You are on page 1of 318

C 3 7&6

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XXXIII.

Iw&emowb, fi*.',

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
- HDCCCXLV.
>> *\ * •:
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -E CC LE SI ASTICA

G
GìGREGORIO, Antipapa. V. An- Anastasia, intervenne al concilio
tipapa XIX. celebrato da s. Paolo I nel 761.
GREGORIO Vili, Antipapa. V. GREGORIO, Cardinale. Gre-
Antipapa XXVII. gorio da alcuni detto Giorgio, ve-
GREGORIO, Cardinale. V. Gre- scovo cardinale di Palestrina, inter-
gorio I (s.), Papa. venne al concilio adunato nel 761
GREGORIO, Cardinale V. . da s. Paolo I. Ebbe però la debo-
Gregorio Papa.
II (s.), lezza di consacrare, quantunque ri-
GREGORIO , Cardinale V. . pugnante, e costretto da aperta
Gregorio III (s.), Papa. violenza, l'antipapa Costantino, per
GREGORIO, Cardinale. Grego- avello a ciò obbligato il fratello
rio prete cardinale del titolo di di Totone duca di ISepi
questi
s. Clemente, fiorì sotto s. Grego- nel 767. Circa un anno dopo fu
rio HI del 73 1. preso da un accidente che lo rese
GREGORIO, Cardinale. Grego- stupido nelle membra , e con la
rio prete cardinale del titolo dei sacrilega mano inaridita.
ss. Giovanni e Paolo, fiorito nel GREGORIO, Cardinale. Gre-
pontificato di s. Zaccaria del 741. gorio vescovo cardinale di Selva-
Si crede che sia lo stesso che il candida si trovò presente al conci-
cardinal Giorgio. lio celebrato da
s. Paolo I, e poi
GREGORIO, Cardinale. Gre- intervenne a quello di Stefano III
gorio prete cardinale del titolo di detto IV nel 769.
s. Balbina, detto in altro luogo ar- GREGORIO , Cardinale. V,
ciprete di santa romana Chiesa : Gregorio IV, Papa.
fiorì sotto Papa s. Zaccaria del GREGORIO, Cardinale. Gre-
Hu gorio vescovo cardinale di Selva-
GREGORIO, Cardinale. Grego- candida, intervenne al concilio di
rio cardinale prete del titolo di s. Giovanni VIII dell'872.
6 GRE GRE
GREGORIO, Cardinale. Grego- coi luminosi esempi di sue virtù
rio vescovo cardinale d'Albano, fu e eon l'eloquenza ridusse gran nu-
sospeso dal romano, per
concilio mero di peccatori a vita penilen-
essere stato nel o,63 uno de' con- te, per cui Maldonato lo chiamò
sacratoli dell'antipapa Leone Vili, uomo potente nelle opere non
Si trova il suo nome sottoscritto meno che nelle parole. Consumato
ad un privilegio accordato da J}e~ dalle fatiche, e chiaro pei mira-
nedetto VII del 975 al moniste- coli che Dio operò a sua inteices-
ro di Subiaco. sione, dopo dieci anni di cardina-
GREGORIO, Cardinale. Gre- latomorì santamente a' io mag-
gorio vescovo cardinale d'Ostia, gio io44> e venne sepolto in Lu-
sottoscrisse il romano adu-
concilio cronio nella diocesi di Calahorra,
nato nel 998 da Gregorio V, do* ove ogni anno nel di anniversario
ve con ecclesiastica libertà proferì di sua morte si celebra festa so-
la sentenza contro il matrimonio lenne. La sua vita fu scritta da
di Roberto II re di Francia. Costantino Gaetano abbate di san
GREGORIO, Cardinale. Gre- Baronzio, e stampata in Roma ed ;

gorio vescovo cardinale ostiense, i Bollandisti ne parlano nel giorno


bibliotecario di santa romana Chie- 9 maggio a 465. Altri negano
p.
sa, nel ioo5 ad una
sottoscrisse il ed altre dignità a
cardinalato
bolla di Giovanni XVIII detto questo servo di Dio, che si pos-
XIX a favore della chiesa de' ss. sono leggere nel Cardella, Memo-
Cosimo e Damiano. rie isteriche de* cardinali tom. I,

GREGORIO (b.), Cardinale, par. I, 101.


pag.
Gregorio monaco benedettino, ed GREGORIO, Cardinale. Grogo-
abbate del monistero de'ss. Cosi- rio o Giorgio cardinale vescovo
mo e Damiano di Roma, da Be- fiorì sotto s. Leone IX del 1049:
nedetto IX del io33 fu creato altri negano sua esistenza,
la
cardinale vescovo d'Ostia, e biblio- GREGORIO, Cardinale. Gre-
tecario di s. Chiesa. Profondo e gorio cardinale vescovo di Sabina,
ben fondato nelle sacre lettere, creato da s. Gregorio VII, per or-
come ancora venerato per la san- dine di questi nel 1077 si portò
tità della vita, acquistossi il credi- nella corte dell'imperatore Enrico
to d'uno de'più zelanti vescovi di IV, per rammentargli i patti giu-
quel miserabile ed oscuro secolo, rati in Canossa, e di non dare a-
11 cardinale dovette intraprendere scolto ai consiglieri malvagi che
un viaggio in Navarra infestata da procuravano la sua rovina e dis-
immensa quantità di locuste, che onore. Avendo però cesare man-
da gran tempo desolavano il pae- cato alla data fede, non fece alcun
se, per cui il re ed il popolo era- conto dei salutevoli avvisi del car-
no ricorsi al Papa. Questi intimò dinal legato, che essendogli negali i
un digiuno di tre giorni per im- consueti onori, fu obbligato a pai ti-

plorare il divino aiuto, e si sentì re subito dalla corte. In seguito si


ispirato di spedire nella Spagna mostrò costante difensore di san
questo cardinale. Giunto egli in Gregorio Vii, e morì nel pontifi-
ca varrà, con un segno di croce cato di Urbano II. L'Oudin dire
fugò e disperse i nocivi animali, e che pubblicò una Collezione di
GRE GRE 7
canoni intitolata Polycarpo, e die se i privilegi di Urbano II alle
fu riposta nella biblioteca vaticana. chiese di s. Martino di Tours, e
GREGORIO, Cardinale. Gre- della ss. Trinità della Cava. Mo-
gorio creato cardinale da s. Gre- rì nel 11 22 dopo aver conferma-
gorio VII dopo il 1073, si trovò to col suo nome una bolla di Ca-
con lui al congresso di Canossa, listo II ai vescovi di Corsica.
ed unitamente al cardinal Bernar- GREGORIO, Cardinale. Gre-
do di Pavia fu spedito col carat- gorio diacono cardinale di Urbano
tere di legato apostolico ad Ula- II, sottoscrisse nel iog5 una sua
clislao II re di Boemia, che ambe- bolla spedita in Cremona.
due accolse con onore. Jaromiro GREGORIO, Cardinale. Gre-
vescovo di Praga, per lo contrario, gorio prete cardinale del titolo di
avendo trattato indegnamente i le- s.Grisogono fatto da Pasquale II,

gati, essi si videro costretti a ful- nel 1099, approvò colla sua soscri-
minar contro di lui la sentenza di zione il privilegio delle investiture,
sospensione. Di questo cardinale si accordato dal Papa con manifesta
fa onorevole menzione nel registro violenza di cesare. L'Aubany cre-
di s.Gregorio VII, e al dire d'alcu- de che questo Gregorio sia lo stes-
ni per ordine pontificio presiedette so che Guido francese. Tuttavolta
al governo della chiesa di Sabina. assicura il Cardella ch'egli sotto-
GREGORIO, Cardinale. Gre- scrisse nel 11 12 il concilio late-
gorio fu creato da san
cardinale ranense , in cui Pasquale II dero-
Gregorio VII, che nel 1076 o nel gò al privilegio delle investiture.
1077 1° spedì a Venezia qual le- GREGORIO, Cardinale. Gre-
gato della santa Sede, onde assol- gorio monaco ed abbate del mo-
vere i veneziani dalla scomunica nistero dei ss. Andrea e Gregorio
incorsa per aver mantenuto com- al clivo di Scauro, fu creato car-
mercio coi prelati dell' Istria e dinale da Pasquale II del 1099 del
della Lombardia scomunicati dal titolo della medesima chiesa, secon-
Papa, che consegnò al cardinale do il Ciacconio, al che vi ripugna
due lettere, una per Domenico pa- il Cardella,non essendo allora la
triarca di Grado ed ai vescovi suoi chiesa de' Andrea e Gregorio tra
ss.

suffraganei, l'altra al doge Silvio le chiese titolari, e solo da ultimo


e al popolo di Venezia, scritte coi fu dichiarata titolo dal Papa re-
più teneri sentimenti di paterno gnante Gregorio XVI. Intervenne
affetto. È probabile che prima di ai concilii di Guastalla e di Late-
questa legazione il cardinale fosse rano adunati da Pasquale II , ed
incaricato di quella ad Enrico IV, ai comizi per le elezioni di Gela-
dalla quale, attesa l'ostinazione di sio II ed Onorio II, ne' quali si
cesare, dovette tornar in Roma legge sottoscritto col titolo , ora ,

senza aver nulla conchiuso. diaconia, di s. Eustachio , perchè


GREGORIO, Cardinale. Gre- era veramente diacono. Nello sci-

gorio di Pavia da Urbano II del sma dell'antipapa Anacleto II ab-


1 088 fu creato prete cardinale di bandonò il legittimo Innocenzo II,
s. Prisca. Intervenne nel 1 106 con e dal primo fu spedito legato ai
Pasquale II al concilio di Guastal- monaci di Clugny, ma senza alcun
la, e secondo il Panvinio sottoscris- profitto.
,

8 GRE GRE
GREGORIO, Cardinale. Gre- Celestino II lo creò cardinal diaco-
gorio fu da Calisto II nel 112 3 no; ma vuoisi che sia lo stesso
creato cardinale diacono di s. Lu- che Gregorio Tarquinio diacono
cia in Septisolio, e sottoscrisse una cardinale de' ss. Sergio e Bacco.
bolla diretta al vescovo di Genova. GREGORIO, Cardinale. Gre-
GREGORIO, Cardinale. Gre- gorio fu da Celestino II creato car-
gorio nel 1123 fu da Calisto II dinale di s. Angelo , nel dì delle
creato cardinale diacono di s. Vito, Ceneri del 11 44» ìn ^ il trovò pre- 1

e sottoscrisse una bolla al vesco- sente alla pace conchiusa tra Eu-
vo di Genova. genio IV e Federico I imperatore,
GREGORIO, Cardinale. Gre- d' ordine del qual Pontefice passò
gorio prete cardinale del titolo di in Germania in qualità di legato
s. Balbina, fatto da Onorio li nel- apostolico per procedere contro
le tempora di dicembre ii:*5, o l'arcivescovo di Magonza Enrico
come pretende Pandolfo di Pisa ,
la quale causa insieme con l'altro
creato da Calisto li. Abbandonò legato esaminata, ebbe la sentenza
scandalosamente il legittimo Inno- di deposizione. Il cardinale si tro-
cenzo II per seguir l'antipapa Ana- vò presente ai comizi per Lucio If,
cleto II, a favore del quale unita- Eugenio III ed Anastasio IV, essen-
mente ad altri cardinali scrisse let- do assente a quelli di Adriano IV.
tere di commendazione a Lotario Abbandonò il legittimo Alessandro
II imperatore. III per seguir l'antipapa Pasquale
GREGORIO, Cardinale. Gre- III, e nel restituirsi da Viterbo a
gorio prete cardinale del titolo di Roma, s' infranse la testa per una
s. Balbina, fu creato da Onorio II caduta da cavallo, e morì nel
nelle tempora dicembre 1127.
di 116S.
GREGORIO, Cardinale. Gre- GREGORIO, Cardinale. Gre-
gorio prete cardinale di s. Maria gorio nel 11 46 fu da Eugenio III
in Trastevere, crealo da Innocen- creato diacono cardinale di s. Ma-
zo II nelle tempora di dicembre ria in Portico, e poscia inviato le-

11 38, si fece mediatore della pace gato in Germania


con Bernardo
conchiusa tra il Papa Eugenio III cardinal di s. Clemente. Depose in
e r imperatore Federico I. Inter- Worms Enrico arcivescovo di Ma-
venne alle elezioni di Celestino II, gonza, e d'ordine dell'imperatore
di Lucio II e di Eugenio III, nei intimò al medesimo l'esilio. Ritor-
comizi del quale era priore o sia nato in Roma Adriano IV lo de-
il primo de' cardinali preti , ed a putò nel 11 55 ad incontrare l'im-
quelli di Anastasio IV col titolo di peratore Federico I che si portava
arciprete di santa romana Chiesa, in Roma, e poco dopo morì.
e per ultimo in quelli di Adriano GREGORIO, Gre- Cardinale.
IV, sotto il quale morì. gorio nel marzo da Adria- 1 1
59 fu
GREGORIO, Cardinale. Gre- no IV creato cardinale di s. Maria
gorio prete cardinale del titolo di in Portico, e vuoisi che sia lo stes-
s. Prisca, fiori nel pontificato d' In- so che il precedente.
nocenzo li del 1 i3o. GREGORIO, Cardinale. Gre-
GREGORIO, Cardinale. Gre- gorio nel settembre del 1 190 fu
gorio nel dì delle Ceneri del 1
144 da Clemente IH creato diacono
,

GRE GRE 9
cardinale di s. Angelo , indi spedi- fazioni de' guelfi e ghibellini, del-
to da Celestino III legato a lettere le quali erano antesignani mag- i

nella Spagna. Celebrò nel 1 192 un giorasela delle due famiglie prima-
sinodo a Salamanca coli' interven- rie, cioè Monaldi e Filippi. 11 car-
to de' vescovi dei regni di Leone dinale con prudenza e destrezza si

e di Portogallo , nel quale fu di- adoperò in modo, che alla fine gli
chiarato nullo ed invalido il ma- riuscì stabilire pace e concordia.
trimonio da Alfonso IX
contratto Morì nel 1204, per cui la sua e-
re di Leone con Teresa infante di sallazione al cardinalato deve es-
Portogallo, ch'erano tra loro cugi- sere anteriore alla suddetta epoca,
ni germani, in conseguenza di che assegnatagli dal Ciacconio.
i due coniugi furono obbligati a GREGORIO (de) Giovanni, Car-
separarsi. E siccome i vescovi di dinale. Giovanni Gregorio no- de
Leone, Astorga , Salamanca e Za- bile siciliano , nato in Messina ai
ni 01 ra ricusarono assistere al con- 29 gennaio 1692 da d. Leopoldo
perchè sostenevano la validità
cilio, de Gregorio marchese di Squii la-
del matrimonio, onde il re ricusa- ce ,
principe di s. Elia , ministro
va separarsi dalla cugina, il lega- delle finanze, della guerra e degli
to fulminò la sentenza di anatema affari esteri di Carlo di Borbone
contro i quattro legati, e l'eccle- re delle due Sicilie poi Carlo III
siastico interdetto ad ambo i re- re di Spagna, e da Giuseppa Mau-
gni ,
poi tolto quando il re s' in- ro Grimaldi d' una delle più no-
dusse alla separazione. Questi si bili ed antiche famiglie di Messi-
uni poscia in matrimonio con Be- na, avendo la Mauro dato il no-
rengaria sorella d'Alfonso III re di me alla terra di Mauroianni, e ri-

(bastiglia, ed a lui congiunta in se- tenendosi d'origine sveva. Nell'opu-


condo e terzo grado di parentela. scolo intitolato, Saggio genealogico
Si crede che il legato promulgas- della casa de Gregorio, Roma
se contro di lui sentenza d'anate- 1828, il suo autore fa discendere
ma, come si raccoglie dalle lettele questa illustre famiglia da Grego-
d'Innocenzo III, da cui ottenne il rio Polzani di Onofrio ge-
, figlio

beneficio dell' assoluzione ,


per es- nerale imperatore Enrico I
dell'

sersi da lei separato. Il cardinal 1' Uccellatore nella guerra contro


pubblicò eziandio l' interdetto con- Corrado I , e perciò fatto barone
tro il re di Na varrà Sancio VII impero
dell' , e superiore di tutti
per aver violata la lega col re di gli edifici murali delle città di
Castiglia. Non intervenne ai comi- Germania, che per ordine di En-
zi di Celestino III come assente ,
rico I dopo l'anno 918 s'incomin-
sibbene a quelli d'Innocenzo III, ciarono a fabbricare. La loro di-
nel cui pontificato morì verso l'an- scendenza fiorì nei primari gradi
no 12 io. militari al servizio de' successivi
GREGORIO, Cardinale. Gre- imperatori tedeschi. Lodovico e
gorio nel 121 1 fu da Innocenzo III Giovanni de Gregorio venuti in I-
creato cardinale vescovo di Sabi- talia con Federico I , i discenden-
na, indi spedito legato in Orvieto ti del secondo vi restarono, dira-

a compone le discordie che lace- mandosi in varie città, ove in più


ravano qivella città , divisa dalle modi si stabilirono con lustro. Al-
io GRE GRE
berto, Corrado e Viperano fratelli cardinale, di mediocre dottrina, fu
dei precedenti , siccome tutti figli encomiato per somma probità ed
di altro Alberto, seguendo la sor- altre buone qualità. Morì in Ro-
te dell' imperatore Enrico VI fer- ma nella fresca età di sessantadue
marono la loro dimora in Sicilia. anni, agli 1 1 luglio 1 790, e fu es-
Da Alberto discesero i signori del- posto ne' funerali , e sepolto nella
Ja castellania di Melazzo e di altri sua chiesa titolare con onorifica
feudi, esercitanti magistrature, am- iscrizione.
bascerie e gradi militari. Nei pri- GREGORIO (de) Emmanuele,
mi del secolo X Tommaso de Gre- Cardinale. Emmanuele de Grego-
gorio die origine alla linea dei rio, fratello del precedente, nacque
marchesi di Poggio e signori di al- in Napoli (o per meglio dire nac-
tri paesi; ed il suo fratello d. que in mare, mentre la madre
Francesco fu capo della linea dei era in viaggio quando Carlo III
marchesi di Squillace e principi di da Napoli si conduceva in Ispa-
s. Elia. Giovanni pertanto ricevet- gna) 18 dicembre
a' 1758 da d.
te una educazione propria della sua Leopoldo de Gregorio marchese di
distinta nascita, e col crescere de- Squillace ,
principe di s. Elia, va-
gli anni spiegò vocazione per lo lente capitano e ministro, e da d.
stato ecclesiastico , e di servire la Maria Giuseppa Verdugo-y-Qiiada
santa Sede. Dopo avere celebrata distintissima dama di Barcellona.
la messa, fu fatto da Benedetto XIV Passato Carlo IH di Borbone dal
prelato domestico, indi nel ponti- trono delle due Sicilie a regnare
ficato di Clemente XIII, col paga- nelle Spagne portò seco in Ma-
,

mento di ottomila scudi acquistò drid d. Leopoldo, e lo dichiarò te-


un abbreviatorato di parco mag- nente generale delle armate, e mi-
giore nella cancelleria apostolica, e nistro della monarchia e dell' In-
ne divenne decano, indi gover-
il die. Giunto Emmanuele all'età di
natore di Fano. Lo stesso Papa lo cinqu'anni dando segni di aurea in-
promosse a chierico di camera , dole e di svegliato ingegno, due
con la presidenza delle zecche, es- anni dopo fu mandato dal padre in
sendo già archimandrita di Messi- Roma nel nobile collegio demen-
na, Pio VI susseguentemente nel tino, ove istruivansi fratelli d. Car- i

1776 lo dichiarò presidente della lo e d. Antonio poi tenenti gene-


grascia, carica ch'esercitò con ono- rali nelle armate spagnuole. Ben
re, nel 1778 uditore generale del- presto Emmanuele fece profitto
la camera apostolica, e finalmente ed istru-
dell'eccellente educazione
nel concistoro de' 14 febbraio 1785 zione, progredì mirabilmente nelle
lo creò cardinale dell' ordine dei lettere, nelle scienze, e nella pie-
preti , conferendogli per titolo la tà , onde nel 1774 pronunziò
chiesa della ss. Trinità al monte nella cappella pontifìcia alla pre-
Pincio. Lo annoverò poscia alle senza di Clemente XIV l'orazione
congregazioni di consulta , de' ve- latina per la festa della ss. Trini-
scovi e regolari, delle indulgenze tà. Dopo essersi occupato delle
e sacre reliquie , e della concisto- gravi discipline per dedicarsi al sa-
riale, e lo die in protettore all'or- cerdotale ministero ed al servi-
dine de' monaci basiliani. Questo zio della santa Sede, uscì dal col-
GRE GRE 11
legio 1776. Pio VI in di-
nel macchinazione , e con destrezza e-
versi tempi lo annoverò tra i suoi vaso da Roma col pretesto non
camerieri segreti soprannumerari , di recarsi dalla madre in Vene-
tra i prelati domestici, e tra gli zia, dappoiché essa trovavasi in
abbreviatoli del parco maggiore Roma, ma per adire all' eredità
per avergliene fatta cessione il fra- paterna, prontamente si portò in
tello Giovanni. Fatto arciprete nel Siena a' piedi del Pontefice ad in-
1780 della basilica lateranense il formarlo della iniquissima trama,
cardinal Carlo Rezzonico , lo no- ed a confermargli il suo filiale
minò suo vicario; indi nel 1783 ossequio. Pio VI commendò la
ilPapa lo promosse a luogotenen- sua condotta, e Io animò di conti-
te civile del tribunale del vicaria- nuare a mantenersi quale avea
to, mentre il genitore essendo am- dato solenne saggio. Tutto questo
basciatore di Spagna in Venezia avvenimento con precisione narra
ivi mori, per cui l'affettuoso figlio il eh. monsignor Pietro Baldassarri

fece scolpire sul di lui sepolcro nella sua applaudita ed importan-


un' iscrizione dettata dal celebre te Relazione delle avversità e pa-
Morcelli. Essendo luogotenente del timenti di Pio VI tom. Ili, p. t

vicariato, Pio VI affidagli la vi- 102 e seg. Dall' amorevole acco-


gilanza dei politici, impiego in cui glienza del Pontefice incoraggi to
si fece molto onore per le im- Emmanuele si fermò in Toscana,
portanti scoperte eh' eseguì. Frat- per prestarsi in di lui servigio, e
tanto occupati i dominii pontifìcii meritò che Pio VI lo ponesse a
e Roma armate repubblica-
dalle parte de* più intimi affari. E in
ne francesi, Pio VJ fu portato pri- fatti il prelato si adoperò perchè
gione in Siena a' 20 febbraio 1798, molti cardinali si trasferissero ne-
e tra i cardinali e prelati incar- gli antichi stati veneti, dove l'im-
cerati nel monistero delle conver- peratore Francesco II concesse loro
tite, venne compreso Emmanuele, pacifico asilo e protezione. Inoltre
ma fu liberato nel dì seguente a lavorò alla compilazione della bolla
caro prezzo, e mediante lo sborso Quarti nos, superiori anno, de' i3
di quattromila scudi in cedole, al novembre 1798, con la quale il

dire del Baldassarre o meglio a Papa volle provvedere all'elezione


caro prezzo, e per gl'impegni del- del successore, derogando alle a-
la madre. Essendo egli in estima- naloghe leggi per facilitare ai car-
zione per illibati costumi, affabili- dinali il modo di effettuarla, ren-
tà di maniere, senno e dottrina, i dendola più ampia dell'altra ema-
nemici della Cbiesa e dell'augusto nata in precedenza al medesimo
suo capo, avendo concepito il dia- oggetto ai 3o dicembre 1797, Chri-
bolico disegno d' indurre Pio VI sti Ecclesia. Trasportato Pio VI
a rinunziare il pontificato, e di in Francia, ivi rese la grand' ani-
creare un antipapa, il generalissi- ma Creatore al declinar dell'a-
al
mo Dallemagne ed i capi della gosto 1799, indi nel marzo 1800
dominante repubblica giudicarono nel conclave di Venezia fu eletto
fare cosa grata al popolo di eleg- Pio VII a degno successore. Que-
gere Emmanuele in patriarca d'oc- sti subito destinò Emmanuele, sic-
cidente. Inorridì il prelato a tale come attissimo ed esperto nei
li GRE GRE
pubblici negozi, in qualità di se- delle apostoliche concessioni, sosti-
gretario della congregazione com- tuì quello che descrivemmo a tale
posta dei cardinali Roverella, Cam- articolo , secondo il benevolo rac-
panella, Somaglia, incari-
e della conto eh' egli me ne fece, favoren-
cata di ristabilire il primiero or- domelo ancora per mio studio, per
dine sì in Roma che nelle pro- quella benignità e compatimento
vince, ciò ch'eseguì con generale con cui si degnò sempre riguar-
approvazione; laonde in premio nel darmi anco in considerazione del
,

medesimo anno il nuovo Papa lo mio ottimo ed egregio suocero Giu-


propose alla cospicua carica di se- seppe Verdesi suo maestro di casa,
gretario della congregazione del da lui meritamente amato, lodato
concilio, nominandolo ancora esa- e beneficato in vita ed in morte.
minatore de' vescovi in sacri cano- Non trascorsero però quaranta gior-
ni. Cresciuto in fama d' uomo di ni , che gli venne intimalo di re-
maturo consiglio, poco dopo lo carsi a Parigi. Disposti i domesti-
destinò prò - nunzio apostolico a ci affari, e provveduto ad un con-
Lodovico Borbone re di Etruria, vitto di donne che dirigeva , già
per cui dimorando in Firenze vo- fondalo dal pio sacerdote Luigi
lò a Pisa il giorno 9 febbraio 1802, Tronci , e chiamato le Cenciose ,

a tributare omaggio di venerazio- ed alla sua cura e direzione affi-


ne alle benedette ossa di Pio VI dato da Pio VI, pel quale spe-
che trasportavansi al Vaticano giu- se molto, ed assai operò per col-
sta la sua disposizione. Il prelato locare le donzelle in monisteri o
guadagnatasi a un tempo l'estima- con matrimoni, altre ritirandole in
zione del re e della corte, e la sod- propria casa, nel crudo inverno e-
disfazione pontifìcia per quanto a- seguì il disastroso viaggio. Giunto
vea operato a vantaggio della re- nel maggio al luogo di sua rele-
ligione, si restituì in Roma a fun- gazione, volse le sue cure all'assi-
gere il suo uffizio, ch'esercitò sino stenza delle povere religiose dette
all'infausta epoca del 1809. Dap- del ritiro , indi si unì ad eletto
poiché gì* imperiali francesi avendo drappello di padri e confessori del-
invaso le provincie della Chiesa e la romana Chiesa a guerreggiare
Roma, ne trassero altrove Pio VII leguerre del Signore. Il consiglio
prigioniero, il quale in partire la- da lui dato a monsignor Paolo
sciò suo delegato apostolico il car- d'Astros vicario capitolare di Pari-
dinal Di Pietro, e in sua mancan- gi, al presente arcivescovo di Tou-
za il nostro prelato, autorizzandolo louse , di essere diligente nel rin-
di eleggersi un successore se gli novarsi l'anno in porgere auguri
invasoti lo trasportassero prigione. di felicità a Napoleone , ancorché
Tanto avvenne: andato esule il prevedesse che il cardinal Maiuy
cardinal Di Pietro,
con esercitò sedicente arcivescovo di Parigi si

sollecitudine e zelo la delegata au- ponesse alla testa di quel capitolo


torità Emmanuele , e siccome il metropolitano per tributare un si-
general Radet
impadronitoerasi mile ossequio, gli fruttò l'impri-
del suggello pontifìcio detto V Anel- gionamento nella notte del 2 gen-
lo Pescalorio (Vedi\ il prelato a naio 18 ti, siccome fedele campio-
conservare col segno l' autenticità ne del Pontefice detenuto in Savo-
,

GRE GRE i3
na, e reo di trame contro Io sta- minato archimandrita di Messina
to. Dal carcere la Force a* 22 feb- venendo successivamente aggregato
braio fu mandato nel forte di Vin- alle primarie congregazioni cardi-
cennes, ove patì grandemente, solo nalizie. Proseguì il cardinale quel-
rincorato dalla confidenza in Dio, la modestia, e soavità di nobilis-
dalle orazioni e dagli illustri com- sime maniere, che nella prelatura
pagni di sue sventure, fra' qua- l'avevano fatto da tutti amare e
li tre cardinali rispettabili , Di riverire. Riponeva le sue delizie
Pietro Oppizzoni
, Gabrielli , il , nell'amore della fatica, e nell' ado-
p. Fontana Francesco (Fedi), poi perarsi efficacemente al bene della
anch'esso cardinale, ed il barone Chiesa e de' bisognosi. Godendo
di Geramb ora abbate e procu- favore presso questo
il Pontefice ,

ratore generale della Trappa. Agli nel 8 8 lo fece prefetto della con-
1 1

8 febbraio 181 3 il nostro prelato gregazione dell' immunità ecclesia-


fu riportato a Parigi alla Force ,
stica, e nel 1822 di quella del con-
ove trovò altri difensori gloriosi cilio che presiedè sino al i834, in
della fede ; finalmente detronizza- un al collegio di Trevi con essa
to Napoleone primo aprile
, nel prefettura congiunto, e del quale
18 14 fu ridonato con gli altri al- fu benemerito dappoiché traslo-
;

la primiera libertà. Sebbene sospi- cò il collegio nell' antico locale o


rasse di vedere prontamente Roma, sia convento de* minori conventuali

ed esultare del pacifico trionfo di per cessione che questi gli fecero
Pio VII, si fermò per autorizzazio- per cui ebbe luogo il trasferimen-
ne del Papa a Parigi a ricuperale to con sommo suo dispendio che
i più preziosi monumenti che alla nulla curava , purché l'educazione
santa Sede appartenevano, divenu- della gioventù a lui soggetta pro-
ti preda degl' invasori. Dal conte fittasse nella religione e nelle scien-
d'Artois, che pel prelato avea grande ze. VII nel con-
Alla morte di Pio
stima, e che pel re suo fratello as- clave ogni giornoebbe voli, arri-
sunse le redini del governo, otten- vando sino al numero di otto e ,

ne il decreto di restituzione, e po- fu uno de' promotori dell' eletto

tè umiliare al Pontefice il prezio- Leone XII. Alla morte di questi


so triregno e l'anello pesca torio, in conclave fu uno de' cardinali
non che la maggior parte de' co- che papeggiò; ebbe costantemente
dici furtivamente estratti da Ro- numerose votazioni, e giunse ad
ma; indi riprese l'antico uffizio di avere ventiquattro voci , anzi nel
segretario della congregazione del giorno Pio VIII,
dell'elezione di
concilio . Carico di gloria e di due cardinali votarono in suo fa-
eminenti meriti, Pio VII nel con- vore; tanta era l'estimazione pro-
cistoro degli 8 marzo 18 16 lo creò fonda che avea per lui il sacro col-
cardinale dell' ordine de' preti, as- legio, di cui fu decoro e bellissi-
segnandogli per titolo la chiesa dei mo ornamento, pel cumulo delle
ss. Alessio e Bonifacio sul monte preclare doti delle quali era do-
Aventino che poi ritenne
, titolo viziosamente fregialo . Il nuovo
in commenda quando divenne ve- Pontefice nella prima adorazione
scovo suburbicario ; ed a* 2 3 set- in riceverlo all'abbraccio, lo salutò
tembre del medesimo anno fu no- penitenziere maggiore, primaria e
,,

i4 GRE GRE
gelosa carica da lui esercitata sino tà d' incumbenze era instancabile ,
a quel punto, e nel concistoro dei oltre T avere parte operosa pel suo
18 maggio 1829 lo preconizzò ve- ingegno e felice sperienza, nei con-
scovo suburbicario di Frascati. Sa- sigli dei Pontefici per affari impor-
rà sempre in benedizione presso tantissimi ; era membro delle con-
questa città e diocesi la memoria gregazioni del s. otìizio , della vi-
di così insigne e benefico pastore, sita, della concistoriale, del concilio,
che pose fra le prime sollecitudini dell' immunità ecclesiastica , delle
T amore pei poveri. Vi eresse la indulgenze e sacre reliquie, de' ve-
nuova parrocchia di s. Rocco; ri- scovi e regolari, di propaganda fi-
chiamò a nuova vita quel semina- de, dell' indice, della cerimoniale,
rio già sì rinomato ed illustre ; ri- dell'esame de' vescovi in sacri canoni,
pristinò e riordinò le antiche Ma- della correzione de' libri della chiesa
dri dette Gesuitesse, che richiamò, orientale, degli affari ecclesiastici
riedificando la loro casa per la straordinari, degli studi, della spe-
educazione delle giovani ed edu- ciale per la riedificazione della basi-
cande; edificò il pubblico cimite- lica di s. Paolo. Inoltre fu protet-
rio, cooperò alla costruzione d'una tore operoso e zelante del sacro mili-
più comoda via che a Roma con- tare ordine gerosolimitano, del ino-
ducesse, e nulla tralasciò di tutto nislero del Bambino Gesù di Ro-
quello che giovar poteva al mora- ma , delle città Bologna e di
di
le ed al fisico di una città per Frascati ; ed appartenne a diverse
tanti titoli cospicua. Anche nel con- scientifiche accademie, intervenen-
clave che si celebrò per morte di do alle loro solenni tornate. Per
Pio Vili, il cardinale ricevette ri- godere talvolta un poco di quiete,
petute testimonianze del conto in avendo acquistato una tenuta del-
cui lo tenevano i cardinali colleghi, l'agro romano, quattro miglia di-
pei voti cui sempre l' onorarono stante da Roma, ivi soleva ritirar-
che giunsero sino al numero di si, e ricrearsi della compagnia de-
diciassette. Il regnante Papa Gre- gli amici e de' dotti, ove veniva
gorio XVI, imitatore de'suoi pre- visitato da molti cardinali e si-
decessori nella stima e considera- gnori sì romani che stranieri, trat-
zione verso sì ragguardevole por- tando tutti con splendidezza. Ono-
porato, nel i834 gli conferì la rarono di loro visita il cardinale
carica palatina di segretario dei e il luogo anche i Pontefici Leo-
brevi pontificii, cui è unita la di- ne XII, e Gregorio XVI. Il teni-
gnità di gran cancelliere dell' ordi- mento porta il nome di Casal dei
ne equestre di s. Gregorio Magno; Pazzi, da quello della famiglia che
indi nel concistoro de' 2 ottobre un tempo lo possedette: è situato
1837 lo trasferì alle chiese unite fuori della porta Pia, a destra della
di Porto, s. Ruffina, e Civitavec- via Nomentana, confinante con l'A-
chia, essendo divenuto sotto-deca- niene. In processo di tempo venne
no del sacro collegio. Quanto bene in potere del monistero della Pu-
fece il cardinale a queste diocesi rificazione ,
quindi dell' arciconfra-
nel suo breve governo pastorale ternita Annunziata e per ul-
dell' ,

lo indicammo all'articolo Civita- timo del cardinale, che nel casino


vecchia (Fedi). A tanta molteplici- e nel fabbricato operò diversi mi-
, ,

GRE GRE i5
glioramenti ed abbellimenti . In disposizione, fu tumulato nella chie-
mezzo esercizio di sue virtù, ed
all' sa di s. Giuseppe a capo le case
al disimpegno di gravi uè-
fedele delle monache teresiane Carmdi-
gozi, ebbe il dono di una vecchiez- tane scalze (Fedi), da lui benefi-
za quanto mai può dirsi avventu- cate vivente , vicino al sepolcro
rosa e felice, libera da quei molesti della propria madre, che soleva
incomodi che la rendono pesante con filiale affetto di frequente visi-
e noiosa. Nondimeno età minaccia- tare, e sul quale fece scolpire una
to da un vizio nell' organismo va- iscrizione composta dal lodato Mor-
scolare del petto, il quale manife- celli. Nella cassa che racchiuse le
standosi in modo infrenabile , tal sue spoglie mortali, vi fu posto se-
fu la violenza del male che lo rese condo il consueto l'elogio di lui,

sua vittima. Non è proprio d'una scritto dall'aurea penna di monsi-


compendiosa biografia il narrare gnor Luca Pacifici segretario delle
come fu modello di cristiana ras- lettere latine, il quale dettò anco-
segnazione negli ultimi sette giorni ra l' epigrafe che fu scolpita nel
di sua vita, tra i dolori e la smania monumento marmoreo , eretto al
del male , laonde sia in pazienza cardinale dalmarchese d.
nipote
che in pietà edificò e commosse Emmanuele de Gregorio commen-
teneramente gli astanti. Munito dei datore dell' ordine di s. Gregorio
santi sagramenti e della pontifìcia cavaliere di altri ordini , e tenente
benedizione, recitata la professione colonnello delle pontificie milizie.
di fede , alternando l' invocazione Con testamentaria disposizione isti-

del nome di Maria e di Gesù., tui suo erede usufrutlario il mar-


con sereno volto spirò all'aurora chese d. Antonio fratello, e quindi
de' 7 novembre 1839, d'anni ot- universale il suo nipote d. Emma-
tant'uno, e ventitre di cardinala- nuele suddetto ; beneficò diversi fa-
to. Universale fu in Roma il com- migliali , e particolarmente i più.
pianto per tanto insigne porporato, anziani di servizio, oltre quelli più.
come l'annunziarono i numeri 89 affettuosi alla sua persona ; e lasciò
e 90 del Diario di Roma, deplo- per memoria ossequiosa al Ponte-
randone la sensibile perdita , che fice un bel dipinto del celebre
la Chiesa, lo stato, e quelli da lui Bartolomeo Murillo spagnuolo, rap-
beneficati avevano fatta. A di- presentante Gesù in croce, con la
mostrare il suo vivo dispiacere il Maddalena genuflessa a pie della
Papa che regna , e per dare al medesima. Fu il cardinal De Gre-
defunto una solenne testimonianza gorio pio senza affettazione , di
di particolare estimazione, si recò somma prudenza, di avveduto con-
ad assistere a' suoi funerali, ed a siglio, giusto senza rigore, attacca-
compartire sul feretro la pontifi- tissimo alla Sede apostolica, tenace
cale assoluzione. I funerali ebbero nell' amicizia, gentile con ogni clas-
luogo nella chiesa di s. Andrea se di persone, di amenissima con-
delle Fratte, parrocchia del cardi- versazione, e di singoiar nobiltà di
naie, perciò magnificamente appa- tratto. 11 eh. cav. Giulio Barluzzi
rata a lutto, celebrandovi la messa coi tipi della tipografia Salviucci
di requie il cardinal Falzacappa. pubblicò in Roma nel 1840 l' in-
Nella sera il cadavere, giusta la sua teressante e bellissimo Elogio sto«
,

i6 GRE GRE
rico del cardinale Emmanuele de formò ottagona ossia ad otto pun-
Gregorio ove sono riportate tutte
,
te aventi gli spicchi smaltati di
le iscrizioni, elogio, ed epigrafe di colore rosso. Nel mezzo delle punte
cui facemmo menzione con in , havvi uno scudo tondo con 1' effigie

fronte il ritratto del cardinale ben in oro di s. Gregorio I su fondo ,

disegnato ed inciso da Giuseppe di smalto azzurro circondata dal- ,

Marcucci. Di questo , dell' elogio , l' epigrafe: s. Gregorius Magnus


del suo autore, e di quello dell'e- in cerchio d'oro. L'altro Iato della
pigrafe, si legge distinta ed onore- croce è tutto d'oro, solo il fondo
vole lode nel numero 3o del Dia- dello scudo egualmente tondo, si-
rio di Roma del 184.1. tuato nel mezzo, è di smalto az-
GREGORIO I (s.) Magno, Or- zurro sul quale a lettere d' oro
,

dine equestre pontificio. Il re- vi è il motto Pro Deo et Prin-


:

gnante sommo Gregorio


Pontefice cipe, essendovi nel cerchio d' oro
XVI nel primo anno del suo pon- che circonda lo scudo la leggenda
tificato, volendo istituire un ordine Gregorius XFI. P. M. Anno 1.

cavalleresco ed equestre, col quale Per nastro venne* statuita la fet-

ad esempio de' suoi predecessori tuccia di seta ondata di colore ros-


premiare coloro, i quali commen- so, coi due lembi gialli. Ai cava-
devoli per virtù , eziandio si mo- lieri gran croci di prima classe fu

strarono affezionati e benemeriti assegnato per distintivo una fascia


della santa Sede, del venerabile suo di seta dei detti colori , da collo-
capo, e fedeli a Dio, gì' impose il carsi sulla spalla destra, che tra-
nome di s. Gregorio I Magno , versando il petto e la schiena si

suo celebratissimo e sublime pre- riunisce al fianco sinistro, avente


decessore , per la divozione verso nell' estremità la gran croce, e che
il quale nell' assunzione al pontifi- oltre a ciò dovessero portare dalla
cato avea preso lo stesso nome. parte sinistra dell' abito una croce
L'ordine venne fondato con la di maggior grandezza e di squisito

lettera apostolica Quod summis 3 lavoro, circondata di gemme e di


del primo settembre i83i, sotto- raggi. Ai cavalieri gran croci di
scritta dal cardinal Tommaso Ber- seconda classe fu concesso di por-
nelti allora pro-segretario di stato, lare la gran croce pendente dal
essendo assente da Roma il cardi- collo , e sospesa ad una fascia di
nal Giuseppe Albani segretario dei seta de' mentovati colori, ed altra
brevi pontificii. Stabili l'ordine con gran croce nella parte sinistra del
quattro gradi di cavalieri ; cioè di petto. Ai cavalieri commendatori
cavalieri gran croci di prima classe, venne dato di potere usare la gran
di cavalieri gran croci di seconda croce pendente dal collo soltanto
classe, di cavalieri commendatori con fascia come sopra. Finalmente
e di cavalieri semplici. L' insegna e ai cavalieri semplici fu imposto
croce dell'ordine venne dichiarato portare la piccola croce secondo ,

dover essere d' oro, quella pei mi- 1'


uso comune de' cavalieri , sulle
litari sovrastata di emblemi guer- vesti dalla parte sinistra , e pen-
rieri, l'altra per le persone civili dente da fettuccia larga un pollice
sovrastata da corona, con le fron- e mezzo coi colori dell'ordine. Di-
de di smalto verde. La croce la spose inoltre il Pontefice Gregorio
,

GRE GRE 17
XVI, che i soli Papi pro-tempore dinal Emmanuele de Gregorio. Ad
potessero conferire l' ordine eque- emendare poi tante notizie inesatte
stre da lui fondato. A maggior de- pubblicate cospicuo ed
su questo
coro poi del medesimo, nuove di- stimiamo opportu-
illustre ordine,
sposizioni emanò Gregorio XVI con no riportare qui appresso le due
la lettera apostolica Cimi amplissi- memorate lettere apostoliche d'i-
ma honorum numera jure 3 data ai stituzione e di restrizione.
3o maggio i834, e sottoscritta pel
cardinal Giuseppe Albani segretario Sanctissimi Domìni Nostri Grego-
de' brevi monsignor
pontificii da riì Divina Providentia Papae
Angelo Picchioni sostituto del me- XVI litterae apostolicae de e-
desimo. Pertanto con questa secon- questris ordinis s. Gregorii Ma~
da lettera il Papa restrinse e ri- gni conslitutione.
dusse ad uno i due gradi di gran
croce della sola prima classe, sta- GREGORIUS PP. XVL
bilendone il numero a trenta; il
secondo grado volle che fosse di Ad perpetuam rei memoriam.
commendatori in numero di set-
tanta ; ed il terzo quello de' cava- Quod summis quibusque impe-
lieri,composto di trecento individui. maximae curae est, praemia
rantibus
Dichiarò ancora, che in tali nume- mo-
virtutis et insignia honoris et
ri si dovessero comprendere i soli numenta laudis iis decernere, quos
appartenenti allo stato pontificio optime de re publica meritos no-
riserbando a sé e Pontefici succes- verint, id et romani Pontifices
sori oltre tal numero di annove- praedecessores nostri praestare prò
rarvi gli esteri. Confermando le in- personarum, temporum, actuum-
segne de' cavalieri semplici, e quelle que ratione consueverunt erga eos,
di commendatore come le avea qui sanctae romanae Ecclesiae im-
prescritte nella precedente lettera perium ope, armis, consiliis, aliis-
Quod summiSy abolì nei gran croci que recte factis juvarent. Haec re-
T uso della gran croce gemmata putantibus nobis, ac de honore iis
sul petto, che riserbò concedere a habendo deliberantibus, qui fide-
qualche personaggio per s'ingoiar lem assiduamque, asperioribus etiani
distinzione , e solo permise loro temporibus, operam principatui na-
F uso della gran croce semplice varunt, placuit ex more instituto-
sulla parte sinistra del petto in que majorum ordinem equestrem
mezzo a placca o scudo con raggi constituere, in quem homines spe-
d'argento in forma di stella a otto ctatae in Sedem apostolicam fìdei,

punte. Stabili per ultimo che il ex summorum Pontificum auctori-


gran cancelliere dell' ordine eque- tate, cooptentur, quos vel praestan-
stre Gregoriano , fosse sempre il tia generis, vel gloria rerum ge-
cardinal segretario de'pontifìcii bre- starura , vel insignium munerum
vi pro-tempore ; e siccome il car- procuratione, vel demum gravibus
dinal Albani mori a* 3 dicembre aliis ex causis dignos ipsi censue-
i834, così figurò pel primo con rint, qui publico pontificiae dile-

tal qualifica nelle annuali Notizie ctionis testimonio honesteutur. In-


di Roma il di lui successore cav- de enim nedum praemiurn virtutì
VOI- XX1UJ. •x
18 GRE GRE
conferii, seti et stimulos addi cg- super medio sinistro lalere pecloris,
teris palam est, quibus ad bonum innexam vestitui gestabunt alteram
reclumque impensius in dies exci- majorem crucem y radiis undi(jue
tentur. ac gemmis circumornatam, opere-
Quare hisce nostris apostolicis que magnifico caelatam.
litterisequestrem ordinem constt- Equites secundae classis crucem
tuimus, quem et ex praecipuo no- magnam, instar numismatis, latere
strae in sanctissimum praedecesso- pectoris sinistro habebunt praeter ,

wra Gregorium Magnum venera- crucem alteram grandem collo ex


tionis affèctu, et ob assumptum fascia appensam.
serica
ipsius nomen, quando humilitati commendatores crucem
Equites
nostrae impositum pontifìcatum su- magnam gerent, quae e fascia col-
scepimus, a sancto Gregorio Ma- lo inserta dependeat, privilegio ta-
gno volumus nuncupari, reservan- men carebunt ferendi praedictum
tes nobis, ac romano Pontifici prò numisma , seu crucem alteram in
tempore existenti, jus eligendi e- latere pectoris sinistro.
quites, quos constet virtutum lau- Equites quarti ordinis crucem
de, conditionis honestate, splendore parvam ,
juxta communem equi-
munerum, atque eximia in rebus tum morem', ad pectus apponent
gerendissedulitate, communi de- in parte vestis sinistra.

mum bonorum suffragio commen- Ceterum eos omnes, qui pubblico


dar!. hoc ponlificiae voluntatis testimo-
Erit porro peculiare ordinis in- nio sint honestati, monitos volumus,
signe crux octangula ex auro ar- ut animadvertant sedulo, praemia
tificiose elaborata, rubram super- virtutibus addici, nihilque diligen-
ficiem habens, in cu jus medio, ve- tius curandum ipsis esse, quam ut
Juti parvo in numismate, extet af- rebus praeclare gestis expectatio-
fabre caelata imago s. Gregorii nem ac fiduciam, quam excitarunt,
Magni. Taenia ad eam sustinen- cumulate sustineant, delatoque sibi
dam erit serica rubra, cujus estre- honore dignos sese in dies magi?
ma ora flavo colore drètingaatur. exhibeant. Haec quidem suscepti
Cum vero stati quidam in eque- hujusce consilii ratio est, haec prae-
stribus ordinibus gradus dignitateto cipua muneris ipsius conditio, cui
ili oru m ,
qui iisdem accensentur ,
apprime satis fiet constanti erga
designent ,
quatuor in Gregoriano Deum et principem fide, proul in
ordine gradus equitum praefìnimus, aversa crucis parte inscriptum est:
quorum primi equites magnae cru- atque ita boni omnes et , ii prae*
cis primae classis , secundi equites sertim ,
quorum maxime interest
magnae crucis secundae classis , ob ordinis conjunctionem, de fau-
tertii equites commendatores, quar- sto felicique nostri instituti pro-
ti equites simpliciter nuncupabuntur. gressu gratulabuntur.
Serica fascia praelonga, binis or- Haec statuimus ac declaramus,
,

dinis coloribus pietà , dextero hu- non obstantibus in conlrarium fa-


mero imposita , transversaque ad cientibus eliam speciali mentione
ìatus sinistrum propendens, et ma- dignis quibuscumque.
gnani crucem sustinens , insigne Datum Piomaeapud s MariamMa-
erit equitum primi generis, qui in- jorem sub annulo Piscatoris die pri-

M fa
,

GRE GRE Jcj

ma septembris anni MDCCCXXXI aflfectum ob assumptum ipVuis


, et
Ponlifìcatus nostri anno I. nomen, quando ad universae Ec-
clesiae regimen evecti fuimus , a
Th. Card. Bernettus. sancto Gregorio Magno voluimus
nuncupari. Quaproptcr apostolicns
Sanctissìmi Domini Nostri Grego- dedimus litteras die primo septem-
rii Divina Providentia Papae bris anno MDCCCXXXI annulo ,

XVI lilterae aposlolicae qui- Piscatoris obsignatas ,


quarum vi

bus nonnulla de equestri sancii omnibus notum, perspectumque fe-

Gregorii Magni ordine decer- cimus novi Gregoriani ordinis in-


nuntur. stitutionem simulque praescripsi-
,

mus, ejus insigne crucem esse octo-


GREGORIUS PP. XVI. gonam ex auro affabre elabora tara,
rubra superficie, imaginem s. Gre-
Ad perpetuam rei memoriam. gorii Magni in medio referentem,
taenia serica rubra extremis oris fla-
Cum amplissima honorum mu- va sustinendam. Gare insuper si-
nera jure, meritoque parta homi- gnificavimus, quibus dotibus viros
num mentes, atque animos ad vir- hoc honore decorandos praeditos
tutem amplectendam , gloriamque esse cporteat, nobisque, et roma-
assequendam vel maxime excitent, nis Pontifìcibus successoribus no-
atque inflamment ; tum romani stris jus reservavi m us ejusmodi e-

Pontifices provide , sapienterque quites renuntiandi, quos virtutis et


praecipuos honorum titulos iis tri- religionis laude , conditionis hone-
buere ac decernere semper existi- state, muneris splendore , eximia
roarunt, qui egregiis animi, ingenii- in rebus gerendis sedulitate, com-
que dotibus praestantes , nihil non muni denique honorum suffragio-

aggrediuntur, nihilque intentatum pateat esse comooendatos. Ad desi-


relinquunt, ut de Christiana et ci- gnandam autem eorum dignitatem,
vili republica quam optime mere- qui huic ordini sunt adscribendi ,

ri conentur. Hac sane mente in nobis opportunum visum est eum-


ob
ipso pontificatus nostri exordio, dem ipsum in quatuor classes di-

tantam temporum asperitatem in- videre, quarum altera equitibus


jucundo et permolesto , singulare magnae crucis primi ordinis , al-
praemium recte factis impertiri ,
tera equitibus magnae ciucis se-

itemque ad suas cuique partes de- cUndi ordinis, terlia equitibus com-
mandatas impensius obeundas quod- mendatoribus, quarta equitibus tan-
dam veluti incitamentum addere in tummodo constat. Praescripsimus
animo habentes illi praeserlim vi- iccirco, ut equites a magna cruce
ris, qui singulari studio, Consilio, primi ordinis magnam crucem e
fide., integritate nobis, et romanae serica fascia praelonga binis ordi-
Petri Cathedra e omni ope , atque nis coloribus pietà dextero hume-
opera adhaererent , novum eque- ro imposita, transversaque ad latus
strem ordinem instituere decrevi- sinistrUm descendente sustineant
mus^ qtiem ob praecipuum nostrae ac praeterea medio sinistro pecto-
in sanctissirnum praedecessorem ris latere innexam vesti gestent al-
Gregorium Magnum veneralionis terarci majorem crucem radiis un-
,

2o GRE GftE
tlique, ac gemmis chcu m ornata m ; immutare, pluraque
nostris lilteris
ut equites a magna cruce secun- etiam ab integro decernere, quae
dae classis praeter magnani cru- ad ejusdem ordinis splendorem au-
cem , ut supra appensam , medio gendum, majestatemque amplificali-
sinistro pectoris lalere alteram cru- dam pertinere posse videntur. Hisce
cem nullis coruscantibus gemmis igitur litteris statuimus atque man-
refulgentem deferant ; ut equitibus damus , ut posthac ex utraque
commendatoribus liceat crucem ma- classe magnae crucis una tantum
gnani gerere, quae e fascia collo constet , cui nomen erit primae
inserta dependeat, haud tamen cru- classis. Nobis vero, et romanis Pon-
cem alteram in latere pectoris si- tifìcibus successori bus nostris reser-
nistro; ut equites demum quarti vamus magna cruce gemmis orna-
ordinis crucem parvam ex com- ta in peculiaribus quibusdam casi-
muni equitum more in parte vestis bus eos decorare, qui nostro, eo-
sinistra ad pectus apponant. Quin rumdemque successorum nostrorum
etiam ad removendum quodcum- judicio singulari ratione honestan-
que discrimen, quod in hoc gestan- di Quapropter eos o-
videantur.
do insigne posset con tingere, cujus- mnes, qui magnam crucem secun-
que crucis schema typis excudi dae classis jam fuerint adepti, ad
mandavimus, novis quibusque equi- primam classem pertinere o inni no
tibus una cum diplomate traden- volumus et declaramus Itaque .

dum. Jam vero cum honoris ac deinceps Gregorianus ordo tribus


dignitatis splendor eo magis refill- tantummodo constabit classibus r
geat, quo minor est eorum nume- nempe equitibus a magna cruce,
rus, quibus confortar , nostri pro- commendatoribus, et equitibus. Nu-
fecto fuisset in votis, in Gregoria- merum autem cujuslibet ex tribus
no ordine constituendo eorum nu- iis classibus praefinire volentes ,

merum praefinire, qui in singulas quemadmodum in pluribus mili-


illiusclasses essent cooptandi. Sed tiis, vel equestribus ordinibus pro-
quoniam eo tunc praecipue specta- vide, sapienterque factum est, et
vimus, ut praemium iis potissimum nos ipsi vehementer optabamus ,
rependeremus, qui incorrupta fide, piena auctoritate nostra edicimus,
et egregio in nos, atque hanc san- atque praecipimus, ut equites a ma-
ctam Sedem studio et obsequio gna cruce numerimi triginta non
effervescentes id temporis seditionis praetergrediantur , comraendato-
impetus propulsarent , et religionis res septuaginta ; equitesdemum
causanti, ac civilem apostolicae Se- tercenti esse possint. Quem quidem
dis principatum prò viribus tueren- singularum classium numerum prò
tur, haud potuimus extemplo Con- iis tantum viris, qui civili aposto-
silia nostra certis quibusdam limi- licae Sedis principatui subsunt
tibus ci rcum seri bere. Nunc vero re- praescriptum volumus , propterea
bus divini jXuminis ope conversis, quod ad nostrum et successorum
atque exoptato in pontificiis nostris nostrorum arbitrium semper per-
provinciis ordine restituto, cum fi- tinebit homines etiam exterarum
dis , fortibusque viris mercedem gentium in cujusque classis coetum
proposuei imus, in eam venimus séri- praeter hunc numerum adlegere.
tentiam aliquid in coramemoratis Piacterca, ut hujus ordinis ratio
,

GRE GRE 21
perpetuo servetta-, ncque temporis quando celebrando pontificalmente
Japsu diuturna vetustate ullatenus siede nella cattedra o faldistorio;
imniutetur, mandamus, ut summus nel mezzo vi suole essere una cro-
ab actis Gregoriani ordinis , seu ce. Così il Macri, verbo Gremia-
ut dicitur, maguus cancellarius sit te, nella Notizia de vocab. cccl. '

i>. R. E. cardinali a brevibus apo- Nel Hierolexicon però aggiunge,


stolicis litteris , penes quem equi- che il gremiale si pone in grem-
lum nomina gradus admissionis
, , bo sacerdote celebrante, quando
al
dies, ac numerus diligenter serve- siede alla cattedra, per conservare
tur. Haec decernimus, atque sta- la pianeta ed impedire che col po-
tuimus, non obstantibus editis no- sar delle mani o del messale ven-
strislittex'is, de quibus habitus est ga qualche modo macchiata o
in
sermo, nec non etiam speciali men- sciupata. Il grembiale si usa del
tione dignis in contrari um facien- colore de'paramenti, e il celebran-
tjbus quibuscumque. Nobis quidem te lo usa allorché intuonato e det-
sperare fas est, novanti hanc consi- to il Gloria in excelsis Deo, si

Iji nostri instauratjonem optatum pone a sedere, sino al termine del


exilum assequuturam, eosque simili canto del Credo, in cui salendo
honore auctos, vel in posterum au- all'altare più non Y usa. Alcuni
gendos votis nostris, ac fini , ad lo chiamano finimento della pia-
quem referuntur, quam cumulatis- neta. Nella cappella pontificia il

sime responsuros, ac pontificia be- cardinale o vescovo celebrante usa


nevolenza, magis, magisque dignos ilgrembiale di seta del colore cor-
futuros, praesertim quod ipso in rente, fregiatocon ricami d' oro ,
insigni inscriptum legant, hoc mu- ordinariamente con la croce nel
qus potissimqm esse, qui P^o Deo mezzo, e glielo pone il diacono
et Principe vej maxime praestant. al canto del Gloria, al termine
Patum Romae apud s. Petrum sub del quale glielo levail suddiacono,

annulo Piscatoiis die XXX maii ovvero il cerimoniere il grembia- :

MPCCGXXXIV Pontificata nò- le lo pone e leva il diacono, in


siri anpo quanto. vece sua il suddiacono, ed in vece
di questo il cerimoniere. Dopo le

Pro domino cardinali Albano orazioni siede diacono gli


, e dal
A- Picchioni substitutus. viene posto in grembo il grembia-
le, che gli viene tolto al canto del

GREGORIOPOLI. 11 Pontefice vangelo dal cerimoniere, e lo ri-


Gregorio IV vedendo che i sarace- prende nel tempo del discorso se
ni, occupata la Sicilia, infestavano vi è, e del canto del Credo, dopo
i luoghi marittimi d'Italia, al cui il quale più non l'usa. Negli altri
intero dominio aspiravano, nell'an- luoghi si pratica che il suddiacono
no 828 riedificò e cinse di nuove mette e leva il grembiale, ed in
mina Ostia (Vedi),, città vescovi- altri il celebrante incomincia ad
le, e dal suo nome |a chiamò Gre- usare ilgrembiale dal canto dei
goriopò li. Kyrie, quando a questo si siede.
GREMBIALE o GREMIALE. Quando il vescovo è in trono, le-
Gremiate. Drappo prezioso, il qua- va e mette il grembiale uno dei
le si pone in grembo al vescovo, diaconi assistenti, come prescrive
n GRE GRE
il cerimoniale de* vescovi. Quando per genita sacerdotis i diaconi et
poi il vescovo siede nel faldistorio, subdiaconi taliter possunt ctiaiu
il grembiale lo mette e lo leva il super eam manus appodiare. Col
suddiacono, supplendo il maestro progresso tempo, come si fece
di
di cerimonie allorché quegli é im- del manipolo che serviva al dia-
piegato in altre azioni. cono e al sacerdote per asciuga-
Anche il Papa quando celebra re il sudore e le lagrime, e al
solennemente adopera il grembiale suddiacono per nettare i vasi, si
del colore de'paramenti, con nobi- fece anche del grembiale un pa-
li ricami d'oro, ed in mezzo la ramento sacro, benché il manipo-
croce o il nome di Gesù in cifra o lo restò sempre di drappo; ma il
sigle.Custode del grembiale è un gremiale solamente quando il ve-
prelato chierico di camera, che scovo solennemente parato siede in
per esercitare questo uffizio siede trono o in faldistorio. Nelle fun-
a sinistra del decano della rota zioni poi minori per gremiale usa
custode della mitra pontificia, in anche tovaglie di lino sopra la pia-
mezzo ai due camerieri secreti par- neta per non lordarla, come nelle
tecipanti. Nei vesperi pontificali, in collazioni degli ordini , nelle un-
cui il Papa nel dì seguente cele- zioni e consacrazioni, nella bene-
bra solennemente la messa, quel dizione delle candele, delle ceneri,
chierico di camera che dovrà in delle palme, ec. E qui noteremo
essa sostenere il grembiale, presen- che altrettanto usa il Papa, e n'è
tarlo al Pontefice, e ritirarlo quan- porgitore un prelato chierico di
do si alza in piedi, prenderà il camera, il quale finché il Pontefi-
medesimo luogo accanto al prelato ce tiene questo grembiale o zinale
decano, od altro uditore di rota di lino bianco orlato con merletto
sostenitore della mitra. d'oro, e croce d'oro ricamata nel
Il Sarnelli nelle Lett. eccl. toni. mezzo, con due fettuccie di seta;

X, p. 2 io, tratta alla lett. XCIX, bianca per legarlo alla vita,, va a
Del gremiate ultimo paramento porsi a sinistra dell'uditore di ro-
vescovile. Egli pertanto è di pare- ta sostenitore della mitra papale.
re, che quello che si dice del Ma' Inoltre il Papa adopera il grem-
nìpolo (Fedi) debba dirsi del gre- biale o zinale di lino bianco, nella:
miate, ch'era anticamente una map- benedizione e dispensa degli Agnus
pula o fazzoletto o pannolino che Dei; nel giovedì santo alla lavan-
il vescovo solennemente parato, e da de' piedi di quelli ehe rappre-
sedente in cattedra teneva in se- sentano gli apostoli, e poscia alla
no, acciocché quando appoggiava mensa dei medesimi ; nell' apertu-
le mani super femora non mac- ra e chiusura della porta santa,
chiasse col sudore la sacra veste ed in altre funzioni, riportandosi
detta pianeta. Che sia stata map- ai rispettivi luoghi altre nozioni
pula ossia appare dalla
tovaglia sul grembiale di lino bianco ado-
rubrica del messale domenicano, De perato dal Pontefice . Ripigliando
officio ministrorum altaris in mis- quanto dice il Sarnelli, soggiunge
sa ma/ori, che sedendo nelle mes- che la mappula diventò quel drap-
se cantate il sacerdote, diacono e po che diciamo gremiale, così de-
suddiacono mappulam cstendeat su- scritto dal Gavanlo a p. 281, do-
GRE GRE 23
ve parla delle misure della sacra nandos, etc. ". Durando nel lib. 3,
suppelletlile : »
Gremiale longe e. 16, avendo terminato di parla-
constet cubitis ci rei ter duobus, late re degli abiti pontificali, in luogo
cubito uno tantum, et unciis cir- del grembiale dice De sudario, che
citer duodecim, undique cinctum forse a suo tempo non era muta-
lasiniarum auro, argento ve intexa- to ancora nel gremiale, di cui ra-
rum ornatu". gioniamo, essendo egli fiorito nel
IlBauldry, maestro dei maestri 1270. Egli dunque cosli esprimesi.
delle cerimonie, come lo chiama « Est lineus pannus, quem mini-
il quanto scrive, De
Sarnelli, ecco strans episcopo semper paratum
acolyto, seu ministro de premiali. habet, quod ille sudorem, et omucui
» I. Episcopus cum pianeta est superfluum corporis tergat humo-
indutus gremiali utitur, et non rein ". E ciò, al dire del medesi-
extra missatn prorsus, eontramul- mo Sarnelli, significa lo studio col
tos, qui utuntur eo etiam ad vespe- quale in questa vita rasciughiamo
ras, et cum episcopus procedit ad gli umani pensieri, per mezzo de-
altare expresse con tra caeremonia- gli esempli de' santi padri, co'quali
le. Unde ad vesperas, et ad pro- siamo corroborati alla pazienza. Per-
cessiones nunquam adhibetur, sed chè siccome, egli pur dice, il sudo-
tantum ad missam, est quae colo- re è nel corpo, così ancora il tedio è
ris paramentorum. II. Minister de nell'anima, alle volte per essere noi
gremiali ipsum ambabus manibus consapevoli de' peccati preme la
tenet complicatum , postquam il- fronte della coscienza. Abbiamo dun-
lud e credentia seu abaco coeperit, que il sudario di lino, castigato con

dum episcopus legis introitum, et molte percussioni, e mondato, con


illud defert ad partem evangelii, cui astergiamo i mondani affetti,
et cum opus est illud offerì dia- e anche con David e Giob discac-
cono secundo, aut subdiacono, quid ciando la mestizia ci mondiamo. E
illud sedenti imponet, ut supra di- nel fine dice: Manipuli quoque
xiuius, postquam capiti ejus mi- pene cadetti est significalo. Al
tram imposuerit. Sed antequam ei presente il celebrante, i vescovi ed
auferatur mitra, prius gremiale est il Papa con asciugano
fazzoletti si
auferendum ab ipso diacono, et il sudore ed il flusso del naso, i
tradendum ministro, qui quoties quali sono loro all'occorrenza som-
illud tradit, aut recipit, toties il- ministrati dal cerimoniere assi-
lud osculali debet, propter reve- stente.
rentiam episcopi, ex Castaldo lib. GRENOBLE ( Gratianopolitan).
I, sect. 5, cap. 6. Advertatautem Grenoble, città con residenza vesco-
diligenter, quando eo uteudum erit; vile di Francia, nel Delfinato, capo-
praecipue in conferendis ordinibus, luogo del dipartimento dell' Isero,
et in unctionibus, seu consacratioui- di circondario e di tre cantoni. E
bus eo debet episcopus saepe,
uti sede d' una corte reale , de' tribu-
sed istud tunc proprie est mappa nali di prima istanza e di com-
linea non gremiale* sericeum. Si- mercio, capoluogo della settima di-
militer ea mappa linea episcopus visione militare che comprende i

utitur, dum tradit candelas, ramos, dipartimenti dell' Isero, della Dró-
distribuii cineres, et ungis ordi- me e delle Alte Alpi, e capoluo-
,,

a4 GRE GRE
godei 1 3.° circondario forestale. Vi nerale, la cattedrale di gotico sti-
sono direzioni delle contribuzioni le, ed il teatro. Evvi un bel giar-

dirette e indirette , dei demani e dino pubblico e molti altri ameni


dogane, una conservazione delle passeggi. Oltre le chiese cattoliche
ipoteche , una camera consultiva ve n' è una protestante, due ospi-
delle manifatture, arti ecommercio, zi, uno de' quali pegli esposti, una
ed una società di scienze ed arti. università, una facoltà di diritto,
Grenoble è piazza di guerra, situata una di scienze, un collegio reale,
in mezzo alla fertile valle di Gre- una biblioteca pubblica con più di
si vaudan, a' piedi del Rachet, che sessantacinquemila volumi, e con mol-
appartiene alle montagne della Ghar- ti una scuola
manoscritti preziosi ,

treuse, una delle ramificazioni del- di medicina, una ed una


di disegno
le Alpi, e un poco al di sopra del di artiglieria, un museo, un gabi-
confluente Drac e dell' Isero
del netto di storia naturale, uno di fi-
che la divide in due parti inegua- sica, un giardino botanico in cui si
li. Quella chiamata s. Lorenzo è danno pubbliche lezioni, ed un de-
rinchiusa fra le montagne e la ri- posito di stalloni, oltre altri stabi-
va destra dell' Isero e comunica ,
limenti. Questa città ha pure una
mediante due ponti, l'uno di pie- gran fabbricazione rinomatissima di
tra e 1' altro di legno , coli' altra guanti, e fa singoiar commercio di
parte chiamata il quartiere di Boli- rata fiat, liquore graditissimo che si

ne, che si estende nella pianura estrae dalle cerase: visi tengono quat-
alla riva sinistra del fiume. S. Lo- tro fiere triduane. L'antica città avea
renzo è cinto d' una debole mura- due sole porte, quella detta delle Gal-
glia, e il quartiere di Bonne ha lie,e l'altra d'Italia ;al presente ne ha
un circuito da bastioni.
difeso cinque, due sulla riva destra dell'I-
Un'antica fortezza chiamata la Ba- Enrico IV
sero, e tre sulla sinistra.
stiglia , situata sulla montagna del e Luigi XVI
ordinarono nuovi
vi
suo nome, domina tutta la città; lavori, onde rendere la piazza ines-
l'arsenale che forma un' altra cit- pugnabile, sebbene essi mai ebbe-
tadella, sta nell' angolo nord-est di ro il totale compimento. E pro-
Grenoble, sulla riva sinistra dell' I- tetta da otto bastioni e da fosse
sero. 11 quartiere di s. Lorenzo profonde che possono essere age-
detto anche la Ferrière, a cagione volmente inondate. Grenoble ha
della sua situazione a' piedi delle sofferto frequenti inondazioni, la
roccie, non
che in due consiste più spaventevole delle quali, avve-
grandi strade. Bonne, che si può nuta nel i65i, rovesciò un ponte
considerare come la città propria- di pietra ed un'alta torre decorata
mente detta, è cinta dai sobborghi s. d'un orologio. A. tre leghe di di-
Giuseppe e Trecloitres assai gran- ; stanza, in mezzo di precipitosi bur-
de e bene distribuita, è però assai roni , trovasi verso il nord - est di
mal fabbricata. Sì osservano molti Grenoble la gran Certosa ( Ve-
belli edifizi , e fra gli altri il pa- di) y Chartreuse, famoso moni.slero
lazzo episcopale e quello di giusti- dedicato a s. Brunone, e capo del-
zia di gotica struttura, il palazzo l' illustre ordine de' certosini. Que-
della città, ove dimorò il contesta- sta città, un tempo capitale del
bile di Lesdiguières, l' ospedale ge- Uelfinato signoria del Delfino [Pe*
GRE GRE 25
dì) > e nella quale nel i453 Lui- d'occidente, dal dominio dei romani
gi XI essendo ancor delfino di Fran- passò a quello de'goti, alani , vandali
cia eresse un parlamento, è patria e borgognoni, e da questi nel sesto
di moltissimi uomini celebri, e fra secolo ai re di Francia della stirpe
gli altri del cavaliere Baiardo, di dei Merovingi : in questo secolo Gre-
Condillac, diMably e del mecca- noble essendo stata assediata dai
nico Vaucanson, che hanno delle longobardi, da Ennio
fu liberata
statue nell'edilizio del collegio; co- Muramolo. Dopo la morte di Lui-
sì pure
di Gentil-Bernard, di Ten- gi I il Buono, Bosone s'impadronì
cin, di Barna ve, e di Gio. Pietro del regno di Borgogna, di cui
]Bourchenu de Valbonais, antiqua- questa città faceva parte, ma non
rio ed autore d' una storia del Del- la conservò per lungo tempo, per-
finato, chè Carlo li il Grosso la prese.
Grenoble, bella ed antichissima Neil' 855 fu invasa dai saraceni, i

città di origine gaulese, ed una quali non ne furono interamente


delle più celebri della Gallia nar- scacciati che lungo tempo dopo.
bonese, fu chiamata Accussium da Questa parte del regno di Borgo-
Tolomeo , e portò al tempo degli gna essendo stata riunita agli stati
allobrogi il nome di Cularo o Cula- di Rodolfo II , Grenoble cadde in
rone. Sì crede essere slata abitata potere di Corrado e di Rodolfo il
dai che dipendevano in un
tri colo res Codardo suo figlio che le accor- ,

al territorio Gresivaudan dagli allo- darono grandi privilegi, insieme al


brogi, e che furono compresi fra i vescovo ; laonde da tal epoca i ve-
popoli delle Alpi. Sotto i romani scovi di Grenoble divisero la loro
conservò il suo nome e fiorì, poi- autorità coi conti del Gresivaudan,
ché per la sua situazione, fu un che presero più tardi il titolo di
importante posto militare, in cui delfini, e non furono interamente
Cesare e gl'imperatori romani man- assoggettati, che quando il Delfina-
tennero sempre poderosi presidii ; to fu ceduto ai re di Francia, ver-
laonde Massimiano, mandato nelle so l'anno i477« ^ contestabile di
Gallie da Diocleziano, la fortificò. Lesdiguières , essendo governatore
Egli ricostruì l'antica città e gittò del Delfinato , aumentò il circuito
i fondamenti della nuova sull'op- di Grenoble. Molto sofferse que-
posta riva del fiume; congiunse le sta città nel secolo XVI, durante
due con un ponte, le circondò di le guerre civili. Più volte fu presa
forti e vi edificò comodi alloggia- e perduta dagli eretici ugonotti e
menti per gli abitanti e pel presidio. dai cattolici. Negli anni 1814 e
^L'imperatore Graziano avendola po- i8i5 fu occupata dagli alleati, ed
scia ingrandita, e collocatavi una guar- il secondo anno vi entrarono me-
nigione, prese essa il nome di cit- diante una capitolazione, e dopo aver
tà di Graziano o Gratianopolis , sofferto grave perdita, durante i tre
dal quale sembra derivato quello giorni che restarono innanzi a que-
c|i Grenoble. Si scopersero delle sta piazza. La seconda occupazione
iscrizioni e degli avanzi di monu- ebbe luogo, perchè Grenoble fu la
menti che più non lasciano alcun prima città importante che in Fran-
dubbio sulla rimota sua origine. cia avea aperto le porte a Napo-
Nel quinto secolo, caduto l'impero leone, al suo ritorno dall' isola deb
26 GRE GRE
r Elba. Nel declinar del decorso se- i prelati Caracciolo e Spina, l'abbate
colo, avendo onorato di breve sog- Marotti, il p. Gian Pio da Piacen-
giorno questa città il glorioso Pio za, e l'abbate Baldassarri segretario
VI, e nei primi anni del corrente del primo, ed altrettanti secolari
l'immortale Pio VII, qui appresso della corte, restando presso il Pa-

ne daremo un cenno. pa il solo ecclesiastico p. Girolamo


Dopo la detronizzazione di Pio Fantini, e gli altri secolari : il di-
VI, operata dalle armale repubbli- stacco fu tenero e commovente, e
cane francesi occupatrici dello sta- a' 12 giugno giunsero a Grenoble;
to pontificio, a' 20 febbraio 1798 nel qual giorno vi arrivò pure il
portarono via da Roma prigionie- cav. d. Pietro Labrador incaricato
ro il gran Pontefice. Dopo averlo dal re di Spagna di porsi a fianco
tenuto incarcerato a Siena ed al- di Pio VI , e di adoperare tutti i

laCertosa di Firenze, lo trasporta- mezzi per alleggerirgli i suoi tra-


rono in Francia nel 1799 con pe- vagli e le pene della dolorosa sua
nosissimo viaggio. Nella cittadella schiavitù,quando il direttorio de-
di Torino, ove fu chiuso a* 24 a- cretava che il Papa fosse traspor-
prile, gli fu intimato per parte del tato a Valenza. A' 27 giugno Pio
direttorio della repubblica, che Gre- VI partìda Briancon in una car-
noble sarebbe stato il termine del rozza, sedendo al lato sinistro il
suo viaggio; ma a Susa invece sep- p. Fantini , e rimpetto i due aiu-
pe che Briancon era il luogo as- tanti di camera Bernardino Calvesi
segnato per dimora, non Grenoble ; e Andrea Morelli nella seconda
:

onde al solito Pio VI rispose : sa- carrozza entrarono tre altri fami-
rà quello che Dio vorrà, sebbene gliari pontificii , ed il commissario

inferiore d'assai ne fosse il soggior- di Gap; gli altri famigliari segui-


no. A* 3o aprile il venerabile esu - rono a cavallo o sui carretti colle
le lasciò T Italia per entrare iu bagaglie. Oppresso Pio VI da le-
Francia, e la primache lo città targico sopore per gli scotimenti
,

accolse fu appunto Briancon ; ma della carrozza cadeva addosso al


quando l'esercito austro-russo in- p. Fantini, che non valendo a so-
noltravasi pel Piemonte, il Ponte- stenerlo cedette il suo posto all'a-
fice fu trasferito uno de' sette
in iutante di camera giuniore. Indi per
forti della città chiamato Tre teste, s. Crispino e Savines, giuuse a Gap,
onde porre in sicuro un ostaggio e per Vizille accompagnato sem-
tanto ragguardevole. Avanzandosi pre dalla divota moltitudine , a' 6
l'esercito a Susa, il general Muller luglio arrivò a Grenoble, che Io
ordinò che il santo Padre colla accolse con venerazione e religioso
sua comitiva per sicurezza fosse tripudio. La pi issi ma e virtuosa
mandato a Grenoble, e subito al- marchesa di Vaux, vedova del ma-
meno quelli della famiglia che non resciallo di tal nome, della nobile

erano necessari al di lui servizio, casa di Corbeau, ottenne di pote-


cioè a dire gli ecclesiastici. Inutili re aver la consolazione di allog-
furono le loro rimostranze, quelle giarlo nel suo palazzo , non senza
dei municipalisli ,e quelle del Pon- difficoltà, coadiuvata dal cav. Du-
tefice: agli 8 giugno partirono per miraille, buon cristiano, e divoto
Grenoble cinque ecclesiastici , cioè della santa Sede. Il Papa rivide in
,,
,

GRE GRE 27
Grenoble con paterno affetto i fa- Baldassarre, Relazione delle
nella
migliari partili .da Briancon, ed avversità e patimenti di Pio f/ ft
essi colla massima tenerezza si get- tom. IV, pag. 107, 160, 191 e
tarono a' suoi piedi : essi erano re- seg. tutto narra distintamente.
stati contentissimi della dimora in In quanto poi al degno di lui suc-
Grenoble, ove con edificazione e- cessore Pio VII, dopo che le armate
ransi veduti servire a mensa da imperiali francesi invasero i domimi
dame travestite da serve , per la della Chiesa e Roma, da questa a'6
divozione che aveano pel vicario luglio 1809 trassero il Pontefice pri-
di Gesù Cristo, considerandoli co- gioniero, accompagnato dal cardi-
me fedeli compagni del suo esilio. nal Pacca, il quale ne fu separa-
Non è facile esprimere la commo- to alla Certosa di Firenze. Prose-
zione che la presenza del Papa guendo il viaggio, Pio VII fu por-

produsse in Grenoble , e siccome tato a Montmeillan ove si riunì


tutti affollavansi al palazzo, questo col cardinale, ed insieme entrarono
si dovette chiudere, non valendo in Grenoble a' 21 luglio; ivi ne
le guardie a frenare il popolo an- fu nuovamente separato, e il cardi-
sioso dell' apostolica benedizione nale fu condotto alla cittadella di
onde per calmar una specie di am- Finistrelle. Il Papa venne alloggia-
mutinamento, fu pregato il Ponte- to nella casa della prefettura, e vi
fice a contentarlo dal balcone, fra rimase negli undici giorni che di-
gli evviva e le di mosti-azioni di os- morò in Grenoble, accoltovi con
sequio dell' esultante moltitudine manifesti segni di profonda vene-
che presentò un imponente spet- razione , gittando il popolo fiori
tacolo di fede e di pietà. Procurò entro la sua carrozza. Finché re-
l'illegittimo vescovo di Grenoble, stò in questa città, Pio VII corri-
che secondo la costituzione civile spose alle brame de' fedeli, dando
del clero chiamavasi vescovo del- ogni sera la benedizione , ammet-
l' Isero , di parlare al Papa , e di tendo al bacio del piede chi pote-
rimettergli un plico, ma fu riget- va avvicinargli, cosi ad ascoltare
tato come intruso che s'intitolava la sua messa; ma il clero si ten-
arcivescovo di Grenoble, non usan- ne costantemente lontano, e nep-
do il titolo di metropolitano con- pure fu permesso di presentarsi ad
governo rivoluzionario.
feritogli dal un vicario generale di Lione, che
A' io parti Pio VI dalla
luglio era incaricato di una missione del
città per Valenza , ove nel gior- cardinal Fesch zio dell'imperatore
no avanti l' aveano preceduto i Napoleone. Il primo agosto Pio VII
sum mentovati cinque ecclesiastici riprese il viaggio
per la strada di
passando per Tullins e s. Marcel- Valenza, onde per Avignone giun-
lino ,Romans, ec. Appena partito se la sera ad Aix. Il cardinal Pac-
Pio VI da Grenoble, a torme en- ca Memorie storiche y ed il
nelle
trò il popolo nelle camere che a- commendatore Artaud nella Storia
vea abitato, cattolici e protestanti; di Pio PII, narrano il soggiorno
altri lo seguirono divotamente lun- di questo Papa in Grenoble.
go la strada, e sino a Valenza le La sede vescovile di Grenoble
dimostrazioni dei popoli equivalse- fu eretta nel quarto secolo, sotto
so a trionfo religioso. Il nominato la metropoli di Vienna ; poscia di-
otf GRE GRE
venne suffraganea di quella di Lio- cancelleria di Francia del 1227.
uè, della quale è tuttora. Il vesco- Guglielmo di Sassenage, nominato
vo nel 1 1 61 fu da Federico I im- in molte carte della certosa, dal-
peratore dichiarato principe e con- l'anno 1266 fino al 1329: sembra
te di Grenoble; e prima godeva che sia stato a cagione della sua av-
ventottomila lire di rendita, con vedutezza e prudenza nel trattare
amplissima diocesi che conteneva im por tat issi mi affari, che i Pontefici
trecento trentaquattro parrocchie. lo nominarono protettore de' certo-
Jl primo vescovo di Grenoble fu sini e conservatore dei loro privi-
Ponnino , che trovossi nel 3i8 al legi.Francesco di Gonzié alcuni lo
concilio di Aquileia, con Ambro-
s. fanno vescovo di Grenoble, ma non
gio di Milano, e Proculo di Mar- pare sia stato cardinale ; fu bensì
siglia. I di lui successori più di- celebre camerlengo di s. Chiesa, e
stinti sono i seguenti prelati: Isi- legato d'Avignone, onde molto di
zio od Esichio che intervenne a lui parlammo a quegli articoli: fu
quattro concilii, cioè al quarto di ancora arcivescovo di Narbona,
Parigi nel 5^3, al primo di Ma- esattissimo osservatore della disci-

$on nel 58 1, al terzo di Lione plina, e rigido censore del clero ;

nel 583, ed al secondo di Ma- inoltre il suo attaccamento per la


£on nel 585. Ebbone che assistette gran certosa, e la sua pietà verso i
pure a quattro concilii, al terzo di defunti accrebbero il novero de'suoi

Valenza neh' 853, a quelli di Lan- meriti distinti Giovanni de la


.

gres e di Toul nell'859, ed a quello Croix, signore di Cherrières e con-


di Toussy nell'86o. S. Ugo, discen- te di Saint- Vallili, dopo di ave-
dente dall' illustre famiglia di Chà- re degnamente coperto importan-
leauueuf sull' Isero, vescovo di Lio- tissime cariche fu nominato vescovo
ne nel 1080, consacrato vescovo di di Grenoble da Enrico IV, e con-
Grenoble nel 1081 a Roma dal sacrato nel 1607; sembrando nato
Pontefice s. Gregorio VII egli ri- : per essere utile a tutti , morì nel
cevette s Brunone co' suoi compa- 1619 in Parigi, dopo di avere as-
gni nel deserto delia gran Certo- sistito agli stati generali del regno.
sa ; assistette al concilio di Vienna Pietro Scarron nominato vescovo
nel ii 12, ed a quello di Tournus nel 1620, consacrato in s. Vittore
nel iu5; e morto uel ii32, fu di Parigi a' 7 marzo 1621, arrin-
canonizzato da Innocen'zo II a' 22 gò Luigi XIII a Valenza nel 1622,
aprile 11 34. Goffredo certosino, assistette ali' assemblea del clero in
nominato nella vita di s. Anselmo, Parigi nel 1626 ed a Nantes nel
che dall'imperatore Federico I, con iG 41, e parlò iu nome dello stesso
diploma del 1161, che si custodi- clero a Luigi XIII in Amiens. Nou
sce negli archivi, fu dichiarato con- siconoscono i di lui successori si-
te e principe di Grenoble. Solfre- no a Stefano le Camus, nato da
do certosino governava questa chie- famiglia distinta di Parigi; da ele-
sa 1223: trasportò nella chie-
pel mosiniere nel 1G71 fu eletto ve-
sa di Andrea di Grenoble pre-
s. i scovo, e crealo cardinale nel 1686
vosti ed canonici stabiliti prima
i da Innocenzo XI menò vita pe-
:

a Campaniuc dal conte Delfino, ni lente ed austcrissima 5 per suo


come consta da tip decreto della ordine Geuet vescovo di Vaisou,
GRE GRE 29
Compose la cognita opera, Teolo- rio: moniste™ di Montfleury del-
il

gia morale di Grenoble; fece un l'ordine di s. Domenico, in cui ani-


gran numero di fondazioni, fra le mettevansi le sole donne nobili, era
quali due seminari, e mori nel situato in cima ad una rupe sulla
1707 lasciando eredi i poveri che strada della gran Certosa. La dio-
sempre avea beneficati. Giovanni cesi che conteneva trecentotrenta-
de Caulet di Tolosa fu consacrato quattro parrocchie, ne contiene in
vescovo nel 1726, ed ebbe lunghis- oggi sole quarantasei, con trecento-
simo vescovato, morendo nel 1 77 1 ; novantasette chiese succursali, e ses-
gli successe Giovanni de Cairol di santacinque vicariati. La mensa è
Narbona traslato da Vence. Per tassata ad ogni nuovo vescovo in
morte di Claudio Simon di Dijon, fiorini trecento settanta, ascenden-
fatto vescovo da Pio VII nel 1802, do l'assegno del vescovo a quindi-
Leone XII nel concistoro de' 3 lu- cimila franchi.
glio 1826 preconizzò vescovo di GRETSER Jacopo, pio e dotto
Grenoble monsignor Filiberto de gesuita tedesco, nato a Markdorf
Bruillard di Dijon, che al presente nella Svevia circa il 1 56o. Entrò nella
ne governa la chiesa con zelo pa- compagnia di Gesù in età di dicias-
storale. sett'anni, e vi si distinse per l'erudi-
La cattedrale, ampio edifizio di zione. Coltivando gli studi non tras-
gotica struttura, è dedicata a Dio curò 1' orazione , e fu modesto
sotto il titolo della Beata Vergine quanto dotto. Fu professore a In-
Assunta in cielo. Il capitolo si com- golstadt per ventiqualtr' anni, ed
pone di otto canonici capitolari, di ivi mori ai 29 gennaio 1625. Era
nove canonici onorari e di preti , uno de' più dotti controversisti e
e chierici addetti alla uffiziatura : de' più fecondi scrittori del suo se-
anticamente il capitolo era for- colo. La sua vita fu una continua
mato dalla dignità del decano, e guerra contro i protestanti, in difesa
da venti canonici. Nella cattedra- instancabile della fede cattolica, e in
le oltre altre reliquie venera il
si favore del suo ordine. Compose è
corpo di s. Vittore martire hav- : tradusse un gran numero di opere,
vi il fonte battesimale, e la cura che furono stampate a Ratisbona
delle anime si esercita dal par- nel 1734, in 17 volumi in foglio,
roco. L'episcopio è attiguo alla me- con questo titolo: Gretseri, Opera
desima cattedrale, essendo, come omnia, antehac ab ipsomel alido-
dicemmo, grande ed ornato edifizio. re accurate recognita , opusculis
Nella città vi sono tre altre parroc- multis , notis et paralipomenis più-
chie titolari, e due succursali, tutte ribus propriis locis in hac editione
munite del Vi sono anco-
battisterio. insertis aucta et illustrata s ec. In
ra cinque monisteri di monache, di- questa collezione v' hanno molti
versi sodalizi, tre ospedali, due semi- scritti di controversia ; v' è special-
nari, uno grande, l'altro minore, con mente esaurito quanto appartiene
parecchi alunni. Prima in Greno- alla Croce in difesa del Bellarmi-
ble contavansi circa venti moniste- no. Trattò a fondo di tutto, e con
ri e conventi di religiosi d'ambo i robustezza, che alcuni chiamarono
sessi: i gesuiti aveano un collegio, asprezza ; ma per mancanza di
ed i padri dell'oratorio il semina- buona critica fece uso d'alcune co-
,

3o GRI GRI
se che dagli eruditi sono stimate diocesi, che si leggono nel codice
apocrife. 1898 della Colbertina, e fu fallo
GRIFFONE, Cardinale. Griffone uditole di rota. A' 18 settembre
nel dicembre 1 1 34 o 1 1 35 fu creato 1 366 il Papa lo creò cardinale
da Innocenzo II prete cardinale del dell'ordine de* preti , col titolo di
titolo di s. Pudenziana indi nel , s. Pietro in Vincoli, e poi vesco-
il 39 vescovo di Ferrara. Il Pa- vo d'Albano, ed arciprete della pa-
pa gli fece dono del corpo di s. triarcale basilica lateranense, dove
Romano martire che da lui fu
, coi cardinali Rinaldo Orsini , e di
riposto decentemente dentro un'ur- Belforte, per ordine del Papa col-
na di marmo, quindi lo collocò in locò dentro il ciborio sull' altare
una chiesa dedicata a Dio in ono- maggiore i nuovi busti colle teste
re di esso; e Celestino II parimenti de' ss. Pietro e Paolo. Fu depu-
a di lui istanza ricolmò d'insigni fa- tato con decoro in cinque lega-
vori la sua chiesa. "Vuoisi che sia zioni, tra le quali quella a Pietro
passato ad altro titolo, e morì nel il Crudele re di Castiglia, il quale
1147. minacciava di sottrarsi all'ubbidien-
GRILLO Ottone, Cardinale. Ot- za della santa Sede. Nel 1367 ac-
tone Grillo genovese, consanguineo compagnò Urbano V in Roma, e
del Pontefice Innocenzo IV, fu dal nell'anno seguente fu preposto a
medesimo nel dicembre iiSi o vicario o vicegerente della Marca,
1253 creato cardinale diacono, di- dell'Umbria e della Toscana, non
chiarandolo legato a latere in Ger- che delle provi ncie di Marittima e
mania per l'elezione dell'imperatore, Campagna , nella quale occasione
ed ivi morì nel pontificato di Ales- fece un'esattissima descrizione del-
sandro IV. L* Aubery ed il Panvi- la Romagna , il di cui originale
nio non fanno menzione di questo conservasi nell'archivio segreto va-
cardinale. ticano.Stabilì il suo domicilio in
GRIMALDI o GRIMOARDI An- Bologna, a fine di guardare e di-
gelico o Anglico, Cardinale. An- fendere quella città dalle insidie dei
gelicoo Anglico o sia Egidio Gri- Visconti di Milano, non avendo
maldi o Grimoardi, nacque nel ca- mancato di recarsi al conclave per
stello di Grissac, diocesi di Mande l'elezione di Gregorio XI, e poi a
nella Linguadoca, e non quale lo quello di Urbano VI, quantunque
descrive il Godwino nel commen- di questo ultimo pare che il Ba-
tario de' prelati e cardinali inglesi. luzio ne dubiti. Nel tempo della
Da canonico regolare dell'ordine di sua legazione diede nella città di
s. Agostino , e priore di s. Pietro Mantova per ispecial commissione
nella diocesi di Die, siccome per- di Urbano V
suo fratello, il pallio
sonaggio rispettabile per 1' esempla- ad Alberto di Slrenburg arcive-
re di lui condotta, e per un gran scovo di Magdeburgo. Fondò nella
fondo di virtù di cui era dotato, città di Apt un monistero di sa-
venne dal fratello Urbano V pro- cre vergini dell'ordine cisterciensc
mosso nel i362 al vescovato d'A- a cui assegnò copiose reudite, e in
vignone, dove allora risiedevano i Montpellier edificò una casa ai ca-
Pontefici. Pubblicò alcune costitu- nonici regolari con entrate sufficien-
zioni pel buon regolamento della ti; e fece lo stesso in Avignone
ORI GRI Zi
con le monache di s. Benedetto, le labro, e anno seguente vesco-
nell'
quali dal monistero situato nel bo- vo di Venafro con l' amministra-
sco del Four presso Villanova, ri- zione della chiesa di Brugnato, e
dusse nella città, in tempo in cui di quella di Bari nel i53o. In
i ladroni militati scorrevano a gros- quest'anno il Papa gli affidò la le-
se torme per la Li ugnati oca e la gazione di Genova, nella quale si
Provenza ; a dette benedettine fon- diportò con molta saviezza , aven-
dò il monistero, e gli stabilì ren- do in tutte le occasioni dato chia-
dite considerabili. L'imperatore Car- re prove del suo affetto verso quel-
lo IV essendosi trasferito in Avi- la repubblica, e del suo zelo per
gnone a visitare Urbano V, onorò la religione. Paolo IH, alla cui e-
il cardinale di un nobilissimo di- lezione era intervenuto, nel i53$
ploma riportato dal p. Fantoni gli die il governo della diocesi di
ii eli' Istoria d'Avignone pag. 3 1
2, Albenga, e lo destinò legato della
col quale confermò tutti i privile- Liguria, dove fece risplendere il
gi Avigno-
accordati alla chiesa d' suo vivo impegno verso la Chiesa,
ne da altri imperatori, e ne con- e quella maschia prudenza che lo
cesse di nuovi. Nella partenza di dirigeva nella trattazione de' più
Gregorio XI da Avignone, accadu- ardui affari. Questo cardinale recò
ta nel
1376, il cardinale vi restò grandi vantaggi alla santa Sede,
con altri cinque cardinali, e nel non solo coll'autorità, ma eziandio
1379 si condusse a Montpellier per con con gli esempli
la dottrina, e
calmare l'ira e lo sdegno da cui di un incontaminato costume, e
rimase compreso Lodovico d' An- colla libertà senatoria colla quale
giò, a motivo del gravissimo tu- espose sempre i suoi sentimenti.
multo destatosi in quella città con- Morì in Genova nel i543 a' 27
tro i regi ministri che da quei
, novembre, assistito da' suoi figliuoli
contadini fatti in pezzi erano stati che ne piansero la perdita, ed ivi
gettati dentro ad un pozzo: la sua rimase onorevolmente sepolto.
valida ed autorevole interposizione GRIMALDI Girolamo, Cardinale.
mitigò la pena stabilita ai ribelli. Girolamo Grimaldi, denominato il
Ma alla sua riputazione recò gran giuniore, d'illustre prosapia genovese
pregiudizio l'aver seguito le parti de'baroni di s. Fely o s. Felice nel
dell'antipapa Clemente VII. Mo- regno di Napoli ove nacque. Porta-
rì Avignone nel i388.
in tosi a Roma nel 162 1 fu da Gre-
GRIMALDI Girolamo, Cardi- gorio XV ammesso tra i referen-
nale. Girolamo Grimaldi patrizio dari delledue segnature, e nel 1626
genovese , chiamato il seniore , da Urbano Vili occupato nella vi-
in età giovanile si unì in matri- celegazione della provincia del Pa-
monio con una dama della pro- trimonio, e poi nel governo della
pria patria, la quale con l'imma- città di Roma, e destinato per ul-
tura sua morte gli diede tutto l'a- timo alla nunziatura straordinaria
gio di consacrarsi al servigio del a Vienna all'imperatore Ferdinan-
Siguore ; laonde a' 2 1 novembre do II, dopo la quale passò al go-

1527, mentre Clemente VII era verno della città di Perugia e dei-
in Castel s. Angelo, lo creò cardi- ducato d'Urbino in qualità di vice-
nale diacono di 3. Giorgio in Ve- legato, in assenza del legato. Ven-
i,

32 GRI GRI
ne poscia destinato nunzio a Luigi conclavi, finì di vivere nel i685
XIII re di Francia, nel qual tem- in Aix, universalmente compianto
po ed assente da Roma, quivi Ur- dal popolo per la sua giustizia e
bano Vili a' i3 luglio i643 Io fortezza d' animo. Venne sepolto
creò cardinale prete col titolo di nella metropolitana.
s. Eusebio, donde nel 1675 passò GRIMALDI Nicolò, Cardinale.
al vescovato di Albano sotto Cle- Nicolò Grimaldi genovese nacque
mente X. 11 cardinal Mazzarini, nel regno di Napoli nel castello del-
mentre il Grimaldi era nunzio di la Pietra, feudo di sua nobile casa,
Francia, gli rinunziò la celebre ab- e compiti con successo il corso de-
bazia di Fiorenzo presso Salmu-
s. gli studi, si trasferì in Roma nel
ro, la quale per alcun tempo potè pontificato d' Innocenzo XI, che
governare da se stesso. I suoi rari l'ammise in prelatura ed al gover-
talenti congiunti ad una specchiata no di alcune città della Chiesa. In-
prudenza ed insigne probità di vi- nocenzo XII lo fece segretario del-
ta, gli meritarono il ministero del- la congregazione dell'immunità, e
la corona di Francia in Roma, e poi di quella de' vescovi e regolari,
da Luigi XIV la nomina all'ar- finché Clemente XI a' 17 maggio
civescovato d'Aix, di cui ricevè nel 1706 lo creò cardinale diacono ti

i655 da Alessandro VII,


le bolle s. Maria Cosmedin, annoveran-
in
non avendole in otto anni mai con- dolo alle congregazioni nominate,
seguite da Innocenzo X. Giunto al- a quella de' riti, e ad altre. Indi
la sua chiesa celebrò il sinodo, fon- lo dichiarò legato di Bologna, ove
dò seminario dotandolo d'ampie
il sebbene godesse fama d'uomo d'a-
rendite, ed ebbe di esso una cura nimo forte e severo, favori il pas-
speciale, badando elle i chierici fos- saggio alle truppe cesaree, forse per
sero bene istruiti nella sana dottri- timore di minacciato saccheggio, ciò
na, nelle sacre cerimonie, e ne'do- che non sembra che fosse vero. Di-
veri ecclesiastici , e risplendessero messa la diaconia, passò al titolo
per illibati costumi. Riguardando di s. Matteo in Merulana, e nel
le rendite ecclesiastiche come pa- 1717, d'anni settantadue, a' 25 ot-

trimonio de* miseri, li sollevò in tobre, cessò di vivere. Il suo ca-


diocesi con generose limosi ne, esten- davere fu tumulato nella chiesa .dei
dendosi la sua liberalità anco coi cappuccini presso la porta, con a-
letterati de' quali fu splendido mece- dorna lapide e semplice iscrizione.
nate. Costretto dalla costituzione GRIMALDI Girolamo, Cardina-
d'Urbano Vili a risiedere alla sua le. Girolamo Grimaldi nacque in
chiesa, quando ebbe quella di Al- Genova di senatoria famiglia, e fu
bano ottenne che ne esercitasse le ammesso tra i prelati nel principio
veci il fratello fr. Angelico dome- del pontificato di Clemente XI, che
nicano. S'interpose presso Inno- lo spedi internunzio a Brusselles
cenzo X, d'ordine della corte di poi nunzio in Colonia, indi in Po-
Francia, per la riconciliazione dei lonia ove assistè al concilio cele-

Barberini, con ottimo successo, pe- brato nel 17 19 dai vescovi greco-
rò dopo lungo tempo. Giunto al- ruteni, costantemente uniti alla Chie-
l'età di novantanni, e quarantadue sa romana, i quali stabilirono uti-
di cardinalato, ne' quali fu a cinque lissimi canoni per la rifornì
Gftl uni te
che poscia fu-
sciplina ecclesiastica, natura fece lodevoli progressi, e si
rono approvati da Innocenzo XIII. ,
meritò dei premi Uscitone nel .

Nel 1720 dalla corte di Polonia 1787, nell'anno seguente entrò oel-
passò a quella di Vienna, dove da- l'accademia pontificia de' nobili ec-
tosi con straordinario fervore al- clesiasticiin Roma, donde ne sorti
l'esercizio delle cristiane virtù , e nel 1795, dopo aver compito re-
singolarmente della mansuetudine, golarmente gli studi, massime del-
modestia ed orazione, acquistossi il la giurisprudenza in cui divenne
credito di prelato di santa vita. profondo. Qui va notato che nel-
Clemente XII a* 2 ottobre 1730 l'accademia il Grimaldi fu amato
assente lo creò cardinale prete del specialmente da Annibale della Gen-
titolo di s. Balbina, e gli conferì ga poi Leone XII, col quale ebbe
le congregazioni de' vescovi e re- intrinseca amicizia, solendo desina-
golari, del concilio, di propaganda re in minoribus con essolui dome-
fide, e de' riti, non che la legazio- sticamente tutti i dì festivi. Indi
ne di Bologna, dove alla mansue- ripatriò, occupandosi in varie cose
tudine seppe unire una giusta se- a vantaggio di Treia, massime
verità, specialmente contro gli as- nella riedificazione della cattedra-
sassini e i banditi che infestavano le; e per le note politiche vi-
le pubbliche vie. A cagione di sa- cende solo fece ritorno in Roma
lute si trasferì alla patria, e passa- nel i8o3, nel qual anno Pio VII
to in seguito a Napoli, soffocato da lo ammise in prelatura, e succes-
impetuoso catarro, esalò l'anima sivamente lo fece referendario di
vicino a quella capitale, sopra la ambedue le segnature, consultore
nave che lo trasportava, a* 18 no- della congregazione delle indulgen-
vembre 1733, in età di cinquan- ze e sacre reliquie, ponente del
tanove anni. Trasferito il cadavere buon governo, presidente di s. Mi-
in Genova, rimase sepolto nella chele che riordinò , uditore della
chiesa di s. Filippo Neri, nella tom- segnatura, luogotenente civile del
ba de' suoi maggiori. La repentina tribunale dell' A. C, di cui dive-
sua morte cagionò sincero cordo- nutone primo, funse per venti me-
glio in tutte le persone dabbene, si 1' uffizio di pro-uditore generale
le quali deplorarono la perdita di della camera , e membro della con-
un uomo, che per la sua rara pru- gregazione lauretana. Leone XII
denza, pietà ed affabilità meritava nel 1825 aprendo la visita aposto-
certamente più lunga vita. lica straordinaria, di questa lo no-
GRIMALDI Nicola, Cardinale. minò giudice, indi lo dichiarò pre-
Nicola de* conti Grimaldi nacque sidente del collegio greco. Pio Vili
in Troia da nobile famiglia a' 19 lo promosse alla carica di segreta-
luglio 1768. Nell'età circa di quin- rio di consulta, nella quale larga
dici anni fu mandato da' suoi a campo si offrì al suo esteso sa-
studiare le discipline maggiori nel pere , e lo propose a presiden-
rinomato seminario di Frascati, te dell'ospedale di s. Giacomo de-
della celebrità del quale parlammo gl' incurabili, nel quale presiden-
a quell'articolo, ed ove per l'amo- tato molti e savi ordinamenti egli
re allo studio, e pel pronto e fe- dettò, che tornarono utilissimi al

lice ingegno di cui l'avea dotato la pio luogo sotto ogni rapporto fisi-

VOL. xxxm. 3
34 GRI GRI
co e morale,, specialmente nell'eco- italiane cinque e mezzo della not-
nomico. Avendo in questa lunga te, compianto pel suo attaccamen-
ed onorevole carriera dato saggio to alla santa Sede, per la sua pie-
di rettitudine, zelo, cognizioni ed tà, criterio, saggezza, prudenza, fer-
attività, il regnante Papa Gregorio mezza, ingegno rapido e profondo,
XVI nel luglio i832 gli conferì memoria prodigiosa, intelligenza,
la cospicua governatore
carica di gusto ed amore per le antichità
di Roma, e poi in premio di tanti e per le arti per cui era posses-
uffizi egregiamente disimpegnati, ai sore di molti preziosi e impor-
20 gennaio 1 834 1° creo cardinale tanti oggetti ad esse appartenenti,
dell'ordine de' diaconi, conferendo- e per le altre doti dì cui andava
gli poscia per diaconia la chiesa di adorno. Nella chiesa di s. Salvato-
s. Nicola in Carcere , di cui era re in Lauro della congregazione
stato vicario del suo amico il cai- Picena ebbero luogo le solenni e-
ninal Vidoni. Indi lo aggregò alle sequie, nelle quali il cardinal Lui-
congregazioni cardinalizie della vi- gi Lambruschini segretario di sta-
sita apostolica, della consulta, del to, come camerlengo del sacro col-
concilio, della rev. fabbrica di s. legio pontificò la messa di requie,
Pietro , del buon governo , della ed ivi giusta la disposizione del de-
lauretana, dell'economica, e di quel- funto fu tumulato il suo cadavere
la delle acque., nominandolo inol- nella cappella di S.Emidio, la prima
tre legato apostolico di Forlì. Qui- delle laterali dopo l'altare maggio-
Vì esercitò un reggimento di mo- re, dove il nipote ed erede conte
derazione e di avvedutezza, d'uma- Grimaldo Grimaldi gli ha eretto
nità e di giustizia, ed in più guise un monumento marmoreo ove si
fu benemerito de'forlivesi. Fu pro- vede il busto del cardinale rappre-
tettore della cappella Sistina in sentato al vivo dallo scultore Fi-
s. Maria Maggiore, delie arcicon- lippo Gnaccherini, con sottoposta
fraternite del preziosissimo Sangue, onorevole iscrizione. Tra le sue pie
e di due altre, come di quattro disposizioni testamentarie faremo
confraternite. Lo fu ancora dell'o- menzione d'una somma lasciata in
spedale di Treia, della pia unione favore del pubblico orfanotrofio di
di s. Vito diocesi di Fossombrone, Treia, per averne altrettanta lascia-
e della compagnia del ss. Sagra- ta ai medesimo stabilimento la con-
mento di Macerata; non che delle tessa Santamariabella, cui pure la-
città di Cesena e Treia, e delle sciò gli arredi e suppellettili della
terre di s. Giusto , di Sirolo e di cappella domestica. I paramenti sa-
Monte Carotto. Giunto all' età di cri e nobili che possedeva li ri-
settantasei anni un accesso di umo- partì alle sagrestie della cattedrale
ri alla testa ed al petto incomin- di Treia, di s. Nicola in Carcere
ciò l'ultima sua lunga e penosa sua diaconia , della cattedrale di
malattia, tollerata per settanta gior- Forlì e di s. Mercuriale di tal cit-

ni con edificante rassegnazione , e tà, e della chiesa di Valcerasa. Fi-


della quale restò vittima, dopo a- nalmente dispose che il cuore estrat-
ver ricevuto tulti i conforti di no- to dal suo cadavere fosse traspor-
stra santissima religione, in Roma tato a Treia e depositato nella
,

il dì 11 gennaio 1845, alle ore cappella di sua nobile famiglia in


GRI GRI 35
testimonianza perenne del suo af- defunto legò ogni docu-
l'illustre
lètto patrio. E le due statue di mento riguardante la sua vita, fe-
marino, alte circa quattro palmi, e conda di tante belle azioni.
i appi-esentanti s. Pietro e s. Paolo, GRI MANI Domenico, Cardinale.
e al dire del defunto appartenenti Domenico dimani patrizio veneto,
già al sepolcro dell'imperatore Ot- figliodi Antonio doge di Venezia,
tone II esistente nel portico o cor- dotato di sublimi talenti, e dottis-
tile, come Io chiama il Torrigio, simo uomo non meno che gran fi-

della vecchia basilica vaticana ad losofo e profondo teologo, divenu-


portam Paradisi, ordinò che fossero to protonotario apostolico ed arci-
trasportate in Treia, e situate nel- vescovo di Nicosia, nell'età di tren-
la cattedrale alla cappella gentili- tatre anni Alessandro VI a'21 a-
zia della propria famiglia. Sul se- gosto i493 lo creò cardinale dia-
polcro di Ottone II si può legge- cono di s. Nicolò tra le immagini,
re il Torrigio, Le sagre grotte va- donde poi passò al vescovato di
ticane, pag. 36 1 e seg.; il Sindo- Porto che ottenne sotto Giulio II
ne, Altarium ec. sac. bas. vatica- nel i5ii, avendo rinunziato nel-
naej pag. Dionisi, Sacra-
1 1 6; il l'atto di sua promoz one alla chie-
rum cryptarum^ editio
vat. bas. sa di Nicosia. Indi fu dichiarato
1828, pag. 22, 5i, ii4> cne in- protettore de' francescani, e nel 1 498
oltre riporta la tavola ove si X patriarca d'Aquileia. Leone X nel
vede il mosaico che sta nelle det- 1 5 4
1
lo deputò amministratore
te grotte, e già fu sul sepolcro di delle chiese di Urbino e Ceneda,
Ottone II, rappresentante il Salva- l' ultima delle quali rinunziò nel
tore, s. Pietro con tre chiavi, e i520 a favore di Giovanni Gri-
s. Paolo come dicemmo all'artico- mani suo nipote, l'altra nel i522.
lo Chiesa di s. Pietro in Vatica- Essendo stato il genitore spoglia-
no, in tre luoghi del quale par- to dell'ammiragliato della vene-
lammo del sepolcro in discorso. ta flotta per sospetto di tradi-
Abbiamo diluì un'illustrazione di mento , avendo disgraziatamente
luogo patrio, antichissimo possedi- perduta la guerra di Lepanto con-
mento di sua famiglia: De coeno- tro i turchi, il figlio cardinale
bio sanctae Mariae in Falle-ce- nel momento fatale in cui l'afflit-

rasi.Aggregato inoltre a varie ac- to padre veniva trasportato nelle


cademie, il cardinale lesse dotti ed pubbliche carceri gli andò incon-
ornati ragionamenti, con uno dei tro, e dopo averlo teneramente
quali illustrò la sua diaconia. Mol- abbracciato e bagnato di lagrime,
te e maggiori cose ad onore di si esibì di entrare in di lui luogo
questo ornamento della patria e nella prigione assegnatagli, e di
del sacro collegio si possono leg- rimanervi finche fosse stato giu-
gere nell'opuscolo intitolato: Nel- ridicamente assolto ; e non poten-
le seconde esequie solenni fatte in do ciò ottenere dai giudici, salì le
Tre/a al cardinale Nicola de' con- scale della prigione col genitore,
ti Grimaldi nella chiesa del suf- sorreggendo colle proprie mani i
fragio, orazione del conte Venan- ceppi e le catene, non cessando di
zio Broglio d Ajano, Sanse veri no supplicar i giudici a permettergli
i845. A questo dotto personaggio. almeno di restare in compagnia del
,

36 GRl GRI
padre racchiuso, ed ivi servirlo. Giulio II alla chiesa di Ceneda, e
Punito Antonio con l'esilio si por- con tal carattere intervenne al con-
tò a Roma dal cardinale, e poco cilio generale lateranense V. Leo-
dopo venne gloriosamente restitui- ne X lo nominò patriarca d'Aqui-
to alla patria, e alla perduta di- leia col titolo di patriarca di Co-
gnità di procuratore di san Mar- stantinopoli, e Clemente VII a' 3
co, ed in appresso fu esaltato maggio i5ij lo creò ih Castel s.

al dogado della repubblica. Aveva Angelo, sebbene assente, e poi lo pub-


questo cardinale nella sua famiglia blicò in principio di febbraio 15^8,
uomini per virtù e dottrina eccel- cardinale prete del titolo dis. Vi-

lenti,de' quali fu sempre splendi- tale., per distinzione gli trasmi-


e
dissimo mecenate possessore di una
: se a Venezia il cappello cardina-
scelta biblioteca di ottomila volumi, lizio. Indi nel i533 gli die in am-
in morte la lasciò alla chiesa di ministrazione la chiesa di Concor-
s. Antonio di Castello de' canonici dia, e Paolo III, al cui conclave
regolari del ss. Salvatore in Ve- fu presente, nel i534 quella di s.

nezia, ove fu trasportata, indi per Pous Tomieres che ritenne per
di
incendio fortuito restò incenerita. breve tempo. Nel i53o, gli confe-
Tradusse il cardinale dal greco in rì con lo stesso titolo il governo
latino alcune omelie di s. Gio. Gri- della diocesi di Città di Castello,
sostomo , e compose altre opere colla provvisione di altri benefìzi
che si leggevano una volta nella ecclesiastici.Decorato in seguito
biblioteca del cardinal Sirleto. Do- della legazione dell'Umbria, e di
po essersi trovato presente a quat- quella al re di Francia ad ogget-
tro conclavi, morì da tutti deplo- to di stabilire la pace, e di quella
rato nel i523 in età di sessanta- pure di Parma e Piacenza, fece
tre anni. Adriano VI nella malat- per tutto spiccare i suoi rari ta-
tia più volte l'onorò di visite, e lenti e singoiar prudenza. Perorò

fu sepolto nella chiesa de' ss. Gio. con gran facondia ed energia in
e Paolo con magnifico epitaffio, Busseto innanzi a Carlo V, per
che più non esiste, ma si legge esortarlo alla pace., ma senza ef-
presso il Ciacconio, il Quirini ed fetto. Il popolo di Ceneda avanzò
altri, anzi si vuole che fosse tras- ricorso contro il cardinale al se-
ferito cadavere a Venezia e se-
il nato veneto, che pubblicò un de-
polto in s. Francesco della Vigna, creto col quale veniva il vescovo
come io accenna il Rondinini nel- spogliato del dominio della città.
la Storia della chiesa de' ss. Gio. Non mancò il cardinale di farne
e Paolo. Inoltre questo cardinale rimostranza a Paolo III, il quale
si meritò encomi del Bembo,
gli ottenne la revoca del decreto, ed
del Candido, e di Paolo Cortese, al cardinale la reintegrazione dei
e di tutti gli scrittori del suo tempo. diritti antichi. Alcuni scrittori ve-
GRIMANI Marino, Cardinale. neti, tra' quali Pietro Giustiniani,
Marino Grimani veneziano., nipote ed altri, scrissero che questo cardi-
del precedente, essendo uomo som- nale era più adatto ai negozi se-
mamente dotto, di straordinaria colareschi, che ai ministeri della
eloquenza, e generoso mecenate dei Chiesa. Dimesso il secondo titolo di

letterati, fu promosso nel i5o8 da s. Maria in Trastevere, da lui assai


,

GRI GRI 37
beneficato, ottenne successivamente sentare un breve, in cui Io rim-
da Paolo HI nel i543 il vescovato proverava di aver sottoscritto l' e-
stiburbicario di Porto. Portandosi ditto pel 'sequestro de' frutti dei
per sollievo ad Orvieto, vi trovò beni ecclesiastici, senza temere l'ira
la morte nel i546, ma il suo ca- divina, minacciandolo ancor di pri-
davere trasferito a Venezia venne varlo della porpora cardinalizia se
deposto in s. Francesco della Vi- non si correggeva; tanto piti che
gna, presso la tomba gentilizia del il cardinale avea pubblicato un'or-
zio cardinale, nella quale fu alla dinanza, in virtù della quale si co-
di memoria eretto un nobile
lui mandava ai vescovi ed altri qua-
monumento. Nella cattedrale di lunque prelati, che in avvenire non
Ceneda fece costruire l'organo ed ardissero di fulminare sentenza di
il campanile che abbellì d'insigni scomunica contro i violatori del-
pitture, L'Ughelli attesta che il car- l'immunità ecclesiastica, ed in caso
dinale lasciò un erudito commen- che alcuno si trovasse per tal fine
tario sull'epistola di s. Paolo ai allacciato di cotal censura , doves-
romani. sero incontanente proscioglierlo, e
GR1M ANI Vincenzo, Cardinale. compartirgli il beneficio dell'asso-
Vincenzo Grimani patrizio veneto, luzione. Si opposero però tutti i

parente de' duchi di Mantova, ivi vescovi con petto sacerdotale all'in-
nacque a' 26 maggio i655. Acqui- degna pretensione del cardinale, e
statosi alto credito di saviezza e di nulla temendo il suo sdegno, gli
sagacità, ottenne dal duca di Man- resisterono coraggiosamente. Non
tova la ricca abbazia di Lucedo mancò il cardinale di rispondere
ed attesa la pace per di lui mez- al Papa , e di scrivereancora al
zo con singoiar prudenza conchiu- sacro collegio: pensando poi più.
sa a Vienna tra il duca di Savo- seriamente a' casi suoi, non fu si

ia Vittorio Amadeo III e l'impe- fermo nel fare eseguire i propri


ratore Leopoldo I , ad istanza di ordini, o per non disgustare ulte-
questo, e con gran soddisfazione riormente il Pontefice, che Io cre-
d' Innocenzo XII } venne dal me- deva provocatore di cesare contro
desimo a' 22 luglio 1697 creato di lui o per cagione dei rimorsi
,

cardinal diacono di s. Eustachio. della coscienza. La morte però lo


Fatto poi dall' imperatore viceré colse nel più bel corso de' suoi gior-
di Napoli, vi diede luminosi esem- ni in Napoli nel 17 io, in età di
pi non meno di giustizia ed equi- cinquantacinque anni, a' 26 settem-
tà, che di carità verso i poveri ; e bre, essendo di bella presenza e
quando passò in Romagna, prese di graziosa conversazione. Aggiun-
il comando delle truppe imperiali, gono nelle sue biografie
il Cardel-

già sotto gli ordini del conte di la ed il Novaes,


quale parla del il

Daun. Ma volendo estendere oltre cardinale anche nella vita di Cle-


i confini i diritti dell' imperio, si tro- mente XI, massime ap. 1 io,§ XCIII,
vò in caso di non far conto di quel- che portatosi il cardinale in occa-
li del sacerdozio, e di resistere con sione della festa della traslazione
pervicacia ed ostinazione all'auto- di s. Gennaro , solita celebrarsi in
rità diClemente XI, il quale per Napoli a' 23 maggio, per osservare
mezzo del suo nunzio gli fece pre- il prodigio della liquefazione de)
, ,

M GRI GRÒ
sangue di quel glorioso martire , pretesa riforma. La sua festa è ri-

ne prese l'ampolla quando già era portata agli 8 di luglio.


liquefatto; ma questo subito s'indu- GRIMO ARDI Anglico, Cardi-
rò ed annerì. Alla qual vista ne con- nale. V. Grimaldi Angelico o An-
cepì tal ribrezzo e spavento, che ca- glico , Cardinale.
duto infermo di dolori atrocissimi GRISOGNO, Cardinale. Griso-
questi gli seguitarono per quattro gono francese, intimo amico di s.
mesi fino 19 settembre, epoca in
a' Bernardo, meritò che Innocenzo li
cui succede
il secondo miracolo nel dicembre 1 34 o 1 1 35 lo creas-
1

per la festa del medesimo s. Gen- se cardinale diacono di s. Maria in


naro. Tultavolta in segno di pen- Portico, indi nel 11 38 lo trasferì
timento spedì un corriere al Papa, all'ordine de' preti, col titolo di s.

a domandare l'apostolica benedizio- Prassede. Sottoscrisse varie bolle


ne in arlicido moriis, che il beni- pontificie, e morì nel 1 i4o o 1 1 4- < •

gno Clemente XI subito com-


gli GROLAJE o V1LL1ERS Gio-
partì; ma il corriere lo trovò mor- vanni, Cardinale. V. Villary o
to al suo ritorno, onde il Pontefi- VlLLIERS DE LA GROLAJE GIOVANNI,
ce piamente ne suffragò l'anima. Cardinale.
Francesco Paterno ne compose l'ora- GRONINGA o GRONINGEN,
zione funebre, che pubblicò in Na- Groninga. Città vescovile delle Fian-
poli colle stampe. dre, capoluogo della provincia del
GRIMBALDO o GRIMBAUDO suo nome in Olanda, di circonda-
(s.).Nato a s. Omer, fece i suoi rio e di cantone. Sta sull' Hause
studi con molto profitto nella badia che va a gettarsi, mediante una
di s. Bertino, ed ivi prese l'abito larga imboccatura, nel Lauwer zec.
monacale. Alfredo il Grande re d'In- Il porto è comodo, e può riceve-
ghilterra, passando presso a questa re i più grossi navigli mercantili.
badia nella sua gita a Roma nel- È sede di un tribunale di prima
l'885, ebbe molli interteni menti istanza, dipendente dalla corte su-
con esso; e tornato in Inghilterra, periore dell'Aia, e di un tribunale
invitollo a recarvisi, e lo nominò di commercio: vi risiedono un go-
professore di teologia nell' univer- vernatore di provincia ed un co-
sità di Oxford. Dicesi che s. Grim- mandante di piazza di terza classe.
baldo abbia fatto fabbricare la Sono i bastioni circondati di lar-
chiesa di s. Pietro di Oxford. Do- ghe fosse la città è abbastanza
:

po la morte di Alfredo ritirossi ben fabbricata, con strade regola-


nella badia di Winchester, ed es- ri, molti ponti e chiese , essendo
sendo stato compito dal re Odoar- chiamato il passeggio pubblico Le
do il nuovo monistero, egli ne fu Plantare. Gli edifizi più osservabi-
primo abbate. Quivi Grimbaldo si li sono il palazzo pubblico, recen-
occupò nell' orazione e nello studio temente eretto sulla gran piazza
delle sacre lettere fino alla sua una delle più belle del regno; la
morte, di cui s'ignora la data. chiesa di s. Martino, di cui ammi-
S. Elfeago ne fece disotterrare il rasi la bella gotica architettura e
corpo, e le sue reliquie, riposte in l'altasua torre; la zecca, la doga-
una cassa d'argento, furono custo- na, l'arsenale, ed il ponte Rolering-
dite con gran divozione fino alla koog riguardato come un capo d'o-
,,

GRÒ GRÒ 39
pera d'architettura. Groninga pos- della bolla Super universa, col ter-
siede una università fondata nel ritorio di Groninga e Drenzie ,
6 4J
1
di celebre riputazione; acca- non che delle isole Rolluge e Bor-
demie artistiche e scientifiche, biblio- chim, dichiarandole suffraganee di
teca pubblica, e diversi utili istituti. Utrecht. Per mensa assegnò il Pa-
E patria di molti uomini illustri pa tremila ducati d'oro delle de-
fra' quali nomineremo Rodolfo Agri- cime , e mille cinquecento ducati
cola dottissimo , Alberto Schultens concessi da tal sovrano, a cui con-
eruditissimo orientalista, Giovanni ferì il diritto di nominare la chie-
Wesselus, Abramo Fronjinins, il ba- sa. Dipoi il governo acattolico olan-
rone Ruperda, Hemsterhuis, ec. dese soppresse la sede.
Quantunque il clima sia d'ordina- GROPPERO Giovanni, Cardi-
rio salubre, pure nel 1826 vi do- nale. Giovanni Groppero nacque
minò un' epidemia cagionata dalla in Soest o Zoest, castello conside-
siccità e dai calori estivi, dopo una rabile di Westfalia, divenne quin-
primavera accompagnata da orri- di proposto scolastico di s. Gereone
bili inondazioni. di Bonna, e arcidiacono di Colonia,
Alcuni pretendono che questa illustre per Io zelo della religione
città sia slata eretta in vicinanza e per profonda politica, fu riputa-
o sul luogo stesso in cui Corbulo- to uno degli uomini più dotti del suo
ne, per assicurarsi della fedeltà dei tempo. Si segnalò nella pubblica
frisoni aveva fabbricata una
, for- disputa ch'ebbe nel colloquio di
tezza, della quale parla Tacito sot- Ratisbona con Bucero, e coi prote-
to il nome di Corbulonis monu- stanti da lui pienamente convinti,
mentimi; però non si fa menzione ai quali fece sempre aspra guerra,

di Groninga nella storia ,che nel anche con rischio di sua vita, riu-
secolo IX, e sembra non essere sta- scendogli tenerli lontani dalla dio-
ta fortificata che qualche secolo cesi di Colonia; e nell' apostasia di
dopo. Nel 1576 si arrese agli sta- quell' arcivescovo Ermanno Truch-
ti generali , ed il suo castello fu ses, egli qual validomuro si op-
spianato; essendo stata restituita pose ai di lui empi sforzi. Informato
alla Spagna, il principe Maurizio Paolo IV del di lui merito, ai 20
di Nassau non la riprese che nel dicembre i555 lo creò cardinale
i5g4. Fu assediata nel 1672 dal- prete, onore ch'egli umilmente ri-
le truppe del vescovo di Munster; cusò con ragioni che addusse. Stu-
ma furono obbligate di rinunziare pito il Pontefice di si eroica virtù,
all' impresa. Questa città e la si- Io chiamò a Roma per indurlo ad
gnoria accedettero all' unione di accettare, e per comunicare con lui
Utrecht , che consolidò lo stabili- di affari di somma importanza. Si
mento della repubblica delle Pro- sottomise il Groppero ai pontificii
vincie unite. Groninga appartenne voleri , ed ebbe in titolo la chiesa
ancora alla lega delle città ansea- di Lucia in Selci, ma pochi gior-
s.

tiche, e fu la capitale della signo- ni dopo morì a' 1 2 marzo 1 558 d'an-
ria del suo nome. La sede vesco- ni cinquantasette, lasciando di sé ono-
vile fu eretta dal Pontefice Paolo rarissima fama, e di mirabile conti-
IV ad istanza del re Filippo II , nenza. Fu sepolto nella chiesa di
a' 12 maggio i55g, eoli' autorità s. Maria dell' Anima, ove i di lui
4o GRÒ GRO
nipoti Gottofredo e Gasparo pose- tuata mezzo a paludi, ha 1' aria
in
ro al suo sepolcro corrispondente poco salubre, quantunque da alcuni
epitaffio. Scrisse questo pio e dotto anni sia assai migliorata, mentre dal
cardinale parecchie opere riguar- lato della fertilità e della industria
danti i donimi , la più. pregevole sarebbe invidiabile. Città forte, non
delle quali è quella intitolata Isti- grande, ma ben fabbricata, e difesa
tuzione cattolica, come libro di da una rocca con sei bastioni intor-
controversia. Fu assiduo ed infati- no al giro esagono delle solide sue
cabile nello studio, di tenace me- mura: fu chiamata anche Crasse-
moria, di acuto e savio discerni- tum ; e fiori per uomini illustri.
mento. I suoi ragionamenti anche Le sue prime memorie risalgono
in tempo della mensa si aggirava- al IX secolo; nel seguente era do-
no sopra materie scientifiche ed minata dai marchesi di Toscana,
erudite, siccome personaggio fornito indi da altri signori, e dai conti
di prodigiosa eloquenza e di vasta Aldobrandeschi ch'erano pur conti
erudizione. Non mancarono i prote- di Sovana, avendo palazzo e resi-
stanti d'insultarlo con calunnie, mas- denza in Grosseto. A questa città
lo Sleidano e Teodoro Beza,
si r-ne i conti concessero diversi privilegi
stomachevoli e ripugnanti anche al nel 1222. Nel precedente fecero
buon senso. La vita del cardinal lega colla repubblica di Siena, la
Groppero , scritta da Gio. Pietro quale poco dopo avendola occupa-
Stute in una dissertazione intitola- ta esigette dagli abitanti il giura-
la Susato porporato , fu stampata mento di sommissione con annuo
in Zoest nel 17 1 3. tributo. Anche il vescovo di Gros-
GROSS o GROSSO Guido, seto nel 1228 raccomandò alla re-
Cardinale. V. Clemente IV, Papa. pubblica senese i suoi castelli di-
GROSS o CROSS , Cardina- stia e di Roselle, insieme con tutti
le. V. gli articoli Crosso. i beni della mensa vescovile, pro-
GROSSETO (Grossetan). Città mettendole l'annuo tributo di lire
con residenza vescovile del grandu- 25, e l'offerta di un cero di lib-
cato di Toscana, nella provincia di bre 12 per la Madonna di ago-
Siena, posta nel centro della vasta sto. I grossetani al pari di molti
e ubertosa valle inferiore dell'Om- individui della casa Aldobrandesca
brono senese, capoluogo di uno dei fedeli alla repubblica di Siena te-
cinque compartimenti del grandu- nevano al partito ghibellino, onde
cato. Grosseto è residenza del com- Federico II vi tenne nella città un
missario regio a cui è affidato il governatore capitano generale, e
governo della provincia inferiore l'onorò di sua presenza nel 1243.
senese. Vi è pure un magistra- I senesi ottennero nel i25o dal
to civico, un tribunale collegia- vicario imperiale Gualtieri l'inve-
le civile e criminale, un coman- stitura di Grosseto, per cui gli a-
dante militare, altro comandante bitanti e i visconti feudatari degli
della piazza e del littorale; l'uffizio Aldobrandeschi giurarono alla re-
del registro, delle ipoteche, un in- pubblica di Siena fedeltà e ubbi-
gegnere di circondario, e l'ammi- dienza. Dopo la morte di Federi-
nistrazione economico-idrauiica pei co II i grossetani si eressero in
bonificamenti della maremma, Si- comune, ma nel 1259 sottomessi
GRÒ GRÒ 41
dall'armata senese, quella repubbli- le acque stagnanti, ed i lavori al-
ca ordinò l'erezione del cassero o l' ultima perfezione condotti avreb-

fortezza per tenervi guarnigione ;


bero ritornato al paese il primiero
indi essendosi nel 1266 Grosseto splendore , se la successiva incuria
ribellata, i senesi tornarono a sog- non avesse trattenuto V effetto di
giogarla, e verso il 1277 gli Al- tante benefiche viste. Ma il regnan-
dobrandeschi aveano cessato di si- te granduca Leopoldo II, mercè
gnoreggiarla. Cosi Siena divenne nuove opere idrauliche, e il boni-
libera dominatrice di Grosseto e ficamento della maremma grosse-
del vasto suo territorio. Nel i3io tana , fa ragionevolmente sperare
molte famiglie feudatarie già degli di poter finalmente ristabilire la
Aldobrandescbi si rivoltarono al natura fisica di questo suolo nei
governo senese, e per un tempo perduti suoi diritti, che il gran-
poterono dominar Grosseto sino duca Pietro Leopoldo trovò nella
al i334, epoca in cui Siena la ri- più deplorabile condizione. Il cli-

cuperò. Nel i328 Lodovico il Ba- ma di Grosseto, al par di quello


varo, coll'antipapa Nicolò V e gli del suo ampio distretto, è gene-
anticardinali di questo, si accampò ralmente temperato. L'aspetto ma-
presso la città, ma non potè pren- teriale di Grosseto è soddisfacente,
derla. Nuove commozioni ebbero ed il commercio di cereali e di
luogo, onde i senesi costrussero una bestiame d'ogni specie, massime di
fortezza che nel i35o si trovò in cavalli, è attivissimo. La pianura di
grado di servire a difesa. Dopo Grosseto è fertilissima di granaglie
altre politiche vicende, per Alfonso e pasture. Sulla spiaggia marittima
V re d'Aragona, Jacopo Piccinino a poca distanza dal laghetto della
ed altri, soffrì le conseguenze delle Trappola, ed all'ovest della foce
guerre tra Cosimo I duca di Fi- dell' Ombrone sono delle saline.
vi

renze e la repubblica senese, sos- Alcuni autori pretendono essere que-


tenendosi i francesi alleati di que- sta 1' antica
e popolosa città di
sta in Grosseto sino al i55g, e- Possolonia. Altri la dicono fabbricata
poca della conclusione della pace, sulle rovine dell' antica città etrusca
che sottomise Grosseto al duca, il Roselle o Rosella, Roselum. Prosie-
quale fece aggiungervi nuove for- guono ad aver questo nome i ruderi
compite da Francesco
tificazioni, di tal città, distanti cinque miglia da
I e Ferdinando I. Da tali avveni- Grosseto, che romani chiamarono
i

menti ebbe origine il suo decadi- Rusellana Co Ionia, quando in segui-


mento, e trovavasi quasi deserta to di lunga guerra ne divennero
quando granduca Cosimo I can-
il padroni, e n'ebbero possente aiuto
giò i Toscana.
destini della di vettovaglie nella guerra cartagi-
I palustri dintorni di Grosseto nese. Il suo eccidio si attribuisce
sensibilmente migliorarono sotto i alle incursioni dopo le
de' saraceni,
Medici, e cambiarono totalmente di quali andò sempre maggiormente
aspetto durante il regno di Pietro decadendo in guisa da rimanerne
Leopoldo, che coll'emissario del vici- appena il vestigio. Vi sono però
no lago di Castiglione, colPargi natu- tuttora grandiosi avanzi delle sue
ra del fiume, e col canale navigabile mura, e rottami di colonne e di
portato sino presso le mura deviò altri marmorei lavori. Dopo le
42 GRÒ GRO
ultime escavazioni non è rimasta sposta alle rapine de' malviventi.
dubbiosa l'esistenza di uno splendido Altri dicono che Rolando ciò effet-
anfiteatro, che può dare copioso tuasse nel 1 1 59, benché per alcun
pascolo alle archeologiche osserva- tempo i vescovi grossetani tenesse-
zioni. Le terme Rosellane esistono ro di frequente la loro residenza
ancora, e furono nel 1822 in mi- nel vicino castello d'Ischia o Istia

glior forma riedificate dal grandu- sulT Ombrone. Gli successe Martino
ca Ferdinando III. Roselle è di- che si trovò al concilio generale
stante una lega al nord da Gros- Lateranense III adunato da Ales-
seto: fu già seggio vescovile eretto sandro III. Tra i di lui successori
nel V secolo, e si conoscono ve- si distinsero particolarmente Gual-
scovi sotto s. Simmaco , e sotto s. tieri, cui Clemente III nel 1 188

Gregorio I Papa ; di là poi fu concesse tra le altre cose la giu-


trasferito a Grosseto. risdizione sulla metà di tutta Gros-
Il primo vescovo di Grosseto o seto, consistente in sessanta casalini e

piuttosto di Roselle fu Vitelliano quattro chiese. Bartolomeo d'Amelia


che' sedeva anno 499 a n*
nell' » ' francescano, eletto nel 1278, ed or-
lo chiamano Rolando che assistè in dinato dal Pontefice Nicolò III, che
detto anno al concilio romano di lo mandò a Costantinopoli per trat-
Papa san Simmaco : gli successe tare dell' unione delle due chiese
Balbino, lo stesso cui s. Grego- greca e latina. Restauro, altro fran-
rio I scrisse la lettera i5, lib. 8. cescano eletto dal senato di Gros-
Teodoro fu il terzo vescovo , ed seto nel i3o6, fu approvato da
assistette come vescovo di Roselle Clemente V, e fece quelle costitu-
al concilio romano sotto il Ponte- zioni che si leggono nell' Ughelli.
ficeMartino I. Ruperto fu a quel- Angelo Cerretani sanese, fu fatto
lo adunato da Eugenio II; Ranie- vescovo nel 1 334- Fr. Giacomo To-
ro intervenne nel ioi5 al concilio lomei minore conventuale, nunzio
di Benedetto Vili: nel noi lo di Urbano VI e predicatore della
era Ildebrando. Continuarono i ve- crociata contro l'antipapa Clemen-
scovi a risiedere in Roselle sino ad te VII. Giovanni Pecci nobile sa-
N. rosellanodel 1 12 r, cui scrisse due nese cavaliere gerosolimitano, pro-
lettere Calisto II, e fu il XV vesco- tonotario apostolico, fu eletto dal
vo in serie. Il di lui successore capitolo nell'anno i4'7> indi con-
Rolando nel pontificato d* Innocen- fermato da Martino V morì nel ,

zo li , fu il primo che tenne sua 1426. Allora fu fatto amministra-


sede in Grosseto verso Tanno 1 1 33, tore il cardinal Antonio Casini ve-
in cui sottoscrisse una bolla di scovo di Siena, e vi durò per tre-
detto Papa per l'erezione di Ge- dici anni, sino alla morte avvenuta
nova in arcivescovato; ei sottoscris- nel i4^9- In quest'anno Eugenio
se vescovo Rosellano, ma poi prese IV conferì il vescovato di Gros-
il nome di vescovo di Grosseto. In- seto in commenda al celebre cardi-
nocenzo II 1 1 38
però decorònel nal Giuliano Cesarini romano, che
del titolo di Grosseto , e vi
città morì nel i444 ; l' Ughelli ne ri-

fece definitivamente trasferire la porta lunga ed onorevolissima bio-


sede episcopale di Roselle, essendo grafia ; gli successe Memmo Agaz-
questa desolata di abitatori, ed e- zari nobile sanese, ossia Guglielmo,
,

GRÒ GRÒ 43
ed a lui nel i^.5i Giovanni A gaz- fece vescovo monsignor Fabrizio
zari sanese, morto nel 1468, sotto Sei vi, nato nella diocesi di Soana
del quale Pio li portandosi in nel 1752, che per avere rinunzia-
Siena sua patria, a* 19 aprile i4^9 to la sede al regnante Papa Gre-
eresse la cattedrale di Siena in me- gorio XVI, questi nel concistoro
tropolitana, e tra' vescovi che di- de' 2 ottobre 1837 gli diede in suc-
chiarò suffraga nei vi è compreso cessore monsignor Francesco Men-
Grosseto, che Io è tuttora. Nel sini di Siena, preposito della me-

i5i2 fu fatto vescovo il cardinal tropolitana, che al presente con com-


Ferdinando Ponzetti napoletano mendevole zelo governa la chiesa
che morì nel iSzj maltrattato e di Grosseto. Ai 16, 17 e 18 apri-
spogliato di tutto nel funesto sac- le 1
839 celebrò nella cattedrale il
co di Roma. Clemente VII ne fe- sinodo, che pubblicò colle stampe
ce amministratore Do- il cardinal in Siena, col titolo Consti tutiones
menico Giacobazzi. Nel i535 Pao- et decreta, ec.
lo III nominò vescovo Marc'Anto- La cattedrale, ottimo e grandio-
nio Campeggi bolognese, che mo- so edilizio, è sacra a Dio e ad o-
ri nell'anno i553. Giulio III ne nore di s. Lorenzo levita e mar-
fece successore il cardinal Fabio tire, già titolare della cattedra-
Mignanelli sanese. Nell'anno i5y6 le Rosellana, eh' è pure il patro-
1 ) divenne Claudio Borghese nobi- no della città. Fra le reliquie
le sanese, celebre per erudizione, che in essa si venerano, vi so-
morto nell'anno i5go; nel 1606 no i corpi de' ss. Adriano e Fe-
Giulio Sansedonio sanese; nel i655 liciano martiri. 11 capitolo si com-
Cesare Ugolini sanese , canonico e pone della dignità del preposto, e
vicario generale della cattedrale di di undici canonici comprese le pre-
Grosseto, il quale tenne il sinodo bende del penitenziere e del teo-
nell'aprile 1692, che fu stampato, logo; havvi pure il sacrista, otto
e morì nel 1699. Giacomo Fal- cappellani, sei chierici, tutti inser-
conetti patrizio sanese, domenicano, vienti al divin culto. Dal prepo-
e priore di s. Maria Novella, di- sto è amministrata la cura delle
venne vescovo nel 1703, e tenne anime nella cattedrale, ove è il

due sinodi, il primo a*ii e 22 a- battisterio eh' è l'unico della città.


prile 1705 che fece stampare a La cattedrale avea già nel 143 1 1

Firenze, il secondo a' 22 e 23 a- suoi canonici, benché an- sussistesse


prile 1709 che fece stampare pu- cora il capitolo di Roselle, avendo
re a Firenze ; morì nel seguente in quell'anno ordinato Celestino II
anno visitando per \v seconda vol- che i beni della chiesa grossetana
ta la sua diocesi. Bernardino Pecci fossero divisi per eguai porzione
nobile sanese, canonico della col- fra i due capitoli, e che il clero
legiata di s. Maria di Provenzano di Roselle prestasse riverenza al
gli successe, econ esso nell'Ughel- capitolo di Grosseto come di mag-
li, Italia sacra, tom. Ili, p. 655 gior dignità. Quanto all'edilìzio, es-
e seg., è terminata la serie de' ve- so fu incominciato nel principio del
scovi di Grosseto. Pei successori secolo XIII; più moderna è la
si possono vedere le annuali Noti- torre per uso di campanile, siccome
zie di Roma. Pio VI nel 1793 eretto nel 1402. L'episcopio è un
4 GRÒ GRO
buon fabbricato, ma alquanto di- panile della chiesa in ì\ij piedi
stante dalia cattedrale. Non vi so- e cinque L'abbate del rno-
pollici.
no nella città altre parrocchie, ben- nistero ebbe giurisdizione tempora-
sì tre confraternite; la diocesi con- le e spirituale , che dai Pontefici

tiene venticinque parrocchie. An- fu poi attribuita ai cardinali ed al-


ticamente nella diocesi si contava- tri abbati commendatari. Benedetto
no diciotto monistcri e conventi XIV, come dicemmo al voi. XXVII,
di religiosi e di monache. Attual- p. 2 1
7 del Dizionario estinse le con-
mente contiene ventisei parrocchie, troversie sulla giurisdizione fra il

venticinque delle quali plebane, com- vescovo di Frascati e l'abbate com-


presa la cattedrale. Ogni nuovo ve- mendatario di Grotta Ferrata, di-
scovo è tassato nei registri della chiarando a* 24 aprile 1747 con la
cancelleria apostolica in fiorini mil- citata costituzione, che vescovo il

le, ascendimi vero ad 3ooo scuto- non avea giurisdizione alcuna sul
rum monetae romanae, pensione ta- diritto temporale e baronale del-
men io73.,o4 scutoruni gravati. l' abbazia
,
quale spettava al com-
GROTTA FERRATA, Crypta mendatario ; che i monaci e il rno-
Ferrala. Abbazia già nullius di s. nistero erano esenti dal vescovo;
Maria di Grotta Ferrata, con parroc- che la cura delle anime appartene-
chia e rnonistero de' monaci basi- va alla parrocchia del rnonistero;
liani, borgo della Comarca di Ro- ma che la giurisdizione spirituale
ma, appodiato della città di Fra- del territorio, clero e popolo spet-
scati soggetto a quel governo, da tava al vescovo nella cui diocesi e-
questa distante circa tre miglia, e siste T abbazia concedendo nello
,

dalla capitale undici e mezzo. Essa stesso tempo all'abbate alcuni nuo-
è posta su di un colle amenissimo vi Ivi nominammo pure
privilegi.
a destra della via Latina, cinta di le che il vescovo ed il
scritture
valide mura merlate , con bastioni commendatario pubblicarono in so-
e torri a foggia di castello, che a- stegno delle loro ragioni. Tuttavol-
veva un ponte all'ingresso, sotto di ta nacquero dappoi altre contesta-
cui era il fosso, che tuttora la cir- zioni, e l'abbate commendatario car-
conda, onde ha la forma di for- dinal Rezzonico volle cresimare quel-
tezza militare, e ne rende grave l'a- li del luogo, ciò che si era propo-
spetto.Abbelliscono e rendono im- sto di fare il cardinal de York vesco-
portante la situazione aria salubre, vo di Frascati. E però da notarsi
acqua abbondante, fertili campagne, che tra i privilegi concessi da Be-
verdeggianti collinette, spaziosi pra- nedetto XIV con la bolla Inter
ti con ampio viale cui lateralmen- multa agli abbati commendatari di
te fiancheggiavano fronzuti olmi ed Grotta Ferrata, essendovi quello di
annosi platani. A ciò si deve ag- poter essi, se insigniti del carattere
giungere la vicinanza di luoghi po- episcopale , amministrare il sacra-
polosi, tutti importanti per antiche mento della confermazione una sola
memorie, e di monti più o meno volta all'anno nella chiesa del rno-
alti, coperti di folti boschi, spa- nistero a qualunque fedele vi con-
ziando l'occhio fino all'estremità del corresse per riceverlo, ond è che
Capo d'Anzo sul mare, sopra il cui se il cardinal Rezzonico volle cre-
livello calcolasi la sommità del cam- simare quelli del luogo usus est
,

GRÒ GRÒ 45
jure suo, purché per altro lo ab- spirituale e nel temporale dell'ab-
bia fatto semel singulìs annis. L'ab- bazia e del ven. monistero dell'or-
bate commendatario allorché eser- dine basiliano di Grotta Ferrala, il
citava la giurisdizione temporale cardinal Mario Matiei di Pergola,
sul borgo, vi nominava un vice-go- già diacono di s. Maria in Aquiro,
vernatore ed un cancelliere, qua- il poi prete del titolo di Maria de- s.

le privilegio cessò del tutto quan- gli Angeli, e protettore de' monaci
do ne fece rinunzia l'ultimo ab- basiliani , al presente vescovo di
bate commendatario il cardinal Er- Frascati, arciprete della basilica va-
cole Consalvi, allorché Pio VII nel ticana e segretario per gli affari di
1816 pubblicò il moto-proprio sul- stato interni. Nel di i5 marzo si
l'organizzazione dell'amministrazio- tiene in Grotta Ferrata una fiera
ne pubblica, conservando le rendi- con molto concorso tanto di nego-
te abbaziali. Dopo la morte del ziantiche di altri, altrettanto ha
cardinal Consalvi l' amministrazio- luogo agli 8 settembre.
ne di esse passò alla reverenda ca- Della celebra tissi ma villa di Ci-
mera degli spogli, finché Leone XII cerone, che molti vogliono sorgesse
con chirografo de' 7 novembre 1824 in questo luogo, e che intendono
riunì la giurisdizione temporale al provare con passi di gravi autori,
governo, e la spirituale al vescovo con le descrizioni che si hanno del-
suburbicario di Frascati, o per dir la villa , coi monumenti rinvenuti
meglio dichiarò più. precisamente presso Grotta Ferrata, e con istu-
le disposizioni di Benedetto XIV e di archeologici e critici , ne par-
di Pio VII, concedendo ai monaci lammo all'articolo Frascati, e par-
basiliani del monistero il pieno pos- ticolarmente nel voi. XXVII, p. 187
sesso dei beni abbaziali , mediante e seg. del Dizionario, citando l'e-
il canone annuo di scudi seimila rudito opuscolp Gaspare del cav.
trecento alla detta camera degli Servi stampato nel i844> e non nel
spogli. Quindi con tal fondo bene- 18 14 come per errore di stampa
ficò alcunibenemeriti ecclesiastici è impresso. Con questo il chiaro
e dispose che altrettanto potessero autore discorre dell'opinione del p.
fare con pensioni i di lui successo- Zuzzeri che pone la villa di Cice-
ri a mezzo della dateria apostolica. rone sul Tusculo nella villa della
In quanto alla giurisdizione spiri- Rufinella, della quale noi pur trat-
tuale Leone XII concesse agli ab- tammo al nominato articolo, della
bati prò tempore del monistero il confutazione che prontamente ne
privilegio, che già avevano gli ab- fece il p. Cardoni, sostenendo che
bati commendatari, di ammettere Grotta Ferrata surse sugli avanzi
l'esame de' testimoni sopra lo stato dell'antica villa dell'oratore roma-
libero de' domiciliari, e fare esegui- no. Indi produce le testimonianze
re le pubblicazioni di matrimonio; del Cluverio, del Ferrano, del Fac-
e in oggi il cardinal visitatore me- ciolati, di Proust, di Strabone, e
diante il suo vicario nel monistero, persino di Benedetto XIV, riportan-
e il cancelliere abbaziale usa di tal do favorevole passo della succitata
privilegio. Finalmente il regnante sua bolla De jurìsdictione episcopi
Pontefice Gregorio XVI nel i833 Tusculani in clerum et populuni
uomiuò visitatore apostolico nello terrilorii abbaùae Criptae Ferratae,
,

46 GRÒ GRO
giacché quel Pontefice si espresse, te esistente in principio della mac-
che nel luogo in cui è questo mo- chia verso il monistero di Grotta
nistero, ex magis recepla antiqua- Ferrata, sino alla villa Muti e Ma-
rioriun sententia Cìceronis olirti vil- latesta, ove precisamente poteva es-
la fiat. Descrive le escavazioni fat- ser portata l'acqua crabra , come
te , e gli oggetti rinvenuti presso viene in certo modo contestato da
Grotta Ferrata appartenente alla alcuni avanzi di antico acquedotto
villa ,
parla dell'acqua crabra che discoperti ultimamente, ed ove po-
essa godeva, come argomento che tevano sussistere tutti quei luoghi
esclude per la sua elevata posizio- che vennero indicati da Cicerone
ne la Rufinella , notando che gli stesso, all'ornamento de' quali egli
antiquari confusero il palazzo e la profuse grandi somme di denaro,
villa di Cicerone ch'erano due cose determinando il luogo di essa nel-
diverse, come apparisce dall'orazio- la falda del colle presso il moni-
ne prò domo sua, quando dice: Curri stero di Grotta Ferrata.
domus mihi in palatio, villa in Tu-
sculano s altera ad alterimi conni- Origine del monistero^ chiesa ed
leni transferebatur ; ed aggiunge che abbazia di Grotta Ferrata; del-
il p. Rirker non altrimenti interpreta le possessioni e prerogative del
il passo nell'orazione undecima prò monistero, con le principali no-
lege agraria. 11 eh. cav. Canina nel- tizie che lo riguardano; i riti

la sua dottissima Descrizione del- in esso osservati^ la serie degli


l'antico Tusculo conviene che la abbati, e quella degli abbati
questionata villa doveva trovarsi commendatari. La descrizione
in una posizione meno elevata del- e stato presente del borgo y del
la Rufinella, ed ove poteva essere monistero e sua biblioteca , del-
condotta T acqua crabra , mentre la chiesa in un alle pitture del
dalle reliquie superstiti rimangono Domenichino. Cenno sul moni-
ancora tracce al di sotto del pia- stero e chiesa che i basiHa ni
no dell' arena dei ricettacoli che hanno in Roma.
servivano per contenere le fiere de-
stinate agli spettacoli delle cacce ; 11 benemerito ordine monastico
quindi doversi ritenere che le gran- de' Basiliani (Vedi), istituito da s.
di rovine antiche rinvenute verso BasilioMagno vescovo di Cesarea
la metà del passato secolo vicino al in Cappadocia, dall'oriente si pro-
casino della Rufinella, avessero fat- pagò in occidente, e molto si ac-
to probabilmente parte della villa crebbe dopo che s. Pietro vesco-
di Tiberio, dando motivo al p. vo di Sebaste, fratello dell'istituto-
Zuzzeri di credere essere stata ivi re, fu da questi mandato a Roma
collocata la villa di Cicerone. A dal Papa s. Damaso I del 367, per
pag. 87 riproduce la descrizione di dimostrargli la purità della fede
tal villa scoperta nel 174.1 sul dor- e della dottrina seguita dall'ordi-
so del Tusculo, ed inserita nel Gior- ne, che approvato dal Pontefice
nale de' letterati dell'anno 1746 a fu promulgato in Roma, ed ab-
p. 11 5. Conchiude a p. g3 che la bracciato da uomini e donne di
villa di Cicerone dovea stendersi santa vita. Si diffuse anche in Su-
per le ragioni che adduce, dal pon- biaeo dove s. Romano monaco ba-
GRÒ GRÒ 47
siliano diede con T abito mona- Campania, ed ivi fermarono tutti
cale i primi documenti della vita la loro dimora in un monistero
cenobitica a s. Benedetto. Succes- chiamato Vallelucio, o Valle Lu-
sivamente nell'Europa si aumenta- cio,presso Monte Cassino a tal uo-
rono monisteri , laonde e massi-
i po conceduto loro dai benedettini.
me nel secolo XI l'Italia contò Dipoi s. Nilo egumeno, ossia capo
moltissimi monisteri di basiliani, e d'un monistero, insieme a sessan-
si vuole che nel solo regno di Na- ta suoi discepoli venne nella Cam-
poli ascendessero a cinquecento, pagna di Gaeta Tanno o,44j plesso
mentre da quello celebre di san la qual città edificò un monistero
Salvatore di Messina dipendevano che chiamossi di Serperi. Indi nel
quaranta abbazie, ed ancora esiste 997 avendo saputo s. Nilo che
la dignità d' Archimandrita (Fedi) Filagato suo concittadino erasi fat-
del medesimo, ma in commenda. to sollevare alla Sede apostolica col
I ebbero in Roma e
basiliani nome di Giovanni XVII contro il
luoghi suburbani molti celebri mo- vero Papa Gregorio V, scrisse in
nisteri, cioè di s. Lorenzo al Ba- Roma a tale antipapa, vivamente
gno, s. Saba in Cellanuova, s. Sil- esortandolo a desistere dallo sci-

vestro in Campo Marzo, la ss. An- sma ; medesimo si trasferì


ed egli

nunziata di s. Basilio all'arco dei nello stesso anno in Roma ove al


Pantani, Maria della scuola gre-
s. suo arrivo gli andarono incontro
ca ossia s. Maria in Cosmedin, ss. Gregorio V e 1' imperatore Otto-
Silvestro e Martino ai Monti, s. ne III, trattandolo con distinzione.
Prassede, ed altri. Essendo alcuni Dopo brevissima dimora san Nilo
di delti monisteri abbazie privile- ritornò al suo monistero di Ser-
giate, i loro abbati assistevano il peri, ove lo visitò Ottone III re-
sommo Pontefice quando celebra- duce dal pellegrinaggio di s. Mi-
va solennemente e nelle processioni, chele di Monte Gargano; ed alle

come si è detto ai rispettivi luo- estese esibizioni che cesare fece al


che anche
ghi. Inoltre è a sapersi, santo, questi ponendogli la mano
nel Sancta Sanctorum di s. Gio- sul petto gli rispose: nihil aliud
vanni in Laterano vi furono i ba- rogo ab imperio tuo, nisi animae
siliani lo ebbero un tempo in cu-
: tuae saluterà. Essendo s. Nilo in
stodia,ed ivi diedero il loro abito gran venerazione pel buon odore
monastico a molti nobili romani. delle sue virtù, avendo saputo che
Tra quelli che diedero opera alla il principe della vicina Gaeta avea
fondazione de' diversi monisteri ba- stabilito appena morto d'impadro-
siliani in Italia, uno si fu s. Nilo nirsi del suo corpo per arricchirne
greco di origine, però nato in Ros- la città, nel 1004 si portò in Ro-
sano nella Calabria ossia nella Ma- ma, e dopo aver visitato le tombe
gna Grecia l'anno 910. Avendo dei principi degli apostoli, de'quali
perduta la moglie si fece monaco era divotissirao, insieme co' suoi
di s. Basilio, e venne ben presto compagni si trasferì per divina ri-

in fama di uomo santissimo; e velazione verso Tusculo onde rin- il

quando saraceni minacciavano


i venirvi il luogo per la sua sepol-
nuovamente d'invadere la Cala- tura. Giunto nel territorio tuscula-
bria, fuggì co' suoi compagni nella no ove esisteva il monistero basi-
48 GRÒ GRÒ
liano di s. Agata (di cui parlam- Beata Vergine che tuttora è in gran
mo al voi. XXVII, pag. 221 del venerazione nella chiesa di Grotta
Dizionario, riportando V opinione Ferrata, come dicemmo al luogo
del Mattei autore delle Memorie citato, veneravasi nella chiesa di s.

isteriche dell'antico Tusculo, e di- Agata de' basiliani, colla pia tradi-
verse analoghe notizie riguardanti zione di essere una di quelle che
la venuta e morte di s. Nilo, e la si attribuiscono alla dipintura di s.
fondazione del monistero di Grot- Luca, la quale sotto Gregorio Vili,
ta Ferrata) in compagnia de' suoi o meglio nel pontificato di Grego-
discepoli Bartolomeo, Paolo e Ci- rio IX, fu trasportata nella chiesa
rillo, sopravvenuta la notte lungi di Grotta Ferrata. Lo Sciommari
circa tre miglia dalla città, si rico- ancora conviene a pag. 127 che
verarono una grotta. Quivi men-
in l'immagine è una delle più insigni
tre gli altri monaci stanchi dal viag- dipinte dal santo evangelista , che
gio fatto a piedi dormivano, s. Ni- si venerava non nominando la chie-
lo e s. Bartolomeo suo diletto di- sa di s. Agata, ma dopo la distru-
scepolo erano intenti ad orare, quan- zione di essa fu dai romani tras-
do apparve ad essi la Beata Vergine portata in Roma, finché circa do-
e loro comandò che in quel luogo po quarant'anni , e verso V anno
ad onor suo le erigessero un tem- 1228 o i23o il Papa Gregorio
pio, nelle cui fondamenta ponesse- IX Conti, con solenne pompa la fe-
ro il pomo d'oro che lor consegnò. ce trasferire nella chiesa di Grotta
I servi di Dio per prima cosa ri- Ferrata dedicata alla Beata Ver-
posero nella grotta un' immagine gine, come superstite luogo della
della stessa Beata Vergine, ed a munificenza de' conti Tusculani, dei
sua custodia le posero dinanzi una quali trattammo all' articolo Fra-
grata di ferro che diede mo-
, ciò scati. E qui aggiungeremo, che il

tivo ad appellarsi il luogo s. Ma- cardinal Carlo Barberini abbate


ria di Grotta Ferrata, che poi re- commendatario, la fece coronare
stò alla chiesa e monistero in
al con corona d'oro in forma di stel-
appresso edificati, non che all'ab- le dal capitolo vaticano a' 16 no-
bazia ed al borgo, come afferma vembre 1687, nel qual giorno ot-
lo Sciommari. Frattanto s. Nilo coi tenne da Innocenzo XI l'indulgen-
discepoli passarono ad abitare nel za plenaria pei fedeli che si tro-
monistero di s. Agata, abitato pur vassero presenti alla funzione. In
da monaci di rito greco. quanto poi all'origine della deno-
Noteremo prima di procedere al- minazione di Grotta Ferrata, ol-
la narrazione della fabbrica della tre la memorata, parecchi sono
chiesa e monistero, quanto riguar- d'avviso che debba ripetere il no-
da detta santa immagine^ e la de- me di Grotta dal trovarsi il luogo
nominazione di Grotta Ferrata. Ta- sotterra circondato tutto di grotte,
le immagine della Beata Vergine ovvero d'antichi maestosi portici, i
sebbene fosse collocata nella chiesa cui grandiosi avanzi ancora si ve-
che poi eressero i detti servi di Dio, dono. Altri vogliono derivatole il

in progresso di tempo se ne per- nome dalle ferriere che gli erano


dette la memoria , e va avvertito vicine,ed a questa opinione allu-
che 1' immagine della medesima de l'epigramma fatto da Giulio Au-
GRÒ GRÒ 49
tonio Rìdolfi, in lode del cardinal casa, là mia città, suoe tutto il

Francesco Barberini seniore, e ri- territorio; disponetene come meglio


ferito dal Piazza nella Gerarchia. vi piacerà ". S. Nilo gli domandò
Altri sostengono essersi cosi chia- un luogo atto per orare in riposo^
mata dalla legione Ferrata, la qua- e Gregorio I volentieri glielo ac-
le si ricoverò dentro le grotte sot- cordò. Questo era un piccolo rima-
terranee d'una villa che quivi esi- suglio della casa di campagna di
stevaj e che poi forse dall' esercito Cicerone, nomato la Grotta Ferra-
o dalla medesima legione venne do- ta.Cosi il p. Calmet, il quale sem-
nata a Lucio Cornelio Siila ditta- bra essere del sentimento che il
tore nella guerra marsica; villa che luogo già si nominasse Grotta Fer-
Plinio chiama Tusculana, e poscia di rataprima dell'arrivo di s. Nilo. Il
Cicerone, per averla esso comperata^ Nibby non solo è di contraria opi-
come osserva il cav. Servi, coll'au- nione sul luogo della villa di Ci-
torità dello Nibby a
Sciommari. Il cerone, come dicemmo colla sua
pag. i34 dell'Analisi, ed il Can- autorità parlandone al più volte ci-
cellieria pag. 2 1 1 della Lettera 3 tato articolo Frascati ^ ma crede
riportano un documento dell'XI se- che s. Nilo nel 1002 ottenesse per-
colo, ove si dice che si accorda la messo e terre da Tolomeo conte
chiesa di s. Primitivo di Gabio in di Tusculo, e signore della contra-
enfiteusi a Luca abbate del moni- da, onde poter erigere urt nuovo
stero di Maria auae ponitur in
s. monistero presso la grotta sopra-
locum quod nuncupatur Cripta- indicata* Ma lo Sciommari, il Ro-
ferrata. Dal che rilevasi che nel se- dotà ed altri gravi autori afferma-
colo stesso della fondazione del mo- no che nel territorio e diocesi di
nistero , comune era il nome di Frascati per la concessione del con-
Grotta Ferrata. te Gregorio I, incominciò s. Nilo
Dopo che i ss. Nilo e Bartolo- precisamente nell'anno ioo4 la fab-
meo ebbero la mentovata visione, brica del monistero, e che dalla
narra il p. Calmet nel lib. XCVI, § grata di ferro posta nella grotta
<7 1 della sua Storia universale, ciò innanzi alla immagine derivò al
eh' è uniforme a cronache e tradi- luogo il nome che porta. Inoltre
zioni antichissime, che Gregorio I lo Sciommari confuta tutte le con-
conte del Tusculo, i cui figli poi trarie assertive,con critica e mo-
divennero Papi col nome di Bene- numenti; I monaci ch'erano rima-
detto Vili, e Giovanni XIX detto sti nel monistero di Serperi di Gae-

XX, venuto in cognizione dell'ar- ta, come seppero che il loro supe-
rivo di s. Nilo nel suo territorio, riore s. Nilo non sarebbe più colà

e tratto dalla fama della santità di tornato, si partirono subito recan-


sua vita, si recò a prostrarsi ai di dosi al monistero che stavasi fab-
lui piedi, e » Servo di
gli disse. bricando, quando il santo li chia-
Dio, io non sono degno che voi en* mò nel monistero di Agata ove
s.

Iriate sotto il tetto di un peccato- stava, ed alla presenza di Paolo


re quale io sono; tuttavolta, per* abbate del medesimo, cui già ave-
che ad esempio del vostro Signo- va affidato il governo del moniste-
re mi avete preposto ai giusti, per ro in costruzione, li avvisò della
peccatore che io sia, eccovi la mia vicina sua morte, e li benedisse. Il

voi xxxm. 4
5o GRÒ GRÒ
conte Gregorio I tosto si portò a ba- rio F, alia presenza dell' abbate
ciar le mani al santo che bagnò di Bartolomeo, che inoltre provvide
lagrime, il quale si fece portare in il tempio di vasi sacri e di nume-
chiesa ed soavemente spirò, d'an-
ivi rose vesti preziose, non che lo a-
ni novantacinque, a' 26 settembre dornò di vaghe pitture, ed arric-
del ioo5. La sua vita fu scritta chì di libri per uso del coro, al-
dal suo discepolo s. Bartolomeo, e cuni de' quali scritti di propria
fu tradotta in latino dal cardinal mano in onore della Beata Vergi-
Sirleto, da Cariofilo arcivescovo di ne e dei santi. Il monistero in bre-
Iconio, e da Mettio vescovo di Ter- ve tempo fiorì, e narra il Rodotà
moli, senza dire di altri. Nel 1628 che alimentava duecento monaci, i
fu tradotta in lingua italiana dal quali celebravano nel rito greco gli
p. d. Nicolò Balducci. uffizi divini, ed esercitavansi conti-
L'abbate Paolo, ragguardevole per nuamente nella greca salmodia in ;

santità di costumi e dottrina, po- esso fiorirono diversi santi, ch'edi-


co dopo mori, e in una pittura an- ficarono per 1' asprezza della vita ,

ticadel monistero venne decorato per profondità della contempla-


la

dalla sottoposta iscrizione col tito- zione, pel raccoglimento dello spi-
lo di santo; gli successe Cirillo che rito , e per la soavità de' costumi.
poco meritandosi anch'esso di
visse, Non solo coi monaci furono larghi
essere ritenuto per santo. Allora i di munificenze i conti Tusculani
monaci vinta la virtuosa ripugnanza potentissimi , ma essendosi guada-
di Bartolomeo, concordemente lo gnata la stima universale, i fedeli
elessero in quarto abbate del mo- colmarono il monistero di ricchi
nistero di Grotta Ferrata, avendo doni e di feudi, onde ben presto
venticinque anni. Probabilmente divenne uno de* più doviziosi del-
oltre il monistero s. Nilo deve ave- l' ordine basiliano in Italia. Posse-
re eretto anche un piccolo tempio, dette vaste tenute, sì nello stato
perchè l'odierno edificato da san ecclesiastico, che nella Puglia e
Bartolomeo, secondo il desiderio Calabria; e varie terre sparse in
che avea sempre nudrito, in onore quelle provincie erano soggette al-
di Dio, e dell'immacolata Vergine l'archimandrita di Grotta Ferrata,
Maria, la storia ci dice ch'è gran- il quale ampia giurisdizione vi e-
de rispetto a quello di prima. Lo sercitava. Si contano fra le altre,
edificò nell' interno con tre navi il marchesato di Rafrano nella dio-
sostenute da otto colonne scanala- cesi di Policastro , il castello di
te di marmo bianco, ivi ritrovate, Conca, quello di s. Paolo nel ter-
e già della villa di Cicerone al di- ritorio di Marino, quello di Bor-
re dello Sciommari, e nell'esterno ghetto nel Tusculano; casali di i

tutto isolato. L'entrata maggiore si Cotrone colla chiesa di s. Andrea,


formò all'occidente, con atrio de- di Ungolo e di Baracala colle
corato da quattro colonne di gra- chiese di s. Nicolò d'Avellino e
nito egiziano, a cui si ascendeva di s. Calogero; le rettorie delle
per diversi scalini. Dipoi la chiesa due chiese di s. Nicolò di Diano,
a'17 dicembre 1025 fu solenne- e di s. Zaccaria di Saxano nella
mente consacrata da Giovanni XIX diocesi di Capaccio ; la grangia di
detto XX, figlio del conte Grego- s. Salvatore nella diocesi d'Alba-
GRÒ GRÒ 5t
no, ed il monistero di s. Nicolò dall'autorità ordinaria del vescovo
di Morbino nella diocesi di Veno- Tusculano, cui avrebbero dovuto
sa. Le rendite annue in progresso obbedire secondo il diritto canoni-
di tempo ammontarono a circa co, particolarmente orientale, non
scudi centomila, di cui ne impie- facendo però eglino menzione della
gavano parte al sostentamento di giurisdizione dell' abbate sopra il
duecento monaci, compresi quelli clero e il popolo secolare compre-
destinati all'assistenza delle gran- so nel distretto delmonistero, ne
gie, e delle ventidue chiese sogget- avendo diviso,né separato dal ter-
te all'archimandrita di Grotta Fer- ritorio episcopale quello del moni-
rata, e parte all'ospitalità dei pel- stero, per locchè sarebbe stato d'uo-
legrini , e alla cura degli infermi, po di speciale menzione, ne deriva
ai quali due distinte e magnifiche che il territorio di Grotta Ferrata
abitazioni avevano destinate con- sia sempre stato un membro di-
tigue al monistero. Quello che ri- pendente dalla diocesi di Frascati,
dondava era distribuito con solle- e non mai soggetto all'abbate se-
citudine ad una turba immensa colare, né ai commendatari come
di poveri. ordinari, i quali esercitar potessero
Questo insigne cenobio fu accol- piena e quasi vescovile giurisdi-
to sotto il patrocinio della Chiesa zione. Tanto dotto si legge nel
romana da Calisto N, come si leg- •Rodotà pienamente informato delle
ge in una bolla di Eugenio III, in riferite cose. Il quale riportando
cui decide la controversia strepi- la summentovata provvidenza di
tosa nata fra monaci, ed Imaco
i Benedetto XIV, aggiunge che nel
o Imaro vescovo di Frascati sopra sentenziare in favore del vescovo
la libertà delle decime. È stato Tusculano, investì i commendata-
questo monistero comodo soggiorno ri di alcuni privilegi. Primieramen-
d' Innocenzo III, e di Gregorio te, come accennammo, concesse loro,
IX, de' quali abbiamo alcune let- se ornati del carattere episcopale,
tere apostoliche spedite colla data: la facoltà di conferire la conferma-
Apud Cryptam Ferratemi. Che i zione una volta 1' anno nella chie-
monaci di questo monistero illustre sa del monistero , a qualunque
abbiano goduto l' esenzione passi- fedele che vi concorresse per rice-
va dall' ordinaria giurisdizione dei vere il sagramento. Di abilitare 1
vescovi di Frascati,, e che un mo- monaci ad ascoltare in essa le
naco esercitasse nella chiesa abba- confessioni delle persone secolari.
ziale la cura parrocchiale delle Di ammettere l'esame dei testi-
persone tutte che soggiornavano moni sopra lo stato libero dei
nel distretto, si fa chiaramente domiciliari, e per far seguire le
palese dal tenore delle bolle di pubblicazioni di matrimonio. Che
Calisto Adriano IV, Eugenio III
lì, oltre alle cause civili , criminali
e Gregorio IX. Non è però cosa e miste, che decidono come baroni
egualmente certa, che i medesimi nel loro tribunale laicale., possano
monaci abbiano del pari goduta ancora proferir sentenza in prima
1' esenzione attiva. Sebbene i no- istanza nelle cause civili apparte-
minali Pontefici abbiano concorde- nenti agli interessi del moniste-'
mente dichiarati esenti i monaci ro, le quali vel ràtione rei, vii
5z GRÒ GIIO
ratione personae dovrebbero essere zione e di rito greco. Il Piazza nei
soggette al foro ecclesiastico ;
pur- suo Eusevologio a p. 327 del tratt.
ché si osservino le regole prescrit- V, dice che nel collegio de' basilia-
te dal diritto comune nelP esecuzio- ni in Roma vi risiede il generale
ne delle citazioni fuori del proprio dell'ordinequando ivi si reca, ve-
territorio.li Rodotà pubblicò il se- stendo come gli altri abbati la man-
condo libro della sua opera due telletta, mozzetta con croce ec. e ,

anni dopo la morte di Benedetto che per l'antichità del suo istituto
XIV, sotto del quale avea stampa- monastico precede agli altri, come
to il primo. Lo Sciommari in ve- dichiarò Paolo V nella 17 costitu-
ce pubblicò la sua nel 1728, e zione , Injuncti nobis y con queste
tratta de' privilegi dell'abbazia, che parole: » Animadvertens ordinem
qualifica nullius dioecesis a p. 20 5 sancti Basiiii caeteros omnes regu-
e seg. Dichiara essere stata sino lares antiquitate praecedere, ac ex
dal principio esente da ogni giuris- eo Dei ecclesiam, christianamque
dizione episcopale, immediatamen- rempublicam ab ipsius ordinis ini-
te soggetta alla santa Sede, e per- tiouberes fructus recepisse, etc. ".
ciò l'abbate era benedetto dal Pa- Aggiunge il Piazza che tale abba-
pa. Riporta la mentovata decisione te intervenendo alla cappella pon-
d'Eugenio III per la lite mossa dal tificia tiene il primo luogo sopra
vescovo Tusculano, a cagione che gli altri generali, siccome asserisco-

certo Nilo abbate di Grotta Fer- no essersi praticato sempre, ilMu-


rata era stato benedetto da Cono- canzio ne' suoi diari, Ascanio Tam-
ne vescovo di Palestrina , il quale borino, Giacomo Pignattelli, Paolo
ordinò pure diversi monaci , e la Alaleona, ed altri, ana-adducendo le
risoluzione del Papa in favore del- loghe dichiarazioni di Gregorio XIII,
l'abbate. Inoltre narra come l'ab- Clemente Vili e Paolo V. Indi il
bate godeva lo speciale privilegio Piazza fa il novero de' celebri e
di assistere al trono del Pontefice, dottissimi santi che fiorirono tra i

e due monaci del suo monistero basi li ani.


dovevano cantare nella messa pon- Riprendendo la storia del quar-
tificale del Papa l'evangelo e l'e- to abbate di Grotta Ferrata s. Bar-
pistola in lingua greca come , di- tolomeo, lo Sciommari e a p. 14.1
cemmo in tanti luoghi del Dizio- seg.narra quella del Pontefice Be-
nario , cosi all'articolo Grecia e nedetto IX, eletto nel io33, e ni-
GREcr, e del loro uffizio di diaco- pote del conte Tusculano Gregorio
no e suddiacono in rito greco, no- I, ciò che noi facemmo alla sua
tando che Sisto V nel i586 attri- biografia, ed a tutti quegli articoli
buì tal privilegio a due alunni del che vi hanno relazione, insieme al-
Collegio greco (Fedi) di Roma, la difesa che di tal Papa ne fece
dopo che alcuni sacerdoti secolari il monaco di Grotta Ferrata d.
l'avevano rapito monaci
Grot-
ai di Gregorio Piacentini con eruditis-
ta Ferrata. Avverte poi lo Sciom- simo libro di cui pure parlammo.
mari, che nel monistero di Grotta Solo qui diremo che Benedetto
Ferrata sempre hanno potuto pro- IX a persuasione di s. Bartolomeo
fessare la regola di s. Basilio an- rinunziò il pontificato essendosi re-
che coloro che non erano di na- so odioso ai romani per la vita
ORO GRÒ 53
scandalosa da lui menata, a' 17 lu- morto verso il 108 5, Teodosio,
glio 1048, e pentito de'suoi tras- Giona, e Nicolò. Questo decimo ab-
corsi fece professione nel monistero bate di Grotta Ferrata, essendo
ed esemplar penitenza, trovandosi pieno di valore, dottrina ed eru-
presente alla beata morte del san- dizione, godeva la grazia del Pon-
to avvenuta nel io65, dopo di che tefice Urbano II, il quale si valse
di lui non se ne fece più menzione, dell'opera sua in molti affari reli-
!>e non che mori nel monistero, giosi. Nata in Costantinopoli la
costante nella sua conversione, e controversia degli azimi, e usando
fu sepolto sul pavimento nella na- i violenza per obbligare i
greci
vata sinistra della chiesa, come pro- latinia consacrare nel pane fermen-
va il Piacentini, ove si vede anco- tato, il Papa nel 1088, secondo il
ra il suo monumento sepolcrale, Rodotà, o nel 1097 al dire dello
consistente in una pietra sepol- Sciommari, spedi all'imperatore A-
crale che contiene per arma gen- Jessio l'abbate Nicolò per compor-
tilizia un' aquila scaccata di mu- re la concordia tra le due nazioni.
saico, stemma Tuscula-
de' conti Fu ricevuto con quelle dimostra-
ni, cui appunto appartenne Bene- zioni che si dovevano ai suoi me-

detto IX. Lo Sciommari racconta riti ed a chi lo mandava, per cui


che a suo tempo nella lapide se- col suo zelo ed eloquenza frenò
polcrale, oltre 1' aquila eranvi e- l'orgoglio de* greci, e liberò i latini
ziandio due serafini lavorati a mu- dalle ingiuste oppressioni che avea-
saico nella parte superiore, e in no sino allora sofferte.
mezzo ad essi era vi restato un in- Nilo II gli successe, rinunziò
cavo di croce che vi era prima di poi l'abbazia, e mori in buon con-
bronzo, e tolta per 1' irriverenza cetto a* 2 novembre1 1 36. Dopo
con la quale si calpestava, spiegan- di lui furono abbati Teodoreto, e
do che la croce e i serafini vi fos- nel 1 1 3 1 Nicolò II, sotto di cui ai
sero posti per memoria di persona 17 settembre fu consagrato l'ora-
insigne ecclesiastica ivi sotterrata. torio o piccola chiesa presso la
Inoltre difende Benedetto IX che maggiore, chiamata chiesa del ca-
dopo la morte
di s. Leone IX, pitolo, perchè quivi dai monaci
al dire delmendace Bennone, a- recita vansi uffici. Questa
i divini
vesse tentato d'invadere nuovamen- piccola chiesa o oratorio separato,
te la cattedra pontificia, come dal detto dai greci appendix ecclesiae,
favoloso racconto di essere dopo mor- fu anticamente dedicata ai ss. mar-
to comparso a certo Vado in figura tiriAdriano e Natalia o Anatolia,
d» spaventosa bestia, dicendogli di e poi lo fu ai ss. abbati Nilo e
essere condannato a perpetuo fuoco. Bartolomeo, restaurata in seguito
Morto agli 1 1 novembre circa l'anno nel 1 192 dall'abbate Ilario, e de-
ìo65 Bartolomeo d' anni ot-
s. corata nel 1610 dal cardinal O-
tanta, e tumulato come i suoi pre- doardo Farnese commendatario col-
decessori nella chiesa del moni- le sublimi pitture del Domenichi-
stero, fu eletto in abbate Leonzio, no, di cui parleremo in appresso.
che termino di vivere in concetto Il Galletti nel suo libro intitolato
di santità a'21 dicembre 1077, e il Primicero , ha prodotto alcuni
gli successero Arsenio, indi s. Luca documenti spettanti a questa abba»
Si GRÒ GRÒ
zia, uno dVquali è quello con cui con buona parte dei monaci per
Giovanni arcicanonico di 8. Gio- sottrarsi dai continui pericoli cui
vanni a porta Latina donò al sud- erano esposti. Furono accolti da
detto Luca abbate la menzionata Simone abbate colle più sincere
chiesa di s. Primitivo presso il la- dimostrazioni di affetto e di o-
go Burrano con lo stesso lago
di nore, come narra Rodotà. Fra il

fuori di Porta Maggiore di Pioma, le molte e preziose reliquie che

con la condizione che il rettore aveano posto in salvo si contavano,


della chiesa si ordinasse sempre una croce d'argento fornita d'oro,
dall'abbate di Grotta Ferrata, col e ripiena di reliquie di santi; un
consenso dell' arcicanonico o arci- gran calice ministeriale con patena ;

prete di s. Giovanni a porta La- un insigne reliquiario di cristallo


tina. Altro documento dice come con una delle spine della corona
Corrado vescovo di Sabina, e vi- di Gesù Cristo ; sei candellieri d'ar-
cario di Roma di Eugenio 111, pro- gento, e il cappuccio di s. Basilio
ferì sentenza in favore delle chiese serbato illeso dopo otto secoli , e
di s. Giovanni a porta Latina, e mandato da s. Gregorio
in Italia
di s. Prassede, contro Y abbate di Nazianzeno a Giovanni abbate del
Grotta Ferrata, circa due prati dei monistero basiliano di s. Agata pres-
casali di Valle Bona, di Valle Co- so il Tusculo, come riporta il Mat-
lomba e de Rubea. Da altro do- tei a p. 123 delle sue Memorie.
cumento poi si ha, come l'abbate La dimora dei due abbati e mo-
Nicolò II alla presenza del Pontefice naci nel monistero di Subiaco non
Anastasio IV e di molti cardinali con- fu tanto breve , e durò parecchi
cesse ad Ubaldo cardinal litolare di s. anni. Dappoiché avendo i romani
Prassede tuttociò che al suo moni- rinnovato i loro risentimenti con-
stero poteva competere nella pos- tro i tusculani e gli albanesi, per-
sessione di s. Primitivo, nel qual chè protetti dai tedeschi ricusava-
giorno medesimo un altro Nicolò no pagar loro gli eccessivi tributi
di Giovanni di Bono di s. Marco, imposti, si portarono a guastarne i
presenti Gregorio e Ruberto rifiu- territorii. I tusculani e gli albane-
tò abbate suddetto, e per lui
all' si per difendersi, e vendicare altri
al cardinal Ubaldo, ogni diritto che affronti ricevuti, si armarono ed af-
a titolo di feudo poteva aver acqui- frontarono romani, e ne fu de-
i

stato nel fondo di s. Primitivo. plorabile conseguenza strazi, desola-


Di questo parlammo al voi. XXVIII, zioni , rovine ed incendi a danno
p. 85 del Dizionario. Successiva- della Campagna romana , e fini
mente dopo Nicolò
divennero II collafamosa distruzione del Tuscu-
abbati Conone, Melezio_, ed Ignazio lo operata da' romani nell'anno
che presiedeva nel 1 1 54, e poi ri- 119» al modo che narrammo al-
nunziò. Gli successe Luca II e poi l'articolo Frascati, col qual nome
Eutichio, i quali si ritirarono uno s' che succedette al-
intitolò la città
dopo l' altro nel monistero bene- l'antico e celebre Tusculo, ed eb-
dettino de' ss. Scolastica e Bene- bero fine formidabili conti Tuscu-
i

detto di Subiaco, per le guerre del lani benefattori di Grotta Ferrata,


i i63, quando i normanni e i te- nella cui chiesa alcuni vi furono
deschi invasero ostilmente il Lazio, sepolti, secondo 1' Eschinai di, Da-
,

GRÒ GRO 55
scrizione di Roma e dell' agro ro- tefice Gregorio IX amorevole di
mano , p. 276. Mentre i basiliani questa abbazia, che come si è det-
dimoravano nel monistero di Su- to vi soggiornò e fece trasportare
biaco, le cose sacre e preziose che da Roma l' immagine della Ma-
aveano seco portate per salvarle donna, rinnovò e confermò le in-
dalla rapacità di tante guerre, te- dulgenze concesse dallo zio , come
mendo che se le avessero manife- dice ilPiazza a pag. 281, per cui
state a' monaci benedettini poteva- gli apparve la Beata Vergine , e
no un giorno restarne privi, le na- gli disse: Fili ad instantiqm Filli
scosero nel luogo loro assegnato mei, et domuni meam istam visi-
presso il sacro speco, colla speran- tantibiis in octava Assumptionis
za di riportarle a Grotta Ferrata Beatae Marine Virginia sii remis-
in tempi tranquilli. Ma essendo a sio omnium peccatorum. Altrettan-
poco a poco morti i basiliani che to riporta lo Sciommari a p. 127,
sapevano il sito ov' erano deposi- coli' autorità d' un' antica membra-
tati i nominati oggetti, quelli che na di ne riproduce il tenore.
cui
ritornarono all'antico soggiorno i- Avendo l'imperatore Federico II
gnorandolo non poterono ricupe- dichiarato guerra a Gregorio IX
rarli. Se non che nell'anno i388 i che lo avea scomunicato , ed in-
monaci benedettini ebbero la sor- timato un concilio contro di lui
te di ritrovare si nobili monumen- nel 1241 pose suoi alloggiamen-
i

ti ,. ed ancora conservano il cap- ti e quelli dell'esercito a Grotta


puccio di s. Basilio, ed altre sacre Ferrata , ed in questo luogo rice-
reliquie de' basiliani nella sagrestia vette porzione de' tesori, cioè di
di s. Scolastica, come attesta il p. vasi d' argento e d'oro, di gemme,
abbate Bini a p. 53 delle Memo- oltre altri arredi di gran valore
rie di quel monistero stampate nel appartenenti al culto divino, e da
1840. Cessatele guerre civili, i ba- lui tolti alle chiese del regno di
siliani, rientrali nel possesso del mo- Napoli, per farne moneta a soste-
nistero e degli stabili, rifiorirono, nimento della guerra. In questo
e nel 1 192 erano governati da tempo e 21 agosto 1241 morì
a'
Ilario XIX abbate e successore di in Roma Gregorio IX , per cui
?

Eutichio. Sotto l' abbate Giovan- 1 imperatore permise ad alcuni car-


nicchio, che presedeva nel 1204, dinali che avea fatto prigioni, di
Innocenzo III concesse alla chiesa recarvisi per procedere all' elezione
di Grotta Ferrata pei fedeli che del successore, col patto di rientra-
la visitassero in tutte domeni-
le re poi nel carcere. Fu eletto a' 22
che, nelle feste della Beata Vergi- settembre Celestino IV che morì
ne, degli Apostoli, e di que' santi agli 8 ottobre, onde per gli osta-
martiri le cui reliquie ivi si vene- coli frapposti da Federico II restò
ravano, la remissione della terza vacante la sede circa diecinove
parte de' peccati, e mille anni d'in- mesi. Dice il Rodotà, che secondo
dulgenza, e negli altri giorni del- la cronaca di Riccardo da s. Ger-
l'anno la metà. Altri abbati furo- mano, Federico II die il guasto ai

no Teodosio II che mori nel 1222, contorni di Roma , per sforzarla


Jsacco che morì nel i23o, e Ni- allaresa ; e che nel giugno del
colò III eletto a sua vece. Il Pon- 1242, dovendo abbandonare l'asse-
,

56 GRÒ GRÒ
dio, levò il campo da Grotta Fer- abbate. Avendo nel 1377 Grego-
rata, é portò via dal monistero rio XI restituito a Roma la resi-
due simulacri di bronzo che or- denza pontificia nel seguente an-
,

navano una fonte, cioè la statua no volendo evitare i caldi del-


di un uomo ed una vacca di mi- l'estate, con tutta la sua corte,
rabile lavoro, essendo la vacca dis- e preceduto dalla ss. Eucaristia si
posta con che per di-
tale artifizio portò in Anagni e fermatosi in,

verse fistole che aveano


e canali Grotta Ferrata allettato dall'ameni-
tra loro comunicazione interiore tà del sito, vi dimorò due giorni, co-
spargeva per diverse bocche lim- me si legge nel Muratori, Rer. ital.

pide acque; indi fece trasportare i script,tom. Ili, par. II, che ci dà
simulacri a Lucerà ov' erano ac- la descrizione che ne fece il Mas-
quartierati i saraceni da lui assol- sonio scrittore contemporaneo. Do-
dati. Il Nibby riporta alcune con- po l'abbate Giuseppe, lo divenne
getture sulla provenienza di tali si- Francesco de Mellini romano nel
mulacri a p. i35. 1426, indi lo fu Sabuccio de Mel-
All'abbate Nicolò IH successero lini romano, e poi Pietro Vitali
Biagio, llarione del 1272, e Bia- eletto XXXIX abbate verso il i43o:
gio II del i3oo. Abbiamo dal Piaz- questi intervenne al concilio gene-
za, e dallo Sciommari a p. 125, rale di Firenze celebrato da Euge-
essere registrato nella tabella del- nio IV, e fu l'ultimo abbate prima
le indulgenze della chiesa, che il Pa- dell'istituzione della commenda, il

pa Bonifacio Vili confermò alla quale eletto archimandrita del regiq


chiesa le indulgenze che godeva, e monistero basiliano del ss. Salva-
fece aprire una porta chiamata tore di Messina, ivi mori il 27 a-

santa ,
per la quale entrando ed prile i4°7. Qui è da sapersi, co-
uscendo i fedeli confessati e con- ni essendosi costantemente osserva-
'

triti in tutti i giorni di domenica to il rito greco nel monistero di


tredici volte, potessero liberare un'a- Grotta Ferrata sino all'epoca del
nima dal purgatorio. Anzi per me- concilio fiorentino in cui fu prin-
glio santificare questo terreno vi cipalmente promossa l' unione della
fece trasportare da Gerusalemme chiesa greca con la latina, dopo
tanto di terra santa , che potesse essere stata essa stabilita nel con-
spargersi per tutto il circuito este- cilio, il celebre cardinale Bessarione
riore della onde il luogo
chiesa, monaco basiliano, e l'abbate Pie-
venne chiamato,
camposanto. La, tro in unione di altri abbati del-
detta porta è poco lungi dal cam- l' mediante l' approvazione
ordine ,

panile, avendo scolpito su, d'una, di Eugenio IV , giudicarono spe-


pietra Porta Sancta, come scrive
: diente che i monaci di Grotta Fer-
lo Sciommari, che discorre eziandio rata, e gli altri delle provincie di
dell' indulgenza. A Biagio II suc^ Puglia, Calabria e Sicilia celebras-
cessero gli abbati Alessio, Gennaro, sero la messa greca coi paramenti
Angelo del i3i 1, Pancrazio, Ninfo latini, e coli' ostia secondo la for-
o Nifo che nel i324 morì in Avi- ma usata medesimi
dai latini ,

gnone ove risiedevano i Papi, An- mischiatovi però un poco di fer-


tonio, Angelo II, Corrado, Giaco- mento, come attesta lo Sciommari
mo, Girolamo, e Giuseppe X&XVI q p. 207 e seg. Non molto tempo
,

GRÒ GRÒ 57
dopo, col pontificio consenso, i no- inonistero di Grotta Ferrata difese
minati monisteri adottarono nel- e promosse l'unione della chiesa
I' ostia la totale uniformità coll'uso greca colla latina ,
principalmente
dell' azimo come i latini. Quest'ul- dal trovarsi nel suo tipico di san
tima determinazione probabilmente Bartolomeo ordinato sei volte al-
ebbe luogo quando dopo il conci- l' anno di celebrare pontificalmente
lio prese vigore la fazione scisma- l' abbate , dovendosi nella messa
tica di Marco arcivescovo di Efeso cantare 1' epistola e 1' evangelio in
contro gli azimi, per distinguere i latino ed in greco, premessavi an-
monaci italo-greci dai marco-efesiani, che l'orazione latina corrisponden-
col far sì che ritenessero al tempo te alla festività, che sono la dedi-
istesso la recitazione delle greche cazione del tempio a' 17 dicembre,

liturgie di s. Basilio e di s. Gio- 1' Assunzione della Madonna, il Na-


vanni Crisostomo coi divini uffizi tale, la domenica delle Palme, la
antichi , e mostrassero coli' abbrac- Pasqua, e la Pentecoste. Quindi lo
ciar gli azimi e le vesti latine la Sciommari eruditamente difende il

totale unione e soggezione alla rito greco-latino, loda i Pontefici


santa romana Chiesa, aggiungendo che ne furono costanti conservato-
parimenti nel simbolo le parole ri, e dice osservarsi nella collegiata
Filioque procedit. In appresso i cattolica di rito greco in Messina
Pontefici Paolo V, Urbano Vili, ed altrove celebrandosi col fer-
,

ed Innocenzo X
concessero che nel- mentato nella Grecia, Russia, Po-
le chiese greche de'basiliani, a pror Ionia, Calabria, Sicilia, ed altri luo-
porzione del numero de' monaci si ghi, come in Roma nella chiesa del
potessero dai medesimi celebrare collegio greco, essendo egualmente
una o due messe in rito latino, santissimo rito. Il Rodotà pure al
siccome venne seguito in quella di lib. 3, p. 236, n. 1, dice che an-
Grotta Ferrata per maggior sod- che in questo monistero di Grotta
disfazione de' fedeli latini che vi si Ferrata l'abbate allorché nelle ri-
recavano : è da notarsi che Urba* ferite solennità celebra pontifical-
no Vili ed Innocenzo X nel loro mente , recita in latino l' orazione
cardinalato furono protettori del- corrispondente al giorno che corre
l' È poi ancora da
ordine basiliano. e dipoi due sacri ministri cantano
che Benedetto XIV con la ambedue
?
avvertirsi 1 epistola e il vangelo in
costituzione Etsi persuasimi habemus, gì' idiomi ; e ritiene per certo che
emanata nel 175 1, comandò che gli questi monaci basiliani cominciaro-
abbati, i priori e i maestri de' mo- no a praticare siffatto rito dopo il

nisteri di rito greco debbano sem- concilio generale di Firenze, in argo-


pre celebrare in rito greco cum : mento della sincera loro corrispon-
\ina 3 aut duae missae, quae latino denza e soggezione alla chiesa roma-
ritu juxta apostolicas constitutiones na. Il Piazza \\e\Y Eusevologio citato
in ipsis ritus graeci monasteriis 3 in dice che i monisteri basiliani di Po-
quibus sex vel plures monachi repe- lonia, Lituania, Russia Alba e Nera,
riunlurs celebra ri possunt, per mo- rendono ubbidienza al prete archi-
nachos simplices, ut dici tur non , mandrita, eletto dai monaci medesi-
graduatos celebrari debeanl. Osser- mi per facoltà speciale concessa da,
va Ip Sciommari a p. 209, che il Urbano VIII a' 4 ottobre 1624.
58 GRÒ GRO
Considerando Pio II le disgrazie dici greci mss. tra' quali è celebre
cui era soggiaciuta Y abbazia per l'Eucologio patriarcale, come anco-
Je guerre civili e per le invasioni ra prese cura che vi risplendesse il

straniere, per cui deteriorava gior- culto divino: di tutto diffusamente


nalmente anco nel numero de'mo- tratta il Bandini nell'egregio suo
naci, non che la perdita di molti libro De vita et rebus gcstis Bessa-
beni usurpati dalla prepotenza dei rionis cardinalis Nicaeni, Romae
signori secolari, per vendicarne le 1777. Mori il zelante cardinale nel
ragioni, e farvi rifiorire il moni- 1472, e subito ne profittarono gli
28 agosto i/j.62 la dichia-
stero, a' antichi usurpatori per ristabilire le

rò commenda, e ne fece primo ab- loro ingiuste pretensioni con nuo-


bate commendatario il dottissimo ve occupazioni. A ciò si aggiunga
cardinal Bessa rione greco di Tre- la divisione poi fatta dai Papi del
bisonda vescovo tusculano, ch'es- gran corpo delle rendite a benefi-
sendo stato monaco basiliano ne zio di altre chiese, collegi e luoghi
avrebbe avuto tutto l'impegno, non pii, serbandone una parte per l'ab-

essendo stato sufficiente quello u- bate commendatario unito col capi-


sato dall'abbate Francesco Melimi^ tolo de'monaci, incombendo al com-
creato a tal fine da Martino V, e mendatario il provvedimento totale
poi vescovo di Senigallia , e dal- del monistero e della chiesa. In
l'ultimo abbate Vitale da Pio II quanto al primo abbate del moni-
fatto archimandrita di Messina. 11 stero che ne prese il governo dopo
cardinale assunse il titolo di ab- V istituzione della commenda, che
bate commendatario di s. Maria fu Luca Manilla, e della serie dei
di Grotta Ferrata, come lo usaro- suoi successori, questa si produ-
no i suoi quattordici successo- ce dallo Sciommari a p. 114 si-

ri, de' quali riporteremo la serie, no ad Epifanio Stawiscki polacco,


mentre alle loro biografie se ne pio e dotto, XXXV abbate della se-
possono leggere le notizie. Il car- conda serie. Ad esso successero si-
dinal Bessarione prese l'ammini- no a'nostri giorni i seguenti. Deve
strazione e possesso dell'abbazia per notarsi che il p. d. Giacomo Sciom-
mezzo di Nicolò Perotti arcivesco- mari lodato, primieramente nel 1 73o
vo di Siponto, da lui eletto prò-, fu fatto abbate generale dell' ordi-
curatore e vicario generale. Ordi- ne, indi in tale anno incomincia la
nò il cardinale esatto inventario detta nuova serie col p. Demetrio
e registro degli stabili, diritti, privi- Titi già stato abbate, Bartolomeo
legi ed istromenti, e si occupò al- Ulerico, Giacomo Sciommari sud-
la ricupera dei beni usurpati; ri* detto, Gio. Cristoforo Pistrucci, Nic-
storò gli edilizi del monistero, ar- cola Olivieri che fu pure visitatore
ricchì la chiesa di preziose suppel- provinciale, Alessandro Filocamo,
lettili sacre, delle quali ancora si Teodoro Piacentini, Tommaso
Gat-
conservano uno de' due stoloni o ta, che essendo valente meccanico
fenoli, intessuto di oro, e ornato e geografo fabbricò nel moniste-
di parecchie figure rappresentanti ro un cembalo, ed inoltre fece una
alcuni fatti della vita di Gesù Cri- bella e grande sfera armillare che
sto, un gran calice con patena di tuttora si conserva nella biblioteca,
bellissimo lavoro, alcuni pochi co- i disegni e le piante del moniste-
GRÒ GRÒ %
io e di tutta la badia, il disegno monistero. Le armi e il nóme suo
della nuova sacrestia, ed altro; Gre- ripetutamente si vedono frammi-
gorio Pieraggi, Paolo Fasoli, Carlo schiate agli ornati dell' architettura,
Alatici romano, benemerito del mo- e la rovere sua insegna gentilizia
nistero e della biblioteca, che go- domina perfino ne' capitelli delle
vernò dal 1796 al 18 io, epoca in colonne del palazzo abbaziale da
cui dal governo francese fu sop- lui eretto, nel quale oltre la bella

presso il monistero. Riaperto que- e soda architettura, altro oggi non


sto nel 1 8 1 4» tornò ad esserne ab- si ammira che alcuni frammenti
bate il Pieraggi; indi Epifanio Ma- di scoltura antica , ritrovati nelle
zio romano, storico illustre e pre- vicinanze, e che diconsi appartene-
dicatore, e Nilo Alessandrini di Su- re alla villa di Cicerone. Tra essi
pino , i833 Lui-
cui successe nel meritano osservarsi due bellissimi
gi Riva romano, che nel novembre massime quello rappre-
bassorilievi,
dell' istesso anno morì. Il secondo sentante una figura assisa con una
abbate commendatario fu Domeni- pantera sotto, collocata in una del-
co Astalli nobile romano; il terzo le sale del palazzo.
il cardinal Giuliano della Rovere II nominò quarto abbate
Giulio
d'Albizola, nominato dallo zio Sisto commendatario il cardinal Giovan-
IV, che d'animo grande fece demo- ni Colonna romano, sotto la cui
lire l'antica fabbrica, e die princi- amministrazione a' 23 novembre
pio ad un nuovo chiostro con di- i5oj fu assegnata la separazione
verso disegno , fortificando all' in- della mensa monastica da quella
torno l'abbazia con solide muraglie dell'abbate commendatario, facendo
e fossi a guisa di fortezza, seguen- stabilire il numero di dieci soli
do l'uso di que' tempi, per assi- monaci con due serventi, e per cia-
curarla dalle irruzioni degli stranieri, scuno di essi una provvisione assai
e dalle potenti fazioni. Nel ponti- tenue per il puro vitto e vestito: e
ficato di Sisto IV ed a' 5 giugno parte di quella per maggior dis-
1482 Alfonso duca di Calabria, grazia del monistero dovea rica-
figlio di Ferdinando re di Napo- varsi dalle rendite che proveniva-
li, da questi mandato ne' dominii no dalla Calabria ed altri luoghi
pontificii con un esercito, prenden- lontani, senza punto per allora sta-
do le parti del duca di Ferrara suo bilirsi il provvedimento delle fab-
genero, alloggiò a Grotta Ferrata briche, della chiesa, degli studi e
con tremila fanti, e venti squadre del noviziato. In tal modo il co-
di cavalli. Nell'ultimo anno del pon- piosissimo numero antico de' mo-
tificato di Sisto IV, nella notte del naci venne ridotto a soli dieci il :

9 al io luglio i4^4 fu sorpresa cardinal Giovanni si servì per sua


la terra e 1' abbazia dai Colonnesi abitazione del nuovo edifizio, lascian-
a danno degli Orsini, i quali non ne do i monaci dimorare in angusto
furono scacciati che dopo avere re- sito. Alla sua morte, accaduta nel

cato al luogo molti guasti. Nel i5o8, Giulio II gli die a succes-
i5o3 il cardinal della Rovere fu sore Pompeo Colonna romano, che
eletto Papa col nome di Giulio II, Leone X nel 1 5 7 creò cardinale,
1

onde ingolfato in nuove e gravi e morì nel i532. Clemente VII


cure lasciò imperfetto il disegnato fece commendatario il suo cugino
3

6o GRÒ GKO
cardinal Ippolito de' Medici fioren- re, che pur dichiarò protettore deU
tino, ch'essendo morto nel i535, l'ordine basiliano. Fu egli ch'eresi
Paolo III gli die a successore Gio. se alla Beata Vergine un nuovo al-
Maria de' Ciocchi del Monte di tare di marmi preziosi con due ,

Monte Sansovino, che nell'anno se- grandi statue di marmo vestite di


guente creò cardinale, ed in sua mor- bronzo dorato, e rappresentanti an-
te nel i55o divenne Giulio III.Questi geli in atto di adorazione, e ripo-
nominò alla commenda il nipote del se l'immagine antica fattavi tras-
predecessore il celebre cardinal A- portare da Gregorio IX, entro cor-
lessandro Farnese romano, il quale nice di bronzo dorato con angio-
fece la soffitta della chiesa come si letti simili, aggiungendovi nel mez-
vede dai suoi stemmi, con belli in- zo un nobilissimo tabernacolo di
tagli in rilievo di legno; eresse dai metallo, prezioso per le quattro

fondamenti il coro con la sagre- colonne di agata orientale, che per


stia; ordinò che si ritoccassero le la specialità del lavoro che lo ador-
pitture che adornano d'intorno tutta nano : del suo arco con importan-
la parte superiore della chiesa, opera te mosaico ne parleremo per ul-
de' secoli bassi, esprimenti in due timo.
ordini i misteri delia vita di Gesù Nel 1679 mori i' cardinale, ed
Cristo, essendosi dovuto ricuoprire Innocenzo XI fece abbate il nipo-
il terzo a cagione della nuova sof- te del defunto, il cardinal Carlo
fitta, che prima non vi era, essen- Barberini romano, il quale fu ze-
do il tetto tutto ricoperto di piom- lante e generoso abbate, e terminò
bo; ma il piombo nel i5o8 era di vivere nel 1704. Clemente XI
stato tolto per cuoprire parte del- allora fece duodecimo abbate com-
la cupola di s. Pietro allora in co- mendatario il cardinal France-
struzione. A* tempi del cardinal A- sco Barberini romano, il giuniore,
lessandro Gregorio XIII emanò la pronipote di Urbano Vili che i- ,

bolla 58, Benedictus Dominus, con mitando la munificenza de' prede-


la quale pubblicò sull'ordine basi- cessori fece la balaustra dell'altare
vano que' provvedimenti di cui al- maggiore ove venera la Madon-
si

trove facemmo menzione. Dopo la na, di marmo


nero antico, con due
morte di esso, Sisto V fece nono porticelle nel mezzo di bronzo ben
abbate commendatario nel i5&9 il lavorate, e con lo stemma gentili-
magnanimo cardinale Odoardo Far- zio, A lui Io Scioramari dedicò il
nese romano, nipote del defunto. suo libro; e nel suo governo Cle-
Nel 1610 l'oratorio o chiesa del mente XI contribuì una somma di
capitolo dedicato ai ss. Adriano e denaro quando monaci nel 1 7 1
i

Natalia, il cardinale Odoardo in o- impresero a fabbricare il nuovo


nore de' ss. abbati Nilo e Bartolo- monistero, laonde per gratitudi-
meo lo fece superbamente abbelli- ne gli eressero corrispondente la-
re colle insigni pitture del Dome- pide marmorea. Il Pontefice in mi-
nichino, che poi indicheremo. Alla norìbus avea frequentato il moni-
di lui morteavvenuta nel 1626 stero in tempo di villeggiatura, ap-
Urbano Vili nominò commenda- prendendovi da un monaco la lin-
tario il suo nipote cardinal Fran- gua greca, onde fu poi in grado
cesco Barberini fiorentino, il senio- di tradurre da essa nell'idioma U-
GRÒ GRÒ 6i
tino quelle opere di cui «altrove fa- lui si legge onorifica iscrizione nel-
cemmo menzione. Nel suo pontifi- la sagrestia, ove si dice, sacrarìum
cato recandosi a Castel Gandoljo a fundamentis erexerit t perfecerit,
(Fedì) alla villeggiatura, più volte et sacra ditaverit supellectili, prin-
onorò di sua presenza il moniste- cipi beneficentissimo, eximio divini
io e la chiesa , massime nel sab- cultus amplificatori, etc. L'iscrizio-
bato in cui si cantava le litanie. ne l'eressero l'abbate e i monaci nel
Essendo incominciata la detta vil- 1782. Indi Pio VII dichiarò ab-
leggiatura pontificia sotto Urbano bate commendatario, e fu l'ultimo,
Vili, indi migliorata da Alessandro il celebre cardinal Ercole Consalvi

VII, que' Papi più volte da essa si romano, che al modo detto, nel
recarono a Grotta Ferrata: altret- 1816 rinunziò alla giurisdizione ba-
tanto fecero Benedetto XIV, Cle- ronale. Tanto nelle invasioni dei
mente XIII, Clemente XIV, Pio francesi repubblicani sotto Pio VI,
VII, e il regnante Gregorio XVI, che imperiali nel pontificato di Pio
come si legge nei Diari di Roma. VII, i monaci non furono rimossi
I Pontefici furono ricevuti talvolta dal monistero, come accadde agli
dai cardinali abbati commendata- altri religiosi, e nella seconda in-
ri, e sempre dagli abbati di go- vasione fu la consulta di Roma che
verno e famiglia monastica, che do- supplicò grazia pel monistero. Ma
po aver orato in chiesa, ammisero esigendo nel 18 iogoverno fran-
il

ai bacio del piede nella sagrestia cese il noto giuramento, ed essen-


o nel monistero. Il cardinal Bar- dosi i monaci ricusati furono es-
,

berini morì nel 1738, e Clemente pulsi, restandovi il solo d. Nilo A-


XII dichiarò commendatario il ni- lessandrini vestito da prete secola-
pote cardinal Gio. Antonio Gua- re pel governo della parrocchia. Sic-
dagni fiorentino, che nel 1754 l'i- come per la umidità i dipinti del-
staurò ed abbellì la chiesa, ma fu la cappella de' ss. Nilo e Bartolomeo

biasimato il temperamento di rin- aveano molto sofferto , il cardinal


chiudere le otto summentovate co- commise all' insigne pittore barone
lonne in pilastri; indi eresse l'alta- Vincenzo Camuccini di farli ripu-
re a s. Teresa di cui avea profes- lire e l'istaurare sotto la sua dire-
sata la regola , e terminò i suoi zione: questo venne eseguito nel
giorni 1763: fu sotto di lui, e
nel 18 19, per cui vi fu posta analoga
dopo la morte del cardinal Giu- iscrizione, ed eretto per ordine del
seppe Accoramboni vescovo Tuscu- medesimo cardinale un busto mar-
lano, che Benedetto XIV emanò moreo rappresentante il Domeni-
la bolla Inter multa, con la quale chino. Essendo morto nel 1824 il
stabilì le narrate giurisdizioni del- cardinal Consalvi, Leone XII fece
l'abbate commendatario, e del ve- quelle disposizioni che accennam-
scovo Tusculano. Verso questo tem- mo, e poi nel i833 il Papa che
po nell'ampio refettorio furono fat- regna nominò visitatore apostolico
ti i banchi di noce , ed evvi lo nello spirituale e nel temporale
stemma di Benedetto XIV. Cle- dell'abbazia e del monistero il car-
mente XIII fece commendatario il dinal Mario Mattei, che pienamen-
nipote cardinale Carlo Rezzonico te corrispondendo ai pontificii de-
veneziano, che morì nel 1799: di siderai ha ridonato il lustro al ino-
C>2 GRÒ GRO
nistero, abbellita e restaurata hi getto di particolari sollecitudini del
chiesa, sì nell'interno che nell'ester- cardinal visitatore: l'accrebbe di
no, aumentate le fabbriche, e fatte moltissime opere, parte ricuperate,
tutte quelle beneficenze che andia- altre acquistate, altre da lui dona-
mo a raccontare, cioè le principali, te. E qui faremo menzione dell'an-
e con brevità. tica biblioteca tanto rinomata , e
Incominciando dal monistero, di- doviziosa di codici greci, come scri-
remo che per le note luttuose vi- vono il Piazza, lo Sciommari ed il
cende erasi in esso non poco alte- Rodotà. Narra quest'ultimo, che i
rata la monastica osservanza, e ri- basiliani di Grotta Ferrata congiun-
stretto il numero de' monaci a se- sero alla osservanza della regolar
gno ch'erano ridotti a quattro, due disciplina lo studio delle lettere :

de' quali morirono. Per le provi- possessori della greca favella erano
de cure del cardinale, e per quelle bene istruiti nelle scienze, dediti al-
de' suoi vicari, e specialmente del- la lettura de* padri, ed occupati alla
l' odierno p. Francesco da Lucca , trascrizione de' loro volumi. Arric-
lettore generale de* minori osser- chivano la memoria coi passi degli
vanti, quale era stato già depu-
il autori, e imprimevano nel loro spi-
tato dal cardinale a lettore in fi- rito i nobili sentimenti che trascri-
losofia e teologia agli studenti del vevano : molti erano fra essi i pro-
monistero, l'osservanza monastica ri- fessori esperti , ,ie dotti letterati
fiorì: laonde dodici sono in oggi i gli Tale era l'a-
studiosi uditori.
monaci coristi, otto de' quali sacer- more eh' eglino portavano alle let-
doti, colla fondata speranza di ac- tere, che fra le angustie delle ren-
crescimento, atteso il noviziato in dite, alle quali erano ridotti verso
vigore. Risplende nella nuova fa- la metà del secolo XV, e nella pe-
miglia religiosa la vera disciplina nuria di religiosi scienziati, si va-
monastica, e vi fiorisce lo studio levano di secolari calligrafi o per
della lingua greca, non che quelli trascrivere nuovi codici, o per ri-
della filosofia, e della teologia sì storare gli antichi. Uno di questi
dommatica che morale. L'andamen- fu Giovanni Roso sacerdote greco
to delle cose amministrative essen- di Candia, il quale vivea nel i4^^>
do in grandissima confusione, il car- secondo la testimonianza di Mont-
dinale col suo zelo giunse ben pre- faucon, Paleograf. lib. I, cap. 7, p.
stoad eliminare il disordine, fa- 81. Era la loro libreria ricca di
cendo impiantare la computisteria, copioso numero di eleganti codici
riordinare 1 archivio abbaziale, ed sì pregiabili per la forma de' ca-
adottando altri opportuni tempera- ratteri, per 1' antichità , e per gli
menti e provvidenze, ne ottenne argomenti, che furono reputati de-
felicirisultati co' quali potè corri- gni, e al dir del Piazza per sicu-
spondere ai molti pesi che gravita- rezza maggiore, da Sisto V, e da
vano l'amministrazione, abbondante- Paolo V nel 1614 di trasferirsi
mente soccorrere ai bisogni del mo- nella biblioteca vaticana; ed Urba-
nistero, e che an-
fare le belle cose no Vili con alcuni di essi volle
diamo narrando. La biblioteca, che adornare la biblioteca della sua fa-
costituisce uno de' principali orna- miglia Barberini. Ai monaci si la-
menti del monistero, fu pure og- sciarono quelli meno importanti, e
GRÒ GRÒ 63
destinati principalmente all'uso del mila volumi, non compresi i codi-
coro. Nello Spicilegium romanuni ci greci : trattano essi di tutte le
che si pubblica dal dottissimo car- scienze, particolarmente sacre. In
dinal Mai in Roma coi tipi del col- quanto poi ai codici mss. greci nel-
legio Urbano, ecco quanto si legge la massima parte, ed alcuni latini,
nel t. II in fine Moniti de fragmen- e che in tutto saranno circa due-
tis historicis Tusculanis pag. i, 2: centotrenta, sembra certamente de-
» .. . adivi interdum proximi mona- gno di particolare e distinta men-
sterii basilianorum, quod vulgo di- zione un codice greco, che tuttavia
ci tur Criptae Ferra tae,bibliothecam, qui si conserva, intitolato Eucolo-
olim quidem graecis codicibus abun- gio patriarcale. Questo pregiatissi-
de instructam, nunc aulem valde mo codice lo portò con sé al con-
iraminutara , postquam ejus pars cilio ecumenico di Firenze un cer-
melior et maxima in Vatica- to Giorgio Vari sacerdote greco di
num sub PP. Sisto V,
palatium Candia, e fu esso codice di somma
Paulo V
Pio VI transiit
et autorità in quel concilio. IlVari
Alios insuper ejusdem coenobii co- lo donò al cardinal Giuliano Ce-
dices ad Barberiniorum bibliothe- sarmi del titolo di s. Sabina , e
cam translatos Urbani Vili nutu, questi ne fece un regalo al cardi-
narrat Rodotà in Historia graeci nal Bessarione, da cui venne di-
apud Italos ritus lib. II, cap. XI. poi, come dicemmo, lasciato in do-
Nec vero dubito quin alia praete- nativo a questo monistero come ,

rea detrimenta bibliothecae illi, ut riferisce il p. Goar nel proemio


flt, contigerint a lapsu temporis, della sua celebre opera che ha per
a loci per politicas conversiones so- titolo Rituale graecorum, Venetiis
litudine et vastitate, et ab homi- 1730, in cui decanta il detto co-
num quandoque improbi tate. Ita- dice, del quale fece uso nella com-
que nec ille famigeratus Aesopi co- pilazione del Rituale. Ne parla an-
dex, quem suum inter doctos di- cora lo Sciommari a p. XIX, ni
ditus, àpud Cryptam Ferrata m ser- 7, con onore. Il medesimo codice
vari tradidit, nunc certe uspiam ap- servì nella correzione e pubblica-
paret: ego suspicor plus for-
etsi zione dell'Eucologio greco stampa-
tasse in hac fama latere fabulam, to nella tipografìa di propaganda
quem fabularum in eo codice um- fide sotto Benedetto XIV. Con un
quam extitisse. Modicus igitur illic codice di questa biblioteca nel 1670
remanet graecorum codicum nume- potè completare il Menologio gre-
rus ( nam de latinis sileo ) rem asce- co della biblioteca vaticana, conte-
ticam, hagiologicam, et liturgicam nente i pi-imi soli sei mesi, come
ferme spectanlium : tamen me
scio sipuò leggere nella prefazione del
ibi vidisse Galeni quoque partem, Menologium graecorum , Urbi ni
juris civilis tractatum, lexici frag- 1727. Da questa prefazione ezian-
mentum, scholia parva ad Home- dio rilevasi, che i monaci basiliani
rum, item Odisseam et Iliadis frag- di Grotta Ferrata furono quelli
mentum, et ut puto pauca alia, in- che dal greco tradussero in latino
ter quae priscarum haeresum, si be- tutto il mese di agosto, su di che
ne memini, quandam Historiam ". è a vedersi una nota del dotto p'.

La biblioteca contiene circa sei Piacentini, inserita nel fine della p*.
,

64 GRÒ GRÒ
1 3 della sua opera De sepulchro fatto un nuovo oratorio migliore
Benedica IX. dell'antico. Costruì presso la chie-
Riprendendo l' istoria delle cose sa il con ampio campo
cimiterio
fatte dal cardinal visitatore, riven- santo con cinque sepolture per la
dicò un'eredità di scudi seimila la- parrocchia, ed in mezzo una bella
sciati al monistero dalla marchesa cappella con contiguo oratorio per
Passerini, coll'annuo peso di scudi la confraternita del ss. Sacramento
novanta da erogarsi in tre doti ad e cinque piaghe; oltre l'erezione di
altrettantepovere zitelle di Grot- altri edifìzi, dei lavatoio, e restau-
ta Ferrata.
Essendosi nel 1 834 ri di parecchie mura merlate e fab-
quasi perduta l'acqua Tepola, del- briche demolendo quelle che de-
,

la quale furono benemeriti gli ab- turpavano alcuni luoghi. In mezzo


bati commendatari cardinali Ales- alla piazza del castello vennero e-
sandro Farnese e Carlo Barberini, rettedue copiose fonti a pubblico
che dal luogo detto Squarciarelli comodo, massime nelle fiere; ed
veniva in gran copia nel moniste- alla clausura fu posto miglior can-
ro, con detrimento pure delle fa- cello di ferro. Volendosi entrare
miglie che ne partecipavano, il dalla porta principale della chiesa
cardinale colla spesa di circa quat- doveasi passare per l'atrio chiamato
tromila scudi ne ottenne il ri- dai greci Nartece, che serviva per
torno più abbondante di prima, e Essendo di-
le funzioni parrocchiali.
siccome pure restaurò ed ornò il venuto deforme, tranne l'altare di
fonte ad uso pubblico, nel 1837 marmo in cui si venera una sta-
fu eternata la beneficenza con iscri- tua della Beata Vergine col Bam-
zione scolpita in marmo. Passando bino , chiamata la Madonna delle
a dire quanto riguarda la chiesa Grazie, rimossi i piccoli fabbricati
il cardinale vigilando sul decoro di che deturpavano, questi venne-
lo
essa, l'ha provveduta di molti sa- ro diroccati con l'atrio dai fonda-
cri arredi, altri restaurandone, e ri- menti, sostituendovi un nuovo Nar-
pulendo la sagrestia che ha il qua- tece con disegno di gusto semi-go-
dro di s. Carlo Borromeo dipinto tico più solido, più regolare e più
dal padre Angeletti; restaurò il grande del demolito; sulla porta
soffitto e tutte le parti che ne ab- principale venne collocato in mar-
bisognavano; e conoscendo quanto mo lo stemma de' basiiiani , con
riusciva incomodo per la sua ristret- iscrizione sacra alla Beata Vergine,
tezza il coro, lo ingrandì per qua- mentre sulla porta laterale all' in-

si due terzi di più, per cui da un- saputa del cardinale, i monaci per
dici stalli che conteneva, oggi ne gratitudine collocarono la di lui ar-
ha venticinque di noce ornati d'im- me di marmo con iscrizione e l'an-
pellicciature d'ulivo. Gli die mag- no i843. Inoltre il cardinale col
gior luce, e fecevi dipingere al na- medesimo stile semi-gotico ornò il

turale sei santi basiiiani , con lo rimanente del prospetto esterno del-
stemma dell' ordine. Per tale in- la chiesa al disopra del Nartece,
grandimento del coro avendosi de- con analoga e corrispondente fac-
molito per metà l'oratorio interno ciata ,
quanto semplice altrettanto
de' monaci, vi fu ricavato un co- decorativa , facendovi innalzare in
ietto ed una stanza, quindi venne marmo lo stemma del Papa che
GRÒ GRÒ 65
regna, e sotto a grandi lettere l'e- novato caso di vedere riunita in
il

pigrafe : Gregorio XVI P. M. au- un cardinale per la quinta volta


spice. In tal modo si nobilitò il la giurisdizione sulla diocesi di Fra-
principale ingresso del tempio, e scati e sull'abbazia di Grotta Fer-
per renderlo più comodo e conve- rata, dappoiché altrettanto era av-
niente, vi si formò innanzi l'ampia venuto nel i565, nel 1626 e nel
piazza suindicata. Negli scavi fatti 1750, quando cardinali Alessan- i

pei fondamenti del Nartece, si rin- dro Farnese, Odoardo Farnese, e


venne notabile quantità di frantu- Gio. Antonio Guadagni abbati com-
mi marmi, e fra alcu-
di pregevoli mendatari divennero vescovi Tu-
ne Giano bifronte; più
teste quella di sculani. A ciò devesi aggiungere che
diversi mattoni di terra cotta con il cardinal Bessarione quando daPio
iscrizioni ed arabeschi, degli avan- li fu fatto primo abbate commen-
zi di bel mosaico, e quelli di un datario , era cardinal vescovo di
gran condotto di piombo. i449J ea ^ ^°"
Frascati sino dal *

Altre beneficenze del cardinal vi- vaes avverte che nel 1468 tornò
sitatore sono le generose sovven- al vescovato di Sabina da lui già
zioni in denaro e vestiario, ed al- occupato. Nella mattina dei 4 ot "
tro, che fa distribuire alle famiglie lobre 1844 M Pontefice Gregorio
povere della parrocchia, oltre i pre- XVI, col solito corteggio, dalla vil-
mi ai fanciulli e fanciulle che fre- leggiatura di Castel Gandolfo si

quentano l'insegnamento della dot- portò a Grotta Ferrata ricevuto


trina cristiana ; l'aver stabilito a co- dal lodato cardinal visitatore e dal-
modo monaci e della popolazio-
de' la monastica comunità. Dopo aver
ne un medico esercitante anco la fatto orazione in chiesa e ricevuta
bassa chirurgia; statuito tre posti la benedizione del ss. Sacramento,
gratis nel seminario diocesano di passò nella bella sala della biblio-
Frascati, ad altrettanti poveri grot- teca ove ammise benignamente i
,

taferratesi, i quali ascendono a più monaci al bacio del piede, e fu


di seicento, in vece di quelli che servito con decoroso rinfresco, del
si mandavano al seminario roma- quale ne fruì pure tutta la fami-
no, coli' alternativa della nomi- glia pontificia, ricevendo dal cardi-
na d' uno e di due giovani ; e per nale un astuccio con parecchie del-
non dire di altro, il cardinale dal le nominate medaglie d'argento.
valente incisore Nicola Cerbara fe- Indi il recò ad ammirare
Papa si

ce incidere due medaglie, una gran- tutti i nuovi edifizi, gli abbellimen-

de, l'altra piccola, con l'immagine ti, i molti restauri ed altro fatto
della B. Vergine col divin Figlio in per le indefesse ed intelligenti sol-
braccio, che venerasi nella chiesa, lecitudini del cardinal visitatore, per
da una parte, e dall'altra con quelle cui il borgo, la chiesa, il moniste-
de' ss. Basilio , Nilo e Bartolomeo; ro e le adiacenti fabbriche hanno
come ancora fece incidere in rame preso un florido e nobile aspetto,
da Nicola Sangiorgi 1' immagine onde il Pontefice esternò al cardi-
dellaMadonna. Nel concistoro dei nale la sua piena compiacenza e
17 giugno 1844 essendo divenuto soddisfazione, ricolmandolo di me-
vescovo Tusculano il cardinal Ma- ritati encomi. Poscia passando il

rio Mattei, in certo modo si è rin- Papa a Frascati per recarsi all'ere-
VOJ-. XXXIII. 5
è,

66 GRÒ GRÒ
ino de' camaldolesi , ivi ancora fu dell'antico, maggior ampiezza, re-
ricevuto dal cardinale. golarità e solidità , il sotterraneo ,

La chiesa, secondo alcuni che la le pitture 3 maggior luce ed una


descrissero, venne divisa in tre par- porta di più, oltre l'altare miglio-
ti : nel Nartece, atrio interiore o ve- rato siccome si è narrato. Erraro-
stibolo, nella chiesa propriamente no coloro che asserirono, compreso
detta, e nella cappella de' ss. Nilo il dotto Nibby, essere il vestibolo
I Bartolomeo. L' antico Nartece è o Nartece demolito più antico del
descritto dallo Sciommari a p. 123, rimanente della chiesa, ovvero che
spiegando le colonnette dell'altare il Nartece e la chiesa edificati fos-
adorne di musaico, chiavi pontifi- sero in tempi più a noi vicini, chia-
cie, Agnus Dei, un giglio ed aqui- mando la chiesa tempio moderno,

le i65 e 166. Que-


scacca te, a p. perchè confusero restauri ram- i

st'altare ritrovasi tutt'ora nel nuo- mentati del cardinal Guadagni per
vo Nartece, con nuova predella di riedificazione, mentre che tanto il
platano con due gradini di marmo, Nartece che la chiesa furono eretti

li Nibby a p. 139 opina che gli da s. Bartolomeo, come abbiamo


stipili antichi della porta esterna detto disopra coli' autorità dello
del vestibolo medesimo sieno stati Sciommari. Come non è vero che la
tolti da qualche fabbrica del terzo chiesa non presenti nulla di osserva-
secolo di nostra era, e che l'archi- bile,come dice qualcuno, esisten-
trave sia stato formato coli' orlo su- do quei monumenti surricordati
periore di un sarcofago antico, a- ed altro che andiamo a indicare.
vente nella chiave incastrato un Entrando in chiesa gli stipiti di
toro, scultura de' bassi tempi : que- marmo della porta sono ornati di
sti antichissimi stipiti ed architra- pampini e grappoli , simbolo comu-
ve costituiscono in oggi gli ornati ne ne' primi tempi del cristianesimo
della porta di detto nuovo Narte- per denotare la chiesa. Sull'archi-
ce. A sinistra della porta aggiun- trave pure di marmo evvi un'iscri-
ge eh' eravi una memoria del 1619 zione greca che lo Sciommari cosi
di Faustina Terenzi di Nettuno, ivi traduce: Januam Domus Dei m-
improvvisamente morta per cadu- gressuri extra deponile curarum
ta di cavallo: il busto in marmo ebrietà te m , ut judicem inlus beni'
di Faustina con la sottoposta iscri- gne inveniatis. Sulla stessa porta ,

zione di quanto le accadde , serve espresso in musaico, si vede Gesù


ora di ornamento al nuovo campo Cristo con la Madonna a sinistra,
santo. E qui avvertiremo che nel- e al dire di alcuni, come di Nib-
V interno del nuovo Nartece si tro- by ,Bartolomeo a destra
s. , e fra
va tuttociò che si trovava nell'an- le due prime figure quella di un
tico, tranne il detto busto , le se- monaco di minore statura , forse
polture parrocchiali, e la cassa di quello che ordinò il lavoro eh'
pietra con antichi geroglifici che da coevo all'erezione dell'ornato della
molto tempo non esisteva più, e porta; locchè non è vero, ma ben-
eredesiche sia quella che riceve sì quanto andiamo a descrivere.
l'acqua della fontana esistente nel Alla desti a di Gesù Cristo è la Ma-
giardinetto de' novizi. Nello stesso donna con l' iscrizione greca M fi-

nuovo Nartece vi si trova di più tti Dei , a sinistra s. Gio. Battista


GRÒ GRO 67
com'è confermato dalle lettere gre* vallini pittore mosaicista e sculto-
che accosto alla di lui testa che in re nato in Roma nel 1259 ed al-
latino vogliono dire s. Joannts Prae- lievo di Giotto. Lo Sciommari a
cursor. In ordine poi alla figura p. 125 dice che secondo le antiche
piccola che vedesi tra il Salvatore e memorie la chiesa avea quattro al-
la Beata Vergine, ciedesi comune- tari, il primo col tabernacolo ove
mente che sia Giovanni XIX, da cui era riposta la ss. Eucaristia, il se-
nel 1025 fu consacrata la chiesa, condo con immagine della Madon-
perchè rappresentato in abito pon- na, il terzo pur dedicato alla me-
tificale con mitra in capo, stola, e desima ed ai ss. Quaranta marti-
nella mano destra un bastoncello quarto detto de' morti, ch'era
ri, il

o aspersorio, come si osserva nel- sacro a s. Nicolò. Osserva, che per

le figure del pontificale romano concordare ciò coi tre altari che
stampato nel i66r, ove a p. 261 ora vi sono, conviene supporre che
e 3o4 è descritto e rappresentato alprimo di settembre 1577, essen-
il vescovo così vestito coll'asperso- do commendatario il cardinal Ales-
rio. Tanto si legge nel giornale mss. sandro Farnese autore del soffitto
che fece il p. Filippo Vitali mo- e del coro, sia stata riposta sopra
naco in questo monislero , ed in l'immagine di Maria
l'istesso altare
cui si conserva, col quale esat- Vergine dipinta da s. Luca, che stava
tamente viene descritto lo stato in un altare sotterraneo della chie-
della chiesa, prima che il cardinal sa, ed era custodita da una grata
Guadagni la restaurasse , e facesse di ferro dorato, e così viene a spie-
coprire le colonne e le pitture che garsi la mancanza del quarto altare.
1' abbellivano , non che quanto vi Nel detto luogo sotterraneo può
fu fatto nel 17.54- credersi essere avvenuta la visio-
L' interno della chiesa ha tre ne della Madonna ai ss. Nilo e Bar-
navi , e in fondo alla maggiore ,
tolomeo. Al presente nella chiesa vi

che ha il pavimento fatto a mo- sono tre altari, il maggiore, quello di


saico , venerasi la prodigiosa im- s. Basilio, e l'altare di s. Teresa fon-
magine Maria Vergine, di cui
di datrice de'carmelitani scalzi. L'altare
facemmo più volte menzione, ed di s. Basilio è decorato da due bel-
evvi il nobilissimo altare egual- le colonne di granito orientale, e.

mente già L'arco gran-


descritto. rimane nel principio nave si- della
de che lo sovrasta è fregiato con nistra. L'altare di s. Teresa che si
insigne mosaico antico, detto da vede in principio della nave destra
alcuni forse del Cavallini , ove è succeduto a quello in cui si ve-
sono rappresentati i dodici apo- nerava il ss. Crocefisso, che nel
stoli , che assistono sei per par- 1754 fece demolire il cardinal Gua-
te al trono di Dio: ma sicco- dagni, sostituendovi l'attuale lavo-
me, per quanto dice il diligentis- rato tutto di stucchi in gran par-
simo p. Vitale nel suo interessante te dorati. Vi fece riporre il quadro
giornale, e per quanto dicesi ge- di s. Teresa , e nell' urna sotto la
neralmente da tutti, il mosaico mensa dell'altare il corpo di s. Eu-
come quello del Nartece fu fatto frasio Martire di nome proprio, ri-

fare dal santo abbate Bartolomeo,, trovalo nel cimitero di s. Saturni-


non può essere opera di Pietro Ca- no. Dalla parte del vangelo del-
^8 GRÒ GftO
l'altare di s. Teresa il medesimo ni ventinove, e fece questo prodigio
cardinal Guadagni vi fece scolpire dell'arte moderna, cioè nel 1610,
in marmo l'indulgenza plenaria come si legge nel bel soffitto varia-
perpetua concessa al medesimo da mente dorato e da lui disegnato: il

Benedetto XIV, nel dì festivo alla di lui busto che ivi si vede, lo scolpì
santa titolare, con breve de'5 ago- la scultrice romana Teresa Benin-

sto 1755. Oltre il monumento se- campi. Sotto di questo è un anti-


polcrale di Benedetto IX, in cui si co vaso di pietra adorno di gero-
legge l'iscrizione Sepulcrum Bene- glifici, entro di cui, al dire dello
dica PP. IX, merita menzione l'i- Sciommari, conserva l'acqua be-
si

scrizione greca affissa nel muro nedetta nell' Epifania, secondo l'uso
presso l'antica porta del campanile, de' greci : il vaso sembra dell' XI
ed ornata da una specie di mosai- o XII secolo , avente scolpita la
co. Lo Sciommari a p. 109 la ri- pesca allusiva alla conversione del-
porta anche tradotta e la illustra. le genti. L'altare è tutto composto
La iscrizione fu quivi trasportata di ricchimarmi, e le due grandi
dal fons Piscari, forse il luogo del- colonne di esso sono di giallo an-
l'abbazia di s. Maria del Peschio, tico : incontro o sia nel davanti
detto anche di s. Bartolomeo del dell'altare evvi parimenti una bel-
Peschio, nel territorio della Faggio- la balaustra di pregevoli marmi ,

la di Velletri ,
quale anticamente intersecata da quattro pilastri pu-
spettava al monistero di Grotta re di marmo, che servono di base
Ferrata, concessa poi da Adriano e sostegno a quattro egregie colonne
IV alla mensa Tusculana. Questa di africano, le quali reggono l'arco
iscrizione contiene i nomi de' pri- superiore della cappella. Il quadro
mi tredici egumeni o abbati , fra i dell' altare di questa cappella , di-
quali il decimo terzo che fu Nico- pinto a olio dal Caracci , rappre-
lò II , che costrusse l'aula della senta i ss. titolari Nilo e Bartolo-
chiesa ad fons Piscari3 ove fu eiet- meo che pregano la ss. Vergine :

ta l'iscrizione, la quale appartiene tranne questo, tutti gli altri dipin-


al ii32. ti sono a fresco, rappresentanti i

A comu epislolae dell'aitar mag- fatti di s. Nilo a destra, di


Bar- s.

giore e nella corrispondente nave tolomeo a siuislra, e le immagini


minore, si entra nella famosa cap- di vari santi e sante, sono del Do-
pella dedicata ai ss. Nilo e Barto menichino che inoltre dipinse il
,

Ionico abbati del monistero, ed or- paese di detto quadro. A premura


nata di cospicue pitture a fresco dell'odierno cardinal visitatore, il

fra pilastri di marmo finto, che giu- cardinal camerlengo ha fatto re-
stamente riguardami come capola- staurare da Giovanni Galli il qua-
vori di Domenico Zampieri detto dre dell'altare. E cominciando dal-
volgarmente il Domenichino , ese- l'altare stesso, sulla parete a si-

guiti per ordine del cardinal O- nistra se guardasi l' altare, e a de-
doardo Farnese abbate commenda- stra di esso stando sull'altare, vi è
tario, a cui raccomandò il pittore il miracolo dell'ossesso figlio di Po-
il suo maestra Annibale Caiacci, al heutto, liberato per le preghiere di
quale avea commesso le pitture della s. Nilo coli' olio della lampada ac-
appella. Era allora Domenico d'an- cesa dinanzi l' immagine della Ma-
,

GRÒ GRÒ 69
donna , facendole ungere la bocca quale con una mano fece cenno ad
da un monaco sacerdote, mentre il una colonna che precipitosamente
santo genuflesso sta pregando la calava sopra di lui che si fermas-
Madonna : questo dipinto si dice se. Questo comando trattenne pro-
dagl'intendenti opera sorprendente. digiosamente colonna acciò non
la
Sopra nella lunetta è rappresenta- cadesse; mentre in poca distanza
ta con figure più piccole la mor- s. Bartolomeo di lui maestro e su-
te di s. Nilo nel monistero di s. A- periore, ponendosi gli occhiali stas-
gata, e la sua traslazione a Grot- si intento a guardare il disegno e

ta Ferrata con seguito numeroso lapianta della nuova fabbrica della


di monaci Dirimpetto
piangenti. chiesa di Grotta Ferrata. Gli ultimi
alla pittura dell' indemoniato è ef- due dipinti veggonsi sulle pareti a
figiata la Beata Vergine, che assi- destra e sinistra del vaso suddetto;
sa in mezzo alla gloria degli an- e a sinistra di chi guarda il vaso,
geli porge un pomo d'oro ai ss. Nilo cioè dal lato del quadro
de- teste
e Bartolomeo, i quali genuflessi di- Bartolomeo, che
scritto, è effigiato s.

stendono le mani per riceverlo. In ottiene colle sue orazioni che si


due nicchie finte laterali dell'altare dilegui un terribile temporale, che
si vedono le immagini de'ss. Odoar- minacciava la distruzione delle mes-
do ed Eustachio tutelari del cardi- si sul punto di essere riposte nei
nal Odoardo Farnese e della sua granari. E dirimpetto a questo , s.
famiglia ducale. Fuori dell' altare Nilo inginocchioni in se raccolto
sulla parete sinistra è il quadro ve- pregando viene benedetto da Gesù
ramente meraviglioso, rappresentan- Cristo che distacca dalla croce la
te Ottone III che con tutta la cor- destra, per quel motivo che lo
te visita s. Nilo nel monistero di Sciommari narra a p. i35. Ai la-
Serperi presso Gaeta, uscendogli in- ti della nicchia del vaso, in due
contro il santo con tutti i suoi mo- finte nicchie sono dipinte due sta-
naci colla croce ed il turibolo: fra tue, rappresentanti il re Davidde ed
le teste più visibili del seguito del- il profeta Isaia. Ne' sesti dell' arco
l' imperatore, Domenichino ri-
il dell'altare è espressa l'Annunziazio-
trasse se stesso ed i suoi com-
, ne della ss. Vergine coll'angelo. En-
pagni di studio Guido e Guer- tro la piccola cupola sono varie fi-
ci no : in quello della corte con gure di santi , e nella sommità il

manto verde che scende da cavallo, Padre Eterno in atto di benedire


ritrasse monsignor Gio. Battista A- con sorprendenti stucchi finti. Nei
gucchi suo benefattore. Invaghito- quattro medaglioni sotto la cupola
si poi di una donzella di Frascati, sono effigiati i quattro evangelisti.
la colori sotto l'effigie di quel gio- Finalmente sopra il cornicione fin-
vine nobile vestito di abito virile, to di tutta la cappella fanno vaga
con la piuma bianca sulla berret- vista le figure dei ss. dottori della
ta turchina, che si ritira dalla fu- chiesa greca, BasilioMagno, Ata-
ria del cavallo imperiale. Di contro nasio, Gregorio Nazianzeno, Cirillo
a questo dipinto é un altro mira- Alessandrino, Nicolò di Mira, Gio.
colo di s, Bartolomeo o per dir , Crisostomo e Gio. Damasceno con
meglio operato da Dio alla sua paramenti sacri. Vi sono ancora le
presenza a mezzo di un monaco, il figure esprimenti la Fede, Spera**-,
,

7o GRÒ GRÒ
za, Carità, Temperanza., Fama, Giu- stata fatta nel i3o8 da Nicola Con-
stizia e Fortezza. Queste figure so- ti. Francesco Cancellieri nelle sue
no intramezzate con istorie dipinte Campane p. i52, narra che il car-
di terra verde, fra pilastri di stuc- dinal Scipione Borghese nipote di
co finto, senza parlare di altre pit- Paolo V, essendo titolare della chie-
ture e decorazioni di questa pre- ra di s. Grisogono de' carmelitani,
ziosa cappella , sopra le due porte restaurò il campanile, e vi fece le

della quale in medaglioni ovali so- campane; e questo fu in compen-


no dipinti in uno s. Adriano mar- so delle campaue antiche ch'egli fe-
lire, nell'altro s. Anatolia sua mo- ce togliere e portare alla sua ab-
glie, perchè, come si disse, a' detti bazia di Grotta Ferrata, dove sono
santi era prima dedicata. In quan- ancora, con gran rammarico de'car-
to ai sacri corpi de' ss. Nilo e Bar- melitani, perchè queste erano più
tolomeo, si sa che fino al i3oo fu- grosse e di miglior suono. Lo Sciom-
rono visibili in questa chiesa, e mari ed il Cardella non dicono che
pubblicamente venerati; ma s'igno- il cardinale fosse stato commenda-
ra affatto dove dipoi venissero na- tario , ma l'autorità dell'erudito
scosti, come si ha pure dallo Sciom- Cancellieri è da rispettarsi. Per al-
mari p. 217, nota XXXV. Si ha tre notizie su Grotta Ferrata, mo-
nondimeno per indubitato, che ve- monaci, abbati, ec,
nistero, chiesa,
nissero nascosti presso questa me- si possono consultare principalmen-
desima chiesa di Grotta Ferrata te i seguenti autori: Carlo Barto-
ti grande è l'ardore di questi odier- lomeo Piazza, La gerarchia car-
ni monaci per rinvenirli. dinalizia , stampata nel 1703 in
Il campanile ha sette ordini, e pri- Roma, p. 279 e seg. Domenico
ma ne avea un ottavo, che fu demo- Barnaba Matlei, AI emorie i storiche
lito da un fulmine, essendo commen- dell'antico Tusculo , Roma 1711.
datario il cardinal Alessandro Farne- Giacomo Sciommari dell'ordine di
se : allora cadde una colonnetta di s. Basilio, Note ed osservazioni iste-

marmo ch'era sulla cima del cam- riche spettanti all' insigne badia di
panile, sostenente un pomo di pietra Grotta Ferrata, ed alla vita , che si
della forma di quello d' oro dona- prepone, di s. Bartolomeo If^ ab-
to dalla Beata Vergine ai ss. Nilo bate, tradotta e raccolta da un an-
e Bartolomeo , il quale credesi ri- tico Si promuove la
codice greco.
trovarsi ne' fondamenti del campa- difesa del buon fine di Benedetto
nile, secondo il Passeri e Io Sciom- IX, con la giunta in fine di un ca-
mari. Questi a p. 124 narra che none inedito greco -latino in onore
le quattro campane, di armonioso del santo padre Benedetto Roma ,

suono, furono rifuse col metallo di 1728. D. Gregorii Piacentini mo-


quelle ch'erano nel monistero di s. nachi Cryptoferratensis, De sepnl-
Agata, ed in una ve n' è incisa la ero Benedicti IX Pontiflcis Maxi-
memoria: la più grande di queste nìis tempio monasterii Cryptar
in
campane sul fine del passato seco- Ferratae delecto , Diatriba in qua
lo si ruppe, ed il cardinal Rezzo- ejusdem Pontificis piui obilus vin-
nico commendatario le fece rifare dicatur, atque ad mss. codices aria
nel 179^, come dichiarasi dall'iscri- inlustranlur et castigantur, llomae
zione, ove si legge che l'antica era 1747. D. Gregorii Piacentini abba-
GRÒ GRO 7!
fis s. Mariae in Via Lata Veli- lo ecclesiastico nella Campagna ro-
trarum ord. s. Basilii, De siglis ve- mana; e Piazza nell' Eusevologio
teruni graecorum opus posthumum, romano tralt. V, cap. XL, Notizia
et de Tusculano Ciceroni* mine della chiesa di s. Basilio Magno
Crypta Ferrala D. Basilii Cardo- di Roma, laonde ne daremo un
ni abbatis s. Basilii de Urbe ejusdem cenno. Urbano Vili riguardando
ordinis. Disceptatio apologetica, ac- amorevolmente l'ordine antichissi-
cedi t De
Tusculano M. T. Cicero - mo e benemerito de' basiliani, con
nis mine Crypta Ferrata adversus bolla de' 17 dicembre i63i ordi-
p. Joan. Lucani Zuzzeri soc. Jesu, nò Io stabilimento d'un collegio in
D. Basilio Cordoni, etc. Disceptatio Roma ove aveano posseduto tanti
apologetica, Romae 1757. Pielro monisteri , acciò fosse comodo sog-
Pompilio Rodotà, Dell'origine, pro- giorno de' superiori dell'ordine , ed
gresso e stato presente del rito gre- insieme palestra letteraria di dieci
co in Italia, osservato dai greci, monaci studenti, da mantenersi con
monaci basiUani e albanesi, Roma le rendite de' monisteri delle Pro-
1760, lib. II, cap. XI, pag. i83 e vincie del regno di Napoli e di
seg. Francesco Cancellieri, Lettera al Sicilia. In seguito di ciò i basilia-
dottor Koreff ossia V Aria di Ro- ni acquistarono la chiesa parroc-
ma ec, ivi 1817. Oltre il parlare chiale con contigua casa di s. Gio-
di Grotta Ferrata , alle p. 289 e vanni in Mercatello, non nel rione
297 riporta la descrizione che del- Monti come dice il Rodotà, ma in
le pitture del Domenichino fecero quello di Campitelli, venduta loro
Gio. Pietro Bellori e Gio. Battista dalla pia casa de' catecumeni per
Passeri. Oltre a ciò su queste pit- quindicimila trecento scudi, acquisto
ture abbiamo Piclurae Dominici
, approvato dal Papa a' 7 agosto 1

Zampieriy vulgo Domenichino, quac 1634. In questo luogo i basiliani a-


extant in sacello sacrae aedi Cvy- prirono un'insigne accademia di let-
ptae Ferratae adjuncto, nunc pri- tere greche e latine, frequentala da
mum tabulis aeneis incisae, Romae numerosa e nobile comitiva di let-

1762. Si hanno anche altre inci- terati, de'quali era mecenate il car-
sioni. A. Nibby, Analisi de' dintor- dinal Francesco Barberini seniore,
ni di Roma, ivi 1837, t. II, p. 1 33 di somma autorità nel pontificato
e seg. dello zio. Ne chiamato principe
fu
Anche in Roma i monaci basi- il cardinal Francesco Maria Bran-
Uani nel rione Trevi hanno un am- cacci, e segretario Gio. Battista Do-
pio monistero , chiamato in oggi ni fiorentino; al Brancacci successe
ospizio perchè abitato dal solo p. il cardinal de la Cueva. Fra gli

procuratore generale e suo com- accademici che la nobilitarono, sen-

pagno, e da quei basiliani che dal- za nominar i basiliani , meritano


la Sicilia e da Grotta Ferrata si menzione il p. Riccardi maestro del
recano pei loro affari in quella cit- sacro palazzo, Leoue Allazio, Luca
tà. Esso esiste presso la piazza Bar- Olstenio, Vincenzo Riccardi teati-

berini, con chiesa annessa. Di que- no, Gio. Battista Cantumpsirito ,.

sta e del monistero scrissero i ci- Pietro Lasena, Francesco Arcudio,


tati Rodotà a pag. 180 dell'opera Conachio de Rossi, Pantaleone Li-
mentovata, Dei ministeri nello sla- garidio, Giuseppe Carpani , Gio.
72 GRÒ GRÒ
Andrea Staurino, Gio. Battista Ri- di Benedetto XIV. La chiesa nel
uuccino, e Nicola de Tadeis. La 1682 fu nobilmente restaurata dal
prima accademia fu adunata a' 3 i p. generale d. Apollinare Agresta,
giugno 635, l'ultima a' 3 agosto
1 i il quale alla vecchia fabbrica del
1 64o. La disposizione e il metodo era monistero aggiunse un nuovo brac-
spedito e profittevole. Da vasi princi- cio, e ampliò le celle e 1' abitazio-
pio da un accademico con una disser- ne l'altro generale d. Pietro Men-
tazione sopra qualche articolo con- niti nel 1704. La biblioteca era
troverso dell'ecclesiastica disciplina, ricca di cento sessantatre codici gre-

o delle morali questioni adattate a ci scritti a penna, raccolti dagli an-


coloro che si erano consacrati al tichi monisteri dei regni di Napo-
servigio della Chiesa. Altro accade- li e Sicilia, ed alcuni diplomi di
mico dava fine alla dotta e fiori- essa vennero pubblicati da Mont-
ta adunanza colla risoluzione di un faucon, Palaeogr. graec. lib. 6, p.
dubbio ricavato dalle greche litur- 391, 396, 397, 4 IO 4 '3, 4 <2 8- Se- >

gie. Diversi accademici furono pro- condo il Piazza la chiesa fu edifi-


mossi da Urbano Vili e da Ales- cata in onore di s. Basilio nel 1 683,
sandro VII. Ma l'accademia basi- e vi fu collocata una particella del
liana dopo cinque anni cessò d'e- braccio di tal santo, e i tre corpi
sistere,ed i suoi fasti descritti dal de' ss. martiri Ireneo, Primo e Se-
Carponi, furono stampati in Roma condo.
nel 1682 da Ignazio de Lazaris. GROTTAMARE. V. Peretti,
Anche il collegio per mancanza di Famiglia.
rendite ebbe breve durata, perchè GROUSBROECK o GROES-
i monisteri di Napoli e Sicilia non BECK Gherardo, Cardinale. Ghe-
vi contribuirono, e la somma d'ac- rardo de' baroni di Grousbroeck o
quisto della chiesa di s. Giovanni Groesbeck del ducato di Gheldria
in Mercatello e sue case non es- nella bassa Germania, prima cano-
sendosi potuta pagare, dovette l'or- nico e poi decano del capitolo di
dine abbandonar tutto, come rile- Liegi, e di quello di Aix la Cha-
vasi da una bolla d' Innocenzo X pelle, ed abbate di Svelo, per la sua
de' 9 dicembre i644- Dipoi com- pietà ed erudizione nel i563 fu
prò la chiesa e le case una pia eletto vescovo di Liegi , e merita-
compagnia di camerinesi, che de- mente, dappoiché nella sua persona
dicò la chiesa a'ss. Venanzio ed An- rinnovò gli esempi e la condotta
sovino, come si disse al voi. VII, p. de* vescovi de' tempi apostolici. Ap-
56 del Dizionario. Quindi l'ordine plicatosi seriamente alla lettura dei
con minor prezzo di soli scudi mil- libri santi, si pose a predicare con

le cinquecento trenta acquistò l'e- gran fervore al suo popolo le ve-


difizio e la chiesa che tuttora pos- rità della fede, a fine di tener da
siede presso piazza Barberini ; gli esso lontana la peste spirituale del-
diede il nome di collegio di s. Basi- l' eresia, eh' erasi insinuata sino al-
lio, e fu destinato soggiorno della le porte della città, massime nei
curia dalla dieta di s. Salvatore di trambusti del 1572. Alle prediche
Messina adunata li 1 marzo 1669, aggiungeva le private correzioni, im-
collegio che si sottopose alla dire- piegandosi in consigliar dubbiosi, 1

zione di un abbate mediante bolla in consolare gli afflitti , in visitare


GKO GRÒ 73
gì* infermi, e in prenderai cura del- Trattò una causa in età di dicias-
ie vedove e de' poveri, a vantag- sette anni , e di ventiquattro fu
gio de' quali fondò alcuni ospedali, fatto avvocato. Nel 161 3 stabilis.
Welle frequenti guerre difese i suoi si a Rotterdam, e ne fu nominato
sudditi dalle scorrerie e violenze sindaco; ma il suo attaccamento a
de' nemici, invigilò perchè restasse Barneveld, decapitato nel 1618 per
in essi illesa l'antica fede, e fondò aver favoreggiato il partito degli
nella città chiese, conventi, moni- Arminiani o Rimostranti {Vedi\
steri ed ospizi. Solo Masselt, picco- fé' condannare Grozio , che aveva
la città della diocesi, essendosi ri- seguito e difeso lo stesso partito,
bellata a persuasione un mini-
di a perpetua prigionia nel castello
stro protestante, in breve tempo fu di Lovenstein. Egli si liberò ce-
da richiamata all'antico stato,
lui lnndosi in un forziere in cui sua
e trattati i colpevoli con molta moglie gli aveva mandato dei li-

bontà, anzi s'interpose mediatore bri, e si rifugiò nei Paesi Bassi


presso la governatile delle Fian- cattolici, poscia in Francia, dove
die, a favore dei ribelli di Utrecht il re Luigi XIII gli assegnò una
ch'essa voleva punire, sebbene fos- pensione. In seguito recatosi ad
sero tornati al loro dovere per Amburgo, la regina Cristina di
opera d'un gesuita. Nell'assalto in Svevia lo fece suo consigliere nel
cui i geusi calvinisti sorpresero la j 634, ea inviollò ambasciatore in
*

città di Liegi, mostrò tal fermezza Francia, dove risiedette undici an-
eli spirito e valore, che fugati tali ni.Mori poi a Rostock nel 164^,
nemici preservò i suoi dall' infe- mentre ritornava in Olanda. Egli
zione de' loro errori ; indi frastornò era certamente uno dei più gran-
iidisegno da essi concepito, di te- di uomini del suo tempo per la
nere le loro assemblee a s. Tron, sua erudizione profonda e svariata.
e si scusò con Luigi da Nassau Non vi ha soggetto ch'egli non ab-
capo de'novatori, con rappresentar- bia trattato: teologia, politica, giti-

gli che le leggi dell'impero vieta- imprudenza , matematica, storia,


vano si fatte assemblee e conven- critica, poesia, lingue, tutto gli era
ticole. La fama delle gloriose azioni famigliare. Si potrebbe formare una
e zelo di questo prelato essendo biblioteca colle opere che sortirono
venuta a cognizione di Gregorio dalla sua penna. Noi accenneremo
XIII, questi, benché assente, all'ini- soltanto quelle che hanno relazio-
prov viso a' 1 1 febbraio iSySlocreò ne con questo Dizionario. i.° An-
cardinale dell'ordine de'preti, dignità nolationes in totani Scripturam
che godè soli ventidue mesi , es- sacram. Questi commentari sono
sendo morto nel i58o, di anni ses- di molto superiori a quelli degli
santatre. Fu sepolto nella chiesa di altri critici ma non vanno esenti
,

s. Lamberto con magnifico elogio, da difetti : in qualche luogo egli fa-

GROZIO Ugo, celebre e dotto vorisce il socinianismo e il pelagia-


scnttore, nato a Delft in Olanda nismo, e spesso fa violenza al te-

nel i582. Egli fece progressi cosi sto per trovare le spiegazioni let-

rapidi negli studi, che a ott' anni terali d'alcuni passi nei quali è
compose versi latini, e a quindici chiaro che profeta scrittore par-
il

sostenne tesi su tutta la filosofia, lava immediatamente di Gesù Gii-


74 GUA GUA
sto. Fu adunque per confutar- vo di Arezzo. 11 virtuoso religioso
lo che il gran Bossuet fece stam- adoperossi per essere liberato da
pare un supplemento alle sue no- sì grave peso, ma fu obbligato
te sui salmi, col titolo di Supplen- rassegnarsi; laonde tutto occupossi
do, in Psalmos; 2. De ventate re- del gran pensiero di promovere la

ligionis christianae, trattato assai gloria di Dio, la salute dell'anime,

stimato, e che fu tradotto in fran- e la riforma del clero. Passati cir-


cese, in greco, in arabo, in ingle- ca cinque anni, Clemente XII fra-
se, in tedesco, in persiano, in fiam- tello di sua madre a' 24 settem-
mingo: in esso non solamente pre- bre 1731 Io creò cardinale prete
se a difendere la religione cristia- del titolo di Martino a' Monti,
s.

na dagli empi che l'attaccano nel inviando ad Arezzo monsignor Al-


seno stesso del cristianesimo; ma toviti colla qualifica di ablegato
confuta eziandio l'idolatria, il mao- apostolico, per portargli la berret-
mettanismo e il Poe'
giudaismo. 3.° ta rossa. Indi lo ascrisse alle prin-
sie sacre, che furono stampate al- cipali congregazioni cardinalizie ,

l' Aja nel 1601, le quali, anche colla prefettura di quelle della di-
senza altre opere, avrebbero potu- sciplina regolare, e della residenza
to fargli un gran nome. Le opere de' vescovi : nel 1732 lo dichiarò
teologiche di Grozio vennero alla vicario di Roma, e nel 1738 ab-
luce in Amsterdam nel 1679, e bate commendatario di Grotta Fer-
furono ristampate a Basilea nel rata, di cui fu benemerito massi-
1732. Vi trovano delle inter-
si me pei restauri operati nella chie-
pretazioni alcune volte contrarie sa. Nel 1756 sotto Benedetto XIV
alle verità dei dogmi, e Bossuet divenne vescovo di Porto e s. Ruf-
nel suo trattato sull'usura accusò fina, ove fece la visita pastorale,
Grozio di avere avanzato su tale consacrò la chiesa di s. Maria di
materia dei principii falsi, ingiusti, Castelnuovo, che beneficò in diversi
contrari alla Scrittura, e smentiti da modi, erigendovi pure una cappel-
tutta la tradizione. la in onore di s. Teresa. Fece edifica-
GUADAGNI Giannantonio, Car- re sulla strada Flaminia la nuova
dinale, Giannantonio Guadagni, chiesa dell'ospedale, promovendo il

patrizio fiorentino, nacque a' i4 rettore ad un canonicato della col-


settembre 1674. Da canonico del- legiata di Castelnuovo, coll'obbligo
la cattedrale di Firenze, e dopo d'intervenire al coro ed alle fun-
essersi addottorato in Pisa in ambo zioni dell' istessa chiesa. Questa col-
le leggi ed aver appreso in Ro- legiata volevasi da lui erigere in
ma la pratica, comechè assai dedi- concattedrale colla chiesa Portuen-
to alla vita divota, professò l'isti- se, per cui avanzatane supplica a
tuto de'carmelitani scalzi di s. Te- Benedetto XIV, questi la rimise
resa in Arezzo, ad onta della con- alla congregazione concistoriale, che
trarietà de' propri congiunti. Coi però rescrisse dilata ; e quando
suoi meriti consegui i gradi più fece nuove istanze la morte tron-
ragguardevoli dell'ordine, al quale cò tutto. Nella cospicua carica di
fondò in Pisa un convento, e per vicario di Roma
mostrò solleci-
si

le istanze del granduca di Tosca- to nell'adempierne scrupolosamente


na, Benedetto XIII lo fece vesco- i doveri 3 profuso co'poveri, per cui
GUA GUA 75
menava vita frugale, anzi più vol- è uno de' più rimarchevoli del Mes-
te si spogliò delle proprie vesti per ri- sico. Si ammirano nella medesima
cuoprirne gl'ignudi. Divenuto splen- vari quadri dei più insigni pittori
dido esempio in Roma d'ogni bel- della scuola spagnuola , essendovi
la virtù, vi morì santamente d'an- profuse molte ricchezze nelle tante
ni ottantacinque a' i 5 gennaio 1
759, sue lampade , e vasi, e sacri ar-
dopo essere intervenuto ai concla- redi d' oro e di argento, ricchi di
vi di Benedetto XIV e di Clemente pietre preziose. La chiesa di san
XIII. Fu sepolto in s. Maria del- Francesco può quasi dirsi magnifica
la Scala, chiesa del suo ordine, quanto la cattedrale, ed è d'una
ove vivente erasi apparecchiata la architettura più regolare il con- :

tomba con semplice lapide da lui vento da cui essa dipende è vasto,
composta. Indi nel marzo 1763 si e rinchiude nel suo recinto quat-
cominciò in Roma il processo del- tro altre chiese sullìcientemente
l'ordinario per la sua beatifica- grandi. Pregevole è la chiesa de-
zione. gli agostiniani. L' antico collegio
GUADALAXARA (Guadalaxara de' gesuiti è in oggi occupato dal-
in Indiis). Città con residenza ve- l'università, la quale però è mi-
scovile nel!' Indie occidentali ossia nore di quella del Messico: nell'an-
Guadalaxara o città della repub- nessa chiesa vede ritratta la san-
si

blica del Messico o confederazione ta casa di ad imitazio-


Nazaret,
messicana nell' America t settentrio- ne della sacra cappella di Lore-
nale, capoluogo dello stato di Xa- to. 11 seminario è un vasto fabbri-

lisco, già capitale della ricca e fer- cato ben distribuito


, havvi pure :

tile provincia del suo nome ,


già un collegio, la scuola lancastriana,
chiamata intendenza. Essa è lon- e due ospedali. Imponente è l'e-
tana oltre sei leghe al nord -ovest difizio della zecca, alla quale però
dei Rio Grande, contornata da fe- non giungono più le verghe delle
racissima pianura. La corte di giu- miniere di Estancias, di Palmareco
stizia ha giurisdizione su questo e di Bolagnos che sono tuttora
,

stato, e su quello di Zacatecas. Ha inattive. Sono rinomate le pipe, ed


strade spaziose e dritte, ma senza i bei vasi di terra odorifera delle
Le molte fontane sono
lastrico. ali- sue fabbriche. Si deve la fondazio-
mentate da un beli' acquidotto di ne di questa città agli spagnuoli, ed
circa quattordici miglia di lunghez- a Nuno di Guzman che imprese
za. Le case sono generalmente bas- ad edificarla nel i53i sotto Car-
se, tra le quali si distinguono qual- lo V. Altri la chiamano Guadala-
che palazzo d'imponente aspetto, farà.
ed alcuni pubblici stabilimenti. Le La sede vescovile fu prima da
molte sue chiese, e vari conventi ma- Paolo III stabilita nel 1 5^o a Com-
gnifici, insieme ad altri pregi la fan- postella, nello stesso stato di Xali-
no collocare fra le più belle e più sco, altri con Commanville dicono
considerabili città americane. La nel i548; e da Giulio III fu quivi
sua cattedrale è un vasto edifizio, trasferita nel i55i: dichiarata suf-
sormontato da due campanili mal- ; fraganea della metropoli di Messi-
grado la bizzarra sua architettura, co lo è tuttora. Il primo suo ve-
questo tempio pei suoi ornamenti scovo fu Pietro Gomez Mala ver di
,,

76 GUA GUA
Granala, morto nel i55i. Gli suc- sono venti canonici, comprese le
cesse Pietro d' Ajala francescano, prebende del penitenziere e del
consacrato nel i555, e morto nel teologo, non che de' porzionari, ed
i56o. Fra gli altri vescovi che oc- altri preti e chierici addetti al ser-
cuparono questa sede, noteremo vigio divino. Per un prete curato,
Pietro Suarez d' Escobar agostinia- coadiuvato da alcuni cappellani, si
no primo professore di teologia
,
funge la cura delle anime nella
nell'università di Messico, nomi- cattedrale, nella quale in distinta
nato vescovo nel i5o,o, e morto cappella è il fonte battesimale. Vi-
nello stesso anno, prima di andare cino ad essa resta l' episcopio. Ol-
al possesso del suo vescovato. Gio- tre la cattedrale, nella città si con-
vanni Sanchez di Talavera profes- tano altre quattro parrocchie, tut-
sore di teologia nell' università di te munite di battisterio. I conventi
Aicalà, consacrato nel i635, ab- con sono sette, ed i mo-
religiosi
bandonò il vescovato per ritirarsi nisteri con monache sono sei ; ol-
presso i gesuiti. Giovanni Ruitz de tre un conservatorio di donzelle
Colmenarez di Bundia nella dio- diverse confraternite e due semina-
cesi di Cuenca, rettore e professore rii. Ampia è la diocesi , e la sola
dell'università di Aicalà, nominato città ha sessantamila abitanti. Ogni
vescovo nel 1646. Nel 1777 Pio nuovo vescovo è tassato ne' regi-
VJ ad istanza del re di Spagna stri della camera apostolica in fio-
Carlo 111 eresse un altro vescovato rini trentatre, verus autem ìllorwn
nel Messico, smembrando alcune valor est trigfnta circiler millìa
diocesi, fra le quali questa di Gua- ponderimi monetae illarum partium.
dalaxara, pel miglior servizio spi- GUADIX (Gaudixen). Città con
rituale de' popoli. Perciò nel 1780 residenza vescovile della Spagna
istituì il vescovato di
Sonora, che nel regno di Granata , situata sul
comprendendovi i territorii di So- pendio d'una collina nel mezzodì
nora e della California, provvide una ridente campagna, circondata
alla lontananza in cui erano dai da collinette , e bagnata da quat-
vescovi di Durango e Guadalaxara. tro torrenti, sulla riva sinistra del
La serie de' vescovi di Guadalaxa- fiume del suo nome, e sul declivio
ra del secolo passato e del cor- della Serra Nevada di Alpuxaras,
rente si legge nelle annuali Notì- che procura alla città una tempe-
zie dìRoma. Essendo morto Giu- ratura più bassa che non compor-
seppe Michele Gordoa della diocesi ta la latitudine. Vi risiede un tribu-
di Guadalaxara, fatto vescovo dal nale ecclesiastico ordinario, una ri-
regnante Papa Gregorio XVI nel cettoria principale delle imposte,
i83i ,
questi nel concistoro degli ed un officio speciale di polizia. E
1 1 luglio 1 836 dichiarò successore cinta di vecchie e forti mura , e
V odierno monsignor Diego de Ha- le sue strade sono scoscese e male
randa di Puebla de Los Angelos. lastricate. Rinchiude una gran piaz-
La cattedrale, splendido edifizio, za, sei fontane pubbliche, una bel-
è sacro a Dio , ed alla Assunzione la cattedrale, diverse chiese e case
della Beata Vergine. 11 suo capi- religiose, oltre l'ospedale. Fra ì

tolo si compone di cinque dignità, suoi uomini illustri nomineremo il

prima delle quali è il decano: vi poeta drammatico Antonio de JNi-


Gli A GUA 77
va de Mesena. 1 suoi dintorni so- il martirio a Cordova nelP 853. Da
no ticchi in grani, frutta e pasco- questo tempo non ebbe più vesco-
li. Guadix, Gaudicium, fu una del- vi la mentova-
città sino all'epoca
le colonie romane sotto il nome di ta del primo nuovo vesco-
i49 2 - Il

Acci ovvero colonia Accitana, in- vo fu fr. Garcia de Quijada fran-


di anche sede vescovile il cui , cescano, morto santamente nel i522.
primo vescovo fu san Torquato. Tra i di lui successori seguenti , i

I mori presero questa città come sono i più distinti fr. Antonio Gue- :

molte altre di Spagna, e ne fu- vara francescano della stretta os-


rono padroni fino al 252 , nel 1 servanza, predicatore ed istori ogra-

quale venne ricuperata da Alfonso fo di Carlo V, nominato nel i528,


X il Saggio re di Casti glia e di e fu autore di diverse opere, come
Leone mori la ripresero poco do-
; i dell' Oro logio de* principi. Gio. Oro-
po, e benché ostinati a difenderla, zio di Covarruvias del 1606, au-
dovettero cederla di nuovo nel tore delle opere sugli Emblemi, e
i48i, o meglio nel 4^9> a Fer- 1
del Tesoro della lingua castiglia-
dinando V il Cattolico che vi fece na. Fr. Giovanni di Montalvan do-
ristabilire la sede vescovile nell'an- menicano, professore d' Alcalà, ac-
no i49 2 dal Pontefice Alessandro cettò nel 1707 per ubbidienza, e
VI. riuscì zelante ed esemplare vesco-
La sede vescovile fu eretta nel vo : scrisse molte opere sulla teo-
primo secolo della Chiesa, indi nel- logia, in lettere pastorali, sulla pe-
l'anno 5io fu fatta sufìraganea di nitenza e la simonia, morendo in
Toledo; ma quando fu ristabilita odore di santità. Fr. Michele di s.
nel I49*2 venne sottoposta alla me- Giuseppe de' trinitari, procuratore
tropolitana di Granata, di cui è del suo ordine in Roma, consulto-
tuttora suffraganea. S. Torquato, uno re di diverse congregazioni , fatto
de' discepoli dell'apostolo s. Giaco- generale nei 74^> e vescovo nel
1

mo, fu il primo vescovo di Acci, 1750: fu autore della Bibliographia


detta oggi Guadix, nella qual città critico- sacra, e di altre erudite o-
giunse verso l'anno 64. Dopo aver pere , morendo compianto l'anno
predicato il vangelo, e convertito seguente. Francesco Alessandro Boc-
alla vera fede gli abitanti, tra' quali canegra y Jiabaja venne nominato
Luparia illustre dama, pati il mar- vescovo nel 1757, amato e rispet-
tirio nella persecuzione di Domi- tato dai diocesani per le sue bel-
ziano, e le sue reliquie si conser- le qualità. Fr. Bernardo a Lorca
vano nel amnisterò benedettino di dell'ordine di s. Girolamo, fatto
Cassanova. Furono suoi successori, vescovo nel 1773. Fr. Raimondo
Felice verso l'anno 289, che morì in Magi dell'ordine della Mercede,
odore di santità; Liliolo che inter- promosso al vescovato nel 1798.
venne al terzo concilio di Toledo; Fr. Marco Cabello y Lopez dell'or-
Paolo del 607, Chiarenzo del 637, dine di s. Agostino, fatto vescovo
Giuliano del 647, Magnano del 655 da Pio VII nel concistoro de' 20
che fu presente a diversi concilii agosto 1804. Giuseppe de Vagra
di Toledo. Trodoaro fiorì nel 720 di Baracaldo diocesi di Calahorra,
in tempo dell'invasione degl'infe- fatto vescovo da Leone XII nel
deli. S. Fandila di Guadix soffrì concistoro de' 25 gennaio 1838,
,

7« GUA GUA
per morte di Giovanni Giuseppe due borghi. Nella piazza principale
Gordon. Al presente la sede vesco- fa prospetto la chiesa collegiata, al
vile di Guadix trovasi vacante. dintorno dei muri castellani vi è
La chiesa a
cattedrale è sacra stabilitauna fabbrica di maioliche.
Dio sotto l' invocazione della Beata ìl capoluogo di governo ed ha ,

"Versine Maria dell'Incarnazione. Il soggette le comuni di Fossato e di


o
suo capitolo si compone di sette Sigillo contornate da ragguardevoli
dignità essendo la prima quella
, casali. A Fossato la via consolare
del decano vi sono inoltre sei ca-
: detta del Furio volge al nord ovest,
nonici colle prebende teologale e mentre ali* est si supera comoda-
penitenziale, altrettanti ecclesiastici mente 1' A pennino per andare a
delti porzionari, non che alcuni cap- Fabriano, riunendosi a Cancelli col-
pellani, ed altri preti e chierici in- l'allro ramo meno agiato, che da
servienti al culto divino. Nella cat- Nocera vi si dirige per Capo d'ac-
tedrale vi è la cura d'anime, che qua. La comune di Gualdo Tadi-
si esercita dall'arciprete : ivi è il no tiene appodiata la Pieve di Coni-
fonte battesimale, e le sagre reli- presseto, e co' suburbani tredici vil-

quie. L'episcopio è alquanto distan- lagi conta circa cinquemila duecen-


te dalla cattedrale. Oltre la detta to abitanti. È distante la città da
parrocchia, nella città ve ne sono Nocera nove miglia.
allre quattro, tuttemunite del bat- Fossato. Comune che fu edifi-
tisterio.Vi è ancora una chiesa col- cato unitamente ad una rocca nel-
legiata, nove conventi e monisteri l'anno 980 da Lupo detto Vico, fi-

di religiosi, tre monisteri di mo- glio di Monaldo conte di Nocera. Nel


nache, il seminario cogli alunni. 996 l'imperatore Ottone HI creò
Ampia è la diocesi contenente molti Vico conte di Fossato, che lo domi-
luoghi. Ad ogni nuovo vescovo la nò fino al 1 1 90. Nel 1 208 fu donato
mensa è tassala nei libri della can- ai perugini da Bolgarello Bolgarel-
celleria apostolica in fiorini cinque- li signore di esso. Nel I25i fu ven-
cento, verus autem illorum valor duto ai Gubbini , ma nel is58
est duodecim millium circiler duca- tornò ai perugini. Nel 1378 fu do-
tortini tllius monelae aliquibus peti- nato a monsignor Guglielmo Cel-
sioiiibus gravati. lole dottore perugino. Nel i44 2
GUALDO Tadino, Validum Ta- fu assalito da Francesco Sforza
dinum. Città vescovile dell'Um- ma non vi potè entrare. Nel i5oo
bria, distretto di Foligno nella de- fu saccheggiato dal duca del Va-
legazione apostolica di Perugia, se- lentiuois Cesare Borgia. Vi è una
de un governatore, nella dioce-
6' grotta scavata sotto il monte Cuc-
si Nocera, per cui da alcuni è
di co, alla quale scende per un'a-si

chiamato Gualdo di Nocera. Sor- pertura recondita ; in essa sono va-


ge alle làide degli A pennini, con ri scherzi orditi dalla natura: qui-

territorio misto di piano , colle e vi dicesi che a' tempi de' romani
monte: nel sottoposto piano esiste- vi si rifugiassero duemila persoue,
va la celebre città vescovile di Ta- ed i romani di ciò avvertiti, me-
dino, dalle cui rovine ebbe origine diante il fumo ve li fecero tutti

l'odierna città. Ha molti e buoni perire. 11 monistero di monache


fabbricati racchiusi da mura con ivi esistente fu eretto nel 1309.
,, ,,

GUA GUA 79
Fra i uomini illustri nomine-
suoi e quindi con destrezza si entra nel
remo Cesare Gherardi che altri foro di circa tredici piedi di dia-
chiamano Fermo dotto giurecon-, metro, e verticale all'orizzonte per
sulto, creato cardinale da Paolo V novanta piedi. Penetrati nella grot-
agli ir gennaio 1621. Il paese è ta si trovano più gallerie, una del-
in colle ed in piano; ha mura che le quali è lunga cento piedi, larga
Io circonda , diversi fabbricati ed cinquanta, ed alta cinquantatre
un borgo. V. Gabriele Calindri tutta incrostata di stallatati: vi è
Saggio statistico storico del ponti- una terza galleria ancora più am-
ficio stato, p. 281. pia ; quarta è più magnifica e
la

Sigillo. Comune che fu già chia- grande ,


perchè lunga
delle altre
mato Svillo ed anche Elvillo. Pli- un miglio, ed alta migliaia di pie-
nio lo contò tra le città dell' Um- di, dopo la quale vi è una peri-
bria. Fu fabbricato dai longobardi, colosa voragine ripiena d'acqua. Il
e, nel 994 venne ampliato da Vi- paese è in piano e monte; presen-
co detto il Lupo, figlio di Monal- ta diversi buoni fabbricati, fra' qua-
do conte di Nocera. Ottone III im- li è rimarchevole la piazza ornata
peratore nel 996 ne investi il me- di due portici, con buone strade ,

desimo Vico col titolo di vicaria- cinti in parte di mura, con picco-
to, il che durò fino al i23o. Fu lo borgo. Inoltre nel territorio so-
poi rovinato dalle scorrerie , e fu no due ponti costruiti dal prode
quindi nel 1274 riedificato ed am- console Flaminio, e le rovine del-
pliato dai perugini. Nel 1287 fu la famosa sua via. V. il citato Ca-
concluso che Sigillo dovesse dare ai lindri a p. 4<>5.
perugini ogni anno una libbra di ce- Pieve di Compresselo. Castello
ra nel giorno di s. Ercolano. Era del territorio di Gualdo Tadino
quivi una rocca, ed era una delle dopo la distruzione di questo fu
cinque governate da un castellano edificato da alcuni nobili e citta-
che vi mandavano i perugini e ,
dini tadinati. Dopo che la regione
nel 1378 fu ordinato che se ne di Tadino fu infeudataduchi ai

fabbricasse un'altra. Nel i432 fu- imperiali, Compresselo fu sottopo-


rono risarcite le mura, ed altret- sto al vicariato di Vasculi sotto il

tanto fu fatto nel i464- Pio an- li conte Offredo, quindi venne eretto
dando in Ancona, pernottò in que- in contea ed assoggettato ai peru-
sta terra. Nel i5oo soffri il sacco gini primo conte fu Rodolfo fi-
: il

dal duca Cesare Borgia che anda- glio del conte Monaldo, come si ha
va a Firenze. Nel 1^29 Clemen- dall'istoria di Perugia del p. Gat-
te VII che portavasi a Bologna si ti, e dal Pellini. In seguito Com-
fermò anch' esso in questo paese. presselo fu sottomesso a Gualdo
Tra quelli che vi ebbero i natali che in tempo delle fazioni lo re-
nomineremo Ottavio Monconi ve- stituìai perugini, per liberare il

scovo di Catanzaro in Calabria nel forte ueir interno di Gualdo che


1572. A poca distanza vi è la grot- si riteneva dai medesimi perugini.
ta più. grande d'Italia che si cono- Di poi Compresselo tornò alla sog-
sca, nella quale si accede median- gezione del governo di Gualdo Ta-
te una corda fissata in un acero dino ove trovasi tutt'ora. Compres-
unico albero in quella prossimità, selo presenta delle antichità , cioè
,

8u GUA GUA
delle Ioni e dei ruderi, avanzi del- menti, delle anticaglie ivi scoperte,
la residenza de' suoi conti. La chie- come di un pozzo; e del deca-
sa parrocchiale è sotto il titolo del- dimento e distruzione di Tadino,
la Beala Vergine assunta in cielo, non che de' suoi vescovi. Tadi-
con suo pievano o rettore. Sotto no adunque secondo il Borgia ri-
le dipendenze di Compresselo esi- pete la sua origine dai pelasgi, i

stette la chiesa del già antico mo- quali passando dalla Tessaglia nel-
nistero di Valderasina, dedicala al l'Epiro per consultare il famoso
principe degli apostoli, ed oggi de- oracolo di Dodona, e quindi in I-

voluta alla giurisdizione della fa- talia, ivi si unirono agli aborigeni
miglia Castalda. venuti dall'Arcadia, e ricevuti da
Gualdo Tadino, come dicemmo, Pico per discacciar da essa i siculi
provenne dalla distrutta Tadino che dell'Umbria si erano special-
città i cui ruderi si osservano alla mente impadroniti, espulsi i quali
distanza di più di un miglio da vi edificarono molti luoghi, e fra
Gualdo. L'abbate Stefano Borgia essi Tadino. Questa città situata
poi cardinale, dopo essere stato no- presso la via Flaminia, secondo Lu-
verato accademico filologico di Fer- cano veniva irrigata nella sua re-
mo , nel 1 7S 1 pubblicò in Roma gione da dodici sorgenti d'acqua
colle slampe la terza sua produ- limpida e fresca, fra le quali alcu-
zione letteraria intitolata: Istoria ne erano mirabili a sanare infer-
della città dì Tadino nell' Umbria, mità, laonde a loro conservazione
e relazione delle ultime ricerche fu costrutto un bagno a spese del
fatte sulle sue rovine. Fu indiriz- tadinate Omio Firmio, e si disco-
zato quest' opuscolo al celebre Pro- prì nel 1 75 1 . Descrivendo Plinio
spero Gori, cui parve sì bello, che la divisione fatta da Augusto del-
volle inserirlo nella sua raccolta del- l' Italia in undici regioni, pose Ta-
le Silloge letterarie o sìmbole ro- dino nella sesta. Il governo di que-
mane. Però fu cagione di lunga lite sta città fu da principio libero es-
tra l'autore ed il p. d. Mauro Sarti sendo dichiarata municipio, quindi
camaldolese, ed altri letterati che esercitato da un conte, poi da un
vi presero parte, come si può ve- patrizio romano, e finalmente da
dere nella Bibliografìa storica del- un duce che si appellò con nome
le città e luoghi dello stato ponti- regio, come Antico re in Cameri-
fìcio, all' articolo Capra Montana no, Taurino re nell'Umbria ec, le
città distrutta Marca e nel
nella ; quali nozioni si apprendono dalle
Zaccaria, voi. VI, p. 2i3 e seg. del- lapidi rinvenute in Tadino chia-
la Storia letteraria d'Italia. Giu- mato ancora Taino. Questa città
seppe Colucci nel t. VII, p. 99 e seg. era luogo di fermata degli eserciti
delle Antichità picene ci ha dato un che da Roma passavano nelle Gal-
compendio di quanto scrisse il dot- lie e nell'Alemagna; parlando l'an-

to Borgia ne\V Istoria, dicendo che tica storia di Tadino delle feste che
Tadino Umbria, e del
fu città dell' celebravano i tadinati al passaggio
sitoda esso occupato; che Tadino de' patrizi e de' duci colle loro mi-
fu lo stesso che Tagina nominata lizie.

da Procopio indi tratta della con-


; Sebbene l'annalista Baronio nar-
dizione di Tadino, de' suoi mouu- ri che prima di s. Feliciano, di cui
GUA GUA 8»
parlammo all'articolo Foligno (Fè- Giuseppe Valeriani Discorso ac- :

di), altri recassero nelF Umbria la cademico sopra la vita e meriti di


fede di Gesù Cristo^ tutta volta l'i- s. Fecondino vescovo di Taino,
storia di Tadino racconta che ivi Macerata 1660. In esso vi è qual-
la fede vi fosse recata da detto san- che cenno storico della storia del-
to vescovo di Foro Flaminio ossia l'antico Tadino o Taino. Si crede
Forfiamma (Vedi), per cui dopo quindi, che vari anni questa sede
qualche tempo Tadino ebbe l'ono- rimanesse priva di vescovo, finché
re della sede vescovile nel quinto fu eletto Cipriano che si portò al
secolo. L'istoria di Tadino parla concilio lateranense celebrato dal
di diversi vescovi che ne governa- pontefice s. Martino I contro i mo-
rono la chiesa, ma I' Ughelli, Italia noteliti nel 649. Anche il Borgia
sacra tom. X, p. 167, riporta i soli non parla di altri vescovi di Tadi-
tre seguenti. Il primo fu Gauden- no, e solo dice che la sua diocesi
zio, che l'OJstenio nella Geografia nel 1007 fu unita alla chiesa di
sacra chiama Laurentius, che in- Nocera (Vedi), come vi rimane tut-
tervenne al concilio romano del tora, in quel tempo chiamata Arx

499 adunato dal Papa s. Simma- Nucerina^ Rocca Nucerina, già di


co. Il secondo fu s. Facondino e- Tadino, cui unironsi pure i vesco-
letto nel 599, nel pontificato di s. vati di Rosella ed Usenti. Però
Giegorio I Magno, il quale scrisse dalla storia dell'antica Tadino num.
due lettere per la sua destinazione 4i3 e seg. si ha che Nocera non
a questa sede, una diretta a Gau- era allora città vescovile, e che fu
dioso vescovo di Gubbio, che co- fondata dalla riunione de' tre ve-
me viciniore gli ordina che vada scovati di Rosella, Tadino e Ple-
in Tadino città vicina, ch'essen- stea , e Usenti , e che il primo ve-

do priva del suo pastore la visiti, scovo fu Adalberto abbate di un


e procuri che dai tadinati sia elet- cenobio nella ròcca Nucerina, ove
to vescovo chi ne fosse degno, vie- si diressero i tre nuovi vescovi man-

tando di preporvi un forestiere, dati dal Papa in quelle desolate


qualora la chiesa tadinate non man- regioni. Altrettanto riferisce l'anti-
casse d' idonei soggetti. L'altra let- ca cronaca Eugubina, ed il codice
tera Gregorio I fu scritta al
di s. esistente nel seminario di Foligno,
clero e popolo di Tadino o Taino, e nella biblioteca vaticana, ove è
per la sollecita elezione del vesco- pure altro codice contenente la vi-
vo, attesa la morte seguita da lun- ta di s. Facondino, e pubblicato
go tempo del proprio pastore. S. Fa- dai Bollandisti a' 28 agosto. Laon-
condino ebbe per arcidiacono s. Gio- de sembra indubitato, che la sede
ventino, il quale dopo la morte del vescovile di Nocera ebbe Origine
vescovo, avvenuta a'28 agosto del da quella di Tadino, là quale van-
607 j sembra che per alcuni anni tò capitolo di canonici colla digni-
governasse la chiesa, anzi il Borgia tà d'arcidiacono.
dice che a s. Facondino successe il Tadino soffri molti disastri in va-
discepolo Juventino nel pontificato rie epoche il primo fu sotto To-
:

di Bonifacio III. L' Ughelli riporta tila, allorché venne in Italia co'suoi

X inno e Yoremus composto in ono- goti nel 545, e si accampò in Ta-


re di s. Facondino. Abbiamo di dino, come si ha da Procopio De ;

vor.. xxxnr. 6
82 GUA GUA
bello goticoj e tanta desolazione vi disastrosa di Tadino av-
vicenda
produsse, che decaduto dall'antico venne per parte di Alboino re dei
splendore divenne castello. Nel num. longobardi, che ricopri tutta l'Ita-
i io dell' Imparziale di Faenza 3 fo- lia di stragi. La terza desolazione
glio periodico interessante , de' 3o sofferta da Tadino fu nel secolo
gennaio 1 843, evvi un articolo del Vili, per opera di Luitprando, al

eav. Adone Palmieri, il quale par- tro re longobardo, che molto lo


lando degli uomini illustri di Gual- danneggiò. Altri mali soffrì Tadi
do Tadino, narra che il vivente no dai saraceni ed altri barbari,
avvocato cav. Giovanni Cajani gon- da' quali disastri per poco risorta,
faloniere della città, peritissimo an- fu finalmente distrutta ed egua-
cora nella archeologia , studiando gliata al suolo a' tempi dell' impe-
antichissime scritture, e la cronaca ratore Ottone III nel 996, per a-
di Gualdo compilata nel XIV se* ver seguito le parti di Crescenzio
colo da fra Paolo letterato di Gual- Numentano console romano, che
do a vista d' irrefragabili
istesso ,
scacciato da Roma il Papa Gregorio
documenti ha potuto stabilire, che V parente dell'imperatore, avea fat-
nell'ultima guerra di Totila in Ita- to eleggergli contro l'antipapa Gio-
lia, fu egli nel 552 estinto da Nar- vanni XVII, e portatosi Crescen-
sele speditovi con possente eserci- zio in Tadino avea assunto il no-
to dall'imperatore Giustiniano I. me regio. Stanchi i superstiti ta-
Che Narsete imbattutosi con Toti- dinati delle sofferte oppressioni, al-
la nella vallata ch'è sotto Gualdo, cuni si nascosero nelle selve delle
ove come dicemmo si fermavano vicine montagne, altri si ricovera-
gli eserciti che recavausi nelle Gal- rono alla Rocca Nucerina, fortifi-
lie ed in Germania, ivi lo sconfis- candola per sicurezza, ed altri nel-
se dopo che Totila avea fatto de- le proprie terre edificarono forti
capitare s. Ercolano primo vescovo ed altri edifizi inespugnabili. Gli
di Turrena. In tale incontro sei avanzi del distrutto Tadino in pro-
mila goti rimasero uccisi nella gual- gresso di tempo servirono nell'edi-
dese pianura, per cui d'allora in ficazione delle chiese di Gualdo
poi fu chiamata delle rotte. Il cada- Tadino, venendo altri trasportati
vere di Totila fu spogliato dai militi in Perugia, fra'quali debbonsi no-
di Narsete, indi abbandonato. I goti verare i preziosi marmi del ma-
lo presero, ed inselvandosi nei convi- gnifico deposito del b. Benedetto
cini colli, lo portarono a Capra oggi XI Pontefice romano, esistente nel-
Capraia, ove gl'inualzarono un son- la chiesa di s. Domenico. I mosai-
tuoso monumento, i cui ruderi tut- ci, gli anelli, le medaglie, gl'idoli
tora si appellano sepolcro di To- anche d'oro, ed altri monumenti
tila, benché altri scrittori lo pones- di bronzo che si rinvennero suc-
sero altrove. Finalmente narra, che cessivamente negli scavi, sono prove
Narsete avendo implorato il patro- della ricchezza, cultura, e lustro m
cinio della B. Vergine, dopo la vit- cui fiori Tadino.
toria nel piano di Gualdo gli e- Rimasto quasi deserto il suolo
un tempio, che sussistendo si
resse di Tadino, ignorandosi i proprie-
chiama ancora la chiesa di Maria tari delle diverse possidenze, gli

Vergine delle rotte. La seconda imperatori ne infeudarono vari ca-


GUA GUA 83
pitoni,che dediti alla pietà fon- monistero di 1. Donato di Gualdo
darono molti eremi e monisteri fondato nel 1080 dai conti della roc-
con generose dotazioni ne' luoghi ca Flea, parimenti di Gualdo, di-
circostanti. 11 più antico è quello pendente un tempo con titolo di
di Terra Santa situato al vertice priorato dall'eremo e monistero A-
dell' A pennino sopra Gualdo Ta- vellanense: anche questa abbazia
dino, ove recavansi ad orare no- i fu devoluta al seminario Nucerino
minati ss. Facondino e Gioventi- per le premure del medesimo ve-
no ; ivi si ritirò a far vita solitaria scovo. Diverse volte i santi clau-
s. Romualdo abbate istitutore dei strali abitatori di tali cenobi pro-
camaldolesi, lungamente vi dimorò curarono riunire i dispersi tadina-
il suo discepolo s. Pier Damiani, ti, ma inutilmente, dappoiché op-
e vi si Giovan-
recarono ancora s. ponendosi alla riunione taluno de-
ni di Lodi poi vescovo di Gubbio, gli antichi conti, di nuovo gii ag-

s. Rinaldo vescovo di Nocera , ed gregati popoli tornavano a subire


altri servi di Dio. Frattanto nel desolazione e dispersione : tanto
1006, per munificenza di Pietro fi- avvenne 83 epoca in cui
nel 11
glio del conte Attone della regione esistè il primo Gualdo nelle vici-

di Taino, si fondò il monistero nel- nanze dell'antico e primo moni-


la valle di Ratina, in onore del stero di s. Benedetto , quanto nel
principe degli apostoli, dove quasi 12 io in che tornossi a fabbricare
per un secolo abitarono le mona- il secondo Gualdo in un colle det-
che di s. Benedetto, fra le quali to Val di Vorgo, consunto poi per
fiorì laArmingalda figlia del
b. incendio procurato da certo Ba-
fondatore Pietro, prima abbadessa schela.
del medesimo, ed ivi sepolta. Que- Dal Saggio genealogico della ca-
sta abbazia ad istanza dell'odierno sa de Gregorio, di cui parlammo
vescovo di Nocera fu concessa al suo Gregorio (de) Giovanni
all'articolo
seminario. Anche beni i del moniste- cardinale (Vedi), si ha che Lodo-
ro ed abbazia di s. Benedetto fon- vico de Gregorio capitano dell'im-
dato nel 1008 al disotto di Gualdo peratore Enrico VI fu signore di
dai conte OfFredo figlio di Monal- Gualdo e di Gironda nell'Umbria;
do, trasferito poi nell'interno di e che da esso nacque Goffreduccio
Gualdo nei i25i, ad istanza del de Gregorio che nel 1227 vendè
medesimo vescovo furono da Pio ambedue le signorie alla santa Se-
VII nel 18 17 e nel 18 18 uniti de nel pontificato di Gregorio IX
alla mensa di Nocera , col titolo Tanno 1227, con istromento registra-
di abbate al vescovo, e cogli ono- to da Cencio Camerario, De proni-
ri e privilegi goduti dai precedenti ptarum p. 235>, che si conserva nel-
abbati commendatari , essendo la l'archivio pontificio, ed altro istro-
chiesa matrice e principale di Gual- mento de' 2 maggio 1235. Sembra
do, per cui il vescovo vi deputa un che Gualdo avesse una rocca, o con
vicario con cura d'anime: tale u- tal nome venisse denominato, per-

nione l'implorò ed ottenne l'attuale chè il suddetto Stefano Borgia nel


vescovo pei danni sofferti dalla men- toni. Ili, pag. 204 delle Memorie
sa di Nocera nelle ultime politiche istoriche di dice che
Benevento,
vicende. Merita pur menzione il maestro A latrino rettore di Spole-
,

84 GUA GUA
to nel n35 comprò la metà del fu libero in principio pel mento-
girone o sia della rocca di Gual- vato privilegio imperiale sotto la ,

do a' tempi di Gregorio IX e di protezione del Papa e de' perugi-


Benedetto camerlengo. Forse sarà ni, come risulta da memorie del
la vendita di Goffreduccio. La de- i25i e 1260: la giurisdizione giu-
solazione prodotta a Gualdo dal- diziale esercitavasi da un podestà
l' incendiomosse la compassione
,
scelto dal consiglio popolare , cui
dell'imperatore Federico II figlio presiedevano i consoli che si crea-
di Enrico VI, quando. Terso il 1237 vano dal medesimo^ quindi Gual-
passò per questo paese t confortò i do fu sottoposto al ducato di Spo*
gualdesi , forse per trarli al suo leto. Il p. Bonucci nella Istoria
partito, disegnò loro una nuova lo- del b. Gregorio X, a pag. 75, nar-
calità a fabbricarvi case, circuendo ra che reduce dalla guerra santa
il nuovo Gualdo di mura con co- di Palestina Edoardo l re d' In-
piose elargizioni, ed accordando e- ghilterra, nel 1273 portandosi ad
ziandio agli abitanti un diploma ossequiare in Orvieto il Pontefice
di privilegi ed esenzioni, autoriz- Gregorio X , dovette fermarsi a
zandoli a crearsi magistrati e po- Gualdo di Nocera, ove la regina
destà. Siccome però il sito ove sor- moglie Leonora partorì. Ed il Ca-
ger doveva il nuovo Gualdo ap- lindri diceche Gualdo nel 1292
parteneva ai monaci dell'antico mo- si sottomise a Perugia. Avendo s.
nistero di s. Benedetto, si ottenne Francesco d' Asisi fondato a' suoi
dai medesimi permesso della nuo-
il religiosi conventuali un convento
va costruzione, mediante istromen- fuori di Gualdo, in questo si tras-
to de' 3o marzo 1237, regnante ferirono nel 1293, costruendo son-
Gregorio IX, e Federico II. In es- tuosa chiesa e convento, ed è l'u-

so si dice, che Fanio abbate del nico cenobio di religiosi possidenti


monistero concede in enfiteusi per- che sia rimasto in Gualdo. Verso
petua a Pietro di Alessandro sin- questo tempo fu fondato il moni-
daco del castello di Gualdo il lo- stero di s.Agnese fuori della por-
cale per edificar la nuova città ta di s. Martino di Gualdo, colla
con condizione che il comune do- cui soppressione fu poi eretto nella
vesse pagare annualmente all' ab- cattedrale di Nocera il canonicato
bazia di s. Benedetto libbre dieci di appunto detto di s. Agnese.
buona cera nella festa di tal santo, Nel i328 ebbe origine in Gual-
e che i forensi che vi si conduces- do l'ordine de' monaci del Corpo
sero ad abitarvi appartenessero al- di Gesù Cristo (Vedi). Nei primor-
la parrocchia dell'abbazia. Cosi fon- di dello stesso secolo venne fon-
dato il nuovo Gualdo, e crescen- dato il monistero delle monache
do di popolazione, vi si condussero benedettine nella chiesa di s. Lu-

ad abitarvi i religiosi agostiniani, cia fuori di Gualdo, in cui nel I375


erigendo chiesa e convento, a' no- fu trasferito nella chiesa di s. Ber-
stri giorni pur ceduto all'attuai ve- nardo, oggi s. Sebastiano, attese le
scovo di Nocera, che ideò d'istituir- guerre di que' tempi, e poscia tra-
vi il pio stabilimento delle prime dotto nella locale di s. Maria Mad-
comunioni-gei giovani gualdesi. Cir- dalena. Il presente vescovo alle be-
ca poi al governo di Gualdo, esso nedettine sostituì le monache del
,

GUA GUA 85
Bambin Gesù. Quindi sursero in dal cardinal Antonio del Monte le-

Gualdo i monisteri di s. Chiara gato a lalere e governatore per-


©v'esistevano le Clarisse, nel luogo petuo di Gualdo. Essendo stato di
ove oggidì è stato situato l'ospedale, nuovo Gualdo sottoposto al duca-
« quindi quello di s. Margherita to Spoletino, negli ultimi del seco-
fuori della porta di Donato, ove
s. lo XV da Alessandro VI dato
fu
si trasferirono le dette Clarisse. Sino a Lucrezia Borgia, insieme con al-
dal principio del medesimo secolo, tre città e terre dipendenti dal me-
massime per l'assenza de' Papi in desimo ducato. Il Garampi nelle
Avignone, Gualdo soggiacque al Osservazioni sulle monete pontificie,
dominio di diverse fazioni, finché a pag. 24 1 » parla della deputazio-
fu ricuperato a quello pacifico della ne di un commissario che fece Giu-
santa Sede,come si apprende da lio II, per l'esazione delle nuove
un breve di Urbano V del i5 monete in Gualdo nel i5o8, a
maggio 1870. Anche Bonifacio IX mezzo del cardinal camerlengo nel-
ricuperò G*ualdo al dominio della la persona di Antonio de Alberga-
Chiesa, e per essa- ne fece esigere i to bolognese, fratello di Domeni-
tributi. Nel r.44 1 Eugenio IV sop- co,che sino dal i4$3 avea otte-
presse il monistero di s. Benedetto, nuto sua Tita durante da Sisto IV
e colle sue rendite eresse un bene- il cancellierato e camerlengato di
ficio ossia commenda abbaziale nel- Gualdo, colla facoltà di poterne per
la sua chiesa. E qui noteremo che altri esercitare l'uffizio, e pare che
questa abbazia aveva avuto sotto a ciò deputasse Antonio. E sicco-
di se molte chiese, come si ha da me al camerlengo di Gualdo spet-
una bolla di Alessandro III data tava l'esigere i proventi della ca-
in Benevento agli 11 agosto 11 69, mera apostolica, così a lui furono
in conferma di altre bolle de' suoi imposti gli ordini per fare esegui-
predecessori Innocenzo II ed Adria- re il nuovo regolamento delle mo-
no IV. Ne' Commentari di Pio II, nete. Assunto nel i5i3 al ponti-
lib. II, pag. 36, si narra che i guai- ficato Leone X, Gualdo fu per lui
desi e quei di Nocera si renderono eretto in legazione, ed ebbe l'ono-
a Nicolò Piccinino, benché per al- re di essere governato da un car-
tro la fortezza di Gualdo siasi man- dinale con titolo di governatore per-
tenuta perfettamente costante per le petuo, il primo de' quali fu il men-
ragioni della Chiesa in quella ti- zionato cardinal del Monte , che
rannica invasione. Ciò accadde nel tante beneficenze gli compartì. Nel
pontificato di Eugenio IV. Il No- i53o Gualdo fu visitato da Cle-
vaes nella Vita di Nicolò del V mente VII nel mese d' aprile, nel
1 44?> racconta che quel Papa re- viaggio che fece per lo stato ponti-
staurò ed ornò la chiesa di s. Be- fìcio, probabilmente reduce da Bo-
nedetto. Nel i49° fo Gabriele da logna dove avea coronato Carlo V.
Gualdo ministro provinciale de' mi- Dai gualdesi fu supplicato di eri-
nori osservanti, fondò al suo or- gere la chiesa di s. Benedetto in
dine il convento nel locale sotto- collegiata, lo che concesse, ma non
posto all'attuale della Annun- ss. fu spedita la bolla ; anzi si dice che
ziata, il quale dappoi venne in mag- voleva istituirvi il capitolo dei ca-
gior elevatezza costrutto nel i5i2 nonici colla dignità d'arciprete. Nel
86 GUA GUA
i533 secondo governatore il
fece luto ai magnifici priori del muni-
cardinal Andrea Matteo Palmieri. cipio, sì nelle cause civili che cri-
Nel i539 Gualdo fu onorata an- minali, giudicate in prima istanza
che dalla presenza Paolo III: di dai podestà, come rilevasi dagli o-
questi nell'anno precedente nomi- riginali esistenti nell'archivio mu-
nò governatore il cardinal Antonio nicipale.Quindi dopo i mentovati
Pucci, e nel i5^y il cardinal Gio- governatori il governo di Gualdo
vanni Salviati. venne affidato ad un commissario
Dopo la morte del cardinal Sal- con immediata dipendenza dalla sa-
viati, volendo i legati o governa- cra congregazione di consulta, pri-
tori di Perugia e di Foligno esten- vilegio che si mantenne in vigore
dere 6U Gualdo la loro giurisdizio- fino al 181 5, dopo il qual tempo
ne, i gualdesi ricorsero a Giulio fu istituito 1' odierno governatore.
HI nipote del cardinale del Monte, In Gualdo eravi il collegio dei dot-
per ottenere un nuovo legato, ed tori notari , e delle arti distinte
il Papa in considerazione partico- con opportuni privilegi: Nel i56g
larmente del defunto zio, con be- furono chiamati in Gualdo i reli-
nigno breve inviò a Gualdo per giosicappuccini , per cessione fatta
perpetuo protettore e governatore dal cardinal Serbelloni commenda*
Baldovino del Monte suo fratello, tario di s. Benedetto ( del quale
cui successero nella legazione il car- furono pure commendatari i pre-
dinal Fabio Mignanelli, nel i556 lati Battaglini e Borgia poi cardi-
il cardinal Carlo Caraffa nominato nale) con beneplacito di s. Pio V;
dallo Paolo IV, e nel i56i
zio e nel 1 6 r -4 ivi si stabilirono i mo-
il cardinal Giannantonio Serbello- naci silvestri ni nella chiesa di s.

ni nipote di Pio IV: i due ulti- Nicolò, fondandovi decente moniste-


mi cardinali uno dopo l'altro fu- ro, il quale fu soppresso anni ad-
rono commendatari dell'abbazia di dietro, e le rendite devolute al ve-
s. Benedetto di Gualdo. Nel i566 scovo, che nel monistero collocò un
s. Pio V fece governatore il car- convitto di preti. Monaco silvestri-
dinal Tiberio Crispi romano, cui no e zelante della patria fu il p.
successe nell'ottobre del medesimo d. Paolo Ginocchietti, abbate di s.
anno il cardinal Giannantonio Ca- Stefano del Cacco di Roma, e pro-
pizucchi , nel 1 56g il cardinal Ma* curatore generale di sua congrega-
diucci di Trento, e nel 1578 il zione.
cardinal d'Angennes de' si-
Carlo Il Papa regnante Gregorio XVI,

gnori di Rambouillet, che dopo a- prendendo in benigna considera-


ver dimorato a Gualdo morì in zione le prerogative di Gualdo, e
Corneto nel 1587, ov' era governa- quelle dell'antica Tadino sede ve-
tore. Le leggi colle quali si gover- scovile, col breve Apostolicae Se-
nava Gualdo risultano dai munici- dis majestatem itti q uè decet, dato
pali statuti, che diconsi estesi da Bar- a' 5 marzo i833, innalzò Gualdo
tolo di Sassoferrato celebre giurecon- al rango di città, col nome di Gual-
sulto, indi riformati dai cardinali go- do Tadino, la quale con entusia-
vernatori. Dalle medesime si appren- smo ed indicibile riconoscenza eb-
de procedura nelle cause, ed il
la be la consolazione di accoglierlo tra
diritto di appellazione ch'era devo- le sue mura il lunedì 20 settembie
GUA GUA 87
t84i i mentre da Fabriano per siso sul medesimo e corteggiato dai
Cancelli vi giunse verso il mezzo- nominati prelati, ricevette al bacio
dì, transitando pei* una strada tra- del piede il governatore, il magi-
versa resa agiata dai gu.ildesi. I strato municipale, ed il clero se-
fabbricatori di terraglia furono i colare e regolare. Nelle ore po-
primi a dimostrar la loro esultan- meridiane il santo Padre onorò
za con un arco trionfale innanzi di sua presenza il monistero di s.
l'ingresso della città. Presso a tal Margherita, ove ammise al bacio del
luogo il gonfaloniere Giovanni Ca- piede le monache, insieme alle suore
jani alla testa del corpo munici- del Bambin Gesù ed a varie signore
pale, insieme al governatore pon- delle principali famiglie di Gualdo,
tificio, presentò omaggi
i rispettosi che a tale religioso oggetto ivi e-
della popolazione, mentre un drap- ransi portate. Nella sera vi fu ge-
pello de' primari cittadini attaccan- nerale illuminazione, mentre il Pon-
do cordoni di seta alla carrozza ove tefice graziosamente ricevè quanti
era il Pontefice, a mano la trasporta- desiderarono ossequiarlo. Nel se-
rono avanti la chiesa di s. Benedetto, guente mattino avendo celebrato la
passando sotto altro arco trionfale, e messa nell'altare che descrivemmo
preceduti da dodici fanciulli uni- al voi. XVlf, pag. 246 del Dizio-
formemente vestiti che spargevano nario y ricevette il clero , il gover-
fiori. Tra il plauso de' gualdesi il natore, ed il magistrato munici-
santo Padre fu ricevuto sulla porta pale, e dichiarato loro il pontificio
della chiesa da monsignor France- gradimento per tante affettuose di-
sco Luigi Piervisani zelante vesco- mostrazioni, si avviò per ascendere
vo Nocera col clero, dai mon-
di nella Carrozza per recarsi a Noce-
signori Giuseppe Pecci vescovo di ra e pernottare a Foligno. Giunto
Gubbio, e Lorenzo Parigini vesco- nella pubblica sala del comune vi-
vo di Urbania della diocesi di No- de il Pontefice l'effigie sua marmo-
cera, da monsignor Bonifacio Caia- rea scolpita in busto dal valente
ni gualdese, allora vicario apostoli- prof. Adamo Tadolini, ivi eretta con
co di Cagli e Pergola, ed ora ve- marmorea iscrizione a perpetua
scovo della medesima diocesi, e da memoria del suo soggiorno in Gual-
monsignor Gioacchino Pecci dele- do Tadino, onde rinnovò il suo gra-
gato di Perugia, al presente arci- to animo, e tutti paternamente be-
vescovo di Damiata, e nunzio di nedicendo proseguì il viaggio, dopo
Bruxelles. Dopo aver ricevuto la aver fatto cavaliere dell'ordine di
benedizione dal rescovo diocesano s. Gregorio Magno il gonfaloniere,
col ss. Sagramento precedentemen- date delle dimostrazioni a vari gual-
te esposto, il Papa preso sotto il desi, e soccorso i bisognosi. V. la
baldacchino si recò al vicino pa» Narrazione del viaggio fatto dal
Jazzo municipale e di governo, pre- Papa Gregorio XVI per la visita
parato convenientemente pel suo del santuario di Loreto , del cav.
alloggio, donde dalla loggia sovra- Francesco Sabatucci, a pag. i63 e
stata da padiglione compartì l' a- seg., ed il numero 79 del Diario
postolica benedizione al numeroso di Roma del 1842, in cui è de-
ed acclamante popolo. Passato il scritto come i gualdesi celebrarono
Pontefice nella sala del trono, as- l'anniversario del ricevuto onore.
,

88 GUA GUA
Fiori Gualdo in ogni tempo per duchi di Parma e di Lucca. Nel-
uomini illustri, ed oltre i summen- Durante del-
l'arte salutare, Castore
tovati nomineremo i seguenti. In la mentovata famiglia, medico di
santità di vita, il b. Peregrino mor- Sisto V, poeta laureato, ed auto-
to nel vicolo Contranense nel ioo4; re di opere; non che Giulio, altro
il b. Majo consigliere del comune, medico che scrisse utili trattati. In
morto nel 1270; il p. Margio nel- poesia i fratelli Tromba scrittori
l'antico convento de' conventuali, del poema sulla presa di Trebison-
defunto ivi nel i3oi ; il b. Ange- da, oltre altri lodati. In pittura
lo eremita rinchiuso, protettole del- Matteo da Gualdo fiorito dopo la
la città e territorio, che mancò ai metà del secolo XV, che a
dipinse
viventi nel 1824; il b. Pietro mor- fresco e su tavola, nel primo mo-
to in Rigali nel 1367, oltre i fran- do esistono le sue opere in s. An-
cescani Fava, Ginepro e Giovanni tonio d' Asisi , il quadro della co-
Ernicola discepoli di s. Francesco. ronazione della Beata Vergine esi-
Cospicui per dignità furono, An- stente nella chiesa de' francescani
drea di Pietro di Giunta de Benci di Gualdo, ec. ; e Avanzino Nucci
arcivescovo di Colonia e consiglie- che fiori nei primordi del secolo
re dell'imperatore Sigismondo; An- XVII. Ai nominati storici che scris-
tonio Umeoli vice-camerlengo di s. sero di Gualdo aggiungeremo Da-
Chiesa, che Sisto IV ed Innocen- rio Durante , nell'Istoria della fa-
zo Vili incaricarono d' importanti miglia Trinci, con memorie di Fo-
commissioni ; Francesco Bonfigli ge- ligno, Nocera e Gualdo; e Lodo-
nerale de' minori conventuali , poi vico Jacobilli, Vita de santi e bea-
vescovo d'Ascoli in Puglia; Porfi- ti di Gualdo e della regione di
rio Feliziani segretario di Paolo V, Taino nell 'Umbria Foligno i638. ,

vescovo di Fuligno e letterato ; Sal- Il dotto Vettori nel suo Fiorino


vetti prelato palatino che visse nel- d'oro a pag. 469 avverte, che sic-
la metà delsecolo XVII ; nel qua- come il Jacobilli nella detta opera
le fioriancora Marcantonio Bon- tratta di proposito al capitolo II
grazi uditore d'Avignone, e decano della storia diGualdo e delle sue
di s. Pietro di tal città, per non varie vicende non crede che in
,

dire di altri. In giurisprudenza ce- ciò gli si debba in tutto prestar


lebre fu Giandiletto Durante della fede.
famiglia Zuccari, autore della Cau- GUALTERIO, Cardinale^ Gual-
tela Gualden.se e di altre encomia- terio o Vallerò fu creato vescovo
te opere; e qui va notato che tal d'Albano da Urbano II del 1088,
famiglia conservasi ora ne' conti quindi lo incaricò della legazione
Zuccari Duranti di Fabriano, cui ap- d'Inghilterra al re Guglielmo, pres-
partenne eziandio Castore Durante. so di cui adoperossi in modo, che
Inoltre in giurisprudenza si devono Urbano II fu riconosciuto legittimo
lodare Nicolò Morone uditor del- Pontefice in tutto il regno. In ta-
la rota di Firenze; Giambattista le occasione il cardinale consegnò
Spinola, come il precedente autore a s. Anselmo arcivescovo di Can-
di opere Mansueto Rosati
legali ; torbery nel pontificio nome il pai*
podestà d'Ancona, ed il marchese che dal santo pre-
lio arcivescovile,
Gioacchino Mattioli, accettissimo ai Iato fu ricevuto col più profondo
,, ,,,

GUA GUA 89
rispetto, essendosi portato in abito to algoverno città. Pre-
di quella
pontificale e a piedi scalzi incontro so appena il possesso della chiesa,
al cardinal legato che recava il sa- celebrò il sinodo in cui promulgò
cro ornamento in un' urna d'ar- savissime leggi, accomodate al bi-
gento, dei quale rivestitosi celebrò sogno della diocesi e all' indole dei
subito la messa. Questo cardinale diocesani. Non vi fu in quella cit-
sottoscrisse nel 1096 gli atti del tà famiglia povera, che non fosse
concilio di Nimes per conferma
la da sovvenuta con limosine se-
lui
della terra di s. Egidio fatta da grete, né lite o controversia che
Raimondo conte di Tolosa a favore dalla sua prudenza e dolcezza non
del monistero di Clugny in perso- rimanesse sul momento sopita e
na di Odilone abbate cluniacense composta. Non tralasciava di visi-
e ad una lettera dello stesso Ur- tare tutti gl'infermi aggravati, quan^
bano II ad Ugo arcivescovo di Lio- tunque di bassa condizione, a' qua-
ne segnata nel 1099, come ancora li con facoltà pontificia compartii
ad una bolla di Pasquale II spedi- va nel punto estremo l'apostolica
ta nel » 100 a favore dei monaci benedizione colla plenaria indul-
di Clugny. genza. Ebbe grande impegno di
GUALTIERI Carlo, Cardinale. visitare la diocesi e di formarsi un,
Carlo Gualtieri patrizio di Orvie- buon seminario per valersene a van-
to, datosi di proposito allo studio taggio della medesima; prendendo
delle leggi, ad insinuazione del car- cura in pari tempo delle vedove e
dinal Pamphilj suo parente, e poi de' pupilli, e delle altre misere per-
Papa Innocenzo X, fu fatto avvoca- sone, cui prescrive il concilio di
to concistoriale , rettore dell'archi- Trento che il vescovo sia padre e
ginnasio romano, avvocato de' po- tutore, e singolarmente delle sacre
veri,ed incaricato degl'interessi che vergini, per le quali fondò il mo-
passavano tra la casa Pamphilj e nistero delle cappuccine. Edificò in
la camera apostolica. Non conten- Massignano un tempio in onore
to di essere perito nella scienza le- de' ss. Felice ed Adauto, celebri per
gale, volle erudirsi nelle buone let- la moltitudine de' prodigi, con un
tere, e nell' arte oratoria e poetica ospedale a comodo de' pellegrini
in cui si distinse tra i primi del suo che da ogni parte vi concorsero
tempo. Dopo avere esercitato con con entrate sufficienti pel mante-
singolare equità i detti impieghi nimento de' sacri ministri, ed oltre
a' 2 marzo i654 Innocenzo X lo a ciò aumentò le rendite della men-
creò cardinale diacono di s. Pan- sa arcivescovile. Dopo aver gover-
crazio, perchè in quel tempo tutte nato quattordici anni quella chiesa,
le diaconie erano occupate, e nel- avendo sperimentato con gravi ma-
lo stesso tempo arcivescovo di Fer- lattie riuscirgli contrario il clima,
mo, dove venne accolto con giu- con beneplacito apostolico la rinun-
bilo e plauso universale, non sola- ziò al nipote Giannotto Gualtieri
mente per la fama che correva del- e recatosi in Roma consacrò la
le sue qualità personali, ma ezian- chiesa di s. Agnese in Navona, ve-
dio per la recente e viva memo- nendone dichiarato protettore. Ar
ria di Trivulzio Gualtieri suo zio, scritto in diverse congregazioni car-
che aveva con gran lode presiedu- dinalizie, il suo voto veniva sopra
pò GIÙ GUA
gli altri applaudito per rettitudine d'Inghilterra, siccome avvenuta in
e dottrina. Dalla diaconia di s. Pan- Parigi , come quello che godeva
crazio passò al titolo di s. Eusebio, I intima confidenza di quel sovra-
perchè essendosi Clemente IX per no. Nel 1701 Clemente XI lo pro-
la solennità del Natale portato al* mosse al vescovato d' Imola ove ,

la basilica Liberiana per assistere sborsò molte migliaia di scudi per


allamessa solenne, che doveva ce- erigervi il monte frumentario a sol-
lebrarsida un cardinale che tar- lievo della povera gente , e per
dava a venire, né trovandosi tra i mezzo di un ben inteso edifizio
cardinali vescovi e preti ivi pre- ampliò notabilmente la parte su-
senti chi potesse supplirvi, avendo periore del palazzo episcopale; quia-
tutti celebrato nelle proprie cap- di a' 17 maggio 1706 lo creò as-
pelle, il Papa per non alterare i sente cardinale prete del titolo di
riti e le antiche consuetudini di- s. Grisogono, legato di Ravenna e
chiarò subito il cardinale dell'or- prolettore della Gran Brettagna.
dine de' preti col detto titolo, ac- In appresso nel 1709 dalla chie-
ciò potesse in quella mattina can- sa d'Imola fu trasferito a quella di
tare la messa, essendo egli digiuno, Todi, vi fondò il seminario, e do-
perchè come dell'ordine de' diaconi po cinque anni ne dimise libera-
in essa dovea ricevere la comunione. mente il governo a Clemente XI.
Favori col suo voto le elezioni di Nel 7 3 si portò ad ossequiare a
1 1

tre Papi, e mori in Roma nel primo Parigi Luigi XIV, il quale lo ac-
del 1673 in età di sessantanni. Il colse con distinti segni di amore-
suo cadavere trasferito in Orvieto volezza, lo insigni dell'ordine del-
fu sepolto nella cattedrale, nella sua lo Spirito Santo, ed arriccili delle
cappella gentilizia che resta in quel- due pingui abbazie di s. Remigio
la della Madonna dipinta dal Si- di Reims e di s. Vittore di Parigi.
gnorelli, ove gli fu eretto un se- Contribuì col suo voto alle elezioni
mi-busto marmoreo, con magnifico d'Innocenzo XIII e Benedetto XIII,
elogio inciso su marmo nero. morendo in Roma a' 2 1 aprile
GUALTIERI Filippo Antonio, 1728 in età di sessantanove anni.
Cardinale. Filippo Antonio Gual- Trasferito in Orvieto venne tumula-
tieri nobile di Orvieto de' marche- to nel celebre duomo con magnifico
si Crognolo , nipote del prece-
di elogio, nella istessa tomba dello zio.
dente, nacque a' 24 marzo 1660 GUALTIERO, Cardinale. Gual-
nella terra di s. Quirico, arcidioce- tiero fu da Calisto II nel 1 123 crea-
cesi Fermo. Portatosi a Roma,
di to cardinale diacono di s. Teodoro,
dopo fatti gli studi ebbe largo ed intervenne ai comizi di Onorio
campo di esercitarsi sotto Innocen- II nel 1124, sebbene il Ciacconio
zo XI co* suoi talenti nel governo lo confonda con altro cardinale.
delle città e provincie dello stato GUALTIERO, Cardinale. Gual-
ecclesiastico, e nel pontificato d'In- tiero o Valtero meritò che Adria-
nocenzo XII nella vicelegazione di no IV nel marzo del 1 i5q lo creas-
Avignone, che sostenne dal 1696 se cardinal vescovo d'Albano, e di-
al 1700, e poi alla nunziatura di venne di molta autorità nella curia
Francia, durante la quale assistè romana. Ebbe luogo tra gli elet-
in morte Giacomo II re cattolico tori di Alessandro III, e procurò
GUA GUA gì
che in tale elezione né il clero, ne case sono tutte in pietra,
ed han-
il popolo romano, ma i soli cardi- no degli ameni giardini che riuni-
nali vi contribuissero col loro suf- scono l'utile al delizioso. Le piazze
fragio. Ne
derivò l'ostinato scisma pubbliche grandi e quadrate, si
di Vittore V antipapa, che elesse- possono dire magnifiche. Possiede
ro alcuni cardinali malcontenti urli- oltre la cattedrale molte chiese, ed
ti al clero e al popolo. L'impera- uu collegio ben dotato che gode i
tore Federico riconobbe e sosten-
I privilegi di università anteriore di
ne colle armi il pseudo Pontefice, dodici anni a quella di Cusco. Fu
laonde costretto Alessandro III a questa città fondata da Francesco
fuggir da Roma , di questa affidò Pizzarro nel i539, e chiamossi san
il governo al cardinale che vi pre- Juan della Victoria^ in memoria
siedè con mirabile saviezza e pru- della vittoria riportata dal mede-
denza in tutto ii tempo del fune- simo Manco che avea
sull'Inca
sto scisma nella di lui assenza, col sconfitto glispagn uoli in alcuni al-
titolo di vicario o vicegerente a- tri combattimenti. Avvenne questa

postolico. Mori 1178 o nel


nel nella pianura di Chupas nel di 16
marzo 11 79, con universale ram- settembre i54.2. Chiamasi la cit-
marico. tà anche Huamagna, e nelle an-
GUALTIERO, Cardinale. Gual- nuali Notizie di Roma è registra-
tiero fuda Innocenzo III del 1 198 ta così:Guamagna ed Ayacucho
creato cardinale diacono di s. Ma- unite neW Indie occidentali.
ria in Portico ed ebbe l' incom-
, La sede vescovile di Guamagna
benza di portarsi in Francia col fu nel 161 1 istituita dal Pontefi-
carattere di legato apostolico, per ce Paolo V, che la fece suffraga-
esterminar l'empia setta degli albi- la dell'arcivescovo di Lima, come
gesi, che in Tolosa e nelle prossi- lo è tuttora. Ne fu primo vescovo
me città recavano immensi danni Agostino di Carsaval agostiniano
alla cattolica religione. A tale ef- trasferito da Panama. Tra di i

fetto il Papa gli consegnò energi- lui successori nomineremo France-


che lettere per Filippo II re di sco Berdugo professore di diritto
Francia, e per altri principi, a fine canonico nell'uni versità di Siviglia
di muoverli a prender le armi con- ed inquisitore di Lima, traslocato
tro si nemici della fede, e
ostinati poi a Cartagena. Fr. Gabriele de
concesse indulgenza plenaria a chi Zavate domenicano, morto prima
contrito e confessato di sue colpe, di andare al possesso di sua sede.
accinto si fosse alla santa impresa. Fr. Antonio Conderina agostiniano,
GUAMAGNA ed AYACUCHO prima vescovo di s. Marta, morto
(de Guamagna et Ayacuquen in nel 1645. Antonio de Castro fu
Indiis). Città con residenza vesco- nominato, ma non accettò. Andrea
vile, capoluogo del dipartimento di Garcias trasferito in seguito aTru-
Ayacucho nel Perù stato dell'Ame- xillo. Francesco di Godoi nomi-
rica meridionale, é situata in una nato nel i65o nel pontificato di
bella e vasta pianura , sulla pic- Innocenzo X. I vescovi di Guama-
cola Vinoqua. Il suo
riviera di gna del secolo passato e del cor-
aspetto è bello, ed i suoi borghi rente, sono notati annualmente nel-
sono ornati con viali d'alberi. Le le citate Notizie. L' ultimo vesco-
,

i*
2 GLIA GUA
vo di Guamagna fu Pietro Gro- nuovo vescovo la mensa è tassata

tieres de Cos, nato nella città di ne' libri della camera apostolica in
Piora nel Perù , e fatto vesco- fiorini trentatre, verus aulem ilio*

vo da Pio VII nel concistoro dei rum valor ad 16000 circiter pon*
16 marzo 181 8. Dopo lunga sede deruni ascenda illius monelae, seu
vacante, il regnante Pontefice Gre- ad tatidem scutata monetae roma-
gorio XVI nel 1837 eresse in ve- na?.
scovato Ayacucho, l'unì a quello GUANTO, Chirotheca. Veste
di Guamagna, e ne fece primo ve- della mano. Chiamasi ancora borsa
scovo nel concistoro de' 17 settem- della mano , secondo il vocabolo
bre i838 Giovanni Reymundez di greco , ed anche Doctyliotheca ,
Los-Reyes. A questi nel concistoro guaina delle dita ; in latino si tro-
de' 12 luglio 1841 die in successore va manica, perchè difende la ma-
l'odierno monsignor Giacomo Giu- no dal freddo, così appellandolo
seppe de Ofelan di Arequipa, pri- l'Ordine romano; i rabbini lo chia-
micerio di quella cattedrale. Aya- mano domus digkorum in Lexico
cucho è il sito ove accadde la fa- Talmudico Buxtorfii 3o3, i4o6 p. f

mosa battaglia data dal general Si pretende da alcuni che gli an-
colombiano Sucre ai realisti spa- tichi portassero guanti fatti col cuo-
gtiuoli nel dì 9 dicembre 1824, io, più atto a resistere agli urti del-
che pose fine alla dominazione del- le spine o di cose somiglianti , o
la Spagna, ed è distante per tren- a riparare dal freddo, ed anche per
ta leghe al nord da Huanca-Beli- difesa della mano ne' combattimen-
ca, pitta sul fiume lauja, celebre ti; in progresso se ne fecero guai>
capoluogo delle miniere d'oro, di niti di ferro, di pelli, di lino, di
argento e di mercurio nelle vicine lana, di seta, e di altre cose tes-
montagne. sute fatte coi ferri a maglia. Il

La "
cattedrale, ottimo ed elegan- Sarnelli nel tom. X Lettere ecci. ,

te' edificio, è sacra a Dio, ed alla nella lett. LXXVII tratta: Se fuso
Beata Vergine Maria. Il suo capi- de' guanti sia antico, e che signi*
tolo si compone di tre dignità, es- ficaio i guanti pontificali. Egli ci-
sendo la prin^a quella del decano; ta il cap. XXVII della Genesi che
di due canonici colle prebende del descrive quando Giacobbe ebbe la
penitenziere e del teologo, di due benedizione d' Isacco cuoprendosi
ecclesiastici detti porzionari, e di le mani con pelli di capretto, per
due cappellani con sufficienti prov^ consiglio di sua madre Rebecca
visioni. La cattedrale ha il fonte acciò lo credesse il peloso Esaù.
battesimale, e la cura d'anime, la L'interprete del testo congetturò
quale viene amministrata dal par- che le pelli di capretto fossero fat-
roco. L'episcopio è alquanto dir te in forma di guanti, dovendo a-
stante dalla cattedrale. Altra par- doprar le dita nell' apprestare in
rocchia nella città non ben- esiste, lai circostanza il cibo. Manicae
sì cinque monisteri e conventi di pur si dicono que* guanti coperti
religiosi, due monisteri di mona- di ferro pei soldati; e colla mano
che, lo spedale ed il seminario. così un servo d'Anna per-
vestita
Amplissima è la diocesi, contenen- cosse Gesù Cristo, forse Malco da
te diverse città, e Iqoghj, Ad ogni lui risanato quando s. Pietro gli
GUA GUA 93
recise l'orecchia dexlera ferreae chi-
: essi chiamati bracciali o soprama-
rothecae armata, scrissero s. Bernar- niche,mezzemaniche, epìmanicion.
do e s. Vincenzo Ferrerio, per cui Onorio Augustudunense, che visse
dal colpo il Signore cadde in ter- nei primi anni del secolo XIII, nel
ra. L'uso de'guanti s'introdusse nella suo trattato De gemma animae lib.
Chiesa e nelle cerimonie ecclesiasti- I, cap. 21 5, afferma che l'uso dei

che fino dai primi tempi, donde pro- guanti fu prescritto sino dal tem-
venne la consuetudine di venir con- po degli apostoli, e di tal parere
cessi ai vescovi ed altri prelati nei furono poi diversi scrittori, tra'qua-
pontificali. Il p. Filippo Bonanni ge- li Giuseppe Visconti, De rit. miss.
sua Gerarchia ecclesiasti-
suita, nella t. IV, lib. 3, cap. 37; Emmanuele

ca considerata nelle vesti sacre , Gonzalez in Prim. decret. tit. i5,


nel cap. LVII eruditamente discor- De sacra unctione num. 34; Bu-
re ùe? guanti usati dal vescovo, al lengero lib. I, opusc. 4, e molt'altri
modo che andiamo a dire, aggiun- presso il Morino, De sacris ordi-
gendovi ciò che altri autori ne natìonìbus. L'Oldoini nelle Addict.
scrissero. ad Ciaccon. in Vita s. Clementi* I,
Tra le vesti del Pontefice, dei col 91, citato dal Novaes, chiara-
cardinali, vescovi e preti, dei pa- mente scrisse che quel Pontefice,
triarchi , degli arcivescovi , de' ve- historicorum ali quorum testimonio
scovi , e degli abbati mitrati che lege sancivit Romanus Pontifex re-
hanno l'uso de' pontificali, si an- nunciatus sacrarum vestium usum
noverano i guanti; ma non tutti in missae sacrifìcio: episcopos pe-
quelli che ne scrissero furono con- do, sacro amictu, sandaliis, et chi-
cordi nell' assegnare l'origine e il rothecis ornavit, archiepiscopos item
tempo cominciò nella
in cui si pallio. Però non cita ver un auto-
Chiesa l'uso profano, o dir voglia- re più antico in conferma, laonde
mo civile ed antico. Molto ne scris- né l'Anastasio, né il Platina fecero
se Gio. Battista Pacichelli, Schedia- di ciò menzione nella vita di I.
sma de chirothecis, Neapoli 1693. Clemente I. Aggiunge il Bonanni
Dell'uso sacro dei guanti come in- che in nessuna immagine antica
dumento proprio de' vescovi, da del Salvatore e degli apostoli, tra
tutti suppone, e ciascuno ne ad-
si le molte che si vedono fatte di mu-
duce qualche misterioso e simboli- saico in Roma e in altri luoghi, ap-
co significato. Avverte il citato Sar- parisce forma alcuna di guanti, sic-

nelli, che la chiesa greca in vece come di questi veruna menzione


di guanti usa due braccialetti di ne fecero Tertulliano nel trattato
drappo, uno per braccio, detti ma- De pallio, né il Bullengero, Advers.
nipoli, e lo stesso fanno i maroni- Casaub. diatr. 3, nella descrizio-
ti quando prendono il libro del ne delle vesti usate dagli apostoli.
vangelo, ponendo la mano sotto il L'immagine del Salvatore fu sem-
felonio o pianeta, e colla mano co- pre espressa colle mani nude, e co-
sì coperta lo prendono: nell'ordi- sì lavide Antonio Monaco nel tem-
nazione del prete, quando impone pio di s. Sofìa in Gerusalemme,
l'ordinatore la mano, la cuopre col com'egli riferisce nel tom. II del
pallio. I manipoli de' greci , come suo viaggio. La più sicura notizia
dicemmo al loro articolo, sono da .che si ha dell'uso de'guanti è ve-
94 GUA GUA
fistiala dall'autore De divinìs offr qualcuno accordate. Nella Chron.
ciìs i il quale al titolo Qualiter epi- Cassin. lib. 2, cap. 81 si legge, che
scopus in romana Ecclesìa ordine- s. Leone IX del 1049 confermò a

tur, ne fece menzione col nome di Ricario abbate di Monte Cassino


manica, e procedendo poi alla con- ed a' suoi successori il privilegio di
sacrazione o sia benedizione del- usare la dalmatica , i sandali e t

l'abbate, si fa menzione de' guan- guanti nelle principali feste in tem-


ti, dicendosi Tane tradal ei chi-
: po messe solenni. Altrettanto
delle
rothecas, et baculum dicens ec. Sì riporta Rinaldi a detto anno.
il

fa però menzione de' guanti usati Abbiamo inoltre che Clemente IV


dai vescovi dall'abbate Ratoldo, vis- nel 1265, praeposito Beatae Ma-
suto nell'anno 986, nel suo ritua- riae Magdeburg. intcr missatn u-
le,di cui fece menzione Ugo Me- sum chirothecarum concedit, come
nardo nell'appendice al libro De Sa- si legge inLeuckfeld, Antiquitprae-

cramentìs di s. Gregorio I, alla monstralensibus , p. 1 1 3. In segui-


parola Manicae usate in detto to 1' uso de' guanti ne' memorati
tempo, quando il vescovo nel pren- tempi ed altri venne accordato a
derle diceva le seguenti parole: tutti gli abbati mitrati. Nel i6o5
si rinvenne il cadavere di Bonifa-
Dìgna manus nostras Christi cio Vili, morto nel i3o3, vestito
custodia servet pontificalmente coi guanti di seta
Ut tractare queant nostrae mo- bianca fatti ad ago , ben lavorati
numenta salutis. ed ornati di perle, mentre le altre
vesti erano quasi tutte nere. Do-
Altrettanto asserisce il vescovo menico Giorgi, Gli abiti del som-
Saussay nel fol. 335 della Pano- mo Pontefice paonazzi e neri, a
plia episcopale, affermando essere p. 34, racconta che anticamente i
antico lì uso de' guanti nella chie- Papi nella mattina del venerdì san-
sa occidentale. Che i Papi li usas- to usavano paramenti neri , e solo
sero da antichissimo tempo si rileva dopo l'adorazione della Croce si le-
dall'avere Vittore II del io55 con- vavano guanti, che a suo credere
i

fermato al cardinal Umberto ve- dovevano essere pure neri. I cada-


scovo di Selva Candida e succes- veri dei Papi si seppelliscono con
sori, tutti i privilegi goduti dai pre- guanti di seta rossa ; e quelli dei
decessori, tra' quali l'uso di tener cardinali vescovi e preti , non che
la staffa al Pontefice quando a ca- dei patriarchi, arcivescovi e vesco-
vallo nella seconda festa di Pasqua vi, con guanti di seta paonazza.
daila basilica vaticana recavasi al- Dice il Sarnelli che i guanti sono
la lateranense, che perciò ne avea paramenti messali che si adopera-
i guanti usati in quella funzione, no sino al Lavabo, ond'errano que-
e ne fa testimonianza anche il Ma- gli artisti che rappresentano i ve-
cri, Not. de\>ocab. eccl. 3 verbo Car- scovi, i cardinali e i Papi con pi-
dinali*. Nello stesso secolo XI i viale e guanti eh' è contro i riti.

guanti s' incominciò a concedersi Inoltre dice , che i guanti pontifi-


anche agli abbati con altre iusegue cali debbono essere inconsulti, cioè
pontificali e V Anello (Fedi), alcu- lavorati con ago, come la veste del
ne delle quali già erano state a Redentore, per denotare l'integri-
, ,

GUA GL A ci >

tà della fede: chirothecae sunt in- bus habenda sunt intelliguntnr :

consutiles, quia actiones Pontificis quae opera ab omni inquinamento


debent recta fidei esse concorde*. mundata sunt, ne modicum fermen-
Gemm. de antìq. rit. miss. Ed il ti totam massam corrumpat "„ E
Gavanto scrive a pag. 260: chi- però che in quel circolo d'oro, che
rothecae debent esse contextae, et vi sì richiede, si esprime l'ineffà-

circulo aureo insigniter in exlrenia bile nome di Gesù, eh' è il Santo


parte ornatae. guanti sono sem- I de' santi.
pre di seta del colore corrente, bian- Il Papa usa
guanti nelle mes- i

co, rosso,paonazzo e verde. Ordi- se solenni, e prende dalle mani


li

nariamente sul dorso della mano del cardinal diacono ministrante


hanno ricami d'oro rappresentanti che lo veste sul trono ove ha in-
la croce, o il nome di Gesù in si- tuonato l'ora di terza , dopo la dal-
gle, od altro ; e talvolta nell'estre- matica: al cardinale presenta i

mità sono ricamati d'oro con qual- guanti in un piatto d' argento du-
che fregio. Di qual forma e ma- rato, il prelato a ciò destinato vo-
teria fossero i guanti negli antichi tante segnatura che funzioni
di
tempi , dice il Bonanni ignorarsi. Al Lavabo prima di par-
d'accolito.
Dal vescovo di Segni Brunone, tire dal trono il Papa depone i
nella esposizione delle vesti episco- guanti e V anello che gli vengono
pali, argomenta che si usassero
si levati dai cardinali diaconi assisten-
di lino, mentre scrisse: Quaeris ti. Quando il Pontefice deve dare
fortasse cur manus quoque lineis dopo la messa la solenne benedi-
chirotìiecis induantur ? respondeo zione dalia loggia vaticaua , dopo
breviter, ut castae sint. Dai decre- il termine di essa asceso sulla se-
ti del zelantissimo cardinal arcive- dia gestatoria ivi riprende i guan-
scovo s. Carlo , fu stabilito nella ti e l'anello. I cardinali, i vescovi
parte IV degli Atti della chiesa mi- e gli abbati prendono guanti ove i

lanese lib. 2, che dovessero essere assumono i paramenti sacri , e li


tessuti a maglia e di seta, ed orla- depongono al Lavabo : i guanti ven-
ti nella parte estrema con cerchio gono levati dal diacono e suddia-
d'oro, e che nel mezzo dalla parte cono. I guanti non si adoprano nel
superiore vi fosse espresso il nome giorno del venerdi santo, Caerem.
di Gesù, e di più si usassero di episc. lib. 2, cap. 29, come nep-
quattro colori, corrispondenti ai pure nelle messe de' morti, lib. 2
colori usati nelle vesti, secondo il cap. 1 1, perchè sono funzioni me-
rito nella Chiesa stabilito, eccettuan- no solenni, e i guanti appartengo-
do però il color nero. Il nome di no alla solennità, ai dire del Sar-
Gesù vi esprime, acciò sia ve-
si nelli. Questi poi osserva che il mi-

nerato il bacio, che in molte oc- stero de' guanti pontificali è chia-
casioni si dà alla mano del vesco- rissimo dalla orazione che il vesco-
vo celebrante. Del quale rito si vo dice vestendosi di questo sa-
pub consultare il Bona, il Bosio cro ornamento. » Circumda, Domi-
il Grutero, i quali diffusamente ne ne, manus meas munditia novi ho-
trattano; dicendo il Durando » Per : minis ,
qui de coelo descendit: ut
chirothecas quoque in mani bus e- quemadmodum Jacob dilectus tuus,
xempla sanctorum, quae in operi- pelliculis haedorum oper.tis ma-
,,

g6 GtJA GtJA
nibus patcrnam benedictionem o- lib I, e. 5^, ove pur disse che cori
blato patri cibo ,
potuque gratis- mistero i vescovi velano le mani
sitno, impetravit: sic et oblata per co' guanti
,
per dare a conoscere
manus nostras salutari hostia , et che devono operare non per pom-
gratiae tuae benedictionem merear: pa, ma per piacere a Dio. Essen-
per Dominum nostrum Jesum Chri- do questo sacro uso de' guanti pie*
stum filium tuum, qui in similitu- no di pietà e di divoti misteri, è sta-
dinem carnis peccati prò nobis ob- to quindi comprovato costantemen-
tulit semetipsum ". Si parla prima te dopo la prima istituzione della
della mondezza del Salvatore, di Chiesa militante; ed introdotto nel*
cui implora di aver circondate le la gerarchia ecclesiastica, anche per

mani ; e però crede il Sarnelli che significare la differenza del vesco*


ab antico si adoperassero di color vo dal sommo sacerdote della leg-
bianco solamente, come furono po- ge antica, a cui come osservò il
sti al cadavere di Bonifacio Vili Braunio, De vestibus summi sacer-
di cui nel n. 8 e. 12 dice che
, i doti^ hebraeoruniy cap. 3 , non era
guanti pontificali denotano la ca- lecito offrire sacrifizi che coi piedi
stità e la mondezza. Dipoi si allu- e mani nude, poiché si sarebbe
de alle pelli di capretto, colle qua- contravvenuto alla legge di Dio
li ricoperte le mani di Giacobbe, usando vesti non prescritte.
ottenne la paterna benedizione, e A* sacerdoti e chierici minori
rappresentano Cristo ricoperto del- fu proibito 1' uso de' guanti nel tem-
la nostra spoglia mortale. Così il po in cui assistono alle funzioni del-
vescovo con mettersi i guanti im- la Chiesa, dal sinodo di Ravenna
plora la celeste benedizione della nel 1607, e solamente permessi di
grazia divina , acciò sia accetto a forma modesta e ordinaria, in tem-
Dio il sacrificio, come fu grato ad po d'infermità o di viaggio. Il
Isacco il cibo e la bevanda di Gia- Garampi nelle Memorie ecclesia-
cobbe, come osservò Innocenzo III, stiche p. i5, narra che nelle costi-
De myster. missae, cap. 3g. Final- tuzioni del capitolo provinciale ce-
mente spiega il senso allegorico lebrato dagli eremitani di s. Ago-
che Giacobbe rappresenta Cristo, il stino nel 1290, si proibì a religio-
quale si rivestì le mani di pelli di si, acciò non portassero cingulum
capretto, cioè portò i nostri pecca- de serico, aut bursam, aut chiro*
ti, e li scontò nella croce, come thecas, ec. Il Lonigo, Delle vesti
si espresse s. Agostino lib. contr. purpuree, 27, parlando del ve-
p.
mendac. cap* 1 o. Moralmente signi- stir quotidiano e solenne de' cardi-
ficano che intendendosi per le ma- che quando essi sono in
nali, dice
ni le operazioni , il vescovo deve cappa non devouo portar guanti.
,

celare alcune volte l'opere buone, Egualmente non li deve portare


e alcune volle per edificazione del chi è ammesso alla presenza del
popolo manifestarle, e però ora co- sommo Pontefice. Il Sarnelli par-
pre co' guanti le mani, e ora le lando dei guanti delle donne ai

scopre. Gemma de antiquìL rit. mis- tempi del Petrarca fa osservare ,

sae lib. I, e. 2.5. Dice il Macri, ver- che prima etano notati di vanità
bo Chirothecae , che il medesimo que' secolari che usavano guanti
significato riconobbe Innocenzo III, delicati- 11 Fivizanio, De ritu ss, Cnm
1

GUA GUA 97
cw a p, 112 tratta: Chìrothecae in nella provincia di Beira, capoluogo
ecclesiastica militia quid. 11 Can- di comarca. Sta sul versatoio set-
cellieri ne' suoi Pontificali p. 82 , tentrionale delle montagne della
ha notato che quando il canonico Serra di Estrella, presso la riva
vaticano fa ostensione delle tre re-
l' destra del Mondego, e cresciuta
liquie maggiori, assume guanti ros- sulle rovine dell'antica Jgaedila o
si per rispetto alle medesime. An- Jegaedita , che altri chiamarono
ticamente in Francia non era per- Lancia Oppidana, distante vent'u-
messo ai giudici di sedere in tri- na lega da Coimbra capitale della
bunale, e giudicare co' guanti. Nei provincia. E una piccola città di-
bassi tempi faceva parte dell'ar- fesa da antiche mura fiancheggia-
matura un guanto assai forte guarni- te da torri , e da una cittadella.
to di ferro , detto anche manopola. Evvi una bella cattedrale, con al-
Si portava sempre l'elmo, e quel tre cinese, due ospedali, un colle-
guanto in tutte le antiche compar- gio, ed altri edifìzi e stabilimenti.
se di cerimonia. Notammo altrove, II palazzo vescovile è grande, ma
che quei vescovi che avevano do- di mediocre architettura. Questa
minio temporale, in segno di que- città, chiamata ancora Guardia e
sto quando celebravano pontifical- Gardia fu fondata nel 1 99 dal
} 1

mente, tra emblemi di giuris-


gli re don Sancio I sul luogo di Lan-
dizione sovrana, ponevano da un cia Oppidana, le cui rovine si rav-
lato dell'altare tale manopola. Quel visano a poca distanza, che ne fe-
guanto parimenti gettavasi allor- ce un riparo contro le incursioni
ché volevasi sfidare un nemico a de' mori ne' suoi stati, ciò che gli
combattere in Duello (Fedi). Pri- fece dare il nome che tuttora por-
ma che Corradino, superstite della ta. Ivi negli anni 18 io e 181
nobilissima casa degli svevi , fosse fra gì' inglesi ed i francesi ebbero
decapitato sulla piazza del merca- luogo diversi combattimenti. La co-
to di Napoli, si trasse di mano un marca di Guarda contiene circa
guanto, e in mezzo a numerosissi- centoseimila abitanti , ma la città
mo popolo lo gettò per segno d'in- ne conta da duemila cinquecento,
vestitura , dichiarando suo erede che godono salubre clima. Il por-
nelle ragioni sopra i regni di Na- toghese Novaes nella vita di s. Da-
poli e Sicilia, Federico di Ca-
d. rnaso I suo compatriota, dice che
stiglia figlio di sua zia. Fu pron- quel Pontefice secondo alcuni pres-
to un cavaliere a pigliar il guan- so il p. Le y tao, nella Synops. de
to, e portollo poi a Pietro III re Eccles. milk. p. 1 35, nacque nel-
d'Aragona, che poscia mosse guer- l' Idagna oggi Guardia città ve-
ra al re Carlo I d' Angiò. Inoltre scovile della provincia di Beira.
scrissero su questo argomento, Jo. La sede vescovile al dire di Com-
Nicolai, Liber singularis de chirothe- manville fu eretta in Sgedita, seu
carum usu et abusu, Gissae 1702; jégitama, seu Egitania, nel quin-
Jo. Gottfr. Boehme , Dissert. de Guar-
to secolo; indi fu trasferita a
pignore per chirothecam , Lipsiae da nel decimoprimo secolo. Anti-
1674, ed altri. camente era suifraganea della me-
GUARDA (Aegitanien). Città con tropoli di Braga, in appresso fu
residenza vescovile del Portogallo sottoposta al patriarcato di Lisbo-
VOL. XXXIII, 7
98 GUA GUA
na, e lo è tuttora. Per morte di vera origine, progresso e rovina di
monsignor Carlo da s. Giuseppe de Guardia. Questa piccola città fu
Azevedo della diocesi di Porto, fat- molto danneggiata dal terremoto
to vescovo di Guarda nel 1823 da del 26 giugno 1806, dappoiché ro-
Leone XII, il regnante Pontefice vinò molti edifizi. Nei dintorni "vi

Gregorio XVI, nel concistoro de'2 è una cava di gesso. La sede vescovi-
luglio i832 nominò a successore, le, al dire del Sarnelli, Man. cron.
l'odierno vescovo monsignor Gioac- degli arciv. di Benevento, p. 244»
chino Giuseppe Pacheco e Souza di fu istituita l'anno millesimo dall'ar-
Alenquer nel patriarcato di Lisbona. civescovo di Benevento, e di esso

La cattedrale, di antica struttura, è fatta suffraganea. Il primo vescovo


dedicata a Dio sotto il titolo della di Guardia, di cui si faccia men-
Beata Vergine Maina. Il capitolo zione, è Pietro, che sottoscrisse al

numeroso di essa si compqne di sinodo provinciale di Milone ar- s.

sette dignità, essendo la principale civescovo di Benevento ioj5; nel


ii decano, con ventidue canonici, trovasi quindi notato Ilario che fu
fra' quali il teologo ed il peniten- al concilio generale lateranense III
ziere, fruendo intiera preben-
tutti nel 11 79 sotto Alessandro III. Un
da, oltre altri quattro che ne go- altro Pietro fu vescovo guardi ense
dono la metà. Vi sono ancora ven- sotto Innocenzo VI l'anno i354,
tidue cappellani addetti al coro, e ma mori in Avignone poco dopo
sei chierici pel servigio della sacri- la sua consacrazione. Marco Cibo
stia e della chiesa, ed anche il genovese, eletto dal suo parente In-
sacrista. Nella medesima cattedrale nocenzo Vili nel 1490» morì nel
vi è il sacro battisterio, e la cura i494- Giacomo Lomellino del Cam-
d'anime è esercitata da un sacerdo- po di Rodi, fatto vescovo nel i556
te. L'episcopio è dalla cattedrale al- da Paolo IV, morto arcivescovo di
quanto distante. Vi sono nella cit- Palermo. Carlo Carafa napoletano
tà altre quattro parrocchie tutte nel 1067 treslato da Bojano. Gio-
munite di fonte battesimale, un vanni Domenico Jacono nobile Li-
convento di religiosi, un monislero ciensis, chiaro per belle doti, fu pro-
di monache, alcune confraternite, mosso al vescovato da Paolo V
ed il seminario cogli alunni. Ogni nel 1617: dicendoci l'Ughelli che
nuovo vescovo è tassato nei libri di sua famiglia fiorirono Antonio
della cancelleria apostolica in fio- vescovo di Pozzuoli, e Ferdinando
rini 866 , asseritur ad praesens cappellano regio e vescovo di Ca-
ascendere ad 2800 circiter sculo mo- stro. Giacomo Pedicini beneventa-
neiae romanae , omnibus deductis no chierico regolare de' minori fu
oneribus. eletto vescovo di Guardia da Cle-
GUARDIA ALFERIA o Guar- mente IX nel 1669, e morì nel
dalfiera. Città vescovile del regno 1 688, zelante e dotto vescovo. Nel-
di Napoli nella provincia del con- 1' Ughelli, Italia sacra tom. VIII,
tado di Molise, alla riva del fiume pag. 296, si legge la serie de' ve-
Tiferno, lontana da Benevento per scovi di Guardia, essendo in essa
Morcone, Campobasso e Lupara l'ultimo Gio. Andrea Moscarelli, fat-
miglia quaranta. Non vi è scritto- to vescovo nel 1703 da Clemente
re che abbia saputo rintracciare la XI, La continuazione della serie si
GUA GUA 99
può leggere nelle annuali Notizie primo convento che i francescani
di Roma. Ne fu ultimo vescovo ebbero su quel moutc, e che- ora
Francesco de Lamia di Cassano non hanno già più; in luogo del
preconizzato da Pio VI nel conci- quale tengono, con tutti privile- i

storo de' i3 novembre 1775, e go- gi del primo, quello di s. Salvato-


vernò lungamente la diocesi. Pio re. Guardiano è anche nome pro-
VII colla lettera apostolica De uti- prio dell'ordine della giarrettiera
liori, V kal.1818, soppresse
julii in Inghilterra. Il guardiano o cu-
questa sede, e l'assegnò ed uni a stode supremo dell'ordine della giar-
quella di Termoli (Fedi). La sua rettiera è quello che chiamasi gran
cattedrale è sacra a Dio, ed alla maestro negli altri ordini. In In-
Assunzione della Beata Vergine, ed ghilterra si chiamarono guardiani
è uffiziata da due dignitari l' arci- o custodi della spiritualità o dello
diacono e l'arciprete, con vari ca- spirituale, quelli quali iu una dio-
i

nonici. cesi avevano giurisdizione spiritua-


GUARDIANO, Custos. Che ha le in tempo di sede vacante. Tali
ufficio e obbligo di guardare e cu- erano gli arcivescovi nelle loro pro-
stodire, custode in antico si diceva vincie;i decani ed il capitolo di
pure d'una carica delle maggiori Cantorbery erano guardiani dello
in certi stati. Per capo, o gover- spirituale in tutta la diocesi, du-
natore di conventi di frati, di com- rante la vacanza di quell' arcive-
pagnie ossiano confraternite, arci- scovato.
confraternite, ed altre pie unioni, GUARDIANO del santo Sepol-
e simili.guardiano religioso si
Il cro di Gerusalemme. Religioso fran-
scrive in latino caenobiarcha ed cescano de' minori osservanti ed ,

hetaeriarcha , con vocaboli greci. anche riformali quando vi è eletto


Guardiano nell'ordine francescano dal ministro generale dell'ordine,
chiamasi il superiore del convento, perchè la custodia della Terrasan-
la cui carica è detta guardiania, o ta è provincia solamente apparte-
officio di guardiano, ed ordinaria- nente alla osservanza. Vi è costi-
mente dura tre anni. Tra i mino- tuito poi in dignità per le parti-
ri osservanti, ed osservanti riforma- colari prerogative e giurisdizione
ti, per legge costituzionale dura un che gode ed esercita con poteri di
solo anno, o meglio da congrega- superiore di provincia, residente in
zione in congregazione provinciale. Gerusalemme nel convento di s.

A più. lungo tempo si rielegge con come custode de'


Salvatore, santi
dispensa dalla legge, che può dare luoghi di Terrasanta e del san-
il ministro generale. Guardiano tra to Sepolcro, e commissario aposto-
i francescani è nome ed ufficio in- lico di tutta la missione eh' egli go-
trodotto proprio dal santo fonda- verna. Commissario apostolico per
tore nella regola. Quello di Geru- tutta la Palestina e l'isola di Ci-
salemme, chiamasi Guardiano del pro, annessa alla missione di Ter-
santo Sepolcro (Fedi), uffizio e di- rasanta; e semplicemente supe-
gnità con giurisdizione finche dura riore monastico de' conventi ed o-
nella carica. Il guardiano del san- spizi della Siria e dell'Egitto, ove
to Sepolcro propriamente si chia- per le missioni hanno U supremo
ma guardiano di Monte Sion, pel comando i vicari apostolici. L'ori-
ioo GUA GUA
gine del p. guardiano del santo Se- della vita, Golgota su cui
il Re-
il

polcro è antichissima , e si ripete dentore rese l'anima all'eterno suo


in conseguenza dell'affidata custo- Padre, e Gerusalemme le cui stra-
dia de' santi luoghi ai francescani, de e i luoghi furono santificati e
al modo che andiamo ad accenna- bagnati del prezioso sangue di Ge-
re, oltre quanto analogamente si è sù, ed in cui fu il di lui corpo se-
detto agli articoli Francescano Or- polto, nudrirono verso tali luoghi
dine, Gerusalemme, e Giudea. Per la più sincera e tenera ed pietà,
conoscere meglio l'importanza ed ai medesimi si portarono pieni di
autorità del p. guardiano del san- religioso entusiasmo, in venerazio-
to Sepolcro, e l'antichità della sua ne eziandio dimora che vi fe-
della
origine, ci sembra indispensabile cero, e dei prodigi che vi opera-
premettere alcune nozioni che lo rono la Beata Vergine, gli aposto-
riguardano: i.° Sulla costante ve- li e i discepoli. S. Paolo per il Mi-
nerazione de' popoli pei santi luo- mo diede esempi della sua divo-
ghi di Palestina, i." Delle limosi- zione per Gerusalemme; e sino
ne fatte in ogni tempo dai fedeli dai tempi apostolici i primi cristia-
ai poveri e chiese di Gerusalemme. ni dimostrarono la loro somma di-
3.° Delle grandi cure adoperate dai vozione pei luoghi santificati dalla
sommi Pontefici, e da quasi tutti nascita, dalla presenza, e dalle por-
i principi della cristianità, massime tentose gesta del Salvatore del mon-
nel declinare del secolo XI e nel do; recandosi a visitarli personag-
decorso del XII, onde togliere dal- gi distinti per scienza, santità di
le mani degli infedeli i santuari di vita, e dignità, fra' quali s. Ales-
Terrasanla. 4° Dell'antico posses- sandro di Cappidocia ed il vesco-
so de' frati minori sui santuari pre- vo Firmiliano, mentre il santo Se-
delti, e delle premure dimostrile polcro era ancora coperto dal ter-
nelle occorrenti circostanze dai Pa- rapieno e dall'infame simulacro di
pi e dai principi cattolici acciò se- Venere erettovi dall'imperatore A-
guitassero ad averli in custodia. driano.Il p. Agapito da Palesti-

Se prima della grande opera del- na minore riformato, nelle Notizie


l'umana redenzione s' ebbe in ve- storiche intorno ai luoghi di Ter-
nerazione Gerusalemme, e se ivi rasanta, Roma 1793, a pag. 21
divotamente accorrevasi da tutta la e seg., prova la venerazione ch'eb-
Palestina per adorarvi il vero Dio bero i fedeli dei primi secoli della
nel tempio, giusta il prescritto dal- Chiesa verso il santo Sepolcro, e
la legge mosaica, molto più accreb- verso gli altri santuari della Pale-
besi, e diventò universale si fatta stina, e i pellegrinaggi perciò intra-
religiosa venerazione, quando a- presi; eprima ancora di Costanti-
dempiutosi intorno al Messia tutto no Magno, ad onta che Adriano
ciò che ne avevano scritto i pro- aveva eretto templi agl'idoli sul
feti, subentrò la nuova legge di santo Sepolcro, e sulla grotta di
grazia. Avendo presenti nelle loro Betlemme per tenerne lontani i

menti i fedeli de' primi secoli Na- cristiani, e per estinguere la me-
zareth dove la Beata Vergine con- moria de' luoghi santi. Mostrando
cepì il divin Figliuolo, Betlemme l'imperatore Costantino grande tras-
dove comparve al mondo l'autore porto per la memoria del santo
,

GUA GUA. ioi


Sepolcro, fu invitato a sentirne un qua ne viene sollecito ; e 1'
oceano
ragionamento da Eusebio vescovo che divide i britanni dal rimanen-
di Cesarea. Commosso da ciò il pio te del mondo, non può né anch'es-
monarca , e grato ai tanti fa- so essere un ostacolo al fervore di
vori ricevuti da Dio, intraprese quelli che veder vogliono i luoghi
nei primi anni del secolo IV ad da loro conosciuti per fama, e per
abbattere il falso culto dei pagani le scritture. Di qui può giudicarsi,
e gentili , a promuovere per ogni che pensar si dee delle nazioni più
dove la cristiana religione, ed a ri- orientali, come degli armeni, de'per-
chiamare quindi all'antico suo splen- siani, degl' indi, degli etiopi, e so-
dore il sepolcro di Gesù Cristo. pra tutto di quelli, che hanno tra
Teodorico riferisce come Costanti- loro tanti monisteri, come sono gli
no rivolgesse tutti i suoi pensieri egizi, i quali insieme con quelli del

e cure ad amplificare il culto del Ponto, della Cappadocia, della Si-


vero Dio, e l'impegno di adorna- ria e della Mesopotamia qua ac-
re con sontuosi edifizi il sepolcro, corrono in Era sì grande
folla ".
facendo primieramente abbattere questo concorso de* divoti popoli
l'infame delubro. Quindi l'impe- nei santi luoghi, che s. Girolamo
ratore scrisse a s. Macario vescovo tardando a terminare i suoi com-
di Gerusalemme, che la basilica da mentari sopra Ezechiele profeta, ne
fabbricarsi sul santo Sepolcro do- addusse per iscusa l'essersi dovuto
veva in tutte le sue parti sorpas- prestare a ricevere i pellegrini che
sare in magnificenza e maestà le portavansi copiosamente in Betlem-
più superbe fabbriche del mondo. me ov' egli dimorava e cessò di vi-
Sant'Elena madre di Costantino , vere. Anche s. Agostino fu coeren-
recandosi per motivi di pietà in te a quanto scrisse s. Girolamo.
Gerusalemme , volle portare essa Anch' egli assicura che nella città
medesima la a Macario ;
lettera santa abbondava ne' tempi suoi il

quindi eresse splendidamente quei numero de' fervorosi cristiani, i qua-


templi di cui parlammo all'artico- li vi attendevano a lodare il Si-
lo Gerusalemme ed altrove, con e- gnore, con iscorno de' giudei, i
dificante zelo. quali avendo messo a morte il re
Tornati i santuari della Palesti- dell' eterna perderono per
gloria ,

na nel loro splendore, restò viep- sempre il temporale regno, e fu-


più animata la pietà de' fedeli ver- rono ignominiosamente esclusi dal-
so i medesimi, e cominciarono sen- la prediletta loro Gerusalemme. A-

za alcun timore a portarsi a vene- mava s. Girolamo que' santuari


rarli da tutte le parti dei mondo, ne' quali si consumò nella pienez-
come narra s. Girolamo, che ivi za de' tempi grande opera di la

dappresso consumò i migliori anni nostra redenzione, ed avrebbe ama-


di sua vita , nella sua epistola a to che là si fosse portato, per cosi
Marcella. » Qua vengono da ogni dire, l'intero mondo: a quasi tutti
parte i solitari e le vergini, che i suoi amici scriveva di portarsi in
sono come il fiore della Chiesa, e Gerusalemme, invitandoli con le

come tante gemme


che preziose più energiche espressioni , sino ad
l'abbelliscono. Chiunque nelle Gal- esclamare , egli è una parte della
he si distingue per la sua pietà, fede il venire ad adorare Gesù
,

102 GUA GUA


Cristo ne' luoghi ove nacque, visse, detestò i peccati del suo popolo in
soffrì, e spirò in croce, santificati una omelia pronunziata nella festa
colle sue gesta e co' suoi miracoli del s. Natale del 635, quando as-
strepitosi. Il contemporaneo s. Gio- sediata Gerusalemme da Omar suc-
vanni Crisostomo, vivendo ancor egli cessore di Maometto, non fu loro
nel Levante, attesta del concorso permesso di celebrare quella festa
de' popoli a venerare i santuari di nella grotta di Betlemme come si

Palestina, e disputando co' gentili costumava. Non passò molto ebe


si servi di questo fatto per prova- la tomba del Salvatore, e gli altri
re la divinità del Redentore. L'al- santuari soggiacquero al dominio
tro coetaneo Gregorio Nisseno,
s. degl' infedeli. A questa epoca s. Ma-
ad esempio di s. Basilio suo fra- ria Egiziaca convertita alla visita
tello, si portò a visitarli, benché de'santi luoghi, si die a penitenza;
poco favorevole a'sacri pellegrinag- ed in Gerusalemmeesisteva un va-
gi, e restò soddisfattissimo nel mi- sto monistero abitato da molti mo-
rar i luoghi ove eransi effettuati i naci destinati a lodarvi l'Altissimo,
misteri dell' umano riscatto, e nel- mantenutivi dalla pietà del popolo
1' osservare l'esemplare condotta di e dall' imperatore d'oriente. Nel-
chi avea la sorte di viverci vicino, 1'Vili secolo esistevano sulla som-
come le divote vergini Eustazia mità del monte Sion monisteri,
Ambrosia e Basilissa. Non molto ne' quali con fervore si attendeva
dopo l'età de' nominati padri, fiorì a lodare il Signore. Dell' antichis-
Teodoreto, il quale fa testimonian- simo apostolico costume di sovve-
za dello straordinario concorso dei nire con limosine i fedeli di Ge-
popoli che portavansi nella Pale- rusalemme, e conservato invaria-
stina per cristiana pietà. Anzi non bilmente in tutti secoli della Chie- i

potendosi tutti i fedeli portare per- sa, il citato p. Agapito ne parla


sonalmente a venerarli se ne fa- , a pag. 61 é seg., narrando prima
cevano trasportare della terra, che le sovvenzioni date ai bisognosi
per antonomasia chiamarono terra dagli apostoli, che vendute le pos-
santa, col qual nome fu appel- sessioni beni dei convertiti, ne
e i

lata la Palestina. Tale terra si con- distribuivano il prezzo secondo il


servava divotamente nelle private bisogno di ciascuno; quindi ebbe-
case, adopravasi contro le arti dia- ro origine le collette ovvero rac-
boliche, si poneva ne' fondamenti coltespontanee di elemosine ogni
e sopra ergevasi una chiesa, e tal- domenica, le quali, scrisse s. Pao-
volta in onore del santo Sepolcro, lo ai corinti, si spedissero a Ge-
e nei cimiteri o campi santi. Gli rusalemme. Il medesimo apostolo
stessi eretici donatisti riguardava- avvisò i romani a seguir l'esempio
no in Africa con venerazione la dei macedoni e degli achei , dai
terra proveniente dai luoghi di Pa- quali veniva inviato con limosine
lestina. a Gerusalemme, e sovvenirne po- i

Con lo scorrere degli anni gli veri. Lo spirito di beneficenza di


abitanti di Gerusalemme eransi git- s. Paolo e degli altri apostoli ver-
tati in braccio ad una vergognosa so i bisognosi di Gerusalemme,
rilassatezza, onde il patriarca s. So- passò ne' primi cristiani, e si tras-
fronio compianse e pubblicamente fuse ne'posteri, né mai si vide man-
GUA GUA io3
care. Il Baronio rileva che in tutti da Filippo Svevia eletto nel
di

i secoli sono state mandate in Ge- il 98, a cui essendo state riferite
rusalemme copiose limosine da tut- le circostanze deplorabili de* cri-
te le parti del cristianesimo. Nella stiani di ne mostrò
Terrasanta ,

dimora di s. Elena in Gerusalem- singolare dispiacere, laonde aduna-


me, non si limitò ad edificare mae- ti gli stati determinò soccorrerli,
stosi templi, ma si occupò a solle- e l'esegui con editto in cui co-
var i poveri massime della città, mandò che si raccogliessero limo-
invitando spesso alla sua mensa sine per tutto l'impero. Nel i5i6
alcune vergini consacrate al Signo- Enrico Vili re d' Inghilterra ema-
re, servendo loro con mirabile u- nò un diploma in favore dei san-
miltà. Fra i molti ragguardevoli tuari di Palestina, diretto al pa-
personaggi che si trovano distinti dre guardiano e frati minori os-
neVemoti secoli nel praticare atti servanti dimoranti in Gerusalem-
di generosa liberalità verso i bi- me presso il sepolcro di Nostro
sognosi di Gerusalemme, uno è Signore, che il p. Wadingo ripor-
s. Giovanni l'Elemosiniere patriar- ta negli Annali ad an. 134*2, num.
ca d'Alessandria, il quale dopo che 52. In questo diploma il re, allo-

Cosroe re di Persia portò la de- ra zelante cattolico, loda i religiosi

solazione nella città, ad essa spedi non solo per ricevere i pellegrini,
Crisippo con quantità di denari, fru- soccorrerli in tutto, praticando pu-
mento, altri viveri e vesti per soc- re altri uffizi di carità; ma perla
correre i bisognosi, confortandoli a singoiar cura che aveano nel man-
soffi-ire con pazienza. Anche Carlo tenere con decoro i luoghi santi,
Magno imperatore si distinse con e principalmente il santo Sepolcro,
atti di liberalità verso la chiesa glorificandolo incessantemente con
gerosolimitana. Il califfo Aaron si- inni, cantici e sagrifizi, siccome prova
gnore dell'oriente, pregiandosi della manifesta della nostra futura ri-
sua amicizia, e facendone grande sti- surrezione. Li conforta a sopportare
ma, gli cede il diritto sul luogo glioltraggi e vessazioni che rice-
santo in Gerusalemme. Ed è per- vevano dai turchi, ed assegnò lo-
ciò che il patriarca mandò all'im- ro annui scudi d' oro mille, per
peratore le chiavi del santo Sepol- mezzo del gran maestro di R.odi.
cro e del Calvario, oltre uno sten- I romani Pontefici non solo furo-
dardo a mezzo di due monaci, ai no benefici verso i santi luoghi
quali Carlo consegnò invece pre- con spontanee limosine, ma ado-
ziosi doni pei sacrosanti luoghi ; e peraronsi con calore in tutte le
già nel precedente anno avea ri- occorrenti circostanze, affinchè ve-
cevuto il principe reliquie del san- nissero imitati in tutto il cristia-

to Sepolcro eziandio mandate dal nesimo. Nel secolo XIII si distin-


patriarca. Seguendo l'esempio dei se Urbano IV, il quale era stato
suoi antecessori, l'imperatore ordi- legato di Terrasanta, e nel 1263
nò che si raccogliessero spontanee volle che da tutti gli ecclesiastici

oblazioni pel restauro delle chiese della Francia si pagasse per lo spa-
gerosolimitane. zio cinque anni la centesima
di
Tale cristiana condotta fu imi- parte de' benefizi che godevano,
tata da molti imperatori, massime da impiegarsi in sovvenimento dei
104 GUA GUA
fedeli di Terrasanta; e consimile cioè da Innocenzo X a' 19 seltem-
raccolta volle il Papa che si faces- bre i645, Clemente X a' 19 set-
se in Germania dentro lo spazio tembre 167 1 Innocenzo Xf, A-
,

di tre anni, incaricando dell'esecu- lessandro Vili a' 8 novembre 1689,


1

zione gli arcivescovi di Magdebur- Innocenzo XII a'29 settembre 169 1,


go e di Colonia; come ancora prò- e con altra de'14 febbraio 1696,
curò sussidi per tutto il resto del Clemente XI a' 18 novembre 1701,
medesime pie-
cristianesimo. Delle Innocenzo XIII a' 21 novembre
tosepremure fu il successore Cle- 172 1, e da Benedetto XIII col
mente IV, eccitando Egidio arci- breve apostolico Salvaloris et Do-
vescovo di Tiro a raccogliere in mini nostri Jesu Christi, de' 29
Francia con sollecitudine le limo- novembre 1724, comandandosi in
sine,secondo l' incarico ricevuto da esso che i patriarchi, arcivescovi e
Urbano IV. Sebbene Adriano V vescovi nel portare o mandare la
pochi giorni visse nel pontificato, relazione dello stato delle proprie
pure usò insigni atti di liberalità chiese alla santa Sede, assicurino
verso la Terrasanta, e si adoprò di avere eseguito quanto era stato
perchè venisse imitato dai fedeli, loro imposto.
Passando dal secolo XIII a quelli La /congregazione di propagan-
a noi più vicini, abbiamo che Ur- da fide, con sue lettere circolari
bano Vili con l'apostolica lettera spedite a'^febbraio iy35, dires-
Salvatoris de' 7 febbraio 1625, se ai nominati prelati il breve di
Bull. Rovi. tom. V, par. V, pag. Benedetto XIII, e con premurosi
3oi, comandò a tutti i patriarchi, termini ne raccomandò la pronta
arcivescovi e vescovi che nelle rjs- esecuzione. Quando i Pontefici eb-
peltive loro diocesi facessero rac- bero notizia che alcuno osasse ri-
cogliere delle limosine almeno due tenere, alienare o convertire in
volte all'anno in favore di Terra- qualsivoglia altro uso pio mobili
santa, e che esortassero i predica- o immobili appartenenti a Terra-
tori a raccomandarle a'fedeli ap- santa, lasciatigli o per legato o li-
punto due volte all'anno neh' av- mosina, non mancarono rimediar-
vento ed in quaresima, e che colà vi con opportuni provvedimenti,
fossero poi puntualmente spedite Alessandro Vili col breve Ex in-
per mezzo de'sindaci e commissari juncto confermò altri somiglianti
della serafica religione, dalla qua- brevi emanati da Sisto V, Paolo
le sono a tanto uopo istituiti. E V, ed Urbano Vili, vietando sot-
-ve ne sono specialmente in Italia to pena di scomunica latae seti-
molti; e sino in America, ed an- tentiae, da non assolversi se non
che nelle isole Filippine. I com- dal solo romano Pontefice fuorché
missari sono frati minori, e frati in caso di morte, a qualunque per-
niinoli i cercatori , ed ogni anno sona di ritenere, alienare o con-
spediscono le elemosine in Terra- vertire in altre opere pie qualim-
santa. La costituzione di Urbano que cosa appartenente legittima-
vi! I fu poi confermata ed avva- mente ai santi luoghi. Anche Pio
lorata con altrettante costituzioni VI nel 1778 a'3i luglio promul-
riportate nel Bollarlo, che inco- gò una bolla in cui confermò tut-
minciano colla parola Salvatoris^ ti i provvedimenti fino allora pie-
GUA GUA io5
31 per la conser-
pel culto divino, Gregorio XIV, e Benedetto XI V*
vazione e sovvenzione del santua- dichiarò ancor egli illecito ritenere
rio del santo Sepolcro e luoghi per sé o applicar ad altri usi le
santi di Palestina. Raccomandò ai limosine pei bisogni di Terrasan-
fedeli, affinchè non manchino di ta, e rinnovò la scomunica latae
opportuno aiuto i religiosi di san sententiae. Ordinò ai patriarchi,
Francesco, i quali entrati a custo- arcivescovi, vescovi, ordinari dei
dire i santuari dacché dagl'infede- luoghi, e a tutti i superiori rego-
li furono sottratti a' cattolici, e pro- lari qualunque ordine, congre-
di '

seguendo tuttora a custodirli, quan- gazione ed istituto, ed altresì ai


tunque vessati dagl'infedeli sud- parrochi, rettori ed amministrato-
detti con affronti, prepotenze e ri di chiese, in virtù di santa ub-
crudeltà, e dai greci scismatici con bidienza, in tutti gli stati cat-
frodi ed insidie. Debbonsi a quei almeno quattro volte all'an-
tolici,

religiosi tali aiuti, affinchè possano no in tempo di avvento e quare-


conservare e promuovere il decoro sima per mezzo de' predicatori, e
di quelle chiese, possano anche e nelle loro pubbliche funzioni in cui
soccorrere que'fedeli, che ivi vivo- parlano al popolo, di far racco-
no miseramente, e ridotti quasi a gliere limosine in aiuto di Terra-
schiavitù. Così parlava Pio VJ, che santa, e per sovvenire i religiosi
eziandio diceva, non essere possi- destinati alla custodia de' santi luo-
bile che i religiosi destinati alla ghi, e per il sovvenimento de' cat-
custodia de' luoghi santi reggano tolici domiciliati in Palestina. E-
alle occorrenti spese, se sovvenuti sortò ancora tutti i fedeli che
non vengono con copiose limosine, nell'ultima testamentaria disposi-
o se vengono loro sottratte quelle zione si ricordino de' santi luoghi,
che dalla pietà de' fedeli gli era- con lasciar adessi qualche limosina o
no destinate. Attendono essi non pio legato, inculcando ai notari di
solamente a rendere a Dio reli- raccomandare a quelli che fanno
giosamente il dovuto culto, ad am- testamento quest'atto religioso. Con-
ministrarvi i sagramenti della Chie- cedendo il Papa a chi contribuirà
sa, ed a propagarvi per quanto limosine per Terrasanta le indul-
possono la cattolica religione; ma genze stesse concesse Papi ai
dai
ricevono ancora i pellegrini negli santi luoghi, come se personalmen-
ospizi, istruiscono ne'rudimenti del- te li visitassero, facendoli parteci-
la religione e nelle lettere i fan- pi delle orazioni pie, che ed opere
ciulli cristiani; cooperano con pe- si fanno dai religiosi e fedeli di-
cuniari sussidii alla onestà delle moranti in Palestina, e da quelli
fanciulle, collocandole in onesti ma- che vi si recano in pellegrinaggio.
trimoni; riscattano non di rado Inoltre lo stesso Pio VI con noti-
dalla schiavitù i cattolici ; alimen- ficazione del cardinal Colonna vi-
tano e ristorano ne' tempi di pe- cario, manifestò al popolo romano
nuria i poveri anche infedeli, ed le determinazioni prese intorno al
esercitatisi frequentemente in altre sovvenimento de santuari nella Pa-
opere di misericordia. Quindi il lestina, e per sollevare i religiosi
Pontefice ampliando le bolle dei dai debiti contratti per pagare le

predecessori, comprese quelle di esorbitanti contribuzioni dell'ultima


io6 GUA GUA
guerra degli ottomani. Tuttora in sone, donne, monaci, religiose, a
diversi stati della cristianità si rac- capo delle quali parecchi arcive-
colgono limosine pei santi luoghi scovi e vescovi, tragittarono dalla
di Palestina, e nell'impero austria- Germania in Palestina, come nar-
co si fa la colletta in tutti gli an- ra Baronio a tale anno, nu-
il

ni settimana santa. Questa


nella mero 63. Nell'undecimo secolo vi
istituzionepia da ultimo nel 844 1 andò Roberto duca di Norman-
fu unita al commissariato generale dia, che recatosi colla sua corte
stabilito in tale anno dall'imperiti a venerare la tomba del Redento-
governo, e posto sotto la direzione re, seco portò molti doni preziosi.

dell'arcivescovo di Vienna, per ve- Al declinar dello stesso secolo si

gliare agl'interessi della religione trasferì in Gerusalemme in qualità


cattolica in Terrasanta. di pellegrino ,
pieno di fervore e
In quanto alle grandi cure ado- di divozione, certo Pietro d'Araiens
perate dai Pontefici e dai principi nella Picardia , eremita di profes-
cristiani nel togliere dalle mani de- sione. Questi restò estremamente
al' infedeli i luoghi santi di Pale- commosso per la barbarie cui era
stina, rammenteremo che dopo va- trattato dai saraceni popolo cri- il

rie strane vicende, alle quali la cit- stiano in tutta la Palestina, e per la
tà di Gerusalemme era andata sog- profanazione de* più importanti san-
giacendo dall'età di Abramo, nella tuari del cristianesimo , anche pei
quale credesi edificata, sino al seco- racconti del patriarca di Gerusa-
lo VII cadde final-
di nostra era, lemme Gedeone o meglio Simeone.
mente, mentre imperava nell'orien- Avendo ambedue risoluto d'implo-
te Eraclio, nelle mani de' saraceni rare l'aiuto de' principi di occiden-
l'anno 636, e portò le dure cate- te per liberare i santi luoghi dalla
ne di sua schiavitù per lo spazio dominazione maomettana, col mez-
d'anni 4^3, sino a che liberata dai zo di Urbano II venne promulgata
crocesignati , tornò in potere dei una numerosa sacra spedizione,
cristiani nell'anno 1099. Dentro lo giusta il progetto che già ne avea
spiacevole lasso di tempo degl' in- formato s. Gregorio VII, invitando
dicati anni non tralasciarono i fe- Enrico IV ad intraprenderla. Il
deli a costo di stenti e pericoli di Pontefice concesse l'indulgenza ple-
portarsi dalle più ri mote parti d'oc- naria a tutti quelli che fregiati
cidente per venerarvi il santo Se- del segno della croce si fossero
polcro e gli altri santuari. Occu- spontaneamente portali nell'oriente
pavansi ne' sacri pellegrinaggi qua- per togliere la Palestina dalle ma-
si lutti quelli che specialmente e- ni degl'infedeli. ebbe princi- Così
rano dediti alla vita divota altri , pio la prima Crociata (Pedi), che
per penitenza. V. il Claber nel lib. fu seguita da molte altre per la

4, e. 6, apud Pagium ad an. io35, Terrasanta, e debellati saraceni i

num. 6. Il Mamachi, Antiq. chri.st. Gerusalemme fu presa dall'esercito


toni. II, p. 3f, reca una lista di cristiano, e Goffredo salutato re:
ragguardevolissime persone che an- cadde Gerusalemme in mano dei
darono in pellegrinaggio nella Pa- Crocesignati (Vedi) a' io luglio
lestina dal IV fino al XII secolo. iogg, in giorno di venerdì, ad ore
Nell'anno 1064 più di mille per- ventuna, e ne' recinti della santa
,

GUA GUA 107


città per tutto eccheggiarono canti- sci inutile, insieme al costante zelo
ci, benedizioni, e il plauso della de' Papi nel mandare e promuo-
letizia cristiana. In questa guerra si vere soccorsi per la Palestina ; e
vuole che sieno periti settanta mila tutti gli sforzi fatti dai cristiani non
saraceni. In processo di tempo i furono valevoli a togliere dalle ma-
conquistatori divenuti immemori ni de' turchi i santuari, non essen-
della santità del luogo , comincia- do conformi gli umani desideri
rono a guerreggiare tra loro, ed a agl'imperscrutabili divini consigli,
condurre vita biasimevole; ed il ed alle vedute della provvidenza.
male giunse agli estremi sotto Bal- Finalmente passando a parlare
dovino IV re di Gerusalemme, ed dell'antico possesso ch'ebbero i fra-
il patriarca Eraclio anch'egli poco ti minori de' santuari della Palesti-
memore de' propri doveri ; sicché na ,
giàarticolo Francescano
all'

tanti disordini produssero la totale dammo un cenno di essersi porta-


perdita e rovina del regno di Geru- to s. Francesco d'Asisi nella Siria
salemme e de'santi luoghi. Saladino per convertire saraceni al vange-i

soldano d'Egitto con cinquantamila lo, e per questo spargere il sangue

uomini prese Tiberiade, e Gerusalem- se gli si fosse presentata opportuna


me a' 2 ottobre i 187 benché Sa- : occasione. Si espose con intrepidez-
ladino dicesse prima che avrebbe za a molti pericoli per presentarsi
ridotto in frantume il sepolcro di al sultano di Babilonia, ed entrò
Gesù Cristo, pure mentre comandò in Damiata. Probabilmente fu pure
che fossero profanate tutte le chie- in Palestina, e forse ivi aprì case
se , eccettuò quella del santo Se- al suo istituto; ed il sultano d'E-
polcro, accordando al patriarca E- gitto o meglio d' Iconio, restò non
raclio che ne trasportasse seco tut- poco commosso dal cristiano co-
to l'oro e l'argento che ivi era sta- raggio con cui gli parlò il santo
to consacrato Giacomo di
a Dio. sulla caducità delle cose umane.
Vitriaco due figliuoli di
dice che Consta dalla bolla, Si ordinis fra*
Safeddino guardavano il santo Se- trum minorimi, spedita a' 29 gen-
polcro con cinque cavalieri latini, naio is3o da Gregorio IX, che vi
e che i due fratelli sparti vansi ogni erano fin d'allora francescani nella
anno le che sommavano
offerte Palestina; in questa bolla si comanda-
spesso a ventimila saracenati la ; va a tutti i prelati e superiori, del
qual somma lascia supporre gran- cristianesimo e segnatamente ai
,

dissimo il numero de' pellegrini patriarchi Antiocheno e Gerosoli-


che ivi arrivavano . Giacque la mitano, che punto non si oppones-
città santa sotto il governo di Sa- sero alla pietà di que' fedeli , i

ladino e suoi successori 33o an- quali volevano edificare case reli-

ni, perchè nel 1 5 7 se ne impa- 1


giose per uso de' frati minori , e
dronì Selim I imperatore de' tur- che anzi porgessero ad essi soccor-
chi. Quindi i Pontefici promossero so. Nati dunque appena i minori
quelle altre crociate pel ricupero francescani nel cattolico mondo
di Terrasanta , di cui parlammo riceverono la consolante soddis-
altrove, portandovisi in persona di- fazione di vedersi vicini alla cu-
versi potenti sovrani con numerosi stodia dei venerabili santuari ove
eserciti di crociati. Ma lutto riti- si effettuarono i misteri di nostra
,

ìo8 GUA GUA


redenzione. Il Terzi nella Siria sa- Gretsero, De sacris peregri nationi-
cra, dice che la serafica religione bus lib. I, cap. 8, confuta V impu-
d'Asisi , essendo ancor bambina ,
denze di Ospiniano; il Wadingo
piantò nella Palestina i fondamenti ad an. 1342, numero 39, par-
di nuove provincie; e nello spirare la dell' edificante condotta tenuta

del XIII secolo, resa già adulta, e dai francescani riguardo a' pelle-
diffusa mirabilmente in molte pro- grini , ai quali danno alloggio nei
vincie d'Europa, per la pietà della conventi e negli ospizi di Terra-
regina Sancia conseguì nella città santa , e Geru-
segnatamente in
di Gerusalemme il santo Cenacolo salemme.
sul monte di Sion e la custodia
, Dal suddetto anno 12^7 sino al
della gran tomba del Redentore. 1291 proseguirono i francescani ad
Nel 1257 esisteva sicuramente nel- abitare pacificamente nella Palesti-
la Siria e nella Palestina la pro- na , custodendo gelosamente quei
vincia de' minori indicata, dal Terzi, santuari, ed occupandosi con tutto
poiché in tale anno il Pontefice Ales- l'impegno in opere salutari. Dovet-
sandro IV diresse una bolla al mi- tero però uscirne dopo che a* 2
nistro e religiosi della medesima maggio 1291 il sultano Melec-Se-
concedendo loro l'indulgenza già ac- raf, presa Tolemaide, trucidò ven-

cordata aicrocesignatinel concilio ge- ticinquemila cristiani. Atterriti i la-


nerale lateranense IV, qualora prose- tini da sì lagrimevole carni ficina ,

guendo ad occuparsi a vantaggio del ed inseguiti a morte dal barbaro


cristianesimo, avessero compito il principe, dovettero abbandonare la
corso della vita ne'santi luoghi. Nel Siria, quanto eravi
la Palestina, e
1260 si celebrò in Narbona il ca- di sacro e venerando. Calmata la
pitolo generale, convocato da Bo- s. fiera persecuzione, i minori clan-
naventura generale de* minori , e destinamente fecero ritorno ai san-
nella serie delle provinole fondate tuari che avevano dovuto abban-
da lui in quel capitolo la trigesima donare alla profanazione ed agl'in-
seconda fu la provincia di Terra- sulti maomettani. Le
de' fanatici
santa, divisa in due custodie, cioè antiche cronache dell' ordine rife-
di Cipro e della Siria. Questo ono- riscono che nel 1 333 portandosi il
re compartito all' umile minoritico p. Rogerio Guarini d'Aquitania in
istituto, fu celebrato da molti scrit- Armenia, passò dall'Egitto, e da
tori, come da Benedetto Accolti, De quel sultano ottenne che un picco-
bello sacro lib. 4; dal DuGuet, 7/ se- lo numero di francescani potesse
polcro di Cristo par. 2, cap. 12, il con sicurezza dimorare presso il

quale dopo aver accennata la de- santo Sepolcro , e vuoisi che otto
ferenza che Saladino ebbe verso i fossero i religiosi che vi ritorna-
santuari di Palestina , narra come rono. Tuttavolta i minori non po-
i francescani ebbero il permesso di terono lungamente godervi pacifica
stanziarsi in Gerusalemme e di a- vita, ne vi conseguirono slabile si-

vere anco un ospizio nel santo Se- curo domicilio se non nell' anno
polcro, con famiglia religiosa com- 1 342, in cui Roberto il Saggio re
posta di francesi, spagnuoli, italia- di Napoli j e la pia regina Sancia
ni e tedeschi, quasi rappresentanti sua moglie, come eredi delle ragioni
i deputati della Chiesa cattolica. Il sul regno di Gerusalemme otten-
GUÀ GUA 1
09
nero con grosse somme di denaro, cessi anche altri luoghi per fab-
e con replicate suppliche al sulta- bricarvi conventi ed ospizi.
no d'Egitto la permissione a' reli- In seguito proseguirono i reli-
giosi di s. Francesco, acciò con ogni giosi a dimorare con qualche quie-
sicurezza potessero dimorare presso te presso la chiesa del santo Sepol-
la chiesa del santo Sepolcro per cro, e se per alcun breve tempo
celebrarvi i sacri misteri , e per ne furono allontanati, tornarono
recitarvi il divino uffizio; e che poi ad abitarvi per le premure dei
potessero avere un piccolo convento principi cattolici. Il Rinaldi all'anno
sul monte di Sion. La regina San- i4o3, num. 25, narra come Tamer-
cia fece a sue spese fabbricare sul làno avendo stabilito col suo eserci-
monte il convento, perchè servisse to, ch'era un milione di soldati,
di abitazione a dodici religiosi, fa- di distruggerei! santo Sepolcro, fu
cendovi fabbricare una chiesa nel impedito miracolosamente, e restò
cui recinto comprendesse il ve-
si confuso per la noia che gli diero-
nerando Cenacolo. Vi deputò e no i bruchi. Per tal cagione Zale-
mantenne in servigio de' religiosi bi soldano d'Egitto e di Soria, ve-
tre secolari , affinchè i primi non dendosi liberatoda sì formidabile
attendessero che a lodare e bene- nemico, mandò ambasciatori al
dire Dio giorno e notte. Clemen- gran maestro di Rodi si pacificò ,

te VI dimorante in Avignone con coi cristiani , ed in ossequio del


la bolla Nuper Charistimae 3 data santo Sepolcro concedette varie cose.
a' 21 novembre 134^, confermò in Permise che si riedificassero le chiese
perpetuo la disposizione dei reali sul monte Sinai ed in Nazaret, e
coniugi. Quindi il Pontefice scrisse i luoghi ov' erano memorie cristia-
il breve Gratias agimus al mi- ne. A' cavalieri di Rodi permise
nistro generale de' minori,lodando che riaprissero l'ospedale di Geru-
ì principi di quanto avevano fatto salemme, con esenzione pei pellegri-
nel far onorare i menzionati sacri ni , e giurisdizioni pei dipendenti
luoghi. Nel possesso dei santuari i dall'ordine gerosolimitano. Deside-
francescani vi dimorarono con tut- roso Giovanni XXIII che i mino-
ta quiete e soddisfazione del loro ri proseguissero a dimorare presso
spirito, attendendo alla propria ed i detti santuari pacificamente, rin-
all'altrui santificazione. Non tarda- novò e confermò con ispeciale sua
rono però i maomettani a maltrat- bolla Cum a nobis ì del 14 io, tutti i

tarli con ingiuste vessazioni, quan- privilegi e grazie concedute ai minori


do mossi di ciò a compassione Pie- dimoranti nella Palestina. Nel ponti-
tro IV re d'Aragona, e Giovanna I ficato di Martino vi furono nel V
regina di Napoli, ne scrissero nel Levante alcuni ecclesiastici cattolici,
1 363 al soldano d'Egitto, pregan- che tentarono fare allontanare i

dolo che comandasse a' suoi ministri francescani dal santo Sepolcro, per
di Palestina che cessasse di mole- entrare essi alla custodia. Il Papa
stare i religiosi di s. Francesco. commise l'affare al patriarca di
Dalla lettera del re si rileva che i Grado , e a due arcivescovi nel
minori già avevano Betlemme, e 14^0, con la lettera apostolica Ad
da quella della regina, la doman- assiduum servilium. Fu letto e pub-
da che venissero ai religiosi con- blicato il decreto a favore de' fran-
no GUA GUA
cescani nella cattedrale di Manto- sepolcro di David , e che perciò
va, confermandolo Marliuo V col- conveniva più una moschea che
la bollaSalutare studium. 11 di lui una chiesa, come fu fatto. S'inter-
successore Eugenio IV però nel i44^ pose presso la Porta ottomana il
aggiudicò la custodia de' luoghi santi re di Francia Francesco II, ma
esclusivamente ai minori osservan- nulla ottenne. Allora il Papa Pio
ti che tuttora la ritengono. Ales- IV, inerendo alle suppliche del'p.
sandro VI concesse al p. guardiano Bonifacio da Ragusi, che n'era sta-
de' minori osservanti della custodia to guardiano, e che fu poi vesco-
del santo Sepolcro, qual vicario a- vo di Stagno trasferì alla chiesa
,

postolico , di creare cavalieri del- di s. Salvatore tutte le. indulgenze


l'ordine equestre del Santo Sepolcro ch'erano state concesse alla chiesa
(Fedi), e di mettere loro la cro- del monte Sion, come si legge nel-
ce: approvarono Leone
altrettanto la Divina disponente grada,
bolla
X, Clemente Vili Urbano Vili ,
emanata il 21 luglio 1 56 1 Bull. ,

ed altri Pontefici , come si legge pecul. Terrae Sanclae, p. 90.


nel p. Flaminio da Latera, Manua- Dopo circa quarant' anni nuovi
le de' frati minori, pag. 2 32. Giu- mali minacciarono i minori osser-
lio III nel i55o istituì in Roma vanti, decretandosi in Costantino-
la confraternita del santo Sepolcro, poli, che dovessero abbandonare la
e scrisse a tutti i principi cattolici, Palestina, e che i loro santuari si

esortandoli a somministrar limosi- convertissero in moschee. Cagione


ne per le restaurazioni delle chiese fu un fa-
di questo funesto ordine
cristiane nella Soria. Intanto nel natico mussulmano, che persuase
i55g iminori osservanti do-
frati Maometto III e suoi ministri che
i

vettero sloggiare dalconvento sul le armi ottomane sarebbero sem-


monte di Sion , né più poterono pre vincitrici contro i cristiani, se
conseguire quel santuario. Questo il santo Sepolcro e gli altri convi-
era il principalissimo convento dei cini santuari fossero tolti dalle lo-
minori in Palestina, donde furono ro mani , e se dalla custodia dei
trasferiti in quello di s. Salvatore nel medesimi allontanati per sempre
recinto della città, ch'era un anti- ne fossero i francescani ; quindi
co monistero, ed ove risiede il p. 1' imperatore decretò che i sacri
guardiano con più di quaranta re- arredi esistenti ne' santuari di Pa-
ligiosi,e da questi è custodito il lestina si trasportassero in Costan-
tempio del santo Sepolcro dentro , tinopoli. Divulgatosi il fatto, e ve-
il quale dimora dì e notte una nuti a notizia del medesimo gli

piccola famigliuola di frati, che si ambasciatori di Francia e della


cambia a vicenda a qualche inter- repubblica di Venezia, presentaro-
vallo di tempo, per essere sempre no al divano le più vive rimostran-
freschi a praticarvi i divini offici. ze, altamente protestando, che qua-
Alcuni uomini invidiosi furono la lora si fosse dato corso all'emanato
causa di tale abbandono
Cena- del decreto, s'intendeva già rotta l'a-
colo, dappoiché persuasero Solima- michevole intelligenza che passava
no II imperatore de' turchi , che tra la Porta e le due potenze e ,

nel luogo ove dimoravano i fran- che un tale attentato sicuramente


cescani sul monte di Sion vi era il non l'avrebbero' sopportato con in-
GUA GUA in
differenza tutti gli altri principi anni. Il Terzi dice che sem-
i greci
cristiani. Ritirò Maometto III il pre infesti ai latini, loro usurparono
decretato, e proseguirono i religiosi i due santuari del santo Sepolcro,
a rimanere in Gerusalemme, e ne- e di Betlemme o sia il santo Pre-
gli altri conventi ed ospizi di Pa- sepe, con tutte le grandi navi dei
lestina, come racconta lo Spendano due templi.
all'anno 1599, nuin, 6. Quanto al E in fatti nel 1684 trova vansi
protettorato esercitato dalla Fran- i frati minori fuori della custodia
cia da tempo immemorabile sul- del santo Sepolcro, ed ecco come
l'oriente o sia sopra cristiani in i scriveva V ab. Urbano Cerri segre-
esso dimoranti, ne parlammo agli tario della congregazione di propa-
articoli Costantinopoli , Francia, ganda fide, a p. 89, Istruzioni del-
Gerusalemme, e Grecia. Lungo sa- lo slato della congregazione di pro-
rebbe il riportare tutte le sover- paganda » Nella Palestina o
fide.
chierie e le contumelie successiva- Terrasanta vi non
sono ministri
mente sofferte dai minori nella Pa- della congregazione di propaganda
lestina , commesse contro di loro fide, ma conventi di minori osser-
dai turchi dominatori, spesso pro- vanti, uno in Gerusalemme di qua-
vocati dai greci scismatici. Dimo- ranta frati, uno in Betlemme, e
rando essi presso il santo Sepolcro, un altro in Nazareth di minor nu-
abitando dentro lo stesso recinto, mero sotto l'ubbidienza del p. guar-
ma in un sito diverso da quello diano di Gerusalemme, quali ser- i

de' religiosi, avevano a proprio uso vono al santo Sepolcro: e sebbene


alcune sacre cappelle nella gran- di questo santuario ultimamente
chiesa fabbricata da Costantino im- sono stati spogliati dai greci , che
peratore. Nemici costanti gli scisma- con denaro hanno dal gran visir
tici contro i latini , il Pontefice e spuntato un tal possesso, nondime-
la Chiesa cattolica, non mai pote- no adessos' intende, che detti padri

rono soffi ire in pace che i france- possano ricuperarlo mediante l'in-
scani nell'augusto tempio facessero tercessione de' principi cristiani mos-
la primaria figura , e che il loro si dalle caldissime istanze fatte lo-
p. guardiano sotto un umile ruvido ro con replicati brevi della santa
abito ivi risiedesse in qualità di com- memoria di Clemente X, e di una
missario apostolico, e che per ispe- gran somma di denari raccolta da
cial concessione della santa Sede detti padri nella cristianità ". A
ufficiasse nelle feste solenni in abiti quanto ascendesse la considerabile
pontificali, creasse i cavalieri del san- somma di denaro procurata dai re-
to Sepolcro, e godesse altri singolari ligiosi può vedersi presso de
il p.
privilegi. Animati dunque gli scisma- Gubernatis, Orbis Seraphicus, IV, t.

tici greci da iniquo livore, seppero p. 4^6 , voi. I , cioè furono cento
sìscaltramente nel 1674 adoperarsi mila scudi. Non si mandò la som-
presso i turchi oltre lo sborso di
, ma a Costantinopoli per ricupera-
grosse somme di denaro, che i be- re direttamente dalla Porta i luo-
nemeriti francescani furono dalla ghi santi, com' erasi ideato; ma il

Porta rimossi dalla custodia del p. Pietro Marino Sormano ministro


santo Sepolcro, e ne furono ama- generale de' minori stimò bene, col
ramente privi per circa quindici parere d'Innocenzo XI, di maudarla
ii2 GUA GUA
in dono per lo stesso pio oggetto dosi riconoscente. Innocente XIII ai
all'imperatore Leopoldo I, il quale i3 settembre 1721, coli' autorità
trovavasi allora in angustie per ve- della costituzione Cum ad infra-
dere attaccati i suoi stati con for- scriptum, presso il Bull. Rom. par.
midabile esercito dai turchi , che II, pag. 228, concesse al p. guar-
assediando Vienna minacciavano l'e- diano del santo Sepolcro la facoltà
sterminio alla cristianità. L'impe- di poter conferire il sagramento
ratore aggradi il dono, e con let- della confermazione, dove non vi
tera riportata dal p. Gubernntis sieno vescovi cattolici.
ringraziò il p. generale, prometten- I re di Francia come protettori
do che terminata la guerra in cui de' latini o franchi in oriente, lo
trovavasi impegnato tra gli arti- , sono egualmente sempre stati dei
coli delja futura pacificazione colla francescani per mezzo de' propri
Porta , uno sarebbe stato sicura- officiali residenti nel Levante. Lodo-

mente, che i venerabili santuari del- vico XV nel 1725 emanò un ma-
la Palestina si dovessero restituire gnifico diploma, in cui tra le altre
ai francescani minori osservanti cu- cose comandò i suoi sud-a tutti
mulativamente a quelli riformati. diti dimoranti nella Palestina, che
L'imperiale e solenne promessa il riconoscessero il p. guardiano del
p. Agapito la riporta a p. 1^1. Col- convento di s. Salvatore in Geru-
la mediazione ancora dell'ambascia- salemme come commissario apo-
tore di Luigi XIV re di Francia, stolico in quelle parti, e che da
nel 1690 Solimano III con firmano lui dipendessero in tutte le funzio-
de*26 aprile, che producemmo all'ar- ni ecclesiastiche. In pari tempo si

ticolo Gerusalemme, reintegrò i espresse nel diploma che prendeva


minori dell'antico possesso de'santi sotta la regia protezione il p. guar-
luoghi di Gerusalemme e di Bet- diano e religiosi, e insieme le loro
lemme. Dipoi nel 1720 Acmet III, parrocchie, cappelle, conventi, case,
altro imperatore de' turchi, emanò ospizi ch'essi hanno o avranno nel
un diploma in favore de' religiosi Levante e in Bene-
Terrasanta.
francescani, col quale comandò a detto XIII a' 3 marzo 1727 con la
tutti i suoi sudditi, che non osas- costituzione Loca sancta presso il i

sero in alcun modo molestare Bull. Rom. t. XII ? p. 188, confer-


i medesimi dimoranti nella Pale- mò tutte le indulgenze concesse a
stina presso i santuari del cristia- quelli che visitano i luoghi santi
nesimo, dovendoli considerare co- di Palestina , e a' religiosi france-
me posti sotto la sua imperiale scani che li custodiscono, in sessan*
protezione. Si determinò Acmet ili tatre bolle de' suoi predecessori ,

ad un atto sì generoso, per le efficaci che nella costituzione rammenta


premure che gli fece il conte Vir- cominciando da Gregorio IX nel
mont inlernunzio in Costantinopo- i23o. Benedetto XIV colla costi-
li dell' imperatore Carlo VI. Ciò tuzione Cum ad ìnfrascriptam, dei
saputosi dal Papa Clemente XI ne 9 gennaio ìj^i , Rullar. Bened.
dimostrò singoiar compiacenza, ed XI P', I, p. 28, approvò al p.
t.

agli 1 1 luglio scrisse subito il bre- guardiano del santo Sepolcro dei
ve Accepirnus al conte Virmont, minori osservanti la facoltà di am-
encomiandone lo zelo, e dichiaran- ministrare nell'assenza de' vescovi
,

GUA G UÀ 11 3

latini In cresima, purché il snero se circostanze volute da un gover-


crisma t'osse benedetto da alcuno no dispotico ".
de' vescovi cattolici. Pio VI con la 11 p. guardiano del santo Sepol-
sua costituzione Inter caetera con- cro si elegge nel capitolo generale,
fermò tutte le disposizioni de' pre- o dal ministro generale de' minori
decessori in favore de' religiosi cu- osservanticol consiglio di alcuni
stodi de luoghi di Terrasanta. Il padri dell'ordine, e così eletto si

re di Spagna Carlo IV nel 1793, presenta alla congregazione cardi-


per mezzo del suo ministro pleni- nalizia di propaganda fide per es-
potenziario presso la sublime Por- sere investito della facoltà di com-
ta, manifestò le più vive premure missario apostolico di tutta la mis-
al sultano Selim III onde ottenere sione ch'egli governa. Prima il p.
il titolo di protettore de' santuari guardiano durava nel governo tre
di Palestina, e de' frati minori che anni, secondo lo statuto approvato
vi abitano dappresso, e subito lo da Benedetto XIV; ma ora dura
conseguì per un firmano emanato sei anni, secondo la recente dis^
dal divano. Termina il p. Agapito posizione del regnante Papa Gre-
Je sue Notizie storiche intorno ai gorio XVI emanata nel 1841 col
luoghi di Terrasanta, con osser- breve In supremo. Con questo il
vare complesso de' principali av-
il Pontefice dopo avere istituito il

venimenti relativi al santo Sepol- vicariato apostolico d'Egitto, con-


cro, e rilevare l'avveramento del va- fermò il p. guardiano del santo
ticinio del profeta Isaia : In quel Sepolcro in tutti i suoi antichi pri-
giorno il germe della radice di les- vilegi, dichiarandolo indipendente
se, il gitale è posto guai segno al- nella giurisdizione sopra la Pale-
le nazioni, lui le nazioni invoche- stina e Cipro, non che superiore
ranno, ed il sepolcro di liti sarà monastico di tutti i conventi ed
glorioso. E questo dice conservar- ospizi che sono nella Palestina
si dai turchi ad onta delle tante nella Siria, nell'Egitto, in Cipro ed
micidiali guerre per esso sostenu- in Costantinopoli. I luoghi dove
te, come mirabile fu il modo con si estende la giurisdizione del p.
cui la provvidenza assistè i poveri guardiano sono registrati nel più
francescani ,
per la continua pro- volte citato articolo di Gerusalem-
fusione di denaro che dovettero me. Dei privilegi del guardiano del
sborsare, per contentare l'avidità santo Sepolcro di Gerusalemme ne
ed avarizia insaziabile de' turchi, tratta il Quaresmio nell' opera:
così scrivendo . « Avea ad esser- Elucidalio Terrae Sanctae, Antuer-
si con borse alla mano nell'acces- piae 1639, e ne discorre erudita-
so del nuovo p. guardiano al con- mente a lungo nel lib. 1 del tom.
vento di s. Salvatore in Gerusa- I. Dirò qui i più speciosi circa i

lemme; nel ristabilimento di quelle secolari.


chiese; nell' introducimento de'pel- 1. Può ricevere al terzo ordine,
legrini poveri nel santo Sepolcro; ed istituirne il ministro,- per au-
ne' novilunii; nelle nascite de'loro torità concessa dal Pontefice Cali-
figli; nelle guerre della Porta ot- sto III.

tomana con qualche cristiana po- 2. Instituire come vicario apo-


tenza, ed in altre mille capriccio- stolico i cavalieri del santo Sepol-
voi.. xxxin. 8
-**n
* i.4 gla OCA
ero, per concessione di Alessandro vedersi la recente opera degli or-
VI, fatta nel 1496; il che con- dini cavallereschi di M. Bresson, il

fermò Leone X nel 1 5 6 1 ; e così quale ne parla beni, ma il cav.


finalmente Benedetto XIV nella Bandini che ivi si dice rappresen-

sua celebre bolla In supremo. Il tante dell'ordine in Francia lo fu


guardiano con particolari formole, per poco tempo.
veste degli ed insegne e di
abiti 3. Poteva (dappoiché ora non è
spada il candidato, o chi per quel- piti in uso) creare dottori in sa-i

lo ( per procuralionem), e gliene cra teologia per concessione vivete


spedisce il diploma, ove pure sono vocis oraculo di Leone X; e i giu-
registrati gli uffici e gli obblighi dici e i notari, per facoltà impe-
dell' investito. Le qualità poi ri- riale.
chieste sono: I. Nobiltà antica o vita 4- Benedire, con l'applicazione
more nobilium, dappoiché si richie- delle indulgenze, le croci della ss.

de che i chiedi tori dell'ordine sia- Trinità ,


per concessione di Alfon-
no o almeno vivano
nobili antichi, so Paleoto, d'autorità de'padri del-
in società da nobili, come per no- lo stesso ordine della ss. Trinità.
bili uffici che negli stati esercitano, 5. L'uso de'pontificali, e n'è in
o per civile educazione o dottrina possesso ab immemorabili.
e professione nobili, o si mantenga- 6. Dare la p'ima tonsura e gli

no incontegno di signori. Ben si ordini minori, e conferire il sacra-


vede che vogjionsi anche ricchez- mento della confermazione. Del
ze , ma non sono espressamente ri- quale privilegio ora che sono in
chieste ; bensì si suppongono, perchè a
oriente vescovi cattolici, e vicini
senza esse non si può vivere mo- Gerusalemme, non usano guardia- i

re nobilium. Uno de' solenni ob- ni di Gerusalemme. E pare essere


blighi de' cavalieri è di prestar la stato un privilegio dato a' frati mi-
loro opera, ed anche il loro brac- nori in generale come missionari
cio a loro spese in prò della Terra- nelle parti degli infedeli; imperoc-
santa, quando questa ne ha biso- ché, come osserva il Quaresmio
gno, com'era a' tempi delle cro- tom. I,p. 497 della ^to-
lib. 2,
ciate. Anche de' grandi servigi fatti ta secundum Innocen-
edizione »»

a Terrasanta possono essere un ti- tini IV, Clementem V, et Joan-


tolo a ricevere il diploma di ca- nem XXII non posse illuni fra-
valiere del santo Sepolcro. II. Fe- tres exercere nisi cum noviter con-
de cattolica,e costumi veramente versis i ob favorem fidei **.
cristiani. III. Cento zecchini veneti Inoltre il p. guardiano di Ge-
per elemosina, secondo la citata rusalemme gode altre prerogative
bolla Benedettina. L'ordine fu isti- e privilegi che sarebbe lungo il

tuito da Goffredo Buglione, ed al- narrare, solo qui aggiungeremo


tri dicono da Carlo Magno, ed al- che tanto il padre guardiano che
tri sin da s. Giacomo; pivi proba- i missionari e frati di Terrasanta
bilmente è da tenersi autore Gof- godono di grandissimi ed amplissi-
fredo Buglione, anche perchè i mi privilegi circa l'amministrazio-
critici escludono 1' istituzione di ne del sacramento della penitenza,
ordini equestri prima delle crocia- nel riceverlo e nel darlo; e circa
te. Di questo insigne ordine e da la celebrazione del matrimonio dei
GUA
fedeli cattolici esistenti tra gì' infe- custodia praesidium. Fare la guar-
deli. Va pure notato, che tra tan- dia, vale fare la sentinella, excu-
ti veggono in orien-
prelati che si bare, excubias agere. Guardia, o
te, e capi di tante sette o eretiche guardia del corpo, o Soldati della
o scismatiche, primeggia il padre guardia, ec. vagliono quelli che
guardiano di Gerusalemme, come assistono alla persona del principe,
rappresentante della chiesa e po- praetoria colwrs. Romolo primo
polo latino, la cui persona e rap- re di Roma istituì una guardia
presentanza è in riverenza ai ca- del corpo chiamata de' celeri da
'

pi delle altre religioni, e fino ap- Celere che ne fu il capitano, il


presso i turchi, i quali amano la quale vuoisi che uccidesse Remo.
umiltà francescana, e si scandalez- Furono anche chiamati Flexumi-
zano, anziché edificarsi, della pom- nes, Trossuli, ed Equites o cavalie-
pa e del fasto di chi volesse dei ri. Per non dire di altri principi,
capi di religioni innalzarsi oltre scrisse Svetonio, 44> dell'im-
fol. 1

l' usato. peratore Sergio Galba e sua guar-


GUARDIE. Excubiae, custode* dia del corpo. Sergius Galba de-
corporis. Il Muratori nella diss. lega et equcstris ordinisjuvenes, qui
XXXIII Dell'orìgine e dell'etimo- manente annulorum aureorum usu
logìa delle voci italiane, all' arti- evocati appellarentur, excubiasque
colo Guardie, dice che se voglia- circa cubiculum smini agerent .

mo credere al Maffei nella Vero- L'antica guardia del corpo de'Pon-


na illustrata, lib. XI, p. 3i5, s'in- tefici erano Cavalleggeri (Vedi),
i

gannano coloro che dalla lingua e le Lande (Vedi)j


spezzate
germanica traggono questa voce. la presente sono Guardie no- le

Imperciocché dic'egli che tal voce bili. Poi vi sono la Guardia Sviz-

può essere stata usata in Roma fino zera, Vedi Svizzeri guardia Pon- v

dai tempi di Mario, il quale erasi Tificia ; la Guardia Civica, della


fatto un accompagnamento di servi quale parlammo all'articolo Civica;
astati a' quali die il nome di Var- la Guardia per gV incendi, di cui
die. Tutta volta il Muratori sog- si tratta a Pompieri pontificii; la

giunge che dal germanico War- Guardia di Finanze, della quale


ten, o TVardan degli antichi teu- se ne discorre agli articoli Dogane
toni, in significato di vedere, mi- e Milizie pontificie, ove si parla
rare, osservare, fu mutato dagli degli altri corpi di guardie al ser-
italiani in guardare, come i fran- vigio della santa Sede.
cesi e spagnuoli che pronunziano GUARDIE NOBILI PONTIFI-
garder. Trasferita poi fu questa CIE. Individui dei dominii della sari-
voce alle sentinelle ed ai custodi ta Sede di nobile condizione, guar-
del corpo o palazzo de' principi, die del corpo della sacra persona del
in significato di custodire, e di mi- sommo Pontefice ,
per cui hanno
rare ed osservare che nessuno ne- luogo nelle sue intime camere, e
mico si accosti. Il Dizionario del- lo accompagnano a piedi ed a ca-
la lingua italiana, dice che guar- vallo ove si reca, tanto nelle sacre
dia è sust. verb. da guardare, in funzioni, che in ogni altro luogo
significato del custodire, e aver cu- di Roma e dintorni, nelle villeg-
ra, l'alto del custodire; custodia, giature e nei viaggi. Il corpo del-
ufi GUA GUA
la guardia nobile pontificia , rag- 20 novembre 1800. In esso sul
guardevole e distinto pei mem- nostro argomento fu decretato.
bri che lo compongono, e pel ser- »' 5. Inoltre la medesima congre-
1

vigio che presta al Papa e in , gazione ha fissato la guardia no-


sede vacante al sacro collegio dei bile de' cavalleggieri come
al ruo-

cardinali dipende da monsignor


, lo segnato lettera D, la quale po-
maggiordomo prefetto dei sacri pa- trà essere posta in attività allor-
ed è comandato da
lazzi apostolici, ché sarà di piacimento di Nostro
un capitano comandante col gra- Signore di ordinarla , ed essere
do di tenente generale. Questo cor- montala nel modo e forma, e con
po é il primo e il più rispettabile quei regolamenti che verranno sta-
di ogni arma negli stati della Chie- biliti, sempre per altro sotto la su-

sa romana. bordinazione e dipendenza di mon-


La guardia del corpo de' roma- signor maggiordomo prò tempore".
ni Pontefici sino al termine del Colla nominata lettera D fu dispo-
secolo decorso, fu quella de' Ca- sto, che la guardia de' cavalleggie-

valleggieri, Mililes levis armaturae, ri si componesse di due capitani,


che per da noi fatte
le ricerche due tenenti,un aiutante istruttore,
sembra originata prima d'Innocen- un foriere, tre cadetti capi trup-
zo Vili eletto nel i4&4> come di- pa, trentasei cavalleggieri, due trom-
cemmo a quell'articolo in un alle be ed un maniscalco, in tutto teste
onorevoli attribuzioni che disimpe- quarant'otto, con trentasei foraggi.
gnavano , ed alle prerogative che Di questi, trenta ne furono asse-
godevano. Rimase la guardia pon- gnati ad altrettanti cavalleggieri
tificia de' cavalleggieri in certo mo- che aveano cavallo, lasciandone sei
do disciolta, allorquando a' 20 feb- smontati delii meno anziani per le
braio 1798 i repubblicani francesi, guardie a piedi. Il vestiario da
occupata Roma e lo stato della rinnovarsi ogni quattr'anni fu sta-
Chiesa., proclamarono la repubblica, bilito per quaranluno individui.
e trassero prigione il gran Pio VI che Per la spesa annuale de' cavalleg-
morì in Francia. Nel marzo 1800 in gieri fu fissata la somma di scudi
Venezia gli fu dato a successore il novemila, comprese le spese even-
glorioso Pio VII, che portatosi po- tuali necessarie, o giubilazioni da
scia a Roma ,
per le circostanze accordarsi in un numero di mol-
de' tempi dovette operare molte ri- ti individui, in vece dei tredicimi-
forme , fra le quali quella riguar- la che costavano i cavalleggieri.
dante il sua sacra
servigio della Questi però non furono ristabiliti

persona, e l'amministrazione de' pa- dopo che corpo fu sciolto nel-


il

lazzi apostolici. Ad operarla nomi- l'epoca repubblicana e fino alla ,

nò a' 9 luglio una congregazione formazione della guardia nobile


composta di tre cardinali, del mag- prestarono il servigio nelle pontifi-
giordomo, e d' un prelato per se- cie anticamere e nel palazzo apo-
gretario, che vi corrispose con quel- stolico i Capotori, al modo che di-
le disposizioni che, approvate dal cemmo in quell'articolo.
Pontefice, furono da lui corrobo- Frattanto molti cavalieri, fra'qua-
rate col moto-proprio: L'economia li diversi della primaria nobiltà sì
del pubblico erario, sottoscritto ai di Roma che delle provincie pon-
1

GUA GUA. 117


tifìcie, animati da un lodevole e zo di monsignor maggiordomo il
disinteressato zelo pel sovrano
Pon- particolar gradimento e volendo ,

una memoria
tefice, sottoscrissero quindi venire alla effettuazione del
che umiliarono a Pio VII, nella progetto ha parimenti ordinato di
quale s' impegnavano di prestare commettere al medesimo prelato
gratuitamente i loro servigi alla l'esecuzione delle seguenti analoghe
santa Sede formando un corpo no- disposizioni.
vello. Tale offerta, a cui si uniro- 1. Si dichiara che nell' erigersi
no anche i Lan-cavalieri delle questo nuovo corpo di cavalieri, che
de spezzale (Fedi), detti ancora non oltrepasserà per ora in tutto
cavalieri delia guardia di Nostro il numero di sessantadue individui,
Signore j delle quali parlammo pu- compresi i forieri e le due trom-
re in diversi luoghi, come al vo- be, l'antica guardia detta de' caval-
lume VII, p. 4° del Dizionario, leggieri rimane affatto disciolta e
piacque oltremodo al Papa che si soppressa, come lo è già di fatto
degnò accettarla, riconcentrando in per gli effetti delle passate vicen-
questo nuovo corpo i privilegi ed de. Siccome però il benefico cuore
il servigio delle abolite lancie spez- di sua Santità non sa soffrire che
zate, e degli aboliti cavalleggieri nel formarsi il nuovo corpo de' ca-
pontifìcii , mediante un dispaccio valieri vengano gl'individui dell'an-
del cardinal Ercole Consalvi segre- tica guardia esclusi, senza averne
tario di stato , in data degli 1 almeno un qualche compenso, di-
maggio i8or, e diretto a monsi- chiara che resta assegnato ai me-
gnor Giuseppe Gavoni maggiordo- desimi a titolo di giubilazione una
mo e prefetto de' sacri palazzi, del mensual pensione a forma delle
seguente tenore. contemporanee disposizioni, che se
Dovendosi procedere al ristabi- ne danno a monsignor maggiordo-
limento della guardia del corpo di mo a parte, la quale pensione do-
Nostro Signore come richiede il vendosi godere solamente da quel-
servigio personale della Santità sua, li di numero, alla morte di cia-
non meno che il decoro del prin- scuno di essi passerà in parte ai
cipato, ed essendo stata presentata sopranumeri, ai quali resterà asse-
a sua Beatitudine la rispettosa of- gnata stabilmente in riflesso del
ferta fatta da un corpo di cavalie- minor tempo per cui si trovano
ri sottoscritti, i quali per dimostra- essi di aver prestato il loro servi-
re il loro fedele attaccamento al gio. L' uso della divisa e quello ,

sovrano, e la loro personale divo- della coccarda propria de' cavalleg-


zione verso la Santità sua si sono gieri, ad essi viene conservato, co-
dichiarati pronti a servire senza me la loro soggezione alla giuris-
alcnu emolumento il santo Padre, dizione del prelato maggiordomo.
il quale nell'essersi degnato di ac- Nel nuovo corpo che si eri-
2.
cogliere con sentimenti di sovrana ge delle guardie nobili, si dichiara
soddisfazione questo contrassegno che rimarranno incorporati i cava-
di rispetto e di attaccamento dei lieri detti delle lancie spezzate, i

detti cavalieri, lo ha anche accet- quali con eguale disposizione di


tato , ordinando al segretario di attaccamento al sovrano hanno ade-
stato di farne loro sentire per mez- rito alla divisata incorporazione }
,

n8 GUA GUA
conservando il soldo che godevano, line apparterrà la scelta. V. Di
sebbene perdono l'antica denomi- due capitani che avranno il grado
nazione e l'uniforme: però essi e di brigadieri. VI. Finalmente di
i loro sopranumeri nel nuovo cor- due comandanti che avranno il
po godranno un grado più alto grado di tenenti generali.
delle guardie comuni. Si dichiara 4- Essendo necessario per pre-
che tutti gli altri cavalieri delle parare la formazione del nuovo
lancie spezzate che sono sparsi per corpo, e per organizzare le due
lo stato pontificio e fuori di esso, compagnie di nominare fin da ora
e che non sono in attualità di ser- i rispettivi comandanti ed uffìziali,
vigio, conserveranno l' antica deno- Sua Santità ha nominato per i
minazione, uniforme e distinzioni due comandanti il duca d. Giu-
loro vita durante, ne s'intendono seppe Mattei , e il duca d. Luigi
incorporatinel nuovo corpo ma , Braschi Onesti, già capitani dell'an-
bensìcome già ascritti ad un cor- tica guardia de' cavalleggieri, sen-
po non più, esistente , seguitando za nulla innovare intorno ai due
per altro a godere le antiche pre- coadiutori , e cosi pure ha nomi-
rogative, senza però che se ne crei- nato per i due capitani il cav. Gio-
no da ora in poi di nuovi. vanni Ricci , e il marchese Pietro
3. da que-
Si dichiara eretto sin Frangipani già cornette della guar-
sto giorno corpo di tutti i ca-
il dia antica j e quanto ai due aiu-
valieri composto di due compagnie, tanti ha nominato il maggior cav.
il quale avrà la denominazione di Lorenzo Giustiniani per aiutante
Guardia nobile del corpo , ed en- della compagnia del duca Mattei
trerà in attualità di servizio al pri- ed il capitano conte Saverio Porti
mo mese
del prossimo di giugno. per aiutante della compagnia del
Esso sarà composto di tutti cava- duca B ràschi.
che saranno divisi ne' seguen-
lieti, 5. 1 quattro nominati, duchi Mat-
ti I. De'comuni, che si chia-
gradi : tei marche-
e Braschi, cav. Ricci e
meranno guardie nobili col ran- se Frangipani , avranno il soldo
go di capitani e questi saran-
, mensuale a tenore della riduzione
no cavalieri sottoscritti nella me-
i fattane dalla congregazione di ri-
moria e che in seguito si sotto-
, forma de' sacri palazzi apostolici.
scrivessero, non addetti da prima Gli esenti avranno il soldo nella
al servizio di sua Santità. II. Dai loro qualità di lancie spezzate. I
sopranumeri delle lancie spezzate, cadetti avranno la successione a
che si chiameranno cadetti col ran- detto soldo come V avevano nella
go di tenenti colonnelli. III. Dalle loro prima qualità di lancie spez-
lancie spezzate di numero, che si zate. Tanto due
i aiutanti, quan-
chiameranno rango di co-
esenti col to i cadetti e guardie comuni, a-
lonnelli come avevano nella loro v ranno per ora a titolo di forag-
antica qualità di lancie spezzate. gio un assegno mensile sui nove
IV. Da due aiutanti dei comandan- mila scudi per la guar-
assegnati
ti delle due compagnie, che saranno dia del corpo, detratte le pensioni
sempre presi dal corpo, ed avran- dell'antica guardia de' cavalleggieri
no il grado del rango da cui sa- a titolo di giubilazione , il tulio
ranno tratti dai comandanti ai qua- da decorrere col primo di giugno
,

GUA GUA 119


prossimo. Dichiara finalmente sua the coll'aggregazione a questo cor-
Santità chenon volendo fare trop- po non resti in verun modo pre-
po lungo uso del gratuito servigio giudicata la loro anzianità , ed il
delle nuove guardie del corpo, in grado che godevano in detta truppa.
vista del dispendio a cui esso ser- 7. Per l'ammissione finalmente
vigio li assoggetta , intende che a nel tempo successivo de' cavalieri
misura che per la morte dei pen- che vorranno aver 1' onore di en-
sionati cavalleggieri, ricadranno le trare nel nuovo corpo delle guar-
pensioni al maggiordomato, verrà die nobili, si terrà il seguente me-
ad accrescersi la somma delle men- todo. Il cavaliere che desidererà
sualità del soldo a tutti gl'individui di essere ammesso presenterà la
della guardia del corpo, da mon- sua istanza ad uno dei due co-
signor maggiordomo, quando le mandanti ; questi la passerà al cor-
circostanze dell'erario non permet- po che sarà rappresentato dall' u-
tessero provvedere più sollecita- nione de' due comandanti, di due
mente. capitani, di due esenti, di due ca-
6. Si dichiara che il nuovo cor- detti e di due guardie nobili ; e
po rimane sottoposto a monsignor quando sarà ricevuto a pluralità di
maggiordomo, in tutto e per tutto, voti segreti, si passerà a monsiguor
come gli era sottoposta l' antica maggiordomo da cui dipenderà
guardia de' cavalleggieri. Si è poi l'approvazione e la spedizione del
degnata sua Santità di esprimersi, biglietto.
the non accorderà ad alcuno sì in Nel medesimo giorno 1 1 maggio
Pioma che nello stato ecclesiastico, 1801, Pio VII nominò coadiutore
l'onore della divisa di guardia no- ai comandanti il principe d. Fi-
bile, volendo che questa sia uni- lippo Mattei , che non potè dive-
camente riservata portarsi da
a nire effettivo essendo morto nel suo
que' cavalieri che formeranno il feudo di Giove nel medesimo an-
nuovo corpo di detta guardia, che no a' 16 ottobre; nominò pure coa-
sarà per essere in attualità di ser- diutore ai comandanti il principe
vizio. Che se taluno di essi crederà d. Paluzzo Altieri. Col n.° 4 1 del
di lasciare prima di ott'anni tale Diario di Roma de' 23 maggio fu
servizio , dovrà subito deporre la pubblicata la nota de'cavalieri com-
divisa e la coccarda, e qualora Io ponenti il nuovo corpo delle guardie
venga ad abbandonare innanzi che nobili nominati da sua Santità con
siano terminati tre anni , non po- biglietti di segreteria di stato, cioè
trà né tampoco essere in appresso due comandanti, due capitani., due
ammesso in qualsivoglia grado ad aiutanti, sei esenti, otto cadetti e
alcun altro corpo della milizia pon- venticinque guardie nobili/alle qua-
tificia. Siccome però si trovano li fu aggiunta un'altra come si leg-
presentemente annoverati nel cor- ge nel numero 4^ di detto Diario,
po, e potranno in appresso ascriversi ove pur si dice , che a' 4 giugno
degli altri, i quali erano già in ad- festa del Corpus Domini, Pio VII
dietro arrollati nelle truppe di li- portando in processione il ss. Sa-
nea, o in quella della marina, essi cramento , era seguito dalla guar-
ad ogni buon fine si vuole ed , dia nobile composta di cavalieri, e
espressamente s'intende dichiarare, comandala dai duchi Mattei e
, ,

i2o GUA GUA


Braschi che per la prima volta
, stato, e se ne darà dalla medesima
prestò il suo servizio in bellissimo partecipazione a monsignor mag-
uniforme. Avendo poi il corpo del- giordomo, perchè abbassi gli ordi-
le guardie nobili fatta istanza al ni corrispondenti al corpo, ed al

Pontefice di essere distinti in qua- generale delle poste per preparar-


lità di corrieri nobili straordinari, gli l'occorrente all'esecuzione del-
ad essere spediti, in vece d'uno dei l' incarico affidato alla guardia no-
quattro corrieri di gabinetto, a por- bile. E siccome del regalo che o-
tare la nuova della promozione al gni cardinale nuovo faceva al cor-
cardinalato, e il berrettino rosso a riere, detratte le spese della cor-
quei soggetti che si trovano assen- sa, delle tre parti che se ne face-
ti da Roma quando il Pontefice li va, restando salva quella che go-
crea cardinali, colla protesta di non deva il corriere, da ripartirsi però
voler percepire la parte del dona- fra i quattro corrieri di gabinet-
tivo che , come diremo , fruiva il to, le altre due si davano al gene-
corriere di gabinetto, al quale per rale delle poste e al cardinal se-
non pregiudicarlo liberamente glie- gretario di stato, questi per sempre
la lasciavano. Pio VII ritrovando la rinunziò a favore della guardia
giusta la petizione in riflesso an- nobile. Se poi la spedizione del nu-
cora che negli altri stati le guar- mero delle guardie sorpassasse quel-
die nobili sono impiegate nelle mis- lo di quattro, numero de' corrieri
sioni più decorose del principato di gabinetto , la partizione dovrà
come certamente una delle mag- concedersi ai corrieri di numero
giori per Roma è la promozione come quelli che supplivano ai cor-
al cardinalato, e per dare alle guar- rieri di gabinetto in loro mancan-
die un attestato di sua piena sod- za, o pel maggior numero de' nuo-
disfazione per onorato servigio
l' vi cardinali.Avendo quindi Pio VII
che gli prestavano, annui piena- nel concistoro de' 28 settembre
mente all' istanza, e con dispaccio 1801 creato cardinale Antonio Fé*
del cardinal Consalvi , in data dei lice Zondadari arcivescovo di Sie-
27 settembre 1801, ne fece parte- na, a questa città ed al nuovo cardi-
cipazione a monsignor maggiordo- nale colla notizia di sua esaltazio-
mo per l'esecuzione. Venne perciò ne e il berrettino rosso, fu spedita
dichiarato nel dispaccio la decre- la guardia nobile marchese Vincen-
tata destinazione delle guardie no- zo Costaguti, al presente tenente in
bili a recare ai novelli cardinali pensione col grado di brigadiere
fuori di Roma la notizia di loro generale del corpo, e commendato-
esaltazione ed il berrettino rosso, re dell' ordine di s. Gregorio, che
come più decorosa, derogandosi al fu il primo ad avere tale onorifi-
privilegio sino allora goduto dai cenza, quale tuttora si esercita dal-
quattro Corrieri di gabinetto pon- le guardie nobili al modo che di-»

( Vedi).
tificii La guardia nobile cemmo al voi. V, p. 164, i65, 166
che ogni volta sarà spedita, verrà e 172; IX, p. 3 io, ed altrove. Il
scelta dal cardinal segretario di secondo ad esercitare questo uffìzio.
stato, che pur destinava quale tra fu d. Pompeo de'principi Gabrielli,
i corrieri di gabinetto doveva par- a'9 agosto 1802 spedito in Palermo
tire, con biglietto di segreteria di all'arcivescovo Domenico Pigna liei li
, ,

GUA GUA 121


db Belmonte creato cardinale; ed il ni investitirango di capitani
del
terzo fu d. Lorenzo de' principi sopra generosi e ben ornati destrie-
Giustiniani, a' i 7 gennaio 180 3 spe- ri seguiti dal corpo di cavalleria
,

dilo a Parigi per tre nuovi cardi- chiamalo dragoni. Quindi il Cancel-
nali, cioè de Belloy arcivescovo di lieri riporta sul nuovo corpo della

Parigi , Fesch arcivescovo di Lio- guardia nobile le seguenti impor-


ne, e Boisgelin arcivescovo di Tours. tanti notizie: » E stata surrogata
Vi sono altri esempi che una guar- con decreto della congregazione e-
dia nobile fu spedita a due o tre conomica del sacro palazzo aposto-
cardinali dimoranti in un medesi- lico, approvato da motu- proprio di

mo luogo, anzi a' nostri giorni il Nostro Signore, alle due compagnie
conte Gio. Battista Pandolfi a'2 lu- della guardia soppressa de' ca vai-
glio i832 fu spedito a Madrid al leggieri, in cui i soli uflìziali erano
cardinal Francesco Tiberi , ed a nobili.La formazione che prese in
Lisbona al cardinal Alessandro Giu- questo accompagnamento fu la se-
stiniani: dal re di Spagna fu fatto guente. Oltre i quattro esenti che
cavaliere della Concezione, e da marciavano alla dritta e alla sini-
quello di Portogallo dell'ordine di stra degli sportelli della carrozza di
Cristo. Alle biografìe de' cardinali sua Santità, venivano alla testa
riportiamo il nome di quelle guar- preceduti da due due trombetti i

die nobili che ad essi portarono la. tenenti avevano una


generali che
notizia e il berrettino rosso, se crea- divisa di panno rosso scarlatto con
ti assenti da Roma , e le decora- paramani e collo di panno turchi-
zioni di cui furono fregiati. Ed a no celeste, con gran gallone d'oro
p. 162 del voi. V notammo un e- all' intorno che formava la sua
,

gernpio che guardia nobile por-


la guarnizione , una sciarpa di lana
tò la berretta a chi era destinato rossa e gialla con gran fiocchi d'oro
ablegato. Attualmente non hanno a granoni lunghi circa un palmo,
più luogo le partizioni del dono aventi il nome di PP. Pio FU ,

che sono della guardia nobile sol- cappello bordato con punto di Spa-
tanto, che inoltre ha un decoroso gna e pennacchiera al di dentro
,

compenso pel viaggio. di piuma bianca, con un pennac-


Francesco Cancellieri nella Sto- chio sopra della coccarda compo-
ria de solenni possessi de' Pontefi- sto di quattro piume di struzzo di
ci , a p. 479 e se £- descrivendo color rosso, e quattro di giallo. In-
quello preso da Pio VII a' 22 no- di i due brigadieri con un gallone
vembre 1801, dice che dopo i pre- più stretto , come nella sciarpa e
lati referendari di segnatura a ca- cappello, e i due aiutanti con la
vallo, incedeva parimenti a caval- stessa divisa, ma con petti turchi*
lo la guardia nobile avente alla ni celesti , e senza gallone , coi
testa i duchi d. Giuseppe Mattei e distintivi del loro rango ne' para-
d. LuigiB raschi nipote di Pio VI, mani, portando tre righe di gallo-
comandanti della medesima col , ne, col pendone della sciabola rica-
rango di tenenti generali, e poi i mato in oro , eduna sciarpa di
brigadieri, gli esenti graduati come maglia rossa e gialla con due fioc-
colonnelli, gli aiutanti e i cadetti chi d'oro, e con piccolo bastone di
tome tenenti colonnelli, e i comu- legno nero con pomo d'avorio. Poi
è
,,

m GUA GUA
un esente con la stessa divisa, fuo- Leonardo de duchi Bonelli , conte
'

ri del pendone della sciabola e Filippo Carpegna, marchese Gia-


della sciarpa, distintivi degli aiu- cinto del Bufalo , Carlo Ciocchi
tanti ; e due
che portavano
cadetti Mercurio Vittorio Celiano, Giovan-
le bandiere riccamente ricamate ni Martinez, Filippo Stefanori, con-
con Io stemma del regnante Pon- te Angelo Petrignani. La seconda
iefice, e ventiquattro comuni for- compagnia formasi del Comandan-
mali a tre sopra otto righe, ed un te duca Braschi. Brigadiere, Gio-

esente che chiudeva la marcia, for- vanni Ricci. Aiutante, conte Save-
mando in tutto il numero di qua- rio Porti. Esenti, d. Girolamo Co-
ranta cavalieri. Il vestiario de' co- lonna, cav. Francesco Bernini, con-
muni era in tutto simile a quello te Filippo della Porta Rodiani. Ca-
degli esenti, fuori che nel gallone detti, marchese Emilio Massimi,
più stretto nel cappello, e nella marchese Clemente Muti, marche-
bandoliera con fiocco d'oro senza se Antonio Nunez. Guardie nobili,
granoni, essendo calzama- tutti in d. Baldassare de' duchi Cantarelli
glie lunghe di panno celeste con , Pietro Salimei , marchese Rinaldo
giaco simile e con piccoli coturni. del Bufalo, marchese Stanislao del
L'armamento era di sciabola con Drago, marchese Girolamo Muti Pa-
un paio di pistole, e la bardatura pazzurri, Paolo Martinez, Giuseppe
de' cavalli era guarnita di gallone Sa razzarli, Giuseppe de'duchi Bon-
di varie altezze, a seconda delli compagni, Tommaso Pichini, Serafi-
differenti gradi , ad eccezione di no Novi, Fausto Sassi, conte Giacomo
quelle detenenti generali e briga- Negroni, Tiberio Pichini, conte Pa-
che avevano le sciabrache pre-
dieri, cifico Carradori, jCornelio Sutter-
ziosamente ricamate sopra di un mann, Francesco Lucernari, mar-
panno celeste. Questi sono i nomi chese Lorenzo Caucci. Giunto che
che compongono le due compa- fu il santo Padre alla patriarcale
gnie. La prima formasi del Coman- basilica lateranense, una porzione
dante duca d. Giuseppe Mattei. di questa guardia smontò per as-
Brigadiere, marchese Pietro Fran- sistere il Papa dentro la basilica ,

gipani. Esenti, il conte Alessandro e un'altra andò a schierarsi avanti


Cardelli, cav. Antonio Cicciapor- la gran porta della fabbrica che
ci , conte Michele Moroni , con- guarda l'obelisco, dove attese sua
te Camillo Marescotti. Cadetti , Santità, che al ritorno, ripren*
marchese Antonio Maria Ossoli, dendo la sua primiera posizione,
conte Antonio Negroni marche- , scortò fino al Quirinale. Questa
se Francesco Ceva, d. Pompeo dei guardia si unisce giornalmente ne-
principi Gabrielli, aiutante, cav. gli stessi quartieri degli antichi ca-
Lorenzo de' principi Giustiniani. valleggieri (al quale articolo ne
Guardie nobili, marchese Mario Or- parlammo), in quel numero che
sini, d. Gaetano de' duchi Cantarel- viene destinato di servizio; ed in
li , conte Melchiorre della Porta, buona ordinanza si conduce nella
marchese Giacomo Teodoli , mar- seconda anticamera del Quirinale
chese Vincenzo Costaguti Onorio , distribuendo ivi le sue sentinelle
Earuich, conte Girolamo Cavallet- siuo all'anticamera secreta. La sua
ti, marchese Angelo Costaguti, d. occupazione cessa, termiuata eh'
,

GUA GUA 23
ì! udienza del Pontefice, e sino al ove furono ricevuti da monsignor
giorno susseguente non è più im- Maccarani prefetto della medesima,
piegata. Nelle cappelle ordinarie ed ivi congregati unitamente a quei
otto comuni con un cadetto e un nobili confratelli, fra' quali era an-
esente stanno all'ingresso della qua- noverato lo stesso defunto principe,
dralura, e due alla porta che dal- assisterono solenne messa di
alla
la stanza de' paramenti introduce requie da monsignor d.
cantata
in cappella. Allorché poi il santo Lorenzo de' duchi Mattei zio del
Padre si conduce in qualche chie- morto e venne accompagnata da
,

sa, dal corpo de' cavalieri si stac- musica dei cantori della cappella
cano dieci comuni ed un cadetto pontifìcia invitati da monsig. Giu-
a cavallo. Due vanno avanti alla seppe Gavotli maggiordomo de'sa-
croce pontifìcia, e gli altri riman- cri palazzi apostolici, il quale ivi
gono alla scorta di sua Santità nei consueti sedili alla testa di tut-
presso il suo seguito. L'esente di ta la nobile pia adunanza assiste-
guardia va allo sportello della car- va alla funzione funebre. Dopo tal
rozza a mano destra. Altri otto messa fu fatta la solita assoluzione
con un cadetto a piedi si trovano intorno al vago catafalco eretto in
a guarnire la chiesa ove si trasfe- quell'oratorio , soddisfacendo con
risce il santo Padre, usando la scia- simile atto di religione quella no-
bola, come fanno tutte le volte in bile e pietosa congregazione al di-
cui prestano il servizio a piedi. Inol- voto affetto verso il predetto con-
tre le guardie nobili oltre il ser- fratello e superiore ". Nelle an-
vizio del palazzo apostolico presta nuali Notìzie di Roma, all'artico-
quello di quartiere, ed i servigi di lo Famiglia Pontificia , dopo i

passeggiata de' cavalli, e d' istruzio- cappellani d'onore extra urbem, e


ne. ( Nella prima istituzione usava- prima dei camerieri segreti di spa-
no ancora la carabina , che poi da e cappa ed a tutte le Noti'
,

Leone XII tolse). Fra i privilegi ac- zie del 1801 venivano registra-
cordati a questa guardia deve an- ti tutti i cavalieri di guardia o
noverarsi quello di essere stata de- siano lande spezzate ed i sopra-
stinata per le spedizioni straordi- numerari aV onore coi loro titoli e
narie, che possono occorrere per i patria. Nell'anno 1801 i primi
sovrani o per i nuovi cardinali
, furono sette, i secondi trentotto.
che stanno fuori della capitale, co- Nelle Notizie del 1802 per la pri-
m'è già seguito nella elezione del ma volta, dopo i detti cappellani,
cardinal Zondadari arcivescovo di e prima dei nominati camerieri
Siena ". Fin qui il Cancellieri. segreti, sotto il titolo di Guardie
Il numero 101 del Diario di nobili del corpo si riportarono tut-
Roma de' 19 dicembre i8or ripor- ti i membri che lo componevano,
ta quanto segue. « La guardia no- sì uffiziali che semplici guardie.
bile di sua Santità volendo suffra- Occupando nuovamente i francesi
gare l' ultimamente defunto prin- per ordine dell' imperatore Napo-
cipe d. Filippo Mattei loro vice- leone lo stato pontificio, tutti i

capjtano, lunedi mattina si porta- corpi delle milizie del Papa por-
rono in uniforme alla congregazio- tavano la coccarda gialla e rossa ;

ne de' nobili nella chiesa del Gesù, ma dopo che Pio VII si rinchiu-
&« GUA GUA
se in certo modo nel proprio pa- die. Allora diversi individui ap-
lazzo Quirinale, avendo gì' invasori partenenti al corpo lo supplicarono
adottato la medesima coccarda, ed di ammetterli nuovamente nel me-
incorporate le milizie pontifìcie nel- desimo, ciò che benignamente ac-
le loro truppe, il Pontefice nel condiscese il Papa nel modo che
marzo 1808 fece distribuire alle dicesi nel biglietto che fu scritto
guardie nobili, perchè non fossero ad ognuno di essi dal cardinal
confuse cogli altri corpi, la nuova Bartolomeo Pacca pro-segretario di
coccarda da lui formata e compo- stato, in data de'22 settembre 1 8 4» 1

sta dei colori bianco e giallo, la concepito in questi termini. » Le


quale divenne la coccarda pontifì- prove di fedeltà e di attaccamento
cia, che tuttora non solo le guar- che il signor cavaliere N. N., come
die nobili usano, ma tutti i corpi individuo spettante al corpo delle
militari della santa Sede. Disgu- guardie nobili, diede alla Santità
stati di ciò i francesi, il loro co- di Nostro Signore in tempo del-
mando militare nel giorno 7 apri- l'ultima invasione francese, sono
le 1808 effettuò un cumulo di rimaste così scolpite nella sua me-
violenze nel palazzo Quirinale, re- moria, che ha desiderato sempre
sidenza di Pio VII, fra le quali si l'occasione di potergli dare qual-
deve comprendere l'occupazione che attestato del sovrano suo gradi-
del quartiere delle guardie nobili mento. Avendo ora mostrato il
nel palazzo della Consulla, come medesimo il più grande interesse
notò il eh. Erasmo Pistoiesi nella di prestare alla Santità sua gra-
Vita di Pio FII tom. II, p. 21 3. t
tuitamente l'onorevole servigio, fin-

Quindi molti ufliziali e guardie di che non venga ripristinato il cor-


tal nobile corpo furono segno di po delle guardie nobili, sua Bea-
persecuzioni e violenze per la lo- titudine considerando questo desi-
ro fedeltà al Pontefice, e parecchi derio come una nuova testimonian-
vennero trasportati alla detenzione za di attaccamento, si è benigna-
di Castel s. Angelo. Nel seguente mente degnata di aderirvi, e di accor-
anno a' 16 gennaio morì il coman- dare al detto signor cavaliere N. N.
dante duca d. Giuseppe Mattei, ed l'onore di servire la sua sacra per-
a' 6 luglio Pio VII fu fatto dai sona fino a tanto che non venga
francesi prigioniero, e trasportato stabilita la ripristinazione ed il nuo-
via da Roma. vo impianto del corpo delle guar-
La divina provvidenza nel 18 14 die nobili. Si porge pertanto il ri-
a Pio VII
restituì suoi temporali i scontro al detto signor cavaliere
domimi, ond'egli ritornò trionfante N. N. di questa sovrana graziosa
in Roma a'24 maggio: volendo poi condiscendenza, abilitandolo a po-
mostrare la sua gratitudine alla guar- tere indossare provvisoriamente la
dia nobile che era stata detenuta bassa uniforme ". Nel numero 2 3
nel forte s. Angelo, dichiarò il Pa- del Diario di Roma di detto an-
pa a tutti gì' individui del corpo, no, incominciando dal principe d.
che sebbene per la circostanza del- Paluzzo Altieri coadiutore dei co-
l'occupazione francese non prestas- mandanti del corpo, e che assunse
sero più servigio, non ostante li il comando nella ripristinazione
riconosceva sempre come sue guar- provvisoria d'una pai te della guai'*
GUA GUY i^5
dia ir» questa circostanza, viene ri- 11 maggiordomo Naro,
prelato
portato il novero di tutti gì' indi- nel medesimo anno e mese, cioè
vidui che bramarono e furono a'i5 detto, trasmise al principe
ammessi a prestare il servigio al d. Paluzzo Altieri comandante del-
detto modo in numero di trenta- le guardie nobili la mentovata or-
tre cavalieri. Quindi dal numero ganizzazione e ruolo: La prima è
26 dello stesso Diario siamo av- del seguente Organiz~
tenore. «
vertiti, che partendo Pio VII a' 5 zazione delle guardie
o nobili di sua
ottobre 18 14 per la villeggiatura Santità. 11 maggiordomo de'sacri
di Castel Gandolfo , fu scortato palazzi apostolici è il superiore del
dalle guardie nobili, che in quel detto corpo. Le guardie nobili di
giorno ripresero V antico servigio, sua Santità saranno formate di due
ciò che notò pure il Cancellieri compagnie in forza eguale; ciascu-
nella sua Lettera al dottor Ko- na avrà un capitano comandante
rejfì P a o- 2 43- Tuttociò avvenne con il grado di tenente generale;
sotto il maggiordomato di monsi- un tenente con il grado di briga-
gnor Benedetto Naro. Nel seguente diere; quattro esenti con il grado
anno con dispaccio del cardinal di capitano; sei cadetti con il gra-
Consalvi segretario di stato degli do di tenenti ; un aiutante da no-
8 novembre, Pio VII riordinò e minarsi dal comandante a suo pia-
ripristinò il corpo: il dispaccio di- cimento nella classe dei cadetti nel-
retto al mentovato prelato fu e- la rispettiva compagnia senza au»*
spresso in questi termini. « La mento di teste; quaranta guardie
Santità di Nostro Signore grata ai con il grado di sotto-tenente; un fo-
contrassegni di rispetto e di at- riere, due trombe ed un mozzo.
taccamento, che ambirono di dar- I distintivi militari sono conserva-
gli vari cavalieri spettanti al cor- ti a seconda del rango nello stato
po delle sue guardie nobili dopo attuale. La prima compagnia sarà
il suo glorioso ritorno alla capi- comandata dal capitano coman-
tale, offrendo un gratuito servigio dante principe Altieri, il quale cor-
alla sua sacra persona fino a tanto risponderà in qualunque affare che
che fosse ripristinato il loro corpo, riguarda il suddetto corpo, con il
non volendo ulteriormente permet- cardinal segretario di stato, e con
tere, che le medesime prestino un monsignor maggiordomo, che avrà
tal servigio senza alcun emolumen- altresì la responsabilità che sia
to, è venuto nella determinazione mantenuta una egual disciplina in
di ripristinare l'enunciato corpo ambedue le compagnie, e io ri-
delle sue guardie nobili secondo guardo al servizio e agli ordini
l'organizzazione annessa, e col sol- generali, ed in fine che nella cir-
do rispettivamente assegnato a te- costanza di prestarsi il servizio col-
nore del ruolo che parimenti si la presenza delle due compagnie,
acclude. Se ne porge pertanto il le disposizioni ed il comando ap-
riscontro a monsignor maggiordo- partengano al suddetto capitano co-
mo de'sacri palazzi apostolici, per- mandante. Per l'ammissione poi de-
chè si compiaccia di dare per le gli individui, che vorranno entrare

sue parti una sollecita esecuzione nel corpo delle guardie nobili, do-
alle disposizioni sovrane". vrà ciascuno di essi per essere ara-
i?.6 GUA GUA
messo presentare l'istanza ad uno però dal capitano della compagnia
dei due comandanti. Questi la pas- nella quale serve l'individuo la
serà al consiglio del corpo, eh' è bandoliera, e ciò si praticherà e-
rappresentato dall' unione dei due gualmente ne Ile circostanze di giu-
comandanti, dei due brigadieri, di bilazione. La razione o sia il fo-
due esenti, di due cadetti e di due raggio sarà passato dal maggior-
guardie nobili, e quando sia rice- domato secondo il grado militare,
vuto a pluralità di voti segreti, si che si osserva nella cavalleria pon-
passerà a monsignor maggiordomo tificia ". Quanto al ruolo, esso si

da cui dipenderà l'approvazione e compose degl' individui sunnomi-


Ja spedizione del biglietto. Essendo nati, fissandosi al corpo l' annua
stato stabilito in fine che ciascun somma di scudi venlicinquemila ot-
individuo eh' entrerà nel corpo tantotto.
debba essere fornito di cavallo con Essendo morto a'o, febbraio 1816
bardatura nobile, e dell' uniforme il duca d. Luigi Braschi Onesti^
di gala, si riceveranno per questi uno de' due comandanti del corpo
articoli per una sol volta scudi delle guardie nobili in attività di
duecento, purché sieno pagati in servigio, Pio VII a' i3 febbraio no-
dieci giorni. Se l' individuo pre- minò suo successore il principe di
senterà un buon cavallo gli si va- Palestrina d. Francesco Barberini.
luterà scudi settanta, i quali an- Nel bando generale delle poste di
dranno in diminuzione degli scudi Roma e stato ecclesiastico, emana-
duecento. Gli individui da doversi to a'24 agosto dal cardinal Bar-
ammettere dovranno essere dagli tolomeo Pacca camerlengo di san-
anni diciotto alli trenta, di statu- ta Chiesa, e riportato nel voi. II,

ra e struttura regolare, di costu- a p. 188 della Raccolta delle leg-


mi ed educazione senza eccezione, gi stampata nel 836, coll'articolo 1

di nobiltà ragguardevole, e se sa- 18 venne prescritto. « In occasio-


ranno forestieri dovranno fissare il ne di dare nuove delle promozio-
loro domicilio in Roma. La ban- ni ai signori cardinali che si tro-
doliera per le guardie dovendosi vano fuori di Roma, apparterrà al
dare all'ammissione d'ogni indivi- solo eminenlissimo signor cardina-
duo che entrerà nel corpo da mon- le segretario di slato lo scegliere
signor maggiordomo, e dovendosi tra guardie nobili del corpo di
le

ritirare in caso di morte o di giu- sua Beatitudine quello che crederà


bilazione, o di non lodevole con- più opportuno ed idoneo alla spe-
dotta di qualcuno ammesso nella dizione, in coerenza del nuovo si-

guardia, sarà a carico del maggior- stema stabilito da Nostro Signore


domato. Le ottanta carabine senza sotto il dì 22 settembre 1 80 i, coti

baionette, per prestare il servigio biglietto di segreteria di stato di-


in anticamera, e le pistole pel ser- retto a monsignor maggiordomo
vigio a cavallo sono egualmente a de' sacri palazzi apostolici; in caso
carico del maggiordomato. Final- poi che abbiano a fare spedizioni
si

mente non si accorderà ritiro dal di tali nuove ai parenti del nuo-
corpo che dopo anni quindici di vo porporato (di che trattammo al
servigio, permettendoglisi solo l'uso citato articolo Coprieri ed altro-
della piccola uniforme, ritirandosi ve), o a qualunque altra persona,
,

GUA GUA 127


ed in caso ancora di spedizioni di zo Altieri, nel dì seguente divenne
altre nuove, sì nello stato eccle- capitano comandante il lodato prin-
siastico, come in qualunque parte cipe di Palestrina, ed in pari tem-
del mondo, il sopraintendente ge- po il Papa dichiarò capitano il

nerale delle poste soltanto possa principe d. Clemente Altieri. Nar-


spedire corrieri ,e qualora alcun ra il citato Pistoiesi nel tom. IV,
altro spedisse, o per sé stesso par- p. 218, che bramando le guardie
tisse per le poste, ovvero per que- nobili pontificie che il santo Pa-
st' effetto in qualsivoglia altro mo- dre benedicesse 1' elegante stendar-
do mandasse senza licenza in iscrit- do militare appartenente al loro
to del medesimo sopraintendente corpo, Pio VII si compiacque ac-
generale o suoi ministri delle po- cogliere le loro istanze, per cui le
ste, sarà tenuto pagare quanto a- guardie montate in gala e
nobili
vrà guadagnato per simigliarne nuo- precedute dalla musica si portaro-
va, ec". Qui noteremo che dona- i no in colonna nella cappella di
tivi che ricevevano le guardie in Paolo V nel palazzo Quirinale al-
effetti li ritenevano per loro, ed a li 3i maggio 1820, e formò in es-
tutto il pontificato di Pio VII die- so un quadrato aperto. Entrò il
dero parte delle somme che rice- Papa nella cappella coi cardinali
vevano al sopraintendente delle po- palatini Galeffi, Gabrielli e Con-
ste, ed ai corrieri al modo detto salvi, non che corteggiato dai pre-
di sopra. Nel pontificato di Leone lati palatini, e dagli individui del-
X'II dichiarò la segreteria di stato, l'anticamera segreta e di onore, e
che ciò che ricevevano le guardie, giunto all'altare assunse gli abiti
sia in denari che in effetti dal nuo- pontificali, e seduto sul faldistorio
vo cardinale, fosse tutto loro, sen- innanzi al medesimo altare, prima
za darne parte a veruno. Sotto impose il sacro pallio al cardinal
l'odierno pontificato poi, con ordi- della Somaglia vescovo d' Ostia e
ne del cardinal segretario di sta- Velletri , indi benedì lo stendardo'
to, venne compensato con scudi del corpo presentatogli da un mi-
duecento il sopraintendente, e con nistro ecclesiastico secondo il rito
scudi cinquanta quat- ognuno dei del pontificale romano. Indi il prin-
tro corrieri di gabinetto per ogni cipe Barberini capitano comandan-
creazione di cardinale cui la guar- te genuflesso ricevè dalle mani del
dia porta la notizia ed il berretti- Pontefice lo stendardo benedetto, il

no, somministrando tali somme l'e- quale fu immediatamente preso dal-


rario pontificio, così quelle alla l' ultimo esente, e portato al cen-
guardia pel viaggio di andata e tro del corpo : l'apostolica benedi-
di ritorno. Nel 1818 tornandosi zione compartita ad esso terminò
a pubblicare le annuali Notizie di la funzione. Nel numero 4^ del
Roma, nell'articolo Famiglia Pon- Diario di Roma di detto anno
tifìcia si pubblicò il novero di tut- si legge la descrizione di tale fun-
ti gl'individui di cui formavasi il zione. Questo stendardo si cusio-
corpo, uffiziali e guardie. A' 9 disce presso il capitano comandan-
marzo 1819 essendo stato elevato te, e nella processione del Corpus
da Pio VU alla dignità di senato- Domini viene portato dall' ultimo
re di Roma il principe d. Paluz- esente. Tale stendardo è diverso
i28 GUA GUA
dal vessillo eli santa romana Chiesa, tuzione, che per la qualità degl'in*
che non appartiene al corpo, il qua- dividili che lo compongono, depri-

le è pòrtalo dal Vessillifero {Vedi) mo ed il più rispettabile d'ogni ar-


ereditario marchese Filippo Naro ma del principato. Quindi
nostro
Patrizi vestito colla montura ono- volendo in seguito de' lumi forniti
raria di capitano delle guardie no- da una lunga esperienza provvede-
bili, in mezzo ai due capitani del- re alla sistemazione ed organizza-
le medesime nella stessa solenne zione migliore del medesimo, nel
processione del Corpus Domini. modo più conciliabile tra il deco-
Questo stendardo o vessillo è for- ro di cui dev' essere corredata una
mato al modo che diremo al cita- truppa, che i Pontefici onorano di
to articolo. Quanto allo stendardo tanta fiducia, e della custodia del-
del corpo delle guardie nobili, esso la loro sacra persona, ed i riguar-
è di drappo bianco di seta rasata di dovuti all'economia che ci sia-

di forma quadra con ricami e , mo prefissi di seguire in tutte le


frangie in granoni d'oro, ed in mez- nostre operazioni, a sgravio mag-
zo havvi lo stemma del Papa re- giore del nostro erario e de' no-
gnante. L' asta dello stendardo è stri amatissimi sudditi, abbiamo di-
foderata di velluto rosso con trine sposto quanto segue.
e chiodi d'oro, e termina con una 1. La guardia nobile pontificia
lancia di metallo dorata. Da que- sarà composta di settantasei indi-
sta estremità pendono due bende vidui, e questi saranno due capi-
volgarmente chiamate cravatte del- tani, l'uno de' quali farà le funzio-
la bandiera, con la epigrafe rica- ni dicomandante del corpo, rice-
mata in oro: Guardia Nobile Pon- vendo e comunicando gli ordini a
tificia. In tutte le occasioni lo sten- seconda di ciò che verrà stabilito
dardo è portato ultimo esen-
dall' nel regolamento d'istruzione e di-
te, ed allora il concerto delle trom- sciplina, e presiedendo a tutti i

be del corpo eseguisce analoghe consigli ,comanderà la


e l' altro
armonie. compagnia; un tenente, un sotto-
INel pontificato di Leone XII per tenente, sei esenti, un esente aiu-
suo ordine ebbe luogo una nuova tante maggiore, otto cadetti, cin-
organizzazione e riforma delle guar- quanta guardie un foriere due , ,

die nobili pontificie, quindi la pub- trombe, un intendente di scuderia,


blicazione del regolamento di di- .un armiere, due caporali garzoni.
sciplina come andiamo a riporta-
,
2. L'esente aiutante maggiore
re. 11 Pontefice con chirografo da sarà scelto fra gli esenti ad arbi-
lui sottoscritto a' 17 febbraio i824) trio del comandante del corpo, sal-
emanò la seguente organizzazione. va l'approvazione del nostro mon-
» Fra i molteplici oggetti delle no- signor maggiordomo prò tempore.
stre cure non potea sfuggire ad 3. Si manterranno a spese del
una particolare considerazione quel- corpo numero trenta cavalli cioè ,

lo della guardia nobile pontificia, cinque per i cadetti, e venticinque


destinata a prestare il servigio più per le guardie.
prossimo ed immediato alla nostra Niun individuo sarà posto a
4-
stessa persona, e costituente un cor- far parte del corpo se non giusti-
po, tanto per il fine della sua isti- ficherà di essere probo e di spec-
,

GUA GUA 129


cliiata religione, e se non proverà re agi' impieghi civili o altri, e gli
una nobiltà generosa d'anni sessan- servirà di particolar requisito l'es-
ta, senza speranza di dispensa , e sere addetto al corpo, purché du-
se avrà un'età inferiore ai trenta, rante suo servizio abbia dato
il

e maggiore ai quarant' anni. prove non equivoche di religione e


5. Gli ufficiali ed esenti si ve- di buona morale; ottenendo bensì
stiranno ed equipaggeranno a tut- gì' individui indicati un impiego
te loro spese. qualunque cesseranno di far parte
6. I cadetti e le guardie si ve- del corpo, e non avranno più di-
stiranno a tutte loro spese. ritto al soldo loro. Quelli che at-
7. Il foriere, le trombe, l' inten- tualmente godono di un altro im-
dente di scuderia , 1' armiere ed i piego , purché sia compatibile col
caporali garzoni saranno vestiti a servizio del corpo potranno rite-
spese del corpo. nerlo.
'

8. L' impiego di capitano essen- i3. Gli uffiziali degli altri nostri
do scelto dalle principali famiglie corpi potranno essere ammessi nel-
dello stato, quei che vorranno sos- la guardia nobile a preferenza d'al-
tenerne il rango è meramente ono- tri, qualora vantino un fedele ser-
rifico. Si accorda però' a ciascuno vigio, e possano giustificare quanto
di essi una ricognizione annua di si é prescritto all'articolo 4«
zecchini d'oro cinquecento a titolo 14. Non essendovi fin qui alcu-
di gratificazione. na disposizione, che dia diritto agli
9. Il annuo del tenente
soldo individui del corpo di avere la giu-
resta fissato a scudi 720; quello bilazione, da ora innanzi si riterrà
di sotto-tenente a scudi 600; quel- il cinque per cento sul loro soldo
lo di esente a scudi 5^o; quello per la cassa delle giubilazioni, che
di esente aiutante maggiore a scu- si corpo medesimo.
stabilirà nel
di 54o; quello di cadetto a scudi i5. Qualunque
individuo del
36o quello di guardia a scudi 3oo;
; corpo che otterrà un permesso di
quello di foriere a scudi 240 ; quel- assenza, dovrà rilasciare tre quarti
lo di tromba a scudi 96; quello del proprio soldo per il tempo che
d'intendente di scuderia a scudi non avrà prestato il servizio, a pro-
120; quello di armiere a scudi fitto della cassa suddetta.
60 ; e quello di caporale garzone 16. Gl'individui che saranno giu-
di scuderia a scudi 96. bilati avranno diritto per un fe-
io. I capitani saranno decorati dele servizio di anni dieci compiti
dell'ordine di Cristo. ad un quarto del soldo, di anni
11. Gl'individui che d'appresso venti compiti alla metà, di anni
il disposto dell'articolo i.° si tro- trenta compiti a tre quarti , di
vano nel caso di essere riformati anni quaranta compiti all' intero
continueranno a far parte del cor- soldo. Gli anni di servizio comin-
po coli' attuale loro soldo, fino a cieranno a decorrere dalla pubblica-
tanto che non saranno in altro mo- zione del seguente ordine. All'op-
do provveduti , salva la riduzione portunità si avrà una considerazio-
stabilita all'articolo 9. ne ai servigi prestati sin qui con
12. Qualunque uffiziale, esente, onoratezza.
cadetto, e guardia potrà concorre- 17. Si formerà un regolamento
vo!., xxxm. 9
t3o GUA GUA
d' istruzione e disciplina del corpo dal primo di aprile prossimo di
a cura dei capitani, e ci vena esi- far parte della medesima , restan-
bito nel termine di quattro mesi do in conseguenza esonerati da
dalla data del presente ordine, per qualunque servizio.
organo della nostra segreteria di 2. Pei riflessi anzidetti e per-
stato, per essere dà noi sanzionato. chè risentino gli effetti della sovra-
Nel regolarne il vestiario si avrà ri- na munificenza, accordiamo agl'in-
guardo alla decenza senza compro- dividui riformati (fino a tanto che
mettere l'economia necessaria, ed verranno in ogni altro equivalente
evitando 1' indecenza di un lusso modo provveduti ) la continuazio-
dispendioso. ne del medesimo soldo che hanno
18. Le disposizioni del presente fin qui percepito, esclusi soltanto i

ordine avranno la loro piena ese- foraggi in quei gradi che secondo
cuzione a datare dal di primo del le regole del corpo rimaneva a lo-
p rossi m o ni a rzo 1824". ro carico il mantenimento del ca-
Riforma del corpo delle guardie vallo , e ciò perchè quel peso era
nobili pontificie, in sequela del pre- inerente al servizio attivo dal qua-
cedente chirografo, egualmente sot- le vengono a restare esonerati me-
toscritto da Leone XII a' 24 mar- diante la seguente disposizione.
zo 1824. 3. provveduto col-
Affinchè sia
» Con nostro chirografo segnato li la maggiore rettitudine ed impar-
1 7 febbraio prossimo passato stabilim- zialità la riforma, attesa l'eguaglian-
mo la riforma, e più precisa organiz- za de' meriti , abbiamo deliberato
zazione del corpo delle guardie nobi- che prevalga l' anzianità in guisa
li pontifìcie , fissandone il completo che debbano godere il soldo in ri-
fino guardie inclusivamente
alle tiro quelli più anziani in ciascun
minore di venlinove teste da quel- grado, i quali risultano eccedenti
lo che per lo passato lo costituiva; il numero stabilito al completo
quindi essendoci egualmente a cuo- della guardia, per cui rapporto a
re l'economia della pubblica am- lutti i graduati inclusivamente ai
ministrazione, e l'equità verso quei cadetti, ordiniamo l'osservanza del-
soggetti che ammessi in tale ono- lo specchio annesso ed ingiungia- ,

rifico corpo sonosi ivi dedicati , e mo al nostro monsignor maggior-


con tutta fedeltà hanno prestato il domo di formare la classificazione
servizio presso la pei sona sacra del delle guardie sulle medesime basi.
Pontefice , volendo provvedere in 4. Siccome però consideriamo
guisa che le nostre disposizioni che per qualche partioolare circo-
mentre tendono al pubblico van- stanza potrebbe a taluni essere più
taggio non solo evitino il privato accetto di variar condizione da
pregi udizioj ma ridondino general- quella che per la propria anziani-
mente in utilità , disponiamo ed tà gli è concessa, volendo noi pro-
ordiniamo quanto segue. curare ogni mezzo onde questi fe-

1. Tutti quegl' individui che ec- delissimi sudditi restino beneficali,


cedono il numero delle teste fissa- accordiamo al nostro monsignor
te nel riferito chirografo a costi- maggiordomo coli' intelligenza dei
tuire il coipo della guardia nobi- capitani del corpo le facoltà di ap-
le vengono riformati, e cesseranno provare il concambio dalla riforma
,

GUA GUA i3i


ni servizio, e viceversa, fra indivi- bre Leone XII nominò capitano
dui del medesimo grado ( in quei coadiutore il duca d. Pio Bruschi
casi che ponderate tutte le circo- Onesti. A seconda del prescritto
stanze io crederà conveniente), pur- dal Papa i prontamente
capitani
ché siavi il reciproco consenso, non formarono il regolamento d'istru-
resti alterato il numero delle teste zione e di disciplina analogo alle
in servizio, ne l'ammontare del sol- riportate disposizioni, e lo sottopo-
do, e ciò accada entro un mese sero a mezzo del cardinal Giulio
ordinando espressamente che dal Maria dellaSomaglia segretario di
primo maggio si rimangiano i ruo- stato, all'approvazione di sua San-
li definitivamente stabiliti. tità in tutti e singoli articoli , ed
5. Sebbene rapporto agli altri a' 18 dicembre 1824 ne ordinò la
individui addetti alla guardia, con- pubblicazione al corpo, e la esatta
sistenti in medico, chirurgo, trom- esecuzione. Tutte le disposizioni e-
be ed altri inservienti non contem- manate da Leone XII a vantaggio
plali o diminuiti nella riforma, non di questo illustre, rispettabile e be-
militino le medesime circostanze, e nemerito corpo, si fecero nel mag-
perciò non possano aver luogo e- giordomato di monsignor France-
guali provvidenze pur tuttavia ,
sco Maria Marazzani Visconti. Nel
volendo anche a questi estendere 1825 in Roma nella stamperia de
le nostre benefiche disposizioni ,
Romanis fu pubblicato l'opuscolo :

commettiamo a monsignor mag- Regolamento di disciplina pel cor-


giordomo di sottoporci un proget- po della guardia nobile pontificia^
to di compenso adequato alla du- diviso in dieci articoli.
rata di servizio ed ai meriti ri- Il primo titolo tratta della for-

spettivi ". mazione del corpo dei soldi 3 ca-


,

Nelle annuali Notizie di Roma valli, foraggi e del servizio: il cor-


del medesimo anno 1824, all'arti- po fu diviso in due brigate coman-
colo Famiglia Pontificia , il corpo date la prima dal tenente la se- ,

delle guardie nobili fu riportato conda dal sotto-tenente, ambedue di-


dopo primi quattro camerieri se-
i vise in due mezze brigate. Prescri-
spada e cappa, ed avanti ai
greti di ve i requisiti per essere guardia,
soprannumerari. Si riportarono però fra' quali quello di godere un as-

i soli umziali inclusiva mente agli segnamento di scudi dieci mensili


esenti , non essendo più descritti i sopra redditi certi e disponibili ; e
comuni. Dopo 1' ultimo esente per dichiara i membri
componenti il
la prima volta nella categoria del consiglio di ammissione, cioè quat-
corpo delle guardie nobili fu regi- tro umziali, due esenti, un cadet-
strato il vessillifero ereditario, il to e una guardia, i quali ultimi
quale nelle 1827 fu Notizie del quattro scelti per turno. L'aiutan-
posto immediatamente dopo i capi- te maggiore sarà il relatore. Am-
tani delle medesime guardie. In ap- messo che sia l'aspirante, il decre-
presso anche gli umziali in pensione to del consiglio sarà portato dal-
inclusivamente agli esenti vennero l'aiutantemaggiore a monsignor
riportati nelle Notizie, dopo quelli maggiordomo , onde ottenere dal
iu attività di servizio. Nel medesi- santo Padre l'approvazione. 11 ser-
mo anno 1824 il dì primo seltem- vizio che presterà il corpo sarà a
,

i32 GUA GUA


piedi e a cavallo presso sua San- na del santo Padre saranno sotto la
tità.Ogni volta che il santo Padre dipendenza dell'escute. Comunione-
andrà in pubblico, cavalcherà alla rà loro gli ordini che relativamente
portiera dritta un uffiziale del cor- al servizio riceverà dai suoi supe-
po. La gavetta di servizio ordina- riori. Nei servizi di città e di
rio sarà composta di un esente,un campagna cavalcherà alla portiera
cadetto e sei guardie. Un tromba dritta della carrozza di sua San-
per turno l'accompagnerà in anti- tità. In mancanza del foriere e ca-
camera ed andrà a riprenderla. vallerizzo di sua Santità , aprirà e
Durante l'anticamera questa gavet- chiuderà lo sportello della carroz-
ta sarà sottoposta agli ordini di za. Scendendo il santo Padre dal-
monsignor maestro di camera per la carrozza lo seguirà. V. Maggior-
affari di servizio. Quando in occa- domo, Camerieri segreti di spada

sioni straordinariedovrà esservi un e cappa, Foriere maggiore, Caval-


rinforzo, monsignor maestro di ca- lerizzo maggiore, Viaggi de' Pon-
mera ne darà 1' ordine all' esente. tefici, Villeggiature de' Pontefici.
Il servizio di quartiere sarà d'ore Titolo terzo. Doveri del sotto-
ventiquattro. Sarà composto di un tenente, tenente, capitano, e capi-
cadetto e di due guardie. Il capo tano comandante. Il loro posto in

di questo servizio avrà la stretta palazzo sarà 1' anticamera segreta


responsabilità della custodia e go- essendo camerieri segreti ; e cor-
verno de' cavalli non che della
, teggiando a piedi Nostro Signore
custodia delle armi e di tutti gli quando va in sedia, il sotto-tenen-
oggetti esistenti in quartiere, e del- te precederà il capitano, ed il te-

le camere dei magazzini superiori. nente precederà il capitano coman-


V. Maestro di camera, Camera se- dante. Il capitano ordinerà il ser-
greta pontificia, Udienza del Papa, vizio giornaliero. Riceverà giornal-

Treni pontificii. mente i rapporti di ogni servizio


Titolo secondo. Doveri della unitamente al capitano comandan-
guardia, del cadetto e dell' esente. te. Riceverà i ricorsi e le suppli-
Non potrà stringer discorso di ma- che degli esenti ec. . . . darà i con-
trimonio senza aver presentata l' i- gedi di dieci giornicorteggiando a :

stanza al capitano, il quale la pas- piedi Nostro Signore quando sarà

serà al capitano comandante da in sedia, anelerà sul lato sinistro.


cui ne sarà fatto inteso monsignor In assenza del capitano comandan-
maggiordomo. Il congedo assoluto te avrà tutte le attribuzioni di

si otterrà col beneplacito sovrano. questo, a cui darà rapporto allor-


L'esente per diritto della sua clas- ché riprenderà il comando. Il ca-
se è cameriere segreto. L'esente di pitano comandante comunicherà con
servizio sarà sempre immediato alla monsignor maggiordomo, coll'emi-
sacra persona di sua Santità. Es- nentissimo segretario di stato, con
sendovi per altro un uffiziale di altre magistrature e dicasteri per
servizio , cesserà per allora il suo affari del corpo. Riceverà rap- i

diritto. Tanto la gavetta di servi- porti punirà le mancanze.


. . . fa- . .

zio, quanto gli altri corpi militari rà gli ordini del giorno. Riceverà
addetti al palazzo od a qualunque le istanze degli aspiranti; i ricorsi

altro servizio immediato alla perso- e le suppliche degli ufliziali, esen-


,.

GUA GUA i33


ti . . . Darà i congedi limitati pre- ziale di cui sarà segretario. Avrà
vio il parere del capitano, dando- in consegna il magazzino di depo-
ne però parte a monsignor mag- sito del vestiario ed altro. Il trom-
giordomo. Rilascerà le patenti ed ba dovrà prestare il servizio a pie-
i buon servizio firma-
certificati di di e a cavallo... porterà giornal-
ti da monsignor maggiordomo e mente gli ordini agli uffiziali ed
da lui stesso. Provocherà da mon- esenti ed ì rapporti ai capitani.
,

signor maggiordomo i comodi e le L'intendente di scuderia avrà cura


riparazioni necessarie nei locali ad- de' cavalli e della scuderia .... I
detti al servizio del corpo, quar- caporali garzoni manterranno la
tieri , corpi di guardia , scuderie polizia de' quartieri e camere an-
camere degl' individui. Presiederà nesse, e faranno tutti i bassi ser-
al consiglio diamministrazione e al vizi. L'armiere custodirà le armi.
consiglio di ammissione. In caso di Titolo quinto. Del vestiario, dei
vacanza sceglierà un esente per a- distintivi, dei gradi, delle bardatu-
iutante maggiore col l'approvazione re e delle armi. Il vestiario del ca-
dimonsignor maggiordomo. Essen- pitano comandante fino alla guar-
do regolare il passaggio da guardia dia inclusiva mente sarà a carico
a cadetto, all' occorrenza egli stes- dell'individuo; degli altri individui
so lo eseguirà: non così nel pas- anderà a carico del corpo. Il vestia-

saggio da cadetto ad esente, da e- rio sarà di due sorte, di gala, cioè,


sente ad uffiziale, giacche in tali e giornaliero. Il primo consisterà

casine farà rapporto a monsignor in abito rosso ad un petto, mostreg-


maggiordomo per averne l'appro- giato celeste, guarnito in oro (
per
vazione sovrana. V. Sedia gesta- i capitani ed uffiziali la guarnizio-
toria. ne sarà in ricamo), cappello bor-
Titolo quarto. Doveri dell'aiu- dato d'oro con pennacchio bianco,
tante maggiore, foriere, tromba, calzoni bianchi ,
guanti gialli , sti-

intendente di scuderia , caporale vali forti, speroni d'argento. Il se-


garzone, armiere. L'aiutante mag- condo consisterà in abito blu ad
giore potrà comunicare ordini . . un petto, mostreggiato celeste, e
sarà l'istruttore del corpo. Inter- filettato rosso con piccoli galloni
verrà a tutti i consigli, e ne sarà d'oro al collo, ai paramani ed al-
il segretario. Sorveglierà i locali le saccoccie, cappello con bordo
appartenenti al corpo, de' quali nero, pennacchio nero, guanti ne-
terrà inventario, e promuoverà le ri, calzoni celesti, stivali forti, spe-
istanze pei bisogni e riparazioni roni d'acciaio. Il ferraiolo sarà bian-
opportune. Il foriere disimpegnerà co. Le guardie avranno nella gala
la contabilità in generale, e parti- giberna dorata con porta-giberna
colarmente formerà il preventivo di gallone d' oro , e giornalmente
annuale, i rendiconti mensili e ge- giberna di corame nero, con por-
nerali. Farà i ruoli mensili, esige- ta giberna simile. Gli esenti, i ca-
rà i mandati in depositeria con gi- detti e le guardie avranno nella
rata del capitano comandante, ter- gala un centurone di gallone d'oro >

rà la cassa, effettuerà i pagamen- gli uffiziali ricamato. Giornalmen-


ti .. . assisterà al consiglio di am- te poi tutti avranno il centurone
ministrazione, ed al consiglio par- di corame ner,o. GU ufficiali, esen-
i34 GUA GUA
ti , cadetti e guardie avranno le La bardatura consisterà in gual-
spalline, i fiocchi al cappello, e la drappa, coprifondi ( valige per la
dragona secondo grado corrispon-
il campagna), il tutto di panno cele-
dente aglidelle truppe
uffiziali ste filettato rosso; in quella di ga-
pontificie. Il capitano comandante la vi saranno de' galloni. Le selle
ed il capitano avranno tre ordini e bardature degli uili/.iali ed esen-
di ricamo al collo ed ai parama- ti saranno a loro carico.. Le armi
ni, e tre stelle d'argento sulle spal- consisteranno nella sciabola dritta
line. Il tenente e sottotenente due con fodero di acciaio bianco, e pi-
ordini di ricamo, il primo due stel- stole. Le armi saranno fornite dal

le, ilsecondo una come sopra. Tut- corpo a tutti gì' individui ec. ec. ,

ti gli uffiziali avranno la fascia che I giubilati , e quelli che avranno


giornalmente sarà di seta celeste 1' uniforme ad onore , avranno lo
ed oro, nella gala oro ed argento. stesso vestiario giornaliero indica-
Il vestiario delle trombe parimen- to di sopra. Faranno uso soltan-
ti di gala e giornaliero sarà ce- to dell'uniforme giornaliero.
leste mostreggiato rosso ,
pennac- Titolo sesto. Del consiglio di
chio giallo. 11 vestiario del foriere amministrazione, del consiglio pic-
sarà un solo rosso ; non avrà spal- colo d'amministrazione, e del con-
line, ma un ricamo al collo, ai siglio di revisione all' abbigliamen-
paramani ed ai bottoni dietro la to, ec. ec.
vita. Il vestiario dell'intendente di Titolo settimo. Dei gradi del
scuderia sarà blu mostreggiato ros- corpo corrispondenti a quelli delle
so, e filettato celeste senza distinti- truppe pontificie, degli onori e dei
va militare. Quello de' caporali gar- privilegi. Capitano comandante e
zoni e dell'armiere sarà blìi mo- capitano, tenenti generali. Tenente
streggiato rosso, e filettato celeste: e sotto-tenente, brigadieri genera-
non avrà però forma militare. L'a- li. Esenti , colonnelli. Cadetti , te-
iutante maggiore avrà per distin- nenti colonnelli. Prime guar- dieci
tivo una fascia, ed inoltre un pic- die, capitani. Seconde
venti guar-
colo ricamo al bavaro ed ai para- die , tenenti. Terze venti guardie,
mani. Gli esenti avranno un ba- sotto- tenenti. Foriere , maresciallo
stone (ne parlammo al voi. IV, p. d'alloggio in capo. Tromba, mare-
19 del Dizionario) di ebano lun- sciallo d'alloggio. Godranno gl'in-
go circa un palmo, che porteran- dividui del corpo presso d'ogni ar-
no infilato al petto sul lato sini- ma delle truppe pontificie
gli ono-

L'esente di servizio porterà in


stro. ri L'uniforme delle guar-
relativi.
mano bastone simile, ma lungo die potrà portarlo chi ha prestato
palmi tre circa (il bastone è se- quindici anni di onorato servizio.
gno ancora comando che ha
del La patente sarà equivalente a car-
l'esente, durante il tempo del suo ta di sicurezza. Ogni individuo po-
servizio, sopra tutti i corpi milita- trà andare a caccia senza licenza.
ri che sono di guardia al palazzo Per le esecuzioni e sequestri abbi-
apostolico, comprensivamente al cor- sogna Yexequatur del capitano co-
po, di guardia detto la reale). La sella mandante e di monsignor maggior-
sarà di mezzo maneggio, i finimenti domo. Per la festa di s. Pietro e
saranno guarniti di metallo dorato. nelle altre occasioni che si dispen-
, 6

GUA UÀ 1 35
sano medaglie d'argento, gl'indivi- ranno i pizzi della coltre; dietro
dui del corpo ne avranno. Per la esse un cadetto, e tutti col cappello
candelora si distribuiranno le solite in testa. Per un cadetto quattro
candele. Quando il santo Padre cadetti ai pizzi della coltre; segui-
distribuirà la comunione alla fami- rà un cadetto alla testa di sei guar-
glia nobile ( ne trattammo al voi. die a piedi coli' arma a funerale.
IX, p. 167 del Dizionario, ed al- Per un esente e per V aiutante
trove), gl'individui del corpo vi maggiore quattro esenti alle coltre,
avranno luogo. Il corpo delle guar- un esente alla testa di dodici guar-
die nobili essendo destinato alla die con un cadetto. Dovranno se-
custodia della sacra persona di No- guire convoglio gl'individui ap-
il

stro Signore, non interverrà alle partenenti alla mezza brigata del
pubbliche funzioni, se non quando defunto nel grado eguale ed infe-
v'interviene sua Santità, e si riti- riore. Sarà poi permesso di unirsi
rerà subito che la Santità sua si a questi anche ad altri del corpo
ritira, o manda contro ordine, in di qualunque grado essi sieno : por-
seguito del quale non interviene. teranno il cappello in testa. Per il

V. Famiglia pontificia, Cappelle sottotenente e tenente quattro eseuti


pontificie , Concistori Canonizza- , im-
alla coltre, l'altro uffiziule seguirà

zioni, Funerali, e gli altri articoli mediatamente quindi un plotone di-


:

relativi a funzioni che assiste o ce- viso in due sezioni comandate da due
lebra il Papa ove viene descritto
, esenti. Nel tempo della messa due

anche quanto riguarda il corpo del- guardie armate saranno presso il


le guardie nobili , le cui trombe cadavere. Per il capitano quattro
suonano un concerto nell'ingresso esenti alle coltre, seguiranno idue
della basilica, allorché il Pontefice ufficiali subalterni ; quindi la com-
si porta ai vesperi pontificali per pa snia formata in sezioni. Nel tem-
Je feste di Natale e di s. Pietro po della messa quattro guardie ar-
quando si reca a celebrare solen- mate circonderanno il cadavere. Per
nemente, e quando fa l'elevazione il capitano comandante due esenti
dell' ostia e del calice consacrati. e i due uffiziali subalterni alle coltre.
Prima il concerto avea luogo quan- Seguirà il capitano, l'aiutante mag-
do il Pontefice portavasi in sedia giore, ed il foriere. Quattro guar-
nella basilica vaticana ed all' ele- , die armate intorno al feretro. Nel
vazione delle dette specie sagramen- tempo della messa un cadetto e
tali , nella messa cantata alla pre- quattro guardie armate circonde-
senza del Papa da un cardinale. ranno il cadavere. Per qualunque
Le trombe de' cavalleggieri allorché grado spettano le spalline all'aiu-
nella cappella pontificia nel sabbato tante maggiore; cappello, pennac-
santo s'in tuonava
il Gloria in ex- chio, stivali, speroni (tutto gior-
celsis Deo, suonavano alquanto. naliero ) trombe.
alle
Titolo ottavo. Degli onori fune- Qui noteremo, che nel numero
bri per gl'individui del corpo. Non 1 3 del Diario di Roma del 1 8 1

si faranno onori funebri se non a si legge: » Ebbero luogo domeni-


richiesta degli eredi e a loro spe- ca scorsa le solenni esequie nel-
se. Nel trasporto del cadavere di la chiesa di s. Eustachio pel de-
una guardia quattro guardie ter- funto duca d. Luigi Braschi One-
,

i36 GUA GUA


stiprimo comandante delle guar- al medesimo corpo,arrestato che
die nobili di sua Santità. Assiste- siada altra truppa, sarà immedia-
rono alla funebre funzione la ca- tamente consegnato al quartiere
mera segreta di Nostro Signore , delle guardie nobili. L'uditore ci-

coi monsignori maggiordomo e mae- vile de' sacri palazzi apostolici fa-

stro di camera, e tutto il corpo del- rà le funzioni di fiscale del corpo,


le guardie nobili". onde promuovere l'amministrazione
Noteremo ancora , che ai fune- della giustizia, sostenere la giuris-
rali degli individui primari della dizione, e tutt' altro riguardante i

camera segreta , intervenendo i diritti, privilegi e le prerogative


membri che la compongono sì ec- delle guardie nobili. Nel caso in
clesiasticiche secolari , vi prende- cui altro tribunale avesse princi-
vano luogo i capitani delle guar- piato atti criminali contro qualche
die del corpo de' cavalleggieri, e i soggetto spettante a questo corpo,
cavalieri lande spezzate finche esi- ilcapitanò comandante dirigerà a
stettero. Dopo l'istituzione delle monsignor maggiordomo una me-
guardie nobili, che successero ai moria di officio, nella quale recla-
primi ed ai secondi , facendo par- merà la trasmissione degli atti, ec.

te i loro uffiziali ed esenti alla ca- Monsignor maggiordomo sarà capo


mera segreta, come si è detto al óV consigli di disciplina e di guer-
citato articolo, ne' funerali di qual- ra. In seguito sarà umiliata da
che primario individuò appartenen- monsignor maggiordomo al santo
te alla medesima vi prestarono assi- Padre copia della sentenza per far-
stenza alcuni dello stesso corpo. E la approvare.
in fatti nel numero io4 del Dia* Le guardie nobili sino all'anno
rio di Roma del 1807, riportando- 1841, ed a'23 aprile,usavano sul
si i funerali celebrati a monsignor petto le ghiglie d'oro, alle quali
Gavotti maggiordomo, si legge che con beneplàcito pontifìcio fu sosti-
vi assisterono le guardie nobili. Da tuita la bandoliera che portavano
ultimo ne' funerali celebrati pel i cavalleggieri e le medesime guar-
marchese Scipione Sacchetti caval- die nobili nei primi anni della loro
lerizzo maggiore, v' intervennero il istituzione, la quale fu assunta nel di
tenente é sotto-tènentè, e quattro seguente da tutti i membri del cor-
esenti delle guardie nobili, in un po. La bandoliera è di due specie,
all'anticamera segreta ecclesiastica giornaliera e di gala, e si porta a
e secolare. traverso del corpo dalla spalla si-

Titolo nono. Delle pene disci- nistra al fianco destro. La bando-


plinari, e come applicate, èc. ec. liera giornaliera è dipanno celeste
'
Titolo decimo. Del consiglio di filettata da sbarre di
e traversata
disciplina è del consiglio di guer- galloncino d'oro, avente in mezzo
ra, ec. ec. Solo diremo che tran- sul petto una placca di metallo do-
ne il caso che un individuo del rato, ornata du trofei militari col-

corpo comméttesse disordini in tea- la cifra nel centro inargentata


tro od altro pubblico spettacolo G. N. P. Chiude le due estremità
cui allora spetterà la punizione a altra placca simile col triregno e

monsignor governatore di Roma , chiavi incrociate. La bandoliera di


qualunque individuo appartenente gala formasi cV uu gallone d'oro
,

GUA GUA i3 7
con scacchi nel mezzo di seta ce- scari, Cardinale. Guarino della no-
leste, ed ha le due medesime plac- bile famiglia bolognese Guarini , e
che. La bandoliera però delie guar- della Foscari o Fuscari per parte
die o ollìziali in pensione o in ri- materna, fu canonico regolare della
tiro è come la giornaliera, ma il congregazione di s. Maria del Re-
gallonano è di argento: in morte, no come vuole il p. Trombelli, o
ancor questa si deve restituire al come vogliono il Ciacconio e l'Ol-
corpo. La bandoliera del foriere è doino di quella di s. Frediano di
come quella delle guardie. La ban- Lucca, ovvero al dire del Sigonio,
doliera delle trombe è di panno del Suarez e di altri, canonico re-
rosso, nel resto essendo eguale alle golare nel monistero di s. Croce
altre bandoliere. Inoltre le guardie di Mortara presso Pavia , o final-
nobili in sede vacante assistono ai mente canonico della cattedrale di
novendiali ed alle congregazioni ge- Bologna come dimostra il Lamber-
nerali che tengono i cardinali; H tini nel tom. X
delle sue opere p.
accompagnano nel solenne ingresso 58i e seg., il quale si protesta di
in conclave e nella sera di esso
, non voler prendere parte nella ri-
ogni loro cella ha una guardia no- soluzione della questione. Ricusato
bile armata , al modo che dicem- con pari umiltà e costanza il ve-
mo agli articoli Conclave e Cel- scovato di Pavia, si sottrasse da
la. Lo ripetiamo, ai rispettivi ar- quel formidabile peso con fuggir-
ticoli di questo Dizionario si trat- sene in luogo occulto, donde non
ta di quanto riguarda il corpo del- sorti finche non fu eletto e con-
le guardie nobili e le onorevoli in- sacrato il nuovo vescovo. Non