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I

e s ;^é
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
k\ PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÌJCELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA
PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, Al CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOW
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROM ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XYL

VOL. XXVIL

IN V E N J: Z A I

bALLA IIPO GRAFIA EMILIANA


WD C CC XL I V.
DIZIONARIO
Di ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

F
FRA FRA
Continuazione dei cenni storici ci- re di Francia, il Papa cedendo ai

vilied ecclesiastici sul re^no di grandi vantaggi che offriva a' pro-
Francia, e delle relazioni di que- l)ri parenti il re di Napoli Alfon-
sto colla santa Sede. so lì, spedì a Carlo Vili in legato
il cardinal Piccolomini ,
poscia Pio
III, per distoglierlo dall'impresa,
\jailo Vili lusingato dall'idea di senza che fosse licevulo uè sentito,
conquistare regno di Napoli, co-
il perchè il suo zio Pio II era stato
me erede dei diritti di Renato, e di contrario alla casa d'Angiò. Quin-
Carlo III d'Angiò, fece la pace con di domandando Carlo VIII l'inve-
Enrico VII re d' Inghilterra, coi re stitura delregno di Napoli, ed op-
de'romani e d'Aragona, all'ultimo dei ponendovisi Alessandro VI, il re si
quali rese la Cerdagna ed il Rossiglio- appellò al futuro concilio, e il Pa-
ne, perdendo cos'i ilunareale per pa minacciò delle censure eccle-
lo
cliimera. Il Pontefice Innocenzo VI 11, siastiche, secondo il decreto di Pio
qual signore supremo del regno di II, pubblicato nel congresso di Man-
JNapoli, pacifìcossi col re, ma man- tova , che proibiva sotto pena di
cando questi alle condizioni conve- scomunica di appellai'si sotto qua-
nute, lo scomunicò, trasferendone lunque pretesto dal sommo Pon-
,

i diritti a Carlo Vili come a le- tefice al futuro concilio, dando con
gittimo successore delle ragioni de- tal bolla una ferita mortale alla
gli angioini. Mentre Carlo Vili si prammatica sanzione. Intanto Car-
apparecchiava con poderose forze a lo Vili senza denaro, e senza risor-
passare in Italia per occupare il le- se e precauzioni, partì dalla Francia
gno di Napoli, morì Innocenzo Vili, alla testa di circa trentamila uomi-
e gli successe Alessandro VI Bor- ni, ed entrò in R.oma al chiarore
gia, che richiesto dell' investitura dal delle faci l'ultimo dì del u^QÌ- ''
6 •
FRA FRA
Papa per timore si rifugiò in Ca- l'assedio di Novara il duca d' Or-
stel Angelo, indi capitolò coire,
s. leans, e rientrare in Francia. Il

con quelle condizioni che riporta il regno di Napoli fu subito riconqui-


Rinaldi all'anno i49^j "wnfi- 2, fra statoda Ferdinando V d'Aragon;».
le quali l'investitura del regno di Carlo VIII d'anni 28 morì nel
Napoli e di Gerusalemme, non che 1498 nel castello d' Amboise, sin-
la coronazione d'imperatore d'orien- ceramente compianto da Anna di
te, per le ragioni che su quell' im- Bretagna sua moglie, benché l'a-
pero occupato dagli ottomani gli vesse sposato ripugnante, ed alla
avea cedute Andrea Paleologo. Gli quale egli non serbava la fede
italiani non avendo fatta resisten- maritale; ma la suabontà era sì
za, Carlo Vili era potuto giungere grande, il suo procedere sì gene-
in Roma senza alcuna difficoltà a : roso, che impossibile riusciva di
sua istanza Alessandro VI nella fe- non amarlo due de'suoi domestici
:

sta dei ss. Fabiano e Sebastiano morirono di dolore, udendone la


celebrò solennemente la messa nel- morte. Siccome non lasciò figli, il
la basilica vaticana, in cui il re vi duca d'Orleans suo cugino gli suc-
sedette dopo
primo cardinal ve-
il cesse col nome di Luigi XII era :

scovo, diede l' acqua alle mani del egli figlio di Carlo duca d'Orleans,
Papa, avendogli pure baciato pie- i e di Maria di Cleves, e fu il solo
di, come si legge nel Guicciardini, dei Capeti detto di Orleans- Valois,
Histor. Ital. lib. 5, e nel Vittorel- venendo chiamato il padre del po-
li nelle Addiz. al Ciacconio tom. UT, polo. Per non separarsi la provin-
col. l52. cia di Bretagna dalla corona di
Il re di Francia parfi per Na- Francia, Alessandro VI nel 1498 ad
poli, che prese senza opposizioni ;
istanza del re annullò il suo tnatri-
si vestì degli ornamenti imperiali, monio con Giovanna di Valois fi-
prese il titolo d' imperatore, e fece glia di Luigi XI, onde Giovanna
in quella metropoli il suo solenne virtuosamente ritirossi a Bourges,
ingresso. Se la prontezza di tal con- e v' istituì l'ordine àeW Annunziata
quisto destò meraviglia, la flicilità (Vedi), con la regola di s. Fran-
con cui lo perde, non fu meno cesco. Allora Luigi XII sposò la
sorprendente. Si formò una lega vedova Anna che dicesi avesse sem-
formidabile contro di lui, essendo- pre vagheggiato, e ne fosse stato cor-
ne alla testa Alessandro VI, men- risposto. Questo principe creò un
tre il re vide la necessità di ritor- parlamento a Rouen, ed altro ad
nare in Francia maggio s' in- : nel Aix, e conquistò il ducato di Mi-
camminò per Roma, donde ne par- lano, pei diritti che vantava dal
tì il Papa per non essere obbliga- lato della madre riuscì poco dopo :

to a nuovi patti, contrari alia maestà al duca Lodovico Maria Sforza /'/
pontificia. Il re restituì alla Chiesa Moro di far ribellare i milanesi,
le città cedutegli nell'anteriore con- ma furono repressi da Luigi della
venzione, e proseguì il suo viaggio. A Tremouille, e il duca condotto in
Fornuovo sul Taro gli contrastarono Francia, venne rinchiuso a Loches
il passaggio quarantamila soldati del- in una gabbia di ferro. Inoltre il

la da otto mila francesi,


lega, vinti re s'impadronì pure del Genovesa-
che però solo poterono liberare dal- to. Nel i5oi Alessandro VI pub-
FRA. FRA 7
blicò la lega fatta con Luigi XII vere ricevuto la ss. Eucaristia col
re di Francia, e Ferdinando V re maggior fervore. Nel trattato di
di Spagna, contro Federico I re di Blois erasi discusso lo strano pro-
Napoli, che privò del reame dando getto, di dare a Carlo V nipote
ai secondo la Puglia e la Calabria, ed erede dell'imperatore Massimi-
ed al primo il rimanente coi reali liano I e del re di Spagna, in
titoli di Napoli e Gerusalemme ; e isposa Claudia , unica figlia che
Luigi XII dall'altro canto fece du- sino allora Luigi XII aveva avuto
ca del ValentinoisCesare Borgia da Anna di Bretagna, con questa
figlio del Papa, poi detto il duca provincia, colla Borgogna, e coi
Valentino. diritti sulla Lombardia per dote.
due
I principi s'impadronirono Ma l'opposizione degli stati generali
nel i5oi di detti domini!, e ven- del regno, famosa lega di
e della
nero poi a contesa allorché si trat- Cambrai, che da
Giulio II, da
tò di farne la divisione; e gli spa- molti potentati d'Italia, dalla Fran-
gnuoli condotti da Gonsalvo di Cor- cia, dalla Spagna, e dall' Alemagna

dova disfecero i francesi capitanati (


pacificata colla Francia a mezzo
dal duca di Nemours, al combatti- del cardinal CarvajaI ), organizza-
mento Seminara, ed alla batta-
di vasi contro la repubblica di Vene-
glia di Cerignola nel i5o3, e gli zia, distornarono si dannose nozze.
scacciarono dal regno di Napoli : La mano della principessa fu data
fu in quell'epoca ed in quell'occa- a Francesco di Valois, duca d'An-
sione che in Barletta ebbe luogo gouleme, erede del trono di Fran-
la clamorosa disfida di tredici ita- cia; e Luigi XII disfece in persona
liani con altrettanti francesi, di cui i veneti alia celebre battaglia d'A-
facemmo parola volume IV, pag. al gnadello li i4 "laggio '^o9> e
i3o, e volume pag. 292 del XX, prese loro varie piazze. Ma Giulio
Dizionario. Su questo argomento II geloso per tanti prosperi avve-
si può leggere il libro intitolato : nimenti, avendo ricuperato i do-
Ettore Fieramosca o la disfida di rainii occupati dai veneti, a questi
Barletta, di Massimo d'Azeglio, come padre comune non seppe ne-
Torino 1842: bella edizione orna- gare il perdono ; si ritirò dalla
ta di duecento disegni originali. lega di Cambrai con gran ram-
Questo combattimento singolare, in marico de' francesi, di cui era dis-
cui tredici italiani tennero vittoriosi gustato il Papa perchè proteggeva-
il campo contro tredici francesi , è no Alfonso I duca di Ferrara
descritto pure nel secondo canto (Fedi); ed in vece si collegò con
del poema giocoso di Gio. Battista il re di Spagna, con Enrico Vili
Lalli, La Franceide, e
intitolato re d' Inghilterra, cogli svizzeri, e coi
con versi latini dal celebre monsi- veneziani. Inevitabile fu la guerra
gnor Vida. Avendo Luigi XII fatta di Giulio II con la Francia, e per
la pace colla Spagna nel i5o5, ga- meglio attendervi nel i5io passò
stigò nel iSoy i genovesi solleva- in Bologna; ciò che non appro-
tisi, fece il suo ingresso nella loro vando diversi cardinali spagnuoli e
città, e ripigliò il Milanese. In que- francesi, con altri sedotti da Luigi
sto tempo il re fu attaccato da XII, cospirarono contro il Papa
mortale malattia, e guari dopo a- per deporlo, e se ne fuggirono a
,

8 FRA FRA
Genova : allora Giulio li scomuni- sommissione, e la regina Anna nel-
cò il re, e sottopose all' interdetto la sua pietà era sgomentata dal ti-

il regno. Frattanto il re di Fran- more dello scisma , fu sorpreso


cia adunò due parlamenti in Or- dalla morte , e gli successe Leone
leans ed in TourSj ove per abbat- X, già legato delle milizie papali
tere la pontificia potestà convenne al combattimento di Ravenna, che
d'unire un concilio generale a Pi- die compimento al concilio latera-
sa, ove verrebbe citato Giulio II. nense. Continuando la guerra Lui-
Non aveva Luigi XII fatto il de- gi XII si coliegò coi veneti, e la
bito giuramento d'omaggio pel re- sua armata comandata da Tremouil-
gno di Napoli, ed invece avea alie- le riprese il Milanese per la ter-
nati molti diritti di quel reame za volta ; ma gli svizzeri lo disfii-

contro l'espresso divieto della san- cero alla battaglia di Novara, indi
ta Sede ; perciò Giulio II dichiarò attaccarono la Francia con Massi-
la signoria di Napoli e di Gaeta miliano Enrico Vili, ma
I e con
essere ritornate alla Chiesa , e le inutilmente assediarono Dijoii. En-
concesse a Ferdinando V annullan- rico Vili volendo rendere segnala-
do i patti fra lui e il re francese. to il principio del suo regno, do-
Nel i5ii l'armata pontificia fu rot- po di essere stalo vincitore nella
ta dai francesi all' impresa di Fer- ballaglia di Guinegate, che fu det-
rara, e il Papa corse pericolo d'es- ta la giornata degli speroni ,
per-
sere imprigionato dal maresciallo chè i hancesi al dire degli stessi
di Chaumont, poi rimproverato dal storici nazionali, vi adopravano più
re per non aver usato in ciò dili- gli speroni che le spade (giacche
genza. Egual pericolo scampò Giu- vi combattè la sola cavalleria )

lio II dalle insidie che gli tendeva pi'ese le città di Terouane e di


il cav. Bayard , altro comandante Tournay. Luigi XII sentì il biso-
di Francia ; indi senza abbattersi gno d'entrare in negoziazione; trat-
di coraggio, Giidio li assah e pre- tò con Leone X teiiiiiiiò lulte le ,

se la Mirandola. Gastone di Foix contese che esistevano tra la Fran-


duca di Nemours guadagnò contro cia e la santa Sede, abb.indonan-
il Papa e i suoi alleati la battaglia do l'effimero conciliabolo di Pisa, e
di Ravenna, ma fu ucciso volendo riconoscendo il concilio lateranense.
circondar gli spagnuoli che si riti- Il primo di gennaio i5i4 la mor-
ravano la morte di sì gran capi-
: te gli rapì la regina onde sposò
,

tano trasse seco la perdita del Mi- la bella Maria sorella d'Enrico Vili,
lanese, dove gli svizzeri ristabiliro- e die in moglie a Carlo V l' altra
no Massimiliano Sforza figlio di Lo- figlia avuta da Anna, cui
Pienata
dovico il ÌSIoro. Poscia per repri- cede i diritti sul Genovesato e sul
mere i cardinali ribelli , Giulio li Milanese; onde così fece la pace
tleterminò la celebrazione del con- cogl' inglesi e cogli spagnuoli. Il

cilio generale lateranense V, che in- cambiamento di sue abitudini per


«tomiiiciònel i5i2, e mentre avea compiacere la novella sposa, acce-
riempito l'Europa col suo nome, lerò la sua morte, ch'ebbe luo-
ed il cardinal di Luseinbuigo iu)- go in Parigi il primo gennaio
plorava pace per Luigi XII, il
la i')i5, d'anni 54 circa. Fu com-
(luca d' Aniroulcnie sciivcacili con piali tu da tutta la Francia , sicco-
FRA FRA 9
me principe giusto, clemente e ma- lazzo, indi presentato al Papa in
fu
gnanimo : diminuì le imposte, amò concistoro. Nella messa solenne che
i sudditi, e mostrò sempre vivo de- celebrò il Papa, il re adempì tutti
sidei'io di renderli felici , sebbene gli atti d' ossequio, sia nel versar
introdusse la venalità delle cariche. l'acqua alle sue mani, sia nel sos-
Francesco I conte d' Angouleme tener lo strascico del manto pon-
perchè di questo ramo, lo successe, tificale ad onta della ripugnanza
e si meritò i titoli di grande, e di del saggio Leone X. Inoltre il re
ristoratore delle lettere. Subito dopo non volle il genuflessorio e colle ,

che fu consagrato prese il titolo di mani giunte innanzi al volto stette


duca di Milano, e si pose alla te- in tutto il tempo della funzione.
sta d' una possente armata per far Non potendo il Papa ammettere
valere le ragioni che egli aveva su lutti francesi alla comunione, per
i

questo ducato. Gli svizzeri che lo la gran folla , un ofìlziale gridò :

difendevano, ne contrastarono l'im- poiché santo Padre non mi posso


[)resa, e si venne a battaglia vicino comunicare dalle vostre mani né ,

a Marignano, e quindici mila di confessarmi al vostro orecchio, dirò


loro rimasero sul campo: in questa ilmio peccato in pubblico, cioè che
occasione il re volle essere fatto ca- ho combattuto con tutta la mia
valiere famoso Bayardo. bidi
dal forza nella guerra contro Giulio II.
si rese padrone del Milanese, Mas- Allora soggiunse il re colla sua vi-
similiano Sforza glie ne fece la ces- vacità e naturale franchezza : Ve-
sione, e si ritirò in Francia. Il re ramente santo Padre sono nello
, io
procurò di guadagnarsi il Pontefice stesso caso, ma quel Pontefice era
che sembrava propenso per Massi- il ardente de' nostri nemici. La
piìi
miliano I, e pel re di Spagna suoi maggior parte de' signori francesi
nemici, ed alleati degli svizzeri. Dal- coniéssarono la stessa colpa, onde
l' altra parte Leone X temendo che Leone X a tutti benignamente sul
il principe vittorioso volgesse le armi momento diede l'assoluzione dalle
contro lo stato ecclesiastico, fece censure che avevano incorso. Nel
pace con lui, obbligandosi per for- congresso il re ed il Papa si trat-
za della necessità di levar la guarni- tarono coi maggiori riguardi, venne
gione da Parma e Piacenza, città abrogata la prammatica sanzione,
poco prima restituite alla Chiesa, e che francesi liguardavano come
i

di ritirarsi Massimi-
dalla lega con baloardo delle libertà della Chiesa
liano I. In vece Francesco I pro- gallicana, evenne sostituito il Con-
mise difendere il Papa, il suo stato, cordato Leone di
e France- X
la sua famiglia Medici, e la repub- sco I (Fedi), confermandosi il tut-
blica di Firenze ; indi convennero to nella sessione XI del concilio ge-
d'abboccarsi in Bologna. Giunto nerale lateranense V, tenuta a' 19
Leone X a Bologna nel dicembre dicembre i5i6. Nello stesso anno
i5i5, nominò due cardinali e quat- fecesi il trattato di Noyon fra Car-
lio prelati per incontrare il re , i lo V e Francesco I : uno de'prin-
primi ai confini, i secondi a Par- cipali articoli fu ìa restituzione delia
ma, mentre venli cardinali l'atte- Navarra, che TY-rdinando V aveva
sero fuori di Bologna e lo condus- tolto al duca o re Giovanni d'Al-
sero ad idloggicuo nel pontificio pa- brct sino da! i5ii, siccome fautore
-.

IO Fll\ FRA
tlella Francia e del conciliabolo di legrezze, epoco dopo morì, succe-
Pisa. Indi nel i5i8, non senza qual- dendogli Adriano VI già maestro
che opposizione, fu pubblicato in di Carlo V. In detto anno la fa-
Francia il memorato concordato coltà teologica di Parigi censurò
Dell'abboccamento seguito in Bolo- molte proposizioni di Lutero, che
gna tra Leone X e Francesco I , sempre più faceva proseliti nelle
come del concordato conchiuso, del- sue perniciosissime riforme religio-
le opere bibliografiche che lo ri- se, di cui ancora deploriamo le la-

guardano, ed altre preziose crudi grimevoli conseguenze. Neil' anno


zioni, si può leggere quanto dotta- seguente Odet di Foix visconte di
mente e con singoiar diligenza ne Lautrec fu disfatto nella sanguino-
scrisse il eh. Gaetano Giordani, nel- sa battaglia della Bicocca, quindi
la sua opera intitolata: Della venti- la Francia perde Cremona , Geno-
la in Bologna di Clemente VII va, ad altri luogh: in Italia. In-
per la coronazione di Carlo l\ tanto Carlo di Bourbon , contesta-
con note e documenti. bile di Francia, perseguitato dalla
Dopo la morte di Massimilia- duchessa d' Angouleme, Luisa di
no I, essendo stato eletto impera- Savoia madre del re, a motivo del-
tore Carlo V nel i^ig, ad onta la successione della casa Bourbon ,

del possente competitore France- e dei beni ad essa tolti per la con-
sco I, si manifestò la
perciò tosto fisca dell' Al vergna , del Borbonese,
gelosia emulazione tra questi
e l' e della Marca a profitto della co-
due principi, e si accese una lunga rona, dopo essersi distinto in milita-
guerra , che riuscì funesta a tutta ri imprese, si diede nell'anno i523
l'Europa. I francesi comandati da al V, che gli affi-
partito di Carlo
Andrea di Foix conquistarono la dò comando delle sue armate.
il

Kavai ra, e in breve la perdettero ;


Adriano VI in pari tempo separò
cacciarono dalla l'iccardia gl'ingle- dalla lega de' francesi i veneti , i

si e gì' iuiperiali, e s' impadroniro- quali all'opposto fece collegare con-


no di varie piazze. Una delle pia tro i medesimi con l'imperatore,
triste epoche della storia della Chie- r arciduca d' Austria, e col duca di
sa gallicana è la nascita delle eresie Milano, la quale lega il Papa so-
di Lutero e di Calvino avvenuta lennemente pubblicò nella basilica
nel pontificato di Leone X: le de- Liberiana a' 5 agosto, affinchè né lo

vastazioni che vi cagionarono sono stato pontifìcio,, né alcun altro d'I-


scritte a caratteri di sangue. Al- talia venisse assalito dai francesi j

cune gelosie di stato insorte tra e siccome il cardinal Soderini av-


Leone X e il re di Francia, mos- visava Francesco I d' invadere la
sero il primo a collegarsi con Car- Sicilia, fu posto in castel s. Angelo,
lo V, e il loro esercito unito scon- donde Iu trasse il successore Cle-
fisse i francesi in Lombardia : la mente VII.
Chiesa licuperò Parma e Piacenza, Fu nel i523 che l'eresia lute-
i francesi furono allontanati dal du- rana disgraziatamente s' introdus-
cato di Milano, ove venne ristabi- se regno di Francia, ed in-
nel
lito Francesco Sforza. Giunta iu cominciò ad insegnarsi in Meaux
Roma la notizia di sì fatti avveni- le prave sue dottrine e pregiudi-
meiili, Leone X vi fece grandi al- zievoli errori. 11 contestabile di
FRA FIIA ,1
Bourbcaì nel i5i^ disfece a Biagras chiuso in quella città a'i4 genna-
la retroguardia dell'ammiraglio Bon- io, in cui promise di cedere la
nivet nella ritirata di Rebec, e ri- Borgogna, e gran parte della Fran-
pigliò tutto il Milanese. Entrò dipoi ca-Contea e delle Fiandre, di ri-
con una forte armata nella Pro- stabilire il contestabile, e fargli ra-
venza, ma a ritirarsi
fu costretto gione su' suoi diritti relativi alla
con perdita, perchè famoso cav. il Provenza, e fu costretto di contrar-
Bayard s'impadronì di Tolone ed re nel carcere matrimonio colla il

assediò Marsiglia. Frattanto Fran- sorella di Carlo


Eleonora; altri V
cesco I passò in Italia ad assediar procrastinò tal matrimonio alla pa-
Pavia, ed avendo distaccato fuor ce di Cambrai. Lasciò due suoi
di tempo una parte delie sue trup- figliuoli in ostaggio per malleveria
pe per mandarle a Napoli, fu egli di sua parola, ma non per questo
disfatto da Carlo V, e dal conte- si fece scrupolo di ritrattarla. La
stabile di Bourbon in una sangui- politica ed il sistema allora adot-
nosa battaglia datasi in faccia di tato dell'equilibrio europeo, trasse-
Pavia li 24 febbraio i525, dopo di ro in lega col re di Francia, Cle-
aver avuto uccisi sotto di lui due mente VII, il re d' Inghilterra, i
cavalli , e di aver fatto prodigi di veneziani, i fiorentini, gli svizzeri, e
valore. Non apparve mai in tutto il duca di Milano; la lega fu con-
il suo lume la grandezza dell' ani- chiusa in Cognac i giugno
agli i

mo di Francesco I, che dopo que- i526, ed offesetalmente Carlo V


sta funesta battaglia , ove venne che tosto pubblicò la guerra ai
fatto prigioniero co'principali signo- Pontefice. Mentre questi pensava
ri di sua fastosa corte, e con En- di passare in Ispagna per combi-
rico d' Albret re titolare di Navar- nare con Carlo V una generale
ra, ed attuale signore del Bearnese. concordia, quel principe spedì nel
Il solo uffiziale francese che avea 1527 il contestabile di Bourbon a
seguito il contestabile nella sua de- prendere Roma. La città fu presa
chiamato Pomperan j salvò
fezione, ed il contestabile vi restò ucciso ;
ad un tempo la vita, ed intimò la ma i soldati fanatici luterani nel-
prigionia al suo sovrano , il quale la maggior parte, tutti veri malan-
richiese di Lannoy luogotenente del- drini, inondarono Roma di sangue
l'imperatore , ed a lui rimise la e la saccheggiarono lentamente piìi
propria spada, che ricevutasi in gi- volte. Dopo la prigionia di Castel
nocchio da Lannoy, questi gli porse s. Angelo il Papa con duri patti
la sua. Francesco I scrisse alla ma- fu lasciato libero, e Roma fu sgom-
dre, che tutto era perduto fuor- brata dai voraci suoi nemici. In-
ché l'onore: il primo a ferire il tanto Francesco I spedì in Italia
cavallo del re fu Cesare Hercolani ad aiutare il Pontefice il bravo
di Forlì. duca di Bourbon si re-
Il Lautrec, che riprese il Milanese.
cò a visitarlo, ed a godere del suo Temendo Carlo V i collegati del
trionfo la duchessa d' Angouleme
: re di Francia, nel i529 si pacifi-
divenne reggente del regno. cò pel trattato di Cambrai con
Francesco I fu condotto prigio- Francesco I, cui rese due figli, e
i

ne nel castello di Madrid, e ne u- desistette dalle pretese sulla Borgo-


scì l'anno appresso col trattalo cou- gna pel compenso di circa due un-
12 FRA FRA
lioui di scudi, dando l'imperatore e nelli Provenza, fino ad Arles e
al suo emulo la propria soiella in Marsiglia, saccheggiando la Piccar-
isposa. Le pretensioni sul Milanese dia e la Sciampagna, il valore e
furono cedute al cognato dal re di la saggia condotta del duca poi
Francia, ed ambedue dimenticarono contestabile Anna di Montmorency
le minacce e grossolane invettive, libeiò dalla continuazione della guer-
e i sOda che tra loro
cartelli di ra il i due principi com-
paese, e
cransi cambiati allora Francesco 1 : petitori convennero cavallerescamen-
si die a far fiorire l' industria, il te nella rada di Aiguesmorles ad
commercio e le lettere. Nel i532 un amichevole abboccamento, che
l'eretico Calvino incominciò ad in- fu seguito dal viaggio che nel i54o
segnare segretamente i suoi errori fece Carlo V
a Parigi, accompa-
in Parigi, e discoperto, per evita- gnato dalle più brillanti feste. Sino
re il carcere, prontamente fuggi. dal i538 avea procurato tal paci-
Questo empio ebbe numerosi se- ficazione il Pontefice Paolo III,
guaci, chiamandosi calvinisti in Ger- portatosi a Nizza, ove confermò a
mania ed altrove, geusi nelle F'ian- Francesco il privilegio dato da
I

dre, ed ugonotti nella Francia, che Eugenio IV al re Carlo VII, ma


come vedremo posero a soqquadro. non posto sino allora in uso, cioè
iXel i533 Clemente VII parl'i per che pari del parlamento di Pari-
i

la Francia, per tiallare col re del- gi, ancorché laici, potessero nomi-
la conversione di Enrico \1II re nare persone idonee a' benefizi ec-
d'Inghilterra che avea abbracciato clesiastici sotto la due- somma di
gli errori delle riforme religiose, e cento lire tornesi. In seguito con
per dare in moglie al secondo, non maggior successo Paolo 111 ottenne
all'ultimo suo figlio come alcuni che due monarchi ficessero tregua
i

scrisseio. poi Enrico II, sua nipote per dicci anni, ma non ebbe inte-
Caterina de Medici, che fu madre ra durata.
di Francesco II, Carlo IX, ed En- Volendo l' imperatore punire i

rico III. Lo sposalizio ebbe luogo ribelli gantesi, ottenne il passaggio


in Marsiglia, ed in questa occasio- per la Francia, con promettere al
ne il recedendo dall'an-
i'oiilcflce, re r investitura del ducato di Mi-
tica consuetudine de' suoi anteces- lano per uno de' suoi figli. Non
sori, si assise a mensa colla regi- credendo Carlo V ellettuar il pas-
na, oltre Francesco I. Questo prin- saggio, questo emergente fece riac-
cipe non passò molto tempo, che a cendere la guerra la flotta gallo- :

profittar della spedizione che fece turca travagliò infruttuosamente


in Africa Carlo V , si mosse alla Nizza, dal famoso Andrea Doria
licupeia del ^Milanese nel i535j preservata, ed il conte d' Enghien
tiicendo alleanza con Solimano II Francesco di Bourbon, guadagnò
imperatore ottomano. Investì furio- la battaglia di Ceresole nel i
544
samente Savoia onde aprirsi il
la contro marchese del Vasto con-
il

passaggio e proclamò 1' indipen-


,
dottiero degli imperiali, e si im-
denza di Ginevra, che divenne fin padiDiù del IMonferralo. Mentre
d'allora il centro del culto rifor- Francesco tirò al suo partito il
I

mato; ma reduce Carlo V dalle famoso ammiraglio Barbarossa e il


sue viLluric pcuchò ucl DclfiuaLo re di S\cz.iaj Enrico \ 111 re di
FRA l'RA i'i

Ingliilferra prese quello di Carlo V, segni della (i-rit.i; ma qucsia moda


ed occupò Bonlogne. I torbidi le- fu abolita sotto Luigi XI 11.

ligiosi d' Alemagna salvarono la Enrico II suo figlio e marito di


Francia, giacché per sedarli dovet- Caterina de' Medici gli successe, e
te r imperatore convenire alla pace fu consagralo in Reims dal cardinal
di Crespi, ma non ebbe elTelto la Carlo di Lorena ai5 luglio 547- 1

convenula investitura del Milanese, Un grande cambiamento si operò


sì per la morte del duca di Or- nella corte ciò che si
, attribuì
leans ad essa destinato, clie per alla favorita Diana di Poitiers du-
quella di Francesco 1 seguita nel chessa di Valentinois. Francesco I

castello di Rambouillet a'3o marzo aveva introdotto le dame nella cor-


i547 *^' ^^ anni. Fu egli un prin- te, ed è nota 1'
inlluenza che vi

cipe dotato delle più sublimi qua- esercitarono la contessa di Chateau-


lità, spiritoso, dolce, magnanimo e briand, da lui tanto amata, indi
generoso, imi troppo ed ai piaceli la duchessa d'Etampes Anna di Pis-
alle donne abbandonato. Al genio seleu. L' introduzione delle dame
guerriero e al valore congiunse in corte fu conservata da Enrico
un amore passionato per le belle li, tale uso si stabilì in tutte le
e
arti e per le lettere di che fu , corti d'Europa. Da tale epoca ap-
uno de' primari proteggi tori. Pro- punto incominciano le memorie par-
tesse i dotti e gli artisti in modo ticolari, gli aneddoti politici, e !'?>-
singolare, ideò il grandioso proget- bitudine presa dai più gravi stori-
to del collegio reale, eresse a tut- ci di attribuiie le più alte risolu-
te sue spese una biblioteca a Fon- zioni a meschini raggiri ; senza ri-

tainebleau, fondò la stamperia rea- flettere che le donne, naturalmente


le, e fece edificar varie case reali, inclinate ad esagerare la loro in-
che adornò di pitture , di statue ,
fluenza negli affari di stato,, si so-
e di mobili preziosi, coli' opera di no vantate facilmente come uniche
valenti artisti. Gli stabilimenti fran- motrici delle impiese, nelle quali
cesi nel Canada ebbero oiigine sot- credettero di aver avuto alcuna
to il di lui regno : ed a lui si deb- parte. Enrico II fece la guerra agli

bono Havre ed il Louvre. Di-


r inglesi e riprese Roulogne : inondò
mostrò pure un gran zelo per la colle sue truppe l'Italia, invase il

religione cattolica contro i profe- Sanese, per cui il Papa Giulio II!

stanti ed altri eretici , massime guarnì di truppe i confini del suo


contro i valdesi del Delfìnato. Ebbe stato ; ed il re si collegò co' prin-
un tenero affetto pel popolo, i cui cipi di Germania contro Carlo V,
aggravi raccomandò al figlio di mino- indi prese Metz, Verdun e Toul.
rare, essendo egli stato costretto d'im- Carlo V pacificatosi coi principi di
porli per le guerre. Fu egli che ordi- Germania, e con la regina di Un-
nò che in avvenire gli atti pubblici gheria, obbligò il re a tornarsene
dovessero essere scritti in francese, in Francia ; ma assediando Metz
e che introdusse la moda di por- con poderosissimo esercito, fu re-
tare i capelli corti e la baiba lun- spinto da Francesco duca cU Gui-
ga, essendo sfato ferito in volto dal sa, e dal fiore della nobiltà fran-
capitano di Lorge, signore di Montgo- cese : r imperatore si vendicò con
mery, e volendo così nascondere i la totale distruzione di Terouavie,
,

i4 , FRA FRA
e prese Hesdin. 11 re rovinò 1 Paesi Thionvllle. Il duca di Nevers Car-
Bassi, e disfece gì' imperiali nella Jemont, e il maresciallo di Teri-
liattaglia di Rcnti, seguita da con- nes presero Dunkerque, e s. Ynox,
venula tregua nel i556. Avendo mentre il maresciallo Brissac si sos-

Carlo V abdicato impero in all' teneva in Piemonte.


favore del fratello Ferdinando I, Il re di Francia perde il frutto
il re ruppe la tregua venendovi di tanti prosperi avvenimenti con
sollecitato dal cardinal Caraffa ni- la pace di Chàteau-Cambresis a' 3
pote di Paolo IV. Essendo questi aprile i55q per consiglio di Mont-
in guerra col re di Spagna Filip- morencj', e di Diana di Poitiers
po il, figlio di Carlo V, spedi in ad onta dell' opposizione del consi-
Francia il cardinal Rucellai affin- glio.Questa pace ebbe il nome di
chè Enrico 11 lo aiutasse. Nella maledetta e disgraziata. Enrico II
lusinga del conquisto del regno di perde in un sol trailo di penna sì gran
IVapoli pel suo secondogenito, spe- conquista, che eguagliava ad una
dì in Italia un esercito di diecimila terza parte del regno, restituendo-
uomini sotto il comando del duca di la a Filippo II. Restituì pure al
Guisa, ed un altro in Fiandra. Questo duca di Savoia il Piemonte e la
fu disfatto da Emmanuele Filiberto Savoia, meno quattro città; ai ge-
duca di Savoia li io agosto ì55'j novesi r isola di Corsica, e Siena
nella famigerata battaglia di s. Quin- al duca di Firenze , dopo tanto
tino, per difetto del contestabile di sangue sparso, e tanti tesori spesi.

Montmorency che comandava i fran- Solo gli fu reso Ham, Calelet, e s.

cesi. Questo generale fu fatto pri- Quintino, obbligandosi rendere do-


gioniero, col maresciallo di s. An- po otto anni agi' inglesi Calais. Con
drea, e duca il di Montpensier. Il tal pace si matrimo-
conchiusero i

conte d'Anguien fratello del prin- ni di Elisabetta figlia del re con


cipe di Condé vi fu ucciso, e l'am- Filippo 11, e di sua sorella Mar-
miraglio di Coligny, che comanda- gherita col duca di Savoia. In mez-
va in s. Quintino, dovette cedere zo alle feste delle nozze Enrico II
la città, ove fu fatto prigione. Que- perde un occhio nella giostra a- ,

.sta battaglia avendo atterrito la vendo obbligato il capitano delle


Francia fu richiamato il duca di guardie, il conte Gabriele Mont-
Guisa, quando già Paolo IV si era gomery , a rompere nel torneo
pacificata la Spagna. Prima di par- una lancia contro di lui, e morì
tire il duca da Roma, con buone dalla ferita a' io luglio i55c) di
ragioni fu uno di quelli che illu- quaranta anni, lasciando i tre figli

minarono il zelante Pontefice, che Francesco, Carlo, ed Enrico, che


i suoi nipoti tradivano la santa Se- successivamente regnarono. Montò
de favorendone nemici, onde nac-
i sul trono Francesco II, marito di
que la magnanima risoluzione nel Maria Stuarda regina di Scozia,
Papa di esiliarli. Giunto il duca mentre tre potenti fazioni divide-
in Fiancia, prese agi' inglesi Calais vano la corte, cioè i Borboni, i
agli 8 gennaio i558, che lo pos- Guisa zii della regina, e i Mont-
sedevano dal iSgy, e serviva loro morency. Profittando il duca di
di comodo ingresso nel regno: in- Loiena Francesco di Guisa, e il
di s impadronì di Guines e di cardinal Lodovico I suo fratello,
,

FRA FRA i5
della gin-viiiezza del re, s'impadro- rondogenito di Enrico II, e di Ca-
nirono del governo, il che suscitò terina de' Medici gli successe in
contro di loro i principi del san- età di anni dieci, e fu consagrato
gue, Antonio di Bourbon re di in Reims a' ì5 maggio i56i. La
Navarra, e suo fratello Luigi prin- regina sua madre ebbe l' ammini-
cipe di Condé, i quali trassero al strazione del regno, di cui fu di-
loro partito i calvinisti del regno ;
chiarato tenente generale Antonio
al contrario i Guisa v' indussero a di Borbone re diNavarra il prin- :

sostenerli i cattolici. Tale fu l'ori- cipe fu tosto messo in libertà, e si


gine dei torbidi e delle guerre ci- formò una specie di triumvirato
bili che desolarono lungamente la tia i duchi di Guisa, il contesta-
monarchia nel tratto successivo, e bile di Montmorency, e il mare-
fu quindi sagrifìcafa la -vita di tanti sciallo di s. Andrea. Così il regno
illustri francesi, avendo gli eretici fu diviso in due parliti, cioè dei
dei capi e dei protettori di un Borboni e dei Guisa, onde ne pro-
rango così distinto, ed essendo i vennero le guerre civili, gli omi-
Guisa alla testa del governo. I par- cidii e gli orrori che segnalarono

tigiani del principe di Condé for- il governo di Carlo IX.


marono nel i56o la congiura d'Am- La regina fece tenere un'assem-
boise, per involare il re, e truci- blea magnati a s. Germano
di
dare i Guisa; però fu discoperta, venne promulgato un editto di tol-
puniti severamente molti de' com- leranza a favore de' pretesi rifor-
plici, mentre il duca di Guisa di- mati, ed ebbe luogo il colloquio dì
venne più possente sotto il titolo Poissy i56i per pacificare le
nel
di luogotenente generale del re- dispute ; ma gli animi
religiose
gno. Indi Francesco li pubblicò in vieppiù s'inasprirono. Il re di Na-
Romoranlin un editto in vigore varra si unì ai triumviri il che ,

del quale la cognizione del delitto indusse la regina per controbbilan-


di eresia veniva rimessa ai vesco- ciare questo partito ad accordare
vi 5 ed interdetta ai parlamenti : nel i562 ai calvinisti il pubblico
proibì ai calvinisti di tener assem- esercizio della loro religione fuori
blee, e portossi ad Orleans per a- della città, gettandosi così nelle brac-
dunarvi gli stali generali. Ivi fu ar- cia de' loro capi il principe di Condé
restato il principe di Condé, e mal- e l'ammiraglio di Coligny. Passan-
grado i privilegi de' principi del do il Guisa per Vassy, fu
duca di
sangue non soggetti che alla corte colpito con una
pietra dagli ugo-
de' pari in camere riunite, fu dal notti, onde le sue genti ne taglia-
consiglio privato coli' aggiunta di rono in pezzi un gran numero , e
alcuni commissari del parlamento fu come il segno delle guerre civili
condannato al taglio della testa co- tra i cattolici e i pretesi riforma-
me complice della cospirazione di mali : ilduca fu ricevuto nella ca-
Amboise ; sentenza che non fu e- pitale con trasporti di gioia per- ,

seguita per la morte del re avve- chè riguardavasi non solo come
nuta li 5 dicembre i56o: fu sot- un eroe , ma come il sostegno dei
to questo regno che i protestanti cattolici, e il protettore della vera
o calvinisti furono chiamati ugo- Chiesa. Allora Condé sorprese Or-
notti. Carlo IX suo fratello, e se- leans, ed a sua imitazione i calvi-
, ,

II'. FRA FRA


nisli o ugonotti s' impadronirono false dottrine di Lutero, di Calvi-
«li Rnnen , e di varie altre città no e degli altri loro fanatici segua-
«[iiiiidi vinti alla battaglia di Dreiix ci. Nelle riunioni posteriori al con-
dal duca di Guisa : i generali delle Trento
cilio di i vescovi francesi si

due armate , il principe di Condé occuparono di fare ricevere i de-


od il contestabile furono fatti pri- creti sagrosanti del medesimo, e di
gionieri. Piouen fu ripreso nel i562, procurarne l'utile, esecuzione, tanto
ma costò la vita ad Antonio re di sul dogma, quanto sulla disciplina.
Navarra. Nel febbraio i563 il du- Carlo IX prese agl'inglesi Ilavre-
ca di Guisa fu assassinato da Pol- de-Grace, tenne il suo letto di giu-
trot all'assedio di Orleans, e la re- stìzia, e fu dichiarato maggiore al-
gina accordò la pace agli ugonotti l' età di tredici anni, indi conchiu-
a'i8 marzo. Intanto il Pontefice se la pace cogl' inglesi, visitò le pro-
Pio IV si adoperava al compimen- vincie del reame, e nel i566 ten-
to del concilio di Trento incomin- ne r assemblea degli stati a Mou-
ciato sotto Paolo III, principalmen- lins ma avendo gli ugonotti ten-
;

te per infrenare l'eresie; però la tato sorprenderlo quando da Meaux


bolla di Pio IV emanata per la si portava a Parigi', la guerra ci-
continuazione del concilio aveva in- vile ricominciò.
contrato qiialcbe difìlcoltà ,
perchè Pontefice s. Pio V a mediazio-
Il

non avea in essa nominato il re di ne di Carlo IX, ottenne dalla Por-


Francia col titolo di primogenito ta ottomana la libertà ai principi
della Chiesa. Quindi celebrandosi Giustiniani che avea fatti schiavi
con lentezza le ultime sessioni per neir isola di Scio ; e prendendo a
la precedenza che pretendeva l'am- cuore regno di Francia lacerato
il

basciatore di Spagna su quelli di dagli ugonotti , vi spedì il nunzio


Francia, che sostennero coraggiosa- Michele Turriani vescovo di Ce-
mente la preeminenza della loro neda, affine di esortare il re e la
corte , in favore della quale decise regina madre ad essere costanti nel-
Pio IV, per quelle ragioni che no- la difesa del cattolicismo, e di non
tammo altrove. Finalmente nel 1 563 pili ammettere ne' loro consigli Odet-
si compì la celebrazione del sagro- to diSciattilon, già deposto dal car-
santo concilio di Trento, che mol- dinalato dal suo predecessore, sicco-
ti stati e principi accettarono sen- me apostata ed eretico. Per assicu-
za limitazione: non trovò per altro rare la città di Avignone e il con-
in Francia la stessa accoglienza in tado Venaissino, dominii della san-
tutto ciò che sapientemente vi era ta Sede , dalle violenze che com-
stato decretato sulla fede, e sulla mettevano gli eretici, s. Pio spe- V
dottrina e discipline ecclesiastiche dì copiosi soccorsi al governatore
siccome punti contrastati dagli ere- cardinal Armagnac, in un a trup-
tici ; laonde non tu ammesso asso- pe e munizioni. Al re di Francia
lutamente in molte cose di riforma poi mandò in suo aiuto cento cin-
e di polizia che si credevano con- , quanta mila scudi, quattro mila
trarie alle prerogative del regno. cinquecento cavalli e cinque mila
Prima del concilio le riunioni dei fanti, de' quali fece generale il con-
vescovi dello stesso secolo XVI eb- te di s. Fiora Sforza; e pregò in
bero per iscopo di proscrivere le pari tempo il re di Spagna e i
,

FRA FRA 17
piincipi italiani a somministrare se il nome dell'autore, e condan-
ancli'essi soccorsi. Inoltre s Pio V nò settantanove proposizioni.
accordò a Carlo IX di alienar Jje- Dopo la pace conchiusa dal re
ni ecclesiastici per la somma di cin- cogli ugonotti , essendo i capi di
quecento settanta mila scudi. Gli questi sospetti della durata , credè
ugonotti furono disfatti alla batta- bene Carlo IX di proporre il ma-
glia di s, o novembre
Dionigi a' i trimonio di sua sorella Margherita
1567 dal contestabile, che poi mo- con Enrico III re di Navarra fi-
ri per le ferite riportate: allora si glio di Antonio di Bourbon, discen-
pose alla testa delle armale Enri- dente di Roberto di Francia conte
co duca d'Angiò fratello del le, e di Clermout, quinto figlio di Lui- .s;

guadagnò a' i ^ marzo i56c) la bat- gi IX, che poi divenne re di Fran-
taglia di Jai'nac, per la quale il re cia col nome di Enrico IV il Gran-
mandò al Papa dodici stendardi de. Appena fatta la cerimonia del-
presi agli eretici; ed il principe di le nozze nel i57 1, l'ammiraglio di
Condé fu ucciso a sangue freddo Coligny fu ferito da un'archibu-
da Montesquieu tre giorni dopo. giata da Maurevel; indi Carlo IX
A' 3 ottobre il medesimo duca ri- a consiglio di Caterina de' Medici
portò la sanguinosa vittoria nella e di molti signori della corte, de-
pianura di Montcontour ,
per ope- cretò la strage degli ugonotti. L'or-
ra principalmente di Sforza gene- dine fu eseguito con tanta crudel-
rale pgntificio, il quale a mezzo tà in Parigi, e in quasi tutto il re-
del fratello Paolo, mandò a s. Pio gno, che vi restarono uccise piìi di
V ventisette stendardi presi agli settanta mila persone , e siccome
ugonotti, che li collocò nella basi- r uccisione incominciò a' 24 agosto
lica lateranense ; indi ebbe luogo la la notte della festa di s. Bartolo-
pace. Intanto Michele Baio dottore meo, fu detta la strage di s. Bar-
dell' università Lovanio , sparse
di tolomeo. Va però avvertito che il

e sostenne ne' suoi scritti molte sen- numero de' settantamila uccisi è di
tenze circa il libero arbitrio, le molto esagerato. Gravissimi poi fu-
opere umane, ed il merito, le qua- rono i motivi che a propria dife-
li furono di scandalo alle scuole sa indussero il governo del re, in
e (l'inquietudine alle coscienze; e quei lagrimevoli tempi, a ricorre-
furono come i primi semi di quel- re a questa estrema misura, senza
la zizania che nel seguente secolo la quale forse il calvinismo, e la
infettò diversi dei puri campi del- repubblica, o piuttosto le repubbli-
la Chiesa, principalmente la galli- che federative in cui agognavano i
cana,- coi giansenisti che tanfo af- capi ugonotti frastagliare la Fran-
flissero la Francia nell'ecclesiastico cia, avrebbero trionfalo della Chie-
Queste false dottri-
e nel politico. sa cattolica e dell' unità della mo-
ne furono prontamente condannate narchia. E fu per s\ gravi motivi
dalla Sorbona in dieciotto articoli, che in s. Luigi de' francesi di Ro-
e vi risposero i balani con un' apo- ma cantò il Te Deum, e si fe-
si

logia : ma vedendo s. Pio V che la cero altre pubbliche dimostrazioni,


discordia eccitava maggior incendio, non perchè si avesse avuto parte
con la bolla Ex omnibus afflictio- o si gioisse della strage. Il re di
nìbiia, avocò a sé la causa, soppres- Navarra e il suo cugino Enrico
,

voi. XXVII.
.^^
j8 fra FKA
principe di Condé iiglio del defun- di d' istoria e di geografìa , fu
to , fecero 1' abiura de' loro errori dall'ammiraglio di Coligny spedita
per salvare la vita ; abiura che il una colonia America.
di francesi in
Papa Gregorio XIII accolse coi Enrico III Enrico lì e di
figlio di

maggior piacere. Il duca di Lore- Caterina de' Medici, già duca d'An-
na Enrico di Guisa, eh' era stato giò eletto per le sue brillanti mi-
incaricato dal re di essere esecu- litari azioni re di Polonia, tre me-
tore della strage . l' eseguì con vi- si dopo la sua coronazione in Cra-
gore; e parlamento ordinò che
il covia ne partì, e recatosi in Fran-
r ucciso ammiraglio Coligny co- ,
cia fu coronato e consagrato in
me primo e piìi fanatico capo de- Reims dal cardinal Guisa I-uigi di

gli ugonotti, fosse impiccato in ef- a' i5 febbraio iSjS. Intanto Gre-

figie Montfaucon
sulla forca di : ma gorio XIII commiserando lo stato
questo macello non fece che esa- della Francia indebolita di forze
,

ceibare gli animi. e di rendite, che appena ascende-


J calvinisti non vollero lasciar ri- vano a sette milioni di franchi, co-
pigliare le piazze di sicurezza, ch'era- me narra il Mafiei, Annali di Gre-
no stale loro accordate: il ducad'An- gorio XIII, lib. Ili, pag. ii3, gli

giò fece l'assedio della Rocella dive- mandò prima duecento mila scudi
nuta la capitale del protestantismo, d'oro, poi altri cento mila, indi al-
protetta da Elisabetta regina d' In- tri cinquanta mila, con quattro mi-
ghilterra e difesa dal La Noce ; ma la fanti.Si adoprò pure perchè lo

vi perdette quasi tutta la sua arma- scettro di Polonia restasse nelle ma-
ta nel iSyS; ed avendo inteso il ni Enrico
di III; ma desiderando i

duca di essere stato eletto re di polacchi che il re risiedesse tra

Polonia, pertossi a prender posses- loro, elessero in re Stefano Battori.

so di quella corona. Gregorio XIII Indi il Papa cedendo olle preghie-


spedì a congratularsene il prelato re del re defunto, della regina ma-
Serafino Olivieri, uditore di rota, ri- dre, e di Enrico IH, con due bol-
mettendo al re di Francia suo fra- le applicò alla corona sui frutti dei
tello, donativo dello stocco e ber-
il beni ecclesiastici un milione di fran-
reitone benedetti [Vedi), per ani- chi o lire tornesi ,
pari a scudi
marlo alla difesa della religione. trecento mila, e la facoltà di alie-
Morì Carlo IX nel castello di Vin- nare pel valore d' un milione di
cennes a' 3o maggio 1574, di 24 beni del clero.
anni mentre nella corte era nata
, Enrico III nel i 5" 5 guadagnò la

ima nuova fazione chiamala de'^o- biitlaglia di Dormans , e nell'assem-


liiici ed animala dai signori di
,
blea di Blois determinò la rinnovazio-
Montmorency , dal maresciallo di np della guerra contro gli ugonotti
Bessé, dal signor di Biron con alla nel 1576, ai quali si unì il fratello del

testa il duca d'Alen$on meditava la re duca d'Alengon. Trovandosi En-


riforma del governo, e l'espulsio- rico IIIin estrema penuria di de-

ne degli stranieri fiorentini dalla naro spedì a R.oma Pietro Gondi


corte della regina, ec, accumunan- vescovo di Parigi acciò Gregorio ,

do a quelli degli ugonotti i pro- XIII gliaccordasse l'alienazione di


pri inteiessi. JVon si deve tacere, tanti beni ecclesiaslici pel valore ,

che nel regno di CarloIX.pegli stu- di trecento mila franchi d'entrata


FRA FRA IO
Dispiacque Papa l' incliiesta, nel
al sime ragioni che il vescovo di Ba-
riflesso che progredendo così il cul- zas a nome dell'assemblea espose
to divino andava ad estinguersi , coraggiosamente al re con robusto
dappoiché nel breve periodo di quat- arringo, non si ottenne il bramalo
tordici anni, la corona avea ricavati intento. Non cessando Michele Baio
dal clero più di ottanta milioni di di spargere suoi errori, Gregorio
i

tninchi: tultavolla l'indulgente Pon- XIII a'29 gennaio iSyg, colla bol-
tefice annuì all'alienazione di tanti la Provisionis nostrae , appresso il

beni ,
pari a cinquanta mila scudi Possevino in Àppar. Sacr. tom. II,

di rendita. A questa beneficenza il iu Midi. Bajo, confermò quella del


re corrispose , col rivocare le ulti- predecessore emanata contro di lui,

me concessioni fatte agli ugonotti ,


e condannò i suoi errori in globo,
mentre la peste afflisse la Francia. per cui Baio fece una simulala a-
Gregorio XIII e i suoi due ultimi biura, mentre sostenne poscia mol-
predecessori avevano inutilmente te proposizioni condannate , spar-
tentato 1' introduzione in Francia gendo non richiedersi altro dalla
della piena osservanza del concilio lolla pontifìcia che un rispettoso
di Trento. Opponevasi sempre l'o- silenzio: questo riprovevole rimedio
pinione dei soiboni intorno alla po- fu poi in simile caso abbracciato
destà del romano Pontefice sopra dai giansenisti di Francia. Nel i58o,
il ed intorno all'Immaco-
concilio, essendo nunzio in Francia monsi-
lata Concezione della Madre di Dio, gnor Dandini, nacque vertenza tra
che dal Tridentino fu lasciata inde- la corte e la santa Sede, perchè
cisa, mentre l'università della Sor- nella bolla in Coena Domini, proi-
bona la sosteneva, sino ad intima- bendosi a' principi secolari l' impor-
re anatema a chi ne dubitava o re gravezze sugli ecclesiastici, il re
sosteneva il contrario. Si opponeva suppose che si volesse dehaudarlo
in oltre, che dalle costituzioni dei del soccorso che voleva domanda-
Tridentino si derogava all'autorità re al clero con due decime straor-
del re di Francia, a molti privile- dinarie. Gregorio XIII incaricò i
gi di sua corte , alle prerogative cardinali di Bourbon e Birago a
della Chiesa gallicana, e finalmente rettificare ad Enrico III l'avvenu-
alla tolleranza de' riformatori dei to, ed a rimproverarlo di quanto
dommi religiosi. Nel iSyg lo stato si era permesso contro il nunzio,
ecclesiastico di questo regno essen- e contro altri. Di poi operata dal
dosi adunato in Melun per delibe- Papa la correzione del calendario
rare su alcune gravezze, che il re romano, nel i582 la ricevette pure
voleva imporre al clero, l'assemblea la Francia.
animata dalle esortazioni di Grego- Nel i58o il re si pacificò cogli
rio XI II, e dall' islanze del suo nun- ugonotti in Nerac, senza buon ef-
zio, vivamente supplicò il re a per- fetto, a cagione delle sregolatezze e
mettere la ptdjblicazione del sagro sciocche spese che il re veniva con-
concilio di Trento , in cui giusta- dotto a fare dai suoi favoriti. I dis-
mente il clero riponeva ogni spe- ordini si accrebbero colla moite
ranza di estinguere l' evesia e di di Francesco duca d' Alengon, fra-
mandare ad una stabile ed
effetto tello unico avvenuta nel
del re ,

efficace riforma. Malgrado le fortis- i 584, giacché per tal mancanza, il


20 '
FRA l'RA
ve tli ÌS'iivann capo degli
ch'era il lieo IV si sarebbe (lilto cattolico, sp

ugonotti, diveniva erede presuntivo non avesse incontr^ito sì energiclic


(Iclln corona, ed cattolici non io i opposizioni nella lega dai cittadini
volevano per sovrano. Indi nacque- veramente cattolici organizzata, e
ro tre partiti nello stato, e fu chia- dai Piipi avvalorata ed incoraggilii a
mata la guerra dei tre Eiiridiì ,
bene della Francia e del cattoli-
cioè quello de' confederali condotti cismo.
da Enrico duca di Guisa ,
quello Appena Sisto V fìi assunto al
degli ugonotti diretto da Enrico IH pontilicato, i principi della lega di
re di Navarra, e quello del re di Francia, e Filippo li re di Spagna,
Francia Enrico III, che fu detto il gran fautore di essa, lo supplicaio-
partito de' politici o realisti , e in no ad infrenare l'eresia del re ili
questa guisa il re divenne capo di Navarra, e del suo cugino principe
partito, mentre doveva essere il pa- di Il Papa per [)rocedere C(j1-
Condé.
dre comune di tutti. Il partito cat- lamassima cautela e circospezione,
tolico del duca di Guisa è pur co- dopo aver maturamente esaminato
nosciuto sotto il nome della lega per il processo del re di Navarra, nel
porre sul trono un principe cattolico settembre i585 con la bolla y4h
a danno della successione di Eni ii:o immensa, presso il Goldasto, toni.
III di Kavaira, e in favore del di Ili Monarch., pag. 124, dichiarò
lui zio cardinal Carlo di Bourbon, ambedue incorsi nelle censure e
arcivescovo di Rouen, come primo pene de' sagri canoni, delle costitu-
principe del sangue, dopo il nipo- zioni apostoliche, delle leggi genera-
te. Il duca di Guisa colse questa li e particolari, in viriti delle qua-
occasione per dichiararsi capo del- li decretò esser eglino privati dei
la lega, e per trattare con la Spa- regni, de' beni, delle dignità, ed
gna : nel fondo del cuore egli con- inabili co' loro eredi alla successio-
cepì fino d' allora la speranza di ne della corona di Francia ; quindi
ascendere al trono, non volendosi liberò i sudditi dal giuramento di
un re calvinista ugonotto, quantun- fedeltà, comandando a' vescovi dei
que Cateiina de' Medici non sem- due regni promulgazione della
la
brasse appoggiare i progetti in fa- bolla. 11 re di Francia ciò non
vore dei Guisa del ramo primoge- permise, onde Sisto se ne dolseV
nito di Lorena. Questa casa era con lui amaramente, richiamò il
anco potente pel matrimonio fatto nunzio Giacomo Ragazzoni per non
da Enrico Ili con Luigia figlia del aver agito con energia, e gli sostituì
conte di Vandemont, e peiciò so- Fabio Mirto Frangipane arcivescovo
rella duca Enrico che divenne
del di Nazareth, stato già nunzio di s.
cognato del re. Certo è che la le- Pio V a quella corte. Chiamò poi
ga fu solo a danno del calvinismo, il marchese di Pesane ambasciatore
e dell'erede naturale di Enrico III, di Francia presso la saula Sede,
incompatibile colla lega sostegno per partecipargli la spedizione che
del regno cristianissimo di Francia. andava a fare del nuovo nunzio, e
La lega fu il partito buono e na- sentendo che non sarebbe stato ri-

zionale, e quello solo che salvò nel cevuto come suddito del re di
regno la Chiesa cattolica giacche ,
Spagna, il Papa si gravò, non vo-
dicono alcuni storici, che mai Eu- lendo stare all' arbitrio altrui sul-
F P. A FRA 21
];i scf-Ila fle'nmi/i. In fatti il re \ucò pel settembre gli stati generali
noi ricevette, e incaricando l' amba- a Blois. Trovatosi per tal moda
sciatole a fare le sue scuse, Sisto il re privato d'ogni potere, perde
V gli negò r udienza, e gli fece in- madre, e die luogo
di fiducia alla
limare che stdjito uscisse in vece ad un temperamento precipitoso e
•la Roma. Queste cliiFerenze non tragico. All'apertura degli stati in
fuiono accomodate sinché il re non Blois, Enrico III pronunciò un gra-
SI pie;:;ò onorevohnente
e ricevere ve discorso, e dispose per modo le
monsignor Mirta, ed allora il Pa- cose, che il duca di Guisa Enrico,
pa richiamò l'ambasciatore, come chiamato a palazzo col pretesto che
racconta a lungo il p. Tempesti, il re voleva confessarsi e comunicar-

nella Fìta di Sisto V^ lib. X. si, nell'alzar la cortina per entrare nel
L'anno 1587 *^ formò la fazione regio gabinetto fu trafitto dai pu-
del consiglio de' sedici, che avea gnali di otto sicari. Indi furono
niente meno per iscopo, di privare ivi an-eslati il fratello Lodovico II
il re della corona e della libertà. cardinal di Guisa, il cardinal Bour-
In pari tempo il re di Na varrà bon, l'arcivescovo di Lione, i du-
parlai dal Bearn per unirsi ai te- chi di Nemours e d' Elbeuf col
deschi ed agli svizzeri. Anna duca giovinetto Carlo principe di Joinvil-
di Gioiosa volle impedirgli il pas- le, figlio del trucidato. Il giorno
saggio, e fu disfatto a Courtray, sen- seguente, vigilia del santo Natale,
za che il re profilasse della vittoria, fu condotto il cardinale ove il du-
ritornando nel Bearn presso la con-' ca era slato ucciso, e a colpi di
tessa di Grammontj mentre i sud- alabarda venne spietatamente morto,
delti alleati furono battuti dal duca quindi bruciale le ceneri de' due
di Guisa. Enrico III quando si vide fratelli furono sparse al vento. Giun-
per>eguilalo all'estremo dai sedici, e ta questa nuova infausta in Roma,
dal duca di Guisa, a' 12 maggio i588 Sisto V
ne restò soprammodo con-
fece entrare nuove truppe, e gli e con gagliarda allocuzio-
ti'istato,

svizzeri in Parigi per impadronirsi ne a' 9 gennaio iSSq significò il


de^ capistrada.Il popolo subito si suo dolore a' cardinali in concisto-
armò, barricò e Irincierò con muc- ro, donde cacciò il cardinal di Gio-
chi di botti le vie, discacciò le IrLip- iosa perchè voleva scusare il re
pe, e tal memoranda giornata fu da SI atroce misfatto. 24 Dipoi a'
delta dcs barricades. Questa rese maggio fece il Papa pubblicare un
il duca di Guisa padrone della ca- monitorio, in cui ordinava al re di
pitale, onde il re assediato nel Lou- scarcerare fra dieci giorni il cardi-
vre, fu costretto fuggire a Chartres, nal di Borbone cogli altri arresta-
indi a Rouen, ove Caterina de'Me- li, e dopo sessanta giorni compari-
dici sua madie, che gli fece segna- re in persona o per procuriitoi'e
re il pregiudicievole trattato detto avanti alla santa Sede, per render
di riunione, col quale creò il duca conto della morte del cardinale, e
di Guisa luogotenente generale della carcerazione degli altri eccle-
nìilitare del regno, dichiarò il car- siastici, che non eseguendo
ciò in-
«linul Carlo di Dourbun il seniore, correrebbe nella scomunica.
primo principe del sangue in pre- Dopo il primo movimento di
giudizio del le di Navaira, e con- terrore prodotto da questa tragica
aa FRA FRA
scena , la lega dei confederali pre- Filippo VI a regnare nel iSaS,
se maggior consistenza; gli stati non rimanendovi che Carlo duca
si sciolsero, i parigini si sostennero d' Angouleme figlio naturale di
in aperta ribelliones dichiarandosi Carlo IX. Madama di Montpensier
dal consiglio dell'unione il duca di sorella dell'ucciso duca di Guisa,
Mayenne luogotenente generale degli ebbe gran parte in questa uccisione.
stati della corona e del regno, che Enrico III nominò per successole
era fratello dell'ucciso ducadi Guisa, Enrico III Bourbon re di Navar-
mentre Caterina de' Medici d'anni 70 ra, che prese il nome di Enrico
morìa Blois a' 5 gennaio i58g. In IV, ed incominciò la dinastia della
tanta sventura si radunarono intorno regnante casa di Borbone sui tro-
ad Enrico III i principi del sangue, ni di Francia, Spagna, delle
di
e molli signori colle loro forze, co- due Sicilie, e dell'infante duca di
me il cardinal di Lenoncour, il ma- Lucca sul , trono di quel duca-
resciallo di Montmorency, i duchi to , che poi sarà reintegrato nei
d'Epernon e di Nevers; ed il re ducati di Parma e Piacenza. Il re
di Navarra esibì lealmente sé stes- Enrico IH fu il più inabile dei
so e le sue truppe, per difendere tredici re di sua stirpe: sotto di lui
il re dai suoi nemici, che furono e nel i588 il duca di Savoia s'im-
grandemente irritati. Enrico HI ri- padronì del marchesato di Saluzzo,
siedendo in Tours vi trasferì il ed un ingegnere di Venlo inventò
parlamento di Parigi e la camera le bombe.
de' conti, deliberando di portarsi Sisto V avendo saputo la morte
all'assedio della capitale. Il re di di Enrico HI ne formò argomento
Navarra e gli ugonotti lo libera- di grave allocuzione in concistoro,
rono dal duca di Mayenne, che di- nella quale tra le altre cose disse,
venuto padrone di molte piazze inve- che sebbene fosse solita la santa
stiva Tours, indi con lui partirono, e Sede di celebrare pei re cattolici
con cinquantamila uomini per l'asse- le solenni esequie, essendo Enrico
dio di Parigi. Enrico III prese alloggio IH, per quanto era Itcito alla Chie-
a s. Cloud, ove giunse il dì primo d'a- sa giudicare dall'esterno, morto im-
gosto; quindi un sicario in abito di penitente (ovvero allacciato dalle
religioso domenicano, chiamato Iaco- censure) per non aver ubbidito al
po Clemente, che fingendo dover monitorio (alcuni scrissero non aver-
parlar solo col re per affari pressanti, ne egli avuto notizia), così non
mentre il re incominciava a les^e- era lecito il celebrargliele; non do-
re le carte di cui si fingeva porta- vendo ciò apportale pregiudizio al
tore, gl'immerse un lungo pugna- regno, poiché la santa Sede nega-
le nella regione umbilicare. Il re va r esequie, non ad un re di
ebbe tanto di forza di estrarre il Francia, ma solamente ad Enrico
lèrro dalla ferita, e conficcarlo in- di Valois. Qui va avvertito, che
fino al manico nella fronte del tra- avendo poscia 1' abbate d' Ossat per-
ditore, che gli accorsi servi fecero suaso Clemente Vili del pentimen»
a pezzi. Enrico III morì nel dì se- lo e penitenza del re, da questo
guente da buon cattolico, d'anni Papa gli furono decretate le solen-
38, terminando in lui la stirpe dei ni esequie, come narra il ^'ovaes
Valois che avea incominciato con nelle f ite de romani Ponlf-fici, Una.
FRA FRA 23
Vili, pag. 220. Enrico IV era sfa- nerne la conferma. iVello stesso tempo
to nella prima età allevato nella i principi della lega acclamarono
corte di Francia cattolicamente re il vecchio cardinal Carlo di
ma Giovanna d'Albret sua madre Bourbon zio d'Enrico IV a' 2 i no-
avendo abbracciato il calvinismo, vembre 1589, col nome di Carlo
in questo lo fece istruire, e ne di- X, indi spedirono a Sisto V il com-
venne uno de' primi sostegni. Dopo mendator di Malta fra Giacomo di
i suoi sponsali con Maiglierita di Diu per averne la conferma, ed
,

Valois, per salvar la vita abiurò impedire il ricevimento di Luxem-


l'errore, indi rientrò nella religio- burgo, come il riconoscimento di
ne pretesa riformata, e passò la Enrico IV, già dichiarato dal Pon-
•vita tra i combattimenti, le paci, tefice incapace di succedere alla
e le rotture colla corte di Francia, corona.
sulla quale riportò alcune vittorie. In mezzo a si opposte richieste
Finalmente per opporsi alla lega della Francia, Sisto V dopo aver
si con Enrico HI, alla
riconciliò implorato con un giubileo il divino
cui moriepiù gran parte dei
la aiuto, deliberò di da neu- portarsi
signori tanto ugonotti quanto cat- trale. Destinò legato nel regno il
tolici, che si ritrovavano allora al- cardinal Gaetani con assegnamento
la corte, il riconobbero per re di di cento mila ducati, e dando alla
Francia. La sua armata essendosi in- lega il soccorso di trecento mila
deb(jlita col ritirarsi delle altre, fu ducati, oltre venticinque mila scu-
costretta levar l'assedio da Parigi, e di al mese per la prosecuzione del-
passò in Normandia. Frattanto wSi- la Per questa i collegati
guerra.
sto V, a' 2 I settembre del medesi- avevano quasi otto milioni di scu-
mo anno iSSg,
spedi cinquanta- di, non comprese le confische fatte
cinque brevi a tutti i principi del ai realisti, laddove Enrico IV ap-
regno, venticinque ai primari no- jiena due milioni di scudi
aveva
bili, quindici a diversi titolati, die- di rendite, compreso il principato
ci agli abbati, cinquantacinque a di Bearn, ed altri propri dominii.
persone private, sessantatre ai pri- Frattanto Enrico IV disfece con
mati di tutte le città, alla regina poche forze, quelle più numerose
vedova Luigia di Vandemont del- che gli oppose il duca di Mayenne
la casa di Lorena, e a molti du- nella battaglia d'Arques a' 22 set-
chi, signori, e presidenti del par- tembre 1589, e in quella d'ivrì li
lamento, raccomandando la pace, i4 marzo i5go ; indi fece arrestare
e la scella di un re cattolico. In- lo zio cardinal di Bourbon, che i
tanto i principi del sangue delibe- suoi chiamavano Carlo X, e lo
rarono di giurare ubbidienza ad fece porre nella prigione di Fon-
Enrico ly, qualora egli promettesse tenay Compie, ove mori a'
- le -

prima sinceramente di conservare maggio 1590 d'anni 67. Il Papa


nel regno la cattolica religione, co- non volle fargli le solenni esequie,
me giurò solennemente, on-
in fatti perchè non era stato coronato,
de fu da essi acclamato re a' 4 né unto, come era in viso co' mo-
agosto, ed elessero il duca di Luxem- narchi francesi. Con grande ap-
bmgo per darne parte al Papa come plauso sino dai 20 gennaio 1090
ambasciatole straordinario, ed otle- era entrato il cardinal legato in
?4 FRA FRA
Parigi, colla segreta istruzione di in Francia per iiunzi(j Marsilio
conoscere quale dei due partiti era Landriani, con due monitorii, mio
il più giusto. A' ^6 dello stesso a' ministri della Chiesa che seguis-
mese giunse in Roma l'ambascia- sero le parli di Enrico IV, acciò
tore de'principi del sangue, che fu lo abbandonassero entro quindici
benignamente accolto da Sisto V. giorni sotto pena di scomunica, ciò
L'ambasciatore di Spagna Olivares che altresì dovevano fare per l'al-
protestò su tal ricevimento, e si tro monitorio i grandi ed filtri
permise altre domande , che gli primari del regno dichiarando ,

mcritaiono il licenziamento dall'u- co' medesimi monitorii escluso dal-


dienza del Papa. Giunta in R.oma la corona di Francia e dalla ,

la notizia della vittoria riportata comunione de' fedeli Enrico IV.


ad da Enrico IV, che poi con
Ivri Quale attentato commettessero i
poema de Salaste, l' am-
descrisse parlamenti eretici contro monir i

basciatore della lega domandò nuo- torli pontificii, veggasi nel Bernini,
va udienza a Sisto V, e gli presen- Storia dell' eresie tom. IV, pag.
tò le suppliche de' collegati, che 5^9 quale rimprovera Natale
, il

imploravano aiuto. Ma il Papa Alessandro, che n&W Histor. Etcì,


ch'erasibene istruito del vero sta- selce. A7^, cap. I, art. 23, avea
to delle cose, si limitò a rispon- tacciato il Papa d'imprudente ed
dergli, che finché la lega operava ingiusto, pei due monitorii, siccome
per sola causa di religione , erasi pai'ziale della Spagna di cui era ,

prestato in aiutarla, ma essendovi- nato suddito, osservando che colle


si poscia frammischiata l'ambizione, censure e minaccie alienavasi l'anir
le mire particolari, e falsi pretesti, mo del re, d'altronde pieghevole
era inutile lo sperar da lui prote- se si fosse usata moderazione. 11
zione. Enrico IV si portò due vol- successore Innocenzo IX visse due
te ad assediare Parigi , e il duca mesi, e come bramoso di sostene-
di Parma Alessandro Farnese, ge- re la lega, avea promesso agli al-

neralissimo della lega, il costrinse leati cinquanta mila scudi al mese.


a ritirarsi , ma la guerra continuò Intanto nel medesimo anno l'^Qi
cori diversi successi in tutto il l'e- riuscì al duca Carlo di Lorena, fi-

gno. Divenuto Pontefice Gregorio glio e testimonio del trucidato du-


XIV, pel sommo zelo che nutriva ca Enrico di Guisa, di fuggire dal
per la cattolica fede, spedì in Fran- castello di Tours ov'era stato rile-
cia in sostegno della lega contro gato. Si portò in Parigi e vi fu
gli ugonotti ed Enrico IV un eser- ricevuto con grandi acclamazioni
cito di sei mila svizzeri, due mila di gioia dai capi della lega, che
fanti, e mille cavalli, comandati l'avrebbero eletto re, se di ciò non
dal proprio nipote Ercole Slbn- fosse stato geloso il duca di Ma-
drati ch'egli avea fatto generale di yenne suo zio. Vedendo questi che
s. Chiesa : per la stessa lega fece gli spagnuoli e i confederati non
dare dalla camera apostolica piii volevano dichiararlo re, anzi gli

di mezzo milione di scudi d' oro, anteponevano il nipote, irritato da


oltre quaranta mila scudi del suo tal preferenza impegnò gli slati nel
particolare peculio. 1593 a consentire ad un congres-
rScl l^gi Gregorio XIV spedì so tra' cattolici in Surcne per loi
F 11 A FRA 1%
pacificazione. Nel |»iecetleiile anno tei nel i594: quest'ultimo con un
ili assunto al ponlilicalo Clemente colpo di coltello feri il labbro in-,

Vili, che dopo aver pianta la mor- feriore del re e gli spezzò un den-
ie di Alessandro Farnese condot- te. Siccome i due malvagi erano
tiere dell' armata della lega, e ce- slati scolari , chq sotto
dei gesuiti
lebrati magnifici funerali, scrisse ai Carlo IX erano stati stabiliti in
cardinal Filippo Lega, che essendo Francia, i loro nemici ne profitta-
nunzio a Parigi Innocenzo IX lo rono con accusarli di complicità
aveva creato cardinale e legato a onde il parlamento di Parigi, e gli
lalere, acciò efficacemente procuras- altri del regno inlimarono ai gesui-
se d'impedire che Enrico IV sicco- ti di uscire prontamente dal rea-
me eretico salisse sui trono di Fran- me. L' assoluzione data ad Enrico
cia,per ivi non esporre la kòe^ al- IV fu dichiarata nulla da Clemen-
estrema rovina. Ma il re veden-
l' te Vili, perchè non autorizzato
do clie non gli sarebbe mai riusci- l' arcivescovo dalla santa Sede , il
to cingersi pacificamente la corona perchè quel principe pregò il Papa
di Francia se persisteva negli e,y- ad assolverlo, ciocché veniva ritar-
roi'i de' calvinisti-ugonotti , doman- dato per meglio assicurarsi di sua
dò a questi se poteva salvarsi l'a- conversione, e per gli sforzi che fa-
nima nella religione romana, e ve- cevano la Spagna e la lega. Il pre-
nendogli risposto afFermativainente, lato Olivieri,che Gregorio XIII a-
soggL.nse Enrico IV : sarà dunque vea spedito come dicemmo
in Fran-
meglio eli io vada in cielo re di cia, mosse il Pontefice a concedere

Francia, che sol/anta re di Navar- r assoluzione, e la diede solenne-


ra. Cominciò pertanto ad istruirsi mente nel portico vaticano a' 17
nei domini cattolici da du Perron, settembre iSgS coli' autorità della
stato anch'esso calvinista e poi car- bolla Divinae gratiae presso il ,

dinale, ed ai 25 luglioj5g3 abiu- Bull. Roni. tom. V, par.


II, p. 127,
rò gli errori degli ugonotti pub- ,
con quel cerimoniale e circostan-
blicamente nella chiesa di s. Dio- ze, che narrammo nel volume III,
nigio nellemani dell'arcivescovo di pag. 80 del Dizionario, mentre al
Boiirges Renato di Baune, che do- volume XII, pag. 28 si disse del-
po la professione di fede, lo assol- l'abbazia di Clairac donala al ca-
vette dalle censure incorse , ed a- pitolo lateranense da Eurico IV, e
hcollò la sua segreta confessione. della sua statua in bronzo eretta-
Questa abiura fu seguita da una gli dal capitolo stesso per gratitu-
tregua di tre mesi coi confederati, dine, nel portico della loro basili-
e diede l'ultimo colpo alla lega, e ca. Dopo Enrico IV i re di Fran-
venne il re consagrato a Chartres li ciaebbero il titolo di canonico ,

17 febbraio 1594. Le città si sotto- ed anche di protocanonico della


posero ad Enrico IV, al quale il patriarcale basilica lateranense. Al-
conte di Brissac ed altri fecero sen- trove pure si notò , come Enri-
za opposizione aprire le porte di co IV in vece di caro amico ,
Parigi a' 22 marzo. Due esecrandi trattò i cardinali col titolo di mio
fanatici attentarono alla vita del cugino. A memoria di questo av-'
principe, il primo Pietro Barriere venimenlo Clemente Vili fece eri-
fici lOcjj, il secondo Giovanni Chu- gete sulla piazza di s. Maria Mag»
26 FR A F 11 A
giure una colonna con analoga iscri- do I. Indi Enrico IV dichiarò la

zione, cui Benedetto Xl\ sostituì guerra alla Spagna j ricuperò A-


quella che Narra Ridolfi-
si vede. miens, e si pacificò a Vervins nel
rio Venuti, Roma moderna
tom. J, i5g8, in un al duca di Mercoeur,
p. iir, che sotto Clemente Vili che gli sottomise la Bretagna. La
avanti la chiesa di s. Antonio ag- non fu più turbata nel
tranquillità
liate fu eretta una colonna di gra- regno, meno una spedizione contro
nito, con ciborio e Crocefisso di la Savoia nel 1 600, che riuscì glo-
metallo, sostenuto da quattro colon- riosa alla Fiiuicia. Enrico IV d'al-
ne, per celebrare questa assoluzio- lora in poi occnp;ito in far fiorire

ne coli' iscrizione che riporta. Cle- il regno, non pensò che a renderlo
mente IX fece togliere il monu- felice ed a governarlo da padre,
mento, ed in vece vi fu posta una onde alla desolazione successe il

pietra con una fiammella in mez- primiero splendore. Nel 1598 ave-
zo che vi durò sino al I744> ^'" va Enrico IV accordato a' suoi
lorchè si trovò il tutto infranto. sudditi la libertà di coscienza, me-
Allora Benedetto XIV fece ristabi- diante l'editto di Nantes, che fece
lire il monumento nella forma che registrare nei parlamenti. Da ciò

sussiste, avendovi fatto rimettere la prese occasione Clemente Vili di

croce com'era piima col Crocefis- pubblicare a' 20 agosto 1


099 la

so e la Be.ita Vergine, nel piedistal- bolla Dii'es in misericordia sua


lo l'arme di Clemente Vili, la pro- Deus, che si legge nel tom. V, par.
pria, quella del re di Francia, e 11, pag. 2 55 del Bull. Roin., con
del real delfino, con l'iscrizione che la quale esortò tutti i vescovi del

pure riporta il Venuti. regno a procurare con ogni mag-


gior studio e zelo1' accrescimento
La lega cadde onninamente, ne
pili si nominò il duca Carlo di
:
della fede cattolica, l'osservanza del-
Lorena si assoggettò ad Enrico IV la disciplina ecclesiastica, e l'estir-

che gli die il governo della Pro- pazione de' vizi , in cjiielle città

venza ;duca di Mayenne si


e il principalmente nelle quali erasi re-

pacificò col re che si vide tran- stituito il pubblico esercizio della

quillo sul trono, riunendo il Bearn, cattolica religione. Indi nel 1601
la contea di Foix e la Na varrà Cletnente Vili spedì in Francia
francese alla corona di Fiancia Maffeo Barberini, poi Libano Vili,
nominandosi egli e i suoi succes- colle Fascie benedette [Vedi), pel

sori inclusive a Carlo X del 1824, delfino nato da Maria de' Medi-
re di Francia e di Navarra. Con- ci, il quale divenne re col nome
siderando poi Clemente Vili che di Luigi Xlll: cos\ questo Papa
Enrico IV non aveva successione fu il primo ad introdurre questo
da Margherita di Valois sorella sagro donativo ai successori della

degli ultimi tre re di Francia, con corona, il di cui catalogo si riporta

la quale per timore erasi sposato, al citato articolo. Non essendo Cle-

esaminato matuiamente si delicato mente Vili inferiore a' suoi pre-


affare, cedette alle istanze del re, decessori nella stima e benevolenza
e gli concesse il divorzio, e di spo- verso la benemerita compagnia di

sare invece Maria de' Medici figlia Gesù, fece vive premure al re per-
del granduca di Toscana Ferdinan- chè fosse reintegrata nelle antiche
FRA 27
case del regno. Enrico IV accer- a tal fine inviò ambasciatore alla
tatosi dellinnocenza de'gesuiti, mal- repubblica di Venezia il cardinal
grado gli sforzi del parlamento, li di Gioiosa. 1608 spedì
Inoltre nel
richiamò nel i6o4r gli fondò poi a Roma Carlo Gonzaga duca di
il collegio della Fieche, nella chie- Nevers, per contestax'e in pubblico
sa del quale, in segno dell' affetto concistoro a Paolo V riverenza ed
che loro portava, volle che dopo affettuoso ossequio. In questo anno
la sua morte \i fosse depositato il la regina partorìduca d'Angiò, il

suo cuore. J^. Io Spendano, Jnnal. e nel seguente madama di Fran-


eccles. ann. i5g3, n. 23, ann. \5<^^, cia. Nel 1610 essendo Enrico IV

num. 22, e Bercaslel, Hisloire de tutto intento ad allestire una pos-


l'Eglise, XIX, p. 54^ e seg.,
tom. sente armata, che si credeva de-
e tom. XX, pag. 545 e seg., dove stinata a sostenere i principi pro-
fa vedere quanto un re, per anto- testanti contro i cattolici, nella gran
nomasia detto il Grande^ sapeva controversia che allora ardeva per
stimare una corporazione religiosa la successione del ducato di Cie-
oppressa, contro la quale si erano veSj con paterne lettere procurò
collegati i più potenti magistrati, Paolo V di rimoverlo da sì fatto
a quali egli stesso rispose, che nel impegno persuaderlo alla pace
e
punto che aveva pensato al rista- mostrandogli quanto disconvenisse
bilimento de' gesuiti, aveva osser- ad un sovrano cattolico tal impre-
vato che due sorte di persone vi sa. Erasi già divulgata la risolu-
si erano opposte, quelle cioè della zione Enrico IV, onde
di suoi i

pretesa riforma o sieno gli eretici, nemici pensarono iniquamente di


e gli ecclesiastici poco edificanti. In- levargli la vita, col cinquantesimo
di nunzio Maffeo Barberini
il ot- attentalo. Volendo il re partire
tenne che fosse distrutta una pi- coll'esercito deputò la regina in
,

ramide eretta nel luogo della de- sua assenza reggente del regno, e
molita casa di Chatel, ed ai ge- per le replicate sue istanze la fece
suiti offensiva. Le dispute sulla gra- coronare con gran pompa a' i3
ziache rinnovaronsi in questo tem- maggio in s. Dionisio. Restituitosi
po nella Francia, diedero origine Enrico IV a Parigi per godere il

alla celebre congregazione de au- magnifico apparato che si faceva


xiliis divinae gratiae, della quale per r ingresso della regina, dovette
trattammo al volume XVI, pag. fermarsi colla carrozza nella strada
i47 e i48 del Dizionario. della Ferronerie. Profittando del-
Successe a Clemente Vili il Pa- l'occasioiie Francesco
lo scellerato
pa Leone XI de' Medici, che da Bavaillac d'Angouleme, che da gran
cirdinale avea amministrato al re tempo meditava assassinarlo, con
la santa Eucaristia , e ricevuto due colpi di coltello l'uccise a' 14
r abiura del principe di Condé maggio d'anni cinquantasette. I mo-
non che cooperato alla pace colla livi che mossero Ravaillac sono ri-
Spagna ma essendo morto dopo
; masti un problema storico, e non
ventisei giorni, fu eletto Paolo V, si può francamente addurre quello
che nelle gravi vertenze co' vene- che già si suppone: la procedura di
ziani pel fulminato interdetto ebbe quell'assassino fu fatta con fretta, e
a mediatore leale Enrico IV, che tenuta sempie segretissima; egli è
28 FRA FRA
i-eito che Ravaillac serupie s>i pro- tato col principe di Condé capo
testò di non aver complici. Cosi de' malcontenti; ma essendo stato
morì Enrico IV; l'esercito lo chia- arrestato dal maresciallo d' Ancre,
mò il re de prodi, ed il popolo il principe con molti grandi si ri-
il buon Enrico. Gli si rimprove- tirarono per disporsi alla guena.
rano i molti suoi illeciti amori; e La regina mise in piedi tre ai'ma-
la saggezza del ministero del du- te, e fece la guerra con buon esi-
ca di Sully molto alla
contribuì to contro gì' insorti : questa guer-
prosperità della Francia ed a ri- , ra finì tutto ad un tratto colla
btoraie le sconcertate finanze. Gli morte del maresciallo d' Ancre, che
successe il figlio Luigi XI II detto fu fatto uccidere dal re sul ponte
il Giusto, che nel letto o tribuna- di Louvre, altri dicono nel cortile,
le di giustizia tenuto nel dì se- li 24 ottobre 16 17, con quella di
guente, confermò il decreto fatto Eleonora sua moslie e coli' allon-
o
nel giorno precedentCj per le cure tanamento di Maria de' Medici, che
del duca d'Epernon intorno la reg- fu rilegata a Blois. Il favore di
genza della madre, e fu cox'onato Carlo d'Albert duca di Luines e
iu Pieims17 ottobre dal cardi-
a' contestabile di Francia sommini-
nal di Gioiosa. La Francia rima- strò nuovi pretesti ai tumulti : i

se nel disordine governata dal fio- malcontenti si rivoltarono dalla par-


lentino Concini, divenuto pel fa- te della regina, che fuggì da Blois,
vore di Maria de' Medici mare- e poi nel 16 19 si pacificò col fi-

sciallo d'Ancre, e primo ministro. glio, mentre duca


Luines re-
il di
Sul principio del regno di Luigi se la libertà al principe di Condé,
XI 11 fiu'onvi varie turbolenze, ca- che restò al re fedelissimo. L'anno
gionate dagl' intiighi del Concini, dopo avendo il re formalmente riu-
e di Eleonora Caligai sua moglie, nito il Bearn alla corona, e vo-
intima confidente della regina, adon- lendo che gli ugonotti restituissero
tandosi i principi del sangue per i beni ecclesiastici che avevano n-
tali favoriti. Acquietati questi tor- surpati, essi si rivoltarono, onde
Ijidi col trattato di santa Menchou- furono loro prese diverse piazze
<le il i5 maggio 1614, il re fu nella Guienna e in Lin2;uadoca.
dichiaralo maggiore a' 2 ottobre Montalbano arrestò i progressi delle
ed a' 27 dello stesso mese tenne gli armi l'egie, e il duca di Mayenne
stati generali, che furono gli ulti- vi restò ucciso nel 162 i. In que-
mi ad essere convocati. JNell' anno sto anno morì il contestabile di
seguente Enrico principe di Con- Luines, i'I re concesse il suo favo-
dé, malcontento di non essere con- re ad Armando Giovanni du Ples-
siderato, si ritirò di nuovo dalla sis de Richeli eu, già gran cappel-
corte, si unì agli ugonotti, e ri- lano e gran limosiniero della regi-
cominciò i torbidi , mentre il re na madre, mediatore di questa col
portatosi a Bordeaux vi sposò An- figlio, alle cui istanze Gregorio XV
na d'Austria infante di Spagna: in lo creò cardinale, indi fatto primo
questo anno morì in Parigi la re- ministro : umiliò i grandi, abbassò
gina Margherita di Valois, ultima il potere de' parlamenti , disarmò
priacipessa di questo ramo. La re- gli ugonotti, e rese la regia auto-
gima madre nel >6i6 fece un trat- rità assuUita. Giegorio XV prese
IRA FR A 29
in deposito la Valtellina, signoria tempo i ledesclii entrarono in Ita-
de' grigioni, evitando così la guer- lia, il general Collalto sorprese
ra, in cui Fran-
era partecipe la Mantova, e il marchese Spinola
cia j indi per le suppliche di Lui- assediò Casale; ma il re spedi to-
gi XIII elevò al grado di rnclro- sto in Italia una poderosa armata
poli la capitale del regno: questo che sottomise tutta la Savoia, e
Papa nel 1G23 ebbe a successore prese varie piazze, disfacendo i ne-
Urbano Vili, già nunzio di Fran- mici imperiali, spagnuoli e .savoiar-
cia. di, il duca di Montmorency con
In detto anno il re terminò la segnalata vittoria a Yeillana. Que-
guerra colla pace di Privas, rista- sta medesima armata battè gli spa-
bilì nel 1624 la tranquillità nella gnuoli che vennero costretti a se-
Valtellina, coli' impedire che l'Au- gnar il trattato di Cherasco nel
stria Tunisse al Milanese; indi pre- i63i. Dopo qualche tempo Gasto-
stò la sua assistenza al duca di ne duca d' Orleans, unico fratello
Savoia contro genovesi. Avendo i de! re, geloso dell'autorità del car-
gli abitanti della Piocella , antica dinal pigliò le armi e
Richelieu,
capitale degli ugonotti, riprese le ar- guadagnò duca di Montmorency,
il

mi, furono vinti sul mare, e gl'in- che sollevò la Linguadoca di cui
glesied olandesi che li protegge- era governatore, indi perde la te-
vano colle flotte finono disfatti sta ; ed il cardinale che fu sul
nell'Isola del E.e agli 8 novembre punto di cadere dal favore, si ele-
1627. Allora Luigi XIII intrapre- vò a maggior possanza. Il re prese
se il famoso assedio della Piocella al fiatello tutta la Lorena, e scac-

che durò un anno, in cui il ge- ciò gl'imperiali da Idelberga, di-


neralissimo d' Estampes, poi cardi- chiarando il cardinal Piichelieu du-
nale, fece prodigi di valore, ed il ca, pari, e governatore della Bre-
cardinal Puchelieu ne fu somma- tagna. Poco dopo gli spagnuoli pre-
mente benemerito per aver diretto sero Treveri , vi trucidarono la
l'assedio sotto gli occhi del re. Do- guarnigione francese, ed arrestarono
po la presa di questa città, donde 1 arcivescovo elettore ehe si era
dipendeva la tranquillità della Fran- messo sotto la protezione della Fran-
cia, poiché gli ugonotti volevano cia. Il re irritato da queste violen-
costituirne una repubblica , il re ze dicliiarò la guerra alla Spagna
pigliò sotto la protezione contro nel i635, la quale durò tredici
l'Austria, duca di ISevers, nuo-
il anni contro l' imperatore, e venti-
vo duca di Mantova. Forzò il pas- cinque contro la Spagna; mentre
so di Susa il 6 marzo 1629, dis- le congitne contro la potenza del
fece il duca di Savoia, fece levar cardinal pLÌchelieu, come le vendet-
l'assedio di Casale, e mise il suo te si alternarono. I marescialli di
alleato in possesso del Mantovano. Chatillon, e di Brezè diedero una
Pii tornato Luigi XI lì in Francia rotta al principe com- Tommaso nel
sottomise il resto degli ugonotti battimento d'Avein; l'armata im-
nella Linguadoca e nel Vivarese periale comandata da Galasso, fu
ed accordò la sua grazia ad En- disfatta in Borgogna ; il conte di
lico duca di Piohan ch'era sfato Harcourt scacciò i nemici dalle i-

il capo de' ribelli. In questo frat- sole di Lerins, soccorse Casale, dis-
3o FRA FU A
fece marchese
il di Leganes, e pre- ri già condannati di Baio e por ,

se Torino sopra i nemici del duca istahijire quanto poteva il riprove-


di Savoia; il maresciallo di Scliòra- vola sistema giansenistico, il quale
berg fece levar l'assedio di Leuca- ha principalmente per fondamento,
te, furono prese diverse piazze sugli che dopo la caduta di Adamo noi
spagmioli, che inoltre furono bat- siamo necessitati invincibilmente a
tuli tre volte sul mare. La presa fare il bene e il male; il bene ai-
d'Arras, condusse la xiunione del- lorchè la grazia è in noi predomi-
TArtois corona nel i64o. I
alla nante, il male quando in noi pre-
francesi uniti al duca Bernardo di domina la concupiscenza ; laonde
Weimar presero Brisaco, e ripor- secondo la dottrina del nuovo teo-
tarono nel i64i le vittorie di logo , la nostra volontà sarebbe
Rlieinfeld,di Polinckove, di Rhi- schiava o della grazia o della con-
naus, di Wolfembuttel: il principe cupiscenza, senza poter resistere a
di Conde' prese Salses nel Rossi- niuna di queste due, e solamente
gliene. La Catalogna si sottomise una vincerebbe in noi l'altra quan-
a Luigi XI li, il Portogallo fa eman- do 1' una supera l'altra nella for-
cipalo dalla Spagna, e Perpignano za. Oltre a ciò Giansenio stabiPi
fu preso con tutta là
nel 1642 nel suo libro, che Dio impose ai-
contea di Rossiglione, quindi il du- l'uomo molti precetti, l'osservanza
ca di Lorena fu per la seconda de' quali è impossibile, poiché per
volta spogliato de'suoi stati. essi manca necessariamente la gra-
Durando nella Chiesa tuttavolta zia, con cui sarebbero osservati.
tr;tnquillità sulle dispute che INliche- Perciò disse poi lepidamente il du-
le Baio avea eccitato, Cornelio ca d'Orleans, reggente di Francia:
Acquoia luogo di O-
CTianseiiio di » che se Dio l'avesse fatto nascere
landa, e vescovo d'Yprile rinnovò « sul trono , dal quale era origi-
sotto Urbano Vili. Questo Ponte- » naimente uscito, non avrebbe mai
flce colla bolla de' 6 marzo 1641, » sofferto fra i suoi vassalli gente,
/// eminenli , che dicesi distesa dal » che in una rivoluzione o in un
cardinale Albizi, e che si legge nel » attentato potesse addurre per iscu-
Biillar. Rom. tom. VI, par' 11, pag. " sa co' giansenisti, che la grazia gli
270, rinnovando quella di s. Pio V, « era mancata". Giansenio pei con-
e di Giegorio XIII contro il Ba- tinui rimorsi di sua coscienza, non
ianesirno (Fedi), condannò il libro aveva pubblicata la sua opera, an-
'ìu[\loì(\lo yiugustinns Cormlii Janse- zi più volte intentò di mandarla a

nii^'^cu doctrina s. Aiigustini de. nata- Roma, e soggettarla al giudizio


me humnnae sa/ntate, tnedicina eie. della santa Sede. una
Scrisse infatti
conila Pelagianos etc, tomi Lo- tre, lettera ad Urbano Vili, piena di
vanii 1640, cioè due anni dopo la rispetto e di sommessione, ma pri-
morte di Giansenio. Avea Giansenio ma che questa fosse inviata, essen-
consumato ventidue ann di fatica, do egli tocco dalla peste, e temen-
uon com'egli diceva, per resuscita- do che suoi partigiani la occul-
i

le la
dottrina di s. Agostino, ban- tasserò dopo la sua morte, dichia-
dita per più di cinquecento anni rò nel suo testamento, che se per
dalle scuole cattoliche, ma per au- avventura il Papa credesse di tlo-
toiizzare colla sua penna gli erro- ver fare qualche mutazione nel suo
FRA FRA 3r
libio , assoggeKava con
egli vi si cattolici, e que' medesimi dottori si

rispetto, protestando di morire come segnalarono dipoi contro il gian-


era vissuto, obbediente figliuolo del- senismo , con un gran numero di'

la Chiesa ronaana. Morto Gianse- decreti, i quali dimostravano la


iiio, quelli del suo partito soppres- purità della loro religione. Frat-
sero non solamente la lettera (che tanto successe nel partilo a Gian-
il principe di Condé Luigi rinven- senio il miglior suo amico Giovan-
ne nella presa d'Ypii e pubblicò), ni de Verger de Hauranne ( più
ch'egli poco prima avea scritto, conosciuto col nume di abbate di
ma senza la sommissione, che ave- s.Cyrano), che dopo varie vicen-
va protestato alla santa Sede, pub- de a lui funeste, mori nel i643, ed
blicarono il suo libro la prima vol- allora sottentrò a lui Antonio Ar-
ta in Lovnnio nel r640) alla qutìle naud d' Andilly. Ambedue avendo
edizione scgnircmo nell'-inno seguen- sedotto un gran numero di comu-
te due altre in Parigi e in Iloma. nità religiose, di vescovi e di per-
Neil' istesso anno 1640 l'opera di sone di tutte le condizioni molto ,

Giansenio era stata proibita dalla disgraziatamente propagarono nel


congregazione della sagia inquisi- regno di Francia la pestifera dot-
zione in Pioina, ed d'An- i gesuiti trina del vescovo d'Ypri. Per ov-
versa furono pritni, che mossero
i viare a tanti mali, l'effetto de' qua-
guerra alla dottrina che in essa si li vedremo nel decorso di questo
conteneva con un libro da loro
, articolo, sia nel politico, che nel-
stampato con questo litol o: Theses l'ecclesiastico, Urbano Vili a' ?.
theologicae de gratin etc. gennaio i644 io^iò la sua bolla ///
Malgrado la condanna che del eminenti, alla facoltà teologica di
libro di Giansenio avea pur fatta Parigi, detta la Sorbona, la quale
Urbano Vili con la bolla, che poi proibì a' suoi membri di sostenere
nel 1642 si pubbh'cò nel Biabante, gli errori, che in quella si condan-
il libro trovò difensori nell'univer- navano. Tanto bastò perchè Ar-
sità di Lovanio , in cui Baio era naud, uno di essi, difendesse sco-
stalo decano, e Giansenio professo- pertamente il libro di Giansenio,
re di sacra Scrittura. Durò la resi- e ne pubblicasse l'apologia. Questa
stenza di queli' accademia per cir- fu confutata da monsignor Hebert,
ca nove anni, ne' quali essa man- poi vescovo di Vabres, ma 1' Arnaud
dò in Roma deputati, per i-eclania- pretese di giustificarla con un'altra,
re contro la bolla pontifìcia , e a la quale colla prima, e cogli scrit-
Madrid per impedirne la pubblica- ti dell'abbate di Cyrano, pubbli- s.

zione nelle Fiandre spagnuole. Il cati dopo morte, furono


la sua
re di Spagna non ostante questo proibiti dall'arcivescovo di Besan-
maneggio, ordinò che la bolla fos- zone nel i647j ^ dal parlamento
se di nuovo pubblicata nel Braban- di Borgogna nei 1
648 , restando
te , e vietò sottopene, cioè gravi sempre 1' Arnaud fino alla morte
di cinquecento fiorini per la prima ostinato nella difesa di Giansenio,
volta, e l'esilio di anni sei per la perchè guasto dall'antica confiden-
seconda che Ibsse impugnata o
, za, e perverse massime dell'abbate
contrariala, onde dopo qualche tem- di s. Cyrano. Ora torniamo ai cen-
no lutto si quietò ne' Paesi - Bassi ni storici del regno di Luigi XI li.
3.>. FRA FR/V
Nella gran lotta del cardinal Ri- nore ritiratezza. Sotto di lui il rar-
chelieu primo ministro di Francia, dinaì Richelieu diede animoso im-
che cercava di deprimere la pos- pulso ai letterati, per cui nel iGS*
sanza di casa d'Austria, e il conte fu istituita l'accademia francese con
Olivares dominatore della corte di quaranta dotti, di cui il cardinale
Spagna, questi sebbene dotato di fu capo e protettore. In quel tem-
fina politica , venne superato dal po fiorirono Descartes, Malherbe e
cardinale che ne deludeva le viste Corneille il buon gusto si mani-
;

siccome uno de' più abili ministri festò nella pittura e nella scoltu-
che al)biano fiorito, ond' ebbe in- l'a ; Rouen ed Elboeuf cominciaro-
fluenza su tutti i gabinetti d'Eu- no ad esporre i loro drappi , e la
ropa, e morì in Parigi nel 1642. tendenza alla navigazione ed al
In queste guerre più volte inter- commercio, non che la marina fian-
pose Urbano Vili la sua paterna cese di molto si accrebbe. Dell'ori-
mediazione^ ed eragli riuscito com- gine delie Gazzette o fogli periodi-
porre quella di Cherasco, a mezzo ci in Francia, pure avvenuta in
del suo nipote cardinal Antonio questo tempo, se ne tratta all'ar-
Barberini , eh' ebbe a compagno ticolo Diario di Roma (Fedij. Sot-
Giulio Mazzarini di Piscina nc^l- to Luigi XIII furono mandale
l'Abruzzo. Questo prelato fu poscia colonie nell'isola di s. Cristoforo
da Urbano Vili spedito in Fran- della Martinica, della Guadalupa
cia colla qualifica di nunzio straor- e di Caienna nella Guiana; il car-
dinario, per rinnovare la sospirala dinal R^ichelieu in una parola pre-
concordia tra le parti belligeranli, parò il secolo di Luigi XIV. Alla
avendo già date prove del suo alto morte di Luigi XIII la Francia era
ingegno. Fu pei'ciò preso in istima alleata colla Svezia, coli' Olanda
ed benevolenza dal cardinal Ri-
in colla Savoia ed il Portogallo, e sos-
chelieu, e divenne quindi sospetto teneva contro r impero e la Spa-
alle due corti austriache imperiale gna una guerra rovinosa ai cUxe:
e spagnuola ,
provocando piuttosto parliti. Aveva Luigi XIII prima di
la guerra. Pregarono il Papa a li- morire radunato i principali signo-
chiarnarlo, il quale trasferì il Maz- ri del regno, ed in presenza loro
zarini alla vice-legazione di Avi- dichiarato, che in caso di morte
gnone; ma morto il car-
essendo egli intendeva lasciare la regina
dinal Richelieu, Luigi XIII che del Anna d'Austria sua sposa reggia-
Mazzarini avea concepito grande sli- te , nella minorità del loro fiyiio
ma ed amore lo richiamò a Pa- , Luigi XIV che successe al padre.
rigi, lo fece primo ministro, e gii Luigi XIV per le sue geste ^a
ottenne da Urbano \I1I il cardi- chiamato il Grande, ed anche Dio-
nalato. Mentre trattavasi la pace dalo perchè nacque nel i638, do-
morì il cardinale Richelieu e la po ventitré anni di sterilità della
regina Maria de' Medici nell' esilio, regina sua madre. Il principio del
e nell'anno seguente a' i4 'l'^gg'o suo regno fu segnalato da un gran
ilre d'anni 43, lodato per rette in- numero di vittorie. Luigi di Bour-
tenzioni, criterio, valore e pietà ; qua- bon duca d'Enghien, sì celebre di-
lità che avrebbono maggiormente poi sotto il nome di principe ili

risaltato, se avesse vissuto con mi- Condc, giiailagnò la famosa ball.i-


FRA. FRA 33
glia di RocroY) e prese Thionville. in Leus agli spagnuoli : fruito di
Il maresciallo di iirezé diede una questi prosperi avvciiinienti, e dei
rolla alla (lotta spaglinola in vista piicifìci accordi ch'ebbero luogo Ira
di Carlagena ; e il viscr-nte di Tu- l'Olanda e la Spagna fu la pace
renna, vero genio, come il Condé, che venne conchiusa nel medesimo
dell'arte della guerra, vinse la bat- anno 1648 in Munster pel tratta-
taglia di Rotweil nel i644- I" to di Osnabruch e di West fa Ila
quest'anno essendo morto Urbano tra la Francia, l'imperio e la Sve-
Vili, il suo nipote carùinal Anto- zia ; ma la Francia restò in guerra
nio Barberini, protettore della co- cogli spagnuoli. In virtù di questa
rona di Francia presso la santa pace l'Alsazia restò sotto il domi-
Sede, procurò da Luigi XIV l'e- nio di Luigi XIV, che nel tempo
sclusiva contro il caidinal Pamphi- slesso acquistò Metz, Toni e Ver-
ly; ma essendo stata sospesa dall'ani- dun ; ma siccome pregiudicava la
basciatore, venne eletto Papa col no- religione cattolica in Germania, In-
me d'Innocenzo X. Per tal sospensio- nocenzo X la riprovò come perni-
ne restò dispiacente il re, non per- ciosa alla cristiana repubblica. Nel-
chè fosse contrario alia persona del l'anno appiesso insorse la gueira
nuovo Pontefice, ma perchè avevano civile, cagionata dalla gelosia che
essi stessi provocato l'esclusiva; ed è i grandi avevano concepito contro
perciò che tolse la protezione del re- il ministero, e la somma autorità
gno al cardinal Barberini, e richiamò del cardinal Giulio Mazzarini.
l'ambasciatore tultavolta essendo
: Continuavano frattanto in Fran-
poscia i Barberini caduti dalla gra- cia le perturbazioni a cagione del
zia d' Innocenzo X, il re gli accor- libro di Giansenio, per la qual co-
dò un asilo in Francia. Agli arti- sa sul fine del luglio 1649 essen-
coli Conclave, Elezione de^ Ponte- dosi scritto dall'una e l'altra parte
fici, ed Esclusiva (Fedi), sono ri- copiosamente, il sindaco delia fa-
portate le notizie riguardanti l'esclu- coltà teologica di Parigi presentò
siva, gli ambasciatori al conclave, airassendjlea sei proposizioni esliatle
e quanto fecero in questo i cardi- da quel libio, le quali egli diceva
nali protettori, o ministri di Fran- essere la cagione di tanti disturbi.
cia ed aderenti.
co' loro nazionali Furono esse esaminate da nove dot-
Nel 1647 ^^ istanza di Luigi XIV tori dalla medesima Sorbona de-
il Papa creò cardinale Michele Maz- putati , i quali deliberarono eh' e-
zarini, fratello del cardinale primo l'ano degne delle più rigorose cen-
ministro di Francia, indi fatto am- sure. Il signor Luigi Gorino di Saint-
basciatore di questo regno in Ro- Amour famoso dottore della Sor-
ma. Continuando Francia i suoi la bona, e rettore dell' università di
trionfi, il duca d'Enghien vinse la Parigi , fu mandato a Roma in
battaglia di Noidlingen il principe ; quest'occasione a fine di patroci-
Tommaso, ed il duca di Richelieu nare la causa dei difensori di Gian-
superarono in mare gli spagnuoli senio. Egli fu il solo che si op-
vicino a Castel-a-mare nel 1647; pose alla decisione dei nove dotto-
e nell'anno seguente i francesi fu- ri, ma dipoi essendogli riuscito gua-
rono più fortunati colla disfatta , dagnare sessanta dottori, con essi
che diede il maresciallo di Turena sì appellò al parlamento; ma i no-
voL. xxvir.
34 FRA FRA
ve commissari non riconoscendo per 4. 1 semipelagiani ammettevano
giudici competenti quelli del par- la necessità di una grazia interio-
lamento, ricorsero al tribunale dei re e preveniente per' ciascuna a-
Tescovi di Francia. Ottantacinque zione in particolare, anche pel prin-
prelati del regno , a' quali poi si cipio della fede, ed erano ei-etici

aggiunsero tre altri, ricevettero la appunto perchè pretendevano che


causa de' commissari, e restringen- questa grazia fosse di tal natura
do a cinque le sei proposizioni, che che nella volontà dell' uomo fosse
il aveva denunziato,
sindaco con il poter ubbidire o resistere.
una lettera, che si legge in un alle 5. E errore de' semipelagiani il

proposizioni nell'Oldoino, P^it. Pont. dire,che Cristo abbia sparso il san-


tom. IV, col.655, da tutti sotto- gue o sia morto per tutti gli uo-
scritta a' I?. i65i, le in-
aprile mini senza eccezione.
viarono al Pontefice Innocenzo X, L' Histoire des cinq propositions
afljnchè il successore di s. Pietro, de Jansenius fu stampata a Liegi
dicevano essi, insegnasse alla Chie- nel 1699 in due tomi.
sa universale ciò che si doveva sen- Air esame delle cinque proposi-
tire intorno alle cinque proposizio- zioni a' 20 Innocen-
aprile i65i
ni. 1 discepoli di Arnaud e fautori zo Xstabilì una congregazione dei
di Giansenio spedirono quattro pili scienziati uomini che avesse in

deputali a Roma (il cui nome e Roma la santa Sede ( cui nomi i

carattere lo descrive il Nuzzi nella e gradi riporta il Novaes nel tom.


Storia della lolla UnigenìtitSj tom. X, pag. 87 della Storia de sommi
I, pag. 83 e seg.), per impedire Pontefici), e di tutte le scuole cat-
che le cinque proposizioni fossero toliche di ordini religiosi diversi, i

condannate. I vescovi francesi in- quali, intese diligentemente le par-


viarono al Papa i loro deputati li, dopo il maturo esame di alcuni
(pur descritti dal Nuzzi a pag. 85), mesi, dopo molte congregazioni a-
per sollecitare la condanna delle vanti i cardinali, e dieci o undici
cinque proposizioni, che sono le se- congregazioni, che durarono ognu-
guenti, e che furono la causa di na tre o quattro ore innanzi al ,

tante inquietudini nella Chiesa. Papa, cioè dai io marzo a' 7 lu-
1. Alcuni precelti divini sono glio i652 ammettendovi anche
,

impossibili ai giusti, che desidera- una volta a dire le loro ragioni


no e procurano di osservarli se- alcuni dottori venuti di Francia
condo le loro forze, poiché manca per la difesa di Giansenio, quattro
loro la grazia, con cui li facciano consultori a materia non per anco
possibili. perfettamente discussa furono a
2. Nello stato della natura cor- Giansenio favorevoli, mentre nove
rotta non si resiste mai alla gra- consultori, ed cardinali sentenzia-
i

zia interiore. rono le suddette cinque proposizio-


3. Per meritare, o demeritare ni onninamente contrarie alla cat-
nello stato della natura corrotta, tolica verità, e come tali le con-
non è d'uopo all' uomo di avere dannò Innocenzo X a' 3 1 maggio
una libertà esente dalla necessità di i653, con la bolla Cimi occasione^
operare, ma bastagli di avere una li- presso il Ballar. Rom.
tom. VI,
bertà esente da qualunque violenza. par. Ili, pag. 248, avendo intese
FRA FRA 35
le istanze con cui l'ambasciatore di si diedero la misera consolazione
Francia non cessava di chiedere in d' ingiuriare i loro giudici , e di
nome del suo sovrano una decisio- calunniare un ceto di persone le-
ne assoluta. Questa condanna pro- ligiose, che ad essi furono sempre
vocò pure efficacemente colla voce contrarie. Per far ricevere nel suo
e con la penna il dotto francese regno questa bolla pontificia volle
Francesco Allier, poi vescovo di Ca- Luigi XIV che in Parigi si adu-
vaillon che allora si trovava in
, nasse un'assemblea de' vescovi che
Roma come deputato de' vescovi si trovassero in quella corte, o nel-
francesi. La bolla fu composta dal le vicinanze, e per vieppiìi solleci-
cardinal Chigi, poi Alessandro VII, tarne r accettazione fece spedire ai
e dall' Albizi assessore del s. offi- 4 luglio i653 lettere patenti a
zio, poi cardinale, quindi fu pro- tutti i vescovi di Francia: queste
mulgata ed affissa a' 19 giugno, sono le prime
lettere patenti che

essendosi per ordine pontificio pre- i re Francia accordarono per


di
messe pubbliche orazioni in tutte appoggiare una bolla dommatica
le chiese di Roma. E riportata al- della santa Sede , come avverte
tresì dal citato Oldoino, Fit. Pont. monsignor Lafiteau. Agli 1 1 luglio
tom. IV, col. 656 , coi due brevi di detto anno si radunarono in
che Innocenzo X inviò al re Luigi Parigi nel palazzo del cardinal Maz-
XIV, e a tutti i vescovi di Fran- zarini trenta vescovi, fra' quali di
cia a' 3i marzo i654- Chalons, Valence, e di Grasse, de-
Mentre si celebravano le trenta- gli undici che corrotti dai gianse-
sei congregazioni dai consultori de- nisti avevano scritto ad Innocenzo
putati, undici vescovi di Francia X in favore delle cinque proposi-
avendo alla testa monsignor Gou- zioni. Tutti ricevettero unanima-
din arcivescovo di Sens, ingannati raente la bolla del sommo Ponte-
dai giansenisti, scrissero una lette- fice, e a' i5 dello stesso luglio scris-
ra al Pontefice, cui la presentò ai sero ad Innocenzo X una lettera
I o luglio il Saint- A mour, nella quale degna della erudizione, pietà e zelo
pretendevano dimostrare, ch'era di que' prelati, nella quale lo rin-
d'uopo consegnar questa causa ai graziavano di aver fatta una bolla
vescovi di Francia, per giudicarla di tanto giovamento alla Chiesa
in prima istanza, oppure differirla confessando che in essa avea par-
a tempo più comodo. Ma gli ot- lato s. Pietro per la bocca di lui.
tantacinque prelati loro colleghi Fu questa la prima volta che do-
avevano scritto ad Innocenzo X, po il convento o concilio di Ba-
che il costume della Chiesa era di silea, i francesi uniti in atto so-
denunziare alla santa Sede le cau- lenne confessarono, che il Papa
se di maggior importanza, e però senza il concilio possa obbligare \

i mali, che da dieci anni cagiona- con definizioni di fede. Nel


cristiani
va nel regno di Francia la dottri- giorno medesimo spedirono ancora
na delle cinque proposizioni, erano la loro deliberazione agli altri ve-
il giusto motivo, pel quale essi ri- scovi del regno, che si conferma-
correvano al supremo giudizio apo- rono con essa nelle provincie.
stolico, che confessavano infallibile. Sembrava che la decisione del
I giansenisti vedendosi condannati, capo della Chiesa, l'appoggio del
36 FRA FRA
sovrano francese, e rautorilà dei 1654, e nominarono otto commis-
pastori della Chiesa gallicana, do- sari per esaminare il testo di Gian-
vessero aver superata la contuma- senio per rapporto alle cinque pro-
cia de' giansenisti ; ma nulla di que- posizioni. Dopo dieci sessioni dichia-
sto avvenne. Dal vescovo di Ren- rò l'assemblea 28 di manto, che
a'

nes era stata portata la bolla alla le cinque suddette proposizioni si


Sorbona nel primo di agosto, e contenevano veramente nel libro
qui fu essa registrata. Indi ad un del vescovo d' Ypri, e che nel sen-
mese la stessa facoltà teologica di- so dello stesso libro erano state
chiarò che se alcuno de' suoi mem- condannate. L'arcivescovo di Sens,
bri avesse difeso alcuna delle cin- ed il vescovo di Comminges fino
que proposizioni condannate, sareb- allora contrari, si assoggettarono a

be escluso da quel corpo, e cassato questa decisione, che sottoscrissero,


dal catalogo de' dottori. Malgrado ed i vescovi la spedirono al Pon-
però questa uniformità, l'arcivesco- tefice Innocenzo X, il quale a' 25
vo di Sens a' 2 3 settembre i653, di aprile condannò di bel nuovo
il vescovo di Comminges a' io ot- il libro di Giansenio, con tutte le
tobre, ed vescovo di Beauvais ai
il opere che si erano pubblicate in
12. novembre, pubblicarono tre pa- favore e in difesa di esso; anzi eoa
storali alla bolla pontifìcia ingiurio- un breve de' 29 settembre, rese le
se. Tosto il Pontefice nominò alcu- grazie ai vescovi francesi per la
ni vescovi per formare il processo bella deliberazione della loro assem-
di questi prelati disubbidienti, co- blea, e protestò ai medesimi, che
me abbiamo dalle costituzioni pon- egli aveva condannato nelle cinque
tificie, IViiperde 22 dicembre i653, proposizioni la dottrina di Gianse-
Nuper de' iG marzo i654, ed Alias nio, la quale si conteneva nel li-
de' 26 ottobre dell'anno stesso, tutte bro intitolato Auguslinus.
riportate dal Ditll. Rom. tom. VI, Con queste decisioni non si ac-
par. IV, pag. 264 274 e 284. Il car- quietò Arnaud, che anzi a' 20 lu-
dinal IMazzarini commise a dodici glio i655 pubblicò una lettera di-
vescovi (juesto affare, e l'arcivesco- retta ad un duca pari, nella quale
vo di Sens in questo tempo pro- sosteneva che Giansenio non aveva
mise di soggettarsi all'assemblea insegnato le cinque proposizioni
de' vescovi, che subito si adunò per condannate. Ma già per reprimere
la cagione che andiamo a narrare. questa tracotanza a' )4, 29 e 3i
I giansenisti volendo sfuggire la di gennaio dell'anno stesso, e poi
censura apostolica, ricorsero ad un nel primo febbraio i656 centotren-
nuovo stratagemma che fu di , ta dottori della Sorbona condanna-
confessare per una parte, che le rono questa lettera, e decretarono
cinque proposizioni considerate in che se nel termine di giorni quin-
sé stesse erano giustamente condan- dici Arnaud non avesse ritrattato il

nale, ma sostenevano dall' altra par- suo erroneo sentimento, e non avesse
te, ch'esse non si contenevano nel sottoscritta la loro censura, fosse de-
libro di Giansenio, né erano con- gradato dal dottorato, ed escluso dal-
dannate nel senso dello stesso li- la Sorbona, come in effetto avvenne
bro. Aduuaronsi pertanto nel Lou- a' 3 I gennaio, per non voler sotto-
vre tientotto vescovi a' 9 marzo mettersi alle decisioni pontificie, per
FRA. FRA 37
tenere perturbata Sorbona, e
la Dizionario dell' eresie, degli errori
per imprimere proposizioni condan- e degli scisnù ec, tradotto dal fran-
nale. Questa pena soffrirono pure cese nella lingua italiana dal p.
settanta altri dottori, che contuma- Tommaso Antonio Conlini C. R.,
ci come l' Arnaud, non vollero sot- tom. I, pag. 297, attribuisce que-
toscrivere la censura della slessa sta opera al signor Arnaldo. Sem-
Sorbona, la quale per rendere eterno bra evidente, che il Barcos nel com-
il suo deci'eto ordinò, che nessuno porle, avesse avanti gli occhi il li-

fosse ricevuto ad alcun grado di es- bro della Repubblica ecclesiastica


sa, il quale non 1' avesse prima sot- dell'apostata Marc' Antonio de Do-
toscritta. Qual fosse il parlilo, a cui minis arcivescovo di Spalalro, atte-
poi si appigliarono i giansenisti, ne sa la conformità che passa Ira l'una
parleremo nel trattare di Alessan- e l'altre nel ragionare, nelle pro-

dro VII. In mezzo alle rivoluzioni ve, e nelle citazioni. Dictionnaire


dai giansenisti cagionate, il Ponte- des livres Jansenisles tom. I, An-
fice Innocenzo X, con decreto del- vers 1752, pag. L'au-
i45 e seg.

la sagra inquisizione de' 24 genna- tore dunque del libro La grandeur


io 1647, Cosi. 3i, Bull. Rom. tom. stabiliva in esso s. Paolo eguale al
IV, p. 287, e nell'Hardion, Conci- principe degli apostoli nell'ammini-
lior. tom. XI, pag. i43, aveva strazione della Chiesa, e senza ve-
condannato il libro Delle grandez- runa subordinazione a questo nel
ze della Chiesa romana stabilita sommo Non credendo-
pontificato.
sull'autorità di s. Pietro e s. Pao- si poi Innocenzo X
abbastanza sod-
lo. Martino di Barcos, uno degli disfatto con aver condannato la
eroi del partito giansenistico, il più sciocca dottrina del Barcos, ordinò a
caro nipote di Giovanni du Ver- Giovanni Agostino di Belly chierico

ger, e suo successore nell'abbazia di regolare, a Teofilo R.aynaud gesuita,


s. Cyrano in cui morì nel 1678, e ad altri uomini in doUrina insigni^
è l'autore del libro. La grandeur che la confutassero co' loro scritti.

de l'Eglise ec,645; e dell' altro


1 Dicemmo che nel 1649
di sopra

libro ancora condannato dal Papa incominciò guerra civile in Fran-


la

con questo titolo: De V autoritc. cia, per la gelosia che grandi del i

de s. Pierre et de s. Paul qui resi- regno provavano pel potere e gran


de dans le Pape, successeur de ces favore, che. presso Luigi XIV godeva
deux Àpólres, i645. Egli pubblicò il cardinal Mazzarini, e per le imposi-
queste due opere, e poi l' Epistola zioni che si trovò necessitato il go-
ad Innocentium X, 1646, per giu- verno d'imporre. Nell'anno seguen-
stificare la dannevole ed eretica te furono imprigionati il princi-
proposizione, che s. Pietro e s. Pao- pe di Condé, il principe di Gon-
lo sono due capi della Chiesa, che dy, e il duca di Longueville, ol-
non fanno che uno solo, da lui in- tre altri distinti signori che con ,

serita nella prefazione del libro. Turenua, tranne il principe di Con-


Della frequente comunione, scritto dé, figuravano nel malcontento del
da Antonio Arnaldo d'Andilly con- rivoltato popolo. I sediziosi presero

tro diuu opuscolo dello stesso ar- il nome di frombolieri, frondeurs,


gomento del gesuita Pietro de Ses- il perchè barricale le strade s'im-
raaison. Quindi è che l' autore del padronirono della Bastiglia, e bar-
38 . FRA FRA
ricarono le strade de' sobborghi a con intelligenza del re, e portalo
sostegno del parlamento. La corte prima prigione in Vincennes, poi a
si ritirò dalla capitale, e solo \ri Nantes. Di ciò se ne offese grave-
rientrò dopo che fu espugnata dal mente Innocenzo X, e scrisse di
duca d'Orleans; lecosesi ricompose- proprio pugno a Luigi XIV, pro-
ro mediante un'amnistia, magli spa- testandosi che non poteva vedere con
gnuoli profittarono delle circostan- indifferenza la violenza usata con-
ze, e presero varie città, tuttavolta tro diritti della
i Chiesa ad un
furono vinti alla battaglia di E.he- cardinale di essa. A questo dissapo-
tel dal maresciallo Du Plessis-Pras- re si aggiunse altro disgusto aven- :

lin, I principi furono indi liberati, do Innocenzo X richiamato da Pa-


il cardinal Mazzarini allontanato nel rigi il nunzio monsignor Bagni, ed
i65i e rilegato ad Havre-de-Grace, avendovi destinato a succederlo mon-
ed il re venne dichiarato maggiore. signor Corsini, l'ambasciatore fran-
Nel tempo dell'esilio seppe il car- cese aveva richiesto al Papa chi
dinale Mazzarini provare la falsità fosse il prelato che in qualità di
delle calunnie de' suoi emuli, per nunzio destinavasi per la sua cor-
cui tornò in corte nel i652, si vi- te. Questa ricerca fu in Roma sti-
de come prima dal monarca ap- mata offensiva all' autorità ponti-
prezzalo, ed acquistò subito l'anti- ficia, onde si trascurò di compiace-
co potere. Tale ritorno diede ori- re l'ambasciatore. Poco dopo fu
gine alla seconda guerra di Parigi, spedito il Corsini in Francia, ma
ed il principe di Conde' eh' crasi non essendo egli alla corte nelle
dato al partito de' ribelli, dopo avei- spinose circostanze delle guerre ci-

vinto il maresciallo d'Hoquincourt, vili, e dell'affare dei giansenisti, il

sarebbe slato preso nell'azione del re gli vietò l'ingresso nel regno,
sobborgo di s. Antonio dal viscon- rompendosi cosi la buona armonia
te di Turenna, ch'era accorso per tra iled il Papa. Intanto il
re
salvare la famiglia reale minacciata, cardinal de Retz indotto dal tedio
se i parigini non gli avessero aper- della prigione a rinunziare l'arci-
te le porte. Poco dopo il Condé si vescovato di Parigi, colla pensione
gettò nel partito degli spagnuoli, dai di trentamila scudi sulla mensa
quali fu fatto generalissimo : intan- e su altri benefizi ecclesiastici, il

to il re, coll'allontanamento del capitolo deputò vicari capitolari.


ministro, e con altra amnistia dis- Però Innocenzo X negò di ammet-
sipò la fazione della fronda, laonde tere la rinunzia, finché il cardina-
dopo richiamo del ministro
il di i le posto in libertà la confermasse.
lei seguaci furono più che mai an- Egli in tale stato di cose scalò la
nientati. Il cardinal Mazzarini rite- torre della prigione, e si pose in
nendo che tra i suoi maggiori ne- salvo rivocando subito la rinunzia
mici uno fosse il cardinale prelato come violenta. Risanato il cardina-
Gianfrancesco Paolo di Gondy, ori- le da una rottura della spalla, fat-
ginario fiorentino, nipote dei cardi- tasi nella scalata, si portò in Roma,
nali Enrico e Pietro, ed arcivesco- e ultimi del pontificato d'In-
negli
vo di Parigi, chiamato comunemen- nocenzo X
ricevè da lui il cappel-
te cardinal de Retz, fu arrestato
il lo cardinalizio, ed intervenne al
per ordine del cardinal IMazzarini, conclave in cui a' 7 aprile i655
F II A FRA 39
fu eletto Alessandro VII, della cui cardinale negare il pallio, pel quale
esaltazione fu uno dei più efficaci né il cardinal protettore della co-
promotoii Nell'anno precedente
. rona di Francia, né verun altro
Luigi XIV fu consagrato in Reims cardinale ben afiletto al re, si erano
a' 7 giugno. opposti in concistoro allorché ne fu
Dopo il conclave uscirono contro fatta la domanda ; e che in quanto
il cardinal de Retz nuove dichiara- alla scrittura rimessagli dal re, non
zioni come ribelle seguace della , contenendo che accuse riservate
fazione fronda, e perturba-
della non potevano esse pubblicarsi, sen-
twe ed una lunga scrit-
della pace, za offendere la maestà del re. Per
tura sullo stesso argomento Luigi riguardo ai gravami sui vicari de-
XIV fece pervenire ad Alessan- putati dal cardinale la sua
per
dro VII. In essa narravasi, non prò- arcldiocesi , che dicevansi dagli ac-
vavasi i delitti del cardinale, il qua- cusatóri giansenisti, essi non piace-
le avea inasprito i regi ministri con vano nemmeno al Papa benché ,

lettere pungenti scritte al suo cle- dopo la bolla d' Innocenzo X non
ro, e col deputare a suoi vicari avessero palesemente aderito alla

persone diffidenti alla corte. Quindi condannata dottrina, alla quale o


il cardinal de Retz domandò in almeno alla fazione qualche pro-
concistoro il consueto pallio arci- pensione esisteva nel cardinale. Con
vescovile, cui non contraddicendo ve- tutto ciò non dovevasi permettere
run cardinale attinente alla Fran- alla podestà secolare l'autorità di
cia, il Papa glielo impose nella sua deporre un arcivescovo, o condan-
cappella segreta di che in Roma
, narlo in Roma per meri stragiudi-
e in Francia si fecero gravi doglian- ziali sospetti ; voler bensì Alessan-
ze, come con tale concessione aves- dro VII che rivocati i vicari , altri

se Alessandro VII canonizzato per se ne sostituissero di soddisfazione


buon arcivescovo un individuo che del re. Questi sentimenti del Pon-
dui francesi era tenuto per fellone. tefice, ed altri pieni di saggezza ,

Allora il Pontefice si mostrò me- equità e moderazione, diminuirono


ravigliato come il re non ricono- il risentimento de' francesi contro
scesse suo silenzio la paterna
nel il cardinal Gondy o sia de Retz.
sua affezione dappoiché era onta
, Tuttavolta Luigi XIV, e il car-
alla santa Sede la carcerazione del dinal Rlazzarini, costanti nell' ira

condanne contro di lui


cardinale, le contro il cardinal de Retz, ripugna-

promulgate senza ricorrere al giu- rono ad ogni atto di giurisdizione


dice competente, e senza dichiarare fatta da lui, come s' egli per delit-
a questo per autenticomodo prove to di lesa maestà fosse decaduto
di fatti.Aggiunse Alessandro VII dalla dignità di arcivescovo di Pa-
che piuttosto doveva essere grato x"igi. Alessandro VII perché sì ri-

al cardinale che a costo d' una spettabile chiesa non restasse priva
spalla rotta, avesse liberato la san- di cura pastorale, condiscese a de-
ta Sede forse dalla necessità di fa- putarvi un vicario apostolico come
re uso delle armi spirituali , contro i regi ministri richiedevano , ma
i violatori della duplice e sublime prevedendo qualche inconveniente,
dignità cardinalizia ed arcivescovile. usò l'avvertenza di mandar l'ana-
Fece riflettere che non poteva al logo breve al nunzio , con ordine
4o . FRA FRA
di non consegnarlo , se priuja non trattarla senza strepito, spedì subito
era certo che l'assemblea del clero la nuova al Pontefice per assicurar-
fosse per acconsentirvi. In fatti i lo, che nulla avrebbe concluso se
vescovi dell'assemblea al sentire tal non colla sua intervenzione. Allora
proposta, dichiararono che tal de- Alessandro VII esplorando dal car-
putazione mentre viveva l'arcive- dinal Bichi che faceva le parti di
scovo, offendeva i privilegi della ambasciatore di Francia, e dal duca
Chiesa gallicana onde il cardinal , di Terranova ambasciatore di Spa-
Mazzarini vedendo la qualità dei gna , quali dei soggetti che propo-
difensori del cardinal de Retz, sa- neva spedire per nunzi pacificatori
gacemente si ritirò dall' impegno ,
potessero essere accetti ,
prescelse
restando così secondo riconosciu-
il per la Spagna monsignor Bonelli
to per arcivescovo come desiderava governatore di Roma, e Celio Pic-
il Papa, al quale si rivolsero però colomini segretario de' memoriali per
i ministri regi, pregando di quanto la Francia. Questa pace però co- ,

egli stesso avea prima suggerito e me vedremo, tardò a conchiudersi,


da loro rifiutato, cioè di contentar- ostandovi gli inglesi cui erasi allea-
si che il re nominasse sei persone^ to Luigi XIV.
fra le quali ne sciegliesse una l'ar- Continuando i giansenisti contu-
civescovo e la costituisse suo vica- maci e resistenti alla censura d'In-
rio. A ciò essendosi convenuto, ne nocenzo X, per deluderla avevano
fece la patente il cardinale , che ricorso al riprovevole ripiego di di-
mandò a Parigi senza parteciparlo re « che veramente la Chiesa avea
al signor di Lione, ministro del re » creduto di avere ritrovato nel
in Roma, il quale era mal veduto M libro di Giansenio le note cin-
dal Papa , perchè scriveva di lui M que proposizioni, ma che in que-
cose calunniose, e perchè amico se- M sto fatto ella aveva preso abba-
i^reto de' giansenisti. Nel i656 A- « glio, perchè ella non è infallibile
Icssanbro VII come padre comune » allorché giudica di un fatto ".
si trovò nicjlto angustiato per la Nei primi due giorni di settembre
guerra che francesi e il duca di
i i656 r assemblea generale di Fi'an-
IModcna facevano contro gli spa- cia volle riparare a questa perni-
gnuoli nel Milanese, onde ne trattò ciosissima iniquità, dichiarando ««che
la concordia. Nel tempo medesimo » la Chiesa giudica delle questioni
il cardinal ìMnzzarini mostra vasi dis- " di fatto inseparabili dalle mate-
gustato col Papa perchè favoriva il » lie di fede, colla Stessa infallibi-
cardinal de Retz, ch'egli temeva che « lilà, colla quale giudica della fe-

potesse sbalzarlo dal suo ministero, e « de medesima ". Dall' altra parte
fermo in questo errore ed aizzato da Alessandro VII, che trovavasi inqui-
persone torbide eh' erano in Roma, sitore allorché Innocenzo con- X
molti dispiaceri diede al Pontefice, dannò le cinque proposizioni di
il quale attese che il tempo e i fatti Giansenio, e che aveva una parti-
contrari l' illuminassero come poi colar cognizione de' settarii gian'^e-
successe. Il re Francia ch'era
di nisli , e di quanto si era fatto nel
disposto alla pace alla quale Ales- trattale la causa loro , dirputò op-
sandro VII r esortava , avendo ri- portunamente per questo affare una
pevuto dalla Spagna uu privato per nuova congregazione, la cui conse-
FRA FRA 4t
guenza fu la bolla che emanò a* i6 Frattanto pregato Alessandro VII
ottobre 1 656 , .4d sanctam, eh' è da parecchi vescovi francesi con let-
riportata nel Bull. Roni. toni. VI, tere de' 2 ottobre i663, ed ezian-
par. IV, pag. 1 5o, e dal Bernini dio dal re, di raffrenare que' rivol-
Storia dell' eresie t. IV, p. 665. Con tosi cristiani , a' 6 febbraio 1665
questa bolla dommatica , che fu pubblicò la bolla Regiminis Apo-
ricevuta per tutta la Chiesa, Ales- stolici, che si legge nei citati Bull.
sandro VII dichiarò che le cinque Rem. tom. VI, par. VI, p. 52 , e
proposizioni condannate da Inno- Bernini tom. IV, pag. 678, con la
cenzo X, erano veramente del libro quale ordinò rigorosamente la sot-
di Giansenio e che egli di nuovo
, toscrizione del formolario, che pre-
le condannava nel medesimo senso scrisse con formola pontificia, simi-
dello stesso Giansenio. L'assemblea le a quello già fatto dall'assemblea
del clero di Francia ricevette la del clero, da chiunque aspira ai
bolla pontifìcia, che nunzio Pic- il gradi delle accademie, e alle digni-
colomini gli presentò a' i4 marzo tà, nel quale si condannano con
1657, e nel febbraio 1661 stese animo sincero le cinque proposizio-
una formola della fede, che doveva ni cavate dal libro di Giansenio, e
essere nell'avvenire sottoscritta da nel senso del medesimo autore, co-
tutti gli ecclesiastici sì regolari del- me appimto le aveva condannate
l' uno e r altro sesso, come secola- la santa Sede. Ecco la formola pon-
ri, dottori, reggenti ec. Questa de- tificia di Alessandro VII. « Ego N.
liberazione fu autorizzata dal re con » Constitutioni apostolicae Innocen-
un decreto del suo consiglio di sta- » tii X
die 3i maii i653, et Con-
lo de'i3 aprile, e dalla Sorbona « stitutioni Alessandri VII datae
ancora, la quale a' 2 maggio ordinò M die 16 octobris i656,et Summo-
la sottoscrizione del formolario sud- »» rum Pontifìcum, me subijcio, et
detto a tutti i suoi membri, sotto » quinque propositiones ex Corne-
pena di degradazione del dottorato » Hi Jansenii libro, cui Aii' nomen
a chiunque ripugnasse di sotto- » guslinus, exceptas, et in sensu ab
scriverlo. Malgrado tutte queste " eodem auctore intento , prout il-
provvide deliberazioni non voleva- » las per dictas constitutiones Sedes
no i giansenisti sottomettersi alla » apostolica damnavit, sincero ani-
sottoscrizione del formolario, per la » mo reijcio ac damno, et ita juro.
qual cosa Luigi XIV si portò al » Sic me Deus adjuvet , et haec
parlamento , affine di tenervi il suo >» sancta Dei evangelia". Luigi XIV
letto di giustizia , e quivi fece re- dopo la bolla Regiminis, subito
gistrare a' IO aprile 1664 una di- spedì una dichiarazione di egual
chiarazione in cui ordinava assolu- forza a quella dell' anno preceden-
tamente detta sottoscrizione, e que- te, e a' 29 aprile i665 si portò in
sta fu la prima dichiarazione dei persona a farla registrare nel par-
monarchi francesi che si portò al lamento, comandando a tulti i pre-
parlamento, per appoggiare la de- lati del suo regno, che sottoscrives-
cisione di una bolla dommatica sero il formolario del Papa , e di-
<lc-IIa Chiesa, della quale essi me- chiarando che se dentro a tre mesi
desimi si protestavano figliuoli pri> qualche vescovo non avesse a ciò pre-
tnogeniti. stalo sommessione, volleva che contro
42 l UA FRA
di essi procedesse per la via dei
si sero in timore la Spagna , e fu

sagri canoni. Ciò non ostante quat- conchiusa la pace nell'isola de'Fa-
per trattato de' Pirenei "
tro vescovi, cioè di Alet Pavillon, giani il li

di Beauvais Choart de Bunzaval settembre 1639. Allora Luigi XIV


di Pamiers Caulet, e di Angers Ar- rimise nella sua grazia il principe
nauld fratello del capo de' gianse- di Condé sposò dopo otto mesi
,

nisti Antonio, non vollero ubbidire, Maria Teresa d'Austria infanta di


anzi colle loro pastorali protestaro- Spagna, figlia di Filippo IV, assi-
no che sopra il fatto di Giansenio curando alla Francia il Rossiglione,
non si doveva alla Chiesa piìi che r Artois e la cessione del Charo-
,

un ubbidienza di rispetto, consisten- lois, e Filippo IV rinunziò ad ogni

te in osservare un ossequioso silen- diritto sull'Alsazia. A questa pace


zio. Il re soppresse le quattro pasto- sopravvisse due anni l' irrequie-
soli

rali a' IO luglio 1 665, e il Pon- to Gastone duca d' Oileans zio del
tefice con decreto della congrega- re, e tre il cardinal Mazzarini, che
zione condannò an-
dell' indice , le pareggiando ne' politici talenti al

cora a'i8 febbraio 1667. Quindi ad suo predecessore venne maggior-,

istanza del medesimo re, stabiPi mente commendato per le qualità


Alessandro VII nove vescovi per del suo spirito, e per aver pacifi-

fare il processo ai quattro vescovi cato la Francia, che il cardinal Ri-


refrattari, ma lasciò per cagione chelieu aveva impegnata in disa-
della sua morte al suo successore strose interminabili guerre. Nel 1660
ilproseguimento d' un affare cotan- Luigi XIV si recò ad Avignone, al
to delicato. E qui noteremo che , quale articolo dicemmo della splen-
nel tempo medesimo in cui agita- dida accoglienza che vi ricevette dai
vasi la causa delle cinque proposi- ministri pontificii e dalla città , e
zioni, Alessandro VII a' 24 settem- come nel dì di Pasqua toccò otto-
bre i663, colle costituzioni 28 e cento scrofolosi nel chiostro del
162 del Bull. Rom. tora. V, pagi- convento de' frati minori, dopo la
na 233 e 2o5, condannò ancora santa comunione: in detto articolo
ventotto altre proposizioni scanda- è pur descritta l' accoglienza che
lose cavate da alcuni autori di teo- nella medesima città si fece a Lui-
logia morale; e poi a' ib marzo gi XIII ,
quando vi si recò. Luigi
1666, con la costituzione 167 loco XIV non governò da sé stesso che
citato, pag. 409, riprovò colla me- dopo la morte del cardinal Maz-
desima censura diecisette altre pi"0- zarini nel 1661 durante il mini-,

posizioni della stessa materia. stero del quale i francesi si stabi-

Proseguendosi dalla Francia la lirono nelle isole diMaria Galante,


guerra contro la Spagna , per la s. Bartolomeo, Bourbon, e la Gra-
quale come dicemmo s' interpose nata; ed i cacciatori francesi detti
Alessandro VII sino dal i656, il les boucaniers presero possesso del-

valoroso visconte di Turenna gua- la parte occidentale di s. Domingo.


dagnò nel i658 la battaglia delle Incomincia da questo punto il bel
Dune, e sottomise colla maggior ce- secolo di Luigi XIV, che rivolgendo
lerità Dunkerque, Furnes, Grave- i pensieri a far provare ai suoi
line, Oudenarde, Ypres, IMortagne, sudditi i frutti della pace, resse do-
ec. Tanti prosperi avvenimenti pò- po (piest' epoca in modo assoluto la
FU A FRA 43
monarchia, giovandosi nell' ini por- gì' inglesi parlamento fece re-
; nel
tante ramo della finanza degli estesi gistrare la donazione fattagli della
lumi dell' illustre Colbert che fece Lorena dal duca Carlo IV; nel me-
rivivere la memoria di Sally; onde desimo anno fu stabilita la cn.npa-
le scienze , i letterati , ed il com- gnia francese delle Indie nel (iu-
mercio furono protetti, e fiorii'ono zurate, per cui furono spedite del-
accrescendo lustro, decoro e ricchez- le colonie nel Senegal ; poscia ebbe

za alla Francia. Mentre con questo origine lo stabilimento del Forte


regno ed Alessandro VII passava Delfino a Madagascar. Nel 1664
tranquilla armonia, all'insaputa del Luigi XIV spedi contro i mori del-
Papa i soldati corsi al servizio pon- le truppe che presero Gigeri, e soc-
tificio, essendo stali provocati, fece- corse i tedeschi contro i turchi, ed
ro diversi affronti all' ambasciatore a questo aiuto si dovette princi-
Créquy , il quale essendo nemico palmente la vittoria di s. Gottardo
della santa Sede, fu cagione delle in Ungheria nel 1664. Nell'anno
gravi esigenze di Luigi XIV verso seguente raffrenò le scorrerie degli
il Papa temporanea occu-
, e della algerini, prestò aiuto ai portoghesi
pazione armata di Avignone e del contro gli spagnuoli, e dichiarò la
contado Venaissino, dominii tem- guerra agl'inglesi per soccorrere
porali della Chiesa romana in Pro- gli olandesi suoi alleati; la pace fu
venza. L'origine di questo disgu- conchiusa a Breda fra l' Inghilter-
stoso emergente, le conseguenze e ra, l'Olanda, la Francia e la Da-
la pacificazione, sono riportate alvo- nimarca li 26 gennaio 1667. In
lume III, pag. 261, 262, 263, 264, quest' anno ad Alessandro VII suc-
265 e 266 del Dizionario^ non cesse nel pontificato Clemente IX,
che in In
altri luoghi relativi. il quale subito si oppose ai danni

quanto pace con-


agli articoli della che nella Francia cagionavano i
chjusa a Pisa tra Alessandro VII quattro vescovi renitenti alla sot-
e Luigi XIV, sono riportati anco- toscrizione del formolario di Ales-
ra dal Guerra ueW Epitome tom. J, sandro VII, che perciò avevano ab-
pag. 362 ; trattano inoltre di que- bracciato il partito dei giansenisti.
sti avvenimenti Fresnoy, Prin-
il Du A favore di questi quattro vescovi
cipii della storia per la gioventìi scrissero altri diecinove ( presso
tom. VII, par. II, art. yS, p. i^i ; monsignor Nuzzi nella ristampa del-
ed Muratori ue^W. Annali
il Ita- d la bolla Unigenitus tom. I, p. i55),
lia tom. X'I, anno 1660 fino al nel primo dicembre 1667 a Cle-
1664. mente IX, dicendogli che la Chie-
Nel 1662 Luigi XIV si fece fare sa non può definire con infallibili-
altresì ragione dell' insulto fatto a tà ifatti umani che Dio non ha ,

Londra barone di Batteville


dal rivelati, onde in tal caso essa non
ambasciatore di Spagna al conte , esige da' fedeli se non che un ri-
d'Estrades ambasciatore di Francia. spetto a suoi decreU. Questi era-
Nel medesimo anno le finanze ri- no gli stessi vescovi che avevano
stabilite permisero a Luigi XIV di sottoscritta la risoluzione , in cui
acquistare Dunkerque che dopo , l'assemblea del clero gallicano di-
l' occupazione del visconte di Tu- chiarò che la Chiesa ne' fatti appar-
renna avea rimesso in potere de- tenenti alla fede risolve colla stessa
44 FR^ FRA
infallibilità che nelle slesse male- questa apparenza, rese loro le gra-
lie di fede, come si è dello di so- zie con una lettera, nella quale di-
pra. Voleva Clemenle IX che ai mostrò la sua soddisfazione per la
menzionali qiiatlro vescovi fosse loro sommissione alle bolle aposto-

fatto processo, e quindi fossero de- liche, li ammetteva alla pace e alla
posti dal grado che occupavano. comunione, ed insieme li assicurava
Intanto i medesimi quattro prelati, ch'egli non permetterebbe mai in ta-

incoraggili dal numero degli altri le affare eccezione o restiizione veru-

diecinove , scrissero a' aS aprile na. Questa fu chiamata la pace di


1668 una lettera circolare a tutti Clemente IX conchiusa nel 1669,
i vescovi del regno per invitarli ad ma siccome era stala maneggiata con
unirsi seco loro, a fine d'impedire frode dall'Arnaud e da Pietro Ni-
l'esecuzione del breve pontificio, in cole, cioè dai due più fanatici ca-
vigore del quale si faceva loro il pi del giansenismo, cos'i non pote-
processo : ma Luigi XIV condannò va durale lungamente, come si dirà
questa enciclica come sediziosa, ed parlando di Clemente XI, La sto-
ordinò a tutti i vescovi, che in ve- ria questa pretesa pace, fonda-
di

runa guisa non l'attendessero. ta nell'inganno di quattro vescovi,

Questa regia risoluzione , e il che al Papa si finsero obbedienti ,

consiglio de' loro amici costrinsero venne lungamente trattata dal men-
i quiitiro vescovi a promettere di tovato monsignor Nuzzi nel tom. J,
venire alla sottoscrizione del for- p. i54 e seg. della Storia della
mobrio, purché ad essi venisse ri- bolla Unigenitus, ristampata nel
sparmiala la confusione di ritrat- 1794. Nell'anno 1668 Clemente
tare le loro pastorali. Vi acconsentì IX costrinse Arduino arcivescovo
Clemente IX, al quale essi scrisse- di Parigi a rimettere ì giorni fe-
ro nel primo di settembre 1668 stivi che tolto avea senza il con-
una lettela piena di rispetto e di senso della santa Sede. Per la sti-

sommissione alle costituzioni apo- ma poi ed affetto


che questo Pa-
stoliche; essendo però giunto a co- pa nutriva per Luigi XIV, gli con-
gnizione del Papa che la loro con- cesse la facoltà di poter nominare
dotta non era sincera, né la lette- i vescovi delle chiese, e le provvi-
ra conforme alla sottoscrizione, che ste dei monisteii ed altri benefìzi,
dovevano aver fatto senza distin- nelle provincie che nuovamente e-
guere in essa, come facevano, la que- ransi unite alla Fi'ancia, nelle qua-
stione di fatto e di diritto, richiese li comprendevansi vescovati di i

dai medesimi un attestato di avere Metz, Toul e \ eninn nella Lorena,


sottoscritto il formolario di Alessan- di Tournay nella Fiandra, e di Ar-
dro VII. Tutto fu da essi eseguito, ras nei Paesi-Bassi ; dell' acquisto
ma con frode poiché sebbene la ,
dei quali ultimi domìnii ora andia-
loro sottoscrizione del formolario mo a parlare.
in apparenza sembrava pura e sem- Non volendo gli spagnuoli con-
plice, tuttavia negli atti diocesani tentare Luigi XIV sopra le preten-
o siano processi verbali, vi aveva- sioni ch'egli avea nei Paesi-Bassi a
no aggiunta la consueta distinzio- cagione della regina sua sposa, fi-
ne del diritto e del fatto. Ciò non glia diFilippo IV, morto li 27 set-
oblanle Clemenle IX, ingannalo da tembre i665, il re entrò in Fian-
FRA FRA 45
dra , e prese Armanlieres , Cliaro- stato, r imperatore Leopoldo I, la
lois, Tournay, Douay, Alost, Lilla Spagna e 1' elettore di Brandebur-
e varie altre inipadróm piazze. S' go, spaventati di tali progressi dei
l'anno dopo della Franca Contea, francesi si collegarono contro di
e fece Ja pace con Carlo II re di essi. Luigi XIV avea ridotto la re-
Spagna per mezzo del trattato pubblica olandese e sue proviucie
d'Aquisgrana Ji 2 maggio 1668, unite, quasi al punto di cadere, ma
in virtù del quale Luigi XIV cede non seppe approfittare delle sue
la Franca Contea alla Spagna, e vittorie, e della presa di Maestriclit
ritenne tutte le città che avea pre- riputata una fortezza inespugnabi-
se nei Paesi-Bassi. Molta paite in le. Indi il visconte di Turenna nel
questa pace ebbe lo zelo di Cle- 1673 s'impadronì della maggior
mente IX, che mandò in Aquisgra- parte delle piazze de' ducati di Cle-
na a tale effetto per nunzio il pre- ves e di Juliers, per cui l'elettore
Iato Fianciotti e i due monarchi, di Brandeburgo domandò una tre-
dichiararono il Papa arbitro della gua, che gli venne accordata. Ve-

conclusione: 1' Oidoini nel tom. IV, dendo il Papa Clemente X tanti
col. 73 1, P'it. Pont.j riporta la let- principi cristiani in guerra, si appli-
tera che Luigi XIV scrisse al Pon- cò per pacificarli, ed ottenne per le
tefice, in cui gli dice essersi deter- sue diligenze che venisse destinala
minato alla concordia, per riguai'- Colonia per trattare la concordia ,

do de' suoi uffizi. In questa occa- dov'egli spedì colle sue istruzioni
sione Clemente IX ottenne dal re il nunzio di Brusselles sperando ,

di Francia la demolizione della pi- che nella conclusione della pace


ramide eretta nel 1664 in Roma dovesse fare progressi la religione
presso s. Salvatore in Lauro , sic- cattolica nelle provincia unite di
come ingiuriosa alla nazione corsa, Olanda, al qual fine designò un
per l'affare dell' ambasciatore Cre- vescovo cattolico per la città d'U-
quy, togliendo in vece la croce trecht occupata dai francesi. Ma i

innalzata per l'assoluzione di En- continui trionfi di questi mossero


ricoIV come già si è detto. Nel
, gli alleatiad unirsi contro la Fran-
1669 Luigi XIV, a mezzo del ma- cia coir imperatore ottomano, col-
resciallo Crequy, s' impadronì di r Inghilterra e con Carlo IV duca
tutta la Lorena, per avere il duca di Lorena ; anzi ai nemici della
eccitati tumulti contro la Francia; Francia nel 1674 si unì l'elettore
indi nel 167 1 fece fabbricare l'o- palatino del Reno. Gli affari cam-
spedale degl' invalidi in Parigi. Nel biarono faccia, per cui Luigi XIV
seguente anno il re, malcontento si trovò costretto di abbandonare le
degli olandesi , dichiarò loro la piazze degli olandesi fuorché Mae-
guerra, fece reggente della monar- stricht e Grave.
chia in sua assenza la regina, e Non andò guari che il re di
passò Mosa colla sua armata
la Francia alla testa due potenti
di
comandata sotto di lui dal princi- armate passò
,
nuovamente nella
pe di Condé e dal visconte di Tu- Franca Contea , e ne conquistò le
renna celebratissimi capitani. Es- piazze più forti ; gli spagnuoli fu-
sendo gli olandesi stati battuti per rono battuti nel Rossiglione dal
ogni parte, e ridotti a cattivissimo conte di Schòmberg, ed i tedeschi
4*3 FRA FRA
unitamente agli olandesi ebbero la l'isola di Gorea, e l'isola di s. I\Iar-
rolla alla battaglia di Senef dal lino ebbe allora delle colonie. In-
principe di Condé il visconte di : tanto il Mississipì, detto ancora la
Tiuenna riportò un gran numero Luigiana, nell'America settentriona-
di vittorie in Germania sul palati- le, Canada, fu dal gover-
all'ovest del
no del Reno, ed altri principi del- natore di questa regione Fronte-
l' impero vinse l'elettore di Bran-
; nac discoperto, e chiamato col no-
deburgo che aveva rotto la tregua, me del suo re il fratello del quale
,

ed obbligò i tedeschi ad abbando- die in isposa la sua primogenita a


nare l'Alsazia. Ma una cannonata Carlo li re di Spagna. Non lascia-
a' 27 luglio 1675 uccise il gran vano i giansenisti d' insinuar da
Turenna, la cui grave perdita riu- ogni parte la loro dottrina colla
scì sensibilissima a Luigi XIV ed molteplicità non meno di errori ,

a tutta la Francia. Intanto il si- che di libri. Ad un libro scritto


gnor di Quesne disfece le flotte spa- con poca maturità di sentimenti a
gnuole ed olandesi in due combat- favore dell'uso frequente della co-
timenti, nel secondo de' quali il fa- munione sagramentale, rispose l'Ar-
moso ammiraglio Ruyter perde la naud con altro libro nel quale ,

vita a' 2 aprile 1676, ed il mare- censuravasi la comunione frequen-


sciallo di Yvone tagliò a pezzi set- te come il principale abuso del cri-
te mila uomini vicino a Messina : stianesimo, allontanando fedeli da i

Vauban si distinse in varie batta- questo mistero con mendicati timo-


glie. Circa lo stesso tempo la Fran- ri , con inventate necessità di su-
cia dichiarò la guerra alla Dani- blimissime disposizioni, contrarie al
marca per sosteneie la Svezia; gli sentimento della Chiesa e de' santi
alleati comandati dal principe d'O- padri. Ma siccome qualche cattoli-
range furono dislatti a Cassel da co zelante avendo scritto contro ta-
Filippo di Fi-ancia unico fratello le errore, il fervore della frequen-
del re. D'Hamieres, Schòmberg, la te comunione era divenuto ecce-
Feuillade, Luxemburgo e de Lor- dente, massime in Ispagna , così
ges erano all'assedio di Valenciennes, per regolare la poca divozione de-
che neir anno seguente fu preso gli uni e la troppa negli altri, In-
con Saint- Omer e Cambrai ; de nocenzo XI nel febbraio 1679 pub-
Noitilles si distinse ne' Pirenei, e blicò un analogo e salutevole de-
Ducjuene mare. Finalmente fu
sul creto, che si legge appresso il Bei-
conchiusa la pace a Nimega a' io nini, Storia dell' eresie toni. IV ,

agosto 1678, perla quale co' suoi p. 104.


nunzi tanto eiasi adoperato il de- In vigore di questa zelantissima
funto Clemente X, fra la Francia provvidenza del venerabile Innocen-
e l'Olanda; vi aderì anche la Spa- zo XI avendo egli veduto che
,

gna li i4 settembre, in appresso sempre più s'avanzava la temera-


fecero lo stesso i5 feb-
tedeschi a' ria baldanza di alcuni scrittori con-
braio , e dopo qualche tempo 1' e- tro la disciplina morale, da essi or
lettore di Brandeburgo e la Dani- troppo ristretta, or troppo rilassa-
marca. Questa pace conservò a Lui- ta, prese giusto motivo di condan-
gi XIV una gian parie della Fian- nare e proibire a' 4 marzo 1679
dra, gli diede la Franca Contea e scssantacinque propo«;izioni ,
presso
FRA FRA 4?
il Boni. tom. Vili, p. 44) e
Bull. renitente. Questo dannosissimo er-

nel citato Bernini a pag. io6, dai rore, che già per molti paesi era
loro libri estratte. Indi scorgendo divenuto notorio a tutti, fu subilo
similmente, che ogni giorno com- dal zelante Innocenzo XI soffocato
parivano nuove edizioni di libri ,
con severissimo decreto del s. ofli-
ne' quali sotto pretesto delia seve- zio de' 19 novembre 1681, che si
rità della morale, si rinnovava la legge nel medesimo Bernini a pag.
dottrina delle cinque proposizioni 177. Dalla violazione del sagra-
condannate di Giansenio, per dar- mentale segreto, passarono i viola-
ne pronto provvedimento pubblicò tori della morale ad un più per-
la proibizione del libro intitolato : nicioso errore, cioè di censurare
Difesa della disciplina che si osser- l'assoluzione a' penitenti avanti al-
va nella diocesi di Sens circa l'im- l'attuale esercizio dell'imposta pe-
posizione della penitenza pubbli- nitenza, deducendo con antichi e-
ca per li peccati pubblici, Seiis sempi malamente addotti, che i pe-
1673. Nel quale libro con novità nitenti non erano mai assoluti, se
di riti o inventati dal capriccio non dopo 1' esecuzione della peni-
giansenistico, o antiquati dal costu- tenza dai sacerdoti prescritta. Que-
me ecclesiastico, susci lavasi tra' fe- sto errore già sostenuto da Pietro
deli distinzione pi-egiudiziale e di- d' Osma Salamanca ,
professore di

versità odiosa di penitenze. Colla era stato da Sisto IV


condannato
medesima censura Innocenzo XI colla sua costituzione 17: veggasi
avea condannato a' 22 maggio Anton Maria Bonucci, Vindiciae
1678 il libro della Traduzione del- proposition. prohibitar. ab Alexan-
le omelie di s. Gio. Grisostonio dre Vili, sect. 16, pag. 99, citato
quello di Egidio Gabriele adulte- dal Bernini a pag. 211. Quindi
ratore della vera morale, con de- usci il libro, Fentalogus diaphori-
creto de' 27 settembre 1679, inti- cus 3 sive (juinque differenliaruni
tolato Speciniina moralis christia' rationes, ex quibus veruni judica-
nae , diabolicae, e con
et nioralis tur de ratione absolutìonis ad mcn-
esso a'giugno 1680, tre opu-
18 tem gemini Ecclesiae solis ss. Au-
scoli differenti, ne' quali da anoni- gustini et Thomae, oblatus ad exa-
mo giansenista si accusavano i ge- men ss. D. N. Innocentii XT. In
suiti come autori delle sopraddette questo libro 1' autore non seppe
sessantacinque proposizioni da In- distinguere 1' assoluzione sagramen-
nocenzo XI condannate. Continuan- lale dalla canonica , ed essendone
do i giansenisti a render sospetti o olferta al Pontefice medesimo la
odiosi a' cristiani sacramenti, nuo-
i lettura, egli nel primo adocchiarne
vi riti introducendo nelle peniten- il titolo, venne a scuoprirne la frau-

ze pubbliche de' peccati pubblici dolenza, e però con rigoroso decre-


per cagionare maggiore orrore al- to de' 3 aprile i685 lo proscrisse,
la confessione, si avanzarono inol- e condannò dopo maturo esame.
tre contro r inviolabile segreto di Nei primi anni del pontificato
essa , sostenendo per cosa lecita il d'Innocenzo XI si vide nuovamen-
potersi violare in alcune determi- te agitata la differenza delle rega-

nate occasioni, per utilità e bene lie, cioè del diritto che pretende-
del penitente, tuttoché esso a ciò vano avere i re di Francia di go-
48 FRA FRA
dere le rendile de' vescovati vacan- pontificato su questa differenza, che
ti, e di conferire, durante la va- da Innocenzo XII fu poscia acco-
canza della sede vescovile, i bene- modata. 11 dotto cardinal d'Aguir-
fizi, che non sono incaricati di que- l'C in defension. Cath. s. Petri di-
sto reame esenti di tal diritto, il sp. 2, sect. I et seq. dimostra, che
parlamento di Parigi con un de- questa dichiarazione del clero gal-
creto del 1668 lo estese a tutti, licano è affatto contraria al senti-
ciò confermò Luigi XIV con
che mento e dottrina comune de* ve-
editto del 1673, ed approvò per scovi francesi, espressa nella lette-
timore il clero gallicano, fuorché i ra ad Innocenzo X nel i653. Veg-
vescovi di Pamiers e d' Alet, ai gasi il Talucci, Osservazioni sulla
quali perciò furono dal re confi- promessa d' insegnare ì quattro ar-
scati i loro beni temporali. Inno- ticoli della dichiarazione del 1682
cenzo XI fermo sostenitore de' di- del clero di Francia, 1820; Roma
ritti ecclesiastici, insistendo nella co- ed il libro intitolato Confutazione :

stituzione del concilio generale di dell'opera sur la déclaralion de


Lione lì, celebrato da Gregorio X l'assemblée du clergé de France
nel 1274, oppose all'estensione
si en 1682 ec. , Roma 1822. Ecco
delle regalie, procurando che il re le quattro proposizioni, che oltre
cedesse, ed a tale effetto gl'invio a molti altri, si vedono nel Berni-
due brevi pieni di elogi e di pre- ni, Storia delle eresie tom. IV, pag.
ghiere nel 1678, cioè a' 12 marzo 6SS, e nel Guarnacci, Fit. Pont.
ed a' 2 2 settembre, indi due altri tom. I in Innocent. I.
pieni di zelo e di minacce, l' uno » I. Beato Petro, ejusque succes-
indetto anno a' 25 dicembre, l'al- " soribus Christi Vicariis, ipsique
tro nel 1680 a' 3o marzo. Questi » Ecclesiae capiti, rerum spiritua-
quattro brevi sono riportati dallo » lium, et ad aeternam salutem
^i^òndrati, nella sua Gallia vinifi- » pertinentium, non autem civilium,
cata. Fu poi celebrata a' 3 febbra- » ac temporalium a Deo traditam
io 1682 famosa assemblea del
la » potestà tera , catholici reges er-
clero di Francia, composta di tren- »» go et principes in temporalibus
taquatlro tra arcivescovi e vescovi, " nulli Ecclesiasticae potestati Dei
e trentotto minori ecclesiastici, nel- >» ordinatione subjici, neque aucto-
la quale fu riconosciuta questa es- » ritate clavium Ecclesiae directe,
tensione delle regalie per tutto il " vel indircele deponi, aut illorum
regno di Francia, e si stabilirono « subditos exìmi a fide ac obedien-
Je famose quattro proposizioni, chia- » tia, aut praestito fìdelitatis sacra-
mate del Clero gallicano, sopra » mento solvi posse etc.
r indipendenza dei re, sopra 1' au- « II. Sic inesse Apostolicae Sedi
torità de' concili generali, e sopra » ac Petri successoribus rerum spiri-
il potere in esse limitato dei roma- " tualium plenam potestatem, ut
ni Pontefici, le quali per comando » simul valeant , atque immota
d'Innocenzo XI furono bruciate per » consistant sanctae aecumenicae
mano del boia. Oltre a ciò ilj Pa- » synodi Constansiensis a Sede A-
pa ricusò di dare le bolle a più » postolica comprobata, ipsorum-
di trenta vescovi nominati da Lui- >> que Romanorum Pontificum, ac
gi XIV, né cedette per tutto il suo » totius Ecclesiae usu confirmata,
FRA FRA 49
.•5 atrjiie ili) Ecclesia Gallicana pei- tìhuf Ecclesiae Gallicnnae, che fu
-•^ jìctiia religione custodita decreta, ristampala tradotta in italiano nel
>f <le aiictoritate conciliorum gene- 1720 in Roma. Le confutarono an-
5) ralium, quae sessione quarta et cora ampiamente il cardinal Oi-si,
J5 quinta continentur etc. Pietro Ballerini e Zaccaria nell'uno
Hinc Apostolicae potesta-
» 111. e nell'altro Anlifehronio. Sull'in-
» tis usum inoderandum per cano- giunzione che fece a' giorni nostri
» nes Spiritu Dei conditos, et to- M.r Corbière, ministro dell'interno,
M tiiis mundi reverentia consecra- agli arcivescovi e vescovi della Fran-
" tos etc. cia, di fare cioè insegnare nei se-
» IV. In fìdei quoque quaestio- minari le IV proposizioni decretate
•5 nibus praecipuas summi Pontifi- neir assemblea del clero dell'anno
« cis esse partes, ejusque decreta 1682, come formanti la base delle
» ad omnes et singulas Ecclesias libertà gallicane, va letto il dottis-
»» pertinere. Nec tamen irreforma- simo opuscolo del celebre avv. d.
5j bile esse judicium , nisi consen- Carlo Fea commissario delle antichi-
» sus Ecclesiae accesserit. tà romane, intitolato Riflessioni :

Queste quattro proposizioni, com- storico^poUticlie sopra la richiesta


pendiate e tradotte in italiano di- del ministro deW interno di Parigi
cono come segue. ai vesco<>'i e arcivescovi della Fran-
»j I. Il Papa non ha autorità cia in far insegnare nei loro se-
55 diretta, né indiretta sopra il tem- minari le IV proposizioni dell' as-
55 porale de' principi: non può de- semblea del clero gallicano nel
55 porli dal regno, né assolvere i 1682, Roma 1825 pel Poggioli.
55 sudditi dal giuramento. E in quanto alla prima delle quat-
55 11. I sono su-
concili generali tro proposizioni, il medesimo eh.
55 periori al Papa. Fea pubblicò l'opuscolo che porta
55 III. Quindi doversi moderare per titolo: Ultimatum per il do-
55 l'uso dell'apostolica potestà in minio indiretto della santa Sede
55 forza dei canoni dettati dallo apostolica sul temporale de sovra-
55 Spirito di Dio, e consecrati dalia ni. Conclusioni, Roma 1825, pel
55 venerazione di tutto il mondo. Contedini.
55 IV. Anche nelle questioni di Profittando Luigi XIV della pa-
55 fede essere principale l'autorità ce di Nimega, e di quella conchiu-
55 del sommo Pontefice, e i di lui sa pure coir imperio nel 1679, ^
>9 decreti appartenere a tutte, ed sei della quale si leggono
articoli
55 a ciascuna chiesa, né tuttavia nel Teatro della pace tom. II, per
•5 essere irreformabile il giudizio estinguere ne' suoi stati i semi del-
5! se non vi acceda il consenso del- le divisioni, che fino da centocin-
» la Chiesa. quanta anni prima vi si erano in-
Il cardinal Celestino Sfondrati trodotte colle riforme del calvinis-
con profondissima erudizione e for- mo e degli ugonotti, nel 1680 co-
za scrisse contro queste quattro pro- minciò a ridurre gli ugonotti ai
posizioni nel libro: Regale Sacer- termini dell'editto di Nantes pub-
dotium e nella Gallia vindicata
, blicato da Enrico IV nel iSgS, e
etc. Lo stesso parimenti fece Anto- perciò distrusse quatti'ocento loro
nio Charlas nell'opera: De. liberta- chiese, le quali non erano compre-
voi.. XXVI. 4
5o FRA FRA
se nel metlesimo editto. Quindi Chiesa cattolica. Ma la dolcezza e
spedi Luigi XIV pel suo regno l'affabilità che adoperarono i zelan-
ecclesiastici zelanti e dotti per i- ti ecclesiastici francesi, non furono
struire gli ugonotti nella vera reli- bastanti a vincere tali settari, i

gione cattolica, e lece slampare più quali in vece ribellaronsi armati.


di un milione di libri cattolici per Luigi XIV però seppe reprimere
distribuirli a loro. Fra libri vi
i subito i primi movimenti de' calvi-
fu quello aureo di monsignor Ijos- nisti ugonotti, e con l'editto del
suet, sopra V Esposizione della rfollii- 11 ottobre 168" die loro l'ultimo
na della Chiesa cattolica, opera che tracollo, abolendo in Francia il cal-
molto inquietò calvinisti, e che noni vinismo. Con esso rivocò quello di
poterono mai combattere, malgrado Nantes, spianò tutti i loro templi,
gli sforzi del loio partito. Nel mede- e costringendoli abbandonare o la

simo anno 1680 Luigi ebbe il XVI setta o il regno, da questo parti-
titolo di Grande àviWhótel de ville rono più di un milione d'eretici ;

di Parigi, e fece restituire i suoi sta- mimerò esagerato dal filosofismo e


ti al duca d' Holstein. Avendo la dtdle sette, massime nelle opere del
Francia preso Strasburgo nel 1681, secolo passato: oggi con migliori
acquistato Casale, e mosse preten- calcoli si fa ascendere il nume-
sioni sopra Alost, diede nuove in- ro degli emigrati a duecento mi-
quietudini ali Europa. In questo la. V. il Guarnacci, Vit. Pont. toni.
tempo la Francia aveva più di cen- I, T it. Innoc. XT. Laonde Inno-
in

to vascelli di linea e sessanta mila cenzo XI sebbene avesse molivi di


marinari; fondò i porti di Tolone malcontento con Luigi XIV, pure
e di Brest; inventò le galeotte a gli rese distinte grazie con bi-eve dei

bomba con due vol-


le quali castigò I3 novembre.
te Algeri facendolo bombardare, e Xel i685 il maresciallo della
poco dopo punì Genova per aver Feuillade, nella piazza della Vitto-
soccorso gii algerini. Luigi XIV ria di Parigi, innalzò una statua
nel 1684 ottenne soddisra2Ìone dal- equestre a Luigi XIV , che rice-

la città di Algeri, i cui ambascia- vette una seconda ambasceria dal


tori implorarono in Parigi la sua re di Siam indi costrinse Tuni-
;

clemenza a'41i'gl'o; ed a preghie- si e Tripoli a domandar la pa-


re d'Innocenzo XI accordò la pa- ce, ed i possedimenti di oltremare
ce a' genovesi, il cui doge e quat- si aumentarono colla nuova Or-
tro senatori si portarono dal re a leans. Un'altra differenza nel 1687
dargli soddisfazione. Nel medesimo insorse fra le due corti di Roma
anno 1684 il re di Siam spedi a e di Fino dal principio del
Parigi.
Luigi XIV ambasciatori a render- suo pontificato aveva Innocenzo XI
gli omaggio, mentre egli faceva protestato, che non avrebbe am-
fortificare più di cento cittadelle. messo i nuovi ambasciatori dei so-
Inoltre anno 1684 il
nell'istesso vrani, s'eglino non avesseio prima
clero di Francia adunato in assem- rinunziato al preleso diritto delle
blea diresse ai calvinisti ima lette- franchigie, che volevano godere in-
ra pastorale, in cui spiegavansi tut- torno ai loro palazzi , locchè era
ti i motivi pe' quali essi dovevano impunemente un piegiudizievole e
ritornare al grembo della santa sicuro asilo ai malviventi, prepo-
FRA FRA 5 r

lenii, omicicliaii, e rei d'allri de- XT, quanto santo, altrettanto d'a-
lìlti , i quali con lai riprovevole nimo imperturbabile, che anzi non
sicurez7a si sottraevano alla puni- volendo ammettere alla sua udien-
tiva giuslÌ7Ìa. Quindi a' 12 mag- za l'ambasciatore, lo dichiarò tosto
gio 1687 Innocenzo XI con la bol- scomunicato, e per avere esso as-
la Cum aliasj presso il Bull. Rom. sistilo agli uffizi divini il gioino di
tom. ^111, p. 432, sottoscritta dal- Natale nella chiesa nazionale di s.

la maggior paite de' cardinali, rin- Luigi de' francesi^ ancor contro di
novò le costituzioni di Giulio 111, questa fulminò il Papa l' interdetto.

di Pio IV, di Gregorio XllI, di 11 re non contento de' passi ingiu-


Sisto V, e di altri Pontefici, nelle riosi finora ordinali contro il vica-
quali si abolivano e severamente rio di Cristo e di un sovrano ter-
proibivano dette franchigie, fulmi- ritoriale nella stessa sua capitale
nando la scomunica a chiunque nel- e residenza, fece interporre dal par-
r avvenire pretendesse di aver a lamento di Parigi l'appello al fu-
godere di tal preteso diiitlo, già turo concilio contro l'editto di Pa-
condannato nella bolla in Coena pa Innocenzo XI eh' egli chiamava
Domini al § 20 e con editti di ,
ingiusto.Tale non era, giacche il
Urbano Vili, e dello stesso Inno- Pontefice con quello nuH'altro vo-
cenzo XI che li aveva emanati ai leva, ch'esercitare la giustizia nel
26 novembre 1677, ^ ^^ febbraio suo dominio, nella stessa maniera
1680. Se ne offese Luigi XIV, il che il re di Francia ed ogni altro
quale per mantenersi nelle sue pre- principe sovrano liberamente la e-
tensioni, spedì prontamente in Ro- sercitavano ne' piopri stati. In tal

ma Enrico Carlo marchese di La- modo Innocenzo XI più che mai


vaidino, colla qualifica di amba- offeso dalla prepotenza di Luigi
sciatore slraoidinario. Giunse egli XIV, richiamò a Roma il cardinal
in Roma a' 16 novembre del me- Ranuzzi nunzio di Parigi, mentre
desimo anno, accompagnato da una il re tenace del suo ingiusto pun-
truppa di famigliari, e da quattro- tiglio, gli vietò colla forza la par-
cento cinquanta soldati armati. Fe- tenza, e solfo il pretesto di sicu-
ce subilo mettere le guardie in- rezza, conculcando il diritto delle
torno al palazzo Farnese, in cui genti, lo fece custodire da buon
abitava, e con mille e duecento numero di truppe; e come se fos-
uomini sulle armi cominciò prepo- se in guerra colla Sede apostolica,
tentemente a difendere lo spazio ordinò alle sue milizie di occupare
delle sue pretensioni, nel quale non improvvisamente la città d'Avigno-
voleva che potessero entrare i mi- ne, usurpandone il possesso al Pa-
nistri di giustizia della corte ro- pa che n'era il legittimo signore.
mana. V. su questo grave affare il Tuttavolla venuto il re in cogni-
libro che nel 1688 pubblicò Cele- zione della costanza d'animo d'In-
stino Sfondi ali con questo titolo: noren7o XI, e della fortezza inde-
Legalio Eoriìnm marchionis Lavar' clinabile con cui ragionevolmente
(lini, et oh tnniìem legis ihristia- sosteneva i propri diritti, senza sa-
nissìmi Clini Bomano Ponlifìce dia- puta del Lavardino, tiè del cardi-
si din ni. nal d'Eslrées, scrisse di suo pugno
Non si sbigottì però Innocenzo ad Innocenzo XI, e spedi in Ro-
5> FRA FRA
ma perdono di sua confiden?.! , la il duca di Savoia , e prese varie
(jnale però non potè aveie udien- piazze. Inoltre i francesi per tutto
7a. Vedendo dunque Luigi XIV riportarono vantaggi, ma l' intera
che il Papa nell'opporsi alle fran- flotta di Tourville fu dipoi dagf in-
chigie era quello slesso che nel- glesi infelicemente disfatta a Chei-
l'opporsi all'estensione delle regahe burtì;o, ed alla Nogue nel i69'j>,.
aveva mostrato tanto zelo, richia- Neil anno i6qo essendo divenuto
mò il Lavaidino da Roma nell'a- Pontefice Alessandro VIII e du-
prile del 1689, aspettando miglior rando ancora le differenze colla
congiuntura per accomodar la dif- corte di Francia, per dimostrar l'a-

ferenza, lo che segui come si dirà nimo suo inclinato ad accomodar-


sotto InnocenzoXII , dopo che il le, accordò a Luigi XIV le nega-
re non poco denigrò il glorioso suo te bolle pei vescovi che avea no-
nome, non meno per l'aspro trat- minali, e gli concesse l'indulto di
tamento fatto ad Alessandro VII poter nominare i vescovi di Metz,
che pel disprezzo praticato con In- Toul, Verdun, Arras, e Perpigna-
nocenzo XI, per cui in punto di no, siccome vescovati non coojprcsi
morte sofFrì poi atroci angustie nel concordato di Leone X. Allo-
come scrisse il Piatti nelle Pile dei ra il re amezzo del duca di Chaul-
Pontefici. nes, che aveva spedito ambascia-
Gli ugonotti e calvinisti usciti tore al conclave, promise di rinun-
dalla Francia, eccitarono alla guer- ciar alle franchigie, al cui esempio
ra contro Luigi XIV quasi tutte fecero il simile gli altri sovrani, co-
le potenze di Europa, di già pro- me di restituire lo stalo di Avi-
vocate dal principe d'Oranges. La gnone occupato per intimidire ed
guerra ricominciò per la lega di imporre al predecessore. Indi Ales-
Augusta , fatta contro la Francia sandro VIII con la costituzione 35
fra il duca di Savoia, l'elettore di del Bull. Roni. tom. IX, pag. 96,
Baviera e vari altri principi. 11 del- data a' 24 agosto 1690, condannò
fino apr\ la campagna colla presa il Peccato filosofico, su del quale
di Haiibron, e s' impadronì di Fi- è a vedersi il p. Domenico Viva,
Jisburgo nell'ottobre 1688; quindi Theologica Trutitia daniiialiir. lìie-

a' dicembre il re dichiarò la


3 .siunipav. Ili, p. 347, e il Bernini, t.

guerra agli olandesi la Germania, : IV, 728. Condannò pure a' 7


p.
gli spagnuoli e gl'inglesi nell'an- dicembre, con la costituzione citata,
no seguente dichiararonsi contro la treni' una proposizioni, quali leg-
Fj'ancia, e così guerra la si riac- gonsi nel Bernini, tom. IV, p. 737,
cese per tutta l'Europa, e la Fran- che si dicono dei giansenisti Sin-
cia ebbe a un tempo in piedi cin- nicliio, Arnaldo ed altri : fra que-
que armate. 11 maresciallo duca di ste la XXIX dice : » Futilis et to-
Luxemburgo disfece gli inimici al- " ties convulsa est assertio de Poii-
la battaglia di Fleurus , il primo >' tificis romani supra concilium oe-
di luglio I 690 ; e dopo dieci gior- " cumenicum auctoritate, atque in
ni Tourville battè le flotte inglesi » fidei quaestionibus decernendis
ed olandesi nella Alauica. Il ma- » infallibilitate" onde si deduce per
resciallo di Catinai riportò a Staf- la condanna dell' indicala proposi-
farda una compiata vittoria sopra zione, che grave ferita fu portata
FRA FRA 53
alle sentenze di coIokì die inipii i:a !a potestà ecclesiastica; e nel
i^iicino l'infallibilità del soiniuo l'un- Bernini a pag. 789 del tom. IV
lefice, come osserva il Saudini, ì ìt. della Storia dell'eresie^ si vede la

Pontif. tom. Il, p;jg. (>97. JVon a- lettera con cui Luigi XIV avvisò
vendo Alessandro Vili ottennio dal- il I'a|)a di tal rivocazione, in data
la Francia quello che aveva do- 24 settembre 1693. In pari tem-
mandato riguardo alle quattro pro- po i vescovi francesi che furono
posi/ioni del clero gallicano, nulla nominati per l'assemblea del clero,
più eseguì di quanto aveva pro- convennero di scrivere Lina lettera
messo a Luigi XIV. intanto ve- ad Innocenzo Xll, piena di som-
nendo il Papa assalito nel gennaio missione e di rispetto, nella quale
1691 da grave infisrmità, chiamò attestavano il di.spiacere di quello
a sé i cardinali, gli denunziò che ch'era passato, contro diritti del- i

sino dai 4 t'^' precedente agosto la Chiesa romana, anzi contesta-


aveva preparalo la bolla Inter iiiuL- vano che dette quattro proposizio-
che riporta il Heinini toni.
t'plices, ni non si dovevano, né si poteva-
IV, p. 734, in cui condannava le no sostenere, come si ha dal Du
quattro proposizioni del clero gal- F'resnoy, Principii della storia, tom.
licano stabilite nel i(J8'2, come in- MI, par. II, art. 77. Dall'altra
giuriose alla santa Sede, erronee e parte Innocenzo XII acconsentì al-
scandalose. Quindi disse a' cardinali l'estensione delle regalie in tutto il

che ne avea sospesa la pubblica- regno di Francia, e in tal guisa


zione, spelando di elfeltuare colla restò conchiuso l'accordo delle due
Francia ripromessi amichevoli ac-
i corti, con piena soddisfazione d'In-
cordi , onde li esortò a sostenere nocenzo Xll, e di Luigi XIV. A
la bolla ch'egli allora fece promul- quest'epoca si ritirò in Francia il

gare dal cardinal Albani, poi Cle- re cattolico d' Inghilterra Giacomo
mente XI, e di non cedere ai di- II, col figlio principe di Galles, per
ritti , autorità e prerogative della essere slato chiamato al trono il

romana Chiesa. Finalmente Alessan- principe d'Oranges come protestan-


dro Vili l'ultimo giorno di dello te, il perchè il Papa l'ingraziò il

me.se, giorno piecetlenle alla sua je per tale asilo. Intanto la som-
morte, scrisse al re un amorevole missione che i vescovi ed altri ec-
breve sul medesimo aliare, che si clesiastici Francia avevano pra-
di
legge nel Bernini a pag. ySy. ticato verso la santa Sede, non fu
Gli successe Innocenzo XII, il punto imitata dai giansenisti, i quali
quale subito spiegò la medesima nemici del pontificato romano, ed
energia de' predecessori per l'abo- insofferenti della propria depressio-
lizione delle come noti-
franchigie, ne , si scagliavano conlinuamenle
ficò agli ambasciatori, e come pra- contro formolario prescritto da A-
il

ticò colla forza. Allora Luigi XIV lessaiidro VII, ora alterandone il
dehnitivamente rinunziò alle pre- sen.so, or variandone le parole. In-
tensioni sulle franchigie, rivocò l'e- nocenzo XII per ovviare a questo
ditto che a' 2 marzo 1682 avea male, prima con un decreto del s.
pubblicato, risguardanle la dichia- oftizio de' 28 gennaio, indi col bre-
razione fatta in quel tempo dal ve de' 6 febbraio 1694, che si leg-
clero di Francia nell'assemblea, cir- ge nel lìeiiiiui a pag. 74^, diretto
54 FRA FRA
ad alcuni vescovi delle Fiaadie, nel da determinarono gli al-
Poinlis,
quale vietò l' aggiungere o levare leati ad una pace generale, per la
cosa alcuna in dello formolario, e quale molto si adoperò Innocenzo
poi con altro breve de' ^3 novem- XII coi gabinetti cattolici e fu ,

bre 1696, appresso il medesimo conchiusa a Riswick colla Spagna,


Bernini a p. 748, dichiarò di aver r Inghilterra, e l'Olanda li 2 set-
confermato la bolla e il formola- tcmbie 1697, e indi a sei setti-
rio di Alessandro VII. Indi con mane coir imperatore e coi princi-
nuova temerità cercarono i gian- pi dell'impero. In questo trattato
senisti di trovare scampo alla loro le acque del Reno furono prese
perfidia, al qua! fine Elia du Pin per limite della Germania e della
pubblicò un attestato della loro Francia. L'elettore di Treveri, e il

ostinazione nella nuova Biblio'eca duca di Lorena rientrarono nei lo-


degli autori ecclesiastici, ed in altri ro stati ; Luigi XIV riconobbe il

libriche furono prontamente con- principe di Grange per re d' In-


dannati cioè Litterae Rotnae da-
: ghilterra col nome di Guglielmo
tae ad doctoreni Lovanìensem circa 111, e gli spagnuoli ricuperarono
novuni decretarli, et breve SS.D. quanto era stato loro preso dopo
N. Innoceiitii XII ad episcopum il trattato di Nimega. In questo
Beigli de formulario cantra Jause- le(npo s'introdusse in Francia il
niuni, Roma
i3 febbraio 1694; e Quietismo [f^edi), già condannalo
Panegyrìs Janseniana, seu testimo- da Innocenzo XI, ed alcuni scrisse-
nia eruditorum virorum celebrali- ro che per un momento ne fu se-
tia librum, cui titulis Cornelii Jan- guace il celebre FénéLon (Fedi),
semi episcopi Iprensis Auguslinus, precettore dei duchi di Borgogna,
Grenoble 1698. d'Angiò, e di Berry, figli del del-
Ritornando all'anno 1692 per fino, e nipoti di XIV,
Luigi il cui
le notizie politiche del regno di libro intitolalo Massime de santi
Francia, Luigi XIV prese Namur, fu condannato dal zelante Inno-
il duca di Luxemburgo disfece al cenzo XII. Vuoisi che questa con-
piincipe d' Oranges più di dieci- danna con minacce ed insistenze la
mila uomini a Steenkerque nel- provocasse Luigi XIV, le spiega-
1 Haynaut 5 e nell'anno seguente zioni poi che il pio e dotto arci-
glie ne sconfisse più di dodicimila vescovo diede del suo libro, ed i

a Kervinda. Il duca di Savoia es- suoi edificanti sentimenti, furono


sendo stato disfatto nel medesimo tutti conosciuti ortodossissimi. Si
anno 1698 dal maresciallo di Ca- sa poi con qual grandezza d' ani-
tinai alla battaglia della Marsaglia, mo e umiltà insieme ,
pubblicò
in Torino fece la pace col re nel egli stesso dal pulpito della sua
J
096, ed unì dipoi le sue armi a metropolitana il breve pontifìcio
quelle della Francia, il che obbli- di condanna del libro suo, e poi
gò Leopoldo I imperatore, e Car- notificò a tutta l'arcidiocesi a mez-
lo Il re di Spagna ad accettare zo di una pastorale che si legge
la neutralità alla fine presa nel Bernini a pag. ^*il 169S
: , la 749-
di Barcellona fatta dal duca di gl'inglesied olandesi si divisero gli
Venderne nel 1697, e quella di stati della corona di Spagna, cpian-
Cartagena nell' America eseguita tunque ancor vivente Carlo 11 che
FRA FRA 55
non avea successione, da ciò prin- poi alla questione di fatto, ciac al
cipalmente prese motivo queblu contenersi nel mentovato libro la
principe, come dai legami di pa- condannata dottrina, essere bastante
rentela , di chiamare a succederlo una sommissione di rispetto, ed un
un principe della casa di Francia religioso ed ossequioso silenzio in
nella persona del duca d' Angiù quello che la Chiesa decide. 11 p. d.
dichiarandolo erede di tutti i suoi Teodorico de Xa'w benedettino, cele-
stati. Carlo II nioà il primo iiu- bre per essere autore degli atti delle
vemhre 1700, e Luigi XIV fece congregazioni de Auxiliis del Le-
I subito partire per la Spagna il ni- iiios (della Congregazione de Auxi-

pote duca d' Angiò , che preso il liis divinae graliiie , parlammo al voi.
nome di Filippo V ,
prese possesso XVI, pag. i47 e 148 del Diziona-
della monarchia, e fece il pubbli- rio), e per la sua prigionia per ordi"-
co ingresso in ìMadrid. Prima di ne del re di Francia, dichiarò che
narrare le famose guerre per la l'autore di questo Caso di coscienza
successione di Spagna, che agitaro- era stato il Perrier, nipote di Pa-
no una gran parte dell' Europa ,
scal, canonico di Cleimont. Il Guer-
continueremo per ordine di tempo ra nel tom. I Epitoni. Pontificiar.
la storia del giansenismo per ciò Constil. p. 146 dice, che Antonio Ar-
che x'iguarda il pontificato di Cle- naldo lo propose. Monsignor Guar-
mente XI, e la Fiancia, il cui cle- nacci nel tom. Il Pit. Ponlif. pa-
ro nell'assemblea generale del 1700 gina 11, scrive che ne fu autore
apfrtovò la condanna del libro Luigi du Pin, e perciò esiliato per
Massime de santij fatta eroicamen- ordine di Luigi XIV. Forse il du
te da Fénéion arcivescovo di Cam- Pin sarà stato V autore dell' edizio-
bra], e nel tempo istesso l'assem- ne fattane a Parigi nel 1703 col
blea condannò molte proposizioni titolo Lettre de 31. chanoine de . .

troppo rilassate di morale. B. à monsieur T. D. A. eie. Cas


JVel pontificato di Clemente XI, de conscience par un confesseur de
e a' 20 1701
luglio giansenisti i province touchant un ecclésìasli'

proposero un Caso di coscienza ,


que ,
qui est sous sa condiate , et
che fecero sottoscrivere in tal mese resolu par plusieurs de la faculté
da quaranta dottori della Sorbona, de theologie de Paris. 11 Pontefice
e stampare in Liegi, nel quale per Clemente XI col breve de' 12 feb-
iscusare la condanna di Alessan- braio 1703, Cum nuper, presso il

dro VII e de' suoi successori, soste- Bull. Rom. tom. X, par. I, pagi-
nevano non doversi negare V asso- na 4^ > condannò la decisione di
luzione ad un ecclesiastico, il quale questo Caso di coscienza, come
soUosc/ii'cndo e giurando esterna-
, contrario alle costituzioni di Inno-
mente il forniolario di Alessandro cenzo X,
Alessandro VII, ed In-
J^ II, e condannando le cinque pro- nocenzo XII, ricevute dalla memo-
posizioni di Giansenio nel medesi- rata assemblea del clero gallicano
mo senso, in cui le aveva condan- nel 1700; indi nel giorno seguen-
nate la santa Sede, negasse tuttavia te , con due brevi diretti a Luigi
internamente che dette proposizioni XIV , ed al cardinal de Noailles
SI contenessero nello stesso senso arcivescovo di Parigi, riportati nel-
nel libro di Giansenio : riguardo VEpist. et Brevia Clem. XI, tom. I?
56 F li A P' RA
p. i4o e seg., raccomandò loro di tobre i6ji6, di Clemente IX dei
ricercarne gli autori, e severamente ig gennaio 16(19, e di Innocen-
])unirli. zo XII del 1694 e del 1696. Nel-
Da questa pontificia condanna la stessa bolla, che da tutti i ve-
nacque, die de' quaranta dottavi die scovi francesi fu solennemente ri-

avevano sottoscritto il Caso di co- cevuta, Clemente XI riprovò come


scienza, trentasei se ne ritrattarono, insuftleienle ì'ossecfuioso silenzio so-

restando due soli ostinati, e perciò pra la questione di fiitto, dichiaran-


mandati in esilio, poiché due altii do la necessità dell' interna, vera e
erano morti dopo la loro sottoscri- sincera confessione del medesimo fat-

zione. Fra quelli che si ritrattaro- to, dalla Chiesa chiaramente giudica-
no fu il celebre domenicano Cala- to. Contro questa bolla si scatenaro-
le Alessandro, il quale avendo do- no i giansenisti, ed uno di loio, Teo-
mandato al Papa la permissione di doiico di Vaix, ia un libretto in-

dedicargli Conimenlari sugli


i' suoi tilolato: Atto di denunziazione al-
evangeli, ch'egli finiva di compie- la Chiesa unii'ersale, ed al fatui o
re,ed essendogli questa negata , a concilio , ardi di appellarla ; opera
meno che non cominciasse dal ri- delle tenebre , e degna di essere
trattare la sottoscrizione del Caso adottala dall' Anticristo j chiede a
ili coscienza, egli lo fece nella let- nome di Dio, che il formolario di
tera dedicatoria al Papa, posta al- Alessandro VII , e la bolla Fi-
la testa de' detti Commentari. I neani Domini Sabaoth, sieiio con-
più celebri fia quaranta dottori
i dannate, e ridotte al niente, per
che approvarono il Caso di coscien- aver questa bolla realizzato il vano
za erano Petitpied che non si ri- fantasma del giansenismo (come
trattò mai, Bourret professore come l'aveva chiamato il vescovo d' A-
quello della Sorbona, Parrozin, Pin- lelh scrivendo ad Innocenzo XI ai
sonat, Elia du Pin, Hideux, Blam- 3o giugno 1677), e riprovato il

pignon , e Feu tutti e tre curati ,


silenzio ossequioso. 11 p. Le Tei-
Delam teologo di s. Cloud, Gueston licr nel Recueil hislorique des bui-
canonico regolare di s. Vittore, e les p. 354j attesta contarsi .so-
etc.

il p. Natale Alessandro già ram- pra quaranta libri, in cui le ordi-


mentato. Era però necessario che la nazioni de' vescovi pei- la sincera
santa Sede si dichiarasse più efììca- sottoscrizione del formolario di A-
cemente su questo punto, dal qua- lessandro FU, si chiamano teme-
le dovevano nascere gravissimi dan- rarie, empie, eretiche ed idolatri-
ni a' fedeli. Clemente XI adunque, che. E
noteremo, che di poi
qui
sempre vigilante negli affari della Clemente XF, con bolla de' 27 mar-
Chiesa, ad istanza ancora di Luigi zo 1708, ad istanza di Luigi XIV,
XIV, con la bolla Vineam Domi- abolì il monastero delle monache
ni Sabaoth, emanata a' i6 luglio cistcrciensi di Porloreale de' Cam-
1705, e riportata nel Bull, lìoni. pi in Francia, che nel seguente an-
lom. X, par. I, pag. i45, condan- no fu demolito, essendo esse osti-
nò con più solennità il Caso di nate gianseniste, ed appellanti dal-
coscienza, confermando le costitu- la bolla Fineam Domini, delle qua-

zioni d'Innocenzo X de' 3r maggio W, e de' Solitari di Portoreale, loro


j653, di Alessandro \II de' 16 ut- direttori dopo il s. Cyrano, fa uqa
F il A FRA Sj
esatta storia iiionsiyiioi' IXiizzi , in storia di questa bolla fu pubblica-
quella cioè della bulla Unigenitus ,
ta in francese da monsignor Lali-
tom. I, p. 12. teau gesuita, vescovo di Sisteron ,

Il p. Pascasio Quesnello sacer- e poi venne tradotta in italiano da


tlute dell' oratorio di Francia ( il Innocenzo Nuzzi indi stampala in ,

di cui carattere fu descritto dal lìoma colla data di Colonia nel


ÌNuzzi a p. 184)) *^"^^ '' pi'""0 ca- 1 742. Il di lui nipote monsignor
j)o de' giansenisti dopo la morie di Angelo Nuzzi la ristampò correda-
Arnaud, prima della sua fuga nel ta di annotazioni, appendice storica
Biabante, per non aver voluto sot- e documenti, in Roma nel 1794 >

toscrivere il formolario di Ales-,an- in quattro volumi. I sislemi di


tìvo VII, avea nel 1671 pubblicato Eaio, di Giansenio, e di Quesnello
il libro : Le Nouveau Testament cn sono nella sostanza quasi i medesi-
francois avec des réflexioiis mora- mi. Baio precedette, seguì Gianse-
ics sur cliaqiie verset oii Abregé , nio rinnovandone gli errori ed ac-
de la inorale de l' é\'angile , dcs crescendoli, indi Quesnello, adottati
acles des Apòtres, des epìires de gli erioii ambedue, altri ne ag-
di
saint-Paul de. che dopo alcuni an- giunse. J^. Duchesne nella Sto-
il p.
ni fu accresciuto di due altri vo- na del Baianisnw, e la Relazione
lumi. Di questa opera si fecero due ìstonca e teologica del Baianisnw,
edizioni in Parigi nel
1692, e nel del Giansenismo e del Quesnelli-
1
694) 6 contro di essa ne uscirono S//10 pubblicata nel Supplemento al
pur altre, come quella che purtii per giornale ecclesiastico di Roma qinn-
titolo Le pere Qaesnel hérclKpic
: lerno \ 1, per i mesi di novembre
daiis ses ré/lexiori'i sur le Noui'tau e dicembre 1792, pag. 44^ ^ *^g*
Testament, Biiixelles 1703 : altre La bolla Lnigenitus Dei Filius
ne rammenta Lafiteau nella T ie , fu mandata dal Pontefice Clemcnle
de eie me ut XI, tom. J, p. 247. XI iu Francia, ove la licevè il cle-
11 p. Michele Tellier gesuita con- , ro gallicano adunato nell'assemblea
fessore di Luigi XIV, per certa di quell'anno I7i3, approvandola
graziosa occasione che racconta il quaranta prelati, tuttoché sette che
Muratori, nel tom. XII, an. i 7 i 3, restavano della stessa assemblea, cioè
degli Annali d'Italia, trovò nell'o- i vescovi di Verdun, di Laun, di
pera di Quesnello cento una pro- (ihalons, di Senez, di Boulogne, di
posizioni da lui credute degne di
, s. Malo, e di Bajonna, si unissero
condanna. Il re le denunziò a Cle- dubbiosi al cardinal de Noailles, che
mente XI, e questi col breve Uni- avea approvato il libro di Que-
versi i4 luglio 1708, Bull.
, de' snello. Veggasi il libro Delibera-
Roni. t, X, p. 200 condannò in , tions de V assemblée dcs cardinaux,
generale il Nuovo Testamento del arclié^-équeSy et évéques, tenue à Paris
p. Quesnello, per quattro ragioni e/i Vannée l'jiZ et 1714 surVacce-

che riporta nello stesso breve, e ptatioii de la conslitutiou en forme


poscia più formalmente agli 8 set- de bulle (Unigenitus) de N. S. P. le
tembre 1713 colla celebre bolla Pape Clemenl XI, Paris 17 13. In
Inigenitus Dei Fdius , della quale esso lungamente si tratta di questo
trattammo nel volume XVI, pagi- argomento. La bolla l'approvai uno
W4 65 e 6Q del Dizionario. La ancora , e soleuuemculc la pubbli*
58 FRA FRA
carono piìi di cento vescovi per la successione alla monarchia di
ttilto regno; lutlavolla essa sof-
il Spagna dall'anno i6.)6 all'anno
fri alcune difìicoltà per parte del 1725, a pag. 277 e 36 1, descrive
parlamento, ove malgrado la ripu- assai bene questi fatti , e la reni-
gnanza del presidente Menard , fu tenza, e poi la ritrattazione del car-
nondimeno registrata per ordine del dinal de Noailles, in ordine alla
re i4 febbraio
a' 17 14- Quindi balla Uiiigeuilus.
molto maggiori ne soffri per parte A favore di questa bolla non si

di alcuni pochi vescovi che negaro- mostrò zelante come Luigi XIV
no di riceverla, fra' quali fu il pri- il reggente del regnoduca d'Orleans,
mo Matteo de Hervaux arcivescovo per cui gli aCfari subito cangiarono

di Tours, il quale arditamente l'im- faccia. Quindi furono richiamati co-


pugnò eoa sua pastorale nel mar- me innocenti quelli che per essere
zo i7i4j come pure fece il cardi- slati disubbidienti alle pontificie de-
nal de Noailles con altra pastora- cisioni si trovavano esiliati . La
le, le quali furono da Clemente XI facoltà teologica di Parigi detta la
condannate in un decreto de'5 mag- Sorbona, prima aveva accet-
che
gio 1714» 6 i5 agosto ij 16, Bal- tata la bolla, cominciòad attaccar-
lar. Maga. tom. Vili, p.^01, colle la il perchè Clemente XI sperando
;

altre ancora de' vescovi Boulo-


di inutilmente per qualche tempo che
gne, di Chalons, e di Bajonna. Po- i dottori si ravvedessero, fu poi co-
teva Clemente XI chiudere la boc- stretto a sospendere con la costi-
ca ai refrattari alla sua bolla, se tuzione Circiimspecla, de' 8 novem- 1

avesse "voluto condiscendere al re bre 1716, Bull. Roni. tom. X, par.


Luigi XIV, il quale coir esilio , e 11, pag. 9^, i privilegi di detta uni-
con maggiori pene voleva castigar- versità a beneplacito della santa
li; ma il Pontefice animato soltan- Sede, nel qual tenpo proibì che
to dallo spirito cattolico, che non ad alcuno in essa si conferissero i

punisce senza prima aver messi in gradi scolastici. Seguitò nondime-


opera tutti i mezzi della dolcezza no la Sorbona nel suo impegno, e
e della clemenza, moderò per quan- nel I
7 I 7 si unì agli appellanti, rivo-
to potè l'intenzione del re, che caudo il decreto, col quale nel 1714
mandò tuttavia in esilio alcuni re- avea fulminata la pena di esclusione
frattari , e con allre pene castigò da ogni grado, e dalla speranza del
diversi altri, avendo determinato di magistero, a chiunque di quel cor-
fare lo stesso col cardinal de Noail- po avesse in voce o in iscritto con-
les, e co'vescovi disubbidienti. Quan- traddetta la bolla Unigenilus ora at-
do però Luigi XIV trattava più taccata. A' 5 poi di marzo di detto
seriamente col Papa di metter fi- anno 1717 pubblicarono la loro
ne a questo scisma ,
per mezzo di appellazione della bolla al Papa
un concilio in Francia, quel prin- meglio informato, ovvero al conci-
cipedopo il regno il piìi glorioso lio quattro vescovi re-
generale, i

che mai abbia avuto la Francia, frattari, cioè de la Brone vescovo


mori il primo settembre 17 15. Il di Mirepoix , Colberfc de Croisi
marchese Ottieri nel tom. VI, Islo- vescovo di Montpellier, de Langle
ria delle guerre awenute in Euro- vescovo di Boulogne, e Soanen ve-
pa, e parlirolarinente in Italia per scovo di Sencz, alla testa de' quali
FRA FRA 59
v' era il cardinal de JVuailles con seph Laiiguct éi'eipic de Soissoiis
un hfgiiito di moltibsimi ecclcsiaslici, à ceitx qui daus san diocese se
che poco stettero a veder piib- noni declaréi- appcUauls. de la con-
biicalo il loro torto. P . la Réfuta- stiiuiioii Liiigcuitus, ili tre volumi,
tìoii du méinoire pubhlié en favcur de' quali i primi due sono senza
de l'apel des qiiatie éveques addres- luogo dell'edizione, e l'ultimo ha
sée à inoiis. l' é^'éque de Mirepoix, la data di Reims 1718.
avec le témoignage de VEglise uiùvcr- Tultociò cagionava un sommo
selle en fui'cur de la bulle Unige- jammarico al zelante Clemente XI,
ìiitits, Bruxelles 1718. Ma siccome il quale non potendo ridurre a
le appellazioni non si moltiplica- miglior sentimento i traviati, con-
vano a misura del numero de' ques- dannò le appellazioni del Noailles
iiellisti, licorsero essi al mezzo di e degli altri vescovi, e fece abbru-
comperarle a peso d' oro; e perciò ciare per mano del boia nella piaz-
avendo già consumato fondi che i za della Minerva la gran copia dei
avevano nella cassa comune del che in questa occasione ave-
libri,

partito, presero iu prestito, per con- vano pubblicato i giansenisti, come


fessione d'uno de' loro principali ingiuriosi alla santa Sede, ed al-
storici, Anecdot. t. Ili, p. 248, più la cattolica religione. P^. monsi-
di un milione e quattioceuto mila gnor Filippo Anastasi arcivescovo
lire di Francia, somma che dove- di Sorrento, e poi patriarca d'An-
va servire a pagare le appellazio- tiochia, nella sua opera Suprema
ni di coloro, che la necessità o la Romani Pontificis pò- in Ecclesia
cupidigia spingeva al precipizio. Da- propugnata adi'ersus instru-
testas
vansi cinquecento lire a chiunque mentum appellalionis quatuor Gal-
nelle pubbliche dispute difendesse line episcoporwn a constilutione
imo degli errori condannati nella Unigcnitus ad futuruni concilium,
bolla suddetta, e così pagava anco- Beneventi 1723. Stefano Abate nel
ra curati che volevano tradire la
i suo Squiltinio della discolpa de' pochi
loro fede: ma somme maggiori vescovi renitcnli a ricevere la costi-
somministrarono a' canonici, ed ai tuzione U/iigenitus, Colonia (data
religiosi che impegnavano loro i falsa) 17 19. Luigi Santandrea An-
capitoli, e le loro comunità ad ap- dreuzzi nella sua Clementina con-
pellare. Durò questa cabala finché sti tutio Unigenilus Ecclesiae tradì tic-
al duca d'Orleans reggente giun- num vindex, Bononiae 1723. Cle-
sero i lamenti de' creditori di M. mente XI riprovò ancora un edit-
Loid segretario del cardinal de to del reggente di Francia, col qua-
IVoailles, e di Servien segretario del le nel 1717 imponeva silenzio ad
vescovo Chalons sur JMarne, i
di ambe le parli, e nell' anno seguen-
quali avevano preso in prestito la te a' 26 marzo scrisse di proprio
riferita somma, che non fu mai pugno in lingua italiana, dimostra-
resa ai creditori, essendo servita ad zione di maggiore affiìbilità, al car-
acquistare due mila appellanti di dinal de Noailles, per ridurlo alla
ogni condizione, de' quali era il ubbidienza della santa Sede; ma
maggior numero nelle diocesi di trovando inutile questa sua pater-
Ileiiiis, d' Orleans, e di Rouen. V. na indulgenza, a' 17 agosto dell'an-
1 Ad\-crtisseiiieiit de iiioiis. J. Jo- no stesso 1718, con la costituzio-
6o FRA FRA
\ut Pasloralis. cht i>lii nel tom. XI, Fiancia si ricevesse, e fedelmente
p. i3g del Bull. Ilorn., dichiarò si eseguisse la bolla UuìgenitiiSy
eli" egli non riconosceva per figli vietando qualunque appellazione al
della Chiesa, anzi li denunziava se- futuro concilio, ed annullando quelle
parati da essa, tutti quelli che ri- già fatte. Oi'a torniamo ali 700, ed al-
cusassero di ubbidire alla bolla le gueiiedella successione di .Spagna.
r iiigenitus, benché ius.'>ero ornati Luigi XIV coir indomabile w.\-
colla dignità vescovile o cardinali- nìa delle conquiste fomentata dal ,

zia. La costituzione Pastoralis fu ministro della guerra Louvois ne ,

pubblicata agli 8 di settembre per trasse nuovo argomento io sostene-


tre motivi, che Clemente XI espres- re il duca d'Angiò figlio del delfi-
se in un suo breve, epist. 64 5i; no, eh' era moritato sul trono di
«iiretlo al cardinal di Bissy: i. per- Spagna, per mantenervelo , e con-
ihe appunto in quel giorno si so- servargli tutti i do.niinii alla vasta
lennizzava la festa di Maria, di cui monarchia spagnuola appartenenti.
dice la Chiesa, cwicta ìmerescs no- Ma l'imperatore Leopoldo I volen-
li inierernisti j i. perchè nello stes- do vendicare le proprie ragioni di
so giorno terminava il quinquennio più stretta parentela col defunto
(lacchè fu spedita la bolla Lnige- Carlo li, volle fare ogni sforzo per-
nitus, tempo assai lungo per rav- chè questa corona cadesse in vece
vedersi i refrattari di essaj 3. par- sul capo del suo secondogenito ar-
tile nel giorno medesimo termina- ciduca Carlo d'Austria, poi impe-
va la dilazione di tre mesi, che ratore col nome di Carlo VI : pre-
dal cardinal di Bissy gli era stata tensioni che r Inghilterra secondò
licliiesla. Atterriti pertanto il duca in un air Olanda, ai principi del-
reggente ed i vescovi refrattari l'impero, e al duca di Savoia, che
ilalf imperturbabile costanza di Cle- tutti uniti dichiararono la guerra
tnente XI, proposero a questi, che alla Francia e alla Spagna. Filip-
avrebbero ricevuta ed accettata la po V re di questa, e l' imperatore
bolla, purché egli vi facesse alcu- fecero istanza a Clemente XI per
ne spiegazioni; ma Papa ridutò
il l'investitura delle due Sicilie ch'e-
questa condizione come ingiuriosa rano in mano degli spagnuoll ;

a quello che la Chiesa assolutamen- ma il saggio Pontefice, volendo


te decide. Alcuni zelanti vescovi essere interamente neutiale , a
della Francia si offrirono per fare ninno la concesse. I francesi fu-
queste spiegazioni, e lo eseguirono rono prima vittoriosi sotto gli or-
con onore della santa Sede. Cle- dini di Villars e di V^endome che
mente XI però, sebbene lodasse il estese sino al Ferrarese le sue azio-
loro zelo, non vi prestò in modo ni militari; ma poscia il principe
alcuno suo consenso, afìlnchè
il Eugenio di Savoia e il duca di Marl-
non sembrasse che la Sede aposto- borough , liberi di agire secondo
lica avesse bisogno di alcuna spiega- le circostanze, ebbero il vantaggio
zione in che onninamente
quello contro i generali francesi, obbligali
risolve. Quindi nacque la pace glo- di secondare gli ordini che Cha-
riosa a Clemente XI, poiché il du- millard, ministro incapace, manda-
ca reggente ordinò con decreto dei va loro da Versailles. Eugenio fu
4 agosto 1718 che in tutta la pm prendere Cremona nel 1702, e
una flotta inglese s'impadronì tli L'anno 1707 fu piìi felice ali;»

Gibilteiia , che l' Inghilterra non Francia, il maresciallo duca di Ber-


restituì Non si possono
mai più. wick con l'esercito di Filippo V^

avvenimenti di que-
riferire tulli gli riportò sopra gli alleati e sull'ar-
sta giieira, laonde accenneremo i ciduca Carlo la celebre vittoria di
principali. La guerra ebbe buon e- AImnnza li -2 5 aprile, che fu poi
sito per li francesi sino a' i/j. ago- seguita dalla riduzione dei regni
sto 1704, in cui poi gli alleati co- di Valenza e d'Aragona ; ma gl'im-
mandati dal principe Eugenio, da periali s' impadronirono del regno
milord Marlborough, e dal prin- di Napoli. Villars forzò le linee di
cipe di Bade disfecero ad Hoclie- Stolholfen, mentre Forbin e Guay
stet l'armata francese comandata si distinsero sul mare battendo le

dal maresciallo di Tallard e dal flotte avversarie in diversi incontri,


maresciallo di Marchin, per cui la e fecero delle prese considerabili :

Francia dovette abbandonale tutto i seg>ienti anni furono meno favo-


il paese dal Danubio al Reno, co- revoli per la Francia. Essa perde
me della Baviera. In questo frat- la Oudenarde, gl'ingle-
battaglia d'
tempo Luigi XIV ridusse a partito si presero Porto-Maone , Tournay
i fanatici , eh' eransi sollevati nel venne superata dal principe Euge-
Yivarese e nella Linguadoca que- : nio, e Mons andò perduta dopo il
sta guerra religiosa delle Cerennes, micidiale combattimento di Mal-
fra i protestanti delti carniciardi plaquet. Nel 1710 Donai venne oc-
ed i cattolici, kce nuotare quelle cupata dagli alleati e Filippo \' ,

regioni per sei anni nei sangue. 11 con nuove vittorie si stabilì sul
duca di Venderne disfece il prin- trono di Spagna. In qnest' anno
cipe Eugenio alla battaglia di Cas- Luigi XiV conuiìise al parlamento
sano nel Milanese li io agosto di Parigi il processo contro il car-
1705, nel quale anno a Leopoldo I dinal di Buglione, per una biasime-
successe l'imperatore Giuseppe 1 ;
vole lettera a lui diretta nel riti-

ma il maresciallo di Villeroy fu rarsi in Fiandra, dai nemici occu-


vinto alla battaglia diliamillies vi- pata. Clemente XI disapprovando
cino a Namur
23 maggio 1707. li altamente il contegno del cardina-
Dopo questo famoso fatto d'arme le, pregò il re ad annullare quan-
gl'imperiali s'impadroniiono di An- to e^a.^i fatto sid cardinale per l'in-
versa, di Gand, d' Ostenda e di competenza del tribunale, protestan-
varie altre piazze, cioè di quasi tut- do di far egli diligentemente a for-
ta Fiandra sino alle porte di
la ma de' sagri canoni esaminar que*
Lilla.Nel medesimo anno 1707 il sta causa, laonde il re non ne paio-
Nivernese fu riunito alla Francia , lo più, e lasciò tranquillo il cardi-
che poi si stabilì nell' isola del suo nale nel Biabante. Intanto nel 171 1

nome in America, e nell' isola E.ea- il delfino Luigi, unico figlio di Lui-
je o Capo Bretone. In questo stes- gi XIV, e padre di Filippo V, mo-
so anno il duca Filippo d'Orleans rì a Meudon di vaiuolo, di circt
nipote del re fu disfatto dal prin- anni cinquanta degno allievo di
:

cipe Eugenio avanti a Torino, il Bossuet e di Montausier, le sue


che fu cagione della perdita del belle qualità Io fecero compiangete
Milanese e del Modenese. da tutta la Francia. Luigi XIV die
62 FRA FR\
il titolo ili tliKlno al duca di Ror- della religione, e la difesa dei di-
gogna figlio del tlefiiiito , egregio ritti della Chiesa e dei cattoliei: in
discepolo dell'illustre Fenélon. Nel quest'anno mor'i il duca di Beriy
medesimo anno nini'i 1 imperatore altro nipote di Luigi XIV, indi nel
Giuseppe I, e fu assunto all'impe- 171') questo re ricevette nella galle-
rò il fratello Carlo VI; ciò cani- ria omaggi dell'am-
di Versailles gli
biò faccia agli affari. Nell'anno basciatore del re di Persia e dopo ,

1712 mori ancora il delfino du- breve malattia morì il primo settem-
ca di Borgogna, non che la del- bre d'anni settantasette, avendone re-
flua e il loro duca di Tue-
figlio gnati dodici. Il suo regno venne pa-
tagna che Luigi XIV avea nomi- ragonato a quello d'Augusto, e fu
nato delfino, titolo che allora die uno de' più gran prineipi non so-
al duca d'Angiò, che poi il succes- lamente della monarchia francese,
se col nome di Luigi XV, anch' es- ma eziandio di Lutta l'Europa,
so figlio ilei duca di Borgogna. In Aveva un gusto naturale per tut-
quanto ai politici avvenimenti, la tociò cheforma gli uomini gran-
regina d'Inghilterra Anna ascoltò di: seppe distinguere ed impiegare
proposizioni di pace, che il re di le persone di merito: fece fiorirei
Francia gli fece fare , mentre la dotti,le scienze, le arti ed il com-
vitloria riportata a Denain dai ma- mercio ne' suoi stati. L'ambizione
lescialli Villars e IMontesquieu in- e l'amore della gloria gli fecero
deboli r armata avversaria, e prò- intraprendere ed eseguire i più
mosse definitivamente la pace, che fu grandiosi progetti, e si distinse so-
ad Utrecht
sotloscritta agli riaprile pra tutti i principi del suo secolo
17 i3 coir Inghilterra, il re di Por- per mezzo d'un' aria di grandezza,
togallo, il duca di Savoia, il re di di magnificenza e di liberalità, che
Prussia e gli olandesi. Questa pace accompagnava tutte le sue azioni,
era stata preceduta da una solen- I suoi molti amori sono noti, e la

ne rinunzia di Filippo V re di Spa- celebre madama di Maintenon fu


gna per lui e per la sua posterità l'aia de'figli ch'ebbe da madama
a tutti i diritti che potesse mai a- di Montespan massime del duca
,

vere alla corona di Francia, e da del Maine, e meritò il suo spirito, il

una simile riirunzia del duca di suo buon senso e le belle qualità che
Berry, e del duca d'Orleans a tut- l'adornavano, la grazia eia stima
ti quelli ch'eglino potessero avere di Luigi XIV, che se le uni con
allacorona di Spagna. Con questa matrimonio segreto negli ultimi an-
pace la Francia cede agl'inglesi la ni di sua vita. De la Beaumelle
Nuova Canada e
Scozia vicino al , scrisse le Mérnoires poiir seri'ìr à
l'isola di s. Cristoforo, demolendo C histoire de madame de MaiiiLe-
le foi tifìcazioni di Dunkerque. non et à celle da siede passe, Mae-
Luigi XIV si pacificò pure col- stricht 1789. Dopo la morte di Lui-
r imperatore Carlo VI, prima a gi XIV, Filippo duca d'Orleans, di
Rastadt a mezzo del maresciallo Chaitres, di Valois ec, figlio di Fi-
Villars, trattato venne ratifi- che lippo di Francia, fiatello del defun-
cato a Baden li 6 marzo 1714- ^^ to, fu dichiarato reggente del re-
1 apa Clemente XI raccomandò in gno dal parlamento, seguendo il di-
tal pace ai due sovrani gli affari ritto che a lui ne dava lo sua na-
FRA F li A 63
scita ,
diiiante la minorila di Lui- ambiziosi del cardinale Albeinni,
gi XV allora di cinque anni ; i di- primo ministro favorito di Filippo
sastri delle ultime guerre furono V re di Spagna che , cospirò a
in parte riparati sotto questa reg- togliergli la reggenza, e col mezzo
genza , ma i torbidi religiosi , che del principe di Cellamare amba-

abbiamo veduti erano ancor


già sciatore spagnuolo a Parigi, e del
più grave argomento da provve- giovine Portocarrero suo nipote,
dere. Il piincipe disgraziatamente fomentò il partito contrario al

ligio al giansenismo non seppe ap- duca e , fece entrare nelle sue
porvi il necessario rimedio; quindi viste molti distinti personaggi di
il consiglio di coscienza ch'egli fe- rango, pe'quali l'equivoca condotta
ce presiedere dal cardinale de Noail- del duca, e del suo scaltro mini-
les, non fece che eternar le dispu- stro, già suo precettore Guglielnio
te sulla Lolla Unigeni/ns, e produs- du Bois, non fu immune dai più
se quella moltitudine di appellanti neri sospetti di avvelenamento del
fanatici, che descrivemmo di sopra. giovine re, sospetti ch'erano pur
Per le finanze poi fu posto in atti- caduti sulla morte de' precedenti
vità lo strano sistema inventato dallo principi. Siccome poi a questa or-
scozzese Law, che fondavasi sul com- ditura andavano congiunti mille
mercio del Mississippi nell'Indie oc- altri progetti del cardinal Albero-
cid( nlali , dal quale promettevasi ni, le potenze europee si posero
immenso vantaggio agli azionisti in guardia, e la Francia collegan-
del banco reale appositamente isti- dosi coir Inghilterra , e coli' O-
tuito. Il progetto venne accolto con landa si trovò in necessità di di-

entusiasmo, e 1' unione della com- chiarare guerra alla Spagna, entrò
pagnia dell' Indie orientali ne ac- nell'anno 17 19 in Catalogna ed
crebbe H credito; non solo tutti in Navarra colie sue truppe, ed il
i ricchi di Francia , ma eziandio congedo dell'inquieto ministro spa-
gì' inglesi
,
gli olandesi , i genovesi gnuolo mise fine a questa guerra
versarono molto denaro per acqui- nel 1720. Nell'anno precedente l'i-
star le azioni impinguandosi così ,
sola s. Giovanni, nel golfo s. Lo-
il regio erario. INon tardò per al- renzo, ricevette alcune colonie. I-

tro a comprendersi che si correva nollre nel 1720 Clemente XI pre-


ad abbracciare una chimera: il cor- gò il duca reggente a rivocare l'e-

-so del cambio si alterò svanì il , ditto che in nome di Luigi XV


numerario, gli americani tesori non avea promulgato, nel quale dichia-
giunsero mai, i biglietti della ban- ravansi, e mutavansi con grave dan-
ca caddero nel totale avvilimento, no della disciplina ecclesiastica e
e Law a slento si salvò dalle mi- della pontificia autorità molte co-
nacce del popolo con pronta fuga. stituzioni da alcuni Papi emanate
Il sistema di Law^ desolò la Fran- circa i priorati e benefìzi di di-
cia ; ed il pagamento del debito verse congregazioni regolari del re-
pubblico eseguito con queste azioni gno ; offrendosi pegli opportuni
vote di sostanza, cagionò la rovina provvedimenti ove abbisognassero,
miiversale. acciò tutto procedesse con potestà
Ebbe inoltre il duca d'Orleans apostolica, e senza lesione dell'im-
a combattere i maneggi e progetti munità ecclesiastica. Nel 172 1 il
6t FRA FRA
Poiilcfif.-e liiiK)(;i-ii/(j \III con sua r.lcraente XI ,
per la completa e-
jijuignanza , ad istanza tli quasi sliiizione del giansenismo, benché
lutti i sovrani e tlel legL^eiite^ creò per le istanze del cardinal Arman-
cardinale il favolilo ed arbitro di do de Rohan grande elemosiniere
questi, l'indegno Gnglielaio du Bois del re, zelante difensore della bolla
arcivescovo di Cambrai, e nel se- Uiiigenitas , ed anima degli affari
guente anno investì del regno del- ecclesiastici del regno, avesse pro-
le dueSicilie l'imperatore Carlo messo di non innovare cosa alcu-
VI, in conseguenza dei trattati di na nella chiesa di Francia, sinché
pace. Il reggente dopo aver ali<m- Luigi XV non fosse uscito di mi-
tanato dal suo
fianco del reale norità, ed i giansenisti non avesse-
pupillo il maresciallo Vilieroi suo ro dato r occasione al contrario.
aio, essendone il maestro il cele- Era veramente Innocenzo XIII di
bre vescovo di Frejus Fleury, al- questo animo, allorché monsignor
l'uscir di tutela del piincipe nel- Bartolomeo IMassei nunzio in Fran-
l'anno suo quattordicesimo fu pre- cia, poi cardinale, gli die 1' avviso
gato da ini d'iucaricar-<i del detta- che i vescovi refrattari avevano
glio degli alFai'i, e delle funzioni pubblicate per le loro diocesi al-
di primo ministro, carica clic non cune pastorali piene «li errori. 11

godette molto tempo, essendo, mor- Pap 1 scrisse subito un breve al re


to a Versailles a'^ decembre 1723 ed un alilo al reggente a' 9.8 mar-
colla lode di protettore delle arti, zo 1722, ne' quali suggeriva ad
delle scienze, e di ipielli che in ambedue i modi e le ragioni per
esse distinguevansi. Luigi XV die chiudere la bocca di tali vescovi,
eguale duca di Borbo-
incarico al anche agli ordini del sovrano dis-
ne, principe debole ed altero, che ubbidienti, per cui i vescovi furono
die in isposa al re Maria Leczin- costretti al silenzio. 11 successore
ski figlia di Stanislao re di Po- Benedetto XUI profittando della
lonia; ma il re conosciuto me- stretta amicizia che avea contratti»
glio il suo primo ministro, lo nel 1700, e poscia
conclave del
ringraziò, ed in vece elesse a bene coltivata col de Xoaiiles, cardinal
della Francia il suo illustre mae- seppe disporlo a poco a poco ad
stro Andrea Ercole de Fleury^ ed abbandonare lo scandalo con cui
allora l'ordine, l'economia, e la viveva, per non volere accettare la

modestia regnò nella corte; quindi bolla Vnigenitus. Trovandosi il car-


Fleury ad istanza del re fu creato dinale nell'età di anni ottanta, e
cardinale nel 1726 da Benedetto considerando al disonore cui erasi
XIII, il (piale nel concilio romano abbandonato , coli' avere unita la
da Ini celt^brato nel precedente an- sua appellazione a quella do'quat-
no, dichiarò fra le altre cose per tro vescovi lefrattari , e di altri

regola di fede la bolla Vnigenitus, giansenisti, scrisse a'rg luglio 172S


e però si condannò da lui colla una lettera a Benedetto XIII, nel-
hoWa Quatuor cum stiprn, nel Bull. la quale protestò di a.ssoggettai--
Rnm. toin. XII, p. 48, lutti gli si sinceramente alla bolla Unigeni-
scritti contro di essa pubblicati. (n<:: inolile condannava il libro
Il di lui predecessore Innocenzo delle Ri //fissioni morali del Quc-
XIII aveva seguilo l'esempio di snelln, ch'egli aveva approvato, e
FRA FRA (.:

le cenlo una proposizioni da que- strava ostinato ed audace, per cui


sto estrattCj nella stessa maniera che il suo metropolitano monsignor Pie-
nella bolla erano condannate, e tro Guerin de Tencin arcivescovo
nel medesimo ten)po rivocò la sua d'Embrun, deliberò di adunare un
pastorale dell'anno 17 r
9, con tutto concilio nazionale, e costringerlo a
f|Ucllo eh' era stato pubjjlicato in comparirvi onde processarlo e giu-
nome suo contro la mentovata dicarlo. Benedetto XIII approvò
bolla. Indi confermò con un'altra tal risoluzione, ed il re vi prestò
pastorale quanto aveva scritto al la sua promettendo di
autorità,
Papa, il quale con questo trionfo, far eseguire quanto si fosse delibe-
in cui avea avuto la maggior par- rato dal concilio^ previa 1' appro-
te il suo zelo, a'2 I agosto col bre- vazione della Sede apostolica. Nelle
ve Sapientissinnini coiisilium, pres- prime sessioni fu giudizialmente ci-
so il Guerra, Bull. Epitom. tom. tato a comparirvi monsignor Gio-
I, p. i5o, rispose al cardinale lo- vanni Soanen, già .sacerdote del-
dando grandemente la sua risolu- l' oratorio di Francia, vescovo di
zione, come più teneramente re- Senez ; indi furono prodotte le ac-
plicò con lettera di proprio pugno, cuse contra di lui, le quali consi-
ciò che al suo esempio fecero al- stevano nell'essere uu raffinato gian-
tresì tutti i cardinali francesi. Di senista, neir aver scritto contro la
più Benedetto XIII gli concesse il bolla Unigenitus ,
prima e dopo
giubileo, che gli domandava per aver fatta la sua appellazione al
la sua diocesi di Parigi, del qua- futuro concilio generale, e nell'a-
le però dichiarò nell'anno seguen- ver difeso la condannata dottrina
te con la costituzione Nuper nos^ di Quesnello. Non seppe il Soa-
tom. XII, p. 358 del Bull. Rom., nen fare la sua giustificazione, mo-
che non erano capaci di acquistar- strò anzi arroganza di non curar-
lo 1 refrattari alla bolla Unigeni- la, protestando eh' egli non cono-
tus. Dal cardinale Marc' Antonio sceva competente a giudicarlo l'au-
Ansidei, vescovo di Perugia sua torità di diciotto vescovi congre-
patria , si ha la ; Relation ficlèle gati, dai quali si appellava di nuo-
dts letlres, et des brcfs écrits, et vo al futuro concilio. Ma i vesco-
des congregations deputées sous le vi siccome seguaci delle sode dot-
pontifìcat da Pape Benoit XIII, trine , sospesero il Soanen dalle
avec les résohuions qui y ont élé funzioni vescovili e sacerdotali, e gli
prises touchant l'acceptation de la prescrissero l' esilio nella badia di
coiisdlution Unigeuitus, que de^'oit Chaize-Dieu nell'Ai vergna. Questa
fair-e M.
cardinal de Noail-
le sentenza fu approvata da Benedetto
les, et la formule de celle accepta- Xlll, in un a tutto quello che i
tìon, senza nota di tempo, né di vescovi avevano operato nel conci-
luogo della stampa che fu in , lio, e Luigi XV fece tutto eseguire.
Roma. In tal guisa terminò l'affare degli
Non seguirono il cardinal Noail- appellanti alla bolla Unigenitus. li

les COSI ubbidienti que' vescovi, che successore Clemente XII ottenne
seguito lo avevano appellante, Yi colle sue esortazioni, che i benedet-
era fra questi il vescovo di Se- tini della congregazione di s. Mau-
iiez, il quale sempre più si mo- ro in Fi'ancia , tanto celebri per
VOl. XXV li.
6(> FRA FRA
le loro opere date alla luce, sino dario, e spacciato per un tauma-
allora refrattari alla bolla, la ri- turgo di miracoli fatti al suo se-
cevessero con amplissima forma nel polcro nel Medar-
cimiterio di s.

loro capitolo celebrato nel settem- do. Conosciutasi da Clemente XII


bre 1733. Governantlo destini del- i la frode de' giansenisti, .«.no dal
la Francia il genio pacifico del car- lySi proibì sotto pena di scomu-
dinal Fleury, quest'abile ministro nica l'andare alla tomba di quel
coi trattati e conferenze di Parigi, fanatico inìpostore, del quale si è
di Cambrai, di Soissons, e di Si- pubblicato un breve ritratto isto-
viglia, non che di Vienna, dissipò ri co, nella Realtà del progetlo di
le guerre che la Spagna e l'impe- Borgo Fontana, tona. I, p. 220.
ro meditavano principalmente ai Ordinò pure il Pontefice, che e-
suoi danni. Tuttavolta la pace che stratto il di lui cadavere dal luo-

da tredici anni si godeva dai fran- go distinto che godeva, fosse con-
cesi sarebbe stata forse sei'iamente fusamente cogli altri tumulalo. Con-
compromessa, se l'imperatore Car- dannò i libri che al medesimo at-
lo VI non avesse impedito che tribuivano la santità ed miracoli, i

fosse rieletto re di Polonia Stani- che esaminati dai medici furono


slao Leczinski suocero di Luigi XV, dichiarati imposture, come consta
già deposto, per cui si era accesa dai regi editti de'27 gennaio 1782
fra lui e la Francia nuova guer- e 17 febbraio 1733. Avendo poi
ra, che ternìinò presto colia pace nel 1734 il vescovo di Montpel-
di Vienna. La Spagna e la Sar- lier pubblicato una pastorale, in
degna eransi congiunte alla Fran- cui aifermava per certo un falsis-

cia sosteufatricè del suocero del simo miracolo dal diacono della
suo re, però fu combinato
tutto sua diocesi operato, considerando
colla cessione del ducato di Bar e Clemente XII la pastorale intera-
della Lorena a Stanislao, con la mente contraria allo spirito della
condizione che 1' uno e l'altra pas- cattolica religione, la quale propo-
serebbero alla Francia, alla mor- ne alla venerazione de' fedeli gli

te del principe, che avvenne tren- autentici miracoli esaminati de've-


ta anni dopo. Tutlavolta gli spa- ri seguaci di Gesù Cristo, non i

gnuoli profittando di tal guerra^ capricciosi deliri di quelli del ve-


coi francesi e savoiardi conquista- scovo d'Ypri, agli I I ottobre con
rono il regno delle due Sicilie per la costituzione Ciini sicut, presso
Carlo di Borbone figlio di Filippo il Bull. Rem. tom. XIV, p. 6, la
V, a cui poi Clemente XII con- riprovò severamente condannò,
e
cesse l'investitura, restando tuttora come poscia fece ancora la roma-
neir augusta casa di Borbone lo na inquisizione a' 1 8 febbraio del
scettro delle due Sicilie. 1731), col libro del Carré de Mont-
Fra gli appellanti più ostinati della geron consigliere al parlamento di
fu certo Francesco
bolla Uriìgenùiis, Parigi, ed intitolato, La i'e'rilé des
Paris diacono parigino. Aveva que- miracles optrés à l' intercession de
sti saputo talmente coprir la sua Mr. de Paris 1737, che sosteneva
malizia con un rigido esteriore, questi miracoli, ed a' 4 marzo se-
che dai suoi giansenisti fu onorato guente fu brucialo per mano del
col culto di santo nel loro calen- boia, come narra il Lambertini,
FRA FRA 67
De canon. 55, lib. IV, par. I, cap. Roni. tom, XIV, pag. 898, concesse
7, num. 20 e seg. Monsignor Lan- ai re di Francia la facoltà perpe-
guet de Gergy arcivescovo di Sens tua di nominar ai benefizi vacanti
dimostrò con un'opera la falsità di ne' ducati diLorena e di Bar, co-
questi miracoli, quali ancoi-a provò me Alessandro VII avea concesso a
per imposture il protestante de Lodovico XIV pe' vescovati di Metz,
Voeux con libro che pubblicò ad Toul Verdun, e Clemente IX pei
e
Amsterdam nel 174°» diviso in let- de' medesimi vescovati. Nel
benefizi
tere crìtiche, sui miracoli del sud- medesimo anno Clemente XII con la
detto diacono, narrati dal mede- costituzione Inler caeteras, nel Bull.
simo Monlgeron, che dalla setta Rom. loco cit., p. 443 condannò
, )

dei deisti era passato a quella dei un libro della storia giansenistica
giansenisti. e quesnelliana, con questo titolo:
Nel 1787 Clemente XII solenne- Histoire da livre des réjlexions
mente canonizzò s. Vincenzo de'Pao- iiioìides sur le nouveau Testamenti
li francese, fondatore della congre- et de la constitution Unigenitus,
gazione de' signori della missione e Amsterdam siccome pieno d' im-
,

delle donzelle della carità. Il par- posture. Con la costituzione Cunt


lamento di Parigi proibì con decre- sicut loc. cit. p. 44^ j condannò
,

to, che niuuo potesse ritenere la pure un libro del parlamento di


bolla Superna, che si legge nel Parigi, in cui sopprimeva quel ma-
Bull. Rom. tom. XIV, pag. i54, gistrato le pastorali di alcuni ve-
che il Pontefice avea pubblicato scovi , nelle quali venivano privati
per tal solennità , col pretesto che della messa e dei suffragi della
essa fosse contraria alla libertà del- Chiesa gli appellanti della bolla Uni-
la Chiesa gallicana. Nella bolla lo- genitus. Ecco il titolo del libro :

davasi il santo per aver indotto Arresi de la Cour du Parlement,


ottantacinque vescovi della Francia portant suppression d" un imprimé
a chiedere al sommo Pontefice^, la inlitulé Lettre de plusieurs évégues
condanna delle cinque proposizioni sur Vohligation de priver de l'obla-
di Giansenio, e si rifiutavano i fal- lion du sacrijìce de la messe, et
si miracoli dell' impostore Paris des sujfrages de VEglise ceux, qui
diacono di Medardo. Avendo per
s. meurent appellants de la conslìtu-
questi motivi
il parlamento emes- tion Unigenitus. Paris, et Ypri lySg.
so il decreto, esso venne condanna- Ciò non pertanto Clemente XII eb-
to da Clemente XII a' i5 febbraio be la piacevole notizia^ che l'acca-
1738, onde il cardinal de Fleury demia di Parigi aveva accettato la
procurò che fosse ri vocato. È vero bolla Unigenitus j come giudizio
che il santo ebbe stretta amicizia dommalico della Chiesa universale
col famoso giansenista Du Verger e legge del regno, confessando l'er-
detto l'abbate di s. Cyrano; ma egli rore di averne appellato , onde il
l'abbandonò quando conobbe e-
il Pontefice penetrato di gioia, con
i"etico, perciò il Lambertini piena- un breve apostolico colmò di lodi
mente lo giustificò, loco citato lib. il rettore dell'università. Il succes-
II, cap. 42, num. 9. Dipoi Clemen- sore Benedetto XIV nell'assunzione
te XII nel gennaio 1 740, coli' au- al pontificato pubblicando il con-
torità della bolla Alias, nel Bull, sueto giubileo, con la costituzione
68 FRA FRA
Laeliliora del novembre 1740, Bull. Leopoldo di Lorena era
tre anni
Benecl.XIV, totn. I, p. i, v'impose divenuto imperatore, e la moglie
per lucrarne l' indulgenza, un'ope- Maria Teresa imperatrice. Per gra-
ra nuova, cioè l'ubbidienza inter- ve malattia da cui non risorgeva
na ed esterna alla bolla Unigeni- Luigi XV, giacché essendo morto
tus contro i giansenisti. di 90 anni il cardinal Fleury, do-
La morte dell'imperatore Car- vette applicarsi indefessamente agli
lo VI, avvenuta nel 1 742 senza fi- affiiri, nel 174^ i' Pontefice Bene-
gli maschi, lasciando erede l'unica detto XIV con la costituzione Cum
sua Maria Teresa maritata al
figlia ntultorunt, nel Bull. Bened. XI F^
duca di Lorena Leopoldo, accese tom. I, p. 5o2, fece pubblicare nel
lunga ed aspra guerra, e ad onta regno di Francia un giubileo di
del costante pacifico sistema del pri- quindici giorni, per impetrare da
mo ministro de FJeury
cardinal ,
Dio quella guarigione che concesse.
Luigi XV ne volle prendere attiva Nel breve Nullis verbis, de' 20 feb-
parte, malgrado i precedenti accor- braio, Bull. Magli, tom. XVI, pag,
di co' quali il defunto imperatore 287, in cui il Papi dava avviso ai
avea garantito l'intero suo retng- re del giubileo, da questo escluse
gio. La sua successione fu perciò apertamente refrattari della bolla
i

reclamata da Augusto HI re di Po- Unigenitiis , cioè i giansenisti mem-


lonia, da Carlo Alberto elettore di bri recisi dcdla Chiesa.
L'arnoie che
Baviera poi eletto imperatore, da in tale infermità dimostrò il popo-
Filippo V re di Spagna, da Fede- lo francese pel suo re, fecero chia-
rico II re di Prussia e da altri prin- mare Luigi XV il Prcdilello {Ineii-
cipi. La Francia sostenne l'elettore aimé). Ma guarito che fu, la du-
di Baviera; l'Inghilterra, l'Olanda chessa di Chateauroux prese di nuo-
e la Sardegna presero parte per la vo l'impero su lui, che già avea
casa d' Austria e per Maria Teresa. amato due sorelle della favorita :

11 maresciallo di Sassonia battè gli non andò guari che Luigi XV pre-
inglesi a Fontenoy nel 174?; ma se ad amare Giovanna Antonietta
questi disponendo di una agguerri- Poisson, maritata a Lenormand si-
ta e nuuiei'osa armata navale^ in- gnore d'Etioles, conosciuta meglio
vasero (pialche colonia francese per sotto il nome di marchesa di Pom-
dispute dei confini sui possedimen- padour, della quale trattarono va-
ti americani, e ben tosto Luigi XV rie opere come le Memorie che.
,

non ebbe più che due soli vascel- servono alla vera storia di mada-
li di linea da opporre loro; ed in ma di Poinpadour, Venezia 1780.
Boemia i suoi eserciti solirirono La pace d'Aquisgrana fu simile a
notevoli perdite a cagione delle scis- quella diRyswich, in cui Luigi XIV
sure tra' generali francesi , meno avea mostrato un disinteresse che
J" espugnazione della capitale Pra- fece stupire ed affliggere i suoi sud-
ga, che il conte di Bellc-Isle dovè diti. Luigi XV stipulò soltanto pei
abbandonare. La pace d' Aquisgra- suoi alleati, ed unico risultato fu
na mise fine nel 1748 a questa in- di stabilire un ramo della casa di
giusta guerra, nella quale diverse Borbone nei ducati di Parma e
volte Luigi XV avea preso parte Piacenza, nella persona dell'infan-
in persona, e quando già da circa te di Spagna Carlo figlio di Filip-
FRA FRA 69
pò V , e poi neir altro figlio Filip- co?igregatis posi paceni Ecclesiae
pò , divenendo Carlo re delle due GalUcanae constilutum , et metìio-
Sicilie. duin propedìeni cdituris prò sludiis
Nel lySo era risoluto Luigi XV peragendis ah alurnnis collegii Vr-
di stendere la nuova gabella, detta banì de propaganda Jlde ad hae-
del vigesiino denaro, sopra i beni reticos pìoflulaiidos, ad genliles, et
ecclesiastici qua- del suo regno, la alheos in sinutn Ecclesiae reducen-
le tuttavia per le lappresentanze
,
dos. Contro di essa scrisse il p. Pa-
falte al re dall'assemblea generale tuzzi domenicano col finto nome
del clero, fu poi convertila nello di Eusebio Eraniste. L'anonimo poi
spontaneo grosso sussidio per cin- si scuoprì, ma morì in buon cou-
que anni, in luogo del dono gra- cetto essendosi pentito. Fattosi l'e-

tuito, che la medesima assemblea same della lettera , fu trovata te-


soleva ordinare pfl re, ogni volta meraria, favorevole allo scisma ec,
che si radunava , soyiiiiunuendovi
"00 onde Benedetto XIV la condannò
una dichiarazione di tutti i beni con la costituzione Cam ad non^
del clero, affinchè il riparto della nullos, de 5 settembre ij^7, pres-
contribuzione fosse fatto con più so il Alagli, tom. XIX, pag.
Bull.
esatta proporzione.
Nel 17 jj a' 3 287. In oltre Benedetto XIV ordi-
oltobre essendosi adimata l'assem- nò alla congregazione della sagra
blea del clero di Francia, e dubi- inquisizione, che facesse diligenza
tando se si dovesse negare la co- per trovarne l'autore, carcerarlo e
munione per viatico ai refrattari processarlo col castigo che merU
della bolla Lnigeiiifiis^ licorse per- tava.
ciò a Benedetto XIV, il quale con L'imperatrice Maria Teresa pre-
i\n breve diretto ai prelati dell'as- occupata dal desiderio di riconqui-
semblca , Ex omnibus, dato a' i5 stare la Slesia contro il re di Prus-
settembre 1^56, Bull. Btned. XI F sia, che l'avea occupata nella pre-

tom. IV, p. 480, dichiarò , che ai cedente guerra, lusingò la marche-


soli refrattari pubblici si dovessero sa di Pompadour, chiamandola iu
negare sagramenti della Cliiesa
i una lettera col titolo di amica, la-
tali essendo quelli che per senten- onde la Francia si armò per la
za del giudice uè erano dichiarati, guerra dei selle anni, dandone mo-
oppure nel tempo di ricevere il tivol' ultimo trattato esteso in ter-
viatico persfstesserotemerariamente mini troppo vaghi. La guerra di-
nella loro disubbidienza, e non cu- venne quasi generale in Europa ,
rassero la bolla di Clemente XI, la per le alleanze dalle due parli con-
quale prescrivendo il necessario al- tratte, e dopo aver inondato di
la salute dell' anima, obbligava in- sangue i due emisferi, dette luogo
dubitatamente sotto peccato. Con- al patto di famiglia, secondo i voti

tro la pontificia lettera, un'altra di Luigi XIV, conchiusoli i5 ago-


nass. di un anonimo fu mandata sto 1761 tra la Francia e la Spa-
al cardinal Archinto segietario di gna, col quale ambedue si guaren-
stato, perchè la facesse vedere al tivano i rispettivi stati, fissandosi

Papa, ed avea questo titolo Ani- : alle evenienze reciproci soccorsi^ ed


plissiniis S. R. E. cardinalibus, et ebbe termine col trattato di Pari-
clariss. theologis in urbe Praeneste §i del io febbraio 1763. Questa
70 FRA '
FRA
pace lasciò agi' inglesi Je isole Rea- de furono accusati i giansenisti di
le e di s. Giovanni^ il Canada con averlo armato, né mancarono i ne-
tutte le terre alla sinistra del Mis- mici de' gesuiti di gettare sospetti
sissipì (eccettuata ia Nuova Orleans), su di loro. Nel tempo della cura
Ja Granada ed il Senegal, e stipu- r egregio Luigi delfino ed unico fi-
lò la rinunziaFrancia alla
della glio del re governò saggiamente il
Dominica , Tabago e s. Vincenzo ,
regno ed il fanatico Roberto fu
,

lasciando solo a questa potenza punito con esemplare supplizio. Ri-


s. Lucia eh' essa avea preso nel sanato il re licenziò i due primi
17 56: e qui noteremo che nel ministri rivali, Machault ed Argen-
1754 alcuni coloni francesi della son, e dichiarò a successore il con-
Guadalupa si stabilirono alla Desi- te Francesco de Bernis canonico di
derada ed alle Sante. Mentre du- Lione e cardinale nel 17 58. Certo
rava la guerra, nacr[ue nel popolo Diipré avendo inventato un fuoco
malcontento, per cui il re soppres- più vorace del fuoco greco Lui- ,

se tutte camere parlamentarie,


le gi XV per sopprimere un mezzo
fuoichè una col titolo di camera formidabile di distruzione comprò
reale; siccome l'interno ordine della il. segreto e ne proibì
uso , ciò l'

Francia veniva sempre più perturba- che onora la sua umanità. L'amo-
parlamento di
to dalle opposizioni del re che il virtuoso ed illuminato
Parigi alla regia autorità, già Lui- delfino portava ai gesuiti, la ni-
gi XV nel 1753 avea dovuto eser- micizia della Pompadour , del pri-
citare un atto di severità col rile- mo ministro Choiseul, quella dei
garlo in Pontoise, e quindi abolir- parlamenti , dei giansenisti e del
lo come è detto. Tali però ri-
si numeroso partito de' filosofi incre-
mostranze ed impegni ne conse- duli , sagrificarono la benemerita
guitarono, che nel corso di un an- compagnia di Gesù , in un punto
no si decise il monarca a richia- eh' era per soccombere nei regni
mare il parlamento, il quale con più Europa il Porto-
religiosi d' ,

questa specie di trionfo, accrebbe il gallo e la Spagna. Ne prese la di-


male anziché porvi rimedio. Nel fesa il magnanimo e zelante Cle-
1757 la resistenza del parlamento mente XIII sommo Pontefice: que-
divenne sì aperta ed orgogliosa ,
sti nel 1761 scrisse caldamente a
che fu necessità di meditare ed Luigi XV, facendogli riflettere che
eseguire salutari riforme. Il popolo i nuovi sedicenti filosofi, che già si
ed i tribunali gelosi de' propri di- disponevano a distruggere coll'uma-
ritti,ai sostegno de' quali persua- nità la cattolica religione,non pote-
devansi che il parlamento vegliasse vano ottenere il loro malnato fine,
contro la regia preponderanza, spin- se prima non rovinavano i gesuiti,
ti furono al fanatismo, intanto che fortissimo baluardo della cattolica
Luigi XV viveva nell'indolenza, e religione. Indi Clemente XIII a' 9
abbandonato ai suoi piaceri, ed al- giugno 1762 indirizzò al re il bre-
la vana favorita. A^ 5 gennaio il ve Tuain Rex presso il Guerra,
,

re volle partire da Versailles per Epit. tom. Ili, p. 356, pregando-


recarsi a Tri a non ; ma mentre sa- lo colle più vive espressioni, a non
liva in carrozza l'assassino Pietro permettere mai che dal suo regno
Damiens lo ferì col temperino, on- fossero cacciati i gesuiti , la causa
FRA FRA 71
de' quali era essenzialmente con- dosi, che gì uidividui della compa-
giunta con quella della cattolica re- gnia di Gesù, tanto benemeriti del-
ligione: i diritti di questa venendo la cattolica fede, e della cristiana
violati dai magistrati laici, distrut- repubblica, fossero dai suoi nemici
ta veniva ancora la religione. Trat- alla Chiesa cattolica comuni, sì mi-
tarsi delle redole di un santissimo seramente vessati fino ad essere,

istituto, Sede approva-


dalla santa spogliati de' loro beni ma molto ;

to e confermalo, le quali non dove- più si maravigliava, che ricevuti i

vansi né potevansi in modo alcuno gesuiti due prima nel regno


secoli
lasciare all'esame dei laici magi- di Francia, e dalla regia benevo-
strali. Scongiurava il re a riparar lenza protetti (allora era confesso-
i minaccianti mali , ed evitare gli re di Luigi XV gesuita p. Pe-
il

scandali che ne seguirebbono. russeau ), fossero improvvisamente


Clemente XIII col breve Quan- lacerati da que' medesimi, che deb-
do in dolore, loco citato, ricorse bono essere i custodi della giusti-
ai vescovi della Francia, dicendo zia, giudicati non solamente senza
loro che non potevano lasciare di processo o costituto, ma né anche
commoversi in vedersi strappare
, per delitto alcuno, ma per incerte
dal loro seno cos'i prodi difensori, accuse soltanto, dalla malevolenza
cos'i dotti maestri, e così utili ope- ed invidia di alcuni faziosi eccita-
rai ; in pari tempo si condolse che te, contro ogni diritto estinti con
nella Francia fossero da molto tem- notabile danno della repubblica e
po più i nemici , che i difensori sommo detrimento della Chiesa cat-
della religione ; che la compagnia tolica. IIPapa piangeva l'infelicità
Gesù sempre vegliante per di- , ma molto più si ram-
di de' gesuiti
fendere la fede cattolica, fosse da maricava per quelli che a danno
una perversa fazione oppressa e della loro salute eterna si scaglia-
dissipata, e l'istituto di lei dal con- vano così fieramente contro un i-

cilio Trento approvato, dai Pon-


di stituto cotanto pio, e alla Chiesa
tefici confermato, e dai re di Fran- utilissimo. Dipoi col breve Per mo-
cia di benefìzi colmato, fosse con lesta tibij de' 4 settembre, loco cit.

tanti obbiobri laceralo, fino a ve- tom. III,356, diretto a ciascu-


p.
dersi l'assurdo, che i religiosi voti, no de' cardinali de Rohan, de Ro-
della cui validità spetta alla sola chechouart, de Choiseul, e de Ber-
Chiesa il giudicare, dai laici fos- nis, Clemente XIII disse loro, che
sero dichiarati di niun valore ;
avendo parlamenti di Francia de-
i

quindi dopo altre cose Clemente cretato l'esilio de' gesuiti, e dichia-
XIII esortava i vescovi alla pazien- rato empio ed irreligioso il loro
za, alla premure
costanza, ed alle istituto,che dalla Chiesa cattolica
per sostenere la compagnia bersa- nel concilio Tridentino radunata
gliata. Avendo il vescovo di Va- si era approvato come pio, egli che

lenza scritto all'afflitto Papa le a- fino alloia avea tollerato, non po-
troci ingiurie che in Francia si tendo più farlo senza tradire il suo
proseguivano a danno de* gesuiti, ministero, nel concistoro del gior-
Clemente XIII col breve Lùerarum no precedente alla spedizione del
tuariim, de' 24 g'^^g^^ 1762, Guer- breve, con solenne decreto aveva
ra loco cit., gli rispose lamentan- rescissi e dichiarati nulli gli atti
rjl FRA FRA
de' parlaiiiciili, però eglino pei-
e dato a' i5 febbraio 1764, loco cit.

la stretta unione che hanno per la tom. Ili, pag. 358, per confortarlo
loro dignità cardinalizia al Ponte- ne' suoi patimenti : ne lodò alta-
fice, procurassero a suo esempio di mente la fortezza sacerdotale, pa-
vendicare con coraggio e costanza ragonandolo agli antichi ed intre-
l'onore della Chiesa di cui era la perchè con tanta lo-
pidi cristiani,
causa, avendo essa sempre tenuto de ed approvazione de' buoni avea
per esemplare e per religioso quel- intrapreso a difendere la divina
la
istituto, che i parlamenti dichia- potestà della Chiesa; lo confortò
ravano ii'religioso ed empio. nel vederlo soffrire in un tempo
Continuando il ministero unito di disprezzo, in cui portavasi il

ai parlamenti nell' intento di estin- \ iatico accompagnato da satelliti ,

guere i gesuiti, Fran-


non solo in ad uomini che anche in punto di
cia ma ovunque, monsignor Cri- morte si protestavano refrattari al-
stoforo de Beaumont du Repaire l'autorità ed ai decreti della Chie-
arcivescovo di Parigi, vale a dire sa; lo rignardava come l'esempio
im prelato in cui vedevano
tutti dell'antica disciplina e costanza c-
copiato s. Atanasio, vedendo questi piscopale,mentre il generale scon-
religiosi oppressi da cosi fiere ca- volgimento d idee pareva voler stra-
lunnie, stimò dovere del suo mi- volgere tutta la Chiesa gallicana ;

nistero di difenderli e di giustifi- finalmente Clemente XIII dolevasi


carli, come egregiamente fece, con che la veneranda chiesa di Parigi
una pasturale al suo gregge, eh e- in tempi sì calamitosi fosse priva
la una polemica disseriazione, nel- di un pastore cotanto degno. In-
la quale svelò non meno le calun- tanto avendo il parlamento dai li-

nie degli oppressori , che l' inno- bri morale de' gesuiti estrat-
della
lenza de' gesuiti. La voce di un to alcune proposizioni che per au-
prelato di tale dottrina e di no- torità propria sentenziò perniciose,
toria non poteva restare im-
virtù, ne mandò il catalogo col titolo di
punita, da chi avendo la forza in Asserzioni a' vescovi del regno, af-
mano, non la poteva sentire con finchè avvisassero i loro diocesani
pace, per l'odio dichiarato contro a non abbracciarle. Il vescovo d'An«
la compagnia. Per ordine dunque geis Giacomo de Grasse di Beau-
del parlamento fu l'arcivescovo man- vais fu il prin)o ad eseguirlo con
dato in esilio fuori di Parigi ; e lui.i ma appena l'ebbe
[)astorale ;

Luigi XV
che l'amava molto per lelt.i Clemente XIII, che ad esso
la sua virtù ed apostolica costan- scrisse il breve Leda pasloralis
za, non avendo coraggio di oppor- de' 19 settembre 1764, loc. cit., in
si al parlamento, dal quale ancor cui altamente lo riprese per aver
eglisempre più veniva bersagliato, con si sanguinosa scrittura lacera-
permise all'arcivescovo di scegliere to i gesuiti. Gli disse pure, che il
quel luogo che più gli piacesse, parlamento di Parigi , che aveva
nel quale come a porto sicuro si compilato r infame libro ,
già da
ricovrasse dalla tempesta. Appena molto tempo si sapeva essere com-
Clemente XI 11 fu di ciò informa- posto di soggetti nemici della Chie-
to, subito spedi all'arcivescovo un sa ed usurpandosi la potestà ec-
,

breve consolatorio, Non puLainns, clesiaslica avea commesso la mas-


FRA. FRA 73
sima ingiuria contro i vescovi, cui sa aveva ricevuto una fei-ita mor-
spetta l' esame e il giudizio de' li- tale da' suoi nemici, i quali ne pro-
bri, però era massimo il delitto
e curarono l'esilio per rendersi più
del vescovo d'Angers, approvando facile la strada ad estinguei e ih
l' attentato della curia laicale , e Chiesa catlolica, stimando gesui- i

giudicandolo degno di lode , con ti baluardo inespugnabile n'ioio


false opinioni riprovate dal corpo pravi disegni. Clemente XI II nel
episcopale. Co' medesimi sensi Cle- rispondergli col breve De misero,
mente XIII d'A-
scrisse ai vescovi de'14 novembre 1764, loco cit. p.
leth e di Soissons, che avevano co- 35g, prese particolarment-e per argo-
me quello d'Angers approvato il mento la parte della lettera seconda
decreto del parlamento, esortando del vescovo sarlatense; e per le stesse
in pari tempo loro popoli a fug-
i ragioni che lodava l'enciclica di Be-
gire r estralte proposizioni. nedetto XIV, l'aveva egli confer-
Avea frattanto monsignor Enri- mato, anzi per dimostrargli quali
co Giacomo de Montsquion-Poyle- fossero i veri sentimenti dell'animo
bon vescovo di Sarlat scritto a suo, egli avea condannato solenne-
Clemente XIII tre lettere: nella mente il catechismo di INIeseiighi,
prima gli parlava in generale del ciò che solfiiroiio così mal volen-
misero stato della Chiesa di Fran- tieri giansenisti, die coi loro la-
i

cia; seconda gli faceva la


nella menti dichiararono essere stato con
storia di quanto in detta Chiesa si ((uesta condanna nuovamente per-
era operalo dal 17 55 sino a quel cosso dalla santa Sede il libro di
icmpo, palesando principalmente da Quesnello, e con nuovo appoggio
quali cagioni^ e da chi comincias- munita la bolla Uiiigenkus. Gli
sero a perturbarsi le cose ecclesia- die parte il Papa di aver scritto
stiche in Francia fino agli estremi a parecchi vescovi della Francia a
pericoli: parlando dell'enciclica di tenore del consiglio datogli dal ve-
Benedetto XIV sul giansenismo, scovo di Sarlat, cioè di aver loro
diceva che questa a dispetto dei scritto: I." che la costituzione Uiii-
nemici della fede, e degli amici genilus era un decreto dommatico,
della tolleranza, considerata in sé a cui si doveva intera riverenza; 2."

stessa, era la tutela della bolla Uni- che a' pubblici refrattari della stes-
genitus, il trionfo dei forti, l'ignomi- sa costituzione si doveva negare il

nia dei deboli, e la condanna de' re- ss. Sagramento dell'Eucaristia; 3."
frattari, onde su questa sembra va ac- che quelli quali affermavano essere
i

cusare in qualche modo Clemente il giansenismo un mero fantasma


XIII di connivenza. Nella terza let- ed una falsa finzione erano rei di
tera il vescovo di Sarlat compilava una massima ingiuria contro la
i nefandi donimi de' giansenisti, e gli Chiesa di Dio, e contro i decreti
errori che da questi erano deriva- apostolici de' Pontefici suoi predeces-
ti in danno di tutta la religione sori, poiché supponevano che que-
cristiana, come delle empie, atroci^ sti errori pura-
avessero proscritto
e scellerate cose che s' insegnavano mente immaginari; ^.° che le co-
e si praticavano nella Francia; in stituzioni, colle quali si condanna-
fine gli scriveva ch'estinta in Fran- no gli errori di Baio, di Gianse-
cia la compagnia di Gesù, la Chie- uio, e di Quesuello esigono intera
-4 FRA FRA
ubbidienza dai fedeli. In quanto blicar eziandio le pastorali, simili
poi a ciò cìie il vescovo di Sarlal a quelle ch'egli disse essere dispo-
diceva al Papa intorno ai gesuiti, sto a rèndere pubbliche. Continuan-
egli con vari passi della Sciittura do Cletnenle XIII
a difendere i
gli descrisse il furore de' loro ne- bersagliati gesuiti, per la tutela che
mici, e lo confortò nel suo ram- la santa Sede deve avere degli or-
marico, ad ambedue comune, colle dini regolari da essa approvati, con
parole del Salmo 35: Judicia tua, tutto zelo aveva a cuore la compa-
Domine, ahyssus multa. gnia di Gesù fondata da s. Ignazio,
Nel tempo che Clemente XIII e dopo diligente esame approvata
ciò scriveva all'afflitto vescovo di da Paolo IH, Giulio III, Paolo IV,
Sarlat, questi gl'indirizzo la quarta Gregorio XIII, e Paolo V, non
lettera lungamente trattò
in cui che da altri Papi, di particolari
del famoso del parlamento
libro grazie arriccliita, dai vescovi d'ogni
sulle Asserzioni, pel quale nuove tempo singolarmente commendata,
angustie si accrescevano all' animo per avere avuto nove santi, stimò
suo. Clemente XIII gli aggiunse; suo dovere di non più indugiare
nel breve medesimo, esser ben no- il rimedio al male, e al grave dan-
lo a lui, ciò che molti vescovi aper- no fatto alla Chiesa con le ingiu-
tamente dichiaravano, cioè esseie rie che si spacciavano contro det-
quello dolosamente compilato dai to istituto, e perciò colla bolla
giansenisti; contenere molte pro- Àpostolicuni pascendi monus, de'7
joosizioni, sono
delle quali parte gennaio 1765, emanata di moto-
comuni alle sono scuole ,
parte proprio, Clemente XIII nuovamen-
seguite da quasi innumerabili au- te approvò la compagnia di Gesùj
tori, e parte sono insegnate per altamente encomiandola; e per sod-
vere dai teologi. Egli aveva vedu- disfare ai desideri di tutti i vesco-
to con orrore, che quella setta vi, che da tutte le parti lo solle-
donde il riprovato libro proveniva, citavano, dichiarò l'istituto e i mi-
nulla riguardava il danno delle ani- nistri che in esso si esercitavano,
me, che con esso si perderebbono, pio, utile al vantaggio della Chie-
purché tutto il suo veleno vomitas- sa, e degno delle costituzioni colle
se contro la compagnia di Gesù, quali diecinove Pontefici l' avevano
non vergognandosi di esporre nel- approvato e commendato.
la lingua volgare una gran farra- Appena fu divulgata questa bolla,
gine di propf)SÌzioni, che dovrebbe- che dalle immense calunnie, allora
jo giacer sepolte nelle tenebre; ma da per tutto affastellate contro i
questo è, coMchiudeva il Papa, il gesuiti, pienamente li giustificava,
roslume de' giansenisti, far d'ogni si vide subito un libro in Napoli
campo strada, sol che potessero la- contro di essa con questo titolo :

tei are i gesuiti; si congratulò in Istruzione intorno alla santa Se-


line col vescovo del zelo, della co- de, Buglione 1765, per Guglielmo
stanza, e dell'episcopale libertà, con livrardi, traduzione dal francese.
cui diportalo si era, degno di som- Questo libro per ordine dell'inqui-
me Iodi, e di essere imitato da sizione romana fu bruciato per ma-
tutti i vescovi della Francia, non no del boia agli i i settembre, e
solo in queste virtù, ma nel pub- coud.uniato da Clemente XIII, co-
rRA FRA 75
rtie contenente proposizioni erronee, nell'educazione de' quali ambedue
false, promoventi allo scisma, calun- seppero trasmettere la loro bontà:
niose, temerarie, sediziose, e all' au- il primogenitoduca di Borgogna
torità della santa Sede soprammodo morì nel 1771; il secondo fu Luigi
ingiuriose; per le quali cause fu an- XVi, il terzo fu Luigi XVIll, ed il
cora bruciato pubblicamente per or- quarto fu Carlo X. Dotato il delfi-
dine della medesima inquisizione al- no delle più felici disposizioni, e di
tro simile libro intitolato: Brevi di mi'anima naturalmente inclinata al-
S. S. Clemente XIII emanati in fa- la virtù, aveva destato sino dalla
vore de' gesuiti, colle osservazioni stia infanzia l'ammirazione di tutti:

sopra i medesimi, e sopra la bolla la sua dolcezza, affabilità, coltura,


Apostolicuni pascendi etc, Venezia e costante applicazione a tutti i

presso Vincenzo Radici 1766. Esso suoi doveri, ne formarono presto


restò condannato e proibito con un principe perfetto. Tra le vite

decreto de' 2 marzo 1766. Altresì che di abbiamo, evvi quella


lui
per comando dell' inquisizione ai fatta da Du Rozoir con questo tito-
IO luglio fu parimenti bruciato per lo: // delfino padre del re, la sua

mano del boia altro libro della sles- f,/ miglia, ed i suoi figli, e stam-
sa materia, cioè: Lettera I, II, e III pata nel 18 r 5. La tenerezza di Lui-
contro la bolla che comincia Apo- gi XV pel suo unico figlio si ridestò
stolicum y7rt*ce/ic?i etc, Napoli per Se- vivamente nella sua malattia, e ne
bastiano Poletti 1765. Il quale li- pianse la perdita per più di tre
bro fu proibito leggersi con decreto giorni; indi peggiorò nella sua con-
de' 4 di detto mese, con approva- dotta, non degna di un re di Fran-
zione pontificia. Intanto nella corte cia, tuttavoUa il possesso della Cor-
di Francia il delfino Luigi dotato sica fece per un momento dimen-
delle più belle qualità, pe'suoi lo- ticare ai francesi i motivi del loro
devoli prlncipii, abban- pressoché malcontento. Nell'anno precedente
donato dalla corte ove dominava la 1764, dopo vent'anni di favore, era
Pompadour e il ministro Choiseul morta di quarantadue la Pompa-
nemici de'gesuiti, essendosi affaticato dour da regina, e fa sepolta da cor-
nel campo di piacere a Compiegne tigiana: gli successe nel cuore del
dov' eragli stato permesso eserci- re laDubarri, e il duca di Choiseul
tarsi ne' travagli della guerra, morì venne esiliato, e poco dopo all'an-
a Fontainebleaua'20 dicembre 1765, tico parlamento di Parigi fu sosti-
nell'età di circa trentasei anni: es- tuita una corte reale.
so fu uno de' principi la cui per- Nel 1768 l'infante duca di Par-
dita cagionò i più profondi ram- ma avendo ordinato ai gesuiti di
marichi; gli fu eretto nella metro- parfire dai suoi stali, emanò pure
poli di Sens un monumento di alcune leggi enormemente lesive al-
scultura, riputato uno de' più belli la disciplina ecclesiastica, il perchè
del decorso secolo. La prima sua mo- furono da Clemente XIII annulla-
glie fu Maria Teresa di Spagna che te e riprovate. II duca ricorse al-
poco visse; la seconda che il seguì l' appoggio delle corti Borboniche,
nel sepolcro fu Maria Giuseppa di e subito Luigi XV
fece occupare
Sassonia, ornata delle più splendide Avignone e contado Vcnaissino,
il

virtù. Da essa ebbe quattro figli, domini! della santa Sede in Pro-
76 FRA FRA
venza. Intaxìto insistendo alcune po- gesuiti, per amor della pace, per
tenze, e la Francia a mezzo del- la forza delle circostanze, con som-
l'ambasciatore d'Aubeterre per la ma ripugnanza e dolore lo fece col
intera soppressione de' gesuiti, da breve Rex pacijicus de' 2 1 luglio
farsiper Clemente XIII, questi fu l'j'j'ò. Cosi per allora finì una
preso da tali angustie che a' i congregazione religiosa, che nella
febbraio 1769 terminò di vivere, sola Francia aveva una delle sue
e gli successe Clemente XIV. In sei assistenze, che il cardinal di
quest'anno la Francia cedette la fiourbon avea introdotta nel regno;
Luigiana alla Spagna, ed acquistò i cui grandi graziosamente ricevet-
tutti i possessi cioè a
dell'Indie, tero per opera dei cardinali di Lo-
dire, Cbandernagor,
Pondichery, rena, e Tournon, encomiata dal
]\Iahé, Karihal, e le loro dipenden- cardinal Gondy vescovo di Parigi,
ze, che questa compagnia avea ac- quando fu calunniata sotto Enrico
quistati dal 1676 al 1739. Il nuo- IV, altamente pur lodata dalla Sor-
vo Papa nel mese di luglio scrisse bona, per l'impegno che ammirò nei
a Luigi XV, dicendogli che aveva suoi individui nel reprimere l'ere-
sospeso breve emanato dal pre-
il sia de'calvinisti ugonotti, de' quali in

decessore contro il suo parente du- poco tempo ne ritrassero alla fede
ca di Parma, in un a tutti gli atti cattolica circa sessanta mila. Mon-
su tale emergente; e che in quan- signor di Tumel disse a Luigi XV,
to all'abolizione de' gesuiti egli non che i avevano la gloria che
gesuiti
poteva farlo per le tante ragioni i loro nemici lo erano pure del
già addotte da Clemente XIII, es- suo trono e della Chiesa.
sere piuttosto disposto convocare un Progredendo la Francia nelle ri-

concilio, in cui tutto si esaminasse forme e nelle insubordinazioni ,

legalmente, ed i gesuiti in esso moltiplicandosi ed


i sediziosi libelli,
fossero sentiti, ed ammessi a pur- aumentandosi dal general fermento
garsi quanto loro attribuivasi,
di i sinistri presagi, Luigi XV fu col-
trovandosi egli qual capo della Chie- to repentinamente dal vainolo la
sa neir obbligo indispensabile di seconda volta, e ne restò vittima ai

proteggerli come tutti gli altri or- IO maggio 1774) d'anni 60: i

dini religiosi, avendogli l' impera- suoi funerali furono turbati da san-
tore, il re di Sardegna, e il re di guinosi oltraggi, che la moltitudine
Prussia raccomandato la conserva- proferì contro la sua memoria, es-
zione della compagnia di Gesti. In- sendo la nazione profondamente
oltre gli domandò la restituzione umiliata per aver fatto passi retro-
di Avignone e del contado Venais- gradi verso il governare dispotico.
sino: per allora Luigi XV non la La storia gli deve un elogio senza
elTettuò, ma donò al Papa la pre- restrizione; fu umano: sotto di lui
ziosa raccolta di tutte le medaglie fu fondata la scuola militare, e fe-
che formavano la serie cronologica ce fabbricare la sontuosa chiesa di
di tutti i principi suoi predecesso- s. Genevetfa ( il Pantheon)
a Pari-
li; indi nel 1778 fece lestituire i gi, ilponte di Neuilly, e molti al-
detti dominii alla Chiesa. Finalmen- tri monumenti di rimarco. Nel me-
te stretto Clemente XIV dai mi- desimo anno morì Clemente XI V,
uistri delle potenze a sopprimere i il quale conosceva bene la lingua
FRA FRA 77
francese, ma non la parlava die monte di pietà e la cassa di .scon-
cogli amici, avendola studiala per to , si diportò con dolcezza nel
l'inclinazione che sempre avea nu- soffocare le sedizioni di Dijon, di
Irito pei francesi : essa fu tale, che Metz, di Ver.sailles, di Parigi e cu-
a leslimonianza del p. Savorini suo rò di riparare alla carestia dai ma-
discepolo, si affligeva ogni volta levoli esagerata, che ne avea som-
che la Francia essendo in guerra, ministrato il pretesto.
non trionfava de' suoi nemici. Mon- Luigi XVI con ripugnanza, per
tò sul trono di Francia Luigi XVI secondare l' opinione pubblica, so-
figlio di Luigi delfino, già duca prattutto quella della capitale, im-
di Berry, che fu consagrato a Reims politicamente inviò de' soccorsi alle
agli II giugno i']']5; la sua ani- colonie inglesi dell'America, che
ma leale ed aperta accolse di buona sotto il nome di Slati Uniti riconob-
ora tutti i sentimenti virtuosi, ed be indipendenti a' 1 3 marzo 1778,
il suo spirilo retto e sodo tutte le il perchè dovette sostenere la guer-

utili cognizioni. Ma la fermezza ed ra contro la gran Bretagna, a so-


una giusta confidenza in sé slesso stegno di que' popoli da essa eman-
mancarono al suo carattere; e tale di- cipatisi, ad onta del dissesto delle
fetto rese inutile o funesto quanto finanze francesi. L' emancipazione
aveva ricevuto od acquistato per degli Stati Uniti protetta dalla Fran-
la sua gloria e per la felicità dei cia, fu corroborata pel trattato di
suoi popoli. Senti il più profondo pace del 1782: mercè di esso che
dolore alla perdita del genitore, e cancellò la umiliazione di Dunker-
svenne quando la prima volta in- que, la Francia ottenne la cessione
lese chiamarsi delfino Il primo . di Tabago, la restituzione degli
avvenimento delia sua vita fu il stabilimenti sul Senegal, il diritto
suo matrimonio con la figlia della di commerciare sulle coste delle
immortale imperatrice Maria Tere- Indie, e di pescare a Terra-Nuova,
sa, cioè Maria Antonietta d'Austria, e nelle vicine isole di s. Pietro e
la quale doveva essere partecipe di Miguelon. Nel 1777 vari sta-

del suo trono e delle sue sventure: bilimenti furono formati a La Cal-
dopo quattro anni divenne re, gra- le, Bona, più tardi s. Bartolo-
e a
ve peso che accettò tremando. Egli meo ceduto alla Svezia. L'At-
fu
ereditò un regno senza denaro, sen- lantico e le Antille divennero per
za credito, senza truppe, senza leg- cinque anni teatro de' più formi-
gi o costumi. Lungi dal voler de- dabili navali combattimenti, e l'in-
scrivere i mezzi impiegati ai mali nalzamento della marina degli Stati
della nazione, continueremo ad in- Uniti, fatta omai rivale della sua
dicare gli avvenimenti, e le cose antica metropoli, fu assicurato col-
più importanti. Luigi XVI procu- la pace di Versailles de' 20 genna-
curò guadagnarsi l'affetto dei sud- io 1785, mentre l'odio tra' france-
diti, cangiò que' ministri che all'u- si ed inglesi erasi rinnovalo con
niversale non erano accetti, rinun- furore. Ma quello che fu di mag-
ziò a taluni diritti di regalia, ri- gior disgrazia, si è che la malattia del-
pristinò i parlamenti soppressi, usò la libertà ed eguaglianza democra-
di tutta la economia nelle spese tica degli inglesi americani, si co-
della corte, islilui per Parigi il municò ai giovani guerrieri france-
7» FRA FRA
si, e la Plancia poscia la difTnse iu giua medesima, per riacquistarne la
tutta l'Europa. Indi Luigi XVI co- perduta grazia, fu grande. jXon po-
strui il porto di Cherburgo, e con- tè addurre discolpe a sua difesa,
siderabilmenle restaurò quello del- solo dicliinrò di essere stato ingan-
la Roccella, rendendo la marineria nato, e ben lo poteva dire, come vitti-

francese in istato florido. Fra le ma della cabala e del raggiro di ai-


corti che mantenevauo intima unio- cuui scellerati, da'quali incautamente
ne e concordia colla santa Sede, e erasi fatto circondare. Tuttociò il fece
col Papa Pio VI, eravi questa di credere reo, onde sul momento dal-
Francia; e quando il i-e domanda- le guardie fu condotto al proprio
va al Papa diminuzioni sulle an- palazzo per essere presente alla
nate concordate per la spedizione formale ricognizione delle carte, già
delle bolle de' vescovati, Pio VI ac- per ordine del re sigillate. Per aver
cordava sempre più del richie-
di dunque il cai'dinale compromesso
sto, solo faceva osservare che ciò il nome della regina, ed avendo da-
era lo stesso che chiedere limosina to in pagamento cambiali firmate
ai poveri. Ma si bella armonia nel da altra mano ed in suo nome, fu
1786 fu sul punto di turbarsi per ilre costretto ad ordinare un li-
la famosa causa de* brillanti, sulla goroso processo, che di consenso del
quale tanto allora si parlò in tut- cardinale fu rimesso al tribunale lat-
ta l'Europa, ad onta del misterio- co del parlamento di Parigi,
so velo con cui cercavasi cuoprir- Trovavasi allora unito il clero
la. Fino i5 agosto del 1785
dai gallicano in assemblea, e però alta-
era stato chiamato a corte il car- mente reclamò al veder violati 1

dinaie Lodovico Renato Edoardo diritti ecclesiastici, ed i privilegi del-


de Rohan vescovo di Strasburgo, la Chiesa gallicana, coli' essersi com-
mentie in abito di solennità stava messo al foro secolare il giudizio
per celebrare, come gran limosiniere d'un di loro individuo. Non meno
di Francia, la messa solenne dell' As- l'assemblea del clero, che il cardi-
sunta nella reale cappella. Sul mo- naie de Piohan detenuto, con due
mento si presentò il cardinale al diversi corrieri esposero a Pio VI
re, che trovò nel gabinetto colla la dolorosa di lui situazione. Il Pa-
regina, col guardasigilli, e col ba- pa restò trafitto da tale avvenimen-
rone di Breteuil. La cagione di lai to, quasi presago delle conseguenze
chiamata era una collana di brìi- che dovevano risultare di avvilimen-
lanti,comprata dal cardinale ano- to all'alta nobiltà ed al trono, e
me della regina Maria Antonietta, dovesse poi servire di pretesto ai
dal gioielliere della corona Bobe- fieri colpi, che contro di nonessi
mer, per la somma di un milione si tardò a scagliare. Pio VI prima
e seicento mila lire tornesi, non di prendere alcuna risoluzione su
noai pagale. Il turbamento e lo questo affare , tenne una segreta
scompiglio del cardinale nelle sue congregazione di cardinali, ai quali
risposte alle interrogazioni che gli glienecommise la discussione e il

vennero fatte, sulla cagione di que- maturo esame ; e dopo una confe-
sta compera e sull'uso che aveva lenza di più ore de col cardinal
preteso di farne, ch'era quello di Bernis Francia presso
ministro di
far credei e averla regalata alla re- la santa Sede, scrisse una lettera a
FRA FRA 79
Luigi XVI, pregandolo a fiir gode •
dinaie, rappresentò le sue ragioni, ne
re al caidinal Rohan tutte le pre- ottenne l'assoluzione, e il godimen-
rogative eh' erano sua unite alla to dei diritti e distinzioni proprie
dignità, facendogli osservare nel tem- della dignità cardinalizia. Giuseppe
po istesso, che sebbene il cardinale Balsamo, detto il conte Caglioslro,
si fosse scello per essere giudicato fu uno dei primari stroraenti del
il foro del parlamento a lui non raggiro della collana, che rivoltò
competente, non polca sottrarsi ud la testa al cardinale, e poi venne

un altro giudizio dell' intero sagro punito da Pio VI.


collegio de' cardinali, di cui era il Nel 1786 un trattato di com-
Piohau uno degl' individui. Infili- mercio fra la Francia e l'Inghil-
ti la predetta congregazione ri- terra sembrò che dovesse essere
solvette,che avendo il cardinale de la base di una buona armonia du-
Rohan chiamato a giudicarlo un revole fra questi due regni, ma
tribunale incompetente, e perciò gli avvenimenti della rivoluzione,
\iolati i giuramenti prestati nel ri- che con pena andiamo ad accen-
cevere la dignità cardinalizia, non nare, disposero allrimenti le cose.

poteva più aspirare alle prerogati- Nel 1787 Luigi XVI concesse ai
ve ed onori che porta un tal gra- protestanti la pienezza dei diritli

do. Il Ta vanti ne Fasti di Pio PI, civili, dando ai loro matrimoni uu


tom. I, p. 224, riporta il decreto carattere legale. La scelta de' ministri

pontificio de' i3 febbraio 1786, Machault , Turgot , Malesherbes ,

pronunziato in concistoro segreto Saint-Gei main, eNecker, come quel-


del Papa, pel quale il cardinale fu la di Calonne, e dellarcivescovo
sospeso e privato della voce attiva Lomenié di Brienne con ripugnan-
e passiva, e di tutti gli onori del za di Pio VI creato cardintde nel
cardinalato, finché dentro a sei me- 1788, non furono le piìi opportune
si non si fosse presentato alla san- ai gran mali che minacciava il flo-

ta Sede e purgato dell'elezione che ridissimo regno di Francia. Quindi


avea fatto di tribunale incompe- l'imbarazzo delle finanze giunse a
tente. Prima però che spirasse il discoprirsi interamente, ed i pallia-
tempo prefisso in questo decreto, tivi rimedi di Necker, Calonne, e
il parlamento di Parigi dichiarò in- di Brienne non poterono impedire,
nocente il cardinale, che il re al- che nel detto anno 1788 il credi-
l'opposto rilegò all'abbazia di Chai- to pubblico non si trovasse annien-
ze-Dieu, spogliandolo della distinta tato da un deficit irreparabile.
carica di grand' elemosiniere, e del Venne invano proposta una misu-
cordone dell'ordine equestre dello ra, che i fautori della libertà ed
Spirito Santo. Con tutto ciò il car- eguaglianza degli uomini in faccia
dinale spedi a Roma le sue giusti- alla Tegge avrebbero dovuto enco-
ficazioni accompagnate con lettera miare, cioè la contribuzione fondia-
a Pio VI, per dimostrare le cru- ria giustamente ripartita non solo
deli circostanze che l'avevano co- fra i semplici possidenti, ma anco-
stretto a scegliersi per giudicai lo un ra fra le due classi privilegiate del
tribunale secolare. In seguito si clero e della nobiltà, che sino al-
presentò in concistoro monsignor lora ne erano rimaste esenti, e il

Albani quale procuratore del car- dazio indiretto del bollo sulla clas-
8o FRA FRA
se forense e commerciante. I par- la doppia rappresentanza del ter-

lamenti ricusarono di registrare ta- zo stato, e della votazione per


li editti, e il le convocò l'assem- testa ; i parlamenti opinarono per
blea de' notabili, che durò tre me- la conservazione del metodo anti-
si a conferire, ma senza alcun ri- co ; i pari si dichiararono pronti a
sultamento. Tenne poi Luigi XVI soggiacere al peso delle nuove im-
un letto di giustizia per dare alle posizioni, onde rimovere ogni pre-
controverse leggi finanziarie la so- testo; il consiglio reale de-
in fine
vrana sanzione; ma il parlamento cise a favore della doppia rappre-
dichiarò alteramente l'illegalità del- sentanza, ordinando che gli slessi
l' atto, ed accennò la convocazione stati generali decidessero poi dopo
degli stati generali. I membri di es- il loro radunamento sul modo di
si furono esiliati a Troyes, ma in- raccogliere i voli. Ne fu intimata
di a poco richiamati: l'esilio a la convocazione a Versailles per il

\ille-Cotterets susseguito dall' im- dì 5 di maggio del 1789.


mediato richiamo, fu la sola mor- Siccome da questo passo ebbe
tificazione data a Luigi duca di origine la strepitosa rivoluzione,
Orleans promotore principale dei che cangiò più volte la forma del
tumulti eccitali in Parigi, de'sedio- governo francese, cosi ci permette-
si applausi ai parlamentari, e de- remo quanto abbiamo
qui, oltre
gli ostinati rifiuti di secondare le detto superiormente, un cenno del
mire -del governo. Lomenié di sistema governativo della Francia
Brienne ministro delle finanze, e a queir epoca. Essa dividevasi in
Lamoignon guarda-sigilii saivaron- Irentadue grandi provincie, e talu-
si colla Necker fu richiama-
fuga. ne tra esse ne racchiudevano altre
to ad amministrare l'erario, ed an- minori, amministrandosi ciascuna
ch' egli nell'adunanza degli stati ge- da un intendente: sotto l'aspetto
nerali indicò il solo rimedio atto militare però riparti vasi in quaran-
alle circostanze. Grave discussione ta governi. Il re riuniva nella sua
insorse pure sul metodo da osservar- persona il potere legislativo e lo
si nelle future deliberazioni, e sic- esecutivo; i suoi editti però dove-
come progetti da discutersi feri-
i vano essere registrati o dagli stati

vano idue primi ordini del clero e generali, o dai parlamenti, i primi
della nobiltà, i quali avevano esor- componevansi de'tre ordini della na-
bitante prepoderanza sul terzo sta- zionej cioè dal clero, dalla nobiltà
to, che sentiva dalle nuove misu- e dal così detto terzo slato, che
re alleviamento, si propose di ac- tutti i cittadini abbracciava non
crescere il numero de' rappresentan- inclusi nelle precedenti categorie, e
ti del terzo stato, sino ad eguaglia- dedicati al foro, alle lettere, al com-
re quello degli altri due ordini, e mercio, ed alle arti liberali, ovvero
di raccogliere i voti per testa, e industriali: essi però raramente e-
non per classe, come per lo avan- ransi convocafi, né mai emanarono
ti crasi usato. Diatribe insolenti, deliberazioni importanti. I parla-
sanguinose dissensioni, furono l'ef- menti che ne riempivano le veci
fetto della nuova questione. I no- erano corli sovrane di giustizia, che
tabili per la seconda volta adu- temperavano nella loro istituzio-
nati rigettarono l'innovazione del- ne la regia; ma negli ultimi tem-
FRA FRA 8i
pi il potere crasi aflfievolito, che pubblica era affidata a venfuna uni-
erangli permesse appena umili ri- vei'sità, ad una scuola militare, a
rhostranze al sovrano, e poche era- vari licei di medicina e di giuris-
no le modificazioni che si oltene- prudenza, ed ai collegi e semina-
vano; era frequente lo scioglimen- ri ecclesiastici.
to di tali corpi, come l'esilio dei Gli stati generali adunati a Ver-
membri, quando imprendevano a sailles, ove la corte soggiornava
cozzare col volere esternato dal re. nel di 5 maggio 1789, dopo lun-
Quattro erano i consiglievi ministe- ghe ed animate discussioni sui me-
ricili, cioè delle relazioni estere, dei todi da eseguirsi per la verificazio-
dispacci delle provincie ossia del- ne de' poteri, per l' esecuzione dei
l' interno, delle finanze, e del com- lavori, e per la collezione de' voti,
mercio. Un consiglio privato, tenu- nel 17 giugno si costituirono in
to dal cancelliere coli' assistenza dei assemblea nazionale, facendo scom-
referendari e dei consiglieri di sta- parire i tre ordini : ciò fii tutta
to, aveva il diritto di cassare i de- opera del terzo stato, che avendo
creti de' parlamenti e delle corti invitato gli altri due ad unirsi, ed
superiori . Le principali autorità avendo essi negato, si costituirono
giudiziarie e finanziarie erano : il in assemblea. Le misure di repres-
gran consiglio, la di cui giurisdizio- sione per impedirne le adunanze
ne estesa a tutto il regno risguar- col circondare di armati la sala
dava gli affiiri degli ecclesiastici e delle sedute, le proteste della no-
de' grandi ufficiali della corona, che biltà e del clero contro atti tanto
avevano il privilegio di evocazione; contrari alle basi dell' anfica monar-
i tredici parlamenti che enumeram- chia, furono inefficaci, mentre i de-
mo, le dodici camere de' conti, le putati convennero nella sala del
tre corti degli aiuti che giudicava- giuoco della palla, e nella chiesa di
no gli appelli in materia di finan- s. Luigi per continuare le deliberazio-

za, i due consigli superiori o tribu- ni, giurando di non separarsi prima
nali ordinari di appellazione, le cen- d'aver compiuta la costituzione e la
tottanta elezioni o tribunali per le rigenerazione pubblica . La comparsa
vertenze finanziai-ie di prima istan- del re Luigi XVI nella seduta del
za, i sessantaquattro giudici-conso- 23 giugno, ed i vani suoi sforzi
li stabiliti in varie città per giudi- e concessioni per separare i mem-
care singolarmente le questioni com- bri raccolti , che persistevano nel
merciali, una corte delle monete lavoro, ad eccezione della nobil-
con dieciottt) uffici subalterni , i tà e del clero che si separaro-
baliaggi reali presidiali, ed altri no, e poscia si unirono al terzo
tribunali ordinali per le controver- stato compiacere il re,
per non
sie civili in primo grado di giuris- produssero verun bene; i mem-
dizione; talune città si valevano bri raccolti fecero cessare la so-
del diritto scritto, talune avevano vrana autorità, e tiasfiisero ogni
particolari statuti, e quattroceuto- influenza morale ncW assemblea na-
iiovanta se ne contavano non solo zionale o costituente, deponendo i

diversi ma anche contraddittorii. fi- tre ordini nome di stati


il genera-
guai disordine osservavasi nella va- li. Fin da quel momento l'antica
rietà dei pesi e misure; l'istruzione monarchia francese fu distrutta, la
VOL. xxvii. 6
«2 FRA FRA
rivoluzione consumata ; e luttociò vitii personale, e rendere i diiitli

die partoiì d'assurdi e di delit- feudali redimibili, i membri, le cit-

ti ne fu soltanto la conseguenza tà, le Provincie gareggiarono nel


inevitabile. La viiluosa candiscen- distruggere le antiche costumanze,
denza di Luigi XVI , l'illimita- ne compi coli' abolizione de' privi-
ta fiducia nella nazioOe, l'essere legi il primo stadio. L'insurrezio-
disposto a qualunque sagriflzio per ne popolare del 5 e 6 ottobre fu
essa, il non }>ermettere che neppu- punto di scannare la regina nel
sul
re un uomo perisse per la sua cau- suo letto, tolse al re le sue guar-
sa, fu la regola della sua condotta, die, lo trasportò dalla villa reale
non che cagione delle sciagure della di Versailles nella capitale, ponen-
Francia e delle sue pi'oprie, seb- dolo sotto la sorveglianza del po-
bene in apparenza sembrassero sen- polo, incominciando la sua lunga
timenti lodevoli degni del suo bel prigionia nelle Tuilleries, donde
cuore. V
Granié, Histoire de l'as-
. passò nella torre del tempio: allo-
stiiihlée consliuiaiitede France, Paris ra dai ribelli si effettuò la muta-
1797. INel di i4 luglio colla presa zione dell'antico reggimento. La
della bastiglia, e coH'armamento del- Francia fu divisa in ottantatre di-
la guardia civica parigina, il popolo partimenti suddivisi in distretti, ed
s'impadronì del potere materiale, in cantoni; ogni
dipartimento eb-
ed il re presentossi a piedi e sen- be un'amministrazione centrale, ed
za corteggio all'assemblea per unir- un tribunale criminale; ogni distret*
si ed allontanò le trup-
alla nazione, to un amministratore particolare,
pe che volevano condurlo salvo a ed uu tribunale civile; ed ogni
Metz. Tale fiducia fece tacere i fa- cantone una giustizia di pace, ed
ziosi, il re fu applaudito, ed entrò un' amministrazione municipale; i
tiioufalmente in Parigi, preceduto giudici e gli amministratori ven-
da una deputazione di cento mem- nero nominati dal popolo. L'assem-
bri , e ricevuto dal famoso astro- blea nazionale abolì la tortura, di-
nomo Jjailly maire della capitale, chiarò di non riconoscere i voti
e da La Fayette comandante della monastici, aboh gli ordini regi
guardia urbana, fra le acclamazio- conosciuti sotto il nome di Leltres
ni della popolazione. Il maire fe- de cachet, le dogane interne, le

ce a Luigi XVI questo singolare decime, e i diritti feudali; riformò


complimento: » Il vostro avo En- la giuiisprudenza, riconobbe la li-

« rico IV conquistato avea il suo bertà de' culti, consagrò la libertà


M popolo; oggi il popolo ha conqui- individuale e l'eguaglianza propor-
« stato il suo re ". Arrivato Lui- zionale dei carichi pubblici, e sta-
gi XVI al palazzo della città vi bilì un sistema di finanza uniforme
ricevè la nappa, o coccarda nazio- e semplice.
nale, e fu accollo con entusiasmo Nella sessione del 2 dicembre
quando con essa al cappello com- furono posti alla disposizione della
parve alla finestra. La rivoluzione nazione beni del clero, e messa
i

così sanzionata procedeva a gran (juindi in circolo la carta moneta-


passi, e la sessione del 4 agosto, ta per riparare \\ dissesto delle fi-

in cui dietro la proposta del viscon- nanze. La rivolta propagata nei


fu
te de Auailles di sopprimere la ser- domiuii the la santa iiede aveva
FRA FRA S3
in Provenza, nella città d'Avigno- (L'ila rn'oluzhne francese tanto po-
ne e contea Venaissina, che l'as- liticache ecclesiastica, e della gran
semblea fece occupare malgrado le parte che vi hanno avuto i gianse-
proteste di monsignor Casoni vice- nisti, Assisi 1793; e Manzi, Isto-
legato poi cardinale , e quelle di ria della rivoluzione di Francia,
dieci e più mila buoni cittadini Firenze 1826. Mentre l'assemblea
cui fu risposto che il re avrebbe nazioaale molti decreti emanava
pensato d' indennizzare la corte l'o- offensivi 1' ecclesiastica gerarchia ,

raana; e indarno l'abbate Maury ch'essa apertamente voleva distrug-


poi cardinale difese con robusta e- gere in un colla religione, di tut-
loquenza le ragioni della Sede apo- to i zelanti vescovi ne informavano
stolica avanti l'assemblea nazionale. Pio VI. Temendo questi che i fran-
Ma nel tempo che questa sembra- cesi in tanta convulsione maggior-
va preparare dei gran beni, lasciava mente s'irritassero se avesse fatto
ogni principio religioso annullato, udir sua voce, pazientando pru-
la

i costumi all'ultimo termine di de- dentemente , piangeva le dolorose


pravazione, il diritto di proprietà vicende di si illustre regno, e fa-
minato dai suoi fondamenti; le fi- ceva fare apposite e pubbliche pre-
nanze, le flotte , le colonie in una ghiere, perchè Iddio vi provvedesse.
confusione estrema, cose tutte che Di però e del suo silenzio
tutto
si devono riguardare come la cau- commendato dal Barruel nel Jour-
sa principale delle calamità dalle nal ecclés. tom. II, pag. 200, rag-
quali fu poscia desolata la Fran- guagliò Pio VI il sagro collegio in
cia. L' incredulo Mercier nel suo concistoro, sino dai 20 marzo 1790,
libro intitolato, U anno i^^o, che con tenera ,
commovente e dotta
fu stampato nel 1768, sino d'allo- allocuzione, che si legge nella rac-
ra avea annunziato con piena chia- colta intitolala: Rescripta SS. D.
rezza tutto nefando progetto, che
il N. divina providenlia Pii Papa VI^
la miscredenza filosofica andava a editio novissima collecta, et aiicta
realizzar nell' assemblea di Parigi ab H. L. (Enrico Lodovico) IIu-
e tutte le inique massime del fu- lot praesbilero Rhemensi, Venetiis
turo regno fìlos-ofico rivoluzionario, anno aerae vulgaris que- i
799. Da
di cui la principal mira era il di- sta ultima ben si rav-
collezione
slruggimento della religione catto- visa con quanto zelo e con quan-
Parlando 1' abbate JauflFret
lica. ta pastorale sollecitudine abbia Pio
della morte di Luigi XV, avvenu- VI procurato per ogni mezzo che
ta nel 1774» fa un vivo quadro nella rivoluzione fatale della Fran-
dello stalo di questo regno per cia si mantenesse salva la religio-
circa sessanl'anni, nel quale si rav- ne cattolica, allora vacillante e scon-
visa quanto le cose si disponesse- volta nel regno.
ro alla rivoluzione, e gli scritti che Dopo tal concistoro il Papa
pubblicavansi erano tendenti non scrisse a diversi prelati francesi ,

meno alla distruzione de' troni, che ch^ egli conosceva per piìi zelanti

del santuario ; rimproverando di della gloria di Dio, esorlandoli al-


debolezza il governo, come immer- la costanza , e nel tempo medesi-
so ne' vizi e dominato dagl' incre- mo a sottomettersi con tutta la

duli. Veggasi il Gusta, Memorie rassegnazione alla divina provvi-


84 FRA FRA
denza. Nel breve che Pio VI a' 3 ( BarrUel. 2. Le schisine déclaré par
marzo diresse al cardinal de Roclie- M 179'- Sixième volume, to-
foucault arcivescovo di R.ouen, pres- me second, deuxième partie^ Con-
so Hulot pag. 5, per evitare mag- stitution Serment iiq\. Questa pre-
giori scandali, gli accordò la facol- ziosa raccolta contiene le pastorali
tà di dispensare dai voti religiosi di molti vescovi, e le scritture di
che dall assemblea erano stati sop- molli ecclesiastici , nelle quali si

pressi. E nel breve che Pio VI combattono con somma erudizione,


ai IO luglio inviò all' arcivesco- e con argomenti pienamente vitto-
vo di Vienna di Francia, egual- riosi, gli errori e le ingiustizie del-
mente presso Hulot p. 9 lo pregò
5 la Costituzione civile del clero. Una
a distogliere il re dall' approvare o simile collezione si ha col titolo :

sanzionare i decreti sulla CosùUiziO' Testimonianze delle chiese di Fran-


ne cii'ile del clero, dall'assemblea cia sopra la così delta Costituzio-
nazionale emanati a' I2 luglio, e dal ne civile del clero, decretata dal-
re poi sanzionati per violenza a'24 l assemblea nazionale, raccolte dal
agosto, la quale costituzione il Pon- dottore Giovanni Marchetti poi ar-
tefice nel breve de' io luglio al- civescovo di Andra e vicario apo-
l'arcivescovo di Bordeaux Girola- stolico di Rimini, col testo origina-
mo Maria Champion de Cioè, pres- le francese, e con noie, Pvoma nel-
so r Hulot pag.7, dichiarava op- la stamperia di Gio. Zempel i7<)r.
posta direttamente all' unità della In questa interessantissima collezio-
Chiesa cattolica, e tendente espres- ne si contengono le pastorali prin-
samente a rompere ogni vincolo cipalmente de' vescovi gallicani ,

e corrispondenza di unione fra la pubblicate al fine di ribattere l'at-

Francia e la santa Sede. Questa tentato che la nuova cosliluzione


costituzione civile, del clero, col ti- veniva a portare sopra tutto il si-

tolo: Code ecclésiast'ique francais, stema eoclesiaslico. Veggasi la lun-


fu inserita da Barruel nella sua ghissima lettera da Pio VI scritta
Collectioii ecclésiastique, ou Recneil agli II marzo 1791 al cardinal
complet des ouvrages faits diipniM arcivescovo de R^ochefoiicault, e ad
loiaerture des ètats généraux ré- altri vescovi delia Francia, riporta-
lattvenient au clerge, à sa cowili- ta dal citato Hulot a pag. ^1 lino
tutioii civile, decretée par rassem- a 97, nella quale il Papa con vasti
blèe nationale , sanctionée par le e sagra erudizione, ed incontrasta-
roi,premier volume, tome premier, bile verità, dimostra quanto la Co-
première partie. A Paris cliez Cra- stituzione civile del clero gallicano
part 1791. Seconde volume, tome sia opposta alla religione cattolica,
premier seconde partie, Constitu-
, ciò che ancora hanno dimostrato
tioii 1791. Troisième volume, to- alcuni scrittori. E pure da vedersi
me premier, troisième partie, Coii- il discorso del senatore Luciano
stitutiori Serment 1791. Quatrième Bunaparte fatto al tribunale in oc-
volume, coraprenant: i. Parallele casione di annunziarvi il concorda-
des révolutions, par M. l'abbé (Ma- to col Pontefice Pio VII nel 1802,
rie Nicolas Silvestre) Guillon, pre- Inoltre Pio VI si rivoltò al re
te parigino, ed estensore di que- Luigi XVI con un breve de' io lu-
sta raccolta insieme coli' abbate glio, inserito dall' Hulot nella sua
FRA FRA 8^

raccolta a png 6, nel quale lo e- zionale, approvò sebbene contro sua


soilava a non lasciarsi sorprende- voglia la costituzione civile del cle-
re nel sanzionare i decreti dell'as- ro. Con amaiissimo rincrescimento
S(!mblea nazionale riguardanti il ricevette Pio VI dal re medesimo
(loro francese, poiché nel sanzio- questa notizia ,
per la quale tosto
avrebbe condotto la Francia
narli Ib rimproverò, facendogli vedere i

alio scisma, non essendovi potere inali gravissimi a' quali con siffat-
alcuno temporale che fosse autoriz- ta approvazione aveva esposto il
zato a variare la dottrina della suo regno, la religione e sé mede-
(hiesa: in (Ine gli diceva il solle- simo con breve de' i settembre
,

cito Pontefice,
che se tanto avea presso r Hulot a pag. 20, nel qua-
sua maestà ceduto in benefìzio dei le fece in tal modo spiccare l'evan-
suoi popoli , cioè di que' diritti gelica libertà, eh' esso sarà sempre
ch'erano suoi propri e della sua un monumento del suo pontifìcio
cotona, non poteva tuttavia in ve- instancabile zelo. Questa saggia con-
riui conto per ri-
fare lo stesso dotta di Pio VI è ben rilevata con
guardo a ciò ch'era dovuto a Dio lode dall'abbate Barruel, nell'arti-
ed alla sua Chiesa. Restò il re va- colo : De la conduìle da Pape
cillante con questo breve, non sa- dans les circonstances présentes, nel
pendo a qiial partito appigliarsi , suo Journal ecclés. tom. II pag. _,

mentre veniva fortemente pressato 104. La costituzione civile del cle-


dall'assemblea ad approvare la co- ro , che riduceva i vescovati, va-
stituzione civile del clero, nella qua- riava le circoscrizioni delle diocesi,
le tutti gli ecclesiastici, a norma sopprimeva i capitoli, e faceva mol-
diquanto in essa si prescriveva, do- te altre ecclesiastiche e perniciose
vevano prestare giuramento civile, innovazioni, piodusse gravissimi dis-
che ai diritti della Chiesa si opponeva. pareri , eh' ebbero poi funestissime
l^iima però di apporvi Luigi XVI la conseguenze. Pure la festa della fe-
sua renderne inteso il
ralifìca, voile derazione celebrata nel campo di
Papa della sua dubbiezza, e sentirne Marte il i4 luglio 1790, anniversa-
il suo consiglio ma perchè l' im- ; rio della presa della Bastiglia, e la
portanza dellalfare non dava luo- serenità con che il re, la regina e
go a Pio VI di darne subito de- la famiglia leale vi presero parte,
cisa risposta , egli si contentò di guidavano a speranze d' una since-
I ispondere sul momento al re, con ra riconciliazione. Luigi L' infelice
letterache 1' Hulot riporta a pag. XVI accordava tutto, sperando di
i6, per avvisarlo che avea stabili- salvare alcima cosa, e sagri fica va
to una congregazione di venti car- lo stato per compassione de' parti-
dinali per esaminare, discutere, e colari minacciati o perseguitati in
lissare quanl' era necessario a cosi tutte le parti della Francia. La re-
rilevante oggetto. Non vedendo po- ligione sola lo avrebbe salvato dal
scia il re alcuna risoluzione per naufragio, se raccoltosi nell'asilo in-
parte di Roma, la quale aveva h\~ violabile della sua coscienza , ed
sogno di piìi tempo per le neces- assicurato com'era di essere soste-
sarie sessioni della predetta con- nuto dalla maggioranza del popo-
gregazione ,
ed essendo continua- lo tuttavia cristiano, avesse ricusa-
Diente pressato dall^ assemblea na- to di confermare gli accennali de-
86 . FRA FRA
creli spogliatori della Chiesa , e U fermezza, ed emano la coslilnzion^

coslituzione civile del clero. Ma due del 1791- Il popolo esercitava con
ministri di stato, ed anche eccle- essa il diritto di elezione dei rap-
siastici, gli occultarono molte lette- presentanti, a' quali spettava l'eser-
re del Papa, che condannavano le cizio della facoltà legislativa , ma
*
dette innovazioni. la regia autorità vi era soverchia-
Intanto a' 20 maggio 1791 fu- mente ristretta. Dopo essere siala
rono in Mantova con la famosa di- sospesa la sua autorità reale a Lui-
chiarazione gettate le basi di una gi XVI, prese lo statuto ad
egli
prima coalizione contro la Francia, esame, ne pronunciò la solenne
e
mentre Luigi XVI istruito final- accettazione, e confermollo nel di-
mente troppo tardi sui progetti dei scorso pronunziato al pubblico il
faziosi, ed incoraggiato dai piìi fe- dì 29 settembre, allorché l'assem-
deli suoi servi, si determinò di fug- blea costituente si dimise dalie sue
gire dalla capitale, e cercare un funzioni. La nuova assemblea na-
asilo sidla frontiera da dove po- , zionale legislativa si radunò nel
tesse trattare col suo popolo. Par- primo ottobre 1791, e ricevette
ti a' Il giugno 1791 , e ad onta con solennità il libro della costitu-
delle usate precauzioni, fatalmente zione, che doveva guidale al caos
fu riconosciuto a Varetmes, arre- il pili disordinato della feroce anar-
stato e condotto a Parigi in mez- chia, giurandone 1' osservanza. Nel
zo agli oltraggi ed alle violenze. medesimo anno il Papa Pio VI sti-
V. V Histoire de l' évéaement de mò necessario di spiegare l'animo
Vairnnes mi ixjuin 1791, par le suo apostolico contro decreti coi i

coni te de Seze, Paris i843. Nondi- quali si conculcavano tutte le leggi


meno tale evento intimorì alcuni del domma e della disciplina ec-
de' suoi persecutori , tremando pel clesiastica : egli aspettava il ricorso
disciedito e pubblica indegnazione ed il sentimenlo de' vescovi france-
in cui era caduta 1' orgogliosa as- si ,
per manifestare con maggior
semblea costituente, cui successe la opportunità la voce del vicario di
legislativa. Dal seno pertanto del- Gesù Cristo, ed a ciò dierono oc-
Iassemblea costituente siuse il par- casione trenta di que' zelantissimi
tilo repubblicano a combattere l'al- prelati, deputati all'assemblea na-
tro moiiarchico-costituziunale, i cliibs zionale, per avere il sentimenlo del
òtt giacobini , de' cordelieri, de' fo- successore del principe degli apo-
giianti , de' girondini destarono la stoli. A' 3o novembre 1790 sotto-
guerra civile, ed il campo di Marte scrissero e gli spedirono V Esposizio-
fu insanguinato per reprimere la ne de' principii della co'ilituzione
nuova insurrezione. Il re (u prowiso- civile del clero, la quale costituzio-
naaiente sospeso, e la Prussia, ì' Au- ne era stata formata dai teologi
siria ed il re di Sardegna strinsero repubblicani le Camus, Treilhard
CDufro la Francia nel dì 27 luglio Martineau e Maillane coli' incom-
d famigerato trattato diPlinitz, che petente autorità della predetta as-
preparò l" invasione della monar- semblea nazionale , e richiesta con
chia, incominciando la insurrezione impero di essere mantenuta con
d dia Vaitdea. La nuova assemblea giuramento dai deputati Baruave
Itgislativa però procede oltre con proleslante, e Rebaud de Saint-E-
FRA FRA 87
tienile ex-ministro calvinista. Veg- tion civile du clergé, par les évc-
gnsi ìi BaiTuel nel suo Journal (jues deputés, suivie de la lettre des
lom. I, pag. 5i. Préjngés legitimcs mémcs évèfjues en reponse au href
,

sur la constitution civile, et le scr- du Pape, cu date du tnars 1791 1 i

ment exigé. dit rlergé. et de la lettre de 31. Varchéveque


L'autore della Esposizione dA d'Aix, en reponse au href du Pa-
principii sulla costituzione civile citi pe Pie FU
cu date du i5 aoilt
clero fu monsignor tle Boisgelin ar- 1801, quale è ancora riportala
la
civescovo di Aix poi cardinale e ,
dal Barruel nella menzionata Col-
arcivescovo di Tours, deputato al- lection ecclésiasticpie , ou recueil
l'assemblea nazionale, ed uno dei compiei des ouvrnges fails .... ré-
trenta prelati in essa sottoscritti. lativement au clergé, à la Constitu-
Egli vi difendeva e rivendicava i tion civile ec. voi. I, t. I, par. I, pag.
veri principii della Chiesa senza )5i e seg. A questi vescovi dun-
una
querele, senza amarezze, e con que rispose Pio VI con breve de-
moderazione ed una solidità, che gliII marzo 1791, nel quale emu-
avrebbe potuto ricondurre al giu- lando il coraggio, lo zelo e la dot-
sto sentimento gli spiriti meno pre- trina Leoni e dei Gregori i
dei
venuti. La sua esposizione reclama- grandi eruditamente confuta, e
,

va la giurisdizione essenziale alla maestrevolmente abbatte e condan-


Chiesa, il diritto di fissare la di- na gli errori che nella Costituzio-
sciplina, di fare de'regolamenti, di ne civile si contengono, la quale
istituire de' vescovi, e dar loro una ancora fu dichiarata un estratto di
missione giuridica, diritti che inte- molte eresie, nel breve diretto al
ramente rubavano alla Chiesa i de- cardinal de Brienne arcivescovo di
creti dell' assemblea nazionale: cen- Sens, dove lo rimprovera di aver-
to e dicci vescovi francesi, la lista ne fatto il giuramento. Il breve di-
de' quali è presso il Barruel nella retto a' vescovi lo riporta il Bar-
sua Collection ecclésiastiaue, voi. I, ruel, Journal tom. II, mai 179' ,

tom. I, par. I, p. 236, 24^^ con p. 91, con una nota sulle diverse
molti altri ecclesiastici nel numero traduzioni che ne furono fatte in
di novantolto, per combattere coi Francia molto difettose; lo riporta
loro scritti la dottrina del partito pure r Hulot nella citata raccolta
dell'assend^lea, ed attaccare l'aulo- a pag. 4'- Sul breve poi al cardi-
re della nuova Costituzione civile nale de Brienne si può consultare
colle proprie sue armi, si unirono il Barruel nelle sue Observations
a' trenta vescovi della medesima as- sur la lettre pastorale de 31. Ro-
semblea, onde la loro Esposizione bert ( Thomas Lindet, cure de Ber-
divenne un giudizio di tutta la Chie- nay diocèse de Lisieux, par la g: ace
sa gallicana. Ma
nemici della reli- i de la constitution se disant anjour-
gione continuavano sempre la mar- d'hui) V évèque (ìnlvm) du dépar-
cia per abbatterla. Su questo argo- temenl de l'Eure aux fide les de son
mento si può consultare lab. L. F, diocèse. Journal ecclés. mai 179'!
Jaullret nelle sue preziose i^/e/noiVe5 tom. Il, p. 5 e seg.
pour servir à l' Histoirc. ecclés. da Pio VI di questa sua pastorale
siede XF III, tom. II, pag. 352 e fermezza avvisò ancora il re Lui-
seg. ; V Espositioii sur la Conslitu- gi XVI, con breve de' io mar-
ss FRA FRA
zo ,
presso V Hulot a pag. 97 religiosi e di tutta la comunione
col quale gli ricorda il giuia- cattolica, ciò che con ditVusione trat-
inento che nella sua coronazione ta il Jauffret, Méinoires tom. 1!, p.
avea fatto di difendere e conser- 871 e seg. Nello stesso gim-no Pio
vare i privilegi canonici della Chie- VI spedi quel medesimo breve ai
sa e de' vescovi, al quale il re a- vescovi della Corsica, presso 1' Hu-
vea contravvenuto nel sanzionare i lot a p. I?. 3, dove ancora erasi ab-

decreti dell'assemblea, manifesta- bracciata la costituzione civica. A


mente opposti e contrari ai diritti riparare quindi ai molti mali de-
di §anta Chiesa. Con altro somi- rivanti dai decreti dell'assemblea
gliante breve de' i3 aprile, presso nazionale, provvisoriamente Pio VI
r Hulot a p. 106, diretto ai vesco- spedi a' vescovi della Francia un
vi, al clero ed al popolo francese, breve dato a Teriacina a' io mag-
Pio VI condannò tutti gli ecclesiasti- gio 1791, presso r Hulot a p. i54>
ci che prestato aveano il detto giura- col quale concesse loro molte fa-
mento civico, sul quale bisogna qui coltà, e da esse si ravvisa quanto
rammentare con gloria dell'episcopa- in questo regno fosse diminuita la
to gallicano, che di cento treutacin- religione cattolica poiché quelli ,

que vescovi della Francia, quattro che la conservavano erano costret-


solamente si arrolai'ono col loro ti, come i cristiani della primitiva
giuramento civico sotto gli stendar- Chiesa, a praticarla di nascosto. Le
di della nuova condannata costitu- stesse facoltà furono ampliate dal
zione, i quali furono il cai'dinal de cardinal Antonelli prefetto della
Biienne arcivescovo di Sens ed i ,
congregazione di propaganda fide ,

vescovi de la Font de Savine di con rescritto de' 18 agosto, presso


Vivici s de Jarenle d' Orleans e
, , r Ilulut a p. 1 56, dal cardinal Ze-
de Tallejrand Périgord d' Autun ,
lada segretai'io di stato, con rescrit-
dei quali gli ultimi due già con-
,
to de''26 settembre, presso l'Iiulot

sagrati vescovi , si ammogliarono ,


a p. 157, e presso il Barruel, /L»»^/^.

ne la condotta di tutti quattro tom. Ili, p. 367, col quale le comu-


insieme poteva dar gran lustro al- nicava ad alcuni di que' vescovi
la nuova Chiesa rivokizionaiia, co- che lo consultavano sulla condotta
me osserva il Jaufìret, Méinoires p. che dovevano tenere, per riguardo
364 e seg. Condannava ancora Pio a' battesimi , a' matrimoni ed alle
\I tutti vescovi intrusi, ch'egli
i sepolture de' fedeli ,
le quali fun-
in detto breve nominava , dichia- zioni erano costretti dall'assemblea
randoli sospesi e scismatici per la medesima a pairochi in-
farsi dai
loro illegittima consagrazione. Con- trusi. Nel concistoro poi de '26 set-
futava pure vittoriosamente molti tembre i''9i , il Papa degradò e
articoli della Costituzione civile del depose dal cardinalato il suddetto
clero, siccome manifestamente con- de Brienne.
trari ai principii della Chiesa cat- Dalla nuova assemblea naziona-
tolica, rovescianli i dommi piìi sa- le legislativa i germi delle fazioni
gri e la disciplina più solenne della pullulavano ognor piìi rigogliosi, e
stessa Chiesa, e che disti uggevano i preparavano lotte sanguinose del
diritti della Sede apostolica, quelli repubLlicanisino co' partigiani della
de' vescovi , de' preti , degli ordini costituzione. La real corte entrata
FRA FRA 89
in difTidenza, lungi dal sostenere i nio del re e di tutta la sua fami-
costituzionali moderati, favori la glia, tranne i fratelli ch'eransi ri-

nomina del girondisla Petion a fugiati altrove, che cagionò il mas-


maire di Parigi j ma il re titu- sacro degli svizzeri, la convocazio-
bando sempre nel vario cangia- ne d'una Coìivciìzione nazionale^
mento del suo ministero, prestossi cui alcuni chiamarono adunanza
ad intimare alle potenze estere il di furie d'inferno, la destituzione
disciogliniento degli eserciti che si de' ministri, la sospensione del re
riunivano ai confini francesi, e non trasportato alla Ione del Tempio,
contento AeW uldinatiini comunica- e distrusse col trono costituzionale
to dal gabinetto austriaco, si recò ogni sociale guarentigia. La regina
nella seduta de' 20 aprile 1792 a Maria Antonietta, suoi figli Ma- i

pioporie la Fran-
guerra contro ria Teresa Carlotta, e Luigi Car-
cesco li succedalo allora a Leopol- lo delfino duca di IVormaudia, non

do II nel regno d' Ungheria e di che Elisabetta sorella del re divi-


Boemia. La proposizione fu accol- devano la prigionia del monarca,
ta con gioia dall'assemblea e ne , e ne aumentavano l' amarezza coi
risuonò il grido per tutta la Fran- loro patimenti. Tutti i sagrifizi
cia. Si tentò il 20 giugno la nuo- pubblici o personali cui Luigi XVI
va insurrezione questa giornata
: fatti aveva al suo amore per la
anniversaria delle rivoluzioni prese pace, tutte le concessioni estorte al-
dall'assemblea costituente nella sala la sua debolezza, non avevano ser-
del giuoco della palla, ne sommi- vilo che per eccitare la rabbia dei
nistrò il prelesto colla celebrazione faziosi, e per accrescere la loro au-
di una festa civica, in cui vedevasi dacia. Intanto Luigi XVI beisa-
erigere l'albero della libertà. Un'or- glio di tutte le piìi inaudite inde-
da armata di ottomila popolani si gnità, insulti e bassezze, tranquillo
presentò all'assemblea, lamentando in mezzo a tanti pericoli, ed inac-
l'inazione delle armate, ed accu- cessibile a tanti oltraggi, opponeva
sando il re di connivenza. Condot- a' suoi fieri persecutori la tran-
ta da San terre, e dal marchese di quillità dell' anima sua, ed il co-
Saint-Horugues investì il domicilio raggio che gl'ispirava la sua tede
reale, e fece temere i più terribili religiosa. L' Eurcjpa frattanto inu-
eccessi ; ma la fermezza del re, e tilmente avvertita, gelosa o distrat-
la fiducia con cui presentossi in ta, lasciato avea consumare il gia-
mezzo a loro, la popolarità fami- ve scandalo, che le preparava più
gliare che dimostrò a' cittadini, e tardi crudeli umiliazioni: costretta
l'ariinga di Pelion accorso al tu- alla guerra armato aveva, ma de-
multo, giunsero a dissipare l'altnip- bolmente e senza accordo.
paraenlo. Tuttavolta il manifesto La Fayetle ch'arasi accinto a
impetuoso del duca di Brunswick, sostenere il sistenia della monar-
e i'avanzamento delle truppe prus- chia temperata, dovette abbando-
siane nel territorio francese esalta- nare a sé stessa una nazione eb-
rono maggiormente gli spiriti , e bra de' suoi successi anteponendo ,

liei di 10 agosto si consumò l'in- il proprio sacrifizio alla civile re-


surrezione democratica di ventimila sistenza. La sanzione de' decreti
arnìati, cli'cransi proposti l' ussassi- contro il clero, e contro gli cmi-
go T'KA FilA
grati fino allora impedita dal regio rato il re soggetto alla giustizia de!
i'cto, la dislruzioiie degli emblemi popolo sovrano, né avessero olferto
della Luoiiarcliia, l'abolizione della r illustre vittima in olocausto alla

nobiltà ftiiono i primi passi , che nuova divinità della repubblica che
succedellero la nuova rivoluzione. andavano preparando. Luigi XVI
1 terroiisli piofiltarono delle noti- si era tolto il mezzo di vivere da
zie allarmanti , che venivano dal re volle morire da santo, né più
;

campo prussiano, per armare i cit- potendo cosa alcuna per la Fran-
tadini sotto il pretesto della comu- cia, le lasciò grandi esempi reli-

i)e difesa, meditando frattanto i giosi.

più atroci massacri, dopo il grido Sempre più era convinto Pio
della occupazione di Longwy e di VI, che la religione cattolica nel-

Verdun , mandati li 2 settembre l'attuale rivoluzione della Francia


ad effetto. Una compagnia di tre- andava a gran passi a mancare, e
cento sicari pagati dalla comune che tutto era in essa diretto a que-
eseguirono per tre giorni continui sto fine , coir estinzione totale di
l'orrenda strage di tutti i prigio- ogni culto e di ogni suo ministro.
nieri racchiusi nelle prigioni del A tutti era già manifesto, che l'e-
Carmine furono massacrati
, ove secrando piano dell'irreligioso Di-
tre vescovi, e cento quaranta pre- derot, il quale molto prima altro
ti, dell' Abbadia, della Concergie- non desiderava di vedere, com'egli
rie, della Forza. Intanto l'armata spesso diceva, che l'ulttnio de' suoi
di Dumouriez ai confini rinforzata re strangolalo cogli intestini del-
dai generali Kellerman e Beur- l' de suoi preti, passato fos-
ultinio
nonville sommava già a sessanta- se dal cuore di quest' infame let-
mila uomini, e nella battaglia di terato, in quello di Gondorcet, di
Valmy, sebbene insignificante, l'en- Manuel, di Massimiliano Robespier-
tusiasmo nazionale impose ai prus- re, e di Paris, e di
tutti com- i

siani, e li decise alla ritirata, men- ponenti grandadunanza de' mae-


la

tre Gustine invadeva gli elettorati stri rivoluzionari, come si esprime

ecclesiastici dell' impero, Montes- r ex-gesuita Fantin des Odoards


quieu la Savoia , ed Anselmo la neir imparziale sua Storia della
contea di iS'izza. Dopo alcuni ten- rivoluzione francese, che in più vo-
tativi, fortunati dapprima, e presto lumi fu stampata per ordine del
impediti da brighe di cui non si governo consolare di Francia, ad
penetrò mai l'essenza ed i mezzi uso delle pubbliche scuole di Fran-
l'esercito collegato ritirossi dal ter- cia ; ond'altro da loro non si po-
ritorio francese,dove la sua ap- teva aspettare, che l' infelice rove-
parizione altro non aveva fatto che sciamento della disciplina e del
aumentare il furore de' suoi nemi- domma. In fatti con un solo de-
ci, ed aggravare la condizione del creto dell'assemblea legislativa lestò
le e le disgrazie della Francia. Da distrutta l'opera di tanti secoli,
tale momento Luigi XVI fu per- cioè tutti gli ordini religiosi, tutte
duto, né altra corona dovè atten- le congregazioni morali , tutte le
dere che quella del martirio. I fa- confraternite, e quasi ogni memo-
ziosi tenevano che nulla si fosse ria di religione cattolica , facendo
operato finché non avessero dichia- sopra tutti gli ecclesiastici che la
FRA FRA 91
sostenevano, una carneficina si cru- tiranno, vi fu un esempio di cos\
dele, che la niauu s'inorridisce al spaventosa carneficina ?

solo accennarla, onde per la storia Or Pio VI in questa dolorosa


degli orrendi massacri del clero catastrofe, in cui la principal mira
francese, si vegga il fiancese I3ar- del governo francese d'allora, era
luel che ne compilò la storia con la totale distruzione dell'antica loro
ecclesiasticalibertà, nel tempo che religione, spedi un breve de' ic)
dimorava nell'Inghilterra, dove si marzo (presso l'Hulot p. i8g) al
era ritirato, per non restar vittima clero e popolo francese , in cui
anch'esso di questa fiera persecu- trionfa non meno il suo zelo, che
zione. Il fanatismo, l'irreligione, la ragione, appoggiata e convalidata
J'empietàj la barbarie più inaudi- con sagra erudizione della più anti-
ta e crudele, furono capaci di sov- ca inconcussa ecclesiastica discipli-
vertire in pochi momenti que' cuo- na. Dopo avere ammirata la loro
ri, che prima si decantavano per costanza , ed il coraggio con cui
saggio della gentilezza, dell'umani- avevano resistito alle atroci irre-
tà, della dolcezza, e della ge^iero- ligiose minacce dello slesso gover-
sità , di cui l'anteriore ne storia no, il Papa li esortava vivamen-
presenta gli esempli. Eppure a me- te alla perseveranza, e a richiamar
moria dell'età futura bisogna qui col loro cristiano esempio al retto
darne qualche idea irrefragabile sentiero quelli che da esso avesse-
lasciataci da uno spassionato fran- ro traviato
. , e seco loro si ralle-
cese. Il Montjoie nella sua His Coi- grava per le molte ritrattazioni
re de la conjuration de Maxiini- dal loro zelo acquistate da infi-

lien Robespierre, Paris 1801, nel nite persone, le quali per la spe-
tom. pag. 64, parlando dell'in-
IJ, l'anza di caduchi beni, e per ti-

fame massacro delle vittime della mor de'pericoli, erano cadute nello
rivoluzione di Francia, dice che i scisma, onde Pio VI protestava di
calcoli più moderati fanno monta- riammettere colla maggior dolcez-
re a trecento il numero delle te- za alla comunione della Chiesa
ste, che ne' soli sei ultimi mesi del- quelli lutti, che dato avessero sicu-
la tirannia di Piobespierre cadeva- re prove del loro ravvedimento, e
no giornalmente, onde in detti sei però richiamava nuovamente a'ioro
mesi cinquantaquattro mila infelici doveri, nel termine di due mesi,
perirono sotto la guillottina. Si va- tutti que'vescovi e preti che trop-
lutano a centomila il numero dei po deboli si erano dimostrali nel
francesi,che in alcuni mesi furo- sottomettersi alla nuova Costìluzio-
no massacrati ne' dipartimenti del ne civile del clero, dall' assemblea
mezzogiorno, a duecentomila quelli prescritta, dopo i quali due mesi, e
che nello stesso tempo furono guil- dopo un termine simile di moni-
lottinali nel Lionese e nel Forez. sottoponeva tutti gli osti-
torio, egli
Il solo sanguinario Carrier, satellite nali alla scomunica da'sagii cano-
furioso dell' inumano Robespierre, ni fulminata non meno contro gli
fece dare la morte a quarantamila eretici, che contro i fautori anco-
de' suoi concittadini. In qual secolo ra dello scisma.
della barbarie, soggiunge il pre- Quindi sollecitato il santo Padre
detto scrittore francese, e sotto qual dai vescovi francesi, con lettera dei
02 FRA FRA
i6 dicembre i
791, ad accordar lo- capi dello scisma di quella nazione,
ro ìli circostanze lauto infelici, piti ne liserbò Pio VI a sé solo, o suoi
yinple e più estese facoltà del con- successori l'autorità di assolverli.
suetoj egli con altro breve del JNello slesso breve il Pontefice
giorno predetto 19 marzo (presso palesava la sua afflizione per l'o-
J'IInlot p. 2o5) gliene concesse in stinazione de' quattro antichi ve-
gran numero, e con alcune con- scovi nel partito che avevano prc'
dizioni, che il medesimo Hulot ri- 80 obbrobrioso di unirsi alle mire
porta a pag. 207. Una così stiaor- dell' assemblea nazionale, e per
dinaria condiscendenza di Pio VI, l'insolen/a di quelli, che intitolan-
ili cui nella stoiia ecclesiastica si dosi vescovi costituzionali , sem-
trovano rari e.»empi, non soddisfe- bravano darsi loro stessi un nome
ce pienamente le richieste di quei di partito, contrario alla Sede apo-
juelati, giacché domandando essi stolica , che parlavano per deri-
l'ia le altre facoltà, ancor quella zione della comunione colla
loro
di assolvere gli ecclesiaslici intrusi, santa Sede medesima, e declama-
e credendo che il Papa di questa vano contro il Papa, che li esorta-
8i fosse dimenticato, gliene replica- va a ravvedersi , ed a soddisfa-
rono la richiesta. Egli adunque in- re pienamente la Chiesa. In fine
dirizzò ad essi un altro bieve dei condannava loro scritti e fra gli
i

i3 giugno (presso l'Hulot p. 222), altri V Accora des vrais principes


nel quale li avvisava di non esser- de VEglìse, de la morale, et de la
si punto scordalo, ma che non l'a- raison, sur la constitution civile du
veva fra le altre facoltà inclusa clergé ,
par le.s évécjues des de-
perchè questa ad esempio di quan- partemens, mernbres de V assem-
to era stato praticato in diversi blée conslìluante j nel quale die-
concili della Chiesa, doveva essere ciotto di questi vescovi, con l'intru-
iissolulamente riseibata all' auto- so vescovo di Parigi monsignor
rità Ciò non ostante, do-
pontificia. Gobel alla testa, procuravano di
po aver riportalo nel suo breve rispondere all' Exposiùon de'tren-
alcuni lumiiiusi esempi dell' antica taquattro vescovi; ma null'altro fa-
Chiesa , unifurmaiidosi al conci- cevano, che radunare con manife-
lio Alessandrino, presso il Labbé sta ostinazione i sentimenti erronei,
Conci!, toni. IH, col. 343, accordò scismatici ed eretici, da lungo tem-
loro la facoltà di assolvere i sacer- po prima confutati e proscritti.
doti intrusi e .scismatici del secon- Sulla scrittura /^ccor<i ec. , veggasi
do ordine, purché avessero prima Jaiiffret, lìlemoires, tom. II, p. 376,
abiuralo il giuramento civico, e e Darruel che la confuta con una
tutti gli errori contenuti nella nuo- lunga lettera all'intruso Gobel, ch'e-
va costituzione civile del clero, a- ia uno de' dieciotto sottoscritti ;

vessero giurata obbedienza alla san- nonché l'opera intitolata: Causa


ta Sede, ed a' vescovi legittimi, ri- de:" vescovi costituzionali della Fran-
nunziato alle parrocchie usurpate, ed cia in risposta al libro intitolalo:
eseguito tuttociò in pubblico, per Accordo dei veri principii della
riparar lo scandalo da loro dato ai Chiesa, 1795.
fedeli. Riguardo poi a'vescovi intru- Or siccome gì' intrusi avevano
si, Q consagrauti gì' intrusi, come fallo girare un finto breve di Pio
FRA. \)%
VI, colla falsa data di Roma de'i de'brevi di questo Pontefice contro
aprile, nel quale veniva questo Pon- lo scritto di un religioso tedesco, nel-
tefice a dichiarar falsi tutti i pre- la quale sicontavano oltre a cento-
cedenti suoi brevi , ad approvare ventotto vescovi della Francia ch<;
la Cosdtuzionc civile del clero , avevano ricusato aderire al nuovo
ed insieme ad esortare i popoli a ordine di cose, ventiquattro cardi-
sottomettersi a' vescovi ed ai par- nali, cinquanta vescovi dello stato
rochi costituzionali, così il Ponte- pontificio, tredici di diversi luoghi
fice nel predetto breve de' 1 3 giu- dell' Italia, dieci della Germania ^

gno avvisò i mentovati vescovi di nove de' paesi vicini, quattro della
non lasciarsi sedurre da un s\ sfac- Savoia, quattro del contado d'Avi-
ciato inganno del fìnto breve, che gnone, sette della Spagna, quattro
egli condannava avvertendo nello , vicari apostolici nell'Olanda e nel-
stesso tempo, che gli audaci fab- l'Inghilterra ; r arcivescovo di Du-
bricatori del falsificato breve, non blino, quello della Piata in Ame-
pensando a poter essere facilmente rica, due vescovi della China, e sei
scoperti nella loro sciocca menzo- in parlibus, in tutto duecento ses-
gna, senza prevedere i' errore che sanlatre prelati, ai quali si potreb-
li tradiva, lo pubblicarono dato in bero aggiugnere ancora alcuni ve-
Roma presso a s< Maria Maggiore scovi dell'Irlanda, ed altri vicari a-
a'2 aprile 1792; quando appunto postolici della Scozia.
Pio VI in quel tempo, non in s. In questo modo i primi pastori
Maria Maggiore cioè nel palazzo si uniscono al loro capo. Il corpo
Quirinale, ma bensì a s. Pietro episcopale aderisce alla decisione del
in Vaticano faceva la sua residen- Vicario di Gesù Cristo, ed il giu-
za, dalla quale avrebbe segnato quei dizio della santa Sede diviene quel-
breve, se fosse sfato suo, com'è l'u- lo di tutta la Chiesa. Una siffatta
so costante de'Pontefici da più se- autorità decide interamente la que-
coli a questa parte. E chi nei se- stione de' vescovi costituzionali, e
coli avvenire non avrebbe dato fe- non permette più il minor dubbio
de a questa scelleratezza, se non la a' fedeli, istruiti dell'ordine stabili-
trovasse contestata da questo breve, to nella Chiesa, e del potere dei
ma dalla sola storia con artifizio- primi pastori sulle cose della fede:
so dolo registrata ? su questo punto veggasi il Jauffret,
Ricorsero pertanto i vescovi co- Memoires tom. II, p. 385. Sembra
stituzionari ad un altro de'suoi ver- adunque, che con decisione sì chia-
gognosi raggiri, cioè di protestare, ra si potesse dire con s. Agostino,
che se il Papa li aveva condanna- serm. 1 de verb. Aposlolor. » Jam
ti, questa condanna non poteva a- >' enim hoc de causa duo concilia
ver forza alcuna, se non era rati- » missa sunt ad Sedem apostoli-
ficataper la Chiesa, e che questa « cam ; inde etiara rescripta vene-
non aveva a tal proposito pronun- » runt; causa finita est; error u-
zialo cosa alcuna. Ma fu anche tol- " tinam aliquando fìniatur ". La
to loro questa risorsa. Si raccolse- Francia ha sentita la voce de'suoi
ro i nomi de' vescovi, che si erano pastori, la Sede apostolica è stata
uniti al giudizio di Pio VI, e se consultata, ed ha giudicato, la cau-
ne pubblicò la lista, in una difesa sa è terminata; potessero i france-
9 i FRA FRA
si veder cos'i (lui lo l'errore! Eppu- altri erano ammogliali
si onde ;

re questo in v«;ce ili terminare cre- circa quaranta di questi falsi ve-
sceva sempre piìi. K nolo come l'in- scovi si trovavano in qualcuna di
truso Gobei in comp;ii;;ni;i di altri di queste classi. Ma ciò che piìi
pieti e del cappuccino (Jiabof, com- interessa al nostro proposito, mol-
parirono a' 7 novendjre 1793 di- ti altri ritornarono all'unione del-
nanzi alla convenzione nazionale, la Chiesa; fra questi Fauchet, detto
abiurando solennemente il cristiane- vescovo di Calvados, famoso per
simo e il suo sacerdozio, dichia- l'ardore del suo patriottismo rivo-
randosi atei. In quel giorno la con- luzionario , e per la stravaganza
venzione emanò il decreto col qua- de'suoi discorsi, nella sua prigione
le ordinò che si sostituisse un cul- altamente protestò nel 1793 il pen-
to ragione\'ole al cullo cattolico. timento delle sue mozioni civiche,
Seguirono allora le ributtanti pro- del suo giuramento, della sua in-
cessioni di Hehort, (^haumette e lo- trusione al vescovato, e degli altri
ro compagni mascherati cogli abiti suoi misfatti . Lamourette, detto
sacerdotali, portando in trionfo per vescovo di Rhone e Loire, giusti-
nuova divinità famosa danza-
una ziato alcuni mesi dopo Fauchet,
trice di teatro avviluppata in un aveva sottoscritto a'7 gennaio 1794
velo, la quale fu condotta dalla sa- una dichiarazione, dove si confes-
la della convenzione nella chiesa sava colpevole, per aver ricevuto
metropolitana di Parigi, e colà sa- la consagrazione episcopale, occu-
lutata quale Dea della ragione.: l'e- pato una sede che non era vacan-
sempio dato in Parigi fu imitalo te, e disprezzato le leggi della di-
in molti luoghi della Francia. In- sciplina, e r autorità della santa
oltre in Parigi per maggior di- Sede. Egli stesso dopo la sentenza
leggio fecesi percorrere le vie un della sua condanna, data dal tri-

giumento ornamenti
vestito degli bunale rivoluzionario, confessò pub-
sacerdotali, accompagnato da un blicamente di essere stato l'autore
carnefice armato di flagello. dc'discorsi, che Mirabeau avea fat-
Ma prima di uscire da questo to sulle materie ecclesiastiche, on-
punto de' vescovi costituzionali gùi- de riguardava il suo supplizio co-
"verà qui l'osservare, che anche in me un giusto castigo di Dio.
questi si ravvisò il frutto della Nella stessa maniera, Gobel, detto
predetta decisione della Chiesa, e vescovo del dipartimento di Parigi,
de'suoi pastori. Tre aimi dopo que- mostrò gli stessi sentimenti nella
sta, cioè nel 1795, piìi della metà sua prigione, dove non potendosi
delle sedie, che potevano riguardar- confessare a monsignor Lathringer,
si siccome occupate dai vescovi co- suo vicario vescovile gli .scrisse ,

stituzionalierano vacanti. Molti e-


, dalla carcere, inviandogli la sua con-
rano morti; altri fuggendo il terrore fessione, domandandogli perdono di
di Robespierre (il quale colle mani averlo indotto all' errore, e pregan-
fumanti di sangue proclamò la fe- dolo di trovarsi nel suo passaggio
sta deW Essere supremo, e sé stesso per dargli l'assoluzione.
al supplizio,
sacerdote di tal divinità) avevano Per prova del suo ravvedimento e-
rinunziato alle loro funzioni ; altri gli nella stia lettera si sottoscriveva
avevano abiurato il loro stato, ed semplicemente vescovo di Lidda,
FRA FRA 95
titolo legittimo, che aveva prima vano nello stato pontifìcio, siciui

di essere intruso nel vescovato di di miglior fortuna. Allettati veni-


Parigi. Paniset, detto vescovo di vano essi da un breve del santo
Monte Bianco nella Savoia, dopo Padre de' 24 ottobre, presso l'Hu-
aver lungamente lottato contro la lot pag. 2 35, diretto a lutti i

grazia, che lo richiamava al pen- vescovi del suo dominio, per ani-
timento, ai l'i. febbraio 1796 fir- mare il loro zelo verso quei pre-
mò la ritrattazione de' suoi scritti ti francesi, che la persecuzione del
e del suo scisma, conformandosi in loro paese faceva passare nelle lo-
tutto ai giudizii della santa Sede Con eguale impegno rac-
ro diocesi.
sulla (Jostiluzione civile del clero, comandò Pio Vi gl'infelici emigra-
ed inviò questi atti a Pio VI, il ti francesi a tutto il clero secolare
quale con un amorevolissimo cuo- e regolare, e a tutti i vescovi della
re lo felicitò del suo ritorno alla Germania, con un breve de' 2 1
unità della Chiesa. La stessa ritrat- novembre, egualmente riportato
tazione fecero Roux, detto vescovo dall'Hulot a p. sSy, col quale pro-
delle Bocche del Reno ; Charriei-, curava di destare in essi l'antica
detto vescovo della Senna inferiore; ospitalità a cui i santi padri han-
Montani, detto vescovo di Vienna; no sempre esortato i vescovi e gli
ed come abbiamo da JaufFret,
altri, ecclesiastici d'ogni classe: in questo
Memoires tom. II, p. 4?^ ^ seg. stesso breve Pio VI lodò la nazio-

Tal fu la fine de' vescovi costitu- ne inglese, e Giorgio 111 per la


zionali, compensati con orrido sup- generosa pietà con cui accolsero gli
plizio da que' medesimi capi del esuli francesi.
governo rivoluzionario, al quale es- Per dare il Pontefice a tutti l'esem-
si avevano prestato i loro rei talen- pio dell'ospitalità generosa che agli
ti, e le loro fatiche nelle perlìde altri raccomandava in favore dei
massime che progettavano per la francesi, egli stesso assegnò del suo
rovina delia religione, premiandoli proprio erario son)me considerabili
allora cogli immaginari vescovati^ pel loro mantenimento, distribuendo
e poi colla morte obbrobriosa, giac- in oltre questi infelici, sotto la cura
ché da simili rappresentanti non di Gio. Francesco Falzacappa poi
si potevano aspettar altro che la cardinale, in diversi conventi dei
perfidia per compenso, e per gui- regolari, a convivere in proporzio-
derdone la crudeltà. nato numero, la qual cosa si fece
A tutti essendo nota la gene- ancora nel restante dello stato pon-
rosità di Pio VI, e perciò fuggen- tificio; onde questa pia accoglienza
do dalla cominciata barbara per- di Pio VI fu riconosciuta con gra-
secuzione tutti i francesi, che vo- titudine da uno dei beneficati con
levano conservare la religione an- una lettera da tutti gli altri com-
tica, e principalmente gli ecclesia- pagni ratificata. È qui da notarsi,
stici non giurati, i quali altro in che circa sei mila di questi emi-
Francia non potevano allora incon- grati per causa di religione, furo-
trare fuor della morte, a cui era- no accolti e mantenuti per diversi
no ricercati questi in gran numero, anni negli stati del Papa, con quel-
e molti ancora di quelli che in al- la sufìicienza di vitto e vestiario,

tri stati si erano rifugiati; si ritira- che le gravi angustie di que' tempi
tì6 .FRA
hanno permesso : sicché a raggua- legrina, armata di aguzzo sfile, e
gliare soli cento annui a scucii munita di due boccie di potente
testa, Io «tato pontificio ha volen- veleno; alcuni emissari girovagava-
tieri sofferto un peso di seicenlo- no vestiti simulatamente da veso-
uiila scudi annui. Eppure dalla vi, ed in via Condotti fu arrestato
Francia non veniva piii un sol- un complotto di giacobini francesi,
do in Roma per causa di sussi- fi^alquali eravi tutta la corte del-
dio religioso dovuto al capo del- le zie di Luigi XVf, IMaria Ade-
la Quando poi negli anni
religione. laide Clotilde, e Vittoria, che sino
seguenti il numero di questi esuli dall'aprile del 1791 eransi rifu-
crebbe all'eccesso, Pio VI fu costret- giate in Roma, che perciò licen-
to ad invitar tutti luoghi pii per
i ziarono sì indegni famigliari.
soccorrerli, onde sollevar la came- il 20 settembre
Costituitasi i79'2
ra apostolica da tanto dispendio, la convenzione nazionale, che tro-
per non lasciarli privi di quella vò le finanze neh' annientamenlo
carità, che loro usava, la quale si dopo la emissione di due miliardi
ifide autenticala nelle medaglie in duecento milioni di assegnati, nel
oro ed argento, coniate nel I7q5, dì seguente tenne la prima sessio-
e distribuite secondo il solito per ne coH'abulire la regia autorità e
s. Pietro; ove si vedeva il Papa ri- proclamare la repubblica, impren-
cevere amorosamente in trono ve- dendo a numerare da quel punto
scovi, preti, monache, ed altri esu- la nuova era. L'anno si compose
li del clero francese colle parole: di dodici mesi , ciascun de' quali
CLERO GALllAE EXPULSO HOSPITIUM divisi in tre decadi, ec, nuovi no-
ET ALIMENTA PRAESTiTA ; nel rove- mi s' imposero ai mesi ed ai gior-

scio eravi l'effigie dello stesso Pon- ni, incominciandosi l'anno repub-
tefice, Ma in tanta affluenza di blicano a' 2 I settembre, come me-
foiastieri che la pietà di Pio VI glio si è detto all'articolo Era del-
da un paese di-
tirava al suo stato, la repubblica francese {^Fecli). Lo
chiarato apertamente nemico suo, spirito di fazione dominò le succes-
la prudenza volle di diramare una sive adunanze, e diede luogo alle
circolare a'vescovi, j-iportata dal- pili accanite diatribe, ma sciagura-
l' Hulot a pag. I Da ,
per invigilar tamente per la Francia i Danton,
sugli emigrati francesi, esigendo la i Robespierre , i ìMarat ed altri
professione di fede, e di giurare mostri ebbero il predominio, e si

non esser seguaci di Giansenio. Ed moltiplicarono i piii atroci delitti.


in fatti con questa vigilanza Tespe- Un cupo rumore minacciava i gior-
rienza fece conoscere doversi pren- ni di Luigi XV I, le accuse contro
dere severe misure. Que' francesi il detronizzato monarca si succes-
che si trovavano rifugiati a Lore- sei'O, i più cavillosi sofismi si po-
to, tentarono nei primi di aprile sero in campo per distruggere la

forzare le porte del tesoro della inviolabilità personale dalla costi-


santa Casa; in Bologna si tramò tuzione del 1791 riconosciuta: il

una congiura dagli emigrali fran- re fu separato da suo figlio, quin-


cesi e loro fautori; in Koma stes- di aniihe dalla moglie, dalla figlia,
sa fu arrestata una sedicente pito- e dalla sorella, tristo preludio dil-
nessa avignonese in abito da pel- la baibara sorte che l'attendeva.
FRA FRA 97
Nel i3 novembre si agitò nel
tVi con la maggiorità di cinque voti.
calore de' partiti il suo futiuo de- La convenzione era allora formata
stino, e per risparmiare ai turenti di 748 membri, de' quali mancarono
montagnardi l'assassinio, che non dodici; quindi se la condanna fu
t.i facevano ribrezzo di proclamare decisa dalla maggiorità de' votanti,
a sangue freddo senza forma di noi fu dal maggior numero dei
procedura, come colpo di stato, membri dell'adunanza, ed invano
dovettero cedere anche i più mo- i difensori reclamarono contro la
derati, dichiarando che Luigi XVI Un quar-
illegalità di tale decisione.

sarebbe giudicato dalla coiivenzio- to nominale sentenziò la


appello
ne debole salvaguardia contro le
, nullità d'una nuova domanda del-
macchinazioni de'canibali del re- l'appellazione al popolo da Luigi
gio sangue assetati. Fu chiamato XVI interposta, ed un quinto or-
il l'e alla sbarra , onde udisse la dinò r esecuzione della condanna
lettura dell'atto di accusa , e vi entro le ventiquattro ore. Rasse-
fosse interrogato : la convenzione gnato alla sua sorte l'eroe cristia-
era avida di tale confessione della no, l'attese colla calma e serenità
sua competenza di giudicale un re. di sua coscienza.
Le risposte di questi furono sem- Il buon re avea giurato a Ma-
plici, chiare, precise, tutte verità lesherbes, colla verità d'un uomo
e dignitose; e se fosse stato un che sta per comparire alla presen-
particolare, sarebbe andato assolto, za di Dio, che in tutto il corso dei
ma egli era re, ed il popolo sovrano suo regno non poteva rinvenire
giudicava un competitore. L'infernale argomento del più leggero rimpro-
adunanza volle dare alla condanna vero. Pieno di fiducia nella divina
una forma legale, e fare della giu- misericordia, richiese del prete En-
stizia una esecrabile belfa; permise rico-Esse.^ Edgeworth de Firmout
a Luigi XVI di farsi assistere da vicario generale di Parigi e diret-
uu difensore ; missione pericolosa tore della sorella Elisabetta, ed uno
e la più onorevole ch'essere potes- di che non avevano prestato
quelli
se conferita a de' sudditi, e cui ac- giuramento, perciò dal re scelto
cettarono con gioia , Malesherbes, dopo l'intimazione della condanna
Desèze e Tronchet, nomi immor- a morte. Gli ultimi momenti di
tali, cui la storia ha già associati Luigi XVI furono i più gloriosi
al più memorabile evento de' tem- della sua vita, pei pensieri geue^
pi moderni. La loro eloquenza fu rosi e per le pratiche di pietà;
inutile. Luigi XVI condannato pri- egli stesso partecipò la sua con-
ma di essere giudicato, il fu con- danna moglie ed ai figli, l'ul-
alla
tro ogni forma de' giudizi crimina- tima volta che li riabbracciò nel ,

li ; la sentenza fatale (u pronunzia- giorno precedente il suo supplizio.


ta il di 17 gennaio del 1793. Il mio cuore rifugge a descrivere
Una prima decisione quasi unani- le lagrimevoli particolarità che pre-
me lo dichiarò reo di cospirazione cedettero, accompagnarono e segui-
e di attentato contro la sicurezza rono r infame regicidio tanta emo- :

pubblica; la seconda il privò del- zione, pel complesso delle circostan-


l'appellazione al popolo, e Ja terza ze e la qualità del personaggio sa-
il condannò alla pena di morte, grifitato, forse non provai giammai
voi. XXVil. 7
q8 FRA FRA
neir immenso interminabile cam- l'opera di Hue^ e col giornale di
po benché in questa di
della storia, Clery la storia compiuta della cat-
Francia Giovanna d'.\j;co m' abbia tività della famiglia reale nella
commosso grandemente coll'immeri- torre del Tempio. Si attribuiscono
tato suo fine. Il virtuoso re doman- tali Memorie all'augusta figlia di
dò ed ottenne di ascoltare la mes- Luigi XVI, Maria Teresa Carlot-
sa, e di essere comunicato dall'ab- ta duchessa d'Angouléme. Il sa-

bate Firmont prima di uscire dal- cerdote de Firmont dopo essersi

la prigione, avendo a tale effetto recato in Iscozia dal fratello del


eretto un altare nella di lui ca- defunto il conte d'Artois, invitato
mera, Clery suo cameriere fedele. da Luigi XV 111 si portò a Blan-
Trasportalo Luigi X"VI dalla sua kenbourg col quale rimase dieci an-
prigione col detto suo confessore ni,finché mori nel 1807: il duca
Firmont, alla piazza di Luigi XV, d'Angouléme accor.ipagnò a piedi
giunto sul ripiano del patibolo la pompa funebre, la duchessa Car-
pronunziò distintamente le segnen- lotta sua sposa intervenne alle ese-

ti parole. " Io muoio innocente quie di chi avea ricevuto l'ultimo


» di tutti i delitti che mi si ap- sospiro di suo padre, e Luigi XVIII
« pongono ; perdono agli autori compose l'epitaffio che fu posto sul-
» della mia morte e prego Dio , la di lui tomba. Passiamo ora a
>• che il sangue cui siete per spar- dare un cenno della regina e del
» gere non si riversi mai sulla delfino.
» Francia ". Voleva continuare La regina Maria Antonietta, do-
ma Santerre lo impedì col battito tata di uno spirito vivace e pe-
di circa venti tamburi, i carnefici netrante, nonché di bellezza ed al-
trascinarono lo sfortunato monarca tie doli, stimò ed amò il re suo

sotto l'ascia che con un sol colpo marito e ne fu teneramente ricam.-


cadere gli fece la testa , mentre biata. La sua troppa semplicità^ e

l'ab. Edgeworlh de Firmont escla- disprezzo per l' inesorabile etichet-


mò : » Figlio di s. Luigi ascendete al ta di corte gli fece de' nemici ; e
cielo"! essendo il 21 gennaio 1793, il dal suo grado, e il
discendere
ed il re nell' età di trentotto an- vantarsi di non essere più regina
ni, dopo averne regnato circa die- per la privata vita cui si abban-
cinove, lasciando grandi lezioni pel donò, dai più moderati venne di-
mondo. Il suo corpo fu traspor- chiarato fallo non piccolo; quindi
tato nel cimiterio della Maddalena, calunnie e taccie d'imprudente con-
in cui i manigoldi il copersero di dotta, di leggerezza ed altro in suo
calce viva, perchè non ne restasse discredito. Si arrivò a credeila di

nessuna traccia; nondimeno per le accordo co' suoi fratelli l' impera-
ricerche fatte nel i8i4) se ne scuo- tore Giuseppe li, e l'arciduca Mas-
prì una parte, e tali reliquie pre- similiano a danno della Francia.
ziose vennero trasferite solennemen- La didaraazione e i libelli si ac-

te in s. Dionigio nel 2 1 gennaio crebbero quaxìdo divenne madre,


1 5.
1 V. Storia, coììipiuta della e si giunse a dire che a spese del-
cattività di Luigi XVI e della fa- l'erario prodigalizzò per assoldare
miglia reale, Parigi 181 7. Memo- i nemici della Francia; come gii
rie particolari che formano con si imputò di grande influenza sul-
FRA FRA 99
l'animo del regio consorte. L'im- non che a rifare il proprio letto ,

peralore fratello previde i pericoli ed a scopare la sua camera, come


cui essa andava esposta , ma ella a rattoppare mentre era in letto
per non separarsi dal re e dai suoi il re l'unico abito che questi ave-
figli, preferì d' immolarsi a' suoi va, divenuto cencioso. Disgiunta dal
doveri. Anche la regina vide poi consorte agli 11 dicembre iJQ'i,
le catastrofi che dovevano oppri- lo rivide a' 20 gennaio 1793 per
inerla^ in un alla famiglia; parlò darsi l'eterno addio: la separazione
inutilmente, e i suoi cousigli non de' coniugi, e del re dalla famiglia,
furono apprezzati. Dopo la rivo- la descrisse con semplicità commo-
luzione Mirabeau istituì un pro- vente il lodato Clery. Rifugge l'a-
cesso contro la regina, ed a Ver- nimo a descrivere le pene della re-
sailles si osò dai ribelli domandar gina per l'infelice fine del re, e
la sua testa, ed Orleans per re : gli negò di fargli vedere Clery
si

alcune guardie del corpo e La che avea ricevuto l'ultima volontà


Fayette generalissimo di quelle na- del suo consorte. Tanta sciagura si
zionali, impedirono la morte della accrebbe quando gli fu tolto il del-
regina, ed altri eccidii. Indi la cor- fino, che più non rivide.
te fu trasportata, come dicemmo, Maria Antonietta ricusò ancora
prigioniera a Parigi, nel modo il una volta di porsi in salvo, men-
più ributtante, oltraggioso e cru- tre suo processo progrediva. A' 5
il

dele. Coll'aumentarsi le sciagure, agosto fu separata dalla cognata e


s'ingrandì il di lei carattere, e si dalla figlia, e condotta nella carce-
mostrò degna figlia dei Cesari. Ce- re della Conciergierie; indi subì ini-
dendo Luigi XVI a cercare un a- qui ed ingiuriosi interrogatorii di
silo a Montmedi nel comando del giudici spregevoli ed inverecondi,
marchese di Bouillé, la regina si e quello che mosso a compassione
occupò de' segreti preparativi del della sua sete ardente in mezzo
viaggio, che a Varennes ebbe ter- alle discussioni, gli die un bicchier
mine per fatale destino, e per l'ec- d'acqua, fu sgridato e tolto d' im-
cessiva indulgenza del re, che non piego. La regina si mostrò subli-
si difese col drappello di cavalle- me nel suo processo, tutte le sue
ria comandato da Choiseul e Go- risposte sono semplici, precise, pie-
guelat. Ricondotta la famiglia rea- ne di calma e di nobiltà. Il ter-
le prigioniera a Parigi, ove scam- rore era al suo colmo in tutta la
pò per prodigio a' 20 giugno 1792 Francia, per cui nessuno osò pren-
d'essere tutta scannata, Maria An- der le sue difese, ed il tribunale
tonietta non s' illuse sui pericoli elesse d'officio Trongon du Cou-
imminenti ond' era circondata, pu- dray, e Chauveau-Lagarde, i quali
re ricusò un' progetto di fuga cui adempirono tanta pericolosa fun-
voleva proteggere La Fayette, per zione con tutto il coraggio e la
non separarsi dai figli e dal re divozione che permettevano le cir-
consenziente. Di questipiù previ- costanze, e la persuasione dell'inu-
dente e più ferma, ebbe la sven- tilità del loro ministero. Maria An-
tura di non vedere accolti i suoi tonietta fu condannata ad unani-
consigli. Nella prigionia fu ridotta mi voti a morte, sentenza eh' essa
alle più vituperevoli umiliazioni udì alle ore quattro del mattino.
too FRA FRA
senza mostrarsi sgomentata, a' i5 risposte ingegnose furono per lun-
ottobre 1793. Alle oie undici, ve- go tempo la sola distrazione che
stita di bianco, co' capelli tagliati, provarono suoi genitori ne' loro
i

la regina accompagnata da un pre- immensi mali. Egli divenne re a' 2 i


te e dal carnefice fu condotta su gennaio 1793, quando perde la
di una carretta al supplizio, colle vita il padre, da cui era stato se-
mani legate dietro il dorso. Essa parato due mesi prima.
erasi proposta di morire con pari Il maggiore de' fratelli di Luigi
fermezza del suo sposo, e forse nel XVI, Luigi conte di Provenza, di-
massimo splendore di sua potenza morava nel castello di Ham in
non mostrò la grandezza e mae- Westfalia coti Carlo conte di Ar-
stà con cui comparve nell'estremo tois monsignore, quando seppe il

punto. 11 patibolo era stato eretto regicidio; si dichiarò allora reggen-


sulla piazza di Luigi XV, nello stes- te del regno, e notificò alle varie
so sito che nove mesi prima era corti l'avvenimento del nipote Lui-
stato bagnato dal sangue di Luigi gi XVII al trono , mentre questi
XVL Tagliata che gli fu la testa, era ristretto in dura carcere. L'In-
fu dal carnefice presentata alla ple- ghilterra e la Prussia non esitarono a
baglia, in mezzo alle grida di vwa riconoscei'lo, e vennero imitate dal-
la repubblica il di lei corpo fu
: le altre potenze. II reggente infor-
posto nella medesima fossa del ma- mò in pari tempo i francesi di tale
rito, e pure ricoperto di calce vi- avvenimento, ed il IMonitore ben-
va; tuttavolta nel i8i5 si rinven- ché ligio a' rivoluzionari, inserì per
ne parte delle ossa la quale fu , intero nel suo giornale tale di-
trasferita a s. Dionigio. Nel 18 16 chiarazione : allora a Tolone, nella
venne eretta una cappella espiato- Bretagna e singolarmente nella
,

ria nel luogo della sepoltura via \ andea tutta la popolazione prese
d'Anjou. In quanto al delfino Lui- le armi per Luigi XVII. Temen-
gi XVII, egli era nato nel 1785, do ribelli che il principe venisse
i

ed ebbe il titolo di duca di Xor- involato ai loro feroci artigli, lo


mandia, e nel 1789 quello di del- separarono dalla madre dalla so- ,

fino per morte del fratello Luigi rella e dalla zia ed il giorno 3 ,

Giuseppe Francesco Saverio, a cui luglio 1793 egli fu consegnalo al-


Pio \ I avea mandato quelle fascie l'infame e crudele Simon calzolaio
benedette che descrivemmo ai voi. crapulone, che gli uiiiziali della
XXI II, p. 220 e seg. del Diziona- municipalità qualificarono precet-
rio. Alla bellezza più rara ed a tore, in un a sua moglie vera Me-
tutte le grazie dell'età sua questo gera, che andarono perciò a dimo-
principe accoppiava uno spirito pre- rar seco nella prigione. A seconda
coce, ed germe delle piìi felici
il dell' inique istruzionf de' comitati
qualità. Aveva soli quattr'anni quan- della convenzione , la vile coppia
do sua madre il presentò tra le mise in opera quanto la scellerag-
sue braccia ai parigini sollevati a'5 gine pila brutale potè immaginare
ottobre 1789, e sette quando fece per annichilare le forze morali e
colla famiglia l'infausto viaggio di fisiche del reale fanciullo. L'obbli-
Varennes. JVella prigione del tem- gavano a ripetere i loro canti em-
pio i suoi detti ingenui, e le sue pi e popolari , a bere de' liquori
FRA FRA IDI
abusando
forti, di sua innocenza, e ribili alle quali era l'iserbata ; la
quando esitava il principe a sotto- Francia intera applaudì a tante
mettersi al menomo capriccio di egregie doti, in cui rifulse la pietà
Simon, questi lo batteva. Nel mese e la carità. Amò e coltivò con buon
di gennaio 1794 Simon tornò a successo la botanica ; mai s' immi-
sedere nel consiglio della comune, schiò degli affari di governopure ;

colla peggio di Luigi XVII più sagacemente giudicò delle conse-


ristretto in più cattiva prigione, e guenze degli avvenimenti ch'ebbe-
dato in custodia a due mostri che ro principio nel 1789. Divise le

il trattarono iniquamente, con cibi disgrazie colla famiglia reale, e in


grossolc.ni , senza mai farlo cam- mezzo alle più spaventevoli cala-
biare di biancheria, e spaventan- mità, fece risaltare la rassegnazio-
dolo persino ne' sonni ch'era co- ne e la generosità del suo animo :

stretto prendere: la rivoluzione del inutilmente scongiurò spesso il re


9 termidoro che mitigò i mali di ad usar di sua autorità, e ad ap-
tanti francesi, non arrecò che lievi porre un argine al torrente della
cambiamenti all'orribile condizione rivoluzione. Lungi dall' ubbidire il

del giovane monarca, che deterio- fratello a seguire le zie, che credè
rò notabilmente nella sua salute bene mettere in salvo, madama Eli-
e solo negli estremi di sua vita gli sabetta volle restar al suo fianco,
fu accordato per medico il celebre per tutti i pericoli da
affrontare
Dusault, ma
chiamato troppo tar- cui lo vedeva circondato per la sua
di com'egli si protestò. Dusault mo- eccessiva indulgenza, e sagacemen-
rì pochi giorni dopo, ciò che die- te mantenne segreta corrispondenza
de motivo a molte congetture. Del co' suoi fratelli Luigi conte di Pro-
resto, se è provato che non si usò venza, e Carlo conte d'Artois, che
l'clfettivo veleno per viccidere il in diverse epoche erano usciti dal-
principe, si usarono equivalenti mo- la Francia. Fu a parte di tutte le
di, e lasciando l'illustre vittima af- umiliazioni , affronti ed angoscie
fatto chiuso, senza aria , ricoperto della famiglia reale , ne divise ed
d'immondizie, e in mezzo al feto- alleggerì le amarezze , obbliando i

re il più insopportabile. Pelletan propri mali, e divenne una secon-


e Daumangin altri medici, egual- da madre pe' sfortunati suoi nipo-
mente dichiararono 1' impossibilità ti Carlotta e Luigi, restandogli so-
di salvare il principe, che agli 8 lo la prima dopo la separazione e
giugno 1795 in età di dieci anni morte del fratello, della cognata e
morì. 11 suo corpo fu sepolto nel- del nipote. Dopo sì fatali perdite
la fossa comune del cimitero della Elisabetta non si occupò che di
parrocchia di s. Margherita, in cui conservare in madama Carlotta
non fu .
possibile rinvenire poi le quelle virtù sublimi, che tuttora
reliquie. formano l'ammirazione del mondo.
A voler poi dire del fine di ma- A' 9 maggio 1794 Elisabetta fu
dama Elisabetta sorella di Luigi svelta dalle braccia della rispetta-
XVI , essa ornata delle più belle bile nipote , e condotta alla Con-
virtù, di eccellente intelletto, ezian- ciergerie,ed il giorno dopo venne
dio fu dotata di tal fermezza, che giudicata condannata e giustiziata
,

sembrava fatta per le disgrazie ter- ueir età di trent'anai. La sua spo-
I02 FRA FRA
glia mortale fu senza pompa por- go per il suo operato, con breve
tata a Mousseaux , e confusa con che l'Hulot riporta a pag. 259, per
quelle che vi si ammassavano gior- l'umanità, ospitalità ed aiuti dati
nalmente dopo tante sanguinose agli esuli ecclesiastici francesi. A-
giustizie. In quanto alle zie di Lui- vendo ordinato la convenzione na-
gi XVI, Maria Adelaide Clolilde, zionale che i matrimoni si fa-
e Vittoria, che nel iJQi eransi ri- cessero davanti alla municipalità
tirate a Roma presso il Pontefice con quattro testimoni, in presenza
Pio VI, poscia per porsi in salvo de' quali si dovesse fare una sem-
dai loro nemici passarono alla cor- plice dichiarazione di pura cerimo-
te di Napoli , accompagnate da nia , che bastasse alla validità di
monsignor Ercole Consalvi poi car- questo sagramento; su questo pun-
dinale. Da Napoli le principesse si to fu Pio VI interrogato da mon-
trasferirono in Sicilia ove moriro- signor de Mercy vescovo di Lucon
no, senza regia pompa sepolte, fin- a'28 maggio 1793, ed egli vi rispose
ché a cura dell'eccelsa casa d'Au- col breve presso 1' Hulot a p. 260,
stria le loro spoglie mortali furo- con la l'isoluzione della congrega-
no portate in Gratz nella Stiria zione de'cardinali sugli affari allora
ed ivi collocate nei sepolcri degli correnti della Francia, che i fedeli
antichi principi di quella provincia. cattolici di questa nazione, essendo
Quando il Pontefice Pio VI seppe privi di parrochi legittimi, poteva-
r orrendo regicidio, fu penetrato da no sposarsi in presenza di testimo-
paterno e profondo cordoglio, e con ni cattolici , e poi presentarsi alla
patetica commovente allocuzione, municipalità per fare la dichiara-
presso l'Hulot a p. 264, spesso in- zione comandata dalla legge della
terrotta dal pianto, il partecipò al convenzione, approvando la validi-
sagro collegio de' cardinali , con tà di tali matrimoni, benché sen-
queir apostrofe alla Francia che ri- za l'assistenza del parroco. Con al-
portammo al voi, XV, pag. 212 tro breve de' 3 1 luglio ,
presso
del Dizionario. Ivi pur si disse del- l'Hulot a 283, diretto al clero
p.
ie esequie celebrate nella cappella e popolo francese Pio VI condan- ,

pontificia alla presenza delle zie nò un proclama apocrifo pubblicato


del defunto , e dell' orazione fune- in Francia , col quale s' invitava i
bre che vi fu pronunziata. Questa popoli a prendere le armi contro i
fu pubblicata colle stampe, e tra- nemici del trono ; e con altri brevi
dotta dal Ialino in italiano dal p. riportati a p. 286, die schiarimenti
d.Giuseppe Bernardo Carlieri , vi- ai dubbi propostigli dai prelati fran-
de la luce in Foligno coi torchi cesi. Frattanto la convenzione na-
del Tomas.^ini nel 1794- zionale avendo già abolito ogni cul-
Continuando Pio VI a procura- to di religione, tutto dispose oc-
re soccorsi al perseguitato clero di cultamente per abbattere colla san-
Francia, oltre quelli che generosa- ta Sede la religione medesima: il
mente somministrava ne' suoi do- nunzio del Papa monsignor Dugna-
minii premurosamente si rivolse
, ni ruppe a Parigi ogni comunicazio-
pure alla Germania, alla Spagna, ne, e si ritirò in Roma, ove al car-
alle due Sicilie, e persino agli sviz- dinal de Bernis rappresentante di
seri, lodando il governo di Fribur- Francia erano stati tolti i poteri ,
FU A FRA io3
restando nella capitale del cristia- verno rivoluzionario mantenne l'or*

nesimo il solo console francese Di- renda sua forma ; le stragi, le prò'
gue. A questo fine erano diretti i scrizioni 1* empietà e le follie si
,

molli emissari che clandestinamen- continuarono per tutta la Francia


te inviava a Roma, per comincia- sino al famoso giorno del 9 termi-
re dallo sconvolgimento della pub- doro. A Parigi si profanò la celebre
blica tranquillità e del buon ordi- chiesa di s. Genevett'a protettrice del-
ne; e l'imprudenza del maggiore la città, venne ridotta a sacrilego
di marina La Flotte, che voleva in- Pantheon d'infami deità, e vi si tras-
nalzare lo stemma repubblicano sul ferirono le ceneri del sofista Rous-
palazzo dell'accademia di Francia seau, dell' incredulo Voltaire, e del
e nella sua abitazione, non che fazioso parricida Mirabeau. Mentre
l'ardore manifestato per promove- la coalizione disponeva all' esterno
re il popolo romano a rivoluzione le sue forze per invadere la Fran-
dal console francese Ugo Basville, cia, le truppe prussiane furono for-
provocò lo sdegno nel popolo: il zate di evacuare il territorio fran-
secondo ne fu vittima, e forni pre- cese; la vittoria di Jemmapes pre-
lesti alla repubblica francese per parò la conquista e
del Belgio;
effettuare la meditata occupazione quelle della Savoia e della contea
dello stato pontificio, e detronizza- di Nizza, come dicemmo superior-
zione di Pio VI. Tra gli scrittori mente , fecero decretare la riunio-
francesi che compilarono imparzial- ne di questi paesi alla Francia. De-
mente la storia della loro rivolu- siderosa la repubblica di spargere
zione, avvi r ex-gesuita Fantin des le sue massime all' estero, la con-
Odoards Merita ancora
succitato. venzione nazionale dichiarò poscia
di essere letta la Raccolta di reta- la guerra all'Inghilterra, all'Olan-
zoni pubblicate in Bologna nel da, alla Spagna, e l'Europa in ve-
1 7g5 dall' autore del Dizionario ce si collegò contro di essa : forza-
democratico , la quale non è che ta Francia di resistere non so-
la
una scelta dell' altra raccolta già lamente a queste Ire potenze, alla
pubblicata in diversi piccoli volu- Prussia ed all'Austria, ma anche a
mi nel 1794 e lyg?. Abbiamo in- tutto l'impero di Alemagna, al Por-
oltre , De Conny, de la Histoire togallo, alle due Sicilie, allo stato
revolution de France, Paris i834, della Chiesa, al re di Sardegna ed
tomi due. ai vandeisti, che continuarono in-
Dopo la morte di Luigi XVI quietarla, ordinò una leva in mas-
lo scettro di sangue impuguato da sa. Frattanto che , lo ripetiamo ,

Robespierre colpiva ogni giorno nell'interno sangue scorreva a


il

nuove vittime ; la legge costituzio- rivi sulle pubbliche piazze e che ,

nale del 1793, che nel popolo non città intere erano in pieda alla de-
solo concentrava il potere, ma gUe vastazione ed alla carni ficina, le ar-
ne delegava altresì l'esercizio, si mate della repubblica vittoriose nel
dovè sospendere nell'atto stesso del- Belgio , dalla parte della Spagna
la sua promulgazione, come rico- ed Alemagna, preparavano la riu-
in
nosciuta ineseguibile , benché san- nione dei paesi di Porentruy e di
zionata da un milione ottocento Montbeliard, ed i trattati conchiu-
mila novecento dieciotto voti. Il go- si al fine del governo terrorista con
io4 FRA FRA
la Toscana, la Prussia, le Provin- città della Francia, massime Bour-
cie-Unite, le quali cederono tutto il ges, presentarono un commovente
territorio batavo alla sinistra della spettacolo religioso , nel riaprire
Schelda occidentale, come pure sul- molti sagri templi, uscendo dai na-
le due rive della Mosa, al sud di scondigli parecchi preti cattolici, e
Vanloo, e compresavi questa piaz- gran numero di quelli che aveva-
za, non che colla Spagna che cede no giurato, con edificazione si ri-
la parte orientale di s Domingo. trattarono. L'era repubblicana co-
Prima della morte di Robespierre, minciò a cadere in disuso, veden-
accaduta nel luglio 1794? che mise dosi osservate le domeniche ed al-
fine al regno del terrore, la con- tre feste.

venzione avea abolito le accademie, ]Ma fatalmente ancora all'ombra


le società scientifiche ed il culto di tale religiosa tolleranza si scoprì
cattolico, sostituendovi come si dis- quanta zizania fosse nella chiesa di
se quello della Dea della ragione ;
Francia, giacché vi apparve pre-
aveva decretato l' atterramento di ponderante quel clero che contro
tutti i castelli fortificati, torri o tor- la proibizione della santa Sede a-
rette guernite di merlature, e po- vea giurato e che scismatico di
,

co dopo sottomessi i monumenti fatti, affettava di farsi credere cat-


alla vigilanza dell'autorità, il che tolico, ed unito al centro dell'uni-
fu causa della distruzione di mol- tà. Anima di questo corpo fu il

tissimi capi d'opera, sotto il pre- famoso Gregoire vescovo costituzio-


testo che indicavano se2;ni di feu- nale di Loir e Cher, che spaccia
dalità. Devesi però alla convenzio- vasi dai suoi partigiani uomo straor-
ne nazionale ,
quando divenne in dinario suscitato da Dio. Sotto la
qualche modo ragionevole, la scuo- sua direzione si convocò in Parigi
la normale, la scuola politecnica, un concilio nazionale, che presiedè
lo stabilimealo dei pesi , misure e Claudio Leone vescovo di Rennes,
monete lUìiformi, secondo il siste- i cui decreti furono degni di tale
ma decimale, ed il conservatorio di assemblea. Quindi deplorabile di-
musica ; essa a poco a poco ritrat- venne la condizione de' fedeli in
tò i suoi primi decreti i-estituendo Francia, dove, come a tempo degli
le chiese, e sostituendo l'istituto ariani, due cleri contrastavansi le

delle scienze e delle arti all' acca- chiese e la ciurisdizione. 11 clero


demia. Il decreto sulla tolleranza scismatico dispregiato dalla piì» par-
dei culti, promulgato dalla conven- te del popolo, ma che godeva il fa-

zione nazionale nella quale per al- vore del governo repubblicano, e-
tro dominava il filosofismo av- sercitava tutte le funzioni del culto
verso alla religione rivelata , fu ac- pubblicamente, intrudeva nuovi ve-
colto come un gran benefìzio, do- scovi sopra le sedi vacanti, ed an-
po gli orrori commessi da Ro- che sopra quelle che avevano tut-
bespierre, da Marat e da altri pa- tora il legittimo pastore , affettava
ri loro. 11 culto cattolico se fu il maggior zelo per 1' osservanza
permesso ebbe moltissime restri- della religione, ch'era poscia smen-
zioni neir esercizio e questa leg- , tito dalla loro incontinenza. 11 cle-

ge fu in vigore sino al concorda- ro cattolico poi. che aveva per sé


lo di Pio VII. Parigi ed altre l' intima adesione de' fedeli, era o^
FRA FRA IO?
«lialo dai rivoluzionari, ed i preti potere legislativo due consigli,
in
(hìamati nel loro gergo refrattari, l'uno di cinquecento membri, in-
trovavansi continuamente esposti caricato di compilare e proporre
fid ogni sorta di vessazioni, in on- le leggi, e l'altro di duecento cin-
ta alia predicata tolleranza. Allor- quanta, che doveva sanzionarle. Il

rliè stette per cessare il predomi- potere esecutivo fu accordato al


nio del direttorio esecutivo, furono direttorio chiamato esecu-
perciò
incolpati di tutte le sollevazioni che tivo, e composto
cinque indivi- di
scoppiavano d'ogni parte, e perciò dui: il numero de'voli che nepru-
proscritti con barbara legge de' 18 dussero l'accettazione, ascese ad un
fiuttidor, come prevenuti di atti e milione cinquantesette mila trecen-
di sentimenti opposti a' principii re- to novanta. A fronte di tante in-
pubblicani, e perciò deportali nel- terne calamità, ed indescrivibili ec-
le isole di Oieron e di Re. Allora cessi, la guerra si continuava nel-
nuovamente lialzarono da per lut- le esterne aggressioni sul Pieno
to il capo giacobinii trionfaiulo , sulla Schelda, sulle Alpi, sui Pi-
col suo teofilanlropismo il membro lenei , e sulle coste di Bretagna,
del direttorio Reveillere-Lepnux. e fu tale 1' ardore guerriero degli
Dopo
r eccidio di Basville ve- eserciti repubblicani, tanti i pro-
dendo Pio VI quanto fosse gran- digi di valore de'generali Pichegru,
de l'u'a de'suoi nemici, prese delle ]\loreau, Jourdan, che lungi dall'es-
«nisure di sicurezza pei suoi stati sere invaso il suolo francese, si e-
che vedeva minacciati, ed aumen- seguì rapidamente la conquista del-
tò le milizie: non prese 1 oliensi- l'Olanda, si vinsero gli austriaci
va, né si unì alla gran lega delle nel Belgio, occuparono le piazze
si

potenze contro la Francia. Intan- furli della Biscaglia, si preparò la


to la convenzione nazionale volle discesa in Italia, e la sanguinosa
prendere aspra vendetta del Pon- strage di Quiberon compresse la
tefice, non solo per la morte di reazione degli sciovani prodotta dal
Basville, ma per non avere volu- ministero inglese, il quale erasi
to il Papa riconoscere
il suo mi- impadronito di tutti gli stabilimenti

nistro Segur, per la celebrazione francesi al Bengala, sulla costa di


dell' esequie consuete ad ogni mo- Coromandel e di Malabar, di Ta-
narca cattolico, e perciò fatte a Lui- bago, della Martinica, e d'una par-
gi XVI, promozione al
e per la te di s. Domingo; avea inoltre pre-
cardinalato dell' abbate Mainy, il so la città di Tolone, la cui ripre-
quale essendo deputato di Piccar- sa manifestò il genio militare di
dia, aveva in mezzo alla conven- Bonaparte. La guerra della Vaa-
zione coraggiosamente diteso la san- dea non si eslinse che nel marzo
ta Sede, massime contro l'usurpa- 1796 nel sangue di Charette, a-
zione dello stato d'Avignone, per vendola pacificata il generale Ro-
cui la infuriata plebe voleva attac- che, insieme alla Bretagna. Quin-
carlo alla lanterna. A' 26 ottobre di incominciarono a spezzarsi i vin-
lygS la convenzione nazionale fu coli della coalizione, e la Prussia,
a Parigi disciolta, sostituito il di- la Spagna, le Provincie- Uni te, la
rettorio, e proclamata la costitu- Toscana, la Svevia, e l'Annover
zione dell' anno terzo, che pose il riconobbero la repubblica france-?
io6 FRA. FRA
se una ed indivisibile, e stabiliro- laonde Pio VI a risparmiare mu-
no cou essa le dipiomaliche rela- tili effusioni di sangue, ordinò ai

zioni; anzi la Spagna fece un'al- suoi sudditi di non opporre loro
leanza offensiva e difensiva, e di- veruna resistenza, contentandosi i

chiarò la guerra all' Inghilterra. legati, i delegati , e i governatori


L'anno 179^ il nuovo ordine di fare soltanto legali proteste. In-
di cose meno turbolento \alse a di avendo Spagna, alleata della
la
riorganizzare i confusi elementi Francia, a Pio VI
fatta esibizione
della civile amministrazione, a sopi' di sua mediazione, il Papa accettò
re lo spirito di parte, e ravvivare l'offerta ed incaricò per la pace il

Je sociali virtìi spente nell'esecrato cav. Nicolò de Azzara allora mini-


interregno dittatoriale. 11 nuovo stro spagnuolo in Roma. Giunto il
governo del direttorio, conservan- cavaliere in Milano per trattarla col
do le prave intenzioni di chi lo genei-alesupremo Ronaparte trovò
avea preceduto, d'invadere lo stato che questi si era portato in Bolo-
della Chiesa, si gravò perchè Pio VI gna e l'avea occupata a' 19 genna-
aveva infranta a danno de' francesi io, invadendo successivamente tut-
la sua neutralità, nel permettere nei ta la provincia e il Ferrarese. Di-
suoi dominii il passaggio d'un corpo poi a' 23 giugno 1796 in detta
di cavalleria napoletana, che recava- città il Bonaparte, coi
generale
si nel Milanese ad unirsi alle arma- commissari Saliceti e Garrau, con-
le coalizzate contro la Francia, e mi- chiusero col cav, Azzara, e mar-
nacciò vendicarsi. Intanto tre gran- chese Antonio Gnudi per la santa Se-
di armate marciarono contro l'Au- de l'armistizio con quelle durissime
stria, r una di Sambra e Mosa, condizioni che noi riportammo nei
comandata da Jourdan, la secon- relativi luoghi, oltre la cessione del-
da del Reno guidata da Moreau, le legazioni di Bologna e Ferrara,
e la terza delle Alpi capitanata da e della città di Faenza, e il do-
Bonaparte. E qui comincia la se- versi chiedere scusa al direttorio
rie di que' trionfi che sbalordirono per la violenta morte dell'audace
l'attonita Europa: le giornate di Basville. Pio VI a' 28 giugno fir-
JMontenotte, di Millesimo, di Mon- mò gli umilianti articoli dell'armi-
do vi, Lodi, di Castiglione di-
di stizio, in vigore del quale doven-
slaccarono dall' alleanza il re di dosi trattare la pace col direttorio
Sardegna, ed aprirono a'francesi l'I- a Parigi, vi spedì a plenipotenzia-
talia,ove fondarono le repubbliche rio il conte Pieracchi col grado di
Cispadana e Traspadana, che riu- internunzio, dandogli per aggiunto
nite formarono poscia la Cisalpina. il minutante di segreteria di stato
La brillante Moreau
ritirata di Evangelisti, che avea accompagnato
dal lato d' Alemagna non fu me- a Milano ed a Bologna colla qualifica
no gloriosa, e salvò l'armata dal di segretario il ministro di Spagna.
disastro in cui la fiacca cooperazio- prima conferenza che il
Nella
ne di Jourdan era per avvolgerla. conte ebbe in Parigi col ministro
Nel seguente anno 1796 i fran- degli affari esteri, questi gli mani-
cesi senza preventiva dichiarazione festò che per articolo preliminare
di guerra ,determinarono di occu- della pace definitiva, voleva il di-
pare i dominii della santa Sede, rettorio una pubblica ritrattazione
FKA FRA 107
del Papa sui brevi co' quali avea me descrive il Tavanti , Fasti di
condannata la costituzione civile del Pio VI, tora. IH, p. 3o8, che sotto
clero di Francia, senza la quale ri- il nome effimero di eguaglianza, non
trattazione non poteva intraprende- intendevasi altro , che lo spoglio ge-
re trattativa di pace, ed osò pre- nerale delle casse pubbliche e dei
scrivere la formola dell'atto. Som- sagri depositi, la rapina, il saccheg-
mo fu il dolore che provò Pio VI gio, le contribuzioni , le requisizio-
nell'udire l' inammissibile esigenza ni e gì' imprestiti forzati per saziar
del direttorio francese, e co! pare- l'avidità de' repubblicani, e suppli-
re della congregazione de' cardina- re all' ingordigia de' loro coman-
li, rispose a' i4 settembre, ch'era danti ; dacché i popoli conobbero
pronto piuttosto a subire la morte clie più non v' era sicurezza né
che tradire il suo onore, e violare delle proprietà, delle persone, né
le massime costantemente osservate che r ospitalità era violata co' tra-
dalla Chiesa. Allora il direttorio e- dimenti, che le donne di qualun-
secutivo, col pretesto che il Pierac- que stato erano esposte alla bru-
chi e r Evangelisti non avessero talità ed agl'insulti, allora il fer-
bastante plenipotenza per cedere le mento occulto, e il desiderio di ven-
due memorate legazioni, ambidue dicarsida tanti oltraggi si rese ge-
li congedò da Parigi, Tentò Pio nerale, per cui alcune città e terre
VI a mezzo di monsignor Caleppi massacrarono quanti francesi cad-
poi cardinale, e del p. Soldani che dero loro nelle mani, vendicati poi
spedi a Firenze, di intavolare la con aspro rigore.
pace coi commissari Saliceti e Gar- Procedendo Bonaparte vincitore
rau; ma essendo questi ostinati nel- dal Tirolo sulle pianure alemanne,
le pretensioni del direttorio , nulla JVIoreau ed Hoche ripresero sul Re-
si conchiuse. Tutta volta Pio VI no e sulla Mosa con miglior foi'-
sempre più inculcava a' suoi sud- tuna il piano di campagna, e l'Au-
diti rispetto alla nazione francese stria con l'armistizio di Leoben per-
ma essi ma! soffrivano le loro mas- dette i Paesi-Bassi e i possedimen-
sime rivoluzionarie, e le angherie ti d' Italia , cioè il Mantovano
che commettevano in tutti i paesi ed il Milanese, come il Modenese,
che andavano usurpando alla san- che furono uniti alla repubblica
ta Sede ,
più coi tradimenti , che Cisalpina. Conoscendo Pio VI le
colle loro armi desolatrici. Finché mire del direttorio esecutivo, af-
si trattò di piantar ne' luoghi gli fine di non essere rimproverato
alberi della libertà, di atterrare lo di non avere posto in opera ogni
stemma pontificio, di abolire i ti- diligenza e precauzione per la si-
toli e distintivi feudali ; tinche dai curezza de' suoi dominii , aumentò
rozzi agricoltori si credette, che si il numero delle milizie, e la guar-
volesse rinnovare a favor loro la dia civica , e rese noto a tut-
legge agraria, onde tutti indistinta- te le potenze cattoliche i gravi
mente fossero eguali, non solo nel e sacri motivi che l'avevano in-
nome di cittadini, ma ancora nel dotto a negare al direttorio francese
possesso de' terreni, la tranquillità di convenire nelle sue esigenze, co-
esteriore si manteneva sufficiente- me la risoluzione presa di pos-
mente ; ma dacché si accorsero, co- sibilmente difendere lo stato se as-
io8 FRA FRA
gl'edito. Ma già la sorte dello sta- per vendicarsi de' cattivi consiglie-
lo pontificio e quella del venera- ri del Pontefice. In falli si aumen-
Lile capo della Chiesa romana era tò nel Rolognese l'esercito france-
slata dal direttorio decretata, tuas- se, ed il ministro francese Cacault
per l'istigazioni d' uno de' suoi
siiiie residente in Roma part'i per Ro-
membri, Reveillere-Lepaux ben co- logna, ov' erasi trasferito il genera-
uosciuto pel suo odio al cristiane- le Ronaparte. Questi a' 3 1 genna-
simo, e pel suo stolto fanatismo di io e primo febbraio pubblicò due
stabilire la setta dei teofiiantropi manifesti, in cui vantando le vitto-
che principalmente consisteva in rie riportate , e gì' ineseguiti palli
non amare né Dio, né gli uomini. dell' armistizio , invitava il general
11 generale in capo Ronaparte spe- Victor a maiciar su Rnola. Avan-
lando di ottenere pel direttorio zandosi dunque le truppe francesi

quanto desiderava da Pio VI , per sid Senio accadde quell'assalto tra


SI importante affare prescelse a me- le truppe francesi e papali, che ac-
diatore il cardinal Mattei arcive- cennammo all'articolo Faenza (^e-
scovo di Ferrara, che inviò in R.0- di)^ perchè vinti i papalini, i fran-
xna al Papa con una lettera, nella cesi presero quella città , ed indi
quale insistette sulla ritrattazione Forlì e Cesena non che S. Leo ,
,

de' brevi riguardanti la nuova Co- Sinigaglia Ancona ed altri luoghi


,

sliluzione civile dtl clero più volte sino a Macerata; laonde al Papa
<Ja Pio VI condannata. E qui ri- non restavano che le provincia di
flette a proposito il saggio francese Sabina, del Patrimonio, e di Ma-
Jauffret, Méinoires tum. II. p. 479? rittima e Campagna, timore col
che questa costituzione non era in ben l'ondato di perdere tutto, avan-
Francia piLi in vigore da lungo tem- zandosi i francesi rapidamente vex*-

po; ch'essa non faceva piìi parte delle so R.oma.


leggi dello stato e che il direttorio
,
In tal frangente Pio VI spedi
di cui r antipatia contro la religio- plenipotenziari a Tolentino per con-
ne e contro preti non era equivoca,
i chiudere col generale Bonaparte la
non si curava più di questa costi- concoidia che ivi fu sottoscritta
,

tuzione che dell aulica disciplina


,
a' 19 febbraio in ventisei articoli,
della chiesa gallicana, e perciò non presso il Tavanti, e meglio nel Bec-
bi poteva concepire per qual ragio- ca ti ni, Storia di Pio FI, tom. IV,
ne si mettesse lauto ardore e tan- p. 69 e seg. Il Papa si obbligò a
to impegno neir esigere dal Papa separarsi da (pialinniiie coalizione
s"ifatta litraltazione, se non per contro la Francia, licenziar le sue
prendere un pretesto per non fare truppe, chiudere i porti ai nemici
la pace, e per tormentare ingiusta- della Francia, ricevere guarnigione
mente il Pontefice. Ma il Papa francese in Ancona, rinunziare alla
fermo ne' suoi doveri, rispose con sovranità su Avignone, sul V'enais-
quella bella lettera che riporta il sino, e sopra le tre legazioni di Ro-
Tavanti, toni. IIl,p. 33o, insieme a logna, di Ferrara e di R^omagna ,
quella scritta da Ronaparte al detto come ancora di pagar quindici mi-
cardinale da Verona, in cui gli fa- lioni di lire tornesi, di somministrare
ceva sapere ch'era risoluto di far gran numero di cavalli e buoi, di
marciare le sue truppe contro Roma, consegnar quadri, le statue e i
i
FRA FRA lof)

tnss. convenuti nell' armistizio di fu obbligato Pio VI a riconoscerla


Bologna , oltre l' invio fi' un mini- a media/ione del ministro della re-
stro a Parigi per disapprovar la pubblica francese in Roma , Giu-
violenta morte di Basville. L'auto- seppe Bonaparte fratello del gene-
re delle Memorie istorie he e filo- rale, ricevendo il suo inviato cav.
sofiche di Pio fi, riflette che, tut- Bussi mentre
; francesi non la-
i

to calcolalo, i francesi in queste vi- sciando di promovere la democra-


cende forse avranno tolto dallo sta- zia, molte città de' pontificii domi-

to ecclesiastico un valore di circa nii r avevano proclamata ribellan-

duecento milioni di lire tornesi. dosi alla santa Sede.


Pio VI adempì puntualmente ai Non contento ancora il diretto-
durissimi patti , e fu inoltre co- riodegl'immensi sagrifizi di Pio V f,
stretto a rimuovere il cardinal Bu- e mirantio sempre all' intera occu-
sca dalla carica di segretario di sta- pazione dello stato pontificio ed al-
to, e conferirla al cardinal Giusep- la detronizzazione del Pontefice
pe Doria già nunzio in Francia. nel timore che Giuseppe Bonapar-
Inviò a Parigi per ambasciatore il te non secondasse completamente i

marchese Massimo, e l'avvocato Go- suoi desiderii. ordinò al general Dn-


rirossi quale inviato straordinario, phault di piocurare l'adempimento
per disapprovare la morte di Bas- di sue brame colle armi e con le
ville. Intanto in sequela dei pre- rivoluzioni. Recatosi Dupbault in
liminari di Leoben
17 ottobre 5 a' Roma, apertamente incominciò le
il generale Bonaparte segnò la pa- sue manovre co' suoi fautori che ,

ce co' ministri austriaci a Campo- onninamente volevano piantar l'al-

formio, nella quale la Francia ac- bero della libertà sul Campidoglio.
quistò le isole Ioniche con porzio- A tale effetto a' 28 dicembre 1797
ne dell'Albania, oltre i Paesi-Bassi, i rivoluzionari con grida di viva la
e la repubblica Cisalpina allora for- libertà e coccarde tricolori , si re-

mata s'ebbe il INlilanese, il Man- carono al palazzo Corsini alla Lun-


tovano e il Modenese: cosi termi- gara abitazione di Giuseppe Bo-
,

nò la prima guerra continentale naparte, per cui il governo ponti-


della rivoluzione francese. Un qual- fìcio ordinò alla guardia civica di

che commovimento però si mani- richiamarli all'ordine, e n/icque zuf-


festò nei consigli e nel direttorio fa nel cortile e scale del medesimo
di Parigi, ma
armi di Augerau
le palazzo e presso la porta Settimia-
nella giornata del 18 fruttidoro ri- na. Allora sconsigliatamente il ge-
condusse l'armonia, e l'esilio colpì neral Duphault con la spada sfo-
Carnot e Barlhélemy membri del di- derata si gettò in mezzo ai rivol-
rettorio, undici individui del con- tosi, animandoli a resistere alla ci-

siglio degli anziani, e quarantuno vica ed ai dragoni accorsi al tumul-


del consiglio de' giovani sospetti di to, laonde nel conflitto restò ucci-
cospirazione. Avendo Bonaparte for- so da un colpo di fucile. A nulla
mato colla repubblica Cispadana e valsero le rimostranze fatteà Giu-
Traspadana la Cisalpina poi re- ,
seppe Bonaparte dell' innocenza del
gno d'Italia, coll'aggiunta delle tre governo sull'accaduto, pronto a dar
cedute legazioni , fu dessa procla- soddisfazione; egli sul momento ab-
mata indipendente dal direttorio bandonò Roma. Subito il cardinal
no FRA FRA
Doria scrisse l'infausto avveuimen- chianti che altrove narrammo, col-
to al marchese Massimo , acciò in le circostanze di tanti lagrimevoli
Parigi offrisse al direttorio ogni sod- avvenimenti. V. Roma ed i relati-
venendo contemporanea-
disfazione, vi articoli.
mente istruite le corti amiche del Dopo il trattato di Campo For-
fortuito accaduto. Non voile altro il mio, il direttorio si preparò alla
direttorio per consumare il suo pia- guerra contro l'Inghilterra, nello
no, dichiarando vero assassinio sen- stessotempo che inviò al congresso
za esame la morte del suo gene- di Rastadt il generale Bonaparte^
rale ; commise quindi al general per combinare la pace coli' impero
Berthier comandante letruppe fran- d'Alemagna. Indi fece invadere la
cesi in Italia, di occupare il resto Svizzera sotto pretesto di domare
dello stato ecclesiastico, e d' impa- i vandesi ribelli ; riunì con un trat-
dronirsi della sagra persona di Pio tato le città libere di Mulhouse e
YI. Si avanzò il general Berthier di Ginevra alla Francia, poscia inviò
col pretesto di punire i soli auto- il Bonaparte alla memo-
generale
ri della morte Duphault, ed in
di randa spedizione di Egitto, arman-
vece s'impadronì a poco a poco dei do in egual tempo contro la re-
dominii restali al Papa, che ad on- pubblica di Venezia, colla flotta

ta delle sue pacifiche intenzioni, e della quale il detto generale si re-


contro tutte le assicurazioni ricevu- cò in Egitto, la Russia, la Porta
te dai francesi, per cui non parli ottomana, le due Sicilie, e le altre

da Roma si vide invadere Castel


, potenze continentali, fuorché la
s. Angelo e la città, proclamare la Spagna e la Prussia. Un seguito
repubblica Tiberina, venendogli in- di vittorie e di romantici aneddo-
timato che il suo regno era finito ti accompagnò la bandiera france-
alla presenza de' cardinali. Inoltre se fino nella Siria, e gli sforzi com-
si ardi offrirgli la coccarda e una binati dell'armata anglo-turca non
pensione, che l'eroico Pontefice pron- riuscirono che dopo tre anni ad
tamente ricusò S' imprigionaro-
. ottenerne l'evacuazione; tuttavolta
no i cardinali, molti prelati e pri- questa spedizione s'ebbe gli epite-
mari ministri; si dilapidarono per- li di sgraziata e di gloriosa, il pri-
sino le camere inlime abitate da mo per la repubblica, il secondo
Pio VI, cui dopo indescrivibili ol- pei generale. Dimorando il prigio-
traggi gli s'intimò la partenza da niero Pio VI in Siena, pel forte
Roma pel di seguente, ed a' 20 terremoto che si fece sentire ivi il
febbraio i 798 un distaccamento di primo giugno i 798 venne traspor-
francesi trasportò prigioniero il Pon- tato alla Certosa di Firenze colla
tefice a Siena. A tenore dei pres- piccola sua corte, ove il Papa fu
santi ordini del direttorio, si volle ossequiato da Carlo Eramanuele
dai cardinali, prelati, ministri del- IV re di Sardegna, e dalla ven.
la santa Sede, ed altri il formale Maria Clotilde sua consorte e so-
giuramento di odio monarchia,
alla rella di Luigi XVI, che per aver
e di fedeltà alla repubblica ed alla perduto il Piemonte e la Savoia
costituzione , la cui virtuosa e co- occupate dai francesi, si recavano
raggiosa ripulsa fu punita colla de- nella Sardegna. Mentre duravano
portazione, e in altri modi sover- ancora le conferenze di pacificazio-
FRA FRA itr
ne coli' impero a Rastadt in con- per maggior sicurezza e strazio del-
seguenza del predetto trattato di l'ottuagenario ed infermo prigio-
Campo Formio, si preparò la se- niero, di farlo trasportare nell' in-
conda coalizione, in cui le potenze terno della Francia. A' 27 marzo
europee, tranne la Prussia e la 1
799 Pio VI scortato da duecento
Spagna mentovate, rivolsero di nuo- soldati fu portato via dalla Certosa
vo le armi contro la Francia, che di Firenze, e sotto le ali della pro-
Joro come si è detto dichiarò guer- tettrice provvidenza, ed a traverso
ra. Il rinforzo d'una considerabile di tanti pericoli, per Bologna, Par-
armata russa guidata da Suvarow ma, Torino, e Moncenis giunse sul-
fece piegare la bilancia a vantaggio le frontiere di Francia. Entrato che
degli alleati, e le tiuppe repubblica- fu il sommo Pontefice su quella ter-
ne dovettero dopo le disfatte del- ra bagnata dal sangue di tante vit-
l'Adige, della Trebbia e di Novi, man- time, ed imbrattata de' più nefandi
canti del prode Joubert, che in que- delitti, benché d' animo grande e
st'ultimo fatto rimase estinto, ab- disposto a qualunque martirio, si
bandonare l'Italia. Dodici giorni di intese ingombro de' più ftmesli pen-
ostinato conflitto nella Svizzera ar- sieri, considerando l'infelice fine di
restarono la vittoriosa marcia di Su- Luigi XVI, delia consorte, della so-
varow posto a fronte dell' intre- rella, e di tante migliaia d'innocenti
pido Massena, mentre Brune fece francesi, fermi seguaci delia religio-
mancare in Olanda il tentativo di ne de'loro antenati. Fu Briancon la
invasione eseguito dalla flotta an- prima città di Francia, che a'3o apri-
glorussa sotto gli ordini del du- le accolse fra le sue mura Pio VI, e

ca di York. Erano però le cose a fu qui eh' egli soffrì l' amara divi-
mal partito, per la poca considera- sione d'alcuni suoi fedeli famigliari,
zione di che il direttorio godeva divenuti sospetti ai francesi. Indi
in balia delle redivive fazioni che proseguì dopo un mese il viaggio
agitavano Parigi e la Francia. per Grenoble. Il direttorio volendo
Sapendo Pio VI che in Roma risecare le spese del viaggio, non
alcuni prestarono giuramento alia permise che supplisse l'eiario, e ne
costituzione, ne' primi del 1799 lo gravò i diversi dipartimenti; ma
condannò solennemente con due Pio Vi prese le sue misure acciò
brevi. Intanto non essendo tranquil- non costasse ad essi neppure un
lo il direttorio del luogo centrale ove soldo. Da Grenoble s'avviò per Gap,
teneva prigioniero Papa, e temen-
il s. Marcellino, eRomans, giungendo

do i prima sta-
successi della guerra, a Valenza a'i4 luglio, città che Dio
biPi di tradurlo nella badia di Molk avea destinato per termine delle sue
presso Vienna, poi in Sardegna, o sciagure. Allora il direttorio con uà
meglio in Corsica, acciò vi rimanes- decreto dichiarò Pio VI prigioniero
se obliato secondo i pensamenti di di stato, che in mezzo alle durezze
la Reveillere-Lepaux e di Merlin , ed alle privazioni, mai si lasciò usci-
di Douai, ma a questo piogetto si re dalla bocca la più minima la-
oppose il ministro Rheynhard te- gnanza. Così gemeva Pio VI sotto
mendo gl'inglesi che padroni del la più ingiusta schiavitù, per cui ia
Mediterraneo nou riuscissero a libe- tutta la Francia, e nell'intera Eu-
rarlo. Dunque il direttorio decise ropa non si parlava che di lui, e
lì-i FRA FRA.
de' suoi giammai il vi-
oppressori: pagni delle sue disgrazie erangli sfa*
cario (li Gesù Cristo comparve si li restituiti a Grenoble. In una la-
grande sul trono medesimo del \a- pide di marmo nero nella chiesa
ticano, circondato da tutto il suo cattedrale si legge la memoria delle
maggior splendore e la dimora ; sue sventure, delle sue eroiche virtù,
di Pio VI in Francia servì nota- e della sua gloriosa morte. In tal
bilmente a ravvivare la religio- modo il magnanimo Pio VI fra'cep-
ne cattolica illanguidita in mol- pi, lontano dalla sublime sua Sede,
ti, e riuscì una serie di trionfi pel spogliato de'suoi dcminii terminò
suo augusto capo. E troppo no- la sua penosa vita. Uomo in tut-
to con qual trasporto di divozio- to mirabile per le virtìi dell" ani-

ne accorsero le popolazioni fran- mo ,


generoso e magni-
principe
cesi dovuncpie fu condotto Pio VI, fico ,meritava sorte migliore pe- :

con quali lagrime accogliessero le rò fino dal punto di sua morte


di lui benedizioni, e con quale gli stessi suoi nemici lo acclamarono

figliale premura s' ingegnassero di in Parigi grande sul trono, mag-


alleviare il peso delle di lui catene, giore dopo esserne sbalzato, e mas-
e come la schiavitù del vicario di simo nella gloria eh' erasi merita-
Cristo produrre vi facesse ravvedi- ta coir eroismo del suo contegno.
menti, ritrattazioni, conversioni, vo- Tutte le nazioni gareggiarono per
lendo Iddio visibilmente far trion- onorarne la memoria, che immor-
fare la sua Chiesa con que' mezzi talarono penne illustri. Da ultimo
medesimi, che adoperavano gli in- il cappellano segreto d'onore del
nelT avvi-
creduli per farla cadere regnante Gregorio XVI, monsignor
limento e nel dispregio. Fu questa Pietro Baldassarri, già segretario
ima manifesta prova, chela maggior del prelato Innico Caracciolo mae-
parte del popolo rimaneva fc-rma- stro di camera
Pio ^ I, e per di
mente attaccato alla sua religione ciò testimonio de'suoi avvenimen-
cattolica. ti, in quattro volumi ci ha dato
Dubitando ancora il direttorio sul- l'interessante e veridica Relazione
la sua preda, voleva fare strascinare delle avversità e patimenti di Pio
Pio VI a Dijon, ciò che non ebbe VI, Modena 1840. Di questo ar-
perchè deteriorando la sua
elfetto, gomento noi ne abbiamo trattato
logora salute, fu vicino al punto in parecchi articoli del Dizionario,
estremo. Nel ricevere gran Papa il ai luoghi relativi, come nell'artico-
il ss. Viatico, pregò caldamente Dio lo Pio VI (Vedi). Intanto mentre
a restituire a Roma il Pontefice, suonava tuttora il grido delle vit-
ed alla Francia la religione, la pro- torie di Zurigo e di Berghen, e
sperità e la pace, perdonando i della precipitosa ritirata russa, e
suoi nemici con tutta relfusione del mentre il direttorio era lacerato
cuore; indi nella notte àe'iS ago- dalle divisioni dei suoi quinquevi-
sto venendo il 29 cessò placidamen- ri, Bonaparte reduce dall'Egitto
te di vivere in Valenza. Roma, la sbarcò a Frejus il 9 ottobre 1799,
Chiesa, i suoi popoli furono il sog- e volò a Parigi sul teatro degli
getto delle ultime sue voci mori- avvenimenti. Un suo colpo decisi-
bonde, colle quali teneramente be- vo, nel presentarsi cioè audacemen-
nedì gli affettuosi famigliari che com- te a punta di baionette dentro il
I'^ R A FRA Ti3
c(jnsigli() dei cinqiierento, dì con- Prcci<: de la revolution francaise
certo col direttore Sieyes, e con ornée de fìgures, Paris i833. Lui-
gran numero di deputati, rovesciò gi Thiers, Storia della rivoluzione
nelle giornate del 18 e 19 bni- francese tradotta da Gaetano Bar-
Miale, cioè 9 e i o novembre, la beri, ]Milano 1840, tomi cinque. A.
costituzione direttoriale, ossia il so- Thiers, Storia della rivoluzionefran-
vrano potere del direttorio esecutivo, cese, prima traduzione italiana del-
in una parola dissipò la rivoluzione l' edizione di Parigi del i834 di
incominciatada IMirabeau, ed in- Ermenegildo Potenti, Firenze i838
nalzò sulle sue rovine il nuovo in tomi quindici. Il primo console
governo, del quale prese egli le fece conoscere all'Inghilterra la sua
redini col titolo di primo console, nomina, ed il voto della Francia
assoibi tulio il potere di un mo- per la pace, ma il ministero non
iiiucH, e come tale pas'^ò a risiede- volle aderirvi ; si rivolse allora a
re nel palazzo delle Tuilleries. Eb- riparare le perdite fatte in sua as-
be a colleghi Sieyes, e Pioger-Du- senza, e marciò per riconquistare
cos, poco dopo rimpiazzali da Cam- r Italia. A riparare poi gli affron-
baceres, Lebrun, andando però
e ti e le ingiustizie del direttorio
sagacemente concentrando in sé so- contro Pio VI, Bonaparte con de-
lo il potere esecutivo: in tal mo- creto consolare ordinò sino dai 28
do il prode ed avventuroso corso novembre, che dai magistrati di
pose termine all'usurpazione del Valenza si facessero al rispettabile
1789 con un'altra usurpazione, Pontefice solenni e decorose ese-
sotto fantasma del governo con-
il quie, ch'ebbero luogo a 29 genna-
solare, e riun\ gli elementi che gra- io 1800, giacché per le sventure,
datamente dovevano condurlo al e pel sublime grado che aveva oc-
sommo potere. 11 potere legislativo cupato in terra, avea diritto ai più
fu affidato al senato, al corpo le- luminosi attestati della pubblica
gislativo, ed al tribunato. Cosi ven- considerazione.
ne snaturata la costituzione, che La ritirata che nel 1799 ^^^^a
Sieyes meditava da molti anni di fatto Macdonald dall'Italia meri-
dure alla Francia, e proclamossi dionale, per cui le repubbliche ces-
la costituzione consolare dell' anno sando del suo appoggio, disparve
ottavo nel di 24 dicembre 1799 prontamente 1' effimera romana
approvata da tre milioni undicimila che aveva avuto consoli, tribuni, e
sette cittadini, f^. Colleclioii de questori, nel qual tempo l'anarchia
piéces inipovlantes relatives à la e la depredazione erano all' ordine
ìé^'olution fraiicaise et aux homines del giorno, si in Roma che in
Cini cornine fondaleurs de la républi- quella parte dello stato pontificio
cjue. Oli comtìie defenseiirs des prin- che non essendo stata aggregata
cipes inonarchiques, en ont cté les alla repubblica Cisalpina, faceva
acteurs ou le i'icn'nies, tomi cinquan- parte appunto della jepubblica ro-
ta, Paris, chez Brissot-Thivars. Vit- mana. A' 28 settembre 1799 cessò
torio Barzoni Memorabili avveni-
, in Roma l'anarchico governo, par-
menli accaduti sotto i tristi auspi- tì da essa il generale Garnier col-
ci della repubblica francese^ Italia. la guarnigione francese, ed invece
J. P. Rabaud de Saint-Etienne, r occupò il maresciallo Bonrcai d
voi.. XXVI. 8
ii4 FRA FRA
colle truppe tlel re di Nnpoli Fer- predece.ssore, che ne volle prende-
dinando IV^; indi il generale Nasel- re ilnome, e chiamossi Pio VII;
li in nome di tal monarca v'istal- egli si trattenne alcuni mesi in Ve-

lò un governo provvisorio, prote- nezia, e facendo prendere le redi-

stando che prendeva possesso di ni del governo de' suoi slati ai


tali dominii pel futuro Pontefice. propri ministri, entrò poscia in Ro-
La divina provvidenza permise che ma a' 3 luglio 1800, mentre i fran-
le potenze alleate nel togliere al cesi tornavano a dominar l'Italia.

direttorio l' Italia, vi rimanesse tan- Aveva il primo console Rona-


to largo di tempo per eleggere parte riunito in Dijon sotto il co-
quietamente il successore Pio di mando di Berthier un'armata di ses-

VI; e l'imperatore Francesco II santamila combattenti, quando col


ch'era divenuto signore di Venezia, simulato passaggio del Varo, inve-
olfr'i ai cardinali questa città per ce operò la porten'osa discesa del-
la celebrazione del conclave, sicco- l'Alpi,superando le cime del gran-
me lontana dal teatro della guer- san-Bernardo: tutto cede all'impe-
ra, e più propria in quella circo- to francese, e la battaglia guada-
stanza che non Roma, di recente gnata coir avanguardia da Lannes,
liberala dal giogo straniero. In Ve- non fu che il preludio della stre-
nezia riunironsi i cardinali disper- pitosa vittoria di Marengo ottenu-
si dalla precedente tempesta, ed ta dall'eroe della guerra Bonapar-
entiarono in conclave nella prima te a' i4 giugno 1800, che rimise
domenica dell'avvento, ove ricevet- tutte le piazze forti d' Italia nel-
tero lettere conforlalrici dall'im- le sue mani. Ritornato a Parigi
peratore, e da Ferdinando IV. Il cogli allori di questa breve e
conte di Provenza, che alla morte gloriosa campagna, e preservato
del nipote Luigi XVll aveva assun- dalia cospiiazione della macchina
to il nome di Luigi XVllI, essen- infernale ordita dagli sciovani ,

dosi ritirato in Russia, dalla sua compì la pacificazione dell' ovest


dimora del castello di Mittau in della Francia, le armi della quale
Curlandia , nel rispondere alla let- nel medesimo anno liportarono vit-

tera colla quale il sagro collegio toria ad Elionopoli in Egitto. Indi a

gli aveva partecipato la morte di poco le vittorie di Moreau nell' Ale-

Pio VI, si esternò nel modo il più magna, massime quelle Hochstedt e di

religioso, ed affettuoso uisieme; e di Hohenlinden, indussero più solle-

qui noteremo che sino dai io giu- citamente gli alleati a pi^iposizioni
gno del medesimo anno i'09 la di pace, che poi si conchiuse nel
superstite figlia di Luigi XVI, Ma- di 8 gennaio 1801, mediante il

ria Teiesa Carlotta, il re l'aveva trattato di Luneville, coli' Austria,


unita in matrimonio all' altro nipo- e coir impero germanico; le cessio-

te Luigi Antonio duca d' Angoule- ni della pace di Campo Formio


me e poi delfino, figlio del fratello vi furono confermate, il Reno sino
Carlo conte d' Artois. Intanto a' i4 al territorio olandese divenne il

marzo 1800 i cardinali esaltarono confine della Francia, la Toscana


al pontificato il cesenate caidinal fu eretta in regno di Etruiia ce-
Barnaba Chiaramonti vescovo d'I- dendosi all'infante di Spagna Lo-
mola, parente e concittadino del dovico, in cambio del ducalo di
FRA FRA I r")

Pnrma che pnssò alla repubblica strazione, ordinò pubblici lavori di


Cisalpina, e furono riconosciute le abbellimento e di utilità nella ca-
indipendenze delle repubbliche Ba- pitale e nei dipartimenti, ed elevò
iava, Elvetica, Ligure, e Cisalpina. in somma la Francia al primo
Nel dì 28 febbraio mediante il trat- rango delle potenze europee. Le
tato di Firenze col re di Napoli, forzate lelazioni tra il nuovo Pa-
che cede i suoi diritti sull'isola pa Pio VII, e i francesi contratte,
dell'Elba, su Piombino e dipenden- accordarono a quello il corpo del
ze. Nel d\ 29 setlembr-e col Por- suo illustre predecessore, che secon-
togallo, mediante il tiatfato di Ma- do la sua ultima volontà, con so-
dridp che estese i limili della Gu- lennissima pompa fu deposto nella
iana francese all'imboccatura del- basilica vaticana, avanti il sepolcro
l'Amazzone, limite portato l'anno del principe degli apostoli.
seguente a venti leghe più al nord. Qualunque fosse stato il modo,
Nel dì 8 ottobre colla Russia in col qualeprimo console arbitro
il

forza del trattato di Parigi ; nel dì divenne della Francia, è certo che
9 ottobre mediante preliminari i in sulle prime si assodò il potere
colla Porta ottomana, e colla succes- adoperando i migliori provvedimen-
siva pace fu assicurata alla Fran- ti di un savio e robusto governo,
cia la libera navigazione sul mar per cui la umanità
religione e la

Nero; finalmente ancor l'Inghilter- subitamente respirarono. Cadde a-


ra depose le armi, e segnò col bolita la legge degli ostaggi che
trattato di Amiens del ^5 marzo faceva pacifici cittadini malleva-
i

1802 la pacificazione del mondo, dori delle azioni de' loro parenti
dappoiché le repubbliche francese contro il governo, e quella la quale
e baiava, e la Spagna da una puniva ne' preti non solo gli atti,

parte, e l'Inghilterra dall'altra si ma persino i pensieri contrari alle


terminò la gueria di nove anni, massime l'ivoluzionarie. Allora quei
restituendo alla Francia le colonie magnanimi confessori della fede di
di cui erasi impadronita, senza che Cristo, che stavano rilegati sulle
la repubblica perdesse alcuna delle coste della Francia, furono resti-

sue conquiste, tra le quali trova tuiti alle loro famiglie. Bonaparte
vasi il Piemonte, riconobbe peiò ordinò che non si doman-
ai preti
la repubblica delle sette Isole. Inoltre dasse se non che un semplice giu-
la Spagna restituì la Luigiana, che ramento di fedeltà alla costituzio-
poscia gli Stati-Uniti acquistarono ne, senza obbligarli a quelle for-
dalla Francia nel i8o3. Frattanto mole sospette, che o inquietavano
Bonaparte contribuì da un lato a la coscienza, o fomentavano lo spi-
ristabilire l'ordine, ad innalzar nuo- rito di partito. Fu abolita la sa-
vamente gli altari, a fabbricare la crilega 21 gennaio, il giu-
festa de'
)<rosperità della Francia, non meno ramento d'odio alla monarchia, e il
che il suo ingrandimento: abolì il divieto che dagli uffici escludeva i
calendario repubblicano, promulgò nobili e parenti degli emigrali:
i

nuovi codici di leggi unifoimi, ri- fece pure scomparire le feste pa-
dusse ad unità il sistema de' pesi gane, e le mascherate de'teofilan-
e misure, organizzò stabilmente le Iropi. I piìi felici effetti si videio
finanze e tutti i rami di ammini- nascere da questi nuovi regolamen-
ii6 FRA FRA
li: più di ventimila preti, liberati salvi, e poscia v' inviò pure coll.i

dal carcere, o dall'esilio rialzarono dignità di legato a Intere i\ cardi-


gli abbattuti altari, e rinacque il nal Caprara; il concordato si ri-

pubblico credito. Bonaparte nelle porta al volume XVI, pag. 39 e


sue viste politiche vide necessaria seg. del Dizionario. Il Barruel ci ha
lina riconciliazione colla santa Se- dato l'opera intitolata . Sul Papa
de; conosceva che la maggiorità ed i suoi diritti religiosi all' occ^t-

della nazione francese intimamente siane del concordato del l'òoi, fra
avversa al clero costituzionale, so- la repubblica francese, e la santa
spirava la sua riunione al centro Sede, Genova 180 3. Bonaparte con-
comune della Chiesa cattolica, per- gedò il concilio nazionale, dileguan-
suaso che nel secondare il voto dosi cos\ al primo soffio avverso
della nazione accresceva il presti- il clero costituzionale di Francia.
gio del suo nome, e si agevolava Perchè il concordalo si mandasse
la via al trono. Inoltre il line re- ad elfetto, scrisse Pio VII un bre-
ligioso del rialzamento degli altari ve ai titolari de' vescovati francesi
abbattuti in Francia al culto del acciò rinunziassero alle loro sedi ,

vero Dio , aprirono quasi sul)ito onde conservare l'unità della Chie-
negoziati colla santa Sede per uno sa, e ristabilire pienamente la cat-
spirituale componimento, per ista- tolica religione in Francia. A te-

bilire oltre altre cose , la pubbli- nore di tal breve , rassegnarono i

cità del culto cattolico, il diritto loro vescovati quarantacinque de-


del primo console alla nomina de- gli antichi titolari,, de' quali se ne

gli arcivescovi e vescovi, e del som- contavano ancora ottantaquattro vi-


mo Pontefice alla canonica loro venti, e quattordici de' nuovi dipar-
istituzione ; una nuova circoscrizio- timenti. I vescovi costituzionali e
ne di diocesi, e la rinunzia de' ti- giurati diedero anch' essi la loro
tolari alle sedi loro , nelle quali dimissione, ed alcuni si distinsero
cose per le deplorabili circostanze con divoti Papa. I ve-
indirizzi al

de' tempi, e pel bene della Chiesa scovi del Belgio ne imitarono l'e-
gallicana fu d' uopo convenire. sempio, come pure quelli della
A. conchiudere un concordato su Germania dei paesi alla sinistra

tali Bonaparte si serv'i della


basi del Reno. I\on mostrarono egual
mediazione del cardinal di Marlinia- concordia di sentimento vescovi 1

iia vescovo di Vercelli, e Pio \ II dimoranti in Germania ne quelli ,

nominò plenipotenziari, che lo sta- rifuEfiati in Inghilterra, che riuni-


bilirono a Parigi il i4 luglio 1801, lisi in assemblea a Londra, cioè
fc nel dì seguente lo sottoscrissero, tre arcivescovi e quattordici vesco-
ad onta della discordia seminata vi, la più parte di essi ritìutò di

dai giansenisti, nel concilio nazio- dare la loro rinunzia. 1 vescovi che
nale di Parigi , che scaltramente ricusarono di dare la loro dimis»
Bonaparte avea permesso si com- sione ebbero molti seguaci lia i

ponesse de' vescovi costituzionali ,


più fedeli delle provincie dell'ovot,
recitando il discorso d'apertura il e furono chiamati Petite Egli se.
famoso Gregoire. Quindi per l' e- La dissidenza di molti vescovi non
«•ecuzione del concordato Pio \'II trattenne il cardinale legato d' ac-

«peili in Francia il cardiual Coa- cordo cui governo di dare esecu-


FRA r?y i UT
zione al coiioordiito ; liiUa ^c^^en- ri sotloscriveranno la dichiara/niu»
sione de' rliparlimeiiti francesi si latta dal clero di Francia nel 1682,
divise in dieci arcivescovali, ed in e pubblicata con un editto dell'an-
cinquanta vescovati , compresa la no stesso; essi si sottometteranno ad
Corsica, il Belgio e i paesi della insegnarvi la dottrina che vi è con-
sinistra del Pieno. Si crearono di- tenuta, ed i vescovi spediranno l'at-
gnità capitolari, s'istituirono senii- to di questa sommissione al consi-
nari, e si fissò la rendita pei mi- gliere di stato incaricato di tutti
nistri del culto e pei prelati. 11 ve- gli affari concernenti i culti ".
scovo costituzionale Gregoire passò '» 36. Durante la vacanza della
ad essere membro del senato con- sede sarà provveduto dal metropo-
sci valore^ e l'altro vescovo Talley- litano, e in sua mancanza dal più
rand, allora ministro delle relazio- antico de' vescovi suffraganei, al go-
ni estere, fu autorizzato da Pio Vl[ verno della diocesi. 1 vicari gene-
di esercitar gli uffizi della vita se- rali di questa diocesi continueranno
colare e laica , fermo restando il le loro funzioni anche dopo la mor-
vuto da CUI era vincolato dopo la te del vescovo, sino ai possesso dei
sua ordinazione. di lui successore ".

Il corpo legislativo approvò il " 54. Inon daranno


parrochi
concordato come legge dello slato, la benedizione nuziale, che a quel-
ma appresso il tribunato, e lo stes- li, die comproveranno in buona e
so corpo legislativo non solo fecero debita forma, avere contratto ma-
adottare il medesimo concordato trimonio avanti l'ufficiale civile ".

come legge dello stato, ma insie- •5 55. I registri tenuti dai mi-
me certe così dette leggi organiche nistri del culto non essendo, e non
flel culto caltolicoj divise in settan- potendo essere relativi :he all'am-
tasetle articoli, delle quali nel coJi- ministrazione de' sagramenti , non
coidato non si era fatto menzione potranno in alcini caso supplire ai
alcuna, anzi si opponevano allo spi- registri ordinali dalle leggi per pro-
rito ed al-
del coiicordato istesso, vare lo stato civile de' francesi ".

cune direttamente apparivano con- Né solamente ancora avea fatto


trarie ai sagri canoni ed ai de- , adottare dal tribunale e dai corpo
creti de' concili ecumenici ne ri- : legislativo il concordato , le leggi
feriremo cinque, le quali incorsero organiche concernenti il culto cat-
in più grave censura. tolico, ma sibbene ancora gli arti-
" I Nessuna bolla
. , breve , le- coli organici dei culti protestanti.
scritto, decreto, mandato ,
provvi- Questi culti dividevansi nelle così
sione, né altre spedizioni della cor- dette chiese riformate, ed iu chie-
te di Roma, anche solo concernenti se della confessione di Augusta, le

i potranno essere rice-


particolari, quali in tutto erano poste ad eguai
Tute, pubblicate, stampate, né al- condizione della Chiesa cattolica, li
trimenti messe in esecuzione senza governo provvide ai trattamento
li permesso del governo '. (Non v'e- de' pastori concistoriali; dispose che
rano eccettuati nej>pure brevi di i in Ginevra esservi doveano due se=
peuitenzieiia). minari, i' uno pei ministri della
" 24- Quelli che saranno scelti confessione augustana , l'altro pei
per l'amr.'ìatslramcuto dei semina- ministri della cliiesa riformata. Per
ii8 FRA F 11 A
le chiese riformate fu stabilito che assistito dagli altri due consoli, dai
dovevano aver de' pastori, de' con- ministri, e dai primari magistrati,
cistori locali, e de'sinodi; quelli del- dopo la solenne messa, dicendo ad
la confessione d'Augusta de' pasto- ognuno nel porla sul loro capo :

ri, de' concistori locali, delle ispe- desidero che la portiate per molli
zioni, e de' concistori generali. In- anni.
tanto Bonaparte dispose che ai ve- Successivamente furono legalmen-
scovi costituzionali che avevano ri- te riconosciute dal governo le con-
nunziato alle loro sedi, a titolo di gregazioni religiose approvate in
pensione fosse assegnato dal pubbli- Francia, come dei sacerdoti, o si-

co erario un terzo della rendita di gnori della missione, le suore ospi-


CUI godevano i vescovi attuali in taliere ,
quelle di s. Carlo, quelle
esercizio; e fece scrivere al gover- chiamate Valelotes; si ristabilirono
no inglese che discacciasse i vesco- i benemeriti fratelli delle scuole
vi renitenti, che tentavano far na- cristiane, protetti dal cardinal Fesch
scere turbolenze nell' interno della arcivescovo di Lione poi ministro
Francia. plenipotenziario in Roma col cele-
Gli ordini cavallereschi ed i se- bre visconte di Chateaubriand per
gnali di distinzione aboliti nel 1791, segretario d' ambasciala. Fu pure
furono 1802 dall'or-
sostituiti nel universalmente encomiato il rista-
dine della legione di onore. Bona- bilimento della congregazione dei
parte si fece nominare presidente preti secolari delle missioni estere.
della repubblica cisalpina, che pre- Il governo francese riacquistò il

se il nome di repubblica italiana ;


protettorato delle chiese di rito la-
indi a' 2 agosto 1802 divenne pri- tino in Levante, del quale era sta-
mo console a vita , e due giorni to privato dalla Porta ottomana
dopo una nuova costituzione, chia- dm"ante la guerra.
mata del 16 termidoro anno de- La perdita di s. Domingo fu il

cimo, ed appositamente modellata, primo disastro prodotto dalla rot-


preparò la via a più strepitosi av- tura con l'Inghilterra, che secon-
venunenti. Inoltre Bonaparte. im- dò i neri ribellitesi. Nel medesi-
pose nuove leggi alla repubblica li- mo anno i8o3, non avendo pro-
gure, e per sostenere la sua me- dotto il concordato colla repubbli-
diazione presso gli svizzeri, mandò ca francese quel bene che gene-
trentamila uomini nel loro paese, ralmente si sperava, a cagione de-
armò nei porti sotto pretesto di gli abusi introdotti cogli articoli
una nuova spedizione contro s. Do- organici, Pio VII venne alla con-
mingo eh' erasi ribellato nel 1801, clusione di un altro concordato, ma
ma effettivamente contro V Inghil- colia repubblica italiana, che fu sot-
terra: questa potenza non s'ingan- toscritto a Parigi a' 16 settembre,
nò , e ruppe pace nel maggio
la concordato che riportammo al ci-
i8o3. Nel precedente gennaio il talo voi. a pag. 4"^' e seg., quindi
Papa creò cardinali Giuseppe Fcsch, si discopri la cospirazione di Pi-
zio di Bonaparte, Belloy, Boisgelin chegru perciò strangolato, e di Gior-
e Cambaceres, a' quali le berrette gio Cadoudal, nella quale furono
cardinalizie
con splendida cerimo- avvolti anco Moreau esiliato in A-
nia furono da Bonaparte imposte, merica, e l'illustre vitlima di Vin-
FRA FRA 119
cenncs ilduca d'Enghien Borbone: re Luigi XV IH. Tuttavoita si tro
tali avvenimenti servirono a Bona- vò costretto ad intraprendere il fa-

parte di ullimo gradino per salire ticoso viaggio di Parigi, scrivendo


al trono. F. Hisloire. da generai il cardinal legato Caprara, che Na-
Moreau, Paris i 8 4 1 ; Histoire du poleone si credeva meritare que-
general Pichegrn, i8i4j ^<'-
Pai'ìs sta condiscendenza del Papa, sicco-
lizic segrete di Napoleone Bonapar- me premio di (pianto avea opera-
te , Lugano i8i5; Pietro Cavedo- to in Francia a benefizio della re-
ni scrisse la Fila di Luigi duca ligione cattolica, e a' 2 dicembre
d'Enghien, la quale si legge a pag. i8o4 nella cattedrale di Parigi il

65 e seg. del Giornale filosofico, coronò o per dir meglio l'unse in


politico, istorico ec. della Foce del- un all'imperatrice Giuseppina di lui
la ragione tom. IV. Il ligio sena- mogUe, giacché Napoleone da sé
to ne léce la prima proposizione; medesimo s' impose la corona sul
Carnot fu il solo uomo libero, che capo, e poscia mise sulla testa del-
osasse combatterla nel tribunato, la consorte altra corona.
tua finahnente il senalusconsullo Nell'anno seguente a' 26 mag-
proclamò Napoleone Bonaparte im- gio, al modo che ho detto al cita-
peratore ereditario de'francesi. Giu- lo volume, pag. 189, avendo Na-
seppe e Luigi suoi fratelli furono poleone formato il nuovo regno
riconosciuti principi del sangue, e d'Italia, in compagnia dell'impera-
vennero creati dieciotto marescial- trice Giuseppina recossi in Milano,
li dell' impero nelle persone di Ber- e nella cattedrale si cinse la fronte
thier, Murat, Moncey, Jourdan, colla cox'ona feirea, e per perpe-
Massena , Augerau Bernardotte , ,
tuare l'avvenimento istituì per gl'i-

Soult, Brune, Lannes, Mortier, Ney, taliani l'ordine equestre della coro-
Davoust, Bessieies, Kellermann, Le- na mise alla testa di que-
di ferro, e
fehvre, Perignon, e Serrurier. Na- sto regno con titolo di viceré, Eu-
poleone fu coronalo imperatore dei genio de Beauharnais, figlio che la
francesi il giorno i8 maggio i8o4, sua moglie aveva avuto dal suo
quindi con replicale e gagliarde primo marito, e dall'imperatore
istanze invitò il Pontefice Pio VII dichiarato suo figlio adottivo. Itt

a recarsi in Parigi per coronarlo, qual modo Napoleone formò la

e consacrarlo solennemente. Per le sua corte imperiale e reale , ne


gravi ragioni che riportammo al demmo un cenno al voi. XI, pag.
voi. XVII, pag. 22 e seg. del Di- 1 2C) del Dizionario. In pari tempo
zionario, ove descrivemmo le ceri- Napoleone riunì la repubblica li-

monie di questa pontifìcia corona- gure all'impero francese, e pub-


zione, e nella speranza di togliere blicò il suo codice. Allora insor-
dal capo di Napoleone i sinistri di- sero gravissimi dissapori fra la san-
segni di scisma, cui la sua inquieta ta Sede, e la Francia, e Pio VII
ambizione poteva ancora condia-re vide con pena mettersi in vigore
ad effetto. Pio \II s'indusse ad quel codice malgrado le sue rap-
acconsentirvi non senza angustie, presentanze, siccome contenente ar-
perchè ne veniva dissuaso da al- ticoli contrari alle leggi della Chie-

cune principali potenze di Europa, sa, massime per ciò che riguai da-
e specialmente dall'opposizione del va ilmatrimonio ed il divorzio. 1
I30 FRA FRA
giuramenti", le costituzioni, le leggi, gno di Napoli , e con titolo di re

e gli alti ispiravano la più grantle lo diede Giuseppe lìo-


al fratello

indiHerenza per tutte le religioni ; napaite, indi eresse in regno l'O-


e la tanto vantata prolezione di landa, e ne dichiarò re l'altro fra-
Napoleone per tutti i culti, era una tello Luigi, concedendo il grandu-

protesta per autorizzare la potestà cato di Berg egualmente per lui


secolare ad intromettersi fra l'ec- eretto, al cognato Gioachino Mu-
clesiastica gerarchia. Indi nel mese rat, e ducati di Lucca e Piom-
i

di ottobre le truppe francesi retro- bino ad Elisa Bonaparte sua sorel-


cedendo dal regno di Napoli, mar- la favorita, moglie di Pasipiale Ba-

ciando verso Ancona improvvisa- ciocchi, mentre l'altra sorella Pao-


mente l'occuparono, stabilendosi in lina sino dal i8o3 l'avea maritata
([ueila fortezza e porto. Pio VII fu al principe Camillo Borghese da lui

colpito da fatto sì inatteso^ vide vio- fatto governatore generale dei di-
lata la neutralità, e fondatamente partimenti al di là delle Alpi, dan-
temè prossima la guerra ne' suoi do alla medesima il ducato di Par-
stati. Alle rimostranze che fece il ma e Piacenza. Indi a' \i luglio
Papa, rispose Napoleone con insul- del medesimo anno 1806 sotto la
ti, meravigliandosi che gli dispia- protezione di Napoleone si costituì

cesse vedere Ancona in mano dei la Confederazione del Reno sulle ,

francesi, piuttosto che in quelle dei rovine dell' antico impero romano,
russi, dei turchi, e degl' inglesi. proclamando la monarchia france-

Non potevano naturalmente i se giand' impero. L'imperatore


il

potentati riguardare con occhio in- Francesco II che nell'agosto del


differente cotanta elevazione del mi- 1806, e dopo l'erezione dellimpero
litare fortunato, e però nuova al- francese avea preso il titolo d'im-
leanza strinsero gì' imperatori di peratore d'Austria ereditario, per
Gerniania e di Russia, e i re d'In- lo scioglimento dell' impero germa-
ghilterra e di Svezia , ma l' esito nico formalmente abdicò a quella
non fu felice. Gli austriaci furono corona e al titolo d' imperatore di
per metà battuti, Ulnia e Vienna Alemagna, dichiarò estinto l'ulllzio
occupate prima che russi arrivas- i e la dignità d' imperatore de' ro-
sero, e la battaglia luminosa d'Au- mani, creando un impero coi pro-
sterlilz compì nel i dicembre i8o5 pri slati intitolato njonarchia Au-
la totale disfatta de' nemici, ed af- striaca, della quale come primo im-
frettò la pace di Presburgo nella , peratore prese il nome di P'rance-
quale l'Austria cede al regno d'I- sco I.

talia gli antichi stati di Venezia La Prussia tentò poscia una con-
compresa la Dalmazia e l'Albania, tro-confederazione al nord dellAle-
e trasferì molti de' suoi possedi- magna ,
per lo che da Napoleone
menti all'elettore di Baviera, e al di nuovo gli fu mossa gueria ri- ,

duca di Wurlendjeig ambidue ,


portò la famigerata vittoria di Je-
creati re dalla Francia. Nel i8o6 na, e in due mesi sottomise la mo-
la Prussia con un trattato cedette narchia, non che vinse suoi al- i

i paesi d'Anspach e di Bayreuth leati tla Berlino Napoleone decre-


;
,

Cleves e Neuchàtel. Nel tempo istes- tò contro gf inglesi il blocco con-


so Napoleone fece invadere il re- tinentale; i russi venuti m soccorso
FRA l' R A 17 1

•Iella Prussia fiiiono battutiad Ey- tri motivi difTusamente trattati dal
laii ed a Fiiedland e poco dopo , cardinal Pacca, dal cav. d'Aitaud,
a' 2 giugno 1807 ebbe luogo l'ar-
1 dal Pistoiesi e da altri contempo-
mistizio di Tilsit, ove a' 7 e 9 lu- lanei storici; l'ambizioso Napoleo-
glio con duplice trattato la Fran- ne in vece di mostrarsi grato ai
cia stipulò l'adesione della Russia suoi benefizi , e rispettare la suu
e della Prussin al blocco continen- pacifica neutralilà conveniente alla
tale, il loro riconoscimento della sua dignità, incominciò ad invade-
confederazione renana , dei regni re suoi stati, siccome indicammo
i

dati ai fratelli diNapoleone, la l'i- al citato voi. XX, pag. 20 del Di-
nunzia della Prussia a tutti i pos- zionario; prima occupò Ancona e
sedimenti fra il Reno e l'Elba, ed al- sua provincia, poscia fece altrettan-
la quasi totalità della Polonia prus- to con quelle di Urbino, Macerala e
siana a favore del ducato di Vai"- Camerino, Benevento e Pontecor-
savia dato all'elettore di Sassonia vo. Indi il cardinal segretario di
divenuto ancb'egli re. Le isole Io- stato Consalvi, vedendosi pel suo
nie fecero a cpiell'epoca parte del- zelo latto segno all'odio di Napo-
l'impero francese; eil ai 18 agosto leone, creduto da questi fomenta-
1807 il regno di Westfalia for- ,
toie di discordie col Papa, piìi vol-
mato allora a favore di Girolamo te avea richiesto di ritirarsi, ciò che
l'onaparte altro fratello di Napo- finalmente ottenne, senza che le
leone, compose dell' Assia-Cassel,
si pretensioni di Napoleone dimimns-
del Brunswick, di Fulda, di Pa- sero punto. Intanto gravi offese ri-

derbona, della maggior parte d'An- cevette la spirituale autorità del Ih


nover e di altri luoghi. La Dmuì- (chiesa nel regno d'Italia. A' 2 feb-
niarca come aderente al blocco con- braio 1808 truppe francesi enti aro-
tinentale, vide la sua capitale bom- no in Roma, tenendo il Papa pii-
bardata dagl'inglesi; mentre che gioniero nel palazzo Quirinale, rin-
avendo loro il Portogallo aperto i novandosi in lui i begli esempi di
suoi porti , fu invaso dai francesi ,
pazienza e di rassegnazione, di for-
rifugiandosi il re nel Brasile. Intan- tezza d'animo e d'eroismo sacer-
to il Pontefice Pio VII non volen- dotale, dati dal suo gloi'ioso pre-
do compiacere l' imperatore Napo- decessore,* limitandosi- Pio VII 'A

leone, col porsi in istato di guerra piotcstare, pregare, ed adduri-e in-


durevole colle altre potenze euro- contrastabili ragioni sui sovrani suoi
pee, come padre comune de' fedeli, diritti, conculcati dalla prepotente
né chiudere i porti ai russi , agli forza.
svedesi, agi' inglesi ; né espellere da Nel medesimo anno 1808 Napo-
Roma , e dallo stato ecclesiastico i leone riunì air impero i ducati di
russi, gì' inglesi
,
gli svedesi , i sar- Parma e di Piacenza, sotto il no-
di né essere nemico de' nemici di
; me dipartimento del Taro
di ed ,

Napoleone: né riconoscere per re il granducato di Toscana, che ces-


di Napoli Giuseppe Bonaparte, per- sò di essere regno d' Etrm ia già
ché non richiedeva l' investitura per lui istituito, dando il titolo fli
dalla santa Sede suprema signora granduchessa alla sorella Elisa, che
di esso, per non dire di altre più pur dichiarò governatrice dei tre
gravi cose e cagioni , e per gli al- dipartimenti della Toscana. IntU
i2a FRA FRA
eiiUò con
podeioso esercito nella de' cardinali essere da luipotesse
Spagna, forzando il re Carlo IV nominata, benché allora nel sagro
ad abdicare il regno per conferirlo collegio vi fossero due cardinali ge-
al fralello Giuseppe Bonaparte re novesi, uno alessandrino e sei fran-
di Napoli dando invece questo
,
cesi tulli dipendenti da Napoleone.

regno al cognato Murai aven- : Finalmente questi intinjò in Pari-


do convenuto Napoleone con Car- gi al cardinal legato 1' accettazione
lo IV, nel trattalo di Fontaine- di sei domande come un iiUiina-
bleau, assegnargli in compenso la tum e quasi manifesto di guerra.
città di Porto colla Lusitania set- I La pubblicazione ed esecuzione
."

tentrionale, ciò non ebbe mai ef- del Codice Napoleone negli stati
fetto. Urtando il suo orgoglio non della Chiesa. 1." La libertà indefi-
aver potuto superare la costanza nita ed il pubblico esercizio di tut-
del Papa, fece uso Napoleone della ti i culti. 3." La riforma de' ve-
sua preponderante forza. La spo- scovati e r indipendenza de' vesco-
gliazione dei dominii pontificii ebbe vi relativamente alla santa Sede.
intero effetto per decreto de' 4.° L' abolizione delle bolle ponti-
,
1
7
maggio i8og, col quale riunì gli fìcie intorno alla collazione de' ve-
statiromani all' impero francese. scovati e delle parrocchie di giu-
Prima di fare Napoleone questo e- risdizione della santa Sede. 5.° Che
Strerao passo spogliando de' suoi il Papa in persona celebrasse la
stali il pacifico ed inerme capo cerimonia dell'incoronazione di Giu-
della religione che a lui , stesso ed seppe Napoleone in qualità di re
alla Franciaavea fatto segnalati delle due Sicilie. Quindi si minac-
benefìzi e sagrifìzi, procurò ricopri- ciò Pio VII che se non avesse dato
re la bruttezza di azione cotanto intera e sollecita adesione a tali ri-

odiosa con ispeciosi pretesti, e con chieste, avrebbe definitivamente per-


domande che appagandole il Papa duto lo stato temporale. Né deve
avrebbe reso sé stesso disprezzabile tacersi, eh' avvi qualche scrittore il
al mondo, e tradito la propria co- quale asserisce avere il governo
scienza, e negandole avrebbero ser- francese domandato inoltre a Pio
vito di pretesto a Napoleone per VII un patriarca indipendente dal-
continuare la gueria e portarla agli la santa Sede e l' abolizione del
,

estremi. Gli richiese pertanto che celibato delle persone consagrate al


entrasse nella confederazione itali- culto della religione anche in for-
ca co' re d' Italia e di Napoli di- za del voto solenne. Le giuste ri-
fensiva ed offensiva; essendogli ciò pulse del Papa provocarono le ac-
da Pio VII negato , a lui richiese cennate misure violenti prese da
di far seco eguale lega, più gli or- Napoleone, inebriato di gloria mi-
dinò alteramente di cacciar da Ro- litare. Indi ebbe luogo la notissi-
ma il console del re di Sicilia Fer- ma serie di violenze e d'insulti
dinando IV, senza che desso aves- usati anche in Roma alla vista di
se offeso il Papa. Queste domande Pio VII contro il governo, i suoi
,

riguardavano la sovranità tempo- ministri, le milizie pontificie, i car-


rale , produsse in campo
indi ne dinali e la stessa sua sagra per-
altre che attentavano alla spiritua- sona.
le. Domando che una terza parte Occupala Roma dalle truppe
F R A. FK/V 123
fi'iinoesi , circondalo ila esse il pa- giuramento di fedeltà, su cui Pio
hi/zo dipendeva da un
Quirinale, VII diede le sue istruzioni, dichia-
cenno Napoleone il farvi cessa-
di rando illeciti quelli illimitati. Final-
re suir istante quell'ombia di so- mente a' IO giugno dello stesso anno
vranità ed esercizio del potere ci- 1809 in Pioma si cambiò dai france-
vile, ch'era rimasta al Pontefice as- si interamente il governo, ed il ma-

sediato nella sua apostolica residen- gnanimo Pontefice cos'i scandalosa-


za, ed inceppato eziandio nell'eserci- mente spogliato protestò solenne-
,

zio del sublime suo ministero, nu- mente nel medesimo giorno con
trendo speranza l'arbitro dell'Euro- sua bolla, Quum memoranda, con-
pa di carpile dall'abbattuto Pontefi- tro le violenze alle quali la Sede
ce una abtiicazione alla sovranità apostolica ed egli stesso erano fat-
temporale. Ma il lento martirio che ti segno, e coU'autorità di Dio on-
trafiggeva di continuo 1' animo di nipotente, dei beati apostoli Pietro
Pio VII, con vessazioni paragonabili e Paolo, e con la pienezza di sua
giammai espu-
a dolorosi tormenti^ pontificia potestà, ne scomunicò gli
gnarono l'animo suo sacerdotale; autori, fautori ed esecutori, senza
sebbene mansueto e soave per in- però con mirabile prudenza nomi-
dole , a piedi del Crocifisso egli nare alcuno. La pubblicazione di
prendeva vieppiù vigore e fortezza, questa bolla destò in tutto l'orbe
sostenendo i diritti della sovranità cristianoun vero entusiasmo: cat-
e della Chiesa, con irremovibile co- ed acattolici con istupore am-
tolici

stanza; ed in questa lotta cotanto mirarono il coraggio di chi senza


diseguaie, egli solo ed inerme men- esercito affrontava il vincitore di
tre custodiva i propri , difendeva tanti eserciti, in Roma proruppe
altresì i diritti degli altri sovrani in applauso l'intera popolazione,
contro il più formidabile potenta- che stava aspettando un sì grande
to. In diversi tempi vennero strip- atto e si propose di osservarne
,

pati dal pontifìcio fianco ventiquat- scrupolosamente le prescrizioni, per


tro cardinali, e rilegati altrove; il non incorrere nelle censure; il per-
prelato governatore di Roma Ca- chè fu tl'uopo cbe il tribunale del-
valchini fu mandato prigione alle la sagra penitenzieria dichiarasse
Fenestrelle, ed inutili riuscirono le con una istruzione quali persone
rimostranze contro tanti attentati usando e trattando cogli scomuni-
e il monitorio che fece Pio VII a cati, cadessero anch'esse nella me-
Napoleone. Lo slesso palazzo Qui- desima pena.
rinale fu violato coir arresto e de- L'entusiasmo de'romani era pro-
portazione del cardinal Gabrielli e porzionato all' irritazione che gli
di altri ragguardevoli prelati ,
per animi sentivano contro gli oppres-
cui Pio VII dichiarò pro-segretario sori ; eransi più volte esibili di
di stato il cardinal Pacca, che ne tentar un colpo di mano per iscac-
imitò la moderazione e l'energia; ciare i francesi, e solo si frenò il

quindi gli arresti , deportazioni e loro ardore, che ciò


in conoscere

supplizivennero comandati in Ko- avrebbe cagionato il più profondo


ma 4 tanti guai Na-
dai francesi. dolore al loro sovrano e padre, che
poleone volle aggiungere il tormen- abborriva lo spargimento di san-
to delle coscienze, con esigere il gue, benché il generale barone Ra-
i?4 FR'^ FU \.

(IctIdogote'nente generale della gen- stosnmente sedeva, avente ai lati i


flaiineiia in Toscana, fitsse accorso cardi'iali Pacca e Dt-s|>uig, ed al-
a rinforzare In guarnigione di Ro- tri prelati e famigli inlimi. Radet
ma con gendarmi
qiialliocento ,
per uu istante fu compreso da ri-

più di tulli temeva Murat nuovo spetto e da timore, indi tremando


re di Napoli vedendo le sue co-
,
si avvicinò a Pio VII, e gli disse
ste iufeslale da una flotta anglo- che doveva eseguire la penosa com-
sicula, ed avvicinarsi a Civitavec- missione d' intimargli a nome del
chia a provocare la liberazione del suo sovrano Napoleone di rinim-

prigionicio Pontelice, ed a rinno- ziare definitivamente alla sovranità


var sopra i francesi una specie di temporale, e di litirare la fulminata
vespero siciliano. Fu perciò Murat scomunica altrimenti avea ordine
,
di

die a tutta possa adoperò per-


si tradiulo fuori di Roma. Il Papa
chè fjsse allontanato Pio VII da con dignitose parole rispose nega-
Roma, la cui sola presenza poteva ti mente, ed alzatosi in piedi, col
\ a

servire d* incentivo principale alla cardinale Pacca s'avviò per mon-


sommossa de' popoli, ed a tal sa- tare nella carrozza ch'era pronta nel

crilego fine fece entrare in Roma cortile, colle tanto note circostanze
un corpo di soldatesca napoletana. di cui sono piene le storie, e che
Essendo d palazzo Quirinale chiu- non inanchiamo riportare in di-
so da tutte le parti, non perchè si versi articoli del Dizionario. Il Pa-
volesse opporre resistenza all' ag- pa fu condotto alla Certosa di Fi-
gresviune, che già si prevedeva, ma renze, indi nel Piemonte e pel ,

perchè risaltasse meglio iu faccia a Momenisio, a Grenoble, poscia a


tutta lEuropa l'attentato che si mac- Savona; ed il cardinal Pacca nella
chinava. Ciò nondimeno il general fortezza delle Fenestrelle, mentre
Mioilis comandante dei francesi in piìi tardi il previdente Napoleone
Roma, e che in capo dirigeva la radunò quasi tutti i cardinali, sot-
impresa, adottò tali mi»ure come to i suoi occhi a Parigi . f^edi
se dovesse assaltare una t'ortezza, Memorie storiche del ministero, dei
ed appoggiò l'incarico della scala- dì/ e i'it7g^i in Francia e della pri-
ta delle mura del palazzo al ge- gionia nel forte di s. Carlo in
nerale Radei. Sul)' albeggiar àti'G Fenestrelle, del cardinal Bartolomeo
luglio questi investi il palazzo da Pacca, edizione seconda Roma ,

tre lati con un


corpo di truppe, i83o. Questa è una interessante, ve-
formando l' antiguardo da una ma- ridica e preziosa opera, ricca d'im»
snada di birri, galeotti, ed altre portanti documenti ; tratta della
infami persone. Scalate le mura, sua chiamata al ministero, della
e rotte le finestre, a colpi di ac- bolla di scomunica, del trasporto
cetta si abbatterono le porte, ed di Pio VII fuori di Roma, de'suoi
alla rinfusa entrò la masnada nelle viaggi, vicende ed avvenimenti che
pontifìcie camere con Radet alla ebbero luogo nella sua deporta-
testa, al telro chiarore di torcie zione.
accese. Giunti nella camera d' u- Allorquando gli inglesi si por-
dieiiza,rimasero colpiti dalla vene- tarono a soccorrere il Portogallo,
rabile sembianza del Pontefice, che si collegarono cogli spagnuoli contro
vestilo in raozzelta e stola mae- i francesi: in questo tempo 1' Aii-
I' R A FRA I?*
sltia volendo ritentale la soi te del- Roma riunito all' impero france-
le armi, nell'aprile del 1809 pose se, formerà due dipartimenti, cioè
in eainpagna cinquecento mila com- di Roma, e del Trasimeno, non
battenti, ma vinta a Piatisbona, la- che Roma la seconda città dell'im-
sciò di nuovo Vienna sua capitale pero; che il principe imperiale, o
iu balia del conquistatore INapuIeo- figlio futuro eh' egli potesse avere
ne, il quale vinse pure la battaglia dal suo matrimonio ch'era per con-
di Essling , e quella di Wagram trarre con l'arciduchessa, non aven-
a'6 luglio, quando cioè nello stes- do avuto prole da Giuseppina, a-
so giorno stringeva ne' lacci della vrebbe portato il titolo e riscosso
cattività il Papa^ e seguiva il sacri- gli onori di re di Pioma; che un
lego trasportamento fuori di Roma principe del sangue, o un gran
e del suo slato. Quella sanguinosa dignitario dell' impero risiederebbe
battaglia fu seguitata dopo lunghe in detta città , e vi terrebbe la
negoziazioni da un trattato di pa- corte dellimpeiafore; che gl'impe-
ce per lui vantaggiosissimo : egli ratori sarebbero coronati nella ba-
perciò abusando combina- di tale silica di s. Pietro, avanti il deci-
zione, dare volle ad intendere che mo anno del loro regno; che qua-
Dio stesso approvava il modo, col lunque autorità straniera era in-
quale avea trattato Pio VII. Gli compatibile con r esercizio d'ogni
accordi furono sottoscritti in Vien- autorità spirituale nell'interno del-
na a'i4 ottobre, co' quali conseguì l'impero; che in occasione del lo-
la promessa di matrimonio, pievio 10 esaltamento Papi presteranno
i

il ripudio dtll'impciatrice Giusep- giuramento di non far mai alcuna


pina, con l'arciduchessa Maria Lui- cosa contro le quattro proposizio-
sa primogenita dell'imperatore Fran- ni della Chiesa gallicana ; che i Papi
cesco I, oltre la cessione alla Fran- avranno dei palazzi nei diversi luo-
cia di Gorizia, Monfalcone, Trie- ghi dell'impero, e necessariamente
ste, il circolo di Villacco nella Ca- uno a Parigi ed uno in Roma
rintia, e tutti i paesi alla destra e due milioni di franchi di ren-
della Sava, fino alle hontiere del- dite in beni rurali saranno lo-

la Croazia turca : nel medesimo ro assegnati; e le spese del sa-


giorno Napoleone riunì questi ter- gro collegio de' cardinali, e della
rilorii, e la Dalmazia sotto il no- congregazione di propaganda fide
me di Provincie Illiriche. Inoltre le dichiarò spese imperiali. Il do-
l'imperatore d' Austria aderì al si- minatore della Francia volle tut-
stema continentale : lo stesso fece to ammassare in Parigi, e fue
la Svezia mediante la restituzione di questa città l' unica sede delle
della Pomerania svedese, e dell'i- scienze, delle belle arti,d'ambediie
sola di Rugen che le erano sta- i ed ecclesiastico; quin-
poteri civile
te tolte nel 1807. Ritornato Na- di i capi d' opera artistici di Ro-
poleone a Parigi vi ricevette da ma gli archivi ed altro furono
,

diverse deputazioni gì' incensi del- trasportati a Parigi, in un a quel-


l'adulazione, ne'quali imito al so- h delle altre nazioni soggiogate.
prannome grande,
di vi associarono Fra i ventinove cardinali che
quelli di massiniG e di nltissbno. Napoleone per cattivarseli e rivol-
Indi dichiarò che lo slato di gerli conilo Pio VII, avea radu-
i9.(i FRA FRA
nato in Parigi, ov' era pure coileg- Napoleone e 1' arciduchessa Maria
giato da sei le, vi si trovò il ce- Luisa, e si alFeltuò in persona ai
lebie cardinal (^onsnlvi,il quale sen- o. dei seguente aprile colla più so-
li dirsi da Napoleone, clie s' egli leniie pompa della corte imperiale
fosse rimasto alla diie7Ìone degli di Francia : la sposa ebbe il titolo
affari di Roma, non sarebbero le d'imperatrice de' francesi e regina
cose nello stato in cui allora era- d' Italia, e Giuseppina con grosso
no; ma il prontamente
cardinale appannaggio si ritirò coi titoli di
rispose: » Vostra Maestà è in errore; imperatrice regina:V. \eLetlere di
gli affari sarebbero esattamente gli Napoleone a Giu.ieppina e di Giu- ^

stessi ", come si legge ne Cenni hio- scppìna a Bonnpnrte, Bastia 1834.
grafici sul cardinal Consalvi, stam- Nell'anno seguente a' 20 mai zo l'im-
pati in Venezia
1824. In se- nel peratrice Maria Luisa partorì il
guito non andando a Napoleone a le di Roma ^ che nella sera rice-
genio il contegno di tredici car- vette l'acqua battesimale ed
il no-

dinali, peichè avevano licnsato di me Francesco- Giuseppe- Carlo-


di
intervenire alla solenne funzione Napoleone, chiamato allora Napo-
dcl matrimonio di Napoleone con leone II, nella cappella del palaz-
Maria Luisa, non essendo dal Pa- zo delle Tuillerie dal cardinal Giu-
pa dichiaralo nullo il primo suo seppe Fesch glande elemosiniere,
matrimonio contratto con Gitisep- Correndo l'anno 1810 la dieta sve-
pina vedova dei conte di Beauhar- dese di Crebro elesse in successore
nais, proibì a ciascuno di essi l'u- al re il maresciallo francese Ber-
so delle insegne cardinalizie, non nardotte, allora principe di Pontecor-
dovèndo in pubblico comparire se vo, che dichiarato nella dieta prin-
non vestiti di nero, donde nacque cipe reale, dipoi prese il nome di
allora la distinzione de'cardinali ros- Carlo XIV;
l'impero francese e
si, e de'cardinali neri, i quali ultimi si aumentò col regno di Olanda,
fiu'ono indi privati d'ogni sussidio, il cui re Luigi Bonaparte abdicò,
giacché avea assegnato a cadauno del Valese, delle tre città anseati-
per dote cardinalizia trenta mila che di Brema, Amburgo, e Lu-
franchi, poscia dispersi e confinati becca , e della parte nord - ovest
in diversi luoghi della Francia in- dell'Alemagna, portando così il nu-
sieme al loro decano il cardinal mero de' suoi dipartimenti a cento
Mattei. Una pia società di france- tienta. Verso questa epoca, la più
si, pel fervido zelo dell'abbate Le- brillante al certo dell'impero fran-
gris-Duval, già benemerito di Lui- cese, Napoleoneregnava sopra tren-
6' ^VI. per quattro anni conse- tacinque milioni di francesi, italia-
ciitivi generosamente sovvenne nei ni, olandesi, fiamminghi, tedeschi,
diveisi luoghi i cardinali rilegati, slavi, ec. ; i principi della sua fa-
essendo consultore di questa pia o- miglia o i suoi alleati comanda va
pera, e distributore dei sussidi l'ab- no a quarantatre milioni di tioini-
bate Ferrucci segretario del cardi- ni, ed il restante del continente
nal Gabrielli: ditali beneficenze la europeo provava più o meno l'in-
principessa di Chimay ne imitò fliienza di questo conquistatore. Ve-
1esempio. Agli 11 marzo 18 io se- di Commentari di Napoleone ,^\n^'
gni il matrimonio per proctun, tra .«elles 1827, in otto tomi.
FRA FRA 1Ì7
Guardalo Pio VII in Savona tla provando che per rimediare agli
una compagnia di gendarmi, non affari