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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI Pr.mCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA
PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI CONCILII
,

AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOW
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROiM ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XXVIIL

1 N V E N E Z I A
UALLA TIPOGRAFÌA E :\IILIANA
MD C C C XL I V
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE?

STORICO-ECCLESIASTICA
^m^m--

FRU FRU
t RUMENZIO (s.). Era di Tiro, dì Giunto il giovine re,
privilegi.
e fu allevato insieme con suo fratel- chiamato Airan, all'età di governa-

lo Edesio presso un re dell' Abissi- re, i due fratelli lasciarono gli uf-

uia che risiedeva ad Assuma, al qua- fiziche tenevano, malgiado le istan-


le in principio del IV secolo erano ze fatte loro per ritenerli alla cor-
slati ambedue presentati da alcuni te. Edesio ritornò in Tiro , dove
del paese, che li aveano presi sac- fu ordinato prete, e Frumenzio
cheggiando la nave che riconduceva- andò in Alessandria per pregare s.
li a Tiro insieme col loro zio Me- Atanasio di mandare un vescovo
ropio. Cresciuti negli anni e nella in questo paese cos\ bene disposto
l)enivoglienza del principe. Edesio alla conveisione. Radunato un si-

n'ebbe la carica di coppiere, e Fru- nodo, fu deciso, nessuno essere più


menzio qtielia di tesoriere e segre- idoneo di Frumenzio per compiere
tario di stato. Venuto a morte il la buona opera ch'egli avea co-
re, per ricompensarli de' servigi pre- minciata, perciò consagrato vesco-
statigli donò loro la libertà; ma la vo fece ritorno ad Assuma. 1 suoi
regina rimanere alla
pregolli di discorsi ed suoi miracoli operaro-
i

corte, e di aiutarla nell'ammini- no grandissimo frutto. Il re e suo

strazione del regno durante la mi- fratello ricevettero il battesimo e


norità del figlio. Frumenzio, che contribuirono alla propagazione del
avea la parte principale degli af- vangelo fra i loro sudditi. L'impe-
fari , contribuì non poco a rende- ratore Costanzo, fautore degli aria-
re il cristianesimo rispettabile nel ni, odiando Frumenzio perchè uni-
paese, e indusse molti mercatanti to di sentimenti con s. Atanasio,
cristiani a stanziarvisi, facilitando scrisse a questi principi una lettera

ad essi i mezzi di professare la loro minacciosa, per obbligarli a conse-


religione, per la quale ottenne gran- gnare il loro vescovo nelle mani di
,

6 1
'
RL FRU
Giorgio patriarca intruso d' Alessan- fando colla dolcezza e colla pazien-
dria; ma essi non gli ebbero alcun za delle persecuzioni suscitategli
riguardo, e comunicarono questa dall'invidia. Morì da vero peniten-
lettera a s. Atanasio, che l'inserì te sulla cenere nella chiesa, come
nella sua Apologia a Costanzo. S. avea desideralo, a' 16 di aprile del
Frumcnzio continuò ad istruire ed 665. Le sue reliquie sono a Coin-
edificare la sua greggia fino alla postella, ed è festeggiato nell'almi-
sua morte, di cui ignorasi l'anno. versarlo della sua morte.
Gli abissini, che lo chiamano s. FRUTTO SO monache. An-(s.),

Fremonato, l'onorano come apo- tiche religiose di Spagna, che rico-


stolo degli assumiti; i latini ne ce- nobbero per fondatore s. Fruttuoso
lebrano la festa a' 27 d'ottobre, vescovo di Siviglia o di Dumo, il
ed i greci a' 3o di novembre. quale ad imitazione de' monaci della
FRUTTUOSO (s.). Nato del Tebaide fabbricò nelle solitudini del-
sangue reale dei visigoti di Spa- la vSpagna diversi monisteri sì di uo-
gna, ed inclinato alla solitudine, mini, che di donne, le quali ebbe-
per seguire la sua vocazione entrò, ro origine dalla vergine Benedetta.
dopo la morte de' suoi genitori, Avendo questa ripudiato le nozze
nella grande scuola che il vescovo del re Gardingo, se ne fuggì dalla
di Palencia avea istituita per l'e- casa paterna in un luogo solitario, e
ducazione de' suoi chierici. Vendet- da questo passò ad un monistero di
te i suoi beni, e sovvenuti larga- religiose. Venuto san Fruttoso in
mente i poveri, fondò molti moni- cognizione di ciò, fece edificare nel
steri, fra' quali uno di figlie, detto detto luogo solitario ima piccola
Nono, perchè era nove miglia di- casa per Benedetta, acciò ivi potes-
stante dal mare, e quello detto di se menare vita ritirata e devota.
Compiuto, perchè dedicato a' ss. Molte donzelle, bramose d'imitarne
Giusto e Pastore martiri di Com- l'esempio, a lei si unirono, onde
piuto, nel quale si fece religioso. in breve tempo il loro numero
Governò questo monistero in qua- giunse ad ottanta ed allora san
,

litàdi abbate, finché messavi ogni Fluttuoso gli fabbricò un propor-


cosa in ottimo stato, e stabilita una zionato monistero, al quale diede
perfetta regolarità fra' suoi discepo- regole, e prescrisse alle religiose il

li, si elesse un successore e ritiros- modo di vestire , cioè una tonaca,


si nel deserto, ove menò vita au- con semplice cocolla e breve man-
sterissima, vestendo un abito di tello, il tutto di lana grigia; cingo-
pelli di bestie, ad esempio degli lo di pelle nera, sandali nell' estate
antichi solitari. La rinomanza del- e scarpe nell' inverno. Trasportato
le sue virtù si sparse nelle più s. Fruttoso alla sede di Braga, in
lontane contrade , e malgrado il un monte vicino a questa città eres-
suo amore al ritiro fu ordinato ve- se un altro monistero, e poscia san-
scovo di Dumo, e l'anno 656 ven- tamente morì l'anno 665. Il p. Bo-
ne collocato sulla sede arcivesco- nanni nella parte seconda del Ca-
vile di Braga. Egli esercitò il suo talogo degli ordini religiosi , del-
ministero colla più grande edifica- le vergini dedicate a Dio , a pag.
zione, conservando la stessa inno- LVllI tratta delle monache di san
cenza ed austerità di vita, e trion- Fruttuoso , e ce ne dà la figura
FTE F[L 7
ri»/* lapprescnta con ima croce in a Lodeve, di cui è il secondo pro-
iiiiinu. tettore.
FTi:\OTH, o PH TENOTH ov- FULDA (Fuldcn). Città con
vero l'TENETHlJ. Sede vescovile residenza vescovile dell' Assia elet-
e pieftUtiira dell' Egitto, la cui ca- torale o Cassel nella Germania,
pitale ei'a Biita, sotto il patriari.yto capoluogo di provincia e di cir-
<r.\less:iiidria, e Cotiimanville lo di- condario del suo nome, formata
ce siilliaganeo del metropolitano di nel 1H21 del granducato di Fulda
Cabassa, nel medesimo patriarcato, e (eccettuato il baliaggio di Saalmilu-
registra la sede episcopale di Biitus ster ) ,
giace sulla riva destra del
eretta nel quinto secolo. Si cono- (ìiirne Fulda, che ha origine verso
scono tre vescovi di questa diocesi : il versatoio nord-ovest della l'hon-
Caio che intervenne al concilio di gebirge nella Baviera. E piu' .se-

come vescovo di Phlenolh;


IVicea, de di una corte superiore di giu-
Ammone che come vescovo di Bu- stizia, un'amministrazione fo-
di
io sottoscrisse al concilio generale restale, una ispezione de' pon-
e di
di Efeso; e Teona che si segnò sot- ti ed argini. Cinta da mura anti-
to il decreto sinodale di Gennadio, che e rovinose ha otto sobborghi.
patriarca di Costantinopoli , contro Sono rimarchevoli 1' antico palazzo
i simoniaci. Orictis Clirist. lom. II, episcopale oinato di giardini, l'ar-
pag. t3(). senale , la chiesa di Mi'insler con-
FULCO abbate di Fonte-
(s. ),
tenente il sepolcro di s. Bonitàcio
nelle. F. Vandregesilo (s.). apostolo dell' Alemagna e quello di
FULCllANO (s. ). Disceso dal- s. Sturmio primo abbate di Ful-
l'illustre famiglia de' conti di Sous- da fu s. Lullo che depose il cor-
;

tancion, e fornito di pietà, di dot- po di s. Bonifacio nel monistero di


trina e di castissimi costumi , fu Fulda ove giustamente è tenuto
.

consiigrato vescovo di Lodeve a' 4 in .somma venerazione abbiamo :

febbiaio del 94o- Zelante per la san- una buona istoria della dedicazio-
tificazione della sua diocesi, repres- ne della chiesa di Fulda , e della
se il vizio, corresse gli abusi, fon- traslazione delle relicjuie di s. Bo-
dò il monistero di s. Salvadore^ ne nifacio , colla vita di s. Eigilo , il

l'istaurò alquanti altri, rimise la di- quale nell'SiS succedette a s. Stur-


sciplina negli ordini religiosi, fece mio nel governo dell' abbazia di
grandi beni alle chiese e agli spe- Fulda, il tutto scritto dal monaco
dali, provvide a' bisogni degli indi- Candido della stessa abbazia, testi-
genti, e fece ovunque fiorire la pie- monio di veduta di quello che ri-
tà. Dopo cinquantasett'anni di epi- ferisce. Inoltre in sul fiume di Ful-
scopato mori a' i3 febbraio del da avvi un ponte di pietra ^ e le

1006, e in tal giorno se ne cele- case ilella città sono antiche, e le stra-
bra la festa. Iddio confermò co' mi- de strette ; vi sono tre piazze pub-
racoli r opinione che aveasi della bliche, una delle quali fiancheggia-
sua santità. suo corpo fu disot-
Il ta di tigli serve di pubblico pas-
terrato verso il I 1-27, e rimase in- ses;£:io. Fulda contiene molle cliie-

corrotto sino al 072 in cui fu ab- se ed altri sagri edifìzi un ; liceo


bruciato dagli ugonotti. Sonovi pe- che occupa la sua università fon-
rò alcune particelle di sue reliquie data nel 1734, un ginnasio, e di-
8 FUL FUL
versi altri istituti per l'educazione posto nell'abbazia di Fritzlar, per
un ospizio per le ve- cui potè erigereil monistero detto
de'due sessi;

dove e gli orfani, ed una casa di diFulda, perchè era presso il fiu-
correzione con officine per lavori. me di questo nome, nella sua dio-
Ad una lega al sud-est da Fulda cesi di Magonza, tra la Francoiiia,

si vede un bellissimo castello degli l'Assia e la Turingia, laonde ne fu


antichi principi, chiamato la Fagia- fatto primo abbate lo stesso s. Stur-
naggfa. Fulda è patria di diversi mio, da s. Bonifacio cui prescrisse
uomini illustri tra' quali nomine-
, grandi austerità ai monaci ; indi
remo il gesuita p. Atanasio Rircker, l'abbate con due monaci visitaro-

archeologo gran nome. Fulda


di no i principali monisteri d'Italia,
non fu in principio che un sempli- per introdurre a Fulda quello che
ce villaggio, e non pervenne allo vi notarono di più perfetto, e si

stato di città se non che nel i 162, prescrisse persino l' astinenza dal
epoca in cui fu cinta di mura. De- vino e dalla carne. La chiesa e
ve la sua origine vera alla celebre l'abbazia furono dedicate al ss. Sal-
abbazia dell' ordine benedettino, la vatore, ed al principe degli apo-

prima in dignità e lustro della Ger- stoli s. Pietro ,


poscia ne fu fatto
mania, di cui andiamo a parlare, patrono anche lo stesso s. Bonifa-
è fondata sulla piccola riviera di cio fondatore. Desiderò questo san-
Fulda che le ha dato il suo no-
,
to che nuovo monistero fiilden-
il

me, nel paese di Buchow, così chia- se fosse l' immediata


sotto giuris-

mato in tedesco a motivo della dizione della santa Sede e perciò ,

gran quantità di faggi di cui è ne pregò il Pontefice s. Zaccaria ,

pieno. il quale nel fjSi ne indirizzò le

L'arcivescovo di Magonza e mar- sue lettere a s. Bonifacio, colle qua-

lire s. Bonifacio, apostolo d'Alema- li dichiarò il monistero di Fulda


gna, dopo aver fondato in Germa- unicamente soggetto alla santa Se-
nia le abbazie di Fidslar, cui in- de, o sia alla Chiesa romana, esen-
titolò all' apostolo s. Pietro ; di A- zione che fu poi solennemente ri-
memburgo e di Ordorfe che dedi- conosciuta dal re Pipino il Piccolo
cò in onore dell' arcangelo s. Mi- con suo diploma , come riporta il
chele, verso l'anno 744 o 74^' ^^^ p. Mabillon , Annal. Benedici, lib.
pontificato di s. Zaccaria ,
gittò le 2, § 59 e 60. Il Tomassino, Di-
fondamenta dell'abbazia di Fulda, scipl. veler. et nov. eccl. par. I, lib.

la quale fu per molto tempo un 3, cap. 36, num. 8, ragionando di


seminario di uomini grandi che , queste lettere pontificie di esenzio-
accoppiarono il sapere alla pietà ; ne per il monistero di Fulda, è di
a dette abbazie s. Bonifacio vi po- avviso, che prima di S.Zaccaria
se i monaci dell'ordine di s. Bene- ninna abbazia fu riservata, ed im-
detto i quali vivevano delle fati-
,
mediatamente soggetta alla santa
che delle loro mani. Questa abba- Sede, che però i monisteri, che in-
zia di Fulda s. Bonifacio la fondò nanzi questo tempo si trovano e-
dopo avere raccomandato al re seuti dalla giurisdizione del vesco-
de' franchi Carlomanno figlio di vo diocesano, debbonsi credere im-
Carlo Martello, e ad alcuni signori mediatamente soggetti non già al
6, Sturmio bavarese, ch'egli avea Papa, ma al metropolitano, o pure
F VL FL L 9
ai vescovi congregnti nei sinodi, die cnncellieri dell'imperatrice, pieio-
iu quei piiuii secoli erano assai galivu die gli abbati eli Fulda go-
fiequenti, o per una tacita condi- derono sino alle ultime politiche
zioue al patriarca. Quindi i Papi vicende: però è da notarsi che la
e gl'imperatori fecero a gara di dignità di gran cancelliere dell' iin-
colmare l'abbazia di onori e di be- peratrice conferita ed esercitata dai-
ni Fulda divenne piincipato, mi
; l'abbate di Fulda, non era che di
circolo dell' alto Reno, con lenito- onore, dappoiché le sue funzioni
rio considerabile, e ne fu investito consistevano nel levare,
tenere e
r abbate prò tempore. riporre la corona nell' incoronazio-
II Papa Giovanni XIII nell'an- ne dell'imperatrice. Il Pontefice
no (:)G8 dichiarò l'abbale di Fulda Gregorio XIII per la dilatazione
primate di tutù gli abbati di Ale- e mantenimento della fede, fondò
magna. L'imperatore s. Enrico II, in Fulda un collegio, di cui tratta
dopo aver fondato il vescovato di il MafTei, Annali di Gregorio XIII
J5andjerga dismembrandola dalla an. i584, hb. XIII, pag. S^o.
diocesi d'Eibipoli, olFri la nuova Questo collegio da Urbano Vili, e-
chiesa a s. Pietro, ed al Papa lìe- letto nel 1628, fu ristabilito, alfine
nedetto Vili, confermando in pari di maggiormente promuovere la
tempo il monislero di Fulda, e le religione cattolica in Germania, pei
sue prerogative, ciò che pur fi?ce- danni recatigli da Lutero e da
ro altri imperatori. Dipoi il Pon- Calvino.
tefìce Clemente II, con bolla del Considerando il Pontefice Bene-
1046, sottopose alla santa Sede il detto XIV che nel circolo dell'alto
inonistero di s. Andrea in Roma, Reno trova vasi la considerabile cit-
situuto presso la chiesa di s. JMa- tà di Fidda capitale del dominio
ria ad Praesepe, nella cii-costanza degli abbati, altre volte stata Id^e-
che ne fece donativo alla chiesa e ra ed imperiale, nata interamente
monistero di Fulda, come si leg- dalla potente e celebre abbazia di
gè nel p. Mansi, Concil. coli. tom. questo nome, che l'abbate era pri-
XIX, an. 1046, p- 624. II Papa mate degli abbati dell'impero, can-
Onorio II del 1124 accordò agli celliere perpetuo dell'imperatrice,
abbati di Fulda gli ornamenti pon- principe delio stesso sagro romano
tificali, mentre gl'imperatori li in- impero, e sovrano dello stato po-
nalzarono alla dignità di principi sto tra l'Assia, la Franconia e la
dell'impero. Il di lui successore In- Turingia; laonde il Pontefice aven-
nocenzo II, nel concilio generale do riguardo alle prerogative sin-
laterauense II, canonizzò s. Stur- golari di quest'abbazia, dopo aver
mio primo abbate Fulda, eh' e- di composte e terminate le antichissi-
ra morto santamente a' 17 dicem- me differenze tra essa e la chiesa
bre 779, trentacinque anni dopo vescovile di Erbipoli, o sia Wurtz-
la sua elezione in abbate. Dipoi burg, sopra il territorio, e la giu-
nel i356 l'imperatore Carlo IV risdizionecon perpetua concordia
accordò agli abbati di Fulda il da esso confermata, con la bolla
diritto di sedere ai piedi dell'ini- In Apostolicae, data a' 5 ottobre
peratore nelle diete dell'impero, 1732, presso il Bull. Bened. XIV^
col titolo e colle funzioni di arci- tom. I, pag, 28, l'eresse in vesce-
,,

IO FUL FUL
vato, assoggettandolo per privilegio guenti. Enrico de Fibra di Bam-
immediatamente alla santa Sede berga , fatto da Clemen-
vescovo
con tutti i diritti di vera catte- te XIII nel concistoro de' i\. mar-
drale, conservandogli però il suo zo 1760. Alberto d'Arstall di Tref-
stato regolare, e l'elezione ai mo- furt nella diocesi di Magonza, di-
naci. Questo punto lo regolò cosi, chiarato da Pio VI nel
vescovo
che quel monaco che sarebbe sta- concistoro de' 3o marzo 1789. Sot-
to eletto abbate dai quattordici to il vescovo monsignor d'Arstall,
monaci capitolari , i quali soli a- nel declinare del secolo passato e
vranno la voce attiva e passiva nei primi del accaddero
corrente,
sarebbe quindi vescovo mediante (pielle politiche vicende, che priva-

rap[>rovazione del Papa, e la pub- rono le più illustri chiese di Ger-


blicazione in concistoro. Al decano mania della sovranità temporale,
di detti monaci, ed ai preposti del- come avvenne a questa di Fulda,
la cattedrale, i quali cogli altri i cui dominii furono ad altri dati,
capitolari usavano la croce al pet- al modoche dicemmo nel voi. Ili,
to per concessione di Clemente Xll, p. 67 e 68 del Dizionario. Il do-

concesse Benedetto XIV 1' uso del- minio del vescovo ed abbate di Ful-
la mitra, e dell'anello ogni volta da era diviso in tredici baliaggi pel
che assisteranno al pontificale cele- civile, e quanto allo spirituale, con-

brato dall'abbate vescovo. Allora il teneva sessanta parrocchie e novan-


decano eia l'unica dignità del ca- taquattro chiese succursali , divise
pitolo, ed in tempo della sede va- in cinque decanati , sopra i quali
cante aveva cura della città e del- l'abbate aveva giurisdizione spiri-

la diocesi. Con la costituzione poi tuale e sovrana. Tutte queste chie-


Saluberrinium , de 1 5 settembre se erano cattoliche, eccetto dieci par-
1757, Bull. Maga. lom. XIX, p. rocchie e circa quattordici succur-
25o, Benedetto XIV dichiarò che sali che seguivano la confessione
questo nuovo vescovato era sogget- augustana: la parte cattolica era di
to nei diritti metropolitani all'ar- circa quarantamila comunicanti cat-
civescovo di Magonza. Indi per tolici.Prima, oltre il monistero dei
compenso de' vescovi d'Erbipoli ,
benedettini, eravi il convento de' re-
dai quali avea separalo la diocesi colletti, quattro ospedali , un colle-

di Fulda, il Papa concesse ad essi gio di gesuiti, con una casa di pen-
r uso del pallio e della croce in- sione dov' erano allevati grati.<; tren-
nanzi con quelle prescrizioni che
,
ta nobili e sessanti» poveri secolari. I

notammo a quell'articolo. gesuiti avevano pure


cura il se- in

Il primo vescovo di Fulda, di- minario della diocesi. L'abbazia di


chiarato da Benedetto XIV nel con- Fulda eivi composta di religiosi no-
cistoro de' 27 novembre 1752, tu bili ed ignobili: primi che per so-
i

Amando de Busech, "ià abbate del- lito erano in numero di trenta, fa-

la medesitna chiesa e principe del cevano prove di sedici quarti di no-


sagro romano impero, nato in Ep- biltà, come praticavasi nei capitoli
pelbron feudo di sua casa, e tras- d'Alemagna; i dodici più antichi
lato dal vescovato di Temscira erano capitolari, e gli altri otto era-
in partibns iiifìdelinni ; al quale no domiciliari. I capitolari soli ave-
successero nella sede i vescovi se- vano il diritto di sccirliere fra di Io-
,

r uL 1 UL II

ro l'itbbate; i religiosi poi die non Inoltre nella città esistono altre
erano nobili e che lonuavano il
, (piattro pairocchie, una delle qua-
maggior numero della comunità, li è munita del battisterio ; due
possedevano le cariche claustiali, monisteri di monache, altro istitu-

con)e quelle di priore , sotto prio- to di sagre vergini, l'ospedale e il

re ed altre. seminario. La diocesi è ampia, ed


Successore di monsignor d' Ar- ogni nuovo vescovo è tassato nei
stall nel vescovato di Fulda, dopo libri della camera apostolica in lio-
lunga sede vacante, fu monsignor rini trecentovenfi.
Giovanni Adamo Rieger di Orb FULGENZIO (s.), vescovo di Ru-
eletto dai canonici e capitolo della spa nell'Africa, appartenne alla prin-
calfedrale , approvato e fatto ve- cipale Era for-
nobiltà di Cartagine.
scovo da Leone XII nel concisto- nito di molto ingegno, e di un ca-
ro de' 23 giugno 1828. In sua rattere dolce e mansueto Colali .

morte medesimo capitolo e ca-


il prospere disposizioni vennero coltiva-
nonici elessero monsignor Leonardo te ed accresciute dagli studi eccellen-
PfalF di HocMifeld diocesi di Fulda, ti a'quali applicossi, e dalle istruzio-
approvato e dichiarato dal regnan- ni dellamadre, donna di molta vir-
te (Gregorio XVI nel concistoro dei tù. Apprese la lingua greca in gui-
24 febbraio 1882, il cpiale prelato sa, che sembrava greco di nazione.
tuttora governa la diocesi fuldense. Costretto dalla necessità si pose Ful-
Lo stato attuale di essa, secondo gen/io alla direzione degli affari do-
le proposizioni concistoriali, è il se- mestici,ma poco andò che ne ri-
guente. Primieramente va avverti- mase annoiato: avendo a diletto di
to, che
il Pontefice Pio VII, colla visitare ed imitare alcuni santi mo-
bolla Provida solcrsque Romano- naci situati non molto lun^i da
rum Ponti ficum, de' 16 agosto 82 i, i Cartagine. In appresso manifestò la

neir erigere Friburgo di Brisgovia sua vocazione ad un santo vescovo


in arcivescovato, gli assegnò per suf- esiliato da Unnerico, il quale nel
fraganee quattro sedi vescovili, tra luogo stesso del suo esilio avea
le quali questa di Fulda. La cat- fondato un monistero. Fattene le
tedrale è dedicala al ss. Salvatore, necessarie prove, il vescovo contro
è ampia ed elegante; e tra le in- le istanze di sua madre lo accolse,
signi reliquie che ivi si venerano e ad esempio di lui molti degli
vi sono, come notammo di sopra, i amici suoi abbandonarono il mon-
corpi de' ss. Bonifacio e Slurmio. do, e si ritirarono nella solitudi-
Il cnpitolo si compone della digni- ne. Se non che insorta una nuova
tà del decano, di quattro canonici, persecuzione, il santo vescovo fu
senza le prebende di teologo e costretto di passare altrove, e con-
penitenziere, di quattro vicari del- sigliò Fulgenzio di passare in un
la cattedrale , e di altri preti e ruonistero vicino, abbate det-
il cui
chierici addetti al servizio divino. to Felice era d' una eminente pie-
Nella cattedrale avvi il fonte bat- tà. Bene informato Felice delle vir-

tesimale, e la cura parrocchiale vie- tù di Fulgenzio, voleva cedergli il

ne esercitata dal parroco, aiutato governo della famiglia , ma so|o


da tre cappellani. L'episcopio è al- potè ottenere di sostenci lo insieme.
quanto distante dalla cattedialc. L'incursione de' barbari li obblii-ò
i^ FUL FLL
ad abbandonare il monistero , e andarono a cni^licie all'improvviso
dopo lunghissimo viaggio s'arresta- Fulgenzio nella sua cella, e suo
rono in un luogo, dove un prete malgrado lo fecero ordinare. L'epi-
ariano ricco e crudele, credendo scopalo fu per lui un nuovo vastis-
essere Fulgenzio un vescovo trave- siinocampo di austerità e di pro-
stito, che recasse soccorso a' catto- ve non dubbie della più eminente
liei perseguitati, li fece battere am- santità e dottrina. Tanto s'accreb-
bidue, e spogliati fino delle ve- be la sua riputa^ione, che, quan-
sli li rinìandò. Ritornati in patria tunque il re Trasamondo ne lo a-
fondarono un nuovo monistero. vesse relegato nella Sardegna cogli
Ma non ancora contento Fulgen- altri vescovi esiliati, riguardandolo
i\o ed innamorato delle vite
, pel piìi potente difensore della cal-
de' monaci d'Egitto, che lette avea tolica l'eile, confuso e convinto dal-
nelle istituzioni e conferenze di la sua dottrina lo richiamò a Car-
Cassiano, deliberò di recarsi colà a tagine, dichiarandolo uomo straor-
condurvi vita più austera e per- dinario. Senza numero erano i beni
fetta. Nel suo viaggio pervenne a che quivi il santo dottore operava,
Siracusa, ove fu accolto dal vesce- e perciò gli ariani ogni mezzo teu-
vo Eiilalio, il quale lo albergò in tarono, e riuscirono di farlo ritor-
un monistero da lui stesso fonda- nare in esilio. Piitornato quindi in
io. Dalle conferenze a vicenda te- Sardegna formò un nuovo moni-
nute conobbe Eulalio in Fulgenzio stero il quale divenne
, ben presto
un illuminatissimo dottore sotto eletto giardino di tutte le piìi belle
l'apparenza di semplice monaco; e virtù. L'unione di tanti santi vescovi
quindi lo esorlò a ritornarsene in esiliati in Sardegna, formava quivi
patria. Obbedì Fulgenzio , e dopo quasi un perenne concilio, a cui da
di avere visitato a Roma il sepol- ogni parte si ricorreva per averne
ero degli apostoli, ritornò in Afri- lumi. Vi si mandava per consiglio
ca, ove fondò un nuovo monistero; da tutte le provincie d'Africa, d'I-
ma dopo che lo vide sistemato e lalia e della Scizia : e Fulgenzio
fiorente andò ad occultarsi in un'i- era il solo incaricato dagli altri ve-
scia, in cui visse del lavoro delle scovi a rispondervi, e lo facea in
proprie mani. Ordinato sacerdote, modo che non lasciava che deside-
sarebbe stato ben tosto per voto rare. Scrisse a' fedeli di Cartagine
comune eletto vescovo , se Trasa- e d' Afiica per munirli contro le
n)ondo tiranno di Cartagine non sottigliezze degli ariani, a molti il-

avesse in quel tempo vietata ogni lustri romani per dare loro nor-
promozione. Né intese appena Fui- me da guidarsi e confermarli nel-
genzio che i vescovi dell'Africa a- la vera pietà, a' monaci della Sci-
veano scosso giogo sì ingiusto e zia sopra il mistero dell'Incarnazio-
pesante che per tema di essere
, ne, ed il pregio della grazia. Opere
uno de' nuovi vescovi si celò ne , preziosissime, che saianno sempre di
fu possibile di rinvenirlo. Quando utilità e conforto a' veri figliuoli
credette tutte le sedi provvedute, della Chiesa. Frattanto venne resti-
ritorno al suo monistero. Se non tuila la pace a' cattolici dell'Africa
che era tuttavia la città di Ruspa e la libertà a' vescovi esiliati. Glo-
senza vescovo; onde gli abitanti riosissimo oltre ogni credere fu il
FUL F UN 1 3

loro ritorno, ma specialmenlo f|nel- FULLONE. F. Gnafeo Pietro.


lo eli Fulgenzio, nel quale il popolo FLLUADO (s.). Aato da illu-

tutto di Cartagine accorse in folla stri che per l'alta loro o-


genitori,
al lido, né sì tosto vide il vascello, rigine godevano grande estimazione
donde avea a smontare che uni- , in Alsazia, Fulrado si rese celebre
versale fu il grido d'allegre/./a ed per pietà per ingegno, non che
e
acclamazione. Dopo aver Fulgenzio per le dignità e gl'impieghi che
visitali gli amici in Cartaguie, solle- occupò. I servigi che rese allo sta-
cito si porlo alla chiesa di Kuspa. to ed alla Chiesa gli ottennero la
Tutto zelo carità e saggezza ri-, ,
confidenza dei re e dei Pontefici.
marginò le piaghe della sua greg- Pipino nel ySi lo incaricò di an-
gia diletta lòrmatevisi nella sua dare a consultare Papa Zaccaria
lunga assenza, quando gravemente sulla disposizione che aveasi a fare
ammalò, ed il giorno primo di gen- del trono. Quattr'anni dopo egli a
naio dell'anno 53 3, vigesimo <]uin- nome del re fece la donazione del-
to del suo vescovado, e sessantesi- l'esarcato e della Pentapoli allo sles-
mo quinto dell'età sua morì, etl eb- so Papa. Rilevasi dagli antichi mo-
be l'eterna gloria. numenti, ch'egli fu il decimoquarlo
Le sue opere sono: i. Risposta abbate di s. Dionigi, consiglieie del
alle (licci obbiezioni degli ariani. re Pipino, cappellano del suo pa-
1. Tre libri indirizzati a Trasamon- lazzo, arciprete dei regni di Austra-
do contro gli ariani. Nel primo sia, di Neustria, di Borgogna, e
tratta delledue nature di G. C. in grande elemosiniere di Francia. Fon-
una persona; nel secondo parla del- dò molti monisteri, e tra gli altri
l' immensità del figliuolo di Dio; e quello di Lievre e di s. Ippolito nella
nel ievLO della sua passione, per diocesi di Strasburgo, e il priorato
dimostrare non essere la divinità di Salona in quella di Metz: tutte le

([uella che patì. 3. Una lettera ai quali case assoggettò a s. Dionigi,


fedeli di Cartagine. 4- Due libri col suo testamento del 777. ÌMorì
della remissione de' peccati, 5. Tre a' 16 di luglio 784> e leggesi il suo
libri a Monimo. 6. Fra le altre nome tra i santi in molti marluo-
lettere, quattro lunghissime, che si logi, quantunque in altri non gli si
possono tenere per trattati : due dia che il titolo di venerabile. Per
dirette a Proba, la terza a Galla molto tempo fu celebrata la sua
sorella dilei. 7. Trattalo deW In- festa ai 17 di febbraio, che fu for-
carnazione e della grazia. 8. Tre se il giorno della traslazione del
libri della predestinazione e della gra- suo corpo al monistero di Lievre
zia con una lettera de' dodici ve- dalla chiesa di san Dionigi in cui
scovi a Giovanni , ed a Venerio era stato sepolto.
sulla grazia e sul libero arbitrio, g. FUMMINI, Cardinale. V. Bo.\n
A\cnm frammenti dei dieci libri, cui FAcio V Papa.
s. Fulgenzio scrisse centra un ariano. FUNAL Sede vescovile d' Asia
IO. Trattato della fede a Pietro. nel Giappone. Funai o Funay è
I I . Trattato della Trinità contro capitale del regno di Bongo nella
gli ariani dedicato al notaio Feli- parte orientale del Giappone, secon-
lice , e uno dell' Incarnazione a do il Nouveau Dict. universel de
Scarila. géographie , riordinato da F. D.
i4 FUx\ FUN
Aynes, e stampato a Lione nel i8o4- ciò consiste nel vino, che gì' inglesi
Kello Specchio gcogrnjìco dell' avv. -Stabiliti in questa città spediscono
Castellano, tom. I, Asia, pag. qi, in Inghilterra e nell'Indie: si com-
parlando dell' isola del GÌHppone mercia pure di confetture, e conta
chiamata Ximo, dice clie le città pii^i di quindicimila abitanti. In Fun-
di Cangoxima , di Amnngiicci, di clud vi fa la sua residenza il go-
Funai, e la vicina isola di Firando vernatore portoghese. L' isola di
furono i primi asili della cattolica JMadera o Madeira è un grup-
religione nel Giappone. IINovaes nel po dell'oceano Atlantico nell'Afri-
tom. Vili, p. 2 10, della Storia dei ca, il quale gruppo si compone del-
sommi Pontefici, racconta che il l' isole Madera, Porto-Santo e De-
Papa Sisto V nel i588 dichiarò cit- sertes.
tà il castello di Funai nel Giappo- Il gruppo di Madera sta fra le
ne, decretandogli lutti i diritti di Azore e le Canarie, distante i5o
vera città, con la cattedrale, e vesco- leghe al sud-ovest dello stretto di
vo che fu Sebastiano IMorales del- Gibilterra: esso è un gruppo insu-
la compagnia di Gesù, cui assegnò lare, cui diedero i portoghesi il no-
per diocesi le vastissime isole del me di Madeira equivalente a fo-
,

Giappone, con facoltà di fare i resta, perchè selvosa e disabitata


canonici, e di costituire i benefizi ne rinvennero la superficie. Con
ecclesiastici. molta probabilità vi si ravvisano le
FUi\CHAL {Fuiìchalen). Città antiche isole Purpurarie, ove Juba
con residenza vescovile, capitale del- stabilir volle tintorie per la porpo-
l' isola di Madera di Portogallo in ra, prossime alle isoleFortunate,
Africa, sulla costa mendionale, e sebbene taluni le vogliono meglio
sopra una gran baia, le cui estre- riconoscere nelle isole di Capo ver-
mità sono chiuse da due promon- de. La principale isola del gruppo
torii composti di rocce vulcaniche. di Madera, ritiene la generica de-
Si estende circa un terzo di lesa
o nominazione Madera. Questa iso-
di
lunge dalla riva , ai piedi di una la prima volta nel i344
veduta la
montagna, in una bella valle; l'aspet- da un vascello inglese, si può dire
to 11 è delizioso, e il clima dolcissimo. scoperta nel i4'9 o 1420 da Gio-
Dnlla parte del mare è difesa da vanni Gonzales, e Tristano Vaz
quattro forti, e da quella di terra che navigavano per la costa occi-
non ha che una semplice muraglia. dentale africana, a spese del re di
La bianchezza esterna di qualche edi- Portogallo Giovanni I Discesi a .

fizio, e specialmente delle chiese, fa terra, avendo pei loro bisogni ad


un bel contrasto colla perpetua uno dei boschi posto il fuoco, que-
cupa verzura degli alberi e dei sto, si nana, forse con
secondo che
campi vicini ameno : è il suo pas- esagerazione, propagò ed estesesi

seggio; ma la baia è esposta alle cotanto, che durò sette anni, ma


violenze del vento di sud-ovest e le ceneri rimaste dopo l' incendio

di sud-est, laonde particolarmente fertilizzarono il suolo in modo ta-


Dell inverno l' ancoragi^io non è le, che produsse nel principio un
mente sicuro. E pure assai difllcile sessanta per uno, e le vite pianta-
di prendervi terra a cagione delle te in progresso diedero più gi'ap-
scogliere. Il principale suo commer- poli che foglie. Altri dicono che i
Fi;:v I j

poiloglieNi giunti in queìla regione, le prebende del penitenziere e <K1


avendo trovato il terreno ingombro teologo, quattro canonici con nu là

di foltissimi arbori vi appiccarono della prebenda goduta dagli altri,

il fuoco , e che ridotti in cenere i dirci cappellani, preti e chierici pel

boschi, si formò nella superficie un divino servigio. La cura delle ani-

feracissimo strato. La prima coltu- me nella cattedrale è affidata a due


ra dell' isola fu lo zuccaro, alla qua- parrochi, ove è il fonte battesima-
le con migliore successo fu sostitui- le. Ivi si venerano alcune reliquie,
ta quella delia vile, la quale forma ti a le quali una particella del le-

la grande ricchezza del paese, e di gno della ss. Croce. L' episcopio è
cui vi sono molte varietà: la qua- vicino alla chiesa cattedrale, ed è
lità di vino che dicesi madera sec- un grande e decoroso. Nel-
edifizio

co, è la più abbondante e stimata ;.


la città vi sono altre tre parroc-
la lììalvasia è di tie specie , che chie, munite di battisterio, tre mo-
differiscono nel pregio. 1 primi tralci ni?teri di monache, alcune conlia-
di tali viti furono quivi trasporta- ternite, l'ospedale ed il seminario.
li nel i44^ tl^ Cipro e da Candia. Nella diocesi si contano più di trcn
Le altre fruttarono molteplici e de- lamila cattolici. Ogni nuovo vesco
licate e gli ananas ^i crescono vo è tassato ne' libri della carnei a
,

quasi spontanei e a cielo aperto. I apostolica in iioiiiii trecento sessaii-


portoghesi ne restarono pacifici pos- lasei. Dopo alcuni anni di sede va
sessori sino 1801, quando gli
al cante, l'odierna regina di Poitogal
inglesi s' impadronirono di Madera, lo Maria li nominò a vescovo mon
sotto il pietesto che potesse cadere signor Giuseppe Saverio Cerveiia
in mano delle truppe 1 ejuibblicane e Souza, sacerdote della diocesi di
di Francia, indi la restituirono nel- Coimbra professore e parroco tli
,

la pace d'Amiens nel 1802: lo quella città , ed anche dottore in


stesso pretesto rinnovò nel iSc-, si teologia ; e il regnante Gregorio
e fu dagl'inglesi conscivata sino al W\ lo fece vescovo nel concistoro
1814, in cui fu restituita al re di de' 2-2 gennaio i844-
Portogallo Giovanni \L Gli abi- FUNERALE, funebris, funereu^,
tanti di Madera sono divisi nelle come addietlivo attenente a morto-
due capitanerie di Maxico e di Fun- rio, dicendosi funerale in sostantivo
chal ove risiede il governatore ge- fiiniis exequiae. Mortorio o moi to-

nerale portoghese come capitale del- ro significa onoranza, o cerimonia


l' isole, la quale contiene quaranta- nel seppellire morti, funus, jnne- i

due parrocchie. bris pompa. 1 funerali sono gli

La sede vescovile fu eretta ver- ultimi doveri ed nf'fìzi che si ren-


so il decimosesto secolo, ed assog- dono a quelli che sono morti. Ese-
gettala all'arcivescovato, poi patriai- quie poi, dice il Macri, viene chia-
cato di Lisbona, di cui è tuttora mato l'officio che si fa dai cristiani
suffraganea. La cattedrale è di ma- per il defunto, perchè con esso si

gnifica architettura di gusto gotico, eseguisce la sua volontà, come in-

dedicata a s. Maria iNIaggiore. Il segna Muzio cappuccino. De offic.


capitolo si compone di cinque di- mortitontm e. 6, che spiega la pa-
gnità, la prima delle quali è il de- rolaExequiae, quid execiitioni de-
cano, con dodici canouici comprese mandanda est defunciorum \-oluii-
FUN
ta<;. Durando lib. II, cap. 35, e re dispendio, secondo la qualità
Valllidio e. yj chiamano l'unìcio delle persone e 1' agiatezza delle fa-
de' morti ; /agenda, (juia agere si- miglie, e allorché il corpo era im-
giiì/icat celebrare j ed A leu ino, De balsamato, si recava ai congiunti
execj. inori., chiama mattutino
il suoi che lo chiudevano in una spe-
de'njorti /^^/g/V/V/r. Sant'Agostino nel cie di armadio aperto, ove lo col-
hhro De cura prò mortuis, chiamò locavano in piedi e dritto contra
i'oflicio de' morti Exequiae^ perchè il muro, sia nelle case loro, sia nei
dice il citato Durando lib. 7, cap Sepolcri [Fedi) di famiglia. Gab-
7.5, extra vwos mortuis sepcliunlur. bala e Gabbari chiamavano gli
La definizione di Donalo, che ripor- egizi i corpi morti che tenevano
tammo all'articolo Esequie {P'cdi), presso di loro in vece di seppellir-
è che si dicono exequiae, perchè li. Ma avanti d'essere ammessi agli
il morto era portato avanti, e gli onori della sepoltura,
i defunti do-
altri seguivano nel funerale; ma il vevanosubire un giudizio solenne, e
Sarnelli rifletlendo che il clero pre- que-ta circostanza de' funerali pres-
cede al morto, possiamo dire, che so gli egizi presenta un fatto dei
noi seguiamo quello che morì pri- più degni di osservazione, che tro-
ma: Tcndimus huc oiiines; metani viiisi nella storia e ne' costumi del-
properamus adunani. Del modo con l'antichità. Il tribunale che pronun-
cui tutti i popoli fecero e fanno ziaredoveva quel giudizio, compo-
ancora i funerali dei morti, gli sto- sto era di quaranta giudici. La lo-
rici ne danno ampia contezza, e ro assemblea tenevasi al di là di
noi ai rispettivi articoli parliamo un lago, che i defunti passare do-
delle cose principali riguardanti le vevano in una barca , e quello
pompe funebri, e di quanto gli che la conduceva chiamavasi Cha-
può essere relativo. In questo arti- ron in lingua egizia, sul quale fon-
colo accenneremo le nozioni più damento si crede che greci istrui- i

interessanti sui funerali degli egizi, ti da Orfeo, ch'era stato qualclui


degli ebrei, dei romani, dei cristia- tempo in Egitto^ inventassero la
ni, e degli ecclesiastici, non che di loro favola della barca di Caronte
altri, oltre quanto analogamente già e del nocchiero di quel nome. To-
si è pubblicato e si pubblicherà in sto che un uomo era uscito di vi-
diversi articoli. ta, conduceva al giudizio, e la
si

Gli egizi furono i primi tra tut- legge permetteva ad ognuno di ve-
ti 1 popoli che mostrarono grande nire a produrre contro di esso le
rispetto per i defunti. Allorché al- sue querele. Se vissuto non era co-
cuno tra di essi era tolto di vita, me uomo dabbene, veniva privato
1 parenti e gli amici cominciavano della sepoltura; se all'opposto non
ad assumere abiti di lutto, si aste- vi aveva contro di esso o della sua
nevano dal bagno e si privavano memoria alcun rimprovero, si pro-
di tutti i piaceri, ed anche di quel- nunziava ad alta voce il suo elo-
li della mensa: quel duolo e quel gio, ed onorevolmente si collocava
lutto durava sino a quaranta ed il cadavere nel sepolcro. In propo-
ancora a settanta giorni. Durante sito di quegli elogi funebri, nota
quel tempo s'imbalsamava il Cada- Diodoro Siculo, che mai non si

vere (l^edi), con maggiore o miao. parlava della stirpe o della fami-
FUN FU\ ,7
l'Iia del defunto: non si confavano ri. Isacco vi fu sepolto con Ue])cc-
«;onie soggetti o molivi di vera lode r,i sii.i moglie, e (jiacoljhc voile [m-
Si' non (jiielli che nasc(;v;«no dal re essere ni «juella liasjKjrtato, h»i|.
iiienlo pei'sonulc del defunto. Il che inùiisse in Kgilto: cosi f|uesli
trono stesso non esimeva da (juesta aiilielii giusti voli:vano essere riu-
|inbl>lica in(|MÌbizionc stabilita con- niti alle loro (iuui^lic, e dormire
tri) i delunli; e quindi alcuni re ci'i loro patlri, testilicando in tal
sulla decisione del popolo o (h-l modo la loro fède ali" iuitnortalil.i

tribunale popolare, furono privali dell'anima. Giacobbe seppclb iu


de.qli onori del scj>o!cio. Qui I co- l'^lrata Uaclicle, e sopra al suo se-
slume passò daf^li egizi presx) agli polcro pose un titolo, memoria, o
israeliti, ed in latti si legge nella iscrizione. Ne' funerali cclebi.ili in
sagra Scrittura, clic i re piii ln.>li Egitto da (iiuseppe a Giacobbe suo
non erano seppelliti nillu lombi: padre, ritrovansi praticali alcuni ri-
de' loro antenati; e (iiuseppc io sto- ti civili, i (piali co>>tiimavansi dagli
rico narra clic (pici costi une anco- egiziani verso i loro defunti ; e
ra mantencvasi ai temp(i degli a- <pu>li furono l'imbabam azione del
smonei. Gli egiziani per costume an- cadavere^ nella fjualc funzione pas-
tichissimo derivato dai loro anti:- sarono cpinranta giorni, come il

iiati, non clie dalla .situa/ione del pianto per settanta giorni. l*oi.cia
paese, soggetto alla inondazione del nel condursi il cadavere di Giacob-
INilo, seppellivano in una maniera be nella terra di Canaan, il noijile
particolare i corpi tielle persone accompagnamculo si compose di
che morivano con fama di pietà, tutta la nobiltà, e della coile del
specialmente (pielli de'martiii, giac- paese, con gran copia di cavalieri
che involgendoli in vari panni li e di cocchi. Giunta f|ucsta ponnia
coricavano su dei lellicciuoli e li al di là del Giordano nel campo
conservavano nelle case loro, come di Arad, si rinnovarono funerali i

si è detto, credendo con ciò rende- per sette giorni con gran pianto di
re ad essi maggiore onore, come tutti. Tulli questi riti e cerimonie
si legge in s. Agostino 120, de di- genlilesche ben si ravvisano essere
versis, cap. 2 ; Lollando, 1
7 gen- stali meramente civili, e privi af-
naio p. i4o; e in Tillemont, Sto- fallod'ogni superstizione, e poscia
ria ecclesiastica tom.VlI, p. i32. ancora si praticavano dagli ebrei.
In quanto alle usanze che la reli- come notò il Marangoni a p. i 1
1,
gione, e la speranza di una futura Delle cose genlilesche e profane
\ita e resurrezione ispirarono agli trasportale ad uso delle chiese. Aio-
adoratori del vero Dio, esse inco- sé non fece una legge espressa agli
niinciarono cogli ebrei. ebrei di seppellire i morti, questo
jNiente di più grave né di più uso era già sagro fra di essi per
decente quanto la maniera con cui l'esempio dei loro padri; proibì lo-
i patriarchi israeliti seppellirono i ro solamente di praticare in quel-
loro morti. Abramo comprò una la cerimonia i riti gentileschi e su-
caverna doppia perchè servisse di persliziosi usati dai cananei e da
tomba a Sara sua moglie, a lui altri popoli riguardo ai funerali,
stesso ed alla sua famiglia; quindi Colf esempio di Tobia, noi vedia-
Abramo celebrò un funerale a Sa- irto che i giudei cousidernvano i
VOL. xxvui.

^'^^&*'
^^^^^ ^M^,
fes€ryvarv6. Pi0^
i8 FU>' rr\'
funerali come un tiovcre di cunlìi, sé, e nella quale collocò il coi pò
giacché questo santo uomo, nuilgia- del Salvatore, era nel suo giardino,
do la proibizione ilei re di Assiiia, e scavata nel vivo masso. Circa il

dava la sepoltura ai disgraziati, piangere, e raccompagnaiiienlo al-


che quel re condannava alla mor- la sepolluia , osservò il Marangoni,
te. Era altresì presso i giudei un che nel portarsi a seppellire il fi-

obbrobrio l'essere privato della se- gliuolo vedova di


della Naim, se-

poltura; e Geremia predisse ai re, guivalo una gran tiuba di cittadi-

ai sacerdoti, ai profeti, a tutti quelli ni, e la di lui madre piangente.


che avevano abbraccialo 1' idolatria, Veggasi il p. Soprani, Dcfuìierihiis
che le loro ossa saranno gettate hcbraeorum. 11 Rinaldi all'anno 34,
fuori de'Ioio sepolcri, né piìi saran- nujn. i35, narra che gli ebrei sep-

no raccolte, né seppellite; saranno pellivano cadaveri con mani e pie-


i

come sterco sulla faccia della terra. di legate «li una fascia, e con pan-

Lo stesso profeta predisse che Gioa- no sul volto; che i cadaveri erano
chino re di Giuda, in punizione dei acconciati dai rispellivi sessi, chiu-
suoi delitti, avrà scpnllura simile a devansi gli occhi e la bocca del
quella dell'asino; s;\iìi gittato a trapassato, stringendo questa con
a marcire fuori delle porte di Ge- una fascia, indi tagliavano i cipel-
rusalemme. Essendo un atto di ca- 11, lavavano il corpo, l' ungevano,
rità quello di seppellire i morti, inili lo involgevano in panni lini,

farà forse meraviglia la legge di e così lo mettevano nel sepolcro. Ai

Mosè, quale dichiarava impuri


la giustiziali non lagliavasi i capelli :

coloro che avevano fatto questa buo- la spesa poi de' morlorii degli ebrei

na opera, e the avevano toccato crebbe tanto, che i parenti di quan-

un cadavere. Ma questa impurità do in quando lasciarono il cadave-


legale non diminuiva per nulla il re insepolto, e di nascosto fuggi-

merito di un tal caritatevole ufli- vano, il perché Gamaliel, nomo di

rio; era quella soltanto una pre- grande autorità , moderò le spese

cauzione, contro ogni specie di cor- pei fimeiali.

ruzione o contagio. Quando si riflet- L'antichità attribuisce l'istituzio-

te che un tal pericolo è grandissi- ne delle cerimonie funebri nella


mo nei paesi caldi, non fa più me- Grecia a Cecrope, che giunse nel-
raviglia r eccesso al quale sembra l'Attica 082 anni avanti l'era
che Mosè abbia spinto le cautele volgare, e succedette ad Alleo re

a questo riguardo; cpiesta medesi- di quel distretto, o di quella pio-


ma legge poteva avere altresì per vincia. Cicerone pure ci fa vedere
iscopo di preservare gl'israeliti dal- che quel principe introdusse il co-

la tentazione di interrogare mor- i slume di seppellire i defunti, e di

ti colla negromanzia, evocando le spargere del grano sulla loro tom-


anime dei trapassati. Gli ebrei col- ba; ma in appresso greci giudi- i

locavano per lo piìi le loro tombe carono opportuno di abbruciare i

nelle caverne o le scolpivano nelle cadaveri invece di afìldarli alia ter-


montagne: le tombe dei re di Giu- ra. Nei primi tempi della Grecia,
da erano scavate sotto la monta- le processioni o i convogli funebri

gna del tempio; quella che Giusep- si facevano sempre camminare di

pe di Arimatea aveva preparato per notte; in Alene questo faceva^


F L N FUN 19
nella mattina avanti il levare del funto, chiudevano entro un'urna
si

sole ;
per questo poitavansi fiacco- che si collocava nel sepolcro. Tut-
le e cerei accesi ne' funerali de' ric- te queste cerimonie facevansi con
chi, e semplici tede, o candele in maggiore, o minore pompa secon-
quelli dei poveri. Di là sembra de- do la qualità della persona, e le
rivato l'uso dei cerei nelle cerimo- ricchezze della famiglia. Ne' funera-
nie religiose, giacché anticamente li dei principi e dei personaggi più
non si adoperavano se non che in illustri, si celebravano giuochi, ap-
occasione di funerali ; ciò meglio si pellali giuochi funebri ; tali sono
potrà vedere agli articoli Candele quelli che Achille, secondo l'Iliade,
e Lumi. In capo al convoglio o al- celebrò in morte di Patroclo suo
la pompa funebre, camminavano i amico, e quelli che neìV Eneide
suonatori di flauto eh' eseguivano veggonsi celebrati da Enea in ono-
arie lugubri; e dopo il defunto ve- re del genitore Anchise.
nivano i figliuoli di lui con la te- a un dipresso a quelle
Eguali
sta velata, e le figliuole che cam- de' greci erano le cerimonie fune-
minavano a piedi nudi , e colle bri presso i romani, ma quelle do-
chiome sparse sulle spalle, seguite po moltissimi riti, parte civili e
dai più prossimi parenti, e dagli parte superstiziosi, stabiliti con do-
amici del defunto medesimo. Le dici leggi sagre, si terminavano d'or-
vedove al pari dello stesso defun- dinario con un banchetto, che s'im-
to, erano tutte vestite di bianco, e bandiva ai congiunti ed agli ami-
sovente avevano capelli tagliati i ci, e di là a nove giorni si teneva
affine di porli sul petto dell' estinto altro banchetto, che chiamavasi la
o anche sul suo rosro.o Giunto es- grande cena, o la novendiale. Si
sendo il cadavere presso al rogo o crede che dopo il tempo di Siila,
alla tomba, gli si faceva entrare i cadaveri delle persone più illu-
nella bocca vma moneta, che desti- stri o più facoltose di Roma fosse-

nata dicevasi a pagare a Caronte il ro abbruciati o seppelliti entro


tragitto della barca, dopo di che si lenzuola di una tela incombustibi-
collocava sul rogo. I più prossimi con- le chiamata amianto, affine d'im-
giunti dovevano appiccarvi il fuo- pedire che le loro ceneri non si

co, volgendo però il capo dal lato mescolassero e confondessero con


opposto, affine di allontanare i lo- quelle del rogo, ed uno di que'len-
ro sguardi da un oggetto cos'i tri- zuoli di amianto
mostra nella si

sto. Si gettavano sul rogo abiti, biblioteca Vaticana, chiuso in urna


stoffe preziose, spoglie tolte ai ne- con cristalli. Quest' urna è posta
mici ed anche i più squisiti profu- sopra al sarcofago di marmo rin-
mi. S'immolavano pure tori e mon- venuto nel 1703 sulla via Prene-
toni, che
si gettavano tra le fiam- stina , nel pignelo Cavallini dap- ,

me onore del defunto. Allorché


in poiché il lenzuolo si trovò nel sar-
il corpo era ridotto in cenere, e cofago, e si vide che nel medesi-
che non rimaneva più se non qual- mo erano involte ossa bruciate ed
che ossicello, si spandeva del vino un cranio. Per la proprietà incom-
affine di estinguere il fuoco, e do- bustibile dell'amianto riferisce Bo-
po che si erano raccolti i frammen- mare. Dizionario di storia natura-
ti che credevansi appartenere al de- le^verbo amianto, essere stato chia-
,

20 FU.\ FUN
malo lino incombustibile , lana di lavavano con actjua calda, e l'un-
salamandra, sulla credenza che il gevano con aromi e balsami onde
fuoco non nuocesse a questo ani- prolungai-ne la conservazione, indi
male. Rentman, Nomenclatura fos- lo vestivano colle vesti piti onorevoli
silium, tit. 4> verbo Àmiautus, di- che avesse portato mentre viveva.
ce che altri tennero per prodigio- In appresso Io coronavano e gli
sa la proprietà dell'amianto. Gli ponevano in bocca una certa mo-
antichi traevano l'amianto da va- neta chiamata stipes per pagare
rie parti, come da Cipro e da Ca- Caronte per il passaggio delia pa-
risio, ove nasce una pietra che si lude sligia. Composto il cadavere
fila e si tesse, e formati di essa i in tal guisa lo ponevano in %in
panni, per pulirli gettano nelle si letto per essere visitato da ognu-
fiamme, al dire di Stefano Bizan- no, piantando innanzi la casa del
tino, Drlle citici e popoli , verbo defunto un albero di cipresso, ri-

Caryslus. 11 luof^o ove seguiva il manendo così in casa per sette gior-
rogo dicevasi Ustrinà, e quando il ni. L'ottavo giorno dopo la morte
rogo era consumato chiama vasi Bu- si popolo dal vocifera-
avvisava
il

stuni : in esso geltavansi ornamen- che facevansi l'esequie, ordi-


tore,
ti,armi e vesti preziose; incenso, nariamente con questa formola :

aromi e capelli, mescolandosi le FJseqitias L. Tilio L. F. nuibiis ire


ceneii con fiori e materie odorose. commodiiin est /ani tempus est, ol-

Si collocavano nei cinerari o co- Ins ojft-rl. Con gran pompa suc-
lombari le urne che racchiudeva- cessivamente si portava dai paren-
no le ceneri, e altre urnette o vasi ti, o da altre onoratissime perso-
piccoli di vetro detti lacrimali, nei ne il cadavere ch'era posto nel let-

quali si facevano scorrere le lagri- to, o lettiga con preziosi addobbi


me che spargevansi per la perdita adornata. Principiava poi la pom-
del defunto. ]\el libro intitolato pa funebre, nella quale, secondo la
Riti degli antichi romani, a pag. condizicuie delle persone interve- ,

i33 si tratta de' riti de' funerali, nivano littori ei trombettieri. i

e si dice che lultimo termine della Andava avanti uno a questo effetto
vita umana morte, alla quale è la destinalo, che con canto funereo
segue il funerale; che gli antichi celebrava le lodi del defunto. In-
ebbero somma cura de' funerali tervenivano ancora molte donne,
perchè credevano che le anime de- che andavano piangendo e cantan-
gl'insepolti errassero per anni cen- do le Iodi del morto, ed a questo
to intorno la palude stigia, prima oflìzio col pagamento per tale ef-
di trapassarla per andare ai cam- fetto venivano destinate. Queste
pi elisi. Quando alcuna persona donne chiama vansi prefiche ovve-
distinta stava per morire gli assi- ro funere,gemevano pure ed ur-
stevano, sino all'ultimo spirito, i lavano, e con fiuto dolore si bat-
parenti e i più prossimi, e subito tevano il petto, e laceravano i ca-
spirato gli chiudevano gli occhi che pelli, presiedendo ai loro gesti, smor-
tornavano ad aprire nel rogo : ciò fie e gemiti la prefica principale:
fatto io chiamavano interpolata- Servio però distinse le prefiche dal-
mente tre o quattro volte, e poi le funere, dicendo che queste sono
ponevano il cadavere in terra, lo quelle che hanno parentela col de-
FUN FUN 21
funto, come la madre, la sorella ec, lugubre e piangendo, non che la-
mentre le prefiche sono principes cerandosi le vesti. In tal guisa, se
planctus, ancorché non abbiano da era funerale di qualche ilUrstre
far nulla col defunto. Girolamo persona, si portava nel foro dove
EarufFaldi ci ha dato la Disser- dal figliuolo si faceva l'orazione fu-
tatio de praeficis, con altra dis- nebre, poi coH'ordine medesimo si

sertazione De luctu mortnali vele- portava il cadavere al luogo della


rum, Giuseppe Lanzoni, Ferra-
di sepoltura, o dove si dovea brucia-
riae Delle prefiche ne trat-
i 7 1 3. re. Nella prima origine di Roma
ta pure il p. G Stefano Menochio gli anliclii romani seppellivano i

gesuita nel tom. II delle Stuore o cadaveri ; ne'tempi successivi sino


trattenimenti eruditi a pag. 61 3, agli ultimi degli Antonini si bru-
cap. LX, Dille donne laiìientalrici ciavano, almeno quelli de' più no-
né" morlorii dette dai latini Praefì- bili, benché in appresso gi tornò
cae. pure delle diverse
Ivi parla a seppellire
i cadaveri; Cicerone cre-

specie di persone che le nazio- deva, che l'uso di seppellire i ca-


ni usarono per deplorare ed en- daveri e renderli in questo modo
comiare defunti, delle reputatri-
i alla terra dond'erano usciti, fosse
ci, lanientatori , piagnoni, e clie tan- il metodo il piri naturale, e piìi
to essi quanto le donne adopera- antico di tutti. I fanciulli che non
vano certe loro maniere di laraea- superavano il settimo mese si sep-
ti fatti in versi, i quali talvolta pellivano. Se si bruciava il cadave-
erano accompagnati dal suono di re, si spargeva di sangue umano
qualche musicale istrumento ordi- : per placar le deità del defunto, e
nariamente agli uomini si suonava questo sangue era o degli schiavi,
la tromba, alle fanciulle ed ai fan- o dei servi, e più lardi de'gladia-
ciulli la tibia. Si suonava pegli uo- tori. Dopo il bruciamento, il sacer-
mini anche il flauto, ed i suona- dote aspergeva tre volte coU'acqua
tori funebri in tale occasione era- pura tutti gli astanti; dicendosi
no mascherali: i versi che si can- l'ultimo vale al morto, per lo più
tavano denominavansi nenie. Anche con questa formola: Acleniuni vale^
gliebrei usavano funesti suoni, i nos te ordine quo natura jusserit
ciì\ facevano eco loro pianti , an- i cuncli secpieinur. Finalmente da
zi i grandi funerali si distingueva- uno a ciò deputato si licenziavano
no con grandissimi pianti. tutti, e portavasi l'urna al sepolcro,
In questa pompa si portavano nel quale si scriveva il titolo, ed
tulle le insegne degli onori e di- il volo, S. T. T. L. cioè L't terra
pnilù die il defunto avea consegui- mortuo levis esset ; ovvero. Ut os-
te in vita, colla sommità però ver- sa molliter cubarent. Ritornati a
so la terra, come ora si portano casa gli amici coi parenti, prima
le armi a rovescio in segno di lut- entravano nel bagno, e poi erano
to; portavano ancora le immagini trattenuti al banchetto funebre, ed
d»;' loio antenati , ed innumerabili entravano nel bagno per purgarsi
quantità di fiaccole. Precedevano i dalla polluzione del funerale: indi
servi con pilco, seguivano figliuo- i facevano alcuni chiamati sagrifizi
li velati, e le ligliuole col c;q(o nu- Novendialia, e per ultimo la casa
do, i [)areiiti e gli amici iu abito funesta si purgava colle ferie dette
,

22 rV2i FU.X
Denicales. Ai tempi dell'imperato- lavano le immagini del defunto,
re Vespasiano si procurava di tro- il funerale dicevasi Iinniaginariiun.
vare per i funerali un pantomi- Quando si faceva a spese del pub-
mo, che avesse a un di presso la blico, e per decreto del senato chia-
statura e l'aspetto del morto, e mavasi Coilativuin, ed anche Ho-
questo pantomimo contraffaceva tal- norarium, e Publicum. Se era or-
volta con tale esattezza la sua fìgu- dinato in fretta e senza apparato,
ra, il suo contegno, il suo porta- come usavano in morte delle ver-
mento, i suoi gesti, che sembrava giii'j appellavasi l^unmltuarìuni ; e
il defunto medesimo che conduces- se ricuoprivano la faccia del morto
se il suo convoglio. guasto e roso dalla malattia, o
Il Kirchmanni scrisse. De funeri- livido per lo veleno, addimanda-
biis ronianoriim,\^\\heca.t iGSy. Al- vaiilo Larvnlum. l'^nahnente Ta-
l'articolo Divfnita'sì parla dell'apoteo- ciluni , Vulgare, Plebtjuni, Orbi-
si degl'imperatori romani, e del ce- iiarium, Translaliliurn , e Cornmu-
rimoniale che perciò aveva luogo do- ne, furono appellali que' funerali
pò la loro morte, come del titolo di che si facevano senza pompa a ca-
Dìvo e Divinissinio loro attribuito : gione che il defunto, o mendico, o
l'apoteosi dopo mortesembra potersi vile,o non avea potuto procac-
annoverare tra gli onori funebri, o non meritava onore alcuno.
ciarsi,
Francesco Eugenio Guasco nella dot- Giovanni Resino, ed il Dempste-
ta descrizione Dei rid funebri di Ro- ro, oltre altri scrittori, riportarono
ma pagana, termina la sua opeia con spiegazioni le leggi romane sui
con notare, che siccome vari erano funerali. Notano i francesi, che aii-
i funerali de' romani, così diverse che molti secoli dopo lo stabili-
erano parimenti le appellazioni mento del cristianesimo nelle Gal-
coUe quali distinguevansi gli uni Ile, si conservavano nei funerali i
dagli altri . Funus indiclivuni era costumi e le pratiche dei romani,
quel mortorio che veniva annun- che pure avevano adottato altre
ziato dall'araldo a suono di trom- da essi soggio-
nazioni, delle tante
ba, e con le pai'ole, Olliis qffertur gate.Tutte le nazioni del mondo
ec, ed a cui succedevano giuochi, i hanno costumalo di onorare i lo-
e certe corse di cavalli maneggia- ro defunti coli' esequie ai loro ca-
ti da quei cavallerizzi, che furono daveri, per istinto della natura, e
detti Desultores. Sinipludeariuni o ciò con diversi riti e cerimonie
meglio Sinipliludiariunt chiamossi particolari. Il Muret ci ha dato :

quel funerale, che non era onora- Cérénionies funebres de toules les
to che d'un solo giuoco. Acerbum nalions, Paris i6j5. 11 Marangoni
era il funerale di quelli che usci- a 182 parla del vestire di
pag.
vano di vita prima di aver vestita nero nella morte d'alcun parente,
la toga virile. Ininialunini, di quel- lo che costumasi tuttora da noi.
li che morivano nel flore della gio- Il Cancellieri nelle sue Campane
vinezza, e Naturale di quelli che p. 8, nota che la campana fu a-
morivano piuttosto rifiniti e logo- doperata anche nei funerali dei gen-
ri da molta vecchiezza, che sopraf- tili, sulla fiducia che il suono dei
fatti da maligna infermità. Quando bronzi avesse la virtìi di espellete
poi nel convoglio funebre si por- i mali geni, e gli .spettri capaci di
F i: N FUN 23
inquietare le aDÌme de' trapassati :
vnno godere l'eterno riposo,
a
^li spartani stjlevano battere i bron- mentre i primi principiavano il cor-
zi ne' funerali de'loro re. so di noslra vita travagliosa e mi-
11Menochio nelle erudite sue
p. sera, in questa valle di lagrime.
Stuore ci dà diversi argomenti ri- San Cipriano nel libro De niorta-
guardanti i funerali, e nel tom. II, litale, esorta a non piangere mor- i

pag. 608 tratta delle vesti de' de- ti, e a non vestire con abiti di
funti, cioè se più lodevole sia il co- lutto. Con tulio ciò la legge della

slume di con abiti prezio-


vestirli natura, e l'amore che abbiamo por-
si, o semplicemente, riportando di- tato alle persone congiunte per
versi brani di storia in favore, e parentela , o per vincolo di ami-
contrari. A pag. 610 impiega il cizia , e' inclina a pagar loro in
capitolo, come si debbano celebra- questa separazione e divorzio il

le l'esequie de'defunti, e della mo- tributo delle lagrime, e a sparger-


derazione de' funerali, dicendo che vi sulla tomba fiori di pietà e di

è cosa disputabile se nelle esequie compianto. Il tributo delle lagri-

de' defunti si debbano fare certe n)e permette, e consiglia l'Eccle-


dimostrazioni, che in alcuni pae- siaste nel cap. 38: Fili in mor-
si hanno introdotto il costume, tuuni produc lacryinas; cosi Ge-
con spesa e pompa grande , o sù Cristo pianse al sepolcro di
pure meglio dar sepoltura
sia ai Lazzaro, benché sapeva che lo risu-
cadaveri con poco apparato , e scitava. Cinica e bestiale fu la de-
con semplicità. Aggiunge che il liberazione di Diogene, come vo-
piimo onore che si suol fare ai leva essere tumulalo. Inoltre eru-

morti è il tributo delle lagrime, dito è il capo del p. Menochio, nel


consigliando s. Paolo i cristiani a quale a p. 612 parla che il lutto
non abbandonarsi al dolore , nel the si fa per occasione de' morti,
riflesso che i morii dovranno ri- deve essere moderato.
sorgere a vita migliore; e perciò
s. Bernardo nel sermone De bono Funerali de' cristiani.

l-ene moriendi, dice llli niorluos :

.uios carnaliter lugeant, qui resur- I primi cristiani separando tutti


lecliontrn negant. I saggi con gli i riti e cerimonie de'gentili, che
occhi della fede biasimano l'ecces- seco avevano qualche superstizione,
siva allegria nella nascita d'alcu- non ebbero difficoltà ne'funerali di
no, come il troppo piangerne la praticare quelli che erano pura-
morte, essendo senten/a di Salo- n»ente civifi , né offendevano in
mone e della sagra Scrittura, che palle alcuna la santità della cat-
rtìtUor est dies mortis die natii'i- tolica religione. Accompagnavano i

lati':. Wel primo libro degli epigram- gentili i cadaveri con faci accese
mi greci, cap. i 3, si ha quello ele- alla pirao sepolcro, il quale uso si
gante del poeta Archia, nel quale vede praticato nella divina Scrittu-
si dice che popoli nntit.hi della
i ra dagli aiilichi padri, e con tale
Tiacia piangevaiii) qu.jndo nasce- e tanta magnificenza, che facevano
vano i figli ; e ({uando morivano, comparire l'amore che portavano
i padri coi parenti ed amici si alla memoria del defunto, e la pie-
rallegravano, perchè questi anda- la naluialmenle dovuta ai loro
24 FUN FUN
maggiori. Riferisce Tacito come in sta nella con
Chiesa, di seppellire
quel giorno in cui portossi il ca- molto onore corpi de' defimti. Con
i

davere (li Augusto, le vie tutte di gran copia di cerei e di Unni fu


Roma e il campo Marzio erano fatto il funerale alla santa matrona
illustrate con faci accese, e che ciò Sofìa, per contrassegno di allegrez-
che praticavasi in tempo di notte, za; ma il corpo del martire s. Pa-
trasferito anche al giorno, per
fosse troclo fu onorato con pochi lumi
maggior pompa, lo accennò Servio. per timore de' gentili, non così nar-
Ora queste cerimonie e riti prati- rasi del corpo di s. Cipriano ve-
cati dai gentili, essendo puramente scovo e martire, fu onorato che
onorari e civili, poterono santiU- con candele accese e con canti, di-
carsi e praticarsi dai cristiani nelle cendo Pontio: Inde cani cereis et
loro esequie, senza nota alcuna di scholarihus in aera cuj'nsdani Can-
superstizione. Onde frequentemen- didi procuraloris magno triunipho
te troviamo negli atti de' martiri sepnlluni est. Con che ci viene ma-
l'uso de balsami, e di preziosi un- nifestata r usanza ab antico osser-
guenti ed odori, co'quali i loro cor- vata di seppellire i cristiani, pre-
pi furono imbalsamati e seppelliti. cedendo il clero di diverse classi,
Quanto poi all'uso de' lumi e dei e le scuole, e portando ciaschedu-
cerei, e dell'accompagnamento del no un cereo acceso, con pompa, an-
funerale, co' quali vuoisi denotare zi con trionfo grande. Non vollero
l'immortalità dell'anima , il primo i coraggiosi fedeli tralasciare nel
esempio fu nel trasferirsi dal mon- funerale del santo martire il con-
te Sion, nella valle di Getsemani sueto ufficio di cristiana pietà , di-
il sngio corpo di Maria Vergine, portandosi con tanta intrepidezza
coll'intervento degli apostoli, e di in faccia del persecutore, desiderosi
tutti i ch'erano in Gerusa-
fedeli tutti d' essere col loro caro pasto-
lemme. Queste prime esequie pub- re decapitati, anzi senza apprezza-
bliche furono piuttosto un solenne re il risentimento dei persecutori
trionfo, approvate coli' insigne mi- e dei carnefici, si posero availti al
racolo descritto da s. Giovanni Da- santo con pannilini per raccoglie-
masceno nel sermone. De dormi- re il sangue appena decapitato. I

lione Bealae Firginìs, e da altri. funerali de' martiri, allorché le per-


Collo stesso splendore di cerei e di secuzioni non l'impedivano, presen-
lumi si celebrarono i funerali dei tavano una specie di trionfo. Negli
martiri ne'primi secoli della Chiesa, atti de' santi martiri sinaiti presso
per quanto era permesso ai divoti il Combefis, si narra Congregalis
:

fedeli di fare fra i timori e le ri- lino loco omnium corporibus san-
cerche de' gentili. Splendide furono clis triginla novevi numero ....
le esequie che si fecero al proto- {jtiotqitot illic inventi, .mhlatis pal-
martire s. Stefano , cui i santi mnruni ramis, obviani sanclis prò-
apostoli procurarono la' sepoltu- vesserunt palmisqne ,
et canticis , ,

ra col mezzo di Garaaliele, della magnoque gaudio cjjcrenles eoruni


quale parla s. Girolamo ntW Epist. cadavera. Che se alcune volte ac-

, 25, ove riportando molti luoghi compagnavansi con pianto i fune-


della sagra Scrittura, conferma la rali de' martiri, ciò proveniva , co-
lodevolissima consuetudine , rima- me avverte il Coldelti, o per iva-
FUN FUN 2ì
turai tenci'ezzaj o per compnssione del loro martirio, le ampolle o
(Ielle loro caineficinc, o [)el dolore s[)unglie piene del loro sangue, se-
della loro perdita, o per una san- gno del loi'o martirio, il loio epi-
ta invidia di non essere con essi taffio, od almeno il loro nome,
venuti a parte de' loro tormenti. delle metlaglie, tlelle foglie di lau-
L'abbate Fleury, ne' Costumi dei ro, o di ([ualche altro albero sem-
crislianij num. 3 1
, racconta che i pre verde, delle cioci, l'evangelio,
cristiani della primitiva Chiesa, per ec. Si osservava di mettere il cor-
testificare la loio fede della risur- po supino, col volto verso V orien-
rezione, avevano gran cura delle te. L'incensazione che ancora si fa

sepolture, e vi facevano delle spe- nelle eseijuie dei morti, sembra es-
se a proporzione delle loro sostan- sere un avanzo dell'antico costume ;

ze. Essi non bruciavano i corpi co- il tralasciarsi il bruciamento dellin-

me i greci, e come fecero un tempo censo ad onore de' corpi morti era
i romani; non approvavano la cu- stimato delitto grande; e nel concilio
riosità superstiziosa degli egiziani di Calcedonia fu accusato Dioscoro,
che conservavano nelle loro case
gli perchè per quanto ad esso appar-
imbalsamali ed esposti sopia alcu- teneva, non s' era eseguita per l'a-
ni tappeti, ma li seppellivano se- varizia sua l'offerta dell'incenso nel
condo il costume de' giudei . Dopo funerale di Peristoria, devotissima
aterli lavati gli imbalsamavano, e donna, che aveva lasciate le sue
vi adoperavano piìi profiuni, dice facoltà ai luoghi pii. Per più ra-
Tertulliano, che i pagani ne' loro gioni s' incensano i dclunti e le lo-

sagrifizi. Gli involgevano con pan- ro sepolture, che riferisce il Baruf-


nolini fini e con istolfe di seta, faldi al tit. 36, Innocen- n. 162.
qualche volta li vestivano di abiti zo 111 nel suo trattato ì\Iyst. Mis-
preziosi, gli esponevano per tre xae, cnp. 17, lib. II, dice che la
giorni, li custodivano, e vegliavano incensazione è un eflicace mezzo di
con essi pregando, dipoi li portava- fugare i demonii, e in ciò conviene
no alla sepoltura. Accompagnavano Durando, luiùonale, lib, IV, e. io,
il corpo con cerei e torcie, cantan- II. I. Altre spiegazioni le daremo
do salmi ed iimi per lodare Dio, e parlando delie assoluzioni solenni.
per esprimere la speianza della ri- J'^lla è cosa giusta e naturale ono-
surrezione. Prega vasi per essi, si of- rare la spoglia mortale di un'ani-
friva il si dava ai
santo sagrifìzio, ma santificata col battesimo e co-
poveri pranzo chiamato anch'es-
il gli ali ri sagramenti, e di un corpo
so agape, ma alquanto diirerente che, secondo I' s. Pao-
e<ipressione di
tlalle vere agape, ed allie limosino lo, è stato il tempio dello Spirito
si facevano; si rinnovava la me- Santo, e clic un giorno devo usci-
moria alla fine dell'anno, e c(inti- re dalla polvfie ,
[)cr riunirsi ad
nu.ivasi di anno in anno, oltre la un'anima beata. Onindi sono lo-
codiniemorayione the si f.iceva ogni tlevoli le di\erse cerimonie nligio-
giorno nel santo sngrili/i<>. Sovente se e civili praticale nei luneiali
coi corpi si sotterravano diverse (lei fedeli, .li rui Iralliuno in ili-

cose per onorare delimti e con- i Misi arinoli del Dizkukiih). /'.

servarne la memoria li; niNCunf , Ar.\rK, (;o>\iTu, H \>r.iiF,TTt. DrpriN-


della loro dignil.i, gì' istioincnli del 11, (.oMMLMon \/io> f; nr FEnui.1 ne-
26 rL i\ FUN
FONTI, AnNIVEBSARIO, EPITAFFIO, Irf- chiesa, quasi tutto l'intero giorno
CENSO, Dittici, Catafalco, Uffi- consumarono in questo viaggio, per

zio, ec, ec. la popolo


calca universale del e- :

Il Marangoni citalo, a p. Ii3 gli ed Arassio vescovi portarono


osserva, che restituita che fu la sugli omeri quel venerabile cada-

pace Chiesa da Costantino im-


alla vere, v' intervenne gran numero di
peratore, ne'primi del quarto seco- sacerdoti, d' ambe le parti prece-
lo, tosto r esequie dei cristiani con devano molti diaconi, ed altri mi-
maestosissima pompa di cerei e di nistri con cerei in mano, ed a tre

lumi si celebrarono, e ciò precisa- cori si cantavano salnii. Un tale

mente fu praticato al cadavere del- onore di cerei accesi fu fatto con


lo stesso imperatore ,
poiché collo- somma pompa al corpo di s. Gio-
cato entro una cassa d'oro, ed ac- vanni Crisostomo, allorché dal Cu-
compagnjito dalle milizie, fu por- cuso, ove in esilio era morto, fu
talo in Costantinopoli, ed in luogo trasferito a Costantinopoli dalla :

elevato nella sala del palazzo im- città sino alla Propontide si formò

periale, fu esposto tutto circondato un ponte sopra i navigli, tutto


di lumi sopra candellieri d'oro, che adornato di fiaccole luminose; fu
rendevano un meraviglioso spetta- incontrato dal popolo, di modo che
colo. Nel medesimo secolo IV san sembrò più trionfo che funerale ,

Gregorio Ps'azianzeno, descrivendo il in dimostrazione d'ossequio al suo


funerale di Cesario vescovo suo fra- merito, e per venerazione alle sue
tello, attesta che la loro madre co- reliquie, il che molto prima face-
mune con fiaccole accese alle mani, vasi a quelle de' santi martiri. A
la pompa funebre precedeva; e che quest'epoca insorse l'eretico Vigi-
Io stesso onore di lumi fosse pra- lanzio nemico de' santi e delle sa-
ticato ne' funerali di Gregorio suo gre loro spoglie, spargendo da per
padre, di Gorgonia sorella, ed tutto che questo rito era gentile-
anche di s. Basilio Magno. Il me- sco, introdotto nelle chiese sotto
desimo san Gregorio Nazianze- specie di religione; poiché, diceva
no seppelPi il fratello Cesario con egli, i santi i quali ricevono il lo-

mitra, del quale antico uso parla ro lume dall'Agnello divino, non
Prudenzio. Dipoi s. Gregorio Nis- hanno bisogno d'essere illustrati
seno, che visse ne' medesimi tempi, con questi piccoli cerei vilissimi. Il

nella morte di s. Macrina vergine santo dottore Girolamo gli scrisse

sua sorella, questi e molti altri ri- contro dopo avere dimostrato
, e
ti dimostra che furono praticati che i santi da noi non si adorano
nelle di lei esequie, e nell' Oralio come Dei, ma si onorano come ser-
in funere Melelii, scrive: Sindones vi ed amici di Dio; discendendo al

mnndae, et panni aerici unguento- particolare onore che si presta loro


rum, et aroinalnm largitas eie: coi lumi e co'cerei, provò non es-

anche il Cerimoniale romano dice sere cosa superstiziosa, né idolatria il

dell' imbalsamazione de' vescovi de- farlo,né essere buona ragione il non
funti. Circa all' universale accom- doversi ciò fare, per il motivo che
pagnamento di popolo, attesta che sia stato anco praticato dai gentili.

non essendovi piii di sette o otto Lo stesso s. Girolamo poi , nell'e-

stadi di diistanza dalla casa alla pist. 3o, parlando dell' epitaffio e
FUIV 27
dell'esequie di Fabiola, dice che itdoperò perchè del tutto fosse tolto
r Jlltluja si cantava anche nell e- Iabuso, dal terzo concilio carta-
sequie de' defunti. Sonabant psal- ginese, non Ostante che nel lib. Vili,
mij et aurata tccta lemploruni re- cap. 17 De cii'itate Dei avesse scrit-
boans in sublime quatiebat Alle- to, che il portare questi cibi sui
luja. sepolcri de' martiri, facevasi col fi-
Costumavano in oltre i gentili ne di poscia toglierli, e come san-
alcuni conviti o cene che facevano tificati per i meriti dei medesimi,
in occasione della morte di alcun cibarsene e farne parte a' poveri, il

personaggio, o pure al .sepolcro di che però, soggiunge, in pochi luo-


lui ne' giorni anniversari di essa, e ghi si Sembra pure, che
praticava.
perciò appellavansi Cene funebri. lo Agostino voglia indica-
stesso s.

Questo costume ne' primi tempi si re nel Semi. 1 5, de Sanctis, una


santificò dalla Chiesa, e si trasferì superstizione introdotta da' gentili,
ne' fedeli in onore de' martiri , e che forse andava crescendo presso
furono dette Agapi natalizie, di- alcuni non buoni cristiani, ne! por-
fese da Teodoreto e da s. Agosti- re diversi cibi sopra le sepolture
no. Si facevano anche nelle esequie de' morti, quasi che le loro anime
de' crisliaui, e dicevansi Agapi fu- ricerchino i cibi carnali, e le be-
nerali, facendone menzione Orige- vande che pure vi si collocavano.
ne, il Crisostomo, ed i ss. Paolino La Chiesa nel permettere tali aga-
e Girolamo. 11 primo ci attesta pi o convili ne' funerali, regolate
che celebravansi con tutta religio- dalla modestia e dalla carità, ave-
sità e pietà cristiana, coll'invito dei va avuto per fine che le anime
sacerdoti, del clero , e di tutti i
de' fedeli defunti restassero sulfra-
poveri, vedove e pupilli: servivano gate dalle preghiere, limosine, ed
a dar consolazione ai parenti, re- altre opere buone di quei fedeli
focillamento agli ecclesiastici che a- che vi concorrevano. Il Berlendi
,
vevano assistito ai funerali , e sol- Delle oblazioni all' altare , tratta
lievo ai poveri, che vi erano con- eruditamente questo punto a pa<^.
corsi, anche eoa limosine. JVe'pri-
194 e 195. F. Messa. Il p. Me-
mi tempi le natalizie celebravansi nochio nel tom. II, pag. 620, dis-
dentro le chiese, ma poscia nascen- corre nel cap. LXV, Della consue-
dovi de'scandalosi disordini, con con- tudine degli antichi di mettere vi-
viti intemperanti e dispendiosi, fu vande sopra df'niorti, e de' conviti
ciò proibito, ed ordinato dal con- funerali de' medesimi. Tra le altre
cilio laodiceno, che piìi non si fa- cose dice, che solevano gli ebrei
cessero in luoghi sagli. 3Ia sicco- mettere pane, vino, ed altre vivan-
me in molti vi si era introdotto de sopra la sepoltura de' morti, co-
qualche superstizione, s. Ambrogio me si ha dal libro di Tobia, cap.
vietò interamente tal costume, e
4, i<S; che gentili nel porre tali
i

s. Agostino riprese la propria ma- cose tomba del morto, ad


sulla
dre s. Monica perchè portava
, i alta voce lo chiamavano dicendo:
cibi sulle memorie de martiri: quin- Hesurge tu, coniede, et bibe; che
di lo stesso s. Agostino, scrivendo le vivande e bevanile poste nei se-
a Valerio vescovo suo antecessore, polcri per gli dei infernali, ninno
io persuase a pioibnlo, e poscia si ardiva toccarle; parla di egual co-
-

28 FUN FUN
«tiinie tniiUo (lai tinelli , o da al- ro di Reims di fare quello s(nlu-
cuni popoli (te-Ile Indie orientali ,
to : Uc mdlus preshyterorttr/i ad
almeno in passalo; che romani i aiiniversanain dieni, \>cl tricaiiiiani
chiamavano tali cene Silicernia ^ lerliani , vel seplinia alivtijiis de-
dnndone la spiegazione, per con- fitncli se inebriare praesumal. Ma
solazione de' vivi, ed onore del de- essendo assai dilllcile esporsi ai pe-
finito; che Archelao per sette gior- ricoli, e il vescoro
preservarvisi,
ni continui fece convili funeiali, Gnibeilo per togliere ogni occasio-
nell'esequie di Erode suo padre, e ne, [ìi'oibì ail ognuno del suo cle-
siccome altri ebrei meu iacoltosi ro il trovarvisi commensale. Non
solevano farne de' sontuosi, spesso essendo dunque lecito agli eccle-
SI riducevano in povertà ; che una siastici, e specialmente ai regolari
terza sorte di conviti funerali si obbligati a slsne ne' chiostri, l'as-
celebravano nelle case private , e sistere a tali conviti, venne poi dai
non vicino o sopra gii stessi sepol- benelàltori in tali incontri de' fu-
cii, tali essendo stati, quello per nerali per lo più ordinato, che fos-
la morte di Abner, coli' intervento se al loro vitto ordinario aggiunto
del popolo israelitico di Achille ; altra pietanza ; indi il Berlendi ri-

per la morte di Patroclo, e per porta certe donazioni XII se-


del
(|iiella di Ettore. INcl niedesimo t. colo, fatte in favore de' monaci per
Il, [). 6(J7 tratta il p. Menochio solenni celebrazioni <li anniveisari,
al eap. LV I, Dell'uso de cristiani per un pranzo lauto, oltre la ce-
ili lavare li corpi prima di sep- lebrazione di sullragi, in messe ed
pellirli j palla dell'antichità d'esso udlzi mortuari.
che risale ai [nirni secoli della Il dottop. IMamachi, De' costu-
Chiesa, dicendo servire tale lavan- mi de' primi cristiani, toni. Ili, p.
da in preparazione all'unzione che 76 e 78 fa menzione dell'anniver-
seguiva con oli e balsami prezio- sario de' morti usato dai primi cri-
si, acciò questi s' insinuassero nei stiani, dicendo che s. Cipriano, che
pori aperti dalla lavanda, oltre il lìori verso la metà del terzo se-
nel tare il cadavere da ogni sordi- colo, avendo privato de' suffragi
de/za, indi riporta alcune mistiche colui, che contro i canoni avea de-
ragioni, che abbiano potuto deter- stinato pò*' tutore de' suoi figliuoli
minare i cristiani d' imitare anche un sacordote mostrò che nel d\ ,

in ciò i gentili. 11 citato lierlendi annivejsario della morte di qua-


a pag. 264 discorre degli amiiver- lunque cristiano erano soliti i pa-
sari de'fimcrali, e de' convili che renti di lui di fare offrire il sagri
in essi avevano luogo, ed o[)ina fizio. e di far pregare per esso
che sifl'alla costmnair/a può avere piibblii-amente in chie>a. Indi ag-
avuto la sua uligine dalla narrala giunge, che s. Cirillo gerosolimita-
pratica dell' imbandimenlo de' so- no del quarto secolo, ragionando
lenni conviti ne' giorni de funerali delle preghiere che pubblicamente
nella casa del defunto a tutti quei si (licevano nelle adunanze de' fe-
parenli, amici, ed ecclesiastici che deli, secondo che fu loro per tia-

v erano intervenuti; wa (piesti con- dizione insegnato dai santi apostoli,


vili anniversari divenuli intempe- COSI scrive: " Facciamo di poi com-
ranti, diedero motivo ad lucuia- meuioraiiione .... de' padri e ve-
FUN FUN 29
scovi defiinli, e preghiamo per tulli mento del nono, dai quali ne ven-
in generale che Ira noi morirono, ne il nome di novenniali o nu-
ereciendo che ciò possa essere di vendiali, perchè i gentili dopo n-
grandissimo aiuto alle anime di ver impiegato i primi sette giorni
ql^eIii ,
pe' quali si ora, allorché con cerimonie superstiziose, i se-
principahnenle abbiamo davanti la guenti due giorni li dedicavano a
santa e tremendissima vittima di balli, a giuochi, e ad altie scostu-

Gesù nostro Redentore sagrameii- matexze, e cose praticate dai bar-


tato ". Il Rinaldi dice che il iu- bari. S. Agostino approvò il costu-
nerale anniversario de' dcfimli è me sacio usato dagli ebrt'i e dai
antichissimo nella Cliiesa, e all'an- novelli cristiani, che abbandonate
no 34, num. 3 1 3, osserva che sic- le pazzie gentilesche prolungarono
come il mortorio di s. Stefano du- per soli giorni selle i sacii riti so-
rò settanta giorni, così venne in- pra corpo del defunto, onde ri-
il

trodotto nella Chiesa per tradizio- ceveie (jue' suffiagi, che secondo il
ne apostolica il continuaisi gli uf- costume solevano praticarsi da chi
fici e le esequie pei definiti per concorreva a vedere i colpi de'lra-
più giorni. Narra inoltre che sole- passati, e diversi esempi ne ripor-
vano tenersi sopra terra due o tre ta il p. Paoli a pag. i36 e seg.
dì i cadaveri unti con preziosi lui- Altreltanto, quando poterono, i cri-

guenti, nel qual tempo vegliavano stiani praticaiono coi martiri, per
i cantando inni, e celebran-
fedeli fare sopra di essi la sacra sinassi,
do messe, e dopo averli sepolti ricorrendo al loro patrocinio per
cantavano di nuovo salmi, come at- ottenere costanza nella professione
testano vari scrittori, tra' quali s. della fede, e forza nella necessiti
Girolamo trattando del funerale di di contestarla con la morte. Ciie
s. Paola, e s. Agostino ragionando si solesse ancora far commemora-
della morte di sua madre. Il p, zione de' fedeli defunti nel giorno
Paulantonio Paoli, nelle Noùzie ottavo, ventesimo, trentesimo, qua-
spettanti alcorpo di s. Fcliciano, rantesimo, e sessantesimo, i rituali
molte ne descrisse rapporto ai fu- antichi lo dimostrano, e noi lo di-
neraU. Narra che i cristiani anti- cemmo in alcuni de' succitali arti-
chi ebbero il costume di conser- coli. Dell' anniversario Tertulliano
vare sopra terra i corpi de' de- ne fa menzione, dicendo : Pro de-
funti selle giornf, e coll'autorilà di functis annua die facirnux, ed al-
s. Agostino osserva, che se questo trove, Pro anima ejus ojferat an-
dottore spiegando come Giuseppe nuii diehiis dormitionis ejus; e s.

ordinò la pompa funebre di sette Gregorio Nazianzeno: Annivcr.sa-


giorni pel suo padre Giacobbe, de- rios honores, et conwiemoratione.<:
testa l'uso che inlroducevasi di fa- ofjerentcs, ec. i E
nemici dei fino
re i novenniali nella maniera pa- cristianislimarono le loro esequie
gana, come indegni della cristiana per modo che 1* imperatore Giulia-
religione, ma non giù il pio rito no l'Apostata nel quarto secoL) ten-
di produrli a giorni sette, che an- tò di trasportare tale opera di pie-
zi la chiama costumanza autorizza- tà ossia le religiose pratiche , e i

la dalle sagre pagine. S. Agostino riti de' fedeli nel gentilesimo. Degli
escludeva i due giorni a compi- anniversari funerali de'defunti se ne
3o FL > FL'N
fa risalire il piincijiio, nlinrno sci- ^v, destinando perciò settanta libbra

bilmente, ai pontificati di 6. Ana- d'oro, onde gundagnarsi lamoie drl


cleto dell'anno io3, o di s. Feli- popolo. 11 medesimo Rinaldi de-
ce J del 2 74- L'anniveisaria conti- scrive r esequie nobilissime di s.
meniorazione de' defunti fu prati- Pietro vescovo alessandrino all'an-
cata tanto dalla Chiesa gieca quanto no 3 IO; quelle di s. Melezio al-
dalla latina, per antichissima con- l'anno 38 quelle 1
; di s. Daniele
suetudine. Stilila all'anno 4^95 l'esequie mi-
Nel quarto secolo la Chiesa gre- steriose fatte alla monaca s. Romo-
ca stabili un ordine di chierici in- la o Romula vergine all'anno Sg^z ;

feriori che avessero cura de' fune- quelle grandi f.vtle dal patriarca di
rali ; furono chiamati copratae o Costantinopoli a s. Piatone nell'an-
lai'oranli, dal greco vocabolo signi- no 8 1 2 ; e quelle fatte dai sacer-
ficante lavoro, Beccamorti {Vedi\ doti del cielo a s. Eulogio mar-
lelticnrii, perchè portavano mor- i lire all'anno 859. Circa la con-
ti sopra una specie di bara chia- suetudine poi delle candele ac-
mata lectica; decani, e collegiali cese e luminarie suddescritte, ed
perchè formavano im corpo sepa- usate nei funerali, dichiarala e lo-
rato dal resto del clero. Costanti- data dai ss. Atanasio e Ciisoslotno,
no ne creò novecento cinquanta ,
non che da altri, non che il osta
cavati dai diversi corpi de' mestie- concilio Elberitano canone 34
col
ri, cui esentò da imposte pidihli- proibisse che si ponessero sopra se- i

che, come dicemmo meglio a det- polcri le candele accese, poiché intese
to articolo, ed a quello di Cox- di proibire ed opporsi all' usanza
FRATERMTA. Il p. Goar nelle sue superstiziosa troppo conforme al

note suH'EucoIogio de' greci, insi- rito de' gentili, soliti collocare so-
nua che i becchini, o heccamorli pra i sepolcri lumi accesi, secondo
erano stabiliti sino dal tempo de- che riferisce Svetonio, per chiamar-
gli probabilmen-
apostoli, e perciò li o sollecitarli, com'essi stoltamen-
te esistenti pure piesso gli ebrei. te dicevano. La qual cosa è rima-
Gli antichi beccamorti o chierici sta in alcuni luoghi, usando certi

inferiori che avevano cura de' fu- candellieri di ferro con più denti,
nerali, non avevano mercede nelle fatti a guisa di rota, a ciascun den-
loro funzioni, specialmente ne' fu- te de' quali mettono la candela, e
nerali de' poveri; la Chiesa li man- poi li collocano sopra i sepolcri .

teneva colle sue entrate, ovvero fa- Dipoi anche il concilio di Trento
cevano qualche mestiere per man- ha per altre cagioni vietalo il rito
tenersi, ed in riflesso ai servigi che superstizioso del numeio delle can-
prestavano ai funerali, altri impe- dele. Della grande illuminazione
ratori furono loro larghi di privi- che facevasi nell'anniversario de' de-
legi. Essi sono in parte imitali dai funti nella Chiesa di s. Maria ad
confrati, o fratelli delle confra- Martyres, lo si dice a quell'artico-
ternite,ed altre pie e caritatevoli lo; mentre del suono delle campa-
unioni. Narra il Rinaldi all'anno ne ne' funerali, se ne fece cenno
5i5, come Anastasio imperatore al voi. VII, pag. \o^ àe\ Diziona-
assegnò entrata alla chiesa di Co- rio. Da tuttociò che si è detto, si

stantinopoli per farvi l'esequie gra- riconosce che i primi fedeli trasfe-
, ,

FUX 3 i

riiono alcuni riti e cerimonie gen- et nsque ad sepulcium procedcn-


tilesche nell'esequie de' cristiani, le tihus clericis, sacerdoti^ et mulie-
quali ei'ano meramente civili , ri- ribus. iSunc audivi ab liujusmodi
provando quanto sapeva di super- processionibus foeminas interdictas".
stizioso, o di culto,; e che se al- In qualche luogo i cadaveri degli
cuna volta vi fu meschiata alcuna uccisi si solevtmo seppellire senza
cosa superstiziosa , i prelati della lavarli, dicendo il Muratori della
Chiesa furono dilinrentissimi
o a to- lavanda de'cadaveri tuttora in uso ;

glierla. Fu costume ancora de' gen- degli unguenti odoriferi ed aromi


tili di coronare ne' funerali i de- cui seppellivansi i corpi de' marti-
funti con coione di fiori, e co'me- ri, d'altri santi, e de' gran signori ;

desimi aspergere i loro cadaveri ;


dei cadaveri de' ricchi defunti, ve-
ma di questo uso santificato poi stiti di vesti preziose, uso ripro-
da' cristiani, ne parlammo agli ar- vato dai santi padri, e con anelli,
ticoli Corona e Fiori. collane, ed altri ornamenti d'oro
Il Muratori nelle Dissertazioni e d' argento ,
per cui poi furono
sopra le antichità italiane, nella rotti i sepolcri, per cercare i veri
dissert. XXIII de' costumi degl' ita- o sognati tesori. Andavano alla se-

liani , dopo che l'Italia cadde in poltiu-a le persone di bassa sfera


potere de' barbari, parla de' funerali vestite co' loro soliti abiti, come
come si praticavano anticamente, anche oggidì si pratica da' poveri
e di quelli delle persone di bassa in Italia, e forse ancora si pratica-
sfera ; così de' loro regolamenti e va da altri di più alto stato ai
varie consuetudini. Xarra pertanto tempi di Durando, il quale nel lib.
che l'Aulico Ticinense nel cap. i3 VII, cap. 33, num. 4 del Rational.
de Land. Papiae così ne parlava scrisse » Nec debent indui vestibus
:

circa l'annoConsuetudo i33o. " communibus, prout in Italia fit ".


omnium funeralium talis est. Quia Forse egli parlò così, perchè fra
quicumque moiiatur, pensata tamcn alcuni popoli della Francia si usò
conditione sui status ,
post cruces d' involgere un lenzuolo in i corpi
quarum aliquando multas portant, morti , secondo il costume de' giu-
sequuntur laici bini, illic per prae- dei. Ai funerali de' gran signori
conem saepe vocati: deinde cleri- insigniti dell' ordine della milizia ,

ci, et sacerdofes, quos tamen reli- interveniva una mano di persone


giosi piaecedunt si adsunt vocati. vestite a lutto, cavalli a mano con
Poslea sequilur funus in Iccto cum gualdrappe sino a terra, insegne,
calcitra, et linteaminibus, et cooper- e scudi coll'arma del defunto.
torio, sub quo positura est indutiim Tra le lettere del vecchio Ver-
vestibus sui status vel ordinis, ut .ib gerio, pubblicate dallo stesso Mu-
omnibus videatur. Postremo sequim- ratori, si vede il magnifico fune-
tur mulieies, ex quibus pi'opinrjuio- rale di Francesco I da Carrara si-

res defuncto a diiobus viris bine in- gnore di Padova ma sopra tutto :

de sustentantur. Et ita procedunt ad ammirabile fu quello di Gian Ga-


ecclesiam cum luminaiibus et so- leazzo Visconti primo duca di Mi-
nila campanarum. Laici vero en- lano, fatto nel i4o2, di cui si ha
trantes ecclesiam recedunt , rema- pure la descrizione dal Muratori.
nenlibus cum fimere in erclesin , Ma siccome la vanità r la g.ua
37. FUN FU\
aveva iiiirndoiro l' uso di-llc oin- nelle strade e nelle chiese, i irg-

zioiii filli» lui nelle esequie, non so- giani nel loro stallilo lo vietarono
lo pei principi , ma .'meo |>ei" le :iiM he nelle case. .Nola il ÌMiiraloii

persone privale, venne vietalo in I he nella (>aruiola usavasì il |>iaii-

alenile cillà. Alle persone inclinale lo o lamenlo delle fanciulle ne'fii-


:il lusso non Inastava la fornii pom- nerali , che poi lo ripetevano nel
pa, il consumo eli copiosa cera e giorno oliavo, bene ammaestrale
1 invilo tii (aula gente nel giorno in quest'arte per esci^uirla con gar-
«UI liMieiale, si voleva anche rin- bo; eturchi dura l'an-
che fra i

novar tu Ila la scena nel giorno tico pagar donne, che


costume di

st:llinio e Irenlesimo con grave di- accompagnano i cadaveri con urli


spendio degli lini ed incomoilo de- orrendi e lagrime frammischian- ,

gli altri. Ai tanti hnnciietli che in do le lodi del morto con tale stre-

tali occasioni si (àcevano allegra- pilo, che infastidiscono gli ascollanli.


iiuMilc agi' inlerveniili al funerale, II [». Meiiochio nel tom. Il delle
vi pose temperamento neilo sfato Stitntc a pag. 618 discorre nel ca-
di Milano lo statuto. l*resciissero po LXlll, delle stravaganti esoipiie
ancora alcuni statuti il numero del- che ordinò un certo dottore di leg-
le croci, o .sia de' religiosi, e delle gi, cioè Lotlo\ico Cordulo, morto
lorcie di cera ne' funerali. Dallo in Padova nel 1418, che gli fusse-
statuto di I\Iilano si ordina che i I lìiHe dopo la sua morte; indi
')

cadaveri fossero scoperti tanto in nel seguente capo descrive il lune-


casa che in chiesa ; rito approvato laie che nella Cina fu fallo lamio
in altre citlà, le quali vollero che 1G41 al dottor i'aolo cinese, per-
di lutti fòsse scoperto il volto, per sonaggio segnalato di quel regno.
ovviare a cpialche froile. Le preli- .Stravagante fu l'idea dell' imp<--
che o donne pagale presso gli an- ralore Carlo V, che volle celebrati
tichi romani, chiamale dagli ebrei i funerali lui vivente. Kinunzialo
Itwicnfftln'ccx, per accompagnare le all'impero, ed ai diversi regni e

pompe fimehri, ne' secoli bassi si stali di cui era potenti.ssimo so-

denominarono canlatrici. IMa .sem- vrano, a segno di aspirare alla mo-


brando superstiziosa una tal prali- narchia universale, si ritirò nel

ra, e movendo poi a riso le loro moni.slcro di Giusto presso Pla-


s.

Miiorlie e fal>i urli, e venendo lo- ccnlia, nell'Eslremadura, ove sep-


dali tanto i degni, che gì' indegni, pellì nella solitudine e nel silenzio

fu in seguilo proibita : così fu or- la sua formidabile grandezza. Ivi

<Iinato in diversi statuti, come di rinunziò ai piìi innocenti piaceri,

Ferrara nel Milano nel


i26c), di e praticò neh' intero loro rigore le

1290», e di Modena nel i3ij. Pres- regole della vita monastica. Nel-
so il Du-Cange si trova un bel l'eccesso della sua divozione cerca-

pezzo tratto dai mss. di Concom- va d' inventare alcun atto di pietà
pagno fiorentino, pubblico profes- che potesse rendere segnalato il suo
sore di Bologna nel 12 i3, ove tali zelo, fermare sopra di lui gli sguar-

donne sono chiamate contatrici dal di del cielo, ed anche del mondo
contare i fatti del defunto, con al- che avea lasciato, e si determinò
cuni versi rimati imparati a me- di celebrare le proprie sue esequie.
moria. Questo piagniiitero proibito Ravvolto in un lenzuolo e prece-
, ,

FUN FUN 33
duto dai suoi domestici vestili a pa e splendore, e mossisi similmen-
lutto, s'avanzò verso una bara po- te con quella corte dalla chiesa di
sta nel mezzo della chiesa del con- Combergo, facean passaggio per la
ventOj e vi si distese sopra. Si ce- via piana. Dietro le file de' sacer-
lebrò l'uflizio de' morti, ed il mo- doti pregavano la sempiterna pace
narca fra 111 mischiò la sua voce a al defunto tutti i cantori della cap-
quelle de' religiosi che pregavano pella del re, a cui i cappellani del
per lui. Dopo 1' ultima aspersione le similmente rispondevano alcune
ognuno si ritirò, e le porte della preci. Passò il vescovo di Arras
chiesa furono chiuse. Carlo V ri- con le insegne pontificali . e due
masto solo, indugiò ancora alcun prelati ai suoi panni: transitò il

tempo nel feretro : akalosi final- vescovo di Liegi che nella matti-
mente, andò a prostrarsi dinanzi na susseguente canterebbe la mes-
all'altare, indi rientrò nella sua cel- sa, e assolverebbe il tumulo lagri-
letta, dove passò la notte nella più mato. I quali erano circondati d;i
profonda meditazione. Tale ceri- meglio che venticinque abbati mi-
monia funebre forse affrettò il ter- trali, con pastorali e ricchi orna-
mine de' suoi giorni ; una febbre menti. Dopo ciò tutti i signori del-
causata dalla agitazione violenta la città preceduti dal giustiziere,
in cui le idee della morte l'ave- ed accompagnati da tutti pubbli- i

vano immerso, lo rapi a' 21 set- ci funzionari seguirono il clero mo-

tembre i558, nel cinquantanovesi- destamente, mentre all' incirca due-


mo anno di sua età. Fu sepolto in cento poveri coperti al volto di ve-
Granata nella cappella reale dei lo , e di zimarre lunghe vestili

re di Spagna, ed il suo figlio Fi- ivano appresso alla nobiltà con tor-
lippo II gli fece celebrare a Brus- chi accesi ciascuno, e l'imperiai
selles i funerali, che
Fleuiy spet- stemma sul che
torchio. A questi,
tatore qualificò per la più splen- per la novità metteau del vestito
dida e sontuosissima cosa che aves- terrore e pietà in chiunque li ri-
se veduto al mondo, non essendo guardava, succedevano il cancellie-
agevole rinvenirne per la loro ma- re ed il consiglio di Brabante, tutti

gnificenza in ogni storia, ed ecco- di gramaglia mesta coperti, e molti


ne la narrazione che ci diede l'Ul- uffiziali li corteggiavano. Tutti i

loa, nel lib. V, pag. 349 e ^^o- servitori dell'imperatore defunto,


della Fila e fatti di Carlo V, tutti i pensionari e i forieri, tren-
stampata in Venezia nel 1606. taquatlro paggi del re messi a bru-
Verso l'ora di nona passarono no ed a lutto co' maestri loro, ed
avanti la casa di Filippo II re di i minori uffiziali decoravano il fu-
Spagna, sovrano de' Paesi-Bassi ec. nerale. Vennero appresso quattro
ec. preceduti da due croci mortua- cavallerizzi del re, seguiti da tutti
rie tutti i ministri regi rivestiti i medici famigliari, da tutti gen- i

delle gramaglie con berretta qua- tiluomini di casa Cesare con ve-
dra ricoperta di velo nero, ed un stimenta lugubre e pompa. Segui-
lungo nastro nero alle spalle. Que- tando Gotesta gente il cammino,
sti entrarono nel cortile come per vidersi a comparire dodici trom-
invitare il re alla venuta, mentre betti della famiglia co' metalli lo-
i preti tutti ed i frati, mcsii a pom- ro rovesci e quieti , nella stessa
VOL, XXVTII. 3
, ,

34 F UN FUX
guisa che andavnno seco loro tlne sopravi, armata la testa di belle

giovani con tamburi a spalla ve- penne, e con un drappo che an-
lali e taciturni per la rappresen- dava in terra, dietro il qu^de ven-
tazione del dolore. Questo concer- tilava lo stendardo imperiale con

to fatto muto per la circostanza santo Jacopo protettore delle Spa-


precedeva l'immagine dell'impresa gne. 11 che era seguito da tutti i
(li Borgogna , dietro la cpiale in- regni di Carlo V , cioè Fiandra
niilzata sull' asta nera moveva la (iheldria, Brabante, Borgogna,Au-
celala cbe l' imperatore usava vi- stria Sardegna, Siviglia, Galizia,
,

vendo, con piume sopra e pennac- Cordova, Toledo, Granata, Valen-


chi, la quale celata od elmo, o za, Gerusalemme, Sicilia, Napoli,
casco che voglia dirsi, era accom- Aragona, Catalogna, Leone e Ca-
pagnata da due cavalieri onorabili stiglia. Passate tutte queste imma-
che ne imbracciavano gli scudi. Di- gini delle conquiste e dei regni a-
cono che il popolo alle sue guer- vuti, venivano i cavalli dell' inipe-

riere insegne stordisse, e che mi- ratoi'e riccamente e leggiadramen-


rato con compassione fosse tocco te vestiti, con le insegne in alto
profondamente ma quello che lo : del principe. Seguitarono di poi
mosse ad una più decisa pietà, fu quattro gentiluomini a coppia, che
una nave di una ragionevole gran- innalzate le aste di morte dimo-
dezza, simbolo delle peregrinazioni stravano sullo scudo le armi del-
del principe , la quale teneva in l'impero, di Castiglia e di Napoli,
poppa una sedia addimo-vuota , e portavano scudi, arme, elmo,
strante il trono rimasto vedovo stocco , e sopravveste imperiali ,

ed aveva ai lati tante pitture, quan- tutte fìnte per certo, ma che do-
te furono le sue imprese. Nelle vevano appendersi al soffitto del
qunli vedevasi mare reso sicuro, il tempio, giusta il costume de'prin-
Solimano disfatto, la nuova Ame- cipi straordinari. Dopo di che ve-
rica discoperta, Milano aggiunto al- nivano portando il conia
le reali,

l' impero, la Germania fatta tran- di Suanemburgo un cuscino di se-


quilla, la intrapresa di Tunisi ed ta bruna con sopravi il toson d'o-
alti'e cose. Due colonne furono ro gemmalo, il quale usava l'im-
asportate slmilmente nel funerale peratore. Impugnava lo scettro il
per indicare le famose colonne di marchese di Aquillar: sosteneva la
Ercole, o quel punto di mare che spada ignuda, ma lucente di molte
Colombo chiamò Capo di Buona gemme sull'elsa, il duca di Villa-
Speranzn, olire del quale dicono hermosa: il principe d'Orange sos-
che gli antichi non avessero mai teneva il mondo fìllizio: Antonio
veleggiato che fu il principio
, e di Toledo sosteneva la corona ri-
della stupenda navigazione intra- spettata e temuta la quale era ,

presa da un italiano : comechè al- vagamente di perle e gemme rive-


cuno pretenda che fosse scoperto stita tutta all'esterno mentre , i

non da Colombo, ma da Vasco di maggiordomi del re assistevano a


Gama sei anni appresso. Finito ciò, questo gruppo, ed il duca d' Alba
videsi sulla via un cavallo vuoto dappoi, il ben famoso duca d' Al-
bellissimo, o per rimodernare quel- ba consigliero e gueriiero, solo in
l'espressione, un cavallo con niuno seguito ne veniva. Ed ecco Filip-
FUN FU^^ 35
pò IT coperto il cnpo misleriosa- insegne e scudi, e gemme e coro-
mente, con Gomez di Silva che ne, si miravano a riposare, quante
gli sosteneva lo strascico, veniva a unite insieme e considerate faceva-
lento passo cogitabondo, preceduto no la rinunzia di Carlo V piti
dal duca di Brunswich e d'Arfois, nuova, e quasi incredibile a tutte
che la sua gramaglia gli reggeva- genti. UlFiziò il re insieme al cle-
no al accompagnato dal
lembo , ro quasi fino alle ore due della
principe di Piemonte, e da tutti i notte, ritornandosene al palazzo con
cavalieri tosoni d' oro seguito ed molta mano di gente. La mattina
iscortato eziandio. Un popolo quasi susseguente tornò in chiesa col cor-
infinito, moderato nella sua cupi- teggio medesimo, meno il clero che
digia dagli arcieri (prediletta guar- lo ricevè dentio il tempio. Assisti-
dia del re) finiva in tutto il con- to alla funzione lunghissima , udì
voglio funebre, che dal palazzo di la orazione funebre recitata da mon-
Filippo II giunse in chiesa senza signore di Arras in lingua france-
impedimento veruno, perchè tutto se, e trascorso il mezzodì da due
quel tratto di stradache dovea
, ore, ritornossene alle faccende.
peicorrere il funerale, aveva late-
ralmente da entrambi i fianchi una jlltre notizie riguardanti le rego-
lunga siepe di travi incatenati e le generali deli' esequie e fu-
con teste alte dalla terra due brac- nerali.
cia, che impedivano alla cuiiositk
della gente il venire a chiudere le e Procurerà il parroco con som-
vie, e r impacciare in modo alcu- ma diligenza di ritenere l'uso, e
no quel transito. Questi ripiani fu- di osservare cerimonie e
le sacre
rono ripieni di tanta gente, che riti dei quali per un'antica tradi-
Dio vel dica Ja : quale sostenendo zione, e secondo gl'istituti dei som-
una torcia accesa con lo stemma mi Pontefici si suole servire la Chie-
imperiale al di sopra rendea la ce- sa cattolica nelle esequie de'suoi
iimonia piìi lugubre, più inteies- figli defunti, come veri misteri di
sante, piii ricca, ed il dolore uni- religione cristiana , come segni di
versale insieme al fasto di Filippo pietà, e come salutevoli suffragi
Il meravigliosamente additava al de' trapassati fedirli. Si ritenga per
mondo. Giunto in chiesa Filippo quanto sia possibile, quello ch'è di
11, vide forse con sorpresa alcuna antichissimo istituto,, cioè di cele-
dell' vagamente
anima, illun)ìnato brare la messa praesente coipore^
quel tempio, vestire il panno lu- prima che si seppellisca il cadave-
gubre di suo padre: vide panche re. Se si dovià poi seppellire qual-
e sedili, scompartimenti, loggic e cuno in giorno festivo, si potrà ce-
tappeti: vide il trono del suo di- lebrare una messa de requiem, prae-
ritto e la maestà dei pendagli, iscri- sente eorpore, purché la messa con-
zioni, insegne e cordoglio : vide i ventuale, e gli uffizi divini n<iri lo
vasi funebri accesi, e la gente e la impediscano, né gran solen-
osti la

meraviglia: e vide da ultimo il ni ili flel giorno, come sarebbe ciuci-


catafalco, l'ampio, ricco e superbo lo di Pasqua, e di Pentecoste, ec-
inlafalco di rntjrle, su cui tanti ori cettuate però le due ferie seconda
e collane, tante croci e spade, ed e terza che seguono; il giorno di
36 FUN FUN
Natale, 1* Epifania, e tutti i giorni do luogo seguirà il clero regolare C
ne'quali occorrono ullìzi di rito dop- secolare, e tutti a due proce- a due
pio di prima classe, o p«r tutta la deranno per ordine, cantando a chia-
diocesi, o per la chiesa particolare ra voce e divotameute salmi, che i

in cui sideve seppellire il defun- diremo in appresso, indi vena il


to, come sarebbe appunto la de- parroco coi lumi, e fmalmente il
dicazione, e il santo titolare. 1 po- fèretro con tutti quegli altri, che
veri, cui poco o nulla sopravanza accompagneranno la pompa fune-
dopo la loro morte, si seppelliranno bre, e che pregheranno Iddio in
gratis intieramente, e i sacerdoti silenzio per il defunto. Il parroco
ai quali appartiene la loro cura, poi prima che si levi il cadavere,
porteranno i lumi a proprie spe- Io aspergerà coll'acqua benedetta,
scj oppine a ciò provvederà qual- poi diià l'antifona: Si iniquitatcs
che pia confraternita, secondo la etc. e il salmo De profundis ; e
consuetudine de'luoghi. I corpi dei ripetuta la predetta antifona, si le-

defunti porranno coi piedi verso


si verà il cadavere. Indi il parroco
l'altare o se si mettono
maggiore, al partir dalla casa intuonerà con
negli oratorii o cappelle, si porran- voce grave 1' antifona : ExulLabunt
no pure coi pie<li verso loro al- i Domino ossa humiliata, e i canto-
tari ; ciò che eziandio si deve osser- ri incomincieranno il salmo Mise-
vare nel riporli in sepolcro. I sa- rere, proseguendo il clero alterna-
cerdoti poi si porranno col capo tivamente; e se la lunghezza del
verso l'altare maggiore, non gli al- cammino richiederà , si diranno i
tri chierici ". f^edi Rituale Róma- salmi graduali : Ad Doniinuin cani
mini, De exequiis. Iribnlarer clamavi, ed altri salmi
Delle esequie praesente corpore. tratti dall' unizio de' defunti, e nel
» Stabilito il tempo, in cui si de- fine di qualunque salmo si dirà,
ve portare alla chiesa il corpo di Requiem aeternani , i quali salmi
un defunto, convocherà il clero e
si si dovranno recitare divotamente,
quegli altri che dovranno inter- distintamente, e con voce grave fi-

venire al funerale, e si raduneran- no alla chiesa. All'entrare in chie-


no con ordine nella chiesa par- ra si ripeterà l'antifona: Exidtabuiil
rocchiale, o in altra, secondo la Domino; indi entrati canteranno il

consuetudine del luogo; e dati cer- responsorio : Subvenite sancte Dei,


ti segni di campana in quel mo- cominciando un cantore, e il cle-
do, e con quel rito ch'è di costu- ro alternativamente rispondendo.
me, il parroco vestito di cotta e Si deporrà il feretro in mezzo della
stola nera , o ez.iandio di piviale, chiesa, in modo che i piedi del
con un chierico che porterà la cro- defunto, se sarà laico, sieno ver-
ce, e con un altro col vaso dell'ac- so 1'
altare maggiore , il capo
qua benedetta, si porterà assieme poi se sarà sacerdote , come ab-
cogli altri alla casa del defunto; biamo detto di sopra ; e i cerei
ed ivi si distribuiranno i cerei, e saranno accesi d'intorno al corpo.
si accenderanno le torcie ; poi su- Si deve avvertire, che il cadavere
bito si ordinerà la processione, e che giace supino nel suo feretro
procederanno prima le confraterni- si deve esporre colle insegne del suo
te dei laici, se ve sono ; in sccon- grado qualunque sia, poste ai lati
FUN FUN ?<^

ed ai piedi come; il cappello ros-


,
pi;ineta ed il manipolo, prenderà
piviale nero, e la croce il sud-
so al cadavere del cardinale, il cap- il

pello verde ad un vescovo, le in- diacono, il quale si porterà al fe-

segne canonicali ai canonici e be- retro, e si situerà al capo del de-

neficiati, i libri ai dottori, le ar- funto nel mezzo di due accoliti, os-

mi, bandiera ai duchi e gene-


la siano ceroferari coi candellieri, e

rali.Poi (puicliè non vi sia qual- tutti gli altri del clero verranno
che impedimento, come diremo in ordinatamente secondo il proprio

appresso) si dirà l'uffizio dei morti grado colle candele accese, e staran-
no d'intorno al cataletto. Indi se-
coi tre notturni, e colle laudi: e
due del incomincieranno as-
clero guirà il sacerdote col diacono, col-
r assistente e cogli altri ministri,
solutamente V invitatorio Regetn , :
,

e fatta la riverenza all^ altare, si


che si ripeterà dal coro, indi can-
teranno il salmo Fenite exiilte- :
collocherà cantra Crucetn ai piedi
miix, e si raddoppieranno le anti- del defimto (il Messale romano
dice verso cornu Epislolae) stan-
fone. Al fine dell'uffizio^ dopo le ,

antifone, e il cantico Benedictus, do di dietro alla di lui sinistra due


si dirà segretamente il Pater no- accoliti, uno col turibolo, e l'altro

sler. Mentre nell'uffìzio si diran- col vaso dell' acqua benedetta , e

no le laudi, il sacerdote coi nìini- un accolito ossia chierico, che ter-

stri si apparecchierà per celebrare rà il libro, e tosto dirà l'orazione:

la messa solenne de'defunti in die Non inlres in judiciuni. Poscia in-


Depositionis, se il tempo sarà con- cominciando un cantore, il clero

gruente. Tra le varie congruenze circostante canterà il responsorio:

di questo tempo, la principale sa- Libera me. Domine, e frattanto il

rebbe che il funerale, e l'esequie sacerdote, amministrando il diaco-


1' incenso
si facessero in mane. Se poi non no e un accolito, porrà
si possa e il cadavere si
, debba nel turibolo, e finito detto respon-
tumulare, allora detto l'uffizio dei sorio, un cantore col primo coro
defunti, si faranno l'esequie senza dirà : Kyrie eleison e il secondo ,

Christe eleison
la messa ; ma se il detto cadavere coro risponderà : ;

si possa conservare incorrotto fino indi tutti assieme diranno Kyrie :

al giorno seguente, e vogliano gli eleison. Tosto il sacerdote dirà ad


eredi che limanga esposto nella alta voce: Pater noster; che si

chiesa alle preghiere de' fedeli, al- reciterà segretamente da tutfi, ed


lora si può dillerire la celebrazio- esso frattanto prenderà dal diaco-

ne della messa, ed anche la reci- no o dall'accolito 1' aspersorio, e

tazione dell' uffizio al giorno ap- fatto un profondo inchino alla cro-

presso. Finita la messa qui può ce, genuflettendo il diacono, ossia


(

aver hiogo I' orazione funebre in il ministro, che gli alzerà i lembi
lode del defunto; la quale se si fa- del piviale, andando intorno al fe-

rà da un sacerdote sidovrà recitare retro ( se passerà innanzi al ss. Sa-


in veste talare, e non in cotta o gra mento ,
genufletterà anch' es-
rocchetto, e molto mono in abito so), aspergerà il corpo del defunto
canonicale , perchè non è una co- (sull'aspersione ed incensamento del
!5a sacra, o una predica o lezione cadavere non essendo prescritto
,

spirituale), il sacerdote deposta la dal Rituale romano, cosi una pra-


38 FUN FUN
tica differente tengono tra loro le cessila di altri funerali, non si po-
chiese; però il rito migliore, dice trà dire l'uffìzio de' morti coi tic
il che girando
Diclich, è di quelli, notturni, e colle laudi, deposto nel-
intorno al feretro aspergono e in- la chiesa il cataletto, si dirà il

ceiisano, senza fare alcuna dimora primo notturno, colle laudi o sen-
nel principio , nel mezzo, nel fine za, massimamente dove vige la con-
e in arabe le parti, perchè questi suetudine , incominciando dall'in-
si uniformano al Pontificale roaia- vitatorio; Regioni cui omnia vivant,
no , e al cerimoniale de' vescovi). e poscia si diranno tutte le altre
Indi ritornato al suo luogo pren- cose che vengono prescritte, come
derà il turibolo, e allo stesso mo- sopra. Se sarà poi tale la ristret-
do incenserà il defunto; poscia re- tezza tempo, o altra
del urgente
stituito il turibolo, stando al suo luo- necessità, che nemmeno si possa
go, tenendogli un accolito il libro dire un solo notturno colle laudi,
aperto, dirà il versetto Et ne nos : non però si ommetteranno cnai le
inducas. Se il defunto sarà sacer- predette preci e sulTi-agi. Non si

dote, nell'orazione si dirà : Pro a- omrnetterà finalmente la messa in


mina famuli lui sacerdolis quam. die obitus pracsenic corporc, purché
Finita la orazione, si porterà il non lo impedisca la solennità di
corpo al sepolcro, se allora si deb- quel giorno, o c|ualclie altra cir-
ba portare, e frattanto si canterà costanza non pei'suada altrimenti,
l'antifona: In Paradisutn. Quando e dopo la messa si osserverà il
poi si arriverà al luogo della se- metodo di sopra ". RitmUc Roma^
polliu'a , se non sarà benedet- num, Evcipiiarum orda.
to, il sacerdote lo benedirà dicen- Delle esequie abscate carpare.
do (juesta orazione : Deus cu- » Nei giorni che lo permettono
j'us. Delta l'orazione, il sacerdote le rubriche e leggi ecclesiastiche
aspergerà il luogo con l'acqua be- si dirà in chiesa l'ulTlzio de defun-
nedetta , indi incenserà il corpo ti coi Ire notturni, colle laudi e
del defunto, e il sepolcro. Se poi colla messa. Dopo la messa il ce-
non si cadavere in que-
porterà il lebrante deporrà il manipolo, e la
sto istante om messo al sepolcro, pianeta, prenderà il pivi.de ne-
e
il predetto responsorio, la paradi- ro, e precedendolo d suddiacono
suin, e la benedizione, si prosegui- colla croce, e il clero con due ce-
rà l'uffìzio ut infra, che mai non roferari, coi loro cindellieri, e due
si omrnetterà, e s'intuonerà l'an- accoliti, uno col turibolo, e l'altro
tifona, Ego sum, la quale si ripe- col vaso dell' acqua benedetta e
terà, e si dirà il cantico Benedì- col rituale, si porterà col diacono
clus. Poscia il sacerdote dirà Ky- a sinistra al luogo del sepolcro,
rie, eleison , e frattanto aspergerà ed ivi dal cleio si canterà il re-
il corpo. Indi ritornando dalla se- sponsorio: Libera me Domine. Frat-
poltura in chiesa, o in sagrestia tanto amministrerà l'incenso, e lo
sidiranno senza canto l'anlifona : benedirà. Poscia si dirà il Kyrie
Si inquiLates, e il salmo De pro- eleison, e il sacerdote dirà il Pater
fundis. Se poi per una causa ra- noster, e mentre lo reciterà segre-
gionevole cioè per la ristrettezza
, tamente, prenderà 1' aspersorio, e
del tempoj o per la istante ue- andrà intorno al sepolcro asper-
FUN FUN 39
gendola Indi incenserà allo stesso anche non portandosi, s' inluonerà
modo, come si è detto di sopra. 1 antifona : Benedicite ^ col cantico
Poi dirà Et ne nos inducas. In-
: pure Benedicite; poi il sacerdote
di dirà l'orazione, che si è detta innanzi all'altare dirà: Dominus
nella messa o altra conveniente. i'obiscum, e l'orazione: Deus qui
Finalmente questo rito di uffizio pei miro ordine. " Rituale Ronianuni,
defunti adulti sì sacerdoti, che chie- De exequiis parvulorum. Oltre a
lici, sì secolari che laici si dovrà , ciò le rispettive diocesi hanno an-

osservare nell'uftizio della sepoltura che regolamenti e consuetudini par-


nel giorno della deposizione, ovvero ticolari, e Roma Statuta antiqua
:

nel giorno terzo, settimo, trigesi- de officio camera rii cleri romani
"
mo, e annivex'sario della morte. {Fedi Camerlengo del clero ro-
Rituale Ronianuni , De officio fa- MANoJ j et juribus funeralibus ec-
ciendo in exequiis absente cor- cleiiarum, praesertim parochialiuni
pore defuncti, et in die tertio, se- almae Urbis. Una cuni addictio-
ptimo, trigesimo^ et anniversario. nibus, seu declarationibus cardina-
Dell'esequie dei fanciulli. Nel lo- lis Carpineo Urbis vicario, et car-
ro funerale non si debbono suo- dinalis Guadagni. Adjecta tajcado-
nare le campane; ma se si suo- ne emolunieniorum funeratìuni, ad
neixinno, si suonino non modo a comniuneni intelligentiani vulgarì
lugubre, ma festivo. Quando un sermone impressa; cuni pleniori ap-
fanciullo battezzato morirà prima pendice, edictorum, decretorum, de-
dell'uso della ragione, si vestirà se- cisionuniy senlentiarum etc, ad ea-
condo la sua età, e se porrà
gli dent statata pertinentium , Romae
sopra il suo capo una corona di 1735 ex typographia Rev. Came-
lìori, ovvero di erbe odorifere, in rae Apostolicae.
segno dell'innocenza e della vergi-
nità.E il parroco vestito di cotta Funerali dei Papi, dei cardinali,
e di stola bianca e gli altri del , dei vescovi, dei prelati, de' so-
clero, se ve ne sieno, precedendo vrani, de' nobili, e di altri.
la , che si porterà senza a-
croce
sta, procederanno alla casa del de- Il Pontificale Romanuni, De offi-
funto, con un chierico che terrà cio, quod post missam solemneni
l'aspersorio , e il sacerdote asperge- prò defunctis agitur, tratta de* fu-
rà il corpo, indi dirà l' antifona: nerali da farsi nella morte del som-
Su nomea Domini, e il salmo Lau- mo Pontefice , o del proprio ve-
date pueri. Mentre si porterà il scovo, non che di qualche cardi-
cadavere alla chiesa, si dirà il sal- nale o principe. » Nelle esequie del
mo ^ea/i immaculaiiyese sopravan- sommo Pontefice, di un cardinale
zerà tempo, salmo si potrà dire il della romana o del metro-
Chiesa
Laudate Doniinum de Coelis, con polita,ovvero del proprio vescovo,
gli altridue che seguono, e nel fine non che dell'imperatore, re o gran
il Gloria Patri. Quando poi si en- duca, ^ed anche del padrone del
trerà in chiesa si comincierà l'an- luogo, finita la messa il pretato ,

tìfona Hic accipiet


: e il salmo , che celebiò, e quattro altri prelati,
Domini esc terra. Mentre si por- se ve ne siano, si porteranno alla
terà il cadavere alla sepoltura, od sagrestia, o ad altro luogo più eoa-
4o FUN FUN
yeiiiente e vicino, dove apparati quali erudizioni ci dà intorno alle
a tenore del Pontidcale romano, dette assoluzioni. Il rito delle cin-
3Ì uniranno col prelato celebrante, que assoluzioni, sopra il cadavere
e assieme con esso si porteranno de' sommi Pontefici , dei re , dei
ad caslruni dolorin ossia al feietro vescovi sembra dovere riconoscere
('ypparecchiato senza baldacchino la sua origine da un'antica costu-
sopra, e col triregno soUanto, e se manza osservata specialmente nelle
la congregazione de' riti decise che esequie de' vescovi, i cadaveri dei
sopra il tumulo dell' anniversario quali, prima di essere sepolti, so-
di un sommo l'onlelìce non si ab- levano condursi in varie chiese, ed
bia a porre che il triregno soltan- ivi deposti, in ognuna di esse si can-

to,a forti ori, opina il Diclich, dun- tavano varie preci, e si Facevano
que non si potiù porre che la mi- le Essendo poi coli' an-
assoluzioni.
tra nell'anniversario di uno o più dare del tempo andato in disuso
vescovi. Il padiglione che talvolta questo rito di portare il cadavere
si usa sul feretro, non è un bal- in varie chiese, è restato il rito

dacchino, che solo spella al ss. Sa- delle cinque assoluzioni, che si fan-
gramenlo, come decise la detta con- no tutte in un giorno nelle solen-
gregazione), owero ad altro luogo, ni esequie. Ciò posto, seinbia che,
iu cui si sogliono fare le assoluzio- secondo l'origine, più non abbianp
ni. Se non vi fossero quattro pre- luogo le cinque assoluzioni absenle
lati, potranno venir surrogati quat- carpare, e molto meno se siasi già
tro canonici della chiesa cattedra- celebrala la prima messa solenne:
le in dignità coslituili (ciò non si ciò è confermato dal testo della
può praticare nelle chiese parroc- rubrica § 8, tit. 87 del Ponlilica-
chiali, mentre il ponlilìcale consi- le. Siccome per altro la cosa si ri-

glia di fare un'assoluzione soltanto duce a convenienza, dicendosi noii


dal prelato celebrante, edam in pri- seinpcr fieri conveiiit, e non già é|
mis exequiis, in quelle chiese cat- stretta proibizione, si possono fa-
tedrali cioè, nelle quali non si pos- re le assoluzioni anche absente cor-
sono avere opportunamente altri pore. come si fanno in tutti i luo-
quattro prelati a forliori, opina il
; ghi della diocesi ove non può es-
Diclich, dunque non si potrà nel- sere presente il cadavere, come si
le parrocchiali ). Queste quattro o fanno per il sommo Pontefice: ov-
cinque assoluzioni poi non convie- vero anche absente carpare, e do-
ne sempre in tutte l'esequie,
farle po la prima messa solenne, per Ic^
ma prime soltanto, che si so-
nelle ragione che l' esequie solenni por?
gliono fare dopo la morte. Simil- tano séco quasi sempre un prepa-r
mente non hanno luogo negli an- rativo di tumulo più magnifico, di
niversari, ma si farà un'assoluzione addobbo di chiesa, o di altra co-
soltanto messa ad castruin
dopo la sa simile, e perciò non deve stret-
doloris. Ciò che pure si potrà os- tamente sempre interpretarsi la va-.
servare nelle prime esequie, dove brica, né deve prendersi in tutte
pomodamente non si potranno a- le circostanze per una chiara ed
vere quaittro prelati che assolvano." aperta proibizione. Ciò ch'è assolu-
11 dotto d. Gii). Diclich, nell'ap- tanieule proibito è il farle negli
plaudilo Diz. sacro- liturgico j ecco anniversari, e la rubrica uou aiii-:
FUN FUN 4i
iinelte in ciò dubbio. A volere per- ci hanno preceduto con il segno
tanto anche ponderare le diverse della fede, come prova il Baronie
espressioni della rubrica, che am- all'anno 38, num. 3 13.
mette nei due diversi casi ima dif- Funerali dei Papi. Nel volume
ferenza, clie pur deve calcolarsi, il VI, pag. 199 sino a pag. 206 in-
niedesirao Diclich sarebbe di sen- clusive del Dizionario, si parla del
timento, che anche dopo la prima cadavere del Papa, sua ricognizio-
mossa solenne, ed abseiite carpare ne, lavanda, imbalsamatura, vestia-
potessero farsi le cinque assoluzio- rio, ed aneddoti relativi di tale ;

ni, come si sono fatte in Pioma ,


lavanda se ne parla pure al voi.
iillcrchè dopo alcuni mesi della XXI, pag. 162. Nel voi. Vili, pag.
morte del cardinal Carlo Rezzoni- 186 e seg. si descrive ciò che si

co, nella basilica lateianense fiuon- pratica nella morte del Papa, tras-
gli fatte le esequie. E da notarsi porlo del suo cadavere dagli ap-
che porporato mori in Roma
tal partamenti Quirinale, o Vaticano
a' 26 gennaio 1799, cioè in tem- alla cappella Sistina, e da questa
po che Roma era priva del Papa alla basilica di s. Pietro, e sua tu-
e de' cardinali, il primo prigionie- mulazione; ed a pag. 189 e seg.
ro, i secondi dispersi, essendo l' e- delle novendiali esequie del defun-
poca repubblicana ; e che il cardi- to Pontefice, che si celebrano nella
nale eia vescovo di Porto, ed arci- basilica vaticana ( oltre ciò che fa-
prete di detta basilica. Il Alaci i poi cevasi anticamente, su che può
di
nella ]\otizia de' vocaboli ecclesia- vedersi puie il Sarnelli, Leu. eccl.
stici^ verbo Absolutio^ dice che è tom. IV, lett. XI, num. 7), per
così chiamata una breve orazione nove giorni continui dal sagro col-
del mattutino, che si recita finito legio, e da tutti quelli che hanno
il notturno, prima di cominciar le posto nelle cappelle papali , cioè
lezioni. Significa pure quell'orazio- nella cappella del coro : della leg-
ne, che si dice intorno al cadave- ge che prescrive quest' esequie se
re,ovvero tumulo; ebbe tal nome ne tratta al voi. XV, pag. 261;
perchè con essa si domanda al Si- e di quella che le prescrive a tut-
gnore l'assoluzione delle pene per te le città e luoghi insigni a pag.
il defunto. Si dubitava se nel tu- 266. Le relative di Pio IV sono
rificare il cadavere o tumulo si
, riportate a pag. 267 ; quelle di
dovesse prima benedire l'incenso Gregorio XV
a pag. 269, oltre di
conforme al solito , ma nelle ru- averne parlato al citato voi. Vili,
briche de' nuovi messali dopo la , ove si dice di quelle di Alessan-
ricognizione fatta da Urbano Vili, dro Vili. Per le novendiali ese-
fu dichiarato doversi benedire col- quie di Pio Vili furono impiegati
la solita orazione, Ab Illa beiiedi- circa ventimila scudi. Mille tra
paris y perchè quella turificazione stemmi del defunto Pontefice, e
si fa per iscacciare i demonii, co- morti, o scheletri di carta dipinti
me nota il Durando succitato ; co- si aiìlggono nelle pareti esteriori
me ancora per denotare , che le delle patriarcali basiliche, e poi si

orazioni rappresentate nell'incenso tolgono appena eletto il nuovo Pa-


siano profittevoli ai morti ; final- pa. Alla basilica lateranense si at-
pienle per onorare (juclli, i quali taccano dalla parte del portico Sx-
42 FUN FUN
stino verso l'abila/ione del parro- me del trasporto del suo cadavere
co; alla basilica vaticana si attac- tlalla Francia alla basilica vatica-
cano alle (jiiattro piinci[ìali colon- na, in uno ai suoi precordi, se ne
rie della facciata esteriore; alla ba- tratta all'articolo Pio VI {Vedi).
silica di s. Maria IVIaggiore, si af- Nel num. 243o del Diario di Ro-
Ijggono ove è il nicchione dietro la ma del 1733 si legge il traspoito
gran cappella; ed alla basilica di del cadavere di Benedetto Xlll dal-
s. Paolo nelle eslei-ioii mura, ciò la basilica vaticana alla chiesa di
che fu fatto anche quando era di- s. Maria sopra Minerva, con l' in-

roccata l'antica chiesa. Se il Papa tervento del clero secolare e rego-


muore al Vaticano, o al Quirinale lare, e camera segreta con monsi-

i Precordi [Fedi) si tumulano nel- gnor maggiordomo. Tanto a s. Pie-


la vicina chiesa de' ss. Vincenzo tro, che alla Minerva, prima e do-

ed Anastasio a Trevi, già parroc- po furono celebrati solenni fune-


chia di quel palazzo apostolico, ed rali, cantando la messa un cardi
eziandio alle pareti di quella chie- naie, con l'assistenza del sagro col-
sa si attaccano le morti e stemnìi legio nella prima disse l'elogio
:

dipinti del defunto. Fu Leone XI l monsignor Assemanni, nella secon-


che con la bolla Super Lniversaiit da monsignor Piersanti. Per la tras-
del primo novembre 1824 stabili locazione del corpo di benedetto
che i precordi de' Pontefici si de- XIV dal consueto luogo della basi-
positassero in detta chiesa de' ss. lica vaticana a quello del deposito
\ incenzo ed Anastasio, mentre pri- ivi erettogli, furongli celebrati i fu-
ma di lui i precordi de' Papi che nerali coir intervento del sagro
morivano al Vaticano si tumula- come ripoita il numero
collegio,
vano nelle sagre grotte della conti- 798Ó del Diario di Roma del 17(18.
j,'ua basilica di s. Pietro. P^a le so- Nel num. 1086 del 1792 è descritta
praddette spese sono comprese quelle la traslazione del cadavere di Cle-
«lei funerali che si celebrano dagli mente Xlll alla presenza de' car-
avvocati concistoriali nella chiesa del- dinali.

l'archiginnasio romano, ossia uni- Dei funerali anniversari che i


Tersitù romana. Imbalsamazione e Pontefici regnanti celebrano al lo-
timiulazione del ponlificio cadavere, ro immediato predecessore nella
vestiario sagro del medesimo, com- cappella palatina, se ne tratta al
presi la croce pettorale, l'anello, i voi. Vili, pag. 157. La prima e
tre spilloni per fermare il pallio, più degna creatura, cioè il cardi-
il lutto di argento dorato, e le nale creato dal Papa defunto, can-
medaglie che si collocano nella cas- ta la messa, quando però non vi
sa. La spedizione de' corrieri e sla- sia il cardinal nipote dello stesso
fette per annunziare la morte del Pontefice morto, cui allora S[)elta

Papa, la distribuzione della cera, il celebrare. Il cerimoniale come


i compensi ed altre spese consue- l'assoluzione è de more; messa
la
te ai funerali de' Pontefici . Dei è la prima coli' orazione del Pon-
funerali celebrati a Pio VI a Va- tefice ; cadendo quest' anniversario
lenza ove morì, a Venezia ove si funerale in giornata impedita, si

celebrò conclave, in Roma dal


il suole anticipare : quando Clemente
successore Pio VII, ed altrove; co- Xlll nel 1762 destinò recarsi a
,

FUN FUN 43
Civiljiveccliia, rminivers;uio di Be- sagrestia, ricevono l'acqua santa,
urtletto XIV, che cadeva a' 3u a- fanno breve orazione al ss. Sagra-
prile, lo celebiò a'24 di dello mese. meli to, entrano nel coro, e siedono
Dei funerali annn-t'rsori che si ce- agli stalli canonicali : i loro cauda-
lebrano ordinariamente dai cardi- tarisiedono agli ultimi sgabelli del
nali dei Pontefici defunti a quello coro. L'assoluzione si fa al tiunulo,
che li creò, nella basilica vaticana, che nella basilica vaticana si erige
se ne parla al voi. Il, pag. 96 ;
fuoii della cappella del coro, decora-
voi. Vili, pag. iSy, e voi. IX, to di drappi neri, con frangie e gallo-
pag. ii'j : ivi si parla eziandio dei ni d'oro, arme del defunto, gran
funerali anniversari che i cardinali copia di lumi, posando sulla cima
delia congregazione del s. offizio il triregno sopra un cuscino. La
celebrano a Paolo IV nella chie- messa è de niorcj terminata che
sa di s. Maria sopra ^Minerva. Es- sia, il vescovo al faldistorio ov' e-
sendo vivente il cardinal nipote del rasi vestito, depone la pianeta e la
l'apa defunto, toccano a lui le spe- dalmatica, ed assume il piviale, il

se dei funerali anniversari ; non es- tutto nero. Xell'antio 1840 essen-
sendovi suppliscono i cardinali da dosi dimenticato invitare il vesco-
lui creati, come si disse ai citati vo celebrante per anni-
i funerali
\olumi \III del Dizionario:
II e versari di Pio VII, che hanno luo-
dicemmo ne' citati luoghi, che talo- go nella basilica vaticana a' 20 a-
ra i nipoti o pronipoti de' Papi ,
gosto, si rimediò col far celebrare
benché non creati da loto, gli ce- la messa e fare l' assoluzioni dal
lebrarono esequie anniversarie con sacerdote Antonio Fi-aschetti deca-
intervento del sagro collegio. Que- no degli accoliti della medesima
sti funerali si celebrano nella cap- basilica, quale fu poi dal regnan-
il

pella del coro della basilica vatica- te Gregorio XVI beneficato col po-
na, se ivi riposa il corpo, altrimen- sto di chierico della cappella pon-
ti hanno luogo in quella chiesa tificia, e con annua pensione: pe-
ov' è stato trasportato ed ove gli è rò gli abiti li prese in sagristia, ed
stato eietto il deposito. Il celebran- a suo tempo assunse il piviale ; sic-

te è uno dei vescovi del capitolo come si suole donare ai vescovi


della chiesa ove si faimo l'esequie, una cotta di cioccolata, il sacerdo-
invitandosi da chi fa il funerale; te Fraschetti n'ebbe mezza. Prima
i ministri sono quelli della cappel- questo funerale nella basilica vati-
la pontificia , e vi è distribuzione cana si faceva nella cappella della
della cera ai cardinali, ministri del- Pietà. Benedetto XIII essendo stato
la cappella, e a tutti i cejimouie- creato cardinale da Clemente X ,
ri. 1 cardinali sono ricevuti nella nel i724jpnn30 anno del suo pon-
sagrestia dal cardinal nipote, o dal tificato, e nel giorno anniversario
cardinal piìi degno de' creati dal della morte di Clemente X, gli
defunto, al quale spetta fare l' in- celebrò l'esequie all'altare della cat-
vito non solo de' cardinali del suo tedra di s. Pietro, dove cantò mes-
collegio, ma di quelli di tutto il sa- sa il cardinal Ottuboni, con inter-
gro collegio. Quando è vestito il vento del sagro collegio .
mentre
celebrante, i cardinali assumono le si faceva il lurierale, avanti il de-
ca[ipe paonazze , indi sortono dalia posito di Clemente X , ardevano
44 FUN FUi\
ventiquattro ceiei gialli , che è il feste solenni. Al volume XXII, pag.
colore della ccia clie si adopera 64 riportammo il cerimoniale del
nei funerali ile' fapi, caidinali ec. funerale eseguito in Parigi alla

SI per morte, che per anniversari. morte del cardinal Erskine nel
Altrettanto fece Benedetto XIII nel 18 II, cioè all'epoca che il Papa
1725, ma è da notarsi ch'era vi- e cardinali erano nelle mani deU
i

vente il cardinal Marescotti altra l'imperatore Napoleone. Il cardinal


creatura Clemente X, che es-
di Pacca nella sua Relazione del viag-
sendo morto nel seguente anno non gio di Papa Pio VII a Genova,
ebbe più luogo l'anniversario. Dei nella 2.^ annotazione fa osservare,
funerali anniversari di tutti som- i che dai primi anni del secolo cor-
mi Pontefici defunti se ne tratta rente fino al presente vari cardi-
al volume II, pag. 9"!, ed al vo- nali morirono in tale stato di po-
lume IX, pag. 91. Leggo nei re- vertà, che l'erario pontificio dovè
gistri della floreria apostolica, che pagare le spese dei loro funerali.
anticamente nella cappella palati- Aggiunge che si racconta essere ac-
na Sistina del Valicano, per l'ese- caduto il simile a qualche greco il-
quie anniversarie de' Papi si pa« lustre, ed a qualche celebre roma-
ravano le pareli di damaschi pao- no, e che se ne fa un grave sog-
nazzi, ed il baldacchino e il trono getto di lode, ma ninno ha pub-
di velluti paonazzi ; ciò che prali- blicato il fallo dei cardinali. Con-
cavasi pure nella quaresima e nel- chiude che a questi può ora giusta-
l'avvento. Ma dopo che Clemente mente applicarsi ciò che il console
XI fece restaurare le pitture della Bruto nella tragedia che porta il
cappella Sistina, gli arazzi, i vellu- suo nome, dice dei primi senatori
ti, e i damaschi fatti da vari Pon- dell'antica Roma : Qui ont vidili
tefici, non si attaccarono piìi alle daiìs la pourpre, etdans la pau-
pareti, i cui belli panneggiamenti vrelé. Della cavalcaita funebre pel
pitturati a vari colori erano stati
, trasporlo cadavere dei cardi-
del
restaurati a della epoca. Questi nali decano del sagro collegio, vice-
addobbi si continuarono a porre cancelliere camerlengo e peniten-
,

nelle pareti della cappella Paolina ziere, ora non più in uso , sebbe-
del Quirinale a tutto il secolo pas- ne non soppressa, se ne parla al
sato. volume X, p. 3o4 e seg., ed agli
Dei funerali pei cardinali. Del- arlicoli di tali cardinali. Il più pre-
l'imbalsamazione dei loro cadave- ciso diremo qui ia
cerimoniale lo

ri, tumulazione, ed altro relativo appresso. Oltre quanto si è detto


ai funerali, se ne discorre al vo- ai citati luoghi aggiungeremo le
,

lume VI, pag. 206 e seg. del Di' seguenti notizie sui funerali de'car-
zionario. Delle loro esequie al vo- dinali, e per maggiore regolarità
lume X, pag. 23. Della cappella se ne dovrà ripetere alcuna, e con
papale per 1' esequie di un cardi- maggior precisione e dettaglio.
nale defunto, che si celebra nella Vicino alla morte di un cardinale
chiesa destinata dal Papa, se ne spelta al suo maestro di camera
discorre al volume Vili, pag. igS di andare a prendere dal Papa la
e seg., ivi pure si dice de' cardi- benedizione pontifìcia in articulo
wah morti iu sede vacante, e nello mortisj perciò viene o introdotto,
FUN FUN ^''y

o se ne fa la domanda al Ponte- monlali per le cavalcate funebri.


fice dal prelato maestro di came- Al prefetto delle cerimonie incom-
ra, da un cameriere segreto o aiu- be far stampare la schedola per
tante di camera pontificio. Appena r intimazione di tale cappella, sen-
spirato il cardinale, lo stesso mae- tendo prima dal cardinal Cntuer-
stro di camera ne porta l'avviso al l&ngo del sagro Collegio [Fedi) (del
Papa, al quale viene introdotto dai quale anche si parla al volume XV^,
nominati , ovvero essi portano al pag. 229), se la canta egli stesso

Pontefice la funesta notizia. Di tal quando sia prete, o deputi alcuno :

morte se ne dà anche notizia al in detta schedola o intimazione, si

cardinal segretario di stato , aflln- dice se interviene o non il Papa,


chè mandi nella casa abitala dal e il cardinale che canta la messa,
defunto, un suo ministro per riti- come per chi si celebra il funeia-
rare le carte riguardanti le cariche le. Al volume XIX, pag. 286, di-

che ha esercitale. Indi il maestro cemmo se un cardinale dell'ordine


di camera del defunto fa avvertito de' diaconi, essendo sacerdote e ca-
della morte del suo padrone, mon- merlengo del sagro collegio , nella

signor prefetto delie cerimonie pon- circostanza delle esequie possa egli
tificie cui spetta interamente la di- celebrare nelle cappelle papali. Al
rezione del funerale. Questo subito medesimo prefetto delle cerimonie
invita il deputato dell'esequie dei incombe invitare per la vigilia, e
cardinali, affinchè si porti al palaz- per l'uffizio da recitarsi in chiesa
zo del defunto per eseguire solleci- nella mattina dai religiosi de' cin-

tamente le sue incumbenze. Egli que ordini mendicanti destinati :

pure vi si reca per conoscere le terminate le laudi, i religiosi do-


testamentarie disposizioni rapporto menicani dicono il responsorio Li-
alla sepoltura ; indi si porta dal bera me. Domine, indi uno di es-
Pontefice per manifestargliele, e si vestito di piviale fa l'assoluzio-

sentire da lui se assiste al funera- ne al cadaveie secondo il rito del-

le , e in qual chiesa e giorno si la Chiesa. Inoltre il prefetto avvisa

debba celebrare. Per solito quando il decano de' prelati di segnatura,

la chiesa dove il cardinale si è la- acciò i quattro votanti portino la

sciato sia recipiente per tenerci cap- cotta, quando il Papa assiste alla

pella , suole il Papa destinare la cappella e fa l'assoluzione in fine ;


medesima pel funerale. JNon essen- allo stesso oggetto previene quat-
dovi chiesa designata dal defunto, tro uditori di rota acciò facciano
la cappella suol tenersi al titolo o altrettanto , tali cotte si mettono
diaconia del defunto ,
quando sia sopra il rocchetto deposte le cap-
recipiente, o altra a beneplacito del pe. Tutte le dette intimazioni sono
Papa. Nella floreria apostolica vi so- eseguite dai cursori pontificii.
no le piante e dimensioni di mol- Nella seconda appendice al tomo
te chiese, per conoscere se sia re- VII, num. 5 de'mss. di monsignor
cipiente quella che si vuole sta- Dini, trovano descritti vari riti
si

bilire ; ciò esiste pure nell'archivio che celebravano per l'addielio,


si

dei maestri delle cerimonie ponti- sul trasporto, vigilie, ed esequie dei
fìcie, nel tomo VII di monsignor car(lin;ili e noi ne parlammo ai
,

Dini, nel quale si leggono i ceri- citati luoghi. Dopo la costituzione


,

46 FU IV Fr\
«li Doiicd^'ifo XIV del ly^f '' de- Va del maestro di casa od eredi di
lerniiiiaf.T la regola di questi fu- slabiTMe il numero degli altari che
nerali. Perchè questi fossero sem- vogliono , non essendo pretìsso il

pre conformi e si osservasse in


, loro numero sono di tre, ma vi
lutti esattamente il modo di esporli degli esempi di averne alzati quat-
nelle loio abitazioni, e suffragi che tro, tre, due, ed anche uno, ma
in quelle debboiisi fave de'cad.i ve- per l'ordinario tre. Questi altari
ri de' cardinali , il trasporto alla mai s'alzano nella camera del tio-
chiesa esponente, e quindi alla espo- no, mentre allora si dovrebbe le-
sizione e tumulazione del cadave- vale il baldacchino. Il cadavere del
re nella chiesa, la distribuzione del- caidinale una carnei-;»
si espone in
la cera a chi spetta, dopo la pub- del suo appartamento sopra un let-
blicazione della medesima costitu- to, e sotto il baldacchino, qualora
zione che trovasi nella suddetta ap- non vi sieno nella stessa camera
pendice al num.
da monsi- i, fu altari, vestito degli abiti paonazzi
gno Reali prefetto delle cerimonie con fascia , rocchetto , mozzetta , e
deputato un economo e soprain- , berretta rossa in lesta. Si alzano
tendente ai funerali dei cardinali ordinariamente tre altari ove si ce-
che solfo la sua totale dipendenza lebrano sempre le messe, nella mat-
e sorveglianza dasse
a esecuzione tina che resta esposto in casa. y\i
tutlociò che riguarda mortorio il lati del letto ardono quattro cerei,

de' cardinali; ed è perciò che spel- ed avanti al letto si forma una fila
ta al prefetto delle cerimonie la di banchi dove nelle ore pomeri-
nomina di questo economo o de- diane religiosi mendicanti o altri
i

putato in caso di vacanza. Tutta- religiosi recitano l'uffizio: questi re-


volta l'odierno deputato Domenico ligiosi però soglionsi invitare «lai
Bonacci lo nominò
Pio VII nel deputato ai mortori, il quale in-
primo settembre 1820, con rescrit- vita pure i preti e i religiosi per
to emanato dal cardinal Gallefìì se- la celebrazione delle messe tutte
gretario de' memoriali, sub oì>edien- le mattine che sta esposto il ca-
iia tanien,el niitu in oninilm^ prac' davere , con quelle elemosine che
fedì prò tempore oposlolicarnm stabiliscono gli eredi. L' ufìizio vie-
carri inoniarum. La propina del de- ne cos'i distribuito: dalle ore 0.0
putato è di quaranta scudi, oltre alle 2 1 i cappuccini, dalle 21 alle
cinque o sei libbre di cera. Si por- 22 minori osservanti, e dalle 22
i

ta questo deputato sopiaintendente alle il parroco con dodici sa-


24
al palazzo del defunto e dà tutte , cerdoti, e tanto primi, che gli i

le disposizionied istruzioni neces- ultimi non hanno dispensa di ce-


sarie al maestro di casa per l'ere- ra, solo il parroco prende baiocchi
zione degli altari, il luogo per la 4o, e i sacerdoti baiocchi 20 jier

sagrestia, la camera dell'esposizio- giorno. Nei giorni che il cadavere


ne, che per l'ordinario è quella resta esposto in casa si dà l'acces-
del trono, apertura del cadavere so a tutti, ed è perciò che pel
dopo ventiquattro ore, e per tutto buon ordine il palazzo si guarni-
l'occorrente al funerale ; dipoi ap- sce di soldati. Morendo un caidi-
prova tal deputato i conti delle niile nel palazzo apostolico non ha
spese del mortoiio. È poi in liber- luogo il baldacchino, il rocchetto
FUiN V U .\ 4?
è coperto dalla mantellcttn, T uJÌi- dinalizio. Il decano e sotto decano
zio si dice a voce bassa, né si per- incedono agli sportelli della cario/.-
mette l'accesso al pubblico. La se- za (della quale pure al si parla
ra precedente a quella del traspor- voi.X, pag. ?. ) che porta il ca-
I I

to del cadavere alla chiesa , si fa davere del cardinale, circondata pu-


quello della viltiiia dei precordi re dai granallieri, appresso alla
del defunto : es^ia è coperta con quale ne seguono altre, cogl' indi-
panni neri, portata da due facchi- vidui dell'anticamera del defunto,
ni colle stanghe, con due torcie a ed il caudatario in sottana e fa-

vento avanti, e due servitori colla scia paonazza, e ferraiuolone nero,


lanterna dai lati. Nella sera del chiudendo la pompa altri grana t-
trasporto, al cadavere si aggiunge tieri, ed anche dragoni. i

la mantelletta, e alla berretta si- so- Alla porta della chiesa trovasi il

stituisce il cappello usuale rosso. clero della medesima con croce ele-

Il cadavere viene collocato in una vata, due accoliti coi candellieri, al-
carrozza lugubre, nella quale pren- tro chierico col secchietto dell'acqua
dono luogo il chierico della par- santa ed aspersorio, ed altro eoa
rocchia con la croce, il curato, ed r incensiere. Il superiore che deve
altro prete colla candela accesa. fare l'assoluzione è in piviale nero,
Se cadavere è nel palazzo apo-
il e tutto il clero colle candele ac-
stolico si deve avvertire, che la car- cese,ed un cerimoniere pontificio
rozza non si fermi avanti la scala in mantellone ivi trovasi per diri-
che suole scendei'e il Papa, che le gere tale ricevimento. Fuori del-
bandinelle sieno calate finché non la porta della chiesa, guardata dai
è uscita fuori del palazzo, ed allo- soldati, trovasi preparata la bara,
ra si tirano, il curato si mette la ove pongono il cadavere, preso dal-
stola e fa alzare la croce. Inoltre la carrozza da alcuni individui ve-
la carrozza non deve uscire dal stiti di nero con ferraiuolone di seta,

portone da cui sorte il Papa. L'or- facenti funzioni di camerieri, dopo


dine del convoglio funebre, che avergli levato dal capo il cappello, e
parte dal palazzo ad un'ora di not- coperto di berretta rossa; indi pren-
te, è il seguente: è da notarsi, che dono la bara, la portano in chiesa,
quando si usava dai cardinali la e la collocano in mezzo al clero
Campanella (^Vedì)^ questa suona- ti a quattro tcrcieri , e dappresso i

vasi all'uscire della pompa fune- servitori del defunto con le torcie.
bre. Precede un picchetto di gia- Allora il celebrante deposta la ber-
nattieri,e talvolta anche i dragoni retta nera, fa l'assoluzione, cantate
a cavallo, indi due staffieri , o sia le preci a seconda del rituale. Ter-
servitori (in livrea di gala, la quale minata la funzione e partito il cle-

è pure indossata da tutti gli altri ro, i detti individui vestiti di ne-
staffieri, cocchieri, e famigli di li- ro ripi-endono la bara, e la por-
vrea ; la gala dai medesimi si de- tano in sagrestia, ove spogliano il
ve assumere anche nel seguente cadavere della berretta, mozzetta,
giorno delle esequie) con torcia di mantelletta, e scarpe ordinarie di
pece, in seguito tutti i servitori con marrocchino nero con tacchi rossi,
torcie di cera accese, preceduti da e fìbbie ; ai cardinali diaconi le
quello che porta rombreliino car- scarpe non si levano. I cappellani
48 FUN FUx\
assumono la cotta, e dopo che i del cardinale posti su alte aste,

cameiieii o quelli che ne fauno le fpiali nella mattina seguente len-


veci hanno messo al cadavere sul- tamente si agitano da quattro ca-
le calze paonazze i sandali e le merieri, ossia da quattro servitori
scarpe di drappo di egiial colore, più antichi del defunto, o da altri
devono i cappellani vestiilo ponti- iu loro vece, vestili a duolo in a-
ficalmente, se è dell'ordine de'pre- bito di città o sia di ferraiuolone,
li, o de'vescovi, coll'amitto, camice, finché comincia l'ingresso dei car-
cingolo, croce, stola, tonicella, dal- dinali per la cappella, riprenden-
matica, guanti, pianeta, e manipolo, dosi da essi dove sono state ripo-
tutto di color paonazzo, con rancllo, ste, e ritornandosi ad agitare quan-
e con mitra di damasco bianco, do la cappella è finita dagli indi-
come se dovesse cantare la messa. vidui facenti le veci di camerieri
Se il cardinale defunto è dell'or- e chiamati Di questo
piugnoni.
dine de'diaconi, si veste dell'amilto, banderuole, o ventarole, ne parla
camice, cingolo, stola a traverso, dal- il Cancellieri nelle sue Notizie sto-
matica, manipolo, il tutto di
e riche delle chiese di s. Ilaria ec.
colore rosso, non avendo cardi- i e di s. Petronio di Bologna a p.
nali diaconi l'uso della Dalriinlica 95 e 96. Osserva egli che ai fu-
{^^edi) paonazza, però con dalma- nerali dell'ambasciatore di Bologna
tica di tal colore si seppelliscono. si usarono due gran banderuole;
Così veslito si porta nuovamente colle sue armi gentilizie e della
in chicsii, dove si colloca sul letto città, sostenute e leggermente agita-
funebre, che è circondato da cento te dai suoi aiutanti di camera, iu
cerei, e da quattro candellieri ai lati abito di città, e a differenza dei
con torcie, tutte di cera gialla come cardinali ne' cui funerali se ne a-
i cerei; il letto è coperto da col- doprano quattro. Riporta testimo-
tre di broccato d'oro, col fregio di nianze che si usavano le banderuo-
Velluto nero, due cuscini della e le nel i5o4j nel iSoy, e nel itì83,
medesima materia. Per antica con- e che la loro introduzione non per
suetudine questa coltre nobile al- scacciare le mosche dalle mani e
ternntivamente la somministra le dal volto del cadavere, ma piutto-
basiliche di s. Maria in Tiastevere, sto si debba ad un certo decoro
e de'ss. XII Apostoli. Ai quattro della finizione, essendovi eflìgiati gli
angoli della coltre sono appese le stemmi gentilizi. Il p. Fantoni nel-
armi gentilizie del deftmto, e ai la Storia di Avignone, a pag. SGg
piedi del letto è fermato il cappello del tomo II, dice, che nel i'jiSì
ponlillcale cardinalizio, quando l'ab- morì iu Roma il vescovo di Vai-
bia ricevuto ; giacché morendo un son Girolamo Scledo di Vicenza,
cardinale prima di ricevere dal Pa- che per alcun tempo fu confessore
pa il cappello, questo non ci si e maestro di casa di Clemente VII,
mette, ma in vece sopra il tavo- il quale oidinò che mentre era e-
lino, eh' è ai piedi del medesimo sposto il di lui cadavere, due ser-
letto, si pone un cuscino colla ber- vitori lo difendessero con ventagli
retta rossa. Devono essere colloca- dalle mosche, e ciò per distinzione,
ti ai lati anche quattro banderuo- non praticandosi tal cosa che pei
le di taffeltano nero, cogli stemmi soli cardinali.
FUN FUN 49
Avanti il letto è collocata ima fimlo, fiicendo in ultimo il segno
pillola credenza con due caudel- della croce colla mano sul cada-
lieri, dove è l'immagine del ss. vere. Se contemporaneamente ivi
Crocefisso, il secchiello coll'acqua si trova più d' un cardinale, que-
santa, e l'aspersorio, il libro, il sta assoluzione la fanno insieme,
turibolo, la navicella , la cotta, la recitando il più degno l'orazione,
sloia e il piviale nero che serve gli altri il più degno
rispondono ;

nella mattina per l'assoluzione che si pone mezzo di loro, o alla


in
vi fanno religiosi domenicani do-
i destra se sono due si cessa da :

po l'uffìzio,quindi cardinali e i questa funebre cerimonia appe-


di amno in mano che giungono na cominciata la messa. Assisten-
pei" la cappella. Nella seconda ap- do ad essa il Papa, cardinali van- i

pendice al tomo VII, num. 6, dei no ad attenderlo e a far massa in


manoscritti di monsignor Dini e- . sagrestia; non assistendovi, entrano
siste il decreto originale di mon- immediatamente nella quadratura,
signor Reali per ordine di Bene- ai loro stalli coperti di panno pao-

detto XIV, col quale è fissato nazzo. L'accesso del Papa, gli abi-
che i religiosi francescani minori ti sagri, la messa è de more, come

osservanti d'Araceli, con l'allerna- nel giorno de' defunti. Terminata


tiva minori conventuali, vecili-
dei la messa il cardinal celebrante par-

no il primo notturno
vespero,
il te, e l'assoluzione ai piedi del let-

gli agostiniani, il secondo carme- i to si fa dal Pontefice, restando il

litani, il terzo i serviti, le laudi i sagro collegio a'suoi banchi. Se non


domenicani v' intervengono dodici : assiste il Papa, il celebrante fa l'as-

(prima erano trenta ) religiosi di soluzione deponendo la pianeta, la


ciascuno dei detti cinque ordini men- dalmatica, il manipolo , ed assu-
dicanti, avendo ognuno de'medesi- mendo sopra la stola il piviale ne-
mi ordini uno scudo, e ciascuno de- ro: il diacono e suddiacono mini-
gli ordini religiosi ha poi selle libbre stri della cappella pontificia, che
e mezza di cera, che se fo^-sero tren- lo assistono, allora depongono i

ta religiosi, secondo l' antica con- manipoli. Il cardinale non recita


suetudine, corrisponderebbe ad o- l'orazione Absoh't, la quale si di-
gnuDO la distribuzione d'una can- ce soltanto nell'anniversario absque
dela di tre oncie. 1 cardinali in- cadavere, non mai nella solenne,
tervengono alla cappella in abito e in cui si recita l'orazione^ Deus cui
cappa paonazza, la quale assumo- propria est: il suddiacono porta la
no all'ingresso della chiesa, essen- croce, ed assistenti sono i ministri
do vestiti i caudatari colla croc- della cappella pontificia. Non in-
cia. Visitano prima il ss. Sagramento tervenendo il Papa si alza il so-
chiuso nel ciborio, quindi indivi- glio, ma non si preparano i banchi
dualmente si portano a'piedi del let- pei vescovi assistenti, ne la lanter-
to, dove si trovano due chierici della na per la candela che fa le veci
cappella, e due cerimonieri, e que- di bugia ; pongono neppu-
non si

sti coir aspersorio e col libro; a- re i banchetti per la camera segre-


spergono prima il cadavere, indi ta. La croce usuale pontificia si

dicono il Pater noster secreto, in pone a corna epistolae, quando non


seguito l'orazione col nome del de- interviene il Papa ; intervenendo
YOL. XXVIH. 4
Io FU N FUN
si colloca a cor/m rvtingclit, ed il mo letto: se il Pontefice p pre-
Papa usa croce ponlilìciii, seccliiel- sente ma non fa l'assoluzione, l'im-
to, aspersorio, ed iucensierej il lut- magine del crocefisso è verso lui

to dorato : se non interviene tiit- rivolta. Il Papa siede al faldi-

tociò deve essere di argento, cioè storio sopra la piadella, -


gli acco-
gif arredi sacri «die adopera il car- liti si fermano alla destra del fal-

dinale, e la che
croce pontificia distorio, e presentato dai due ve-
porta la sagrestia del palazzo apo- scovi a.ssislenli il libro e la can-
stolico deve essere di argento. dela, il Pontelice dice, Non intres,
Il Pupa non smonta alla chiesa, e risposto ilui cantori, dopo V Anitni
ma ad altra porta che mette in sa- siede e riprende la mitra che avea
grestia, ove assume soliti para-
i deposta. Allora i cantori cantano
menti; indi preceduto da quelli il Libera ntc Domine: al tremus
che hanno luogo nelle Cappelle faclus, il canlinal primo prete, do-
pontificie (f^edi), e dai cardinali, si po aver ^salutato la croce dell' al-
reca a piedi a visitare il ss. Sagra- tare, i cai limali, la cioce pontifi-
mente, poi all'altare per incomin- cia, ed il Papa, si ferma alla sua
ciar la messa col celebrante, la destra. Qu ind(i si ripete il Libera
quale, il ripetiamo, è come (|uella me Domini-, il Papa impone Tin-
del giorno de' morti, e perciò non censo, e lo benedice: finito il Kyrie,
l)enedice il celebrante quando lo il Pa[)a scoperto di mitra, dice.
saluta, non riceve al bacio del pie- Palar noslt-r, discende dalla pra-
de il suddiacono e il diacono ec. dclla, al lato sinistro del letto il car-
Terminata la messa e partito il dinal primo prete gli consegna l'a-

celebrante, il Pontefice si reca u spersorio, e passa all'altro luto per


fare l' assoluzione : lo precedono i trovarsi pronto a riprenderlo, e
chierici ed accoliti della cappella (|nindi consegnargli l'incensiere. Il

pontificia; i due votanti di segna- Pontefice asperge ed incensa ile


tura col secchietto dell'acqua san- morcy seguilo dai vescovi assistenti,
ta, e r incensiere; r uditore di rota sostenendo gli uditori di rota le
con la croce papale, assistito dai Umbrie anteriori della falda, e le

custodi di essa maestri Ostiari, ed posici iori i cameiieri segreti. Il car-


in mezzo ai due volanti di segna- dinal primo prete, ripreso l'incen-
tura sostenitori dei candellieri. 11 siere, torna al suo stallo. Ritorna-
Papa è assistito dai {\ix& più degni to il Papa al faldistorio, i vesco-
cardinali iliaconi, da <\n:'. uilitori vi assistenti gli presentano il libro
di rota, sostenitori delle fimbrie an- e la candela, ed allora egli dice
teriori della falda, oltre quello che le solite orazioni de more, termi-
custodisce la mitra quando la de- nale le quali, e risposto Amen, al

pone, e da due camerieri segreti Rerpnes'icat in pace, Papa, sen-


il

partecipanti che sostengono lo stra- za (III nulla, fa un segno di croce


scico della falda, facendo ala ed sul cadavere, ed è coperto di mitra.
accompagnamento i mazzieri pon- La croce pontificia in quel punto
tificii. La croce, fatto il suo giro si prende dall' uditore in cappa,
intorno al letto del defunto, si fer- che nell'ingresso in chiesa aveva
ma alla testa, coU'imniaginc del preceduto il Papa, ed ioimediata-
crocefisso rivolta verso il medesi- incnlc si^avvia alla sagrestia; gli
FUN FUN 5i
iiccolili lipuiUiuo i catulellieri al- diaconi) e 1 anello di ottone do-
la dctlcu/.a; i cardinali sortono dal- rato, e perciò questo solo ai dia-
la t|uadiatura ed incedono dopo la coni : a tutti sul petto si pone un
croce, avanti la quale procedono lut- crocefisso, e in testa la mitra di
ti i[uelli che hanno luogo in ca[)pel- damasco bianco. Se il cardinale de-
la in sagrestia, ed il Papa seguen- funto avrà avuto uno o più pal-
do cardinali, in sagrestia depone
i ili, questi si metteranno pie-
gli

i paramenti e col suo corteggio gati sotto la lesta ancorché sia


parte. Terminata la cappella il pre- dell'ordine diaconale, e con li me-
letto delle cerimonie depone la cot- desimi sarà seppellito. Indi si po-
ta e il rocchetto, assume il man- ne cadavere nella cassa di pino
il

lellone e resta ad assistere all'in- o cipresso, sopra materasso fodera-


cassamento del cadavere, e se que- to di tela paonazza, ponendo sot-
sto trasportasi in altra chiesa nel- to il capo due cuscini di tatFetta-
la sera, si trova presente a tal tras- no paonazzo, e da un lato un tu-
porto. Qui noteremo che nel 1725 bo di latta, con entro la sua bio-
Benedetto XIII dopo essere inter- grafia scritta in pergamena. Ciò
venuto ai funerali dei cardinali fatto, il maestro di camera del de-

Acquaviva, e del Giudice decano funto cuopre al cadavere il volto


del sagro collegio, nella medesi- con pannolino bianco. Chiusa ia

ma chiesa celebrò la messa bassa prima cassa di pino o cipresso il


in ogni volta, in sulBfragio delle loro notaro vi appone cinque sigilli in
anime. cera lacca sopra la fettuccia pao-
Terminala la cappella vengono nazza posta sulla cassa in forma
alla chiesa le carrozze colla fami- di croce, la quale cassa si chiude
glia del defunto cardinale, cioè la in altra di piombo, sulla quale
famiglia nobile, e quella di livrea vi è impressa nella targa l'iscrizio-

portante la gala, e il caudatario ne col titolo, diaconia o vescovato


in sottana e fascia paonazza e fer- che aveva, gli anni che ha vissuto,
raiuolone nero, il quale durante lo ed il giorno in cui mori, e l'arme
spoglio e vestimento del cadavere del defunto: questa cassa di piom-
assume la cotta; e quando la chiesa bo si ferma con sei sigilli a cal-
è sbarazzata del popolo, il cada- do collo stagno. Finalmente queste
vere si pone nuovamente nella ba- due casse si chiudono in altra di
ra, e si porta in sagrestia, dove olmo od altro legno. Il notaro fa
i cappellani gli levano gli abiti di tutto il rogito, e quindi si sep-
sagri preziosi, l'anello e la cro- pellisce, se nella stessa chiesa deb-
ce, non però ai cardinali diaconi, ba tumularsi: che se la chiesa e-
perchè non hanno ì' uso della cro- sponente non è la tumulante, allo-
ce, e lo vestono coi medesimi a- ra si trasporta la cassa in un sito
bili del suo ordine, di tatFettano appartato, e con istromento del no-
guarniti di passamano dello stesso taro, se ne fa la consegna al su-
colore paonazzo, s\ i vescovi, che i periore della chiesa. Nella sera ad
preti, ed i diaconi come dicemmo, un ora di notte, privatamente si

benché questi erano stati esposti trasporta la cassa al titolo, o dia-


con abiti tutti di rosso. Gli si po- conia del defunto, o alla chiesa
ne croce pettorale (non però ai ov' è la sepoltura gentilizia della
5i FUN FLN
propria persona o famiglia, o dove nerali i cadaveri dei cardinali de-
il tlefiinlo si è eletto di essere sepol- cano del sagro collegio, camerlen-
to. La cassa si portava sino a'nostri go di s. Chiesa, penitenziere mag-
giorni sopra Je stanghe sostenute giore, e vice-cancelliere di s. Chie-
da capo a fondo da due cavalli: sa; prerogativa che tuttora sus-
ma al presente con più sicurezza siste ma non deve
in uso, per cui

e convenienza la cassa si pone so- il Papa dispensare ogni volta. Ol-


pra il carro d' una delle carroz- tre l'articolo Cavalcala pel traspor-

ze del defunto, essendo stata pri- to dei cadaveri del cardinal deca-

ma levata la cassa della carrozza, no, ec. [P'edi), crediamo opportu-


tiratoda due cavalli guidati da no riportarne il cerimoniale. I det-
un cocchiere; la cassa contenente ti cadaveri sino ai tempi citati
,

il cadavere, è coperta con coltre. in detto articolo , si trasportarono


Precedono due servitori colle lanter- sul letto con questa pompa fune-
ne, e livree usuali. Nella carrozza bre. Precede in primo luogo la gui-

prendono luogo il curato del defun- da, un caporale e quattro granat-


to, ed il superiore della chiesa a tieri delle milizie pontificie. Gli
cui è stata fatta la consegna del alunni dell'ospizio apostolico di san
cadavere, ed il notaro. Il ceri- Michele con stendardino nero; gli

moniere si trova alla chiesa dove orfanelli; dodici confraternite od ar-


deve tumularsi, venendo ricevuto ciconfralernite, ed anche di più se
dal clero che gli fa l'assoluzione: si volevano, precedendo per ordine
riscontrati quindi i sigilli impressi di alfabeto, ed accedendo per ulti-

sulla cassa di piombo, ed esegui- ma quella di s, Anna de' palafre-


ta la consegna, si seppellisce. Qui nieri, e quella del Gonfalone; quin-
però avvertiremo, che talvolta nel di la croce della chiesa seppelliente
trasporlo del cadavere dalla casa sotto la quale incedono gli agosti-
alla chiesa, presero luogo con esso niani scalzi , i conventuali di san
in carrozza il parroco della par- Francesco, gli osservanti e riforma-
rocchia del defunto, e quello della ti di s, Francesco, minimi, agosti-
chiesa esponente, oltre il chierico niani calzati, carmelitani calzati, ser-
con la croce, come si legge nel viti e domenicani; quindi il clero
Diario di Roma del 1801, num. della chiesa parrocchiale, cioè cen-
J02, pel trasporto del cadavere del to preti o religiosi col parioco, o
cardinal Zelada. Nel numero poi camerlengo del clero in istola. Ogni
io4 si legge, che il medesimo ca- ordine religioso con stendardino, ai
davere dalla chiesa esponente fu lati del quale sono poste due torcie,

trasportato la sera in quella sep- come due torcie sono portate dalla
pelliente, col seguito di tre carroz- prima coppia di qualunque corpora-
ze, in una delle quali presero luo- zione regolare o secolare della pom-
go i tre curati della pariocchia pa funebre. Indi segue il clero del-
del defunto, della chiesa esponen- la basilica , quando il cadavere si
te, e della chiesa seppelliente, nel- deve portare ad alcuna di esse. Do-
la quale la mattina seguente gli fu- po il camerlengo del clero e capi-
rono celebrati altri funerali. tolo menzionato sfilano trecento ,

Diverso è poi il modo col quale torcie portate da un numero pro-


si trasportavano alla chiesa pei fu- porzionato delle confraternite o av-
FL \ FUN 53
ciconfrateruite facenti parte del fu- in fine gli scudieri. Cinquanta sviz-
nerale; le torcie si dividono con zeri spalleggiano la cavalcata, e vi-

questa regola: duecento trenladue monsignor maggiordomo ince-


cini a
avanti al cadavere, ed a quattro a dono due svizzeri cogli spadoni nudi
quattro; quarantaquattro confrati sopra le spalle. Quando succede la
di detti sodalizi in veutidue coppie notte, dodici palafranieri, divisi per
che incedono lateralmente al letto, e l'estensione della cavalcata ,
portano
ventiquattro dopo il letto che cam- le torcie accese. Alcuni garzoni della
minano a quattio a quattro. Appres- stallaportano in questo caso le tor-
so le duecento quarantaquattro tor- cie accese di pece.Appresso la caval-
cie ,
prende luogo un servitore col- cata segue il treno delle carrozze del
l'ombrellino cardinalizio, e la fami- cardinale, seguite dalle altre carroz-
glia di livjea del defunto in gala, ve- ze. Tutte le avvertenze che debbonsi
stita con veli neri lunghi ai
in lutto avere dai cerimonieri per questa
cappelli. Siegue appresso la famiglia funzione, gì'quanto è ne-
inlimi, e
nobile, quindi il letto col cadavere, cessario pel buon ordine ed esatto
sostenendo l'estremità della coltre otto legolamento, trovasi esattamente de-
confrati delle ultime otto confrater- scritto nel tomo VII di monsignor
nite o arciconfraternite, sventolan- Dini, e nel tomo II dell' appendi-
do le quattro banderuole altrettanti ce, dove sono pure raccolte le de-
camerieri ai quattro lati del me- scrizioni delle cavalcate funebri per
desimo letto. Successivamente ven- diversi cardinali decani , camerlen-
gono le ventiquattro torcie, presso ghi, penitenzieri e vice-cancellieri,
le quali prende luogo la cavalcata, le quali possono servire di norma
col seguente ordine. 11 capitano del- anche pei diversi corpi, che in ri-
la guardia svizzera pontifìcia, a ca- flesso della carica del defunto vi
vallo e in abito da città, spalleg- debbono intervenire. 11 cardinal Pe-
giato dai suoi soldati svizzeri. Due tra penitenziere maggiore aveva dis-
cerimonieri pontifìcii con mantello- posto che non si facesse per lui la
ni , e cappuccio di saia paonazza, cavalcata, tultavolta ebbe luogo, co-
cappello semipontifìcale in testa, me si legge nei Diari di Roma
avendo il cavallo ornato con lunga del 1747 3! "• 4^32, e v'interven-
valdrappa nera. Monsignor mag- nero ancora i cappellani segreti del
giordomo del Papa, con mantello- Papa. Nel num. 58 dell'anno 1806
ne, cappuccio e cappello pontifìca- si legge il trasporto a Roma del ca-

le: la bardatura del suo cavallo è davere del cardinale T^orck decano
tutta di paonazzo, con fiocco di se- del sagro collegio, morto in Frascati,
ta e di oro alla testiera, Sieguono l'esequie celebrate in s. Andrea del-
i vescovi assistenti al soglio, quin- la Valle, e la tumulazione eseguita
di i protonotari apostolici parteci- nella basilica vaticana di cui era
panti ossia di numero, al modo sud- arciprete.Siccome tali cavalcate non
detto, e chierici di camera quan-
i sono state tolte, sempre si deve do-
do il cardinale defunto sia il ca- mandarne al Pontefice 1'
esenzione,
merlengo. Succedono famigliari i a mezzo del prefetto dei maestri
pontifìcii, cioè cappellani comuni
i delle cerimonie pontificie.
ili sottana, cappa rossa e cappello Non riuscirà inutile il qui ripor-
usuale, quindi i camerieri extra, e tare un documento del 1G18, co-
, ,

u FU >'
FU^
me relativo n qiie«te eri altre simi- funerali de' cardinali , et ambascia-
li cavalcate funebri, del maestro di tori respective: ma lìnito l' officio,

cerimonie di Paolo V, che si legge che si fa nelle chiese deputate , et


a pag. rgo degli Sfatata antiqua partiti li signori cardinali, li ma-
del clero romano, ff Fò fede io Pao- stri di ceremonie, et li cursori van-
lo Alaleoiie infrascritto, qualmen- no a fare li fatti loro, et si lascia
te ne' funerali, cioè quando si por- la cura al curato deputato, ovvero
lo il corpo del defunto alle sepol- ad altri che spetta, et li mandatari
ture solennemente tanto de' signori dell' illustrissimo cardinale vicario
illustrissimi cardinali ,
quanto dei hanno cura di far camminare li
principi, et ambasciatori di corona religiosi, et clero, che accompagna-
ne' quali funerali per l'officio loro no corpo defunto, et li cursori in
il

intervengono i mastii di ceremonie questo caso hanno il loro dovere


di Nostro Signore, et li cursori, nel- dalli heredi del cardinale defunto,
l' officio, che si fa io chiesa, nella et in conclusione li cursori non de-
quale si mette il corpo et interven- vono andare dopo il clero imme-
gono gl'illustrissimi signori cardinali diatamente avanti il letto mortorio,
per il cardinale defunto, et nell'ac- ma dietro, ovvero ai lati del letto
compagnare il corpo alla sepoltura mortorio. Io Paolo Alaleone mastro
v' intervengono il mastro di casa di di cerimonie di Nostro Signore, di
Nostro Signore (così era allora chia- mano propria ".
mato il maggiordomo), et li reveren- Dopo il funerale del cardinale
dissimi vescovi assistenti, et proto- defunto, nelle pareti esteriori delle
notari partecipanti, et fameglia di chiese, ove si sono fatte l'esequie o
Nostro Signore. In questo caso v'in- è stato tumulato, e in quelle di cui
tervengono li mastri di ceremonie era protettore, si sogliono attaccale
a cavallo avanti il mastro di casa i suoi stemmi dipinti sulla carta,
di Nostro Signore et li cursori ,
ed altrettanti scheletri pure dipinti
a piedi dietro il cataletto, ovvero sulla carta. Quando muoiono i car-
Ietto mortorio facendo corona et , dinali arcipreti delle patriarcali ba-
non mài dietro il clero, ovvei'o dal siliche di Roma, non si fa altrettan-

lato del letto mortorio, et in que- to nelle pareti esteriori ; sebbene


sto caso per antica consuetudine in quella di s.Maria Maggiore
immemorabile gli si deve alli cur- ciò si fa alla morte dei patroni delle
sori la decima delle torcie che si cappelle Sistina, degli Sforza Cesa-
portano di qua, et là dal corpo, et rini , Borghesiana e Patrizi, nel
similmente accompagnandosi il cor- muro esteriore di esse, ed altret-
po d'uno ambasciatore defunto in- tanto in detta basilica si pratica dai
tervenendoci mastro di casa di il Sciarra Colonna, e dai Bernini pa-
Nostro Signore con li vescovi assi- troni di altre cappelle. Nelle pare-
stenti, et come di sopra, in
fameglia ti esteriori delie patriarcali basili-
questo caso non solo hanno la decima che non si affiggono le dette car-
delle torcie li cursori, ma anco li ma- te dipinte con stemmi e morti
stri di ceremonie: ma dove non in- pei defunti cardinali arcipreti, per-
terviene il Nostro
mastro di casa di chè, come dicemmo di sopra, vi si

Signore, né né li mastri
li cursori, attaccano quelle de'Pontefici defun-
di ceremonie hanno la decima nei ti, e poi si staccano appena è elet-
FCN VUN 55

lo i! nuovo. Il Cancellieri a p.'ig. bre J74i; presso il Bull. Magn.


164 del suo iVcrcato riporlo T a- toni. XVI, p. 56. Anticamente ai

neddolo accaduto nel i 7o3 per un cardinali si celebravano i fimerali


furioso turbine , il rjuale slaccò novendiali, cantando per ogni gior-
le morti o sclieiclii di carta ed no la messa un cardinale, e fa-
armi poste nella facciata della chie- cendo le assoluzioni quattro cardi-
sa di s. Francesco di Paola, ivi nali, con la recita dell'orazione fu-

attaccale per morte del marchese nebre nel primo giorno, come si

Costaguli, che volando con gran legge


OD nelle Memorie ì.<:/. della chie-
strepito nella notte per quelle con- s/i e roììvenio d' Araceli del p.

trade, sparsero grave spavento pren- Casimiro da Roma, che ivi ripor-

dendosi quelle gran carte nere per ta In descrizione di vari funerali


tanti demoTiii. Ordinariamente le fatti in detta chiesa ai cardinali,

spese di un cardinale, tutto com- coi rispettivi cerimoniali : di questi


preso, ascendono a scudi mille quat- ne trattano il INIarcelIo, Sacrnrum
trocento, o mille cinquecento, più caerimnuiarimì ed il p. Gattico, ,

o meno , secondo la paratura del- Arfn selecfn caeriinouiaUn sa ne fri e


la chiesa, il quantitativo de' suffragi Bomanae Ecclesiae. Della cappella
ed altro. Solennissime furono l'ese- papale per l'anniversario de'cardi-
quie celebrate al cardinal s.Bo- nali defunti, se ne pai la al voi.

naventura Fidanza , come dicem- IX, p. 93 del Dizionario. Di quel-


mo suo articolo, e a quel-
al le che si fanno dalla congregazio-
lo di FRANCEscAXf, per l'intervento ne del s. offizio , e da quella di
di Gi-egorio X, dei sovrani, ed al- propaganda fide, se ne tratta a p.
tri personaggi intervenuti al con- 127 e 128.
cilio generale di Lione II. Nel 1607 Dei funerali pei prelati. Nella
morì il cardinal Baronio ai cui morte dei patriarchi arcivescovi , ,

funerali furono recitate varie ora- vescovi, protonolari apostolici, u-


zioni funebri : nella chiesa di s. ditori di rota, chierici e jirelati di
Maria in Vallicella dal p. Bucci camera, votanti di segnatura, ab-
dell' oiatorio: al sagro collegio dal l)reviatori di parco maggiore, pre-
p. Muoanzio; nel collegio romano lati domestici , camerieii segreti

dal p. Sauna ed in Napoli dal p. ; partecipanti e di onore, ecclesia-


Binago dell'oratorio. Alle rispetti- stici, e secolari distinti, si può te-

ve biografìe de' cardinali , si dice nere la cappella quando venga ri-

di quelli, ai quali fu recitata l'ora- chiesto dagli o-edi, coll'assistenza

zione funebre. Senza pompa di fu- dei rispettivi collegi e corporazio-


nerali fiu'ono sepolti in Roma i ni, o della sola anticamera segreta
cardinali Antonio Ferrari nel i5o8, pontificia e di onore, quando ad
ed Alfonso i5i7. A-
Petrucci nel «ma di queste appartenga il defun-
veva Benedetto XIII ordinato che to famigliare ))obile pontificio. Tut-
ai cardinali si facessero doppie c- ti i cerimonieri pontificii possono
sequie ma Clemente XII ordi-
, assistere nelle cappelle funebri, tan-
nò quanto attualmente si pratica, to ordinarie, che d'invito; ma di
ero che approvo Benedetto XIV, privativo dirillo del primo e se-

.stabilendone il cermioniale , rolla condo, rappoi to alle propine, sono


bolla Prtlcripmini , de'^B novem- l'esequie dei Pontefici, cardinali,
,

56 FUN FUi\
patriarchi, arcivescovi, e prelati di primari uffiziali della famiglia pon-
fiocchetti ; del terzo e quarto tut- tificia, se ne discorre agli indivi-
te quelle dei vescovi , collegi dei duali articoli : pei funerali anniver-
prelati , e prelati domestici ; del sari dei prelati, come degli arcive-
quinto cerimoniere come del sesto scovi e vescovi assistenti al soglio
tutte quelle dei camerieri segreti pontificio, uditori di rota, ministri
non prelati, avvocato de'poveri, av- della cappella pontificia, ec. Vedi
vocato fiscale, procuratore fiscale, il voi. IX, p. 148, i52 e i5g,; e
e commissario della camera apo- il voi. XXIII, p. 75 del Dizio-
stolica. Al primo dei due cerimo- nario. Nella messa per i vescovi
nieri, ai quali spetta la direzione assistenti al soglio, celebra uno del
della cappella funebre, tocca l'av- loio collegio, il quale per l'assi-

Tcrtire il celebrante, i ministri, i stenza invita un cerimoniere pon-


cantori, gli accoliti, e gli altri che tificio. Gli uditori di rota e gli

vi hanno luogo. Oltre le erudi- avvocati concistoriali celebravano


zioni riguardanti i funerali, ripor- nella chiesa di s. Lorenzo in Da-
tale nei già citati luoghi , molti inaso l'anniversario de'Ioro defun-
sono quelli, come gli articoli del ti; ora gli uditori di rota lo ce-
Dizionario, secondo i ceti, le per- lebrano senza gli avvocati, come si

sone e gli uffìzi, che parlano di disse al voi. II, pag. 97. Nel car-
questo argomento. Il Pontefice Be- novale dagli avvocati concistoriali
nedettoHI nell'anno SSy ordinò, si celebrano diversi funerali anni-
che morendo un vescovo, prete o versari, nella chiesa dell'università
diacono della chiesa romana, il Pa- lomana. Il primo è per Leone X,
pa con tutti i vescovi, preti, dia- con 1 intervento in abito di cappa
coni, e clero, assistessero a' suoi chiusa degli avvocati concistoriali,
funerali, ed il simile facessero tut- che siedono dalla parte del vange-
ti questi nelle esequie de' morti lo, del collegio teologico i cui indi-
sommi Pontefici. Con questa di- vidui prendono luogo dalla parte
sposizione si restituì in qualche dell'epistola, del collegio medico-
modo l'antichissimo rito della Chie- chirurgico che siede appresso gli

sa, che nella morte di un vescovo, avvocati, del collegio filosofico che
gli altri vescovi comprovinciali lo si asside dopo quello teologico, del
portassero con pompa funebre alla collegio filologico che siede in-
sepoltura. San Gio. Grisostomo vo- contro all'altare, e dei professori
leva che i funerali de' vescovi fos- dell'università, che prendono luogo
sero accompagnati dalle lagrime dietro il collegio filologico. Gli in-
delle vedove, dei pupilli e dei po- dividui dei quattro collegi, e i pro-
veri. Vedi Vescovi, e gli articoli fessori intervengono in abito col-
delle persone cui soglionsi celebra- legiale, ed un professore dell' uni-
re funerali con particolari cerimo- versità pronunzia l'orazione funebre.
niali. Il p. Casimiro da Roma Il secondo anniversario è pegli av-
nell'opera citata, ci dà la descri- vocati concistoriali defunti. V'inter-
zione di vari funerali celebrali so- vengono solo gli avvocati concisto-
lennemente ai vescovi ed altri pre- riali con la cappa chiusa^ ed i pro-
lati, nella predetta chiesa. fessori dell'università in sottana e
Dell'esequie de'prelati, come dei ferraiiiolone nero, i professori re-
golari con l'abito del loro ordine. segreta del Papa, il quale dispose,
Il terzo anniversario «';
pei profes- che il maggiordomo come capo della
sori dell'università defunti; si ce- famiglia pontificia sedesse nel primo
lebra nella stessa mattina del pre- luogo (perciò non intervennero il

cedente, con l'assistenza sola dei govei'natore, l'uditore della camera,


nominati avvocati e professori. Il e il tesoriere), anche sopra i pa-
quarto anniversario, che pur si ce- triarchi, com erasi praticato ne! pon-
lei)ra nel carnovale, è per ognuno tificato di Clemente IX, ai funera-
degli avvocati concistoriali mem- li del generale delle milizie ponti-
bri de'suddetti collegi, e professori ficie, fatti celebrare da quel Pon-

dell'università morti nell'anno. A. tefice agli 8 giugno 1668 nella


(|iielli per gli avvocati e professo- chiesa di s. Maria Maggiore, e in
ri intervengono questi due corpi; quelli de' 2 mai'zo 1669 al gene-

i primi in cappa chiusa, i secondi in rale Villa. Presero l' ultimo luogo
sottana e ferraiuoloiie; negli anni- tra la pielatura gli avvocati con-
versaii de'membri de quattro men- cistoriali nell'esequie di monsignor
tovati collegi, che pur sono morti Filippucci, il cui cadavere vestito
nell' anno, intervengono gli avvo- da suddiacono , col cappello prela-
cati concistoi'iali in cappa chiusa, tizio pontificale ai piedi, fu espo-
e in abito collegiale i membri dei sto con la testa verso la porta del-
collegi teologico, medico-chirurgi- la chiesa per non essere sacerdote.
co, filosofico, filologico, e i pro- La chiesa fu parala con panni ne-
fessori dell' università. I ministri ri, con armi del defunto, e sul-
le

della cappella pontificia celebra- la porta fu eretto eguale stemma,


no gli anniversari funerali nella come si suole fare in tutte le so-
chiesa di s. Maria in Vallicella: lenni esequie. Cantò messa monsi-
r invito lo fìinno i cantori della gnor vicegerente, servito dai cap-
cappella pontifìcia; i ministri sono pellani sostituti, e dagli, accoliti
tutti cantori, e gl'inservienti sono della cappella pontificia : v' inter-
i loro ministri. I maestri delle ce- vennero pure i cerimonieri e i

rimonie vi assistono in mantellone, cantori del Papa; prima dell'asso-


e incedono appresso al celebrante luzione fu pronunziata l'orazione
a due cominciando dagli
a due, funebre in lode del virtuoso Fili-
anziani, e dopo la messa sono rin- pucci, che non aveva voluto ac-
graziati nella sagrestia della loro cettare la dignità cai'dinalizia, per
assistenza : il collegio de'cantori in cui Clemente XI lo beneficò al mo-
questi funerali dispensa la can- do che dicemmo alla citata bio-
dela di libbra. Di questi anniversa- grafia, e dopo morte conferì il suo
ri se ne parla ancora nel voi. VIII, canonicato lateranense ed il vo- ,

p. 4i- Talvolta i Pontefici hanno tantato di segnatura ch'egli gode-


fatto celebrare i funerali ad alcun va, al nipote avvocato Francesco
prelato distinto, come dicemmo al de Vico, dopo averlo fatto prela-
voi. IX, p. 149, ed all'articolo Fi- to domestico, e segretario della
j-irpucci. in quello di questo ulti- congregazione della disciplina. Per
mo Clemente XI fece interveniie la cappella papale dei sovrani cat-
la monsignor maggior-
prelatuia, tolici definiti, fedi il voi. Vili,
domo, e gì individui della camera p. Kj'ìidel Dizionario: questa cap-
58 FUx\ FUN
nella il Papa l'annunzia in conci- lesse, e nel .<;eguente allrellanto si

sloro ai cardinali, nel partecipar facesse nella basilica, i cui quindi-


loro con analoga allocuzione la ci aliali furono perciò dichiarali
morte del sovrano defunto, il cui privilegiati, e se ne celebrarono nel-
elogio funebre si pronunzia nella la basilica più di settecento. Indi
cappella pontificia dopo la messa, il Pontefice dispose che fosse tras-
e suolsi poi [)ubl)!icare colie stampe. portato il cadavere del fratello, e
Altri funerali (i»lli celebrare dai fatto il funerale, con questo lego-
Papi^ sono i seguenti. Urbano V lamento. Precedeva la confraterni-
in Avignone assistè ai funerali che ta delle Stimmate, indi quelle di
fece i6 ottobre del
celebrare a' s. Trifone, e dell'oratorio di detta
i3fiG, al genitore Guglielmo Gri- basilica. Succedevano i frati di s,

maldi o Grimoardi barone di Bou- Francesco a Ripa, e di s. Pietro


j-e e di Grissac, a cui concesse Montorio ; i monaci di s. Bernardo,
l'indulgenza plenaria. Clemente Vili di s. Pudenziana, e di s. Sebastiano
celebrò masnifìci funerali nella ba- fuori delle mura; i preti e curato
silica vaticana, ad Alessandro Fai- di s. Susanna , e quello della ba-
iicscduca di Parma, moito a' i silica; il vicario, capitolo e clero del-
dicembre i5q9,,uno de'piìi grandi la basilica in cappa per indulto
capitani de'suoi tempi, e condottie- pontificio, altrimenti bisognava che
ro dell'armata della lega cattolica, i canonici incedessero in cotta e roc-
per dare alla Francia un re cat- chetto ( la cappa i canonici l'usa-
tolico. Essendo morto santamente no solo in coro, e per la festa di
il primo gennaio 17 13 Giuseppe s. Marco dovendo il capitolo vati-
Maria cardinal Tommasi, poi bea- cano portarsi dalla basilica a quel-
tificato da Pio VII, e non tro- la chiesa, e da questa alla basili-
vandosi il necessario per fargli i ca di buon mattino, ogni anno im-
funerali , cjuesli fiuoiio celebrati petrano la pontificia licenza); il fe-
per conto delia camera apostolica retro portalo dai confrati dei due
d'ordine di Clemente XI. Essendo primi sodalizi, seguito dai palafre-
vicino a morire Orazio Albani d. nieri del defunto, da quelli de'suoi
fratello di detto Papa, questi si re- parenti, e da venti del Papa, tulli
cò a visitarlo al suo palazzo alle con torcie accese, oltre le altre tor-
cjualtro fontane a'20 gennaio 17 12, cie sparse in vari punti della pom-
e quegli morì a'aS detto: il di lui pa funebre, che veniva chiusa dal-
corpo vestito del sacco dell'arciconfra- la carrozza del defunto. Arrivato
fernita delle Stimmate fu trasporta- il convoglio alla basilica, preceden-
to nella sera seguente alia basili- temente nobilmente, fu
apparala
ca di s. Maria in Ti'astevere, né fatta cadavere, che
l'assoluzione al
volle il Papa che nel medesimo spogliato del sacco, fu vestilo con
giorno fosse sospeso il possesso e abito di città, e collocato su gran
cavalcata del senatore di Roma letto in mezzo alla basilica, tra cen-
Mario Frangipane: bensì per suo toquaranta cerei furono usate , e
volere il cardinal vicario ordinò, ai lati le Intervenne-
banderuole.
che nello stesso giorno in tutte le ro alle esequie, e dal lato del van-
chiese di Roma si celebrassero per gelo, monsignor maggiordomo (non
suo conto più messe che si po- il governatore, l'uditore della ca-
,

FUN FUN 59
inerii, e il tesoriere che su di lui figlio Clemente XIII gli fece cele-
hnnno piecedeiiza), che come capo brare in Roma un funerale nella
della famiglia pontifìcia doveva chiesa di s. Marco, descritto nel
prendere il primo posto, e dopo numero 641 i del Diario di Roma,
di lui tutta la romana prelatura, ciò che fu pure ripetuto in altre
con la camera segreta compresi i chiese.Nel seguente anno mori in
cappellani segreti; dalla parte dell'e- Venezia d. Aurelio Rezzonico fra-
pis(ula sedeva il vicario rol capito- tello di Clemente XI H, e questi gli
lo della' basilica, e dopo i canonici fece celebrare un funerale nella
gli avvocati concistoriali, nei banchi chiesa de' ss. Vincenzo ed Anasta-
di dieti-o i beneficiati. La messa sio a Trevi, allora parrocchia del
fu cantata dall'arcivescovo d'Atene palazzo apostolico Quirinale, che
Corradini, ndifore del Papa. Nelle riportano i numeri 66 5 1 e 6618
ore pomeridiane il cadavere fu di del Diario di Roma. Cantò la mes-
nuovo rivestito di sacco, e posto sa monsignor patriarca Colini, as-
in tre casse di cipresso, di piombo sistito dai ministri e cantori della
e di olmo, fu trasportato alla men- cappella pontifìcia , intervenendovi
zionata chiesa di s. Sebastiano, ed i cardinali palatini, la camera se-
ivi tumulato. Nel dì seguente il greta e famiglia nobile pontifìcia
capitolo di s. Maria in Trastevere ecclesiastica e secolare, col p. Ric-
nella propria basilica gli celebrò un chini maestro del sagro palazzo ;

funerale. A"?, i di febbraio poi, la quindi nella medesima chiesa dai


camera segreta pontifìcia, nella pro- chierici minori, ed in quella di s.

pria chiesa di s. Marta presso il Marco si celebrarono altri funerali.

Vaticano, gli celebrò altro funerale, E per non diie di altri, giacché di
con l'intervento dei cardinali Sa- alcuni ne parleremo in appresso,
gripanti , ed Annibale Albani fi- il regnante Pontefice Gregorio XVI,
glio del defunto, in cappe pao- nella chiesa della ss. Trinità dei
nazze , di monsignor maggioido- pellegrini, a' 22 giugno 1837, fece
mo, di Carlo, ed Alessandro Al- celebrare i funerali al cardinal Pier
bani poi cardinale, altri figli del Francesco Galeffi, ed in quella di
definito, e degl'individui della ca- s. Maria Maggiore, a' 25 settem-
mera mes<a l'ar-
segreta. Cantò la bre 1842, all'antico suo amico
civescovo Alessandro Bonaventuia monsignor Antonio Maria Traver-
elemosiniere del Papa, e Majella si patriarca di Costantinopoli, la

assunta la soprana, pronunziò le- cui descrivemmo al voi.


biografìa
logio funebre. XVIII, p. 106 del Dizionario. Le
Del funerale celebralo da Bene- di lui spoglie mortali dopo essere
detto XIII nel 1725, dopo aver state esposte in una delle sale del
celebrato il concilio romano, nella suo palazzo, furono trasportate in
basilica lateranense in sulFiagio dei carrozza col consueto funebre ac-
defunti che avevano celebrato con- compagnamento alla detta patriar-
cilii, ne facemmo la descrizione al cale addobbata a lutto, e
basilica
volume XV, pag. lyS del Dizio- poste su grande Ietto circondato ,

nario. Per morte di d. Vittoria da molti cerei. Monsignor Lodovi-


Barbarigo Rezzonico accaduta in , co Tevoli arcivescovo di Atene pon-
Venezia a' 29 luglio i758, il suo tificò la solenne messa di requie,
6o FUN FUN
che fu accompagnata dal canto dei storiche a pag. ^01., dice che ai 29
cappellani cantori pontificii. 11 col- agostoiSya il patriarca di Geru-
legio decli arcivescovi e vescovi as- salemme nella diiesa di s. Maria
sistenti al soglio, unitamente a tut- d' Araceli messa per l'a-
celebrò la

to il capitolo di quella chiosa , al nima del re di Polonia Sigismon-


quale apparteneva il dcfunlo, assi- do li, alla quale assistette Grego-
stettero al funerale, e quindi il ca- rio XI li con trentotto cardinali, e
davere colle solite formalità venne che poi, posilo panno nigro ante
in essa tumulato , ove il lodato soliuin, absolvit seciinduin- riluni.
Pontefice con iscelli marmi e col Il medesimo p. Casimiro descrive
busto del defunto gli eresse un mo- in detta opera i solenni funerali
numento sepolcrale : copia di tal celebrati a diversi principi e per-
busto pure in marmo è stata ri- sonaggi nella chiesa di s. Maria
messa al liceo di Venezia, in cui il d' Araceli, e le pompe funebri del-
prelato era stato benemerito prov- l'accompagnamento, per cui ripor-
veditore; essendo stato il monu- teremo alcuni cenni di essi delle
mento anche rame, ed
inciso in il cose principali e piìi importanti.
celebre cav. Angelo Maria Ricci lo Nel 1493 si celebrarono i fune-
fece ripetere in piccola dimensione, rali a Domenico de genove- INIari

e porre in fronte al suo opuscolo: se, padre del cardinal Lorenzo Ci-

Stanze e cenni biografici intorno bo arcivescovo di Renevento, e ni-


monsignor Antonio Maria Tra^'cr- pote d'Innocenzo Vili, coli' inter-

sij e descrizione del monumento vento di molti preliili con abiti

cretto al medesimo in s. Maria neri, e diverse famiglie di cardi-


Maggiore, e scolpito dal ca\>. Giu- nali, poi accompagnali alle loro ca-
seppe Fabris, Roma, tipografia del- se dai cursori : sulla porta della
le belle arti 1 843. chiesa si fece distribuzione di can-
UeW Annii'ersario de' fedeli de- dele, e vi fu r orazione funebre.
funti [Vedi) e del funerale che gli Nel i532 ebbe luogo il funerale
celebra il sommo Pontefice, se ne di Gio. Giorgio Cesarini, con elo-

parla ancora all' articolo Comme- gio funebre, ed assistenza del ma-
morazione de' fedeli defunti ed 5 gistrato romano : questo colla fa-

al volume IX, pag. 89 e 90. Il niiglia di Clemente VII, interven-


celebrante, che è il cardinale peni- ne pure al trasporlo del cadavere
tenziere maggiore, non assume né in chiesa, preceduti dai cursori col-
guanti né sandali ; e non assisten- le mazze d'argento. Nel 1592
solite
do il Papa fa egli l'assoluzione, ed si fecero
i funerali ad Onorato
allora il tumulo si mette al solito Caetani duca di Sermoneta, e cantò
luogo, ma rivoltato verso 1 altare. la messa il vescovo di Sidonia alla
Dei funerali pei sovrani cattolici, presenza di sei cardinali parenti
oltre quanto poi diremo, se ne del defunto, oltre molti altri suoi
tratta ai volumi Vili, pag. 19?, e consanguinei. Nei iSgS il popolo
IX, pag. 128: delle cavalcate fu- romano fece i funerali ad Alessan-
nebri per quelli morti in Roma se dro Farnese romano, duca di Par-
ne discorre la 3o6,
307, 3o8 e 809. Il p. Casimiro da
volume X, p. ma
Chiesa,
e Piacenza,
catholicae
gonfaloniere
fidei acerrimo
di s.
i
Roma nelle sunnominate Memorie propugnatori: di quelle celebrategli
,

FUN FUN 61
tlaClemente Vili, ne facemmo me- lenne fu cantata fra i flebili con-
moria di sopia. Nella cima del gran certi della musica ; ma 1' orazione
catafalco fu posta la statua del recitata dal marito, per commozio-
duca a cavallo, col bastone di ca- ne di tenerezza, ed oppressione di
pitano in mano : dentro il cata- dolore non potè finirla. La descri-
falco in forma di tempio , era il zione del funerale la fece Girola-
letto mortorio nobilissimo. V'in- mo Rocchi, e nel 1627 la stam-
tervennero quasi tutti cardinali i pò il Zannetti, insieme col dise-
ed immenso popolo, ad onta del- gno del catafalco, con le composi-
la pioggia: recitò l'orazione latina zioni accademiche, e con l'orazio-
Gabriello Cesarini , vestito d' una ne funebre. Nel i63o il senato e
roba lunga da senatore di velluto popolo romano celebrò solenni ese-
riccio j e con altra sua italiana quie a Carlo Barberini fratello di
fu stampata dal Zannetti. Nel 1602 Urbano Vili, allora regnante, e
il senato e popolo romano celebrò generale di s. Chiesa. Cantò la
i funerali a Gio. Francesco Aklo- messa vescovo di Ferentino, alla
il

brandini capitano generale di s. presenza dei cardinali con cappe e


Chiesa, e nipote dell'allora regnan- vesti violacee, invitati dai conser-
te Clemente Vili. Cantò la messa vatori di Roma insieme a molti
Orazio IMattei vescovo di Rossano prelati. Oltre i conservatori, v'in-
o meglio Gerace, alla presenza di tervennero senatore di Roma, d.
il

quaranta cardinali, dei primari pre- Taddeo Barberini figlio del defun-
lati, del senatore e magistrato di to col proprio suocero Colonna
,

Roma (che gli eresse in Campido- duca di Paliano, e con molti no-
glio onorevole iscrizione, come a- bili, e della curia romana. Due
vea fatto al cardinal Pietro di lui giovani vestiti di lutto erano pres-
fratello); cinque vescovi fecero le so il letto con duobns Jlahellis, seii
solenni assoluzioni, l'uditore delle lande rolis de tajftitano nigrò cuni
contraddette Verospi pronunziò dot- insignìbiis defunctij e sopra il let-

ta orazione funebre, e sul letto, to fu posta corona aurea. L' ora-


posilum sub castro doloris, fu po- zione funebre la recitò d. Giulio
sta la spada, il bastone di gene- Cenci romano, avvocato concisto-
rale, il due speroni d'o-
cappello, e riale, ed avvocato del popolo ro-
ro. Nel 1627 fu fatto il funerale mano con veste nera de sajelta
a Sitti Maani Gioerida, moglie del fllediolani ordinario modo docto-
celebre Pietro della Valle nobile rnni, et cuni birreto clericali; indi
romano, morta molto tempo in- cinque vescovi fecero le assoluzio-
nanzi, e sepolta nella cappella di s. ni, proni dici tur in libro pontifica-
Paolo. Vi assisterono le principa- li. fu pubblicata colle
L'orazione
li dame e i più pregiati cavalieri stampe; magnifica fu la macchina
della città, ventiquattro cardinali ,
del catafalco, ed anche l'esterno
e popolo innumerabile. Nobile e della porta della chiesa fu ornato
sublime fu il catafalco, con epitaf- con grandi colonne e statue: fu-
fi in dodici lingue, per esprimere rono impiegate cinquecento torcia,
che la morte di Siiti veniva com- cinquemila duecento libbre di ce-
pianta da tutte le nazioni. I lumi ra, e distribuito a' poveri ventisei
furono in gran copia; la messa so- rubbia di grano in pane. Nel i632
-

67 FUN FUN
con solenne pompa lii poi tatù in «piali faremo menzione di due re-
Alaceli il tadaveie del duca Sa- centi casi. Dicemmo all' articolo
velli ambasciatore dell'imperatore, Frosini Cardinal, che ancora nel-
dalla chiesa di s. iN'iccola in Car- la sua diaconia di s. Maria in Cos-

cere, essendo appaiale ambedue le medin gli furono celebrale 1' ese-
chiese di nero. IVella processione vi quie con recita di orazione fune-
furono i putti del Letterato, poi bre ; nei coretti assisterono i car-
ospizio di s. Michele, gli orfanelli, dinali Zurla, Weld, Brignole, Ri-
tredici compagnie di sacchi, tiedi- varola, Mattei e Gazzoli. Dopo a-
ci fraterie , i frati d'Araceli , e i vere l'università romana celebrato
conventuali, quattrocento portanti il funerale di espiazione pel car-
torcie :cadavere sopra gran-
indi il dinal Giacomo Giustiniani camer-
dissimo letto coperto con coltre di lengo di s. Chiesa, ed arcicancel
broccato d'oro, con la guardia del liere cìell'università, la pontificia ac-
Papa, ed cursoii avanti in abito
i cademia romana di archeologia, che
paonazzo con bastoni innigentati. ha nella medesima università iu
Intorno al corpo erano candclliero- propiia sede, come a suo protet-
iiì con lorcic accese, e quattro ban- tore, l'ultimo di febbraio i844)
derole con la s.ua arma: la caval- fece altrettanto nella chiesa dell'u-
cata dei mazzieri , e famiglia del niversità, perciò apparata a lutto,
Papa , con molti prelati, chiudeva con iscrizione analoga alla circo-
la processione funebre. JN'el 1669 stanza, posta sulla Ironie del sa-
ebbe luogo solenne funerale per gro tempio. Celebrò la messa mon-
Francesco duca di Beaufort figlio signor Gio. Battista Rosani vesco-
di Cesare duca di Vandonio na- , vo di Eritrea, socio oidinario del-
turale di Enrico IV e di Gabriel- l'accademia, alla presenza del pre-
la di Estrees, glorioso per n)ilitare sidente e soci dell'accademia slessa,
imprese, figurate nel maestoso e e nei coretti dei cardinali Riario
decoroso catafalco, disegno del cav. Sf(jrza protettore di essa, e camer-
Bernino, ma senza lumi, sparsi pe- lengo di s. Chiesa, Macchi, Poli-
rò per la chiesa su grandi candel- dori, Mezzofanli, Gazzoli e Grimal-
lieri d'argento. Fu cantata la mes- di, tulli soci d'onore dell'accademia,
sa dall'arcivescovo di Damasco lloc- non che altri personaggi. Il conte
ci, alla presenza di molli cardina- Giuseppe Alborghetti socio ordina-
li, prelati, senatore, conservatori, e rio e tesoriere dell'accademia, re-
tutta la nobiltà di Roma. Il p. A- citò un aflfettuoso ed elegante elo-
dami gesuita disse l'elogio iunebre. gio, che destò commozione negli
Siccome abbiamo veduto che nei uditori. In quanto ai memorali fu-
tempi antichi solevano i cardinali nerali che r università celebra al
assistere ai funerali in abito e cap- defunto cardinal camerlengo arci-
pa, al presente ciò piìi non si pra- cancelliere della medesima , nella
tica, se non per qualche funerale propria chiesa, v' interviene il nuo-
de' sovrani : sogliono però privata- vo cardinal camerlengo arcicancel
nienle assistervinei coretti o tri- liere in cappa, e siede dietro il
bune qualche solenne esequie di
in dossello. V'intervengono gli avvo-
principe o ambasciatore, e di car- cati concistoriali con la cappa chiu-
dinali in particolari funerali, dei sa, i membri dei collegi teologico.

H
FCN FUN G3
medico-chirurgico, (llosofico, filolo- sopra ornato letto di duolo, vesti-
gico, ed i professori della stessei u- to di nero con spada, ed intorno
iii versila, tutti in abito collegiale. quattro palaficnitri vestili di gra-
Dopo la messa cantata da un av- maglia, che sventolavano le quat-
vocato concistoriale, vi è detta l'o- tro banderuole delle sue armi. Il
razione l'uuebre. tempio fu nobilmente parato a
Altre notizie sui funerali di so- lutto cogli stemmi del defunto, e
vrani, principi, ambasciatori ed al- più di cento fiaccole di bianchissi-
ili personaggi , sono riportate dai ma cera. Celebrò pontificalmente la
Diari di Roma, i cui numeri citere- messa di requie 1' arcivescovo di
mo. Nel numero 210 del 171851 Bagusi Comentani , coli' assistenza
legge, che il cadavere di d. Fla- del capitolo della collegiata, de'mi-
minia Maria Borghese Odescalchi nistri e cantori della cappella pon-
duchessa di Bracciano, di notte iu tificia, e per ispiecial indulto di
privatamente portato in carrozza Clemente XI , in mattina
quella
alla chiesa parrocchiale
de' ss. A- lutti gli altari della chiesa furono
postoli,dove nella mattina seguen- dichiarati privilegiati. Indi venne
te si vide vestila con l'abito di s. tumulalo collo slesso vestiario, e
Francesco e scalza sopra il letto , con molte medaglie, entro cassa di
di duolo, con quattro banderuole abete, la quale fu messa dentro al-
air intorno : il letto come la chiesa tra di piombo, sulla quale era in-
erano ornali di drappi neri e di cisa analoga iscrizione. Nel numero
bianchi veli , ardendo intorno al 4^3 del 1720, si riporta come il

Ietto cento grossi cerei di cera bian- cadavere della principessa d. Lau-
ca. Clemente XI ordinò che i can- ra Altieri verso le tre ore di not-
tori della cappella pontificia e i te fu portato in carrozza alla chie-
ministri della sagrestia pontificia vi sa di s. Maria sopra Minerva ; nel-
si portassei'o, per assistere alla mes- la mattina seguente, ch'era il gio-
sa pontificata da monsignor Bra- vedì santo ,
giorno in cui non si

schi vescovo di Sarsina. Degli ono- possono celebrare i funerali, il ca-


ri funebri resi da Clemente XI ad davere venne esposto tra una mol-
Alessandro Sobieski figlio del re di titudine di cerei, per tutto il tem-
Polonia, ed a Filippo Maurizio fi- po che si celebravano le sagre fun-
gho dell'elettore di Baviera, ne par- zioni, e perciò si apparò nobilmen-
lammo volume X, pag. 3o6 del
al te tutta la cappella di s. Domeni-
Dizionario inoltre il Papa di pro-
; co, colla navata dinanzi : il cada-
prio pugno scrisse ai genitorù di vere vestito da monaca si pose sul
tali principi, consolandoli con pa- letto di duolo, ove stavano sola-
terne condoglianze. Nel numero mente appoggiate le quattro ban-
4o8 del 1720 si legge, che il ca- deruole. Nel numero ggr del 1723
davere del principe d Antonio Ot- vi è la descrizione del funerale
toboni nipote di Alessandro Vili, celebralo al granduca Toscana
di
padre del vixente cardinal Pietro, Cosimo 111 agli ti dicembre, dal
e già generale di s. Chiesa, -verso capitolo valicano nella basilica di
le tre ore di notte in carrozza fu s. Pietro, per essere slato dichia-
portato alla chiesa di s. Marco, e ralo canonico della medesima da
nella mattina seguente fu esposto Innocenzo XII, perchè potesse in
FI \
tappa venerare da vicino, nell an- di Spinelli arcivf'scovo di .Napoli.
no santo iroo, le tre reliquie mag- L' ultima cavalcata funebre celebra-
giori. >el volume X, png. 3o6, si ta in Roma per una regina ivi
è detto come Clemente Xll fece defunta, è quella per Maria Lui-
celebrare magnifiche esequie alla sa di Borbone regina delle Spa-
regina Maria Clementina Sobieski gne e dell'Indie, a' 1 o gennaio
moglie di Giacomo III re cattoli- 18 19, che co' suoi (linerali de-
co d' Inghilterra, nella chiesa de'ss. scrivemmo ai volumi IX, p. 128,
Apostoli, ove fu portato il cadavere e X, pag. 807 e seg. jVella morte
in carrozza, con cavalcata ed assi- poi di Maria Isabella di Braganzti
stenza de' cardinali; ed al volume regina delle Spagne e delle Indie,
IX, pag. 128, si disse del funerale il suo consorte re Ferdinando VII
celebralo alla medesima regina nel- anche in Roma gli fece celebrare
la basilica vaticana dopo il solen- solenne funerale a' 28 settembre
ne trasporto (nel quale il capitolo 18 19 nella chiesa di s. Ignazio, per
vaticano con indulto assunse la cap- mezzo del suo ministro cav. d. An-
pa a cagione della stagione ed oia) tonio de Vargas. Architetto del
del cadavere, con l'intervento di gran catafalco fu il cav. d. Isido-
alcuni cardinali, quali pure inter-
i ro \elasquez, del resto degli addob-
Tennero al trasferimento del suo bi ed ornati il cav. Pentini, e riu-
cadavere, nel mausoleo erettogli scì opera splendida, magnifica e
jiell'istessa basilica. Le descrizioni sontuosa, avendovi lavorato piii i

di tali funerali si leggono nei nu- valenti scultori ed artisti, come si


meri 2729 del 1735, e 4^93 del legge nell'opuscolo: Pompa fune-
1745. JVel detto volume IX, pag. hrt per le solenni esequie di /ila-
128, si dice eziandio dei funerali ria Isabella di Braganza regina
celebrati da Clemente XIII a Gia- delle Spagne e delle Indie, fatte
como mentovato, e di quelli
III celebrare in Roma da S. M. C.
fatti dal suo figlio cardinal Yorch V augusto consorte Ferdinando PI
nella basilica vaticana, di cui era l'anno 8 q, descritta da Giusep-
1 1

arciprete, e ad ambedue interven- pe Antonio Guattanij Roma 1820


nero i cardinali ; ciò è liportato nella stamperia de Romauis no- :

dai numeri 756g e 7072 dell'an- bilissima edizione con belli rami.
no 1766. Ivi pur si dice come Le lapidi latine le scrisse il cele-
Clemente XIII avendo inteso che bre sacerdote Domenico Antonio
il ve erasi di nuovo ammalato, do- Marsella. Celebrò la messa monsi-
po la colletta pio rege iiifìrmo, gli gnor Francesco Bertazzoli arcive-
compartì l'apostolica benedizione, scovo di Edessa, ed elemosiniere
sospese l'apertura dei teatri, e vol- segreto di Pio VII, assistito dai mi-
le che tutte le basiliche, chiese col- nistri e cantori della cappella pon-
legiate ed insigni di Roma, dopo tificia, ed alla presenza de' cardi-
la sua morte gli cantassero una nali, e del corpo diplomatico, in-
messa di requie, come avea prati- vitati dal suddetto ministro, che li

cato per la regina consorte Cle- ricevette e ringraziò dopo la fun-


mente XlI, sospendendo i teatri zione.Pronunziò l' elogio funebre
i>enchè carnevale, e le illuminazio- monsignor Gio. Francesco Marco y
ni per l'esaltazione al cardinalato Catalan uditore di rota .^pagnuolo,

ì
FUN 65^
poi cardinale, uell' idioma latino, nel di incedevano a piedi, ed a cnpo
quale, e con la traduzione in italia- scoperto l'incaiicato di alìari di
no è riportato nel detto opusco- Francia presso la santa Sede, cui
lo. Dopo ebbero luogo le cinque facevano ala gli attaccati alla le-
assoluzioni, che fecero i monsigno- gazione, i gentiluomini di corte, ed
ri Guerrieri arcivescovo d' Ate- altri Venivano appres-
personaggi.
ne poi vescovo di Rimino , Frat- so notaro regio, intendente ed
il

lini arcivescovo di Filippi, e vice- impiegati dell'ambasciata, i depu-


generale di Roma, Coprano arci- tati de' regi pii stabilimenti fran-
vescovo d'Iconio poi caidinale, Me- cesi in Roma, de' quali si parla al-
nochio vescovo di Porfirio , e sa- l'articolo Francia (^Fedi), il diret-
grista del Papa, e Bertazzoli cele- tore, pensionati, ed allievi dell'ac-
brante. cademia di Francia in Roma , ed
Nel numero 44 <^^' Diario di un numero consideiabile di nazio-
Roma del 1887, si legge un giu- nali residenti nella detta città. Chiu-
sto e bello elogio, ed il funerale devano la pompa funebre, le ti e
fatto in tale città al marchese Fio- carrozze nobili di corte, quelle dei
rimondo di Latour-Maubourg am- componenti 1'
eccellentissimo corpo
basciatore di Francia presso la san- diplomatico presso la Sede aposto-
ta Sede, morto ivi a' 2 3 maggio, lica, precedute dalla carrozza del
la quale rappresentanza al presen- cardinale Lambruschini segretario
te funge lodevolmente il degno fra- di stato, quella di monsignor Actou
tello conte Settimio de Fay La- uditore generale della camera ora
tour Maubourg, anch' egli pari di cardinale, ed altre di nobili roma-
Francia. Di tal descrizione qui ri- ni. Giunto il convoglio funebre ai-

porteremo un breve cenno. Il ca- la regia chiesa , fu ricevuto con


davere dopo essere stato imbalsa- croce inalberata alla porta prin.i-
mato, e rinchiusi i precordi in un pale dal superiore e dai cappella-
vaso secondo il costume, venne es- ni in cotta, e dopo l'assoluzione
posto ne' giorni 26, 27 e 28 sopra alle mortali spoglie, queste vennero
maestoso catafalco in una delle sa- deposte e collocate sopra un gran
le del palazzo Colonna residenza , catafalco, innalzato a pie della na-
dell'ambasciata francese: la gran vata di mezzo. Nel giorno seguen-
sala della cappella fu addobbata a te celebrò la solenne messa mon-
lutto, e vi furono eretti tre altari signor Piatti arcivescovo di Trebi-
privilegiati per la celebrazione del- sonda, e vicegereute di Roma, col-
le messe. Nella sera dei 28 il ca- r accompagnamento de' cappellani
davere fu trasportato alla regia cantori pontificii, dopo la quale fe-

Chiesa di s. Luigi de^francesi ( Fé- cesi dallo stesso prelato la solita


di) con questo cerimoniale. Apriva assoluzione intorno al cadavere. Le
il funebre convoglio un drappello due tribune del coro erano state
di cavalleria, quindi seguiva ma- riservate, quella a destra ai cardi-
gnifica carrozza, parata a bruno, nali, e la sinistra ai prelati delie
dentro la quale si collocò il corpo, primarie cariche; nella prima as-
attorniata da numeroso stuolo di sisteva ilLambruschini.
cardinale
staffieri e di famigli del defunto, Quattro grandi tribune costruite ai
con cerei accesi, e l' ombrellino. In- due lati della nave maggiore, era-
\0L. xxviu. 5
C6 FUN FUX
no occupate dal corpo diplomali- scovi assistenti al soglio, ed i mi-
nistri della cappella pontificia.
co, dalla prelatura, dai principi, e
Il

da altri nobili s\ romani, ch'esteri, cadavere deve seppellirsi vestito dei


Sedevano nei banchi disposti lun- paramenti pontificali di colore pao-
oo la navata di mezzo i deputati nazzo, e si colloca in due casse,

de' regi pii stabilimenti francesi, il In quanto al trasporto del cada-


direttore, pensionati ed allievi del- "vere dei patriarchi dalla casa in

l'accademia di Francia, e i nazio- chiesa, esso col cappello usuale ne-

nali residenti in Roma. Terminate ro in capo si pone in una carroz-

l'esequie, il corpo fa deposto e sug- za, coi fiocchi paonazzi ai cavalli,

eellalo a rogito del notaro regio Intorno alla carrozza incedono ot-

dell'ambasciata, in una cassa di ci- to servitori in livree di gala, e con


presso, e posta entro altra di pioni- torcie accese. Siegue un'altra car-

bo ed ambedue si rinchiusero in rozza coi cappellani , e camerieri


una terza di abete, e quindi sep- del defunto. Tuttociò che si prati-

pellito rimpetto alla cappella del ca pei patriarchi, come erezione di

ss. Crocefisso. Ivi il sullodato am- altari, vestimenta, trasporto, ed es-


basciatore fratello, gli eresse ono- posizione del cadavere e tutt'altro,
revole deposito, di cui parlammo ha luogo pure pei prelati di fioc-

al citato articolo Francia, ove ag- chelti. Pei funerali di un vescovo


giungemmo altre notizie sulla chie- assistente al soglio si destina una

sa di s. Luigi de' francesi. chiesa capace alla funzione fune-


Sebbene ai rispettivi articoli si bre, parandosi come dicemmo dei

parli delle cerimonie funebri, che patriarchi. Il trasporto del cada-


si praticano pei prelati della santa vere dalla casa alla chiesa si rego-
Sede, ed oltre quanto dicemmo gè- la dall'erede come più gli piacerà:
nericamente di sopra, pure qui fa- in casa si espone cogli abiti pre-

remo cenno delle cose principali di latizi, in chiesa con li .sagri; gli

alcuni. Pei funerali di un patriarca altari non sogliono erigersi né ai

si deve scegliere una chiesa soffi- vescovi, né agli altri prelati, me-
cientemente grande, e si para con no i patriarchi, ed altri prelati di

panni neri, trine d'oro, stemmi gen- fiocchetti, se pure il Papa non li

tilizi, ed effigie di morii. Il cadavere accorda se richiesti. All'esequie vi


vestito d'abito prelatizio si espone mterviene il collegio de' vescovi as-
due giorni in casa, con berretta ne- sistenti, ed soliti ministri della
i

ra in capo: nei due giorni tanto ai cappella pontificia, essendo esposto


patriarchi che agli altri prelati di il cadavere sul letto, con cerei pre-
fiocchetti, celebrano in casa del-
si scritti dallo statuto del clero, ma
le messe negli altari eretti secondo senza banderuole. Il cadavere de-
il solito, ma sempre con permesso, ve seppellirsi vestito de' paramenti

Dopo il trasporto in chiesa il ca- messali ossia pontificali, e in due


davere si paramenti sa-
veste coi casse. Pei semplici vescovi si prati-

gri, e si espone sul letto con quat- tica altrettanto, meno l'assistenza

tro banderuole ai lati. Il numero del collegio di quelli assistenti al

dei cerei intorno al letto si regola soglio. I funerali del vicegere.nle si

secondo lo statuto del clero. All'è- regolano al modo indicato di so-

sequie interviene il collegio de' ve- pra, essendo o patriarca o vesco-


è

FON FUx\ 67
vo. ^'el trasporlo dalla casa alla nerale, sono come quelli dell'udi-
chiesa, intervengono i curati in i- tore della camera, essendo aneli e-
stola nera , e torcia accesa, ed il gli come il maggiordomo prelato
camerlengo del clero in cotta, sto- di fiocchetti. I funerali del mag-
la, e piviale nero. Dopo la bara giordomo si regolano come quelli
sieguono lutti gli ufficiali del tri- dei patriarchi; si debbono pero
bunale del vicariato. Nella mattina avere quelle avvertenze che indi-
dell'esequie si canta l'ufficio dai cammo di sopra circa i cadaveri
parrochi, che insieme cogl' indivi- dei cardinali palatini, tanto nell'e-
dui del nominato tribunale assisto- sposizione in casa, quanto nel tras-
no poi alla messa di requie. I fu- porto del cadavere in chiesa. Nel-
nei-ali del governatore di Roma, le esequie intervengono i ministri
sia nel trasporto alla chiesa, la pa- della cappella pontificia, e la ca-
ratura di essa, e l'esposizione del mera segreta del Papa si eccle-
cadavere in casa e in chiesa, co- siasticache secolare. Se il defunto
me ai patriarchi, comprensivamen- è vescovo, assiste anche il collegio
te all'erezione degli altari ed alle de' vescovi assistenti al soglio. La
quattro banderuole. Il cadavere si guardia svizzera non ha luogo ne
espone sul letto rivolto all'altare s' al trasporto del cadavere in chiesa

sacerdote o vescovo, e vestito degli uè all'esequie, dappoiché tal guar-


abiti sagri del suo ordine ; se è dia accompagna il maggiordomo
chierico il cadavere è rivolto alla sol quando esercita qualche azione
porta della chiesa, vestito con cap- di sua carica, e in rappresentan-
pa sciolta. Il numero de'cerei si re- za del Pontefice. I funerali del
gola collo statuto del clero. Alla maestro di camera consistono nel-
messa intervengono i ministri della la paratura della chiesa con panni

cappella pontificia, e vi assistono neri, stemmi, ed effigie di morte;


il cardinal camerlengo di s. Chie- nel trasporto sulla bara preceduto
sa, tesoriere, chierici di camera, dalle arciconfraternite, e dalle fia-
e ministri del tribunale della ca- terie. Il suo cadavere in casa si

meia, non che i ministri del tri- veste cogli abiti prelatizi e berret-
bunale del governo vi assiste il : ta in capo; in chiesa con quelli
cardinal camerlengo, perchè il go- del suo ordine sagro, ed in cappa
vernatore è pure vice-camerlengo. se non li ha, praticandosi nel re-
11 cadavere si seppellisce cogli abi- sto quanto si disse di sopra. Alle
ti coi quali fu esposto, ed in tre esequie intervengono i ministri del-
casse. I funerali dell' uditore gene- la cappella pontificia, e la camera
rale della camera apostolica si re- segreta del Papa ecclesiastica e
golano come quelli de'patriarchi, secolare. Qui noteremo che i fu-
ed in quanto agli abiti, secondo nerali dei famigliari del Pontefice
il suo carattere sagro, al modo si descrivono ai rispettivi articoli,

detto: a questi funerali interviene e da diversi esempi ho rilevato


il tribunale della cameia, compre- che pei cadaveri dei camerieri se-
si i chierici di camera, e ministri greti partecipanti ecclesiastici e se-
della medesima: il funere nel resto colari, e persino al caudatario, ed
è come quello de' prelati di fioc- al crocifero ,
può usarsi il let-

chetti. I funerali del tesoriere gè- to: quelli degli altri prelati, meno
68 FU IV FU\
l'inferveiìto ilella camera spgiota, assumono nelle cavalcale, a* piedi

sono come quelli del niaeslio di dello slesso letto, l'rima nell'ese-
camera; e di quelli rivestiti di qual- quie dei defunti uditori di rota,

che primaria carica, le particola- ed avvocati concistoriali, come di-


rità sono riportate ai loro articoli, cemmo dei loro anniversari, inter-
ivi prelati die non appartengono venivano ambedue collegi ora i :

alle nominate categorie nei loro però è andato in disuso linvito


funerali si osserva quanto dicemmo di quel collegio a cui non appai-

del maestro di camera del Papa: teneva il defunto. Dei funerali dei
a tutti i pi ciati si pone a* piedi Cantori della cappella pniitificia

del letto, o della bara il cappello {redi), ne parlammo a quell'ar-


pontificale; così ai patriarchi, e ticolo.Essendo morto nel maggio
vescovi. Nelle esequie dei prelati che 1844 monsignor Giuseppe I5iiini
appartengono a qualche collegio, romano, direttore e camerlengo
questo v'interviene, così pratican- dei cappellani cantori della cappel-
dosi per gli uditori di rota, pro- la pontificia, di fama europea per
tonotari apostolici partecipanti, chie- la sua valentia nella musica sacri,
rici cMmera, votanti di segnatu-
di nel trasporto del di lui cadavere
ra, ahhieviatori di parco maggiore, alla chiesa di s. Maria in Valli-
avvocati concistoriali, ec. ec. La cella, seguirono il feretro in segno
chiesa pegli uditori di rota può di amore e di stima tutti i p<jn-
pararsi con ornamenti di trine d'o- tificii cantori vestiti di sottana, col-
ro: in casa ed in chiesa si espon- lare e fascia di seta paonazza, e
gono sul letto vestiti del loro feiraiuolone di seta nera, essendo
inanfellone e berretta, se il ca- questo r abito col quale essi re-
davere è incassato il mantellonc cavansi sino agli ultimi del secolo
e la berretta si jìongono sul fe- passato alla quotidiana ulTì/.iafuia
retro ; ai loro funerali oltre il lo- della cappella palatina ove al)ita-

ro collegio assiste quello dei pro- va il Pontefice; abito col qiiile


curatori di collegio con le cap- incedono alle cappelle prelatizie
pe rivoltate , cioè col cappuccio anche di funerali, dappoiché assu-
senza mostra di seta. Qui note- mono su tale sottana la cotta
remo , che i ministri e cantori nelle cappelle papali e cardinalìzie.
della cappella pontifìcia spettano Il cadavere dell'illustre monsignor
ai patriarchi, prelati di fiocchetti, Baini, come cameriere d'onore del
ai prelati dei diversi collegi, ai ca- Papa, in abito paonazzo racchiuso
merieri segreti ed altri primari nella cassa, fu esposto su letto, o-
lìimigliari pontificii effettivi, per di- ve pure si collocarono la berrelfa,
ritto, qualora gli eredi vogliano In stola, la sottana paonazza, e due
profittarne. Il cadavere però degli libri, i pontificii cantori vi assiste-
avvocati concistoriali si espone con rono in coro, ed i maestri delle
fa cappa chiusa sopra il letto, coi cerimonie pontificie in mantellone,
libri sul medesimo siccome dot- essendo stati invitati. Uno di detti
tori ; ciò che pur praticasi con cantori cantò la messa di requie
quello degli uditori di rota po- ,
coll'assistenza del diacono e sud-
nendosi il cappello semipontificale diacono del medesimo collegio.
nero, che gli avvocati concistoriali Daremo termine a questo aiti-
FUN FUN 6n
colo con alcune nozioni sui fune- per ognuno, e tutti ricevono due
rali romani dei principi, degli am- candele. 11 cadavere del principe
basciatori, dei ministri diplomatici, si veste con l' abito di città, che
dei marchesi di baldacchino, e lo- equivale a quello puie nero dei
ro niogh , ed a queste e ai loro gentiluomini (di cui parlammo al-

mariti compete il trasporto del ca- l'articolo Famiglia dei carclmali,


davere in carrozza, la quale pure Vtclt), con ispada al fianco, e cap-
si deve ai patriarchi, e prelati di pello con piume in testa. Se il de-
fiocchetti. Ai baroni, marchesi sem- funto è ciamberlano od altro di

plici, conti, e cavalieri, come alle qualche sovrano, si veste dell abito
loro mogli e figli, in Roma non proprio di tal grado ricamato, e
compete la carrozza, e si tiaspor- se ha decorazioni equestri, ancora
lano dalla casa alla chiesa sulla con queste. Indi si espone in ter-
bara, con accompagno di confrater- ra il cadavere, sopra coltre nobile
nite, di fraterie, e^ di preti a pia- di lama d'oro, in una delle came-
cere degli eredi. E da avvertirsi re parate, e sotto un gran padi-
che patroni delle chiese entrano,
i glione nero. Intorno alla coltre si

o sia sono introdotti loro cada- i forma un ampio riparo con banchi
veri in esse per la testa ; se non coperti di drappi neri ed ornati
Io sono, s'introducono dalla parte con effigie di morti, e slemmi gen-
dei piedi. Per la pompa funebre tilizi. Nella parte davanti, si pon-
dei principi e marchesi di baldac- gono ai lati due candellieri chiama-
chino che godono le insegne e pre- ti colonnette indorate o inargenta-
rogative de'priucipi, il maestro di te, con grossi cerei ardenti. Nella
casa del defunto fa avvertito il medesima camera si forma una ban-
parroco e sagrestano della parroc- cata con spalliera e parata di nero,
chia per lutto l'occorrente. In casa che serve per quellli che debbono
poi si suole parare due o tre ca- pone pure nella
recitare l'uffizio. Si
mere di nero, bianco, e giallo, con detta camera un tavolino coperto
ti ine d'oro ; si alzano tre o quat- di tovaglia bianca, con sopra il Cro-
tro altari,più o meno a piacere; cefisso, ed il secchiello ed aspersorio
indi ha luogo la recita dell'uffìzio con acqua santa per le aspersioni
de' morti, e la celebrazione delle che debbono fare quelli che han-
messe di requie nei giorni che il no recitato l'uffizio. In questa ca-
cadavere rimane esposto in casa. mera, come dicemmo dei cardinali,
Avendo il parroco intimato i reli- non si suole alzarvi gli altari, al-

giosi per la ad
recita dell' uffìzio, trimenti non si può porre il cada-
ore 2 1 lo recitano dodici cappuc- vere sotto il padiglione o baldac-
cini, cui succedono ad ore 22 do- chino. In tutto il tempo che il

dici minori osservanti, ed ai pri- cadavere resta esposto in casa, nel


mi come ai secondi si dà uno scu- giorno dalla parte sinistra gli fa

do per ogni corporazione ed ai , la guardia un gentiluomo, vestito


religiosi una candela per cadauno. coll'abito di città.
Alle ore 23 subentrano alla recita Nella sera del trasporlo pubbli-
dell uffizio il parroco con dodici co, il cadavere si colloca dentro
sacerdoti il primo riceve baiocchi
. carrozza funebre nera, ordinaria-
quaranta, i secondi baiocchi venti mente addobbata con drappi neri^
-

no FUN FDN
e tirata da due cavalli, guarniti re l' uflicio, e per gì' individui del-
con finimenti neri e fiocchi, ed i l'anticamera del defunto, che us-
cocchieri e servitori assumono le sistono alla messa cantata. Questa
livree di Precede il convo-
gala. suole celebrarsi dal superiore del-
glio funerale una squadra di gra- la chiesa, ovvero è pontificata da
nattieri, indi due individui sono un vescovo dopo la messa ha luo-
:

portatori di torcie a vento ossia di go l'assoluzione intorno al cada-


pece, un servitore con l'insegna vere, tenendo il clero, come fa- i

deli' ombrellino, altri portatori di migliari del morto, candele accese


torcie di cera bianca avanti ed in- in mano. Dopo terminata la fun-
torno alla carrozza, le carrozze di zione di requie, succede la tumu-
corteggio coi famigliari d' antica- lazione del cadavere com' era ve-
rnerà, e i servitori a piedi con lan- stito, ponendosi entro la cassa di
terne,chiudendo la pompa altra legno con materasso e cuscino, e
squadra di granattieri. Il cadave- da im Iato il tubo di latta, conte-
re è vestito coi medesimi abiti; ai nente l'iscrizione necrologica del
suoi lati siedono il curato, ed al- defunto, alla presenza della fami-
tro prete, e di contro il delatore glia di esso e del notaro che ne
della croce. Giunta la pompa fu- fa il rogito, e chiusa che sia la
nebre alla chiesa ove debbonsi ce- cassa sigilla in vari luoghi la fel-
lebrare l'esequie, il cadavere dal- tuccia con cui in forma di croce è
la carrozza si pone sulla bara, ed stata involta la cassa. Indi la cassa
all'ingresso nella chiesa il clero si pone in altra di piombo, che
trovasi a riceverlo con candele ac- si salda e sigilla collo stagno, e
cese: lacroce si colloca sull'asta, questa si mette nella cassa di ci-
e prende luogo tra i due accoliti, presso, e poscia si cala nel sepol-
facendo quindi l'assoluzione sul ca- ero gentilizio se vi è, altrimenti
davere il superiore della chiesa, ciò si fa la sera in quella chiesa
che con piviale nero aveva at- Io ove esiste. Alle mogli ed ai figli e
teso sulla porta. Dipoi il cadavere figlie dei principi e marchesi di
com'era vestito si mette in terra baldacchino, si fa lo stesso funera-
su nobile coltre, formandosi intor- le, e le femmine si vestono tulle
no uno steccato di banchi, egual- di nero. La chiesa ove si fa il det-
raente parali di nero, e decorati to funerale è parata con drappi
con istemmi ed effigie di morte, neri, frangie, trine e galloni d'oro,
In terra vicino al cadavere si dis- con ornati ed istemmi del defun-
pongono quattro banderuole di taf- to,con rainoie o maggiore magni
feltano nero con l'arme gentilizia, ficenza a piacimento: sulla porta
Inoltre attorno al cadavere si pon- della chiesa, dalla parte esterna, si
gono più mazzi di cera bianca, a- alza una grande arme gentilizia del
venti ognuno tre o quattro cerei: a defunto, talvolta con iscrizione, con
capo e ai piedi del cadavere si dis- addobbo di drappi neri,
pongono due candellieri o colon- In morte degli ambasciatori e
nette inargentate, con grossi cerei ministri plenipotenziari si espongo-
ardenti. Lateralmente si erigono no loro cadaveri in casa su letto
i

due bancate coperte di drappi ne- funebre, colle vesti loro proprie e
li, per quelli che debbono recita- decorazioni equestri di cui erano
I^ L N ILW 7t
insigniti. Ai quatlio angoli del let- corazioni. Le mogli, le figlie ed i

to si mettono altrettanti candellie- figli de' sopraddetti, come essi han-


ri o Lolonnelte inargentate con ce- no gli onori funebri dell'esposizio-
rei ardenti, ed il resto si pratica ne in casa ed in chiesa, consisten-
come ai principi, sia chein casa, te cioè in terra su nobile coltre ,

nel trasporto in chiesa, oltre quan- con due candellieri in casa , ed in


to dicemmo di sopra, parlando del chiesa con sei o otto mazzi di cera
funerale dell'ultimo defunto am- inforno, e due candellieri o colon-
basciatore di Francia. Il cadavere nette indorate o inargentate da ca-
si espone in chiesa su letto fune- po e da piedi, con grossi cerei ac-
bre, con ottanta cerei accesi attor- cesi. Attorno alla coltre
si forma

no, e quattro torcieri agli angoli un riparo di banchi coperti a bru-


del letto, ove pure stanno quattro no con morti, ed istemmi del de-
famigliari vestiti di nero che agi- funto : più lateralmente si forma-
tano prima e dopo messa le
la no due bancate coperte di panni
banderuole coi rispettivi stemmi neri, per quelli che dovranno re-
del defunto; lasciandosi le ban- citare r uflìzio : in tutti gli altari
deruole addosso al letto mentre si della chiesa esponente si celebrano
canta la messa da un vescovo, dal messe basse con quattro candele
superiore della chiesa, o da altro accese, e sei grossi cerei ardono al-
ecclesiastico : il resto si pratica co- l'altare maggioi-e, ove si canta la
me ai principi ; le mogli e figli messa Ordinariamente la
in terzo.
degli ambasciatori e ministri ple- pompa funebre con cui suddetti i

nipotenziari hanno l'onore del fu- cadaveri sono trasportati dalla casa
nerale come le principesse, e i in chiesa, con minore o maggiore
loro cadaveri, come quelli di es- decoro a piacimento, è la seguente.
se , nero sono esposti in
vestiti di \crso le ore due della sera, pre-
terra, sia in casa che in chiesa. Pe- ceduto e seguito da torcia accese
rò l' insegna dell' ombrellino spetta di pece, parte il convoglio compo-
ai soli principi, marchesi di baldac- sto da alcuna arciconfraternita, ov-
chinOj ed ambasciatori, non ai mi- vero degli orfanelli, se il defunto è
nistri. un giovinetto, coi loro stendardini,
I cadaveri dei marchesi sempli- indi seguono circa ottanta cappuc-
ci, dei baroni, dei cavalieri, delle cini, ottanta minori osservanti, e
loro mogli, figli e figlie si espon- quaranta religiosi o preti della
gono tanto in casa quanto in chie- chiesa esponente, e tutte le dette
sa vestili di nero : gli uomini con corporazioni, compresi i preti e frali
abito da città, o con quegli abiti della chiesa esponente, portano ac-
che hanno secondo la qualifica che cese quattro torcie di cera, dando-
li distinse in vita, in un alle de- sene sei agli orfanelli, o arcicon-
corazioni equestri. Se il cadavere fialernite : incedono poscia il ca-
deve incassarsi, allora la coltre di merlengo del clero, e il curalo con
lama d'oro, ovvero nera di vellu- l'accompagno ognuno di tre sacer-
to con ricami e trine d'oro, invece doti. cadavere portato sulla bara
Il

di porsi sotto il cadavere serve a è circondalo da sedici torcie por-


cuoprire la cassa, con sopra il cu- tale dagli orfanelli se il defunto è
scino, il cappello, la ^pada e le dc- un giovinetto, e dai confrali se è
,

77 FUN FUN
adulto; indi seguono due facchini se, ordinariamente due di piì» nel
con casse di cera pel funerale , e numero, di quelle che circondavano
la carrozza della famiglia con ser- il cadavere nel trasportarlo in chie-
vo a piedi con lanterna. Se il de- sa. Però va avvertito, che se gli
funto non ha sepoltura gentilizia eredi pretendessero di fare ai de-
non potendosene erigere di nuove funti di qualunque condizione un
«lopo le odierne prescrizioni, la se- funerale more pauperuni, non gli
ra delle esequie il di lui cadavere viene impedito; ma il parroco ha
ii trasporta al Ciniiterio di s. Lo- tutto il diritto di pretendere gli

renzo (Fedi), presso la patriarcale emolumenti della chiesa, e suoi,


basilica di tal nome, ed ivi si tu- in forza dello statuto di Roma, e
tiiula in apposito sepolcro con mar- può in conseguenza citarli in giu-
morea iscrizione. Qualora questo dizio prò funere non facto, tranne
trasporto si voglia fare di giorno il caso di vera indigenza in cui si

con pompa funebre, presso a poco trovasse la famiglia del defunto. In


è come il seguente. Precede un'ar- quanto alla recita delle orazioni fu-
ciconfraternita, seguono circa cin- nebri nelle esequie, al cardinrde vi-

quanta cappuccini, e minori osser- cario spetta darne la licenza. Negli


vanti, il curato con prete di ac- Slatula Urbis Roniae nulla ritro-
compagno, e se la chiesa esponen- vasi intorno ai funerali, e neppu-
h; non è la propria cura, incede re negli ultimi di Gregorio XIII,
come nella sera precedente, e con pubblicali anch'essi con le stampe,
prete di accompagno, anche il par- ai quali il senatore Gio. Battista
roco della chiesa esponente, pro- Fenzonio fece le sue elocubrate os-
cedendo intorno la bara otto o servazioni nel i636. Solo dal ca-
dodici confrati con torcie accese, po CXXXVI, De vesdnientis lucu-
(iiunto il convoglio al cimiterio, si bribus, et funeris impensa, abbia-
fa l'assoluzione del cadaveie, indi mo ciò che si doveva a ciascuno
la cassa di legno o pino, nella qua- de' coniugi nello stato di vedo-
le è stato collocato, si pone entro vanza. » Mortuo marito, cum li-

altra di piombo con analoga iscri- » beris, veluxore superstila,


si ne,
zione, e si seppellisce nel prepara- >» si uxori vestimenta lucubria non

to sepolcro. » reliquerit, uxor de bonis viri


In Roma i cadaveri di altre >j habeat vestem unam, et litjeos
persone hanno la pompa fune- >y pannos, quae appellant pannum
bre secondo le qualità e prero- » listatum, superiectum, linteamen,
gative de' defunti, e di molti se M pectorale, et cingulum, nec non,
ne fa menzione ai rispettivi arti- » caligas^ et crepidas juxta per-
coli del Dizionario. I funerali or- » sonarum , et dotis qualitateni,
dinari poi, se gii eredi vogliono w autem, mortua uxore,
Maritus
onorare il defunto, sono presso a » lucrum dolale supra ex-
ultra
poco come quelli degli ultimi de- « pressum, habeat pallium, et sa-
scritti, meno alcune particolarità e « gum, si ve togam unam, et ca-
distinzioni, esponendosi il cadave- » pitium, sive biretum, similiter
re in chiesa sulla bara,
quale la » juxta dotis qualitalem, et perso-
si colloca sopra un basamento, ed « nae conditionura; et lucrum prae-
è circondata da cerei e torcie acce- >! dictum dolale semper iiilclligi-
V,

FUO FUO 73
i) tur deducta funeris impensa ". Papa mandò ai vescovi nelle Pro-
Sisto V neli586, con la costitu- vincie, da recitarsi da loro ai cu-
zione Ciim unaquaque, presso
in rati, acciò sapessero tutti il pro-
il Bull. Rom. tom. IV, par. IV, prio uliizio, ed in essa dice. » Nel
p. 286, emanò varie leggi sulla sabbato santo della Pasqua si e-
prammatica di diverse cose riguar- stingua il fuoco vecchio , e si

danti ai romani, come nel vestire, benedica nuovo, e distribuiscasi


il

nei funerali ec. Nel capo Modera- fra il popolo , e il somigliante si


zione de'funerali, ecco quanto si faccia dell'acqua benedetta ". Gio.
legge: » Non sia lecito all'esequie Reischium scrisse, De igne Pascha-
}> di accompagnare il morto alla li, Francofurti 1698. A. S. Masch,
" chiesa con più di tre servitori ve- Disseitalio de igne religioso, Ro-
'I semplicemente di lutto. Non
stiti slochii 1757. Ne trattano ancora
w sia lecito ad alcuna donna nel Niccola Serarium, Ad Bonifacii c-
" giorno dell'esequie di star nella pistolairij p, 142; Benedetto XIV,
» medesima stanza, nella quale De Feslis, p. 296; Cancellieri, De
>t starà il corpo del defunto, e si Stcrelariis, p. 1946,
1961 e 1978;
« esorta ciascuna di portar quel- ed Alessandro Leslaeum in lìJissa-
>t l'abito modesto, che si convie- li Mozarahico, p. 519. Abbiamo
^ ne e richiede in tale atto di il rame di Picard II, 8, Le feu
» condoglianza ". Nel i583 in nouveau le j'our de Satnedi saint.
Roma anche le persone private ap- Del famoso fuoco artificiale, che
puravano le camere a lutto, come si là in Roma nel Castel s. Ange-

si legge in un documento riporta- lo, chiamato la Girandola e di ,

to dal Bicci a p. 216 della Noli- altri fuochi di gioia, se ne tratta


zia della famiglia Bocca paduli. Il al voi. X, p. 196, 197 e 198 del
succitato JMuret , nelle Céréinonies Dizionario. Pompeo Sarnelli nelle
fiinhbres de toutes les nalions, in Lettere eccles. tratta nella lettera
venti capitoli , tratta : dei funerali XXXV del tom. IV, DeW origine
degli egizi, de' greci, de' romani ,
de' fuochi nelle feste de^ santi. Fsso
de' persi, de' turchi, de' cinesi, de- la tà derivare dall' incendio di Ro-
gli americani, degli isolani, e dei ma fatto eseguire da Nerone , al-
tartari j delle sepolture vivanles cuni dicono per eccesso di crudel-
ìgnées, aqueuses, et aérieiines, non tà, altri per rifabbricarla più bel-
che terrestri ; così dei funerali de- la ; e siccome tale orribile catastro-
gli antichi ebrei, dei scismatici, de- fe attirò a Nerone l'infamia, e l'o-
gli eretici, e dei cristiani , discoi- dio del popolo, quell'imperatore
vendo nell'ultimo capitolo dei di- per diminuirlo, e temendo le con-
ritti funebri. seguenze della generale irritazione,
FUNFKIRCHEN. Città con re- ne incolpò i novelli cristiani, che
sidenza vescovile in Ungheria, os- perciò furono condannati al pa-
sia Cinque Chiese {^Vedi). lo conficcato in gola acciò non
FUOCO. Benedizione di esso che si potessero chinare, e ricopren-
si fa nel sabbato santo. J^. il volu- doli di pece , di papiro e di ce-
me Vili, p. 3 18 del Dizionario. ra , li faceva inoltre bruciare in ma-
11 Rinaldi all'anno 855, num. 2^), niera, che servissero per illumina-
I iporta r omelia che s. Leone I re la notte. In memoria di qiie-
74 FUO FUO
sta prima persecuzione, e del sup- da, vuota nel centro, la coloujba
plizio del fuoco, i cristiani anticlii bianca, contornandola egualmente
incominciarono a fare fuochi di di Fontane e botti, come sopra.
gioia nelle feste de' martiri , che Appena dai musici cantori viene
poi divennero comuni alle feste de- intuonato il Feni Creator Spiritili
gli altri santi, non che furono fatti l'artista dà fuoco alla roccia sud-
con polvere nitrata, ossia fuochi divisata, e la colomba in mezzo al
d'artificio. Così i fuochi di pena fuoco, sopra di un cordino racco-
furono dai cristiani , in onore dei mandato al cenacolo, discende gra-
loro campioni, convertiti in fuochi datamente fino a questo, ed incen-
di letizia. 11 Ducange in Dominìca dia i mille botti ivi esistenti. To-
post Ascensionem, ed in Nebiila, gliesiquella viva, ed il camerlengo
riporta che nell'ordinario della chie- prò tempore della rev. fabbrica
sa di Rouen si prescrive, che men- la dona all' ultima signora sposa

tre si cantava il Feni Creator si del ceto nobile per mezzo del piii
gettassero dall'alto delie foglie di anziano chierico della cattedrale
quercia, e si facessero cadere delle stessa. Più cardinali vescovi hanno
fiamme di fuoco. In un altro della piX)Curato di togliere siffatta rap-
chiesa di Lisieux, del secolo Xllf, presentanza perchè pregiudicevole
si ordina che alla processione si alla cattedrale, reclamarono pure
accendino le stoppie, e che al Ky- alle s. congregazioni , al sommo
rie si spargano de' fiori. Antica- Gerarca, ma indarno, poiché il te-

mente celebrando il Papa la terza statore lasciò alla cattedrale due


messa di Natale nella basilica di feudi con che si continuasse, e
s. Maria Maggiore, nell'entrare al quante volte la medesima rappre-
presbiterio un mansionario gli pre- sentanza si sospendesse, o altrove
sentava una canna col cerino ac- si facesse, ordina che feudi in i

ceso, con cui il Pontefice accende- proposito fossero devoluti illieo et

va la ch'era sui capitelli


stoppa immediate al ven. monastero di s.

delle colonne, per rappresentare la Pietro di detta città, lo che non


fine del mondo, che da una piog- accomodò alia reverenda fabbri-
gia di fuoco sarà cagionata. ca, perchè non avrebbe più ol-

11 giorno della Pentecoste, nella tre potuto far fronte alle spese
cattedrale di Orvieto, terminata l'ora che occorrono per mantenere il

di nona si rappresenta la discesa vasto edifizio della cattedrale es-

dello Spirito Santo sopra gli apo- sendo privata di tali rendite.

stoli. Alla distanza pertanto del- Della celebre illuminazione della


l'altaremaggiore di circa 20 pal- cupola vaticana, se ne fa cenno al

mi si alza un gran cenacolo che voi. XII, p. 285 del medesimo Di-
viene oinato da fiori e verdura, zionario. F. Lumi. U Cancellieri nel
adattando all' intorno delle colonne suo Mercato, a pag. 212, diceche
fontane e botti composti da pol- nel racconto delle feste fatte per
vere da sparo in numero di nulle. l'incoronazione d'Innocenzo X, ai

Al fine della chiesa in prossimità 4 ottobre 1644) si naira che fu

del tetto trovasi un casotto forma- illuminata tutta la facciata, e parte

lo per tale oggetto soltanto, in cui della cupola vaticana con bellissi-

si accomoda in una roccia roton- ma disposizione, come anche tulle


,

I UR FUR 75
le loggie e finestre del palazzo pon- Alessandro III del ir 78, diretta a
Soggiunge il medesimo Can-
tificio. Pagano vescovo di Forcona, in cui
che, per quanto eragli noto,
cellieri, fra le chiese che gli confermano
si

questa fu una delle prime illumi- vi è quella di s. Nicola di Gen-


nazioni della cupola Aaticana, fat- ga nella diocesi di detto città, non
ta in una parte di essa, e poi e- dovendosi confondere col castello
stesa e proseguita in tutta la sua di Genga (Fedi) nello stato pon-
circouferenza, e migliorala col di- tificio, ove nacque Leone XII. Il

segno del cav. Luigi A'anvitelli settimo vescovo fu Giovanni, paren-


come si ha dal Milizia nella sua te d'Innocenzo
III, che vi sedeva
vitSj tom. Il, pag. 352. Che ge- i l'anno 1204. San Raìnìeri fu il
suiti pei piimi sembrano aver da- decimo vescovo; e l'ultimo Rer-
to l'esempio di tale illuminazione, nardo o Rerardo di Padula che
con che precedentemente
quelle vi siedeva nel 1252. Il Pontefice

fecero alla cupola della loro chie- Alessandio IV nell'anno 1257, con
sa del Gesù di Roma, lo diciamo diploma che riporta il Rinaldi a
parlando di questa chiesa verso il detto anno al num. 45, trasportò
fine dell'articolo Gesuiti. Del fuoco la sede vescovile Forconiense ad A-
sacro o di s. Antonio, per cui fu f/iiila (Fedi). L'Ughelli nell' Italia
istituita la congregazione de' cano- sacra tratta della chiesa Forco-
nici regolari ospitalieri di s. Anto- niense al tom. X, pag. io5. Della
nio abbate, ch'ebbero in Roma o- sede vescovile, e della città di Fur-
spedale e chiesa, ora delle mona- conio, ne tratta pure lo Speran-
che camaldolesi, V. volume VI,
il dio nella Sabina sacra j a pag. 52.
pag. 3o7, ed il volume VII, pag. FIJRIETTI Giuseppe Alessan-
117 e "261 e seg. del Dizionario. dro, Cardinale. Giuseppe Alessan-
Questo ordine fu da Clemente XIV, dro P^uietti nacque in Rergaiuo
e da Pio VI, riunito al Geroso- a' 24 gennaio r685, da nobile fa-
limitano [Fedi). miglia, la quale lo mandò a stu-
FURCOMOoFORCONIO, Fur- diare in Milano, indi proseguì gli
conium. Sede vescovile dell'Abruz- studi in patria, dedicandosi parti-
zo ulteriore, sul fiume Pescara, vi- colarmente alla scienza delle leggi
cino alla città di Aquila, nel luogo per contentare la famiglia, facendo
ora chiamalo s. Vittorino. Nella in essa grandi progressi , mentre
città fu istituita la sede vescovile però la sua inclinazione era prin-
nel settimo secolo, e dichiarata suf- cipalmente per l'erudizione. Porta-
fraganea di Chicli , indi fu rovi- tosi in Roma, si mise in prelatura,
I nata dai longobardi. Dei dodici e subito secondo il consueto fu di-
suoi vescovi,faremo menzione dei chiarato referendario di ambedue
seguenti. Floro il primo, che fu le segnature, indi percorse la car-
al concilio di Roma, sotto il pon- riera di varie cariche, finche Be-
tificato di s. Agatone nel 680. Gio- nedetto XIV nel 1743 gli conferì
vanni il secondo, che intervenne quella di segretario della sagra con-
al concilio romano contro l'anti- gregazione del concilio, posto già
papa Anastasio nell' 863 e ad un , occupato dal Pontefice quando era
altro contro Giovanni arcivescovo prelato ; indi lo nominò segretario
di Ravenna. Si ha una bolla di di (piclla della residenza de' vesco-
,

76 F[R FUR
vi. Occupato il Fuiielli nella giu- pre considerata come un corpo di
I ispiudenza, e nell'eseici/io de'suoi dottrina fondamentale. Quantunque
irnpiejilii, pubblicò in Roma le o- Benedetto XIV facesse giustizia al

pcin di duede'più celebri suoi com- suo merito, pure fu notato un cer-
patì iolti Gasparino liarziza, e Guini- to ralfreddamento, al quale si at-
jòrti, riscuotendo l'edizione gii en- tribuisce il non averlo promosso
«(inii del Muratori, e de' più cele- al cardinalato, forse prodotto dal-
l>ii critici, e le poesie dell' altro l'esseisi ricu'iato di cedere i due cen-
lonipatiiotla Publio Fontana, di cui tauri pel museo capitolino, nel vi-
tome Gasparino ne scrisse la
del vo desiderio in cui era il Papa di
\ita. Quasi per ricreazione coltivò contribuire alla magnificenza di Ro-
la letteratura, e la diligente osser- ma e del Campidoglio. Nel 1758
vazione degli antichi monumenti. morì Benedetto XIV, e gli succes-
Fece studio particolare della villa se Clemente XIII, il quale nel con-
Adriana in Tivoli, per gli oggetti cistoro de' 34 settembre 1 75g lo

che si rinvennero negli scavi che vi creò cardinale dell'ordine de' preti,
fece operare a sue spese , e nel conferendogli in titolo la chiesa dei
1736 rinvenne due superbi centau- ss. Quirico e Giulitta, annoveran-
ri lavorati da Aristea e da Papia dolo alle congregazioni del conci-
scultori greci d'Afiodisea. Attestò lio, dell' uumiinità, della disciplina
la sua gratitudine a Benedetto XIV regolare, e della segnatura di gra-
col dedicargli il suo trattato , De zia, dichiarandolo protettore della
tnusii'isj i'el pictoriac mosaicae ar- chiesa e nazione bergamasca, non
tls originis, stampalo in Roma nel che della collegiata e capitolo di
J752. Un monumento di tal ge- Argenta. Ma l'assiduità dello stu-
nere,che la sua perseveranza e dio, e le faticose applicazioni gli
buona ventura gli avevano fatto tolsero poco dopo l'uso delle fa-

scuoprire nel 1737 nella villa A- coltà morali, e cessò di vivere ai

driana, era stato occasione alle ri- i4 gennaio 1764= fu esposto nella
cerche che intorno a ciò vi fece. chiesa di s. Maria sopra Minerva ,

II monumento consiste in un qua- ove gli furono celebrati i consueti


dro di molaico, rappresentante quat- funerali ; indi fu sepolto nella chie-
tro colombe bevono in una
che sa de' Bartolomeo ed Alessan-
ss.

lazza, già dai romani trasportato dro della sua nazione bergamasca,
dalla città di Pergamo, e mante- conforme egli medesimo aveva di-
nuto nella pristina sua vivacità e sposto, ove gli fu posta una bella
perfezione a dispetto di tanti se- iscrizione che rammenta quanto fu
coli, erano passati dopo questo
eh' utile alle lettere ed alla Chiesa.
trasporto. In detta opera si tratta Ebbe credito di gran legale , di
della storia del mosaico dall'origi- scrittore erudito, di zelante eccle-
ne sua fino alla decadenza, e quan- siastico, e di rara probità. Filippo
tunque numerosi monumenti che
i Buonamici nel dialogo che precede
vennero scoperti e pubblicati nella al suo trattato De clarìs epistolarnm
seconda metà del secolo passato ponlificiaruin scrlploribus introdus-
abbiano molto aumentato le cogni- se Furietti, con Gaetano Forlì, e
zioni che v'erano in tal argomen- monsignor Lucchesini, e li colma
to , l'opera però del Furietti è sem- di elogi in più passi. Dagli eredi
FUS FUS 77
Clemenle XII 1 acciuislò per <|uat- FUSSEL. Luogo Spagna, sui di
tordìciinìla scudi i due centauri, e conlini dell'arcidiocesi di Burgos, e
il mosaico summentovali, e ne fe- della diocesi d' Osma. Nell'anno
ce dono al museo capitolino. iio4 fu ivi tenuto un concilio,
FUIUM, o FLRAA, o FLRNO. Concdium Fusselense, nel quale fu-
Sede vescovde dell'Africa occiden- rono determinati i limiti di quelle
tale, nella provincia cartaginese pro- due diocesi, e si trattarono alili

consolare, sotto la metropoli di punti di disciplina ecclesiastica. Ar-


Cartagine. Vittore nella Pensee, duino tomo VI, e Lenglet.
vand. lib. I, cap. 3, narra che il FUSSULA, FUSSALA o FIS-
escovo Mansueto d' liricità, fu bru- SON, Sede vescovile di IS'umidia, nel-
ciato alla porta di B'urni , cioè a l'Africa occidentale, sotto la melro-
quella di Cartagine che conduceva poli di Cirta. Fussula è un titolo in
alla città di Fumi. Geminio di parlibus iiifideliiim che la santa
,

Fumi nel 253 inteivenne al con- Sede conferisce ad alcun vescovo,


cilio di Cartagine sotto s. Cipria- e Pio VI ciò fece nell'anno deci-
no, e ad altro del 255, Simeone moprimo del suo pontificato.
vescovo di Fumi assistette nel 625 FLSTEMBERG (di) Guglielmo,
sotto Bonifacio al concilio Car- di Cardinale. Guglielmo EgonediFu-
tagine ; vuoisi che nel vescovato di stembeig , nato di ricchissima fa-
Simeone fosse dedicato un nuovo miglia nella Svevia, provincia di A-
tempio in Fumi, e che Bonifacio lemagna, l'anno 1629; ebbe da pri-
labbia consacrato. ma un canonicato in Colonia, poscia a
FUSCIAKO (s.). Predicò la fe- Salisburgo. Divenuto sospetto a Leo-
de ai morini insieme con s. Yitto- poldo I imperatore, s'involò da quel-
rico. Volendosi ambedue recare a la corte, e prese rifugio presso l'e-
Parigi, passarono ad Amiens per lettore di Colonia, suo amicissimo
rallegrarsi con s. Quintino dei pro- ed inlimo consigliere; ma perciò
gressi che per la sua predicazione non fu salvo dalia proscrizione ema-
colà faceva il vangelo; ma intese- nata dal principe, il quale conobbe
ro da un vecchio nomato Genzia- ch'egli avea recato aiuto a' ribelli

ne, che questo santo avea poco della casa d'Austria. Si conciliò per
prima sofferto il martirio. Genzia- altro l'affetto del re di Francia,
ne, che sebbene non avesse per per causa della lega che per opera
anco ricevuto il battesimo , cono- sua avea conchiusa coll'elettore ed :

sceva la religione cristiana, ed era anzi vacata la sede di Argentina,


desideroso di abbracciarla, alloggiò egli vi fu surrogato ed eletto a
I in sua casa Fusciano e Vittorico. coadiutore di Massimiliano di Ba-
Avvertito di ciò il prefetto Bizio viera arcivescovo di Colonia ma :

Varo, mozzare il capo a Gen-


fece il Papa non volle accordare il suo
ziano, e Fusciano e Vittorico con- beneplacito, cosicché la elezione an-
dotti ad Amiens carichi di catene, dò a vuoto. Luigi XIV però lo

dopo orribili torture furono an- arricchì di parecchi benefizi eccle-


ch'essi decapitati, circa l'anno 286. siastici, e scrisse al Pontefice per-
I martirologi indicano la festa di chè lo creasse cardinale. Infatti In-
questi tre santi martiri il giorno iioreiìzo XI, condiscendendo alle
1 1 dicembre. iblau7c del re, a' 2 settembre 1686
7» FUX FUX
lo creò cardinale dell' ordine dei tornò per la terza volta in Ispagna
preti, col titolo di s. Onofrio. Nel e allora, tenuto un sinodo in Tor-
1688 essendo accaduta la morte tosa, distrusse affatto qualunque ri-
dell'eletloie, il capitolo era venu- masuglio dello scisma che soprav-
to alla nomina dell'arcivescovo nel- viveva ancora dopo la morte del-
la persona del cardinale; sennonché l'antipapa Benedetto XIIl. Passò
per la deficienza de' voti onde es- quindi in Roma , ed ebbe nel
sere canonicamente postulato, do- i^3i, il vescovato di Albano, e
vendosi di nuovo ricorrere a Ro- poscia da Eugenio IV la legazio-
ma, il Papa ricusò il breve di eleg- ne di Avignone. Tale incarico so-
gibilità, e conferì quella chiesa al stenne senza interruzione pel cor-
fratello del defunto elettore. Allora so di cinque intieri successivi pon-
pgli si ritirò in Francia, dove visse tiflcali, vi celebrò un concilio pro-
cedici anni ali" incirca, e godette il vinciale, e tolse colle armi la città
lianquillo possesso
ricche ab- di ad Alfonso Carillo, che la ritene-
bazie, famosa abba-
tra le quali la va contro la volontà del Papa. In-
7.ia di s. Germano. Mori nel
704, 1 sorto lo scisma di Felice V, egli
dopo diciotto anni di cardinalato. sostenne a tutto potere i diritti
FUXO Pietro (seniore), Car- di Eugenio IV. Fondò in Tolosa
(liliale. Pietro Fuxo, ovvero Foix, mi collegio che dal suo nome vol-
della prosapia illustre de' visconti le che si chiamasse Fuxiense, e vi
di Bearn, conte di Foix, nato nel lasciò i-edditi pel mantenimento di
i38G, professò giovanetto nell'ordine venticinque giovani, che studias-
de minori, nel convento Moilanense, sero le leggi. Eresse in Avignone
nella provincia di Bearn. Furono ra- un monistero ai celestini, e nella
pidi i suoi progressi nelle scienze, e metropolitana di Arles fabbricò u-
degna di ammirazione la virtù che na cappella magnifica, e contribuì
principiò a dispiegare. Ebbe nel a' francescani di questa città il

1407 il vescovado di Lescar, dal denaro per innalzare la loro chie-


quale fu trasferito alla chiesa di sa. Coronato di meriti cessò di
Lonibes. Aderì per altro al par- vivere in Avignone, nel i464, «^
tito dell'antipapa Benedetto Xlli. fu sepolto nella chiesa del suo
che lo avea creato nel 1408 car- Ordine dinanzi l'altare maggiore,
dinaie della sua obbedienza; ma Nella cappella poi contigua si vede
riconosciuto il suo errore, e reca- la statua del cardinale in marino
tiisi al concilio di Costanza, venne nell'atto di far orazione,
riconosciuto come cardinale legitti- FUXO Pietro (juniore). Car-
eno, e fu uno degli elettori
anzi diiiale. Pietro Fuxo,
o Foix, ni-
di Martino V. Nel i4i8 questo potè di Luigi XI re di Francia
Pontefice con
diploma del primo nacque nel Bearn, l'anno i449-
agosto lo liconobbe per cardinale, Crebbe sotto la direzione del car-
e nel 142'i^ lo promosse al vescovato dinaie suo zio, e corse lo studio
di Comminges, e lo incaricò delle delle leggi e della teologia nelle
legazioni della Sardegna, Sicilia e ])iincipali università In d Italia.
Aragona, dove riconciliò assieme il Ferrara ottenne la laurea dal ce-
pniicipe di questo regno con quel- lebre Felino Sandei, e recatosi
lo di Castiglia. Quattro anni dopo
quindi jn Roma, die un bel sag-
lux FUX 79
gio di sua eloquenza in una ele- d Aire e di Baiona. Sisto IV ai
gante che recitò innanzi
orazione 18 decembre dell'anno 1476;, Io
Paolo II e il sacro collegio. Fran- creò prete cardinale di s. Sisto.
cesco, ultimo duca della Bretagna, Cessò di vivere nel i490j ed ebbe
nel i474 'o nominò per la chiesa sepolcro nella chiesa di s. Trifone.
di Vannes nella Bretagna minore, Fu vescovo zelantissimo delle sue
e da questa chiesa venne trasferi- diocesi, e figlio assai tenero del
to da Innocenzo Vili, nel i489> bene della Chiesa, Riconciliò tra
al vescovado di Palermo. Nell'an- loro i re di Francia , di Navarra
no stesso però dimise questo tito- e d'Inghilterra, e tranquillò colla
lo, e lo cangiò colla chiesa di Mal- sua presenza il regno di Navarra
la, in unione alla quale ebbe a ti- che s' era tutto commosso per la
tolo di amministrazione le chiese morte violenta del suo re.
,

Ho CAB GAB

G
G.ABALAoGABBUS. Città ve- dell'imperatore Eliogabalo, che Sa-
scovile della Lidia, nella diocesi lomone si servì de' gibileni per l;i
ed esarcalo d'Asia, nel patriaicalo costruzione del tempio, che nella
d'Antiochia, la cui erezione risale cattedrale si venerava una prodigio-
alquinto secolo. BaìV Oriens Christ. sa immagine della Beata Vergine,
tom. I, p. 894, si rileva, che Poli- e che fuori della città era il cele-
carpo suo vescovo intervenne al bre monistero di s. Talco martire,
concilio di Calcedonia, e già si e- ove un tempo riposò il suo corpo.
ra trovato presente al brigantaggio Furono suoi vescovi, Zoilo che in-
d'Efeso, indi sottoscrisse nel 4^8 tervenne al concilio di Nicea ; Se-
la lettera dei vescovi della sua pro- vero che sottoscrisse la lettera dei
vincia , indirizzata all' imperatore vescovi adunati in Filippopoli ; Eu-
Leone, relativa alla morte di s. sebio che fu al primo concilio gt;-

Prolero; e che l'altro vescovo Gio- nerale di Costantinopoli; Severiam»


vanni si trovò presente al settimo gran nemico di s. Gio. Crisostomo,
concilio generale. Commanvillc di- massime nel concilio detto ad qucr-
ce che nel secolo XII, divenuta cum; Mara, Pietro, Flaviano, Gio-
Antiochia patriarcato de' crociati vanni Romano, e Germano, il qua-
latini. Cabala fu elevata al grado le è autore di un' opera mss. esi-
di arcivescovato, con suo arcivesco- stente nella biblioteca reale di Fran-
vo, e venne chiamata Gebul. cia. Narra Guglielmo di Tiro come
GABALA o GIBBE o GIBEL . l'armata dei crociati essendo usci-
Città vescovile della prima Siria ,
ta da Laodicea, portossi a Gabala,
o Celisiria, nella provincia Teodo- e l'assediò nel 1098; ciò però du-
riade, sotto il patriarcato di Antio- rò poco, per ordine del conte di
chia, sufTraganea della metropoli di Tolosa. In seguito medesimi lati- i

Laodicea, eretta nel quinto secolo. ni se ne impadronirono, stabilen-


Essa è situata sulla riva del mare dovi il vescovo del proprio rito,
di Siria, piccola, ma bella, e per- del quale sene conoscono sette. Gu-
ciò sembra che sia la più celebre glielmo che fiorì nel 1 1 15 ; Ugo che
tra le città suo nome; ed al-
del fu al concilio d'Antiochia nel i 1 36;
cuni chiamaronla Gebail, Jebilee il successore JXicolò che in nome
e Margad. Fu famosa presso i paga- del Pontelìce interdisse l' ingresso
ni pel culto di Adone, ed al presente in Antiochia all'imperatore d'orien-
è osservabile la moschea ove si ve- to Giovanni Comneuo, che crudel-
de il sepolcro del sultano Ibrahim, mente devastava la contrada, e mo-
in gran venerazione presso turchi, i rì nel II 4^; altro vescovo che in-

ed avvi pure un antico anfiteatro. tervenne nel I 79 al concilio cele-


I

Il Terzi nella Siria sagra, dice che brato da Alessandro IH; Gualtieio
lo Scaligero afferma che fu patria domenicano, nominalo da Urbano
GAB GAB 8r
IV 1264; Adamo de'minorl fran-
nel concilio Niceno; Severo altro ve-
cescani, nonninato dopo lunga sede scovo sottoscrisse la lettera de' ve-
vacante da Clemente VI nel i345; scovi convocati a Filippopoli, e di-
ed Enrico di Henrebercli dome- retta al concilio di Sardica; e Pie-
nicano nel iSgS. Oriens Christ. tro altro vescovo fu al concilio di
tom. II, p. 798, e toni. Ili, p. 170. 1 Calcedonia, sottoscrivendo la lettera
Attualmente Gabala Gahalen , è , che i vescovi della provincia indi-
un titolo vescovile in partihus, sot- rizzarono all'imperatore Leone. Ne-
to la metropoli pure in partibns di gli atti del concilio tenuto in Ge-
Antiochia^ che conferisce il sommo rusalemme nel 536 , si legge che
Pontefice. vi fu presente santo Anastasio ve-
GABATA o GABATHA. Lampa- scovo di Gabbe. Oriens Christ.
de di cui parla il Macri nella Notizia tom. 787.
II, p.
de vocaboli ecclesiastici; fa spes- si\ GABELLE o DAZI. K Doga-
so menzione di questo vocabolo ne Pontificie.
nelle vile de' Pontefici, quando si GaBEN, Sede vescovile della se-
narra dei donativi da loro al fatti conda provincia di Palestina , nel
le chiese. La figura che ne ripor- patriarcato di Gerusalemme , suf-
ta il Macri si avvicina alla forma fraganea della metropoli di Scito-
delle lampade ordinarie che ardo- poli, seppure non è Gadc. Tutta-
no nelle chiese di Roma. Paolo IV volta abbiamo nell' Oriens Christ.
)iella cappella segreta del Papa so- tom. Ili, pag. 702, che il vescovo
stituì all'olio di tali lampade la ce- di Gaben si sottosciisse al concilio
ra; ma la forma delle presenti non di Nicea ; altri vescovi di Gaben
è come l'antica, consistendo in due sono, Rufino che intervenne ne! 43 i

cornucopi attaccati lateralmente alle al concilio di Efeso, ed Anastasio


pareli , ove si pone un bicchiere di nel 536 a quello delle tre Pale-
con entro un grosso e corto
cristallo, sline.
cero, che non supera il labbro del GABIO
o GABII. Città vescovi-
bicchiere. Simili cornucopi sono le Campania, nel vicariato di
della
avanti alla confessione di s. Pietro, Roma. Narra il Nibby xìéiV Anali-
e nella vigilia e festa de' principi si de' dintorni di Roma, tom. II,
degli apostoli, all' olio si sostituisce pag. 71, che Dionisio Alicarnasseo
la cera, nella stessa forma di quel- determina la posizione di questa
la della cappella segreta del palaz- città latina, colonia degli Albani,
zo ove abita il Papa. f^. Lam- cento stadii distante da Roma sul-
pade. la via conduce a Preneste,
che
GABBA o GABA o GABBL Se- laonde sembra non dubitarsi essere
de vescovile della prima provincia nella via Prenestina dodici miglia
di Siria, nella diocesi d' Antiochia, fuori di porta Maggiore, nei teni-
suffraganea del patriarcato. II Ter- menti al presente denominali di
zi Siria sagra, a pag. 278,
nella Castiglione e di Pantano, ove il
la chiama Gabbe, tra Cesarea e signore di essi il principe Marc' An-
Tolemaide alle falde del Carmelo ,
tonio Borghese, nel 1792 vi fece
che Nerone aggiunse tra le altre ricche scoperte insieme al celebre
città di Fenicia al regno di A- scozzese Gavino Hamilton, che for-
grippa. Bassiano suo vescovo fu al nirono monumenti d'ogni genere,
VCL. XXVIII. 6
8?, CAB t, A E
t;he oggi formano uno degli ornamen- altri re di Roma, ebbero biighe
li principali del museo di Parigi : va col popolo di Gabii; ma il secon-
ijuindi Ietta l'opera di Ennio Qui- do de'Tarquinii Superbo, ultimo il

rino Visconti inlitolata: Monumen- re di Roma, che amava di conqui-


ti Gahini della villa Pinciana, stare tutto il Lazio, e le contrade
stampata in Roma nell'anno 1797; limitrofe, volle impossessarsi di que-
nel 1835 n'è stala fatta in Mila- sta considerabile città, che allora
no altra edizione eguale alla pre- reggevasi a modo repubblicano-ari-
cedente, tranne alcune note. Gabio stocratico, e prevedendo di non po-
ben presto divenne celebre nel La- tere pervenire al suo intento colla
zio per le arti e per le scienze, forza, vi pervenne coli' astuzia, ser-
non che per le lettere greche. An- vendosi per condurre la trama di
tonio Ricchi nella sua Reggia dei Sesto suo figlio, coir uccideie i prin-
volsci, nel lib. I, cap. XXI trat- cipali cittadini, e Petronio che tra
ta della città di Gabhy, dicendo gli altri si distingueva. Siccome Se-
che Solino fu di sentimento, che sto avea finto di ritirarsi a Gabio
la sua primaria origine la ripetes- per essere in discordia col padre,
se da Rione e Galazio fratelli, che questi venendo consultato del con-
abitavano la Sicilia. Di questa opi- tegno da tenersi, per risposta con-
nione è pure il p. Theuli, a p. dusse il messaggiero del figlio nel
37 del suo Teatro storico. Il re suo giardino, ed abbattè col suo
d' Alba Latino Silvio vi dedusse a bastone le leste dei papaveri che
Gabii una colonia, che divenne po- sopravanzavano gli altri. Sesto com-
polosa e grande, ed una specie di prese il volere del padre, e gli die-

università per tutto il popolo lati- de esecuzione col far trucidare quel-
no, dappoiché ivi di soppiatto d'A- li ch'egli avea incolpato di aver
mulio furono da Numitore manda- cospirato contro di lui. In mezzo
ti ad educare, ed apprendere la allo scompiglio in cui tale strage
lingua greca ed il maneggio delle immerse i gabini, Tarquinio si pi'e-
armi i suoi nipoti Romolo e Re-
, sentò alle porte della città, e su-
mo, essendo la dipendenza di Ga- bilo se ne impadionì, blandendo
bii da Alba più nominale che di gli abitanti col conferir loro la cit-

fatto, così Gabii ha la gloria di tadinanza romana. Tarquinio scris-


avere istruiti ed educati i fonda- se di suo pugno le condizioni colle
tori dell'alma Roma. Dopo che det- quali riceveva i gabini nella sua
ti fondarono Ron)a, sembra
fratelli amicizia e protezione, sulla slessa
che Romolo per gratitudine, e il suo pelle del bue ch'era stato ofTeilo
successore Numa pel suo carattere in sagrificio agli deiper guarenti-
pacifico, tenessero buona armonia gia, la quale fu poi appesa nel
coi gabini. tempio di Giove Sanco, distesa so-
La rovina di Albalouga, me- pra uno scudo. Qui noteremo, che
tropoli di tutto il Lazio, pose in- un terzo di miglio sopra Ferenlil-
direttamente Gabii in (piella di- lo [Vedi), dalla parte di ponente
pendenza da Roma, che avea da dappresso il monte Solenne, si tro-
Alba, e forse i legami erano anche va un castello distrutto e disabita-
più larghi; né Anco Marzio, né il lo quasi del tutto col nome di
primo Tarquinio, nò Scivio TuMif); Agabbioj o Gabbio, che da alcu-
GAB GAB 83
Ili si pretende fabbricalo dai pro- quali Antonio Musa ritilabilì la va-
fughi gabini, fuggiti didla dislrn- dllante Augusto
salute ba- di ;

zione che della loro patria fece gni ch'erano famosi anche a tem-
Tarquinio. Soggiogati i gabini, es- po di Domiziano. Molto contri-
si restarono sempre attaccati ai io- buì allo splendore di Gabio Adria-
mani , conducendo alla loro città no, il quale costruì l'acquedotto
la Cabina, per cui l'anno 29-2
via di cui rimangono ancora le vesti-
di Roma quali alleati de' romani gie, ed eresse la curia Elia ove ra-
ebbero devastate le campagne da- dunavasi il dopo
senato gabino ;

gli equi, e dai prenestini l'anno queir epoca memorie si


frequenti
375. Gabio restò pur fedele a Ro- hanno di Gabio ne'tempi di An-
ma nella famosa lega latina dell'an- tonino e di Coni modo, ed ritrat- i

no 4'^? che finì col porre intera- ti di Severo e Geta sono prova
di
mente il Lazio sotto la dipenden- del lustro del municìpio, nel primo
za di Roma. Quando il cartagi- periodo del secolo terzo dell'era
nese Annibale nell' anno 543, ve- volgare. I confini dell'antico Gabio
nendo contro Roma, essendogli an- erano una linea di sepolcri, che ram-
data a vuoto la spedizione del Tu- mentavano al passeggero la vene-
sculo , si diresse a Gabii ,
pare razione che avere dovevasi verso
che sia entrato in essa. Indi nel- i trapassati, ed in vece di offrile
l'anno 578 il tempio di Apollo di all'occhio di chi era per Gabio di-
Gabii fu fulminato insieme con pa- retto, magnificenze
ed oggetti di
recchi ediflzi. Siila rialzò le sue lieta veduta, non si presentavano
fortificazioni, e siccome seguiva il che avelli racchiudenti le fredde
partito di Mario, divise i campi ceneri d'illustri personaggi.
tra'soldati nel 673. Oltre ad altre Cominciò poscia a decadere a se-
sciagure cui soggiacque Gabio, la gnOj che ridotta a Massa, fu donala
prossimità a Roma, e le guerre ci- da Costantino al battisterio della ba-
vili che accompagnarono il discio- silica lateranense, secondo Anastasio

glimento della repubblica, ridusse Bibliotecario, in vita s. Silvestri I.


la città a tale abbattimento da non Va però avvertito, ch'esistè pure,
poter mandare deputati alle ferie almeno ne' bassi tempi, una terra
latineper la scarsezza del popolo, di Gabio in Sabina ; siccome ha
sebbene fosse municipio. L'anno provato Pier Luigi Galletti con una
712 di Roma, attesa la sua situa- dissertazione erudita, scritta a tal
zione intermedia fra Roma e Pre- uopo ed appoggiata a documen-
neste, venne scelta Gabio per te- ti che non ammettono eccezione,
nervi un abboccamento da Ottavia- e con questo titolo: Gabio antica
no, e da Lucio Antonio che si era città di Sabina scoperta ove è ora
trincerato in Preneste; l'abbocca- Torri, ovvero le Grotte di Torri.
mento non si effettuò, anzi finì con Discorso in cui si ragiona da' ss.
aperta rottura. La lunga pace che martiri Getulio e Giacinto con va-
godè l'Italia dopo il ristabilimento rie notìzie di alcuni luoghi circon-
dell'ordine pubblico sotto di Au- vicini, 1757. Nelle carte dei
R.oDia
gusto, fece rifiorire molte città ca- tempi bassi scambia sovente il
si

dute nello squallore, fra le quali nome Sabinen.sis, o Savinensis, in


Gabio, anche pei bagni freddi coi Gabinensis o Gavinensis, e vice-
84 GrAB GAB
versa; e perciò rimane dubbio se scopis Edgubini, a p. 4° vi ag-
Anastasio abbia inteso di Gabio in giunge altro Pietro, che vivea l'an-
Sabina, o di Gabio nel Lazio. Di no 1060; ed il Nicolai nel tom. V,
Gabio di Sabina, come di quello p. 49 delle Dissertazioni inserite
del Lazio, ne parla lo Sperandio nel- negli atti dell' accademia romana
la sua Sabina sacra e profana, a di archeologia, parla di altro ve-
pag. 34 e seg. Il lodato Nibby non scovo di Gabii , chiamalo Teo-
può credere che nel principio del doro. Da ciò sembra chiara la
quarto secolo Gabii latina fosse af- esistenza della sede vescovile di
fatto deserta, poiché la frequenza del- Gabii ; che la serie de' vescovi di
la via Prenestina doveva porvi osta- Gabii non possa prolungarsi oltre
colo. In olire pare che non possa il nono secolo, onde quelli che do-
escludersi affatto l'esistenza di un po queir epoca si ascrivono a Ga-
vescovo di Gabii, come di altre bii, più probabilmente debbonsi as-

città intorno a Roma, ma fra que- segnare alla Sabina; che la città si

sti stessi vescovi raccolti dall'Ug' el- protraesse nell'esistenza ben più a-
li,dal Sarti, e dal Nicolai, ve ne vanti dell'epoca costantmiana, come
sono certamente, che per l'equivo- che fosse cessata dopo la metà del
co sovraindicato di Sabinensis e secolo nono.
Gabinensis, appartengono alla Sa- La traslazione dell' impero in

bina, e non a Gabii. L'Ughelli oriente, l'assenza degl'imperatori


neW Italia sacra, tom. X, p. 107, d'occidente da Roma, le replicale
nel dire che Gabii abbracciò la re- invasioni de' barbari, che finalmen-
ligione cristiana fino dal quinto se- te estinsero l' impero occidentale
colo di nostra era, e che nel me- r anno 47^, se furono fatali a Ro-
desimo divenne sede di un vesco- ma, maggiormente lo fuiono alle

vo, ci dà questa serie de' vescovi sue vicinanze. Più ancora ebbero
di Gabii. Ascerio o Asterio che fu queste a soffrire nel secolo susse-
al concilio romano nel pontificato guente per l'accanita guerra che
di s. Ilario, l'anno 4^^J Andrea pose fine al regno de' goti l' anno
che trovossi al concilio di Roma 553 ; e per le scorrerie de' longo-
l'anno 4^7> essendo Papa s. Felice bardi, in quello che allora appel-
II detto III; Mercurio che fu ai ducato romano; quindi
la vasi l'an-
concili romani del 5oi e 5o4, nel no 74' Gabii era ridotta allo stato
pontificato di s. Simmaco; Marti- di fondo, il quale insieme con altre
no che assistette nel 649 al con- terre attinenti fu da Papa s. Zac-
cilio lateranense, adunato dal Pa- caria dato in locazione ad un Cri-
pa s. Martino I ; Martiniano o Mar- stoforo nobile romano siccome si ,

ciano, che fu al concilio di Roma trae dal registro di Cencio Came-


nel 721; Niceta che intervenne ai rario, essendo dominio diretto della
concili romani del 743 e del 74^; Chiesa romana.
Gregorio o Giorgio che fu al con- Per gli sconvolgimenti successivi
cilio di Roma tenuto nell' 826 ; dei secoli IX e X, non si conosce
Pietro che fu romani
ai concili come gli affittuari divenissero pro-
deir853 e deir86i; e Leone che prietari di Gabii, poiché nel io3o
mtervenne a quelli romani del- Giovanni di Giorgio e Buona fi-
l' 87 G ed 879. Il Sarti, De Epi- gurano proprietari del luogo, al-
GAB GAB 85
lorchè fondarono il monastero dei il quale nel 1198 la die in cura
ss. Primitivo e Nicolao, come ri- ai monaci vallombrosani che anco-
sulta dal citato Galletti nell'appen- ra la ritengono ; e colla chiesa i

dice 268 del suo libro del Priini- monaci ebbero pure i beni che gli
ccro, ove si legge Gabii affatto de- spettavano, e il lenimento di s. Pri-
sorto : in locuni qui vocatur Ga- mitivo.
bis,propeque luca qui vocatur Bar- Nel 12^9 il cardinal Pietro
rano. Questa donazione fu accom- Capocci legò a s. Prassede cento
pagnala da una metà di molino ad libbre per la Torre di Castiglione,
acqua mosso dal fiume Osa , o
, e cinquemila libbre di rendita per
dall' emissai io del lago ec. Non pa- compra di terre da non doversi mai
re che il monastero prosperasse, o alienare ,
perchè ogni anno l' ab-
potesse ivi stabilirvisi , ricavandosi bate e monaci di s. Prassede, ce-
da un documento che nel 1060 lebrassero un anniversario solenne
Giovanni arcicanonico di s. Gio- per l'anima sua. Questo Castiglio-
vanni a porta Latina , concedette ne, e la sua torre si eresse sulle
in enfiteusi col consenso de' suoi rovine dell'acropoli gabina, proba-
preti a Luca abbate di Grottafer- bilmente sull'area dell'antica cit-
r;ita, la chiesa di s. Pi'iraitivo con tadella di Gabii, e l'ingrandimen-
tutti gli arredi sacri , e terre atti- ta delle possessioni del monastero
nenti, come rilevasi dal Galletti a costituiscono 1' odierna tenuta di
p. 283. Nel II 48 però insorta li- Castiglione ; giacche intorno alla
te fra i detti preti , la chiesa di torre formossi un villaggio che si
s. Prassede , edmonaci di Grot-
i disse Castrum Castellionis , come
taferrata , fu deciso che due terzi si legge in una bolla di Bonifacio
della chiesa di s. Primitivo, colle lo- Vili del i3oi, ove pure è chia-
ro attinenze appartenessero alle chie- mato Castrum s. Praxedìs, sicco-
se di s. Giovanni a porta Latina, me appartenente alla insigne chie-
e di s, Prassede, non facendosi nel sa di tal nome, perdendo quello
documento menzione di Gabii , di Gabio, e di s. Primitivo. La bol-
forse insensibilmente dimenticato. la nel 182.4 'a pubblicò il dotto
Nel II 53 l'abbate di Grottaferrata avv. Carlo Fea, nella memoria in-
in presenza di Anastasio III, die titolata : Discussione etc. sulla cit-
in affitto perpetuo ad Ubaldo car- tà di Gabio e suo lago. Del Ca-
dinale e litolare di santa Prassede, stro di Castiglione se ne fa men-
ed a favore di questa chiesa, la zione in una bolla di Giovanni
terza parte di s. Primitivo, chia- XXII del i322, dalla quale ap-
mato Primo, con le sue
allora s. parisce che nella assenza Papi
de'
pertinenze. Indi nel 1186 Gerardo da Roma, risiedendo in Avignone,
rettore della chiesa di s. Giovanni era stato occupato dal prefetto di
a porta Latina, die in affitto per- Roma, con grave pregiudizio della
petuo la terza parte del luogo al Sede apostolica. Nel 1353 si ha che
rettore di s. Prassede, allora retta il tribuno Cola diRienzo, mosse
dai canonici regolari di s. Maria la oste contro i Colonnesi di Pale-
del Reno, che la tennero dal 91 i strina, e partendo da Tivoli ac-
al 1191 in cui Celestino III l'af- campossi a Castiglione di s. Pras-
fidò al cardinal Siffredo Gaetani, sede, e di là il giorno seguente si
1

86 G A D GAB
mosse couUo Pnlestrina. ìVcl i4oi vulcano, che in origine avea un
Bonifacio IX ordinò !a demolizio- buon miglio di circonferenza. Es-
ne d'cina parie della torre di Ca- sendo sul punto di divenire un;i
stiglione, che è forse quella che vera palude, con saggio provvedi-
manca, come pure in quella circo- mento a' nostri giorni il principe
stanzavenne smantellato il castello, d.Francesco Borghese, proprietario
e ridotto Castiglione allo stato di di esso, lo fece disseccare per mez-
casale. lenimento di Castiglione
Il zo di una forma onde scaricare
rimase in proprietà de'monaci di le acque nel fiume Osa, da Stra-
s. Prassede sino al iSay, allorché bone chiamato Veresi, liberando
venne comprato nella vendita dei così da ogni esalazione pestilenzia-

fondi ecclesiastici per pagare i quat- le i dintorni, e rendendo alla colli-

trocento mila scudi d'oro promes- vazione un terreno ubertoso. In


si da Clemente VII alle orde di questo lago fu sommerso nel quin-
Carlo V ond' essere liberato dal- to secolo s. Primitivo, dopo essere
l'assedio di Castel s. Angelo. L'ac- stato decollalo. Nel 'j^i il lago
quistò per ySoo scudi Luigi Cad- col fondo di Gabii divenne pro-
di, indi Castiglione col potere pas- prietà della Chiesa romana, e l'u-

sò io proprietà degli Odescalchi, no e l'altro passarono in quei di-


e degli Azzolini di Fermo, i quali versi proprietari che notammo di

nel iSa-z lo vendettero al cav. sopra. Nel 1074 s. Gregorio VII


Lorenzo Mencacci, e di recente lo concesse la metà del Iago det-
comprarono i principi Borghese. Il to Durrano e Dtirsano ai mona-
Nibby parla ancora e dà la descrizio- ci di s. Paolo fuori le mura, es-
ne del tempio di Giunone Cabina, sendo le altre parti di s. Giovanni
di cui visono avanzi; del suo teatro; a porta Latina, e de' monaci di
del foro ov'era la statua di Tito Grottaferrata, che nel i 1 53 cedet-
Eliano protettore del municipio; tero i loro diritti ai canonici re-
dei ruderi della chiesa de* ss. Ni- golari di s. Prassede, a'cjuali nel
colò e Primitivo o Primo, che vuoi- 1 86 si riunì la parte che gode-
si eretta nel secolo XI; de' monu- va s. Giovanni. Passata la chie-
menti scoperti, che si vedono an- sa di s. Prassede con i suoi fondi
che nella villa Borghese e nel mu- nel II 98 ai monaci vallonibrosa-
seo valicano; e della pietra gabina, ni, questi, fabbricato il castello di
lapis Gahinuììi , tanto impiegata Castiglione, nel secolo seguente ver-
nelle fabbriche di Roma, specie di so il I25g acquistarono il rima-
peperino che resiste al fuoco, prin- nente dal lago , onde Bonifacio
cipalmente adoperata nelle parli Vili nella memorata bolla del
inlerne del Tabularlo: Nerone se i3oi in favore dei vallombrosani
ne servì dopo l'incendio fatale di nomina il Castrimi CastcUionts,
Roma. quo dicitur castrimi s. Praxcdi-i
Sotto la città di Gabii era il rum tota lacii qui dicitur de Sur-
lago chiamato Lacus Gahinus, poi rano. Ila'monaci sino
lago i-eslò

Laciis Burranus, Lago di s. Pras- al i54ij, allorché lo dierono in


sede, Lago di Pantano, e Lago di enfiteusi perpetua agli Slroz/i, che
Castiglione, come quelli di Albano nel 1578 per tremila ducati lo

e di Nomi, già cratere di spento vendeUero al cardinal Marc'AnlO-


,,

GA n GAB 87
Ilio Colonna, i cui eredi nel i6i4 l'amministrazione delle sue reudite,
lo alienaiono a favore del cardinal e la cura de' suoi affari in Roma,
Scipione Borghese, la qual casa con- ed avendo egli corrisposto con pre-
tinua a possetlerlo insieme ai fondi mura e diligenza, divenuto nel i5o?>
di Casliglione e di Pantano ad il cardinale Papa col nome di Giu-
esso adiacenti. Sulla città di Gabio, lio II, lo premiò con la chiesa di
oltre gii autori mentovati, e quel- Urbino, dichiarandolo suo segretario
li citati dal Nibby sono a con- , nella provisione delle abbazie di s.

sultarsi, il p. Riicher nel suo La- Salvatore nella diocesi di Perugia, e


iium, ed il Volpi nel Velus La- di s. Lorenzo in quella di Fermo in- ;

tius, tom. IX de Pratnestinis , et di nel primo dicembre i5o5 lo creò


Gabìnis. Antonio Ricchi nel suo cardinale dell'ordine de'diaconi, con-
Teatro degli uomini illustri dei ferendogli per diaconia la chiesa di
valsa', a p. i4i parla di quelli s. Agata, donde passò poscia all'or-
della città di Gabii. dine presbiterale, ed al titolo di s.

GABRIELE Ferretti ( beato ). Piassede. In seguito lo dichiarò le-


Nato in Ancona da nobili genitori, galo Perugia e dell' Umbria
di ,

fu da essi cristianamente educato carica che a motivo del clima si


ed ancor giovanetto entrò nell' or- vide costretto dopo alcun tempo a
dine di s. Francesco. Il suo merito rinunziare. Ritornato in R.oma, con
e le sue virtù lo innalzarono alla raro disinteresse e singoiar gene-
carica di superiore dei francescani rosità, rassegnò al Pontefice tutte
nella provincia della Marca. Gover- le propine ricevute nelle sentenze
nò il suo ordine con molta pru- emanate nella sua legazione, affin-
denza , e lo estese in quel paese che se ne servisse nei bisogni della
procurando la fondazione di nuovi Sede apostolica. L' integrità e can-
conventi. Continuamente assorto in dore de' suoi ben regolati costumi,
Dio, disempre parlava, e si
lui lo fecero riguardare da tutti con
acquistò riputazione di santo. Mori somma venerazione, principalmente
assai vecchio in Ancona a' 12 no- da Giulio II, che lo destinò legato
vembre i4-56; suo corpo, tro-
e il alla conferenza tenutasi in Savona
vato incorrotto sotto Innocenzo Vili, tra Luigi XII re di Francia, e
fu posto in un marmoreo mauso- Ferdinando V re d'Aragona, inca-
leo. XIV ne approvò il
Benedetto rico che disimpegnò con soddisfa-
culto immemorabile^ ed ai minori zione delle parti. Dopo tante glo-
osservanti, non che alla diocesi di riose azioni, pervenne in Roma al
Ancona permise l'officiatura con rito termine di sua vita nel i5i2, nel-
doppio di questo beato, la cui fe- l'età di sessantasei anni, e rimase
sta si celebra a' i4 novembre. sepolto nella sua titolare diPras- s.

GABRIELLI Gabriello, Cardi- sede, con breve elogio postovi da


nale. Gabriello de' Gabrielli nacque Lodovico Galeazzo, Pietro, ed An-
in Fano da nobili genitori, si mi- drea suoi nipoti ed eredi. Ne deve
se in prelatura, e fu fatto proto- tacersi, che alle preghiere di questo
notario apostolico. Nel pontificato rardiuale, e di Guidobaldo duca di
di Alessandro VI essendosi ritirato Urbino, a (juesta città Giulio II ac-
in Francia il cardinal Giuliano del 'ordò il tribunale della rota.
h Rovere, questi affidò al prelato GABRIELLI Giurto. Cardinale.
88 GAB GAB
Giulio Gabrielli nacque da antica e cistcrciense nel monastero di s. Pu-
nobile famiglia romana, imparentala dcnziana di Roma, dove poi fu in-
con Clemente X, ed era nipote del caricato d'insegnare la filosofìa e
cardinale Lancellotti. Fu ammesso la teologia ai monaci del suo or-
quantunque assai giovane fra' chie- dine, ciò che esercitò per venti an-
rici di camera, ed avendo ne'suoi ni, senza lasciare l'eloquente eser-
impieghi dato sempre saggio di con- cizio della predicazione. Acquistata-
sumata prudenza , pervenuto al si fama di religioso pio , dotto ed
grado di decano del suo collegio, erudito, ottenne le primarie cari-
Urbano. Vili a' io luglio ovvero che di sua congregazione, inclusive
a' i6 dicembre 1641 lo creò car- a quella di abbate generale. Ricu-
dinale diacono, con la diaconia di sò modestamente diversi vescovati
s. Agata, indi passati due mesi il da Innocenzo XI, siccome
offertigli
promosse al vescovato d'Ascoli, ove bramoso di menar vita quieta e
nel 1649 celebrò il sinodo, che studiosa, essendo profondo nell'idio-
diede alle stampe. Visitò con pa- ma latino , e versato nel greco.
storale sollecitudine la diocesi, re- Alessandro VIII lo adoperò in va-
staurò l'episcopio, e ripristinò le ri affari, in cui die pubblico sag-
conferenze de'casi morali : inoltre gio di dottrina ed erudizione. Quin-
Urbano Vili lo fece legato di Ur- di Innocenzo XII lo dichiarò qua-
bino, ove si diportò con tenacità. lificatore del s. offizio, e prefetto
Dimessa la diaconia, passò al ve- degli studi del collegio Urbano, ove
scovato di Sabina nel 1668 sotto trovandosi la mattina de" i4 novem-
Clemente IX, rinunziando con pen- bre i6r)9 applicato alla disputa di
sione quello d'Ascoli. Due mesi do- una conclusione teologica, inaspet-
po il Papa gli aflldò la cura della tatamente ricevè la notizia di sua
chiesa di Rieti, la quale dopo tre promozione al cardinalato, e da
anni dimise con pensione. Divenu- vero filosofo senza punto alterarsi,
to Pontefice Clemente X, disputò tranquillamente proseguì lincomin-
il supremo ministero al cardinal ciala questione. Ma essendo ivi ac-
Paluzzo, adottato dal Papa per ni- corsi molti personaggi per congra-
pote, e più capace di lui. In com- tularsi, e per gli applausi degli a-
penso gli fu conferita la legazione slanli fu costretto a terminarla.
di Romagna, in cui si meritò lode Dichiarato dell'ordine de' preti, gli

di ammettere tutti all'udienza, e di fu assegnato il titolo di s. Puden-


docilità, ove non vi fosse interes- ziana, e le congregazioni del santo
se. Intervenne a quattro conclavi, e offizio, de' riti, de' vescovi e rego-
mori in Roma nel 1686 in età lari, del concilio, ed altre. Scrisse
decrepita, dopo quarantaquattro an- alcune opere contro il libro di Fe-
ni di cardinalato, ed ebbe sepol- nelon, arcivescovo di Cambray, sen-
tura nella cappella gentilizia della za però apporvi il suo nome. Por-
chiesa di Maria sopra Minerva.
s. tatosi in Caprarola per rimettersi
GABR.IELLI Giambattista, Car- in salute, vi lasciò la vita nel 171 i

Giambattista Gabrielli nac-


flinalc. nell'età di cinquantotto anni, dopa
que in Città di Castello a' io gen- aver prestato il suo suffragio all'e-

naio 1654 da onesti genitori, ed lezione di Clemente XI. Il ciulave-


abbracciò sino da giovine l'istituto re trasferito in Roma venne sepolto
GAB GAB 89
nel coro della chiesa di s. Bernar- apostolico Quirinale ; ma egli non
do, con semplice iscrizione compo- vi si recò mai, anzi rinunziò (juella
sta da sé medesimo; e poscia fu sede. Ne' difficili tempi della secon-
trasferito nella chiesa di s. Seba- da invasione francese, che finì col-
stiano fuori le mura, dove tra le r imprigionamento del Papa, e la
due ultime cappelle, al manco lato, traslazione de' cardinali in Francia
si vede eretto alla sua memoria e in diverse fortezze, meritò di es-
un elegante avello, coi suo busto sere prescelto a prosegretario di
di marmo espresso al vivo, nella stato, mostrandosi nelle politiche
cui base si legge un illustre elogio. vicende sempre eguale a sé stesso.
Fu pure autore di varie disserta- Ritornati in Roma Pio VII e i

zioni teologiche, come della difesa cardinali nel i8i4, il Papa lo di-
del libro: Nodus praedestinationìs, chiarò provvisoriamente segretario
dello Sfondrati. de'brevi pontificii, indi lo nominò
GABRIELLI Giulio, Cardinale. prefetto del concilio, e pro-dataiio,
Giulio Gabrielli nacque in Roma conferendogli in commenda le abba-
da principesca famiglia a'20 luglio zie di s. Paolo di Valdiponti di Pe-
1748. Fino dalla prima sua età rugia, di s. Giovanni dell'Eremo di
fornito di pietà, e di religioso at- Città della Pieve, e de'ss. Vito e
taccamento alla Sede apostolica, si Pancrazio di Todi. Fu tacciato di
mise in prelatura, e fu fatto ponente troppa economia, e lodato per dili-
della congregazione del buon gover- genza nell'adempimento de'suoi do-
no, e della sagra consulla, divenen- veri, severo amministratore della
do della prima segretario, come lo giustizia, pieno di rettitudine e di
fu poi di quella del concilio, pro- espertezza. E poiché olire le scien-
mossovi dal Pontefice Pio VL JN'el tifiche erudizieni, fornito era a do-
1 801 Pio VII a' 2 3 febbraio lo creò vizia della canonica giurisprudenza, e
cardinale dell'ordine de' preti, con- gran cognizione aveva dei diritti alla
ferendogli in titolo la chiesa di s. santa Sede spettanti, venne consulta-
Tommaso in Parione, dalia quale più to spesso negli aftari i più ardui ed
tardi passò a quella Lorenzo di s. interessanti, che in gran copia eb-
in Lucina, allorquando divenne pri- bero luogo in conseguenza d^lle no-
mo prete del sagro collegio. Da te vicende che posero a soqquadro
Pio VII successivamente ricevette r Europa ed altre regioni. Malato
tutte le cariche ed onori che an- di viz'o organico si condusse in
diamo a narrare. Lo annoverò alle Albano, ove dopo lunga e penosa
congregazioni del santo ofììzio, del- n)alaltia passò da questa all'altra
la concistoriale, del conc4lio, della vita a' 2.6 settembre 1822. Traspor-
residenza de' vescovi, di propaganda tato il suo cadavere in R.oma nel
fide, dell'esame de' vescovi in sagri giorno seguente, fu colla solita pom-
canoni, del buon governo, e degli pa funebre esposto nel palazzo di
alTari ecclesiastici Nel straordinari. dateria, indi dopo i consueti suf-
1808 promosse nel concistoro
Io fragi, nel dì 3o fu nel solito modo
degli I gennaio alla chiesa di Si-
I trasportato nella chiesa tli s. Maria
nigaglia, consagrandolo colle ponti- sopra Minerva, cantando la messa
ficie sue mani, nella cappella se- nelle esequie il cardinal de Grego-
greta della Annunziata del palazzo rio, indi fu liunulalo nella tomba
9^ GAD GAD
geulilma de' principi Gabrielli. Fu ti. Riconquistata da Alessandro re
protettore di tutto l'ordine agosti- ili Giudea, Pompeo la restaurò con
niano; della congregazione de'sacer- magnificenza, ed abbellì con son-
doti di s. Lucia de' Ginnasi; dei tuose fabbriche, in grazia di De-
monasteri di s. Lucia di Città della metrio gadarense suo liberto; e
Pieve, di Lucia di Perugia, e di
s. Vespasiano la conservò per esser-
5. Maria in Detieni di Foligno ; del vi stato accolto con gioia. Sem-
conservatorio delle mendicanti, del bra dunque che sia altra Gadara,
sodalizio degli agonizzanti, del col- quella arsa da Vespasiano, dopo uc-
legio Ghislieri, del sodalizio di s. cisi gli adulti, secondo il Rinaldi,

Caterina di Assisi, e di questa cit- che in fatti all'anno 70 conviene


tà , non che di Nepi, Gualdo di sul ricevimento fatto dai gadareni

Nocera, Cascia, Otricoli, Toscanella, di Vespasiano. E Gabinio vi avca

e Massa di Todi. stabilito uno dei cinque tribuna-


GADARA. o GADERA. Città li di giustizia della Giudea.
vescovile di Palestina, sotto il pa- I gadareni immersi nell'idolatria

triarcato Gerusalemme. Si di-


di adoravano Alcide in grandioso tem-
stinguono due città di questo no- pio,onde abbonivano riti giudai- i

me, ambedue nella Palestina, una ci.Commanville dice che fu Ga-


sotto la metropoli di Cesarea, l'al- dara chiamata anche Gnclae, e che
tra sotto quella di Scitopoli. Ma dopo l'introduzione in essa del cri-
il Terzi nella Siria sacra, a p. 276 stianesimo, nel sesto secolo vi fu
dice che una apparteneva alla tri- eretta la sede vescovile sulTiaga-

bù di Efraim, l'altra a quella di nea di Scitopoli, trovandosi nelle

Manasse; la prima famosa pei tro- notizie de' latini, divenuta arcive-
ni de' suoi regnanti, l'ultimo dei scovato nel secolo XII. Dal nove-
quali fu da Giosuè ucciso, e la ro de' vescovi di Gadara si potrà
città assegnata ai leviti; l'altra non rilevare se abbiano appartenuto al-
meno illustre per la cattedra vesco- le due sedi, siccome sembra. Ga-
vile, e in altri tempi per la magnifi- iano trovossi al primo concilio di

cenza delle fabbriche, e per l'effi- Nicea; Eusebio a quello d'Antio-


cacia delle sue acque minerali, in- chia nel 341 ; Teodoro a quello di

torno alle quali Erode costruì op- Efeso del 4^ i > Giovanni al con-
portune stanze. Giace questa città cilio di Calcedooia del 4^' » Aras-

di là dal Giordano, alla foce di se visse avanti l'anno 536; e Teo-


i\n fiume del suo nome che si sca- doro come il precedente assistei'

rica nel mare di Gcnaseret, sedici te al concilio in cui fu condannato


miglia lungi da Scitopoli: lo sto- Antimo nel 536. Orìens Christ.
rico Giuseppe la volle capitale del- tom. Ili, p. 656. Gadara, Gada-
la Perea^ che dava il suo nome rcn, al presente è un titolo vesco-
ad un cantone di là dal Giorda- vile in partihu<!, che conferisce la
no. Sortirono da essa molti distin- santa Sede: lo portò monsignor
ti personaggi, come Menippo, Oi- Giovanni BenislaAVScki già coadiu-
nomao filosofo cinico Apsimes , _,
tore dell'arcivescovo di Mohilow;
Teodoro il sofista ec. Essendo ben ed il Papa regnante Gregorio XVI,
munita, Antioco consumò più me- nel concistoro de' 2 5 luglio 1844»
si nell'assedio, e l'ottenne a pat- flicliiarò vescovo di Gadara, città
,,.

GAD 91
della Palestina nella Celisii ia, moa- repubblica fiorentina, ma sopraffatto
signox"Antonio Godofredo Claessen da quelle di Cosimo I, andò a vuo-
prevosto della metropolitana di to il suo disegno. Supph a que-
Coloniaj al cui arcivescovo deputò sta inconsideratezza con spendide li-

in suffiaganeo. beralità , e coi molti meriti che


GADDI Nicolò, Cardinale. Ni- si acquistò colla cristiana repubbli-
colò Caddi fiorentino, consanguineo ca. Godè la signoria di Collescipo-
di Caterina de' Medici regina di li e di altri castelli , morendo nei
Francia , fornito di svegliato inge- primi del iSSa, in età di sessanta-
gno, ed incomparabile destrezza nel due anni in Firenze. Fu sepolto in
nianeggio degli affari, fu fatto chie- s. Maria Novella, ove il nipote Ni-
rico di camera , ed abbreviatore colò Caddi gli eresse un magnifico
delle lettere apostoliche. Nel i5ii avello, con elegante iscrizione. An-
Leone X lo fece vescovo di Fermo, tonio Milesio nelle sue epistole
di cuinon fu consagrato e Cle- , commenda questo cardinale per la
mente VII a' 3 maggio iS-xj lo sua modestia, affabilità, vasta eru-
creò cardinale diacono, conferendo- dizione ed eccellente letteratura
gli la chiesa di Teodoro per dia-
s. Pietro Aretino per lo contrario
conia. Benché non fu mai alla chie- colla nota satirica penna, strana-
sa di Fermo, non mancò di som- mente Io punge e maltratta nelle
ministrargli ricche suppellettili , e sue lettere.
di restaurare il palazzo; introdusse CADDI Taddeo, Cardinale. Tad-
nella città i cappuccini, cui fu as- deo Caddi fiorentino, de' signori di
segnata la chiesa di s. Savino. Nel Riano, nipote del cardinal Nicolò,
i549> non nel i544> rinunziò la emulando le virtù dello zio, ne in-
chiesa di Fermo, con regresso a contrò felicemente le fortune. Per-
Lorenzo Lenzio patrizio fiorentino. corse velocemente con raro inge-
Siccome aderente alia Francia il , gno lo studio delle scienze, venne
re Francesco I l' impiegò in vari laureato nelle due discipline legali,
importanti affari, e lo nominò ve- ed acquistò tale attitudine nel ma-
scovo di Sarlat, di cui prese posses- neggio de' piìi ardui affari ecclesia-
so nel i534, rinunziandolo poi nel stici, che il suo coetaneo Gianuan-

i546 a Francesco Seneter, con be- tonio Pietramellara, scrisse non es-
neplacito Già sino dal
pontificio. servi allora a lui alti'i in ciò supe-
iSaB Clemente VII lo aveva fatto riore. Neil' età di sedici anni fu
arcivescovo di Cosenza ed abbate , provveduto della pingue abbazia di
di s. Leonardo nelìa Puglia. Dive- s. Leonardo in Puglia, rinunziala
nulo diacono di s. IMaria in Via dal zio cardinale. Nel i535 otten-
Lata, ritenne questa chiesa in tito- ne da Paolo III in amministrazio-
lo quando passò all'ordine de' pre- ne, e poi in età di ventisett' anni
ti. In conseguenza del lagrimevole in titolo, l'arcivescovato di Cosen-
sacco di Roma fu dato in ostaggio za , che governò a mezzo d' idonei
a Carlo V, e stette lungo tempo vicari. Paolo IV nel concistoro dei
nella fortezza di Napoli, in modo i5 maggio i557 lo creò cardinale
di carcere. Dopo 1' uccisione di A- dell'ordine presbiterale, e gli asse-
k'ssandro de' Medici , raccolse un gnò per titolo la chiesa di s. Silve-
corpo di milizie per ripristinaic la >tro in Capite. Ottenne ai canonici
,

c)i GAE GAE


(Iella sua inclropolilana, l'abito co- le , la cui fondazione si attribuisce
rale di quelli della basilica valica- all'imperatore Federico I: ha mol-
iia; e da immatura morte fu col- te altre chiese, fra le quali si di-

pito nel I 56 neir età di quaran-


I stingue sull'erta quella della ss. Tri-
tadue anni, nella suddetta abbazia nità, alcuni conventi di religiosi, due
di Leonardo. Trasferito il di lui
s. ospedali e l'ospizio degli esposti. Vede-
cadavere in Firenze, ebbe tomba si sull'istmo stretto della penisola la
nella chiesa di s. Maria Novella ,
torre di Orlando, un tempo sepol-
nel sepolcro di sua famiglia. Nel cro di 1\L Minuzio Plance, fonda-
1377 '' nipote Nicolò Gaddi gli tore di Lione ; presso a Castellone
eresse un superbo mausoleo deco* ,
evvi la torre detta di Cicerone, e
rato da splendida iscrizione; ed il sopra un altro punto la torre det-
suo castello di Riano fu venduto ta Latratina. 11 suo porto assai
al cardinal Pier Donato Cesi per grande e ben difeso, costrutto o al-

seltantamila scudi d'oro. meno restaurato da Antonino Pio,


GAETA i^Cajetan). Cittàcon re- ha sette braccia di profondità. Nar-
sidenza vescovile nel regno delle ra il Rinaldi all'anno 34, num. 128,
due Sicilie , nella provincia della che gli abitanti di Gaeta afferma-
Terra di Lavoro, capoluogo di di- no per antica tradizione, essersi rot-
stretto e di cantone, e piazza forte to il promontorio nel terribile ter-
di prima classe. Situata sul mare remoto accaduto nella passione di
Tirreno, a* piedi di un' altura, sta Gesù Cristo. Ad un miglio dalla
all'estremità d'una penisola, che sua riva Cicerone fu assassinato
forma all'ovest il golfo del suo no- per ordine di Antonio. La fortezza
me presso il monte Cecubo, cotan- è antichissima, e fu fortificata, co-
to celebre all'epoca romana pei suoi me pure la città, da Ferdinando V
vini preziosi. Fortificata dalla sua i- re d'Aragona, dopo la vittoria di
stessa vantaggiosa posizione, lo è più Gonzalvo. Vi nel suo
si ammirano
ancor da una muraglia bastionala da interno i Carlo di Bor-
sepolcri di
(jualche ridotto, e dal suo castello bone contestabile di Francia, ucci-
quadrato, e fiancheggiato da quat- so all'assedio di Roma nel 1527,
tro torri, che sta in una posizione e del principe di Assia-Homburg
pi il elevata. E questa la chiave del che vi fu ucciso difendendo la piaz-
regno da quel lato. I sobborghi di za in questi ultimi tempi. Il cada-

Borgo, Castel Ione e Mela sono as- vere del duca di Borbone, da Ro-
sai considerabili, e si estendono sul- ma fu trasportato in Gaeta, e l'ar-
le coste. ]\Tela o Mola corrisponde matura si mostra nell'armeria pon-
all' antica città di Formie rovinala tificia, presso il Vaticano. 11 Cancel-
dai saraceni, e posta sulla via Ap- lieri nel suo Mescalo a p. 243 parla
pia. Castel Ione con regio decreto si della sepoltura del famoso Borbone,
formò una comune separata, unen- riporta delle notizie curiose sugli abiti
dovi anche IMola. Caslellone è più cui veniva rivestito il suo scheletro,
popolato di Gaeta, e Borgo ha più e le iscrizioni poste sulla sua tom-
del (.loppio degli abitanti di Caslel- ba, cioè r epitaffio latino ripetuto
lone. La città è irregolarmente fab- dal Torrigio nelle Grolle Faticane,
bricata, ma vi si gode aria salubre. quelli descritti dallo Sprengero, in
Possiede una bella chiesa calledra- Roma nova, in latino e spagnuolo,
,

GAE GAE 93
e. l'epitafTio che si legge in Sweer- inibi adjacentibus attiguis prae-
tio, in Christiani orbis deliciae, pa- stantem solidos CCCXII et tre-
rimenti latino. Gaeta fu patria di missem. I patrimoni
e di Sicilia
molti uomini illustri, tra' quali no- di Calabria furono invasi dall'im- '

mineremo Gelasio II eletto nel i 1 18, peratore Leone l' Isaurico, compre-
già Giovanni Gaetani, creato cardi- so il Gaetano laonde Pontefici, i

nale da Urbano II; e Tommaso de massime Stefano III, e Paolo I, ne


Vio , chiamato Gaetano da questa fecero reclami al re de' franchi Pi-
sua patria, elevato al cardinalato da pino, ed in parte ricuperaiono nel-
Leone X. le terre di Sicilia di qua dal Fa-
Gaeta è assai antica , e si pre- ro. Inoltre s. Paolo I indusse Pi-
tende da alcuni fondata dai lestri- pino ad ammonire Desiderio re dei
goni, e secondo Strabene dai gre- longobardi, affinchè obbligasse i na-
ci venuti da Samo, che la chiama- politani e gaetani ad restitiienda
rono Caieia il che esprimerebbe
, patrimonia protectori vestro b. Pe-
la curvatura o concavità di questa tra illic Neapoli sita. 11 medesimo
costa. Per opinione di Virgilio ri- Borgia nel tom. Ili, p. i5i delle
cevette il nome Caieta nutrice di Memorie istoriche di Benevento ,
Enea, qui morta, e che quel prin- racconta come i greci di Gaeta a-
cipe fecevi seppellire. Altri dicono vendo avuta mano nella usuipazio-
che la città fu fabbricata dal tro- ne alla Chiesa romana del patri-
iano Enea, quattr'anni dopo la pre- monio napoletano Carlo Piagno ,

sa Troia,
di mentre alcuni sono per -vendicare l' oltraggio da essi
d'avviso che il nome di Gaeta sia fatto a s. Pietro, stese le armi si\&
dei'ivato da una parola greca che dentro la loro città, quale poi con-
significa bruciare, perchè, dicono es- cedette al Papa Adriano I. Per tal
si , fu in questo luogo che Enea maniera -venne Carlo Magno a di-
biuciò la sua flotta ,
quando ebbe latare il dominio della santa Sede,
messo piede sulla terra d'Italia. Fu nel littorale della Campagna fino al
questa città per qualche tempo con fiume Garigliano, che poi nel 787
reggimento municipale governata ,
eslese fino al Volturno col dono
repubblicanamente, ed ebbe poscia delle città della Campagna, come
dei duchi dopo il settimo secolo. Capua, Sora, Arce, Aquino, Arpi-
11 Borgia nella Breve istoria del no, Teano, ec. Per molti anni con-
dominio temporale della Sede apo- tinuarono i Papi nei possesso di
stolica, a p. 25 tratta del patrimo- Gaeta con piena sovranità , e al
,

nio gaelano appartenente alla me- dire del Giannone, lib. 6, cap. I
desima consistente in fondi posti
5 AeW Istoria civile del regno di Na-
in Sorrento, Miseno e Gaeta, con poli , Carlo avendo toltoMagno
diritti di regalie quasi feudali, sot- Gaeta ai greci ne fece dono alla ,

to l'amministrazione della Chiesa Chiesa romana, che da tempo an-


romana. Di s. Sisto III eletto Papa tichissimo vi possedeva patrimonii.
l'anno 432, leggesi pon-
nel libro Tuttavolta il Borgia, sulla sovrani-
tificale n. Ili, che avendo ampliata tà pontificia di Gaeta , opina che
ed ornata la basilica di Liberio, le la santa Sede a poco a poco, anche
donò possessioncm Scaurianam in con volontaria dedizione de' popoli,
territorio Cajttano ciim omnibus per essere meglio difesi dalle mo-
.

c)4 GAE G AE
lesile de' vicini longoLuidi, acqui- loro dimora sulle sponde del Ga-
stasse dominio su questa città , la rigliano, continuassero per quaran-
quale neir anno 84^^ ainiò col suo t'anni a molestare quelle terre , e
duca contro saraceni a favore del
i la medesima città di Gaeta. Per la

Papa s. Leone IV , il quale vinse qual cosa Giovanni Vili donò a


interamente i nemici ad Ostia, a- Docibile ed a Giovanni suo figlio
vendo composto pei gaetani e na- totuni et inclitum patiimonium Tra-
poletani queir orazione di cui fa- jcctanum etc. totani et inclitarn
, ,

cemmo menzione a Cillà Leonina teirani Fiindanam, eie. a canneto

( Fedi). (le Terracina , etc. , usque super


A'tempi di Giovanni Vili, eletto Galeriano, etc. ; acciocché piìi va-
neir872, venendo egli riconosciuto levoli fossero a sostenere con que-
per sovrano in Capua da Landolfo gli inumani la guerra : che Giovan-
conte e vescovo della medesima cit- ni Vili si portasse a Gaeta, dice il

tà, il Papa scrisse varie lettere pel Rinaldi che lo attestano le sue let-

ben essere del contado. A Landolfo tere. Da questo racconto sembra


succedette Pandenulfo suo nipote, e che il Papa togliesse Gaeta dalla
questi prue giurò fedeltà, e si dichiarò soggezione del conte di Capua , e
vassallo del PonteficeGiovanni Vili, ne restituisse il governo a Docibile,
dicendoci Ercbemperto, Hist. n. 47? né tal congettura manca di fonda-
che il conte fece palese questa di- damento. In fatti scrive Ercbemper-
pendenza col porre il nome del Pa- to, num. 65, che Atenolfo succedu-
pa sulle carte e sulle monete, igno- to nelcontado di Capua a Pande-
randosi se ciò facesse per maggiore nulfo dopo Landone, tolse al Papa
rispetto verso il suo sovrano, o per Gaeta , negandogli il vassallaggio
patto convenuto. Non rimase senza promesso all' apostolicai Sede dai
premio il vassallaggio di Panilenul- suoi predecessori nel contado ; ma
fo, mentre Leone Ostiense, lib. I, che venendo poi gravemente dan-
cap. 43 del Chron. Casìn., dice neggiato dai saraceni, fu nella ne-
che Giovanni Vili gli concedette cessità di ricorrere per suoi legati
l'alto dominio sulla città di Gaeta, a Stefano V detto VI, salito nel-
essendone in pieno possesso la san- r 885 sulla cattedra di s. Pietro ,

ta Sede, e potendone liberamente di pi'omettergli soggezione, ed inol-


disporre, nell'anno 879; nam Ca- tre di restituirgli i gaetani, quante
jelani co tempore Romano tantum volte lo aiutasse a cacciare i sara-
Pontifici serviehant. Non piacque ceni dal Garigliano. Qual fine aves-
questo nuovo vassallaggio a Doci- sero queste generose proteste ed of-
bile duca ed ipato di quella città, ferte , lo dice lo stesso cronista
onde per viva brama di scuotere il Quae postea cuncta oblitus, ex his
giogo, chiamati da Agropoli i sara- quae promiserat, nihil omnino ad-
ceni fece assediare Gaeta con in-
, implevit. Ed ecco con quanta ra-
tenzione di distruggerla; ma agli gione nei diplomi di Ottone I e di
uffizi del Papa, Docibile si appigliò s. Enrico I, dopo confermata alla
poi a più sano consiglio , cioè a santa Sede Terracina, compresa sot-
rompere la lega fatta con que' bar- to il ducato romano, e le città do-
bari, ed a combatterli, quantunque nate da Carlo Magno nella Cam-
i saraceni , che fissato avevano la pagna espressamente si nominano
GAE GAE t) 5

Gaeta e Foudi. Sinìili mudo cwi- pulì ia, prese il nome di Gelasio IL
tatem Gajetain , et Funclim ciim Malmenato questi dai partigiani di
omnibus earum perlinentiis. Enrico V, 3 marzo partì da Ro-
a'

Anche per secoli susseguenti


i
,
ma una barca, e rifugiossi
su di
dopo le occupazioni fatte di queste nella propria patria Gaeta, ove si
terre dai longobardi e dai norman- ordinò prete a' 9, e si fece consa-
ni, si ha qualche vestigio del pon- grare nel dì seguente, creando car-
tificio dominio in Gaeta, in Fondi, dinale nel medesimo giorno Pietro
e nei luoghi circonvicini, come di- Ruffo di Napoli, r unico che pro-
remo in appresso. Nel io4i un mosse a tale dignità nel suo pon-
conte di Gaeta , Atenolfo fratello tificato.Mettendo frattanto l'im-
di Landone conte d'Aquino, fu in peratore Enrico V sulla sedia pon-
guerra col principe di Salerno, e tificia l'antipapa Gregorio \ill,
ne fu quasi vassallo ; ma i popoli Gelasio II nel concilio di Capua
emancipatisi proclamarono poi du- scomunicò ambedue; ed avendo
ca di Gaeta Landone conte di Tra- dato in Gaeta l'invesfitura del du-
ietto, suo parente e successore. I cato di Puglia a Guglielmo figlio
conti normanni di Aversa Riccar- di Ruggiero normanno, come nar-
do e Giordano, dopo aver conqui- ra Romualdo Salernitano
in Chron.
stato il principato di Capua, s'im- ad ann. 11 18, indi dopo la festa
padronirono eziandio del ducato di dei principi degli apostoli ritornò
Gaeta verso il loSj. Trovasi in in Roma. L'altro Pontefice che fu
progresso un Goffredo normanno in Gaeta in tale epoca, è Alessan-
duca di Gaeta, e conte di Ponte- dro III, il (|uale nel 1 166 fuggen-
corvo, che maritò la propria figlia do le insidie dell' imperatore Fe-
a Giovanni Sesto duca di Napoli ; derico I, dal palazzo lateranense
ma tanto questi, che Giovanni, Ma- passò ad una fortezza de' Frangi-
rino, e Gionata forniti dello stesso pani, e nell'agosto 1167 partì da
titolo, dopo l'occupazione di Ric- Roma in abito da pellegrino in
cardo principe di Capua, si debbo- compagnia di molti cardinali, e per
no credere meglio suoi onorari luo- Terracina giunse a Gaeta, ove ri-

gotenenti. Riccardo II detto dell'A- prese le pontificali insegne, e collo


quila, era duca di Gaeta, quando stesso accompagnamento passò in
Ruggiero riunì ancor questo paese Benevento, ovunque onorevolmente
alla fondata monarchia nopolilina , accolto dagli abitanti.
tuttavolta Gaeta fu poscia soggetta Le altre notizie sul dominio dei
a gran cangiamenti, e vuoisi che Papi in Gaeta, Fondi, e luoghi cir-
sino al 1191 fosse indipendente, e convicini , appartengono al secolo
che allora battesse moneta. Prima XIII. Di Papa Innocenzo III, per
di quell'epoca, e nel medesimo se- detto di Riccardo da s. Germano
colo, Gaeta ebbe l'onore di essere in Chron. an. 1208, e dell'anoni-
visitata da due Pontefici. Eletto Pa- mo autore della sua vita appresso il

pa ai 25 gennaio 11 18 il cardinal Baluzio, ci fi sapere il Rinaldi al-


Giovanni Gaetani o Caetani, figlio l'anno i2oB, num. 26, che aven-
di Crescenzio di Gaeta, la cui fa- do liberatoSora ed altre terre
miglia, come si disse all' articolo dalla tirannide de' tedeschi, ne creò
Gaetam, signoreggiò un tempo la conte e Kovernatore R.iccardo suo
,

96 GAE GAE
fratello. Ai tempi di questo Papa della diocesi di Gaeta, donde si tras-
appartiene la donazione, che Ric- ferì a Napoli.popolo essen-
]Ma il

cardo dell'Aquila conte di Fondi dosi sollevato. Clemente VII pau-


fece nel 12 12 di tutto il suo con- roso co' cardinali scismatici del suo
tado, e di altre baronie alla ro- partito s' imbarcò su di alcune ga-
mana Chiesa. In questo medesimo lere, giunse in Gaeta , e poi per
.s(^colo, cioè nel 1229 Gregorio IX Marsiglia in Avignone, ove corsero
dominava la città di Sessa e di a stormo francesi a venerarlo, go-
i

Gaeta, come apparisce dai pontifi- dendo di veder in Francia la sup-


cii diplomi inseriti nel Bullario posta Sede apostolica.
romano, tom. Ili, par. I, n. 16 e Durante lo scisma sostenuto da
1
7, co' quali dichiara le dette cit- Benedetto XIII, successore nell'an-
tà dominio della Sede
costituite in tipapato a Clemente VII, fu cele-
apostolica al pari di Anagni e del- bralo nel 1409 '1 concilio di Pi-
le altre della Campagna, e conce- sa, ove non solo fu deposto l'anti-
de ad esse le medesime esenzioni papa, e il Pontefice Gregorio XII;
e privilegi clie queste godevano. ma fu pure eletto Alessandro V. Ve-
E notabile quello diretto al popo- dendosi Gregorio XII abbandona-
lo di Gaeta, per la facoltà che gli to dai popoli ed insidiato, partì da
dà Pontefice di coniar moneta
il Cìvidale {Vedi), e travestito da
d'argento. » De gratia vobis con- mercante giunse alle due galere
" cedimus liberali cudendi etiam da Ladislao re di Napo-
fornitegli
»' monetam argentea m, ubi ex una li ,con esse pertossi a Gaeta,
e
>' parte imago capitis b. Petri cum ove l'attendeva il re, che alla di
j' snbscriptione civitatis vestrae, ex luiombra agognava al dominio di
" alia vero in medio Papae, et in Roma. In questo tempo Paolo ca-
'j ciìculo superscriptio nostri no- meriere del Papa, vestito con abito
" minis habeantur ". E di queste rosso pontificio, fu scoperto all' u-
e di altre grazie la vuole privile- scire da Cividale, e malmenato al
giata a condizione, che « quando- modo che dicemmo al citato artì-
^' cumque autem Piomana Eccle- colo. Dimorando Gregorio XII in
>' sia stolium facere voluerit (cioè Gaeta faceva la figura d' infelice
-• armamento navale) civitas ve- emigrato: tuttavolta nel 4' ©spe- 1

» .stra ei tenebitur prò una galea dì legati nelle parti settentrionali,


" sufficientem dare numerum ar- e nella Marca, dichiarando genera-
i' matorum etc. ". Nel secolo se- le di s. Chiesa Luigi Migliorati
guente eletto scismaticamente in con ordine che unisse le sue trup-
Fondi l'antipapa Clemente VII, pe a quelle di Ladislao. In Gaeta
contro il legittimo Urbano VI, a nel i4ii Gregorio XII nel giove-
danno del quale e per imprigio- dì santo pubblicò la consueta bol-
narlo spedi un esercito, che fu fat- la in Coena Domini, contro gli e-

to a pezzi nel fine di aprile 1379; retici e scismatici, e loro fautori ,

allora il falso Pontefice si avvih, e tra' quali Lodovico d' Angiò pre-
da Anagni passò a Fondi a' 18 tendente al trono di Napoli ; altri
maggio, e per la protezione che legati spedì in Germania, ed ema-
godeva della regina di Napoli Gio- nò in Gaeta varie bolle e prov-
vanna I, si recò in Splanata, luogo vedi menti. Però Ladislao, abbando-
GAE GAE 97
nalo Gregorio XII, si giltù dal regno ; ma i francesi nell'anno se-
parlilo di Giovanni XXIII ch'era guente si trovarono costretti ad e-
succeduto ad Alessandro V; non vacuar la città, che poscia rimise
vedendosi quindi sicuro in Gaeta , loro nel i5oi Federico II re di
Ili Gregorio XII ad allon-
costretto Napoli, dopo aver sforzato Capua.
tanarsene, profittando di due va- Il marchese di Saluzzo la rese per
scelli veneti che ivi eransi acco- compenso a Gonzales il primo del-
stati, ed in compagnia dei cardi- l'anno i5o4- Nel 1707 si segna-
nali suoi nipoti, Barbarigo, e Con- larono suoi abitanti per una va-
i

dulmero, che fu poi Eugenio IV, lorosa resistenza e non fu presa ,

da Gaeta litirossi a Rimini , evi- d'assalto dagl' imperiali, se non che


tando le insidie tesegli nel viaggio. dopo un assedio di tre mesi. Nel
jNel 1424 venne questa città presa 1727 la città fu onorata nelle vi-
da Guido Torelli, ammiraglio del cinanze dalla presenza di Benedet-
duca di Milano, in allora signore to XIII, in occasione ch'erasi por-
di Genova. Dipoi nel i435 essen- tato a visitare il suo antico arci-
do morta Giovanna II regina di vescovato di Benevento , venendo
Napoli, Eugenio IV commise l'ani- incontrato ai confini del regno dal
rainistrazione del regno al prode viceré cardinal d'Althann. Sabba-
vescovo di Recanati Vitelleschi ,
to 3 maggio il Papa giunse pre-
mentre i napolitani chiamarono al ceduto del ss. Sagramento, ad ore
trono Renato d'Angiò fratello del 23 a Castellone di Gaeta, scenden-
defunto Lodovico, ed altro parlilo do al monistero dei monaci di Mon-
Alfonso V re d'Aragona, il quale te Vergine, nella cui chiesa erasi
accompagnato dai suoi fratelli, Gio- riposta la ss. Eucaristia. Quasi tut-
vanni re di Navarra, Enrico e Pie- ti gli abitanti di Gaeta ivi si re-
tro, si condusse con possente ar- carono per ricevere l'apostolica be-
mata ad assediare Gaeta. Tali prin- nedizione, e recatasi la camera se-
cipi con altri signori restarono pii- greta del Papa al molo di Gaeta,
gioni dell'armata de' genovesi man- per ordine del viceré fu trattata
datavi dal duca di IMilano, che lautamente. Dormì Benedetto XIII
magnificamente li trattò, e pose in nella notte del sabbato nel Pioni-
libertà senza riscatto ed Eugenio
; stero, e la seguente mattina pel
IV si piegò colla maggior paite Garigliano proseguì il suo viaggio.
del regno a favore di R.enato, a Nel 1734 Gaeta resistette per quat-
cui specFi ambasciatori. tro mesi continui agli sforzi de'fran-
Gaeta fu segno alle militari im- cesi, spagnuoli e piemontesi. Dipoi
prese degli angioini ed aragonesi : al francese generale Championnct
il suddetto Pietro d^Ai'agona la ri- si arrese facilmente nel 1799. Mal-
prese nel gennaio i^^'j, e nel ì^5o grado una flotta inglese padrona
il fratello Alfonso V vi stabilì un del mare, e della bella difesa del
viceré : ciò non pertanto invano nominato principe di Assia-Hom-
fu assediala nel i453 dal medesi- burgo, questa piazza cadde una se-
mo Alfonso V re d'Aragona. Car- conda volta nel 1806 in potere
lo Vili re di Francia, volendo far dell'armala francese , che sotto la
valere i diritti degli angioni , nel cond<jtla del general Massena ve-
1493 prese Gaeta col restante del niva a conquistare il regno di Na»
VOL. XXVIII.
, ,

gS GAE GAE
poli per Giuseppe ]3onapai'te, fra- martire. Laonde il Papa s. Grego-
tello dell' imperatore Napoleone ; rio I Magno trasportò a Gaeta
anzi fu rultima piazza dei reame luogo presso al mare, e in sito for-
che cadde ìix potere de' francesi. te, le sedi di Minturno e di For-
Indi tale imperatore conferì il ti- mie, in un alle reliquie de' marti-
tolo di duca di Gaeta al suo mi- ri. Però nel Galletti, Del Primice-
nistro delle finanze Carlo Gaudin. ro della santa Sede, si legge a p.
Nel i8i5 vi dispiegò tutta l'arte i36, come s. Erasmo vescovo d'u-
militare il general Becani con una na delle chiese del patriarcato di
guarnigione composta in gran par- Antiochia , dopo aver sofferto a-
te di militari reduci del regno i- trocissimitormenti sotto Dioclezia-
lalico ; né ebbe luogo la resa, che no e Massimiano, uscendone mira-
dopo le politiche transazioni , e il colosamente illeso, se ne venne nel-
ristabilimento della dinastia Borbo- la Campagna Felice nell'antica For-
nica sul trono di Napoli. Risiede al mia, ove è ora il molo di Gaeta,
presente nella fortezza di Gaeta un e quivi terminò i santi suoi giorni,
governatore militare, che vi esegui- venerandosi il suo corpo in Gaeta,
sce le funzioni di comandante. Il trasferitovi nel secolo nono, allor-
distretto di Gaeta si divide in no- ché il Papa Gregorio IV, morto
ve cantoni, cioè Carinola, Fondi, neir 8443 trasportò a Gaeta anco-
Gaeta, Pico, Isola di Ponza, Rocca- ra la sede vescovile di Formia.
Guglielmo, Rocca-Monfina, Sessa, e Commanville nelT Hisloire de tous
Traelto. les arché\f. et tvesch. de L'univers,
La i-eligione cristiana probabil- dice che la sede di Gaeta fu eret-
mente fu predicata in Gaeta fino ta l'anno 84o, nel pontificato di
dai primi secoli della Chiesa ; la Gregorio IV, già monaco di Fossa-
vicinanza di Formie e di Mintur- nuova. L'Ughelli nel tom. I, pag.
no, i di cui abitanti si segnalarono 526 e seg. dell' Italia sacra, ci dà
soffrendo il martirio per la difesa la serie de' vescovi di Gaeta, e pel
della fede, non lascia alcun luogo primo registra Camplo o Campo-
a dubitarne. Ambedue le sedi fu- Io, il quale occupava questa sede
rono erette nel quinto secolo , e Tanno 790, nel pontificato di A-
quella di Traetto nel sesto ancor driano I, come corresse l'annotato-
essa unita a Gaeta, la quale rico- re Coleti ; il secondo è Leone ve-
nosceva per metiopolitano l'arci- scovo neh' Minturno e di
840 di
vescovo di Capua ;
poi fu dichia- Formia il terzo è Giovanni pri-
;

rata esente, ed immediatamente sog- miis Cajetae episcopus post For-


getta alla Sede apostolica, come lo viianum excidium anno 896 ; il
è tuttora. Al dire del Rinaldi, al- quale è Leone, aggiunto dal Co-
l'anno 5go, sembra che la sede ve- leti nel tom. X, p. 221 òeW Ita-
scovile diGaeta abbia avuto origine lia sacra j che intervenne neir86i
nel 590, dappoiché narra, che per le al concilio romano; il quinto é Co-
vicende de' tempi la chiesa di Min- stantino.
turno era allora senza clero, e disa* Il vescovo Bono, l'anno 880,
bilata, e che la vicina Formia tro- nel pontificato di Giovanni Vili,
\avasi nella medesima condizione rinvenne il corpo di s. Erasmo, e
veiierandovisi il corpo di s. Erasmo lo collocò con onore in Gaeta. Leo-
,,

GAE GAE 99
ne iiitei'veiiue nel loSg al conci- ta e di Fondi, il Pontefice Pio
lio adunato da Nicolò II, e si tro- VII emanò la lettera apostolica De
vò presente alla consagi'azione che utiliori dominicae, quinto kal. ju-
fece Alessandro II della chiesa di lii 18 18, con la quale soppresse il
Monte Cassino. Riccardo vescovo vescovato di Fondi [F'edi), e l'uni
di Gaeta ivi ricevette nel 1118 il alla sede di Gaeta ; indi nel con-
Papa Gelasio II. Nel vescovato di cistoro de' ?,5 maggio dell' istesso
Egidio del 191, il cardinal Pie-
i anno, fece vescovo di Gaeta mon-
tro del titolo di s. Marcello, lega- signor Francesco Buonomo nato in
to in Costantinopoli, da questa cit- questa città; ed in sua morte Leo-
tà portò il capo di s. Teodoro mar- ne XII_, nel concistoro de' 25 giu-
tire, che fu riposto nella cattedra- gno 1827, dichiarò vescovo di
le. Bartolomeo canonico di essa Gaeta l' attuale monsignor Luigi
perle istanze del capitolo, nel 1276 Parisio di Napoli, traslatandolo dal
fu fatto vescovo da Giovanni XXI. vescovato di Venosa.
Francesco Gattola gaetano, essen- La cattedrale è dedicata a Dio,
do arciprete fu eletto vescovo dal in onore dell'Assunzione di Maria
capitolo, e confermato da Giovan- Vergine in cielo 1' edifizio fu ul-
;

ni XXII in Avignone
i32o. nel timamente riedificato , ed è ricco
Giovanni Gallula gaetano, del i4oo, di marmi , di pitture e di sagre
nel qual tempo l'antipapa Bene- suppellettili. Il capitolo si compo-
detto XIII vi voleva intrudere al- ne di quattro dignità essendo la ,

tro vescovo. Martino nel 14^7 V prima quella dell'arciprete, di di-


trasferì a questa dalla chiesa di ciassette canonici, comprese le due
Terracina, Giovanni de' Normandis prebende del teologo e del peni-
nobile romano, che riformò il cle- tenziere, di dieci cappellani chia-
ro, ed emanò opportuni regolamen- mati ebdomadari, e di altri preti
ti. Pio II nel 1460 fece vescovo e chierici addetti all' uffiziatura ed
di Gaeta Francesco Patrizi sanese, al culto divino. La cura delle ani-
suo concittadino ed intimo amico. me della parrocchia della cattedra-
Fr. Tommaso de Vio detto Gae- le si esercita da un canonico del
tano, dalla sua patria Gaeta, Leo- capitolo. Nella cattedi'ale vi è il

ne X nel i5i7 lo creò cardinale, e fonte battesimale, ed è l'unico che


nel i5i9 Io fece vescovo di Gaeta, sia nella città : ivi si venerano mol-
e fu uomo dottissimo. In sua mor- te sagre reliquie, e vi sono due sa-
te Clemente VII nel i533 affidò gristie. Il palazzo episcopale è pros-
la sede in amministrazione al car- simo alla cattedrale; venne rifab-
dinal Stefano
Merini spagnuolo bricato dal defunto vescovo Fran-
cui successero vari personaggi di cesco Buonomo. Nella città vi so-
quella nazione. L* ultimo vescovo no altre sette parrocchie, un con-
registrato nell' Italia sacra, è fr. vento di religiosi , un conservato-
Giuseppe Guerrero de Torres spa- rio ed altri luoghi pii, col semina-
gnuolo, fatto vescovo nel iGgS da rio con alunni. La diocesi è al-
Innocenzo XII, La continuazione quanto vasta , ed ogni vescovo è
della serie de' vescovi di Gaeta si tassato ne' libri della cancelleria
riporta nelle annuali Notizie di Ro- apostolica in fiorini duecento cin-
ma. Essendo vacanti le sedi di Gae- quanta, verus autem illorum valor
,

100 G AE GAE
esl 4ooù cireiter ducalorum illius Punlefice? Merita è vero lo scrit-

vionelac, piiblicis non dedurli.^ one- to di essere riprovalo, ma non per


ribiis. questo ne può, né debbe dirsi ere-
GAETANI Giovanni, Cardinale. tico l'autore "; al che fu da un al-
Giovanni Gaetani, o Caetani {^Ve- tro soggiunto, che nemmeno po-
di), dell'illustre prosapia di cui teva chiamarsi malvagio in sé stes-
trattammo a quell'articolo, nacque so uno scritto, eh' era stato fatto
in Gaeta, e sino dalla sua verde unicamente per salvare il popolo
éJà fu posto sotto la disciplina di di Dio dall'estrema desolazione e
Odorico, uomo di santa vita, ed ab- sciagura. Dipoi Pasquale. II, ed an-
bate di Monte Cassino, che a tal che prima, ad istanza del cardinale
uopo lo richiese ai suoi nobilissimi sollevò alla dignità cardinalizia pa-
genitori. Seguendo le orme del suo recchi valorosi soggetti, e fra gli

maestro professò la regola di s. altri Pietro Pisano, Ugo di Alalri,


benedetto, e fece tali e sì mirabili e Gregorio Gaetani. Scrisse il car-
progressi nella pietà e nelle lette- dinale alcune opere, che più non
re, che Vittore III Io fece cancel- esistono: il Maimburgo nella Sto-
liere di s. romana Chiesa, e quan- ria della decadenza dell' imperio,
tuntpie assai giovane, Urbano II lib.IV, pag. 344> 'o celebra uomo
del 1088 lo creò pel primo car- di santa vita, di consumata pru-

dinale diacono, confermandolo in denza, ed il più savio del sagro


detta carica, nella quale proseguì collegio ; e Corrado Uspergense lo

sotto Pasquale IT, come nel di lui qualifica uomo prudente, venei'an-
pontificalo continuò nell' uffizio di do ed irrepi'ensibile , e valido so-
bibliotecario di s. Chiesa pur con- stegno de' romani Pontefici. Alla
feritogli da Urbano II. Pasquale II morte di Pasquale II meritò il
gli assegnò per diaconia la chiesa cardinal Giovanni di essergli dato
di s. Maria in Cosmedin, che il a successore col nome di Gelasio
cardinale arricchì di rendite, di sa- II {Vedi).
gri arredi, e di vasi d'argento. Di- GAETANI Gregorio, Cardinale.
fese con gran forza e valore Pa- Gregorio Gaetani da Anagni es- ,

squale II nel sinodo tenuto in Ro- sendo scrittore apostolico, ad istan-


ma nel ir 12, nel quale il Papa za del cardinal Giovanni Gaetani
condannò il privilegio delle inve- fu da Pasquale II del 1099 creato
stiture ecclesiastiche, estorto a lui cardinale diacono, e per diaconia gli

con violenza dall'imperatore En- fu assegnata la chiesa di s. Lu-


rico V, in tempo di sua prigionia. cia in Septisolio. Intervenne ai con-
Avvenne in questo sinodo che s. cilii di Guastalla e di Laterano
Brunone vescovo di Segni qualifi- celebrali da Pasquale II ; fu col
cò tal privilegio per un'eresia, ed cardinal Pierleoni incaricato della
avendo alcuno de' circostanti sog- legazione delle Gallie, e contribuì
giunto, dunque essere eretico l'au- col suo suffragio alle elezioni di

tore, il cardinale compreso da giu- Gelasio II, e di Onorio li. Morì


sto zelo, in questi termini rispose sui primi di luglio, nel pontificato
al vescovo. " In un concilio adun- di Onorio li.

que, e alla nostra presenza , ardi- GAETANI Villano, Cardinale.


sci tu chiamare eretico il romano Villano Gaetani da Pisa, di nobile
1 ,, ,,

GAE GAE loi


prosapia, e secondo alcuni della fa- re la causa dell'eletto alla sede di
miglia Villani, essendo arcivescovo Magdeburgo. Caduto dalla grazia
di sua patria, Lucio II nella vigi- dell'imperatore, attese le sue aspre
lia di Pentecoste del ii44 lo creò e dure maniere, o per aver stabi-
cardinale prete, e per titolo gli lito delle cose contro la volontà e
concesse la chiesa di s. Stefano nel mente del principe, fu costretto a
monte Celio. Avendo nel 1161 de- ritornarsene senza aver nulla otte-
terminato Alessandro III di con- nuto , e nel viaggio finì il corso
dursi in Francia, la repubblica di del viver suo nel 154, e non pri-
1

Pisa gli mandò sino a Terracina ma come dice il Fanelli nella cro-
una nave ben corredata , insieme nologia della famiglia Gaetani di
col proprio arcivescovo Villano, il Pisa. Intervenne ai comizi in cui
quale accompagnò il Papa in quel fui-ono eletti Anastasio IV, ed A-
regno. Nel 1 1 SS non avendo egli driano IV.
voluto riconoscere l'antipapa Pa- GAETANI Pietro, Cardinale.
squale III, ch'era sostenuto dall' im- Pietro Gaetani da Pisa, di nobile
peratoi'e Federico I, fu cacciato in famiglia, canonico di Maria s. del
esilio,ed in suo luogo fu colloca- Reno di Bologna, e perciò da al-

to nella sede di Pisa Benincasa dei cun creduto bolognese. Alessandro


Benincasi canonico di quella me- III in Sens nel ii65 lo creò car-
tropolitana, che ricevè la sacrilega dinale diacono, assegnandogli per dia-
episcopale consagrazione dal detto conia s. Maria in Aquiro , donde
antipapa. Dopo tre anni d' esilio nel 1173 passò all'ordine presbi-
potè nel 1171 ritornare al pacifi- terale, ed al titolo di s. Susanna.
co possesso della sua chiesa. I suoi Fu incaricato insieme col cardinal
integerrimi costumi e soavi ma- Manfredi diacono di s. Giorgio
niere lo l'esero così amabile, che della legazione a Guglielmo re di
fu chiamato la delizia degli uomi- Sicilia ,
per implorare
suo aiuto il

ni, che ne compiansero amaramen- contro l'imperatore Federico I, che

te la perdita sul fine del 1174? avea assediato Roma. Dipoi con
che fu l'ultimo di sua vita. 11 suo altri sei cardinali si trovò presen-
nome è registrato tra gli elettori te quando Federico I abiurato |o
di Eugenio III ; e del suo cardi- scisma, riconobbe per legittimo Pa-
nalato, come delle virtù, fa testi- pa Alessandro III ; e pieno di me-
monianza Innocenzo III, nel lib. II riti e di gloria, passò all'altra vi-
delle Decretali^ tit. 26 de prae- ta circa 1188, dopo aver con-
il

scripL corso alledi Lucio III


elezioni
GAETANI Gherardo, Cardina- Urbano III, Gregorio VIII, e Cle-
le. Gherardo Gaetani nobile pisa- mente III. Dicesi che fosse sepolto
no, della famiglia di Gaeta, cano- in s. Maria del Reno; e l'abbate
nico della metropolitana di Pisa, ed Trombelli, nelle Memorie storiche
affine di Eugenio III, il quale nei di s. Maria del Reno, al cap. 227
1 46 lo creò cardinale diacono parla a lungo di questo cardinale.
conferendogli per diaconia la chie- GAETANI SoFFREDO o Goffre-
sa di s. Maria in Via Lata. Ana- do, o Goffre-
Cardinale. Soffiedo
stasio IV lo deputò legato all'im- do de' conti Gaetani da Pisa ni- ,

peratore Federico I, per termina- pote dell'arcivescovo di tal città


,

I oa GAE GAE
seppe unire alla pietà In dottrina. conferita per diaconia la chiesa di
Essendo canonico della cattedrale s. Eustachio ; indi passò al titolo

di Pistoia, fu da Eugenio III suo di s. Susanna quando fu annovera-


affine fatto suddiacono della Chiesa to ali' ordine presbiterale. Nel 122 1
romana, da Lucio IH creato in
e Onorio 111 lo fece vescovo di Sa-
Vellelri, nel dicembre i 182, cardi- bina, ed eletto dal capitolo di Pa-
nale diacono, con la diaconia di s. rigi a suo vescovo, non volle ac-

Maria in Via Lata, donde passò al cettare. Intervenne alla solenne con-
titolo di s. Prisca, quando Celesti- sacrazione, che in detto anno fece
no III nel 1193 lo dichiarò del- Onorio III, della chiesa de' ss. Vin-
l'ordine de* preti. Urbano III gli cenzo ed Anastasio alle acque Sal-
Lombardia, con
die la legazione di vie morì probabilmente nel i223
:

Rolando cardinal di s. Maria in encomiato pel suo sapere e virtù.


Portico; ed Innocenzo III l'inviò GAETANI Benedetto, Cardina-
a Venezia per impegnare la repub- le. V. Bonifacio Vili Papa.
blica a concorrere nella guerra di GAETANI Benedetto, Cardina-
Terrasanta destinandolo eziandio
, le. Benedetto Gaetani da Anagni,
legato de' crocesignati, siccome ec- nipote del cardinal Benedetto seniore,
clesiastico di specchiata pietà , di il quale fu poi Bonifacio Vili , ad
eminente dottrina, ed integrità di istanza dello zio, s. Celestino V, pres-
vita, e potente nelle parole come so di cui godeva grande autorità e
nelle opere. Parti per la Soria col gli avea predetto il pontificato, lo
cardinal Pietro di Capua, e fu ono- creò in settembre 1294 cardinale
revolmente accolto in Costantino- diacono, conferendogli per diaco-
poli dall' imperatore Baldovino J, nia la chiesa de'ss. Cosma e Damia-
dove nella chiesa di s. Sofia pro- no. Breve però fu il suo cardinalato,
mulgò alcune savie leggi riguar- mentre poco prima di aver goduto
danti la pace scambievole tra i due anni la sua dignità, morì nel
greci e i latini. Richiesto per pa- 1 296, e fu tumulato nella cappel-
store dal clero e popolo di Raven- la di s. Bonifacio IV della basili-
na, Innocenzo III stimò meglio ri- ca vaticana, da dove nel 1606 fu
serbarlo in servigio della Chiesa u- trasportata la sua spoglia mortale
niversale; tuttavolta il Pontefice nelle grotte vaticane, e posta ai
approvò r elezione che di lui fece- piedi di quella di Bonifacio Vili.
ro il re di Gerusalemme e il ca- Favorì col suo voto l'elezione del-
pitolo del s. Sepolcro in patriarca lo zio, ed è lodato da s. Antonino
di quella città, ma il modesto e come uomo prudente letterato ,

prudente cardinale non volle accet- magnanimo, e zelante difensore dei


tare, e fece eleggere Alberto vesco- diritti della Chiesa.
vo di Vercelli. Ritornato in Italia GAETANI TOMMASI Jacopo,
mori nell'anno 121 i, dopo essere Cardinale. Jacopo Gaetani Tommasi
intervenuto alle elezioni di cinque nobile di Anagni, nato in Alatri
Papi. dalla sorella di Bonifacio Vllf, per
GAETANI Aldebbando, Cardi- cui aggiunse al proprio cognome
nale.Aldebrando Gaetani patrizio di Tommasi quello di Gaetani ,

romano, da Innocenzo III del i rg8 ebbe per Gualcuano


padre fra- ,

fu creato cardinale diacono, e gli fu tello del cardinal Jacopo da A latri


GAE GAE io3
crealo dal suo afline Gregorio IX, tomba il degno nipote, universal-
e per fratello Giovanui vescovo di mente compianto.
delta citlà. Di tenera età profes- GAETANI STEFANESCHI Ja-
sò nell'ordine de' minori di s. Fran- copo , Cardinale . V . Stefaneschi
cesco , dove fece tal profitto nelle Gaetani Jacopo.
scienze che fu riguardalo per uno GAETANI Fra^tcesco, Cardinale.
de' più dotti teologi de' suoi tem- Francesco Gaelani nobile di Ana-
pi , come che uomo di singoiar gni, canonico della chiesa di Porto,
probità di vita , ed ornato di cappellano pontifìcio, uditore di ro-
straordinaria dottrina. Nel 1282 fu ta , e poi tesoriere, avendo acquista-
eletto dal capitolo della cattedra- to somma perizia nell'uno e nell'al-
le di Alatri a vescovo della propria tro diritto , congiunta ad eguale
patria, nelgoverno della qual chie- probità di vita, fu poi in i sta lo se-
sa applicossi con zelo e pietà alla condo alcuni di prestare l' opera
riforma de' costumi, ed a promove- sua allo zio Bonifacio VII! , nella
re il culto di Dio, e la salute delle compilazione del sesto delle decre-
anime. Chiamato nel 1290 da Ni- tali. Da quel Papa, eh' era fratello

colò IV alla corte pontificia pel del proprio padre, a' 17 dicembre
disimpegno di vari affari di rilie- i2g5 fu assunto alla dignità car-
vo, rinunziò il vescovato acciò col- dinalizia, colla diaconia di s. Maria
la sua assenza non venisse detri- in Cosmedin. Trasferita da Clemen-
mento a quella chiesa. Divenuto te V la residenza pontifìcia in A-
Pontefice lo zio, questi non tanto vignone ivi con gran costanza e
,

per la parentela, quanto per le sue valore difese dalle impostuie e ca-
lare prerogative, nella sua prima lunnie l'illustre memoria di Boni-
promozione de' 1
7 dicembre lagS facio Vili, alla presenza di Clemen-
per il primo lo creò cardinale prete, te V, di Filippo IV re di Francia,
e per titolo gli die la chiesa di s. e di molti vescovi : di questo grave
Clemente, cui egli restaurò ed ab- argomento trattammo pure all'arti-
bellì con gran spesa, con ornati e colo Francia [Vedi). Dopo avere col
mosaici, onde a suo onore nella suo suffragio favorita l'elezione di
fronte della tribuna furono posti Benedetto XI, Clemente e Gio- V
alcuni analoghi versi. Con lustro e vanni XXII, compì la sua carriera
decoro sostenne varie legazioni; sof- mortale in Avignone nel 1827. Al
frì prigionia ed obbrobri, quando destro lato del portico della basili-
in Anagni fu sacrilegamente vili- ca di s. iMaria in Cosmedin , nel
peso Bonifacio "Vili, da Nogaret ed 1786 con elegante iscrizione rin-
alili ministri di Filippo IV re di novò la sua memoria Onorato Gae-
Francia. Tutlavolta potè prestare tani d'Aragona degli antichi conti
valido aiuto allo zio , ed unito al di Fondi.
cardinal Luca Fieschi , mosse gli GAETANI CECCANO A?wibal-
anagnini contio i traditori, e libe- DO , Cardinale. V. Ceccano A?fNi-
rò il Pontefice dalla triste situazio- BALDO, Cardinale^ e l'articolo Fra-
ne, che faceva temere di sua vita. scati., ove si parla del famoso ca-
Ritornato il Papa in Roma col car- stello della Molara, signoria degli
dinale, morì agli 11 ottobre i3o3, Aunibaldi.
e nell'anno seguente lo seguì nella GAETANI Antonio, Cardinal»-
,

1 o4 G AE GAE
Antonio Gaelaui il seniore, della no- Nicolò o Gjla Gaetani romano, dei
bilissima ed antichissima famiglia duchi di Sermoncta, nipote cugino
de' conti di Fondi, nacque in Ro- di Paolo III, questi nell'età di do-

ma, ove sino dall'adolescenza si de- dici anni lo creò cardinale diacono,

dicò allo stato ecclesiastico. Dopo e dopo averlo riserbato in petto


fatti con distinzione i suoi studi ,
quindici mesi, lo pubblicò nel con-
ottenne nel 1 895 da Bonifacio IX cistoro dei 27. diccnjbre i536, e gli
il patriarcato d'Aquileia, dove am- conlerì in diaconia la chiesa di s.

massò cospicua somma di denaro Nicolò in Carcere. Indi gli die in


dignità che rinunziò quando quel amministrazione la chiesa di Quim-
Papa ai 27 gennaio o in febbraio per nella Bretagna minore , nel
del i4o2 lo ci-eò cardinale prete, laSy quella di Bisignano , e nel
col titolo di s. Cecilia. Innocenzo 1 539 di quella Gonza, la (juale fu
VII lo trasferì al vescovato di Pa- da lui dimessa nel i5^6. Allóra con-
lestrina, chiesa che liberamente ras- seguì l'arcivescovato di Capua , in
segnò nel 1409 l'cl concilio di Pi- cui celebrò il concilio provinciale,
sa, pel bene della pace e della con- e fondò poscia il seminario secon-
cordia, laonde Alessandro V lo fe- do i decreti del concilio di Tren-
ce vescovo di Porto e s. Rufllna , to: lo rinunziò nel i549 ^*^" '^"
ed amministratore della chiesa di gresso a Fabio Arcella, che morto
Fiesole, che per altro rinunziò nel nel breve spazio di un anno, il car-
i4' I. Inoltre da Innocenzo VII dinale ne riprese il governo. Distin-
ebbe la carica di penitenziere mag- guendosi per senno e destrezza ,
giore e la dignità di arciprete del- Paolo III gli affidò la legazione al-
la basilica lateranense ; e Grego- l' imperatore ed al re di Francia ,

rio XII gli conferì amplissima giu- per quietare i tumulti della guerra
risdizione sui penitenzieri minori di da' (juali era agitala la Toscana, a
Roma, con facoltà di correggerli e motivo del principato di Siena. Fu
riformarli. Ma
quando GregoiioXlI fatto protettore del regno di Sco-
si vide abbandonato da lui, per re- ria, in tempo che la regina Maria

carsi al concilio di Pisa, con bolla Sluaida, veniva dalla regina Eli-
data nel i4o9 '" llimini lo depose sabetta ritenuta iniquamente in car-
dal cardinalato , ciò che il concilio cere; quindi non mancò di acco-
non valutò punto. Fra le belle do- gliere e sovvenire i vescovi cattoli-
ti che rifulsero nel nostro cardina- ci dell'Inghilterra, Irlanda ed Iseo-
le, si distinse la singoiar divozione zia, costretti a fuggire la fiera per-
verso Beata Vergine
la in onore , secuzione di Elisabetta e degli altri
della quale fabbricò a proprie spe- eretici , ed i cattolici esuli per l' i-

se la tribuna della chiesa di s. I\Ia- stessa causa, i quali trovarono nel


ria sopra Minerva di Roma , nella cardinale un asilo, ed ogni
sicuro
quale fu sepolto nel i4'2, epoca di sorla di prendendo cura
benefizi ,

sua morte, al destro lato dell'aitar dei giovani fuggitivi, onde proseguis-
maggiore, con breve iscrizione. In- sero i loro studi. In Cisleina [Fedi),
tervenne e contribuì all'elezione di feudo di sua casa, fondò un con-
quattro Papi, e terminò di vivere vento ai francescani, e dopo essere
agli li di gennaio. intervenuto a sei conclavi, perchè
GAETANI Nicolò, Cardinale non fu in quello di Sisto V, morì
GAE GAE 10^
lu Roma nel i585, con quaranla- lalere in Francia per tutelare la

selte anni di cardinalato. Trasferi- vacillante religione dalle mene de-


to cadavere nella basinca di Lo-
il gli ugonotti, ed assistere all'elezio-
reto, fu eretto un magnifico a-
gli ne d' un re cattolico, e fu alloggia-
vello, decorato di preziosi marmi, to in Parigi nell'episcopio: in pas-
colla sua statua di bronzo, ed iscri- sare da Torino, avendo osservato
zione che vivente vi fece collo- che la chiesa della Madonna della
care. Consolazione, celebre per ima mira-
GAETANI ENRICO Cardinale. , colosa immagine che ivi si venera-

Enrico Gaetani nobile romano, dei va, era troppa angusta, a sue spe-
duchi di Sermoneta, nel qual feudo se ne fece fabbricare altra pili am-
nacque a' 6 agosto i55o, nipote pia e magnifica. Nell'assedio di Pa-
del cardinale Nicolò , diede opera rigi diede quanto aveva in sollievo
allo studio delle leggi nell' univer- de' poveri, e quando terminò il de-
sità dove ne fu laurea-
di Perugia, naro vendere i suoi argenti e
fece
to. Provveduto quindi da Grego- suppellettili. Tornato a Roma fu ai

rio XIII d'una pingue abbazia, nel- conclavi di Gregorio XIV , non
l'età di ventun anni entrò in pre- giungendo a tempo per quello di
latura, e fu fatto referendario del- Urbano VII, non che d'Innocen-
le due segnature , ed incaricato di zo IX e di Clemente Vili. Questi
provvedere alle necessità de' poveri, nel 1596 lo inviò legato in Polo-
ridotti dal Pontefice ne' recinti del- nia, per conchiudere la lega contro

la chiesa di s. Sisto. Essendosi di- il turco , dopo la quale terminò i


portato con valore, non meno nel- suoi giorni in Roma a' i3 dicem-
la nominata commissione, che in bre del 1^99, e fu sepolto nella
altri incarichi ne' quali lodevolmen- cappella che in s. Pudenziana ave-
te esercitossi nello spazio di quin- va eretta per tomba di sua nobilis-
dici anni, Sisto V nel i585 lo di- sima famiglia. In essa si ammira
chiarò patriarca di Alessandria , e un superbo deposito del caidinale
ai dicembre lo creò cardinale
i8 con busto di marmo scolpito al na-
prete col titolo di s. Pudenziana
,
;
turale, nella cui base .si legge uà
indi nel i586 lo fece legato di Bo- magnifico elogio. Da Gabriele de
logna, e nel 1587 camerlengo di Cai vis si ha l' O ratio in laude ni
s. Chiesa. Gran bene opeiò nella cardinalis Furici Cajetani, stam-
sua chiesa litolare, fortificando con pata in Roma, e diversi scritti con-
nuovi pilastri i muri rimovendo , temporanei ne esaltano le gloriose
alcune colonne che ingombravano sue gesta. Questo gran cardinale a
la navata di mezzo, e i pulpiti an- decoro di sua rappresentanza, spe-
tichi dimarmo; restaurò il ciborio, se immense somme nelle legazioni
rifece con magnificenza 1' altare di Francia e di Polonia , siccome
maggiore , con cupola ,
pitture, magnanimo e generoso con tutti,
dorature, fregi ed ornati: vi edifi- come lo era nel sostenere la digni-
cò una sontuosa cappella, della qua- tà della santa Sede, e nel procu-
le parlammo agli Caetani e
articoli rare ogni vantaggio alla religione
Chiesa eli s. Pudenziana , ove in- cattolica. Protesse le lettere e i let-
trodusse i cistcrciensi di s. Bernar- terati ; slimato da tutti, il suo no-
do. Nel i58q fu spedito legalo a mo si rese cclcbratissimo, ed a tan-
,

io6 GAE GAE


te belle doti si aggiunse quelle di lo era pure del eardinal Aldobran-
un maestoso aspetto. dino arcivescovo della medesima.
GAETANI BoTfiFAcio, Cardinale. GAETA INI Antonio, Cardinale.
Bonifacio Gaelani nobile romano Antonio Gaetani il giuniore nobile
de' duchi di Sermoneta, nipote del romano dei duchi di Sermoneta
,
,

caidinal Enrico, dopo essere stato fratello del cardinal Bonifacio , fu


promosso nel 1599 da Clemente Vili promosso nel i6o5 da Paolo V al-

al vescovado di Cassano, e da Pao- l' arcivescovato di Capua , il quale


lo V al governo della Romagna ,
ritenne per diecisette anni, benché
quest'ultimo agli i i settembre 160G impiegato nelle nunziature di Ger-
lo creò cardinale [irete, col titolo mania e di Spagna da lui sostenu-
di Pudenziana, indi nel 161 3 lo
s. te con lustro e decoro, prudenza,
trasferì all' aixi vescovato di Taran- dottrina e singoiar eleganza nelle
to, dove nell'anno seguente celebrò Paolo V lo richia-
lettere epistolari.
il sinodo diocesano, pubblicandone mò dalla Spagna, con dispiacere di
colle stampe a vantaggio del clero quella corte e lo fece andare alla
,

e del popolo le costituzioni in esso sua sede. Divenuto Pontefice Gre-


fatte. Appena insignito della digni- gorio XV lo invitò a restituirsi in
tà cardinalizia abbandonò l'allegria Roma con
applauso universale, e
e la conversazione, mostrandosi gra- a' 19 aprile 162 lo creò cardina- i

ve «d esemplare nella condotta, fi- le prete, col titolo di s. Pudenzia-


no a predicare sovente nella sua na: allora con beneplacito pontifi-
chiesa con grande edifi-
litolare , cio, rinunziò la chiesa di Capua al
cazione, ed infinito concorso di a- nipote Luigi, poi cardinale. Avan-
scoltanli. Altrettanto fece in Raven- zato negli anni, ed assai debole di
na nella chiesa de' teatini, pei qua- complessione, prendeva qualche sol-
li ebbe sempre tenero alTelto, essen- lievo nella caccia , la quale però gli

do legato di Romagna. Tornato in mentre nel suo feu-


fu fatale, poiché
Roma placidamente nel 161 y v'in- do di Cisterna era occupato a da-
contrò la morte, nella fresca età di re una caccia ad alcuni signori ro-
ciiiquanl'anni, venendo sepolto nel- mani , contrasse un'infermità che
la splendida cappella gentilizia, nel- lo balzò nella tomba, nel i624> ^i
la chiesa del suo titolo. Questo car- anni cinquant'otto, e fu sepolto
dinale fu di sottile e penetrante in- nella cappella gentilizia del suo ti-

gegno, assai portato alla satira, cui tolò. Intervenne al conclave per
più volte fece segno lo stesso car- l'elezione di Urbano VIII; fu uomo
dinal Pietro Aldobrandini, di soai- dotto e grave, tranne certa morda-
nia autorità nel pontificato dello dacità in lui naturale, massime nel-
zio Clemente Vili, per cui nacque lo scrivere; e fu uno de' più ze-
tra essi non poco risentimento. E lanti promotori dell'accademia de-
.siccome il cardinal Aldobrandini, gli umoristi fondata in Roma.
dotato di magnanitne doti, era do- GAETANI Luigi, Cardinale. Lui-
minato dall' orgoglio, per abbassar gi Gaetani nobile romano, de' du-
questo, Paolo V, dicesi che elevas- chi di Sermoneta, nipote dei due
se al cardinalato, e conferisse la le- cardinali Bonifacio e Antonio, sot-
gazione di Romagna al Gaetani, to il primo fece i suoi studi in R^a-
con la residenza in Ravenna, che venna , che poi compì in Roma,
GAE (i AE 107
dove nell'età di vent' otto anni ot- nobiltà di casato e per esiniia pie-
tenne la laurea di giurisprudenza. tà. Il cognome di sua fàr)iig!ia

IN'cl 1622 Gregorio X\' lo die per vuoisi derivato da un antenato


coadiutore al cardinal Antonio di che abitava in Atene, o da Ate-
lui zio nell'arcivescovato di Capua. nio, o da un console romano sot-
col titolo di patriarca di Antiochia. to r imperatore Onorio. Posto ap-
Nel tempo del governo dell' arcidio- pena nato sotto la protezione del-
ce.si ,
per invari;ibile costume nelle la Beata Vergine dalla pia geni-
frequenti visite che ad essa faceva, trice, e da lei cresciuto nelle cri-

usava di non prendere giammai co- stiane virtù, ancor fan-


s' inoltrò
sa alcuna dai visitati tanto chieri- ciullo nelle vie della santità. Spo-
ciche secolari; ed in ogni settima- glio d'ogni affetto terreno, e so-
na lavava piedi a dodici pellegri-
i lo anelando ai beni celesti, si oc-
ni, che serviva poi a mensa : anzi cupò della meditazione dell'eterne
nell'anno santo 1625 albergò ed verità, e del vantaggio spirituale e
alimentò talora trecento , talora corporale del prossimo. Non tras-
cinquecento, e tie volte anche mil- curò per altro lo studio delle scien-
le pellegiini. A premiare tanta vir- ze, che fece gran profitto nella fi-
tù. Urbano Vili a' ig gennaio 1626 losofia e nella teologia, e ricevette
lo creò cardinale prete, col titolo in Padova la laurea dottorale nel-
di s. Pudenziana. Dotato di acutis- le leggi civili e canoniche. Abbrac-
simo e peispicace ingegno, di grau ciò in seguilo lo stato ecclesiastico,
dottrina e pari integrità di costumi, e fece edificare a sue spese una
I
si rese oggetto di ammirazione agli cappella a Rampazzo, per facilita-
altri cardinali, massime nell' espor- re a que' ch'eran lontani dalla
re nelle congregazioni il proprio parrocchia i mezzi d'istruirsi e di
sentimento. Mirabile fu pure in lui servire a Dio. Non parendogli di
l'economica azienda domestica, per poter menare fra' suoi concittadini
cui rese considerabili vantaggi alla quella vita oscura ed austera che
sua casa gravata di debiti : diletta- avrebbe desiderato, si recò a Ro-
vasi alquanto di moti arguti e sa- ma, e nella chiesa di s. Dorotea fon-
tirici, ma affatto innocenti. IMori \n dò la confraternita del divino a-
Roma d'anni quarantasettc nel 1 642, more, che poi tanto propagò. Ma
e fu sepolto in s. Pudenziana, nel- la sua grande umiltà non potè
la tomba di sua famiglia. Fu qne- coprire le sue virtù, e Papa Giu-
'1 sto cardinaleche vendette il palaz- lio II obbligollo ad esercitare 1' of-

zo Gaetani a s. Maria in Posterula, fizio di chieiico di camera, e di


ed acquistò quello che poi comprò protonotario apostolico, cariche che
l| la famiglia Ruspoli , al modo che rinunziò dopo la morte di quel
dicemmo al volume VI, pag. 216 Pontefice. Ritornato a Vicenza, si
del Dizionario. unì a' poveri confratelli di s. Giro-
GAETANO di TiKNE (s.). Nac- lamo, a fine di partecipare al dis-
que in Vicenza, e foise in Tiene, prezzo in cui tenevali il mondo,
borgo del Vicentino, che apparte- essendo persone di bassa condizio-
neva alla sua famiglia, circa il 1480 ne. GT infermi ed i poveri della
da Gaspare di Tiene e da Maria città divennero l'oggetto delle sue
Porta, ragguardevoli ambedue per tenere cure. Accrebbe considerabil-
IO» GAE GAE
mente le rendite delio spedale de- pio e colla predicazione a questa
gl'incurabili, nel quale assiduo ser- grand'opera. Delineato il loro pro-
viva i più schifosi malati. Trasfe- getto, lo presentarono al medesimo
ritosi poscia a Venezia, quivi e- Papa Clemente VII, e fu esaminato
ziandio dedicossi ad assistere gli in un concistoro di cardinali. Per
ammalati, alloggiando nello speda- contrapporre al veleno dell'avarizia,
le che eravisi di recente fabbrica- ordinariamente al clero cosi fune-
to, e se ne occupò con tanto zelo sto, il più sublime distaccamento
che n'è riguardato come il princi- delle cose del mondo, si spogliaro-
pal fondatore. Arruolò non poche no dei loro abbandonan-
beni, ed
persone in servigio de'poveri sotto dosi interamente alla Provvidenza
la sua condotta ; alle austerità del- non vollero avere neppur rendite
la penitenza accoppiò le virtù dei in comune. Arduo proposito, e che
più famosi contemplativi, e fece sembrando poco prudente, fu con-
moltissime conversioni : sicché di- trariato; ma dimostrando i fonda-
ceasi di lui, ch'era un serafino al- tori che quello era stato l'esempio
l'altare ed un apostolo in cattedra. del Salvatore e degli apostoli, e
Ma la generale rilassatezza del se- che quelli eh' erano onorati dal
colo opprimeva cuor di Gaetano, il medesimo ministero potevano an-
quindi suo confes-
consigliato dal cora seguirlo, ottennero l'approva-
sore, il p. Giovanni da Crema, dot- zione del loro istituto. Caraffa ne
to e pio domenicano, che lo giu- fu eletto primo superiore, e sicco-
dicava destinato da Dio a servire la me portava tuttavia il titolo di
Chiesa universale, ritornò a Roma, arcivescovo di Tea te, i chierici re-
ed unitosi con Giampietro Caraf- golari ricevettero il nome di Tea'
fa arcivescovo di o Tcale,
Chicli lini {^Vedi), e a' i4 di settembre
che fu poi Papa Paolo IV , Pao- 15^4 fi^cero i loro voli; questa è
lo Consiglieri dell'illustre casa dei la prima congregazione de' chierici
Ghislierij e Bonifacio di Colle gen- regolari, al cui esempio altre ven-
tiluomo di Milano, conferì con es- nero poi istituite. Bentosto Ro-
si sopra i mezzi più elficnci di ri- ma, anzi l'Italia tutta provò i

formare costumi de'cristiani, e per


i benefici effetti dello zelo di Gae-
la fama che presto acquislaronsi, tano e de'suoi compagni nel com-
mossero Adriano VI a chiamare battere gli errori della eresia, nel
nel suo palazzo Gaetano e Caraf- ristabilire il culto esteriore, nell'in-
fa per la riforma della corte roma- fondere nel clero il disinteresse e
na. Dipoi nel pontificato del suc- la regolarità, nell'istruire il popolo,
cessore Clemente VII, tutti conven- nel promovere la frequenza a'santi
nero che non sarebbesi potuta ef- sagramenli; e la rinomanza di lor
fettuare la riforma de'costumi cri- santità fece accrescere ogni dì più
stiani finché non si fosse ridestato il numero de'Ioro cooperatori, per
nel clero lo spirito e lo zelo de'primi cui quella congregazione prosperò
predicatoli del vangelo, perciò ri- grandemente.
solvcllero d'istituire un ordine di Sennonché 1' eresia di Lutero,
chierici regolari , i quali propo- nata nella Germania , serpeggiata
nendosi gli apostoli a modello del- nella Francia e nell'Italia, e dilat-
la l<u' vitn, roopcrassorn coli' esem- tatasi neir impero alemanno, avca
GAE GAE 109
posto sottosopra il mondo cristiano, per la carità di cui diede prova
e l'esercito di Carlo V, composto di durante una pestilenza che afflisse

quarantamila soldati tedeschi, spa- Venezia, ed una carestia che fu la


gnuoli, italiani ,
più di ventimila conseguenza di questo flagello. Pas-
de'quali luterani, inferocito e bal- sali anche i suoi tre anni, fu man-
danzoso per le vittorie, inasprito e dato a Verona, ove aiutò assaissi-
contumace per la dilazion delle pa- mo quel vescovo nel procurare la
ghe, sotto il coniando del ribelle riforma del suo gregge. L' anno
di Francia il contestabile di Borbone i532 ebbe l'incumbenza di anda-
venne di Lombardia a porre l'as- l'e a Napoli per fondarvi una co-
sedio a Roma. Costui dopo aver munità del suo istituto. Gli esem-
commesso ogni sorte di crudeltà pi e la predicazione di Gaetano pro-
restò spento all'attacco. Filiberto dussero un miglioramento genera-
Sciallon principe d 'Grange, fanatico le nei costumi del clero e del po-
luterano gli sottentrò tosto nel co- polo. Le cure suo ministero
del
mando, e la città fu presa d'assal- non gli facevano trascurare quella
to il giorno 6 maggio 1527. Le vit- della propria santificazione, e pas-
toriose masnade avide di bottino sava sei o sett' ore ogni giorno in
innondarono Roma, e vi commise- divoti esercizi, ne' quali era spesso
ro più crudeltà che non aveano favorito di grazie straordinarie e di
fatto i goti mille anni innanzi. Nel- consolanti visioni. Ritornato a Ve-
l'orrendo saccheggio e nella univer- nezia nel iSSy, esercitò per altri
sale rovina non fu risparmiata la tre anni la carica di superiore,
casa de'teatini, che restò quasi in- quindi ritornò a Napoli, dove go-
tieramente demolita. Un soldato vernò la casa del suo ordine, fin-
che avea conosciuto Gaetano a Vi- ché una malattia di languore, ca-
cenza, immaginandosi che possedes- gionatagli dai sofferti patimenti, e
se delle ricchezze, lo additò come dalle sue fatiche apostoliche ed
tale al suo uffiziale, il quale fecegli austerità, lo tolse di questa terra
soffrire insieme ai di lui pii com- a'7 d'agosto i547- ^8'' ^'O^'e mo-
pagni, mille torture ed indegnità riresopra un cilicio, disteso per
che il pudore vieta ricordare, per terra e coperto di cenere, nel qua-
forzarlo a consegnare un teso- le stato avea ricevuto gli ultimi
ro che non avea. Fu posto poi sagramenti. S. Gaetano fu glorifi-
in libertà tutto pesto e sfinito, ed cato da Dio SI in vita che dopo
uscì di Roma co' derelitti e mal- morte con mirabili prodigi per suo-
conci suoi compagni , senz' altro mezzo operati, la verità de'quali fu
avere che i loro breviari, e le ve- autenticata a Roma dopo un rigo-
sti ond' eran coperti Rifuggitisi . roso esame; fu beatificato da Urba-
a Venezia, vi furono benignamen- no Vili nel 1626, e canonizzato da
te accolti, e si stabilirono nel con- Clemente X
nel 167 1, ma non
vento di s. Nicola di Tolentino, ne venne pubblicata la bolla che
del quale Gaetano fu eletto supe- nel 1691. Egli è invocato quale
riore , essendo scorsi i tre anni intercessore della divina provviden-
stabiliti per la carica del Caraffa. za. Il suo corpo è venerato nella
L'universale riputazione della san- sua chiesa di s. Paolo a Napoli, e
tità di Gaetano crebbe ancor più celebrasi la sua festa il di 7 agosto.
,

1 io' (j a L GAL
CrAKTANO Vio Tommvso o ,
ia .si formarono diversi stati. Cre-
Cardinale. V. Vio Tommaso^ Car- so assoggettò la Paflagonia che
diti file. poscia divenne una provincia del-
GAGUARITA o CAUVARITA. l' impero dei persiani, e dopo la

.Sede episcopale della 13Ì7acena nel- sua distruzione di quello de'mace-


l'Africa occidentale, sotto la metro- doni ; ma verso l'anno 380 avanti
poli di Adiamito. Rogato suo ve- Gesù Cristo un' armata di gaulesi
scovo assistette alla conferenza di sotto la condotta di Leonorio, o di
Cartagine. Lulairo, avendo attraversato delle
GAIANITI. Eretici del sesto se- vaste regioni, penetrò sino nell'Asia,
colo, così chiamati da Gaiano ve- e s'impadronì di questo paese, che
scovo di Alessandria loro cupo. Es- dal loro nome
chiamò Galazia, si

si sostenevano la massima dell' in- ove parla vasi pur anco lo stesso
»:orrnttibilità della carne di Gesù linguaggio che a Trevcri al tempo
Cristo, già seminata in Ak"^'<andria di s. Girolamo. Tito Livio assicura
da Giuliano d' Alicarnasso; e pre- che questi gaulesi stabilirono cosi
tendevano che mercè l' unione del- bene ed in poco tenqio i\ loro do-
le due nature, Gesù Cristo fosse minio, che tutti popoli dell'Asia, i

stato esente da tutti mali e da i i quali stavano al di qua del mon-


tutte le passioni, tanfo generali del- te Tauro, ricevettero la loro leg-
la natura umana, quanto [lartico- ge.Furono però soggiogati poco
lari di ciascun individuo, e sol ad dopo dai romani, che loro lascia-
essi sottoposto quando egli lo aves- rono un'apparenza di libertà sotto
se voluto o permesso. Furono an- i tetrarchi, sino al tempo di Au-
che chiamati fantastici, aftardociti gusto, il quale della Galazia fece
ed incorrutticoli o incorruttibili. una provincia romana. Nel IV se-

Leonzio, De seclis, act. io, descri- colo la Gala/ia era divisa in tre

ve e confuta gli errori de'gaianiti. contrade, cioè la Galazia propria,


GAL AZI A, Galatia. Provincia la Isauria o Galazia Salutare, e la
dell'Asia minore, così chiamata dai Pallagonia, tutte sotto la diocesi Pon-
popoli gaulesi, denominati Ccllex tica nel dipartimento del prefetto
o Galnfes dai greci, quali dopo i del pretorio d' oriente. La prima
aver abbruciata Roma, e desola- governata da un console, stava in
ta l'Italia, vennero a stabilirvisi. mezzo alle altre due, avente An-
Si chiamò anche Gallo- Grecia, on- dra per capitale; al mezzodì l'Isau-
de indicare che anticamente era ria governata da un presidente, ed

occupata dai gaulesi o sia galli, e in essa eravi Laodicea ; al nord


dai greci. La Galazia presa in ge- e sul Ponte -Eussino la Paflago-
nerale era limitata a levante dal- nia, il cui governatore si chiama-
la Cappadocia mezzodì dalla
, a va correttore ; stavano in essa

Panfilia, all'occidente dall'Asia Mi- Sinope, Gangra , Pompeiopoli ec.

nore, dalla Bitinia e dal Ponto, I popoli originari della Galazia e-


ed al settentrione dal Ponte- Eussi- rano i Troeinei, i Proserluninilai-
no. I frigi furono prima padroni nì, i Byceni , e gli Orondicei. I

di questo paese, una parte del gaulesi stabiliti presso di loro


quale chiamossi Paflagonia, nella portavano i nomi di Tectosagi ,

quale dopo la distruzione di Tro- Tolistobogi, Fotiirei, e Amhiani.


GAL GAL I I j

La Galazia propria fu quindi chia- Xlll. Le sedi suffraganee sono Or-


ijiata Chiangara, e la sua capitale cissa, eretta nel V .secolo, Pilanis-
Andra chiamò Auguri, al pre-
si sa, e Trocmi
VI, Germia, Si-
nel
sente sotto il dominio della Porta nodia, Santo Agapito, Lotino^ .Spa-
uttoiuana. leo o Ginstinianopoli, Clanx o Clan-
Ili quanto alle notizie ecclesia- cum, Amorio, e INliricia, tutte fon-
stiche, l'apostolo Paolo annunziò
s. date nel rX secolo. Ambedue le
il vangelo ai galati, com'è riferito Provincie ecclesia-^tiche di Galazia,
dagli Ani apostolici iQ, v. 6. Nar- erano sottoposte nella giurisdizione
ra il Rinaldi all' anno 54, che i della diocesied esarcato di Ponto.
galati lo ricevettero con applauso GA Lamina Agostwo, Cardina-
grande, e tratlaronlo con sommo le. Agostino Galamina o Galamino
onore, come s. Paolo loro testificò nacque di oscuri genitori di Hri-
nelle sue epistole. Abbiamo di que- sighclla, diocesi di Faenza : professò
sto apostolouna lettera diretta ai nellordine de'predicatori nel con-
medesimi, e nella quale loro par- vento diMeldola, e divenne chiaro
la come un maestro a' suoi disce- per la scienza teologica non meno
poli. Egli v'inviò Crescente, e que- che per la santità della vita, avendo
.sto sembra in qualità di vescovo. nei pontificati di Gregorio XIII, e
1, Timoteo e. 4> 'o. 11 principe Sisto V lodevolmente esercitato
degli apostoli s. Pietro scrisse pu- l'uffizio d'inquisitore nelle città di
l'e ad essi come a gente già istrut- Brescia, Piacenza, Genova, e Mi-
ta nella fede di Gesìj Cristo. L'im- lano. Clemente Vili lo promosse
peratore Costantino fece della Ga- alla carica di commissario del s. uf-
lazia due Provincie, governata l'una fizio, e poi a quella di maestro del
da un proconsole, l'altra da un sagro palazzo apostolico, e nel 1 6o8
presidente Capitale della prima
. alla suprema magistratura del di
era Ancira che anteriormente lo
, lui ordine, il quale governò con
era stata di tutta la Galazia, che indefessa vigilanza, avendo nel i6i i
nel medesimo quarto secolo diven- tenuto nel convento di s. Jacopo
ne metropoli ecclesiastica, ed esar- di Parigi un capitolo generale in
cato della px'ima Galazia nel deci- cui promosse a tutto potere la ri-
moterzo , con nove vescovati suf- forma introdotta dal p. INfichele
fraganei. Altabia o Tabia, Eliopo- nei conventi della provincia di Lin-
li o Iliopoli, Aspona, Berinopoli o guadoca procurò quindi che si di-
:

s. Croce, Cinna, Anastasiopoli, Pia- latasse per tutte le provincie del


ciana, Misum o Mnesum, e Cala- regno, e a tale effetto stabili lo
mene : tutte sedi vescovili erette stesso Michele primo vicario ge-
p,
nel IV, V, e VI secolo, meno le nerale della congregazione riforma-
ultime due fondate nel IX. Capita- ta. Estese inoltre le sue cure nei
le della seconda provincia di Ga- regni del settentrione , bisognosi
lazia era Pessinonte ai tempi di di operai evangelici, attesa l'eresia
Teodosio ilGrande, nel medesimo che in quelle regioni menava trion-
IV secolo, con undici vescovati suf- fo. Spedì eziandio ferventi missio-

fraganei, essendo divenuta metro- nari nell'Asia e nell'America, come


poli ecclesiastica nel V secolo, ed nell'Indie orientali, e per tale ef-
esarcato della seconda Galazia nel fetto ordinò, che in ciascuna prò-
112 GAL GAL
\incia dell'ordine negli stati della mosine ai poveri, agli spedali ed ai
monarchia spagnuola si dovesse , monisteri, senza dimenticar la pro-
erigere una cattedra in cui s'inse- pria chiesa, alla quale donò pre-
gnassero le lingue orientali. Per la ziose suppellettili , e vi fabbricò
divozione singolare che nutriva per ima cappella adorna di vaghi mar-
la ss. Vergine, stabili nell'ordine mi. Nel 1620 lo stesso Paolo V
che nelle feste di rito semplice si lo trasferì alla chiesa di Osimo,
recitasse in coro dai religiosi l'of- ove subito diede saggio del suo
llcio della medesima. Mentre si zelo predicando, e in altri modi.
trovava in Parigi tutto occupato Fu osservatore delle leggi sulla re-
negli afiari del suo ordine e della sidenza, con frequenza visitò le dio-
rifórma , Paolo V a' 1 7 agosto cesi, celebrò sovente i sinodi dio-
1611 lo creò cardinale prete col cesani, si affaticò nella riforma dei
titolo di s. Maria d'Araceli, rite- costumi, ristabilendo 1' esalta di-
nendo il governo dell'ordine sino sciplina ne'monisteri; ed anche in
al nuovo capitolo. Indi nel ifii3 Osimo fu liberale coi poverelli,
il medesimo Papa lo lece vescovo recandosi una volta a prendere col-
di Recanati e Loreto, con gran la propria carrozza un viaggiatore
vantaggio di quelle chiese; dappoi- che seppe giacere abbandonato nel-
ché ornò il palazzo ad uso dei ve- le vicinanze di s. Maria della Mi-
scovi, provvide il seminario di co- sericordia, e provvide ai suoi bi-
moda e stabile abitazione, non che sogni. Talvolta , per obbedire al
di rendite sufficienti, riguardando- medico, alle interiori vesti di lana
lo sempre con predilezione. Essen- sostituì quelle di lino, senza abban-
do vice-protettore de' religiosi mi- donare l'aspro cilicio con cui cin-
nimi, nel 1617 presiedè al capi- gevasi i fianchi,né intermise le
tolo generale , tenuto in Roma flagellazioni con le quali tormen-
nel convento della ss. Trinità sul tava il suo corpo sino allo spar-
monte Pincio. Ritiratosi per vi- gimento di sangue. Riguardò i suoi
vere con raccoglimento nella sua famigliari domestici come amatis-
diocesi, tutto si diede all'istruzione simi figli, trattandoli con alTabilità

e cura del proprio gregge, ed alle ed umanità. Dopo essere interve-


frequenti visite delle due diocesi; nuto alle elezioni di Gregorio XV,
né queste sollecitudini, né lo splen- ed Urbano Vili, santamente morì
dore del cardinalato, rallentarono in Osimo nel iGSg, nell'età di
in lui lo spirilo di penitenza e ottantatre anni, con dolore del po-
mortificazione, osservando i digiu- polo, venendo sepolto nella chiesa
ni ed astinenze dell'antico suo or- del suo ordine, altri dicono nella
«line, e con molto rigore passando cattedrale, con lungo elogio posto-
l'intera quaresima in pane ed acqua: vi dalla congregazione di propa-
la sua frugalità edificava, e la sua ganda fìcle.^ lasciata da lui erede
dolcezza e carità guadagnava i cuo- universale de'suoi beni la qua- ,

ri. Sebbene le sue rendite non fos- le nella chiesa del suo collegio
sero considerabili , ne dispose con ili Roma ne collocò altra col suo
tale economia, che spendendo pel busto di marmo, come notammo
solo necessario, di frequente fu in al volume XIV, p. 220 del Dizio-
grado di contribuire generose li- nano. La vita di questo pio car-
1

GAL GAL ii3


dittale la scrisse il suo coneliyiosu to Arturio dal nome del genitore,
f"r. Paolo da Scio. Il Compagnoni nacque in Zambie, poi detta Val-
nel t. IV, p. 247 delle sue Mem. ila in Inghilterra, quantunque il
sloriclie de vesco^n d'Osimo, ne de- Godwino nel suo Commentario dei
scrisse le gesta ; e il p. Tonrnon prelati e cardinali inglesi a p. 643
nel t. V delle Fife degli uomini opini che sortisse la sua origine
illnslri dell' ordine de' predicatori, in Monmulh, onde fu detto I\lon-
a pag. iq8 ce ne dà la biografìa, multense, e dove olleiine la digni-
ed a p. 210 nota i prodigi ope- tà di arcidiacono. Professò noli' or-
rali da Dio a sua intercessione. Es- dine di s. Benedetto, in cui diven-
sendo vescovo d' Osimo impiegò ne assai colto ed erudito, non me-
mille scudi ad al)hellire la cappel- no in versi che in prosa pubbli- :

la del Rosario, nella chiesa di s. cò una storia d'Inghilterra, ricca di


Marco; lasciò venti luoghi di importanti notizie, sebbene alcune
monte al santuario di Loreto, per alquanto favolose. Eugenio III nel
partecipare delle orazioni e sagri- I 146, nella medesima promozio-
Hzi che si celebrano in quella ba- ne in cui fece cardinale I' altro in-
silica,e dieci ne donò alla Beata glese Nicolò Brekspear poi Adria-
Vergine dell'Olivo del convento di no IV, conferì a ono- lui eguale
Meldola, ove avea assunto l'abito re, dichiarandolo cardinal diacono,
di s. Domenico, oltre una lampa- indi vescovo di s. Ely o di s. Asafo.
da pagata duecento scudi; altra di Vuoisi che morisse nel i 1 7 i nel
maggior valore die al suo titolo; pontificato diAlessandro III, dopo
ed in morte ordinò si celebrassero venticinque anni di cardinalato.
tremila messe in suffragio dell'a- GALGANO Gregorio, Cardina-
nima sua. le. Galgano da s. Apo-
Gregorio
GA LANDÒ, Cardinale. Galan- stolo fu da Clemente IH a' 2
do da Alessandro III nel i65,
fu i marzo 1188 creato cardinale con
ovvero più tardi, creato cardinale la diaconia di s. Maria in Portico,
diacono, indi verso il 11 77 gli fu e forse passò poi all'ordine de' pre-
affidata dal medesimo Pontefice ti e al titolo di s. Anastasia. Di-
la legazione di Danimarca, nella versi Pontefici lo crederono degno
quale impose il sacro pallio ad As- d'incaricarlo di splendide legazioni :

salonne vescovo Roschildense , ad Clemente III lo inviò a quella di


onta dell'umile ripugnanza di es- Lombardia onde estirpare varie set-
so; anzi il cardinale oltre l'ammi- te di eretici, e singolarmente quel-
nistrazione di detta chiesa, l'obbli- la de' poveri di Lione, e degli ar-
gò a prendere il vescovato di Lun- ualdisti, contro i quali pubblicò al-
den. Saxo Grammatico che ciò nar- cune leggi; altrettanto d' ordine di
ra, loda il cardinale per l'integri- Clemente III fece nell'Ungheria e
tà ed esattezza con la quale com- in Alemagna. Innocenzo Ili lo spe-
pì il suo ministero, né altro si sa dì di nuovo in Lombardia, per in-
di lui. durre i piacentini a dar convenien-
GALDINO (s.), Cardinale. F. te soddisfazione per le ingiurie fat-
Valvassi Galdino, Cardinale. te al cardinal Pietro s. Maria di
GALFRIDO Arturio, Cardina- in Via Lata; lo mandò poi in Si-
le. Galfrido o Galfredo denomina- cilia a prender l' amaiinistrazione
VOL. XXVIII.

iwb'&nrvCT/ufc. reo.
ri4 GAL GAL
del regno, e la tutela del pupillo poi cardinale. In seguilo si poi lo
Federico figlio dell' imperatore En- in Roma , ed entrò nella nobile
rico VI e di Costanza, la quale in accademia ecclesiastica , ove conti-
morie Io pose sotto la protezione nuò i suoi studi. Nel 1794 il con-
del Papa. Alcuni lo dicono morto cittadino Pio VI lo fece suo came-
sotto Innocenzo III, altri sotto O- riere segreto partecipante e cano-
norio III, glorioso per le sue le- nico di s. Pietro, posto e benefìcio
gazioni. allora vacati per promozione di
GALLA (s.). Figlia del romano monsignor della Genga alla nun-
patrizio Simmaco il giuniore, fatto ziatura di Colonia, poi Leone Xli.
ingiustamente morire da Teodori- Nel 1798, allorché Pio VI fu dai
co. Maritatasi assai giovane, e pre- repubblicani francesi detronizzalo e
sto rimasta vedova, sprezzò le ric- trasportato altrove prigioniero, il

chezze e gli onori, per consagrarsi Galleffi, come non romano venne
al ritiro e alle pratiche di carità. obbligato da Roin.n
a e partire ,

Si fece fare una cella sul Vatica- tornarsene Termin;tto


alla patria.
no, presso le tombe dei santi apo- reflìmero governo repubblicano si
stoli Pietro e Paolo, pei quali ave- restituì in Roma , ed appena as-
va speciale devozione; ivi dopo sunto nel 1800 al ponlifìiato l'al-
aver profuso co' poveri il ricco suo tro concittadino Pio VII, fu fatto
patrimonio, (come dicemmo al prelato domestico, ed insieme eco-
Tol. XII, p. loo, e i56 e seg. del nomo e segretario della (congrega-
Dizionario ) macerava il suo cor- zione della rev. fabbrica di s. Pie-
po colla pili rigida penitenza. I più tro. Nell'anno seguente essendo sla-
distinti personaggi della Chiesa di to nominato visitatore apostolico
occidente rendevano omaggio alla dell' arcispedale di s. Spirilo il car-
pietà ed al fervore di che ri- lei, dinal Caraffa di Traietto, quegli lo
ceveva le loro istruzioni applicando- prescelse per suo convisilatore. Quin-
le alla pi'opria santificazione. Ab- di il medesimo Pio VII nel conci-
biamo ancora le lettere che s. Ful- storo de' 12 luglio i8o3 lo creò
genzio le scrisse dal luogo del suo caidinale prete , assegnandogli poi
esilio. Travagliata negli ultimi an- per titolo la chiesa di s. Bartolo-
ni di sua vita da continue e do- meo all'Isola; gli conferì l'abbazia
lorose malattie, mori circa la me- niillius di Subiaco, e poco dopo la

tà del sesto secolo. E onorata a'5 prefettura della congregazione del-


di ottobre. ì^. Ospedale di s. Gal- la disciplina regolare. Invaso di
la in Roma. nuovo per ordine dell'imperatore
GALLEFFI Pier Francesco ,
Napoleone lo stato pontifìcio dai
Cardinale. Pier Francesco Galleffi francesi, da questi obbligato nel
fu
nacque in Cesena a' 27 ottobre 1808 a partire da Roma, onde
1770 da Vincenzo Galleffi e da fece ritorno in seno della propria
Violante conlessa Fantaguzzi. In famiglia in Cesena. Dopo l' impri-
patria cominciò i suoi studi ,
pro- gionamento e trasporto in Francia
seguendoli sino alla filosofìa sotto di Pio VII, nel novembre del 1809
il Bonaventura Gazzola che in
p. , essendo stali costretti tulli i cardi-
quel tempo dimorava nel convento nali a recarsi in Parigi , dovette
dei minori riformati di detta città, ancor lui intraprenderne il viag-

\^<
1 ,,

G A L GAL 1 >

gio. Ivi giunto vi rimase per lo do divenuto sotto-decano del sa-


spozio di dieci mesi circa , unita- gro collegio. Dopo essere interve-
mente agli altri cardinali ; i quali nuto nei conclavi per le elezioni di
essendo poi caduti in disgrazia del- Piovili e di Gregorio XVI, fra
l'imperatore Napoleone per le note il compianto generale a' 18 giugno

esigenze, e per essere saldi e fer- 1837 morì in Roma d'anni 67. I

mi ne' propri doveri, furono nella funerali furono celebrali nella chie-
maggior parte dispersi in diversi sa della ss. Trinità de' pellegrini
luoghi, con espressa proibizione di cantando messa di requie il car-
la

portare qualunque insegna cardina- dinal Brignole, ove rimase tumu-


lizia , e privati eziandio di quanto lato, giusta la sua disposizione , a-
loro proveniva dalle rispettive fa- vanti l'aitar maggiore, con lapide
miglie. Al nostro cardinale fu as- ed iscrizione analoga. Altri funera-
segnata per dimora la città di Se- li furono celebrati nella sua chiesa
dan, e poscia Cliarleville nella pro- parrocchiale di s. Maria in Aqui-
vincia delle Ardenne al nord del- ro , nella delta chiesa tumulante
la Francia. Nel i8i3 chiamati tut- in Subiaco e negli altri luoghi di
ti i cardinali in Fontainebleau, ove sue diocesi, non che in molte chie-
dimorava allora Pio VII, ivi il car- se di Roma e di altrove. Come ca-
dinale restò finché vi risiedette il merlengo di s. Chiesa fu pure ar-
Papa. Disperso nuovamente da Na- cicancelliere dell'università romana:
poleone il sagro collegio il cardi- , fu aggregato alle congregazioni del
nale fu mandato a Lodeve, piccola s. offìzio , della concistoriale , del
città della bassa Linguadoca, ove concilio, dell'immunità, de' riti, del-
restò circa due mesi, giacché de- la cerimoniale , della disciplina re-
posto Napoleone dal trono resti- , golare, delle indulgenze e sagre re-
tuita la pace alla Chiesa e la li- liquie, dell'esame de' vescovi in sa-
bertà al Pontefice, potè come tutti cri canoni, dell'economia, degli stu-
gli altri restituirsi libero in Roma di, e della speciale per la riedifi-
nel iSi/j.} ove giunto, fu fatto da cazione della basilica di s. Paolo.
Pio VII segretario de' memoriali, Ebbe moltissime protettone di or-
e nel 1820 arciprete della basilica dini religiosi e luoghi pii, di chtà,
vaticana, e prefetto della congre- terre e castella dello stato pontifì-
gazione della rev. fabbrica di s. Pie- cio, il cui lungo novero si legge
tro, e nel concistoro de' 26 mag- nelle annuali Notizie di Roma del
gio di detto anno, lo preconizzò ve- 1837, a pag. 29 e seg. A volere
scovo suburbicario di Albano. Inter- accennare le principali, diremo che
venne al conclave per l' elezione fu protettore dell'ordine de'minori
diLeone XII, che nel 1824 gli con- osservanti e riformati , de' minori
ferì cospicua carica di camerlen-
la conventuali, del terzo di s. Fran-
go di s. Chiesa, colla quale rappre- cesco; de' monaci ed eremiti ca-
sentanza funse i' ufficio nelle due maldolesi, de^ chierici regolari mi-
sedi vacanti per morte di Leone nori, dell' ordine del ss. Salvatore
Xll e di Pio Vili, il quale nel di s. Brigida ; di vari monisteri e
concistoro de' 5 luglio i83o lo a- conservatorii; tra i sodalizi nomi-
vea trasferito al vescovato di Por- neremo l'arciconfrateruita del Gon-
to, s. Ruffina e Civitavecchia, essen- falone di Roma, quella della sanlissi-
,

ii6 GAL GAL


ma Trinità de' pellegrini è convale- cattedrale rinnovala nel 1780 con
scenti, e quella del ss. Rosario disegno del celebre Camporesi ar-
in s. Maria sopra Minerva ; di di- chitetto romano, decorata ili buoni
versi ospizi e chiese nazionali, co- dipinti, essendo quello dcH' altare
me ancora di ospedali: e finalmen- maggiore opera di Cristoforo Cn-
te delle città di Ascoli, Cesena, I- derperger : essa è dedicata a Maria
uiola, Civitavecchia, Yeroli, Narni, Vergine assunta in cielo, ha capi-
Camerino, Genzano, Forlimpopoli, tolo, ed è concattcdijile con Ci-
Trevi Cori Sezze Spello Urba-
, , , , vita-Castellana, e con Orte. Il ca-
nia, Arcevia, Civita-Castellana, To- pitolo si compone di dodici cano-
di , ec. ec. ; e di altri ventisette nici con due dignità, V arciprete e
luoghi. Questo illustre cardinale fu l'arcidiacono, quattro beneficiati da
compianto non solo da tutta Ro- erigersi, con cura d' anime di tutta
ma, ma da tutti suoi diocesani i la città affidata all' arciprete. Ave-
e principalmente da quanti potero- va quattro case religiose, cioè gli
no avvicinarlo tanta era la dol- ; agostiniani, i minimi, le Clarisse, e
cezza del suo naturale, la mansue- I cappuccini, ma per le vicende dei
tudine e l'ingenuità de' suoi costu- noti ultimi tempi non rimangono
mi ; alle quali doti dell' animo che i cappuccini. Il convento dei
seppe congiungere il corredo delle caj)puccini vanta di essere d terzo
più insigni virtù. Nascevano esse fondalo da quell ordine minoritico.
da sodi sentimenti di cristiana pie- II suo territorio è fertile, massime
tà, da inalterabile attaccamento al- in eccellente olio. Ha molte cave
la santa Sede apostolica, e da amo- di j>ielra calcarea, di peperino, di
re oltre ogni credere verso gl'in- travertino, e di pozzolana. Prima
digenti, co' quali fu sempre largo, aveva molti opifici, al presente vi
pronto ognora di prestarsi a van- è una fabbrica di maiolica. Il

taggio di chi ne implorava il pa- suo governo dipende da quello di


trocinio. Queste belle qualità erano Orte. Fu già feudo della nobile fa-
da tutti conosciute , come le prin- miglia Altemps 5 con titolo di du-
cipali prerogative dell'ottimo suo cato, il quale in un alle possidenze
cuore, che traluceva nel di lui dol- tuttora gode tal famiglia. Il Pon-
ce ed avvenente sembiante. Le qua- tefice Sisto V con breve de'3o
li cose, siccome gli meritarono in giugno i585 du-
eresse Gallese in
vita la comune stima, e in morte cato, a favore degli Ai Altemps.
il tributo de' pubblici encomii e nostri giorni il Papa Pio VII, con
del comune cordoglio, cosi ne per- breve de' 20 dicembre i8o5, gli
petueranno il nome alla posterità, confeimò il titolo di città ducale.
ed a tutti carissima ne serberanno Per molti secoli fu città libera, e
la memoria. di antica confederazione colla città
GALLESE (Gallcsin). Città ve- di Viterbo (fedi), come attestano
scovile dello slato pontificio nella il Bussi neir Istoria delia città di
delegazione apostolica di Viterbo, Viterbo a pag. 3g, ed il Sarzana,
posta in vicinanza al Tevere, nella Della capitale de' Tuscaniensi a
pianura ciscimina. Il palazzo duca- pag. 272. Aveva un forte castello
le è lodato disegno del Vignola. espugnato dal duca di Spoleto Tra-
Tra gli edifici sagri primeggia la simondo II , che poi lo restituì a
,

GAL GAL 117


s. Gregorio 111. L'occupò ancora il avendo Gregorio II scomunicato
s.

conte Gerardo, indi sconfino da l'imperatore d'oriente Leone l'I-


Roberto Guiscardo duca di Cala- saurico, siccome eretico persecutore
bria. In questo castello si fortifi- delle sagre immagini, e del loro
carono gli abitanti che riuscirono
, culto , il ducato romano
allora
a fugare l' esercito di Nicolò For- spontaneamente si sottomise a lui
tebraccio, ribelle alla romana Chie- nel dominio temporale: a quell'e-
sa : per queste ed altre lodevoli poca il ducato romano conteneva
azioni, Gallese fu ricolma di privi- sedici città, fra le quali Gallese, con
legi ed esenzioni dai Papi. altre sette della Campania. Non
L' origine di Gallese si pretende minor zelo mostrò s. Gregorio III,
farla risalire alla più remota an- immediato successore di s. Grego-
tichità, cioè sino ad Aleso o fialeso, rio II per la sagra repubblica (cioè
che vuoisi la fondasse co' suoi greci per le reliquie dell' impero d' occi-
dopo la caduta di Troia, circa quat- dente, o porzione di dominio ch'eb-
trocento trent' anni innanzi la fon- bero per qualche tempo in Italia
dazione di Koma, e mille cento gl'imperatori greci), o sia confe-
ottant'anni avanti l'era volgare. derazione de' romani, e di altri, da
Porta qualcuno opinione che l'an- esso formata iu un concilio tenuto
tica Falisca fosse nel suo territorio, liei 732, per opporsi alla empietà
avuto riguardo alla opinione dei degl'imperatori di Costantinopoli, e
falisci primitivi e posteriori: egual- nel farsi restituire Gallese città del
mente alcuni dicono che nel suo ducato romano, da Trasimoudo II
territorio eravi la città di Fescen- duca di Spoleto, eh' egli poi : In.

nia ; ma di questi contrastati argo- compage s. reipuhlicae, aUjue in


menti, se ne discorre agli articoli corpore Christo dilecti exercitiis ro-
Civita - Castellana e Blontefiasco- mani adnecti praecepit. Verso il

ne [Pedi], Si gloria Gallese di es- fine del nono secolo Gallese eb-
sere stata una delle prime città vi- be due concittadini cardinali, che
cine a Roma che abbracciarono la ascesero la cattedra apostolica. Il

fede. Commanville nell' Hisloire de primo fu Marino I o come altri ,

toiis Ics aichév. et éveschez la chia- lo chiamano Martino II, figlio di


ma Frescennia o sia Gallesium Palombo da ìMontefiascoue o piutto-
nel vicariatoromano, nella provin- sto Gallese, paese de' Falleri, eletto
cia del Patrimonio di s. Pietro, e di- neU'882; l'altro fu Piomano figlio di

ce che la sede vescovile vi fu eretta Costantino, il quale era fratello del


nel secolo sesto, immediatamente precedente Papa, eletto neirS97,
soggetta alla santa Sede. Il Lucenti JVe' successivi secoli Gallese soggiac-
neir Italia sacra ecco come si que alle vicende che provarono le

esprime sull'origine della sede di circostanti città. Nel pontificato di


Gallese. « Caeterum sane constai Paolo II vennero ricuperati alla
hanc regionem (parlando dell'anti- santa Sede dodici luoghi fortissimi,
ca Etruria) vetustiores habuisse e- non molto lontani da Roma, che
pi.scopos Lvangelium amplcxatam erano d'Everso conte d'Anguillara,
primis christianae Ecclesiae tempo- fra' quali uoveiasi Gallese colla sua
ribus, Faleritanam , et Gallesinàm fortezza o castello, che in tempo di
pastorales scdes". JNeli' anno 780 Sisto IV Papa del 1^71, fu diroc-
8 ,

1 1 GAL GAL
cala con allia poco distante. Quaa- rendite capaci di somministrare con-
clo Paolo IV nel i55^ spogliò i ni- veniente mensa al vescovo, Grego-
poti delle cariche che avevano, ed 1 io XIII, verso l'anno iSyG, tornò
esiliò il cardinal Caraffa, al fratel- ad unirla a Civita-Castellana, Pe-
lo di questi Giovanni, duca di Palia- rò a' nostri tempi il Papa Pio VII
no e già generale delle milizie ponti- concesse l'indulto del titolo di cat-
ficie e prefetto delle galere, assegnò tedrale a Gallese, e decorazione al
Gallese per luogo di sua dimora ,
suo capitolo , mediante la bolla
giacché poco prima l'aveva acqui- Romanorum emanataPontificum ,

stato da Giulio della Rovere. Nel a' 20 dicembre i8o5, confermando


numero 1 3 del Diario di Roma l'unione e la concattedralità con
1844 si che l'antichissima
legge la sede di Civita-Castellana ed Or-
città di Gallese onorandosi di po- te. Ecco la serie de' vescovi di G;d-
ter dire suo cittadino monsignor lese del continuatore o annotatine
Nicola Clarelli, come possessore del- dell' Ughelli. Il primo vescovo di
la prelatura Paracciani, avendo in- Gallese che si conosca èStephauus
teso che il regnante Gregorio XVI s. Gallesinae ecclesiae episcopus ,

lo avea innalzato alla dignità car- come si sottoscrisse al concilio di


dinalizia, ed al vescovato di Mon- Costanza l'anno 772, come si ha
leiiascone e Corneto, esternò in piti dal Benius tom. Ili Condì, fol. 217.
modi la sua gioia. Per tre sere fu- Secondo l' Italia sacra primo ve-
rono fatte le luminarie al palazzo scovo fu Donato che assistette al
della prelatura, ed al palazzo del- concilio celebrato in Roma neir826
la nobile famiglia Celestini , non o neir828: furono di lui succes-
che in altri edifizi, ed in parlico- sori Domenico che si portò al con-
laie al palazzo municipale. Il gon- cilio romano dell' 855, e ad altro
faloniere colla magistratura civica dell' 861 o 863 Stefano che sot- ;

celebrarono in altre guise 1' avve- toscrisse la condanna del quarto


nimento ^ ed in formalità si recò concilio di Costantinopoli neir868,
alla cattedrale ad assistere alla mes- ed in altro concilio romano si leg-
sa, e Te Deurn cantato dal capi-
, ge Stefano vescovo di Gallese, pres-
tolo, per non dire di altri pubbli- so l'Arduino, in Ind. topograph.
ci segni di giubilo esternati dai Concil. ; Teodoro che trovossi ai
gallesini in questa lieta circostanza. concilii di Roma nell'anno 871, cioè
L'Ughelli nel tora. X, p. 108 e nel pontificato di Adriano II : va
seg. sacra riporta le
dell' Italia notato che altro Teodoro sottoscris-
notizie della sede vescovile di Gal- se al concilio di Ravenna, come si

lese , e la serie de' suoi vescovi , i ha dall'Arduino citato, e nell' 879


cui nomi si leggono negli antichi intervenne al concilio romano , co-
concilii. Divenuta vacante la sede me narra il Baronio, Conc. tom.X;
episcopale di Gallese, Alessandro IV Giovanni che intervenne al conci-
nel isSa l'uni a Civita-Castellana: lio di Roma 898, sotto il pon-
nell'
nel 1437 Eugenio IV unì a Civi- tificato di Giovanni IX; Giovanni
ta-Castellana anche la sede vesco- che assistette al conciliabolo tenu-
vile di Orte. Ma dipoi il Pontefi- to nel 963 dall'imperatore Otto-
ce Pio IV la ristabilì nel i562 : ne I in Roma contro il Pontefice
tuttavolta non essendo più le sue Giovanni XII, nonché al concilio
, ,

GAL G AL II 9
rumano del 964; Giuvauui che se- continuata dalle annuali yolizie di
condo l'Arduino si sottoscrisse al Roma. Era vescovo di Civita - Ca-
concilio di Roma del 969; sotto stellana Orte monsignor Loren-
e
Silvestro II il vescovo di Gallese zo de Dominicis di Foligno, quan-
intervenne alla translazione de' ss. do il memorato Pio MI eresse Gal
corpi e preziose reliquie de' marti- lese in concatledrale.

riGiovanni e Marciano, secondo il In quanto agli uomini illustri di


Baronio; Ugo fu al concilio di Pio- Gallese, diremo che Antonio Mas-
ma nel 1039 nel pontificato di 3ii- sa nella sua celebre opera, De ori-
colò II. jN'on si conoscono dall L- gine , et rebus Faliscorum, Roma
ghelli e continuatori i successori di 1546, e pel Sanzi i588, con gra-
Uijo per circa due secoli, ma dai viargomenti prova che s. Gratilia-
Baronio tom. lII,fol. 532, si ha che no, il quale sostenne il martirio
nel I i3o sotto Innocenzo II nel con- in Fallari sotto Diocleziano insie-

cilio romano sottoscrisse altro ve- me a s. Felicissimo, fosse cittadino


scovo di Gallese, il quale visse si- di Gallese. 11 b. Lodovico minore
no all'anno ii^i. Finalmente nel osservante, esimio teologo e predi-
1252, come si è detto, il vescovato catore, morto in Roma nel 1628,
venne unito a quello di Civita-Ca- era di Gallese. Sopra tutto Galle-
stellana ma r Arduino ne' suoi
, se si gloria di possedere le prezio-

Concila dice che nel i285 sotto se spoglie del suo protettore s. Fa-
Onorio IV si trova Munalclus epi- miano monaco cistcrciense, le qua-
scopiis gallesiiius. Bisogna dire die li da sette e più secoli si venera-
il decreto deli' unione non avesse no incorrotte nella sua antica e va-
subito elFetto , o che la chiesa di sta chiesa, racchiuse entro elegan-
Gallese (juantunque realmente uni- te e magnifica urna di marmo
la a quella di Civita-Castellana pro- costrutta a spese della piissima du-
seguisse a godere della sua dignità chessa Angelica Medici d'Alteraps.
al tempo del vescovo Munaldo. Con- Fino dall' epoca del glorioso suo
tinuò l'unione del vescovato di transito j che avvenne li 8 agosto
Gallese a Civita-Castellana, sino al ii5o furono tali e tanti i porten-
1 562, in cui fu ristabilito a Gallese, e ti che Dio operò a sua interces-
,

([uindida Pio IV nominato vescovo sione, che Adriano IV nell'ascriver-


Giiolanio Garimberti di Siena, vica- lo nel catalogo de' santi, il quarto
rio della basilica lateianense,
ove ri- anno dopo l'avvenuta sua preziosa
posano le sue ceneri. Dopo la morte morte, sopprimendogli il nome bat-
di questo vescovo succeduta nel tesimale di Quardo, a faina mira-
575, gli successe Gabriele de Ale-
I
cidoriim lo appellò Famiano. Gal-
xandria dell'ordine de' predicatori lese oltre i due memorati Pontefi-
il quale per la deficienza degli scu- ci ha dato alla Chiesa diversi ve-
di trecento assegnati alla mensa del scovi e prelati, fra' quali meritano
cardinal Madrucci, rinunziò al ve- speciale memoria , Gregorio Com-
scovato, e fu traslato sulfraganeo a pagni vescovo di Borgo s. Sepol-
Trento. Allora il vescovato di Gal- cro, domenicano assai dotto e ver-
lese fu nuovamente unito a quello satissimo nella lingua ebraica ; E-
<li Civita Castellana, la cui serie è vangelista Stefanelli vescovo di Cit-
liportala dall' Ugliclli al tom. I , e tà della Pieve ;.
Antonio M'essa re*
120 GAL GAL
scovo di Castro; e nel i565 Pio molti altri si omette per brevità,
IV creò cardinale Flavio Orsini, e solo basti il riflettere, che Sisto
già canonico della cattedrale di Gal- V nel breve di erezione di Galle-
lese, chiamato il cardinal di Cosen- se in ducato, dato apud s. Marcum
za per l'amministrazione che tenne anno i 585 pridie kal. julii, cos'i es-

di quella chiesa: egli era figlio di primesi: « Es qua comphires clari

Antonio Orsini conte di Gallese. viri successu temporis, tuoi vitae,


IVelle armi Gallese vanta a uomi- sanctitate, et religionis studia, tum
ni illustri, secondo il citato storico rei militaris gloria, tum eliam bo-
Massa , Giorgio Saccardini discen- narum artiuin , et praesertim ju-
dente dai due Pontefici Marino e risprudenti scientia insignis orlis

Homano (seguendo la patria tradi- sunt ". Di Gallese tratta ancora


zione), celebre generale della re- Antonio degli Elfetti nell'erudite
pubblica veneta Tiberio Tiberi ; Rleinoric di s. Nonnoso abbate del
famoso generale nelle guerre con- Soralte , e sulla denominazione
tro i turchi, il cui ritratto da esso massime a p. ic^.

medesimo donato si conserva nella GALLI Tolomeo, Cardinale.To-


sagrestia della chiesa di s. Famia- lomeo da una onestis-
Galli, nato
jio, ove per lungo tempo si custo- sima famiglia di Como, per cui fu
dirono le bandiere tolte ai nemici poi detto il cardinal di Conio, a-
del nome cristiano ; Giacomo che vendo ad un penetrante ingegno
iiorì sotto Eugenio IV per non ,
unita soda pietà, erudizione, elo-
mentovare altri, che si distinsero quenza e singoiar perizia nelle le-

nelle guerre in Genova, in Candia gali discipline, trasferitosi in età


ed Morea. Fra i letterati di
in giovanile in Roma, fu ammesso al-
Gallese ricorderemo Nicolò mona- la corte del cardinal Trivulzi , e
co benedettino, rinomato teologo, dopo la di lui morte in quella del
come dimostrano suoi commen- i cardinal Gaddi in qualità di segre-
tari ; Antonio d'Angelo rinomato tario , e per ultimo col cardinal
professore di eloquenza, ed autore Giannangelo de' Medici, cui servì
di molte orazioni ed epistole; fr. fiadelmeule e con integrità. Dive-
Pietro, uomo dotto ed esemplare, nuto questi Papa col nome di Pio
che Urbano VI fece commendatore IV, lo confermò nel posto di se-
di s. Spirito di Roma ; Famiano gretario, e nel i56o gli conferì il
Anlolmi valente avvocato; fr. Do- vescovato di Martorano in Cala-
menico minore osservante, egregio bria, dal quale passati due anni lo
teologo; Famiano Strada gesuita, trasferì all'arcivescovato di Siponto
letterato ed islorico rinomatissimo; o Manfredonia, dove nel 1567
sia

Ottavio Tronsarelli illustre poeta tenne il sinodo provinciale e ne


dell'accademia degli Stenti corona- pubblicò le costituzioni stampate in

lo in Campidoglio ; Gaspare Tassi Venezia ed in Macerata. Vi fon-


protonotario apostolico , arciprete dò due palazzi per comodo uso de-
prima di Gallese, poscia di s. Ma- gli arcivescovi, uno nella città, l'al-

lia Cosmedìn di Roma e


in ; il lo- tro nella terra di s. Angelo. Sino
dato biografo Antonio JMassa , au- dai 12 marzo i565 l*ioIV lo creò
tore di altre opere legali, ed enco- cardinale prete, dandogli per titolo
miato dal Uangiasci. Il nome di la chiesa di s. Teodoro. Sotto Gre-
,

GAL GAL 121


goiio XIII nel i583 fu trasfeiilo ducia. Arricchì la sua casa, ma fu
alla sede di Albano; nel pontidca- pure cari late vole ecclesiastico.
to di Sisto V nel 1 5Sg passò al GALLI Antonmaria, Cardinale,
vescovato di Sabina, ove nel 090 Anton ma ri a Galli d'una delle prin-
t:elebiò sinodo, che pure pub-
il cipali, e piìi illustri famiglie di O-
]>licò colle slampe; e sotto Clemen- simo, per le egregie prerogative di
te Vili nel i6o3 divenne vescovo cui andava fornito, si ihcti stimare
di Ostia e Velklri, decano del sa- in patria ed altrove. Portatosi in
gro collegio e protettore de'camal- Roma nell'età d'anni veni' uno, il

dolesi e del regno d'Ungheria. 11 cardinal Felice Peretti lo prese per


detto Giegorio XIII, allettato dalla coppiere, indi lo fece segretario, e
di lui prudenza, facondia e dol- quando nel i585 fu eletto Papa
cezzaj se ne prevalse per i^ciivere col nome di Sisto V, lo tlichiarò
le lettere pontifìcie, e Io fece se- .scalco o sia sopraintendcnle della
gretario di stalo, prefetto del con- mensa pontificia. Inoltre lo nomi-
cilio e de' riti. Fondò in Como il nò suo tesoriere privato , canonico
collegio Galli, e donò centomila di s. Pietro, nel seguente anno ve-
scudi a quella comunità, affinchè scovo di Perugia, e dopo quaran-
ne impiegasse frulli per le dolii tadue giorni a' 1 7 dicembre lo
di povere vergini, che si colloca- creò cardinale prete, col titolo di
vano in onesti matrimoni. Essendo s. Agnese nel foro agonale. J\cl
commendatario dell'abbazia di s. 1 590 gli conferì la legazione di
Abbondio di Como, riparò la chie- Ravenna, affinchè colla sua auto-
sa dai fondamenti, perchè minac- rità provvedesse a' giavi sconcerti
ciava rovina, collocando in più de- ch'erano in quella provincia, con-
cente luogo il corpo de' ss. vesco- tro gli assassini e facinorosi, che
vi di Como che ivi riposavano. impunemente ponevano in angustie
Fondò una bellissima e ricca cap- la Romagna. Nella sua chiesa di
pella nella chiesa di s. Giovanni di Perugia, che solennemente consa-
Piedemoute, dove si elesse la tom- grò , istituì la prebenda teologa-
ba. Donò alla sua faaiiglia il du- le, donò alla sagrestia generosa som-
cato di Treplebe nel ]Milanese, che ma di denaro, assegnò la provvi.'iio-
avea acquistato da Filippo lì re ne di cento scudi l' anno per la
di Spagna e dopo essere interve-
; cappella della musica, e notabil-
nuto a sette conclavi, mori in Ro- mente accrebbe il palazzo vescovi-
ma nel 1607 d'anni ottantadue, e le. Essendo protettore del santua-
quarantadue di cardinalato. Tumu- rio di Loreto, compi la magnifica
lato temporaneamente il di lui ca- facciata esterna, e con cospicua som-
davere in s. INlaria della Scala ma di denaro ivi fondò un monte
fu poi trasferito in Como nella di pietà a sollievo de' bisognosi, ed
menzionata cappella. Encomiato per in marmo fece scolpire la storia
lunga sperienza e pratica negli af- del santuario. Nel l'jgi Gregorio
fari, conobbe con isipiisila penetra- XIV lo fece vescovo d' Osimo di
zione maneggi delle coi ti ; fu sag-
i lui patria, che governò piìi di vcn-
gio, sapiente , e sagace nel cono- l'anni, ne' quali fu largo di favo-
scere l'animo altini , e pieghevole ri