You are on page 1of 326

(^

S7^>
ERUDIZIONE

DIZIONARIO
DI

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO

AI ^JOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

E PI

CELEBRI
CHIESA

DELLA
AI
RITI,

SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E

AI CONCILII , ALLE FESTE PI SOLENNI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

CO.MPILAZIONE

Dl'X CAVALIlRE

GAETANO MOROiM ROMANO

PIUMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO
VOL. XXXYIH.

XVI.

'

IN

VENEZIA
Mn

DALLA IIPOGRAFIA EMILIANA


CCCXLV
I.

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

LEO
JLEON
di

LEO
(Legionen).

spagna

leggerezza

della

sua

struttura, e

Citt con residenza

vescovile della

per
zioni
di

le

sue grandi e giuste propor-

Spagna, capitale del regno e della


provincia del suo nome, situata in

una

valle

assai

ombreggiata,

al

opere di .scultui'a sono le ; un'estrema delicatezza, e gli ornamenti interni sono di una ricchezza straordinaria. Contiene
le

confluente del Torio


nesga, che
si

e della Bor-

essa

passano

ambedue

so-

tombe
Si
la

di trentasette re e di
le

un

pra

un ponte,

diciotto

leghe di-

imperatore, e
santi.

reliquie

di

molti

stante da Oviedo e da Madrid. E cinta

sessantacinque
di antiche

ammira pure
chiesa
di
s.

mu-

ro e
vi

il monasteMarco, ove
;

ra in gran parte

distrutte, l'inter-

una bella biblioteca


s.

la chiesa
le

no per non
ragguardevoli

bello,
edilzi

bench abbia
quelli

di

Isidoro,,

ove stanno

sepol-

sono
to

in

che ; decadenza dimostrano quanla

ture di molti
fiuniglie

membri
Spagna
;

delle reali
la

della

magnifi-

un tempo
sei

citt

fosse

florida.

ca cappella della chiesa del


stero de'benedettini, e
edilizi,

mona-

Possiede
tane

piazze

pubbliche, quat-

alcuni altii
concistoriale
i

tro delle quali adorne con belle fon:

come
e dei

la

casa

quella
in

maggiore
cui
la

forma un

di

s.

Marcello,

ed

palazzi dei

quadrato

unifoimit delle

Luna
un

Guzman.
del re
di

Vi

si

vede

fabbriche osservata, e dove prin-

cipalmente rimarchevole il palazzo comunale. La cattedrale, uno


de'pii

Leone, costrutto alla fine del secolo XII, ed oggi in gran parte occupato da
palazzo
officine di lavoro.
vi

preziosi

monumenti

della

Tra
i

gli

ospedali

gotica architettura nella Spagna,

pure quello degli esposti. Nel-

sopra ogni cosa

osservabile per la

le

sue

manifatture

guanti sono

6
tria di

LEO
E
padi

LEO
Leon
e da
s.

oggelli di gran commercio. diversi

fu Felice, dello dal


s.

clero

omini illustri, come del poeta Bernardino de Rodi Santisteban belledo, di Diego y Osorio, e del cardinal de Lorenzana.
I

e confermato dai Papa


I

Stefano
nel
fu

Cipriano,
detto
1'

morendo
Pontefice

3 12. Siccome
martirizzato
dire che
sai,

anno

260, bisogna

dintorni

ridenti

ed adi

meni olirono
e
D

delle belle passeggiate


di

sono

adorni

piantagioni

orrni

sorla.

Alcuni autori
stata

pretendono essere

il vescovo Felice visse asche altro Papa fu quello che lo conferm. Tra di lui successori vi sono due santi fioriti dopo che il re Alfonso III nel

Leon fondata
di
clie

prima del
altri

re-

910

ristabiPi

il

vescovato, riconquii

gno no

Galba, mentre
lo
sia

credo-

stando la citt e cacciandone


i-aceni.
s.

sa-

stata

dai

romani
di-

due

santi

vescovi sono,

sotto questo principe.

Tolomeo

ce che fu chiamata

Legio seplima

custodirla

Germanica, perch vi si pose a una romana legione di tal nome; ma secondo altri si chianiava in vece Legio seplima G-

Froilano benedettino, morto nel 1006, e s. Alvito egualmente monaco benedettinoj morto nel 1062. Clemente XI con decreto de' 3o

maggio 1716, Bull. Rorn.


p.
^"^f), fece
a'

t.

Vili,

porre nel martirologio


l'elogio
illustre

iina.

Sembra
siasi

di

Leon

/ione di
cliiatnata

che il nome formato per corruquello di Legio: fu anche


certo
Septiina.

romano

5 ottobre,

di

s.

Frullano o Froilano,
[)ropagazione della vita
Jiella

nella

monastica,

questa

la
i

carit verso

poveri,

ed in

prima
cristiani

piazza

importante

che

altre

virt e miracoli. Inoltre

Leon

ripresero sui

mori, essenprinfece

ebbe molti
li

distinti pastori, fra'quai

do

stata occupata

da Pelagio
Egli
la

nomineremo
fu

seguenti. Francesco

ipe

goto

nel

722.

Sprata che

nunzio pontificio in

fortificare

innalzandovi

un

buon
la

caslello

per sua difesa. Divenne

capitale del
della
la
ai

primo regno cristiano Spagna, e fu per tre secoli residenza dei re di Leon, sino 1029, in cui fu questo regno
di
Castiglia,

Ispagna, creato cardinale da AlesSandro VI, e morto in Roma nel 1 5o4. Luigi d'Aragona marchese di Gerace, nipote di Ferdinando l re di Aragona, crealo cardinale da AlesSandro VI, morto in R^oma nel i5 19.

unito a quello
la

dopo

Sebastiano
Siviglia,
dell'isola

Ramirez inquisitore

di

morte di Berraondo re di Leone.

HI ultimo

presidente

ed arcivescovo

La

sede vescovile
e secondo

fu eretta nel

III secolo,

Commanville

verso l'anno 3o8, per cui alcuni dissero che fu


fondati
dei primi vescovati sotto la Spagna, metropoli di Braga; indi pass sotnella
la

uno

di s. Domingo, vicer del Andrea Cuesta professore dell'universit d'Alcal, morto nel i564, dopo di avere assistito al conodio di Trento. Giovanni di Sam-

Messico.

millian professore dell' universit di

to

provincia ecclesiastica di

Com-

postella,

ed

sommi

Pontefici la

dichiararono esente, ed immediata-

Salamanca, che intervenne a detto mor nel iSyS. D. Alfonso Fernandez Velasco de Pontoia, del collegio di Malaga, poscia magconcilio e

mcntc soggetta

alia santa
Il

Sede co-

giore di

s.

Idelfonso

dell'universit
teologia, profes-

ruc lo tuttora.

primo vescovo

d'Alcal, doltore in

LEO
soie di
Ci

filosofa,

canonico tl'Osma,

nari.o

7 con alunni, ed alcune confra-

LEO

nominato vescovo da Benedetto nel 1753, e govern saviamente questa chiesa. Pio VI nel 1777 da Citt Rodrigo vi traslat Gaetano

ternite.

La

diocesi

vasta, contiene

XIV

circa milletrecento parrocchie, prov-

vedute del sacro fonte, secondo

l'ul-

tima
ogni

proposizione concistoriale.

Ad

Quadriliero

della

stessa diocesi

di

nuovo vescovo

fruiti della

Leon.
vescovo

Pio

VII

nel

1800 nomin
Bianco della

Pietro

Luigi

diocesi di Coria, e nel

i8i4 Ignazio
diocesi di

Raimondo de Roda
,

della

mensa sono tassati ne' libri della camera apostolica in fiorini i5oo, corrispondenti a 25,000 ducati di rendita annua di moneta spagnuola alicjHbus pensionibus

Lerida.

Leone

XII

nel concistoro

antiquis gradali.

de'27 settembie 1824 pieconizz in vescovo Gioacchino Abarca e Blacjue


della diocesi d' Hoesca, canonico

Concila di Leon.
Il

di

Tarragona,

che

fu

delegalo

dalla

primo concilio

fu tenuto nel-

santa Sede, e

segretario

di stato e

del dispaccio di

grazia

e giustizia,
consiglio dei

non che presidente del

V. Que23 novembre 1837 eman da Estella una ceministri di sua maest Carlo
sto rispettabile prelato a'

IO 12 sotto il regno di Alfonso V re di Leon, altri dicono adunato per suo ordine ; ne restano sette canoni o statuii. Vi detl'anno
to che
si

giudicar
polo.

le

comincier ne' concilii dal cause della Chiesa, poi


del

lebre lettera pastorale, diretta agli


abitanti delle provincia soggette alle

quelle del re, indi quelle

po-

Questi
spirituali

concilii

erano allora
Il

armi del nominato sovrano. La sede vacante da molti anni. La cattedrale sacra a Dio sotto il titolo dell'Assunzione di Maria Vergine in cielo.
Il

assemblee, nelle quali trattavasi di


affari

e temporali.

pri-

mo

statuto che risguarda la Chie-

suo capitolo

si

com-

che gli affari ecclesiastici saranno discussi ne' concilii. Il sesa, ordina

pone di quattordici dignit, essendo prima quella del decano, di quaranta canonici comprese le due prebende teologale e penitenziaria, e di
la

condo
ne
bc
la

sui

testamenti
Il

fatti

in fa-

vore della Chiesa.


giurisdizione

terzo concersui

de' vescovi
t.

loro diocesani. Piegia


t.

altri preti

e chierici

addetti alla diil

IX; Arduino
.

t.

LabVI; Diz. de
;

XXV

vina

ofliciatura.

Prima

capitolo

concila.

aveva undici dignit, ottantaquattro il re era il primo, ed il marchese d' Asterga il secondo, e
canonici, di cui
venti prebendari.

Il secondo fu celebrato nel logr, vennero fatti molti regolamenti

sui

riti

e sugli uffizi della


altre cose

Chiesa.

La cura

della cat-

Tra
gli

le

fu risoluto,

che
ce-

tedrale viene esercitata


dote, ed
ivi

da un

sacer-

uffizi

ecclesiastici

sarebbero

il

fonte battesimale.
alla cattedra-

lebrati

nella
s.

L' episcopio annesso


le,

gola di

Spagna, secondo la reIsidoro; e che in avvesi

anch'esso
la

ampio e
citt,

bello edifizio.

nire gli scrittori o notai

servirebgal-

Oltre

cattedrale vi

sono tre altre


tutte

bero della scrittura gallese o


lica

parrocchie nella
del battislerio.

munite

in

tutti

gli

alti ecclesiastici, in-

Da ultimo eranvi sei monasteri e conventi di religiosi, e

vece della gotica usata allora in


ledo.

To-

Labb

t.

Arduino

t.

VI

cinque monasteri di monache, semi-

Diz. de concilii.

LEO
LEON.

LEO
di essere richiamato alla

LEON
caragua.

V. S. PoL DE Leon. DI NIGARA.GUA. P".

corte a

Ni-

desiderando di

consacrarsi

Dio
ri-

interamente, parti di nascosto, e

LEONA,

Cardinale. Leona, che

il

tirossi nel territorio

d'Orleans.

Due

Baronio chiama Leone, monaco e abbate del monastero di s. Clemente di Roma, da Pasquale li
del

leghe distante da questa citt eraquivi Leoil monastero di Micy nardo fece professione sotto la disciplina di s. Massimino, dopo la morte del quale, avvenuta nel Sto, pass nel Rerr, ove convert molti
vi
:

1009

fu creato cardinale

dia-

cono di s. Vito. Conferm con giuramento quanto avea fatto il Papa


in

tempo

di

sua

prigionia,

in fa-

idolatri.

Quindi, giunto nel Limo-

vore di Enrico
l'affare
delle

imperatore, sul-

sino,

pose sua

dimora

nella

fore-

investiture,

nel pontificato dello stesso


le

mor Pasquae

nel

mese

di

febbraio,

igno-

l'andosi

l'anno.
(s.)

Pauvain, quattro leghe lungi da Limoges, e si fabbric un oratorio in un luogo detto Nobiliac, Noblac o Noblato. Visse molto tempo
sta di

LONARD
liliacuni.

Le Noblat,
,

ZVb-

affatto sconosciuto, esercitandosi nelle

diparFrancia timento dell'Alta Vienna, circondario e capoluogo di cantone , nella diocesi di Limoges. E in una situazione elevata, presso la riva destra della Vienna, che vi si passa
Citt
di

austerit della penitenza, e

non

cibandosi che di erbe e frutti salvatici


i

poscia

si

diede

ad

istruire

popoli di quel vicinato. Parecchi


uditori sentironsi

de' suoi

animati

dal desiderio d'imitare la sua

ma-

sopra un bel ponte.


ni

Ha

dei bastio-

niera

di

vivere

ci diede co-

da dove

saggio,

si scuopre un bel paeed assai bene fabbricata,

con chiesa architettata

nel

secolo

X:
bile.

il

commercio vi consideraQuantunque questa citt non

minciamento ad un monastero che divenne poi celebre, e al quale fu posto il nome di s. Leonardo di Noblac. 11 re compreso da somma
venerazione per
cui

questo
per tutto

santo
gli

la

possieda alcun

monumento che
si

fssi

fama
di

erasi

sparsa a
fece
fo-

l'epoca della sua fondazione,

cre-

cagione de' suoi miracoli,

de per che debba la sua origine a s. Leonardo parente di Clodoveo, I, che ritirossi in vicinanza .di essa in una foresta. Nel 1290 vi fu tenuto

dono
resta,

una gran parte


viveva
di

della

ov'egli

co' suoi

di-

scepoli.

Pieno

opere buone, ana

d
lo

s.

Leonardo
ricompensa

riceverne in ciea'

un

concilio sulle

rendite

eccle-

la

di

novemriposta

siastiche.

Marlene, Thesaur. t. IV. LEONARDO (s.), romito nel Limosino. Era un gentiluomo francese in grande onore nella corte di Clodoveo I. Convertito al cristianesimo da s. Remigio, rinunzi al

bre circa l'anno SSg. La maggior


parte delle sue reliquie
nella chiesa che porta a
le
il

suo
di

nome
mol-

Noblac. Egli patrono


chiese in Francia
:

era
in

meInri-

mondo,

e fu

fedele imitatore delle


di

no celebre il di ghilterra prima


forma.
in

lui

culto

della

pretesa

virt del suo maestro,


trasse specialmente
il

cui

ri,

E
in

particolarmente invocato
quali
,

disinteresse

favore de' prigionieri, pei


vita

lo zelo

la

carit.
la

Predic

per

aveva

una

tenera carit

alcun tempo

fedo,

ma temendo

avendone

liberati parecchi

anche

in

LEO
modo
parto.

LEO
anche
invodel

miracoloso
Leggesi

ammesso

nella piccola congregazio-

calo dalle

femmine
il

ne' dolori

suo
e

nome
in

nel

ne formala nell'oratorio del padre Caravita, composta di dodici giovani


lanti,
scelti
i

martirologio
altri.

romano
(s.)

molli

tra

pi fervorosi e ze-

quali
il

si

occupavano nello
giorni festivi per la

LEONARDO
lasci la

di

Vandreuve,
a

spiegare

catechismo nelle chiese,


i

abbate. Nato nel paese di Tongres,

e nell'andare
citt
in

Dio nella solitudine ritirandosi in un luogo deserto della diocesi di Mans, che si chinmava Vandreuve. Ivi
patria per servire
,

traccia di
alle

persone

oziose

per

condurle

prediche.
di

Nel
san
suoi

1697 entr Bonaventura


ti

nel convento
dei

minori

osservani

coli'

aiuto di

s.

Iniiocenzio vescovo

riformati,

pronunzi
il

di

IMans, edific
raccolti

un monastero,

in

cui

molti discepoli, fu ob-

il governo. Calunniato dagl' invidiosi di sue virt, ordin il re Clotario I die fosse cacciato dal regno; ma soldati a ci incaricati furono s commossi dalla sua modestia e dai

bligato di

assumerne

Leonardo. Dopo la sua professione dedicossi all'adempimento degli obblighi del proprio stato, alla letvoti,

prendendo

nome

di

tura di

libri

spirituali,

e all'eser-

cizio dell'orazione.
rit

La sua

regolade' suoi

faceva l'ammirazione
la

fratelli,

sua condotta serviva loi

suoi
re,
il

discorsi

che disingannarono
la

il

ro di esempio, e

suoi discorsi gli


della virt.

quale conosciuta
la

verit

animavano
si

alla pratica
al

accord

sua protezione
egli

a
i

Leodi
lui

Allorch fu innalzato
consacr
al

sacerdozio
del

nardo, ed avrebbe punito


accusatori, se
stesso

bene

spirituale
effetti

non

aves-

prossimo, ed ottimi
i

produce-

se intercesso grazia per essi. Si col-

loca la sua

morte nel 565 o Sro,


monastero.
di

e fu seppellito nel suo

Circa tre secoli dopo venne trasferito


il

suo

corpo

neir abbazia

Corbignv che prese poscia il suo nome. E onorato nella diocesi di Mans a' 5 d' ottobre. LEONARDO (beato) di Porto1

vano suoi sermoni ; ma non corrispondendo le sue forze fsiche all'ardor del suo zelo, cadde pericolosamente malato, perlocch fu costretto per lo spazio di cinque anni a limitar le sue cure alla propria santificazione. Frattanto recatosi
al

paese nativo, fece


il

ivi

cono/'

scete
Criicis.
si

pio

esercizio

della
la

ia

Maurizio,

al

secolo

Paolo

Girolao-

Ricuperata
delle

poi

sanit,

mo
iiesti

di

Casa-Nuova. Nacque da

diede novellamente a travagliare

e pii genitori

a'20 dicembre
nella diodi

pel

bene

anime, e con

tanto
ch'e-

1676 a Porto-Maurizio,
cesi

zelo che tutti meravigliavansi


gli

Genova, e sino dall' infanzia mosti tale inclinazione per la piet che pareva annunziare la futura sua santit. Giunto al decimo anno di sua et fu da un suo zio chiamato a Roma, dove venne educato dai gesuiti nel collegio romano. Le sue virt gli meritarono d" essere
di

Albenga, sulla costa

potesse reggere a

tante fatiche,

estenuato com'era dai digiuni, dalle

vigilie

e dalle austerit.

Le sue

moltiplici

missioni

l'

obbligarono

a sconere gran
fatic
in

parte d'Italia. Af-

dapprima per molto tempo Toscana, poscia fu chiamato a

Pioina e nelle
cine,

campagne
poscia a

circonvi-

mandato

Genova

IO
ancora negli

LEO
stati

LEO
nardo da Porto- Maurizio. Di questa,
di

nella Cofsirn, e finalmente ritoi'n


della
Cliiesa.

in

altra

vita,

delle sue opere,


si

mezzo alle sue apostoliche fatiche, POH trascurava il santo missionario la salute dell' anima sua. Si rincliincleva sovente in

e del suo corpo che


ta chiesa, lo

venera

sot-

to l'altare maggiore della

suddet-

una solitudine

ne parlammo all' articoFrancescano ordine, Il Mi(s.),

ove vivea per Iddio solo. Egli tenea in grandissima stima il libro degli
Eserczi spirituali di
s.

nori riformali.

LEOlNE

martire.

Sofferse

Ignazio,

per

estenderne
delle

1"

uso

ottenne da
di

a Pataro nella Licia, nel terzo secolo, probabilmente sotto gl'impecasione di

Cosi ino III granduca

Toscana,

ammiratore
casa
nei

sue

virt,

una

dintorni di Firenze, nella


i

fedeli che quale radunava sovente desideravano di occuparsene. Parecchie confraternite dovettero a

Valeriano e Gallieno, in ocuna festa che pagani celebravano in onore di Serapide. Volendo egli andar a pregare sulla
ratori
i

l^eonardo
loro

il

loro increraento
Afne
della
di

la

tomba di s. Paregorio, suo amico, che avea di recente versato il sangue per la fede, fu preso e condotto dinanzi al
il

fondazione.
la

propa-

governatore di Licia,
fatto

gare
sulla

pratica

meditazione
Cristo,

quale dopo avergli


battitture,

subire

passione di

Gesi

da

le

interrogazioni ordinarie, e cru-

Benedetto

XIV

fece

innalzare nel-

deli

non avendolo potuagi' idoli,


le

l'anliteatro di Vespasiano, ossia nel

to indurre a sagrificare
di cui
Ilici

Colosseo, delle cappelline in cui so-

aveva spente e calpestate

no
la

rappresentati

patimenti

del

al

cospetto del popolo, lo con-

Redentore, pel divoto esercizio del-

Fia
pure

Crucis,

In

pili

citt insti-

tu

l'adorazione perpetua di

santissimo Sacramento. IMor finalmente in Roma, nel convento del ritiro di san Bonaventura alla Polveriera, ai 26 noCristo nel

Ges

vembre

1^/5 1. IMolti miracoli vennero da Dio operati per di lui intercessione; e Pio VI in detto convento nel 179^ vi promulg il decreto della sua beatificazione, la quale venne celebiata ai i4 giugno 1796. Ci rimangono parec-

essere legato per un piede e trascinato a traverso le roccia e le pietre. Spir pregando per i suoi persecutori, ed il suo corpo fu precipitato in una voragine profondai, da dove fu in seguito tratto ed onorevolmente sepolto dai fedeli. Tanto i greci che latini celebrano la sua memoria, insieme a

dann ad

quella di
febbraio.

s.

Paregorio,
(s. ),

ai

18 di

LEOiVE
circa l'anno

martire.

Nacque
nella

856 a Carentan

bassa Normandia.

Fu

incaricato dal
tra
i

chi
rio,

scritti di

e tra gli altri

questo santo missionaMaiiualiz sacro il


ai confessori.

Papa
baschi,

di fare
i

una missione

quali di origine cantabri,

gli A^'verlinie.iiti utili

essendo scacciati dalla patria, eransi

Una

raccolta

delle

sue

opere

fu

stabiliti

nella Biscaglia e nei dedi

Venezia nel 174^, in 2 volumi. 11 p. Giuseppe Rlaria da Masserano pubblic in R.oma nel 1791 un libro che ha per tia
tolo; Gesta, virtii e doni del b. Leo-

pubblicata

serti

della contrada

Labour

fi-

Baiona. Leone, giunse a Baiona verso l'anno 900, co'suoi fratelli Gervasio ed Eleutero, e erede-

no

si

sia stalo

vescovo di questa

citt.

LEO
Legges peraltro nella Gallia christ. lova, che non ci furono vescovi
di Baiona,
eletto
di

LEO
prima

II

(mandatovi dal senato affine riunire gli animi discordi de'due

che

si

sappia,

9B0; ma alcuni autori sostengono che ve ne furono fino dal 38 1. E per certo che s. Leone fece ivi conoscere Ges Cristo, e vi fond una chiesa al nome della Beata Vergine. Le sue apostoliche
del
fatiche

celebri generali dell'armata romana Aezio ed Albino ), n dell'Asia, dove fu chiamato da Teodosio II

per presiedere
nella

al

concilio Efesino,

maniera stessa che Sallustio chiama sua antica patria la Spagna. Nacque verso
la

fine del

re-

fecero

fiorire

la

religione

gno

cristiana nel paese di


le

Labour, nelBordeaux, nella Navarra. Biscaglia e nella Egli fu martirizzato dai pirati con suo fratello Gervasio, nel primo di
lande
al

ed ebbe per padre Quinziano. Fu educalo nella


di

Teodosio

I,

disotto

di

via ecclesiastica,

coriispose

ben

presto alle

sollecite

cure

de' suoi

maestri con una

condotta
e

saggia,

studiosa e virtuosa, per cui venne

marzo, giorno
si

in cui

la

sua

festa

ammesso
tare ai

al

clericato

bench
lettere

notata ne' martirologi;

ma non

semplice accolito fu scelto per porvescovi d' Africa


di
le

sa di qual anno. Le sue reliquie furono deposte nella cattedrale di Baiona, ove onorato come pro-

della

condanna
fotta

Pelagio
s.

di

Celestio,
il

dal

Papa

Zosimo,

tettore della diocesi.

quale, al dire del Novaes, lo cre

LEONE I(s.),

Papa XLVII, chia-

cardinale diacono.

Ebbe

parte dogli

mato il lilcJgno, dottore della Chiesa, romano secondo alcuni, ma pii comunemente toscano. Tra quelli che lo dicono romano avvi Quesnello, dissert. i,
sl'ts

po
fari

questa

epoca
I,

in tutti

af-

pi importanti,
Bonifacio
s.

ne' pontificati
s.

di

s.

di

Celestino I

De
coli'

vita et rcb. gc-

s,

Leons,

autorit

di

s.

Prospero in

Chron. p.

748,

ove

chiama E.oma patria di s. Leone I, e di una lettera di questo medesimo Pontefice, episl. 3i ad Pulcheram, in cui sembra ch'egli riconosca E.oma per sua patria. I
Ballerini ancora nel toni, li
s.

IH, la cui innocenza vigorosamente difese innanzi all' imperatore Valentiniano III, contro le calunnie di chi ne tentava la perdita. Scuopri gli artifizi dell'eretico vescovo di Eclana Giuliano
e di
Sisto

principale

appoggio

de' pelagiani.

mandato nelle Gallie per riconciliare i due mentovati geneIndi fu


rali,

Oper.

seppe

pacificarli.
a'

899, pi favorevoli si mostrano a Roma, che alla Toscana, parlando della di lui patria. Lo fanno toscano, il Baronio all'anp.

Leons

questa legazione mori

Durante 28 maras-

zo
to

440

s.

Sisto III, e

bench

sente a'

9 maggio s. Leone fu creaPontefice. Appena tornato in


fece spiccare
il

no 44o> tium. I il Pagi allo stesso anno, num. 3; il Papebrochio tlie 9 aprU. pag. 6, n. i- et in Conatu ad s. Lconeni p. i5i, n. i,
; 1
1 ;

Roma

nel patetico

sermone

suo talento pronunziato

nel giorno della sua consecrazione,

del quale

e della sua ordinazione


il

quali dicono, che


I,

tanto

s.

Leo-

a vedersi
t.

Zaccaria, Storia

lelt.

ne

quanto

di dire,

Prospero intesero ch'era d'Italia, non delle


s.

Gallie,

dove dimorava

quando fu

VII, p. 872. Del dono meraviglioso nell'annunziare la divina parola priucipalmcule fece uso per

11
preservare
il

LEO
suo popolo dalla
sevirli e
,

LEO
PriscilUnnistariim

duzione, inciirizzaiidolo alla

atque

Pelagianornm Eutychianorum quns sum, ,

che confortandolo nelle calamit nel suo pontificato furono presso-

mo

studio

et

labore

s.
,

evertit,

atque

damnavit

Pontifex in sex

ch continue
sua
fermezza

nell' Italia.

Il

di

lui
la

zelo fu ardente, ed
pel

incredibile

mantenimento
Ghia
,

Romae lyai. Ma che pii d'ogni altra cosa segnal questo Papa fu la vittolibros dstributae,
ci
,

della disciplina ecclesiastica.

ria

da

lui

riportata
1'

dopo immensi
I

ino a s
allora
lersi

pi dotti uomini

che

travagli sopra

eresia di Eutiche.

fossero nella Chiesa, per va-

Penetrato
dolore
concilio

s.

Leone
1'

del pi vivo
riuscita

del consiglio e dell'opera lo-

per o
nel

infelice

del

ro,
ni

come
t.

rilevano
pag.

citati

Balleri-

Conciliabolo

di

Efeso

Il,

'6.

Avendo
stati

inteso
nel-

(Fedi),

quale

quell' eresiarca

che
la

in

diversi luoghi,

massime

trionf nel 449> sollecit ed otten-

Mauritiana,
indegni,
togliere

erano
colle
s

elevati

ne
rale

dall'

imperatore
di

nll'episcopalo per

mezzo

d' intrighi

convocazione
nel

nomini
riusc
si.

sue

lettere

Marciano la un concilio gene/{Si, che fu quello di


la

detestabili

abu-

Calcedonia (Fedi),
to
s.

decisione del
di

Essendo poi stato deposto dalla sede di Besancon il vescovo Celidonio, da s. Ilario vescovo d' Arles, ed avendo appellato al Papa, (]uesti adunato un concilio trovollo
innocente e
de.
t.
Il

quale fu espressa a tenore

quan-

leggevasi scritto nella lettera di

Leone
di

Flaviano
,

santo vevilipeso

scovo

Costantinopoli
a

indegnamente nel detto conciliabolo.

lo

rimise nella sua se-

Commise
Coos
di

Giuliano

vescovo
le

p.
p.

Sangallo,

Gesta de^ Poni.


l'autorit

di

rappresentare
la

sue

IV,
s.

271, rivendic
I

veci presso

l'imperatore Marciano,

di

Leone

e della santa

Sede

per
gine

impedire

sulle appellazioni

contro Febronio,
esse.

l'eresia nestoriana;

propagazione delond'ebbero ori-

ed

altri

nemici di

Con sommo
ne
le
I

studio
si

con
s.

in-

credibile vigilanza

applic

Leodei

condannare ed
de'manicliei in

abbattere

Nunzi apostolici (Vedi). i anno l\^i Attila re degli unni, che chiamava s stesso flagello di Dio, dopo di aver sacJVeir

eresie

Roma,

cheggiato molte

citt

d'Italia,

pa-

priscillianisli nella

Spagna, dei pelale

reva che

si

volesse dirigere a E.oil

giani e degli eutichiani,

quali sot-

ma
sti

ove risiedeva
gli

Pontefice.

Que-

to

il

suo pontificato a grave peris

and
e

incontro con

diversi

colo posero la religione,

nell'oc-

ecclesiastici

con

due
del

senatori,
,

cidente che nell'oriente.

Con somil

cio

Avieno

uomo

consolare

e
.

ma
ciari

erudizione
queste

raccolse

p.

Cac-

Trige/.io

prefetto

pretorio

quanto apparteneva
di

alla sto-

Colla mirabile e maestosa sua pre-

ria

eresie
s.

nel

primo
I,

tomo

delle

opere di

Leone

che tutto intero si occupa in questo argomento, ed ha questo titolo: Extrcitaliones in iuii\<ersa s. Leonia

ed eloquenza s. Leoabbocc con Attila a Governolo, altri dicono ad Ambuleio sul Blantovano, laddove il Mincio si scarica sul Po. Soavemente ne dissenza, santit
I

si

Magni opera
hae resimi

perlinentes

ad
j

arm
del

la

collera

fren
il

la

ferocia

vslorias

Maniclicorum

barbaro vincitore,

quale al-

LEO
le

LEO
fine

i3
4''^

persuasive
ostilit

del
si

Papa diede
ritir

de' vandali,

allorch nel
si

con
s.

alle

di

del

poderosa armata
di

port all'assedio
re, dal

Danubio, con promessa di far la pace_, mediante un tributo cbe pagherebbe l'imperatore Valentiuiano Papa torn in Pioma tra III il
:

Roma.
I

Sei

miglia distante
il

Leone
gio

raggiunse
citt

quale
risparla-

soltanto ottenne
della
il

che nel

saiclieg-

verrebbe
tre basiliche

le

benedizioni dei popoli. RafTaello

miato

sangue e l'incendio, e
le
,

nelle

camere

del palazzo
di

vaticano
s.

sciate intatte

La-

rappresent l'incontro
I

Leone

teranense,

con Attila, col suo inimitabile pennello; ed altrettanto fece colscalpello nella basilica

La
ta

chiesa

Vaticana , ed Ostiense. d'Alessandria era afflitfazione di


la

per

la

lo
il

vaticana

ro,

che dopo

celebre

l'alto

rilievo di

Alessandro Algardi, nelmarmo, che si ve-

Marciano

Timoteo Elumorte del vescovo aveva occupata la sede


voleva ristabilirvi
il
;

d'Alessandria, e
l'eutichianismo

de nell'altare che eresse a questo santo suo predecessore Innocenzo X. valentissimi artisti seguendo I due rappresentarono s. tradizione la Leone I preceduto in aria dai ss. Pietro e Paolo, che colle spade sfoderate minacciando il re degli
,

Papa
zelo,

cup con tutto


dall'imperatore
tropolitani
ciato
l'intruso.
le
s.

lo

se ne oced ottenne

Leone

dai

mecac-

d'oriente che fosse

Tra
zioni di

innumerabili determina-

unni, questi

atterrito

precipitosa-

Leone I, si ha che didkhiar doversi allontanare dagli


e dal

mente
il

retrocedette.

Riconoscendo
protezione
del

ufiizi ecclesiastici

nome
1'

sacer-

Pontefice

dalla

dotale
to

quello

che avesse
;

sposa-

principe degli apostoli la liberazione


di

una

Roma,

fece

fondere la statua di

ra ai chierici

vedova ed

proib
ai
laici
;

usu-

viet la

metallo di
essa

Giove Capitolino, e di ne form la celebre immagine


principe degli apostoli,
nella
basilica
la

confessione
della

pubblica ; nel canone messa aggiunse le parole


sacrifcium

dello stesso

Sanclum

immaculatam

che

si

venei'a

vati-

cana. Altri attribuiscono


di tale statua, e
la

fusione

hostiam; riparle basiliche Vaticana ed Ostiense, ed affid la custodia de'corpi de' principi degli apostoli

quella di

s.

Su questo
zione della
oltre

formazione di Pietro a Costantino. punto e sulla venerastatua


di

suoi
la

Cubicularii

[Vedi)

ed ebbe

consolazione di vedere

san

Pietro,

a'suoi giorni molti infedeli abbracciare la fede, JVon poi certo che
egli
sia

quanto noi abbiamo detto ai loro luoghi, sono a vedersi il Cancellieri,

l'autore
,

qW Hanc
missa

igitur

Descrizione della basilica Vatip.

oblationem

dell'/fe

est,

del

cana,

4i> ed

il

cose gentilesche p.

Marangoni, Delle 68, ove dice che


s.

avendo Leone
gorio II, che

l'Isaurico minacciato

Benedicamiis Domino, e dell'incensare l'oblata. In quattro ordinazios. ni nel dicembre Leone I cre
,

di farla in pezzi, gli scrisse


i

Gre-

centotlantacinque

popoli d'occidente

no
ni.

preti, dodici

vescovi, ottantuo trentuno diaco-

ne avrebbero fatta sanguinosa vendetta. Non ebbe interamente egual successo l'altra ambasciata del Pontefice $. Leone I a Genserico re

giorni,

Govern venti anni e ventotto e mor agli aprile del i i


in cui festa.
la
Il

461, giorno
bia
la

Chiesa celep.

sua

^angalJo

i4
loco
citato
di
s.

LEO
p.

LEO
De
lio

morte
risse ai

4'^> quanto alla Leone I, dice che la


opinione che inosu di che Mabillon, Veter. p. 43o. Fu egli il
seppellito
s.
,

script,

eccles., lo

chiama

il

Tul1'

della facolt ecclesiastica,

O,

pi probabile

moro
tile

della sacra teologia, l'Aristo-

io

novembre;
il

delle

ragioni

della

fede

il

pu

vedersi

p.

Pietro dell'autorit apostolica, e

il

Analect.

t. Ili,

Paolo del pergamo cristiano.


fatti
,

in

primo

Pontefice

cio

ch'egli

fosse

uomo

non

solo

trasferito

nella basilica di

Pietro,

nelle sacre

carie,

ma

ancora nelle

come
tri

osserva Laerzio
t.

Cherubini,
;

profane scienze profondamente ver-

Bull. Roni.
suoi

I,

p.

mentre
erano

al-

predecessori

stati

ne fanno fede le lettere e i sermoni che di lui abbiamo, nelle


sato,

sepolti ne' sotterranei accanto al santo apostolo, ovvero sul portico. Indi le sue reliquie furono quattro

quali oltre
dottrina,

una

giusta

ed

esatta

vedesi

una gravit ed una

volte

trasferite

in

diversi luoghi,
p.

che

indicammo
del
fa

nel voi. XII,

eloquenza non ordinaria, che in mezzo ancora ad uno stile che allora si usava non troppo terso e
talvolta oscuro, piace

294
ne
II,

Dizionario.

Dell' ultima

non

ostante
il

distinta

relazione Benedetto
ss.
lib.

ed

alletta

assai,

come
lib.

esprimesi
della
p.

XIV, De canon,
cap.

IV, parte
il

Tiraboschi
ierat.
ital.

nella
t.

Storia

lei-

23, n. 7 e

seg.,

quale
della

II,

IV,

335.

v'intervenne
fede e

come promotore
vaticano
:

canonico
colla

questo
4*^
>

di

San Leone I il primo Papa cui abbiamo una serie di opere,


feste

Pontefice
prescrisse a

costituzione
t.

cio novanlasei
cipali

Ballar. Bened.
s,

XI F,

IV, p. 228,
I
il

dell'anno

sermoni sulle prin; centoquaransugli

Leone

rito

di

ta

lettere,

ed un codice
Alcuni
I

anti-

dottore della Chiesa.


lazione

Su

detta trasNi-

chi

canoni.

attribuiscono
il

abbiamo da monsignor
corporis
s.

pure

s.

Leone

libro

della

col Fortiguerra l'Oratio in translattone

vocazione
capitoli

de' gentili,

ma sembra
autore.
sid
I

Leonis

Ma-

piuttosto di

sconosciuto
e

gni

hahita in
1

basilica

Vaticana

sulla grazia

libero
s.

anno 1 7 5. Questa si legge nel Ragguaglio della traslazione del corpo di s. Leone Blagno, di Lodovico Sergar di,
tici

arbitrio sono del


lestino
I,

Pontefice

Ce-

la

lettera

a Deinetria-

de del medesimo autore della vocazione de'genlili.

Roma

1715,

Ad

Le
gli

lettere di
di

s,

onta di quanto dissero alcuni eree


falsi cattolici,

Leone

contro

errori

Euat-

nemici giurati
s.

tiche furono
tribuite a
s.

da alcuni

scrittori

della
I

pontificia

autorit,
i

Leone
della

senza oltrepassare
e
della

limiti

cooperatore

Piospero, che fu suo nel distruggere gli ade' priscillianisti


d.

giustizia

santa

prudenza,

busi e le eresie
dei peingiani,

seppe sostenere

con gravit il suo decoro, con fermezza d'animo i suoi diritti, con invila costanza la sua
nutoril,

ma

Ceillier

nella

unendo
per
i

all' istcsso

tempo
i

Storia degli scrittori sacri, non confonde Io stile dell'uno e dell'altro; ed abbench preferisca evidente-

la

piacevolezza, l'amore, le paterne

mente quello
toglie per a
delle

di
s.

s.

Prospero,
I
il

non

sollecitudini
vinti
,

accogliere

tra-

Leone

ncrito

animare

pusillanimi

e fu"

sue opere

contro ^eresiarca
scrini

rivedere

gli erranti.

Gio. Tritemio,

d'oriente.

In tutti gli

poi

ili

LEO
s.

LEO
la

i5
.1.

Leone
suo

apparisce
colla

bellezza

del

spirito,

solidit

del

giudizio e colla
raggio.

grandezza del co-

Degno

di

occupar

la

prima

sede della Chiesa, ne fu l'ornamento per le eminenti

qualit, che gli


titoli

meritarono

gloriosi

di

Tl/rtt-

gno e

di

Grande j

la

santit della

da pnnlifical de Leon te Grand, che Innocenzo XI condann con bi-evc de'2(3 febbraio 1687. Vac la santa Sede sette mesi. LEOlNE li (s), Papa LXXXH. Figliuolo di Paolo ML-neo o Menedi professione io medico, nacque secondo alcuni in Cedella neh' Astoire

sua \ita lo rese rispettabile alle potenze della terra, e fu l'ammirazione della Chiesa cattolica pel

bruzzo Ulteriore, nel luogo chiamalo la Valle di Sicilia, e secon-

do
cesi

altri,

e forse meglio, nella dioSicilia.

suo zelo nel difendere la purezza della sua dottrina, nel far osservare i decreti de'suoi concili!, e nel conservarne la disciplina. Le opere
di

di

Catania in
tia
i

l'rofcs-

sato

avendo
nella

canonici regolati,

divenne
perito
lettere,

eloquente e
scienza
nel che gli fu

insignemente
delle

divine

furono tutte insieme stampate in Parigi in tre volumi nel 1675, con annotazioni e dissers.
1

Leone

di gran lu

tazioni

dal p.

Pascasio

Quesnello,

e poi ristampate nel 1700 in Lione di Francia in due tomi in foglio,

me ed aiuto la perfetta cognizione che aveva delle lingue greca e lalina. Ebbe eziandio molta capacit nella musica, onde pot con tutta
agevolezza riformare
il

canto della
degli

ma
un

questa

edizione infetta

salmodia e
sacri,
verelli.

il

concerto
stalo

inni

dal veleno
gerle

Quesnelliano.

Per por-

e fu insigne

amatore de'pocreato car-

convenevole antidoto fu-

Essendo
di

rono fatte due edizioni in tempo di Benedetto XIV, J'una dal p.


Pietro

dinale

santa

romana Chiesa,

Tommaso
di

Cacciari carmeli-

tano
Xo

singoiar

erudizione, che
il

fu eletto Poni5 agosto del 682. Indi venne consecrato secondo il condell'ordine de'preli,
tefice
a'

pubblic colla stampa


nel

primo
altri

to-

sueto

dai

vescovi

di

Ostia e di
Velletri in
cui ap-

1751 e
seconda

poi

due

to-

Porto, e

da quello
di

di

mi.

La

dagli

immortali

luogo di quello
questa
chiesa

Albano
si

fratelli

Pietro e Girolamo Ballerini,


sacerdoti
il

parteneva, perch allora


priva

trovava
imp.^

dottissimi

veronesi,

che

del vescovo.

primo tomo in Venezia nel 1755, dopo il quale anno seguirono i due altri tomi. Abbiamo la Fifa di s. Leone I e di Attila Pagello di Dio, scritta da
Gabriele Bertazzolo e

pubblicarono

Con

l'epistola

ad

Constant,

presso

Labb, Concil. t. VI, p. iijG, conferm il VI concilio gei

nerale riunito contro


gli
alti

monoteli ti,

del

quale

furono portati
s.

Mantova

nel

stampata in i6i4: fulvi riprodotta


Leonis

in

Roma
script,

dai legali, e

Leone

II

dal greco,

come alferma
eccl.

Sigeberto,

dal Tassoni nel 1727. tae conpendiimi cum

vi-

De

ejiis operibiis,

t nel latino,
lettera

cap. 59, li trasporinviandone con sua


ai

Lugduni i632. t9. Leonis I vtae cowpendium, editiun ante tjnsdem opera, mss. nella libreria del Ges di
nel

una copia

vescovi della

Roma. Luigi Maimbourgh 1686 pubblic io Parigi: Hi-

Spagna. Con questa lettera ai vescovi della Spagna, im'altra Leone li ne mand al reErvigio, la quale

registrala da

Labb

nel

t.

VI,

iG
p.
ii''
il
I

LEO
Cond.,
e
in

LEO
questa

gli

non
Voigt,

si

sa

comprendere
di

come

il

dice

santo

Pontefice:

che O-

Storia
cap.

Papa Gregorio
dire che

avea consentito, che l'ininorio mncolala regola della tradizione


apostolica, da' suoi predecessori ri-

FU,
stello

IX, possa

Ai-

stulfo figlio del

conte di Calu, ca-

del

Wurtem borghese,
col

venne

cevuta, fosse
Il

offesa e

macchiata

".

assunto al pontificato

Baronio
lettere,
le

stim

apocrife

queste
legitti-

due

ma
il

per vere e
p.

Leone 111, mentre il non si soleva cambiare


zione al soglio papale.

nome di nome ancora


nell'esalta-

me
51.

difese

Lupo

De
1.

sexlo
p.

Da
tra'

canoni-

syiiodo
Il

gener.
cardinal

diss.

ult.

111^

co regolare, pass poi


benedettini
al

monaci

Turrecremata dice che il concilio male interpret le cattoliche lettere del Papa Onorio
I,

dire

di

Ciacconio.

Ma

il

Cardella seguendo
nel

di narra, ch'egli in et

al

patriarca

Sergio.

Sostenne
dell'arci-

entrato

palazzo

il p. Narancor tenera pontificio per

l'onore della sua sede e la preemiiienza contro l'arroganza

essere educato nella


lettere,

piet e

nelle

fece tali progressi,

che mein-

vescovo

di

Ravenna
S.Leone
III
li,

laonde ad
l'imperatore

rit

di

essere
ai

successivamente
ordini

istanza di

nalzato

sacri

del suddia-

che morto il nuovamente eletto dovesse, secondo l'uso antico, ordinarsi in Puoma. In una ordinazione a' i6 giugno il Papa
Costantino
ordin,
l'arcivescovo di

conato, del diaconato, e finalmente


a quello di cardinale prete del
tolo di
s.

Ravenna,

ti-

Susanna.
nella
cos

D'illibati

co-

stumi,

facondo
profana

favella,

molto versato

nella sacra co-

cre ventitre vescovi,


tre

nove

preti e

me

nella

erudizione, in-

diaconi.

Il

Cardella

registra

clinatissimo a

ragionare

sette cardinali
Il

nel suo

pontificato.
il

ragionare di cose
rare coi monaci Dio.

divine, e

o sentire ad oservi

Bergier dice che


santa

istitu

bacio

ed

altri

di

di

pace nella messa, e l'aspersione


sul

Gran

fautore

delle dotte e

dell'acqua

popolo.
del
festa
s.

Go683 a' 28
:

letterate

persone,
s le

da

ogni parte

vern
ni,

dieci

mesi e

diecisette gior-

con premi a
glioso piacere

tirava,

meraviin ragio-

e mor ai

luglio
la

provando
.

la

Chiesa ne celebra

giugno.

Fu
suo
della

sepolto

in

Pietro,

nare con esse Visitava gl'infermi, sovvenne con larga mano i miserabili,

ed

il

corpo

si

venera sotto
della

consol
ridusse

gli

afflitti,

tra-

Colonna. Ad una insigne dottrina ed eloquenza accoppi rara prudenza ; non trascur nulla per ristabilire
l'altare

Madonna

viati

con

cristiani

ricordi

ed

eflicaci

esortazioni nella via del-

l'eterna

salute.

Fu

di natura be-

nigna

tardo
di

all' ira,

intrepido

dovunque
benefizi
lo

la

purezza
resero
la

della
;

fede
i

difensore dell'ecclesiastica
e dell'onore

immunit
essere

cristiana e de'suoi costiuni

suoi

Dio.

Dopo

caro

a)

popolo

romano.

Vac
IH

Chiesa romana

undici mesi e veutidue giorni.

LEONE
Nacque
in

(s.),

Papa XCIX.

Chiesa romana, fu per universal consenso a'26 dicembre del ygS eletto Papa e consecrato nel giorno seguenstato l'ornamento della
te.

ed ebbe per padre Asupio, secondo l'opinione concorde di tutti gli storici, laonde

Roma

Dopo

la
ai

consecrazione
gradini

fu egli

coronato
basilica

inferiori della

vaticana, e

da questa fun-

LEO
eione
il

LEO
iacomioci
la

17

Cancellieri

chio lateratiense, per assistere alla


processione delle litanie maggiori
nel
,

collezione delle relazioni


possessi

de'solenni
latera-

presi
tal

alla

basilica

giorno

di

s.

nense dopo

cerimonia dai soms.

dosi alla chiesa

di

Marco, recans. Lorenzo in


lo

mi

Pontefici successori di

Leone
notizia
scrisse

Lucina.
lo

Questi

assassini

IIL V. Possessi de' Pontefici. Per-

trattarono con tante percosse


lasciarono

malche
lins.

venuta a Carlo
nell'elezione di
s.

Magno
Leone

la
III,

mezzo
la

morto, dopo
Chiesa
di

averlo acciecato e cavatagli la

una ossequiosa lettera di rallegramento, per mezzo di Engelberto


abbate del monastero di s. Ricario, implorando l'apostolica benedizione,
l'orazioni del

gua

cio avanti

Sih'estro in Capile [Fedi), o avanti


la confessione

della

medesima
p.
s.

se-

condo

il

Severano,
in

Memorie

486),

Pontefice,

1'

alleanza

e posto
terlo

nel monastero di

Era-

della

romana Sede, che prometteva


ed inoltre
provenienti
sugli un-

smo come

un

carcere, per met-

continuare a difendere,
gii

in sicuro dal popolo. In


i

quePie-

mand

dei

doni

sto luogo prodigiosamente

ss.

dalle spoglie conquistate


ni.

tro

Paolo
g'

lo

risanarono nella

gno

Pregato il Papa da Carlo Maconfermargli il titolo di di

lingua e negli occhi.

Alcuni
si

scri-

vono che
gli

iniqui soltanto

sfor-

patrizio

romano, onde

gli

correva
le

l'obbligo di difendere la Chiesa ro-

zarono di strappargli la occhi. Nella seguente

lingua e
notte
si

mana,
di

s,

Leone
s.

III

gli

mand

chiavi di

Pietro e

Io

stendardo

Roma, insegne che

lo l'endeva-

no obbligato a difendere il civile r ecclesiastico della Chiesa. F

port nel monastero Albino cameriere o camerlengo del Papa j con buona mano di armati e di fedeli amici, cav fuori s. Leone
III
,

lo assicur

nella

basilica va-

Chiavi.

La

deputazione

spedita al

ticana,

dove

si

trovava Tabbate di

re dal Papa, ritorn in R.oma con


ricchi presenti.

Quattro anni dopo scoppi una


terribile cospirazione

contro

giorfa-

ni del

Pontefice,

della
in pi

quale

Magno, e a Winigiso duca di Spoleto r infame avvenimento. Irlibero ritati i traditori di vedere la loro rabbia il Papa, sfogarono
Stavelo inviato di Carlo
fece

sapere

cemmo menzione

analoghi

col

saccheggio
casa

del

patriarchio

luoghi. Pasquale primicerio e

Cam-

della

d' Albino.

Intanto con

polo saccellario o cappellano della Chiesa romana, nipoti dell'immediato predecessore Adriano I, sotto
cui pontificato aveano esercitato molta influenza in Roma, vedendo
il

un

esercito giunse in

Pioma
salvo in

Wiun

nigiso, condusse

in

di

non poter

esercitar pi

il

pote-

suo castello s. Leone III, il quale pass in FVancia a trovare Carlo Magno che lo raggiunse in Paderbona, dopo essere stato per ordine
questo incontrato da Gildivaldo Colonia e arcicappellano, dal conte Ascario, e da
di

re sugli

affari,

e sdegnati

di

non

aver potuto succedere al loro zio, determinarono di disfarsi di s. Leone III. Quindi nell'anno 799 ai

arcivescovo di

lui

slesso col figlio Pipino con ogni


di

i5

aprile spedirono gente


il

per avventarsi contro


tre usciva

armata Papa, men-

maniera
cevendolo

venerazione
vicario

e tra

il

canto degli inni

e dei cantici; ridi

cavallo

dal palriar-

Gome

Ges

VOL. XXXYUl,

i8
Cristo e

LEO
sommo
si

LEO
s.

Pontefice. Al suo
esercito con diterra
,

Leone

III

nella basilica
si

vatica-

arrivo

il

numeroso
la

na, asceso l'ambone,

vozione

prostr a

gli

domand
Giunto
re,
s.

benedizione apostolica.
III
:

Leone
1*

intuon

inno

al tempio col Gloria in ex-

con suo giuramento, pronunziando quelle parole riportate dal Severano a p. 549, e mettendosi sul capo la croce ed il vangelo. Allora i cagiustific

celsis

ro.

DeOf cui rispose tutto il cleDel miracolo operato dai principi degli apostoli in s, Leone III
fa

lunniatori e cospiratori furono con-

dannati

morte

ed
:

alla
il

mutilain-

zione delle

membra

Papa

si

memoria
a'

nel

Martirologio
Il

tercesse per essi, salv loro la

vita,

romano

12

giugno.

Fleury,

onde furono
di

esiliati in

Francia. Indell'

45, all'anno 799, sembra dubitarne, credendo che malHist. eccles.


lib.

nel giorno di

Natale

800,
a-

essendo andato Carlo

Magno ad

grado
riusc
gli
s.

la

crudelt

de' sicari

non

scoltare ed assistere la

messa che

loro di cavargli la lingua e

occhi.

Ma

il

Pagi nella vita di

var.

Leone IH, nel tom. II del BreRom. Pont.^ con fortissime ragioni lo dimostra, come da AnaNella
stessa

stasio Bibliotecario viene raccontato.

doveva celebrare nella basilica vaticana il Papa, questi l'unse e coron imperatore, rinnovando in lui r impero d' occidente; indi unse, dichiar e coron re di Aquitania Lodovico I, e re d' Italia Pipino,
.

guisa

descrisse

il

fatto in

versi Alcuino

maestro di

ambedue figli che dicemmo

di Carlo,

al

modo

nel voi.

XVII, pag.

Carlo MagnOj nel poema della partenza di s. Leone III, grave autorit

2 1 2 del Dizionario ed altrove, come all' articolo Imperatore. L' Anastasio descrive le molte oblazioni ricchissime di oro, d'argento e
di

che si pu vedere presso il Duchesne, Script. Francar, t. II,


p.

196.

gemme

preziose che Carlo fece


la

Dopo avere
nato in

il

Papa
trattato

soggioronorifi,

al

Papa dopo

coronazione, giac-

Francia,

camente

ritorno in
e al

Carlo Magno Roma, ove entr novembre dell'Boo come in

da

fece

a'

29

ch r ordine romano prescriveva qualche olerta d'oro, ed aggiunge che r imperatore preg s. Leone
III a servirsi nelle processioni delle

trion-

fo,

modo
IN

detto
Ivi

ad

Ingressi

litanie di

una

croce,

ch'egli con
basilica
la-

SOLENM
Carlo

Roma.

Magno

pure con grande accompagiunse


i

questo fine don alla


teranense. Carlo

Magno

ritorn in

tumulti, e gnamento per sedare promuovere la stima ed il decoro

Francia nell'aprile 801


squa.
Il

dopo Paca-

sommo
Leone

Raffaele nelle
il

per

la

dignit pontificia, per lo che

mere valicane
to di
s.

dipinse
III,

giuramen-

nel i5 dicembre vi convoc un'assemblea di prelati e di nobilt, di vescovi italiani e francesij che pu dirsi concilio, a fine di esaminare le accuse fatte contro del Papa.

e l'atto solen-

ne della coronazione di Carlo Magno, che prostrato ai piedi del Papa riceve sul capo la corona.
Si espose al pubblico in

Roma
ss.

Non

essendosi presentato alcuno per


i

l'anno

1810, nel convento della


s.

sostenerle, e protestando tutti

ve-

Trinit de'Monti,

un quadro rapIII nella chie-

scovi che

dito giudicare

non avrebbero mai arla prima cattedra,

presentante
sa di
s.

Leone

Pietro, che dopo aver

co-

LEO
rouato Carlo
si

LEO
gli

19
la

Magno imperatore,

togliere

dal

pubblico

stampa.
o-

prostra in atto quasi di

doman-

Comparve

inoltre in

Roma un

dargli perdono, in abiti pontificali


colla
tiara in testa
:

puscolo dell'ab. Vertot tradotto in


italiano, intitolato
:

il

trono del Paa


sinistra,

Ricerche sulto-

pa

il

pittore lo colloc

quello dell' imperatore a destra, e

grandezza temporale de' Papi. Opuscolo pieno di malrigine

della

questo collo scettro in


re
gli

mano

riceve-

talento e di frode, atto specialmen-

omaggi de'vescovi
altri

delle chiese

greca e latina,
l'altare,

incensarlo dal-

l'autore,

e persino genuflessi.
fu dipinto

Tale

ad ingannare i semplici; in cui dopo di aver detto quanto di male il suo cuore corrotto
te

quadro

dal

fiammingo
,

suggerivagli contro la cattedra apostolica

Francesco Odevaere pensionato delche inoll'accademia di Francia


tre pose al suo
lato

ed

Pontefici romani, soss.

tiene l'adorazione di

Leone

111

un passo
parole

degli

a Carlo
rit

Magno

colla

solita

auto-

Annali
cui
si

ci'

Italia

del Muratori, in
degli

degli

Annali

de' franchi.

citano

queste

dissipare le sinistre impressioni delle


le

antichi annali de' franchi:


ti/ice

A Ponmore antiquornm principimi


testo col

cdoratus est,
tista
si

quale

l'ar-

lusingava di potere rende-

re storico il suo quadro favoloso ed immaginario. Questo quadro \enne dipinto da Odevaere ne' momenti pii crudeli di Roma, della prigionia cio del Papa Pio VII, della mutazione del governo , con animo di presentarlo a Napoleone

persone poco accorte ed istruite, maligne conseguenze dello scandaloso quadro e sua stampa, a confondere i male intenzionati, a difendere r insulto che si fece alla religione e magnanimit dell'imperatore Carlo, figlio obbediente e benemerito de'Papi, uno de'pi zelanti difensori delia Chiesa, in cui

sem-

pre sar in benedizione la sua memoria, il sacerdote romano monsig. Antonio Santelli dipoi e tuttora cameriere d'onore di sua Santit,

nella pubblica esposizione di Parigi.

In un' epoca in cui


Pontefice, sperava

si

tentava
del ropittore

imprese

ad ogni costo l'oppressione

mano
che

il

tal

soggetto esser dovesse graall'

a comporre una dissertazione per dimostrare che il Pontefice s. Leone III non si prostr a Carlo Magno

tissimo

imperatore. In tale supil

dopo averlo coronato,

in

un

agli

posto ne ordin
di

disegno, e quincelebre
Pinelli
il

r incisione

al

onde appena avesse udito mento di lui, ne avrebbe


cato
le

gradi-

pubbli-

stampe.

Ma

la

cosa

and

argomenti che l' indole di s. Leone III era la pi contraria a tale prostrazione, e che Carlo Magno giammai non 1' avrebbe permessa. La dissertazione col rame o stampa
in discorso in

diversamente j Napoleone appena lo guard, disse che non voleva tali


soggetti
storia.
,

fronte,

dedicata al
arcivescoe

cardinal Carlo Opizzoni

dopo averne

appreso la

vo
in

di

Bologna,

il

dotto

zelante

Ignorando il pittore in Roma ci che accadeva a Parigi, avea osato


esporre al pubblico la stampa del

prelato la fece stampare nel 18 15

Roma

coi tipi
titolo:

De Romanis,

con questo
in

Oltraggio fatto

suo quadro. Indignati

romani,
il

pieni di orrore per tale falsit,

ge-

a Leone III ed a Carlo Magno un quadro ed una stampa esprirnenli l'adorazione del Ponteji-

neral Miollis credette prudenza far

20
ce

LEO
all'imperatore.

LEO
rame. Le ragioni che l'autore ne adduce, e la molta e recondita erudizione colla quale le corrobora, portano l'assunto ad una evidenza, che non lascia desiderare pia
ciso in
I

Quanto piena-

gesse lo scopo,

menle monsignor Santelli raggiunudiamolo dalle appremesse


alla

provazioni
di

disserta-

zione, provocate per ordine


riore,

supe-

cio di

due personaggi illustri, monsignor Alessandro MaMaria Gran-

ria Tassoni uditore della sacra rota,

monsignor Santelli, incominciando dal descrivere i costuIn


fatti

e del p. Antonio

di procuratore generale de' barnabiti. " Con un recente quadro ripi'odotto in rame, rappresentante
il

Pontefice

Leone III prostralo a Carlo Magno dopo averlo incoroavvilire


la

mi di Carlo Magno, dimostra ch'egli non avrebbe mai permesso la prostrazione, ancorch il Papa l'avesse voluta fare. Narra come nel 774 giunto in Roma Carlo, appena vide la croce papale, discese da cavallo,
si

nato, credevasi
rnazia papale.

supie-

rec a

piedi e

alla

basilica

vati-

Non

si

fatto che

cana, baci

sali
si

colle

ginocchia

dare un eccitamento, un impulso,

ogni gradino, e
flesso a'

present genu-

onde riandando gli antichi monumenti e la storia, l'autorit pontificia

piedi di

Adriano

a cui

vieppi risplenda e

risalti.

Mon-

signor Antonio Santelli vista l'indecenza, animato da un santo zelo,

don citt e ducati. Che alla morte di questo Papa lo pianse amaramente, e con tenerezza figliale compose un epitaffio in versi

affinch

il

pubblico
di
dall' essersi

non

resti

latini.

Riporta
date

le

solenni dimo-

illuso,

ha intrapreso
,

dimostraprostrato
egli

strazioni

dal

principe

s.

re,
il

che lungi
Pontefice

Leone
vo

III
s.

appena elevato

alla cat-

ricevette
i

stesso

tedra di

Pietro e nel suo arri-

dall'

imperatore

maggiori contras-

segni di omaggio e di ossequio, ed

ha spiegato nel suo vero e genuino senso le parole di una cronaca,


a cui il pittore alludeva per sostenere la favolosa invenzione, e l'assunto provato con ragioni, argomenti, fatti, che non hanno replica e che vendicano a meravjgiia l'insulto e l'ingiuria ". Tale fu il
giudizio
del

a Paderbona, tanto per la sua sublime dignit, che per la grande stima che faceva di lui. Quindi celebra l'animo del Pontefice pieno di generoso coraggio e costante fortezza in mantenere illesi i privilegi della Chiesa

romana, e

le

prerogative del

sommo Pontefice. Quando poi lo Magno giunse in Roma


ce che
fu

Car,

di-

prelato

ecco quello
d'

del religioso.

Ho

letto

ordine
di

superiore

la

bella dissertazione

monsignor Antonio Santelli , nella quale prese a provare, che Leone


III

non
Callo

si

altrimenti
,

prostrato
di averlo

Noraentd da s. Leone III, adoperando questi un nobile contegno per la giusta riverenza che avea alla propria dignit; che l'incontr senza formalit, e con lui si pose a mensa per l'istoincontrato
a
rarsi.

Magno

dopo
si

Ma
il

incoronato,

come

anni sono,

Roma,
vaticana

quando Carlo entr in Papa 1' attese in abiti


e
se
il
i

'

falsamente rappresentato in un quadro, che fu esposto


in
si

pontificali sulle scale della basilica


;

pubblica

vista,

e che

E.oma alla pure in-

predecessore Ateneri

driano

dopo

amplessi

LEO
con Carlo Leoue III
in
gli

LEO
la
s

2r
6,

cede in vece

destra,

s.

lennemenle protest in
di
al
la

Pietro
dignit
divo-

conserv

non

riconoscere

altra

Egualmente alla destra di Carlo il Papa si fece rappresentare nelle immagini che fequesta
.

mondo
cattedra

superiore

a quella del-

pontificia.

La
con
sue

zione di Carlo
pale,

per

la

dignit patanti

ce eseguire in mosaico nella


sa
nio,
ti,

chieTricli-

averla dimostrata

di

s.

Susanna
il

e
altri

nel

segni
difesa

non equivoci
col

di

rispetto,

Riporta ancora
cui

monumen-

valore

delle

pro-

in

Pontefice tenne co-

prie
ficata

possenti

armi, non che bene-

me

doveva

la

precedenza sull'impe-

coi doni segnalati compartiti

ratore,

come quello che con suprema


d' occidente.

autorit apostolica trasfer su Carlo

ad Adriano I ed a s. Leone 111. Altrimenti questi non avrebbe mai


fatto

r impero

Descrive
tedeschi,

porre nel

Triclinio

al

paro
quale

coH'autorit
francesi, greci
tichi,

di

scrittori
italiani,

di Costantino la di lui effigie,

ed

pi an-

inoltre

si

dipinse in diverse parti di

Anastasio che descrisse le cose pi minule, l'incoronazione ove non si


e

del contemporaneo

Roma
in

diadema di santo, e che Aquisgrana fu rappresentato colla


col

chiesa

in

mano, non
di
essa
,

solo

come
di-

parola della favolosa prostrazione, come non ne fece il francese


fa

fondatore

ma come

fensore dell' universale. Osserva eziandio, che


rituale
_,

Eginardo famigliare intrinseco di Carlo e testimonio oculare della funzione, d'una cosa cio clamorosa ed essenziale; avvertendo che Eginardo non fu altrimenti l'autore degli

dice
si

niuuo sebbene antico che i vescovi o i


la
si

Pontefici

prostrassero ai sovrani

prima o dopo
invece
in
di
essi

coronazione;

ma
o-

leggono

gli

annali

de' franchi,

non

meritando fede le cronache francesi che ci asserirono per le ragioni che adduce. Spiega il verbo adoro per riverire e salutare, quan-

profonda venerazione usati dai re ed imperatori coi Papi dopo tal funzione, facendo ad essi da stafa Stefano uffizio che rese fieri,
Neil'

maggi

do per non
vinit,

sia

diretto

alla

disi

per

cui l'allegato passo

dovrebbe necessariamente
cos'i
:

tradurre
il

re Pipino padre di Carlo. Ordine romano composto ia parte dai ss. Leone I, Gelasio I, e Gregorio I, usato da s. Leone
III
il

Dal

Pontefice

giusta

co-

III

nella coronazione di Carlo,


la
il

non
pela-

stume degli antichi principi francesi

trovasi
ci

prostrazione,

ed

fu

salutato.
gli

Il

Santelii

riporta

argomenti contrari alla falsa prostrazione, ed onorevoli allo stesso Carlo. Di questi ne matutti

Papa non la fece, come quello che mai introdusse abuso o


che
innovazione nella
siastica.

disciplina

eccle-

gnifica

l'eroica
gli

to

che

umilt, ed il cullendono diverse na-

zionij

mai

vietalo dalla

santa

Sedella

de; che
pressore

se Carlo fosse

stato

un op-

del

sommo

pastore

medesima, essa certamente l'avrebbe proibito ; mentre il clero di Francia venuto con lui io Roma, so-

Finalmente il Santelii con abbondanza di prove su tutti i punrigettata qualunque obbiezione ti , che si possa addurre in contrario, colle pi convincenti ragioni trionfalmente conhiude, che s. Leone III non si prostr a Carlo Magno, e meritare il quadro di Odevaere pel
disonore che fa
alla

religione cat-

a
tolca ed
all'

LEO
augusto suo capo
,

LEO
e
di

perch mancante di veracit isterica, noncuranza ed obblio ( ed io aggiungo severa riprovazione per
lo

Francia per celebrar con lui la festa del Natale. Pai ito per quel regno, a s. Mauritornare
in
I

rizio

nel Vallese

il

Pontefice fu in-

scandalo

dato

avendo
il

esso

contrato da

tentato di sacrificare l'onore,

de-

coro della Chiesa romana , nella lusinga di procacciarsi la protezio-

Lodovico I primogenito di Carlo, e da questi in Rei ras con esultanza e divozione. Di l


insieme
recaronsi a Soissons, indi a Quiercy, dove, o meglio in Aquisgrana, celebrarono le feste Natalizie.

ne

di

una
,

potest secolare che la

conculcava. All'articolo Imperatore

[Fedi)

citammo
,

le

leggi

degli

antichi imperatori

qualunque specie
si

di

che proibirono adorazione che

so augusto,
in

Accompagnato poscia dallo stesil santo Padre pass Germania, dove falsamente di-

volesse prestare alle loro statue


altre

immagini. Riprendendo il filo della biografia di s. Leone III, per cagione d'uno spaventevole terremoto, che nell'ultimo
di aprile dell'

ed

che canonizzasse s. Suidberto. Congedatosi il Papa da Carlo Macesi

gno, carico di donativi, ed accom-

pagnato da alcuni baroni del regno,


fece ritorno in

Roma, congedando
nobile
Iriense

80 1

sobbiss parecdi

Ravenna
s.

la

comitiva.
trasfer
la

chie citt
s.

d'Italia, e la basilica

Neir 8og
sede
di

Leone IH

Paolo

di
,

riedificata

Roma, dal Papa tosto comand che ne' tre


festa dell'A-

vescovile

alla

citt

Compostella.

giorni

precedenti alla
si

detto

Nel novembre di anno l'imperatore adun u


si

scensione

cantassero in
le
litanie,
le

pubblica
quali pel
isti-

concilio, nel quale

tratt la

que-

processione

stione se lo Spirito Santo procede

medesimo
]e

motivo erano state

dal Figlio

come

dal Padre. Per deciil

tuite in Francia nel

secolo, cio

Rogazioni [Vedi). Oltre a moltissimi musaici e pitture con che orn la citt di Roma, vi fece pi
finestre di

vescovo Gorbia a consultare il Pontefice, col quale deputati ebbero una gran conferendi

derla l'imperatore sped

Worms

e l'abbate di

vetro ornate
forse

di

diversi

za sulla

parola
dalle

Filioque,

cantata

colori, cos alla


se,

basilica lateranenil

nel simbolo
cia e di

chiese di Fran-

primo esemAvendo s. Leone III nel 798 eretto in metropoli Salisburgo, neir8o4 istitu il vescovato di Mantova per la seci

che

pio dei

vetri

dipinti.

guente causa. Essendosi

in

questo

Spagna, non da quella di Papa desiderava che ci fosse seguito da per tutto, ma rispettava i concili che vietavano qualunque addizione al simbolo; e per mostrare il suo attaccamento

Roma.

11

tempo scoperto in detta citt una spunga inzuppata del prezioso sangue di Ges Cristo, Carlo Magno scrisse al Papa acci volesse accertarsene; il perch s. Leone III si port sul fine di novembre a Mantova, e verificata
reliquia,
1'

all'antichit, e

non offendere
fece

la

de-

licatezza

de' greci,

appendere

nella
di

basilica

vaticana

due
di

tavole

identicit

della

novantaquattro libbre e mezza, nelle quali fece incidere il simbolo com'era stato formato nel concilio di Coargento
del

peso

ne die ragguaglio all'imperatore, dimostrandogli il desiderio

stantinopoli, in
l'altra

una

in
i

latino,

nel-

in greco.

Ma

fiancesi per-

LEO
slslellero nella loro opinione, e

LEO
non
te

23
I.

rendite da

s.
i

Pasquale
tributi
i

Esen-

piegarono
del

al

prudente

sentimento

da

tutti

pellegrini

Papa che voleva evitar conlesa co'greci, bench la sua credenza fosse come quella del concilio. Carlo Magno dopo aver fatto il
testamento e riportatane l'approvazione de' primati del regno, volle
udire
l'oracolo
di

fu

Roma, e sommamente benemerito della Chiesa. Abbiamo tredici lettere di


inglesi

che

venivano

in

questo Papa nella raccolta de'concilii. Gli fu attribuita falsamente un'opera evidentemente apocrifa ed insignificante , Enchiintitolata
:

e finch visse altro

s. Leone III; non bram che

ridion cantra

omnia mundi

peri'

Roma
il

la

cattedra
e

di

s.

Pietro

cula

Carolo
la

Magno
santa

in

munus

fosse celebre

venerata per tutto


1'

datum. Vac
giorni.

Sede dieci

mondo
la

per

ecclesiastica

autoristabisi

rit.

Neir8i3
festa

s.

Leone
s.

III

LEONE
mano
di
figlio

IV

(s),

Papa CVI. Roda


il

dell'Assunta, la quale

di Ridolfo
illustre,

celebrava fino da
giura contro

Sergio

I;

indi

famiglia

o Radoaldo, canonico
Ciacconio,

tieir8i5 venne scoperta altra coni

regolare,

come
i

scrive

giorni suoi: ne con-

dann

rei

alla

pena capitale,

e
fat-

sped legati

al

nuovo imperatore
di

Lodovico
to.

per informarlo del


celebrare

Per

sollievo

varie afflizioni

che pativa, soleva

ogni

giorno otto o nove volte la messa; altri dicono che ci facesse quando
la

monaci benedettini, non gi del monastero de' ss. Silvestro e Martino a' Monti di Roma, ma veramente del monastero di s. Martino ch'era contiguo alla vecchia basilica vaticana , dove divenne perfettissimo religioso. Noa
pass tra
solo fece
profitto

nella cognizione

solennit della festa e la molti-

delle lettere,

ma

nell'esercizio ezian-

tudine del popolo


molte.

obbligava dirne

dio delle cristiane virt

con
era

edifi-

Govern

venti anni, cinque

cazione di
di

tutti.

In

fatti

uomo

mesi e sedici giorni. In tre ordinazioni cre ventisei vescovi, trenta preti

somma

religione^

innocenza, u-

mill

e dottrina, e

ed
tanta
gli

oltre a ci

e dieci diaconi.

Il

Cardella registra
di
s.

fornito di tale

prudenza,
autori di

otto cardinali nel pontificato

che come
pente e
ba.
la

scrivono
semplicit

Leone
silica

III.

Mor

agli

12

sua vita, imitava

l'astuzia del ser-

giugno 8 i6j e fu sepolto nella bavaticana, venerandosi il suo corsotto l'altare della

po
la

Madonna
il

del-

Colonna. Dipoi
de'riti fece

la

congregazio-

ne

porre
a'

suo

nome
la

nel martirologio romano, celebran-

colomGregorio IV della singoiar morigeratezza ed abilit del giovane monaco, lo trasse dal monastero, lo fece chierico, prendendolo al suo servizio
della

Venuto

in cognizione

done
lui

la

Chiesa

12 giugno
e
,

di

nel palazzo lateranense.

Dopo

qual-

festa.

Fu amatore
mansueto e

premiatofacondo,

che
il

tempo

lo

volle

iniziare nel

re de' letterati,
affabile,

erudito

sacro ordine

del

liberale.

Edi-

suo successore
lo

suddiaconato, ed Sergio II, mosso

fic

un ospedale

pei pellegrini pres-

e penetrato dalla
t,

fama

di

sue virper
ti-

so detta basilica, con

un pubblico

sollev

alla
gli

dignit di carconfer
ss.

bagno per comodo


al

de' medesimi, quale poi furono aggiunte mol*

dinale prete, e

tolo la chiesa de'

Quattro Co-

a4
ronali.
tefice

LEO
Appena morto questo Pone non ancor seppellito, fu
concordemente
eletto

LEO
Script,
rer. Ital.
t.

II,

p.

53 r, co-

ron nell'anno 85o imperatore Lodovico


II.

subito

in
del-

successore, cio a'


l'

27 gennaio
aprile,

Prima

di questo
la Citt

tempo e

nel-

847 ; ma non non che agli 1 1

fu consecrato se

r848 fond

quando

de romani, che i saraceni venissero contro di Pioma, fu

per paura

Leonina [Vedi)^ o borghi che sono prossimi alla basilica vaticana, che s. Leone III avea cominciato a circondare di

uopo eseguire questa consecraprima che arrivassero gli ambasciatori imperiali, che ad essa allora doveano essere presenti. Col segno della croce e coli' immagine
d'

mura

di

bastioni

ci
la

fece

s.

zione

Leone IV per difendere


do questi
la

basilica

dalle incursioni de' saraceni.

Aven-

saputo che il Pontefice avea riccamente adornata


barbari
basilica ed altre chiese di Roma, con un'armata navale si avviarono per predarle neir849> sbarcando ad Ostia presso le foci del Tevere. Il santo Padre prima ristabil e
le

della Beata Vergine, che

si

venera

nella basilica Liljeriana, estinse

un

furioso incendio che

bruciava Ro-

Bor^o {^Vedi) j ne racconta lo stupendo miracolo Anastasio Bibliotecario


in quella parie chiamata

ma

fortific

mura

della citt, e poi


si

nella vita

di

questo

Papa, e ne

aiutato dai napoletani


stesso

parti egli

parlammo ancora nel voi. XIII, p. 249 del Dizionario. Per questo
avvenimento
dell'Assunta
si

con

un

esercito per

Ostia,
disper-

dove l'armata saracena


sa,

fu

ordin

che
alla

la

festa

distrutta e in parte fatta schia;

celebrasse

per otto

va
se

vittoria che in

un

al

memo-

giorni, in riconoscenza

Beata
colle fosse
tal

rato incendio,

mirabilmente dipin-

VerginCj per
sue preghiere
il

avere ottenuto

che
nel

appunto

Raffaele nelle camere vaticane. Terminata neir852 la Citt Leo-

estinto

fuoco

giorno di

nina, ove
di
s.

si

racchiuse
e gli

la

basilica

Egualmente colle sue orazioni s. Leone IV ottenne che


festivit.

Pietro,

ospedali delle

diverse

nazioni
in

che

venivano
il

sparisse

un mortifero
:

serpente, col

Roma
a'

pellegrinaggio,

Papa

veleno del quale erano perite molte persone in Roma ne parlammo

dic,

27 giugno solennemente la dedopo avere con costante vi-

pncora

agli in

articoli

Chiesa di

s.

gilanza assistito alla fabbrica, nulla

Lucia
PIEDI.

Selce,
e

Lavanda

dei

curando l'intemperie del tempo.


tale effetto
s.

Scomunic
grado
IMarcello,

depose Anastacardinale

Leone

IV comand

sio

dal
s.

di

prete

che

tutti

vescovi, preti, diaconi e

perch avea abbandonato il suo titolo per cinque anni ; questo cardinale non si deve confondere col Bibliotecario.
di

chierici

della
le

Chiesa romana, dopo

cantate

litanie

ed

il

salterio, gi-

rassero seco insieme le mura, can-

tando

inni

e cantici

spirituali,

Fu
che

s.

Leone

IV
a

il

primo
gli

Papa
anni

piedi nudi e con

cenere
i

in capo.

cominci
gli

contare

Ordin pure che

cardinali faces^

del pontificato, su di che sono a vedersi


articoli
ec.

sero l'acqua benedetta,

e nel paslaQx^-.

cato, Bolle
Berliniani,

Anno del PontifiSecondo gli Annali


il

sare aspergessero le muraglie, sulle


quali
il

Pontefice,

spargendo
repit tre

appresso

Muratori,

grime e sospirando,

LEO
che riporta il Rinaldi all'anno 852. La prima recitata sopra verso s. Pella porta che guarda legrino, incomincia con queste parole, e fu composta dal Papa Deus,
zioni,
:

LEO
Tre
ti,

25
vigne, pra-

volte questo Pontefice diede

la citt di

Porto colle
costretti

terreni e bestiami, ai corsi (che


stati

erano

ad abbandonar
li

isola

di

Corsica per
de* saraceni
)

frequenti

qui

Apostolo

tuo

Petto

colla tis

sbarchi

acciocch la

clavbus.

La

pra

la
s.

porticella

seconda egli recit soche soprastava


:

guardassero dai nemici, avendo essi promesso obbedienza e fedelt a


lui

Castel

Angeloj e principia cos

e suoi

successori.
l'isola

Infestando
di

Deus, qui

ab ipso

Chrstanitatis.

saraceni anche

La

terza orazione

cant

sopra la
scuo-

piccola porta di contro alla


la de'sassoni
:

Praesta
s.

qnae.sumus
coi

Sardegna, molti sardi l'abbandonarono e procurarono stabilirsi altrove. 11 Papa concesse loro un borgo con chiesa
dedicata alla
ta miglia

omnipotens. Dipoi
sacerdoti

Leone IV
i

Madre

di

Dio, tren-

e con

tutti

baroni di

lungi da

Roma

si

rec
s.

processionalmente
Pietro, ove reci-

nella chiesa di

tando oiazioni
per
la

e laudi, cant la

messa
la

salute del
e

popolo, e per

borgo prese il Vico Sardonum : alla chiesa oflr un calice con patena. Inoltre a s. Leone IV si deve l'erezione della
citt d
le
si
I

Rma, onde il nome di Sardi,

conservazione

perpetuo

stabili-

Leopoliin Tuscia, della qua-

mento
re

della Citt Leonina. Al dire

dell'Anastasio,

s. Leone IV fu puautore dell'orazione: Deus cui

3o
t

parl nel voi. XIII, p. 3oo e del Dizionario. Di questa cit-

si

pu vedere

il

t.

Ili,

p.

197

dextra
tani,

b. la

Petrum
a

ambulanlem
ai

in

delle

Memorie
del

istoriche
il

di

Bene-

fluctibus,

quale diede
favore

napole-

vento

Borgia,

quale opina

che
per

della
i

Chiesa

combattevano per mare

saraceni.

che Leopoli forse si chiam anche JSeapolis o Citt Nuova, lo che egli

Va
6.

avvertito,

che
egli

sebbene
in

arguisce

dal

nome

posteriordi

queste orazioni furono

attribuite a
esse

mente dato a Centocelle

Citt

Leone IV, perch


alcune
di

inser

parole
cui
si

adattate alle
parlato, le

circostanze

quali

poscia
nella

furono

levate rimacui oggi le

Vecchia oggi Civita Vecchia. Per opera di questo Papa si restaurarono le mura e le porte delle antiche citt di Orte e di Amelia.

nendo

forma

in

Govern
tre

s.

Leone
sei

IV

otto
In

anni,

diciamo; ma sono esse pi antiche, poich si trovano nel Sacramenlario di Gregorio I, t. IH, pag. s.

mesi

giorni.

due orvescovi,
II

dinazioni

cre

sessantatre

diecinove preti

ed otto diaconi.

ii3
t.

ii4 Oper.
p.

Il

Labb, Coc//.
19
di
le
s.

Cardella riporta venticinque cardinali che vissero nel


s.

Vili,

i3 e
in

riporta

pontificato di

com'erano IV. JNeila


dio
la

tempo

Leone
Sassoni

Leone IV,
lui

alcuni de'quali furono

contrada

de'

da
suo
gio

creati.

Mor
il

nell'

855

a'

17
il

nella Citt Leonina,

edific ezian-

luglio,

sotto

qual
la

giorno fu

chiesa di

s.

Maria. Neir'854

nome
la

registrato nel

martirolonella ba-

Etelvolfo re d' Inghilterra,


fatto

avendo un pellegrinaggio a Roma, il


lo

romano, e
festa.

chiesa ne cele-

bra

Fu

sepolto

Papa

accolse

con

grandi con-

silica

vaticana,

ove
della

sotto l'altare

trassegni di onore.

della

Madonna

Colonna

si

iG
venera
il

LEO
suo corpo.

LEO
Fu
e
di

singo-

(Vedi),

nella

iar dottrina, consiglio

magniti-

della quale

Campagna romana, parlammo anche all'arti-

cenza, che fece sperimentare


alle

anco
s.

chiese
I
si
i

di

Roma,
che

Simile a
tutto

Gregorio
modello,
istruire

avea preso
dei

per

colo Genzano, ed alcuni senza ragione lo dissero nato in Arezzo; fu monaco benedettino nel monastero di

applic sopra
pastori

ad

loro doveri.
giustizia

Brandallo, poi cardinale, forse creato da Giovanni IX, perch nel suo pontificato

Pio, umile,

amante
nelle

della
i

figura

fregiato di questa di-

e del popolo, fu assiduo


vigilie.

benefic

poveri, e

gnit.
di

Sette giorni

dopo

la

morte

orazioni

e nelle

Delle
se

scrisse

lettere molte ne conoscono due,


in

che che

pur

si

pongono

dubbio.

Una

indirizzata a Prudenzio vescovo di Troyes, sulla consecrazione di


un'abbazia per
ligiosi
;

Ademaro

e suoi re-

Benedetto IV, fu eletto Pontefice a'28 ottobre del goS. Il cardinal Cristoforo ambizioso suo famigliare, abusando della troppa sua bont, vedendolo incauto e poco abile al governo, lo fece subito rinunziare e ritornare alla vita monastica,

l'altra

ai vescovi di

Bre-

piuttosto

lo

cacci ia
il

tagna che l'avevano consultato sopra molti articoli e particolarmenTra quete sui vescovi simoniaci.
sto Pontefice e
il

un

carcere,

come

scrive

Sigonio,

successore venne
ridicola
fa-

narrata l'impudente e
vola della papessa
ca in
eh.

usurpando il soglio pontificio. Leone V accorato di vedersi spogliato della suprema dignit, mor dopo un mese e nove giorni da che vi
era assunto.
lica

Giovanna [Vedi),
cattoliil

Fu

sepolto nella basi-

JXell'accademia di religione

lateranense.
a*

L'invasore Cristosi

Roma, de'5 giugno 1845,


Secchi

foro
scere
di

6 dicembre
per

fece ricono-

Giampietro compagnia di Ges,


p.

della

Papa, cio

nella

morte

professore di

Leone

V, onde

non

vac la

filologia

greca e

prefetto della bi-

Sede.

romano, nella sua dissertazione present una Nuova difesa de romani Pontefici Benedetto III e Giovanni Vili, miovamente infamati colla favola della papessa Giovanna dai nemici delblioteca nel collegio

LEONE VI,Papa CXXVII. Figlio


romano della famiglia Gemina, che poi fu detta Sanguigna. Questa antica famiglia romadi Cristoforo

na, che

diede

il

nome

alla

torre
alla

Sanguigna del suo palazzo, ed


contrada presso
Pantasilea
la

la Chiesa
essa
si

cattolica.
I,

Un
p.
1

sunto di

Chiesa d
rest

s.

Aa
s,

legge nel voi.

15 della
prof.

pollinare (Vedi),

estinta io

serie seconda degli

annali delle sciendal

Sanguigni,

maritata

ze

religiose

compilati
fu

Ferdinando Torres

cavaliere di

Giacomo
derni
intero
s\

Arrighi, e poscia ne' quariportata per

posteriori
bella

Giacomo della Spada, il quale da Malaga nel regno di Granata trapiant


la

difesa.

Vac
e

la

sua famiglia

in

Roma,

santa
giorni,

Chiesa
fino
III,

un mese
alla

dodici

consecrazione di

17 luglio, giorno della morte del predecessore.


eletto a'

Benedetto

LEONE
nacque

V, Papa

in Priapi, villa presso

CXXI. Egli Ardea

dov'ebbe principio il palazzo architettato da Pirro o Pietro Ligorio ia piazza Navona, oggi dal proprietario detto Lancellotti. Essendo Ferdinando incaricato d'affari nel regno di
Napoli per
Filippo
II,

present la

LEO
Pio IV. Da Roma poi pass la famiglia Torres nell'Aquila, avendo lasciato nella Spagna il ramo primogenito ne'conti di Miraflores, ed un altro in Portogallo,
cliinea

LEO
nedettlno.

27

Fino dai primi giorni del suo pontificalo chiam in Roma s. Odone abbate di Clugny per
la

estinto in principio del decorso

se-

colo, ne' Tisconti di

Leone VI

in

Ponte di Lima. morte di Giovanni


sul
fine di
di

monastica, Paolo il monastero che vi era anticamente, e per riconciliar Ugo re d'Italia con Alberico suo figliastro che qual prinriformare
disciplina
s.

riedificare in

fu eletto

Papa

giu-

cipe

signoreggiava
le

in

Roma,

la

gno, o sul principio

luglio del

quale per

loro discordie era con-

928. Govern con


destia,
la

integrit
di

mo-

tinuamente oppressa. Scrisse Leone

pieno di

zelo

riformare
e solle-

Chiesa, per quanto eia possibile


quell'epoca deplorabile,
pacificare
le
i

VII tre massime;


di di

lettere
la

piene

di

buone
IMartino

prima ad
di in

Ugo duca
s.

in

Francia e abbate

cito di
Italia.

turbolenze di
3
febbraio

Tours,

cui

sotto
l'

pena

di
alle

Mori
fu
11

circa

scomunica

proib

ingresso

929, e
ticana.

sepolto nella basilica va-

donne

Cardella
sotto

registra

due

cardinali

questo pontificato.

nel suddetto monastero; la seconda a Gerardo arcivescovo di Lorch in Germania, al quale ac-

Sede apostolica sia slata subito occupala da Stefano Vili. Il


la

Pare che

cord
vi
di

il

pallio

la

terza

ai

vescola

Francia e di

Germania,

pontificato
sette

di

Leone VI

fu di soli

quale una risposta a molte questioni

mesi
II 7,

e cinque giorni. Alberlib.


si

risguardanti gl'indovini,

gli

to
I,

Kranzio
p.

Mctropolis cap. meraviglia de' pochi


i

stregoni e malfattori che

facevano
preti

penitenza, ed
e loro piole.

matrimoni de'

che Tvevano Pontefici di que' tempi onde sospetta che il veleno fosse allora in grande uso.
mesi
,

Govern Leone

VII

con
ca

somma mansuetudine,
pace universale,
tre

integri-

t e singoiar zelo della ecclesiasti-

Sull'epoca del

pontificato di

Leone
Pontif.

anni,
circa

sei
li

VI, Flodoardo,
inter Script,
II,

De romanis
Ital.
t.

mesi e dieci giorni. ib luglio gBg, e fu


basilica

Mor
vac

rer.

HI, par.
versi.

sepolto nella
la

p.

324, riporta questi

vaticana.

Non
.

sansuc-

ta

Chiesa, perch

subito

gli

Pro quo
Mensibiis

celsa Peiri Sextiis

Leo

cesse Stefano
visse

IX

Flodoardo
citato,
di

che
fa

regniina sximens,

a suo tempo, loco


finisce

haec

sepietn

servai,

il

seguente elogio
il

qidnisque diebits.

con esso

Leone VII, e libro de' roma-

ni Pontefici.

LEONE
mano
to
al
figlio

VII, Papa
di

CXXX.

RoSeptimus exurgt Leo, nec tamen


ista

Cristoforo, fu eletto
voglia, e consecra-

Papa contro sua

voluntas,
npics

prima de' 9 gennaio del 936, dire di Flodoardo presso il Murer.

Nec

curans,

mundi nec

celsa requireni,

ratori, Script,

Ital.

tom.

lil,

Sola Dei c/nae sunt, alacri sub


pectore voh'en<!,

324. H p- Mabillon, saec. V Benrd. p. 907, stim che Leone VII fosse stato monaco bepar. II, pag.

Culminarne

evitans, oblata subi-

re remitans.

28
tore

LEO
Eaptiis at erigiiur, dgnusque ni-

LEO
modestia e la sua dolcezza, quanto per le grazie di cui natura i'avea fornito, e secondo alcuni fu

probatur
eximii, Petrique in se-

Regmims

de loca tur. Sed mnime assuetam linquit decoramine curam, Deditus asslduis precibus , specxdamine celsus,
AJfLalu laetns, sapiens, atque ore
sereiius, etc.

monaco

benedettino.

Divent

ca-

nonico della chiesa di

Toul

sotto

Erimanno

successore di Bertoldo, ed in morte di Erimanno il clero ed il popolo l'elessero in sua vece


di

unanime

voto,

onde fu

consa-

crato vescovo in et di
tro anni a'

ventiquat-

Papa CXXXVL f^. Antipapa XVI, Giova:vmXXII, Benedetto V, e Roma pel concilia-

LEONE

Vili,

me

scrivono
t.

9 settembre 1026, coSammartani, Gallia


i

christ.

Ili,

stumi,

la

p. 196. sua carit,

suoi

co-

la

sua

conscelta.
i

bolo da

lui adunato nel 964, essendo stato eletto nel precedente.

dotta

corrisposero
i

tale

Am
beni

poveri,
li

don

loro

suoi

LEONE
luogo
posto

IX

(s),

Papa CLVIII.

serviva

personalmente.

Brunone conte di Dapsburgo, ove nacque nel 100^ ai 0.1 giugno,


sulle

Prese l'abitudine di fare ogni anno un pellegrinaggio a Roma, ov' era

frontiere

della

accompagnato
cento persone.

talvolta

Lorena, del Palatinato e dell'Alsazia, figlio di Ugo conte di Enge-

Dopo
II,
il

Papa Daraaso
agosto

da cinquemorte del avvenuta agli 8


la

neheim

castello

l'Alsazia,

Colmar nelcugino germano dell' injpresso


II
il

1048,
invi
III,

clero

e popolo ro-

mano
Enrico
gli

legati

all'imperatore

peratore Corrado

Salico, e di

perch volesse indicar-

Gherardo di Alsazia duca dell'alta Lorena da cui discese la casa di


Lorena, e parente dell' imperatore Enrico III, dicendolo Cornerus }iatione alemanimm. L'abbate Grandidier,
lie di Piivaz,

un

soggetto che

degnamente po-

occupare la Sede apostolica vacante. L' imperatore convoc a Worms in assemblea i vescovi ed grandi del regno, e li richiese di i
tesse

niemoGherardo fu fratello maggiore di Brunone , ed essere lo stesso che Berardo o Bedietro la scorta delle

consiglio alla

domanda

dice che

ni; e tutti con voto

de' romaunanime diil

chiararono che Brunone,

quale

roldo, stipile della casa di Savoia.

da ventidue anni con zelo infaticabile governava la chiesa di Toul,


era

Vuoisi che Brunone discendesse da


Etico

duca d'Alsazia, che mori verso il 6go , e che fu il ceppo delle case di Zeringen-Bade, e di Habsburg- Austria. Sua madre erede de' conti di Dapsburgo o Dabo, lo fece educare diligentemente,
I

pi atto a sostenere in quei il tempi l'arduo incarico di presiedere alla Chiesa di Dio. Partecipata
scelta, l'ud

a Brunone la

di

mala

voglia, e chiese tre giorni per deliberare, passandoli in orazioni. Vinto

dalle

istanze

de' grandi

e del

aflidandolo nell'et di cinque anni


alle cure di Bertoldo vescovo di Toul. Brunone divenne un prodi-

clero,

accett colla espressa condi-

gio di scienza,

un modello

di piet,

si

rese distinto tanto per la sua

zione, che il clero e popolo romano dovesse confermarlo, n siffatta elezione dell' imperatore non fosse stimata e valutata che una sem-

LEO
plice

LEO
unanimi di
tutti.

29
l'ac-

raccomandazione. Ritenne il vescovato di Toni, destinandovi per


di

Generale fu

a successore Odone de' principi


Svevia, indi parli alla volta di

clamazione con cui fu accolto il suo parlare, e per consiglio d'ildebran-

Ro-

do venne
riti

ma
pa

a'

27 dicembre.

Vestito da Pa-

si port prima a Clugny, ov' era priore Ildebrando, poi s. Gre-

secondo gli antichi popolo e dal clero, chiamato Leone IX, benedetto a' 2 febbraio 1049, e solennemente inegli

eletto dal

gorio

VII

[Vedi), e

vi

giunse

il

Ironizzato a' 12 dello stesso

mese,

giorno di Natale. Brunone che teneva gi in gran conto l' eccelse


doti d'Ildebrando, trattandolo pot

Per

tal

modo

fu dimostrato e sta-

colta di eleggere

sciarsi

meglio apprezzarle, e giunse a lapersuadere da lui, che eoerentemente alla saggia riserva con cui avea accettato, deponesse le
insegne
pontifcie
,

non avere l'imperatore la faPapa chi pi gli piacesse. Grato ad Ildebrando lo


bilito

cre suddiacono

della della
di
s.

Chiesa

ro-

mana, economo
lica,

ed abbate
s.

Sede apostoPaolo; e d'ai-

si

recasse

in abito da pellegrino, per confermare ai i-omani che Ja semplice elezione dell' imperatore non gli dava alcun diritto alla santa Sede di Pietro. Ildebrando guidato dal pi sublime zelo per l'onore della Chiesa e del suo capo,

Roma

cos

Leone IX nulla intraprese senza Ildebrando. Tutto il suo pontificato fu un continuo viagcui gio pel bene della Chiesa
lora in poi
,

sacri canoni,

da molti anni addie-

tro trascurati e nella


tutti

memoria

di

procur ad ogni passo di restaurare. A questo fine


quasi
estinti,

non potendo
na e
l'altro

soffrire

di

veder

l'u-

celebr in

Roma
concilio

nello stesso

troppo influenzati dai principi, concep il disegno di rendere nuovamente indipendente dalla

io49 un

dopo
i

la

anno domecon-

nica in Albis, in cui furono

dannali principalmente
ci,

simoniaantichi
recossi
il

potest

civile

l'

ecclesiastica.

e furono rinnovali

gli

riuscire al

grande intento ed alla riforma dell' orbe cristiano, accom-

canoni. Alcun
il

tempo dopo
una

Papa

presso l'imperatore,

qua-

pagnando Brunone a Roma, lo fece pienamente entrare nelle sue viste, .sino a ricevere promessa da Brunone, che avrebbe seguito
consigli salutari.
i

le

a cagione di

differenza in-

sorta fra lui e Goffredo


di

di lui

il Barbuto Lorena, pel dominio della Lorena superiore, trovavasi nel Bei-

gio,
in

onde

informarlo dello

stato

Pioma con Ildebrando, attravers a piedi nudi la citt, e ritrovato


il
il

Giunto Brunone

d' Italia

e dei bisogni della Chiesa.


di arrivarvi, in passare per

Prima
Pavia
cilio,

popolo ed

il

Pontefice celebr

adunato a cantare inni di lode, si avanz nel mezzo dell'assemblea ed asceso il pulpito cosi parl. L'elezione del clero e popolo
clero

per restaurare nella


la

un conLombar-

dia
altro
silica

disciplina
io

ecclesiastica.

Un

ne tenne
di
s.

Reinis nella ba-

R.emigio, che consacr;

romano
autorit,

essere la sola

canonica, e

concilio che celebr


ostacoli

maggiore

dei decreti di ogni altra

frapposti
il

ad onta degli da Enrico 1 re


de' congrefra
le
si

quindi

essere
,

pronto di
propria
suffragi

di Francia;

numero

ritornare in patria
elezione

se la
i

gali fu grande, e

tratt

non

ottenesse

altre cose delle ingiustizie ed usur-

3o
pazioni che
tro
la
si

LEO
commettevano
di
s.

LEO
connel settembre

torn

condannar

chiesa

Arnolfo; indi

r
il

eresia di

Berengario,

come pure

passato in Germania,
concilio alla
tore, in cui

convoc

un

libro del

Corpo di

Cristo di Gio-

presenza

dell'impera-

furono disputate molte cose conceruenti il bene generale


della Chiesa,

io5i si nel Germania, abboccandosi coir imperatore in Augusta, e con


vanni Scoto. Quindi
diresse in
lui a' 2

massime
e

l'estirpazione

febbraio celebr
,

la

festa

della simonia,

sulla

continenza
uffizi

della
col

Purificazione

riconciliandosi

de' chierici. Ivi pei buoni

del

ribelle arcivescovo di

Ravenna.

Papa

e de'principi, Enrico 111 ac-

Restituitosi

in

Roma

nel concilio

cett in grazia Goffredo di Lorena.

che

Nel medesimo concilio


dichiar l'arcivescovo
legato apostolico.

s.

Leone IX

adun dopo Pasqua, depose Gregorio vescovo di Vercelli adulnuovo desanto Pa-

di

Magonza
coli'

tero e spergiuro, e fece


creto sulla

Insieme
si

im-

continenza de' chierici.


il

peratore
lonia
a

il

Papa

trasfer
la

in Co-

Terminato
:

concilio,

il

celebrare

festa

de'

ss.

Pietro e Paolo, e concesse all' arcivescovo que' singolari privilegi de;


scritti

dre per Subiaco pass nella visit Capua, Benevento, glia


te

Pu-

Mon-

Cassino e Salerno

procurando
invasori

all'articolo
il

Coloma. RitorItalia

far la

pace coi normanni

nando
br
s.
il

Pontefice in

cele-

dell' Italia

meridionale, che da luncelebr


le

Natale in Verona, e portossi


il

go tempo impunemente devastavano. In

in Venezia a venerare

corpo di

Monte Cassino
ss.
i

Marco
,

di

cui
alle

era

divotissimo

feste de'

Pietro e Paolo, ed astentata ribellione a-

lasciandovi
stato

chiese di questo quale fu ricevuto con sommo onore, molte indulgenze ed immunit. Essendo rientrato in Roma nel io5o, nel concilio tenuto
nel in aprile

solvette

beneventani dalla scomuprecedente lanciato.

nica, che per

vea nell'anno

condann Berengario

casi

po

de' sagramentari.
il

Da Roma
Si

port

ponto per visitare la chiesa di s. Michele Arcangelo nel Monte Galgano, ed in


a

Pontefice

Tornato il Papa in Roma si rec nel io52 per la terza volta in Germania, per ottenere soccorsi contro i normanni, e per pacificare l'imperatore con Andrea I re di
Ungheria, eh'
ca.
egli

avea scomunica-

to per rifiutare l'autorit apostoli-

Monte Cassino
ca
delle

celebr

la

domeni-

Passando in Ratisbona
i

Palme, concedendo agli abbati del monastero l'uso de* sandali ed altri ornamenti vescovili
nelle principali
feste.

canonizz

ss.

il Papa Wolfango ed Erar-

do
no

vescovi di quella citt. Nell'anstesso


il

Subito

dopo

Pasqua si restitu in Roma, ove adunato un concilio nel maggio, "vi canonizz s. Gerardo vescovo
di

Padre ebbe ia abboccamento coll'iinperatore, il quale mai fece lagnanza per quanto erasi operato sul conto della sua elezione. Essendo
santo

Worms

altro

Toul, colla

costituzione
il

Virtus
Bull.

Bamberga

feudataria

della

Chiesa

dU'inae opantonis, presso

Rom.

t. I, p. i3 1. Nello stesso anno

romana, riserbandosi il Papa l' omaggio della chinea, cambi questo feudo per
l'

Leone IX
celli,

in

io5o torn s. Francia, ed in Ver-

intero

possesso di

per dove pass, ia un concilio

Benevento signoria della santa Sede, couveuendovi Enrico III. 11

LEO
Pontefice

LEO
canonici
di
greci.
Il

3i
fece

permise

ai

santo Padre
di

ritorno

Banibeiga l'uso della mitra, cos a quelli di Besancon, cio al diacono


e suddiacono, ministranti al vescovo. L' imperatore gli diede cinquecento valorosi tedeschi , coi quali prosegui il suo viaggio. Celebr in

in

Roma prima
a'

Pasqua,
e
fu
il

che

cadde

3 aprile,

primo

Papa che arm

milizie proprie. In

Benevento erasi ammalato gravemente ; migliorato alquanto, volle


celebrare pontificalmente
a*

12 febviag-

Amburgo

la

festa

della

Purifica-

braio, anniversario della sua intro-

zione, e nella

quinquagesima era a Mantova, di dove part sollecitamente per sedizione contro de' suoi domestici, mossa da alcuni cattivi
vescovi, timorosi della
severit
;

nizzazione, quindi intraprese


gio in lettiga.
Si

il

trattenne

dodici

giorni a

Monte Cassino,

e l'abbate

Richero volle

sua
in

giusta

indi

si

restitu

Roma
Dopo
in cui
i

accompagnarlo. Nei io54 s. Leone IX confut eruditamente Michele Cerulario, patriaril

nella

quaresima
alle

del

io53.
liti

Pasqua tenne un
pose fine

concilio,

antiche

tra

pa-

triarchi di Aquileia e di

Grado. In

il quale avea primato della Chiesa romana con abbominevole orgoglio. Sped il Papa in Costantino-

ca di Costantinopoli,
scritto conti'o

questo anno
s.

il

Pontefice canonizz

poli per conciliare

Urlo monaco ed i suoi compagni. Guastando i normanni la Puglia e la Calabria, ed altre terre della Chiesa, ed ivi commettendo molti disordini, s. Leone IX dopo
aver celebrato
il

suoi

legati

che

la concordia i furono Federico

cardinale

arcidiacono della
e cancelliere,

Chiesa

romana X, che
fredo

poi Stefano
fratello

si

port seco

il

Gof-

III

duca
e

di

Lorena;
di

UmSelva
di

detto concilio, a-

berto
Amalfi.
Il

cardinal
,

vescovo

dun un
gli

esercito per frenar le loro


i

Candida

Pietro

arcivescovo

usurpazioni:

pugliesi,

anconitani ed altri

campani, sudditi poni

Papa avea
lettera

loro

consegnato

vennero a ordinarsi sotto i vessilli di lui, e se ne fece capitano egli stesso. Si venne a fiero combattimento a' 28 giugno presso Civitella o Civitade, e bench il
tificii

una

pel

patriarca Michele,

tutta eslratla dalla sacre scritture,

dimostr chiaramente dovere regnare la pace e la concordia fra coloro che fossero cricolla quale
stiani

Papa

restasse vinto dai

normanni
e

non

di

nome,

ma

nel cuore;

che voleva scacciar

dall'Italia,

essere l'orgoglio
i

e la

presunzione

prigioniero, i normanni comandati da Pioberto Guiscardo prostraronsi a' suoi piedi, e ne implorarono la benedizione ed il perdono. Quindi condussero il Pontefice a Benevento, dove rest sino a' 12 marzo io54, ed ivi egli diede nondimeno le leggi ai vincitori. Questi da

precursori dell'anticristo; la Chie-

essere stata pur troppo la madre di molte eresie che appena sorte furono sempre soffocate e distrutte dalla romana; e

sa orientale

poich

la

Chiesa di

Roma
la

avea odi

gnora
il

conservata

dottrina

Cristo nella sua purezza, aver essa


diritto di

persecutori divennero protettori della Chiesa, e furono dal


vestiti

sorvegliar tutte le alvolte

Papa

ine di

tre che

soventi

avevano er-

delle

terre

occupate,

rato; provarlo quattro concilii generali;


i

altre

che avrebbero conquistate sui

quali ispirati dallo Spirito

32

LEO
ris
tes

LEO
ministrs
:

Santo avevano dichiarato che la Santa sede di Roma era stata dallo
stesso

sicut
,

valesti,

hospi-

suos castrant
clericatuin

ei

non solurn

Signor nostro Gesi Cri-

ad

sto costituita

se

di

Dio

capo di tutte le cliiedovere i fedeli della

piscopatuni promovent.

Chiesa orientale cessare


ta

una
i

vol-

dallo

schernire
i

con intollerapi

bile insolenza
fidi

veri cattolici,

sed insuper ad eCi fatto , i legati si disposero a ripartire per Pioma col permesso dell'imperatore, e come furono fuori della citt, imitando gli apostoli scossero
la

discepoli e

seguaci di Pietro,

polvere dai

loro calzari.
,

La
di-

chiamandoli

azimiti, tanto

pi non

citt

tumultuava
pronto

Michele

si

avendo
perbire,

la

Chiesa greca onde insue semplice obbedi

chiar

a convenire

in

un
ri-

e persistendo anzi nel neCristo, di cui

accomodamento colla Chiesa romana, sicch r imperatore dovette

gar quella pura


dienza alle leggi
la

chiamare
ti

legati ch'erano gi giun-

Chiesa romana l'erede; essere

Selimbria.
il

Ritornati costoro,

ormai tempo che i greci rientrassero una volta in loro stessi e vedessero
la

voleva

convocar una assemblea generale per farveli malpatriarca


trattare dalla
zata;

trave

negli occhi
il

loro.
si

In
dif-

plebaglia a ci
l'

aiz-

questa lettera

Pontefice

ma

informato
,

imperatore

fuse assai contro gli scritti del

mo,

della

perfidia

proib

qualunque
il

il naco Niceta di Costantinopoli quale aveva con mollo fiele sparlato della Sede apostolica e del pane azimo, e sostenuto a spada tratta il matrimonio de' sacerdoti
:

congresso fuori della sua presenza,


e licenzi
triarca
il
i

legati. la

Sdegnalo

pa-

chiam

plebe a rumore,

che fu cagione che l'imperatore

ordinasse
di
lui,

una

inquisizione

contro

all'arrivare dei
lui

legati

gli

scritti

di

ne

facesse svelare l'infamie,

furono

arsi

su quella pubblica

ne cacciasse in
gli

bando
i

parenti e
il

piazza in presenza dell' imperatore

amici.

Tuttavolta dipoi
legati del

pa-

Costantino IX.
tiche che
scritti,

Ma

il

patriarca

non

triarca

scomunic
il

Papa,
scisma

volle ritrattare le

proposizioni ere-

tolse

nome

di esso dai sacri


cos
lo

avea

sostenuto ne' suoi

dittici,

rinnovando
Fozio,

n venire

legati

romani, pronunciarono
sentenza
di

a conferenza coi per lo che questi


al

dell'iniquo

la

divisione

della Chiesa greca

dalla latina.

in faccia

la

scomunica

popolo contro

Dicesi

aver
si

s.

Leone IX detercantasse
,
il

minato che
in
le

Gloria
tutte

di lui,

e contro tutti
dalle sue

coloro

che

excelis

Deo (Fed)
Cominci

in

ricevessero
ristia,

mani l'Eucasi

messe, tranne quelle nominate a


il

lu questa bolla di scomuni,

quell'articolo.

primo a
Il

ca contro Michele
razione di
dal
siciit

fa

l'enumedi lui:
,

contar nelle bolle,


gli

ma non sempre,
Car-

tutte

eresie sostenute

anni

dell'

Incarnazione,

patriarca

dai settari

della registra dieciselte e pi cardinali

dona ti s ine affnnant

exce-

da

lui

creati.

Fu

s.

Leone

pta graecorum ecclesia^ ecclesiatn


Christi et

IX

ornalo delle pi belle virt, e


tre

veruni sacrificiuin atqiie

tra queste soleva

volte la set-

baplisinum ex loto inimdo peiiisse: sicut mcolailae , carnales nnplias concedunt et defendunt sacri alla-

timana portarsi scalzo dal Laterano a s. Pietro di notte, accompagnato da


tre chierici,

che l'aiutava-

LEO
iio

LEO
La
sti

33
664,

alla

recita

delle orazioni.

ad
festa.

di'em

19
la

aprilis p.

vita che men fu ansterissima; il suo corpo era sempre coperto di un


cilicio;

giorno in cui
la

Chiesa ne celebra
basilica

dormiva

iu terra sul tavo-

Fu
cana drea
e

sepolto

nella

vati-

lato, coperto di

peto,

un semplice tap adoperando un macigno per


e vivapiet tenera

presso

r altare

de'

ss.

Anil

Gregorio,

come

scrive

guanciale. Di zelo ardente


ce, di

ISTovaes

nella vita di

solida,

era

che di cinquant'aiini incominci ad imparare la lingua greca, per meglio


attivo e laborioso a segno tale,

IMa il Sidone che fu riposto nell'altare chiamalo de morti, per essere uno de' privilegiali
lica

questo Papa. e Martinetti dicono

pei defunti,
la

nell'antica basi-

poter
degli

confutare
In

gli

scritti

de'greci
flagello

presso

porta

Piavenniana.

scismatici.

fatti

fu fu

il
il

Nella ricognizione del sacro corpo,


trovato ancora lungo che giungeva all'altezza di nove palmi, per opera del cardinal Cusenlino lo trasfer con gran pompa a' 18 gennaro 1606 all' altare de' ss. Marziale e Valeria della stessa basilica,
incorrotto, e
cos

eretici,

come
,

terrore

Paolo

avendolo

de' cattivi

prelati

de' quali

ne de-

III scrisse di

pose un gran numero. Dipoi Vittore Leone IX, ch'egli s,

era un uomo interamente apostostirpe regia, fornito lico, nato di di sapienza, cospicuo in religione,
e pienamente erudito in ogni dottrina. Lib.

come

si

legge nell'Aringhi,
lib.

Roma

HI Dialog.,

t.

Biblioth.

Patr. p. 854. cinque anni, due mesi e sette giorni


;

XVIII Govern
suo

suhterranea
l'altare

2,
il

cap.

8. JXote-

remo che siccome


dei
detti

quadro dellimogesi
,

santi

egli

cont

il

tempo

del

dipinto dallo

Spadarino, nel

1824
s.

governo,
ci che

non

dalla

benedizione o

fu trasferito nel
la

primo
rota
,

altare dal-

consecrazione,

ma

dalla coronazione,

parte sinistra della chiesa di


della
filiale

prima
,

di lui facevasi dalla

Caterina

della
al-

consecrazione

come

osserva Fran-

cesco Pagi, Breviar. gest.


t.

RR. PP.

medesima basilica, ora il detto tare si chiama di s. Francesco


Asisi

di

56i, n. 33. Dopo il suo ritorno da Benevento, non mai guainfermo, e la malatrito, ricadde tia gli tolse la facolt di prendere
I,

p.

pel

mosaico
del

postovi

tratto
,

dall' originale

Domenichino
il

eh'

nella

chiesa

de' cappuccini.

Aggiungeremo, che
Valeria
e di
s.

quadro

di

s.

cibi solidi.

Avendo predetto

il

gior-

Marziale fu
dei

poi

no
tro,

della sua morte, nella vigilia si


s.

situato nello studio

mosaici in
s. Cauna copia

fece portare nella chiesa di

Pie-

Vaticano, e nella chiesa di


terina
eseguita
la

dove
ascolt

pass

pregare

gran
letgli

vi

fu

sostituita

parte del giorno. Rimessosi iu


to,

da Francesco Kech sotto


di

la

messa, ricevette
e spir

direzione del barone Camuccini.

ultimi sacramenti,

senza

Abbiamo

questo
col
piccoli

Pontefice alantico di
trattati

dolore, pieno di meriti e miracoli,


in et di cinquantadue anni, a' 19 aprile io54, almodo narrato da Ot-

cune omelie Brunone, vari


scorsi,

nome

o divari

delle antifone, de'responsori,


inni

tone diFrisinga,

lib.

VI, cap. 33, p.


in

degli

ed

uflzi

di santi,

126; Wispeigense an. io54, p. 23o

Chroii.

ad

e dai

Bollandi-

regolamenti di disciplina, con molte decretali e lettere che trovansi

voL. xxxvm.

34
liume
fo,
clot.

LEO
nella

LEO
di

raccolta
la

de'concilii.

lo

il

corso

sua vita. Luigi


Io

XI

Scrisse altres

vita

di

s.

Idul-

re

di

Francia

nomin

ancor

pubblicata nel
del p.
s.

Thesaurus anec-

giovinetto

vita di

Martene. Scrissero la Leone IX, Agostino Bond' Arras, in


versi
;

tempi
s.

monaco

Biunone vescovo
cjusdem^
famigliare,
a'

di Segni,

inter

ad un beneficio , e il Novaes dice ad m\ arcivescovato. Innocenzo Vili che avea maritalo il suo figlio Franceschetto Cibo alla di lui sorella Maddalena, nell'et

Opera
e suo

Venetiis

i65o;
dal-

di

selle

Wirperto contemporaneo
l'Enschenio
illustrala

del santo

lonotario

apostolico

anni lo nomin proe giunto a ,


r

pubblicata
aprile,
la

quella di quattordici anni, agli

19
1

quale
usc in
il-

marzo
diacono.

i4^9
Bens

'o
il

^''^^

cardinale
volle

dal p.
1

Sirmondo
5, e

Pontefice

Parigi

nel

fu ancora

che

solo

dopo

tre

anni

dovesse

lustrala dal
lib.

Barzio,

Ach>ersarior.

chiamarsi e procedere da cardinale,


acci prima compisse o s'inoltrasse
negli studi, con libert di

4^, cap. 19. Si trova pure nella Storia letter. della Francia,
t.

tenere o

VII, scritta dai

benedettini. Se

rinunziare

la

dignit
I

cardinalizia.

Benedetto

pontificato

prima o nel Leone IX, o se invase nuovamente la sede dopo Ja morte di questi, ne traila il p.
di
s.

IX mor

Questa ritenendo, agli i marzo 1492 nel monastero di Fiesole solennemente Giovanni assunse le vesti
cardinalizie.

Portatosi
gli

in

Roma,
le
al-

Sciommari, Bartolomeo
ferrata, pag.

Noie alla

vita

di

s.

Innocenzo
tre insegne,

Vili

confer

IV
1

abbate di Grottae seg.

e per diaconia la chie-

39

Vac

la

Se-

sa di
le

de apostolica undici mesi cinque giorni.

e venti-

la quas. Maria in Domnica, prov ben presto gli effetti di

sua pia

LEONE X,PapaCCXXVII.

Gio-

generosit, dappoich essendo prossima a rovina, splendi-

vanni de Medici nacque in Firenze agli 1 1 dicembre 147^ ^'^^ nobilissimi genitori Lorenzo de Medici il Magnifico fiorentino, e Chiara o Clarice Orsini romana. La sua educazione corrispose all'opulenza ed allo

damente
te
i

la

restaur, indi
sacri.

ricevet-

primi ordini

La

dolcez-

za e
tere,

mansuetudine del suo carate mollo pi la straordinaria


liberalit
lo

sua

resero

universal-

mente amabile. Mecenate impegnatissimo


de'ietterati,

splendore di sua famiglia, e fu alidata all'ateniese Demetrio Calcondila.

oltre
li

l'estima-

zione in cui sempre

tenne, cur

iiardo

Angelo Poliziano, Egineta e Bei-Dovizi di Bibbiena poi carQuesti primeggiavano tra dinale.
gli

ognora

di

soccorrerli e promoverli.

Egual premura ed
pegli artisti,

amore mostr
che
talento

e pei giovanetti e

uomini pi valenti del loro temGiovanni si mostr degno po, e


di

davano
indole.

indizio di

buona
e la

Con

le

grazie del suo spirito,


fratto,
si

riceverne

le

lezioni, nelle lettere

con l'amenit del suo


variet delle

greche e Ialine. Fece negli studi lapidi progressi, massioiC sugli anlichi filosofi. Il fasto e gli onori in

sue cognizioni
nobilt

gua-

dagn
na.

TafFetto della

roma-

mezzo a
anni
g'
,

cui crebbero

suoi primi

ispirarono

quel

lusso

magnificenza, cui manifest in lut-

Osserva il Giovio, che quantunque si trovasse talvolta esausto arte e di denaro, seppe con tale proprio occultare il disinvoltura

LEO
bisogno,

LEO
IV, e
propria.
col
Il

3?
di
si

the
dal

sembrava aspettasse
Jnnocenzo Vili
l'invi
le-

disegno

rialzare la

denari
elio

cielo.

perch

procur

l'a-

stesso

anno 1492

micizia di Giulio II e del suo nipote favolilo cardinal


ciotti

gato nella provincia del Pnirinioiiio


di
s.

Galeotto Franla
gli

Pietro,

quando perdr Lorenzo

della

Rovere,
nel
1

cui

morte
il

suo padre aV) apiile. Alloia avendo bisogno la casa IMedici di u-

immatura
pili

5o8

cagion

vivo cordoglio.

na

persona che ne sostenesse


la in

l'au-

Intanto le sue viste politiche


10

non
let-

lorit,

fortuna
Firenze,

e
il

il

decoro che
lo

distraerono

dai

suoi

lavori

godeva

Papa

nola

min

legato

Intere di

tutta

Toscana. Tornato
gnit a Firenze,
gli

con

questa
di e

di-

colm

benefzi
,

amici

di

sua

famiglia

die

testimonianze di riconoscenza a'suoi


educatori, principalmente a Calcon'
dila.
JNel

declinar

di
111
,

luglio

i^Ofi
cui
il

mor Innocenzo \
cardinale
sistere al
si

per
cui

port in

Roma, per
in

as-

conclave
rest

usc eil

letlo

Alessandro VI. Een presto


involto
nelle
la

cardinale
grazie
le dalle

dis-

della

sua famiglia,
fu

quaFi-

fazioni

cacciata da

renze,

all'

autorit del
fratello

gnnfaloniere
la

Piero

suo

avendo
Pier

re-

n soprattutto dal suo genio per la caccia, alla quale si abbandonava con passione. Quando nel i5o4 perde il suo fratello PierOj sostanze ne soffrirono, ma le sue non perci rest abbaltuto il suo coraggio. Kel 1 5o6 avendo Giulio li ricuperato il dominio di Perugia, ne fece legalo il cardinale, form il disegno di riraellere e Medici in Firenze; ma le viceni de delle guerre per la lega di Camfrancesi e il bray, e poi contro duca di Ferrara, non glielo permisero. Nel tempo della seconda il Papa sped il cardinale in Bologna per legato, non che in Romagna
terari,

pubblica

sostituito

quella del gon-

per
testa

legalo
di

governatore.
pontifcio

JNella

faloniero perpetuo
Il

Soderini.

battaglia

Ravenna
fu

essendo alla
,

gli

partito da Firenze anovembre, vioggi allora in Francia e in Germania, dopo es-

cardinale
1 1

dell' esercito

agli

11

aprile

i5ii

fatto prigionie-

ro
al

da' francesi, e dato in custodia

sersi

ritirato
i

in

Citt di

Castello,

cardinal
II e

Sanseverino ribelle di
legato dell'esercito frangli

ove

ilellii gli
si
:

diedero onorevole
procacci
al cimi

Giulio
cese,

asilo.

Ovunque

ammivisse

e solo
i

fu resa

la

libert
il

ratori ed amici

tempo

quando

francesi

sgombrarono

anche in Genova presso sua sorella Rladdalena Cibo. Anmuizialagli col

Milanese. Altri col Cardella narra-

neir agosto

i5o3
ai

la

morte
in

di

no che evase allorch fu arrestato ad un passo del Po detto la Stella

Alessandro VI, fece ritorno

Ro-

a Bassignana,
famigliare

pel

valore di
tagli
la

ma,

in

cui assist

conclavi che

un suo

che

ebbero luogo nel settembre ed ottobre del medesimo anno per le elezioni di Pio 111 e Giulio II della Rovere. Colla famiglia di questi procur riconciliarsi, dopo le vicende avvenute per la congiura
de' Pazzi

mano
ceva

ed uccise quello che condiicavallo del cardinale. Pasil

sato in

Modena

in casa

fu accolto

benignamente
d' argento.

Rangoni, vi e provvedue sitio d

to

di vesti, denaro, cavalli

vasellame

Portatosi a

nel

pontificalo

di

Sisto

Firenze, con gran

pompa

e gloria

36
\i entr agli
1 1

LEO
settembre,

LEO
ma
po-

ciala

la sua vita fu minacda una congiura, ch'ebbe la sorte di scampare, restituendosi in

scia dicesi

per opera principalmente dei pi giovani, rest a pieni voti epella,

letto Pontefice in et di trentasette

anni, agli ii marzo i5i3, e prese


il

Roma, dopo aver dato


grandezza
venture.
d'

saggio di

nome

di

animo

per tante ava'


li,

l'articolo

Epoca,

Leone X. Siccome alriportammo per-

Frattanto

febbraio

ed a'4 marzo entrarono in conclave venticin-

i5i3 mori Giulio

te

ch il giorno I I fu particolarmenmemorabile per questo Papa


qui

produremo

versi

co' quali

que
Il

cardinali per dargli

il

succes-

venne

ci celebrato.

sore, di

trentadue

che

vivevano.

cardinal Medici molestato da utagliarla

Undecima eduxit Leo


dida in or beni,

te

lux can-

na postema, per

fu chia-

mato

il

chirurgo Giacomo di Briela

Et Patribus
cima.

sacris addidit unde-

ra, secondo

Storia de conclavi,

ma
le

veramente da Brescia, il quadopo fatta l'operazione non pouscire dal conclave, per comansacro
i

Undecima
exul,

exisli patriae conjlnibus

Ilostibus es saevis captiis in

lui'

do del
giorno

collegio.

Nel

terzo

decima.

custodi del conclave, se-

Undecima

exolvit nexus, et Gallica

condo le bolle pontifcie, restrinsero ad un sol piatto, unum ferculum, cardinale, onde coil cibo d'ogni
stringerli
alla
si

vincla,

Undecima
Te

Naiivas sedes reddidit undecima. e tantis Pastorem Curia soluni


legit, et

sollecita elezione.

In
e

conclave

seppe

come Parma

regnum firmai
vales

in

wi'

Piacenza per opera degli spagnuoli eransi ribellate al duca di Milano.

decima.

Undecimum

numerwn

cele-

A' IO marzo nella

cappella

di

s.

brate quotannis,

Nicol e nel primo scrutinio di tal giorno, il cardinal Alborense ebbe


tredici voti,

Carniinibus cultis lux sonet un-

decima.

onde

suoi emuli im-

paurili
casi

cominciarono

a pensare

ai

Leone

a'i5 marzo fu ordinato


fu consecrato ve-

loro.

Nelle ore pomeridiane vi


pratiche in

sacerdote, a' 17

furono

gran
;

conclave
si

ma

segrete
i

come ancora
s.

abboc-

venne coscovo, ed a' 19 sabbato ronato prima della domenica delle

carono

cardinali Medici e Raffae-

le Riario detto

Giorgio nipote

di Sisto IV, e fu creduto che


di

uno
indi

loro sarebbe stato


il
il

eletto
si

per tutto per Papa


i

conclave

pubblic

cardinal Medici. Tutti

Palme, onde poter celebrare convenientemente le funzioni della settimana santa, tanto essendosi stabilito nel primo concistoro, tenuto a'i4 marzo. Agli 11 aprile con solennissima pompa, non mai veduta dopo
dovisi
i

cardinali gli

andarono a baciare
rallegrarsi nella sala,

tempi de'
centomila
delle

goti

essen-

le

mani ed a

speso

scudi

nel

e continuarono a far ci per tutta la notte nella di lui cella. Nella

solo apparato
trettanti
se

strade, ed al-

per essere distribuiti, predella


stesso
basilica

mattina seguente adunati

cardi-

possesso
,

latera-

nali per Io scrutinio in detta cap-

nense

sullo

cavallo in cui

LEO
un anno prima
sta

LEO
X
al
l'e
,

37

nello stesso giorno

In quetermine l'uso de'paramenti sacri, ed in s. Giovanni le antiche cerimonie. Di queera slato fatto prigioniero.

Fra le prime cure di Leone una fu quella di dare fine


generale concilio Laterancnse
dal

cavalcata

ebbe

incominciato
,

suo

predecesso-

sto possesso

abbiamo

le

descrizioni

del cerimoniere Paride de Grassis, Paolo Giovio, Gio. Penni, dicendoci Sebastiano di Branca de' Tellini che furono eretti sette archi trionfali.

che descrivemmo all' articoLaterano. Fratlanlo i francesi obbligati a sgombrare il Milanese, aveano lascialo presidii nelle
lo

cittadelle principali,

per

cui

il

re

di

Francia

Luigi XII,

calcolando

Delle pretensioni
I,

alla tiara di

sulla tregua conchiusa

con Ferdie
di

Massimiliano
\ol.

ne
di

parlammo

al

nando
ziani,

ve di

Spagna

Na-

XV,

p.

285

del

Dizionario.

poli, sicuro della

fedelt dei

vene-

Leone
i

prima

uscire dal con-

clave avea gi fatto

suoi segretari

pass le Alpi per combattere Massimiliano Sforza duca di Mila-

due

celebri letterali Pietro


;

Bem-

bo e Jacopo Sadoleto
eleganti scrillori
latini

due pi

vivessero, e che poi


cardinali.

Essendo

che allora Paolo III cre andato Pompeo


i

no ch'era rientrato nel suo retagLeone X vide con dolore tali divisamenti, e malgrado le carezze
gio.

che il re di Francia avea fatte a Giuliano de Medici, deliber d'impedire tale invasione. Seguendo gli esempi del predecessore, si valse a
tal
i

Colonna a baciargli
pa perdonandogli
fatte
le

piedi,

il

Pali,

trame

ribeili

nell'infeimit

di

Giulio

uopo

del soccorso degli svizzeri:

con singoiar umanit gli restitu i benefzi, ed us grandissima liberalit coi Colonnesi. Perdon ancora ai congiurati, che avevano attentato con Macchiavello a' suoi giorni.
I

suoi discorsi
di

pieni

di grazia, di

bont e
i

eloquenza

incantarono

romani. Fin d'allora


II

derazione lo fece

la sua momettere col suo

6 giugno i5i3 perderono la battaglia di Novara, e furono obbligali a ripalriare. Raimondo Cardona s' impadron di Genova, e Luigi XII fa cosi spogliato di quanto possedeva in Italia, mentre era molestalo da Enrico Vili l'e d'Inghilterra collegato del Papa. I veneziani battuti a
francesi a'

predecessore Giulio

nello stesso
il

Vicenza, rimisero
all'arbitrio del

le

loro contese

genere di parallelo, che

lione

l'agnello. Sotlo tali fausti auspicii incominci il suo glorioso pontificato ; il suo governo il quadro

di
il

un

secolo intero,

valilo

d'imporre

l'arlicolo

al quale ebbe suo nome. Alper Giulio li parlammo


il

capo della Chiesa. Luigi XII oppresso dai disastri si pacific colla santa Sede, e fu assoluto dalle censure scagliale conII. La gioia tro di lui da Giulio
di

Leone

fu

accresciuta dalla

vittoria riportala dai


ria e di Polonia sui
felice

re d'Ungheturchi, dalla

del parallelo
tra

fallo

dal dotto
il

Fea

Giulio
il

II

dice, che

e Leone X, primo avendo


di ducati

quale

scoperta di

Vasco Gama, e
di

lasciato

dalla solenne ambasceria

Em-

cinque milioni

d'oro^

il

raanuele re di Portogallo,
tenere
terre

secondo polo largheggiare profusanieule,e cunchiude che il secolo XVI


clovea portare
il

da

lui

la

per otdonazione delle


dai

conquistate
I

navigatori

nome

di Giulio li.

portoghesi.

tre

ambasciatori in

38

LEO
del re di
al

LEO
quelle tre potenze
;

nome
tarono
delle

Portogallo presen-

offri

al

re di

Pontefice
eravi

doni preziosi
orientali,

conquistate

Indie

fra' (jiiali

un

elefante chia-

sua mediazione presso i cantoni elvetici, ma indarno per ottenne che sposasse la sorella del
la
;

Francia

mato Annone,

di singolari qualit,
nelle

re d'Inghilterra.

In

tal

guisa de-

che descrive l'Oldoino


zionl al Ciacconio,
p. al

Addi

stramente dissip
procella
sull'Italia.

una

formidabile

Vit.PP. t. 111, 378. L'elefante riusc cos'i grato Pontefice, che dovendolo perdeper
un'angina,

che

stava

per

piombare

Profittando di tale tran-

quillit,
pii

pens a fermare in
l'autorit

modo

re dopo due anni

durevole

della sua

a conforto del
faele

fece dipingere dal

d'Urbino,

suo rammarico lo celeberrimo Rafcolle misure delle


naturale, presso
la

sue

membra

al

Sontuose feste avvezzavano gli abitanti ai godimenti del lusso, e disponevano gli animi a piegare sotto il giogo di
famiglia a Firenze.
i.na casa

torre della porta del palazzo

valiele-

che un

cano, ove lo fece seppellire con

stata

cara per pi di

tempo un

era loro
titolo, alti
li

gante epitaffio in
del
sta

nome
,

del custode

Papa nutriva ancora pi


gni
:

dise-

medesimo

elefante

Giambatti-

Braconi aquilano,

riportato dal

Cancellieri nella

Siura de' possessi

p.

62. Ricevette Leone

doni

presedeva vicina la morte di Ferdinando V, e destinava il regno di Napoli a Giuliano de IMedici suo fratello, mentre Lorenzo suo
nipote sarebbe stato

con magnifica pompa che descrive Paride de Grassis nel suo Diario
mss.
t.

sovrano della

Toscana.

JVIii'ando

Leone
si

tali

IV,
di

p.

g4j esistente ndll'aril

grandi avvenimenti,

ravvicin a

chivio
la

VcUicano, ed

f^'iui

Leone
il

Fabioni nelX, p. 74- I"


il

contrassegno di stima verso

moman-

narca portoghese,

Papa

gli

la

rosa d'oro benedetta, insieme

Luigi XI 1, stimolandolo a fare un nuovo tentativo sul Milanese, quando il principe fece temere prossima la sua morte. 11 Papa vide perci che non gli restava altro partito

collo stocco e
detti
ti
;

cappello

pur bene-

celebrando siffatti avvenimencon sontuose feste.

che di difendere i suoi possedimenti in Lombardia. Con tale disegno tece l'acquisto di Modena,
di

JNel

i5i4
ai

il

santo

Padre sped
ai

cui

la

situazione
coi

legava

la

co-

legali

moscoviti

ed

maroniti
;

municazione
e
di
le

dominii
di

pontificii,

per

trarli

dallo scisma de'greci

col

citt

di

Reggio,

Parma

medesimo
con
dai

apostolico
di

zelo
gli

procur
abissini
s.

Piacenza, poco

prima
I

restituite

lettere

trarre

alla

santa Sede. Intanto


e

l'imperaloro pre-

loro errori, e canonizz

Rru-

tore Massimiliano

Ferdinando
i

none. Luigi XII che non rinunziava

Y
i

spinsero con ardore


i

Milano, tent di trattare colla Svizzera. Tale disegno essenal

ducato

di

parativi contro

veneziani,

mentre
cristiani.

turchi avevano ottenuto colle ar-

dogli

fallito,

cerc di formare una

mi

alcuni
il

vantaggi

sui

alleanza pi stretta colle case d'Austria

Sbigottito

Papa

dalle

tristi

con-

e di Spugna, per

una nuova

seguenze che potevano


tali

nascere da
tentare ola

unione di famiglia. Leone procur attraversare tale negozio, per


jtupedire
la

incidenti, risolse

di

gni

cosa

per

ristabilire

pace,

divisione

d'Italia fra

almeno

tra le

potenze

d'Italia.

LEO
tale effello invi
il

LEO
a
ne-

39
pi lontano
diritti

Bembo
suoi

portava
di

le

sue vedute

goziare co'veneziani
diiii,

concitlafare dei
al

loro, e che

d'altronde conosceva
i

onde

pcisiiaderli a

meglio d'ogni altro


tiara,

della

sagiifizi

all'imperatore

re di
all'al-

Spagna,
so.

come

rinunziare

non deliber diversamente, e prevenne saviamente le dure contingenze, nelle quali


si

leanza de'franeesi,

ma

senza succesil

era trovato
in

Luigi XII

mor

primo del

Alessandro

VI attendendo
il

R.oar-

i5i5, e Francesco I eredit la sua corona, ed progetti di rientrare in Italia. Appoggiato ancor lui ali

ma
tersi

il

re Carlo VIII

colla sua

mata.

Fu
in

Papa

il

primo a met-

viaggio per Bologna, acdieciotto cardinali,


tutta la curia
in

Venezia, ritornato padrone di Genova, dove la fazione dei Fregoso avea


l'allenza

della

repubblica

di

compagnato da
romana,
legato
il

molti principi e da
lasciando

Pioma

per

vinto

quella
si

de' Fieschi

degli

cardinal Soderini. Giunto


a'

Adorni,
Alpi.

prepar

a valicare le

in Firenze

Leone
la

avrebbe

voluto osfu obbli-

e visitata la

3o novembre i5i5 tomba di suo padre,

servare

neutralit,
allo

ma

s'avvi per Bologna preceduto dalla


ss.

gato di unirsi

Sforza, ch'era

Eucaristia, ove fu ricevuto con


le

collegalo cogli svizzeri, con

Massi-

tutte

dimostrazioni

di

onore,

miliano

Ferdinando
gli

grado
1

tutti

ostacoli,
Italia,

V. MalFrancesco
la

penetr

in

e
i

vittoria

di

Marignano rimise

francesi

in
di

quanto all'esteriore, ed in sostanza freddamente, perch i bolognesi desideravano sempre l'antico loro governo. Fece incontrare il re dai
suoi legati
,

possesso di Milano,

di

Parma,

fuori
;

della

citt

Piacenza e della persona di Sforza,

dal sacro collegio

il

re

fu pre-

che fece
ti

al

re cessione de'suoi stain

sentato a Leone

in
i

concistoro,

si

ritir

Francia. Leone
tali

dopo

avergli reso

suoi reli-

sconcertato
di

da
prese

sinistri,

temendo

vedere

invaso lo stato
il I

ecclesiastico,

partito
pel

di

trattare con Francesco

mezzo

omaggi, gli fece i pii graziosi complimenti. Il Pontefice, l'uomo del suo secolo che si esprimeva il pi nobilmente, e che si
giosi

del

duca
la

di

Savoia

cui Giuliano de
sata
sorella,

Carlo III, di Medici avea spozia

studiava

di

usar
gentile,

con

tutti

della

del

monarca
incomin-

maniera pi larmente uso

fece

partico-

di

questo

talento iu

francese.

Le

negoziazioni
il

un incontro,

in cui la

sua pulitezNella
nel
I

ciarono, obbligandosi
levare la guarnigione

Papa

di

za serviva alla sua

politica.

da

Parma

da Piacenza, e di ga promettendo
;

ritirarsi
il

dalla le-

celebr messa solenne che giorno di s. Lucia, Francesco


rese
i

gli

re di difendere

soliti

onori;

il

Papa comunic
altri

il Pontefice, il suo stalo, la casa Medici e la repubblica di Firenze; indi si convenne d'un abboccamento iu Bologna.

molti della sua corte,

assolse

per

la

pubblica

confessione che

fecero, al
p.

modo

detto nel voi.

XVI,

caidinali

forse poco sensata,

no che
contro

il

al

una delicatezza non approvarosanto Padre andasse inre ; ma Leone X che


per

io3 del Dizionario. Nei congresso si combinarono quelle cose che tratta a lungo lo Spondano eccl. a detto anno, negli Annal. ed il Fabioni a p. 93 e seg. JNe

4o
furono
lia
le
il

LEO
principali, la pace d'Ita-

LEO
quale piomb sul Milanese
;

Leone

famoso Concordato tra Leone X e Francesco I {Vedi)^ con che venne abolita la prammae
tica

X
il

ordin in pari tempo a Marco Antonio Colonna di unire le milizie

pontifcie alle imperiali.

Per
gli
Il

sanzione

siccome

la

bolla

generale

francese

Lautrec,
lesistenza.

che sostituiva il concordato alla prammatica sanzione fu letta nel concilio di Lalerano , a queil' articolo riparlammo del concordato, come ai luoghi che vi possono avere relazione. Al duca di Ferrara

oppose un'invincibile re di Francia non


d'esser
ci

dubit

pii

tradito

dal

Papa

questi

non ostante
credenza
:

fece dimostrazioni

di fedelt al le,
vi

che parve prestarentrambi dissimularoreciprocamente.

Modena e Reggio, e ducato di Milano allora occupato dai francesi, Parma e Piafu restituito
al

no, spiandosi

Nel

i5i6

il

Papa

beatific Fi-

lippo Benizi fiorentino, zelante pro-

cenza.

Il

Papa don

al

re

un

ric-

chissimo reliquiario
stato di

d'oro

tempe-

di

pagatore del suo ordine de' servi Maria. Ad istanza di Emmaal-

gemme,
pass

che

racchiudeva
e

nuele re di Portogallo concesse


la diocesi di

un

pezzetto della vera Croce. FranI

cesco

Milano,

Leone

Coimbra che si brasse ogni anno la memoria


di

cele-

di

s.

ove riseppe la morte di Giuliano suo fratello ; nei primi momenti del suo dolore si
ritorn in
ritir

Roma

Elisabetta regina

quel
il

reame.
culto dei

Con un breve approv


sette
zati

martiri francescani
in

martiriz-

nell'aprile

Civitavecchia,

Ceuta

Daniele,

Samuele,
Nicol ed
di

e poco

manc che non fosse rapito da una mano di barbareschi sbarsulle

Angelo, Donno,
Ugolino.
fratello,

Leone,
la
affetti

Dopo
tutti
gli

morte
di

suo

cati

coste,
salvarsi

ed
in

ebbe tempo

Leone
Ur-

appena

di

Roma.
s.

IXel

X
al

si

riunirono sul nipote Lorenzo,


il

i5i5
dubbi

Leone
sulla

dichiar
di
il

alcuni

quale destin

ducato di
della
II

regola

Chiara;

bino. Francesco

Maria

Ro-

eresse in metropoli

vescovato di

vere nipote di Giulio

Torino, ed in sede vescovile Borgo s. Sepolcro. Intanto l'alleanza tra Francesco I e Leone inquiet r Austria e la Spagna, le

n'era il possessore, reo di aver congiurato coi francesi contro lo zio, di aver
il

ucciso
delitti

cardinal Alidosio, de' quali


assolto in
stesso zio, e di aver

l'avea
lo

quali cercarono

di

fortificarsi
11

con
caralla
il

morte
le

punto di mal-

l'appoggio di

Enrico Vili.

trattate le truppe della Chiesa nel-

dinal Wolsey, bench

elevato

porpora da Leone X, persuase suo padrone re d' Inghilterra


contrarre
essere
tal

di

nuova
fu

alleanza, di

cui la conclusione

sospesa per

ultime occasioni. Il Papa, bench avesse promesso al re di Francia di perdonarlo lo scomunic , fece marciare le sue milizie contro di lui, e s' impadron del ducato, di
,

morto nel gennaio i5i6 Ferdinando V. Allora Francesco I form de' disegni sul regno di Napoli ma il Papa che temeva l'in;

cui diede

l'

investitura a

Lorenzo.
il

Nel seguente anno tent


di

Rovere

rientrare ne' suoi

stati,

ma

fu

obbligato cedere al vincitore; tuttavolta fu liberato dalle censure, e


solo

grandimento
suscitargli

de' francesi,

cerc di
!, il

contro Massimiliano

ebbe

piccoli

compensi. Questa

LEO
guerra esaun
il

LEO
pontifcio,
criticalo

4
i

tesoro

di

lui

protettore,

malgrado
a'

re-

ed
tali
gli

il

Pontefice

fu

assai

clami di questo, fu arreslalo, e do-

come nana

Boscoe.

cure di famiglia,

mezzo a Leone X avea


In

po un regolare processo
s.

6 luglio

fu decapitato segrelametile in Castel

occLi aperti sulla condotta delaltre corti.

Angelo

nelle
il

carceri

venendo
il

le
il

Ud\ con rammarico

squartati

segretario

ed
e
,

chi-

trattato concliiuso in

Koyon
,

tra

rurgo.

Come

consapevoli della confalli

Fiancesco I ed il giovane arciduca poi Carlo divenuto re di Spagna imperatore; procur inutilmente

giura furono accusali


gioni quattro cardinali
rio

pri-

cio liia-

un

contro-trattato,
I

perch
a

Massidi

decano del sacro collegio, Sauli, Volterrano fratello di Pietro Sederini,

miliano

accedette

quello

Adriano Castellense
Tutti
e

di s.

Koyon. JNel '5 17 poco manc che Leone X non cadesse vittima di un'iniqua trama ordita contro la
sua
vita.
Il

Grisogouo.
della
benefizi.

furono
confiscali

privali
i

porpora
liiario

loro

che

implor

per-

capo principale
Petrucci
suoi
,

eia

il

cardinal

Alfonso

offeso

dai Medici

perch

l'avevano
esiliato

due

altri

fratelli

con da

dono per non averne dato avviso, l'ottenne mediante la multa di centomila scudi, venendo assegnato il
di lui

palazzo

per

la

Cancelleria

Siena, di cui Paudolfo loro padre,


poc' anzi
vati

[Vedi).

Sauli egualmente complice

morto,
il

era signore, e pripaterne.

come consapevole

delle

ricchezze

Or

volendosi
la

cardinale vendicare nel-

della congiura, condannato pure a perpetua prigione, ne fu liberato per cospicua

sacra persona di

Leone X, di
de' pii
,

somma
to
di

di denaro, restando priva-

cui era stato

uno

zelanti

voce attiva e passiva ad ar-

promotori

al

papato

procur di
e sco-

bitrio del

Papa. Gli

altri

dna car-

ucciderlo di propria

mano

de' fautori del

pertamente, procurandosi l'appoggio duca di Urbino deJVcn

conseguirono il perdono pagando ognuno dodicimila fiorini.


dinali

Di
il

tuttoci

scrissero

posto.

potendo

effettuare

il

Fabroni

pag.

minutamente ii5 e seg. e il


,

barbaro disegno, risolvette di ricorrere al veleno, e guadagnalo il chirurgo del Papa Eatlista da \ ercelli,

Guicciardini nella Storia


hb. XIII, p. 467.

d'Italia,

Vedendosi
cardinali
il

che serviva

il

di lui
g'

fratello

circostanze poco

Borghese
la,

Petrucci,

insinu

di

in queste Leone amalo dai tredici che componevano allora


stabili

porlo nella medicatura d'una

fsto-

sacro collegio,

di

accre-

che Leone
nelle

da
che

gran

tempo

scerlo con
di soggetti,

un numero grandissimo
da' quali
si

soffriva

parti inferiori. Interil

potesse

a-

cettale le lettere

cardinale dal

speltare maggiore attaccamento alla

su questo esecrabile

allentato

Lazio

scriveva

al

suo
la

segretario
in

sua persona. Laonde nel primo luglio, in una sola promozione, cre
trentuno cai'dinali, cosa non mai veduta n prima ne poi ( tranne altrettanti la promozione che di fece a' nostri giorni nel 1816 Pio \'II, dieci de' quali per non pubblic

Antonio de' Nini sanese rimasto

Roma,
Tornato
corte
,

fu
il

scopeita
cardinal
il

congiura.
in

Petrucci

mediante

salvacondotto

che il Pontefice gli avea promesso e dato all'ambasciatore di S;n'"na

ma

liseib in

petto),

ed tb-

,%

LEO
di
sceglierli
Ira*

LEO
suoi
pa-

be cura
lenii,

amici, famigliari,

ed

anche

tra persone disliiile per merito, per


natali

e per ricchezze,

annoveransuftitoli
i

ottenne per Lorenzo duca d'Urbino suo nipot la mano di IMaddalena de la Tour, del sangue reale di Franeia:
nelle

levazione de' suoi parenti,

dovi otto romani.


licieiili

Non essendo
preti
s.

nozze

il

re

ed

il

Papa
,

pei

cardinali

cardinalizi, istitu quello di

Tom-

maso
iiie
li.

in

Parione, e diverse diaco-

magnificenza e tra loro ebbe perci luogo momentanea concordia Francesco I resti;

rivaleggiarono in

temporaneamente dichiar titoIndi con una costituzione dimessa


quelli

lu
al

IM(jdena a

Leone X, e Reggio
re le

duca

di

Ferrara,
ai

chiaro, che soddisfarebbero al precetto della

fice

rilasci

ed il Pontedecime esatte

che

1'

a-

per

de'mendicanti. Un lusso di spendere e di spleudore, in cui il buon gusto and del pari colla magnilcenza
scoltassero nelle

chiese

la crociata contro i turchi. Avvenimenti della pi alta imporlanza agitarono quindi l'Europa in-

tiera.

Volendo Leone
basilica

X
,

continuadella
incornili-

re la riedificazione

sontuosa

sparse l'agiatezza
si

in tutte le

clas-

nuova
ciata
11,

vaticana

di

persone:

la

libert del

com-

niercio, la prolezione accordata alle


lettere
1'

dall'animo grande di Giulio non essendo sufficiente per le

ed alle arti, la saggezza delamministrazione e la sicurt del


accrebbero
la

vi vere

prosperit g-

immense spese il tesoro della camera apostolica, ad esempio di altri Papi, come si disse all'articolo
Chiesa, ricorse alla piet de' fedeli

uerale, e resero per

sempre memoda

labile questo pontificato. Tale bril-

perch contribuissero con


alla spesa necessaria, col

limosina

laute epoca

lii

consecrata

un

premio delle
nella

decreto solenne del magistrato ro-

sante indulgenze.

siccome

mano, che commise


pello di

al

divino scal-

IMichelangelo

Unonarroti

Germania a promulgarle l'arcivescovo di Magonza si serv de' domonicani a


stiniani,

l'erezionc d'una statua di

marmo

preferenza
torbido
il

degli

ago-

questa

per
del

r esegui

malamente
si

un individuo

de' secondi,

Giacomo
tora nella

Duca,
dell'

vede tut-

l'inquieto e
fero, prese

Martino

Luini-

sala

appartamento
JN'el

pretesto con iscagliarsi

de' conservatori in Campidoglio.

con scandalose declamazioni ed


qui
scritti

i5i8 Leone
adunati
la
i

istitu

l'anni versa-

contro
sulla

le

indulgenze, a
perniciosissi,

rio pe' cardinali defunti. Essendosi

dar principio

a' suoi

principi di

Germania
i

nel-

mi

errori
i

grazia

il
,

libero

dieta di

Augusta, per deliberaturchi, perI

arbitrio,

sagramenli

ec.

che

il

re la

guerra contro

ch Selim

vincitore della

Persia
inquiesicu-

Papa condann con bolla e faceudo bruciare tutti gli empi suoi libri.

e conquistatore dell'Egitto

Enrico Vili re
i

d' Inghilterra

lava l'Europa
rezza.
Il

sulla

propria

difese
siarca,

sacramenti

contro

l'

ere-

Papa

spedi qualtio legati

u diversi sovrani
diliinsiva,

per

un'alleanza
dieta
1

e nella detta

fece

presentare a Massimiliano

lo stoc-

co e berrettone

benedetti.

Contil'-

onde Leone X lo chiam Difensore della feda {^Fedi): a Fedorico duca ed elettore di Sassonia che lo favoriva, regal la rosa d'ora benedetta, pregandolo a porre

uuaudo poi ad occuparsi per

un argine

alla

funesta eresia, che

LEO
sino dal suo nascere fece grandi e
liigriaievoli

LEO
dilazioni, e

43

non
Allora

restitu

Parma

e
ri-

progressi
/'''.

massime

in

Piacenza.

Leone
e
i

X
'j2
i

si

Luterani. Germania. Altro avvenimento importante


di

volse a Carlo
fu

cohchiuse
,

un

che l'arciduca Carlo d'Austria e re Spagna, aspirando al titolo di re de' romani, ed all' invesliinra del regno di Napoli, Leone X si
rifiut a
tali

domande

dichiaran-

eoa lo scopo di ripristinare Francesco Sforza nel ducato di Milano, di aiutarlo ad impadronirsi di Pered assirara, Parma e Piacenza curare diversi appannaggi ai IMctrattato agli

8 maggio

dole

incompatibili.

Massindiano

dici,

cio al

mori improvvisamente a' 22 gennaio iSig, Carlo non dissimul le pretensioni all' impero, e Francesco
re.
Il

principato di

nipote Alessandro dieclmda ducati

un
di

rendila, e al cugino cardinal Giulio

de Medici una simile annua pensione


sull'arcivescovato di

si

present per competito-

Toledo. Subiebliero
or-

Papa

sembra

che

propen-

to le galeie pontificie

desse per l'elettore di Sassonia;

ma
un

Carlo avendo fatto


letto col

avvicinare

dine di unirsi alla flolta imperiale, ed il Papa permise a Carlo

esercito al luogo dell'elezione fu e-

nome di Carlo V. Intanto un nuovo affanno domestico afflisse Pontefice, morendo il nipote Loil l'enzo ; Leone X dopo fatti alcuni

conservare coli' impero il regno di Napoli, accrescendogli l'annuo


di

censo. L'esercito fiancese fu


fitto

scon-

in

Lombardia

dall'esercilo pail

pale ed imperiale,

quale ricupee Piacenza,

provvedimenti per la Toscana, riun il ducato d'Urbino agli stati della 5 q canonizz santa Sede. Psel
1
1

r alla Chiesa
indi cacci
i

Parma

francesi

da

IMilano,

s.

Francesco di Paola e nel seguente anno approv l'arciconfra,

che con tutto il ducato si rese allo Sforza, essendo legati apostolici i cardinali Schiner, e Giulio de Medici

ternita della carit pei


cerati,
le

poveri car-

ed eresse

il

monastero
la

per

te

VII.

cugino del Papa, poi ClemeuGiunta in Roma questa

donne

convertile, sotto

regola

notizia,

delle agostiniane.

Duraiile

l'anno

allegrezza, in

Leone X vi fece grande mezzo alla quale, dodi

iSao l'Italia fu tranquilla, e Leone X ricuper Perugia, prese Fer-

po cinque giorni
tii

apo|)lessia, al-

dicono per
e

febbre

lenta
villa

di

mo
di

ed altre

citt della

Marca,
il

indi

catarro presa nella sua


gliana
,

Ma-

rivolse le sue

armi contro
l.

duca

disprezzata

da' medici

Ferrara Alfonso

Polonia, e

Papa canonizz s. s. Leone vescovo, ed


Marglicrita da

Nel iSai il Casimiro re di


in-

appena tornalo da questa, mor il primo dicembre 1 52 i, verso le ore


selle

della

notte,

in

et di qua-

citi e beatific

Cor-

rantasei anni

non terminali, avenolt'anni, olio mesi e

tona, Veronica di Bisnaco e Corra-

do governato
venti
giorni.

do piacentino. Fermo
l'Italia,

il

Pontefice

IMor

non

senza

so-

di cacciar le potenze straniere dal-

spetto di veleno,
nel Sandini, Fit.

persuase Francesco
seco per espellere

a col-

come pu PP. t. II,

vedersi
p.

628;

legarsi
giuioli

gli
,

spa-

neir Oldoino, Addit.


t.

in Ciacconio

dal regno di Napoli con molle promesse. Tuttavolla i! re mostr poco fidarsi di lui, chicbu

Ili,

col

p. 23 1, che a lungo traila Giovio di questo sospetto, pei


il

quale fu posto in prigione

cop-

44
piere del

LEO
Papa Barnab Malaspin. 5.
Il
,

LEO
luogo pi frequente del suo
della

messo in libert per manprove: il Piatti ancora ne parla, e meglio il Fabroni a p. 237. Fu sepolto nella basilica vaticana in sepolcro di lui poco

na

poi

traltenimetito
villa

caccia

era la
il

caMza di

JMagliana sul Tevere verso

mare, e Cerveteri allora apparlencnte a suo cognato Francesclietlo


Cibo. Nelle doti dell'animo
egli

viene

degno,
lo
III

ma

poscia in

tempo

di

Paodella

commendato da
di

tutti gli scrit-

fu trasferito
s.

nel coro

tori

del suo tempo, che lo

dipin-

Chiesa di (f celi), e
deposito.

Maria sopra
in
di

llinen'a

gono
alla

acuto ingegno e di singo-

collocato

magnifico

lare facondia.

Era

statura

grande e

ben formato in tulle le parli, fuorche nella testa eh' ebbe di sproporzionata grandezza ; soleva ornare le dita con molti anelli ricchi
di preziose

ne

Formato di buon'ora grande arte di governare, Leonon si mostr da meno del

suo destino.
stia,

La

sua politica fu dein

e la

pose

opera

per

af-

francar

l'Italia
la

dagli

stranieri,

gemme.
ci

lineamenti del
slati

per elevare

sua famiglia Medici

suo volto

sono

trasmessi

dal pennello di Ralfaele, ed


delle opere pi belle di

una quel som-

che dicesi volesse investire di Parma e Piacenza. P^. Firenze e Medici Famiglia. Prudente, magnani-

mo

pittore. Questi lo
ai

rappresent

mo, benigno
te

nel ricevere e pazien-

sedenle in mezzo
parenti cugino e

due cardinali

nipote Giulio de

3Iedici,poi Clemente VII, e Luigi

I suoi coslumi furono castissimi, e li lod lo stesso Lutero nell' insolentissimo libro,

noi sentire tutti.

de Pvossi prodatario, amato dal Papa che in morte gli compose eiegante iscrizione: da ultimo questo
ritratto

De
al

lihertate Christiana, che dedic


ci
altri

Papa: Giovio ed
mercoled

non
li

ostante

Paolo

screditarono.

Due
nei

fu

disegnato

stupenda-

volte la settimana
si

digiunava;

mente inciso dal valente artista Samuele Jesi con plauso generale,
,

asteneva dal mangiar


si

carne, e nel venerd

nudi iva di

In otto promozioni cre quaranta-

semplici erbe e legumi,

come
i

scrisse

due cardinali. Sembra incredibile la passione che Leone X ebbe per la musica,
di
la
le

Natale Alessandro,
p.

/Z/^/. ecc/.

t.

Yllf,
fu

34- Nel conferire


d' integrit.

benefizi

pieno
gli

Nel

promovere
i

cui

teoria, e per la caccia nella


si

ne conosceva perfettamente quaoccupava tutto il tempo che


di
set-

studi delle arti e

delle lettere,
Iel-

e nel proteggere e premiare


terali,
la

segu

Leone

il

genio del-

poteva, massime nei mesi

sua famiglia
derivato

Medici.

Nato nel

tembre ed ottobre, non polendosene dislaccare, se non che per fare


concistoro o cappella papale.
I

seno

dell'opulenza,
il

questo
gusto

Papa

aveane

suoi
della

del bello, che suoi eccessi,


felice

pu avere

sublime avuto i

oinamcnli

pontificali

erano

ma

massima magnificenza. Nelle chiese apparve sempre cos serio e grave, che nel decoro e maest delle saere funzioni super tutti
lecessori,
i

rivoluzione nel suo

che produsse una secolo e


:

particolarmente nelle arti

tulli

con-

vengono che a

({ueslo Pontefice va

suoi an-

debitrice l'Italia
delle belle Icllere.
vergila

del

rinascimento
1'

come

rilev

il

Pallavicicau. 2,

Reslam
quale

uni-

uo,

[list,

cond. Dici.

lib. 1,

romana,

alla

l'eslilui

LEO
le

LEO
stale tla
altri
usi.

4^?

sue rendite eh' erano lungo tempo rivolte ad

za

Vi chiam
ropa:
nico,
la
la
il

professori
il

teologia,
diritto

da tutta l'Eudiritto cano-

civile, la medicina, morale, la logica, la rettorica, le matematiche ebbero cattedre riccamente dotate da lui.

filosofia

e la felicit che god Roma nel suo ponlilicato, per cui si aument notabilmente il ninner ih^gli abitanti, che perci furono fabbricate molte case, massime nel Campo di fiore. Poterono a ci contribuire le provvidenze de' predecessoii
e perfino
il

clima

felice

<li

La

lingua greca fu l'oggetto delle

quelle

stagioni,

ma

sue prime cure a mezzo di Giovanni Lascari, pel quale apr sul Quirinale un collegio al modo che
descrive
ci
il

deve attribuirsi alle gran Pontefice. Tra


sepolcro
letterali
s

molto anche provvidenze del


gli altri
il

encodi
lui

mi, de' quali adornarono


i

Piodot,

t.

III,

p.

i5?.j

inconsolabili

di
vi

che accennammo all' articolo Collegio greco. Inoltre Leone


perfezion pure
la
la

aver perduto
furono questi
Delitiae

gran protettore,

X
:

versi.

stampa
sue

greca

lingua latina form del pari la


le

Immani

generis,

Leo ma-

sua attenzione e
cos
stitu

liberalit,
I-

protesse le lingue orientali.

xime, ter uni Ut simul illuxere,


nini.

interiere si-

privilegi per gli studenti delle

scienze.

La

biblioteca sua partico-

lare la destin alla patria, ove

comri-

Della propensione ch'egli ebbe pel


celebre Agostino Chigi, ne trattam-

mise a Michelangelo l'erezione dell'edifzio;


al

medesimo commise

mo all'articolo Chigi

Famiglia. Spesil

fabbricare in Firenze la
s.

chiesa di

so avea assistente alla sua tavola

Lorenzo. La biblioteca del Vaticano prov ancora le sue sollecitudini.

Questo palazzo

fu

deco-

rato dalle pitture di Raffaello nelle

famose camere
blemi
col

loggie, e nelle celeberrime

famoso poeta Camillo Querno che improvvisamente recitava un'infinit di versi sull'argomento che gli veniva dato. Dell'uso che avea Leone X di sentire mentre era a tavola silfalti improvvisatoli e dei
foni,

campeggiano gli emLeone X, cio l'anello diamante simbolo della solidiove


di
,

buf-

t e della forza

e le

tre

piume,

il

non sempre castigati per riguardo ai costumi, onde nascevano le risate che i buoni non applaudivano, ne trattano
il

giogo unito all'anello colle lettere

Giovio a
p.

p.

N-SVAVE,
al

la

qual impresa unita


si

i56, ed
volta
si

il

Fabroni a

iGo. Tal-

giogo ed all'anello
nectit
l'altro

legge

A-

nulus
cora
le

jiigum suave. Evvi an-

zioni frivole,
sori
gli

emblema

della famiglia

abbandonava a conversaonde non pochi cenrimproverarono una tenbizzarra

Medici, espresso da

queste

lettere

denza

alquanto

per

le

une sottoposte alle altre GLO-VI che si leggono: Gloria, vita, saliis. Il dotto monsignor Nicola Nicolai nell'opera intitolata Memorie, leggi ed osservazioni sulle campagne e sulV annona di Roma, tom. Ili,
:

buffonerie.

Per
lo

altro sosteneva per-

fettamente
di

scherzo, e se ne trae-

va con garbo.

Fu

inoltre

tacciato

parzialit e di

ambizione.

Eresse Leone

un
e

ordine

di

quattrocento cavalieri, che compra-

pag.

65

e seg. celebr l'abbondan-

vano

il

loro

posto,

ne aveano

46
(Inlln

LEO
(lognnn
la
il

LEO
di

rendita
collegio

cento
de* cu-

]\Tonsignor Paolo Giovio


vita
la

scrisse la
i

scudi.

Accrebbe

di

questo Pontefice nel

^4^5

biculari al
degli

numero di sessanta, e scudieri al numero di cento


il

quale dal Ialino fu

trndolta in

volgare da
chi, e
in

quaranta. Rinnov
blici
edifizi,

battisterjo
altri

La-

toranense, ed in molli

pub-

Lodovico de Domenistampata in Firenze nel i55i francese la pubblic in Parigi


:

come

nel santuario di
egli

nel

1675 M. M. D. P. La

scrisse
:

Loreto [Fedi), mostr


la

qual fosse
la

ancora monsignor Angelo Fabroni

somma
a

sua magnificenza, per


le

quale e per
costretto
gioie ed

guerre che

fece,

fu
le

opud auctorem excudebat Alexander LanLeonis


dius P. 31.

Flta, Pisis

lasciare

impegnale
altri

1797. Inoltre

la

scrisse

Gu-

altre cose preziose del te-

glielmo Roscoe, che fu tradotta in


italiano e dal
ta

soro pontificio; oltre ad


siderabili

con-

debiti, pe' frutti de'quali


la

in

Sonzogno pubblicaMilano nel 18 6 in dieci


r

ogni anno

camera apostolica pa-

tomi, e col titolo:


rato di
la

J^ila e pontifi'

gava
gli

Quanto
s[)cttivi

quarantamila ducali d' oro. egli ebbe zelo e fece per


notato ai riarticoli.

Papa Leone

X. Nel

182^
li-

congregazione dell'indice de'


colle aiinolazioni

ordini religiosi

bri proibiti pose tra questi tale ope!'a,

Non
e

risparmi n

spese n cure per acquistare antichi

inediti

del conte Luigi Bossi.

documenti Molte
il

manoscritti

per

procurare

buone
ficato

notizie riguardanti
di

pontiin

buone ed utili edizioni, massime di Aldo Manuzio. Compr per cinqueuila zecchini un esemplare dei
primi cinque
libri

Leone

trovanti

un

latino

dialogo di Raffaello Rrando-

di

Tacito,
di

che

furono

tratti

dall'abbazia

Cor-

Lippo fiorentino, di stampare nel 1753 in Venezia da Francesco Fogl lazzi, essendo inlino giuniore
fatto

wei

in Westfalia, e cui gli rec

An-

terlocutori

il

cartlinal
III,

Alessandro
e

gelo Arcomboldo.

Ne allid

la

stam-

pa a Ceroaldoil giovane, con un breve che pronunziava contro ogni contraffazione la pena di scomunica
lalae
sententae
,

Farnese poi Paolo Pio conte di Caipi.


cellente storico cav.
di
altri

Alberio
l'ec-

Da

ultimo

Audin, autore

un'ammenda

di

nel

1844

importanti lavori storici, Parigi li^ pubblicato in

duecento ducati e la confisca dell'opera. Uno stampatore imprudente per


tali

VLIisloire de

Leon
la

etc.

in

due

volumi. Vac

santa

Chiesa

un

nome

JMinuziano incorse in
transi-

mese

e sette giorni.

pene e fu obbligato di

comgere con Beroaldo. Leone poneva assai bene in poesia; le


sue lettere
si

leggono con piacere.

XI, Papa CCXLIT. AlesMedici dei Otiaviano de principi d'Ottaiano, nacque in Firenze nel i535, da Ottaviano de

LEONE

sandro

Di

lui

lettere

abbiamo delle costituzioni e in numero di ventitre, pubnel


t,

jMedici
glia

e da Francesca

Salviati fi-

blicate

XIV

de' concilii, e

molte

altre negli annalisti e nel bol-

de Medici sorella dai primi suoi di Leone X. Fino anni si ujostr Alessandro propenso
di Lucrezia
alla

lano. Angelo Poliziano, slato maestro di

vita

ecclesiastica,

ma
nella
di

la

Leone X,

nel lib. Vili c\'


fa

per
essa,

impedire
lo

che

si

dedicasse

madre ad

epsl.

ad Innocenzo Vili

mi

introdusse
I

corte di

magnifico elogio del suo discepolo.

Cosimo

granduca

Toscana

LEO
suo cugino,
Jieie
il

LEO
vest

47
delta cliicsa
di

quale lo
s.

cava-

lissinie
s.

ch'erano in

dell'ordine di

Stefano. IMordi

ta

la

madje,
e

hranioso
tranquilla
e dallo

menare
lontana
della
il

Agnese, cio due di porta-santa e due di paonazzetto con centocjuaranta fine scanalatine per ciascuna,

\ita quieta

dai

tumulti

strepito

come uniche

fra quelle

antiche con
ci in noti-

corte,

cred
di

che

fosse

giunto

tale lavorazione.

Venuto

porre ad esecuzione il suo pio disegno. Ordinatosi sacerdote


ritirossi

tempo

zia del cardinale, senza (rne dogliauza,

acquist
la

le

colonne

necessarie

alla

solitudine

della

per

cappella

della IMinerva e

campagna,
ghiera divina
e

occupandosi
nella
11

nella pre-

ne

meditazione della

legge.

granduca

conoin
di

dono al Pontefice. Questi conobbe l'errore che si voleva fargli couinietlere, onde abfece

allora

sciute le sue virt lo

destin ani-

bracciando
e

il

cardinale,

si

cav

l'a-

basciatore a

E.oma ad
fizio

Pio V, e rimase fama esercitare con


s.

nello dal dito con

prezioso zafllro,

regalandolo
lo

al

cardinale

viva-

straordinaria probit e saviezza

l'of-

mente
le

per quindici XIII nei 1073 lo


nel
a'

anni.
fece

Gregorio
vescovo di

non tanto per colonne, quanto per aver imperingrazi,


togliesse alla

dito ch'egli
s.

chiesa di

Pistoia,

i574
2

arcivescovo di

Firenze, e

dicembre

i583

lo

cre cardinale prete del titolo dei ss. Quirico chiesa che e Giulitta,
ridusse nell'interno
in

e nell'esterno
di-

Agnese le coloime sue. Clemente Vili nel lOtjG l'invi Legato apostolico, con quel seguito descritto a quell'articolo, ad Eniico IV re di Francia, che lo ricevette con
straordinarie onoriHcenze,
il

miglior forma, ed orn con

piesso

verse pitture.

Da
s,

qtiesto

titolo pas-

quale dimor due anni. Delle ge-

s a quello di alcuni

Prassede,

in cui

sta gloriose

operate
trattano

nella sua
il

le-

nella navata grande

fece dipingere

gazione,
f^it.

ne
t.

Ciacconio,

de'pi

divoti

misteri della
stesso

PP.

IV,

p.
eccl.

71, 576, e lo

passione di Cristo.
nella chiesa di
altro suo titolo,
s.
s.

Lo

fece

Pietro in Vincoli,
la

e con
delle
fece

chiesa di

ad an. 1096, iSqS, Egli fu spedito in Francia per trattare con Enrico IV da poco tempo liconosciuto
dalla santa
l'abiiu-a
i

Spondano, y4nn.

Agnese
il

fuori

mura, che
abbellire di

orn,

risarc

Sede e con essa dopo


calvinismo, riconciliato,
i

del

pitture:

Novaes dice che fu ande'


il

punti che
ista-

Cora titolare

ss.

Gio. e Paolo,

procuratori di
in
la

lui

avevano proe

Di

s.

Agnese

cardinale era

niendatario, per cui

comMarc'Antonio

messo
bilire

Pioma, non che per pace tra


lui

Filippo

Valena nel suo Diario mss. narra questo aneddoto. Clemente Vili
Toleva
.sopra

Spagna, e tutto ottenne. Enrico IV con lettera degli 8 dicemre di

ornare

la

cappella
di
s.

de'suoi

bre 1596
avergli

ringrazi

antenati, nella

chiesa
in

Maria
era, e

mandalo

il Papa per un soggetto di

Minerva,

proporzione della
in cui
egli

tanta bont, prudenza e propensio-

.sublime dignit
della sua

ne

alla sua

persona

regno. JNel

grandezza di
suggerito
ricerca
alla

animo. Gli
dagli
artisti

giorno di Natale in
nisti-

Parigi

ammiprin-

fu

perci

al

re l'Eucaristia,

ed ammide
la

applicati

delle colonne

se

nella religione cattolica la

occorrenti, di prenderne quattro bel-

cipessa

Carlotta

Caterina

48

LEO
egli

LEO'
poteva
al
pii^i

Tremouille col suo figlio principe che abbandonarono il di Coiicl, calvinisuio, ed ambedue comunic

vivere
si

altri

tre

mesi,

come

in

fatti

verific.

9 gennaio, dopo aver celebrato solennemente la messa ntlla cattedrale di Rouen, Reduce pieno di gloria legazione,, dalla Clemente Vili lo ricev in Ferrara in conai

Contro il cardinal Blandrata apertamente si cardinal dichiar il Farnese, come pure accadde nei seguenti conclavi, in cui di nuovo
si il

tratt di

lui.

Temendo
del

quindi

cardinal
in

Aldobrandini,
favore

sempre
cardinale

cistoro pubblico con


ficenza, poscia
lo

somma

onori-

costante

nomin
agosto
lo

prefetto

Baronio,

della congregazione de'vescovi e regolari.

essendo riuscito il cardinal Zacchia, che tutti i cardie che ne sepotesla

non

Indi a'3o

1600

lo
ai

nali creati dallo zio,

dichiar vescovo di

Albano, ed

guivano

di

lui

autorit,

17
sede

giugno

1602

trasfer alla

sero essere esclusi con

pregiudizio

di Palestrina.

Ammirato

pel

candore e gravit de'suoi costumi, per l'ardente zelo per la cattolica religione, e per nobilt e grandezza d'animo, intervenne ai conclavi per le elezioni di Sisto V, Urbano
e

XIV, Innocenzo IX Clemente Vili. Dopo la morte di Clemente Vili, a'i4 marzo i6o5 entrarono
VII, Gregorio
sessantadue
sacri comizi
il

in conclave

cardinali,

dirigendo

cardinal

Pietro Aldobraudini nipote del defunto.

ancora de'seguenti conclavi, si lasci persuadere a convenire in u terzo, cio che non fosse del suo partito, n di quello del cardinal nipote di Sisto V. Fu Rlontalto dunque proposto il cardinal de Medici creatura di Gregorio XIII, e il cardinal Aldobrandini non Io ricus, perch sebbene dicesi non Io volesse, credette che i sacri elettori non vi sarebbero concorsi ad eleggerlo ; ma avendo Dio destinato alla tiara cardinal de il
Medici, fu col primo scrutinio alle

altri,

Eransi presi per candidati fvn gli i cardinali Zacchia, Blandrata

due ore

di

notte del primo aprile

de IMedici, mentre il cardinal Baronio ebbe l'esclusiva dal partito


e
della
l'alo

Spagna, perch
all'assoluzione

di

e per avere ne'suoi

avea coopeEnrico IV, Annali scritto


del tribunale tutta-

i6o5, con suffragi aperti o sia per adorazione, eletto Papa, e prese il nome di Leone XI. Questa dignit,

al

dire

del Ciacconio, gli era


s.

stata

predetta da

contro
della

le

pretensioni
di

lena de'Pazzi, e da
ri,
il

s.

Maria MaddaFilippo Negli

monarchia
egli

Sicilia
i

quale

un

giorno
e

disse
,

volta

in tutti
il

giorni

negli

voi sarete cardinale

Papa

ma

scrutini

ebbe
dal

maggior numero
del

durerete

poco.
i

Dopo

l'adorazione

devoti,
a

partito
cio

cardinal

fu da tutti

cardinali

accompagnaFarnese,
svaligiata.

Aldobrandini,
trentasette.

da
il

venti sino
ven. cardi-

to alla cella del cardinal

Anche

essendo

la

sua stala
basilica

Ai

nal Bellarmino ebbe


nel primo mente il
scrutinio

molti voti, e
dieci.

IO aprile, giorno di Pasqua, fu coronalo nella


ai
la

cardinal
di
tutti

VeraAldobrandini
il

vaticana,

ed

17

dello

stesso

portava
Zacchia,

pi

cardinal

domenica

in

mese, essendo Allns, si port in

ma
i

fermit

a cagione di sue inmedici dichiararono, che

lettiga

aperta a

prendere

solenne

possesso della

basilica

lateranense,

LEO
della

LEO
ne XI,
sore pel
pe,
si

49
sgravio
di
al-

qual funzione
il

lazione

ne fece la recerimoniere Mucanzio, in


latino,
in

fu

Io

cuni tributi, imposti dal predeces-

bellissimo idioma

ed Alespresso

sandro Macchia
il

italiano,

mantenimento delle trupencomiando il cardinal Galli


di

Cancellieri nella Storia dt posses:

che
che

ci

l'avea

pregato.
i

Nello

si

quella del
p.

]Mucanzio
Gallico,

si

legge

stesso
si

tempo

avvert

cardinali

ancora nel

Ada

cae-

astenessero

dal

supplicarlo

remon. p. ^01 ; l'altra del Macchia Roma nel fu stampata a parte in i6o5 de Guglielmo Facciotto, con
questo titolo: Relazione del viaggio
fatto

per tutto ci che potesse la giustizia, o pregiudicare

ledere
alla

sua

leputazione, dovendo invece da lui


attendersi quanto ne' limiti
dell'e-

da

N. S. P.
il

Leone

XI

nel

quit

potesse concedersi
a'

lo stesso

pigliare

possesso

s.

Gi. in

inlim

suoi famigliari.

Nel

me-

Laterano^ con la
ni fatte,
s

descrizione degli

apparati, archi, trionfi ed iscrizio-

dal popolo romano, co-

desimo tempo, correndo l'opinione che la sua esaltazione non fosse gradita agli spagnuoli, supponendolo
attaccato ai francesi,
ricevere al bacio del piede

dalla nazione fiorentina, seguito il d l'j aprile i6o5. Abbiamo inoltre, Relazione della solenne ca-

me

Leone XI nel il mardel


dis-

chese di \ illena ambasciator^e


re di
se
:

ftta in Roma il d 17 aprile 160 5 per l'andata di N. S. Leone XI a pigliare il possesso in

valcala

Spagna Filippo
vostro

III, gli
re,

Scrivete al

eh' egli

s.

iscrizioni

Giovanni ed

in

Laterano,

con

le

epitaffi degli

archi,

apparali, livree ^ ed altre


corse in essa, con

cose ocbrei'e

una

ag-

non ebbe mai, ne avr in questa cattedra un amico maggiore di noi, come si lesrse nellOldoino a p. 372. Dichiar penitenziere maggiore il cardinal Cinzio Aldobrandini, datario
il

giunta delle feste fatte in Firenze, Roma e Firenze i6o5. Breve relazione dell'apparato
e

cardinal

Arrigoni,

e tesoriere generale l'abbate


poni. Distribu
a'

Cappoveri

cavalcata
JV.

cardinali
ai

fatta
il

il

giorno che la S. di

S.

generose somme, ed
diecimila
privilegi,

conclavisti
i

Papa Leone
possesso a
1

XI
s.

and a pigliare Gio. in Laterano


quale
si

scudi

d'oro,

consueti

ed
la

benefizi che

non

sor-

ai

aprile,

nella

de-

passavano
scudi,

reudita

di

scrive minutanieite gli archi, iscri-

vacati

zioni e livree fitte


colta

da

diversi, rac-

Clemente
dere sicure
in
lui

Vili.

dopo la Aveva
belle

duecento morte di
il

buon
a ren-

da Flavio

Gualtieri

da To-

Pontefice quasi cominciato


le

lentino,

e pubblicata

da Alessantempo
si

dro Zannetli all'arco di Camigliano.

In Parigi nello stesso


colle

pubblicarono

stampe, Lacry-

mae in obitii Cleinentis Vili, et gaudia in asswnptione Leoni s XI, da Giovanni Calvello e Y Orazione delle allegrezze per la creazione di Leone XI, da Matteo Bac;

speranze che romani concepite, allorch contratta per la sua complessione delicata ed avanzata et un'infermit nel prender possesso, fu poco dopo costretto per la febbre a porsi in letto. Aggravando-

avevano

si

il

male, e divenendo pericoloso,


i

tulli

cortigiani
il

l'importunarono
cardidi et,

cellini.

a conferire

suo cappello
giovane

La prima
vOL.

cosa

che

fece

Leo-

nalizio

al

nipote,

xxxvni.

DO

LEO
ti'

LEO
lui tesi

ma

illibati

costami, e da

invanito, e per
t,

le

belle sue quali-

neramente amato. Egli per

mo-

fu

generalmente

compianto.
vati-

str in ci tanto alieno, che facendogli eguali premure il confessore,


lo

Venne
rali

sepolto nella basilica


ne' suoi

cana, pronunziando
l'elogio

funeIl

licenzi
gli

perch

negli

estremi

Pompeo Ugonio.

suggeriva pi l'amore de' suoi parenti, che quello delle cose eterne ; laonde gli sostitu

momenti

cardinal Roberto Ubaldini suo pronipote per sorella, nella stessa basilica gli

presso

la

cappella

del

coro

il

p.

Pietro

della

Madonna

della

eresse

un magnifico monumencui del


si

le

Pegua carmelitano spagnuolo, nelmani del quale, dopo avere ri cevuto


i

to di
voi.

XII,

marmo, di p. 299
le

parl nel

Dizionario.

sagramenti,

rese
a'

il

suo

Decorandolo
motto:
sic

statue della Fortezza

spirito

al

Creatore

27

aprile

e dell'Abbondanza, colle rose e col

i6o5, quando appena contava ventisei

fiondi,

c^ax

aggiungerei

giorni

di pontificato, di et.
il

set-

mo, che
tini

nel suo

possesso
via

fioren-

tanta anni

Fu
al

scritto

da
Perrosa

in principio della

de'Bantrionfale,

alcuni, fra' quali

cardinal

Du

chi avendogli

eretto

per ordine di
arco

von in una
cia,

lettera

re di

Fran-

Pietro
nella

Strozzi

un
vi

il

Doglioni,

che

una

sommit

era

l'arma

del

attossicata datagli nella funzione del

Pontefice
ti

suo possesso gli avesse cagionato ma dal suo cadavere la morte; aperto si conobbe che la sua morte era stata

al

adornata con molti frutnaturale, sopra della quale


di

era

un mazzo
da
'\tt

rose,

presa usata

lui,

col

come immoto sic


la

naturale,
storici

come

atte-

fiondi,
ficanti

mezzo

delle statue signi-

stano molti

contemporanei riferiti dal Muratori, Annali d'Italia, ad an. i6o5. Leone XI fu di


presenza grave,

l'abbondanza
i

fama.

Oltre
tefici,
Ili,

biografi delle vite dei

Pontoni.

trovasi

ma

grata; di
;

co-

p.

suo elogio nel 320 degli Elogi degli


il

uoro-

stumi e di virt popolari


\eslire

liberale,

mini

illnstri

toscani.

Vac

la

magnifico, affabile, politissimo


e
nell'

nel

mana Sede

dieciolto giorni.

abitazione
di

divoto

LEONE XII, PapaCCLXII, chiadella Genga, nacque nel castello della Genga, governo e diocesi di Fabriano, a'22 agosto 17G0, dal conte Ilario, e dalla contessa Maiia Luigia Periberti
di

poche lettere, ma amatore degli uomini eruditi; grato a tutti pel candore del suo animo ingenuo, e nemico delle finzioni s nelle parole che nelle osenza
scrupoli;

mato prima Annibale

pere. Nella sua famiglia

domesti-

Fabriano. Della nobile ed

ca ebbe uomini dotti e letterati che facendogli onore, in certo mo-

antica famiglia de' conti della


ga, signora del castello
di
tal

Gennoe

do e umanamente parlando, contribuirono alla sua elevazione. Ne-

me

della

flimiglia

Periberti,

delle notizie di
scita

Annibale dalla naal

mico
le

delle innovazionij

conferm

all'assunzione

pontificato,

provvidenze de'suoi predecessori, come il governatore di Roma, cui raccomand amministrare la


giustizia senza
verit.

ne trattammo all' articolo Genga Famiglia [Fedi). Laonde solo qui diremo, che Annibale cavaliere gerosolimitano, fatto

l'estremo

della

se-

successivamente
segreto pur-

Non avendolo

l'esaltazione

da Pio VI cameriere

LEO
tecipante,

LEO
di
s.

5i
di applicare

cauonico

Pietro,
di

Ci non

gli

impediva
zelo

prelato domestico,

arcivescovo

con indefesso
suoi doveri,

all' esei'cizio

dei

Tiro
al

in partibiis,

vescovo

assistente

massime

nella

delicata

soglio pontifcio, e nunzio


trattato

di Colonia al

del

prima Reno,
di

in progresso

fu

incaricato

so-

ed importante carica di vicario di Roma. Intanto mor il magnanimo ed immortale Pio VII a'20 agosto

prainteiidere alle

missioni dell' In-

1823, e dopo celebrati


i

funerali

ghilterra ed a quelle

dell'Olanda

novendiali alla di lui grand'anima,


cardinali entrarono
nel conclave

fungere

le

veci

del nunzio di

Baviera, oltre frequenti


tantissime commissioni
al

ed impor-

ai

2 di settembre,

il

quale non al
la

rammentate
nunziatura

Vaticano,

ma

nel

palazzo apostoli-

citato articolo.
lo trasfer

11

successore Pio

co

del

Quirinale

per
,

prima
al

VII

alla

volta

ebbe

luogo

ed

moal-

straordinaria

della

dieta di Ratis-

do che
l'articolo

ampiamente dicemmo

bona, incaricandolo
tarsi

poscia di pordi

in

diversi

luoghi

Germa-

Conclave [Vedi). da avvertirsi che alla morte di Pio

nia,

ed a Parigi per particolari com-

VII
di

il

sagro collegio era


,

avendo sempre seco il conte Tiberio Troni d' Imola per


missioni,

cinquantatre cardinali

composto quarani

uditore

zelante,

istruito,
:

pieno di
conci-

tanove de' quali si portarono al conclave; non v'intervennero cardinali Spinucci

esperienza ed affettuoso
storo degli

nel

arcivescovo

di

Be-

8 marzo 1816 lo cre


conferendogli
s.

nevento,

de

Beausset
e

arcivescovo
arcive-

cardinale dell'ordine dei preti e ve-

di Parigi, Ridolfo

Ranieri

scovo di Senigallia

scovo d'Olmiitz,
triarca di

de Cunha parivolti

poscia per titolo la chiesa di


ria in Trastevere, dipoi lo
al vicariato di

Ma-

Lisbona.
cardinali

promosse
s.

Gli animi dei

Roma, con
La
ed

l'arciprelu-

a dare un degno

successore a Pio

va della patriarcale basilica di


ria Maggiore.

Ma-

VII, erano divisi nelle opinioni sulla

robusta

sua sa-

persona da

scegliersi

a tanta su-

lute aveva soilerto delle alterazioni,

onde

il

nobile

avvenente suo
e

blime dignit, ed in tempi calamitosi, dappoich l'Europa non era


interamente tranquilla, ed in molti luoghi i nemici dell'ordine conti-

volto divenne scolorito ed emaciato;


tuttavolta la sua bella

dignitosa

presenza, l'alta sua statura, le soavi

nuavano
zioni

le

loro

prave macchinaed
i

sue maniere,

il

tratto disinvolto

contro

la religione

troni.

ed insieme dignitoso, lo rendevano grave e venerabile neli' aspetto. Il suo temperamento vigoroso, mantenuto dall' esercizio della caccia,
in cui
fu
abile,

Gli uni desideravano


la

veder spenta
esercitata

somma

autorit

nel

pontificato del defunto

dal celebre

e beuemeiito cardinal Ercole


salvi segretario
di

Con-

divenne
e

nel cardi-

stato,

nalato luoghi

cagionevole

debole, per
in

alcuni rimproveravano

quale di aver teal

cui alcun
di

tempo

dimor

vari

nuti lontani dal


dinali di merito,

potere molti car-

Spoleto e di Fabriano, e risiedendo in Roma fece frequente uso

non che altri, e non pochi uomini capaci di governare, e dotti nelle scienze ecclesiastiche;
quelli
il

dei

bagni
tal

di

nel locale di

nome,

Acquasanta e di rado
cappelle.

che lo difendono

di-

intervenne alla

pontificie

cono che

cardinal Consalvi ebbe

52

LEO
tale conte-

LEO
che avendo avuto venlisei voli negli scrutinii della mattina, temeva che nella sera otterrebbe il ninner de' voti suflciente per l'elezione, che allora dovevano essere trentalre,
corrispondente
terzi
al

buone ragioni a tenere

gno, per riflesso di varie circostanze che a ci lo costrinsero, e per


la

massima che dalla pi


potere,

ristretta

circoscrizione del

ne deri-

vasse

ordine

vantaggio, princi-

numero
Il

palmenle in un' epoca che per le noie vicende tutto il governamenlo


civile

del sagro
il

collegio

di due non com-

preso
nella

candidato.

sagio collegio
rest malcon-

ricevette

un

nuovo impasto,

maggior parte
colpo,
Castiglioni

e per

bisogn essere indulgenti, e convenire in pi conl'ecclesiastico

tento per tale

ed
i

il

cardi-

nale

che
dei

cardinali
di

cordati con

diversi

sovrani.

Non

stranieri
tare,

eiano impegnati
vece
al

esal-

pochi cardinali favorivano l'idea di eleggere un Papa prudente e moderato, che continuasse collo stesso mezzo del cardinal Consalvi il me-

in

dieciotto

voti

raccolti

mattino,

n'ebbe

solo

otto allo scrutinio e


della sera.
Si

due
che

all'accesso
il

narra
per

cardi-

desimo sistema
colitica

di
:

governo
tutti
i

di

nal Castiglioni qualit

l'eminenti sue
il

ecclesiastica

cardi-

nali

erano animati da mire saggie, religiose, zelanti ed onorevoli, quandiverse.


11

avrebbe goduto anco del primo partito,


fosse dichiarato

favore
si

non ammiratore ed
se

a-

tunque
titi,
il

sagro
in

collegio

mico
I

riconoscente

del

cardinale

diviso principalmente

due pard' italiani

Consalvi.
cardinali

primo

composto

della del

parte inclusiva

pose Gabriele Severoli di Faenza, arcivescovo, vescovo di Viterbo e Toscanella, gi nunzio di Vienna, uomo pagli

occhi sul cardinal Antonio

italiana, ossia

primo
il

partito, a-

vendo consultato
roli
si

cardinal Seve-

escluso, su chi poteva procederall'

elezione,
il

venendo da

es-

cifico, cui

qualcuno attribuiva nella

so indicato
fu

cardinal della Gengn,

sua profonda religione e zelo ecclesiastico, un carattere severo a que:

accettato

d'unanime consenso, e
de'27 settembre ebvoti,

nella mattina

sto partito apparteneva

il

cardinale

be
sera

soli
;

dodici

tredici

Va

della Genga, che lo

spirito de'ro-

quindi avendone raccolti trendel

mani
la

strofetta

designava per Pontefice nelChi vuol che l'ordine


:

taquattro con quello


all'altro partito,

francese

cardinal Clermont, che apparteneva


nella seguente

in tallo venga, preghi


il

della Genga.

11

che scelgasi secondo compoera tutto

mat-

tina

fu eletto

Papa

nello scrutinio,

sto d'italiani

e stranieri

nella cappella
le.
i

Paolina del Quirina-

Francesco propenso pel cardinal Saverio Castiglioni di Cingoli, penitenziere maggiore, che con petto sacerdotale erasi opposto al gover-

Inoltre in questo

cardinali

n'ebbero uno Somaglia decano. Pacca

sotto decano, e Bertazzoli;

due n'eb-

no

straniero,
di

distinguevasi per

acume
tre doti.

mente, dottrina ed alA'21 settembre il cardiin


ri

Arezzo e Rusconi, ed otto il cardinal Castiglioni che nel seguente conclave fu Papa col
bero
i

cardinali

nome
questo

di

Pio
i

VITI

{Fedi).

Qui

nal Albani die la Form


tificalo

nome

dell'

Austria

noteremo che
scrutinio
i

cardinali

le

esclusione pel ponSeveroli, per-

conclave
voti,

ebbero
furono

che in in ogni

al

cardinal

Somagha,

LEO
clie

LEO
pili

53
suole
se dal

giunse ad averne dodici, Pacca

comunemente
massime
la

prendersi

cJie

n'ebbe sino

cinque, Arezzo

dall'elettOj

defunto
nella
la

che fu onorato sino a sette suffragi, COSI de Gregorio; mentre Cavalchini ne ricevette
oltre
veroli
nali
i

ha
zia.

ricevuto
Portatosi

dignit

cardinali-

Leone
per
abiti

XII

sino

a nove,
Secardi-

contigua sagrestia
croccia

deporre

cardinali della

Genga,

gli

cardinalizi, e

Castiglioni.

Tra

con
selli

voti,

che furono talvolta nominati sono a rammentarsi Casino a cinque, e


ricevette

delle

prendere coll'assistenza dei maestri cerimonie i pontifcii usuali,


suoi
fa-

fu di questi rivestito dai

che n'ebbe Rusconi che ne


:

migliari,

cio dai

suoi conclavisti
di

anche
il

otto

meno
i

il

primo giorno

car-

Vincenzo Mariani nobile di camera, leto maestro

SpoJNicola

dinal Uertazzoli fu distinto

con rono

voti,
tre.

quali per

sempre non superasi

Da

questa

indicazione
,

pu
ne
di

prendere
il

un' idea

su

chi

principalmente

sacro collegio tenla

mira

per

grande opera

questa canonicamente nella rispettabile persona del cardinale Annibale della Genga, con quelle formalit che descrivemmo all'articolo Elezione dei sonimi Pontefici [Fedi), fu interdell'elezione.

Seguita

Mocavini di Eonciglione cameriere, nonch da \ incenzo Petrilli di diede ad esPiieti servo o baiulo anche il sacerdote d. si aiuto Paolo Pericoli conclavista del caramico dell' eletto, dinal Guerrieri cui serviva la messa, ed al presen:

te

rio,

cameriere segreto soprannumerae canonico Libeiiano, per becoi

neficenza del
stito

detti

Papa che regna. Veabiti, Leone XII


Paolina, ove
ricevette
riuniti

ritorn nella cappella


assiso

rogato se

accettava:

commosso

il

nella sedia

papale

cardinale eletto,

ramment

ai

non senza lagrime cardinali la mal fere che

dai
in

quarantotto
conclave
la

cardinali

prima adorazione
pei
pie-

ma
un
ti

sua salute,
cadavere.

Interrotlo da

eleggevano mol^
pontificato,

di obbedienza.

Appena
de, la
so,

il

cardinal Somaglia
il

cardinali

con

incoraggimenti e
il

primo, come decano, baci

persuasioni,

accett
il

mano,

e ricevette l'amples-

prendendo
per
san
la

nome
il

di

Leone XII,
per
Rivolse
cardinal
essere
ef-

fu

da Leone
il

XU

dichiarato se-

divozione che nutriva


I

gretario di

slato; pel secondo fece

Leone

JMagno.
al

l'adorazione

cardinal
di santa

Pacca, che
Chiesa mi-

quindi

cortesi parole
,

qual camerlengo
pa,
il

Castiglioni

dichiarandogli

se l'anello piscatorio al dito del


il

Pa-

malcontento, che
fettuato
il

non
il

si

fosse

quale perch

vi

fosse inciso

desiderio

di

Pio

VII
per

che
e

designava
col

Castiglioni
di

successore

nome

Pio \1II,
egli

proprio nome, lo consegn a monsignor Giuseppe Zucche prefetto dei cerimonieri pontifcii; quindi
ti

soggiunse,
d' infermit

ch'essendo
presto

pie-

gli

prestarono l'adorazione
cardinali.

tut-

aviebbe a lui lasciato il luogo, siccome verifcossi dopo la sua morte. Per tavuoisi li riflessi che Leone XII
preferisse
il

no

gli altri

Dopo
primo

di averil

la

allo

stesso Pontefice resa

car-

dinal Fabrizio Ruffo

dell'orlui

dine dei diaconi, questi col di

nome

che

assunse a
il

permesso

dalla

loggia

del palazzo
la se-

quello

del

predecesiore,

quale

Quirinale annunzi al popolo

54

LEO
il

LEO
costume Leone XII osserv in tutto suo pontificato con altrettanti il
convalescenti degli ospedali, e nelpresi,

guila eiezione nella pei^son del cardinal Annibale della

imposto
le

nome
di

di

Genga ch'erasi Leone XII: alle


s.

acclamazioni del popolo fecero eco


artiglierie
le

Castel
di

Angelo,

r anno santo con dodici pellegrini, cornei precedenti, dall' arciss.

e tutte

campane
il

ore pomeridiane

Roma. Welle Papa col tre-

confraternita della
pellegrini.

Trinit
l'

dei

Pi

tardi
sei

arciconfra-

no
i

nobile,

cardinali

avendo seco in carrozza Somaglia e Pacca, si

ternita
altri

ne
li

mand

soltanto, e gli
i
;

sei

mandarono

parrochi
in

port nella sagrestia della cappella Sistina del Vaticano, pass ad essa
vestito degli abiti

di

Roma

alternativamente

man-

sagri

pontificali,

canza degli uni o degli altri si prendevano i poveri delle pubbliche


strade.

e dai cardinali ricevette la seconda adorazione ; quindi in sedia gestatoria fu


lica

Oltre

dodici individui era

trasportato

nella

basi-

vaticana, dove dal sagro collegli

commensale un sacerdote stabile mentre altro leggeva. Dopo il pranzo ricevevano una medaglia di ottone benedetta, e di argento quan-

gio

fu resa
la

quale per
tare

papale

la terza dopo la prima volta dall'alLeone XII compart


,

do

li

assisteva

il

Papa, giacch

le

altre volte

prestava

assistenza alla

air

nedizione.

immenso popolo l'apostolica Il Papa avea allora


alla

beses-

mensa il prelato elemosiniere, ch' sempre arcivescovo in partibus. Nel


giorno
precedente, nel
cortile

santatre anni, e dichiar di essere

di

nato
rea
si

Genga feudo di sua casa, chiam spolelinoje ritenne le

Belvedere,

Leone

buire

un paolo

XII fece distriad ogni povero

prefetture delle congregazioni della sacra inquisizione, della visita apestolica,

che
i

vi

accorse; fece rilasciare tutti

e della

concistoriale, secon-

do
ri.

costume de' suoi predecessoA' 5 ottobre ebbe luogo nella


il

pegni ch'erano al monte di piet dal primo gennaio sino ai sette paoli ; distribu cento doti di scudi
trenta l'una

ad altrettante

zitelle,

basilica

medesima
del

la

solenne
dalla

sua
ceri-

ed
l'e

alle

concorrenti che non erano

coronazione, preceduta

uscite al bussolo fece somministra-

monia

bruciamento
il

della stop-

cinque scudi per cadauna; inol-

pa, e della celebrazione della messa pontificale;

tre volle

che

si

dispensassero

co-

cardinal Ruffo pri-

piosi biglietti

llo

diacono
il

impose

Leone XII
loggia
di

triregno

quel

capo di gran sontuoso tempio,


sul

per pane e carne alla classe indigente, e diminu alcuni


poscia diverse provche dimostrando la sua giustizia fermezza e sollecitudine paterna, riempirono i popoli delle
dazi.

nella

Eman
,

videnze,

dalla quale

il Pontefice diede la papale benedizione con indulgenza

plenaria. Questo giorno


lo

Leone XII
il

pili

liete

speranze.
al

segnal col rinnovare


s.

pio co-

Leone XII confer


conferm
lefl:

cardinal

Gregorio I il Magno, e seguito da altri Pontefici, di alimentare dodici poveri


nel palazzo apostolico ogni giorno,

stume introdotto da

Severoli la carica di pro-datario, e


in

quella
il

di

pro-segre-

tario de' memoriali

cardinal Gal-

per camerieri segreti partecii

che

di

fri

sa colle

menproprie sue mani. Questo


egli serviva a

quente

panti dichiar

monsignori
cardi uale,

GioCarlo

vanni Soglia

ora

LEO
Cazzoli, Vincenzo
conclavista,
dinale:
il

LEO
qualifica di

5^

Martanl gi suo

e Luigi Frezza poi carcolla

primo
il

secondo di segretario d'ambasciata, il terzo con quella di


coppiere,

carrozza dai cardinali Bardaxy spagnuolo, e Clermont-Tonnerre francese ; intuon il Te Deum, e col ss. Sagramento die la benedizione.
Nelle chiese di
si,
s. s.

Luigi de' frances.

Nomin primo aiuguardaroba tante di camera, Nicola Mocavini


.

ed in quelle di

Giacomo
si

e di

Maria
alla

di

Mon serra lo

fecero

gi suo cameriere conclavista, con-

altri

fermando per secondo,

giusta

il

co-

ed
pa,

rendimenti di grazie a Dio, prima v'intervenne il Pa-

stume, Giuseppe Moiraghi, gi primo di Pio VII. Il suo caudatario d. Luigi Fausti lo conferm nell'ufliziOj

mentre

iu

Roma

lieto
ste,

Spagna Vargas celebr il avvenimento con splendide feil

ministro di

cav.

facendolo cappellano segredichiar

e dispensa

di

generose

limo-

to,

tale

pure d.

Vin:

sine.

cenzo Conti gi suo segretario il novero degli altri famigliari di Leone XII si legge nelle annuali JSoiizie di Roma del i824- Concesse solili diecimila scudi d' oro
i

Le prime cure di Leone XII furono dirette all' estirpazione dei malviventi nelle provincie di Marittima e Campagna, che descrivemmo all'articolo Frosinone ( Fedi)j
e

ai

conclavisti, coi consueti

privile-

per

le

disposizioni
di

prese

sugli
trat11

gi,

ed
A'

ai

conclavisti
di
si

ecclesiastici

israeliti,

massime

Roma, ne

l'annua pensione
ta. l'

scudi quaran-

tammo

all'articolo

Ebrei [Vedi).

ottobre

rec d'improvs.

cardinal Antonio Pallotta

favorito

viso all'ospizio apostolico di

Mi-

dal cardinal Severoli, fu nominato

chele a Ripa,

come

poi fece in molti

per

la

sua energia e

zelo, legato a,

pubblici stabilimenti,, per renderne


il

lalcre contro la

malvivenza,

servigio pi attivo

vigilante

governatore delle provincie di


rittima
e

come Ma-

volle

vedere ogni parte di quel grandioso ospizio, non eccettuate le


le

Campagna;

disgraziata-

mente

cucine e

dispense, e prese

pi

minuti ragguagli sull'andamento di esso ospizio. Nel primo concistoro


de'

27 novembre ringrazi
sua
esaltazione.

il

sagro

collegio di

Pochi giorni dopo la coronazione di Leone XII, giunse in Pioma la notizia che le armi francesi comandate dal delfino Luigi duca d' Angouleme avevano represso i ribelli spagnuoli,

misure prese furono disapprovale, ed i cardinali Pacca e de Gregorio s'interposero per la sua rinunzia. Nei primordi del pontificato istitu la congregazione di stato composta di cardinali dei loro tre ordini, ma non ebbe lunga dule

rata;
il

cardinal
il

dappoi fece vicario di Roma d. Placido Zurla. In-

tanto

Papa cadde
si

gravemente
la

infermo,

tenne per certa


nella
vigilia

sua

riportate diverse vittorie,

li-

morte

di

Natale

beralo Ferdinando VII re di Spagna: il Papa sebbene non avesse preso ancora possesso della basilica
lateranense,
si

prese dalle mani del cardinal GalViatico; la sua guarileffi il ss.

gione prodigiosa

si

attribuisce

in-

rec in quel tempio

a rendere grazie a Dio, insieme al sagro collegio, essendo tali trionfi


utili

alla religione,

accompagnato iu

teramente alle orazioni del ven. Vincenzo Maria Strambi, gi vescovo di Macerata e Tolentino della congregazione de' passionisi),

56

LEO
e

LEO
tenero amico

che siccome antico


to
in

del Pontefice, questi avea

chiamaabitazione

Roma,

data
restato

presso di lui

nello

stesso

palazzo

Quirinale, ov'era

sua elezione. Il servo di Ja sua persona e vita al Signore, invece di quella del capo della
Chiesa, fu esaudito prontamente, e

dopo la Dio offr

dopo
della

otto giorni mor,

come amdi

che Pio VII era stato mille volte felice di possedere un s grande ministro, ma che la medesima buona sorte non poteva essere a lui comune, e che avrebbero in seguito lavorato spesso insieme. Dal canto suo il cardinal Consalvi fu contentissimo dell'accoglienza e delle confidenze del Pontefice, il quale nulla disse sulle mortificazioni da lui ricevute allorch
vi a Parigi, gi
vi
si
i

piamente dimostrato nel cap. XII


Fila del ven. servo

il

predecessore l'inil

Dio

mentre

cardinale

monsignor Fince.nzo Mafia Strambi,

del p. Ignazio del Costato di Ges, lloma i844- '^ Papa gli diein

so tutti
ti.

trovava accreditato pressovrani ivi allora riunifu


le

Il

colloquio

della

piii

alta

de

successore

al

vescovato

il

importanza per

interrogazioni che
al

conte Francesco Teloni di Treia, gi suo vicario generale in quello


di Senigallia.

Leone

XII

fece

cardinale, su
le

molti rilevanti argomenti, e per


dinale.
Si

franche e sapienti risposte del carmiglior,


si

Appena Leone XII


accinse con

narra
la

che

il

cardinale

tutto l'impegno e mi-

avvertisse dover
to scrivere

segreteria di sta-

rabile attivit alle cure del


cattolico; ed a chi
sigliava di
pi

mondo
il

poco e bene; procurare


dell'

talvolta

con-

l'aumento
gi date al

intima amicizia del


di affezione, par-

endere qualche

sollie-

re di Francia, che tante prove avea

vo e riposo, soleva rispondere, che la vita breve, e che conviene usar bene il tempo e profittarne.
In seguito per le istanze del re di Francia nomin amministratore della

Papa

ticolarmente a vantaggio de' cattolici

d'oriente; parl

sull'ospitalit

diocesi di Lione, che

il

cardi-

da darsi alla fannglia Bonaparte, per la quale le corti Borboniche erano contrarie, altre favorevoli per
le

nal

Fesch non volle rinunziare, monsignor Giovanni de Pins vescovo di Limoges. Quindi volle vedere il cardinal Consalvi che allontanato dagli affari, con la carica di segretario de" brevi, stava in

parentele; della celebrazione del


universale;
sui

giubileo

vescovati

dell'America meridionale, conciliando i doveri del pontificato con l'amicizia personale che il re di Spagna aveva per lui ; usare sulla Rusper le sia una perenne vigilanza

Porto d'Anzo per curare la logorata sua salute egli prontamente si port dal Pontefice die tratlenendolo un'ora, lo consult su molti e gravi affari, s politici che reli:

idee di riunione de' greci e de' latini,

mentre

il

ravvicinamento della

Chiesa greca alla latina tornerebbe


utilissimo alla Russia, e compireb-

giosi.

Leone XII
gli

si

trov soddisfatcarica di

be

l'incivilimento

di

quel

vasto

tissimo delle risposte di quel gran-

impero;
zione

sperare

che

l'emancipa-

d'uomo,

offr

la

pre-

de' cattolici

nell' Inghilterra,

fetto della

congregazione di propalieto

per

la

quale tanto avea faticato in


si
;

ganda

y/f/cj dichiarandosi

per

Londra,

effettuerebbe nel di lui


fece elogio

l'accettazione; giunse pure a dirgli

pontificato

degl' impig-

LEO
materie ecclesiastiche di Roma, ed invoc la di lui generosit a pr loro. IMa la gioia provata dal cardinal Consalvi per si
gati

LEO
ne
la

5j
Apostoli pei so-

delle

chiesa de'

ss.

lenni funerali. In questo

tempo
cio

vi-

sitarono

la

capitale del
piincipi

cristianesii

mo
figli

quattro
dei

reali,

solenne benevola
alieno da

dimostrazione di
riguardare
port agli
in

re di

Svezia,

di

Prussia,

un Papa che doveva


lui,

gli

cagion un rad-

Baviera e de' Paesi-Bassi, tre dei quali oggi sono altrettanti re. A'3
di

doppiamento
estremi
la

di febbre, e

maggio 1824 Leone XII pubblic


la

preziosa di lui vita:


stalo

consueta enciclica, che


a tutto
il

sogliono
episco-

questo
cav.

penoso

avvisato
di

dal

mandare
pale
1

coipo

Italinski

ministro

Russia
l' l'

romani

Pontefici
al

dopo

la

presso la santa Sede, che ratore Alessandro


I

impeinten-

loro assunzione

pontificato.
il

Nel
esso

avea
il

medesimo giorno tenne


cistoro de' vescovi, e
la

Papa conin
di

zione di visitare

Roma,

cardinal

fece

preg

il

ministro ad annunziar su-

sua prima promozione


Ballista

car-

bito la notizia al Papa. Questi pe-

dinali, cio Gio.

Bussi ro-

r mentr'era
bole, fu

convalescente

e de-

mano

uditore della camera, e Bo-

estremamente
agli
la

addolorato
essere
vita
il

dal sapere in pari

tempo

naventura Gazola di Piacenza, minor riformato, vescovo di Montefiascone e Corneto;


lo

cardinale

estremi

della

indi a'

17 del-

come ancora
cipessa e

propria sorella Catecar-

rina IMongalli da lui dichiarata prin-

mese restitu all' inclita compagnia di Ges il Collegio rostesso

teneramente amata.
fu

11

mano
Icgio
la

[P'edi),

dinal Consalvi mor a' 24. gennaio

de' Nobili

ed istituendo il Col^ (Vedi)^ ne aflld

1024, e
di

onorato dalle

lagrime

Leone XII, da quelle dell" immenso numero de' suoi ammiratori,

cura ai medesimi gesuiti. Gi Leone XII avendo ripreso le sue


forze fisiche,
il

suo zelo instancabile

dal silenzio de' suoi

nemici,

e
/^.

non conosceva pi
requie ad
utilit

limiti,

dal dispiacere dell'intera

Roma.
11

della

Chiesa uni-

CossALVi Ercole, Cardinale.


carica di segretario
tificii.

car-

versale e dello stato pontificio,

dinal Albani fu nominato alla sua


de' brevi

gliorandone l'amministrazione
tenzioni.

mieoa

pon-

riforme concepite con rettissime inR.

Le

guardie

nobili

i^Vedi)^

form
alcuni
al

le

spese

del pa-

ebbero nuova organizzazione bene^


fica
Il

lazzo

apostolico, ed
di

e regolare.

norari

aument gli oFamiglia della


che

Concordato Ira Pio VII e Giorgio re d'Annover [Vedi), venne stipulato a' 6 marzo 1824 da Leone XII col barone di Reden ,
per l'ordinamento cattolico del re-

pontificia,
in

modo
i

dicemmo
eroica g-

quell'articolo; e con

nerosit limit
al

pi'oventi

devoluti

mantenimento di sua sacra persona. A' 27 maggio pubblic la


bolla

gno d'Annover. A' i3 di detto mese mor in Roma Maria Luigia


gi regina d'Etruria, infanta di

per

celebrare

V Anno santo

XX

[Vedi), dopo aver superato gli

Spa-

ostacoli, e

gna, duchessa

di

Lucca, compianta
a
tutti

condo

per
tavi,

le

sue virt

note in
fat-

R.oraa per la lunga

residenza

ed

il

Papa pose

a disposizio?

provveduto alle cose, setempi ; questa pubblicazione riemp il cristianesimo di religiosa consolazione, ed romani di divoto entusiasmo. Ai 3i poi dello
i
i

58
slesso

LEO
mese Leone XII eman una
clero e popolo rola vila

LEO
basilica

lateranense: di questa fun-

bolla, diretta al

mano, con
sita

quale pubblic
tulle le

zione ne trattai al voi. VIII, p. i 7 i seg. del Dizionario. Qui dir


di

apostolica di
pii

chiese e

delle cose principali

quella

di

luoghi

di

Roma,

e ch'egli stesla-

Leone XII, che desumer da una


dettagliata descrizione che
1

so avrebbe aperto nella basilica

a quella fun-

terauense
so,

il

giorno del suo possespresidente


di

epoca

feci,

avendo onorata
il il

dichiarandosene prefetto, e noil

zione di sua presenza

corpo di-

minandone

cardinal
Inoltre
il

plomatico,
di

duca

Carlo

Augusto

Zurla vicario

Roma.

BrunsAvick, oltre molti ragguar-

Papa

invit
pii

patroni

delle

chiese

devoli personaggi.

e luoghi
bellirli,

a
egli

restaurarli

ed

ab-

Avendo Leone XII


carsi

stabilito re-

e con diverse chiese e luofu

a prendere possesso della pa-

ghi

pii

che

concorse alle

triarcale basilica

lateranense

nelle

spese,

massime con
per

l'antica

sua chieLiberestauri

bd arcipretale

della

basilica

ore pomeridiane de! giorno in cui correva la festa della ss. Trinit,

riana,

gl'importanti

ad

esempio

dei

suoi

predecessori
in

che

vi

esegu, e pel magnifico fon-

eman
dall'

diverse beneficenze

pre-

ie battesimale

che

vi

eresse, e poi

cedenza. Fece pertanto

distribuire

bened,
\ol,

come abbiamo
p.

detto

nel

elemosineria
dalla

apostolica copio-

XII,

126 del

Dizionario.
altre chiese,

sissima quantit di pane ai


ri
;

povedi

in quanto alle beneficenze praticate da

tesoreria
1'

cento

doti
,

Leone XII con

scudi trenta

una a

zitelle

che

solo ci limiteremo dire


alla patriarcale
se.

quanto
i

fece

avessero
li

il

partito pronto per

mao-

basilica
tutti

lateranenmosaici,

tarsi,

e fossero prive di altre do-

Fece restaurare
in

ti ;

dal vicariato
di

cento

sussidii

tanto del batlistcrio di


ni

s.

Giovan-

gnuno
stici

scudi dieci per

ecclesia-

Fonte,

basilica.

quai

lo,
i

quanto quelli della Fece un parato sacro in paonazzo, di lama d' oro.
per
le

poveri, per l'acquisto di libri


;

sacri

dal

monte
i

di

piet la resti-

tuzione degli oggetti impegnati


eccedenli
paoli

Diede

cristalli

finestre

cinque;

non condon

scudi seimila pei restauri del tempio, per


cui

tutte le multe di bollo e registro,


e le incorse per successioni, bench eccedenti in complesso scudi centomila; altrettanto ordin per altre multe di qualunque ramo e

in

tutto

spese

circa

ventiquattromila scudi. Dipoi Leone

XII ollenne da Carlo


cia

re

ili

Fran-

a favore del capitolo lateranen-

se l'annua pensione di ventiquattro mila franchi in compenso della perduta abbazia di Clairac; per
,

valore, riguardanti
rio,
ti

il

pontifcio era-

anne

le

tasse

dovutegli

ec.

non ne ha pi Romagna, il Pontefice nomin legalo di Ravenna il cardinal Agostino Rivail

dopo i83o

la

rivoluzione di Francia del


capitolo
la

fruito.

Per

quiete di

lula,

personaggio

fornito

di

emi-

nenti qualit. Finalmente a' i3 giu-

gno prese

il

solenne possesso delia

condon l' intero debito che avevano col medesimo erario le comunit delle delegazioni apostoliche di Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli, Camerino, Pesaro e Urbino, per la non completa leva dei sali dal gennaio 182 a tutto dicembre 1823 in cui fu tolta, ec. Il Papa amando la residenza del
lilialmente
1

LEO
Valicano,
a' 7

LEO
lanense. In
dal

5:.)

ad abitarlo ebbe per quell'iinnienso palazzo ed annessi magnidoi


vi
si

port

ria INIaggiore, ed alla piazza Latc-

maggio

ci

questa

Leone XII

ricevette

stabilimenti

felici

conseguenze, per-

ch

vi

si

ristabib la residenza ponrest

Paluzzo Altieri senature di Pioma furmalmente l' oprincipe d.


delle proteste di fcdelt

tificia,

vi

visse,
il

e poscia

Leone XII finch ne imit l' esempio

maggio

ed

obbedienza
basilica

del

senato

popolo

regnante Gregorio

XVI, sommaaccresciuti

romano. Alla porta principale della

mente benemerito
e per

del palazzo, degli

smont
del

il

Papa
si

dalla carclero,
il

stabilimenti e di quelli

rozza, e fu ricevuto
alla

da quel
pose

fama

notissimi.

In quanto ai

testa

quale

car-

grandi vantaggi che ne derivarono

dinal delia Somaglia suo arciprete,

da questa ripristinata residenza nel Vaticano, ed ai suoi sontuosi conslauri

quindi ebbero luogo tutte


suete cerimonie
sagre.

le

con-

Le

parole

per grandiosi ried abbellimenti, ne parleremo all'articolo Palazzo apostolico vaticano; mentre di quelli che ne provennero al Borgo e Citt Leotigui
slal)ili(nenli

del senatore, la risposta


tefice,

del

PonSo-

l'orazione
le

del

cardinal

maglia,
])Oste

quattro

iscrizioni

com,

da Francesco Cancellieri

collocate in vari luoghi della


silica,

ba-

nina,
Il

lo

possesso

dicemmo a quegli articoli. dunque di Leone XII

del

fu

Allo

da lui in questo modo. sparo del cannone, e ad ore vent'una di detto giorno, usc dal
preso

si leggono nel immero 48 Diario di Roma. Mentre il Papa era nella cappella del ss. Crocefisso a venerare, coi cardinali e

gli

altri

che hanno luogo nelle capss.


;

palazzo Quirinale
ivi
il
i

il

treno, giacch

pelle pontificie, la

Eucaristia dee terminatosi


l'

dopo la cappella erasi portato Papa dal Vaticano. Precedevano


dragoni ed
i

corosamente esposta
dai

cappellani
j
il

cantori

inno

Te
nel

pontificii

carabinie-

Deiim
lato

cardinal

arciprete
i

ri

pontificii,
,

e seguivano pine a cail

dell'epistola

cant

versetti
vsila-

vallo

il

battistrada,

soprainlen-

e l'orazione.
tor, relativi
visita,

Deus omnium

deute delle scuderie papali col maestro delle medesime, le guardie nobili, i camerieri di onore del Paspada e cappa che in pa, s di capitano della ubito paonazzo il guardia svizzera, monsignor Ber,

all'apertura della sagra

intimata come dicemmo da Leone XII per detto giorno. Dopo aver dato il Papa termine alla

funzione colla sulenne

benedizione

iietti

governatore di

Roma

avanti

che comparti dalla gran loggia lateranense al foltissimo popolo che


lo
ili

la

croce pontifcia sostenuta da

mon-

acclamava

in

sedia

gestatoria

signor crocifero pure a cavallo. Indi

trasportato nella camera de' pa-

procedeva
e

la
i

carrozza nobile col


cardinali

lamenti
cario di

o sagrestia della
al

basilica,

Pontefice,

Somaglia
guardie
tre-

dove commise

cardinal Zurla vipresidente


il

e Pacca, col seguito delle e cardinalizie.


folto

Roma

della

nubili, carabinieri, dragoni, carroz-

sacra visita apostolica,

prosegui-

ze palatine

Il

mento

degli atti dell' apertura della

no

ed acclamanpopolo percorse le vie che te dal palazzo conduce a santa Main

mezzo a

medesima, il quale il cardinale esegu nella mattina seguente. Quindi

Leone

XU

parli dalla basilica, pas-

Go
s)

LEO
tra
gli

LEO
dei rofece
ri-

evviva di gioia

l'occhio ed

il

braccio del governo,


i

mani
torno

al
al

Quirinale,

donde

per condurre e mantenere


li

popo-

palazzo vaticano.

La mee
di-

nell'abitudine dell' industria

mosua

daglia coniata pel possesso,


stribuita

rale della religione.

dal

Ponlefce

sedente

ia

Leone XII port quindi


vigilanza persino alla

la

trono

ai

cardinali nella tribuna latal

celebrazione

teranense, facendo

distribuzio-

delle pontificie funzioni, accrescen-

ne

le veci

dell'antico presbiterio, fu

incisa

da G. Cerbara. Da uu lato rappresent il Papa in mozzetla e sloia, con l'epigrafe in giro: leo xii
Ali.
I.

done il decoro in diversi modi, e col contegno esemplare ch'esigeva da lutti quelli che vi avevano luogo, che sorvegliava col suo occhio
linceo
:

PONT. MAX.
ce,
il

Nel rovescio

il

cali-

nella cappella

Sistina

del

triregno, le chiavi, in significa-

to tiella creazione, coronazione e pos.vesso pontificio,

insegne iliuniinatedai

raggi dell'occhio Iriiingolare, simbolo


dell'eterna Sapienza, che sovrastava
tali

Vaticano fece fare una muta di candellieri con sua croce, di metallo inargentalo, ed ai penitenzievaticani ri che intervengono ai
,

pontificali ed

altre principali
il

l'un-

emblemi. Inoltre eravi questa


:

i-

zioni che celebra

Pontefice, do-

scrizione
V.
XIII.

EtECT.

coROiv. poss. xxviii.

SErX.

OCT.

JUN.

MDCCCXXIII.

n a cadauno tre pianete di damasco con trine d'oro, una bianca,


IN'el

MDCccxxiv, corrispondenti alle tre poche nominale. Esistendo nel locale degli antichi
e

l'altra

rossa, la terza paonazza.

gioved e venerd
i

santo

rijiri-

pubblici

gradi

stin
sto

pranzi dei cardinali. In que-

nari

Termini, un

deposito

mendicanti postovi da Pio Vii per


liberare
toni,

Roma

dagli

oziosi

accat-

Leone XII pens


d'industria

farne

una
visit

tempo il re delle due Sicilie Ferdinando I invi a Roma il p. Porta da Cuneo cappuccino vescovo di Termopoli iti parlibus e
,

casa
ai
il

per

dare lavoro
njoto- proprio

poveri; a tale eifetto ne


locale, e
le

suo confessore, per determinare il governo pontificio a desistere sulla


questione dell'antico
protesta

con

un

tributo
faceva

della

stabili

cose per regolare lo sta-

Ciinea [Fedi), e relativa

solenne
nel

l)ilimento, <;he poi


stabili
,

prese forme pi
ia

che

il

Papa
s.

ed
di

ora
s.

pia casa
degli
la

od

giorno della festa di

Pietro, co-

ospizio

Maria

Angeli.

Con
rata
jtrio,

piacere
visita,

ricord poi

memo-

e l'emanato moto-prodimostinndo quanta parte axeano i poveri nel suo cuore ; anzi

Ed il Pontebene spedire a Napoli il p. Lodovico Micara da Fiascati, cappuccino e predicatore apostolico, suo aulico amico, per chiedere

me

tuttora prosiegue.

fice credette

l)er

conoscerne
al

loro veri bisogni,

al

re spiegazioni

piri

estese.

In di-

e [irovvcdcie

disordine

ponderatamente senza grave argomento, cre-

tempi importanti
versi

Leone XII sped per


affari
il

in Baviera, Vien-

deva indis[)ensabile di ripristinare in i'ionia le auliche maestranze, ossiano Unwersii arlistiche [Vedi). Prudenti e vantaggiose istituzioni ch'egli

na
ni

Milano

conte Tiberio Troil

gi suo uditore in tutto

lun-

avea

veduto anche in Germariguardarsi

nia

giustamente

come

go tempo che amministr gli affari parte della ecclesiastici di gran Germania, ed in segno di uletto e di verace stima \o decor dei

LEO
nobilissimo ordine di Cristo, dichia-

LKO
vescovo
di

fu

IMenf

Abramo

Cha-

randolo

di

esso
il

cavaliere.

Leone
conte
fatto in

sciour di Taafa, alunno del collegio

XII

incaric

medesimo
Ini

Urbano,

il

pi

grande impostole,

Troni dell'acquisto da
Venezia,
delle

della
le

sceltissima

raccolta

che poi ricevette la punizione che sagacemente lu dato si meritava


:

contenente
opere
di
arti, gi

pi squisite edizioni
risguardanti
le

a lui

per

compagno

il

degno ed

belle

propriet del conte Ciil

accorto p. Luigi Canestrari de' minimi paolotti, il quale discoperto

cognara, raccolta che


alla

Papa

riun

l'inganno, oper

in

modo

che

l'in-

biblioteca

vaticana.

degno vescovo non

evitasse

il

castigo.
in Egit-

In quest' epoca l'abbate


nais fu presentato a
al

La Menquale
di-

Allorch Chasciour airiv


to
il

Leone XII, ed
il

cardinal Somaglia,

mostr qualche propensione per lui, a cagione de' suoi talenti e fama teoeli' erasi procacciata, sebbene logi romani sino d'allora facevano
i

Mehcmet-Al voleva punire il suo intrigo con Dirlo morire, e solo lo abbandon all'esilio
vicer

per

la

venerazione che nutriva pel


la

Papa, e per

protezione che spie-

gravi rimarchi alle sue


dottrine
:

opinioni e

breve fu la sua dimora nell'alma citt. Frattanto lo zelo


del

g il console francese Drovetti, perch la congregazione di propaganda fide avea munito Chasciour d'una commendatizia dell' ambasciatore di Francia.
Il

Papa per l'amministrazione


che portava su
gli
;

del-

p.

Canestrari

ri-

la giustizia, la sua salutare severit, e la vigilanza


di tutto,

condusse l'impostore in Roma, il quale dopo accurato processo fu

sempre pi del popolo

procacci
di

l'amore
prigioni,

visit

persona ed
le

formalmente degradato, e condannato a perpetua prigione ; il p. Canestrari nel seguente

all'improvviso

anche
il

anno
;

fu pre-

per osservare
fargli

loro trattamento e
tratti di

sperimentare
pei

clemen-

miato col vescovato di Montalto che ottimamente governa e monsignor

za,
biti

massime
il
i

detenuti
li

per

de-

Capraiio
zelo

segretario

della

che pagandoli
diligente

liber;

pre-

congregazione di
pel

propaganda,
della
illuso,

che
la-

mi

servizio, minac:

gran
della

propagazioe

ciando

l'appaltatore delle

pun con la multa di mille quattrocento novantasei scudi, pel cattivo pane che somministrava loro, e che un soltrascurati

quindi

ne

fede

erasi

milizie,

sciato

sorprendere

dall'impostore,

ad onta dei conforti che ricevette dal Pontefice, rest dal grave dispiacere sconcertato nella salute. Nello

dato avea dato allo stesso Papa, che perci fu da lui ricompensato, e la multa venne divisa tra i danneggiati.

stesso

mese

di agosto

Leone XII

dare nelle principali piazze di Roma le sante missioni per prefece

Leone XII
le

riceveva
i

con

parare

romani
di

degnamente

ce-

piacere
gli

informazioni ed

consi-

lebrare l'anno santo; egli interveu'

nire,

che potevano istruirlo per pupremiare e provvedere. Il suo


perci pieno
e
d'avvisi, di
il

ne ad alcuna

dette prediche, e

nell'ultimo giorno pertossi alla missione che facevasi in piazza

scrittoio era

Navorusso

di querele, di denunzie
reri.

pad

na

l'ud dal

balcone dell'appartaministro
e

Nella

cappella
il

Sistina

mento abitato dal


cav,
Italinski
,

primo

d'agosto

Papa consacr

da

esso balcone

62
hened'i
il

LEO
follo

LEO
Ai 27 setcardinal
Gulefli,

popolo.

segretario dei

tembre dell' islesso anno 1824 Leone XH, dopo aver nel concistoro provveduto a vari vescovati, fece la seconda promozione di tre cardinali, elle furono Carlo Gaetano Gaysruk di ClangenfLirt arcivescoTO di Milano; Patrizio da Silva romitano di s. Agostino, di Leira, arcivescovo d'Evora; e Carlo Fer:

memoriali il cardinal Guerrieri. A. voler impedire le frequenti liti, i


ferimenti,
le

uccisioni, e lo scialac-

quo

prodotto
di

dagli
il

bevitori

vino,

Papa

intemperanti fece por-

re alle
di

pubbliche bettole venditrici


alcuni
il

solo vino

cancelletti di
si

legno, acci
se

popolo
a
e

provvedessi

del vino,

ma non

vi

fermasdella

rer della

Marmora

di Torino, gi

se a

gozzovigliare

danno
salute,

vescovo di Saluzzo.

pi-opria

famiglia
lite

ed

Le

insurrezioni

dei

sudditi

di nel-

prender
delle

pel

giuoco
fomite

funesto
di
tanti

Spagna essendosi
l'America,
il

consolidate

passatelle,

governo di Colombia invi a Pioma Ignazio Texada, incaricato di


vescovi

chiedere
de' vicari

al

Papa

dei
Il

apostolici.

ammazzamenti. Il popolo basso mormor, i saggi benedirono il provvedimento; e la fermezza di Leone XII vinse ogni ostacolo, e
fece
felici

cav.

Vargas

divenuto

marchese
a Leone

rispettare

suoi

ordini

le

della Costanza,

domand

XII, che Texada fosse rimandato da Pioma. II Texada adott qualche prudente temperamento, ed il

conseguenze di questi , ed i vantaggi che ne derivarono, pienamente giustificarono la misura presa,


li

Vargas
del
fdla
liale

nell'anniversario

della
alla

co-

ronazione del Pontefice,

testa

ad onta delle critiche che moltemperamento. Segui quindi 1' ordinamento cattolico
fecero a tal
della Polonia e

corpo

diplomatico
cui

pronunzi
tenera e
fi-

della P>.ussia,

mele

sua presenza una


allocuzione
;

diante
bolle
vati

una
degli

convenzione,
arcivescovati
di tasse
;

per

rispose,

Leone XII ch'era commosso dai voti


assicurolle che niu-

e vescoe nel setla

in

punto
il

delle corti, ed
iia

tembre

Pontefice
prefetto

istitu

Con-

potea

dubitare
la

del

suo zelo
cristia-

gregazione

degli studi i^Vedi), noil

pei

pi solidi vantaggi del


e per

minandone
Bertazzoli.
ri

cardinal
visitato-

nesimo
In

pace
Luigi
di

universale.

Quindi dichiar

questo
la

tempo
di
si

pianse

Leone
re

apostolici delle pontificie


di

univer-

XII
di

morte

XVIII
lui

sit

Perugia,

Francia, e

consol deli'assiuifralcllo
il

rala

Ferme,

Camerino, Maced. il p. abbate


camaldolese, e
alle

zione al trono del


il

Mauro
l'

Cappellari

conte d' Artois, che


di

prese

no-

avvocato
,

concistoriale
gli

me

Carlo

X;

poscia nella
suffrag
l'

cap-

Fusconi

invi

Teodoro mede-

pella

pontificia

anima
caidi-

sime

universit per
i

riordinarne e

del defunto.

Mor ancora

il

migliorarne

ual Severoli, che vuoisi esercitasse

mento.
cit
lo

metodi dell'insegnaXII visit Dipoi Leone

qualche
poi

influenza
si

sull'animo

del

r Unii'ersit
i

Romana

[Fedi), ec-

Papa, onde

disse che

d'allora in

professori a prestare con ze-

Leone XII si govern da s. Fece perci pr datario il cardinal Pacca, camerlengo di s. Chiesa il

l'opera loro,
:

onorario
filusollco

ivi

istitu

aumentando due i
,

il

loro

collegi
il

e filologico

oltre

col-

LEO
legio

LEO
superba sti nove
di

63
ne' propri
si

da lui medico chirurgico ampliato. Mentre poi una sera nel palazzo Massimi all' Araceli, residenza del cardinal Bertazzoli prefetto della

contare

fa-

congregazione degli studi,


cardinali

alla

presenza dei
la

compo-

medesima, tenevasi un esperimento dell'istruzione che ricevono in Roma i sordo-muli , il Papa divis di farvi un'improvvisata. Acciocch niuno penetrasse la conenti
sa
,

degnarono velare sotto pastoral denominazione la doppia maest di monarca, promulg che Leone XII sarebbe conosciuto, onorato e venerato tra gli arcadi, sotto la pastorale denominazione di Leopistate Cecropio cio di Leone capo de fedeli, poS' sedilore delle campagne di Alene
Papi
che
celebri
gi

in

Grecia per
e d'ingegno,

tanti

prodi-

dopo un'ora
il

di

notte, copren-

capo con cappello nero eced in compagnia dei camerieri segreti i monsignori Aldosi
clesiastico,
tieri

e Barbolani,

con

la

carrozza

simbolo di que'venturosi successi che il suo gran senno andava maturando a pr delle buone lettere, delle utili moral costume, della scienze, del
d'arte

del del

primo

si

port

nelle

camere

santa

religione.

Indi
i

il

custode aa
far
il

cardinal
ridire

Bertazzoli.

Non

vendo

invitato

pastori

potersi

qual
ai

piacevole sorcardinali e
agli

plauso al

Pontefice,

pel

primo

presa
altri

recasse

cardinal Pedicini disse

un ragionadelle notizie

l'inaspettata di lui comparsa, quanta consolazione ed incoraggimento die agl'infelici sordo- muti, sia col dono di sia con tale alto, alcune medaglie d'argento che dispens loro, sia con le beneficenze

mento,
glia

in cui

si

parla della fami-

della

di

Leone

Genga, e XII dalla


lettera

nascita sino

a quel punlo.

Con

la

apostolica

Su-

per universani soppresse alcune Parrocchie di


resse. A'

di

cui
,

fu poscia largo.

Monsignor

Roma
1

{Vedi), altre ne e-

Altieri

ora cardinale e pro-segre-

tario de'memoriali,

con lodevole divisamento, a memoria perenne del


tal

1824
sit
ai

si

di quest'anno port a Castel Gandolfo, vi-

ottobre

la chiesa principale^

indi

pass

ricevuto onore, e dello zelo di Leone

cappuccini di

XII per
pittore

classe di

persone, dal

refettorio gli
p.

AlbanOj e nel loro ammise a mensa col

romano cav. Conca fece rappresentare in un quadro il punto in cui il Papa ascende nella sua
carrozza
;

Micara loro ministro generale, monsignor Nicolai , e diversi individui di sua


corte,

ritornando

ifB

il

quale quadro
di

si

vede
Alla

Roma
riforma
blica,
delle
esperti

la

sera.
il

Leone

XII

fece

nel di lui palazzo

Roma.

pubblicare
della
tasse

celebre accademia d' Arcadia accord

dell'

moto-proprio sulla amministrazione pubprocessura


civile^

Leone XII la promoteca Capitolina, onde tenervi le pi solenni adunanze.

giudiziarie;

lavoro di
,

Gi

quest'

accademia
al

ne

avea

dotti

giureconsulti

che

celebrato l'esaltazione
to con opuscolo

pontifica-

incontr l'aggradimento del popolo.

pubblicato con le

A'20 dicembre
storo cre vari

il

Papa

in

concifece la

stampe del Salviucci, ove si legge l'acclamazione di monsignor Loreto


Santucci custode generale
dia,
il

vescovi,

terza promozione di
il

d'

Arca-

due cardinali, primo fu Pietro Inquanzo Kibe-

quale per andar l'accademia

ra spagQuolo, arcivescovo di Tole-

64
(In;
il

LEO
secondo fu
Frascati
il

LEO
p.

Lodovico

Rlicara di
rale

minislro genee

ne cristiana di Firenze, d'Acri cappuccino; cose

e Angetc
tutte

che
quali

de' cappuccini

predicatore

narrammo
Santo,

al citato

articolo

Anno
all'

apostolico, che

non pubblic riserbandolo in petto, al presente decano del sacro collegio. Finalmente a'24 dicembre Leone XII apri solennemente la porta santa della
basilica vaticana, e die incomincia-

ove

pur

dicemmo
assisterono
;

personaggi reali
rosa d'oro

a-

pertura della porta santa


regina vedova di

e della
alla

benedetta donata
a

Sardegna Maria

Teresa d'Este,

mezzo

del prelato

nienlo al tanto
leo, colla

contrastato

giubi-

lifag-^iordoriio (^Vedi).

Incominciato

onta

dell'

massima immenso

tranquillit,

ad

l'anno santo sotto felicissimi auspicii,

numero
sante,

degli

spettatori

che portaronsi
delle porte

a vedere
delle

Papa se ne compiacque con lo stesso corpo diplomatico, allorch questo gli


il

l'apertura

present
del

quali

parlammo
Dizionario,

nei voi. Vili, p.


p. 201 e seg. compresa quella

suoi omaggi nuovo anno i825;


i

al

principio

ben avea
quel*

202
del

e seg., e XII,

ragione di dimostrarlo,
lo

come

che pieno di fiducia nel


ed animato dallo

divina
soste-

della basilica di

s.

Paolo, sebbene
la

aiuto,

spirito a-

distrutta questa dal terribile incen-

postolico,

fermamente
i

avea

dio del luglio


funzione,
soddisfazione,

1823. Terminata
di

nuto
le

la

celebrazione dell' universadiversi calcoli


politici,

Leone XI l colmo
nello
pontificali
si

pia
dei

giubileo, contro

spogliarsi

timorosi di potenti

paramenti
le

lodava del

gennaio
l'enciclica

A'25 1825 Leone XII pubblic


diretta a

i)uon ordine com'erano


cose, coi

procedute
assi-

tutto

il
i

corpo
fedeli

cardinali

diaconi
di

episcopale, acci invitassero

slenti,

ed

allora

uno

questi,

l'affettuoso e lepido cardinal


ni,

graziosamente

rispose

Padre, unallra volta pratici j con che venne

VidoSanto saremo pit


:

a concorrere alla riedificazione deU la basilica di s. Paolo, per la quale


il

Pontefice assegn

vistose an-

nue somme,
gersi
al
Il

ed

istitu
il

a di

fare al

missione speciale;
al

tutto

una com* pu leg'

Papa ed a s l'augurio almeno altri venticinque


sendo
tale
il

vivere

anni, es-

periodo intermediario

219 e seg., ed 272 del Dizionario. Papa non manc posteriormente


voi.

XII, p.
p.

voi.

XVI,
i

dalla celebrazione di

to all'altro,
erasi

un anno sansebbene nel 1800 non


celebrare
santo Leone
di

di

visitare

lavori

della risorgente

basilica,

potuto

cagione

n manc d'incoraggire la commissione alla sua voce le offerte


;

delle vicende politiche.

per

la

nuova
1'

chiesa

dell'

apostolo
le

Nell'anno

XII die
e di ge-

delle genti parti


;

affluirono
1'

splendido
nerosit
accolse
i

esempio
si

piet nelle

Austria,

da tutte Olanda e
si

la

opere in cui

esercit,

Francia, particolarmente,

ed insiedistinsero

ed amorevolezza
forestieri,
fra'

con cui
il

me
nelle

ai

loro

sovrani

quali

re

generose

obblazioni.

A'
la

e la regina delle
tific
5.

due
fr.

Sicilie; bea-

marzo Leone XII pubblic


la

boU

Giuliano di Alfonso , Rodriquez gesuita, Ippolito Galantini fondatore della congregazioAgostino


francescano

solennemente

di)

controia setta dei ^/rtrton (^e* riprovata anche dal predeces,

sore Pio VII nella bolla

emanata
{/'e.-

contro

la

sotta de'

Carbonari

LEO
di),

LEO
vate nelle
sante,
la

65
delle

facendo poi procedere cojilio quelli che vi appartenevano. Qoina'

fondamenta
poi
di

porle

collocatevi nel

i^J^-

Per

di

di

detto

mese

il

Pa-

duchessa
re,
di

Berry, nuora

pa nel concistoro de' vescovi fece quarta promozione di due carMassimiliano dtnali ; cio Gustavo
la

della diocesi

Giusto de'principi di Croy-Dulmen Cambray, grande di

elemosiniere di Francia, arcivescovo


di

Rouenj

ad
d.

istanza

del

re di

Francia; e
di Belluno,

Mauro

Cappellari

vedova del suo figlio, e Enrico duca di Bordeaux, diede all'ablegato due beilissini camei in agata rappresentanti il ss, Salvatore e s. Pietro, e due reliquie, una delle quali consisteva in un pezzetto del legno del presepio di Betlemme, e l'altra in un pezdel

madre

abbate vicario generale

zetto della
stolo.

tomba

del

santo

apo-

de'camaldolesi, che riserv in petto,

ed al presente regnante Pontefice Gregorio XVI. A premiare il valore, la moderazione, ed altre virti del duca d'Angouline Luigi delfino di
Francia, e figlio del re^ qual benemerito generalissimo dell'armata
francese che liber in Ispagna Fer-

Concordato fra Pio VII Massimiliano Giuseppe re di Baviera (Vedi), quel Papa avea
Nel

concesso

al principe regnante e successori cattolici, l'indulto di no-

minare
anche
il

agli

arcivescovati
il

vesco-

vati; ed inoltre che


gius
di nati e canonicati
apostolici,
gli

re avrebbe
ai

dinando

VII,

ristabil

la

sua

nominare
per

decade-

autorit e l'ordine in

quel regno,
di solenne
lo

ne' sei mesi detti


tre

Leone

XII

in
gli

segno
spedi

mentre che
mesi
pel
le

soddisfazione
berrettone
soglionsi

Stocco e

altri

sei

elezioni dove-

henedelli

benedire

dai

notte di Natale,
delti

ma

[Vedi), che Papi nella da lui bene-

vano essere o vescovi, e


da'capitoli.
la

fatte dagli

arcivescovi

resto del

tempo
primo
decani

Ma una

posteriore boidel
i

nella sua

cappella segreta ai

dello stesso

Pio VII

3 maggio, giorno sagro all'Invenzo-

aprile

i8i8

dichiar, che

ne della Croce; insegne

che

ro-

e canonici
ioli

eletti

dal re e dai capirivolgersi,

mani
nato

Pontefici
ai

hanno

sempre doLodoLeone XII o comandan-

dovrebbero
sei

nei pri-

principi

benemeriti della

Chiesa.

Siccome monsignor

mesi dopo l'elezione, al Papa per ottenere l'instituzione cano-

mi

vico Ancaiani parente di

e figlio del castellano


te di Castel
s.

Angelo, fu dal
la

Papa
per

dichiarato

ablegalo apostolico

portare a Parigi
lizia pel

berretta caldina-

Quindi il re domand a Pio VII che tale instituzione si potesse in vece dare dagli arcivescovi e vescovi ; e siccome ci non venne ultimato in quel pontificato, il
nica.

cardinale Croy, cos Tinca-

re rinnovate

le

istanze

a
di

Leone
essere

ric anche della presentazione dello

XII
co,

questi,

memore
lui

stocco e berrettone al delfino,


la

per

stato presso di
di

cui

moglie

la

delfina

Maria

buon grado
concedendo

nunzio apostoliannu alla doil

Teresa figlia di Luigi XVI, Leone XII consegn al prelato per dono
martello d'argento da lui adoperato nella apertura della porla santa, e quattro medaglie trolo stesso

manda,

privilegio

personale agli arcivescovi e vescovi bavari, di confermare le elezioni


del
i

re

e dei capitoli,
successori

loro

VOL. xxxviii.

dovendo poi domandare alla 5

66
santa

LEO
Sedo
Id

LEO
tarono per quanto andiamo a narrare. Un giorno il Papa fece sapere
lo
al

confeima dell'accordalo privilegio. Durante la celebrazione dell' anno santo, importanti notizie giunsero a Leone XII sulle
persecuzioni che
infierivano
nella

cardinale, che

a a

momenti
Il

sarebbe

andato
quel

visitare.

cardinale era in

d pi che

Cina da cinque anni ; e che valocampioni affrontavano i pericoli e la morie, per maggiormente
rosi

in altro tormentalo dai suoi mali,


vestilo in

tutta

confidenza, e pel

suo vivere ritirato privo della propria corte; in


si

diffondere

le

\erit

del vangelo; e
le

somma non

Irovos-

Roma ammir
dell'

da vicino

virt

in

istato di
il

ricevere convenienPontefice.
al

arcivescovo di Parigi, monsignor Giacinto de Quelen, che Leone XII fece alloggiare nel Seminario Romano {Fedi), da lui stabilito

temente

sommo
gli

In

tanta angustia scrisse

maggiorPapa, e

domo che
cosa, che
gli gli

avea

notificalo la
il

ringraziasse

presso la

chiesa

di

s.

Apollicollegio
fi-

rappresentasse la situazione che

nare, nell'antico locale del

impediva
il

accettare

un
a s

tanto

germanico-ungarico
,

ricolm di

onore. Oltre a ci nella sera stessa

e nel partire benezze il prelato nedi Parigi, nella cui diocesi contasi circa un milione d' uomini

cardinale chiam

mon-

signor Mario Malici segretario della

congregazione del buon governo,

nella persona del suo

degno

arci-

ora cardinale,

vescovo

che

gli

avea

implorato

l'apostolica

benedizione.
detto

Non

solo

ed istantemente lo preg recarsi nel d\ seguente dal Pontefice a rendergli nuove, vive

Leone XII nel


il

locale stabiPi

ed

umili
le

azioni

di

grazie,

ed a

seminario

romano,
occhi

ma
del

perch
cardinal

fargli

pi rispettose scuse pel cu-

fosse sotto gli

mulo

vicario, assegn a questi l'abitazio-

ne, che

prefetto del

prima godeva il cardinal buon governo, pur di

delle circostanze che non gli permisero ricevere lanla consolazione. Il Papa ne rest persuaso ; laonde

tutto falso quanto in


si

argomento

ragione dell'antico memorato colnel quale la diede pure a legio,


fizi

perch discendemmo a questi particolari ad onore di Leodivulg,


il

monsignor vice-gerente, ed agli ufdel vicariato. Perch poi il prefetto del buon governo godesse dell' abitazione, prima il beneficio
gli

ne XII e del cardinal Cavalchini. questi il male, Aggravandosi a


carica, ed

slabiPi

un

indennizzo, poi gliela

spontaneamente dipoi rinunzi alla Papa tard ad accetil tarla, finch persuaso di sua impotenza, la confer al cardinal Dandini.

assegn nel palazzo della Cancelleria apostolica [Fedi): questa misura dispiacque al cardinal Francesco

Intanto

contro

de' turchi

scop-

pi l'insurrezione de'greci, che dai


saggi fu per la
religione
cattolica

Guidobono Cavalchini, che il medesimo Leone XII avea fatto


prefetto.
Il

tenuta cosa pregiudizievole.

Essen-

cardinale soffriva mollo


di
di

do l'Olanda
ze
di

agitata dalle

turbolen-

di nervi e

stranguria

che

gli

che

vi

suscitava

una riunione
sotto
il

impedivano
carrozza,

andare

persino in

persone, conosciuta
di piccola

no-

e di
di

conversare. Questo

me
ve

sistema

ritiratezza
le

diede luogo
si

diresse a'

Leone XII 17 agosto 1825 un breChiesa,

a molte dicerie,

quali

aumea-

ai fedeli

dell'Olanda, nel quale

LEO
deplorava la Chiesa callolica turbata ancora dallo scisma d'Utieclit
le
:

LEO
inquietudini
appellarsi

67

Guglielmo
tificalo

Vet

osava

che provava per un affare s importante, e che non poteva riguardare con indifferenza
l'attuale

vescovo di Devenlei-j
al

ed avea nosua elezione;

condizione
diocesi

della
in

Chiesa

Papa
XII
la

la

ne'possedimenti spagnuoli
rica
;

Ame-

ma Leone
la

dichiar nulla, e

le
,

crilega.

sua consacrazione illegitlima e saNello stesso tempo il Belgio

prov delle commozioni religiose, perch il re de' Paesi Bassi Guglielmo I avea decretato la soppressio-

ed i chiedevano pastori. Il Papa desiderando conservare una perfetta arvescovi

erano prive di fedeli con alte grida

monia col re di mento non avea


annuire a suo preciso
s

Spagna, pel mocreduto bene di


voti
;

ne

de* seminari
in

vescovili,

e l'istitucollegio
facil-

giusti

ma

era

zione

Lovanio
il

di

un
alle

filosofico,

quale
l'adito

avrebbe

mente aperto
protestanti.

dottrine

un

fortissimo

Subito Leone XII fece reclamo al governo


cav.
e

per mezzo del

Reinhold

in-

dovere d'impegnare il governo spagnuolo a fare sforzi efficaci per ricondurre le colonie sotto la sua autorit, od a prendere almeno deteiminazioni tali, che la Sede apostolica potesse elegi

viato straordinario

ministro pledel Belpassivi,

gere

vescovi per le

sedi

vacanti.

nipotenziario presso la santa Sede,

Intanto

oltre

dazi

diminuiti in

dichiarando agli
gio di
se
il

ordinari

principio del pontificato,

come

l'a-

tenersi

puramente
fosse

bolizione dell'appalto delle poIVeri,


l'abolizione
della
tassa

governo

proceduto alla
di

della

fida, l'abolizione

esecuzione de' decreti. Allora era vice-

dei geometri,

ed

altro

superiore

delle missioni

Olanda

monsignor Luigi Ciamberlani. L'arMalines monsignor di civescovo


Francesco de' piincipi di Mean , dopo aver scritto una lettera di
vivi

da lui fatto successivamente, Leone XII ordin che Ja tassa e censo urbano sui fondi fossero diminuiti di un quarto, tanto in Pioma quanto
1

in

tutto

lo

stato

rechimi,

si

ritir

in

sue terre presso Liegi j sere testimonio di determinazioni


cos^

una delle per non es-

aumento
santo,
il

delle

pigioni

malgrado ad onta

di

tutto ci, e delle spese dell'an-

no

Papa

incaric l'ottimo

desolanti.
s

In
viva e
si

mezzo ad una
s

e sagaci.ssimo tesoriere geneiale

monriser-

opposizione
ottobre.

giusta
il

il

signor Cristaldi, di

porre

in

collegio filosofico
1

apr
tardi

gioino
Belgio

va una

somma

sufficiente

per forfat-

F'ii

il

mare
stato,

il

nucleo di un

tesoro dello

avea fatto sotto rinnov quanto Giuseppe II, sposse il giogo, e si eresse in regno indipendente. Non obliando Leone XII le negoziazioni intavolate a
religione, per
istabilive

come sapientemente avea

favore della

una corriSede e le massime colle colonie spagnuole, repubbliche di Colombia e del


spondenza tra
la

V, onde nei bisogni ia santa Sede non si trovasse costretta ricorrere ad altri con sagrifizi. Giunto finalmente il d 24 dicemdie compimento bre, Leone XII
to

Sisto

santa

all'anno

santo,

con

la

chiusura

della porta santa della

basilica va-

ticana, e consuete cerimonie;


di

quinla

Messico,

credette
al

suo

dovere

di

nel seguente giorno

pubblic
il

rappresentare

governo spagnuolo

bolla,

con

la

quale estese

bene-

68
ficio

LEO
del giubileo

LEO
tutti
i

paesi

zione delle figlie della Carit clj'eb-

della cristianit, insieme


ciclica
tij

ad un'enci

diretta ai patriarchi, prima-

bero principio in Verona. Col moto-proprio de' 17 febbraio iS'af il


Ponlellce
di

arcivescovi e
tutti

vescovi
i

che Pi

eresse

la

congregazione
colpevoli,
i

approvarono
tardi

governi.

vigilanza,

per vegliare sui pubi

r intrepido e
di

zelante
il

Vuariu
coragdel

blici

impiegati, punire

parroco di Ginevra, ebbe


gio

e premiare gli onesti e


riti.

benemeil

pubblicarvi

la

bolla

Ne

dichiar prefello
e
oltre
s.

cardi-

giubileo,

onde

cattolici

proflta-

nal segretario di stato,


i

membri
il

rono delle grazie Sede apostolica; e


carlhy vi
si

spirituali
1'

della

cardinali prefelli,

cardi-

abbate Macport a predicare con

nal camerlengo di

Chiesa, della

segnatura, e del
il

buon governo, ed
censo;

ubertoso fruito.

quest'epoca

il

Pa-

presidente del
uditore
di

nonch

pa
di

rest assai afflitto per l'inattesa


di

prelati

della

camera,

go-

tnorte

Alessandro
Il

imperatore

vernatore

Roma,

tesoriere ge-

Russia.

primo gennaio
il

1826

nerale, segretario di

consulta, udisegredella

Leone XII
plomatico, e
espresse
felice

ricevetto
lo

accolse

corpo dicon parli;

tore del Papa, ed


tario
;

un prelato
oflciali

destinando tre
di

colari attestati di
il

estimazione

gli

segreteria
gli

stalo

al

disbrigo de-

suo paterno gaudio pel


del

affari di

questa congregazione,

esito

celebrato

giubileo,

A' 27 febbraio
istitu

1826 Leone XII


de'sussidii,
al

non
sulle

senza

fargli
le

osservare,
quali
si

che

la

commissione
Riario

quelle persone,

erano

con chirografo diretto

cardinal

prime mostrate contrarie, a\evano finito col dichiararsene interamente favorevoli; e per ultimo soggiunse protestarsi ben contento
e soddisfatto del
cipi, e

Tommaso
all'articolo

Sforza,

che

di-

chiaro presidente,

come dicemmo
marzo Leone
di

Elemosineria apostolica
concistoro

[Fedi). Dipoi a* i3

concorso de'prin-

XII

tenne

vescovi,

che Dio aveva fatto il resto. Quindi a'5 gennaio Leone XII istitu una deputazione centrale sugli Ospedali di Roma [Vedi),

e fece la quinta promozione di


cardinali,

due

Aveva
sonale,

gi intrapresa la

visita

per-

pubblicandone prima due altri che avea anteriormente creali e riservali in petto, cio fr. Lodovico Micara , e il p. d. Mauro
Cappellari sullodati. Gli
altri

sempre improvvisa,

de'

me-

due

desimi, volendo conoscere ogni circoslanza dell' assistenza e cura degli

furono Francesco Saverio di Cieufuegos-y-Jove-Llanos di Oviedo, arcivescovo


lista

infermi, gustando

persino

ci;

di

Siviglia, e

Gio. Bal-

bi e

bevande

pei'

loro

preparate
di

onde rendere

pi

assidua e

caris.

tatevole l'assistenza di quello

Giovanni destinato alle donne, approv l'istituto delle ubiate spedabere delle sorelle della Carit ivi
stabilito,

Maria Anna Antonio de Latil di Frejus, arcivescovo di Reims, ad che avea istanza del re Carlo X solennemente coronato e consagrato. Nell'allocuzione che il Papa ia
,

tal

concistoi'o

pronunzi
i

al

sacro

come

si

disse al

voi.

X,

collegio,

tra

giusti elogi

che

p.

36

del

Dizionario.

Anzi nella

fece di

ognuno
ecco

de' quattro novelli

seguente pagina diciamo

pure che
congrega-

cardinali,

come

si

espresse pel

Leone XII coulbrm

la

cardinal Cappellari che ora

vene-

LEO
viatro sulla catledia
col
5>

LEO
tli

69

s.

Pielio

Que(li Gregorio XVI. ragguardevole a>sai per in nocenza e gravit di costumi ;

nome

sii,

suo paese alla pubblica venerazione. Dopo avere Leone XII nel concistoro de' 3 luglio

una chiesa

del

1826
nieri

fatto

arcivescovo di

RavenFalco-

dottissimo specialmente nelle ma


terie

na monsignor
e

Chiarissimo

ecclesiastiche,

numerose

Mellini, e vescovo di

Viterbo

e lunghe fatiche Sede sostenne,

pei" l'apostolica

che quanto sen-

" 7a prendere valorosariposo mente e con sommo applauso " per la stessa apostolica Sede egli " oper,
"
>'

diualato
sare.

col premio del cargiudicammo ricompenImpmocch a quelli soljVoi

Toscanella monsignor Gaspare Bernardo Pianetti, ambedue li consagr nella chiesa di s. Maria dePapa che regna cre gli Angeli il due prelati cardinali. poi Col mezzo del principe d. Ca:

millo

dono
fico

" tanto siamo


quali

le

dignit ecclesiastiche
di

ci
,

Borghese il Papa invi in re di Francia un magnimusaico lavorato dal tedesco


al

proposti

conferire

Chech
saici

nello

stabilimento

de'

mu-

risplendano
dottrina

per
;

lode

di

in

Vaticano, rappresentante lo

piet e di

e con que-

sta e non con altra carriera al

conseguimento delle medesime si saranno aperta la strada ", In quanto all'elogio fatto dal Papa al
>>

scudo d'Achille, montato sopra un piedistallo di bronzo dorato di un disegno grandioso, il cui costo si fece ascendere a pi di sedicimila scudi. La composizione del musaico fu divisa dal valente artefice in
dodici quadretti, ove sotto
i

audin;il Micara, lo
l'articolo

riportammo
giubileo

al-

Frascati [P'edi). Frattandel


fa-

dodici

to le

processioni

segni del zodiaco, maestrevolmente

cevansi per tutta l'Europa, col zelo

figur altrettanti de' principali fatti


narrati da
bile

pi lodevole, con religiosa


icenza,
e

magni-

con

generale
i

edificaziotesori della

ne,

onde guadagnarsi

volle
tiolla

Omero. Con questo nodonativo Leone XII dare a Carlo X un saggio


ricco
,

Chiesa aperti e sparsi dal magnanimo Leone Xlf. Assunto al trono


imperiale di Russia
col
I,
il

sua tenera riconoscenza


protezione
del

per

la

benevola
ai

conceduta

regnante
il

JNi-

dal re

bastimenti
i

dominio

fratello

del defunto,

Papa

pontificio, contro

pirati degli stati

stim conveniente d'inviare a Pie-

barbareschi. Indi fece riattivare la

troburgo con
basciatore
,

la

qualifica

di

am-

causa
ven.

per

la

beatificazione

della

monsignor

Tommaso

Cernetti governatore di Pioma, per


felicitare
(jiieslo

E
cia

Maria Clotilde qui noteremo che


grad

sorella del re.


il

re di
il

Fran-

nuovo monarca. In tempo PLoma vide un capo


il
:

sommamente
arazzi
,

sontuoso
al

donativo, e poscia
alcuni bellissimi

invi

Papa
fab-

irochese <:hiamato Teoracaron, ac-

della

compagnato da un ecclesiastico Leone XII lo ricevette con distinzione lo ammise nella cappella
,

brica di Gobelins
bi

vari super-

oggetti di porcellana della

ma-

nifattura di Sevres. Gli arazzi rap-

pontificia spettatore delle sacre funzioni,

e nel

punto

di

sua

parteni

presentano s. Pvemigio vescovo, s. Stefano vicino ad essere lapidato,


e la Beata

za gli fece vari doiiati\i, fra

quali
in

Vergine col Bambino


;

uu corpo santo,

da

collocarsi

cuuloruala da angeli

in

questo ul-

70
timo arazzo,
la

LEO
vuoisi

LEO
le

che

figure

VII; bens Leone


la

XII acquist per


la

rappresentino altretlanli
famiglia di Carlo
arazzi

ritraili delI

biblioteca

valicana

preziosa e

X.
;

due
il

pri-

copiosa biblioteca del


belle

conte

Cico-

mi

sono

nell'apparlamento
terzo

gnara, tutta relativa ad oggetti di


arti ed antiquaria ; come neppure vero che per la medesima biblioteca e neppure pel collegio urbano acquistasse dal celebre sinografo Antonio Marlucci la numerosa e compita sua libreria cinese con ventinovemila tipi cinesi,

pontifcio del

Quirinale

nel casino di Pio IV, del giardino


vaticano. Gli oggetti poi di porcel-

lana furono,
di

un

orologio a pendolo
lavoro, con fondo

sorprendente

di porcellana, coi quadranti dipinti,


li

rappresentanti le

tre
;

principa-

epoche
di

dell'orologeria

due

va-

oltre molti papiri egizi.

mediocre grandezza detti per fiori, col fondo color lapislazzuli e con ornamenti
si

porcellana di

Intanto pi confidenziali

si

rin-

novarono
sa

le

amichevoli

relazioni

tra la santa

Sede e
;

l'

imperiai ca-

d' oro

quadro

avente inoltre ognuno un ovale colorato rappreseninfantili;

d'Austria

nel passaggio per

Roma
ci

di diversi reggimenti austria-

tante scene di giuocarelli

ed un vaso di porcellana detto etrusco da galleria, di una dimensione straordinaria, il pi grande


di tutti quelli sino alloi'a fabbricati,

che portavansi a Napoli per rinforzare l'esercito di occupazione, o che tornavano dopo essere stati
.

cambiati da
rio

altri

corpi,

al

deside-

di ricevere l'apostolica

benedi-

perch alto un metro e venti centimetri, col fondo color lapislazzuli,

con

ricca

guarnizione

di

metallo

dorato, avente sulla fascia di mez-

benignamente corrispose Leone XII ognora, bench malaticcio, affacciandosi o ad una finestra delle camere da lui abitate, o ad una
zione,
di

zo dipinti vari mazzi


Pontefice

di

fiori.

Il

quelle del cortile vasto di Bel-

non

si

pot

saziare
;

di

vedere, nel quale e sulla piazza di


s.
i

ammirare s stupendi capolavori ed


all'abbate Feliciauo cav, Scarpellini,

Pietro bellamente
reggimenti, con
musicali.

si

schieravano

le loro

armoniose
recla-

che fu incaricato vegliare sulla ricomposizione de' pezzi, fece traspoi-tare


il

bande

Pi
alla

tardi

di

lui

pregevole
elevati

gabi-

mando r Austria una somma assai


cuni pagamenti

santa

Sede

rilevante per al-

netto di fisica nel Campidoglio, in

da

essa

sostenuti
pontificie,

imo

de' locali pi

cui

si

a favore delle provincie

aggiunse pi un osservatorio astronomico. Dicemmo gi all'articolo


Biblioteca Valicana (presso la quale
il

innanzi che queste fossero state restituite,

ne.

L'Austria
si

ebbe luogo una transaziosi mostr facile e gecontent


di
soli

peria),

Papa avea che ad

ripristinata la stamessa
fece

nerosa, e

cin-

dono Leo-

ne XII dell'orologio e de' tre vasi, cui valore si fa ascendere quasi a cinquantamila franchi. E qui noil

teremo, che non vero che

il

Papa

abbia donato a detta bil>lioleca una rnccolta di scrittori antichi ed altra


di
classici,

ci che

area fallo Pio

quantamila scudi, pagabili in cinquanta rate mensili. La Dalmazia contava undici vescovi, i quali, a motivo delle scarse rendite delle loro sedi, conducevano una vita meschina domand a l' Austria Leone XII che questi vescovi fossero ridotti a cinque, ed il Papa
:

LEO
contliscese

LEO
ed ovunque
di
.

71
magistero

che si riducessero a sei. Anche con l'Inghilterra, dopo le


fatte

si

portasse pei suoi slu-

In questo

tempo

il

spiegazioni

in

Roma
corte e

lord
cor-

dell'inclito

IJarrowby,

ristabil
la

regolare
le

ordine gerosolimitano, rappresentato dal luogotenente Bu-

rispondenza fra

au-

sca,
rirsi

torit ecclesiastiche riconosciute dal

ottenne dal Pontefice di trasfeda Catania [Fedi) in Ferrara,


si

Papa in quel regno. Fu allora che sembr opportuno all' instancabile zelo del vigile Leone XII, di far
dire qualche cosa nella gran

ove

ferm co'suoi
I

cavalieri.

L'im-

peratore Nicol

fu

incoronato a

Mosca

a'

Brede' vi-

Bernetti

3 settembre, e monsignor ch'era stato ricevuto da


,

tagna, anche per la


cari apostolici,
il

bocca
si

quel monarca con gran distinzione


assistette

che

sapeva essere

alla solenne cerimonia.

bersaglio

di

triste calunnie.

Le
ce
ai

Ai

ottobre
concistoro

Leone
de'

XII
vescovi

le-

rappresentanze de* vescovi


e
le

cattolici,

nel

la di

querele dei

fedeli

dirette

sesta

promozione
sei

cardinalizia
dei

loro connazionali, produssero


cellente effetto sullo spirito

un
di

ecal-

dieci cardinali,

quali riser-

in

petto,

pubblicandoli
1

poscia
1

cuni pari del parlamento d'Inghilterra, e d'ini

gran numero di

mem-

bri della

camera de' comuni. Dalla

fermezza spiegata dal Pontefice nel


biasimare apertamente la condotta
del

5 dicembre 828 ; quelli che pubblic in questo li accenneremo ecco i dieci cardinali secondo l'ordine di loro creazione. Alessandro de R.udnay-et-Divek Uinel concistoro de'
:

governo
i

de' Paesi

Bassi,
ai

che
1

falu di

Szent, arcivescovo di Stri-

obliava
lici

riguardi dovuti
il

catto-

gonia. Pietro

Caprano romano, ardella

del Belgio,

re

Guglielmo
a

civescovo d'Iconio, segretario


sacra congregazione di

venne colpito

dall'effetto

che avea

ci prodotto in

Brusselles,

Loil

propaganda fide. Giacomo Giustiniani romano,


arcivescovo di Tiro, nunzio di
drid.

vanio ed a Gand,

laonde
a

giudic

Ma-

a proposito d' inviare

Roma

conte di Celles per gradevoli spiegazioni


;

messo

alla

ed allorquando egli fu amprima udienza del Papa


delle sue

rest incantato

maniere
si

franchezza di eloquio, e ben

av-

vide ch'era principe conoscitore del

Vincenzo Macchi della diocesi di Montefiascone, arcivescovo di Nisibi, nunzio di Parigi. Giacomo Filippo Fransoni di Genova, arcivescovo di Nazianzo , nunzio di Lisbona, che pubblic coi due nunzi piecedenli. Francesco Maria Marazza ni Visconti di Piacenza,

mondo, esperto e coraggioso. Il conte ritorn al suo re con una lettera del Pontefice, cui pel gradimento
il

mag-

principe rispose nei termini

giordomo. Benedetto Barberini romano, maestro di camera. Gio. Antonio Benvenuti della diocesi di Sinigaglia, delegato apostolico straor-

pi rispettosi,

come avrebbe

fatto

qualunque sovrano cattolico. Dipoi arriv in Roma nuovamente il celebre Clinmpollion giuniore Leone XII lo rivide con piacere, ed ordin alla congregazione di propaganda fide di raccomandale l' illustre
;

dinario

di

Fresinone.

Tommaso
di

Bernetti di

Fermo, governatore

ed ambasciatore in Russia, che pure pubblic. Belisario Crislaldi di


.

Roma

romano, tesoriere generale. Quin Leone XII fece bibliotecario di


Chiesa
il

scienziato nell' Egitto,

nella

Siria

cardinale

Somaglici; e

7
ne
di

LEO
propaganda
il

LEO
arcivescovo di Efeso, e suo elemoil Papranzo che fu fatto nel monastero della Chiesa di s. Gregorio

prefetto generale della congregazioy?rfe e

sua stam-

siniere segreto, intervenendo

peria

cardinal Cappellari.

sic-

pa

al

come
ganda
sare
visit
i

stabiTi al prefetto di

propaur-

l'abitazione nel collegio

{^Vedi),

per la di

lui

consagrazione,

bano, recandosi Leone XII a dispen-

premi

agli

alunni

di

esso

meglio a quell' articolo, in cui notai aver Leone XII condissi

come

l'abitazione che

stava
di

ridu-

ferita

la

commenda

delle tre con-

cendosi

convenientemente,
all'articolo

che

tigue cappelle al capitolo Liberiano.


il Papa con moto-proprio i4 novembre 1826 istitu una commissione sui Conser\'alorii di Roma [Vedi). A' i5 dello stesso

ne trattammo

Collegio

Intanto

ove pur dicemmo della pubblica conclusione che l'alunno Paolo Cullen (ora rettore del collegio irlandese e cameriere d'onore del Papa ) dedic a Leone XII, il quale ivi si rec ad udirla. Indi a'26 dello stesso mese di ottobre il Papa diede un pranzo
{^Fedi),
agli

Urbano

de'

mese
la

il

clero anglicano
s.

si

riun nel-

alunni di detto collegio a


si

villa

Altieri,
vi

degno

assidersi a
i

mensa, e

ammise

pure

cardinali Berpro-

tazzoli

che amava, Cappellari e Ria-

rio prefetto dell'

economia

di

paganda. Della conclusione poi che gli dedic Camillo de Pietro ( al presente arcivescovo di Berito ed
internunzio straordinario e delegato
apostolico
chiesa di
s.

in

Portogallo
rec, ne

nella

Apollinare, ove egualsi

Paolo di Londra, ove il dottor Monck decano di Peterboroug, predicando in latino, acremente inve contro cattolici, per impedirne la tanto bramata emancipazione l'assemblea con questa convocazione non avea risultamento positivo, ma voile con essa provare il diritto che avea di riunirsi ad ogni nuovo parlamento. Nel medesimo novembre uno straripamento dell'Aniene rec immensi danni a Ti\'oli {^Fedi)j il Papa accorse per le convenienti riparazioni, e poscia inaspettatamente ne
chiesa di
i
:

mente Leone XII

parlam-

visit

le

lavorazioni.
la

mo
Da

all'articolo

Conclusione [Fedi).
l'operosit del

Leone XII approv


blati della

congrega-

ci

si

noti

Pon-

zione de'preti secolari, detta degli O-

tefice,

e quanto faceva per la pro-

B. Vergine Maria {yedi)j

tezione degli studi, e per


gli

animare
vangelo,
Indi Leo-

alunni

banditori

lei

ed ebbe la paterna soddisfazione d'ammettereal baciodel piede marii

in ogni parte del

mondo.

ne XII dichiar nunzi, monsignor Luigi Lambruschini arcivescovo di Genova, di Parigi; monsignor Francesco Tiberi arcivescovo di
gi

che fatti schiavi delle potenze barbaresche di Algeri, erano


nai pontificii,
stati

liberati per

istanza

del re

Francia. Essendo ritornato dall'Aia


in

Atene,
;

Roma

il

conte di Celles con

la

uditore di rota, di Madrid

qualifica di ambasciatore

straordi-

monsignor

Alessandro

Giustiniani

arcivescovo di Petra, di

Lisbona:

nario e plenipotenziario per conchiudere un concordato religioso, nel

dall'uditorato di rota promosse alla carica di governatore Roma di

quale gl'interessi dei belgi e degli olandesi cattolici accordassero si

signor Giovanni Soglia lo

monsignor Marco- y-Catalan. Monnomin

con quelli del re de' Paesi Bassi che doveva avere dei riguardi alle

Li:o
pretensioni della vecchia
egli

LEO
Olanda
,

73
una proposta
riguardante
Jn
in
l;i

Cesco Burdett fece

condusse
d'

per

referendario

favore
loro
lord

de'cattolici,

consigliere

ambasciata Giovanni Germain, non che il marchese A-

emancipazione.
Elliot

appresso
discordo
al

prommzi un

lessandro de Trazegnies in qualit


di addetto alla medesinna,

nel quale d'avverso ch'era

cat-

venendo
Ade-

tolicismo,
so,

confermato

il

precedente segretario
ai

comparve invece propendopo aver maturamente esamil'affare.

della legazione Carlo Serruys.

nalo
del

rendo Leone XII


basciatore, nello

voti dell'am-

stesso

novembre
Cappel-

1826
lari

dichiar

il

cardinal

Quindi il direttore Copley combatt la proposta di sir Burdett; ma Plunkett rintuzz i di lui argomenti
registro

plenipotenziario per combinare


col re

un concordato
si,

de' Paesi Basdi

ed allora Peel segretario per gli aifari interni, che


presso
fu

di in

slato

ap-

colla

coadiuvazione

monsisostivisita-

favorevole

ai

cattolici

gnor

Francesco

Capaccini

parl con molta vivacit, accusan-

tuto de' brevi, presidente e


dustria fondala dal Papa,
in

do

cattolici

d' idolatria.

Invece
dichia-

tore apostolico della pia casa d'inil

Brougham peror
cattolici,

in vantaggio dei
essi

quale
la

ma

contro di

molli gravi affari

si

serviva del

rossi

dotto prelato, che avea

goduto
essere

fiducia e la stima del cardinal


salvi
:

Concon-

dovevano pure
i

Goulburn. Soggiunse il segretario di stato Canning, ch'era stato in E.oma sotto Pio VII e il cardinal Consalvi, ed aveva ricevuto
giuste spiegazioni,
e e

monsignori Nasalli e Mapoi carzio, ed il canonico Belli, dinali. V. Co^fCORDATO TRA LeOXE XII E Guglielmo I re de' Paesi
sultati

conosciuto
leali

le

ambidue. La proposizione di sir Burdett ad altro non tendeva se non


intenzioni saggie
di

A' 22 dicembre 1826 Leone XII approv gli statuti e la societ delle dame del Sacro Cuore {^T'edi). Queste religiose furono popresso le scia stabilite in Pioma
Bassi.

a dichiarare che

lo

stato

dell'Ir-

Chiese della
di). A'

ss.

Trinit de

Mon,
(^Fe-

reclamava l'attenzione della camera: si pass alla votazione e si ebbero 272 voti favorevoli per la proposizione, e 276 contro, per cui la causa de' cattolanda e dei
cattolici
lici

e delle ss. Ruffna e

Seconda

fu

rovinata

per

soli

quattro
villag-

27 gennaio 1827 giunse


il

in

voti,

almeno per

allora.

Della cronel

l'ioma

cardinal Bernetti
il

che adi

ce apparsa in Francia
gio di

vendo

supplicato

Pontefice

dispensarlo di accettare la
cardinalizia,

dignit

non

erasi
la

fermalo a
berretta
,

Mign a' 17 dicembre 1826; dei due brevi emanati su di essa da Leone XII, de' 18 aprile e 17
agosto

Parigi per

riceverne

com'era stato disposto; ma Leone XII non accett la rinunzia , ed egli stesso gli impose colle solite
cerimonie
la

1827, e della croce d'oro donata da lui al villaggio, sene


parla al volume XVIII, p.

227

del

Dizionario.

berretta rossa, e tutta

Nel

concistoro

de' 2

maggio

Roma
leltura

di

ci fu lieta. Frattanto nel


d' Inghilterra,

1827 Leone

XII

partecip al sal'arcivescovato di
istituito

parlamento
di

dopo

la

cro collegio, che

parecchie
i

suppliche

in

Friburgo [Vedi),
tro

favore e contro

cattolici, sir

Fran-

suffraganei

da

con quatPio VII, avea

7't

LEO
ma
egizia toria
In

LEO
notizia
in

ricevjilo coinpinienlo e pieno effetrendile assegnate ai to, sia nelle

della
la
;

battaglia
fiotta

rli

Navarino,

cui

turcovit-

vescovi, che per quelle disposte pelle

venne distrutta
favoriva

questa

cottedrali,

seminari

e parrochi

g' interessi

della e

provvedendo intanto ai pastori di Friburgo e Limhurgo. Quindi protesl, che non potendo senza colpa lasciare ancora vedove diverse chiese d' America, a riparare le
conseguenti
vescovi

Francia, non quelli


dell'Inghilterra; ne

della Russia

fu

poi conse-

guenza r istituzione del regno di Grecia (^P'edi), ma senza felici risultati pei cattolici, come diciamo
a quell'articolo. Intorno

calamit,
le

nominava
vacanti

a quest'e-

per

sedi

di

poca un

decreto

dell'
I

imperatore

Cuenca, Quito, Renezuela, s. INIarla, s. Fede, Antiochia, ec. La corte di Madrid vedendo con dispiacere queste ultime determinazioni dodici anni del Papa, sebbene da dominavano pi gli spagnuoli non ni que luoghi, temporeggiava di ricevere il nuovo nunzio monsignor il re di Tiberi. In questo mentre

d'Austria Francesco
consistenza
ch'eransi

die

maggior
A'rxc)

agi' istituti

de' gesuiti,
stati.

aperti ne'suoi

oltobie

1827

il

Papa

recossi a

Monte
di

Porzio, e desin

nel luogo

villeggiatura del
:

Collegio Ingle-

se

di

ci

ne

parliamo

anche
r

aldi-

l'articolo

Frascati.

Indi a' 2

cembre

Spagna
in

Ferdinando

VH mand
e
il

ambasciatore

straordinario

Leone XII pubblic il moto- proprio sulla amministrazione pubblica, ed il riparto territoriale
dello stato ecclesiastico, di

ministro

plenipotenziario

cav.

cui

te-

Gomez Labrador, una


la,

delle

persone della diplomazia ed il cardmal Cappellari fu

prime spagnuo-

nemmo

proposito
E

all'

articolo

De-

legazioni

LEGAZIONI

APOSTOLICHE
essendo
cattolici
stati

DELIO STATO PONTIFICIO.


Nel gennaio
pi'oscritti
biliti

nominato dal Papa a trattare con


lui.

1828

Nel

concistoro

de' vescovi dei

gli

armeni

sta-

^5
la

giugno,

morte

di

Leone XIT annunzi Giovanni VI imperare


di

in

Coslaiilnopoli

[Vedi), al

modo che dicemmo


lo,

in quell'artico-

tore del

Brasile,

Portogallo
la

per cui quasi


Asia, tranne

quindicimila ara
in
ritirarsi
si

e degli Algarvi, dichiarando

sua

meni furono
in

ol)bligati

determinazione di volergli far celeesequie nella brare le consuete cappella papale ; indi fece la settima promozione cardinalizia, crean-

alcuni

che

na-

scosero,

passarono

Grecia,

do

cardinale

Ignazio
di

Nasalli

di

l'arma,

arcivescovo

Ciro,

gi

nunzio presso la confederazione ElSaverio vetica, e Gioacchino Gio.

paterno di Leone XII ne fu profondamente amareggiato. Quindi ordin di ricorrere al paBeata Vergine con trocinio della una novena. Questa si fece nella
l'animo
chiesa
del collegio
fide

Urbano

di pro-

decano della rota. Due giorni dopo il Papa prov il dispiacere di sentire la morte del
Isoard

d'Aix

paganda
le

con

l'intervento del

cardinal Cappellari prefetto generadella congregazione di


i

propaganorientali
:

cav.

llalinski

ministro

di

Russia,

da, e di tutti nell'ultimo


riiniora
i

prelati
vi
si

per l'ottima intelligenza che passava con quel saggio diplcjmalico.

giorno

cardinali
il

della

recarono congregala

Ycr>o quc-to tempo giunse

in

Ho-

zione, ed

Papa, compartendo

LEO
benedizione col
ss.

LEO
Sacranienlo
il

7^

cnrdinal Cappellnri.

Il

re di Sar-

degna Carlo Felice invi in Roma cav. di Colobiano (del quale paril lammo ancora nel voi. XXVll, p.
I

66

del

Dizionario ed altrove), per

no contro; ed in favore perorarono lord Wellesley fratello di detto duca, ed il duca di Sussex. Ma la proposta fu respmta alla maggioranza di 182 voti, contio 137. Frattanto il Papa nel d della Pentecoste
fece celebrare la solenne beatificazio-

una missione straordinaria, die Leone XII fece trattare ai cardinali Bertazzoli eCappellari, nonch a monsignor Sala.
il
il

ne
ta,

di

Maria Vittoria Fornari S Ira-

fondatrice delle

monache

della

ss.

In virt di
agl'istituti
i

tali

accordi

re

restitu

ecclesiastici

Annunziata dette turchine celesti. cardinal Giulio della Somaglia Il


decano del sagro collegio
pire
e segre-

resto di tutti

beni

che

il

go-

verno imperiale francese aveva riuniti al dominio dello stato. Verso


lo

tario di stato, essendo vicino a

compre-

84

anni di sua et,


di

e per la

stesso

tempo

il

re di

Baviene' suoi

sua salute
carica

molto

alterata,

ra Luigi
slati
tini,

regnante

ristabil

g Leone XII
:

alcuni monasteri
eh'

di

benedet-

il

erano stati soppressi in gran parte da suo padre. Il concordato pel ristabilimento
scovato di Basilea
dal
del
ve-

mente
netti,

le

ad esonerarlo dalla Papa accolse benignasue brame, e nomin seil

gretario di stato

cardinal Ber-

che

venne

rigettato

apostolico

cantone
di

di

Argovia,

ma

lo ra-

tificarono gli altri cantoni


sali

interes-

ancora vi a' 17 giugno


incominci
ministero.

avea nominato legato a Ravenna, senza che recalo; quindi si fosse


il

cardinal

Bernetti

Soleure, Lucerna e Zug.

fungere

il

supremo

Kel maggio 1828 sir Burdelt, bench non pi appoggiato da Canning defunto, fece alla camera dei comuni di Londia la proposta sull'emancipazione
quali con grave gi
la
si

Nel giorno precedente erano state pubblicate in Parigi le regie ordinanze, con le quali vennero ristrette le facolt al corpo
episcopale sulle
ciali

de'

cattolici,

pei

nuove

scuole spegi

eIo([uenza appog-

per

gli

affari

ecclesiastici,

domanda
dichiar

Brougham, ma
contro
di

concesse dal re defunto Luigi

XVIU,
;

Peel
sino

loro;

allora lord

a
i

Guglielmo Paget, che quel punto aveva votato


meglio infoimato

ad istanza del metlesimo corpo e venivano a sopprimere perci si

una quantit
gesuiti,

di

scuole

tenute dai

contro

cattolici,

vol

in

favore, e

Grani

membro
un lungo
della
dei

del ministero pronunzi

che per tal modo erano colpiti d'un biasimo immeritato. I vescovi che avevano chiamato nelle

ragionamento

vantaggio
la

loro diocesi

gesuiti,

reclamaro-

proposta. Passando

camera
essi

comuni ai voti, 272 no favorevoli, e 2G6


seguendo
le

di

furo-

no costantemente contro questa determinazione, ma non furono ascoltati


;

contrari.

Pro-

diecimila

padri

di
i

flmiglia,

trattative

per l'emanalla
bill

alle cui

case tornarono

loro

figli

cipazione de' cattolici,


dei pari la sorte
del

camera non fu
della

senza istruzione, inutilmente anche


essi

alzarono

le

loro

querele.
a
i

Car-

prospera
cliesa

diversi

arcivescovi

lo

domand

consiglio

Leone
reclami

anglicana,

lord

Colchester,
parlaro-

XII, cui
de" vescovi

furono rimessi
francesi, e
i

ed

il

duca

di

AYcllingtou

relativi

do-

r6

LEO

LEO
monsignor del Drago; maestro di camera monsignor de Simoni ; e segretario di propaganda monsignor
Castracane, tutti
nali

dimeni. Per malasorte era allora Papa alquanto alterato nella il

nonch tutto preoccupato salute, da molti argomenti d' inquietudine c di timore che da tutti: parti nasccvano, per lo stato delle cose religiose nella
ra,

poi

creati

cardi-

dal

Papa che regna, tranne

Prussia, nell'Inghilter-

ove

la

grand'opera dell'emanci-

pazione de' cattolici non consumaparticolarmente e vasi, nel Belgio


nelle

Russie.
alla

Il

Papa

tuttavia

si

abbandon
bre

previdenza
col

ed alla
quale
ri-

saggezza del re; quindi

nell'otto-

il penultimo creato da Pio Vili. 11 gran Pontefice era giunto al tramonto di sua vita, n gli liianc qualche interno presentimento, come si espresse con qualcuno, e dopo la sua morte fu trovata sul di lui tavolino la modesta iscrizione sepolcrale, che riportammo al

eman un breve
rimostranze
relativamente
a

citato

articolo

Genoa,

insieme a
fat-

spose alle
Elveticii,
iii
i

della
ai

dieta

quella che da arcivescovo erasi


ta

matrimo-

per
di

la

sua sepoltura nella chiesua


abbazia.

contraiti

Roma
Il
il

dagli svizzeri,

sa

Monticelli

Le
le

quali COSI eludevano le leggi del-

sagre funzioni

della

solennit del

la

loro patria.

Pontefice dichiadiritto di

Natale
celebr
li
;

r ch'egli avea
listrare
il

ammimatrii

1828 come
il

senza
negli

incomodo
pontificale,

anni

precedeoil

sagramento
cattolici

del
tutti
il

cio

vespero

ruouio

ai

di

paesi,

mattutino, assistette alla messa deila

che per allorquando


giudicare
la

matrimoesiger la

notte di Natale,
nella

la

celebr bassani' Anasta-

nio potr essere differito senza pre-

sa
sia,

chiesa

di

morale,
dei

si

presentazione
nienti.

necessari

docu-

tefici,

secondo l'antico uso de'Pone poi la solenne nella hasilica di santa Maria Maggiore.
Nel seguente gennaio
glia notturna,

Nel concistoro de' i5 dicembre 1828, dopo avere Leone XII prenuovi vescovi, pubblic conizzato
i

1829
del

la

ve-

ad onta

laudano
dormire,

che
si

soleva prendere

per

cardinali

prelati R^udnay,

no, INJarazzani,
ti

CapraBarberini, Benvenuin

ta
di

aument sensibilmente; tutta volgodeva di un sufllciente stato


salute,
la

e Crislaldi, riserbati gi
;

pet-

to

indi cre e

pubblic

cardinali

Anton-Domenico Gamberini d'Imola,

potendo eseguire a' 2 lunga funzione della candelora, ma volle consegnare al


febbraio
prelato
zioso

vescovo d'Orvieto; e Gio. FranSaragozza, governatore di

maggiordomo

l'anello pre-

cesco Marco-y-Catalan della diocesi


di

Roma,

che i Papi sogliono usare ([uando celebrano solennemente, e

Questa fu l'ottava ed ultima prmozione cardinalizia di Leone XII, che nel suo pontificato cre venticinque cardinali. Conseguenza di
questo concistoro fu
varie cariche;
la
le

da noi descritto
de'Papi

all'articolo

Anello

o Pontificale,

nel timore

che potesse smarrirsi nel suo pynto estremo. Intanto monsignor Patrizio
Curtis arcivescovo d'Armach, e gli
altri

noiuina di
primarie,

diremo

vescovi cattolici

d' Inghilterra

F'ece governatore di

Roma

monsi-

guor Cappelletti; tesoriere generale


aiouiigiior

raddoppiavano il loro zelo ed inipegno pel bill di emancipazione


iii

Malici

maggiordomo

favore

dei cattolici,

e la

ses-

LEO
sione del pailamento dovea aprir-

LEO

7-

alquanto diminuita, e sorgere qual-

ina ne' segieli <li si a' 5 fiibbiaio; Dio era stabilito cbe Leone XII non dovesse godere della paterna
gioia

consolazione

di

sentire
in

il

cattolicismo
terra

emancipato
di

Inghil-

prima
a

morire, giacch fu

che speranza, por essere stato felicemente siringato dal Sisco; ma il miglioramento fu effimero. 11 dottore Poggioli visit il Papa, secondo il solito a lui stabilito, nella sola domenica, che era il terzo o
quarto
giorno
pii

accettato a'2 3 febbraio: questa leg-

del

male;
nella

quindi

ge

pose

livello

cattolici

con

non ebbe
do

accesso

came-

gli altri

sudditi dell' Inghilterra, gli

ra del Pontefice, e solo per


del cardipal

coman-

assolv dalle

pene e dalle gravezze


sopra
di loro, gua-

segretario di stalo

the pesavano
rent
politici,

rest

loro r eguaglianza de' diritti


e stabili
le

che non

\i

sar

sempre in anticamera, e dormiva in una stanza vicina, senza per che venisse giammai interpellato sulU
grave infermit del Papa. Nella stessa domenica verso sera il male imprvers di nuovo, laonde nel seguente

alcun velo per


ta

relazioni colla san-

Wellington e PeeI, che avevano da prima combattuta tale misura, ne assicuraroSede.


I

ministri

mattino
il

aumentandosi
il
il

sempre
chiese

no questa

adempimento A' 18 gennaio era morto il cardinal Marazzani gi maggiordomo del Pavolta
1'

pi

pericolo,

Pontefice
ss.

da
gli

medesimo

Viatico, che

fu tosto amministrato da

monvolle

pa, che

avea pubblicato

cardinale

signor Alberto Barbolani, suo cameriere segreto;

tientatre [giorni avanti:


l'unico cardinale

questo fu
creato che

poco dipoi

da

lui

mor nel suo pontificato, nel quale erano morti dieciotto altri di Pio VII suo predecessore, compreso uno di Pio VI. A'5 febbraio Leone XII per la scala
segreta, dalle sue stanze
si

che monsignor arcivescovo Soglia gli amministrasse pure l'estrema unzione, rispondendo con edificante
piet
alle
tal

coraggiosa
la

rassegna/ione

preghiere che
Il

Chiesa usa per


partecip
cui tro-

sagramento.

cardinal Bernetti,
stato,
in

rec in

come
il

segretario di

quelle del cardinal Bernetti


di

infermo

grave pericolo di vita


il

podagra. Nella
i

sera cominci a

vavasi

Pontefice

al

cardinal So-

sentire

primi dolori d'una stranil

raaglia decano, ed al cardinal


la

Zur-

guria, ed

male essendosi aggravalo, il chirurgo Filippo Todini che godeva la confidenza del Papa fece quanto prescrive l'arte; ma Leone XII ch'era stato sovente il medico
di
s

vicario,

non che
Il

al

plomatico.

cardinal

corpo divicario im-

mediatamente fece esporre il ss. Sacramento nelle basiliche Laleranense, Vaticana e Liberiana, ed
oi--

stesso,

volle

subito

il

suo

din a tutto
:

il

clero la

recita

del-

confessore d. Giovanni Santini.

Du-

rante

la

notte

il

male

si

aumenti),
l'archia-

Pro infniw Pondfce l'orazione morii proxirno j ed in pari tenq^o


furono sospesi in B.oma
blici

onde furono chiamati non


tro pontificio
Poggioli,

tutti

pub-

dottore Michelangelo
solo
i

spettacoli.

Nella

mattina dei

ma

chirurghi Giu-

seppe Sisco e Speroni. INondiraeno

nove il cardinal decano per im suo gentiluomo partecip a tutto il sacro collegio l'uifausta notizia, ed allora i cardinali in abito si recaro-

6 e 7 la malattia and peggiorando ; nel giorno 8 sembr


ne'giorni

78

LEO
nelle pontificie

LEO
in-

no

camere per
salute

do giorno
il

delle esequie novendiali,


alla

formarsi

della

preziosa

del

cadavere del Pontefice

prefu

capo della Chiesa, e si traltenneio alquanto se avesse voluto vederli,


poscia
si

senza de'cardinali
collocato dentro
poscia rimossa

da
le

lui

creati
casse,

solite

restituirono alle proprie leil

quella

di

Pio VII,

sidenze. Nella stessa sera


Castiglioni entr nella

cardinal
del-

fu posta nella nicchia sopra la porta della cantoria


silica

camera

del coro della ba-

l'augusto infermo e

1'

assistette se-

vaticana. Nel

nono ed ultimo

condo

doveri della sua carica di

penitenziere

maggiore,

mentre

il

giorno de'novendiali, dopo la messa celebrata dal cardinal Odescalchi,


alla

Pontefice che sino allora era stato

quale assistette

il

re di Bavie-

costantemente presente a s

stesso,
,

ra nel pi stretto

incognito, e pri-

cadde

in

un profondo
gli
il

sopore
uffizi

ma

delle cinque solenni assoluzioni


al tumulo grande, monsiAngelo Mai primo custode

prestandogli
allo spirare

ultimi

fino

intorno

dottore Poggioli, do-

gnor
della

po

cio

la

partenza de' chirurghi,


la

basilica

vaticana,

vestito

di
e-

attribuendo

voce

pubblica

al

cappa sah sul pergamo a cornu

Todi ni il peggioramento del venerando infermo. Sul far del giorno


il

vangelii della cappella del coro della

medesima

basilica, e

pronunzi in
sagro collegio,

cardinal Odcscalchi,
il

per far

ri-

latino la funebre orazione, essendo


stato a ci scelto dal
la

posare

cardinal Castiglioni, suben;

tr nell'assistenza

e
le

dopo lunga
gli

quale con
al

placida agonia, fra

lagrime e la
astanti,

se

nota dottrina dipinvivo con grave eloquenza i


la

desolazione di tutti

nel

principali

tratti
Il

del pontificato

di
ca-

marted mattina io febbraio 1829, ad ore quindici e tre quarti, Leone XII rendette V ultimo respiro, nell' et d'anni sessantotto, cinque

Leone XII.

tumulo grande o
si

tafalco, intorno al

quale negli ulfan-

timi tre giorni de'novendiali

no

le

cinque solenni pontificali as-

mesi ed otto giorni, e di pontificato anni cinque, mesi quattro e giorni


tredici.

soluzionij fu innalzato in

mezzo

alla

navata maggiore

di

detta basilica,
e le figure del-

A
il

cagione

dell'inatteso

con disegno del cav. Giuseppe Valadier, e gli ornali


lo

e rapido

corso del

morbo da

cui

fu condotto

Pontefice in brevissi-

scultore

Adamo

Tadolini.

Que-

tomba, non manc chi avvisasse ad una causa violenta, il che per noi non vuoisi qui
alla

mo

tempo

sto

magnifico

catafalco

consisteva

in

una grandiosa piramide egiziana,


angoli
eravi dipinto
il

e ne' quattro
il

n ammettere n escludere; riferendo solo come illeso abitualmente ei si fosse da ogni malore uretrale
e vescicale, in

ritratto del

Papa defunto,
quello
apostolica,

suo
il

stemma
verenda

gentilizio,

della re-

camera

ed

modo

che negli

stessi

triregno colle chiavi incrociate. Nella cima sorgeva la gigantesca statua della Religione: nella parte della principale prospettiva, in grandez-

incomodi ed acebbe sempre ed in ogni tempo ad emettere le sue acque spedite, limpide ed abbonabituali e cronici
cessi

emorroidali

za naturale, eranvi
leK;ianti
la

le

statue simbolGiustizia,

danti.

Carit

e la

Dopo
funebri

le

consuete

cerimonie

pompe,

nella sera del secon-

con un genio accanto ali urna decorata di panneggio eoa sopravi

, ,

LEO
duo cuscini e pioporzionalo triregno
ed iscrizione, figiirando come racchiudesse le ceneri dciraiignslo ilefunto. iVelia parie opposta poi venscalini.

LEO
A
i

79
nelle quat-

pie di questi

tro laterali estremitii, e precisamente


sti

sotto

candelabri,
tappeti

furono

po-

quattro
ultimi tre

con

altrettanti

nero dipinti

molti

emblemi

sacri,

sgabelli pei cardinali


ti

con due fame personificate e piangenti, e soUo con pitture a chiaro-scuro venne rappresentalo l'accrescimento delle
cattedre nell' ar-

giorni,
le
il

che ne'predetin un al ceasso-

lebrante fecero
luzioni,

memorate
del
i

sedendo

celebrante

da-

vanti alla

cappella
cardinali,
i

coro, luo-

chiginnasio romano.
rali,

Dai

lati

late-

go ove

prelati ec, ce-

corrispondenti a rimpctto dele del


ss.

lebrarono

novendiali funerali. Del-

le

cappelle del coro


si

Saiscri-

l'umile sepolcro decretato da Leo-

cramento,
zioni

leggevano quattro
di

latine

Girolamo
quali

Amali
lie-

ne XII vivente innanzi la cappella di s. Leone I Magno, ne parlammo


all'articolo

scrittore in lingua greca della biblio-

Ge.vga,

come

del

monunella

teca vaticana, nelle

egli

mento
ri

di

gratitudine

eretto

pilog
.so

fasti

del breve,

ma

glorio-

basilica vaticana, a spese particola-

pontificato di Leone XII, encomiando principalmente s nella i-

del regnante Gregorio

XVI.
solo

Leone XII,
gloria,
la

il

cui

nome

scrizione minore, e

sione nelle

con pii diffuquattro mentovate, la


religione

sostenne
di

con
questo

magnanimiti

grandezza

nome maePon-

somma
quanto

di

lui

piet

stoso per le gesta degli undici


tefici

fece per la pi spedita e ret-

ta giustizia, la

sua liberali l e provla

no

che precedentemente l'avevaportato; nelle quali se ne indi

vida sollecitudine nel governo, e


nell'esercizio de'suoi

contrano diverse confoimi a quelle


ed al carattere

costanza del suo animo, instancabile


doveri ad onta
di

Leone XII,

sic-

come

zelantissimo dell'apostolico misveglialo ingegno, corag-

sua inferma salute, virt tutte che eminentemente adornarono s\ gran Pontefice. Queste iscrizioni sono riportate nell'opuscolo di monsignor Giuseppe Baraldi, intitolato Leone XII e Pio Vili, e nell'edizione che nel 1829 ne fece in Venezia Giuseppe Battaggia si leggono con la versione in italiano del eh.

nistero, di

gioso e franco. Se E.oma fosse stata

minacciata

da

qualche nemico,

esli

dubLeone IV. Il perch la perdita di un tanto Pontefice fu giustamente compianta non solo da
sarebbesi mostrato senza
s.

bio un altro

quelli di

cui fu egli

ancora prin-

cipe e padre,
cattolico, e

dottore Paravia, noalle

da tutto l' orbe dalla maggior parte dei


nelle let-

ma

me come

quello del Baraldi

sovrani,

come dichiararono
ed

lettere carissimo.

urna con pittura a chiaro-scuro venne figurata r apertura della porta santa. Quattro magnifici candelabri sosteSotto
1'

tere al sacro collegio,

voce

per mezzo dei loro ambasciatori e ministri, s in forma pubblica che


particolare; e pianse
sa,

l'intera

Chie-

nenti

ognuno

copioso

numero

di

essendo benemerito della religio-

candele, aventi in cima una faccella, adornarono la bella e sontuosa piramide che posava sopra analoga
base, e circondata da

ne e della societ. Per con la sua vita non stala spenta la sua me-

moria;

la
il

fama

non pu morire.
di

un ordine

di

Dopo

pontificato

Pio

VII,

8o
torno la alla

LEO
santa Setle
nel
la

LEO
calma,
si

ma Leone
lecite

XII

ripet

le

proteste
il-

Leone XII
cose di

breve suo regno


rimettere
suoi

de'suoi antecessori contro queste

mostr tutto inteso a

le

assemblee,
intenzioni
;

contro laonde

le

loro

Roma

e dei

domini i,
le

prave

discopr

in quello stato, nel

quale non avetra

novelle trame, che osavano attentare all'autorit de'principi legittimi,

vano potuto mantenersi


sate

pas-

vicende, con quelle provviden-

ed

aveano
le

altri
le

tenebrosi

scopi

ze e

modificazioni proporzionate ai

Condann pure
mentre
encicliche

societ bibliche;

tempi ed ai bisogni dei popoli ; e ad esservi coadiuvato fece scelta di


egregi
ministri,

sue allocuzioni, bolle ed

saranno

sempre

monu-

esaltando al
d'

car-

dinalato
distinto,

personaggi
virtuosi
il

un
i

merito
quali

menti per lui gloriosi, siccome zelante conservatore del culto divino
e della disciplina ecclesiastica.

dotti,

aumentarono
collegio.

lustro
la

del

sagro

IMalgrado
si

sua

debole

di, protesse le arti

Promosse Leone XII buoni stued suoi cultori


i i ;

salute,

pu
s

dire
stesso,

sempre da

che govern occupandosi


;

fu sostegno dei poveri, degli infer-

mi

e de'prigionieri

principe fru-

del dettaglio d'ogni cosa

dichiar

gale e modesto, e pieno d'integrit,


fu alieno dal nepotismo e dall' ingrandimento de' suoi parenti ; e fu dalla morte rapito quando nella vastit di sua mente molte cose andava disponendo per il bene della Chiesa, non meno che per la

aperta guerra agli abusi, cerc d'applicare


versi

una
s\

salutare riforma ai di-

rami della

pubblica ammini-

strazione,

civile

che

criminale,

tanto sul giudiziale che sull'econo-

mico, ed ecco perch alcune suedeterminazioni furono biasimate. Dap-

prosperit dei

sudditi.

Studi inge-

poich essendo perfettamente irreprensibile riguardo alle cose religiose, al

gnosamente l'abbellimento tanto di

Roma

che dello stato nelle strade

dire di alcuni volle forse per

pubbliche, negli arsenali di


intraprese pel

Ancona

rispetto alle cose amministrative es-

e Civitavecchia, ed in altre opere da


lui

sere

pii

corrivo

di

quello

che

si

convenisse, spintovi dall'ardente bra-

estrinseco della
stato. In

ma

che avea di fare


de' sudditi.

il

bene e

la

Roma

maggior decoro dominante e dello edific il Porto Leo-

felicit

L' umilt sua,

come

osserva
gli

il

lodato monsignor

nino ( Vedi), per vantaggio della regione di Trastevere e della citt

liaraldi,

fece talvolta esclamare

Leonina. Nel palazzo di Papa Giulio

quando ammetteva alcuno al bacio del piede: non )iihi, sed Petro
la

stabil

veterinario,

una scuola e dove venivano


provi ncie

collegio raccolti
stato

sua mansuetudine e

dolce con-

da

tutte

le

dello

versare consolava e rapiva chi avea


l'onore di trattarlo e visitarlo, co-

dei giovani abili a dedicarsi a questa

utilissima scienza
ti

ivi

erano

istrui-

me ampiamente dimostra
rito

il

benemecav.

nell'anatomia, nella zoologia, nella

suo
di

principale

biografo
gi

patologia e nella mascalcia.

Lo

sta-

Artaud
nel

Montor
la

incaricato

bilimento era sorvegliato


direttore ed assistito
fessori,

da abile
regolato a

Francia a Pioma Varie societ segrete minacciavano turbare la pad' alFuri per

da
era

valenti pro-

suo

pontificato.

ed
dei

il

tutto

norma

pi

famosi

collegi

ve-

ce e

la

tranquillit

di^ll'

Europa

terinari di

Europa. Nelle Notizie del

LEO
nu1842, giorno di mero 49 si legge l'elogio del professor Luigi Metai, che Leone XII prescelse al magistero della veteridel
al

LEO
rono
collocali
stile

8t
quali

Roma

quattro leoni di maregizio,


i

mo

di

gilta-

no acqua
(

nelle

sottoposte

vasche

naria in detto stabilimento, conser-

vandogli nell'universit
di zoologia;

la

cattedra

ma

nel pontificato di

Pio Vili
le

il

collegio fu soppresso, e

cattedre furono incorporate nella


Il

nominata universit.
blico in
citt, fu

macello pubdella

Roma, per incolumit

vicino Monte Pincio Fedi), pubblica e deliziosa passeggiata, Leone XII fu benemerito del suo abbellimento, come di altri luoghi di Roma, di che trattiamo ai rispellivi articoli. Di quanto poi fece in vantaggio della citt e santuario di Loreto^ l'ho detto in

rotonde: del

per ordine di Leone XII edificato a porta Flaminia detta del Popolo, dal lato del fiume Tevere,

queir articolo. Per maest e decoro del Pontefice, allorch si reca in alcune se
lennil con treno nobile e pubblico, Leone XII fece fare la sontuosa e
ricca carrozza di

a forma

dei migliori

di

altri

luoghi. In questo edifizio volle stabilito

un

locale per la

mattazione
cai''-

cui

parlammo

al

di

tulli gli

animali,

le di cui

volume X,
la

p.

119

del Dizionario^

ni servono

ad uso pubblico, onde


i

quale nell'odierno pontificalo ha


dei

cos venissero tolti

pericoli

ed

il

ricevuto
alla

ragionevoli

migliora-

disordine
celli

che

derivava

dai

maedifi-

menti, acci meglio


la serie dei conii delle
tificie

corrispondesse

privati.

zio fu

eseguito

Questo vasto con disegno


Gio. Battista

del-

sua onorevole destinazione. Nelmedaglie ponesistenti

l'architetto cav.
tinetti,

Marpi

nella

zecca papale,

ed

il

locale

capace della
di

mattazione
tanta copia

contemporanea
d'

centinaia di bestie, ed fornito di

acqua

corrente

da

sono pure quelli del pontificato di Leone XII. Oltre i conii delle sue cinque medaglie che si dispensano nel gioved santo a quelli che fanno
vi
le

provvedere all'istante alla nettezza vari sopraintendenti didel luogo rigono l'utile stabilimento, alcuni de'quali invigilano alla bont delle
:

veci

degli apostoli,

ed oltre

la

suddescritla del

possesso,

e quella

che descrivemmo
vi

all'articolo

Genga,

sono

conii delle medaglie coll'efs.

carni, che

in citt se
bri, e
si

non vengono introdotte non sono giudicate saluai

figie

dell'arcangelo
:
.

Michele, col
.

mollo

Prospere Procede
l'eftigie di
.

Ex
s.

Re-

trasportano

macelli col

GNA,anch'essa allusiva all'incoronazio-

mezzo
s

di carri coperti,
il

rimosso
essi,

fetore che
alla

venendo coprima era

ne e possesso; con
e l'epigrafe:

Pietro,
.

Ut
.

in

e nocivo

pubblica sastabilimento
macello,
Inol-

Sanctiobis
l'

Thesauros AivTecum Aperiam


.

nit.

Leone XII dichiar direttore


dello

coniata per

sopraintendente
di
il

mattazione o pubblico

lodato professore Metax.

apertura della porta santa; col molto Benemerenti, per premiare i benemeriti delle arti, scienze ed utilit pubblica; colle
parole

tre

Leone XII fece lastricare la Piazza del Popolo [Fedi), rimosse r antica fontana ed in vece intorno all' obelisco eresse una gra,

Archigvmnasii Agademiis Romani, di premiazione dell'universit romana; con incisione rappresentante la funzione dell' apertura
:
.

dinala

quadrata,

ai

cui angoli fu-

della porta saota^ e le parole

Ja

VCL. xxxvui.

82
jfUAs
.

LEO
CoELi
.

LEO
coii
la
fi-

ApERUtT;
:

vaj

l'altra

spetta alla nobile fami-

gura della religione radiata sedente Sedet Susul globo, e 1' epigrafe Anno Jubilaei Universum per MDCCcxxv ; con l'incisione che rappresenta il Papa che chiude la porClauta santa, e l'iscrizione: Et siT Mscccxxv; con l'epigrafe: AuROMANI, DITORIBUS. ArCHIGYMNASU medaglia di premiazione; con l'inci.

glia Lepri, distinta col

nome

di Cec-

chignola vecchia
t dei
le

e gi fu pioprie-

due Cecchignomonsignor Nicola Maria Nicolai nel t. I, p. i83 e i85 delle sue dotte Memorie, l^ggj^ ^^ osCenci. Delle
tratta

servazioni sulle

campagne

e sull'an-

nona

di

Roma. La
s.

Cecchignola

Priorato resta
della porta di
della strada

cinque miglia fuori


Sebastiano, a destra
del Divi-

sione in cui
la leggenda:

si

vede

il

Pontefice vis.
.

sitare l'arcispedale di

Spirito,
.

e
.

denominata
l'antica
di

Infirmus

Eram

Et

no Amore,
na.
Il

via

Ardeatide-

VisiTASTis

Me;

col

disegno

del

nome

Cecchignola

nuovo battisterio Liberiano, ed il motto Baptisterio Liberiano E: .

da Cicomola, leggendosi nella bolla di Onorio HI del 1217 a


riva

KECTO
la

Dedicato; con la figura delReligione, medaglia incisa ad o.

favore de'monaci

di

s.

Alessio di

Roma,
et

riferita dal Nerini,


ec.

De

tempio

nore del Papa dall'alunno


zio

dell'ospi:

coenobio

apostolico
.
.

Davilli, coU'epigrafe
. . .

questi

229 e 5i5, che possedevano duas pedicus


pag.

FiTurris In Tua Forti de PoRTioR Orcis. Tutte queste medaglie hanno nel rovescio l' efH-

In

terrae in Piliotti, vel

Cicomola.

quell'epoca pertanto apparteneva in parte a quel monastero. In un altro

gie di Leone XII, o in raozzelta e stola, o in piviale e triregno. In quanto alla medaglia grande coniata per la congregazione degli studi

istromento riportato
rini,

pure dal Ne1

e pertinente all'anno

349

^'

legge

come

confine

di

un

casale

denominato Schiaci

pu leggere la descrizione nel volume XVI, pag. 276 del Diziose ne


Ilario.

il casale nnod vocalur la Cicognola. Allora appar-

teneva tutto al monastero predetto,


poich da un documento del
si

iSyj
a

Finalmente diremo che Leone XII non fece mai villeggiatura, solo recossi nei

raccoglie,
di
s.

che Bartolommeo abAlessio die in affitto

bate

luoghi suindicati senbens solito


tal-

Nucco
naslerii

di

Pietro

Gibelli

tertiam
dicti

za pernottarvi; fu
volta
recarsi
alla

partem ciijusdani

casalis

ma-

Cecchignola

quod vocatur

la Cicogniola.

pranzo, con
ministro,
il

cenno. La
Piliotti,
il

qualche famigliare o perch ne daremo un Cecchignola detta pure


,

La Cecchignola
lizioso

Priorato, luogo de-

con lago, essendo

propriet

del priorato

gerosolimitano di Rofu riacquistato

Cicomola

Cicognola,

ma, da Leone XII


alla

nome di due tenute dell'agro romano confinanti fra loro; la pri-

camera apostolica che un temstata

po n'era

signora.

In seguito
alla

ma

appartiene oggi al principe d. Alessandro Torlonia, ed un tempo


fu del

come luogo opportuno


ne XII, che
il

caccia

fu notabilmente migliorato da

Leo-

priorato

gerosolimitano

di

Roma,

indi del palazzo apostolico, e questa suol designarsi coll'aggiunto di Priorato^

ed ingrand casale gi costrutto da Paolo V.


restaur
in

Ed

occasione
si

de' lavori
le

da

lui

o Cecchignola nuO'

ordinati,

trovarono

tracce del

LEO
pavimento
pavimenti
clell'antica via

LEO
Ardealina,
ruderi
di

83

Patavii typis Seminari!


sta

di

musaico

sepolcri, molli dolii di

terra cotta

ta
di

opera viene per la grazia

1840. Quegiustamente lodae

per

la

forza

ec, indizio di un'antica villa in questo luogo. Pio Vili avendo fatto
restaurare
dolfo,
il

una

latinit

elegante

ed ener-

gica; e le finezze di spirito famigliari

palazzo di Castel

Gan-

a Tacilo vi sono
altri

impiegale eoa
pregi.

luogo della villeggiatura pontificia, ivi fece trasportare dalla Cecchignoia parte del mobilio e stam-

ingegno, oltre
ta

La

san-

Sede vac cinquanta

giorni.

LEONE,

Pontefice finto.

CorraJust.

pe incise, con cui Leone XII a\ea abbellito il casino della Cecchignola. Nelle noie vicende del

do Alberstadense nel suo Cronico,


e "Vincenzo nel
lib.

suo

Specul.
al
il

avendo
dette
la

la

i83i camera apostolica dovuPriorato alla


il

i4

>

dicono
,

che
pat

Papa san
martirio

Felice
a'

II

che

to alienare diverse possidenze, ven-

Cecchignola
e

novembre dell' anno successe un Pontefice della


22
degli
ariani,

365,
eretica

nobile famiglia Torlonia, ed


stante del mobilio

re-

sella

slampe

incise

ne, che poi

chiamato Leomor precisamente coArio;


la

che
fece

vi
il

avea collocale Leone XII, le regnante Pontefice traspor-

me
sa

l'eresiarca

qual

co-

tare al palazzo pontificio di Castel

non credono improbabile i Centuriatori di Maddeburgo. Ma non.


facendone menzione n
s.

Gandolfo

ma

il

quadro della capdipinto


s.

Girolamo,

pella della Cecchignola

dal
nella

ne

s.

Agostino, n
antichi

s.

Oliato, n Teo-

Muziani, e rappresentante
cesco
d' Asisi
s.
,

Franle

doreto,
altri

fu

trasferito

chiesa di

Sebastiano fuori

mu-

ru di
la a

Roma, e collocato mano manca dopo


ad un
s.

nella cappell'ingresso, in

sostituzione

Carlo Borrola chiesa in

n Ruffino, n finalmente e moderni scrittori sembra manifesto che sia interamente fittizio ed immaginalo il Pontefice Leone, ed una vera favola. A questa assegna qualche origine il
ven. cardinal Bellarmino,

meo, perch essendo ora


bene che
vi

De Rom.

custodia dei minori osservanti, era


fosse

Pont. cap.

II.

una cappella sas.

LEONE,
ne
I

Cardinale. V. S. LeoCardinale. V.S. LeoCardinale. Leone


s.

cra al loro fondatore

Francesco.

Papa.
Papa.
car-

Per altre notizie del Pontefice Leone XII si possono leggere i Diari
di

LEONE,
ne
II

Roma

le

Notizie

del

giorno

LEONE,
so,

pubblicate nel

suo

pontificalo, gli

dinale prete del titolo di

autori ed opuscoli citali in questo


articolo ed in quello di

intervenne

al concilio del

DamaPapa s.
'j/\5.

Genoa FaDizio-

Zaccaria,lenulo nell'anno

743 o

miglia,

relativi articoli del

LEONE,

Cardinale. Leone car-

nario, e la dotta opera del canoni-

dinale prete del titolo di


stasia fu al concilio del

co di Padova
slolico

e protonotario apo-

Anas. 743 o 74^,


s.

d. Antonio Nodari, da lui donatami con onorevole epigrafe, ed intitolata Vitae Pontificiini Ronianorum Pii VI, Pii VII, Leonis XII^ Pii Vili, addito commentariolo de Gregorio XVI ec.j
stesso
:

celebrato in
Zaccaria.

Roma

dal Pontefice

LEONE,
se
il

Cardinale. Leone carsolloscris-

dinale vescovo d'Albano

concilio celebrato dal


I

Papa

s.

Paolo

nel

761.

84 hEO^'E,

LEO
Cardinale.
Cardinale. Cardinale.

LEO
V. S. Leo-

LEONE,
un diploma

Cardinale. Leone card'Ostia


sottoscrisse
di

ne HI Papa.

dinale vescovo

LEONE,
ne IV Papa.

V.

S.

Leocar-

Giovanni

XIII

in

LEONE,

Le one

data del 969, e diretto a Gandolfo primo arcivescovo di Benevento.

s. Cecidinale prete del titolo di in Roma lia fu al concilio tenuto

LEONE,
e Paolo
fior

Cardinale. Leone carss.

dinale prete del titolo de'

Gio.

da

Leone IV neU'SSS. LEONE, Cardinale. Leone prete cardinale del titolo di s. Lorenzo intervenne neir853 al concilio romano di s. Leone IV. Fu legas.

nel pontificato di Be-

nedetto VII del 975. LEONE, Cardinale. Leone cardinale prete di


se nel
s.

Nereo
di

sottoscrs-

998
colla

la

bolla

Giovanni
s,

to apostolico alla corte dell'imperatore di Costantinopoli in favore


di
s,

XVI,

quale

canonizz

U-

dalrico.

Ignazio

contro

1'

intruso

LEONE,

Cardinale. Leone car-

Fozio.

LEONE,
cilio

Cardinale.
s.

Leone

car-

dinale prete di

Ciriaco fu al con-

tenuto da

s,

Leone IV l'aa-

s. Sisto appose la sua sottoscrizione alla bolla di Giovanni XVI, con la quale nel 993 canonizz s. Udalrico.

dinale prete di

no 853.

LEONE,
Cardinale. Leone car-

Cardinale. Leone
ss.

car-

LEONE,

dinale prete de'


lo sottoscrisse

Giovanni e Pao-

dinale vescovo di Selva Candida, registrato tra i cardinali di s. Leo-

nedetto Vili del


dell'abbazia di

ne IV.

ad una bolla di BeIO 2, in favore s. Ruffillo di For-

LEONE,

Cardinale. Leone car-

limpopoli.

dinale vescovo di Sabina intervenne al concilio dell' 872 celebralo

LEONE,
di

Cardinale.

Leone carnel

dinale diacono fior nel pontificato

da Giovanni VIII, e sottoscrisse al commonitorio consegnato ai legati apostolici ad oggetto di restituire


l'empio Fozio alla cattedra patriarcale di Costantinopoli.

Benedetto

IX

eletto

io33.
carpri-

LEONE,

Cardinale. Leone

dinale diacono sottoscrisse


vilegio accordato nel

un

io44 da Becar-

nedetto

IX

al

patriarca di Grado.

LEONE,
do romano

Cardinale. Leone car-

LEONE,
zo in
santa

Cardinale. Leone
s.

dinale diacono

intervenne al sino-

dinale prete del titolo di

Lorendella

dell'

872, celebrato da

Lucina,

ed arciprete

Giovanni Vili.

LEONE,
Papa.

Cardinale. V. Leone

V
al

s,
il

romana Chiesa, fiorito sotto Leone IX del 1049, abbandon Papa s. Gregorio VII, per seIII
;

LEONE,
concilio che

Cardinale. Leone cars,

guire l'antipapa Clemente

laon-

dinale prete di
il

Balbina

fu

de condannato

degradato dalla
ed o-

Papa Giovanni XII

sua dignit, mor decrepito


di

tenne nel 964. LEONE, Cardinale. Leone cardinale prete del titolo di
in
s.

stinato nello scisma, nel pontificato

Urbano

II.

Croce
alla

LEONE,
zo in
di
s.

Cardinale. Leone cars.

Gerusalemme

sottoscrisse

dinale prete del titolo di

Loren-

bolla dell'antipapa

Leone Vili

del

964.

Damaso fior nel pontificato Leone IX del 1049, e tre

LEO
vossi

LEO
to,

85
poi car-

presente al concilio celebrato


II

insieme con Anastasio

da Nicol
solenne
di

nel

loSg, come
della
fatta

alla

dinale, per istabilire la pace coi nor-

dedicazione

basilica

manni
le cose
la citt

dove

si

trattenne finch

Monte Cassino
li.

da Alessan-

dro

furono accomodate e quelridotta alla obbedienza del


nel
pontificato di PaII.

LEONE,
medin,

Cardinale. Leone cars.

Papa. Mor
squale

dinale diacono di
fiorito nel
il

Maria

in

Cos-

pontificato di

Ail

lessandroll,

primo, secondo
della

Ciacconio, che dall'officio di

arci-

diacono

fosse decorato

cari-

ca di camerlengo di santa

romana
teso-

Chiesa, che allora era


riere della

pure

LEONE, Cardinale. Leone o Leena abbate casauriense fu da Alessandro HI a'21 marzo 1 170 creato cardinale diacono in Verdi, ove nella chiesa di s. Erasmo se ne scolp in marmo la memoria.

medesima.
spedita

vero che

LEONE NUOVO NEL MESSICO. V. LlNARES.

in

una

bolla

da Stefano

X
nel

a favore della chiesa

loSy

si

legge:

d' Arezzo Scriptum per


et

LEONE,
l'anno
re di

Ordine equestre. Queistitu

sto ordine militare lo

nel-

manus Gregorii
rarii
sto

notarti

came-

s. Sedis apostolicaej ma queGregorio non era cardinale. Sottoscrisse una bolla da Alessandro li nel 1062 spedita da Anagni, ed

1080 Enguerrando I signoCoucy, in memoria di un


aveva
ucciso

feroce leone eh' egli

nella foresta di Coucy, perch fa-

ceva terribilissime

stragi.

Istitu in-

lui

si

ribell

per giltarsi al parIII.

oltre delle feste di ringraziamento,

lilo

dell'antipapa Clemente

da doversi rinnovare
ed
cy,
i

LEONE,

Cardinale. Leone cars.

fondatoli dell'abbazia di

dinale prete del titolo di


co, registrato tra
i

cardinali di

MarA-

gent, eh' erano della

anno Noucasa di Couogni


;

obbligarono

l'

abbate
del
di

di

quel

lessaiidro

li

che

mori nell'anno

monastero
delle
torte
nella

ad
al

offrire

1073.

signore

pane e Coucy
l'effi-

LEONE,
medin,
nel
si

Cardinale. Leone cars.

corte, ov'era

collocata

dinale diacono di

Maria

in Cos-

gie del leone.

Questo omaggio vedelle

legge
II,
il

tra quelli

di

A-

niva

fatto

con

prescrizioni

lessandro

cui pontificato fin

bizzarre, proprie de' bassi tempi, e

1073.

rinnova'vasi nelle feste di Natale, di

LEONE,
s.

Cardinale. Leone car-

Pasqua
storia

e di

s.

Giovanni
delia

Battista.

dinale prete fior nel pontificato di

Lallovette che scrisse nel

1576
casa

la

Gregorio VII eletto nel 1073. Alcuni lo dicono creato cardinale


diacono da Alessandro II, e che s. Gregorio VII lo trasfer all'ordine
dei preti.

genealogica

di

Coucy, dice che quest'ordine venne rinnovato da Enguerrando li


nel secolo XIII, sul cominciare del

lui si

ribell per aderire


III

regno
cia;

di

s.

Luigi

IX

re di Franil

allo scismatico

Clemeule

falso

e che anzi, secondo

p.

He-

Pontefice.

lyot,

forse

assai

pi probabile

LEONE, Cardinale. Leone cardinale vescovo d'Albano, creato da


Pasquale
II del 1099, fu spedito p Benevento col carattere di lega-

che Enguerrando II sia stato il vero istitutore di questo ordine, i di cui cavalieri portavano per insegna equestre una medaglia d'o-

se
ro, in cui

LEO
era

LEO
la
fi-

rappresentata
d'

rente, a'

gura di un leone.

26 dicembre 1812, giorno onomastico della sua sposa Stefond quest'ordine


militare

LEONE D'ORO
SEL,

Assia

Ordine equestre.
landgravio

Lo

istitu
-

derico II
sel

d'Assia

CasFeCas-

fani;!,

e cavalleresco, ed in
gli

memoria deZah-

antichi e potenti duchi di

a'i4 agosto 1770. Sino al 18 16 l'ordine formava una sola classe, i cui membri prendevano il titolo e grado di cavaliere. Oltre i principi del sangue,
i

ringen da cui discendeva gliene die-

de

il

nome. Form
di

gli statuti e di:

vise l'ordine in tre classi

la

pri-

ma
ri

quali dalla nasci,

gran croci, la seconda di commendatori, la terza di cavaliesemplici.

ta n'erano fregiati

tra

g'

impie-

La decorazione

formasi

gati civili e militari

non potevano

portarne la croce che quelli che appartenevano alla prima classe. In detto anno 18 16 l'elettore d'Assia-Cassel Guglielmo I, volendo ricompensare i servigi resigli dalle persone impiegate d'una classe inferiore, estese l'ordine, e vi aggiunse

all'unica classe altre tre classi. Al-

lora

membri
il

della

prima

classe,

lasciato

titolo

di cavaliere,

pre-

da una croce nel cui centro vi leone stemma dei Zahringen, il Fi'cr leggendosi in giro il motto Ehre und PVahrheif, cio per l'onore e la verit. La decorazione ha il nastro di seta ondata di color verde, e con orli di color di arancio. Inoltre il granduca Federico nell'anno i8i5 istitu ancora una medaglia d'onore per que' sudditi che avessero bene meritato del;

sero quello di gran croce.

ve classi vennero divise mendatori di prima e seconda classe e in cavalieri. Pei gran croci
restarono in vigore
tuti.
gli

Le nuoin com-

la

patria

e del

principato

tanto

nell'esercizio degli

antichi sta-

impieghi civili, quanto per gesta militari durante le sanguinose vicende che desolarono l'Europa dal i8i3 al 18 15.

Quanto

agi' impiegati

fu sta-

Questa

decorazione,
civili,

se

concessa

bilito,

che gli assiani classe possono ricevere commendatore di prima


li

di seconda
la croce di

agi' impiegati

pende
lista

da un
di color
il

nastro nero con una


di arancio;

classe; quel-

se data ai
le

militari,
strisce

della terza classe

ce

di

hanno la crocommendatore di seconda


decorazione di
quest'or-

nastro rosso con


versali bianche,

tra-

con

orli

neri.

classe.

La

LEONE
glielmo
ordine
prio
I,

de' Paesi Bassi,

Ordine

dine consiste in una croce collo scudo, entro cui il leone insegna d'Assia, coir epigrafe intorno: VIKTUTE ET FIDELITATE ; il naStrO di
seta al quale
si

equestre. Il re de'Paesi

Bassi
istituito

dopo avere

Guun

cavalleresco

nome chiam
i

che dal proGuglielmo, on-

appende

la

deco-

de premiare
tari,

prodi e fedeli mili-

razione di colore sanguigno.

volle

a'

26

settembre

i8i5

Zahrixgex, Ordine equestre. Ebbe per istitutore il granduca di Baden Carlo Federico. Volendo questo principe premiare i suoi sudditi che fedelmente lo aveano servito nelle vicende politii che dei primi anni del secolo corDI

LEONE

fondarne altro col titolo del Leone per premio del merito civile. Lo
divise in tre distinte classi,
dire, di
tori

vie a

gran

croci,

di

commendacroce del-

e di cavalieri.

La

l'ordine d'oro, di

forma ottago-

na, smaltata in bianco: sulla faccia

LEO
dello scudo

LEO
loro che
tenersi
vi

ewi
11

la

figura del leo-

entravano,

per

87 man-

ne, e nel

rovescio l'iscrizione: viriiastro

nella modestia a' sacri luo-

Tus NOBiLiTAT.

della devioletta,
i

ghi dovuta. Quindi che siccome


il

corazione di seta color

leone dai gentili fu


di

tenuto per
naturali,
e
figucos
i

eoa orli color d'arancio; per gran croci portano inoltre una piastra, e i corameudatori una croce ricamala in oro, sulla parte sinistra dell'abito.

simbolo
rati

diversi

elfetti

o del sole
nelle
cristiani,

della terra,
sacre,

loro cose

In seguito all'ordi-

come di un simbolo indifferente, non hanno avuto difficolt di

ne del Leone pel merito civile, venne aggiunto un certo numero quali portano una medi fratelli., daglia simile allo scudo della croi

servirsene,

nelle

sacre

immagini come ne' templi. Questo u';o la Chiesa sembra averlo preso pi dalla sacra Scrittura che dal
gentilesimo,
il

ce

essi

godono

l'

di duecento fiorini,

annua pensione met della qua-

so lo tolse da

le alla loro morte finiscono le vedove de' medesimi. LEONE. Animale fiaroca che

vediamo
gate nel
tro

le

quale forse anch'esegual fonte, per cui figure de' leoni impie-

tempio e nel trono di Salomone. Similmente tra i quatmisleriosi animali mostrati


al

per
gli

la

sua forza detto


Gli
autori

il

re de-

da
poi

animali.

sacri

ne

Dio

profeta

Ezechiele, e

parlano sovente,
similitudine.
Il

anche
leone
di

in

via di

Giuda
trib di

Ges

Cristo sortito dalla

Giuda, che vinse la morte, il mondo, il demonio. In Grecia il leone era consaci'ato al Sole, in Ein altri luoghi gitto a Vulcano, alla dea Cibele, come in Roma, fingendo i poeti che i leoni tirassero ad essa il carro, figurando
nella dea
la

all'apostolo s. Giovanni, vi fu anche il leone, onde la Chiesa applic le effigie de' quattro simbolici animali per esprimere i quattro evangelisti, ed i quattro suoi prinprimi cipali dottori; figurando tra
i

in quella
il

del leone

san Marco, ed
s.

massimo
191,

de' dottori
Il

Girolamo
t.

nei
p.

secondi.

p.

Mamachi

I,

De
i

terra,

nei leoni
lo

l'a-

stiani^ dice

coslumi deprmi cridipingendo e ch'essi

gricoltura.

I gentili

tennero per

simbolo della virt divina, ed in Egitto gli furono dedicati templi, ed una citt chiamata Leopolea ovvero LenlopoU. Gli orientali solevano tenere i leoni all' ingresso
de' loro templi,

scolpendo leoni, denotavano la fortezza con cui dovevano sopportare qualunque patimento per Ges Cristo , o la vigilanza che fa non cadere usare per d' uopo
nel

peccato, o

il

nostro Redensacre
lettere,

massime

di quelli

tore chiamato

nelle

dedicali al Sole, 'come

vendicatore
sacri

degli spergiuri e di altre scelleratezze,


si

Leone della trib di Giuda. Poscia cristiani senza badare al costume i


de'gentili,

acci in que' luoghi

non

ma

solo a'simboli che si

commettessero da alcuno. I romani costumarono altrettanto, pole

riconoscono nelle
ni,

immagini de'leole

us di collocare
varie

statue

dei

nendo
te

statue de' leoni alle por-

de' templi, taiif/uam


il

divinorum
aspetto

medesimi in chiese. Narra

custodes j affinch
servisse di

loro

maniere nelle il Baronio, che in Cartagine, convertito il tempio della

fieno e di timore a co-

Dea

celeste in chiesa,

si

giudic per

88
una gran

LEO
vittoria,

LEO
angoli di prospetto de'due
nella

quel leone sul quale sedeva quel falso simulacro, stasse sotto la cattedra del ve-

che

chiesa

di

s.

Pancrazio;

amboni due

leoni sono
di
s.

alle in

porte

delie chiese

scovo, e

da

essa

il

vangelo
essersi

si

pro-

mulgasse.

Aggiunge,

intro-

e Paolo, di
alla

dotto nella Chiesa

la consuetudine che ne'postergali delle sedie de' vescovi si scolpissero! leoni, per denotare che la superbia del mondo opposta alla dottrina di Cristo, ed ancora la fierezza del demonio in

ss. Gio. Saba, e due avanti cappella della Beata Vergine

Lorenzo

Lucina, de'

s.

nella chiesa di
sola,
i

s,

Bartolomeo

all'I-

quali anticamente erano alla

porta della chiesa.


chiesa di
s.

Due
in

Maria

sono nella Candelora in


al voi.

Banchi, della quale

parlammo

quella del leone, che

per fu sognelle sedie


si

XXVI,
in

p.

2 3o del Dizionario, ed
;

giogato dalla virt della Croce, Ec-

co

dunque perch
i

di

molte antiche cattedrali


effigiati

vedono

leoni,

glianti

figure

ed in Roma somisono nelle tribune


di alcune chiese

gran leoni si maggiore di s. Salvatore in Lauro, e due a quella laterale. Due teste grandi di leone sono affisse sopra gli araltre chiese

due

vedono avanti

la

porta

e sedie di e basiliche,

marmo
che

chitravi del portico


di
s.

della diaconia

servirono

antica-

mente

ai

Pontefici, a' vescovi,

ed

ai
si

loro titolari. Altri leoni scolpiti

Giorgio in Velabro^ e sopra quella di s. Giovanni avanti porta Latina. Que'simulacri di leoni che

vedono
s

ne' piedistalli
altari

de'candellieri
de' cerei

sono
strice

alle

porte delle chiese, e che

degli

come
amboni
s.

pa-

alcuni tengono fra le

squalij e delle colonne che sosten-

gono

pochi

superstiti o

pulpiti,

variamente
s,

effigiati

nelle chiese di

Maria
s.

in

come Cosme,

zampe un'iun uomo o bambino, sembrano opere gotiche piuttosto che de'gentili. E
o altro

animale, ovvero

giziani e di granito bigio sono quelli

din, di

Balbina, di
altre
gli

Pietro in

ch'erano

avanti

la

chiesa

di

s.

Vincoli, ed in

chiese.

Soprattutto poi
collocarono
i

antichi fedeli

Maria ad Martyres o Panteon, ivi forse collocati da M, Agrippa, lasciativi

simulacri de'leoni alle

dal

Papa
da

s.

Bonifacio

IV

al-

porte delle chiese, con pi giusto e diretto fine di quello che facessero
i

lorch la ridusse in
trasferiti

sacro tempio,

Sisto

V alla
e

sua fonte

gentili, affinch

tacitamente ricor-

Felice a

Termini,

dal regnante

il timore del giusdegno di Dio, se alcima irri verenza in que'Iuoghi sacri si commettesse. Molte chiese antiche di

dassero a'fedeli
sto

Gregorio XVI nel museo Egizio da lui fondato in Vaticano, di che ne

parlammo
eh' erano

al voi.

XXV,

p.

167 del

Dizionario,

Roma hanno
stume,
fuori delle
basilica di
s,

conservato questo co-

insieme ai due leoni anticamente nella porta


basilica

vedendosi
porte

due leoni
della
il

interi

maggiore della
e dal
ti

lateranensej

patriarcale

medesimo

Sisto

trasporta-

Lorenzo presso
in

cambasi-

a detto fonte. Dei due memorati


lavorati in Menfi e foril

po Yerano; uno intero


golo fuori del
lica

un anmancanopposta.
gli

leoni egizi

portico

della

se rappresentanti
lotico

dio

Mophta

Ni-

de'

ss.

Xil

Apostoli,

del Pantheon,

eruditamente

do

r altro

dalla

parte

Quattro mezzi

leoni

adox'uauo

ne scrisse il p. Rircher in Oedipo Aegypt. t. \\\,synlag. i3, e. a. Due

LEO
leoni di pietra di basai le ed egiziana,

LEO
Sellimia, Severina e Basso,

89
soste-

sono nel principio della salita del Campidoglio^ al quale articolo se ne fece menzione, dicendosi che dalla porta della chiesa di s. Stefano del

nuto da quattro leoni, i quali hanno nelle branche la croce, ed una bambina, la quale in uno di essi
sta
rita in piedi
il

colle

mani
altri

alzate

Cacco
tuare
delia

de'silvestrini,

ivi

li

fece sis.

verso

capo, e

negli

giace
egli
reli-

Pio IV.
a'

Nella

chiesa di

distesa in terra.
la

La

bambina

Tommaso
mensa

Cenci,

giuspatronato
soste-

prende

per simbolo della

fomiglia

Cenci-Bolognetti, la

dell'altare

maggiore

gione cristiana nascente; quanto ai leoni dimostra l' antichissimo uso


di far sostenere
ni,
i

nuta da due grossi marmi in forma di piedistalli scolpiti con intagli diTersi,

sepolcri dai leogreci,

tanto dagli egizi, ebrei,

che

nel

prospetto

figurano

due teste di leoni, colle corna di montone, barbe lunghe di capra, con due ali stese. Pompeo Ugonio,
delle Stazioni d

romani e cristiani, non solo per ornamento, ma come simbolo di


vigilante custode.

Pu

il

leone

a-

Roma
il

a p. 28, os-

vente con s una bambina rappresentare pi significati , come la

serva che siccome


priet che

leone ha la pro-

quando veglia tiene gli occhi chiusi, e quando dorme li tiene aperti e sfavillanti come fuoco,
il

mansuetudine, se la persona imsua natura ; il simbolo belle di della maest o quello della magnanimit e fortezza. In Italia inoltre si vedono leoni avanti alle antiche
chiese, a

vero simbolo del vigilante


custode, e

e fedele

perci con rasacri

gione posto alla custodia dei


templi
ni. Il
s

cenza,

de'gentili
t.
I

che de' cristiadelle sue Disil

padre Lupi

Genova, a Parma, a PiaFerrara, ad Ancona, e in altri luoghi come a Monza ed a Modena. Entrando in
a Verona, a
questa ultima cattedrale, a destra

sertazioni p. 40) citando


nij discorre de'leoni di

Ciampiposti

marmo

nelle antiche chiese de'cristiani, o-

pio d' Iside

pinando essere appartenuti al temquelli che decoravano di marmo ad opeil Pantheon, e ra greca quelli eh' erano avanti la porta lateranense del gran portico o patriarchio. Il Marangoni dotta-

ed a sinistra si vede un uomo raggruppato sopra un leone sostenente una colonna sulle sue spalle, e vuoisi simbolo della religione, base della ragione umana che ci d la
forza per sopportare le tribolazioni.

Quanto
alle

ai

leoni

che

sottostanno
della

colonne

della

facciata

mente
ti in

traila

de'leoni

rappresentae nelle chie-

islatue alle porte

se, nella sua

erudita
e

cose gentilesche
tate

ad

uso e

opera Delle profane trasporad ornamento delle


statue de'leoni
si

medesima cattedrale di Modena, tenenti un agnello sotto le loro zampe anteriori, si dicono immale

gine del forte che sostiene il deboo dell'innocenza, protetta dalla


religione,

chiese.

Inoltre le

poich

gli

agnelli

non

posero anche sui sepolcri o presso medesimi. i


Il

compariscono
trattali.
JNel

spaventati

n malsolevasi a-

medio evo

Santini,

/Memorie di

Tolenti-

vanti la porta principale de'templi

no

p.

60, descrive
il

marmo

il sarcofago di bianco di Tolentino, dove

arti

rendere giustizia, ed ivi erano le pubblicate ed autorizzale. Pertanto


si

riposto

corpo

de'

ss.

Caterve,

legge

nelle antiche

carie

f)o

LEO
lempo
la

LEO
Domipersecuzione contro
l'anno
dria,
i

di quel

formola:

cristiani,

au-

no nostro sedente inter leones, che indica il luogo in cui sedeva il


signore feudale
in

rizzata dall'imperatore Severo nel-

202

infieriva

in Alessan-

sopra la

scalinata
fuori
d'I-

Leonida
per

fu preso e

mezzo

ai leoni.

Anche
ili

prigione

ordine di
;

talia

molti ediBzi sacri sono adorleoni,

vernatore d'Egitto

messo in Leto goe perseverando


,

nali colle figure

con

di-

fermamente
tato.

nella fede

fu decapi-

versi emjjlemi e significati.

Ordine equestre. I cavalieri o compagnia della leones.sa, equites laenae, laenae societas, ebbe origine dalle turbolenze e
dalle guerre

LEONESSA,

s. Leonida fosse stato insignito della di-

Alcuni credettero che

gnit episcopale.

onorata

la

sua

memoria

ai

22
o

d'aprile.

sanguinose

cagionate

LEONISTA me dato sopra


agli eretici

LIONISTA. NoGermania

tutto in

regno zioni che


nel

di

Napoli, dalle due faseguivano nel declinar


e
ne' primi

cia
gli

del secolo
del secolo

XIV XV,

anni
di

che chiaraaronsi in Franpoveri di Lione: questi sono stessi che i valdesi, chiamati leo-

Ladislao
fatta
I

figlio
II

nisli

lionisti,

perch ebbero
(s.),

pi'in-

Carlo

III

Durazzo, e Luigi
l'adozione
di

gi per

d'Anda Gio-

cipio nella citt di Lione.

LEONORIO
nario in

vescovo regiolo

vanna
ni

Luigi

d'Angi.

Vi

Bretagna. Uscito di un'ilstato

furono pertanto molti gentiluomidi quelli che si erano dichiaper


la

lustre famiglia, abbracci

monastico nel paese di Galles, do-

rati

casa d'Angi, che pred' oro,

po

essere

stato
s.

allevato

sotto la

sero per divisa un arcolaio

disciplina di

Iltuto.
la

Passato
provincia

in
di

che portavano sul braccio sinistro in fondo rosso, come meglio si disse all'articolo Arcolaio.
I

Francia

di

cui

Domnonea

faceva parte, fond

gentiluo-

mini poi che parteggiavano per Margherita vedova di Carlo IH e pel figlio Ladislao, adottarono per impresa una leonessa d'argento, la quale aveva i piedi legati, quale portavano in petto pendente da un nastro, qualificandosi per cavalieri. Catalogo degli 11 p. Bonanni nel
ordini equestri, a pag.
leonessa,

monastero tra il d'Arguenon, avendogli Giona, conte del paese, donato il terreno necessario.
Il

un fiume Rance e

re Childeberto

lo ave-

va
sue

in

grande virt, ed

estimazione
invitollo

per

le

colle

pi
tro-

pressanti inchieste

a venirlo santo
si

vare a Parigi
e
vi

il

arrese,

fu

accolto con

venerazione.

LXVII

ri-

porta la figura del cavaliere della ma lo confonde con quel-

Al suo ritorno intese la morte funesta di Giona suo protettore, da

Conomoro
e della

spogliato del principato

supponendolo contrario a Margherita e Ladislao.


lo dell'arcolaio,

vita.

Egli accolse e protesdello

se Indualto, figlio

sventuralo

LEONIDA

(s.),

marfire. Filosofo

to conte

e senza

temere
si

sde-

cristiano, nativo di Alessandria, e-

gno

dell'usurpatore,
il

adoper

gualtnente versalo nelle scienze sa-

presso
to nel

re pel di lui ristabilimen-

padre di sette figliuoli, il maggiore de' quali fii grande Origene, che educ egli il stesso con cura speciale. Mentre la
cre e profane.

Fu

paterno dominio. Non si sa l'epoca della morte di s. Leonorio.


suo corpo fu trasferito
s.

Il

in

una

chiesa presso a

Malo, che port

LEO
)ioscia
il

LEO
La sua
ai
1

9'
ne

suo nome.

festa

nell'anno
frica,

4^8

dell'era nostra se
i

celebrata al
la

primo

di luglio, e quel-

impadronirono
dai

maomettani d'A-

della

sua traslazione
o

3 d'otLeonti-

quali fu poi liberata.

La

lobre.

LEONTINI

LENTINI,
delle

sede vescovile fu eretta nel III secolo, sotto la metropoli di Monreale.


S. Neofito

ni seu Leonlium. Citt vescovile an-

il

tichissima del regno

due

Sila

nosciuto, che ne

primo vescovo cooccupava la sede

Val fiume Teria, o fiume


cilie,

nella

di

Noto presso
s.

l'anno

riva del

Lisso influente del


di

Piodippo.

Leonardo, distante venti leghe da Siracusa, capoluogo di cantone della provincia della Valle Minore di Siracusa.
Si dice edificata

258 circa; a lui successe s. Tra di lui successori nomineremo s. Luciano, che nel 689
i

assistette al

concilio

Lateranense, e

dai

calcidesi, esdi

Costanzo che fu al secondo concilio di Nicea nell' anno 707. Dopo questa epoca non si conoscono pi
altri

sendo
gusto,

gli

edifici

moderni
eretti

tutti

quasi

buon dopo il

vescovi di Leontini.

F'.

Rocco
pag,

Pirro, Sicilia

sacra

lib.

II,

teiremoto dell'anno 1693 che rovin la citt. Possiede diverse chieje, ed in quella de' cappuccini sonovi due tavole dipinte dal Tintoretto e dal Bassano. I
tini fra
si
il

44'-

LEONTOPOLI.
di
ca, sotto
il

Sede vescovile

Egitto nella seconda Augustamuipatriarca di Alessandria,

Teria e

campi leonl'Erice sono famoil

per

la

loro ubert:

suo terre-

no

uno dei pi fertili della SiQuesta antica citt di origine il greca,, port secondo Diodoro nenie di Xulhia,o almeno cos chiamavasi il piccolo paese ove fu edificata, e che sembra aver apparcilia.

quinto secolo, che poi divenne metropoli ed ebbe seguenti dieci vescovati per suffraganei: AMatarea, Buo treus, Heliopoli
eretta nel
i

basta o

Basta,

Carbetus

Phar-

betus, Babylon, Scena

Mandrorum,
Scia,
fu

Thoum, Antithoum,
rabias.
citt

Questa de' Leoni


la

citt
,

ed Achiamata
civitas
il
,

Leonuni
colloca tra

tenuto agli antichi


tletiche
gli

lestrigoni

di

a-

Tolomeo

fiu-

forme.

Dionisio

discacci

me

Attribite
la

quello

di

Busiri-

abitanti,
la

scere

ed obbligoUi ad accrepopolazione di Siracusa,

de, cio tra

parte superiore del


il

ramo Pelusiaco ed

Phathmetico.

mentre mun Leontini, collocandovi

un

presidio di truppe scelte.

La

diede poi

come
i

stipendio ai soldati
successivi

Secondo alcuni, Leontopoli corrisponde al Tel-Essahe degli arabi, che significa collina del Leone. Quattro
vescovi
si

mercenari, ed

domina-

conoscono

di

Leontopoli:

riguardarono sempre come un suo antemurale. God il municipale reggimento, tranne il tempo che soggiacque alla
tori di Siracusa la

Ischirione che sottoscrisse alia lega-

zione di Eugenio diacono della chiesa di

Amila, a
loro

s.

Atanasio, in fa;

vore del

vescovo
di

Metrodoro

tirannia di

Falaride

d' Agrigento.

Nell'anno

214
dai

avanti

Ges
:

Cri-

che fu al concilio che nel concilio


volle

Efeso; Gennaro

di

Calcedonia non
la

sto fu presa

4H8

vi

nacque
guerre

romani, indi nel Gorgia nelle stoi

sottoscrivere
;

condanna

di

rie delle

lagiuesi

tra' romani e carmolto nominata. Di poi

Dioscoro e Teodoro che assist al quinto concilio generale e fu uno


di quelli deputati

ad

invitarvi

il

Va,-

9^
pa
p.

LEO
Vigilio.

LEO
tom.
II,

Oriens

chrst.

to pose

un monastero che divenne

554.

LEONTOPOLT.
di

Sede vescovile
di
si

Isauria nella

diocesi di Antio-

chia, sotto la metropoli


cia,

Seleu-

alla citt della

quale

vuole
dasse

che r imperatore
il

Leone

gli

Frejus annovera fra i vescovi delle Gallie, a cui Papi s, Bonifazio I e s. Celestino I scrissero per affari importanti. Mori circa l'anno 4^2, ed onorato il i. dicembre. Gli stalo
si
i

poi celebre. S. Leonzio di

proprio nome. Dalla legge 4>/"' ris graec. rom. p. 227, pare che
fosse eretta in

dato talvolta
fu

il

titolo di martire,

eziandio

confuso

con

Leonzio
dello

metropoli

dall'imveil

d' Arles
stesso

con
II

altri

vescovi

peratore Marciano.
scovi

Ne furono
sottoscrisse

nome.
(s.),

Zaccaria

che

LEONZIO

vescovo
dei pi

di
il-

ed i canoni in Trullo; e Giovanni insieme ad


concilio generale

VI

Bordeaux. Uscito

d'

uno

alcuni altri vescovi, port querela

lustri casati d'Aquitania, milit in sua giovent nella guerra contro i


visigoti, in Ispagna e nella Gallia Narbonese. Spos Placidina, la quale contava tra' suoi maggiori s. Si-

contro Fozio innanzi al


iSlefano
t.

Pontefice

detto VI. Oriens christ.


1.

II,

p.

102

Leontopoli
in

Leon-

topolitan, citt vescovile di Bitinia,

un

titolo

vescovile
la

parlihus
di

che conferisce
la

santa Sede, sotto


in

donio e l'imperatore Avito. L'inla purit de' suoi costumi, il suo amore
tegrit della sua condotta,
alla

metropoli pure

partibiis

giustizia e

alla

piet

le

sue
clero

Elenopoli. Port questo titolo Gioac-

limosine, lo fecero
tevole dell'episcopato

giudicar
;

meriil

chino da
lo,

della diocesi di

Maria di Nazareth Porto in Portogalda Pio VII nel concistoro dei


s.

laonde

Bordeaux lo elessero a loro pastore dopo la morte di s.


ed
il

popolo

di

23 agosto 18
sa vescovile di

ic)
s.

traslato

alla chie-

Leonzio

detto

il

Vecchio,

verso

Lodovico

di

Ma-

l'anno 541. D'allora in poi non ris-

ragna no.

guard
(s.),

egli

Placidina che quale soi

LEONZIA
il

martire. Sofferse

rella; ed

impieg
di

suoi considerabili

martirio in Africa, sotto

Unne4^4j
Datis.

beni a costruire e a dotare un gran

rico re de' vandali, nell'anno


in

numero
rigi,

chiese. Assistette al sea!

compagnia
s.

di
s.

s,

Dionisia,

condo ed

terzo concilio

di

Pa-

va,

Terzio,
s.

Emiliano,
altri.

s.

Bonimarti-

tenuti negli anni


egli

55

e 557-

facio,

Maiorico ed

Il

Ne radun
ri

pure uno della sua

rologio
sotto
il

romano ne fa menzione giorno 6 di dicembre.


(s.),

provincia a Saintes nel 565, e


circa

mo-

questo leni p.

onorato

LEONZIO
iiies

vescovo di Fre-

jns nella Provenza.


nella
s.

Nacque

a Ni-

ma

Bordeaux ai i5 di novembre; non si trova il suo nome nei

Linguadoca,

ed ebbe a
si

martirologi.

fratello

Castore vescovo di Apt.


distinse
s.

LEONZIO

Cardinale. Leonzio
s.

Innalzato all'episcopato,

prete cardinale del titolo di


vossi

Su-

per
leva

le

pi esimie virt. Indusse


il

sanna, fu uno de' cardinali che tronel

Onoralo, suo amico,

quale
gli

voasse-

761

al
s.

concilio celebralo

menare
l'

vita

solitaria, a stan-

dal Pontefice

Paolo

I.

ziare nella sua diocesi, e

LEONZIO,
cardinale
dell'

Cardinale. Leonzio

gn

isola

di

Lerino, ove Onora-

ordine

de' diaconi

LEO
intervenne
in

LEO
clie

93

al

concilio

tenne

Roma s. Leone IV nelT 8^3. LEOPEPtTO, Cardinale. Leoperdi

ebbe diciotto figli, di cui sette morirono in fresca et, gli altri resero chiari i loro nomi per virti e grandiosi
il

to cardinale vescovo
sottoscrisse a'

Palestrina,

fatti,

distinguendosi

fra

essi

io maggio 1067 una bolla spedita da Alessandro II, a


favore
del

celebre Ottone
.

vescovo

di

Fri-

singa

celebre

Monte

Cassino.

Fu

monastero di amico di s. Pier

il

Nel 1127 Leopoldo fonmonastero della santa Croce


il

dell'ordine de' cistcrciensi, presso


castello di

Damiani, e si rec in Germania ad accompagnare l'imperatrice Agnese madre di Enrico IV. Mori nel
pontificato di

Kalnperg,
;

ove
di

faceva

sua residenza

poscia

concerto

Alessandro
fatto
(s.),

II

che

pare Io avesse
sto

cardinale.

quarto di quesoprannominato il P/o, marchese d'Austria, figlio di Leopoldo III, e di Ita figlia dell' imperatore Enrico III. Coltiv in gio-

LEOPOLDO
nome
e

altro ne fond di canonici regolari col titolo di Nostra Signora di Neubourg, due leghe lungi da Vien-

colla pia sua consorte

un

na. Allorch Stefano II re

d'

Unnel-

gheria entr a
l'Austria,

mano armata
gli

Leopoldo
battaglia.

mosse cone gli

tro colle sue

truppe,
Gli

diede

vinezza la sua
delle

ra

si

mente collo studio scienze; ma maggior premudiede di prepararsi una beai

campale
la

ungheresi

tornarono qualche anno dopo;


loro

ma
dal

armata

fu

sconfitta

ta eternit, mortificando le sue pas-

sioni e

suoi sensi, rinunziando ai

marchese d'Austria per modo, ch'essi non ne poterono che colla fuga
salvare
l'

diletti del

mondo, nutrendo
in

l'anilar,

gli

avanzi.

Alla morte del-

ma

sua coll'orazione, versando


seno
ai

ghe limosine

poveri

praticando ogni maniera di opere buone. Morto il suo genitore nel

V, avvenuta 125, molti elettori volevano innalzare Leopoldo alla dignit imnel
I

imperatore Enrico

periale;

ma

rest eletto Lotario II

1096, mentr'egli era ancor molto giovine, si tenne maggiormente in


obbligo di procurare
suoi sudditi
,

la

felicit dei

di

cui

riguardavasi
Il

piuttosto padre che sovrano.

suo
vir-

palazzo divenne la sede della


t, della giustizia, za.

della beneficen-

duca di Sassonia, al quale Leopoldo rimase fedele, ed accompagnollo in Italia. Finalmente dopo un regno glorioso mor della morte dei giusti, ai i5 novembre 11 36, e fu sepolto nel monastero di Neubourg. Avendo Iddio glorificato il
suo
nel

Essendosi

accesa

una
,

civile

tra l'imperatore

glio

scomunicato dal Papa Enrico V, Leopoldo credette di poter prendere la difesa di que;

guerra Enrico IV ed il suo fi-

servo

con

molti

miracoli,

il

Papa Innocenzo Vili


i485.
nel martirologio

lo canonizz

La sua festa romano

notata
il

i5 di

novembre, ed
la

in altri trovasi quel-

st'ultimo

ma sembra

che dopo

si

della sua

traslazione ai

i5

di

pentisse di questo contegno,


espiasse

e lo

febbraio.

Nel

con una severa penitenza. 106 spos Agnese figlia dello

LEOPOLDO,

Ordine equestre

imperatore Enrico IV, e vedova di Federico duca di Svevia,


stesso

la Francia nei primi anni del secolo corrente dominava in gran parte l'Europa,

d'Austria. Allorch

principessa degna di

lui,

dalla quale

l'augusta casa d'Austria pi volte

94
fiancesi,

LEO
cogli
eserciti
siste

LEO
in

dovette gnerieggiare

una croce o
in
filetto

stella

a otto
faccia
lettere

capo di essa 1' impera loie Francesco I, con mirabile accorgimento, non ommise cosa alcuna per mantenere ne' sudditi la
il

ed

raggi smaltati

rosso,

con intorle

no un
della
iniziali

bianco.

Sulla

croce

sono

incise
:

fedelt e l'allezione.

Considerando
secolo preil

Franciscus F. I. A. cio Iinperalor Austriaca ed in giro evvi l'epigrafe


:

che l'ordine
eretto

di
la

s.

Stefano era stato

met del cedente per compensare


civile

dopo

Nel rovescio poi vi

otegritati et merito. il motto e-

merito

de' nobili

sino

dal
le

1808
consaggia-

r imperatore medesimo per


tingenze in cui
si

trovava,

mente
le

divis di
inferiori,

fondarne altro per


senza l'aiuto del-

gualmente inciso, dell'imperatore Leopoldo II: opes regum corda subDiTORU-vf. La croce si appende dal lato sinistro del petto, per un nastro di seta di colore rosso con liste
bianche ed
orli turchini.

le classi

rendere

quali quello de' nobili

non era
fu
il

suliciente.

L' intendimento

memorabile il giorno ne di questo ordine


l'imperatore

dell' istituzio-

cavalleresco,,
1

creare
ca,
la
i

una rimunerazione
cittadini

onorifite-

Francesco
stabi b

decret
solen-

quale avesse per iscopo


perseveranti
patria libert,

nere

nella

che per l'ordine ne, per la quale


nica

fosse festa
la

domemeglio

difesa della

contro

dopo
il

r Epifania.
benefizio del
statuito

chi pretendeva privameli colla pre-

estendere

nuovo orcroce

ponderanza delle armi. Dipoi pose ad effetto il concepito disegno nel

dine, venne
nell'atto di

che chiunque
con-

ricevere la gran
la dignit di

matrimonio con l'arciduchessa d'Austria Luigia, cio due giorni dopo le celebrate nozze; ed in onore dell' imperatore Leopoldo II suo padre, lo chiacelebrare
il

suo

non avesse ancora


sigliere

intimo, tosto l'ottenesse, e


i

gralisj che

commendatori,

se

ne

facessero istanza, ricevessero


tassa
il

senza

titolo

e grado di barone;

m
tuii

r ordine di Leopoldo. Gli


di

staa'
1

e che ai cavalieri semplici, ricercandola,


si

esso

furono pubblicati

conferisse loro

la

nobilt

luglio

ove si legge essere l'ordine istituito espressamente per premiare coloro cbe in guerra si distinsero per valore, ed eziandio quelli che avessero dato prove solenni di attaccamento al governo ed alla famiglia d'Austria. In questo ordine sono tre classi differenti,

1808,

ereditaria.

LEOPOLDO,
del Belgio.

Ordine

ec/ncstre

Dopo

l'istituzione

del

destinate tanto pei soldati quani

regno del Belgio (Fedi), venne solennemente inaugurato per primo re il regnante Leopoldo I di Sassonia-Coburgo, a'';i4 luglio i83i. Conoscendo questo monarca saggio ed illuminato, quanto vantaggioso
fosse
diti,

to pei cittadini, secondo

diversi
classe
la
se-

accattivarsi

l'animo de' sud-

gradi di merito.
si

La prima
gran
croci,
la

stabib premiare

compone
di

di

cenza equestre
avessero servito
Belgico; per cui

quelli
al

conda
di

commendatori,
; i

terza

con onorifiche meglio bene del regno


la
1

semplici cavalieri

a tutte e tre
meritevoli,

un anno dopo
al

possono appartenervi

sua elevazione
luglio

trono,

agli

senza distinzione alcuna di nascila

i832, fond

questo ordine

o di religione. La decorazione con-

militare e cavalleresco, cui impose

LEO
proprio nome di Leopoldo, danil dogli analogbi statuti. In essi venpolcl,

LEO
arcivescovi chiamata

cv7

ancora

Leola-

ed

in

polacco Tavciw^ in

che il re sarebbe sempre il gran maestro dell'ordine; che l'ordine verrebbe diviso in militane
stabilito,

tino Leopolis.
lonia, in

Citt dell'antica Po-

passalo capitale della Lo-

re ed in civile, ed
tro differenti
di di
classi

ognuno
e

in quat-

gradi,

cio

gran

croci,

di

commendatori
semplici.
risulta anco-

domiria o della Russia Rossa nella piccola Polonia, ed ora capitale della Galizia o Galiizia o Galicia austriaca, capoluogo del circondario
del suo

uffiziali

e di cavalieri
statuii

nome.

La

Galiizia e

Lo-

Dai medesimi
ra,

che ogni soldato di

un grado

inferiore a

quello di uffiziale, uni-

domiria uno degli stati della monarchia austriaca, ed il primo con titolo di regno: il carattere deabitanti differisce generalmente poco da quello de'polacchi. Quantunque il governo austriaco abbia
gli

tamente all'ordine, riceve una penannua di cento franchi pensione che cessa allorquando il soldato giunge al grado di uffiziale nel corpo militare cui appartiene.
sione
:

di

abolita quivi sino dal


vit,
li

1782
le

la

ser-

La
in

decorazione dell'ordine consiste

pure essendo
il

le

propriet
fra

territoria-

tutte

mani

della

una croce

di

argento

smaltata

nobilt,

galliziano

ignobile poco

in bianco, nella
le

forma quasi simio ragcorona di


croce

s'interessa

del
agli

commercio che abebrei.

a quella dell' ordine gerosolimii

bandona
sue

Esiste
le

nelle

tano,
gi

cui quattro spicchi

montagne,

verso

frontiere

sono legati
In

da

una
lato

quercia.
evvi

un

della

uno scudo smaltato in nero con orlo rosso, ed ivi tra due cerchi d'oro sono alcuni fregi, ed in mezzo si vede la cifra del re ; mentre nel rovescio nel centro dello scudo vi il leone belgico coronato,
grafe
:

dell'Ungheria, una razza d'uomini chiamati goral, che per le fattezindipendente e pel carattere ze,

per

le

loro

abitudini

si

distinguo-

no

dagli

abitanti

delle

pianure e
si

riconoscono

un capo:

credono

discendenti de'sauromati, trib che


ritirossi in Europa, cacciatavi dalle armi di Mitridate, circa 80 anni prima della nostra era. La Gallichiamata Halicz, la zia, prima Lodomiria anticamente detta Wo-

e tra
l'

due

cerchi

l'epi-

uniox fait la force. La


di
se-

croce sovrastata da una corona,


e
si

appende ad un nastro
i

ta ondata di colore amaranto.


notato, che

Va

lodimir
dio
li.

gran croci oltre la descritta decorazione portano una

o Vladimir, che nel meevo erano due ducati indipensecolo

Dal

XII
questi

fino

verso la
fecero

commendatori una croce. Il marchio distintivo de' soldati sono due spade che sostengono la corona della croce dell'ordine. I gran croci ed i commenpiastra, e
i

fine del

XIV

ducati

regno d'Ungheria; nel 1874 passarono alla Polonia col re mezzo di un matrimonio ; ma d'Ungheria ne conservarono il titolo
parte del
i

datori

nello
le

scudo
che

della

piastra

e eli stemmi. Al

momenlo
si

della divi-

portano
a croce.

spade

sormontano
{Leo-

sione della Polonia nel 1772,

Maria

Teresa
questi
retino

d' Austria

fece

restituire

LEOPOLI oLEMBERG
polien).

ducali
di

coi

quali
e

Citt con residenza di tre

Galiizia

form il Lodomiria ;

96
nella

LEO
seconda
divisione
della

LEO
Pote ricondusse l'ordine nel
la

regno e

lonia nel

1795 l'impero
questo

austriaco
di

aument

regno

molti
la

calma negli animi, e si occupa del suo mantenimento con analoghe


organizzazioni e modificazioni
,

possedimenti

polacchi,

ma

Lo-

per

domiria sembra essere stata distaccata, non portando presentemente


questo regno che
Gallizia
;

migliorare la condizione del popolo


sulle giurisdizioni

patrimoniali dei

il

solo

nome

di

signori e possidenti.

fu esso

diviso in

Gallizia

Questa grande e
ta
citt giace

ben fabbrica-

orientale ed occidentale. Nel

1809

presso molti ruscelli,

r Austria dovendo
tato di Tilsit,

cedere al re di
del tratdella

Sassonia, in conseguenza

una gran parte

sua porzione della Polonia, la parte

che si riuniscono onde formare il PelteWj affluente del Bug. E distante centotrenta leghe da Vienna e sessantotto da Cracovia, E
sede di un arcivescovo
latino^

ne,

pi considerabile di tale cessiocomposta di quasi tutta la Galoccidentale, entr allora a foril

di

lizia

mare
quindi

gran ducato di Varsavia


oggid compresa
nel

re-

un arcivescovo di rito armeno, e di un arcivescovo di rito greco ruteno: dei due ultimi se ne parler ne' due seguenti articoli. Vi risiedono ancora
rit civili e
le

gno
gno

di Polonia,

ed

il

restante della
il

principali auto-

Gallizia

forma

attualmente

re-

militari della Gallizia,

nome. Il regno di ha un governatore che risiede nella capitale. Nel 1817 ricevette una costituzione ed un godi questo

del suo generale

comando
di

milita-

Gallizia

re e

del tribunale

appello.

cinta da quattro grandissimi

sob-

borghi

chiamati

Halicz,

Krakau,

verno rappresentativo; gli composti di deputati del


nobili,
reali
:

stati

sono
dei
citt

clero,

dei

cavalieri

delle

Zolkiew e Brody, che s'innalzano per un dolce declivio sulla sommit di ridenti alture, tutte coperte di
belli

questi

deputati ricevono
fsso

un

giardini,

di

chiese,

trattamento
poli ossia
ta,
la

dal governo. Leo-

Lemberg

sede della die-

che mandi deputali agli stati. Nei primi mesi del corrente anno scoppi in Galsola citt
lizia

monasteri e superbi edifizi, che per per la loro variet offrono un colpo d'occhio amenissimo. La citt propriamente detta piccola, non

una

rivoluzione, e
le

si

soliev

pure Cracovia che


tre potenze

truppe delle
subito sopGallizia pro-

protettrici

contenendo forse al di l di trecento abitazioni. I suoi antichi bastioni sono convertiti in deliziosi passeggi. Ha ancora due castelli,

pressero. Quella della

uno
la

nell'interno, l'altro fuori del-

vocata
di

da alcuni nobili polacchi, fu repressa con grande spargimento


sangue e massacri, dai
alla
,

citt,

sopra

una montagna.
edificala

In

generale la
tra,

citt,

in pie-

paesani
in di-

ha molte strade larghe e belastricate.

addetti

gleba
i

e divisi

ne
tro

Vi

si

osserva nel cencui stan-

verse bande
nali ed

quali

reclamarono

una
il

bella piazza, in

l'abolizione delle prestazioni perso-

no
to.

palazzo comunale, la prigio-

una riforma delle leggi economiche che reggono al presente


11

ne ed

una

cisterna

ciascun
edifizi

la-

Gli altri pubblici

sono
cupole
del-

le

propriet di

questa nazione.

la cattedrale cattolica,

con

provvido governo immediataraen-

e torri

assai

alte;

il

palazzo

LEO
l'arcivescovo armeno, che per la sua elegante architettura ed elevata situazione uno de' pi belli ornamenti della citt; un gran numeio di chiese per le diverse comunove conventi, uno de'quanioni
;

LEO
lontana
al

97
piccolo
la

sud trovasi nel

villaggio di

Winika

magnifica

fabbrica imperiale del tabacco.

Fu

questa citt presa da Casimiro III


detto
1

il

Grande, re

di Polonia, nel

li,

quello de'domenicani,
quella di

possiede

una
lo di

bella chiesa eretta sul


s.
il

modelVien-

Carlo di

mausoleo della madre dei conti Borowski o Borkuski, opera del celebre Torwaldna, e rinchiude

340, e dipoi assediata da Chmi1' anno nieski capo de' cosacchi 1648. Nel i636 si difese coraggiosamente contro i russi; ma nel 1671 i turchi la misero a contribuzione. Carlo XII re di Svezia
,

la

prese di

assalto nel
di

1704, e

vi

sen;due sinagoghe, le quali hanno un rabino superiore per gli ebrei, non che cinque ospedali. L'istruzione pubblica vi conta una universit fondata nel 1782, un gined nasio, una scuola principale altre luterane ed ebree. Dal 1827 s'incominci a stabilire un museo
,

fece

incoronare re
le

Polonia Stafu

nislao Leczinski, nativo della citt,

che per
lo

sue

virt
al

detto

il

Benefico. Nel

1773,
suo

tempo

del-

smembramento
col
il

della

Polonia,

Leopoli
sotto

palatinato

pass

nazionale ed una pubblica


teca,

biblio-

dominio austriaco. Nel 1781, a nove leghe di distanza, si scMopri un'abbondante miniera
di
zolfo.

che Leopoli o Lemberg deve


parte
alia

in

gran

liberalit

del

La sede
rito latino

arcivescovile fu eretta di

Questa citt pi commerciante che manifatturiera ; vi sono per alcune fabbriche di panni e tessuti di cotone,
conte
Ossolinski.

nel 1362 dal Pontefice Urbano V, indi Gregorio XI nel 1375 la trasfer ad Halicia, ove fu

eretta in metropoli;

ma

poscia

buone

tintorie,
le

conciatoi

ec.

La

lacchi la nel

fecero ritornare a
la

poLeopoli
i

sua posizione
tanti relazioni

apre varie impor-

i4'4> conservando

dignit

porti russi

Odessa ed altri del Mar-Nero, e fa in


con
questa citt
il

metropolitica.

Ebbe

a sulFraganee le
latino di

sedi episcopali di
licia

rito

Ha-

qualche

modo

fon

che

si

riun

a Leopoli

nel se-

daco del commercio di questi porVienna e l'interno della ti con Germania. Vi si tengono delle fiere considerabili, in cui
i

colo
via,

XV,

Premislia, Chelma, Kioe

Wolodimiria
cio di

Caminiec. Al
vescovati

presente Leopoli
suffraganei,

ha due

russi por-

Premislia e di

pelli e pelliccerie, che cambiano con merci dell'Austria. Arriva pure dalla Moldavia molto bestiame cornuto, con cui si prov-

tano

Tarnovia. Nell'anno i556 Luigi Lip-

pomano vescovo
to apostolico di nia,

di
s.

Verona
Pio

e lega-

in

Polo-

tenne

un

concilio provinciale

vedono l'Austria mezzo di questa


ad Odessa. Conta
abitanti, de' quali

la

Slesia.
la
i

Col

a Leopoli, in cui fu pubblicata

una

citt,

Polonia

e la Gallizia spediscono

loro grani
di

formola di fede compresa in trentasei articoli. Mansi, Siippl. cle'concilii


t.

pi
1

52jOOO

V,

p.

brei;

vi

e greci,

5,ooo sono esono pure molti armeni ed anche de'turchi. Poco

vi

latini

797. Fra gli arcivescoche occuparono la sede

di

Leopoli noteremo Gedeone, che

sottoscrisse la lettera sinodale di

Mi-

VOL. XXXVIII,

(,8

LEO
trasferito
il

LEO
precedente a
Gorizia,

chele meliopolitano del rito greco ruteno \ Kiovia ( Fedi), al Pontefice

preconizz rultimo arci vescovo Francesco


zich
di

Clemente Vili

ne. Arsene

assistette al concilio

per la riunioche

Paola Pischtek
di

di
,

Polo-

Partenio tenne in Moldavia, per condannare gli errori di Cirillo Lucaris,

Praga ch'era vescovo di Tarnovia, ed il quale mor il primo febbraio i84^> laarcidiocesi

settario calvmista.

Costantino

sciando di s benefica
presente
la

memoria

al

Ziclinski dal

1698

al 17 io: egli ab-

sede vacante.
architettura
il

brarci

il

partito di Stanislao Lec-

La

cattedrale, magnifico e vasto


di

incoron re di Polonia nel l'joS, e venne da quel principe nominato a Clemente XI arcivescozinski che

edifzio

gotica,

dedicata a Dio, sotto


la
11

titolo del-

Beala Vergine
capitolo
si

assunta in cielo.

TO

di

Gnesna;

in

seguito fu fatto

costituisce di quattro
la

prigioniero

dal re

Augusto

li,

dignit, delle quali

prima
,

il

mandato a Roma, dove divent elemosiniere di Maria Casiraira de la Grange d'Arquien regina vedova di Giovanni HI re di Polonia.
Essendo ritornato
sede di Leopoli,
de'russi, e
alla

preposto
tolari,

sei
i

sono

canonici capi-

dieci

canonici onorari

ed

oltre

ad

essi

sonovi quattro vicari,


e chierici

ed

altri

preti cooperatori

sua antica

addetti al divino servizio. Nella cat-

cadde nelle mani


in prigione a

tedrale vi la cura d' anime, che


si

mori

Mo-

esercita

da un canonico e dai noil

17 IO. Gli successe nel medesimo anno Giovanni Skarbeck, gi vescovo di Livonia. Sotto di lui
sca nel

minati vicari, ed
le.

fonte battesimasi

Tra

le

reliquie
b.

corpo del
arcivescovo

Giacomo

di

venera il Strepar

Clemente XllI colla costituzione Jn supereininents, del primo aprile 1759, presso il Bull. Roni. Connnuato, tom. XI, p.
1

Halitz, che morto di santamente in Leopoli nel i4ri,e

sepolto nella chiesa di

s.

Croce,

l'ar-

i,

confer-

civescovo Ferdinando Kicki lo tras-

l'erezione della universit, sotpri-

port
lazzo

nella

metropolitana.

Il

pa-

to la direzione de' gesuiti, coi


vilegi di

arcivescovile,

ampio

e splen-

quella di Cracovia. Allor

dido,

non molto lungi

dalla cat-

che nel

778 Leopoli
II,

pass sotto l'imn'era arcivesco-

tedrale. Oltre questo, nella citt e-

peratore Giuseppe

sistono altre otto chiese parrocchiali

vo Venceslao Sieiakowski, traslato da Clemente XIII nel 1760 da Premislia. Gli successero, nel 1780 Ferdinando Kicki per coadiutoria ; Gaetano Ignazio Kicki per coadiuda Solca in pariihiis; nel i8i5 Andrea Luigi Arckwicz; a questi il regnante Papa Gregorio
toria

che hanno
steri

il

sacro battisterio, quat-

tro conventi di religiosi, tre


di

mona-

nite,

monache, alcune confratermonte di piet, e seminario


chierici. L'arcidio-

con pi di cento
cesi
si

traslato

estende

per

una met del

regno di Galizia, contiene centonovant'una parrocchie, pi citt,


castelli

XVI

diede in successore a'28 giu-

e luoghi.

Ogni nuovo
libri

arci-

gno 1834 monsignor Francesco Saverio de' principi


di

vescovo tassato nei


spondenti
li

della

came-

Luschin, Iras-

ra apostolica in fiorini cento, corriai fruiti della

lalandolo da Trento.

Di poi

il

me-

mensa, qua-

desimo Pontefice, nel concistoro del primo febbraio i836, dopo aver

ascendono a

circa sedicimila fiorini

d'argento di quelle parti all'anno.

LEO
LEOPOLI
rum
no
in
).

LEO
la

99
io questi anni

Leopolien Armenodi
rito

totale

estinzione

Arcivescovato
cui

arme-

di

oppressione

per

parte

di

quel
di

la

sede

dell'

arcivescovo

governo. L' arcivescovo


Leopoli

armeno

Leopoli [Vedi),
di

capitale del re-

non
di e

avea che
scudi

scudi cin-

gno

Galizia.

Gli

armeni furono

quanta
gli

chiamati nella Russia, nella Galizia,


e Lodomiria o Uladimiria dai principi di

un censo,

provenienti da duecento annui erano somministrali dalla sacra


rendita

quei luoghi, perch fossero loro

congregazione di

propaganda

fide.

di aiuto nelle

guerre che sostenevano.


la liber-

L' imperatore d'Austria


I,

Francesco

Finite queste, e concessa loro


t

o di rimanere

re alla patria,
ci

o di ritornamolti si fermarono
ivi

tenuto

in Galizia, Moldavia,

Vallachia,
e

avvenne nel
dal

secolo IX,

Erano

avendo otnomina a questo arci vescovato, ne dot l'ordinario pr tempore con tremila annui fiorini, la scelta per delre di
Galizia,

come

da

Pio

VII

la

da principio

cattolici,

dipendeva-

l'arcivescovo procede

cos.

11

clero

no

che risiedeva in Armenia. Caduto questo nello scisma vi trasse seco anche gli armeni di Polonia. Nell'anno 1620 Nicol
patriarca

armeno
getti,

di Leopoli

elegge
1'

tre sog-

dei

quali

imperatore ne
Il

nomina uno in arcivescovo. si allontana dalle sto non


canoniche, per

re-

leggi

Torossovicz
triarca di

fu

consecrato
(

dal pa)

Ezmiazin

Vedi

arci-

vescovo di Leopoli simoniacamente,


e per
fini puramente umani nel i635 abiur gli errori, e fu seguipopolo, non to dal clero e dal

la via di propagan* a fide, come solevasi praticare per breve elo innanzi, dappoich il uianato a' 19 settembre 18 19 da

Pio VII, volle

salvi

diritti

della

senza per oppositori,

che emigrarono piuttosto che riconciliarsi colla Chiesa romana. Sebbene la conversione
.sotto

medesima congregazione di propaganda f,de. Ecco il novero degli


arcivescovi armeni di Leopoli, dopo che Leopoli col suo palatinalo nel 1773, all'epoca dello smembramento della Polonia, pass sotto il dominio austriaco. Giacomo Agostinovicz nato in Leopoli, succeduto

non
i

avesse

un

fine retto

tutti

riguardi,

pure

sort

un buon effetto, essendo questi armeni sempre rimasti cattolici, quantunque


(li

non
e

senza

vicende
11

piene
detto
nel
so-

per coadiutoria

nel

1/52, era
con
futura

pericoli

d'interesse.
in

arcivescovo a tale avvenimento; a-

arcivescovo

venne

Roma
fece la

veva

per

coadiutore

medesimo anno i635,

successione

Giacomo Tumanowicz
diocesi di

lenne professione di fede, e da Urbano YIII riport grazie e favori.

di Stanislopoli
fatto

Leopoli,
in parti-

vescovo di
1

Camaco

La giurisdizione dell'arcivescovo meno di Leopoli si estendeva


tutti
gli

ar-

su

armeni

di

Polonia, della

Lituania, della Moldavia,


e Crimea.
del

Vallachia

che successe al pre1784- Giovanni Simonowicz fatto arcivescovo a' 12 settembre 1800. Gaetano Varteressebus nel

77

I,

cedente nel

Aveva

in

questa parte
parrocchie,

vicz di
a'

Leopoli,
febbraio
lo

fatto

arcivescovo

regno diecisetle

ma

21

dell'anno

nella divisione di questo, sette pas-

Al

presente

1820. monsignor Sa-

sarono sotto
,.

vili,

si

il dominio de'moscosono potute salvare dal-

muele StefanoAvicz, fatto arcivescovo a' i3 marzo i832. Questo ar-

loo
civescovato
ganei.

LEO
non ha
vescovi suffratra

LEO
della fede, e

supremo ammiChiesa medesima.


della
sei

nistratore della
chiesa delle
il

La
drale.

monache armeluogo
di

La popolazione armena
lizia

Gamila

ne tiene anche
rocchie
quali
nella
le

catte-

ascende ad ottomila,

L'arcivescovo

ha

dieci

pardelle

de' quali,
poli.

e cattolici, sono in Leo-

Galizia,

sette

Oggi dipende ancora da quela

hanno
le
si

chiese di solido

ma
Il

sto arcivescovato, oltre

Galizia,

terialcj

altre

sono

di legno.

capitolo

compone

di quattro ca-

sono quattro vicari, e quattro giovani sacerdoti attendononici;


vi

a reudei'si idonei nella cura delanime. Le dette monache armene hanno monastero, e seguono la regola di s. Benedetto. Esse senle

no

anche la provincia di Bukovina, che formava parte della Moldavia. Giace tra la Galizia, la Transilvania e la Moldavia; Ischernowitz: il capoluogo, con 34oo abitanti. I cattolici armeni sono numerosi
nella citt
di

Czernovich,
di

non
ulti-

mancano

in Soczavia.

Questa
chiesa
si

za mancare alla propria


lavori
ciulle.

santifica-

ma
rito

citt

mancando
i

di
eser-

zione istruiscono nella piet

e nei
fan-

armeno,

divini uffici

Leopoli per educarvi la giovent di rito armeno, ed era comune anche ai ruteni, ma ne parleremo per
in

un numero grande Esisteva un collegio

di

citano nelle chiese Ialine. In Czer-

novich stata

di

fresco

terminata
parrocchia.

ultimo, essendo stato soppresso dal

una chiesa e dichiarata Vi erano ultimamente mechitaristi di Vienna di monsignor Aristace


di

due che

padri
vi

spe-

arcivescovo

governo nel 1784: non vero che oggi questo collegio in qualche pari monaci armeni te esista presso mechitaristi di Vienna. Vi un

Cesarea

in

parlibus, superiore
dell'ordinario

di quella congregazione, sotto l'im-

mediata dipendenza

monte
le

di

piet della sorte

capita-

di scudi
pii

ventimila
legati

d'oro,
fedeli,

fon-

secondo un decreto imperiale approvato nel 1882 dal Papa regnante Gregorio XVI.
di Leopoli,

armeno

dato coi

dei

amco-

Inoltre l'imperatore

d'Austria
ai

as-

ministrati dai laici

non sempre
questi

segn una pensione


chitaristi

monaci meai

scienziosi in trattare

affari.

di

Vienna,

quali

fu

L'arcivescovo fa elogio del suo popolo,


il quale si mostra molto alieno da tante mancanze comuni ad

commessa la conversione che si meni scismatici


,

degli ar-

trovano
Al
lo

sparsi in questa provincia.

pre-

altre nazioni. Ignorante


lo scismatico,

il

popo-

sente questi monaci avendo rinunziato

ma

niente

pii istruito

a tale
pi.
collegio

diritto,

non

go-

suo clero, che alti-onde non si mostra tanto alieno dai cattolimedesimi scismatici spesci; anzi
il
i

dono
Il

di

Leopoli fu
di

eretto

dalla sacra congregazione

pro-

so intervengono alle funzioni delle chiese cattoliche, e versioni ed abiure.

paganda
pio
clesiastici

nel

i665.
i

Fu da
soli

princiec-

non senza con-

fondato per
di rito

giovani

Ma

gi noto

che gli armeni scismatici, se non conoscono il Papa per capo della
Chiesa di Gesi Cristo, ne'loro
liturgici
lo
libri

armeno. Furono questi dieci, e dovevano chiamarsi dall' .Armenia Maggiore, ed erano mantenuti ad un annuo assegno
della sacra

riconoscono

come

pie-

congregazione.

Erano

LEO
affidali

LEO
di

lor
rilornala
in

alla

ni
il

sotto la

cura de' religiosi teatidipendenza di Roma


fu
il

studi

Non

era

Vienna

la

risposta della santa Se-

priuio rettore

celebre

p.

Galano. Si cominciavano a sentire


gli

de dissenziente, e gi il governo di Galizia avea soppresso il colessendosene impadronito nei 1784, non che confiscato beni mobili ed immobili: il collegio fu indi destinato per l'alloggio delle milegio,
lizie.

effetti

favorevoli di questa fon-

dazione,

quando
all'

si

port

il

rifles-

so sui bisogni de' ruteni venuti

po-

co prima
cattolica.

unione della Chiesa Quindi s'ide un nuovo


si

Si voleva

trasferire

il

collegio

collegio

per questi, e

diede prin-

in

Kaminiek,

ma

senza restituzioil

cipio alla
la

fondazione impedita dal-

ne de' suoi fondi, poich

gover-

guerra. Nel
nel

ruteni

1709 entrarono due collegio armeno, man-

no avea applicato
sa

beni alla cas-

di

religione, nulla

valutando

tenuti parimenti a spese della sacra

reclami della
di

sacra

congregazione

cougicgazione.
somn)iuistrali

Con duemila
dal

fiorini

propaganda

contro

nunzio

di

Polodalia

spoglio.

Non
la

fu che nel
il

un simile 1790 che


e

nia monsig. Pignattelli poi cardinale,

venne

restituito
villa

collegio,

nel

e con

diveise

somme
si

date

1796

di

Dublany;
fu
nella

ma
ter-

congregazione,

acquist pel

man-

quanto altro
ra di

m avea,

incameragione

tenimento degli alunni ruteni dai di Dio il religiosi di s. Giovanni villaggio Dublany. Crebbero nel
collegio altri
sei

rato e soppresso.

Anche

Morozow avea per


la

d' ipoteca

sacra

congregazione
lo-

alunni

ruteni, a

dei

diritti,

ma
:

questa terra era nei


era anche suo
il

spese della
ne,

medesima congregaziosi

dominii
Polonia

russi

allo

zelo della quale


se
di
i

deve
di

cale de' gesuiti


in

donato
;

dal

re di

attribuire

vescovi
di

ruteni

Raminiek
del

era sua la

Leopoli,

Luck e

Premislia
pel

biblioteca

collegio di

Leopoli

assegnarono dei fondi

mante-

trasportata in quella citt,


to fu tolto. Nel

ma

tut-

nimento

di

alcuni alunni delle lo-

i8o4

la

sacra con-

ro diocesi. Nel
scki rettore

1724

il

p.

Radanalo-

giegazione decret

ottenne in dono dal real

principe Sobieski
cale

un eminente
del

di vendere al governo austriaco il collegio, vendila che non ebbe effetto che nel

per che

la

fabbrica

collegioj

1824

al

fisco

regio imperiale,
fiorini

pel
di

che non
te

fu

reso abitabile in

par-

valore di

quarantamila

nel

ly^.
al

La

sacra con-

carta, equivalenti a sedicimila fiorini di

gregazione non cess mai di

man-

buon argento. La sacra cond'

dar
to,

sussidi

nascente stabilimen-

gregazione desiderosa
questa

impiegare
si

da cui traeva
le

operai evangelici

somma

pel fine che

era-

per

missioni
le

armene non meno


Seguita ed
il

che per
passato

rutene.

la

di-

visione della

Polonia,
sotto

essendo

Leopoli

austriaco di Giuseppe
ci a
to,

II,

si

governo cominalunni
locale

no proposto, cio per l'educazione dei giovani ruteni ed armeni, Innocenzo XI, i cardinali Pignatlelli e Grimaldi, non che la duchessa di Buglione, ed alcuni signori polacchi, tutti

perturbare ed armeni

il

sistema stabiligli

benemeriti

di

questa
infinite

volendosi far passare


in

pia

fondazione,

incontr

ruteni

ampio

diflicolt

contro l'esportazione
e le difficolt furono

del
alla

destinato ad un

sistema

generale

denaro;

,o2
fine superate,
in

LEO
essendosi

LEO
depositato
Inoltre all'arcivescovato di Leopoli

Vienna quanto doveva il gocompenso di quanto spettava al collegio. Non vero che
verno, in
si

furono riuniti di Halicia e di Questa erezione


i

titoli

arcivescovili

Kamenec
di

[Fed).

applicassero le
dei

somme

al

monadi

tropoli

fu

fatta

Leopoli in meperch i sudditi


dai ve-

stero

monaci
perch

mechitaristi

austriaci

non dipendessero
il

Vienna,
getti

considerati

come
au-

scovi

ruteni residenti fuori dei do-

missionari esteri, e perci


alle

non sogquelli

minii austriaci. Dipoi

vescovo di
sogalla

leggi ecclesiastiche
al

Chelma
getto

e Belzi

fu dichiarato

striache, ai quali,

dire di

che asserivano la cosa, incombeva l'obbligo di educare giovani armeni

immediatamente Sede; Chelma per un

santa
fii

tempo

e ruteni

in
alla

un

numero
,

prola

porzionato

rendita

sotto

dipendenza del nunzio apostolico, al quale i religiosi sarebbero stati tenuti di rendere ragione, per poi rendere conto alla congregazione
di

pure suffraganea della metropoli di Posnania. Allorch nel lyyS Leopoli col palatinato del suo nome fu smembrato dall'antico regno di Polonia, e pass sotto il dominio austriaco regnando l'imperatore Giuseppe
II,

era vescovo di rito greco-

propaganda fide a cui


esiste

il

colle-

ruteno

di

Leopoli e di

Kamenec

gio appartiene nella sua integrit.

Non

ne

ha

mai
i

esistito

il

Leone Lodovico Szeptychi basiliano della diocesi di Premislia, fatto


vescovo nel
i

detto collegio presso


viennesi.

mechitaristi

749

e coadiutore del
a'

suo metropolitano
e

20
lui

dicembre
successori,
;

LEOPOLT, HALTCU

KAMEu-

1762. Ne furono di
nel

NEC
ceri

{Leopolien, Halicien et Carnerilus).

178-2

Pietro

Bielonski
Leopoli,

nel Hali-

riuheni

Arcivescovati

1799
cia

in vescovo di

niti

di rito greco-ruteno, la cui sedell'

Kamenec

uniti,

nella Galizia

de

arcivescovo

in

Leopoli
di

Polono-Austriaca, Nicol Skorodynski

[P'edi), capitale del


lizia.

regno

Ga-

della Galizia

orientale.

Primo

La
il

sede vescovile greco-rute-

arcivescovo poi di Leopoli, Halicia


e

na

di Leopoli fu eretta nel secolo

Kamenec

uniti

di rito greco- ru-

XIII;

vescovo di

Leopoli
secolo

venne

teno, fu fatto l'odierno monsignore

all'unione quasi
gli
si

un

dopo de-

altri

vescovi ruteni, che

come
[Vedi),

traslato

disse all'articolo

Kiova

zo

Michele Lewicki di Pokucia da Premislia agli 8 mar18 16, per breve di Pio VII esacra

di cui

era suffraganeo, essi rientra-

raanato a mezzo della


gregazione
di

con-

rono nella comunione cattolica sotto Clemente Vili. Nel 1807 agli 8 marzo il Papa Pio VII, colla bolla
III

propaganda Jide. A questo prelato li r5 luglio i84i


il

regnante Gregorio

XVI

dichiar

universali Ecclesia, elev la se-

in

concistoro ausiliare e vescovo di

de vescovile di Leopoli di rito greco-ruteno al grado arcivescovile e metropolitico, assegnandogli per snffraganee le sedi vescovili di Chelina e Belzi unite non che Pre,

Poinpeiopoli in partibus monsignor

Gregorio
citare
sacre.

Jacliimowicz di Podberpoiitiicali

ge arcidiocesi di Leopoli, per eseri

le

funzioni

ruislia,

la

quale riun
Saml)oria

titoli

ve-

L'esimio e zelantissimo metropoli-

scovili

di

Sanodiia.

tano dei greci imiti ruteni, che

in

LEO
gran numero abitano
te
dell' la Galizia,

LEP
par-

io3
armeni ed
ai

Leopoli

comune

agli

antica

Polonia, monsignor
a'

greco-ruteni ne

Michele Lewicki,
indirizz loro

io marzo
lettera

i84i

cedente articolo.
cattolico

parlammo al preLa popolazione rudi


rito

una

enciclica

tena del regno di Galizia


si

che incomincia colle parole Priinatuin

fa

ascendere a pi di
Citt arnella Li-

Ecrlcsiae catiolicae esse


insdtntionis.
uniti

dii'i-

due

milioni.

nae
i

Con
a

essa conforta

LEPANTO, Naupaclus.
civescovile

greci

ruteni

perseverare

della

Grecia

fermi nella loro divozione

ed ob-

vadia, sulla costa settentrionale del

Sede apostolica di Pietro, Gli avvenimenti non religiosi eh' ebbero luogo
bedienza alla suprema
,

guari

tempo,

nante colla
zioso nel

uno stato confiGalizia, danno un'alin

tissima importanza

questo

pre-

documento, che pu
Xir, p.
in

leggersi

voi.

439

e seg.

degli

nome presso al suo chiamata pure Ainahakht o Enebachle. Giace sul declivio di una collina di forma conica, distante trentotto leghe da Atene, e quaranta da Jannina. Considerata come gi facente parte dell' impero turco, fu il capoluogo di un sangolfo del suo
ingresso,

Annali
si

delle scienze religiose,

che
voi.

giacato. Cinta di alte


tivo slato,

mura

in cat-

pubblicano
de'
p.

Roma.

Nel

ha due sobborghi, una


un' altura, ed
L'at-

XV
ta

nos est
gorio

medesimi Annali si riporbreve Perlaliim ad il exempluni , del Papa Gre1)5

fortezza posta sopra

un

piccolo castello i-ovinoso.

tacco di questa piazza era assai difficile

XVI,

die

17

julii

1841, dil'enciclicattolica.

retto al rispettabile arcivescovo Le-

Nel
la

prima dell'uso del cannone. i4o8 obbediva all'imperatore

wicki, encomiandolo per


ca
e

di Costantinopoli,

ma Emmanuele
dai

per
tal

la

sua
il

unit

cedette

a'

veneziani,

quali

Comunicando
cesani

prelato a' suoi diolo

fu posta in tale stato di difesa che


i

breve pontificio,
quella bella
p.
i

ac-

turchi nel

i^'j^ furono costretti

compagn con
che
si

lettera
stessi

legge a

104
i

degli

y^/mfl//, scritta agli

dabamus Leopol ad
inartyris Georgi.

ottobre 1841, ccclesiani nos.

strani archicalhedraleni

Magni
di

Fra

le

cliiese

no lineremo quelle dell'Assunzione della B. Vergine, e di s. Onofrio con monastero


questo arcivescovato,
spettante alla confraternita Stauropigiana.

dopo quattro e pi mesi di ostinato assedio, e dopo aver perduto pi di trentamila uomini. Nel 149S Baiazetto II la prese per ai veneziani. L'ammiraglio GrimaGriniani ni padre del cardinale Dontenico [Vedi), fu perci condannato in prigione, nella quale
di allontanarsi

con memorabile esempio


guirlo
il

volle se-

figlio.

Presso

il

golfo

di

Uno

dei

Ire

ospedali

di

Lepanto

e presso

ad Azio,

Leopoli ha una scuola che


alla

spetta

celebratissimo per la
decise dell'

luogo battaglia che


tra
ot-

detta confraternita, che ab im soggetta alla giu-

memorabili non
lo

impero del mondo Marcantonio ed Augusto, a' 7


tobre
1

risdizione deir(jrdinario se
spirituale.

non

nel-

571

l'armata cristiana dels.

La mensa

arcivescostabili

la triplice llean/a di

Pio V, cogli

vile

ha

di

rendita in

beni

spagnuoli e veneti, nel navale

com-

'scudi

i5oo. L'arcivescovo abita uu palazzo magnifico. Del collegio di

battimento
poslolicu

benedetto dal legato a-

Giorgio Odescalchi, lipor-

io4

LEP
li

LEP
vanni del
cui fatta

t contro vSelim

imperatore dei
vittoria

1266; ed
menzione

N
nella

di
lettera

turchi quella strepitosa cui

di

parlammo

iu lauti articoli del

degli orientali scritta al

Papa Greche loro


t.

Dizionario, massime a Costantino^


poli ed Ingressi solenni
in

gorio X, e nella risposta


fece
il

Roma.
resti-

Papa. Oriens

christ.

II,
i

Quanto
tuirono

a Lepanto

fu

ripresa dai
la

pag.

198.

Ebbe

altres

Lepanto

veneziani nel
ai

1687, indi

suoi vescovi

latini,

cio

R.ostagno

turchi nel

1699

in con-

seguenza della pace di CarioAvitz, dopo per altro aver demolito il castello di

Romelia. Gli antichi greci


in

avevano

NaupacLus quattro

cele-

bri templi dedicati a Venere, Net-

tuno, Esculapio e Diana.

Serv

un
uu

Candela dell'ordine de' predicatori 1237; Giovanni nel i345; Eustachio d'Ancona de' frati minori; Ermanno nel i366; ed Antonio Maria Pallavicini, il quale accompagn nel 173 i il cardinal Pietro Ottoboni mentre faceva la vinel
sita

tempo

di ritirata agli etolii nemici

della patriarcale basilica

late-

de' romani,

poscia

divenne

luogo di rifugio a diversi corsari, per cui le fu dato il nome di piccolo


Algeri.

In

oggi
alla

Lepanto

fa

ranense di cui era arciprete, a' 7 ottobre. Oriens christ. t. Ili, p= 994Al presente Lepanto, Naupacten, un titolo arcivescovile in partibus

parte del nuovo regno di

Grecia,
della

ed

appartiene

sezione

che conferisce la santa Sede con un titolo vescovile in partibus per


,

Grecia occidentale,
Missolongi, che n'

dipendendo da
il

suifraganeo, cio Calidon.

capoluogo.
nel

Naupaclus o Lepanto
sarcato di Macedonia, nel
tropoli,

se-

LEPTINES o LETINES o LESTINES o LIPTINES o LISTINES,


ed oggi

colo divenne sede vescovile

dell'e-

L'ESTINES-AU-MONT.
Campri-

IX me-

Villaggio dei Paesi Bassi nella provincia di Hainaut, diocesi di

tolia.

nel XIII esarcato dell' Ela residenza Nel secolo del metropolitano pass ad Arta o Larta nell' Epiro. Larta per fu fatta essa pure metropoli, e vennero ad essa uniti anche i diritti me-

XV

bray, presso Binche. Eravi


lazzo dei re di Francia

un padue
sotto
si

della

ma

stirpe.
Il

Ivi

furono
nel

tenuti

concilii.

primo

743

Carlomanno
s.

re di Francia, e

fe-

tropolitani della chiesa di Nicopoli,


capitale

cero quattro canoni sulla regola di


Benedetto, sui beni
ecclesiastici,

dell'antico Epiro.

La mei

tropoli di

Lepanto ebbe
:

seguenti

sui

nove suffraganei Nicopoli, Leuca, Phenica Corf, Ragusi, Yentza, Aiton o Calydou, Acheloo e Dodone. Si conoscono dieci vescovi che occuparono la sede di Lepanto, di cui il primo fu Callicrate che intervenne al primo concilio
,

matrimoni illeciti, e contro superstizioni pagane si accordarono


:

delle

rendite
le

ecclesiastiche

al

re

per

spese

della

guerra contro
s.
i

Aldeberto eretico. Vi presiedette


Bonifacio, ed
i

vescovi,

conti,

governatori vare
to
il

vi

promisero di osser-

il

concilio di
si

Germania
agli
i

tut-

di Efeso, cui succedette Ireneo, che

clero

sottomise

anti-

fu

al

concilio

di Calcedonia.
.

Gli
.

chi canoni. Gli abbati ed

altri vescovi

furono Antonio N.
dei 11

riceverono la regola di
to.

Basilio del

Giovanni

del

ii56; N 1229;

85;

Vi

si

monaci Benedetdice, che a motivo delle


s.
il

Xero

Gio-

guerre presenti,

principe

pren-

LER
deih per un certo lempo una porzione dei beni di chiesa
di
,

LER
di

io5
sue

segnatura. Appena eletto BeneXlil,

titolo

detto

ricoidevole delle
fece

prestito e di
al
;

censo,

per

prov-

belle qualit, lo
di

suo

maestro
di

vedere truppe

mantenimento

delle sue

camera e dopo due anni segredi

a condizione di pagare o-

tario

stato

ed

arcivescovo
a'

gni anno alla Chiesa

un soldo

del

Nazianzo, creandolo

9 dicembre
pass

Talore di dodici denari, vale a dire venticinque soldi della


di
t.

1726 cardinale
ss.

prete del titolo dei

F'rancia.

Reg.
t.

t.

moneta XVII; Labb


Il

Gio. e Paolo, donde poi

quello di

s.

Pietro
le

in

Vincoli.

VI; Arduino
tenuto nel

III.

secondo
la
il

Lo
ni

ascrisse a tutte

congregaziopiotettoria

fu

736 sopra
an. 74^> "

discip.

cardinalizie,

colla

plina.

Ibidem. Tuttavolla

Pa-

de' canonici regolari lateranensi.


r

Mo-

gi in Critic.

ad

'2, i3,

ha dimostrato che questi due connon sono propriamente che un solo, tenuto nel 74? e non nel 743, sotto Carlomanno re di Francia
cilii
,

20 marzo 1757 d'anni ottantadue non compiti, con infinito rammarico de' poveri, le
in
ai

Roma

miserie de' quali trovavano


di
lui

presso
e gene-

tenera compassione

sotto

s.

Bonifacio

legato

della

roso sovvenimento.

Le sue
centro

ceneri
della

santa
caria al
si,

Sede,

come

dalla lettera

IX
I,

provato del Papa s. Zacviene


Bonifacio.

furono
coli,

collocate

nel
s.

chiesa titolare di
sotto

Pietro in Vinlapide, col-

medesimo
t.

s.

Man-

una semplice

600. LERCARI Nicola Maria, Cardinale. Nicola Maria Lercari sort la sua origine da una delle pi cospicue famiglie di Genova ma nacq u ai c) novembre 1675 in Taggia nella diocesi di Albenga. Condotto a RoSappi,
p.
,

le

insegne cardinalizie

pote
di di

suo nome. Dipoi il Giovanni Lercari


loro casa,
gli

ed il solo suo degno niarcivescovo


gentilizia
lale-

Genova, nella cappella


nel
eresse
al

battistero

ranense,

un

elegante

mo-

numento, ove
c
di
il

destro lato collo-

ma

nel

686

nella

tenera et di
sucfu

di lui

busto di

marmo

in atto

undici anni, dopo avere con


cesso applicato
agli
.studi
,

orare genuflesso, con magnifico

da
re-

Innocenzo XII
ferendario di

nel

1699

fatto

segnatura, e da Cle-

mente XI nel
governo delle di Benevento
,

1701 impiegato
citt
di

nel

Questo cardinale dopo aveBenedetto XIII nel suo palazzo in Albano, da lui fabbricato, generosamente lo lasci per
elogio.

re ricevuto

Todi
la

e poi

uso perpetuo dei cardinali vescovi


di Albano.

dove

specchiata
gli

sua integrit e

religione
dell'

gua-

LERIDA
residenza
nella

(Illcrden). Citt
della

con
della

dagn

la

grazia

arcivescovo

vescovile

Spagna
distante

cardinal Orsini, poi Benedetto XIII.

Catalogna,

capoluogo

Benevento fu trasferito al governo di Camerino, e lichiamalo a Pv.oma ebbe luogo tra ponenti
i

Da

provincia del suo

nome

trentaquattro leghe
e venticinque
in

da Barcellona da Saragozza. Giace


territorio,
sulla riva

di di
le

dopo alcuni mesi fu nuovo destinato al governo delcitt di Ancona, di Civitavecconsulta, e

fertilissimo

Segra o attraversa sopra un


destra della

Sicori,

bel

che si ponte di portava

chia e di Perugia; indi restituitosi


in

pietra di

sette archi, ed celebre

Roma

fu

ammesso

tra

votauti

perch

di cesi

che

prima

io6
arene d'oro.
citt

LER
Una
parte
di

LER
questa
di

contro
di

romani, furono

le

vittime
viciri-

fabbricata in

forma

an-

questi
di

due

popoli.

Nelle

lltealro,

sul pendio di un'alta

monuna

nanze

questa citt

Scipione

tagna, sulla cui


cittadella;
il

sommit
si

vedesi

port una segnalata vittoria

sopra

restante

estende lun-

go

la

Segra, sino al piede d'un'alil

Annone, generale cartaginese, l'anno di Roma 537, e Giulio Cesare


vi

tura su cui situato den. Lerida una


talogna

forte

Garim-

sconfisse
di

Afranio e Petreio luo-

delle

pi

gotenenti
di
I

portanti piazze di guerra della Ca;

Pompeo, V anno 705 Roma, dopo averla conquistata.


le

ha buoni baluardi bastiola

romani

diedero

il

titolo di cit-

nati, e dal lato del nord-ovest fosse

piene d'acqua. Eccettuata

strada

che r attraversa nella parte bassa, che ha un quarto di lega di lunghezza, tutte le altre sono piccole e tortuose. Le pi belle case sono nella riviera, ove si osserva una bella strada lungo l'acqua. Il solo
edilizio

municipale, e sotto il dominio de' goti cadde nella decadenza del romano impero. Caduta in potere dei mori nel 716 della nostra era,
t

che

fissar

possa

l'attenziovi si

ne la magnifica cattedrale; vedono pure sulla collina del


gli

venne conquistata sui medesimi da R.aimondo Berengario re d'Aragona nel I 49) 6 divenne quindi per qualche secolo la residenza dei re d'Aragona. I francesi se ne impadronirono durante la rivolta de' ca1

forte

talani,

ma

gli

spagnuoli
il

la

ripre-

avanzi

dell'antico

palazzo

dei

sero,

e sconfissero

corpo

di trup-

re di Aragona. Avvi un ospizio, un ospedale militare, un collegio e degli ameni passeggi. Celebre era

pe del maresciiillo de la Mothe nel i644- Enrico di Lorena conte d'Harcourt fu obbligato di levarne
sedio nel
l'as-

sua universit che a' tempi di Adriano VI era insigne , come


l'antica
rilevasi

dall'opera del suo famigliagi

re Ortiz. Calisto III


di

canonico
Becatte-

Lerida, fatto

dall'

antipapa

1646, e cos pure Luigi di Borbone, II di nome e principe di Cond, nel 1647. Filippo duca d'Orleans, comandante dell'armata di Filippo V re di Spagna, la
prese di assalto nel giorno
1 1

nedetto XIII canonico della


drale,

no-

avea

nella
il

medesima unigrado
di dottore,

vembre 1707, dopo


di

sei

settimane

versit ricevuto

assedio, e la
il

fece

saccheggiare,

ed
ge.

ivi

era stato professore di leg-

avendo preso

partito dell'arcidu-

s. Vincenzo Ferreri asgrado di dottore nell' insigne universit di Lerida, la quale fu poi soppressa nel 1717, ed unita a quella di Cervcra da Filippo V re di Spagna. Lerida l' antica Herdan capi-

Anche
il

ca Carlo d'Austria poi imperatore.

sunse

Cadde in potere maggio 18 IO, e


sue porte
ai

de' francesi

il

i\

nel

iSiS

apr le

francesi ed alle trup-

pe

reali

spagnuole.

La
altri

sede vescovile fu eretta verso

l'anno 600, secondo

Commanville

tale del

paese degli

ilergeli.

Lungo

dicono nel III secolo


di

e fatta

tempo prima dell' invasione de' romani ebbe dei principi particolari, gli ultimi de' quali Mundonio ed
Indibilis,

sulFiaganea della metropoli di Tar-

ragona

cui

lo

tuttora.

dall'anno

269
si

viene

Fino nominato s.
vescovi

avendo

alternativamente
i

Licerio o Glicerio in vescovo di Lerida


:

preso parte

contro

cartaginesi e

intli

trovano

altri

LER
clie

LER
sono altre quattro
parrocchie,

il

107
in
battisterio;

sottoscrissero a diversi concilii

/ino al

716,
i

nel quale

anno

mori

due

delle quali vi

allora

s'impadronirono di questa citt. Fu vescovi di Lerida stache


a

bilirono la loro sede


confini della

Roda

sui

Catalogna, dove fuvvi

fabbricato in seguito
ro pei canonici di
I

un

monasteiVel

s.

Agostino.

e vi pure il seminario. Ogni nuovo vescovo tassato ne' libri della camera apostolica i5oo asseritur ad praesens ascendere ad 3oo,ooo circiter regalhun moneta e de Vellori nuncupatae pensionibus gravati.

149

poi,

che come

dicemmo
i

la

citt

fu

conquistata dal re d' Arag' infedeli,

gona, scacciandovi
vescovi

suoi

Concilii di Lerida.

abbandonarono

la

sede di
Il

Roda

e ritornarono a Lerida. Nel

primo

concilio fu

tenuto nel

secolo corrente furono vescovi Gi-

5i4 o 524

sotto Teodorico,

com-

rolamo Maria de Torres della diocesi di Pamplona, fatto vescovo da


Pio VI nel 1783. Emmanuele de Villar traslato da Titopoli in partibiix da Pio VII nel 18 16. Simo-

posto di otto vescovi, che vi fece-

ro sedici canoni,
l'altare

il

primo
di

de' quali
al-

ordina, che quelli che


si

servono

astengano

versar san-

ne Antonio a Reateria-y-Reyes della diocesi di Santander, nominato


dal detto Papa nel 1819. Paolo Colmenares monaco benedettino della

diocesi di

Calahorra,

fatto

veIl

gue umano, sotto qualsivoglia pretesto, anche di difendere una citt assediata, sotto pena di due anni di penitenza e di non essere mai promo-ssi a gradi maggiori. Da questo canone apparisce che la necessit

scovo da Leone XII nel

1824.

di

difendersi

dalle

incursioni

regnante Papa Gregorio

XVI, per

dei barbari

faceva
ai

insensibilmente

morte del precedente, nel concistoro de' i5 aprile i833 preconizz in vescovo Giuliano Alonso dell'ordine
di

dimenticare

chierici l'antica dolt.

cezza ecclesiastica. R^egia

I;

Lab-

t.

IV; Arduino
secondo

t.

II; Diz. dei

premonstratense della diocesi


In
(juesto

conc.
Il

Zamora.

tempo

la

concilio
la
t.

ebbe

luogo
eccle-

sede vacante.

nel

546 sopra

disciplina
III.

La

cattedrale, vasto edifizio, sail

siastica.
Il

Aguirre

cra a Dio, e sotto

titolo

della
Il

terzo nell'anno
III.

1229. Aguirsi

Beata Vergine assunta in


capitolo
si

cielo.

re

t.

costituisce di sei dignit,

Il
I

quarto concilio

tenne nel

delle quali

prima

il

venticjuattro canonici

decano, comprese
e

di
le

246 per la riconciliazione di Giacomo I l'C d'Aragona, che avea fatmozzare la lingua al vescovo di Girona, perch avea scritto al Papa Innocenzo IV contro di lui; ma
to

prebende del teologo


tenziere, di
di
altri

del

penie

trentalre

beneficiati,

pcrzionari e cappellani in-

servienti all'ufSziatura ecclesiastica.


JN'ella

avendo quel principe confessato pubblicamente


il

cattedrale, di fonte battesimavi

suo

delitto, fu assolto

le

munita,

la

cura
sorge

d'

anime

dal Pontefice e prosciolto dalla sco-

non lungi da
pio
,

essa
di

l'episco-

palazzo
la

ottima struttma.
nella
citt
vi

t.

munica. Aguirre VII ; Mariana


Il

t.

Ili

Arduino
e.

lib.

XIII,
si

6.

Oltre

cattedrale

quinto concilio

celebr nel

io8 12^7
guirre
pei
t.

LER
privilegi de' vescovi.
III.

LER
Aluogo vago e dilettevole, pieno di fontane, coperto di erbe, smaltato
di
(lori,

LERliXS o LERINO, Congregazione di monaci. Prese il nome da


una
ove
delle

piacevoli egualmente

alla

Vista

due

isole

fu

il

celebre

del suo nome, monastero che

che all'odorato. Ma gli spagnuoli tagliarono le foreste di pi-

ni,

che formavano una


gli

gralissiraa

sussisteva sul finire del passato se-

ombra contro
viali,

ardori

del

sole,

colo. Lerins sono

due

isole del

madella

e che la natura
al

avea

disposti

in

re Mediterraneo sulla

costa
l'uiia

termine de' quali s'inconabbati

Provenza, poco distanti


l'altra,

dal-

travano degli oralorii fabbricati in

e situate in faccia

a Can-

onore dei santi


dell' isola.
I

monaci
la

ne e verso Antibo. Alcuni geografi ne parlano sotto il nome di Planasia e di Lero, altri sotto quello

turchi

sempre

ri-

spettarono, e mai vi discesero, quan-

Lero e Larina. Lero grande delle isole, chiamata


di
s.

la

pi

in oggi

Margherita; Planasia o Larina minore, detta di s. Onorato perch questo santo vi fond il detto monastero nel 3^5 o nel 391 o nel 4 IO- Il santo cacci dalserpenti che la rendeval' isola

l'isola
i

tunque ci fosse loro agevolissimo. fondaGettando s. Onorato menti di Lerins avea convenuto con Leonzio vescovo di Frejus, soti

to la du'ezione del

quale era alloi

ra queir isola, che

chierici

ed

sacerdoti sarebbero ordinali dal solo

vescovo, o da colui al quale egli


la

ne avrebbe data
ch'egli solo

permissione, e
la

no

deserta, e procurovvi

di acqua dolce;

poi

una fonte fu nominato


solituil

conferirebbe

sacra

arcivescovo d'Arles.

Questa
secoli

dine fu per molti


delle Provincie

semi-

nario de' vescovi della Provenza e


vicine.

Diede

alla

monaci laisarebbero sotto la dipendenza ci degli abbati da loro eletti. Malgrado questa convenzione, il vescovo Teodoro avendo preteso una
cresima,

ma

che

tulli

Chiesa dodici arcivescovi, altrettanti


vescovi, dieci abbati, quattro

giurisdizione

assoluta

su

tutto

il

monaci
senza

monastero,
d'

messi nel

numero
infinit

de'santi confessori,
di martiri,

Ravennio arcivescovo Arles convoc un concilio ove le


,

con una
di

questioni furono pacificale

obbli-

parlare di un grandissimo

monaci

illusili.

numero Ennodio chiam


parla vantaggio-

l'isola, la

nndrice de'xanlij e Sido-

Teodoro a quanto avea convenuto Leonzio. La regola che seguivano in origine i monaci di
gandosi
Lerins
s.
si

nio Apollinare ne

congettura

che

fosse

di

samente, cHiiamandola Planasia, Insula plana.


110

Macario, in seguito osservarono


s.

Le

isole di

Lerins htui-

quella di
il

Benedetto,

cio
ncll'
1'

verso
il
1

provato diverse vicende.


Gli spagnuoli

Molte

IX
i

secolo,
d'

quando

8 7

volle furono saccheggiate dai corsari.


le

concilio
tulli

Aquisgrana

impo.se a

sorpresero nel

monasteri, ovvero solamente


di

settembre i635 e ne furono espulsi


nel

maggio iGSy ; ma ne' due anni che le dominarono desolarono il santo luogo, di cui s. Eucherio ci ha lasciala una amenissima descrizione. Ce lo ha dipinto come un

quando s. Odilone abbate ny venne incaricato della


ne
di

Clu-

direzio-

questa abbazia nel 997. Cerche nel 66 1 i monaci di Lerins elessero per loro abbate Aito

guUu

tnouaco

di

Fleury

quello

LKR
stesso
le

LER
in

109
Grimaldi
ve-

che avea portato


s.

Francia
attaccato

fnatmente Agostino
nel

reliquie di

Bcnedello; laonde
cos

scovo di Grasse, essendone abbate

pare che un
a

uomo
senza

i5o5,
di

lo

assoggett alla

conris.

quel santo,
la

dubbio avr
si

gregazione dei benedettini della

proposto
sto pio
ni

sua regola a quelli che

forma

Monte Cassino i5i5;


ci

di

soggettarono alla sua direzione. Que-

Giustina di Padova, che ne


possesso l'anno

prese

abbate
del

soffr

le

persecuzio,

appro-

di

alcuni alcuni
la

furibondi

con
chi
di

suo

monaci e partito ebbe


gli

tagliala
:

lingua e cavati
i

oc-

questi furono
il

primi martiri
riforma.

Lerins,

di cui

sangue consolila

vando il Papa Leone X, ed il re di Francia Francesco L Dopo quest'epoca gli abbati non furono pii abbazia divenne comperpetui, e menda. Vi furono stabiliti monaci
1
i

d maggiormente
successori di
s.

La
i

della
nel

congregazione

di

s.

Mauro

riputazione di santit

eh' ebbero

Aigulfo, attir

neldi

isola

un

numero

prodigioso

i638, unione che poco dur. Tutta r isola era sotto la dipendenza del monastero. Gallia Christiana
t. Ili, 189 e seg. 11 p. p. Bonnani nel Catalogo degli ordini religiosi par. I, ce ne d la figura a
I

persone che andavano ad


re la perfezione sotto
la
la

imparaloro di-

rezione, e dicesi che


fu

comunit

composta

di

pi di cinquecento
i

p.

CXXIV,

dice che l'abito de'

mo-

religiosi,

quando

saraceni invase-

naci lirinensi era nero, della forma


di

ro l'isola negli
S.

anni

780

e ySi.

quello de' greci, con piccolo cape nel

Forcarlo che n' era abbate, pretal

puccio,

vedendo
far

disastro,
in
Italia

ebbe cura di
trentasei
gio-

Choppino

che di essi scrissero suo Monasticon,

il
il

ritirare

che monastero; tutto il restante fu massacrato dagli infedeli, a riserva del vecchio Eleuterio, per essersi nascosto, che poi divenne abbate, e di quattro giovani monaci che fuggirono nel bosco, donde tornarono a Lerins, Vi furono diversi priorati tanto in Plancia, che in Italia ed in Catalogna dipendenti dall'abbate di Lerins, e i di cui priori dovevano trovarsi ai capitoli generali. Eranvi altres dei monasteri di donne che ne dipendevano, come quello di Tarascona, ch'era rimasto sotto la
vani
religiosi,

e sedici fanciulli

si

educavano

nel

Surio nel tom. V, il Mireo nella Cronica, ed il Baronio. LERO o LEROS, Leria. Sede vescovile nell' isola del suo nome, nell'esarcato d'Asia, sotto la metropoli di

Rodi, eretta nel

IX

secolo,

e chiamata
isola
sta

anche

Larosa.

Leros
la

dell'Arcipelago, presso

co-

d'Anatolia nel mare Egeo, una


considerabile

delle Cicladi,
il

per

suo doppio porto, e che vi cresce. Coperta

per l'aloe

giurisdizione dell'abbate, ed anco

di montagne assai alte, vi sono molte api che danno un miele eccellente. Fu patria di diversi uomini illustri, come di Patroclo, ed era una antica colonia di milesii, che avevano una grande riputazione di

uno

di

canonici
di

regolari.

11

nastero

Lerins

dipendeva
eli

moda
;

probit.

L'isola rinchiude

una

cit-

t dello stesso

nome,
sul

situata

sulla

principio dall'abbazia

Cluny

fu
s.

costa orientale,

pendio
porti.

d'una

soggettato in seguito a quella di

\iltore di Marsiglia

nel

i366)

montagna, minata da

fra

due

do-

un

castello

fortificato

IO
rovina,

LES
gi eretto dai genovetivo di

LES
molti
ruscelli

in
si.

fontane

Si osserva sulla costa settentrio-

che trovansi ne'suoi dintorni, e che


gli

nale il porto Parlhein, che pu contenere una squadra, e cli'

abitanti

del

paese

chiamano
im-

las escourres.

Fu

la citt assai

ben

difeso dalla

piccola

isola

Arin-

portante nelle guerre di religione,


e nel

cangelo, posta innanzi al


gresso.

suo
di

1569
la

il

conte di

Montgomil

La

sede vescovile

Lero
si

mery
chiese.

prese
si

e ne saccheggi le

ebbe per vescovi, Giovanni che


trov
al

Vi

coltiva

molto

lino.

quinto concilio generale; Sergio che intervenne al settimo ; Giu-

La

sede vescovile fu fondata nel


fatta suffraganea

V
ma
ne

secolo, e

pri-

seppe all'ottavo; e Calisto che sedeva sul finire del


christ.
1. 1,

d'Elusa o ElusaCj che


di

unitasi

VI

secolo.

Orieiis

nell'VIlI secolo ad Auch, lo diven-

956. Al presente Lero, LereH) un titolo vescovile in partibus, sotto l'arcivescovato pure in pardhus di Rodi, che conferisce la santa Sede. Ne furono ultimi a portarlo Emmanuele de Schimenski di Breslavia, fatto da Pio VI a' 18 dicembre 1797, non che suffraganeo di Uladislavia, morto nel 182 5; e monsignor Vincenzo Anp.

questa metropolitana. Il privescovo di Lescar o Benarnuni fu san Giuliano, ordinato vescovo

mo

di
di

Bearn

da Leonzio
s.

arcivescovo

Treveri in principio del


Gli successe
al

seil

colo.

Galattorio,

quale assistette
dice
si

concilio d'

Agde

nel 5o6. Rovinata nell'

84^ Bearn,

ritir

Commanville che il vescovo a Morlano, borgo distanleghe. Nel seguente se-

novazzi di Civitavecchia fatto


luglio

a'

te quattro

1826 da Leone XII,


s.

e sufe Ci-

fraga neo di Porto,

Piullna

avendo Guglielmo duca di Guascogna , come dicemmo, rifabcolo

vilavecchia

indi

nel

i838

dal
tras-

bricata la citt col

nome

di Lescar,

Papa regnante Gregorio


lalato
te

XVI

fu ripristinata la sede vescovile nella

ad Anagni che paternamenMetelino.


Citt
vescovile
di

nuova

citt,

e
l'

poscia Sancio suo

governa.

figlio

ristabil

antica

cattedrale

LESBO, r.

dedicata alla Beata Vergine.

Cin-

LESCAR

quantuno furono
scar,

vescovi

di

Ledi

Francia nel Bearn, capoluogo di cantone del dipartimento dei Ba^siPirenei, situata sopra

dall'epoca

dell' istituzione

questo vescovato sino alla soppressione; la maggior parte di essi


si

una

collina,

distante duecento leghe da Parigi,

distinsero per religione, dottrina e

presso la riva destra del


sta

Gave

di

Pau. Alcuni autori credono che quecitt


sia stata

governo della diocesi zelo nel L'ultimo vescovo fu Marc' Anton io


de No della
fatto

fondata

verso

diocesi

di

Rochelle,

^e^rnensiuni Civitas^ come la chiamarono latini, poscia Lascura Bcnel'anno


colle rovine di
i

1000

vescovo da Clemente XIII ai

16 maggio 1763, dimissionario nel 1S02 quando Pio VII pel concordalo
nel cui
to

harniim, indi Benaniensium iirbs questa citt l'avevano distrutta

:
i

normani neir84'>. Guglielmo Sancio


.scogna
la
il

Altri dicono

che

soppresse la sede, morendo medesimo anno a Troyes, alla sede il Papa lo avea traslatagiorni.
Il

duca

di

Guae pre-

da pochi

vescovo di
stati

rifcdjbric nel

980

Lescar era presidente degli


Bearn,.

di

se alloia

nome

di Lesrar,

a nio-

primo

consigliere

del

par-

LES
Jatnenlo
di
tli

LES
primo
della
sedici

Pau, e
Il

barone
calle-

tentrione

che

la

domina.

Il

Learn.
e di

capitolo

porto scavato nel iSgy spazioso,

diale coruponcvasi di
nici

cano-

citt eravi
ti,

oUo prebendati. JXella un collegio di barnabidue-

e nella diocesi conlavansi

profondo e perfettamente difeso da roccie esso cinto di buona muraglia ed ha due ingressi, ci che permette di giungervi con ven,
;

cento quaranta parroccliie.

ti

diversi, per cui


si

LESINA (Pharen).
residenza
vescovile
in

con Dalmazia,
Citt

vi

faccia
ivi

vengono
si

quantunque non commercio, per allro ad ancorarun


esleso
1

sulla costa dell' isola

del

suo

no-

moltissimi navigli, che qui aspetil

me, huigi
tro,

dieci

leghe

da

Spalae parte

tano

tempo favorevole. Nel


nel

353

posta parte in

monte

fu questa citt saccheggiata dai genovesi,

una valle ristretta, il cui piano forma la sua piazza e parte del molo. il capoluogo dell' isola Lesina o Liesina Pliaros Finir o Pharia del mare Adriatico,
in
,
,

i5oo
il

turchi

1'

attac-

carono,
saro
gli

ma

generale veneto Pe-

sconfsse. citt

Nel
a

1571

fu

presa
li,

la

dal corsaro

Ulazaqual

ma

non tard
segu
i

ritornare in

d'aria salubre e

dolce;

l'isola

fu

potere dei veneziani,

dopo

il

eretta in repubblica

da una

coloil

tempo
mazia.

destini

della

Dal-

nia di parli,

indi pass

sotto

dominio degli antichi re


nel

d' Illiiia,
i

La

sede

vescovile

da
la

un' arcidiocesi di

584

sotto quello

devoniani,

pretura ch'era sotto


Spalatro,
si

quali nelle
di
la

guenc con

Filippo re

Macedonia pi volte distrussero


citt.

nel

Pass in seguilo
in

con

al-

del

un arcivescovo di Piagoii4o l'eresse coli' autorit Pontefice Eugenio III in sede


altri

tre isole

potere
dal
li

de' narenlini

vescovile,
ci che

dicono
la

cui

fu

tolta

doge veneto

Pie-

conferm nel 1198


HI,
di

tro Orseolo

venuta propriet
colari,

nel 997, finch didi signori parti-

cenzo

sotto

5o, Innometropoli di
nel
i
1

Spalatro,
di quella

donde pass
Zara,
Galli

suffraganea
Io

uno di na, nel 1424


altri

questi, Aliota
'a

Caperese-

come
di

tut-

cedette

alla

tora.

Ne furono

ultimi vescovi

Anfiuto

pubblica di Venezia, alla quale

gelo Pietro

Corf,

condo,

l'isola

si

diede

sponalla

taneamente nel i4'2i. Quanto


citt di Lesina,
liziosa,
la

vescovo da Pio VII nel 1801. Dopo alcuni anni di sede vacante il

situazione de-

in

mentre le sue case disposte forma di anfiteatro gli danno


aspetto
bello,

un
nella
to.

sebbene

sieno

medesimo Papa dichiar vescovo Giovanni Scacoz di Tra nel 1822. Per sua morte il Papa che regna Gregorio XVI, nel concistoro de'2 i
febbraio
di

maggior parte
Il

in cattivo sla-

iSSg,
a

trasfer

dalla
di

palazzo

del

governatore
la

Sebenico
di

questa

sede Lesina
cat-

quello del vescovo,

cattedrale,

l'odierno

vescovo

monsignor Filip-

e molte altre chiese sono degne di essere osservate. Questa citt munita di

po Bordini
tedrale,

Scardona.
edifizio,

La
di
Il

moderno
1

sacra

un

castello fortificato

in

fi-

Dio sotto
si

r invocazione
martire.
di

san
ca-

gura circolare, eretto dagli spagnuoli,

Stefano
pitolo
la

sulla

sommit

di

un
sorge

pietroso

Papa e compone

due dignit,
l'arciprete,

ed erto monte,, che

sct-

prima

delle quali

li
di sei

LES
canonici comprese
le

LES
prebende

del teologo
tati

e del penitenziere, aiu-

nelle

sacre funzioni da cinque


tre
il

preti

chierici.

Nella cattee

drale vi
la

fonte battesimale

un cappel1627 la distrusse quasi intieramente, e non vi rest che un piccolo villaggio che trovasi presso il golfo di Rorale, e vi

teneva pure

lano.

Il

terremoto

del

cura delle anime, di cui parroco l'arciprete: tra le reliquie che


s. si venerano^ vi il corpo Prospero martire, patrono di

dia, sul

pescoso lago di Lesina, che

in essa
di

Pantanus Incus di Plinio, chiamato anche Salso o Salpe, il qua


il

le

si

estende
e di

sui
s.

contorni di
in cui

s.

tutta l'isola. Presso

la

cattedrale

Nicandro
ca,

Paolo, e non
sbocsede

il

palazzo vescovile. Oltre la cat-

diviso dall'Adriatico,

tedrale in citt

non

vi

sono altre

che

mediante
e
di

una

lingua di

chiese parrocchiali o collegiate; vi

terra

bassa

ristretta.

La

un convento
nastero
ternita,
di

di religiosi,

un moconfra-

vescovile nel secolo


di

Lesina

vuoisi eretta

monache,
ospedale;

una

un
il

ma

il

monte

di
la

cui

si

X, ma il primo vescovo ha notizia fu Nicol caBenevento, sotto


era
la
la
il

piet ed

seminario,

secondo

nonico
le fior

di

cui

proposizione concistoriale per tuale vescovo, si desideravano.

l'at-

metropoli
cessero,

sede, ed

qua-

Am-

pia la diocesi, compresa


ca
centottanta

in cir-

miglia

di

paese,

li

quasono quelle di Lesina, Brazza e Lissa. Ad ogni nuovo vescovo la


tre isole,

comprendendovi pure

nell'anno 1254. Gli sucPerono che nel i265 pose chiesa di s. la prima pietra nella Maria di Valle Verde; Lorenzo nel i343; Guglielmo, morto nel i348;
fr.

Alberto

francescano, in

detto

mensa
celleria

tassata ne'libri della canapostolica


in
i

fiorini

rantuno, ascendenti
della delle

frutti

quaannui

anno traslato Clemente VI;


viiiis

da Nicomedia da de Calfr. Andrea francescano nel i35i, e quelli

medesima in fiorini 9700 monete di quel luogo.


o LESIRIA. Citt veregno delle due Sicilie,
Capitanata, di-

LESINA
scovile del

che registra 1' Ughelli nell' Italia sacra t. Vili, p. 309. Tra questi faremo menzione di Francesco de'couti Titignani da Todi cistcrciense,

nella provincia di
stretto di
s.

Severo
il

da

cui di-

stante sessanta miglia, sulla riva di

1400. vescovo nel fatto Nicol de'Tartagli cistcrciense, nominato da Gregorio XI l nel i4o9>
in

un

lago cui d aquilonari

nome. Sta
del

alle

mentre dimorava
di lui
sta

Gaeta.
II

Dopo

radici

Monte Gardai cristiaisola

nel

14519 Pio
alla

uni quenel

gano, e dicesi fondata


ni

chiesa

metropolitana di
dipoi

pescatori di

Lesina
distrutta

della

Benevento,
torn
a

ma

1472

Dalmazia.
te

Fu

e pi vole poi

dividersi,

e Sisto
fr.

IV

vi

desolata

dai

saraceni,

nomin
di

in

vescovo
cui

Tommaso
nel

dagli abitanti di

nuovo

riedificata.

Bitonto,

successero,

La
la
ss.
i

regina

Margherita
al

Ladislao re di
chiesa ed Annunziata
diritti
il

madre di Napoli, la don almonastero della


con
lutti

di Napoli,

suoi

nel

vi esercit

suo

i4'i> '^ quale dominio tempo-

1482 Masello de Auria napoletano; nel i5o7 Francesco Nomecinel i526 fr. Luca Matteo Casi racciolo carmelitano; nel medesimo anno tV. Jacopo mantovano dei nel predicatori; i538 mor"i il e
;

LES
successore Antonio Pannella napoletano.
rie p.
11
il

LET
Papa
erasi portalo

113
in

Francia

Sarnelli nelle sue

Memo-

11^

dice che

scovo fu

Orazio
1

ultimo veGreco di Troia


1'

per implorar l'aiuto del re Filippo I contro r imperatore Enrico V. Mansi, Sappi, t. II, p. 237.

in Puglia, eletto a'

8 febbraio iSTi
nel

LETARDO
in Inghilterra

(s.),

vescovo. Segu
fi-

da

Giulio IH,

che

i556

fu

la

regina Berta,
I

vicario generale dell' aicivescovo di

glia

di

Caroberto

re

di Parigi,

Benevento
intervenne

Giovanni
al concilio

della
di

Casa Trento
:

destinata sposa

ad Etelberto il pi possente dei sovrani dell'Eptarchia,


di

sotto Pio IV, e nel sinodo provinciale del cardinal


velli,

arcivescovo Sai
i

celebrato agli

aprile 1567.
la

met del sesto secolo, in quasuo limosiniero e direttore, ed adoperossi zelantemente per ascirca la
lit

Verso

questo

soppressa,, e di

tempo nuovo

sede fu

sodarla sempre
virt.
I

pii

nelle cristiane

riunita alla

metropoli di Benevento, divenendo


arcipretura.

pagani edificati della vita esemplare e dei discorsi del vene-

LESINGI Erardo,
Erardo
Lesingi
della

Cardinale.
diocesi
di

rando prelato, lasciarono a poco a poco le loro superstizioni; e lo stesso Etelberto sentiva diminuire
la

sua

Langres, decano e

poi vescovo di

avversione per
ta dalla

la religione professa-

Auxerre, essendosi trasferito a Roma per difendere i diritti della sua chiesa contro il conte d' Auxerre, da Giovanni XXI, secondo
il

regina sua moglie, per cui

in appresso, fattosi anch'egli segua-

ce dell'evangelo, divenne santo. In


tal

guisa

semi

del

cristianesimo

Ciacconio, o
il

da Nicol
nel

111,

se-

condo 1277
di

Cardella^
creato

1276 o
vescovo

che Letardo gett nel regno di Kent, apparecchiarono le vie al santo missionario Agostino.
to la porta

fu

cardinal

Fu

seppellito sot-

Palestrina.

Prima

di essere fre-

giato di questa dignit

recit
s.

una

sa di
i

s.

maggiore dell'antica chieMartino, ov'egli celebrava


per
lo

orazione alla presenza di

Luigi

divini misteri per la regina

IX

re

di

Francia,
1'

onde persuagli

ta.

Onoravasi

addietro

Bera

derlo ad obbligare

scomunicati

a chiedere

assoluzione della sco-

le

munica, prima che terminasse l'anno dacch era stata lanciata. Mor
nel

Cantorbery; e nella chiesa abbaziadi s. Agostino si custodivano le sue reliquie che si portavano alla processione delle Rogazioni. Veniva
invocato
di
siccit,

1277 o 1278
nella

in

Roma,
di
s.

e fu

massimamente
e

in

tempo
i

sepolto

basilica

Stefano,

spesso

si

provarono

senza alcuna memoria,

nella

tom-

prosperi
ne.

effetti della

sua intercessio-

ba

di

Guido

di

Mellotto eh' era


diocesi

Alcuni moderni hanno preteso


s.

slato suo predecessore nel vescovato.

che
lis;

Letardo

fosse vescovo di

Sen-

LESTAT. Luogo
di

della

ma

pi verosimile ch'ei fos-

squale
cilio,

Cambray, ove il Pontefice PaII nel 1107 tenne un conassicurando


il

al

vescovo di

vescovo regionario, e forse anche non fu consacrato vescovo che quando pass in Inghilterra colla regise

Verdun
la

possesso

de' beni

con

na.

La sua

festa

segnata
nel

a'

24
e

franchigia assoluta, sotto pena del-

febbraio.

scomunica contro
voi. XXXVIII^

chi lo mole-

LETO
pass
i

(s.).

Nacque

Beni

Stasse in avvenire per tale motivo,


^.,......,.^

primi aoni della sua infau-

^>^i^\

ii4
7.ia

LET
a

LET
greggia di suo
citt

gtinrtlare

la

pel

suolo,

pel clima,

pei co-

nadie. Eiili' giovanelto in un monastero, dal quale usc in appresso

stumi e per l'indole


tanti,

de' suoi
alla

abi-

doveva concorrere
libert
,

sua
sulla

maggior perfezione, e pass in quello di Micy presso Orleans. Strinse amicizia con s. A\ito, e tutti e due si ritirarono in una solitudine della Sologna. Essendo s. Avito tornato a Micy, s. Leto and ad abitare nel bosco d'inatoire, detto poscia Foresta alle loggie,
pel desiderio
di

politica

quale
allora

mantenne
che
atto

sino al
cresta

1075.
del

Fu

colle,

come luogo
il

a fortificarsi ed a rendeisi inespugnabile, gli abitanti alzarono

suo

Reauce. 11 concetto di santit di cui egli godeva trasse a lui panella

rinomato castello, che cangi il luogo da villeggiatura in piazza di guerra. Quindi letterani uniti in armi agli amalfitani pugnarono accanitamente contro i surrenlini,
i

recchi solitari di

somma

piet.

La

e
i

successivamente contro
siculi,

pisani,
stessi

sua morte

si

crede avvenuta circa

e quindi

contro

gli

l'anno 534. Costruitasi una cappella nel luogo della sua tomba, vi si

amalfitani, con che debilitarono le


loro
forze,

laonde
all'

non

poterono

form
di
s.

in seguito

un

villaggio assai
il

considerabile,

che
s.

prese

uome
reli-

Li o

Leto.

Le

sue

quie sono nella


zionato ai 5 di

collegiata di Plu-

viers, nella diocesi d'Orleans.

novembre

E menma non

LoRuggeletterani sino dalla mero 1. Gi t del secolo XI cooperarono cogli amalfitani a fondare iu Gerusalemme un ospedale, che poscia fu
poscia resistere
tario
li,

imperatore

ed
i

al

normanno

certo ch'egli fosse prete, quantun-

culla al

nobilissimo

e potente
Il

orca-

que

gli

si

dia questo

tirologio d'

marUsuardo e nel romano.


nel

nome

dine

gerosolimitano.

detto

stello di

Lettera
elevasi
s'

noto

per
d'

uno
un

LETTERA
teranum.
Sicilie,

LETTERE,
delle

Let-

de' pi validi forti della

contrada,
picco sulle

Citt vescovile

due

perch
colle

sulla

vetta

nella provincia del Principa'

che

innalza

to Citeriore, distretto di Castella mare, in

pianure
coli

d'Angri.

Difeso

naturalaltri pic-

amena ed
tre

ubertosa valle, di-

mente dai monti, pi da


presidii

stante cinque miglia

da Nocera dei da Castellamare. Fu fabbricata dai romani, e cosi appellala dalle lettere che il senato romano invi a Lucio Siila, il quale iu tempo della guerra italica si era accampalo nelle alture; per la
Pagani e
posizione
cielo,

che

stavano
di

iu

poca
e
di

distanza,

guarnito

torri

mura
so.

validissime,

non poteva non


ad essere
priva
di

essere che difficile

pre-

Ma
la

ora esso rovinato, e bentorre


sia

ch

merli

supera

tuttavia

in

altezza

sua deliziosissima
la
tie

e per

centosessanta.

Le

tre torri

palmi che sominori


ia

temperatura del suo


scelta
di

ven-

no

agli

altri

angoli
e

sono

dai dominatori dei

mon-

assai

in grandezza,

trovaosi

do a luogo

riposo e di sollievo,
i

sufficiente stato.
ta

Una

di esse tut-

come

attestano
le

diversi

monuAa

vuota, chiamandosi la Torre del


le

menti e

iscrizioni
la

superstiti. Al-

grano, per
del

vettovaglie che
I

ivi si

loich sorse

repubblica di
si

custodivano negli assedi.

creduli
ritengo-

M 1

malf altro
Lettera, che

destino

prepar

luogo
sia

bonariamente
abitata
dalle

come

sorella a quella

no che

favolose

LET
l'Ili*',

LET
lianno
la

it5
t44' ^^
^^'^"

le

quali,

essi

dicono,

di

Roma,

creato nel

un
die
il

libro,

ov'

registrala

vita

genio
di

menano gli uomini, non die nome di ciascuno, con altri liracconti,
dettati

dicoli

dallo

spa-

IV; Andrea Curiali nobile Sorrento, eletto nel i5o3 da Alessandro VI, intervenne al concigenerale Lateranense V ; Gio. lio
Antonio Pandosio nobile
di

vento con cui riguardano il luogo. Lettere, Lettenun, Lycterae, fu


erelta in

Cosen-

za, dichiarato
III,

nel

1^47 da Paolo
onde
scris-

sede vescovile

dal
nel

Papa
98-,

fu

al

concilio di Trento, loda-

Giovanni

XV
s.

detto

XVI

to per mirabile dottrina,


.<e

quando

eresse Amalfi in metropoli di

sulla

predestinazione, della gra-

cui la fece sufiraganea. L'antica cat-

tedrale di

Andrea apostolo cadenil

do

in

rovina ed essendo troppo lon-

zia, del libero arbitiio, del vero corpo e sangue di Ges Cristo; gli successe nel i562 Sebastiano Lec-

tana dalla dimora degli abitanti,

cavella greco, insigne teologo

dome-

Pontefice

s.

Pio

accord

al vesco-

nicano, traslato da Naxia: ancor lui


al concilio di Trento; Pioma nel i566, e fu sepolto in s. Maria sopra Minerva, Clemente Vili nel 1599 fece ve-

vo Bartolomeo Ferri di Lugo domenicano il permesso di fabbricarne altra, sotto il titolo della Assunzione della Beata Vergine detta del Popolo; indi nel i57o autorizz il vescovo Filippo Fasio Capponi palermitano di trasferire nella nuova
cattedrale
liquie.
nici,
ri.
il

intervenne
in

mor

scovo

fr.

Francesco Bruschi

di

Sezze

dotto

capitolo e le sante reufficiata

minore conventuale, morto nel i625; fu sepolto in patria nel-, la chiesa di s. Bartolomeo, A queGregorio

Era

da

dieci

cano-

sti

XV

diede per coadiu-

di

cui quattro erano dignita-

Nella cattedrale la cura di ani-

Andrea Caputo nobilissimo napoletano, encomiato per dottrina ed


tore

me

veniva disimpegnata da un sa-

erudizione, fatto perci vescovo di

cerdote scelto dal capitolo; la diocesi era piccola,

Costanza in
vile,

partibus
il

egli

di

suo
pure
Gli

dappoich non concitt

peculio rifabbric
abbell

palazzo vescocui

teneva che
Il

la

due borghi.

la cattediale,

primo vescovo

di Lettere fu Ste-

don molte
nel

suppellettili

sacre.

fano ordinato dall'arcivescovo di Amalfi Leone I, nel pontificato di

successe per volere d' Innocenzo

i65o Onofrio Ponte napoletail

Giovanni XVI, verso 1' anno 994S'ignorano successori fino al vescovo Pietro, che ne occupava la sede nel II 18; nel 1169 gli succesi

no, sotto

quale

le

rendite del sops.

presso convento di
ziata degli
s.

Maria Annune quelle di

agostiniani,

se
ni

altro Pietro;
nel

il

vescovo Giovanal

1179 intervenne
111.

concilio

generale Lateranense

111,

celebrato
tra
i

da

Alessandro

Meritano

Maria Belvedere in Pimonte furono applicate all'erezione del seminario. Questa fu effettuata da Antonio Molinari genovese che nel 1676 gli successe, il quale consecr la nuova cattedrale nell'anno 1696. Inolorn e ripar la chiesa di san Leone in Graniano, nel quale luotre

vescovi di Lettere special menzione i seguenti Giacomo fatto nel :86


: i

da Onorio IV; Giovanni di Pisa domenicano insigne, nominato da


Bonifacio

IX
s.

nel

arciprete di

1892; Antonio Maria ad Martyves

go mor e fu trasportato nella cattedrale. Il suo successore Giovanni


Anacleto Citi patrizio
di

Rossano, nel

ii6 1706
rovinala
dal

LET
ripar ed orn la cattedrale

LET
No, fecero due colonne nelle quali

terremoto, ed
la

eresse

lasciarono scritte e scolpite tutte

dai fondamenti

torre campanaria.

le

1709 fu fatto vescovo il teatino Domenico Gagliani napoletano


Nel
de' marchesi

arti, ed egli afferma di averne veduta una in Siria. Filone Ebreo le attribuisce ad Abramo, altri a Mo-

Pompilii,

benemerito

autore della

legge

scritta sulle

della cattedrale

e dell'episcopio, e

tavole col dito di Dio; altri dicono

per altre cose. Domenico Galisi nobile napoletano, fatto vescovo nel
17 18

che ne furono
gli egiziani, ec.

inventori

fenici!,

Crinito dice che Abrae


le

da Clemente XI,
la cui

l'ultirao

mo
le

invent

le lettere siriache

della serie dell'Ughelli, iLalia sacra


t.

caldaiche;

Mos

l'ebraiche;

fenieii

VII, p. 270,
si

continuazio-

proprie che comunicarono poscia


egiziane; Nicostrato
;

ne
di

legge nelle
INIentre

annuali
n' era

Notizie

ai greci; Iside le

Roma.

vescovo

quelle
goti.

de'latiui

Ultla
i

quelle
si

dei

Bernardo della Torre di Capo di Monte, traslato da Marsico JNuovo da Pio VI nel 1797, il Papa Pio VII nel 18 18 colle lettere De iitiliori Domincae, soppresse la sede
vescovile di Lettere, e l'un a quella di

Gli egizi ed

fenicii

sono
glo-

per lungo tempo disputata


ria di avere
fabetici,
sti

la

inventati

caratteri al-

ed ignorasi a quale di que-

popoli debba

con

maggior

ra-

gione attribuirsi. Credesi che l'Eu-

LETTERA
polo
cosa,
si

Castellnmare ( f^edi). Litem. Carattere


,

ropa ignorasse
do, in cui

caratteri della scrit-

tura sino all'anno

dell'alfabeto; figura di

cui

un poconosce-

serve per signitcare qualche

e la di cui

unione

fa

quapassando dalla Fenicia nella Grecia, comunifiori

2620 Cadmo, che


dopo

del

mou-

ranta

anni

Mos,

re

pensieri degli uni e degli altri.


lettere

ai greci la

cognizione delle lettere,

Le

dell'alfabeto furono imle

cognizione che

Evandro dopo duelatini.


i

maginate per conservare


sioni

espressi

cento anni trasmise ai

Fino

ai

de' diversi

suoni
e

che

for-

tempi di Plinio
sciuti
ci
;

lutti

popoli conoalfabeto

luano parlando,
la

secondo Rollin
quella di farle
al leggitore, co-

si

servivano dei caratteri greappresso


l'

loro funzione

passare fedelmente

ma in mano ebbe
che oggid
le

ro-

a prevalere, ed quello
si

me un
to.

deposilo che loro confida-

applica a quasi tutte


Il

La primaria
si

invenzione
il

delle

lingue europee.

Buonarroti os-

lettere
le

attribuisce a Dio,

quaragio-

allorch diede all'uomo


l'uso della
il

la

serva che nelle iscrizioni latine antiche, vi sono mischiate lettere ed


intere parole scritte cou lettere gre-

ne e pure

parola,

g'

insegn
i

segreto di esprimere

suoi

che.

F'. gli articoli

pensieri per

mezzo della scrittura. Altri in vece danno il vanto d'inventori delle lettere ad Adamo, ovvero a No, al dire di s. Agostino, ch' di opinione che come istruito nelle arti meccaniche, scrivesse cou
caratteri alfabetici;

e tutti quelli

che

Lingua, Stampa, sono relativi a

questo argomento. Atenodoro Filip-

po
rio,

stoico,

grande

amico

di

Augu-

sto che lo fece precettore di Tibelo consigli a contare le ventiquattro lettere dell'alfabeto, prima di

Giuseppe Ebreo
di Set, nato da

seguire

moti della sua


figliuolo di

collera.

conferma questa
narra che
i

opinione, giacch

Erodoto

Attico,

Attico

figliuoli

prefetto di tutta l'Asia sotto

Nerva

LET
imperatore, ebbe
inetto,

LET
figliuolo cosi

117
si

un

vocali nello scrivere, e

contentaI

che non poteva mai apprendell'alfabeto suo padre pens di dargli ventiquattro schiavi, ciascun de'quali aveva una
dere
le lettere
:

vano

di aspirarle

nella pronunzia.

greci convertirono queste aspirazioni

in vocali

che

rappresentarono con
:

appositi segni nella scrittura


tico storico

lettera dell'alfabeto dipinta sul petto.

un anne attribu l'invenzione

forza

di

vederli

di

chial'al-

marli, quell'imbecille conobbe


fabeto, ed

a Lino precettore di Orfeo, di Tamiri e di Ercole. Nel secolo XVI


il

impar a leggere.

Trissino

paragonando

la

nostra

La parola alfabeto composta di Alpha e Beta, nomi delle prime due lettere dell' alfabeto greco. La
parola
alfabeto
significa
il

pronunzia colla scrittura , giudic che quest' ultima fosse difettosa e mancasse di lettere ad esprimere
tutti
i suoni; quindi propose di aggiungere nell'alfabeto italiano tre

cata-

logo delle lettere

usate da
i

un po-

polo per rappresentare


Si attribuisce,
nicii,
rii
tici.

suoni eleai fe-

altre lettere greche,

come pure
il

la

mentari della lingua ch'egli parla.

/e

i'

consonanti
di

anche

Tolomei

come dicemmo,
ed anco
agli

agli

egizi

assi-

l'invenzione de' caratteri alfabe-

L'uso delie lettere esisteva nell'

epoca di Giobbe, contemporaneo di Giacobbe nipote


l'Arabia avanti
di di

aggiungere altre lettere proposte dal Trissino, ma furono queste innovazioni gagliardamente impugnate e rimasero senza efltto ad eccezione
a quelle
gi
,

tent

della

e v consonanti, che

il

nostro

Abramo; poich nella provincia Canaan v' era una citt, molto
di

alfabeto

ritenne

e delle quali
I

va

debitore al Trissino.
betici

caratteri alfa-

prima
la

Giosu, chiamata Dahir,

quale in origine chiamavasi


dire

Ca-

rialh'Sepher, vale a
le lettere.

Ciu del-

Platone dice positivamen-

presentando ad un tempo e i e il loro numero, e le date degli avvenimenti, e le idee degli nomini, diventarono ben pre-

nomi

delle cose,

te che Thaut fu il primo in Egitto che distinse le lettere in vocali, e

sto mistici segni

agli occhi di

coloro

medesimi che
I caldei,
i

gli

avevano inventati.
attribuirono
divino alla combi-

consonanti,
L'arte
col
si

in

mute e

in liquide.
le

sirii,

gli egizi

di

rappresentare

parole

mezzo di caratteri alfabetici non propag se non che assai lentanelle diverse regioni del

qualche cosa nazione delle

di

mente

mon-

lettere ed alla maniera di pronunziarle. Alcune analoghe erudizioni si leggono nel Cancellieri,

do: tranne gli egiziani ed alcuni popoli dell'Asia,


le

altre

nazioni igno-

t, in

Descrizione della setlimana sannota alle Lamentazioni. Il Sar-

rarono per molli secoli questa arte


cos utile. Gli
storici
pii

nelli nelle

sue Lettere
lett.

eccl.

nel toni.
si-

antichi

si

Vili, scrisse la
gnificato de'

XVIII: Del
Il

accordarono nel dire che Cadmo fu primo che portasse in Grecia la il


cognizione de'segni alfabetici,
cisette lettere

nomi
tom.

e delle

Jigure di

alcune

lettere dell' alfabeto.

me-

ma

il

desimo
gli

ne!

IX,

lett.

XXX:

suo alfabeto non conteneva che die:

Enoch come
bree
e

Palamede

alla guer-

scrisse il suo libro deEgregori, parla delle lettere e-

ra di Troia, ne aggiunse altre quat-

come

le

prime

del

mondo,
lett.

per-

come la pi parte dei popoli orientali, non seguavano le


tro.
I

fenicii,

ch derivate dalle
fenicie.

assirie,

siriache
Il;

Nel tom.

IV,

ii8
Degli inventori
le lettere

LET
delle
lettere
,

LET
indi

della stampa, dopo aver notato che

ebree che ora sono in uso,


assirie

spada con allusione alla guerra che fece ai cinque re: ha in mano la squadra e le seste per aver insegnato le

sono dette

come insegnano

gli

matematiche

agli egiziani, co-

ebrei, riporta le iscrizioni che agli in-

me

ventori delle lettere da Sisto

fatti
il

vuole Giuseppe, o perch da alcuni venne reputato come perito


nella scoltura.

dipingere nella biblioteca vaticana,

Sul suo capo


i

l'al-

medesimo Papa fece porre sotto le figure, che andiamo ad accennare anche coll'autorit del Taja, Descrizione del palazzo vaticano p. 432 e seg.
Negli otto pilastri che reggono la volta della gran sala della biblioteca

fabeto siriaco e sotto


grafe:

piedi

l'epi-

Abraham syras,
Mos

et

chaldaicas

litleras invenit.

Nella terza faccia

dipinto

colle tavole della legge

posate su due fibri; e perch


l'alfabeto ebraico

Eusi

sebio lo dice anch'egli inventore delantico, questo

sono dipinti
tro lati di

in sette di essi e ne' quat-

ognuno

gl'inventori tutti
i

vede sopra di
scritta:

lui,

e sotto

piedi la

dei caratteri delle varie lingue, quali


Ciuatteri veggonsi formati entro

Moyses antiquas hebraicas


Si vede nella quarin abiti sacerdotali,

una

littcras invenit.

cartella per di sopra a ciascuna figura.


Il

ta

faccia

Esdra
:

pilastro

ultimo attaccato agli

coir alfabeto
iscrizione

ebraico

odierno

e la

archi a dritta dell' ingresso contiene

l'immagine di G. C. coli' iscrizione Jesus Christus,suninms magister,coe:

Esdras novas Hebraeorum litteras invenit. La prima faccia del secondo pilastro ha un' Iside,
da
s.

leslts

doctrinae auctor; nel secondo

Agostino creduta

inventrice

lato vi l'effigie del


I coll'epigrafe
:

Papa

s.

Silvestro

dell'alfabeto egizio,

che

le sta sopra,
:

Chrisli l'icariiisj nel

vede la figura dell'imperatore Costantino Magno, col motto; Fidei


terzo
si

defensor. Nel pilastro che rimane a


dritta dell'ingresso evvi l'effigie di

A-

damo

riguardato

come

l'inventore

avendo sotto queste parole Isis regina aegyptiaruni litieraruni i/i ventrix. Nella seconda faccia si vede Mercurio, creduto inventore dei geroglifici egiziani; suini un alfabeto, che si vuole usato gi in
Egitto, e sotto
leggesi:

delle antiche lettere ebraiche, confor-

Mercurius

me si esprime da questa iscrizione A:

Tlioyt Acgyptiis sacras litteras conscripsitj figurato nella terza faccia

dani, divinitus edoctus, prinius scientiaruni et Utleraruni inventarj la figu-

Ercole egizio, tenuto inventore delle


lettere frigie,
:

ra cinta di

pelli e

con una zappa in

come afferma
a' piedi di

l'iscrizio-

mano. Nel primo


stre a sinistra
i

pilastro isolato veg-

ne Hercules Aegyptius phrigias litteras conscripsitj

gonsi nella faccia che guarda le fine-

Ercole un

due figli di Set, che fecero due colonne, una di mattoni cotti, l'altra di mattoni crudi ed empironle di volumi per salvarli dall'acqua

fanciullo, alludente al racconto di

Es
si-

rodoto, cio che


to senza

un bambino educaparlare,

mai udire a
il

da

pronunziasse una parola


gnificante

frigia,

e dal fuoco. Sopra l'alfabeto ebraico antico, e sotto leggesi Filii Seth
:

pane; per
1'

di

sopra

l'alfabeto di quella

lingua. L'ultidi

colnmiiis

duabus rerum coelestium


inscribwit.
pilastro
il

ma

faccia

ha

effigie

Menone

disciplinani

La

secon-

stimato

anch'

egli

trovatore delle
gli

da

faccia del

medesimo rapquale cinge


la

lettere egizie,

che

stanno imdi sotto

presenta bramo,

presse sopra, avendo per

LET
le

LET
strade, della

HO
vizio,

Meinnon Phoroneus ne' qualts litteras in Aegyplo iinrnU. La prima fat^cia del terzo pilastro ha Cecrope re d'Atene tiene nelcome simbolo la destra un giogo,
pillole
:

virt o del
la

che

uomo prende dopo


Nella
terza
faccia

fanciullex-

za.

Epicarmo

poeta, da alcuni credulo inventore


di

due

lettere greche, colla scritta:

della

fede

coniugale, perch
del
lui

viene
dal

creduto istitutore
tra 'suoi

matrimonio
ridotti

popoli,

da

Epicharmiis Siciilus dnas f^niecai addidit liUeras. Nella quarta si vede Simonide colla lira, il quale
lettere, e sotto ha Simonides Melicus quatuor graecary.ni Ihterarum inveri' tor. 11 quinto pilastro ha nella prima faccia l'effigie di Nicoslrata Carraenla madre di Evandro, che

vivere selvaggio al civile,


gli

per cui
sopra

trov

quattro
:

sta

presso

un
;

satiro

mezz'uomo
di

le

parole

e mezzo
l'alfabeto,
l'iscrizione
si

bestia
di

per
lo fa

cui

inventore

che segue,

quantunque
trovasse pi

pretende che

non

diecisette lettere: che sedici o Cecrops Diphyes^ primus Aihenien-

si

vuole

invenlrice

dell'alfabeto

graecarum lillerarum rex auclorj nella seconda faccia dipinto Fenice, avente sul capo l'aisiimi
,

A, B, C, D, E, F, G, H, I, L, /!/, N, O, P, Q, R, S, T, conforme dice la iscrizione: f^, Nicostrala Carmenta latinaruni Ut'


latino

fabeto fenicio, e sotto


legge:

ai

piedi

si

teraruni

lettere
lui
si

invenlrixj

nella
di

seconda
alcune

Phoenix

litteras

Phoencibus

Evandro
sul

inventore

tradiditj sulla terza effigiato

Cad-

mo,
cis

colle parole:

Cadnius Phoeni-

capo notale, e sotto legge: E\>ander Cannentae


Aborigines
terza
si

sexdecim in litteras frater Graeciani intulit; nella quarta si


osserva Lino tebano
ra
;

flius

litteras

docuit j

nella

scorge

Claudio im-

colla
scritto
:

sua

li-

peratore, che trov tre lettere,


delle

due

per di sotto

Linus
in-

quali

Thebanus
ventor.

liiieranint

graecarum

per cui
lo
l'

andarono sopra ha solo


:

in
l'

disuso,
,

e sottres

La prima
in

faccia

del quar-

epigrafe

Claudius

inip.

to pilastro contiene l'effigie di Pa-

novas

litteras adinvenil; nella (piar-

lamede
grafe
:

armi, sotto cui


bello

l'epi-

Palamedes,
litteris

Trojano^

graecis

IIII

adjecit.

La

se-

vedesi Demarato corintio colta e l' iscrizione V alfabeto etrusco Demaratus Corinlhius etruscarnrn
,
:

conda ha Pitagora inventore dell'

litteranwi aiictor.

Il

sesto

pilastro
Ulfila
lettere

egli

sta in

atto

d'

intimar

contiene nella

silenzio,

ed ha presso una stadera


detto con cui
:

prima faccia vescovi de'goti che trov le


si

allusiva a quel suo

di

cui quella nazione fece uso, co-

insegnava

moderazione, cio Stateram ne excedas ; la iscrizione poi da piedi dice Pjthagoras


la
:

me
nitj

ha

dall' iscrizione

Ulphilas
iiwes.

episcopus

Golioruin
si

litteras

nella seconda

osserva

Gio-

Y lilLeram
plum

ad mnanae
perch

vitae exentil

vanni Crisostomo, autore


belo armeno, conforme
le

dell'alfa-

invenit;

piede di
si

rilevasi dal-

questa lettera mostra,

come

pre-

tende, la fanciullezza che

va sem-

pre diritta nella sua


il

semplicit, e

Joan.Chrysosl. lilteramni armenicaruni aurlor ; la ha l* effigie di s. Girolamo, terza


parole:
*$".

dividersi in
l'altra

due

linee

una

stret-

come inventore
che, colla

delle

lettere

illiri-

ta,

larga, significa

le

due

scritta:

S. Hieronynnis

120

LET
se

LET
non che
quelli che istrull era-

liuerarum iUyricarum iaventor; nella quarta s. Cirillo vescovo degli schiayoni che trov altre lettere illiriche egli ha sotto il motto S. Cyrillus aliarum iUyricarum Ut' tcrarum aucior. V. l'articolo Lingua, ove si parla ancora della
:

no

nelle lettere, e

da questo prinle

cipio

estendendosi
certe

umane

co-

gnizioni, venne l'uso di

mettere a

non amcariche se non

scrittura

linguaggio

dello

stato

denominazione di ciascun alfabeto e storia di alcuno


pontificio, e della

che i graduati in qualche scienza o in qualche facolt. Ma nelU Cina il nome di letterati si d^ ancora ad una setta che si sta*
bili

in

quel

paese

verso

1'

annq

di essi.

i4oo
Li.

dell'era volgare, e della qua-

LETTERA DOMENICALE,
ter a

Dominicalis

Le

lettere

dome-

nicali sono quelle che servono a denotare la Domenica (J^edi), nel Calendario (Fedi), e propriamente quelle per le quali stato inven-

le certo Confut-Zee viene riguardato come il fondatore, se pure non si fatta qualche confusione nei nomi, e non si attribuita a questo nuovo settario una porzione dei donimi dell'antichissimo Confu-

tato

il periodo e Indizione.

solare,

y.

Ciclo,

cio.

Il

nome
alle

di letterati
si

negli stati

inciviliti

dell'Europa

LETTERATO,
cxcuus,
eruditus.

Lileratus, literis
Scienziato,
lettere.
si

mente
quelle

persone
oltre
lo

d generalistrutte ^ e a
studio
delle,

ha

lettere,

che studia di

che Dai

che

lingue e
te dette,
tivati
i

delle lettere

propriamenstudi colsi
i

nostri pi antichi scrittori

rileva

hanno con
i

altri

che letterato era ne' pi antichi tempi chi era istruito nelle lettere,
e pi

talenti loro, cosicch

contitoli

fondono sovente
ec.

nomi p
il

attendeva a leggere i hbri, che non a qualunque altra opere^


,

di letterato, di scienziato, di dotto

Sovente per
genere

nome

di

lette-

manuale
se
si
il

come
;

dai

claustrali
si

ri-

rato annunzia una persona versata


in ogni di

chiedevasi

ma
anco

in appresso

este-

letteratura

significato di

quel vocabolo,
scienze, e
si

fornita di
sto aspetto

buon

gusto, e sotto que-

applic

alle

disse alcuno letterato, e

anche letteralissimo in teologia, il che giustila

fica

spiegazione data nei nostri

si spesso abusato e abusa di quel titolo. I letterati sono una delle porzioni pi amabili, stimabili ed utili della sociesi

^ H

vocaljolari,

ove

si

traduce
I

il

lette-

riescono di
alle

lusti o,
;

decoro e orla

rato per iscienzialo.


forse facevano
antichi,
li

cinesi,

come
pi
e

namento
letterario.

nazioni

loro vita

anche
il

gl'italiani

dedicata
I

all'amore
loro buoni

scientifico e

danno

nome
sanno

di

lettera-

studi e le

coloro

che

leggere

loro scoperte

danno vigore ed aualla

non si pu giungere alla carica, alla dignit di mandarino senza essere jiconosciuto come letterato. Quescrivere nella loro lingua; e
sto avveniva

mento
me,

alla

cosa pubblica, al costu-

alla

religione,

prosperit

dei popoli.

Se taluno
volte

sfugge

alla

miseria, rare

isfugge

all' in-

anche

in vari

paesi

vidia e al livore
degli sfaccendali,
i

degl' ignoranti

dell'Europa ne'bassi tempi, perch alle cariche pi cospicue e pi

quali

quando non

possono fare altro,

imporlauli non potevano ascendere

nuirne

il

tentano dimimerito intrinseco col giun-

LET
gere
talvolta a

LET
in

121
il

mettere

forse

cae

1726.

Fu

ristampato
nel
1

libro

parti del
rali

loro ingegno e dei

libe-

ad Amsterdam
tis

doni di Dio,

letterato trae origine

massime se im da mediocre
fatto
i

varioruni; e se

747 cuni none hanno altre


dell'
gli

edizioni.

Lo
le

scopo

autore di
artifizi

(condizione, o

non abbia
Essi

re-

additare

golari

studii.
i

ignorare

tanti

mo

di

coloro,

zione scientifica,
alacrit,

per vogliono esempi che abbiache senza educapure con costante

usano
gni.

che usurpare una riputazione di cui sono indei

astuzie e
dotti

falsi

per

fatica e indefessa applica-

11 medesimo Mencke, chiamapure Menchenio, fece una raccolta ben curiosa ed istruttiva sulle

to

zione pervennero a prendere posto


fra
i

calamit de' letterati e


in

la

stamp
titolo
:

pi chiari letterati, e

si

ele-

Lipsia

sua

patria,

col

varono alla gloria delle lettere, ragionevolmente con maggior lode e henemerenza di chi le apprese per principio e comodamente, per cui sono segno dell'ammirazione dei
saggi e degli imparziali.
Ji
1 1

Analecla de calanutate literatoruni, dove ancora -inser il trattato del


bellunese Pietro
ni.

Valeriano BolzaSulla infelicit de' letterali. Benedetto Menzioi costretto per invidia di emigrare
rificandosi in lui

Sarnelli
delle

nel

tom.
eccl.

Ili,

pag.

da Firenze, ver antico prover-

4
fa

Lttt.
lib.

narra

che
ac-

Cicerone
re

nel

Ili,

De

orato-

si

menzione
che

delle
si

seguenti

Nenio propheta in patria sua, Roma ove mori canonico di s. Angelo in Pescheria e
bio
:

ritir in

claaiazionij

praticavano coi

professore sostituto di belle lettere

letterati e cogli oratori:

clare

belle

festive

Bene praenon polest


Euge.

neir universit della Sapienza, do-

po avere sperimentato
autore del trattato
:

la

protezione

melius.

Ed

Orazio nell'Arte poetica:


recte.

della regina di Svezia Cristina. Egli

Pulcre, bene,
in opusc.

Persio,

De

invidia

Plutarco, Center, ingeniose, floride,

hominis

lilerali.

Il

Cancellieri a p.
cita

De

audit.j biasima per

5o

delle

sue

Dissertazioni
Lilienlal
:

quelle ch'egli chiama voci forestiere,

l'opera di
sen>at.

Michele

Oheleet
1

come
il

quella divine, che pasIn-

de nianuuni eruditaruni
inter Stlecta

sa dall'applauso all'adulazione.
oltre
Sarnelli
t.

gantia,

historica
i

I,

p.

29, osseril

litteraria.

Regiom.

et Lipsiae

9.

va che pessimi

chiama

diritto

Da

tale dissertazione

ove

il

ca-

canonico que' prelati, che avendo la fortuna di avere sacerdoti virtuosi

talogo de' calligrafi


strati

letterali

regi-

per

nazione, avvert Girolain

e dotti presso di loro, li uegligentano se poveri. Nel tomo X poi riporta la lett. Sui scrittori moderni che si approfittano degli

mo

Tarlarotti

una

lettera indi

torno all'eloquenza italiana


degli

monII
,

XV

signor Fontanini, inserita nel XXXI

opuscoli

del

p.

Caloger

antichi,

come

cosa

ragionevole, a-

vendo pure
altri

gli

antichi pigliate

da

parlando della necessit di scrivere bene, nominando alcuni gran lette-

quelle dottrine e concelti dei


si

quali

sono

serviti.

Giovanni Burdis^

ckard Mencke autore delle


sertazioni intitolate

De

charlatane-

ebbero bel carattere, e di provare che tal pregio dovrebbe essere proprio di ciascheduno e particolarmente delrati,

eh'

sforzandosi

ria

eruduorum

declaniatione,

Lu-

l'uomo dotto

civile,

non

dei

123
soli

LET
segietari, copisti

LET
e
mire;
e
si

bench corra il uomini di riguardo e


dichi
la

amanuensi, proveibio, che gli


i

strigavano

delle

faccende
domestici,

negozi
tanto

temporali
dai

letterati

come anche
e

ptibblici

maneggi,
studiava-

scrivono male. Quanto poi pregiu-

pertinacemente

mancanza
si

di

questo

pre-

gio, di cui
sfornili

dolevano di essere e Budeo, per la perpetuit delle opere che lasciano

Erasmo

letterati,

per essere
dottissimi

alcuni mss.
ininlellegibili,

d*
si

uomini
11

perdettero preziose opere. p. Menochio nelle sue Stuore


eruditi,

o traltaiimen
turia

tom.

II,

cen-

mettevano a pericolo la sanit e la vita; laddove oggid si d solamente quel tempo allo studio, che avanza alle ricreazioni, ed agli spassi, all'ambizione ed all'avarizia, onde non meraviglia se non sono pari a quelli che totalmente erano posti nell' imparare e studiare, lasciata da parte ogni
no, che
altra cura, e qualsivoglia altro negozio.

VII,

cap.

LXXII

discorre:

Se siano

vere le ragioni che alcu-

Avevano

gli

ateniesi

fatto

ni apportano per mostrare che og-

un
to

editto che niun megarese,

sot-

gid pochi
dice cos.

riescono

gran
volte

letterati.

pena

della vita, fosse nella

ardito di

Egli pubblic l'opera nel

1689, e
si

entrare

loro

citt.

Eucli-

Spesse

odono

lamenti d'uomini eruditi gno, i quali deplorano

e d'inge1'

infelicit

de'lempi nostri, perch non essendo ora g' ingegni meno abili ad

imparare
i\^

le

scienze
in

degli

antichi,

de eh' era cittadino di Megara, e che prima di quell'ordine tanto severo avea cominciato a frequentare la scuola di Socrate, non voleva perdere le lezioni che avea incominciato ad udire, n essere
privo de' profittevoli
congressi col

e vedendosi che

altre professio-

che in quella delle lettere, non mancano di quelli che fanno segnalata riuscita,

come

nella pittu-

suo maestro , all' imbrunir dunque delia sera, in abito di donna, col capo coperto di veli, se ne veniva in

ra, scoltura, architettura, arte militare,

Alene,
all'isfesso

e la

mattina per
patria

e simili, ad ogni

modo

po-

tempo
si

modo mascheralo
alla
egli
;

chissimi sono quelli che nelle scien-

riconduceva

tanta
della

ze liberali arrivino a qualche emi-

era la
.

stima eh'

faceva

nenza, ed adeguino

la

gloria degli

dottrina di Socrate,

e tanto gran-

antichi filosofi, istorici, teologi,

ma-

tematici, medici, legisti. Facilmen-

che cos'i discorrono si accordano in dire, che quelli che


te quelli

de era il desiderio di apprenderla, che non istimava il pericolo della vita, ne la lunghezza del viaggio di quaranta miglia. ^. Lettere
BELLE.

oggid
le

si

applicano allo studio del-

lettere

non usano tanta diligenza

ed assiduit nell'iniparare
antichi,
vigliarsi

come

gli

poli

Nel 1769 fu stampata in Naun'opera di Antonio Genovesi

che
se

per non minore

il

da meraprofitto

intitolata: Lettere

accademiche suli-

la questione se sieno pi i felici gli

di quelli de'quali

l'industria

non
davano

gnoranti,

che

scienziati.

Fu

ri-

eguale. Gli antichi iufianimati dal


desiderio di sapere,
ai

non

si

stampala in Venezia nel 177^1 e ne fu dato un breve giudizio nelle


I,

piaceri,

erano parchi e

castigati

Effemeridi
del

leti,

di

Roma
spacco

ntun.
del-

nel mangiare, nel bere

e nel dor-

1773.

Dello

LET
croce che fanno che non eanno scrivere, in vece di sottoscrizione, ne parlammo al voi. XVIIF, p. 245 e 246 del Dizionario, h' imperatore Licinio
la
g' illcllerati

LET
per

123

la potenza del marchese di Toscana divenne Papa Stefano VII, ignorante delle sacie Scrittine. Be-

nedetto

antipapa, eletto nel io5ii

abborr'i

talmente

le

lettere

che

le

chiamava veleno e peste


postata le proib ai
ni,
figli

della re-

per opera di alcuni signori romani, era tanto illelteiato, che s. Pier Damiani protest che lo avrebbe
liconosciuto, se avesse spii-g;iio
sol

pubblica; l'imperatore Giuliano l'Adei cristias

verso * qualuncjue omelia.


tra
i

un An-

acciocch non avessero

po-

che
gli

cardinali

tente

arme contro
le

pagani; e Mi-

illetterati,

si noverano deed alcuni parenti dei

chele Baldo
finch

viet ai giovani, af-

Pontefici;

ma

ci

non pu

stare al

non

sapessero

pi

di

lui.

confronto di tante centinaia di dottissimi

Giunsero tuttavia al supremo sovrano potere molti illetterati, massime se fortunati o valorosi conquistatori,
ne sono piene le istorie. Si in fatti disputato da molti aiitoii, se siano da preferirsi le armi alle
di cui
lettere,

santissimi

cardinali

che

fiorirono in tutte le epoche, aven-

cognomi de' prin24 e 2 del Dizionario. Furono di poche lettere, come si pu leggere alle loro bioi

cipali al voi.

done riportato X,

p.

con

le

dissertazioni

che

ri-

porta

il

Cancellieri

nelle sue Dis;

sertazioni epistolari a p. 8

ma

d.

grafie, cardinali Sisto Giara della Rovere, Ipnocenzo del Monte, Andrea Perelli, Giambattista Deti, Jai

Sebastiano Ciampi nelle

sue

Mei

morie di rnesser Cina da


p.
litari s

Pistoia,

116, dimostra che spesso


intrecciare
la ai

misono creduti assai onorati di


loro allori di

poter

copo Sannesi, Antonio Giori, Francesco Maidalchini ed Enrico de la Grange, per non dire di qualche altro. Essi per nella maggior parte furono fregiati di altre belle
qualit.

Marte, anche
licitato p.
ria to
I,

laurea
tratta
e.

dottorale,
t.
:

Immenso

poi

il

numero

Menochio nel

I,

centudet-

dei Pontefici protettori de' letterati,

cap.

LXXIX

Del

del Savio, Eccles.

6;

Melior
bellica;

est sapientia,

quain
lettere.

arma

e se pi. nobili
le

e pili degne sieno

armi
lettere

le

Conchiude eprofessione deldi fu

ruditamente, che
le

la

che alla santit di vita, ed alla magnanimit delle azioni, congiunsero profonda dottrina, e presero luogo essi medesimi fra letterati; anzi si osservato che alcuni Papi alla loie mediocre letteratura supplirono con
i

Il

pi

degna

quella

proteggere

le lettere

e con altre eccel-

delle armi.

secolo
il

per
il

la

se doti, virt, equit e

buon

senso, e

santa Chiesa

pi funesto e

pi

infelice per rozzezza, ignoranza e malvagit, dunque non deve recare meraviglia se essendo la maggior

parte del clero illetterato, tale pure fu alcuno de' Pontefici di quell'epoca

disimpegnarono con lode la sublime rappresentanza di capo della Chiesa e di sovrano. I romani Pontefici dunque non solo furono sempre munifici protettori de' letterati
e
delle
scienze,

ma

queste
al

eglino

lagrimevole,

eletti

talvolta

stessi

professarono,

modo che
e pri-

dalla potenza delle fazioni; in quei

audiamo ad accennare.
Il

tempi non minore era


de' laici, tranne

l'

ignoranza
IN'ell'ygG

principe degli apostoli

ben pochi.

mo

Pontefice

s.

Pietro, per ia scieu-

124
per aver
gelica
il

LET
,

LET
e

za ricevuta dallo Spinto Santo


dottrina
del

Leone IV,
siglio

di singoiar dottrina,
;

cons.

primo predicato l'evana

e magnificenza
I
il

nell'
,

858

Roma,
si

capitale

Nicol
ni.

Magno

ornato

di

allora

mondo

conosciuto,

ora del cristianesimo,

mieramente porre nel Papi dotti che andiamo a


re.

ed deve prinovero dei


registras.

sapere e magnifico nelle


Il

sue azioera

Papa Formoso

dell'Sgi

Eruditissimo fu
di

il

Pontefice

Dionisio fiorito l'anno- 261.

Con
s.

abbondanza
Anastasio
I
s.

dottrina govern

del SgS.

gegno fu

Di grande inInnocenzo I del ^oi.


della
s.

profondo nelle scienze divine ed umane. D' una rara erudizione fu Gregorio V del 996. Silvestro II del 999, insigne filosofo, matematico egregio, fu versato pure in altre scienze. Fornito di sapienza e pienamente erudito in ogni dottrina fu
s.

Dottore principale

Chiesa

e
I

Leone IX

del

1049s.

sommamente
il

dotto fu

Leone

magnanimo
rio

difensore della

libert

Magno

del

44^,
i

il

quale

chia-

ed immunit ecclesiastica

Grego-

a s tutti

pili

dotti

uomini

VII del 1073, fu

eloquentissi-

che allora fossero nella Chiesa. Il Papa s. Ilario del 461, per l'amore alle scienze, pose due biblioteche
nella basilica lateranense.

mo, profondo
Eugenio
rito
III

nella giurisprudenza

ecclesiastica! e nelle sante scritture.

del

i45

fu

eletto

s.

Giovanni
la

II,

Nel 533 fu chiamato MerCreamerit


I,

del diritto

canonico,

benemeamatore

degli studiosi e premiatore de'dotti.

curio per
to
nel
l'elogio di

sua eloquenza.
s.

Gli successe nel


versatissimo
nel
I

153 Anastasio IV
gius
civile

535

Agapito

e ca-

eruditissimo delle rego-

nonico. Nel

i59 divenne Papa A-

le ecclesiastiche.

Dottore della Chies.

lessandro III d'una letteratura cui

sa e fecondatore di essa per le sue

giunsero pochi de' suoi predecessori

dotte

opere,
del

^, fu

Gregorio

il

da cento anni addietro. Nel


in

198
III

590. Nel 657 fu creato s. Vitaliano, che viene paragonato pel sapere ai pii illustri Papi. D' insigne dottrina ed eloquenza, peritissimo nella musica sacra, viene lodato s. Leone II del 682. Di somma dottrina fu s. Gregorio
li del
ti

Maglio

fu creato Pontefice

Innocenzo

versato

ogni

scienza,

massime
,

nella ragione civile e canonica

a-

vendo singoiar facondia, acutissimo in2;e2;no e felice memoria. Gli suecesse Onorio III, gi maestro di Federico II imperatore, di rara dottrina,

del

come uno de' pili dotsuo tempo venne tenuto il

715

conosciuto anche sotto

il

no-

me
rio

di

Cencio
del

Camerario.
fornito
di

Gregopene-

successore
sio

s.

Gregorio

III.

Anasta-

IX

1227

Bibliotecario assai

Zaccaria del 741 per nificenza. Stefano III detto IV del

commend s. scienza e mu-

trante ingegno, ed istruito in ogni

ramo
rali,

di sapere e nelle

arti

libe-

fiume

di

eloquenza,

beneme-

768

era erudito nelle divine scrit-

rito della collezione

delle decretali.

ture e dotto nelle ecclesiastiche tradizioni.


letterati,

Amatore e premiatore
erudito
del e

dei
s.

Nel 1243 fiori Innocenzo IV, profondo giureconsulto, e monarca delle

facondo

fu

divine ed

umane
fu

leggi.

Clemenpa-

Leone

795. Neil' 827 fior Gregorio IV, ornato di gran dottrina ed eloquenza ; neh' 847 s.
III

te

IV

del

1265

chiamato

dre del

diritto.

Bonifacio Vili del

1294, famoso giureconsulto, pi'ofon-

LET
do
letterato,

LET
il

125

compil
e

VI

libro
di-

delle decretali,

fu intrepido

va dire, " esser meglio aver nemico un esercito armato, che un poeta

fensor della Chiesa. Di Benedetto


del

XI

o oratore irato,
coll'esercito
di
si

mentre

l'

esercito
Io stile

i3o3

non

si

seppe

decidere

respinge,

ma
si

se fosse
to.

o pi scienziato o pi sanGiovanni XXII del i3i6 fu di

quegli con ninna cosa


".

opprialla

me

Nel

144?

f^i

elevato

vasta scienza, eloquente e di acuto

cattedra apostolica Nicol V, gran-

ingegno.

Clemente

VI

del

accoppi al

profondo

sapere

1842 una
nei

de amatore delle belle


letterati

lettere e dei

eh' egli tenne e tratt quali

prodigiosa memoria. Gli successe nel

parenti, merit lode ancora per le

j352 Innocenzo VI, peritissimo

sue magnifiche idee ad


versale sapere.
al
lia

incremen-

canoni e nelle leggi, favori generosamente i letterati, molti ne pro-

to delle belle arti, e pel suo uni-

Come

egli

cooper

mosse e benefic,
fiiio
IJi

che le dignit ecclesiastiche non erano predicendo


della nascita

risorgimento delle lettere in Ita,

accogliendo
fuggiti
lo

ma

della

virt.

dotti greci
poli,

generosamente i da Costantino-

bano

del

36^ professore

in-

dicemmo

agli articoli

Erunelle

signe de' canoni, fu gran protettore delle lettere e de' letterati. Gre-

dizione e Grecia. Gli successe nel

1455
la

Calisto III,

dottissimo

1870 applic molto agli studi massime delle leggi, dei canoni e della teologia onde fu reputato uno de' pi scienziati del
gorio

XI

del

leggi canoniche e civili,

laonde nel,

sua

ottuagenaria
nel

et

citava

testi

con mirabile prontezza.

Dopo

di lui

14^8

fior

Pioli, savio

suo secolo, ed ebbe lode di mecenate de' letterati. Nel 1878 gli successe Urbano VI, che nelle decretali ebbe stima di egregio dottore, e tu benevolo co' letterati.
Alessandro
losofia

leggista e

molto ammaestrato nelle


de' let-

lettere profane, eloquentissimo, pro-

fondo erudito ed amatore


terati.

Sisto

IV

del

1^7

profes-

del

1409

nella

fi-

e teologia fu

tore refulgido,
ratore.

come
,

chiamato dotfu grande oscienze e

venne chiamato teologo acutissimo ed oratore egregio ; possedeva in grado eminente la filosofia, il talento della
sore di filosofia e teologia,
facilit

Eccellente

nelle

di scrivere,

fu eziandio

mollo erudito venne riguardato Martino V del i4i7- ^'i successe nel i43i Eugenio IV, insigne nelle
cognizioni storiche, benefattore dell'

dotto nelle lingue: benemerito della

biblioteca vaticana, lo

fu

pure

degli scienziati.

Leone

eletto nel

universit

romana
Egli

e protettore

gnizioni, nel

i5i3j versato nelle scientifiche copromuovere gli studi


i

de' letterali.
gli

nel

rimunerare

delle arti e delle lettere, nel pro-

eruditi diceva, che


la

non

solo

si

teggere e premiale
il

letterati segu

doveva amare ma ancora si


gliono essere

loro

erudizione,

doveva

temere

la

loro indignazione, poich

non

so,

genio della sua famiglia Medici, e die il proprio nome al suo secolo. Paolo III del 1 534 apprese in gio-

impunemente
si

offesi

e sono armati di quelle armi, che


difficilmente
ci

possono scausare. In
il

Eugenio IV abbracciava
il

sensole-

timento di Platone,

quale

vent egregiamente le lettere greche e latine, onde divenne profondo nelle cose divine ed umane; conversava spesso con eccellenti filosofi e teologi, e fu mecenate degli

17.6
soienziali.

LET
Dolio
del

LET
eloquente fu
e pi di lui
II

ed

di

Giulio
il il

III

i55o;

clesiastica,

successore Marcello

quale

si

distinse in
esercizi

del i555, molte scien-

or di storia ecor di scienze sacre. Clemente XI del 1700, d'ingegno aculettere,

umane

to e

memoria

tenace, perito

nelle

2e e in diversi

meccanici.

lingue greca e latina,

uno

de' pi

Paolo

IV

del

i555, non solo fu

eruditi della sua epoca, dotto, elo-

versato nello studio delle lingue e


delle belle lettere,

quente,

ammir

gli scienziati

ed in

ma
del

fu

splendile

mille guise gli onor

e provvide.

do protettore
fessavano. Pio

di

quelli

che

pro-

Benedetto

XIV

del 1740, eruditissi-

IV
;

iSSg ebbe
ornato di

mo

e profondo letterato, dotato di

lode
lato

di

eloquente,

ed

vasta dottrina

come

si

ravvisa nelle

tenace memoria
insigni.

elev al cardina-

sue opere;
fu
la

quindi

corrispondente

uomini dottissimi e letterati Gregorio XIII del 1572,


nata
per
le

di
coi

lui

diti,

letterati,

munificenza cogli eruche fecero a gara


tanto
loro

^' indole

scienze,

in

in dedicare

ad un
le

conosci-

queste e nella

giurisprudenza
,

di-

tore e mecenate

opere.

Il

venne profondo

e dei letterati fu

dettaglio delle egregie doli de' Pontefici

magnanimo
gli

proteggitore. Nel

i585

qui
delle

lodati,

e di

quelli

non
i

successe Sisto V, dotto nelle belle


nell'

mentovati, bench dotti


tori

protei,

lettere e
letterati.

eloquenza, benefic

lettere

e de' letterati

di

vasta
i

Clemente Vili del iSgi, mente, favor generosaletterati


,

riportato alle loro


lativi

biografie o re-

articoli.
le

questi ed a quelle
le
,

mente ebbe un

fra'

quali

egli

sono notate
dai degni

qualit dotte, e

posto

distinto.

Gregorio
giureconle

beneficenze profuse cogli scienziati


successori
di

XV
lizie.

del

1621, profondo
furono

Benedetto
la
facolti

sulto, gli scienziati

sue de-

XIV.
Essendo
per
la

Urbano Vili che

nel

i6z3
volgare

la

memoria

gli successe,

ornato di vivissimo inliberale

gegno, dottrina, e di non


letteratura, fu
co' letterati.

quale senza l'azione immediata delle cose esterne tornano all'animo


le

e munifico
noveralo

sensazioni, in

modo
,

so

Tra

questi

migliante

a quello in che
esse cose
le

furono
e
tor-

^ ^

Alessandro VII del 1655,


istruito

siccome
mi-

generate gi da

in

tutte le scienze, di
,

nano all'animo
tro concepite
;

idee

in

addie-

rabile eloquenza

di vasta erule

la

memoria adun-

dizione

promosse tutte
delle
il

scienze

que

l'ornamento pi bello de' let-

ed
e
in

coltivatori

medesime
di

terali,

nutr

progetto
collegio

fondare

quanto pi
le

ed tanto maggiore ed utile, viva, felice, tenace e


e
dell'erudizione.
ci

Roma un

di

uomini
il-

vasta, siccome la cosa pi essenzia-

nell'ecclesiastica erudizione pi
lustri

delle sciente

che avesse l'Europa, e di mantenerli ivi agiatamente a vantaggio della Chiesa universale, e poscia premiarli con ragguardevoli dignit. Dopo aver desinato, Alessandro VII godeva di passare qualche tempo coi pi dotti del suo tempo il) eruditi ragionamenti, or

Ausonio avvert, che

dimentichia-

mo
e

per lo pi

delle cose
le

stessa velocit

con cui

con la leggiamo;
,

chiam dono divino

l'esimia

me-

moria dell'oratore Tiberio Vittore Minervio. Seneca osserv, che fragil la memoria, e che non pu
bastare al gran

numero

delle

cose

LET
che l'opprime, restando
io

LET
cancellale
dalle

177

H divcnnd
lori

.^memorali, con un apbihliolecie degli scrit-

idee

delle

cose

antiche

pendice delle

Quindi sono stali serapi-e ammirati e tenuti in sommo piegio tulli quelli che hanno la gran sorte, e veramente invidiabile, di essere dotali di singoiar memoria,
uuove.
Rilev Tertulliano, ragione
salute

sopra

gli

eruditi precoci,

la

memoria
renio

artificiale,

Varie
ce.

di traRipoite-

scegliere e di

notare,

dunque qui appresso breveque'Ietterali

mente
sliiti

che furono didalla

essere

stata a

privilegiati

natura,

chiamata
de' sensi

da
e

Platone, la

della

mirabile

potenza dell'anima,

dell' intelletto;

vera

ed unica tesoriera delle cose


,

come da
cerone
il

Plinio fu

detta

il

bene
Ci-

apprese
le

la

preziosa

memoria

dei-

pi necessario della vita, e da


tesoro
di

cose e delle scienze apprese,

tutte le cose.
l'

N men
il

giustamente pronunzi Gas-

allocuzione di
r
d'

Benedetto Accolti aretino ripet un ambasciatore

siodoro, essere

un
ed

gran vantaggio
il

del

Ungheria

ai

fiorentini.

non

conoscere

difetto

della

Ad
colti

esso fu consimile

Bernardo Acscrisse
docli.t

dimeuticanza;
in certo

accostarsi pei'ci

modo

alla divinit,

chiunalla

Pietro Cortesi,
p.

pure d'Arezzo, di cui De hominibus

que pu aver sempre presenti


niente le
cose passate.
le

Soleva dir
inventate

Socrate, che

lettere

5^: niemoriani tanluni crai vec' borunt et rerum, ut omnia, quae uuquani legerat, meminisset: anche
Filelfo

per aiuto della memoria,

somma-

il

nel lib.
la

28

delle sue Lei-

mente
ch

le

gli

avevano pregiudicato. Poiuomini per l' addietro aqualche


dir
bella

tere

chiam
divina,

sua memoria piut-

tosto

che

umana. Teodi
Sicilia

scollando

sentenea,

dette

celebre
di

oratore

non potendo

scriverla

ne' libri, la
scoi-

discepolo
tile
,

scrivevano per

cos e la

si

Platone e di Aristoricordava di un poema

pivano nella memoria , la quale corroborata da questo continuo esercizio, conservava ci che apprendeva r intelletto, ch' la potenza dell'anima colla quale l' uomo
atto a conoscere le correlazioni delle

bench letto una sola volta. Carmide recitava gli scrini altrui come avesse letti. Cinea legato di Pirli
ro a

Roma,

salut a

nome

tutti

idee, e

quelle che le idee han-

no

coi

fatti.

fidandosi de'

libri,

Trovate poi le lettere, non si sono pi

ed i plebei nel giorno seguente al suo arrivo. Scepsio Metrodoro rammenlavasi di tuttoci Ortensio si ricordache udiva
senatori
.

va

di

tutti

suoi

scritti

e pen-

impegnati a custodire le scienze nella mente. Cos non esercitandos

sieri,

e
i

di

tuttoci

che

avevano

detto

suoi avversari. Cassio Seve-

come prima
estesa,
sa

la

memoria,

la co-

gnizione delle

cose divenuta

meperrite-

no

e l'uomo sa

che non
nere
a

quello

meno, che pu
nel
in

vedendo condannati i suoi libri alle fiamme, disse che ritenendoli tutti in mente, per toglierne
ro
la

memoria bisognava bruciare andappoich ci che impres-

memoria.

L' eruditissimo

ch'esso,

Francesco Cancellieri pubblic colle stampe


Dissertnzione
dotati di

18 15

Roma

intorno agli uomini gran memoria^ ed a quel-

non pu levarsi se non si leva anco la vita. Carneade riteneva scolpita in mente, coso nell'animo

me

nella

cera,

1'

idea di tutte

le

128
cose.

LET
Giulio
tiere

LET
che udiva. Suora Anselmi domenicana di s. Maria Nuova di Bologna, ebbe in dono dalla natura tanta felicit di memoria, che
tre

Cesare dava udienza, leggeva, e dettava a pi persone in un tempo. Ciro nominava ad

uno ad uno
Scipione

tutti
i

suoi soldati

salutava

suoi soldati a

dopo

mesi e pi d'avere ascol,

nome. L'imperatore Adriano, dottissimo, ed amante delle lettere, rammentavasi i nomi di tutti i
suoi
soldati,

tate le prediche

le

poneva

esalta-

de' negozi

trattati,

mente in carta. Prospero Podiano perugino teneva a memoria i primi due o tre versi di tremila
libri

de'luoghi

sapeva a memoria tutta la legge. Girolamo Aleandro, dotato di prodigiosa


visitati.

Esdra

da

lui

acquistati
il

IVIario

avea
perch

ed Antonio soprannome delia


;

memoria,
torio
,

al pari

di

Francesco Vita mente


diversi auto-

memoria, recitava a
se lette

mente

le

co-

possedeva
di

anni addietro. IMutio Pignattelli giovane di trent'anni,


in Napoli,

molti

quindicimila
ri.

passi di

ad imitazione
ed

di

Giulio

Cesare, dettava a pi cancellieri in

un
t

tratto;

altre scrivendo egli

una volta tra le medesimo, detin


diversi
linsiIl

Padova d'una memoria cos stabile, che non si dimenticava giammai di tutto quello che una volta avea appre*
s.

Fu

Antonio

fl

so. Il

p.

a venticinque

bench
fino
i

Paolo Ardizzoni genovese, citava le parole e cieco,


versi
;

guaggi, alla presenza di grandi


gnori, che ne
p. Serafino

degli

autori

appresi

restarono
e

stupiti.

da Vicenza
senza
si

cappuccile

memoria mirabil foi'za di questa non distratta dalla folla degli


a
oggetti,

no,

recitava
udite,

trascriveva

preil

che

si

affacciano

per

gli

diche
gli

commettere

occhi.

Luigia Aubery marchesa di

minimo
non
si

sbaglio;

racconta ch'e-

Chambre!
Bibbia.

a tre copisti,

come

si

narsette

impar a mente la , Benedetto Averani di luci,

ra di

Giulio

Cesare,
di di

n a
Origene,

do
tutti

intelletto
gli

citava

come

scritto

ma

autori

da

lui

letti.

memoria Ansici-

sino al
verse e

numero

dieciotto

amalin-

drea
di

Barbazza

giureconsulto

nuensi, dettava al

tempo

stesso di-

liano citava nelle dispute centinaia

disparate materie,

in

ragioni

e di argomenti.

Pietro
dieci
le

gua
in

latina

e volgare, in verso

ed

degli Angeli detto Bargeo, di

argomenti eziandio, che gli venivano somministrati dai circostanti. V. Lingue.


quegli

prosa

su

anni sapeva
struzioni

mente
Il

tutte
p.

co-

greche.

Daniello
di

Bartoli gesuita, costretto


re in
pi

getta-

Leandro Alberti

chiam Gregorio
d' alto

Amaseo uomo
ad
ogni
disposto;

ingegno,
di

in

mare le sue prediche, comPalermo il suo quaresimale


chiamato biblioteca vivente,

generazione

dottrina

ritenuto a memoria. Filippo Beroal-

onde quasi d'ogni scienza

do
ga

fu

talmente parlava, che ciascuno rima-

altri

disse essere

una

ricca

botte-

neva stupefatto per la gran memoria che in lui si ritrovava. Francesco d' Andrea famoso avvocato
napoletano,
qualificato per
di
le

un

ful-

mine e prodigio

eloquenza^ in
prediche
in-

ben disposta. Il cardinal Giovanni Bona fu dotato di una mostruosa memoria. Francesco Bordoni fu chiamato biblioteca, da vivo e dopo morte, per le
Il

ma non

et tenera ripeteva

opere stampate.

cardinal

Dome-

LET
nico Capranica
toci
si

LET
tiit-

129
de Tin-

ricordava di
letto

conclusioni.

Girolamo Magio comil

che

avea

in

duemila
ri-

pose in carcere
linnahiilis,

trattato

volumi.

citandovi circa duecento

Clemente VI
portata in
nella

per una ferita

autori senza sbagliare. Antonio


gliabecchi
,

Ma-

capo,

miglior

tanto

fu

chiamato biblioteca

memoria che parve

cosa propii

digiosa, poich

non poteva

di-

archivio vivente, museo animata ambulante, heh'O libroruni: il p.


niiis

menticarsi

tutto quel che leggeva,


lo

ancorch
ta

desiderasse.

Gio. Cot-

da Legnago fu di altissimo ingegno e di stupenda memoria. Jacopo Critonio scozzese, fornito di pronta memoria, ripeteva qualunque predica ed orazione da lui udita
:

Anlol'anagramma Is iinus hibliotheca magna. Inolfurono coniate quattro metre daglie in suo onore; ma per non
Finardi trov nelle Magliahtchius ,
parole

egli

disput

col celebre Jafissato in

copo

Mazzoni, eh' erasi


dieciottomila

pi luoghi Egnazio Gio. Battista di autori. narrava fedelmente tuttoci che ae

mente

che leggeva, e perci non lasci verun' opera notabile 11 padre Nicol Malebranche per una caduta da cavallo acquist una gran memoria,
ci
.

interrompere ne dal notare

la

lettura,

si

asten-

di

cui

sembrava privo del


il

tutto in

vea

letto

ed

udito.

Gio.

Battista

Guarino
dibile,

fu d'una memoria increed occupavasi in una continua lettura. Porcio Latrone si ricordava di tutte le sue declama-

zioni, e

tesseva

la
si
i

storia

lunque eroe che


pio
volta

ripeteva
uditi.

tutti

di quanominava. Ipvocaboli una

Plinio

nel

decantare

suo acuto e sottile ingegno. Lodovico Antonio Muratori fu dotato di una gran memoria. Francesco Panigarola vescovo d'Asti non sapeva cosa fosse oblivione; suo padre avendogli promesso di regalargli tante monete per quanti testi imparava rompere a mente, fu costretto a
l'accordo per

giovent, onde svilupp

la venuta in
cia,

Roma

d'Iseo dalla Gre-

non impoverire. L'aOnofrio Panvinio


i-

qual
di
di

retore

insigne, dice

era

portentosa

memoria,

che che

gostiniano p.

dopo

aver parlato all'improvvi-

che non volle sapere. Pico della Mirandola^ chiama-

gnor solo

ci

so per

capo ancorch piccola parola de'suoi diLipsie era pronto scorsi. Giusto

lungo tempo, ritornava da ripetendo esattamente ogni

to la fenice del

suo secolo, e dallo

Scaligero mostro senza vizio, sape-

ad esporre
se

il

petto ad
gli

un pugnale
sbaglio
:

nel

recitar

annali di Tacito
vino

va ripetere le parole di due pagine intere, anche in ordine retrogrado; nell'et di ventiquattro anni tenne una disputa di novecento conclusioni
te

avesse
sigli

commesso
di

con-

o questioni in Roma,
autori
latini
,

trat-

leggere prima di prender

dagli

greci

e-

sonno, per esercizio del'a memoria.


11

braici

e caldei sopi'a le scienze, per


spese

p.

Francesco Macedo francescadi

difenderle; obbligandosi
il

no vantavasi
vione, e di

non conoscere

obli-

trascrivere tutte le o-

di pagare a chiunque voleva venire ad argomentargli cen-

viaggio e

le

pere de' santi padri- senza vederle:


sostenne
?

tra. 11

p.

in

Roma

per tre giorni,

per

la

portentosa

Luca Ramires francescano, memoria fu chia:

e per otto in Venezia ogni genere di


VOI. XXXVIII,

mato con anagramma

Res

mira}

i3o

LET
(e

LET
di

dappoich per tre giorni conlinui in et tli treutaduc anni pubblicamente


sostenne tutta
lico
s.

Plafone

di

Aristide.

Il

dotto Alessio

la

dottrina (Icll'ange-

perdette
la

Simmaco Mazzocchi ir)teramente la memoria;

Tommaso, dopo
Scoto.

aver difeso

nell'anno precedente quella del dottissimo


Tu di

tava

Giuseppe Scaligero memoria. Seneca recicoli' ordine duemila nomi


rara
gii

perdo pure il summenfovato Jacopo Mazzoni. Filippo Decio si ridusse smemorato. Il p. Guido Grandi

camaldolese, dottissimo letterato


di

ed autore
lumi, a

quarantaquattro
si

vodelle

con
si

avea uditi, e pi verprimo. TI dall' ultimo fino al


cui

stento

ricordava

cardinal Guglielmo Sirleto, di sin-

goiar dottrina e memoria, per non

perdeie tempo a notare non die alla


luce che poche
cose.

lui pi famigliari. Carlo Linneo, che gli svedesi chiamarono alias Deus, gi di eccellente memoria, giunse a dimenticarsi il

persone a

Gio.

Domemenli-

nome

delle

proprie figliuole e do-

nico Tedeschi
te e poi

compose
li

in carcere

mestici.

L'oratore Messala Corvino

trecento sonetti,
li

ritenne a

arriv ad obliare
altrettanto

scrisse

dopo

la

sua

berazione.

Fr.

Tommaso

agosti-

niano inglese sapeva a mente le opere di Scoto. Alfonso Tostato vescovo .' Avila, di stupenda memoria, visse quarant'anni ne'quali compose tredici Volumi di opere. Filippo Valentin! riteneva a mente tuttoci che leggeva, e cavalcando col cardinal Gasparo Contarini, gli
raccontava
le

il proprio nome; avvenne ad Orbilio. Eimogene famoso retore, nell'et di ventiquattro anni obli quanto sapeva, onde fu detto vecchio nella

sua giovent, e fanciullo nella sua


vecchiezza.
Il

cav.
ferita

Serpetri per u-

na malcurata
la

perde

la

me-

moria, questa riacquist nel riaprire

medicarla

bene.

Toi-quato
tre o quat-

Tasso teneva a mente


trocento stanze
;

storie ecclesiastiche e
le

profane come

leggesse.

Apostolo

rato fece uso di

divenuto smemoalcune pillole 11


.

Zeno
moria.

fu fornito di prodigiosa

me-

famoso Giorgio Trapesunzio andava


per

Roma

lacero e pezzente, senza pi

Come
ni

vi

furono

molti fenomeprincipale

ricordarsi di nulla,

L' eloquentissi-

e prodigi di natura sulla mera-

vigliosa

memoria,
ricerca in

dote

conventuale p. Gio. Carlo Vipera divenne smemorato.


oratore

mo

che

si

un

letterato, anzi

Jacopo

Blarlini

modenese

di

sette

ed indispensabile , cos\ non pochi fenomeni abbiamo sulr argomento contrario di averla perduta e di smemorati famosi. Artemidoro grammatico, per lo spavento che gli cagion un coccodrillo in cui a caso avea inciamnecessaria

anni sostenne una pubblica dispula


in diverse scienze,

ma

poi

disim-

par ogni cosa. Si osservato che

comunemente

flinciulli,

quali

palo,

obli

del

tutto

le

lettere.

Bamba

la memoria per un veleno. Francesco Barbaro si dimentic intieramente

re de'visigoti perde

della lingua greca di

cui era pe-

troppo presto cominciano a dare prova di sliaordinario ingegno, o sono da immatura morte rapiti, o col crescere degli anni divengono quasi stupidi ed insensati, come se fosse quello uno forzo che la natura non pu sostenere lungamente. Trattarono de doclis praccocibus, Baillet,

ritissimo e vi avea tradotto le yi'

Rorlholt, Schulte-

LET
10 o

LET
dei

i3r

reo opuscolo

Wolfio. Plutarco nel suo auDe sanitaic luenda,


la giustizia

pi

romani Pontefici, che chiamansi comunemente. Bolle, Brevi,


Encicliche,
se
Rescriltiy
delti ar-

dimostra che
le

individuala

Costituzioni,
delle quali
ticoli,

comanda

ai

letterati

conserle

ne tratta a
lutti

vazione delia salute, essendo tra

ed

quelli

che

vi

cause

primarie

che
del

guastano

la

salute de'letterati: la

mancanza

del

moto;
intensa

le

perdite

applicazione

sonno; e la della mente.

hanno relazione, laonde si possono anche consultare gli articoli, Cancelleria Apostolica, Dateria Apostolica
,

Penitenzieeia

Apostoli-

Marsilio Ficino scrisse:


studio
:

De

vita sa-

ca, Diploma

ed
,

altri.

Numerose,
antica-

na, seu de cura valetudins contin,


cjin

lileratiirae

incumhiint.

come vedremo mente le lettere


saria

furono

apostoliche, cano-

11 riempio ci diede De togatorum de valetudine curanda , opera eruHorstio auditissima. Gregorio tore: De tuenda sanitate studiosorum. In Venezia nel 1762 si pub-

niche, ecclesiastiche,

ed era neces-

una tale precauzione specialmente nei primi secoli, ossia nel tempo delle persecuzioni, quando
era pericoloso fidarsi dei forestieri, quali avrebbero potuto farsi cre

blic l'encomiata opera

del dottore

Giuseppe Antonio Pujati, intitolaDella preservazione della salute de' letterali e della gente applicata a vita sedentaria. Abbiamo
ta
:

dere
lo

cristiani,

senza che veramente

fossero, ossia

per

non comunifinalmente

care cogli eretici, ossia

di

Staickins:

De

doctonini
e di

vita
:

per non essere ingannati dagli uomini che falsamente si avrebbero


attribuiti
i

privata, Halae

1760/
sibi

Bottner

privilegi del chiericato.

Disp. de eruditis studioruni intemperie

Anche

al

presente

si

usa di non

mortem
1761.
longevit

accellerantibus,

permettere ad un

sacerdote estra-

[.ipsiae

Non mancano esemi

neo celebrar
funzione, se

la

messa

od

altra

pi

anche per letterati, che vissero con temperamento robusto, seguendo salutari predi
cetti,

e ne

trattano le seguenti o-

non munito di un exeat o di un attcstato del suo vescovo o ordinario, quando almeno non sia altronde sufficientemente
conosciuto,
I concilii ed i Papi pubblicarono utilissime provvidenze sulle lettere apostoliche, canoniche

pere.

bihliot. eruditorwn longaevorum, Lipsiae 1730. Epistola de longaeviSi Helmestadiae i664- Schediasma conlinens decadevi virorum, <jid semisaecidum

Specimen

ed ecclesiastiche.
delle diverse
tere,

Il

Rinaldi parla
di
siffatte let-

specie

fere lahoribus scholastici vacarunt, Misenae 17 io. De vita longa eraditorum, Jenae 1707. Dissertatio
hist.

che

vescovi

solevano suge
scriverle in

gellare

coir anello,

tavolette d'avorio, in carte

e talvoldi

phlosophica de
Lipsiae

senio

erudi-

ta in

pergamena.

L'ufficio

por-

torum,

1711.

De

erudids

tare le lettere ecclesiastiche

fu aflettere

mortuis anno 81

climaterico

mao

fidato ai

Cursori [Vedi).
in
fatti,

Le

ximo

aelatis, Rostochii

1707.

apostoliche

perch vena
notizia di

LETTERE APOSTOLICHE,
CANONICHE
CHE,
litlerae
ec.

gano pi
lutti,

facilmente

ECCLESIASTIle

n alcuno possa
di

addune

l'i-

Le

lettere apostoliche,

gnoranza
decretare,

esse,

apostolicae, sono

lettere

giusta

il

Papi sogliono costume, che

i32
i

LET
o
della
pontifcii
le

LET
fosse

cursori apostolici
alle

ricevuto

senza

presentare al
colle

pubblichioo
ca di
s.

porte

della

basili-

popolo

le lettere

apostoliche chia-

Pietro,

cancelleria

mate Formate [Vedi),


significavansi
il
l'

quali

apostolica, della curia

generale in-

unit
fra

della fede e
il

nocenziana, e nella piazza di Campo di fiore di Roma, e ne rimane ghino ivi affssi gli esemplari che le medesime per tal modo pubblicate abbiano la piena forza
:

mutuo amore membra.

capo
si

e le

vi
pi.

Di varie sorte di la Chiesa anche

lettere

ser-

nei

primi tem-

presso tutti cui

si

riferiscono,

come

se fossero state personalmente intimate. Inoltre l'ufficio di portare le


lettere

appartenne

ai
s.

suddiaconi, e da
l'epist.

lettori ed ai Cipriano nel-

Oltre le gi dette formate, se ne dispensavano altre chiamate cO' municatorie o ecclesiastiche o canoniche, che pur davansi a'vescovj che ritornavano alla loro giurisdizione, e servivano ancora per viep^

25

si

ha non

essere

lecito

pi rassodare l'unit
lo

mandar
per
I

lettere ecclesiastiche se

non

ecclesiastici,

della fede, e scambievole amore tra il pastore ed il popolo ; con esse il me-

Papi scrivevano
di di

pure in pasrisguarse ne
ri-

tropolitano
al

notificava
di

al

clero
diocesi

ed
la

sato tre sorta

lettere

popolo

qualche

danti

benefizi,

cui

consecrazione
loro
pastore.

da

lui

eseguita del

servavano la collazione: le prime monitorie di non erano lettere le seconde conferire quei benefizi
;

Altre lettere denoraie comunicalorie,

navansi pacifiche

lettere

preceltorial

precettive,

per obbligare gli ordinari, sotto una pena qualunque, a non confele terze erano rire quei benefizi ; esecutorie f per punire la conle tumacia degli ordinari, che aveva-

che accordavansi a' pellegrini, per far nota la sincerit della loro fede cattolica e ch'erano nella co-

munione
tizie

della Chiesa.

Commenda-

erano quelle che servivano ai medesimi pellegrini per il loro via-

no
ta

conferito

od

annullato Ja loro
lettere
tratsi-

collazione; delle quali


il

tico ; inoltre colle commendatizie raccomandavansi coloro che ne erano muniti, acci conseguissero quan-

Fleury.

Le

epistole de'Papi

to nelle stesse

lettere

era esposto.

no a quelle di s. Siricio eletto nel 385, da vai-i critici come suppositizie

perci

vengono impugnate, ma non perdono la loro autorit,


citate dai

Sino dai primi secoli della Chiesa i cristiani con queste lettere, che da Lattanzio sono chiamate /idei tesserae, e da Tertulliano contesserationes
hospitalitatis,
accolti

come
ficie

santi

padii e dai
ponti-

erano coaltri
si

sacri canoni.

Delle
s.

lettere

me

fratelli

dagli

cri-

fino a

Siricio

se

ne parla
collezioni

stiani.

Le commendatizie

dissero

all'articolo

Decretali, ove l'enumedelle


pontificie.

rammo,
delle

trattando

ancora simboliche, viaticae e con voce greca syslaticae. Chiamaronsi


lettere de' cattivi quelle

lettere

Sopra di
:

che

ve-

che a vedersi monsignor Bortoli H Instit. jur.can., Ansugii 1749Papa s. Sisto I del 182 determin che niun vescovo chiamato a Ro-

scovi solevano scrivere


degli schiavi.
si
il

pel riscatto
(

Dimissorie

Vedi

),

denominarono quelle
dalla
diocesi
col

colte quali

chierico faceva conoscere eh' era

ma

ritornato

al

vescovato,

vi

uscito

permesso

LET
Jet

LET
torie

i33

suo prelato, e di queste avea ancor bisogno il vescovo uscendo


propria giurisdizione
di
:

quelle che davansi nel

tempo
ri-

della persecuzione dai

cristiani

dalla
cilio

il

con-

tenuti in prigione per

Trento

due.
tra
le

Diversi

le chiam reverenhanno creduto che

con cui
i

Ges raccomandavano ai
i

Cristo,

vescovi

caduti ed

sottoposti

alla

peni-

pnncipali lettere essendo sta-

tenza canonica, cio quelli che do-

te le dimissorie e le formate,

altre fossero
specie.

Le

memoriali ne de'legati
pieie
le

molte comprese sotto la loro commonitorie o lettere servivano ad istruzioapostolici,

po
si

avevano rinegata
:

tormenti o per timore di esla fede; e serdell'interposizione

vivano perch fossero ammessi alla


penitenza
dei
confessori o martiri della fede, co-

per aderaappeilavansi

ingiunte

commissioni. Sidai sinodi a


tractaloriae j

me

dell'abuso che ne provenne, ne


agli articoli

o quelle che
lettere

nodali

sinodiche
si

parlammo
Lassi.
nei

davano
ancora

Le

lettere penitenziali

Indulgenza e furono
frequente,

diversi, dette

bassi

tempi in

uso

invitatorie

analoghe
ai

alle

quali compartivansi q
ti,

que'peniten-

sinodiche, furono quelle lettere che

spedivansi dal

Papa

vescovi imalla

prio vescovo

mediatamente

soggetti

santa

che muniti delle lettere del prorecavano a Roma si per adempirvi la penitenza canoni;

Sede, per invitarli a venire in

Ro-

ca loro imposta
loio diocesi
si si

nel

ritorno alle
es-

ma

all'anniversario di loro elezione,


si

consegnavano ad
penitenziali,

nella quale occasione

soleva ceil

queste lettere

colle
alla

lebrare
invitato

un sinodo. Se non avesse per


intesa la

vescovo
legittima
invito,

quali

venivano

raccomandati

piet de'fedeli pei


del

necessari sussidi

cagione potuto prestarsi


il

all'

viaggio, apostoliche quelle che

Papa

medesima

dispensava con altra


tere

ne lo lettera denole
ai
i

davansi
n'erano,

dai

sommi

Pontefici per
delle

apostolica autorit,

quali
di

ve
pi

minata excusatoria. Inoltre


trattatone
suffaganei
si

let-

come ve ne sono,
sopra
notate,
bolle,

servivano
col

pri-

sorte e di

cio co-

mati per chiamare


scovi
;

ai concilii

ve-

stituzioni, brevi, lettere


dette.

encicliche, e

medesimo

apostoliche

propriamente

nome
colle

chiamarono
i

quali
agli

conto
si

altri

pur quelle vescovi rendevano vescovi di ci che

Le lettere apostoliche si emanano per la condanna di qualche errore, per la collazione d* un


benefizio,

era da operato intorno a essi qualche affare di rilievo. Altre let-

per

concedere

spensa, per assoluzioni

una dida censure,

tere,
fedeli,

quando dispensavansi a

tutti

dicevansi encicliche cio cir-

colari; e cattoliche

quando

si

diri-

gevano a
quelle

tutte le chiese. Decretali

de'romani

Pontefici,

colle

ed altro. Anticamente lettere brevi nelle carte, furono dette quelle beni ecclequali erano descritti siastici, poi dette coramemoratorii, Cipriano inventarli o registri. S,
i

quali rispondevano
sulti

diversi consi

fa

menzione

di

certe
le

lettere

che

o prescrivevano ci che

do-

dicevansi cleriche,

quali davansi

veva fare o tralasciare. Pastorali (Vedi) quelle che davanti dai vescovi per istruzione del proprio
gregge.

dal clero in

tempo

di sede

vacante.

Quelle poi

che non
titolo di

con pubblico ne o
altri

erano notate comunicazio-

Confessorie

o conunenda-

segni

pubblici,

chiama-

i34
non avevano
queste lettere
i

LET
cio

LEI
dovevano
della

vansi prh'ate e commonitorie,


i

simboli

pace,

di salute e benedizione;

dappoich

Costantinopoli. recarsi a Nel secolo ottavo la significazione del kM-mine commonitorio o Monitorio
si

vescovi

cattolici le in-

dirizzavano agli

eretici, agli scismati-

ci ed ai pagani. Lettere rogatorie erano quelle che scrivevano i po-

poli al

romano

Pontefice,

dopo

la

[f^edi) cominci ad estendernon solamente alle citazioni giuridiche sotto pena di scomunica, ma alle stesse sentenze di scomunica e di anatema; queste ultime

canonica elezione de'loro vescovi supplicandolo a volerli confermare e consecrare


:

questa

sorte di

let-

tere furono dette

anco

suggesLiae,

cio istanza o testimoniale. Lettere

vocalorie

si

dissero
al

quelle

colle

quali
litano

il

Papa

clero e popolo di

per furono pi frequentemente chiamate litterae o decreta exconimunicationis. Ne' tempi successivi le lettere commendatizie di cui parlammo di sopra, furono eslese ad altri oggetti, e compartite non solamente dai vescovi e dagli abbati,

come metropoimmediatamente soggette, intimava di condurre a Roma il nuovo da loro eletto vescovo per
quelle diocesi a lui
essere consecrato
:

consimile uso
diocesi

te-

nevano

metropolitani
delle

riguardo al
loro
lette-

clero e popolo

dipendenti e suffiaganeej con


re vocatorie.

In seguito

vocalorie

hanno
mavasi
quel

significato quelle lettere pi

ma da altre persone ancora, da inferiori altres a superiori dirette. Se per qualche grave infortunio un monastero od una famiglia era ridotta ad estrema miseria; con lettera commendatizia di autorevole personaggio, colla quale tutti fedeli a prestar soccorso venivano esortati, soccorso spesse volte in effetto ne ottenevano. Se brae
i

forzose, colle quali


di

a taluno intidover comparire avanti

era a cui stato chiamato. Sinonimi a quello di vocatorie sono i termini di citato-

tribunale

un ecclesiastico di ammesso al clero di altra si, od un monaco di passare mente ad altro monastero
lettera

mava

essere

diocestabil;

con commendatizia, quegli del

rie,

di

requisitorie,

di

commonicoinmorescripta

torie,

applicati a tali lettere. Tuttalitterae

suo vescovo, questo del suo abbate, ne riportava 1' intento. Paschales

volta anticamente
nitoriae, o

erano
il

quelle lettere

che
la

scriveva

commonitoria

patriarca d'Alessandria avvisando


solennit
inoltre
i

hanno dinotato una lettera, o di comando, o di esecuzione di ci che in essa ingiungevasi. Anche per
semplice istruzione
data ai

l'epoca in cui cadeva


della
prelati

Pasqua.

Solevano
di

della Chiesa con


scriversi tra

scambievoloro nelle
sorte
di

nunzi

le carit

od

ai

deputati,

si

alcune volte

feste

solenni,

questa

adoperato questo stesso vocabolo ; cos'i non altro che istruzioni conIcngonsi in quel commonitorio, di
cui
i

il

Papa
da

s.

Celestino
spedili

incaric

erano chiamate sacre, come si legge in s. Cirillo Alessandrino e in Teodoreto. Delle lettere festive o acre con cui gli antichi
lettere
cristiani
si

legali

lui

al concilio
e

generale di Efeso nel


tro del concilio

43 romano

l'al-

solennit, ne
articoli,

auguravano bene nelle trattammo in diversi

ai

legali

alcuni de'quali

del Pontefice

Giovanni

Vili, che

all'articolo

sono citati Lettere epistolari.

, ,

LET
Parlammo
do' Fonteflci
sloliche,

LET
rio
I

i35
gloriosissimo

altiove sulle formole


nelle loro
al

I\Lngno,

Domino

lettere

apo-

come

voi.

V,
et

pag.

65

herto

nlque praecellenlissnio jiUo Edilangloruni regi Gregorius


, :

del

Dizionario, Saluleni

aposto-

termina

l'epistola,

incolunten
In

exaltra

licani benedictionem, ed all'articolo Bolla, quella di Grcgorius seiviis scn'orum Dei. Questa adott san

cellentiani l'estrani gratia

superna
Revefratri
ser-

cuslodiat.
scritta
al

Domine
vescovo
et

fdi.

d'Arles,

Gregorio
cotanza
clie
si

per

rintuzzar

la

tra-

rendissimo

sanctissiino

Giovanni Digiunatore, arrogava il titolo di vescodi


:

Elherio coepiscopo, Gregorius


VHS scn'oruni

Deij

nel fine.

Deus

vo universale
colo
Siire

nel declinar del se-

X
,

volevano alcuni vescovi u-

te incolumen custodiat, reverendissime frater. S. Martino I, Domi-

nelle lettere la

mula
fcio
s.

ma

rest solo

medesima foral romano


saluto pontila grazia,

no piissimo
et

et

serenissimo victon\

triumphalori fiUo, diligenti

Denni
Ckri-

Pontefice.

Quanto
si

al

Dominwn nostrum Jesum


Constanti

con cui
cos

annunzia
e
s.

Pietro lo pratic nelle


s.

sue

let-

tere,

Paolo

Giovanni,

Martinus episcopus servus servoruni Dei; finale, piissimnm Domini imperastum,

Augusto^

come riporta il Rinaldi all'anno 4), num. 28. Laonde s'introdusse ad esempio degli apostoli nelle lettere apostoliche,

toreni

superna grada custodiat,


cercives
ci

et

omnium genlium
dai.

sno-

Giovanni VII,
et

Dominis emiMercioet

annunziandosi

la

nentissimis

Etelredo regi

grazia insieme con la benedizione.


stesso Piinaldi

Lo

rum,

Alfridi regi
loro

Decrorum
fecero

all'anno

849,0. i3
poncon rivedi

Berniciorum, Joannes Papa. Altri


Pontefici
il

19, avverte che le lettere

nome
la

predelle
.

tificie

debbonsi ricevere
i

cedere

allorch

dignit

renza, dappoich
cs<ie

disprezzatori

persone
Il

non
s.

esigeva
I

altrimenti

furono puniti da Dio, ci che


racconta. Sulla
le

Papa

Sergio

incomincia una

egli

direzione,

ag-

giungeremo

seguenti

erudizioni.

Papa
scovi

s,

Simmaco
Galiie

scrivendo ai ve-

sua lettera, Sergius gratta Dei Pontfex Romanus Heroni Lingonum praesuli ; s. Zaccaria Zac,

delle
:

pospose

il

suo

charias urbis
in

Romae

episcopus ser^

nome
vcrsis

Dilectissiinis fralribus uni-

vus servorum Dei. Giovanni

XVIIl

episcopis

sistcnlihus,

per Gallias conSyrninacus ; e cos fece


Dilectissinio

scrivendo,

atque

ca-

una sua bolla cos comincia Johannes gratia Dei Romanae sedis episcopus salutem carissimam

rissimo fratri

Laurentio

Mediola-

cum
tra,
et

benedictionc apostolica; in al-

ncnsis ecclesae archiepiscopo, Syni-

Johannes

sanctae

caiholicae

maciis episcopus in
teni j

cos

scrisse

Domino salasan Damaso I,


Gloriosis-

apostolicae Ecclesiae apostohcus

praesul. Benedetto Vili dava corain-

Dileclissimo fratri Acholio, Daniasiis.

S.
et

Leone

Magno,

ciamento colle seguenti espressioni Benedictus servus servorum Dei sanctae


universalis

simo

clementi ssimo

Thcodosio
et
;

Ecclesiae benedi-

Angu<;to,

Leo episcopus
colicela
et

sancta
Vigilio,
fi-

synodus Roniae
Gloriosissimo

ctionem ex parte Dei omnipotentis et b. Petri apostolorum principis, et

clemcnlissimo
s.

mea, rpiipraesulatunijicct indigniis,


tenere

Ho JustinianOi

Figiliusj

Grego-

videor

apostolicae sedis.

i36
Ecco
lettere

LET
poi
sciitte

LET
formolari
di

alcuni
ai

p.

5i e

seg.

Agli articoli de'

ti-

Papi.
II
:

L' impeFla^'ius

toli

onorifici,

ad

altri

analoghi,

latore

san

Leone
fidelis

ConsLantinus
lo

in

Jesit

Chri-

titolazioni,

riportammo diverse formole ed inanche di lettere scritte


dai Papi a principi acattolici ed infedeli.

Deo imperator Leoni


et

sanctis-

sirno et beatissimo archiepiscopo veteris


et
te

F. Indizione, ove

tlicesi

quando

clarissiniae urbis

Roinae

oecunienico
in miilia
et

Papae j

finale,

Deus

s'incominciarono a porre nelle lettere apostoliche o bolle. Della formola

dissime

tempora custodiat, sanbeatissime Pater. Fedi


II

Bene

valete,
p.

ne parlammo nel
del Dizionario

voi.
al-

XX,

99

ed

Imperatore.

concilio
I
,

africano al

trove; in detto
re della

luogo
del

si

parla pue deU Data (Fe^

Pontefice Teodoro
to^

Domino bea-

data,

Datunt
p.

tissimo, apostolico culmine sublima-

VActum,
di).

oltre l'articolo
voi.

Patri Palruni Theodoro Papae,

Al

XXVi,

summo omnium praesulum Pontifici. Un patriarca de' quattro maget

Dizionario riportammo

la

37 1 del tremen-

da

giori soleva
al

dirigere le sue

lettere

lettera scritta da Stefano IV a Berta regina di Francia. F. Bol-

Papa con queste

espressioni.

San-

LARIO.

tissimo, et beatissimo fratri, et

com-

Domino Cons tantino, Joannes indignus episcopus in Domino sa-r


ministro,

lutem.

11

va

le

sue
j

primate dell'Africa intitola? Domino beatissimo, devo:

Per ordine di Carlo Magno fu una raccolta di novantanove lettere de'Ponlefici s. Gregorio III, Zaccaria, Stefano III, s. Paolo s. I, Stefano IV, Adriano I, e delfatta
l'

tissimo

et

honorabili sancto fratri

antipapa

Costantino;
a

scritte

Teodoro Papae, Fictor. Un vescovo del 74o scrivea Reverentissimo


:

Carlo Martello,

Pipino,

a Caiv

loraanno, ed allo stesso Carlo Ma-r

patri, dilectissimo

Domino, cum
venerando

ti-

gno, sulle cose temporali della Se-

more
Siro

et

tremore

magi-

apostolico

honoris

privilegio

praedito,

ponlijicatus

infula apo-

stolicae sedis sublimato Zacchariae,

de apostolica, raccolta che fu chia mata Codice Carolino. Questo fu pubblicato dal gesuita Jacopo Gretsero in Ingolstadt, per confondere
le

Bonijacius
licet

exiguus
et

servus
,

vester,

calunnie de'centuriatori di
il

Mage-

indignw!

ultimus

tamen
,

legatus

germanicus

devotissmus

deburgo contro rale de' romani


gregiamente
in

dominio tempoda d. Gaementre era


gli

Pontefici, e poi

optabileni in Christo imniarcescibilis

illustrato

E da osservarsi, che l'imperatore Marciano posponeva il suo nome a quello del Papa, e che i quattro maggiori patriarchi e il primate dell' Africa scrivendo al Papa gli univano agli
caritatis salutem.
altri
titoli

tano Cenni. Adriano I Roma Carlo Magno


dali

pre-

sent una raccolta di


trovasi nel
t.

canoni sinor
la

e di lettere pontificie,

qua-

le

Canisio
II,

in Antiquis
I,

lectionibus
nel

part.
t.

p.
p.

36
:

quello di
cosi
i

di);

ma non

Dominus (^FePapi quando

Labb, Concil.
t.

VI,
p.

i8oo;
di

e nell'Arduino
essa
fat. 8,
n.

Ili,

2o33

loro dirigevano lettere. Tali formole

tratta

il

p.

Coustant, in praepar. 2,

ed

dotto
nella

esempli sono riportati dal monsignor Marino Marini sua Diplomatica pontifcia

ad

epist.

Rom. Pont.

128. Giovanni

XXII

avvert

Filippo

re di Fraqcia, a

leggere

LET
ee}i stesso le lettere del

LET
Papa, dei re
ss j

187
remissorialiuni
ss.

neo non tractatu de executO'


lilleraranin

e dei principi, riponendole quindi in


in

ribiis

luogo sicuro. Clemente XII connel ponti Hcato dell'im-

in ordine

ad

processus pr

ca-

siderando che molte concessioni eransi fatte

nonizatione,
locis

una cimi praxi, suis apprime acconiodalus. Venetiis

mediato predecessore Benedetto XIII


senza
le

consuete
notizia

formalit, e tadi

1736. Cardinal Vincenzo Petra, Conimentaria ad constitiiliones aposto licas seu hiillas singiilas sum-

lune senza

quel

buon

Pontefice, colla costituzione

Roma-

moruni

Pontijiciini

in biiUario roseciindiini
col-

mix Ponlifex,
presso
il

de'3o marzo 1732, Bull. Rorn. t. XIII, p.


ridusse a
,

mano

contenentas

lectioneni Cherubini. Venetiis

217, abrog, moder e


termini
del
diritto

comune
delle

del

1741 Gaetano Cenni, Dissertalio de aniilo piscatorio, et variis diploma^


tuni inscriptionihus,
stimi.
t.

concilio di

Trento e

pontifi-

Diss. po-

cie costituzioni, dodici

lettere apo-

i3i.

stoliche

dal

medesimo Benedetto

Wilii,
toris,

Doni. Georg. Andreae Specimen de anulo pisca-

XI l
canti.

concesse ai regolari e mendi-

Ecco le costituzioni in didicembre scorso. Paterna, de io


\'j'5.

Altoif 1786, cum Mantissa breviuniPapaliimi tahiilarii Norini-

bergensis. Filippo Badosse,


lis,

De

bul-

Ratio apostolici ininisteri, del

et

de

brevioribus

litteris

apO"

maggio
gli

1726.

Singnlaris

dcvotio^

stolicis,

dissertationeni historico ca^

de'5 luglio 1726.

Exponi

nobis, deset-

nonicani.
Sarnelli,
lett.
I,

R.omae
Lett.

1798.

Pompeo
t.

8 agosto. Vilae, del primo

ecclesiastiche
lettere

I,

tembre. Libenlcr, del primo gennaio


zo.

Delle

ecclesiastiche.

1727. Loca sancta, del 3 marElx quo sedes, del primo aprile. Summa decet, dello stesso mese. Preliosus, de' 26 maggio. Le spiegazioni, de'
del

Gerardo Rodolfo, De literis cano-f 7c/\y, Coloniae 1572, Giovanni Cabassuzio, Dissertalio de literis formatis, nella sua Nolit. conci lior. p.

28 settembre 1728, e marzo 1729. Exponi nobis, ed In sede, de' 21 e 26 marzo


1729.
lettere
articoli

276, Lugduni 1670J e nelle


ecclesiast.
p.
I,

IVotil.

32,

Lugduni

i68oj

nel

t.

p.

233,

De

disciplina

Dei

diversi

uffiziali

delle

populi Dei. Enrico Dodwello^ Dissertatio

apostoliche se ne parla agli

de

literar.

ecclesiaslicar

Abbreviatori,

Cancelieria,
ec.

characteribus,
tion.

nelle

sue

Disserta^

Dateria, Segretari, Scrittori,

All'articolo Pvegio exequatur, par-

leremo perch s'introdusse. Il Pletlemberg, Nottia congregalionum, a


p.

Cyprian. p. 17. Osonii 1684. Francesco Bernardino Ferrari, De antiquo epistolaruni genere, libri tres, Mediolani 161 3; e curante G.

486, nel
Sulle

trattare delle

lettere

Theodoro Megero, Heimstadii 1678.


Giaogaspero Thorspecken, Disserde literis canonicis ex onini sacra qiiani proaritiqiiitate tani fana. VVitembergae 1731. Gianri dolfo Kiesling, Dissertatio de stabili primitivae ccclesiae ope lileraet formatariim riini systalicaruni commerciis in ecclesia Christi usitalio

apostoliche, dice
esse.

de' lalsilcatori di

lettere
i

apostoliche

si

possono consultare

seguenti autori.

D. de

Thomae

de Rosa, Traclalus
lilleranini

executoribus

slolicarwn tam
ituiae.
libet Clini

gratiae,

apoquani ju-

addilionibus
seorsini

ad

r/tia-

capita

alias impres-

i38
talis,

LET
earimifjiie usti, origine, contiet

LET
pi che
ella

Toro
pi
le

eletto e
di

finissimo;
tutte
le

nualione

dijferentia

Stadae
Filippo

pregevole
cose

1682. Erniano Ugone, scnbendi origine cap.


Priori,
tatto,

De prima
1

ricchezze, e

pi

stimate

3.

De

literis

canonicis disscr-

cimi appendice de Tractoriis

non possono mettersi in paragone con essa, la quale ha nella destra mano la lunga vita, nella sinistra
le
lei

et

Synodicis. Pniisiis
nel
t.

nier

1675. GarConimonitor Marii


I.

ricchezze

e la

gloria; le vie di

sono

vie belle,

ed in

tutti

suoi

Alercatoris

cap.
in

Noris
^'^^'

nel

t.

sentieri

la

pace;

essa l'albero

IV Oper.
Donatistar.

Jppend. ad
4>
P-

Histor.

della vita

per quelli

lect.

ciano, ed beato chi al suo


lettela

che l'abbracseno
si

LETTERE BELLE.
tere,

La

stringe ".

Difficilmente
il

trove-

lalura la scienza delle belle let-

r un autore profano,
bia fatto

quale abelogio

chiamandosi Letterati (Fedi), che le coltivano e professano. Il Bergier nel suo Dizionario enciclopedico prova all'articolo Letche a queste riusc tere Belle
quelli
,

un

pi

pomposo

della filosofia.
to volte

Esso ripetuto cennel libro della Sapienza


I

e nell'Ecclesiastico, essendo un'esor-

tazione continua allo studio.

medel

sommamente
stiana, ci

utile la

religione cri-

desimi autori
altres
cielo.
II,

sacri

avvertono che

che andiamo colla sua

la

sapienza

un dono

autorit a riportare. Scrive dunque,

osarono

che molti nemici del cristianesimo di sostenere che il meraviglioso e felice stabilimento di es-

Se r Ecclesiaste nel cap. l e sembra far poco conto dello


e
delle

studio

cognizioni

umane,
egli se
la

perch

non considerava
le

so rec

danno gravissimo
la

alla col-

non l'abuso che ne fanno


gior parte di quelli che
cquistate.
dice.
za,

tura ed al progresso

delie lettere,

maghanno a12, v.
3,
la scien-

per basta
dell'istoria

pi leggiera tintura

Daniele

al cap.

per

chiaramente dimofalsit
il

Quelli

che hanno

strare

ingiustizia e la

di

rifulgeranno

come

la

luce del

questo rimprovero. Senza

cristia-

nesimo tutta l'Europa sarebbe immersa nella stessa barbarie in cui


trovansi l'Asia e
di esporre
i

firmamento ; e quelli che insegnano a molti la giustizia, come stelle per l'intiera eternit ". Quel profeta
il

l'Africa.

Prima

per

le

sue
la

cognizioni

merit
dei

comprovanti tale asserzione, sar bene esaminare libri snnti danno dello l'idea che
fatti
i

favole

confidenza

re
la

di Babilonia,

e serv utilmente
istruito
cieli

sua nazione. Ges Cristo dice, che


ogni
pel
scriba
ossia dotto
,

studio
Gli

delle

cognizioni

umane.
profani

autori

sacri
il

come

compresero sotto
voli

nome
utili

di

sapienza

tulle le cognizioni
.

e dilette-

regno de' un padre di tiene in ordine


la

simile
il

ad

famiglia,

quale
tutto

e preparato

Felice

l'uomo, dice Saloe.

quello che

pu venire a bisogno

mone neProv.
che
si

2, v.

i3 e

seg.,

per
s.

sua casa,

come
v.

si

legge in

procur
ricco di

la

sapienza con che

Matteo cap. i3,


sua dottrina,

52.

Quando

La

moltiplicato le

sue
;

cognizioni,
l'acquisto

scelse degl' ignoranti


la

per predicare

ed
della

prudenza

volle

dimostrare

sapienza

vale pi dell'acquii

sto dell' argento, ed

frulli

di

lei

che non avea bisogno di alctni socpromise loro un lucorso umano


:

LET
wc
va
soprannaturale, ed
i

LET
doni dello
face-

139
delle

scro celebre
lezioni.
s.

colla

fama

loro

,S[)inlo

Santo. Eyli

medesimo
ebrei,

meravigliare

gli

per la

dottrina delle
cli

sue lezioni,
egli

non avesse
:

fatto
i

abbenalcuno
sa di

studio

ne stupivano

giudei e

dicevano;
lettere

come mai
avere

costui

imparato? come scrive s. Giovanni e. 7, v. i5. Allorquando 1' apostolo tlelle


senza
genti
s.

Paolo

sprezz

la

filosotla

Atanas. Gregorio Nazianzeno, s. Gregorio Nisseno, Arnobio, e Lattanzio furono considerati come pi grandi oratori, ed i migliori i scrittori del loro secolo. Il quinto secolo fu ancora pi fertile di grandi uomini, che nessun autore gentile contemporaneo pot eguagliarli. L'imperatore Giuliano l'Apostata, geNel quarto secolo
s.

sio,

Basilio,

le

scienze de'greci, dimostr l'a-

loso della gloria che

spandevano
i

sul

buso che ne
sofi;

avevano

fatto

filo-

crescente cristianesimo

talenti

dei

rilev

il

disegno che avea


per

la

suoi dottori, proib ai cristiani di fre-

provvidenza effettuato servendosi


alcuni uomini
illetterati

di

quentare

le

scuole e d'insegnare

le

con-

lettere, tirannia

fondere

sapienti;

alcuni tentarono
rito de'suoi

ma allorquando deprimere il mefece osservare

to per l'infelice
cipe.

che rest senza effetmorte di quel prinlo studio del-

Raccomandarono

discorsi,

loro,

che

parlare

quantunque rozzo nel non lo era nella scienza,


ai

nella seconda epistola

corintii e.

II,
lo

V.

6,

Altrove

lo

stesso

aposto-

egualmente che quello della sacra Scrittura, i santi Clemente Alessandrino, Girolamo e Basilio Magno. I lumi sparsi in Europa nel V secolo, in cui fior il Papa s. Leone
le lettere^
I

che un vescovo sia capace d'insegnare, e colla sua epistola prima a Timoteo, e. 3, v. 2, i3, iG, suo discepolo,
dice che fa di
mestieri
lo

Magno, senza dubbio


accresciuti

si

sarebbe-

ro

progressivamente, se

una subitanea e fatale rivoluzione non ne avesse cangiata la faccia. Orde innumerevoli di barbari, sortiti principalmente dalle foreste del settentrione
,

esorta e leggere, studiare

ed

i-

struire gli altri.

In

tal

modo

il

cristianesimo

si-

devastarono
delle

successiva

no dal suo nascimento, ben alieno


dall'allontanare
coltura delle
i

suoi seguaci

dalla

mente l'Europa e ro monumenti


i

l'Asia, distrusse-

scienze

e
la

lettere e delle scienze,

delle artij sparsero dappertutto

somministrava loro
di confutare

un nuovo mocio

desolazione

le

loro

devastazioni
secoli,

tivo di applicarvisi, la necessit


i

continuarono per

diversi

ed il desiderio di convertirli. Nel secondo secolo Giustino, s. Taziano, Atenagora, lumia, ed altri scrittori ecclesiastifilosofi^
ci,
le

non cessarono del tutto se non quando il cristianesimo fu stabilito

nel

settentrione.

La
cos

nostra

santa religione avrebbe dovuto soc-

di

cui opere
s.

nel terzo secolo

drino, Origene

sono perdute Clemente Alessaned i suoi discepoli


;

combere
li,

sotto

colpi

terribi-

se

il

suo divino fondatore

non

l'avesse sostenuta,

formando
con

nel suo

dimostrarono nei loro


lu->ola

scritti di

aver
fi-

seno istesso
seguito
si

que'mezzi
il

cui in

cognizioni estesissime in fatto di


e
di

si

ripai

male. Per sottrar-

storia;

rimpiazzarono

alle

violenze e devastazioni degli


invasori, moltissime persola

essi

uella scuola d'Alessandria

Pau-

stranieri

leiiio

ed

Ammonio

Sacca, e la rc-

ne abbracciarono

vita

munasti-

i4o
ca
:

LET
divisero
il

LET
tempo
fra
ii

loro

bitit,

e perch

servi

non avevano
privilegi

Javoro delle proprie mani, lo studio e la preghiera ; essi custodirono e

la

copiarono
stevano
fiorito
:

libri

che

ancora

sussi-

Questa e della giurisdizione temporale e dellibert di applicarvisi.


la

prima sorgente dei


prerogative
nei

monaco era stato il dottissimo Papa s. Gregorio I 3Iagno,


nel
sesto

le

accordate
il

al

clero;

era esso diventato


poli

rifugio de'po-

secolo,

monaci
santi
gli ec-

tempi

disastrosi.

All'epoca

furono

molli

illustri,

dotti e

delle fondazioni delle universit, tutte


le

suoi successori. D'altra

parte

cattedre
:

furono

occupate da
alti

clesiastici obbligali dal loro stato allo

ecclesiastici

quegli stabilimenti furo-

studio, conservarono qualche tintura

no

considerali

come

di reli-

delle scienze;

il

nome

di ecclesiastico

gione che doveva usi fare sotto l'autorit del

e di Chierico

Vedi) divent
di

sinoni-

capo della Chiesa, siccome


Bergier. Egli in-

mo
ili

di

quello di letterato, e quello

dice
oltre

il

medesimo

Laico (^Vedi),

non addottri-

rimarca, che

quando vedesi
della

nato, indotto, privo di scienza.

La

un Gerson,
rit

cancelliere

chie-

lingua latina, sebbene

molto decali-

sa di Parigi, prender cura per cadelle piccole

duta dalla sua antica purezza, coneervossi nell'uffizio divino e nei


bri ecclesiastici,
i^io

scuole,

compren-

desi

che

la

religione sola

pu

ispi-

divenne il linguagdella chiesa: vi furono sempre


recinto delle chie-

rare

un

simile zelo per l'istruzione

delle scuole nel

se e de'monasteri.
gier,

Soggiunge il Berche dovremo adunque noi pensare di quei critici moderni, i quascrissero che il latino era stato li guastato e reso barbaro dalla relifosse stata la re|.;ione, quasi che
ligione che provoc
la

degli ignoranti: gli antichi padri ne aveano dato l'esempio, ma non si trovano siffatti modelli tra i filosofi, n vi saranno imitatori tra i nostri avversari moderni. La poesia nella

sua origine era


celebrare
ri

stata consecrata

la divinit;

nei secoli barba-

essa

ritorn alla sua primiera de:

venuta dei

stinazione

gli

inni ed

cantici fe-

barbari e
loro

consigli di mischiare la

cero sempre parte del


in presenza
salli,
i

servigio di-

lingua corrotta col puro linguaggio del Lazio (Fedi)! Altri ti lagnarono perch la maggior parte dei nostri sludi e la maggior parte delle

vino. Nelle assemblee della nazione,

del sovi-ano
gli

e dei vas-

vescovi e

abbati erano le
parlare, per-

sole persone capaci di

noslre istituzioni

nei

bassi

ch
stalo
si

erano

essi

obbligati

dal loro

tempi

presero

un' aria
di

monastica.

di tenere al
I

Laonde

prova

fatto,

che

gli

di religione.

popolo dei discorsermoni di Fulber-

ecclesiastici

ed

monaci hanno vele let-

to e di
s.

ramente salvato dal naufragio


tere e le scienze.

Ivone di Chartres, quelli di Anselmo e di s. Bernardo, non sono

Gli ecclesiastici fu-

eloquenti
e di
s.

come

quelli di

s.

Basilio
si

rono obbligati di studiare il diritto romano e la medicina ; essi trovaronsi soli capaci d' insegnarli, per-

Gio. Crisostomo; vi

scor-

gono per dei tratti di genio ed un grande uso della sacra Scrittura,
sorgente divina che somministra ognora l'elevatezza de'pensieri, la vivacit de'sentimenti, la nobilt delle
espressioni.

che
la

nobili,

dati interamente alla

professione

delle

armi, spingevano
d'igno-

loro stupidezza fino a considera-

re lo studio

come un segno

LET
A Roma particolarmente
di
si

L li T
gli

sliv

zione.

Fu
il

perfino tentalo di

scre-

sostennefo e

si

cura de'sommi
all'articolo

Pontefici,

rianimarono per il novero

ditare

che vanno a
agi'

mirabile zelo de'missionari predicare il vangelo

de'pi dotti de'quali lo

riportammo

infedeli;

eppure
pi
flirci

missionari
di
tutti
le
i

Letterato.
la

da
dei

Roma
maedelle

hanno
zioni

contribuito

che Carlo
stri

Magno chiamo

viaggiatori a

conoscere

na-

per

ristabilire

coltura

lettere nel

quale egli
lo in

suo impero: Alenino dal prese lezione avea studiala

pi lontane da noi. Cos per una stupida ostinazione gl'increduli rimproverano al cristianesimo soci

Roma. Ora

religione

man-

corsi

teneva un legame

necessario tra la

che loro ha somministrato per estendere le loro cognizioni. Dicono

Sede apostolica
la cristianit.

e tutte le chiese del-

essi

Le

gelosie,

l'andjizio-

che in vece di spingere gli uomini allo studio della natura, della

ne,

il

genio oppressore

dei

piccoli

morale,
,

della
il

legislazione, della

principi,

che tenevano in ischiavil


troncato quai

politica

cristianesimo
se

non
di

li

l'Europa, avrebbeio

tiene occupati

non che
il

diri-

lunque commercio
ti,

fra

suoi abitan-

spute di

religione,

Bergier

se

la

religione
essi

servato fra
i

la

non avesse concomunicazione ed


col

rapporti di societ. In oggi ancora


fastoso

sponde loro, che senza tali dispute gli uomini sarebbero incapaci di attendere a qualunque siasi specie
li

l'ignoranza presuntuosa,

di
ai

studio
bruti.

quindi allatto simi-

declama contro la dominazione temporale dei Papi; non vede essa che ci non fu solamendi filosofia,

nome

culla

filosofia nella sua incominci colle ricerche sulla causa prima, sul governo della prov-

La

te

un

effetto necessario

delle circoci

stanze,

ma uno

de'mezzi che

sal-

varono dalla barbarie, com' proarticoli. Lagnasi per quantit delle pie fondazioni, e si dimentica che per alcuni secoli questo fu il solo mezzo possibile per

videnzaj sulla nntiua e sul destino dell'uomo; che essi citino un solo popolo senza religione che abbia
fatto degli studi?

vato in tanti

Le

nazioni che
fitto

la

sono cristiane hanno esse


giori

non magi

progressi di

noi
s

nelle cogni-

zioni
nostri

che

vantano
?

altamente
essi

sollevare

g' infelici

Scandalizzasi

avversari

Dacch

mela

per

la

ricchezza de'monasteri, per-

desimi cessarono dall'essere


ni,

cristia-

ch ignorasi o si vuole ignorare ch'essi furono per -molti secoli il solo


asilo de'poveri. Si

hanno

essi

perfezionato d'assai

morale e
serie di

la legislazione?
i

esagerano

le

fu-

neste conseguenze delle crociate, ta-

fatti contro tranno mai sostenersi

Ecco una quali non pole

foro con(

cendosene
tal

vantaggi, dappoich da
la

getture e
poli

frivoli

ragionamenti.

po-

epoca ebbe incouiinciamento

libert civile, il commercio, come da tale epoca s'incominci a reprimere la formidabile possanza dei maomettani. Si mettono in ridicolo le

che non furono mai cristiani sono ancora pressoch barbari ; essi
sonosi tutti inciviliti dacch abbrac-

ciarono

il

cristianesimo

questa e-

dispule

insorte

tra

l'impero
ci

ed

il

sacerdozio;

ma

quelle

co-

strinsero a consultare l'antichit^

ed

a riacquistare

il

gusto per l'erudi-

per provare il nostro argomento. Allorch Costantinopoli nel i/^^i3 fu presa da Maometto II, il Papa Nicol V in R.oma, ed Medici in Firensurtlciente
i

sperienza pi che

.\7.

LET
i

LET
lette-

ze accolsero con distinzione


rati

relln;

in

fine

aggiungevano alcune
lingua loro signi-

ed eruditi che
la

aveano abhnnparti d'Italia an-

parole semplicemente di pulitezza o


cortesia, clic nella

donato
cora,
le

metropoli dell'impero gredel

co. In diverse altre

ficavano auguri di salute, di gioia e


di

ad esempio

Papa,

essi

loro lettere

trovarono una genlatine risorsero priu-

tile

accoglienza, laonde le belle let-

prosperit. Riguardato si sarebhe quale scortesia ed insulto l'ohhlio di questa formola o l' aftetlettele let-

lere greche e

tazione di non apporla alle


re.

cipalmente per la munificenza pontilicia. Paolo II, gran protettore dei


letterati di

Gli spartani scrivevano


loro

tere

sopra

strisele di

perga-

ebbe

la

buoni costumi, nel 14^58 compiacenza di vedere in

mena,
indi

e le avvolgevano o le rotolavano sopra un cilindro di legno,


le

Roma
la

introdotta l'utilissima arte del-

chiudevano con
applicavano
il

filo

nero,

stampa. Leone X, l'onore del suo secolo, concorse potentemente alla


restain-azione delle belle lettere,

sul quale
to

sigillo.

Tan-

corte per erano le loro lettere,


la

non
il

che

brevit delle

medesime passaalla conci-

meno

che delle belle

arti,

per

ta era in proverbio, seppure questo

genio della sua famiglia Medici, e pel gusto sid)lime del bello da cui era animato, quale produsse una
felice rivohizione nel

non

li feri

vasi

piuttosto

sione de'Ioro detti, che nominata fu

laconismo. Si dice ch'essi non avessero


Sif;illi

suo secolo. Nel


le

[P^erli)

particolari,

ma

nostro meraviglioso
arti

lettere

le

LETTERE
ture che
si

grandemente fioriscono. EPlSTOL.ARI.Scrlt-

che pigliassero quello che loro piao quello che veniva loro ce va ,
nelle

mani,

d'ordinario
portavano
formola
essi

servi-

mandano

agli

assenti o

vansi per quell'oggetto degli anelli


di
ta.

per negozi o per ragguagli, o per altri molivi; queste furono dette
talvolta

ferro ch'essi
I

alle

di-

romani imitarono piuttosto


nella
g(Miera-

Epistole
scrivere

o Lettere miaxwe.
queste
lettere

gli
le

ateniesi

L'uso di
tanto
trovata
scrivere
scrittura.

ch'essi

adoperavano
loro
il

nelle loro

antico

quanto
facile
gli

quello

della

lettere.

E
i

l'immaginarsi che

loro

Ponevano nomi e le

nel titolo

qualit^ e

avendo

uomini l'arte di
per

quindi soggiungevano

nome eia

loro pensieri, ne abbiano

qualit di quello a cui scrivevano,

tosto approfittato

comunicarli
legge che
lettera
di

a persone assenti o anche lontane,

aggiungendo d'ordinario la parola equivaleva al di salutazione, che


saluto o all'augurio di salute.

Nel libro
Pretore
Licia.

VI

dell'Iliade

si

Ma

Bellerofonte

port

una

allorch essi scrivevano a


sole, a

d'Argo a lobata re della Pretendono molti eruditi, che


o
le

le lettere

epistole presso

greci

ed
si

romani

avessero al pari delle

un dittatore, che si trovasse iu carica distinta, osservavano il costumc di porre in prima in capo
altra

un cono a qualunque

persona

nostre

una formola generale e quauniforme. I greci cominciavano

alla

lettera

il

nome
il

la qualit di

quello cui
e

la

lettera

era

diretta,

col porre in ca[)0 alle loro lettere


li

questo avanti
loro.

nome

e le qua-

proprio

nome

o quello dello
la lettera

seri-

lit

All'opposto
a

vente, e in seguilo
della

ponevano quello
era di-

dittatore o

allorch un un console o un pre-

persona cui

lore scriveva

persone

infeiiori,

LET
cominciava sempre col l'apporre il e tutsuo nome e la sua qualil
;

LET
gnore, che loro
tere
si

145
dava
ni;i

nelle

let-

ad

essi

dirette,
a'

mostrarosi

generalmente le lettere de'romaterminavansi colla formola T^ale, cio coU'augurio di salute, senza l'aggiunta di alcun altro comte

no piacere che
nissero
gli

loro
di

nomi

u-

ni

epiteli

magnifico, di
ec.

massimo,
I

di

augusto, di ottimo,
titoli

principali

onorifici,

antichi

plimento.
Ili,

11

p.

Menocbio

nel tora.

model

Ili,

hanno

articoli ne] Dizio-

p.

5o8

delle sue Sluore trat-

nario. Nel corpo stesso della lettera


si

ta
ti

nel cap.

XCIX:

De' saluti usafor-

adoperarono spesso

termini, di

dagli antichi nel principio delle

tua clemenza, tua piet,


gnificenza, ed altri simili.

lettere^

laonde riporteremo due

tua maPer mez-

inole.
io

Se

state

bene,

mi

rallegro,

sto

bene. Platone

a Dione prenegozi.
scritte
,

ga buon successo
Per
la

de' suoi

nuova introduzione a quel tempo inche sotto g' imaudite, avvenne


zo di
di

questa

formole

sino

maggior parte

era-

peratori

si

perdette
de'

il
,

nobile

stile

no quelle lettere sul papiro foi*mato da una foglia della pianta


che portava quel nome e che cresceva pi abbondantemente nelr Egitto. I romani le piegavano

epistolare

romani

conservalo

nel periodo della repubblica, e pi

non
ri

si

conobbe sotto
stile

altro

g' imperatoche quello della vil-

e dell' adulazione,
,

f^.

Lettere
EB ECCLE-

semplicemente o le rotolavano o le avvolgevano in modo che tutte rimanessero legate con un filo, al quale applicavano una specie di cera per imprimervi il sigillo a un dipresso come noi facciamo colla cera lacca. Per aprire quindi una lettera era d'uopo tagliare il filo. Le lettere de' duchi o comandanti
degli eserciti, scritte al
affari

APOSTOtlCHE
SIASTICHE.

CA^'0^ICHE

Pompeo
ditissime
p. T,

Sarnelli

nelle sue erut.

LeW^re

ecclesiastiche

II,

osserva che lo
altro

scrivere lette-

re ad

oggetto a
far fra

non

fu

in-

ventato
assenti,

che

piesenti

due

e trattar

loro o delle

senato per importanza erano sempre sigillate con doppio sigillo, e quelle colle quali annunziavano una vittoria erano circondate di rami d'alloro. Quelli che volevano risparmiar la carta, che in R.oma doveva esser carissima, scrivevano
d'
,

o di quello che alla giornata va succedendo. E vero per che questo si pure adocose domestiche,

perato per cose dottrinali, come

s.

Girolamo
ri,

scrisse

IMarcelIa. f-pi~

slolare offlciwn estj

de re familiaaut de quotidiana conversatione


et

aliquid scribercj
ahsentis inter
se

quodamniodo
K'elint,

praesentes fieri,

sopra tavolette intonacate di cera,


e le spedivano coperte
di

cium mutuo quid


gestuni
sit,

e sigillate;
di-

aut nuncant :

aut
inter-

licci

modo che

quegli a cui era

retta la lettera,

dopo

di

averla let-

cium confahulationis tale conviviuni doctrinae quoque sale condintur. Il

ta cancellava colla estremit roton-

medesimo
I,

Sarnelli

nel

t.

IV,

lett.

da dello

stile

caratteii che vi ela ri-

discorre

suH'

Uso

delle

lettere

rano impressi, e rimandava


sposta scritta su le
tavolette

jissive

non esser coetaneo a quele di altre lettere


r.loria

desime.
si

successori di

meAugusto non
di si-

lo

dello scrivere

appartenenti
stica.

alla

ecclesia-

contentarono

del

titolo

Egli dunque chiama utile

i44
giocondo
missive,
il

LET
commercio
i

LET
delle lettere
latini
lat,

cui sili

ut

in

rhetoricis Ci'

che

greci

chia-

cero ait) rifu ferino vctuni quaerebant, ante chartae, et

marono
significa

Epislolae, da epstello che

membranadolatis e
li-

mandare.

L'utilit

accen-

rum
gno

usum,

aul

in

nata da Cicerone, Q. Fratri lib. I. Jllud, qiiod est epislolae proprium,


ut
is,

ad

queni

scribitur,

de

his

aut in corticibus arborum mutuo epistolarum alloquia missilabant ; linde et porticodicillis,

rebusj

qiias

ignorai,
esse

cerlior fiat,

tores earuni tabellarios, et scriptores

praelennitlenduni

non

puto.

libris

arborum
fanciulli

librarios vo-

La
lib,

giocondit espressa da Seneca


I,

cavere.

Ai

ancora

si

da-

ep. 40'

"^^

imagines

nohis
sunt,

vano

queste

tavolette

acciocch

amicorum absentium fucundae quae viemoriam renovanl, et


ni solatio levant
res sunt
lilerae,
:

desi-

imparassero l'abecedario, e si usavano fino dai tempi di Plauto pia


;

deriurn absentiae falso, atque ina-

tardi

si

usarono
cose e
si

le

tavolette di
si

quae

quanto jucundiovera amici


veras
dice

avorio, nelle quali col lapis

no-

tavano

le

poi

si

cancella-

absenlis vestigia,
ferunt.
nelli,
si

Da

principio,
nelle

notas afSaril

vano. Dipoi

venne

alle

membracolle

ne

fatte

di

pelli

d' animali,

scrisse

pietre
di

nude
o

quali

possono
dir
di

annoverarsi
Plinio
fu
:

quelle

o ne' mattoni
cotti,

formati

creta

che diciamo pergamene,


li

delle

qua-

come

si

legge de'figli di Selh,

al

inventore
tuttavol-

e della legge data a

Mos

in

due

Eumene
ta
il

re di

Pergamo
pi

tavole di
lastre di

anche nelle piombo come si vede in


pietra,

ed

sembrano
somiglianti

antiche, perch

Pentateuco di Mos

era scritto

Giob

19; indi si us di scrivere sulle foglie, che i greci chiamavano phylla, onde le pagine dei libri si chiamano da essi e da
cap.

in

carte
tersi

membrane. Quali pergamene solevano commetl'una coll'altra, e poi al mosi

do che
ri,

fa

delle

tele

dai tessito-

noi fogli. Dalle


scrivere
nelle

foglie
sottili

si

pass a
interiori

voltate sopra
il

un

cilindro,

come

era scritto
dicevasi

Pentateuco, e queslo
dall' involtarsi.

corleccie degli alberi, che in latino


si

Volumen

chiamano
1.

Ul piano

propriamente librorum, ff. de


tilia,

libri.

Finalmente,
I

secondo
di
il

Plinio

lib.

legib.

3,

e.

II, s'introdusse

l'uso della
il

chiama
volette
libri,

gli

alberi,

phylira, e
ta-

carta a

papyro. Si adoperarono ancora


sottili,

tempo Grande. Quindi


lettere
le
li

Alessandro
Sarnelli

parla

e di queste

si

fecero

delle

missive ossiano episto^

com'era quello
s.

ritrovato nel
:

della sacra Scrittura, delle

sepolcro di
positae,

Barnaba
ihyinis
il

libri

hujus
III.

non

se

quane incomincia a parlare

iabellae erant

lignis conit.

presso

Surio

Forse a quel tempo sar stato so di mandar lettere, mentre


hellarii
si

l'u-

che ne'libri de'E.e, essendo stata la prima quella che Davide diede ad Uria, ritenendosi favola dei
greci quella di sopra

ta-

chiamano

Corrieri

(Vedi),

che portano lettere; di che scrisse s. Girolamo nell'epist. ad Nitiam; Rudes illi Iialiae hoTines quos Cascos Ennius nppel-

memorata di Carta si parla piu'e dei papiri, e di queVedi sti anco all'articolo Diploma.
Bellerofonte.
All'articolo

Poste PONTIFICIE, ove


poste
delle

si

tratta delle
diceiidos.i

lettere)

LET
Corrieri anche
lettere

LET
portano
le
?..

t45
al

come

al

beneficio,

3.

ringrazia-

le colombe. Francesco Paiisi nelle Islruzioimpiegala nelni per la gioi'entli

mento. Sotto questi


io subordinate,
re
si

tre generi soIo-

no poi contenute molte specie

come
la

al

domanda-

In segreteria,

nel
lettere,

t.

I,

par.

Il

appartiene
cui
si

raccomanda-

Generi delle si niuno degli

dice che quasi

zione, in

domanda alcuna
si

scrittori
;

accorda in
la

cosa pei nostri amici e dipendenti;


la

questa divisione

quei che

pren-

introduzione in cui

domanda
la

dono

dalle

diverse

materie e da

l'amicizia

del corrispondente;
si

pressoch
trattano,

infiniti

non

argomenti ch'esse ricordano del si


nell'

scusa, dove
iscusati,
si

chiede d'averci per

specialmente
la

quando non

precetto
le

Platonico

insegnare

concede ci
;

discipline, di

non
il

fermarsi nei

mandato
il

viene doche ci querela ha per fine


notificare
i

singolari.
tutti,
le

Libanio,

pi antico di
dice l'Eri-

lamentarsi,
il

il

misfatti,

divide in quaranta specie,

ed ancora

richiedere
;

la ripristina-

npn gi ventuna, come


che
vole,
vi

zione dell' amicizia

la

credenziale
e

treo, e per lo pi inettissime, poi-

domanda che

si

abbia fede ad una

pone

fra le
1'

altre

Vamicheot-

persona, che noi


quali la sostanza cere appartiene
l'avviso,
in

mandiamo, ec,
si

l'allegorica,

apologetica, la

cosi discorrendo di altre specie, nelle

dottrinale, ec. Altri


tanta, altri passano
discreti,
il

ne contano
utili,

riduce al doe

centinaio: pi

mandare. Al beneficare
cui
si

compiail

bench non pi
le

sono
tre

l'offerta,
fa

dono,
avvi-

quelli,

che tutte

lettere

riducoai

un piacere o
si

no con Bartolomeo
generi oratorii,

Zucchi
le
utili

un benefizio all'amico a cui


sa^

ovvero

distin-

cosa
l'

guono
tevoli.

in necessarie,

e dilet-

visita,

che giova o diletta; la augurio, la lode, la dedi-

Sembra, che per fare una giusta divisione debba questa dedall' intrinseca

.sumersi

sostanza

della lettera.

Qualunque commernon contiene ci epistolare altro se non che cose buone o male, che
appartengono o
scrive: questa
a chi scrive o a chi
si

ringraziamento, la condo' glianza , la giustificazione nella quale si disinganna la persona, e gli si d il bene di conoscere la
ca,
il

verit, ed
si

ogni altra specie in cui

fa

al

corrispondente o benefizio
Il

o piacere.
tiene tante

ringraziamento
di

con-

dunque
la

la

loro in-

specie

ringraziare,

trinseca sostanza e

materia.

Ora
trat-

quanto
tasi

alle

cose

buone che
o
si

nelle lettere,

si

desiderano,

o
le
le

si

concedono, o
le

ricevono. Chi

desidera prega e

domanda

chi

concede

d
;

per

compiacere

far benefizio chi le riceve ne mostra gradimento e riconoscenza, Ecco dunque che la sostanza dele
le

quante sono le specie de' beneCirca le cose fizi che si ricevono. male, o se ne chiede l'allontanamento, e ci appartiene alla domanda, o si allontanano dall'amico, il che appartiene al beneficio j e questo produce all' amico stesso
il

ringraziamento. Questi tre geneper maggior brevit


al
il

ri
i

Parisi

li

lettere

pu

riduisi

a questi tre
al

iduce a due, cio

negozio e al

generi, cio al

pregare,
;

conce
lo

dere,
slesso

al

ringraziare
i.

che

complimento, giacch a questi due riducono anche tutte le specie si


de'lre generi, e questa stessa
divi-

che dire:
vor,.

alla

domanda,

xxxviii.

IO

i46
fu

LET
segreterie.
feste

LET
Delle
lettere
in

approvata da molti e sione specialmente da Aldo Manuzio, Le


familiari
si

di

buone
hiop.

ne parlammo

diversi

debbono anch'esse ridura questi medesimi generi. Quanto al cerimoniale interno


lettere,

ghi,

come
a
p.

nel

voi.

XXIV,
voi.

del
poi,

Dizionario.

Nel
e

226 XXllI

i54
delle

i55, non solo

ed esterno delle

avverte

il

trattammo
feste,

mancie, del com-

medesimo

Parisi, che le formalit che si usano nelle lettere, servono a distinguere un ceto dall'altro, e a determinare in certo modo la

piimenlo ed
delle
di

augurio delle
strenne e degli

buone
autori

che

queste scrissero,
altri

ma
p.

citam-

mo
chio

gh

articoli

in
11
t.

cui sonovi

distanza
chi
le

o
;
fe

disparit

relativa tra

altre l'elative notizie.

Menoscrisse
:

scrive

quello

a cui

si

nelle

Stiiore

Ili,

scrivono
in

sono

come

testimo-

Dell'uso degli

antichi

di dare

le

nianze e segni esterni di quel che

mancie
pregare
di

in
le

certe

occasioni,
feste,

e di

opinione

rapporto agli
queste
strata dall'uso

comune noi siamo La materia di altri.


viene

buone
dagli

essendosi
cristiani
lette-

usalo anco
scriversi

antichi

formalit

somminidalle con-

scambievolmente

comune,

re nelle
le

solennit,
feste,

suetudini delle nazioni,


cito

da un

ta-

buone

con augurarsi e questo per amoe


delle stren-

accordo tra le corti de'principi o da qualche legge de' medesirai. L'usanza principalmente quella

revolezza e carit cristiana, Dell'origine delle mancie


ne, altre notizie in
si

che nelle

lettere

prescrive

se-

Alberto
II,

gni, presceglie le

parole, ne fissa

e varia
quantit,

ad
il

arbitrio

l'ordine,
il

la

acque t. il 1820
si

possono leggere Cassio, Corso delle e seg. Verso p. 210

pel

primo
a

d'ogni

anno

valore e

significato,
il

sono

cominciate

pubblicare

ed assegna ad un ceto
distintivo, acci sappia
pigliarsi

proprio

ognuno ap-

stampe alcune strenne o aimanacchi lellerarii, ad imitazione


colle

a quella classe di formole che conviene al suo grado, rapporto al grado di nascita, di facolta e d'impiego di coloro cui si deve scrivere. Talvolta alcuno si astiene dallo scrivere a qualche personaggio che pretende un litovolendo negare un lo singolare, trattamento che comunemente a a persone d'inquello si accorda geguo non mancano modi e forme, per evitar con decoro le diflicoll che s'incontrano nel superficiale.
:

di

certe

operette

inglesi
al

che sodei-

glionsi

pubblicare

primo

l'anno, o meglio

vuoisi

piuttosto

italiana invenzione, passata


eia e
in

inFran-

Inghilterra, Di l ripalriaItalia
le

rono

in

strenne, piene di

galanteria talvolta pericolosa, e po-

che volte istruttive e morali, pii o meno ornate con isplendidezza tipografica. Fra quelle che meritano menzione nella categoria delle

strenne isloriche, citeremo

La

Inoltre

il

Parisi

non

solo nella

sua opera tratta magistralmente l'argomento epistolare, ed anche con erudizione, ma nel t. I, p. 121 e seg. riporta una scelta bibhoteca
epistolare

Strenna Picena per l'anno 184(5, compilata da Francesco Papalini, Loreto presso i fratelli Rossi 18451. Venezia in Neil' anno lygS
si

pubblic

la

Raccolta
Sarnelli nel

di

lette-

re capricciose, dell'Albergali e del

per

uso delle

Zacchiroli.

Il

t.

I,

LET
delle
Leti.
eccl. ci

LET
:

i47

Delle lettere me, o con nome fnto, ovvero supposte. Sopra queste scritture anonirne e cieche, ne diede la regola che

d la XXXI o memorali senza no-

memoriale che gli fu dnto perch evitasse la congiura, forse non avrebbe perduto impero e vita, tenendo in mano la polizza che doveva illuminarlo. Cos Archia
il

deve tenere e 1' insegnamento Innocenzo 111 nel e. Inqusitionis de accusationibus. Nec petilioneni eoriim, ani libellum infamalionis corrigunt in occulto, procedendunt est ad inquisilionem super contenlis
si

per
pezzi
la

la

ricupera
fu
col

della

foi

te/za di

Cadmo,
lettera

presidio tagliato a

per non aver voluto leggere scrtta da Atene, che lo avvertiva del tradimento. Quindi
il

Kicolio nelle
injuriis
tit.

sue

lucubrazioni,
scrisse.

ibidem criniinibus faciendam. Gi s. Bernardo avea scritto ad Eugenio


III

De

IV, n. 5,

Denique notandum,
riorem ali qui
libelli,

quod quando

nel lib.

IV De

conside-

conlra aliquem mitlunlur


sine subscriptione

ad

siipe-

ratione, doversi
ti

tenere per sospetdi parlare

si ve

litterae

quelli

che
:

ricusano

inittentis,

qua

svelatamente

Et

liane velini gene-

vulgo dicuntur memoralia sine no-

ralem

libi

constiluas regulam, ut o-

mnem, qui palam

veretur dicere,

suspectum habeas. E la ragione la riporta s, Gregorio Ij 5, q. i quidam. Quia quisquis veraciler loquitur, semetipsuni innotescere non debet formidare. Di tal sorte di gente non ne niancaj s perch l'invidia sempre opposta al merito

mine, per se sola non merenda' aliquam /idem. Non tamen negligi penitus debentj cunt aliquod ma-

gni momenti continent ; sed super eorum materia diligens nformatio


capi.
colla
Il

Papa

s.

Pio

nel

iSj?,

costituzione

198,

Romanus
le

Ponlifex,
di
libelli,

rinnov tutte pene contro gli autori


lettere

antiche
avvisi

e copisti

perch i cattivi maligno tirano la pielia, o che colpiscano o no: chi mostrer di non farne
della
virt, e
agitati

anonime e

dallo

spirito

segreti.

LETTICARI.
chiesa

Chierici che nella


incaricati
,

greca
i

erano

di

caso, far cessare

gl'inutili

latrati.

portare

corpi

morti

sopra una
lectica,

lettere cieche o con contengono cose di gian momento, ma sono inverotali

Se poi

bara chiamata lectuni o


seppellirli.

nome
simili

fnto

LETTIGA
ca. Arnese

LETTICA,
due muli,
Dicesi

Lecti-

pei

falsi

contrassegni,

non
scire,

da

far viaggio, portato

se ne deve fare caso;

omnia
disse

per

lo

pi

da

sedia

non

omnia

exequi,

Tacito
di

chiusa portatile.

pure Por-

nella vita di Agricola.

L'imperatore

tantina, voce oggi usata per tutta


Italia,

Basilio

ammon

il

figlio,

non

quasi sedia portatile che anco


portata per Io

dare orecchio ai cattivi rapporti della calunnia; altrimenti, dice Aniano, chi sarebbe innocente se bastasse l'essere accusato? Ma se gli scritti anonimi contengono cose
gravi verosimili con giusti contrassegni,
tali

dicesi bussola,

meno
por-

da due uomini a
tano
le lettiche.

modo che
le

si

Si dice quindi,

che

coloro
seggetta

che
si

portano

genti iu

o seggeltieri.
tratto

domandano Il nome
latino

portantini
di lettiga
crede.si
letto,

lettere

non

vanno

dis-

dal

lectica,

prezzate.

Se Giulio Cesare legtjeva

derivato dalla parola

lectns,

i48
perch

LET
se

LET
erano sostenute sopra due stanghe da due muli, e sembra che
pi
alle

probabilmente vi aveva un origliere o un materasso come in un letto. Il Gouget crede che l'invenzione delle lettiche non sia
tanto antica
all'articolo

comunemente riserbate donne di condizione.


la

fossero

Gredesi
detta
aperta,

come

quella dei carri

che
fosse

lettiga

propriamente

e dei carpenti, de' quali

parlammo
egli

pi

comunemente

Carrozza
quella

[Vedi):

d'avviso che

invenzione
lusso.

chiuse.

bench ve ne avessero ancora di Queste lettighe fatte ad


uso degli uomini, e delle quali
le
si

possa attribuirsi alla mollezza, con-

seguenza ordinaria del tavolta r uso di farsi


lettighe
ti

Tut-

donne ancora
presso,

servirono

in

ap-

portare in

portate
differenza

erano da
delle

schiavi,

in altre specie somiglian-

la

condizioni
indicata dal

o di vetture, ereavuto luogo presso babilonesi. Da qualche passo di Cicerone e di un antico mterprete di Giovenale sembra potersi raccogliere, che l'invenzione delle lettighe portate da uomini o da cavalli fosse dovuta ai re della Bitinia. Svetonio presso Dione Casnarra che le lettighe furono sio
di portantine
desi

delle

persone

veniva

avere

numero

de' portatori

che

talvolta

giungevano sino ad otto ; questi per probabilmente servivano di ricambio e sotteutravano gli uni agli altri. Alcuni ritengono che le basterne de'romani abbiano data l'idea alle nostre lettighe portate da muli ; e dalle lettighe de' romani vuoisi che traggano parimente l'origine
le

introdotte

in

Roma
per

tempo

di

nostre

sedie

coperte e

Giulio Cesare, e
tutte le parti

vederle da
genti.

chiuse con vetri portate da

uomini.

accorrevano

Biondo da Forh
trionfante p. 352,
ci

nella sua

Roma
la

pochissimo tempo se crebbe tanto l'uso che fu vietarle. Sotto Tiberio si no schiavi che si facevano
In
a vicenda da
ri.

ne acd'uopo vedevaportare
inferio-

descrive

for-

ma
tica

delle

lettighe

degli

antichi ro-

mani
cos

fu

altri

schiavi

Nel regno di

Alessandro Seve-

cui

modo. 5 La letquesto molto usata dagli antichi, uomini come donne nobili, la forma si vede in Roma in
in

ro le lettighe in gran parte diminuirono, perch a queste sottentrarono


i

molti luoghi scolpita, e noi qui la descriveremo. Ella fu prima molto simile al
ti,

carpenti

le

veltiue

portate dalle mule. Queste lettighe,

feretro o letto de'morche suole essere portato da die;

chiamate anche vetture, furono in romani che appresso in uso tra ne avevano di due sorta, le une portate dai muli, che nominavanaltre portate da si baslernaej le uomini, e queste propriamente dai Ialini erano dette lecticae. Le prime ossia le basterne erano d'ordinario dorate e munite di vetri ai due lati, secondo alcuni, altri non
i

ci

o dodici uomini alla sepoltura


essa

ma

ebbe

di sotto tre piedi

in

modo

seco

affissi,

che

ivi

si

sospen-

deva tutta la lettiga alta di terra per cammino, quando quelli che la portavano volevano pigliare un poco di fiato e sentire
fu

meno
sopra

affanno:
di certi

anco coperta
per

di

veli

difendere chi era


talvolta

dentro

dalla

polvere, dal sole e dal vento;


veli

ammettono

tali

vetri,

non essendo

e vi erano

cos densi
vi

credibile che allora vi fossero. Es-

che n freddo u pioggia

pot-

LET
ra penefiare; e
itoteva
*

LET
v'era

i49
ora l'uso me-

chi

dentro

o discendere

le scale:

fa

parte

sua voglia aprirla o tutfacilmente; e bench

no comune, tranne

i Pontefici che sogliono adoperarla talvolta nel pro-

per

non vi solesse andare lo pi pi che lina persona, ella ne capiva nondimeno due, come dice Svelonio.

prio palazzo nell'ascendere o discen-

dere
o

le

scalcj

e pi

raramente se
loro
lettighe

recansi

altrove.

Le

Nerone

assai spesso

and pubinsieme
poril

blicamente
con
tala
hi

in

una

leltica
la
;

sono sedie coperte con due stanghe laterali, quali con


portantine
cinte di pelle sono portate
diari,

madre.
dodici

Era
si

lettica

dai se-

da

servi

essendo

domestici

stabili

del palazzo

viaggio

lungo,

cambiavano

per

apostolico e dei
te

Papi.

Sono coperrosso ed or-

strada nitri dodici, perch a vicen-

di seta di

damasco
e

da
sclii

si

riposassero e fossero pi free


pii

nate con
seta di

trine

frangio

pur

di

atti
:

a
a

sostenere

una
si

tal

lunga

fatica

questo

modo

ottone.
cristalli

lungo e presto, ed assai quieto e riposatamente ; ma egli si us la leltica pi spesso per la citt e per il contado, che per lunfosse portata e che go viaggio da molli in ispalla, ne fa Seneca menzione in pi luoghi, riden-

andava

di

con bollette di Lateralmente hanno due che si possono abbassare,


colore,

oltre quello

dello
il

sportello

eh'

nel

davanti;
levatore
uscire,
,

cielo

copertura
entrare
voglia

alzandosi

nell'

ed
bile

seppure non
lettiga

u-

sarsi.

La

portantina nos

di

velluto

nell'esterno
le

dosi
cos
la

di

coloro

che

si

lasciavano

che
ed
i

nell' interno,

per
di

tendine
cre-

delicatamente portare in ispallettighe.

cuscini sono

nobilt

nelle

lettica ri

que'servi
in
collo.

Ulpiano chiama che portano la

misi.

Questa

lettiga

dello stesso

dip.jipo e delle altre,

Domiziano viet che le donne impudiche andassero in lettica. Non solamente i romani, ma gli esterni anche di qualche
lettiga

essendo ornata con trine e frangie d' oro, ed altre


guarnizioni, quasi

come

la sedia

ge-

statoria, essendovi nel cielo in

rica-

mo

lo Spirito

Santo raggiante. Nel


della

dignit
".

usarono

la lettica,

come M.
ad Attiil

palazzo apostolico evvi inoltre


lettiga
disile

Tullio accenna scrivendo

portantina
di

una forma

co

descritte, coperta di

pelle ne-

Innocenzo
pello
rosso

IV
ai

nel dare
,

cap-

la

foderata

seta

damascala,

cardinali

comancitt

trine e frangie di

colore paonazzo.

loro di andare

per
a
di

la

Questa

Pontefici

Cm'allo
guitarono
la
citt

[Pedi), essendo

essi

soliti

pongono
cardinale

a disposizione di

benignamente qualche
che gl'inco-

incedere per
i

umilt

piedi.

Sefino

prelato,

cardinali

andare per
lettiga

moda

cavallo o in
circa del

i5oo, quando vide in Italia la prima carrozza, si la quale dappoi cominciarono ad usare anche cardinali, adoperando
alla
i

met

o discendere le scale, ed egualmente portata dai sediari pontificii. In mancanza di alcuno di essi, suppliscono i palafrenieri

ascendere

pontificii; cos se la

lettiga

essi
]ii,

eziandio sino agli ultimi

ieva-

Papa. Il cadavere del Pontefice che muore nel palazzo


serve
pel

come

signori

laici

le

signore

Quirinale,

si

trasporta al
lettiga,

Vatica-

le lettighe, se

impotenti ad ascendere

no

in

portantina o

portata

l'^o
dij

LET
due

LET
al

mule
voi.

bianche,
Vili,
p.

modo
del
let-

lato

in

Ancona,
in

tutta volta

si

fece

deito al

187
,

condurre
gi del

portantina sulla spi;gl'ingresso

Dizionario. Di alcune
lighe
del

antiche

mare per veder


veneta

palazzo
al
voi.

apostolico

ne

nel porto della


la

flotta.

Dopo

parlammo
All'articolo

XXIII, p. 89. Cavallerizzo maggiore


lui spetletti-

morte di Alessandro VI, Cesare Borgia duca Valentino part\ da


e in portantina o lettiga
si

DEL Papa dicemmo che a


ta
la

Roma,
port a

cura della portantina o

ga pontificia,
rezza: in
il

aprirla, chiuderla, e

che
II

il

Narra il cardinal de Medici


Nepi.
rec
al

Varillas,

poi

Leolet-

vegliare che sia portata


di lui assenza

con

sicu-

ne X,

si

conclave in

lettiga.

supplisce

primo Papa
solenne

foriere maggiore.

Ora passiamo
il

tiga dal
la

che si rec in Vaticano al Laterano


cavalcata
del

nel-

riportare alcune altre erudizioni


lettighe,

possesso,
1

sulle

dovendo supplire

fu Paolo
vi
si

IV

del

1555. Nel

566

dettaglio agli articoli


ja

analoghi, ed

port in
la

quello di Treni.

V, che
parlare

anco s. Pio fece fermare per un quarto


lettiga
s.

Innocenzo IV volendo celebrare in Lione il concilio generale, si ammal in Genova, e per consiglio de'medici pass nella abbazia
di

d'ora avanti la chiesa del Ges per

con

Francesco
:

generale

de' gesuiti
lectica.

ddatus in
goiio XIII
ritorno fece
scendit

Borgia SS. D. futi Nel iSya Crecavallo


lettiga

Sestri;

ma

invece la

sua salu-

and

e
:

nel

Nondimeno dispose di Irasferirsi a Lione, se non a cavailo, per lettiga, non volendo recarvisi per mare per la noia del viagte deterior.

uso della

a-

lecticani

dniissisque

carre-

dinalihus rediit

ad paladum per
.

g'onem
Sisto
lica

Traiistiberii/i

Nel

585

gio, e

temendo

partigiani di

F-

and

cavallo alia basi-

derico II suo nemico. Si fece dun-

lateranense, ed in lettiga pas-

que trasportare
indi
alla

in lettiga a

Savona,

so poscia alla sua


ria

Stella; e parte a cavallo,

vigna a s. Maggiore, ove rimase sino

Maalla

parte

in

cando le dicembre 1-244. Urbano IV essen-

valiSusa Alpi giunse a Lione il 2


lettiga,

per

sera,
stolico,

ritornando

al

palazzo apo-

do
si

nel

port

dali'

in Todi, in lettiga Perugia , ove mori infermit che lo avea re-

1264
in

in lecdcas cum fanalihus cerne albne accensis. Fa S\?,\.o Vii primo Papa che morendo nel 1590 al Quirinale, il suo corpo fu per-

tato

in lettiga

al

Vaticano.

Nel

so debole

in Todi.

Il

celebre

possesso

preso

da

Gregorio

XIV

Egidio Albenemerito cardinal bornoz mor in Viterbo nel 1367: posto in lettiga si il suo cadavere trasport in Ispagna, onde Urbano V concesse a quelli che per un
tratto di strada
lettiga,

nel
//,

1590, dopo il praefectus siavenivano portate, leclicae tres

Sanctitatis siiae^

rubeo^ et tenia

duae holoserico panno simililer, et


ornapalazzo
,

aureis cordulis, et frangiis


lae.

ne conducevano
partendo da

la

Gregorio

XIV
la

cavalc nell'anal

l'indulgenza dell'anno santo


II

data,

ma

nel

ritorno

1464, in lettiga port a Ponte Molle ove s'im|>arc sul Tevere, Essendosi qmmjjnel
.si

i35o. Pio per Ancona

Roma

vaticano

ascese

lettiga

con-

tornato da quaranta paggi, in un a


diversi

nobili
lorcie

romani,

chi^
:

sostene-

vano

di

cera accese

inuHie

LET
lo

LET
auro nterlextOy cum pae oblevatis , quorum
poslilena
insigns

t5;i

ed

accompagnavano alcuni cardinali magistrato romano. Nel posil


Innocenzo
famigliari

Pa-

antilena, et

sesso d'

IX

del

iSgi,
i

cum

frontali

ex puro

dopo
cavalli

de' cardinali,

e le mule del Papa, succedevano due lecticae Papae, una cum stabularis, qui eas marni ductbant,
et

argento deaurato. Un'altra relazione dice che nel possesso d' Innocenzo

X
le

una

lettiga di velluto rosso

guar-

nita

d'oro e con sua


;

maghler
11

stabuli

apud
si

chinee

clie

il

arme seguiva Papa era in let,

eos equitans.

Pontefice cavalc,
in
lettiga

tiga

scoperta
fatta

davanti
di

e la presa
rosso,

ma dopo
i

la

funzione

del cielo

velluto

fort a visitare la scala santa, ed

guarnita d'oro con


tefice,
il

arme

del

Pon-

suo antico titolo de*


dalla

ss.

Quattro,
per
la

peceduto
ur

croce
;

portata da
indi

quale era dentro con cappello da cardinale; indi dopo i vescovi seguivano tre lettighe di vel-

suo

cappellano

via di
stol'co

Trastevere

al

palazzo apo-

luto

con molti prelati e famigliai\ L'anno iSga prese possesso


a
caxallo

e damasco guarnite d' oro. Di sua cognata la famosa d. Olimpia Maidalchini, abbiamo ch'essa
di

Clemente Vili: dopo


di
stalla

il

soffrendo
tiga

podagra usava
d'

la

let-

maestio
venivaro

le

chinee

per

Roma,

e negli ultimi gior-

due

lettighe di

Nostro
l'altra

Signore, una di velluto,

di

panno, portate

da
ed
il

quattro
cappello,
i

muli.

Dopo
retta,

la la

finzione,
sto'a

ripresa la moz-

monin let-

con Innocenzo camere del Papa, pesando di pi la lettiga quando ritornava a casa pel denaro che portava via.
ni della vita

e?sa portavasi nelle

t in

lettiga, e
la

licenzi

cardinali.

Di Alessandro
legge, che lo

VII

del

t655

si

Visit

scala santa, e poi

tiga si rec al Quirinale, accompagnato dalla sua corte, da alcuni cardinali, e da molti gentiluomini romani. Nel i6o5 pel possesso di

precedevano tre tighe nobilissime, essendo pi

let-

ric-

ca quella in cui egli sedeva.

Cle-

mente IX
so
:

nel

1667
la

piese posses-

Leone XI
oltre quella
il

si

videro
aperta in

tre

lettighe,
si

precedeva velluto cremesino


lo

sua lettiga

di

ornata di trine

cui

pose
ri-

e frangie d' oro,


di questa
il

Papa

si

meli'

andata, che nel

torno.

possesso cavalcando
lo

nee
ta

si

medesimo anno prese una chmea Paonel corteggio dopo le chiportarono due lettighe, una
Nel
di

incedeva in

seguendo a piedi maestro di stalla. Egli mozzetta e stola con

cappello pontificale di velluto cre-

mesino, in lettiga aperta di velluto rosso guarnita d'oro, foderata di

nuova

velluto cremesino guarni-

tutta

d'oro,

l'altra

di

velluto

rosso pi semplice. Nel

1621 Greportossi
al

gorio

XV

in

lettiga

damasco cremesino, e bollettata di borchie dorate, camminandole appresso un palafreniere coH'ombrello di damasco cremesino trinalo
d'oro.

possesso, oltre quelle che


al

andarono

Lo

seguiva altra lettiga: doin


lettiga

solilo

luogo
nel

altrettanto pratic

po
si

la

funzione,
al

coperta

Urbano Vili
cenzo

nel

1623; ed Innotre

port

Quirinale.

Clemente

1644 con
aperta

lettighe,

X
fu
la

nel possesso che prese nel

1670

oltre quella

ov'egli sedeva
serico^ et

preceduto dalla lettiga


scoperta egli
si

in quel-

portata a

duobus muUs

assise,

e lo se-

1*^2

LET
;

LT
lettiga
Io,

gu altra lettiga coperta fece


cos

poscia in
al

ed

al

Quirinale in sedia a
a

mai

ritorno

Quirinale;

no, col

corteggio

fece nel

1676 Innocenzo XI,


al

questa sedia a
pi
si

mano
alle

che per

ritorn

Vaticano; ed

portarono
fuori

con Pacappelle poncavallo


:

talvolta

altrettanto pratic nel

1689

Ales-

tificie

de' palazzi

apostolici.

sandro Vili, passando dopo il possesso al Quirinale. Nel 1691 Innocenzo XII fece lo stesso in lutto,

Nel
al

1780 Clemente XII recandosi


Laterano pel
possesso,

ascese

in

sedia di
di

velluto scoperta, intartrine

solo viene notato che lo segui-

siata

ricami,

frangia

vano immediatamente i seggellieri portando una sedia di velluto cremesino trinata d'oro. Ritornando egli in lettiga nel 1692 da Civitavecchia in Roma, lungi due miglia fu incontrato dai poveri, da
lui

d'oro, portata nelle stanghe da dut


nobili
cavalli

frigioni

l)ianchi

ric-

camente

guarniti
altri

ne' finimenti

gualdrappe;

dicono

in

letti-

ga scoperta
cielo
le

bellissima con

sopra

di

velluto
a
di
si

ricamato, seppure

tenuti

per
e

figli,

quali levapalafrenieri

sedie

mano non
lettighe

furono

si-

rono dalle
la
lettiga,

mani

dei

nonimi
secondo
detto

scoperte.

Al

vollero

essi

condurla

Quirinale
il

port insedia a mano,


nel

fra le
ni.

pi commoventi acclamazio-

Diario di Roma. Bene-

Nel

1701
il

Clemente

XI

a ca-

XIV

1741

si

port al

vallo prese
la

possesso, seguito dal-

sedia e lettiga scoperta, tornanal

Laterano in sedia sulle stsnghe di due cavalli frigioni. ed al Quirinale


nel

do due

Vaticano
:

in

carrozza

si

con

ritorno in carrozza,

jfel

possessi

cardinali

questa

la

prima

so di Clemente XllI del

1758,

volta

che

ne' possessi
;

parla di

legge

che

la

lettiga
la

coperta

del

carrozze pontificie
ta avvertito,

ma
in

va tultavol-

Papa incedeva dopo


guita dal maestro
cavalc,
tefice

chinea, se-

che gi

circa la

meleg-

t del

secolo

XVII

poi

si

ge
la tit

genericamente
di cocchi e

che

chiudevasi

cavalcata con grandissima quancarrozze.

il Pon; precedendo dopo di lui e degli aiutanti di camera, la sedia scoperta portata da due gene-

di stalla

Innocenpossesso

rosi cavalli, e la sedia a

mano
la

porcar-

zo XIII nel
tanti di

1721

prese

tata dai

scolari

pontificii.

Prima

in lettiga, incedendo

dopo gli aiucamera a cavallo, il cavallo che avrebbe dovuto cavalcare il


e
l;i

de' cavalleg^ieri

procedeva
con
trine,

rozza di Nostro Signore coperta di


velluto cremisi
e ricami d'oro,

frangie
li-

Pontefice, la sua sedia


scoperta,
la

lettiga

dentro e fuori,

prima
tiro

de' cavalleggieii
di

rata

da

sei

superbissimi

cavalli
di

nobilissima

carrozza
a
sei,

Nostro
recanegli

frigioni

bianchi.

Nel
lettiga

possesso

Signore col
poi ascese
dosi
al

nella quale

Clemente
va
la

XIV

nel

1769 procedecoperta, ed

Innocenzo

XIII

consueta

Quirinale.

Essendo

egli cavalc,

seguito dalla sedia sco-

pinguissimo, quando dovette recarsi


alla

perta
e
la

con
sedia

due
a
la

nobili

cavalli
coi

sua

villa

Catena
^

ed

al

suo
let-

mano

sediari

feudo di
tiga,
ti

Poli
si

vi

si

port in
XIII

pontificii,

oltre
sei

carrozza
cavalli
il

nobile
frigioni

come
si

disse all'articolo

Connel

tirata

da

nobili

Famiglia.
rec

Benedetto
al

bianchi.

Nello

scendere
a terra

Campidal
cu-

1724

Lateiano a caval-

doglio fu gittato

LET
vallo,
ta, e

LET
lettiga

i53
le

onde entr in dopo la funzione


al

aper-

moda
paglia,

giacitura,
e<l

cio

foglie,

la

recossi in car-

altre

materie souiigliau-

rozza

Quirinale. JNell'anno
di

lyy^
egli

pel possesso
la

Pio

\I

precedeva

lettiga

coperta,

cavalcando

un
lo

bel

cavallo bianco, e seguendo-

ti, giacch queste formarono sino da principio i ietti sui quali gli uomini si adagiavano. Presso gli spartani piimi letti furono fatti
i

altro

cavallo di
la

riserva nobilsedia

di

canne.

Omero
pelli

fa giacere

suoi

mente bardato, portata da due


sedia

scoperta
la

eroi sopra

d'animali guernite

cavalli

bianchi,
j

del loro pelo. Welle


ci

armate

gre-

coperta
nobile
11

coi

sediari

e
sei

la

coricavansi sopra pelli stese sulla


terra
;

carrozza
valli

tirata

da

ca-

nuda

queste

coprivansi di
stoffe^

bianchi.

possesso
fu

preso da
l'ultimo in

tappeti

Pio VII nel 1801


cui

nevano
di
te.

o di altre luogo di

che te-

materassi, e al

fu portata
sei

la

portali na

let-

sopra collocavano alcune coper-

tiga da
tanti

sediari,

dopo

gli

aiu-

di
il
i

dendo
fecero

camera Papa iu
di
lui

cavallo, nice-

carrozza,
successori.

come
JN'elle

1 romani dormirono per lungo tempo solamente sulla paglia e sulle foglie secche degli alberi, e non fa

altre solenni cavalcate

per

le

capdi
s.

pelle della

ss.

Annunziata,
s.

non che l'esempio delle nazioni avevano vinte e soggiogate, che in epoca posteriore li lendetse
ch'essi

Filippo, della iValivil, e di


lo,

Car-

te

pij

delicati,

e
di

li

anim
e
la

magnella

dopo

le

chinee incedevano
velluto

due

giori

ricerche
11

mollezza
allora

lettighe di

cremisi

trinate

giacitura.

lusso

magnifinei letti

d'oro, portate da

due mule bian:

cenza comparvero

che, con coperte rosse trinate d'oro,

come

iu

tutte le altre

masserizie,

col

cavalcava,

maestro di stalla il Papa o andava in sedia sco

Mileto, e di
Si

adoperandosi materassi di lana di piume morbidissime.


fecero
letti

primo caso appresso gli camera veniva la sedia papale scoperta, portata da due muperla, e nel
aiutanti di
le
si

di

legni

preziosi,

ornati d'avorio e di
e d'argento.

lamine
letti

d'oro
servipiti
;

questi
le

con finimenti

di

velluto

cremise-

vano
fine

di

coperte
le

pelliccie

e ricami d'oro, non che la

stoffe
la

pi

preziose
pii

il

dia a

mano
la

coperta di velluto creportantina.

popolo per, e
ne,
la

plebe
giorno.

comupi
ebrei

misi, detta

Per ultimo

notte copri vasi


il

cogli abiti

veniva
sei

carrozza nobile tirata da


bianchi.

che
te
si

portava
parti di

Nei
gli

Queste Cavalcate (Predi') terminarono col pontificalo di Pio \I.


cavalli

antichi tempi della Grecia, in mol-

oriente e tra

sedeva intorno alle mense sopra

LETTO,
nel
il

Cubile, Lecliis.

Arnese
deriva

letti.

quale

si

dorme.

Festo
dal

vocabolo latino leclus dal quale


il

viene

nostro
legere,

letto,

verbo

pure latino
ficato di

preso nel signi-

raccogliere o

ammassare,
e
si

Questo costume vuoisi origidopo essersi adottato l'uso di bagnarsi prima di prendere cibo, e fu imitato dai romani e da altre nazioni ; ed anche ne'letti da tavola crebbe in progresso il lusnato

perch
colle

si

raccoglievano

amcose
co-

so.

nniccliiavano da
quali

principio

le

Tra le persone pi agiate si tendevano baldacchini al di sopra


dei
letti e

compouevasi

una

delle

mense, a

fine

d'im-

I?^
pedre che
la

LET
polvere della sofHtta
sulla

LET
Camera
cie

dei

paramenti
il

Vedi), spesi

non
sterni

cadesse
1

mensa
i

e sui
letti'

di sagrestia ove

Papa

ve-

convitati.

romani ebbero
Dei, ponendo

ste

degli

abiti

sacri

nelle funzioni

o conviti solenni
gli

a'qiiali
le

in-

che celebra od
questa
tavola

assiste.

Custode di

vitavano

loro

come
p. al

della

camera
che di-

immagini sui letti apparecchiati io un tempio intorno alla mensa. 11 Ietto nuziale presso i romani
disponevasi
pel quale
rispetto,
si

de'paramenti il come quello che

sotto-sagrista,

modo
p.

cemmo
stode

al

voi.

XXV,

io5 del

dalla

novella
il

sposa,

Dizionario, G col prelato sacrista, cudelle

mostr
la

maggiore
religiosa-

cappelle e suppellettili

conservandosi

mente durante
per
se
la

vita della sposa

quale era stato disposto j e


la

dopo

di

lei

morte

lo

sposo

rimaritavasi, se ne doveva disporre

dunque prepara su paramenti ed ornamenti che deve assumere il Papa. Dicesi letto de' paramenti perch fa le veci dell' antico letto su cui i
pontificie.

Egli
i

tale tavola

un
i

altro interamente nuovo.

Tra
l'uso

Pontefici
gitti

cristiani

eravi anticamente

si riposavano ne'lunghi tra* che facevano a piedi o a ca-

in

alcune diocesi,

particolarmente
quella di Rouen,

vallo nelle diverse chiese

e basiliall'ar-

francesi,

come

in

che di
ticolo

Roma, come

si

narr

mezzod ovvero verso sera a benedire il letto nudi

andare
in

dopo

ziale

presenza

degli
stola

sposi.

11

sacerdote in cotta e

accom-

pagnato da un chierico, aspergeva coU'acqua santa il letto nuziale Asperges me e gli sposi, dicendo
:

Cappelle Pontificie, non cha nelle Processioni ( P'edi)jed perci che tuttora sotto la tovaglia vi un materasso basso. Avanti il letto de'paramenti nei banchi della quadratura prendono luogo per ordine
i

cardinali

colle

cappe o coi
di

ec, e recitando l'orazione Visita


ec.

me

pai'amenti sacri, cio nelle sagrestie


delle chiese o basiliche

Benediva
vino,

poscia

del

del

presentava
della
il

il

pane e pane

R.oma, e
al

nella gran

camera de'paramenti
cappelle
Sistina

stesso inzuppato nel vino agli sposi,

Vaticano; dappoich nelle sagrestie


contigue alle
del

come
pel

al

fine

messa. Nella
fu

sacra Scrittura

letto

preso

Vaticano, e
le
,

Paolina
solo

del Quirina-

simbolo
letto

dell'eterno

riposo, e
il

per
state

la

loro piccolezza
pei

essen-

letto fu

detto
in

anche
cui
si

sepolcro.
i

do
ti,

fatte

celebran-

Sul

espongono

l'assistenza

de' cardinali

non ha

cadaveri,

V. Funerali.
del

All'articolo solen-

luogo nella detta camera, recandosi

Pranzi ne che

parlasi

convito

subito in cappella appena giungoal

facevano i anticamente Papi nel Triclinio ove sedevasi in letti, che il banchi in forma di
leltis terni.

no
i

palazzo. Siccome anticamente


in

Papi
nelle

tutte

le

cappelle de'pa-

lazzi apostolici recavansi

propriamenl'ac-

Se velano chiama

te

camere de'paramenti a veVaticano era


la

LETTO DE'PARAMEiNTI.
masco
losso con

Ta-

stirsi,

quella del

vola grande ed alta, con materasso basso, coperta di drappo di da-

cennata presso
la
al

sala ducale, quel-

del Quirinale eia la

camera ove
i

gran tovaglia di tela bianca, avendo un tappeto sul pavimento. Questa tavola i>ta nella

presente

si

trattengono

busso-

lanti.

da queste due camere dei

paraintiili in sedia portavansi in cap-.

LET
pell,

LET
cardinali,

i55 impone
il

precednli dai

che

di seta bianca, glielo

car-

in
la
fice

ambedue prendevano luogo nelquadratura de'banchi. Il Ponteportatosi in dette


sagrestie, o
a-

altre

camere de'para menti, dopo


il

primo diacono. Inoltre questi prende dal decano della rota la mitra o il triregno, quali pure erano sul letto, e ne copre il capo del
dinal

Ter deposto
se
la

cappello, e la stola

Pontefice.

11

prefetto delle cerimoi

porta

presa

la

veste di

chiamata la Falda ( Fedi), passa nella camera de'paramenti, a detta tavola o letto de'paramenti, dove si trovano primi due cardinali diaconi, ed accanto ad essi il secondo e terzo uditori di rota, coet
i

della falda ai

due lembi anteriori due prolonotari apostolici, e quelli del piviale ai due cardinali diaconi. Allora il Papa parte
nie consegna
si

dal letto de'paramenti, e


il

avvia per
di

luogo della funzione.


il

Dopo

que-

sta

Pontefice ritorna nella cameabiti

me
la

cappellani pontifcii. Ivi


sul
letto
si

il

Pa-

ra de'paramenti, viene spogliato degli

pa depone
ed
ta,
il

dei paramenti

ornamenti ed
de'paramenti,

sacri

al

let-

mezzetta, indi

mette l'amitto

to

ove vengono deil

camice. Allora l'uditore di ro-

posti, ricevendoli

p. sotto-sagrista,

che porta
si

questa
fice,
il

croce pontificia, con reca innanzi al Pontela


si

ed

quale

cinge

col cingolo,

ed

il

primo cardinal diacono gl'imI

mozzetta e la passando a deporre la falda nella contigua camera. Su questo punto va letto quanto di relativo
ivi

riprende

la

stola,

pone la stola. temente dal

paramenti preceden-

dicemmo

al

voi.

Vili,

p.

244

p. sotto-sagrista conse-

gnati ai prelati votanti di segnatura ed altri, questi


sinistra del
si

schierano alla

Papa, e genuflessi successivamente li presentano al primo cardinal diacono, che coU'aiuto del secondo ne veste il Pontefice al:

253, ed altrove. Ivi a p. 279 dicemmo pure delle due palme grandi benedette che collo stemma del Papa pr tempore, dalla domenica
delle

palme

sino

all'

Ascensione,

si

tengono sul letto de'paramenti. Nel tom. I, p, 254, De secretariis

trettanto

si
il

pratica nello spogliarlo.

christianorum,

il

Cancellieri

Intanto
dice:
invito,

prefetto

delle cerimonie

illustr l'antico uso dei Pontefici di

Extra, alla cui formola ed premessa la genuflessione al


i

lavarsi
ti

piedi,

appena erano giun-

nel secretano o sacristia, e della

Pontefice,
la

membri appartenenti
segreta,
si

al-

derivazione del
si

nome

di

letto

che

camera

la

prelatura

d anche

al

presente alla gran

processionalmente
pella o luogo

avvia alla cap-

tavola della

stanza de' paramenti.

della funzione; ge-

nuflessione

che

r uditore
della

di

rota,
la

non

fa

a cagione

croce,

quale prima di partire viene salutata dal Papa. Il solo piviale, che dicesi pure manto pontificio, restato
sul
letto

Essendo dunque soliti i Papi di andare a piedi scalzi alle chiese della citt dove cadevano le funzioni da celebrarsi, fuori che per l'Esaltazione della Croce, ne veniva
per necessit
piedi che
il

bisogno di lavarsi

dei

paramenti, viene po-

dovevano

imbrattarsi, o

sto sulle spalle del nali

Papa

dai

nomiil

dal fango
fu

o dalla polvere. Quindi


chiese

uditori di rota, mentre

for-

introdotto l'uso che ne'secretari


e in altri
cui
il

male posto sopra un piatto

d' ar-

o sacrestie delle
sili

gento doralo, coperto con un velo

vi

fosse

un

letto, in

Papa,

l'ir,

LET
lo

LET
in

per
se

pi

avanzato

et, potes-

tur

Cortina, et quescil ledo

ihi

n
a-

riposarsi dal

viaggio e tarsi que-

schoLa virgnnim praedicto


piato.

modo

sta lavanda. Ce ne assicurano le testimnnianze del canonico Benedetto

Di pi

nel

codice
p.

vaticano

47 3i prodotto dal

Gallico,

A-

e di

Camerario secolo XII. Il primo al


Cencio

loriti

nel
p.

n.

Sy,

ctn caeiein. p. 179, si avverte, che sunt necessaria pr persona Pontificis

146, descrivendo il viaggio che Faceva il Papa dal Laterano fino alla basilica vaticana nelle litanie maggiori, dice: Quum aiUeni venerit anfli. Novani, in praeparato leqiiieDoninus Pontifex Subdiaconus incipit qiiinque scit. formarn letaniam , eo ordine, quo

pecten

et

tobalea circumpo-

te S.

nenda collo ejus quando pectinatur Conchiude il Cancellieri che sebbene da gran tempo sia cessalo questo uso, nondimeno si ritenuta
l'antica

',to

denominazione
Flabelli
ch'essi

di

letto dei

paramenti.
All'articolo
[

Vedi ) abe

priwijUsque ad lectuin ante s. Marcum, uhi Doniinus se pausai, scul inciDeinde in primo. pit iriformcm letaniam, usque ad
Ponte Adriano Incipit simplicem letaniam usque ad lectum canctari ante s. Maria in
leclum
in

biamo detto
nel

servirono per

refrigerare l'aria ne'tempi caldi,

tempo
vesti

in

cui

Papi

solevadi pesanvi

no andare
ti

scalzi,

vestiti

sacerdotali,

che perci

era l'uso nelle diverse stazioni ove


si

yiris,ari infine cortinae.


n.

Il

secondo,

calda,

64,

p-

2o3,

si

esprime in questo
venerit
s.

fermavano, di tener pronta l'acqua piedi dalle per mondarsi sozzure, adoperandosi ancora il peti

inodo.

Quuni D. Papa

cum
Cle-

line per ripulire


re.

capelli dalla polve-

processionibus

ad

ecclesiam

mentis, ibi quiescil in ledo, super-

K. Lwanda de'piedi e Pettine. Il niappularius era un ufficiale che portava


nelle
il

posilo lapete,etherbis
positis, qiiae

circumquaque tamen /iunt a cleiicis


s.

baldacchino sul capo del Papa


maggiori,

festivit

ed

inoltre

fjusdcm ecclesiae

Clemenlis. Post-

avea cura
i

di rasciugare colla tovaglia

quam

vero quieverit,

surgens vadit

piedi del

praedido modo usque ad ecclesiam s. Marine Novae : ubi, duni predido modo quiescil, unus de schola
crucis

quelle processioni

Papa, quando terminava nelle quali avea


scalzo,

camminato
sciugati,

perch

lavati

piedi erano da questo ministro

ra-

cantal

letaniam.

Sur-

come abbiamo
tribunale

dal Macri,
Il

,gens pergit praedicto modo usque ad ecclesiam s. Marci, ubi, sicut superius scriptum est, requiescit, et

Not.
nini,

de' voc.
//

ecclesiastici.

Berquale

della Rota pag.

7, dice
si

che

il

cubiculo, del

poslqiiam

pausaverit,

surgit

et

tratt all'articolo Cubiculario


il

ed

memoralo modo
Ibi

incedit usque
,

ad
.
.

altrove, signific

medesimo che
detto dall'anti-

locum, qui Parion nuncupatur

cappellate cuppella era quella dove


sopra un alto letto
chit

autem D. Papa praedido moquiescil,


et

do

post quietem incedit,

ihalamus,
disposti

conservavansi per
gli

sicut

prius praeniissuni est, usque


s,

ordme

abiti

sacri
egli
si

del
ve-

ad

Poiitem

Pdri;

ibique

moilio

Pontefice,

quando

di essi

do praelibalo
cedit

quiescil j et

ab

stiva per uscirne alle

pubbliche fun-

loco surgens, praetaxato

modo
qui

in-

zioni,

o delle
ivi
i

processioni

delle

usque

ad locum,

dici-

messo, ed

cubiculari od ud-

LET
toii
i

LET
dani paratani
ipsius. Indi
il

1^7
ablucndos pedes
III

di

rota

vestivano e spogliava-

ad

l'api dello sacre vestiinenUi, no appartenendo anticamente loro la cura di conservarle e disporle. V. \ ESTr Pontificie. Parlando il Bonanni nella Gerarchia ecch'S p. 389 dell'uso dei Pontefici di anda.

Bonanni racconta copordel


re
i

me
t

a
l'

piedi scalzi Steiano

inimagine

ss.

Salvatore,

mentre Aistuifo
incrudeliva
Chiesa; Gregorio
rico
II

dei

longobardi
della

contro

doniinii

re scalzi

per

la

visita

delle
nelle

chiese

IK allorch Fedeminacciava Roma; e Leone


1

e delle stazioni,

massime
il

pubdi-

X
ai

mentre Selim
cristiani.

imperatore dei

bliche calamit, con

processioni

turchi preparava formidabile guerra

vote per

muovere

popolo a peil

nitenza, riferisce quanto

p. JNIabil-

LETTORE,

r. Lettura.
o

lon riporta ne'suoi commentari agli


ordini romani a p.
10.5:

LETTORE
secondo
i

LETTORATO.
il

Ad

sia-

Chierico investito d'uno de'quattro


ordini minori, essendo
il

tiones quas jejunii diebus frequentnhant Ponlijces, non raro excalceal procedehant, aliis vero solemnioribiis

lettorato

di

detti

mente
che
si

lettori

Anticaerano alcuni giovani


ordini.
farli

ponipis equo albo vehi

sole-

allevavano per

entrare nel

hanl.

Tale racconto, osserva

il

Bo-

clero, servivano di

segretari ai ve-

nanni, apparisce
rimoniali
gli altri

vero in molti ce-

scovi

ed

ai

preti,

ed

in tale guisa

antichi, e lasciando tutti


si

istruivansi leggendo e scrivendo sotto


di essi
;

riporta ci che

legge nel

perci
i

si

scelsero

quei che
stu-

rituale di

Cencio cardinale nel cap.

sembravano

pivi

adattati allo

V,

n. li;

Papa

in

Sciendum quod Dominus omnibus processonibus, in

dio e che in
sere innalzati
to

seguito potevano esal sacerdozio:


lettori

tuttain

quibus pedes vadit, pedibus discalceatis incedil, una tanluni excepla


in exaltalione
s.

via molti restavano


il

tut-

corso
dei

della
critici

-vita.

La maggior
che
solo
stato
stabili-

Crucis
nei
il

e nel cap.

parte
nel
to
ri,

opinano
sia

Vili, al n. i5, trattando della sta-

terzo secolo

zione di

s.

Sabina

mercoled
procesdalla

delle ceneri,
sionai mente

quando
vi
si

Papa

r ordine e 1' ufficio dei che Tertulliano sia stalo


a parlarne.
11

lettoil

pri-

trasferiva

mo

padre

Menard

chiesa di

s.

Anastasia, dice praecele

dentibus in ordine suo, cio

per-

per provare che questo ordine pi antico, cita la lettera i di s. 1gnazio


ai

sone del clero, Dominus


di s pedibus

Papa nucum psalmodia sequiChe


perci in quealla

fedeli di
si

Antiochia,
fu

e.

12;

lettera per che

crede supposta.

tur processoneni.
ste occasioni,

La

funzione dei

lettori

sempre
si

quando giungeva

necessaria nella Chiesa, poich vi


lessero
tico

chiesa determinata,
grestia,
ti

entrava in sa-

ove alcuni ministri deputaerano pronti con acqua calda per


il

sempre le scritture dell'annuovo Testamento, sia nella

lavare

ge

piedi di lui, come soggiunmedesimo cardinale poi Onorio


i

messa che nell'uffizio notturno. Vi de'martiri, le si leggevano gli atti omelie de'padri, come si fa ancora
colle lezioni; era
ferire

III, nel

luogo

citato.

Cumque
et

intra-

cosa naturale pretuo-

vrrit
et

ecclesiani

intrat secretariuni,

per questo uffizio uomini che


la

mappulariorum,
schola habet

cubiculario-

avessero

voce pi sonora,
la

il

rum

ibi

aquam

cali-

no pi aggradevole,

pronunzia

i58
Orgin. eccl.

LET
altri.
Il
t.

LET
Bingliam,
II, p.

pi chiara degli
1,

*ono nella messa avanti


f^.

l'epistola.

29, osserva che nella chiesa di Alessandria si permetteva ai laici anche

III, e. 5,

Lezioni e Profezie.
Nella Chiesa greca
i

lettori

era-

catecumeni di
la

leggere in pubblico

ma sembra che questa permissione non fosse in uso nelle altre chiese, ed osserva che ora i diaconi, ora sacerdoti, talvolScrittura sacra;
i

no ordinati colla imposizione delle mani ; ma questa cerimonia non si osserv riguardo ad essi nella Chiesa
latina
.

Nella messa dei greci

il

lettore legge tuttora l'epistola. Bal-

samone chiam
prete. 11
eccl.

il

lettore,

semplice

ta

vescovi, eseguissero questa fun-

Macri nella Notizia de^voc.


il

zione,
ta

non essendo certo che


laici
I

sia sta-

denomina

lettore greco Anci-

proibita a quelli tra'


lettori

rano capaci.

che n'eavevano l'ini

gnosta, ed Anngnosdcuni la lettura o


lezione.

combenza
dici
sacri,

di custodire

o coper cui erano esposti a


libri

tagine
la
la

concilio di Car11 quarto ordin che il vescovo dasse

Bibbia in
presenza

mano
del

del lettore al-

molte
dato
le

molestie

nel

tempo
fu

delle

persecuzioni.

Ai

lettori

anche
portare
legge

l'uffizio di cursori, e di

popolo dicendo Prendi questo libro e sii gli: se della parola di Dio; lettore
fedelmente eseguisci il tuo ministero, parte con quelli che amministrano la parola di Dio ". Le persone pi ragguardevoli si recarono ad onore di esercitare questo uffizio: l'imperatore Giuliano e il suo
avrai
fratello

lettere ecclesiastiche.

La formola
si

della loro ordinazione, che

Romamtm, de ordinatione lectonim, indica che devonel Pontificale

no leggere per quello che predica, cantare le lezioni, benedire il pane


e
i

frutti

nuovi.

11

vescovo

gli

Gallo

in et

giovanile

fu>

esorta a leggere fedelmente e pra-

che leggono, e li novera tra quelli che ministrano la parola di Dio. Siccome anticamente
ticare ci

rono ordinati lettori nella chiesa Nicomedia. Colla Noi'ella 1x3


Giustiniano
I

di

di

fu proibito di pren-

in alcuni

luoghi,
essi

come

in

Africa,

apparteneva ad
la

leggere l'episto-

lettori que'giovani che non aveano dieciott'anni, perch prima aveano esercitato l' uffizio fanciulli

dere per

nella messa, e sul pulpito, tribu-

di sette e otto anni, che


tori di alla

loro geni-

nale o

ambone

l'evangelio;

s.

Ci-

non ad

priano giudicava che un tale uffizio altri pi convenisse che ai


i

buon'ora avevano destinato chiesa, affinch per mezzo di


studio
si

un

continuo

rendessero
funzioni del

avevano patito per la fede, ep. 33, 34; poich avevano confermato col loro esempio le verit che leggeva no al popolo, dopo aver colla stessa voce intrepidamenconfessori,

quali

capaci delle pi

difficili

santo ministero. Dal concilio calcedonese pare che in alcune chiese vi


fosse
l'arci-lettore
vi

o archi-lettore
il

come

fu

1'

arci-accolito,

VII

te

confessato

ai

tiranni
al

le

divine
il

concilio generale permise agli abbati

verit.

Sebbene

presente

sud-

che sono
ni

preti e

diacono canti l'epistola, non assolutamente cessato 1' uffizio dei lettori
:

detti dal vescovo,

che furono bened'imporre le maloro religiosi


nel
t.

ad alcuni dei
lettori.
.

per

essi le

sono destinati
lezioni

ancora a
si

farli

Il

Sarnelli
lett.

cantare

dei

mattutini e
leg-

delle Lett

eccL,

XII XVI, Della po-

le profezie,

che quuiclie volta

test che si

d al

lettore di bene-

LET
dire
il

LET
nuovi, conil

tSg
S.

pane
il

frutti

lib.
tii

I,

cap.

De

nia^istr.

Pula-

chiude che

lettore

secondo
di

suo

ordine, ha la
ii

potest

benedire

pane e

frulli

nuovi, e deve beil

Apostolici. Anticamente il p. Maestro del sacro palazzo apostolico [Vedi), approvava leti

nedirli con fare

segno delia eroIli,

tori

delle scienze
il

che s'insegnava-

ce colla

mano. V. Chardon, Storia


t.

no dentro

de' sacramenti

cap.

II,

dei

era l'universit romana.

medesimo palazzo ove Ma Leone


meglio
trasferire
tali

ministri inferiori della Chiesa. Noteremo per ultimo, che nei primi uomini di matura et, ed secoli insigni per virt e dottrina erano

credette

scuole

nell' edilzio

della

Sapienza

o Universit
allora
i

Romana

[Vedi),

ed

lettori

del palazzo, diveuIl

promossi all'ordine del leltorato,


nei secoli posteriori lo
citato
si

ma

nero

lettori

della Sapienza.

citail

vide eser-

to p. F'ontana, a p.

189 termina
del

da giovani
le

di

poca et. Vi fu-

suo dire

sui

lettori

palazzo aquali cose

rono poi
detti,
si

Sctolae leclorum, nelle

postolico cos.

Dalle

quali gli individui, che vi erano ad-

tutte manifesto apparisce, che vi fu

applicavano
de' santi
altres

non

solo

alla

nel

sacro

palazzo

apostolico
i

una
let-

lezione

libri,

ma

ad apPALAZ-

universit e scuola, nelle f(uali


tori

prenderne

Tinlelligenza.

ed

baccellieri ordinari e straori

LETTOPiI
eo APOSTOLICO.
le

DEL

SACRO
le

dinari e
ivi
si

biblici

insegnavano

che

Istituite

scuo-

nel

palazzo

apostolico,
detti
i

lectores
lettori

pigliavano pel p. maestro del sacro palazzo apostolico che presie-

tacri palata furono

deva a quella universit


del magistero,
decisioni

gradi

delle scienze che ivi s'insegnavano:


fra questi

ed

alle risoluzioni

fiorirono

molti

illustri

del

quale
si

tutti

lettori
I

uomini, per santit, dottrina e dignit ecclesiastiche. Nel declinare del secolo XllI esercitarono l' uffizio di lettori i minori francescani, cio quelli che registrammo nel
Tol.

dell'universit
lettori

rimettevano.

quali
coi

non debbonsi confondere

maestri del sacro palazzo apostoli-

XXVI,
Lo

p.

84

del Dizionario,

tra' quali
nali.
stri

furono creati cardifurono ancora e non maetre


i

dappoich chiaramente si vede, che in quegli slessi tempi ne' quali mentovali lettori insegnavano nel i sacro palazzo, erano pure nell'apoco,
stolica curia
i

maestri del

sacro pagli scrittal

del sacro palazzo


b.

domenicail

lazzo. Si

ni,

Alberto
s.

IMagno,

dottore

vede dunque che tori ingannati da certa


i

quale

della Chiesa

Tommaso

d'Aquino,

similitudinej confusero

lettori del

ed
le

il b. Ambrogio Sansedoni. Clemente VI nel i35o cre cardina-

sacro palazzo coi maeslri del sacro


palazzo, giacch questo nobilissimo

Giovanni de Molin domenicano, generale del suo ordine, gi da lui

magistero

istituito

da

s.

Domenico,
Il

tuttora esiste nel suo illustre ordine".

fatto Del

i347

lettore
I

del

sacro
e bac-

LETTURA^
Lettore dicesi
g,
glia
il

Leclio.

leggere.

palazzo apostolico.

lettori

leggitore che leginseec.

cellieri domenicani del sacro palazzo apostolico sono riportati dal p.

ovvero
le

il

professore che
le

scienze,

belle

arti,

Fontana, Syll. a pag. 183 e


traila

magi.slr. S. P.

Jpost.
nel

V. Universit'. Della
le

lettura del-

seg.

11

p.

Catalani

lezioni

dell'uffizio

divino,

V.

dei

lettori

domenicani,

Lezioni. Leltore da tavola chiama-

i6o
si

LET
comunit quello
il
(1

LET
la

nelle

legge

mante

il

pranzo e

quale cena ;
arti-

durre opere eccellenti ; ad essa si deve il numero infinito d' insigni


scrittori

su di che sono a vedersi gli


coli

e di

uomini

scienziati

che
se-

le

Banchetti e Convito. Presso greci ed i romani eravi nelgrandi case un domestico deleggere

hanno
coli.
I

arricchito pi o
caratteri

meno
la

dipingono

pa-

stinato a

e specialmente cena. Eravi parimente un domestico lettore, forse qualche schiavo o qualche liberto, nelle case de' privati
cittadini,

durante durante la

pasti

rola e parlano agli occhi. Ora passiamo a dire di alcuni grandi amatori della lettura , oltre
quelli

che registrammo

all'articolo

Letterato [Vedi), forniti


giosa

di

prodi-

memoria, come

di quelli

che

nelle quali facevasi


di

pa
le la

di

buon gusto e
Talvolta
il

pomamore per
del-

lettere.

il

padrone
leggere

divennero smemorati. Calisto III non ostante la sua grave et e le cure del pontificato, tutto il tem-

casa o
la

padre

di

famiglia pi;

gliavasi

briga di

l'imleg-

peratore Severo, per

esempio,

po che poteva disporre l'impiegava alla lettura, o almeno si faceva leggere da altri. 11 cardinal
Gozio
ce,

geva sovente
famigliari.
gli
I

egli

slesso

ne'convili

Battaglini

dottissimo,

era

greci

stabilirono de-

dotato di una

memoria

cos\ tena-

anagnosti, che poscia applicarono o destinarono ai loro teatri,


affinch leggessero in
essi

pubbliGli
a-

che le cose lette una volta mai pi le dimenticava. Benedetto XI II oltre lo studio della sacra
Scrittura
e
de'concilii,
lesse

camente
nagnosli

le

opere

de'poeti.
i

inte-

de' greci e

lettori

dei

ramente
gli

per

ventiquattro

volte

romani avevano maestri appositamente destinati, che loro insegnavano a leggere bene e correttamente, e questi chiamavansi dai tini praelectores. In Francia
lettura in tavola
lala

annali ecclesiastici del Baronio.

Francesco da
sola

Narni

udendo una

volta

leggere due

d'un
tava

libro
il

non

gran carte prima da esso

sentite,

tutto speditamente reci-

gi

era stabilita
sotto Carlo

ella

tavola

dei

re

Magno, dappoich
de'greci
e de'

l'antico
si

in Italia, in
gioni.

romani Europa, e

costume propag
altre re-

se avesse avuto il libro davanti ed essendogli replicato, cominciando dall'ultima pa;

come

rola, addietro ritornando

alla

priil

in

ma,

recitava

il

medesimo. Plinio

giovane, anche
lettura
l'

andando
leggeva,
le

a caccia

La
lare,

ha per
e
il

fine

l'

impa,

notava
Plinio

ci

che
zio
libri,

mentre
egli

cou l'acquisto delle cognizioni che sono contenute ne' libri essa pi necessaria che le nozioni delle regole e de' metodi per apprendere le scienze. La lettura ha grande influenza sulla primaria istruzione;
istruirsi

dilettarsi

aspettava al varco

fiere:

suo

furono
la

chiamati
si

divoratori di

per cui
loro

fece-

ro ammirare per
erudizione.
cioli
Il

immensa

p.

Antonio Caracrelativo
a' suoi
let-

notava ci che leggeva o send'interessante,

tiva

essa

il

pi solido niilriuiento dello


e
la

studi.

Oggid
luoghi

la

smania

della

spirito,
le

sorgente delle pi belRisveglia


il

tura giunta tanto


alcuni
si

oltre,

che

in

cognizioni.
l'

genio
fa

incominciato ad
librerie

inliamma

entusiasmo,

pro-

introdurre

piccole

nelle

LET
carrozze.

LET
per
le

16.
si

V, Libbi, e

disci-

ra gloria.

Con

la

lettura

cambia-

pline
I,\Dit:E

sulla lettura de'libri proibiti,

no

le

ore noiose in altrettante de-

de'libri proibiti.

liziosissime,

ed a fronte di dispiaci fa

Nel i836 coi tipi del Mancini, fu stampata la Prolusione sulla lettura considerata nel doppio aspetto
dell' utilit

cevoli circostanze

gustare qual-

che piacere. Colui che


nella pi

ama
;

la let-

tura non mai solo, bench fosse

del piacere, del

remota solitudine
il

essa

prof, e p.
getti

m. fr. Tommaso M. Bordomenicano. In questa bella

fonte inesausta di dolci consolazioni.

Disse Seneca: senza


1'

soccorso

dissertazione

enumer

vantaggi

delle lettere,

ozio del ritiro

della lettura, e le regole colle quali


si pu raccoglierne i frutti Primieramente dice che la lettura ha per iscopo il divertimento o l'istruzione: nel primo caso

specie di morte, ed

come

la

una tomin

soltanto

ba

d'

un uomo
studio la

vivente.

L'

amore
che
e pro-

preziosi.

dello

passione
slessi,

noi vive quanto noi

lungandoci
col farci

l'esistenza

intellettuale

la

sorgente de' piaceri lusinghie-

ricchi di

ri, dolci ed onesti della vita; nel secondo la fonte di tutte le cognizioni, quindi considera la lettura nel doppio aspetto dell'utilil e del

chiamando
acquistate,

nella
riesce
le

nuove idee, e ri^ mente quelle gi

meno

pesante la

vecchiezza e

infermit, distraen-

piacere.

Il

fanciullo ne ritrae

immen-

do le idee importune e accompagnando di pace gli ultimi suoi momenti. Nei disagi della
vita la
lel^

so profitto, pei vantaggi che ne deri-

vano
.sfa,

sia nelle

cognizioni che acqui-

tura

il

il

ristoro

pi

dolce,

come
le fe-

sia

nello sviluppo dello spirito


senso, sia per apprenI

e del

buon
le

rite

balsamo pi efficace per dell' anima. La buona


:

scelta

dere
sto
sta
i

scienze.

grandi uomini

fecero vedere innanzi


particolare per
la

tempo un gulettura: que-

per delle letture importante per tutte r et fuvvi un tempo nel quale la penuria de' libri era il
principale ostacolo che
ai
si

scuote da una specie di letargo

opponeva
molti-

talenti,

ne manifesta

le

differenti

progressi del sapere e alle indadel

qualit, e gli sprona a ricerche forse

gini

genio; ora

la

loro

non tentate sino allora. Quanti genii non sarebbero per sempre resepolti

plicit

altrettanto nociva. Diceva


:

un fdosofo
rispetto,

stati

per cos dire nelle mi-

niere, se la lettura de' classici, degli


storici,

e d' ogni specie di

libri

di

gli antichi con moderni senza invidia; ed' altro filosofo: vi sono certuni quali credono d' imparare

Leggete
i

ed

erudizione
sviluppare

non avesse
1'

fatto

loro
loro

nel breve spazio di

un

giorno, ci

ingegno
quindi

di

cui

era slato largo Iddio autore di tut-

che un altro ha pensato in venti anni. Vi sono alcuni che leggono

to?

La
,

lettura
li

aumenta
,

non

pel

fine

lodevole

d'istruirsi

talenti
tilisce,

mette in azione
in

ingen-

ma

bens

per quello

di

criticare,

ed

certo

modo

supplisce

alla sterilit dello spirito

con

isco-

prire in esso dei tesori.

La

lettura

presentandoci di grandi esempi, desta la nostra emulazione, ed innalza r

giudicando senza appello le opere che non sanno comprendere, e tentando deprimere il merito altrui suppongono con tal mezzo conseguire quel rango che ricusano di
^

anima
Vot,

colia

bellezza della ve-

dare

agli

altri.

La meta
1

delle

let*

xxxvm.

i62
ture

LEU
non deve
essere

LEU
LEUCA
scovile

vana ostentazione di sapere, ma deve aver per fine, che il frutto debba convertirsi

LEUCE.
del

Sede ve-

della

provincia di Tracia,

neir esarcato
retta nel

suo

nome,

sotto
e-

in

virt.

Disse

Plutarco

la metropoli di

Filippopoli, fu

Io fo pi stima dell' ape che estrae

IX

secolo.

Simeone suo
Fozio,
VIII.

da vari fiori il miele che della donna che ne fa degli eleganti


,

vescovo assist

al concilio di

nel pontificato di

Giovanni
I
,

mazzetti. In

somma

il

discorso del

Oriens
sola di

christ.

t.

p.

1167.
dell'i-

lodato religioso pieno d' istruzione, di consigli morali, e di saggie

LEUCA.

Sede

vescovile

dotte

osservazioni
la

riprovando
de'

Cipro sotto la metropoli di Candia, come abbiamo dal Mi-

giustamente

lettura

romanzi
da cui
liberti-

reo,
Il

Nolida epscopatuum

p.

182.

pei loro perniciosi effetti, quella di


tanti frivoli e insipidi libri

Novunt lexicon geographiciim, dice che Leuca fu


nel
citt

Baudrand

inondato

il

nostro secolo, e quellibri

vescovile nell'isola

di

Cipro,

la deplorabile dei

di
i

naggio

che

alterando

costumi

conducono alla perdita della religione. Termina la prolusione con ripetere le parole del gran Bossuet: Studiate, leggete; per quanto spazio
abbiate, o crediate di aver superato, ve

Lucano scrisse nel lib. V: Antiquusque Taras secretaque littera Leucae. Ma Commanvilje e Terzi non ne fanno menzione. Le
di cui

proposizioni concistoriali cos espri-

monsi

Leuca insula Cypri


nota
eo
etiani

c'itas

episcopalis,

in

aciis

no

ne resta ancora. Quali sielimili dell' ingegno umano non


che l'acquisto maggiore delle
un'ulterio-

conciliorum,
liuin polestate

quod sub
e/'us

infide-

nianeat

status

dato a noi di conoscere. Rilevasi


solo,

non
vile

est

referendus.

Al

presente
vesco-

Leuca, Leucen, un

titolo

cognizioni apre sempre

in partibus, sotto l'arcivescova-

re carriera a trascorrere, avendo in

questo pure voluto


in certo

Iddio
nostro

marcare
spirito

modo

sul

un'idea della sua infinit. LEUCA o LEUCADIA.


vescovile
delle

Citt

to pure in partibus di Candia, che conferisce la santa Sede. Ne furono per ultimo insigniti Stanislao Zarnowicki ; Filippo de Angelis d'Ascoli, fatto da Leone XII

antichissima
Sicilie,

nel

regno

nel concistoro

de'3

luglio
visitatore

due

nel

paese dei

non che
stolico
di

vicario e

1826, apo-

salenlini,

nella provincia di

Terra

Forl, indi

nunzio della
di Carta-

d'Otranto, distretto d' A lessano, ora

Svizzera, ed arcivescovo

amenissima situazione. E celebre per un santuario chiamato borgo


di la

gine nel

i83o, e

dal

Papa che

Madonna
di

di

Fiuisterra.
nel
di

La sua
X,
suf-

sede vescovile eretta

secolo

chiamata
fu

s.

Maria
ad

Leuca,

regna creato cardinale ed arcivescovo di Fermo. Lo stesso Gregorio XVI fece vescovo di Leuca l'odierno vescovo di Killaloe monsignor
Patrizio

fraganea dell'arcivescovo d'Otranto,


trasferita

Alessano.

Italia

concistoro degli 8 luglio

Kennedy, e nel 1889 no-

sacra t. X, pag. 121. Ivi si dice che fu vescovo di Leuca Goffredo,

min allo stesso titolo monsignoi Domenico Angelini di Ascoli, e


suffraganeo di Sabina^ indi Ui pro-

che nel

1282 fu

trasferito

al

ve-

scovato d' Ugento.

mosse

al

commissarialo della santa

LEU
Casa di Loreto,
tuttora.

LEU
che funge
passione amorosa. In
tica

i63

carica

somma

l'an-

LEUCA,LEUCADE
piro ueir esarcato

LEUGA-

DIA. Sede vescovile del primo Edi Macedonia , isola sulla costa in una piccola
deli'

Leuca, un miglio distante dal mare, si vuole rimpiazzata in oggi da s. Maura. 11 nome di Leuca o Leucade non trovasi nelle antiche Notizie,
Jerocle.

nemmeno
Notizia

in quella di

Albania. Eravi
citt,

in

quest'isola
il

La
all'

che

si

attri-

una
de

cui

Strabone d pure
nella

buisce

imperatore Leone ne fa

nome

di Nerilo, e la quale fu

se-

vescovile

provincia
dell'

del-

l'antico Epiro, diocesi

Illiria

orientale,
INicopoli.

mata

s.

metropoli di Leucadia o Leucasy chiaMarta, una delle isole


sotto
la

menzione come di un arcivescovato. Anche Commanville , che la dice eretta sotto la metropoli di Lepanto, attesta che poi divenne nel

IX
Il

secolo

arcivescovato

onorario.

jonie nel naare del suo

nome,

pres-

che si conosca di Leucadia fu Giovanni che assistette al concilio del

prim9

vescovo

so la costa del sangiacato turco di

patriarca Sii
,

Jannina^ ed quella
dagli antichi greci fu
rilis
,

appunto che chiamata Ne-

sinnio nel 997. Tra sori vi fu Natanaele

suoi succes-

cosi

detta

dal

nome

della

citt di
li,

Nerito,

una
In

delle principa-

ne
lui

Roma al sommo
del

che portossi per chiedere la comunioPontefice, verso la


secolo

poi dai greci

e dai latini appel-

met

XVII. Dopo

di

lata

Leucadia.
il

appresso
di
s.

l'isola

acquist

nome

Maura, a

Antimo, ed Eugenio che sedeva verso il 1720.


Oriens
chrst.
t.

sono notati Alipo,


II,

cagione di un monastero con chie-

p.

iSi.
Sofferse

onore di tale santa. Dopo la decadenza delle repubbliche greche, l' isola cadde sotto il dominio de'romani^ mentre era dei
sa

erettavi in

LEUCIO

(s.),

martire.

molti tormenti e diede la vita per la fede, ad Apollonia in Frigiaj

durante
circa la

la

persecuzione

di Decio,
secolo.

corciresi.-

Dominata dagl'imperatori
ebbe in
seguito
i

met del terzo

d' oriente,

suoi

propri

principi,

finch

nel

i479

gl'isolani la

metto IL
dettero,

consegnarono a Maoveneti poco la possesi

menzionato nel martirologio romano sotto il giorno 28 gennaio, insieme ai ss. Tirso e Callinico, che furono suoi compagni nel martirio.

indi

liemp degli ebrei

espulsi dalla

Spagna da Ferdinando
l'isola

LEUCOSIA.
Croce
in

V. Diventata
nel

nido di pirati,
l'oc-

LEUFREDO
Evreux,
e

1684 il veneto Morosini cup, onde la repubblica di


nezia solo nel

r. NicosiA. (s.), abbate dell;t Normandia. Nacque di


territorio di
gli

Ve-

cospicua famiglia nel

17 15 la restitu ai turchi. B'inalmente soggiacque ai


destini di
jonie.

compiti
ritorno

studi

Chaitres fece

alla

patria,

Corf e

delle altre isole

L'isola era celebre pel tem-

ove fabbric un oratorio di cui fu vietato r ingresso alle donne. Si


diede intieramente alla pratica delle

pio di Apollo, e
cui gli
sa

per la
il

rocca di

Leucade curvata sopra


Saffo,
si

mare, da amanti, tra'quali la famolanciavano nel

opere

buone,

particolarmente

alla

istruzione de' fanciulli e al sol-

mare

lievo de' poveri.

Desiderando
si

me-

colla

lusinga di guarire dalla loro

nare vita

pii

perfetta,

allontan

1 , .

i64
da
rio
di

LEU
la

LEV
gui-

dalla patria per porsi sotto

dritte.

Possiede dodici chiese, -

un

certo

per

esimia

santit

Bertrando, solitarinomato,

na delle quali
dei principi
d'

rinchiude

le

tombe
si

che dimorava a Cailly nella diocesi di P\.ouen, e poco dopo prese l'abito nel monastero di s. Sidonio recentemente fondato nel pae-

serva
nale,

il

Grange. Vi palazzo comunale,

os-

l'arse-

la

borsa, la casa di correzio-

ne,

il

palazzo del principe d'Oranstabilimenti


d' istru-

ge, e diversi

Caux. Ad insinuazione di s. Ansberto arcivescovo di Rouen che assai lo stimava, ritorn nella
se di

zione e di beneficenza, non che di


industria,
tele.

Tra

gli

massime delle rinomate uomini illustri che


lo

sua patria per moltiplicarvi

il

nu-

vi

nacquero, nomineremo
.

storico

mero

dei veri servi

di

Dio. Fer-

matosi due
stesso luogo

leghe
al

distante

da E-

vreux, in riva

fiume Euro, nello


cui
s.

Leuwarden non anticamente che un borgo, e cominci a cingerlo di muro


W^insennio
I

era
s'in-

nel
II

in

Audoeno
in
i-icor-

190.

Ad

istanza

di

Filippo
a'

aveva eretto

una

croce

re di

Spagna, Paolo IV
v'istitu
la la

12 mag-

danzar di una che glien'era apparsa

gio

iSSg

sede vescoterre,

splendentissima, vi edific una cappella, e poscia

vile, sotto

metropoli d'Utrecht,
di

una
degli

chiesa

in

un monastero con onor della Croce,


e
di
s.

nel territorio

dieci

per
e

settantadue miglia

di lunghezza

Audoeno Govern per quaraut'anni quel moapostoli

nastero, rendendosi assai riguarde-

vole pel suo


le

amore
al

all'orazione, al-

quaranta di larghezza. Assegn tremila ducali d'oro dalie decime, e mille cinquecento ducati dal medesimo sovrano assegnati, cui diede
il

veglie

digiuno,

per la

diritto di

nominare

alla

chiesa.

bont verso i suoi religiosi, non meno che pel suo impegno nel mantenervi l'osservanza. Mori
sua
nel 738, e fu seppellito nella chiesa di
ficare
s.

Ma
co

per

le

note vicende dell'insurla

rezione scoppiata nelle Fiandre po-

dopo,

sede

vescovile rest

come

soppressa. Obstetrix. Quella


alla
il

egli

Paolo, che avea fatta edifu stesso ; ma poscia


in quella
s.

LEVATRICE,
donna che
assai

assiste

femmina
parto.

trasferito

della Croce, e

partoriente, e raccoglie

di l

Germano

dei

Prati a
d

probabile

che

ne'

tempi pi

Parigi. S. Leufredo

menzionato
il

nel martirologio
di giugno.

romano

o go

LEUWARDEN, LEEWARDEN, LEWARDEN, Leovardia. Citt


Paesi Bassi, capoluodi

femmine partorisseio le da loro come fanno tuttora le donne de'selvaggi; esse non allendevano che il soccorso di una mano straniera venisse a facilitar loro
antichi
,

vescovile dei
della

quella naturale
flessioni

operazione.
fecero
ai

Le

ri-

provincia
e
di

Frisia,

di

che

si

in

seguito

circondario

cantone,

suU'Ee.

sui diversi

accidenti

quali trole

sede dell'autorit della provincia, ed cinta da un bastione in terra, preceduto da una fossa, ed intersecata

vavansi alle volte esposte


di ridurre a

donne
prati-

soprapparto, persuasero della necessit

metodo una
si

da

un gran

numero

di

ca della quale importantissime era-

canali

fiancheggiali d'alberi;

assai

no

le

conseguenze; quindi

sa che

bene fabbricata, con strade larghe

anco nei tempi antichi

erasi

trova-

LEV
ta
i'arfe di

LEV
ai

i65
s.

assistere

paiti.

La
uua

jwofessixjne
delle

delle

levalrici

pi

importanti
la
vita,

della

societ,

avendo per oggetto


ii,e

conservazio-

Osvaldo, e sono ancora a Berg-san-Winock. Elleno sono state onorate da un gran numero di miracoli, massime
parte di quelle
di
nella

della
esse

e perch l'imperizia

loro

traslazione.
s.

La

chiesa
il

di

pu talvolta cagionare la morte di due persone, cio della madre e del figlio o figlia. Tali
in)portanti

brita:mica onorava

Levina

24

di

luglio.

LKVIS
di

Filippo

Cardinale. Fi-

considerazioni
in

molte

lippo Levis de' baroni di

Quelci e

altre stato
ti,
i

hanno promosso
quali

ciascuno

Cousan, di nazione francese, do-

ben governato dei regolamenpermettono l'esercizio di


professione a quelle
la

po aver ottenuto il vescovato di Agde nella Linguadoca , fu trasfealla metropolitana d' Auch in Guascogna, e da Pio II nel 1462 o i463 a quella di Arles. Per la sua singoiar probit e chiarezza del sangue Sisto IV ai 7 maggio i^jS
rito

(jiiesta

donne
racco-

soltanto
sciuta.

cui

capacit ricono-

La
la

sacra Scrittura

mand
di
gli

memoria
perch

delle

levatrici

Egitto,

nulla
re

ordini crudeli del


il

ebbero
ti

coraggio di
tre
:

curando Faraone, salvar mol1

io

cre
ss.

cardinale

prete
e

del titolo

de'
in

Marcellino
di

Pietro.

figli
i

maschi degli ebrei.


cose
i."

con-

Roma dopo due


eia

anni nel

Mori \^j5
sepol-

cili

prescrissero

relativa-

in

quaranta anni.
santa
gli

Fu

mente
licit,

alle levatrici

che doves-

to nella basilica Liberiana, ove sulla

sero ottenere
2."

un

attestato di catto-

porta

fu

eretto

un

o dal parroco o dal vescovo;

magnifico avello,
il

rappresentandosi

dal

che sarebbero elleno approvate vescovo o dal suo vicario; 3." eh' era loro dovere di procurarsi

cardinale giacente, con onorevole

epitaffio.

in

almeno due testimoni


stessero al

quali assi-

che esse in caso di bisogno amministravano, ed quali potevano essere interrogati dal parroco, quando il bambino o la bambina veniva portato alla chiesa. I medesimi concilii ordinarono ai parrochi d' invigilare alla
battesimo,
i

Nella chiesa di s. Giorgio Velabro, dal lato sinistro dell'altare maggiore, si vede una lapide in forma ovale la quale sup,

pone che

il

cardinale

sia

sepolto

in quel tempio.

LEVITI. Ebrei
trib
di

discendenti della

Levi

chiamata da Giacobbe e di Lia, e principalmente quelli ch'erano imLevi, cos


di
figlio
uffici

istruzione delle levatrici, sull'ammi-

piegati negli

pi

intimi del

nistrazione del battesimo.

tempio, per
la

distinguerli dai sacer-

LEVINA
bretona,

(s.),

martire. Vergine

doti discendenti
li

da Aronne,
della
,

quatrib

che ricevette
i

corona

erano pure
di

stessa

del martirio sotto

sassoni,
si

prima
con-

per via
pio.

Caath
i

ma

impiegati

che questi
vertiti

popoli
fede.
Il

fossero

nelle pi elevate funzioni del

tem-

corpo fu per molto tempo custodito a Seaford, presso Lewes, nel paese di Sussex. Nel io58 le sue reliquie furono portate in Fiandra con quelalla

suo

Dio

scelse

leviti, in

vece dei

primogeniti di tutto Israele, in servigio del suo tabernacolo e del suo

tempio, per
divino.
farvi la

le

funzioni
essi

del cullo
di

Erano

incaricali

le

di

s,

Ideberga vergine, ed una

guardia di notte e di gior-

j66
cessarie,
doti, cui
le

lev
tutte le

LEY
cose ne-

no, e di portarvi

ver avuta per essa una


predilezione
altre

particolar

sotto la direzione de' sacer-

con

pregiudizio delle
viene difeso dal

essi davano la decima deldecime medesime, che Dio avea

trib.

Mos
da

Bergier e
leviti.

altri,

loro accordato per la propria sussistenza su tutte le granaglie,


sulle

scendenti non

ed i suoi dierano che semplici


equestre. Nel-

frutta o

dappoich essi non possedevano alcuno stabile, tranne quarantotto citt assegnate a loro dimora in tutte le trib, con alcuni campi, pascoli e giardisugli animali
;

LEVRIERE, Orrfwe
l'anno

i4i6 molti
si

/ignori del du-

cato di Bar

unirono e formarono
cui insegna eia

una

societj la di

un cane
vente

levriere con

un
di

collare a-

ni all'intorno.

Quando

leviti

ser-

l'epigrafe:

Toni un,
di

tutto
vila

vivano nel tempio, si pascevano delle offerte ed oblazioni fattevi servivano per turno e in ciascuna settimana come i sacerdoti. Principiavano la settimana col gior:

uno. Essi promisero

amarsi

cendevolmente

mantenere

loro parola, di difendere quel qua-

lunque
r altrui
in

de' suoi

compagni contro maldicenza, e di renderlo

no
nel

di

sabbato,
seguente.

la

terminavano
della
setti-

giorno

medesimo

mana
ti

Non

vestivano abidegli
altri
i-

diversi

da

quelli

tempo di ci avvertito. Oanno eleggevano tra di loro un re, e si adunavano per le loro assemblee nel mese di novembre
pari

gni

sraeliti,

finch

Agrippa
di

re de'giu-

nel giorno

di
il

s.

Martino,
s.

nel

dei

permise loro
lino nel

portare

la

mese
gio.

di aprile

giorno di

Gior-

tunica di

sacerdoti, cio sei anni


il

tempio come i prima che

Se

qualcuno

avea
,

commesso

qualche

tempio
I

fosse distrutto dai

roma-

ni.

leviti

corrispondevano a un

di prezzo ai nosti'i diaconi, per cui

Prudenzio nell'inno in onore di s. Lorenzo martire arcidiacono romano, lo chiam Levita suhliinis
gradiis, ed altri lo appellarono ar-

ne veniva ripi'eso dal re, e da cinque o sei altri della societ. Chi mancava alle assemblee senza legittimo impedimento, pagava una marca di argento. Nella compagnia le accettazioui de' cavalieri
ve,
si

mancamento

facevano dal
del

da otto o
oltre
il

dieci de'pi qualifi-

chi lei'a. Dalla

enumerazione che
di

cali,

consenso
sue forze.

duca dj

Salomone
venti

fece de'leviti dall'et

Bar, che prometteva di proteggerli

anni, se

tottomila
destin

capaci

ne trovarono trendi servire ne


:

con tutte

le

de'cavalieri era offeso,

ventiquattromila
sotto
i

al

mini]

car la giustizia del

Se alcuno dovea invoduca, o di quel


si

stero quotidiano

sacerdoti

signore nello stato del quale

tro-

seimila pe^' essere

giudici inferiori

nelle citt, e decidere le cose

ap-

partenenti
di

alla

religione^

ma non

grande importanza; quattromila per essere portinai ed aver cura degli

ornamenti del tempio


per
fare
l'

il

rei.

ed in caso di negativa I cavalieri erano tenuti prenderne le difese. Helyot t. VIU, p, 353. LEYRA. Luogo della Navarra nella Spagna, nove leghe lungi da
l'offensore,

vava

sto

uffizio

di

cantoi

Pamplona
o

celebre
s.

pel

monistero

lissendo

Mos

della
lo

trib di Le-

ed abbazia di

Salvator di Leira
cistcrciense,

vi, gl'increduli

accusarono di a-

Lcyra

dell'ordine

LEZ
presso
la

LEZ
dell'Aragona,
pei
rito semplice,

167
sole
,

riva destra

tre

lezioni

si

La

chiesa

osservabile

suoi
il

ornamenti, e

per

essere

stato

hanno almeno

luogo di sepoltura per molti re di

Navarra

il

monastero godeva
rendite.

pri-

ma
sto
li

considerabili

In que-

luogo vi si tennero due concilii. primo nel 1022 intorno ai privilegi della medesima abbazia di s. Salvatore. Il secondo nel 1070 sullo
stesso argomento. Aguirre t. Ili ; Mabillou , Aniial. s. Bcned. t, V,
p.

due o una di esse sempre presa dalla scrittura occorrente. Anticamenle quando l'olllcio era sempre ad un incirca il nostro feriale, la memoria de' santi che caal

mattutinu

desse in quel

si

celebrava colla

semplice commemorazione, a un di prezzo come attualmente si pratica


pei santi che diconsi semplici, quando cadono in una feria eccettuata che fa omettere la loro lezione

Lecto. Ci che lego nella messa, che altrimenti chiamasi epistola, o nell' uffizio digesi

LEZIONE,

propria, lasciando la

commemorada avverla

zione solamente. Egli


tirsi

come provvidamente
viva

Chiesa

vino.
cli
al
si

Viene chiamata lezione^ perlegge e


vi
si

in occasione di queste ferie

ha

ri-

pi

non si canta; tutto d una leggiera in^

tenuto una
chissirao
rito
ecclesiastici

forma

dell' anti-

dell'officio, acci gli

flessione di

voce,

come avverte
eccl.

il

Wacri, Not.
trovare
ni
l'

de vocab.
di

Per
lezio-

tanto in vedessero rimessa dinanzi


di

tanto
agli

si

oc-

origine
si

queste

chi la
giori,

rispettabile

pratica de'mag-

fanno nella liturgia crisiiana non d'uopo risalire all'uso della sinagoga. Senza dubbio gli apostoli non ebbero bisogno di un tale esempio per esortare i fche
deli
i

si

stringesse
di

sempre quelche
incatena
Il

lo

spirito
i

unit,

tutti

secoli

della Chiesa.

ven.

cardinal

Tommasi, per una

special

divozione all'antico

leggere
santi.

nelle loro assemblee


lezio-

libri

Per fare queste


l'ordine
lezioni^

ni

fu stabilito

c Lettori

(F''edi).

Le

occupano
breviario,

dopo i salmi, maggior spazio del e sono per la massima


il

parte cavate dalle divine scritture,


e quindi di
ispirazione

immediata

dello Spirito Santo. Esse


ai

si leggono mattutino soltanto. L'uffizio friale che conserva pi espressamen-

le
le

l'antica

tre

forma e rito, ne ha soche sempre si pigliano


dell* antico

rito, avea ottenuto particolar indulto dalla santa Sede, di recitar sempre l'ofticio ia tal modo. Nel giorno poi della domenica, che tutti i fedeli si adunavano alla chiesa, l'officio stato sempre pi lungo, con pi salmi, pi lezioni, ec. quasi doppio degli altri giorni. L'odierno officio domenicale, con tre notturni e nove lezioni, ne serba l'immagine. Simile anticamente si recitava 1' officio nelle

solennit del

Signore, nelle

quali,

dalla

Scrittura

del
ferie

come
xitii.

nella

domenica,
tale

nuovo Testamento;
pi
solenni
,

nelle
si

era tenuto di

popolo convenire ad synU'


il

nelle
,

quali
vi
si

leg-

Quindi

officio

si

disse
se-

aggiunge l'omelia di un santo padre che ne


inteipreta
l'offizio
il

gono dal

vangelo

similmente doppio.
coli
altri

Per alcuni

non

si

celebr la

memoria

di

testo.

Anche quando
di

santi

fuorch

de'martiri.

Di

di

un qualche santo

quelli

che oggi diciamo confessori,

i68
s'inserivano
i

LEZ
nomi
ne'sacri
in
Dttici
si

LEZ
tempo
in

(Fedi), e

leggevano

materie, mediante la sacra con^regazione de'riti, appartengono al di


lei esame ed approvazione, da chiunque sieno composte, le lezioni o leggende che s'inseriscono nel-

della liturgia.

Si cominci

prnel-

gresso a farne
l'officio,

memoria anche
avvenne
forse

lo che

per

pi tardi, co'nomi delle


delle vedove, ec.

vergini e

l'uffizio

de'nuovi

santi.

Il

Durando,

siccome erano destinati espressamente de' chierici


e

nel

Rntionak

prova
zioni,

cap. 3, n. 43, lib. V, l'antichissimo uso delle lele

e in ispecie de'diaconi, che raccoglie-

adducendo

testimonianze
inslit.

vano

sceivevano

gli

atti

del

di Cassiano, 2, cap. 6.

De

coenob.

lib.

martirio, di chi lo soffi-iva in seno della cattolica fede e per lei; laon-

de tali atti a comune eccitamento ed edificazione si leggevano al pchiesa.

ne fa memoria all'anno 807, e Agoberto al cap. 29 de correct. Antiphona-. ''" Col titolo similmente di lezioSigiberto
"'
si

Anche

polo in tempo ch'era adunato alla Cessate che furono le per-

chiamavano

altre

volte

secuzioni, in
si

mancanza di nuovi, and ripetendo la lettura degli


antichi,

Capitoli [Fedi), che tuttora si recitano a prima ed altre ore minori,

come

anche
si

alle

laudi del

atti

questa

cominci a
divino
nelle

mattutino, e
alfie

far parte dell' officio

distinguevano dalle colf aggiunto di Lcctiones

memorie
di

de' martiri.
1'

Nel concilio

Laodicea, circa

anno 366,

si

breves. Di esse che ordinariamente sono prese allo stesso modo dalla

fa menzione di tale uso ; e s. Agostino nel serm. 2 di s. Stefano, ile parla come di cosa gi comu-

Scrittura,
il

parla

in

alcune lettere
e
il

d. P-

Ermanno Schenk,
nel
t.

ven.
della
1

cardinal Toramasi

IV

uemente

introdotta.
tali

Comech
festive

poi

sue opere. Qui da notarsi che


lezioni

a similitudine di
sero in seguito,

com-

della

Scrittura,

incoininil

uiemorazioni de'martiri, s'introdus-

ciando
di

dalla
si

Genesi,

di

cui

come

si

detto,

principio

pone

nella
si

quelle de'confessori e delle vergini, cos a somiglianza degli atti del


si pens natua distendere una suecinta leggenda e autentica delle

settuagesima,

domenica vanno distri-

martirio de'primi,

buendo negli ofllci dell'anno iu modo, che qualche parte se ne


venga a leggero di ogni libro deil'antico
di

Talmente

Testamento e del nuovo


,

virtuose gesta di questi


lezioni

quindi

le

qui

che

principii

de' libri

proprie
di
di

de' santi.
s.

Quelle
di

santi, se siansi
si

dovuto ommetterli,
detto Le^

che abbiamo s. Agostino e


col
ss.

Ambrogio,
padri
si

trasferiscono in altro giorno,


II

altri

spesso nelle loro opere


titolo

che trovano

libro delle lezioni,

zionario, lectionariuni, leciionarius


liber,

di

NN.

ci

Serniunes in natali possono servire di e-

contiene

le

lezioni

che

si

leggono
bri

nell'uffizio

divino.

Anticai

ne trovano gi antichi e ne' posteriori tempi, specialniente dopo che la Chiesa romatia incominci a dare un ordine
inserite nell'ufficio de'santi pi
;

sempio. Alcune se

mente chiamavansi
che contenevano
lezioni,

lezionarii

li-

non

solo le

ma

evangeli che
in

anche l'epistole e gli si dovevano cantare

vieppi autentico e

(isso

a queste

ra

il

coro nel decorso dell'anno. NarMacri, che le lezioni del bre-

LEZ
viario furono raccolte

LEZ
da
s.

169

Giro-

non

lamo per ordine del Papa s. Darnaso J, formandone un intero libio che si chiam Leclionariuni o Hitronymi. Le vile dei Comes
.V.

santi

che

si

leggono

nel

secondo
o come da U-

iiotturno,

furono

raccolte

poste da Paolo

Diacono
si

diacono fa lo stesso il sacerdote. Questa cerimonia si pratica ancora nella Chiesa ambrosiavoce prima di na, dove ad alta cominciare la lezione si dice silenlium hahcle. Inoltre anticamente prima della lezione segnavansi gli uditori col segno della croce, scriVI

il

SLiardo per ordine di Carlo

Magno.

vendo

s.

Isidoro,

loco

citato cap,
sileu'

Quelle per che


gi

leggono in og-

X:
tio,

Clini leclio legitur, facto

sono slate corrette dai cardinali

acque audiatur a cunclis^ navi


lune sitperveniat quisque, cuni celebratur, adoret Deuni, et
soUicite

Baronio e Bellarmino per ordine di Clemente Vili. Le lezioni del venerd santo si leggono senza titolo,

et

si

leclio

perch

la

Chiesa priva del


Cristo,

pr esigua ta fronte, aure ni accomodet. La lezione


stando seduti,
oggi
:

udivasi

suo capo Ges


nel sabbato

e neppure Cristo

come
le

si

fa

anche
piedi

santo,

perch
agli

greci per stanno in


lezioni del

non ancor comparso


li,

apostolib.

quando leggono
del
off.

nuo-

come osservano Gemm.

3,

vo Testamento e siedono
vecchio. Amalar.
lib.
,

a quella

Gap.

89, e Buperto lib. 7, cap. 9; ovvero, secondo Alcuino, per di-

De
si

eccles,

3, cap.

IO.

Le

dodici le-

notare

la

cecit

de'catecumeni non
le

zioni del sabbato santo


in

leggevano

ancora illuminati col santo battesi-

greco ed in latmo, per denota-

mo. Terminate

lezioni

si

trala-

re l'unione delle

due

chiese,

come

sciano pure nel triduo della setti-

dicemmo
in

al
;

voi.

mana
no

santa le parole,

che

soglio-

Dizionario

IX, p. 5 e 6 del ci che fu praticato


secolo
Il

mai sempre inginocchioni per domandar perdono delle colpe o mancamenti commessi nel leggedirsi

Boma

nel

passato sotto

Benedetto XIII.
lorigine
lib.

del rito

Bodot, Delgreco in Italia

te

Tu

aiiteni

Domine
si

miserere
mestizia,

iiobis j

e ci in segno di

XVI: Del rito delle greche lezioni nelle funzioni eccleHI, cap.
siastiche latine
lia,

per cui ancora


l'uffizio

tralasciano nel-

nelle
lezioni

chiese d'Italatine

de'morti. In alcune chiese

delle

nello
ci

in

questo

ultimo

uffizio,
si

in
:

vece

messe e

solennit

greche,

d
la

delle dette parole,

dice

Beati
incoil

importanti erudizioni.
Delle lezioni che
notte
del
si

morluif qui in

Domino
prima
le

moriuntur.
si

cantano
che canta

Anticamente
minciasse

che

Natale
di

nella

cappella
il

a leggere

lezioni,

pontificia,

quella

diacono avvertiva che si tacesse, per attendere alle divine parole,

Papa
ta

ed i cardinali, e della quinche cantava l'imperatore o alprincipe nella benedizione dele berrettone

come
civit.
s.

si

ha da
lib.

s.

Agostino,
cap.
off.

De
i.

tro

Dei

22,

e da

lo iV/ocfO

(Fedi), eia
il

Isidoro,
rito

De

eccl.

lib.

settima nel mattutino

medesimo
era pre-

Questo

viene

osservato dalla

imperatore
sente,
p.

se

in cappella

Chiesa greca, perch prima di cominciar la lezione il diacono dice ^d aita voce: attendamiis j e se

ne

parlammo
seg.
j

detto voi.

107 e

in

oltre

vedere

gli

articoli,

si possono Imperatore e

i-n

LIB
cesse nel

LIB
iSga; Giovanni II nominalo dopo una lunga sede vacante da Calisto III nel i455;
Giovanni IH del i465; Gutterio o di Quinnones domenicano, fatto da Sisto IV nel 1477;
Gonterio
Alfonso da
del
s.

JUBE DOMNE BENEDICERE. V. Angelo Rocca, Oper. t. I, p. 219; De


precatione, cjua lectiones
lino
ne,

praeveninius, nec

in macunon de fi-

quo eas concludimuSj hoc est: Juie Donine benedicere. Tu auteia

Domine
signif.

miserere

nobis.
il

Dea

Cipriano

spagnuolo

graias. Veggasi inoltre

Barbosa,

De
eccl.

myst. cap. IX, de lecdo' Sanie! li nelle Lelt.

nibus.
t.

Pompeo
IX,
lett.

medesimo ordine, nominato da Alessandro VI nel 1492; Antonio Gard pure domenicano, eletto dalnel luglio i5o2.
Ili,

XVII,

n.

5, par-

lo stesso Pontefice

lando delle lezioni dell'uncio dei morti, perch prese dal libro di Giobbe, riporta le parole di Dionisio merito lectiones pr Cartusiano
:

Oriens

christ.

t.

p.

493-

LIBANO. 7^. Monte Libano. LIBELL ATICO, Libellaticus. Nella

primitiva

Chiesa, e
si

principalil

snnt j qui de generali resurreclione prae caeteris

dffunctis Job

suniptae

mente

sotto Decio,
libellatici

diede quei

noloro

me

di

a
di

cristiani
i

prophetis
riti

valicinatus
recita

est.

Dei
oh.

che per timore


biglietti

perdere

diversi
ni,

sulla

delle lezioil

beni, cariche e vita, ottenevano dei

scrisse

un dotto

articolo

d.

Giovanni Diclich nel suo Dizio,

pagani, che
testali

o certificati dai magistrati loro servivano di atagli


editti

nario sacro liturgico


Lezioni.

alla

parola

per giustificare che avevano


degl'imperato-

Grande

poi la diligen-

obbedito
ri,

za e circospezione della Chiesa nell'esaminare ed approvare le lezio-

ed impedire cos

che venissero
sulla

nuovamente
religione. Sia

molestati

loro

che sono inserite nel suo breviario. E pure perch involgono storie di puri fattij la susni dei santi,
sistenza de'quali

che questi

libellatici

simo,

dipende dalla
si

fe-

non rinunziassero poi al cristianecome lo pretendono i Ceaturiatori di Magdeburgo, e Tillet.

de umana,
in

la

Chiesa non

arrose

inont,

Ili, p.

ci r infallibilit, lascia

la liber-

rinunziassero in
magistrati, o

3 18, 702, sia che vi secreto davanti i

t ai critici di discuterli,

n con-

sidera per suoi avversari quelli che


talvolta
la

sentono
scrisse

diversamente
il

da
nel

lei,

come
al

Macchietta
del

suo

commeiilaiio
cap.
17.
si

divino
di

olllcio

Molto

pi

su questo proposito
in
ss.

pu vedere
canonizat.
8.

Benedetto XIV,
iib.

De

4j P-

2,

cap.

i3, n.

LIBA Ni.

Sede
la

vescovile

nella

provincia e sotto
re

metropoli di
d'Asia,
se

Cizico neir esarcato

pu-

non viene chiamata con altro nome. Diversi vescovi latini ne occuparono la sede, cio Giacomo; Giovanni I agostiniano che gli suc-

da loro stessi andano per mezzo di persone mandate da loro come sostiene il Baronio all'an. 2o5, n. 4, ed all'an. aSS, n. 6j in tutti i modi cei'to che il loro errore era sempre grandissimo, tanto in un caso, quanto neir altro, e la Chiesa aveva ragione di non ammetterli alla sua comunione, se non dopo lunghe prove, giacch dai loro biglietti risultando che avevano sacrificato agli idoli , dovevano per

do

trovarli,

conseguenza

essere

trattati

coessi

me

idolatri,

quando
idolatrato.

anche
11

non avessero

nome

LIB
(Il

LIB
a questi
vili,

171

libelalici

dato

guadagnarli colle promesse, furono


rinchiusi
in

ro'Iardi
deli
ti

ed indegni
libelli,

cristiani,

deriva
,

una
.

oscura

prigione

biglietti
in

che ricevevano
libellus.

det-

carichi di catene

Poscia per ordi-

latino
Si

Fedi
libello

ne del re furono messi in un battello

Lassi.

disse

poi

ancora

quella lettera o

biglietto,
articoli

di

cui

legati
li ;

parlammo
o

agli

I.\dulge.\za

fascine secche, e sopra di esse per abbruciarma il fuoco che si tent di apsi

ripieno di

Lettere ecclesiastiche, che i martiri o i confessori davano nei tempi delle persecuzioni ai cristiani

piccarvi a diverse riprese,


se

estin-

maisempre.

11
li

tiranno trasportafece moi'ire

to
pi

da rabbia
di
i

a col-

caduti
i

in

fallo,

col

quale
parte
al

remo;

supplicavano
Icjio

vescovi

di

rimetter

mare
le

furono gettati io loro corpi, che vennero dalindi


respinti verso la

con

indulgenza

una

onde

sponda.

della

penifenza canonica dovuta

cattolici

diedero ad

essi

onorevole
Bign.

loro peccato. Questi libelli producevano due sorta di effetti, a quelli ch'erano in salute procuravano la remissione d'una parte di tal penitenza, ed a quelli ch'erano moribondi, procuravano loro la riconciliazione in punto di morte, sebbene non l'avessero domandata in vita, altrimenti sarebbero morti
privi
di
il

sepoltura nel monastero di


Si

colloca

il

loro martirio all'anno


festa
si

483, e la loro 17 di agosto.

celebra

ai

LIBERAZIONE, Ordine equestre.


Lo
istitu

nel

1736 Teodoro
per
l'

re di
la

Corsica [Vedi),
libert che

celebrare
isola,

godeva

sere stata sottratta

dopo dal dominio


il

es-

dei

questa
p.

grazia,
lib.

come

lo

genovesi.

Stabih che
il

re

ne do;

prova
F.
il

Morino

q, cap. 24.

vesse essere
valieri

gran maestro

ai ca-

Macri in

Libetlatici.

LIBERA
funti.

ME DOMINE. Respondell' uffizio

sorio maggiore

de' de-

un abito di colore azzurro, con una croce o stella sul petto smaltata in -oro, e sopra ad
diede
essa l'effigie della giustizia, sotto la

Abbiamo un
:

libro

con que-

sto

Esposizione o breve Iratla'o del responsorio maggiore delti


titolo

quale
colla

eravi
lettera

un

triangolo
del

iniziale

d' oro suo no-

defonti. Libera

mo

per Giovanni i566.

me Domine, PalerMatteo Manda


(s),

me. Dichiar i cavalieri nobili di prima classe, coi titoli d'illustrissimi e di eccellenza , ed esenti da
ogni querela in giustizia criminale,

LIBERATO

martire.

Era

abbate di un monastero nella Bizacena in Africa poco lungi dal Capso. Al tempo di Unnerico re
de' vandali, gran fautore dell'aria-

tranne
essi

delitti
il

di

lesa maest.

Ad
for-

destin

comando
il

delle navi

da guerra, ed
tezze
tuati
i

governo delle

e piazze di presidio.

Eccetstrareli-

tolici,

nesimo, e fiero persecutore de'catfu preso con altri sei fervorosi


111 s

genovesi, dispose che nell'or-

dine

si

potessero

ervi di Dio, che

si

trovarouo

nieri di

ammettere qualunque nazione e


avrebbero un
all'

erano Bonifacio diacono, Servo e Rustico suddiaconi, Rogato, Settimo e Massimo monaci. C^ondotti tutti a Cari

quel

monastero,

quali

gione, coir obbligo di sborsare mille

scudi, pe' quali

frutil

to
re

del

dieci

per cento. Inoltre


ordine

Teodoro diede
^

della

tagine, e adoperati inutili sforzi per

Liberazione

che

altri

chiamarono

173
Peliherazione ,

LIB
i

LIB
statuti
clie la te

suoi

Qninlylis. Questa iscrizione


nel

trovasi

prescrivevano ad ogni cavaliere

campo
olio

di

un antichissimo quail

quotidiana recita del salmo: In

dro ad

rappresentante
la

santo
vero,

Domine speravi j e dell'orazione, Deus noster refugiutn et virtusj che


ogni cavaliere fosse tenuto a servire
il

Pontefice alla grandezza

del

seduto in atto di dare


t
dell'

benedifamiglia

zione, ilqual ritratto ora proprie-

re a

qualunque chiamata; che


al

antica

nobile
detta

niuno potesse entrare


altri

servigio di

romana De Cinque,
la
tili,

ancora

principi senza licenza del


forntiola

re,

Qtiintiac, de Quinaiie, Qiiintilf, nel-

te La
cre
vi
i

con
del

cui

Teodoro
Io

quale

si

estinse la famiglia

Quin-

cavalieri la seguente:

con

essersi

sposala Sabina
di essa,
a'

An-

fo

cavaliere

nobile ordine
noi solo do-

giola

ultima superstite
III

della Lil^erazione.

Da

Paolo

De Cinque De
della

con 14 aprile

vete

sodrire

di

essere

toccato tre

1689, come dall'albero genealogico della famiglia

spada nuda, e voi ci sarete obbediente in ogni cosa fino alla morte ; giuratemi fede ed omaggio sopra V evangelo. " I cavalieri nella messa dovevano tener la spada nuda, mentre il sacerdote
Tolte colla

Cinque,

dotto air epoca

procompilazione

del processo, per


la

essere ammessa medesima nelle sessanta famiglie romane coscritte. Tuttora la famiglia De Cinque possiede il fdeco-

leggeva
ti
il

il

vangelo, per essere pron-

misso

della

famiglia

Quintilj.

Il

alla difesa. L'

ordine svan\

come
breve

regno del fondatore,

con

durala.

LIBERI.
gli

Eretici

della

specie de-

Papa s. Silvestro I lo cre diacono cardinale, indi per morte del Pontefice s. Giulio I, agli 8 maggio dell'anno 352 fu creato suo
successore,

anabattisti del secolo

XVI, che
,

con
stesso

di

lui

renitenza,
nell' episC.
il

non

riconoscendo alcuna potest scuotevano il giogo di ogni goversia secolare. no sia ecclesiastico Tenevano donne in comune, chia,

come
2

egli

scrisse

a Costanzo imperatore, presso


t.

Labb
stant,

Concil. p. 746; e Epist. roni. Pont. t.


Il

ConI,

p.

niavano unione spirituale

matritra fra-

425,

n.

3.

Dicesi
di

avere

ordinato,
tulli
si

moni
tello

incestuosi

contratti
,

che ne'giotni

digiuno

a-

sorella

e proibivano alle

stenessero di trattare le

liti,

ripren-

donne di obbedire ai loro mariti quando non erano della loro setta. Si pretendevano impeccabili dopo
il

dendo insieme
;

quelli

che nella qua-

battesimo, perch secondo

essi la
si

resima esigessero dai debitori i loro e che ne' medesimi giorni crediti astenessero dall' uso dello stato si
coniugale
,

carne sola peccava, e in questo

end' ebbe
I

principio

il

chiamarono uomini
riTORI.

divinizzati.

tempo

in cui

vietato di celebravescovi ariani

LIBERI MURATORI. F. Mu-

re le nozze.

e se-

mi-ariani non ebbero appena inteFial-

LIBERIO (s.),PapaXXXVII.
gliuolo di

sa

la

sua elezione, che


libello

gli

mandaingiurio-

Angusto romano, da

rono un
so
sio

o scritto

cuni creduto della nobilissiua famiglia Savelli.

e dillamatorio contro

s.

AtanaIl

Sanctus Liberiiis Papa Primus Natione Italus Patria Ronianns De Stirpe Nobilissima De

patriarca di Alessandria.

PaCo-

pa riun subito un concilio a Ro-

ma,

mand

all'imperatore

LIB
stanze,

LIF.
di Capiia, di Capregandolo

.73

Vincenzo vescovo
Lucifero
suoi

un'altra da Eusebio eunuco, uiiu


de' primi ministri dell'imperatore.

e poscia
gliari

vescovo
legati,

come

Trovandosi
esilio, nel

il

di

far

tenere

perci

un

concilio.

357

si

buon Pontefice in cel<;br un conci-

L'imperatore in fatti ne tenne uno ad Arles, altro in Milano ma in ambedue s. Atanasio fu condannato. Tentalo indarno il Papa di abbandonarne la causa o di condan,

Sirmio per condannare Focitt, il quale col suo maestro Paolo di Samosata sosteneva che Cristo non era Dio, ma puro uomo fatta dunque
lio

in

tino vescovo della

narloj fu costretto nel

355

di pas-

in

esso dagli ariani

una

forcnola di
s.

sare in Milano, condotto

con vioal

fede, dicono alcuni che

Liberio
dai

lenza

dall'

imperatore,
alla

innanzi

annoiato dui suo


disagi
di

esilio,

vinto

quale colla medesima foltezza d'a-

nimo ripugn
santo
,

condanna
la

del

due anni, dolente nel vedere invasa la sede pontificia da s.


Felice

perch conosceva
e
lui,

sua

II

(f^edi),

che perci alcue finaltnen-

innocenza,

l'astio

degli

ariani

ni

chiamarono antipapa,

contro di
nel

come ancora perch


una ferita concilio Niceno di
dava
il
,

te intimorito

dalle continue
,

minaci-

condannarlo
al
s.

ce di morte

acconsent alla coti-

incurabile
cui

danna

di

sant' Atanasio, sottosci

Atanasio era
nella sua

pi

zelante

difensore,

come dimostra Goffredo


vita

Hermant
contiene

che
1, la

pubquale
della

vendola nel 357, ^ comunic cogli ariani approvando la formola di Fede da loro fatta artificiosamente in
Sirmio.
Quelli che tanto credetteil

blic a Parigi nel


la

167

storia

generale

ro, seguirono

Baronio,
Ili,

il

quale
eccles.

Chiesa di questi tempi. Pretese Costanzo di fare arrendere s. Liberio


col minacciargli l'esilio,

per
an.

nel

tom.
n.

AnnaL

357,
:

4'

dice di questa ca-

ma

il

Pa-

duta
tale

gita praestanlior,

pa

rispose a lui

>

Ho
mi

l'ultimo addio

a' fratelli
;

dato gi che stancale delle

historia, nulla invenir i potest j

ac verior Nadissert.
p.

Alessandro, Saec.

IF,

no

in

Roma

pi

32; Tillemont, tom. VI,


la

772, e

leggi ecclesiastiche, che del soggior-

comune credenza

di

tanti secoli

no di quella Teodoreto
,

citt ",

come narrano
lib.

Hist. eccl.

2, cap.

16; ed
u. 5.

il

citato Constant,
irritatosi
il
l'

Onde

p. 4^9, imperatore

passati. Molti ciitici per moderni dimostrano essere ci fulsissimo. Piimierameute con dotta ilissertazione, stampata in Parigi nel 1733,

ordin subito che


se

Pontefice fosnella

col
le

titolo

DisserLation critique sur


Libere, dimostr
i!

rilegato in Berea

Tracia,

Pape
tutti

primo
la

per non avere voluto sottoscrivere


la

fra

l'eruditissimo

Pietro

condanna

di

s.

Atanasio.

Prima
pre-

Corgne canonico
s.

della cattedrale di

di partire l'imperatore gli fece

Soissons, la falsit della

caduta di
Filippo

sentare per

le

spese del

viaggio otil

Liberio;

la

qiial

sentenza fece
il

tocento scudi romani, che


tefice
rifiut,

Ponsersol-

sostenere nel
e per essa

1727

p.

dicendo che se ne
1'

f'ebei lettore nel collegio


si

romano,
cardinale

visse pel

mantenimento de'suoi

dichiar

il

dati, e per contentare

avidit dei

Orsi nel

t.

VI

della sua Storia ec-

suoi ministri; cos rifiut una

som,

clesiastica

stampato nel
i

1751. Al,

ma

esibitagli

dall'

imperatrice

ed

trettanto fecero

Ballerini

Boi-

, ,

174
landisti
,

LIB
ed
ii

LIB
cresciuti

p.

Lazzeri con una


di

esemplari del martii'oiogio

dissertazione piena
forza,

convincente

degna
a
il

di

lui e di essere

pubdelle

blicata

vantaggio

della
t.

critica.
I

Rabano. Quindi si vegga con quale imprudenza lo scismatico Bennone accud' Usuardo, e in (juello di
sasse
s.

Ancora

Zaccaria nel

Gregorio
l'

VII, quasi che


eresia
la

sue Dissertazioni latine, tratta nella dissert.

per confessare
il

avesse egli

berii

Vili de conimentitio Lilapsu. Nel 1778 il p. Gio-

primo

istituito
Il

festa di

Papa
tratto

Liberio.
di

Baillet scorge
di

un

safatte Massari chierico della Madre di Dio, pubblic in Roma colle

accortezza e

sana

prudenza

nel Baronio, perch nel suo

marsenil

stampe del Salvioni una Dissertazione storicocrilica sopra il con-

tirologio tralasci Liberio.

Ma

za

fare

su

ci

alcun
il

mistero,

di Sirniio, e sopra la favolosa caduta di s. Liberio Papa, e di


cilio

JNovaes dice che


lasci,

Baronio

lo tra-

perch non eravi nel

Oslo
Nelle

il

grande

i>escoi>o

di Cordova.

e genuino martirologio di

puro Usuardo;
lo

ma

di

Effemeridi letterarie di Rotale anno, a png. 385 e


si

e questi l'ommise perch noi trov


in quello

di

Adone, e questi non

393, non solo


zione del
p.

loda la disserta-

Massari,
Il

ma
solo

se

ne

segn nel suo rnartirologio, perch non r avr trovato nel piccolo martirologio

d erudito

conto.

oralo-

romano,

di cui

confessa di

riano veronese p. Girolamo da Prato, nella sua applaudita edizione di


Sulpicio Severo,
difficolt
t.

essersene
se
il

assai aiutato.

Certamente
del R^os-

martirologio

romano

II,

p. 2 i4,
,

contro
di
s.

il

Corgne
;

mosse primo
quegli

weido

quello del quale parla

Avi

done, in esso manca Liberio,

ma

difensore

Liberio
di
si

ma

manca siccome
altro
i

vi

mancano Cleto, EPer

non

cambi

mai

sentimento
protestava,

varisto, ed altri Pontefici santi.


ss.

pronto a farlo come

Basilio, Epifanio, Siricio

quando con sodezza


spirito di

di
si

prove

con

ed

Ambrogio, chiamano

Liberio
e

pace

gli

facesse cono-

Pontefice di beata, di santa


venerabile memoria.

di

suo errore. Quegli slessi poi che accordano la caduta di questo Papa, difendono a forza di rascere
il

Nel 357

r imperatore Costanzo

entr trionfante in

gioni, ch'egli

non per
il

offese espres-

samente
Ili, p.

la

fede cattolica, tra'quali


p.

a vedersi

Sangallo, Gest.

t.

523

e seg.; anzi se pur fosse

vera
egli

la

pretesa

debolezza

di

lui

r avrebbe poi scancellata con quella esemplare condotta, che gli merit il titolo di santo in diversi
martirologi. In quello di
s.

Roma, dove nel gran circo s' innalz un obelisco. Le matrone romane si presentarono a lui, ed istantemente lo pregarono di restituire Liberio alla sua ai quali sede uffizi V imperatore non ebbe il coraggio di negarlo
,

a quelle illustri dame, come riportano Teodoreto nel lib. 2, cap. 17,
e Niceforo nel
lib.

Girola-

g, cap. 35. Tor-

mo
gli

ad diem Vili kal. oclobr. ; neantichi additamenti al martiro-

nato il Papa in Roma, si radun in Rimiui nel 359 "" concilio di


quattrocento e pi vescovi, de'quali ottanta erano ariani. In questo
concilio

logio di

Beda
;

in quello di

Wan-

dalberto

ne'sinassari; ne'
il

menci dei

greci sotto

martirologio di Floro

giorno 27 agosto; nel in pi ac;

cominciato

bene e termi-

nalo pessimamente,

come

scrisse

s.

LIB
Ambrogio
scovi
nell' epist.

LIB
2
i ,

175
ne'

5,

ve-

costretto nascondersi
cimiteri, ne' quali

suburbani
fino alla

che da piDCpio aveano conla

dimoi

fennata

professione di

fede del

Niceno, e condannato colla scomunica Ursacio e Valente co' loro soci

preziosa sua morte. Edific e consacr la Cliiesa di s. Maria Maggiore (Fedi), che per lui prese
il

ariani, poscia vinti dalla

violen-

nome

di

basilica

Liberiana

come

za dell'imperatore Costanzo, ed in-

gannati dai
riani
,
.

raggiri

de' vescovi
la

a-

tuttora si chiama, nel luogo cio ove cadde miracolosamente la neve ai

sottoscrissero

formola
quale

del concilio di Sirmio,

nella

agosto. In due ordinazioni s. Liberio cre diecinove vescovi, diciot-

era nascosto

il

dolo loro, onde con-

to preti

e cinque diaconi.

Govern

sentirono nell'abolizione delle parole

quindici anni, quattro mesi ed un


giorno.

sostanza e consostanziale, come


i

osservano
lib.
I,
il

Maurini in

s.

Anibrog.
122. So-

Mor a' 9 settembre del 367, e fu sepolto nel cimiterio di


nella
via

de fide cap. 18,

Priscilla

Salara.

Tra

le

pra
nel

concilio di E.imiui, celebrato

359, due anni dopo la pretesa come volgarmente si chiama caduta di Pupa Liberio, scrisse lo stesso Corgne la Dissersottoscrizione o
tation critique et thologique sur le

sono attribuite a s. Liberio, nomineremo una ad Osio sulla caduta di Vincenzo da Capua; una all'imperatore Costanzo; tre ad Eusebio di Vercelli ; una ai
lettere che

confessori esiliati
tali,

una

agli

orien-

concile de Rimini

etc

J^aris cliez

Lusseux 1732. Opera


tica e di

ricca di

cri-

sacia erudizione. Del sudsi

detto p. Massari

ha

la

Disseril

tazione storico- critica sopra


cilio

con-

di Rimini

nella Raccolta di

dopo che ebbe luogo la condanna di s. Atanasio; una ad Ursacio, a Valente ed a Germi nio ; una a Vincenzo da Capua; una ai vescovi d' Italia dopo il concilio di Rimini ed una che Eustachio e gli al;

dissertazioni ecclesiastiche del Zaccaria


t.

tri

deputati

de' vescovi
al

d' oriente

Xn,

dissert.

VIIj
il

p.

169.

presentarono

Pvoma 1795. Dopo


lio,

detto concidall'

Abbiamo
sertatio

sinodo di Tiane. da Mart. Larroguano, Dis-

pressato

s.

Liberio

impe-

ratore a i-atificare
solo vi ripugn,

questa

liaudo-

Pontijcc

lenta sottoscrizione de' vescovi,

non

Vac
BERio

la

de Plotino et de Liberio romano, Genova 1670. santa Sede sei giorni.


,

ma

anzi la fulmisi

hmY.mO
(s.),

Cardinale.

F.

Li-

n
s.

colla
Siricio

scomunica, come

ha da

neW
II, p.

epist.

Tarraconenseni
Concil.
t.

ad Himerium apud Labbeum 883 et io 18. Veg,

Papa. LIBERTI. F. Schiavi.

sero dopo

LIBERTINI. Eretici che insoril 1325 in Olanda, nel


altri

gasi su questo an.


log.

punto il Baronie ad 359, n. 49; il p. Petavio, Tlieodogmat. t. Il, lib. 4, cap. 5,


;

Brabante, ed in

luoghi

delle

Fiandre. Si dilatarono nella Francia, e ve ne furono a Parigi ed

'1

Bellarmino,

De

eccles.

mi-

Ut.

cap.

16;

e Natale Alessandro,

a Ginevra, non che loro capi furono un

a Rouen.
.sarto

per nodi

Histor. eccl. saec.

IF,
s,

dissert. 33.

me
polo.

Zuantino

Quintino

Pisolo

Per questa scomunica

Liberio dal
cui

cardia, e certo

Chopin suo
che
vi

disceil

medesimo Costanzo

fu cacciato nuo-

Asserivano

Tamenfe da Pioma, per

venne

spirito di

Dio

ditluso per ogni luo-

176

LIB
vive
in

LIB
tulle le
te
la

go, che , e che

Libia, chiamata Beied-Genef-

creature; che l'anima nostra questo spinto di Dio, e

non
che

va.
al

La Libia
di

citeriore

o esteriore,

sopra
sinistra

dell' Egitto,

lungo

IJ

muore
tiente,
la

col

corpo; che

il

peccato

riva

del Nilo,

estendevasi

e che consiste soltanto nelil

fino

all'Etiopia,
il

comprendeva

opinione, poich Dio fa tutto


il

tutto
la

Biledulgerid o Nuraidia, e

bene e tutto
diso

male; che il paraun' illusione , e V inferno


dai
teologi.

Barberia. Per

una chimera inventata

che volta la maniera pii


pria,

prendeva qualLibia esteriore in una


si

ristretta

e
fia

pi
1'

proAfricii

Affermavano che i politici inventaporono la religione per tenere poli nell'obbedienza^ che la rigei

allora

stava

propria

e l'Egitto,

e corrisponde*

nerazione spirituale consiste nel distruggere


la
si
i

rimorsi della" coscienza;

va al regno e deserto di Barca, rinchiudendo la Marraarica, la Cirenaica, e la Libia esteriore ancora


pi propriamente della, che congiungeva l'Egitto, e che form poscia la parte orientale del regno e
deserto di Barca.

penitenza nel sostenere che non


fece

verun male; che permesso ed anco espediente fingere in materia di religione, ed accomodarsi
sette.
le
I

indifferentemente

tutte le

A tuttoci aggiungevano delbestemmie contro Ges Cristo.


fece
il

loro orribili sentimenti

dare

Secondo s. Girolamo la Libia prese il suo nome da Laabim figliuolo di Misraim. Necon re di Egitto, secondo Erodoto, fu il primo che mand dei
fenicii alla la

a questi eretici e fanatici


di
libertini.
I

nome
molti

scoperta delle coste del-

loro errori

in

Libia; questi partirono dal

mail

articoli

sono que' medesimi degl'in-

re

Eritreo,

navigarono
il

verso
giro

creduli e libertini de' nostri giorni.

mare
Libia
,

del sud, fecero

della
,

Nel capii. 6 poi degli Atti


citata

me

Ap. una sinagoga di Gerusalemche portava il nome di liLibya.


a

e ritornarono in Egitto

con
bia.

tal

mezzo fu conosciuta la Li* Secondo il medesimo Erodoto,

bertini.

LIBIA
ca,

Nome
tutta

che
l'

si

zioni,
le
i

era la Libia abitata da quattro nadue delle quali indigene e


altre straniere
libii
:

diede anticamente

Afri-

le

prime erano
le

ma
a
sta

che
quella
a

si

restrinse in

appresAfrica

e gli etiopi, e

seconde
la

so

porzione

dell'

fenicii
l'

ed

greci.
s.

Si

attribuisce al-

che
l'

ponente, e

che

ha

al-

evangelista

Marco

predica-

oriente l'Etiopia, a mezzod l'O-

zione della fede cristiana nella Li*


bia.

ceano Etiopico, a ponente 1' Atlantico, ed a settentrione il mare Mediterraneo. Dividevasi anticamente
in

Tre provincie
la

ecclesiastiche eb-

be

Libia nel patriarcato d'Ales-

sandria.

due parli generali la Libia interna od ulteriore, eh' era a mezzod e comprendeva il Zuara, la
:

La provincia della Libia Marinarica, con Dardanida o Dai''


nis per
scovili
t.

metropoli, e selle sedi vesulFraganee.

Oriens

chnst.

Negrizia
dal

la

monte
in

Guinea, estendendosi Atlante fino al fiume


orribili

II, p.

63

1.

La Libia Pentapoli,

Niger

quelle

solitudini

con Cirene per metropoli, e tredici sedi vescovili sulfraganee. Oriens


chvist.
t.

chiamate poscia il deserto di Sahara o Zaara, ci eh' propriamen-

II,

p.

617. La

provincia

della Libia Tripolitana uel patriar-

cto Alessandrino, con tre sedi vescovili.

Comman\ille, Hist. de

toiis

les arcliev. p.

di

298 e 294. LIBIA o LIVIA. V. LivrA. LIBOPiIO (s.), quarto vescovo Mans. Nacque nelle Galiie da
famiglia
,

LIB 177 vano gli antichi greci e romani, avevano ancora libri di cui si volgevano i fogli, come si fa al presente, e questi doveano essere coni'
pacti cio legati, del che
Dittici
gli

antichi

illustre

ed

abbracci lo
virt e

{Fedi) forniscono un'idea. Nei dittici consolari dunque vuoisi


rintracciare la vera origine delle
lei

stato ecclesiastico.
il

Le sue
i

suo sapere trassero su di lui tutti suffragi quindi tutti gli sguardi
;

gature de'libri presso


quali dittici
scia
si

gli

antichi,

accomunarono

po-

si
si

riunirono in suo favore quando dovette nel 348 dare un pastore

alla chiesa di

Mans. Egli

si

mostr
del ri-

indefesso nell'esercizio delle sue episcopali funzioni.

anche alle chiese. I dittici erano tavolette d'avorio, di legno, o di altre materie, ai quali si aggiunsero in tempi posteriori, ornamenti
metallici
;

Amante

e queste tavolette, a gui-

tiro e deir orazione, vi

accoppiava

sa delle coperte
nostri
pei
libri
,

o
e

dei cartoni dei

lunghe veglie e rigorosi digiuni. Il suo amore pei poveri lo rendeva santamente prodigo nella dispensa delle sue limosine. Fond molte chiese, e le provvide abbondante-

servivano anticamente
pei

magistrati

ministri

del

culto,
i

onde

inserirvi

e racchiudervi

diversi fogli

volanti contenenti gli

oggetti
le

mente
r

di

tutto

il

bisognevole

alla

che riferire dovevano nelsedute de'magistrati, e pi tari

celebrazione del servigio divino.

Mo-

di

salmi e
dittici

le

preci della Chiesa.

verso l'anno 897, e le sue reliquie furono neir 836 trasportate a

Que'

scolture e

erano sovente ornati di di bassorilievi sovente


,

Paderbona
luglio.

che

lo

elesse a patroa'

no. Celebrasi la sua festa

2 3 di

ancora con lettere, con pietre preziose e con cammei; e questi porgono l'idea dei volumi e delle legature dei medesimi, fatte in modo che aprire si potessero e volgere a piacere fogli contenuti. In Atene librai avevano officine pubbliche, i
i

LIBRAIO. Mercante che stampa


o vende
pola,
di libri
de'libri,

typographus, biblio-

librariiis:
si

anche il legatore chiama libraio. I greci


il

avevano

degli scrittori

cui mestie-

nelle quali d'ordinario riunivansi le

re consisteva nel copiare libri, e questi chiamavansi bibliografi., altri

persone
vansi
i

istruite,
libri

perch

ivi

legge-

nuovi, e se ne portaI

che pingevano
vansi

calligrafi^ e

tres librai

nominaavevano alche vendevano i libri,


le

lettere
vi

va giudizio.

romani avevano nulibri, ch'essi

merosi copisti di

chia-

questi detti

furono

da'greci

in

prima, poscia dai latini bibliopolae. Questi ultimi alimentavano o paga-

vano
re
i

scribi
libri

o copisti per trascrive-

pure che gli spacciavano , e questi detti erano bibliopolae; essi avevano inoltre schiavi assai periti per incollare i fogli, e questi dilibrari,

mavano

ed avevano

venditori

ch'essi

vendevano. Quanoltre
di

cevansi glutinatores, e forse

non so-

to alla legatura de'librij e dell'arte


di
legarli,

alcuni

libri

lamente componevano e formavano rotoli, ma potevano anche legare i


i

scritti

glie

pergamene, foe corteccie d'alberi, che avene'rotoli

libri

formati di diversi

fogli stac-

cati.

VOL. xxxviu.

Ai tempi della repubblica, 12

le

178

LIB

LIB
nere dovette languire, finch si tratt di sole copie di manoscritti, e
finch

persone agiate avevano nelle case loro molti copisti, amanuensi o segielarij

eh' erano per


liberti,

la

maggior

non

fu inventata

la
i

Stampa

parte schiavi o

e questi e-

rano

incaricati di trascrivere e mol-

tiplicare le copie
scritti.

de' nuovi

manoi

(redi). Dicono tuttavia francesi che avanti quell' epoca vi avevano librai giurati dell'universit di Parigi,
i

Non

fu tuttavia se

non che
li-

quali facevano

trascrivere

sotto l'impero d'Augusto, che

manoscritti e ne portavano le copie


ai

brai detti

bibliopolae, furono intro-

deputali delle diverse facolt, affossero

dotti in Pioma, e allora soltanto vi

finch le opere

rivedute e

videro botteghe piene di libri; esse erano d'ordinario collocate insi

approvate avanti che si esponessero alla pubblica vendita. Quelle edizioni

torno
difici

ai

pilastri de'

templi, agli ee-

pubblici, e

pi frequenti
di

lungo
sere

rano nelle piazze


pilastri
si
i

affiggevano

Roma. A quei non solale

un lavoro non potevano esmolto numerose di esemplari,


essendo
il

frutto di

e penoso,

per cui
quisto
vanti

libri

erano assai rari

mente
nuovi
libtai

titoli

deibri nuovi o alcuni

carissimi di prezzo,
si
il

onde per
di

ac-

|crilti,

ma

ancora
si

domande
i

stipulava

un contratto
questi

afu

degli oggetti che

erano perduti;

nolaro.

Uno

attaccavano alle loro porte i frontespizi de'libri che ponevano in


vendita, affinch
i

dotti,

gli

eruditi

conchiuso nel i332 tra Gerardo di Monlagu avvocato dal parlamento, ed un libraio nominato Goffiedo
di

e
i

gli

Smatori delle
di

lettere

vedessero
det-

Saint-Leger per un libio intito-

libri

cui

loro
si
i

conveniva l'acriferisce
il

lato: Speciduni historiale in consue-

quisto.
to di

questo

tudines Parisienses.

Prima

assai

di

Orazio, che

versi
.

mediocri

quest'epoca e in quella di Gugliel-

non erano dagli Dei, dauomini e ne pure dalle stesse colonne, da quelle cio alle quali
tollerati
gli

mo
po

il

Conquistatore, che
del secolo

fior
i

do-

affiggevansi

titoli

de' libri. Dice

il

Muratori, che negli antichi secoli, oltre a coloro che per uso proprio
libri, scritti alloia a copiavano penna, vi furono anche librarii e scribae, chiamati anche anliquarii da Cassiodoro, Isidoro ed altri, che per guadagno trascrivevano le opei

XI, libri erano tanto rari, che una collezione di omelie fu comprata al prezzo di duecento montoni, e di un carro di frumento. Lo slesso avvenne anco in Italia, ove libri che si trala
i

met

scrivevano, e
gli

massime
classici
,

le
si

copie de-

autori

vendevaso-

no ad un prezzo
sicch
i

assai
si

elevalo, co-

letterati

dolevano
le

re altrui, dettando uno nel medesimo tempo a molti scrittori. Vi furono copisti diligenti, ma ancora
ignoranti, che

vente di non avere


di

somme
un

ne-

cessarie per r acquisto di


cui

libro

nel

trascrivere

li-

abbisognavano; numerose tutta volta erano in proporzione le


;

bri commissero errori, e storpiaro-

copie de'classici
solo

g' italiani

non

no

le

parole e
de'

sensi.

Sull'antica
vedersi
sui
il

abbondavano

di

calligrafi, al-

legatura

libri

pu

cuni de'quali erano eccellenti nell'arte

Buonarroti, Osservazioni
antichi p. 93.

vetri

loro,

ma
libri

altres

di

miniatori

che quei
de'libri

commercio per

in ge-

di

iniziali

adornavano di fregi, ed anche di miniature

,,

LIB
nobilissime, e in questo

LIB
modo ne
I

179
si

ac-

rileva

il

bisogno
le

che

ebbe

di

crescevano di molto
bassi

il

prezzo.

mo-

preservale dall'oblio e dall'ingiurie


de' tempi
storie
sociali,

naci ancora e gli altri clausltali nei

de* popoli
le

le

tempi,
nel

e persino le
le

principalmente

donne e monache, si oci

convenzioni
to
g'
,

leggi

di sta-

le

osservazioni

astronomiche

cupavano
delle

trascrivere

codici

inni in lode del


le

nume, che

fu-

opere

pi ricercate; e que-

sta circostanza

port di conseguensolo
si

za

cbc

non

conservasse-

gran pregio, che senza di questo sarebbero state perdute, ma ancora che si molmitiplicassero le copie de' libri
ro

alcune

opere di

prime e le successive occupazioni degli uomini di tutte le et, e mostra le prime materie destinate a tal uopo dalla umana inrono
dustria nelle lastre di
pietra e di

metallo, nelle tavole incerate, nell'avorio

ed

in altre simili cose, atte


l'

gliori, e

queste servissero all'uso di


istruirsi

a ricevere

incisione di alcuni se-

chi

bramava

nelle
in

buone

gni esprimenti le

idee

senti-

lettere.

Non solamente
secolo

que'tempi,

cio avanti

l'invenzione della stam-

pa e

il

XV, ma
successivi^

ancora allibrai

l'epoca dell'invenzione medesima, e


tie'due
secoli
i

menti degli uomini, e la propriet delle cose. La nazione egiziana quella che presenta le prime forme di tali monumenti, per cui delle
passate cose rest
sterit.
sistenti

e-

rano talvolta letterati, ed anche potevano appellarsi col nome di dotti. Essi portavano in Francia il nome di clercs Uhrairs e siccome facevano parte del corpo dell' universit, godevano de' suoi privilegi. 11 canonico Angelo Batlaglini recit in tioma nel 1786 nella generale adunanza d'Arcadia la Dis,

Siccome
in

ai

istrutta la poprimi segui con-

geroglifici

successero
lettere,

caratteri,

o sieno

le

ripualle
il

tate figliuole di

Cadmo,

cos

succennate dure materie successe


e la

papiro, pianta indigena dell'Egitto,

membrana che da Pergamo


ove
il

citt dell'Asia,
usarsi, acquist

cominci
di

ad
di
la

nome
per

pergaapri

seriazione accademica sul


cio

commermoderni librai. Fu stampata in Roma nel 1787 dal Zempel per Venanzio ISIonaldini mercante di libri, ed un rislietdegli antichi e

mena.
queste

Ed

ecco che

mezzo
si

facili

invenzioni

via alla conservazione

delle
di

cose
questi

e quindi

al

commercio
s

nuovi prodotti

della mente, co-

to di essa

si

legge nelle Effemeridi

me
so

della
gli

mano
i

degli uomini, presgli

di letterarie
glio

Boma

de' 2

lu-

egizi,

fenicii,
i

ebrei,

1787: di questo ristretto daremo un cenno per 1' importanza dell'argomento, sebbene dovremo
toccare delle cose gi
trove.
Ivi
si

caldei, gli arabi,

persiani ed altri
i

popoli di oriente, fra


scuole, e

quali potecolle-

rono poi sorgere accademie,


gi e
la
ai

narrate
su

al-

dai

quali pass indi


felice
ai

dice avere

questo
poi-

coltura con
greci,
altri

pi

successo
latini

argomento riempito un vuoto,

agli

etruschi,

ch niun letterato sino allora avea


parlato del commercio librario, ra-

agli

popoli di occidente.

Menco-

tre gli

egizi

sdegnarono
gli

in

princi-

mo

non

indifierenl della pubblica

pio ogni alleanza e


gli

commercio

industria.

Rimonta

egli

alle

et della civilizzazione dell'

prime uocno

esteri, e

antichi ebrei furodi co-

no

gelosi

di

non aver nulla

i8o

Llli
cogli
altri
;

LIB
preservazione
i

mune

dell' idolatria

in

vece

fenici!,

co-

me

pi degli
alle
i

altri

popoli dediti al

traffico,

arti

ed

alle

scienze

primi a somministrare letdi buon' ora qualche idea di


furono
terario

del papiro regno, e fosse Eumene costretto ad aver ricorso il primo alla pergamena, sebbene su di ci non sieno abbastanza concordi le

loraeo vietasse l'uscita

dal

suo

opinioni

degli

eruditi.

Onora

la

commercio

cogli
ai
gli

stranieri.

munificenza di Tolomeo

l'acquisto

Furono essi che non pochi lumi e


rono
della

greci

dierono

fatto de' libri sacri degli ebrei tras-

nell'uso
scrittura

della

ammaestrapergamena e
Perci

portati in greco dai settanta interpreti, e di

quelli altres

delle altre

alfabetica.

nazioni, che pur volle

tradotti

in

Sanconiatone di Berito, riconosciuto pel pi antico scrittore dopo Mos, il quale componeva le antichit del suo paese circa gli anni
del

greco

siccome fu una

sua

gloria

l'acquistata biblioteca

d' Aristotile,

ch'era stata da lui arricchita delle

opere di Spensi ppo filosofo,


seguito

mondo iSo,

pot per

bene-

posseduta
e

ed ia ampliata da
,

fcio di

Gerorabalo sacerdote valersi

Teofrasto
gli

da

Oeleo

l'aver

de' libri conservati nel tempio,

non

conseguito pur anche


focle,
di

d'agli ateniesi

che degli annali delle citt vicine. che i greci fecero in I progressi, seguito, superarono di gran lunga gli aiuti esterni, e prepararono questi
il

autografi delle tragedie

di

So-

Euripide
si

di

Eschilo.

Dall'erezione pertanto di queste ed


altre biblioteche

deve

natural-

secolo e l'opere

di

Omero,

giacch senza opere antecedenti, seb-

bene non del tutto perfette, che servissero come d' esemplare , non potevano sorgere l'Iliade e l'OdisQuindi Pisistrato tiranno di sea. Atene, che fior 55o anni avanti la nostra era, gran cura si prese di far trascrivere ed unire i versi
di

mente arguire un gran numero di copisti e di librari, e perci un ampio commercio librario presso greci. Il Battaglini ci comprova con
i

riportare vari

fatti

particolari,
il

quali

servono
presso

tutti

a mostrare
i

pregio

in cui erano
i

codici

manoscritti
possederli.
ne'

greci,

ed

il

valore che loro


di

conciliava la

brama
si

Omero,
una

in seguito di

aver

gi

In appresso

trasfuse

romani

aperta a pubblico
patria

comodo

nella sua

la coltura de* greci,

ed insieme l'im-

biblioteca, la quale ac-

pegno
grandi
lebri

di conseguire
scrittori.

cresciuta di continuo fu quindi

varie vicende

Serse trasportata in da Seleuco


sciuto

da Persia, e dopo
Nicnole

le opere dei Paolo Emilio, Lu-

cullo e Siila
pei
le

non

solo

si

resero ce-

trofei

militari,

ma

ancoli-

re ai primi padroni restituita. Creil

ra per
bri cui

numerose
le

raccolte di

desiderio di aver
il

poesie

che recarono a
ivi

Roma,
prime

per

d'Omero, do
salito

guadagno
trono

de' greci co-

sorsero

bibliote-

piatori divenne grandissimo,


sul

quan-

che.

La prima

biblioteca

pubblica

d' Alessandria

Tolomeo Filadelfo Pergamo Eumene,


i'

e su

quello di
in essi

s'accese

formare ampie biblioteche, sino al punto di sorgere che Tofi-a loro emulazione tale,

impegno

di

per si deve ad Asinio Poilione, sebbene a tal beneficio avesse gi meditato Giulio Cesare; quindi due ne furono aperte in lloma da Augusto, quella cio unita al tempio
di Apollo, l'altra contigua
al

tea-

LIB
tro di Marcello,

LIB
la

i8i
d'oriente
lettere

detta Ottavia dal

rovina della
il

capitale

nome
delle

di sua sorella. L'autore parla

form
e
di

risorgimento delle
arti

pubbliche botteghe de* libri venali, che si videro aperte in Ro-

delle

nelle

regioni
il

nostre

occidente, mediante

ricovero

ma
ri,

al

tempo

de' primi

imperato-

e de' liberti specialmente impie-

gati

a copiare le opere dei classici

autori.

po

stesso tutte le

Narra pertanto ad un temparticolarit che


scrit-

che in esse presero tanti greci esuli, che anco prima dell'ultima catastrofe, loro annunciata dai primi felici successi degli ottomani, vennero in Italia seco recando la loro
dottrina e la

trova registrate negli antichi


tori,

loro
ai

coltura,

co-

comprovano pur susseguentemente l' impegno di aver libri, ed il commercio de'medesimi, non che le diligenze usa.te nel collazionarli dopo d'essere stati trascritti, nomi di vari antichi nee che
i

municandola
Petrarca ed
sti
il

loro ospiti. Del geil

nio di questi comparvero adorni

Boccaccio, e da quela

incominci
le

ricerca de' codici

entro
nio
di

polverose

biblioteche,
il

l'acquisto di nuovi, ed

loro gea'

gozianti librari,
di

luoghi principali
loro

Homa, ove

le

botteghe c-

si pjopag indi sino Lorenzo de Medici e

tempi

di Nicol

rano pii frequenti, ed altre cose al suo argomento spettanti. Dalla capitale del mondo passa a vedere
lo slak) delle provincie

che

furono

g'

incettatori pi

munifici de'codici

mss., ed

invase

su

questo
fu

particoiaie, e mostra

come

cudei

ra

non meno

de' privati,

che

principi, de' vescovi, delle chiese e

anche grandemente alcuni privati cittadini de' loro tempi, quali furono Marsilio Ficino, Angelo Poliziano, Francesco Filelfo, Giovanni Tortelli, Lorenzo Valla, Enea
Silvio Piccolomini,
il

de' monasteri l'avere libri di vario

cardinal Bes-

genere. JNota in seguito le vicende

sarione ed altri molti, che de' codici


si

dell'impero romano, e dietro le medesime segna le vicende delle


, e ci guida per entro allo slesso buio de' secoli pi

servirono pei loro usi, e

li

preservarono
1

insieme

per

essere

lettere e de' libri

oggetto delle prime e susseguenti


belle

imprese tipografiche. Per mezzo di


queste

tenebrosi, mostrandoci insieme co-

ed

erudite indagini

inqin mezzo alla universale


ruttela

cor-

l'autore parla de' tempi dell'inven-

non mancarono
nella

coltivatori
ispecie

zione della stampa che fu

origine

di studi

corte in

dei

romani
debitori

Pontefici, e

nelle case

dei

d'un nuovo commercio e di un nuovo ordine di cose, com' la


propiiet di tutti
i

U)onaci, ai quali soprattutto


della

siamo
delle
preziosi

gran

ritrovati.

conservazione
e
de' pi

Proseguendo
cio

la

storia del

commeral

antiche

opere

librario relativamente
ci

prez-

monumenti. In mezzo a questa quasi generale depravazione non si


scorda de' greci, presso
i

zo degli antichi volumi,

presenta

rare e curiose notizie,


alcuni lumi
pei

termina
utili

quali rilibrario,

col trarre dall'antica storia libraria

mase

florido

il

commercio

ed

avvertimenti
loro

ed esisterono
cia

pubbliche biblioteche, fino a tanto che dalla ferole

mercanti

di libri,

con chiarezza
adottati

e precisione, che da

musulmana non

fu presa e sog-

sarebbero capaci di restituire

giogala Coslautinopoli,

Ma

appunto

al suo primiero splendore una professione

i82
cos\
utile

LIB
e
cos decorosa
,

LIB
e
i

far

sciuta;

onde

nel

visitare

rinascere in

Roma
che
al

Giunti,

Mal'arte

stamperia
ra
la

ducale di

la di h Parma, mon-

nuzi ed

altri,

riunendo

sieur poi Luigi XVIII, disse eh' e-

tipografica

commercio

librario

prima
gli

stamperia
italiani

del

mon-

furono l'onore delle lettere e la delizia de* letterati. Tra le opere utili
ai librari,

faremo onorevole memoria del cav. Giusepdo.


viventi

Tra

come

agli

amatori
:

dei

pe Antonelli
grandioso e
di

libraio,

tipografo, cal-

libri

ed

a* letterati,

citeremo

iV"o-

cografo, litografo e fonditore, pel suo

graphie.,

vcau Dctionnaire portati/ de bibliopar Fr. Ign. Fournier, Paris 1809. Riguardo all'erudizione de'librai,
il

premiato stabilimento
Della
i

Venezia.

confraternita
librai

chiesa che

hanno ma, ne parlammo


del

in
p.

Ro-

al voi.

XI,

296

basta per gl'italiani citare

nome

di

Dizionario.

Quanto riguarda

Aldo Manuzio
tificio,

di

Bassiano nel du-

calo di Sermoneta dello stato pon-

uomo

dottissimo, a cui van-

approvazione de'libri, ne tratta all'articolo Maestro del sacro palazzo apostolico (^Fedi).
la revisione e

se

no
sici

debitrici le lettere della pubbli-

cazione della maggior parte de'clasgreci, latini e italiani.

LIBR.ERIA, Libraria, Bibliotheca, Luogo dove sono di molti libri, e


gli stessi
il

V. Libro
si

libri

insieme

raccolti.

Sere

e Libreria. Nel secolo

XVI

eseli-

condo
sica
t.

Martinetti,
;oo,

Collezione clas^
fu Osiraandia
_

guirono magnifiche
bri
in
Italia,

legature di

II, p.

nella

Germania, ed
di porco,

della razza antichissima


di

de'Faraoni

altrove,

massime
la

in pelle

Egitto, che
di

ere Jesi
il

che per
bassi

sua densit riceve l'imfigure

raneo
s egli
il

Abramo,

contempoprimo collet-

pressione di bellissime
rilievi

e di

tore dei codici di lingua sacra (co-

di

ricca

composizio-

Sovente si arricchirono le legature de' libri di arpioni e fermagli d'oro, di argento, di bronzo,
lavorati col

ne.

precisamente esprimesi ), ed primo che ordinasse una biblioteca, da cui tanto diletto ritraeva, che secondo Diodoro Siculo vi fece scolpire l'epitaffio: oedicina
ninii
,

maggior

artifizio

e tal-

a.

volta

anche

arricchiti di

figure e di

ovvero

rernedium

animi
lib^'is

caratteri.
le

Ricchissime pure

furono

Tuttavolta

abbiamo
eruditis
historica,
il

da
sine
Lipsia.

Henric.
,

legature in velluto con trine d'oro e con ricami ; e quelle con nobilissima tartaruga in
toni,

Bonik
brerie

De
sono

esercitatio

Le

li-

vece di carcon ornamenti d'oro e d'ar-

mezzo
gli

pi

adatto

gento,
stii

cammei

e nielli.

Anche

a'no-

a promovere pi antiche

studi.

celebri

Di quelle ne parlamLibraio,
quelle

giorni l'arte di legare variameni

mo
non ad
ne
,

all'articolo

Biblioteca [Fedi),
e

te e riccamente

libri

giunta

ad

che
altri

all'articolo
relativi.

un alto grado
za.

me

ed eleganAd Aldo si pu associare il nodi Giambattista Bodoni da Sadi perfezione

Di

che

tuttora sussistono
se

e delle
di

degne

speciale

modermen

luzzo, allievo della tipografia di pro-

zioiie,

a'ioro luoghi

non

si

manca
della

paganda fide, uno de' pi celebri stampatori del secolo XVI li, perch
rec l'arte tipografica ad
lezioue fino

accennarle.
teche di

Delle principali Biblio-

Roma

[Fedi),

come

una per-

Faticaiia, e

delle biblioteche

Al-

iuel

tempo scouo-

hani, Aleasaadrina, Angelica, Ara-

LIB
celitana

LIB
side, cui superiormente
i

i83
apponeva-

Barberini, Casanatense, Chigiana , Corsini, Lancisiana , yallicdliana, oltre quanto acceu,

la

seguente epigrafe.

numnio

ai

loro articoli, se ne par-

S queni

sancta

tenet meditan-

la a quelli

analoghi.

Un

trattato di

Biblioihegrafia e delle pubbliche e {nivale celebri librerie di Roma,

da in lege voluntas, Hic poterli residens sacris


dere
libris.

inten-

1698 ce lo diede Carlo Bartolomeo Piazza nel suo Eustvologio romano, nel tratt. XIII. 11 p. Menocliio nel t. II delle Sluore,
nel

Quanto
che
di
cristiani, s

alle

librerie

o bibliotetempli
dei
occi-

alcuni

insigni

in oriente che in

centuria VII, cap.

LXXVI

erudi-

dente, sino

dal

principio
i

del cri-

tamente (ratio: Delle famose librerie degli antichi, e di alcune celebri moderne. Altrettanto fece il
Sarnelli, Lettere ecclesiastiche
lett.
I.
t.

stianesimo,
loro
chiese

ebbero
le

vescovi nelle

particolari

biblioteche
di

per
te
fasti

conservare
scritture,

opere

dotti

VI,
Il

cattolici,

l'interpretazioni delle sangli

Delubri e delle
poi

librerie.

atti

de' martiri,

Cancellieri

nella

Dissertazione

delle chiese stesse ec, anzi per

intorno agli uomini dotati di gran

tale oggetto

memoria,

registr

alcune

librerie

nuensi.

La

libreria fu

aveano appositi amanon solo chia-

private perite per incendio. Dicem-

mata

Bihliotheca,

ma

Scriniuni,
,

Ta-

mo
ni

altrove che

primitivi cristia-

bularium,

Archiviurn

Librarium,

ebbero appositi luoghi per concustodire


i

servare e
se ove

libri.

Essi

li

e Sacrarium; talvolta fu promiscuamente chiamata Biblioteca o

tenevano denti o armadi nelle chieriponevano sacri libri, o in


i

Archivio

Bibliotecario

f^ed ) ; come si disse [Fedi), o Archivista

istanze separate e nelle biblioteche

[Vedi), Cancelliere e Vice- Cancelliere

destinate a

tale

effetto
l

indi

nei

[Vedi); che in origine hanno


solo
significato.
si

tempi

posteriori
i

collocarono nei

un
te

La pi

antica

segretari,

quali
all'

erano
altare
;

le

due
si

biblioteca che
fu

conosca in

orienfor-

stanze laterali

in alili

quella
s.

di

Gerusalemme,
s.

luoghi

il

codice

degli

evangeli

mata da

Alessandro;

Panfilo

che

conservava sull'altare medesimo, il si continu anche nei tempi pi bassi, a similitudine delle scrittole del vecchio Testamento, conservate nel Sanata sanctoruni. Da

complet quella di Cesarea incominciata da Giulio AfricanOj nella quale erano trentamila volumi in
:

questa biblioteca
taggio studiarono
bio,
si

con
lo
s.

sommo

van-

una
libri

lettera di

s.

Paolino di Nola
si

il

dottore

storico EuseGirolamo. Vuoi-

scritta a

Severo,
si

liturgici
,

raccoglie che i conservavano nel


distinto
col

che la famosa biblioteca di Copresso la basidi


s.

stantinopoli, situata
lica

segretario

dai

greci

Sofia,
il

fosse

incominciata
;

nome
tare

di

Diaconico bemale
metalorlo,
liturgici
i

e po-

da Costantino

Grande

essa

fu

steiiormente

per deno-

che

libri

occupavadel

no una parte solamente


rio,

magab-

gior diaconico e dell'intero segretacio


la

parte sinistra

dell'

da Teodosio II, per cui a suo tempo contava centomila volumi ; indi venne aumentata di altri ventimila volumi, e j'crl in una popolare sediarricchita

immensamente

i84
zione sotto
e Zenone.

LIB
V impero
di Basilisco

LIB
pera
dell' intelletto,
sia

in prosa

Anche

iu Alessandria vi

rurono
ai

delle

libreiie

appartenenti
s.

templi
gli
i

cristiani,

Atanasio

riprese

ariani

perch

aveauo
Nell'Ain

che in verso, abbastanza estesa per riempirne un volume. Essendo una delle maniere di scrivere degli antichi quella di pingere, delineando
le

bruciati
frica

libri delle chiese.

lettere
tal

sulla

corteccia

di

certi

esisteva

una

biblioteca

alberi,

corteccia o
in

membrana
liber^

Cirta contigua al tempio, ed altra


simile

chiamarono

latino

iu

e-

ad
delle

Ippona.

Di
ai

quelle

di

braico sepher,

Roma,
coli.

Lateranensi, delle Vacitati


arti-

come
na
le
il

libro

si

ed in greco biblos; appella anche oggi-

ticane ne

parlammo
e
si

d dai botanici la parte pi interdella corteccia stessa, di cui


reiterate

Antichissimo

colla
1'

Chiesa

incominci

pu

dire

archivio

apposizioni

romano

s.

Ilario

fond

le

due

bi-

legno, eh' la

parte
l'

eoa forma pi dura


si Il

blioteche Lateranensi, e forse vi fu

nella quale distinguesi

alburno.

pure una terza biblioteca Lateranen6e. Oltre queste nel pontificato di Roma probabils. Gregorio I in mente ve n erano delle altre. Il Papa s. Zaccaria ampli quella eretta

Dacier nelle note ad Orazio, dice che il libro propriamente la corteccia interna dell'albero, e

che

gli

antichi colla punta di

un ago sepaquella cor-

ravano
teccia
ch'essi

o
in

dividevano
piccoli
fogli

presso
il

la

basilica
,

vaticana,
secretaris,

strisele

anzi

Cancellieri

De

chiamavano
rotolavano

tilias

o phyli-

di parere

che

la biblioteca

Vae

ras, sulle quali scrivevano.

per-

ticana esistesse

prima

nell'antichis-

ch

si

tali

corteccia per

simo

secretario, indi nel nuovo,

trasportarle pi
rotoli

facilmente, questi

poscia venne trasferita nel secreta-

rium
pio.

magnum
Questa
la

del

medesimo teme
saccheggi, e

furono detti voluinen^ volume, nome che fu dato anche ai


carta e di pergamena. Marangoni nella Istoria p. 162, che fu costume degli antichi
di
il

biblioteca per per le

rotoli

vicende

d'incendii

Dice

come

Lateranense
essa
si

una

gran
la

parte di

pot

preservare
bi-

di scrivere

le

cose

pi

brevi in

da tante

vicende.

Laonde
si

alcune
di

membrane lunghe a
piegar
e
si

guisa
potes-

blioteca ora esistente nel palazzo apostolico vaticano,


te

fasce, le quali

form in par-

sero

ravvolgendole,
a
appellate

coi

libri

delle biblioteche delle

ravvolgimento
tolo,

guisa

basiliche lateranense e vaticana. Diversi

furono
lunghe,

da questo un rovolumi. Se
di

Pontefici

proibirono di levaprincipi

poscia le materie fossero state molto


prolisse

le libri dalle biblioteche, sotto pe-

scrivevansi

na
lari

di

scomunica;

seco-

eziandio vietarono
libri

l'estrazione

di

dalle librerie, decretando

pene
gli

afflittive.

membranacei, e questi uniti e legati insieme si chiamavano libri; e pi anticamente quando seriveasi sulle corteccia di alberi, da
in fogli
si appellavano codici. Nelvolume e libro, V arte libraria tomo sono ora sinonimi, e presi promiscuamente, come insegna nel i>uo Lessico il Forcellini alle due parole

LIBRO,
cuciti

Liber. Quantit di foscritti,

queste

insieme, o

o stam:

pati, o bianchi

ch'essi si sieno
1'

si

piglia ancora per

opera

scrittavi.

Si definisce

il

libro,

anche per

o-

LIB
Tontits e P^olumen.
sulle
Ji

LIB
S\
sciisse

iS;

pure
del

antichit, di ricercare
di

un appoggio
1
i

foglie di

palina e sulle solti-

potenti

mecenati.
forse

p(jemi di

corteccie
,

degli alberi,

come

Omero
tra tutti

sono
i

pi antichi

liglio

del

frassino
si

come ancora
il

mattone,
ci

la

e dell' olmo; adoper il legno, pietra, il piombo, il

libri

profani

che sono
tali

giunti fino a noi, e

come
autori

ri-

guardavansi
pirico,

a' teuqji di
gli

Sesto

Emgreci

rame ed
vi

altre materie per incidersi

sebbene

cbe

voleva

trasmettere

facciano menzione di settanta libri


circa

alla posterit, f^.

Libraio, Carta, e

anteriori agli
si

omerici, tra
i

Lettera. Si pretende
antico sia
dicesi

che
di

il

libro

pi

quello

Enoch, che
canonica

citato

nel!' epistola

di

s.

Giuda;

ma

siccome viene dai

critici

tenuto tale libro

come supaltri

posto o almeno apocrifo,

os-

Ermete, di Orfeo, di Dafne, di Ora, di Lino, di Museo, di Palamede, di Zoroaslro, ec. Ma della maggior parte di questi libri non rimane alcun frammento che dir si possa autentico, e cos pure avviene dei
quali

annoverano

libri

di

servano che

s.

Giuda
scorta

lo

avr for-

poeti

ciclici,

intorno
scritto,

ai

quali

si

se citato sulla

di

una

tra-

lungamente
ni
i

senza che tut-

dizione orale, dappoich quel libro

tavia possano ritenersi


passi

non

esisteva

pii

ne'primi secoli
libri

che

si

come genuisono pubblicati


di

cristiani,

bench molti
apocrifi
si
il

certa-

di questi scrittori.

In progresso di
legare
di

mente
di

spacciassero in
titolo
s.

tempo
i

s'introdusse l'arte
di

que'tempi sotto

di

libro

Enoch.
cita
il

Veramente
libro
di

non
di

Giuda Enoch^ ma

come parlammo all'


libri,

copiarli,

che
Il

articolo
i

Libraio,
libii,

luogo per custodire


to

lu det-

solamente

riporta

un sentimento

Biblioteca, e quello per le scrit-

Enoch tradizionale. Nulla dunque pu asserirsi con fondamento


sulla
tutti

ture
della

Archivio

{^f^tdi):

custodi
Bibliote-

prima furono

detti

prima origine dei


quelli

libri;
i

e di
di
i

cari, quelli del


(P'edi).

secondo

/irchivis

ch'esistono,

libri

Molti secoli avanti l'inven-

Mos
pi

sono
antichi.

incontrastabilmente

zione della
to

Stampa

[Fedi), che tani

Invano

si

voluto
e pro-

ha moltiplicato
la

libri

da non
di

confutare la loro

antichit,

pi potersi calcolare,
a proibire

s'incominci
(^Fedi)

durre qualche storia che pretendevasi scritta anteriormente. Il Martinetti

Lettura

alcuni mss. e alcuni

altri

furono

nei

t.

I,

pag.

36

della
di

Col-

lezione

classica,

parlando

Be-

roso Caldeo, che al dire di Stefano di Bisanzio compose de orniligenis rebus lib. XLII, narra che

dedic una sua opera al re Seleuco JNicanore, che cominci a re-

dati alle fiamme. Questo dicesi avr venuto anche presso greci ed i romani. Ad Atene si proibirono le opere di Protagora, e se ne abbruciarono col!' assistenza di un pubblico banditore tutti gli esemplari che si poterono ritrovare. In
i

gnare 6i anni dopo

la

Alessandro, ed osserva

morte di quanto sia

Roma
re
di

parimenti
i

il

senato
nel

fece

bruciare

libii
,

di

Numa

remoto
libri,

lo stile

delle
i

quanto
fin

letterati

dediche dei abbiano


venerabile

Roma

trovati

secondo suo sedello sta-

polcro, peich dicevansi

in aperto

tendenza

dalla

pi

contrasto colla religione

i86
to.

LIB
Papa
s.

LIB
Innocenzo
I

Per deereto del senato furono libri, come pure bruciati altri De natura quello di Cicerone
:

del

^07.

de-

termin quali gieno i libri che debbonsi ricevere nel canone delle
sacre scritture:
cio quali
apocrifi,
il

feorum^ ovveio De dmnoone, siccome contrario a quelle cose insegnato degli Dei. ch'egli avea Siccome poi il popolo romano era oltremodo superstizioso, e i libri
degli astrologi
lo

giudizio de'libri,

sieno agiografi

e quali

appartiene alla Chiesa per


antichissima,

pratica

come
e.

attesta

Tertulliano,

De pud.

io.

Il

mantenevano
perniciosa,

in
il

concilio di Efeso nel

4^1 ottenne
II

questa
senato

disposizione
fece

dall'imperatore Teodosio
libri
ti
;

che

sovente

sopprimere

di

Nestorio sarebbero brucia-

quelle opere, e l'esecuzione spetta-

s.

Leone

I
:

fece

bruciare

va
to

al

pretore.

Narrasi

che Augu-

sto facesse abbruciare


piix

ad un

trat-

di

ventimila

esemplari di

manichei in ciascun secolo si rinnovarono quelle rigorose procedure contro gli scrtti degli
libri

dei

scritti

astrologici.
alle

Egli
il

condann
poe-

eretici.

pure
ta

fiamme

libro del

se

Ma di questo argomento ne tratta all'articolo Indice dei


PROIBITI.

Labieno ; quello verail primo libro che si giudicasse degno di condanna, e promulg una lo stesso Augusto
satirico

LIBRI

Monsignor

Giacinto
e Pienza,

mente

fu

Pippi vescovo di Chiusi


lesse

in questa cattedrale
libri,

una

O-

melia sui cattivi

che merit

legge contro

tutti

libri
il

di

quel

stamparsi in Siena

geuete.

Sotto
alle

Tiberio

senato

condann
si

dello storico

fiamme gli scritti Cremuzio Cordo; cofece

nel i833 da Onoralo Porri. In ogni tempo e da tutti cattolici si obbedito


i

alla

Chiesa, che per

l'autorit riil

pure Antioco Epifane


i

bru-

cevuta

da

Dio
delle
alla

ha

diritto di

ciare

libri 'degli

ebrei, e nei pri-

giudic re
alla

cose appartenenti

mi

secoli

dell'era

volgare

furono

fede e

morale,

sotto

il

tratlali

egualmente
i

e distrutti col

fuoco

riferisce

de' cristiani. Eusebio che nell'anno 3o2 Diocleziano fece bruciare in egual modo
libri
i

quale termine morale si comprende anche la soggezione alle legit^


tiine

podest, comandata dal van:

gelo

cos

pure

nella
1'

Chiesa
autorit

si

di

libri

de'crisliani
sia
la

e le

sacre scrit-

riconosciuta

altres

ture o
slessi
ai

ebrei

Bibbia. Di questa gli ne avevano interdetto

condannare e proibire que'libri che tendono ad otfe.ndere e depravare


la

giovani alcune parti.

fede

e la morale,

autoiit che
fino dalla cre-

Dopo che

la

religione

cristiana

la

chiesa ha
Il

esercitato

fu stabilita ed approvati^

con declero inlo

sua nascita.

numero ognor
per

creto degl'imperatori,
coniiiici
;eiiere

il

scente de'libri irreligiosi ed


llali

immoogni

ad

esercitare

slesso
i

che

si

divulgano

di

proscrizione contro

li-

parte, la soverchia libert con cui

bri

che

non
al

si

accordavano

coi

donimi
dannali

ricevuti.

Furono
i

quindi
di

fuoco

libri

Ario,
la

d loro hbero corso in vari staEuropa, ed perniciosissimi eliciti che ne risentono giornalsi
li

di

e Costantino

Magno

minacci
fjue'libri.

mente
mossero
si-steule

la
il

religione
p.

e la societ

pena

di

morte a

coloro

che naIl

Giuseppe
delle

Noto asscuole pie,

.ccondissero alcuno di

generale

LIB
a

LIB
ed eloqiienSarnelli
nella

187
prima
di
lettela

comporre

nii'criulita

sua

te disseilazioiie, che recit nell'accademia cattolica in Roma a' 23 giugno 1837. Con essa prese a provare quanto convenga alla pdesta civile l'interdire i libri che

parla dell'uso antico


al

mandare
si
I

Papa

libri

prima che
s.

pubdel-

blicassero,

per cui

JNicol

s'interdicono dalla Chiesa,


in piena
cui la

ponendo

l'858 biasim Giovanni Scolo che avendo tradotto dal greco in latino l'opera di s. Dionisio l'areopngita,

luce le molte ragioni per


obbligata a

dei

divini

nomi

e degli

podest civile

ordini celesti, la
sottoposta
Sarnelli
zioni.

vietare la circolazione de' libri interdetti

divulg senza averla prima, secondo il costume,


al

dalla Chiesa, e fece toccar

Pontefice.

Sui
utili

libri

il

che se a ci non bastante di muoverla n la legge eterna dell'ordine stabilito da Dio, n la premura per tutto ci che riguarda la religione, n la necessita di serbare intatto il costume dei popoli, ve la dovrebbe almeno

con

mano,

riporta

molle

erudi-

Altre importanti
libri
si

erudizioni

sui
p.

leggono nelle Sluore del

eccitare

il

proprio

interesse
i

il

proprio decoro; giacch

governi,
alle

qualora

volessero

accomodarsi
gli

Menochio, ne' seguenti argomenti. Perch Ges Cristo non compose libri. Se la moltitudine de' libri sia utile al mondo. Libri da chi la prima volta stampati; devono rivedersi prima che si stampino; i
disonesti

pazze forme de'novatori, col lasciar


serpeggiare
licenziosi,
ci

ed

eretici

debbonsi incenantilibri sacri nella

impunemente
i

scritti

diare; dei conti tenuti dagli


chi.

sarebbero
pubblica

primi nemitranquillit, e

La

custodia dei

della

primitiva Chiesa fu affidata ai Leltori {^Vedi).

alietterebbero l'universale corruzio-

ne

e sarebbe al certo la

massima

dilori Lassi,
libri

delle vergogne,

che
in
nei

l'empiet pu-

Furono chiamati Iracome si disse all'articolo que' cristiani che davano i


ai

nita dai gentili


a' giorni

Atene, trovasse
depositari della
e

sacri

gentili;
il

maggiore pedi quei


,

nostri

r ed infinito fu
cristiani

numero
si

pubblica
chi

autorit,

seguaci del
dissimuli,
alla
di-

che

q ci

rifiutarono
s.

vangelo, chi dorma, chi

perci martirizzati.

Ma
i

ammutolisca
opinioni.

intorno

Nazianzeno vendette
lare
i

Gregorio libri per aiu-

vulgazione delle pi strane e


vertitrici

sovdis-

poveri.
si

Inoltre
di

il

me

che

serente
la

addit

i!

modo

dirigere

tore nelle senta


in
i

Quel libro o voluvede in mano al Salvarappresue immagini


,

stampa al decoro della religione e al bene dello stato, col suggerre che in

misteri principali della fede


raccolti,
il

esso succintamente

sii

vece

dei

deliri
si

politici

gnifcando
santi
ta
gli

comunemente
:

libro

e morali degli uomini,


uscire alla

facciano
ri-

evangeli

questo libro talvolf-

pubblica
e

luce tanti
delle

aperto colle parole ne' due


:

trovati delle arti

scienze,

Ego sani lux mundi, Ego sum


si-

e tanti

pregiati lavori de'genii benemeriti dell'umanit, che giacciono sepolti e dimenticati nelle biblio-

via, veritas et vita, o pure altre


mili, su di
pini,
11

f^et.

che pu vedeisi d Ciarnmoniin. t. Il, cap. XVI.


del Salvatiene

teche.

Tanto

si

legge

nel

numero
ibSy.
11

Buonarroti parlando

58

del

Diario di

Roma

ture

quando

nella

destra

il

8,^

Lir.
aperto,
in

LIB
che non tanto
pioalfa-

libro
Io

dice

esteriori

per
si

ornamenti
facevano
e

d'avorio.
le

tiene

segno della nuova leglui stabilita e

Ai lezionari
iniziali

lettere
si

ge di grazia da
niiiigata,

in

oro,

nell'esteriore

quanto ancora perch rAgiiello immacolato data fu la


il

arricchivano con ornati d'oro, con intagli di avorio e pietre preziose.


I

colt di aprire
flszie

libro

dille
iu

pro-

libri

degli evangeli
si

e de' sacra-

della legge antica

esso a-

deuipiule, e degli occulti misteri dal

ricoprirono d'oro e di pietre pre7ose disposte con eleganza.


Libri di tal genere talvolta
si

menti

medesimo a
ni
p.

tutte le genti e nazioIl

cu-

palesati.

Dontti

de' Dittici

217, scrive che anticamente figuravansi gli apostoli con un libro

stodirono in cassette d' oro e dentro preziose coperture. I libri spirituali sono particolarmente quelli che trattano della vita spirituale o

volume
con
teci

iu

mano

sigiiificandosi

ci le opere canoniche lascia-

cristiana,

che eccitano alla divozioIl

dai medesimi,

o
il

la

libera fa-

ne, che servono alla meditazione.


libro

colt che ricevettero


sto
1

da Ges Crisanto vangelo.

Diurno contiene
il

l'uffizio
v

di-

di

predicare
sacri

vino, ed
riti,

libro Pontificale

sacri

libri

e canonici

sono quelli
P^.

per non dire di

altri libri dei

che
te

la

Chiesa riconosce ed ammetparte della Scrittura.


1

quali parlasi a' loro articoli. Sicco-

far

me

il

vocabolo libro

si

applic

non

Bibbia e Canoni.
sa o liturgici

libri della

Chie-

solo alle opere scritte

sono quelli
Antifonari,
i

che ser-

ma

vono
uffizio

alla

celebrazione
gli

del divino
i

anche ai diversi tengono ne'pubblici archivi,


oggetti
cos
si
i

o stampate, registri che si


di per-

come
i

Grai

sone, di spese, di
tri
;

rendite o di al-

duali,
tici,

Messali,
degli

Ltzionari,

Dit-

sono
titoli

variati
di

quelli

Evangeli,

dell'-E-

straordinariamente
libri,

pisiole,

de' Sagramenti,

delle

Se-

quenze, ec, di cui parliamo


ro articoli.
i

ai lo-

libri

troparii conten-

gono versetti che si cantavano immediatamente avanti l'introito, come un preludio di esso, oppure frammischiavansi al medesimo, una
parie del coro cantando
l'altra
l'

quei ed alcuni sono divenuti sotto diversi nomi, monumenti storici, o diplomatici, o amministrativi. In multi stati si adottato la denominazione di gran libro, in quello

sul

quale

si

scrivono
il

le

rendite

pubbliche o anco
co.

debito pubblii

introito,

Celebre fu presso
il

veneti

re-

simultaneamente il tiopo. V. Titopus. E qui. noteremo, che Fran-

pubblicani
si

libro d'oro, nel


i

quale
In di-

registravano

nobili facenti par-

cescantonio Mondelli, nella sua Decadi^ di eccl. dissert., scrisse la IX:

te della

veneta aristocrazia.
il

verse citt
la

registro araldico del-

Sopra la decorosa custodia


tene<>ansi
i

in che

nobilt ad essa aggregata ezian-

sacri libri, e la

pompa
litur-

dio

chiamasi

libro

d'oro.
sul
i

Leggio
quale
divini

con cui al popolo leggevasi massi-

(fedi)
tiensi
uilizi.
il

ristrumento
le

mamente
gici

il

vangelo,

libri

libro per cantare

si ornarono e custodirono in pi modi. Gli antifonarii si distin-

Nel descrivere
si

sacre

fun-

zioni

notato chi deve sostene-

guevano ordinariamente per

la per-

re
lo

libri.

Al

Papa

dicemmo che
il

gamena

color ceruleo o rosso, pei


,

sostengono nei pontificali

car-

caratteri di argento

e nelle parti

dinal

wscovo

assistente

in

piviale,

LIB
e nelle altre funzioni
ca, o arcivescovo

LIB
un
patriarassilifcio

iSf)

o vescovo
in
il

stente

al

soglio,

piviale

in

cappa, in piedi se

ed

in

siede.

Papa sta ritto, ginocchio quando l^apa Incombe ai cardinali diaconi


il

accordarono e tuttora dichiarano diritto proprietario le opere di scienze, lettere ed arti a nonna dell'editto 23 settembre i8a6. Molprovidi governi negli ultimi anni, per giusto tratto di equit, guarentirono ai rispettivi autori le Ioli

assistenti

voltare

fogli,
il

supplendo
delle
altri

sa

non
,

lo

fanno

prefetto

ro

opere letterarie
loro
le

ed

artistiche
-vie-

cerimonie pontifcie. Questo ed


libri

pubblicate nei

dominii,

come

quello del celebrante, vangelo,


si

tando

dell'epistola e del

cuocorlibro

prono con drappi del colore


rente.
degli

Dell'imposizione
de' vescovi

del

ristampe e le contralTazioni. E siccome le corti d'Austria e di Sardegna aveano stipulato ima convenzione tra loro per tali guarentigie, invitarono il regnante Papa Gregorio XVI ad accedere alla convenzione pei suoi stati, 1q che

evangeli sul capo nelle ordi,

uazioni

ne

tratta

il

Chardon, Storia de sacramenti, t. 6i. Martino Giorgio Christgau nel Programma de duplici liIII, p.

brorum
manni,

dote,

in Jo.

Gotti.

Bider-

mezzo del cardinal Lambruschini segretario di slato, il quale a' 20 novembre 1840 pubvolonlieri fece a

Seleclis scholaslicis,

Numb.

blic
di
ri

1745, dice che sono la prefazione e le note la terza dote dei libri Vindice [Fedi) delle cose pi
;

la convenzione utilissima e vero incoraggiamento agli auto-

di

opere, mediante notificazione,

notabili.

dinal

Francesco Vettori, il carGaetano Marini, , Francesco Cancellieri e Tari altri

1'

LIBURJNIA. Antica provincia deilllirio lungo il mare Adriatico,


ove terminava
l'Istria,

Garampi

dall' Arsia

sino alla Cerca,

un tempo
dalla

Titius,
;

illustri
tilil

autori, per raddoppiare l'u-

che

la

divideva
di

Dalmazia

degl'indici delle
inserito,

loro

opere,

una

linea dalle sorgenti

dell'Arsia

vi

hanno

con ordine alfaci

a quelle

Kulp

la

separava al

betico, a
utili

guisa df appendice, altre

notizie.

Chr. Liberii
et

ha da-

to

un'opera con questo


Ultrajecti
alla

titolo:

De

scribendis, legendis
librix,

aestimandis

i58i.
propriet letteraria
i

nord dalla Pannonia, da cui era pure divisa all'occidente da una catena montuosa che estendevasi sino alla sorgente dell' Onn. Si nominano diversi popoli antichi che
abitarono
la

Quanto
dei
libri

Liburnia,
i

e delle opere, solevano

siderabili chiamati

pi conjapidi occui

sovrani concederla agli autori, editori

o stampatori, a tempo deterprivilegio, quindi


gli

minato come un
moltissimi sono
pi

pavano tutte le coste dell' Arsia sino al Tedan ; gli altri erano mentori, ^V ismani, gli enchelei, briii

esempi

di

Pa-

ni,

peliceli,
gli

lacinii,

gli stulpii,

che concessero agli autoii, editori e stampatori un privilegio di


dieci

bornisl,
si.

olbonnesi od

arhonne-

Alcuni

di

questi popoli pi

non
cou

anni per la stampa dei

libri

sussistevano

allorch Augusto conSi

od
tori.

altro
la

ciando
len^lii

che pubblicavano, minacscomunica ai contrad'ats.


i cardinali camerChiesa nello stato pon-

quist la Liburnia.

crede
re

In seguilo
di

fondamento che sia che tempo soggetta


ria,

stata
ai

per qualdell'Uli-

come

certo che questa pr-

go

L B
I

Lic
quando
il

a
(Vedi),
il

Tncla era indipendente

penetrati

in

Italia

dalla
secolo
stabi-

regno
fu

dell'Illiria
I

distrutto.

o della Dalmazia romani ne acquista-

parte settentrionale, verso

XV^ avanti Ges


lirono fra
scia
le

Cristo.

Si

rono alcune piazze sulle coste, prima che Augusto incominciasse a


regnare, poich parlasi della
liburnica di
flotta

Alpi

l'Alhesis,
lato

podel

passarono

dall' altro

Po, ed allontanandosi dalle pianure paludose che stavano all'imboc-

Pompeo;

ma

questo

principe

l'assoggett interamente,

catura di questo fiume,

si

estesero

inviando una colonia a Zara. Allola Scardona divenne capitale della

lungo
sati

il

mare, essendo

stali ripul-

verso l'estremit
i

d'Italia,

ove
si

provincia, tenendo in
giurisdizione
i

essa

la

loro

formarono
menti.
I

loro principali stabilifissati

magistrati

romani.
della
I

liburnii

in Italia

La Liburnia
gli

fece

sempre parte
vi

divisero ne' tre rami di apuli, paediculi o paedidi o peucetii, e calai/ri.

provincia della Dalmazia.

goti,

unni e

gli

avari

cagionarodel-

Il

paese

da

loro

abitato

si

no
l'

de' guasti nella

decadenza

impero, dicendosi anche che queultimi


vi
si

sti

stabilirono al tem-

chiam Apulia dai romani, e Japygia dai greci. Le liburnidi isole, sono quelle del mare Adriatico lungo
sta
la

po dell'imperatore Maurizio; ma bulgari lo avevano fitto prima


se
si

Liburnia
la

e cingono

la

co-

orientale del golfo di


costa di

Venezia,
provincia

di essi,

presta fede a qualche


esservi

lungo

Croazia.

autore slavo, che dice


trala
ri

en-

LlCAOiNIA.

Piccola

una truppa
il

di

questi

sotto

regno
ed

di

barbaGiustiniano I
il

dell'Asia minore, secondo Strabo-

nel

540,
vi

avervi ucciso
,

ge-

ne, e parte della Cappadocia mezzod della Cilicia, da cui


parata dal
sauria a ponente e

al
se-

nerale

che

Acume uno comandava pei


di
istessi

di

nazione,

nome
autori

romani. Il maurovalusi che questi

monte Tauro, tra 1' I1' Armenia mi-

nore a levante. Iconio [Vedi) n'


la

danno

agli

antichi a-

metropoli.
s.

Furono
s.

apostoli

della

bitanti, e che

secondo essi significa latini nerij sembra ad alcuno avvicinarsi molto al nome di morlacchi, che quello che si d anco adesso agli abitanti di una porbulzione della Liburnia. Pare che gari e gli avari non abbiano goduto lungo tempo della loro conquista, poich sotto il regno di Eraclio verso l'anno 620, croati ne distrussero una parte, ed obbligarono l'altra ad assoggettarsi ad essi. La Liburnia chiamata allora Dali

Licaonia

Paolo e

Barnaba. AI
Nicea
la

tempo

del concilio di

Li-

caonia non formava che una


provincia colla Pisidia,
divise

sola

ma

vennero

poco dopo, dando Antiochia per metropoli alla Pisidia. Teodosio


II

nel

secolo stacc alcune

sedi vescovili dalla Licaonia per for-

mare una parte

della Nuova-Licia.

Alcune Notizie gli danno un numero maggiore di sedi, altre minori.

LICENZIATO. Grado
che conferiscono
feriore al
le le

scientifico
j

<