPELLANf.

Don, marcellinus

Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom. Dom.

prior fulginei

II.
II.

prepositus florentinus

Mag. richardus de ihesauro Mag. nycolaus de thesauro

plebanus de castilione ubertus albus II.


leonardiis guessi
II.

II.

Dom. thomacius biszacia I. Dom. nycolaus de Camilla I. Dom. nycolaus de spolito cantor
Primicerius de veneciis
I.

I.

leonardus de babuco petrus sarraceni II.

II.

nycolaus de Camilla li. ihomacius bizacha II.


nycolaus de spolito
petrus fasestan
II.
II.

Dom. pandulphus de seburis I. Dom. prepositus florentinus I. Dom. ubertus albus I. Dom. plebanus de castilione I.
Magister nycolaus de terracina Dom. leonardus guessi I.
II.
I.

odo

arcionis

11.

archidiaconus de rodes
li.

Mag. paulus dieutaiute

Dom. gentilis de collo alto II. Dom. thomacius de rivo frigido II. Dom. thomacius de lieta l. Dom. primicerius de venesiis II. Dom. petrus de supino II.
Fr. Raynaldus III.
Explicit affiszia
larie

Dom. marcellinus I. Dom. prior de fulgineo I. Dom. leonardus de babuco I. Dom. archidiaconus de rodes
Magister campanus
I.

I.

Dom. Dom.

petrus de fasestan

I.

paulus dieutaiut

I.

Magister petrus sarracenus

I.

viandarum boteldomini pape vini quae sunt

in

universo
incipit

CCLXX.
contnens
qui

Hic

affiszia

nore-

Dom. gentile de collo alto I. Dom. odo arcionis I. Dom. thomacius de rieta I. Dom. thomacius de rivo frigido
Magister petrus de supinis
HOSTIARII MAJORES.
I.

I.

mina omnium
cipiunt

illorum

prebendas a marestalla domini PP. Nicolai III.


prepositus massilie
II.

Dominus camerarius.

Dom.

Fr.

armannus

I. I.
I.

Magister petrus de natuaco. I. Magister jacobus de parma I.

Fr. bonajunta

Fr. bugoli nus de spata

Magister paulus
Cancellaria
1111.

I.

Doni, egidius de arsone

I.

Vicecancellarius IH.

Dom.
III. III.

petrus johannis rustici


DOMICELLl.

I.

Fr. jacobus cubicularis


Fr. hugucio cubicularis

Auditor camere
Corector
I.

I.

Lucas de
I.

assisi I.
I.

Bertoldus dom. petri


I.

Auditor contradictarum
Bulla tores

Elemosynarii II. Marescalcus juslicie XII. Marescalcus marestalle III. Supraquocus I.


Panaterius
Bolelleiii
I.

Johannes comitis I. Napuleo malabranca I. Stephanus de notona I. Guillelmus de babuco I. jNycolaus de davano I. Brunamon de davano I.
Petrucius de gubio
I.

11.

48

FAM

FAM
DE MARESTAILA.

Tucius dom. clavelli I. Petrus oclaviani I. Branca de betona I. Naldus dom. hugolini I. Martel lucci US I.
R'apulio

Bartholomeus de monte I. Angelus ventre I. Bartholomeus jacobi romani

I.

dom. raynaldi

I.

Johannes speciarius I. Mercatores lambertini I. Magister Johannes medicus Sanctus spiiitus I.

I.

Petrus Johannes grassis. Petrus bartholomei tebalducii Guidarellus de gubio I. Palmerius johannis silvestri I.

I.

Bencdictus provincialis

I.

Stimma omnium prehendarum


SERVIENTES
ALBI.

est

xxxiL

Com pater

I.

Equi marestalle albe sunt XX. Item sunt in eadem marcstalla muli
et mule IX. Item equi et muli de marestalla nygra sunt XXX. Item sunt de bestiis marestalle nygre apud fratrem Gerardiuu et socios de ordine minoruni qui vadunt ultra mare cantra tartaris XI videlicet IIII roncini muli et mule. et

Jacobus de castronovo I. Johannes marescalcus I.


Albertinus ursi
I.

Bartholomeus I. Andreas de tode

I.

Petrus vinderanerii I. Egidius normanni I.

Angelus johanni andree

I.

FU

SERVIENTES NIGRI.

Sunima equorum mulorum afque mularum istorum atque starum


predclorum seu predictarum
est

Creysemben I. Bargaminus de bergamo I. Ancelmus de milano I. Bononia de castro arcato I.


Gregorius de dialta Raynaldetus I.
I.

LXX,
Fin qui
il

riportato nelle

documento valicano, citate Memorie di


171 inclusive
al-

Galletti, dalla pag.


la

pag.

i83.

Samsonetus I. Magister pax

I.
I. I.

to pel
il

Roffinus archi cocus

In questo ruolo abbiamo veduprimo notato il camerlengo, perch va qui avvertito, che dola

Pandolphus de aquino
Marsolus de afiszio Brunasolus I.
Jacobellus ungarus
I.

po aver
pace al

Chiesa

acquistato

la

modo
i

che di sopia notamPontefici nelle gra-

mo, occupati
I.

vissime cure della Chiesa, destina-

Stephanus de anforsa I. Nycolaus dom. egidii I. Tebaiducius francici I. Johannes mayllocii I. Petrus de milo I.

Maynardus

I.
I.

rono un Vice-Domino o primario uffiziale per sopraintendere e presiedere al palazzo pontificio ed alla famiglia palatina ; ed all' articolo Camerlengo di santa romana Cesa (Vedi), dicemmo a qual grado
di

Egidius angelerii

preeminenza giunse

tal minisi.ro,

FAM
e che Tultrmo fior alla
secolo
articolo

FAM
la Chiesa

49
alcuno abulo

met del XI. Quindi nel medesimo


si

ne

potesse
lo

sare,

ad evitar

scisma
di

fece

dice

come subentr a
pontifcia,
di

custodire

nel castello
il

Fumone
religio-

presiedere alla famiglia


c ad assumere la cura

presso Alatri, ove


so

santo

provveper-

langu

per dieci

mesi

finch

dere

l'

occorrente

alla

sagra

sona del Papa, venendo sostituito anche al Festarario della Chiesa

romana (Vedi)y uno


primari
ivi
offiziali

degli antichi

due suoi monaci che si cambiavano ogni due mesi, Mentre poi Bonifacio Vili governava la Chiesa con petto sacerdomor, servito da
tale,

della corte papale,


vita

pur detto della

comune
,

e quasi monastica de' chierici addetti al servigio del

Papa

ed

al-

tre cose relative ai

famigliari

del

ed abitava nella sua patria Anagni fu sorpreso nel 1 3o3 dai suoi nemici Negare*, e Sciarra Calonna, i quali erano riusciti a corrompere col denaro alcuni suoi do,

Papa

al

Cardinal
al

sopraintendente

camerlengo regolamento del

mestici

laonde

impossessatisi

del

palazzo con gente armata, trovaro-

palazzo apostolico, cio nel

volume
e
il

no
te,

il

Papa

vestito

pontifcalmenfa-

VII del Dizionario^ a pag. 57 seg. Aggiungeremo ancora che


quarto
di
essi

ma

abbandonato dalla sua

miglia e dai Cardinali, fuorch da


tre,

era

il

Sacellaro
il

fra'quali Boccasini che gli succol

(Vedi), che molti credettero


riere di oggid,

teso-

cesse
alla

nome

di

Benedetto XI,

to

si

secondo quandisse di sopra era un pagadelle

ma

cui

mente
le

morte gli successe CleV. Questi nell'anno i3o5


la

tore immediato
salarat,

milizie,

de'

trasporlo
in

residenza

pontifica-

della famiglia pontifcia e

delle limosine.

Nel declinar del secolo XI II, nell'anno 1294, s. Pietro da Morrone, fondatore de* monaci celestini, fu

sublimato

al

pontificato.

Inesperto

questo nelle leggi del buon gover-

Avignone, chiamando perci in Francia i Cardinali, la curia romana, e gli ufiziali del palazzoapostolico. Indi Giovanni XXII j che occup il suo luogo neli3i6, vieppi ivi la stabih, assegnando Cardile necessarie abitazioni pei
nali,

no
il

della Chiesa,

non voleva
V.
del

accet-

pegli uffiziali della

curia ro-

tar la dignit, e ripugnante

prese

mana,
miglia

e per gl'individui della fapontificia.


Il

nome
regol
Napoli,

di

Celestino

Quindi
Cardinal

si

co'consigli

ed esatto

di

quelli

novero lungo che ebbero alo

Malabranca Orsini,
di

di Carlo l re

bitazione in

Avignone

abbiamo

e de' suoi monaci.

Dilaico

stribu

molte cariche a'suoi paesa-

dal p. Fantoni Castrucci nell' Istoria d' Avignone a pag. i63 e seg.,

ni dell'Abruzzo, ed elesse

un

documento

assai

importante. Fra

per suo segretario, come abbiamo dal citato Ferlone, a pag. 194. Ma essendo morto il Cardinal Malarinunzi sobranca , Celestino lennemente il pontificato, suecedendogli Bonifacio \I1I Questi te-

Cardinali che Giovanni

XXII

cre,

nomineremo Pietro
cappellano.
tra di lui,

di Tessier

suo
con-

Insorse

in

Roma

e per opera dell'impeil

ratore Lodovico

bavaro, Pietro

mendo

della

semplicit del prede-

cessore, della quale

con danno del-

da Corbara, apostata francescano, che prese il nome di Nicol V. Questo antipapa fu dal principe

VOI.

xxui.

5o
teggio, ch'egli

FAM
co

FAM
e splendido in tutte le sue
,

barai* provveduto di maestoso cor-

a-

non

rifiut,

sebbene

fraticelli,

prima, come seguace dell'eresia dei riprendeva gli onori e le

ancora nel numero de' famigliari. La sua corte e le


zioni
lo

fu

sue scuderie sembravano quelle dei

ricchezze

de'sommi

Pontefici,

come

re; ed

il

contrarie alla povert di


sto.

Ges Cri-

sempre ripieno
di uffiziali,

suo palazzo apostolico fu di gentiluomini e

truso

Questa falsa dottrina dell'innon ebbe luogo nella tavo-

la magnifica^

non

nella

splendida
Cardinali,

corte da cui facevasi servire, aven-

che in copioso numero erano al suo soldo; persuaso che questo decoro era dovuto alia grandezza del posto eh' egli occupava.

do subito creato
e formata
tiluomini
,

sette

Eppure con
leggio, avea

tanti famigliari e cor-

la

sua famiglia di genpaggi , palafrenieri, ed


il

presso di se
lo

un

solo

cameriere quando

colse la

mor-

acquistato numerosi cavalli,

tut-

to a spese di Lodovico.

Mancando

te nel i352. Tra i famigliari che promosse, rammentiamo Gugliehrio


di

per a
corte,

questi

mezzi, fu costret-

Agrifoglio suo cameriere d'onolui

to l'antipapa, per conservar la sua

re, la

fatto

Cardinale. Dive-

sagriJegamente vendere
i

vasi sagri,
i

privilegi,

le

dignit, e

benefzi

laonde fu

cacciato

da

nuto Pontefice Innocenzo VI, riform l'eccessivo lusso della corte del suo predecessore, e ridusse il

Roma

dagli

abitanti; e

portatosi

numero
sari.
Il

de' domestici ai soli neces-

a'piedi di

Giovanni

XXI 1

ottenne

Platina

dice nella

di

lui

perdono, ma fu ritenuto nel palazzo d'Avignone sotto cortese guaroccadia. Qui noteremo che in
sione
in
della

che subito Innocenzo VI comand che tutti prelati e quelresidenziali che godevano benefizi
vita,
i

residenza de' Pontefici


il

li

dovessero portarsi alle loro chie-

Avignone sembra che


can\erlengo
fosse

Cardi-

se;

che diminu
certo

la

spesa

famiglia-

nal
dall'

dispensato
e di

re, ch'era grande,

riducendo
la

ad
d

obbligo
al

di risiedere continua,

un

numero
volle
in
;

famiglia

mente

nel palazzo pontificio

corte,

ne

sua casa
altrettanto

che
or-

presiedere

domestico quotidiano
famiglia pontifcia
il
;

persone eccellenti

governo
giacch

della

dopo
il

in essa a figurare

co chiamato
te

i3o5 incominci un uffizLale laiMaestro del sagro

din che facessero i Cardinali, dicendo che la sua vita e quella degli

altri

prelati

modello ed
ta

altrui esempio,
la

doveva servire ad

d
i-

ospizio (Vedi), che in questa par-

mitazione del Salvatore,


fu tutta

cui vi-

supph

al

Cardinal camerlengo,
azienda
del palazzo,

per

istruzione del ge-

e da lui per dipendente regolava


la

nere
larii

umano.
agli

Istitu

ancora
rota,

sa-

domestica
gli

uditori di

chiama-

uffiziali

minori del medesimo,

come meglio dicesi al citato volume VII, p. 59 del Dizionario. Dopo la morte di Giovanni XXII, nel r anno i334 gli successe
le,
il

allora del sagro palazzo, acci ti per bisogno non si lasciassero dalsubornare, e corrompere le parti
coi

donativi,

micidial

peste

delle

corti,

e della

riprovevole

venalit

b.

Benedetto XII; dopo

il

quaCle-

nel

1342

venne

eletto

mente VI,

che

essendo

magnifi-

di chi abusa di sua condizione. Finalmnte nel 1377, Gregorio XI, Papa che aveva risieil settimo

FAM
duto
la
in

FAM
n

St
si

Avignone,

restitu

Roma

li

dell'

antipapa Benedetto XIII

dimoia pontifcia, portandovisi


,

colla ciiFia

corte e famiglia. Alla


nel

radunarono nel 14^9 ^^ concilio a Pisa, ove depostili ambedue, in


vece esaltarono al pontificalo Ales-

sua morie

ivi

to a successore

iSyB gli fu daUrbano VI. Questi

sandro V.

Questi venne criticato


si

vedendo la rilassatezza cui vivevano la maggior parte de'Cardinali, pi volte li ammon che non ricevessero regali, che moderassero la pompa ne'cavalli, ne' servi, ed in altre grandezze, invitandoli ad impiegare
il

come

quello che non


consigli,

governava

che pei

o piuttosto pegli ordini del famoso Cardinale Cossa, che poi lo successe col nome di Giovanni XXII I. Scrivono gli storici

di

Alessandro V, che

la

sua

superfluo delle

loro rendite

in soccorso de'poveri, e nel restau-

passione di far grazie, e concedere cariche della corte forse ai meno


degni, oscurarono le sue lodi.
gli

ro ed abbellimento delle loro chiese,

Ne-

comesi legge nel medesimo Pla-

tina.

siccome

rinnov
la

tali

misog-

Jcla selecta caerimoniala sanctae romanae Ecclesae ex variis


mss.
strati

nacce, e di

procedere^

maggior
il

codicibus
dal

et

diars
raccolti

saeculi

parte de'Cardinali

amando
gli

XF, XVI, XVII,


celebre

ed

illu-

giorno d'Avignone,
tro

elessero con-

r antipapa

Clemente VII, che

abbate regolare lateranense Gallico, sono riportale


copiose notizie
risguardanti
la
fa-

portatosi

col ebbe a successori gli

antipapi

Benedetto XIII \ e Clemente Vili, che sostennero il piii lungo e pi lagrimevole degli scismi. Cos contemporaneamente Avignone e Roma ebbero due sagri
collegi
di

miglia

pontificia,
seg.

massime a pag.
che
il

263 e

Ivi dice

codice

vaticano, dal quale tolse la descrici d un bel monumento, che pu chiamarsi il memoriale, ossia un libro di memorie sicure riguardanti i

zione dell'ordine precedente,

Cardinali
legittimo
altri

due curie
gli

due famiglie
guaci
del
gli

pontifcie,

uni se-

Pontefice ro-

famigliari

gli

officiali

che

ser-

mano,
cesse

scismatici.

vono
suc-

il

romano

Pontefice.

Tal coStra-

Ad Urbano YI
Bonifacio

nel
,

iSSg

dice

fu scritto da

un

certo

fornito di

sebbene belle doti, essendo nuodi


se-

IX

che

bense, subito

dopo

l'elezione di

A-

lessandro V, nel
stra

vo
ria

sullo stile degli affari della cu-

1409J i^a dimoch'egli da lungo tempo avea

romana, venne tacciato gnare le suppliche stando


rapporto de'suoi
ufllziali

al solo

e domestici.

Nel i4o4 ^" creato Innocenzo VII, che a cagione delle fazioni che alloia erano in Roma, si rifugi in Viterbo, e per il caldo morirono per istrada molti famigliari, ed altri

che fare colla corte pontificia. Dappoich , come dice nel principio dell' opuscolo , era slato in grado di dare tutti quegli avvisi o notizie che vi si trovano. In questo opuscolo distintamente ed accuratamente si espongono gl'incarichi di
ciascuno degli
latini
;

ufficiali pontificii
il

pa-

di

sua comitiva.

Dopo

di

lui,

vi

s'

indica

loro

numero

nel i4o6, venne eletto Gregorio XIT, mentre lo scisma ognor pi


affliggeva
la

Chiesa

il

perch

e vi si spiegano le qualit ch'essi cercavano nella loro scelta. Non poterono poi queste istesse regole
ritenersi

Cardinali di sua ubbidienza, e quel-

sempre

per

gli

officiali

Si

FAM

del Papa, e pei* la variet de'tempi, e per i bisogni de'Pontefici che richiedevano maggiori o minori pre-

o bisogni di servit. Vi furono anche in progresso di temstazioni,

po

delle

variazioni

nel

numero,
Tut-

neir ordine,
tavolta
ivi

negli

incarichi dei

diversi della corte pontificia.


si
,

trovano

moltissime

vigore

che sono ancora in ovvero alquanto modificate, e di gran somiglianza alle antiche. Siccome la descrizione di si
consuetudini
,

fatti

uffizi

del

documento
lo

in di-

scorso,

tradotta dal latino nell'ita-

no idioma, per
li

meno

di quelli

di

maggior

interesse,
articoli,

ripor-

come per non dire di altri, facemmo del paragrafo de'cubiculari, che pu leggersi nel volume XIX, pag. i,
tiamo
a'rispettivi
i

12 e i3 del Dizionano^ cos qui ci limiteremo a riportare soltanto


la nota

degli uffizi che

il

p.

Gat-

tico riprodusse

nella sua opera.


offcialbus Paex codice Vatifol.

Index opuscoli d^
lata
Pontifcii^

canae Bibliothecae ^j 36f


I.

70.

FAM
tino

FAM
coi

53
vi furo-

avvi per

Roma
i

Car-

dinali e colla corte. Pacificala

Ro-

che Eugenio IV no Lodovico Scarampi Mezzarota


promosse,

ma
ci

e r Italia dopo che Pontefistabilmente continuarono a ri-

suo cameriere, che esalt


nalato
dinal
;

al

cardi-

come

fece di

Tommaso Paserv altre

siedere in
pontificia
ta,

Roma,
venne

e che la famiglia

rentuccelli gi famighare del b. Car-

meglio

ordina-

Albergati
di

che

non

sembr

conveniente che

maestro

casa, e in

come man-

laico, cio il maestro del sagro ospizio, presiedesse al palazzo apostolico, quindi fu istituito altro
fetto del sagro

un

chiamato Prepalazzo apostolico, e volgarmente Maestro di casa, che dipoi Urbano Vili con nome pi decoroso chiam Maggiordomo pontificio. Nei primordi del secolo dunque termin anche nel Cardinal camerlengo l'ingerenza del
uf!iziale ecclesiastico,

segretario ed altro, e merit di succedere ad Eugenio IV col nome di Nicol V. Calisto IH nel 1455 dichiar che il tesoriere,
zioni, cio di

chierici

della

camera

apostoli-

ca, fomigliari del

sommo

Pontefice,

erano cappellani di questo e della


santa Sede.

Pio II

era stato

segretario
,

del

XV

Cardinal
Felice

Capranica

dell'

antipapa
Frisjgna

V,

dei vescovi

di

palazzo apostolico e della


pontificia, in tutto

famiglia

e Novara, del Cardinal

Albergati,

devoluta al premaestro di casa. Eugenio IV nel i43i successe a Martino V, narrandoci il Platina che fu genemassime co' letteroso con tutti
lato
,

fu

dell'imperatore Federico HI, di cui pure consigliere ed ambasciato-

re; indi fu segretario di

Eugenio
succe-

IV

e di Nicol

V, e di questi anapostolico,
Calisto
11

che suddiacono

rati,

della cui

conversazione

assai

dendo

nel

i458 a

dilettavasi. Fece suoi segretari Leonardo Aretino, Carlo Poggio^ Au-

l'avea creato Cardinale.

IH che eh. mon-

signor Gaetano Marini, nell'erudita

rispa Trapezontio, e
te

il

persone

dottissime.

Biondo, tutNel vivere

sua opera degli Archiatri pontificii,


al

tom.

Il,

pag.

17

fa

menzione

della famiglia fu

splendido,

parco

per

la

sua persona,

ed alieno dal
famigliari, della
cui

bere vino.

Ebbe

pochi

ma

tutte persone dotte,

opera servi vasi ne' gravi negozi della maggior importanza e come testimoni della sua modestia. Mentre cenava chiamava i suoi famigliari,
particolarmente due benedettini della badia di Firenze, due canonici
regolari della sua congregazione di
s.

IH che abbiamo riportato di sopra, notando che s' incontra in esso per quattro volte Magister Joannes mediciiSj come quegli cui erano dovute
del celebre ruolo di Nicol
le

prebende dalla cucina, dalla pae dalla


di

natteria, dalla bottiglieria,

marescalcia. Quindi
famiglia
di

parlando

certo Antonio che fu medico della

Giorgio

secolare, e
facesse in

in Alga, ed un prete dimandava loro cosa si

Roma,

e cosa

si

dicesse

suo papato, onde emendare qualche error suo, o de' suoi midel
nistri

o famigliari, dove

la

giusti-

zia lo richiedesse.

Tra

famigliari

Pio II, e dei medici Giovanni Semini, che servirono la persona di tal Papa, tutti e tre registrati nel ruolo che andiamo qui a riprodurre, osserva che fu singolare munificenza negli ultimi due archiatri , che il palazzo apostolico spesava a chi cinque, a chi quattro famigliari o
Sozino,
Benzi, e

^4
servitori,

FAM
familiares.

FAM
Magistcr Sozinus medicus quinque

quanti non se ne alimentavano per gli arcivescovi e vescovi, e pei nipoti stessi del Papa che

sono ricordati. Finalmente il Marini, a p. i52 e seg., ci d il seguente ruolo di Pio II Piccolovi

D. Vicarius s. Petri duo familiares: Francesco de Tornei. D. Thomas cubicularius tres familiares
:

Tommaso Urbani cameEra


sanese,
e

mini
egli

di

Siena, mentre di
individui
ivi

quaransegnati

riere segreto.

fu

t'olto degli

da Pio II
tri

porge squisite

notizie
Il

biogra-

sua famiglia Piccolomini, come pi al-ascritto alla

fiche in altrettante note.

Marini
e dai

camerieri.

in esse descrive le promozioni d'o-

D. Joh. decanus

Basileae

cubicu-

gnuno

eh*
;

ebbero da Pio

II,

successori

e noi in carattere cor-

sivo dalle quarant'otto note rileva-

diremo del nome e cognome d'ognuno, e di qualche circostante,

Giovanni TVernerio de Flasanden. D. Franciscus de Tergesto cubicularius tres familiares: era camelarius tres familiares:
riere segreto y entro

in

conclave

za intrinseca.

Ecco
dis
ci.

il

ruolo di Pio
viri

II,

e sche-

mem.

Francisci Mariae

Piccoloraini, archiepiscopi
sis,

Pyrgenil

episcopi

quondam
fatto

Pientini, pro-

babilmente i46o.

dopo

marzo

per morte di Pio II in qualit di conclavista, per cui e nominato nella bolla di Paolo II in favore def conclavisti. D. Leonardus cubicularius tres familiares: Lionardo Mulez di Baviera cameriere segreto, procuratore dell'udienza delle lettere con-

MINISTERIA, ET OFFICIA. DOMUS PONTIFICAIIS Pn


II.

traddette, e scrittore apostolico.

ANN.

l46o.
tres

D. Nicolaus de Piccolomineis duo familiares cameriere segreto


:

Archiepiscopus
familiares:
ta;

Beneventanus

scrittore apostolico, ec.

In que-

Giacomo

della Rat-

sto
gli
lici

luogo
accoliti

il

fu

processato.

Marini parlando dee suddiaconi aposto-

Jipiscopus Ferrariensis tres familia-

dice eh* erano veri famiglia-

Lorenzo Roverella. Episcopus Anconitanus tres familiares: Agapito Rustici.


res:

ri

e commensali del Papa.

Episcopus Civitatis Castelli tres


miliares:

fa-

D. Confessor duo familiares. D. Gybertus unus familiaris: Giberto Tolomei accolito e suddiacono apostolico,
P. Angelus Reatinus, Henricus familiaris scrittore apostolico di
:

Ridolfo

Tifernate

di

Citt di Castello.

D. Gorus secretarius quatuor familiares Gregorio Lo Ili Piccolo:

mini cugino del Papa, detto co-

munemente Goro alla maniera


toscana.

III , cameriere segreto fu uno di que tanti intimi famigliari spediti da PonCalisto

di Pio II, e

Decanus Vormaciensis duo familiares Ridolfo de Rudeshein te:

tefici a sovrani per affari di sommo interessej e come altri, ebbe a godere varie promozioni.

desco.

D. Nicolaus magister Capellae, Tho-

D. Ciprianus
liares
:

cum

socio

duo

fami-

mas

familiaris

Nicol

Erman-

padovano.

ni cognominato anche Fabri, teo-

FAM
logOf
.

FAM
s.

55

maestro della cappella ponpenitenziere di


Pietro.
:

tijcia,

D. Mathias Flogel unus familiars


tenzieria spedito

scrittore apostolico e della peni-

Saraceni delle vettovaglie palatine; poi ebbe la cura delle dogane di Ripa, e di Ripetta. D. Heronymus de Austria unus
familiars.

a Federico III

imperatore.

D. Johannes
miharis
:

Slephanus

unus

fa-

D. Jacobus, D. Andreas, D. N. nepoles sex familiares:


fratelli

era scudiere.

di

Antonio d' Aragona duca d'Amalfi, tutti nipoti di Pio II. D. Alexander magister Domus ties familiares Alessandro Mirabelli Piccolomini maestro di casa , ch'allora era come il maggior-

don

D. Donysus unus familiars. D. Cionus unus familiars chiamavasi dono Torgnie de Siiciano^ senese, ottenne uno scrii:

tarato apostolico.

domo, arcivescovo di Amalfi


i6 agosto. D. Ambrosius Depositarius
miliares:

ai

D. Andreas magister Aulae, Johannes familiars; altro magister Aulae palata sotto Giovanni XXIIl fu Bindaccio RicasoU
domicello fiorentino.

tres fa-

Ambrogio

degli

Spa-

D. Jacobus Barbarigo, unus


iiars
:

nocchi depositario della D. Lollius

Camera
Lollio

di Calisto Illy e di Pio II.

famidi frequente nominato ne* libri delle spese di palazzo,

duo

familiares:

ne' quali

de Lolli consobrino

di

Pio II,

famigliare

ha sempre il titolo di ed interprete del ,

gi doganiere delle due ripe, cavaliere gerosolimitano.

D. Johannes Saracenus unus familiaris:

Papa. D. Aliprandus unus familiars. D. Petrus Expendi tor, Terrbils


miliars.

fa-

cavaliere

gerosolimitano;

provvedeva de* necessari viveri il palazzo apostolico. D. Franciscus Ptoiomeus, Henricus canonico di Siena che familiars nel cardinalato di Pio II erasi offerto per uditore. Raphael Caym unus familiars:
:

Franciscus
familiars

de
:

Bonconvenlo

unus

scrittore pontificio.

D. Antonio de Noxeto unus familiars era da Luni, fratello di avea Giacomo cui Nicol
:

tD. Raffaele Caimi nobile milanese, saldano della curia della cafu
mera. D. Antonius Saracenus, Laurenlius
familiars
:

scudiere pontificio che


ij^5S gli
il

a IO

settembre

fu im-

i447 ^^ castellana di Castel s. Angelo, colle paghe di 60 soldati. Antonio fu grandemente favorito da Pio IIj lo invi per sue bisogna a Gualdo di Nocera, a portare lo stocco al duca di Borgogna, indi al re di Francia per la prammaaffidato nel
tica sanzione, e pei contadi

posto di portare
Olivieri; indi

cappello car-

Va-

dinalizio al vescovo di Costanza

lentiniense e

fu
:

castellano del-

cupati per

Diense da lui ocla santa Sede. Divisse

la rocca di

Terracina.

venne scrittore apostolicoj

D. Gaspar unus

Gaspare Piccolomini, o Gaspare Nanni


forse sanese altro parente di Pio II,
scudiere e provveditore

pure nella

corte

di
1

Paolo li,

da

cui

fu

fatto nel

466

teso-

riere della provincia del

patri-

come

il

monio.

56

FAM
miliaris: era figlio

FAM
unus fad'una sorelslica

D. Fi*anciscus Massanus

di

s.

Pietro

pagati

nel

1458 cinque fiorini per

la fati-

la di Pio li. Magis. Anton. Blockel unus famcanoniliaris pr persona sua


:

ca fatta nel suonare le campane per la morte ed esequie di


Calisto

III

co di Tournay sua diocesi, ebbe la procura delle udienze delle

Nicolaus Aromatarius unus familiaris.

lettere

contraddette

indi

lo

scrittorato della penitenziaria ^ e

poi Vaccolitato

pontificio.

Magister Johannes Barbitonsor unus familiaris era sancse. Salvatus serviens armorum ser:
:

Duo
te

familiares in coquina

secreta.

vente d'armi, ossia mazziere.

Franciscus Sozinus: stava nella cor-

Jaquetus de Papagallo
liaris;

unus fami-

del Pontefice suo paesano in qualit di scudiere^ venendo da

un Giacchetto Finaris fa-

Pio II impiegato nella dogana


del sale

migliare di Pio II, ebbe sei fiorini per la cassa o arca nella

a minuto.

quale

fu

seppellito

il

predeces-

Johannes (Plattner) credentiarius secretus, unus familiaris. Petrus Leopard credentiarius secretus, unus familiaris. Duo Cubiculari extra muros. Johannes Ciferator antico e Vuso
:

sore Calisto III.

Jacobus de Fabriano super horologium. Angelus de Ascininio. Magister Paulus Marmorarius unus
familiaris.

delle cifre

nella

corte

romana,

Mathias, Johannes de Britannia duo


hostiarii.

risalendo al secolo

XIF.
celebralissimo

Augustinus Patricius unus famiHaris


:

Christianus

questo

uomo

nel

1460 incominci a servire Pio II da amanuensej indi fu

cappellano segreto, abbreviatore, vescovo di Pienza per Sisto IV. Agostino Patrizi Pccolomini, esercit per venti anni l'uffizio di

, Antonius credentiarii comunes, Balduinus familiaris di Antonio credenziere del tinello si lia pure memoria nel 1462. Johannes Germanus, Oliverius Prin:

cipis

Coadjutores.

Salvatus, Antonius de Sartiano,


rius Januensis scriptores.

Ma-

Maestro

delle cerimonie pontifi-

cie (Vedi), al

quale articolo, coaltrove,

Nicolaus presbyter miniator: al me-

me dicemmo
sali

noteremo

che sono famigliari


del

commen-

desimo anno e nominato un Clemente da Urbino miniatore,


DE SECUNDO TINELLO.

Papa

maestri delle ce-

rimonie , servendo il novello Papa da maestro di camera, e da camerieri segreti qualora non gli avesse nominati. Tengintinus de Biittannia semel in
die.

Petrus gubernator Campi sancti del campo santo ove dispensavasi ai


:

poveri
{Vedi).

il

pane, ne

parlammo

al-

l'articolo

Elemosiniere del

Papa

I)omiuicus, Petrus campanarii Ca-

Domenico era prete, e furono ad esso ed a" compagni suoi campanari della bapellae
:

questo

Magister
liae.

Antonius

medicus fami-

Valastus et Nicolaus Eleemosynarii.

FAM
Joliaiines

FAM
portator
sancto.

^'j

de Burgundia

Chiappinus substitutus Magislri Stabulae.

canium in Campo

Johannes Jacobus, Pasquinus^ Johannes Petrus, Venceslaiis, Henricus, Johannes de Costantia ciistodes portae ferrae. Cursores duo.
Fratei- Jacobus,

Georgius, Arnoldus,
,

Gutterus,

Jo-

hannes Guilielmus, Conradus Herbordus, Johannes Olivarum


stabulari i.

Bartholomeus, Magnus Dominus custodes primae

Alanus custos portae Tinelli. Meus de Monte Piscali.


Protonotarius.

portae.

Johan.

Cins, Reinerius, Johannes de Bohemi a scriptores. Jacquetus, Andreas^ Henricus, Thomas, Johannes sartor de Forarla,

Cloe Florera.

Guilielmus
Matellica

Magnus
,

Cimiterio, Paulus,

Johannes de Andreas de Andreas de Senis


, ,

Jacobus Turcus. Stephanus, et Saccomannus Aquarii. Magister Albertus murator. Magister Johannis marmorarius. Petrus Nicolai, Martiniis, quatuor bubulci, Lusius, Johannes Parvus, Cornelius Lucas, Bonifortes
carrectarii.

Cristophorus
narii.

Justus

parafre-

Johannes hispanus parafrenarius corporis Christi, V. Eucaristia che PRECEDE ne' VIAGGI I PONTEFICI. Sigismundus, Petrus custodes panis.

Johannes Theobaldi, Rpbinus, Theodoricus Magistri coquinae communis // cuoco di Pio II nel 1458 era Antonio di Bruges.
:

Petrus, Alanus, Johannes, Johannes

Manthodi

familiaris coquinae.

Schegia, Didacus, Andreas


nes,

JohanJacobus canaparii comunes. Daniel , Jacobus Niger scopatores


secreti.

Mathias supra Tinellum niinorem, et furnum. Muliones i5, Fumarii 5.


Il Pontefice Pio II mori in Ancona nel 1464 Dopo la sua morte fu mossa una persecuzione ai

Johannes, Petrus,
tores conimunes.

Andreas

scopa-

suoi

famigliari,

fra' quali

furonvi
parenti,

Paris supra bladam.


Gileltus supra paleam. Gundisalvus supra stannium. Fvater Antonius supra granum.

molti suoi concittadini


e

Nicolaus Abbas supra


carrectas.

muliones

et

Robertus, Vernherus Hortulani


creti.

se-

generalmente al nome sanese, per la quale grandemente si dolse Cardinal Ammannati detto di il Pavia, nella sua lettera LVII a Fabiano di Montepulciano. Di ci non se ne sarebbe maravigliato lo stesso Pio II, se egli avesse potuto
ancor vivente esserne slato speltatore, persuaso che cos deve essere, siccome egli avea veduto succedere

Bachalarius Gallenarius.

Ludovicus,
tores.

et

Didacus

Dispensa-

Petrus Cabassius. Petro olim Aquari us.

dopo

la

IX

nel

i4o4>

morte di Bonifacio di Martino V nel


meritossi
il

Marianus Magister Hgnorum.


Cardinalis, Mathias custos Vioeae.

)43i,
col

sebbene
nel

titolo

di felicit de' suoi

tempii e di Nile

Johannes Hortulanus.

1455, che per

mi-

58
rahli
il

FAM
doti

FAM
aiiitno

del
in

suo

lasci

clavista e

suo
per

nome

benedizione.
si

Dei

gio

maestro di camera; GiorKesler cappellano apostolico,


e consigliere di Federialtri.

quali
li

memorati esempi
consolare

valse Pio

segretario

de Noxelo (ignora il Marini quale attinenza avessero i Noxeti sum mentovati con Pietro) il quale doveva
Pietro
essere

co

III,

ed

IV ebbe origine svizzera pontificia, che


Sisto
alla
P^.

Nel pontificato di la guardia


tuttora

custodia de'palazzi apostolici.


Svizzeri

contento, cuni
et

ex palalio
sarci-

Guardia
nei

pontificia.

La

salvus excrit,

coUegerit

giiaidia

poi della de' Cavalleggieri

nella lettera

nas suasj giacch, com'egli dice i88: Hoc heneficium^


uscir

(l^cdi)

che

primi
di

del secolo

corrente furono succeduti nella o-

di

salvo

dal palazzo, tanto rarius accidit.

norevole

qualifica

guardia del

ma/US
tenles
tificis

est,

(filanto

corpo

del

Papa

dalle

Guardie
,

Etenini qitot
in,

memoranlur^ qui p-

nobili pontificie

(Vedi)
d'

forse

la

palatio post obituni

Pon-

ebbe
Vili,

nel

pontificato

Innocenzo
il

in

ciderint
Jiabetur

niaximas calamitates in? Ita mos inolevit, odio


successor
quis quis ante-

potendosi consultare

citato

articolo.

Nella relazione del posses-

so

preso da
s'

cessoris

acceptus fuit.

Tanto

ri-

Novaes nella vita di Pio Marini a pag. 2o3, anzi a pag. i47 ci d le seguenti notizie su Pietro de' nobili de Noxeto, detto altrimenti Noxetano, e
porta
e
il

1484 nomi
di

incominciano
antichi di

Innocenzo Vili nel a leggere i


cui
si

degli uflizi palafini, in vece

il,

il

quelli

parl

in pi

luoghi
ec.

come a Cavalcate
fatti
si

(Vedi),

In

dice che ai

famigliari
altri

de'Cardinafi, prelati, ed

degli

Spinoli

di

Luculo.

Egli fu

di curia a cavallo incedevano

scrittore di

Eugenio IV, abbreviacancelleria,

pure a

cavallo

successivamente

il

tore,

e lettore delle contraddette,


della
di

barbiere del
to,
il

Papa con

valigia di
il
;

custode
rio

segreta-

scarlatto ove era la cappa,

manindi

segreto

Nicol

V,

nel cui

altra veste

pontificia

governo fu di grandissima autorit ed ebbe mano ne' maggiori e pi


importanti
aftri
,

sartore del

Papa con

simile va-

ligia,

con ci eh' era


del

necessario al

fu

segretario

Pontefice; poscia altri famigliari e


scudieri
curia,
nali,
i

parimenti

di

Calisto III, e poi di

Papa;
ed

nobili della
de' Cardi-

Paolo II. Riformatore degli abusi della curia romana fu Paolo II, che divenne Papa nel 14^4) ed ancora purg seveiissimamente la corte pontificia d'ogni simonia, e da qualunque estorsione; e come quello che a misura de' meriti conferiva le dignit, riform pure lutti gli iiflziali, ed ebbe la casa ripiena di uomini onestissimi. Sisto IV elev
diversi
lato,

nipoti

affini

seguiti dai cursori.


i

Dopo
extra
di

di-

versi altri

cubiculari

ca-

merantf
diverse,

altri

cubiculari

specie

ed

altri

famigliari con tor-

cie accese per la ss. Eucaristia che precedeva il Pontefice, custodita dal sagrista, dai chierici, e

dai

palafrenieri

addetti alla

mei

desima.

Ai

cantori

succedevano

segretari, gli avvocati, gli accoliti,


i

suoi

famigliari

al cardina-

chierici
di

tra' quali

ricorderemo: Pietro

tori

rota,

iliario fi-ancescauo suo nipote, con-

tore della

camera, e gli udicui decano portamitra pontificia aveva


di
il

FAM
due cubiculari cameliesegreti, ed altri; progredendo ri dopo il Papa il prelato maestro di camera in mezzo a due altri camerieri segreti; il medico, col
a'

FAM
ogni anno,
affinch facessero

59
Yoti

fianchi

per giugnere ad averne cento. Al breve pontificato di Pio III suecessero quelli gloriosi di Giulio II

e di
colla
II,

Leone
loro

X,

molto

amorevoli
Giulio

caudatario,
delle vesti;

il

custode

generale

famiglia.

Sotto

ra del
vizio,

due Papa, e

aiutanti di

camese-

e nel

iSog, ebbe origine Varss.

due scopatori
ed
il

ciconfraterniia del
sto,

Corpo di Criin

greti colle valigie


tutti

solito

ser-

posta

in

s.

Giacomo

bor-

essendo
specie

a cavallo.

Ma

delle

diverse
,

de* famigliari

go, che per la sua vicinanza al palazzo apostolico annover tra i

pontificii

che
dei

cavalcate

intervennero nelle possessi , luoghi che


articoli,

tefici
li

confrati parecchi famigliari de'Pone vi fu un tempo che ve ,

presero, ed abito che assunsero, se

ne parla piamente

a' relativi
il

ed am-

Cancellieri nella Storia

tutti, ed ecco coebbe origine l'assistenza che due bussolanti fanno nella basilica va-

ascriveva quasi

me

de*solenni possessi
tefici.

d'sommi Fon-

ticana

alle

uffiziature dell' ottava

Alessandro

VI

elev ai maggiori

onori molti famighari

che

lo

avee

vano

servito

nel

cardinalato
i

nel pontificato,

massime

concittai

Corpus Domini^ al volume VI, pag. 181 e 182 del Dizionario. L' istoria del sodalizio composta dal Torrigio contiene molte notidella festa
del

modo

che

si

disse al

dini spagnuoli di Valenza, e


renti.

pa-

zie di
frati

famigliari de'Pontefci copbenefattori, o sepolti

A nominarne
del

alcuni de'pri-

di esso,

mi, fece
sare

Cardinale Giovanni Vera

spagnuolo, aio
,

suo

figlio

Ce-

Borgia encomiato per non aver abusato del favore che godeva, per cui colla sua modestia, e
costante vita esemplare pot evita-

e fra quelli di Leone X nomineremo messer Giulio de Blanchis cameriere, Giambattista dell'Aquila altro suo cameriere,

nella chiesa,

vari cubiculari
di stalla,

balestrieri,
ec.
;

datario

cosi ve

mastro ne

re

le

persecuzioni

cui

andarono
per crui
,

mlti famigliari
delt di
spetti

soggetti

sono di Gabriele

Cesare Borgia
col

cui so-

deluse
dalle

tenersi

sempre
qutelli

addietro

seduzioni di

che vogliono profittare de'cortigiani per le loro mire ambiziose ed interessate Alessandio VI cre pure Cardinali Jacopo Casanova spagnuolo di Valenza suo cameriere; e Lodovico Podocatero di ]\icosia suo medico e segretario. Si racconta dal Burcardo che AlesSandro VI giunto all'et di settantaUno anni, don nel suo compie.

Clemente VII , come de Pizzuccaris guardaroba, e Antonio da Varese suo barbiere , anzi dicesi che tutti i palafrenieri di Clemente VII ivi si fecero fratelli, e donarono al sodalizio

un

baldacchino

di

raso

bianco.

Giulio l annover al sagro collegio

re nel cardinalato,

Antonio Ferrari suo famigliabench nato pveramente ; Francesco Alidosi egualmente gi appartenuto alla su^
ficaio

corte cardinalizia, e poi nel ponti-

promosso a segretario;
di

Fa-

flrt/zo5

la

con promessa di aggiungerne cinque

a'famigliari trenta ducati,

zio Santorio di

oscura condizione,
Giulio II

gi pedante

quando

6o

FAM
alla

FAM
universit
chi erano
colle
>
i

giovinetto studiava

famigliari de' Pontefici,

di Perugia, e perci ammesso da Cardinale nella sua corte; Gabriello

seguenti

parole.

Ne amapud

plius

suburirentur

lites

de Gabrielli, gi di lui agente, indi suo segretario; Pietro Accolti altro segretario, e Francesco Argentino. I Cardinali creati da Leo-

magislratus
"

pr

interpretatione

privilegiorum, declarat Pontifex,

qui
*
*

sunt

intelligenti

veri fami'

liares Pontificis et continui

comof-

ne

in persone

state

sue

famigi

gliari,

sono:

Bernardo

Divizi,

mensales ejusdem. Ergo referendarii, et


ficiales

alii

maestro
goni,

e famiglio;

Ercole

Ran;

>

ex palatio apostolico pa-

primo cameriere segreto


Trivulzi, stalo
II.

nem

liabentes, protonotarii, sub-

Agostino

cameriere

diaconi, auditores rotae, acolyti,


scuti feri, secretarii, litterarum

segreto di Giulio

Inoltre

Leone

>

accrebbe
alla

il

novero dei

cubicu-

apostolicarum scriplores, cubiculariis,


milites
s.

lari,

e degli scudieri vacabilisti, ad-

Petri, in palatio deser-

detti

Cancelleria

Apostolica

(Vedi).
nel

Gli

i522,

successe Adriano VI che per riformare la


la

* vientes, et custodiam facientes, li** cet in palatio non dormiant, nec in V tinello comedant, vero et indu*

curia
tificia

romana e

famiglia pon-

bitali

Romani

Pontificis

chiam nel palazzo apostolico i teatini Giampietro Caraffa che poi fu Paolo IV, e Gaetano Tiene che veneriamo sugli altari cos\ tolse quegli abusi che davano argomento a'novatori di denigrare lo splendore della Sede pontificia;
;

pore existenlis non

ghim et fide M veris faniiliaribus, et commensa lihus Papae.

> >

pr temper privilecensendi sunt de

ma

tanto salutare rigore fece gioir

Et in privilegiorum huc usque editorum, et imposterum edendorum regulis, in quibus agatur de coramensalibus, et familiari>

molli alla sua morte.

bus Pontificis,

hi

omnes com-

Anche Paolo HI onor colla porpora diversi famigliari, come Bartolummeo Guidiccioni, stato suo vicario generale quando era vescovo, non che uditore; Jacopo Savelli
Ottone Truchses, e Durante Duranti suoi camerieri segreti; Girolamo Capodiferro, che l'avea servito nel cardinalato, con Tiberio Crispi che pur vantava tacameriere d'onore
;

prehenduntur. Quindi a' 18 maggio i543 Paolo III spieg i dubbi nati dalla precedente costituzione.
>i

I.

Dubilabatur,

num
de

de omuisingulis
intelli-

bus in corpore, vel


V.

g.

referendariis, esset
,

gendum

eos

esse

familiares?

Pontifex respondet, intelligendos M esse omnes et singulos.

le

onore:

finalmente cre

Cardi>

II.

Cum

anno

II

sui pontifi-

nali

Pietro Pacecco, gi cameriere


segretario.

catus

Pontifex

fecerit

constitu-

d'onore di Adriano VI; e Bernar-

do Maffei suo

tionem ad liane materiam alli nenlem, ncque fuerit in cancelli

Divenuto Pontefice Paolo III Farnese a'22 dicembre i534j con decreto , Sanctissimus in Christo, presso il Guerra Pont. Conslil. epitome t. I, pag. 384, dichiar
,

laria lecta, et publicala, dubita-

batur,

num

vel le t Pontifex,

eam

robur habere?
'5

Pontifex

decer-

nit,

eam

valere debere.
in

III.

Cum

omnibus

o/ficiis

FAM
M in constitulione recensilis sint of fcales supranumerarii creati a
Cardinalibus a Latere
,

FAM
egli

6i
il

non

approvando
favoriti

consiglio

di alcuni

che spingevano
vita

qui actu

Giulio III
deliziosa,
si

ad

una

piuttosto
diocesi

non deserviunt dubita bantiir num hi quoque gaudeant pri> \ilegiis coramensalium eie. Re spondei Pontifex, supranumera rios in privilegiis non debere

ritir

alla
II

sua

di

Gubbio. Marcello
desiderio

visse ven-

tidue giorni nel pontificato, lascian-

do gran
glia

di

se,

giacche
e

era per purgare la corte


pontificia di

fami-

qui sint creati a Legats a Latere ; debere frui creato* sufrui,

tutte le

persone

indegne,

" pranumerarios a Pontifice. Dipoi Giulio III, colla costituzione Sanctssimus in Christo, data a' i3

>j i

febbraio

i553,

solvit

dubium ex constitulione Pauli III enatum utrum praelati ecclesiarum habentes panem ex
apostolico

nel suo ed il corteggio necessario, che dovea comporsi d'individui diligenti ed onelusso, ed amante sti. Nemico del della parsimonia restrinse le con-

biamando avere

palazzo pochi palatini,

suete sportule del palazzo apostolico.


le

Pensava di
milizie,

licenziar

da
ai

Roma
confini

palatio

habenti

sint

mandandole
per

familiareSj et commensales Pontificis.

>

dello

stato

guardarlo;

come

divisava disfarsi della guardia sviz-

Respondet Pontifex, hos praepersonae


suae esse

zera destinala a vegliare sul palazzo e persona del Pontefice, dicendo


spesso, essa

latos ratione

w familiares, et commensales Pon tificis.


>
>

non convenire^ nel

riflessi

so che molti principi secolari

di-

Ac proinde Pontifex de beneecclesiasticis

fesero dai loro nemici col salutifero

ficiis
is

per eos obten-

>y

qualitercumqnequalficats colsuisque successoribus reser-

lationem, provisionem, electionem


sibi,

>i

vat, sive in

Romana

Curia, sive

w extra in praelati moriantur.


Giulio III elev alla dignit cardinalizia

segno della croce, n avere bisogno di spade e di scudi chi in luogo di Cristo tutta la Chiesa governa ; preferendo piuttosto di cader vittima d'uomini perversi e scellerati, che dare al popolo cristiano s disconvenevole esempio. Il buon Pontefice alzavasi di buon' ora senza
servirsi di

Giovanni

Ricci,

che

lo

avea

assistito nella

qualifica di segretario

alcun famigliare,
il

da

mentre era Cardinale, e poi fatto suo limosinero segreto; e Gannandrea Mercurio segretario nel cardinalato.

se

medesimo accendevasi
il

lume.
Platina

Cos
nella

continuatore

del

F/'to de^ Pontefici.


la morte di Marcello II, 23 maggio 1 555, venne esal-

Marcello

II

nella sua vita pri-

Dopo
ed
fa,

vata era

stato

segretario

aio, e

a'

consigliere del Cardinal Farnese ni-

tato al pontificato Paolo


il

IV

Caraf-

pote di Paolo
lo

III,

per cui

questi
lo

quale chiam subito a palaz-

promosse

al

cardinalato, e

volle nel suo palazzo per usare del

suo consiglio, come fece il successore Giulio HI, che per suo mezzo voleva riformare i disordini del
clero,

il CaGuarenghi, il Bini, ed il Fiorabelli, uomini de' pi eloquenti di quel tempo. Bench da Cardinale avesse menata una vita conforme

zo per segretari straordinari


sa,
il

e della

corte

romana.

Ma

allo spirito di povert,

che prescrit-

62
lo

FAM
avea
a'suoi
volle
religiosi

FAM
teatini,

Marcello
di
le

II,

immediati successori
forse deperiti nel-

fatto

P^pa

mantenere
la

eoi do-

Clemente VII,

sovrana rappresentanza, e perci da persone soltanto ragguardevoli e nobili volle


essere
i

vuto splendore

politiche vicende

che accennamdell' oII

mo

di sopra degli ultimi anni del

secolo decorso,

e de' primi
di

servito.
i

Colm
per

di

benefizi

dierno.

Veramente
poteva

Marcello

romani,

quali

gratitudine
di cen-

poco

assai

esservi per

la

formarono una compagnia

brevit del suo regno; solo avvi

un

toventi cavalieri, che senza stipen-

documento
Paolo
III,

riguardante

le

distri-

dio dovessero dieci per gioiwo a vicenda ogni ora, servirgli di guardia del corpo. Questi romani furo-

buzioni di cera

del pontificato di

ma

quasi inintelligibile.

no da Paolo IV chiamati
Colomba;
stre,
li

cavalieri

Per dall'elezione di Paolo IV sino ad oggi, nell'archivio del palazzo


apostolico
li

Fedeli o della Fede, ed anche della


insigni dell'onore eque-

si

custodiscono tutti
pontificii,

ruola

de' famigliari

per

li

alloggi nel palazzo apoletti

stolico,

su de' quali vanno

gli

articoli

Cavalleggieri gi
spezzate.

citati,

Lancie
suoi

Cre
nel

Cardi nnle
tra
i

maggior parte da noi interamente letti, cos\ ivi sono pure i registri di quanto le dispense palatine somministravano a cadauno, non che
i

Scipione Rebiba, gi
famigliari

ammesso

cavalli,

famigliari,

gli

onorari

cardinalato

e tutt'altro, colle successive ritbrme,


di cui

quindi avendo appreso l'abuso che i propri parenti facevano di loro


condizione,
li

non mancammo

di

prendefedel-

re cognizione; per la qual cosa re-

esili

da Roma,

re-

putiamo opportuno riportare


mente,
gliare,

stando cos\ in un giorno duecento servi senza impiego. Brevissimo era

e secondo

l'ordine

gerarfami-

chico e graduazione di ogni


la

sonno di Paolo IV, e questo ad ogni momento interrotto, il perch di frequente alzavasi senza chiamail

precedenza,
e

l'ordine,
relativo

quanto analogo

alle

convenienze individuali de' pontificii


famigliari, sieno di quelli personali

re

alcuno
egli

de' suoi

famigliari,

per

non

privarli

me

dono di Dio, cochiamava il sonno. Pel


del
di

del

Papa, che di quelli del palazzo


distinti

apostolico; e gli uni e gli altri sosolo per il luogo per le attribuzioni che disimpegnano, per le vesti che indossano, pegli onorari e propine

tremendo saccheggio

Roma,

av-

no

non

venuto nel 15^7, sotto Clemente VII, gli archivi del palazzo apostolico andarono interamente incendiati, per la barbarie de' furibondi nemici per la maggior parte luterani, il perch tutte le memorie
risguardanti
il

del ruolo,

ma

che godono, e per tuttoci che li riguarda. Molte delle quali cose

appunto

si

rilevano dai ruoli della

palazzo

apostolico
intera-

famiglia pontificia, per cui nostro

e la famiglia

de' Pontefici
;

intendimento
di detti
si

far

conoscere alcuno
inediti,

vennero distrutte ignorandosene la ragione,


chivio
vi sono
lo III,

mente

quindi
nell' ar-

ruoli finora

onde
le

comprendine

meglio

altres

del

palazzo apostolico
i

neppure
di

registri di

non Paoe

principali variazioni, e differenti de-

Giulio III (di alcuni di

nominazioni degli uffizi. Ma al punto della stampa di


questo
articoloj,

questi ora

andiamo a

parlare),

in

uno

degli

uffi-

, ,

FAM
zi
tlel

FAM
si

63
i

palazzo apostolico,

rin-

Medici ,
miglia.

compresi

chrui-ghi

lo
fa-

\eiiilo

un

prezioso ms.
:

che porta

speziale, e quelli

ancora della

>> Ruoli questo titolo della Fame glia di Papa Giulio III, dall'aiM no i55o sino ai 28 marzo i555 che mor, con alcune note di

Cappellani
Piombator.
Trincianti,

et cuhicidarii,

il

primo

de' quali col

nome

di

decano.

spese fatte, e della fameglia che

M serv Sua Santit a Viterbo, et altrove nel i55f, i553 e i554; come pure della famiglia che doveva conseguire il cornccio in
>

Mastri di

stalla.

Computista 3 e sotto maestro di casa. Scudieri numero trentaselte.


Scrittori de' brevi.

sede vacante,

et altra

nota dei
di questi
dell' arti-

Appresso monsignor sotto-datario.


Diversi.

conclavisti ". Siccome argomenti nel progresso


colo

Parafrenieri cinquanta oltre


cano, con cinque
fra' quali
il

il

de-

dovremo
qui
di

riportare

analoghe
le

oflziali

loro,

notizie,

registreremo
speciale

cose
,

cappellano.

degne

menzione

e
nel

Officiali palatini, delle diverse officine,


ec.

le cose principali contenute ms. che non sono notate in

altri

Elemosine.

dell'archivio del

sagro palazzo, ove

vero che abbiano qualche cosa di


singolare, inconiinciando

prose-

guendo

per epoche, non secondo che sono nel volume.

Seguono le parli no va notato che no pure nelle parti


:

di

pane

e vi-

esse consisteva-

di vitella

di

castrato, di agnello, ed in altro ec.

i55o. Ruoli raccolti a' i5 luglio, ed al primo di novembre, monsignor Gaietto


stro di casa.

i55o.

Rotulo
col

della

famiglia

che

and
lati

Papa
il
;

a Viterbo, e no-

o Galletti

mae-

ta pegli alloggiamenti.
fra' quali

Otto precamerieri

maggiordomo,

La

Santit di N. S.

admultos annos.
maestro di cail

il

sagrista ec.

venti

Praelati.
sa, poi

Prima
il

il

cinque aiutanti di camera, due


scopatori segreti,
la

datario, indi

teso-

riere,

il

patriarca di Gerusalem-

camera
,

due forieri delmedico chirurgo


,

me

ec.

speziale, uffiziale sulla cera; tre


trincianti
il

Secrelarii extra ordnes, e pel pri-

mo
due
altri

il

Mastro
il

sacri

Palatii, indi

chierico;
stalla
,

cinque cappellani , ed maestro il cavaliere


scudieri per la tapegli

abbati,

era l'abbate di
ruoli
il

secondo de' quali s. Gregorio: in titolo solo extra

di

sei

vola

sei

forieri

alloggia-

menti, e due col maestro di casa, cio col

ordnes.

Camerarij e pel primo


di

il il

maestro

allora chiamandosi;
tori,

maggiordomo cos due spendi,

camera

in altro

primo

quarantatre palafrenieri, Col


offiziali

detto decano.
Sotto camerariij o aiutanti d ca-

decano, e quattro
il

loro;
delle

computista
;

il

mastro
assai

mera^ otto compreso


,

il

barbie-

poste
le

offiziali

di palazzo, e del-

re, il secondo guardaroba.

de' quali

pure

officine in

numero

co-

pioso;

due

capitani,

quello desi

64
svizzeri,
le

FAM
oltre
il
i

FAM
chiamata pure di tutto vitto, quando era vi un mensile compenso in denaro pel companatico, non la godevano interamente tutti i famigliari del Papa, n quelli considerali
tali.

cancclliero del-

guardie, e

trombetti.

i55i-i552. I Ruoli del i55i e del i552 non hanno differenze da quelli del i55o. Abbiamo il novero della famiglia che Giulio III port nell'anno i55i a Viterbo nel mese di agosto, ed alla Magliana a' 19 ottobre^ e
la spesa straordinaria

Alcuni avevano pane e

vino, altri l'uno o l'altro solamente,

lo
tri
ti.

che occor-

re pi in viaggio che in

Roma,
le

e questo quotidianamente, o soper alcuni giorni del mese; alerano famigliari senza tali parGodevano la parte di palazzo
solo

con un pr- memoria per


se occorrenti

co-

in

pane
i

papalino,
,

biscotti
gli

ne' viaggi, e delle

ciambelle
sciatori,

Cardinali
gli

ambai

relative disposizioni che fa d'uo-

oratori

de' principi

po dare. Il ruolo de* 20 marzo i55i pi numeroso d'indivisub-camerarii o aiutanti di camera sono nove, per non
dui;
i

presso la santa Sede; cos


vi

vescoal

ed arcivescovi
;

assistenti
i

so-

glio

diversi
i

della corte,

chierici

di
ci,

camera,
gli

protonotari
i

apostoliassistenti

dire di

altri.

Evvi una nota


in

di

accoliti,

prelati

diversi ministri,
bilisti,

parte

vacadi

della cappella, gli uditori


gli

di rota,
i

non che

di conclavisti del

avvocati concistoriali,
;

prelati

conclave

tenuto

per

morte

referendari

alcuni conventi e

mosessi,

Paolo III, ed elezione TU. i553. Spese pel viaggio

di Giulio

nisteri di religiosi d'

ambo

luoghi
di Viter-

pii,

cantori

della

cappella
la parte

papale ec. ec.


di

Godevano

bo dai

2 ai 2 3 luglio;

novero

palazzo

ministri della

cancel-

di famigliari portati, ec.

leria,
,

della dateria, delle segreterie

1554. Rotulo e parte di palazzo anco questo comprese le carni copioso di famigliari, con nove aiutanti di camera. Vi la nota dei muli per andare a Grottaferrata a' 26 settembre ; ed al:

principali,
vi,

come
altre
;

di stato,

de' bre-

di alcune

congregazioni
cosi
gli

cardi-

nalizie,

ed

abbregli

viatori di

parco maggiore, e

ab-

breviatori di curia. Alcuni per dei

tra per

un

viaggio a Viterbo.
vesti

i555. Rotolo delle

di

corucfa-

cio diite agli individui della

nominati avevano il pane basso, altri il solo pane, e qualcuno anche pail pane lo forniva la il vino netteria, ed era di varie specie, pa:

miglia antica, e di questa

nep-

palino, basso, ciambelle e biscotti;


il

pure

tutta.

tinello in

vino Io distribuiva la cantina o le cantine un all'aceto


:

Premetteremo al ruolo che andiamo a produrre di Paolo IV, alcune generiche osservazioni che facemmo sui diversi ruoli del medeche possono servire sino al sistema terminato col secolo pas.sato. La parte quotidiana di pane e vino, detta parte di palazzo^
e

erano due, segreta e comune, cos\ nella qualit. il vino diversificava Colle debite graduazioni e distinzioni
il

palazzo

apostolico

sommi-

simo,

nistrava agli effettivi famigliari del

Papa, e
rispettivi

al

modo

articoli,

che notammo ai pane, vino, aceto,

olio, candele,

legna, e carbone dal-

FAM
la

FAM
le

Q,^

dispensa

secondo

stagioni;

servi, cavalli, e
sti.

nutrimento per quei

Per grazia
Ja

Pontefici facevano

Corpus Domini^ e quello del ss. Sagramento. I cappellani di Paolo IV furono ventitre, due erano stati

dare

parte di palazzo

persoalla fa-

di Marcello

II;

e tutti

godeva-

ne che non appartenevano

no un
tre
lani
essi
il

famiglio ed

un

cavallo, ol-

miglia papale. Alcuni famigliari go-

caudatario antico.

devano

il il

vestiario, altri no.

si

I cappeldicevano anche cubiculari:

Eletto

nuovo Papa

questi con-

gi

godevano

il

titolo di

mes-

fermava negli uffizi i suoi famigliari, o li promoveva ad altri, secondo la capacit, i meriti di essi,
beneplacito pontificio. correnti agli uffizi vacanti
il

ser o monsignore; e Gabriele Planerio cappellano e caudatario di

Marcello
dal

II,

venne

raccomandato
entrare

con-

veniva-

Saraceni per con Paolo IV. Pi eranvi


ci

cardinal

quindiser-

no raccomandati dai cardinali, prelati, ed altri personaggi. Se ne faceva nota,


co* requisiti

cappellani
I

cubiculari senza

vizio.

cappellani
la

ebbero

il

veal-

qualit

stiario
tri

per

coronazione,
:

come

degli aspiranti, rimarcandosi se a-

famigliari

esso

consistette

in

vevano servito
registravansi
cusati.
tini,

altri

Papi;
e

quindi
i

panno
tre e

rosato, e

saia rossa

canne

gli

accettati,

ri-

Allora anche gli

uffizi

pala-

che al presente sono stabili, erano amovibili, ed a vita dei Papa che li conferiva, sia di credenza

comune
te,

e segreta, custodia di portinello,


i

o raso paopalmi due, e in ormesino paonazzo per mostre palmi quattro e mezzo. Il maestro di camera ebbe saia rosata veneta canne tre e palmi quattro,
tre, in saia

palmi

nazzo canne quattro e

floreria,
artisti,
gli

orologiaro
quei
impiegati
alle

ed
del
alle

rascia

paonazza con pelo canne due

altri

trincianti,

e palmi uno, ormesino leonato can-

forno,

individui
giardini,

scuderie, ai

cantine,

ed

Anche gh scudieri si rinnovavano ad ogni pontificato, ed abbiamo che Pietro Paolo da Piperno avendo servito da scudiere Paolo III, Giulio III,
il

soprastante alla cera.

ne tre, damasco rosso per mostre una canna e mezza taffettano rosso cremisino palmi tre, ed ormesi,

e Marcello

II,

otto

per

divenirlo

con Paolo IV. Venticinque erano gli scudieri, godendo un famiglio ed un cavallo per loro servigio.
Nicol de Belis, maestro di stalla di Giulio III, e di Marcello II, pro-

no paonazzo palmi due. Il coppieebbe per vestiario saia rossa veneta canne due e palmi quattro, rascia paonazza con pelo canne due e paln)i uno, raso leonato canne quattro e palmi due, damasco per le mostre canne una palmi quattro, ormesino paonazzo
re

per

le

mostre palmi due.

L'elemosiniere

non

era

vita,

cur

di entrare

diante la

con Paolo IV mecommendatizia del car-

o sino alla promozione, ma durante un pontificato; cosicch Francesco Vannuzzi canonico di


tro,
lo
s.

dinal Pisani, e fu fatto secondo.


I

Pie-

palafrenieri
il

avevano

gi

il

deca-

era stato di Paolo III,


III,

non

no,

cappellano, e quattro

officiali;

ma
di

di essi
:

V.

l'articolo

Palafree
tra

ne di Marcello li: nell'elezione di Paolo IV concordi

Giulio

nieri

erano
eravi

quarantanove,
il

se

tal
i

carica.

Esistevano a quel-

essi

palafreniere

del

l'epoca

camerieri secolari^ ed era-

voi. XXIII.

^6

FAM
gli

FAM
ecclesiastici

no numerosi come
riportati nel ruolo
siglieri

vitore

di

palazzo
il

dopo Paolo Conmaestro di camera, ed in

Nel

i5/)G

ed un cavallo. quarto aiutante di cal'uffizio


Il

mera ebbe anche

di scal-

ne contano cinquanta. Due camerieri segreti, avevano il titolo di assistenti, cio il maestro di camera, e il primo cameriere. Gli aiutanti di camera, oltre questo titolo erano chiamati sotto-camerieri: essi nel ruolo erano collocati dopo i camerieri segreti, ed
tutti

se

co del tinello segreto.


ricevette per vestiario

barbiere

panno

pao-

nazzo canne due e palmi quattro, velluto nero canne tre, e raso cremisino una canna e due palmi;
altrettanto ebbe
lo
il

spenditore se-

greto,
11

non

che

cuoco

segreto.

avanti
i

medici, indi
della

chirurghi,
i

piombatori

cancelleria,
di

cappellani ec.

Gli aiutanti
titolo

ca-

maestro di stalla ricevette canne quattro ed altrettanti palmi di velluto nero, quattro canne di damasco leonato, e dieci palmi di
raso cremisi rosso.
Il

Quattordici individui concorsero ad essere aiutanti di camera di Paolo IV, fra' quali uno che in tal qualifica
i

mera godevano il camerieri come

di messer,

trinciante del

segreti.

Papa
misi

ricevette per vestiario

damacre-

sco leonato

canne

tre,

raso

avea servito Giulio III ne' cinque anni del suo pontificato; un preposto di s. Giorgio di Cremona; altro di famiglia onorata di Casal

palmi dieci, e velluto nero canne tre. Ecco il ruolo di Paolo IV, tratto dal nominato archivio, ed il pi antico che sia in esso.
Rotulo primo della fameglia della w Santit di Nostro Signore Pau" lo PP. IV, fatto e firmato in presentia di sua Beatitudine a M santo Marco nel mese di luglio

Maggiore; e
del

certo

Pietro,

nipote
Tali

protonotario
la

Responso.
consuete

concorrenti per
si

maggior parte

munirono

colle

comaltri

mendatizie di
personaggi.
"vizio,

cardinali,

ed

Furono
tre,

accettati al ser-

e vestiti pel

ma

ninno

dei

concorrenti. Nella coronazione

gli

fu

i555. Mastro di Casa (cio il Maggiordomo) mons. R.mo de Ceneda. Roma, cio alli io del lugho i555.

dato

vestiario:
i,

veneto

canne

panno rosato 4? panno e saia


;

Daonazza canne 2, 2
misi -% 5;

velluto cre-

PRELATI.

damasco leonato canne


Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons.
Mastro
di

2, 4j raso leonato canne 1,2; tela branosa canna una. Da ci si rileva

Casa.

Patriarcha de Hierusalem.

qualche variazione dall'abito odierno, e che l'antico fosse pi


le.

nobi-

de Avignone. de Pola.
Sagrista*

IV

Nei medesimi ruoli di Paolo trovansi registrati cinque aiudi


il

tanti

camera:

avevano

tutto

vitto, e

quinto era barbiere, che

avea un servo ed un cavallo; per nell'aprile i557 si legge che


ai

quattro che
gli

ogni due

fu assegnato

non l'avevano, ad un ser-

de Forgli. Barengo. de Motula. de Venafro. de Ischia. de Sarno.


Datario.

FAM
SECRETARII.

FAM
CAMERERI.
S.r

67

Mons. G ovan Francesco primo. Mons. Cesare Groliero. Mons. Antonio Fiordebelo. Mons. Jo. Francesco Comendone. Mons. Angelo Massarello. Mons. Bendo.

S.r

don Alfonso Carafa. don Pompeo Piccolomni. don Antonio della Tolpha. don Tyberio Carafa. Andrea Matheo Aquaviva. don Antonio Cavaniglia.
Flaminio Savello.
Albano.

S.r Sigismondo Saraceno.


S.r
S.r

S.r S.r

S.r Tyberio de Sanguno.

EXTRA ORDINES.

S.r

S.r Christophoro Savello di

Mons. Gio. Battista presidente


la

del-

S.r
Il

don Cesare Borgia.


S.r flgliuol del S.r Francesco de

Mons. Mons. Mons. Mons.

camera. Sigismondo.
Lactantio.

Manera.
Camereri
inferiore

Vero Veri.

(che sembrano d'ordine


ai

Candido. Il conte di Ugento. Frate Angelo confessore. Maestro sacri palatii. Mons. Francesco Vannuzzo. Mons. Gio. Francesco maestro delle
cerimonie.

precedenti

quali

da due famigli, mentre questi avevano da palazerano


zo
S.r
S.r
serviti

un

solo famiglio

).

Mons. Cesare
Il

della Nave.

S.r

conte Gio: Francesco.

S.f
S.r

Abbate Valentino. Abbate Bibbiena. Abbate Negrone. Conte Pavolo da Porto. Gio. Francesco de Emilio.
Botulo.

Sx Secretano
CAMERERI.
S.**

Mons. Paulo Consiglieri maestro de

Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons. Mons.
11

camera. Francesco Baccodio. Brasco copi ero.

Giovan Carlo.
Michelangelo. Bernardo.

Secretano Barbadico. S.r Secretano Melchiori'O. Mons. de Mani. Mons. Marc' Antonio Sauli. Mons. Vincentio Crescentio. Mons. Claudio Aleandro. Mons. Giovan Andrea della Croce*

Hieronymo.
Andrea. Petro Martire. Antonio Francisco. Mariano.
Accursio.

Mons. Cherubino da Regio. Mons. Simone Aleotto guardarobba. Mons. Nobilio Julo per (custodire) li
rocchetti.

CAMERERt.

Prospero. Adriano.

Giovan

Battista Sella

nova.

canonico napoletano.

Hieronymo Savorgnano. Teophylo de Hernayn. S.r Conte Ludovico de Urgenstairt* Mons. Ascanio da JVepe.
s.r

S.r

68

FAM
Il

FAM
doclor licentiato dell'arci v. Toletano.

Mons. Paolo Foscari. MoDS. Viclorio Ragazzone.


AIUTANTI DE CAMERA.

Messer Gabriele Planecco. Messer Lorenzo Puzzone.


CAPELLAM.

Messer Messer Messer Messer

Carlo de Tassi.

Andrea Lancio.
Juliano.

Brangadoco.
S.

Messer Bartholotneo barbero di N.


MEDICI.

Messer Hieronymo de Assisi. Messer Lorenzo Manini. Messer Francesco da Montepulzano.


Messer Eustachio caudatario antiquo.
Messer

Giovan

Pietro

Accolito

Messer Giovan da Sessa. Messer Cosmo Jacobello. Messer Paolo Farnese. Messer Ippolito A mi ti o. Messer Jacomo da Per osa per N. S. Il nepote suo per suo sostituto. Messer Alpho Ferro per Familia.
Il

computista.

nOMBATORI.
Messer Fra Gullielmo Messer Fra Jo. Jacomo.
TRINCIANTI.

Speciale.

Messer Alessandro de Civita Castellana ad

panem

honoris.

Messer Antonio Zurlo per N. S. Messer Julio Rotundo. Messer Giovan Battista da Bologna.
MASTRI DI STALLA.

CAPEI! ANI.

Messer Messer Messer Messer Messer Messer Messer Messer


bus.

Alexandro. Stephano.
Pier Leone.
Niccol.

Messer Mauro.

Messer Niccol de

Belis.

Messer Andrea Zanino


Battista indiano.
SCUDIERI.

sotto

mae-

Pier Antonio.

stro di Gasa, e cassiere.

Giovan

Pietro Bordone.

Giovan

Battista de Comiti-

Messer Messer Messer Messer Messer


gelio.

Antonio de Olmedo. Marc' Antonio Georgs. Alexandro Pelegrino. Lorenzo Ru li Ione. Giovan Angelo del Evan-

Messer Flavio Cardolo da Narni. Messer Fhilippo Capuano doctore. Messer Bernardino Paganuzzo. Messer Antonio de \alle.

Hieionymo Petito. Domenico Bonamico. Messer Juan Jacomo Cechinello.

Messer Messer Messer Messer Messer Messer Messer Messer Messer Messer

Bartholomeo de Alba. Camillo de Tani. Giovan Daddeo.


Pietro Paolo Palmerio.

Stephano Oldano.
Evangelista Sano.

Petro Navarro.
r'rancesco Campillo.

FAM
Messer Joan Navarro. Messer Ludovico Turrino. Messer Sebastiano Battaino. Messer Valerio Tornaboni.

PAM
Giovan de Uonfra.
Desiderio Ronnther.

69

Francisco Basso.

Messer Giovan Axelio. Messer Aeselle mantuano. Messei- Gaspar Planes. Messer Antonio Salutio. Messer Alphonso Santes. Messer Antonio de mons. de Venafro.

Giovan Martino. Galeazzo da Bologna.


Francesco Boldrino.

Giovan Lusar. Mansueto Anglese. Rodomonte. Andrea Chiavellino.

Luca Thiern.
d*

Messer Luca Berardi. Messer Flavio nepote di mons.


Ischia.

Messer Bartholoraeo Bazano. Messer Battista Bazzocho.


DIVERSI.

Giovan Pruetis. Giovan de Udine. Ferino da Bologna. Bernardino Maructi. Martino Navarro.
Francisco Taliandero.
Balthassar Portughese.

Gaspar de-Hoyo.
Messer Messer Messer Messer Messer
Petro sensale. Stefano stampatore.
Filippo de Heras.

Antonio de Monteflori.

Evandro

de' Conti.

Alovisio de

A rigo.

Leonardo Bamondino. Bernardo de Clerga.


Francesco Bulino. Angustino del Olmo.

Angelo recamalore.

Tre

heremiti.

Messer Ludovico lecticaro. Messer Bernardino de Maifredi. Messer Gio. Francesco de Gaieta. Messer Andrea Besoho forer , o
foriero.

Paulo Pelone. Giovan de Artiaga.

Jacomo Su rat.
Francesco Bambero. Franceschi no del Corpus Domini,

Bernardo del Corpus Domini.


PARAFRENERF.

Capellano loro.
Officiah loro 3, o 4-

Giovan Spagnolo decano.


Niccol Vercelli.
OFFICIALI MAGGIORI,

Giovan Jacomo.
Ludovico.
Bastiano.
Gio. Battista Gentilino.

Angelo de Baldi. Pelegrino de Rayse. Giovan Gotardo. Josepho de Asolo. Antonio de Gabriel. Giovan de Soma. Vincenzo de Augnbio. Francisco de Landinaro.

Due Due Due Due

Cubiculari.
Scudieri.

Mazzieri.

Mastruseri, o Mastrusesi, ovvero Mastri uscieri gli ostiari fu:

rono anche
ri virga

detti nei ruoli, uscie-

rubea.

Tre

Cursori.

Receptor di mons. Datario.


Revisore delle suppliche.
Registratore secreto.

70

FAM
chierici della

FAM
Cabasso comune.
Buttiglier secreto.

Scriptor del libro de Missis. Substiluto della segnatura.

Due

Cappella.

Due

soprastanti al forno.

Custode della Camera.


Scrittore del canto fermo. Sciittore del canto figurato.

Fornaro segreto. Otto fornari comuni. Panatero comune.


Ca-

Scrittore de' brevi.

Pro-sum mista
mera.
Ilorologiaro.

delle bolle

per

Due Due

cochi di N. S.

cochi del secreto.

Soprastante alla cucina comune.

Computista della Camera.

Tre cochi comuni. Canovaro segreto.


Quattro canovari comuni.
Sei
officiali

Tre Tre

custodi di porta ferrea.

custodi della

prima catena.

del tinello segreto.

Due

custodi della seconda catena.

Due

credenzieri del

magn.

Un

custode delle due catene.

Portinaro dell' atrio. Portinaro del palazzo. Portinaro dei concistoro,


tura.

Quattro officiali del detto. Portatore delle brocche.


Soprastante alla cera.

e Segna-

Tre

scopatori secreti.

Portinaro del cortile di torre Borgia.

Otto officiali del minor. Portinaro del detto.

Due
s.

soprastanti allo storgno.

Custode del pozzo novo.


Altarsta di
Pietro.

Soprastante alle legne.

Otto scopatori comuni.


Sei baccalari alle legne.

Cappellano del Sagramento.

Campanaro di s. Pietro. Due custodi della libreria.


Revisor
il

Due

liavandare scerete.
tinello.

Lavandara del

Faerno.

Pollarolo di Casa,

ossia

guardiano

Due

scrittori in latino.

del pollaro di palazzo.

Scrittore in ebreo.

Scrittore in greco.

Muratore del palazzo. Falegname.


Chierico de' cappellani segreti.

Registratore in secreteria.

Custode del

registro.

Sotto mastro di

stalla.

Due
Due

Registratori delle suppliche.

Venti famegli di

stalla.

Soprastante della musica di Castello.


foreri della

Aquarolo

della stalla.
stalla de' Capelluui.

Camera

di

N.

S.

Baccalaro della

Due
OFFICIALI MINORI.

suprastanti alle biade.

Suprastante ai muli.

Capellano della fameglia. Scalcho del tinello maggiore. Scalcho del tinello segreto.

Nove mulattieri e Aquarolo segreto. Aquarolo comune.


Carrettiere.

lectusori.

Due

scalchi del tinello minore.

Credenziere segreto. Spenditore segreto.

Custode di Belvedere.
Hortulano.
Giardiniero.

Spenditore comune, o della famiglia.


Scrittore delle spese.

Portinaro. Scopatore.

Procomputista.

Due

dispenseri.

Guardiano del bosco, e de'caprioU.

FAM
HEIEMOSINE A TUTTO VITTO.
mili,

FAM
fanno borse cento. In tutto il giorno borse 171.
R.MI CARDINALI A PANE E VINO
(tutti

71

redutte a bocche quotidiane

Suprastante a Campo santo. Sette poveri i3 un pasto.

Quattro frati indiani. Mons. Maronita. Tre muratori in s. Pietro. Cappellano loro. Quattro poveri di s. Lazzaro.
Prigioni di Campidoglio.
COLATIONI.
Sei colatoni di parafrenieri de R.ui
(i cardinali).

una porzione).

R.mo

Card. Pisano.

De De De De

Silva.

Augusta. Cueva.
Cesis.

De Durante. De Medicis.

Due

colationi de'cantori della

Cap-

pella pontifcia.

De De De
De

Crispo.

Saracenus.

Montepultiano.
Messina.

Questo il ruolo della famiglia di Paolo IV , in cui la maggior parte dei registrati godevano cavalli, e servi di palazzo. Segue altro ruolo del suddetto giorno ed anno, per la parte di palazzo.
DIVEBSI

De De De

Mignanello.
Cicada.

Dandino.

A PANE E VINO.

Mons. Ascanio da Nepe.


ELEMOSINE, COLATIONI, ET PORTIONI
DOPPIE.

De Farnesco. De Savello. De Capo de De Urbino. De Monte. De Nobili. De Caraffa.


Illustriss.

ferro.

Sig.

Parenti

pane,

vino.
Illustr.

R.mo

Card. Caraffa por

tioni sette.

Elemosina del venerd in

Campo

Illustr. Sig.

Castellano porlioni una.

sancto, ridotto a bocche quotidiane

fanno borse 56 (per bocche s'intende persone, o porzioni).


Frati et monasteri.
diane, sono borse

Sig.

Oratore

de Franza
cos
i

portione

una ....

seguenti.

Una

volta la

settimana, redutte a bocche quotii4in


le

Mons. Governatore. Mons. Auditore della Camera. Mons. Vicario ( allora non eia cardinale,

Cantori della
cantie, redutte a

Capella

va-

ma
).

bocche quotidiane,
le

so Paolo
dinalizia
Sig.

IV

per volere dello stesdivenne carica car-

fanno borsa
O/Iiciali

per

messe, e ve-

speri papali bocche due.

Thesorero generale.

del palazzo per loro coet


quelli

flationi

quotidiane,
le

che

DIVERSI A PANE E VINO (tUtti

UUa

hanno

porzioni
aquaroli,

doppie,

come
si-

porzione).
li

inulatcri,

caretteri et

capilaaio di Castel sanct' Angelo.

7
Sigg.

FAM
Caplanio
dolla

FAM
Guardia.

Capitanio dei cavalli leggieri (porzioni due).

Vescovo Ruffino. Vescovo de Mondo vi.

Capitauio de Svizzari. Canceller della guardia.


Depositario generale.
Barisello di

A PANE

d'

HONORE. SIGG. ORATORI (una

porzione per ciascuno).


Dell* imperatore.

Roma.
thes. vec-

Mons. Francesco del Nero


chio.

De De
De De De De De

Portugal.
Inghelterra.

Mons. Malheo
tutto vitto).

de san

Cassano (a

Del re de' Romani.


Venetia.

Mad. Anna Gonsales

(porzioni due).

Fiorenza.

Ferrara.

Urbino.

E.MI

CARDINALI

A PANE PP.KO una porzione).

tUtti

Bologna.

Il.mo Pacecco decano. De Carpo.

A PANE d'hONORE. PRELATI DOMESTICI (una porzione per cadauno ).

De s. Jacobo. De Moroni. De Armignac. De Pacieccho. De Verallo. De Puteo. De Farnese. De s. Fiora. De Sennoneta. De Ferrara. De Cornaro. De Cesis.
REV.Di SIGG. ASSISTENTI
sistenti
(

Mons. Datario.
R.di Sigg. Chierici di

Camera
sette.

otto.

Auditori di Rota

dieci.

Prothonotari
Penitentieri
Pietro.

nove, in

s.

Subdiaconi cinque.
Accoliti
otto.

Maestri di cerimonie due.

A PANE

d'

RENDARI

HONORE. R.DI SIGG. REFEporzione per ca( una

dauno
vescovi asal

).

soglio: tutti

una por-

Mons. Patriarcha de Hierusalem.


Arcivescovo di Avignone. Arcivescovo di Cosenza.

zione

).

Mons. Patriarcha de Hierusalem. Patriarcha de Alexandria.


Arcivescovo di Corf. Arcivescovo de Siena.
Arcivescovo de Cosenza. Arcivescovo Ursino.

Vescovo di Vescovo di Vescovo di Vescovo di Drago. Dori a.


Spinula.

Pesaro.

Tolosa.

Bagnarea.
Macerata.

Vescovo di CoIona. Vescovo de Venafro. Vescovo de Forl.


Sacrista.

Benedetto Lomellino.
Datario.

Ottho Remsor.
Baccodio.

de

Ischia.

FM
A
PAIfE D* HONORE.
FICIALI

FAM
OFlo

73

DIVERSI SIGG.
(

DELLA CORTE
).

Una

porzioiic

Quindi viene chiuso questo ruodi Paolo IV, col riassunto dei
in

per cadauno

famigliari

numero 4^1,

di servi

R. Sig. Custode della Cancelleria. Sig. Presidente della Camera.

medesimi in numero 3 1 3, quali riuniti formano 734 individui che diconsi mantenuti a
di palazzo pei
i

Advocato Advocato

Fiscale.

lutto vitto, oltre a

247

cavalli pei

de' poveri.
fiscale.

Procuratore

Due

clerici

del Collegio.

mentovati famigliari palatini, considerati pure i cavalli a tutto vitto. Pi sono registrati diversi et
:

Kescribendario.

hmosine

et colalioni

et parti

dop-

Decano de

Scriptori.

pie redutte

218 a pane

e vino.

Scriptor secreto.

Secretario de' Brevi segreli.

Quattro mastri del registro


alle bolle.

Diversi et misse a vino solo 26. Diversi Sigg. et officiah della corte

Tre maestri
Messer Comino del
suppliche.
Il

del piombo.
registro
delle

mensario de' notari di Camera. Soldano de Tor de Nona. Computista del Palatio. Mastro di stalla di N. S. Cecina segreta. Cantina comune.
A VINO SOLO
tutti

a pane solo 124. Sono a tutto vitto borse 734. Sono a pane e vino borse q'yi. Sono a vino solo borse 978. Sono a pane solo 1076.

di pi la tavola di N. S.

et

de

R.mi Card, ordinaria

et extraor-

dinaria che ragguagliata fra l'an-

no poteva importare per borse


quotidiane a tutto vitto 25. Finalmente ha termine il ruolo con una memoria della famiglia aggiunta de mandato del B..ino Mons. Mastro di Casa.

mezzo

bocale

meno

quelli

che nomineremo).

Messa in Capella secreta. Messa in Capella Paulina. Messa in s. Petro, un boccale e mezzo. R.mo Mons. Card, de Augusta.

De Cesis. De Saracenis. De Farnesio. De Capo de De Urbino.


Ill.mo Sig. Conte
boccali.

ferro.

Montorio, dieci

Senza riportare altri ruoli di Paolo IV, aggiungeremo le denominazioni di alcuni uffizi che rinvenimmo ne' medesimi, non nominati in quello che abbiamo riproovvero appellati con altri dotto nomi, mentre pel tinello non solo vuoisi intendere il luogo ove si custodisce il vino, ma anche la camera ove pranzava la famiglia pon,

tifcia,

Castellano.

giore
chi
,

per cui eravi tinello magtinello minore, con scalportinari,


altri

Mons. Patriarcha de

Hierusalem

credenzieri, cuochi,

un Datario, due

boccale.
boccali.

lavandara, ed
sette

offiziali

addetti

all'uno ed all'altro tinello. Quindi

R.mo

Card. Carafa

nepote,

trovai
tori,
il

il

custode del libro de' can-

boccali.

diacono e suddiacono apo-

74
slolici

FAM
della cappella,
i

FAM
cubiculari

mento

dello spedale e della chiesa,

di custodia, gli scudieri di custodia,

nolaro delle cancella, il custode delle due catene delle scale nuove,
il

che poi nel i58o da Gregorio XUI ebbero ingrandimento, facendone

memoria

il

Cocquelines,

presso

il

l'ospedaliera di

s.

Marta,
ec.

il

bidel-

Ma (Tei,
tom.
rio

/annali

di

Gregorio

XIII

lo della rota ec.

Qui

va nos.

tato die presso la chiesa di

Ste-

lano de' Mori dietro la basilica vaeravi un ospedale con chieticana


,

sa dedicala a
stata
essa

Marta, per essere alberga Irice ed ospitas.

II, pag. 449- Inoltre GregoXIII non solo approv le dette indulgenze, ma ne estese il godimento a tutti fedeli che visitassero la chiesa, la quale anticameni

te era filiale della basilica

vatica-

liera di

Ges Cristo

nella sua ca-

na

ma

per

le

vicende
esiste

de'
,

sa di Nazareth. Considerando Paolo III

l'ospedale pi

non

tempi avendo
ai

non convenire che


mogli e
offizi

famifa-

Leone XII data


religiosi
trinitari

quella
scalzi.

chiesa

gliari, e le

figlie

dei

Ne

devesi

migliari degli

minori del padel Pontefice

finalmente tacere che

la chiesa

pro-

lazzo

apostolico

gressivamente fu ristorata da Sisto

in attualit di servizio, in caso d'in-

fermit andassero nei


spedali, nel

pubblici

o-

i53y fabbric una


ospedale

pic-

cola chiesa con


cui aild

annesso,
invoca-

ad una confraternita cal'

nonicimiente eretta sotto


zione di
famigliari
s.

Marta,
pontificii

e
,

composta di
acciocch
ivi

V, da Clemente Vili, da Paolo V, da Urbano Vili, per procura del maggiordomo Fausto Poli, e notabilmente da Clemente XI, il quale nel 1704 la ridusse nella forma che si vede. Vi sono in essa de* buoni dipinti, ed il Crocefisso in mezzo
rilievo pregiato lavoro

di

Ales-

potessero esercitarsi anche in opere


pie.

Quindi a vantaggio principaldegli infermi e convalescenti

mente

palatini,

e di

que' famigliari
ministeri

ne' loro differenti

che erano

obbligati

ad una continua

assisten-

sandro Algardi. Della chiesa e dello spedale ne trattano il Panciroli ne' suoi Tesori, pag. 6i5; ed il Piazza , Opere pie di Roma, pag. 187 e 563. Dal Renazzi poi, a pag. 1 3o, abbiamo che detta chiesa
essendo
sotto
la
ivi

za del servigio pontificio, senza aver

giurisdizione
si

del

comodo di visitare i santuari di Roma, arricch la chiesa con indulgenze, concedendole quelle che han-

maggiordomo,
pellire le

potevano sepal servi-

persone addette

no

la

basilica

lateranense,
s.

il

ss.

Salvatore alle scale sante,

Gia-

Papa: ed in fatti nel 16T1 vi fu sepolto monsignor Cristoforo Segni maggiordomo d'Innocenzo X.
gio del
Il

como

di

Composlella, ed

altre, co-

menzionato

Alveri

riporta

le

me
che

quelle delle stazioni, per quelli


la

iscrizioni sepolcrali, tra le quali

una

visitassero,
dall' Alveri
,

come meglio

ri-

di certo

Cosma Quorli floren-

levasi

Roma
VII

in ogni

TINUS CLEMENTJS
to Cristoforo

Vm

AC CAMERAE A-

stato, part. II,

pag. 220, opera de,

rosTOLicAE FLORERius; l'altra di cer-

dicata

ad
si

Alessandro

nella

quale

fa

una

bella

descrizione
sette altari.

della chiesa, e de'suo?

Paolo
sodalizio

III le

affjd poi allo

stesso

Picac di Anagni di Paolo V INTIMUS CONVERRITOR AURIGA MULiomJQ. PRAEFECTUs. Finalmente avverte il citato Piazza, che
nella chiesa di
s.

rendite

pel

manteni-

Marta

vescovi

FAM
residenti in

FAM
assistenti
l'

y5
ed anche do-

Pioma ed
del

al

Pio IV furono
dici.
I

dieci,

soglio solevano

celebrar

annivercollegio
registri

quattro scopatori segreti eb-

sario de' vescovi

loro

defunti. Rilevo quindi

dai

dei maestri delle cerimonie


ficie,

ponti-

che

vescovi assistenti al soin

glio dal

1754

poi

non fanno
in
s.

pi

tali

anniversarie esequie

Marta; ed al presente si celebrano in s. Maria in Vallicella. L'Amati nelle


Osservazioni
pontificia
,

bero ognuno pel vestiario tre canne di panno paonazzo o saia fiorentina, e dieci palmi di raso leonato. Vi sono notati due Camerieri assistenlij ed i camerieri di onore s secolari , che ecclesiastici ebbero tutto vitto. Gaspare Bianchi gi maestro di camera di Pio

sul coro

IV

nel

cardinalato

fu

fatto suo

della cappella

pag.

scalco.
ciferi,

Sono

registrati cinque cro-

i57, paria della messa e vespero che i pontificii cantori cantavano in questa chiesa per la festa di santa Marta. A Paolo IV nel iS^g successe Pio IV de Medici, del quale ripor-

col titolo di monsignore, avente ognuno la parte di palazzo. Il maestro delle poste era allora

a vita del Pontefice che lo dichiarava, chiamandosi Ippolito Lampo-

gnano quello
vesti

di Pio

IV

ebbe
il

le

tiamo un bel documento all' articolo Viaggi de^ Pontefici [Fedii), cio il novero de' famigliari pontificii che precedettero ed accompagnarono Pio IV nella sua andata a Perugia, con interessanti nozioni per l'argomento. AH' articolo citato,

per

la

coronazione,

pane,

un

cavallo, ed

un servo;
gli

fu posto

nel ruolo fra

extra ordines, e prima de' caniererij pi venne compreso fra la famiglia palatina della sede vacante.

Fra
gli

diversi

mag-

giori

si

leggono

uffizi

di sotto

come

a quello di

Villeggiature
le

de'

Papi (Vedi), sono riportate


Dai
ruoli
di

maestro di casa, di due maestri di stalla, del maestro di poste suddetto, e

erudizioni che riguardano la fami-

del

forer.

Indi

regise-

IV

glia pontificia.

Pio

strato

il

tesoriere segreto,

con

rilevammo le seguenti cose. In quanto al vestiario per la coronail

dici ostiari

ventisette

cappella-

zione,

coppiere ricevette tre can-

ni ; il primo chiama vasi decano uno era coadiutore all'epistola, l'al-

ne di panno o saia rosata veneta, pi due canne di saia rosata, quattro canne di panno o saia paonazza, e due canne di damasco rosato. I nove aiutanti di camera ebbero ognuno due canne e mezza di panno o saia paonazza, tre canne di velluto nero, e dieci palmi di raso
leonato: altrettanto ricevette
il

tro all'evangelio. Nei


li

medesimi ruoe
soldati

si

legge,
s.

capitani

di

Castello
stro

Angelo a spese di NoSignore^ e ventuno a tutto

vitto.

Aveano
il

la

cera per
il

la

can-

delora
i

capitano,

provveditore,
i

custodi dell'armeria,

soldati

offiziali

del maschio, soldati

e of-

guar-

ficiali

daroba sostituto. Gli aiutanti di camera sono chiamati in detti ruoli


sub-camerariij
i

da basso, bombardieri, armaroli ec. del medesimo forte s. Angelo. Pio IV fu largo di privilegi coi

e ventisette

furono
fra'

cappellani

pontificii

per

concorrenti raccomandati,
alcuni
:

li

del

predecessore
di

quaPaolo
sotto

cui nel

IV

gli

aiutanti

camera

i564 slam possi in Roma apud Antonium Bladum inipressolem cameralem Transumptuin li:

76

FAM
et

FAM
privilegioci-

tcrarum facultatum

rum

/?/?.

DD.
S.

Cappellaiioriun

IV, dicendosi che tal rotule fu rivisto ed approvato dai cardinali

mesticorum

D. N.

D..

Pii

Papae

Moroni, Pernscia,
telli

Urbino
casa^

et

Vi-

////. La bolla data XVII kal. mai) i562, incomincia colle parole, Cir-

camerlengo.

Incomincia
dal

da
teso-

mons. maestro di
riere, dal datario tutti quegli

cumspeCla Rom.

Pont,

gratiarum.
segreto,
i

ec,

noverandosi

Tra

famigliari di secondo ordine


lo

addetti al palazzo apo-

fjgurano
stanti
ai

spenditore
il

il

credenziere,

bottigliere,
il

soprail

cuochi,

canaparo,
della

per uffizi non vacabili per morte del Papa. Questo rotulo era per le porzioni di pane e vino, o
stolico

dispensiero, lo

sciittore
il

di-

di tutto vitto

per cui

si

raccoglie

spensa,
forno,
della
ili,

sei
il

forieri,

soprastante al

fornaro del Papa, quello


,

famiglia

panettari

comu-

da questo documento, che pure in Sede vacante tal sorte di palatini ne fruivano la parte. Vi sono cornprese
parti
le

ec, coll'ordine qui notato. Onor grandemente la famiglia ponnipote tifcia di Pio IV, il di lui cardinale s. Carlo Borromeo come segretario di stato. Questo porporato nelle case presso
sa
di
s.

limosine

palatine,

le

la

detta chicvirtuoso

che in pane e vino ricevevano tutti i cardinaU presenti in Roma, alcuni de* quali godevano il pane solo, come degli ambasciatori ed oratori de* sovrani, e di
molti
ofllziali

Marta, per dare

della

corte

curia

trattenimeirto a' prelati della corte,


istitu

un'accademia, in cui si facevano vari esercizi letterari, con altre lodevoli occupazioni degne deecclesiastici
costituiti

romana. Ecco un documento del Rotulo della famiglia di s. Pio V prima


di essere assunto al pontificato, in

gli

nelle pre-

cui

latiire,

e
il

tali

presero

unioni accademiche nome di Notti Faticane,

noteremo le promozioni che ci venne dato conoscere nella famiglia papale con carattere corsivo.
sig.

Tra
ai

famigliari

da Pio IV
ed
al

esaltati
II

primi onori

cardinalato
Galli gi

arciprete di

Mondovi ....

rammenteremo Tolomeo

suo segretario ; Gianfrancesco Comniendone, gi famigliare di GiuUo Ili e segretario di Paolo IV; Francesco Alciati stato maestro del
,

secondo cappellano e crocifero. Messer Gabriele primo cappellano decano.

M.r Gironimo secretano primo segretario.


D. Francesco Brinoso scalco segreconfermato. to M.r Matteo da Foligno coppiere
quarto cappellano^ ovvero maestro delle poste.

nipote nie
il

s.

Carlo, a di lui istanza coSirleto, segretario

precedente decorato della porde' suoi

pora; Guglielmo
nipoti,

di Marcello 11, precettore

come

il

fu di quelli di

Paointi-

lo

IV che l'ammise
confidenza, ec,

alla

sua

M.r

Bordosio

Fiorenzo

cameriere

ma

per

non

dire

confermato.

di altri soggetti.

Nell'archivio
si

del
il

palazzo

apostolico

conserva
palatina

rotulo della

famiglia
di

se-

condo
per
la

il

solilo

Sede
s.

vacante
di Pio

morte

della

m.

M.r Agostino Bajone medico ..... primo medico. M.r Domenico Fanciullo aiutante primo aiutante di catneia di camera i due di l^io IV fu:

FAM
rono confermali, e nel 1567 furono nove, e dieci, chiamati solto camerari.
ta

FAM

77

per giovanile leggerezza all'osservanza delle leggi prescritte alla


famiglia pontificia, e volendo cuoprire
lo
il

M.r

Battista de Milesso

maestro
stalla.

di

suo

stalla

mastro di

riprese

fallo con una bugia, severamente lo priv


,

dell' uttzio,

e lo espulse dai domi-

Antonio credenziere segreto


confermalo.

nii

della

Pio
dello

V
i

la

santa Sede. sua corte, e

Riform
gli
,

s.

uffiziali

Ludovico Ceruso spenditore segreconfermato. Antonio di Mondovi canevaro.


to
.
'.

stato

ecclesiastico

provve-

dendo
.
.

tribunali di giudici probi,


le

e dichiarando che

cariche le a-

canevaro segreto. Giovanni aiutante del tinello forse il primo de' quattro
pator
segreti.

vrebbe conferite
virt
scoresse.
,

merito ed alla non al favore ed all' inteal

Giovanni cuoco segreto fermato.


Astolfo bottigliere.

con-

Cre cardinali Giulio Antonio Santorio, gi suo cameriere e consultore del s. offizio; Arcangelo Bianchi, stato suo

compagno

confessore nell' ordine


lori;

de' predica-

e Girolamo Rusticucci segrenel

FAMiGLiA DI STALLA.

tario

cardinalato

quindi sedo-

gretario di stato, e

segretario

Pietro servitore del

sig.

arciprete,
...

mestico.

Il

di

lui

successore
si

Gre-

Spagnolo servitore dello scalco


provveduto.

gorio XIII,

come

\e^^Q nel

Ga-

Ludovico

servitore

del

segretario

rampi, Append. ai Saggi sulle mo" nete pontificiej^a^. 3oH, a' i4 maggio
i5'/i

palafreniere.

destin vari
cio

uffiziali

dei-

Giovanni servitore sio, o Brodosio.

di

M.r Bordo-

la

sua

corte,

capitano della
di

custodia, e

Onorato Caetani;
M.r Angelo falegname confermato. Caterina bolognese lavandara segreta
Contarelli
lice
;

Borgo Matteo procuratore fiscale Fegovernatore


datario
car;

Salvatori, gi uditore del

dinal Altemps
palati!

magistrum

domus

confermata.
s.

rev. d.

Fantinum Petrigna-

Il

Pontefice

Pio

per

strarsi

riconoscente

alla

momemoria
IV, da

dei suo benefattore

Paolo

cui riconosceva la dignit cardinalizia,


gli

eresse
il

un
di

deposito,

orn
reu-

colla porpora
raffa,

nipote Antonio Cagrazie e di

e
i

colm

commissario della camera Orazio Marchiani ; magistrum caraerae d. Ludovico Bianchetti ; tesoriere segreto d. Alessandro Musotti, confermando governatore di R.oma d. Monlem de Valentibus de Trevio, et bene merito quia optinius erat officialis. Questo gran
;

num

dite

famigliari e ministri di quel

Pontefice, principe veramente


gnifco, nel vestire e nel

ma-

talmente disinteressato e rigoroso co' suoi parenti, che avendo fatto il nipote Paolo governatore di Borgo, e capitano delle sue
guardie, avendo

Papa.

Fu

mancato una

voi-

mangiare fu moderato assai, rilevandosi che nei primi otto anni del suo pontificaio, egli non spese in abiti e in altre cose per la sua persona pi

7
l'ordinario
in

FAM
,

FAM
ma
a
c\h
sce-

di trecento ducali

portamosi per

guardaroba

gliere dai spogli de* suoi predecessori,


gli

o de'

prelati defunti

che
parte

tuttavolta die prove delle pi belle virt; si mostr alieno dal proprio sangue, ordin a' suoi camerieri che non vestissevisse
:

poco

poteva servire. D'altronde dava


letterati
la

ro di seta, e
seguissero
s.
i

comand che

si

pro-

a quarantasette
di palazzo per

lavori della cupola di

ognuno

di
;

loro, e

Pietro, e gli appartamenti

pon-

per due servi di ciascuno

a molti
cariche

tifcii

del Vaticano

del

Quiri-

di essi stabili dieci scudi d* oro al

mese,
Dai

altri

provvide

con

ragguardevoli.
ruoli di Sisto

del

i587,

sotto la categoria
rieri segretij

de

sr^^g.
:

CameMaestro
scalco
;

da Sisto V, e le di lui armi, non le proprie. Gregorio XIV che successe , mostr subito animo il magnifico, ordinando alla sua fanale,
incominciati
si

perci

ponessero

sono notati

miglia di vestir nobile,

e sontuo-

di

camera Biagio

Campi

samente.
Il

coppiere ; guardaroba ; sotto-guardaroba e soprastante alla cera. aiutanti di camera segreti due.

sommo
i

Pontefice

Clemente
concesse

Vili, tra
ai

privilegi

che ad esemdichiar
;

pio de' suoi


Conclavisti
famigliari e

predecessori

Aiutanti
strati

d camera

alla

bussola
set-

[Vedi)^

li

quattro o cinque. Indi sono regiquattro scopatori segreti


d'
;

commensali del Papa


dai
successori

ciocche fu

conferposcia

te signori camerieri

dodici camerieri

extra onore

muros;
secolari,

mato.

Altrettanto

accord

Urbano Vili, ed
piferi i^Vedi).

altri

Papi, ai

Da-

che talora ebbero la parte del pane solo essendosi accresciuti a trenta, soli cinque ricevettero tal parte.
:

Nei ruoli di Clemente Vili del

iSgS, per

la

prima
ed

volta

si

leg-

Sisto

cre cardinali Gio. Battidel

gono
greti

nel novero de' camerieri seil


,

sta Castrucci, gi appartenente alla

coppiere
il

il

sotto-cop-

corte

cardinalato

Decio

piere
re.

non che

foriero

map;gio-

Azzolini

Fermo, segretario in detto epoca e bench cardinale


di
,

Indi sono notati tre aiutanti di


secreta, cio

Io

conserv

segretario

intimo.

merieri d' onore, aventi

Anton Maria
retti,

Galli serv
il

da copPeec.

piere e segretario

cardinal

che divenuto Sisto


cardinale.

V
il

lo di-

chiar scalco, canonico vaticano


e poi

dopo i caognuno tre due servi di palazzo, un cavallo porzioni di pane papalino, e due di pane basso ; due boccali di vino dalla cantina segreta , e due
,

Camera

Anche
stato
,

cardi-

dalla

comune

pi scudi
Il

quindici
di

nal

Pallotta

era

nella

sua

per
ne,

corte cardinalizia

ottenendogli

companatico. Clemente Vili, per


servo,

barbiero

nome Napoleo-

quell'epoca
chiesa di
s.

un

canonicato

nella

Maria ad Martyres, e
lo volle

da Pontefice

a suo

favo-

non era in tal classe, aveva un un cavallo, ed altrettanto come i precedenti. Dopo gli aiutanti sono registrati tre cappellani

ritissimo datario,

cardinal

pro-

datario. Federico
riere
tal

d'

Borromeo, cameonore di Sisto V fu da


,

della cappella segreta, ed

il

primo

uffizio

sublimato alla

porpora.
nel
i

pure caudatario; indi altri cappellani in numero di sette, essen-

Gli successe

Urbano VII

Sgo,

do l'ultimo

il

chierico segreto. Se-

FAM
giiono otto o nove Aiutanti della
(gli odierni Bussolanti, (Vedi) con un servo per ciascuno, una porzione di pane papalino, ed altra di pane basso; un boccale
di

FAM
impieghi pass collo zio di
tal

7^
porgi

bussola

porato Clemente Vili, e poscia con

Paolo

Domenico Rivarola,

uditore del suddetto cardinal Scipio-

ne; Metello Bichi, antico famigliare del

vino della cantina

segreta
,

ed

Papa

nel cardinalato;

Ti-

altro della cantina

comune

e paoli

quarantacinque mensili pel companatico. Succedono i Camerieri extra,


i

Muti, cameriere segreto e coppiere, vescovo di Viterbo; Pietro

berio

Camper,

stato segretario e so-

medici,

gli

scudieri ec, e di-

versi maggiori.

Tra

questi

si
il

nocuil

praintendente delia casa del cardinal Scipione, che prima il fece

tano

il

custode delle gioie,

promovere a commendatore
Spirito
,

di

s.

stode dell'armeria,

l'architetto,

la qual
i

carica

viene

an-

misuratore della camera ec, il custode di palazzo, due forieri della camera, tre aiutanti di foreria, e

noverata tra

famigliari del

Papa

ne' ruoli antichi;

due soprastanti
lato
il

in

Campo
al

santo.

Matteo Priuli, essendo semplicemente cameriere di onore ; Francesco Genuini, sopraindel

Esalt Clemente Vili


p.

cardinapredica-

tendente dell'azienda
tante
altre

palazzo

Toledo gesuita
,

apostolico, e di casa Borghese, con

tore apostolico

e suo consigliere

cariche

occupate

per

teologo
lio

e confessore; Paolo

Emi-

otto anni a palazzo, che ne furono

segreto;

di lui cameriere ed altrettanto fece con Francesco Dietrichstein senza car-

Zacchia, gi

provveduti
se,

nove

prelati

Giulio

Roma, avvocato
con
altre

della casa
;

BorgheStelno

cariche

riera prelatizia.

Erminio

Valenti,

Pignattelli, gi famigliare del car-

gi suo segretario, e poi del pro-

dinal Scipione.

prio nipote
brandini, fu
si

cardinal Pietro

Aldoafsi

pur

fatto

cardinale:

nel

Dalla nota della cera dispensata i6i5 dal palazzo apostolico,


rileva che, oltre quella
in cappella,
, i

osserva che

Clemente Vili,

che avecio la
,

tenne i suoi nipoti circa dieci anni presso di se per camerieri, e poi li esalt alla porpora. Dopo di lui venne assunco* parenti,

fettuoso

vano ricevuta
gli

candela benedetta
altri
,

cardinali

avevano
i

proporzionatadi
I
gli
;

mente diverse candele


vari pesi
i

cera di
,

to

al

pontificato

Leone

XI, che

seguenti

cardinali

non solo avvert i non s'impegnassero


ste
,

cardinali
in cose

che
suoi

sovrani cattolici, e
di

ambasciacontesta-

ingiua'

tori

detti sovrani
colla

il

ma

altrettanto impose

bile
tri

Colonna
i

moglie,
i

ed

al-

domestici.

Papi che procurarono r ingrandimento de' propri famigli da nominarsi Paolo V, Borghese,, che annover al sagro
i

Tra

signori e signore;

pnrenli del
i

Papa, cio
i

Borghesi e

Caffarelli;
;

camerieri segreti^ e di onore

gli

aiutanti
segreti,

collegio

seguenti:

Michelangelo

camera; e comuni gli


di
;

cappellani

aiutanti della
gli

Tonti, uditore generale del cardinal nipote Scipione Borghesi ; Lanfranco

bussola

camerieri extra;

scu-

dieri; sei lancie spezzate;


dici;

quattro
sagrista

me;

Margotti, gi

poi segretario del

cardinal

cameriere e Cinzio

undici individui della cappella

pontificia, e pel
ficiali

primo
del

il

of-

Aldobrandini

indi cogli stessi

due

maggiori

palazzo

apo-

8o
slollco
;

FAM
officiali

FAM
come
cre-

segreti,

de' suoi predecessori concesse


ti

molprivi-

denziere e suo aiutante, bottigliere, cuono, cantina, forno, quattro


scopatori segreti,

indulti,

grazie, facolt,

legi

a' famigliari

pontificii, privile-

due

facchini

di

gi ciibicidarionim Pontificis,
si

che

camera, e trentauno palafrenieri con due officiali e un cappellano;


altri
officiali

leggono nel

Bollarlo

tom.

V,

parte IV, pag. 828, e

wqW

Epito-

di palazzo,

come

fo-

me
I

del Guerra tom.


cui
la
i

I,

pag. 383.

reria, dispensiere, custodi di palazzo,

famigliari

diresse

Gregorio
concederespressa-

custodi di
alle

Mon teca vai lo;


cocchieri

soprastanti

XV
gli

costituzione per

congregazioni, soprastanti alle


,

privilegi,

sono

ivi

lettighe
stalla
;

famigli

di

mente nominati
cupanti
il

nelle persone
offzi,

occio

credenziere pel pranzo


,

dei

le

cariche ed
,

poveri

cappellano
s.

priora di

di s. Marta Marta, chirurgo di s.

maestro di camera
i

camerieri seil

greti partecipanti, l'elemosiniere,


foriere maggiore,
ni segreti,

Marta
gli

custode

chie ec. ec.


officiali

robe vecQuindi sono registrati


delle
vaticail

medici,

cappella-

della biblioteca

na, compreso lo scopatore, e

le-

gatore de'
rali,

libri

ministri

came-

cominciando dal tesoriere, e compresi i cui'sori ; i ministri della dataria

i quattro aiutanti di camera, due de' quali coniugati, e il suo segretario domestico. Gregorio fece cameriere segreto il cugino Marc' Antonio Gozzadini , e

XV

passati cinque mesi cardinale.

Dal

e della cancelleria,

com-

ruolo di Urbano
sotto
il

Vili, aggiustato

presi
il

i^irga

rubea,
le

mazzieri, ed
;
i

custode

del concistoro
;

prelati

di consulta
leggieri

guardie
;

de' cavalla
;

e degli svizzeri
s.

guarnigli

i633, si maggiore sta quali fra i camerieri segreti, dopo notasi il sotto-guardaroba. Questo
di
rileva

5 novembre
foriere

che

il

gione di Castel
fiziali

Angelo
gli

uf-

anticamente fu posto appresso


merieri segreti,, e talora

ca-

di Campidoglio, incomincianuffiziali

come ab-

do

dal senatore;

della
di

biamo detto
ra
:

fu soprastante alla ce-

basilica

vaticana

famigliari

questo di Urbano Vili fu pu-

casa Borghese;
zo,

gli

artisti di

palaz-

e
si

diversi

altri

per grazia.

Non

creda superfluo questa nota di semplici nomi, giacch nella penuria in cui siamo di notizie palatine

per nel 1648 fu il sotto-guardaroba d' Innocenzo suo primo aiutante di camera Piere trinciante,

tro Lutio, e nel

i654

fece

guar-

daroba

qui

le

riporto

per

molte
ar-

ragioni, ed
ticoli

analogamente
questo
di
;

agli

secondo aiutante di camera Vandergossi. Il primo aiutante di camera di Alessandro VII


il

in cui cito
il

essendo

del

i655, era anco

sotto-guardail

importante fzi nuovi,


quali
famigliari

novero

alcuni uf-

roba, qualifica che riun


fero di

croci-

l'ordine

gerarchico, e

individui

furono considerati
colla

de' Papi.

Gregorio

XV

costituzione

Benedetto XIV. Ritorniamo al ruolo di Urbano Vili. Quattro erano gli aiutanti di camera, essendo il primo anche sotto-guardaroba, avendo ognuno due
servi,

Venerabili fratri, data die 22 o 3i mart. 162 i, e diretta all'arcivescovo


di Bari

un
sili

cavallo, e

scudi quindici
:

mencli'e-

Galeazzo Sanvitale, prefetto

pel companatico

il

primo

del palazzo apostolico, ad esempio

ra barbiere ebbe

un

altro cavallo

FAM
col
tre ricevevano

FAM
sendo l'ultimo
dieri
il

8
ed
o^
e scu-

mantenimento per sso; inolpane papalino, pane


segreta
e
della

sotto -foriere;

altrettanti camerieri extra,

basso, ciambelle, biscotti, vino della

con quarantacinque paoli

cantina
olio,

comune
orzo,
bia-

candele, aceto,

sale bianco e

gnuno delle tre ultime classi. Urbano Vili egualmente nel suo
lungo pontificato pot creare molti
cardinali
stati

nero, legna o carbone,


da,
fieno ec.

Dall'emolumento e parte degli aiutanti di camera si arguisca proporzionatamente quello dei loro maggiori, eguali, e mino,

suoi

famigliari.

primieramente Dionisio di Marquemont, gi cameriere del Papa; Ernesto Adalberto di Harrac, cameriere segreto senza altra

ri.

Gli aiutanti della bussola

che

carriera

sotto

Paolo V erano otto, nel pontificato d'Urbano Vili si aumentarono di due. Indi
foriero;
i

si

legge

il

sotto-

Marzio Ginetti, cameriere segreto di Paolo V, e di Urbano Vili, il quale avendolo fatto suo maestro
di casa e prefetto del palazzo
stolico,

camerieri extra in

numero

apo-

di undici,

compreso

il

sotto-scalco, e

nel

1626

volle che tal ca-

due trincianti. Cappellani quattro see sette comuni compreso pel primo l'arciprete di Castel Gandolfo {Fedi), da Urbano Vili digreti,

rica

si

chiamasse non pi maestro

di camera,
tificio,

ma maggiordomo

pori'

chiarata villeggiatura pontificia, ed


il

per dir meglio mentre lo era Fausto Poli di cui parleremo, perch nel ruolo dell'an-

chierico

segreto.
g'

Vengono

poi
della

no i633 trovo

il

Poli

col titolo

dieci

scudieri,

individui

di mastro di casa;

Ascanio

Filo-

cappella,
ficiali

l'elemosiniere tra gli ofil

maggiori,
il

maestro
e

delle

marino, gi cameriere d'onore; Gian Jacopo Panciroli suo cameriere, e

poste, ed

fioriere fra

gli officiali

maggiordomo

del

cardinal nipote

minori, con
aiutanti.

un compagno,

due

Camerieri extra ordinari

due;
i

le

Lande

spezzate (Fedi), e

palafrenieri in

numero
S

di

qua-

ranta con tre

offiziali.

osserva

nel ruolo del i638 dello stesso Urbano Vili, che i cappellani segreti
sei,

Fausto Poli, gi maestro di casa sino da quando il Pontefice era prelato, laonde nel pontificato lo fece suo cameriere segreto, indi economo, e poi maggiordomo del palazzo apostolico ; Francesco Adriano Ceva,
nico
segretario
fatto

del

Papa
del

insieme

ai

crociferi

furono

nel cardinalato,

prima cano-

primi

ed un chierico segreto; i due con scudi venti, i crociferi


e
paoli

lateranense,

coli' uffizio

scudi quindici,

quarantai

cinque

il

chierico, ed altrettanto

concessum, indi segretario dei memoriali , poscia maestro di camera, tutti uffizi palatini, divenen-

cappellani comuni.
rieri segreti,

Tredici
il

compresi
coppiere,

camemaestro
scalco,

di

camera,

il
il

lo

do poi anche segretario Antonio Giori, famigliare mentre era cardinale,


affidato
la

di stato

del
cui

Papa
aveva
,

l'uditore,

guardaroba.
giore,
il

medico segreto, e il Indi il foriere maggioie,


il

custodia

de' nipoti
,

facevasi assistere nella messa


lo

indi

custode delle
aiutanti
della

trin-

ciante o sotto-guardaroba, quattro


indi

coppiere

cinque
VOT..

di

camera
,

dodici

aiutanti

bussola

es-

promosse a cameriere segreto maestro di camera , e cardinale. Urbano Vili fu uno di que' magnanimi Pontefici, che som,

wiu.

8i
glimi domestici

lAM
co* suol

FAM
famidi

inamente benevolo
li

Marc' Aurelio Maraldi


tro, segretario

di

Cesena,
s.

ricolm

tutti

referendario e canonico di
de* brevi,

Pielo

onori

di

ricchezze.

Nella Reladel cav.

come

zione della Corte di


nel

Roma
si

era stato di Urbano Vili.

Lunadoro, stampata in

Bracciano
tratta dei

Francesco Cherubini di Sinignglia,


referendario e canonico di
tro, uditore.
s.

1646, non

solo

Pie-

principali offizi della corte del sa-

gro palazzo pontificio,

ma

"viene ri-

Lattanzio de Lactantiis

d'Orvieto,

portata un* interessante lista per ordine alfabetico di alcuni offiziali

canonico di
di camera.

s.

Pietro,

maestro

che giornalmente
del Papa,

si

esercitavano nel
la

Quinzio del Bufalo romano, canonico di


nico
s.

detto palazzo, e presso

persona
di
il

Pietro, coppiere.

notandosi

la

parte

Gaspare Simeoni aquilano,


di
s.

cano-

palazzo che ognuno godeva, ed

Pietro, segretario dei

mensile onorario dato a titolo di companatico, senza accennarsi le regalie che


si

brevi a' principi.


Virgilio

Spada

di Brisighella, ele-

ricevevano
gli

dalla

di-

mosiniere.

spensa palatina, n

emolumenti

Giuseppe

Fransanelli

di

Spoleto,

donativi inerenti, di gran lunga

superiori alle provvisioni quotidiane.

canonico di s. Pietro, segretario de' memoriali.

Innocenzo X, Pamphily, nel


successe ad

644

Baccio Aldobrandini fiorentino, ^riere maggiore poi cardinale. Paolo del Bufalo romano liwgO' tenente generale delle guardie
,

Urbano
dallo
si

Vili,

dalla

costituzione 91

di lui, nella quale

sono esentati
seguenti.

spoglio

alcuni
i

suoi famigliari,

trovano notati

del corpo.
Cristofaro

Pamphily di Gubbio, e Luigi Costaguti di Genova, ca-

Cristofaro Segni bolognese, arcive-

pitani de* cavalleggieri.

scovo di Tessalonica, e canonico


di
s.

Gabriele Fonseca portoghese, e Giulio

Pietro,

maggiordomo. Alquesto

Cesare Marsella di Soia, medici,

lontanato

da

impiego

giacch molti di sua corte spesso

Girolamo Luigi da Orvieto, canonico di s. Lorenzo in Damaso,


guardaroba. Bernardo Sforza
ciato di
s.

vennero rimossi dagli

uffizi,

quan-

do divenuto
d.

il

Papa cadavere,
la

di

Todi

benefi-

ricusandosi la cognata di questi,

Pietro, caudatario.

Olimpia, di pagar
,

tumumentre
gli

Giambattista Alferi di Monte


dio,

Bo-

lazione

suppl

il

Segni co' proScotti


la

diocesi di
s.

Siuigaglia, cano-

pri denari
l'altro

cinque scudi,

maggiordomo
suo conto

fece fare a

cassa
il

d'albuccio,

come racconta
diarista Gigli.

con-

Forse sar stato altro primario famigliare, perch il Renazzi scrive che il Segni mor allorch
esercitava
il

temporaneo

Maria Maggiore (egual ad un suo medico), crocifero. Francesco Canonici Mascabruni d'Apiro, canonico di s. Maria Mag.
nico di

canonicato die Innocenzo

giore
tato

sotto-datario:

fu
all'

decapiarticolo

come dicemmo

maggiordomato

agli

luglio

i65i.

Dataria apostolica (Fedi), bench favorito del Pontefice, che gli sostitu Girolamo Bertucci.

FAM
Stefano

FAM
pellani segreti,

83
chierici segreti,

Angelo Augurio o Bonauguri di Fano, Francesco Augurio, e Domenico Viva, aiutanti di cameMichel Angelo era anche ra.
Vandergossi, Michel
harhicro del Papa, e fu fatto ca-

due

cinque camerieri di onore in abito paonazzo, e nove di spada e


cappa,
sei

cappellani

dici bussolanti col sotto-foriere,

comuni, unnoper non Cap-

ve camerieri exlra^ dodici scudieri,

nonico
tificii

di

s.

Celso.

Di questa

e sei

lanci e spezzate

collegiata parecchi famigliari pon-

dire di altri.

solo

ne furono canonici, non perch la nomina de' canonicati devoluta ai Papa, ma ancora perch Innocenzo III la dichiar cappella papale, per quanto si dice al volume XI,
Il

Noteremo qui che


PELTE PONTIFICIE,

all'articolo

alla descrizione di

q nella

della Purificazione, detta

Can-

delora della distribuzione e processione delle candele, descrivemmo i


personaggi
ricevere
al

pag. 3ii del Dizionario.


dergossi

Van-

che hanno l' onore di trono pontificio dalle


le

fu

pure

sotto-guarda-

mani del Papa

candele

da

lu

roba, e in sede vacante

rimase

benedette, laonde

non riusciranno
maestri
,

neir

uffizio.

discare alcune relative notizie tratte

Antonio Ghirlandar! di Pisa, maestro di casa.

dai

registri

dei

delle

cerimonie
riguardanti
cardinali

pontificie
la

come anche
pontifcia.
si

famiglia

Innocenzo
studio
ta,

X cre

Frandi

La

candela

cardinalizia

d
,

ai

cesco Cherubini, gi suo aiutante di

patriarchi, al governatore,

all'

udial

quando era uditore


poscia fatto

ro-

tore della camera, al tesoriere

cardinale-pro-u-

maggiordomo,
di

ai

prelati

nipoti del
al

ditore; e Baccio Aldobrandini

men-

Pontefice, se vi

sono,

chierico
le

da foriere maggiore e canonico di s. Pietro. Per morte di Innocenzo X, nella sede vacante i655 fu fatto il ruolo per la del Candelora, ossia dispensa per la cera, composto de'cardinali, de' sotoTato,

camera che ha somministrato

candele, al secondo cardinal diacono, ed al prefetto


delle cerimonie.

Dai vescovi
fessore

assistenti

fino

al

con-

della

famiglia
tutti

del
la

Papa
can-

inclusivamente

hanno

vrani cattolici, e

loro ambasciatori

dela prelatizia di

tre

libbre.

Dai

ed oratori, di diversi principi romani, e dei prelati della curia ro-

cantori pontificii fino all'ultimo forestiere tutti

mana,
Dalla

uffiziali

di palazzo,

e della
ec.

sede vacante,

camerali,
poi
delle

artisti

nota
nel

candele ditra
il

hanno la candela di una libbra , seppure il Pontefice non creda di fare qualche distinzione ad alcuno. Avanti il pontificato di Pio

spensate

1662 dal successore


si

VI,

cominciando
ai

dal
sagri

Alessandro VII,
i

rileva che
segreti

governatore sino

ministri
al

cinque camerieri

eravi

inclusivamente, nel ritorno

tro-

medico e lo scalco; che fra i cinque camerieri non partecipanti per


terzo
si

legge l'elemosiniere
laici,
il

che vi

no passando avanti l'altare si con* segnava a tutti una candela di libbra da un maestro di cerimonie
che stava sulla predella. Tutti i mazzi delle candele che restavano

erano due camerieri aiutanti di camera,


daroba,
il

quattro

sotto-guar-

confessore,

quattro cap-

erano del prefetto delle cerimonie,

84

FAM
indegni,

FAM
commise
al

che soleva darne quattro a ciascun cerimoniere. Si nota ancora in detti registri, che il maestro del sagm
ospizio,

maggiordomo

che ne prendesse diligente informazione, e siccome in un mese nulla


oper,
rirsene
zi
,

camerieri segreti secolari,

il

dovrebbe far ala sui gradini del trono da ambe le parti non sembrandosi decente far ala avanti T altare. Al
oltre
la

guardia nobile

Papa si vide costretto a chiada per se con altri mezil

e trovato

vero,
il

convenevol-

maggiordomo surrogandogli monsignor Girolamo


ringrazi

mente

presente
tare,

soli

uffiziali

della

guar-

Farnese,

allora

segretario

de' ve-

dia nobile fanno ala dinanzi alKal-

scovi e regolari, e

purg
vi

il

palaz-

ed

mazzieri fanno ala alla

zo apostolico di tutti quelli che affatto

destra del trono, cio


forestieri
si

prima che

non conveniva

restassero.

rechino

a prendere

la

candela

Dichiar segretario de'brevi a'principi Natale Rondinini; segretario

Appena Alessandro VII venne


assunto al trono pontificio, sapen-

de'memoriali Celio Piccolomini, gi suo conclavista; medico Mattia Naldi suo antico amico, e

do quanto giovi massime al capo


iuto
di

ad un principe,
della

che del suo


di segna-

Chiesa,

l'a-

temperamento
zione,
tutti

aveva

piena cogni-

buoni ministri,

e Tessere
fa-

personaggi

avvicinato e servito da idonei


migliari^ rivolse le sue

lale doti.

Ai primi suoi famigliari


segreti,
fra'

prime cure
e
pii

aggiunse quattro camerieri


tutti

a scegliere
te negli

migliori, principalmen-

nobili e costumati,

quali
alla

uffizi

pi

alti

inli-

per

dimostrare
di

il

suo affetto
vi

mi. Confer la dateria al cardinal

nazione germanica

ammise Fergiovane
sangue, che

Corrado,
diato col

la

segreteria di

stato a

dinando
per
sotto

Fustemberg,
per
di
vita.

Rospigliosi,

poi

successore
di

imme-

non meno
candor
il
il

illustre

nome

prese per maestro

di

Clemente IX; camera Gi-

Per aver poi


estremo,

presente

punto

pose

rolamo Bonvisi, che rinunziato il decanato di camera, viveva tranquillo in Lucca sua patria; l'antico maestro di camera del cardinalato, Accarigi cav. gerosolimitano, lo

mortuaria, e stabil di vedere ogni mattina il suo


letto la cassa

confessore p. Cancellati gesuita.


i

Tra

suoi famigliari decor colla por-

fece

coppiere,
cardinalato,

l'

antico
cav.

coppiere
Ciaja suo

pora Volumnio Bandinelli, cameriere segreto, e poi maestro di ca-

del

il

nomin scalco segreto. Aveva Alessandro VII ritenuto per maggiordomo monsignor Scotti del suo predecessore, vescovo di Borgo s.
zio, lo

mera, ritenuto il qual titolo lo dichiar pure maggiordomo: l'esercizio per della carica di maestro di camera, lo fece disimpegnare dai nominati Accarigi e Ciaja camerieri

Donnino, e chiaro per sangue, costumi


il
,

segreti,

cio

quando cre
confer

cardi-

per
di

le

nunziature della

nale monsignor Farnese; egual di-

Elvezia
gi

Francia.

Ma

avendo

gnit cardinalizia
Calcagnini, gi

Celio

Papa per

richiesta di

personag-

ragguardevoli distribuito a gente


gli uffizi de'paonazzi minoe quelli ultimi della famiglia,

ignota
ri,

suo cameriere segreto, e segretario de'memoriali ; ed altrettanto fece con Giacomo


Filippo Nini, stato di lui aiutante
di

e quindi appreso che molti n'erano

studio da prelato, segretario dei

FAM
memoriali,
e

FAM
rite-

85
ventitre e bala

maggiordomo,

aventi
iocchi
il

nendolo presso di s con titolo di pr, anzi con raro esempio esercit la prefettura del
stolico

ognuno scudi 22 e mezzo, e

sola

met

secondo.

Dopo

chierici

segreti,

palazzo

apo-

anche

in

tempo

della succes-

sono notati sei aiutanti di camera con scudi dieciotto e baiocchi 22 e

siva sede

vacante, e

per

qualche

tempo anche
te IX.

col successore

Clemen-

Era slato palatino Clemente IX, come segretario de'brevi a' principi di Urbano Vili, e come segretario
di stato di Alessandro

mezzo per ciascuno. Sei cappellani comuni, il primo senza parte, con scudi sei e baiocchi 1 2 e mezzo per cadauno. Altrettanto avevano i dodici
ri

bussolanti, e

dodici cameriescudieri

extra, mentre agli


scudi
sette

fu

ma
li,

carica l'affid

VII: la pria monsignor Ner-

assegnato

baiocchi

72
gli

e mezzo.

seconda al cardinal Azzolini. Deput l'Altieri in maestro di camera, ch'ebbe a successore nel
e
la

alla cappella
offiziali
,

Seguono gli addetti ed alla dateria; indi


coi
rispettivi

maggiori

onorari
iocchi 2
S.,

cio scudi

sessantotto

al

pontificalo

volle a suo confessore


segre-

maggiordomo, scudi cinque e ba1

Ambrogio Spinola; conferm


tario de'

al

maestro
dieci
il

di casa di N.

memoriali
che
lo

Nicol

Picco-

e scudi

al

computista,

il

lomini,

fu pure

con Clelo

quale aveva

sotto-computista, ed
l'altarista

mente

X; monsignor

Accarigi

un
di
s.

giovane. Succedono
Pietro,
il

destii foriere

maggiore, monsignor

maestro
s.

di

posta,

Rita per uditore. Paolo Strada per scalco, Silvestro Vannini per coppiere, e per
la
:

l'archivista di Castel
il

Angelo, e

medico Benedetto Ri-

nella sua costituzione


i

LX

tro-

vansi tutti
nati.

suoi famigliari
l'Altieri

Divenuto

nominel 1670
la
fi-

Papa Clemente X, per formare


sua corte di soggetti degni
ducia,
di

no
to

nel

nomin quelli che si leggotomo X, pag. 210 del No-

maestro del sagro palazzo. Quatcon scudi ventuno e baiocchi settanta tra loro divisi. Quattro florieri, i due primi con scudi cinque e baiocchi 4 e mezzo, ed i secondi con scudi quattro e baiocchi ^1 e mezzo; pi tre aiutanti di floreria, ed
tro scopatori segreti,
in
tutti

scudi

tredici

baioc-

vaes.
il

Dal suo ruolo aggiustato sotprimo novembre 1675 si rigii

levano accresciuti
sili.

tutto

vitto,

onorari mennon compresi


e col

37 e mezzo. Il sopraintendente alla stalla ebbe scudi nove e baiocchi 22 e mezzo. I palafrenieri furono quarantasei; ed i cachi
valieri di
di

cavalli

servi

di

palazzo,

guardia, oltre

la

parte

mantenimento

de' primi,

abbiamo

venti camerieri segreti, ed undici d'onore in abito paonazzo, avnti primi cinque la parte di pane i

pane papalino, scudo uno e baiocchi 62 e mezzo per comsolo

panatico.

e vino; oltre quelli di spada e cap-

Papa

pa
di

in numero di otto, con parte pane e vino, tra'quali il cav. Cillesi foriere maggiore. Cinque cappellani segreti, essendo il quarto il

Correndo Tanno 1676 fu creato Innocenzo XI, il quale riform la tavola di palazzo, non

ammise
destia
,

al

suo

servizio

che

per-

sone raccomandate

dalla loro

mo;

e dalla bont de' costumi

crocifero, e l'ultimo

il

caudatario.

introducendo cosi nel palazzo

con

se
analoghe
ti

FAM
lettere

FAM
in

provvidenze Ja moderazione. Rilevasi dal ruolo delle pardi

forma

di

brevi, cio ai

principi; Gio. Francesco Albani di

palazzo,

aggiustato
i

il

primo
famigli
i

Urbino,
Bartoli

segretario de' brevi;

Marca-

maggio
dici

1679,

seguenti

cello d'Aste, uditore; Pietro Draffi

coi suaccennati onorari.

Tra
il

tre-

veneziano,

maestro di

camerieri

segreti

segretadi so-

mera
leja,

Mariano

Gabrielli d* Aqui-

rio della cifra;

tra

camerieri
il

spada

e cappa partecipanti,

ni
gi

lo foriere

maggiore, per

vi

sono

coppiere; Giuseppe Tempestiromano, scalco ; Francesco Magd'Arezzo, guardaroba; Giuseppe


di Rimini,

registrati sei camerieri d'onore,

con

Felici di Rieti, elemosiniere segreto;

parte di
simili

pane

vino, e

quattro

Bernardino Sarti
riere

camedi

spada e cappa; due cappellani segreti, e due chierici ; quattro aiutanti di camera, sei cappellani comuni, dodici bussolanti, cadi
ineiieri
tati
ti

segreto;

Romolo

Specioli
;

FermOj

medico segreto

Raffiele

Fabretti di Urbino, segretario dei


foriere
di

extra, e scudieri.

Sono no-

memoriali; Urbano Rocci romano, maggiore, Teodoro Cellesi


Pistoja

cinque scopatori segreti, aventutti scudi ventotto e baiocchi 11 e mezzo; il sopraintendente della stalla, quarantaquattro
fra

cav.

gerosolimitano

conte

Alessandro

Capizucchi

ro-

mano,
tis

tutti e tre cubiculariis secre-

di

spada e cappa, cio


sotto-datario

parte-

palafrenieri
cavalieri
di

oltre

il

decano,
col

e sei

cipanti; Giuseppe Sacripanti di Nar-

guardia

suddetto

ni

Bartolommeo

compenso. Nel 1689 gli successe Alessandro Vili, il quale mostrossi benevolo co'suoi famigliari, sebbene purg la corte e la citt di

Clementi di Camerino, caudatario;


ro;

Giampaolo Romaldi di Jesi, crocifeGiovanni Bissaiga di Vercelli e


,

Bernardino Porti
pellani segreti
sioni
;

di

Bologna, cap-

da molti abusi e vizi, non che viet agli artisti palatini, ai cittadini , ed ai nobili di tenere sulle porte delle loro officine o case le armi pontificie, seppure non
fossero

Roma

non che Enea Bru,

ministri di

qualche sovra2 gen-

Antonio Scipioni Faenza Alessandro Ferri di Lodi, Bernardino Ceci di A la tri e Ludovico del Nero romano, aiutanti di camera, cubiculi
di

Cesena
di

Gabellotti

no.

Ad

esempio poi de'suoi predeAlessandro Vili ai


1

nostri adjutoribus, familiaribus continuis

cessori,

commensalibus

nostris salu-

naio 1690
Bull.

eman

la
,

bolla Vili,

tem, et apostolicam benedictionem.


Circunispecta romani Pontifcis, ec;
e sono assoluti dalle censure, sono
creati

Rom. tom. IX

pag.

5
fa-

Concedunt

privilegia nonnulis

nnliaribus, che incomincia colle parole: Venerabilibus fratribus^ Ber-

con

moto -proprio
dello

nolari

conti dell'aula e palazzo lateranense,


cavalieri

nardino Panciatici patriarca di Gerusalemme, datario; Ercole Visconarcivescovo di Damiata, prefetto del palazzo apostolico; Giuseppe
ti

sperone d'oro,

nobili romani, e della citt di

Rodi

ma, e
logna,

delle citt di

Avignone, Boe
terre e luoghi

Ferrara,

Benevento,

Eusanio vescovo di Porfirio, sagrista; Gio. Battista Rubini vescovo di


Vicenza, segretario di stato; Mario Spinola genovese, segretario delle

tutte le altre citt,

alla santa

mediatamente o immediatamente Sede soggetti, con tutti i privilegi, ec. Quindi si accordano

FAM
tutti
i

FAM
breve di

87

privilegi de'protonotari ben-

ch non portino rocchetto; ma si restringono per un poco i privilegi di essi protonotari secondo i decreti del concilio di Trento. Che negli atti si potranno sottoscrivere col titolo che loro pi piacer, sia di conte , cavaliere ec. Sono esentati dalle decime, e dalle altre imposizioni,

Pio VI che riporteremo per ultimo, ed intero. Innocenzo XII nel 1691 ascese sulla veneranda cattedra di s. Pietro, e nell'anno

seguente colla boldecet


cit.,

la

Romanum
Rom.
il

Poiitiflciim

Bull.
stinse

loc.

pag.

360

e-

autorit

eccettuata

quella
si

in

aiuto

mente
poti

la grande avevano precedentegoduto ed esercitato i ni-

nepotismo, cio

che

contro gl'infedeli;
ti

permette loro

e parenti de'Papi. Nel

mede-

la pluraUt de'benefzi;

dalia

sono esenresidenza durante l'incaridel

co di famigliare

Papa; posso-

no

licevere gli ordini extra tempo-

simo anno prov la consolazione di dar fine ad uno de'pi delicati affari che nacquero negli ultimi tre secoli, tra la santa Sede e
la corte

domandare licenza, purabbiano passato 1* anno trentesimo; possono udire le lezioni di leggi nelle universit per cinque anni, se sono abili insegnarle,
ra seoza ch non
e

di Francia, sulle franchi-

gie abolite nei palazzi degli


sciatori,

ambapro?

pei

gravi

sconcerti

dotti dall'abuso dei


ci

loro domestiil

famigliari; laonde

zelante

difender

le

cause;

eleggei'si

il

Innocenzo

confessore con

ampie

facolt; tra-

XIV

il

XII mosse il re Luigi Grande a spogliarsi defini-

sferire le pensioni sino alla

somma

tivamente di quelle franchigie, che


sotto di lui tentava ristabilire.

di

ducati

trecento, facendo l'atto


e

Da-

innanzi al notaro
gni di fede;

testimoni desolennit;

testare fino ai ducati


le

remo un sunto del ruolo d'Innocenzo XII del primo maggio 1693
delle parti

seimila,
si

senza usare

e salarii

concede l'indulto in caso di suc-

alcuni a

titolo di

che godevano companatico, odegli


o-

cessione intestata, e di

meno

vali-

ve
le

si

rilever

l'aumento

da disposizione. Segue nella bolla r inibizione a chi vorr turbale


questi
privilegi
,

norari mensili,
te

essendo state tutte


can-

parti ridotte in denaro, eccettua-

le

clausole

questi
forza di

medesimi

privilegi

che abbiano

quelle

della panetteria, e
l'

tina segreta, oltre

uso de'cavalli.

un

vero, legittimo, giurato,

stipulato e valido contratto tra essi

so

famigliari

il

Pontefice

e la

camera apostolica ec. Finalmente si d la commissione perch questa bolla


sia eseguita,
la

camerieri segreti, compremaestro di camera, l'uditore, l'elemosiniere eh' era pure guardaroba, il medico ec, il primo con
Tredici
il

quale peai

scudi quarantuno e baiocchi 4? ^ mezzo, gli altri con scudi trenta-

r non suffraga ai famigliari degli


antecedenti
Pontefici,

come
i

fa-

di

cinque e bai. ^3. Camerieri segreti spada e cappa tre, con scudi

migliari in essa non nominati, giacch alcuni Papi, oltre soliti , che sono i suddescritti, talvolta vi an-

trentacinque e bai.

85 per cadauonore in abito spada e cappa

no ; due camerieri
paonazzo, e
cappellani
Ire

di

tre di

noverarono qualche altro loix) fapartecipante ed alcuno anche onorario, come vedremo nel
migliare
,

con scudi venti per cadauno. Tre segreti con scudi ventie bai.

22 e mezzo per cada-

, ,

88
uno.
sei

FAM
Due
chierici segreti
1

FAM
incoraggi va dicendo loro che avreb-

e bai.

con scudi 1 e mezzo per cadauno.

be chiamato
sa
di

il

suo palazzo

la

ca-

camera con scudi di> ciotto e bai. 2 a e mezzo per cadauno. I cappellani comuni come
Aiutanti
di
i

Giobbe, dappoich la successione alla monarchia spagnuola,


i

giansenisti, e tutte le conseguen-

detti chierici. Sette bussolanti, e

ze che ne derivarono, esercitarono

il

primo

scalco della foresteria; die-

principalmente
zelo, ed
il

la

sua virt,
petto
ruoli
in

il

suo

ci

camerieri extra, e l'ultimo trinfra'quali altro trinciante,


della
dieci.
il

suo

sacerdotale.
i

ciante della foresteria; nove scudieri,

Osservasi ne* suoi

seguenti

ed

al-

aumenti
le,

di

onorari,

compenso
cos delle

tro scalco

foresteria,

e tutti
vol-

delle parti d'olio, candele, aceto, sa-

con scudi
ta
si

Per
titolo

la

prima

ec. ridotte in
di

denaro,

legge

di

generale

parti

legna, orzo,

fieno, ridot-

delle poste,

con scudi cinque e bai. 11 e mezzo, e parte. Quattro sco-

te pure in denaro, ed accresciuti ad ognuno oltre ci che avevano

patori segreti, aventi fra tutti scu-

ventuno e bai. 70. Sopraintendente alla vStalla con scudi nove e


di
bai.
12.

un

quarto. Sette

cavabai.

assegnamento nel ruolo, ed altri emolumenti camerali, che pagavansi con mandato di monsignor illustrissimo maggiordomo. Si leggono
di

lieri di

guardia, a scudi

uno e

quindi

assegnati

scudi

quaranta,

62 e mezzo per cadauno,


uno,
ri,

tre dei

cinque

ai camerieri segreti

scudi

quali a scudi diciotto e mezzo per

ma

senza parte.

palafrenie-

compreso il decano, erano quaXII appena rantasette. Innocenzo eletto Papa si occup per tre giorni continui col cardinal Albani poi Clemente XI, per far la scelta di que' ministri, che cooperarono
a rendere
glorioso
il

quarantanove al foriere maggiore, e scudi quaranta a Carlo Albani, altro cameriere segreto di spada

Ad un cameriere d'onore paonazzo scudi venti, ed altrettanto ad un simile di spada e cappa Tre cappellani segreti con scudi ventinove per cadauno; ed
e cappa.
in abito
.

suo

pontifi-

cato, e per averlo vicino, e pronto a consultarlo, assegn


al cardi-

nal

Albani

abitazione

in

palazzo.

eoa scudi diciotQuattro aiutanti di camera con scudi ventiquattro per cadauno. Cinque scopatori segreti, compresi scuchierico segreto
to.

un

Clemente XI, eletto a'2 3 novembre I 700, per formare la corte degna delle sue ottime intenzioni

di dieci della tesoreria segreta,


tutti scudi
lieri

in

quaranta.

Dodici cava-

di

guardia, scudi diecisette e

nomin
JVovaes

que'soggetti che riporta

il

bai. 5o.

Sono pure
simili di

notati

nove cacappa
no-

nel

tom.

XII

pag.

4.

merieri d'onore in abito paonazzo e dodici

Tra i famigliari che cre cardinail nipote Annili, rammenteremo


bale Albani gi cameriere segreto,
e

spada e

con parte di pane


ta

e vino. Si

ancora, che ai vescovi assistenti


si

Tommaso
,

Filippo d'Alsazia stato

al soglio

dava

tal
il

parte, se ave-

suo

cameriere d'onore.
e

Quando

vano

registrato

breve

di

loro

ministri

Clemente
tante

primari famigliari di XI, si lagnavano delle

traversie,

che

agitarono
il

il li

nomina nella camera apostolica. Abbiamo la bolla di Clemente XI, in data de' 5 aprile 1701, sulla concessione de'privilegi ai primari suoi

suo

lungo

pontificato,

Papa

FAM
famigliari, la quale richiama quella

FAM
lettighe.

89
e
sel-

Quattro
e

sedioni con fini-

di Alessandro Vili, riportandoi

menti, e basti;
le

gualdrappe
.

visi

nomi

de'famigliari delio stes-

nobili

comuni
si

All' articolo

so

cato, e nell'anno

Clemente XI. Nel suo pontifi6 ebbero ori1 7


1

Treni

(Vedi)

parler degli an,

tichi e dei

presenti

oltre

quanto
delle

gine
quali

le

Notizie

di

Roma

delle

dicemmo
vesti

altrove;
oliziali

non che
e
Si

parlammo

all'articolo

Diario
par-

degli

inservienti

di
la

Roma
prima

(Vedi), e nel

1720, per
,

della

scuderia papale.

possono

volta vi riportata

te della famiglia pontificia


la

che per

maggior parte venne pubblicala

successivamente
nelle

medesime

notizie annuali.

Per morte
con
lengo

di

ordine
di
il

del

Clemente XI, e cardinal camer,

anche vedere gli articoli Carrozze, Cavalli Cavallerizzo , del quale pure se ne parla all'articolo Contestabile, e Lettighe ec, ed altri relativi all'argomento. Siccome in fine riporteremo lo stato della fa,

miglia

pontificia

de' nostri

tempi,

s.

Chiesa

furono

dati
al so-

non
il

riuscir

discaro

qui riportare

secondo
ficia

solito,

un cavallo
al

ruolo delia scuderia di Clemen-

piaintendente della scuderia ponti,

te

XI

coi

salarli

mensili, oltre

le

ed altro
,

capitano

degli

svizzeri

di

quelli di detta
il

scudein

ria:
il

al

presente
degli

cavallerizzo, e

capitano

svizzeri

mor-

pane e vino , ed altro che godevano simili famigli. Il soprainlendente don scudi nove e bai. 22 e mezzo; il maestro di
parti

di

te del

Pontefice,

in

vece

del ca-

stalla

altrettanto;

il

soprastante ai

vallo
ta in
valli

hanno cadauno
compenso.
della cio alla

scudi sessanstato dei capontificia

Lo

scuderia

nel

muli con scudi cinque e bai. 92 e mezzo; baccalaro alla stalla con scudi cinque e bai. 1 e mezzo;

1721,
te

XI, siccome i devano pi l'uso de' cavalli, consisteva in nove cavalli stornelli, quattordici nostraU

Clemenfamigliari non godi

morte

primo cocchiere nobile del Papa con scudi sei e bai. 92 e mezzo; secondo cocchiere uno scudo di

meno
mezzo
ti;

del precedente; cocchiere di

otto

da

sella,

da carrozza, diecinove mule, undici

famiglia
;

con scudi
tre

sei

e bai. 2

letlighieri

edr^n frisone morello. Due carrozze nobili foderate di velluto cremisi con ricami , passamani e
muli,
frangie

quindici e bai.
detti per le

con scudi 7 e mezzo fra tut-

lampade

altrettandieci

to;

due
e

mulattieri scudi

d'oro;

altra

di

vacchetta
frul-

bai. 7

per

il

Papa.

Otto furloni o

loni;

due
i

sterzi,

e carretto per do-

mare

cavalli.

Una
altra
,

lettiga di vel-

luto cremisi

con
;

trine, frangie

di

mezzo; detti per lampade altrettanto; due acquaioli con scudi nove e bai. 47 e mezzo; detti per le lampade altrettanto; dodici famigli di stalla con scudi quarantadue e
bai.
le

oro, e specchi

da campagna

panno cremisi
misi Idi

con frangie d'o-

ro^ e cristalli; altra di velluto cretrinata d'oro, senza sedia, pel

cadavere del Papa; pi due lettighe di vacchetta per campagna.

3o di provvisione; detti per lampade, come i precedenti ; altro famiglio di stalla con scudi due e bai. 2 e mezzo; altrettanto allo scozzone, o domatore de' cavalli. Innocenzo XIII era stato cameriere segreto di

onore di Alessaa-

90

FM
nella sua

FAM
nella fresca et d'anni 6S.
vita
il

dro Vili, ed appena divenuto Papa, subito cominci a prowedei'e la sua corte di minislh che dovessero cooperaie alle sue rotte intenzioni, e nel rio di

Narra

Novaes, che acceler il suo termine la morte di un suo aiutante di camera, il quale
lo

numero 600
del

del Dia-

aiutava in certo suo grave

inaltri

Roma

1721

riporta-

comoda, che

volendolo agli

to
ri

un lungo catalogo
pontificii
i

dei famiglia-

occultare fu cagione di sua morte.

d'ogni

ceto e grado.

Tra

suoi famigli Innocenzo

XI 11

dichiar

gi coppiere Meniconi, maestro di camera nel cardinalato

Successe ad Innocenzo XIII, nel 1724, Benedetto XIII, Orsini, gi dell'ordine domenicano, e zelante arcivescovo di Benevento. Di semplici
le

e dapifero
niere
"vista;

nel

conclave;
stato

elemosi-

costumi, e grandemente umiguardie, e

Ferranti,

suo

concla-

voleva uscire dal palazzo aposto-

vicegerente di

Roma

Bacca-

lico senza

come povero

ri

vescovo di Bojano, gi suo vicavescovato di Viil

religioso in

rio generale nel

nelle tirate;

una carrozza a bandima dovendosi accomode'pi

terbo; confessore

p.

Flaminio Cesuoi
ni-

dare
si

alle

istanze

prudenti
alle

sare de' chierici regolari minori; e


capitani de'cavalleggieri
poti d.
fr.
i

della sua corte, fu costretto recarnelle

sue

frequenti

visite

Carlo, e d. Marcantonio

chiese con

un

cappellano

segreto,
il

Conti. Dalla

sua
tom.

IV
XI,
si

costituzione,

col quale diceva per istrada


sario,

ro-

Bull.

Reni.

pag.

207,

e con poche guardie di solringrazi

Concidunlur privilegia familaribus


Snnctitats Suae,
li

dati, delle quali

come

su-

rilevano quelfamigliari
di

perflue

le

lancie spezzate. Nel giorla

accordati ai consueti
aiutanti

no
di

dopo
i

coronazione,

settimo

camera Scipione de Fabiis romano, Domenico Rombolnio di Pistoja, Francesco Pino romano, Bartolommeo Moslia o Moglia romano stato coninclusive ai sei
clavista,

sua esaltazione, applicossi a provposti

vedere

pi

importanti di

sua corte e famiglia, confermando molti del suo piedecessore, come si ha dal citato Novaes, tom. XllI,
p.

Girolamo Giorgi pisano, e


di

49

quindi

consagr
la

successi-

Giacomo Antonio Bianconi


nica.
quelli

Capraa

Tali privilegi sono


di

simili

Alessandro
si

Vili,
lascia

meno
per
il

qualche restrizione;
protonotarialo,
i

titoli

di

conti

cavalieri palatini,

senza facolt di

creare notari,

si

dichiarano nobili

maggior parte de'suoi famigliari, e diversi ne fece cardinali. Tali furono il famoso Coscia, gi suo segretario e maestro di camera; e Finy, gi suo aiutante di studio e maestro di camera, dichiarandolo eziandio tale

vamente vescovi

romani,
si

si

esentano dalle decime,

nel pontificato, quindi cardinal uditore, ec.

a ricevere gli ordini extra tempora, gli si permette di


abilitano
eleggersi
il

Benedetto
ni,

XllI

comunicava

la

confessore, di trasferir

famiglia palatina nelle feste solendel quale pio uso

pensioni sino alla


li
il

somma

di

trecento, di
pontificato

testare ec.

ducaBreve in
In-

praticato dai

del

magnanimo

Papi, ed in loro vece dai maggiordomi, se ne tratta al volume IX,


pag.

nocenzo XIII, poich regn due anni e circa ilieci mesi, morendo

167

168

del

Dizionario.
la

Tutti quelli che

ricevono

co-

FAM
munioue dal maggiordomo sono
dividui della famiglia nobile,
stiti

FAM
in-

9^
di quei

nelle

Memoriti cronologiche

vei

pastori, a pag.

cogli abili

del loro

grado,

bre
la

1724

ij2. A'i5 dicemBenedetto XIII eman

quali poscia nelle

giordomo
municati
caudatario.

ricevono
dal
11

camere del magun rinfresco.


segreto

bolla pei privilegi in favore dei

suoi famigliari, ed eguale a quelle

Quelli dell'altra famiglia sono co-

de' suoi predecessori.

cappellano

maestro

di
la

nel gioved santo fa


agli

camera poi comunione

noprima faceva egualmente il Pontefice, e dal medesimo maestro di camera sono


ecclesiastici

della famiglia

bile pontificia, ciocche

Persuaso Clemente XII che dalla condotta lodevole dei ministri e famigliari in gran parte dipende il buon regolamento del pontificato e del governo, immediatamente alla sua esaltazione pens alla scelta che doveva fare, massi-

trattati
stiti

di rinfresco.

sacerdoti veassu-

me

pei principali; e sebbene dive-

coi
la

loro abiti

di corte,

nisse cieco, regn

mono
di

cotta e la stola
la
i

nell'atto

maturit

ricevere

comunione.
maes-tri
di

maggiordomi e ra non sono


la

sacerdoti,
il

Se i camedeputano
a
fate

con prudenza e I primari famigliari di Clemente XII si leggono presso il Novaes, Elementi della storia de Pont., tom. XIII, pag.
di consiglio.

l'elemosiniere o

sagrista

166. Clemente XII cre


dinali,

tre

car-

comunione, e la ricevono dalle mani di essi. Abusarono della bont di Benedetto XIII molti famigliari,
i

tutti stali camerieri segreti,

cio Riviera, segretario delle lette-

re latine, e della cifra; Passeri, udi-

quali

ingordi di arricchirsi
della

tore

e conclavista nel cardinalato,


nella

con discapito

gloria e

dei

indi uditore del

buon nome
benefattore,
stizia,

del

loro

padrone

do

carica;
il

conculcarono

la giu-

pure cardinale
bibliotecario e

Papa, continuane Spinola. Cre p. Pieri, gi suo


;

commisero prepotenze, e non badarono che a saziar la loro rivenalit.

teologo

e fece se-

natore
pa.

provevole

Mancando

il

suo cameriere d'onore di spada e capdi

Roma

Bielke, gi

buon Pontefice
nistri

di quella

sagaci t

cardinali

Spinelli

Passionei

e discernimento per conoscere mi-

e Silvio Valenti da Clemente


creati,

XII

anche alcuni degli uffiziali camerali si unirono agli indegni famigliari, mentre altri oneincorrotti^
sti

erano

stati

camerieri segreti

di

e saggi

non mancarono

illumiret-

ClementeXI. Nei ruoli di Clemente XII si vede proseguito quanto dicemmo di quelli di Clemente XI,
colle osservazioni

nare

la virtuosa

ed innocente

che

Io scalco se-

titudine del Pontefice.

Tultavolta

greto con titolo di monsignore ha,


scudi quarantacinque
rieri

non
te

si

per

pot riparare cU danni, parl'ottuagenaria sua et, e


male, ed agissero condecoro e la sua confidenza.
Sarnelli,

parte dal ritenere impossibile che


altri facessero

tro

il

come cameed altrettanto il cavallerizzo; due chierici segreti con otto scudi per cadauno ; dei sei aiutanti di camera^ uno era pure
i

segreti,

Pompeo

stato

suo con-

cameriere extra;
e
i

Ira

bussolanti

clavista, celebra la

famiglia di Be-

camerieri ejctra alcuni sono no-

nedetto XllI

vo

di

Benevento,

quando era arcivescocome si ^^'^g

tali ceroferari.

compresi scudi

Otto scopatoli segreti, sei che iruivano dal-

9^

FAM
nedetto
p.
le

FAM
XIV
si

la tesoreria, in tutti dividevansi ses-

legge nel tom,

XIV,

santaqualtro scudi. Al foriere maggiore fu assegnato per compenso


della carrozza scudi
sedici

del Novaes, e quasi tutti nel-

Notizie di

Roma^

cos di quelli

e bai.

de'Papi successori. Dalla nota delle


buite nel

66 e mezzo, oltre gli scudi quarantanove pur mensuali. Dodici cavalieri di guardia con venti scudi per
cadauno, niente
ri.
i

medaglie d'oro e di argento distripontificato di Benedetto


dai
prelati

XIV

maggiordomi e
la solennit

due soprannumedecano con scuil

maestri di camera per


ss.

Sono

notati,

il

del possesso, e quella annuale dei

di nove, e bai.

90;

sotto-deca-

Pietro e Paolo,

si

rileva che

il

no con
e mezzo

scudi quattro
;

bai.

62

maggiordomo ne
migliari pontifcii

distribuiva ai faventitre d'oro, e

trentuno palafrenieri

con undici sediari. Ebbero la parte di pane e vino i principi assistenti al

centosessantacinquedi argento, mentre


il

maestro di

camera

ne

di-

soglio, cio

il

nipote del
il

stribuiva

centotrentadue
prelati

d'oro,

e
I

Papa,

il

contestabile Colonna, e

duecentottantaquattro di argento.
detti

duca
to
il

di

Gravina Orsini;
il

altrettan-

due
il

ne avevano
i

tre

vessillifero,

vice-castellano
i

per specie; e due


latini,
rieri

cardinali pai

con parte

di

cameriere segreto,

cardinal
s

vicario,

prelati domestici,

cosi diecinove ca-

segreti

ecclesiastici
,

cameche seIo

merieri d'onore in abito paonazzo,


e trentatre di spada
e

colari

partecipanti
segreto.
i

cappa, olfuori di

scalco

Una

d'

compreso oro ed

al-

tre quattordici dimoranti

tra d'argento

due capitani
segreti,
,

de' ca-

Roma,
parte.

non avevano Fu Clemente XII che dei

quali per

valleggeri,
i

sei

cappellani segreti,
i

due
tredici

chierici
di

cinque

stin

del

perpetuamente a governatore conclave il prelato maggiortempore.


prelati

aiutanti
i

camera

il

vessillifero,

cavalieri di guardia ossia-

domo pr

no
te,
i

lancie spezzate, capitano, tenen-

Benedetto XIV, divenutone! 1740

sommo

Pontefice, esort

ra,

di sua corte all'applicazione

dello

studio, ed a vivere esemplarmente,


al

modo che riportammo

al

citato

ed alfiere della guardia svizzeed alcune guardie de'cavalleggieri; il padre maestro del sacro palazzo, il padre sotto-sagrista, il padre predicatore apostolico, i due
primi maestri di cerimonie,
bliotecario segreto,
i

articolo
i

Camerieri del Papa.

Fra
Pa-

il

bi-

cardinali stati famigliari dei

ministri
i

assi-

pij e

da Benedetto

XIV

aggregati

stenti della cappella pontificia,


lati

pre-

al sagro collegio,

nomineremo Pao-

segretari di consulta, del

buon

lucci-Merlini, e Burini,
rieri

segreti

di

gi cameClemente XI, Stope Livizza-

governo,
gato,
tista
;

l'uditore

del

camerlenil

il

maestro

di casa,

compuprocudella

pani d'Innocenzo XIll,

l'uditore civile di palazzo, e


il

nidi Clemente XII. Fra quelli poi dello stesso Benedetto XIV faremo menzione di Millo, gi suo vicario

l'uditore criminale, oltre

ratore del medesimo


putista, e
il

il

sotto-com-

primo
il

giovane
lo

d'Ancona e Bologna, poscia promosso ad uditore ed a favorito datario. II nogenerale


nelle diocesi

computisteria;
la

p.

confessore delscalco
lo

famiglia,

il

fioriere,
il

della foresteria,
speziale,
il

sotto-foriere,

Tero

de' principali famigli

di

^-

legatore segreto de'libri

FAM
e
scritture;
il
;

FAM
il

93
i

cuoco, ed
il

credenlo

sue prime cure a fornire la corte


pontifcia di
soggetti,

ziere

segreti

bottigliere, e
il

quali per
meritevoli.

spenditore
stalla,

segreti;

maestro

di

ogni parte

ne

fossero

decano de' palafrenieri. argento l'avevano i nove cappellani comuni, i quattro


e
il

Dichiar perpetuo
serviti l'uffizio di

nell'ordine

dei
della

Una

sola

di

confessore

famiglia pontifcia, alla


pli le abitazioni,

quale

amfatto

scritturali

della

computisteria
il

come aveva

tre medici della famiglia,

solle-

citatore di palazzo,
solanti
ri; gli

i i

dieciotto bus-

compresi

undici camerieri extra


i

presi
ci

soprannumecomsoprannumeri , e i dodicompresi
i

Clemente XII. Dai ruoli di Clemente XIII osservasi che i cardinali palatini erano nel novero dei
camerieri
te di
segreti

partecipanti,

questi ascendevano a dieci, con par-

scudieri
; i

meri
sotto
dieci
tri

sette scopatori segreti

soprannuche

pane e vino, e scudi quaran-

Benedetto XIV giunsero ed anche undici; cos gli


dell'officine

a
al-

mensili a tutti; per il maestro di camera ne fruiva cinquantadue e mezzo. Pi sono re-

tacinque

offiziali

palatine, e
i

gistrati

trentatre camerieri

segreti

gli

aiutanti de' diversi uffizi;

giar-

soprannumerari senza parte,


tordici

quat-

dinieri,

ventinove palafrenieri, dieci


tre lettighie-

camerieri d'onore

in abito

sedi ari, otto cocchieri,


ri,

paonazzo, sette de'quali con parte


di

facchini di camera,
pontificio

guardaroba
di

pane e vino, e quarantatre


di

ca-

del

palazzo

Castel

Gandolfo. Finalmente nella sede vacante del i 7 58 per morte di

spada e cappa, nove de'quali con detta parte.


11

merieri di onore

maestro

di

casa con scudi qua-

Benedetto
festa

XIV,
la

essendosi coniata

rantacinque,
scalco.

ma

nulla

come prosegreti

e distribuita
de'
ss.

medaglia
11

per

la

Cinque

cappellani

Pietro e Paolo, l'ebbe-

ro

seguenti palatini.
il

maggioril

domo,

foriere

maggiore,

cail

con ventinove scudi, uno per con venti, e i quattro soprannumeri senza nulla. Due chierici segreti con
otto scudi.

vallerizzo, l'uditore di

palazzo,

Cinque aiutanti

di

ca-

maestro di casa ed il suo aiutante, il computista con cinque della computisteria,


il

sotto

- foriere,

il

p.

confessore

della

famiglia,

l'ammiil

mera con ventiquattro scudi, pi baiocai medesimi scudi due e chi 37 e mezzo in compenso del pane e vino, aventi un supplimento a loro aiuto. Dieci cavalieri di

nistratore della cantina

segreta,

maestro di
palazzo,
li, il
il
il

stalla,

il

dispensiere di

guardia
venti

sotto- custode de'cancel-

decano degli scopatori comuni,


del palazil

paga

lancie spezzate con scudi per cadauno, ed otto senza quali soprannumeri. Undici
segreti
Il

giardiniere, e custode

scopatori

con

scudi ottanil

zo quirinale,
greto,
di

sopraintendente dei
il

totto fra tutti.

decano,

sotto-

giardini al vaticano,
il

fornaro se-

decano,
e
stenti
al

trentaquattro palafrenieri,

sagrisla,
il

il

primo maestro
p.

sette sediari.
soglio,

Tre

principi

assi-

cerimonie, e

maestro

del

Bezzonico nipote

sagro palazzo apostolico.


glie d'oro

Le meda-

del Papa, Colonna, ed Orsini- Gravina.

furono sedici e ventotto

quelle di argento.

Successe

nel

1769

Clemente

Anche Clemente XIII impieg le

Xlll

il

Pontefice Clemente

XIV,

9i
il

FAM
conferm molti dellia cor del predecessore; ed in sua moroccup nel 1775 il suo luogo Pio
qiinle
soli

FAM
za; e dei tredici di onore rol)]>rro
dicci.
I

te
te

quattro aiutanti di caquelli di

mera, come
tificia,

VI

Braschi.

Questi

nel

conclave

Alla categoria

in cui fu eletto Benedetto

XIV

fu

Clemente Xlll. cappella ponfigura pel primo il maestro


della

conclavista del

cardinal

Ruffo, in

del sagro

morte del quale il Papa Io prese per suo amanuense nel 1 753, o sia
laonde sotto la dettatura d'un Pontefice di s eminente dottrina, dovea riuscire an;

companatico

pane e
iocchi
strato

senza nulla per ed in compenso di vino scudi quattio e baospizio


,

aiutante di studio

settantacinque; indi regi-

ch' egli bene

istruito nella scienza

delle ecclesiastiche discipline; e par-

lando Pio VI, in un breve a monsignor Martini arcivescovo di Firenze, di Benedetto

me
cuni

si

espresse:
in ejus,

XIV, ecco coquem Nos ....

monsignor sagrista. Sei cappellani segreti con scudi ventnove ed una parte di pane e vino per cadauno, cio scudi due e baiocchi 37 e mezzo. Dieciotto cavalieri dieci con scudi venti di guardia per cadauno, ed otto senza paga;
,

il

capitano de'cavalleggieri con scu-

Benedicli

XIV

fa-

di tre,

mliam fdiciter

oliin asciti fuerinius

Castel

s.

pane e vino; castellano di Angelo con parte di pa-

ecclesiasticae emditionis magistrum optimum Imbuisse gloriamur. Nel luglio di detto anno 1753 Bene-

detto

XIV

fece

il

Braschi

came-

ne e vino; foriere maggiore, oltre gli scudi quarantanove, scudi sedici e baiocchi 66 e mezzo come sopra; cavallerizzo con scudi quarantacinque
;

riere segreto, e poscia canonico di


s.

dodici

scopatori

segreti

Pietro.

mo

Pio VI con chirografo del prigennaio 1778 riform gli oparti di

con scudi novantasei fra tutti; fioriere con scudi dieci; sotto-foriere cameriere extra con scudi dieci.

norari e
pontificii.

molti

famigliari
di

Tra
le

bussolanti notato l'ufficia-

Anche
i

ne' ruoli

Pio

VI
e
i

si

trovano
palatini

camerieri segreti
scudi quaranta-

extra omnes del Concistoro (Fedij ove parlasi di tale uffizio); e


gli

con

assistenti

alle

congregazioni so-

cinque, e

due

de' primi

con sola

no

mezza paga, aventi scudi due e bai. 37 e mezzo, ed alcuni il doppio pel pane e vino; il maggiordomo con scudi novantacinque per companatico, e scudi dodici e bai. 16 e mezzo pel pane e vino; dopo di
lui

Il decano scudi nove e baiocchi go; il sotto-decano scudi quattro e baiocchi 62 e

tra

gli scudieri.

mezzo; trentanove palafrenieri scudi centottanta e baiocchi 37 e mezzo; e dodici sediari con scudi cento ventotto e

baiocchi

io.

Il

barie

registrato
del

il

maestro di casa
parte;

gello

di

Roma

scudo uno

ba^

particolare
indi
il

Papa senza

iocchi

maestro di casa del palazscudi quaranta*


pel

zo

apostolico con

cinque

companatico, e scudi tre e bai. quattro pel pane e vino. I camerieri segreti di spada e cappa in numero di cinque con
parte di pane e vino, ed otto sen-

62 e mezzo; quello del maggiordomo con scudi sei e baiocchi 62 e mezzo: anche il soldano delcarceri nuove aveva la parte le da palazzo. Siccome dopo il pontificato

di

Pio

VI

vi

fu riforma
di padir,

sugli onorari, e sulle parti

ne

vino,

come

poi

si

r'AM
perci
di

95
}orzioni

che qui noteremo molti quelli che allora godevano tal


1

to di

abolire
di
si

tutte le

di

pane e
palazzo
ri,

vino

che dal pontifcio


a' suoi

parte.

segretari delle congregazioni

davano

famiglia-

de'vescovi e regolari, di consulta in

chiamata perci parte di palaz-

un ai ponenti, i segretari di propaganda fide, del eoncilio, de'riti, del buon governo in im ai ponenti,
dell'esame
to,
ec.

zo, che,

come abbiamo veduto,

si

dava anche ad un gran numero di


prelati, ofllziali,

e persone diverse,

Le

segreterie di sta-

che perci

si

dicevano faniiglnri

de' brevi, dei

brevi

a' principi, ec.

delle lettere latine,

de'memoriali

comuni, e commensali del Papa. Quindi annull gli affitti del forno,
della mola, e della cantina del pa-

Diversi

offiziali

della

cancelleria

della dateria, e della


stolica, in

camera apogenerale
della
di

lazzo apostolico

ed

privilegi

un

all'uditore

esenzioni annesse. Finalmente a'

ed 20

e tesoriere generale

medesiil

febbraio
cesi nel

798

repubblicani franpiti

ma.

11

governatore
di
s.

Roma,
del

modo

il

riprovevole, e

commendatore
sessore, e
ofFizio.
I
il

Spirito;

l'ass.

colla soverchiante legge del pi forte,

p.

commissario

strapparono Pio VI
pontificio in quel

dal Vati-

cardinali

dio ancora la

avevano ezianparte di pane e viil

cano, avendo gi occupato tutto Io


stato
la

modo che
di

no

cos

tre principi assistenti al

storia

ha registrato con note

soglio,

compreso

senatore Rezzo-

sangue. Seguirono l'augusto prigioniero


stro di
ti

nico (il quale per


di

ordine speciale
il

Clemente

XIV

godeva

mensile

monsignor Caracciolo maecamera; monsignor Marotle

assegno

di scudi

sessantacinque); gli

suo segretario per

lettere la-

ed oratori de'sovrani presso la santa Sede; gli uditori di rota; i chierici di camera; i
ambasciatori
pielati

tine;

domestici;

protonotari a-

Bernardino Calvesi, e Andrea Morelli aiutanti di camera (il secondo de' quali sopravvissuto al primo divenne poi secondo di Pio
giusta
il

postolici; gli

abbreviatori di parco

VII
lia

costume); Felice Mefiglio


figlio

maggiore;
i

gii

avvocati concistoriali;

chirurgo dentista, col


Giacinto

Giodel

vescovi assistenti al pontifcio so;


i

vanni;

Brandi

glio
dici

votanti di segnatura

giudella

di

Monte

Citorio ossia
ec.

defunto Stefano, gi primo aiutante di camera, suo maestro di casa;

curia

Innocenziana,

ec.

Ma

a
ri-

miglior intelligenza in appresso

Francesco Bon accorsi scopatore segreto, Salvatore Tamberlicchi scalco, il decano Antonio Vigano, il medico Giuseppe de Rossi, il chirurgo Filippo Morelli, che poscia fece al Pontefice da maestro di casa; il corriere Vincenzo Catenacci, ed il cuoco Gaspare Gagliardi,
ec.
ec.

porteremo

il

registro di questo ruogli

lo, senza notare

onorari, e

il

quantitativo delle parti di palazzo.

Nella

memoranda epoca
coi repubblicani
stato,

dell'anno

^^797,
^Hk>

in cui Pio

VI avendo dovufrancesi,

Tare

^^Bqvasori del suo

^^^rifzi nell'armistizio pace di Tolentino per


,

immensi sadi Bologna e


le

JVon contenti di ci
di

per-

secutori

Pio VI,
gli

entrato

che

circo-

questi fu nella Francia,

e volendo

stanze deli' esausto erario,

dovette

vieppi avvihrlo

tolsero dal fian-

ripararvi con provvedimenti econo-

co

parte della
il

ristretta

sua

corte,

A
Iiici.

tale

elletto

si

trov costret-

sotto

pretesto che aveano alcuni

96
nulla
valse
1'

FAM
gliari.

FAM
Romac

segrete intelligenze co* nemici, ed a

MDCCLXXV. Ex
Reverendae Carne-

estiemo dolore provato dal Papa per si amara separazione, n r interposizione di persone autorevoli che affermavano la innocenza degli incolpati. Giunto Pio VI in Valenza, poterono raggiungerlo i separati domestici, per averne l'ultima benedizione, e raccoglierne
gli

typographia

rae poslolicae.

PIO PAPA VI
A perpetuit' dell'atto.
Ai
venerabili
fratelli

Giovanni
Filippi
di

ultimi sospiri, quanspir, spettacolo di

Archinto

arcivescovo

di

do placidamente

Guido
dini

Calcagnini

arcivescovo

edificante ammirazione, la notte dei

Tarso, e Nicol' Angelo Maria

Lan-

28 agosto 1799, tra le braccia di monsignor Spina arcivescovo di Corinto che faceva le veci di maggiordomo, del p. Girolamo Fantidel riscatto suo confessore, e del Giampietro da Piacenza suo cappellano, per non nominare gli altri. Prima di morire Pio VI dispose di quel poco che possedeva
ni
p.

vescovo di
prefetti

Porfirio
del

rispetti-

vamente
biculy
ai

palazzo aporesidenza cu-

stolico, della

nostra

e della nostra sagrestia; ed


figli

diletti

maestro

Teodoro
ragusino
lettere

Boccapaduli
segreto,
segretario

romano

elemosiniere

Benedetto
delle

Stay

nostre

in

in favore de' suoi

famigliari, fedeli

forma di breve ai principi, Filippo Buonamici della Lucania, Carlo Federici


la

compagni di sua sventura, i quali un dopo l'altro paternamente avea benedetti, e dato con tenerezza r estremo addio. Siccome negli
articoli risguardanti gl'individui pri-

cifra,

Carlo

genovese segretario delLuzi romano sot-

Sandri di Amelia coppiere, Baldassare Avogrado di Vercelli, Gregorio Bandi,


to-datario, Marcello
e Fabrizio Loc?itelli
cesenati,

mari
si

della

famiglia pontificia

ab-

Giu-

biamo
ticolo,

pei privilegi ad essi conces-

seppe Coppa ri di Nocera guardaroba,

rimandato il lettore a questo arove promettemmo riportare


de' famisi

Emmanuele da Prada
Bernardo Gonteri
Solis di

di

ComToI-

postella,

di

l'ultimo breve in favore


gliari

rino, Alfonso de

Orvieto,

pontificii

emanato, perch

Cristofaro Stonordi di Londra,

conoscesse in
i

qual
i

modo

singolare

gnazio de

Papi

distinsero

loro domestici

intimi, tradotto nell'idioma italiano

Aguirre romano, Vincenzo Manni di Fabriano, Giuseppe Garcia Malo di Cuenca, e Nagreto, camerieri

qui appresso interamente

il

ripor-

tale Saliceti di

tiamo, giacche della famiglia pontifcia


ci

peculiar

proponemmo trattare in modo in questo nostro


come dichiarammo
nel

Nebbio medico seintimi o segreti; ed al nobii uomo duca Michelangelo Conti ( maestro del sagro ospizio),

Dizionario^
frontespizio.

a Giambattista Collicola fo-

Concessione di privilegi
vina provvidenza

fatta

dalla
di-

santit di nostro Signore per

Cened ai marchesi Ferdinando Raggi, Camillo Massimi (generale delGirolamo Serlupi role poste), e
riere maggiore, a Giambattista
ci,

Papa Pio VI
suoi

mano,
ria,

prefetto

della nostra scude-

favore di alcuni

fami-

similmente

camerieri segreti;

FAM
ai

FAM
Giacomo Padi Ascoli,

97

cappellani segreti
di

de'costumi, e
ti

le

altre pregevoli do-

ris

Sulii, Antonio Palombi ro-

di

probit e virt, onde abbia-

mano, Atanasio Angelini


Stefano
Conil de

mo

Beduin
Benetti

di

Car-

anche per domestica sperienza conosciuto le persone vostre coprirsi

pentrasso,

Giacomo
Agostino

roma;

di merito; e volendole

per-

no, e Paolo

Morelli di Rimini
Ricchini

ci esaltare
speciale,

Tommaso
palazzo
ni

del-

con attributo di grazia e con titolo di onore se-

l'ordine de' predicatori, maestro del

gnalato, e di eccellente dignit; col

Antonio Fratiromano nostro segreto maestro


apostolico,

tenore delle presenti assolvendo, e

di casa (essendone del

palazzo apo-

tenendo per assoluti, soltanto pel conseguimento del loro effetto, voi
tutti,

stolico
gi

il

di lui figlio

Vincenzo Lui-

Fratini romano); ai chierici see greti Pietro Spagna romano,

e ciascuno di voi da ogni scomunica, sospensione, interdetto, e da qualunque altre ecclesiasUche

Scipione Pancotti di Pesaro

a Do-

sentenze, censure, e pene per qualr


sivoglia causa,
ste dalla

menico Locatelli di Cesena, Stefano Brandi, e Giuseppe Tamberlie Bartolomeo Natacelli romani,
li

od occasione impo^
,

legge
se

te autorit,

mai

o dalla competenfoste da talu-

di Orvieto nostri
,

aiutanti di ca-

mera
rici,

delle

sovraenunciate citt e

na di esse vincolati comunque; di moto proprio , non ad istanza vostra,

diocesi rispettivamente preti, o chie-

o laici, nosti i famigliari, continui commensali, salute ed apostolica

ma

n d' altrui in vostra vece,^ unicamente per impulso della

nostra generosit, di certa scienza,


e colla pienezza dell'apostolica auin vigore delle presenti vevoi,

benedizione.
del
di

La provvida circospezione romano Pontefice dispensatore


grazie
fidi

torit,

niamo ad ammettere
no
za
nostri, e della

e ciascu-

inclinata

verso

di voti

di voi rispettivamente a notali

suoi, quelli
di

specialmente,

che
pre-

Sede apostolica (senfigli

con alacrit
stano
meriti

continuo
servigi
,

gli

pregiudizio per de' diletti

famigliari

che
i

notari del

numero

de' partecipanti)
la-

d'altronde rendono commendevoli


delle proprie
attestati
,

ed a crearvi e costituirvi conti


ro, nobili

virt
di

suole

terauensi, cavalieri dello speron d'o-

con luminosi
re
di titoli

onorifi-

romani,
,

cittadini

di

Rodi

cenza e di fama
e
fregiarli,
ri

e collo splendoe

ma

di

Avignone

di Bologna,

dignit rivestirli
di speciali

Ferrara, e di Benevento, e di tutte e singole altre


citt,
,

non che
loro

favo-

terre e luo-

esser
il

cortese

secondo che
alle qualit

ghi mediatamente

scorge

meglio addirsi

mente

soggetti

alla

od immediataChiesa romaed
insegne,
nel
altri

delle persone.

na, con tutti gli annessi diritti, giurisdizioni, prerogative

Quindi che noi convenevolmenapprezzando s li gradevoli familiari servizi, che voi tutti, i quasiete anche nostri continui comli
te

e vi registriamo ed ascriviamo

numero
de,

consorzio

degli

notari nostri, e della

medesima Se-

mensali, e
reso
ci

ciascuno di voi fin qui avete, e con impegno e

non che

de' conti lateranensi,

de' cavalieri

dello sperone d'oro, e

premura

continuate a renderci,
della
vita
XXIII.

de'nobili romani, e degli altri cit-

pure rirreprensibilil
VCL.

tadini delle

suddette citt e terre.


7

{^

FAM

FAM
nell'estensione
di

E ^ nccordiamo, che sebbene non vestiate l'abito e rocchetto de' noapostolica a secontori (Iella Sede da dei decreti dell' ultimo concilio
lateranense, e non abbiate abitato in taU citt, ne vi abbiate giam-

tutte

singole
islro-

apostoliche ed

altre

lettere,

menti, e scritture pubbliche e private in

nome

vostro,

possiate inti-

tolarvi, e sottoscrivervi notari, conti,

cavalieri, e nobili,

nati

da

mai avuto domicilio


usiate, e

possediate
tutti
,

genitori entrambi di

nobile

lignag-

godiate

di

qua-

gio e

non

che

cittadini

romani
riguarnotari,

lunque
ni,
zie,

privilegi
,

e facolt

esenzio-

delle

altre

citt e

terre a piasiate
finti

immunit libert, favori, graed indulti, che posseggono, uin

cimento vostro; che


dati

quali veri, e
cavalieri,

non

sano e godono, o potranno in avvenire

conti,

e nobili,

citt^i-

qualimque modo possedere, usare e godere non solamente


tutti
gli

dini; e

ninna cosa qualunque, mutali

nita di

sottoscrizioni,

abbiasi

altri

notari nostri an-

per
ce.

surrettizia,

che del numero de'partecipanti, non solamente gli altri suddivisati conti,

invalida,

ma

sia

od orrettizia, od pienamente efica-

cavalieri e nobili

(eccettuate pe-

r le esenzioni tolte dal sagro concilio di Trento, in guisa che tanto nel criminale, quanto nel civile

siate

soggetti

agli

ordinari,

per onorificenza vostra siete autorizzati ancora ad usare il nostro stemma gentilizio, o separatamente per intiero, od ai vostri rispettivamente unito, come pi vi aggrada.
In oltre liberiamo ed esenbenefitiamo voi ed i vostri quanti e offici ecclesiastici zi ed qualunque sieno i loro frutti, cose e diritti esistenti in qualunque luogo, regno, o provincia; ed in
,

del pari eccettuate le facolt di le-

gittimare, di
di creare
altri

promuovere
e
di tal fatta

ai

gradi,
,

notari

tabellioni
,

ed

privilegi

pretesi

dai suddetti notari e conti; e cosicch di essi

non possiate
sia

far uso

in nessun luogo, e

invalido

Roma,

nelle citt,

terre

luoghi
Chiesa,

nullo

qualunque

vostro

contrav-

mediatamente
anche
sioni,
tri
i

ed immediatamente

ventoro tentativo);
ti

ma
ed

ancora tut-

soggetti alla stessa

Romana

gli

altri cittadini originari

anche

vostri predii, case, posses-

nel
in

conseguimento

esercizio si

Roma,

e nelle

dette citt, che

in qualunque altra parte del mondo , delle dignit , de' benefizi , e

degli

offizi

ecclesiastici

secolari

e beni patrimoniali, e gli altemporali mobili, ed immobili, e semoventi, azioni e diritti presenti e futuri di ogni qualit, quantit, e natura, ed anche di qualsivoglia

ancorch lasciati vacanti dalle persone di romani cittadini nativi, non che dagli interventi ed adunanze.

annuo valore
fruiti,
le

sieno,

sa-

ranno

tali

rendite,

e pro-

venti, e tutte

cose,

possediate, usiate, e godiate

non
in

vendere, o comprare per


stro e delle vostre

che foste per uso voesen-

solo

a similitudine
altres

de' medesimi,

famiglie,

ma

in

egual

modo ed
tali

tiamo, ripetesi, da tutte e qualun-

egual principalit di
facolt,

privilegi,

esenzioni,

grazie,

dulti

come
voi,

se fossero stati

ed inemanati
avvenire

que decime, quarte, met,, sussidi anche caritativi, gabelle, balzelli,


tributi,

dazi, pedaggi,

collette,

per

talmente che in

con qualunque altro nome espres-

FAM
s
ti
i

FAM
anime,
riti,

99

carichi e sopraccarichi, e tutaltri

gli

pesi,

contribuzioni

a taluno di voi altronde canonicamente confese

venissero

urbane, che rustiche, ordinarie


ste

straordinarie, reah, personali, e mi-

presentato,

anche a ttolo di fortificazioni mura, e ponti, e moliture di transito, o passo e vettura, delle merci di qualunque sorte, sebbene in altro territorio o provincia per terra o per mare, e per fiume, di cavalli morti, di alloggiamenti midi
litari,

o qualunque di voi fosse eletto, od altrimenti postone in possesso, possiate validamente e lecitamente riceverli, e purch un
solo esiga
la

personale residenza,

di erezione di seminario

ec-

clesiastico,

o per qualunque altra ancorch grave e gravissima cau(eccettuato

simultaneamente finch vivrete; come pure (ma soltanto durante il vostro servizio presso di noi) riguardo ai benefizi ecclesiastici anche curati, non per parrocchiali, n curati con cura
ritenerli tutti

delle

anime de'parrocchiani,

infral,-

sa

soltanto

quella

di
se-

tanto da voi rispettivamente ottenuti,


i

sovvenzione contro

gl'infedeli)

quali anche per dritto, statuprivilegio


esige-

condo

le circostanze

imposti,
di

covoi
al-

to,

fondazione, o

sicch voi tutti e

ciascuno
tali

a nulla affatto di
sa (finch

cose

ed
si

rebbero la personale residenza , e bench fossero le maggiori dignit

tre simili siate tenuti,

vi

pos-

dopo
drali

la pontificale in chiese catte-

continuerete a

servirci)

anche

metropohtane,

le

contro l'esposto restringere dai commissari della


altri,

principali
te tenuti

nelle collegiate,

non

sia-

camera

apostolica,

od
ap-

a personalmente risiede-

ovvero dai

compratori,
di

paltatori,

ed

esattori
,

siffatte

gabelle e
di

tributi

bench muniti

qualsivoglia privilegio, esenzio-

n dagli ordinari de' luoghi o da' capitoli di dette chiese, o da chiunque altro vi si possa in tal tempo astringere a risiedervi conre, tro la volont vostra, e
siavi lecito esigere,

ne, e facolt.

nondimeno
siffatto
frutti,

Oltre a ci colla medesima autorit

durante

tenore, per

libralissimo

servigio,
dite,
nefizi

tutti

e singoli

ren-

tratto di grazia

speciale concediari-

e proventi degli ottenuti bevostri in quella integrit (ec-

mo

a voi ed a ciascuno di voi


se

spettivamente l'opportuna dispensa,


affinch

cettuate

soltanto

le

distribuzioni
li

due

benefizi

qualunsimili, esi-

quotidiane) colla quale

percepi-

que dissimih, o semplici


stenti

reste, se in dette chiese e

luoghi
frat-

sotto

ciascun

tetto

di

tre

personalmente risiedeste; e se

chiese cattedrali, anche metropoli-

tane o collegiate qualunque, ben-

tanto, e dipoi lo vorrete, possiate o nella romana curia, o fuori di essa,


lico

ch uno tra essi tutti fosse con cura, ovvero dignit anche maggiore
e principale, canonicato, e prebenda, personato, amministrazione,
officio,

da qualunque
della

piacciavi catto-

vescovo, che goda la grazia e

comunione

Sede medesima,

od

o fossevi

la

consuetudine
elezione a

e che voi crederete meglio di scegliere, essere promossi agli ordini

di ascendere per via di


tal dignit, personato,

anche
stivi,

sagri,

zione,

od
la

officio,

amministraed abbia annessa

tre giorni di

ed al presbiterato in domenica, od altri fechiederne


la

anche fuori del tempo dalla

anche

cura giurisdizionale delle

legge stabilito, senza

loo

FAM
vescovi

FAM
ed
altri prelati

permissione al proprio ordinario, o ad altri qualunque, se per ne


sarete stati
riconosciuti idonei, lo

maggiori)

che rimettiamo

alla coscienza del vescovo ordinante; ed a quelli promossi, eseicitarne nel sagro mini-

stero

dell'altare

rispettivi

offici:

o da consiglio e favore a tal oggetto prestato, da omissione di digiuni (non per dalla recita delle ore canoniche, ed altri divini offici), e finalmente da tutti e qualunque altri peccati criminalit,
,

e bench sacerdoti, e
dignit

costituiti in

eccessi,

delitti

comunque

gravi

ed offici, possiate, soltanto per un quinquennio, purch non


abbiate oltrepassato
anni,
l'et di trenta

ed enormi, sebben tali, che giustamente dovesse per essi consultarsi

la

santa Sede, e contenuti in

attendere

allo

studio

della

qualsivoglia costituzione apostolica,


e questi

legge e diritto civile nelle pubbli-

una

sola volta in vita,

ed

che scuole ed universit, e dimostratane la capacit essere innalza-

in articolo di
si

morte; negli
riservati

altri ca-

poi

comunque

alla

san-

grado di dottori in tal facolt, insegnare anche pubblicamente la stessa legge, ed esercitare liberamente, e lecitamente l'officio di
ti al

Sede medesima, e simili qualunque una volta l'anno (ma tutta

toci senza

pregiudizio

di

alcuno)

giudice, avvocato, e procuratore sol-

con diligenza le vostre confessioni, ed impostavi secondo


ascoltate
le

tanto
civili.

nelle

cause

ecclesiastiche e

colpe
:

commesse una

salutar pela

nitenza
tutti,

ed abbia egualmente

Sia parimenti lecito a voi

facolt di

commutare
visita

voti

qualimi-

ed a ciascheduno

di

voi

di

sceglie-

lunque
ni de* ss.

(eccettuati

soltanto l'oltreai

re un sacerdote secolare, o regolare di qualunque ordine,


abile

marino, della

sagii

ed

apostoli Pietro e Paolo,


altre

approvato dall'ordinario, in vostro confessore, e questi, durante la vita di

di castit, e di religione) in

opere di piet.

ognuno

di voi, abbiasi la fa-

Similmente per ulterior


lato favore, e colla
stessa

segnaautorit

colt di assolvere
stolica

voi tutti,

con autorit apoe cadauno di voi

e tenore permettiamo a voi, ed a

da

qualunque scomunica, sospen-

ciascun di voi rispettivamente, che

sione, interdetto, e di altre ecclesiastiche sentenze, censure, e

qualunque
canonico

ordinario

locale

pene

della

metropolitana,
costituita in

o od

imposte dalla legge, e dall'autorit competente per qualunque octasi one o causa da voi incorse, e

altre chiese cattedrali,

ovvero perdetta
di
essa,

sona
curia,

qualsiasi

quanto

fuori

da

anche per apostolica autorit, bench l'assoluzione ne fosse riservala specialmente, o generalmente a noi, ed ai rovi trovaste legati

da cui

scegliersi

all'uopo da
alla presenza

voi
di

rispetti-

vamente
e
la

notaro,

testimoni

degni

di

fede, abbia

potest, circa le

annue pensioi

mani Pontefici non che dalle


lunque voto, e
stico,
sali

successori

nostri;

ni
te,

qualunque sopra

fruiti,

rendi-

violazioni di

qua-

proventi, devoluzioni,

e distri-

precetto

ecclesia-

buzioni anche quotidiane delle


se abbaziali,

men-

dall'omicidio casuale, da pasatti

capitolari, vescovili,

violenti

contro
(

persone
i

anche

ecclesiastiche

eccettuati

neficio ecclesiastico

ed arcivescovili di qualsivoglia becon cura, o seco-

FAM
lare senza cura,
dini

FAM
degli or-

loi

non che
s.

ve estinzioni, e riserve) siano state

e milizie

regolari qualunque,

ancor pi volte

cassate, e
le

nuovapensioni
diritti,

anche
ni

dell'ospedale di

Giovan-

mente assegnate
e frutti,
ricadenze,

dette

Gerosolimitano,

quocunque

rendite, proventi,

qualificati;
sioni, circa

o
i

in

luogo delle penrendile, prodistribuzioni,

distribuzioni ed emolualla

flutti,

menti fino

somma

quantila

venti, diritti,

legati,

t prestabilita;

ed anche senza
traslazioni

^d emolumenti a voi di gi assegnati e riservati, o che in appresso


fossero

spedizione delle lettere apostoliche

su

tali

rassegne, e

al-

abbia,

per assegnarsi e riservarsi, il ripetiamo, la potest di

tronde

poi

con

tutte,

qualundecreti,

que
zioni,

esenzioni,

privilegi,

cassarle,

ed
di

estinguerle

fino

alla

clausole, cauzioni, vincoli, obbliga-

somma
d

trecento

ducati

d'oro

cautele,

ed

anche

colle

camera riguardo a ciascuno di oi, in qualunque tempo piacerk a taluno di voi


te

censure,

e pene concesse, e conte-

rispettivamen-

o successivamente, in parte, ancora in articolo di morte di cadaun di voi ; e dopo averli cassati ed estinti, riservare, costituire, ed assegnare
insieme,
tutto

nute nelle riserve primiere; e di pi colla surrogazione in qualsivoglia diritto vostro, relativo ancora al quasi
possesso
allora
di

od

in

esigere

che
zione

avrete

in

acquistato;

salvo per la forma della costitucessore Innocenzo


ce

altre
i

simili

pensioni

annue sopra
proven-

medesimi
diritti,

frutti, rendite,

emanata dal nostro predePapa XI di felirimembranza sulla traslazione


poi
e

ti,

lascite,

distribuzioni,

ed

delle pensioni.

emolumenti, o in vece delle medesime i suddetti frutti, rendite,


proventi,
zioni,
diritti,

Vogliamo comandiamo
di to

lascite,

distribu-

ed emolumenti
e
di

fino

alla

precisamente pena di nullit si fatta traslazione, che rapporalle pensioni a voi e ad ognuno
sotto

somma
cisata,

quantit di sopra

pre-

di voi rispettivamente,

come
da

sopra,
riser-

e da pagarsi per intiero, a

riservate ed assegnate, o
varsi

una o pi persone, da nominarsi parimenti da voi, benfavore

ed in qualunque tempo
sopra
qualsivoglia

ras-

segnarsi

catte-

ch sieno chierici di qualunque, e quanti vogliansi benefizi ecclesiastici e provistij ed in ragionevole


aspettativa di nuovi, ossiaiio
altri,

drale , metropolitana , monistero anche concistoriale, od altri qualunque benefizi, tanto semplici, quanto residenziali, od in altro qualsiasi

che bramino essere insigniti del chiericato, anco per loro vita durante, o loro procuratori muniti di speciale analogo mandnto, nello stesso modo e forma onde a voi S saranno rispettivamente assegnate e riservate, od assegnali e concessi, anche senza il consenso di quei che pagar devono tali pensioni, e bench (non avendo voi la opportuna facolt per siffatte nuo-

tro

modo qualificati, Roma, e dentro

esistenti

en-

lo

stato ec-

clesiastico

immediatamente soggetto anche nel temporale a noi, ed alla


la

santa Sede,
sferire

suddetta facolt d
si

tra-

alla presenza

di

persona

costituita

in dignit ecclesiastica, si

ancora di
voi,

notaro
si

come

disse,

e testimoni , a ed a ciascun di
concessa,

voi rispettivamente

non
da

possa esercitarsi, od etfelluarsi

tai
iFoi,

FAM
di

FAM
voi lispettivisi,

o da chiunque vamente, se non a favore soltanto di coloro, che sono originari o del medesimo stato ecclesiastico, o di que* regni e provincie, in cui pure gli slessi anche nel temporale sudditi nostri, e della santa Sede sogliono essere ammessi promiscua-

quali avrete percepito e


;

pcr-

ciperete

o a riguardo

degli
officio

emodei-

lumenti di qualsivoglia
la

romana curia, ed in altro qualunque modo; e testare ancora di


non che
e
fatica,

detti frutti, rendite, e proventi an-

nui,

degli

acquisti

colla

vostra o
stria
siasi

comune o
od

singolare induin

mente
ti

co'cittadini e

nativi di detal

altra
lecita,

qualfatti,

i-egni

provincie

pacifico

maniera, purch

possesso tanto degli ecclesiastici benefizi


li

e che foste per fare;


dagli impieghi ed
te esercitato, e
re,

come anche
che avreesercita-

qualunque,

quanto di simi-

delle passate, e future provenienze


offi/i,

pensioni.

Colla medesima apostolica autori t

foste

per

e tenore vi concediamo ancora

piena e libera facolt di poter lecitamente e validamente testai^ di tutte e singole cose, predii, possessioni,
terre,
nali,
bili

e d'altra qualunque occasione, o causa, o contemplazione^ bench


consstano in
gioielli,

moneta sonante, in
altre cose

gemme, ed

pi

luoghi anche giurisdizio-

preziose, esistenti tanto in detta cu-

ed altri beni non solo moed im mobli, purch per non

sieno destinati al ministero dell'altare o degli altari di chiese a voi

vizio delle

o a qualche speciale sermedesime chiese, od altrimenti al divn culto ed uso; ma ancora semoventi di ogni qualit,
affidate,

quanto fuori di essa dovunque, ancor presso gli stessi benefizi (volendo che le qualit, ed i veri ancor annu valori delle predette cose tutte, bench tali fossero, che
ria,

non cadessero
menclatura
pellettili
,

sotto la generale no-

de'beni,

delle

supdi
delle

ma

abbisognassero
in

quantit, valore,

specie, prezzo, e

speciali

vocaboH,
abbiansi

virt

condizione, e
spettanti,

diritti, ed azioni a voi o a riguardo di chiese an-

presenti

per

sufficiente-

mente

espresse e dichiarate,

come

che cattedrali e metropolitane, cui forse avrete presieduto, non che di


monasteri, priorati, prepositure, dignit ed
altri

se fatta

ne

fosse specifica e singo-

iar espressione e nomina), fino alla

somma

di

sei

mila ducati di

qualunque

benefizi

ecclesiastici

con cura,o secolari senza

oro di camera per cadaun di voi ; e finalmente testare anche degli


stessi

cura,e di qualsivoglia ordine regolare,

frutti,

rendite, e proventi, e

che per concessioni e dispense apostohche avrete ottenuto, ed otterrete in titolo, commenda, amministrazione, ed in altro

pensioni

dovute, e che il saranno (salva per la forma delle costituzioni apostoliche gi pub-

voi

qualunque mode'frutti, rendite

blicate,
blicarsi,
ti )

che

fossero
ai frutti

per

pubesat-

do ; o a riguardo
pensioni,

intorno

non

e proventi ecclesiastici in luogo di

cumulativamente
le

ancora

con

come pure
i

delle

stesse

tutte

altre sostanze gi

conse-

annue pensioni sopra


ti,

simili frut-

guite,
si,

rendite, o proventi,

che vi

si

tanto per

e che fossero per conseguirdecenti ed oneste


altres
vi

riservarono ed assegnarono, o che

spese

debbono

riservarvisi

ed

assegnar-

funebri, quanto rimxmerare coloro che

per

avranno

FAM
servito, con liberalit anche supcriore al merito del servizio, non che a favore ed uso de' vostri conaltri

FAM
luoghi della

io3
vostra

doverosa

residenza

personale
-,

anche

senza

veruna ragione
stri

tutti e singoli vo-

sanguinei ed
arbitrio e

affini,

e di

qualunque
a

beni, cose, e diritti, anche cosi

pio luogo, ed altrimenti

pieno

me
di

detto, qualificati,

gli

spogli

volont vostra; ed una

qualunque quantit
provenienze,
alla

valore

o due e pi volte disporre, determinare, ordinare con testamento,


codicilli,

delle sopraindicate,
siansi

fidecommissi, legati, dona-

gano

od altre qualnon appartencamera apostolica, od ai


in
detti

causa mordsy ed in altri qualunque modi, e titolo, con scrittura anche meno solenne alla presenza di due o tre testimoni, ed ancora con semplice schedula scritta, o sottoscritta di
zioni inter vivos, et

successori

benefizi

ma
vo-

bens agli
stri

eredi

consanguinei

sieno per intiero

devoluti, ed

in

mancanza
i

di essi, siano distri-

buiti tra

vostri famigliari

bitrio di persona,

ad aro persone, che


al-

vostro pugno, ed altrimenti in tutto e

avrete a tale oggetto nominate in


iscritto,

per tutto secondoch,

e co-

seppure non constasse di


disposizione,

munque a
te,

voi piacer anche nella

tra vostra diversa

slessa curia,

ed in articolo di morneppur facendo menzione alcupresente,

da scrittura anche meno solenne


quale in
dette,
tal

caso e le persone sud-

na della

od

altre simili

da

voi gi ottenute facolt,

o che

in forza di esse

vogliate ed inten-

ed altri giudici ovvero esecutori dovranno come efficace eseguire ed adempire, ed in tutto e
per tutto conformarvisi, poich riguardo a tali qualsi vogliano testamenti, legati, donazioni, disposizioni,

diate testare e disporre; talmente-

ch

tutto ci che da voi sar te-

ordinato, o disposto anche in forza di semplice distribuzione, od in ogni altro miglior modo, sia valido, e debba onninamente eseguirsi ; e voi siate pur arbitri di pi, e tante volte quante il vorrete, moderare, limitare, ed anche totalmente rivocare, e rinnovare appieno gli stessi testamenti,
stato, fatto,
codicilli, e disposizioni, ordinazioni,

ed

altri atti,

forse

da

voi senza
fa-

alcuna, o

men

che

sufficiente
diritti,

colt intorno ai beni,

azioni, frutti, denari, gioielli,


altre cose accennate

ed ed
dei

favore
suddetti,

consanguinei, ed
in altro

affini

od

qualunque modo

eseguiti,

determinazioni, e legati.
Inoltre stabiliamo,

ed

ordinia-

con tutti gli analoghi successi , e che da voi saranno per eseguirsi; ora per allora, e viceversa, li approviamo, e convalidiamo per la
prefissa

mo, e

vi

accordiamo
voi

la grazia,

che

somma

di sei
tutti,

mila ducati,
e singoli
fatto,

morendo

ab

intestato^ e senza

e suppliamo a
fetti

di-

alcuna, o con
frutti,

men
e

valida
,

disposi,

di

diritto, e di

delle

zione de' suddetti beni

e cose

solennit omesse o che fossero per

rendite^

proventi

nella

omettersi, bench sostanziali, ed altri

stessa curia,

o fuori di essa, dopo una continua o interpolata permanenza di ciascun di voi rispetliva-

mente
:

in

un medesimo luogo, ed
vostri

^^k

anche fuori de'

benefizi,

od

qualunque od occorsero, od aad occorrere in simili atti, e bench tali siano, o fossero stati, che far se ne dovesse nelle presenti speciale, specifica, ed espresvessero

io4
sa

FAM
menzione.

FAM
vie-

Rigorosamente

chiese
tri,

parrocchiali, e tutti
astretti

gli

al-

tando tanto a qualsivoglia arcivescovo, vescovo, ed altri prelati delle chiese, non che ai chierici presidenti di detta camera, ed ai collettori e succollettori addetti ai

che

alla

canonica per-

me-

desimi, alla fabbrica della


del principe degli apostoli
,

basilica

di

Ro-

muoiono comunque emanate li 2 5 novembre l'anno quinto del suo pontificato, o con diversa piti corta data n sotto altra qualunque costituzione, o revoche sospensioni
sonal residenza
fuori di essa,
; ,

ma, alia santa crociata e simili quanto a tutti gli altri di qualunque dignit, slato, grado, e condizione, ancorch decorati di qualsiasi

limitazioni, modificazioni, decreti,

dichiarazioni apostoliche, regole della cancelleria apostolica fino


fatte,

ad ora
ur-

e pubblicate per qualsivoglia

autorit e potere, sotto pena di sco-

causa,

quanto

siasi

massima,

munica maggiore, ed altre sentenze, censure, e gravami ecclesiastici,


di osare direttamente, o indiretta-

gente, imprevedibile, anche

in fa-

vore della fede, ed


divin
culto

aumento del

mente
colore,

con

qualsivoglia

ricercato

arte e

pretesto
le

molestare,

sebbene concistorialmente, ancor da noi, e dalla sede medesima ; ma che le cose tutte
sovra
esposte
,

od inquietare

universit, collegi,

eccettuate

sempre
,

luoghi, legatari, eredi, persone


esecutori suddetti di
ti,

od
de-

da
te

simili

prescrizioni, e

quante volal-

tali

testamen;

verranno

queste

emanate
a

volont ed

ordinazioni
le

trettante riposte quelle nel primie-

cretando che
i

prefate tutte e sin-

ro validissimo slato anche


stra scelta

vo-

gole cose, e le presenti lettere, ed

testamenti, donazioni,

codicilli,

fidecommissi, legati, ordinazioni, de-

roghe, disposizioni, e simili qualunque, e ci che si fatto, o sar per farsi tanto in vigore di questa,

con data posteriore, con deroghe, e clausole anche derogatorie delle derogatorie, ed annullanti, e simili decreti da interporsi,

e colla

massima
voi, e di

latitudine spe-

cificarsi

da

pi

ristabili-

quanto
re,

di altre

concessioni a voi

te

e ripristinate, e di

nuovo con-

compartite, o che dappoi in gene-

od

in ispecie fossero per

come fu-

partirsi in

un
curia

colle

passate

ture derivazioni (ancorch moriste

cesse, sieno valide ed efficaci, e con perpetuo vigore sussistano, ed abbiano tanto i lor pieni, totali, e per diritto, stilo, consuetudine, ed

entro

la

od

in

qualunque
fuori
delle
richie,

altrimenti
fetti,

comunque
stipolato,

possibili

ef-

altra parte del


chiese, e dei

mondo

quanto forza

di vero, legitti-

benefizi,

che

mo, giurato,
noi,
tra,

ed

efficace

dessero
qualsiasi

la

personale

residenza
,

in

contratto tra voi per

modo

qualificati

da voi

finora ottenuti, anche per sola vo-

una parte, e e la suddetta camera per l'aln cessino anche per promocattedrale

lont vostra e

cima causa di risiedere ), non sono comprese sotto la lettera di Pio Papa IV di ree. mem. parimenti nostro antecessore contro qualunque vescovo, arcivescovo ed altri

non non

sussistendo al-

zione a chiesa

sebbene

metropolitana, o per traslazione od


altro

cambiamento

di stato, e peral-

sona vostra, n svaniscano per


tre simili,

o dissimili grazie a voi concesse, o che fossero per concedersi,

prelati, e contro

rettori delle

ma

nel vostro

godimento co-

FAM
mulativo di eiise tutte, se mancasse qualche cosa in una di simili
Facolt,
;

F
diamo
ai

M
fratelli

f tf5r

venerabili

nostri
,

cardinali

vescovi

di

Ostia
figlio

di

debba
gli

supplirsi

dal-

Porto, ed al diletto
generale
della
delle

uditore
curia

l'altra

che
ai

eredi,

legatari,

cause

nella

luoglii

quiili

saranno
sififatli
i

devoluti

o si lasceranno ed azioni, od

beni, dritti,

predetti

esecutori

non

sieno tenuti

pagare

la

teiza,

od

altra

parte de' medesimi

beni, quali anche fin da ora a voi,

ed

ai

luoghi, eredi, legatari o do-

natari sovraddetti liberalmente con-

cediamo, e doniamo alla camera o fabbrica, o benefzi indicati anche a titolo di spedizione contro gl'infedeli,

camera apostolica, qualmente essi, o due od un solo di loro da se, o per mezzo di un altro o di altri solennemente pubblicando le presenti lettere, e tutto ci che contengono dove , e quando fia d'uopo, e quante volte ne siano per parte vostra richiesti e nelle premesse cose coprendovi col, ,

l'egida di possente e valida

difesa
la

impongano per
senti lettere
,

autorit

nostra

qualunque, e quanto vogliasi pii usi, ne a comporre analogamente con essi ; ne voi siate obbligati a chiedere od impetrare da noi, e dai nostri successori romani Pontefici altra particolare licenza od indulto, o conferma delle presenti, od a fare in altra simile grazia, o conferma della medesima, che venisse comunque a concedervisi, menzione alcuna di questa, ne vi si possa astringere per veruna necessit. Che cos, e non altrimenti debba giudicarsi e definirsi nelle premesse tutte e singole cose da qualunque siasi giudice, ordinari e delegati, ancorch
o
per
altri

severa osservanza delle stesse prere, e faccianvi

ed intero loro tenoin pace gustare, e

godere d'ogni lor frutto, non permettendo che voi da chiunque quanto si voglia autorevole soffriate in opposizione alle

presenti indistur-

debite molestie, vessazioni,


bi,

a qualunque contradditore,

ribelle

ponendo

freno

con

eccle-

siastiche sentenze, censure, e pene,

ed

altri

opportuni rimedi di
gli

dirit-

to, e

di fatto, rigettati
i

appelli,

e salvi
le

doverosi legali processi, e

censure e pene pi volte aggravando, invocato anco all' instesse

tento, se fia di mestieri, l'appoggio

uditori delle cause del palazzo apostolico,

della secolar podest.


le

Non

ostante

e cardinali della stessa san-

costituzioni sopraddette, e quelle

ta

merlengo

non che del casunnominati chierici presidenti pr tempore^ in qualunque causa ed istanza, tolta loro ed a ciascun di loro la facolt ed autorit di altrimenti giudicare ed interpretare, e se accade che da taluno quanto si voglia autorevole, scientemente, od ignorantemente si
Chiesa,

romana

emanate
facio

dalla pia

mem.

di

Bonipre-

Papa Vili pur nostro


intorno
,

decessore
concilio

ad una e nel generale due diete, purch


alcuno
per

oltre le tre diete

au-

torit delle presenti


in

non

sia tratto

giudizio,

non

che dall'ultimo
notari,
fosse

concilio lateranense intorno al nu-

tenti

il

contrario, sia l'atto invah-

mero determinato de' bene a quello non si

seb-

ancor
deroin-

do

e nullo.

giunto, cui non intendiamo

Per

la

qual cosa di moto

pro-

gare per altre circostanze, ed


torno
al

prio con apostolico scritto

coman-

consenso da prestarsi nelle

, , ,

io6

FAM
qualunque regoapostolica, e le

FAM
lunque altra
biale forse
solidit,

pensioni, ed altre

le della cancelleria

finora
in

consuetudini in simili cose fino ad ora osservate, anche da noi, e dalla sede suilodata pubblicate, o da
pubblicarsi;
di

accadesse

ancorch abo vi avvenire di prestar


prestato,

giuramento

di osservarli, e di

non

non che dalla

ree.

mem.
le al-

impetrar lettere apostoliche contro i medesimi, e neppure da altri, ed


ottenutele,

Alessandro

VI

parimenti nostro
alla detta

od

altrimenti

comunque

predecessore che dispone, fra


ti*e

concessevi, di
voi,

non

farne uso n da

prescrizioni, doversi
la terza

n per mezzo de' vostri pro-

camera

parte de* beni ec-

curatori, e similmente
i

non ostante
chiese,
,

come pure dallo stesso Bonifacio Papa Vili che proibisce le concessioni a tempo indetermiclesiastici,

privilegi, indulti e lettere apostoalle


,

liche concesse

lodate

monisteri, ordini
ai

ed ospedali

ed

onde percepire in assenza i frutti de' benefzi; da Pio Papa IV, egualmente nostro antecessore,
nato,

loro prelati, o amministratori, e

superiori, e maestri, precettori, priori, militi ancoi' anziani, capitoli, conventi, citt, e luoghi e simili,

intorno
tro

al

doversi

presentare

registrare in
il

camera

apostolica, enle grazie

termine

prefisso,

concernenti V interesse della

stessa

camera, talmentech non siate tenuti di fare in alcun tempo registrare le presenti in delta

comunit, ed univered altre persone anche particolari, non che agli arcivescovi, vescovi, ed altri ordinari, e perfino
alle loro
sit,

ed

agli stessi

cardinali,

ed

ofiziali
,

di

camera;
di

detta curia, e loro

collegi

come

e similmente dalia

ree.

mera,

Urbano Papa Vili, del pari antecessore nostro, sul non doversi trasferire
le

pensioni

gi

trasferite

non che da

qualsiasi altro

romano

ed appaltatori ed oneri, ed ai compratori di altri oneri; sebbene concesse in qualunque tenore e forma , ed ancora con
agli

pure

esattori,

di decime, pedaggi, gabelle,

Pontefice nostro predecessore, e non


ostante qualunque altre generali e
speciali costituzioni apostoliche

qualsiansi

derogatorie delle

deroe
si-

gatorie, e decreti annullanti,

pub-

mili

da qualunque romano Ponte-

blicate negli universali, provinciali,

e sinodali concili

ed ordinazioni non che leggi anche imperiali , e municipali tanto di Roma, quanto delle altre citt o luoghi , in cui
,

fice nostro antecessore, ed ancora da noi e dalla sopraddetta sede, an-

che concistorialmente

e per con-

siglio degli stessi cardinali,

anche per
e costie scien-

modo

di perpetuo statuto

sieno stati creati cittadini originari


,

tuzione, e di simile
za, e colla

moto

di altre

qualunque chiese
collegi,

pienezza dell'apostolica

monasteri, ordini, ed ospedali, co-

me
fizi

pure di qualsiasi

ed

of-

di detta curia, e degli indicati


i

regni o provincia, e non ostante


statuti,

consuetudini,

regolamenti,
,

usi

nature di
citt,

Roma
e

delle

ad istanza d'imperatore, re, regine, duchi, marchesi, ed altri principi, o a lor contemplazione in genere, ed in specie, od altrimenti comunque, ed anche pi volte, bench in esse, e negli statuti
potest, o
i

suddette

luoghi,

camera

e regolamenti accennati ve con cautela di


feiire
i

si

prescri-

bench avvalorati da giuramento, approvazione apostolica, e da qua-

non

potersi conse

benefizi di

Roma,

non

FAM
die ad originari
e loro
figli,

FAM
romani
convento, e non
in altra

107

cittadini

to col consenso del maestro, e del

e quelli di alcune chie-

se conseguirsi, se
illustri,

non da persone

o
in

nobili,

tadini originari,
lificate

ed anche da citod altrimenti quadeterminato

modo

ed
alla

espresso,

ne alcuno ammettersi

diversamente n maniera; e finalmente di potersi e doversi dagli esattori ed appaltatori esigere decime, pedaggi, ed oneri ancora dagli esenti, ed obbligarli e costringerli a tal pa-

cittadinanza di
citt,
castelli,

Roma,

e di dette

gamento o contribuzione. Alle quali


altri casi

terre, e luoghi,

al

godimento de' loro privilegi se prima non abbiano dimorato in tali


citt,
il

cose tutte, che rimarranno per gli ed effetti nel loro pieno
presenti
il

castelli,

terre,

luoghi per

lasso di

tempo determinato, ed

per tenore, come se vi fosse parola per paroespresso


rispettivo

vigore, avendo colle

loro

anche posseduto beni ancora staforse ad un valore bili ascendenti definito; ne potersi le precettorie, od altri qualunque benefizi di detto
ospedale tanto per sua istituzione,

inserito, sufficientemente , ed espressamente deroghiamo, e decretiamo che si derogato, compreso


la
il

caso,

che non aveste

fatto nelle

indicate chiese la

prima consueta
ed a tutte le qualunque. Vo-

quanto per disposizione degli indicati regolamenti gravare di pensioni a favore

personale residenza,
altre contrarie cose

di

chierici secolari,

od
rit

altre persone

anche con autoapostoHca; n potersi deroga-

gliamo poi, che prima di venire al godimento della grazia a voi


fatta,

come

sopra, creandovi notari

re ai suddetti regolamenti e privilegi anche in vigore d'implicita deroga sommamente estensiva, anche per mezzo di qualunque apostoliche lettere, ed altre qualsivogliano anche derogatorie delle derogatorie , pi efficaci , ed insolite

nostri, e della sede apostolica, sia-

te assolutamente tenuti

ad emettedi qual-

re espressamente in

mano
in

che persona

costituita

dignit
di

ecclesiastica la professione

fede

clausole,
se tal

tenersi

per

derogato

siglio de' cardinali

per conmedesimi, ed in allora vi concorra per ultimo l'assenso del maestro, e del convento, e le lettere di tal deroga non siafacciasi

deroga non

secondo gli articoli della stessa sede recentemente proposti , e prestare il solito giuramento di fedelt; e che ai transunti, od esemplari delle presenti

anche stampati, muniti della sottoscrizione di qualche pubblico notaro abbiasi intie-

no

sottoscritte

stro,

anche dal detto maeed intimate a lui ed al coned


altre interpolata-

ramente in giudizio e fuori de stessa, che avrebbesi alle


strate.

la fe-

mepari,

desime, se venissero esibite e mo-

vento accennato, con lettere in for-

Per

altro

vogliamo del
eguali

ma

di breve,

e decretiamo che a quelli fra voi,


cui furono concesse
di testar di beni
sioni,

mente in vari tempi, e con deterintervalli, e non diversamente, n in altra guisa, e non sia sempre in tutte le deroghe, che si faranno in tal modo anche per
minati
consiglio
de' cardinali,
il

facolt

trasferir

pennostri
essi

dai

romani
,

Pontefici

predecessori

de' quali

erano

rispettivamente anche familiari continui commensali,


le

apposta

la

presenti

lettali

clausola, che abbiano

loro effet-

tere

non sieno

utili

riguardo a

io8
rir

FAM
pensioni.
sei.

FAM
Minutanti della segreteria
Scrittori della
tre,

facolt di testar de' beni, e trasfe-

di stato

Dato

in

Roma

presso

s.

Pietro,

segreteria

di

slato

e suggellato coiranello piscatorio il giorno 22 giugno 1775. Anno pri-

con altrettanti soprannumeri.

mo

del nostro pontificato.


SOSTITUTI.

G. Card. Conti.

Termineremo quanto
il

riguarda
col

De' brevi. De' brevi


tori.

a' principi,

con due

scrit-

pontificato di

Pio
il

VI, rispetto
ripor-

alla famiglia pontifcia,

tare fedelmente
lo formato sotto

registro del ruoil

Della segreteria de' memoriali, con altri cinque aiutanti.


CAMERIERI SEGRETI.

primo maggio
degli
altri
le

1778, secondo
pontificati,

quelli

seguendo

consuete ed
e

antichissime

graduazioni

prece-

denze relative alle individuali qualifiche ed attribuzioni , quanto di quelli considerati famigliari del Papa, quanto dei famigliari intimi e personali dello stesso Papa, che dei famigliari appartenenti ai sagri palazzi apostolici, ed azienda palatina, compresi ancora gli ufBzi minori.

Cardinal pro-uditore del Papa. Maestro di camera. Elemosiniere.


Segretario della cifra. Coppiere.

Segretario d'ambasciata.

Guardaroba, con

altri

undici ca-

merieri segreti, compreso il medico segreto ; pi altri undici camerieri segreti soprannumerari
senza emolumento, fra' quali uu medico segreto onorario. Senatore di Roma Rezzonico, qui
registrato perch

SEGRETARI.

Cardinal segretario di stato. Cardinal segretario de' brevi. Cardinal segretario de' memoriali.
Segretario de' vescovi e regolari.
Segretario di consulta. Segretario di propaganda fide.

Clemente

XIV

come nipote del predecessore Clemente XI 11 menaveagli assegnato


sili

scudi
di

settantacinqiie

colla

parte
rante.

palazzo

sua vita

du-

Segretario de' brevi

a' principi.

Segretario del concilio.

Segretario de'

riti.

CAMERIERI SEGRETI DI SPADA E CAPPA.


alle rela-

Segretario delie lettere latine.

Segretario delle risposte


zioni
la

che

vescovi

mandano
loro

al-

sagra congregnzione del condello slato delle


dio-

Maestro del sagro ospizio. P'oriere maggiore, con altri tre camerieri cou)preso
le
il

cilio
cesi.

generale delvi-

poste, con
;

parte di pane,

Segretario del
Cifrista,

buon governo. con suoi due aiutanti


di
stato.

no, ed altro
del-

e con quattordici

soprannumeri senza emolumenti


e senza parte.

la segreteria

FAM
CAMERIERI d'onore IN ABITO PAONAZZO.

FAM
SCUDIERI.

109

Uno, con parte di palazzo, ed enioiumeuto mensile.


Scalco segreto.
CAPPELLANI SEGRETI.

Otto,
tre

alcuni

ceroferari,
alle

altri

due

assistenti

congregazioni; e

soprannumeri senza nulla.


CAPPELLA PONTIFICIA.

Otto, essendo

il

primo
,

crocifero,
gli

il

Maestro del sagro


Sagrista.

ospizio.

secondo caudatario, e

ultimi

due senza parte


rario.

senza ono-

Prete, diacono, e suddiacono


stenti.

assi-

CHIERICI SEGRETI.

P. sotto-sagrista, con
tore,

suo

coadiu-

ambedue

agostiniani.

Due

sacerdoti.

Maestri delle cerimonie cinque, con


altrettanti

soprannumeri

il

pri-

AIUTANTI DI CAMERA.

mo
Due

de' quali colla parte di pa-

lazzo.

Quattro individui.
CAPPELLANI COMUNI.
Dieci,

chierici,
,

con altrettanti sopran,

numeri
lata,

sotto-chierico

accendicancel-

tore delle candele

della

e custode delle lorcie.


;

ma

gli ui litui tre

senza parte

Scrittori in canto figurato sei


tori

can-

e senza onorario.

della cappella pontifcia cin,

quantanove
custodi

e loro cappellano
della

de' hbri

musica,
cap-

BUSSOLANTI.
Quattordici, compresi

custode delle pitture della


pella Sistina.

il

primo

scal-

P. confessore della famiglia pontifcia, religioso de' servi di

co della foresteria o trinciante , ed altri quattro trincianti , un


assistente alle congregazioni, l'otficiale

Maria.

Sacerdote assistente quotidiano alla


tavola de' tredici poveri

che

si

extra omiies del concistopi sono rero, un giubilato gistrati tre soprannumeri senza
:

faceva ogni giorno


apostolico.

nel

palazzo

nulla.

CAPPELLA COMUNE.
CAMERIERI EXTRA.
Cappellano, e chierico con coadiutori.

Undici
ba,

il

primo
secondo
del

sotto

guardaroil

il

sotto-foriere,
il

OFFICIALI MAGGIORI.

terzo ceroferario,
lecitatore

quarto

solil

sagro

palazzo,

Maggiordomo^
lazzi

prefetto de'sagri pa-

penultimo coH'incombenza di fare il lampadino che arde la notte in camera del Papa: pivi tre soprannumeri senza nulla.

apostolici.

Maestro Maestro

di casa piivalo del


di

Papa.

casa del palazzo apo-

stolico.

fio
Computista
,

FAM
con
sotto,

FAM
CAVALIERI DI GlTARDlA.
Dieciollo
individui
otto de'quali
,

ed aggiunto; pi quattro giovani con due soprannumeri, ed un novizio.

De^ositario del palazzo apostolico.

senza nulla.
DIVERSI SIGNORI
DI CORTE.

OFFICIALI DI DATERIA.

Governatore di Roma.
Del concessum. Per
ponende.
Sostituto

ohiium.

Amcompresi-

Commendatore
Assessore del
Altarista di
s. s.

di

s.

Spirito.

ministratore generale delle


del

oflizio.

Pietro.

dente del piombo. Scrittore d Missis Sostituto del sommi.

stato

delle di

bolle.

Segretari

Generale delle poste. P. Maestro del sagro palazzo apostolico, domenicano.


Predicatore apostolico
Segretario de' confini.

cancellieri

camera.

Revisore
;

cappuccino.

delle suppliche beneficiali

secon-

Segretari dell'esame de' vescovi.

do

detto. Revisore delle dispendelle

se matrimoniali. Revisore

Abbreviatore di curia.

commissini. Custode del concistoro. Sostituto


cole.

Reggente Avvocato
Fiscale di

di cancelleria.

delle

date picdateria.

Promotore

della fede.

Computista

della

de' poveri.

Sostituto del custode del registro


delle bolle. Sei
ta ferrea; tre di

Roma,

ossia procuratore

custodi di por-

generale del
Vice-castellano
gelo.

fisco.
tre.
s.

prima catena;
catena.

Capitani de'cavallaggieri
di

due

di

seconda
guardia.

maestri uscieri virga rubea.


cursori di
zieri

Due Due

Castel

An-

Due maz-

Foriere maggiore.
Cavallerizzo maggiore.
Vessillifero.

di guardia.

Capitano degli
OFFICIALI
DI LIBRERIA.

svizzeri.
s.

P. Commissario del

offizio,

do-

Primo

custode.

Secondo custode.

Prefetto ossia custode tanto dell'archivio

segreto,

chivio di
coadiutori.

Castel

che dell'arAngelo, con Custode dell* archis.

menicano; notaro, ed avvocalo fiscale del medesimo. Uditore civile del palazzo apostolico, ed avvocato civile di esso. Procuratore del palazzo apostolico;
nale,
sollecitatore, uditore crimi-

giudice

sostituto

proces-

vio segreto

delle

scritture
,

ap-

sante del medesimo.

partenenti alle abbazie


fizi

e bene-

Notaro
stolico,

A.

C.

del

palazzo
civile,

apososti-

concistoriali.

Uno

scrittore la-

sostituto

tino

della libreria, altro simile,


scrittori in greco,

tuto criminale; notaro, e cancelliere

due

due

scrit-

di

Castel Gandolfo;
degli svizzeri.

mae-

tori in ebraico,

lingua
libri,

siriaca

uno due

scrittore in

stro

de'figli

legatori
della

di
li-

Sostituto

dell' officio

de*
delle

maestri

due

scopatori

dei brevi; ufficiale


te de' brevi.

minu-

breria.

FAM
Uditore delle contraddette; correttore delle bolle contraddette; di-

FAM
MEDICI.

stributore delle

suppliche; de;

cano degli

scrittori apostolici

sol-

Quattro medici, uno senza paga; speziale; chirurgo segreto, con


altri

dano

delle carceri

nuove;

scrit-

tore delle

bolle

segrete; custo-

due chirurghi, un soprannumero, ed un sostituto.

de delle pitture di Raffaello; maestro del registro di bolle; maestro del registro di suppliche; chierico di esso registro, e
registratori delle

OFFICIALI

MINORI.

stro del

medeskne. Maepiombo.
del

Dispensiere.
Pro-floriere,

Custode
legio.

dell'archivio

sagro

con tre aiutanti, un soprannumero, ed un novizio, oltre


il

collegio.

Chierico del sagro col-

vice-floriere giubilato,

Menzionario de' notari di camera. Rescribendario di cancelleria.

due scritturali Giovane aiutante

della medesima.

del

maestro
s.

di

Bidello della rota.

Merapo-

casa, e secondo giovine.

canti di drappi, ed
delle

appaltatore

Sotto-custode de'cancelli di
tro.

Pie-

pannine
s.

dell' ospizio

stolico di

Michiele a Ripa.

Arazziere dell'ospizio apostolico di


s.

Michele.
e

CAMERALI.

Cardinal pro-uditore generale della reverenda camera apostolica.


Cardinal pr- tesoriere generale. Presidente della camera apostolica.

Cuoco, e sotto-cuoco segreti, garzone della cucina. Credenziere segreto, aiutante


credenza, altro
la

di

addetto, e gar-

zone di essa; e credenziere del


foresteria.

Bottigliere

segreto, aiutante

della
della

Avvocalo fiscale. Commissario generale della camera apostolica.

bottiglieria,
foresteria.

bottigliere

Spenditore

segreto; detto della fo-

Computista generale della camera apostolica, con quattro suoi


giovani.

resteria; e sporlarolo segreto.

Due
ro,

facchini di

camera; orologiaed organaro.


scritturale
altri

Computista

generale delle

comu-

Dodici scopatori segreti.

nit dello stato pontificio.

Computista della depositeria generale della camera apostolica ;


cassiere della suddetta;

Fornaro segreto; panetteria, con


tre
il

della

addetti, ol-

soprastante al forno.
scrit-

pagatore

Amministratore della cantina,


turale, e addetti
di essa.

delle milizie papali tanto di

Roe

ma
,

che di Civitavecchia.
de'Iavori

Guardaroba

del palazzo di

Castel

Due architetti, con soprannumero,


misuratore
prelato
re ;
apostolici, sotto la

de'palazzi

Gandolfo; sotto-guardaroba del medesimo, e giardiniere di quel


giardino.

direzione del

maggiordomo pr tempocustode

Cuoco

della foresteria.
s.

per

la

camera

Portinari di
rinaie.

Pietro, e del

Qui'

apostolica.

Ili
Giardinieri
del

FM
Quirinale,

FAM
e
del

ro che

le

godevano;
ristretto

ma

ci

limitei

Vaticano.

remo
titoli

per brevit a riportare


del

soli

Maestro d stalla; baccalare alla stalla; primo cocchiere, e primo


cavalcante nobili;
ri di Famiglia

generale
parte,

della
i

medesima seconda
seguenti.

e sono

otto cocchie-

meri
tieri,

tre lettighieri;

con due soprannudue mulatacquaroli,


di stalla.

Cardinali.
Pi'incipi
assistenti

ed

altrettanti

al soglio.

con dodici garzoni


vallerizzo

Ca-

Oratori.
Uditori di rota.
Chierici di camera.

d'opera,

scozzone.

Dodici scopatori comuni.

Tre lavandare comuni. Decano de'palafrenieri ;


no; Dodici
e

Prelati domestici.

sotto-deca-

Camerieri

di

onore in

abito

di

trentanove

palafrenieri.

sediari.

spada e cappa. Camerieri di onore in abito


nazzo.

pao-

DIVERSI.

Prolonotari apostolici.
Abbreviatoli.

Capitano barigello di Roma. Barigello del tribunal del maggior-

Avvocati concistoriali.
Arcivescovi, e vescovi assistenti al
soglio.

domato.
LIMOSINE.

Votanti di segnatura di grazia. Votanti di segnatura di giustizia.


fra-

Rettore di
ti

s.

Stefano de'Mori;
ss.

indiani; cappellano del

Sa-

Giudici di Monte Citorio. Ponenti di consulta. Ponenti del buon governo.


Referendari.

gramento in s. Pietro; convento di s. Giovanni di Dio; e poveri

Limosine a giorno, ed
na.

a settima-

convalescenti dell' ospizio

del

ven. p. Angelo de Paolis.

Dopo
Qui ha termine
te del
la

prima parquelli che


,

VI, nel

la morte del glorioso Pio 1800 gli fu dato in sucil

nominato ruolo, ove sono


tutti

cessore Pio VII,

quale

avendo
parte dei

compresi non solo

ricuperato
nezia

la

maggior

godevano onorario
parte del palazzo
si
,

mensile

la

suoi dominii, dal conclave di


si

Ve-

ma

anche diverparte
di

che

fruivano

la

sola

Roma,
sul

port alla sua residenza in ove prese provvedimenti

palazzo.

Lo

ripetiamo qui ancora,

che siccome pi volte nel Dizionario citiamo questi ruoli , era indispensabile darne un saggio di tutti i tempi, perch quivi si potesse apprendere ci che non conveniva
forse mettere e specificare altrove.

ecclesiastico,

riorganizzamento del governo quale effetto imal

piant quattro congregazioni, una delle quali ebbe Tincarico dell'economica riforma del palazzo apostolico,

abol le franchigie che go-

devano
se ai

Indi segue
ruolo,

la

seconda

parte

del
le

famigliari, e permii suoi creditori di essi di poter se-

ove

trovansi

registrate

questrare

un

sesto

del loro onoi

sole parti di

pane

e vino, e colo-

rario mensile,

eccettuando per

FAM
mesi in cui cadevano
di
le

FAM
solennit
tificio,

ii3

conciliabile colle sue ristret-

Pasqua

di Piesurrezione,
;

e del

santo

Natale

ma

sussistendo la

tezze, senza per dimenticare i corrispondenti riguardi, che sono in-

prima

disposizione,

che

per

un

dispensabili al

servizio di sua sa-

tempo pur comprese


della

gl'impiegati

camerali, fu poi tolta la


eccettuazione dei

seconda
par-

gra persona nella duplice raj)presentanza di Papa e di Sovrano, e


al

due mesi
economica

decoroso

corteggio

del

princi-

mentovati.

La congregazione

pato, sopprimendosi le superfluit.


Il

ticolare per la riforma

nuovo metodo,
i

le

abohzioni, le

del palazzo apostolico, ed abolizio-

ne

stituita

da Pio VII fu icon editto del cardinal Consalvi segretario di stato, in data 9 luglio 1800, deputando a farne
degli abusi,
i

provvedimenti adottati dalla congregazione deputala, anche pel futuro e pi regolar


riforme, e

ordine dell'amministrazione del pa-

parte

cardinali

Pignattelli,
i

tonio Doria, e Braschi, ed


signori Caraffa
gi

Anmon-

maggiordomo, e LuiGazzoli chierico di camera e


di
s.

VII formalmente approvati, e corroborati col contenuto del moto- proprio: economia del pubblico eralazzo apostolico, vennero da Pio

rio,

e la riforma

di molti oggetti

presidente

Michele

per se-

della

gretario con voto,


dinale.

poi creato car-

medesima, in vembre 1800. Noi

data 28 noci

contentere-

questa

gregazione fu
pine e

medesima concommessa la ridudi

mo
to

riportarne qui
delle cose

un breve

sun-

zione e riforma

tutte

le

prodai

mancie

solite pagarsi

potendo supplire pel resto quanto superiormente abbiamo detto, e quanprincipali,

nuovi cardinali
loro creazione,
il

in

occasione della

to poscia

si

dir su

questo

inte-

non meno che per


e del-

ressante punto.

ricevimento del cappello


fossero

la

berretta cardinalizia, se fuori di


i

Roma

promossi, avendo

in vista lo stato ristretto


le in cui
si

generafamiglie

Nel moto -proprio di Pio VII primieramente resta confermata l'abolizione delle parti di pane e vino fatta da Pio VI con suo chirografo del

trovavano
del

le

primo

luglio

del

1797.

dopo
bile

passati disastri, e la nota-

Si aboliscono tutti gli assegnamenti

diminuzione

quantitativo
11

che solevano darsi a diversi famigliari, consistenti in cere, olio, car-

delle provviste ecclesiastiche.

cav.

Lunadoro, Relazione della

corte di

bone , carbonella
droghe, neve,

legna

fascine

Roma,
delle

dell'edizione

di

Bracciano

tritello,

fieno, biada,

1646, a pag. 269, ci d la nota mancie che si pagavano dai nuovi cardinali dopo il concistoro pubblico a'suoi tempi. La nota riformata da Pio VII stampata
reperibile
in
alla

mantenimento
carrozze,
letti,

di

biancherie,

e tutto altro ec,

uso di mobilio in generi o in


cavalli,

compensa

di denari. Si aboliscono

tutte le colazioni, e

qualunque

ri-

tipografia camerale

cognizione in pane e vino ed altro

Roma. Con

queste

disposizioni

che godevano diversi famigliari in


occasione delle cappelle papali, nelle

Pio VII die bell'esempio di moderazione, incominciando la riforma economica delle spese pel proprio
palazzo che contribuiva l'erario ponVOL.
XXIII

feste solenni, e

in altri tempi e
le

circostanze.

Si

aboliscono

sta-

gnate, che nelle dette occasioni so-

Ii4

FAM
coin

FAM
cameriere
anziani
e cappa

levano darsi ai famigliari de* cardinali, per l'intervento alle cappelle e sagre funzioni , delle quali fecemmo parola al volume Vili, pag. 23o del Dizionario. Si aboliscono tutti i rinfreschi , che si
solevano distribuire nelle anticamere pontificie, s giornalieri che straordinari.

extra.

A' quattro
segreti

pi

camerieri

di

spada

soprannumerari fu

accordata la gratificazione annua di


scudi trentase per cadauno, dovendo

per risiedere in Roma. Gli aiutanti


di

camera furono

scudi ventisei

per

Si aboliscono tutte le fran-

scopatori segreti

con cadauno ; e gli ad otto con scudi


ridotti a due,

chigie che

godeva

la

famiglia del
,

Papa, e del palazzo apostolico e quelle che questo pur godeva, come cantina , carbone, mola, e forno.

dodici per cadauno. Al p. maestro del sagro palazzo furono stabiliti

scudi venti; e

al

scudi

cinquanta;

dieci
p.

maestro di casa al p. conpredicatore.

Restano soppresse

le

ofGcine

fessore, e venti al

di cucina, credenza, e bottiglieria

Al decano furono
dici,

stabiliti

scudi un-

della foresteria, e conseguentemente


gli uffiziali

otto al

sotto-decano, cosi ai

di

esse

dovendo

dodici palafrenieri, e nove ad ognu-

supplire

qualche straordinaria circostanza quelli segreti del Papa. In quanto alle riforme restano ferme quelle operate da Pio VI nel
in

no

de' sei

sediari coli' obbligo del


sala

servizio della
nieri.

come

palafre-

Quindi
e
gli

provarono nel
officiali

nugli

mero
teca
lanti,

nell'onorario riduzioni

amalgamarono gli onorari mensili di una rappresen-

1778

in cui

si

archivisti,

della biblio-

vaticana;

le

classi

de'busso-

tanza, con quelli o colle parti che

camerieri

extra, e scudieri,

percepivano per un'altra, comprendendovi i parziali assegni che ricevevansi da diversi dalla camera
apostolica
i
,

accordandosi a tutte e tre la cap-

pa rossa (colore che pei cubiculari pontifcii ne rende ragione il


Bernini,

cio

camerieri segreti,

Del tribunale

della rota

segretari de'brevi a'principi e dellettere


i

le

latine,

ed

il

cavallerizec.

pag. 24). La floreria rest riformata a semplice guardaroba, in


cui
altro

zo,

cappellani

segreti

L'oaltri

non

si

dovr

ritenere,

norario pertanto di detti


soggetti fu

ed

conservare, e somministrare, se

non

stabilito in quello

che

mensilmente
stringendosi

godono

tuttora, re-

che le robe occorrenti per la sagra persona di nostro Signore, per


le cappelle, concistori!, altre

per il numero delle loro classi, che in processo di tempo tornarono ad essere come per l'antico e secondo il beneplacito dei Papi successori. L'assegno del maggiordomo da scudi duecento fu ridotto a scudi centocinquanta ; e soppresso quello di scudi cinque e baiocchi

sagre

funzioni
lio

e congregazioni,

il

mobi-

tensili
gli

gli appartamenti, e gli uper la lavanda e tavola deapostoli nel gioved santo; quin-

per

di

furono

stabilite le

norme

pel

guardaroba con mensili scudi venticinque, e


Il

per
rest

suoi subalterni.

12

e mezzo al generale

delle

numero

degl'impiegati della

comcondi-

maggiore vennero stabiliti scudi settanta al mese, senza altro; ed il sotto-foriere in scudi dieci mensili, ed altrettanti
poste.

Al

foriere

putisteria

riformato
il

servandosi al capo
rettore

nome

di

con mensili scudi quaranta, e regolandosi le paghe degli

Fam
irltri

FAVI
stel

it5

ficio

con misure economiche. L'ufdi depositano resta ridotto


di dispenziere
la
,

a quello
riterr

il

quale
la
l'a-

sotto
il

sua

custodia

Gandolfo, delle chiese di s, Giovanni in Laterano, e di s. Maria ad Marlyres, de'musei pio-clementino, sagro e profano, e capitolino
;

biada,
ceto,

sale
,

bianco e

nero,

in

correspettivit
al

1'

erario

r olio
potr

le

candele, e

quanto
le
offi-

dovr
lico gli

assegnar
alle

palazzo

aposto-

altro

occorrere

per

appuntamenti proporzionali
spese

cine pontificie.
si

Le

sovvenzioni che

supplire

occorrenti scudi
centoa-

davano alla famiglia nobile in caso di morte pei funerali sono


;

nella

somma
le

d'

annui

ventimila,

restando alla
straordinarie.
sui
Il

camera
Si

continueranno a dare alla famiglia di secondo ordine ed


soppresse
si

postolica
tuali

maggiori spese evenpresero


quirinale
ol-

inferiore

tredici

libbre di cera,

provvidenze
e vaticano.
tre
le

giardini

scudi tre per celebrazione di messe.

maestro di casa,

Le

case

destinate a' famigliari

sue

solite

attribuzioni, sar

avranno
i

que'ri sa rei menti che


delle

fanno
in-

specialmente incaricato di fare tutte


le

proprietari
,

case a'ioro
le

provviste,

per

le cose di

quilini

proibendosi
delle
slesse

cessioni

e
e-

piccolo oggetto occorrenti nel

pabiso-

subaffitti

case agli

lazzo

apostolico, che
delle

per

il

stranei.
li

Nella stalla vi saranno so-

gno e consumo
sono
glio

officine

che
la

quaranta capi di bestie tra cavalli da carrozza e da sella, muli e mule, cui viene fissato il mantenimento e quanto riguarda le ferrature e medicature di esse.
Nella

rimaste in

esercizio

dopo

presente
si

riforma,
legge
nel

come in dettamoto - proprio.


i

Quindi
vestiari

segue

quanto riguarda

de'palafrenieri, sediari,

in-

scuderia vi dovranno essere due carrozze nobili, un legno di trottate, e qualche altro legno; quattro frulloni due sterzi , un carrettone, una lettiga, ed un paio
,

dividui della scuderia, scopatori co-

muni,
tighieri

facchini
,

di

camera^
individui
uffizi;

let-

ed

altri

delle

diverse officine
allo

ed
,

non che
cre-

spenditore

al cuoco, al
il

di

cos
la

dette stanghe
selleria,

il

tutto, co-

denziere, ed al decano
so di

me

sotto la custodia del

compenscudi cinquanta per cadauno


quaranta
gli

maestro di stalla , e questi dipendere dal maggiordomo, e cavallerizzo. Oltre il maestro di stalla con mensuali scudi quattordici , vi saranno
nobile,
il

ogni tre anni, e


to-decano.
ti

al

sot-

Seguono

assegnamen-

annui in

contanti, pel

consumo
ec.
;

della carta,

penne ed

altro per le

cocchiere, e

cavalcante

diverse segreterie, officine,

idem

sei

cocchieri per la secon-

per la carbonella, legna,

e carbo-

da muta, e carrozze d'ambasciata, due lettighieri, due acquaroli, dieci

ne

il

salario dei cantori della cap-

pella pontificia,

garzoni, e

il il

cavallerizzo d'ope-

panatico, pranzi

compresovi il comed altro che go-

ra.

Non

solo

palazzo apostolico

devano
stolica

somministrer pure gli assegni che soleva dare la camera, ma non

anche dalla camera apoa tenore delle pontificie coSi

stituzioni.

confermano

le

guar-

pi essa ed
r
la

il

solo palazzo sosterdelle

die svizzera, e de'cavalleggieri, che

manutenzione

fabbriche

per fu successa dalle guardie nobili.

del Vaticano, del Quiinale, di Cu-

Termina

il

molo-proprio colla

ii6
solenne
e

FAM
piena

FAM
di
il

approvazione

Pio VII, munita della sua venerala sottoscrizione, seguendo


ventivo di
tutte le

pre-

Pio VII tutto ricus, ed il Salmatoris non ostante rimase in Savona con tutto il seguito. Otto
giorni
tei lo

spese ^ e paga-

dopo giunse Berthier


del

fra-

menti stabiliti, nel loro dettaglio. Mentre Pio VII pacificamente


sedeva
sulla

principe

di

Neufchtel

col titolo di

Maestro del palazzo


in
il

cattedra
dello

apostolica,

del

PapOy e

questa qualit

fe-

gl'imperiali francesi

decretarono la
stato pontificio

ce sloggiare

vescovo di Savona,

occupazione
e di

che

occupava
la

un
Si

piccolo

Roma, che
noti,

eflfettuarono

nei

del suo

palazzo.

travagli

canto a

modi tanto
quelle

sevizie

cui

accompagnati da furono bersai

corredare
masserizie,

casa

del

Papa con
;

argenteria, tappeti

ed

glio in peculiar
ri

modo
di

famigliale

ogni giorno

davansi sontuosi con-

pontificii,

di cui

sono piene
Pistoiesi,

storie,

massime

di

M.

Artaud, e del cardinal Pacca, che pur ci descrivono la deportazione da Roma di Pio VII, avvenuta a' 6 luglio dell'anno 1809,
col

viti, ai quali ne Pio VII, n alcuno de'suoi famigliari intervenne, malgrado gl'inviti reiterati che gli
si

facevano

in

mille

astutissime
di

guise.

La
il

cattedrale

Savona
papale:
gli

prese
il

nome
il

di cappella

novero

de' famigliari

che

Io

prefetto^

maire,
si

atti-

seguirono,

raggiunsero, ed accomnella

pagnarono
di l
cia

dura
,

prigionia

cinque
dal
;

anni

balzato
della

qua

dominatore
qui
ci

Fran-

laonde

permettere-

mo

un

solo

brano del primo sog-

giorno che
vona,

Papa fece in Sail siccome relativo al nostro argomento. Negli ultimi di agosto
1809,
-^^^

portavano in corpo la domenica per udire che chiamavano messa la messa papale. Il primo giorno che il Pontefice fu pregato a celebrar la messa nella cattedrale, si ricus probabilmente per qualche sospetto del numeroso corteggio che trovavasi nella chiesa. Ci non onenti al governo, ivi
stante
vere,

^^^

^^

forma
del

di

pri-

gioniero fu portato a Savona, al-

non ebbe la libert di scrine il permesso di parlare a


presenza del

loggiando nel
indi
a' 2 7

palazzo

maire,
della

chicchessia, senza la

fu trasferito nell'episcopio, e

settembre nel
il

palazzo

prefettura.

mese

Verso la fine di detto governo francese invi il


Salmatoris
dignit di

maire e del capitano di gendarmeria che guarda vaio notte e giorGenerosamente e munificano. mente Pio VII premi dopo il
famigliari ch'ebbero la

deputato
la

per

rappre-

sentine al Papa, che conveniva al-

suo glorioso ritorno in Roma, que* ventura di

sua

avere

un pi
Difat-

accompagnarlo
zione, ed alcuno

nella sua deporta-

numeroso
loggiato
li

corteggio, ed

essere al-

anche nei lor


persecuzione;
e beneficare
famigliari.

di-

men poveramente.
preparato un altro
locale;

scendenti, e quelli che per lui soffri-

venne
livrea

con-

rono carcere

ed
al-

veniente

alcuni

domestici
si

in morte, di suo privato peculio,


volle distinguere

con

pontificia gli

presen-

lai'ono protestando di servirlo

con

cuni suoi intimi


cardinali diversi

Cre

zelo; in fine gli si offrirono centomila franchi mensili per suo uso.

rano

stati

personaggi ch'ecamerieri segreti e pri-

FAM
mari famigliari
di altri

FAM
Ponlefci,

117
appartamenti,
suppel-

ra delle

fabbriche,

e della categoria dei


anch'essi furono

secondi

che

e giardini pontificii, delle


lettili,

aveangli prestati personali servigi,

delle
;

masserizie, del

mobi-

da

lui

esaltati

ad
di

eguali onori,

come a cagione
il il

onore nomineremo
siniere segreto,

suo elemo-

ed al secondo la direzione di tutto ci che concerne le scuderie. Prestano quindi il loro serlio
ec.

cardinal Fran-

vizio

nelle proprie

attribuzioni

il il

cesco Bertazzoli.

maestro di
fioriere,
il

casa,

il

computista,
il

Leone XII nel 1823 successe a Pio VII, avendo incominciato la


sua
stato
caii iera

sotto-fioriere,

sopradi

intendente alle scuderie pontificie,


l'architetto,

prelatizia

coli* essere

ed

il

guardaroba

cameriere
e

segreto

parteci-

Castel Gandolfo, co'loro

impiegati

pante di Pio VI. Siccome amante

dell'ordine,

conoscitore

del

sistema

della

famiglia

pontificia

per averne fatto parte, rivolse le sue provvidenze alla retta amministrazione
e giudicando
de' palazzi
apostolici,

inferiori. Pel miglior ordine della amministrazione si stabilisce una congregazione palatina composta del prelato maggiordomo con voto decisivo, e del foriere maggiore, e

cavallerizzo
nei casi che

con
si

voto

consultivo:
alla so-

essere
il

proprio
far

del

riservano
il

romano Pontefice dere un decoroso

risplen-

vrana sanzione, anche

voto del
vi

servizio,

con-

maggiordomo
sar
il

sar

consultivo:
della

giunto sempre alla modestia, e regolato da una prudente economia,

segretario

congrega-

zione da deputarsi

dal Papa,
gli

che
ri-

allontanando
dalle

gli

abusi

che sono

ne registrer
soluzioni
,

tutti

atti

le

umane

cose

inseparabili.

pareri

ec.

AH' avviso

Quindi per un sistema pi semplice e pi regolare, ed a proporzionare i ruoli, dopo aver commesso siffatta scabrosa operazione a personaggi che meritarono la di lui fiducia, ne pubblic colle stampe i risultati lodevoli col motoproprio de'23 novembre 1824
che incomincia colle parole: I gloriosi nostri predecessori in mezzo alle gravissime cure ec, del quale daremo qui un laconico cenno per non allungar ulteriormente
questo articolo, incominciando dal * capo primo. L'amministrazione de' palazzi apostolici

del

saranno introcongregazione gli altri sunnominati ministri per dar condotti

maggiordomo
in

to delle loro

incumbenze,
effetto
le

e per

mandar ad

risoluzioni

che gli saranno comunicate. La congregazione si aduner ogni mese,

quando

piacer

straordina-

riamente al maggiordomo. Quindi seguono le provvidenze sul conto


di cassa, sul preventivo, sul bilancio

generale,

l'istituzione

della

congregazione sindacatoria, sue facolt, modo e tempi di emettere occupandosi annualla sentenza,
del sindacato dell'amministrazione de'palazzi apostolici, com-

mente

affidata

monsignor

maggiordomo. Sotto la di lui dipendenza hanno un esercizio distinto nella medesima il foriere
maggiore,

le,

posta dei prelati tesoriere generadecano della camera, ed udi-

tore del Papa.

Segue
i

il

metodo

ed

il

cavallerizzo,

al

per pareggiare

conti

anche an-

primo de^quali appartiene aver cu-

nuali; l'organizzazione della

com-

ii8

FAM
con rimpianto formazione deil

FAM
al
Il

putistera regolare

agio palazzo, canoni, ragioni,

ec.

della scrittura; la
gl'

inventari in tutte le aziende,


il

capo terzo tratta delle spese, che consistono in que* titoli che accen-

loro riscontro,

giungervi
acquistati,

gli

metodo per agoggetti nuovamente

neremo dopo
lo del

avea* riportato

il

ruo-

regnante

Pontefice,

formala
dif-

o donati dal Pontefice:

to nel

i83i, essendo poca

le radiazioni

dovranno sottoscriveril

ferenza tra le
sto
11

memorate

in

que-

le

il

foriere maggiore, o

cavalcasa.
sa-

lerizzo,

ed

il

maestro
del

di

moto -proprio, e le successive. trattamento della sagra persona


Papa non era
spese
stabile,

Nello

stabilimento

ruolo

del

ma

ranno congruamente equilibrati ed aumentati gli onorari e i salari, avuto in vista quanto al presente
ciascun famigliare
tutte

seconda delle

occorse

silmente, venendo incaricato

menun ca-

meriere

percepisce

anfuori

custodia

nualmente. In conseguenza abolite


le

diverse

percezioni

per l'acquisto e medaglie e corone che soglionsi donare dal Pontefice, ed il maggiordomo poi doveva rimsegreto
delle

di ruolo sotto

qualunque

titolo,

borsarlo.

Seguono
fare
i

le

altre spese,

il

o in generi, tanto sulla cassa dei palazzi apostolici, che sopra qualunque altra. Nello stabilimento del ruolo
r
si determineancora a quali cariche, impieghi, ed uffizi appartenga l'abitazione ne*palazzi pontificii, sia per

in denaro

modo

di

regolarsi cogli artisti che

dovranno

lavori

ordinari e

straordinari, le diverse competenze


de' ministri del palazzo apostolico,
la custodia delle cose mobili
le
;

e tra

fabbriche a carico dell'amminisi

strazione, vi

comprende

la

ma-

la necessit del servigio,


la

che per
fissan-

comodit
il

delle persone,

dosi
ti

tutto invariabilmente.

Tut-

nutenzione del palazzetto di Papa Giulio 111 fuori della porta Flaminia , come dei giardini e loro
coltivazione.

quelli a'quali spetta


;

l'abitazio-

ne dovranno abitarla
dosi
l'esenzione,

ed ottenenlecito
altri

Indi sono i regolamenti per tuttoci che riguarda la


scudera, la cui direzione apparte-

cedere e

locare

non sar neppur ad

famigliari la propria abitazione, la

nendo mezzo
sto,
valli,

al cavallerizzo,

la esercita

del sopraintendente; l'acqui-

quale

rester

disposizione del

maggiordomo, restando abolito qualunque compenso. Saranno continuati sulla cassa palatina
l'ari

mantenimento, e cura de' caacquisto e manutenzione dei legni, oggetti di selleria, ed attrezzi

gli

ono-

di scuderia. Tuttavolta

il

pre-

e provvisioni delle

segreterie

ciso

numero
ed
il

de' cavalli

de' le-

di stato, e de'memoriali ec, de'se-

gni,

metodo

di servizio e di-

gretari di alcune

congregazioni, e
s.

sciplina delle scuderie pontificie sa-

la distribuzione detta di
agli

Pietro

uditori

di

rota:

il

cardinal
l'ono-

segretario de'brevi ricever


rario dalla sua cassa.
Il

ranno stabiliti *dalla congregazione con un subalterno regolamento, che sar sanzionato dal Papa ; doven-

do formare
r impiego
le

il
,

maggiordomo
alle

la

nota

capo secondo tratta delle renle

delle persone
si

quali

secondo

dite,

quali

consistono ne* fondi


erario,

somministrati dal pubblico


negU
affitti

carrozze

di

permetter l'uso delpalazzo , chiamate


nobile
rifov-

delle

case

spettanti

frulloni.

La guardia

AM
chirografi
de* 17

FAM
di tal benefico moto-proprio

119
scudi

mata secondo
febbraio e

24 marzo

1824, pre-

senter prima della fine di novem-

bre a monsignor maggiordomo, per organo del capitano che fa le funzioni di

e baiocchi sessantatre e mezzo, tutto compreso ; cio scudi dodici mensuali dal palazzo, scudi

ventotto

comandante,

il

conto pre-

ventivo della spesa, colla distinzio-

undici e baiocchi sessantatre e mezzo dalla dateria apostolica ogni mese, e scudi sessanta annui dall'am-

ne

delle scadenze per

questo, previo l'esame


dalla congregazione
,

mese e su da faisene
,

ministrazione dei

lotti,

in tre rate,

vale a dire nelle ricorrenze di Pasqua, agosto e Natale, che corrispon-

verr
la

deter-

minata anticipatamente
le

mensua-

Alla

somministrazione approssimativa. fine di ogni mese esibir il

tato

rendiconto di cassa, dal cui risulper determisi avr ragione


la

nare

somma

occorrente nel mese


il

successivo, e finito l'anno, entro

devano a scudi cinque al mese (sino al pontificato di Pio VII avevano ricevuto dai lotti annui scudi novanta), laonde per tali partite venne in vece assegnato ad ognuno per onorario scudi ventinove. Il nome di Leone XII in benedizione presso
i

mese
signor

di

gennaio presenter a mon-

famigliari che nel-

maggiordomo

il

riassunto

generale della sua gestione


legarsi
al bilancio generale.

da

al-

Le meluogo

desime disposizioni avranno

r onorario ebbero questo benigno amalgama, perch venne stabilmente assicurato da una cassa sola il salario, mentre che per le successive vicende de* tempi forse era a

rispetto alla guardia svizzera, uni-

formandosi alla recente convenzione col cantone di Lucerna. Seguono le provvidenze risguardanti Castel Gandolfo; e si conchiude nel

temersi qualche pregiudizievole so-

spensione

o diminuzione
riscuotere

oltre

il

comodo
solo

da un luogo l'assegnamento. Siccome abbiadi

moto -proprio che


loro pieno effetto

le

presenti

disil

mo
s

parlato pi volte degli scopatori

posizioni cominci eranno

ad avere

segreti,

e qui

notammo improprio

primo
clausole

ed esecuzione il gennaio 1825, colle solite


,

nome, Io si giudichi da quanto andiamo ad accennare, sia


fatto

colla sottoscrizione di
all'

Leone XIL In quanto


famigliari
s

aumen-

to degli onorari e salari di alcuni


della

persona del Pa-

pa,

come

di quelli appartenenti al

che indossano, come che esercitano, ed altro che li riguarda, oltre quanto di essi diciamo ai loro articoli. Il ceto de' famigliari pontificii denoper
l'abito

per

gli

uffizi

palazzo apostolico, se ne potr ve-

minati scopatori segreti antichis-

dere
cifre

la diversit,

confrontando le
riportate, con

che

abbiamo
nella

quelle de' mensuali assegni in oggi


vgenti, che

maggior parte

sono riportate ai rispettivi articoli, o a quelli relativi del Dizionario. A volerne riportare un esempio

diremo

che

gli

intimi

famigliari

del Pontefice detti impropriamente

Scopatori

segreti^

avevano

prima

simo nella corte papale, come si veduto superiormente, ove pur si parl del loro vario numero, ed emolumenti ne' diversi tempi. Essi sono i servi del cardinale che viene esaltato al pontificato, ed il pii antico o il servitore di camera dichiarato il primo , che poi nel futuro pontificato gode il vantaggio di restare al servigio del nuo-

lao
vo Papa nella

FAM
stessa

FAM
qualifica
di

di

essere

stati

fatti

dai Ponlnfioi

scopatore segreto,

ma

in ordine do-

loro aiutanti di camera.

po
sti

suoi antichi

famigliari.

Quedo-

intimi famigli nel servzio

Nel breve pontificato di Pio Vili non ebbe luogo alcuna innovazione nella famiglia

mestico del Pontefice, hanno la cura e la custodia delle sue


segrete,

pontificia,
gli

in
di

morcame-

camere
in

te benefic

aiutanti

alternando

il

servigio

modo, che mentre la met in un giorno adempie le proprie attribuzioni, l'altra libera.

Due

per sestanze

ra

dormono

nelle

intime

ed il decano colla spartizione di duemila scudi che loro don. Il p. Bonanni nella Gerarchia ecclesiastica ci d nella figura 4^^ quella dello
ra, gli scopatori segreti,

pontificie,
fizi

ed esercitano quegli uf-

scopatore segreto

come

vestiva nel
la

che per servigio del Papa venloro commessi dagli aiutanti


gli aiuti e

1720 per
sottana

le stanze
piti

pontificie:

gono
i

corta,

e dal collare
strisele di tela

di camera, di cui sono

uscivano fuori quelle

supplenti. Perci nelle cavalcate,

bianca, che diconsi collaretto.

quando si facevano, essi no in numero di due;


gre funzioni, processioni

cavalcavanelle sa-

Finalmente riporteremo
del regnante

il

ruolo
a-

sommo

Pontefice Grepalazzi

ec, por-

gorio

XVI, e

de' sagri

tando r occorrente pei bisogni del Pontefice incedono sempre vicino

postolici,

dia

guardia nobile, e guarsvizzera , non facendo parola

ad esso col primo aiutante di camera, ed in cappella prendono


luogo presso il pulpito o la credenza pontificia. In casa vestono collare, e sottana di scotto paonazzo, con mostre e fascia con fiocchi
di seta di egual colore, calze nere, e

de' pensionati, de' giubilati,

ed as-

segnamentarii. Siccome tal ruolo


quello formato nel
si,
1

83

sulle ba-

gerarchia e preeminenza de'pre,

cedenti secoli

formato

cio

colla

sua piena autorit ed

approvazioal

ne

alla di lui assunzione

pon-

scarpe con fibbie


re papali sul

fuori delle

came-

tificato,

non mancheremo
:

di nota-

detto

abito

sovrap-

re alcune delle posteriori variazioni avvenute i coadiutori e soprannumeri non si nomineranno.


i

boemia, usando allora cappello nero ecclesiastico. La boemia una corta soprana di panno paonazzo scuro senza maniche, in luogo delle quali ve ne sono due finte, le quali come tutta la boera ia sono guarnite da doppie strisele di velluto, e da larghe zagane il tutto nero. Godono V abitazione ove risiede il Papa, il vestiario, ed
la

pongono

Segreteria di stato. Cardinal segretario di stato, cinque minutanti


,

tre

cifristi

due

archivisti, sei

scrittori
(

ec.
la

Il

perito
dell'

geometra

dopo

morte
),

ultimo
fu

non

fu rimpiazzato

sei

ordinanze.
poscia

La

segreteria

di

stato

divisa nelle attribuzioni, coll'istitu-

altro dal palazzo

apostolico

comdelle

zione della segreteria per


di stato interni,

gli affari

prensivamente
dele

alle dispense di can-

ed a questa fu
segretario
colla

palme benedette, e
di
,

dato un

cardinal

medaglie

argento
e
quelle

nelle

note

qualifica di palatino, residente colla segreteria nel palazzo

distribuzioni

propine e

vaticano,

mancie che loro spettano. Talvolta


gli

abitando l'altra col


segretario nel

suo

cardinal

scopatori segreti

hanno meiitato

quirinale.

Di

ci,

FAM
de' nuovi
offiziali,

FAM
ne
parla

12

se

Segretario di stato (P^edi).


Segretera de memoriali.
tre minutanti

Cardi-

Cappellani cantori. Maestro, decano, camerlengo, segretario, diacono e suddiacono per l'assistenza alle
cappelle cardinalizie, di cui parlasi

nal segretario de' memoriali, sostituto,

ed uu soprana* principi.
,

numero. V. Memoriali.
Segreteria

de brevi
,

volume IX, pag. 129 del Dizionon che scrittori, e custode de' libri. V. Canal

nario, ed altri cantori;


tori DELLA
il

Prelato segretario
scrittori.

sostituto

e tre

Cappella

Pontificia, e

V. Segretari.
J^.

Segreteria delle lettere latine. Prelato segretario, e scrittore.

Se-

volume Vili, pag. i43 del Dizionario , ed altri relativi articoli. Officiali maggiori. Maggiordomo
di

gretari.

nostro Signore, prefetto de' sa-

Segretario della cifra,

ossia

il

gri palazzi apostolici,

sostituto della segreteria di

stato;

V. Maggiordomo. Maestro di casa (Vedi).


Computistera. Direttore, scrittudue giovani, e soprannumeri

e segretari delle sagre congregazioni


cardinalizie
,
,

cio

dell'

esame

rale,

de* vescovi

dei

vescovi e regolari,
riti.

in paga.

Al presente avvi
prefettura

un

se-

del concilio, e de'

gretario della

de' sagri

Camera
stro

segreta.

Prelato

Mae-

palazzi apostolici,
pi,egati,
il

di camera
Uditore del

(Vedi); prelato

Elemosiniere
lato

segreto

Papa

(Vedi)j pre(Vedi); Cae

con alcuni imed oltre il computista avvi verificatore, con alcuni impiega-

ti.

merieri segreti

(Vedi)j

de' quali coppiere,

primo due sono


il

del

Dapprima faceva da segretario prelato maggiordomo quello


e riceveva
il

suo particolare,

perci

segretario d' ambasciata

e guarda-

dal sagro palazzo

mensile

com-

roba ; Camerieri di spada e cappa soprannumerari (Fedi); Cappellani segreti {Vedi) sei ; Chierici segreti (Vedi) due; Scalco segreto (Vedi)j Aiutanti di camera (Ve-

penso di scudi sei, dovendosi prestare per i musei pontificii.

Azienda del maestro di casa, con due giovani. Diversi signori, ed officiali della
Corte,

due; Assistente alle cappelle comuni; Cappellani comuni (Vedi) quattro; Bussolanti sei; Camerieri
di)

Foriere

maggiore (Vedi)j
(per morte d'uno
il

architetti

due

dei

due

architetti,

supersiste fun-

extra jSei; Scudieri cinque. Tutti poi furono uniti ai Bussolanti (Vedi).

ge le funzioni pure del defunto con l'aumento dell'onorario che quello

Cappella
vice-parroco,
:

pontificia. Prelato Sasotto-sagrista, p.

grista (Vedi), p. e
fr.

godeva); sotto-foriere, del quale se ne parla agli articoli Bussolanti e


Foriere.

compagno

del

secondo tutti e quattro religiosi romitani di s. Agostino. Prete assistente


alla
:

Cavallerizzo maggiore (Vedi),


cui subalterni ed
offiziali

da

lui di-

cappella,

diacono, e

suddiacono di essi se ne parla ai volumi VII, pag. 241; Vili, pag.

pendenti sono registrati in seguito. Maestro del s. palazzo apostolico,

dell'ordine de' predicatori.


apostolico
(

143 e
altri

seg.

del

Dizionario,
della

in

Predicatore

Vedi),

articoli.
;

Maestri di cerimonie
cappella
il

religioso cappuccino.

(Vedi)

Chierici

(Vedi) due;

sotto-chierico.

cia^

Confessore della famiglia pontifireligioso de' servi di Maria.

[21
Fioriere;

FAM
primo giovane
ai
;

FAM
secon-

Tribunale di

Castel

Gandolfo,
il

do

soprastante

lavori

tre fac-

sotto la giurisdizione del maggior-

chini (ed altiettanli soprannumeri).

domo. Luogotenente, ed
cancelliere.

notaro

Guardaroba del
di

palazzo pontificio
sotto guarda-

Castel Gandolfo;

Diversi.

roba.
stolico

U
;

mosaicista del palazzo apo-

Torologiaro.

P^.

Floreria

Apostolica.

Onciali di dateria.
coicessiim ;

Sopra

il
;

gramento naro di tal basilica ; Altarista (Fedi) della medesima. Cappellano curato in Castel Gandolfo. Monaci
abissini in
s.

F. Castel Gandolfo. Cappellano del ss. Sain s. Pietro; il campa-

presidente delle bolle

Stefano de' mori.


Il

segretario e cancelliere di camera;

Officiali minori.
lo speditore segreto.

dispensiere

amministratore generale

alle

ponende

presidente

del

compiombo ;

Credenza segreta.
il

Il

credenziere

custode del registro; custode del concistoro extra omnes, di cui si parla
all'articolo Concistoro

sotto-credenziere, garzone, e fac:

chino

due ultimi

nel'
il

odierno
titolo di

(Fedi)j custo;

poMtiHcato hanno avuto


aiutanti.

de

dell' officio

de missis
di

prefetto

delle

date;

mazzieri

guardia;
;

Cucina

segreta.

Cuoco,

sotto-

custodi di prima catena

idem

di

cuoco, e garzone.

seconda

idem

di porta ferrea; cur-

Otto scopatori
chini di camera.
frenieri; sotto
ri,

segreti.

Due

fac-

sori di guardia; maestri uscieri s^irga

Decano
;

de' pala-

rubeaj alcuni di detti uffici sono vacabi listi, y. Dateria Apostolica.


O-ffciali

decano

dodici sedia-

e dodici palafrenieri.

F. Pala-

di biblioteca.

Primo

cu-

frenieri. Sportarolo,

faccendino, e

stode; secondo custode; scrittori in


lingua greca

facchino della cera. Otto scopatori

due scrittori di lingua latina, due in ebraico, ed uno in arabo; tre scopatori. F,
tre,

comuni, col decano.


tori de'

Due

accendi-

lampioni.

Custod diversi.
Pietro,
oltre

Del museo vasuo


aiuto.
al

Biblioteca Vaticana. Archivi segreti. Un custode ed


aiutante ad esso. F. Archivi del-

ticano, sotto-custode de' cancelli di


s.
il

Cu-

stode delle munizioni

vaticano,

la santa Sede.

e custode delle munizioni del qui;

Medici della famiglia due


chirurgo sostituto.

un

rinale.

Custode delle congregazioni

cardinalizie.

Tribunale civile del maggiordomato. Uditore (l'uditore civile del

Giardino quirinale. Giardiniere,


Portinaro e carrettiere.

maggiordomato
col

stato

soppresso
questa

moto-proprio del 1840, e qualdelle


si

cuna
carica

attribuzioni

di

disimpegna
apostolici

in

oggi dal

segretario della prefettura de'sagri


palazzi
) ;

procuratore

sostituto notaro.

Tribunale criminale del maggiordomato. Giudice; sostituto processante

Giardino vaticano. Idem. di stalla Il maestro ossia intendente; primo cocchiere nobile; primo cavalcante nobile; undici cocchieri della famiglia, compreso il decano, ed il sellaio. Il cavallerizzo d'opera; il decano dei garzoni ; dodici garzoni ; V acquaScuderia.
iolo.

notaio

ed

il

portiere

Va

notato eh' erano


gli

vacanti in
sostituto

del tribunale del maggiordomato.

questo ruolo

ofHzi di

FAM
della segreteria

FAM
medierese nelle vie di
s.

ia3
di Scaris.

di stato; del

Vitale,

co

del chirurgo
segreto.

segreto; del

deiberg,
(nel

di

borgo Pio, e

Anna

denziere

V. Medico, ChiRURGO, e pel credenziere V articolo Treni, e quelli che lo riguardano, Guardia nobile esercente. Comandante; capitano; tenente; sotto tenente;
detti
;

quartiere degli svizzeri al vaTrinitari

ticano, nella chiesa e

pp.

di

s.

Marta,
la

convento dei ov*era


famiglia

prima

T ospedale per
il
i

pontificia,

maggiordomo non defabbricati,


quelli

sette esenti;

otto

ca-

ve mantenerne

sebbene
sagro

cinquanta guardie, pi cinque altre, ed il foriere colle due trombe ; medico, e chirurgo ; l'intendente della scuderia, e due caporali
di quartiere.

appartenghino a
sterna della
del

del

palazzo); nel portico e facciata ebasilica lateraneuse,


;

Pantheon

e e nel palazzo pon-

V. Guardie Nobili.
Svizzera. Capitano; te-

tifcio,

e case di propriet dei pain Castel Gandolfo,


di

Guardia
dice;

lazzi apostolici

nente; cappellano;

scrivano; giofficiale del

manutenzione

alcune strade, e
in

due

esenti;
sei
;

re-

dell'alberata lungo le gallerie, che

clutamento;
tanti

sergenti,

ed

altret;

da detta terra conduce


Gli
altri
titoli

Albano,
sono
:

caporali

vice-caporale

due

delle
la

spese

portinari del quirinale, e del vati-

per le spese per


tifcia

cappella pon-

cimo; quattro tamburri


dinanze.

e tre or-

medici
zeri.

Cento alabardieri ; due e due chirurghi. V. Sviztitoli

ed altre funzioni sagre, compresavi la distribuzione della


cera per la candelora, non che per
le

Gli altri

delle spese dipen-

per

denti dair amministrazione del palazzo

apostolico

sono

seguenti,

settimana santa; medaglie e corone che dona il Papa; per le distribu/ioni annue per la festa di s. Piele spese

funzioni della
di

Pel trattamento della sagra perso-

Ir agli

uditori di rota,

in scudi

na del Pontefice ; per dativa, tasse, canoni ed altre imposte sui fondi e per giubilazioni , assegnamenti
;
,

centosessantacinque
ro decano
ta
:

per

cadauno
il

degli undici uditori, giacche

lo-

pensioni
ri
;

per vestiario a' famiglia; per cure ed esequie ai medeper gratificazioni e limosine;
di scuderia ; per fuochi per coltivazione de' giarnon che per mantenimento
esistenti.

ha scudi trecento trenqui noteremo che se vi fossero


la

uditorati vacanti,

somma
Le

si

ri-

simi

parte

tra

gli

esercenti.

altre

per spese
e lumi;
dini,

spese finalmente consistono in masserizie,


le

suppellettili,

e mobilio; per
de' mazzieri
,

spese

del collegio

degli animali in essi

Per
ma-

e maestri ostiari virga rubea, coasistenti

acconcimi, e riattamento di fabbriche,


le

in

compensi
disposizione

pel vestiario;
vati-

quali consistouo
dei

nella

per

la

spesa della

biblioteca

nutenzione
flcii,

due

palazzi

ponti-

cana,

del

cardinal

quirinale e vaticano; nelle condotture di essi, come delle fabbriche de' contigui giardini ; nei
palazzi della

bibliotecario per l'acquisto di codici,

legature di
viste

libri,

ed altro

altre spese straordinarie

e per ; ed irapre-

consulta

e della

pas,

in servizio dell'amministrazio-

netteria; nella fabbrica detta di

ne del palazzo apostolico.

Felice

scuderie

rimesse

sulla

Anche
Pontefice

piazxa del quirinale; case e rimes-

medesimo regnante il ha emanate provvideuje

1^4
tanto
sulla

t'

M
civile

FAM
e
11

giurisdizione

maestro di casa, cui resta


vestiari

af-

criminale

di

monsignor
quale
si

maggioral

fidala la cura dei giardini, l'acquisto delie cose mobili,


pellettili,,
Il
,

domo,

della

tratter

sup-

suo articolo, quanto sulla sistemazione economica de' sagri palazzi apostolici, mediante il moto- proprio
de' IO

e masserizie.

computista

che sopraintende
tutta

alla computisteria, centro di

decembre

aver pieno efl'elto seguente anno, e che principia


Je

i832, dovendo nel primo del


col-

l'amministrazione.
11

fioriere,

che ha

la custodia

conservazione

immediata

delle

parole

Fra

le

saggic provvi-

suppellettili, arazzi, mobilio, e


serizie.

mas-

denze adottale dal nostro


cessore

prede-

Leone

XII

ec, giacch con


il

queste disposizioni

Papa regnan-

te ha inteso compiere 1' opera lodevolmente incominciata dal pre-

che dipende dal maggiore in tutte le attribuzioni che sono state ad esso addossate, ed in oltre verifica e mi11

sotto-foriere

foriere

decessore per uno stabile sistema di amministrazione de' palazzi apostolici, col quale si procurasse non
solo la

sura

lavori fatti.

Pel miglior ordine dell'amministrazione suddetta


si

stabilisce

una

maggior economia

dell' a-

zienda,

ma

col prescrivere
i

una

re-

ciproca responsabilit fra


si

ministii

congregazione palatina composta di monsignor maggiordomo con voto decisivo, del foriere maggiore, ca-

ancora di eliminare, quanto era possibile, quegli abusi che in s delicata gestione si fossero forse introdotti. Come ancora con questo moto-proprio si
ottenesse

per

maestro di casa, e comcon voto consultivo, per adunarsi due volte al mese, e tutte le volte che il detto prelato lo
vallerizzo,

putista

creder spediente;
strarne
gli

dovendo

regiil

propose

il

Pontefice poire
tutti

in pi

atti

e risoluzioni

se-

chiara luce le
sero

attribuzioni di cia-

gretario di

monsignor

maggiordo-

scun ministro, onde e


conoscere
si

potes-

le

proprie
il

benze, e

evitasse

incumpericolo che
Jn

mo. Nei casi che si riservano alla sovrana sanzione, anche il voto di
monsignor maggiordomo sar consultivo.

uno invadesse
fatti

l'officio dell'altro.

nel capo primo, alla categoria


si

Quindi seguono

le

Disposizioni generali^

legge co-

sposizioni, trattandosi nel

analoghe dicapo sepapel

me

appresso.

condo
lazzo,

delle

rendite del sagro


terzo
delle spese

L'amministrazione dei palazzi apostolici

e nel

affidata

a
il

monsignor
di
lui di-

maggiordomo:
fizio
Il
i

sotto la

pendenza esercitano
seguenti.
foriere

proprio uf-

maggiore,

che ha
e

la

soprain tendenza delle fabbriche, ap-

partamenti, condotture,
sioni di acque.
Il

conces-

cavallerizzo,

al

quale

apparche

medesimo. Tutta volta negli anni successivi , questo moto-proprio , senza essere derogato, ed a senso all'articolo 4> ca^o III, che prescrive che non pi tardi del mese di novembre ciascun capo di azienda debba presentare al computista uno specchio preventivo delle spese che potranno occorrere nel rispettivo
ufficio neir

tiene la

direzione

di

tuttoci

concerne le scuderie pontificie.

l'ottobre del

anno futuro, i838 si dierono

neldel-

FAM
le

FAM
sollanto

125
pendente
et
^

maggiori

dilucidazioni
i

Papae factani
tollat alteri jiis

lite

an

per formare

preventivi del iSSg.

quaesitum.

Il Piati,

Finalmente
Pontefice
a*

il

medesimo regnante maggio 1840 ha


Regolamento per
con
essa,

de Cardinalis dgnitate

officio,

pubblicato
iiffci

il

gli

come dal suo indice ragionato si pu rilevare. Le opere di Francesco


Cancellieri.

centrali dell'azienda palatina^

Per

diversi

uffizi
il

e ci per

migliorarla

alcune
nella

appartenenti alle
Marcelli,

sagre funzioni,

modificazioni alle anteriori provvi-

Sacrarum caerimoniariim^
ci

denze emanate su parte che riguarda


lativi

di
la

ed

altres

descriviamo

noi ai

concentraalle
le

rispettivi

articoli del Dizionario. Il

zione e registrazione degli atti reagli


introiti

Sestini

colle

note dell'Amati
titolo:
Il

nel

ed

spese
relative

libro che
stro

dell'azienda,

riportando

di

ha per Camera.
:

//

mae-

Plettemberg,

operazioni nelle tre principali parti,

Notitia ec.
beneficia

familiaris

Papae quae
possint,

Direttivay di Verificazione , e di
in

impetrare
pag.
colle

pag.

Contabilit,
nella
slesse
ti,

modo che mentre


delle
tutti

445

familiaris

Papae
Il

quinani
cav.

esecuzione

operazioni

dicantur,

SgB.
note

Lu-

concorrono

gl'impiega-

nadoro

del

Zaccaria,

ne siegua in pari
intesa e replicata

tempo una
ispezione e

Lo
tico,

stato presente ossia la relazioIl p.

ben

ne della Corte di Roma.

Gat-

registrazione,

da

pi

elementi
la

^cta

selecta caerimonialia,

n'emerga
cosa
il

il

risultato,

per

qual

altri scrittori di queste materie.

ed Dal

affidare

Papa credette spediente di ad un Segretario la prima

prospetto poi numerico degli individui appartenenti alla corte e fa-

delle dette parti delle indicate ope-

miglia pontificia, colla classificazio-

razioni; ad un Verificatore la seconda; e la terza ad un Computista, i quali funzionari saranno coadiuvali da un sufficiente numero
d' impiegati

ne
so

distinta di tutti quelli che

col-

le rispettive famiglie
i

abitavano presall'
si

palazzi

sovrani
mille

primo gennaio 184^)


scendere
ciotto

epoca del rileva agli

idonei

come

detti

quattrocentodie-

capi

funzionari,

pi sicuro e

provvedendosi al lodevole disimpegno

individui

non compresi
:

addetti, e gli artisti


te vi abitavano

presso la cor-

delle relative attribuzioni. Definiti-

novecentotrentatre

vamente
dell'

rest soppresso

uditore civile;
e
le

impiego indi seguono i


l'

individui, fuori di essa quattrocen-

tottantacinque.
fatta

La

classificazione

regolamenti
buzioni
;

rispettive

attri-

tal

epoca

degli

individui
si

le

disposizioni generali, e
il

presenti

presso la corte,

divise

transitorie;

regolamento pel

di-

sciplinare, e la pianta stabile degli

impiegati addetti ai menzionati uffici

romani, in duecentocinquantatre statisti, ed in centosessantanove esteri. Pel rein quattrocentonovantotto

centrali.

Altre notizie sulla fasi

golare servigio,
lani

il

ceto

de' cappel-

miglia pontificia

possono leggere
citato.

nei seguenti autori, olti'e quelli che

comuni ora ha pubblicato colle stampe l'annuale regolamento, che


porta per
titolo
:

abbiamo superiormente
Il

Servitium praestan-

Cohellio, Notitia cardinalatus,

pag. 234: Familiaris

Papae

si quis

dum DD.

in sacello Pontificio per

RR.

capellanos

communes
,

seu a-

asseralur per

atlestactionem ipsius

colylhos ceroferarios

statutis die-

ii6
bus,

FAM
dei
vescovi

FAM
L'origine de! decoroso corteggia
e
dei prelati risale in

V. Corte di Roma, C uria Romana, e Corti e Cortigiani. FAMIGLIA, de' Cardinali e Prelati. Individui che servono domesticamente
i
i

proporzione ai tempi di quello della Famiglia Pontificia (Vedi). Si au-

cardinali

vescovi ed
di-

ment,

classitc,

stabil
si

in pro-

prelati della santa Sede, che

gresso di tempo,

come

vedr dal-

vidonsi nei gradi di famiglia nobile, di

le principali erudizioni,

appartenenti
,

all'anticamera,

nimmo.

che qui riusiccome dalle famiglie dei

alla sala

alla credenza, alla cucina

cardinali derivarono principalmente


le famiglie de'Pontefici, fiorirono fa-

ed

alla

scuderia, con quelle indivi-

duali
lative

veslimenta
alla

e prerogative ree
i

migliari chiari per dottrina, per virt, per


altri

dignit

corporazioni
rispettivi

fortuna, per favore, mentre

cui

appartengono

pa-

se

ne mostrarono indegni per

droni, e delle consuetudini generali

cattive qualit.

Ed

al

volume Vili,
abbiatalvolta
i

e particolari di

Roma
Alcuni

e de' luoghi

pag.

240
il

del Dizionario,

ove

risiedono.

pongono

le

mo

detto che anticamente


discorso
in

officine e gl'individui

della creden-

facevano
famigliari
nali.

cappella

za e della cucina immediatamente

dopo l'anticamera, cui appartengono i capi d' ambedue dopo camerieri, qualora non portino la lii

Papa, o dei cardiParleremo prima genericadel


dello
stato

mente
famiglia
delle

presente

della

dei

cardinali, a

seconda

vrea.

I cardinali per la loro sublime dignit hanno la loro famiglia pi o meno numerosa nelle men-

menzionate divisioni de' gradi.


si

L' anticamera nobile

compo-

zionate graduazioni

ma
,

vescovi
la

gli

altri

prelati

hanno

famisenza
di

glia

con
le

meno
,

individui

tutte

accennate

graduazioni

domestici
ro

in proporzione della lo-

ne dell' uditore, del segretario, del maestro di camera, e del gentiluomo o coppiere. Il primo ordinariamente studia per le congregazioni ed altri affari del proprio padrone, non ha luogo nel corteggio del cardinale,

rappresentanza, e stato
Sulle famiglie
de' prelati

econo-

ne ingerenza nel;

mico.

de' cardinali,
,

l'anticamera, e sulla famiglia

non
se

de* vescovi,

di altri addetti alla ci che riguarda


ri

anche santa Sede, per ed


loro particola-

ha
te,

l'uditore vestito proprio di cor-

ma dovendo
l'

indossarlo

le

chierico veste

abito talare di sot-

incumbenze
i

nelle pubbliche funcivili,


,

tana

zioni sagre ed
sistere
ai

anche loro padroni


analoghi

in

as-

se

ne

tratta

tanti

articoli

del Di-

zionario. Si possono inoltre leggere


gli

articoli

Corti

Cortigiani,

Cubiculari, Domestico, Famigliare,


Servi, Palafrenieri, Treni ec. Par-

e feraiolone nero di seta usando nell'inverno sottana di panno ec. Il segretario il capo della segreteria, disimpegna la corrispondenza epistolare tanto nel luogo ove risiede il cardinale, che cogli esteri, e quelle incumbenze che non ha piace al padrone affidargli
;

leremo principalmente delle famighe de* cardinali, quindi diremo


alcuna cosa sulle famiglie
scovi, e dei

luogo nel corteggio del cardinale, u


ingerenza

come

l'uditore, nella anti-

dei

ve-

prelati

della

romana

camera, e sulla famiglia, e se ecclesiastico veste come lui. Gli uditori ei


segretari de' cardinali oi'dinariamea-

Chiesa.

FAM
sono chierici. V. V articolo Segretario, ed in quanto ai trattate

FAM
segretario.

1^7

Non ha
e sulla

ingerenza nelTanfamiglia,
la

ticamera
lui

ma

menti

onorifici

d' ogni

specie

di

incombe, portare

berretta

persone, gli articoli de'titoli diversi.

cardinalizia e la torcia
cessioni
(

nelle

pro-

Volendo T uditore e
associarsi
al

il

segretario

corteggio

del

cardi-

prima nelle processioni del Corpus Domini^ secondo dei

prendono luogo nella seconda carrozza dopo il caudatario. Il maestro di camera il capo dell'anticamera e della famiglia che da lui dipende in quanto al servizio di cerimoniale, e pubblico ; ed a
nale,
lui tocca introdurre quelli

creti della

cerimoniale,

col

cardi-

non incedevano che il gentiluomo sostenitore della torcia, e il caudatario sostenitore del lembo
nale
della veste
cardinalizia
)
,

e fare

che bra-

complimenti d'uso coi cardinali nuovi, pel riaprimento del tribunale della rota,

mano
ne
veste

visitare

il

cardinale, o aver-

complimentando

due

ulti-

r udienza.

Se

ecclesiastico

mi
di

prelati uditori in
,

nome

del car-

come

precedenti, colla sola

distinzione delle mostre di seta ne-

ra alle

maniche
se

della

sottana

di

panno j

secolare incede

con

abito d spada ossia di citt.

Queeoa

sto consiste in vestito corto in for-

ma
di

di casacca lunga, calzoni

con due servi in livrea Eguali complimenti deve fare nel corteggiare gli ambasciatori che recansi al conclave, al modo che dicemmo al volume XV, pag. 3 12 e 3i4 del Dizionario; altri complimenti ripete nel pordinale
gala.

fbbie, corpetto,

e gonnella, specie
cinge ai fianchi, ed
seta

tare le lettere delle ministri


alle

buone
;

feste ai

veste che
al

si

de' sovrani

nel

portarsi

arriva

ginocchio, tutto di color

nero, di
Testalo,

panno T inverno,

di

stolico

anticamere del palazzo apoprendere notizia della a

meno

il

vestilo,
il

al

quale quale

salute del Pontefice,

quando
a

in-

attaccato alle spalle

mantello
il

fermo,

quando

passa

risiedere

o feraioletto

di seta

nera,

nella lunghezza arriva verso la pol-

pa

delle

gambe

Oltre

a ci

il

cappello nero decorato di botto-

ne e fiocchetto
.

d'acciaio.

Le

calze

sono di seta nera, e le scarpe con Usa ancora la spada con fibbie impugnatura ed ornamenti di acciaio. Dalla cravatta bianca pen-

da un palazzo all'altro, e quando ritorna in Roma da' viaggi o villeggiature, cio nella seguente mattina sempre dentro un frullone del cardinale, coll'accompagnamento di due servitori. Per la solen,

nit del santo Natale e

nell'

anni-

dono due
laretto
,

strisce

di

merletto bian-

Papa, egualmente i gentiluomini, o i maestri di camera si recano nelle


versario della creazione del
pontificie

co increspale, chiamato collare, col-

mentre dalle estremit delle maniche del vestito, ad ornamento della mano, escono i manichetti o manichini di mere
collarino
,

in

un

foglio,

segnandosi anticamere il preil quale poi


,

lato maestro di casa

sottomette al

letto
Il

bianco increspato. gentiluomo o coppiere,


il

se se-

colare veste

detto abito di spada,

Papa. Quando in Roma si ammalano sovrani, il cardinal decano fa sapere ai cardinali, che vi mandino con due servi il gentiluomo e il maestro di camera, senza pi
ritornarvi.

se ecclesiastico

come

l'uditore e

il

Se

cardinali nel visi-

128

FAM
caudatario.
Il

FAM
maestro di casa non che regola il maestro di camera; egli si occupa dell' amministrazione e di-

alcun sovrano in abito corto, lai* vi si portano accompagnati dal gentiluomo laico, questo v'inceder col suo abito senza il mantello o ferraioletto di seta.
I

ha ingerenze

sul servizio

cardinali

nazionali,

rezione

economica

della
Il

casa

nel d onomastico de' loro

soviani
genti-

non ha abito
re lo ha, e

di corte.

camerie-

mandano

ai

ministri

loro

consiste in sotto abito

luomini pei* il complimento. Allor* che un cardinale, un vescovo od altro prelato celebra qualche sagra funzione, versa l'acqua alle

corto nero, con fibbie ai calzoni ed


alle

scarpe,

vestito

pur nero, e
della sta-

feraiolone di seta nera; nell'estate


il

mani

il

genaltri-

sotto abito proprio


:

tiluomo,

se

ecclesiastico,

gione

il

cameriere

col caudatario

menti la versa il maestro di camera. Nelle cappelle papali, anche assente il Papa, 1' ecclesiastico che
versa col boccale sul bacile l'acqua
alle

vanno
nella

nella

treno del cardinale,


reca

seconda carrozza del e con esso


il

prima quando con una sola


funzione
e
il

cardinale
carrozza

si

in

mani
stare

del proprio padrone dein


piedi,

alcuna

luogo,

essendo

ve

nelle

cappelle

l'altro famigliare

cardinalizie in ginocchio. Sullo sta-

mera,
nale.

o
Il

il

maestro di cagentiluomo , che in


cardile

re in piedi o in ginocchio chi ver-

questo caso va a spalla col

mani alla presenza de' cardinali , o di un solo cardinale, a vedersi l'articolo LavanD\ DELLE MANI. Qucsto c il gentiluosa

l'acqua alle

cameriere

oltre
officio

tutte

attribuzioni del suo

intimo,

mo
nale

incedono in carrozza col cardi-

quando nelf anticamera manca il di camera e il caudatario, introduce dal cardinale chi brama
maestro
vederlo.

quando

in abito cardinalizio

si

Egli
dei

porta in alcun luogo, sedendo

am-

clave
d),

uno

sempre nel condue Conclavisti (P^eil

bedue dendo
ra,

dalla parte de' cavalli, prenla dritta


il

mentre
il

l'altro
1'

cardinale suole
,

maestro di cameattuali

sceglierlo tra
rio,

uditore

il

segreta-

bench

sia

secolare. Gli
al

gentiluomini
le

presente

fungono

ingerenze dei coppieri e dei se-

maestro di camera ed il caudatario, ovvero sceglie un ecclecome siastico fuori di sua corte
,

gretari

ambasciata antichi. La seconda anticamera si compone


d'
vi , del

fa

del Dapifero (Fedi), se

non

vi

destina
il

uno

dei quattro qui notati,

del sacerdote caudatario, del sacer-

dote cappellano, se
di

maestro

no

quale sebbene inferiore ad alcudi loro, prende il primo posto

casa, del
il

cameriere,

essendovi
il

addetti

credenziere e
e vesti
del

cuoco

se sono senza la livrea. In

air uffizio

quanto Caudatario
di

nella carrozza che accompagna il pranzo in conclave, a cagione di sua speciale rappresentanza. Il maeil stro di camera , il gentiluomo
,

(Fedi) se ne parla a quell' articolo.


Il

caudatario,

il

cappellano, e

il

ca-

cappellano
la

veste

soltana

meriere sono pur chiamati


nere.
Il

cappe
cuoco

feraiolone

talare
,

come

sopra

credenziere
all'

ed

il

messa e disimpegna quelle cose secondo il beneplacito del padrone: molti cardinali non hanno il cappellano, supplendovi il
celebra

addetti

come
essa,

il

anticamera non hanno maestro di casa luogo in

come

non godono abito

di

corte.

FAM
Ln
tore di
ri, lari

FAM
del decano,
servitalvolta

129
lo

sala

si

compone

za gala, e di gala, con bottoni che

del decano

di

portiera, del
altri

hanno impresso
al

camera, e di
nentre

servito-

del
alla

cardinale.

Desse sono

stemma comuni
di

alcuni de* quali

hanno
il

particoservitore

scuderia, cio

maestro

ingeienze,

stalla,

cocchiere, cavalcante^ e garil

di

camera aiuta il cameriere nelV intimo servizio del padrone. Capo e regolatore della sala, sotto
la

zone ossia mozzo,


porta
cui
si

quale per

la

meno
usa

ornata. Dei tempi in

la gala,

e due o tre car-

dipendenza del maestro di camera, il decano. Questo decano

rozze, l'abbiamo notato a'ioro lu-

ghi
ste

nei viaggi e villeggiature

que-

detto

di

collare,

da

quello

di

livree

sono

pi succinte, mas-

merletto, che
in abito,
to abito
ni
il

porta quando incede

quale nero, cio sotgonnella,


e feril

corto con fbbie ai calzo-

ed

alle scarpe,

raiolone di seta nera^ oltre


pello

capin-

nero
del

appuntato.
cardinale

lui

combe
rozza
ca
ra,

aprire io spoi tello della car-

quando va

in

abito cardinalizio, diversamente tocaprirlo


al

sime quella del cavalcante, che al braccio sinistro porta lo stemma d'argento del proprio padrone. Si possono vedere gii articoli Carrozze, e Cavalli, tnentre nel volume Vili, pag. 227 trattammo del modo col quale si recano alle cappelle, tanto palatine, che nelle diverse chiese di Roma, il Papa, i
cardinali
di
,

al

decano di

portie-

gli

altri.

Delle
,

vesti

quale incombe uscire sem-

corucccio

de' cardinali

loro

pre col caidinale,


altri

con uno o due


il

famigliari, oltre

quanto

si

disse ai

compagni, cio quando


veste

car-

volumi VI
1

pag.

dinale

di corto.

L'abito

or-

del Dizionario f

286, e X, pag. V. Vesti caraltri

dinario del decano, in luogo di livrea e per uso gio naliero, consiste
in

dinalizie.

Alcuni
e

famigliari

abitazione
di
tali

vitto,

godono una sola

cappello

appuntato
del

con

trina

cose: ed alcimi dell'antica


famigliari di onore sen-

eguale
abito
colore

a quella
e sotto

vestito,

ed in
quel

mera sono
nua
si

abito
il

corto di

za onorario,
regalia.

che usa

padrone, ornato

ovvero hanno un'anDel cardinale eletto


la

con trine d'oro


lo
il

o d'argento,

come
ri-

Papa come promove

famiglia,

ferraiolo d'inverno.

Lo

petiamo ancor qui, ai rispettivi articoli, massime in quello delle Cappelle Pontificie
,

descritto ci che

deve fare ogni famigliare dei cardinali, nelle diverse funzioni ed altre circostanze. Il decano di portiera, il servitore di camera, e gli altri servitori vestono la livrea, che si compone d' intiero vestiario, il cui colore e
trine allude allo
,

accenn in principio del precedente articolo, e poscia parlando di quella del cardinal Ghislieri che prese il nome di Pio V. Piiguard poi alle mancie e propine, di cui parleremo al citato articolo

Famigliare, volendo qui

di-

re di

quelle spettanti alle famiglie

de' cardinali, perci che appartiene

stemma
trine

del
ri-

cardinale

in

molte
lo

petuto per intero


so.

stemma
di
tre

stes-

diremo che ordinariamente le mancie e propine si dividono cos. Allorch il novelcardinale esaltato a questa lo
alla loro divisione,

Ordinariamente
le

specie

dignit dona alla famiglia scudi trenta,

sono

livree: giornaliera, di

mez-

cio venti alla sala, e dicci al-

vor.

xxiu.

r3o
la

FAM
scuderia
,

FAM
la

restandone esclusa
le iiiancie

in

morte

giubilano

la

loro faml'intero

anticamera. Per
si

poi che

glia,

lasciando

ad ognuno

ricavano dal SMccessivo rallegraaffetti

mento die si fa coi bene nuovo cardinale e con


sonaggi, esse

del
per-

mensile onorario che godeva, finche vivr, ovvero una met di esso

altri

secondo

il

potere ed

il

volere del
e ric-

dividonsi tra gl'indi-

benefattore. Alcuni generosi

vidui del r anticamera e della sala,


esclusi quelli dell'anticamera nobile.

chi cardinali, eslesero la loro


nificenza

mu-

Se per tra esse vi fosse una mano propina che giugnesse almeno a scudi cinquanta, allora vi entra in divisione anche l'anticamecia

mogli e figli de' famigliari. G' impotenti lasciano alla famiglia un compenso pecuniario. Molti cardinali morendo lasulle

anche

sciano

alla

famiglia la

cos detta

ra

nobile, esclusi per

gli

addetti
i

spartizione, consistente in

due mila
cardinali
si

ad honorem, venendo
li

inclusi

so-

scudi, ed

in

tre

mila

salariati.

Se poi
di

fosse

un

cardi-

principi, le quali

somme

divi-

nale vescovo che facesse delle funzioni,

dono

in questo

modo, secondoch

come

consagrare vescovi,

praticano
partiene

alcuni.
all'

La met
che
,

si

ap-

ordinare ecclesiastici ec. , su di ci vi la nota stampata che regola


la

anticamera
salariati

nobile,
la comnon onosi

purch
rari.

g'

individui

divisione delle analoghe propine.


i

pongono sieno
L' altra
l'altra
tra

Quando
di
le
titoli,

cardinali

battezzano

met poi

divide
sala:

fanno sposalizi,

prendono possesso
protettone
ec.

diaconie,

siffatte

anticamera e divisioni si fanno


servizio,

la

per anprende.

mera
del

propine dividonsi tra 1' anticae la sala, dandosene la ter-

zianit di

onde chi conta


pi
,

pi

anni
di

di

servizio,

za parte alla scuderia. Alla


cardinale
tutti
gli

morte
e la

Ma
del

r erudito Cancellieri

abiti

maestro

che fu camera, e bibliotecario

biancheria sono

di

pertinenza del

cameriere; gli attrezzi della sala, come baldacchino, dossello, bancone, tavolino, cassabanchi, letto e tutte le

cardinal Leonardo Antonelli decano del sagro collegio, nel suo

bel trattato delle

Campane, a

pag.

cappe

cardinalizie, livree, e

29, ecco in proposito come si esprime. S fa il calcolo di quan-

ferraioli

toccano agli individui deldistinguendosi


il

la

sala,

decano.
sul

Tale il pi e sul
nerosit

costume generale:

meno dipende

dalla ge-

del

padrone, degli esecu-

tori testamentari, e degli eredi.

Men-

tre

il

cadavere del

cardinale e-

to uno ha partecipato dal primo suono della campanella; e poscia con la regola del tre si vede quanto tocca a ciaschedu no, sopra la ripartizione, che si divide in tre parti. Due vanno > all'anticamera. La terza si sud
divide in altre tre, due delle " quali spettano alia sala, ed una
alla scuderia ". L'Amidenio racconta che il cardinal Lodovico Zacchia titolare di s. Sisto, essendo morto ai 3o agosto 1637, senza aver fat-

sposto, agli angoli con banderuole

sonovi
tichi
,

quattro servitori

pi an,

chiamati
si

piangioni

ed a

questi

danno quattro

zecchini

per cadauno. P^. gli articoli Cadavere, e Funerali, e per l'esequie il volume Vili, pag. 195 del Dizionario

to testamento, fu messo alle porti;


del palazzo

Di frequente

cardinali

da qualche

satirico

unu

, .

F
cassetta,

M
elemosina.
cio pei

FAM
bra
il

i3t
be-

coli' iscrizione:

cardinal

Domenico Ginnasi,
e
assai

per

poveri

di

s.

Sisto,

come
nevolo

generosissimo,
co' suoi

suoi famigliari

rimasti senza veru-

fortunati

famigli

na distribuzione,

volendo alludere
chiesa

cos al titolo della

del de-

funto, ch'era pure dell'ospedale


ospizio de'poveri di
zianit
si
il
s.

od
del

Sisto.
registri

L'an-

rileva

dai

ruolo,

quale incomincia nel gioril

no che
te dal

cardinale

ha

preso

il

cappello cardinalizio, ed anticamen-

momento

in cui

per

la pri-

ma
la

volta suona vasi la

Campaneldei
ci

[Fedi), ch'era sui palazzi


quale
R-Occa,

cardinali, e della
dite notizie
il

d eruOpera omnia

tom.

I,

pag. i83, cap.


i

XXIV.
sei

Sulla

nomina che
alle piazze de'

primi
,

cardinali

vescovi suburbicari

e preti fanno

Del ven. cardinal Tommasi si legge nel tom. Vili, pag. i4i, del Cardella , che co'suoi famigliari si diportava da padre, non da padrone e superiore: ne' tempi piovosi ed incomodi gli obbligava a prendere luogo nella propria carrozza; quindi li compativa nei difetti , li provvedeva nelle necessit, e non mancava di assisterli in qualunque bisogno sia del corpo, sia dello spirilo, per cui era da loro teneramente amato e venerato. La tradizione ci dice che la sua famiglia era composta di gobbi guerci, e di gente deforme nel
corpo.

Palafrenieri pontificii

(Fedi)

parliamo a quell'articolo. Essi nominano ordinariamente il famigliare pi antico che abbia


y

ne

Sono ancora
guenti
to. Il

in benedizione

se-

cardinali

del secolo

passa-

cardinal Camillo Cibo lasci


eguali

portata livrea.

eredi ad
fare qui

pensioni
il

fami-

Lungo sarebbe

men-

gliari,

non compreso

casino e villa

zione dei cardinali che furono benefici co'loro famigliari,


si

ciocche non
nella

manca notare
Narra
il
il

alle loro biogra,

fie.

Bovio

Piet

di Castel Gandolfo, appartenenti al fide-commisso di sua casa, dalla quale l'acquist poi il palazzo apostolico. Il cardinal Giuseppe Fir-

trionfante, che

essendo stato
ducati,
tutti
i

mul-

rao, nel

tato

cardinal Raffaele Riario da

Leone X di centomila avendo egli tal somma,


famigliari in

non
suoi

morire, l'anno i744> ^^ cinque famigli pi antichi, cio segretario, due aiutanti di camera,

attualit di
stati,

servizio,

e due staffieri, assegn un vitalizio; pi die due mila scudi alla famiglia nobile,

o che
tudine
favori

vi

erano gi
lui

in grati-

ed altrettanti
intende

alla sala,
:

delle

provviste, rendite,

oltre

il

coruccio, e quarantena
s'

per

da
colla

prima

ricevuti, con-

coruccio

un

compenso

tribuirono in gran parte a tal som-

ma
e

quale ricuper
stato

libert

per

pecuniario pel vestiario di lutto, e quarantena quaranta giorni

vita,

essendo
11

a morte.

cardinal Gio.
fu
assai

condannato Vincenliberale
Il

pagati in proporzione al salario che assegn una pensione di si gode;


scudi cinquanta al cappellano, e do-

zo

Gonzaga

coi

suoi domestici

e famigliari.

car-

n un orologio d'oro
di

al

maestro
il

dinal Giovanni

Mendoza
in

si

distinse
i

camera.

Magnifico fu

testa-

neir amore
redi
di
tutti

singolare verso

suoi

famigliari, che
i

morte

lasci e-

mento del cardinal Cosimo Impe7880 riali, che riporta il numero


del Diario di

suoi bni. Si cele-

Roma

1764.

Il

oar-

FAM
la
11

FAM
paga
cardichiar, che
IX)
i

dinal Flavio Cliigi lasci


intera a tutta la famiglia.

famigliari di coslo-

Federico Lante destin un fondo bastante pel mantenimento di tutti i suoi domestici, il quale dopo la loro morte andasse in bedinal
neicio dell'ospizio
apostolico.

erano soltanto quelli clie foswro seri Iti nel ruolo, che anticamente chiamavasi nel quale Rotolo^ erano scritti loro nomi, stipendio e uffizio, e a questi soli conferm
i

MoVetelegain

privilegi

e l'azione contro

det-

jendo nel 1776


ti,

il

cardinal
i

rani, ordin che soddisfatti


la

dopo la morte de'loro padroni. Vedi il Plato, De Carditi

eredi

sua eredit

si

dividesse
flivore

nalis dignitate et officio^ pag.

"2

39:

tre porzioni,

due

in

della

Dehet tamen praelatiis


sequ,
proitt

fnmiliare.t

corte nobile, cappe


tanti
di

nere,

ed

aiu-

reniuuerarij eosqiie liberallale pro-

camera, ed una alla sala e scuderia. Generosissimo fu il testamento del cardinal Marc' Antonio Colonna vicario
di

suppelunl facullalc^^

et virc.s; bililalr

228, II, De ojfaCardnaUsj pag. ?.3o, 111,


pag.
:

Roma,

iti

De

favore de' suoi famigli, che


le protettore.

tratt

come munifico padre, ed amorevoL'altro cardinal vinel

bcneficcnlia Cardinalis ; png. Quid Cardiiia228, cap. XXIII lis servare debeat erga suani familiani; ^ \^ De studio Curdinalis

cario

Corsini,

1795 dichiar

circa

faniiliariuni

delecluni

erede proprietario il principe nipote , ed eredi usufruttuari , col jus accrescendi sino alla loro paga,
i

pag. 2 35, II, De cura Cardi nacirca fannliariuni vitam, et liuni

famigliali descritti nel ruolo.

Nel secolo

corrente
lodarsi

mente a
cardinali,

sono grandeprincipalmente i

mores\ pag. 289, 111, De cura CardinaliSf ne famiUars indigcantj pag. 184, 1, De domestico Cardinaliuni sumptu.

duca di Yorck , GiusepDoria, Ferdinando Sai uzzo, pe Alessandro Mattei decano del sacro collegio, Antonio Doria, Ercole Consalvi,

Notizie diverse sui famigliari dei


cardinali.

e Giorgio

Doria, siccolle lo-

Giacomo Cohellio
titia

nella sua IVo-

come

generosi e benefci

ro famiglie, per non dire di altri. Nella carit, amorevolezza e cura religiosa della sua famiglia va particolarmente nominato
il

cardinalatuSy a pag. 175, privilegium XX, eruditamente tratta.

De

familiarium,
Il

et

inservientiuni

numero cardinaliliae
cessario. cla
p.

dignitati

ne-

cardinal

Gallico, Acta sele,

Fontana (Vedi). Era lo stile nella


ti

caerimonialia

pag.

278

curia e corte

parla

De

officialibus

singuloruni

romana, che i cardinali e prelaavessero prima molti famigliari di onore, i quali dopo la morte dei loro padroni davano agli eredi di quelli molte angustie. Per
distinguerli,

cardinalium S. R. E. ex codice Vaticano 47^1 che sono i seguenti,

de'quali

si

danno

individuali no-

tizie.
I.

De

Auditore.

Benedetto XIV,
bolla

a'

19

II. III.

luglio

1750, colla

In

emie

Minislerium Capellanorum. Officio Secretariorum.


Scutiferoriioa.

nenti ec, Bull.

Magn.

toni

XXI II,
uso,

IV. Exercitium magistri Aulae.

pag.

167, ristabih l'antico

V. Officium

FAM
VI. Officium Canlorum. VII. Offici uni Emptoris.
Vili. Otlficiuin Dispensatoris.
vita,

FAM

i33

IX.

Oflficium Buticulari.

X. Officiura Pauelerii. XI. Offcium Eleemosinarii.


XII. Offcium Coci.

che degradano lo splendore del decoro esterno della romana curia j ed espongono il pioprio padrone ad osservazioni poco onorevoli. Fra i cardinali che ripugnarono di far uso del conveniente
corteggio

pompa

ecclesiastica,

XIII. OfGcium magistr Stabuli.

XIV. Offcium Cubicularioium.

XV.

Offcium

Barbi tonsoris.
Porterii.

XVI. Offcium
Inoltre
notizie
il

p.

Gallico, oltre altre

sui

famigliari de' cardinali,

a pag.
creati

64,

parlando de' cardinali


del
loro

assenti, e

ingresso

parleremo del celebre cardinale Ximenes, coU'autorit di quanto si legge nel Ciacconio, tom. III, pag. 271. Il cardinal Ximenes, creato da Giulio II, essendo pure arcivescovo di Toledo , viveva in tal modo, che non conveniva allo stato
cardinalizio,

26 parla de familares Cardinalium quo ordiin


nella nota

Eoma,

giacch era egli tutto


francesca-

compreso
na, al cui

delia povert

ne aduiissi
Jlcis
:

ad osculum
si

pedis Pon-

ordine

aveva

apparte-

all'articolo Ingressi in

Roma
pom-

di tali

cardinali,

descrive

la

pa colla quale lo facevano. A lustro e decoro della dignit cardinalizia, non solo \enne saggiamente stabilito che i cardinali avessero

nuto; quindi distribuiva ai poveri il suo patrimonio, in modo che privo della condecente servit compariva in pubblico,
nali nel

come

cardi-

tempo

delle

persecuzioni

della Chiesa, et asello

numerosa
cavalli,

famiglia

corteggio

vehebatur, ausibat pedibus

conveniente, nobile trattamento, carrozze,

do
lio

ci risaputo
li,

il
il

quo solebat AvenPontefice Giu.

tutt'altro

corri-

ammoni

cardinale col se-

spondente ai loro sublime grado, per onorare la sagra poipora, e


riscuotere dal popolo venerazione e riverenza, al cui oggetto appunto molti romani Pontefici loro

guente breve apostolico, esorlandolo a mantenere il dovuto decoro della dignit

a cui era stato assunto.


etc.

Dilecto Filio salutem Sancta M M

atlribuu'ono
li

quelle insegne di cui


etc.

vediamo condecorati. Non mancano tuttavolta esempi di virtuosa moderazione di molti cardinali

Uni versai is Ecclesia

sicut

Te

ignorare non
Caelestis

putamus

ad

instar

Hierusalem,
sicut

come
tutto
stro e
t, cui

di altri,

quali lungi

dallo

multis, ac diversis decoratur or-

arrogarsi per loro


fecero
le

comodo

alcuno,
il

natibus, in quibus

in ex-

per mantenere

lu-

cessu praevaricando peccatur, ita

prerogative

delia digni-

appunto inteso quel cerimoniale, ed etichetta uniforme,


la

in defectu nimium declinando er ratur. Gratia est Deo, et lauda bilia cujuslibet status condecens
>

quale per

la

parte che

gli

spet-

ta necessario e doveroso che ogni

Et prapterea quicumque praesertim praelati Ecobservantia.

famigliare

ne

sia

istruito,

unifor-

mandosi alle antiche consuetudini, ben guardandosi da arbitrarie uo-

clesiae sicut in moribus ila ha bitu, et incessu studere debent,


>

ne

nimio

faslu

superbi,

neve

i34
>

FAM
es-

FAM
chuzze, sorpassarono

nimia abjectioni superstiliosi


videantur,

una

ragione-

M se

cum utroque

au-

vole

pompa,

e tennero copiosa (k-

H
>*
> *>

ctoritas ecclesiastcae
vilescat.

disciplinae

miglia, di molto superiore u quella

ob rem hortamur Te, ut postquam Te sancta Sedes Apostolica de inferiori statu ad archiepiscopaiem dignitatem

Eam

proporzionata al grado e ai tempi


in

cui vissero,

come potr

vedersi

alle biografie de' seguenti.


Il famoso cardinal Lodovico Scarampi Mezzarota, glorioso per militari imprese sotto Eugenio IV , Nicol V, e Calisto HI, fu il primo cardinale a mantenere cani e cavalli in gran numero, copiosa famiglia, sontuosa mensa, e preziose

M evexit, interiori
*

quemadmodum Te
conscientia
intelligiraus,

iu

Deum vivere

secundum de quo

M plurimum gauderaus, ita extrinw secus juxta indecentiam status M tui, habitu scilicet, et caeteris ad dgnitatis decorem convenien-

suppellettili. 11 cardinal
rio,

Te habere, et observare w coneris. Datum Romae etc.


*

tibus

Pietro RiaIV, ebbe una corte composta di cinquecento pernipote di Sisto


sone, e fu s splendido che in due anni di cardinalato spese nella sua

Ricevuta
accorgendosi
il

questa
il

ammonizione
cardinale, dice

pio

Ciacconio,

quantum splendor

hic

tavola circa treceutomila

scudi

il

apud vulgum momenti habeat ad vindicandam a contemptu publicae personae dignitatem, quam in pretio haberi perniagni ad quielem publicani refert, mut il tenovitae

suo erede cardinal

Raffaele, siccosi

me

ricco di benefizi,

mantenne

con molto decoro, contandosi nella numerosa sua corte sino a sedici
vescovi.
Il

cardinal

Ippolito d'Este

re della vita che professava, e ben-

ch in privato osservasse molto

della

vita di religioso francescano, pubblicamente compariva con le vesti condecenti alla dignit, e alimentava famiglia numerosa , con cui al popolo si rendeva pi venerabile. Molto si potrebbe aggiungere in conformit di tal materia, ma basti il concludere essere ragione-

tenne splendido corteggio, in cui eranvi pure molti musici e cacciatori. Abbiamo che il cardinal Tommaso Wolsey
de' duchi di Ferrara,
inglese,

primo ministro

di

Enrico
le

Vlllj tenne una corte composta da


pi di mille persone, tra
eranvi
Il

quali

sessantacinque

ecclesiastici.

cardinal Ippolito de* Medici, ni-

vole, anzi doversi, che


cardinalizia sia
al

la

dignit

pote di Leone X, e cugino di Clemente VII, cont nella sua corte

popolo

pubbli-

da
si

circa trecento letterati

di

ogni

cata con segni di esterna magnifi-

nazione,
linguaggi

per

cui

nel suo palazzo

cenza
vestita,

di

numerosa famiglia

ben

e con

un corredo decente

e dignitoso, siccome indizio di giurisdizione, di

parlavano fino a venti differenti ed allorquando fu av; vertito da Paolo III a moderarsi

dominio, e della sublime dignit di cui sono i cardieleg-

nello splendido corteggio

da cui

si

faceva servire, rispose ch'egli


vesse bisogno,

non
lo

nali rivestiti, e quali elettori


gibili del

teneva tante persone perch ne a-

sommo

Pontefice, sovrano

ma

perch desse

degli stati romani.

Non

si

deve tafami-

cere che molti

cardinali di

glie principesche,

doviziosi di ric-

avevano di lui. Il degno nipote di Paolo III, cardinal Alessandro Farnese, primogenito del duca di Pai-

FAM
ma,
fu glorioso
il

FAM
stato
della
il

i35

per essere
domicilio
dalla

suo palazzo
pienza
,

sa-

ostendant, familiamque lam cleM ricorum, quam laicorum hone slam, honestisque vestibus ince

giacch

copiosa

scelta sua corte


scovi, cardinali

uscirono molti vee Papi.

dentem nducant
et

sacrdotesque,

Quando

il

levitas in testi moni uni


Il

bonuni
stato

cardinal Ferdinando de' Medici

ri-

" secum habeant".

dottissimo

nunzi a Sisto

la

porpora

per

Pio

IT,

che da

privato

era

ascendere al trono toscano, l'otten-

segretario del cardinal

Capranica,

ne per Francesco Maria Bourbon del Monte s. Maria, d'una famiglia


proveniente
dalla
stirpe

e poscia nella corte dell'imperatore

Federico
fici

III,

e dei

sommi Ponte-

regia
alla

di

Eugenio IV, e Nicol

V
;

di

Francia, siccome addetto


corte cardinalizia.
rizio di
Il

sua

alcuni vescovi, e persino

dell'anut in

cardinal

Mau-

tipapa Felice V, soleva dire

duca Vittorio, fu cotanto magnifico, che


Savoja, fiatello
del
in alcune solenni funzioni
si

mare Jliimina omnia, vida in aulas magnas


di Pio
II

sic

omnia
il

praesertini

fece

confluere solere. Parlando


e

Plato

vedere col seguito di duecento carrozze, e di


rosi

del

contegno

tenuto

un
:

corteggio di

numecardi-

co' suoi famigliari, ecco

cavalieri

poi successe nel du-

mesi.

Itaque

come esprimultum hoc no-

cato di Savoja.

Quando

il

nal Paluzzo degli Albertoni,

da Cle-

mine laudatus est Pius II, de quo paulo ante diximus, quem
M ferunt hanc humanitatem in o

mente
glio

adottato nella

sua fami-

Altieri,

seppe

che
lui,

Lodovico
era
fu colpito
di
vi-

mnes famulos praecipue


;

tenuisetiani

Piccini suo famigliare favorito

se

et

cum

inscitia,

aut

morto pi
da
tal

ricco di

ignavia, et negligentia peccare nt,

dispiacere che cess

paterna potius charitate

admo-

vere alla mensa.

Memorando esemciea' fa-

nere,

quam

severa

objurgatione

pio ai padroni, nell'accordare

camente un'illimitata fiducia


migliari immeritevoli
Il
!

M excipere solitum ". Adriano VI, allorch nel i52 2 si port dalla Spagna in Roma,

gran Pontefice Martino

in-

dopo
clave,

essere stato

assunto
assente

al

poncon-

culc ai cardinali d'invigilare sull'esemplarit de' loro famigliari, per

tificato

bench
prelati

dal

seguito dal corteggio di


tra

due
ol-

cui riporteremo le parole


tale

di

Natom.
2.

mila
tre

cortigiani,

Alessandro, Hist. eccles.


saec.

IX,

XV

et

XVI,

art.

Cardinales munditia vitae alios praecellant , ac sobrie, juxte pieque vivant ; non solum a ma lo, sed a specie mali abstineanf, w poenam in aliorum exemplum > subituri, si vitam suo statui mi* nime congruentem ducere com perti fuerint. Humilitatem con'

r accompagnamento di quattro mila soldati ; giunto che fu pel Tevere alla basilica di s. Paoin sagrestia ricev all' adolo razione i cardinali, prima li rin,

grazi di sua esaltazione, poscia li preg non ricevere ne' loro palazzi,

banditi e gente di

mal

affare,

anzi

fossero contenti, che

per ese-

tinuo exerceant, praelatosque be" nigne, ac honorifice pertractent.

cuzione della giustizia , potesse il bargello entrare nelle case loro, al che tutti acconsentirono. Il suo
predecessore Leone X, nel concilio

Domui

suae

se

bene

praeesse

i36
determinato
glia,

FAM
ses6.

FAM
g, avea
iefice

generale laleranense V,
clie
le

Clemente XI

rivolse al sagro

lu

casa,

la

fami-

collegio, neh' allocuzione

la

tavola,

suppellettili e gli

che pronunzi nel concistoro segreto de'6

arredi

de' cardinali

dovessero
e
soli

es-

sere specchio

di modestia
i

mo-

derazione
in

e che di

famigliari

dicembre 1706. Enixe vobis po tissimum commendamus, ut vi gilem domesticorum vestrorum


w curam habeatis, quorum aliqiianM do vitiis ipsa dominorum virtus

attualit

servizio
gli

godessero
a'

l'immunit, non

onorari
i

quali

come
li

ai

loro artisti

cardinali so-

levano rilasciare una


qualificava
essi

patente

che
al

famigliari

ed

artisti

obnubilatur. Illos proinde ita reM gite, atque instruite, ut in omni bus suis actibus nihil, nisi grave,

ad
si

addetti. Nelle

addizioni

moderatum, ac

religione

plenum

citato Plato, nella nota a pag.

284
re

legge analogamente.

Hac de

Leo

in

concilio

lateranensi

V,

praeseferaut: ab iis porro, quos M ex illis in sortem Domini voca tos esse contigerit exacte adeo
> *

et praecipue

in bulla

Reformatio-

ac

fideliter

sanctionem
clericalis

illam

nis Curiae,

decernit

quod domus

quam
sibus,

pr veteris
qui hac in
in

habi-

cardinali patens hospitium, portus-

* *

tus disciplina instauranda, ac abu-

que, ac refugium proborum maxi-

re

deplorati

doctorum virorum, et pauperum nobilium honestarumque personarum esse debeat, mandatet


,

me,

dum

modum

irrepserunt, tol-

que, ut
circa

tam

circa

modum

quam
sint

lendis propediem evnlgari cura bimus, observari studete, ut per decentiam habitus extrinseci (Con >*

numerum

famiHarium

cilii

Tridentini verbis loquimiu')

prudentes, ac de familiarium qualitate in

morum

honestatem

intrinsecam

primis curiosi, nec ex a-

ostendantj alisque

exemplo esse

lienis vitiis

turpem
,

sibi

contrahant

>*

possint, sicut decet minstros

My-

infamiae

vulgoque obloquendi, calumniandique juxtas praebant occasiones '*. Il Parisi nel lom. IV, p. 3o e 3i delle sue Istruzioni per la segreteria, riporta la formola di famigliarit, cio la patente di famigliare d' onore di

notam

steroruni Dei.
*

Splendor

vester

facit,

venerabiles fratres, ut pec-

care sine
*
*

summo

reipublicae de-

trimento ac periculo non possitis. Ab iis quippe , quibus plu$

un
di

cardinale,

non che due formole

datum est, plus etiam requireM tur. P^os estis lux mundi, ac ci i^iias supra montem posita, in

ben
Il

servito.

Innocenzo XI in concistoro segreto declam conzelante e ven.


tro l'eccessiva
dinali,
la

quos ex universa Ecclesia populi, tamquam in speculum oculos suos con j lei un t, necesse
*

est

ergo, ut

pompa

di alcuni car-

ex vobis habeant, quod imitentur ".


In

quale eia ben lontana di

quella conveniente ai principi della

Roma

avvi la

congregazione
si

Chiesa; riprovando particolarmente le carrozze fastose,

de' nobili

aulici,

che

compone
gentiluo-

le

livree

dei

maestri di canaera e
,

di lusso

eccessivo.

Sulla

cura
i
,

vigilanza che debbono avere dinali delle proprie famiglie

car-

mo4abili sono

le

parole che

il

mePoa-

mini de' cardinali principi, ambache per qualche tempo han dimorato in Roma presso la santa Sede io pubblica forma; non che
sciatori

FAM
del

FAM
e gentiluo-

137
e goprivilegi anche temporali.
di

maestri di camera

messi

nella
1

congregazione,
i

mini, dc'qiiattro prelati di flocchelto,

derne

benefizi e

che sono
e

il

governatore di Ro,

nessi^ tanto spirituali

ma, r uditore della camera


soriere,
il

il

te-

La primaria
piet

origine
si

questa
alla

mag^iortlomo;
i

final-

congregazione insigne

deve

mente comprende pure

segretari

de' cardinali, e de' principi.

Chianel

ed allo zelo del cardinal Francesco Sforza decano del sagro


collegio,
il

Urbana perch pontificato di Urbano


masi
cipale

istituita

quale

nel

1624 rap-

Vili, prin-

present a Papa Urbano

benefattore

della

congregas.

zione, che die loro la chiesa di

Vili tal suo pio divisamento, e i vantaggi spirituali che in progresso ne po-

Lorenzo

in

Fonte, posta nel rione

Monti, nella via Urbana, gi vico


patrizio sulla falda occidentale dell'E-

tevano derivare. Urbano Vili deleg due prelati per esaminare lo


scopo della congregazione che fumonsignori Mancini vescorono vo di Cavaillon, e Sarego d'Adria,
, i

squilino Cispio, della quale chiesa tratta


il

Panel roli.
a
p.

Tesori

nascosti di

Roma,
tinelli

4^^- Fioravante Marce ne ha dato l'istoria, pub-

dopo

il

loro parere

il

Pontefice
colla

canonicamente l'approv
Pastoris aelerni
_,

bol'

blicata in

Roma

colle

stampe

nel

ec

data
il

3o

con questo titolo: Ecclesia s. Laurentii in Fonte de Fico PaCarlo Bartolomeo Piazza, tricio nelle Opere pie di Ronia^ Della congregazione Urbana de' cortigiani a s. Lorenzo in Fontej e Dello spedale di s. Lorenzo in Fonte de* cortigiani alla Suburra ne tratta alle pag. i44 ^ ^9^j dicendo che era la congregazione allora composta de' gentiluomini e persone 1629,
.

ottobre

1624

presso

Bollarlo

tom. V, parte V, pag. 269, decorandola del pontificio suo nome. Il Novaes nella vita di Urbano Vili narra, che questa congregazione pei vecchi
aulici

che segui-

vano la curia romana, fu istituita ad istanza del lodato cardinale


nella
rini,

chiesa di
il

s.

Nicola

a'

Cesaessa

cui

palazzo

era

ad
la

contiguo;
di

ma

che
in
al

avendo

Urbano
chiesa

civili

della

corte di

Roma
i

, i

tanto
quali
,

*V1II nel 1627 concesso


s.

romani,
cardinali
scovi,
i
,

come
i

forastieri,

Lorenzo
(

Fonte o in Carquale articolo dicos


,

servirono o servivano
vescovi, e

Pontefici
gli

cere

f^edi

patriarchi,
i

arcivecos

cemmo

prelati

a' religiosi

dentro che fuori di Roma, ed anco


i

famigliari de' principi e baroni

romani che risiedono in Roma, affinch col mezzo di questa pia congregajjone, e conoscendosi e riunendosi di

denominata ) avendola questi ritenuta per breve tempo, Urbano Vili a' i4 giugno o luglio 1628 ne rivoc la donazione, ed in vece con bolla spedita in tal giorno
perch
ruteni
la

diede con tutti

suoi

diritti

e
la

frequente,
vole

si

stringessero in caritatesi

pesi alla

congregazione urbana,
di

amicizia^ e

rendessero

pi
aver

quale in riconoscimento
diritto

questo

affettuosi

ed

efficaci
.

nel giovarsi ne'

doveva

dare
s.

ogni

anno

reciproci
servito

bisogni

Dovevano

nel d della festa di


chilevita
,

Lorenzo arcera al
s.

nelle

corti

de' menzionati

cinque libbre di

personaggi almeno per lo spazio di


quattordici anni,

priore e canonici della chiesa di

per

essere

am-

Pietro in

Fincula^ a cagione delle

i38

FARI
poi
gli

FAxM
quie, e con sulfragio di messe. Distatuti

jnetcnsioni dell'attiguo monastero. La congregazione Ibrin le sue co1' esercizio liluzioni e regole per
ili

cardinal
tettore, e

Pier

furono riformati dal Luigi Caraffa pro-

opere

caritatevoli, e

di

virt
colle

cristiane e civili,

che pubblic
elesse

stampe. Indi
i

si

a protettori
dell*
s.

ss.

martiri Giovanni e Paolo gi

cortigiani nella corte

tore Costantino,

e di

imperaCostanza

kua figliuola, che dappoi rifiutarono di servire V empio Giuliano apostata,


il

virtuosi

voleva

quale per la loro nobilt costumi istantemente li imperiai corte. nella sua
in

La congregazione
fece risplendere
le
il

poco

tempo

divin culto nelin Fonte,

chiesa di

s.

Lorenzo

luogo memorabile negli atti di s. Lorenzo, e di altri santi martiri, restaurandola convenientemente, e
stabilendo la celebrazione
della
festa

ed da Clemente XII con la costituzione Universae ec.j data ai 4 febbraio lySS. Le cose della congregazione, sebbene con maturit stabilite, per le vicende de' tempi richiamarono nuovamente l'attenzione e r autorit del cardinal Guglielmo Pallotta, prefetto della congregazione del concilio, protettore, e visitatore apostolico, che ai 28 dicembre 1791 con opportuni decreti alle nuove emergenze provvide Lo spedale od ospizio , le abitazioni e le sovvenzioni che la congregazione dava ai nobiU aulici, per le vicende dell'invasione franapprovati
.

visitatore apostolico,

non

solo

cese

cessarono.
la

Per

tali

avveni-

titolare

con solennit,
della

menti

congregazione

ma
e la

ancora quelle de' loro patroni


festa

della

Esaltazione

pu dire disciolta, pa Leone XII la


sagra
sto
visita

rimase si sennonch il Pa-

richiam
ai

alle

Croce con indulgenze. Delle opere


di

antiche pratiche con decreto


apostolica

della

cristiana piet, e
si

degli esercizi
i

18

ago-

virtuosi che

proposero seguire

1827, ed allora
protettore
il

confrati
tratta
il

della

congregazione, ne

in

venne eletto cardinal Giovanni


il

citato Piazza, e delle costi-

Francesco Falzacappa,

quale pel

tuzioni del pio luogo; ed in protettore di esso


stituito
il

venne

pel

primo

co-

cardinal Francesco Bar-

buon regolamento volle rinnovati gU statuti, che si pubblicarono in Roma neir ottobre i838 con questo
titolo:

berini nipote del


alla chiesa

Papa. Dappresso venne poscia eretto un

Statuto

della

ven,

congre-

gazione

Urbana de
ec.

nobili aulici

ospizio

od ospedale provvisto del


si

bisognevole, in cui sino agli ultimi

anni del secolo decorso

riceve-

riformata dall' emicon ispeciale facolt approvato dalla s. Visita apostonentissimo

nuovamente

vano
veri
alla

vecchi, g' infermi,


aulici
,

po-

cortigiani

appartenenti

cio g* impoed anche quelli che somministravano pagamento, tanto per curarli, che per dargli

congregazione

tenti di sostentarsi^

abitazione.

La
i

veniva pure

suoi

congregazione sovconfrati disim-

piegati e quelli bisognosi, facendoli

anche seppellire

con

decenti

ese-

i838, ov' riportalo indulgenze concedute in perpetuo da Urbano Vili con breve dei i4 giug"^ 1628, e dal regnante Gregorio XVI con rescritto de' i6 febbraio i838. Oltre il protettore avvi uu prelato presidente, ed uno della congregazione n' vice presidente. Nove cappellani amovibili ad, nulica,
il

Velletri

sommario

delle

FAM
timi

FAM
,

139

della
titolo

cougregazioue
di
rettore,

ed uno
nei

col

ulliciano
,

dro dell'altare maggiore; inoltre lo Speranza eziandio autore del

giorni festivi la chiesa

ed

allora
il

quadro
ss.

dell' altare

che segue dalrappresentante


i

intervengono
pitolo di

in coro

come
.

ca-

l'opposto

lato

una

collegiata
il

Al prestatuto
^
i

Gio.

e Paolo,

come pure sono


R.i delfino
I,

sente, secondo

nuovo

suoi gli

affreschi, e l'Angelo nella

membri che compongono


gazione
si

la congre-

volta esteriore. F.

Venuti,
i32.
loro

d'una spontanea obbligazione mensile onde formare un fondo capace di poter sussisono
tassati
i

Roma moderna
I

tom.
il

pag.
e

caudatari de' cardinali,

cappellani

hanno

sodalizio

e col-

diare

maestri di camera bisognosi,


Io spirito dell' istituzione, e

legio in borgo,
di
le
s.

sotto l'invocazione

secondo
dite

Maria

della Purit, del quaall'articolo

ci senza recare aggravio alle rendella


s'

parlammo

Caudata-

le quali

urbana impiegano ad onore del


congregazione
s.

rio, facendosi risalire l'origine nel


pontificato di Paolo III.

divin culto nella chiesa.

Non
Lo-

solo

nobili aulici in

Roma

In quanto alla chiesa di

hanno

sodalizio,

ma

vi

sono pure
a dire,

renzo in Fonte, essa fu edificata, secondo una costante pia tradizione, sulla casa di s. Ippohto cavabere romano, a cui fu dato in custodia l'arcidiacono san Lorenzo, conil quale insieme a Lucilio lo
verti
ivi

quelli dei cuochi, dei palafrenieri e

dei cocchieri,

come andiamo

avevano anco i credenzieri. Da ci rilevasi quanto le famiglie dei cardinali ed altri della curia romana abbiano procurato sino dai
e
lo

prima

alla

fede,

battezzandolo

precedenti

secoli,

di

rendeisi

de-

coU'acqua di un fonte, fatto miracolosamente scaturire nel carcere


ov'era ristretto, col solo toccare la
terra

gni di servire coloro che sono in-

timamente addetti
e che sono
stri
I
i

alla santa

Sede, mini-

consiglieri,

con un dito

questo
la chiesa

fonte
esi-

del

sommo

Pontefice,

da

cui piglia

nome
si

credenzieri sino agli ultimi an-

ste ancora, e vi

scende per una

ni del secolo

passato

ebbero

una

porta a sinistra dell'edifizio.


sa

La

chie-

confraternita sotto l'invocazione di

dopo la sua fondazione fu ristoprima dal cardinal Giovanni Alvarez di Toledo de'duchi d'Alba nel 1543, quindi nel seguente secolo da Urbano Vili con architettura di Domenico Castelli. Nell'iulerno la prima cappella a diritta fu fatta fabbricare da Giovanrata
ni

Elena imperatrice. Il sodalizio da un gran numero di credenzieri de' cardinali, sotto Paolo IV l'anno iSSy, nella chiesa di s. Salvatore in Lauro, ove il sodalizio per qualche tempo ebbe cus.

fu istituito

ra della

cappella della
il

Madonna

come narra
di

Fanucci, Opere pie

Cipolla,

che pure

la

dot;

il

Roma

lib.

quadro

della seconda, rappresentan-

fraternita pass

IV. Quindi la conad occupare una


s. s.

te la B.

del cav. d'Arpino;

Vergine con due santi, e gU affreschi e l'Angelo che si vede al di fuori sono di Giambattista Speranza, il quale pur dipinse il battesimo amministrato da s. Lorenzo nel qua-

chiesuola dove oggi quella di

Andrea

della Valle,

dedicata a

Luigi re di Francia,

come

si

ac-

cenn trattando
chiesa.

di

questa ultima

Avendo
s.

poi la

compagnia

nel rione di

Eustachio ottenu-

i4o
la
la

FAM
oliiesa

FAM
semicale

parroccliialc

fornaci con fcuo

sacco

ed insesodalizio

denh: di k. Nicol de' IMoliiii, Molndinornm^ o de'Cavalieri (perch


alligna al
valieroriim

gne,
la

concesse
s.

questo

chiesa di

Elcna, detta anche

palazzo

Cavalieri),
ai

Cu-

a'Cesarini, perche eia


la,

abbandonala

(come

ha

da Fioraelhnica

essendosi

dispersa

confraterle

vanle Marlinclli,

Roma ex

nita de'credenzieri

per

note

vi-

sacra^ pag. 383), la riedificarono come oggi si vede, dedicandola a


s.

cende politiche de'tempi.


fraternita
di

La convi ce-

Ges Nazareno
del

JEIcna,

venendo

divisa

la giurisle

lebra la festa
la

Redentore, nel-

dizione

parrocchiale tra

confi-

nanti parrocchie. Ridolfino Venuti,

quella di

Roma
le era
lim's,

moderna,
dedicata a

tonti, li,

pag. 636,

domenica dopo il 2 3 ottobre, e s. Giuseppe a* 19 marzo. 1 cuochi e pasticceri nel 1 5 3


i
1

dice che l'antica chiesa parrocchias.

nella
gi

chiesa dell'ospedale di

s.

Luicon-

Maria

in

Mo-

de'Francesi

eressero

una

che l'architetto Francesco Ferla

fraternita, sotto l'invocazione della


ss.

rari

rifece,

che

santa

titolare

nell'altare

della scuola del


quello di
cav.
s.

quadro della maggiore Pomaranci, che


il

la

Annunziata, in una cappella delmedesima. Ma di poi a cagione


riedificazione della

della
s.

chiesa di
francese,

Caterina

il

dipinse

il

Luigi

della
di

nazione

di Arpino,
il

e quello
il

dell'As-

sunta

Borgiani,
divota

quale
vi

per
si

non
nera

esiste pii,

ed invece

ve-

una

statua di

Gesti

Paolo III, e per opera del parroco della chiesa de' ss. Vincenzo ed Anastasio nel rione Regola, in Arenula^ fu in questa chiecoll'autorit

Nazareno. In fondo alla chiesa poi,


entro una credenza avvi

sa

trasferito

il

sodalizio.

Il

Pan-

un

dipin-

ciroli,

Tesori nascosti,
la

pag.

80

to a fresco di qualche merito, rap-

dice che

chiesa l'ottenne per la

presentante

la

sagra Famiglia.
si

La
vi-

confraternita certo Giovanni di Valles

confraternita de'credenzieri

eser-

francese,

da Paolo HI,

di cui
si

citava in varie opere di piet,

era cuoco segreto, e tanto

leg-

sitando gl'infermi,

carcerati, suf-

fragava

defunti

confrati,

soccor-

ge nella bolla Dilectis Jiliis ahbatis, data XII kalenda maji iSSy, in
cui Paolo III die alla confraternita

reva
quelli

credenzieri

disimpiegati, e
in

che

porta vansi
i

Roma.

in giuspatronato la chiesa par-

Formarono
tuti,
tificia,

confrati regole e sta-

rocchiale de'ss. Vincenzo ed Anastasio,

confermati con autorit pon-

col

patto di dare
s.

ogni anin

per

cui ebbero

la

conces-

sione di

alcune grazie

ed

induls.

no alia Damaso,

basilica di

Lorenzo
s.

nella festa di
di

Lorenzo,

genze, ed oltre la festa di

Ele-

ed in ricognizione
talo

superiorit,

na, celebravano quella della

Beata

tre libbre di cera bianca.

Va

nodei

Vergine
Piazza,

assunta

in

cielo.

F.

il

che
,

cuochi

del

Papa,

Opere

pie pag. 640,

Di

s.

cardinali

de' principi,

de' prelati,

Elena dei credenzieri. Nel 1817 il Papa Pio VII, ad istanza del cardinal Giulio Maria della Sodaglia, come protettore della confialernita di Ges Nazareno, staJjilita

degli ambasciatori e
pasticceri,

di altri,

ed

massime
del

bottegai, fanIl

no parte
nelli

sodahzio.

Martiec.

citato,

Roma ex

eihnica
la

pag. i55, aggiunge


fu

che

chiesa

nella chiesa

di

s.

Maria

del-

anche detta

in Piscinulay e

che

FAM
in
il

FAM
In,

i4r

mezzo

alla

medesima fu posto

seguente

ipitalfio.

D,

o.

M.

Fimiis in vita vermes


Pascinius,

icroes,

in

funere

che per lo pi la confraternita <ra composta di tre nazioni, cio italiana, germanica, e francese, al ni oggetto' creava per ciascun oflzio uno per nazione; che quindi eresse un oratorio ove nelle feste
cantano
l'o/lzio
i

della

B.

Vergine.
infermi,
di

et merito

pahs perii

Visitano
e
si

confrati quelli
vari

ipsa suo.
Aty

esercitano in

esercizi

qui

divinis

inhiahat spiritus
ille

piet cristiana; e prima aiutavano


i

aulis j

cuochi e

pasticceri

disimpiegati,

Has

habet, et voto non perii

e procuravano impiegarli. Nelle ore pomeridiane


i

suo.

del
di

giovecfi santo,

confrati vestiti
la

sacchi bianchi

CI

CVRIALES

MDXLVIII

visitano sacchi

basilica

vaticana

sui

portano

per

insegna

una

Aliud
JOANNI DE VALLE

le

corona reale sotto alla quale sono lettere iniziali A. G. P. che significano Ave Gratia Piena. Cele-

Nalione gallo Pan li III P. M. secretiori coquo , societatis coquoy

rum
li

priori kujus

ecclesiae

ultimo
apri-

brano con solennit la festa della annunziazione di Maria Vergine, e quella dei ss. Vincenzo ed Anastasio ai 9.1 gennaio, nel

rectori,

eadem

societas benenieren1
1

qual giorno

il

pof. Vixil ann. 55, obiit

sodalizio conferisce tre doti di scudi


te

lis

MDXLIL
Gio. Battista Bovio, nel parlare

venticinque l'una, ad altrettanzitelle


figlie

de' confrati

benemerito
lasci iu
tali

Nicola

Piatta

Certo cuoco

di
la

questa chiesa,
basilica di
,

come

figliale del-

nel

i6o3

alla

confraternita

s.

Lorenzo in Damaintitolata

cui era aggregalo, tre case per

so

nell'opera

La

pitici

annue
ss.

dotazioni

nella

festa

trionfante, a

pag.

antichissima, che

148, dice che il parroco la ri-

della
sa

Annunziata, ed una mesperpetua quotidiana. 11 cuoco


del

nunci nel i53o al sodalizio, il quale la restaur, ed ebbe la nomina del parroco; ma nel 1824 la parrocchia fu soppressa da Leone XII, col disposto della bolla

segreto

Papa
il

sempre

priore

del sodalizio,
tettore

quale ha

per pro-

un

cardinale, e gode mol-

le indulgenze,

ed
si

allorch

muore
pii

un

confratello,

celebrano

suf-

Super universa. Ridolfino Venuti, nel tomo II della sua Roma moderna, pag. 536, aggiunge, che i cuochi e pasticceri con frati, restaurarono la chiesa, che ha quattro altari, ed opportunamente la provvidero del bisognevole, e di altre
cose al dire del Piazza, pag. 607, De' ss. Vincenzo
stasio

fragi.

Nell'anno
la

desima chiesa
uffiziarvi

1842 nella mestata ammessa ad


del
ss.

confraternita

Opere pie ed Anaraccon-

Cuore di Ges, ch'era prima nella chiesa di s. Salvatore in Campo. Paolo V col breve Pias Cfiristifldeluni confraternitateSy de 20 di^ cembre 161 7, conferm gli statuti
della confraternita della
ziata de' cuochi
ss.

Annuni

de' cuochi.

Inoltre

e pasticceri;

quali

^i
slati
pliali la

FAM
furono poi approvati etl amda Benedetto XIV colla l.)olfraternita

FA
prima domenica
ed
l

M
di
luglio.

La

con-

fu arricchita di

privilegi

AdPastoralis fastigum de' 20 settcmUe 1740 e da Clemente XII colla bolla Esponi nohis nupe.i\ emanata a' 29 agosto 1761.
1

da s. Pio V nel da Gregorio XlIT nel iSy-z, a' i5 maggio, con breve venne approvato il sodalizio, ed i
indulgenze
;

'^GB

palafrenieri del

Papa, e

i
,

servi-

suoi statuti furono legalmente con-

tori de' cardinali, de' prelati

degli

ed altri cavalieri romani hanno V Arcconde' principi j

ambasciatori,

fermati nel i6o4: conferma che pure ebbero sotto Benedetto XI li,
e Clemente XII. e lodevoli
dalla sua

Uno

dei principali
sodalizio sino
si

fraternita di
leri (Fedi)j

s.

Anna

de^ palafre-

scopi del
istituzione,
ai

eh'

pontificato di
P^. I

Urbano VI

ebbe principio nel nel iSyS.

il

por-

gere aiuto
pi,
li

poveri cocchieri stor,

Palafrenieri.
cocchieri nel pontificato di Pao-

vecchi, ed invalidi

che spesso

rende

la

loro professione esposta

lo III dierono
la

incominciamento
nelle

al-

a frequenti pericoli.
i

Cominciarono
in

loro confraternita,
il

come raccon-

confrati

ad

esercitarsi

varie

Opere pie, ed altri scrittori. Narrano essi che in una via di Campo Marzo nel i54^ era una divota immagine di Nota

Fanucci

opere di piet, che descrive il Piazza a pag. 643 delle Opere pie di di Roma; ad assumere il sacco di
colore turchino, con
la
1'

insegna del-

stra Signora sulle pareti di vecchie

B. Vergine

circondata

da una
il

mura, la quale avendo incominciato ad operare prodigi , alcuni cocchieri di


pi,

gloria di angeli, e tenente

divin

Figlio in braccio. Eressero pei confrati

cardinali,

prelati, princi-

un
la

ospedale vicino alla chie-

ed

altri

personaggi addetti alla

sa,

quale

pure

restaurarono,

santa Sede,

ed all'alma
venerata

Roma,
per

perch fosse
ro
dal

meglio,

loro particolare

divozione ottennedi staccarla dal

Pontefice

muro, e di collocarla nella Chiesa di s. Lucia della Tinta ( Vedi^ se ne parla anche nel volume XIX, pag. 38 del Dizionario). Per quanto fecero onde rimuovere l'immagine non gli riusc, finch portatosi
ivi

formando regole e statuti, celebrando solennemente la festa della purificazione della Madonna, e quella di s. Lucia, dotando zitelle, e facendo altre cose virtuose. Dopo che Paolo V nella chiesa vi stabili di s. Lucia della Tinta una collegiata, parti dalla chiesa
il

sodalizio, e nell'

intendimento di

fabbricare appositamente

una nuo-

processionalmente

tutto

il

clero

romano,

allora facilmente

si

va chiesa, a cagione delle insorte difficolt, rimase per alcuni anni


dispersa, finche nel

pot staccare, e quindi trasportare nella memorata chiesa. In questa

1661, sotto
gli

il

Papa Alessandro VII,


cessa la chiesa di
berisj
s.

fu

con-

appunto
dalizio

cocchieri istituirono
il

il

so-

Maria in CacaBranMaria del

sotto

titolo di

s.

Maria
sngra
si

s.

Maria

degli Angeli, nel riola piazza di


s.

degli Angeli,

per onorare

la

ne Regola, presso

immagine,
fu

cio nell'anno

i565
cui

ca, e dietro la chiesa di

eresse in confraternita, la

festa

pianto. Essa in origine fu dedicata a


s.

sempre celebrata, siccome attualmente si celebra in ogni anno, la

Biagio, e si disse corrottamente in Cacaberisj dovendosi dire piuttosto

FAM
Cacaherio , a cagione die ne' tempi di mezzo, dentro gli antichi
li

FAM
dro VII, mentre
provvisoriamente
il

t43
sodalizio stava

e quella della Concezione^ Alessan-

portici di
li

Filippo dimoravano quel-

nella

chiesa

di

che lavoravano caldaie, dette in ltino cacali. Essendo la chiesa filiale

Campo
ti

Carico, concesse ai confradella confraternita

consorelle

della

basilica
il

di

s.

Lorenzo
storia di
ci

in

Damaso,

Bovio nella
detta

essa.

La

piet trionfanlCy

dice a

pag.

162 che fu

anche iu
si-

Cacaveri^ ch'era dedicata all'immacolata Concezione, e consagrat

molte grazie ed indulgenze perpetue, che sono notate nel rispettivo Sommario, e Clemente IX approv e conferm il sodalizio con breve dei 5 settembre 1667, insiemi;
alla cessione fattale della chiesa di
s.

no dal
sit

II 36.

Ma

siccome l'uni ver-

Maria

in

Cacaberis dal mentoIl

de' rigattieri
uffziarla,
s.

l'ebbe nel
la

i^gS
loro

vato cardinale.

sodalizio celebra

per
di

essi

chiamarono
del

Biagio,

dal

nome

patrono,
nel

ed era parrocchia;

ma
dopo

ancora a' i3 decembre la festa di Lucia loro protettrice, e di s. s. Maria degli Angeli nella prima do-

1595, essendo

stata data alla

menica di
dal

luglio.

Celebrano ancora
la festa di
s.

confraternita de' materazzari,

1807

in poi

Ric-

essersi separati dai rigattieri co'quali

prima erano
limitrofe.

uniti,

la parrocchia

cardo loro protettore, cio ai 3 del mese di aprile, perch prima fece
il

rest soppressa, e divisa fra


le

quel-

cocchiere e poi divenne vescovo,

Non and
i
,

guari, che
lascia-

e quelle altre festivit notate nell'orario del sodalizio.


il

nel

1662 anche
la

rigattieri
il

Questo porla
s.

rono

chiesa

finche

cardinal

titolo di

confraternita di
s.

Ma

Francesco Barberini, vice-cancelliere nel pontificato di Alessandro VII,


alla

ria degli

Angeli, e di
di

Lucia dei

Cocchieri
ven.
beris:

Roma,
s.

eretta nella

confraternita

de* cocchieri

la

chiesa di

concesse nel

1664 definitivamente,
Maria
Il

Maria in CacaConfraternitntis Rhedariorum

ed allora
marsi di

la chiesa
s.

torn a chiacolla aggiunta

de Urbe.
figlie

Prima dotava

le

zitelle

degli Angeli.

Martinelli nella sua

stampata X, immediato predecessore di Alessandro VII, a pag. 80, parlando della chiesa s. Blasius de Cacabariis, la dice cos chiamata dal cognome
ethnfca sacra,
nel

Roma ex
i653

ed aiutava con soccorsi quelli ch'erano infermi, e i disimpiegati cui procurava pade* confrati,

sotto Innocenzo

drone.

Fra
nita
l'

le

rendite

della

confratergli

avvi

quella
dello
,

che
dello

pag;i
di

affittuario

stabilimento

porta

Leone

cio
:

scortico
ci

d'

una famiglia romana, da Casa Marij fiat d. Mariae dicatum: anche il Panciroli nei Tesori nascO'
di

de'cavalli morti

di

questo
di

peil;i

metteremo un cenno. Trovandosi


confraternita priva
rendite,

ol-

sli

Roma,

pag. 246, opina che


s.

la chiesa di

Biagio deCacabarii

tenne da Innocenzo XII, in considerazione dello spoglio di tutti gli


animali, che godeva per antichissi-

l'abbia fondata

una famiglia
parere
p.
i

di tal
il

nome;
nuti,
l,

di simile

Ve-

ma

consuetudine,

nel

1691

il

jus

Roma moderna
la

5x8, tom.
confrati vi
s.

privativo

dello scortico

de'cavalli,
in

aggiungendo che
festa

muli, somari, che

muoiono

Ro-

celebravano

di

Biagio,

ma;

jus che fu confermato al pio

i44
luogo
delto

FAM
con
pontificii

FAM
brevi

mente XI

nel

da Cle1708, e da Beue1727.

legge nella lapida collocata in della


chiesa.

XIII nel

Da

(jULsla

Pompeo
seglia,
girile,

Sarnelli vescovo di

I5i-

concessione ne

risent

vantaf^gio la

nelle sue

Memorie crono/ol

pubblica incolumit, non vedendosi

a pag.

175,
del

osservare che
si
:

pi
gh

abbandonati
i

ne' pubblici

luo>
ani-

dai costumi

padrone
governar

argoe ch'
la

cadaveri

dei

nominali

menta quello
pii

de'famigliari
a

mali, per cui approvarono tal privativa anche

dillieile

bene

Clemente XII, e Clemente XIll. A tal uopo


i

Ponlefici

propria

casa

che

una
dei

provincia.

^elle sue dotte Lettere ecclesiastiche

nel

1744

'^ confraternita
s.

acquist

parla in pi luoghi
de' vescovi
,

famigliari
I,

dall'ospedale di

Giovanni de' Fiorentini il locale che teneva in affitto presso porta Leone, e contiguo alia ripa del Tevere. Indi il
sodalizio

cio
i

nel

toni.

lelt.

Vili,

Che

preti virtuosi

e dotti

debbono essere tenuti in pregio dai


loro prelati^ dicendo
dinal
s.

come
,

il

car-

godette pacificamente,
altro di

il

Carlo Borromeo

arciverispet-

diritto privativo di escoriazione, u-

scovo

di

Milano amava

nito
delle

all'

tenere la

concia

tava la sua famiglia, composta or-

pelli, che poi fu affittato in perpetuo all'universit de' vaccinari fino all'epoca repubblicana che chiuse il secolo XVIII, contratto che

dinariamente da circa cento persone di varie nazioni; e quali deb-

bano
vi,
s

essere
altri

famigliari dei vesco-

ed

prelati.

Bella
Il,

altre-

in

un

alla privativa

dello scortico

la lettera
i

XI

del tom.

Come
loro

fu approvato e confermato nel

1777

debbono
gli

prelati trattare

la

da Pio VI.
le

epoca rendite del sodalizio furono apin


s

Ma

fatale

famiglia. Egli fa la distinzione da-

antichi servi, e servitori quasi


,

plicate allo spedale di


al

s.

Gallicano,
i

schiavi

posteriori

liberi;

di
cri-

quale poscia per redimere


dovette obbligarsi
di
al

suoi

quelli de' gentili


stiani,

da quelli
dei
laici

dei

diritti

paga-

di

quelli

in

conec-

mento

annui

scudi

365. Dipoi
altro di

fronto

di coloro

che servono

Pio VII liber da


fraternita,

tale peso la con-

clesiastici,

ma

gli

lasci

l'

pagare
rinaria

annui
neir

scudi

duecento per

provvisione del professore di veteuniversit

romana

Ha
di
s.

in

prottetore
il

un

cardinale, e

prima era

cardinal camerlengo

Chiesa pr tempore.

Da

ulti-

che debbono essere modello ed esempio di carit, di moderazione, compatire la materialit e r ignoranza dei loro famigli inferiori, ed aver sempre presente che Dio datore di tutto, poteva far nascere loro servi; e che tante voTte fra questi sono vi persone di
esemplari costumi, e dotati d'inge-

mo il XVI
,

regnante Pontefice Gregorio col breve Pioriun hominum

gno che non pot sviluppare a


ti
ti

ca-

societates,

dato

agli

settembre
confra-

gione dell'educazione; e chi sa quanabbietti famigliari sarebbero stacelebri,


se

i832,
statuti

ha confermato
ec.

alla

ternita le sue indulgenze, privilegi,

avessero avuto occai

Eziandio
stata

di

recente la

sioni di

porre ad effetto

doni di

chiesa
bellita

restaurata

ed

abil

cui fu

loro larga natura, e

dimofelice

mentre n'era

protettore

strare l'animo glande, e la

cardinal

Carlo Odescalchi,

come

si

mente che racchiudeva

il

loro cor-

FAM
p. Indi
to
il

FAM
quangliari
lo,

'i\%

Sarnelli riporta

ecclesiastici,
il

il

iodato
poi

s.

Car-

epist. \i
;

Seneca scriveva a Lucilio nella 4^> i" lo^e ed onore de'sere gli esempi eroici di molli fa-

e
di

cardinal

Orsini arcivesco-

vo
le

Benevento

Benedetto
cardina-

XIII,

non che
Il

il

celebre

migliari affezionati a' loro padroni,

Baronio.

cardinal

Francesco

che soffrirono per loro atroci tormenti e dura morte, e dierono chiare prove di mirabile fedelt.
Alla fine dell'articolo
coir autorit
di
del

Feudo (Vedi),
si

Muratori

dice

Maria Tarugi nipote di GiuHo 111, ed arcivescovo di Avignone, viveva in comune nel refettorio, colla distinzione di due mense: alla prima sedeva egli con tutti i famigliari ecclesiastici, nella
li

di quelli dati ai famigliari, bassi uffizi,

dai

anche loro padroni

seconda quelfa-

della famiglia
all'altra

bassa; ed all'una

massime
la

dagli arcivescovi di Mila-

ed

mentre mangiavasi
Finalmente ci d la
il

no, dai patriarchi d'Aquileja, e dal-

ceva leggere qualche divoto o morale


libro.

gran contessa Matilde. nostri maggiori, per togliere dai padroni ogni invidia, ed ai servi ogni contumelia, chiamarono il padrone padre di famiglia, ed i ser1

Sarnelli

nel

tom. VII

lett.

LIV:

vi famigliari;

istituirono

un
solo

giori

Che la famiglia nobile dei prelati debba essere di ecclesiastici^ ed ivi d salutari precetti della troppa famigliarit che si d ad alcuni, che
nociva; indi riporta la che tennero Innocenzo Ili, e s. Carlo. 11 primo rimosse i laisua corte, commise il mici dalla
poi
riesce

no

festivo, nel

quale

non

pa-

mangiavano co' servi, ma i servi comandavano in casa per quel come se una piccola casa giorno fosse una repubblica. Cos il Sardroni
,

regola

nistero
sa

quotidiano della sua men-

nelli,

citando Seneca. Parlando


s.

l'a-

ad

uomini
gli

religiosi,

riserbati

postolo
fsini

Paolo, nell^epist. agli


6,
n.

esi

nondimeno
nobili,

uffici

alle

persone

cap.
:

5,

ecco

come

che servivano

espresse

Servi obedite dominis car-

so ne'giorni festivi. Il

secondo l'usecondo donell' esercizio

nalibus

cum

timore,

et

tremore

po
di

il

concilio di Trento, essendosi

in simplicitate cordis vestri:

non ad
honiini-

pi
suo

perfezionato

oculum

servientes,

quasi

delle
al

virti,

e trovando che aveva

facientes voluntateni

bus placenleSj sed ut servi Christi Dei ex animo,

servigio

una buona comi,

tiva di
bili,

cavalieri e di persone

cum bona

voluntate servientes

si-

ma

secolari

nosembrandogli
d'

cut DominOj

et non hominibus ec. Et vos domini eadem facile illis.

che ad un prelato ecclesiastico non


convenisse
laici, tutti

tener
li

corte

uomini

Or

vedete, soggiunse

il

Sarnelli,

che

licenzi;

riconoscendo

bella

comunanza
ed

di

uffzi

tra su-

periori

inferiori,

ma

notatene

l'altissimo fine:

scientes

quia

ilio-

per i meriti di ciascheduno di loro con libralissimi doni ; e ritenne seco solamente persone ecclesiastiche, fuorich que'laici, e serviti^
uffici bassi. Ecco il Trento nella sess. 21, de reform.f quanto avea definito Episcopi modesta supellectili , et mensa ac frugali victu conlenii

rum
lis,

et vester et

Dominus

est in coe-

personarum acceptio non

est

destinata agli
concilio di

apud Deum.

pure s. Paolo parla de' servi comperati e schiavi. Parla poscia della vita e mensa comune che menavano coi famiVOL.

xxui.

IO

i46
sit,

FAM
ac
in reliquo vtae genere^

FAM
ac
lificie,

parlando del Corpus Domriporta


il

tota ejus

domo

caveat ne quid ap-

ni

e delle indicazioni pel prefello

parcat, qiiod a sancto hoc instiliuo Finalmente lo slesso sic alicnum.


Saroelli, nel

delle cerimonie,
della
niale,
ri

decreto

sagra

congregazione cerimonella pro-

tom. IH,
la
la

leti.

IT,

ag-

che prescrive quali famigliail

giunge non
nit
de'servi

necessit,

ma

la va-

debbano accompagnar

ha introdotto
:

moltitudine

cessione
il

cardinale padrone, cio

superbia volere essere tenuto in istima per la moltitudine


de'servi, quasi che

mo

caudatario ed il coppiere, il priper sostenere il lembo della

non
la

sia

gloria

non averne
essei-e

bisogno.

maggior Qual
fas.

sottana cardinalizia, l'altro per portare la torcia


,

sebbene
si

la

vigente

debba poi
miglia
del

numerosa
l'insegn
legge:

consuetudine
ai

sia

ben diversa, come


descritto.

vescovo,
di cui

rispettivi
lo

articoli

Lorenzo Giustiniani primo patriarca


di Venezia,
si

Aggiunge
segreteria

stesso Fornici,

che

la

Moquod
dicere,

dicam domi alchat grandem altenim

faniiiianij
sili esse

per ordine di Clemente XI a' 1 3 giugno 1 7 i S scrisse a monsignor patriarca Cibo


di

stato

pauperes Chrisli significans. I vescovi tengono una corte conveniente, a seconda del loro grado
arcivescovile, primaziale, e patriarcale,

di

raccomandare
soglio di

ai vescovi assisten-

ti al

non condurre

seco loro

alcuna cappa nera, e di portare da


loro stessi
la torcia.

Conchiude

il

delle

rendite

che hanno.
tal

Fornici

che siccome a tenore del


della

Non

ordinariamente

corte nu-

decreto

congregazione cardi-

merosa come quella de' cardinali, sebbene nei loro famigliari vi sieno
quasi
tutti
gli

nalizia della cerimoniale,

non

si

do-

uffizi

delle

corti

romana ordinariamente ha un uditore, un


cardinalizie.

La

prelatura

vrebbe dai cardinali portare pi famigliari, n dai vescovi assistenti portarne alcuno, molto meno lo permesso a qualunque altro prelato.
Delle diverse specie di
ri ci

segretario o cappellano,

il

camerie-

tali
il

famiglia-

re ec.

ed

altri

servi.

primari
di
fioc-

d molte

notizie
,

Cancellieri

prelati,

come
il

quelli

delti

nelle sue

opere

ove parlando, in

chetto

anche

tengono nella loro corte gentiluomo. Gli abiti dei

quella dei
nelle

Pos sessi^ delle cavalcate quali andavano i palafrenieri


si

famigliari di anticamera de' vescovi

dei cardinali,
nieri

legge che

palafre-

e prelati sono
migliari

come

quelli
,

de' fa-

incedevano con bastoni dorati,


le

de' cardinali

differendo

appresso
loro

mule che cavalcavano


;

alquanto in alcuni^ ma in poco. La famiglia che indossa livrea veste con minor pompa di quella
de' cardinali.

padroni

dice inoltre

che

la

cavalcata aprivasi dai cavalleggieri,


cui

seguivano a cavallo
i

valigieri
,

ripeliamo qui ancora, tuttoci che riguarda la parte

Lo

ossia

camerieri de'cardinali
gentilizie,

con

valigie ricamate d'oro e d'argento,

che hanno nelle sagre


de' prelati
articoli.

funzioni le

colle

imprese

e colle ar-

famiglie de' cardinali, de' vescovi, e


lo
si

dice

ai

rispettivi

mi cardinalizie, procedendo secondo r ordine di anzianit de' loro


padroni;
cavallo
i

Nelle indicazioni che

mon-

signor Fornici dett pei suoi com-

poscia seguivano pure a mazzieri parimenti de' cari

pagni maestn delle cerimonie pon-

dinali, cio

loro

aiutanti

di

ca-

FAM
mera
colle

FAM
dosul-

147
famigliari
distinti
fatti
si-

mazze

di argento

Spagna

talora

furono
i

rate in

forme varie abbassate


;

dell'inquisizione

pi
s"

l'arcione della sella, e col

medesimo
i

gnori del regno. Di


gliari,

fami-

ordine de'valigieri
tiluomini degli
ti

indi coll'istesso

che facevano

un

voto,

ed

ordine incedevano a cavallo


a due a due,

gentut-

indossavano una croce, se ne parla

stessi cardinali,

all'articolo

Fede

di

Ges

Cristo^

succeduti dai fa-

migliari pontificii.

Talvolta caval-

cavano anche i gentiluomini dei principi ed ambasciatori se i gen:

tiluomini erano ecclesiastici, caval-

cavano con veste talare che superiormente descrivemmo, se secolari coU'abito di citt pur di sopra dichiarato. Altrettanto praticavasi nelle

altre cavalcate.

Il

succitato

Lucos
ri-

nadoro egualmente
gliari de'cardinali,
il

tratta dei famiprelati, ec;

Croce di s. Pietro martire [Fedi)j che fu creduto un ordine equestre. Il Plettemberg, JVbttia congregationum Curiae RomanaCf a pag. 617, tratta de famliaribus armatis s. Offlcii. V. Domestico. Al. precedente articolo dicemmo con Seneca che domimim patrem familas appella riintj servos familiarcs, eM. Bruto Io scrisse pure ad Attico , ep. 17 Cic. ad Brutum. Paolino nele della
,

Sestini,
le

massime per
vesti

ci

che

la

lettera a Calanzio

scrisse

Fa-

guarda
site,
il

cardinalizie, le vi-

miliam tuam
ut
te

ita regCy et constitucj

portare l'ambasciata, dell'indel dare da sedere, del,

matrem magis tuorum^ quant


videri
velis
j

contrare,
l'

dominam

a quibus
severilate
i

accompagnare
i

dell'

accendere
;

henignitate potius,

quam

lumi,
le

candelieri, e le torcie

del-

cxige reverentiam.
chi

Perci

tur-

udienze, del fermare la carrozza,

delle precedenze,
teressanti

ed

altri

punti inle eti-

che risguardano
i

chette,

cerimoniali
sapersi

di

corte,

proprie da
d'ogni
ceto

dai

famigliari

pel

buon

servigio de'

loro padroni.

Familiare, Fao Famiglio [Familaris^ Famulus). Individuo intimamente appartenente alla casa ed al servizio della famiglia di altro, cio che serve solo o con altri la medesima persona o padrone e sua famiglia famliaies qui crani ex
mi gliaro,
:

FAMIGLIARE,

chiamano il padre di famiglia refendi da euff ed eff, che vuol dir casa. Il Garampi nelle sue MemoriCy a pag. 207, ha notato che la parola Servitores, in un decreto capitolare de' 5 lugHo 1287 fu stabilito y quod in canonica pos sint esse XII servitores commu nes ad servitium ecclesiae menM sae et dormitorii, praeter illos scholares, qui sunt ad praesens".

In altro poi de'3 agosto i2g4 ^^ decretato " quod familiares neces)i

sarii

tantum

canonica
'j

Castellana

faniilia.
si

Talvolta invece intendeper famigliare l'amico, l'intrinil

cellerarius
,

debeant in continue j coquus, e|: videlicet


esse
,

quattarus

castaldus

silvarius

seco,

confidente,

il

ben

affetto.

portarius portae
>^

domus,

et cu-

Famigliari

Spagna
ziali

furono chiamati nella ed in Portogallo gli ufficui

stos ecclesiae
et

quatuor scholares,
praepositi fa-

>

duo

cappellani,
'*.

dell'inquisizione,
le

incomdi

si

mulus, custos dormitorii, et noFamigliari ordinariamente

beva tra
fere

altre cose l'obbligo


gli

tari US

arrestare

accusati.

Nella

sono

i48

FAM
dere
le
il

FAM
dinali tuttora viventi
si deve chieconsenso di quel cardina-

da alcuni chiamali non solo i domestici ed I confidenti di un prelato o personaggio qualunque, ma tutte le persone del suo seguito, o
che sono
osserva
il

nella

di cui

familiarit
il

il

dere-

funto otteneva
gola

beneficio.

La

alle di

lui

spese,

come

trentatre dichiara

Gomez,

in Regni impet.

benef. vac. per obit.


q.

fani.
si

Cardinal.
del

precedente regola. Si qualora per morte di un


re di

meglio la dispone che


familia-

i3.

Molti

famigliari

Ponec.

tefice,

de' cardinali,
ecclesiastici,

de' prelati

un cardinale vacasse un benefizio la cui provvista spetti ad


altro cardinale, in questo caso il secondo cardinale, non obbligato a domandare il consenso del primo, ed in genere si stabilisce la massima, che il cardinale ordinario collatore

sono

come

detto
,

agli articoli

(P^edi)y

Famiglia ed al primo rammentammo che molti prelati, i conclavisti, i dapiferi ed altri, o per la parte

Famiglia pontificia e de cardinali e prelati

debba

essere
I

preferi-

che ricevevano dal palazzo apostolico, o per privilegi concessi, venivano e sono dichiarati commensali e famigliari del Papa. J^. SincELLo e Cubiculario. Le regole della

to al cardinal patrono.
ri

famiglia-

del Papa che sieno continui commensali hanno il privilegio di spedire le bolle dei
li

romana
i

cancelleria che

riguar4}
^^

benefizi de'quasono provveduti durante familiaritate, per via segreta. I conclavisti

dano

famigliari

sono

la

dapiferi dei cardinali


privilegio per

hanno
volta

32, e la 33.
alla santa
si

La

regola

quarta di
benefizi

lo stesso

una

cancelleria riserva e dichiara affetti

soltanto,

ma

se

furono pi

volte

Sede

tutti

ritenevano e godevano dai famigliari del Pontefice o dei car-

che

dapiferi e conclavisti godono nuovamente dello stesso privilegio. Biondo da Forl, nella sua Roma trionfantCy
de'servi, dice
ti,

durante familiaritate, e queha luogo ancorch nel momento in cui vaca il benefizio fosse gi predefunto il Pontefice o
dinali, sta riserva
il

si
i

a pag. i63, parlando che furono cos detperch volendo i capitani che dovessero vendere i cattivi, cio
guerra, solenel
far

cardinale di cui godevano la

fa-

prigioni fatti nella

miliarit.

La

regola Irentadue diprovvista


di

spone, che

nella

un
fa-

beneficio gi posseduto da

un
sia

migliare di cardinale che

tut-

tora vivente, e sia presente in curia,

che fossero servati e non uccisi; cos da quello essere servati furono chiamati serGellio, che quando i vi. Scrive
servi
si

vano quale

andare

un bando,

pubblicavano,

o almeno non lontano pi di due diete, si debba domandare il di lui consenso a favore del nuovo beneficiato, escludendo da questa regola i benefizi vacanti apud sedem, ovvero affetti per qualunque altro
titolo,

vendevano

pileati,

cio coi
il

capelli in testa,

non era

vendinegli

tore tenuto al compratore in niente.

Abbiamo da Festo che


di

idi

agosto,

ch'erano

a'

i3

di

quel mese, cadeva la festa dei servi e delle serve, in

giacch in
li

tal

caso

il

Pon-

memoria che

tefice

conferisce senza abbisogna-

re del consenso del


il

cardinale. Se defunto fu familiare di due car-

quel di Servio Tullio, figliuolo d'una serva e re de'romani, avesse


in

dedicato

il

tempio a Diana, oppu-

FAM
re perch in quel d fosse nato, nel

FAM
contro Annibale
nell'esercito,
tieri,
si

i49
i

accettarono

servi

qual giorno

si

solevano anche net;

che

dall'

andarvi volen-

tare e lavare le teste

il

qual co-

stume poi pass dalle serve alle donne libere. Il Biondo parla pure della costanza e fedelt di molti

buiscono
e

furono detti Fo/o7. Altri attria Claudio che i liberti


a

ingrati fossero ritornati alla serviti,

Tacito scrive, che

tempo

di

servi Terso

loro

padroni,

co-

me
poi

di quelli cattivi
i

che posero in
Il

Nerone fu dal senato ordinato che manumssi, cio i liberti, fossero


i

gran pericolo

padroni.

modo
la
il

rimessi

per

la

loro

ingratitudine

come
capo.
I

a'servi

rendevasi
liberati

li-

in servit. Dichiara Festo la

bert, consisteva nel radersi

lo-

della
allora

ro

servi

furono

forma manomissione j dicendo che diceva manomettersi un si

detti liberti^

godevano della libert


delle ragioni de' cittadi-

servo,

quando tenendogli
la

il

padrodel

romana, e
ni

romani, molti de'quali giunsero ad un alto grado di ricchezza e di splendore; e fu celebre Tirone
liberto di Cicerone, al quale fu di

ne o corpo
sto
si

testa,
la

altra parte

con

mano, pronunziava
voglio

queste parole: io

che
cos

queegli
Il

uomo

sia libero;

cavava, e levava dalla mano.

grande aiuto negli sludi;


ingrati
liberti
si

ma

gli

Il

condannavano a

nuovo

servaggio, per
1.

comando
liherts.

di

Borgia nella Difesa del dominio temporale della santa Sede, narra che sotto gl'imperatori non furono
giudici de'servi
i

Costantiiio,

2, e.

de

Ales-

mai

padroni, giac-

sandro Severo nel foro Transitorio o di Nerva fece morire affogato


dal

fuggivano erano puniti dal magistrato. Antonino proib ai pach se


droni d'adoperar castighi severi coi imperatori servi ; ed anche altri

fumo

di paglia, e di legna

umi-

de un suo favorito cortigiano chiamato Vetronio Turino, che come pessimo adulatore e millantatore .spacciava che l' imperatore era uno sciocco, e che poteva fargli fare quello che voleva, e cos vendeva ai creduli le sue millanterie; dappoich per guadagnare regali, prometteva falsamente le grazie e i favori del suo principe. Sorpreso
"Vetronio in

padroni d'essere con i Costantino restrinse la loro giurisdizione alle verghe e allo
vietarono
servi
a'

severi.

staffile,

condannando
i

altri

castighi

con

la

legge di omicidio.

Erano

peri

tanto simili allora


servi ai padri

padroni verso

ed

ai capi di famiglia,

e questi
figli,

li

trattavano quasi fossero


affini

o almeno
1

minori. Giuai

una

di tali truffe,

dopo

.itiniano

non

altro

permise

pa-

aver confessato quello che aveva estorto , e quello che aveva promesso con iattanza di ottenere, fu condannato: Alessandro ordin, che
fosse legato ad un palo nel detto foro, e con analogia alle sue

droni, che castigare gli ascrittizii pla^


gis

mediocrihus^ e

proib loro ini

gerirsi nel dividere


la

matrimoni e

costui

prole dei propri servi originari che si avevano procurate nozze aliene.
Il

morire a forza di fumo, mentre il banditore giidava: Fumo punitur^ qui vendiditfumuml Talvolta i servi furono nell'antica Roma in molta stima, e nella guerra
reit
fatto

Garampi racconta che


de'servi
,

le

ma-

nomissioni
id

XIV

secolo

durarono sino che su questo


il

argomento merita
Liruti

di essere letto

nella dissertazione Z?e sen'is

,5o
aevii
in

FAM
Foro JuUi, tom. i5i, Symbol, ltter.^ Rofugo
biuztionis,

FAM
servilulis seu dontini

medii IV, pag. mae 1752. Nel secolo precedente abbiamo qualche esempio di manomissioni, ed il conte Corrado di Monlefellro a'29 ottobre 1290 rendette ad Ugone abbate del monistero di Mutino^ un'intera famiglia cx)*suoi beni e ragioni, per il prezzo di ventisette
11

ac hachiunque per un anno e


avesse abitato nella cit-

un giorno
t,

senza contraddizione del proprio


le

padrone. Vero che tutte


dette

sud-

servit

debbono
specie di

piuttosto

intendersi

per

uomini
ec.

propri^

di

ascrittizii, colonari,

lire

di

Ravennati.

Pontefice Gregorio

IX, con

a-

che per ragione di abitazioni e di terreni, case o altri fondi, se non anche per altri antichi ignoti titoli,

Vere inserite nel corpo

del diritto

erano tenuti a

certe determi-

canonico

le decretali

di Alessandro

nate opere

servili, prestazioni, censi,

IH

ed Urbano III, de con/ugio , servonim, chiaramente mostra che


sino a quel

angherie
si

tempo
servit

si

fosse conser-

vato di
stigio.

tali

forse

un qualche veper una tal ragio-

ec. Talvolta per ancora vendeva da taluno la propria libert, bench non in perpetuo, ma per certo determinato tempo, e con un prezzo convenuto fra le

ne pretendevano i canonici, e clero di Anagni, al tempo di Alessandro IV , che i loro famigliari


godere di tutte immunit concedute a'chierici,
laici

parti,
la

come

si

legge

nella

formo-

seguente

del codice Rolandino.

dovessero

le
sic-

Antonius locavit et pacto con venitCor. de operibus et serviti M suo, sibi et familiae suae prestan" do hinc ad unum annum etc. Et hoc ideo quia dictus Cor. promisit congrue cibare eum, et sibi de-

come

il

Garampi osserv

nelle

me-

morie del loro archivio. Curioso si a questo proposito il giudizio di


libert
stesso

fatto

nel

1 1

59, di cui lo
Tistru men-

Garampi pubblic

to nella sua opera,


nedict. III^ pag.

De nummo

Be-

nomissione fatta
ro
di
Billi

49- ^^ ^^^ n^^nel i256 nel foil

centem dare indumentum et cal ciamentum etc. , et suo feudo w merito libras PI. etc. " Aggiungasi a quanto di sopra si

detto sui famigliari


nifacio Vili

laici

del clero

Garampi ne vide il documento. Di altra dell'anno 1285 se ne ha memoria nel tom. XIV, pag. 1 290
in Montefeltro,

di Anagni, e loro esenzioni, che Bo-

poi dichiar,

doversi

per

tali

intender quelli, qui

tamquam
et

domestici commensales vestes


tinuas

con-

Venet. E diverse formole di questo stesso secolo si possono osservare nel codice vaticano

Cond,

edit.

ab

eis

gnoscuntur.
in

expensas recipere diReg. anni I, ep. 4^3

Archiv. Vatic.
Neil' Osservatore

contenente la Summa di Rolandino Passagerio de arie nota-

2826

di
t,

riy

3; e in altro codice, forse del


esistente nell'archivio se-

Dorico, giornale costumi con appendice e varieche si stampa periodicamente

medesimo,
greto
5. In

in

apostolico, plut.

un decreto

del

XLVII, comune

n.

l'anno
d'

di

Ancona, al numero 4^ ^^'" 1842 si legge la necrologia una serva anonima, forse vittidell'indiscretezza,

Rimini inciso in marmo, forse del XIII secolo, si dichiara: liber et incenuus civis^ e assoluto ah orniti

ma

o della dusi

rezza d'animo, e fredda indifferenza


de'suoi padroni, che vieppi

m^-

FAM
nifesl
l,

FAM
si

5i

appena

la

donna

ammacui essi

fronta senza
tello
,

esitare.

Se un
fa

fra-

cio alla circostanza

in

se

una

sorella

questo

dovevano avere per lei del riguardo, usargli un atto di giustizia, o per dir meglio premiare con riconoscenti cure il modello delle serventi
s

un personaggio degno di storia , un carattere da romanzo. Se lo fa una fantesca, una povera fantesca che v' ha
un'eroina,

come quella che distinguevasi per buona volont, che per onest,
,

conosciuto

ieri,

pazzato pur oggi

ed

alletto a' padroni,

laonde era en-

comiata. In tale necrologia souovi

moesepi.

rali precetti, giusti, preziosi e veritieri


riflessi

che dovrebbonsi porre ad


di

cuzione da chi Dio fece nascere


agiato
chi

te domani fa non pi. Ella contrae il morbo .... allo spedale.... ella muore in due giorni per una malattia che ha contratta per voi,
,

che avete strache cacciere, il suo dovere, e

serve;
le

massime da
voci
dell'u-

coloro che sentono

da voi stesso, in servigio vostio, che voi non avete curato , non
avete rispettato
la di

mo

manit, e della carit che dobbiaavere pel nostro prossimo^ e


principalmente pei nostri attinenti.
riportarsi tutto l'arti-

un cane

come
anzi

fosse quel-

meno, me,

Meriterebbe

w no assai ebbero

luoghi

temcase di
ser-

colo sensatissimo,

ma

il

nostro pia-

w pi

migliori.

Le

vecchie
i

no
ci

la

corrispondente proporziogenerici

Italia
vi

riguardarono
altrettanti
il

loro

nata brevit impongono di limitarai

come

membri

del-

pili

brani.

Una

la

famiglia;

servo affezionato

ricca
a'

eredit,

debitori

un podere estorto insolventi, un nome


bastano sovente a

od un
fra

titolo

ed onesto acquistava privilegi, e diritti che non perdeva in tutta la vita: la casa del padrone
era casa sua
;

immenso divario anima ed anima, che una comanda, l'altra deve ubbidire;
porre questo
l'uno maltratta senza che l'altro possa

era sicuro di

perderla
nia
11

mai per

per un capriccio,
,

non un arbitrio, per una calundi


affari.

per

un

rovescio

lagnarsene, percuote
di

sen-

servo, dice
,

za

pericolo

essere

percosso:
spesso di

cese

credo
vi

uno scrittore Montaigne ^


si

fi*an-

un

lo accusa, lo
torti

calunnia

amico che
tento
di

d tutto,
tenue

conse vose-

non

suoi, talora de'propri


,

un

ricambio.

suoi torti, e l'altro tace

china

il

Egli pi di

un amico
depositario

capo, non osa scolparsi,


difendersi.

non dee
per

gliamo considerare di quai


creti

tutto

questo

diviene

presso

due scudi al mese, per un paUn memsto, per una livrea bro della famiglia ammal. La malattia prende un aspetto sinistro , un carattere contagioso. Contagioso per tutti , ma non
.

di

voi.

tutti

Poco pi poco meno rappresentiamo una com-.


di casa, e alla
altri.
Il

media fuori
senza degli

pre-

mondo

per

ordinario

ci

crede pi savi, pi

per la povera serva: ella car-

ne venduta;
ceve
i

suoi

riceve il pane, ridanari ogni mese,


il

di ricchi, pi belli, pi buoni quel che siamo. Quello che vede dietro le quinte, quello che

conosce
sa
,

la
il

verit

nuda e
servo
,

schifo-

deve affrontare

pericolo. L'af-

vostro

quella

FAM
di

FAM
il quale era gtnto impiegato dalla regina di Navaira

M pei'sona cui date s'i poco, e da cui pretendete cotanto. Egli sa de' vostri debiti, dei vostri
**

qnell*

opera,

nel!'

accademia
piacere,

Bituiigense,

dice:

acciacchi, dei

vostri vizi.

voi

Magnum quidem
viris

est piincipibus
illis

credete pagare

con un

paio di
tanta

ab

appellari

scudi

tanta

discretezza,

colioquiis

honestari, sed

multo

>'
>

annegazione, tanta piet?


tu

Vuoi

dunque

abolire

la

servit ?

Io so bene che la disuguaglianza dei beni la rende necessaria:

maximum salario non poeniten do, sola juris eruditionis specie commendari non quorumdam lew vium, et rudium fumis inclare

" volli dirvi soltanto che i vostri servi hanno diritto ad altri com pensi ; 1' affetto non si paga , e

scere". Questa
altri

istessa

parola

ha
De-

significati in

alcune

croniche

antiche, e presso vari


gli
le,

autori.

non
II

si

compra

se

non

coli'

af-

onorari e salari chiamati sportu-

" fetto".
famigliare servitore domestico
salario mensile, e molti
vestito

haned abitazione. Il salario, salarium, una mercede pattuita, che si d a chi serve e dicesi pure provvisione, stipendio, vel mercede condiictus, e dalle rate della paga mesata. Il Vettori , nel Fiorino d'oro illustrato, parlando del salario, dice a pag. ^ji, che Plinio nel lib. XXXI della
il

ha no

vitto,

ne parleremmo in fine. famigliari secondo il padrone cui stanno al servizio, godono abiti distinti secondo i gradi, e g' inferiori quelli chiamati livree, che il DiI

zionario della lingua italiana^ alla

parola Livrea, definisce


in
to

assisa

colore di vestimenti di pi persone

una

stessa

maniera, e oggi ahivestitus

di servidore j

consimila-

Us, veslis polyniita nell'


tino.
tori

idioma

Parlano
di
si

nostri antichi scrit-

Storia

naturale,

al

capitolo

VII

staffieri

cio

palafrenieri

spiega che cosa sieno questi salari,


I

che oggi
servidori

prendono per famigliari

le

dunque sono gli onorari e mercedi; e questi salari Nerone volle assegnare a molti senatori di
salari
i

vestiti a livrea , la quale , ordinariamente si prese dai colori delle armi gentilizie, siccome fece-r

Roma,
Tavere,

quali scarseggiarono

nel-

ro alcune famiglie

fiorentine,

va-

come racconta Svetonio


salari

nel^

riand

colori delle livree, che ne'

la vita di quell'imperatore al capit.

loro arnesi di casa e in sopravveste e in scudi


si

fanno raenzione parimenti le Novelle di Gistiniano al num. CXXVIII; ed Apollonio nel libro contra Phryges. Marziale pure si serve di questo vocabolo nello stesso significato al
IV, epig. VII. Ma per dire alcuna cosa pi prossima a' tempi
lib.

XLII. Di questi

riteneva;

laonde vetrine, in

nendo poscia ornate con queste come nei bottoni


vree vennero
gentilizii.

delle

li-

ripetuti

gli

stemmi

Anticamente presso alcuprincipi, per

ni re

di galanteria,

era

in

una specie costume di


ed
alla

fare in certi tempi dell'anno, prin-

Francesco Fioretti dottore ddi' accademia di Parigi, avanti i


nostri,

cipalmente

al Natale

Pa-

squa, regali di vesti, di

mantelli,
ai

concordati fra Leone X, e FranCesco I re di Francia, nell'epistola

e di altri abiti alle persone attac


cate al loro servizio,
signori

ed anche
la

che scrive a Pietro Rebuffo autore

che

componevano

loro

FA
ooi'te.

M
usavano
cardinali
rieri
ec.
,

FAM
e

i53
i

Siccome

francesi

che

due cameve-

della parola livrer, in significato di

del
il

medesimo magistrato,

dare o abbandonare altrui quelle vesti, si crede che queste fossero


perci nominate livree,
si

stirono

nazzo

robone di velluto paoNei medesimi Possessi si


i

nome

che

dice che talvolta


cardinali
,

palafrenieri de'

conservalo

abiti
pili

che

le

per indicare gli persone pi distinte o


portare
di
a*

che
in

andavano

presso
di

loro
pi,

cavalli

numero
bastoni

due o
in
servitori

agiate

fanno
sala
,

loro
ec.

tenevano

dorati
i

servitori di

scuderia

mano. Dei bastoni che


de' cardinali

Ottavio Ferrari,
al

De

re vestaria
af-

usano

in

tempo
il

di

capo 35, assegna un'origine


livree, e

conclave, nell'accompagnare

pran-

fatto diversa alle

queste

zo pei loro padroni


nel

se

attribuisce all'uso stabilito ne' tornei,

volume
p.

XIX,

pag.

ne tratta io4 del

ne' quali ciascun

partito

moSi

Dizionario.

stravasi

con

colori

differenti.

perfino

creduto

da

alcuni

che

da quel principio si fosse pigliata r idea degli uniformi militari, che d^ordinario si accomodano ai colori degli stemmi de' sovrani. L'opinione del Ferarri assai pi consentanea alla natura della cosa, e forse al fatto,

Bonanni nella Gerarchia a pag. ii8, citando Lampridio dice che Alessandro Severo ebbe intenzione di dare a
Il

ecclesiastica
,

tutli

gli

uffizi

e condizioni di uo-

perch

al
si

dire del Bor-

mini un abito proprio, acciocch si distinguesse il grado e dignit di ciascuno; dalla quale idea qualcuno stim che abbia avuto ori'
gine
le

ghini,
tuti
i

nelle livree
colori degli

vollero ripe-

livree

e le diverse

comUlpia-

stemmi

tempo

furono quasi

ed un rimproverati
,

parse

portate dai servitori.

coloro che se ne allontanavano, es-

sendo pur noto che


gli

le

insegne

stemmi blasonici ebbero per la maggior parte origine dalle usanze

de' tornei.
sto

tanti articoli di

que-

Dizionario sono descritti parecvestiti

no per dice che l'imperatore non interamente ad effetto il divisamenlo. Il Muratori nelle Dis^ sert. sopra le antichit italiane, dissert. XXIX Degli spettacoli e giuochi pubblici de' secoli di mezzoy parla eruditamente della ma-

mand

chi diversi

di

domestici di

gnificenza degli antichi principi ne*

ogni grado, tanto di corteggio pontificio, cardinalizio,

loro

spettacoli

delle

schiere e
,

e prelatizio, che

corteggi con divisa uniforme

cio
codi

di corteggio
sciatori
,

principesco, di
altri.

ambadal

con sopravvesti
lore,

del

medesimo
e
quelli

ed
si

Nelle

relazioni

come

di

quelle

de* Possessi
Cancellieri,

de'

Papi

raccolte

differenti

colori,

dimodoch

la par-

leggono varie descri-

te destra

mostrava un colore,
in

al-

zioni di livree bellissime,

come pur

tro ne avea la sinistra, ed aggiun-

ne riportano gli antichi Diari di Roper quelle e Fedeli di Campidoglio (Fedi)y che sono gli stafo palafrenieri del magistrato fieri

ma:

Milano costume ne* serventi del comune, e ne fanno fede le pitture dei secoli XIV
ge che tuttavia restava

un

vestigio

di

fatto

romano, decorose e
ri,

belle pei colo-

a vedersi quell' articolo, ove


si

pure

dicono di alcune livree di

e XV. Laonde il Muratori opina che da quelle diverse fogge di vestimenta sia nato il nome di divisa^

, ,

i54
che
si

FAM
oggid'i

FAM
^

diciamo Iwrea
le

perch
vesti

nil,
in

augurandosi
di

le

buone

feste

usava di dividere lodo, che l'ima parte


JVella

in

segno

carit
lettere
,

scambievole

rappresen-

amore, con

che furono ap-

tava un colore, e l'altra


vita di
fior
il

un

altro.

pellate festive

e sagre.
tal

Dura

an-

s.

Francesca

romasi

cora cogli assenti un


sandosi
inoltre
in
,

uso nella

na,

che

nel

XV

secolo,

solennit del santo Natale, dispen-

Bollando a' 9 marPiUcherrima dizo y visione 3o visa est color alhus , et ruheus. Nelle annotazioni questa voce
legge, presso
:

questo per
uffzi

tempo
e
largi-

mancie
zioni
d'
la

regali

conservare

con questi graziosi


lodevole

corrispondenza

spiegata cos:

Idcst
ut

parlltio^

iteni

modus

et electio,

scribunt aca-

un amico coli' un contrassegno

altro, e per
di

dare
e

gratitudine

demici Jlorentini. Ma niente altro fu divisa, che livreaj e per si


diceva
ti ^
:

di rispetto ai

padroni e protettori,
, o con padroni

e di generosit di questi cogli inferiori

vesti divisa te ^

panni

divisa-

e famigliari

quelli

doppio colore. Ivi il Muratori pur racconta l' ordine e magnificenza de' magistrati romani nel tempo che la corte e la curia del Papa stava in Avignone,
cio
di

de' loro

amici

Delle

strenne, sirene, o
tichi,

e delle

mancie mancie ad

degli anesse sur-

rogate, se n' parlato in vari articoli

del

Dizionario

come Anno,

cio nel secolo


i

XIV
i

in accogliere
legati

Calende, Epifania, Befana (Fedi)


ne' quali tempi solevano aver luo-

principi
.

o pure

ponti-

ficii

go,
famigliari finalmente fruiscono
di
cei*ti

non che
scrissero
i

all'articolo

Carnovale
fia'
,

(Fed), ed

altri

ancora. Delle strenautori,


Hier. Bossii
,

godono

propine, regalie, e mancie.

emolumenti 11 medissert.

ne

parecchi
:

quaU

seguenti

desimo

Muratori

nella

notatius, sive de sirena

laMediolani

XXXI li,
gia delle

Dell' origine

ed etimolo,

voci italiane
,

spiega

la

voce mancia
ri

sirena
si

o dono che
agi' inferio.

spontaneamente
Ferrari
e
il

fa

tom. II Novi Tiies. iSgS. Phil. Horstii, Schediasma de slrenis , votisque Januar., Jenae i632. Jacques Spon,

1628; et

in

Sallengre, p.

ben fatta Il Menagio derivano tal manus manitius, voce da manii manitia , mancia j ma in lombardia manitius divent manizzo o manizza, chirotecha. Aggiungono i
per qualche cosa
_,

De V
une

origine des etrenes

_,

discours

historiquCy et moral, contenu


lettre,

dans

IX

Tlies.

1678, et latine in tom. Grenovii, pag. loS. Del


,

mentovati etimologisti , essere in uso dar la buona mano, ma non per questo da mano si pu lodevolmente trarre mancia. Foise il Muratori da amanza fa derivare

Disserlalions medesimo abbiamo des etrenes 3 dans ses recherches cuLyon i683. rieuses d' antiquit,

Joh. Frid.
streniis,

Sharfi, Dissertatio de Vittembergae 167 5; e De novi anni votis schediasma, Vittembergae 1684. Imman. Lehmanni.

manza, come
che
versi
la

voltato poi dai toscani in

lombardia mancia ; mancia segno di amore.


dicesi in

De slrenis ronianorum
1678.
slrenis

Prolusio,

Annaeberg Ornilo de
torfii

Frid. Feverlini,

romanoruni, Al-

Gli antichi cristiani

solevano scrinelle

1687.

J^^>- Paschii,

De romaKostoch

scambievolmente

soleu-

norum

slrenis

dissertatio,

FAM
1688. Geor. Ludov. Goldneii, Disstare
in
gli

FAM
allegria,

i5*;

e
il

d' invitare

de strcns veiernm, Gerae 1697; e Dissertai, de votis ciun strenis conjunctis , ibid. 1726. Ren Joseph
sertai,

mensa
il

amici,

fare

doni, e

Tourneraine,

Histoire

des

etreiies
1

dare le mancie, che chiamasi volgarmente Ferrare agosto ^ dare il Ferragosto j come scrive l'Ugonio
nelle Stazioni di

dans

les

mniores de Tr\'0ux
102.

7o5,

Roma

pag. 53, e
di
s.

Fevr., p.

non
tro,

da'ferri
di

delle catene
si

Pieil
il

Forse dalle costumanze feudali, che narra il Frizzi nel tom. Ili, p. i32 e i33 delle Memorie per
la storia di
cogli

cui
di

celebra

la

festa

primo

agosto,

come pens

Ferrara

piaticate
s.

Estensi nelle solennit del

Natale e della
gnore,
gine

risurrezione del Si-

ebbero oriche alcuni chiamano noioso, delle buone feste^ che nel passalo secolo praticavasi in dette maggiori solennit, e che tuttora si mantiene pel s. Natale, massime dagli inferiori verso i superiori ed anche fra gli amici, bench in pi semplice formalit. Uso che non sperabile si vegga mai del
probabilmente
il

neW Istoria dell'eresie tom. IV, p. 4> 6 J^^l Compendio di esse a pag. i3i, per confutato dal p. Carmeli nella Storia de vari costumi sagri e profani dagli antiBernini,
chi

complimento

a noi

pervenuti^ Venezia 1778,


II,

cap. 2 , dell'uso che si chiama Ferrare

agosto, tom.

p.

176. Peraltro
introduzione
di
s.

pu
della

credersi

che

coli'

solennit
si

de'

Vincoli

Pietro,

sieno

volute

abolire le

suddette feste

gentilesche.

V. CaMabil-

tene DI
si

s.

Pietro.

Su questo punto
il

possono consultare

p.

tutto abolito finch

v'abbia pascolo
di

lon,

r interesse

diversi fini

chi

Icndas

lo fa, e l'ambizione

la

dissimu-

lazione di chi lo riceve.

Le
il

prati-

che che costumavansi negli antichi

tempi dai
lui

vassali verso

loro

si-

gnore, consistevano nel portarsi da

kaAugustales , solenines ex veteri more munusculoriun in urbe et amicos missilationes fiunt, quorum etam nec expertes fuimus. L'Anonimo, Discorso dell' origine d ferragosto con alcune frottole,
Italie.
1.

Mus.

75.

Per

per fargli corte in detti tempi, o per obblii^o di loro investitura, e portargli donativi, ricevendone ancora secondo la generosit de'
signori.

ed

altre

poesie
il

nella Magliahec-

chiana, presso

Mazzucchelli, tomi

VI, p. 2 355. Michelangelo Bonarroti il giovane. Cicalata sopra il


ferragosto, nella part.
I,

voi.
3.

VI

del-

L' altra principale


cui
si

ricorrenza in
le

le

Poesie fiorentine, car.

Alessan-

sogliono

dare
il

ma eie,

mese di agosto. In questo mese i romani solevano celebiare in onore di Augusto i


fare donativi

giuochi augustali,

quelli della

dea

Speranza, per
del suo

la

dedicazione fattale

tempio nel foro Olilorio, ed i combattimenti equestri per l'altra dedicazione del tempio di
Marte.
soj

dro Tassoni, Che significhi il detto Ferrare agosto ne' Pensieri diversi p. 532, ed Annibale Firmani, il Convito di agosto o sia della giocondit delibammo, Roma 1570, e Venezia i574 per Lorenzo Pegolo. E siccome i felici auguri pel santo
, ,

Natale

si

dicono
il

le

buone
di

feste, cos
s'

quelli per

mese

agosto

in-

Da

queste feste deriva l'ual

dicano col bon Ferragosto. In quanto alle altre

che dura anche

piesente, di

mancie che

si

danno

,5G
negli

FAM
avvenimenti
piacevoli
,

FAM
per
vi

sono emolumenti
propri
di
s

promozioni e benefizi ricevuti, anlicliissima n' V usanza. All'articolo Ditlici (Fedi), di-

bligazioni,
servigi

chiamati obsommissioni, e comuni


di

alcuni

famigliar

del
la

Papa, e
curia.

alcuni
fatti

uffiziali del-

cemmo

di

quelli

che

si

solevano

Di

regalare,

che

talvolta

ad

essi

come
Il

de* servigi minuti ec,

univansi le sportale consistenti in denaro, talvolta in alcuni canestri, in tazze d'argento, e pugillari ossiano libretti d'avorio.

tratta ali*

emolumenti, se ne articolo Dataria (Fedi).

IX,

ep.

ult.

F. Sym. 1. Sportulam consulatus

Garampi nelle Osservazioni sulle antiche monete pontificie, a pag. 4 e 12, ci d analoghe nozioni, die comuni serVili erano ridotte nella massima parte a fiorini d'oro. Le obbligazioni poich facevano i prelati nuovamente pr vle

cendo che

tasse

mei, et amicitiae nostrac, et honori tuo

vigi fin dal

tempo

di Bonifacio

deheo.

Hanc

in solido

uno

orans ut benigno animo solemnia qffciis mei lihamenta suscipias. Le sportule furono cos appeliate con figura di metonimia, e
te misi,

ad

visti di pagare il comune servigio, erano rispettivamente dette anche

non

solo

prendonsi pe' regali,


gli

ma

sommissioni,

perch

si

sottometleet coercitioni

anche per

onorari e salari. Sve-

vano

essi jurisdictioni

tonio in Vit. Claud. August. scrisse:

dominorum cameriarorum, ciotanto del pontificio, che di quello del

Claud. ut anniversarium in castris


pretorianis
ve

ex traordina riun, et breexlbuit munus, quod appellare


sportidam,
cap.
:

sagro

collegio.

De

privilegiis

F. il Guerreyro , familiarium ; ed il

cepit

nella

vita

di

Gallieno
Pollione

16,

dice

Trebellio

Chevigny, La scienza delle perso we ^t cor^e, Venezia, 1720. Il Martinetti


le

publico

est

Gallienus convitatus in Senatui sportulam


.

nel suo trattato etico-mora-

intitolato
I

V Invidia,. a\ capo
al

llf,

sedens crogavit.

Racconta
lib.

Ammiasi

tratta della Corte,

II del-

no Marcellino nel
la

i4, cap. 16,

la

Curia; ed

al

capo IV,
ossia

li

che ne* conviti de* grandi


tuie.
si 11

faceva

delV occupazione,

fuga

del-

distribuzione delle solenni spor-

V ozio

dicendo che ogni ozioso

nome

di sportula incontra-

invidioso,

ed ogni invidioso

di-

anche
si

in altri scrittori,

e da

s.

soccupato.

Cipriano ep. Q^,


zi,

cum notis Baluchiamano sportulantes fra,

FAMIGLIE NOBILI
L'Amidenio
nella sua

m
,

Roma.
essere

relazione di

tres

que' chierici

cui

davansi
le

le

Roma
in

francamente

asser

sportule ne' loro stipendi,

quali

cosa certissima che

non

famiglia
dagli
anti-

dipoi furono appellate praebendae,

Roma, che discenda


il

ecclesiastica subsidia
1

da

s.

Gre-

chi romani, perch Costantino con-

ep. lib. V, Tndit. XII, ancora che per frenare Vaienil lusso e r eccessive spese, liniano, Teodosio, ed Arcadie vie-

gorio

nel
sa

dusse
zio,

senato
lui
,

romano
prese
il

in

Bisandi

33.

Si

che per

nome

Costantinopoli

come

ancora

tarono con legge a qualunque magislralo,


jl

meno

consoli

ordinari,

port seco tutto ci ch'era di no in Roma seguendo ognuno il principe. Alcuni poi sono di parcre,

che buo-

regalare le
d'avorio.

sportule

d'oro

che

prima
indagare

del
la

mille

assai

dittici

JNella curia

romana

diflicile

vantata

origi-

FAM
ne delle famiglie. JN'el libro itititO' iato Descrizione de' rili degli antichi romani, vi un lungo nove:

FAM
Il

i57

Pontefice Benedetto
1

XIV,
la

a'

gennaio
tom.
I,

746

pubblic
si

bolla

Urbem Romani, che


pag.

legge nel

IX)

delle antiche principali famiglie

196

del

Bollano di
prescrisse
delle

di

Roma.

11

Piazza nella sua Ches.

Bened.
famiglie

XIV. Con
il

essa

jvsilogia,

o memorie di

Galla

l'ordine e

definitivo

numero

patrizia

romana, parla delle famiglie nobilissime romane, che furono le prime a seguire il vangelo.
nella

sua Gerarchia cardinalidelle


le

R.oma , scritto nelle tavole del Senato romano (Fedi) in Campidoglio, e stabil che per l'avvenire doil metodo
nobili

di

zia, discorre dei palazzi

pi
quali

veva

tenersi

dai

conservatori
delle

di

nobili

famiglie
i

romane,
i

Roma
famiglie
le

neir ascrivervi
,

altre

occuparono
di

grandi

edifizi

antichi

nel

qual

numero

vol-

Roma,
s.

dicendo, che

Conti, e

poi gli Orsini abitarono

un tempo
il

sempre fossero le famiglie de' romani Pontefici. Che il cognoche

Castel

Angelo,
i

Frangipani
il

me

delle
i

famiglie
lo

solessero

dui lo
il

Colosseo,

Pierleoni

teatro

di

talora

romani,

afferma

RiPie-

Marcello, poi abitato


i

dai Savelli;
fortificarono
gli

naldi all'anno

36,

num.

i.

conti

di

Marsi

si

nelle

terme Diocleziane,

Orsini

nel teatro di

Pompeo,

Colonnesi

tro Giannone tratta dell'origine dei cognomi delle famiglie, nonch il Muratori. V. Cognomi Nobili, e Stemmi

terme di Costantino al Quirinale e nel mausoleo di Augusto ec. ec. Anticamente i principi romani aveano luogo non solo nelle
nelle
,

Gentilizi;

come ancora

il

Retsii,

Traci, de staiiiUs, pactis et consiietudinibus familarium illustrium


'

et

noblium etc, Francofurti 1661. In

solenni cavalcate dei Pontefici,

ma

anche nelle cappelle e loro sagre funzioni, a cui tutti v' intervenivano, ed ora vi assistono il solo magistrato romano, e i principi assistenti al soglio, rappresentando il primo il baronaggio romano. 1 baroni romani non prendevano investitura dal Papa ne prestavano giuramento di fedelt, ma si tra,

quanto alle famighe nobili di Roma, si possono consultare i seguenti autori. Antonius Augustinus, De romanis familiis , Lugduni 592 , gi era stato stampato in Roma
i

1577. Aurelius Sext. Victor, Origo genlis romanae etc. i5jg. Familiae romanae nobiliores, exslak in Graev. Thes. antiq. roman. tom. VII. Patinus Carolus, Familiae ronel

da pamentre negli altri slati i feudatari dovevano prenderla dal monarca del quale erano
la giurisdizione

mandavano
in

manae. Elias Reusnerius,


logcuni
cipuis.

Genea-

dre

figlio,

romanum de
Francofurti

familiis prac1589. Francifamiliis ro-

scus

R.obeitellus,

De

sudditi.

Ed

perci che vi fu chi

disse a*
tersi
i

tempi del feudalismo pochiamare tanti piccoli regoli


i

manor., exstat in Miscellanea Italica Gaudenti Roberti tom. I. Ricardus Streinnius, De gentibus et
familiis

baroni e

principi romani. Delle

romanonim^ Venetiis

57

notizie storiche di molte loro famiglie, di

molti palazzi,
li

ville,

gradi, ed

ve ne sono diverse edizioni. Joannes Vaillant, Nummi antiqui fanibus

altro che

riguarda, se ne tratta

in parecchi

luoghi del Dizionario.

mliarum romanorum interpretatioillustrati, Amst. 1703. Fa-

58
mUrte
in cnliqus

FAM
romarme quae
reperiuntur

FAN
appartiene
terie:
se
il

giudicare in

tali

ma-

condita
sli

ad

numismalibus ab urbe tempora divi Ju^iiFuh'ii


Orsini.

della congregazione araldica

ne tratta all'articolo Senato Ro(Vedi).

ex

Bibliotheca

mano
tra
il

La

spesa che incon-

Adjunctis famiis
Ant. Jitgusiini^

XXX

ex

libro

postulante ascende
la

a scudi
scattola

Romae 1^7 7.

ii3:35 non compresa


di

una famiglia ascritta alla nobilt romana, giusta la costituzione Urbem Romani di Benedetto XIV, che oggi costiPer
poter
essere
tuisce legge in tali materie, occor-

argento pel sigillo, la copia e legatura del diploma, e la redazione della scrittura, ossia processo, con copie da distribuirsi ai membri della

congregazione,
i5o.

in

tutto

circa

iono autentiche prove che il postulante , suo padre e sua madre, gli avi e le ave tanto di lato paterno che materno sieno di famiglie vissute

scudi
varsi,

in

ultimo da ossersudditi del-

che per recente disposizione


i

della segreteria di stato


l'

impero austriaco non possono dola

in splendore et juribus

mandare

nobilt

romana senza

nobilitatis, tica
li

espressioni che
al

in pra-

l'annuenza della lodata suprema, o


dell'ambasciatore della stessa nazione.

corrispondono
,

more nobiPer
in

um

per corso di cento anni in


citt

alcuna delle

d'Italia.
si

quanto a queste
to essere state

citt,

osserva-

ammesse

alla nobilt

Di altre notizie sulla nobilt romana, e di chi n' fregiato, se ne parla al citato articolo Senato Romano. Noteremo finalmente, che
l'Amidenio dice distinguersi antica-

remane
lia
,

varie famiglie fuori d' Itain questa parte

onde
la

sembra
su-

mente
ticale
,

la

nobilt

romana

coli'

ave-

che
la

consuetudine abbia ampliata

re nei propri palazzi loggia e per-

forza della legge.

Le prove

mentre noto che in Fi-

indicate sogliono farsi colle fedi di


nascita del postulante, di suo pa-

renze

come

in

altre citt_, le antisi

che famiglie

nobili

distinguevale torri

dre e di sua madre, dalie quali deduconsi gli avi e le ave de' due lati, onde stabilire i quattro quarti,

no

colle loggie, e

con

con-

tigue alle loro abitazioni.

non che

colle testimoniali

delcit-

la

le

municipali magistrature delle

t, alle quali le singole famiglie

apparla

tengono. Se questi
nobilt
delle

atti

includono
,

stesse famiglie
il

tale

nobilt accresce
cesso

decoro del pro-

Sede vescovile delSarmazia asiatica vicino al Bosforo Cimmerio, poco distante dalla citt di Corocondama, soggetta alla metropoli di Zichia o Zicchia. lino de' suoi vescovi, chiamato Giovanni, sottoscrisse la relazione che
il

FANAGORIA.

serve

maggiore appogi

concilio di Costantinopoli fece a


cit-

gio delle

giudici. dimande presso All'effetto medesimo servono tutte


ti-

Giovanni arcivescovo di detta


t,

risguardante

patriarchi Eufe-

quelle prove che giustificassero


toli
li

mio

e Macedonio, nell'anno
I,

5 19*
i325.
eh'
cio

onorifici,

cariche ragguardevo-

Oriens Christ. tom.

pag.

esercitate, illustri antenati ec. ec.


di

FANCIULLO.

Giovinetto

La prova
stulante

censo dovizioso nel poal

tra l'infanzia e l'adolescenza,

soddisfa
nostri

desiderio che

nella puerizia, puer, puellas^ infans.

aggiorni

ha

manifestato la

In molti articoli del Dizionario


parla di loroj dei
fanciulli

si

congregazione araldica, alla quale

uccisi

FAN
in

FAN
ne
tratta
il

1^9
Ili,

odio

della

fede,

sus foras

munvit pucvuin armisj


lib.

Cancellieri nella Dissertazione epislolare sopra


tali

Gregor. Turon.

cap.

i5.
il

due

iscrizioni.

Se

di

Aggiunge

il

Macri nel

definire
s,

martiri sia spedienle

di

cele-

puer^ servo e ministro


ziandio caro e diletto
lo,

ma

e-

lo

brame la Canonizzazione (J^edi), dicemmo a quell' articolo, cio al


VII,
p. 3
1

voi.

2.

Di quei

fanciulli

che

come figliuocome David si chiama puer Dei : In domo David pueri suiy nel
Zaccaria;
psal.

partirono per
se

la crociata di Palestina,

cantico di

ad Abraham
io4. Pueri de

ne parla a Crociate (Vedi). Dalle

puerwn sunm,
choro,
si

descrizioni de' possessi che presero i Papi si rileva quei fanciulli che fecero da paggi, e l' onorificenze che ne

dicono

que' chieiici

ad esso sono

addetti.

che Parlando il

riportarono.

In

quello
gli

che

prese

Bergier dei fanciulli esposti, dice, che la maggior parte saiebbono


periti,

Calisto II nel

1119,

andarono
con
i

se

la

religione
;

non

fosse ac-

incontro

fanciulli

esultanti

corsa a soccorrerli
pali
citt
si

e nelle princi-

rami d'ulivo in mano. Raccontando l'Anastasio della venuta in Ro-

destinarono

case

ed
proec-

ospedali per accettare e nutrire questi

ma

di

Carlo
I,

Magno,
i

sotto

Papa
la

fanciulli, sotto la particolare

Adriano

dice che

fanciulli

lezione de' sovrani,


clesiastici,

di

zelanti
Il

celebrarono incontrandolo con ra-

e di pii secolari.

Mu-

mi

d'olivo

in

mano. Qual
i

luogo
ce

ratori

nel
le

tom.

II

delle

Disserta

avessero nel tempio


lo dice
3,
il

fanciulli,

sopra

antichit italiane, dissert.

Rinaldi all'anno 12,


le

num.

XXXVIl,

nel trattare degli spedali


,

narrando che

separate in esso

donne stavano dagli uomini, al'

de' pellegrini

malati

e fanciulli
ci

esposti de' tempi di

mezzo,

d
che

vendo diverse porte per


ed un

ingresso,

belle notizie in

argomento, e
li

muro

divisorio nel
de' quali

tempio;
si

divenivano servi di chi


va, se nel

accoglie-

ma

fanciulli

non
di

p-

termine

di

dieci

giorni

teva prendere sospetto

peccato,

non

erano richiamati
:

dai genitori

seguitavano, bench di
sesso
i

padri o

le

qualunque madri a loro


erudi-

o parenti
esposto

fu costume, se l'infante
il

non avea ricevuto

battfa-

piacere. De' fanciulH imitatori delle

simo, di chiudere del sale nelle


scie.

cerimonie

ecclesiastiche,
il

Delle Fasce benedette [Fedi),


regio sangue, e do-

tamente ne discorre
chio nel tom.
II,

p.

Menodelle

pegli infanti di

pag.

201

nate dai Pontefici a vedersi quell'articolo.


I

sue Stuore.

11

Sarnelli nel tom. III

delle Lettere ecclesiastichey leWa \ett.

gentili
il

romani non bruciava-

IV prova
fanciulli

essere lodevole vestire


Il

d'abito religioso.

Macri,

alla

parola Puer^ dice


carte

che

questa

voce nelle sagre


signifca

spessissimo
figliuolo,

non

gi putto o

cadavere de' bambini , che non avevano ancora messo i denti. 11 Guasco nei Riti funebri di Roma pagana, a pag. i32 , parland del pianto con cui si deplo-

no

ma
8
;

servo e

ministro

Puer meus
Malth.
luoghi.

jacet in

domo
in

paralyticus,
altri

ravano i fanciulli defunti, e del diverso costume di alcune nazioni


celebra
il

ed

molti

Nel
ap-

lutto

col

quale

roil

medesimo
presso
i

significato
:

si

trova

mani sinceramente dimostravano


loro

santi padri

///e ve/o egres-

dolore

a'

defunti

biasiman-

iGo

FAN
legge
di

FAN
ci,

do

la

Licurgo, che volal

nella

legazione

apostolica

di

le (lare

un

limite

dolore, pre-

Urbino e Pesaro. Gli antichi


sero appartenere all'Umbria,
alla

scris-

scrivendo undici giorni al lutto.

Ma
il

alUi
i

considerando
lutto

romani

essere

un

attestato

pubblico

della

suoi

Marca Anconitana, o presso ed essere una delle confini


,

defunti

stima e dell'amore de' vivi verso i opinarono non essere ne ,

citt della

Pentapoli
;

dell' esarcato

di

Ravenna

anzi nel codice


tit.

Teocui

giusto, n dicevole
il

determinarne tempo, togliendo agli animi la


il

dosiaiio, lib. II,

9,

1.

5, chia-

mata capo
asserendo
l'anno
tapolis.
il

della Pentapoli

di

libert delle querele e del pianto;

parlasi all'articolo

perch poi non erano stimati meritevoli di

Esarcato (f^edi) ; detto codice che neldi

pianto coloro che in nuli fanciulli minori secondo il decretato dal Ci era contro il costu-

365
Fano

nostra
juris, in

era

Fano
si-

la avessero giovato alla patria^ cos

appellavasi

Urbs

caput Pensulla

non piangevansi
di tre anni,

posta

nistra estrema

pianura del Metaudel

re

Numa.

ro

le

acque

quale

ristrellc

me
i

di alcuni

quali
i

all'opposto
fanciulli

parzialmente a qualche distanza in

non piangevano che


ti

giovani, a cagione ch'essendo

ed mor-

per tempo, non avevano potuto

un canale artefatto, formano in vicinanza della porta Giulia una bela dar movila caduta , servono

n delle nozze, n delle man degli onori civili. Dipoi Antonino ordin che i figliuoli del padre non si piangessero pi di cinque giorni ; altri dice che i figli ed padri si potevano piangioire

mento

a'

mulini, e

mantengono
,

il

gistrature,

piccolo porto a' nostri giorni quasi

pu
ti;

laonde non totalmente interrato ricevere che piccoli bastimenil

dai tempi di

porto vuoisi incominciato sino Augusto per iscalo di

gere dagli
i

altri

parenti

un anno;

minori di sei anni un mese; il marito dieci mesi , ed il cognato otto. Parl ancora il Guasco dei

fanciulli

che sagrificavansi

alla

dea

Mania madre
go
scia

dei Lari, ed in luo-

Ravenna, e ad onta di tante spese non riusc bene. 11 grosso volume dell'anzidetto fiume si getta verso il sud-est nel mare Adriatico a tre e si tragitta dapquinti di lega presso la foce su lungo e solido
,

di
le

barbaro uso offrirono pocime de' papaveri, f^. Fi-

glio e
ciulli

Vergine. Che molti fansono proposti ad imitazione


,

ponte di legno, per cui il vicino santuario, che perci chiamasi la Madonna del Ponte , molto dai
divoti popoli frequentato.
il

Abbiamo
e
ri-

degli altri

lo

vediamo
,

nelle bio-

Sentimento per

ristabilire
liscia del

grafie necrologiche di quelli rapiti

durre la caduta^ o

porlo

da morte immatura
colte che di esse
to,
si

e nelle rac-

d Fano, d* Ippolito Sivieri e Giovanni Jacomelli, stampato


in

fanno. In Pra-

Fa-

1834, fu pubblicata in due tomi r opera di Freville , che ha per titolo: Vile di fanciulli celenel
Ifri,

no nel
Arzilla,

746 per Gaetano

Fanelli.

Scorre al nord-est
l'Adriatico.
rite,

piccolo fiume il ed anche esso ha foce nel-

ovvero

modelli della giovine


Citt con resipoutifi-

cinta di

mura
i

tur-

eia.

ha

vie agiate

e dritte,

no-

FANO

(Fanen).

bili

edifici

danno

denza vescovile nello stato

ponente aspetto,

un imdecorando la quaalla citt

FAN
drata piazza una vaga fontana, una
elevata torre, e al dire
le

FAN
di alcuni sontuosa ba-

161

sime del superiore loggiato che ancora esisteva intero,


lo

don per

fondamenta della
il

costruire altro edifizio, giacch l'ar-

silica,

di cui fu architetto e diret-

co fu assai danneggialo dalle artiglierie del


te

tore
ria

celebre Vitruvio, cio la cu-

duca
del

di

Urbino, durancio
alla
vi

pubblica, che vuoisi la pi re-

l'assedio

i463,
s.

golare ch'egli abbia fatto,

cene
cap.
rirsi

il

modello nel suo


detta
piazza

dandolibro V,
asse-

congregazione di
eresse
lo

Michele che
di
s.

spedale

Michele.

I.

Veramente non pu
della

che in

esistano
vi-

forse del

Tutto era l'arco di bel travertino Furio a tre fornici, ed il


maestoso
prospetto
il

le

fondamenta

basilica

pi

rivolto

truviana,

non essendo vene

vestigio,

ne bastando a provarlo il mosaico del Nettuno ivi ritrovato, volendosi


foi'se

e porta metteva sulla strada interna che alla basilica conduceva, se pure all'antica tradizione qualche fe-

in verso

Roma;

quale

arco

attribuire

ai

bagni

che in questo luogo si dicevano avere esistito. Questo edifizioperi nella barbara invasione del 53 9, quan-

de pu

prestarsi,

vicinanze,

che esistesse nelle ove di presente si trova


s.

la chiesa di

Agostino.

Il

prospet-

do

la

citt fu presa

da Vitige re

to esterno ed interno alla citt era

de'goti,

ed alcuni
sotto
il

vestigi

no non

si crede seconvento di s. Do-

tutto di travertino,

come

il

dimosi

stra la parte superstite, e

come

menico, alla nobile casa Siraonetti ec. , ma sibbene nel chiostro e

convento

un tempo

degli

agosti-

niani, ora seminario, la cui chiesa

vede sotto il portico dello spedale di s. Michele dalla parte interna, sebbene pel rimanente si trovi ora costrutto a mattoni, insieme colla

sotto il titolo di s. Lucia ; giacche in detto chiostro se ne vedono degli avanzi, in qualche parte praticabili. Il detto Nettuno eseguito in mosaico, dissotterrato nel lySo
in farsi blica
nelle
le

maggior parte del fornice di mezr intero disegno rilevato in pietra nella prossima parte del temzo
:

pio di

s.

Michele, serve a dimostrarstato.

cene l'antico
eretto
ra, di cui
si

L'arco venne
in

fondamenta per
fu

la

pub-

da Augusto

un

colle

mu-

torre,

poscia

trasportato

camere dei civico magistrato, murato nelle pareti. Si ammira

con
coli

pietre

scuoprono le orme, bugnate mirabilmente


elevatasi nei

commesse;
tino
il

ma

tre se-

lungo la consolare via Flaminia procedente da Fossombrone, la magni Hca Porta Augusta j che si disse quindi Porta maggiore ^ sebbene le
abitazioni dipoi estese piti oltre,

che decorsero fino a

Costanri-

Grande

l'area della citt,

fu ridotto in miglior

forma e

storato l'arco, ed
parte,
si

interratane

una

ed

elev

una nobile loggia

il

pi

moderno ampliato

recinto

abbiano renduto necessario un'altra porta di citt, essendo la pre-

cedente rimasta qual arco trionfale. Questo fu sciaguratamente guastato


dalla ferocia de' goti invasori, e forse

corintio , per Turcio Aproniano Flaminia e del correttore della Piceno, che ne fece la dedicazione in onore di Costantino stesso , e

superiore di ordine
di

cura

Lucio

de' suoi figliuoli

la loggia

si

crede
diri-

per r impotenza della comune, che nel 147^ co caduti marmi, masVOI..
XXIII.

eretta verso l'anno

313

allorch

Costantino pass per


I i

la citt

i(5a

FAN
lo

FAN
alcuni

gendosi per Bisanzio. Due Ioni di presidio sorgevano nell'esterna parte,

e se ne vedono tuttora

da Carignano fu dal guercio Malatesta chiamato sotto pretesti alla Cattolica, ed ivi ambedue trucidati
e
fatti

ruderi^ che le fanno credere lavoro


della

poi gettare in
rendersi

mare
il

a quelsi-

prima epoca,
verso

cio vitruvianc.

la foce per

tiranno

Ma

Tanno

1625, essendo

abbandonata e cadente la parte del magnifico arco che guarda la citt,

gnore di Fano, come fece. Del famoso tempio della Fortuna eretto
dagli etruschi avanti
di

Roma,
il

venne

ricostrutta

ed assicurata con
lavo-

da
no,

cui
si

ebbe origine
solo
si

la citt di

Fase

la sostituzione

della terrazza

cerca vanamente
sa

sito,

rata a mattoni per cura del


dinal Francesco

carve-

non che

eh' era fuori

Boncompagni
Michele.

della cerchia delle

mura

erette

da

scovo di

Fano
di

e protettore della

compagnia

s.

una
ta
:

dissertazione

Abbiamo anonima intitola-

Augusto. Non sembra perci vero che la citt ricevesse da' romani il

nome

di

Fanum

Fortimae,

ca-

Dissertazione critico lapidaria

gione di
innalzato

un tempio da
in

essi costrut,

sopra V antico arco di Fano innalzato daW imperatore Cesare Jiigiisto^

to o consagrato alia

Fortuna

ed

memoria

della cele-

Fano

1772

pel

Leonardi.

A' nostri giorni, siccome il monumento minacciava , il cardinal ca-

bre battaglia datavi dai consoli Livio Salinatore, e Claudio Nerone,


nell'anno
tello

207 avanti Ges

Cristo,

merlengo
servare

di

santa Chiesa, per con-

in cui fu sconfitto
di

un avanzo s cospicuo e rinomato della grandezza romana, ed un' opera de' tempi aurei e fortunati di Augusto e di Vitruvio,
ne commise nel
cini,

Asdrubale fraAnnibale, nella seconda


Tuttavolta

guerra punica.

non

si

deve tacere che Claudiano, Polibio, e Cluverio danno qualche cenno


storico del culto dato
alla

iS^S

la restaura-

Fortu-

zione air ingegnere

Pompeo Man-

che non avendo avuto effetto, soltanto pubblic in Pesaro nel 1826 V Illustrazione dell'arco di augusto in Fano, con una letegli

na dai primi abitatori di queste spiagge. Ha pur Fano solidissime


costruzioni, che servono all'uso stesso,

cui

vennero

in

remota epoca
al

destinate, di

condurre

mare

le

Bartolomeo Borghesi al signor marchese Antaldo Antaldiy con tavole


tera archeologica del signor
incise risguardanti l'arco.

Dappresso
torri
si

una

delle

nominate
anni inall'ospe-

creduto, pochi

dietro, di ravvisare entro

dale di

s.

Michele
di

la casa,

ora di

propnet

quello stabilimento, di

quel Guido della

fanese, che denominossi

Berarda illustre dal Casseche poi


citt
,

acque piovane. Parecchi sono i sagri templi che adornano Fano, come molte furono le case religiose d'ambo i sessi che in essa fiorirono avanti le note politiche vicende. S*. Daniello delle monache agostiniane a' 7 maggio in ogni anno si espongono solennemente tre spine della corona di Ges Cristo, e vi un quadro del Mancini. S. Maria del Ponte con miracolosa
:

ro per aver abitato in quella torre


fabbricata
in

sua difesa,
della

ro nel
saro,

immagine fattavi dipingere i3oo dal b. Cecco


ed
assai

sul
di

mu-

divenne
quale

fortezza

il

frequentata

con Angioletto o

Angiolel-

dai popoli lontani: Carlo

Peanche Malate-

FAN
sia. nel
si

FAN
vj

i65

1899

processionalmente

to ristorato nel sta: cola,


il

i34^ dai Malate-

port

a piedi

da

Rimini con
vestiti

centoquaranta graduati, e dieci mila persone divote,


tutti

pozzo dicesi fatto da s. Nied avvi un quadro del Guercicustosi

di

no, rappresentante l'Angelo


de. Il

cura ove fu battezzato Ippolito Aldobrandini poi Papa Clemente Vili, di cui si parler, e presso la quale per testimonianza del Negosanti nella sua
bianco.
S.

Tommaso:

convento poi

di

Brettino

conserv sino al pontificato d' Innocenzo X, il quale lo soppresse


in un a tutti i piccoli conventi, passando i religiosi ad unirsi in citt con quelli di s. Lucia. La chiesa di Brettino fu eretta in benefizio semplice,
cesi
il

Faneide stampata in Venezia nel 1640, era vi un carro scolpito in


pietra colla iscrizione
:

nisi

domi-

cui titolare
esiste

di-

NUS CUSTODIERIT CIVITATEM, FRUSTRA VIGILAT QUI CUSTODIT EAM. REPARA-

vicario,

ed

ivi

un qua-

dro
lo

di

Simone

Cantarini.

TA CIVITAS 145 7 FELICITER POSUIT, in memoria della prodigiosa liberazione della


bino.
citt

de' camaldolesi

Queldell'eremo di

Monte
glia la
,

dalla

sorpresa

uno

Giove, distante due de' pi cospicui

midel-

del conte Federico I


Il

duca di Urfabbrica

duomo,
alla
cielo,

antica

pel

congregazione di Monte Corona suo sito che domina 1* Adriaper la sua ampiezza e comola chiesa ebbe principio nel
Salvatore,
succeduti
cassinese

intitolata

sunta in

beata Vergine asche ha annesso il palazzo del vescovo. Vi un quadro del Caracci, e uno del Vandick, e l'insigne cappella Nolfi con quat-

tico,

dit

1608. Quello de' canonici regolari


del
ss.

nel
s.

1482 nell'abbazia

di

tordici affreschi del


la

Domenichino,

che nel 1625 in ne pubblicassero le lodi con raccolta di componimenti poequal merit
se

Homa

Martino fuori delle mura, che fino dal i35o si concedeva in commenda anche ai chierici secolari, e Paolo II ne invest il cardinal
Bessarione. In citt
golari passarono nel
i

tici,

tra' quali

quelli

del

Marini,
Alessan-

canonici

re-

del Preti, del

Chigi

poi

i55i nel mos.

dro VII, e del Rospigliosi poi Cle-

nistero e tempio

di

Paterniano,
magnifi-

mente IX. Questi


dal cav.
Celestino

affreschi illustrati

appositamente
ca architettura

edificati, di

Masetti

meri-

del

terioramento.

tano di essere salvati dal loro deI conventi poi e le

quale
vuoisi

vi

fece

un

Sansovino, il campanile che

uno

de' pi belli dello stato

chiese dei religiosi e delle

monache
,

sono
Il

seguenti.

convento

degli

agostiniani

si distingue ancora coll'ornamento della porta della chieolsa di Bramante o Buonarroti

pontificio;

capo

della congregazione
di Brettino, celebre

dell'ere-

tre

al

corpo

di

detto santo,

ivi

mo

per piet;

di s. Stefano in padule o palude 3 ambedue fuori della citt. Il primo fior fino dal quarto secolo, il secondo fino al duodecimo: quindi i religiosi di s. Ste-

e l'altro

sono pitture del Tiarini, del Bononi, del veronese Claudio Ridolfi, del Guercino, e del Sordo. La
chiesa
de' cappuccini
,

quali nel

i537

eransi stabiliti

a Magliano,

fano

passarono nella
citt nel
1

chiesa

di

s.

quindi poco dopo a s. Cristina sul monte Giove, a Forcolo nel i567,

Lucia in

26^, nel conveu-

ed

in

citt

nel

iSgG.

Nel

12 16

iti

FAN
di
s.

FAN
Ignazio.
Il

la citt don alcune casette a s. Domenico Fondatore dell'ordine dei predicatori, che due volte era pas-

convento generavi

lizio

de* conventuali
1

fu

fondato.

nel

255 per

limosine e pie obla-

240 vensato per Fano, indi nel ne fondato il convento di tali re1

zioni del

popolo fanese, leggendovi


s.

allora teologia

ligiosi;

nel

i334
1

Malatesla re-

cappella
Sisto tuale

staurarono
ta, e fra

la chiesa, dedicata a tal

V
vi

Bonaventura nella Concezione; e allorch era frate convendella


ss.

santo, che nel


i

suoi
:

702 fu rimodernaquadri uno di Palin questa stessa chiesa


il

predic

nella

quaresima.

La

chiesa fu consagrata nel

ina

il

giovane

da Giacomo
sette

vescovo di
assistenti
,
:

i336 Fano con


tutti

da notarsi

monumento

di Gia-

vescovi

di

como
Dante

del Cassero cittadino di

Fano

quell'ordine francescano
fu
v'

nel

439
che

summentovato, e celebrato pure dal


nel
s.

restaurala

dai
belli

Malatesta,
depositi, di

V
di

del Purgatorio.

chiesa di

Pietro de'filippini

La un

hanno due
i

decoe

randola
del

quadri
chiesa
della

Ciroferri,

gioiello pegli stucchi, dorature,

mar-

Domenichino.
fabbrica

Tuttoci
vecchia,

rife-

mi

pitture

Guido

di
:

Simon
Giro-

ribile alla
la

giacche
rest so-

Cantarini, del Sordo ec.

essi vi fup.

nuova

rono introdotti dal fanese

spesa nella soppressione degli ordini regolari

lamo

Gabrielli, insigne per piet e

nelle note politiche vi-

dottrina,

nel

iSgS; e
gli

nel

1720
li-

Domenico Federici
cimila doppie. Nel

lasci la

cende de' nostri tempi. Quindi che nulla pi esiste del Domenichino, e
illustrati
i

breria, ch'eragli costata pi di die-

1781 fu stam-

monumenti Malatestiani non ha guari dal can.


trovano
sotto
il

pato in Fano.il Catalogo delle pitture^ che si conservano nella chiesa congregazione deldei pp. della
l'

Masetli

si

portico

della chiesa

in oggi

mal ridotto.
i

Ora per stanno per compieisi


voti
de' religiosi conventuali
si

Oratorio d Fano^ sotto


s.

il

titolo

della citt, poich per lo zelo

di

Pietro in Falle, colla notizia


delle medesime.

riprende
fab-

degli autori

AntiPietro
di

a compire
brica;
ridotti al

questa

grandiosa

camente
da
Pisa,

la

cattedrale fu quella del-

e per questa guisa saranno

l'ospizio degli eremiti del b.


esistenti

s.

Biagio

zionati

primo splendore i menmonumenti. I minori osser-

Marano dove
sa nel

fu conceduta la chie-

vanti nel
la

i4^7 ^^^ Malatesta allo stesso beato. Nel 1640 i gesuiti vi furono chiamati per decreto del magistrato,

1455 furono collocati alMadonna del Ponte; nel 1464 a s. Lazzaro, e quindi nel i5i9
in citt, nella chiesa di
re,
s.

Salvato-

dovendosi

principalmente

la fondazione del collegio a Pietro


il quale ebbe a promotore di quest'opera san Carlo Borromeo, per le premure da lui fatte con lettere ed in persona al

nel

Petrucci nobile fanese,

nuovo i55i sotto il titolo di s. Maria Nuova, consegrata dal vescovo Negosanti, che gli don pi sagri
che fu rifabbricata di
vasi,
scritti,

rari

codici

diversi
fatti

suoi
alle

con
di
s.

vari

distici

civico

1673 si fece il collegio di s. Maria Nuova, e nel i685 il cardinal Spada pose la prima pietra nella chiesa
nell'anno

magistrato;

gesta

corridori

Francesco dipinte nei vi furono del convento


:

quadri del Perugino, e di Rafl&ello.

distici

le

pitture

non

esi-

FAN
per ancor di presente gli antichi quadri del Perugino, e quello che dicesi di Raffaello, ed una tavola di Giovanni Sanzio recentemente scoperta. La
stono

FAN
brica di
s.

i65
presso
il

pi

sonovi

Michele

l'arco

d'Augusto.

Ampio

teatro della

Fontana, eretto nel 1671 dal Torelli, celebre per simmetria, per architettura, per comodit, e per
pregiatissimi

chiesa dei paolotli nel

ro
nel

ceduta dalia

1602 compagnia

fu lo-

scenari

Il

collegio

dello

Nolfi

fondato

da

mano

benefica

Spirito Santo;

ma

essendo cadente
rifabbricata,

d'un privato
eretto nel

1680 venne

ed

abbellita per lo zelo di Nicol Grimaldi patrizio genovese, allora governatore di Fano, poi cardinale.
1

ridotto

cittadino nel 1627, 1673, aperto nel 1680, da Benedetto XIII, da

succennati dipinti

tutti

esistono
dicasi

Benedetto XIV, romani Pontefici, e dall'imperatore Carlo VI a pubblica universit per lo zelo del vescovo Beni; ebbe gi rinomanza per
le

tranne due o tre ; alcune corporazioni

cosi

di

religiose,

come

sue

cattedre,

e rivaleggi colle
il

dei domenicani e degli

agostiniani

universit,

godendo
valevole

privilegio di

che non vi hanno pi stanza, come pure resta soppresso fra i monasteri
delle

conferire la laurea dottorale in o-

gni facolt,
gli

non

solo ne-

monache
i

quello

sol-

stati

pontificii,

ma
la

per ispeciale

tanto del Corpus Domni.

concessione
eziandio per

di

detto

imperatore,

monasteri di monache, e va nominato principalmen-

Sono molti
quello
la

tutta

Germania

te

delie

teresiane,

illustre
vi si

per

rigida regola

che

osfa-

serva, e per esservi

morta con
la

ma

di

virt straordinaria

ma-

ordinamenti governativi, invece di pubblico rest di privato insegnamento. In questo collegio per cinque anni gratuitamente si alimentavano ed istruinegli

ma

ultimi

dre di Pio

VII, della quale parvoi.

lammo

al

XI, pag. 167 del


i

vano in tutte le scienze dodici giovani nobili, o di civile condizione


del paese.
Il

Dizionario. Tra

civici

edifzi so^

collegio Nolfi fu chiu-

no a rimarcarsi
fico di santa

il

palazzo
il

comumagn-

so per

viste

economiche fino

dal-

nale, quello governativo,

Croce con grandiosa


quello
de' Ferri
s.

scala

di

marmo,
il

i832, e furono perci soppresse alcune cattedre del suo liceo, ed in conseguenza con del'anno

nella piazza di
tri,

Antonio,

ed
di

als.

trimento
ne.

della

pubblica

istruzio-

come

gran

convento
il

Ora essendo

ritornalo fiorente

Francesco edificato sotto


cato di Clemente
bello che
si

pontifiil

XIV,

forse

pi

abbia l'ordine france-

stato economico, si attende il suo che la benignit del governo ne permetta il bramato riaprimento.

scano,
ni,
la

Marcoliil palazzo e quello detto anticamente del-

non che

Innanzi
htici

ai

noti sconvolgimenti po-

degli ultimi
il

anni del
e

secolo

Ragione , fabbrica del secolo XIII, ove ora il teatro. La fortezza, che un giorno fu celebre,
affatto
vi
si

passato,
vitto

suo

seminario

con-

non
li

munita. Due ospedaconservano assai bene am:

erano assai fiorenti, ed il pio vescovo Antonio Gabriele Severoli, dipoi cardinale, ne trasse esimi ed esemplari soggetti, in premio delle

ministrati

l'uno pegl' infermi,

l'al-

tro pegli esposti, cio la giau fab-

analoghe sollecitudini. Le passeggiate campestri sono molto delizio*

,66

FAN
:

FAN
suoi manoscritti

ke, e quella specialmente lungo il suddetto canale metaurense fuori di

perduti;

Antonio

Negosanti gran giureconsulto; Giulio di Monte vecchio, prode capitano generale ; Alfonso Bertozzi, fisico erudito ; Giacomo Torelli, pub-

il

molto salubre e porta maggiore clima di Fano. Copiosissimo il novero de'santi

e beati fanesi, ed altri morti in

blico
stiano
al

professore

di

greco;

Seba-

odore di santit; molti fiorirono per dignit ecclesiastiche, fra' quali Vincenzo Negosanti vescovo d'Arbe, che consagr in Venezia s. Ignazio Lojoia, s. Francesco Saverio, ed altri fondatori delia compagnia di Ges. Ebbe parecchi
prelati addetti al servigio della san-

Amiani agostiniano, teologo concilio di Trento ; Girolamo


fisico

Gabuccini,

erudito

Carlo

Gualteruzzi, scrittore italiano


sare Simonetti, poeta lirico
;

CeBruto
;

Guarini, involato alla porpora, co-

me

si

espresse
la

r udire
simo
;

sua

Clemente Vili nelmorte ; Francesco

ta

Sede,
,

cardinali

Gabriello

Dionigi, scrittore italiano purgatis-

Girolamo Rusticucci , Marc' Antonio Marcolini, e Luigi Pandolfi. Al presente vicino a tal dignit monsignor Lorenzo SiGabrielli

Bartolomeo Dionigi da Fa;

no, polistorico; Adriano Negosanti,

monetti assessore del


cui

s.

offizio,

la

famiglia
della

patrizia

di

Fano.

Giuseppe Speranza Carlo Giangolini cosmografo; Vincenzo Nolfi storico e poeta ; Gio. Maria Lanci gelegista erudito

dotto

filippino;

Due

famiglia

Marti nozzi di-

nerale dei
teologo.

canonici del
statuto di

ss.

Salvaesenta
altri

Tennero principessa di Conty , e duchessa di Modena, e Filippo Sinionetti

tore, oratore, filosofo,

matematico,

Lo

Fano

fu

signore di

Jesi.

Ebbe

da personali gravezze, con

Cospicui capitani, magistrati, ed al-

privilegi, ogni studiosa persona, per

cuni segretari di stato dei Malatesta, famigliari de' Pontefici e di altri sovrani; un gran numero di letterati, e di autori di opere stampate, e di decorati con ordini cavallereschi.

cui sempre ivi fiorirono scienziati;

e quivi

nel

1 1

io

poi vescovo di Gubbio,

un sant'Ubaldo un Federico

Commandini
nel
sero
lio

vescovo di Urbino i525, in loro giovent si scelin

Meritano

special

men-

questa

citt

il

domici-

zione

padre e figlio Torelli, per le Pandette fiorentine vendicate; Martino del Cassero padre di Palmieri, ambedue glossatori di leggi ; Martin da Fano, autore di opere di giurisprudenza ; Antonio Constanzi, uno de'
Lelio
e Francesco,

per

r acquisto

delle pi sode

erudizioni
nica,
li,

un' accademia filarmo; composta per lo pi di nobidell'antica actratta


il

fu aperta nel 1742; cademia di Fano ne

Ga-

ruffi Malatesta nella sua Italia ac-

cademica. Delle nobili famiglie di

restauratori

della

buona

latinit,

Fano

trattarono diversi autori, co-

poeta laureato da Federico III imperatore nel suo passaggio per Fano,
fu detto padre della patria; Ottavio Cleofilo poeta eroico; Giacomo Costanzi figlio del precedente, pubblico professore di greco e
lutino,

me
II,

il

Gamurrini
famiglia

della

famiglia

Castracani, Ist. genealog. nel toni.

e della
Ili
;

Negosanti nel
hislorq.

tom.
si

e nella

Geneal,

parla

de' scigneurs

de

Rimiiii,

mor per

aQlizione di

molti

de Cesene, de Pesaro, et de Fano de la maison de Malatesta.

FAN
In quanto
al

FAN
municipale,
i

l;
attribuiscono al

dominazione di prima dominata dagli etruschi, poscia,

governo civile, e Fano, dessa fu

di cui primi ordina^


si

menti da alcuni gran Bartolo e

al
1

i35o,
:

col

jus

e verso l'anno

200

di

Roma

dai galli senoni, indi nell'anno


di detta era dai
li

4? ' romani ; da' qua nell'anno ^ii dopo la nascita

giada sino dal non si hanno


scontri che
il

3 19

veramente
e riil

sicure notizie

Bartolo fosse

com-

di

Ges

Cristo

pass sotto

il

po-

tere dei goti; nel

568

in quello de'

; si ha piuttosto primo compilatore e raccoglitore di essi fosse Pao-

pilatore degli statuti


il

per certo, che

longobardi; nel 780 in quello degli

lo Palioli giureconsulto e cittadino

esarchi

di

Ravenna;
la

nel

ySS
santa

fanese.

Fra

i
i

cospicui soggetti che

a Pipino,

che

die

alla

fiorirono tra

Sede protettrice dell'esarcato; nel i2og ad Azzone d'Este; nel 1289 a Manfredi figlio naturale dell'imperatore
ai

mo

podest, nominereLorenzo Tiepolo che nell'esercarica, e

cizio della

nel

1266

fu

creato doge di Venezia. Ne'pubblici

Federico

II

ed

usurpa-

congressi, tal consiglio

emanava
Nel

tore del trono di Sicilia; nel

1842

le

sue risoluzioni, senza l'intervendel

Malatesta, che la signoreggiaroal

to

prelato

governatore.

i463, epoca in cui ne furono espulsi dal Pontefice Pio II, rendendosi Fano alla Chiesa con
patti onorevoli di guerra.

no sino

1463 era composto di cento nobili, che nel 1712 si restrinsero asoli

cinquantaquattro, tre de'quali ogni

Ne

fu-

bimestre
e priori.
Il

presiedevano

con eguale

rono per
ri,

la santa

Sede governato-

autorit nel grado di gonfaloniere,

nel

i5i9

Giulio de'Medici, poi

Clemente VII; nel i539 Gio. Angelo de'Medici poscia Pio IV ; nel i553 Gio. Battista Castagna, che nel 1^90 divenne Urbano VII; nel i56i Nicol Sfondrati, poi Gregorio XIV; nell'anno 1592 Matteo Barberini , poscia Urbano VIII; e nell'anno 1 721 Carlo Rezzonico, indi Clemente XIII, essendo nnumerabili i prelati governatori che divennero cardinali. Durante il regno italico, Fano non ebbe che un giudice di pace soggetto al circondario di Pesaro, dal

territorio del

contado di Fa-

no

si

estendeva in quarantotto tra

terre e castella, tia le quali


tefano, ricca

Mondi

terra

gi

patria
sino

Marcello II e dal medesimo beneficata,


1

colonia di

Fano

dal

322. Surse questa dalle dissenzioni tra i cittadini di Fano, i quali


emigrati stabihrono
citt di
il

paese in poatter-

ca distanza ove esisteva la distrutta

Peragra o
:

Veragia

rata da'goti
s.

vi

la collegiata di

Donato,

Il

vicariato di

Monda-

quale dipendeva anche nell'ammi-

dopo la felice redominio pontificale, vi fu stabilito un governatore laico. Prima la citt veniva
nistrativo;

ma

staurazione

del

i25o fu soggetto a Fano, giusta le bolle di Eugenio IV, di Sisto IV, e di Leone X, finche nel i527 pass sotto il dovio sino dal

minio di Urbino, ed ora trovasi dipendente da Sinigaglia. Al pre-

regolata dal suo pubblico consiglio


col jus tanto
leggersi
il

del

fsco,

podest,

che di eperch giudistatuto

Fano ha nel suo distretto il governo di Mondolfo, ed il prosente

prio abbraccia le
ccio (che
si

comuni

di Carto-

casse le

cause

secondo lo

dice fabbricata dai ro-

i68
mani dopo
le,

FAN
la

FAN
di

disfatta

Asdtuba-

essi

veniva <:hiamato
s.

il

Presdato
col
coti-

ed ha

podiato l'appodiato Bargni


dolfo,

8ua collegiata), coH'apRipalta; di Saltala, colla

di

Lorenzo in

Campo

di Serrongari; na, coU'appodiato Pezzuole. Mon-

Cado di FanOy in cui erano comprese le citt di Fano, Jesi, Sinigaglia, Pesaro, Fossombrone, Urbino, Cagli, con
altri

Mondidphumy grosso borgo murato, posto alla sinistra del Cesano su vaga collina, e da Giovanni della Rovere signore di Sinigaglia munito di valida cittadella,

luoghi.

Fano venne
se

appellata con diverPlinio e


Stra-

denominazioni,
la

bene nae ,
la
la

chiamano Fanuni Fortued


y

Vitruvio
disse

altri

Colonia
Ri-

che tuttora
di

si

mo
Il

della collina,

somsebbene non pi
scorge nel

Julia Fanestris

Pomponio Me-

Colonia Fanestris.

a servir

propugnacolo destinata.

Guicciardini lo chiama castello pi forte e migliore del vicariato, che cosi venne detta la regione fra il Cesano ed il Metauro, prossima al ducato di Urbino, e quindi da quello dipendente. Insigne la sua collegiata, e vi so-

petendo questa citt origine etrusca, soggiacque poscia alla dominazione dei galli senoni. M. Curione
coU'esercito

romano avendo

disfalli

que'formidabili nemici della repubblica

romana,
Ne' piani

delle spoglie al

present la decima tempio della Fortudel

no pure
ni,

conventi degli agostinia-

de' francescani,

stero di suore.

non che monaRegnando France-

sco Maria

della Rovere, il quale guardia duecento soldati spagnuoli, il suo competitore Lorenzo de'Medici ne commise l'assalto ai guasconi, il quale egli stesso dirigendo, venne pericolosamente ferito nel capo da una palla di archibugioj ma i suoi capitani per
vi pose in

Metauro fanese Asdrubale con cinquanlasei mila cartaginesi. A Giualcuni si lie Cesare ditlalore da attribuisce la deduzione della colonia in Fano, aggregata alla trib
na.

venne

sconftto

Follia

ci

manifesto

errore,

solo al suo nipote Cesare

Auguste
Colo-

deve
to

ripetersi
citt
,

il

privilegio accorda-

alla

di

chiamarsi
il

un

cunicolo

vi

entrarono, e costrin-

sero la piazza alla dedizione. Anti-

camente Mondolfo fu

denominato

tempo del suo risorgimento, giacch sotto galli senoni avea perdute il suo antico splendore; indi Augusto la circond di mura. Nelnia
Julia
e
fu quello
i

Offw, e nel iSSy il cardinal legato Albornoz ordin che


si

Monte

l'anno

272

della nostra era, l'imil

peratore Aureliano tra

distruggesse,

quindi

si

chia-

Fano

trionf de' terribili

Metauro mar-

masse Villae Justiliae, ma ebbe lutto l'effetto. Evvi


giata de*
ss.

ci
la

non

colle-

Faustino e Giovita. nel suo governo la comune di s. Costanzo, che ha la collegiata dedicala a tal santo; co-

Comprendesi

gli

appodiati
devesi

Cerasa,

Stacciola.

Non
la

poi tacere, che antica-

mente dividendosi la provincia delMarca in tre presidati, uno di

comanni, e de' giutunghi. Nell'anno 3oo dice l'Amiani che gi era citt ; indi i figli di Costantino ne restaurarono le mura. Telila rovin questa citt, dopo che Narsete vi avea battuto Teja re de' goti ; ma poscia venne rifabbricata da Belisario, riparandola cos anco dalla distruzione che vi oper Alarico. Il
pontificale di

Ravenna

nella

vita di

FAN
.

FAN
gorio IX, nel

!%
contro
II,
il

Agnello

ci (a

apeie, che nell'anno

565 Fano
dio, e

fu distrutta
vi

che

per

da un incenuna gran niollii

deputali a Jesi
za

i^Sa, Fano mand per stringere alleanpopoli,


le

con

diversi

tudine di persone. Nel sesto secolo


se

vessazioni
figlio

di

Federico

cui

ne impadronirono
pass
di

longobardi,
il

Manfredi

re di Sicilia,

per

e da essi
degli

sotto

dominio
in

esarchi

Ravenna, ed
il

questo tempo
la

vi fu

tribunale su^

alcun tempo ne occup la signoria. Nel 1259 Manfredo conferm a' fanesi l'antica facolt che ave-

periore della Pentapoli marhtiina


cui giurisdizione
si

vano
trenta

di

poter
di

guerreggiare
territorio.

per
Colle

estendeva da
il

miglia

Ancona a Kimini. Sotto


cato di
s.

pontifi-

funeste fazioni de' guelfi e ghibellini,

Zaccaria

1*

esarcato
la

di

nel secolo XllI alla concordia


in

Ravenna
tezione,
gieci,

si

pose sotto

sua prodai
dei

successe
coli

Fano per ben due


discordie
,

se-

vedendosi

trascurato

cittadine

le

quali

ed esposto
estendere
il

alle irruzioni

longobardi, che

facevano
loro

di

tutto

per

dominio in

aumentaronsi dopo che nel 1 3o5 Clemente V stabil la residenza pontificia in Avignone: e talmente
la

non rispettando neppure le Ed terre della Chiesa romana perci, che non potendo ottenere il Papa Stefano III, che Astolfo
Jtalia,
.

citt

fu

allora

lacerata

dalle

guerre domestiche, che la parte migliore emigr, ed in una collina


del

re de' longobardi
stragi

cessasse di fare

quasi

Musone si raccolse, formando una colonia in Monte Fano.


i

nella provincia

romana
Francia
nel

ri,

Altra colonia avevano

fanesi pre-

corse a

Pipino

re
in

di

il

quale

portatosi

Italia

^55

con poderoso esercito, costrinse Astolfo a restituire le usurpate terre, ed ampli il principato della
Chiesa,

cedentemente fondato in Tiberiade, a mezzo di Ugo del Cassero che ne divenne conte, il quale ebbe la gloria di essere uno de'conquistatori della Palestina nella pri-

dandogli
citt

l'esarcato,

comil

preso

la

di

Fano, ed
1'

suo

territorio,

come narra
di

Anastasio
Pio,

ma crociata. Sotto Clemente VI Papa avignonese, i Malatesta incominciarono a dominar Fano e il


suo contado, e 1' ebbero dalla santa Sede in feudo e in vicariato. Nel 1443 Alfonso re di Napoli con trenta e pi mila uomini si

in Vit, Steph. ITI.

Attempi
nell'Biy,
JiiriSy

Lodovico

I,

il

Fano veniva detta Urbs come capo annonario della Pentapoli, Rimini, Pesaro, Fano,
Sinigaglia,

accamp
corsi.

sotto le sue

mura

ma

ed Ancona.
la

Nei

secoli
alle

veneti furono

pronti di validi soc-

mezzo soggiacque

citt

Sotto Nicol

respir
gli

Fano
scismi

Idi

vicende delle
e

(azioni.

Pi
molli

volte fu

la pace,

essendo terminati

difesa

protetta

dalla repubblica

di

Venezia

contro

nemici,

che afflissero lungamente la Chiesa, e diminuito l'accanimento delle fazioni. Nicol

dopo averla alquanto signoreggiata Azzone di Este. Nel i4o il doge


i

a'

29 agosto \^5o
Pandolfo
deter-

conferm
Malatesta

a
il

Sigismondo

veneto Pietro Polani


galere
si
i

con
de'
I'

molte
fanesi

vicariato di Rimini, di

rec in aiuto
pesaresi

Cesena, e di

Fano ec, con


,

contro

assediata. Nel

avevano pontificalo di Gre-

che

minato annuo censo


gli

condonando-

quello sino allora

non pagato.

lyo

FAN

FAN
ne possesso di Ferrara, pass per Fano, volle riconoscere la casa ove era nato a s. Francesco poi pro,

essendo Sigismondo ingrato santa Sede, Pio II ne volle olla abbattere l'orgoglio, col ricuperare

Ma

ad essa Fano, e il suo territorio, che il Papa fece assediare dal suo
esercito, e lo

priet del

conte

Montevecchio.

11

magnanimo Paolo V,

tra le tante

riebbe

con
di

capitolaaltri

zione nella quale tra gli


vilegi,
gli

pri-

concesse
,

continuare

ad

essere libera

a segno che fuvvi


persino
la

un tempo che
neta, e nei

batt

mochia-

imprese che resero celebre il ^uo pontificato, nel 161 2 apr, purg, e fortific il porto di Fano, donde provennero vantaggi all' annona del Piceno, dell' Umbria, 6
della

patti

Pio II

Romagna.

Gli altri principali

Urbs magna, ac potens. Dal i463 in poi i romani Pontefici


:

per un governatore hanno governato Fano, meno il bi-eve dominio dello Sforza, e quello di Cesare Borgia duca del Valentinois, che
sotto

avvenimenti di Fano , sono che mentre il governatore pontificio la amministrava , riuscirono vani gli attacchi del duca d' Urbino Francesco Maria della Rovere nel i5i7
civili guerre con successo i fanesi attaccarono que'di Fossombrone, e ne rimasero signori per poco tempo; come anche di Monte Barroccio, e No-

per occuparla. Nelle

Alessandro
I

dron.

di

lui

ne impasobborghi andarono
se

VI

pressoch distrutti

dai

turchi

nel

1487, allorch

Beccolino

da Osidel

mo, essendosi impadronito premo potere della sua


chiam nefandamente
corso
citt
gli

su-

villara,

patria

Pesaro:
pale

ambedue appartenenti a Monte Baroccio ragguardeil

in

suo soc-

vole terra

cui consiglio munici-

ottomani.

Da

Giulio II la

chiamavasi

senato; Novillara
origine.
Soffri

venne chiamata repubblica a cagione del privilegiato suo reggimento, e le monete di argento le coni sino al 1592, epoca in cui
fu assunto al pontificato
il

vanta
la

antichissima

pure soventi ed enormi danni dalpirateria dei barbareschi, e nel


d'indi-

1799 un improvviso sbarco


sciplinati turchi

concit-

fu fatale alle loro


alle peisone.

tadino Clemente Vili.


Silvestro Aldobrandini insigne giu-

ricchezze

ed anche

Pochi anni

reconsulto,

dopo

essersi

ne'

tempi
ordi-

prima Fano era stata dai terremoti lungamente agitata


senza notabili danni. Cosi anla rivoluzio-

della ribellione di

Firenze ritirato
gli

ma

a Venezia, dove riform


ni e statuti
,

cora dopo che scoppi

fu
di

uditore

del car-

dinale

legato

Ravenna,

che lo

fece luogotenente e

governatore di

Fano. Ivi egli si trattenne lungamente, ed allora vi ebbe quattro figli maschi, ed una femmina e tutli furono persone di grande stima e l'ultimo, Ippolito, nato a* 24 febbraio dell'anno j535, o come altri vogliono nel i536, divenne il gran Pontefice Clemente Vili. Allorch egli nel i^^^y per pieudci*e solen, ,

ne francese, e che le sue armate invasero l'Italia, occupando lo stato pontificio, nel 1797 a mezzo di molti emissari venne alzalo l'albero della libert in molte citt,
e con questo

esempio
per opera
novit
,

fece altretdi

tanto

Fano
delle

alcuni
i

amanti

laonde

ne-

mici senza sparare

un

fucile fecero

r ingresso in Fano. Quindi i fanesi spedirono deputati a Milano per


essere dal

direttorio incorporati ai

FAN
dipartimento
ci che deirEmilia subito ottennero, bench il trattato di armonia de* francesi col Papa era
,

FAN
un compendo
rie
dell' origine,

171

ed

isto-

stato

conchiuso. Eletto
di

nel

1800
VII,

nel conclave

Venezia Pio

citt, Venezia 1640 Giuseppe Colucci, Del" Vantichit di Fano della Fortuna, exst, nel tmn. IX XAnt. Pie.

di questa
figure.

con

nel portarsi

in

Roma

in

compada

La
s.

fede

fu

predicata

in

Fano
di
s,

gnia de' cardinali Braschi e Doria,


a'

Apollinare

discepolo

19 giugno giunse in Fano ricevuto con ogni maniera ossequiosa, e di religiosa esultanza, ed alloggiato dal vescovo Severoli decorosamente. Visit tutti i monisleri, offr
il

ed arcivescovo di Ravenna, ed il primo vescovo fu s. Pa- lerniano, nato in Fano da un console di Roma e morto nell' anno 348, il quale pux'e il primo proPietro,
,

divin sagrifzio in quello delle

te-

resiane, e

con

la celebrazione

del-

l'esequie

suffrag

l'anima di
quell' istituto.
il

sua
Il

Occup la sede per quarantadue anni , e termin di vivere ai i3 di novembre, giortettore della citt.

madre

eh' era

morta
in

esemplarissi-

no

in cui

si

celebra

la

sua

festa.

ma

religiosa

La

sede

vescovile

Papa benedi solennemente


diante popolo dal

tripu-

soggetta alla

tempo fu metropolitana di Ur-

un

palazzo del ve-

bino, come

scovo, e nella piazza maggiore do"v'

ma

poscia

riporta Commanville, divenne immediatamenal

era preparata magnifica loggia;


si

te soggetta

romano
Gio.

Pontefice,

tra le illuminazioni,
la del

distinse quels.

come
nianza

lo

al presente.

testimo"

monastero benedettino di
nel

del

b,

Nonantulano,
,

Arcangelo. Di poi

i8i5 Fano

scrittore del secolo XIII, egli afferma,

torn al soave e della santa Sede.

paterno dominio
seguenti autori;
isto^

che per alcun tempo


l'anno 3oo,

e sino dal-

Fano

(u metropolitana
dell' esarcato.

Di Fano

scrissero

della
i

Pentapoli

Fra
vi

Pietro Maria Amiani^ Memorie


fiche della citt

successori

di san
altri

Paterniano
santi
,

diFano^ per G. JjConardi, stampata in Fano nel 1751 questa opera divisa in due tomi d molti lumi sulla storia delle
;

furono alcuni
insigni prelati.
al concilio

e diversi

S.

Eusebio,
di

che fu
la

di

Roma
celebra

nel 5o4, sot-

to

il

pontificato
si

Simmaco;
ai

\icine citt, e soprattutto delle fa-

sua festa

miglie che dominarono Fano. Octa\ius Cleophilius, Ristoria ^seu de hello Fanensiy

Romae i5i6:
Pio
II

quest'i^

18 aprile. S, Fortunato, quinto vescovo, il quale col consiglio di Papa s. Gregorio I, vend i vasi sagri per rii

storico trovossi presente alla battaglia

scattare

cristiani caduti nelle


S.

ma-

che

le milizie di

dierono
orbis

ni degl' infedeli.
di
s.

Orso successore
si

a quelle di

Sigismondo Malatesta.

Fortunato,

di cui

veneradi

Joannes
et

Blavius,

Theatrum

no

le reliquie

nella

cattedrale

terrarum. Jodocus Hondius,


plio,

Nova

accurata Jtalicae hodiernae descriJacomo Lauro, Storia e pian-

Fano, e la memoria si celebra a' i5 maggio, Rinaldo, decimosesto


vescovo, trasport
il

corpo

di

s.

Grignani 1634. Pietro Nigosanti, Della Faneidcy ovvero guerra della citt di Fano scritta in ottava rimai con
ta di pel

FanOj

Roma

Cosimo Ghedi Pistoja, eletto a' 14 giugno ri i53o da Clemente VII, non avendo r et prescritta dai canoni, raoFortunato nel 1012.

i7a
ri
il

FAN
i537
<|'

FAPI
li.

nel

anni venllquatlro:

Al piesenle
il

ha due dignit,
la

la

suo zio caiclinale Ercole Gon/.agH n' era stalo fallo vescovo nel

prima
canonici,

prevosto,

seconda

l'arcidiacono.

Clemente VII. Pietro Bertano domenicano, fatto vescovo da Paolo III nel i537,

i528

dallo

slesso

Vi sono altri dodici comprese le prebende del


e del teologo, e
chierici
sei
,

penitenziere
neficati
altri
,

be-

quattro

mansionari!

ed
al

in qualit di

legato

intervenne al
e nel
cardinale.
fece

preti

addetti

concilio

di

Trento,
lo

i55i
Nel
vescovo

servigio divino.

La

cin'a d'

anime
:

Giulio HI

cre

nella cattedrale amministrata dal

1622 Gregorio

XV

prevosto
ivi
si

aiutato da

un sacerdote

e cardinale Francesco Boncompagno. Il cardinal Giulio Sacchetti


nel
sta

venerano
i

parecchie

insigni

reliquie, e

corpi di tre santi suoi

1626 venne innalzato a quesede da Urbano Vili, fu legadel

vescovi, Eusebio,
so.

Fortunato ed Ornella
citt

Oltre

la

cattedrale
tredici

ed abdic nel 1637. Angelo Ranuzzi, fatto vescovo da Urbano Vili, nel 1686 fu creato cardinale da Innocenzo XI.
to

Ferrarese,

sono altre quattro delle


vi

parrocchie, in
avvi
il

quali

fonte

battesimale. In quanto
religiosi d'

agli
,

ordini

ambo

sessi

tutti esi-

Taddeo Luigi
Innocenzo

del

Verme,

nel

1688

stono
dei

sum mentovati,

all'

in fuori

XI

lo cre

Fano,
sfer

e nel

1695

vescovo di Innocenzo XII


Ferrara.

domenicani e degli agostiniani. Sei sono i conventi e monisteri


de* religiosi, e quattro
i

cardinale, e successivamente lo tra-

monisteri

ad Imola ed a
di

Il

delle

monache;

tre

conservatorii,

novero de' vescovi


portato
sino
ai

Fano
si

ri-

primi del secolo


leg-

passato dall' Ughelli, indi Io

con parecchie confraternite, monte piet , seminario istituito dal cardinal Ranuzzi, ed altre pie e
di

ge nelle annuali Notizie di Roma continuato sino all' odierno, il degnissimo monsignor Luigi de' conti Carsidoni di Camerino, eletto dal Papa regnante a* 29 luglio i833.

benefiche istituzioni
dinale
,

Il

detto car-

uno de' pi benemeriti vescovi di Fano , ristaur r episcopio, e miglior la mensa


siccome
episcopale.
la
tOy

La cattedrale, cui abbiamo gi


cata
all'

antico edifzio di

diocesi

I luoghi principali delsono i seguenti. Cartoce-

parlato , dediAssunzione in cielo della beata Vergine. 11 suo capitolo vanta

che

die

vari
al

uomini
clero

illustri,

particolarmente
ta nel

secolare

e regolare: la sua rocca fu ristora-

antichissima origine, osserv la


vita

i352

dal

consiglio
civili

di

Fade^

primitiva

comune
s.

venne

no

contro alle

stragi

celebralo
scul.

da

Pier

Damiano,

guelfi e

de' ghibellini. Saltara, ove


i

XII, ntW opuFanen. Il ca* pitolo sino air anno i4i8 elesse il proprio vescovo e dall' anno
scrittore del secolo
1']

fiorirono

monaci

celestini

ed

ad

Cleric.

minori conventuali sino dal I223,


epoca in cui ve li stabili lo stesso s. Francesco; la chiesa di s. Martino fu eretta sull' antico tempio di Marte. Serrongarina , ove erano
i

II

64

in

poi

i
i

canonici,

ossia

il

capitolo elegge
nicati
vati

canonici ai cano-

vacanti, nei

alla

santa

mesi non riserSede: Benedetto


disti n-

girolamini:

si

celebra

un

sotter-

XIV

lo

decor di privilegi

raneo illuminato, pei molini della Traforata , edifzio. del f 49 di

FAN
gran costo. Mondavo^
che
e religiosi,
iliustii,

FAN
con monaper
si

173
quella bianil

Chiesa, o

dell'esei-cito,

chiara

molti

ca tela colla

quale

popolo pre-

uomini

militari, e cavaheri.

sentava

le
il

oblazioni di pane e visagrifizio,


ec.

OrcianOy

la

cui pieve

vuole

sia

no per

Ma
un

nei

li-

gi stata tempio di Giano, ed una


delle cento chiese erette dalla
sin-

bri liturgici della

Chiesa romana
velo,

anche
si

usata a denotare
il

goiar

piet

della

Matilde.

Nel

gran contessa i348 i Mala testa la


,

del quale

solo

sommo

Pontefice

decorarono di porla e di torre che fu restaurata nel ^^t. Vi sono le monache benedettine come in Mondavio; vi fior V accademia de' Tenebrosi^ ed ebbe diversi uomini che la illustrarono. S, Costanzo, ove furono le canonichesse lateranensi, gli agostiniani ec, avendo nel suo territorio la villa delle

adorna; il qual velo chiamato Orale anche da Innocenzo 111 nel lib. I,cap. i3 De mysteriis missae^

scrivendo: Romanus Ponli fex post albam, et cingulum as sumit Orale, quod circa caput in volvitj et replicai super hume ros , legalis Pontifcis ordineni
cos

->

sequens, qui post lineam strictam et zonam induebatur ephod .


11

Caminate , gi sito delizioso dei Malalesta: die molti chiari uomini.


della

seta bianca, tessuto

fanone un velo di sottilissima con fili di quatcolori,

Sarchi ove nel iSiS il cardinal Rovere edific una bella torre, ed anch' essa si distinse per uomini celebri. La mensa vescovi le di Fano ad ogni nuovo vescoTo tassata ne' libri della camera apostolica a fiorini trecento. V. l'Ughelli, Italia sagra tom. I, pag.
,

che si adatta al Papa diacono ministrante allorch lo veste, sopra gli omeri dopo avere ricevuto il succintorio e la croce pettorale. Prima che il diacono imponga il fanone al Patro

dal

cardinale

pa gli d a baciare la croce ricamata. Nel prendere le altre sagre vesti,

655
to,

e seg.

come

la stola, la tonicella,

la

dal-

FANONE, FANON. Ornamene veste propria del solo

sommo

quando celebra solennemente, dopo l'ora di terza, e dopo aver preso la croce petPontefice, che assume
torale.

matica e la pianeta, a modo di cappuccio viene posto al Pontefice sul capo, stendendoglisi una parte per ultimo in giro sulla pianeta, come una corta mozzetta, sopra del quale
va posto
il

Rilevando

il

Borgia

le

inse-

pallio,

mentre

l'altra, co-

gne

poco assunsero gli arcivescovi di Benevento, meno questa del fanone, nel tom. I, pag. 326 delle Memorie
storiche,

pontificie che a poco a

mech doppio, rimane


tica

sul camice, e

sotto la stola, la tobicella, la

dalma-

la

pianeta, cio la parte infe-

riore. Il

ne d

le

seguenti spiegala

fanone ornalo nelle estremit d'ambedue le mozzette con un

li

zioni.

Dagli antichi

voce Fano,

che viene dal

tedesco

Fahnen o

galloncino d'oro, e con una croce d'oro ricamata, che corrisponde in

Farteli denotante que*veli che pen-

mezzo
st e
te;

al

petto,

ed aggiunge mae-

dono

lunghe aste a modo di bandiere, che pure chiamaronsi Confanon o Conf aloni, adoperata
dalle

decoro

al Pontefice celebran-

largo circa tre palmi, e circa


I

quindici lungo.

quattro colori

vi

a significare varie cose, come il manipolo, la stola, il vessillo della


fu

sono

posti a similitudine di

quelli,

de'quali era

composto 'F/od (Fed)

^4
del

FAN
sacerdote, tessuto a stridi giacinto, di coccino
i quatfanone del Pon-

FAN
diamo a
dire. Consiste in

sommo

due moz-

sce d'oro,

zette cucile nella parte

cocco, e di bisso, denotanti


:

tro elementi
tefice della

cosi nel

che circonda il collo, allacciandosi con un bottone le aperture corrispondenti alle


spalle,

Chiesa cristiana, con equi-

valenti colori, corrisponde

con
il

otti-

te rispondente

essendo nel mezzo della paral pelto ricamata in

ma

consonanza
il

alla figura

figu-

oro

la

croce raggiante.

rato; e perci

zo III dice che ad imitazione del


rale

medesimo Innocendel romano Pontefice,

sotto alta circa

La mozzelta di due palmi scarsi,


in circonferen-

lunga palmi dodici


za;
quella
di

sommo

sa-

sopra

un

pollice
cir-

cerdote della vecchia legge usa

TO-

meno
conda
oro,

lunga.
il

L'estremit che
galloncino

o
:

sia

il

Fanone

in vece del-

collo

ha un galloncino

di

l'efod

Legalis Pontificis ordinem

il

quale

quasi

M sequens, qui post lineam strictam, et zonam induebatur ephod >.

doppio
te.

nell'altro

cito su ciascuna delle

lembo, ed cudue mozzet-

Vi

perci divario tra


:

il

fanone

e r efod

ad ogni modo non lo quanto alla forma che abbiamo detto essere a modo di mozzetta, quando l'efod era una veste formata di due parti quadrale, le quali congiungevansi sopra
gli

Il drappo del fanone di seta e oro con linee o strisce rette perpendicolari; cio il tessuto contie-

ne nei colori due linee larghe ciascuna mezzo pollice. Una linea
di seta bianca,
l'

altra di oro

tali

omeri, coprenil

linee sono congiunte da


linea

do una parte
tergo,

il

petto, e l'altra

striscia

di seta

una terza colore amadelle linee

rimanendo aperto nei lati. Sopra la parte anteriore pendeva il razionale fornrato di una lamina d'oro ornata de' medesimi quattro colori dell'efod, ed insignita con dodici

ranto,

larga

un

terzo

bianche

e d'oro,

equivalente ad

un

sesto di pollice.

Nelle note all'Ordine


p. Mabillon, a pag.

romano del
si

554,

avverte
adca-

gemme
cio

partite in quattro or-

essere vario
la

il

significato della parosi

dini,

tre per

ciascuno,
scolpili
i

nelle

Fanon^ poich qualche volta


si

quali

gemme erano
figli

nomi
autori

dita l'ombrello, o baldacchino, che

de' dodici

di Giacobbe,

anticamente

portava sopra

il

delle dodici trib, secondo l'ordine

della loro nascila.

Ma

Giustiniano
,

po del sommo Pontefice, di cui se ne fa menzione nel rituale del Cajetano nel cap. 47 ove si dice ordinata processione mappa super ca-

Chiapponi, Acta
col
citato

canon, sanctor.

tom. I, p. i47> Ltur. roni. PoMf.,han giudicato essersi sostituito il fanone all'^mZ/to, detto anticamente anabolagio, e superhumeralcy che i Papi prendevano dopo il cingolo, come nota il p. Pouyard, Del bacio de^piedi de somGiorgi,

put ejus exiensa, come riporta il p. Bonanni nella Gerarchia eccles. al capo LXVI Del velo usato dal sO' lo sommo Pontefice detto Fanone.
Signific talvolta simile voce lo stendardo pendente da un* asta detta volgarmente confalone,
verti
il

mi

La

Pontefici pag. 44* descrizione addotta del fanodi


tutti
i

come

av-

ne secondo quella
sero.

li-

turgici, e di quelli che lo descris-

Macri, nella Notizia de'vocab. eccl. alla parola Fanon, che anzi aggiunge che con s fatta voce
molti significarono
il

L'odierno fanone come an-

velo penden-

FAN
le

FAN
:

175

anticamente dal braccio del sacerdote e del diacono, poi chiamato


asciuil

Durando, Raon. lib. 3, cap. g, dicendo Sane romanus Pontiftx post


albani, et cinguluni assumit orale,

manipolo; ed era usato per


gare
sudore,

come per

raccoglie-

quandam

re le lagrime
sagri ministri.

sparse dai medesimi

La

cagione per cui

questo velo

condo il 228, essendo

chiama fanone, secardinal Bona, Liturgia p.


si

sndonam, quod veli imponi t, et replicat super humeros, et ante pectus. Va notato che negli anvidelicet

capiti quasi

in

modum

tichi cerimoniali,

la

voce di origine

sas-

nominato con

la

viene alcune volte parola Favon (et

sone, perch significa

un

velo spieil

gato, ci che pure scrisse

Vossio
7.

mitrani habens in capile supra favonem), dalle quali parole prese ar-

nel

lib.

De

vitis

serm., cap.

gomento
le spalle,

il

citato

Macri
si

di dire,

che

Parlando poi Paride De Grassis nel suo ceremoniale mss. del fanone
pontificio, ecco

anticamente non

ripiegava sopra

come

esprimesi

Fa-

non

dicitur superhumerale, est ve-

ma si teneva in capo ponendovi sopra la mitra, come si vede in alcune pitture antiche di mosaico,

liim clini trium coloruni variegatum,

ed anche

nane et lineuni Jlis aureis contextum. Vivendo egli nel pontificato di Leone X, conviene dire che in quel tempo il fanone fosse di tal
materia. Parlando del fanone
signor Ciampini,

aggiunse di averne
sorte in

un

regno papale; ed vedute di tal antico cerimoniale di


il

Daventria

mon-

De

veter.

nionim.

citt della Fiandra. Riscontrando per il Macri ho veduto che deve dirsi, ch'egli ci lesse nel cerimoniale antichissimo del Davantria.

tom. I, e. 20, pag. 289, dice: Integrum illud capili circonfusuni Phanone barbare vocitamus. Phanon vero, omssis aliis expricationibiiSj ve-

S persuasero alcuni, che il fanone fosse anche usato dai semplici sacerdoti, dappoich nell'Ordine
si

romano

legge,

che quando
ricordi

il

ve-

luni est variegatum,

quo Papa post albam ornatur, quando solemniter

scovo conferiva loro l'ordine sacerdotale, tra gli


altri

diceva

celebrai, et

dream collum ac supra

caput ad jormani cuculli reflectidonec pianeta induatur, e ne adduce la figura, che nella porta di bronzo della cappella di s. Gio. evangelista al Laterano fu posta quando il cardinal Cencio la fece
tur
fare per ordine di Celestino III

nel

Xn
pa

secolo, e rappresentante quel


il

Pa-

Nullus cantei sne amiclu, alba, stola, fanone , et casula; ma opportunamente il Macri ci avverte che debbasi intendere il manipolo, perch di esso non se ne fa menzione, mentre si deve comprendere tra i paramenti sacerdotali ; come non facendosi menzione della stola, questa viene significata con la parola Orariun.

col fanone sopra

capo come

un

cappuccio, e ripiegato sopra


le in

le spal-

Di questo ornamento e veste


propria del
brante, non

solo

modo che forma una


258

mozzetriporta
se-

sommo

Pontefice cele-

taj

figura che a pag.

lo stesso

Bonanni, dandoci nella

si pu con sicurezza affermare in qual tempo ne comin-

guente il Pontefice, sedente col fanone, ed il pallio sopra come si usa


attualmente. Del fanone, e del mo-

ciasse l'uso. In

un

antichissimo mesdi
s.

sale

della chiesa
si

Assisi,

dice che

dovendo
i

Damiano in il Papa
piedi ai

do

di

portarlo,

ne parla pure

il

nel gioved santo lavare

176

FAN
Oltre
altro
rito,
i

FAN
summentovati
antico
si

poveri, exut se pianeta, et assumit

rituali,

in

mantuni in scapuls^ imposito super caput fanone sine mitra ; e inoltre che il Papa nel venerd santo, y^zvone non utitur; ci registrato nel cerimoniale romano con queste parole: Paratur consuetis paranientis exceptis sandalis, suhcintorio^ favone, et chimthecis. S'ignora per Te-

pili

legge

lo sfcjsso

cio in quello pubblicato per

ordine del
eletto
si

Pontefice

Gregorio X,

nel

1272.

Ivi nel
il

prescrive

come

numero 6 nuovo Papa

deve consagrare sacerdote quanlo sia, e numerandosi le saCaigre vesti che assume si dice
si

do non

poca in cui fu
sale.

scritto

il

suddetto mescap. 70, dice


in

ceabitur sandalia^ et caligis^ et


tis

lo-

Pietro Amelio sagrista di Ur-

bano

del

i362,
il

al

che mentre

Papa mangiava

manibus induelur omni ornamento suo, scilicet primo alba, cinguloj cum subcintonOj postea pedorale,

pubblico^ era paratus usque

maticam inclusive rubeum ad scapulas, fanonem sive orale in capite et mitram aurifrisiatam super fanonem. Pi antico
^

ad dalhabens mantum

demum

fanone, postea

stola,

di questo

l'altro
il

cerimoniale del

cardinal Cajetano,
viveva,

quale nel

294

deinde tunicella, et postea dalmatica, subsequenter recipit chirothecas, et demum casulam, et mitram in capite suo sine pallio, et anulo pastorali, quae postea recipit in capite suo. Dunque sembra che me-

regnando allora Bonifacio

Vili, e in esso apparisce l'uso del


fanone, poich nel cap. 84> parlandosi de mandalo fiendo in die jovis

morie anteriori al secolo XII del fanone non vi sieno, e perci non
potersi stabilire l'epoca di sua origine.

In

fatti

nelle pitture

antiche

sancdy
pulis,

si

dice Pontifex exuit piane-

taniy et assumit sibi

mantum

in sca*

super caput suum fanone cum mitra facit mandatum duodecim subdiaconibus, rochetum
imposilo

Papi prima di tal tempo, ninna se ne vede col fanone, bench sieno vestite colla casula o pianedi molti
ta,

e ornati

di

mitra,

eccettuata

quella
creato
re,

cum

superpelliceo portanlibus. Cos

memorata di Non nel 1 1 9


1 .

Celestino III
si

deve tacesul

ancora nel cap. 87, De ordine sedendi in mensa ^ si prescrive che il

che

il

p.

Bonanni riporta

usque ad dalmahabens mantum rubeum a scapulas , fanonem in capite, et mitram aurifrigiatam super fanonem. Ma il medesimo cardinal Cajetano Stefaneschi ove descrisse tutti i sagri paramenti, de' quali ^estivasi il Papa per la celebrazione della messa, non fece motto alcuno di fanone, ma solo come

Papa

sia

vestito

ticam

in(flusive

fanone l'opinione di alcuno, che lo vuole introdotto dall'antico costume della Chiesa greca,
principio del

vescovi per avere il capo coperto quando vestivano gli abiti pontificali, come si v^de nel-

usandosi dai

la

figura

di

s.

Atanasio

Vescovo
secolo,

alessandrino, fiorito nel

IV

e prodotta dallo stesso p. Bonanni. Che il fanone, al presente semplice

ornamento

del Papa, serviva

abbiamo detto

il

nomin

in occa-

sione di pranzi solenni, e nella di-

anticamente ad uso di cuoprire il capo a guisa di cappuccio, lo dice

stribuzione del presbiterio.


zi

pranec.

pure

il

solenni erano quelli della coro-

sigillo della

Garampi neVJlluslraz. del Garfagnana a p. 77,


il

nazione, di

Pasqua,

di Natale

citando

Giorgi,

De

liturgia rom.

FAN
Ponti/, tom.
di
ni.
ci

FAN
lacio

d le Neir invenzione del cadavere di

i47, 267; inseguenti erudite nozioI,

pag.

Vili,

pare che

fossero

177 ima

specie di fazzoletti,
gliate

o tovagliole ta-

Bonifacio Vili,
ticolo

come

si

disse all'ar-

a pi angoh, e non gi un collaro rotondo, come il fanone


odierno.

Cadaveri (Fedi), fu trovato il fanone, secondo la forma odierna ; e forse anche simile era quello di Clemente IVj giacche quan-

Sicch il Garampi crederebbe che tali tovagliole s'involgessero intorno al collo del Ponteaffinch il sudore del capo fice
,

do

174^ fu tiasportato in Viterbo, nella nuova chiesa di s. Maria de'Gradi, fattail

suo cadavere

nel

non insucidasse la pianeta; essendo che presso gli antichi sleno sinonime le voci di Fanon^ Mappu'
Manipulus, e Sudarium, che in altro non furono, che un fazzoletto ad sudorem, et pituitani oculorum , narium , et salivarum abstergendam, come riflette Sicardo, bench poi in appresso divenissero un mero ornamento, come lo tuttavia il manipolo. Onde lo
la,

si

casualmente un'apertura nel coperchio della cassa, videsi che il cadavere avea in capo una mitra
sopra una specie di cappucche dalla testa gli scendeva gi

oi'igine

)3assa,

cio,

pel collo, e innanzi al petto sopra


la pianeta
;

che appunto
il

il

mo-

do, con cui portavasi

fanone. In
esistente in

un un

antico cerimoniale,
codice

stesso

pu

credersi essere

successo

che sebbene convenga in grandissima parte con quello del cardinal Cajetano Stevaticano,
fneschi,
scritto,

del fanone detto Orale, perch servisse

a ricevere

il

sudore del voltD^

dal di

cui testo

fu tra-

pure vi di pi tra gli altri ornamenti pontificali, de'quali vesti vasi il Papa per la messa, anche il fanone, come pu osservarsi
presso
il

maggior comodo e ornamento alla forma odierna. Che pone al cadavere del il fanone si Pontefice, ce lo attesta anche il
ridotto poi per
Marcelli, a pag.

64 Sacrarum

cae-

p.

Gattico,
I,

Acta

caeri-

monialia tom.
ventario

pag. 106. IVelPin-

rimoniarum. Del fanone il Cancellieri ne parla ne' suoi Pontificali a pag. 42, 4^j 6 102; nelle Notizie
sulla festa

del tesoro di Bonifacio Vili, leggonsi in una classe a parte dagli amilli e

di

Natale

ne' Possessi a pag.

a pag. ^o; 5^, cio nei


le

orali:
tribiis

Oralia
virgis

UH

dai manipoli^ gli

detti

luoghi ne

ripete
il

noUzie

magna

ciun

Altrettanto dice
II,

Novaes nel tom.

ad

auruni in quolibet
et aliis

capile^ et tribus in medio,


virgulis minutis.

Ilem

unum

orale

26, delle Dissert. storicoOltre a ci si possono consultare i seguenti autori. Il Zaccapag.


1

critiche.

cum tribus ad aurum,


ab una
virgis

virgis
et

a una

quolibet capile

virga de auro

lalere. Ilem.

VI oralia cum
XIII
oralia

amplis a lalere de serico ruviridi.

beo

et

Item

Onomasticon Rituale, alla Menochio nel Il p. t. IIIj pag. 491 ^^^^^ Stuorcj ove tratta se la seta nostra sia la medesima con il serico, bisso, e bomria uiX

parola Fanon.

sive tobaleasj

bent costas

quorum aliqua haad aurum, et aliqua

bice degli antichi.

Jac.

Altingium,

De
8
Joh.

mitrai
dist.
t.

stola,

sunt simplicia sine laborerio. Item Oralia cum virgis nigris per

UH

ephod, in Hept. Thes. Ant. et Vili

Oldermannum
Pontificis

longuni.

Ma
VOL.

questi orali

di

Boni-

byssins

De Max.
,

vestibus

Helmst.

xxui.

12

178
in vestita Pont,

FAN
Epscopum
veters

FAN
riusc

1717. A. F. Palitzsch,

vivace
nello

leggiadro

poeta.
fu

Max.

Te-

Nel suo soggiorno in

Roma
di

nm

stamenli repraesentatum^ Primislav.


piatiti^

messo
Peralta

studio

monsignor

1733. Sarnclli, Del lume a princidella tonaca di giacinto del sommo sacerdote, a pag. i3i. P^. l'articolo Vesti de'romani Pontefici.

uditore di rota spagnuolo,

del quale divenne segretario. All'esal-

tazione di Benedetto

XIV,

fu da
sa,

lui

dichiarato

nel 1 740, cameriere di

FANTASTICI.
secolo,

Eretici del sesto

onore, ed avendo celebrato la mesfu annoverato tra


i

s^uaci

di Giuliano
il

vescovo
esiliato

prelati re-

d'Alicarnasso,

quale

fu

ferendari, 6 nel

1743 quando era


cardinal
Alpioil

con

altri eretici

per ordine dell'imsi

destinato

uditore del

peratore

Giustino, e

ripar

in

bani camerlengo,
si

Papa

lo

Alessandria, ove per sostenere contro l'eresiarca Severo che


c|i
il

corpo
sol-

mosse air uditorato di rota, fece grande onore per la


tudine, e per la dottrina,

in cui
retti-

Gesi Cristo fosse incorruttibile,

laonde

pretendeva che avesse sofferto


tanto in apparenza.

Benedetto XIV lo dichiar pure reggente della penitenzieria, e consultore dei


di
riti
,

FANTUZZI Gaetano, Cardinale. Gaetano Fantuzzi figlio del conte Giacomo patrizio ravennate di
stirpe

qualifiche

proprie

un uditore di rota, e ci in premio della sua condotta e sapere.

senatoria

bolognese

di

Acquistandosi ognor pi la be-

Laura Gotlifredi dama romana nacque il primo giorno di agosto 1708 in Gualdo, villa di Ravenna,
e fu battezzato nell'antica pieve di
s.

nevolenza di
sava
pora,
te
;

Benedetto XIV, pendi

questi

elevarlo

alla

por-

quando

fu sorpreso dalla

ma

il

successore

morClemente

Giovanni in
i

Compito.

Furono
d'insi-

XIII, ai

24

settembre

1759

lo

solleciti

di lui congiunti

cre cardinale

dell'ordine de' preti,

nuargli

le

sante massime della reinclinato alla


si

conferendogli in titolo la chiesa di


s.

ligione, e vedendolo

Agostino, donde poi pass a quel-

piet ed allo studio

determinacol-

rono di mandarlo al celebre legio di Modena. Quivi fece


care
di
il

Vincoli. Divens. Pietro in ne prefetto della congregazione dello di


l'

spic-

immunit, e

membro
concilio
,

di

quelle

suo talento e vivo desiderio per cui sollecitaapprendere


,

dell'esame, del

del
,

buon
della
visita

governo, della
e
della

concistoriale

mente

fece

progressi nelle

lettere

disciplina, dell'indice, della

umane
piti

e nella filosofa, e divenne


i

correzione

de' libri della

esemplare tra
l'universit di

suoi discepoli.
gli studi,

Com-

Chiesa orientale.
gli

Fu

protettore de-

felicemente

pass nel-

eremiti camaldolesi, de'filippini


,

Pisa per apprender-

di Montefalco

di

Ravenna,
ec.

della

vi

le leggi

dal rinomato professo-

comune

di

Melara, di Castel Bolo;

re Averani, e
rit la

dopo
le

tre anni

si

me-

gnese, di Savignano
fraternite di
lia,
s.

delie condi

laurea, dandosi quindi anstudiare

Girolamo
Lorenzo

Ame-

che Nel
i*a

matematiche. 1730 si port in Roma ove ben presto die a conoscere com'ea
dotto
nella

dell'universit
.

de' droghieri

di

Roma

F.

Fusconi,

giurisprudenza
le

e
cui

quanto Coltivava

muse,

in

Componimento per V elezione del cardinal Gaetano Fantuzzi in protettore di Ravenna sua patria, Ro

FAR
ma
1771.
di

FAR
per
,

t7'9

Fu

ai

conclavi

la

gossi
al

dal

mondo

per

consegrarsi
principesse
dalla

elezione

Clemente

XIV

di

Signore.

Parecchie
attirate
,

Pio VI, ed in

questo secondo ebpontificato.

d* Inghilterra

fama

be

molti voti pel


istitu
,

In

di

sua
la

santit

sua casa

una
,

specie di ac-

sotto

vennero a porsi sua guida. Lasciando la

cademia
noni
li

ove

recitavansi

erudite

dissertazioni legali
;

e sui sagri caraccolta di bel-

e form

una

quadri, che poscia fu trasporta-

alla villa di Gualdo. Encomiato per moderazione d'animo, per peri-

ta

maggior parte de'suoi beni al mo* nistero, and ella a ricevere in cielo la ricompensa delle sue virt, il 3 aprile dell' anno 655. Per l sua intercessione furono operati
vari

miracoli
Bret,
di

fra

cui

la

guari-

ria

nelle

divine

ed

umane

leggi,

gione
ta
le

della totale cecit a Carlotfiglia

per

affabili
il I

ma

ottobre

maniere, mor in Ro1778, e venne


in
s.

del tesoriere gee


religiosa

nerale

Francia,
,

di
si
s.

esposto

e sepolto

Pietro

in

Faremoutier
trassero dall'

la

quale

allorch

Vincoli

con

onorevole

iscrizione,

avendo compiti anni

settanta.

Ab-

urna le reliquie di Fara, nel 1622, affinch tutte


religiose

le

biamo r Elogio funebre pel cardinal Gaetano Fanluzzi, Fermo 1781. FARA o BuRGONDOFARA (s.). Figlia di Agnerico, uno de'primi uffiziali

potessero

venerarle,
le

non

contenta di baciarle, se
tre

fece per

volte

appressare agli

occhi,

tosto
vista.

ricuper
S.

della corte di

Teodeberto re

miracolosamente la Fara onorata con parItalia;

di

Austrasia. S.

Colombano, che
mentr'era
an-

ticolar
cilia
,

divozione in Francia, in Siin

alloggi in casa di suo padre, consecrolla al Signore

la

sua festa

assegnata ai 7 dicembre.

cora fanciulla. Contrariata nella sua


vocazione dal padre, che volea darle

FARAN.
za
di

Citt vescovile della tersotto


la

Palestina,

metropoli
al
al

marito, cadde in

una malattia

Petra, nel patriarcato di Gerudire


setti^

la

che fece temere della sua vita ; ma sua costanza , avvalorata dalla mediazione di s. Eustazio, trionf dell'ostinazione del padre, col quariconciliatasi

salemme, la cui erezione di Commanville rimonta

mo

secolo.

La

citt di
,

Faran

es-

sendo stata rovinata


stero situato
sul

la sede

ve-

le

prese

il

velo dalle

scovile fu trasportata in

un moniSinai
,

mani di Gondoaldo vescovo di Meaux, l'anno 61 4- Eletta badessa


del

monte

ed

perci
il

che
il

trovansi

de' vescovi

monistero di Faremoutier, afratello,


la

sotto
te

titolo di

iutata dai consigli di

suo
in

di

s.

Cagnoaldo Walberto, vi
s.
s.

Sinai,

Faran, o del monquale per nel XII seIl

colo divenne arcivescovato.


te Sinai
,

mon-

stabil

regola

di

Colombano

tutta la sua purezza ; e quel monistero sparse odore di santit, onorandosi dalla Chiesa parecchie di quelle che vi si ritirarono, tra
le altre

che gli arabi chiamano Gbel-Musa , perch Dio sulla cidi

ma

sraeliti

diede la legge agli iper mezzo di Mos , oppuesso

re solamente Eltor,

che

significa la

Sisetrude,

Gibitrude,

ed
fra-

Ercantrude. S. Farone, altro


tello

di

lei,

mosso dagli
di

esempi e
scgre-

dai

discorsi

sua

sorella,

montagna per eccellenza, situato in una specie di penisola, formata da due stretti del mare Rosso, a 260 miglia al sud - est del Cairo,

i8o
e s'impiegano

FAR
della

FAR
Penta poli, di rito copto, eretta vei'so l'anno 85o, che Vanslebe credeva fosse Algeri. FARE (de la) Anna Lodovico Enrico, Cardinale. Anna Lodovico Enrico de la Fare nacque in

ordinariamente dieci giorni per gugnervi. Bisogna altra vei*sare il deserto di Sin o Sinai, ch' assai alto,

ed

il

passaggio
Fi-

del quale

molto
si

disastroso.

nalmente

giunge in una pianu-

ra alla estremit della quale s'innalzano le due montagne di Sinai

Lucon
allo
ti

nella Vandea agli 8 settembre 1752. Sentendosi inclinato


stato ecclesiastico,

e di Oreb. Alla sommit del Sinai


fu fabbricata una cappella dedicala a s. Caterina. Sul monte medesimo vi un monistero abitato da monaci greci, e costrutto a for-

dopo

fat-

ordin sacerdote, e merit che Pio VI nel concistoro


gli

studi

si

de* 17 dicembre

1787
dal

lo

vesse alla chiesa vescovile di

ma
ne
si

di

fortezza

sotto

l'

invocazio-

cy

nella

Lorena,
in

promoNanmedesimo
primal'uf-

della

stessa santa,

della quale

Papa
ziale.

eretta

cattedrale

vuole

sieno

le reliquie

che

ivi

Gi avea disimpegnato
tesoriere della

sono in venerazione. La chiesa dedicata alla


trasfigurazione
tutta

fizio di

santa

cap*^

del Si-

pella di Dijon, e quindi assist agli


stati

gnore
di

magnifica,
;

coperta

di
i

Borgogna

distnguendosi
essi.

piombo
di

sostenuta

ordini

colonne di sono quattro miglia per salire dal monistero fino alla sommit della

due marmo. Vi
da

fra

presidenti di

Dopo
di

fatto

vescovo fu deputato agli


nerali, e fece
il

stati

ge-

discorso

aper-

tura, che per

montagna, dove Dio diede le due tavole della legge a Mos. Sulla detta sommit fu innalzata una cappella con molta propriet, e ve
n' un'altra sotto la invocazione di

Quindi

sottoscrisse

non fu stampato. Vesposizione dei


la Luzerne Langres, contro

principii del clero di Francia, for-

mata da monsignor de
allora vescovo di
la costituzione civile

del

clero

primo de' vescovi di Faran o del monte Sinai fu Nelra o Netera monaco del monte Sinai medesimo: fra i di lui successori fuvvi Teodoro che nel pontificato di Onorio I fu autore e corifeo
s.

Elia.

Il

poscia

ritir nelle

note

vicende
inca-

politiche in Austria,

dove fu

ProLodovico XVIII , e del suo fratello monsieur il conte


ricato degli affari del conte di

venza poi re

d'Artois poscia re Carlo

X, presso

degli eretici

monoteliti, che erano


degli eutichiani
,

come un ramo
riconoscevano

una

sola volont in

Gesti Cristo, cio la divina.

Teodo-

r imperatore Francesco I. Ricomposto r ordine di cose , il nostro Anna nel 18 14 rientr in Francia, ove fu fatto primo elemosiniere di
di Luigi

ro fu condannato dal concilio lateranense del 649, e nel sesto concilio

madama
XVI,
,

la

delfina figlia

e duchessa di
indi

An-

generale del 680.


in

Teodoro

successe Simone, quindi Giovio, che

aggiunto al g and' elemosiniere di Francia, per

goulme
gli
fzi

fu

mori
F".

Le Quien, Oriens
pag.

odore di santit nel io33. Christ. tom.

affari

ecclesiastici.

Di

tali

uf-

Ili,

ville

774- Il citalo Commanaggiunge che vi fu altra se-

rinunzia nel 18 15, e nel concistoro del primo ottobre 1817 Pio VII il fece arcivescovo

ne diede

la

de episcopale pur chiamata Faran,

di

Sens, e di poi

in quello de' 16

FAR
maggio

FAR
cardinale,
il

1823

lo

cre

Lorenzo

trasmettendogli la notizia e
rettino rosso

ber-

guardia nobile conte Valentino Canale, e la berretta cardinalizia, per Tablegato


dalla

perch venuto in Italia dalla Siria, o Latino come altri vogliono, prima vescovo di
Siro,
t

Spoleto, e poi di Sabina,

fab-

bric

monsignor Francesco Saverio Massimo ora cardinale legato di Ravenna. Nel medesimo anno per morte del Papa si rec in Roma al conclave per l'elezione di Leone
XII,
il

monistero e la chiesa nel monte Acufano. Questo siccome pi volte si trov rovinato nelle
il

fazioni, e ridotto in

estrema mise-

ria, cos replicata mente

venne
dal p.

ri-

sarcito,

come abbiamo

Ma-

quale

gli

impose

il

cappel-

billon negli annali benedettini.


Il

lo cardinalizio, gli confer in titolo

santo vescovo Lorenzo Siro ne


il

presbiterale

la chiesa di

in Traspontina, e lo

Maria annover alle


s.

congregazioni della
ca, del

visita apostoliriti,

concilio

de'

della

rev.

fabbrica.

Quando
X,
del
il

in
il

Reims
cardi-

fu consegrato Carlo

primo abbate met del secolo, avendo seco la sorella Susanna e due compagni, Isacco e Qiovannij fugg in Italia con circa trecento persone per scampare dalfu,

come dicemmo,

fondatore verso

la

nale pronunzi

discorso d'inaure.

la persecuzione di Anastasio

impererisi

gurazione ad

morte

di

Per Leone XII torn in Roelogio

ratore ariano

mentre
S.
gli

goti

gnavano in
ritir

Italia.

Lorenzo

ma

pel conclave in cui usc eletto

cev in Italia

ordini sagri, e

Pio Vili nel 1829, nel qual anno e a' IO dicembre mor in Parigi, ed il suo cadavere esposto prima
nella chiesa di
xerrois,
s.

nell'Umbria
nella

appi del lago


detta
di

Velino,
Penolaco,

solitudine

non lungi da
,

Spoleto.

Germano TAualla

Eletto pastore di Spoleto

avendo
quella

venne

trasferito

cat-

illuminato colle
sede, fu

sue

virt

tedrale metropolitana di
di

Sens, ed

vt sepolto. Il cardinale fu

dotato
;

singoiar

piet

dolcezza
gli

di

attitudine per

trattare

affari,

denominato X Illuminatore. ne' Cenni Il dotto p. abbate Bini storiciy di cui parleremo, dice che s. Lorenzo Siro si deve riguardare
i

per cui lasci alcune memorie di quelli che gli furono addossati ; e
di

trasporto

alla

poesia,
i

facendo

bene e facilmente

versi.

FARFA.
lius
dell'

Celebre
di

abbazia
s.

nuU

ordine

Benedetto

per uno di que* vescovi regionari, quali erano come ausiliari de' vescovi propriamente detti, lo che meglio si accorda con quanto scrisse s. Pier Damiano che lo fa vescovo di Sabina. Dopo avere eretto
il

nella Sabina, luogo fabbricato pi

monistero

di

Farfa, espose

a foggia di foro che di castello, famoso pel suo monislero, e per tanti abbati e monaci che l'illustrarono in santit

nella chiesa alla pubblica

venerala pia

zione un'antica e divota


della B.

immagine
s.

Vergine Maria, che

dottrina.

Il

tradizione dice dipinta da

Luca,

luogo di sua situazione anticamente chiamavasi Acuzio ed Acuziano, e fu poi detto Farfa dal fiume di questo nome, dai latini chiamato

rimovendo da que' luoghi il simulacro d'un drago, cui prestavasi


superstiziosa

riverenza, siccome a

vanzo

d' idolatria e di gentilesimo.

Foharm, che Sotto

gli

corre.

S.

La

detta

immagine

dipinta

in

ia

FAR
con sughi di
di
er-

FAR
dotto e eh. monsignor Marino M;irini

tavola, e colorita

ba stemperati neirolio
fu detta
s.

sasso

pubblic in
la

Roma
di

colle

stamab-

nella cera e nel miele, e dal

luogo
presso
di
s.

pe

Serie cronologica

degli

Maria

in Aciifiano dal
colle

bati del monistero

Farfa j
di

im-

Tocabolo del memorato


il

portantissima, ed assai utile per la

fiume Farfa. Sulla identicit

grande erudizione

critica

cui

Lorenzo, e se fosse piuttosto romano, ne tratta il eh. monsignor Marini. Divergenti poi sono le opinioni sull'epoca dell'erezione del
nistero.

piena questa dissertazione. L' arciprete Francesco Paolo Sperandio


nella sua

Sabina sagra e profana,


di

mo-

Roma

1790, parla

questa

ab-

Avendo

s.

Lorenzo

stabilita

bazia, pag.

i4o

e seg., riportando

nel monistero la sua regola monastica


si

la serie degli
ri

abbati commendata-

trov in grado di spedire de'

mo-

sino a detta epoca.

Dopo

il

pri-

naci in vari luoghi dell'istessa Sabi"

mo

abbate

s.

Lorenzo,

rammente-

na, nell'Umbria, negli Abruzzi ec. Egli probabilmente vi mori nel 576. Il monistero sempre pi divenne rinomato, e venei^to dagli stra^ nieri. Anche i goti avevano rispettato il pio luogo, non che arricchito con donativi. Faroaldo I duca di Spoleto tornando da Roma in gran pompa verso l'anno 691, abbandonata la comitiva, vi si rec, vi risarc tutti
si
i

remo di nuovo l'abbate s. Tommaso di Morienna gi monaco di Monte Cassino, che ristor il monistero,

parlandone il Ferrarlo nel suo catalogo de' santi, sotto il d I o settembre Auneperto di Tolosa fu il terzo abbate; Benedetto, nell'SiS, reclam nel concistoro,
.

in cui erano presenti

Papa

PaI,

squale

I,

e l'imperator Lottarlo

danni,
di

vi
il

integrit de' privilegi del suo

mo-

fece

monaco, essendo abbate


s.

nistero.

Morienna. Il p. abbate Bini dice che questo santo nel 672 ottenne da Fasavoiardo

Tommaso

Al successore Sicardo conferm Lottano I i diritti, i beni,


e
i

privilegi
di

dell'abbazia. Nel go,

roaldo

soccorsi per ristorai*e

il

tempio e il monistero, e fondi pei medesimi in onore della B. Vergine; ma in quanto all'epoca della
fondazione della chiesa
nistero riporta
tori,
il

e del

moscrit-

parere degli

Papa Gregomonastero. Pietro vescovo di Spoleto nominato abbate, forse commendatario, dallo stesso Lottano I, rinunzi ed ottenne neir 844 che a questo insigne cenobio fosse restituita la liverno
rio

Sicardo
il

IV

visit

che lo attribuiscono all'anno


al

bert de' suffragi nella elezione del

43o, o

pontificato di Vigilio,

eletto nel 54o.

proprio abbate; ed Ilderico eletto abbate dai monaci, fu confermato


dall'

La

chiesa fu consegrata dal

Papa

imperatore nella dignit. PerII


gli

Giovanni VI o VII nell' anno 707 , mentre gi il monistero era divenuto ricchissimo, massime per le generose largizioni de' longobardi duchi di Spoleto. Il Mabillon nel
toni.
ci
1,

tone o Pietro

successe

neli

1*854, ^ rivendic
risdizione

al

monistero

suoi privilegi, e l'esenzione dalla giu-

temporale de' Papi

ci

par. II del

l'indice

Museo Italie. Abbatum Farfensium.


giorni,

Ma

a' nostri

nel

i836,

il

che approv Lodovico II avendo onorato personalmente il luogo. Carlo il Calvo imperatore rese immune dai tnbuli. e dai tribunali il monistero

,, ,

FAR
di FarPa, gpeft;uKlo all'abbate

FAR
ma
la

i83

tar

depupersone idonee ad amministrar la


soggetti
deli'

canonica legale dichiarazione o conferma propriamente di nul'


liiis l'ebbe da Urbano Vili, che con diverse sue lettere la totale esenzione ne dichiar dai vescovi ed arcivescovi viciniori , colla privativa soggezione de' castelli che la

giustizia ne* luoghi

all'ab-

bazia.

abbate Campone, alcuni vogliono che nel


i

Per r indegnit

94^
dati

cluniacensi ivi fossero


ia
II,

manmoe

a restaurar nastica: Ottone

disciplina

ed Ottone IH
agli

compongono. Ci concesse

al cardinal

dovettero

riparare

scismi

corruzione dei cenobio.Essendo abbate


si

Francesco Barberini suo nipote, abbate commendatario, ed a' suoi successori in perpetuo.
lettere, in

Ugone,

il

Pontefice Silvestro II

port a Farfa. Sotto l'abbate Gui-

La prima di queste data i8 novembre 1627,


le dii

done, Ottone III, e poi l'imperatrice Agnese visitarono il monastero ; e r onor pure Papa Nicol

prescrive che qualunque lettera a-

postohca, specialmente sopra


domiciliati

spense de' matrimoni riguardanti


,

governo dell' abbate Berardo Orlano. Nell'anno iisS divenne abbate il piissimo Adenolfo, amico di s. Bernardo, dal quale
II
,

nel

tanto

nella

badia
s.

di

Farfa, quanto nell'altra di

Sal-

vatore
sia

maggiore ad essa unita privatamente diretta all'abbate

ottenne alcuni monaci


di cui

cisterciensi,

era capo l'abbate Bernardo


pel monistero di

commendatario pr tempore. L'altra de' 17 novembre 1628 co-

poi
8.

Eugenio HI,

manda che
missioni per

la

spedizione delle

di-

Salvatore.. Fiorirono altri abbati

gli

abbaziah

promo-

farfensi

successivamente

l'abbate e beato

non che Gherardo o Ge,

vendi agli ordini sagri spetti ancora privatamente all'abbate com-

rardo, che dicesi essere vissuto d'u-

mendatario pr tempore, e questo


se

na

santit

pi

meravigliosa
attesta
il

imitabile,

come

che Manrit.

sacerdote
pastorale,

abbia

l'

uso della

quez, negli
II,
e.

Annali
i

cisterciensi,

3, all'anno

i36.
vari personaggi

Vi ebbero ancora

ed altre insegne pontificali; possa benedire solennemente, e di pi conferire a' suoi sudditi la tonsura, ed i quattro
ordini minori
;

mitra

del clero secolare e regolare deputati


in amministratori e visitatori. Dipoi

e se ancora car-

dinale della santa

romana Chiesa,
di
la

l'esenzione e la qualit di nidlius di

possa pei
zione
,

luoghi
legge

sua

giurisdi-

poco a poco, ed a misura della maggiore o minor potenza de' monaci farfensi, e delia maggiore o minore resistenza de' vescovi sabinesi. Dal lodato Marini si rileva che Urbano IV, dichiar l' abbazia nullius dioecesis. Ci ottenne l'abbate Pellegrino: l'ultimo abbate claustrale
fu Nicol
II.

f{uesta abbazia prese piede a

concedere
si

come

nell'

benedizione appendice del

sinodo farfense del cardinal Carlo Barberini , ove sono riportate le


pontificie lettere.

In progresso di tempo
stero divent signore
di

il

moni-

parecchie
spirituale

terre e castelli,

e nello

Gran
il

forza e giurisdi-

zione ebbe sotto


cio
st

Pontefice Bonifa-

IX, ed anche molta ne acquisotto Clemente VII, e Sisto V;

ebbe vari luoghi dalla diocesi di Sabina smembrati , come Poggio Cerdomare Monte s. s. Lorenzo Maria Salisano ed altri ancora per cui forse divenne il pi ricco
,

_,

i84
d'Italia

FAR
dopo quello
il

FAR
di Nonantola.

poi di
vie,

s.

Anastasio alle

Acque Sal-

Godeva
farfense

monistero
tutti
i

ed

abbazia

monistero de* cistcrciensi pres-

con

suoi beni tem-

so la basilica ostiense. Vuoisi perdis. Bernardo, da cui pendevano, come capo disU' ordine abbia cistcrciense, i due cenobi mandato all'abbate di Farfa Adenolfo alcuni monaci di s. Anastasio, con Pietro Bernardo, che sen-

porali della

immediata

protezione

tanto che

dee recar meraviglia, come avverte il Borgia nella Breve istoria del dominio temporale della santa Sade nelle Sicilie^ lib. Ili, ^4, che il particolar suo governo e delle cose che
lo

dell'imperatore, ne ci

za essere fregialo della dignit cardinalizia, fu assunto al

risguardavano,
il

nulla

offendere

papato. Ag-

potesse

dominio
.

la

sovranit

giungiamo che
braio
1

eletto egli

a'26 febe te-

che tutto all'intorno dovevasi alla santa Sede Il medesimo scrittore narra il placito tenuto dall'imperatore Enrico I nella basilica vaticana alla presenza di Benedetto
VIII, investendo pr virgam l'abbate Ugone, coir approvazione del Pontefice, cio del castello di Boc-

145>, passati tre giorni,

mendo
sti,
i

l'impertinenze degli arnaldi-

quali avevano congiurato per

deporlo, se

non avesse

voluto con-

chignano, che resta pi d'un


glio distante

mi-

da Farfa. Longino figlio di Azzone nel io38 gli don un'estensione non tenue di fondi rustici ed urbani, che gli vennero
confermati dagli imperatori
co
ta
III,

fermar loro l'usurpato senato, fugg di notte da Roma co' cardinali al monistero di Farfa, venticinque miglia distante da tal citt, passando per Monticelli, e vi fu consagrato a' 4 naai'zo ; quindi pass a
Citt di Castello, dov' era
prile,
a'

a-

ritornando poscia

in

Roma,

Enridet-

IV

e V, insieme

alla

esenzione

dell'abbazia.

Questa

esenzione per
tare

me
sert.

non pot non porben presto grave scandalo, corileva il Muratori, nella dis6g, pag. io, delle Antichit Quindi ebbe molte volte
persocoi vescovi di
il

ove fu ricevuto con grande tripudio e pompa, che descrive il Cancellieri, n^ Possessi de' Papi a p. i4Dell' origine dell' abbazia di s. Salvatore maggiore ne tratta il p.
Mabillon nel tomo
citati
II,

pag.

1 1

o de'

Annali
insigne

benedettini^

all'anno

italiane.

vertenze, tanto con private

740, ove dice che Luceabbate dell'ordine di san Benedetto, poco prima di san
di Cristo

rio

ne che
bazia

non pertanto
farfense

Sabina; ci monistero ed abpi

Bonifacio

fondatore
Salvatore,

della

celebre

abbazia di Fulda,
chiesa di
s.

ex'esse col titolo

in

modi rec

distante otto

Abbiamo

splendore alla provincia di Sabina. dal codice vaticano, co-

me narra il Baronio all'anno 1 1 4^, che di l usc per sedere sulla cattedra apostolica
tefice
il

mentovato Ponil

nome, Sabina l'abbazia suddetta, ove la maestosa imsi vede e venera magine dipinta del Salvatore. All'abfu perpetuamenbazia di Farfa
miglia dalla terra di questo
nella
te

Eugenio
il

III,

quale appelin

unita

nello
s.

spirituale

questa

lato innanzi Pietro Bernardo, profess


le

abbazia di
s.

Salvatore, gi de'modallo
stesso

monachismo

Chiaraval-

naci detti berrettanti dell' ordine di

a persuasione di s. Bernardo; fu abbate di s. Zenone in Pisa,

Benedetto

,
,

Papa

Urbano VII!

dal

qual

monistero

,,

FAR
furono
licenziali

FAR
benemerito
nel
istituto,

i85

con suo breve de'

7 settembre 1629, come si legge neir appendice del mentovato sino-

do ottenuto il permesso di demolirla onde ampliar l'edifcio di quel


fabbricarono in
di

do a pag. 999. Allora


e
s.

la

giurisdi-

vece l'attuale, poco lungi dall'antica,

ziale abbaziale dell'abbate di

Farfa
estese

1639, e eoa disegno


e

Fran-

Salvatore

maggiore
,

si

cesco Paparelli:

al presente

non
n' era

sugli antichi castelli

forse

gi apRieti

pi parrocchia

mentre

partenenti
cio

alla

diocesi

di

abbate

il

cardinal Ercolani la chiefu

Longone j Capradosso, ConcerRocca Vittiana Cenciara, Rocca Raniera, Magnalardo, Pogviano.


,

sa fu restaurata.

nell'anno
di

999

Qui noteremo, che tenuto un insi-

gio-Vittiano,

Porcigliano, Vallecu,

pola, Varco, Pratojanni


reccia.

Nel

soppresso

e Vaccamonistero ,

che resta quasi nel mezzo de' memorati castelli, ed in una aperta campagna, dal cardinal Federico Lanle abbate commendatario venne trasferito il seminario abbaziale, il
quale sino allora era
slello
la

gne placito in Roma alla presenza Papa Gregorio V, e dell' imperatore Ottone III, in cui l'abbate Ugone vinse la lite di due chiese ( appunto ove ora la delta chiesa
di
s.

Luigi

) ,

fjfitae

sunt aedificatae
....

in

Therms Altxandrinis
regione

silae

Romae,

nona.

A
,

questo
si

Ugone, eh* era pur vescovo

at-

stato nel

ca-

tribuisce pi probabilmente l'intro-

di

Toffia.

Godeva pertanto
perpeSalvadi
s.

badia di

Farfa coU'altra
se

Inamente a
lius
,

unita

duzione de* monaci cluniacensi in Farfa , consigliala dall'abbate s. Odilone.


li Muratori nell* appendice alla cronaca farfense nota, che non so^

tore maggiore, la

qualit di

nuLe

una

ricca

rendita

superiore
di
si

ad annui scudi quattromila,


SI

lo
il

monaci

cistcrciensi

abitarono

rispettabile giurisdizione,

che

stendeva anche al borgo


l di Rieti, e persino in sa parrocchiale in

della cit-

Roma

una chiced anlila

camente fuori
fu data in
re di
insigni

della

Sabina

gi-

risdizione era pi estesa, e dacch

commenda, ebbe Tonogovernata


roniana,

venire

da

molti
delia

che esavevano una grancia, e avevano pure il monistero del ss. Salvatore Non va taciuto che a questa abbazia furono confermati tutti i beni che aveva nelle Marche, da Innocenzo III nel ii98 Ma in quanto ai cistcrciensi
si

monistero di Farfa,
presso

ma

Scandriglia

nobili

personaggi

dimoranti
sul!'
il

nel

monistero
del

farfense,

corte

e curia

La

chiesa

incominciar

secolo

XV
mo-

appartenente alla abbazia era nel luogo ove ora la Chiesa di s. Luigi de' Franca-

parrocchiale di

Roma

cardinal Francesco Carbone, che

alcuni
nistero

come
di

diremo

chiamarono
del

Tomacelli, qual prolettore

[Vedi) dedicata alla beata Vergine

con

un

priorato
la

de* benedettini,

Ma
I*

essendosi

accomodata
abbazia
di
s.

coli*

nazione francese abbate di Farfa,


la

ebbe
il

chiesa parrocin

Farfa ( anche il cardinal Boccamazzi nell'anno 1292 era stato costituito da Nicol IV prodell* abbazia ; e Bonifacio lettore Vili die all' abbazia pi protettori,
fra*

chale

Salvatore

Campo
I

quali

nomineremo
s.

cardinali
cister)

ove oggi

monte

di piet.

de-

Francesco Orsini, e R.oberto


ciense dei titolo di

putati di questo stabilimento aven-

Pudeuziana

i86
li
i

FAR
ed in veco v' introdusse
della

FAR
congre-

espulso,

monaci benedettini

qhe ritenne un solo anno, nel qual tempo licenziando mo-

1476,

gazione teutonica. Da questo fatto che non pot seguire senza illimitate
facolt,

naci

della
i

nazione

teutonica
del

vi

chiam

benedettini

sagro
di

essendo allora

il

car-

speco di Subiaco, e

con

breve

dinale

Carbone detto Toinacelli ve-

scovo di Sabina, e nipote di Bonifacio IX, incominciano quindi la

magde,

primo agosto i477> divise la mensa dell'abbate commendatario, dalla mensa


Sisto

Papa

IV,

in

data del

gior parte degli scrittori


gli

la serie

conventuale de' monaci; fu a questi


restituito
il

abbati commendatari
i

farfensi

diritto di

potersi

crea-

de' quali noi riporteremo

pi be-

re

un abbate

claustrale.

nemeriti, e quelli che vanno


tovati per
interessanti.
le

men-

Battista Orsini romano, cardinale,


fu dichiarato abbate

notizie

istoriche piii

commendatario
god
1'

nel
dia

1482 da
anni

Sisto IV, e

al)ba-

primo Francesco Tomacelli napolitano, ma veramente Carbone o Carbonario, nipote di Bonifail

Fu

ventidue. Rifabbric

dai

fondamenti la chiesa di s. Maria di Farfa, che fece consagrare solenne-

cio IX, gi

l'anno
nel

monaco cisterciense dali399 o i4oo, sino al i4o6


Il

mente l'anno
seramente
Angelo.
Sisto
i

i49'^'

Termin mis.

suoi giorni in Castel

epoca della sua morie.


t.

Cardella
sto-

II,

p.

297

delle

Memorie
che

Gara o Gala
abbate nel

della

Roin

riche de* cardinali

avverte

alaltri

vere, di Savona,
II,

nipote di

Giulio

cuni Io chiamarono Tomacelli,


cesco Carboni

fu eletto

i5o8:
il

poi lo confusero col cardinal Francerto che non si ; un cardinal Tomacelli col nome di Francesco, e sembra giusto quanto lo Sperandio scrisse a pag. 229 della Sabina sagra su tal cardinale: gli successe il cardinal Antonio d'Aquileia. Secondo i registri o annali farfensi, dopo il cardinal

tempo
nistero

di lui lo zio ristor di Farfa,

mo-

ed eresse
s.

in col-

conosce

legiata la chiesa di

Antimo o An-

tonino martire, parrocchiale del castello della Fara, con bolla degli i i

novembre
dopo;

i5i3.
io

Sisto

mori

poco

ma

trovo che fu creato car-

dinale nel

marzo
abbate

1 5o8, e che mori agli 8 i5i7. Altri fanno in vece

Carboni o Tomacelli succederebbe Francesco da Yiteibo, che per non fu riconosciuto che nel ^t.. Conviene anche osservare che sebbene
l'abbazia fosse

il

cardinal

Franciotto della

Rovere pur nipote di Giulio II. Ranuccio Farnese romano, cardinale, nipote di Paolo III, che nel
lo
1

54^

data
in essa

in

non era per

commenda, mancato sino


il

cre cardinale, e nell'anno seguen-

te lo fece

allora l'abbate

claustrale, a cui

abbate commendatario ^ divenendo poscia anche vescovo subdi

solo regime spirituale n' era allidalo.

uibicario
le

Sabina;

glorioso per

E
di

questa contemporanea nomi-

sue preclare doti.

na go

due abbati ha potuto dar


confondere
alcune volte

luogli

di

dinal vescovo

abbati claustrali coi commendatali.

Latino Orsini romano, gi cardinal vescovo di Sabina, divenne ab-

Alessandro Farnese romano, cardi Sabina e poi di Frascati, successe al fratello Ranuccio neir abbazia, che ritenne finch visse. Egli condusse l'acqua in Farfa

bate

commeiidalario

di

Farfa

nel

o almeno

la

liui

pei"

comodo

FAR
dello

F
ni de'
ss.

TI

187
ed ana-

due fiere che in essa si fanno due volte all' anno con molto concorso. Mentre n' era abbate il medesimo cardinale, s. Pio V l'anno 1567 un alla congregazione benedettina cassinese
se
,

Pietro e
;

Paolo,

loghe insegne

essendovi suU' eser-

il

monistero

farfen-

che alcuni chiamarono archi-ce-

go una chiesa con uscio aperto suo campanile, con l'epigrafe in giSIGILLUM PRESmATUS ABBATI AB ro FARFENSis. Dalle immagini e dalle chiavi vuoisi dedurre, che di que:

nobio. Perla morte di questo abbate


il

sto

sigillo

si

servissero

rettori
il

Pontefice Sisto
e
di

tolse agli abbati


di

pontificii

della

Marca,

quando

commendatari prO' tempore


fa
s.

Farla

presidato

farfense
:

appartenne
sigillo
,

alla

Salvatore

ma"!ore

santa
simile

Sede
al
II

altro

ritrovato
tutto

giurisd7one

temporale , e la un peipetuamente alla camera apostodalla congregalica, da esercitarsi zione della sagra consulta. Qui va notato che il primo abbate cassinese fu d. Teofilo da Firenze, cui
successe
s.

non lungi da Foligno


descritto.

in

Il

Borgia nel
storiche^
il

tomo
a

delle sue

Memorie

pag.

253, descrive

presidato

farfense
ciasse.

e quali luoghi abbrac, Dice pertanto che anticamen-

Filippo abbati
di questo

della

Cava, e
registrano

te la

quegli
gli

allri

che

storici

insigne moni-

stero.

provincia della Marca civilmente dividevasi in tre presidati_, uno de'quali si chiamava presidato farfense, il quale comprendeva una

Alessandro Damasceni Peretti d


Montalto, nipote di
lui

porzione della Marca, e precisamente


la

Sisto

creato

cardinale,

nel

da 1590
e
di

Marca Fermana, contandovisi

le

citt di di
s.

Fermo ed

Ascoli, la terra

abbate commendatario perpetuo


Farfa. In

Vittoria, ed altre fino al nudi

tempo

di

questo

abbate,
giurisdi-

Gregorio

XIV

restitu

agli abbati
la

commendatari
cenzo

di

Farfa
il

cinquanta luoghi. Di queche d'ordinario dipendeva dal rettore delsto triplice dipartimento,

mero

zione temporale, ed

Papa Inno-

l'intera

provincia

della

Marca,

si

IX

di lui successore, ineren-

do alle disposizioni su di ci prese da Sisto V nuovamente la ritolse. Oper questo cardinale molte cose
in

hanno nell' archivio vaticano certe memorie del secolo XIV; ed in

un monumento i355 e i365,


minati
i

scritto fra gli

anni
il

nel

quale sono noter-

favore

dell'

abbazia e
introdusse
i

del

suo
con-

suddetti tre presidati,


:

vantaggio spirituale,
ri

e ne' monistela

della

Marca

zo farfense ha questo titolo Ci vitates, terra e, et castra quae sunt et semper fuerunt antiquitus sub

**
>i

gregazione cassinense,

cui

monaci
.

sono

pur quelli di Farfa Gli abbati avevano da gran tempo perduto la temporale giurisdizione del presidato farfense, che i rettori

presidatu abbatiae Farfensis

cum

eorum comunitatibus
ctibus:
civitas
s.

et districivitas

Firmana,
etc.
s.

Asculana,
della
sapersi

Victoria

"

Tu

pontificii

della

Marca

si

erano

quanto
stello

alla terra di

Vittoria, cadi
si

giustamente arrogala, ed quella che restitu Gregorio XIV, e tolse Innocenzo IX. 11 lodato Marini a
pag.

delegazione

Fermo
chiam Nano.
il

che prima

Monte Matellano, o Monte


Si

27 parla d' un nuto presso Cancelli

sigillo

rinve-

piant questo paese verso


secolo,

nodi

colle

immagi-

no

allorch

monaci

i88

FAR
molte
famiglie
,

FAR
saWnesi
a cagione
legiala di Toffia, alla

Farfii, e fuggivano dalla Sal)ina


dell'

quale perci
collegiate

concorsero

le

due
cio

chiese
di
s.

invasione de' saraceni. In quecollegiata dedicaVittoria.

della badia,

sta terra avvi la

ta a

s.

Francesco
detto
il

Barberini
la

fiorentino,

Fara, e della b. Poggio Mirteto (Fedi), bench nel memorato sinodo se ne


cielo di

Antonino di Vergine assunta in

seniore, ebbe
zio

badia di
nel

contino sino a quindici.


fatta elezione

Ma

per

si

Farfa dallo

Urbano Vili
di

1627, dopo averlo anche vescovo no a lui diretti i

fatto cardinale.

Fu

Sabina, e sobrevi

avendo reclamato l'abbate farfense regolare, venne da Clemente XII sostituito un vicario
apostolico,

surriferiti

come

si

pratica anclie al

sulla privativa spirituale giurisdizio-

presente

ne e
bati

rispettiva esenzione degli

abte

abbazia di Subiaco. Federico Marcello cardinal Lanall'

commendatari
Montalto,
e
diritti

farfensi,

e dei

della Rovere romano, nel


fatto

1746

claustrali abbaziali.

Ad

esempio del

cardinal
le rendite

riservatesi tutte

dell'abbazia, la

commendatario da Benedetto XIV, e nel medesimo anno si port a visitarla. Quindi trasfer
fu
il

rinunci a favore del seguente.

seminario abbaziale di Farfa dal

Carlo Barberini fiorentino, cardinale, fratello del precedente,


1

castello di Toffia al soppresso

mo-

nel

nistero di

s.

Salvatore maggiore.

666

gli

successe, e cominci a go-

Antonio Lante della Rovere ro-

1682. Ne' giorni 3, 4> ^ e 6 giugno del i685 celebr il siderla nel

mano,

nel

1769 per
zio,

rinunzia

del

precedente

nodo

farfense
,

coli'

intervento di

quattro vescovi
fense, e

molti

deputati
e be-

della diocesi della giuiisdizione far-

pi canonici, curati

con indulto apostolico di Clemente XIV divenne abbate commendatario, ed accrebbe di comode fabbriche il seminario abbaziale. Nel 18 16 Pio VII
cre cardinale, e nel

neficiati delle collegiate soggette al

lo

monistero, trattati dal cardinale con generosa ospitalit. Il sinodo fu stampato in Koma nel 1686, ed molto stimato non solo pei decreti che vi furono stabiliti , ma siccome pieno di ottime provvidenze,

anno mori

dopo

aver

seguente governato

Tabbada quarantotto anni. Successivamente furono abbati commendatari i cardinali Ercolani Luigi
(Fedi)j Cristaldi Belisario
e Giustiniani
quali articoli

(Fedi)^
ai

Giacomo [Vedi)^
si

e di belle notizie tutte relative

buon governo di sua commenda, che dopo ventidue anni, nel 1704 rinunzi al nipote che segue. Francesco Barberini romano, detal

accennano le loro virtuose qualit , e quanto fecero


abbazia.

all'

to il gunore, creato cardinale da Alessandro VIII, e morto nel 1738 decano del sagro collegio. Alla sua

Luigi Lambruschini di Genova, creato cardinale dal Papa regnante Gregorio XVI, nel i833 dal medesimo fu fatto abbate commendatario,
di
s.

morte
il

capitoli delle

chiese colle-

ed ordinario dei nionisteri Maria di Farfa, e di s. SalUrbano, piena di


dottrina,
e
di

giate della badia di

Farfa elessero
elezione
Col-

vatore maggiore, per cui pubblic


co'tipi del collegio

vicario capitolare, di che sino al-

lora

non
si

eravi

esempio

felo

pastorale,

di

che

fece nella

nuova chiesa

unzione, Epistola pastoralis

ad clc'

FAR
rimi et
rite

FAR
il

i>89

populum

ahhat/ie utriusque

fondatore del monistero a dedi-

conjunctae,

monastcriorum

s.

Marine farfensis , et s. Salvators majoris ex sacra casinate s. Benedicli familia^ datum Romae exportam Salaria m Vili idus januaiii die Epiphaniae Domini sacra, anno 1834. Lungo sarebbe qui
tra
il

carvi un tempio sotto l'augusto suo nome, stabili di solennemente co-

ronarla nella detta chiesa cattedracol dono fattone della corona d'oro dal rispettabile capitolo vaticano, secondo la pia istituzione di cui si parla all'articolo Coronale,

descrivere

tutte

le

beneficenze

zione delle sagre immagini (Vedi),

largamente sparse dal cardinal abbate sui diocesani, e la provvida sollecitudine che il distinse nell'ecclesiastico

Quindi il cardinale esegui con pompa ecclesiastica, e al modo che descrive il num. 43 del Diario di

governo. Trasfer il seminario da s. Salvatore maggiore a Poggio Mirteto , pubblicando nel i835, co'tipi Vaticani, le Regole pel

Roma^
3

il

rito della

coronazione ai

maggio immagine
fici,

1840, di quella sagra cui tanti romani Pontee divoti


fatto

imperatori, principi,

seminario abbaziale de chierici delle due abbazie unite di s. Maria di

senza
gni

numero avevano
tratto

ad o,

generose

largizioni
si

Farfa, e di s. Salvatore maggiorej quindi ne fu coniata una medaglia colla sua


effigie,

doni de' loro averi. Laonde

pu
anti-

affermare che se la sagra immagi-

e nel rove-

ne

vanta una
di
fra noi,

incontrastata
secoli

scio l'iscrizione: seminario faefensi

chit
culto

tredici

almeno di

coNSTiTUTo.
tacersi

Anno iSSy. N deve


il

non meno pre-

che
in

zelante cardinale ab-

gevole pel fervore di quella piet,

anno e co'suddetti un libro di buone creanze pel seminario, da lui a s utile scopo composto, libate
tale
tipi

fece

pubblicare

per la quale a storica grandezza crebbe il cospicuo monistero farfense. Nel medesimo anno ed in Ro-

ma, dalla

tipografia Salviucc,

il

p.

Regole di civilt e buona creanza ad uso del seminario farfense. E con ottimo divisamento, nel luogo del seminario in s. Salvatore maggiore,
titolo
;

bro che porta questo

il

lodato porporato pose

gli

specchia-

abbate d. Vincenzo Bini, procuratore generale della congregazione pubblic i suoi dotti cassinese , Cenni storici sulla sagra immagine di Maria Vergine che si venera nella chiesa abbaziale di Far-

tissimi e benemeiiti Passionisti

di)

per

(Vevantaggio spirituale di

fa
le

sulla

sua coronazione. Fra


composizioni pubblicain
si

poetiche

quei

popoli.

te colle

stampe

lieta

circo-

Considerando poi il cardinal Lambruschini che l' origine del monistero,

stanza
eh.

rammenteremo

quella del

come

della

chiesa di Farfa

e della sua celebratissima abbazia, devesi al collocamento della sagra

cav. Angelo Maria Ricci, cio r Inno affettuosissimo alla beata con 1' elegante versione Vergine
,

latina del eh. sacerdote Gio. Battista Castellani,

immagine di Maria, venerata con tanto amore ed ossequio principalmente dai popoli della Sabina, giacche
il

ed un' Ode.
i

La

posizione topografica, e

luo-

ghi della giurisdizione dell' abbazia


farfense

culto di essa fu senza conla

trasto

vera cagione che

mosse

sono descritti dal citato , Speraadio a p. i49 ^ seg. Tre so-

190 Bo i
sy e

FAR
cruuisli
fiiifcnsi,

FAR
cio

GregoCatincnil

rio detto primo, Gregorio

Gregorio Romano, oltre monaco Tadino o Teodino, ed


tri.

al

Nella Storia di

Gabio

di

montratti

signor Galletti ritrovasi un'appendice di

XXXI li

documenti
i

maggiore furono divise, e ridotte ad abbazie di semplice titolo, ed unilo perpetuamente quello di Farfa al cardinal vescovo pr- tempore di Sabina. Quindi colf abbazia nidlius di s. Salvatore maggiore, e con una porzione dell'altra di Farfa, e con
parte della detta diocesi di Sabina,
di

dall'archivio farfense,

quali
la

miradi
la

bilmente illustrarono
s

storia

celebre

badia;

il

primo ha

venne istituita la chiesa vescovile Poggio Mirteto al cui vescovo


,

data 746, e l'ultimo spetta all'anno I 104. Parecchi documenti della

rest unito

il

titolo

di

abbate di
il

s.

Salvatore maggiore,

dovendo

ve-

medesima abbazia
nell'
:

il

Galletti

li

scovo perci

chiamarsi
,

vescovo di

pubblic

opera // priinicero della santa Sede. Abbiamo il Chronicon de monaslerio acutino , sive
in

Poggio

ed abbate di s. Salvatore maggiore. In pari tempo


Mirteto

r abbazia di
detta chiesa
na,
il

Farfa

fu

unita

alla

farfensi

ducato Spoletino in histor. Francor. a Ducliesnio ordinata, lom. Ili, pag. 65o. Si ha di Gregorius Monachus, Chronicon
sive

suburbicaria di

Sabi-

cui

cardinal

vescovo

vesse

intitolare vescovo di

si doSabina,

farfensis ,
fatfensis

historia

monasLerii

ab ejus origine, hoc est ab anno circiter 69 usque ad anno 1 o4 deducta etc. Accedunt bie"ves notas Ludov. Ant. Muratori,
1
,

ed abbate di s. Maria di Farfa. Per tale avvenimento venne coniata una medaglia monumentale per
perpetuare la memoria di questo avvenimento, con l'eflgie del benemerito porporato, ed analoga iscrieioiie.

extat
Italie.

in

tom.

II, par. II
I

Rerum
questa

Script.

pregi

di

In quanto agli
cassinesi,

abbati claustrali

cronaca, ed
tenuto, ce lo
sci,

un cenno
d 76
della

del suo con-

principalmente vanno rami

l'erudito Pianghia-

mentati

seguenti.

Serafino mila-

pag.
ec.

Bibliografia
pontificio.

storica Si

dello

stato

nese del 1576, che ottenne da Gregorio XIII l'altare privilegiato. Michele di Venezia
del quale
si

pu anche leggere il Lubinio, Abbatiarum Italiae brevis notitiae. Nel 1834 Giuseppe Marocco colle
stampe
del

del

i585,

sotto

Boulzaler pubblic

in

Roma

Istoria del celebre imperiai

monistero farfense. Ma mentre era abbate di Farfa e s. Salvatore maggiore il medesimo


cardinal Lambruschini
storo de'
egli
,

rinnov il chiostro, fu murata una gran parte della clausura, ed ebbero luogo altre provvidenze. Atanasio di Carpenedolo del iGo4> nel governo del quale
si

fece

il

gran
la

refettorio;

si

compi

con muri
cipio
la

clausura; ebbe prindi


s.

nel

conci-

fabbrica

Salvatore,

24 gennaio

iS/^i, in cui

l'altare
il
s.

grande della chiesa, sotto


si

da Gregorio Sabina

XVI

venne

esal-

quale

rinvennero
del

corpi di
s.

tato alla
caria di

chiesa vescovile suburbi-

Lorenzo fondatore e
eretta
la

di

TomCro-

(Wedi), dal

al modo che dicemmo al XV, pag. 228 del Dizionario,

Papa volume
le

maso restauratore
fu
cefisso;

monistero;
ss.

cappella del

formati alcuni

libri

corali,

abbazie di

Farfa

s.

Salvatore

ed

il

registro

nuovo o grande. Nel-

FAR
l'anno 1609
rifletto:
'

FAR
menti
servigi

f9r
i

abbate Atanasio fu

risulta
resi

ancora

segnalati

fece costruire la cappella

alla

religione

ed alla

per
se

le

reliquie,

ed oper

altre co-

societ

munifiche; gli successe l'abbate Bernardino di Perugia che istitu la spezici ia. Sotto l'abbate Benedetto di Amelia del 1622, si eresse la nuova fabbrica di s. Martino, e venne formata la bella fonie che decora l'ingresso del mouislero. L'abbate Giovanni Battista da Montopoli del 1623, previa autorit concessagli dall'abbate commendatario, assolvette in pontificale
si
i

monaci di s illustre e benemerito monistero. Nella bidai


blioteca
il

vaticana

poi

si

conserva

celebre

codice gi

appartenente

all'archivio farfense.

FARGIS o FARGE (de) Raimondo Guglielmo, Cardinale. Guglielmo Raimondo de Fargis o Farge,
de'signori di Budos,

nipote per

li-

nea materna in Bordeaux.


sa di
t

di

Clemente V, nacque
lesoriere della chie-

Fu

faresi

incor-

Beauvais, e da questa digniai

in censure per insulti fatti ai monaci. Sotto il successore Giulio

quel Pontefice lo assimse


titolo di

19

dicembre i3io
hzia col

alla dignit cardinas.

di

Citt

di

Castello

fu

rifatta la

Maria Nuova.
la

strada che da Farfa conduce a Ro-

Mor

in

Tolosa, giusta

pi

co-

ma. Essendo abbate Ambrogio di Cremona del i632, in Farfa fu


celebrata la dieta cassinese ; nel
fu
rieletto
,

mune

sentenza, l'anno

1314, dopo

quattro anni di cardinalato.

645
le

ed

allora

rinnov

due cappelle
giore,

ai lati dell'altare

mag-

ed orn vari luoghi ed altari di pitture. Nel i8o3 fu fallo abbate Ilario Primoli romano, che resse il monistero sino al 18 io, epoca in cui fu demaniato dai francesi
cio.

Guglielmo, CardinaGuglielmo Farinier naque nell'Aquitania. Abbracci l'istituto di s. Francesco nel convento di Gourdon, nella diocesi di Chaors, donde n'ebbe anche il soprannome di Gordonio; e sino dal principio^ riunel leggere sc meravigliosamente
le.

FARINIER

occupatori delio

stato pontifi-

teologia

nell' universit

di Tolosa.
la

18 14 Pio VII, gloria dell'ordine benedettino , e gi abbate

Nel

Govern per qualche tempo

sua

religione nella provincia dell'Aquitania, e nel capitolo generale cele-

cassinese,

nomin
che

il

p.

d.

Stefano

Alessandri da Firenze delegato apostolico,

brato in Verona

l'

anno

348

fu

carica

esercit per sei


altri

assunto alla generale prefettura dell'ordine, dignit che tenne per

anni.
illustri

Indi

successero

abbati

ben

e benemeriti, fra' quali noe Giovanni Francesco

mineremo Benedetto Tomasetti, Vincenzo Bini


Zelli.
,

nove anni, nel corso de'quali celebr due volte il capitolo generale. nella citt di Il primo nel i35i
Lione,
in

l'altro nel

i354
s.

in Assisi,

Finalmente noteremo, che dal prezioso ed antichissimo archivio


dell'

cui fu stabilita l'osservanza delle

costituzioni fatte
ra,

da

Bonaventu-

abbazia
tante

farfense
notizie

trassero

gli

che perci

si

appellarono anche

storici

importanti
di

Farinerie.

Venne quindi da Innocen2 3 dicembre

pellegrine, stante le cronache,

gl'i-

zo

VI

a'

i356 creato

stromenti, e

le

pergamene
tali

gran

prete cardinale assente de' ss. Pietro


e Marcellino, con facolt di ritenere
il

merito,
ti.

come

di originali manoscrit-

che

da

preziosi

docu-

grado di ministro generale sino

192
lo.

FAR
nuovo
capito-

FAR
Le
belle sue

alla celebrazione del

doti di spirito,

onde

Tale incarico sostenne ancora pfeca riamen te dopo la morte del generale Giovanni Bucchio, accaduta nel iSSg. In quel torno di tempo ebbe la commissione di recarsi a Bordeaux per assistere il
re di Francia, in compagnia de'cardinali legati apostolici
;

ne avea sincera ammirazione da ognuno, furono soltanto il motivo che indusse i suoi frati ed eleggerlo priore, carica da lui parecchie volte poi sostenuta. Filippo IV, il Bello, se lo elesse a confessore e
consigliere, e contribu poi alla di
lui

e perci apin

esaltazione al

cardinalato,

che

punto per distinzione gli fu spedito


quella citt
il

cappello cardinalizio. Si

ottenne da Clemente V, nella citt di Lione, 1' anno 1 3o5 a' 1 5 dicem-

per conpace tra que' due potentissimi regni; ma non potendo cotrasfer poscia in Inghilterra
ciliare la

bre

col

titolo

di
lo
il

sant' Eusebio.

Quel

Pontefice

destin legato
cristia-

a latere presso
nissimo, per

detto re

glierne vantaggio di
si

alcun rilievo,

la spedizione di

Terpari

ricondusse
nel

in Avignone.

Da

di

ra

Sanla
la

gli

diede
di

in

l,

col

iSSy, fu inviato in Ispagna carattere di legato a latere


le discordie insorte

tempo
vi

commissione

esamina-

re la dottrina di Piergiovanni Oli-

per tranquillare
tra
i

minorit.

Sembra per che Bo'


di

re di Castiglia e di

Arragole

nifacio Vili, predecessore

Cle-

na.

Per combinar meglio


terre

cose

mente V,
qualche
dotta
del

avesse ne' primi


sospetto

ritenne sotto la di
le

lui giurisdizione

sopra

la

tempi condi
ri-

che

s'erano

scambievol-

Farinola,
tal

ma
ci

nulla

mente prese nella guerra, stabil una tregua di quindici mesi, e fulmin l'anatema contro qualunque
osasse violarla.

preciso su

punto
Si

sanno

cordare
te

le

storie.

trov presenla

tutto ci per al-

tro

te de'

oppone il Baluzio, nelle noPapi di Avignone. Mor in Avignone Tanno i36i, ed ebbe la tomba nella chiesa de'frati del suo
si

Vienna commissione di ricevere assieme ad altri due cardinali le deposizioni che contro la allora si producevano memoria del Papa Bonifacio Vili.
al concilio

generale di

nel

i3io, ed

ivi

ebbe

ordine. Scrisse,

ad

istanza del car-

Venne ancora deputalo sopra


sa

la

cau-

dinal Egidio
tato

Albornozio,

un

trat-

dei cavalieri templari. Cess di

sulla negoziazione e su i cambi, nonch parecchi commentari sopra alcuni scrittori sagri e profani.

PARINOLA

FREAUVILLE

vivere in Lione nel iSaS, e si crede che venisse sepolto nella chiesa del suo ordine. Il Baluzio per, vite de' Papi di nelle note alle Avignone, scrive che fu deposto
nella chiesa de'Predicatori di Lione,

Nicol, Cardinale. Nicol Parinola

o Freauville, da nobile famiglia, nacque a Neufchtel, nella diocesi di Roan Di freschissima et abbracci l'ordine di s. Domenico, e assai presto
.

ma
tato

che il di a Roan,

lui

cuore fu trasporde* doin quel sesi

nella chiesa

menicani,

e rinchiuso

polcro, che vivente ancora

avea

si

rese

celebre

nella

cattedra

di

parecchiato.

Il

Farinola scrisse un
e le ceremonie

teologia, che lesse nell'universit di Sorbona, come pure nella facondia

volume

di sermoni, alcuni trattati

sulla sagra liturgia


ecclesiastiche.

nella pi

nerboruta

eloquenza.

PAR
FARNESE
bilissima

faH
La
no-

193

Famiglia.

chiamalo Farno,
ri

copioso in quel

ed

illustre famiglia

Far-

luogo, e portava per


di giglio d'oro in
si

nese romana,

alcuni la credetlero

arma sei fiocampo verde,

originaria d'AIemagna,

ma
^

pi pro-

come
cia,

habilmente di Toscana
stata COSI
fleto ^

e che sia

lui offerta alla

vedeva in una tabella da Madonna della Querista-

detta dal castello di Farchiamato poi Farnese, presso Orvieto e Viterbo, posto su d'una
cui
falde

mentre quel Papa era in

to privalo.

Ma

entrato egli in pre-

latura, essendo poca differenza tra

collina le

sono bagnate

dal

fiume Olpeta, e gi appartenente al ducato di Castro, dopo


cui rovina

ebbe ad ingrandirsi. nelle Cose memorahli, dice che la famiglia Farnese gi molte centinaia d'anni fa, venne da Francia, e si condussero i suoi primi progenitori a fare la residenza in Lucca, di dove poi vennero a Roma a tempo di Lucio
la

M. A. Valena

Farneto e Farnese^ ed anco poca ambe le armi, assunse quello de Farnesi col nome appresso, come pi onorevole, trasmettendo l'uno e l'altro a Pier Luigi suo
in

fgUuoIo,

e posteri suoi.

Altri di-

cono che il primo signore del castello o isola Farnese, fosse Pietro
I

di questo
i

nome

circa

Tanno 900,
indi

successori di lui ebbero le pri-

me

magistrature di
ascritti

Orvieto,

111

Allucingoli,

d'illustre famiglia

furono
si

da' sanesi

alla loro

lucchese, che sal sulla cattedra a-

nobilt. Altro Pietro Farnese dice-

l'anno 1181, e loro paente. Che da esso, come solevano


postolica

console in

Orvieto nel 1027, e


altro Pietro Farne1099. Passati ad abis'imparentarono colle

nel

loSy; ed

faie

Papi co' nipoti e parenti, fu dato loro lo stato che possederono nelle parti di Viterbo,
i

prima

se fiori nel

tare

Roma,

famiglie Orsini, Conti, Gaetani, ed


altre delle

Montefascone,
ghi
contigui

e quegli
al

altri

luodella

Sanese.

E
si

nese,

nazione francese

ancora

giudica

pi cospicue. Pietro FarPrudenzio, e Ranuzio mollo operarono contro i nemici della

essere questa famiglia, per le inse-

gne
nella

dei gigli,

che formano

il

suo

stemma

gentilizio.

Ma

l'x^midenio,

Relazione mss. d Roma, ne assegna questa altra origine, dicenla

do che
tica

famiglia

Farnesia an-

romana, da

cui uscirono valo-

rosi capitani.

teria,

Prese il nome da una che possedeva nel patrimonio


conlessa

della
se

Matilde.

Si

dubita

Sede apostolica, in tempo de' Pontefici Pasquale li, Lucio II, ed InSiccome dobbiamo nocenzo III parlare di Canino, gi signoria de' Farnesi, fa d'uopo darne prima un cenno storico. Canino una terra del ducato di Castro, nel patrimonio di s. Pietro, che sorge su di un sasso vulcanico. Nella sommit del piano
.

con

questa

abbia
di

connessione

ov'era la rocca, sta ora


e nella piazza

il

duomo,
All'inil

quella di

Parma che

viene da Pao-

ad

esso rimpetto aledilzi.

lo in, che non fu nato in una terra

Farnese,

ma

cuni pi importanti
gresso del

del

medesimo

borgo s'innalza

gran-

Canino, in casa privata. Si chiama da Farnese, come chi dicesse dal Canneto,

patrimonio,

chiamata

dioso palazzo del


go,

signore del luo-

MWAlhoreto,

e simili, da

un legno

VOL. XXIII.

godendo 1' aspetto dell* aperta campagna, ampia, fertile, e deliziosa. Si vuole che Canino occupi il i3

194
luogo
scavi
fatti

FAR
dei celebri vulccnti,

FAR
e dagli
zione d'ogni gabella coraunilativa
dipoi
il
:

dal

principe

Luciano

Bonaparte, si discoprirono avanzi di terme, una statua d' Igea, ed un'ara scolpita con belle lettere di Lucio Minicio Gatala proconsole
dell'

Pio II approv tal perpetuo canone. In que'tempi i caninesi alternarono la loro soggezione tra Toscanella, Viterbo, gli
Pontefice
Orsini,
i

Pontefici

e talora

si

res-

Africa e della JNIesia inferiore,


Apollo.

sero a popolo,

rs'ellu

dissertazione
1

con dedica Casimiro da Roma, nelle sue Meni, istorial

augure giureconsulto,
santo
Il

De
si

due.

Castri

p.

legge, che

et Ronc. a p. i Martino IV nel 1288

ordin al comune
stri

di

Canino,

tt

che

delle

chiese

conventi

della
a p.

fratrcni Diutaleve, castellanuni Ca-

provincia romana^

parlando

abbatiae
terras

45
8.

della chiesa e

del convento di
ci

ad

illas

ad ponteni, missuni ad emenda biada

Francesco presso Canino,


altre

erudite notizie del castello,

dicen-

do che
se

volte

fu

chiamato

Carino, e del motivo per cui predi

r odierno nome. In una lettera s. Leone IV eletto neir847 dei

pr usa Apostolici Palata et paupcrum, benigne reciperetj eique in omnibus Jideliter assisteret. Ma inviato nel i352 da Avignone nello stato ecclesiastico da Innocenzo VI il cardinal Albornoz a ricuperare
i

scrivendosi

confini
essi

del

contado
III

dominii usurpati dai tiranni,

tol-

Tuscaniense, fra
di Canino; ed

figura Musleo
del

se a

Giovanni de

Vico nel i354

Alessandro
a'

e ritorn alla soggezione della Chie-

ii59 don Canino


siccome luogo

viterbesi,

venne indicato col nome di Castrum. Nell'opera, Della capitale de' Tuscaniensi di Eugenio Sarzana, si dice che Alessandro III nel 11 80 don Canino a'viterbesi, quali lo signoreggiarono ancora nel 1*255. Tentarono poco dopo gli abitatori di Canino di sottrarsi da Jale domifortificato
i

ancbe Canino, che d'allora in Papi a diversi peri sonaggi, con titolo di vicari apostolici. Se non che il Sarzana ci avverte che Canino nel i383 passa

poi dierono

sotto

la

signoria

de' sanesi,
altri

poi

dei

bretoni,
citato

e di
p.

molti

notati

dal

Casimiro

da

Roma, a pag. 4^ ^ ^eg. Bonifacio IX vi sped a governatore Viturio


Vitelleschi

nazione,
oltre

durata

al

dire

di

alcuni

da
a

Corneto,
terza

poi

lo

ad un mezzo
loro se

secolo,

ed ebbero

concedette in
Orsini
sino

vicariato a Bertoldo

ricorso a quelli di Toscanella, do-

generazione,
canis

con atto di vassallaggio nel 1259; atto che il Sarzana chiama invalido, perch fatto da chi non poteva disporre del non suo, e dominata allora dagli Orsini, massime da Ranuzio e da Matteo, spiegando quindi in che consistesse l'oblazione di cera annua, che dai caninesi facevasi ai ss. martiri Secondiano, Veriano, e

nando

stessi

sub annuo
in festo
Firi^inis.

censo

iinius

ad

aucupa, boni, sagacis,


Assuniptionis

et experti,

B. Marae

conferm Alessandro altrettanto; ma Giovanni XXIll


dispose di Canino in favor di Tartaglia

cesse

da Lavello. Martino V conad Aldobrandino Conti la


quali avendoli ereditati
di sua porzione
i

terra di Canino, co'circostanti luoghi,


gli
i

fi-

Marcellino, la cui origine


buisce al

si

attri-

Alto, e Grato, quest'ultimo rela terra

i3o9, o forse per

l'cscn-

stitu

ad

FAR
Eugenio IV,
so
gii
li
il

FAR
no, e Pianzano, e coirannuo

95^

quale per compenVit.

cen-

die Palliano.

so

Ciacconio,
p.

IIT,

53 1,

f. tom. Ponti narra che Ranuzio IH


III

Pietro,

da presentarsi nella festa di s. d' un vaso di argento del


Allora Canino fu abbellito dai
e
prescelto
tra le circo-

peso di ducati otto d'oro di camera.

Farnese avolo di Paolo


e che in premio
"vittoria

fu ge-

nerale dell'esercito di Eugenio IV,


di

Farnesi,
stanti

una segnalata
i

terre

che

possedevano per

riportata

contro

nemici

loro

dimora,

della santa Sede, gli diede in


la

dono

no, per cui


lo

massime nell' inveraddobbarono il castelsuppellettile.

rosa

d' oro

benedetta.

Poscia

con sontuosa

Ga-

volendo

Eugenio

IV

provvedere

briele

Francesco, ovvero
II

Pianuccio
nell' iso-

alla difesa di

sime terre
vicariato

Canino, e delle prosfrequentemente invase


e

Farnese ricevette Pio


la

Bi sentina

di

cui

era signore,
e con-

da' saraceni, ne investi a titolo di


apostolico,

fabbric
ai

ivi

una

chiesa

con
"^

bolla

vento

frati

minori,

data a'i5 giugno

i44^

medesi-

questi l'uso di tutta

donando a l'isola. Il me-

Ranuccio o Ranuzio Farnese, per se e suoi sino a terza generazione, imponendogli per censo
undici libbre di cera.

mo

desimo Gabriele Francesco edific la chiesa e il convento di s. Francesco presso Canino,


p.

Da

qui

si

fa

che l'erudito Casimiro descrive nell'opera men-

originare la

prima grandezza

di

tovata.
afflisse la

Una

tragedia

nel

1498

casa Farnese:

vero per che il suo dominio per allora non si estese che nella met di Canino, e dei

famiglia Farnese, dappoi-

vicini luoghi della diocesi di Castro,

da Grato Con\ altra porzione da Alto, e dagli aUri eredi di Aldobrandino, i quali per l'alienarono in favore d'Antonio d'Aragona delcio di quelli ceduti
ti,

ch in Ischia nel mese di luglio furono uccisi tre fratelli, salvandosi in un pozzo di grano Bartolomeo altro fratello , e Ranuccio figlio

ritenendosi

d'uno

de' trucidati.

Ranuccio, generale d Eugenio IV, nacque Pier Luigi , che sposato a Giovannella Caetani de'
duchi
di

Da

la famiglia
,

Piccolomini,

nipote di

Pio li il quale con bolla de' 5 giugno 1464 conferm tal vendita pel nipote e per la sua retta linea discendentale.

Roma

sino dai

Sermoneta , nacque in 28 febbraio 1468

Alessandro Farnese;
neir Addizioni
HI, col.
febbraio,

ma

l'OJdoino

al Ciacconio,

tom.

Tuttavolta

nel

mede-

53 1

544

dice a'

29

simo anno essendo morto Pio li, e succedutogli Paolo li, Gabriele
Francesco, Pier Luigi, e Pier Bertoldo da Farnese comprarono dal

medesimo Antonio Piccolomini l'altra met di Canino, e de'prossimi


castelli

per

cinque

mila
kal.

fiorini

d'oro,

ci che

fu confermato con

pontificia bolla

XII

novembris,

investendoli Paolo
ta di Valentano,

11

del vicariato

sino a terza generazione, colla giun-

Latera, Tessena-

ed in Canino feudo di sua illustre casa, mostrandosi per lungo tempo come luogo memorabile, la camera ov'era nato. Altri sono d' avviso che ci avvenisse febbraio e in Viterbo; ed a' 2 3 altri in Canino l'ultimo giorno di febbraio i474> epoca su cui non possiamo convenire, giacch divenuto Papa col nome di Paolo HI, Romolo Amaseo che ne fece l'elogio funebre, disse ch'era morto

196
a*

FAR
come
fu

FAPx
fratello del cardinal

IO Dovembre i549 d'anni 82 e quasi nove mesi. Alessandro con-

Alessan-

dro, avendo anni quindici, che poi

trasse

un matrimonio segreto

nella

chiamato

lo splendore del sena-

sua giovent, prima di abbracciare Io stato ecclesiastico, e prima che fosse preposto al governo di Fano,

to apostolico.

Bramando Paolo
la

III

innalzare

propria famiglia a maggior grane che

con

una gentildonna anconitana , quale ebbe Pier Luigi poi duca di Parma, e l'avvenente Codalla
in

dezza,
le

prendesse
Italia,
figlio,

luogo

fra

sovrane d' Pier Luigi suo


lato in

in

favore di

ch'erasi

por-

stanza maritata a Bosio Sforza. Indi postosi

Roma da

Valentano, terra
s.

prelatura, nel

i493

del patrimonio di

Pietro, allora

Alessandro VI lo cre cardinale, e dopo quarant' anni essendo decano


sagro collegio fu esaltato al trono pontificio, col nome di Paolo III, agli II ottobre i534, con gran tripudio de'romani che lo cedel

spettante

ai Farnesi,
all'

ed

al

modo
Castro
sto-

che

dicemmo

articolo

(Vedi), ove sono molte notizie


riche di questa prosapia, nel
gli

iSSy

die la citt vescovile di Castro,


alle terre circostanti pos-

che in un
sedute

lebravano loro concittadino, il perch fecero sontuose feste. Poco dopo la coronazione, ai 18 decembre, cre cardinali due nipoti. Alessandro Farnese (Vedi), d'anni quattordici, figlio del menzionato Pier Luigi , che divenne il decano e

con autorit

de' Pontefici

suoi predecessori dalla sua casa, e

compreso Canino,

l'eresse in

duca-

to facendone di Castro la capitale;

sebbene Canino per

l'

amenit del

luogo, e per l'affezione de' Farnesi

ad

esso,

venisse riguardalo con pre-

l'ornamento del sagro collegio: in giovent ebbe una figlia chiamata Cleria, che marit a Gio. Giorgio Cesarini, da cui nacque il celebre Giuliano gonfaloniere perpetuo del popolo romano. Cleria fu la pi bella donna del suo tempo, per cui dal padre si soleva dire che
tre cose
"va,

e tale che essendo frequentato dai cardinali di tal famiglia, il cardinal Alessandro io chiadilezione,

mava

il

piccolo

Napoli,

e per la

frequente dimora che vi faceva, lo riputava utile alla propria sanit,


e ricreazione dell'animo, che ripe-

teva

poter

viveie

eternamente se

sommamente
il

belle egli avearri-

l'estate

avesse dimorato a Gradoli,

ed era quasi impossibile


fine,

\are, cio

palazzo Farnese, di cui


la

parleremo in

chiesa

del

neir inverno a Canino. Si pretende che Gradoli sorgesse per alcuni fuggitivi dalla citt di Tiro,
e nel

Ges da
sua
lo
figlia.

lui

fabbricata,

e
fu

Cleria

1191

fosse circondata di

mucoi

L'altro nipote che Pao-

,ra,

che vennero poi ampliate


dagli

III

cre

cardinale,

Guido

fabbricati

orvietani:

avvi

Ascanio Sforza duca di s. Fiora. Dipoi nel i544 Paolo III cre pure cardinale Tiberio Crispi romano, ovvero di Corneto, figlio di Vincenzo, e fratello naturale di Costanza Farnese; e nel i545 elev ad egual dignit Ranuccio Farnese (Vedi), altro suo nipote,

un sontuoso
Leone X,
investi di

palazzo,

ed una bella
qui notato che
p.

chiesa collegiata.

Va
il

al dire del

Casimiro,

Canino

cardinal Ales-

sandro Farnese, il quale divenuto Papa Paolo 111, don Canino a'3i ottobre iSSy a Pier Luigi. Avendo Paolo III investito del

FAR
ducato
di

FAR

197

Castro Pier Luigi e suoi

discendenti, lasci alla linea di Bar-

Ottavio lo stato di Camerino. Per mal sofferendo Ottavio s fatta

tolomeo Farnese le due terre di Farnese e di Latera, conferendo


a quelli di questa linea
il

titolo di

duchi, e quello di ducato all'unio-

ne
le

delle

due

terre.

Latera
sotto

si
s.

fondata nel

io53

vuoLeo-

permuta , tratt con Ferdinando Gonzaga governatore imperiale di voler occupare Parma, che in nome del Papa e della Sede apostolica si teneva da Camillo Orsini.
Allora Paolo III richiam Ottavio
a

ne IX, a rifugio
ria.
I

di molti dell'Etru-

Roma, donde furtivamente

n'era

partito;

ma

questi ricus ubbidire,

Farnesi della linea di Pier Luiebbero anche da Paolo III il ed a governo perpetuo di Nepi Castro ebbero anche unito la contea di Roncigitone, Caprarola ( Vedi)y ec. ; ma Nepi, e il ducato di Camerino acquistato da Paolo III dai Varani per trentadue mila scudi, e ch'era pure stato conferito ai Farnesi, fu da questi lasciato, quando Paolo in nel i545 g' invest del ducato di Parma e Piacenza ( Fedi), ai quali articoli sono altre
gi
,

anzi scrisse

al fratello

cardinale Ales-

sandro una lettera, in cui l'esortava ad unirsi al Gonzaga, nel caso che il Pontefice loro avo non gli
restituisse lo stato di

Parma.

Ve-

duta da Paolo III questa lettera, per r insolenze che conteneva, fu preso da tal dispiacere, che per una
gagliarda febbre dopo tre giorni ne

mor, e fu sepolto in Vaticano, adornando il suo bel deposito le statue della Prudenza e della Giustizia:

nella

prima

vuoisi effigiata

notizie della

famiglia,

col

peso di

la la la

pagare ogni anno alla camera apostolica un tributo o censo di sette mila scudi a titolo di feudo; ma ai IO ottobre i547 Pier Luigi primo duca fu ucciso da alcuni nobili, ed fama che ci seguisse per ordine di Carlo imperatore, il quale pretendeva appartenere quelle citl al ducalo milanese, e perci al suo dominio, sebbene Carlo avesse dato Margherita d'Austria sua figlia naturale, in moglie ad Ottavio primogenito di Pier Luigi. IVel i549 segu il matrimonio tra Orazio Farnese duca di Castro, e fratello di Ottavio, con Diana figlia di Enrico II re di Francia. Non polendo Paolo III nel i549 ^'^^^' perare da Carlo V lo stalo di Piacenza da lui occupato, e temendo di perdere ancora quello di Parma,

nella seconda sua cognata Giulia, o piuttosto


figlia

madre

del Papa,

Costanza.
delle

Il

Zanetti

nel

Monete d'Italia, pag. 172, descrive un medaglione fatto ad onore del cardinal Alessandro Farnese per aver fatto terminare a
tom.
sue spese nel
gio.

i5'j^ questo deposi-

to, gi decretato

dal

sacro

colle-

Questo deposito oltre all'avedi

re la statua del Pontefice in bron-

zo,
ti,

cui

pur sono

due putil

composto di varie e pregiate

pietre, fra le quali

primeggia
Il

ma-

scherone di nero-giallo.
Quirini form
libro:
gestis
il

cardinal

pi glorioso caprincips in

rattere di questo Pontefice col suo

Imago

optimis

Pauli III Farnesii expressa, Brixiae 1745. Ognuno avrebbe desiderato che questo gran Papa non
avesse dimostrato

tanto attacco ai
ci

deliber di

riunirli

ambedue
al

alla

parenti, e tanta propensione nell'in-

anta

Sede, restituendo

nipote

grandirli

come

nell' arricchirli

198

FAR
cardinale.
I

FAR
frati

non pertanto essendo vicino a morte spesso rimproverava la loro ingratitudine, e ripeteva
te le parole del re

in di

vece ebbero
s.

il

convento e chiesa
to
s.

Magno,

det-

di frequensal-

Davijdde nel

della famiglia

mo
et

minati,

XVIII: S mei nonfuissent domine immaculatus essem


delieto

enmndarer a

maxime.

successive vicende Farnese sono descritte ai citati articoli, e ad altri del Dizionario che gli sono relativi, laonde qui si limiteremo ad un cen-

Umano. Le

N deve
fer

tacersi che Paolo III conad Ottavio suo nipote, e di-

no

delle cose principali.

scendenti la dignit

di vessillifero,
s.

Al volume poi XV, pag. ao i si narra la condanna a morte di Sisto

o gonfaloniere di per attribuiscono


tal

Chiesa;

altri

contro Ranuccio

figlio

di

la

perpetuit di

Alessandro Farnese duca di Parma,


lo

a Ranuccio quarto

a Clemente Vili, duca di Parma e Piacenza, che spos Margherita Aldobrandi ni pronipote di quel Papa. Giulia Acquaviva, moglie di Pier Bertoldo Farnese, verso Tanno 1 56o edific in capo al borgo di Farnese una chiesa in onore di s. Rocco, ed un convento pei minori osonorificenza
servanti, dai quali fu abitato sino

stratagemma usato dal cardinal


lui

Alessandro di za che perci


rio

zio, e la

peniten-

fece.

Intanto Gregocre cardinale


de* du-

XIV

nel

1591

Odoardo Farnese (Fedi)


chi di

Parma, degno d'eterna me-

moria.

Il detto Alessandro era succeduto a suo padre Ottavio nel i5(S6, divenne governatore delle Fiandre

per Filippo II suo


ria infanta di

zio,

spos

Ma-

1617. Qui per aggiungeremo che suor Francesca Farnese fondatrice dei monisteri che portano il suo nome, illustre non meno per santit di vita, che pel complesso delle belle doti cui andava adorna, essendo figlia di Mario Farnese duca di Latera, e di Camilla Lupi de' marchesi di Soragna, fece professione nel monistero di s. Lorenzo in Panisperna di Roma, della
al

Portogallo primoge-

nita del real principe Odoardo, ed

ebbe fama

di

uno

de' pi

celebri
;

e valorosi capitani de' suoi tempi


la

e siccome fu fatto condottiero dellega cattolica contro Enrico

IV

morto a' 2 decembre 1592, Clemente VIII ne


re di Navarra, essendo

pianse la perdita, e gli celebr per


singoiar distinzione magnifici funerali nella basilica

vaticana. Nel duI,

regola di

s.

Chiara. Ispirata ad un

cato di
il

Parma

successe Ranuccio

tenore di vita

pi rigido, volendo
istituto

quale nel 1600 incominci a crea-

rinnovare

il

suo

ottenne dal

re

genitore, col consenso de' frati e Tap-

grossi debiti sui dominii che aveva nello stato pontificio, i qualui figlio

to di
di
s.

provazione di Paolo V, il convens. Rocco che prese il nome

si aumentarono dal di Odoardo che gli successe


li

nel

1622,
diffe-

Maria
sorella

delle Grazie, e

con una

il

quale ebbe molte e gravi


di

ed altre parenti die principio ai monistero che tuttora fiorisce nella osservanza, e a quelr istituto che forma T ammirazione di tutti, il quale componendosi di cinque monisteri, come la terra di Farnese hanno per prolettore un
sua

renze colla famiglia Barberini


pontificato

nel anzi

Urbano Vili,

guerre e contestazioni, perch


nesi

i Farfurono aiutati e protetti da al-

cuni sovrani,

il

tutto dicendosi al-

l'articolo Castro. Nel

i645 Inno-

cenzo

cre

cardinale Francesco

FAR
Maria Farnese
di I^arma,

FAR
de'

199
i

(Vedi)

duchi

non aver mai


debiti,

Farnesi pagati
i

loro

nipote del cardinal

O-

ed eseguito
coli'

patti concordati

il

doardo; e nell'anno seguente divenne duca Ranuccio li. Questi conoscendo di non potere pagare debito enorme clve avea coi creditori, e

stipulati

intervento di Luigi

XIV

re di Francia, ed altri sovrani.


la diocesi di

Siccome
COSI

Castro fu
,

unita a quella

di

Acquapendente

siccome gravitava principalmente sul ducato di Castro e


sulla contea di Ronciglione,
si

ri-

solvette di cedere tali dominii alla

Canino pass nello spirituale a dipendere da questa. 11 dominio per venne in progresso affittato ad appaltatori, che godevano delle trato del diritto di seminare i feracissimi latifondi che il circondano; essendo stata questa terra riguardata sempre come la
te di grani,

camera

apostolica, che

avrebbe do-

vuto soddlslare i creditori. Ma allorquando ci traltavasi con Innocenzo X , un orrendo avvenimento esasper gli animi. Mentre nel marzo dell'anno 1649 ^"stoforo

chiave
la

il

centro de' traffichi del-

Giarda

recavasi

a prendere

possesso del suo


stro,

vescovato di Ca-

poco lungi da Monte Rosi fu

assassinato.
di

Fra le lettere diverse monsignor Francesco Boccapa-

marina pontifcia. Ed a compire il cenno riguardante Canino, aggiungeremo che sotto Pio VII, nel 1808, la camera apostolica lo vendette a favore del principe Luciano Bonaparte,
r
il il

quale restau-

duli,

esaminate dal Ricci nell'erudita Notzia di questa famiglia, a pag. 3 3, apparisce se non autore principale di s esecrando delitto, alme1

palazzo baronale,

don
di

alla

chiesa principale

un quadro

Ma-

riotto Albertinelli rappresentante la

no complice Ranuccio II, eseguito per mandato del marchese Gaufrido francese, che da maestro della lingua del suo idioma era divenuto il primo ministro favorito del duca e poscia termin infelicemente i suoi giorni su di un patibolo. Innocenerasi dimostrato benevolo con zo' Ranuccio li, confermandogli la di,

B. Vergine, i ss. Gregorio I, Girolamo, e Romualdo, indi fece scavare, e di nuovo disporre all' uso
le

antiche terme. Nel


innalz

i8i4
la

lo stes-

ragguardevole castellania di Canino in principato, che confer al detto Luciaso Pio VII

no, trasmissibile a' suoi eredi in

li-

nea mascolina;
chirografo del

Leone XII con 1824 concesse al mee

gnit

di gonfaloniere di

s.

Chiesa,

desimo
lo di

la

facolt di

usar del

tito-

ma
ti

poscia pei successivi avvenimen-

principe di Canino

e Musi-

guerra.

ebbe luogo rottura, ed aperta V. il Ciacconio nel tom.


11

porre

IV, pag. 645>v

Pontefice giustal'uccisione del

gnano, con facolt eziandio d' imal suo primogenito Carlo il secondo titolo, e cos in perpetuo

mente indignato per


spedi a Castro
ice atterrare,
vescovile,

proseguire,
le

come meglio
(storiche

dicesi nel-

vescovo, e pel procedere del duca,


le milizie

Notizie

della

terra

di

papali, lo
il

Canino del
Visconti

eh.

cav.

Pietro Ercole

soppresse

seggio

ed

il

successore Alessanai

che
il

dro VII riun formalmente


minii della Sede apostolica

do-

pubblicate in occasione , i5 maggio i843 il cardinal Giacomo Filippo Fransoni assunse


a'

gli stati

protettorato

della

castellania di
si

di Castro e Ronciglione, cui rest per

Canino. Nel medesimo hbro

par-

200
la

FAR
scavi
fatti

FAR
sotto

degli

nel latifondo di

Campo Scala,

Pio VI che

su quel di Cauino,

e del ritrova-

quale acquiil per una somma di danaio la dignit di gian maestro dell'ordi-

Piacenza Francesco,

st

mento

de' celebri vasi di terra cot-

ne

Costantiniano,

il

potere
al

di

ta degli etruschi, di metalli, ed al-

conferirlo,

tro; degli

scavi fatti
vasi,

al

Pian

(lei

come dicesi XVII, pag. 3i5 del

volume

Dizionario,

Folci, dei

tazze,

piluccie in

varie fogge e forme ivi rinvenuti che collocati ad ornamento nella biblioteca vaticana, il regnante Papa Gregorio XVI riunilli in parte da ultimo al museo etrusco dalla sapien-

autorit che tuttora dura ne'duchi di Parma, conferendosi in pari tem-

po dal
le

re delle
diritti

due

Sicilie,

il

qua-

per

di

parentela

ereditp

sa Farnese,

za sua istituito in Vaticano. Final-

molte prerogative e domimi della cadopo che questa si imparent colla real prosapia dei Borboni,
del

mente
in

si

dice

delle

suppellettili,

ramo

di Luigi

XIV

re di

Fran-

vasi, e sepolcreti

etruschi scoperti
di cui fu po-

cia,

siccome andiamo ad accennare.

Canino nel 1828,

scia

benemerito il principe Luciano, decorando molti musei d'Europa le cose ivi rinvenute, con tanto
vantaggio della storia, e delle arti, non che della scienza archeologica.

cenza

L'ultimo duca di Parma e Piafamiglia Farnese fu della Antonio, che regn dal 17^.7 al

1781
ca

il

quale

vedendosi
fratello

senza

successione, marit Elisabetta, unifiglia

di

suo
il

Odoardo

Ritornando

ai

Farnesi

ed

al

al re di

Spagna Filippo

di

Bor-

pontificato di Alessandro VII, pri-

bone; laonde

ma
li

stati di

che nel i66i incorporasse gli Castro e Ronciglione a quelcardinale

ducato di Parma e Piacenza fu devoluto a d. Carlo infante di Spagna, nato da detto

cre

romana Chiesa, nel i658 Girolamo Farnese (Fedi), nobile romano, del ramo
della

de' duchi di

Latera che in lui reil

matrimonio, che nel 1734 succese se nel regno delle due Sicilie nel 1787 lo rinunzi per divenire re di Spagna col nome di Carlo
,

st estinto, per cui


lo,

di lui fratelal volu-

III,

senza che potesse a questa


il

mo-

secondo che dicemmo

me

XIII, pag. 83 del Dizionario, vendette ai Chigi nipoti del Papa il proprio feudo di Farnese per la somma di duecento settantacin-

ducato di Parma. Allora l'occup Carlo VI imperatore, e la sua unica figlia Manarchia riunire
ria Teresa, vani riuscendo
zi

gli sfor-

della regina

Elisabetta, e degli

quemila scudi, ed Alessandro VII


l'eresse in principato.

spagnuoli per ricuperarlo, sebbene


collegati co'francesi.

A^ nostri gior-

ni

lo
,

riacquist

la

camera apoil

stolica

lasciandone
al

titolo

fin-

ch vive
Chigi
,

principe
poscia

d.
l'

Agostino
alien al

sebbene

Finalmente col Acquisgrana fu reso a d. Filippo, altro infante di Spagna, Filippo V, figlio di Elisabetta e che fece il solenne ingresso a Partrattato di
al

maresciallo di

Bourmont, valoroso

francese che sotto Carlo


se al conquisto d'Algeri.
II

concor-

Ranuccio Farnese fu adunque Pultimo duca di Castro, e nel 169.4 ebbe a successore nel ducato di Parma e

a'7 marzo 1749 ^ regn sino 1765. Gli successe il figlio d, Ferdinando, il quale ebbe a figlio Lodovico che fu re d' Etruiia dal i8oi al i8o3 in cui mor, e che

ma

maritalo all'infante di Spagna Ma^-

FAR
Borbone, n'ebbe a figJi Carlo Lodovico (che gli siiocesse nel regno sotto la tutela di sua madre), e Maria Luisa Carlotta principessa di Sassonia. Per le note polificlie vicende Carlo Lodovico fu levato di Toscana nel 1807, e morta sua madre nel 1824, successe ad essa nel ducato di Lucca,
ria Luigia di

FAR
^tti de

Waccademia
sugli

aoi romana di ar-

cheologia. Nel
tizie

del giorno del

num. io delle No1840 si legge


scavi fatti per or-

un cenno
se,

dine della regina nell'isola Farnedella scoperta ivi operata della

antica necropoli e suoi monumenti,

e della erudita descrizione eseguita


in

un
,

agli oggetti archeologici rin-

di cui era stata investita nel

1817.

Dopo

Maria Luigia arciduchessa d'Austria, vedova dell'imperatore Napoleone Bonaparte,


la

morte

di

dal eh. avv. Secondiano Campanari. L'isola Farnese una

venuti

frazione del distretto e

Comarca
s.

di

Roma,
cui

diocesi di porto e

Pvuffi-

alla quale fu

dato nel
e

815
esso,
il

il

cato

di

Parma
de' suoi

Piacenza,
di

entrare nel dominio


eredit

dudeve qual

na. In quanto all'isola Bisenlina di


si fece menzione superiormente, ove sono le tombe de' molti individui di casa Farnese, dominatori del

antenati,
di

detto

regnante duca

Lucca, nelle cui vene scorre l'illustre ed augusto sangue de' Farnesi e de'Borboni.

circostante lago di Bolsena

se

ne

parla all'articolo Bolsena (Fedi).

Lo stemma o

scudo de'Farnesi

dare termine a questo articolo faremo cenno dell'isola


di

Prima

inquartalo: nel prijno e nell'ul-

Farnese.
pag.

Il

JXibby
se^.

nel

tom.

IH,

si,

timo quarto vi l'insegna de'Farneeh ' d'oro con sei gigli o giadi

380 e

deWAnalisi dei
nel parlare dele
della

cinti

color celeste; nel

secondo

dintorni di
l'

Roma,
il

e nel terzo vi l'insegna d'Austria


partita

isola

Farnese,

celebre

con
d'

quella

di

Borgogna
per
le

Veio, dice che

nome

di tale isola

cio rossa con fascia d'argento, e

un forte indizio che un qualche tempo sia stata della famiglia Farnese, e che poscia nella incamera-

bandata

azzurro e d' oro

nozze del duca

Ottavio con

Marscudo

gherita d'Austria.

Tutto

lo

zione del ducato di Castro e

Ron-

diviso in un palo rosso col gonfalone papale d'oro con


vi
la

ciglione ancora questa terra venisse

due chiavi

compresa. Egli certo che fino dal

incrociate pel gonfaloni erato del-

1667 era

della

camera

apostolica,

Chiesa. Sopra tutto lo scudo


le

e che fu affittata per Poscia fu data dal

i/^So scudi.

l'arme di Portogallo per

noz-

in enfiteusi, e fino

ze del celebre duca Alessandro con

1820 la camera ne alien il dominio diretto che fu acquistato


e dopo la sua morte passato in retaggio a Cristina regina vedova
di

Maria
d.

di

Portogallo.

Abbiamo da

Luigi de Salazar-y-Caslro: Indi-

dall'ultima duchessa del Chiablcse,

ce de las glorias de la casa Far-

nese

resumen de las

lieroicas accio1

Sardegna, che n' l'attuale pro-

nes de sus PrincipeSy Madrid i 7 6. Ora passiamo a dare un cenno del


palazzo Farnese
degli
orti
,

prietaria.

Una
bassi

parte

delle notizie
si

della Farnesina, e

de' tempi

di questa terra

Farnesi a ni di

Roma.

deve alle dotte indagini di A. Coppi che le pubblic in una disstrlaziontj

Del palazzo Farnese.


Avanti
la

inserita

nel

luiii.

degli

bella

vasta

piazza

so

FAR
seo
le

FAR
pietre

Faraese, che pur fu della del Duca, e di Napoli dai proprietari del palazzo, il cardinal Alessandro Farnese, poscia glorioso Pontefice
quelli di sua casa, quindi fu

cadute, cio

quelle

che polca trasportare in una notte; e che il nipote con singoiar


accortezza falla raccolta di chie centinaia di carrelli,
nire anche dai dintorni

Pao-

parecfatti

lo III, lo fece edificare per se e per

ve-

comla

di
tutti

Roma,
farne

pito dal celebre


tlro

cardinal Alessannipote.

pot con

sorpresa

di

Farnese
ed
altri

suo
pregi
,

Per

un

copiosissimo trasporto.

La somascese a

sua architettura eccellente, ampiezza,


si

ma

dapprima impiegatavi
secondo

pu considerardei pi belli
,

seltantatremila centosettanlotlo scudi, ottantotto


libri
le notizie

uno

de' primi

dei

dei pi magnifici palazzi di

Roma.

de' conti

camerali
solo

dall' aprile

ben discopri la grandezsuo animo in questo sontuoso edifizio, che incominci nel cardinalato per abitazione di signore privato non di principe ; laonde e pe' dominii che la sua casa gi possedeva avanti al suo pontificalo, ancorch egli non fosse divenuto Papa, il suo figlio Pier Luigi sarebbe sempre rimasto uno
Paolo
111

del

1546
di

air aprile

del

i549>
Dissert.

xa del

ovvero

spesi

in detto perioil

do

tempo. V.
rovine di

Fea,

sulle
Il p.

899. Bonanni, Nuniism. Roni. Pont.

Roma,

pag.

tom.
sto

di questupendo edifizio, e siccome di forma quadra, fu chiamato il dado

I, pag. 7 14, riporta daglie coniate in memoria

due me-

Farnese.
Il

de'pi ricchi e potenti signori d'Italia. Ci non ostante nel suo principio fu giudicata la
fabbrica essere
del
cardinale,

primo architetto

della pianta,

superiore alle forze

Pasquino ci poese una cassetta con V iscrizione lemosina per la fabbrica. Tutta volta ben presto si vide che non
per cui
il

satirico

quadrata ed isolata da ogni parte, fu Antonio Picconi detto da Sangallo, e suo pure il superbo atrio, che gl'intendenti considerano come capo d'opera d'arte, e lo tieh'

r su sino
vi

al

cornicione

il

quale

fu posto con disegno di Miche-

bisogn

corrispondendo
concepita

la

fortu-

langelo Buonarroti, dopo che Paolo III volle

na

alla

vastit.

Esso fu

decorare
il
,

eretto principalmente
vali dalle

co*marmi ca-

un
si

cornicione
fosse

l'edifizio con pi bello che mai

terme del Quirinale, dal

veduto
Il

del qual desidei io

foro di Trajano, dal teatro di


cello, dall'arco

Mar-

quel

sommo

artista

appieno

lo sod-

di

Tito,

dal tem-

disfece.

pio di Antonino

e Faustina, mas-

tonio da
lazzo

Vasari nella vita di AnSangallo narra che braIII

sime
di),

colle pietre del

Colosseo (Venel Martinelli,

mando Paolo

che

al

suo

pail

come
,

si

legge

fosse posto

un cornicione

Roma
ciroli

ricercata, giorn. 6; in

Tesori

nascosti pag.

Panii5;

pi bello e pi ricco che mai fosse stato a qualsivoglia altro palaz-

Del Marangoni,

Delle cose gentile-

zo, volle

che oltre
tutti
i

il

modello

fatto

sche pag. 46; ed in Ridolfino Venuti, Roma moderna tom. II, pag.

da Antonio
tetti

pi bravi archiil

di

Roma

facessero ciascuno

571, ec. Rammento di aver letto, che Paolo III permise al suo nipote di poter prendere dal Colos-

suo, per

appigliarsi al

migliore, e

quindi farlo mettere in opera dallo stesso

Antonio; e cos una mat-

FAR
lina che desinava in Belvedere
gli

FAR
battista Varalli di

aoJ
di

Cori, famigliare
consigli
le

furono portati innanzi tutti i disegni, presente Antonio, i maestri


de' quali furono Pierino del Vaga,
fr.

del cardinale, lo

fab-

bricare le
instar

porte e

finestre,

ad

illarunij qitae

sunt

Corae,

Ijasliauo

del Pioujbo

Giorgio

in Herculis tempio,
il

Vasari, e Michelangelo Buonarroti,


il

p.

Casimiro da

come narrano Roma, Conventi

disegno del quale super tutti e

ec, pag.
Professori
chio

perci fu prescelto dal Pontefice.

Ad
sa-

112, e mons. Marini nei deW Archig. pag. 38. Ma


state fatte dal vecsuli'

Antonio dispiacevano

tali

confranti,

veramente sono
Sangallo
,

quando
r male

il

Papa

gli

disse:

non

esempio
lati,

delle

che noi veggiamo ancor uno che ne ha fatto il nostro Mek'ghino. Jacopo Meleghino ferrarese essendo stato famigliare servito-

nicchie, con colonne ai


nici

e cor-

sopra , da lui osservate nelle terme Diocleziane, come avverte il

Fea
In

III,

re del

Papa

molti anni senza prenell' architet-

seguito

Winchelmann, pag. 191. Giacomo della Porta


disegni
la

mio, ed esercitandosi

costru co' suoi

facciata

tma. Paolo
fibbrica

III
s.

se

ne

servi nella

meridionale del
so la via Giulia.
cipale

palazzo, cio ver11

di

Pietro, in quella di

prospetto prin-

Belvedere, e in altre, e bench


avesse n
disegno, n
cose,

non
giu-

di contro a

tramontana ha
ai

molto
avea
la

nel
luti

mezzo un gran portone


ricorrono le
finestre

cui

dizio nelle sue

me-

del pianaltri

desima provvisione di Antonio, con mortificazione di questi. In fatti alla proposizione del Papa, Antonio disse che Meleghino era un architetture da motteggio; il che udendo Paolo IH, si alz in piedi, ed noi vogliamo che inquieto rispose Meleghino sia un architettore da
;

terreno,

su
gli

cui

s'innalzano
simili

ordini
sto

di

finestre:
altri

a queprospetti

sono

due

orientale e occidentale^ variando


essi

da

quello in faccia a mezzo giorsull'alto

no che
i

gia in colonne.
palazzi di

a presi in una logQui noteremo che

Roma

de' mezzi

tempi

dovvero,
sai!

e vedetelo alla provvisio-

erano

fabbricati

con

tramezzi tra

ne, e ci detto

part. Dice il Vache in ci \olle mostrare, che i principi molte volte, pi che i meriti , conducono gli uomini a

un

solaio e

l'altro,

non

solo per

quella grandezza che vogliono,

ma

non alla virt quanto n alla stima quanto


essendo
l'

all'intrinseco,
all'estrinseco;

impedire l'incomodo del calpestio di quelli che abitavano nell'appartamento superiore, ma anche per riporvi robe preziose ne' tempi delle fazioni e guerre civili. Il palazzo Bonelli poi Imperiali, ed oggi

solo

Iddio

il

datore del,

Valentin!,

nella

piazza

de'

ss.

ingegno e della dottrina

come

dodici apostoli, cos costrutto: lo


stesso fu fatto

del criterio e del


11

buon

senso.

anche nel farnesiapiani, ol-

Alessandro siccome mecenate di Giacomo Barozzi da Vignola, fecegU fare quella parte di palazzo, ov' la gallecardinal

nipote

no, che
tre
il

non ha che due


terreno,

con

alte

vaste

stanze.

A
il

questo

proposito a

sapersi

da Annibale Caracci, oltre molti altri ornamenti di porte, finestre, e cammini. Giamria, dipinta poscia

motivo per cui il cardinal Farnese si determin di fare tutte le


stanze soffittate, tranne la galleria.

2o4
Avendo
palazzo
di

FAR
egli staMlito di costruire
il

FAR
moso gruppo
gala
toro,
Il

colossale di Dirce le-

nobilissimo
foiRe

di

Caprarola

dai

figliastri alle
il

corna

del

eguale, e

gnificenza, gli

maggiore mafu detto da un carsarebbe stato


dei belli
facile
soflilti

chiamalo

Toro di Farnese.
Vite depitlori, as,

Baglioni nelle

dinale che
di
col
ni.

gli

sicura
Ballista

a pag. 3oi

che

Giovanni
il

farvi

costruire

Casignola ristor
vi

Toro
di

legname vicino di que' dintor-

de'Farnesi, gi trovato nelle terme

Allora egli per far conoscere che non badava a verun risparmio, ordin, come dicemmo a quell'articolo, che a Caprarola si facessero tutte volte, e in questo di Ro-

Antoniane, e
Dirce. Questo

fece

la

statua

gruppo

di

pi figu-

re grandi al naturale^ scolpite tutte* in

un

sasso dai prodigiosi scal-

ma
to so
nel

lutti

soffitti.

L'atrio sostenu-

Apollonio e Taurisco, rappresenta Dirce che viene legata pei


pelli di

da dodici

colonne di granito
graziosi

orientale,

ed ha ai lati un ambulacro. Da questo


portico

passa

che circonda la gran corte, il quale triplice; i due primi con pilastri che sono d'ordine dorico e ionico sono aperti, il terzo chiuso, ed ha pilastri corinti.
Pietro Sebastiani,
ta
nelle sue

alle corna d' un toro da ed Anfione, figliuoli di Lieo re di Tebe, in vendetta della regina Antiope loro madre, offesa dal marito per cagione della medesima Dirne; oltre le statue di Zcto, ed

capelli

Zelo

gina Antiope,
il

Anfione, e Dirce, vi la detta reun pastore colla lira,


cane, e molti

Roma

investiga-

animali, con ser-

rovine^ pag.

i6, co-

pe, tirso, e cesta mistica.

Fu

con-

me

nel suo Viaggio curioso de' pai5,

lazzi, p.

ha

rilevato
si

che

Mi-

chelangelo nel cortile

servito

dell'ordine del teatro di Marcello,

che

riesce

rimarc, che

d'ogni

vago e sodo. Il Vasari il suo Buonarroti pi altro maestro nobilit la

gruppo in Roma da Rodi, e posto da Antonino Caracalla nelle sue terme, dove in tempo di Paolo IH fu ritrovato: di esso fa menzione anche Plinio nel lib. 36 cap. 5 della sua Storia naturale. Divenula la corte di Nadotto
il
,

pietra di travertino, colla quale giu-

poli pel suo re Carlo HI,

figlio

di

diziosamente fece finestre, maschere,

Elisal3etla Farnese, erede delle pro-

mensole ec, come


corte,

il

meravi-

priet de'Farnesi, colle dette opere

glioso cornicione maggiore. In questa

accrebbe
poli.

il

museo Borbonico
nella

in

Nadel

e fra

pilastri,

hanno
Pio

Al presente

corte

figurato sino al pontificato di

palazzo Farnese, vi rimasta l'ur-

VI, in

cui

furono

trasportate

na di

marmo

/)v'erano raccolte le

Napoli, le statue dell'Ercole colossale dell'ateniese Glicone detto

ceneri di

Cecilia

Metella

figliuola

V Er-

di Metello Cretico, pregevole

monuCapo N qui

cole FarnesianOy trovato nelle ter-

mento
di
essa,

tolto nel

rinomato sepolcro
Appia.

me me

Antoniane, della celebre Flora, e di due gladiatori, oltre altro Ercole, ed altra Flora descritte insie-

posto nel luogo detto


nella via
il

di

bove

va taciuto che

Tiraboschi, Bibl.

ad altre del citato Ridolfino, e che formavano una vera scuolri di scoltura, con varie basi ed iscrizioiii

mod.

1.

95,

attesta

che Galazzo
li-

Alghisi carpigiano, nel suo III

greche e latine

oltre

il

fu-

bro delle Fortificazioni, al e. 2 , narra che fu architetto del palaz-

FAR
7.0

FAR
di

2o5
;

Farnese in Roma; dunque ecco un quinto architetto , da aggiungersi ai precedenti Sangallo


Barozzi, della Porta, e Buonarroti.

Calliroe scoperta
;

la stessa

canla

giata in orsa
lira

Febo che
in

riceve

di

Mercurio;
pi

quattro
basso
;

viriti

che sono
satiri

quattro

Salendo

al

primo piano evvi

la

e molli studi accademici del


sparsi nella volta

bella galleria tutta dipinta buoni affreschi dal detto Annibale


racci,

nudo che vedonsi

Ca-

ed una delle principali sue per fu aiutato dallo zio Lodovico, e dal Lanfranco. La saopere
:

la divisa in pilastri, fra' quali vi

sono

nicchie

per
busti.

statue, e sopra

gh ovati per
di

La
il

volta di:

visa in sette grandi quadri

quello

mezzo rappresenta

trionfo di

completano questo bellissimo lavoro. Le otto pitture che sono sopra alle nicchie, la scena di Perseo che libera Andromeda , ed una giovane che fa carezze ad un lioncorno, divisa della casa Farnese dipinta sopra la porta, sono lavori del Domenichino. Le pitture del gabinetto sono del pari di Annibale

Bacco e di Arianna; negli altri sono dipinti Mercurio che reca il pomo della discordia a Paride; Pane
che offre il pelo delle sue capre a Diana ; Tritone che scorre sui flutti colla sua Galatea ; l'Aurora che rapisce Cefalo nel suo carro; Polifemo che suona la cornamusa onde far piacere a Galatea; Polifeche lancia uno scoglio contro con Galatea. Pii in basso sono rappresentate altre cio, Giove che storie mitologiche
Aci, che fugge
:

Caracci
il

rappresentanti
cui

Ercole
vi

fra

Vizio e la Virt, dipinto in


volta,
:

tela sulla

di

ora

una copia nelle pareti attorno sono dipinti alcuni altri fatti mitologici ben colorili, e mirabilmente
composti. Nelle
altre

stanze

sono

alcuni fregi dipinti da Daniele

da

mo

Volterra; nell'anticamera che corrisponde alla ringhiera della fac-

riceve

Giunone nel

letto

nuziale

Diana che accarezza Endimione;


Ercole rivestito degli
abiti di Jole,

che guarda la piazza , sono a fresco, esprimenti fatti allusivi alle gesta dei Farnese, dipinti da Cecchin Sai viali, Giorgio Vasari , Taddeo e Federico Zuccari. Vi sono due buone statue
ciata
storie

suonando

Anchise che toglie il calzare dal piede di Venere; Apollo che rapisce Giail

tamburrello;

sedenti in
la

marmo

rappresentanti
,

Piet e l'Abbondanza

eseguite

cinto;
la
;

Ganimede
che
testa

rapito

dall'Aquiin
,

da Guglielmo della Porta pel deposilo di Paolo 111, che nella Vaticana

Perseo
la

cangia
di

pietra

prima

fu

collocalo isolalo
l'altare
della

Fineo
strargli

co' suoi

compagni

col
;

Medusa

moAu-

dietro o dirimpetto

Trasfigurazione della vecchia basilica,

dronjcda legata allo scoglio, con che combatte il mostro; A rione che passa il mare sul del-

poi ov'

la

statua della

Venel
di

Perseo
fino

ronica, e finalmente nel


sito

1628
le

ove

si

ammira per ordine


superflue

Prometeo che anima

la

sua

Urbano VIU. Allora essendo


statue

due

statua ; Ercole che uccide il drago degli orti Esperidi ; lo stesso che libera Prometeo legato al monte Caucaso; Fetonte precipitato dal

divenute

furono

trasportate in questo palazzo e collocate


Ivi
ai due lati del camerino. pur sono due busti in marmo Paolo III, egregiamente scolpiti

carro di suo padre

la

gravidanza

di

, ,

2oG
da EuonaiToti,
la

FAR
e dal
all'arco

FAR
de, che abitava nelle case contigue

mentovato DelPorta. Nella gran sala poi che

Farnese di strada

Giulia
al

viene dopo, conservansi molti gessi,

nelle stanze corrispondenti

fiu-

e qualche marmo antico. Qui si vede la statua del gran capitano Alessandro Farnese coronato dalla Vittoria, avente a' piedi il fiume Schelda incatenato, e la Fiandra
genuflessa
alle

me, per cui si bruci met della libreria, ed una considerabile quantit di scritture della casa Farnese.

Su

sono a vedersi

questo meraviglioso palazzo le seguenti opeie


Baroz/.i

dinanzi,
di

per

allusione

imprese

quel duca nella ter-

Li cinque ordini di architettura con

Giacomo

da Vignola

ribile

guerra

di

Fiandra.

Questo
scolpito

l'aggiunta
tura di

delle porte

di architetIl orna

gruppo mirabile perch


su d'un solo pezzo di

M. A.

Buonarroti,

marmo

d'u-

na delle grosse colonne che sorreggevano la volta del tempio della Pace nel foro romano ; il pensiero di Gaspare Celio, e l'esecuzione
di

1607, Siena rySS, Bologna ly^G; Vita deW autore con annotazioni, Venezia 1749J Galleriae Farnesianae. Icones in aedibus di(,cis Parmensis ab Annibale Caraccio
coloribus expressae, cum ipsaruni monochroniatibus, et ornamentis a

Simone Moschino da Carrara.


Il

Cancellieri in alcune sue ope-

re,

Me.rcatOy

massime ne' Possessi , e nel ci d erudite notizie su


sulle feste
,

Petro Aquila delineatae

et incisae,

Romae apud

questo famoso palazzo,


ivi

fatte

comprese
che
altri

quelle

della

Rubeis; Lnagines Farnesiani cubiculi cuni ipsarum monochromatibus et ornaJo. Jac.

de

via Giulia, e della piazza Farnese,


sugli aneddoti
lo

mentis in

aedibus

sereniss.

ducis

sui sovrani
vi

ed

riguardano; personaggi che


fattevi

alloggiarono; sulle visite dai Papi, essendo stati gli

Parm. ab A. Caraccio aeternitati pictae a P. Aquila delineatae et incisae, Piomae, ibid. Abbiamo ancora, che le famose pitture de' Ca-

ultimi
sui

Pio

Vili,
nel

Gregorio

XVI;

rifugiati

medesimo, per cui eb-

bero luogo gravi contestazioni; del sequestro e confisca cui soggiacque

Urbano Vili, e sugli incendi che ne minacciarono la distruzione. Il primo avvenne a' 20 gennaio 161 2, dalla parte del cantone che guarda ponte Sisto, col bruciamensotto
to

da Carlo Cesi, Monsacrati Aedium Farcol libro intitolato nesianum tabulae ab Annibale Caraccio depictae, a Carolo Caesio aeri insculptae , atque a Lucio
racci furono incise
p.

e descritte dal

ab.
:

Philarchnco
stratae,
Il

explicationibus

illu'

Romae typ. Monaldini lySS.


nella
vita

Bellori

dello
il

stesso

della

libreria,

la

morte
Il

di

Caracci, descrive tutto


dell'allegoria
pinti
;

concetto

diciotto

persone,
la

mentre procuraroba.
5, in

de' suoi

stupendi di-

vano salvare

secondo
stanze

accadde nel 161


nata, con gran

altra cantodelle

danno

Venuti fa un interessante descrizione anche degli oggetti d' arte che pi non esistono.
e
il

e mobili.

11

terzo incendio fu a' io

Il

palazzo Farnese

nel rione
lato

gennaio lyor, essendosi appiccato il fuoco ad ore vent'una nella casa del marchese Filini agente del duca di Parma presso la santa Se-

VII Regola, e viene decorato dal


del suo

del prospetto principale, dalla piazza

nome

di

forma quadra

dallo sbocco di sette strade, e da

, ,

, ,

FAR
due superbe fontane. Esse furono fatte erigere con disegno dell'architetto Girolamo Rainakli dal cardinal Odoardo Farnese. La prin,

FAR
tra
tiburtina
,

207

cipale bellezza
consiste nelle

di

queste
granito

fontane
egizio

forma sferica con centinature e da esse sollevansi quattro zampilli d* acqua nei lati. Nel mezzo delle vasche sono collocate le dette urne di granito,
e di
,

due urne da bagno

dal centro delle

quali
di

si

elevano

preziose, perch di

due

tazze

piane

travertino, e

d'un

sol pezzo, alte palmi quattro e mezzo, e lunghe diciassette. Des-

passando per due gran gigli farnesiani si alzano i gettiti dell'acqua,

se si rinvennero nelle terme Antoniane o di Tito, secondo il Totti,

che
e da

cade nelle urne


esse

di

granito
nelle

diifoudesi

poscia

una da Paolo II, l'altra da Paolo 111; la prima fu da Paolo II collocata sulla piazza del suo palazzo
di
s.

vasche inferiori, che sono circondate da ringhiere di ferro. Di queste fontane,

come dell'allagamento
e
di

Marco,

la

quale

fu

poi

ri-

mossa dal cardinal Alessandro Farnese, e trasportata avanti


il

pro-

accompagnar l'altra, ch'egli o l'avo ivi aveano fatta collocare; ed in vece il cardiprio palazzo per

della fontana del Farnese, di faccia alla strada che conduce a questa piazza, che in una festa del 1720

della piazza,

mascherone

gett vino, e delle feste fatte sulla

piazza
tratta

Farnese,
il

eruditamente
altri

ne
pa-

nal pose nella piazza


egizio

di

Venezia,

citato Cancellieri nel suo

una conca grande di granito rosso minore della precedente , trovata in una vigna fuori di porta s. Lorenzo , e da lui acquistata

Mercato, ove dice degli


lazzi

posseduti

dai

Farnesi

nelle

vicinanze di questo luogo.

come si
l'

legge nelle annotazioni del-

Della Farnesina

e degli orti

Antichit

di

Roma

di

Andrea

Farnesiani.

lamo Ferrucci. Nel tom.

Fulvio, a pag. 184, fatte da Girodel

XXV

Oltre quanto
fizio
l'

dicemmo

all'arti-

Muratori, Rer. IlaL, e nel memoriale di Paolo di Benedetto di Cosi legge che una conca di serpentino grande stava dinanzi alla

colo Chigi (Vedi), su questo

edi-

della Farnesina fabbricato dal-

la,

opulentissimo Agostino Chigi, dei


ai cardinali, la

banchetti sontuosi

chiesa di

s.

Giacomo
s.

al

Colosseo,

Leone X,
cipi,

che ivi diede a ed a vari prine


pregi,
le

e che Paolo li la fece trasportare

per

sua celebrit

Marco. Sembra per che le dette due conche rimanessero giacenti sulla piazza Farnese, e che il cardinal Odoardo le facesse innalzare ed animare coU'acqua Paola che nel 1612 incominci a scorrere in Roma ; laonde sono tenute per due delle pi belle fra le tante che adornano Roma, s per disegno e simmetria, che per ricchezza. Esse si compongono di due gran vasche di pienella piazza di
,

brevemente daremo
tizie.
Il

seguenti no-

disegno del palazzino di


Peruzzi

Baldassare

rimane
al

che , fiume Tevere, fine della via della Lungara, pressulla riva del
;

da Siena

so la porta Setlimiana

e se doves-

simo stare ad una volgare opinione la casa che quell* illustre artista (ovvero Michelangelo, o Raffaello,
o Giulio Pippi) si edific in un vicolo della contrada de* baullari
presso
la cancelleria

apostolica

No8
il

FAK
Amore
riti

FAR
e Psiche, quale la descrive
i

modello del graziosissimo palazFarnesina.


S disse ansia
il

ino lidia

Apulejo; ed
faello,

fatti
i

furono
di

colo-

cora
Ja

che questo

pala/.zetto

a fresco su
da' suoi

cartoni

Raf-

iiiodeilo tlel

palazzo Farnese. Nul-

scolari

Giulio

Roil

per verit quel palazzetto ha da fare coi Farnese, secondo che dichiara r erudito e eh. Francesco
Gasparoni, nell'interessante opuscolo che pubblic in Roma nel 1841,
col
tilolo:

mano, Francesco Penni

detto

Fattore^ Ralfaellino del Colle,

Gau-

denzio Milanese; e Gio. da Udine vi aggiunse i festoni con fiori e


frutti

che chiudono

l'

istorie.

Aven-

di belle
seg.,

Prose sopra argomenl arti. Egli a pag. 124 e

do queste
la loggia
l'

pitture solFerto, perch era

aperta, colla direzione delcav.

ne tratta artisticamente rilevandone nel descriverlo i singoli pregi ed anche alcun difetto, convenendo coir opinione universale, che il palazzetto che il volgo chiama il modello della Farnesina o del palazzo Farnese, un'opera che porta il tipo dell'eleganza e della
,

architetto

Fontana vennero
furono alquanto
I

ritoccate dal valente Carlo Marat-

ta

ma

le

tinte

oscurate, restando nien dolce l'ar-

monia

delle pitture.

due quadri
di
es-

grandi della volta figurano


zerie
stoni,

sere pitturati su di alcune tappezdistese

grazia nella classe


lzi;

dei privati ediarchitettofra diverse

ed attorniate da feche intrecciano i vani dove

ma

questa

gemma
XVl,

nica del secolo


casaccie, per

non dire

di altre cose

che la degradano. Ritornando al palazzine o Farnesina della Lungara Agostino in questo luogo volle formarsi un'abitazione di delizia ; e siccome di
, i

sono le altre storie. I detti dipinti maggiori rappresentano, uno il concilio degli Dei avanti il quale Venere e Cupido perorano la loro causa, attribuito a Giulio Romano ; l'altro il convito dove si celebrano le nozze di Amore e Psiche , creduta opera del Fattore.

lui

discendenti ritornarono in Siedi


il

Contengono
le

le pitture

de' triangoli

na nel pontificato
essendo
l'edifizio

Paolo

III,

ed
in-

favole mitologiche,

analoghe

ai

giardino

due menzionati
dell' ingresso
si

dipinti.

sinistra

contro al palazzo dei Farnesi, que-

vede
di

Venere che
punir Psi;

ne accrebbero gli abbellimenti, quindi nel secolo decorso, come gli altri dominii farnesiani, quale eredit della
sti

lo acquistarono, e

comanda ad Amore
che superba
di sua

bellezza
,

sie-

guono

le

Ire

Grazie

cui

Amore
di-

parla della belt di Psiche, e quella rivolta di schiena


si

superstite Elisabetta, pass in pro-

crede

priet dei re delle

due
la

Sicilie.

La

pinta da Raifaello

nel terzo