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(^ S7^é>

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI ^JOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI,ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

CO.MPILAZIONE

Dl'X CAVALIlìRE GAETAÌNO MOROiM ROMANO


PIUMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XXXYIH.

'
4

IN VENEZIA
DALLA IIPOGRAFIA EMILIANA
Mn CCCXLV I.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

LEO LEO

JLEON di spagna (Legionen). leggerezza della sua struttura, e


Città con residenza vescovile della per le sue grandi e giuste propor-
Spagna, capitale del regno e della zioni; le opere di .scultui'a sono
provincia del suo nome, situata in di un'estrema delicatezza, e gli or-
una valle assai ombreggiata, al namenti interni sono di una ric-
confluente del Torio e della Bor- chezza straordinaria. Contiene essa
nesga, che si passano ambedue so- le tombe di trentasette re e di un
pra un ponte, diciotto leghe di- imperatore, e le reliquie di molti
stante da Oviedo e sessantacinque santi. Si ammira pure il monaste-

da Madrid. E cinta di antiche mu- ro e la chiesa di s. Marco, ove


ra in gran parte distrutte, l'inter- vi è una bella biblioteca ; la chiesa
no però non è bello, benché abbia di s. Isidoro,, ove stanno le sepol-
ragguardevoli ;edilìzi che quelli ture di molti membri delle reali
sono in decadenza dimostrano quan- fiuniglie della Spagna ; la magnifi-
to un tempo la città fosse florida. ca cappella della chiesa del mona-
Possiede sei piazze pubbliche, quat- stero de'benedettini, e alcuni altii
tro delle quali adorne con belle fon- edilizi, come la casa concistoriale
tane : quella maggiore forma un di s. Marcello, ed i palazzi dei
quadrato in cui la unifoimità delle Luna e dei Guzman. Vi si vede
fabbriche è osservata, e dove prin- un palazzo Leone, co-
del re di
cipalmente è rimarchevole il palaz- strutto alla fine del secolo XII, ed
zo comunale. La cattedrale, uno oggi in gran parte occupato da
de'piìi preziosi monumenti della officine di lavoro. Tra gli ospedali
gotica architettura nella Spagna, è vi è pure quello degli esposti. Nel-
sopra ogni cosa osservabile per la le sue manifatture i guanti sono
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oggelli di gran commercio. E pa- di Leon fu Felice, dello dal clero
tria di «omini illustri, co-
diversi e confermato dai Papa s. Stefano
me del poeta Bernardino de Ro- I e da s. Cipriano, morendo nel
belledo, di Diego di Santisteban 3 12. Siccome detto Pontefice fu
y Osorio, e del cardinal de Lo- martirizzato 1' anno 260, bisogna
renzana. I dintorni ridenti ed a- dire che il vescovo Felice visse as-
meni olirono delle belle passeggiate sai, che altro Papa fu quello
e
e sono adorni di piantagioni di che lo confermò. Tra di lui suc- i

orrni
D sorla. cessori vi sono due santi fioriti
Alcuni autori pretendono essere dopo che il re Alfonso III nel
stata Leon fondata prima del re- 910 ristabiPi il vescovato, riconqui-
gno di Galba, mentre altri credo- stando la città e cacciandone i sa-
no clie lo sia stata dai romani i-aceni. I due santi vescovi sono,
sotto questo principe. Tolomeo di- s. Froilano benedettino, morto nel
ce che fu chiamata Legio seplima 1006, e s. Alvito egualmente mo-
Germanica, perchè vi si pose a naco benedettinoj morto nel 1062.
custodirlauna romana legione di Clemente XI con decreto de' 3o
tal nome; ma secondo altri si chia- maggio 1716, Bull. Rorn. t. Vili,
niava in vece Legio seplima Gè- p. ^"^f), fece porre nel martirologio
ììiina. Sembra che il nome
certo romano a' 5 ottobre, l'elogio di s.

di Leon siasi formato per corru- Frullano o Froilano, illustre nella


/ione di quello di Legio: fu anche [)ropagazione della vita monastica,
cliiatnata Septiina. E questa la Jiella carità verso i poveri, ed in
prima piazza importante che i altre virtù e miracoli. Inoltre Leon
cristiani ripresero sui mori, essen- ebbe molti distinti pastori, fra'qua-

do stata occupata da Pelagio prin- li nomineremo i seguenti. Francesco


«ipe goto nel 722. Egli la fece Sprata che fu nunzio pontificio in
fortificare innalzandovi un buon Ispagna, creato cardinale da Ales-
caslello per sua difesa. Divenne la Sandro VI, e morto in Roma nel
capitale del primo regno cristiano 1 5o4. Luigi d'Aragona marchese di
della Spagna, e fu per tre secoli Gerace, nipote di Ferdinando l re di
la residenza dei re di Leon, sino Aragona, crealo cardinale da Ales-
ai 1029, in cui fu questo regno Sandro VI, morto in R^oma nel i5 19.
unito a quello di Castiglia, dopo Sebastiano Ramirez inquisitore di
la morte di Berraondo HI ultimo Siviglia, presidente ed arcivescovo
re di Leone. dell'isola di s. Domingo, viceré del

La sede vescovile fu eretta nel Messico. Andrea Cuesta professore


III secolo, e secondo Commanville dell'università d'Alcalà, morto nel
verso l'anno 3o8, per cui alcuni dis- i564, dopo di avere assistito al con-
sero che fu uno
dei primi vescovati odio di Trento. Giovanni di Sam-
fondati Spagna, sotto
nella la millian professore dell' università di
metropoli di Braga; indi passò sot- Salamanca, che intervenne a detto
to la provincia ecclesiastica di Com- concilio e morì nel iSyS. D. Alfon-
postella, ed i sommi Pontefici la so Fernandez Velasco de Pontoia,
dichiararono esente, ed immediata- del collegio di Malaga, poscia mag-
mcntc soggetta alia santa Sede co- giore di s. Idelfonso dell'università
ruc lo è tuttora. Il primo vescovo d'Alcalù, doltore in teologia, profes-
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soie di filosofìa, canonico tl'Osma, nari.o con alunni, ed alcune confra-
Ciì nominato vescovo da Benedetto ternite. La diocesi è vasta, contiene
XIV nel 1753, e governò saviamen- circa milletrecento parrocchie, prov-
te questa chiesa. Pio VI nel 1777 vedute del sacro fonte, secondo l'ul-

da Città Rodrigo vi traslatò Gaetano tima proposizione concistoriale. Ad


Quadriliero della stessa diocesi di ogni nuovo vescovo i fruiti della

Leon. Pio VII nel 1800 nominò mensa sono tassati ne' libri della ca-
vescovo Pietro Luigi Bianco della mera apostolica in fiorini i5oo, cor-
diocesi di Coria, e nel i8i4 Ignazio rispondenti a 25,000 ducati di ren-
Raimondo de Roda della diocesi di dita annua di moneta spagnuola ali-
, Lerida. Leone XII nel concistoro cjHÌbus pensionibus antiquis gradali.
de'27 settembie 1824 pieconizzò in
vescovo Gioacchino Abarca e Blacjue Concila di Leon.
della diocesi d' Hoesca, canonico di
Tarragona, che fu delegalo dalla Il primo concilio fu tenuto nel-
santa Sede, e segretario di stato e l'anno IO 12 sotto il regno di Al-
del dispaccio di grazia e giustizia, fonso V re di Leon, altri dicono
non che presidente del consiglio dei adunato per suo ordine ; ne resta-
V. Que-
ministri di sua maestà Carlo no sette canoni o statuii. Vi è det-
23 novem-
sto rispettabile prelato a' to che si comincierà ne' concilii dal
bre 1837 emanò da Estella una ce- giudicar le cause della Chiesa, poi
lebre lettera pastorale, diretta agli quelle del re, indi quelle del po-
abitanti delle provincia soggette alle polo. Questi concilii erano allora
armi del nominato sovrano. La sede assemblee, nelle quali trattavasi di
è vacante da molti anni. affari spirituali e temporali. Il pri-
La cattedrale è sacra a Dio sotto il mo statuto che risguarda la Chie-
titolo dell'Assunzione di Maria Ver- sa, ordinache gli affari ecclesiastici
gine in cielo. Il suo capitolo si com- saranno discussi ne' concilii. Il se-
pone di quattordici dignità, essendo condo è sui testamenti fatti in fa-
la prima quella del decano, di qua- vore della Chiesa. Il terzo concer-
ranta canonici comprese le due pre- ne la giurisdizione de' vescovi sui
bende teologale e penitenziaria, e di loro diocesani. Piegia t. XXV
Lab- ;

altri preti e chierici addetti alla di- bc t. IX; Arduino t. VI; Diz. de
vina ofliciatura. Prima il capitolo concila. .

aveva undici dignità, ottantaquattro Il secondo fu celebrato nel logr,

canonici, di cuiil re era il primo, ed e vennero fatti molti regolamenti


il marchese d' Asterga il secondo, e sui riti e sugli uffizi della Chiesa.
venti prebendari. La cura della cat- Tra le altre cose fu risoluto, che
tedrale viene esercitata da un sacer- gli uffizi ecclesiastici sarebbero ce-
dote, ed ivi è il fonte battesimale. lebrati nella Spagna, secondo la re-
L' episcopio è annesso alla cattedra- gola di s. Isidoro; e che in avve-
le, anch'esso ampio e bello edifizio. nire gli scrittori o notai si servireb-
Oltre la cattedrale vi sono tre altre bero della scrittura gallese o gal-
parrocchie nella città, tutte munite lica in tutti gli alti ecclesiastici, in-

Da ultimo eranvi sei


del battislerio. vece della gotica usata allora in To-
monasteri e conventi di religiosi, e ledo. Labbé t. X ; Arduino t. VI ;

cinque monasteri di monache, semi- Diz. de concilii.


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LEON. V. S. PoL DE Leon. di essere richiamato alla corte , e
LEON DI NIGARA.GUA. P". Ni- desiderando di consacrarsi a Dio
caragua. interamente, parti di nascosto, e ri-

LEONA, Cardinale. Leona, che il tirossi nel territorio d'Orleans. Due


Baronio chiama Leone, monaco e leghe distante da questa città era-
abbate del monastero di s. Cle- vi il monastero di Micy quivi Leo- :

mente di Roma, da Pasquale li nardo fece professione sotto la di-


del 1009 fu creato cardinale dia- sciplina di s. Massimino, dopo la
cono di s. Vito. Confermò con giu- morte del quale, avvenuta nel Sto,
ramento quanto avea fatto il Papa passò nel Rerrì, ove convertì molti
in tempo di sua prigionia, in fa- idolatri. Quindi, giunto nel Limo-
vore di Enrico V imperatore, sul- sino, pose sua dimora nella fore-
l'affare delle investiture, morì
e sta di Pauvain, quattro leghe lungi
nel pontificato dello stesso Pasqua- da Limoges, e si fabbricò un orato-
•le H nel mese di febbraio, igno- rio in un luogo detto Nobiliac, No-
l'andosi l'anno. blac o Noblato. Visse molto tempo
LÉONARD (s.) Le Noblat, ZVb- affatto sconosciuto, esercitandosi nel-
liliacuni. Francia
Città dipar-
di , le austerità della penitenza, e non
timento dell'Alta Vienna, circonda- cibandosi che di erbe e frutti sal-
rio e capoluogo di cantone , nella vatici ; poscia si diede ad istruire
diocesi di Limoges. E in una si- i popoli di quel vicinato. Parecchi
tuazione elevata, presso la riva de- de' suoi uditori sentironsi animati
stra della Vienna, che vi si passa dal desiderio d'imitare la sua ma-
sopra un bel ponte. Ha dei bastio- niera di vivere , e ciò diede co-
ni da dove si scuopre un bel pae- minciamento ad un monastero che
saggio, ed è assai bene fabbricata, divenne poi celebre, e al quale fu
con chiesa architettata nel secolo posto il nome di s. Leonardo di
X: il commercio vi è considera- Noblac. 11 re compreso da somma
bile. Quantunque questa città non venerazione per questo santo , la
possieda alcun monumento che fìssi cui fama erasi per tutto sparsa a
l'epoca della sua fondazione, si cre- cagione de' suoi miracoli, gli fece
de però che debba la sua origine dono di una gran parte della fo-

a s. Leonardo parente di Clodoveo, I, resta, ov'egli viveva co' suoi di-


che ritirossi in vicinanza .di essa in scepoli. Pieno di opere buone, an-
una foresta. Nel 1290 vi fu tenu- dò s. Leonardo a riceverne in cie-
to un concilio sulle rendite eccle- lo la ricompensa a' 6 di novem-
siastiche.Marlene, Thesaur. t. IV. bre circa l'anno SSg. La maggior
LEONARDO (s.), romito nel parte delle sue reliquie è riposta
Limosino. Era un gentiluomo fran- nella chiesa che porta il suo nome
cese in grande onore nella corte di a Noblac. Egli è patrono di mol-
Clodoveo I. Convertito al cristia- le chiese in Francia : né era me-
nesimo da s. Remigio, rinunziò al no celebre il di lui culto in In-
mondo, e fu fedele imitatore delle ghilterra prima della pretesa ri-

virtù del suo maestro, di cui ri- forma. E particolarmente invocato


trasse specialmente il disinteresse ,
in favore de' prigionieri, pei quali
lo zelo e la carità. Predicò per aveva in vita una tenera carità ,

alcun tempo la fedo, ma temendo avendone liberati parecchi anche in


,

LEO LEO
modo miracoloso ; è anche invo- ammesso nella piccola congregazio-
calo dalle femmine ne' dolori del ne formala nell'oratorio del padre
parto. Leggesi il suo nome nel Caravita, composta di dodici gio-
martirologio romano e in molli vani scelti tra i più fervorosi e ze-
altri. lanti, i quali si occupavano nello
LEONARDO (s.) di Vandreuve, spiegare il catechismo nelle chiese,
abbate. Nato nel paese di Tongres, e nell'andare i giorni festivi per la
lasciò la Dio
patria per servire a città in traccia di persone oziose
nella solitudine ritirandosi in un
, per condurle alle prediche. Nel
luogo deserto della diocesi di Mans, 1697 entrò nel convento di san
che si chinmava Vandreuve. Ivi Bonaventura dei minori osservan-
coli' aiuto di s. Iniiocenzio vescovo ti riformati, e pronunziò i suoi
di IMans, edificò un monastero, in voti, prendendo Leo- il nome di
cui raccolti molti discepoli, fu ob- nardo. Dopo la sua professione de-
bligato di assumerne
il governo. dicossi all'adempimento degli ob-
Calunniato dagl' invidiosi di sue blighi del proprio stato, alla let-
virtù, ordinò il re Clotario I die tura di libri spirituali, e all'eser-
fosse cacciato dal regno; ma sol- i cizio dell'orazione. La sua regola-
dati a ciò incaricati furono sì com- rità faceva l'ammirazione de' suoi
mossi dalla sua modestia e dai fratelli, la sua condotta serviva lo-
suoi discorsi che disingannarono il ro di esempio, e i suoi discorsi gli
re, il quale conosciuta la verità animavano alla pratica della virtù.
accordò la sua protezione a Leo- Allorché fu innalzato al sacerdozio
nardo, ed avrebbe punito i di lui si consacrò al bene spirituale del
accusatori, se egli stesso non aves- prossimo, ed ottimi effetti produce-
se intercesso grazia per essi. Si col- vano suoi sermoni ; ma non cor-
i

loca la sua morte nel 565 o Sro, rispondendo le sue forze fìsiche al-
e fu seppellito nel suo monastero. l'ardor del suo zelo, cadde perico-
Circa tre secoli dopo venne trasfe- losamente malato, perlocchè fu co-
rito il suo corpo neir abbazia di stretto per lo spazio di cinque an-
Corbignv che prese poscia il suo ni a limitar le sue cure alla pro-

nome. E onorato nella diocesi di pria santificazione. Frattanto reca-


Mans a' 5 d' ottobre.
1 tosi al paese nativo, fece ivi cono-
LEONARDO (beato) di Porto- scete il pio esercizio della /' ia
Maurizio, al secolo Paolo Girola- Criicis. Ricuperata poi la sanità,
mo di Casa-Nuova. Nacque da o- si diede novellamente a travagliare
iiesti e pii genitori a'20 dicembre pel bene delle anime, e con tanto
1676 a Porto-Maurizio, nella dio- zelo che tutti meravigliavansi ch'e-
cesi di Albenga, sulla costa
Ge- di gli potesse reggere a tante fatiche,
nova, e sino dall' infanzia mostiò estenuato com'era dai digiuni, dal-
tale inclinazione per la pietà che le vigilie e dalle austerità. Le sue
pareva annunziare la futura sua moltiplici missioni l' obbligarono
santità. Giunto al decimo anno di a sconere gran parte d'Italia. Af-
sua età fu da un suo zio chiama- faticò dapprima per molto tempo
to a Roma, dove venne educato in Toscana, poscia fu chiamato a
dai gesuiti nel collegio romano. Le Pioina e nelle campagne circonvi-
sue virtù gli meritarono d" essere cine, mandato poscia a Genova e
IO LEO LEO
nella Cofsirn, e finalmente ritoi'nò nardo da Porto- Maurizio. Di que-
ancora negli stati della Cliiesa. in sta, di altra vita, delle sue opere,
mezzo alle sue apostoliche fatiche, e del suo corpo che si venera sot-
POH trascurava il santo missionario to l'altare maggiore della suddet-
la salute dell' anima sua. Si rin- ta chiesa, ne parlammo all' artico-
cliincleva sovente in una solitudine lo Francescano ordine, § Il Mi-
ove vivea per Iddio solo. Egli tenea nori riformali.
in grandissima stima il libro degli LEOlNE (s.), martire. Sofferse
Esercìzi spirituali di s. Ignazio, e a Pataro nella Licia, nel terzo se-
per estenderne 1" uso ottenne da colo, probabilmente sotto gl'impe-
Cosi ino III granduca di Toscana, ratori Valeriano e Gallieno, in oc-
ammiratore delle sue virtù, una casione di una festa che pagani i

casa nei dintorni di Firenze, nella celebravano in onore di Serapide.


quale radunava sovente fedeli che i Volendo egli andar a pregare sulla
desideravano di occuparsene. Pa- tomba di s. Paregorio, suo amico,
recchie confraternite dovettero a che avea di recente versato il san-
l^eonardo il loro increraento o la gue per la fede, fu preso e condot-
loro fondazione. Afììne di propa- to dinanzi al governatore di Licia,
gare la pratica della meditazione il quale dopo avergli fatto subire
sulla passione di Gesìi Cristo, da le interrogazioni ordinarie, e cru-
Benedetto XIV fece innalzare nel- deli battitture, non avendolo potu-
l'anliteatro di Vespasiano, ossia nel to indurre a sagrificare agi' idoli,
Colosseo, delle cappelline in cui so- di cui aveva spente e calpestate le
no rappresentati i patimenti del Ilici al cospetto del popolo, lo con-
Redentore, pel divoto esercizio del- dannò ad essere legato per un pie-
la Fia Crucis, In pili città insti- de e trascinato a traverso le roccia
tuì pure l'adorazione perpetua di e le pietre. Spirò pregando per i
Gesù santissimo Sacra-
Cristo nel suoi persecutori, ed il suo corpo
mento. IMorì finalmente in Roma, fu precipitato in una voragine pro-
nel convento del ritiro di san Bo- fondai, da dove fu in seguito tratto
naventura alla Polveriera, ai •26 no- ed onorevolmente sepolto dai fe-
vembre 1^/5 1. IMolti miracoli ven- deli. Tanto i greci che latini ce- i

nero da Dio operati per di lui in- lebrano la sua memoria, insieme a
tercessione; e Pio VI in detto quella di s. Paregorio, ai 18 di
convento nel 179^ vi promulgò febbraio.
il decreto della sua beatificazione, LEOiVE (s. ), martire. Nacque
la quale venne celebiata ai i4 circa l'anno 856 a Carentan nella
giugno 1796. Ci rimangono parec- bassa Normandia. Fu incaricato dal
chi scritti di questo santo missiona- Papa di fare una missione tra i

rio, e tra gli altri il Maiiualiz sacro baschi, i quali di origine cantabri,
e gli A^'verlinie.iiti utili ai confessori. essendo scacciati dalla patria, eran-
Una raccolta delle sue opere fu si stabiliti nella Biscaglia e nei de-
pubblicata Venezia nel 174^,
a serti della contrada di Labour fi-

in 2 volumi. 11 p. Giuseppe Rla- no Baiona. Leone, giunse a Ba-


a
ria da Masserano pubblicò in R.oma iona verso l'anno 900, co'suoi fra-
nel 1791 un libro che ha per ti- telli Gervasio ed Eleutero, e erede-

tolo; Gesta, virtii e doni del b. Leo- si sia stalo vescovo di questa città.
,

LEO LEO II

Leggesì peraltro nella Gallia christ. eletto (mandatovi dal senato affine
lìova, che non ci furono vescovi di riunire gli animi discordi de'due
di Baiona, che si sappia, prima celebri generali dell'armata roma-
del 9B0; ma alcuni autori sosten- na Aezio ed Albino ), né dell'Asia,
gono che ve ne furono fino dal dove fu chiamato da Teodosio II
38 1. E però certo che s. Leone per presiedere al concilio Efesino,
fece ivi conoscere Gesù Cristo, e nellamaniera stessa che Sallustio
vi fondò una chiesa al nome della chiama sua antica patria la Spa-
Beata Vergine. Le sue apostoliche gna. Nacque verso la fine del re-
fatiche fecero fiorire la religione gno di ed ebbe per
Teodosio I,

cristiana nel paese di Labour, nel- padre Quinziano. Fu educalo nella


le lande al Bordeaux,
disotto di via ecclesiastica, e coriispose ben
nella Biscaglia e nella Navarra. presto alle sollecite cure de' suoi
Egli fu martirizzato dai pirati con maestri con una condotta saggia,
suo fratello Gervasio, nel primo di studiosa e virtuosa, per cui venne
marzo, giorno in cui la sua festa ammesso al clericato , e benché
è notata ne' martirologi; ma non semplice accolito fu scelto per por-
si sa di qual anno. Le sue reliquie tare ai vescovi d' Africa le lettere
furono deposte nella cattedrale di della condanna di Pelagio e di
Baiona, ove è onorato come pro- Celestio, fotta dal Papa s. Zosimo,
tettore della diocesi. il quale, al dire del Novaes, lo creò
LEONE I(s.), Papa XLVII, chia- cardinale diacono. Ebbe parte do-
mato il lilcJgno, dottore della Chie- po questa epoca in tutti gli af-

sa, romano secondo alcuni, ma piìi fari più importanti, ne' pontificati
comunemente toscano. Tra quelli di s. Bonifacio I, di s. Celestino I
che lo dicono romano avvi Ques- e di s.IH, la cui innocenza vi-
Sisto
nello, dissert. i, De vita et rcb. gc- gorosamente difese innanzi all' im-
sl'ts s, Leonìs, coli' autorità di s. peratore Valentiniano III, contro le
Prospero in Chron. p. 748, ove calunnie di chi ne tentava la per-
chiama E.oma patria di s. Leone I, dita. Scuopri gli artifizi dell'ereti-
e di una lettera di questo mede- co vescovo di Eclana Giuliano
simo Pontefice, episl. 3i ad Pul- principale appoggio de' pelagiani.
cherìam, in cui sembra ch'egli ri- Indi fu mandato nelle Gallie per
conosca E.oma per sua patria. I riconciliare i due mentovati gene-
Ballerini ancora nel toni, li Oper. rali, e seppe pacificarli. Durante
s. Leonìs 899, più favorevoli si
p. questa legazione mori a' 28 mar-
mostrano a Roma, che alla To- zo 440 s. Sisto III, e benché as-
scana, parlando della di lui patria. sente a' 9 maggio s. Leone fu crea-
Lo fanno toscano, il Baronio all'an- to Pontefice. Appena tornato in
no 44o> tium. I il Pagi allo stes-
; Roma fece spiccare il suo talento
so anno, num. 3; il Papebrochio nel patetico sermone pronunziato
tlie 9 aprU. pag. 6, n. i-ì et in
1 1 ; nel giorno della sua consecrazione,
Conatu ad s. Lconeni p. i5i, n. i, del quale e della sua ordinazione
i quali dicono, che tanto s. Leo- è a vedersi il Zaccaria, Storia lelt.

ne I, quanto Prospero intesero


s. t. VII, p. 872. Del dono meravi-
di dire, ch'era d'Italia, non delle glioso nell'annunziare la divina pa-
Gallie, dove dimorava quando fu rola priucipalmcule fece uso per
,

11 LEO LEO
preservare il suo popolo dalla se- PriscilUnnistariim Pelagianornm ,

duzione, inciirizzaiidolo alla virlìi e atque Eutychianorum quns sum- ,

confortandolo nelle calamità che , mo studio et labore s. Pontifex


nel suo pontificato furono presso- evertit, atque damnavit , in sex
ché continue nell' Italia. Il di lui Romae lyai. Ma
libros dìstributae,
zelo fu ardente, ed incredibile la ciò che piìi d'ogni altra cosa se-
sua fermezza pel mantenimento gnalò questo Papa fu la vitto- ,

della disciplina ecclesiastica. Ghia ria da lui riportata dopo immensi


ino a sé i più dotti uomini , che travagli sopra 1' eresia di Eutiche.
allora fossero nella Chiesa, per va- Penetrato s. Leone I del più vivo
lersi del consiglio e dell'opera lo- dolore per 1' infelice riuscita del
ro, come rilevano i citati Balleri- concilio o Conciliabolo di Efeso
ni t. Il, pag. 4 '6. Avendo inteso (Fedi), nel quale quell' eresiarca
che in diversi luoghi, massime nel- trionfò nel 449> sollecitò ed otten-
la Mauritiana, erano stati elevati ne dall' imperatore Marciano la
nll'episcopalo per mezzo d' intrighi convocazione un concilio gene-
di
nomini indegni, colle sue lettere rale nel /{Si, che fu quello di
riuscì a togliere sì detestabili abu- Calcedonia (Fedi), la decisione del
si. Essendo poi stato deposto dalla quale fu espressa a tenore di quan-
sede di Besancon il vescovo Celi- to leggevasi scritto nella lettera di
donio, da s. Ilario vescovo d' Ar- s. Leone I a Flaviano santo ve-
les, ed avendo appellato al Papa, scovo di Costantinopoli , vilipeso
(]uesti adunato un concilio trovollo indegnamente nel detto conciliabo-
innocente e lo rimise nella sua se- lo. Commise a Giuliano vescovo
de. Il p. Sangallo, Gesta de^ Poni. di Coos di rappresentare le sue
t. IV, p. 271, rivendicò l'autorità veci presso l'imperatore Marciano,
di s. Leone I e della santa Sede per impedire la propagazione del-
sulle appellazioni contro Febronio, l'eresia nestoriana; ond'ebbero ori-
ed altri nemici di esse. gine i Nunzi apostolici (Vedi).
Con sommo studio e con in- JVeir anno l\^i Attila re degli
credibile vigilanza si applicò s. Leo- unni, che chiamava sé stesso fla-
ne I a condannare ed abbattere gello di Dio, dopo di aver sac-
le eresie de'manicliei in Roma, dei cheggiato molte città d'Italia, pa-
priscillianisli nella Spagna, dei pela- reva che si volesse dirigere a E.o-
giani e degli eutichiani, le quali sot- ma ove risiedeva il Pontefice. Que-
to il suo pontificato a grave peri- sti gli andò incontro con diversi
colo posero la religione, sì nell'oc- ecclesiastici e con due senatori,
cidente che nell'oriente. Con som- cioè Avieno uomo consolare , e
ma erudizione raccolse il p. Cac- Trige/.io prefetto del pretorio .

ciari quanto apparteneva alla sto- Colla mirabile e maestosa sua pre-
ria di queste eresie nel primo senza, santità ed eloquenza s. Leo-
tomo delle opere di s. Leone I, I abboccò con Attila a Gover-
si

che tutto intero si occupa in que- nolo, altri dicono ad Ambuleio sul
sto argomento, ed ha questo titolo: Blantovano, laddove il Mincio si
Extrcitaliones in iuii\<ersa s. Leo- scarica sul Po. Soavemente ne dis-
nia Magni opera perlinentes ad armò la collera , frenò la ferocia
ìvslorias hae resimi Maniclicorum j
del barbaro vincitore, il quale al-
LEO LEO i3
le persuasive del Papa diede fine de' vandali, allorché nel 4''^ con
alle ostilità e si ritirò di là del poderosa armata si portò all'assedio
Danubio, con promessa di far la di Roma. Sei miglia distante s.

pace_, mediante un tributo cbe pa- Leone I raggiunse il re, dal quale
gherebbe l'imperatore Valentiuiano soltanto ottenne che nel saiclieg-
III il
: Papa tornò in Pioma tra gio della città verrebbe rispar-
le benedizioni dei popoli. RafTaello miato il sangue e l'incendio, e la-

nelle camere del palazzo vaticano sciate intatte le tre basiliche , La-
rappresentò l'incontro di s. Leone teranense, Vaticana , ed Ostiense.
I con Attila, col suo inimitabile La chiesa d'Alessandria era afflit-
pennello; ed altrettanto fece col- ta per la fazione di Timoteo Elu-
lo scalpello nella basilica vaticana ro, che dopo lamorte del vescovo
il celebre Alessandro Algardi, nel- Marciano aveva occupata la sede
l'alto rilievo di marmo, che si ve- d'Alessandria, e voleva ristabilirvi
de nell'altare che eresse a questo l'eutichianismo ; il Papa se ne oc-
santo suo predecessore Innocenzo X. cupò con tutto lo zelo, ed ottenne
I due valentissimi artisti seguendo dall'imperatore Leone e dai me-
la tradizione rappresentarono s.
, tropolitani d'oriente che fosse cac-
Leone I preceduto in aria dai ss. ciato l'intruso.
Pietro e Paolo, che colle spade Tra le innumerabili determina-
sfoderate minacciando il re degli zioni di Leone I, si ha che di-
s.

unni, questi atterrito precipitosa- dkhiarò doversi allontanare dagli


mente retrocedette. Riconoscendo ufiizi ecclesiastici e dal nome sacer-
il Pontefice dalla protezione del dotale ,
quello che avesse sposa-
principe degli apostoli la liberazione to una vedova ; proibì 1' usu-
di Roma, fece fondere la statua di ra ai chierici ed ai laici ; vietò la
metallo di Giove Capitolino, e di confessione pubblica ; nel canone
essa ne formò la celebre immagine della messa aggiunse le parole
dello stesso principe degli apostoli, Sanclum sacrifìcium immaculatam
che si venei'a nella basilica vati- hostiam; riparòle basiliche Vatica-
cana. Altri attribuiscono la fusione na ed Ostiense, ed affidò la custo-
di tale statua, e formazione di
la dia de'corpi de' principi degli apo-
quella di s. Pietro a Costantino. stoli a suoi Cubicularii [Vedi) ;

Su questo punto e sulla venera- ed ebbe la consolazione di vedere


zione della statua di san Pietro, a'suoi giorni molti infedeli abbrac-
oltre quanto noi abbiamo detto ai ciare la fede, JVon è poi certo che
loro luoghi, sono a vedersi il Cancel- egli sia l'autore òqW Hanc igitur
lieri, Descrizione della basilica Vati- oblationem , dell'/fe missa est, del
cana, p. 4i> ed il Marangoni, Delle Benedicamiis Domino, e dell'incen-
cose gentilesche p. 68, ove dice che sare l'oblata. In quattro ordinazio-
avendo Leone l'Isaurico minacciato ni nel dicembre s. Leone I creò ,

di farla in pezzi, gli scrisse s. Gre- centotlantacinque vescovi, ottantu-


gorio II, che i popoli d'occidente no preti, dodici o trentuno diaco-
ne avrebbero fatta sanguinosa ven- ni. Governò venti anni e ventotto
detta. Non ebbe interamente egual giorni, e morì agli i i aprile del
successo l'altra ambasciata del Pon- 461, giorno in cui la Chiesa cele-
tefice $. Leone I a Genserico re bia la sua festa. Il p. ^angalJo
i4 LEO LEO
loco citato p. 4'^> quanto alla De script, eccles., lo chiama il Tul-
morte di s. Leone I, dice che la lio della facoltà ecclesiastica, 1' O-
più probabile opinione è che ino- moro della sacra teologia, l'Aristo-
risse ai io novembre; su di che tile delle ragioni della fede , il

può vedersi il p.Mabillon, Veter. Pietro dell'autorità apostolica, e il

Analect. t. Ili, p. 43o. Fu egli il Paolo del pergamo cristiano. E in


primo Pontefice seppellito , cioè fatti , ch'egli fosse uomo non solo
trasferito nella basilica di s. Pietro, nelle sacre carie, ma ancora nelle
come osserva Laerzio Cherubini, profane scienze profondamente ver-
Bull. Roni. t. I, p. I ; mentre al- sato, ne fanno fede le lettere e i
tri suoi predecessori erano stati sermoni che di lui abbiamo, nelle
sepolti ne' sotterranei accanto al quali oltre una giusta ed esatta
santo apostolo, ovvero sul portico. dottrina, vedesi una gravità ed una
Indi le sue reliquie furono quattro eloquenza non ordinaria, che in
volte trasferite in diversi luoghi, mezzo ancora ad uno stile che al-
che indicammo nel voi. XII, p. lora si usava non troppo terso e
294 del Dizionario. Dell' ultima talvolta oscuro, piace non ostante
ne fa distinta relazione Benedetto ed alletta assai, come esprimesi il

XIV, De canon, ss. lib. IV, parte Tiraboschi nella Storia della lei-

II, cap. 23, n. 7 e seg., il quale ierat. ital. t. II, lib. IV, p. 335.
v'intervenne come promotore della San Leone I è il primo Papa
fede e canonico vaticano : questo di cui abbiamo una serie di opere,
Pontefice colla costituzione 4*^ > cioè novanlasei sermoni sulle prin-
Ballar. Bened. XI F, t. IV, p. 228, cipali feste dell'anno ; centoquaran-

prescrisse a s, Leone I il rito di ta lettere, ed un codice sugli anti-


dottore della Chiesa. Su detta tras- chi canoni. Alcuni attribuiscono
lazione abbiamo da monsignor Ni- pure a s. Leone I il libro della
colò Fortiguerra l'Oratio in trans- vocazione de' gentili, ma sembra
lattone corporis s. Leonis Ma- piuttosto di sconosciuto autore. I

gni hahita in basilica Vaticana capitoli sulla grazia e sid libero


anno 1 7 5. Questa si legge nel
1 arbitrio sono del Pontefice s. Ce-
Ragguaglio della traslazione del lestino I, e la lettera a Deinetria-
corpo di s. Leone Blagno, di Lo- de è del medesimo autore della vo-
dovico Sergar di, Roma 1715, Ad cazione de'genlili. Le lettere di s,

onta di quanto dissero alcuni ere- Leone I contro gli errori di Eu-
tici e falsi cattolici, nemici giurati tiche furono da alcuni scrittori at-
della pontificia autorità, s. Leone tribuite a s. Piospero, che fu suo
I senza oltrepassare i limiti della cooperatore nel distruggere gli a-
giustizia e della santa prudenza, busi e le eresie de' priscillianisti e
seppe sostenere con gravità il suo dei peingiani, ma d. Ceillier nella
decoro, con fermezza d'animo i suoi Storia degli scrittori sacri, non con-
diritti, con invila costanza la sua fonde Io stile dell'uno e dell'altro;
nutorilà, unendo all' istcsso tempo ed abbenchè preferisca evidente-
la piacevolezza, l'amore, le paterne mente quello di s. Prospero, non
sollecitudini per accogliere i tra- toglie però a s. Leone I il nìcrito
vinti , animare i pusillanimi , e fu" delle sue opere contro ^eresiarca
rivedere gli erranti. Gio. Tritemio, d'oriente. In tutti gli scrini poi ili
LEO LEO i5
s. Leone I apparisce la bellezza stoire da pnnlifical de Leon te .1.

del suo spirito, colla solidità del Grand, che Innocenzo XI condan-
giudizio e colla grandezza del co- nò con bi-evc de'2(3 febbraio 1687.
raggio. Degno di occupar la prima Vacò la santa Sede sette mesi.
sede della Chiesa, ne fu l'ornamen- LEOlNE li (s), Papa LXXXH.
to per le eminenti qualità, che gli Figliuolo di Paolo ML-neo o Mene-
meritarono i gloriosi titoli di Tl/rtt- io di professione medico, nacque
gno e di Grande j la santità della secondo alcuni in Cedella neh' A-
sua \ita lo rese rispettabile alle bruzzo Ulteriore, nel luogo chia-
potenze della terra, e fu l'ammi- malo la Valle di Sicilia, e secon-
razione della Chiesa cattolica pel do altri, e forse meglio, nella dio-
suo zelo nel difendere la purezza cesi di Catania in Sicilia. l'rofcs-
della sua dottrina, nel far osserva- sato avendo tia i canonici regolati,
re i decreti de'suoi concili!, e nel divenne eloquente e insignemente
conservarne la disciplina. Le opere perito nella scienza delle divine
di s. Leone
furono tutte insieme
1 lettere, nel che gli fu di gran lu»
stampate in Parigi in tre volumi me ed aiuto la perfetta cognizione
nel 1675, con annotazioni e disser- che aveva delle lingue greca e la-
tazioni dal p. Pascasio Quesnello, lina. Ebbe eziandio molta capacità

e poi ristampate nel 1700 in Lio- nella musica, onde potè con tutta
ne di Francia in due tomi in fo- agevolezza riformare il canto della
glio, ma questa edizione è infetta salmodia e il concerto degli inni
dal veleno Quesnelliano. Per por- sacri, e fu insigne amatore de'po-
gerle un convenevole antidoto fu- verelli. Essendo stalo creato car-
rono fatte due edizioni in tempo dinale di santa romana Chiesa,
di Benedetto XIV, J'una dal p. fu eletto Pon-
dell'ordine de'preli,
Pietro Tommaso Cacciari carmeli- tefice i5 agosto del 682. Indi
a'
tano di singoiar erudizione, che venne consecrato secondo il con-
pubblicò colla stampa il primo to- sueto dai vescovi di Ostia e di
ìXìo nel 1751 e poi due altri to- Porto, e da quello di Velletri in
mi. La seconda dagli immortali luogo di quello di Albano cui ap-
fratelli Pietro e Girolamo Ballerini, parteneva, perchè allora si trovava
dottissimi sacerdoti veronesi, che questa chiesa priva del vescovo.
pubblicarono primo tomo in Ve-
il Con l'epistola ad Constant, imp.^
nezia nel 1755, dopo il quale an- presso Labbé, Concil. t. VI, p.
no seguirono i due altri tomi. Ab- iijG, confermò il VI concilio ge-
biamo la Fifa di s. Leone I e di nerale riunito contro i monoteli ti,
Attila Pagello di Dio, scritta da gli alti del quale furono portati
Gabriele Bertazzolo e stampata in in Roma dai legali, e s. Leone II
Mantova nel i6i4: fulvi riprodotta dal greco, come alferma Sigeberto,
dal Tassoni nel 1727. Leonis I vi- De script, eccl. cap. 59, li traspor-
tae conìpendiimi cum ejiis operibiis, tò nel latino, inviandone con sua
Lugduni i632. t9. Leonis I vìtae lettera una copia ai vescovi della
cowpendium, editiun ante tjnsdem Spagna. Con questa lettera ai ve-
opera, mss. nella libreria del Ge- scovi della Spagna, im'altra Leone
sù di Roma. Luigi Maimbourgh li ne mandò al reErvigio, la qua-
nel 1686 pubblicò io Parigi: Hi- le è registrala da Labbé nel t. VI,
iG LEO LEO
p. ii'ì'ì Condì., e in questa gli non si sa comprendere come il

dice il santo Pontefice: •» che O- Voigt, Storia di Papa Gregorio


norio avea consentito, che l'ini-
I FU, cap. IX, possa dire che Ai-
mncolala regola della tradizione stulfo figlio del conte di Calu, ca-
apostolica, da' suoi predecessori ri- stello del Wurtem borghese, venne
cevuta, fosse offesa e macchiata ". assunto al pontificato col nome di
Il Baronio stimò apocrife queste Leone 111, mentre il nome ancora
due lettere, ma per vere e legitti- non si soleva cambiare nell'esalta-
me le difese il p. Lupo : De sexlo zione al soglio papale. Da canoni-
syiiodo gener. diss. ult. 1. 111^ p. co regolare, passò poi tra' monaci
51. Il Turrecremata dice
cardinal benedettini al dire di Ciacconio.
che il concilio male interpretò le Ma il Cardella seguendo il p. Nar-

cattoliche lettere del Papa Onorio di narra, ch'egli in età ancor tenera
I, al patriarca Sergio. Sostenne entrato nel palazzo pontificio per
l'onore della sua sede e la preemi- essere educato nella pietà e nelle
iienza contro l'arroganza dell'arci- lettere, fece tali progressi, che me-
vescovo di Ravenna ; laonde ad ritò di essere successivamente in-
istanza di S.Leone li, l'imperatore nalzato ai sacri ordini del suddia-
Costantino che morto
III ordinò, conato, del diaconato, e finalmente
l'arcivescovo di il nuova- Ravenna, a quello di cardinale prete del ti-

mente eletto dovesse, secondo l'uso tolo di s. Susanna. D'illibati co-


antico, ordinarsi in Puoma. In una stumi, facondo nella favella, e
ordinazione a' i6 giugno il Papa molto versato così nella sacra co-
creò ventitre vescovi, nove preti e me nella profana erudizione, in-
tre diaconi. Il Cardella registra clinatissimo a ragionare o sentire
sette cardinali nel suo pontificato. ragionare di cose divine, e ad o-
Il Bergier dice che istituì il bacio rare coi monaci ed altri servi di
di pace nella messa, e l'aspersione Dio. Gran fautore delle dotte e
dell'acqua santa sul popolo. Go- letterate persone, da ogni parte
vernò dieci mesi e diecisette gior- con premi a sé le tirava, meravi-
ni, e morì ai 4 luglio del 683 : glioso piacere provando in ragio-
la Chiesa ne celebra la festa a' 28 nare con esse Visitava gl'infermi,.

giugno. Fu sepolto in s. Pietro, sovvenne con larga mano i mise-


ed il suo corpo si venera sotto rabili, consolò gli afflitti, e i tra-
l'altare della Co- Madonna della viati ridusse con cristiani ricordi
lonna. Ad una insigne dottrina ed ed eflicaci esortazioni nella via del-
eloquenza accoppiò rara prudenza ; l'eterna salute. Fu di natura be-
non trascurò nulla per ristabilire nigna e tardo all' ira, intrepido
dovunque la purezza della fede difensore dell'ecclesiastica immunità
cristiana e de'suoi costiuni ; i suoi e dell'onore di Dio. Dopo essere
benefizi lo resero caro a) popolo stato l'ornamento della Chiesa ro-
romano. Vacò la Chiesa romana mana, fu per universal consenso
undici mesi e veutidue giorni. a'26 dicembre del ygS eletto Pa-
LEONE IH (s.), Papa XCIX. pa e consecrato nel giorno seguen-
Nacque Roma
ed ebbe per pa-
in te. Dopo la consecrazione fu egli
dre Asupio, secondo l'opinione con- coronato ai gradini inferiori della

corde di tutti gli storici, laonde basilica vaticana, e da questa fun-


.

LEO LEO 17
eione il Cancellieri iacomiociò la chio lateratiense, per assistere alla
collezione delle relazioni de'solenni processione delle litanie maggiori ,

possessi presi alla basilica latera- nel giorno di s. Marco, recan-


nense dopo tal cerimonia dai som- dosi alla chiesa di s. Lorenzo in
mi Pontefici successori di s. Leone Lucina. Questi assassini lo mal-
IIL V. Possessi de' Pontefici. Per- trattarono con tante percosse che
venuta a Carlo Magno la notizia lo lasciarono mezzo morto, dopo
nell'elezione di s. Leone III, scrisse averlo acciecato e cavatagli la lin-

una ossequiosa lettera di rallegra- gua ( cioè avanti la Chiesa di s.

mento, per mezzo di Engelberto Sih'estro in Capile [Fedi), o avanti


abbate del monastero di s. Ricario, la confessione della medesima se-
implorando l'apostolica benedizione, condo il Severano, Memorie p. 486),
l'orazioni del Pontefice, 1' alleanza e posto nel monastero di s. Era-
della romana Sede, che prometteva smo come in un carcere, per met-
continuare a difendere, ed inoltre terlo in sicuro dal popolo. In que-
gii mandò dei doni provenienti sto luogo prodigiosamente i ss. Pie-
dalle spoglie conquistate sugli un- tro e Paolo lo risanarono nella
ni. Pregato il Papa da Carlo Ma- lingua e negli occhi. Alcuni scri-
gno di confermargli il titolo di vono che gì' iniqui soltanto si sfor-
patrizio romano, onde gli correva zarono di strappargli la lingua e
l'obbligo di difendere la Chiesa ro- gliocchi. Nella seguente notte si

mana, s, Leone III gli mandò le portò nel monastero Albino ca-
chiavi di s. Pietro e Io stendardo meriere o camerlengo del Papa j
di Roma, insegne che lo l'endeva- con buona mano di armati e di
no obbligato a difendere il civile fedeli amici, cavò fuori s. Leone
e r ecclesiastico della Chiesa. F III , lo assicurò nella basilica va-
Chiavi. La deputazione spedita al ticana, dove si trovava Tabbate di
re dal Papa, ritornò in R.oma con Stavelo inviato di Carlo Magno, e
ricchi presenti. fece a Winigiso duca di
sapere
Quattro anni dopo scoppiò una Spoleto r infame avvenimento. Ir-
terribile cospirazione contro i gior- ritati i traditori di vedere libero
ni del Pontefice, della quale fa- il Papa, sfogarono la loro rabbia

cemmo menzione in più analoghi col saccheggio del patriarchio e


luoghi. Pasquale primicerio e Cam- della casa d' Albino. Intanto con
polo saccellario o cappellano della un esercito giunse in Pioma Wi-
Chiesa romana, nipoti dell'imme- nigiso, condusse in salvo in un
diato predecessore Adriano I, sotto suo castello s. Leone III, il quale
ilcui pontificato aveano esercitato passò in FVancia a trovare Carlo
molta influenza in Roma, vedendo Magno che lo raggiunse in Pader-
di non poter esercitar più il pote- bona, dopo essere stato per ordine
re sugli affari, e sdegnati di non di questo incontrato da Gildivaldo
aver potuto succedere al loro zio, arcivescovo di Colonia e arcicap-
determinarono di disfarsi di s. Leo- pellano, dal conte Ascario, e da
ne III. Quindi nell'anno 799 ai lui slesso col figlio Pipino con ogni
i5 aprile spedirono gente armata maniera di venerazione , e tra il

per avventarsi contro il Papa, men- canto degli inni e dei cantici; ri-
tre usciva a cavallo dal palriar- cevendolo Gome vicario di Gesì»
VOL. XXXYUl,
i8 LEO LEO
Cristo e sommo Pontefice. Al suo s. Leone III nella basilica vatica-
arrivo il numeroso esercito con di- na, asceso l'ambone, con si giustificò

vozione si prostrò a terra , e gli suo giuramento, pronunziando quel-


domandò la benedizione apostolica. le parole riportate dal Severano a

Giunto s. Leone III al tempio col p. 549, e mettendosi sul capo la


re, intuonò 1* inno : Gloria in ex- croce ed il vangelo. Allora i ca-
celsisDeOf cui rispose tutto il cle- lunniatori e cospiratori furono con-
ro. Del miracolo operato dai prin- dannati a morte ed alla mutila-
cipi degli apostoli in s, Leone III zione delle membra : il Papa in-
si fa memoria nel Martirologio tercesse per essi, salvò loro la vita,

romano a' 12 giugno. Il Fleury, onde furono esiliati in Francia. In-


Hist. eccles. 45, all'anno 799,
lib. di nel giorno di Natale dell' 800,
sembra dubitarne, credendo che mal- essendo andato Carlo Magno ad a-
grado la crudeltà de' sicari non scoltare ed assistere la messa che
riuscì loro di cavargli la lingua e doveva celebrare nella basilica va-
gli occhi. Ma il Pagi nella vita di ticana il Papa, questi l'unse e co-
s. Leone IH, nel tom. II del Bre- ronò imperatore, rinnovando in lui
vìar.Rom. Pont.^ con fortissime ra- r impero d' occidente; indi unse, .

gioni lo dimostra, come da Ana- dichiarò e coronò re di Aquitania


stasio Bibliotecario viene racconta- Lodovico I, e re d' Italia Pipino,
to. Nella stessa guisa descrisse il ambedue figli di Carlo, al modo
fatto in versi Alcuino maestro di che dicemmo nel voi. XVII, pag.
Carlo MagnOj nel poema della par- 2 1 2 del Dizionario ed altrove, co-
tenza di s. Leone III, grave auto- me all' articolo Imperatore. L' A-
ritàche si può vedere presso il nastasio descrive le molte oblazio-
Duchesne, Script. Francar, t. II, ni ricchissime di oro, d'argento e

p. 196. di gemme preziose che Carlo fece


Dopo avere il Papa soggior- al Papa dopo la coronazione, giac-
nato in Francia, trattato onorifi- ché r ordine romano prescriveva
camente Carlo Magno da , fece qualche olìerta d'oro, ed aggiunge
Roma, ove entrò
ritorno in a' 29 che r imperatore pregò s. Leone
novembre dell'Boo come in trion- III a servirsi nelle processioni delle

fo, e al modo detto ad Ingressi litanie di una croce, ch'egli con


SOLENM IN Roma. Ivi pure
giunse questo fine donò alla basilica la-
Carlo Magno con grande accompa- teranense. Carlo Magno ritornò in
gnamento per sedare tumulti, e i Francia nell'aprile 801 dopo Pa-
promuovere la stima ed il decoro squa. Il sommo Raffaele nelle ca-
per la dignità pontificia, per lo che mere valicane dipinse il giuramen-
nel i5 dicembre vi convocò un'as- to di s. Leone III, e l'atto solen-
semblea di prelati e di nobiltà, di ne della coronazione di Carlo Ma-
vescovi italiani e francesij che può gno, che prostrato ai piedi del Pa-
dirsi concilio, a fine di esaminare pa riceve sul capo la corona.
le accuse fatte contro del Papa. Si espose al pubblico in Roma
Non essendosi presentato alcuno per l'anno 1810, nel convento della ss.

sostenerle, e protestando tutti i ve- Trinità de'Monti, un quadro rap-


scovi che non avrebbero mai ar- presentante s. Leone III nella chie-

dito giudicare la prima cattedra, sa di s. Pietro, che dopo aver co-


,

LEO LEO 19
rouato Carlo Magno imperatore, gli togliere dal pubblico la stampa.
si prostra in atto quasi di doman- Comparve inoltre in Roma un o-
dargli perdono, in abiti pontificali puscolo dell'ab. Vertot tradotto in
colla tiara in testa : il trono del Pa- italiano, intitolato : Ricerche sulto-
pa il pittore lo collocò a sinistra, rigine grandezza temporale
della
quello dell' imperatore a destra, e de' Papi. Opuscolo pieno di mal-
questo collo scettro in mano riceve- talento e di frode, atto specialmen-
re gli omaggi de'vescovi delle chiese te ad ingannare i semplici; in cui
greca e latina, altri incensarlo dal- l'autore,dopo di aver detto quan-
l'altare, e persino genuflessi. Tale to di male il suo cuore corrotto
quadro fu dipinto dal fiammingo suggerivagli contro la cattedra apo-
Francesco Odevaere pensionato del- stolica ed i Pontefici romani, sos-
l'accademia di Francia che inol- , tiene l'adorazione di s. Leone 111
tre pose al suo lato un passo degli a Carlo Magno colla solita auto-
Annali ci' Italia del Muratori, in rità degli Annali de' franchi. A
cui si citano queste parole degli dissipare le sinistre impressioni del-
antichi annali de' franchi: A Pon- le persone poco accorte ed istruite,
ti/ice more antiquornm principimi lemaligne conseguenze dello scan-
cdoratus est, testo col quale l'ar- daloso quadro e sua stampa, a con-
tista si lusingava di potere rende- fondere i male intenzionati, a di-
re storico il suo quadro favoloso fendere r insulto che si fece alla
ed immaginario. Questo quadro religione e magnanimità dell'im-
\enne dipinto da Odevaere ne' mo- peratore Carlo, figlio obbediente e
menti piìi crudeli di Roma, della benemerito de'Papi, uno de'più ze-
prigionia cioè del Papa Pio VII, lanti difensori delia Chiesa, in cui sem-
della mutazione del governo , con pre sarà in benedizione la sua memo-
animo di presentarlo a Napoleone ria, il sacerdote romano monsig. An-

nella pubblica esposizione di Pari- tonio Santelli dipoi e tuttora came-


gi. In un' epoca in cui si tentava riere d'onore di sua Santità, imprese
ad ogni costo l'oppressione del ro- a comporre una dissertazione per
mano Pontefice, sperava il pittore dimostrare che il Pontefice s. Leone
che tal soggetto esser dovesse gra- III non si prostrò a Carlo Magno
tissimo all' imperatore. In tale sup- dopo averlo coronato, in un agli
posto ne ordinò il disegno, e quin- argomenti che l' indole di s. Leo-
di r incisione al celebre Pinelli ne III era la più contraria a tale
onde appena avesse udito il gradi- prostrazione, e che Carlo Magno
mento di lui, ne avrebbe pubbli- giammai non 1' avrebbe permessa.
cato le stampe. Ma la cosa andò La dissertazione col rame o stampa
diversamente j Napoleone appena lo in discorso in fronte, dedicata al
guardò, disse che non voleva tali cardinal Carlo Opizzoni arcivesco-
soggetti , dopo averne appreso la vo di Bologna, il dotto e zelante
storia.Ignorando il pittore in Roma prelato la fece stampare nel 18 15
ciò che accadeva a Parigi, avea osato in Roma coi tipi De Romanis, e
esporre al pubblico la stampa del con questo titolo: Oltraggio fatto
suo quadro. Indignati i romani, e a Leone III ed a Carlo Magno
pieni di orrore per tale falsità, il ge- inun quadro ed una stampa e-
neral Miollis credette prudenza far sprirnenli l'adorazione del Ponteji-
20 LEO LEO
ce all'imperatore. Quanto piena- ciso in rame. Le ragioni che l'au-
menle monsignor Santelli raggiun- tore ne adduce, e la molta e re-
udiamolo dalle ap-
gesse lo scopo, condita erudizione colla quale le
provazioni premesse alla disserta- corrobora, portano l'assunto ad una
zione, provocate per ordine supe- evidenza, che non lascia desiderare
riore, di due personaggi illustri, pia
I .

cioè di monsignor Alessandro Ma- Inmonsignor Santelli, in-


fatti

ria Tassoni uditore della sacra ro- cominciando dal descrivere i costu-
ta, e del p. Antonio Maria Gran- mi di Carlo Magno, dimostra ch'egli
di procuratore generale de' barna- non avrebbe mai permesso la pro-
biti. " Con un recente quadro ri- strazione, ancorché il Papa l'aves-
pi'odotto in rame, rappresentante il se voluta fare. Narra come nel 774

PonteficeLeone III prostralo a giunto in Roma Carlo, appena vide


Carlo Magno dopo averlo incoro- la croce papale, discese da cavallo,

nato, credevasi avvilire la supie- si recò a piedi alla basilica vati-

rnazia papale. Non si è fatto che cana, baciò e sali colle ginocchia
dare un eccitamento, un impulso, ogni gradino, e si presentò genu-
onde riandando gli antichi monu- flesso a' piedi di Adriano I a cui
menti e la storia, l'autorità ponti- donò città e ducati. Che alla
ficia vieppiù risplenda e risalti. Mon- morte di questo Papa lo pianse
signor Antonio Santelli vista l'in- amaramente, e con tenerezza fi-
decenza, animato da un santo ze- gliale compose un epitaffio in ver-

lo, affinchè il pubblico non resti si latini. Riporta le solenni dimo-


illuso, ha intrapreso di dimostra- strazioni date dal principe a s.

re, che lungi dall' essersi prostrato Leone III appena elevato alla cat-

il Pontefice , ricevette egli stesso tedra di s. Pietro e nel suo arri-


dall' imperatore i maggiori contras- vo a Paderbona, tanto per la
segni di omaggio e di ossequio, ed sua sublime dignità, che per la
ha spiegato nel suo vero e genui- grande stima che faceva di lui.
no senso le parole di una cronaca, Quindi celebra l'animo del Pon-
a cui il pittore alludeva per soste- tefice pieno di generoso corag-
nere la favolosa invenzione, e l'as- gio e costante fortezza in mante-
sunto è provato con ragioni, ar- nere illesi i privilegi della Chie-
gomenti, fatti, che non hanno re- sa romana, e le prerogative del
plica e che vendicano a meravjgiia sommo Pontefice. Quando poi Car-
l'insulto e l'ingiuria ". Tale fu il lo Magno giunse in Roma , di-
giudizio del prelato , ecco quello ce che fu Noraentd
incontrato a
del religioso. « Ho letto d' ordine da s. Leone III, adoperando questi
superiore la bella dissertazione di un nobile contegno per la giusta ri-
monsignor Antonio Santelli , nella verenza che avea alla propria digni-
quale prese a provare, che Leone tà; che l'incontrò senza formalità, e

III non si è altrimenti prostrato con lui si pose a mensa per l'isto-
a Callo Magno , dopo di averlo rarsi. Ma quando Carlo entrò in
'
incoronato, come si è, anni sono, Roma, il Papa 1' attese in abiti
falsamente rappresentato in un qua- pontificali sulle scale della basilica
dro, che fu esposto in E.oma alla vaticana ; e se il predecessore A-
pubblica vista, e che si è pure in- driano I dopo i teneri amplessi
LEO LEO 2r
con Carlo gli cede la destra, s. lennemenle protestò in 6, Pietro
Leoue III in vece sì conservò di non riconoscere altra dignità
in Egualmente alla de-
questa . al mondo superiore a quella del-
stra di Carlo il Papa si fece rap- la cattedra pontificia. La divo-
presentare nelle immagini che fe- zione di Carlo per la dignità pa-
ce eseguire in mosaico nella chie- pale, averla dimostrata con tanti

sa di s. Susanna e nel Tricli- segni non equivoci di rispetto, e


nio, Riporta ancora altri monumen- difesa col valore delle sue pro-
ti, in cui il Pontefice tenne co- prie possenti armi, non che bene-
me doveva la precedenza sull'impe- ficata coi doni segnalati compartiti
ratore, come quello che con suprema ad Adriano I ed a s. Leone 111.
autorità apostolica trasferì su Car- Altrimenti questi non avrebbe mai
lo r impero d' occidente. Descrive fatto porre nel Triclinio al paro
coH'autorità di scrittori tedeschi, di Costantino la di lui effigie, quale
francesi, greci ed italiani, più an- inoltre si dipinse in diverse parti di
tichi, e del contemporaneo
Ana- Roma diadema di santo, e che
col
stasio che descrisse le cose più mi- in Aquisgrana fu rappresentato colla
nule, l'incoronazione ove non si chiesa in mano, non solo come
fa parola della favolosa prostrazio- fondatore di essa , ma come di-
ne, come non ne fece il francese fensore dell' universale. Osserva e-
Eginardo famigliare intrinseco di ziandio, che niuuo sebbene antico
Carlo e testimonio oculare della rituale _, dice che i vescovi o i
funzione, d'una cosa cioè clamoro- Pontefici si prostrassero ai sovrani
sa ed essenziale; avvertendo che prima o dopo la coronazione; ma
Eginardo non fu altrimenti l'au- invece in essi si leggono gli o-
tore degli annali de' franchi, non maggi profonda venerazione usati
di
meritando fede le cronache france- dai re ed imperatori coi Papi dopo
si che ciò asserirono per le ragio- tal funzione, facendo ad essi da staf-

ni che adduce. Spiega il verbo fieri, uffizio che rese a Stefano


adoro per riverire e salutare, quan- III re Pipino padre di Carlo.
il

do però non sia diretto alla di- Neil'Ordine romano composto ia


vinità, per cui l'allegato passo si parte dai ss. Leone I, Gelasio I,
dovrebbe necessariamente tradurre e Gregorio I, usato da s. Leone
cos'i : Dal Pontefice giusta il co- III nella coronazione di Carlo, non
stume degli antichi principi france- trovasi la prostrazione, ed è pela-

si fu salutato. Il Santelii riporta ci ò che Papa non la fece, come


il

tutti argomenti contrari alla


gli quello che mai introdusse abuso o
falsa prostrazione, ed onorevoli al- innovazione nella disciplina eccle-
lo stesso Carlo. Di questi ne ma- siastica. Finalmente il Santelii con
gnifica l'eroica umiltà, ed il cul- abbondanza di prove su tutti i pun-
to che gli lendono diverse na- ti , rigettata qualunque obbiezione
zionij mai vietalo dalla santa Se- che si possa addurre in contrario,
de; che se Carlo fosse stato un op- colle più convincenti ragioni trion-
pressore del sommo pastore della falmente conhiude, che s. Leone III
medesima, essa certamente l'avrebbe non si prostrò a Carlo Magno, e
proibito ; mentre il clero di Fran- meritare il quadro di Odevaere pel
cia venuto con lui io Roma, so- disonore che fa alla religione cat-
a« LEO LEO
tolìca ed all' augusto suo capo , e di ritornare Francia per cele-
in
perchè mancante di veracità isteri- brar con lui la festa del Natale.
ca, noncuranza ed obblio ( ed io Pai ito per quel regno, a s. Mau-
I

aggiungo severa riprovazione per rizio nel Vallese il Pontefice fu in-


lo scandalo dato )
, avendo esso contrato da Lodovico I primoge-
tentato di sacrificare l'onore, il de- nito di Carlo, e da questi in Rei ras
coro della Chiesa romana , nella con esultanza e divozione. Di là
lusinga di procacciarsi la protezio- insieme recaronsi a Soissons, indi
ne di una potestà secolare che la a Quiercy, dove, o meglio in Aquis-
conculcava. All'articolo Imperatore grana, celebrarono le feste Natali-
[Fedi) , citammo le leggi degli zie. Accompagnato poscia dallo stes-
antichi imperatori , che proibirono so augusto, il santo Padre passò
qualunque specie di adorazione che in Germania, dove falsamente di-
si volesse prestare alle loro statue cesi che canonizzasse s. Suidberto.
ed immagini.
altre Congedatosi il Papa da Carlo Ma-
Riprendendo il filo della biografia gno, carico di donativi, ed accom-
di s. Leone III, per cagione d'uno spa- pagnato da alcuni baroni del regno,
ventevole terremoto, che nell'ultimo fece ritorno in Roma, congedando
di aprile dell' 80 1 sobbissò parec- a Ravenna la nobile comitiva.
chie città d'Italia, e la basilica di Neir 8og s. Leone IH trasferì la
s. Paolo di Roma, dal Papa tosto sede vescovile Iriense alla città
riedificata , comandò che ne' tre di Compostella.Nel novembre di
giorni precedenti alla festa dell'A- detto anno l'imperatore adunò uà
scensione si cantassero in pubblica concilio, nel quale si trattò la que-
processione le litanie, le quali pel stione se lo Spirito Santo procede
medesimo motivo erano state isti- dal Figlio come dal Padre. Per deci-
tuite in Francia nel V secolo, cioè derla l'imperatore spedì vescovo il

]e Rogazioni [Vedi). Oltre a mol- di Worms Gorbia a


e l'abbate di
tissimi musaici e pitture con che consultare il Pontefice, col quale ì
ornò la città di Roma, vi fece più deputati ebbero una gran conferen-
finestre di vetro ornate di diversi za sulla parola Filioque, cantata
colori, così alla basilica lateranen- nel simbolo dalle chiese di Fran-
se, ciò che primo esem-
forse è il cia e di Spagna, non da quella di
pio dei vetri Avendo s.
dipinti. Roma. Papa desiderava che ciò
11

Leone III nel 798 eretto in me- fosse seguito da per tutto, ma ri-
tropoli Salisburgo, neir8o4 istituì spettava i concili che vietavano i

il vescovato di Mantova per la se- qualunque addizione al simbolo; e


guente causa. Essendosi in questo per mostrare il suo attaccamento
tempo scoperto in detta città una all'antichità, e non offendere la de-
spunga inzuppata del prezioso san- licatezza de' greci, fece appendere
gue di Gesù Cristo, Carlo Magno nella basilica vaticana due tavole
scrisse al Papa acciò volesse accer- di argento del novanta-
peso di
tarsene; il perchè s. Leone III si quattro libbre e mezza, nelle qua-
portò sul fine di novembre a Man- li fece incidere il simbolo com'era
tova, e verificata 1'
identicità della stato formato nel concilio di Co-
reliquia,ne die ragguaglio all'impe- stantinopoli, in una in latino, nel-
ratore, dimostrandogli il desiderio l'altra in greco. Ma i fiancesi per-
LEO LEO 23
slslellero nella loro opinione, e non te rendite da s. Pasquale I. Esen-
piegarono al prudente sentimento tò da tutti i tributi i pellegrini
del Papa che voleva evitar conle- inglesi che Roma, e
venivano in
sa co'greci, benché la sua creden- fu sommamente benemerito della
za fosse come quella del concilio. Chiesa. Abbiamo tredici lettere di
Carlo Magno dopo aver fatto il questo Papa nella raccolta de'con-
testamento e riportatane l'approva- cilii. Gli fu attribuita falsamente
zione de' primati del regno, volle un'opera evidentemente apocrifa ed
udire l'oracolo di s. Leone III; insignificante , intitolata Enchi- :

e finché visse altro non bramò che ridion cantra omnia mundi peri'
Roma e la cattedra di s. Pietro cula , Carolo Magno in munus
fosse celebre e venerata per tutto datum. Vacò la santa Sede dieci
il mondo per 1' ecclesiastica auto- giorni.
rità. Neir8i3 s. Leone III ristabi- LEONE IV (s), Papa CVI. Ro-
ìì la festa dell'Assunta, la quale si mano figlio di Ridolfo o Radoaldo,
celebrava fino da s. Sergio I; indi di famiglia illustre, da canonico
tieir8i5 venne scoperta altra con- regolare, come scrive il Ciacconio,
giura contro i giorni suoi: ne con- passò tra monaci benedettini, non
i

dannò i rei alla pena capitale, e già del monastero de' ss. Silvestro
spedì legati al nuovo imperatore e Martino a' Monti di Roma, ma
Lodovico I per informarlo del fat- veramente del monastero di s.
to. Per sollievo di varie afflizioni Martino ch'era contiguo alla vec-
che pativa, soleva celebrare ogni chia basilica vaticana , dove di-
giorno otto o nove volte la messa; venne perfettissimo religioso. Noa
altri dicono che ciò facesse quando solo fece profitto nella cognizione
la solennità della festa e la molti- delle lettere, ma nell'esercizio ezian-
tudine del popolo obbligava dirne dio delle cristiane virtù con edifi-
molte. Governò venti anni, cinque cazione di tutti. In fatti era uomo
mesi e sedici giorni. In tre ordinazio- di somma religione^ innocenza, u-
ni creò ventisei vescovi, trenta preti millà e dottrina, ed oltre a ciò
e dieci diaconi. Il Cardella registra fornito di tale e tanta prudenza,
otto cardinali nel pontificato di s. che come scrivono gli autori di
Leone III. Morì agli i r o 12 sua vita, imitava l'astuzia del ser-
giugno 8 i6j e fu sepolto nella ba- pente e la colom-
semplicità della
vaticana, venerandosi il suo cor-
silica ba. Venuto Gregorio
in cognizione
po sotto l'altare della Madonna del- IV della singoiar morigeratezza ed
la Colonna. Dipoi la congregazio- abilità del giovane monaco, lo
ne de'riti fece porre il suo nome trasse dal monastero, lo fece chie-
nel martirologio romano, celebran- rico, prendendolo al suo servizio
done la Chiesa a' 12 giugno la di nel palazzo lateranense. Dopo qual-
lui festa. Fu amatore e premiato- che tempo lo volle iniziare nel
re de' letterati, erudito , facondo, sacro ordine del suddiaconato, ed
affabile, mansueto e liberale. Edi- il suo successore Sergio II, mosso
ficò un ospedale pei pellegrini pres- e penetrato dalla fama di sue vir-
so detta basilica, con un pubblico tù, lo sollevò alla dignità di car-
bagno per comodo de' medesimi, dinale prete, e gli conferì per ti-

al quale poi furono aggiunte mol* tolo la chiesa de' ss. Quattro Co-
a4 LEO LEO
ronali. Appena morto questo Pon- Script, rer. Ital. t. II, p. 53 r, co-
tefice e non ancor seppellito, fu ronò nell'anno 85o imperatore Lo-
subito concordemente eletto in dovico II.

successore, cioè a' 27 gennaio del- Prima di questo tempo e nel-


l'847 ; ma non fu consecrato se r848 fondò Leonina [Vedi)^
la Città
non che agli 1 1 aprile, quando o borghi che sono prossimi alla
per paura de romani, che i sara- basilica vaticana, che s. Leone III
ceni venissero contro di Pioma, fu avea cominciato a circondare di
d'uopo eseguire questa consecra- mura e di bastioni : ciò fece s.

zione prima che arrivassero gli Leone IV per difendere la basilica


ambasciatori imperiali, che ad essa dalle incursioni de' saraceni. Aven-
allora doveano essere presenti. Col do questi saputo che il
barbari
segno della croce e coli' immagine Pontefice avea riccamente adornata
della Beata Vergine, che si venera la basilica ed altre chiese di Roma,
nella basilica Liljeriana, estinse un con un'armata navale si avviarono
furioso incendio che bruciava Ro- per predarle neir849> sbarcando ad
ma Bor-
in quella parie chiamata Ostia presso le foci del Tevere.
^o {^Vedi) j ne racconta lo stupen- Il santo Padre prima ristabilì e
do miracolo Anastasio Bibliotecario fortificò le mura della città, e poi
nella vita di questo Papa, e ne aiutato dai napoletani si parti egli
parlammo ancora nel voi. XIII, p. stesso con un esercito per Ostia,
249 del Dizionario. Per questo dove l'armata saracena fu disper-
avvenimento ordinò che la festa sa, distrutta e in parte fatta schia-
dell'Assunta si celebrasse per otto va ; vittoria che in un al memo-
giorni, in riconoscenza alla Beata rato incendio, mirabilmente dipin-
VerginCj per avere ottenuto colle se Raffaele nelle camere vaticane.
sue preghiere che appunto fosse Terminata neir852 la Città Leo-
estinto il fuoco nel giorno di tal nina, ove si racchiuse la basilica
festività. Egualmente colle sue o- di s. Pietro, e gli ospedali delle
razioni s. Leone IV ottenne che diverse nazioni che venivano a
sparisse un mortifero serpente, col Roma in pellegrinaggio, il Papa
veleno del quale erano perite mol- a' 27 giugno solennemente la de-
te persone in Roma ne parlammo : dicò, dopo avere con costante vi-»
pncora agli articoli Chiesa di s. gilanza assistito alla fabbrica, nulla
Lucia in Selce, e Lavanda dei curando l'intemperie del tempo. A
PIEDI. Scomunicò e depose Anasta- tale effetto s. Leone IV comandò
sio dal grado di cardinale prete che tutti i vescovi, preti, diaconi e
di s. perchè avea abban-
IMarcello, chierici della Chiesa romana, dopo
donato il suo titolo per cinque cantate le litanie ed il salterio, gi-
anni ; questo cardinale non si de- rassero seco insieme le mura, can-
ve confondere col Bibliotecario. tando inni e cantici spirituali, a
Fu s. Leone IV il primo Papa piedi nudi e con cenere in capo.
che cominciò a contare gli anni Ordinò pure che i cardinali faces^
del pontificato, su di che sono a ve- sero l'acqua benedetta, e nel pas-
dersi gli articoli Anno del Pontifi- sare aspergessero le muraglie, sulle
cato, Bolle ec. Secondo gli Annali quali il Pontefice, spargendo la-
Berliniani, appresso il Muratori, grime e sospirando, repitò tre Qx^-.
LEO LEO 25
zioni, che riporta il Rinaldi all'an- Tre volte questo Pontefice diede
no 852. La prima recitata sopra la città di Porto colle vigne, pra-
la porta che guarda verso s. Pel- ti, terreni e bestiami, ai corsi (che
legrino, incomincia con queste pa- erano stati costretti ad abbandonar
role, e fu composta dal Papa Deus, : r isola di Corsica per li frequenti
qui Apostolo tuo Petto colla tis sbarchi de* saraceni ) acciocché la
clavìbus. La seconda egli recitò so- guardassero dai nemici, avendo essi
pra la porticella che soprastava promesso obbedienza e fedeltà a
Castel s. Angeloj e principia così : lui e suoi successori. Infestando i

Deus, qui ab ipso Chrìstìanitatis. saraceni anche Sardegna,


l'isola di

La terza orazione cantò sopra la molti sardi l'abbandonarono e pro-


piccola porta di contro alla scuo- curarono stabilirsi altrove. 11 Papa
la de'sassoni : Praesta qnae.sumus concesse loro un borgo con chiesa
omnipotens. Dipoi s. Leone IV coi dedicata alla Madre di Dio, tren-
sacerdoti e con tutti i baroni di ta miglia lungi da Róma, onde il
Roma si recò processionalmente borgo prese il nome di Sardi,
nella chiesa di s. Pietro, ove reci- Vico Sardonum : alla chiesa oflrì
tando oiazioni e laudi, cantò la messa un calice con patena. Inoltre a s.
per la salute del popolo, e per la Leone IV si deve l'erezione della
conservazione e perpetuo stabili- città dì Leopoliin Tuscia, della qua-
mento della Città Leonina. Al dire le si parlò nel voi. XIII, p. 3oo e
dell'Anastasio, s. Leone IV fu pu- 3o I del Dizionario. Di questa cit-
re autore dell'orazione: Deus cui tà si può vedere il t. Ili, p. 197
dextra b. Petrum ambulanlem in delle Memorie istoriche di Bene-
fluctibus, la quale diede ai napole- vento del Borgia, il quale opina
tani, che a favore della Chiesa che Leopoli forse si chiamò anche
combattevano per mare i saraceni. JSeapolis o Città Nuova, lo che e-
Va però avvertito, che sebbene gli arguisce dal nome posterior-
queste orazioni furono attribuite a mente dato a Centocelle di Città
6. Leone IV, perchè egli in esse Vecchia oggi Civita Vecchia. Per
inserì alcune parole adattate alle opera di questo Papa si restaura-
circostanze di cui si è parlato, le rono le mura e le porte delle
quali poscia furono levate rima- antiche città di Orte e di Amelia.
nendo nella forma in cui oggi le Governò s. Leone IV otto anni,
diciamo; ma sono esse più antiche, tre mesi e sei giorni. In due or-
poiché si trovano nel Sacramenla- dinazioni creò sessantatre vescovi,
rio di s. Gregorio I, t. IH, pag. diecinove preti ed otto diaconi. II

ii3 e ii4 Oper. Il Labbé, Co«c//. Cardella riporta venticinque cardi-


t. Vili, p. i3 e 19 le riporta nali che vissero nel pontificato di
com'erano in tempo di s. Leone s. Leone IV, alcuni de'quali furono
IV. JNeila contrada de' Sassoni da lui creati. Morì nell' 855 a' 17
nella Città Leonina, edificò ezian- luglio, sotto il qual giorno fu il

dio la chiesa di s. Maria. Neir'854 suo nome registrato nel martirolo-


Etelvolfo re d' Inghilterra, avendo gio romano, e la chiesa ne cele-
fatto un pellegrinaggio a Roma, il bra la festa. Fu sepolto nella ba-
Papa lo accolse con grandi con- silica vaticana, ove sotto l'altare
trassegni di onore. della Madonna della Colonna si
iG LEO LEO
venera il suo corpo. Fu di singo- (Vedi), nella Campagna romana,
iar dottrina, consiglio e magniti- della quale parlammo anche all'arti-
cenza, che fece sperimentare anco colo Genzano, ed alcuni senza ragio-
alle chiese di Roma, Simile a s. ne lo dissero nato in Arezzo; fu mo-
Gregorio I che avea preso per naco benedettino nel monastero di
modello, si applicò sopra tutto ad Brandallo, poi cardinale, forse creato
istruire i pastori dei loro doveri. da Giovanni IX, perchè nel suo pon-
Pio, umile, amante della giustizia tificato figura fregiato di questa di-
e del popolo, beneficò i poveri, e gnità. Sette giorni dopo la morte
fu assiduo nelle orazioni e nelle di Benedetto IV, fu eletto Ponte-
vigilie. Delle molte lettere che fice a'28 ottobre del goS. Il cardi-

scrisse se ne conoscono due, che nal Cristoforo ambizioso suo fami-


pur si pongono in dubbio. Una gliare, abusando della troppa sua
è indirizzata a Prudenzio vescovo bontà, vedendolo incauto e poco
di Troyes, sulla consecrazione di abile al governo, lo fece subito ri-
un'abbazia per Ademaro e suoi re- nunziare e ritornare alla vita mo-
ligiosi ; l'altra è ai vescovi di Bre- nastica, o piuttosto lo cacciò ia
tagna che l'avevano consultato so- un carcere, come scrive il Sigonio,
pra molti articoli e particolarmen- usurpando il soglio pontificio. Leo-
te sui vescovi simoniaci. Tra que- ne V accorato di vedersi spogliato
sto Pontefice e il successore venne della suprema dignità, morì dopo
narrata l'impudente e ridicola fa- un mese e nove giorni da che vi
vola della papessa Giovanna [Vedi), era assunto. Fu sepolto nella basi-
JXell'accademia di religione cattoli- lica lateranense. L'invasore Cristo-
ca in Roma, de'5 giugno 1845, il foro a* 6 dicembre si fece ricono-
eh. Giampietro
p. Secchi della scere per Papa, cioè nella morte
compagnia di Gesù, professore di di Leone V, onde non vacò la
filologia greca e prefetto della bi- Sede.
blioteca nel collegio romano, nella LEONE VI,Papa CXXVII. Figlio
sua dissertazione presentò una Nuo- di Cristofororomano della famiglia
va difesa de romani Pontefici Be- Gemina, che poi fu detta Sangui-
nedetto III e Giovanni Vili, mio- gna. Questa antica famiglia roma-
vamente infamati colla favola della na, che diede il nome alla torre
papessa Giovanna dai nemici del- Sanguigna del suo palazzo, ed alla
la Chiesa cattolica. Un sunto di contrada presso la Chiesa dì s. A-
essa si legge nel voi. I, p. 1 15 della pollinare (Vedi), restò estinta io
serie seconda degli annali delle scien- Pantasilea Sanguigni, maritata a
ze religiose compilati dal prof. Ferdinando Torres cavaliere di s,

Giacomo Arrighi, e poscia ne' qua- Giacomo della Spada, il quale da


derni posteriori fu riportata per Malaga nel regno di Granata tra-
intero s\ bella difesa. Vacò la piantò la sua famiglia in Roma,
santa Chiesa un mese e dodici dov'ebbe principio il palazzo archi-
giorni, fino alla consecrazione di tettato da Pirro o Pietro Ligorio ia
Benedetto 17 luglio,
III, eletto a' piazza Navona, oggi dal proprietario
giorno della morte del predecessore. detto Lancellotti. Essendo Ferdinan-
LEONE V, Papa CXXI. Egli do incaricato d'affari nel regno di
nacque in Priapi, villa presso Ardea Napoli per Filippo II, presentò la
LEO LEO 27
cliinea Pio IV. Da Roma poi
a nedettlno. Fino dai primi giorni
passò la famiglia Torres nell'Aqui- del suo pontificalo chiamò in Ro-
la, avendo lasciato nella Spagna il ma s. Odone abbate di Clugny per
ramo primogenito ne'conti di Mi- riformare la monastica,
disciplina
raflores, ed un altro in Portogallo, riedificare in Paolo il monaste-
s.

estinto in principio del decorso se- ro che vi era anticamente, e per


colo, ne' Tisconti di Ponte di Lima. riconciliar Ugo re d'Italia con Al-
Leone VI in morte di Giovanni berico suo figliastro che qual prin-
X fu eletto Papa sul fine di giu- cipe signoreggiava in Roma, la
gno, o sul principio di luglio del quale per le loro discordie era con-
928. Governò con integrità e mo- tinuamente oppressa. Scrisse Leone
destia, pieno di zelo di riformare VII tre lettere piene di buone
la Chiesa, per quanto eia possibile massime; la prima ad Ugo duca
in quell'epoca deplorabile, e solle- di Francia e abbate di s. IMartino
cito di pacificare le turbolenze di di Tours, in cui sotto pena di
Italia. Mori circa i 3 febbraio scomunica proibì l' ingresso alle

929, e fu sepolto nella basilica va- donne nel suddetto monastero; la


ticana. 11 Cardella registra due seconda a Gerardo arcivescovo di
cardinali sotto questo pontificato. Lorch in Germania, al quale ac-
Pare che Sede apostolica sia slata
la cordò il pallio ; la terza ai vesco-
subito occupala da Stefano Vili. Il vi di Francia e di Germania, la
pontificato di Leone VI fu di soli quale è una risposta a molte que-
sette mesi e cinque giorni. Alber- stioni risguardanti gl'indovini, gli

to Kranzio lib. V
Mctropolis cap. stregoni e malfattori che facevano
I, p. II 7, si meraviglia de' pochi penitenza, ed i matrimoni de' preti
mesi che TÌvevano Pontefici di i e loro piole. Governò Leone VII
que' tempi onde sospetta che il
, con somma mansuetudine, integri-
veleno fosse allora in grande uso. tà e singoiar zelo della ecclesiasti-
Sull'epoca del pontificato di Leone ca pace universale, tre anni, sei
VI, Flodoardo, De romanis Pontif. mesi e dieci giorni. Morì circa li

inter Script, rer. Ital. t. HI, par. ib luglio gBg, e fu sepolto nella
II, p. 324, riporta questi versi. basilica vaticana. Non vacò la san-
ta Chiesa, perchè subito gli suc-
Pro quo celsa Peiri Sextiis Leo cesse Stefano IX . Flodoardo che
regniina sximens, visse a suo tempo, loco citato, fa
Mensibiis haec sepietn servai, il seguente elogio di Leone VII, e
qidnisque diebits. con esso finisce il libro de' roma-
ni Pontefici.
LEONE VII, Papa CXXX. Ro-
mano figlio di Cristoforo, fu eletto Septimus exurgìt Leo, nec tamen
Papa contro sua voglia, e consecra- ista voluntas,
to prima de' 9 gennaio del 936, Nec curans, npicìs mundi nec
al dire di Flodoardo presso il Mu- celsa requireni,
ratori, Script, rer. Ital. tom. lil, Sola Dei c/nae sunt, alacri sub
par. II, pag.324. H p- Mabillon, pectore voh'en<!,
saec. V Benrd. p. 907, stimò che Culminarne evitans, oblata subi-
Leone VII fosse stato monaco be- re remitans.
28 LEO LEO
Eaptiis at erigiiur, dìgnusque ni- modestia e la sua dolcezza, quan-
tore probatur to per le grazie di cui natura i'a-
Regmims eximii, Petrique in se- vea fornito, e secondo alcuni fu
de loca tur. monaco benedettino. Diventò ca-
Sed mìnime assuetam linquit de- nonico della chiesa di Toul sotto
coramine curam, Erimanno successore di Bertoldo,
Deditus asslduis precibus , spe- ed in morte di Erimanno il clero
cxdamine celsus, ed il popolo l'elessero in sua vece
AJfLalu laetns, sapiens, atque ore di unanime voto, onde fu consa-
sereiius, etc. crato vescovo in età di ventiquat-
tro anni a' 9 settembre 1026, co-
LEONE Papa CXXXVL
Vili, me scrivono Sammartani, Gallia
i

f^. Antipapa XVI, Giova:vmXXII, christ. t. Ili, p. 196. I suoi co-


Benedetto V, e Roma pel concilia- stumi, la sua carità, la sua con-
bolo da lui adunato nel 964, es- dotta corrisposero a tale scelta.

sendo stato eletto nel precedente. Amò i poveri, donò loro i suoi
LEONE IX (s), Papa CLVIII. beni e li serviva personalmente.
Brunone conte di Dapsburgo, ove Prese l'abitudine di fare ogni anno
nacque nel 100^ ai 0.1 giugno, un pellegrinaggio a Roma, ov' era
luogo posto sulle frontiere della accompagnato talvolta da cinque-
Lorena, del Palatinato e dell'Alsa- cento persone. Dopo morte del
la

zia, figlio di Ugo conte di Enge- Papa Daraaso II, avvenuta agli 8
neheim castello Colmar nel-
presso agosto 1048, il clero e popolo ro-
l'Alsazia, cugino germano dell' inj- mano inviò legati all'imperatore
peratore Corrado II il Salico, e di Enrico III, perchè volesse indicar-
Gherardo di Alsazia duca dell'alta gli un soggetto che degnamente po-
Lorena da cui discese la casa di tesse occupare la Sede apostolica
Lorena, e parente dell' imperatore vacante. L' imperatore convocò a
Enrico III, dicendolo Cornerus }ia- Worms in assemblea i vescovi ed
tione alemanimm. L'abbate Grandi- i grandi del regno, e li richiese di
dier, niemo-
dietro la scorta delle consiglio alla domanda de' roma-
lie di Piivaz, Gherardo fu
dice che ni; e tutti con voto unanime di-
fratello maggiore di Brunone , ed chiararono che Brunone, il quale
essere lo stesso che Berardo o Be- da ventidue anni con zelo infati-
roldo, stipile della casa di Savoia. cabile governava la chiesa di Toul,
Vuoisi che Brunone discendesse da era il più atto a sostenere in quei
Etico duca d'Alsazia, che mori
I tempi l'arduo incarico di presiede-
verso il 6go , e che fu il ceppo re alla Chiesa di Dio. Partecipata
delle case di Zeringen-Bade, e di a Brunone la scelta, l'udì di mala
Habsburg- Austria. Sua madre ere- voglia, e chiese tre giorni per de-
de de' conti di Dapsburgo o Da- liberare, passandoli in orazioni. Vin-
bo, lo fece educare diligentemente, to dalle istanze de' grandi e del
aflidandolo nell'età di cinque anni clero, accettò colla espressa condi-
alle cure di Bertoldo vescovo di zione, che il clero e popolo roma-
Toul. Brunone divenne un prodi- no dovesse confermarlo, né siffatta
gio di scienza, un modello di pietà, elezione dell' imperatore non fosse
e si rese distinto tanto per la sua stimata e valutata che una sem-
LEO LEO 29
plice raccomandazione. Ritenne il unanimi di tutti. Generale fu l'ac-

vescovato di Toni, destinandovi però clamazione con cui fu accolto il suo


a successore Odone de' principi di parlare, e per consiglio d'ildebran-
Svevia, indi parli alla volta di Ro- do venne secondo gli antichi
egli

ma a' 27 dicembre. Vestito da Pa- riti popolo e dal clero,


eletto dal
pa si portò prima a Clugny, ov' e- chiamato Leone IX, benedetto a' 2
ra priore Ildebrando, poi s. Gre- febbraio 1049, e solennemente in-
gorio VII [Vedi), e vi giunse il Ironizzato a' 12 dello stesso mese,
giorno di Natale. Brunone che te- Per tal modo fu dimostrato e sta-
neva già in gran conto l' eccelse bilito non avere l'imperatore la fa-
doti d'Ildebrando, trattandolo potè colta di eleggere Papa chi più gli
meglio apprezzarle, e giunse a la- piacesse. Grato ad Ildebrando lo
sciarsipersuadere da lui, che eoe- creò suddiacono della Chiesa ro-

rentemente alla saggia riserva con mana, economo della Sede aposto-
cui avea accettato, deponesse le lica, ed abbate di s. Paolo; e d'ai-
insegne pontifìcie , e si recasse a lora in poi Leone IX nulla in-
s.

Roma in abito da pellegrino, per traprese senza Ildebrando. Tutto il


così confermare ai i-omani che Ja suo pontificato fu un continuo viag-
semplice elezione dell' imperatore gio pel bene della Chiesa cui , i

non gli dava alcun diritto alla san- sacri canoni, da molti anni addie-
ta Sede di Pietro. Ildebrando gui- tro trascurati e nella memoria di
dato dal più sublime zelo per l'o- tutti quasi procurò ad ogni
estinti,

nore della Chiesa e del suo capo, passo di restaurare. A questo fine
non potendo soffrire di veder l'u- celebrò in Roma nello stesso anno
na e troppo influenzati dai
l'altro io49 un concilio dopo la dome-
principi, concepì il disegno di ren- nica in Albis, in cui furono con-
dere nuovamente indipendente dal- dannali principalmente i simonia-
la potestà civile l' ecclesiastica. A ci, e furono rinnovali gli antichi
riuscire algrande intento ed alla canoni. Alcun tempo dopo recossi

riforma dell' orbe cristiano, accom- il Papa presso l'imperatore, il qua-


pagnando Brunone a Roma, lo fece le a cagione di una differenza in-
pienamente entrare nelle sue viste, sorta fra lui e Goffredo il Barbuto

.sino a ricevere promessa da Bru- di Lorena, pel dominio della Lo-


none, che avrebbe seguito i di lui rena superiore, trovavasi nel Bei-
consigli salutari. gio, onde informarlo dello stato
Giunto Brunone Pioma con in d' Italia e dei bisogni della Chiesa.
Ildebrando, attraversò a piedi nu- Prima di arrivarvi, in passare per
di la città, e ritrovato il popolo ed Pavia il Pontefice celebrò un con-
il adunato a cantare inni di
clero cilio, per restaurare nella Lombar-
lode, si avanzò nel mezzo dell'as- dia la disciplina ecclesiastica. Un
semblea ed asceso il pulpito cosi altro ne tenne io Reinis nella ba-
parlò. L'elezione del clero e popolo silica di s. R.emigio, che consacrò;
romano essere la sola canonica, e concilio che celebrò ad onta degli
maggiore dei decreti di ogni altra ostacoli frapposti da Enrico 1 re
autorità, quindi essere pronto di di Francia; il numero de' congre-
ritornare in patria , se la propria gali fu grande, e si trattò fra le

elezione non ottenesse i suffragi altre cose delle ingiustizie ed usur-


,

3o LEO LEO
pazioni che si commettevano con- nel settembre tornò a condannar
tro la chiesa di s. Arnolfo; indi r eresia di Berengario, come pure
passato in Germania, convocò un il libro del Corpo di Cristo di Gio-
concilio alla presenza dell'impera- vanni Scoto. Quindi nel io5i si
tore, in cuifurono disputate molte diresse in Germania, abboccandosi
cose conceruenti il bene generale coir imperatore in Augusta, e con
della Chiesa, massime l'estirpazione lui a' 2 febbraio celebrò la festa
della simonia, e sulla continenza della Purificazione , riconciliandosi
de' chierici. Ivi pei buoni uffizi del col ribelle arcivescovo di Ravenna.
Papa e de'principi, Enrico 111 ac- Restituitosi in Roma , nel concilio
cettò in grazia Goffredo di Lorena. che adunò dopo Pasqua, depose
Nel medesimo concilio s. Leone IX Gregorio vescovo di Vercelli adul-
dichiarò l'arcivescovo di Magonza tero e spergiuro, e fece nuovo de-
legato apostolico. Insieme coli' im- creto sulla continenza de' chierici.
peratore il Papa si trasferì in Co- Terminato il concilio, il santo Pa-
lonia a celebrare la festa de' ss. dre per Subiaco passò nella Pu-
Pietro e Paolo, e concesse all' ar- glia visitò Capua, Benevento,
: Mon-
civescovo que' singolari privilegi de; te Cassino e Salerno ,
procurando
scritti all'articolo Coloma. Ritor- far la pace coi normanni invasori
nando il Pontefice in Italia cele- dell' Italia meridionale, che da lun-
brò il Natale in Verona, e portossi go tempo impunemente devastava-
in Venezia a venerare il corpo di no. In Monte Cassino celebrò le
s. Marco di cui era divotissimo feste de' ss. Pietro e Paolo, ed as-
lasciandovi chiese di questo
alle solvette i beneventani dalla scomu-
stato ,quale fu ricevuto con
nel nica, che per tentata ribellione a-
sommo onore, molte indulgenze ed vea nell'anno precedente lanciato.
immunità. Essendo rientrato in Ro- Tornato il Papa in Roma si recò
ma nel io5o, nel concilio tenuto nel io52 per la terza volta in
in aprile condannò Berengario ca- Germania, per ottenere soccorsi con-
po de' sagramentari. Da Roma si tro i normanni, e per pacificare
portò il Pontefice
ponto per a Si l'imperatore con Andrea I re di
visitare la chiesa di s. Michele Ar- Ungheria, eh' egli avea scomunica-
cangelo nel Monte Galgano, ed in to per rifiutare l'autorità apostoli-
Monte Cassino celebrò la domeni- ca. Passando in Ratisbona il Papa

ca Palme, concedendo agli


delle canonizzò i ss. Wolfango ed Erar-
abbati del monastero l'uso de* san- do vescovi di quella città. Nell'an-
dali ed altri ornamenti vescovili no stesso Padre ebbe ia
il santo
nelle principali feste. Subito dopo Worms abboccamento coll'iin-
altro
Pasqua si restituì in Roma, ove peratore, il quale mai fece lagnan-
adunato un concilio nel maggio, za per quanto erasi operato sul
"vi canonizzò s. Gerardo vescovo conto della sua elezione. Essendo
di Toul, colla costituzione Virtus Bamberga feudataria della Chiesa
dU'inae opantìonis, presso il Bull. romana, riserbandosi il Papa l' o-
Rom. t. I, p. i3 1. maggio della chinea, cambiò que-
Nello stesso anno io5o tornò s. sto feudo per l' intero possesso di
Leone IX in Francia, ed in Ver- Benevento signoria della santa Se-
celli, per dove passò, ia un concilio de, couveuendovi Enrico III. 11
LEO LEO 3i
Pontefice permise ai canonici di greci. Il santo Padre fece ritorno
Banibeiga l'uso della mitra, così a in Roma prima di Pasqua, che
quelli di Besancon, cioè al diacono cadde a' 3 aprile, e fu il primo
e suddiacono, ministranti al vesco- Papa che armò milizie proprie. In
vo. L' imperatore gli diede cinque- Benevento erasi ammalato grave-
cento valorosi tedeschi , coi quali mente ; migliorato alquanto, volle
prosegui il suo viaggio. Celebrò in celebrare pontificalmente a* 12 feb-
Amburgo la festa della Purifica- braio, anniversario della sua intro-
zione, e nellaquinquagesima era a nizzazione, quindi intraprese il viag-
Mantova, di dove partì sollecita- gio in lettiga. Si trattenne dodici
mente per sedizione contro de' suoi giorni a Monte Cassino, e l'abbate
domestici, mossa da alcuni cattivi Richero volle accompagnarlo. Nei
vescovi, timorosi della sua giusta io54 s. Leone IX confutò erudi-
severità ; indi si restituì in Roma tamente Michele Cerulario, patriar-
nella quaresima del io53. Dopo ca di Costantinopoli, il quale avea

Pasqua tenne un concilio, in cui scritto conti'o primato della Chie-


il

pose fine alle antiche liti tra i pa- sa romana con abbominevole orgo-
triarchi di Aquileia e di Grado. In glio. Spedì il Papa in Costantino-

questo anno il Pontefice canonizzò poli per conciliare la concordia i


s. Urlo monaco ed i suoi compa- suoi legati , che furono Federico
gni. Guastando i normanni la Pu- cardinale arcidiacono della Chiesa
glia e la Calabria, ed altre terre romana e cancelliere, poi Stefano
della Chiesa, ed ivi commettendo X, che si portò seco il fratello Gof-
molti disordini, s. Leone IX dopo fredo III duca di Lorena; Um-
aver celebrato il detto concilio, a- berto cardinal vescovo di Selva
dunò un esercito per frenar le loro Candida , e Pietro arcivescovo di
usurpazioni: i pugliesi, campani,
i Amalfi.
gli anconitani ed altri sudditi pon- Il Papa avea loro consegnato
tificii vennero a ordinarsi sotto i una lettera pel patriarca Michele,
vessilli di lui, e se ne fece capita- tutta eslratla dalla sacre scritture,
no egli stesso. Si venne a fiero colla quale dimostrò chiaramente
combattimento a' 28 giugno presso dovere regnare la pace e la con-
Civitella o Civitade, e benché il cordia fra coloro che fossero cri-
Papa restasse vinto dai normanni stiani non di nome, ma nel cuore;
che voleva scacciar dall'Italia, e essere l'orgoglio e la presunzione
prigioniero, i normanni comandati i precursori dell'anticristo; la Chie-
da Pioberto Guiscardo prostraronsi sa orientaleessere stata pur trop-
a' suoi piedi, e ne implorarono la po la madre di molte eresie che
benedizione ed il perdono. Quindi appena sorte furono sempre soffo-
condussero il Pontefice a Beneven- cate e distrutte dalla romana; e
to, dove restò sino a' 12 marzo poiché la Chiesa di Roma avea o-
io54, ed ivi egli diede nondime- gnora conservata la dottrina di
no le leggi ai vincitori. Questi da Cristo nella sua purezza, aver essa
persecutori divennero protettori del- il diritto di sorvegliar tutte le al-
la Chiesa, e furono dal Papa in- tre che soventi volte avevano er-
vestiti delle terre occupate, e di rato; provarlo quattro concilii ge-
altre che avrebbero conquistate sui nerali; i quali ispirati dallo Spirito
32 LEO LEO
Santo avevano dichiarato che la ris ministrìs : sicut valesti, hospi-
Santa sede di Roma era stata dal- tes suos castrant , ei non solurn
lo stesso Signor nostro Gesìi Cri- ad sed insuper ad e-
clericatuin
sto costituita capo di tutte le cliie- piscopatuni promovent. Ciò fatto ,
se di Dio ; dovere i fedeli della i legati si disposero a ripartire
Chiesa orientale cessare una vol- per Pioma col permesso dell'impe-
ta dallo schernire con intollera- ratore, e come furono fuori della *

bile insolenza i veri cattolici, i più città, imitando gli apostoli scosse-
fidi discepoli e seguaci di Pietro, ro la polvere dai loro calzari. La
chiamandoli azimiti, tanto più non città tumultuava , Michele si di-
avendo la Chiesa greca onde insu- chiarò pronto a convenire in un
perbire, e persistendo anzi nel ne- accomodamento colla Chiesa roma-
gar quella pura e semplice obbe- na, sicché r imperatore dovette ri-

dienza alle leggi di Cristo, di cui chiamare i legati ch'erano già giun-
la Chiesa romana è l'erede; essere ti a Selimbria. Ritornati costoro,
ormai tempo che i greci rientrasse- voleva il convocar una
patriarca
ro una volta in loro stessi e vedes- assemblea generale per farveli mal-
sero la trave negli occhi loro. In trattare dalla plebaglia a ciò aiz-
questa lettera il Pontefice si dif- zata; ma informato l' imperatore
fuse assai contro gli scritti del mo- della perfidia ,
proibì qualunque
naco Niceta di Costantinopoli il , congresso fuori della sua presenza,
quale aveva con mollo fiele spar- e licenziò i legati. Sdegnalo il pa-
lato della Sede apostolica e del triarca chiamò la plebe a rumore,
pane azimo, e sostenuto a spada il che fu cagione che l'imperatore
tratta il matrimonio de' sacerdoti : ordinasse una inquisizione contro
all'arrivare dei legati gli scritti di di lui, ne facesse svelare l'infamie,
lui furono arsi su quella pubblica ne cacciasse in bando i parenti e
piazza in presenza dell' imperatore gli amici. Tuttavolta dipoi il pa-
Costantino IX. Ma il patriarca non triarca scomunicò i legati del Papa,
volle ritrattare le proposizioni ere- e tolse il nome di esso dai sacri
tiche che avea sostenuto ne' suoi dittici, rinnovando così lo scisma
scritti, né venire a conferenza coi dell'iniquo Fozio, e la divisione
legatiromani, per lo che questi della Chiesa greca dalla latina.
pronunciarono in faccia al popolo Dicesi aver s. Leone IX deter-
la sentenza di scomunica contro minato che si cantasse il Gloria
di lui, e contro tutti coloro che in excelis Deo (Fedì) , in tutte
ricevessero dalle sue mani l'Euca- le messe, tranne quelle nominate a
ristia, lu questa bolla di scomuni- quell'articolo. Cominciò il primo a
ca contro Michele , si fa l'enume- contar nelle bolle, ma non sempre,
razione di tutte r eresie sostenute gli anni dell' Incarnazione, Il Car-
dal patriarca e dai settari di lui: della registra dieciselte e più car-
siciit dona ti s ine affìnnant , exce- dinali da lui creati. Fu s. Leone
pta graecorum ecclesia^ ecclesiatn IX ornalo delle più belle virtù, e
Christi et veruni sacrificiuin atqiie tra queste soleva tre volte la set-
baplisinum ex loto inimdo peiiisse: timana portarsi scalzo dal Latera-
sicut mcolailae , carnales nnplias no a s. Pietro di notte, accompa-
concedunt et defendunt sacri alla- gnato da tre chierici, che l'aiutava-
LEO LEO 33
iio alla recita delle orazioni. La sti ad di'em 19 aprilis p. 664,
vita che menò fu ansterissima; il giorno in cui la Chiesa ne celebra
suo corpo era sempre coperto di un la festa.

cilicio; dormiva iu terra sul tavo- Fu sepolto nella basilica vati-


lato, coperto di un semplice tap» cana presso r altare de' ss. An-
peto, adoperando un macigno per drea e Gregorio, come scrive il

guanciale. Di zelo ardente e viva- ISTovaes nella vita di questo Papa.


ce, di pietà tenera e solida, era IMa il Sidone e Martinetti dicono
che
attivo e laborioso a segno tale, che fu riposto nell'altare chiamalo
di cinquant'aiini incominciò ad im- de morti, per essere uno de' privi-
parare la lingua greca, per meglio legiali pei defunti, nell'antica basi-
poter confutare gli scritti de'greci lica presso la porta Piavenniana.
scismatici. In fatti fu il flagello Nella ricognizione del sacro corpo,
degli eretici, come fu il terrore Paolo V avendolo
trovato ancora
de' cattivi prelati , de' quali ne de- incorrotto, e lungo che giun-
così
pose un gran numero. Dipoi Vittore geva all'altezza di nove palmi, per
III scrisse dis, Leone IX, ch'egli opera del cardinal Cusenlino lo
era un uomo interamente aposto- trasferì con gran pompa a' 18 gen-
lico, nato di stirpe regia, fornito naro 1606 all' altare de' ss. Mar-
di sapienza, cospicuo in religione, ziale e Valeria della stessa basilica,
e pienamente erudito in ogni dot- come si legge nell'Aringhi, Roma
trina. Lib. HI Dialog., t. XVIII suhterranea lib. 2, cap. 8. JXote-
Biblioth. Patr. p. 854. Governò remo che siccome il quadro del-
cinque anni, due mesi e sette gior- l'altare dei detti santi limogesi ,

ni ; egli contò il tempo del suo dipinto dallo Spadarino, nel 1824
governo, non dalla benedizione o fu trasferito nel primo altare dal-
consecrazione, ma dalla coronazione, la parte sinistra della chiesa di s.

ciò che prima di lui facevasi dalla Caterina della rota , filiale della
consecrazione , come osserva Fran- medesima basilica, ora il detto al-
cesco Pagi, Breviar. gest. RR. PP. tare si chiama di s. Francesco di
t. I, 56i, n. 33. Dopo il suo
p. Asisi pel mosaico postovi , tratto
ritorno da Benevento, non mai gua- dall' originale del Domenichino ,
rito, ricadde infermo, e la malat- eh' è nella chiesa de' cappuccini.
tia gli tolse la facoltà di prendere Aggiungeremo, che il quadro di s.

cibi solidi. Avendo predetto il gior- Valeria e di s. Marziale fu poi


no della sua morte, nella vigilia si situato nello studio dei mosaici in
fece portare nella chiesa di s. Pie- Vaticano, e nella chiesa di s. Ca-
tro, dove passò a pregare gran terina vi fu sostituita una copia
parte del giorno. Rimessosi iu let- eseguita da Francesco Kech sotto
to, ascoltò la messa, ricevette gli la direzione del barone Camuccini.
ultimi sacramenti, e spirò senza Abbiamo di questo Pontefice al-
dolore, pieno di meriti e miracoli, cune omelie col nome antico di
in età di cinquantadue anni, a' 19 Brunone, vari piccoli trattati o di-
aprile io54, almodo narrato da Ot- scorsi, delle antifone, de'responsori,
tone diFrisinga, lib. VI, cap. 33, p. degli inni ed uflìzi di santi, vari
126; Wispeigense in Chroii. ad regolamenti di disciplina, con mol-
an. io54, p. 23o ; e dai Bollandi- te decretali e lettere che trovansi
voL. xxxvm. 3
34 LEO . LEO
liumìe nella raccolta de'concilii. lo il corso di sua vita. Luigi XI
Scrisse altresì la vita di s. Idul- re di Francia Io nominò ancor
fo, pubblicata nel Thesaurus anec- giovinetto ad un beneficio , e il
clot. del p. Martene. Scrissero la Novaes dice ad m\ arcivescovato.
vita di s. Leone IX, Agostino Bon- Innocenzo Vili che avea maritalo
tempi monaco d' Arras, in versi ;
il suo figlio Franceschetto Cibo
s. Biunone vescovo di Segni, inter alla di lui sorella Maddalena, nel-

Opera cjusdem^ Venetiis i65o; l'età di selle anni lo nominò pro-


Wirperto contemporaneo del santo lonotario apostolico , e giunto a
e suo famigliare, pubblicata dal- quella di quattordici anni, agli r i

l'Enschenio a' 19 aprile, la quale marzo i4^9 'o ^''^^ cardinale


illustrala dal p. Sirmondo uscì in diacono. Bensì il Pontefice volle
Parigi nel 1 6 1 5, e fu ancora il- che solo dopo tre anni dovesse
lustrala dal Barzio, Ach>ersarior. chiamarsi e procedere da cardinale,
lib. 4^, cap. 19. Si trova pure acciò prima compisse o s'inoltrasse
nella Storia letter. della Francia, negli studi, con libertà di tenere o
t. VII, scritta dai benedettini. Se rinunziare la dignità cardinalizia.
Benedetto IX morì
prima o nel Questa ritenendo, agli i marzo 1492 I

pontificato Leone IX, o se


di s. nel monastero di Fiesole solenne-
invase nuovamente la sede dopo mente Giovanni assunse le vesti
Ja morte di questi, ne traila il p. cardinalizie. Portatosi in Roma,
Sciommari, Noie alla vita di s. Innocenzo Vili gli conferì le al-

Bartolomeo IV abbate di Grotta- tre insegne, e per diaconia la chie-


ferrata, pag. 1 39 e seg. Vacò la Se- sa di s. Maria in Domnica, la qua-

de apostolica undici mesi e venti- le provò ben presto gli effetti di


cinque giorni. sua pia generosità, dappoiché es-
LEONE X,PapaCCXXVII. Gio- sendo prossima a rovina, splendi-
vanni de Medici nacque in Firenze damente la restaurò, indi ricevet-
agli 1 1 dicembre 147^ ^'^^ nobilissi- te i primi ordini sacri. La dolcez-
mi genitori Lorenzo de Medici il Ma- za e mansuetudine del suo carat-
gnifico fiorentino, e Chiara o Cla- tere, e mollo più la straordinaria
rice Orsini romana. La sua educa- sua liberalità lo resero universal-
zione corrispose all'opulenza ed allo mente amabile. Mecenate impegna-
splendore di sua famiglia, e fu aliì- tissimo de'ietterati, oltre l'estima-
data all'ateniese Demetrio Calcondi- zione in cui sempre li tenne, curò
la. Angelo Poliziano, Egineta e Bei-- ognora di soccorrerli e promoverli.
iiardo Dovizi di Bibbiena poi car- Egual premura ed amore mostrò
dinale. Questi primeggiavano tra pegli artisti, e pei giovanetti che
gliuomini più valenti del loro tem- davano indizio di talento e buona
po, e Giovanni si mostrò degno indole. Con le grazie del suo spirito,
di riceverne le lezioni, nelle lettere con l'amenità del suo fratto, e la
greche e Ialine. Fece negli studi la- varietà delle sue cognizioni si gua-
pidi progressi, massioiC sugli anli- dagnò TafFetto della nobiltà roma-
chi filosofi. Il fasto e gli onori in na. Osserva il Giovio, che quan-
mezzo a cui crebbero i suoi primi tunque si trovasse talvolta esausto
anni ,
gì' ispirarono quel lusso e di denaro, seppe con tale arte e
magnificenza, cui manifestò in lut- disinvoltura occultare il proprio
LEO LEO 3?
bisogno, the sembrava aspettasse IV, e col disegno di rialzare la
denari dal cielo. Jnnocenzo Vili propria. Il perchè si procurò l'a-
«elio stesso anno 1492 l'inviò le- micizia di Giulio II e del suo nipo-
gato nella provincia del Pnirinioiiio te favolilo cardinal Galeotto Fran-
di s. Pietro, quando perdr Lorenzo ciotti della Rovere, la cui morte
suo padre aV) apiile. Alloia aven- immatura nel 1 5o8 gli cagionò il

do bisogno la casa IMedici di u- pili vivo cordoglio.


na persona che ne sostenesse l'au- Intanto le sue viste politiche non
lorità, la fortuna e il decoro che 10 distraerono dai suoi lavori let-

godeva in Firenze, il Papa lo no- terari, nò soprattutto dal suo genio


minò legato a Intere di tutta la per la caccia, alla quale si abban-
Toscana. Tornato con questa di- donava con passione. Quando nel
gnità a Firenze, colmò di benefìzi i5o4 perde il suo fratello PierOj
gli amici di sua famiglia , e die le sue sostanze ne soffrirono, ma
testimonianze di riconoscenza a'suoi non perciò restò abbaltuto il suo
educatori, principalmente a Calcon' coraggio. Kel 1 5o6 avendo Giu-
dila. JNel declinar di luglio i^Ofi lio li ricuperato il dominio di Pe-

morì Innocenzo \ 111 ,


per cui il rugia, ne fece legalo il cardinale,
cardinale si portò in Roma, per as- e formò il disegno di riraellere
sistere al conclave in cui uscì e- i Medici in Firenze; ma le vicen-
letlo Alessandro VI. Een presto il de delle guerre per la lega di Cam-
cardinale restò involto nelle dis- bray, e poi contro francesi e il ì

grazie della sua famiglia, la qua- duca di Ferrara, non glielo per-
le dalle fazioni fu cacciata da Fi- misero. Nel tempo della seconda il
renze, all' autorità del gnnfaloniere Papa spedì il cardinale in Bologna
Piero suo fratello avendo la re- per legato, non che in Romagna
pubblica sostituito quella del gon- per legalo e governatore. JNella
faloniero perpetuo Pier Soderini. battaglia di Ravenna essendo alla
Il partito da Firenze a-
cardinale testa dell' esercito pontifìcio , agli
gli novembre, vioggiò allora in
1 1 11 aprile i5ii fu fatto prigionie-
Francia e in Germania, dopo es- ro da' francesi, e dato in custodia
sersi ritirato in Città di Castello, al cardinal Sanseverino ribelle di
ove i \ ilellii gli diedero onorevole Giulio II e legato dell'esercito fran-
asilo. Ovunque si procacciò ammi- cese, e solo gli fu resa la libertà
ratori ed amici : al cimi tempo visse quando i francesi sgombrarono il

anche in Genova presso sua sorella Milanese. Altri col Cardella narra-
Rladdalena Cibo. Anmuizialagli co- no che evase allorché fu arrestato
là neir agosto i5o3 la morte di ad un passo del Po detto la Stel-
Alessandro VI, fece ritorno in Ro- la o a Bassignana, pel valore di
ma, in cui assistè ai conclavi che un suo famigliare che tagliò la
ebbero luogo nel settembre ed ot- mano ed uccise quello che condii-
tobre del medesimo anno per le ceva il cavallo del cardinale. Pas-
elezioni di Pio 111 e Giulio II del- sato in Modena in casa Rangoni, vi
la Rovere. Colla famiglia di que- fu accolto benignamente e provvedu-
sti procurò riconciliarsi, dopo le to di vesti, denaro, cavalli e sitio dì
•vicende avvenute per la congiura vasellame d' argento. Portatosi a
de' Pazzi nel pontificalo di Sisto Firenze, con gran pompa e gloria
,

36 LEO LEO
\i entrò agli 1 1 settembre, ma po- pella,per opera principalmente dei
scia dicesila sua vita fu minac- più giovani, restò a pieni voti e-
ciala da una congiura, ch'ebbe la letto Pontefice in età di trentasette
sorte di scampare, restituendosi in anni, agli ii marzo i5i3, e prese
Roma, dopo aver dato saggio di il nome di Leone X. Siccome al-
grandezza d' animo per tante av- l'articolo Epoca, riportammo per-
venture. Frattanto a' 2 1 febbraio chè il giorno I I fu particolarmen-
i5i3 mori Giulio ed a'4 mar- li, te memorabile per questo Papa
zo entrarono in conclave venticin- qui produremo i versi co' quali
que cardinali per dargli il succes- venne ciò celebrato.
sore, di trentadue che vivevano.
Il cardinal Medici molestato da u- Undecima eduxit Leo te lux can-
na postema, per tagliarla fu chia- dida in or beni,
mato il chirurgo Giacomo di Brie- Et Patribus sacris addidit unde-
ra, secondo la Storia de conclavi, cima.
ma veramente da Brescia, il qua- Undecima exisli patriae conjlnibus
le dopo fatta l'operazione non po- exul,
tè uscire dal conclave, per coman- Ilostibus es saevis captiis in lui'

do del sacro collegio. Nel terzo decima.


giorno i custodi del conclave, se- Undecima exolvit nexus, et Gallica
condo le bolle pontifìcie, restrinse- vincla,
ro ad un sol piatto, unum ferculum, Naiivas sedes reddidit undecima.
il cibo d'ogni cardinale, onde co- Undecima e tantis Pastorem Cu-
stringerli alla sollecita elezione. In ria soluni
conclave si seppe come Parma e Te legit, et regnum firmai in wi'
Piacenza per opera degli spagnuoli decima.
eransi ribellate al duca di Milano. Undecimum vales numerwn cele-

A' IO marzo nella cappella di s. brate quotannis,


Nicolò e nel primo scrutinio di tal Carniinibus cultis lux sonet un-
giorno, il cardinal Alborense ebbe decima.
tredici voti, onde i suoi emuli im-
paurili cominciarono a pensare ai Leone X a'i5 marzo fu ordinato
casi loro. Nelle ore pomeridiane vi sacerdote, a' 17 fu consecrato ve-
furono gran pratiche in conclave scovo, ed a' 19 sabbato venne co-
ma segrete ; come ancora si abboc- ronato prima della domenica delle
carono i cardinali Medici e Raffae- Palme, onde poter celebrare con-
le Riario detto s. Giorgio nipote venientemente le funzioni della set-
di Sisto IV, e fu creduto che uno timana santa, tanto essendosi sta-
di loro sarebbe stato eletto ; indi bilito nel primo concistoro, tenuto

per tutto il conclave si pubblicò a'i4 marzo. Agli 11 aprile con


per Papa il cardinal Medici. Tutti solennissima pompa, non mai ve-
i cardinali gli andarono a baciare duta dopo i tempi de' goti j essen-
le mani ed a rallegrarsi nella sala, dovisi speso centomila scudi nel
e continuarono a far ciò per tutta solo apparato delle strade, ed al-
la notte nella di lui cella. Nella trettanti per essere distribuiti, pre-
mattina seguente adunati i cardi- se possesso della basilica latera-
nali per Io scrutinio in detta cap- nense , sullo stesso cavallo in cui
LEO LEO 37
un anno prima nello stesso giorno Fra le prime cure di Leone
era slato fatto prigioniero.In que- X , una fu quella di dare fine
sta cavalcata termine l'uso
ebbe al generale concilio Laterancnse V
de'paramenti sacri, ed in s. Gio- incominciato dal suo predecesso-
vanni le antiche cerimonie. Di que- l'e che descrivemmo all' artico-
,

sto possesso abbiamo le descrizioni lo Laterano. Fratlanlo i france-


del cerimoniere Paride de Grassis, si obbligati a sgombrare il Mila-
Paolo Giovio, Gio. Penni, dicendo- nese, aveano lascialo presidii nelle
ci Sebastiano di Branca de' Tellini cittadelle principali, per cui il re
che furono eretti sette archi trion- di Francia Luigi XII, calcolando
fali. Delle pretensioni alla tiara di sulla tregua conchiusa con Ferdi-
Massimiliano I, ne parlammo al nando V ve di Spagna e di Na-
\ol. XV, p. 285 del Dizionario. poli, sicuro della fedeltà dei vene-
Leone X prima di uscire dal con- ziani,passò le Alpi per combattere
clave avea già fatto suoi segretari Massimiliano Sforza duca di Mila-
i due celebri letterali Pietro Bem- no ch'era rientrato nel suo retag-
bo e Jacopo Sadoleto ; i due più gio. Leone X vide con dolore tali
eleganti scrillori latini che allora divisamenti, e malgrado le carezze
vivessero, e che poi Paolo III creò che il re di Francia avea fatte a
cardinali. Essendo andato Pompeo Giuliano de Medici, deliberò d'im-
Colonna a baciargli i piedi, il Pa- pedire tale invasione. Seguendo gli
pa perdonandogli le trame ribeili esempi del predecessore, si valse a
fatte nell'infeimità di Giulio li, tal uopo del soccorso degli svizzeri:
con singoiar umanità gli restituì i i 6 giugno i5i3 perde-
francesi a'
benefìzi, ed usò grandissima libera- rono la battaglia di Novara, e fu-
lità coi Colonnesi. Perdonò ancora rono obbligali a ripalriare. Rai-
ai congiurati, che avevano attenta- mondo Cardona s' impadronì di
to con Macchiavello a' suoi giorni. Genova, e Luigi XII fa cosi spo-
I suoi discorsi pieni di grazia, di gliato di quanto possedeva in Ita-
bontà e di eloquenza incantarono lia, mentre era molestalo da En-
i romani. Fin d'allora la sua mo- rico Vili l'e d'Inghilterra collegato
derazione lo fece mettere col suo del Papa. I veneziani battuti a
predecessore Giulio II nello stesso Vicenza, rimisero le loro contese
genere di parallelo, che il lione e all'arbitrio del capo della Chiesa.
l'agnello. Sotlo tali fausti auspicii Luigi XII oppresso dai disastri si
incominciò il suo glorioso pontifi- pacificò colla santa Sede, e fu as-
cato ; il suo governo è il quadro soluto dalle censure scagliale con-
di un secolo intero, al quale ebbe tro di lui da Giulio II. La gioia

il valilo d'imporre suo nome. Al-


il di Leone X fu accresciuta dalla
l'arlicolo però Giulio li parlammo vittoria riportala dai re d'Unghe-
del parallelo fallo dal dotto Fea ria e di Polonia sui turchi, dalla
tra Giulio II e Leone X, il quale felice scoperta di Vasco Gama, e
dice, che il primo avendo lasciato dalla solenne ambasceria di Em-
cinque milioni di ducati d'oro^ il raanuele re di Portogallo, per ot-
secondo polo largheggiare profusa- tenere da lui la donazione delle
nieule,e cunchiude che il secolo XVI terre conquistate dai navigatori
clovea portare il nome di Giulio li. portoghesi. I tre ambasciatori in
38 LEO LEO
nome del re di Portogallo presen- quelle tre potenze ; offri al re di
tarono al Pontefice doni preziosi Francia sua mediazione presso i
la

delle conquistate Indie orientali, cantoni elvetici, ma indarno però ;

fra' (jiiali eravi un elefante chia- ottenne che sposasse la sorella del
mato Annone, di singolari qualità, re d'Inghilterra. In tal guisa de-
che descrive l'Oldoino nelle Addi stramente dissipò una formidabile
zionl al Ciacconio, Vit.PP. t. 111, procella che stava per piombare
p. 378. L'elefante riuscì cos'i grato sull'Italia. Profittando di tale tran-
al Pontefice, che dovendolo perde- quillità, pensò a fermare in modo
re dopo due anni per un'angina, piìi durevole l'autorità della sua
a conforto del suo rammarico lo famiglia a Firenze. Sontuose feste
fece dipingere dal celeberrimo Raf- avvezzavano gli abitanti ai godi-
faele d'Urbino, colle misure delle menti del lusso, e disponevano gli
sue membra al naturale, presso la animi a piegare sotto il giogo di
torre della porta del palazzo vali- i.na casa che un tempo era loro
cano, ove lo fece seppellire con ele- stata cara per più di un titolo, li

gante epitaffio in nome del custode Papa nutriva ancora più alti dise-
del medesimo elefante , Giambatti- gni presedeva vicina la morte di
:

sta Braconi aquilano, riportato dal Ferdinando V, e destinava il re-


Cancellieri nella Siurìa de' possessi gno di Napoli a Giuliano de IMedi-
a p. 62. Ricevette Leone X i doni ci suo fratello, mentre Lorenzo suo

con magnifica pompa che descrive nipote sarebbe stato sovrano della
Paride de Grassis nel suo Diario Toscana. JVIii'ando Leone X a tali

mss. t. IV, p. g4j esistente ndll'ar- grandi avvenimenti, si ravvicinò a


chivio VcUicano, ed il Fabioni nel- Luigi XI 1, stimolandolo a fare un
la f^'iui di Leone X, p. 74- I" nuovo tentativo sul Milanese, quan-
contrassegno di stima verso il mo- do il principe fece temere prossima
narca portoghese, il Papa gli man- la sua morte. 11 Papa vide perciò
dò la rosa d'oro benedetta, insieme che non gli restava altro partito
collo stocco e cappello pur bene- che di difendere i suoi possedi-
detti celebrando siffatti avvenimen-
; menti in Lombardia. Con tale di-
ti con sontuose feste. segno tece l'acquisto di Modena,
JNel i5i4 il santo Padre spedì di cui la situazione legava la co-
legali ai moscoviti ed ai maroniti municazione coi dominii pontificii,
per trarli dallo scisma de'greci ; col e le città di Reggio, di Parma e
medesimo apostolico zelo procurò di Piacenza, poco prima restituite
con lettere di trarre gli abissini alla santa Sede. Intanto l'impera-
dai loro errori, e canonizzò s. Rru- tore Massimiliano I e Ferdinando
none. Luigi XII che non rinunziava Y spinsero con ardore i loro pre-
al ducato Milano, tentò di trattare
di parativi contro i veneziani, mentre
colla Svizzera. Tale disegno essen- i turchi avevano ottenuto colle ar-
dogli fallito, cercò di formare una mi alcuni vantaggi sui cristiani.

alleanza più stretta colle case d'Au- Sbigottito il Papa dalle tristi con-
stria e di Spugna, per una nuova seguenze che potevano nascere da
unione di famiglia. Leone pro- X tali incidenti, risolse di tentare o-
curò attraversare tale negozio, per gni cosa per ristabilire la pace,
jtupedire la divisione d'Italia fra almeno tra le potenze d'Italia. A
LEO LEO 39
tale effello inviò il Bembo a ne- portava le sue vedute più lontano
goziare co'veneziani suoi concitla- di loro, e che d'altronde conosceva
diiii, onde pcisiiaderli a fare dei meglio d'ogni altro i diritti della
sagiifizi all'imperatore e al re di tiara,non deliberò diversamente, e
Spagna, come a rinunziare all'al- prevenne saviamente le dure con-
leanza de'franeesi, ma senza succes- tingenze, nelle quali si era trovato
so. Luigi XII morì il primo del Alessandro VI attendendo in R.o-
i5i5, e Francesco I ereditò la sua ma il re Carlo VIII colla sua ar-
corona, ed progetti di rientrare
i mata. Fu il Papa il primo a met-
in Italia. Appoggiato ancor lui al- tersi in viaggio per Bologna, ac-
l'allenza della Vene- repubblica di compagnato da dieciotto cardinali,
zia, ritornato padrone di Genova, molti principi e da tutta la curia
dove la fazione dei Fregoso avea romana, lasciando in Pioma per
vinto quella de' Fieschi e degli legato il cardinal Soderini. Giunto
Adorni, si preparò a valicare le in Firenze a'3o novembre i5i5
Alpi. Leone X avrebbe voluto os- e visitata la tomba di suo padre,
servare la neutralità, ma fu obbli- s'avviò per Bologna preceduto dalla
gato di unirsi allo Sforza, ch'era ss. Eucaristia, ove fu ricevuto con
collegalo cogli svizzeri, con Massi- tutte le dimostrazioni di onore,
miliano I e Ferdinando V. Mal- quanto all'esteriore, ed in sostanza
grado tutti gli ostacoli, Francesco freddamente, perchè i bolognesi
1 penetrò in Italia, e la vittoria desideravano sempre l'antico loro
di Marignano rimise i francesi in governo. Fece incontrare il re dai
possesso di Milano, di Parma, di suoi legati , e fuori della città
Piacenza e della persona di Sforza, dal sacro collegio ; il re fu pre-
che fece al re cessione de'suoi sta- sentato a Leone X in concistoro,
ti e si ritirò in Francia. Leone e dopo avergli reso i suoi reli-
X sconcertato da tali sinistri, e giosi omaggi, gli fece i piìi grazio-
temendo di vedere invaso lo stato si complimenti. Il Pontefice, l'uo-
ecclesiastico, prese il partito di mo del suo secolo che si esprime-
trattare con Francesco I pel mezzo va il più nobilmente, e che si
del duca di Savoia Carlo III, di studiava di usar con tutti della
cui Giuliano de Medici avea spo- maniera più gentile, fece partico-
sata la sorella, zia del monarca larmente uso di questo talento iu
francese. Le negoziazioni incomin- un incontro, in cui la sua pulitez-
ciarono, obbligandosi il Papa di za serviva alla sua politica. Nella
levare la guarnigione da Parma e messa solenne che celebrò nel
da Piacenza, e di ritirarsi dalla le- giorno di s. Lucia, Francesco I gli

ga promettendo
; il re di difendere rese i soliti onori; il Papa comunicò
il Pontefice, il suo stalo, la casa molti della sua corte, altri assolse
Medici e la repubblica di Firenze; per la pubblica confessione che
indi si convenne d'un abboccamento fecero, al modo detto nel voi. XVI,
iu Bologna. p. io3 del Dizionario. Nei con-
I caidinali una delicatezza
per gresso si combinarono quelle cose
forse poco sensata, non approvaro- che tratta a lungo lo Spondano
no che il santo Padre andasse in- negli Annal. eccl. a detto anno,
contro al re ; ma Leone X che ed il Fabioni a p. 93 e seg. JNe
4o LEO LEO
furono le principali, la pace d'Ita- quale piombò sul Milanese ; Leone
lia famoso Concordato tra
e il X ordinò in pari tempo a Marco
Leone X e Francesco I {Vedi)^ Antonio Colonna di unire le mi-
con che venne abolita la pramma- lizie pontifìcie alle imperiali. Però
tica sanzione ; e siccome la bolla il generale francese Lautrec, gli
che sostituiva il concordato alla oppose un'invincibile lesistenza. Il
prammatica sanzione fu letta nel re di Francia non dubitò piìi
concilio di Lalerano , a queil' ar- d'esser tradito dal Papa ; questi
ticolo riparlammo del concordato, ciò non ostante fece dimostrazioni
come ai luoghi che vi possono a- di fedeltà al le, che parve prestar-
vere relazione. Al duca di Ferrara vi credenza : entrambi dissimularo-
fu restituitoModena e Reggio, e no, spiandosi reciprocamente.
al ducato di Milano allora occu- Nel i5i6 il Papa beatificò Fi-
pato dai francesi, Parma e Pia- lippo Benizi fiorentino, zelante pro-
cenza. Il Papa donò al re un ric- pagatore del suo ordine de' servi
chissimo reliquiario d'oro tempe- di Maria. Ad istanza di Emma-
stato di gemme, che racchiudeva nuele re di Portogallo concesse al-
un pezzetto della vera Croce. Fran- la diocesi diCoimbra che si cele-
cesco I passò a Milano, e Leone brasse ogni anno la memoria di s.

X ritornò in ove riseppe la Roma Elisabetta regina di quel reame.


morte di Giuliano suo fratello ; nei Con un breve approvò il culto dei
primi momenti del suo dolore si sette martiri francescani martiriz-
ritirò nell'aprile a Civitavecchia, zati in Ceuta , Daniele, Samuele,
e pocomancò che non fosse rapito Angelo, Donno, Leone, Nicolò ed
da una mano di barbareschi sbar- Ugolino. Dopo la morte di suo
cati sulle coste, ed ebbe tempo fratello, tutti gli affetti di Leone
appena di salvarsi in Roma. IXel X si riunirono sul nipote Lorenzo,
i5i5 Leone X dichiarò alcuni al quale destinò il ducato di Ur-
dubbi sulla regola di s. Chiara; bino. Francesco Maria della Ro-
eresse in metropoli il vescovato di vere nipote di Giulio n'era il II
Torino, ed in sede vescovile Bor- possessore, reo di aver congiurato
go s. Sepolcro. Intanto l'alleanza coi francesi contro lo zio, di aver
tra Francesco I e Leone in- X ucciso il cardinal Alidosio, de' quali
quietò r Austria e la Spagna, le delitti l'avea assolto in punto di
quali cercarono di fortificarsi con morte lo stesso zio, e di aver mal-
l'appoggio di Enrico Vili. 11 car- trattate le truppe della Chiesa nel-
dinal Wolsey, benché elevato alla le ultime occasioni. Il Papa, ben-
porpora da Leone X, persuase il ché avesse promesso al re di Fran-
suo padrone re d' Inghilterra di cia di perdonarlo lo scomunicò , ,

contrarre tal nuova alleanza, di fece marciare le sue milizie contro


cui la conclusione fu sospesa per di lui, e s' impadronì del ducato, di
essere morto nel gennaio i5i6 cui diede l' investitura a Lorenzo.
Ferdinando V. Allora Francesco I Nel seguente anno tentò il Rovere
•formò de' disegni sul regno di Na- di rientrare ne' suoi stati, ma fu
poli ma il Papa che temeva l'in-
; obbligato cedere al vincitore; tut-
grandimento de' francesi, cercò di tavolta fu liberato dalle censure, e
suscitargli contro Massimiliano !, il solo ebbe piccoli compensi. Questa
,

LEO LEO 4»
guerra esaun il tesoro pontifìcio, di lui protettore, malgrado i re-

ed il Pontefice fu assai criticalo clami di questo, fu arreslalo, e do-


come nana Boscoe. mezzo a
In po un regolare processo a' 6 luglio
tali cure di famiglia, Leone X avea fu decapitato segrelametile in Castel
gli occLi aperti sulla condotta del- s. Angelo nelle carceri , venendo
le altre corti. Ud\ con rammarico squartati il segretario ed il chi-

il trattato concliiuso in Koyon tra rurgo. Come consapevoli della con-


Fiancesco I ed il giovane arciduca giura furono accusali e falli pri-

Carlo divenuto re di Spagna poi ,


gioni quattro cardinali , cioè liia-
imperatore; procurò inutilmente riodecano del sacro collegio, Sauli,
un contro-trattato, perchè Massi- Volterrano fratello di Pietro Se-
miliano I accedette a quello di derini, e Adriano Castellense di s.

Koyon. JNel '5 17 poco mancò che Grisogouo. Tutti furono privali

Leone X non cadesse vittima di della porpora e confiscali i loro


un'iniqua trama ordita contro la benefizi. liiario che implorò per-
sua vita. Il capo principale eia il dono per non averne dato avviso,
cardinal Alfonso Petrucci , offeso l'ottenne mediante la multa di cen-
dai Medici perchè l'avevano con tomila scudi, venendo assegnato il
due altri fratelli suoi esiliato da di lui palazzo per la Cancelleria
Siena, di cui Paudolfo loro padre, [Vedi). Sauli egualmente complice
poc' anzi morto, era signore, e pri- come consapevole della congiura,
vati delle ricchezze paterne. Or condannato pure a perpetua pri-
volendosi il cardinale vendicare nel- gione, ne fu liberato per cospicua
la sacra persona di Leone X, di somma di denaro, restando priva-
cui era stato uno de' piìi zelanti to di voce attiva e passiva ad ar-
promotori al papato ,
procurò di bitrio del Papa. Gli altri dna car-
ucciderlo di propria mano e sco- conseguirono il perdono pa-
dinali
pertamente, procurandosi l'appoggio gando ognuno dodicimila fiorini.
de' fautori del duca di Urbino de- Di tuttociò scrissero minutamente
posto. JVcn potendo effettuare il il Fabroni pag. ii5 e seg. e il ,

barbaro disegno, risolvette di ri- Guicciardini nella Storia d'Italia,


correre al veleno, e guadagnalo il hb. XIII, p. 467.
chirurgo del Papa Eatlista da \ er- Vedendosi Leone X
in queste

celli, che serviva il di lui fratello circostanze poco amalo dai tredici
Borghese Petrucci, gì' insinuò di cardinali che componevano allora
porlo nella medicatura d'una fìsto- il sacro collegio, stabili di accre-
la, che Leone X da gran tempo scerlo con un numero grandissimo
soffriva nelle parti inferiori. Inter- di soggetti, da' quali si potesse a-
cettale le lettere che il cardinale speltare maggiore attaccamento alla
su questo esecrabile allentato dal sua persona. Laonde nel primo lu-
Lazio scriveva al suo segretario glio, in una sola promozione, creò
Antonio de' Nini sanese rimasto in trentuno cai'dinali, cosa non mai
Roma, fu scopeita la congiura. veduta né prima ne poi ( tranne
Tornato il cardinal Petrucci in la promozione che di altrettanti
corte , mediante il salvacondotto fece a' nostri giorni nel 1816 Pio
che il Pontefice gli avea promesso \'II, dieci de' quali però non pub-
e dato all'ambasciatore di S;n'"na blicò ma liseibò in petto), ed tb-
,

ù,% LEO LEO


be cura di sceglierli Ira* suoi pa- levazione de' suoi parenti,
ottenne
lenii, amici, famigliari, ed anche per Lorenzo duca d'Urbino suo ni-
tra persone disliiile per merito, per potè la mano di IMaddalena de la
natali e per ricchezze, annoveran- Tour, del sangue reale di Fran-
dovi otto romani. Non essendo suf- eia: nelle nozze il re ed il Papa
licieiili pei cardinali preti i titoli rivaleggiarono in magnificenza e ,

cardinalizi, istituì quello di s. Tom- tra loro ebbe perciò luogo momen-
maso in Parione, e diverse diaco- tanea concordia Francesco I resti-
;

iiie temporaneamente dichiarò tito- luì IM(jdena a Leone X, e Reggio


li. Indi con una costituzione di- al duca di Ferrara, ed il Ponte-
chiaro, che soddisfarebbero al pre- fice rilasciò ai re le decime esatte
cetto della messa quelli che 1' a- per la crociata contro i turchi. Av-

scoltassero nelle de'mendi- chiese venimenti della più alta imporlan-


canti. Un lusso di spendere e di za agitarono quindi l'Europa in-
spleudore, in cui il buon gusto an- tiera. Volendo Leone X continua-
dò del pari colla magnilìcenza re la riedificazione sontuosa della
sparse l'agiatezza in tutte le clas- nuova basilica vaticana , incornili-
si di persone: la libertà del com- ciata dall'animo grande di Giulio
niercio, la prolezione accordata alle 11, e non essendo sufficiente per le
lettere ed alle arti, la saggezza del- immense spese il tesoro della ca-
1' amministrazione e la sicurtà del mera apostolica, ad esempio di al-
vi vere accrebbero la prosperità gè- tri Papi, come si disse all'articolo

uerale, e resero per sempre memo- Chiesa, ricorse alla pietà de' fedeli
labile questo pontificato. Tale bril- perchè contribuissero con limosina
laute epoca lii consecrata da un alla spesa necessaria, col premio delle
decreto solenne del magistrato ro- sante indulgenze. E siccome nella
mano, che commise al divino scal- Germania a promulgarle l'arcive-
pello di IMichelangelo Unonarroti scovo di Magonza si servì de' do-
l'erezionc d'una statua di marmo ; monicani a preferenza degli ago-
questa però r esegui malamente stiniani, un individuo de' secondi,
Giacomo del Duca, e si vede tut- l'inquieto e torbido Martino Lu-
tora nella sala dell' appartamento fero, prese il pretesto con iscagliarsi
de' conservatori in Campidoglio. JN'el con scandalose declamazioni ed ini-
i5i8 Leone X istituì l'anni versa- qui scritti contro le indulgenze, a
rio pe' cardinali defunti. Essendosi dar principio a' suoi perniciosissi-
adunati i principi di Germania nel- mi errori sulla grazia , il libero
la dieta di Augusta, per delibera- arbitrio, i sagramenli ec. , che il

re la guerra contro i turchi, per- Papa condannò con bolla e faceu-


chè Selim I vincitore della Persia do bruciare tutti gli empi suoi li-
e conquistatore dell'Egitto inquie- bri. Enrico Vili re d' Inghilterra
lava l'Europa sulla propria sicu- difese i sacramenti contro l' ere-
rezza. Il Papa spedi qualtio legati siarca,onde Leone X lo chiamò
u diversi sovrani per un'alleanza Difensore della feda {^Fedi): a Fe-
diliinsiva, e nella detta dieta fece dorico duca ed elettore di Sassonia
presentare a Massimiliano 1 lo stoc- che lo favoriva, regalò la rosa d'o-
co e berrettone benedetti. Conti- ra benedetta, pregandolo a porre
uuaudo poi ad occuparsi per l'è- un argine alla funesta eresia, che
,

LEO LEO 43
sino dal suo nascere fece grandi e dilazioni, e non restituì Parma e
liigriaievoli progressi massime in Piacenza. Allora Leone X si ri-

Germania. Luterani. /'''. volse a Carlo V e cohchiuse un


Altro avvenimento importante fu trattato agli eoa
8 maggio i 'j2 i ,

che l'arciduca Carlo d'Austria e re lo scopo di ripristinare Francesco

di Spagna, aspirando al titolo di Sforza nel ducato di Milano, di


re de' romani, ed all' invesliinra aiutarlo ad impadronirsi di Per-
del regno di Napoli, Leone X si rara, Parma e Piacenza ed assi- ,

rifiutò a tali domande dichiaran- curare diversi appannaggi ai IMc-


dole incompatibili. Massinìdiano dici, cioè al nipote Alessandro un
mori improvvisamente a' 22 gen- principato di dieclmda ducati di

naio iSig, Carlo non dissimulò rendila, e al cugino cardinal Giulio


le pretensioni all' impero, e Fran- de Medici una simile annua pensione
cesco I si presentò per competito- sull'arcivescovato di Toledo. Subi-
re. Il Papa sembra che propen- to le galeie pontificie ebliero or-

desse per l'elettore di Sassonia; ma dine di unirsi alla flolta imperia-


Carlo avendo fatto avvicinare un le, ed il Papa permise a Carlo V
esercito al luogo dell'elezione fu e- di conservare coli' impero il regno
letto col nome di Carlo V. Intanto di Napoli, accrescendogli l'annuo
un nuovo affanno domestico afflisse censo. L'esercito fiancese fu scon-

il Pontefice, morendo il nipote Lo- fitto in Lombardia dall'esercilo pa-

l'enzo ; Leone X dopo fatti alcuni pale ed imperiale, il quale ricupe-


provvedimenti per la Toscana, riu- rò alla Chiesa Parma e Piacenza,

nì il ducato d'Urbino agli stati della indi cacciò i francesi da IMilano,


santa Sede. Psel 5 q canonizzò 1 1 che con tutto il ducato si rese allo
s.Francesco di Paola e nel se- , Sforza, essendo legati apostolici i
guente anno approvò l'arciconfra- cardinali Schiner, e Giulio de Me-
ternita della carità pei poveri car- dici cugino del Papa, poi Clemeu-
cerati, ed eresse il monastero per te VII. Giunta in Roma questa
le donne convertile, sotto la regola notizia, Leone X vi fece grande
delle agostiniane. Duraiile l'anno allegrezza, in mezzo alla quale, do-
iSao l'Italia fu tranquilla, e Leo- po cinque giorni di apo|)lessia, al-

ne X ricuperò Perugia, prese Fer- tii dicono per febbre lenta e di

mo ed altre città della Marca, indi catarro presa nella sua villa Ma-
rivolse le sue armi contro il duca gliana , e disprezzata da' medici
di Ferrara Alfonso l. Nel iSai il appena tornalo da questa, morì il
Papa canonizzò s. Casimiro re di primo dicembre 1 52 i, verso le ore
Polonia, es. Leone vescovo, ed in- selle della notte, in età di qua-
citi e beatificò Marglicrita da Cor- rantasei anni non terminali, aven-
tona, Veronica di Bisnaco e Corra- do governato olt'anni, olio mesi e
do piacentino. Fermo il Pontefice venti giorni. IMorì non senza so-

di cacciar le potenze straniere dal- spetto di veleno, come può vedersi


l'Italia, persuase Francesco i a col- nel Sandini, Fit. PP. t. II, p. 628;
legarsi seco per espellere gli spa- neir Oldoino, Addit. in Ciacconio
giuiolidal regno di Napoli con , t. Ili, p. 23 1, che a lungo traila
molle promesse. Tuttavolla i! re col Giovio di questo sospetto, pei
mostrò poco fidarsi di lui, chicbu quale fu posto in prigione il cop-
44 LEO LEO
piere del Papa Barnabò Malaspi- n. 5. Il luogo più frequente del suo
na ,
messo in libertà per man-
poi traltenimetito della caccia era la
caMza di prove: il Piatti ancora villa JMagliana sul Tevere verso il

ne parla, e meglio il Fabroni a mare, e Cerveteri allora apparle-


p. 237. Fu sepolto nella basilica ncnte a suo cognato Francesclietlo
vaticana in sepolcro di lui poco Cibo. Nelle doti dell'animo viene
degno, ma poscia in tempo di Pao- egli commendato da tutti gli scrit-

lo III fu trasferito nel coro della tori del suo tempo, che lo dipin-
Chiesa di s. Maria sopra lìlinen'a gono di acuto ingegno e di singo-
(f celi), e collocato in magnifico lare facondia. Formato di buon'ora
deposito. Era di statura grande e alla grande arte di governare, Leo-
ben formato in tulle le parli, fuor- ne X non si mostrò da meno del
che nella testa eh' ebbe di spro- suo destino. La sua politica fu de-
porzionata grandezza ; soleva orna- stia, e la pose in opera per af-

re le dita con molti anelli ricchi francar l'Italia dagli stranieri, e


di preziose gemme. I lineamenti del per elevare la sua famiglia Medici
suo volto ci sono slati trasmessi che dicesi volesse investire di Par-
dal pennello di Ralfaele, ed è una ma e Piacenza. P^. Firenze e Me-
delle opere più belle di quel som- dici Famiglia. Prudente, magnani-
mo pittore. Questi lo rappresentò mo, benigno nel ricevere e pazien-
sedenle in mezzo ai due cardinali te I suoi coslumi
noi sentire tutti.
parenti cugino e nipote Giulio de furono castissimi, e li lodò lo stes-
3Iedici,poi Clemente VII, e Luigi so Lutero nell' insolentissimo libro,
de Pvossi prodatario, amato dal Pa- De lihertate Christiana, che dedicò
pa che in morte gli compose eie- al Papa: ciò non ostante Paolo
gante iscrizione: da ultimo questo Giovio ed altri li screditarono. Due
ritratto fu disegnato e stupenda- volte la settimana digiunava; nei
mente inciso dal valente artista mercoledì si asteneva dal mangiar
Samuele Jesi con plauso generale,
, carne, e nel venerdì si nudi iva di
In otto promozioni creò quaranta- semplici erbe e legumi, come scrisse
due cardinali. Natale Alessandro, /Z/^/. ecc/. t. Yllf,
Sembra incredibile la passione p. 34- Nel conferire i benefizi fu
che Leone X ebbe per la musica, pieno d' integrità. Nel promovere
di cuine conosceva perfettamente gli studi delle arti e delle lettere,
la teoria, e per la caccia nellaqua- e nel proteggere e premiare i Iel-
le si occupava tutto il tempo che terali, seguì Leone X il genio del-
poteva, massime nei mesi di set- la sua famiglia Medici. Nato nel
tembre ed ottobre, non polendo- seno dell'opulenza, questo Papa
sene dislaccare, se non che per fare aveane derivato il gusto sublime
concistoro o cappella papale. I suoi del bello, che può avere avuto i
oinamcnli pontificali erano della suoi eccessi, ma che produsse una
massima magnificenza. Nelle chiese felice rivoluzione nel suo secolo e
apparve sempre così serio e grave, particolarmente nelle arti : tulli con-
che nel decoro e maestà delle sa- vengono che a ({ueslo Pontefice va
ere funzioni superò tutti i suoi an- debitrice l'Italia del rinascimento
lecessori, come rilevò il Pallavici- delle belle Icllere. Reslamò 1' uni-
uo, [list, condì. Dici. lib. 1, cau. 2, vergila romana, alla quale l'eslilui
LEO LEO 4^?

le sue rendite eh' erano stale tla za e la felicità che godè Roma nel
lungo tempo rivolte ad altri usi. suo ponlilicato, per cui si aumen-
Vi chiamò professori da tutta l'Eu- tò notabilmente il ninnerò ih^gli
ropa: la teologia, il diritto cano- abitanti, che perciò furono fabbri-
nico, il civile, la medicina,
diritto cate molte case, massime nel Cam-
la morale, la logica, la
filosofia po di fiore. Poterono a ciò con-
rettorica, le matematiche ebbero tribuire le provvidenze de' prede-
cattedre riccamente dotate da lui. cessoii e perfino il clima felice <li

La lingua greca fu l'oggetto delle quelle stagioni, ma molto anche


sue prime cure a mezzo di Gio- deve attribuirsi alle provvidenze del
vanni Lascari, pel quale aprì sul gran Pontefice. Tra gli altri enco-
Quirinale un collegio al modo che mi, de' quali adornarono il di lui

descrive il Piodotà, t. III, p. i5?.j sepolcro i letterali inconsolabili di

ciò che accennammo all' articolo aver perduto sì gran protettore, vi

Collegio greco. Inoltre Leone X furono questi versi.


perfezionò pure la stampa greca :

la lingua latina formò del pari la Delitiae Immani generis, Leo ma-
sua attenzione e le sue liberalità, xime, ter uni
così protesse le lingue orientali. I- Ut simul illuxere, interiere si-
stituì privilegi per gli studenti delle nini.

scienze. La biblioteca sua partico-


lare la destinò alla patria, ove com- Della propensione ch'egli ebbe pel
mise a Michelangelo l'erezione del- celebre Agostino Chigi, ne trattam-
l'edifìzio; al medesimo commise ri- mo all'articolo Chigi Famiglia. Spes-
fabbricare in Firenze la chiesa di so avea assistente alla sua tavola il

s. Lorenzo. La biblioteca del Va- famoso poeta Camillo Querno che


ticano provò ancora le sue solle- improvvisamente recitava un'infi-
citudini. Questo palazzo fu deco- nità di versi sull'argomento che gli
rato dalle pitture di Raffaello nelle veniva dato. Dell'uso che avea Leo-
famose loggie, e nelle celeberrime ne X di sentire mentre era a tavo-
camere campeggiano gli em-
ove la silfalti improvvisatoli e dei buf-
blemi Leone X, cioè l'anello
di foni, non sempre castigati per ri-
col diamante simbolo della solidi- guardo ai costumi, onde nascevano
tà e della forza , e le tre piume, il le risate che i buoni non applau-
giogo unito all'anello colle lettere divano, ne trattano il Giovio a p.
N-SVAVE, la qual impresa unita i56, ed il Fabroni a p. iGo. Tal-
al giogo ed all'anello si legge : A- volta si abbandonava a conversa-
nulus nectit jiigum suave. Evvi an- zioni frivole, onde non pochi cen-
cora l'altro emblema della famiglia sori gli rimproverarono una ten-
Medici, espresso da queste lettere denza alquanto bizzarra per le

le une sottoposte alle altre GLO-VI buffonerie. Per altro sosteneva per-
che si leggono: Gloria, vita, saliis. fettamente lo scherzo, e se ne trae-
Il dotto monsignor Nicola Nicolai va con garbo. Fu inoltre tacciato
nell'opera intitolata Memorie, leg- : di parzialità e di ambizione.
gi ed osservazioni sulle campagne Eresse Leone X un ordine di
e sulV annona di Roma, tom. Ili, quattrocento cavalieri, che compra-
pag. 65 e seg. celebrò l'abbondan- vano il loro posto, e ne aveano
46 LEO LEO
(Inlln (lognnn la rendita di cento ]\Tonsignor Paolo Giovio scrisse la
scudi. Accrebbe il collegio de* cu- vita di questo Pontefice nel i ^4^5
biculari al numero di sessanta, e la quale dal Ialino fu trndolta in
degli scudieri al numero di cento volgare da Lodovico de Domeni-
quaranta. Rinnovò il battisterjo La- chi, e stampata in Firenze nel i55i :

toranense, ed in molli altri pub- in francese la pubblicò in Parigi


blici edifizi, come nel santuario di nel 1675 M. M. D. P. La scrisse
Loreto [Fedi), mostrò egli qual fosse ancora monsignor Angelo Fabroni :

la somma sua magnificenza, per la Leonis X P. 31.opud Flta, Pisis


quale e per le guerre che fece, fu auctorem excudebat Alexander Lan-
costretto a lasciare impegnale le dius 1797. Inoltre la scrisse Gu-
gioie ed altre cose preziose del te- glielmo Roscoe, che fu tradotta in
soro pontificio; oltre ad altri con- italiano e dal Sonzogno pubblica-
siderabili debiti, pe' frutti de'quali ta in Milano nel 18 6 in dieci r

ogni anno la camera apostolica pa- tomi, e col titolo: J^ila e pontifi'
gava quarantamila ducali d' oro. rato di Papa Leone X. Nel 182^
Quanto egli ebbe zelo e fece per la congregazione dell'indice de' li-

gli ordini religiosi è notato ai ri- bri proibiti pose tra questi tale ope-
s[)cttivi articoli. Non risparmiò né !'a, colle aiinolazioni e documenti
spese né cure per acquistare anti- inediti del conte Luigi Bossi. Molte
chi manoscritti e per procurare buone notizie riguardanti il ponti-
buone ed utili edizioni, massime ficato di Leone X trovanti in un
di Aldo Manuzio. Comprò per cin- latino dialogo di Raffaello Rrando-
queuìila zecchini un esemplare dei lino giunioredi Lippo fiorentino,
primi cinque libri di Tacito, che fattostampare nel 1753 in Venezia
furono tratti dall'abbazia di Cor- da Francesco Fogl lazzi, essendo in-
wei in Westfalia, e cui gli recò An- terlocutori il cartlinal Alessandro
gelo Arcomboldo. Ne allidò la stam- Farnese poi Paolo III, e Alberio
pa a Ceroaldoil giovane, con un bre- Pio conte di Caipi. Da ultimo l'ec-

ve che pronunziava contro ogni con- cellente storico cav. Audin, autore
traffazione la pena di scomunica di altri importanti lavori storici,
lalae sententìae , un'ammenda di nel 1844 li^ pubblicato in Parigi
duecento ducati e la confisca del- VLIisloire de Leon X etc. in due
l'opera. Uno stampatore impruden- volumi. Vacò la santa Chiesa un
te per nome JMinuziano incorse in mese e sette giorni.
tali pene e fu obbligato di transi- LEONE XI, Papa CCXLIT. Ales-
gere con Beroaldo. Leone com- X sandro Otiaviano de Medici dei
poneva assai bene in poesia; le principi d'Ottaiano, nacque in Fi-
sue lettere si leggono con piacere. renze nel i535, da Ottaviano de
Di lui abbiamo delle costituzioni e jMedici e da Francesca Salviati fi-

lettere in numero di ventitre, pub- glia de Medici sorella


di Lucrezia
blicate nel t, XIV de' concilii, e di Leone X. Fino dai primi suoi
molte altre negli annalisti e nel bol- anni si ujostrò Alessandro propenso
lano. Angelo Poliziano, slato mae- alla vita ecclesiastica, ma la madre
stro di Leone X, nel lib. Vili àc\' per impedire che si dedicasse ad
Y epìsl. ad Innocenzo Vili fa mi essa, lo introdusse nella corte di
magnifico elogio del suo discepolo. Cosimo I granduca di Toscana
LEO LEO 47
suo cugino, il quale lo vestì cava- lissinie ch'erano in delta cliicsa di
Jieie dell'ordine di s. Stefano. IMor- s.Agnese, cioè due di porta-santa e
ta la madje, hranioso di menare due di paonazzetto con centocjua-
\ita quieta e tranquilla e lontana ranta fine scanalatine per ciascuna,
dai tumulti e dallo strepito della come uniche fra quelle antiche con
corte, credè che fosse giunto il tale lavorazione. Venuto ciò in noti-
tempo porre ad esecuzione il
di zia del cardinale, senza (àrne dogliau-

suo pio disegno. Ordinatosi sacer- za, acquistò le colonne necessarie


dote ritirossi alla solitudine della per la cappella della IMinerva e
campagna, occupandosi nella pre- ne dono al Pontefice. Questi
fece
ghiera e nella meditazione della allora conobbe l'errore che si vo-
divina legge. 11 granduca cono- leva fargli couinietlere, onde ab-
sciute le sue virtù lo destinò ani- bracciando il cardinale, si cavò l'a-

basciatore a Pio V, e rimase


s. in nello dal dito con prezioso zafllro,
E.oma ad esercitare con fama di e regalandolo al cardinale viva-
straordinaria probità e saviezza l'of- mente lo non tanto per
ringraziò,
fizioper quindici anni. Gregorio le colonne, quanto per aver impe-
XIII nei 1073 lo fece vescovo di dito ch'egli togliesse alla chiesa di
Pistoia, nel i574 arcivescovo di s. Agnese le coloime sue.
Firenze, e a' 2 dicembre i583 lo Clemente Vili nel lOtjG l'inviò
creò cardinale prete del titolo dei Legato apostolico, con quel seguito
ss. Quirico e Giulitta, chiesa che descritto a quell'articolo, ad Eniico
ridusse nell'interno e nell'esterno IV re di Francia, che lo ricevette con
in miglior forma, ed ornò con di- straordinarie onoriHcenze, e piesso
verse pitture. Da qtiesto titolo pas- il quale dimorò due anni. Delle ge-
sò a quello di s, Prassede, in cui sta gloriose operate nella sua le-
nella navata grande fece dipingere gazione, ne trattano il Ciacconio,
alcuni de'più divoti misteri della f^it. PP. t. IV, p. 71, 576, e lo
passione di Cristo. Lo stesso fece Spondano, y4nn. ad an. 1096,
eccl.

nella chiesa di s. Pietro in Vincoli, iSqS, Egli fu spedito in Francia


altro suo titolo, e con la chiesa di per trattare con Enrico IV da po-
s. Agnese fuori delle mura, che co tempo liconosciuto dalla santa
ornò, risarcì e fece abbellire di Sede e con essa dopo l'abiiu-a del
pitture: il Novaes dice che fu an- calvinismo, riconciliato, i punti che
Cora titolare de' ss. Gio. e Paolo, i procuratori di lui avevano pro-
Di s. Agnese il cardinale era com- messo in Pioma, non che per ista-
niendatario, per cui Marc'Antonio bilire la pace tra lui e Filippo H
Valena nel suo Diario mss. narra re di Spagna, e tutto ottenne. En-
questo aneddoto. Clemente Vili rico IV con lettera degli 8 dicem-
Toleva ornare la cappella de'suoi bre 1596 ringraziò il Papa per
antenati, nella chiesa di s. Maria avergli mandalo un soggetto di
.sopra Minerva, in proporzione della tanta bontà, prudenza e propensio-
.sublime dignità in cui egli era, e ne alla sua persona e regno. JNel
della sua grandezza di animo. Gli giorno di Natale in Parigi ammi-
fu perciò suggerito dagli artisti nisti-ò al re l'Eucaristia, ed ammi-
applicati alla ricerca delle colonne se nella religione cattolica la prin-
occorrenti, di prenderne quattro bel- cipessa Carlotta Caterina de la
48 LEO LEO'
Tremouille col suo figlio principe egli poteva al pii^i vivere altri tre
di Coiiclé, che abbandonarono il mesi, come in fatti si verificò.
calvinisuio, ed ambedue comunicò Contro il cardinal Blandrata aper-
ai 9 gennaio, dopo aver celebrato tamente si dichiarò il cardinal
solennemente la messa ntlla catte- Farnese, come pure accadde nei
drale di Rouen, Reduce pieno di seguenti conclavi, in cui di nuovo
gloria dalla legazione,, Clemente si trattò di lui. Temendo quindi
Vili lo ricevè in Ferrara in con- il cardinal Aldobrandini, sempre
cistoro pubblico con somma onori- costante in favore del cardinale
ficenza, poscia lo nominò prefetto Baronio, non
essendo riuscito il
della congregazione de'vescovi e re- cardinal Zacchia, che tutti i cardi-
golari. Indi a'3o agosto 1600 lo nali creati dallo zio, e che ne se-
dichiarò vescovo di Albano, ed ai guivano la di lui autorità, potes-
17 giugno 1602 lo trasferì alla sero essere esclusi con pregiudizio
sede di Palestrina. Ammirato pel ancora de'seguenti conclavi, si la-
candore e gravità de'suoi costumi, sciò persuadere a convenire in uà
per l'ardente zelo per la cattolica terzo, cioè che non fosse del suo
religione, e per nobiltà e grandez- partito, né di quello del cardinal
za d'animo, intervenne ai conclavi Rlontalto nipote di Sisto V. Fu
per le elezioni di Sisto V, Urbano dunque proposto il cardinal de
VII, Gregorio XIV, Innocenzo IX Medici creatura di Gregorio XIII,
e Clemente Vili. e il cardinal Aldobrandini non Io
Dopo la morte di Clemente ricusò, perchè sebbene dicesi non
Vili, a'i4 marzo i6o5 entrarono Io volesse, credette che i sacri e-
in conclave sessantadue cardinali, lettori non vi sarebbero concorsi
dirigendo i sacri comizi il cardinal ad eleggerlo ; ma avendo Dio de-
Pietro Aldobraudini nipote del defun- stinato alla tiara il cardinal de
to. Eransi presi per candidati fvn gli Medici, fu col primo scrutinio alle
altri, i cardinali Zacchia, Blandrata due ore di notte del primo aprile
e de IMedici, mentre il cardinal i6o5, con suffragi aperti o sia per
Baronio ebbe l'esclusiva dal partito adorazione, eletto Papa, e prese il
della Spagna, perchè avea coope- nome di Leone XI. Questa digni-
l'alo all'assoluzione di Enrico IV, tà, al dire del Ciacconio, gli era
e per avere ne'suoi Annali scritto stata predetta da s. Maria Madda-
contro le pretensioni del tribunale lena de'Pazzi, e da s.Filippo Ne-
della monarchia di Sicilia ; tutta- ri, il quale un giorno gli disse :

volta egli in tutti i giorni negli voi sarete cardinale e Papa , ma


scrutini ebbe il maggior numero durerete poco. Dopo l'adorazione
devoti, dal partito del cardinal fu da tutti i cardinali accompagna-
Aldobrandini, cioè da venti sino to alla cella del cardinal Farnese,
a trentasette. Anche il ven. cardi- essendo la sua stala svaligiata. Ai
nal Bellarmino ebbe molti voti, e IO aprile, giorno di Pasqua, fu co-
nel primo scrutinio dieci. Vera- ronalo nella basilica vaticana, ed
mente il cardinal Aldobrandini ai 17 dello stesso mese, essendo
portava più di tutti il cardinal la domenica in Allns, si portò in
Zacchia, ma a cagione di sue in- lettiga aperta a prendere solenne
fermità i medici dichiararono, che possesso della basilica lateranense,
LEO LEO 49
della qual funzione ne fece la re- ne XI, si fu Io sgravio di al-

lazione il cerimoniere Mucanzio, in cuni tributi, imposti dal predeces-


bellissimo idioma latino, ed Ales- sore pel mantenimento delle trup-
sandro Macchia in italiano, presso pe, encomiando il cardinal Galli
il Cancellieri nella Storia dt posses- che di ciò l'avea pregato. Nello
si : quella del ]Mucanzio si legge stesso tempo avvertì i cardinali
ancora nel p. Gallico, Ada cae- che si astenessero dal supplicarlo
remon. p. ^01 ; l'altra del Macchia per tutto ciò che potesse ledere
fu stampata a parte in Roma nel la giustizia, o pregiudicare alla sua
i6o5 de Guglielmo Facciotto, con leputazione, dovendo invece da lui
questo titolo: Relazione del viaggio attendersi quanto ne' limiti dell'e-

fatto da N. S. P. Leone XI nel quità potesse concedersi : lo stesso

pigliare il possesso a s. Già. in inlimò a' suoi famigliari. Nel me-


Laterano^ con la descrizione degli desimo tempo, correndo l'opinione
apparati, archi, trionfi ed iscrizio- che la sua esaltazione non fosse
ni fatte, sì dal popolo romano, co- gradita agli spagnuoli, supponendolo
me dalla nazione fiorentina, segui- attaccato ai francesi, Leone XI nel
to il dì l'j aprile i6o5. Abbiamo ricevere al bacio del piede il mar-

inoltre, Relazione della solenne ca- chese di \ illena ambasciator^e del


valcala fìtta in Roma il dì 17 re di Spagna Filippo III, gli dis-
aprile 160 5 per l'andata di N. S. se : Scrivete al vostro re, eh' egli
Leone XI a pigliare il possesso in non ebbe mai, ne avrà in questa
s. Giovanni in Laterano, con le cattedra un amico maggiore di
iscrizioni ed epitaffi degli archi, noi, come si lesrse nellOldoino a
apparali, livree ^ ed altre cose oc- p. 372. Dichiarò penitenziere mag-
corse in essa, con una brei'e ag- giore il cardinal Cinzio Aldobran-
giunta delle feste fatte in Firenze, dini, datario il cardinal Arrigoni,
Roma e Firenze i6o5. Breve re- e tesoriere generale l'abbate Cap-
lazione dell'apparato e cavalcata poni. Distribuì a' cardinali poveri
fatta il giorno che la S. di JV. S. generose somme, ed ai conclavisti
Papa Leone XI andò a pigliare diecimila scudi d'oro, i consueti
il possesso a s. Gio. in Laterano privilegi, ed i benefizi che non sor-
ai 1 7 aprile, nella quale si de- passavano la reudita di duecento
scrive minutanieiìte gli archi, iscri- scudi, vacati dopo la morte di
zioni e livree fitte da diversi, rac- Clemente Vili. Aveva il buon
colta da Flavio Gualtieri da To- Pontefice quasi cominciato a ren-
lentino, e pubblicata da Alessan- dere sicure speranze chele belle
dro Zannetli all'arco di Camiglia- in lui romani concepite,
avevano i

no. In Parigi nello stesso tempo si allorché contratta per la sua com-
pubblicarono colle stampe, Lacry- plessione delicata ed avanzata età
mae in obitii Cleinentis Vili, et un'infermità nel prender possesso,
gaudia in asswnptione Leoni s XI, fu poco dopo costretto per la feb-
da Giovanni Calvello e Y Orazio- ; bre a porsi in letto. Aggravando-
ne delle allegrezze per la creazio- si il male, e divenendo pericoloso,
ne di Leone XI, da Matteo Bac- tulli i cortigiani l'importunarono
cellini. a conferire il suo cappello cardi-
La prima cosa che fece Leo- nalizio al nipote, giovane di età,
vOL. xxxvni. 4
,

DO LEO LEO
ma ti' illibati costami, e da lui te- invanito, e per le belle sue quali-
neramente amato. Egli però si mo- tà, fu generalmente compianto.
strò in ciò tanto alieno, che facen- Venne sepolto nella basilica vati-
dogli eguali premure il confessore, cana, pronunziando ne' suoi fune-
lo licenziò perchè negli estremi rali l'elogio Pompeo Ugonio. Il

momenti suggeriva più l'amo-


gli cardinal Roberto Ubaldini suo pro-
re de' suoi parenti, che quello del- nipote per sorella, nella stessa ba-
le cose eterne ; laonde gli sostituì silica presso la cappella del coro
il p. Pietro della Madonna della gli eresse un magnifico monumen-
Pegua carmelitano spagnuolo, nel- to di marmo, di cui si parlò nel
lemani del quale, dopo avere ri - voi. XII, p. 299 del Dizionario.
cevuto i sagramenti, rese il suo Decorandolo le statue della Fortezza
spirito al Creatore a' 27 aprile e dell'Abbondanza, colle rose e col

i6o5, quando appena contava ven- motto: sic fiondi, c^ax aggiungere-
tisei giorni di pontificato, e set- mo, che nel suo possesso i fioren-
tanta anni di età. Fu scritto da tini in principio della via de'Ban-
alcuni, fra' quali il cardinal Du Per- chi avendogli eretto per ordine di
von in una lettera al re di Fran- Pietro Strozzi un arco trionfale,

cia, e il Doglioni, che una rosa nella sommità vi era l'arma del
attossicata datagli nella funzione del Pontefice adornata con molti frut-
suo possesso gli avesse cagionato ti al naturale, sopra della quale
la morte; ma dal suo cadavere era un mazzo di rose, come im-
aperto si conobbe che la sua mor- presa usata da lui, col moto sic
te era stata naturale, come atte- fiondi, '\tt mezzo delle statue signi-
stano molti contemporanei
storici ficanti l'abbondanza e la fama.
riferiti dal Muratori, Annali d'Ita- Oltre i biografi delle vite dei Pon-
lia, ad an. i6o5. Leone XI fu di tefici, trovasi suo elogio nel
il toni.
presenza grave, ma grata; di co- Ili, p. 320 degli Elogi degli uo-
stumi e di virtù popolari ; liberale, mini illnstri toscani. Vacò la ro-
magnifico, affabile, politissimo nel mana Sede dieciolto giorni.
\eslire e nell' abitazione ; divoto LEONE XII, PapaCCLXII, chia-
senza poche lettere,
scrupoli; di mato prima Annibale della Genga,

ma amatore degli uomini eruditi; nacque nel castello della Genga, go-
grato a tutti pel candore del suo verno e diocesi di Fabriano, a'22
animo ingenuo, e nemico delle fin- agosto 17G0, dal conte Ilario, e
zioni sì nelle parole che nelle o- dalla contessa Maiia Luigia Peri-
pere. Nella sua famiglia domesti- berti di Fabriano. Della nobile ed
ca ebbe uomini dotti e letterati antica famiglia de' conti della Gen-
che facendogli onore, in certo mo- ga, signora del castello di tal no-
do e umanamente parlando, con- me ; della flimiglia Periberti, e
tribuirono alla sua elevazione. Ne- delle notizie di Annibale dalla na-
mico delle innovazionij confermò scita all'assunzione al pontificato,
le provvidenze de'suoi predecesso- ne trattammo all' articolo Genga
ri, come il governatore di Roma, Famiglia [Fedi). Laonde solo qui
cui raccomandò amministrare la diremo, che Annibale cavaliere ge-
giustizia senza l'estremo della se- rosolimitano, fatto successivamente
verità. Non avendolo l'esaltazione da Pio VI cameriere segreto pur-
LEO LEO 5i
tecipante, cauonico di s. Pietro, Ciò non gli impediva di applicare
prelato domestico, arcivescovo di con indefesso zelo all' esei'cizio dei
Tiro in partibiis, vescovo assistente suoi doveri, massime nella delicata
al soglio pontifìcio, e nunzio prima ed importante carica di vicario di
di Colonia al trattato del Reno, Roma. Intanto morì il magnanimo
in progresso fu incaricato di so- ed immortale Pio VII a'20 agosto
prainteiidere alle missioni dell' In- 1823, e dopo celebrati i funerali
ghilterra ed a quelle dell'Olanda ,
novendiali alla di lui grand'anima,
a fungere le veci del nunzio di i cardinali entrarono nel conclave
Baviera, oltre frequenti ed impor- ai 2 di settembre, il quale non al
tantissime commissioni rammentate Vaticano, ma nel palazzo apostoli-
al citato articolo. 11 successore Pio co del Quirinale per la prima
VII lo trasferì alla nunziatura volta ebbe luogo , ed al mo-
straordinaria della dieta di Ratis- do che ampiamente dicemmo al-
bona, incaricandolo poscia di por- l'articoloConclave [Vedi). È da
tarsi in diversi luoghi di Germa- avvertirsi che alla morte di Pio
nia, ed a Parigi per particolari com- VII il sagro collegio era composto
missioni, avendo sempre seco il di cinquantatre cardinali ,
quaran-
conte Tiberio Troni d' Imola per tanove de' quali si portarono al
uditore zelante, istruito, pieno di conclave; non v'intervennero car- i

esperienza ed affettuoso : nel conci- dinali Spinucci arcivescovo di Be-


storo degli 8 marzo 1816 lo creò nevento, de Beausset arcivescovo
cardinale dell'ordine dei preti e ve- di Parigi, Ridolfo Ranieri arcive-
scovo di Senigallia , conferendogli scovo d'Olmiitz, e de Cunha pa-
poscia per titolo la chiesa di s. Ma- triarca di Lisbona.
ria in Trastevere, dipoi lo promosse Gli animi dei cardinali rivolti
al vicariato di Roma, con l'arciprelu- a dare un degno successore a Pio
va della patriarcale basilica di s. Ma- VII, erano divisi nelle opinioni sulla
ria Maggiore. La robusta sua sa- persona da scegliersi a tanta su-
lute aveva soilerto delle alterazioni, blime dignità, ed in tempi cala-
onde il nobile ed avvenente suo mitosi, dappoiché l'Europa non era
volto divenne scolorito ed emaciato; interamente tranquilla, ed in molti
tuttavolta la sua bella e dignitosa luoghi i nemici dell'ordine conti-
presenza, l'alta sua statura, le soa- nuavano le loro prave macchina-
vi sue maniere, il tratto disinvolto zioni contro la religione ed i troni.
ed insieme dignitoso, lo rendevano Gli uni desideravano veder spenta
grave e venerabile neli' aspetto. Il la somma autorità esercitata nel
suo temperamento vigoroso, man- pontificato del defunto dal celebre
tenuto dall' esercizio della caccia, e beuemeiito cardinal Ercole Con-
in cui fu abile, divenne nel cardi- salvi segretario di stato, quale
al
nalato cagionevole e debole, per alcuni rimproveravano di aver te-
cui alcun tempo dimorò in vari nuti lontani dal potere molti car-
luoghi Spoleto e di Fabriano,
di non che altri, e
dinali di merito,
e risiedendo in Roma fece frequen- non pochi uomini capaci di gover-
te uso dei bagni di Acquasanta nare, e dotti nelle scienze ecclesia-
nel locale di tal nome, e di rado stiche; quelli che lo difendono di-
intervenne alla pontificie cappelle. cono che il cardinal Consalvi ebbe
52 LEO LEO
buone ragioni a tenere tale conte- che avendo avuto venlisei voli negli
gno, per riflesso di varie circostan- scrutinii della mattina, temeva che

ze che a ciò lo costrinsero, e per nella sera otterrebbe il ninnerò


la massima che dalla più ristretta de' voti suflìciente per l'elezione, che

circoscrizione del potere, ne deri- allora dovevano essere trentalre,


vasse ordine e vantaggio, princi- corrispondente al numero di due

palmenle in un' epoca che per le terzi del sagro collegio non com-
noie vicende tutto il governamenlo preso il candidato. Il sagio collegio
civile ricevette un nuovo impasto, nella maggior parte restò malcon-

e per bisognò essere


l'ecclesiastico tento per tale colpo, ed il cardi-
indulgenti, e convenire in più con- nale Castiglioni che i cardinali
cordati con diversi sovrani. Non stranieri eiano impegnati di esal-

pochi cardinali favorivano l'idea di tare, in vece dei dieciotto voti

eleggere un Papa prudente e mo- raccolti al mattino, n'ebbe solo

derato, che continuasse collo stesso otto allo scrutinio e due all'accesso

mezzo del cardinal Consalvi il me- della sera. Si narra che il cardi-
desimo sistema di governo e di nal Castiglioni per l'eminenti sue
colitica ecclesiastica : tutti i cardi- qualità avrebbe goduto il favore
nali erano animati da mire saggie, anco del primo partito, non se si

religiose, zelanti ed onorevoli, quan- fosse dichiarato ammiratore ed a-

tunque diverse. 11 sagro collegio mico riconoscente del cardinale


diviso principalmente in due par- Consalvi.

titi, il primo composto d' italiani I cardinali della parte inclusiva

pose gli occhi sul cardinal Antonio italiana, ossia del primo partito, a-

Gabriele Severoli di Faenza, arcive- vendo consultato il cardinal Seve-

scovo, vescovo di Viterbo e Tosca- roli escluso, su chi poteva proceder-

nella, già nunzio di Vienna, uomo pa- si all' elezione, e venendo da es-

cifico, cui qualcuno attribuiva nella so indicato il cardinal della Gengn,

sua profonda religione e zelo eccle- fu accettato d'unanime consenso, e


siastico, un carattere severo a que- : nella mattina de'27 settembre eb-
sto partito apparteneva il cardinale be soli dodici voti, e tredici Va

della Genga, che lo spirito de'ro- sera ; quindi avendone raccolti tren-
mani designava per Pontefice nel- taquattro con quello del francese

la strofetta Chi vuol che l'ordine


:
cardinal Clermont, che apparteneva

in tallo venga, preghi che scelgasi all'altro partito, nella seguente mat-
il della Genga. 11 secondo compo- tina fu eletto Papa nello scrutinio,

sto d'italiani e stranieri era tutto nella cappella Paolina del Quirina-
propenso pel cardinal Francesco le. Inoltre in questo n'ebbero uno
Saverio Castiglioni di Cingoli, pe- i cardinali Somaglia decano. Pacca
nitenziere maggiore, che con petto sotto decano, e Bertazzoli; due n'eb-
sacerdotale erasi opposto al gover- bero i Arezzo e Rusconi,
cardinali

no straniero, e distinguevasi per ed otto il cardinal Castiglioni che


acume di mente, dottrina ed al- nel seguente conclave fu Papa col

tre doti. A'21 settembre il cardi- nome di Pio VITI {Fedi). Qui
nal Albani in nome dell' Austria noteremo che i cardinali che in
die la Form ri le esclusione pel pon- questo conclave ebbero in ogni

tificalo al cardinal Severoli, per- scrutinio i voti, furono Somagha,


LEO LEO 53
clie giunse ad averne dodici, Pacca pili comunemente suole prendersi

cJie n'ebbe sino a cinque, Arezzo dall'elettOj massime se dal defunto


che fu onorato sino a sette suffra- ha ricevuto la dignità cardinali-

gi, COSI de Gregorio; mentre Ca- zia. Portatosi Leone XII nella

valchini ne ricevette sino a nove, contigua sagrestia per deporre la

oltre i cardinali della Genga, Se- croccia e gli abiti cardinalizi, e

veroli e Castiglioni. Tra i cardi- prendere coll'assistenza dei maestri


nali che furono talvolta nominati delle cerimonie i pontifìcii usuali,
con voti, sono a rammentarsi Ca- fu di questi rivestito dai suoi fa-

selliche n'ebbe sino a cinque, e migliari, cioè dai suoi conclavisti


Rusconi che ne ricevette anche Vincenzo Mariani nobile di Spo-
otto : meno il primo giorno il car- leto maestro di camera, e JNicola

dinal Uertazzoli fu distinto sempre Mocavini di Eonciglione cameriere,


con voti, i quali però non supera- nonché da \ incenzo Petrilli di
rono tre. Da questa indicazione si Piieti servo o baiulo diede ad es- :

può prendere un' idea , su chi si aiuto anche il sacerdote d.


principalmente il sacro collegio ten- Paolo Pericoli conclavista del car-
ne di mira per la grande opera dinal Guerrieri amico dell' eletto,
dell'elezione. questa cano-Seguita cui serviva la messa, ed al presen-
nicamente nella rispettabile persona te cameriere segreto soprannumera-
del cardinale Annibale della Gen- rio, e canonico Libeiiano, per be-
ga, con quelle formalità che de- neficenza del Papa che regna. Ve-
scrivemmo all'articolo Elezione dei stito coi detti abiti, Leone XII

sonimi Pontefici [Fedi), fu inter- ritornò nella cappella Paolina, ove


rogato se accettava: commosso il assiso nella sedia papale ricevette
cardinale eletto, non senza lagrime dai quarantotto cardinali riuniti

rammentò ai cardinali la mal fer- in conclave la prima adorazione


ma sua salute, e che eleggevano di obbedienza.
un cadavere. Interrotlo da mol^ Appena il cardinal Somaglia pei
ti cardinali con incoraggimenti e primo, come decano, baciò il pie-
persuasioni, accettò il pontificato, de, la mano, e ricevette l'amples-
prendendo il nome di Leone XII, so, fu da Leone XU dichiarato se-
per la divozione che nutriva per gretario di slato; pel secondo fece
san Leone I il JMagno. Rivolse l'adorazione il cardinal Pacca, che
quindi cortesi parole al cardinal qual camerlengo di santa Chiesa mi-
Castiglioni , dichiarandogli essere se l'anello piscatorio al dito del Pa-
malcontento, che non si fosse ef- pa, il quale perchè vi fosse inciso
fettuato il desiderio di Pio VII il proprio nome, lo consegnò a
che designava il Castiglioni per monsignor Giuseppe Zucche prefet-
successore col nome di Pio \1II, to dei cerimonieri pontifìcii; quin-
e soggiunse, ch'essendo egli pie- di gli prestarono l'adorazione tut-

no d' infermità aviebbe a presto ti gli altri cardinali. Dopo di aver-


lui lasciato il luogo, siccome veri- la allo stesso Pontefice resa il car-
fìcossi dopo la sua morte. Per ta- dinal Fabrizio Ruffo primo dell'or-
li riflessi vuoisi che Leone XII dine dei diaconi, questi col di lui

preferisse il nome che assunse a permesso dalla loggia del palazzo


quello del predecesiore, il quale Quirinale annunziò al popolo la se-
,

54 LEO LEO
guila eiezione nella pei^son» del car- costume Leone XII osservò in tutto
dinal Annibale della Genga ch'erasi il suo pontificato con altrettanti
imposto il nome di Leone XII: alle convalescenti degli ospedali, e nel-
acclamazioni del popolo fecero eco r anno santo con dodici pellegrini,
le artiglierie di Castel s. Angelo, presi,cornei precedenti, dall' arci-
e tutte le campane diRoma. Welle confraternita della ss. Trinità dei
ore pomeridiane il Papa col tre- pellegrini. Più tardi l' arciconfra-
no nobile, avendo seco in carrozza ternita ne mandò sei soltanto, e gli
i cardinali Somaglia e Pacca, si altri sei li mandarono i parrochi
portò nella sagrestia della cappella di Roma alternativamente ; in man-
Sistina del Vaticano, passò ad essa canza degli uni o degli altri si pren-
vestito degli abiti sagri pontificali, devano i poveri delle pubbliche
e dai cardinali ricevette la secon- strade. Oltre i dodici individui era
da adorazione ; quindi in sedia ge- commensale un sacerdote stabile
statoria fu trasportato nella basi- mentre altro leggeva. Dopo il pran-
lica vaticana, dove dal sagro colle- zo ricevevano una medaglia di ot-
gio gli fu resa la terza dopo la , tone benedetta, e di argento quan-
quale per la prima volta dall'al- do li assisteva il Papa, giacché le
tare papale Leone XII compartì altre volte prestava assistenza alla
air immenso popolo l'apostolica be- mensa il prelato elemosiniere, ch'è
nedizione. Il Papa avea allora ses- sempre arcivescovo in partibus. Nel
santatre anni, e dichiarò di essere giorno precedente, nel cortile di
nato alla Genga feudo di sua casa, Belvedere, Leone XII fece distri-
rea si chiamò spolelinoje ritenne le buire un paolo ad ogni povero
prefetture delle congregazioni della che vi accorse; fece rilasciare tutti
sacra inquisizione, della visita ape- i pegni ch'erano al monte di pie-
stolica, e della concistoriale, secon- tà dal primo gennaio sino ai sette
do il costume de' suoi predecesso- paoli ; distribuì cento doti di scudi
ri. A' 5 ottobre ebbe luogo nella trenta l'una ad altrettante zitelle,
basilica medesima la solenne sua ed alle concorrenti che non erano
coronazione, preceduta dalla ceri- uscite al bussolo fece somministra-
monia del bruciamento della stop- l'e cinque scudi per cadauna; inol-
pa, e della celebrazione della mes- tre volle che si dispensassero co-
sa pontificale; il cardinal Ruffo pri- piosi biglietti per pane e carne alla
llo diacono impose capo di
sul classe indigente, e diminuì alcuni
Leone XII il triregno gran
nella dazi. Emanò
poscia diverse prov-
loggia di quel sontuoso tempio, videnze, che dimostrando la sua
dalla quale il Pontefice diede la giustizia fermezza e sollecitudine
,

papale benedizione con indulgenza paterna, riempirono i popoli delle


plenaria. Questo giorno Leone XII pili liete speranze.
lo segnalò col rinnovare il pio co- Leone XII conferì al cardinal
stume introdotto da Gregorio I s. Severoli la carica di pro-datario, e
il Magno, e seguito da altri Pon- confermò in quella di pro-segre-
tefici, di alimentare dodici poveri tario de' memoriali il cardinal Gal-
nel palazzo apostolico ogni giorno, leflì: per camerieri segreti parteci-
che di fri quente men-
egli serviva a panti dichiarò i monsignori Gio-
sa colle proprie sue mani. Questo vanni Soglia ora cardi uale, Carlo
,

LEO LEO 5^
Cazzoli, Vincenzo Martanl già suo carrozza dai cardinali Bardaxy spa-
conclavista, e Luigi Frezza poi car- gnuolo, e Clermont-Tonnerre fran-
dinale: il primo colla qualifica di cese ; intuonò il Te Deum, e col
coppiere, secondo di segretario
il ss. Sagramento die la benedizione.

d'ambasciata, il terzo con quella di Nelle chiese di s. Luigi de' france-


guardaroba Nominò primo aiu-
. si, ed in quelle di s. Giacomo e di
tante di camera, Nicola Mocavini s. Maria di Mon serra lo si fecero
già suo cameriere conclavista, con- altri rendimenti di grazie a Dio,
fermando per secondo, giusta il co- ed alla prima v'intervenne il Pa-
stume, Giuseppe Moiraghi, già pri- pa, mentre Spagna
il ministro di
mo di Pio VII. Il suo caudatario iu Roma Vargas celebrò il
cav.
d. Luigi Fausti lo confermò nel- lieto avvenimento con splendide fe-
l'ufliziOj facendolo cappellano segre- ste, e dispensa di generose limo-
to, e tale dichiarò pure d. Vin- sine.

cenzo Conti già suo segretario il : Le prime cure di Leone XII


novero degli altri famigliari di Leo- furono dirette all' estirpazione dei
ne XII si legge nelle annuali malviventi nelle provincie di Ma-
JSoiizie di Roma del i824- Con- rittima e Campagna, che descrivem-
cesse solili diecimila scudi d' oro
i mo all'articolo Frosinone ( Fedi)j
ai conclavisti, coi consueti privile- e per le disposizioni prese sugli
gi, ed ai conclavisti ecclesiastici israeliti, massime di Roma, ne trat-

l'annua pensione di scudi quaran- tammo all'articolo Ebrei [Vedi). 11

ta. A' l'è ottobre si recò d'improv- cardinal Antonio Pallotta favorito
viso all'ospizio apostolico di s. Mi- dal cardinal Severoli, fu nominato
chele a Ripa, come poi fece in molti per la sua energia e zelo, legato a,

pubblici stabilimenti,, per renderne lalcre contro la malvivenza, come


il servigio più attivo e vigilante : governatore delle provincie di Ma-
volle vedere ogni parte di quel rittima e Campagna; disgraziata-
grandioso ospizio, non eccettuate le mente misure prese furono disap-
le

cucine e le dispense, e prese i più provale, ed i cardinali Pacca e de


minuti ragguagli sull'andamento di Gregorio s'interposero per la sua
esso ospizio. Nel primo concistoro rinunzia. Nei primordi del pontifi-
de' 27 novembre ringraziò il sagro cato istituì la congregazione di sta-
collegio di sua
Pochi esaltazione. to composta di cardinali dei loro
giorni dopo la coronazione di Leo- tre ordini, ma non ebbe lunga du-
ne XII, giunse in Pioma la notizia rata; dappoi fece vicario di Roma
che le armi francesi comandate dal il cardinal d. Placido Zurla. In-
delfino Luigi duca d' Angouleme tanto il Papa cadde gravemente
avevano represso i ribelli spagnuo- infermo, si tenne per certa la sua
li, riportate diverse vittorie, e li- morte , e nella vigilia di Natale
beralo Ferdinando VII re di Spa- prese dalle mani del cardinal Gal-
gna: il Papa sebbene non avesse leffi il ss. Viatico; la sua guari-
preso ancora possesso della basilica gione prodigiosa si attribuisce in-
lateranense, si recò in quel tempio teramente alle orazioni del ven.
a rendere grazie a Dio, insieme al Vincenzo Maria Strambi, già ve-
sagro collegio, essendo tali trionfi scovo di Macerata e Tolentino
utili alla religione, accompagnato iu della congregazione de' passionisi),
56 LEO LEO
che siccome antico e tenero amico che Pio VII era stato mille volte feli-
del Pontefice, questi avea chiama- ce di possedere un sì grande mi-
to in Roma, e data abitazione nistro, ma che la medesima buona
presso di lui nello stesso palazzo sorte non poteva essere a lui co-
Quirinale, ov'era restato dopo la mune, e che avrebbero in seguito
sua elezione. Il servo di Dio offrì lavorato spesso insieme. Dal canto
Ja sua persona e vita al Signore, suo il cardinal Consalvi fu conten-
invece di quella del capo della tissimo dell'accoglienza e delle con-
Chiesa, fu esaudito prontamente, e fidenze del Pontefice, il quale nulla
dopo otto giorni morì, come am- disse sulle mortificazioni da lui ri-
piamente è dimostrato nel cap. XII cevute allorché il predecessore l'in-
della Fila del ven. servo di Dio viò a Parigi, mentre il cardinale
monsignor Fince.nzo Mafia Stram- già vi si trovava accreditato pres-
bi,del p. Ignazio del Costato di so tutti i sovrani ivi allora riuni-
Gesù, lloma i844- '^ Papa gli die- ti. Il colloquio fu della piii alta
de in successore al vescovato il importanza per le interrogazioni che
conte Francesco Teloni di Treia, Leone XII fece al cardinale, su
già suo vicario generale in quello molti rilevanti argomenti, e per le
di Senigallia. franche e sapienti risposte del car-
Appena Leone XII migliorò, si dinale. Si narra che il cardinale
accinse con tutto l'impegno e mi- avvertisse dover la segreteria di sta-
rabile attività alle cure del mondo to scrivere poco e bene; procurare
cattolico; ed a chi talvolta il con- l'aumento dell' intima amicizia del
sigliava di pi endere qualche sollie- re di Francia, che tante prove avea
vo e riposo, soleva rispondere, che già date al Papa di affezione, par-
la vita è breve, e che conviene ticolarmente a vantaggio de' catto-
usar bene il tempo e profittarne. lici d'oriente; parlò sull'ospitalità
In seguito per le istanze del re di da darsi alla fannglia Bonaparte,
Francia nominò amministratore del- per la quale le corti Borboniche
la diocesi di Lione, che il cardi- erano contrarie, altre favorevoli per
nal Fesch non volle rinunziare, le parentele; della celebrazione del
monsignor Giovanni de Pins ve- giubileo universale; sui vescovati
scovo di Limoges. Quindi volle ve- dell'America meridionale, concilian-
dere il cardinal Consalvi che al- do i doveri del pontificato con l'a-
lontanato dagli affari, con la cari- micizia personale che il re di Spa-
ca di segretario de" brevi, stava in gna aveva per lui ; usare sulla Rus-
Porto d'Anzo per curare la logo- sia una perenne vigilanza per le
rata sua salute egli prontamente
: idee di riunione de' greci e de' la-
si portò dal Pontefice die tratle- tini, mentre il ravvicinamento della
nendolo un'ora, lo consultò su molti Chiesa greca alla latina tornerebbe
e gravi affari, sì politici che reli- utilissimo alla Russia, e compireb-
giosi. Leone XII si trovò soddisfat- be l'incivilimento di quel vasto
tissimo delle risposte di quel gran- impero; sperare che l'emancipa-
d'uomo, gli offrì la carica di pre- zione de' cattolici nell' Inghilterra,
fetto della congregazione di propa- per la quale tanto avea faticato in
ganda y/f/cj dichiarandosi lieto per Londra, si effettuerebbe nel di lui
l'accettazione; giunse pure a dirgli pontificato ; fece elogio degl' impig-
,

LEO LEO 5j
gati materie ecclesiastiche di
delle ne la chiesa de' ss. Apostoli pei so-
Roma, ed invocò la di lui genero- lenni funerali. In questo tempo vi-
sità a prò loro. IMa la gioia pro- sitarono la capitale del cristianesi-
vata dal cardinal Consalvi per si mo quattro piincipi reali, cioè i

solenne benevola dimostrazione di figli dei re di Svezia, di Prussia,


un Papa che doveva riguardare di Baviera e de' Paesi-Bassi, tre dei
alieno da lui, gli cagionò un rad- quali oggi sono altrettanti re. A'3
doppiamento di febbre, e portò agli maggio 1824 Leone XII pubblicò
estremi la preziosa di lui vita: in la consueta enciclica, che sogliono
questo penoso stalo avvisato dal mandare a tutto il coipo episco-
cav. Italinski ministro di Russia pale 1 romani Pontefici dopo la
presso la santa Sede, che l' impe- loro assunzione al pontificato. Nel
ratore Alessandro I avea l' inten- medesimo giorno tenne il Papa con-
zione di visitare Roma, il cardinal cistoro de' vescovi, e fece in esso
pregò il ministro ad annunziar su- la sua prima promozione di car-
bito la notizia al Papa. Questi pe- dinali, cioè Gio. Ballista Bussi ro-
rò mentr'era convalescente e de- mano uditore della camera, e Bo-
bole, fu estremamente addolorato naventura Gazola di Piacenza, mi-
dal sapere in pari tempo essere il nor riformato, vescovo di Monte-
cardinale agli estremi della vita fiascone e Corneto; indi a' 17 del-
come ancora la propria sorella Cate- lo mese restituì all' inclita
stesso
rina IMongalli da lui dichiarata prin- compagnia di Gesù il Collegio ro-
cipessa e teneramente amata. 11 car- mano [P'edi), ed istituendo il Col^
dinal Consalvi morì a' 24. gennaio Icgio de' Nobili (Vedi)^ ne aflldò
1024, e fu onorato dalle lagrime la cura ai medesimi gesuiti. Già
di Leone XII, da quelle dell" im- Leone XII avendo ripreso le sue
menso numero de' suoi ammirato- forze fisiche, il suo zelo instancabile
ri, dal silenzio de' suoi nemici, e non conosceva più né limiti, né
dal dispiacere dell'intera Roma. /^.
requie ad utilità della Chiesa uni-
CossALVi Ercole, Cardinale. 11 car- versale e dello stato pontificio, mi-
dinal Albani fu nominato alla sua gliorandone l'amministrazione eoa
carica di segretario de' brevi pon- riforme concepite con rettissime in-
tificii. Le guardie nobili i^Vedi)^ tenzioni. R.Ì formò le spese del pa-
ebbero nuova organizzazione bene^ lazzo apostolico, ed aumentò gli o-
fica e regolare. norari di alcuni della Famiglia
Concordato Ira Pio VII e
Il pontificia, al modo che dicemmo
Giorgio re d'Annover [Vedi), ven- in quell'articolo; e con eroica gè-»
ne stipulato a' 6 marzo 1824 da nerosità limitò i pi'oventi devoluti
Leone XII col barone di Reden , al mantenimento di sua sacra per-
per l'ordinamento cattolico del re- sona. A' 27 maggio pubblicò la
gno d'Annover. A' i3 di detto bolla per celebrare V Anno santo
mese morì in Roma Maria Luigia XX [Vedi), dopo aver superato gli
già regina d'Etruria, infanta di Spa- ostacoli, eprovveduto alle cose, se-
gna, duchessa di Lucca, compianta condo tempi ; questa pubblicazio-
i

per le sue virtù a tutti note in ne riempì il cristianesimo di reli-


R.oraa per la lunga residenza fat- giosa consolazione, ed romani di i

tavi, ed il Papa pose a disposizio? divoto entusiasmo. Ai 3i poi dello


58 LEO LEO
slesso mese Leone XII emanò una basilica lateranense: di questa fun-
bolla, diretta al clero e popolo ro- zione ne trattai al voi. VIII, p. i 7 i
mano, con la quale pubblicò la vi- e seg. del Dizionario. Qui dirò
sita apostolica di tulle le chiese e delle cose principali di quella di
luoghi pii di Roma, e ch'egli stes- Leone XII, che desumerò da una
so avrebbe aperto nella basilica la- dettagliata descrizione che a quel-
terauense il giorno del suo posses- 1 epoca feci, avendo onorata la fun-
so, dichiarandosene prefetto, e no- zione di sua presenza il corpo di-
minandone presidente il cardinal plomatico, il duca Carlo Augusto
Zurla vicario di Roma. Inoltre il di BrunsAvick, oltre molti ragguar-
Papa invitò i patroni delle chiese devoli personaggi.
e luoghi pii a restaurarli ed ab- Avendo Leone XII stabilito re-
bellirli, e con diverse chiese e luo- carsi a prendere possesso della pa-
ghi pii fu egli che concorse alle triarcale basilica lateranense nelle
spese, massime con l'antica sua chie- ore pomeridiane de! giorno in cui
bd arcipretale della basilica Libe- correva la festa della ss. Trinità,
riana, per gl'importanti restauri ad esempio dei suoi predecessori
che vi eseguì, e pel magnifico fon- emanò diverse beneficenze in pre-
ie battesimale che vi eresse, e poi cedenza. Fece pertanto distribuire
benedì, come abbiamo detto nel dall' elemosineria apostolica copio-
\ol, XII, p. 126 del Dizionario. sissima quantità di pane ai pove-
in quanto alle beneficenze pratica- ri ; dalla tesoreria cento doti di
te da Leone XII con altre chiese, scudi trenta 1' una a zitelle , che
solo ci limiteremo dire quanto fece avessero il partito pronto per ma-
alla patriarcale basilica lateranen- li tarsi, e fossero prive di altre do-
se. Fece restaurare tutti i mosaici, ti ; dal vicariato cento sussidii o-
tanto del batlistcrio di s. Giovan- gnuno di scudi dieci per ecclesia-
ni in Fonte, quanto quelli della stici poveri, per l'acquisto di libri
basilica. Fece un parato sacro in sacri ; dal monte di pietà la resti-
quai lo, paonazzo, di lama d' oro. tuzione degli oggetti impegnati non
Diede i cristalli per le finestre , e eccedenli i paoli cinque; condonò
scudi seimila pei restauri del tem- tutte le multe di bollo e registro,
pio, per cui in tutto spese circa e le incorse per successioni, ben-
ventiquattromila scudi. Dipoi Leone ché eccedenti in complesso scudi
XII ollenne da Carlo X re ili Fran- centomila; altrettanto ordinò per
cia a favore del capitolo lateranen- altre multe di qualunque ramo e
se l'annua pensione di ventiquattro valore, riguardanti il pontifìcio era-
mila franchi in compenso della , rio, ti anne le tasse dovutegli ec. ;

perduta abbazia di Clairac; però lilialmente condonò l' intero debito


dopo la rivoluzione di Francia del che avevano col medesimo erario
i83o il non ne ha più
capitolo le comunità delle delegazioni apo-

fruito. Per Romagna,


la quiete di stoliche di Ancona, Macerata, Fer-
il Pontefice nominò legalo di Ra- mo, Ascoli, Camerino, Pesaro e Ur-
venna il cardinal Agostino Riva- bino, per la non completa leva dei
lula, personaggio fornito di emi- sali dal gennaio 182 a tutto di- 1

nenti qualità. Finalmente a' i3 giu- cembre 1823 in cui fu tolta, ec.
gno prese il solenne possesso delia Il Papa amando la residenza del
LEO LEO 5:.)

Valicano, ad abitarlo
vi si portò ria INIaggiore, ed alla piazza Latc-

a' 7 ebbe per quell'iin-


maggio ; ciò lanense.
nienso palazzo ed annessi magnidoi In questa Leone XII ricevette

stabilimenti felici conseguenze, per- dal Paluzzo Altieri se-


principe d.
chè vi si ristabib la residenza pon- nature di Pioma furmalmente l' o-
tificia, vi restò Leone XII finché maggio delle proteste di fcdeltà ed
visse, e poscia ne imitò l' esempio obbedienza del senato e popolo
il regnante Gregorio XVI, somma- romano. Alla porta principale della
mente benemerito del palazzo, degli basilica smontò il Papa dalla car-
stabilimenti e di quelli accresciuti rozza, e fu ricevuto da quel clero,

e per fama notissimi. In quanto ai alla testa del quale si pose il car-

grandi vantaggi che ne derivarono dinal delia Somaglia suo arciprete,


da questa ripristinata residenza nel quindi ebbero luogo tutte le con-
Vaticano, ed ai suoi sontuosi con- suete cerimonie sagre. Le parole
tigui per grandiosi ri-
slal)ili(nenli del senatore, la risposta del Pon-
slauried abbellimenti, ne parlere- tefice, l'orazione del cardinal So-
mo all'articolo Palazzo apostolico maglia, le quattro iscrizioni com-
vaticano; mentre di quelli che ne ])Oste da Francesco Cancellieri , e
provennero al Borgo e Città Leo- collocate in vari luoghi della ba-
nina, lo dicemmo a quegli articoli. silica,si leggono nel immero 48
Il possesso dunque di Leone XII del Diario di Roma. Mentre il Pa-
fu da lui in questo modo.
preso pa era nella cappella del ss. Cro-
Allo sparo del cannone, e ad ore cefisso a venerare, coi cardinali e
vent'una di detto giorno, uscì dal gli altri che hanno luogo nelle cap-
palazzo Quirinale il treno, giacché pelle pontificie, la ss. Eucaristia de-
ivi dopo la cappella erasi portato corosamente esposta ; e terminatosi
il Papa dal Vaticano. Precedevano dai cappellani cantori l' inno Te
i pontificii dragoni ed i carabinie- Deiim j il cardinal arciprete nel
ri pontificii, e seguivano pine a ca- lato dell'epistola cantò i versetti

vallo , il battistrada, il soprainlen- e l'orazione. Deus omnium vìsila-

deute delle scuderie papali col mae- tor, relativi all'apertura della sagra
stro delle medesime, le guardie no- intimata come dicemmo da
visita,

bili, i camerieri di onore del Pa- Leone XII per detto giorno. Do-
pa, sì di spada e cappa che in po aver dato il Papa termine alla
ubito paonazzo il capitano della , funzione colla sulenne benedizione
guardia svizzera, monsignor Ber- che comparti dalla gran loggia la-
iietti governatore di Roma avanti teranense al foltissimo popolo che
la croce pontifìcia sostenuta da mon- lo acclamava , in sedia gestatoria
signor crocifero pure a cavallo. In- ili trasportato nella camera de' pa-
di procedeva la carrozza nobile col lamenti o sagrestia della basilica,
Pontefice, e i cardinali Somaglia dove commise al cardinal Zurla vi-
e Pacca, col seguito delle guardie cario di Roma e presidente della
nubili, carabinieri, dragoni, carroz- sacra visita apostolica, il prosegui-
ze palatine e cardinalizie. Il tre- mento degli atti dell' apertura della
no in mezzo a
ed acclaman- folto medesima, il quale il cardinale ese-
te popolo percorse le vie che guì nella mattina seguente. Quindi
dal palazzo conduce a santa Ma- Leone XU parli dalla basilica, pas-
Go LEO LEO
sì) tra gli evviva di gioia dei ro- l'occhio ed il braccio del governo,
mani al Quirinale, donde fece ri- per condurre e mantenere i popo-
torno al palazzo vaticano. La me- li nell'abitudine dell' industria mo-
daglia coniata pel possesso, e di- rale della religione.
stribuita dal Ponlefìce sedente ia Leone XII portò quindi la sua
trono ai cardinali nella tribuna la- vigilanza persino alla celebrazione
teranense, facendo tal distribuzio- delle pontificie funzioni, accrescen-
ne le veci dell'antico presbiterio, fu done il decoro in diversi modi, e
incisa da G. Cerbara. Da uu lato col contegno esemplare ch'esigeva
rappresentò il Papa in mozzetla e da lutti quelli che vi avevano luo-
sloia, con l'epigrafe in giro: leo xii go, che sorvegliava col suo occhio
PONT. MAX. Ali. I. Nel rovescio il cali- linceo : nella cappella Sistina del
ce, il triregno, le chiavi, in significa- Vaticano fece fare una muta di
to tiella creazione, coronazione e pos- candellieri con sua croce, di me-
.vesso pontificio, insegne iliuniinatedai tallo inargentalo, ed ai penitenzie-

raggi dell'occhio Iriiingolare, simbolo ri vaticani che intervengono ai


,

dell'eterna Sapienza, che sovrastava pontificali ed altre principali l'un-

tali emblemi. Inoltre eravi questa i- zioni che celebra il Pontefice, do-
scrizione : EtECT. coROiv. poss. xxviii. nò a cadauno tre pianete di da-
V. XIII. SErX. OCT. JUN. MDCCCXXIII. masco con trine d'oro, una bian-
MDCccxxiv, corrispondenti alle tre ca, l'altra rossa, la terza paonazza.
«poche nominale. Esistendo nel lo- IN'el giovedì e venerdì santo rijiri-

cale degli antichi e pubblici gra- stinò i pranzi dei cardinali. In que-
nari a Termini, un deposito di sto tempo il re delle due Sicilie
mendicanti postovi da Pio Vii per Ferdinando I inviò a Roma il p.
liberare Roma dagli oziosi accat- Porta da Cuneo cappuccino ve- ,

toni, Leone XII pensò farne una scovo di Termopoli iti parlibus e
casa d'industria per dare lavoro suo confessore, per determinare il
ai poveri; a tale eifetto ne visitò governo pontificio a desistere sulla
il locale, e con un njoto- proprio questione dell'antico tributo della
stabili le cose per regolare lo sta- Cìiinea [Fedi), e relativa solenne
l)ilimento, <;he poi prese forme più protesta che il Papa faceva nel
stabili , ed ora è ia pia casa od giorno della festa di s. Pietro, co-
ospizio di s. Maria degli Angeli. me Ed il Ponte-
tuttora prosiegue.
Con piacere ricordò poi la memo- fice credettebene spedire a Napoli
rata e l'emanato moto-pro-
visita, il p. Lodovico Micara da Fiascati,
dimostinndo quanta parte a-
jtrio, cappuccino e predicatore apostoli-
xeano i poveri nel suo cuore ; anzi co, suo aulico amico, per chiedere
l)er conoscerne i loro veri bisogni, al re spiegazioni piri estese. In di-
e [irovvcdcie ponderatamente senza versi tempi Leone XII spedì per
disordine al grave argomento, cre- importanti affari in Baviera, Vien-
deva indis[)ensabile di ripristinare in na e Milano il conte Tiberio Tro-
i'ionia le auliche maestranze, ossia- ni già suo uditore in tutto il lun-
no Unwersiià arlistiche [Vedi). Pru- go tempo che amministrò gli affari
denti e vantaggiose istituzioni ch'e- ecclesiastici di gran parte della
gli avea veduto anche in Germa- Germania, ed in segno di ulìetto
nia giustamente riguardarsi come e di verace stima \o decorò dei
LEO LKO fu
nobilissimo ordine di Cristo, dichia- vescovo di IMenfì Abramo Cha-
randolo di esso cavaliere. Leone sciour di Taafa, alunno del collegio
XII incaricò il medesimo conte Urbano, il più grande impostole,
Troni dell'acquisto da Ini fatto in che poi ricevette la punizione che
Venezia, della sceltissima raccolta si meritava sagacemente lu dato
:

contenente le più squisite edizioni a lui per compagno il degno ed


delle opere risguardanti le belle accorto p. Luigi Canestrari de' mi-
arti, già di proprietà del conte Ci- nimi paolotti, il quale discoperto
cognara, raccolta che il Papa riunì l'inganno, operò in modo che l'in-

alla biblioteca vaticana. degno vescovo non evitasse il castigo.

In quest' epoca l'abbate La Men- Allorché Chasciour airivò in Egit-

nais fu presentato a Leone XII, ed to il Mehcmet-Alì voleva


viceré
al cardinal Somaglia, il quale di- punire il suo intrigo con Dirlo mo-
mostrò qualche propensione per lui, rire, e solo lo abbandonò all'esilio

a cagione de' suoi talenti e fama per la venerazione che nutriva pel
eli' erasi procacciata, sebbene teo- i Papa, e per la protezione che spie-
logi romani sino d'allora facevano gò il console francese Drovetti, per-
gravi rimarchi alle sue opinioni e chè la congregazione di propagan-
dottrine breve fu la sua dimora
: da fide avea munito Chasciour d'u-
nell'alma città. Frattanto lo zelo na commendatizia dell' ambasciato-
del Papa per l'amministrazione del- re di Francia. Il p. Canestrari ri-

la giustizia, la sua salutare severità, e condusse l'impostore in Roma, il


la vigilanza che portava su di tutto, quale dopo accurato processo fu
sempre più gli procacciò l'amore formalmente degradato, e condan-
del popolo ; visitò di persona ed nato a perpetua prigione ; il p. Ca-
all'improvviso anche le prigioni, nestrari nel seguente anno fu pre-
per osservare il loro trattamento e miato col vescovato di Montalto
fargli sperimentare tratti di clemen- che ottimamente governa e mon- ;

za, massime pei detenuti per de- signor Capraiio segretario della
biti che pagandoli li liberò; pre- congregazione di propaganda, che
miò il diligente servizio, minac- pel gran zelo della propagazio-
ciando i punì
trascurati : quindi ne della fede erasi illuso, e la-

l'appaltatore delle con la milizie, sciato sorprendere dall'impostore,


multa di mille quattrocento novan- ad onta dei conforti che ricevette
tasei scudi, pel cattivo pane che dal Pontefice, restò dal grave dis-
somministrava loro, e che un sol- piacere sconcertato nella salute. Nel-
dato avea dato allo stesso Papa, lo stesso mese di agosto Leone XII
che perciò fu da lui ricompensato, dare nelle principali piazze di
fece
e la multa venne divisa tra i dan- Roma le sante missioni per pre-
neggiati. Leone XII riceveva con parare i romani a degnamente ce-
piacere le informazioni ed i consi- lebrare l'anno santo; egli interveu'
gli che potevano istruirlo per pu- ne ad alcuna di dette prediche, e
nire, premiare e provvedere. Il suo nell'ultimo giorno pertossi alla mis-
scrittoio era perciò pieno d'avvisi, sione che facevasi in piazza Navo-
di querele, di denunzie e di pa- na ; l'udì dal balcone dell'apparta-
reri. Nella cappella Sistina il dì mento abitato dal ministro russo
primo d'agosto il Papa consacrò cav, Italinski , e da esso balcone
62 LEO LEO
hened'i il follo popolo. Ai 27 set- cardinal Gulefli, e segretario dei
tembre dell' islesso anno 1824 Leo- memoriali il cardinal Guerrieri. A.
ne XH, dopo aver nel concistoro voler impedire le frequenti liti, i
provveduto a vari vescovati, fece ferimenti, le uccisioni, e lo scialac-
la seconda promozione di tre car- quo prodotto dagli intemperanti
dinali, elle furono Carlo Gaetano : bevitori di vino, il Papa fece por-
Gaysruk di ClangenfLirt arcivesco- re alle pubbliche bettole venditrici
TO di Milano; Patrizio da Silva di solo vino alcuni cancelletti di
romitano di s. Agostino, di Leira, legno, acciò il popolo si provvedes-
arcivescovo d'Evora; e Carlo Fer- se del vino, ma non vi si fermas-
rerò della Marmora di Torino, già se a gozzovigliare a danno della
vescovo di Saluzzo. pi-opria famiglia e salute, ed a
Le insurrezioni dei sudditi di prender lite pel giuoco funesto
Spagna essendosi consolidate nel- delle passatelle, fomite di tanti
l'America, governo di Colombia
il ammazzamenti. Il popolo basso
inviò a Pioma Ignazio Texada, in- mormorò, i saggi benedirono il
caricato di chiedere al Papa dei provvedimento; e la fermezza di
•vescovi e de' vicari apostolici. Il Leone XII vinse ogni ostacolo, e
cav. Vargas divenuto marchese fece rispettare i suoi ordini : le
della Costanza, domandò a Leone felici conseguenze di questi , ed i
XII, che Texada fosse rimandato vantaggi che ne derivarono, piena-
da Pioma. II Texada adottò qual- mente giustificarono la misura pre-
che prudente temperamento, ed il sa, ad onta delle critiche che mol-
Vargas nell'anniversario della co- li temperamento. Se-
fecero a tal
ronazione del Pontefice, alla testa gui quindi 1' ordinamento cattolico
del corpo diplomatico pronunziò della Polonia e della P>.ussia, me-
fdla sua presenza una tenera e fi- diante una convenzione, per le

liale allocuzione ;Leone XII


cui bolle degli arcivescovati e vesco-
rispose, ch'era commosso dai voti vati in punto di tasse ; e nel set-
delle corti, ed assicurolle che niu- tembre il Pontefice istituì la Con-
iia potea dubitare del suo zelo gregazione degli studi i^Vedi), no-
pei più solidi vantaggi del cristia- minandone prefetto il cardinal
nesimo e per la pace universale. Bertazzoli. Quindi dichiarò visitato-
In questo tempo pianse Leone ri apostolici delle pontificie univer-
XII la morte di Luigi XVIII re sità di Perugia, Camerino, Mace-
di Francia, e si consolò deli'assiui- rala e Ferme, il p. abbate d.
zione al trono del di lui fralcllo Mauro Cappellari camaldolese, e
il conte d' Artois, che prese il no- l' avvocato concistoriale Teodoro
me di Carlo X; poscia nella cap- Fusconi , e gli inviò alle mede-
pella pontificia suffragò l' anima sime università per riordinarne e
del defunto. Morì ancora il caidi- migliorarne metodi dell'insegna-
i

ual Severoli, che vuoisi esercitasse mento. Dipoi Leone XII visitò
qualche influenza sull'animo del r Unii'ersità Romana [Fedi), ec-
Papa, onde si disse che d'allora in citò i professori a prestare con ze-
poi Leone XII si governò da sé. lo l'opera loro, aumentando il loro
Fece perciò prò datario il cardinal onorario : ivi istituì i due collegi
Pacca, camerlengo di s. Chiesa il filusollco e filologico , oltre il col-
^

LEO LEO 63
legio medico chirurgico da lui superba di contare ne' propri fa-

ampliato. Mentre poi una sera nel sti nove Papi degnarono che si

palazzo Massimi all' Araceli, resi- velare sotto pastoral denominazio-


denza del cardinal Bertazzoli pre- ne la doppia maestà di monarca,
fetto della congregazione degli studi, promulgò che Leone XII sarebbe
alla presenza dei cardinali compo- conosciuto, onorato e venerato tra
nenti medesima, tenevasi un
la gli arcadi, sotto la pastorale deno-

esperimento dell'istruzione che ri- minazione di Leopistate Cecropio


cevono in Roma i sordo-muli , il cioè di Leone capo de fedeli, poS'
Papa divisò di farvi un'improvvisa- sedilore delle campagne di Alene

ta. Acciocché niuno penetrasse la co- celebri in Grecia per tanti prodi-
sa , dopo un'ora di notte, copren- gi d'arte simbolo
e d'ingegno, e
dosi capo con cappello nero ec-
il di que'venturosi successi che il suo

clesiastico, ed in compagnia dei gran senno andava maturando a


camerieri segreti i monsignori Al- prò delle buone lettere, delle utili
tieri e Barbolani, con la carrozza scienze, del moral costume, della
del primo si portò nelle camere santa religione. Indi il custode a-
del cardinal Bertazzoli. Non è a vendo invitato i pastori a far
potersi ridire qual piacevole sor- plauso al Pontefice, pel primo il

presa recasse ai cardinali e agli cardinal Pedicini disse un ragiona-


altri l'inaspettata di lui comparsa, mento, in cui si parla della fami-
e quanta consolazione ed incorag- glia della Genga, e delle notizie
gimento die agl'infelici sordo- muti, di Leone XII dalla nascita sino
sia con tale alto, sia col dono di a quel punlo.
alcune medaglie d'argento che di- Con la lettera apostolica Su-
spensò loro, sia con le beneficenze per universani soppresse alcune Par-
di cui fu poscia largo. Monsignor rocchie di Roma {Vedi), altre ne e-
Altieri , ora cardinale e pro-segre- resse. A' 2 1 di quest'anno
ottobre
tario de'memoriali,con lodevole di- 1824 si portò a Castel Gandolfo, vi-
•visamento, a memoria perenne del sitò la chiesa principale^ indi passò
ricevuto onore, e dello zelo di Leone ai cappuccini di AlbanOj e nel loro
XII per tal classe di persone, dal refettorio gli ammise a mensa col
pittoreromano cav. Conca fece rap- p. Micara loro ministro generale,
presentare in un quadro il punto monsignor Nicolai , e diversi indi-
in cui il Papa ascende nella sua vidui di sua corte, ritornando ifB

carrozza ; il quale quadro si vede Roma la sera. Leone XII fece


nel di lui palazzo di Roma. Alla pubblicare il moto-proprio sulla
celebre accademia d' Arcadia accordò riforma dell' amministrazione pub-
Leone XII la promoteca Capitolina, blica, della processura civile^ e
onde tenervi le più solenni adunan- delle tasse giudiziarie; lavoro di
ze. Già quest' accademia ne avea esperti e dotti giureconsulti , che
celebrato l'esaltazione al pontifica- incontrò l'aggradimento del popolo.
to con opuscolo pubblicato con le A'20 dicembre il Papa in conci-
stampe del Salviucci, ove si legge storo creò vari vescovi, e fece la
l'acclamazione di monsignor Loreto terza promozione di due cardinali,
Santucci custode generale d' Arca- il primo fu Pietro Inquanzo Kibe-
dia, il quale per andar l'accademia ra spagQuolo, arcivescovo di Tole-
3

64 LEO LEO
(In; il secondo fu il p. Lodovico ne cristiana di Firenze, e Angetc»
Rlicara di Frascati minislro gene- d'Acri cappuccino; cose tutte che
rale de' cappuccini e predicatore narrammo al citato articolo Anno
apostolico, chenon pubblicò riser- Santo, ove pur dicemmo quali
bandolo in petto, al presente de- personaggi reali assisterono all' a-
cano del sacro collegio. Finalmen- pertura della porta santa ; e della
te a'24 dicembre Leone XII apri rosa d'oro benedetta donata alla
solennemente la porta santa della regina vedova di Sardegna Maria
basilica vaticana, e die incomincia- Teresa d'Este, a mezzo del prelato
nienlo al tanto contrastato giubi- lifag-^iordoriio (^Vedi). Incominciato
leo, colla massima tranquillità, ad l'anno santo sotto felicissimi auspicii,
onta dell' immenso numero degli ilPapa se ne compiacque con lo stesso
spettatori che portaronsi a vedere corpo diplomatico, allorché questo gli
l'apertura delle porte sante, delle presentò suoi omaggi
i al principio
quali parlammo nei voi. Vili, p. del nuovo anno i825; e ben avea
202 e seg., e XII, p. 201 e seg. ragione di dimostrarlo, come quel*
del Dizionario, compresa quella lo che pieno di fiducia nel divina
della basilica di s. Paolo, sebbene aiuto, ed animato dallo spirito a-
distrutta questa dal terribile incen- postolico, fermamente avea soste-
dio del luglio 1823. Terminata la nuto la celebrazione dell' universa-
funzione, Leone XI l colmo di pia le giubileo, contro i diversi calcoli
soddisfazione, nello spogliarsi dei timorosi di potenti A'25 politici,

paramenti pontificali si lodava del gennaio 1825 Leone XII pubblicò


i)uon ordine com'erano procedute l'enciclica diretta a tutto il corpo
le cose, coi cardinali diaconi assi- episcopale, acciò invitassero i fedeli
slenti, ed allora uno di questi, a concorrere alla riedificazione deU
l'affettuoso e lepido cardinal Vido- la basilica di s. Paolo, per la qua-
ni, graziosamente rispose Santo
: le il Pontefice assegnò vistose an-
Padre, unallra volta saremo piìt nue somme, ed istituì una com*
pratici j con che venne a fare al missione speciale; il tutto può leg'
Papa ed a sé l'augurio di vivere gersi al voi.219 e seg., ed
XII, p.
almeno altri venticinque anni, es- al voi. XVI,
272 del Dizionario.
p.
sendo tale il periodo intermediario Il Papa non mancò posteriormente
dalla celebrazione di un anno san- di visitare i lavori della risorgente
to all'altro, sebbene nel 1800 non né mancò d'incoraggire la
basilica,
erasi potuto celebrare a cagione commissione alla sua voce le offerte
;

delle vicende politiche. per la nuova chiesa dell' apostolo


Nell'anno santo Leone XII die delle genti affluirono da tutte le
splendido esempio di pietà nelle parti ; 1' Austria, 1' Olanda e la
opere in cui si esercitò, e di ge- Francia, particolarmente, ed insie-
nerosità ed amorevolezza con cui me ai loro sovrani si distinsero
accolse i forestieri, fra' quali il re nelle generose obblazioni. A' 1

e la regina delle due Sicilie; bea- marzo Leone XII pubblicò la boU
tificò solennemente
Giuliano di fr. la controia setta dei ^/«rtìrton (^e*
5. Agostino , Alfonso
francescano di) , riprovata anche dal predeces-
Rodriquez gesuita, Ippolito Galan- sore Pio VII nella bolla emanata
tini fondatore della congregazio- contro la sotta de' Carbonari {/'e.-
LEO LEO 65
di), facendo poi procedere cojilio vate nelle fondamenta delle porle
quelli che vi appartenevano. Qoin- sante, collocatevi nel i^J^- Per
di a' 2 1 di detto mese il Pa- la duchessa poi di Berry, nuora
pa nel concistoro de' vescovi fece del vedova del suo figlio, e
re,
la quarta promozione di due car- madre Enrico duca di Bordeaux,
di
dtnali ; cioè Gustavo Massimiliano diede all'ablegato due beilissinìi ca-
Giusto de'principi di Croy-Dulmen mei in agata rappresentanti il ss,
della diocesidi Cambray, grande Salvatore e s. Pietro, e due reli-
elemosiniere di Francia, arcivescovo quie, una delle quali consisteva in
di Rouenj ad istanza del re di un pezzetto del legno del presepio
Francia; e d. Mauro Cappellari di Betlemme, e l'altra in un pez-

di Belluno, abbate vicario generale zetto della tomba del santo apo-
de'camaldolesi, che riservò in petto, stolo.
ed al presente regnante Pontefice Concordato fra Pio VII
Nel
Gregorio XVI. A premiare il valore, e Massimiliano Giuseppe re di
la moderazione, ed altre virtìi del Baviera (Vedi), quel Papa avea
duca d'Angouléine Luigi delfino di concesso al principe regnante e
Francia, e figlio del re^ qual be- successori cattolici, l'indulto di no-
nemerito generalissimo dell'armata minare agli arcivescovati e vesco-
francese che liberò in Ispagna Fer- vati; ed inoltre che il re avrebbe
dinando VII, e ristabilì la sua anche il gius di nominare ai deca-
autorità e l'ordine in quel regno, nati e canonicati ne' sei mesi detti
Leone XII in segno di solenne apostolici, mentre che per tre de-
soddisfazione gli spedi lo Stocco e gli altri sei mesi le elezioni dove-
berrettone henedelli [Vedi), che vano essere fatte dagli arcivescovi
soglionsi benedire dai Papi nella o vescovi, e pel resto del tempo
notte di Natale, ma da lui bene- da'capitoli. Ma una posteriore boi-
delti nella sua cappella segreta ai la dello stesso Pio VII del primo
3 maggio, giorno sagro all'Invenzìo- aprile i8i8 dichiarò, che i decani
ne della Croce; insegne che i ro- e canonici eletti dal re e dai capi-
mani Pontefici hanno sempre do- ioli dovrebbero rivolgersi, nei pri-
nato ai principi benemeriti della mi mesi dopo l'elezione, al Pa-
sei
Chiesa. Siccome monsignor Lodo- pa per ottenere l'instituzione cano-
vico Ancaiani parente di Leone XII nica. Quindi il re domandò a Pio
e figlio del castellano o comandan- VII che tale instituzione si potes-
te di Castel s. Angelo, fu dal Papa se in vece dare dagli arcivescovi
dichiarato ablegalo apostolico per e vescovi ; e siccome ciò non ven-
portare a Parigi la berretta caldina- ne ultimato in quel pontificato, il
lizia pel cardinale Croy, così Tinca- re rinnovate le istanze a Leone
ricò anche della presentazione dello XII ,
questi, memore di essere
stocco e berrettone al delfino, per stato presso di lui nunzio apostoli-
la cui moglie la delfina Maria co, di buon grado annuì alla do-
Teresa figlia di Luigi XVI, Leone manda, concedendo il privilegio
XII consegnò al prelato per dono personale agli arcivescovi e vescovi
lo stesso martello d'argento da lui bavari, di confermare le elezioni
adoperato nella apertura della por- del re e dei capitoli, dovendo poi
la santa, e quattro medaglie tro- i loro successori domandare alla
VOL. xxxviii. 5
,

66 LEO LEO
santa Sedo confeima dell'accor-
Id tarono per quanto andiamo a nar-
dalo privilegio. Durante la celebra- rare. Un giorno il Papa fece sa-
zione dell' anno santo, importanti pere al cardinale, che a momenti
notizie giunsero a Leone XII sulle lo sarebbe andato a visitare. Il

persecuzioni che infierivano nella cardinale era in quel dì più che


Cina da cinque anni ; e che valo- in altro tormentalo dai suoi mali,
rosi campioni affrontavano i peri- vestilo in tutta confidenza, e pel
coli e la morie, per maggiormente suo vivere ritirato privo della pro-
diffondere le \erità del vangelo; e pria corte; in somma non Irovos-
Roma ammirò da vicino le virtù si in istato di ricevere convenien-
arcivescovo di Parigi, monsi-
dell' temente il sommo Pontefice. In
gnor Giacinto de Quelen, che Leo- tanta angustia scrisse al maggior-
ne XII fece alloggiare nel Semina- domo che gli avea notificalo la
rio Romano {Fedi), da lui stabi- cosa, che ringraziasse il Papa, e
lito presso la chiesa di s. Apolli- gli rappresentasse la situazione che
nare, nell'antico locale del collegio gli impediva accettare un tanto
germanico-ungarico ; ricolmò di fi- onore. Oltre a ciò nella sera stes-
nezze il prelato e nel partire be-
, sa il cardinale chiamò a sé mon-
nedi Parigi, nella cui diocesi con- signor Mario Malici segretario del-
tasi circa un milione d' uomini la congregazione del buon governo,
nella persona del suo degno arci- ora cardinale, ed istantemente lo
vescovo che gli avea implorato pregò recarsi nel d\ seguente dal
l'apostolica benedizione. Non solo Pontefice a rendergli nuove, vive
Leone XII nel detto locale stabiPi ed umili azioni di grazie, ed a
il seminario romano, ma perchè fargli le più rispettose scuse pel cu-
fosse sotto gli occhi del cardinal mulo delle circostanze che non gli
vicario, assegnò a questi l'abitazio- permisero ricevere lanla consolazio-
ne, che prima godeva il cardinal ne. Il Papa ne restò persuaso ; laonde
prefetto del buon governo, pur di è tutto falso quanto in argomento
ragione dell'antico memorato col- si divulgò,perchè discendemmo a
il

legio, nel quale la diede pure a questi particolari ad onore di Leo-


monsignor vice-gerente, ed agli uf- ne XII e del cardinal Cavalchini.
fizi del vicariato. Perchè poi il Aggravandosi a questi il male,
prefetto del buon governo godesse spontaneamente dipoi rinunziò alla
il beneficio dell' abitazione, prima carica, ed il Papa tardò ad accet-
gli slabiPi un indennizzo, poi gliela tarla, finché persuaso di sua impo-

assegnò nel palazzo della Cancelle- tenza, la conferì al cardinal Dandini.


ria apostolica [Fedi): questa mi- Intanto contro de' turchi scop-
sura dispiacque al cardinal France- piò l'insurrezione de'greci, che dai
sco Guidobono Cavalchini, che il saggi fu per la religione cattolica
medesimo Leone XII avea fatto tenuta cosa pregiudizievole. Essen-
prefetto. Il cardinale soffriva mollo do l'Olanda agitata dalle turbolen-
di nervi e di stranguria che gli ze che vi suscitava una riunione
impedivano di andare persino in di persone, conosciuta sotto il no-
carrozza, e di conversare. Questo me di piccola Leone XII
Chiesa,
sistema di ritiratezza diede luogo diresse a' 17 agosto 1825 un bre-
a molte dicerie, le quali si aumea- ve ai fedeli dell'Olanda, nel quale
LEO LEO 67
deplorava la Chiesa callolica tur- le inquietudini
che provava per
bata ancora dallo scisma d'Utieclit : un affare sì importante, e che non
Guglielmo Vet osava appellarsi poteva riguardare con indifferenza
vescovo di Devenlei-j ed avea no- l'attuale condizione della Chiesa
tificalo al Papa la sua elezione; ne'possedimenti spagnuoli in Ame-
ma Leone XII la dichiarò nulla, e rica ; le diocesi erano prive di
la sua consacrazione illegitlima e sa- vescovi ed i , fedeli con alte grida

crilega. Nello stesso tempo il Belgio chiedevano pastori. Il Papa deside-


provò delle commozioni religiose, rando conservare una perfetta ar-
perchè il re de' Paesi Bassi Gugliel- monia col re di Spagna, pel mo-
mo I avea decretato la soppressio- mento non avea creduto bene di
ne de* seminari vescovili, e l'istitu- annuire a sì giusti voti ; ma era
zione in Lovanio di un collegio suo preciso dovere d'impegnare il
filosofico, il quale avrebbe facil- governo spagnuolo a fare sforzi
mente aperto l'adito alle dottrine efficaci per ricondurre le colonie
protestanti. Subito Leone XII fece sotto la sua autorità, od a pren-
un fortissimo reclamo al governo dere almeno deteiminazioni tali,
per mezzo del cav. Reinhold , in- che la Sede apostolica potesse eleg-
viato straordinario e ministro ple- gere i vescovi per le sedi vacanti.
nipotenziario presso la santa Sede, Intanto oltre i dazi diminuiti in
dichiarando agli ordinari del Bel- principio del pontificato, come l'a-

gio di tenersi puramente passivi, bolizione dell'appalto delle poIVeri,


se il governo fosse proceduto alla l'abolizione della fida, l'abolizione
esecuzione de' decreti. Allora era vice- della tassa dei geometri, ed altro
superiore delle missioni di Olanda da lui fatto successivamente, Leone
monsignor Luigi Ciamberlani. L'ar- XII ordinò che Ja tassa e censo
civescovo di Malines monsignor urbano sui fondi fossero diminuiti
Francesco de' piincipi di Mean , di un quarto, tanto in Pioma quan-
dopo aver scritto una lettera di to in tutto lo stato , malgrado
vivi rechimi, si ritirò in una delle 1 aumento delle pigioni ; ad onta
sue terre presso Liegi j per non es- di tutto ciò, e delle spese dell'an-
sere testimonio di determinazioni no santo, il Papa incaricò l'ottimo
cos^ desolanti. In mezzo ad una e sagaci.ssimo tesoriere geneiale mon-
opposizione sì viva e sì giusta , il signor Cristaldi, di porre in riser-
collegio filosofico si aprì il gioino va una somma sufficiente per for-
1
7 ottobre. F'iìi tardi il Belgio mare il nucleo di un tesoro dello
rinnovò quanto avea fatto sotto stato, come sapientemente avea fat-
Giuseppe II, sposse il giogo, e si to V, onde nei bisogni ia
Sisto
eresse in regno indipendente. santa Sede non si trovasse costret-
Non obliando Leone XII le ne- ta ricorrere ad altri con sagrifizi.
goziazioni intavolate a favore della Giunto finalmente il dì 24 dicem-
religione, per una corri-istabilive bre, Leone XII die compimento
spondenza tra Sede e lela santa all'anno santo, con la chiusura
colonie spagnuole, massime colle della porta santa della basilica va-
repubbliche di Colombia e del ticana, e consuete cerimonie; quin-
Messico, credette suo dovere di di nel seguente giorno pubblicò la
rappresentare al governo spagnuolo bolla, con la quale estese il bene-
68 LEO LEO
ficio del giubileo a tutti i paesi zione delle figlie della Carità clj'eb-
della cristianità, insieme ad un'en- bero principio in Verona. Col mo-
ciclica diretta ai patriarchi, prima- to-proprio de' 17 febbraio iS'afì il
tij arcivescovi e vescovi , ciò che Ponlellce eresse la congregazione
approvarono tutti i governi. Più di vigilanza, per vegliare sui pub-
tardi r intrepido e zelante Vuariu blici impiegati, punire i colpevoli,
parroco di Ginevra, ebbe il corag- e premiare gli onesti e i beneme-
gio di pubblicarvi la bolla del riti. Ne dichiarò prefello il cardi-
giubileo, onde i cattolici profìlta- nal segretario di stato, e membri
rono delle grazie spirituali della i cardinali prefelli, oltre il cardi-
Sede apostolica; e abbate Mac- 1' nal camerlengo di s. Chiesa, della
carlhy vi si portò a predicare con segnatura, e del buon governo, ed
ubertoso fruito. A quest'epoca il Pa- il presidente del censo; nonché i

pa restò assai afflitto per l'inattesa prelati uditore della camera, go-
tnorte di Alessandro 1 imperatore vernatore di Roma, tesoriere ge-
di Russia. Il primo gennaio 1826 nerale, segretario di consulta, udi-
Leone XII ricevetto il corpo di- tore del Papa, ed un prelato segre-
plomatico, e lo accolse con parli- tario ; destinando tre oflìciali della
colari attestati di estimazione ; gli segreteria di stalo al disbrigo de-
espresse il suo paterno gaudio pel gli affari di questa congregazione,
felice esito del celebrato giubileo, A' 27 febbraio 1826 Leone XII
non senza fargli osservare, che istituì la commissione de'sussidii,
quelle persone, le quali si erano con chirografo diretto al cardinal
prime mostrate contrarie, a-
sulle Tommaso Riario Sforza, che di-
\evano finito col dichiararsene in- chiaro presidente, come dicemmo
teramente favorevoli; e per ultimo all'articolo Elemosineria apostolica
soggiunse protestarsi ben contento [Fedi). Dipoi a* i3 marzo Leone
e soddisfatto del concorso de'prin- XII tenne concistoro di vescovi,
cipi, e che Dio aveva fatto il re- e fece la quinta promozione di due
sto. Quindi a'5 gennaio Leone XII cardinali, pubblicandone prima due
istituì una deputazione centrale altri che avea anteriormente creali
sugli Ospedali di Roma [Vedi), e riservali in petto, cioè fr. Lo-
Aveva già intrapresa la visita per- dovico Micara , e il p. d. Mauro
sonale, sempre improvvisa, de' me- Cappellari sullodati. Gli altri due
desimi, volendo conoscere ogni cir- furono Francesco Saverio di Cieu-
coslanza dell' assistenza e cura de- fuegos-y-Jove-Llanos di Oviedo, ar-
gli infermi, gustando persino i ci- civescovo di Siviglia, e Gio. Bal-
bi e bevande pei' loro preparate ; lista Maria Anna Antonio de Latil
onde rendere più assidua e cari- di Frejus, arcivescovo di Reims, ad
tatevole l'assistenza di quello di s. istanza del re Carlo X che avea ,

Giovanni destinato alle donne, ap- solennemente coronato e consagra-


provò l'istituto delle ubiate speda- to. Nell'allocuzione che il Papa ia
bere delle sorelle della Carità ivi tal concistoi'o pronunziò al sacro
stabilito, come si disse al voi. X, collegio, e tra i giusti elogi che
p. 36 del Dizionario. Anzi nella fece di ognuno de' quattro novelli
seguente pagina diciamo pure che cardinali, ecco come si espresse pel
Leone XII coulbrmò la congrega- cardinal Cappellari che ora vene-
,

LEO LEO 69
viatro sulla catledia tli s. Pielio una chiesa suo paese alla pub-
del
col nome
(li Gregorio XVI. « Que- blica venerazione. Dopo avere Leo-
5> ragguardevole a>sai per in-
sii, ne XII nel concistoro de' 3 luglio
» nocenza e gravità di costumi ; 1826 fatto arcivescovo di Raven-
» dottissimo specialmente nelle ma- na monsignor Chiarissimo Falco-
» terie ecclesiastiche, sì numerose nieri Mellini, e vescovo di Viterbo
» e lunghe fatiche pei" l'apostolica e Toscanella monsignor Gaspare
» Sede sostenne, che quanto sen- Bernardo Pianetti, ambedue li con-
" 7a prendere riposo valorosa- sagrò nella chiesa di s. Maria de-
« mente e con sommo applauso gli Angeli il Papa che regna creò
:

" per la stessa apostolica Sede egli poi due prelati cardinali.
i

" operò, col premio del car-


jVoi Col mezzo del principe d. Ca-
" diualato giudicammo ricompen- millo Borghese il Papa inviò in
>' sare. Impmocchè a quelli sol- dono re di Francia un magni-
al

" tanto le dignità ecclesiastiche ci fico musaico lavorato dal tedesco


« siamo proposti di conferire , i Chech nello stabilimento de' mu-
« quali risplendano per lode di saici in Vaticano, rappresentante lo
» pietà e di dottrina ; e con que- scudo d'Achille, montato sopra un
» sta e non con altra carriera al piedistallo di bronzo dorato di un
>>conseguimento delle medesime si disegno grandioso, il cui costo si
» saranno aperta la strada ", In fece ascendere a più di sedicimila
quanto all'elogio fatto dal Papa al scudi. La composizione del musai-
audin;il Micara, lo riportammo al- co fu divisa dal valente artefice in
l'articolo Frascati [P'edi). Frattan- dodici quadretti, ove sotto i dodici
to le processioni del giubileo fa- segni del zodiaco, maestrevolmente
cevansi per tutta l'Europa, col zelo figurò altrettanti de' principali fatti
più lodevole, con religiosa magni- narrati da Omero. Con questo no-
iìcenza, e con generale edificazio- bile e donativo Leone XII
ricco
ne, onde guadagnarsi i tesori della volle dare a Carlo X un saggio
Chiesa aperti e sparsi dal magna- tiolla sua tenera riconoscenza ,
per
nimo Leone Xlf. Assunto al trono la benevola protezione conceduta
imperiale di Russia il regnante JNi- dal re ai bastimenti del dominio
colò I, fratello del defunto, il Papa pontificio, contro i pirati degli stati
stimò conveniente d'inviare a Pie- barbareschi. Indi fece riattivare la
troburgo con la qualifica di am- causa per la beatificazione della
basciatore , monsignor Tommaso ven. Maria Clotilde sorella del re.
Cernetti governatore di Pioma, per E qui noteremo che il re di Fran-
felicitare nuovo monarca. In
il cia gradì sommamente il sontuoso
(jiieslo tempo PLoma vide un capo donativo, e poscia inviò al Papa
irochese <:hiamato Teoracaron, ac- alcuni bellissimi arazzi della fab-
compagnato da un ecclesiastico : brica di Gobelins , e vari super-
Leone XII lo ricevette con distin- bi oggetti di porcellana della ma-
zione lo ammise nella cappella
, nifattura di Sevres. Gli arazzi rap-
pontificia spettatore delle sacre fun- presentano s. Pvemigio vescovo, s.
zioni, e nel punto di sua parten- Stefano vicino ad essere lapidato,
za gli fece vari doiiati\i, fra i quali e la Beata Vergine col Bambino
uu corpo santo, da collocarsi in cuuloruala da angeli ; in questo ul-
70 LEO LEO
timo arazzo, vuoisi che le figure VII; bensì Leone XII acquistò per
rappresentino altretlanli ritraili del- la biblioteca valicana la preziosa e
la famiglia di Carlo X. I due pri- copiosa biblioteca del conte Cico-
mi arazzi sono nell'apparlamento gnara, tutta relativa ad oggetti di
pontifìcio del Quirinale ; il terzo belle arti ed antiquaria ; come
nel casino di Pio IV, del giardino neppure è vero che per la me-
vaticano. Gli oggetti poi di porcel- desima biblioteca e neppure pel
lana furono, un orologio a pendolo collegio urbano acquistasse dal ce-
di sorprendente lavoro, con fondo lebre sinografo Antonio Marlucci
di porcellana, coi quadranti dipin- la numerosa e compita sua libreria
ti, rappresentanti le tre principa- cinese con ventinovemila tipi cinesi,
li epoche dell'orologeria ; due va- oltre molti papiri egizi.
si di mediocre gran-
porcellana di Intanto più confidenziali si rin-
dezza detti per fiori, col fondo co- novarono le amichevoli relazioni
lor lapislazzuli e con ornamenti
, tra la santa Sede e l' imperiai ca-
d' oro , avente inoltre ognuno un sa d'Austria ; e nel passaggio per
quadro ovale colorato rappresen- Roma di diversi reggimenti austria-
tante scene di giuocarelli infantili; ci che portavansi a Napoli per rin-
ed un vaso di porcellana detto e- forzare l'esercito di occupazione, o
trusco da galleria, di una dimen- che tornavano dopo essere stati
.

sione straordinaria, il più grande cambiati da altri corpi, al deside-


di tutti quelli sino alloi'a fabbricati, rio di ricevere l'apostolica benedi-
perchè alto un metro e venti cen- zione, benignamente corrispose Leo-
timetri, col fondo color lapislazzuli, ne XII ognora, benché malaticcio,
con ricca guarnizione di metallo affacciandosi o ad una finestra delle
dorato, avente sulla fascia di mez- camere da lui abitate, o ad una
zo dipinti vari mazzi di fiori. Il di quelle del cortile vasto di Bel-
Pontefice non si potè saziare di vedere, nel quale e sulla piazza di
ammirare sì stupendi capolavori ed ; s. Pietro bellamente si schieravano
all'abbate Feliciauo cav, Scarpellini, i reggimenti, con le loro armoniose
che fu incaricato vegliare sulla ri- bande musicali. Più tardi recla-
composizione de' pezzi, fece tras- mando r Austria alla santa Sede
poi-tare il di lui pregevole gabi- una somma assai rilevante per al-
netto di fisica nel Campidoglio, in cuni pagamenti da essa sostenuti
imo de' locali più elevati , cui si a favore delle provincie pontificie,
aggiunse pòi un osservatorio astro- innanzi che queste fossero state re-
nomico. Dicemmo già all'articolo stituite, ebbe luogo una transazio-
Biblioteca Valicana (presso la qua- ne. L'Austria si mostrò facile e ge-

le il Papa avea ripristinata la stam- nerosa, e si contentò di soli cin-


peria), che ad essa fece dono Leo- quantamila scudi, pagabili in cin-
ne XII dell'orologio e de' tre vasi, quanta rate mensili. La Dalmazia
ilcui valore si fa ascendere quasi contava undici vescovi, i quali, a
a cinquantamila franchi. E qui no- motivo delle scarse rendite delle
teremo, che non è vero che il Papa loro sedi, conducevano una vita
abbia donato a detta bil>lioleca una meschina l' Austria
: domandò a
rnccolta di scrittori antichi ed altra Leone XII che questi vescovi fos-
di classici, ciò che area fallo Pio sero ridotti a cinque, ed il Papa
LEO LEO 71
che si riducessero a sei.
contliscese ed ovunque si portasse pei suoi slu-
Anche con l'Inghilterra, dopo le di . In questo tempo il magistero
spiegazioni fatte in Roma a lord dell'inclitoordine gerosolimitano,
IJarrowby, ristabilì regolare cor- rappresentato dal luogotenente Bu-
rispondenza fra la corte e le au- sca, ottenne dal Pontefice di trasfe-
torità ecclesiastiche riconosciute dal rirsi da Catania [Fedi) in Ferrara,
Papa in quel regno. Fu allora che ove si fermò co'suoi cavalieri. L'im-
sembrò opportuno all' instancabile peratore Nicolò I fu incoronato a
zelo del vigile Leone XII, di far Mosca a' 3 settembre, e monsignor
dire qualche cosa nella gran Bre- Bernetti ch'era stato ricevuto da
tagna, anche per la bocca de' vi- quel monarca con gran distinzione ,

cari apostolici, che si sapeva essere assistette alla solenne cerimonia.


il bersaglio di triste calunnie. Le Ai 2 ottobre Leone XII le-

rappresentanze de* vescovi cattolici, ce nel concistoro de' vescovi la


e le querele dei fedeli dirette ai sesta promozione cardinalizia di
loro connazionali, produssero un ec- dieci cardinali, sei dei quali riser-
cellente effetto sullo spirito di al- bò in petto, pubblicandoli poscia
cuni pari del parlamento d'Inghil- nel concistoro de'5 dicembre 828 ;
1 1

terra, e d'ini gran numero di mem- quelli che pubblicò in questo li


bri della camera de' comuni. Dalla accenneremo ecco i dieci cardinali
:

fermezza spiegata dal Pontefice nel secondo l'ordine di loro creazione.


biasimare apertamente la condotta Alessandro de R.udnay-et-Divek Ui-
del governo de' Paesi Bassi, che falu di Szent, arcivescovo di Stri-
obliava i riguardi dovuti ai catto- gonia. Pietro Caprano romano, ar-
lici del Belgio, il re Guglielmo 1 civescovo d'Iconio, segretario della
venne colpito dall'effetto che avea sacra congregazione di propaganda
ciò prodotto in Brusselles, a Lo- fide. Giacomo Giustiniani romano,
vanio ed a Gand, laonde giudicò arcivescovo di Tiro, nunzio di Ma-
a proposito d' inviare a Roma il drid. Vincenzo Macchi della diocesi
conte di Celles per gradevoli spie- di Montefiascone, arcivescovo di
gazioni ; ed allorquando egli fu am- Nisibi, nunzio di Parigi. Giacomo
messo alla prima udienza del Papa Filippo Fransoni di Genova, ar-
restò incantato delle sue maniere ,
civescovo di Nazianzo , nunzio di
franchezza di eloquio, e ben si av- Lisbona, che pubblicò coi due nunzi
vide ch'era principe conoscitore del piecedenli. Francesco Maria Ma-
mondo, esperto e coraggioso. Il con- razza ni Visconti di Piacenza, mag-
te ritornò al suo re con una lette- giordomo. Benedetto Barberini ro-
ra del Pontefice, cui pel gradimen- mano, maestro di camera. Gio. An-
to il principe rispose nei termini i tonio Benvenuti della diocesi di Si-
più rispettosi, come avrebbe fatto nigaglia, delegato apostolico straor-
qualunque sovrano cattolico. Dipoi dinario di Fresinone. Tommaso
arrivò in Roma nuovamente il ce- Bernetti di Fermo, governatore di
lebre Clinmpollion giuniore Leone ; Roma ed ambasciatore in Russia,
XII lo rivide con piacere, ed ordi- che pure pubblicò. Belisario Crislal-
nò alla congregazione di propagan- di romano, tesoriere generale. Quin -

da fide di raccomandale l' illustre di Leone XII fece bibliotecario di


scienziato nell' Egitto, nella Siria ,
£. Chiesa il cardinale Somaglici; e
, ,

7» LEO LEO
prefetto generale della congregazio- arcivescovo di Efeso, e suo elemo-
ne di propaganda y?rfe e sua stam- siniere segreto, intervenendo il Pa-
peria il cardinal Cappellari. E sic- pa pranzo che fu fatto nel mo-
al
come stabiTi al prefetto di propa- nastero della Chiesa di s. Gregorio
ganda l'abitazione nel collegio ur- {^Vedi), per la di lui consagrazione,
bano, recandosi Leone XII a dispen- come meglio a quell' articolo,
dissi
sare i premi agli alunni di esso in cui notai aver Leone XII con-
visitò l'abitazione che stava ridu- ferita la commenda delle tre con-
cendosi convenientemente, di che tigue cappelle al capitolo Liberiano.
ne trattammo all'articolo Collegio Intanto il Papa con moto-proprio
Urbano ove pur dicemmo
{^Fedi), de' i4 novembre 1826 istituì una
della pubblica conclusione che l'a- commissione sui Conser\'alorii di
lunno Paolo Cullen (ora rettore Roma [Vedi). A' i5 dello stesso
del collegio irlandese e cameriere mese il clero anglicano si riunì nel-
d'onore del Papa ) dedicò a Leo- la chiesa di Paolo di Londra,
s.

ne XII, il quale ivi si recò ad u- ove il dottor Monck decano di Pe-


dirla. Indi a'26 dello stesso mese terboroug, predicando in latino, a-
di ottobre il Papa diede un pranzo cremente inveì contro cattolici, i

agli alunni di detto collegio a villa per impedirne la tanto bramata


Altieri, si degno assidersi a mensa, e emancipazione l'assemblea con que-
:

vi ammise pure i cardinali Ber- sta convocazione non avea risulta-


tazzoli che amava, Cappellari e Ria- mento positivo, ma voile con essa
rio prefetto dell' economia di pro- provare il diritto che avea di riu-
paganda. Della conclusione poi che nirsi ad ogni nuovo parlamento.
gli dedicò Camillo de Pietro ( al Nel medesimo novembre uno stra-
presente arcivescovo di Berito ed ripamento dell'Aniene recò immensi
internunzio straordinario e delegato danni a Ti\'oli {^Fedi)j il Papa ac-
apostolico in Portogallo ) nella corse per le convenienti riparazio-
chiesa di s. Apollinare, ove egual- ni, e poscia inaspettatamente ne
mente Leone XII si recò, ne parlam- visitò le lavorazioni.
mo all'articolo Conclusione [Fedi). Leone XII approvò la congrega-
Da ciò si noti l'operosità del Pon- zione de'preti secolari, detta degli O-
tefice, e quanto faceva per la pro- blati della B. Vergine Maria {yedi)j
tezione degli studi, e per animare ed ebbe la paterna soddisfazione
gli alunni banditori «lei vangelo, d'ammettereal baciodel piede mari- i

in ogni parte del mondo. Indi Leo- che fatti schiavi delle
nai pontificii,
ne XII dichiarò nunzi, monsignor potenze barbaresche di Algeri, erano
Luigi Lambruschini arcivescovo di stati liberati per istanza del re dì
Genova, di Parigi; monsignor Fran- Francia. Essendo ritornato dall'Aia
cesco Tiberi arcivescovo di Atene, in Roma il conte di Celles con la
già uditore di rota, di Madrid ; e qualifica di ambasciatore straordi-
monsignor Alessandro Giustiniani nario e plenipotenziario per con-
arcivescovo di Petra, di Lisbona: chiudere un concordato religioso, nel I
dall'uditorato di rota promosse alla quale gl'interessi dei belgi e degli
carica di governatore di Roma olandesi cattolici si accordassero
monsignor Marco- y-Catalan. Mon- con quelli del re de' Paesi Bassi
signor Giovanni Soglia lo nominò che doveva avere dei riguardi alle
,

Li:o LEO 73
pretensioni della vecchia Olanda ,
Cesco Burdett fece una proposta in
egli condusse per referendario e favore de'cattolici, riguardante l;i

consigliere ambasciata Giovanni


d' loro emancipazione. Jn appresso
Germain, non che il marchese A- lord Elliot prommziò un discordo
lessandro de Trazegnies in qualità nel quale d'avverso ch'era al cat-
di addetto alla medesinna, venendo tolicismo, comparve invece propen-
confermato il precedente segretario so, dopo aver maturamente esami-
della legazione Carlo Serruys. Ade- nalo Quindi il direttore
l'affare.

rendo Leone XII ai voti dell'am- del Copley combattè la


registro
basciatore, nello stesso novembre proposta di sir Burdett; ma Plun-
1826 dichiarò il cardinal Cappel- kett rintuzzò i di lui argomenti ,

lari plenipotenziario per combinare ed allora Peel segretario di slato


un concordato col re de' Paesi Bas- per gli aifari interni, che in ap-
si, colla coadiuvazione di monsi- presso fu favorevole ai cattolici

gnor Francesco Capaccini sosti- parlò con molta vivacità, accusan-


tuto de' brevi, presidente e visita- do i cattolici d' idolatria. Invece
tore apostolico della pia casa d'in- Brougham perorò in vantaggio dei
dustria fondala dal Papa, il quale cattolici, ma contro di essi dichia-
in molli gravi affari si serviva del rossi Goulburn. Soggiunse il segre-
dotto prelato, che avea goduto la tario di stato Canning, ch'era stato
fiducia e la stima del cardinal Con- in E.oma sotto Pio VII e il car-
salvi : dovevano pure essere con- dinal Consalvi, ed aveva ricevuto
sultati monsignori Nasalli e Ma-
i giuste spiegazioni, e conosciuto le

zio, ed il canonico Belli, poi car- intenzioni saggie ambi- e leali di

dinali. V. Co^fCORDATO TRA LeOXE due. La proposizione di sir Bur-


XII E Guglielmo I re de' Paesi dett ad altro non tendeva se non
Bassi. A' 22 dicembre 1826 Leo- a dichiarare che lo stato dell'Ir-
ne XII approvò gli statuti e la so- landa e dei reclamava l'at-
cattolici
cietà delle dame del Sacro Cuore tenzione della camera: si passò alla
{^T'edi). Queste religiose furono po- votazione e si ebbero 272 voti fa-
scia stabilite in Pioma presso le vorevoli per la proposizione, e 276
Chiese della ss. Trinità de Monù, contro, per cui la causa de' catto-
e delle ss. Ruffìna e Seconda (^Fe- lici fu rovinata per soli quattro
di). A' 27 gennaio 1827 giunse in voti, almeno per allora. Della cro-
l'ioma il cardinal Bernetti , che a- ce apparsa in Francia nel villag-
vendo supplicato il Pontefice di gio diMigné a' 17 dicembre 1826;
dispensarlo di accettare la dignità dei due brevi emanati su di essa
cardinalizia, non erasi fermalo a da Leone XII, de' 18 aprile e 17
Parigi per riceverne la berretta , agosto 1827, e della croce d'oro
com'era stato disposto; ma Leone donata da lui al villaggio, sene
XII non accettò la rinunzia , ed parla al volume XVIII, p. 227 del
egli stesso gli impose colle solite Dizionario.
cerimonie la berretta rossa, e tutta Nel concistoro de' 2 1 maggio
Roma di ciò fu lieta. Frattanto nel 1827 Leone XII partecipò al sa-
parlamento d' Inghilterra, dopo la cro collegio, che l'arcivescovato di
leltura di parecchie suppliche in Friburgo [Vedi), istituito con quat-
favore e contro i cattolici, sir Fran- tro suffraganei da Pio VII, avea
7't
LEO LEO
ricevjilo coinpinienlo e pieno effet- ma In notizia della battaglia rli

to, sia nelle rendile assegnate ai Navarino, in cui la fiotta turco-


vescovi, che per quelle disposte pel- egizia venne distrutta ; questa vit-

le cottedrali, seminari e parrochi ,


toria favoriva gì' interessi della
provvedendo intanto ai pastori di Francia, non quelli della Russia e
Friburgo e Limhurgo. Quindi pro- dell'Inghilterra; ne fu poi conse-
teslù, che non potendo senza col- guenza r istituzione del regno di
pa lasciare ancora vedove diverse Grecia (^P'edi), ma senza felici ri-
chiese d' America, a riparare le sultati pei cattolici, come diciamo
conseguenti calamità, nominava i a quell'articolo. Intorno a quest'e-
vescovi per le sedi vacanti di poca un decreto dell' imperatore
Cuenca, Quito, Renezuela, s. INIar- d'Austria Francesco I die maggior
la, s. Fede, Antiochia, ec. La cor- consistenza agi' istituti de' gesuiti,
te di Madrid vedendo con dispia- ch'eransi aperti ne'suoi stati. A'rxc)

cere queste ultime determinazioni oltobie 1827 il Papa recossi a

del Papa, sebbene da dodici anni Monte Porzio, e desinò nel luogo
gli spagnuoli non dominavano più di villeggiatura del Collegio Ingle-
ni que luoghi, temporeggiava di ri- se : di ciò ne parliamo anche al-
cevere il nuovo nunzio monsignor l'articolo Frascati. Indi a' 2 r di-
Tiberi. In questo mentre il re di cembre Leone XII pubblicò il
Spagna Ferdinando VH mandò moto- proprio sulla amministrazione
in ambasciatore straordinario e pubblica, ed il riparto territoriale
ministro plenipotenziario il cav. dello stato ecclesiastico, di cui te-

Gomez Labrador, una delle prime nemmo proposito all' articolo De-
persone della diplomazia spagnuo- legazioni E LEGAZIONI APOSTOLICHE
la, ed il cardmal Cappellari fu DELIO STATO PONTIFICIO.
nominato dal Papa a trattare con Nel gennaio 1828 essendo stati

lui. Nel concistoro de' vescovi dei pi'oscritti gli armeni cattolici sta-
•^5 giugno, Leone XIT annunziò biliti in Coslaiilìnopoli [Vedi), al
la morte di Giovanni VI impera- modo che dicemmo in quell'artico-

tore del Brasile, re di Portogallo lo, per cui quasi quindicimila ar-
e degli Algarvi, dichiarando la sua meni furono ol)bligati a ritirarsi

determinazione di volergli far cele- in Asia, tranne alcuni che si na-


brare le consuete esequie nella scosero, e passarono in Grecia,
cappella papale ; indi fece la setti- l'animo paterno di Leone XII
ma promozione cardinalizia, crean- ne fu profondamente amareggiato.
do cardinale Ignazio Nasalli di Quindi ordinò di ricorrere al pa-
l'arma, arcivescovo di Ciro, già trocinio della Beata Vergine con
nunzio presso la confederazione El- una novena. Questa si fece nella
vetica, e Gioacchino Gio. Saverio chiesa del collegio Urbano di pro-

Isoard decano della rota.


d'Aix , paganda fide con l'intervento del
Due giorni dopo il Papa provò il cardinal Cappellari prefetto genera-
dispiacere di sentire la morte del le della congregazione di propagan-
orientali
\
cav. llalinski ministro di Russia, da, e di tutti i prelati :

per l'ottima intelligenza che pas- nell'ultimo giorno vi si recarono


sava con quel saggio diplcjmalico. riiniora i cardinali della congrega-
Ycr>o quc-to tempo giunse in Ho- zione, ed il Papa, compartendo la
LEO LEO 7^
benedizione col ss. Sacranienlo il no contro; ed in favore peroraro-
cnrdinal Cappellnri. Il re di Sar- no lord Wellesley fratello di detto
degna Carlo Felice inviò in Roma duca, ed il duca di Sussex. Ma la
il cav. di Colobiano (del quale par- proposta fu respmta alla maggioran-
lammo ancora nel voi. XXVll, p. za di 182 voti, contio 137. Frat-
I 66 del Dizionario ed altrove), per tanto il Papa nel dì della Pentecoste
una missione straordinaria, die Leo- fece celebrare la solenne beatificazio-

ne XII fece trattare ai cardinali Ber- ne di Maria Vittoria Fornari S Ira-


tazzoli eCappellari, nonché a mon- ta, fondatrice delle monache della ss.

signor Sala. In virtù di tali accordi Annunziata dette turchine ù celesti.


il re restituì agl'istituti ecclesiastici Il cardinal Giulio della Somaglia
il resto di tutti i beni che il go- decano del sagro collegio e segre-

verno imperiale francese aveva riu- tario di stato, essendo vicino a com-
niti al dominio dello stato. Ver- pire 84 anni di sua età, e per la
so lo stesso tempo il re di Bavie- sua salute di molto alterata, pre-
ra Luigi regnante ristabilì ne' suoi gò Leone XII ad esonerarlo dalla
slati alcuni monasteri di benedet- carica : il Papa accolse benigna-
tini, erano stati soppressi in
eh' mente le sue brame, e nominò se-
gran parte da suo padre. Il con- gretario di stato il cardinal Ber-
cordato pel ristabilimento del ve- netti, che avea nominato legato
scovato di Basilea venne rigettato apostolico a Ravenna, senza che
dal cantone di Argovia, ma lo ra- ancora vi si fosse recalo; quindi
tificarono gli altri cantoni interes- a' 17 giugno il cardinal Bernetti
sali di Soleure, Lucerna e Zug. incominciò a fungere il supremo
Kel maggio 1828 sir Burdelt, ministero. Nel giorno precedente
benché non più appoggiato da Can- erano state pubblicate in Parigi le
ning defunto, fece alla camera dei regie ordinanze, con le quali ven-
comuni di Londia la proposta sul- nero ristrette le facoltà al corpo
l'emancipazione de' cattolici, pei episcopale sulle nuove scuole spe-
quali con grave eIo([uenza appog- ciali per gli affari ecclesiastici, giù
giò la domanda Brougham, ma concesse dal re defunto Luigi XVIU,
Peel si dichiarò contro di loro; ad istanza del metlesimo corpo e ;

allora lord Guglielmo Paget, che perciò si venivano a sopprimere


sino a quel punto aveva votato una quantità di scuole tenute dai
contro i cattolici, meglio infoimato gesuiti, che per tal modo erano
volò in favore, e Grani membro colpiti d'un biasimo immeritato. I
del ministero pronunziò un lungo vescovi che avevano chiamato nel-
ragionamento a vantaggio della le loro diocesi i gesuiti, reclamaro-
proposta. Passando la camera dei no costantemente contro questa de-
comuni ai voti, 272 di essi furo- terminazione, ma non furono ascol-
no favorevoli, e 2G6 contrari. Pro- tati ; diecimila padri di flmìiglia,

seguendo le trattative per l'eman- alle cui case tornarono i loro figli

cipazione de' cattolici, alla camera senza istruzione, inutilmente anche


dei pari la sorte del bill non fu essi alzarono le loro querele. Car-
prospera ; diversi arcivescovi della lo X domandò consiglio a Leone
cl»iesa anglicana, lord Colchester, XII, cui furono rimessi i reclami
ed il duca di AYcllingtou parlaro- de" vescovi francesi, e i relativi do-
r6 LEO LEO
dimenìi. Per malasorte era allora monsignor del Drago; maestro di
il Papa alquanto alterato nella camera monsignor de Simoni ; e
salute, nonché tutto preoccupato segretario di propaganda monsignor
da molti argomenti d' inquietudine Castracane, tutti poi creati cardi-
c di timore che da tutti: parti na- nali dal Papa che regna, tranne
sccvano, per lo stato delle cose re- il penultimo creato da Pio Vili. 11
ligiose nella Prussia, nell'Inghilter- gran Pontefice era giunto al tra-
ra, ove la grand'opera dell'emanci- monto di sua vita, né gli liiancò
pazione de' cattolici non consuma- qualche interno presentimento, co-
vasi, nel Belgio particolarmente e me si espresse con qualcuno, e
nelle Russie. Il Papa tuttavia si dopo la sua morte fu trovata sul
abbandonò alla previdenza ed alla di lui tavolino la modesta iscrizio-

saggezza del re; quindi nell'otto- ne sepolcrale, che riportammo al


bre emanò un breve col quale ri- citato articolo Genoa, insieme a
spose alle rimostranze della dieta quella che da arcivescovo erasi fat-

Elveticii, relativamente ai matrimo- ta per la sua sepoltura nella chie-


iii contraiti a Roma dagli svizzeri, sa di Monticelli sua abbazia. Le
i quali COSI eludevano le leggi del- sagre funzioni della solennità del
la loro patria. Il Pontefice dichia- Natale 1828 senza incomodo le

rò ch'egli avea il diritto di ammi- celebrò come negli anni precedeo-


lìistrare il sagramento del matri- li ; cioè il vespero pontificale, il

ruouio ai cattolici di tutti i paesi, mattutino, assistette alla messa dei-


che però allorquando il matrimo- la notte di Natale, la celebrò bas-
nio potrà essere differito senza pre- sa nella chiesa di sani' Anasta-
giudicare la morale, si esigerà la sia, secondo l'antico uso de'Pon-
presentazione dei necessari docu- tefici, e poi la solenne nella ha-
nienti. silica di santa Maria Maggiore.
Nel concistoro de' i5 dicembre Nel seguente gennaio 1829 la ve-
1828, dopo avere Leone XII pre- glia notturna, ad onta del laudano
conizzato nuovi vescovi, pubblicò
i che soleva prendere per dormire,
cardinali i prelati R^udnay, Capra- si aumentò sensibilmente; tutta vol-
no, INJarazzani, Barberini, Benvenu- ta godeva di un sufllciente stato
ti e Crislaldi, riserbati già in pet- di potendo eseguire a' 2
salute,
to ; indi creò e pubblicò cardinali febbraio lunga funzione della
la
Anton-Domenico Gamberini d'Imo- candelora, ma volle consegnare al
la, vescovo d'Orvieto; e Gio. Fran- prelato maggiordomo l'anello pre-
cesco Marco-y-Catalan della diocesi zioso che i Papi sogliono usare
di Saragozza, governatore di Roma, ([uando celebrano solennemente, e
Questa fu l'ottava ed ultima prò- da noi descritto all'articolo Anello
mozione cardinalizia di Leone XII, de'Papi o Pontificale, nel timore
che nel suo pontificato creò venti- che potesse smarrirsi nel suo pynto
cinque cardinali. Conseguenza di estremo. Intanto monsignor Patrizio
questo concistoro fu la noiuina di Curtis arcivescovo d'Armach, e gli
varie cariche; diremo le primarie, altri vescovi cattolici d' Inghilterra
F'ece governatore di Roma monsi- raddoppiavano il loro zelo ed ini-
guor Cappelletti; tesoriere generale pegno pel bill di emancipazione
aiouiigiior Malici ; maggiordomo iii favore dei cattolici, e la ses-
LEO LEO 7-
sione del pailamento dovea aprir- alquanto diminuita, e sorgere qual-
si a' 5 fiibbiaio; ina ne' segieli <li che speranza, por essere stato feli-
Dio era stabilito cbe Leone XII cemente siringato dal Sisco; ma il
non dovesse godere della paterna miglioramento fu effimero. 11 dot-
gioia e consolazione di sentire il tore Poggioli visitò il Papa, secon-
cattolicismo emancipato in Inghil- do il solito a lui stabilito, nella so-
terra prima di morire, giacché fu la domenica, che era il terzo o
accettato a'2 3 febbraio: questa leg- quarto giorno del male; quindi
ge pose a livello i cattolici con non ebbe piìi accesso nella came-
gli altri sudditi dell' Inghilterra, gli ra del Pontefice, e solo per coman-
assolvè dalle pene e dalle gravezze do del cardipal segretario di stalo
the pesavano sopra di loro, gua- restò sempre in anticamera, e dormi-
rentì loro r eguaglianza de' diritti va in una stanza vicina, senza però che
politici, e stabili che non \i sarà venisse giammai interpellato sulU»
alcun velo per le relazioni colla san- grave infermità del Papa. Nella stessa
ta Sede. I Wellington e
ministri domenica verso sera il male imp»r-
PeeI, che avevano da prima com- versò di nuovo, laonde nel seguen-
battuta tale misura, ne assicuraro- te mattino aumentandosi sempre
no questa adempimento
volta 1' . più il pericolo, il Pontefice chiese
A' 18 gennaio era morto il cardinal da sé medesimo il ss. Viatico, che
Marazzani già maggiordomo del Pa- gli fu tosto amministrato da mon-
pa, che avea pubblicato cardinale signor Alberto Barbolani, suo came-
tientatre [giorni avanti: questo fu riere segreto; e poco dipoi volle
l'unico cardinale da lui creato che che monsignor arcivescovo Soglia
morì nel suo pontificato, nel qua- gli amministrasse pure l'estrema un-

le erano morti dieciotto altri di zione, rispondendo con edificante


Pio VII suo predecessore, compre- pietà e coraggiosa rassegna/ione
so uno di Pio VI. alle preghiere che la Chiesa usa per
A'5 febbraio Leone XII per la scala tal sagramento. Il cardinal Bernetti,
segreta, dalle sue stanze si recò in come segretario di stato, partecipò
quelle del cardinal Bernetti infermo il grave pericolo di vita in cui tro-
di podagra. Nella sera cominciò a vavasi il Pontefice al cardinal So-
sentire i primi dolori d'una stran- raaglia decano, ed al cardinal Zur-
guria, ed male essendosi aggrava-
il la vicario, non che al corpo di-
lo, il chirurgo Filippo Todini che plomatico. Il cardinal vicario im-
godeva la confidenza del Papa fece mediatamente fece esporre il ss.
quanto prescrive l'arte; ma Leone Sacramento nelle basiliche Lalera-
XII ch'era stato sovente il medico nense, Vaticana e Liberiana, ed oi--

di sé stesso, volle subito il suo dinò a tutto il clero la recita del-


confessore d. Giovanni Santini. Du- l'orazione Pro infìniw Pondfìce
:

rante la notte il male si aumenti), morii proxirno j ed in pari tenq^o


onde furono chiamati non l'archia- furono sospesi in B.oma tutti i pub-
tro pontificio dottore Michelangelo blici spettacoli. Nella mattina dei
Poggioli, ma solo i chirurghi Giu- nove il cardinal decano per im suo
seppe Sisco e Speroni. INondiraeno gentiluomo partecipò a tutto il sa-
ne'giorni6 e 7 la malattia andò cro collegio l'uifausta notizia, ed al-
peggiorando ; nel giorno 8 sembrò lora i cardinali in abito si recaro-
78 LEO LEO
no nelle pontificie camere per in- do giorno delle esequie novendiali,
formarsi della preziosa salute del il cadavere del Pontefice alla pre-
capo della Chiesa, e si traltenneio senza de'cardinali da lui creati fu
alquanto se avesse voluto vederli, collocato dentro le solite casse, e
poscia si restituirono alle proprie le- poscia rimossa quella di Pio VII,
sidenze. Nella stessa sera il cardinal fu posta nella nicchia sopra la por-
Castiglioni entrò nella camera del- ta della cantoria del coro della ba-
l'augusto infermo e 1' assistette se- silica vaticana. Nel nono ed ultimo
condo i doveri della sua carica di giorno de'novendiali, dopo la mes-
penitenziere maggiore, mentre il sa celebrata dal cardinal Odescalchi,
Pontefice che sino allora era stato alla quale assistette il re di Bavie-
costantemente presente a sé stesso, ra nel più stretto incognito, e pri-
cadde in un profondo sopore ,
ma delle cinque solenni assoluzioni
prestandogli gli ultimi uffizi fino intorno al tumulo grande, monsi-
allo spirare il dottore Poggioli, do- gnor Angelo Mai primo custode
po cioè la partenza de' chirurghi, della basilica vaticana, vestito di
attribuendo la voce pubblica al cappa sah sul pergamo a cornu e-
Todi ni il peggioramento del vene- vangelii della cappella del coro della
rando infermo. Sul far del giorno medesima basilica, e pronunziò in
il cardinal Odcscalchi, per far ri- latino la funebre orazione, essendo
posare il cardinal Castiglioni, suben- stato a ciò scelto dal sagro collegio,
trò nell'assistenza ; e dopo lunga e la quale con nota dottrina dipin-
la

placida agonia, fra le lagrime e la se al vivo con grave eloquenza i


desolazione di tutti gli astanti, nel principali tratti del pontificato di
martedì mattina io febbraio 1829, Leone XII. Il tumulo grande o ca-
ad ore quindici e tre quarti, Leo- tafalco, intorno al quale negli ul-
ne XII rendette V ultimo respiro, timi tre giorni de'novendiali si fan-
nell' età d'anni sessantotto, cinque no le cinque solenni pontificali as-
mesi ed otto giorni, e di pontificato soluzionij fu innalzato in mezzo alla
anni cinque, mesi quattro e gior- navata maggiore di detta basilica,
ni tredici. A cagione dell'inatteso con disegno del cav. Giuseppe Va-
e rapido corso del morbo da cui ladier, e gli ornali e le figure del-
fu condotto il Pontefice in brevissi- lo scultore Adamo Tadolini. Que-
mo tempo tomba, non mancò
alla sto magnifico catafalco consisteva
chi avvisasse ad una causa violen- in una grandiosa piramide egiziana,
ta, il che per noi non vuoisi qui e ne' quattro angoli eravi dipinto
né ammettere né escludere; riferen- il ritratto del Papa defunto, il suo
do solo come illeso abitualmente stemma gentilizio, quello della re-
ei si fosse da ogni malore uretrale verenda camera apostolica, ed il

e vescicale, in modo che negli stessi triregno colle chiavi incrociate. Nel-
abituali e croniciincomodi ed ac- la cima sorgeva la gigantesca sta-
cessi ebbe sempre ed
emorroidali tua della Religione: nella parte del-
in ogni tempo ad emettere le sue la principale prospettiva, in grandez-

acque spedite, limpide ed abbon- za naturale, eranvi le statue simbol-


danti. leK£;ianti la Carità e la Giustizia,
Dopo le consuete cerimonie e con un genio accanto ali urna de-
funebri pompe, nella sera del secon- corata di panneggio eoa sopravi
,,

LEO LEO 79
duo cuscini e pioporzionalo triregno scalini. A pie di questi nelle quat-

ed iscrizione, figiirando come rac- tro laterali estremitii, e precisamen-


chiudesse le ceneri dciraiignslo ile- te sotto i candelabri, furono po-
funto. iVelia parie opposta poi ven- sti quattro tappeti con altrettanti

nero dipinti molti emblemi sacri, sgabelli pei cardinali che ne'predet-
con due fame personificate e pian- ti ultimi tre giorni, in un al ce-

genti, e soUo con pitture a chia- lebrante fecero le memorate asso-


ro-scuro venne rappresentalo l'ac- luzioni, sedendo il celebrante da-
crescimento delle cattedre nell' ar- vanti alla cappella del coro, luo-
chiginnasio romano. Dai lati late- go ove i cardinali, i prelati ec, ce-

rali, corrispondenti a rimpctto del- lebrarono i novendiali funerali. Del-


le cappelle del coro e del ss. Sa- l'umile sepolcro decretato da Leo-
cramento, si leggevano quattro iscri- ne XII vivente innanzi la cappella
zioni latine di Girolamo Amali di s. Leone I Magno, ne parlammo
scrittore in lingua greca della biblio- all'articolo Ge.vga, come del monu-
teca vaticana, nelle quali egli lie- mento di gratitudine eretto nella
pilogò i fasti del breve, ma glorio- basilica vaticana, a spese particola-
.sopontificato di Leone XII, enco- ri del regnante Gregorio XVI.
miando principalmente sì nella i- Leone XII, il cui nome solo è
scrizione minore, e con piìi diffu- gloria, sostenne con magnanimitìi
sione nelle quattro mentovate, la la grandezza di questo nome mae-
somma di lui religione e pietà stoso per le gesta degli undici Pon-
quanto fece per la più spedita e ret- tefici che precedentemente l'aveva-
ta giustizia, la sua liberali là e prov- no portato; nelle quali se ne in-
vida sollecitudine nel governo, e la contrano diverse confoimi a quelle
costanza del suo animo, instancabile ed al carattere di Leone XII, sic-

nell'esercizio de'suoi doveri ad onta come zelantissimo dell'apostolico mi-


di sua inferma salute, virtù tutte nistero, di sveglialo ingegno, corag-
che eminentemente adornarono s\ gioso e franco. Se E.oma fosse sta-
gran Pontefice. Queste iscrizioni ta minacciata da qualche nemico,
sono riportate nell'opuscolo di mon- esli dub-
sarebbesi mostrato senza
signor Giuseppe Baraldi, intitolato bio un altro Leone IV. Il perchè
s.

Leone XII e Pio Vili, e nel- la perdita di un tanto Pontefice fu


l'edizione che nel 1829 ne fe- giustamente compianta non solo da
ce in Venezia Giuseppe Battaggia quelli di cui fu egli ancora prin-
si leggono con la versione in ita- cipe e padre, ma
da tutto l' orbe
liano del eh. dottore Paravia, no- cattolico, e dalla maggior parte dei
me come quello del Baraldi alle sovrani, come dichiararono nelle let-
lettere carissimo. urna con
Sotto 1'
tere al sacro collegio, ed a voce
pittura a chiaro-scuro venne figu- per mezzo dei loro ambasciatori e
rata r apertura della porta santa. ministri, sì in forma pubblica che
Quattro magnifici candelabri soste- particolare; e pianse l'intera Chie-
nenti ognuno copioso numero di sa, essendo benemerito della religio-
candele, aventi in cima una faccella, ne e della società. Però con la sua
adornarono la bella e sontuosa pi- vita non è stala spenta la sua me-
ramide che posava sopra analoga moria; la fama non può morire.
base, e circondata da un ordine di Dopo il pontificato di Pio VII,
;

8o LEO LEO
torno la alla santa Setle la calma, ma Leone XII ripetè le proteste
Leone XII nel breve suo regno si de'suoi antecessori contro queste il-

mostrò tutto inteso a rimettere le lecite assemblee, e contro le loro


cose di Roma e dei suoi domini i, prave intenzioni ; laonde discoprì
in quello stato, nel quale non ave- novelle trame, che osavano attenta-
vano potuto mantenersi tra le pas- re all'autorità de'principi legittimi,
sate vicende, con quelle provviden- ed aveano altri tenebrosi scopi .

ze e modificazioni proporzionate ai Condannò pure le società bibliche;


tempi ed ai bisogni dei popoli ; e mentre le sue allocuzioni, bolle ed
ad esservi coadiuvato fece scelta di encicliche saranno sempre monu-
egregi ministri, esaltando al car- menti per lui gloriosi, siccome ze-
dinalato personaggi d' un merito lante conservatore del culto divino
distinto, virtuosi e dotti, i quali e della disciplina ecclesiastica.
aumentarono il lustro del sagro Promosse Leone XII buoni stu- i

collegio. IMalgrado la sua debole di, protesse le artied suoi cultori i ;

salute, si può dire che governò fu sostegno dei poveri, degli infer-
sempre da sé stesso, occupandosi mi e de'prigionieri : principe fru-
del dettaglio d'ogni cosa ; dichiarò gale e modesto, e pieno d'integrità,
aperta guerra agli abusi, cercò d'ap- fu alieno dal nepotismo e dall' in-
plicare una salutare riforma ai di- grandimento de' suoi parenti ; e fu
versi rami della pubblica ammini- dalla morte rapito quando nella
strazione, s\ civile che criminale, vastità di sua mente molte cose
tanto sul giudiziale che sull'econo- andava disponendo per il bene del-
mico, ed ecco perchè alcune suede- la Chiesa, non meno che per la
terminazioni furono biasimate. Dap- prosperità dei sudditi. Studiò inge-
poiché essendo perfettamente irre- gnosamente l'abbellimento tanto di
prensibile riguardo alle cose religio- Roma che dello stato nelle strade
se, al dire di alcuni volle forse per pubbliche, negli arsenali di Ancona
rispetto alle cose amministrative es- e Civitavecchia, ed in altre opere da
sere piìi corrivo di quello che si lui intraprese pel maggior decoro
convenisse, spintovi dall'ardente bra- estrinseco della dominante e dello
ma che avea di fare il bene e la stato. In Roma edificò il Porto Leo-
felicità de' sudditi. L' umiltà sua, nino ( Vedi), per vantaggio della
come osserva il lodato monsignor regione di Trastevere e della città
liaraldi, gli fece talvolta esclamare Leonina. Nel palazzo di Papa Giu-
quando ammetteva alcuno al bacio lio stabilì una scuola e collegio
del piede: non ì)iihi, sed Petro veterinario, dove venivano raccolti
la sua mansuetudine e dolce con- da tutte le provi ncie dello stato
versare consolava e rapiva chi avea dei giovani abili a dedicarsi a questa
l'onore di trattarlo e visitarlo, co- utilissima scienza : ivi erano istrui-

me ampiamente dimostra il beneme- ti nell'anatomia, nella zoologia, nella


rito suo principale biografo cav. patologia e nella mascalcia. Lo sta-

Artaud di Montor già incaricato bilimento era sorvegliato da abile


d' alFuri per Francia a Pioma
la direttore ed assistito da valenti pro-
nel suo Varie società
pontificato. fessori, ed il tutto era regolato a
segrete minacciavano turbare la pa- norma dei più famosi collegi ve-
ce e la tranquillità di^ll' Europa ; terinari di Europa. Nelle Notizie del
LEO LEO 8t
giorno di Roma
1842, nu-
del al rono collocali quattro leoni di mar-
mero 49 si legge l'elogio del pro- mo di stile egizio, i quali gilta-
fessor Luigi Metaià, che Leone XII no acqua nelle sottoposte vasche
prescelse al magistero della veteri- rotonde: del vicino Monte Pincio
naria in detto stabilimento, conser- ( Fedi), pubblica e deliziosa passeg-
vandogli nell'università la cattedra giata, Leone XII fu benemerito del
di zoologia; ma nel pontificato di suo abbellimento, come di altri luo-
Pio Vili il collegio fu soppresso, e ghi di Roma, di che trattiamo ai
le cattedre furono incorporate nella rispellivi articoli. Di quanto poi fe-
nominata università. Il macello pub- ce in vantaggio della città e san-
blico in Roma, per incolumità della tuario di Loreto^ l'ho detto in
per ordine di Leone XII edi-
città, fu queir articolo.
ficato a porta Flaminia detta del Per maestà e decoro del Ponte-
Popolo, dal lato del fiume Teve- fice, allorché si reca in alcune se

re, a forma dei migliori di altri lennilà con treno nobile e pubblico,
luoghi. In questo edifizio volle sta- Leone XII fece fare la sontuosa e
bilito un locale per la mattazione ricca carrozza di cui parlammo al

di tulli gli animali, le di cui cai''- volume X, p. 119 del Dizionario^


ni servono ad uso pubblico, onde la quale nell'odierno pontificalo ha
così venissero tolti i pericoli ed il ricevuto dei ragionevoli migliora-
disordine che derivava dai ma- menti, acciò meglio corrispondesse
celli privati. Questo vasto edifi- alla sua onorevole destinazione. Nel-
zio fu eseguito con disegno del- la serie dei conii delle medaglie pon-
l'architetto cav. Gio. Battista Mar- tificie esistenti nella zecca papale,
tinetti, ed il locale è capace della vi sono pure quelli del pontificato
mattazione contemporanea di più di Leone XII. Oltre i conii delle sue
centinaia di bestie, ed è fornito di cinque medaglie che si dispensano
tanta copia d' acqua corrente da nel giovedì santo a quelli che fanno
provvedere all'istante alla nettezza le veci degli apostoli, ed oltre la
del luogo vari sopraintendenti di-
: suddescritla del possesso, e quella
rigono l'utile stabilimento, alcuni che descrivemmo all'articolo Genga,
de'quali invigilano alla bontà delle vi sono i conii delle medaglie coll'ef-
carni, che non vengono introdotte figie dell'arcangelo s. Michele, col
in città se non sono giudicate salu- mollo : Prospere Procede . . Ex . Re-
bri, e si trasportano ai macelli col GNA,anch'essa allusiva all'incoronazio-
mezzo di carri coperti, venendo co- ne e possesso; con l'eftigie di s. Pietro,
sì rimosso il fetore che prima era e l'epigrafe: Ut .Thesauros Aiv- .

in essi, e nocivo alla pubblica sa- m . Sanctiobis . Tecum Aperiam .


,

nità. Leone XII dichiarò direttore coniata per apertura della porta
l'

sopraintendente dello stabilimento santa; col molto Benemerenti, per


di mattazione o pubblico macello, premiare i benemeriti delle arti,
il lodato professore Metaxà. Inol- scienze ed utilità pubblica; colle
tre Leone XII fece lastricare la parole Agademiis
: Archigvmnasii . .

Piazza del Popolo [Fedi), rimosse Romani, di premiazione dell'univer-


r antica fontana ed in vece in- , sità romana; con incisione rappre-
torno all' obelisco eresse una gra- sentante la funzione dell' apertura
dinala quadrata, ai cui angoli fu- della porta saota^ e le parole : Ja»
VCL. xxxvui.
,

82 LEO LEO
jfUAs . CoELi . ApERUtT; coii la fi- vaj l'altra spetta alla nobile fami-
gura della religione radiata sedente glia Lepri, distinta col nome di Cec-
sul globo, e 1' epigrafe Sedet Su- : . chignola vecchia , e già fu pioprie-
per Universum
. Anno Jubilaei . . . tà dei due Cecchigno-
Cenci. Delle
MDCCcxxv ; con l'incisione che rap- le monsignor Nicola Maria
tratta
presenta il Papa che chiude la por- Nicolai nel t. I, p. i83 e i85 del-
ta santa, e l'iscrizione: Et Clau- . le sue dotte Memorie, l^ggj^ ^^ os-

siT Mscccxxv; con l'epigrafe: Au-


. servazioni sulle campagne e sull'an-
DITORIBUS. ArCHIGYMNASU ROMANI, . nona di Roma. La Cecchignola
medaglia di premiazione; con l'inci- Priorato resta cinque miglia fuori
sione in cui si vede il Pontefice vi- della porta di s. Sebastiano, a destra
sitare l'arcispedale di s. Spirito, e della strada denominata del Divi-
la leggenda: Infirmus . Eram . Et . no Amore, l'antica via Ardeati-
VisiTASTis . Me; col disegno del na. Il nome di Cecchignola de-
nuovo battisterio Liberiano, ed il riva da Cicomola, leggendosi nella
motto Baptisterio Liberiano E-
: . . bolla di Onorio HI del 1217 a
KECTO Dedicato; con la figura del-
. favore de'monaci di s. Alessio di
la Religione, medaglia incisa ad o- Roma, riferita dal Nerini, De tempio
nore del Papa dall'alunno dell'ospi- et coenobio ec. 229 e 5i5, che
pag.
zio apostolico Davilli, coU'epigrafe : questi possedevano duas pedicus
In Forti
. Turris In Tua . Fi- . . . terrae in Piliotti, vel Cicomola. A
de PoRTioR Orcis. Tutte queste
. . quell'epoca pertanto apparteneva in
medaglie hanno nel rovescio l' efH- parte a quel monastero. In un altro
gie di Leone XII, o in raozzelta istromento riportato pure dal Ne-
e stola, o in piviale e triregno. In rini, e pertinente all'anno 1 349 ^'

quanto alla medaglia grande conia- legge come confine di un casale


ta per la congregazione degli studi denominato Schiaci il casale nnod

se nepuò leggere la descrizione nel vocalur la Cicognola. Allora appar-


volume XVI, pag. 276 del Dizio- teneva tutto al monastero predetto,
Ilario. poiché da un documento del iSyj
Finalmente diremo che Leone si raccoglie, che Bartolommeo ab-
XII non fece mai villeggiatura, so- bate di s. Alessio die in affitto a
lo recossi nei luoghi suindicati sen- Nucco di Pietro Gibelli tertiam
za pernottarvi; fu bensì solito tal- partem ciijusdani casalis dicti ma-
volta recarsi alla Cecchignola a naslerii quod vocatur la Cicogniola.
pranzo, con qualche famigliare o La Cecchignola Priorato, luogo de-
ministro, il perchè ne daremo un lizioso con lago, essendo proprietà
cenno. La Cecchignola detta pure del priorato gerosolimitano di Ro-
Piliotti, Cicomola , e Cicognola, è ma, da Leone XII fu riacquistato
nome di due tenute dell'agro ro-
il alla camera apostolica che un tem-
mano confinanti fra loro; la pri- po n'era stata signora. In seguito
ma appartiene oggi al principe d. come luogo opportuno alla caccia
Alessandro Torlonia, ed un tempo fu notabilmente migliorato da Leo-
fu del priorato gerosolimitano di ne XII, che ed ingrandì
restaurò
Roma, indi del palazzo apostolico, il casale già costrutto da Paolo V.
e questa suol designarsi coll'aggiun- Ed in occasione de' lavori da lui

to di Priorato^ o Cecchignola nuO' ordinati, si trovarono le tracce del


,

LEO LEO 83
pavimento clell'antica via Ardealina, Patavii typis Seminari! 1840. Que-
pavimenti di musaico , ruderi di sta opera viene giustamente loda-
sepolcri, molli dolii di terra cotta ta per la grazia e per la forza
ec, indizio di un'antica villa in que- di una latinità elegante ed ener-
sto luogo. Pio Vili avendo fatto gica; e le finezze di spirito famiglia-
restaurare il palazzo di Castel Gan- ri a Tacilo vi sono impiegale eoa
dolfo, luogo della villeggiatura pon- ingegno, oltre altri pregi. La san-
tificia, ivi fece trasportare dalla Cec- ta Sede vacò cinquanta giorni.
chignoia parte del mobilio e stam- LEONE, Pontefice finto. Corra-
pe incise, con cui Leone XII a- do Alberstadense nel suo Cronico,
\ea abbellito il casino della Cecchi- e "Vincenzo nel suo Specul. Just.

gnola. Nelle noie vicende del i83i lib. i4 > dicono che al Papa san
avendo la camera apostolica dovu- Felice II , che patì il martirio
to alienare diverse possidenze, ven- a' novembre dell' anno
22 365,
dette la Cecchignola Priorato alla successe un Pontefice della eretica
nobile famiglia Torlonia, ed il re- sella degli ariani, chiamato Leo-
stante del mobilio e slampe incise ne, che poi morì precisamente co-
che vi avea collocale Leone XII, le me l'eresiarca Ario; la qual co-
fece il regnante Pontefice traspor- sa non credono improbabile i Cen-
tare al palazzo pontificio di Castel turiatori di Maddeburgo. Ma non.
Gandolfo : ma il quadro della cap- facendone menzione né s. Girolamo,
pella della Cecchignola dipinto dal ne s. Agostino, né s. Oliato, né Teo-
Muziani, e rappresentante s. Fran- doreto, né Ruffino, né finalmente
cesco d' Asisi , fu trasferito nella altri e moderni scrittori
antichi
chiesa di s. Sebastiano fuori le mu- sembra manifesto che sia interamen-
ru di Roma, e collocato nella cappel- te fittizio ed immaginalo il Ponte-
la a mano manca dopo l'ingresso, in fice Leone, ed una vera favola. A
sostituzione ad un s. Carlo Borro- questa assegna qualche origine il
meo, perchè essendo ora la chiesa in ven. cardinal Bellarmino, De Rom.
custodia dei minori osservanti, era Pont. cap. II.

bene che vi fosse una cappella sa- LEONE, Cardinale. V. S. Leo-


cra al loro fondatore s. Francesco. ne I Papa.
Per altre notizie del Pontefice Leo- LEONE, Cardinale. V.S. Leo-
ne XII si possono leggere i Diari ne II Papa.
di Roma e le Notizie del giorno LEONE, Cardinale. Leone car-
pubblicate nel suo pontificalo, gli dinale prete del titolo di s. Dama-
autori ed opuscoli citali in questo so, intervenne al concilio del Papa s.
articolo ed in quello di Genoa Fa- Zaccaria,lenulo nell'anno 743 o 'j/\5.

miglia, ì relativi articoli del Dizio- LEONE, Cardinale. Leone car-


nario, e la dotta opera del canoni- dinale prete del titolo di s. Ana-
co di Padova e protonotario apo- stasia fu al concilio del 743 o 74^,
slolico d. Antonio Nodari, da lui celebrato in Roma dal Pontefice s.

stesso donatami con onorevole epi- Zaccaria.


grafe, ed intitolata Vitae Pontifi- : LEONE, Cardinale. Leone car-
ciini Ronianorum Pii VI, Pii VII, dinale vescovo d'Albano solloscris-
Leonis XII^ Pii Vili, addito com- se il concilio celebrato dal Papa s.

mentariolo de Gregorio XVI ec.j Paolo I nel 761.


84 LEO LEO
hEO^'E, Cardinale. V. S. Leo- LEONE, Cardinale. Leone car-
ne HI Papa. dinale vescovo d'Ostia sottoscrisse
LEONE, Cardinale. V. S. Leo- un diploma di Giovanni XIII in
ne IV Papa. data del 969, e diretto a Gandol-
LEONE, Cardinale. Le one car- fo primo arcivescovo di Benevento.

dinale prete del titolo di s. Ceci- LEONE, Cardinale. Leone car-


lia fu al concilio tenuto in Roma dinale prete del titolo de' ss. Gio.
da Leone IV neU'SSS.
s. e Paolo fiorì nel pontificato di Be-
LEONE, Cardinale. Leone pre- nedetto VII del 975.
te cardinale del titolo di s. Loren- LEONE, Cardinale. Leone car-
zo intervenne neir853 al concilio dinale prete di s. Nereo sottoscrìs-

romano di s. Leone IV. Fu lega- se nel 998 la bolla di Giovanni


to apostolico alla corte dell'impe- XVI, colla quale canonizzò s, U-
ratore di Costantinopoli in favore dalrico.

di s, Ignazio , e contro 1' intruso LEONE, Cardinale. Leone car-


Fozio. dinale prete di s. Sisto appose la
LEONE, Cardinale. Leone car- sua sottoscrizione alla bolla di Gio-
dinale prete di s. Ciriaco fu al con- vanni XVI, con la quale nel 993
cilio tenuto da s, Leone IV l'aa- canonizzò s. Udalrico.
no 853. LEONE, Cardinale. Leone car-
LEONE, Cardinale. Leone car- dinale prete de' ss. Giovanni e Pao-
dinale vescovo di Selva Candida, lo sottoscrisse ad una bolla di Be-
registrato tra i cardinali di s. Leo- nedetto Vili del IO £2, in favore
ne IV. dell'abbazia di s. Ruffillo di For-
LEONE, Cardinale. Leone car- limpopoli.
dinale vescovo di Sabina interven- LEONE, Cardinale. Leone car-
ne al concilio dell' 872 celebralo dinale diacono fiorì nel pontificato

da Giovanni VIII, e sottoscrisse al di Benedetto IX eletto nel io33.


commonitorio consegnato ai legati LEONE, Cardinale. Leone car-
apostolici ad oggetto di restituire dinale diacono sottoscrisse un pri-

l'empio Fozio alla cattedra patriar- vilegio accordato nel io44 da Be-
cale di Costantinopoli. nedetto IX al patriarca di Grado.
LEONE, Cardinale. Leone car- LEONE, Cardinale. Leone car-

dinale diacono intervenne al sino- dinale prete del titolo di s. Loren-


do romano dell' 872, celebrato da zo in Lucina, ed arciprete della

Giovanni Vili. santa romana Chiesa, fiorito sotto


LEONE, Cardinale. V. Leone V s, Leone IX del 1049, abbandonò
Papa. il Papa s. Gregorio VII, per se-
LEONE, Cardinale. Leone car- guire l'antipapa Clemente III ; laon-

dinale prete di s, Balbina , fu al de condannato e degradato dalla


concilio che il Papa Giovanni XII sua dignità, morì decrepito ed o-
tenne nel 964. stinato nello scisma, nel pontificato

LEONE, Cardinale. Leone car- di Urbano II.

dinale prete del titolo di s. Croce LEONE, Cardinale. Leone car-


in Gerusalemme sottoscrisse alla dinale prete del titolo di s. Loren-
bolla dell'antipapa Leone Vili del zo in Damaso fiorì nel pontificato
964. di s. Leone IX del 1049, e tre»
LEO LEO 85
vossi presente al concilio celebrato to, insieme con Anastasio poi car-
da Nicolò II nel loSg, come alla dinale, per istabilire la pace coi nor-
solenne dedicazione della basilica manni , dove si trattenne finché
di Monte Cassino fatta da Alessan- le cose furono accomodate e quel-
dro li. la città ridotta alla obbedienza del
LEONE, Cardinale. Leone car- Papa. Morì nel pontificato di Pa-
dinale diacono di s. Maria in Cos- squale II.

medin, fiorito nel pontificato di A- LEONE, Cardinale. Leone o Lee-


lessandroll, è il primo, secondo il na abbate casauriense fu da Ales-
Ciacconio, che dall'officio di arci- sandro HI a'21 marzo 1 170 crea-
diacono fosse decorato della cari- to cardinale diacono in Verdi, ove
ca di camerlengo di santa romana nella chiesa di s. Erasmo se ne
Chiesa, che allora era pure teso- scolpì in marmo la memoria.
riere della medesima. E vero che LEONE NUOVO NEL MESSI-
in una bolla spedita da Stefano CO. V. LlNARES.
X a favore della chiesa d' Arezzo LEONE, Ordine equestre. Que-
nel loSy si legge: Scriptum per sto ordine militare lo istituì nel-
manus Gregorii notarti et came- l'anno 1080 Enguerrando I signo-
rarii s. Sedis apostolicaej ma que- re di Coucy, in memoria di un
sto Gregorio non era cardinale. Sot- feroce leone eh' egli aveva ucciso
toscrisse una bolla da Alessandro nella foresta di Coucy, perchè fa-
li nel 1062 spedita da Anagni, ed ceva terribilissime stragi. Istituì in-

a lui si ribellò per giltarsi al par- oltre delle feste di ringraziamento,


lilo dell'antipapa Clemente III. da doversi rinnovare ognianno ;

LEONE, Cardinale. Leone car- ed i fondatoli dell'abbazia di Nou-


dinale prete del titolo di s. Mar- gent, eh' erano della casa di Cou-
co, registrato tra i cardinali di A- cy, obbligarono l' abbate di quel
lessaiidro li che mori nell'anno monastero ad offrire del pane e
1073. delle torte al signore di Coucy
LEONE, Cardinale. Leone car- nella corte, ov'era collocata l'effi-

dinale diacono di s. Maria in Cos- gie del leone. Questo omaggio ve-
medin, si legge tra quelli di A- niva fatto con delle prescrizioni
lessandro II, il cui pontificato finì bizzarre, proprie de' bassi tempi, e
nel 1073. rinnova'vasi nelle feste di Natale, di
LEONE, Cardinale. Leone car- Pasqua e di s. Giovanni Battista.
dinale prete fiorì nel pontificato di Lallovette che scrisse nel 1576 la
s. Gregorio VII eletto nel 1073. storia genealogica delia casa di
Alcuni lo dicono creato cardinale Coucy, dice che quest'ordine ven-
diacono da Alessandro II, e che s. ne rinnovato da Enguerrando li
Gregorio VII lo trasferì all'ordine nel secolo XIII, sul cominciare del
dei preti. A lui si ribellò per aderire regno di s. Luigi IX re di Fran-
allo scismatico Clemeule III falso cia; e che anzi, secondo il p. He-
Pontefice. lyot, è forse assai più probabile
LEONE, Cardinale. Leone car- che Enguerrando II sia stato il
dinale vescovo d'Albano, creato da vero istitutore di questo ordine, i
Pasquale II del 1099, fu spedito di cui cavalieri portavano per in-
p Benevento col carattere di lega- segna equestre una medaglia d'o-
se LEO LEO
ro, in cui era rappresentata la fi- 26 dicembre 1812, gior-
rente, a'
gura di un leone. no onomastico della sua sposa Ste-
LEONE D'ORO d' Assia - Cas- fani;!, fondò quest'ordine militare
SEL, Ordine equestre. Lo istituì Fe- e cavalleresco, ed in memoria de-
derico II landgravio d'Assia - Cas- gli antichi e potenti duchi di Zah-
sel a'i4 agosto 1770. Sino al 18 16 ringen da cui discendeva gliene die-
l'ordine formava una sola classe, i de il nome. Formò gli statuti e di-

cui membri prendevano il titolo e vise l'ordine in tre classi : la pri-


grado di cavaliere. Oltre i princi- ma gran croci, la seconda di
di
pi del sangue, i quali dalla nasci- commendatori, la terza di cavalie-
ta n'erano fregiati , tra gì' impie- ri semplici. La decorazione formasi
gati civili e militari non potevano da una croce nel cui centro vi è
portarne la croce che quelli che il leone stemma dei Zahringen,
appartenevano alla prima classe. In leggendosi in giro il motto Fi'cr ; I
detto anno 18 16 l'elettore d'As- Ehre und PVahrheif, cioè per l'o-
sia-Cassel Guglielmo I, volendo ri- nore e la verità. La decorazione
compensare i servigi resigli dalle ha il nastro di seta ondata di co-
persone impiegate d'una classe in- lor verde, e con orli di color di
feriore, estese l'ordine, e vi aggiunse arancio. Inoltre il granduca Fede-
all'unica classe altre tre classi. Al- rico nell'anno i8i5 istituì ancora
lora i membri della prima classe, una medaglia d'onore per que' sud-
lasciato il titolo di cavaliere, pre- diti che avessero bene meritato del-
sero quello di gran croce. Le nuo- la patria e del principato , tanto
ve classi vennero divise in com- impieghi civili,
nell'esercizio degli
mendatori di prima e seconda clas- quanto per gesta militari durante
se e in cavalieri. Pei gran croci le sanguinose vicende che desola-
restarono in vigore gli antichi sta- rono l'Europa dal i8i3 al 18 15.
tuti. Quanto agi' impiegati fu sta- Questa decorazione, se concessa
bilito, che gli assiani di seconda agi' impiegati civili, pende da un
classe possono ricevere la croce di nastro nero con una lista di color
commendatore di prima classe; quel- di arancio; se data ai militari, il

li della terza classehanno la cro- nastro è rosso con le strisce tra-


ce di commendatore di seconda versali bianche, con orli neri.
classe. La decorazione di quest'or- LEONE de' Paesi Bassi, Ordine
dine consiste in una croce collo equestre. Il re de'Paesi Bassi Gu-
scudo, entro cui è il leone inse- glielmo I, dopo avere istituito un
gna d'Assia, coir epigrafe intorno: ordine cavalleresco che dal pro-
VIKTUTE ET FIDELITATE ; il naStrO di prio nome chiamò Guglielmo, on-
seta al quale si appende la deco- de premiare i prodi e fedeli mili-
razione è di colore sanguigno. tari, volle a' 26 settembre i8i5
LEONE Zahrixgex, Ordine
DI fondarne altro col titolo del Leone
equestre. Ebbe per istitutore il gran- per premio del merito civile. Lo
duca di Baden Carlo Federico. Vo- divise in tre distinte classi, vàie a
lendo questo principe premiare i dire, di gran croci, di commenda-
suoi sudditi che fedelmente lo a- tori e di cavalieri. La croce del-
veano servito nelle vicende politii l'ordine è d'oro, di forma ottago-
che dei primi anni del secolo cor- na, smaltata in bianco: sulla faccia
LEO LEO 87
dello scudo ewi la figura del leo- loro che vi entravano, per man-
ne, e nel rovescio l'iscrizione: vir- tenersi nella modestia a' sacri luo-
Tus NOBiLiTAT. 11 iiastro della de- ghi dovuta. Quindi è che siccome
corazione è di seta color violetta, il leone dai gentili fu tenuto per
eoa orli color d'arancio; però i simbolo di diversi elfetti naturali,
gran croci portano inoltre una pia- o del sole o della terra, e figu-

stra, e i corameudatori una croce rati nelle loro cose sacre, così i

ricamala in oro, sulla parte sini- cristiani, come di un simbolo in-


stra dell'abito. In seguito all'ordi- differente, non hanno avuto diffi-

ne del Leone pel merito civile, coltà di servirsene, sì nelle sacre


venne aggiunto un certo numero immagini come ne' templi. Questo
di fratelli., quali portano una me-
i u';o la Chiesa sembra averlo preso

daglia simile allo scudo della cro- più dalla sacra Scrittura che dal
ce : essi godono l' annua pensione gentilesimo, il quale forse anch'es-
di duecento fiorini, metà della qua- so lo tolse da egual fonte, per cui
le alla loro morte finiscono le ve- vediamo le figure de' leoni impie-
dove de' medesimi. gate nel tempio e nel trono di
LEONE. Animale fiaroca che Salomone. Similmente tra i quat-
per la sua forza è detto il re de- tro misleriosi animali mostrati da
gli animali. Gli autori sacri ne Dio al profeta Ezechiele, e poi
parlano sovente, anche in via di all'apostolo s. Giovanni, vi fu an-
similitudine. Il leone di Giuda è che il leone, onde la Chiesa appli-
Gesù Cristo sortito dalla tribù di cò le effigie de' quattro simbolici
Giuda, che vinse la morte, il mon- animali per esprimere i quattro e-
do, il demonio. In Grecia il leo- vangelisti, ed i quattro suoi prin-

ne era consaci'ato al Sole, in E- cipali dottori; figurando tra primi i

gitto a Vulcano, in altri luoghi in quella del leone san Marco, ed


alla dea Cibele, come in Roma, il massimo de' dottori s. Girolamo
fingendo i poeti che i leoni tiras- nei secondi. Il p. Mamachi t. I,

sero ad essa il carro, figurando p. 191, De coslumi deprìmi cri-


nella dea la terra, nei leoni l'a- stiani^ dice ch'essi dipingendo e
gricoltura. I gentili lo tennero per scolpendo leoni, denotavano la for-
i

simbolo della virtù divina, ed in tezza con cui dovevano sopporta-


Egitto gli furono dedicati templi, re qualunque patimento per Ge-
ed una città chiamata Leopolea sù Cristo , o la vigilanza che fa
ovvero LenlopoU. Gli orientali so- d' uopo usare per non cadere
levano tenere i leoni all' ingresso nel peccato, o il nostro Reden-
de' loro templi, massime di quelli tore chiamato nelle sacre lettere,

dedicali al Sole, 'come vendicatore Leone della tribù di Giuda. Poscia


degli spergiuri e di altre scelleratez- i cristiani senza badare al costume
ze, acciò in que' luoghi sacri non de'gentili, ma solo a'simboli che si
sicommettessero da alcuno. I ro- riconoscono nelle immagini de'leo-
mani costumarono altrettanto, po- ni, usò di collocare le statue dei
nendo le statue de' leoni alle por- medesimi in maniere nelle
varie
te de' templi, taiif/uam divinorum chiese. Narra il Baronio, che in Car-

custodes j affinchè il loro aspetto tagine, convertito il tempio della


servisse di fieno e di timore a co- Dea celeste in chiesa, si giudicò per
88 LEO LEO
una gran quel leone
vittoria, che angoli di prospetto de'due amboni
sul quale sedeva quel falso simula- nella chiesa di s. Pancrazio; due
cro, stasse sotto la cattedra del ve- leoni sono alle porte delie chiese
scovo, e da essa il vangelo si pro- di s. Lorenzo ss. Gio.
in Lucina, de'
mulgasse. Aggiunge, essersi intro- e Paolo, di Saba, e due avanti
s.

dotto nella Chiesa la consuetudine alla cappella della Beata Vergine


che ne'postergali delle sedie de' ve- nella chiesa di s, Bartolomeo all'I-
scovi si scolpissero! leoni, per deno- sola, i quali anticamente erano alla
tare che la superbia del mondo è porta della chiesa. Due sono nella
opposta alla dottrina di Cristo, ed chiesa di s. Maria in Candelora in
ancora la fierezza del demonio in Banchi, della quale parlammo al voi.
quella del leone, che però fu sog- XXVI, p. 2 3o del Dizionario, ed
giogato dalla virtù della Croce, Ec- in altre chiese gran leoni si due
dunque perchè
;
!
co nelle sedie di vedono avanti maggiore la porta
molte antiche cattedrali si vedono di s. Salvatore in Lauro, e due a
effigiati i leoni, ed in Roma somi- quella laterale. Due teste grandi
glianti figure sono nelle tribune di leone sono affisse sopra gli ar-
e sedie di marmo di alcune chiese chitravi del portico della diaconia
e basiliche, che servirono antica- di Giorgio in Velabro^ e sopra
s.

mente ai Pontefici, a' vescovi, ed ai quella di s. Giovanni avanti porta


loro titolari. Altri leoni scolpiti si Latina. Que'simulacri di leoni che
vedono ne' piedistalli de'candellieri sono alle porte delle chiese, e che
sì degli altari come de' cerei pa- alcuni tengono fra le zampe un'i-
squalij e delle colonne che sosten- strice o altro un animale, ovvero
gono i pochi amboni superstiti o uomo o bambino, sembrano opere
pulpiti, variamente effigiati ,come gotiche piuttosto che de'gentili. E»
nelle chiese di s. Maria in Cosme- giziani e di granito bigio sono quel-
din, di s, Balbina, di s. Pietro in li ch'erano avanti la chiesa di s.

Vincoli, ed in altre chiese. Maria ad Martyres o Panteon, ivi


Soprattutto poi gli antichi fedeli forse collocati da M, Agrippa, lascia-
collocarono i simulacri de'leoni alle tivi dal Papa s. Bonifacio IV al-
porte delle chiese, con più giusto e lorché la ridusse in sacro tempio,
diretto fine di quello che facessero trasferiti da Sisto V alla sua fonte
i gentili, affinchè tacitamente ricor- Felice a Termini, e dal regnante
dassero a'fedeliil timore del giu- Gregorio XVI nel museo Egizio da
sto sdegno di Dio, se alcima irri» lui fondato in Vaticano, di che ne
verenza in que'Iuoghi sacri si com- parlammo al voi. XXV, p. 167 del
mettesse. Molte chiese antiche di Dizionario, insieme ai due leoni
Roma hanno conservato questo co- eh' erano anticamente nella porta
stume, vedendosi due leoni interi maggiore della basilica lateranensej
fuori delle porte della patriarcale e dal medesimo Sisto V trasporta-
basilica di s, Lorenzo presso il cam- ti a detto fonte. Dei due memorati
po Yerano; uno intero in un an- leoni egizi lavorati in Menfi e for-
golo fuori del portico della basi- se rappresentanti il dio Mophta Ni-
lica de' ss. Xil Apostoli, mancan- lotico del Pantheon, eruditamente
do r altro dalla parte opposta. ne scrisse il p. Rircher in Oedipo
Quattro mezzi leoni adox'uauo gli Aegypt. t. \\\,synlag. i3, e. a. Due
LEO LEO 89
leoni di pietra di basai le ed egiziana, Sellimia, Severina e Basso, soste-

sono nel principio della salita del nuto da quattro leoni, i quali han-
Campidoglio^ al quale articolo se ne no nelle branche la croce, ed una
fece menzione, dicendosi che dalla bambina, la quale in uno di essi
porta della chiesa di s. Stefano del sta rita in piedi colle mani alzate
Cacco de'silvestrini, ivi li fece si- verso il capo, e negli altri giace
tuare Pio IV. Nella chiesa di s. distesa in terra. La bambina egli

Tommaso a' Cenci, giuspatronato la prende per simbolo della reli-

delia fomiglia Cenci-Bolognetti, la gione cristiana nascente; quanto ai


mensa dell'altare maggiore è soste- leoni dimostra l' antichissimo uso
nuta da due grossi marmi in forma di far sostenere i sepolcri dai leo-
di piedistalli scolpiti con intagli di- ni, tanto dagli egizi, ebrei, greci,
Tersi, che nel prospetto figurano romani e cristiani, non solo per
due teste di leoni, colle corna di ornamento, ma come simbolo di
montone, barbe lunghe di capra, vigilante custode. Può il leone a-
con due ali stese. Pompeo Ugonio, vente con sé una bambina rappre-
delle Stazioni dì Roma a p. 28, os- sentare più significati , come la
serva che siccome il leone ha la pro- mansuetudine, se la persona è im-
prietà che quando veglia tiene gli belle di sua natura ; il simbolo
occhi chiusi, e quando dorme li della maestà o quello della magna-
tiene aperti e sfavillanti come fuo- nimità e fortezza. In Italia inoltre
co, è il vero simbolo del vigilante si vedono leoni avanti alle antiche

e fedele custode, e perciò con ra- Genova, a Parma, a Pia-


chiese, a
gione posto alla custodia dei sacri cenza, Ferrara, ad
a Verona, a
templi sì de'gentili che de' cristia- Ancona, e in altri luoghi come a
ni. Il padre Lupi t. I delle sue Dis- Monza ed a Modena. Entrando in
sertazioni p. 40) citando il Ciampi- questa ultima cattedrale, a destra
nij discorre de'leoni di marmo posti ed a sinistra si vede un uomo rag-
nelle antiche chiese de'cristiani, o- gruppato sopra un leone sostenen-
pinando essere appartenuti al tem- te una colonna sulle sue spalle, e
pio d' Iside quelli che decoravano vuoisi simbolo della religione, base
il Pantheon, e di marmo ad ope- della ragione umana che ci dà la
ra greca quelli eh' erano avanti la forza per sopportare le tribolazioni.
porta lateranense del gran portico Quanto ai leoni che sottostanno
o patriarchio. Il Marangoni dotta- alle colonne della facciata della
mente traila de'leoni rappresenta- medesima cattedrale di Modena,
ti in islatue alle porte e nelle chie- tenenti un agnello sotto le loro
se, nella sua erudita opera Delle zampe anteriori, si dicono imma-
cose gentilesche profane traspor-
e gine del forte che sostiene il debo-
tate ad uso e ad ornamento delle le o dell'innocenza, protetta dalla
chiese. Inoltre le statue de'leoni si religione, poiché gli agnelli non
posero anche sui sepolcri o presso compariscono spaventati né mal-
i medesimi. trattali. JNel medio evo solevasi a-
Il Santini, /Memorie di Tolenti- vanti la porta principale de'templi
no p. 60, descrive il sarcofago di rendere giustizia, ed ivi erano le
marmo bianco di Tolentino, dove arti pubblicate ed autorizzale. Per-
è riposto il corpo de' ss. Caterve, tanto si legge nelle antiche carie
f)o LEO LEO
di quel lempo la formola: Domi- persecuzione contro i cristiani, au-
no nostro sedente inter leones, che rizzata dall'imperatore Severo nel-
indica il luogo in cui sedeva il l'anno 202 , infieriva in Alessan-
signore feudale sopra la scalinata dria, Leonida fu preso e messo in
in mezzo ai leoni. Anche fuori d'I- prigione per ordine di Leto go-
talia molti ediBzi sacri sono ador- vernatore d'Egitto ; e perseverando
nali colle figure ili leoni, con di- fermamente nella fede , fu decapi-
versi emjjlemi e significati. tato. Alcuni credettero che
s. Leo-

LEONESSA, Ordine equestre. I nida fosse stato insignito della di-


cavalieri o compagnia della leones- gnità episcopale. E onorata la sua
.sa, equites laenae, laenae societas, memoria ai 22 d'aprile.
ebbe origine dalle turbolenze e LEONISTA o LIONISTA. No-
dalle guerre sanguinose cagionate me dato sopra tutto in Germania
nel regno diNapoli, dalle due fa- agli eretici che chiaraaronsi in Fran-
zioni che seguivano nel declinar cia poveri di Lione: questi sono
del secolo XIV e ne' primi anni gli stessi che i valdesi, chiamati leo-

del secolo XV, Ladislao figlio di nisli o lionisti, perchè ebbero pi'in-

Carlo III Durazzo, e Luigi IId'An- cipio nella città di Lione.


giò per l'adozione fatta da Gio- LEONORIO (s.), vescovo regio-
vanna I di Luigi I d'Angiò. Vi nario in Bretagna. Uscito di un'il-
furono pertanto molti gentiluomi- lustre famiglia, abbracciò lo stato
ni di quelli che si erano dichia- monastico nel paese di Galles, do-
rati per la casa d'Angiò, che pre- po essere stato allevato sotto la
sero per divisa un arcolaio d' oro, disciplina di s. Iltuto. Passato in
che portavano sul braccio sinistro Francia , di cui la provincia di
in fondo rosso, come meglio si dis- Domnonea faceva parte, fondò un
se all'articolo Arcolaio. I gentiluo- monastero tra il fiume Rance e
mini poi che parteggiavano per d'Arguenon, avendogli Giona, con-
Margherita vedova di Carlo IH e te del paese, donato il terreno ne-
pel figlio Ladislao, adottarono per cessario. Il re Childeberto lo ave-

impresa una leonessa d'argento, va in grande estimazione per le

la quale aveva i piedi legati, quale sue virtù, ed invitollo colle più
portavano in petto pendente da un pressanti inchieste a venirlo tro-
nastro, qualificandosi per cavalieri. vare a Parigi : il santo si arrese,
11 p. Bonanni nel Catalogo degli e vi fu accolto con venerazione.
ordini equestri, a pag. LXVII ri- Al suo ritorno intese la morte fu-
porta la figura del cavaliere della nesta di Giona suo protettore, da
leonessa,ma lo confonde con quel- Conomoro spogliato del principato
supponendolo con-
lo dell'arcolaio, e della vita. Egli accolse e protes-
trario a Margherita e Ladislao. se Indualto, figlio dello sventura-
LEONIDA (s.), marfire. Filosofo to conte ; e senza temere lo sde-
cristiano, nativo di Alessandria, e- gno dell'usurpatore, si adoperò
gualtnente versalo nelle scienze sa- presso il re pel di lui ristabilimen-
cre e profane. Fu
padre di sette to nel paterno dominio. Non si sa
figliuoli, il maggiore de' quali fii l'epoca della morte di s. Leonorio.
il grande Origene, che educò egli Il suo corpo fu trasferito in una
stesso con cura speciale. Mentre la chiesa presso a s. Malo, che portò
LEO LEO 9'
)ioscia il suo nome. La sua festa è nell'anno 4^8 dell'era nostra se ne
celebrata al primo di luglio, e quel- impadronirono i maomettani d'A-
la della sua traslazione ai 1 3 d'ot- frica, dai quali fu poi liberata. La
lobre. sede vescovile fu eretta nel III seco-
LEONTINI o LENTINI, Leonti- lo, sotto la metropoli di Monreale.
ni seu Leonlium. Città vescovile an- S. Neofito è il primo vescovo co-
tichissima del regno delle due Si- nosciuto, che ne occupava la sede
cilie, Val
nella di Noto presso la l'anno258 circa; a lui successe s.
riva del fiume Lisso influente del Tra di lui successori no-
Piodippo. i

Teria, o fiume Leonardo, di-


di s. mineremo s. Luciano, che nel 689
stante venti leghe da Siracusa, ca- assistette al concilio Lateranense, e
poluogo di cantone della provincia Costanzo che fu al secondo conci-
della Valle Minore di Siracusa. lio di Nicea nell' anno 707. Dopo

Si dice edificata dai calcidesi, es- questa epoca non si conoscono più
sendo gli edifici moderni di buon altri vescovi di Leontini. F'. Rocco
gusto, tutti quasi eretti dopo il Pirro, Sicilia sacra lib. II, pag,
teiremoto dell'anno 1693 che ro- 44'-
vinò la città. Possiede diverse chie- LEONTOPOLI. Sede vescovile
je, ed in quella de' cappuccini so- di Egitto nella seconda Augustamui-
novi due tavole dipinte dal Tin- ca, sotto il patriarca di Alessandria,
toretto e dal Bassano. I campi leon- eretta nel quinto secolo, che poi
tini fra il Teria e l'Erice sono famo- divenne metropoli ed ebbe seguen- i

si per la loro ubertà: il suo terre- ti dieci vescovati per suffraganei: A-

no èuno dei più fertili della Si- treus, Heliopoli o Matarea, Bu-
cilia. Questa antica città di origine basta o Basta, Carbetus o Phar-
greca,, portò secondo Diodoro il betus, Babylon, Scena Mandrorum,
nenie di Xulhia,o almeno così chia- Thoum, Antithoum, Scia, ed A-
mavasi il piccolo paese ove fu e- rabias. Questa città fu chiamata
dificata, e che sembra aver appar- città de' Leoni ,
Leonuni civitas ,

tenuto agli antichi lestrigoni di a- e Tolomeo la colloca tra il fiu-


tletiche forme. Dionisio discacciò me Attribite e quello di Busiri-
gli abitanti, ed obbligoUi ad accre- de, cioè tra la parte superiore del
scere la popolazione di Siracusa, ramo Pelusiaco ed il Phathmetico.
mentre munì Leontini, collocando- Secondo alcuni, Leontopoli corri-
vi un presidio di truppe scelte. La sponde al Tel-Essahe degli arabi, che
diede poi come stipendio ai soldati significa collina del Leone. Quattro
mercenari, ed i successivi domina- vescovi si conoscono di Leontopoli:
riguardarono sem-
tori di Siracusa la Ischirione che sottoscrisse alia lega-
pre come un suo antemurale. Go- zione di Eugenio diacono della chie-
dè il municipale reggimento, tran- sa di Amila, a s. Atanasio, in fa-
ne il tempo che soggiacque alla vore del loro vescovo ; Metrodoro
tirannia di Falaride d' Agrigento. che fu al concilio di Efeso; Gennaro
Nell'anno 214 avanti Gesù Cri- che nel concilio di Calcedonia non
sto fu presa dai romani, indi nel volle sottoscrivere la condanna di
4H8 vi nacque Gorgia nelle sto-
: Dioscoro e Teodoro che assistè al
;

rie delle guerre tra' romani e car- i quinto concilio generale e fu uno
lagiuesi è molto nominata. Di poi di quelli deputati ad invitarvi il Va,-
, ,

9^ LEO LEO
pa Vigilio. Oriens chrìst. tom. II, to pose un monastero che divenne
p. 554. poi celebre. S. Leonzio di Frejus
LEONTOPOLT. Sede vescovile si annovera fra i vescovi delle Gal-
di Isauria nella diocesi di Antio- lie, a cui Papi s, Bonifazio I e s. Ce-
i

chia, sotto la metropoli di Seleu- lestino I scrissero per affari impor-

cia, alla città della quale si vuole tanti. Mori circa l'anno 4^2, ed è

che r imperatore Leone gli dasse onorato il i.° dicembre. Gli è stalo
il proprio nome. Dalla legge 4>/"' dato talvolta il titolo di martire, e
ris graec. rom. p. 227, pare che fu eziandio confuso con Leonzio
fosse eretta in metropoli dall'im- d' Arles e con altri vescovi dello
peratore Marciano. Ne furono ve- stesso nome.
scovi Zaccaria che sottoscrisse il LEONZIO II (s.), vescovo di
VI ed i canoni
concilio generale Bordeaux. Uscito d' uno dei più il-

in Trullo; e Giovanni insieme ad lustri casati d'Aquitania, militò in

alcuni altri vescovi, portò querela sua gioventù nella guerra contro i
contro Fozio innanzi al Pontefice visigoti, in Ispagna e nella Gallia
iSlefano V detto VI. Oriens christ. Narbonese. Sposò Placidina, la qua-
t. II, p. 102 1. Leontopoli , Leon- le contava tra' suoi maggiori s. Si-

topolitan, città vescovile di Bitinia, donio e l'imperatore Avito. L'in-


è un titolo vescovile in parlihus tegrità della sua condotta, la pu-
che conferisce la santa Sede, sotto rità de' suoi costumi, il suo amore

la metropoli pure in partibiis di alla giustizia e alla pietà , le sue


Elenopoli. Portò questo titolo Gioac- limosine, lo fecero giudicar meri-
chino da Maria di Nazareth
s. tevole dell'episcopato ; laonde il clero
della diocesi di Porto in Portogal- ed il Bordeaux lo elessero
popolo di

lo, da Pio VII nel concistoro dei a loro pastore dopo la morte di s.
23 agosto 18 ic) traslato alla chie- Leonzio I detto il Vecchio, verso
sa vescovile di s. Lodovico di Ma- l'anno 541. D'allora in poi non ris-
ragna no. guardò egli Placidina che quale so-
LEONZIA (s.), martire. Sofferse rella; ed impiegò i suoi considerabili
il martirio in Africa, sotto Unne- beni a costruire e a dotare un gran
rico re de' vandali, nell'anno 4^4j numero di chiese. Assistette al se-
in compagnia di s, Dionisia, s. Dati- condo ed a! terzo concilio di Pa-
va, s. Terzio, s. Emiliano, s. Boni- rigi, tenuti negli anni 55 1 e 557-
facio, s. Maiorico ed altri. Il marti- Ne radunò egli pure uno della sua
rologio romano ne fa menzione provincia a Saintes nel 565, e mo-
sotto il giorno 6 di dicembre. ri circa questo leni pò. È onorato
LEONZIO (s.), vescovo di Fre- a Bordeaux ai i5 di novembre;
jns nella Provenza. Nacque a Ni- ma non si trova il suo nome nei
iiies nella Linguadoca, ed ebbe a martirologi.
fratello s. Castore vescovo di Apt. LEONZIO , Cardinale. Leonzio
Innalzato all'episcopato, si distinse prete cardinale del titolo di s. Su-
per le più esimie virtù. Indusse s. sanna, fu uno de' cardinali che tro-
Onoralo, suo amico, il quale vo- vossi nel 761 al concilio celebralo
leva menare vita solitaria, a stan- dal Pontefice s. Paolo I.

ziare nella sua diocesi, e gli asse- LEONZIO, Cardinale. Leonzio


gnò l' isola di Lerino, ove Onora- cardinale dell' ordine de' diaconi
LEO LEO 93
intervenne al concilio clie tenne ebbe diciotto figli, di cui sette mori-
in Roma s. Leone IV nelT 8^3. rono in fresca età, gli altri resero
LEOPEPtTO, Cardinale. Leoper- chiari i loro nomi per virtìi e gran-
to cardinale vescovo di Palestrina, diosi fatti, distinguendosi fra essi
io maggio 1067 una
sottoscrisse a' il celebre Ottone vescovo di Fri-
bolla spedita da Alessandro II, a singa . Nel 1127 Leopoldo fon-
favore del celebre monastero di dò il monastero della santa Croce
Monte Cassino. Fu amico di s. Pier dell'ordine de' cistcrciensi, presso il

Damiani, e si recò in Germania ad castello di Kalnperg, ove faceva


accompagnare l'imperatrice Agne- sua residenza ; poscia di concerto
se madre di Enrico IV. Mori nel colla pia sua consorte altro ne un
pontificato di Alessandro II , che fondò di canonici regolari col ti-
pare Io avesse fatto cardinale. tolo di Nostra Signora di Neu-
LEOPOLDO quarto di que- (s.), bourg, due leghe lungi da Vien-
sto nome soprannominato il P/o,
e na. Allorché Stefano II re d' Un-
marchese d'Austria, figlio di Leo- gheria entrò a mano armata nel-
poldo III, e di Ita figlia dell' im- l'Austria, Leopoldo gli mosse con-
peratore Enrico III. Coltivò in gio- tro colle sue truppe, e gli diede
vinezza la sua mente collo studio campale battaglia. Gli ungheresi
delle scienze; ma maggior premu- tornarono qualche anno dopo; ma
ra si diede di prepararsi una bea- la loro armata fu sconfitta dal
ta eternità, mortificando le sue pas- marchese d'Austria per modo, ch'es-
sioni e i suoi sensi, rinunziando ai si non ne poterono che colla fuga

diletti del mondo, nutrendo l'ani- salvare gli avanzi. Alla morte del-
ma sua coll'orazione, versando lar- l' imperatore Enrico V, avvenuta
ghe limosine in seno ai poveri , e nel 125, molti elettori volevano
I

praticando ogni maniera di opere innalzare Leopoldo alla dignità im-


buone. Morto il suo genitore nel periale; ma restò eletto Lotario II
1096, mentr'egli era ancor molto duca di Sassonia, al quale Leopol-
giovine, si tenne maggiormente in do rimase fedele, ed accompagnollo
obbligo di procurare la felicità dei in Italia. Finalmente dopo un re-
suoi sudditi , di cui riguardavasi gno glorioso morì della morte dei
piuttosto padre che sovrano. Il suo giusti, ai i5 novembre 11 36, e
palazzo divenne la sede della vir- fu sepolto nel monastero di Neu-
tù, della giustizia, della beneficen- bourg. Avendo Iddio glorificato il
za. Essendosi accesa una guerra suo servo con molti miracoli, il

civile tra l'imperatore Enrico IV Papa Innocenzo Vili lo canonizzò


scomunicato dal Papa , ed il suo fi- nel i485. La sua festa è notata
glioEnrico V, Leopoldo credette di nel martirologio romano il i5 di
poter prendere la difesa di que- novembre, ed in altri trovasi quel-
st'ultimo ; ma sembra che dopo si la della sua traslazione ai i5 di
pentisse di questo contegno, e lo febbraio.
espiasse con una severa penitenza. LEOPOLDO, Ordine equestre
Nel 1 106 sposò Agnese figlia dello d'Austria. Allorchéla Francia nei
stessoimperatore Enrico IV, e ve- primi anni del secolo corrente do-
dova di Federico duca di Svevia, minava in gran parte l'Europa,
principessa degna di lui, dalla quale l'augusta casa d'Austria più volte
1

94 LEO LEO
dovette gnerieggiare cogli eserciti siste in una croce o stella a otto
fiancesi, ed
capo di essa 1' im-
il raggi smaltati in rosso, con intor-
pera loie Francesco I, con mirabile no un filetto bianco. Sulla faccia
accorgimento, non ommise cosa al- della croce sono incise le lettere
cuna per mantenere ne' sudditi la inizialiF. I. A. cioè Franciscus :

fedeltà e l'allezione. Considerando Iinperalor Austriaca ed in giro ev-


che l'ordine di s. Stefano era stato vi l'epigrafe : otegritati et merito.
eretto dopo
metà del la secolo pre- Nel rovescio poi vi è il motto e-

cedente per compensare il merito gualmente inciso, dell'imperatore


civile de' nobili , sino dal 1808 Leopoldo II: opes regum corda sub-
r imperatore medesimo per le con- DiTORU-vf. La croce si appende dal
tingenze in cui si trovava, saggia- lato sinistro del petto, per un na-
mente divisò di fondarne altro per stro di seta di colore rosso con liste
le classi inferiori, senza l'aiuto del- bianche ed orli turchini. A rendere
le quali quello de' nobili non era memorabile il giorno dell' istituzio-
sulìiciente. L' intendimento fu il ne di questo ordine cavalleresco,,
creare una rimunerazione onorifi- l'imperatore Francesco 1 decretò
ca, la quale avesse per iscopo te- che per l'ordine fosse festa solen-
nere i cittadini perseveranti nella ne, per la quale stabi b la dome-
difesa della patria libertà, contro nica dopo r Epifania. A meglio
chi pretendeva privameli colla pre- estendere il benefizio del nuovo or-
ponderanza delle armi. Dipoi pose dine, venne statuito che chiunque
ad effetto il concepito disegno nel nell'atto di ricevere la gran croce
celebrare matrimonio con
il suo non avesse ancora la dignità di con-
l'arciduchessa d'Austria Luigia, sigliere intimo, tosto l'ottenesse, e
cioè due giorni dopo le celebrate gralisj che i commendatori, se ne
nozze; ed in onore dell' imperato- facessero istanza, ricevessero senza
re Leopoldo II suo padre, lo chia- tassa il titolo e grado di barone;
mò r ordine di Leopoldo. Gli sta- e che ai cavalieri semplici, ricercan-
tuii di esso furono pubblicati a' 1
4 dola, si conferisse loro la nobiltà
luglio 1808,
ove si legge essere ereditaria.
l'ordine istituito espressamente per LEOPOLDO, Ordine ec/ncstre
premiare coloro cbe in guerra si del Belgio. Dopo l'istituzione del
distinsero per valore, ed eziandio regno del Belgio (Fedi), venne so-
quelli che avessero dato prove so- lennemente inaugurato per primo
lenni di attaccamento al governo re il regnante Leopoldo I di Sas-
ed alla famiglia d'Austria. In que- sonia-Coburgo, a'';i4 luglio i83i.
sto ordine sono tre classi differen- Conoscendo questo monarca saggio
ti, destinate tanto pei soldati quan- ed illuminato, quanto vantaggioso
to pei cittadini, secondo i diversi fosse accattivarsi l'animo de' sud-
gradi di merito. La prima classe diti, stabib premiare con onorifi-
si compone di gran croci, la se- cenza equestre quelli che meglio
conda di commendatori, la terza avessero servito al bene del regno
di semplici cavalieri ; a tutte e tre Belgico; per cui un anno dopo la
possono appartenervi i meritevoli, sua elevazione al trono, agli 1

senza distinzione alcuna di nascila luglio i832, fondò questo ordine


o di religione. La decorazione con- militare e cavalleresco, cui impose
,

LEO LEO cv7

il proprio nome di Leopoldo, dan- arcivescovi chiamata ancora Leo-


dogli analogbi statuti. In essi ven- polcl, ed in polacco Tavciw^ in la-

ne che il re sarebbe sem-


stabilito, tino Leopolis. Città dell'antica Po-
pre il gran maestro dell'ordine; che lonia, in passalo capitale della Lo-
l'ordine verrebbe diviso in milita- domiria o della Russia Rossa nella
re ed in civile, ed ognuno in quat- piccola Polonia, ed ora capitale
tro differenti classi e gradi, cioè della Galizia o Galiizia o Galicia
di gran croci, di commendatori austriaca, capoluogo del circondario
di uffiziali e di cavalieri semplici. del suo nome. La Galiizia e Lo-
Dai medesimi statuii risulta anco- domiria è uno degli stati della mo-
ra, che ogni soldato di un grado narchia austriaca, ed il primo con
inferiore a quello di uffiziale, uni- titolo di regno: il carattere de-
tamente all'ordine, riceve una pen- gli abitanti differisce generalmente
sione annua di cento franchi pen- : di poco da quello de'polacchi. Quan-
sione che cessa allorquando il sol- tunque il governo austriaco abbia
dato giunge al grado di uffiziale abolita quivi sino dal 1782 la ser-

nel corpo militare cui appartiene. vitù, pure le proprietà territoria-


La decorazione dell'ordine consiste li essendo tutte fra le mani della
in una croce di argento smaltata nobiltà, il galliziano ignobile poco
in bianco, nella forma quasi simi- s'interessa del commercio che ab-
le a quella dell' ordine gerosolimi- bandona agli ebrei. Esiste nelle
tano, i cui quattro spicchi o rag- sue montagne, verso le frontiere
gi sono legati da una corona di dell'Ungheria, una razza d'uomini
quercia. In un lato della croce chiamati goralì, che per le fattez-
evvi uno scudo smaltato in nero ze, pel carattere indipendente e
con orlo rosso, ed ivi tra due cer- per le loro abitudini si distinguo-
chi d'oro sono alcuni fregi, ed in no dagli abitanti delle pianure e
mezzo si vede la cifra del re ; riconoscono un capo: si credono
mentre nel rovescio nel centro del- discendenti de'sauromati, tribù che
lo scudo vi è il leone belgico co- ritirossi in Europa, cacciatavi dalle
ronato, e tra i due cerchi l'epi- armi di Mitridate, circa 80 anni
grafe : l' uniox fait la force. La prima della nostra era. La Galli-
croce è sovrastata da una corona, zia, prima chiamata Halicz, è la
e si appende ad un nastro di se- Lodomiria anticamente detta Wo-
ta ondata di colore amaranto. Va lodimir o Vladimir, che nel me-
notato, che gran croci oltre la
i dio evo erano due ducati indipen-
descritta decorazione portano una li. Dal secolo XII fino verso la
piastra, e commendatori una cro-
i fine del XIV questi ducati fecero
ce. Il marchio distintivo de' sol- parte del regno d'Ungheria; nel
dati sono due spade che sostengo- 1874 passarono alla Polonia col
no la corona della croce dell'or- mezzo di un matrimonio ; ma re i

dine. I gran croci ed i commen- d'Ungheria ne conservarono il titolo


datori nello scudo della piastra e eli stemmi. Al momenlo della divi-
portano le spade che sormontano sione della Polonia nel 1772, Maria
a croce. Teresa d' Austria si fece restituire
LEOPOLI oLEMBERG {Leo- questi ducali , coi quali formò il
polien). Città con residenza di tre retino di Galiizia e Lodomiria ;
96 LEO LEO
nella seconda divisione della Po- te ricondusse l'ordine nel regno e
lonia nel 1795 l'impero austriaco la calma negli animi, e si occupa
aumentò questo regno di molti del suo mantenimento con analoghe
possedimenti polacchi, ma la Lo- organizzazioni e modificazioni ,
per
domiria sembra essere stata distac- migliorare la condizione del popolo
cata, non portando presentemente sulle giurisdizioni patrimoniali dei
questo regno che il solo nome di signori e possidenti.
Gallizia ; fu esso diviso in Gallizia Questa grande e ben fabbrica-
orientale ed occidentale. Nel 1809 ta città giace presso molti ruscelli,
r Austria dovendo cedere al re di che si riuniscono onde formare il
Sassonia, in conseguenza del trat- PelteWj affluente del Bug. E di-
tato di Tilsit, una gran parte della stante centotrenta leghe da Vien-
sua porzione della Polonia, la par- na e sessantotto da Cracovia, E
te più considerabile di tale cessio- sede di un arcivescovo latino^ di
ne, composta di quasi tutta la Gal- un arcivescovo di rito armeno, e
lizia occidentale, entrò allora a for- di un arcivescovo di rito greco ru-
mare il gran ducato di Varsavia ; teno: dei due ultimi se ne parle-
quindi è oggidì compresa nel re- rà ne' due seguenti articoli. Vi ri-
gno di Polonia, ed il restante della siedono ancora le principali auto-
Gallizia forma attualmente il re- rità civili e militari della Gallizia,
gno nome. Il regno di
di questo del suo generale comando milita-
Gallizia ha un governatore che ri- re e del tribunale di appello. E
siede nella capitale. Nel 1817 ri- cinta da quattro grandissimi sob-
cevette una costituzione ed un go- borghi chiamati Halicz, Krakau,
verno rappresentativo; gli stati sono Zolkiew e Brody, che s'innalzano
composti di deputati del clero, dei per un dolce declivio sulla som-
nobili, dei cavalieri e delle città mità di ridenti alture, tutte coper-
reali : questi deputati ricevono un te di belli giardini, e di chiese,
trattamento fìsso dal governo. Leo- monasteri e superbi edifizi, che per
poli ossia Lemberg sede della die- per la loro varietà offrono un col-
ta, è la che mandi de-
sola città po d'occhio amenissimo. La città
putali agli stati. Nei primi mesi propriamente detta è piccola, non
del corrente anno scoppiò in Gal- contenendo forse al di là di tre-
lizia una rivoluzione, e si solievò cento abitazioni. I suoi antichi ba-
pure Cracovia che le truppe delle stioni sono convertiti in deliziosi
tre potenze protettrici subito sop- passeggi. Ha ancora due castelli,
pressero. Quella della Gallizia pro- uno nell'interno, l'altro fuori del-
vocata da alcuni nobili polacchi, la città, sopra una montagna. In
fu repressa con grande spargimento generale la città, edificala in pie-
di sangue e massacri, dai paesani tra, ha molte strade larghe e be-
addetti alla gleba e divisi in di- ne lastricate. Vi si osserva nel cen-
verse bande , i quali reclamarono tro una bella piazza, in cui stan-
l'abolizione delle prestazioni perso- no il palazzo comunale, la prigio-
nali eduna riforma delle leggi e- ne ed una cisterna a ciascun la-

conomiche che reggono al presen- to. Gli altri pubblici edifizi sono
te le proprietà di questa nazione. la cattedrale cattolica, con cupole
11 provvido governo immediataraen- e torri assai alte; il palazzo del-
LEO LEO 97
l'arcivescovo armeno, che per la sua lontana al sud trovasi nel piccolo
elegante architettura ed elevata si- villaggio di Winika la magnifica
tuazione è uno de' più belli orna- fabbrica imperiale del tabacco. Fu
menti della città; un gran nume- questa città presa da Casimiro III
io di chiese per le diverse comu- detto il Grande, re di Polonia, nel
nioni nove conventi, uno de'qua-
;
1340, e dipoi assediata da Chmi-
capo de' cosacchi 1' anno
li, quello de'domenicani, possiede nieski ,

una bella chiesa eretta sul model- 1648. Nel i636 si difese corag-
lo di quella di s. Carlo di Vien- giosamente contro i russi; ma nel
na, e rinchiude mausoleo della
il 1671 i turchi la misero a contri-
madre dei conti Borowski o Bor- buzione. Carlo XII re di Svezia
kuski, opera del celebre Torwald- la prese di assalto nel 1704, e vi

sen;due sinagoghe, le quali hanno fece incoronare re di Polonia Sta-


un rabino superiore per gli ebrei, nislao Leczinski, nativo della città,
non che cinque ospedali. L'istru- che per le sue virtù fu detto il

zione pubblica vi conta una uni- Benefico. Nel 1773, al tempo del-
versità fondata nel 1782, un gin- lo smembramento della Polonia,
nasio, una scuola principale ed , Leopoli col suo palatinato passò
altre luterane ed ebree. Dal 1827 sotto dominio austriaco. Nel
il

s'incominciò a stabilire un museo 1781, a nove leghe di distanza,


nazionale ed una pubblica biblio- si scMopri un'abbondante miniera
teca, che Leopoli o Lemberg deve di zolfo.

in gran parte alia liberalità del La sede arcivescovile fu eretta di


conte Questa città è
Ossolinski. rito latinonel 1362 dal Pontefice
più commerciante che manifattu- Urbano V, indi Gregorio XI nel
riera ; vi sono però alcune fabbri- 1375 la trasferì ad Halicia, ove fu
che di panni e tessuti di cotone, eretta in metropoli; ma poscia po-
i

buone tintorie, conciatoi , ec. La lacchi la fecero ritornare a Leopoli


sua posizione le apre varie impor- nel i4'4> conservando la dignità
tanti relazioni Odessa ed altri
con metropolitica. Ebbe a sulFraganee le
porti russi del Mar-Nero, e fa in sedi episcopali di rito latino di Ha-
qualche modo questa città il fon • licia che si riunì a Leopoli nel se-
daco del commercio di questi por- colo XV, Premislia, Chelma, Kio-
ti con Vienna e l'interno della via, Wolodimiria e Caminiec. Al
Germania. Vi si tengono delle fie- presente Leopoli ha due vescovati
re considerabili, in cui i russi por- suffraganei, cioè di Premislia e di
tano pelli e pelliccerie, che cam- Tarnovia. Nell'anno i556 Luigi Lip-
biano con merci dell'Austria. Ar- pomano vescovo di Verona e lega-
riva pure dalla Moldavia molto to apostolico di s. Pio V in Polo-
bestiame cornuto, con cui si prov- nia, tenne un concilio provinciale
vedono l'Austria e la Slesia. Col a Leopoli, in cui fu pubblicata una
mezzo di questa città, la Polonia formola di fede compresa in tren-
e la Gallizia spediscono i loro grani tasei articoli. Mansi, Siippl. cle'con-
ad Odessa. Conta più di 52jOOO cilii t. V, p. 797. Fra gli arcivesco-
abitanti, de' quali 5,ooo sono e-
1 vi latini che occuparono la sede
brei; vi sono pure molti armeni di Leopoli noteremo Gedeone, che
e greci, ed anche de'turchi. Poco sottoscrisse la lettera sinodale di Mi-
VOL. XXXVIII,
7
(,8 LEO LEO
chele meliopolitano del rito greco trasferito il precedente a Gorizia,
ruteno à\ Kiovia ( Fedi), al Ponte- preconizzò rultimo arci vescovo Fran-
fice Clemente Vili per la riunio- cesco di Paola Pischtek di Polo-
ne. Arsene assistette al concilio che zich Praga
arcidiocesi ch'era di ,

Partenio tenne in Moldavia, per vescovo di Tarnovia, ed il quale


condannare gli errori di Cirillo Lu- morì il primo febbraio i84^> la-
caris, settario calvmista. Costantino sciando di sé benefica memoria : al

Ziclinski dal 1698 al 17 io: egli ab- presente la sede è vacante.


brarciò il partito di Stanislao Lec- La cattedrale, magnifico e vasto

zinski che incoronò re di Polonia edifìzio di architettura gotica, è


nel l'joS, e venne da quel principe dedicata a Dio, sotto il titolo del-

nominato a Clemente XI arcivesco- la Beala Vergine assunta in cielo.


TO di Gnesna; in seguito fu fatto 11 capitolo si costituisce di quattro

prigioniero dal re Augusto li, e dignità, delle quali è la prima il

mandato a Roma, dove diventò e- preposto ; sei sono i canonici capi-


lemosiniere di Maria Casiraira de tolari, dieci i canonici onorari , ed
la Grange d'Arquien regina vedo- oltre ad essi sonovi quattro vicari,
va di Giovanni HI re di Polonia. ed altri preti cooperatori e chierici
Essendo ritornato alla sua antica addetti al divino servizio. Nella cat-
sede di Leopoli, cadde nelle mani tedrale vi è la cura d' anime, che
de'russi, e mori in prigione a Mo- si esercita da un canonico e dai no-
sca nel 17 IO. Gli successe nel me- minati vicari, ed il fonte battesima-
desimo anno Giovanni Skarbeck, già le. Tra le reliquie si venera il
vescovo di Livonia. Sotto di lui corpo del b. Giacomo di Strepar
Clemente XllI colla costituzione arcivescovo di Halitz, che morto
Jn supereininentìs, del primo apri- santamente in Leopoli nel i4ri,e
le 1759, presso il Bull. Roni. Con- sepolto nella chiesa di s. Croce, l'ar-

nnuatìo, tom. XI, p. 1 i i, confer- civescovo Ferdinando Kicki lo tras-


mò l'erezione della università, sot- portò nella metropolitana. Il pa-
to la direzione de' gesuiti, coi pri- lazzo arcivescovile, ampio e splen-
vilegi di quella di Cracovia. Allor dido, non è molto lungi dalla cat-
che nel 1
778 Leopoli passò sotto l'im- tedrale. Oltre questo, nella città e-
peratore Giuseppe II, n'era arcivesco- sistono altre otto chiese parrocchiali
vo Venceslao Sieiakowski, traslato che hanno il sacro battisterio, quat-
da Clemente XIII nel 1760 da Pre- tro conventi di religiosi, tre mona-
mislia. Gli successero, nel 1780 steri dimonache, alcune confrater-
Ferdinando Kicki per coadiutoria ; nite, monte di pietà, e seminario
Gaetano Ignazio Kicki per coadiu- con più di cento chierici. L'arcidio-

toria da Solca in pariihiis;


traslato cesi si estende per una metà del
nel i8i5 Andrea Luigi Arckwicz; regno di Galizia, contiene cento-
a questi il regnante Papa Gregorio novant'una parrocchie, più città,
XVI diede in successore a'28 giu- castelli e luoghi. Ogni nuovo arci-

gno 1834 monsignor Francesco Sa- vescovo è tassato nei libri della came-
verio de' principi di Luschin, Iras- ra apostolica in fiorini cento, corri-
lalandolo da Trento. Di poi il me- spondenti ai fruiti della mensa, qua-
desimo Pontefice, nel concistoro del li ascendono a circa sedicimila fiorini
primo febbraio i836, dopo aver d'argento di quelle parti all'anno.
LEO LEO 99
LEOPOLI ( Leopolien Armeno- la totale estinzione io questi anni

rum ). Arcivescovato di rito arme- di oppressione per parte di quel


no la cui sede dell' arcivescovo è governo. L' arcivescovo armeno di

in Leopoli [Vedi), capitale del re- Leopoli non avea che scudi cin-
gno di Galizia. Gli armeni furono quanta di provenienti da
rendita
chiamati nella Russia, nella Galizia, un censo, e duecento annui
scudi
e Lodomiria o Uladimiria dai princi- gli erano somministrali dalla sacra
pi di quei luoghi, perchè fossero loro congregazione di propaganda fide.
di aiuto nelle guerre che sostenevano. L' imperatore d'Austria Francesco
Finite queste, e concessa loro la liber- I, come re di avendo ot-
Galizia,

tà o di rimanere ivio di ritorna- tenuto da nomina a


Pio VII la

re alla patria, molti si fermarono questo arci vescovato, ne dotò l'or-


in Galizia, Moldavia, Vallachia, e dinario prò tempore con tremila
ciò avvenne nel secolo IX, Erano annui fiorini, la scelta però del-
da principio cattolici, e dipendeva- l'arcivescovo procede così. 11 clero
no dal che risiedeva in
patriarca armeno di Leopoli elegge tre sog-
Armenia. Caduto questo nello scis- getti, dei quali 1' imperatore ne
ma vi trasse seco anche gli armeni nomina uno in arcivescovo. Il re-
di Polonia. Nell'anno 1620 Nicolò sto non si allontana dalle leggi
Torossovicz fu consecrato dal pa- canoniche, per la via di propagan*

triarca di Ezmiazin ( Vedi ) arci- òa fide, come solevasi praticare per


vescovo di Leopoli simoniacamente, lo innanzi, dappoiché il breve e-
e per fini puramente umani nel uianato a' 19 settembre 18 19 da
i635 abiurò gli errori, e fu segui- Pio VII, volle salvi i diritti della
to dal clero e dal popolo, non medesima congregazione di propa-
senza però oppositori, che emigra- ganda f,de. Ecco il novero degli
rono piuttosto che riconciliarsi col- arcivescovi armeni di Leopoli, do-
la Chiesa romana. Sebbene la con- po che Leopoli col suo palatinalo
versione non avesse un fine retto nel 1773, all'epoca dello smembra-
.sotto tutti i riguardi, pure sortì mento della Polonia, passò sotto il
un buon effetto, essendo questi ar- dominio austriaco. Giacomo Ago-
meni sempre rimasti cattolici, quan- stinovicz nato in Leopoli, succedu-
tunque non senza vicende piene to per coadiutoria nel 1/52, era
(li pericoli e d'interesse. 11 detto arcivescovo a tale avvenimento; a-
arcivescovo venne in Roma nel veva per coadiutore con futura
medesimo anno i635, fece la so- successione Giacomo Tumanowicz
lenne professione di fede, e da Ur- di Stanislopoli diocesi di Leopoli,
bano YIII riportò grazie e favori. fatto vescovo di Camaco in parti-
La giurisdizione dell'arcivescovo ar- bus nel che successe al pre-
1
77 I,

meno di Leopoli si estendeva su cedente nel 1784- Giovanni Simo-


tutti gli armeni di Polonia, della nowicz fatto arcivescovo a' 12 set-
Lituania, della Moldavia, Vallachia tembre 1800. Gaetano Varteresse-
e Crimea. Aveva in questa parte vicz di Leopoli, fatto arcivescovo
del regno diecisetle parrocchie, ma a' 21 febbraio dell'anno 1820.
nella divisione di questo, sette pas- Al presente lo è monsignor Sa-
sarono sotto il dominio de'mosco- muele StefanoAvicz, fatto arcivesco-
,. vili, e si sono potute salvare dal- vo a' i3 marzo i832. Questo ar-
loo LEO LEO
civescovato non ha vescovi suffra- tra della fede, e supremo ammi-
ganei. nistratore della Chiesa medesima.
La chiesa delle monache arme- La popolazione armena della Ga-
ne tiene anche il luogo di catte- lizia ascende ad ottomila, sei mila
drale. L'arcivescovo ha dieci par- de' quali, e cattolici, sono in Leo-
rocchie nella Galizia, sette delle poli. Oggi dipende ancora da que-
quali hanno le chiese di solido ma sto arcivescovato, oltre la Galizia,
terialcj le altre sono di legno. Il anche la provincia di Bukovina,
capitolo si compone di quattro ca- che formava parte della Moldavia.
nonici; sono quattro vicari, e
vi Giace tra la Galizia, la Transil-
quattro giovani sacerdoti attendo- vania e la Moldavia; Ischernowitz:
no a reudei'si idonei nella cura del- è il capoluogo, con 34oo abitanti.
le anime. Le dette monache arme- I cattolici armeni sono numerosi
ne hanno monastero, e seguono nella città di Czernovich, e non
la regola di s. Benedetto. Esse sen- mancano in Soczavia. Questa ulti-
za mancare alla propria santifica- ma città mancando di chiesa di
zione istruiscono nella pietà e nei rito armeno, i divini uffici si eser-
lavori un numero grande di fan- citano nelle chiese Ialine. In Czer-
ciulle. Esisteva un collegio
Leo- in novich è stata di fresco terminata
poli per educarvi la gioventù di una chiesa e dichiarata parrocchia.
rito armeno, ed era comune anche Vi erano ultimamente due padri
ai ruteni, ma ne parleremo per mechitaristi di Vienna che vi spe-
ultimo, essendo stato soppresso dal di monsignor Aristace arcivescovo
governo nel 1784: non è vero che di Cesarea in parlibus, superiore
oggi questo collegio in qualche par- di quella congregazione, sotto l'im-
te esista presso i monaci armeni mediata dipendenza dell'ordinario
mechitaristi di Vienna. Vi è un armeno secondo un de-
di Leopoli,
monte di pietà della sorte capita- creto imperiale approvato nel 1882
le di scudi ventimila d'oro, fon- dal Papa regnante Gregorio XVI.
dato coi pii legati dei fedeli, am- Inoltre l'imperatore d'Austria as-
ministrati dai laici non sempre co- segnò una pensione ai monaci me-
scienziosi in trattare questi affari. chitaristi di Vienna, ai quali fu
L'arcivescovo fa elogio del suo po- commessa la conversione degli ar-
polo,il quale si mostra molto alie- meni scismatici che si , trovano
no da tante mancanze comuni ad sparsi in questa provincia. Al pre-
altre nazioni. Ignorante è il popo- sente questi monaci avendo rinun-
lo scismatico, ma niente piìi istruito ziato a tale diritto, non lo go-
è suo clero, che alti-onde non
il dono più.
si mostra tanto alieno dai cattoli- Il collegio di Leopoli fu eretto
ci; anzi medesimi scismatici spes-
i dalla sacra congregazione di pro-
so intervengono alle funzioni delle paganda nel i665. Fu da princi-
chiese cattoliche, e non senza con- pio fondato per i soli giovani ec-
versioni ed abiure. Ma già è noto clesiastici armeno. Furono
di rito
che gli armeni scismatici, se non questi dieci, e dovevano chiamarsi
conoscono il Papa per capo della dall' .Armenia Maggiore, ed erano
Chiesa di Gesìi Cristo, ne'loro libri mantenuti ad un annuo assegno
liturgici lo riconoscono come pie- della sacra congregazione. Erano
LEO LEO lor
affidali alla cura de' religiosi teati- di studi . Non era rilornala in
ni sotto la dipendenza di Roma : Vienna la risposta della santa Se-
il priuio rettore fu il celebre p. de dissenziente, e già il governo
Galano. Si cominciavano a sentire di Galizia avea soppresso il col-
gli effetti favorevoli di questa fon- legio, essendosene impadronito nei
dazione, quando si portò il rifles- 1784, non che confiscato beni mo-
so sui bisogni de' ruteni venuti po- bili ed immobili: il collegio fu in-

co prima all'unione della Chiesa di destinato per l'alloggio delle mi-


cattolica. Quindi s'ideò un nuovo lizie. Si voleva trasferire il collegio
collegio per questi, e si diede prin- in Kaminiek, ma senza restituzio-
cipio alla fondazione impedita dal- ne de' suoi fondi, poiché il gover-
la guerra. Nel 1709 entrarono due no avea applicato i beni alla cas-
ruteni nel collegio armeno, man- sa di religione, nulla valutando i

tenuti parimenti a spese della sacra reclami della sacra congregazione


cougicgazione. Con duemila fiorini di propaganda contro un simile
somn)iuistrali dal nunzio di Polo- spoglio. Non fu che nel 1790 che
nia monsig. Pignattelli poi cardinale, venne restituito il collegio, e nel
e con diveise somme date dalia 1796 la villa di Dublany; ma
congregazione, si acquistò pel man- quanto altro mì avea, fu incame-
tenimento degli alunni ruteni dai rato e soppresso. Anche nella ter-
religiosi di s. Giovanni di Dio il ra di Morozow avea per ragione
villaggio Dublany. Crebbero nel d' ipoteca la sacra congregazione
collegio altri sei alunni ruteni, a dei diritti, ma questa terra era nei
spese della medesima congregazio- dominii russi : era anche suo il lo-
ne, allo zelo della quale si deve cale de' gesuiti donato dal re di
attribuire se i vescovi ruteni di Polonia in Raminiek ; era sua la
Leopoli, di Luck e di Premislia biblioteca del collegio di Leopoli
assegnarono dei fondi pel mante- trasportata in quella città, ma tut-
nimento di alcuni alunni delle lo- to fu tolto. Nel i8o4 la sacra con-
ro diocesi. Nel 1724 il p. Radana- giegazione decretò di vendere al
scki rettore ottenne in dono dal real governo austriaco il collegio, ven-
principe Sobieski un eminente lo- dila che non ebbe effetto che nel
cale per la fabbrica del collegioj 1824 al fisco regio imperiale, pel
che non fu reso abitabile in par- valore di quarantamila fiorini di
te che nel ly^ì. La sacra con- carta, equivalenti a sedicimila fio-
gregazione non cessò mai di man- rini di buon argento. La sacra con-
dar sussidi al nascente stabilimen- gregazione desiderosa d' impiegare
to, da cui traeva operai evangelici questa somma pel fine che si era-
per le missioni armene non meno no proposto, cioè per l'educazione
che per le rutene. Seguita la di- dei giovani ruteni ed armeni, In-
visione della Polonia, ed essendo nocenzo XI, i cardinali Pignatlelli
passato Leopoli sotto il governo e Grimaldi, non che la duchessa
austriaco di Giuseppe II, sicomin- di Buglione, ed alcuni signori po-
ciò a perturbare il sistema stabili- lacchi, tutti benemeriti di questa
to, volendosi far passare gli alunni pia fondazione, incontrò infinite
ruteni ed armeni in ampio locale diflicoltà contro l'esportazione del
destinato ad un sistema generale denaro; e le difficoltà furono alla
,

,o2 LEO LEO


fine superate, essendosi depositato Inoltre all'arcivescovato di Leopoli
in Vienna quanto doveva il go- furono riuniti i titoli arcivescovili
verno, in compenso di quanto spet- di Halicia e di Kamenec [Fedì).
tava al collegio. Non è vero che Questa erezione di Leopoli in me-
si applicassero le somme al mona- tropoli fu fatta perchè i sudditi
stero dei monaci mechitaristi di austriaci non dipendessero dai ve-
Vienna, perchè considerati come scovi ruteni residenti fuori dei do-
missionari esteri, e perciò non sog- minii austriaci. Dipoi il vescovo di
getti alle leggi ecclesiastiche au- Chelma e Belzi fu dichiarato sog-
striache, ai quali, al dire di quelli getto immediatamente alla santa
che asserivano la cosa, incombeva Sede; Chelma per un tempo fii

l'obbligo di educare giovani arme- pure suffraganea della metropoli di


ni e ruteni in un numero pro- Posnania. Allorché nel lyyS Leo-
porzionato alla rendita , sotto la poli col palatinato del suo nome
dipendenza del nunzio apostolico, fu smembrato dall'antico regno di
al quale i religiosi sarebbero stati Polonia, e passò sotto il dominio au-
tenuti di rendere ragione, per poi striaco regnando l'imperatore Giu-

rendere conto alla congregazione seppe II, era vescovo di rito greco-
di propaganda fide a cui il colle- ruteno di Leopoli e di Kamenec
gio appartiene nella sua integrità. Leone Lodovico Szeptychi basilia-
Non esiste ne ha mai esistito il no della diocesi di Premislia, fatto
detto collegio presso i mechitaristi vescovo nel i
749 e coadiutore del
viennesi. suo metropolitano a' 20 dicembre
LEOPOLT, HALTCU e KAME- 1762. Ne furono di lui successori,
NEC {Leopolien, Halicien et Carne- nel 178-2 Pietro Bielonski ; nel
ceri riuheni rilus). Arcivescovati u- 1799 in vescovo di Leopoli, Hali-
niti di rito greco-ruteno, la cui se- cia e Kamenec uniti, nella Galizia
de dell' arcivescovo è in Leopoli Polono-Austriaca, Nicolò Skorodyn-
[P'edi), capitale del regno di Ga- ski della Galizia orientale. Primo
lizia. La sede vescovile greco-rute- arcivescovo poi di Leopoli, Halicia
na di Leopoli fu eretta nel secolo e Kamenec uniti di rito greco- ru-
XIII; il vescovo di Leopoli venne teno, fu fatto l'odierno monsigno-
all'unione quasi un secolo dopo de- re Michele Lewicki di Pokucia
gli altri vescovi ruteni, che come traslato da Premislia agli 8 mar-
si disse all'articolo Kiovìa [Vedi), zo 18 16, per breve di Pio VII e-
di cui era suffraganeo, essi rientra- raanato a mezzo della sacra con-
rono nella comunione cattolica sotto gregazione propaganda Jide. A
di

Clemente Vili. Nel 1807 agli 8 questo prelato li r5 luglio i84i


marzo il Papa Pio VII, colla bolla il regnante Gregorio XVI dichiarò
III universali Ecclesia, elevò la se- in concistoro ausiliare e vescovo di
de vescovile di Leopoli di rito gre- Poinpeiopoli in partibus monsignor
co-ruteno al grado arcivescovile e Gregorio Jacliimowicz di Podber-
metropolitico, assegnandogli per snf- ge arcidiocesi di Leopoli, per eser-
fraganee le sedi vescovili di Chel- citare i poiitiiìcali e le funzioni
ina e Belzi unite non che Pre- , sacre.
ruislia, la quale riunì i titoli ve- L'esimio e zelantissimo metropoli-
scovili di Saml)oria e Sanodiia. tano dei greci imiti ruteni, che in
LEO LEP io3
gran numero abitano la Galizia, par- Leopoli comune agli armeni ed ai

te dell' antica Polonia, monsignor greco-ruteni ne parlammo al pre-


Michele Lewicki, a' io marzo i84i cedente articolo. La popolazione ru-
indirizzò loro una lettera enciclica tena del regno di Galizia di rito

che incomincia colle parole Priina- cattolico si fa ascendere a più di


tuin Ecrlcsiae catìiolicae esse dii'i- due milioni.
nae insdtntionis. Con essa conforta LEPANTO, Naupaclus. Città ar-
i greci uniti ruteni a perseverare civescovile della Grecia nella Li-

fermi nella loro divozione ed ob- vadia, sulla costa settentrionale del
bedienza alla suprema Sede apo- golfo del suo nome presso al suo
stolica di Pietro, Gli avvenimenti ingresso, chiamata pure Ainahakht
religiosi eh' ebbero luogo non è , o Enebachle. Giace sul declivio di
guari tempo, in uno stato confi- una collina di forma conica, distan-
nante colla Galizia, danno un'al- te trentotto leghe da Atene, e qua-
tissima importanza a questo pre- ranta da Jannina. Considerata co-
zioso documento, che può leggersi me già facente parte dell' impero
nel voi. Xir, p. 439 e seg. degli turco, fu il capoluogo di un san-
Annali delle scienze religiose, che giacato. Cinta di alte mura in cat-
si pubblicano in Roma. Nel voi. tivo slato, ha due sobborghi, una
XV de' medesimi Annali si ripor- fortezza posta sopra un' altura, ed
ta a p. 1)5 il breve Perlaliim ad un piccolo castello i-ovinoso. L'at-
nos est exempluni , del Papa Gre- tacco di questa piazza era assai dif-
gorio XVI, die 17 julii 1841, di- ficile prima dell'uso del cannone.
retto al rispettabile arcivescovo Le- Nel i4o8 obbediva all'imperatore
wicki, encomiandolo per l'encicli- di Costantinopoli, ma Emmanuele
ca e per la sua unità cattolica. la cedette a' veneziani, dai quali
Comunicando il prelato a' suoi dio- fu posta in tale stato di difesa che
cesani tal breve pontificio, lo ac- i turchi nel i^'j^ furono costretti
compagnò con quella bella lettera di allontanarsi dopo quattro e più
che si legge a p. 104 degli stessi mesi di ostinato assedio, e dopo aver
y^/mfl//, scritta agli i i ottobre 1841, perduto più di trentamila uomini.
dabamus Leopolì ad ccclesiani no- Nel 149S Baiazetto II la prese però
strani archicalhedraleni s. Magni ai veneziani. L'ammiraglio Grima-

inartyris Georgiì. Fra le cliiese di ni padre del cardinale Griniani


questo arcivescovato, no lineremo Dontenico [Vedi), fu perciò con-
quelle dell'Assunzione della B. Ver- dannato in prigione, nella quale
gine, e di s. Onofrio con monastero con memorabile esempio volle se-
spettante alla confraternita Stauro- guirlo il figlio. Presso il golfo di
pigiana. Uno dei Ire ospedali di Lepanto e presso ad Azio, luogo
Leopoli ha una scuola che spetta celebratissimo per la battaglia che
alla detta confraternita, che ab im- impero del mondo
decise dell' tra
memorabili non è soggetta alla giu- Marcantonio ed Augusto, a' 7 ot-
risdizione deir(jrdinario se non nel- tobre 1 571 l'armata cristiana del-
lo spirituale. La mensa arcivesco- la triplice àllean/a di s. Pio V, cogli
vile ha di rendita in beni stabili spagnuoli e veneti, nel navale com-
'scudi i5oo. L'arcivescovo abita uu battimento benedetto dal legato a-
palazzo magnifico. Del collegio di poslolicu Giorgio Odescalchi, lipor-
io4 LEP LEP
tò contro vSelim li imperatore dei vanni del 1266; ed N di
turchi quella strepitosa vittoria di cui è fatta menzione nella lettera
cui parlammo iu lauti articoli del degli orientali scritta al Papa Gre-
Dizionario, massime a Costantino^ gorio X, e nella risposta che loro
poli ed Ingressi solenni in Roma. fece il Papa. Oriens christ. t. II,

Quanto a Lepanto fu ripresa dai pag. 198. Ebbe altresì Lepanto i

veneziani nel 1687, indi la resti- suoi vescovi latini, cioè R.ostagno
tuirono ai turchi nel 1699 in con- Candela dell'ordine de' predicatori
seguenza della pace di CarioAvitz, nel 1237; Giovanni nel i345;
dopo per altro aver demolito il ca- Eustachio d'Ancona de' frati mi-
stello di Romelia. Gli antichi greci nori; Ermanno nel i366; ed An-
avevano in NaupacLus quattro cele- tonio Maria Pallavicini, il quale ac-
bri templi dedicati a Venere, Net- compagnò nel 173 i il cardinal Pie-
tuno, Esculapio e Diana. Servì un tro Ottoboni mentre faceva la vi-
tempo di ritirata agli etolii nemici sita della patriarcale basilica late-
de' romani, e poscia divenne uu ranense di cui era arciprete, a' 7
luogo di rifugio a diversi corsari, ottobre. Oriens christ. t. Ili, p= 994-
per cui le fu dato il nome di pic- Al presente Lepanto, Naupacten, è
colo Algeri. In oggi Lepanto fa un titolo arcivescovile in partibus
parte del nuovo regno di Grecia, che conferisce la santa Sede con ,

ed appartiene alla sezione della un titolo vescovile in partibus per


Grecia occidentale, dipendendo da suifraganeo, cioè Calidon.
Missolongi, che n' è il capoluogo. LEPTINES o LETINES o LE-
Naupaclus o Lepanto nel V se- STINES o LIPTINES o LISTINES,
colo divenne sede vescovile dell'e- ed oggi L'ESTINES-AU-MONT.
sarcato di Macedonia, nel IX me- Villaggio dei Paesi Bassi nella pro-
tropoli, nel XIII esarcato dell' E- vincia di Hainaut, diocesi di Cam-
tolia.Nel secolo la residenza XV bray, presso Binche. Eravi un pa- »
del metropolitano passò ad Arta o lazzo dei re di Francia della pri-
Larta nell' Epiro. Larta però fu ma stirpe. Ivi furono tenuti due
fatta essa pure metropoli, e venne- concilii. Il primo nel 743 sotto
ro ad essa uniti anche i diritti me- Carlomanno re di Francia, e si fe-

tropolitani della chiesa di Nicopoli, cero quattro canoni sulla regola di


capitale dell'antico Epiro. La me- s. Benedetto, sui beni ecclesiastici,

tropoli di Lepanto ebbe i seguenti sui matrimoni illeciti, e contro su-


nove suffraganei Nicopoli, Leuca,: perstizioni pagane si accordarono :

Phenica Corfù, Ragusi, Yentza,


, delle rendite ecclesiastiche al re
Aiton o Calydou, Acheloo e Do- per le spese della guerra contro
done. Si conoscono dieci vescovi Aldeberto eretico. Vi presiedette s.

che occuparono la sede di Lepan- Bonifacio, ed i vescovi, i conti, i

to, di cui il primo fu Callicrate governatori vi promisero di osser-


che intervenne al primo concilio vare il concilio di Germania ; tut-
di Efeso, cui succedette Ireneo, che to il clero si sottomise agli anti-
fu al concilio di Calcedonia. Gli chi canoni. Gli abbati ed monaci i

altri vescovi furono Antonio N. . .


;
riceverono la regola di Benedet- s.

Basilio del ii56; N dei 11 85; to. Vi si dice, che a motivo delle
Giovanni del 1229; Xero ; Gio- guerre presenti, il principe pren-
LER LER io5
deih per un certo lempo una por- di segnatura. Appena eletto Bene-
zione dei beni di chiesa , a titolo detto Xlil, ricoidevole delle sue
di prestito e di censo, per prov- belle qualità, lo fece suo maestro
vedere al mantenimento delle sue di camera e dopo due anni segre-
truppe ; a condizione di pagare o- tario di stato ed arcivescovo di
gni anno alla Chiesa un soldo del Nazianzo, creandolo a' 9 dicembre
Talore di dodici denari, vale a di- 1726 cardinale prete del titolo dei
re venticinque soldi della moneta ss. Gio. e Paolo, donde poi passò
di F'rancia. Reg. t. XVII; Labbé a quello di s. Pietro in Vincoli.
t. VI; Arduino t. III. Il secondo Lo ascrisse a tutte le congregazio-
fu tenuto nel 736 sopra la disci- ni cardinalizie, colla piotettoria
plina. Ibidem. Tuttavolla il p. Pa- de' canonici regolari lateranensi. Mo-
gi in Critic. ad an. 74^> "• '2, i3, rì in Roma 20 marzo 1757
ai

ha dimostrato che questi due con- d'anni ottantadue non compiti, con
ciliinon sono propriamente che un infinito rammarico de' poveri, le
solo, tenuto nel 74? e non nel 743, miserie de' quali trovavano presso
sotto Carlomanno re di Francia ,
di lui tenera compassione e gene-
e sotto s. Bonifacio legato della roso sovvenimento. Le sue ceneri
santa Sede, come provato
viene furono collocate nel centro della
dalla lettera IX del Papa s. Zac- chiesa titolare di s. Pietro in Vin-
caria al medesimo s. Bonifacio. Man- coli, sotto una semplice lapide, col-
si, Sappi, 600. t. I, p. le insegne cardinalizie ed il solo
LERCARI Nicola Maria, Cardi- suo nome. Dipoi il suo degno ni-
nale. Nicola Maria Lercari sortì la pote Giovanni Lercari arcivescovo
sua origine da una delle più cospicue di Genova, nella cappella gentilizia
famiglie di Genova ma nacq uè ai , di loro casa, nel battisterìo lale-
c) novembre 1675 in Taggia nella ranense, gli eresse un elegante mo-
diocesi di Albenga. Condotto a Ro- numento, ove al destro lato collo-
ma nel 1 686 nella tenera età di cò il di lui busto di marmo in atto
undici anni, dopo avere con suc- di orare genuflesso, con magnifico
cesso applicato agli .studi , fu da elogio. Questo cardinale dopo ave-
Innocenzo XII nel 1699 fatto re- re ricevuto Benedetto XIII nel suo
ferendario di segnatura, e da Cle- palazzo in Albano, da lui fabbri-
mente XI nel 1701 impiegato nel cato, generosamente lo lasciò per
governo delle città di Todi e poi uso perpetuo dei cardinali vescovi
di Benevento , dove la specchiata di Albano.
sua integrità e religione gli gua- LERIDA (Illcrden). Città con
dagnò la grazia dell' arcivescovo residenza vescovile della Spagna
cardinal Orsini, poi Benedetto XIII. nella Catalogna, capoluogo della
Da Benevento fu trasferito al go- provincia del suo nome , distante
verno di Camerino, e lichiamalo trentaquattro leghe da Barcellona
a Pv.oma ebbe luogo tra ponenti i e venticinque da Saragozza. Giace
di dopo alcuni mesi fu
consulta, e in fertilissimo territorio, sulla riva
di nuovo destinato al governo del- destra della Segra o Sicori, che si
le città di Ancona, di Civitavec- attraversa sopra un bel ponte di
chia e di Perugia; indi restituitosi pietra di sette archi, ed è celebre
in Roma fu ammesso tra i votauti perchè di cesi che prima portava
io6 LER LER
arene d'oro. Una parte di questa contro i romani, furono le vittime
città è fabbricata in forma di an- di questi due popoli. Nelle vici-

lltealro, sul pendio di un'alta mon- nanze di questa città Scipione ri-

tagna, sulla cui sommità vedesi una portò una segnalata vittoria sopra
cittadella; il restante si estende lun- Annone, generale cartaginese, l'an-
go la Segra, sino al piede d'un'al- no di Roma 537, e Giulio Cesare
tura su cui è situato il forte Gar- vi sconfisse Afranio e Petreio luo-
den. Lerida è una delle più im- gotenenti Pompeo, V anno 705
di
portanti piazze di guerra della Ca- di Roma, dopo averla conquistata.
talogna ; ha buoni baluardi bastio- I romani le diedero il titolo di cit-

nati, e dal lato del nord-ovest fosse tà municipale, e sotto il dominio


piene d'acqua. Eccettuata la strada de' goti cadde nella decadenza del
che r attraversa nella parte bassa, romano impero. Caduta in potere
che ha un quarto di lega di lun- dei mori nel 716 della nostra era,
ghezza, tutte le altre sono piccole venne conquistata sui medesimi da
e tortuose. Le più belle case sono R.aimondo Berengario re d'Aragona
nella riviera, ove si osserva una nel I 49) 6 divenne quindi per
1

bella strada lungo l'acqua. Il solo qualche secolo la residenza dei re


edilizio che fissar possa l'attenzio- d'Aragona. I francesi se ne impa-
ne è la magnifica cattedrale; vi si dronirono durante la rivolta de' ca-
vedono pure sulla collina del forte talani, ma gli spagnuoli la ripre-
gli avanzi dell'antico palazzo dei sero, e sconfissero il corpo di trup-
re di Aragona. Avvi un ospizio, pe del maresciiillo de la Mothe nel
un ospedale militare, un collegio i644- Enrico di Lorena conte d'Har-
e degli ameni passeggi. Celebre era court fu obbligato di levarne l'as-

l'anticasua università che a' tempi sedio nel 1646, e così pure Luigi
di Adriano VI era insigne , come di Borbone, II di nome e principe
rilevasi dall'opera del suo famiglia- di Condé, nel 1647. Filippo duca

re Ortiz. Calisto III già canonico d'Orleans, comandante dell'arma-


di Lerida, fatto dall' antipapa Be- ta di Filippo V re di Spagna, la

nedetto XIII canonico della catte- prese di assalto nel giorno 1 1 no-
drale, avea nella medesima uni- vembre 1707, dopo sei settimane
versità ricevuto il grado di dottore, di assedio, e la fece saccheggiare,
ed ivi era stato professore di leg- avendo preso il partito dell'arcidu-
ge. Anche
s. Vincenzo Ferreri as- ca Carlo d'Austria poi imperatore.
sunse grado di dottore nell' in-
il Cadde in potere de' francesi il i\
signe università di Lerida, la quale maggio 18 IO, e nel iSiS aprì le
fu poi soppressa nel 1717, ed uni- sue porte ai francesi ed alle trup-
ta a quella di Cervcra da Filippo pe reali spagnuole.
V re di Spagna. La sede vescovile fu eretta verso
Lerida è l' antica Herdan capi- l'anno 600, secondo Commanville ,

tale del paese degli ilergeli. Lungo altri dicono nel III secolo e fatta
tempo prima dell' invasione de' ro- sulFiaganea della metropoli di Tar-
mani ebbe dei principi particolari, ragona di cui lo è tuttora. Fino
gli ultimi de' quali Mundonio ed dall'anno 269 viene nominato s.
Indibilis, avendo alternativamente Licerio o Glicerio in vescovo di Le-
preso parte contro i cartaginesi e rida : intli si trovano altri vescovi
LER LER 107
clie sottoscrissero a diversi concilii sono altre quattro parrocchie, in
/ino al 716, nel quale anno i mori due delle quali vi è il battisterio;
s'impadronirono di questa città. Fu e vi è pure il seminario. Ogni nuo-
allorache vescovi di Lerida sta-
i vo vescovo è tassato ne' libri della
bilirono la loro sede a Roda sui camera apostolica i5oo asseritur
confini della Catalogna, dove fuvvi ad praesens ascendere ad 3oo,ooo
fabbricato in seguito un monaste- circiter regalhun moneta e de Vel-
ro pei canonici di s. Agostino. iVel lori nuncupatae pensionibus gra-
I
149 poi, che come dicemmo la vati.

città fu conquistata dal re d' Ara-


gona, scacciandovi gì' infedeli, i suoi Concilii di Lerida.
vescovi abbandonarono la sede di
Roda e ritornarono a Lerida. Nel Il primo concilio fu tenuto nel
secolo corrente furono vescovi Gi- 5i4 o 524 sotto Teodorico, com-
rolamo Maria de Torres della dio- posto di otto vescovi, che vi fece-
cesi di Pamplona, fatto vescovo da ro sedici canoni, il primo de' quali
Pio VI nel 1783. Emmanuele de ordina, che quelli che servono al-
Villar traslato da Titopoli in par- l'altare si astengano di versar san-
tibiix da Pio VII nel 18 16. Simo- gue umano, sotto qualsivoglia pre-
ne Antonio a Reateria-y-Reyes del- testo, anche di difendere una città
la diocesi di Santander, nominato assediata, sotto pena di due anni
dal detto Papa nel 1819. Paolo di penitenza e di non essere mai
Colmenares monaco benedettino del- promo-ssi a gradi maggiori. Da que-
la diocesi di Calahorra, fatto ve- sto canone apparisce che la neces-
scovo da Leone XII nel 1824. Il sità di difendersi dalle incursioni
regnante Papa Gregorio XVI, per dei barbari faceva insensibilmente
morte del precedente, nel concisto- dimenticare ai chierici l'antica dol-
ro de' i5 aprile i833 preconizzò cezza ecclesiastica. R^egia t. I; Lab-
in vescovo Giuliano Alonso dell'or- bé t. IV; Arduino t. II; Diz. dei
dine premonstratense della diocesi conc.
di Zamora. In (juesto tempo la Il secondo concilio ebbe luogo
sede è vacante. nel 546 sopra la disciplina eccle-
La cattedrale, vasto edifizio, è sa- siastica. Aguirre t. III.
cra a Dio, e sotto il titolo della Il terzo nell'anno 1229. Aguir-
Beata Vergine assunta in cielo. Il re t. III.
capitolo si costituisce di sei dignità, Il quarto concilio si tenne nel
delle quali è prima il decano, di I246 per la riconciliazione di Gia-
venticjuattro canonici comprese le como I l'C d'Aragona, che avea fat-
prebende del teologo e del peni- to mozzare la lingua al vescovo di
tenziere, di trentalre beneficiati, e Girona, perchè avea scritto al Pa-
di altri pcrzionari e cappellani in- pa Innocenzo IV contro di lui; ma
servienti all'ufSziatura ecclesiastica. avendo quel principe confessato pub-
JN'ella cattedrale, di fonte battesima- blicamente il suo delitto, fu assolto
le munita, vi è la cura d' anime ;
dal Pontefice e prosciolto dalla sco-
non lungi da essa sorge l'episco- munica. Aguirre t. Ili ; Arduino
pio ,
palazzo di ottima struttma. t.VII ; Mariana lib. XIII, e. 6.
Oltre la cattedrale nella città vi Il quinto concilio si celebrò nel
io8 LER LER
12^7 pei privilegi de' vescovi. A- luogo vago e dilettevole, pieno di
guirre t. III. fontane, coperto di erbe, smaltato
LERliXS o LERINO, Congrega- di (lori, piacevoli egualmente alla

zione di monaci. Prese il nome da Vista che all'odorato. Ma gli spa-


una delle due isole del suo nome, gnuoli tagliarono le foreste di pi-
ove fu il celebre monastero che ni, che formavano una gralissiraa
sussisteva sul finire del passato se- ombra contro gli ardori del sole,

colo. Lerins sono due isole del ma- e che la natura avea disposti in
re Mediterraneo sulla costa della viali, al termine de' quali s'incon-
Provenza, poco distanti l'uiia dal- travano degli oralorii fabbricati in
l'altra, e situate in faccia a Can- onore dei santi abbati o monaci
ne e verso Antibo. Alcuni geografi dell' isola. I turchi sempre la ri-

ne parlano sotto il nome di Pla- spettarono, e mai vi discesero, quan-


nasia e di Lero, altri sotto quello tunque ciò fosse loro agevolissimo.
di Lero e Larina. Lero è la più Gettando s. Onorato fonda- i

grande delle isole, chiamata in oggi menti di Lerins avea convenuto


s. Margherita; Planasia o Larina con Leonzio vescovo di Frejus, sot-
è minore, detta di s. Onorato
l'isola to la du'ezione del quale era allo-
perchè questo santo vi fondò il ra queir isola, che i chierici ed i

detto monastero nel 3^5 o nel sacerdoti sarebbero ordinali dal so-
391 o nel 4 IO- Il santo cacciò dal- lo vescovo, o da colui al quale egli
l' isola serpenti che la rendeva-
i ne avrebbe data la permissione, e
no deserta, e procurovvi una fonte ch'egli solo conferirebbe la sacra
di acqua dolce; poi fu nominato cresima, ma
monaci lai-
che tulli i

arcivescovo d'Arles. Questa solitu- ci sarebbero sotto la dipendenza


dine fu per molti secoli il semi- degli abbati da loro eletti. Mal-
nario de' vescovi della Provenza e grado questa convenzione, il vesco-
delle Provincie vicine. Diede alla vo Teodoro avendo preteso una
Chiesa dodici arcivescovi, altrettanti giurisdizione assoluta su tutto il

vescovi, dieci abbati, quattro monaci monastero, Ravennio arcivescovo


messi nel numero de'santi confessori, d' Arles convocò un concilio ove le ^

con una infinità di martiri, senza questioni furono pacificale , obbli- I


parlare di un grandissimo numero gandosi Teodoro a quanto avea
di monaci illusili. Ennodio chiamò convenuto Leonzio. La regola che
l'isola, la nndrice de'xanlij e Sido- seguivano in origine i monaci di
nio Apollinare ne parla vantaggio- Lerins si congettura che fosse di
samente, cHiiamandola Planasia, In- s. Macario, in seguito osservarono
sula plana. Le isole di Lerins htui- quella di s. Benedetto, cioè verso
110 provato diverse vicende. Molte il IX secolo, quando ncll' 8 7 1
il

volle furono saccheggiate dai cor- concilio d' Aquisgrana 1' impo.se a
sari. Gli spagnuoli le sorpresero nel tulli i monasteri, ovvero solamente
settembre i635 e ne furono espulsi quando s. Odilone abbate di Clu-
nel maggio iGSy ; ma ne' due an- ny venne incaricato della direzio-
ni che le dominarono desolarono il ne questa abbazia nel 997. Cer-
di
santo luogo, di cui s. Eucherio ci to è che nel 66 1 i monaci di Le-
ha lasciala una amenissima descri- rins elessero per loro abbate Ai-
zione. Ce lo ha dipinto come un guUu tnouaco di Fleury ,
quello
LKR LER 109
stesso che avea portato in Francia fìnatmente Agostino Grimaldi ve-
le reliquie di s. Bcnedello; laonde scovo di Grasse, essendone abbate
pare che un uomo così attaccato nel i5o5, lo assoggettò alla con-
a quel santo, senza dubbio avrà gregazione dei benedettini della ri-

proposto la sua regola a quelli che si forma di Monte Cassino e di s.

soggettarono alla sua direzione. Que- Giustina di Padova, che ne prese


sto pio abbate soffrì le persecuzio- possesso l'anno i5i5; ciò appro-
ni di alcuni furibondi monaci e , vando il Papa Leone X, ed il re
con alcuni del suo partito ebbe di Francia Francesco L Dopo que-
tagliala la lingua e cavati gli oc- st'epoca gli abbati non furono piìi
chi : questi furono i primi martiri perpetui, e abbazia divenne com-
1

di Lerins, il di cui sangue consoli- menda. Vi furono stabiliti monaci i

dò maggiormente la riforma. La della congregazione di s. Mauro


riputazione di santità eh' ebbero i nel i638, unione che poco durò.
successori di s. Aigulfo, attirò nel- Tutta r isola era sotto la dipen-
r isola un numero prodigioso di denza del monastero. Gallia Chri-
persone che andavano ad impara- stiana t. Ili, p. 189 e seg. 11 p.
I

re la perfezione sotto la loro di- Bonnani nel Catalogo degli ordini


rezione, e dicesi che la comunità religiosi par. I, ce ne dà la figura a
fu composta di più di cinquecento p. CXXIV, dice che l'abito de' mo-
religiosi, quando i saraceni invase- naci lirinensi era nero, della forma
ro l'isola negli anni 780 e ySi. di quello de' greci, con piccolo cap-
S. Forcarlo che n' era abbate, pre- puccio, e che di essi scrissero il

vedendo tal disastro, ebbe cura di Choppino nel suo Monasticon, il

far ritirare in Italia trentasei gio- Surio nel tom. V, il Mireo nella
vani religiosi, che
e sedici fanciulli Cronica, ed il Baronio.
si educavano monastero; tutto
nel LERO o LEROS, Leria. Sede
il restante fu massacrato dagli in- vescovile nell' isola del suo nome,
fedeli, a riserva del vecchio Eleu- nell'esarcato d'Asia, sotto la metro-
terio, per essersi nascosto, che poi di- poli di Rodi, eretta nel IX secolo,
venne abbate, e di quattro giova- e chiamata anche Larosa. Leros
ni monaci che fuggirono nel bosco, isola dell'Arcipelago, presso la co-
donde tornarono a Lerins, Vi fu- sta d'Anatolia nel mare Egeo, una
rono diversi priorati tanto in Plan- delle Cicladi, è considerabile per
cia, che in Italia ed in Catalogna suo doppio porto, e
il per l'aloe
dipendenti dall'abbate di Lerins, che vi cresce. Coperta di monta-
e i di cui priori dovevano tro- gne assai alte, vi sono molte api
varsi ai capitoli generali. Eranvi che danno un miele eccellente. Fu
altresì dei monasteri di donne che patria di diversi uomini illustri,
ne dipendevano, come quello di come di Patroclo, ed era una an-
Tarascona, ch'era rimasto sotto la tica colonia di milesii, che ave-
giurisdizione dell'abbate, ed anco vano una grande riputazione di
uno di canonici regolari. 11 mo- probità. L'isola rinchiude una cit-

nastero di Lerins dipendeva da tà dello stesso nome, situata sulla


principio dall'abbazia eli Cluny ; fu costa orientale, sul pendio d'una
soggettato in seguito a quella di s. montagna, fra due porti. E do-
\iltore di Marsiglia nel i366) e minata da un castello fortificato
.

I IO LES LES
in rovina, già eretto dai genove- tivo di molti ruscelli e fontane
si. Si osserva sulla costa settentrio- che trovansi ne'suoi dintorni, e che
nale il porto Parlhein, che può gli abitanti del paese chiamano
contenere una squadra, e cli'è las escourres. Fu la città assai im-
ben difeso dalla piccola isola Ar- portante nelle guerre di religione,
cangelo, posta innanzi al suo in- e nel 1569 il conte di Montgom-
gresso. La sede vescovile di Lero mery la prese e ne saccheggiò le
ebbe per vescovi, Giovanni che si chiese. Vi si coltiva molto il lino.
trovò quinto concilio generale; Ser-
al La sede vescovile fu fondata nel
gio che intervenne al settimo ; Giu- V secolo, e fatta suffraganea pri-
seppe all'ottavo; e Calisto che sede- ma d'Elusa o ElusaCj che unitasi
va sul finire del VI secolo. Orieiis nell'VIlI secolo ad Auch, lo diven-
christ. 956. Al presente Lero,
1. 1, p. ne questa metropolitana. Il pri-
di
LereH) è un titolo vescovile in par- mo vescovo di Lescar o Benarnuni
tibus, sotto l'arcivescovato pure in fu san Giuliano, ordinato vescovo
pardhus di Rodi, che conferisce la di Bearn da Leonzio arcivescovo
santa Sede. Ne furono ultimi a di Treveri in principio del V se- I

portarlo Emmanuele de Schimen- colo. Gli successe s. Galattorio, il

ski di Breslavia, fatto da Pio VI quale assistette al concilio d' Agde


a' 18 dicembre 1797, non che suf- nel 5o6. Rovinata nell' 84^ Bearn,
fraganeo di Uladislavia, morto nel dice Commanville che il vescovo
182 5; e monsignor Vincenzo An- si ritiròa Morlano, borgo distan-
novazzi di Civitavecchia fatto a' 3 te quattro leghe. Nel seguente se-
luglio 1826 da Leone XII, e suf- colo avendo Guglielmo duca di
fraga neo di Porto, s. Piullìna e Ci- Guascogna , come dicemmo, rifab-
vilavecchia , indi nel i838 dal bricata la città col nome di Lescar,
Papa regnante Gregorio XVI tras- fu ripristinata la sede vescovile nel-
lalato ad Anagni che paternamen- la nuova città, e poscia Sancio suo
te governa. figlio ristabilì l' antica cattedrale
LESBO, r. Metelino. dedicata alla Beata Vergine. Cin-
LESCAR . Città vescovile di quantuno furono i vescovi di Le-
Francia nel Bearn, capoluogo di scar, dall'epoca dell' istituzione di
cantone del dipartimento dei Ba^si- questo vescovato sino alla soppres-
Pirenei, situata sopra una collina, sione; la maggior parte di essi si

distante duecento leghe da Parigi, distinsero per religione, dottrina e


presso la riva destra del Gave di zelo nel governo della diocesi
Pau. Alcuni autori credono che que- L'ultimo vescovo fu Marc' Anton io
sta città sia stata fondata verso de Noè della diocesi di Rochelle,
l'anno 1000 ^e^r- colle rovine di fatto vescovo da Clemente XIII ai
nensiuni Civitas^ come la chiama- 16 maggio 1763, dimissionario nel
rono latini, poscia Lascura Bcne-
i 1S02 quando Pio VII pel concor-
harniim, indi Benaniensium iirbs : dalo soppresse la sede, morendo
questa città l'avevano distrutta i nel medesimo anno a Troyes, alla
normani neir84'>. Altri dicono che cui sede il Papa lo avea traslata-
Guglielmo Sancio duca di Gua- to da pochi giorni. Il vescovo di
.scogna la rifcdjbricò nel 980 e pre- Lescar era presidente degli stati di
se alloia il nome di Lesrar, a nio- Bearn,. primo consigliere del par-
1

LES LES 1 1

Jatnenlo tli Pau, e primo barone tentrione e che la domina. Il

di Learn. Il capitolo della calle- porto scavato nel iSgy è spazioso,


diale coruponcvasi di sedici cano- profondo e perfettamente difeso
,

nici e di oUo prebendati. JXella da roccie esso è cinto di buona


;

città eravi un collegio di barnabi- muraglia ed ha due ingressi, ciò


ti, e nella diocesi conlavansi due- che permette di giungervi con ven-
cento quaranta parroccliie. ti diversi, per cui quantunque non
LESINA (Pharen). Città con vi si faccia un commercio,
esleso
residenza vescovile in Dalmazia, vengono ivi per allro ad ancorar-
sulla costa dell' isola del suo no- si moltissimi navigli, che qui aspet-
me, huigi dieci leghe da Spala- tano il tempo favorevole. Nel 1 353
tro, posta parte in monte e parte fu questa città saccheggiata dai ge-
in una valle ristretta, il cui piano novesi, nel i5oo i turchi 1' attac-
forma la sua piazza e parte del carono, ma il generale veneto Pe-
molo. È il capoluogo dell' isola saro gli sconfìsse. Nel 1571 fu
Lesina o Liesina Pliaros Fini- , , presa la città dal corsaro Ulaza-
rà o Pharia del mare Adriatico, li, ma non tardò a ritornare in
d'aria salubre e dolce; l'isola fu potere dei veneziani, dopo il qual
eretta in repubblica da una colo- tempo seguì i destini della Dal-
nia di parli, indi passò sotto il mazia.
dominio degli antichi re d' Illiiia, La sede vescovile da un' arci-
nel 584 sotto quello devoniani, i pretura ch'era sotto la diocesi di
quali nelle guenc con Filippo re Spalatro, un arcivescovo di Piago-
di Macedonia più volte distrussero si nel ii4o l'eresse coli' autorità
la città. Passò in seguilo con al- del Pontefice Eugenio III in sede
tre isole in potere de' narenlini a vescovile, altri dicono nel 5o, i 1

cui fu tolta dal doge veneto Pie- ciò che confermò nel 1198 Inno-
tro Orseolo li nel 997, finché di- cenzo HI, sotto la metropoli di
venuta proprietà di signori parti- Spalatro, donde passò suffraganea
colari,uno di questi, Aliota Cape- di quella di Zara, come Io è tut-
na, nel 1424 'a cedette alla re- tora. Ne furono ultimi vescovi An-
pubblica di Venezia, alla quale se- gelo Pietro Galli di Corfù, fiuto
condo, altri l'isola si diede spon- vescovo da Pio VII nel 1801. Do-
taneamente nel i4'2i. Quanto alla po alcuni anni di sede vacante il
città di Lesina, la situazione è de- medesimo Papa dichiarò vescovo
liziosa, mentre le sue case disposte Giovanni Scacoz di Traù nel 1822.
in forma di anfiteatro gli danno Per sua morte il Papa che regna
un aspetto bello, sebbene sieno Gregorio XVI, nel concistoro de'2 i
nella maggior parte in cattivo sla- febbraio iSSg, trasferì dalla sede
to. Il palazzo del governatore ,
di Sebenico a questa di Lesina
quello del vescovo, la cattedrale, l'odierno vescovo monsignor Filip-
e molte altre chiese sono degne di po Bordini di Scardona. La cat-
essere osservate. Questa città è mu- tedrale, moderno edifizio, è sacra
nita di un castello fortificato in fi- a Dio sotto r invocazione di san
gura circolare, eretto dagli spagnuo- Stefano 1 Papa e martire. Il ca-
li, sulla sommità di un pietroso pitolo si compone di due dignità,
ed erto monte,, che sorge a sct- la prima delle quali è l'arciprete,
ìli LES LES
di sei canonici comprese le prebende rale, e vi un cappel-
teneva pure
del teologo e del penitenziere, aiu- lano. Il 1627 la
terremoto del
tati nelle sacre funzioni da cinque distrusse quasi intieramente, e non
preti e tre chierici. Nella catte- vi restò che un piccolo villaggio
drale vi è il fonte battesimale e che trovasi presso il golfo di Ro-
la cura delle anime, di cui è par- dia, sul pescoso lago di Lesina, che
roco l'arciprete: tra le reliquie che è Pantanus Incus di Plinio, chia-
il

in essa si venerano^ vi è il corpo mato anche Salso o Salpe, il qua-


di s. Prospero martire, patrono di le si estende sui contorni di s.

tutta l'isola. Presso la cattedrale Nicandro e di s. Paolo, e non è


è il palazzo vescovile. Oltre la cat- diviso dall'Adriatico, in cui sboc-
tedrale in città non vi sono altre ca, che mediante una lingua di
chiese parrocchiali o collegiate; vi terra bassa e ristretta. La sede
è un convento di religiosi, un mo- vescovile di Lesina vuoisi eretta
nastero di monache, una confra- nel secolo X, ma il primo vescovo
ternita, un ospedale; ma il monte di di cui si ha notizia fu Nicolò ca-
pietà ed il seminario, secondo la nonico di Benevento, sotto la cui
proposizione concistoriale per l'at- metropoli era la sede, ed il qua-
tuale vescovo, si desideravano. Am- le nell'anno 1254. Gli suc-
fiorì
pia è la diocesi, compresa in cir- cessero,Perono che nel i265 pose
ca centottanta miglia di paese, la prima pietra nella chiesa di s.
comprendendovi pure qua- tre isole, Maria di Valle Verde; Lorenzo nel
li sono quelle di Lesina, Brazza e i343; Guglielmo, morto nel i348;
Lissa. Ad ogni nuovo vescovo la fr. Alberto francescano, in detto
mensa è tassata ne'libri della can- anno traslato da Nicomedia da
celleria apostolica in fiorini qua- Clemente VI; fr. Andrea de Cal-
rantuno, ascendenti i frutti annui viiiis francescano nel i35i, e quelli
della medesima in fiorini 9700 che registra 1' Ughelli nell' Italia
delle monete di quel luogo. sacra t. Vili, p. 309. Tra que-
LESINA o LESIRIA. Città ve- sti faremo menzione di Francesco

scovile del regno delle due Sicilie, de'couti Titignani da Todi cistcr-
nella provincia di Capitanata, di- ciense, fatto vescovo nel 1400.
stretto di s. Severo da cui è di- Nicolò de'Tartagli cistcrciense, no-
stante sessanta miglia, sulla riva di minato da Gregorio XI l nel i4o9>
un lago cui dà il nome. Sta alle mentre dimorava in Gaeta. Dopo
radici aquilonari del Monte Gar- di lui nel 14519 Pio II uni que-
gano, e dicesi fondata dai cristia- sta chiesa alla metropolitana di
ni pescatori di Lesina isola della Benevento, ma dipoi nel 1472
Dalmazia. Fu distrutta e più vol- tornò a dividersi, e Sisto IV vi

te desolata dai saraceni, e poi nominò in vescovo fr. Tommaso


dagli abitanti di nuovo riedificata. di Bitonto, cui successero, nel
La regina Margherita madre di 1482 Masello de Auria napoleta-
Ladislao re di Napoli, la donò al- no; nel i5o7 Francesco Nomeci-
la chiesa ed al monastero della si nel i526 fr. Luca Matteo Ca-
;

ss. Annunziata di Napoli, con lutti racciolo carmelitano; nel medesimo


i suoi diritti nel i4'i> '^ quale anno tV. Jacopo mantovano dei
vi esercitò il suo dominio tempo- predicatori; e nel i538 mor"i il
LES LET 113
successore Antonio Pannella napo- il Papa erasi portalo in Francia
letano. 11 Sarnelli nelle sue Memo- per implorar l'aiuto del re Filip-
rie p. 11^ dice che ultimo ve-
1' po I contro r imperatore Enrico
scovo fu Orazio Greco di Troia V. Mansi, Sappi, t. II, p. 237.
in Puglia, eletto a' 1 8 febbraio iSTi LETARDO (s.), vescovo. Seguì
da Giulio IH, che nel i556 fu in Inghilterra la regina Berta, fi-

vicario generale dell' aicivescovo di glia di Caroberto I re di Parigi,


Benevento Giovanni della Casa : destinata sposa ad Etelberto il più
intervenne al concilio di Trento possente dei sovrani dell'Eptarchia,
sotto Pio IV, e nel sinodo provin- circa lametà del sesto secolo, in qua-
ciale del cardinal arcivescovo Sa- lità suo limosiniero e direttore,
di
velli, celebrato agli i i aprile 1567. ed adoperossi zelantemente per as-
Verso questo tempo la sede fu sodarla sempre piìi nelle cristiane
soppressa,, e di nuovo riunita alla virtù. pagani edificati della vita
I

metropoli di Benevento, divenendo esemplare e dei discorsi del vene-


arcipretura. rando prelato, lasciarono a poco a
LESINGI Erardo, Cardinale. poco le loro superstizioni; e lo stes-
Erardo Lesingi della diocesi di so Etelberto sentiva diminuire la sua
Langres, decano e poi vescovo di avversione per la religione professa-

Auxerre, essendosi trasferito a Ro- ta dalla regina sua moglie, per cui
ma per difendere i diritti della in appresso, fattosi anch'egli segua-
sua chiesa contro il conte d' Au- ce dell'evangelo, divenne santo. In
xerre, da Giovanni XXI, secondo tal guisa i semi del cristianesimo
il Ciacconio, o da Nicolò 111, se- che Letardo gettò nel regno di Kent,
condo il Cardella^ nel 1276 o apparecchiarono le vie al santo mis-
1277 fu creato cardinal vescovo sionario Agostino. Fu seppellito sot-
di Palestrina. Prima di essere fre- to la porta maggiore dell'antica chie-
giato di questa dignità recitò una sa di s. Martino, ov'egli celebrava
orazione alla presenza di s. Luigi i divini misteri per la regina Ber-
IX re di Francia, onde persua- ta. Onoravasi per lo addietro a
derlo ad obbligare gli scomunicati Cantorbery; e nella chiesa abbazia-
a chiedere 1' assoluzione della sco- le di s. Agostino si custodivano le
munica, prima che terminasse l'an- sue reliquie che si portavano alla
no dacché era stata lanciata. Morì processione delle Rogazioni. Veniva
nel 1277 o 1278 in Roma, e fu invocato massimamente in tempo
sepolto nella basilica di s. Stefano, di siccità, e spesso si provarono i

senza alcuna memoria, nella tom- prosperi effetti della sua intercessio-
ba di Guido di Mellotto eh' era ne. Alcuni moderni hanno preteso
slato suo predecessore nel vescovato. che s. Letardo fosse vescovo di Sen-
LESTAT. Luogo della diocesi lis; ma è più verosimile ch'ei fos-
di Cambray, ove il Pontefice Pa- sevescovo regionario, e forse anche
squale II nel 1107 tenne un con- non fu consacrato vescovo che quan-
cilio, assicurando al vescovo di do passò in Inghilterra colla regi-
Verdun il possesso de' beni con na. La sua festa è segnata a' 24
franchigia assoluta, sotto pena del- febbraio.
la scomunica contro chi lo mole- LETO (s.). Nacque nel Beni e
Stasse in avvenire per tale motivo, passò i primi aoni della sua infau-
voi. XXXVIII^ ^.»,.....«.,.^

^>^iù^\
ii4 LET LET
7.ia a gtinrtlare la greggia di suo città pel suolo, pel clima, pei co-
nadie. Eiili'ò giovanelto in un mo- stumi e per l'indole de' suoi abi-
nastero, dal quale uscì in appresso tanti, doveva concorrere alla sua
pel desiderio maggior perfezione,
di politica libertà ,
quale mantenne
e passò in quello di Micy presso sino al 1075. Fu allora che sulla
Orleans. Strinse amicizia con s. A- cresta del colle, come luogo atto
\ito, e tutti e due si ritirarono in a fortificarsi ed a rendeisi inespu-
una solitudine della Sologna. Essen- gnabile, gli abitanti alzarono il suo
do s. Avito tornato a Micy, s. Leto rinomato castello, che cangiò il
andò ad abitare nel bosco d'inatoi- luogo da villeggiatura in piazza di
re, detto poscia Foresta alle loggie, guerra. Quindi letterani uniti in i

nella Reauce. 11 concetto di santità armi agli amalfitani pugnarono


di cui egli godeva trasse a lui pa- accanitamente contro i surrenlini,
recchi solitari di somma pietà. La e successivamente contro i pisani,
sua morte si crede avvenuta circa i siculi, e quindi contro gli stessi

l'anno 534. Costruitasi una cappella amalfitani, con che debilitarono le


nel luogo della sua tomba, vi si loro forze, laonde non poterono
formò in seguito un villaggio assai poscia resistere Lo-all' imperatore
considerabile, che prese il uome tario li, ed Rugge-
al normanno
di s. Lié o s. Leto. Le sue reli- ro 1. Già letterani sino dalla me-
i

quie sono nella collegiata di Plu- tà del secolo XI cooperarono co-


viers, nella diocesi d'Orleans. E men- gli amalfitani a fondare iu Geru-

zionato ai 5 di novembre ; ma non salemme un ospedale, che poscia fu


è certo ch'egli fosse prete, quantun- culla al nobilissimo e potente or-
que gli si dia questo mar- nome nel dine gerosolimitano. Il detto ca-
tirologio d' Usuardo e nel romano. stello di Lettera è noto per uno
LETTERA o LETTERE, Let- de' più validi forti della contrada,
teranum. Città vescovile delle due perchè elevasi sulla vetta d' un
Sicilie, nella provincia del Principa' colle che s' innalza a picco sulle
to Citeriore, distretto di Castella ma- pianure d'Angri. Difeso natural-
re, in amena ed ubertosa valle, di- mente dai monti, più da altri pic-

stante cinque miglia da Nocera dei coli presidii che stavano iu poca
Pagani e da Castellamare. Fu
tre distanza, guarnito di torri e di
fabbricata dai romani, e cosi ap- mura validissime, non poteva non
pellala dalle lettere che il senato essere che difficile ad essere pre-
romano inviò a Lucio Siila, il qua- so. Ma ora esso è rovinato, e ben-
le iu tempo della guerra italica si ché la torre sia priva di merli
era accampalo nelle alture; per la supera tuttavia in altezza palmi
sua deliziosissima posizione e per centosessanta. Le tre torri che so-
la temperatura del suo cielo, ven- no agli altri angoli sono minori
tie scelta dai dominatori dei mon- assai in grandezza, e trovaosi ia
do a luogo di riposo e di sollievo, sufficiente stato. Una di esse è tut-
come attestano i diversi monu- ta vuota, chiamandosi la Torre del
menti e le iscrizioni superstiti. Al- grano, per le vettovaglie che ivi si M
loichè sorse la repubblica di A- custodivano negli assedi. I creduli 1
malfì altro destino si preparò a del luogo bonariamente ritengo-
Lettera, che come sorella a quella no che sia abitata dalle favolose
LET LET it5
l'Ili*', le quali, essi dicono, lianno di Roma, creato nel t44' ^^ ^^'^"

un libro, ov'è registrala la vita genio IV; Andrea Curiali nobile


die menano gli uomini, non die di Sorrento, eletto nel i5o3 da A-
il nome di ciascuno, con altri li- lessandro VI, intervenne al conci-
dicoli racconti, dettati dallo spa- lio generale Lateranense V ; Gio.
vento con cui riguardano il luogo. Antonio Pandosio nobile di Cosen-
Lettere, Lettenun, Lycterae, fu za, dichiarato nel 1^47 da Paolo
erelta in sede vescovile dal Papa III, fu al concilio di Trento, loda-
Giovanni XV detto XVI nel 98-, to per mirabile dottrina, onde scris-
quando eresse Amalfi in metropoli di .<e sulla predestinazione, della gra-
cui la fece sufiraganea. L'antica cat- zia, del libero arbitiio, del vero
tedrale di s. Andrea apostolo caden- corpo e sangue di Gesù Cristo; gli
do in rovina ed essendo troppo lon- successe nel i562 Sebastiano Lec-
tana dalla dimora degli abitanti, il cavella greco, insigne teologo dome-
Pontefice s. Pio V accordò al vesco- nicano, traslato da Naxia: ancor lui
vo Bartolomeo Ferri di Lugo do- intervenne al concilio di Trento;
menicano il permesso di fabbricar- morì Pioma nel i566, e fu se-
in
ne altra, sotto il titolo della Assun- polto in s. Maria sopra Minerva,
zione della Beata Vergine detta del Clemente Vili nel 1599 fece ve-
Popolo; indi nel i57o autorizzò il scovo fr. Francesco Bruschi di Sezze
vescovo Filippo Fasio Capponi pa- dotto minore conventuale, morto
lermitano di trasferire nella nuova nel i625; fu sepolto in patria nel-,
cattedrale il capitolo e le sante re- la chiesa di s. Bartolomeo, A que-

liquie. Era ufficiata da dieci cano- sti Gregorio XV diede per coadiu-
nici, di cui quattro erano dignita- tore Andrea Caputo nobilissimo na-
ri. Nella cattedrale la cura di ani- poletano, encomiato per dottrina ed
me veniva disimpegnata da un sa- erudizione, fatto perciò vescovo di
cerdote scelto dal capitolo; la dio- Costanza in partibus ; egli di suo
cesi era piccola, dappoiché non con- peculio rifabbricò il palazzo vesco-
teneva che la città e due borghi. vile, abbellì la cattediale, cui pure
Il primo vescovo di Lettere fu Ste- donò molte suppellettili sacre. Gli
fano ordinato dall'arcivescovo di A- successe per volere d' Innocenzo X
malfi Leone I, nel pontificato di nel i65o Onofrio Ponte napoleta-
Giovanni XVI, verso 1' anno 994- no, sotto il quale le rendite del sop-
S'ignorano successori fino al vesco-
i presso convento di s. Maria Annun-
vo Pietro, che ne occupava la se- ziata degli agostiniani, e quelle di
de nel II 18; nel 1169 gli succes- s.Maria Belvedere in Pimonte furo-
se altro Pietro; il vescovo Giovan- no applicate all'erezione del semina-
ni nel 1179 intervenne al concilio rio. Questa fu effettuata da Antonio
generale Lateranense 111, celebrato Molinari genovese che nel 1676 gli
da Alessandro 111. Meritano tra i successe, il quale consecrò la nuo-
vescovi di Lettere special menzione va cattedrale nell'anno 1696. Inol-
i seguenti Giacomo fatto nel
: :ì86 i treornò e riparò la chiesa di san
da Onorio IV; Giovanni di Pisa Leone in Graniano, nel quale luo-
domenicano insigne, nominato da go morì e fu trasportato nella cat-
Bonifacio IX nel 1892; Antonio tedrale. Il suo successore Giovanni
arciprete di s. Maria ad Martyves Anacleto Citi patrizio di Rossano, nel
ii6 LET LET
1706 riparò ed ornò la cattedrale Noè, fecero due colonne nelle qua-
rovinala dal terremoto, ed eresse li lasciarono scritte e scolpite tutte
dai fondamenti la torre campanaria. le arti, ed egli afferma di averne
Nel 1709 fu fatto vescovo il teati- veduta una in Siria. Filone Ebreo
no Domenico Gagliani napoletano le attribuisce ad Abramo, altri a Mo-

de' marchesi Pompilii, benemerito sè autore della legge scritta sulle

della cattedrale e dell'episcopio, e tavole col dito di Dio; altri dicono


per altre cose. Domenico Galisi no- che ne furono inventori i fenici!,

bile napoletano, fatto vescovo nel gli egiziani, ec. Crinito dice che Abra-
17 18 da Clemente XI, è l'ultirao mo inventò le lettere siriache e le

della serie dell'Ughelli, iLalia sacra caldaiche; Mosè l'ebraiche; i fenieii

t. VII, p. 270, la cui continuazio- le proprie che comunicarono poscia


ne si legge nelle annuali Notizie ai greci; Iside le egiziane; Nicostrato
di Roma. INIentre n' era vescovo quelle de'latiui ; Ultìla quelle dei
Bernardo della Torre di Capo di goti. Gli egizi ed i fenicii si sono
Monte, traslato da Marsico JNuovo per lungo tempo disputata la glo-
da Pio VI nel 1797, il Papa Pio ria di avere inventati i caratteri al-
VII nel 18 18 colle lettere De iiti- fabetici, ed ignorasi a quale di que-
liori Dominìcae, soppresse la sede sti popoli debba con maggior ra-

vescovile di Lettere, e l'unì a quel- gione attribuirsi. Credesi che l'Eu-


la di Castellnmare ( f^edi). ropa ignorasse i caratteri della scrit-
LETTERA Litem. Carattere
, tura sino all'anno 2620 del mou-
dell'alfabeto; figura di cui un po- do, in cui Cadmo, che
qua- fiori

polo si serve per signitìcare qualche ranta anni passando


dopo Mosè,
cosa, e la di cui unione fa conosce- dalla Fenicia nella Grecia, comuni-
re i pensieri degli uni e degli altri. cò ai greci la cognizione delle lettere,
Le lettere dell'alfabeto furono im- cognizione che Evandro dopo due-
maginate per conservare le espres- cento anni trasmise ai latini. Fino ai

sioni de' diversi suoni che si for- tempi di Plinio lutti i popoli cono-
luano parlando, e secondo Rollin sciuti si servivano dei caratteri gre-
la loro funzione è quella di farle ci ma in ; appresso l' alfabeto ro-
passare fedelmente al leggitore, co- mano ebbe a prevalere, ed è quello
me un deposilo che loro è confida- che oggidì si applica a quasi tutte
to. La primaria invenzione delle le lingue europee. Il Buonarroti os-
lettere si attribuisce a Dio, il qua- serva che nelle iscrizioni latine an-
le allorché diede all'uomo la ragio- tiche, vi sono mischiate lettere ed

ne e l'uso della parola, gì' insegnò intere parole scritte cou lettere gre-
pure il segreto di esprimere i suoi che. F'. gli articoli Lingua, Stampa,
pensieri per mezzo della scrittura. e tutti quelli che sono relativi a
Altri in vece danno il vanto d'in- questo argomento. Atenodoro Filip-
ventori delle lettere ad Adamo, ov- po stoico, grande amico di Augu-
vero a Noè, al dire di s. Agostino, sto che lo fece precettore di Tibe-

ch'è di opinione che come istruito rio,lo consigliò a contare le venti-

nelle arti meccaniche, scrivesse cou quattro lettere dell'alfabeto, prima


caratteri alfabetici; Giuseppe Ebreo di seguire i moti della sua collera.

conferma questa opinione, giacché Erodoto Attico, figliuolo di Attico

narra che i figliuoli di Set, nato da prefetto di tutta l'Asia sotto Nerva
LET LET 117
imperatore, ebbe un figliuolo cosi vocali nello scrivere, e si contenta-
inetto, che non poteva mai appren- vano di aspirarle nella pronunzia. I

dere dell'alfabeto suo pa-


le lettere : greci convertirono queste aspirazioni
dre pensò di dargli ventiquattro in vocali che rappresentarono con
schiavi, ciascun de'quali aveva una appositi segni nella scrittura un an- :

lettera dell'alfabeto dipinta sul pet- tico storico ne attribuì l'invenzione


to. A forza di vederli e di chia- a Lino precettore di Orfeo, di Ta-
marli, quell'imbecille conobbe l'al- miri e di Ercole. Nel secolo XVI
fabeto, ed imparò a leggere. il Trissino paragonando la nostra
La parola alfabeto è composta di pronunzia colla scrittura , giudicò
Alpha e Beta, nomi delle prime che quest' ultima fosse difettosa e
due lettere dell' alfabeto greco. La mancasse di lettere ad esprimere
parola alfabeto significa il cata- tuttii suoni; quindi propose di ag-
logo delle lettere usate da un po- giungere nell'alfabeto italiano tre
polo per rappresentare i suoni ele- altre lettere greche, come pure la
mentari della lingua ch'egli parla. /e i' consonanti ; anche il Tolomei
Si attribuisce, come dicemmo, ai fe- tentò aggiungere altre lettere
di
nicii, agli egizi ed anco agli assi- a quelle proposte dal Trissi-
già
rii l'invenzione de' caratteri alfabe- no, ma furono queste innovazio-
tici. L'uso delie lettere esisteva nel- ni gagliardamente impugnate e ,

l'Arabia avanti epoca di Giobbe, l' rimasero senza eflètto ad eccezione


contemporaneo di Giacobbe nipote della 7 e v consonanti, che il nostro
di Abramo; poiché nella provincia alfabeto ritenne e delle quali va
di Canaan v' era una città, molto debitore al Trissino. I caratteri alfa-
prima di Giosuè, chiamata Dahir, betici presentando ad un tempo e i
la quale in origine chiamavasi Ca- nomi delle cose,
e il loro numero,
rialh'Sepher, vale a dire Ciuà del- e le date degli avvenimenti, e le idee
le lettere. Platone dice positivamen- degli nomini, diventarono ben pre-
te che Thaut fu il primo in Egitto sto mistici segni agli occhi di coloro
che distinse le lettere in vocali, e medesimi che gli avevano inventati.
consonanti, in mute e in liquide. I caldei, i sirii, gli egizi attribuirono
L'arte di rappresentare le parole qualche cosa di divino alla combi-
col mezzo di caratteri alfabetici non nazione delle lettere ed alla manie-
si propagò se non che assai lenta- ra di pronunziarle. Alcune analoghe
mente nelle diverse regioni del mon- erudizioni si leggono nel Cancellie-
do: tranne gli egiziani ed alcuni po- ri, Descrizione della setlimana san-
poli dell'Asia, le altre nazioni igno- tó, in nota alle Lamentazioni. Il Sar-
rarono per molli secoli questa arte nelli nelle sue Lettere eccl. nel toni.
così utile. Gli storici piìi antichi si Vili, scrisse la lett. XVIII: Del si-
accordarono nel dire che Cadmo fu gnificato de' nomi e delle Jigure di
il primo che portasse in Grecia la alcune lettere dell' alfabeto. Il me-
cognizione de'segni alfabetici, ma il desimo ne! tom. IX, lett. XXX:
suo alfabeto non conteneva che die- Enoch come scrisse il suo libro de-
cisette lettere : Palamede alla guer- gli Egregori, parla delle lettere e-
ra di Troia, ne aggiunse altre quat- bree come le prime del mondo, per-
tro. I come la più parte dei
fenicii, chè derivate dalle assirie, siriache
popoli orientali, non seguavano le e fenicie. Nel tom. IV, lett. Il;
,

ii8 LET LET


Degli inventori delle lettere , indi spada con allusione alla guerra che
della stampa, dopo aver notato che fece ai cinque re: ha in mano la
le lettere ebree che ora sono in uso, squadra e le seste per aver insegna-
sono dette assirie come insegnano gli to le matematiche agli egiziani, co-
ebrei, riporta le iscrizioni che agli in- me vuole Giuseppe, o perchè da
ventori delle lettere da Sisto V fatti alcuni venne reputato come perito
dipingere nella biblioteca vaticana, il nella scoltura. Sul suo capo è l'al-

medesimo Papa fece porre sotto le fi- fabeto siriaco e sotto i piedi l'epi-
gure, che andiamo ad accennare an- grafe: Abraham syras, et chaldaicas
che coll'autorità del Taja, Descrizio- litleras invenit. Nella terza faccia è
ne del palazzo vaticano p. 432 e seg. dipinto Mosè colle tavole della legge
Negli otto pilastri che reggono la posate su due fibri; e perchè Eu-
volta della gran sala della biblioteca sebio lo dice anch'egli inventore del-
sono dipinti in sette di essi e ne' quat- l'alfabeto ebraico antico, questo si

tro lati di ognuno gl'inventori tutti vede sopra di lui, e sotto i piedi la
dei caratteri delle varie lingue, quali i scritta: Moyses antiquas hebraicas
Ciuatteri veggonsi formati entro una littcras invenit. Si vede nella quar-
cartella per di sopra a ciascuna figu- ta faccia Esdra in abiti sacerdotali,
ra. Il pilastro ultimo attaccato agli coir alfabeto ebraico odierno e la
archi a dritta dell' ingresso contiene iscrizione Esdras novas Hebraeo-
:

l'immagine di G. C. coli' iscrizione : rum litteras invenit. La prima fac-


Jesus Christus,suninms magister,coe- cia del secondo pilastro ha un' Iside,
leslts doctrinae auctor; nel secondo da s. Agostino creduta inventrice
lato vi è l'effigie del Papa s. Silvestro dell'alfabeto egizio, che le sta sopra,
I coll'epigrafe : Chrisli l'icariiisj nel avendo sotto queste parole Isis re- :

terzo vede la figura dell'imperatore


si gina aegyptiaruni litieraruni i/i«
Costantino Magno, col motto; Fidei ventrix. Nella seconda faccia si ve-
defensor. Nel pilastro che rimane a de Mercurio, creduto inventore dei
dritta dell'ingresso evvi l'effigie di A- geroglifici egiziani; suini è un al-
damo riguardato come l'inventore fabeto, che si vuole usato già in
delle antiche lettere ebraiche, confor- Egitto, e sotto leggesi: Mercurius
me si esprime da questa iscrizione A- : Tlioyt Acgyptiis sacras litteras con-
dani, divinitus edoctus, prinius scien- scripsitj è figurato nella terza faccia
tiaruni et Utleraruni inventarj la figu- Ercole egizio, tenuto inventore delle
ra è cinta di pelli e con una zappa in lettere frigie, come afferma l'iscrizio-

mano. Nel primo pilastro isolato veg- ne Hercules Aegyptius phrigias litte-
:

gonsi nella faccia che guarda le fine- ras conscripsitj a' piedi di Ercole è un
stre a sinistra due figli di Set, che fe-
i fanciullo, alludente al racconto di E-
cero due colonne, una di mattoni cot- rodoto, cioè che un bambino educa-
ti, l'altra di mattoni crudi ed empi- to senza mai udire a parlare, da sé
ronle di volumi per salvarli dall'acqua pronunziasse una parola frigia, si-

e dal fuoco. Sopra è l'alfabeto ebrai- gnificante il pane; per di sopra è


co antico, e sotto leggesi Filii Seth : l'alfabeto di quella lingua. L'ulti-
colnmiiis duabus rerum coelestium ma faccia ha 1' effigie di Menone
disciplinani inscribwit. La secon- stimato anch' egli trovatore delle
da faccia del pilastro medesimo rap- lettere egizie, che gli stanno im-
presenta Àbramo, il quale cinge la presse sopra, avendo per di sotto
LET LET HO
le Meinnon Phoroneus ne'
pillole : strade, della virtù o del vizio, che
qualts litteras in Aegyplo iinrnU. V uomo prende dopo la fanciullex-
La prima fat^cia del terzo pilastro za. Nella terza faccia è Epicarmo
ha Cecrope re d'Atene tiene nel- ; poeta, da alcuni credulo inventore
la destra un giogo, come simbolo di due lettere greche, colla scritta:
della fede coniugale, perchè viene Epicharmiis Siciilus dnas f^niecai
creduto istitutore del matrimonio addidit liUeras. Nella quarta si
tra 'suoi popoli, da lui ridotti dal vede Simonide colla lira, il quale
vivere selvaggio al civile, per cui trovò lettere, e sotto ha
quattro
gli sta presso un satiro mezz'uomo le Simonides Melicus qua-
parole :

e mezzo bestia ; per di sopra è tuor graecary.ni Ihterarum inveri'


l'alfabeto, di cui lo fa inventore tor. 11 quinto pilastro ha nella
l'iscrizione che segue, quantunque prima faccia l'effigie di Nicoslrata
si pretende che non trovasse più Carraenla madre di Evandro, che
che sedici o diecisette lettere: si vuole invenlrice dell'alfabeto
Cecrops Diphyes^ primus Aihenien- latino A, B, C, D, E, F, G, H,
siimi rex graecarum lillerarum
,
I, L, /!/, N, O, P, Q, R, S, T,
auclorj nella seconda faccia è di- f^, conforme dice la iscrizione:
pinto Fenice, avente sul capo l'ai- Nicostrala Carmenta latinaruni Ut'
fabeto fenicio, e sotto ai piedi si teraruni invenlrixj nella seconda
legge: Phoenix litteras Phoenìcibus è Evandro inventore di alcune
tradiditj sulla terza è effigiato Cad- lettere sul capo notale, e sotto
mo, colle parole: Cadnius Phoeni- lui si legge: E\>ander Cannentae
cis frater litteras sexdecim in fìlius Aborigines litteras docuit j
Graeciani intulit; nella quarta si nella terza si scorge Claudio im-
osserva Lino tebano colla sua li- peratore, che trovò tre lettere, due
ra ; per di sotto è scritto : Linus delle quali andarono in disuso,
Thebanus liiieranint graecarum in- per cui sopra ha solo l'
F , e sot-
ventor. La prima faccia del quar- lo l' epigrafe : Claudius inip. tres
to pilastro contiene l'effigie di Pa- novas litteras adinvenil; nella (piar-
lamede in armi, sotto cui è l'epi- ta vedesi Demarato corintio col-
grafe : Palamedes, bello Trojano^ V alfabeto etrusco e l' iscrizione , :

graecis litteris IIII adjecit. La se- Demaratus Corinlhius etruscarnrn


conda ha Pitagora inventore del- litteranwi aiictor. Il sesto pilastro
l' Y ; egli sta in atto d' intimar contiene nella prima faccia Ulfila
silenzio, ed ha presso una stadera vescovi de'goti che trovò le lettere
allusiva a quel suo detto con cui di cui quella nazione fece uso, co-
insegnava moderazione, cioè
la : me si ha dall' iscrizione : Ulphilas
Stateram ne excedas ; la iscrizio- episcopus Golìioruin litteras iiwe-
ne poi da piedi dice Pjthagoras : nitj nella seconda si osserva s. Gio-
Y lilLeram ad mnanae vitae exent- vanni Crisostomo, autore dell'alfa-
plum invenit; perchè il piede di belo armeno, conforme rilevasi dal-

questa lettera mostra, come si pre- le parole: Joan.Chrysosl. lilte-


*$".

tende, la fanciullezza che va sem- ramni armenicaruni aurlor ; la


pre diritta nella sua semplicità, e terza ha l* effigie di s. Girolamo,
il dividersi in due linee una stret- come inventore delle lettere illiri-

ta, l'altra larga, significa le due che, colla scritta: S. Hieronynnis


120 LET LET
liuerarum iUyricarum iaventor; nel- se non che quelli che istruìll era-
la quarta è s. Cirillo vescovo degli no nelle lettere, e da questo prin-
schiayoni che trovò altre lettere illi- cipio estendendosi le umane co-
riche egli ha sotto il motto
: S. : gnizioni, venne l'uso di non am-
Cyrillus aliarum iUyricarum Ut' mettere a certe cariche se non
tcrarum aucior. V. l'articolo Lin- che i graduati in qualche scienza
gua, ove si parla ancora della o in qualche facoltà. Ma nelU
scrittura e linguaggio dello stato Cina il nome di letterati si d^
denominazione di
pontificio, e della ancora ad una setta che si sta*
ciascun alfabeto e storia di alcuno bili in quel paese verso 1' annq
di essi. i4oo dell'era volgare, e della qua-
LETTERA DOMENICALE, Liù- le certo Confut-Zee viene riguar-
ter a Dominicalis . Le lettere dome- dato come il fondatore, se pure
nicali sono quelle che servono a non si è fatta qualche confusione
denotare la Domenica (J^edi), nel nei nomi, e non si è attribuita a
Calendario (Fedi), e propriamente questo nuovo settario una porzione
quelle per le quali è stato inven- dei donimi dell'antichissimo Confu-
tato il periodo solare, y. Ciclo, cio. Il nome di letterati negli stati
e Indizione. inciviliti dell'Europa si dà general-
LETTERATO, Lileratus, literis mente alle persone istrutte ^ e a
cxcuàus, eruditus. Scienziato, che quelle che oltre lo studio delle,

ha lettere, che studia di lettere. Dai lingue e delle lettere propriamen-


nostri più antichi scrittori si rileva te dette, hanno con altri studi col-
che letterato era ne' più antichi tivati i talenti loro, cosicché si con-
tempi chi era istruito nelle lettere, fondono sovente i nomi p i titoli

e più attendeva a leggere i hbri, di letterato, di scienziato, di dotto


che non a qualunque altra opere^ ec. Sovente però il nome di lette-

manuale , come dai claustrali ri- rato annunzia una persona versata
chiedevasi ; ma in appresso si este- in ogni genere di letteratura e
se il significato di quel vocabolo, fornita di buon gusto, e sotto que-
si applicò anco
disse alcuno letterato, e
alle
anche lette-
scienze, e si sto aspetto
si
si è spesso abusato e
abusa di quel titolo. I letterati
^
H
ralissimo in teologia, il che giusti- sono una delle porzioni più ama-
fica la spiegazione data nei nostri bili, stimabili ed utili della socie-
vocaljolari, ove si traduce il lette- tà ; riescono di lusti o, decoro e or-
rato per iscienzialo. I cinesi, come namento alle nazioni ; la loro vita
forse facevano anche gl'italiani più è dedicata all'amore scientifico e
antichi, danno il nome di lettera- letterario. I loro buoni studi e le
li a coloro che sanno leggere e loro scoperte danno vigore ed au-
non si
scrivere nella loro lingua; e mento alla cosa pubblica, al costu-
può giungere alla carica, alla di- me, alla religione, alla prosperità
gnità di mandarino senza essere dei popoli. Se taluno sfugge alla
jiconosciuto come letterato. Que- miseria, rare volte isfugge all' in-

sto avveniva anche in vari paesi vidia e al livore degl' ignoranti e


dell'Europa ne'bassi tempi, perchè degli sfaccendali, i quali quando non
alle cariche più cospicue e più possono fare altro, tentano dimi-
imporlauli non potevano ascendere nuirne il merito intrinseco col giun-
LET LET 121
gere talvolta a mettere in forse i cae 1726. Fu ristampato il libro
parti del loro ingegno e dei libe- ad Amsterdam nel 1 747 cuni no-
rali doni di Dio, massime se im tis varioruni; e se ne hanno altre
letterato trae origine da mediocre edizioni. Lo scopo dell' autore è di
(condizione, o non abbia fatto i re- additare le astuzie e
che gli artifizi

golari studii. Essi però vogliono usano i falsi usurpare


dotti per
ignorare i tanti esempi che abbia- una riputazione di cui sono inde-
mo di coloro, che senza educa- gni. 11 medesimo Mencke, chiama-

zione scientifica, pure con costante to pure Menchenio, fece una rac-
alacrità, fatica e indefessa applica- colta ben curiosa ed istruttiva sulle
zione pervennero a prendere posto calamità de' letterati e la stampò
fra i più chiari letterati, e si ele- in Lipsia sua patria, col titolo :

varono alla gloria delle lettere, ra- Analecla de calanutate literatoruni,


gionevolmente con maggior lode e dove ancora -inserì il trattato del
henemerenza di chi le apprese per bellunese Pietro Valeriano Bolza-
principio e comodamente, per cui ni. Sulla infelicità de' letterali. Be-
sono segno dell'ammirazione dei nedetto Menzioi costretto per in-
saggi e degli imparziali. vidia di emigrare da Firenze, ve-
Ji Sarnelli nel tom. Ili, pag. rificandosi in lui r antico prover-
1 1 4 delle Lttt. eccl. narra che bio Nenio propheta in patria sua,
:

Cicerone nel lib. Ili, De orato- si Roma ove mori cano-


ritirò in
re fa menzione delle seguenti ac- nico di s. Angelo in Pescheria e
claaiazionij che si praticavano coi professore sostituto di belle lettere
letterati e cogli oratori: Bene prae- neir università della Sapienza, do-
clare , belle ,
festive : non polest po avere sperimentato la protezione
melius. Ed Orazio nell'Arte poetica: della regina di Svezia Cristina. Egli
Pulcre, bene, recte. Persio, Euge. è autore del trattato : De invidia
Plutarco, Center, ingeniose, floride, hominis lilerali. Il Cancellieri a p.
in opusc. De audit.j biasima però 5o delle sue Dissertazioni cita
quelle ch'egli chiama voci forestie- l'opera di Michele Lilienlal : Oh-
re, come è quella divine, che pas- sen>at. de nianuuni eruditaruni ele-
sa dall'applauso all'adulazione. In- gantia, inter Stlecta historica et
oltre il Sarnelli t. I, p. 29, osser- litteraria. Regiom. et Lipsiae i 7 1
9.
va che pessimi chiama il diritto Da tale dissertazione ove è il ca-
canonico que' prelati, che avendo la talogo de' calligrafi letterali regi-
fortuna di avere sacerdoti virtuosi strati per nazione, avvertì Girola-
e dotti presso di loro, li uegligen- mo Tarlarotti in una lettera in-
tano se poveri. Nel tomo X poi torno all'eloquenza italiana di mon-
riporta la lett. Sui scrittori XV : signor Fontanini, inserita nel XXXI II

moderni che si approfittano degli degli opuscoli del p. Calogerà ,

antichi, come cosa ragionevole, a- parlando della necessità di scrivere


vendo pure gli antichi pigliate da bene, nominando alcuni gran lette-
altri quelle dottrine e concelti dei rati, ebbero bel carattere, e
eh'
quali si sono serviti. Giovanni Bur- sforzandosidi provare che tal pre-
ckard Mencke è autore delle dis^ gio dovrebbe essere proprio di cia-
sertazioni intitolate De charlatane- scheduno e particolarmente del-
,

ria eruduorum declaniatione, Lu- l'uomo dotto e civile, e non dei


123 LET LET
soli segietari, copisti eamanuensi, mire; si strigavano delle faccende
benché corra il proveibio, che gli e negozi temporali e domestici,
uomini di riguardo e i letterati come anche dai ptibblici maneggi,
scrivono male. Quanto poi pregiu- e tanto pertinacemente studiava-
dichi la mancanza di questo pre- no, che mettevano a pericolo la
gio, di cui dolevano di essere
si sanità e la vita; laddove oggidì si
sfornili Erasmo
e Budeo, per la dà solamente quel tempo allo stu-
perpetuità delle opere che lasciano dio, che avanza alle ricreazioni, ed
i letterati, per essere alcuni mss. agli spassi, all'ambizione ed all'a-

d* uomini dottissimi ininlellegibili, varizia, onde non è meraviglia se


si perdettero preziose opere. non sono pari a quelli che to-
11 p. Menochio nelle sue Stuore talmente erano posti nell' imparare
o traltaiimenù eruditi, tom. II, cen- e studiare, lasciata da parte ogni
turia VII, cap. LXXII discorre: altra cura, e qualsivoglia altro ne-
Se siano vere le ragioni che alcu- gozio. Avevano gli ateniesi fatto

ni apportano per mostrare che og- un editto che niun megarese, sot-
gidì pochi riescono gran letterati. to pena della vita, fosse ardito di
Egli pubblicò l'opera nel 1689, e entrare nella loro città. Eucli-
dice così. » Spesse volte si odono de eh' era cittadino di Megara,
lamenti d'uomini eruditi e d'inge- e che prima di quell'ordine tan-
gno, i quali deplorano 1' infelicità to severo avea cominciato a fre-
de'lempi nostri, perchè non essen- quentare la scuola di Socrate, non
do ora gì' ingegni meno abili ad voleva perdere le lezioni che avea
imparare le scienze degli antichi, incominciato ad udire, né essere
e vedendosi che in altre professio- privo de' profittevoli congressi col
che in quella delle lettere, non
iì\^ suo maestro , all' imbrunir dun-
mancano di quelli che fanno se- que delia sera, in abito di donna,
gnalata riuscita, come nella pittu- col capo coperto di veli, se ne ve-
ra, scoltura, architettura, arte mi- niva in Alene, e la mattina per
litare, e simili, ad ogni modo po- tempo all'isfesso modo mascheralo
chissimi sono quelli che nelle scien- si riconduceva alla patria ; tanta
ze liberali arrivino a qualche emi- era la stima eh' egli faceva della
nenza, ed adeguino la gloria degli . dottrina di Socrate, e tanto gran-
antichi filosofi, istorici, teologi, ma- de era il desiderio di apprenderla,
tematici, medici, legisti. Facilmen- che non istimava il pericolo della
te quelliche cos'i discorrono si vita, ne la lunghezza del viaggio di

accordano in dire, che quelli che quaranta miglia. »» ^. Lettere


oggidì si applicano allo studio del- BELLE.
le lettere non usano tanta diligenza Nel 1769 fu stampata in Na-
ed assiduità nell'iniparare come gli poli un'opera di Antonio Genovesi
antichi, che però non è da mera- intitolata: Lettere accademiche sul-
vigliarsi se minore è il profitto la questione se sieno pi ìi felici gli i-

di quelli de'quali l'industria non è gnoranti, che i scienziati. Fu ri-

eguale. Gli antichi iufianimati dal stampala in Venezia nel 177^1 e


desiderio di sapere, non si davano ne fu dato un breve giudizio nel-
ai piaceri, erano parchi e castigati le Effemeridi leti, di Roma ntun.
nel mangiare, nel bere e nel dor- I, del 1773. Dello spacco del-
LET LET 123
la croce che fanno gì' illcllera- per la potenza del marchese di To-

ti che non eanno scrivere, in ve- scana divenne Papa Stefano VII,
ce di sottoscrizione, ne parlammo ignorante delle sacie Scrittine. Be-
al voi. XVIIF, p. 245 e 246 del nedetto X antipapa, eletto nel io5ii
Dizionario, h' imperatore Licinio per opera di alcuni signori roma-
abborr'i talmente le lettere che le ni, era tanto illelteiato, che s. Pier

chiamava veleno e peste della re- Damiani protestò che lo avrebbe


pubblica; l'imperatore Giuliano l'A- liconosciuto, se avesse spii-g;iio un
postata le proibì ai figli dei cristia- sol verso ó* qualuncjue omelia. An-
ni, acciocché non avessero sì po- che tra i cardinali si noverano de-

tente arme contro i pagani; e Mi- gli illetterati, ed alcuni parenti dei
chele Baldo le vietò ai giovani, af- Pontefici; ma ciò non può stare al
finchè non sapessero più di lui. confronto di tante centinaia di dot-
Giunsero tuttavia al supremo sovra- tissimi e santissimi cardinali che
no potere molti illetterati, massime fiorirono in tutte le epoche, aven-
se fortunati o valorosi conquistatori, done riportato cognomi de' prin- i

di cui ne sono piene le istorie. Si è X,


cipali al voi. 24 e 2ì del Di- p.
in fatti disputato da molti aiitoii, zionario. Furono di poche lettere,
se siano da preferirsi le armi alle come si può leggere alle loro bio-
lettere, con le dissertazioni che ri- grafie, cardinali Sisto Giara della
i

porta il Cancellieri nelle sue Dis- Rovere, Ipnocenzo del Monte, An-
sertazioni epistolari a p. 8 ; ma d. drea Perelli, Giambattista Deti, Ja-
Sebastiano Ciampi nelle sue Me- copo Sannesi, Antonio Giori, Fran-
morie di rnesser Cina da Pistoia, cesco Maidalchini ed Enrico de la
p. 116, dimostra che spesso mi- i Grange, per non dire di qualche
litari sì sono creduti assai onorati di altro. Essi però nella maggior par-
poter intrecciare ai loro allori di te furono fregiati di altre belle
Marte, anche la laurea dottorale, qualità. Immenso poi è il numero
licitato p. Menochio nel t. I, centu- dei Pontefici protettori de' letterati,
ria I, cap. LXXIX tratta : Del det- che alla santità di vita, ed alla ma-
to del Savio, Eccles. e. 6; Melior gnanimità delle azioni, congiunsero
est sapientia, quain arma bellica; profonda dottrina, e presero luogo
e se più. nobili e pili degne sieno essi medesimi fra letterati; anzi si è i

le armi le lettere. Conchiude e- osservato che alcuni Papi alla loie


ruditamente, che la professione del- mediocre letteratura supplirono con
le lettere è più degna di quella proteggere le lettere e con altre eccel-
delle armi. Il secolo X fu per la se doti, virtù, equità e buon senso, e
santa Chiesa il più funesto e il più disimpegnarono con lode la subli-
infelice per rozzezza, ignoranza e me rappresentanza di capo della
malvagità, dunque non deve recare Chiesa e di sovrano. I romani Pon-
meraviglia se essendo la maggior tefici dunque non solo furono sem-
parte del clero illetterato, tale pu- pre munifici protettori de' letterati
re fu alcuno de' Pontefici di quel- e delle scienze, ma queste eglino
l'epoca lagrimevole, eletti talvolta stessi professarono, al modo che
dalla potenza delle fazioni; in quei audiamo ad accennare.
tempi non minore era l' ignoranza Il principe degli apostoli e pri-
de' laici, tranne ben pochi. IN'ell'ygG mo Pontefice s. Pietro, per ia scieu-
124 LET LET
za ricevuta dallo Spinto Santo , e Leone IV, di singoiar dottrina, con-
per aver il primo predicato l'evan- siglio e magnificenza ; nell' 858 s.

gelica dottrina a Roma, capitale Nicolò I il Magno , ornato di


allora del mondo conosciuto, ed sapere e magnifico nelle sue azio-
ora del cristianesimo, si deve pri- ni. Il Papa Formoso dell'Sgi era
mieramente porre nel novero dei profondo nelle scienze divine ed
Papi dotti che andiamo a registra- umane. D' una rara erudizione fu
re. Eruditissimo fu il Pontefice s. Gregorio V del 996. Silvestro II
Dionisio fiorito l'anno- 261. Con del 999, insigne filosofo, matemati-
abbondanza di dottrina governò s. co egregio, fu versato pure in al-
Anastasio I del SgS.Di grande in- tre scienze. Fornito di sapienza e
gegno fu s. Innocenzo I del ^oi. pienamente erudito in ogni dot-
Dottore principale della Chiesa e trina fu s. Leone IX del 1049- H
sommamente dotto fu s. Leone I magnanimo difensore della libertà
il Magno del 44^, il quale chia- ed immunità ecclesiastica s. Grego-
mò a sé tutti i pili dotti uomini rio VII del 1073, fu eloquentissi-
che allora fossero nella Chiesa. Il mo, profondo nella giurisprudenza
Papa s. Ilario del 461, per l'amo- ecclesiastica! e nelle sante scritture.
re alle scienze, pose due biblioteche Eugenio III del i i45 fu beneme-
nella basilica lateranense. Nel 533 fu rito del diritto canonico, amatore
eletto s. Giovanni II, chiamato Mer- degli studiosi e premiatore de'dotti.
curio per la sua eloquenza. Crea- Gli successe nel 1 153 Anastasio IV
to nel 535 s. Agapito I, meritò versatissimo nel gius civile e ca-
l'elogio di eruditissimo delle rego- nonico. Nel I i59 divenne Papa A-
le ecclesiastiche. Dottore della Chie- lessandro III d'una letteratura cui
sa e fecondatore di essa per le sue giunsero pochi de' suoi predecesso-
dotte opere, ^, fu s. Gregorio I il ri da cento anni addietro. Nel 1 198
Maglio 590. Nel 657 fu crea-
del fu creato Pontefice Innocenzo III
to s. Vitaliano, che viene parago- versato in ogni scienza, massime
nato pel sapere ai piìi illustri Pa- nella ragione civile e canonica , a-
pi. D' insigne dottrina ed eloquen- vendo singoiar facondia, acutissimo
za, peritissimo nella musica sacra, in2;e2;no e felice memoria. Gli sue-
viene lodato s. Leone II del 682. cesse Onorio III, già maestro di Fe-
Di somma dottrina fu s. Gregorio derico II imperatore, di rara dot-
li del 715 come uno de' pili dot-
; trina, conosciuto anche sotto il no-
ti del suo tempo venne tenuto il me di Cencio Camerario. Grego-
successore s. Gregorio III. Anasta- rio IX del 1227 fornito di pene-
sio Bibliotecario assai commendò s. trante ingegno, ed istruito in ogni
Zaccaria del 741 per scienza e mu- ramo di sapere e nelle arti libe-
nificenza. Stefano III detto IV del rali, fiume di eloquenza, beneme-
768 era erudito nelle divine scrit- rito della collezione delle decretali.
ture e dotto nelle ecclesiastiche tra- Nel 1243 fiori Innocenzo IV, pro-
dizioni. Amatore e premiatore dei fondo giureconsulto, e monarca del-
letterati,
Leone
erudito
del
795. Neil' 827 fiorì
III
e facondo fu s. le
te
divine ed
IV del 1265
umane
fu
leggi.
chiamato
Clemen-
pa-
1
Gregorio IV, ornato di gran dot- dre del diritto. Bonifacio Vili del
trina ed eloquenza ; neh' 847 s. 1294, famoso giureconsulto, pi'ofon-
LET LET 125
do letterato, compilò il VI libro va dire, " esser meglio aver nemico
delle decretali, e fu intrepido di- un esercito armato, che un poeta
fensor della Chiesa. Di Benedetto XI o oratore irato, mentre l' esercito
del i3o3 non si seppe decidere coll'esercito si respinge, ma Io stile

se fosse o più scienziato o più san- di quegli con ninna cosa si oppri-
to. Giovanni XXII del i3i6 fu di me ". Nel 144? f^i elevato alla
vasta scienza, eloquente e di acuto cattedra apostolica Nicolò V, gran-
ingegno. Clemente VI del 1842 de amatore delle belle lettere e dei
accoppiò al profondo sapere una letterati eh' egli tenne e trattò quali
prodigiosa memoria. Gli successe nel parenti, meritò lode ancora per le
j352 Innocenzo VI, peritissimo nei sue magnifiche idee ad incremen-
canoni e nelle leggi, favori gene- to delle belle arti, e pel suo uni-
rosamente i letterati, molti ne pro- versale sapere. Come egli cooperò
mosse e beneficò, che le dicendo al risorgimento delle lettere in Ita-
dignità ecclesiastiche non erano pre- lia , accogliendo generosamente i
fiiio della nascita ma della virtù. dotti greci fuggiti da Costantino-
IJi bano V del i 36^ professore in- poli, lo dicemmo agli articoli Eru-
signe de' canoni, fu gran protetto- dizione e Grecia. Gli successe nel
re delle lettere e de' letterati. Gre- 1455 Calisto III, dottissimo nelle
gorio XI 1870 applicò molto
del leggi canoniche e civili, laonde nel-
agli studi massime delle leggi, dei la sua ottuagenaria età , citava i

canoni e della teologia onde fu , testi con mirabile prontezza. Dopo


reputato uno de' più scienziati del di lui nel 14^8 fiorì Pioli, savio
suo secolo, ed ebbe lode di mece- leggista e molto ammaestrato nelle
nate de' letterati. Nel 1878 gli suc- lettere profane, eloquentissimo, pro-
cesse Urbano VI, che nelle decre- fondo erudito ed amatore de' let-
tali ebbe stima di egregio dottore, terati. Sisto IV del 1^7 ì, profes-
e tu benevolo co' letterati. sore di filosofia e teologia, venne
Alessandro V del 1409 nella fi- chiamato teologo acutissimo ed o-
losofia e teologia fu chiamato dot- ratore egregio ; possedeva in grado
tore refulgido, come fu grande o- eminente la filosofia, il talento della
ratore. Eccellente nelle scienze e facilità di scrivere, e fu eziandio
mollo erudito venne riguardato
, dotto nelle lingue: benemerito del-
Martino V del i4i7- ^'i successe la biblioteca vaticana, lo fu pure
nel i43i Eugenio IV, insigne nelle degli scienziati. Leone X eletto nel
cognizioni storiche, benefattore del- i5i3j versato nelle scientifiche co-
l' università romana , e protettore gnizioni, nelpromuovere gli studi
de' letterali. Egli nel rimunerare delle arti e delle lettere, nel pro-
gli eruditi diceva, che non solo si teggere e premiale i letterati seguì
doveva amare la loro erudizione, il genio della sua famiglia Medici,
ma ancora si doveva temere la e die il proprio nome al suo secolo.
loro indignazione, poiché non so- Paolo III del 1 534 apprese in gio-
gliono essere impunemente offesi ,
ventù egregiamente le lettere gre-
e sono armati di quelle armi, che che e latine, onde divenne pro-
difficilmente si possono scausare. In fondo nelle cose divine ed umane;
ciò Eugenio IV abbracciava il sen- conversava spesso con eccellenti fi-
timento di Platone, il quale sole- losofi e teologi, e fu mecenate degli
,

17.6 LET LET


soienziali. Dolio ed eloquente fu di umane or di storia ec-
lettere,
Giulio III del i55o; e più di lui or di scienze sacre. Cle-
clesiastica,
il successore Marcello IIdel i555, mente XI del 1700, d'ingegno acu-
il quale si distinse in molte scien- to e memoria tenace, perito nelle
2e e in diversi esercizi meccanici. lingue greca e latina, uno de' più
Paolo IV del i555, non solo fu eruditi della sua epoca, dotto, elo-
versato nello studio delle lingue e quente, ammirò gli scienziati ed in
delle belle lettere, ma fu splendi- mille guise gli onorò e provvide.
do protettore di quelli che le pro- Benedetto XIV del 1740, eruditissi-
fessavano. Pio IV del iSSg ebbe mo e profondo letterato, dotato di
lode di eloquente, ed ornato di vasta dottrina come si ravvisa nelle
tenace memoria ; elevò al cardina- sue opere; quindi corrispondente
lato uomini dottissimi e letterati fu la di lui munificenza cogli eru-
insigni. Gregorio XIII del 1572, diti, coi letterati, che fecero a gara
^' indole nata per le scienze, in in dedicare ad un tanto conosci-
queste e nella giurisprudenza di- tore e mecenate le loro opere. Il

venne profondo , e dei letterati fu dettaglio delle egregie doli de' Pon-
magnanimo proteggitore. Nel i585 tefici qui lodati, e di quelli non
gli successe Sisto V, dotto nelle belle mentovati, benché dotti e protei- i

lettere e nell' eloquenza, beneficò ì tori delle lettere e de' letterati , è


letterati. Clemente Vili del iSgi, riportato alle loro biografie o re-
di vasta mente, favorì generosa- lativi articoli. A questi ed a quelle
mente i letterati , fra' quali egli sono notate le qualità dotte, e le

ebbe un posto distinto. Gregorio beneficenze profuse cogli scienziati ,

XV del 1621, profondo giurecon- dai degni successori di Benedetto


sulto, gli scienziati furono le sue de- XIV.
lizie. Urbano Vili che nel i6z3 Essendo la memoria la facoltìi

gli successe, ornato di vivissimo in- per quale senza l'azione imme-
la
gegno, dottrina, e di non volgare diata delle cose esterne tornano al-
letteratura, fu
co' letterati. Tra
liberale
questi
e munifico
è noveralo
l'animo
migliante
le sensazioni, in
a quello in che
modo
furono
so»
^
^
Alessandro VII del 1655, siccome generate già da esse cose , e tor-
istruito in tutte le scienze, di mi- nano all'animo le idee in addie-
rabile eloquenza , e di vasta eru- tro concepite ; la memoria adun-
dizione : promosse tutte le scienze que è l'ornamento più bello de' let-
ed i coltivatori delle medesime terali, ed è tanto maggiore ed utile,
e nutrì il progetto di fondare quanto è più viva, felice, tenace e
in Roma un collegio di uomini vasta, siccome la cosa più essenzia-
nell'ecclesiastica erudizione più il- le delle sciente e dell'erudizione.
lustri che avesse l'Europa, e di Ausonio avvertì, che ci dimentichia-
mantenerli ivi agiatamente a van- mo per lo più delle cose , con la
taggio della Chiesa universale, e stessa velocità con cui le leggiamo;
poscia premiarli con ragguardevoli e chiamò dono divino l'esimia me-
dignità. Dopo aver desinato, Ales- moria dell'oratore Tiberio Vittore M
sandro VII godeva di passare qual- Minervio. Seneca osservò, che fra- «
che tempo coi più dotti del suo gilè è la memoria, e che non può
tempo il) eruditi ragionamenti, or bastare al gran numero delle cose
,

LET LET 177


che l'opprime, restando cancellale H divcnnd .^memorali, con un ap-
io idee delle cose antiche dalle pendice delle bihliolecìie degli scrit-

uuove. Quindi sono stali serapi-e lori sopra gli eruditi precoci, la
ammirati e tenuti in sommo pie- memoria artificiale, Varie di tra-
gio tulli quelli che hanno la gran scegliere e di notare, ce. Ripoite-
sorte, e veramente invidiabile, di es- renio dunque qui appresso breve-
sere dotali di singoiar memoria, mente que'Ietterali che furono di-
Rilevò Tertulliano, essere stata a sliìiti e privilegiati dalla natura,
ragione chiamata da Platone, la della mirabile potenza dell'anima,
salute de' sensi e dell' intelletto; vera ed unica tesoriera delle cose
come da Plinio fu detta il bene apprese , la preziosa memoria dei-

più necessario della vita, e da Ci- le cose e delle scienze apprese,


cerone il tesoro di tutte le cose. Benedetto Accolti aretino ripetè
Né men giustamente pronunziò Gas- l' allocuzione di un ambasciatore
siodoro, essere un gran vantaggio del ré d' Ungheria ai fiorentini.

il non conoscere il difetto della Ad esso fu consimile Bernardo Ac-


dimeuticanza; ed accostarsi pei'ciò colti pure d'Arezzo, di cui scrisse

in certo modo alla divinità, chiun- Pietro Cortesi, De hominibus docli.t

que può aver sempre presenti alla p.5^: niemoriani tanluni crai vec'
niente le cose passate. Soleva dir borunt et rerum, ut omnia, quae
Socrate, che le lettere inventate uuquani legerat, meminisset: anche
per aiuto della memoria, somma- il Filelfo nel lib. 28 delle sue Lei-
mente le avevano pregiudicato. Poi- tere chiamò la sua memoria piut-
chè gli uomini per l' addietro a- tosto divina, che umana. Teo-
scollando qualche bella sentenea, dette celebre oratore di Sicilia

non potendo scriverla ne' libri, la discepolo di Platone e di Aristo-


scrivevano per dir così e la scoi- tile , si ricordava di un poema
pivano nella memoria , la quale benché letto una sola volta. Car-
corroborata da questo continuo e- mide recitava gli scrini altrui come
sercizio, conservava ciò che appren- li avesse letti. Cinea legato di Pir-
deva r intelletto, ch'è la potenza ro a Roma, salutò a nome tutti t

dell'anima colla quale l' uomo è senatori ed i plebei nel giorno se-
atto a conoscere le correlazioni del- guente al suo arrivo. Scepsio Me-
le idee, e quelle che le idee han- trodoro rammenlavasi di tuttociò
no coi fatti. Trovate poi le lettere, che udiva Ortensio si ricorda-
.

fidandosi de' non si sono più


libri, va di tutti i suoi scritti e pen-
impegnati a custodire le scienze sieri, e di tuttociò che avevano
nella mente. Così non esercitando- detto i suoi avversari. Cassio Seve-
sì come prima la memoria, la co- ro vedendo condannati i suoi li-
gnizione delle cose è divenuta me- bri alle fiamme, disse che ritenen-
no estesa, e l'uomo sa meno, per- doli tutti in mente, per toglierne
che non sa quello che può rite- la memoria bisognava bruciare an-
nere a memoria. L' eruditissimo ch'esso, dappoiché ciò che impres-
Francesco Cancellieri nel 18 15 so nell'animo non può levarsi se
pubblicò colle stampe in Roma : non si leva anco la vita. Carnea-
Dissertnzione intorno agli uomini de riteneva scolpita in mente, co-
dotati di gran memoria^ ed a quel- me nella cera, 1' idea di tutte le
.

128 LET LET


cose. Cesare dava udienza,
Giulio tiere che udiva. Suora Anselmi
leggeva, e dettava a più persone domenicana di s. Maria Nuova di
in un tempo. Ciro nominava ad Bologna, ebbe in dono dalla na-
uno ad uno tutti i suoi soldati tura tanta felicità di memoria, che
Scipione salutava i suoi soldati a dopo tre mesi e più d'avere ascol-
nome. L'imperatore Adriano, dot- tate le prediche , le poneva esalta-
tissimo, ed amante delle lettere, mente in carta. Prospero Podia-
rammentavasi i nomi di tutti i no perugino teneva a memoria i
suoi soldati, de' negozi trattati, e primi due o tre versi di tremila
de'luoghi sapeva a
visitati. Esdra libri da lui acquistati ed Antonio
;

memoria tutta la legge. Girola- IVIario avea il soprannome delia


mo Aleandro, dotato di prodigiosa memoria, al pari di Francesco Vit-
memoria, recitava a mente le co- torio ,
perchè possedeva a mente
se lette molti
anni addietro. IMu- quindicimila passi di diversi auto-
^
tio Pignattelli giovane di trent'anni, ri. Fu s. Padova d'u-
Antonio di *
in Napoli, ad imitazione di Giulio na memoria così stabile, che non
Cesare, dettava a più cancellieri in si dimenticava giammai di tutto
un tratto; ed una volta tra le quello che una volta avea appre* fl

altre scrivendo egli medesimo, det- so. Il p. Paolo Ardizzoni genovese,


tò a venticinque in diversi lin- benché cieco, citava le parole e
guaggi, alla presenza di grandi si- fino i versi degli autori appresi
gnori, che ne restarono stupiti. Il a memoria mirabil foi'za di que-
;

p. Serafino da Vicenza cappucci- sta non distratta dalla folla degli


no, recitava e trascriveva le pre- oggetti, che si affacciano per gli
diche udite, senza commettere il occhi. Luigia Aubery marchesa di
minimo sbaglio; si racconta ch'e- Chambre! , imparò a mente la
gli non a tre copisti, come si nar- Bibbia. Benedetto Averani di luci-
ra di Giulio Cesare, né a sette do intelletto , citava a memoria
come si è scritto di Origene, ma tutti gli autori da lui letti.An-
sino al numero di dieciotto ama- drea Barbazza giureconsulto sici-

nuensi, dettava al tempo stesso di- liano citava nelle dispute centinaia
verse e disparate materie, in lin- di ragioni e di argomenti. Pietro
gua latina e volgare, in verso ed degli Angeli detto Bargeo, di dieci
in prosa su argomenti e-
quegli anni sapeva a mente tutte le co-
ziandio, che gli venivano sommini- struzioni greche. Il p. Daniello
strati dai circostanti. V. Lingue. Barto