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e 3 7'3^é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PlìlCELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, Al VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE Pili SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VCL. XLII.

IN VENEZIA
DALLA TIFOGIIAFIA EMILIANA
MDCCCXLVII.
,

DIZIONARIO
DI ERCDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

n
MAG MAG
JVLAGOJSZA (Moguntin). Città nette, e nella parte sud-ovest sei

con residenza vescovile del grandu- fortied un ridotto trincierato ; la


cato di Assia-Darmstadt, già capi- maggior parte di queste opere ha
tale dell' elettorato di Magonza ,
delle casematte. Dalla parte del nord
ora capoluogo della provincia del e al di là degli spalti, vari trincie-
Reno o dell'Assia Kenana e di un ramenti furono innalzati verso la
cantone. E situata questa conside- XVIII. Un bel pon-
fine del secolo
rabile città di Germania in posi- te di battelli lunghissimo, difeso da
zione incantevole, sulla riva sini- una testa di ponte, attraversa il

stra del Reno, un poco al di sotto Reno in prospetto della città , e


del confluente del Meno, in faccia mette capo a Cassel, capitale del-
alla sua foce ed alla città di Cas- l'Assia elettorale ; alquanto sopra
sel. Questa città fortificata che ap- evvi un'isola assai fortificata. Sul
partiene alla confederazione ger- Meno, ad un quarto di lega al di
manica, può dirsi la fortezza più sopra del suo confluente, e presso
formidabile dell'Alemagna. E fab- al villaggio di Costheim, evvi un
bricata quasi in forma di semi- altro ponte di battelli, altresì di-
circolo, parte in pianura e parte sul feso da una fortissima testa di pon-
pendio di una collina : ha dieci te. Tutte queste opere sono trop-
porte, cinque dal lato di terra e po eslese, mentre esigono una guar-
cinque dal lato del Reno ; da que- nigione di più che trentamila uo-
sta ultima parte le fortificazioni so- mini per loro difesa. Magonza ha
no semplici, ma dal lato di terra r interno aspetto non molto bello ;
sono eslese e complicate. All'estre- molte case sono vaste e grandi
mila sud evvi una cittadella ; a ma poche hanno una bella archi-
quella del nord vi sono due lu- tettura :tra le sue molte piazze
6 MAG MAG
primeggiano quella di GuHpml>ei'g Magonza, formano gli oggetti i piii

e la Verde. I principali edifizi so- importanti del suo commercio as-


s^ no Tniìtico palazzo elettorale, con- sai anche quello di
attivo, essendo
vertito in ospedale militare nel 1 793, transito e di navigazione del fiume
ed ora assai danneggiato; l'edifizio che procura molti benefìzi alla cit-
de*cavalieri dell'ordine teutonico, e tà, anche per godere la franchigia
l'arsenale, tutti situati dal lato del il suo porto. Conta circa trenta-
Reno, e che godono delle magni- mila abitanti, fra i quali si conta-
fiche vedute j i palazzi delle fami- no parecchie migliaia di ebrei. I
glie Stadion, Ostein, Bassenheim ed dintorni sono bellissimi e bene col-
Etz; il palazzo vescovile detto Mar- tivati; si vede ad Eichelstein, a po-
tinshurgj la cattedrale eretta nel ca distanza da Magonza, un mo-
secolo XII, vasto edifìzio, sormon- numento che si crede eretto in o-
tato da un'altissima cupola; la chie- nore di Druso, che vi morì di feb-
sa di s. Ignazio, di cui si ammira bre violenta o da una caduta di
l'architettura e le pitture della vol- cavallo , e non lunge presso Zahl-
ta ; la chiesa di s. Pietro, e l'anti- bach vedesi un acquedotto roma-
ca chiesa di s. Stefano, la cui bella no, ma in rovina.
torre offre una veduta assai pitto- L'elettorato di Magonza fu un
resca. Vi sono qua e là belle fon- antico stato di Germania nel cir-
tane, che adornano la città. In ge- £olo de^ Basso Reno, posseduto in
nerale, la maggior bellezza di Ma- sovranità dall'arcivescovo elettore
gonza consiste nelle magnifiche ve- di Magonza, uno de' tre elettori ec-
dute ch'essa presenta, quantunque clesiastici à&\X Impero (Vedi). Ave-
un poco limitate dal lato del sud va circa leghe quadrate di
4<'^6

e dell* ovest. Evvi sulle rive del* estensione, somministrando vini squi-
Reno un bel passeggio ed una sitij ottimi pascoli per nudrire mol-
strada ove sbarcano le merci; la to bestiame, saline, miniere di fer-
veduta di cui si gode dalla estre- ro, ec. Il suo territorio estende vasi
mità del ponte è in vero sorpren- sulle due rive del Reno, fra il Pa-
dente. Aveva Magonza una cele- stinato e Treveri, e si divideva in
bre università fondata, o secondo al- due parli, cioè il Rhingaw ed il

tri ristabilita dall'arcivescovo Thier- Bergstrasse: dominava su gran par-


ry o Teodorico d'Isenburg nel 1 477, te de'lerritorii della Velerà via e
e che venne soppressa nel 1790. della Franconia, non che sui paesi
In oggi vi è in vece un ginnasio, d'Eichsfeld e d'Erfurt. Questo pae-
un seminario, una scuola di me- se si trova oggi ripartito fra l' As-
dicina, una di veterinaria, una bi- sia-Darmstadt, il circolo bavarese
blioteca di circa centomila volumi, del Reno inferiore, la parte meri-
gabinetti di medaglie, di storia na- dionale del ducato di Nassau, l'As-
turale, di meccanica, un
fìsica e sia elettorale, e la provincia prus-
museo di antichità, ed una galle- siana di Sassonia. Non bisogna con-
ria di quadri. Possiede delle fab- fonderlo coli' arcivescovato di Ma-
briche di tessutij ed un'elegante ti- gonza, ch'era un po' meno consi-
pografia neir ospedale di s. Rocco : derabile. L'arcivescovo di Magonza,
1 vini di Francia e del Reno-, elevato a questa dignità per la li-

e così pure i prosciutti detti di bera elezione del grande suo ca-
,

MAG 7
pitolo, 6 per meglio dire eletlo dai questa città, siccome sede de* priu-
ventiquattro primi canonici, era ar- cipi elettori, avea le vie ingombre
cicancelliere dell'impero, decano per- di gente , le arti , le scienze e le
petuo del collegio degli elettori industrie fiorivano nel suo seno,
aveva la direzione esclusiva di tutte tutte le nazioni aveano vincoli com-
le deliberazioni degli slati, era guar- merciali con essa.
daarchivi e matricole dell'impero, Di Magonza gli antichi autori
aveva il diritto di convocare il col- fanno spesso menzione, e partico-
legio elettorale, e dirigere le assem- larmente Tolomeo, Tacito, s. Giy
blee generali e particolari, e presso rolamo, Ammiano Marcellino, E-
di esso tutti i deputati alla dieta ginardo, ec. Alcuni prendono la elir
dovevano far legittimare i loro po- mologia del suo nome da Magog,
teri prima di essere ammessi alle figlio di Japeto, da Maganzio troia-

-assemblee; il perchè più volte i no, e da certi Magi che con tri r
Pontefici loro diressero lettere e ri- buirono, dicesi, alla sua fondazione.
mostranze, avendone fatto menzio- Serrarlo, uno degli storici di Ma-
ne delle principali all' articolo £"• gonza, pensa forse più ragionevol-
lettori delromano impero
sacro mente degli altri, e come lo prova
(Fedi), dove parlammo di altro ri- Floro nella sua che sia stala
storia,
guardante l'elettore di Magonza ^ fondata, o almeno considerabilmen-
come delle sue prerogative e pre- te ingrandita dieci anni prima di
cedenza ; di che tenemmo pur pro- Gesù Cristo, da Nerone Claudio Dru-
posito all'articolo Imperatore che , so Germanico, genero dell'imperato-
coronava quando lacoronazione si re Augusto e fratello di Tiberio.
faceva fuori della metropolitana del- Altri dicono che Marco A grippa, uno
l' elettore arcivescovo di Colonia dei luogotenenti di Augusto, avea
(Fedi), ciocche poi si praticò al- posto un campo munito dove ora si

ternativamente con esso . Una volta innalza la per difendersi dai


città,

spettava all' arcivescovo di Magon- germani che scendevano dal monte


za coronare il re di Boemia, dirit- Jannus; e che poi il detto Druso
to che passò nel XIV secolo al- Germanico fabbricò nel luogo me-
l'arcivescovo di Praga, capitale del- desimo la fortezza Magonziaca .

la Boemia. S. Leone IX dichiarò Druso Germanico padre dell'altro


,

gli arcivescovi di Magonza legati celebre Germanico, mori presso


apostolici della Chiesa romana nel- Magonza, ove Augusto gli fece in-
le parti della Germania. Urbano nalzare un monumento il canale :

Vili nel i63o diede ai cardinali che Druso fece scavare per unire
ed ai tre elettori ecclesiastici, com- il Beno airissel, portò lungo tem-
preso il Maguntino, il titolo di E- po il nome di Fossa Drusìana.
mìnenza (Vedi). Come principe del- II p. d. Giuseppe Fuchs narra
l'impero prendeva dall'imperatore Vi^ Istoria antica di Magonza, che
r investitura del temporale gover- essendo Druso meritamente adora-
no. Questo arcivescovato sovrano to dall'armata e dai popoli, nel tras-
ebbe fine nel 1802, pei motivi e porto del cadavere da Magonza a
al modo che dicemmo all' articolo Roma tutte le città e colonie gli
Germania (Fedi). Capitale dell'e- celebrarono solenni esequie, ed in
lettorato era Magonza, ed allora persona incontrò a Pavia il con-
,

8 MAG MAG
voglio funebre lo stesso Augtisto si confuta il falso privilegio che si
che Tavea dichiarato suo successo- asserisce ottenuto da questa chiesa
re, il quale ordinò ch'entrasse in da Carlo Magno. Si dice non es-
Roma cogli onori consolari e trion- ser facile chi accordi all' autore
fali, perchè eragli stato decretato che la fondazione della chiesa di
il trionfo. E certo che i romani Magonza sia stata fatta nel primo
ne fecero una piazza di guerra ira- secolo dai discepoli degli apostoli
portante, onde contenere i popoli e molto meno gli si deve accorda-
della Germania, ed impedire che re, che fra i patti o sia trattati
venissero ad invadere una porzione della nazione germanica colla santa
della Gallia. Verso l'anno 70 del- Sede, vi sia quello che il papa A-
l'era cristiana la XXII legione ro- driano I, cioè verso l'anno 773,
mana, reduce dalla presa di Ge- concesse all'imperatore Carlo Ma-
rusalemme, pose stanza a Magonza, gno il gius eligendi Pontificem, et
e nel tempo stesso vi giunse il ve- ordinandi Sedem apoatoUcam^ col
scovo Crescenzio. Questa città chia- privilegio di dare l'investitura agli
mata Moguntiacuriiy Magontia, Mo- arcivescovi e vescovi di tutte le

giintia, Maguntia o Magotia dagli Provincie.Imperciocché a quell'e-


scrittori latini, May enee dai fran- poca Carlo Magno non solamente
cesi, e Mainz o Maynz dai tede- non era imperatóre , ma da poco
schi, stava nel paese dei vangioni. tempo succeduto al padre nel re-
Divenne la metropoli della Ger- gno de* franchi, non era mai ve-
mania superiore ossia della provin- nuto in Italia; né presso la santa
cia romana della prima Germania, Sede avea quei meriti personali che
ma le guerre continuate dei ro- acquistossi posteriormente, i quali
mani e dei germani molto nocque- tuttavia non gli fecero mai acqui-
ro alla sua prosperità; questi ulti- stare un privilegio, che col tempo
mi se ne impadronirono nel ^o6y avrebbe portato conseguenze fu-
e la conservarono sino al 49^> ^' nestissime per tutta la Chiesa. Né
poca in cui passò in potere dei di fatti si trova fra gli scrittori fran-
franchi, in uno stato di decadenza, cesi antichi e moderni chi abbia
dopo essere stata spesso rovinata preteso ciò, ancorché sommamente
dai batavi al tempo di Vespasiano, impegnati nel magnificare gli ac-
dai barbari sotto l'impero di Giu- quisiie le glorie di Carlo Magno.
liano, e dai vandali, alani e svevi A questi si attribuisce l'erezione in
verso l'anno f^\Z. Si dice che Ciò- Magonza d' un convento e di una
doveo dopo il suo battesimo l'ab- scuola.
bia arricchita di diverse chiese, che Fu questa città sotto il dominio
Dagoberto la riparò considerabil- dei re d'Austrasia dall' 843 sino al
mente, e che Carlo Magno la re- 1025. Neil' 872 un terremoto, la
staurò di nuovo, facendovi erigere danneggiò moltissimo , ed un in-
una chiesa metropolitana ed un cendio ne consumò una parte nel
ponte sul Reno. Nel supplemento 1080. Nel iio5 fecesi nel Natale
al Giornale ccdesìastico di Roma in Magonza una dieta di tutto il

del 1793, nelle osservazioni di G. regno tedesco, tanto numerosa che


H. contro gli Elementi di diruto da molti e molli anni non si era
canonico del p Filippo Hedderich, veduta una simile , intervenendovi
, ,

MAG MAG 9
cincjLiaiitaduc baroni, solo mancan- colo fece immortalare il suo nome
dovi Mof^no duca di Sassonia, im- Giovanni Gaensefleisch da Sorgen-
pedito per la grave sua età. Ivi loch, conosciuto meglio sotto il no-
sopraggiunti i legali di Pasquale me di Gattemberg, nativo di Ma-
li, cioè il vescovo d'Albano col Co- gonza, per r invenzione utilissima
stanziense, confermarono le scomu- dell'arie della stampa. Quantunque
niche già assai volte promulgate Strasburgo ed Harlem disputino
da tanti Papi contro Enrico IV. questo vanto, è però certo che i
Volendo perciò egli passare in Ma- primi libri stampati a caratteri -nio-
gonza, i principi per evitare i tu- bi li uscirono colla data di Magonza
multi dei volgo che lo favoriva circa i440j o secondo altri i45o.
il

controil figlio Enrico V, andaro- Guttemberg fu così chiamato dai


no ad incontrarlo ad Ingelheim, e magonzesi, dal nome del palazzo
lo indussero a confessare la propria eh' egli possedeva nella città. È ve-
colpa, ed a promettere soddisfazio- ro che a Strasburgo nel i438 fece
ne, consegnando le insegne impe- i primi saggi della grande scoperta
riali al figliuolo Enrico V, rinun- col mezzo dei caratteri mobili ; ma
ziandogli il regno. Gli arcivescovi fu a Magonza che l'arte portento-
dal secolo XI sino al 1 1 35 pos- sa perfezionò. Egli trovò che in
sedettero Magonza in sovranità as- vece de' caratteri fissi usati prima
soluta, sotto la dipendenza degl'im- di lui , valea meglio adoperare i

pei atori di Germania , onde dopo mobili, da lui detti tìpi^ e che egli
quel tempo divenne libeia e flori- fece di legno. Dopo di lui Giovan-
da. Nel 1160 l'imperatore Fede- ni Faust e Pietro Schaeffer di Gern-
rico I per vendicar la morte di sheim, piccola città posta a quat-
Arnoldo arcivescovo ,
perseguitò il tro leghe da Magonza , fecero dei
successore Corrado e fece abbatte- tipi di metallo. Questa invenzione
re le mura della città- Nel secolo coperta dal mistero sul nascere, non
XIII molte castella sorsero lungo tardò poi a spandersi nelle altre
il Reno sopra balze inaccessibili, e città alemanne, e si vide nel i 453
di là una turba di malfattori scen- per opera di Pfìster di Bamberga
deva a recar la strage nelle cam- venire in luce l' esemplare d' una
pagne de' dintorni. Allora alla voce Bibbia. Al padre della stampa al ,

di un borghese di Magonza, Ar- benefattore del mondo incivilito


noldo Saalman più di cento città , da ultimo la città di Magonza nella
si strinsero in lega ad esterminio sua vasta piazza eresse una statua
di que' banditi, ed unirono le forze scolpita dal celebre Thoiwaldsen.
per spianare gì' infesti loro nidi ; L'inaugurazione fu falla a' f4 a-
quindi prospero fu lo slato di Ma- gosto 1837 alla presenza di circa
gonza in quel secolo , e proseguì cinquantamila persone tripudianli,
sino al cominciar del secolo XIV. accorsevi da tulli i luoghi di Ger-
Fu a que' tempi che i canti dei mania. A pie della statua era un
minnesanger , trovatori alemanni torchio moderno e l' apparecchio
allegrarono le sue rive amcnissi- con cui Guttemberg avea fatto i
me. Nello scisma del concdiabolo suoi primi saggi ; prezioso avanzo
di Basilea, seguì Magonza le parli custodito nella biblioteca della cit-

della Chiesa romana. In questo se- tà . Coi caratteri fusi a pie del si-
,

IO MAG MAG
nmJacro si stamparono versi ana- comune la fede di Gesh Cristo non
loghi, ed air inaui];urazione che ne sia stata predicata in Magonia se
fecero i magistrali precedette l* uf- non dopo il terzo secolo, vi sono
fizio che celebrò il vescovo nella però degli autori i quaU preten-
cattedrale. dono che gli apostoli vi abbiano
Nel 1462 Magonza perdette la mandato alcuni loro discepoli , e che

sua libertà, per essersene impadro- questi abbiano fondato i tre vesco-
nito Adolfo conte di Nassau, in mo- vati di Magonza, di Treveri e di
do che da città imperiale divenne Colonia, che poi divennero arcive-
città di provincia. Però ritornò po- scovi ed elettori. Secondo taU sto-
scia sotto il dominio de* suoi arci- rici ecco nomi de' primi vescovi
i

vescovi elettori. Gli svedesi coman- di Magonza, che Commanville di-


dati da Gustavo Adolfo la presero ce soltanto incominciati nel 35o e
nel i63i ; ma avendola abbando- la sede originata nel 111 secolo. S.
nata, gl'imperiali la riprèsero nel Crescenzio, discepolo dell'apostolo
i635, restituendola all'elettore. I s. Paolo, fu mandato nelle Gallie
francesi l'occuparono nel1644 e nel verso l'anno 58, dove, come credesi
1688, ma il duca di Lorena Carlo da alcuni, fondò vescovati di Ma- i

IV la riprese dopò un ostinato as- gonza e di Vienna nel Delfinato :

sedio nel giorno 7 luglio 1689. Di soffrì il martirio verso l'anno 82,

poi il 11 agosto 179*2, i francesi regnando l'imperatore Traiano; la


80II0 il generale Gustine, se ne im- sua festa si celebra il 27 giugno.
padronirono, e ne aumentarono con- Suoi successori furono s. Martino,
8iderabilmente le fortificazioni. Fu s. Celso martire, s. Luca, s. Got-
ad essi tolta dai prussiani nel 22 tardo, s. Sofronio, ec. I primordi
luglio 1793, dopo un'ostinata di- della chiesa di Magonza furono pu-
fesa. Il 3i dicembre 1797 i Man- re illustrati da s. Ferruzio marti-
cesi la ripresero, e fu ad essi ce- re. Egli fiorì nel IV o V secolo
duta col trattalo di Luneville, e militò dapprima nelle truppe del-
divenne sotto l'impero il capoluo- l' impero, che avevano il loro quar-
go del dipartimento del Mont-Ton- tiere d'inverno a Magonza ; ma la-

uere. Nel 1801 l'arcivescovato fu sciò poscia quel servizio, per con-
soppresso col concordato; nel 1802, secrarsi più particolarmente a Gesù
come meglio diremo in ultimo, l'è- Cristo. Quegli che comandava in
leltoralo fu formato in diverso mo- Magonza, irritato da questa azione,
do; indi si formò nel 1806 a fa- lo fece rinchiudere, carico di cate-
vore dell'elettore di Magonza il gran- ne, in un castello situato al di là

ducato di Francfort, abolito poscia del Reno e che si crede essere quel-
nel i8i5, nello slesso tempo che lo che si chiama oggidì Casscl. Il
Magonza passò sotto [' Assia- Darm- santo vi morì in capo ad alcuni
stadt [redi). Nel 1825 questa piazza mesi, a cagione dei mali trattamenti
divenne fortezza della confederazio- che gli si erano fatti soffrire, e fu
ne germanica, ed una delle quattro sepolto nel castello in cui era mor-
della medesima , essendo la sua to, di«l prete Eugenio, il quale scris-

guarnigione composta di truppe se sulla sua tomba l' istoria com-


austriache ,
prussiane ed assiane. pendiata del suo ujurlirio. Le sue
Benché secondo l'opinione più reliquie furono trasferite poscia nel
1

MAG MAG II

monastero di Bleindenstat , lunge e confermò arcivescovo s. Bonifa-


una lega da Magonza, in cui fu cio, soggettando altresì ali* arcive-
eretto un capitolo di canonici. Pei scovo di Magonza tutti i vescovati
miracoli che diconsi da Dio ope- di Germania, in numero di dieciot-
rati a sua intercessione, ebbero gran- to, tanto di qua che di là dal Re-
dissima divozione a s. Ferruzio i no. Narra il Rinaldi, che nel 75
vescovi di Magonza s. Lullone, Ri- 8. Zaccaria dichiarò suffragane! del-
culfo, Aistulfo e Rabano. Il santo la metropolitana di Magonza i ve-
è nominato nel martirologio roma- scovati di Tongres, Colonia, Worms,
no a' 28 ottobre. Il vescovo di Ma- Spira e Troyes, e tutte le genti di

gonza Geroldo fu ucciso in una Germania, che il santo vescovo a-


battaglia che Carlo Martello diede vea convertite al cristianesimo colla
a' sassoni idolatri. Succedette a Ge- sua predicazione. 11 p. Mirco, in
roldo il di lui figlio Gervilio o Ger- Notitia episcop. registra a p. 2o3 i

vilione eletto vescovo Magonzadi seguenti vescovi suffraganei. Worms,


e di Worms dal medesimo Carlo. Ei bipoli o Wirtzburg, Spira , Eich-
Gervilio per vendicare la morte di stett, Strasburgo, Verden, Coirà,
suo padre invitò uno de' princi- Hildesheim, Paderbona, Costanza,
pali capi de' sassoni , col prelesto Halberstadt, Augusta e Bamberga,
di tenere una conferenza partico- avvertendo che la stona degli ar-
lare, e lo uccise di propria mano. civescovi diMagonza, Rerum Mo-
S. Bonifacio legalo della santa Se- guntiacarum^ la scrisse il p. Nicolò
de co' vescovi suoi colleghi celebrò Serario gesuita, il quale nel lib. I,

nel 74^ u» concilio per riparare cap. XXIII notò i molli vescovi
i gravi disordini di Germania, aiu- suffraganei di questa metropoli -.
tale
tato da Carlomanno e da Pipino opera fu pubblicala con annotazio-
principi cristianissimi. In esso fu de- ni da Giorgio Cristiano Giovanni,
posto Gervilio vescovo di Magonza, a Francfort sul Meno nel 1722.
d'ordine del Papa s. Zaccaria irri- Commanville non solo riporta i ve-
tato dal suo tradimento ed assas- scovati suffraganei, ma le sedi che
sinio, e quindi venne rinchiuso in a questi in processo di tempo si

un monastero. In suo luogo dai unirono. Altri vi aggiungono per


nominali principi fu sostituito nel suffraganea Utrecht, come dicemmo
vescovato di Magonza s. Bonifacio, alla biografia di s. Bonifacio. Di
il quale fino allora avea tenuto ge- queste sedi suffraganee ne trattam-
neralmente l'apostolato in Germa- mo pure all'articolo Germania, con
nia, senza però determinata sede. alile notizie analoghe.
Ed acciocché la sua dignità fosse Avendo s. Bonifacio commessa la
più eminente, i detti principi giu- cura di predicare agli idolatri a s.
dicarono essere bene che la chiesa Lullone o Lullo suo parente, dopo
di Magonza, la quale era ad un'al- averlo ordinato prete nel 'jSi lo
tra soggetta, cioè a Treveri, fosse mandò a Roma per consultare s.

metropoli; onde senza indugio man- Zaccaria sopra parecchie questioni


darono un'ambasceria al Pontefice, importanti. Ritornato in Alemagna
itupelrando tal onore, che s. Zac- lo nominò suo successore, e con
caria cfjncesse nel 74? o nel 748 a}>provazione del re Pipino lo con-
o più tardi, e pel primo dichiarò sacrò arcivescovo di Magonza, con
1

12 MAG MAG
l'autorità del Papa Stefano li eletto e da lui fabbricala. In seguilo l'ar-
in , nel 753 o 753 ; rinunziando civescovo di Magonza aspirò alla
egli alla sede per occuparsi intie- primfizia su Treveri, ma Callisto H
ramente alla conversione degl'in- nel 1 1
9 annullò tal pretensione.
fedeli, eretici e scismatici, per cui Nell'elezione di Alessandro III in-
riportò la palma del martirio nel sorse nel II 59 l'antipapa Vittore
755. Nello spazio di trentaqualtro V, che r imperatore Federico I so-
anni che s. Lullone governò l'ar- stenne colle armi. Nel conciliabolo
cidiocesi, si mostrò degno della scel- tenuto contro Alessandro IH, tra i
ta fattane dal predecessore, e sti- vescovi di Germania che ne sotto-
mato eziandio pel suo sapere : fon- scrissero la condanna, vi fu Arnol-
dò le abbazie di Bleindestat e di do arcivescovo di Magonza, uno dei
Harsfeld, è ritiratosi nella seconda capi scismatici, di cui narra Corra-
y'ì mori al primo novembre 787', do vescovo nell'antica cronaca di
sebbene la sua festa si celebri ai Magonza Chronicon rerum Mo-
,

16 ottobre. Fra i successori di s. guniinarian, ch'essendo stato più


Lullo noteremo il maguntino Ra- volte inutilmente ammonito e ri-

bano Magnensio Mauro religioso be- preso delle sue fellonie, e special-
nedettino ed abbate di Fulda, uno mente da s. Ildegarda che gli pre-
de' più illustri scrittori del suo se- disse la vicina sua morte; in fatti
colo : occupò la sede di Magonza nella vigilia di s. Gio. Battista del
dall' 846 air 856. Gli succedette 1 160, portatosi Arnoldo da un suo
Carlo figlio di Pipino re d'Atpiita- castello ad un monastero presso le
nia, monaco dell'abbazia di Gorbia mura di Magonza, tutto il popolo
in Francia ,
personaggio assai di- cospirò contro di lui, incendiò il

stinto per la sua pietà e dottrina, e monastero, e fattine uscire i mo-


morì nell' 863. Alcuni scrittori pre- naci, mentre Arnoldo erasi confuso
tendono che l'arcivescovo di Ma- tra loro , fu riconosciuto ed ucci-
gonza venisse innalzato alla dignità so : il suo cadavere rimase tre gior-
di elettore del sacro romano im- ni nelle fosse della città, bersaglio
pelo nel 974i «na questa opinione agi' insulti. S' intruse nella sede Ri-
si ritiene erronea dai critici , che dolfo, e mentre recavasi a Roma
vogliono essere stata accordata sif- per ottenerla, terminò per istrada
fatta dignità dopo il X secolo. Il i rei suoi giorni. Allora il clero
p. Serario scrive che il primo ar- creò canonicamente arcivescovo Cor-
civescovo di Magonza elettore fu il rado Witeilespack de' conti palati-
b. Willegiso, da altri detto Willel- ni del Reno, parente dell'impera-
mo o Willikino, il quale nell'an- tore, il quale Corrado non avendo
no 1012 morì, dopo aver gover- riguardo a Federico I ed all'anti-
nato circa Irentasei anni questa ce- papa, si mantenne fedele ad Ales-
lebre chiesa, e di averla illustrata sandro IIJ, per cui grandi mali
grandemente colle esemplari rarissi- dovette sostenere. In premio di che
me sue virtù, e coU'eccelsa dignità Alessandro III nel ii63 in Tours
elettorale, che ottenne per se e lo creò cardinale, dicendosi alla sua
pei suoi successori in perpetuo, di biografia, come fu egli il primo
che si conserva memoria nella ba- vescovo senza controversia elevato
silica di b. Stefano ove fu sepolto, ai cardinalato, e forse il primo che
-

MAG MAG i3
ritenne più vescovati, móretido nel riale, la ruota vuoisi simbolo at-
1200 sotto il pontificato d' Inno- tribuito e conferniato dall'imperato-
cenzo IH (Vedi). A questo arti- re Enrico II il Santo, in memoria
colo si può vedere la parte che eb- della grande umiltà dell'arcivesco-
bero gli arcivescovi di Magonza vo Villegiso. \i fece imprimere
ne' grandi avvenimenti che segna anco il leone rampante, parie del
^ larono quel memorabile pontifi- suo stemma, e distintivo della sua
! caio. casa di Nassau. Lodovico fu inde-
L'arcivescovo Gerlaco di Nassau gno arcivescovo, dicendoci il Ciac-
nel 1292 usò gran arte ed indu- conio che morì arso e consunto
stria perchè fosse eletto imperato- da un fuoco scagliatosi dall'alto,
re Adolfo di Nassau suo congiun- neir atto eh' era occupato al ballo.
to, il quale insieme con sua moglie Bucelino poi negli Annali di Ger-
Imagina di Linpurg fu poi in mania^ racconta con maggior pro-
Aquisgrana coronato. Il Papa Cle- babilità, che mentre Lodovico trat-
mente VI depose l'arcivescovo En- tene vasi tra le allegrie di sontuo-
rico di Frinburg, perchè sostene- so banchetto e di amena danza,
va le parti dello scismatico Lodo- destatosi nella sala un incendio,
vico il Bavaro, e Ger- gli sostituì l'arcivescovo in fuggire precipitò
laco figlio del conte di Nassau di per una scala, e pochi giorni dopo
anni venti, ma maturo per scienza morì. Gli fu dato in successore
e costumi. Questi nell'anno appres- Adolfo di Nassau, che seguendo
so si trovò presente alla coronazio- l'antipapa Clemente VII, il legitti-
ne di Carlo IV eletto imperatore mo Urbano VI per guadagnarlo
de* romani, per la deposizione di nel 1 385 lo creò cardinale di- ,

Lodovico , come dimostrano gli gnità che ricusò, cessando di vive-


Annali della chiesa di Magonza^ re nel i3go. Continuando il fatale
pubblicati da fr. Pietro Merseo scisma a lacerare sino dal iSyS la
Cratepolio minorità in Colonia nel Chiesa, fu adunato nel i4i4 il

1642. Gerlaco visse poco, e mori celebre concilio di Costanza, inter-


nel giorno di s. Scolastica ad venendovi l'arcivescovo di Magon-
Ascaffemburgo nel iSyi, e fu za Corrado, collo splendido segui-
sepolto nel monastero di Erbach to di seicento cavalieri. CoH'ele-
Avendo gli arcivescovi elettori di zione fatta di Martino V nel 14^7»
Magonza il diritto di battere mo- ebbe termine il funesto scisma.
neta, Gerlaco contraffece il fiorino Nella descrizione fatta dal maestro
d' oro de' fiorentini, e per gran la di cerimonie Giovanni Burcardo,
divozione che avea a s. Giovanni del solenne possesso preso nel
Battista vi fece imprimere la sua
, 1484 da Innocenzo VIII, dopo il
figura: già ad onore del Precurso- gonfaloniere del popolo romano
re avea cambiato il titolo della » Dom. Bernardus de
K
" chiesa di
un
s. Michele, collocandovi
cavalcava.
Breindebach lune custos, et ca-
,

collegio di canonici. Negli stessi nonicus Mogunt., qui in Ur-


eccl.
fiorini Gerlaco fece imprimere la be erat prò coufermatione re-
ruota e l'aquila con una testa, verendissimi D. mei D. Bertoldi
antiche insegne della città di Ma- de Hennembeig electi Magunti-
,

gonza ; r aquila come città impe- nensis, qui nunc decanus ejusdem
i4 MAG MAG
ecclesiae, loco praeceptoris , si ve lotfore invitandolo ad emanare unn
procuratoris B. M. thoutonicorum, dichiarazione che dichiarasse falsa
in arniis, ut alter, mantellinam ha- tale imputazione, che pronta-ciò
bens^ de taffetano albo cum cin- mente eseguì l'arcivescovo. Allorché
ce nigra ante et retro, eqiium Benedetto XIV nel 1752 eresse
similem equilans de simili taffetà l'abbazia di Fulda in vescovato, lo
cuni magno pennone armorum or- assoggettò nei diritti metropolitani
dinis praedicti, ec ". all'arcivescovo di Magonza. Questo
Tra gli arcivescovi elettori di elettore nel 1754 fondò un' acca-
Magonza merita particolare memo- demia di scienze in Erfurt, città
ria il cardinale Alberto di Bran- de'suoi stati elettorali; e nel 1756
deburgo, cli'essendo pure arcivesco- fu fatto amministratore della chie-
vo Magdeburgo rilevò
di il Ciac- sa di Worms. Al medesimo eletto-
conio essere il primo tra i tedeschi re Giovanni, Clemente XIII a' 18
ch'ebbe due arcivescovati, e sicco- dicembre 1762, diresse il breve
me per promulgare le indulgenze Accepimus fralernitatis iuae, pres-
4i Leone X si servi de'domenicani, so il Bull. Rom. Continuatio l. II,
Martino Lutero prese motivo per p. 322, e si lagnò che le cause
apostatare e divenire infestissimo ere- ecclesiastiche e de'chierici sottopo-
siarca. LotarioFrancesco di Schou- neva al foro laicale, contro le pre-
born fatto arcivescovo ed elettore, scrizioni de' sacri canoni. Questo
contribuì scudi 2400 per le pit- Papa nel concistoro de* 22 agosto
ture de'dodici profeti, che Clemente 1763 preconizzò l'elettore Eme-
XI fece ritrarre colla spesa di scu- rico Giuseppe de Breidbach in
di 5700 nella basilica lateranense, Burresheim in arcivescovo di Ma-
onde il Papa ai 1^ ghigno 17 18 gonza, quindi a* i4 gennaio 1764
gli scrisse quel breve, eh' è ripor- gli spedì il breve, Cutn oh prae-
tato nel t. II, p. 665 deW Epist. darà, loco citato p. 436, col qua-
et Brev. Clem. XI, ringraziandolo le sanò il difetto che nell'elezione
della sua pia generosità. Nel 1750 di Giuseppe II re de'romani vi a-

Benedetto XIV venuto in cognizio- veano concorso alcuni elettori à-


ne che r arcivescovo elettore Gio. cattolici, come pure di non essersi
Federico Carlo d* Ostein nato in coronato Francesco I di lui padre.
Amorbach, già convittore nel col- Al medesimo arcivescovo Emerico,
legiodementino di Roma e da lui Clemente XIII ai i4 marzo 1764
preconizzato nel concistoro de*29 inviò il breve Prodiit haucl ita
luglio 1743, invitava i negozianti pridem veneficiis liber, loco citato
di professione protestante, per an- p. 4^'> riprovando il libro di Giu-
darsi a stabilire nella sua capitale stino Febbronio ossia Giovanni Ni-
ove avea fissate due promet- fiere, cola ò' Honlcim (Vedi), De stata
tendo loro non solo privilegi ed i Ecclesiae j et de legitima romani
esenzioni che godevano gli origi- Pontificis potestale, l'ammonì acciò
nari del paese, ma ancora il libe- non si propagasse per la sua ar-
ro esercizio della religione più e- ,
Pio VI nel concistoro dei
cidiocesi.
steso che negli altri luoghi dell'im- i3 marzo 1775 preconizzò in ar-
pero , ne' quali è permesso pel civescovo di Magonza ed ammini-
trattato di Westfalia ; scrisse all'e- stratore di Worms l'elettore Fé-
MAG MAG i5
derico Carlo Giuseppe d'Erthal di chiaro pure pel suo ingegno ed
Magonza ed ai 24 agosto 1781
; opere dotte, legato in amicizia coi
col brevePostqiiam Deo^ citato principali scienziati d'Europa. Con
Bull. Rom. Continiiatio t. VI, p. questa coadiutorla egli ebbe antici-
35a, a di lui istanza soppresse patamente la futura investitura del-
due monasteri di monache cisler* la sovranità elettorale : nello stesso
ciensì ed un monastero di monaci anno fu fatto coadiutore del ve-
dell'istesso ordine esistenti in Ma- scovo principe di Costanza, cui
gonza, applicandone le rendite al- era congiunto il titolo di principe
l'università degli studi della città. di Svevia, non che ebbe il vesco-
Avendo Pio VI inslituita la nun- vato di Erbipoli. Nella guerra che
ziatura di Baviera per le preghie- la repubblica francese mosse alla
re di quel duca elettore, fra quel- Germania, il Dalberg consigliò af-
li che contestarono vi fu mon-
la fidarne la dittatura all' arciduca
signor d'Erthal, il quale seguendo Carlo, e siccome non si eseguì
gli errori de' colleghi creò un tri- Topinamenlo, Bonaparte fece accet-
bunale per decidere le appellazioni tare all' Austria i preliminari di
che prima si giudicavano dal nun- Leoben e le impose il trattato di
zio di Colonia, indi entrò nella Campo Formio, riconoscendosi la
lega stravagante contro l'autorità riva sinistra del Reno come limite
pontificia, che produsse il concilia- della repubblica. Mediante la pace
ÌdoIo d' Ems (Fedi). Non mancò di Luneville, conchiusa a'9 febbra-
Pio VI di far sentire la sua indi- io 1801 tra la Francia, l'impera-
gnazione e voce apostolica all'elet- tore Francesco li e i principi del-
tore di Magonza, per cui questi l'impero, la riva sinistra del Reno,
pentito de' suoi trascorsi implorò già ceduta alla Francia, fu dalla
perdono, domandò le solite dispen- Germania acquistata. I due eletto-
se, rinnovò il commercio col nunzio ri ecclesiastici di Colonia e di Tre-
di Colonia, e chiedendo per coa- veri perdettero ogni sorta di so-
diutore il suo parente Carlo Teo- vranità ; ma Magonza,
l'elettore di
doro Antonio Maria Kamer di di cui molte provincie erano poste
Worms barone di Dalberg, nato in sulla riva destra, conservò la sua,
Herrnsheim, ma le Notìzie annua- benché con grandi sacrifizi ed al-
li di Roma dicono in Mannheim, cune indennizzazioni. Bisognò pri-
promise di lasciar tutto nello stato ma cedere Magonza alla Francia,
come prima del malaugui-ato con- e poscia disputare un incerto com-
gresso d'Ems. penso. 11 vecchio elettore d'Erthal
Pio VI a' IO marzo 1788 fece sopravvisse poco a quello smembra-
pertanto arcivescovo di Tarso in mento doloroso, ed il 25 luglio
paitibus Dalberg canonico e vi-
il 1802 il suo coadiutore Dalberg gli
cario generale
di Magonza, non successe.Però le Notizie annuali

P che coadiutore con futura succes-


sione all'arcivescovato di Magonza
di Roma 1801, registrano il Dal-
berg quale arcivescovo di Magonza,
ed all'amminislratorato di V^orms, e suffraganei Valentino Heimes
:

siccome personaggio nobilissimo ed di Hattenheim , fatto vescovo di


ammirato da Giuseppe li, da Ca- Audona in parlihus nel 1783 ; e
terina li e da tutta la Germania, di Erfurt e Turingia, Giovanni
t6 MAG MAG
Massimiliano de Haunold di Ma- dissimo, arcivescovo elettore, arci-
gonza, fallo vescovo d* Emmaus cancelliere dell'impero, metropolita-
in partihiis 1792. Noteremo
nel no e primate di Germania. Va-
che in conseguenza del concordato lentino Antonio de Schneid di Ma-
stipulato ai i5 luglio 1801 tra la gonza, fatto vescovo di Corico in
santa Sede e la Francia, Pio VII partibus nel 1779, essendo sulTra-
a' 29 novembre del medesimo an- ganeo dell'amministratore vescovo
no pubblicò la bolla Qui Chris ti di Ratisbona de Schrofenberg, che
Domini ,
presso il Bull. Roni. era pure vescovo di Frisinga, re-
ContinuatiOy t. XI, p. i^5y con la stò sulfraganeo dell'arcivescovo di
quale soppresse tutte le chiese ar- Ratisbona Dalberg. La giurisdizione
civescovili e vescovili de' dominii vescovile di questi dovea estender-
della repubblica francese, tra le si sopra tutte le parti delle antiche

quali Magonza, ed invece eresse diocesi soppresse di Magonza, Tre-


dieci metroj)olilane e cinquanta ve- vesi e Colonia, situate sopra la

scovati. Tra le metropolitane vi sponda dritta del Reno come pu-


,

fu Malines cui assegnò per suffra- re sulla diocesi di Salisburgo. La


ganee Magonza e Treveri dichiarate sua dignità elettorale era fondata
sedi vescovili. Quindi Pio VII ai nel principato di Aschaffemburgo,
7 agosto 1802 preconizzò in con- sulle città d'Erfurt e di Eichsfeld,
cistoro vescovo diMagonza Giu- territorii conservati dall'antico elet-
seppe Lodovico Colmar di Argen- torato, ai quali si aggiungevano le

tina, che governò la chiesa sino città imperiali di Ratisbona e di


al 18 19, verso la quale epoca mo- Wetzlar, l'una col titolo di prin-
rì, restando la sede vacante sino cipato, l'altra con quello di contea,
al 1829. Dunque tanto 1' Erthal e la casa di Compostela a Franc-
che il Dalberg cessarono d' essere fort, il 600,000
tutto valutato a
arcivescovo il primo, coadiutore fiorini d'entrata, che doveano esse-
il secondoj di Magonza, a' 29 no- re portati ad un miUone mediante
vembre 1801. il dazio del Reno. Benché le per-
Divenuto il Dalberg sovrano, dite dell' elettorato fossero grandi,
volle far decidere cosa fosse il suo sarebbero state anco più conside-
elettorato, e quali territorii l'avreb- rabili, anzi la sua sovranità eccle-
bero indennizzato per Magonza e siastica avrebbe probabilmente se-

per la riva sinistra del Reno, che guita la sorte di quelle di Treveri
la connivenza dell'imperatore avea e di Colonia, senza l'alta conside-
forzato il suo predecessore d'Ert- razione che tutte le potenze ave-
hal a cedere alla Francia. La de- vano personalmente per Dalberg.
putazione impero riunita a
dell* Nelle circostanze diffìciU in cui si

Batisbona, ch'ebbe compimento ai trovava la Germania, mezzo in-


in
2 5 febbraio i8o3, ristabilì l'elet- teiessi particolari sostituiti ovunque
torato. La sede arcivescovile di all'interesse generale, si amava di
Magonza con autorità di Pio VII vedere come presidente del corpo
venne trasferita a Ralisbona, e no- germanico un uomo di cui lumi i

minato il Dalberg nel concistoro ed il disinteresse erano conosciuti


del primo febbraio i8o5, e coi ed apprezzati da tutti partiti, e i

titoli di eminentissimo e rcvereu- proclamato pure dalle potenze stcs-


MAG MAG 17

se, la Prussia e r/\uslria. Dalberg cipato d'Aschaffemburgo, della con-


nel i8o4 recossi a Parigi, nello tea di V\^etzlar, dei principati di
stesso tempo che Pio VII vi si era Fulda, di Hanau e di mólte si-

recato, per la coronazione in'itn- gnorie contenenti in tutto 3oo,ooo


peratore di Napoleone, da cui eb- abitanti. Là sovranità del gran-
be dimostrazioni di stima. Nel ducato di Francfort fu dichia-
i8o5 si formò fael settembre la rata temporale, e la scelta fatta
terza coalizione continentale contro dal principe primate, nfel 1806,
la Francia, e Dalberg indirizzò un del cardinal Fesch zio di Napo-
fervido proclama a tutti gli stati leone, per siio Successore, fu an-
dell'impero, per impedire lo scio- nullata, ed il principe Eugenio
glimento dell' antico impero ger- Beauharnais, dichiarato successore
manico che vedeva prossimo, ciò del granducato per decreto impe-
"che Verifica lono la vittoria di Na- riale del I marzo 8 1 o però non
1 :

poleone ad Austerlitz, e la pace èssendo riuscito a Dalberg di at-


di Presburgo, non che la confede- tribuire il diritto di eleggere il

razione Renana. Continuò Dalberg successore all' antico capitolo me-


ad essere principe primate e prin- tropolitano, perchè estinguevasi suc-
cipe sovrano di Rdtisbona, Aschaf- cessivamente, ottenne che i gran-
femburgo, Francfort e Wetzlar, a duchi di Francfort avrebbero pa-
presiedere i due collegi creati col- gato ai metropolitani di Ratisbonsl
l'atlo federale, e particolarmente annui sessantamila fiorini. Come il

il primo collegio detto dei re, co- solo de'sovrani ecclesiastici conser-
me avea presieduto la dieta di vato da Napoleone , a questi fu
Ratisbona in qualità di arcicancel- Dalberg rìconoscentissimo. Al tem-
liere dell' impero. Sparito l'impero, po della triplice alleanza contro là
Dalberg a vantaggio della Germa- Francia , è tre settimane prima
nia, e per conservare la grande della battaglia di Lipsia, Dalberg
unità tedesca, voleva con altri prin- lasciò la sua residenza di Aschaf-
cipi tedeschi che Napoleone pren- femburgo per non trovarsi in mez-
desse il titolo d'imperatore d'occi- zo al tumulto, ad onta che gli
dente, ma la sagacia dèi secondo veniva promessa la conservazione
si contentò dell'imperatorato fran- degli stati se non partiva, o almeno
cese ; onde Dalberg sì diede a ben un equivalente sulla riva destra
governare i &\\oì sudditi, ma non del Reno. Fedele all'amico che di-
volle stabilire la sua residenza in veniva infelice, egli abdicò a' 3o
Fi-ancfort , temendo offehdere lo ottobre 181 3 al re di Baviera il
spirito d'indipendenza degli abitan- granducato di Francfort, a favore
ti. Una quinta coalizione continen- del successore principe Eugenio ge-
tale venne a turbare la sua pace, nero di quel monarca, dichiaran-
Ratisbona fu presa e ripresa, e per do contentarsi delle rendite del suo
la battaglia di Wagram e pace arcivescovato di Ratisbona, e vi si

di Vienna fu ceduta alla Baviera. recò a'5 gennaio 18 14 per pren-


Il principe primate fu indennizza- dervi possesso. Ivi restò alle cure
to col granducato di Francfort, religiose e scientifiche, morendo ai
che oltre questa città e il suo ter- IO febbraio 1817. Con lui ter-
ritorio, si trovò composto del prin- minò l'arcivescovato di Ratisbona,
VOL. XLII,
8

iS MAG MAG
che ritornò ad essere sede vescovi- tesimale, e la ciua d'anime -si e-

le, conferita a'6 aprile i8i8 a de sercita dai orni nati parroco e sa-
Wolf vescovo di Dorila in par- cellano. L' episcopio è un conve-
tìbiis. niente edifizio, poco distante dalla
Dopo la morie del vescovo di cattedrale ; il cimiterio resta fuo-
Magonza Colmar, Pio VII nel rior- ri della città. , 01l|-e la cattedrale
dinamento degli atfari religiosi di in Magonza sonovÌMji|tre (|u;ittro
Germania , istituendo nel 1821, chiese parrocchiali, munite del bat-
l'arcivescovato di Friburgo, ne di- ^^isterio, non che il seminario con
chiarò suffraganea Magonza, e lo alunni, l'ospedale, ed il monte di
è tuttora. Dopo lunga sede vacan- pietà. La diocesi è circoscritta ne|
te. Pio Vili nel concistoro de' 2 granducato contenendo d' Assia ,

settembre 1829 traslatò alla chie- diverse città, terre e castelli, cou
sa vescovile di Magonza
Giuseppe centoquarantollo parrocchie, e più
Vito Burg d'Ofifemburg diocesi di di 26,000 cattolici. Ogni nuovo ve-
Costanza, vescovo di Rodiopoli in scovo è tassalo ne' libri della ca-
partibus. Essendo questi morto nel mera apostolica in fiorini 348, es-
^
i833, il Papa Gregorio XVI nel con- sendo i frutti mensa circa
delia
cistoro de' 20 gennaio i834 preco- 8000 fiorini renani, non gravati
nizzò in successore Giacomo Hu- da pensioni.
inann d'Argentina, canonico decano
di Magonza e vicario capitolare Concini dì Magonza.
per dodici anni di questa chiesd,
siccome eletto dal capitolo e cano- Il primo fu tenuto l'anno 8i3
nici della cattedrale. Questi poco a' 9 giugno d'ordine di Carlo Ma-
visse, onde medesimi elettori pro-
i gno, che vi mandò quattro depu-
cedettero air elezione dell' odierno tali. L'arcivescovo di Colonia e
"vescovo monsignor Pietro Leopol- arcicappellano lldebaldo vi presie-
do Kaiser di Mulkeim diocesi di dette con trenta vescovi e venticin»
Magonza, che il medesimo Papa que abbati. Vi si lesse il vangelo,
Gregorio XVI preconizzò nel con- i canoni e diverse opere de'padri,
cistoro de' 6 aprile i835. La cat- fra le altre il pastorale di s, Gre-
tedrale fondata dall'arcivescovo b. gorio I, per trovare i mezzi di ri-

Willigisio, quasi bruciata nell'assedio stabilire la disciplina della Chiesti.

del 1793, e restaurata dai vescovi Gli abbati ed i monaci lessero le


e capitolo, è un edifizio ampio e lettere di s. Benedetto. I conti , i

di solida struttura , sotto l'invoca- giudici ed altri laici esaminarono


EÌone di s. Martino vescovo e con- le leggi, e resero giustizia a quelli
fessore. Il capitolo si compone del- che vi si presentarono. Vi si fece-

la dignità del decano, di sei ca- ro cinquantacinque canoni: vi si

nonici capitolari, compresi il teo- dichiarò che si osserverebbero i

logo ed il penitenziere, di quattro decreti di Leone I, di non bat-


s.

prebendali, de'quali due sono pre- tezzare che a Pasqua ed alla Pen-
ti, e due uno parroco, l'altro sa- tecoste, ed altri canoni sulla fede
udiano o tesoriere oltre dodici , e disciplina. Diz. de' concila ; Regia
sacerdoti addetti al divino servigio. l. XXj Labbé t. VII; Arduino
Kella cattedrale vi è il fonte bat- t. IV.
MAG MAG (9
sepondo fa hell'S^S o 829
Il ossia concilio nazionale di Alcma
per ordine di Lodovico I il Pio. gna, tenuto ad Aribon di Magonza,
GaU, christ. l. IH, p. GSy. nel quale si corressero molti dis-
II neH'847 riunito
Icrzo c©ncilio ordini, ma non potè separare Ot-
in seltembre per volere di Lodo- tone conte di liarmestein da Ir-

tìoo II re di Germana^, e presi€- mengarda ,


quantunque il conte
d«to da Rabano Mauro ai^jivesco- avesse promesso di lasciarla. Diz.
vo di Magonza, co4i dodici vescovi de coìic.j Regia t. XXV; Labbé t.
e parecchi abbati, priacipalmente IX; Arduino t. VI.
per rimediare alle usurpazioni dei Il decimo nel 1028, ovvero in
Jjeni ecclesiastici. Vi si fecero Iren- un luogo vicino a Magonza, chia-
t'uno canoni relativi a diversi pun- mato Gcizletense. Un uomo accu-
ii di fède, ai diritti ed alla disci- sato dell'assassinio del conte Sige-
plina del clero. Ibidem p. 638. fredo fu provato colla prova del
li quarto uell' 848 in ottobre, ferro caldo. Ibidem.
contro il monaco Godescalco. Que- Il decimoprimo nel 1049, tenu-
sti vi piesentò uno scritto sulle due to dal Papa s. Leone IX alla pre-
predestinazioni, riprendendo Raba- senza dell'imperatore Enrico IH il

no, e fu condannato. Rabano rac- Nero, coir intervento di circa qua-


comandò ad Incmaro di rinserrare ranta Vi si proibì la si-
vescovi.
cjuel religioso. Diz. deconciliìj Ar- monia ed matrimonio de' preti;
il

duino l. V. dichiarando s. Leone IX legati a-


li quinto neirS^tx sopra la di- postolici gli arcivescovi di Magon*
sdpiina. Regia t. XXI; Labbé t. za. Ibidem.
Vili; Arduino t. V. Il decimosecondo nel io55 da
Il sesto neirSSy pei diritti del- Ildebrando poi s. Gregorio VII,
la Chiesa. Regia t. XXII; Labbc che vi designò Pontefice Vittore II
t. VII. già vescovo di Eichstett. Arduino
11 settimo neir 858. Gali, christ. t. VI.
t. HI, p. 638. Il decimoterzo si adunò nel 1069
L'ottavo neir 888, composto di dal cardinal legato s. Pier Damia-
Ire Provincie, e dei tre arcivesco- ni, che in nome del Papa Alessan-
"vi di Magonza, Colonia e Treveri. dro II proibì all'imperatore En-
IVella prefazione di questo conci- rico IV di ripudiare Berta, ch'era
lio, i vescovi attribuiscono le pub- due anni che avea sposata. Diz.
bliche calamità ai loix) peccati, par- de* conc.j Arduino t. VI.
ticolarmente alla interruzione dei Il decimoquarto nel 1071 a'i5
concilii, e fanno la descrizione dello agosto festa dell'Assunta. Fu tenu-
stato lagrimevole della Chiesa. Vi to in proposito di Carlo canonico
si fecero ventisei canoni, tratti la di Magdebmgo , che il clero di
maggior parte dai concilii preceden- Costanza ricusava di avere per ve-
ti, sostenendovisi
diritti della Chie-
i scovOj come accusato di simonia e
sa, punti di liturgia e di di-
vari di sacrilegio. Dopo molti contrasti,
ritto canonico. Diz. de cono.; Re- Carlo rimise l'anello e il pastorale
gia t. XXIV; Labbé t. IX; Ardui- tra le mani di Enrico IV, dicendo
no t. VI. che secondo il decreto del Papa
il uono fu adunato nel i023, s. Celestino I, egli non voleva es-
20 MAG MAG
sere vescovo di quelli clic noi vo- di Magonza, perché
l'arcivescovato
levano. Diz. de
Regia t. colie. ; avea sempre seguite le sue parti
XXV; Labbc t. IX; Arduino t. VI. contro quelle della Chiesa roma-
Il decimoquinto nel 1075 per na, e quale pertinacissimo difenso-
pubblicarvi il concilio tenuto in re dello scisma. Mori due anni
Boma da s. Gregorio VII nel 1074 dopo nel suo peccato, chiamandosi
contro i preti concubinari. Fu te- dai cattolici i seguaci dello scisma
nuto da Sigefredo arcivescovo di per ignominia Vecelini, a cagione
Magonza, assistito dal vescovo di del loro fanatico capo Vecilione .

Coirà legato della santa Sede, per Questi presiedette al conciliabolo


far eseguire l'ordine del Papa, che di Magonza, osando scomunicare
ingiungeva all'arcivescovo, sotto pe- quelli della comunione di s. Gre-
na di deposizione, di obbligar tut- gorio VII, e privando delle sedi i
ti i preti della provincia a rinun- vescovi cattolici. Diz. de' conc.j Re-
ziar subito alle loro mogli, ovvero gia t. XXVI; Labbé t. X; Ardui-
al ministero dell'altare. I chierici no t. VI.
uscirono in tale trasporto contro Il decimottavo nel 1106, adu-
di lui, che si vide in procinto di nato dopo la morte di Enrico IV,
essere ucciso, e fu obbligato ad ab- dai vescovi e principi di Germania,
bandonar questo aliare, e lasciare a preghiera de' quali Pasquale li
a s. Gregorio VII la cura di ese- dalla Francia ov' erasi ritirato passò
guirlo. Diz. de conc.j Reg. t. XXV; in Italia. Novaes, Stona de^ Ponte'
Labbé t. X; Arduino t. VI. fici, p. 299.
t. II,

Il decimosesto nel 1076^ non decimonono nel ii3i, contro


Il

riconosciuto perchè tenuto contro Brunone vescovo di Strasburgo,


s. Gregorio VII. Ibidem. che accusato di essersi intruso in
Il decimosetlimo nel 1080 o questa sedcj vi rimise la sua di-
io85, egualmente non riconosciuto gnità tra le mani di Matteo lega-
perchè tenuto dagli scismatici, tre to del Papa Innocenzo II. Pagi, e
settimane dopo di quello di Qued- Diz. de cane.
limburgo che li aveva condannati, Il ventesimo nel iii5 in dicem-
in presenza ed a favore di Enrico bre. Vi si fecero quattordici cano-
IV, e dei pseudo-legati dell'antipa- ni contro r incontinenza de' chieri-
pa Clemente III, il quale fu rico- ci e la simonia. Gallia christ. t.

nosciuto per legittimo, e vi si con- HI, p.690.


fermò la pretesa deposizione di s. Il venlesimoprimo nel i233 con-
Gregorio VII. Sembra piuttosto ce- tro certi eretici, specie di manichei
lebrato nel io85, perchè in que- o albigesi, detti stadinghi da Sta-
st'anno si celebrò il concilio di den città di Germania. 11 dottor
Quintilineburgo, chiaramente lo
e Corrado di Mar purgo, che avea
dice il Rinaldi a tale anno, nar- dato due croci a quelli che vollero
rando che Vecilione dopo la mor- prendere le armi contro gli eretici,
te di Sigefredo nel 1084 avea oc* fu da questi ucciso reduce dal pre-
cupato la sede dì Magonza; poi- sente concilio e la sua morte ne
;

ché Vecilioue essendo chierico e diede occasione ad un altro che si


fuggiasco dal suo vescovo d'Hal- celebrò lo stesso anno o nel 12^4
berstadt, Enrico IV lo premiò col- u Magouza, e che (u il ventesimo-
MAG MAG lì
gecondo, dove quelli eh' erano so- Treveri e Magonza, di tre altri

spetti di eresia furono assoluti, e gli vescovi di Alemagna, degli amba-


omicidi di Corrado mandarono al sciatori dell'imperatore Alberto II,

Papa per ottenerne l'assoluzione. dell'arcivescovo di Tours e del ve-


Diz. deconc.j Regia t. XXVIII; scovo di Troyes, degli ambasciato-
Labbé t. XI; Arduino t. VII. ri del re di Francia, del vescovo
Il ventesimoterzo nel 1261 , te- di Cuenca, degli ambasciatori del
nuto dall'arcivescovo di Magonza re di Castiglia, del duca di Mila-
per àoddisflue all'ordine del Pon- no e di diversi principi della Ger-
tefice e disporsi a resistere ai tar- mania; alcuni de* quali non aveano
tari che facevano terribili scorrerie. mandato veruno al concilio gene-
Vi si fecero ancora molti regola- rale di Ferrara o Firenze. I de-
menti utili sull'aumento del divin putati del concilio di Basilea, di-
servigio e la riforma del clero: tra venuto conciliabolo, non vollero
gli venne disposto, che un
altri mai convenire di soprassedere dal
prete quale tenesse in casa una
il processo contro Eugenio IV , ne
concubina, sarebbe sospeso di pie- della mutazione sul luogo nel con-
no diritto; e s'egli celebrasse in cilio. L'assemblea di Magonza ri-

quello stato, sarebbe cacciato dalla cevette i decreti, toltone quelli fat-

diocesi. Diz. de cono. ti contro il Papa. Diz. de' conc;


Il ventesiraoquarto nel i3io a- Regia t. XXXII; Labbé, t. XIII;
gli 1 1 maggio, adunalo da Pietro Arduino t. IX.
arcivescovo di Magonza. Vi si fece 11 ventesimottavo nel i538 con-
un compendio de' precedenti conci- tro gli eretici. Laurentius Surius
lii, e vi si trattò d'ordine del Pa- in Comment.
pa Clemente V l'affare de' cavalie- ventesimonono nel i549, ^^®
Il

ri templari. Si tennero lo stesso fu Magonza, ed


l'ultimo concilio di
anno molti altri concilii o assem- il trentesimoquinto secondo quelli
blee sopra lo stesso argomento, on- che tanti ne noverano sopra la ,

de furono bruciati molti templari fede, i costumi e la disciplina .

a Parigi ed a Senlis, niuno dei Sebastiano Hansenstein, arcivescovo


quali confessò i delitti di cui li ed elettore di Magonza, coi depu-
voleva rei Filippo IV re di Fran- tati dei vescovi di sua provincia
cia.Tutlavolta altri concilii li di- e i principali del suo clero, lo ce-
chiararono innocenti , e vuoisi an- lebrò. Il prelato dice nel suo de-
cora da questo di Magonza. Diz. creto di convocazione del concilio,
de conc.j Labbé t. XI; Arduino t. che in que' tempi ne' quali trionfa
VII. l'empietà, non vuole essere accu-
11 ventesimoquinto nel 14^0 sato di negligenza, che anzi vuol
sopra la disciplina. Serario, Hist. raddoppiare la sua sollecitudine pa-
Maguntina. storale per difendere il suo popolo
Il ventesimosesto nel 142 3. Lab- contro le stragi dell'eresia, e per
bé t. XII. formare i suoi costumi. In questo
11 ventesimosetlimo ovvero piut- concilio si fecero dei decreti intor-
tosto assemblea nel 1489 nel me- no alla fede e alla riforma , i

se di marzo, composta di un car- primi contengono quarantaselte ar-


dinale, degli arcivescovi di Colonia, ticoli. Dopo la esposizione della fc»
j2 MAG MAG
de della Chiesa inlotno il lulslero giuni e con altre buone opei'e ,«

delia ss. Triiiitù) e secondo tre i che traggono ne più né meno la


simboli, degli apostoli, di Nicea e- loro eftivacia dal merito delia pas-
di s. Atanasio, vi si dice che l'uo- sione di Gesù CriiSto. Quanto alle
mo è stalo creato colla giustizia e ceremonie .nuole cIk; si ritengano
colia grazia, ma colia libertà colia: quelle eh' eccitano i popoli a pen-
quale poteva fare il bene ed il nna-, sai^ a Dio, come quelle de' sagra-
le. Vi si parla poi della cadutiti menti, delté» chiese , degli altari,
dciruomo e di sua giusti Hcazioue;' delle immagini, degli abiti sacri,
lù si dice che questa giustiOcazione' ec. A questo proposito proibisce di
viene dalla grazia di Dio, ch'è da- espor nelle chiese immagini che
ta prima qualunque meritò) che
di spirino piuttosto la vanità che la
questa giustificazione si fa quando pietà; e pei' prevenire ogni super-
l'uomo riceve dallo Spirito Santo stizione, ingiunge ai curati,che se
con la fede la carità e la speran- concoiresse popolo a qualche im-
il

za, doni ch'essendo in h«i perma- magine, ovvero statua di santo, a


nenti non solamente Io fanno re- cui vedranno che si attribuisca
putare e chiamar giusto ma lo , qualche cosa di divino, facciano su-
rendono efifettivamente tale; che la bito levare l'immagine o statua, e
carità che giustifica dev'essere ac- se ne n)etta invece un'altra diver-
compagnata dalle opere buone, del- sa, dopo aver consultato però va-
le quali la grazia è la sorgente e lenti teologi, affinchè il popolo non
il che con questa grazia
principio ; creda che Dio, ne i santi facciano
i comandamenti di Dio diventano quello ch'è loro raccomandato per
possibili, non secondo l'infermità mezzo quell'immagine, che al-
di
della natura, che abbiamo comune trimenti non farebbero. Parla poi
cogli altri uomini, ma secondo la il concilio de' pellegrinaggi di divo-
grazia di Gesù Cristo, che i giu- zione, e del culto de' santi, dell'o-
stificati hanno ricevuto. Il concilio razione pei defunti, e della leg-
stabilisce la dottrina de' sacramenti, ge pel digiuno . I secondi decreti
e decide contro gli eretici, che non hanno per oggetto la riforma dei
«ono semplici ceremonie, ma segni costumi, contengono cinquanta-
e
efficaci della grazia che conferisco- selte capitoh, che sono gli stessi di
no per divina virtù a chi li rice- quelli del concilio di Colonia del
Te con buone disposizioni. Il con- i536. Quel che ci è di più ri-
cilio tratta poi d'ogni sacramento marchevole si è i.° Che si vuole :

in particolare. Intorno alla peniten- che monaci apostati, che rientre-


i

za dice, che per soddisfazione non ranno nel loro dovere e ritorne-
si deve intendere quella che can- ranno ai loro monasteri, sieno trat-
cella la colpa del peccato, e libera tati con dolcezza e umanità. 2.° Si
dall'eterna penaj il che succede per proibisce alle religiose di uscir dal
la soia propiziazione di Gesù Cri- monastero senza grave necessità, e
sto; ma quella alla qv»ale noi sia- con permissione espressa del vesco-
mo sottomessi, e che ci rimette la vo. 3.° Si proibisce la predica e
dena temporale, che rimane dopo r amministrazione de' sagramenti
hd remissione della colpa, e quale nelle cappelle de' castelli. Si rinno-
$i adeippie colle elemosino, coi di- va il decreto di Basilea intorno
MAG MAG 23
agli scomunicati non dertunztali. Nel 1060 fu Maguelo-
restituita a
Dìz. de'conc.j Regia t. XXXVj ne, e nel 12 i5 Innocenzo IH do-
Labbé t. XIV; Arduino t. IX. nò al vescovo la contea di Ma-
MAGRI Domenico. Nacque in guelone e di Substantion, confisca-
Malta, fu prete dell* ora lo ri a, ca- ta al stK> signore come eretico al-
nonico della cattedrale di Viterbo, bigese. primo vescovo
Boezio è il

e consultore della sacra congrega- di Maguelone, di cui si hanno no-


zione dell'indice, morendo nel 1672. tizie certe: sottoscrisse egli, per mez-

E autore: i.° del Hìerolejcicon o zo di Genesio suo arcidiacono , il

Dizionario sacro • liturgico che fu terzo concilio di Toledo nel 589,


«tampato in Roma nel 1667 in e nello slesso anno quello di Nar-
foglio, e se ne fecero diverse edi-» bona. I di lui successori tennero la
zioni , essendo la sesta quella di loro sede a Maguelone fino a Gu-
Bologna 1765 in due tomi. 1° Dt glielmo VlIIPellicier che nel i529 ,

un trattato delle contraddizioni ap- trasferì la sede del vescovato a


parenti della sacra Scrittura, sotto il Montpellier (Vedi)^ ciò che appro-
titolo : Contradicliones apparentes vò in seguito Paolo IH con bolla
sacrae Scriptiirae, di cui la migliore de' 27 marzo i536, colla quale
edizione è quella di Parigi del furono secolarizzati i canonici re-
i685, aumentata della metà da golari di Maguelone, e la cattedra-

Giacomo le Fevre arcidiacono di le di Montpellier prese il nome di


Lisieux. 3." Notizia de vocaboli s. Pietro, titolare di quella di Ma-
ecclesiastici j eoo la dichiarazione guelone. Innocenzo VI nel i352
delle cerimonie ed origini de' riti
, creò cardinale suo nipote Aldoiuo
il

sacri, voci barbare e frasi usate d'Albert o Albret, e vescovo di Ma-


€la' santi padri , concilii e scrittori guelone, col qual nome il cardinale
Bologna 1682. Le sue
ecclesiastici, fondò un collegio in Tolosa, e Marti-
«pere liturgiche sono stimate per no V nel i4iB conferì questa chiesa
la copia dell'erudizione. al b. Lodovico Alamand, che creò
MAGUELONE o MAGUELON- poi cardinale dopo averlo promosso
NE, Magalona. Antica città vesco- all'arcivescovato d'Arles. Pietro Ga-
vile di Francia nella Bassa Lin- riel scrisse la Serie de' vescovi di
guadoca, ora piccolo villaggio dello Maguelone. 11 motivo che indusse
stesso nome, nelle vicinanze della Guglielmo Vili alla traslazione del-
laguna o stagno Maguelonne for- la sede, fu perchè i vescovi di Ma-
mato dal Mediterraneo^ nel dipar- guelone non erano sicuri dalle con-
timento dell'Herault, città che fu tinue incursioni de' pirati mori e
distrutta nel 735 da Carlo Mar- saraceni, che vi facevano frequenti
tello, visitala da Urbano II sul
poi discese. Al presente Maguelone ha
fine di giugno 1096, trattenendo- poche case di pescatori, essendo
visi cinque giorni. La sede vesco- colmo il suo porto, ed in rovina il
vile al dire di Commanville fu isti- suo castello. Furono tenuti in Ma-
tuita r anno 44^ sotto la metro- guelone due concilii il primo nel :

poli di iVai'bona. Allorché la città 909, nel quale Arnoldo arcivescovo


venne rovinata , la sede vescovile di Narbona, e dieci altri vescovi
fu trasferita a Substantion , borgo accordarono l' assoluzione e la be-
distante una lega da Montpellier. nedizione al conte Sinuario ed alla
24 MÀI MAI
sua Famiglia eli' erano slati scoQiu- a[>rì e chiuse d'ordine del Papa la
nicali. Questo concilio è lo slesso porla saula della basilica Liberia-
clic alcuni sciiltori dicono di Jon- na. Fece con beneplacito apostolico
quiéres, eh' è un piccolo luogo del nel 1667 dono ai domenicani ir-
territorio di Maguelone. Labbd t. landesi della chiesa di s. Clemente
IX, e Baluzio. Il secondo concilio di cui era abbate commendatario,

fu tenuto nel 1220. Gallia christ. onde ivi gli fu eretta marmorea
t. VI, p. 763. iscrizione di gratitudine, che gran-
MAHUSA D'ARJUNA. Città ve- de fu ne' religiosi, mentre abitan-
scovile del paese de' garmei , dio- do prima nel convento di s. Sisto,
cesi de* caldei. Ebbe per vescovi, a cagione dell'aria malsana, erano
Simeone cui si attribuisce una tra- costretti nell'estate ritirarsi in A-
duzione della cronaca d'Eusebio in nagui. Una simile donazione fece
lingua siriaca, e fiorì vevso il 600 j
della chiesa di s. Pancrazio ai car-
e Schaduna che abiurò il nesto- melitani scalzi, afBqchè vi mante-
rianismo e fece professione di fede nessero un convitto di giovani re-
ortodossa , sotto il cattolico Sub- ligiosi,che istruiti per le missioni
Mar- A ma. Oriens christ. t- H, p. potessero propagare e mantenere la
l32Q, fede ne' paesi degl' infedeli. Quan-
MAIDALGHINI oMALDACCHI- tunque fosse a tutti noto per lo
NI Francesco, Cardinale. Francesco scarso suo talento e poca capacità,
Maidalchini o Maldacchini nobile tuttavia la sua mirabile affabilità e
di Viterbo, nato nel i63o , nipote dolcezza, l'amore che avea perla
della famosa d. Olimpia Maidal- verità, odiando la menzogna, ed il

ehini cognata d'Innocenzo X (Ve- costante afietto pegli amici , con-


(?/), il quale avendo dichiaralo prin- trabbilanciarono la sua insufficienza.
cipato Martino feudo di d. O-
s. Essendosi portato due volte in Fran-
limpia , ed abbazia la chiesa , ne cia, fu sempre bene accolto, e con
fece abbate Francesco, quindi ca- sommo onore trattato da Luigi XIV.
nonico di s. Pietro, ed in età di Volle passare nell'ordine de'preli, on-
diciassette anni, a'7 ottobre 1647, de conseguì successivamente il titolo
con stupore generale per essere il- di s. Lorenzo in Lucina, non senza
letterato, lo creò cardinale diaco- difficoltà oppostagli da Innocenzo
no, conferendogli per diaconia la XI ch'era slato da lui coronato;
chiesa di Adriano^ che permutò
s. perchè ricercandosi in lui per tal
con quella di s. Maria in Via La- titolo il carattere sacerdotale, egli
ta, quando divenne primo diacono. lo aveva ricevuto da un vescovo,
Nel medesimo anno Innocenzo X, come esercitante i pontificali nel-
non contento di aver conferito due l'abbazia di s. Martino ove avea
anni prima il priorato di Capqa al giurisdizione quasi episcopale; e pe-
cardinal Pamphilj suo nipote, della rò avea stimato che ciò che potea
religione di Malta, diede la . com- permettere ai sudditi dell'abbazia,
menda di Parma a Sforza Maidal- potesse abilitarsi da sé stesso onde
chini , bambino appena nato, ed essere promosso al sacerdozio. Ma
altro nipote di d. Olimpia. In as- in Ptoma non fu approvato l'ope-
senza del cardinal Antonio Barbe- rato del cardinale, considerandosi
rini, nell'anno del giubileo i65q, che come immediatamente soggetto
,,

MAI MA I i5
al Pontefice, benché fosse abbate Ppitou vi aveano un castello; uno
ordinario, senza la pontificia facol- di essi, Guglielmo IV, vi fondò in
tà non poteva farsi promuovere agli onore di s. Pietro un' abbazia di
ordini sacri, pel requisito essenziale benedettini, insieme ad Adomalda
che si richiede della capacità, e o Emma duchessa d'Aquitania sua
della testimoniale o dimissoriale del moglie nel oo3 , fondazione che
i

proprio superiore ; quindi non po- nel 1007 o 1009 confermò il Pa-
tendo ninno dar testimonianza di pa Sergio IV. Questa abbazia fu
sè medesimo, non bastava che il eretta in vescovato nel 1 3 1 7 dal
cardinale fòsse ordinario e quasi Papa Giovanni XXII, che conservò
vescovo nella sua abbazia ,
perchè regolare il capitolo della cattedra-
altro carattere più sublime lo as- le, sottoponendola qual sufFraganea
soggettava al vescovo della prima all'arcivescovo di Tolosa, al dire del
sede. Contuttociò, godendo egli la Novaes, ma in vero di Bordeaux,
protezione del re di Francia, a di togliendola però dalla diocesi di
lui interposizione venne sanala da Poitiers. Il primo de' suoi vescovi
ogni difetto siffatta ordinazione. Do- fu Goffredo Ponvrelle ultimo ab-
po essere intervenuto a sei conclavi, bate di s. Pietro di Maillezay, con-
in uno ventidue
de' quali ottenne secralo nel medesimo anno, morto
voti, quanto narra Gre-
se è vero nel i333. Però secondo Cheny
gorio Leti, trasferitosi a Nettuno Archiep. et episc. Galliae, i primi
per respirare l'aria marittima e vescovi furono Benedetto e Ro-
salubre, vi lasciò la vita nel 1700 berto, terzo Goffredo. Gregorio XI
d'anni settanta, e cinquantatre di fece vescovo Pietro di Turejo o
cardinalato. Trasportato il cadave- Thurey, che seguendo poi le parti
re in Viterbo, ebbe sepoltura in s. dell'antipapa Clemente VII, fu da
Maria de'Gradi, nella tomba dei suoi questi creato nel 1 385 anticardi-
antenati, con breve epitafijo. Della uaìe, dipoi riconosciuto per cardi-
semplicità esagerata di questo cardina- nale da Alessandro V nel 1409.
le di cui si raccontano tanti aneddoti, Nel 14B5 Innocenzo Vili fece ve-
di altre sue notizie, dell'averne d. scovo Federico Sanseverino napo-
Olimpia promosso l'esaltazione al- letano, che creò cardinale nel 14^95
lorché il figlio rinunziò la porpo- ribellatosi a Giulio II fu deposto
ra, e dell'averselo ritirato in casa indi Leone X. Que-
reintegrato da
per dominarlo, e ricevere gli omag- sto Papa nel i5i7 nominò vesco-
gi della curia e corte romana ne , vo il cardinale Pietro Accolti d'A-
tratta il Cancellieri nel suo Merca- rezzo, che mori nel i532. Vi fio-
to a ^. 107 e 108; e ne Possessi rirono tre vescovi della famiglia
p. 291. d'Escoubleau. Urbano Vili nel
o MAILLEZAIZ, i63i secolarizzò il capitolo, ed In-
IMAILLEZAY
Malliacuvi Pictonum. Città vesco- nocenzo X trasferì nel 1648 la
vile di Francia, dipartimento della sede vescovile alla Roclwlle (P'edi)^
Vandea, capoluogo di cantone, in lasciando solamente nell'antica cat-
un'isola formata da paludi e dal- tedrale alcuni ecclesiastici con un
l'Antisc, sulla riva sinistra di questa parroco. L'ultimo vescovo di Mail-
riviera, e perciò in aria non sana. lezay, ed il primo vescovo di llo-

In questa piccola città i conti di chelle fu Giacomo Raoul o Rodolfo


aG MA I MAI
di Nantes. Questa città fu per qual- minore, nominato nel ii!^5 da A-
che lenjpo in potere de' pretesi ri- lessandro IV , e Giacomo agosti-
formati nel XVI secolo. niano, che nel 1274 assistette al
MAILLYFrancesco, Cardinale. generale concilio di Lione II. Orienx
Francesco tle' marchesi Mailly fran- chrÌMf. t. Ili, p, 903.
cese, di una antichissinwt famiglia MAINARDO o MAGINARDO,
della IMcardi;), oKenule nella uni- Cardinale. Mainardo o Maginardo
"versità della Sorbona le insegne di nacque di nobilissima prosapia nel-
dottore, fu dichiarato elemosiniere la provincia di Campagna, ed a-
del re di Francia Luigi XIV, e nel vendo professato la regola di s.
169S provveduto delle abbazie Ma- Benedetto in Montecassino, divenne
scianense e di Flavigny. i\el 1697 eccellente nelle umane e divine let-
fu [)romosso da Innocenzo Xli ad tere; per lo che non solo ottenne
istanza del re airarcivescovato d'Ar- nel suo ordine i più cospicui gra-
les, nomina regia fu
dal quale per di, ma dalla santa Sede con altri

trasferito 1710 da Clemente


nel personaggi fu adoperato in impor-
XI a quello di Ueims. Nel mede- tanti e gelosi impieghi. In riguar-
simo anno presiedè ad un'assem- do ai suoi meriti s. Leone IX del
blea straordinaria del clero gallica- 1049 ^° *^*'^^ prete cardinale; Ste-
no, raccolta in Parigi. Per rimu- fano X lo fece bibliotecario e vi-

nerarlo dello zelo fet-vido mostra- cecancelliere di s. Chiesa, ed Ales-


to per la dilatazione della cattolica sandro Il vescovo di Selva Candida.
fede, e per la disciplina ecclesiasti- Quest'ultimo nel 1067, in un al
ca, Clemente XI a' 19 novembre cardinal Minuto, gli affidò la lega^
17 19 Io creò cardinale dell'ordine zione di Milano, per sradicarvi la
de' preti. Il re di Francia Luigi simonia e l'eresia de'nicolaiti, e per
XV n'ebbe gran piacere, e colle comporvi le gravi discordie e tur-
sue mani impose la gì' berretta bolenze ch'erano tra il clero e il

cardinalizia, nominandolo in tal cir- popolo assai rilassato ne' costumi.


costanza alla ricca abbazia di s. Tutto si ottenne mercè la pruden-
.Stefano di Gaen. Però passati ap- za e destrezza usata, pubblicando
pena due anni, mori in Pieims nel savi e prudenti statuti, che dallo
1721 d'anni sessantatre, ed ebbe storico Arnolfo furono riprodotti
^j)oltura in quella metropolitana. con questo titolo: Constitationes
MAINA, Hippola. Sede vescovi- quas legatìs sadis apostolicae medio'
le di Grecia, nel Peloponneso, pro- lanensibus observandas praescripse-
vincia di Laconia, nel paese dei runt. Inoltre Stefano X od Alessan-
niainoli in Morea, sotto la metro- dro Il lo deputò alla legazione di
poli di Corinto, o come diceGom- Costantinopoli, insieme con Deside-
jiianvìlle sufFraganea di Monemba rio e Stefano cardinali , affine di
sia o Napoli di Malvasia, eretta nel procurare l'unione della chiesa gre-
IX secolo , al presente chiamata ca colla latina, la quale però non
Brazzo di Maina. Si crede
abbia ebbe effetto. Ricolmo di buone e
succeduto all'antica LeucUa o Leu- sante operazioni mori nel 1072, e
ctrutiiy famosa per la sconfitta dei fu lodato da piìi scrittori.
lacedemoni, falla da Epaminonda. MAlNARDOoGHERARDO, CW-
!Ne furono vescovi riainerio fìate dinaie. Maiuardo a Gherardo frau-
MAt MAI 27
abbate cistcrciense di Ponti-
cjese, dipoi che ad occuparsi degli eser-
gny, uomo grande ed erudito in cizi della contemplazione e della
tutte le scienze, e assai destro nel penitenza. Tuttavia fu obbligato, ad
trattare e condurre a buon esito rstat^za di Ugo Capeto re di Fran-
gii affari in vantaggio delia Clìiesa, cia, d' imprendere un viaggio alla
si rese talmente grato e accetto al badia di s. Dionigi presso a Pari-
Papa Clemente Ilf, die nei settem- gi, per mettervi una riforma ; ma
bre I 188 io creò cartlinaie e ve- cammin facendo cadde malato , e
scovo di Paiestrina, cliiesa da lui morì agli 1 1 di maggio del gg4
occupata prima del pontificato. Mo- nel monastero di Souvignì, venen-
rì nell'anno stesso, a' 19 maggio, do seppellito nella chiesa di s. Pie-
come scrive il Petrini nelle Meni. tro. Il re Ugo Capeto ne onorò i
Preiiesline. funerali della sua presenza, e fece
MAIOLO (s.), abbate di Cium. ricchidoni al suo sepolcro, sul qua-
JVato in Avignone di nobile fami- le venne innalzato un altare. S.
glia verso l'anno go6, perduti i Maiolo è nominato a dello giorno
suoi genitori si trasferì a Macon , nel martirologio romano.
ove vescovo Bernone gli die la
il MAIORICO (s.), martire in A-
tonsura e lo fece canonico della frica, sotto Unnerico re de' vandali,
cattedrale. Si recò poscia a Lione verso la fine del V secolo. Dopo
per istudiarvi filosofia, e ritornalo essere slato testimonio della crudele
a Macon diedesi con grande ardo- flagellazione di s. Dionisia sua ma-
i*e alla teologia, quindi gli fu con- dre, fortificato dalie e esortazioni
ferita la dignità d'arcidiacono. Ri- dall'esempio di con co-
lei. sofferse
masto vacante l'arcivescovato di stanza le piti inumane torture, dan-
Bcsanzone, Maiolo fu eletto ad oc- do la vita per la lede. Esso è ono-
cuparlo ; ma egli ricusò d'accettar- ralo nel martirologio romano a' 6
lo, e si ritirò a Cluni, ove fece dicembre, insieme con sua madre
professione circa il g4^- P^^' '^ ^"^ ed altri invitti confessori di Cristo
belle qualità l'abbate Aimardo lo che furono compagni del loro mar-
nominò bibliotecario ed apocrisa- tirio in quella persecuzione.
rio, e nel g48 lo designò suo suc- MAIRONI o MARIONI Gherar-
cessore. Fino al g65, in cui mori do, Cardinale. Gherardo Maironi o
l'abbate Aimardo, governò Maiolo Marioni nobile di Gubbio, che al-
l'abbazia come coadiutore, acqui- tri dissero della famiglia Crescenzi,
standosi per le sue virtìi e capa- nel ii5o fu da Eugenio III crea-
cità la stima e il rispetto di tutti to cardinale prete del titolo di s.

i principi del suo tempo. L'impe- Stefano alMonte Celio, indi lega-
ratore Ottone il Grande metteva to in Germania per la causa di
in lui tutta la confidenza, e gli die- Guitniaro arcivescovo di Magde-
de una ispezione generale sopra burgo, donde però senza nulla con-
tutti i monasteri de* suoi stati ; ne cludere fu costretto ritornare in
minor credito godette presso l'im- Roma, ma nel viaggio morì nel
peratrice Adelaide e suo figlio Ot- II 57, dopo essere intervenuto alle
tone II, che riuscì di riconciliare elezioni di s. Anastasio IV e di A-
fra loro. Nel ggi si scelse a coa- driano IV.
diutore s. Odilone, e non pensò MAIROSIO Raimondo, Cardinal

i
7

28 MA I MAJ
l(f. Raimondo Mairosio di Avilha- osservabili sono quelle di Pollenza
110 o Amilhano, diocesi di Rodez e di Alcudia, e quella di Palma,
in Francia , eccellente dottore in Quest'isola è attraversata dal nord-
jus, meritò di essere promosso nel est al sud-ovest da una catena assai
j 4^4 Martino V al vescovato
tla alta di montagne: non ha nessun
di s. Papoul, da cui nell'anno ap- corso d'acqua considerabile, ma ab-
presso fu trasferito a quello di Cliar- bonda di sorgenti, che vi formano
lics , medesimo Papa
e dal nel un'infinità di ruscelli; clima è il

maggio o giugno 14^6 creato car- vario generalmente però dolce e


,

«linale prete del titolo di s. Pras- sano. Trovansi molti raaimi di co-
sede, dignità che potè godere ap- lori diversi, e le montagne rinchiu-

pena un anno, morendo in Roma dono oro ed argento. Quasi tutto


nel i4^7' La detta chiesa titola- il commercio si fa a Palma che
re ne accolse le spoglie, che furono n' è il capoluogo, Si crede che in
riposte in una tomba, sopra cui quest' isola cominciasse o praticata
leggesi breve epitaffio, che viven- fosse per qualche tempo quella fab-
do erasi da sé medesimo compo- bricazione di stoviglie e di altre
sto. opere figuline verniciate, che ab-
MAIXENT (s. ), Maxenlìum o bracciata e coltivata dagl' italiani
Sanctus Maxeiilius. Città di Fran- nei secoli XV e XVI, fu poi cono-
dipartimento del-
cia del Poitou, nel sciuta specialmente in Faenza (Ve-
le due Sevre, capoluogo di due can- di)y seppure veramente ebbe o-?
ivi

toni, sul pendio di una collina, rigine, e nei dintorni, sotto il no-

presso la riva destra della Sevre me di maiolica o anche di terra


JViortese, circondata di ameni pas- invetriata, tratto essendosi secondo
seggi, nella diocesi di Poitiers. Deve alcuni il primo nome da quest'isola

la sua origine a Maixent o Mas-


s. medesima, donde forse se n'era por-
senzio, cbe al tempo del re Clo- tato il gusto e il metodo di com-
doveo 1 abitava un romitaggio nel posizione in Italia. Si dice che in
luogo che occupa presentemente. Faenza s incominciò a fabbricare
Vi si formò un'abbazia di bene- la maiolica nel 1299, e dal suo

dettini nel 5o7, che popolossi ra- nome fu chiamata Fayence. Ma-
pidamente; ma nel 1082 molto iorca contiene due città principali
soffrì da un incendio durante le e trentadue villaggi. Evvi una uni-
guerre di religione e della Vandea. versità reale, un tempo chiamata
JVel 1075 vi fu tenuto un concilio Luliana,d^\ celebre Raimondo Lullo
contro Berengario, nel pontilìcalo cbe quivi nacque. Clemente X colla
di s. Gregorio VII e regnando Fi- costituzione Exponi nobis, de' 1

lippo 1. Labbé t. X; Arduino t. VJ. aprile 1673, presso il Bull. Roni,


. MAJORCA (31(t/oricai). \ esco- t. VII, p. 127, commise al vesco-
vato il cui vescovo risiede a Pal- vo di Majorca la facoltà di erigere
7iìn i^Vedi). Majorca , Majorica o un'altra imiversità con diversi pri-
Mallorca, Balearis major ^ Insula vilegi. Vi è pure una società eco-
major, come la piìi grande delle nomica con scuola di matematica,
isole Raleari, nel Mediterraneo, al- molle biblioteche e diverse stam-
l'est della Spagna da cui dipende, perie. Le chiese, i monasteri ed i
piovincia di Palma. Le baie più conventi, rinchiudono molti quadri
MAJ MA J 29
dei grandi maestri delle scuole ita- zioni arabe. Giacomo o Jayme I
liana, francese, fiamminga e spa- fn il primo che all'assalto della ca-
gnuola. I maiorchini sono in ge- pitale dell' isola , montando sulle
nerale piccoli, una ben fatti, di muraglie s* impadronì della piazza.
tinta olivastra, assai allegri, buoni II secondogenito del re Giacomo
marinai, buoni soldati, umani ed o Jayme I fratello del re Pietro
,

ospitalieri. Il linguaggio piti usato HI, cioè Giacomo I, nel 1276 alla
è il catalano, mescolato con l'ara- morte del padre, ed i suoi discendenti
bo, o a meglio dire la lingua pro- furono dichiarali sovrani e re di
venzale; imitando nelle vestimenla Majorica e delle isole Baleari, ma
i costumi greci. I cartaginesi per feudatari della corona d'Aragona :

conquistare le isole Baleari, mossero quando il re di Francia entrò in


guerra alla colonia fenicia che vi Catalogna per la parte del Rossi-
"
stanziava , e divisarono di racco- glione, Giacomo 1 re di Majorca ,

gliere ivi le loro forze per gittarsi fratello di Pietro ITI, si vide im-
nella penisola ispanica. potente a contrastargli il passaggio,
II console Quinto Cecilio Me- per cui si unì poscia ai francesi nel
tello fondò in questa isola le città 1285, anno in cui morì Pietro 111,

di Palma e di PoUenza, e vi man- e gli successe il figlio Alfonso 111.

dò cinquemila romani come colo- Questi disgustato dello zio Giaco-


nia; coi pretesto di spegnere la pi- mo I re di Majorca per la sua
rateria , cercò di guarentire con defezione, lo spogliò del regno; quin-
quelle dominio della Spagna, e
il di passò da Majorca ad Iviza e se
le aggregò alla provincia Tarra- ne impossessò morì poi nel 1291,
:

gonese. Quindi le flotte e gli eser- e la corona d'Aragona passò al suo


citi romani mossero sovente da fratello Giacomo o Jayme II che
quelle stazioni a danno degl' iberi era re di Sicilia e figlio di Co-
non meno che de' gaulesi, traendo stanza figlia del re Manfredi : a
profìtto dalla vantaggiosa posizione. Giacomo I re di Majorca successe
La vandalica invasione cagionò alle Sancio, ed a questi il nipote Gia-
Baleari il primo mutamento poli- como II. Intanto Giacomo figlio

tico verso il V secolo, nella deca- del re di Majorca Giacomo li e


denza dell' impero, i quali barbari suo primogenito professò nell'ordi-
furono costretti cedere alle armi ne di s. Francesco verso il 1299:
de' saraceni, ond'ebbe origine il re- Sancia moglie del re di Napoli Ro-
gno moro di Majorca, al quale do- berto era sua sorella. Altro figlio
po il giro di più secoli, menarono di Giacomo II, cioè Filippo, entrò
ripetuti colpi i pisani ed i cristia- nel terzo ordine; voleva istituire
ni monarchi di Spagna. Gli ara- una riforma,ma non gli fu per-
gonesi ed i castigliani nel 1229 messo.Quanto a Giacomo visse e
sotto Giacomo I re d'Aragona, ed morì santamente nel i3o4} onde
il nipote di questi Alfonso III le gli scrittori dell'ordine gli danno il
tolsero per sempre in un alle ailre titolo di beato. Morì il red'Ara-
isole Baleari ai saraceni , restando gona nel 1827 ed occupò il trono
quindi in poi in potere degli spa- Alfonso IV di lui figlio; morendo
gnuoli, trovandosi ancora molte an- questi nel
1 336, gli successe il pri-
tichità romane, ed alcune iscri- mogenito Pietro IV.
.

3o MAJ MAJ
Nell'anno 1 3^4 Oiaconio II or- il Rossiglione e la Cerdagna. In-
dinò in lingua provenzale una spe- seguito in Rossiglione, non essendo
cie eli codice o legf^i palatine ,
in grado di difendersi, T infelice
per i' interna polizia del suo pa- Giacomo IV si rese al cogtiato a
lazzo; con questo codiceGiacomo discrezione, onde venne spogliato
li voile regolare minutamente i di tutto, e dipoi fece intitilrnente
doveri di tutti gli individui ad- de' tentativi per ricuperare il re-
detti al suo servigio. Gli succes- gno. Altri storici poi racc<Mitano
se Giacomo III , il quale diede che quando Pietro IV fece prigio-
sua figlia in moglie a Pietro IV, ne Giacomo IV, lo lece rindiiude-
« questi la sorella al di lui figlio re in una gabbia di feriH3 dove
Giacomo IV detto da alciini V: passò tredici anni ; quindi i suoi fe-

tutta volta Pietro IV volle impa- deli servi avendo uccise le guardie
dronirsi delle Baleari e del regno di lo liberarono nel i362. Giacomo
JNJajorca. Il Papa Clemente VI nel IV si recò io Francia dove speia-
I 342 si affaticò per pacificare i due va di ricuperare alnieno le ci>iiiee

16, a* quali s|>edì legato il cardinal della Cerdagna e del Bossi^lioue;


Andrea di Firenze; ma essendo n)a invece gli fu olferto la mano
morto in Perpignano, il Pontefice di Giovanna I regina di iVapoli ,

lìuminò legato il cardinal Bertran- famosa per le sue avventure e bel-


do d'Alby, che ottenne una tregua. lezza, restata vedova in quell'anno
I*erò andò guari che riuscì
noji del secondo marito. Giacomo IV
nei 1343 a Pietro IV non solo di la sposò contentandosi del titolo di
spogliar del regno Giacomo III, ma duca di Calabria, e non di quello di
di farlo, secondo alcuni, pure suo re. Ma si senti ben presto umilia-
prigioniero. Questi ricorse al pa- to, e conobbe ch'era il suddito, e
trocinio di Clemente VI , il quale sovente il testimonio delle galante-
pose in opera ogni promessa, mas- rie di sua moglie, che dicesi lo te-
sime nel i3^5 perchè fusse libe- nesse carcerato per sei mesi. Passò
rato e reintegrato, ma per allora Giacomo IV in Castiglia a chiede-
senza effetto. Avendo Giacomo III re soccorso al re Pietro il Crudele,
pili volte tentato invano di ricu- che invece lo rinchiuse nella for-
perare i suoi dominii, fu ucciso ai tezza di Burgos, e pel suo riscatto
23 ottobre i349 '"^ battaglia, men* ricevette da Giovanna I settantamila
tre faceva uno sbarco in Majorca, fiorini. Raddoppiando le sventure
e suo figlio Giacomo IV che com- in Giacomo IV il coraggio, ricon-
batteva a' suoi fianchi fu grave- quistò nel iSyi la Cerdagna e il
mente ferito e fatto prigioniero Rossiglione, e mentre procurava far
Altri storici narrano che Pietro IV dei tentativi sull'Aragona, mori in
"volendo spogliare d cognato de' suoi Soria nel gennaio i375. D'allora
stati, cioè di Majorca e del Rossi- in poi riguardarono le Baleari
si

glione, per pretesto di guerra gli fe- come una dipendenza della coro-
ce rapire la moglie, e poi se ne im- na aragonese, né più vennero com-
padronì quasi seaza combattere ; gli plessivamente sottratte al dominio
prese Majorca, e siccome feudatario spagnuolo, salvo qualche particola-
lo dichiarò piivo del regno e di re aggressione a taluna di esse nel-
tutte le sue possessioni, compreso le guerresche vicende. JNella nuova
MAJ MAJ 3r
ammiuislraliva divisione della Spa- VI. Questo Papa nel 1496 pro-
gna, dalla metropoli ha desunto mosse al vescovato Antonio di Ro-
l'intero Arcipelago l'intitolazioue di cas, cancelliere del re Ferdinando

provincia di Palma. V e della regina Isabella I. Giulio


La religione cristiana fu predi- Il i5io fece vescovo Lorenzo
nel
cata in Majorca ed in tutta la Spa- Campeggi bolognese, che Leone X
gna contemporaneamente. Quando nel i5i7 creò cardinale. Nel 558 1

Giacomo 1 nel 1229 entrò nella divenne vescovo Diego di Arnedo,


città di Palma, vi fece celebrare la cappellano del re Filippo U, e vi-
santa messa in una moschea, ch'è sitatore generale del regno di Spa-
in oggi la chiesa parrocchiale di s. gna. Simone Bansa domenicano era
Michele. La sede vescovile di Ma- provinciale di Terrasanta, quando
jorca ebbe origine nel VI secolo, e fu eletto vescovo
1607. Neinel
fatta suiTraganea della metropoli di 1642 lo fu Tommaso de Roca
Valenza, come lo è tuttora. Nel Mora generale de' domenicani. Nel
i23o Gregorio IX ristabilì il ve- l'jSo Benedetto XIV preconizzò
scovato colla residenza del vescovo vescovo Lorenzo Despuig di Palma,
in Palma. La chiesa di Barcellona cappellano d'onore di d. Filippo di
si oppose, ma fu fatto un accordo Borbone. Pio VI a* 3o aprile 1782
che il d'Aragona avrebbe
re la pri- eresse in sede vescovile Ivizache
ma nomina del vescovo, ed il ca- apparteneva alla diocesi di Major-
pitolo di Barcellona le seguenti. U ca, e la bolla IntffahUis Dei be-
primo vescovo Majorca fu Bai-
di nigaitas, viene riportata nel Bull,
mondo Torcila domenicano, eletto Rom. Continuatio t. VI, p. 49'-
nel 1240 : incominciò la fabbrica Lo stesso Papa a' 2 3 luglio 1795
della cattedrale di Palma , fondò istituì la sede vescovile di xMinori-
diversi benefizi, e mori nel giugno ca, dismembrandola da Majorca col-
del 1266. Fra i di lui successori la bolla Ineffabilis Dei benignitas
si contano molti prelati distinti per super universam terram, presso il
pietà, per zelo e per dottrina, co- t. IX, p. 542 dello stesso Bull.
me lo furono nel 1 3o4 Guglielmo Già Pio VI nel 1794 avea nomi-
di Villanova , nel i3i8 Guido nato vescovo di Majorca Bernardo
Tremen o Terrena generale dei Nadal di Soller diocesi di Major-
carmelitani , e Pietro de Cima fran- ca, cui successero, nel 18 19 Pietro
cescano nel iByy. Egidio Sanchez Gonzalez Valleso di Soto diocesi
de Mugnoz nel i425 fu col nome di Calahorra, preconizzato da Pio
di Clemente Vili dato in succes- VII; ed Antonio Perez de Trias
sore alTantipapa Benedetto XII 1 ; della villa di Valdeobbas diocesi di
rinunziò il 6
pseudo- pontifica lo a' 2 Cuenca, per dimissione del prede-
luglio 1429, onde in premio Mar- cessore, dichiaralo vescovo da Leone
tino V lo fece vescovo di Major- XII nel concistoro de' 27 giugno
ca. Nel 144? divenne vescovo Gio- 1825.
vanni Garcia domenicano. Innocen- La cattedrale esistente in Palma
zo Vili nel 1490 dichiarò ammi- è un edifìzio di magnifica struttu-
nistratore di Majorca il cardinal ra, e sacra all'Assunzione di Maria
Roderico Borgia, che nel 1492 lo Vergine in cielo. 11 capitolo si com-
successe col nome di Alessandro pone di sci dignità^ la maggiore delie
32 MAJ MAJ
quali è l'arci diacono, di venlidiie tri avversari al concilio dì Calce-
canonici colle prebende del teolo- donia. Majuma porto d'Ascalona era
go e del penitenziere, e di cento da questa poco distante e quasi
qnnrantasei beneficiati , oltre altri un'altra città. Orìms christ, t. II,
preti e chierici addetti all'iiftìziatu- p. 602.
ra. JNella cattedrale vi è il batti- MAJUMA DI GAZA. Sede ve-
steri© e molte sacre reliquie , es- scovile della prima Palestina, sotto
sendo aflldata la cura d'anime della il di Gerusalemme
patriarcato e
parrocchia a quattro sacerdoti vi- la metropoli di Cesarea, eretta nel
cari. Prima il capitolo si compone- secolo V, dopo che la religione cri-
va di cinque dignità, quattro pre- stiana vi fu stabilita a' tempi del-
posti, ventiquattro canonici, e tre- l'imperatore Costantino, che l'eres-
cento altri benefizi ecclesiastici. Il se in città e le diede il nome di
palazzo vescovile è poco distante Constantia, da Costanzo suo figlio.
dalla cattedrale. Oltre la cattedra- Sotto il medesimo arcivescovato vi
le nella città vi sono altre sei chie- fu la sede di Salton Constantiani'
se parrocchiali col fonte battesima- ces, ma eretta nel XII secolo. Ma-
le, tra le quali quella di Miche-
s. juma era il porto di Gaza, da essa
le, antica moschea, di leggera ed lunge venti stadi. Ne furono ve-
ardila architettura; tredici conventi scovi,Zenone di cui il martirologio
di religiosi, undici monasteri di mo- romano fa menzione a' 18 settembre
nache, e diverse confraternite. La ed a'26 dicembre; fiorì nel IV ed
diocesi è ampia, ed ha sessanta par- al principio del V secolo, e visse
rocchie. Ogni nuovo vescovo è tas- quasi cent'anni; Paoliano assistette
salo ne' libri della cancelleria apo- al primo concilio d'Efeso nel ^3i;
stolica in fiorini 1200, ascendendo Paolo partigiano Dioscoro sot-
di
i frutti della mensa a circa 22,000 toscrisse alla deposizione di s. Fla-
scudi romani, gravati di alcune pen- viano nel 449 ^^ brigandaggio dì
sioni. Attualmente la sede è va- Efeso; Procopio sottoscrisse la let-
cante. tera sinodale di Giovanni patriar-
MAJORITI o MAJORISTI. E- ca di Gerusalemme, a Giovanni
retici così nominati da Giorgio Ma-^ patriarca di Costantinopoli contro
jor, uno de' discepoli di Lutero, i Severo Monofisita nel 5 18; e Co-
quali erroneamente sostenevano che simo, al quale s. Giovanni Dama-
anco i fanciulli non potevano essere sceno dedicò il suo trattato della
salvi senza buone opere. dialettica,sedeva alla metà dell'ot-
MAJUMA D'ASCALONA. Sede tavo secolo. Oriens christ. t. II, p.
•vescovile della prima Palestina, sot- 622.
to il patriarcato di Gerusalemme M AKLESFEILD o MARSFELD
e la metropoli di Cesarea , eretta Guglielmo, Cardinale. Guglielmo
nel V secolo, forse lo stesso che Maklesfeild o Marsfeld nacque di
Anledona o Daron (Vedi). Stefa- nobilissimo lignaggio inglese inCan-
no suo vescovo nel 5 8 sottoscrisse 1 torbery o Conventry, nella contea
la lettera sinodale di Giovanni pa- di Warwick. Fece i suoi studi a Pa-
triarca di Gerusalemme, a Giovan- rigi, e fu addottorato nell'universi-
ni patriarca di Costantinopoli ,
per tà di Oxford, dove fu professore
la condanna di Severo e degli al- per molto tempo con successo, e
.

MAL MAL 33
col nome di dottore inclito. Vesti- Je romano, a'2r mnr70 11 88 me-
tosi de' domenicani
tleir alìito si , ritò di essere creato cardinale dia-
distinse non meno per la pruden- cono da Clemente 111, che per
za e santità di vita, ehe nelle fa- diaconia gli conferì la chiesa di s.

coltà leologiclie e filosolìche, essen- Teodoro. Intervenne nel 1191 ai


do stalo tmo de' più abili e zelanti comizi di Celestino 111 , e mori
discepoli di s. Tommaso d'Aquino, nel suo pontificato, dopo aver sot-
Enrico di Gand
ch'egli difese contro toscritto alcune sue bolle, come di
e contro Guglielmo de la Mare. Clemente III.

Benedetto XI a' 8 dicembre i3o3 1 MALABRANCA FRANGIPANI


lo creò cardinale prete, e gli con- Latino, Cardinale. V. Frangi-
ferì il titolo di s. Sabina, rima- pani.
nendo incerto se morisse prima o MALACCA (Malacen). Città
poco dopo ricevuta la notizia di con residenza vescovile dell' Indie
sua promozione, in Lovanio, ov- orientali, sulla costa sud-ovest del-
vero in Londra ov'ebbe sepoltura. la penisola del suo nome, nel pae-
Altri dicono in Lovanio e tumula- se di Malacca, a 3oo leghe sud da
to nella chiesa de' frati del suo or- Siam sullo stretto di Malacca, al-

dine.Abbiamo di lui Postillae in : l'imboccatura d'una piccola rivie-


sacram Bibliam. In evangeliiwi de ra che in parte la cinge. Essa ap-
virginibus. Quaesliones de angelis. partiene agi' inglesi. Ha due sob-
Quaesliones ordinariae contra Hen- borghi, ed è difesa da un forte
riciim de G
andavo in quibus im- ove risiede il governatore; le stra-
pugnai s. Thomani de Acjuinoj de sono la maggior parte larghe e
contra corruploreni s. Thomae. De belle, e molte case vedonsi fabbri-
uni tate fonnarum. De compara- cate in pietra. Vi è una buona
tìone staluum. Orationes ad de- rada pei grossi navigli, ed il pic-
rum. Varia probleniata. colo porto che offre la riviera non
MALABARI o MALABARICI è accessibile che ai battelli. Al
Cristiani malabari o cristiani di s. presente il commercio è meno atti-

Tommaso. Se ne tratta, in un al vo che un tempo, dappoiché mol-


Malabar, all' articolo Indie Orien- ti navigli europei preferiscono l'i-

tali, nel voi. XXXIV del Dizio- sola del principe di Galles, ove
nario ^ massime alle p. i85, 192, trovano maggior varietà di arti-

200, e principalmente a p. 201, coli di asportazione. Il clima è a-


202, 2o3, 204, 2o5, più 208. meno e salubre; conta più di
Sulla disputa de'riti malabarici, si dodicimila abitanti, compresi gli

possono vedere le p. 2 1 o e seg. europei, i cinesi, i malesi, i mori,


212, 21 3, 23o_, 236. Del paese i persiani, i bengalesi e gli arme-
del Malabar, suo vicariato aposto- ni, quali tutti professano libera-
lico chiamato pure di Verapoli,
, mente il loro culto. I dintorni,
si possono leggere le p. 240, 241, interrotti da colline e da valli,
242, 243 e 260. sono fertili, ma coltivati con poca
MALABARICI RITL F. Ma- cura. La penisola di Malacca, se-
LABARI. condo alcuni, è la Chersoneso d'o-
MALA BRANCA Giovanni, Car- ro degli antichi , e fu per lungo
dinale. Giovanni Malabranca nobi- tempo interamente soggetta al re-
VOL. XLII. 3
34 MAL MAL
gno Siam, al qiinle piìt non
di co i fedeli. Tullavolla ebbe questa
limane die la provincia tli Ligor. <hiesa i suoi vesi;ovi sino ai nostri
La città di Malacca ùi fondata nel giorni. Nelle annuali Notizie di
1252 da un principe malese, clic Roma si legge che Benedetto XIV
fu scacciato dai suoi stati da un nel 174^ ^ece vescovo di Malacca
sovrano di Java. I porlogliesi sot- fr. Michele de Bnlhoens domeni-
to Aibuqueique, s' impadronirono cano, nato in Aveiro diocesi di
della città nel i5ii, ed essa di- Coimbra; per sua morte, lo slesso
>enne uno de' loro principali sta- Papa nel 1748 preconizzò vescovo
bilimenti, e la chiave del loro com- fr. Gerardo da s. Giuseppe do-
mercio nei mari al di là dell'In- menicano, di Cacilchos diocesi di
die. Nel i6o5 gli olandesi col soc- Lisbona. Pio VI nell'anno 1782
corso del sovrano d'ihor, assedia- nominò vescovo fr. Alessandro del*
rono Malacca, ma furono allora co- la Sacra Famiglia minore osservan-
stretti di rinunziare alla impresa ; te riformato, di Fàyal diocesi di
però nel 1641 se ne resero pa- Angra, che poscia traslatò alla chie-
droni, dopo un assedio di più di sa di Angola. Dopo lunga sede
cinque mesi, e dopo una resistenza vacante Pio VII nel i8o4 dichia-
ostinata. Gli inglesi la tolsero lo- rò vescovo fr. Francesco da s. Da-

ro nel 1795, ma la colonia del- maso Guimaracs, minore osservan-


l'isola del principe di Galles ne di- te di Guimaraes diocesi di Braga:

minuì molto la sua importanza; al- forse morì nel 1818, non essendo
la pace del 181 4 la restituirono stalo più nominato, ed ancora la
ai Paesi-Bassi, i quali la cedettero sede è vacante. La cattedrale è
all'Inghilterra nel 1823. dedicata all'Aimunziazione della Bea*
Convertita l'India orientale alla ta Vergine.
cattolica fede dal gesuita s. Francesco Nella proposizione concistoriale
Saverio, e propagata dai suoi com- dell'ultimo vescovo, ecco lo sta-
pagni e successoli correligiosi, il lo di questo vescovato. Nella cit-

Pontefice Paolo IV ad istanza di tà non vi era più cattedrale ,

Giovanni HI re di Portogallo e- Ile vi risiedeva più il vescovo, che


resse Malacca in sede vescovile, in vece risiedeva neh' isola Timor
dichiarandola suffraganea della me- appartenente al Portogallo e di-
tropoli di Goa, della quale è tut- stante dalla città di Malacca circa
tora, mediante la bolla Pro excel- trenta giorni. Neil' isola eravi una
lenti j de'4 lebbraio iSSy. La dio- chiesa dove il vescovo celebrava
cesi fu costituita dalla penisola i divini uffizi co' suoi preti e coi
del suo nome fino alla Cina, per missionari, con un solo panoco. In
coadiuvare l'ordinario di Goa. Eb- Malacca poi eravi una sola chie-
be il suo capitolo, ed religiosi i sa parrocchiale con fonte battesi-
domenicani e gesuiti erano coa- male, fuori cioè della città, essen-
diutori nell'esercizio dello spiritua- done parroco un domenicano. Am-
le ministero, fiorendovi la religio- plissima era la diocesi, comprenden-
ne. Ma occupala dagli olandesi nel do parte del regno di Pegù, e più
1641, distrutto e disperso il clero, isole, fra le quali quelle di Solor
€ morto il vescovo ne intesero , e Timor. Ogni nuovo vescovo nei
iin gravissimo inevitabile danno an- libri delia camera apostolica era
MAL MAL 35
tassato di 333 fiorini , con 2,000 MALACHIA (s.), arcivescovo di
crociati portoghesi di rendita pel Armagli. Nacque nella medesima
vescovo, che pagavano dal regio
si città, da genitori illustri e virtuo-
erario, e corrispondenti a mille si , e fu posto sotto la disciplina
scudi romani. Noteremo che Ti- di maestri commendevoli per la lo-
mor è una grande isola nella par- ro pietà. Egli era dolce, umile,
te orientale dell'Arcipelago della modesto; ammiravasi la sua tem-
Sondci, tra l'oceano Indiano ed il peranza, il suo amore per la mor-
mare delle Molucche, e vi si rac- tificazione, il suo allontanamento
coglie in abbondanza la cera. Il da tuttociò che suol essere di
dominio è diviso tra gli olandesi trastullo nell'infanzia, per modo
e i portoghesi, avendo i primi la che superava tutti i condiscepoli
sede del governo nel porto di Con- pei progressi suoi, e per virtii an-
cordia di Cupang , ed a Dielly da'va innanzi anche agli stessi mae-
i secondi. paganesimo è la re-
Il stri. Risoluto di consacrarsi intie-
ligione di Timor, sebbene la mag- ramente al servigio del Signore, si
gior parte e principi pretendono
i pose sotto la condotta d' Imario,
di essere cristiani. che menava vita da rinchiuso ia
La nomina del vescovo, per di- una celletta vicina alla chiesa di
ritto di fondazione, fu concessa da Armagh, e ch'era in gran concetto
Paolo IV a Sebastiano re di Por- di santità. In età di venticinque
togallo e successori, ma infra an- anni fu ordinato sacerdote, e Tar-
ìiiim. Siccome per la vastità della civescovo Celso lo elesse suo vica-
diocesi fu fondato il vescovato di rio a predicare la parola di Dio
Coccino , e questo non bastando, al suo popolo, e lo incaricò di a-
neppur quello di Meliapor, Inno- doperarsi ad estirpare gli abusi
cenzo XII nominò de' vicari aposto- invecchiati che aveano sfigurato
liei, ad onta delle pretensioni del la faccia della chiesa d'Irlanda,
vescovo di Malacca, per cui il Pa- Malachia esegui la commissione im-
pa gli dilesse un breve, come fece postagli con buon successo pari
all'arcivescovo di Goa (Fedi). Il al suo zelo; fece vari regolamenti
Papa Gregorio XVI col breve per l'osservanza della disciplina ec-
Multapraeclain de 1^ Siglile i838, clesiastica; ristabilì in tutte le chie-
per la salute spirituale de'popoli in- se della diocesi l'offizio canonicale;
diani avendo eretto alcuni vica- inculcò la fiequenza de'sacramentì,
riati apostolici , provvisoriamente e pose anche ordine perchè i ma-
trasse dalla giurisdizione di Goa tri moni fossero celebrati secondo
la diocesi di Malacca, e provviso- le regole della Chiesa. Temendo
riamente l'affidò al vicario apo- nullaraeno di non essere versato
stolicomonsignor Paolo Courvezy, abbastanza nella cognizione de'sacri
vescovo di Bidua m partibus. Del- canoni, onde eseguire il disegno
la penisola di Malacca, e del vi- della riforma che già avea conce-
cariato Siam, o sia
apostolico di pilo riguardo alla disciplina, atten-
di Malacca, ne parlammo ad In- ne il permesso di passare qualche
DIE ORIENTALI, nel voi. XXXIV del anno presso Malchi vescovo di Li-

Dizionarìo, principalmente alle p. smore, che era in gran concetto


25o, 25 1 e 257. di santità e dottrina. Ritornato ia
36 MAL MAL
patria, ristabilì l'abbazia di Ban- dio altri regolamenti assai uJili, a
gor, le cui rendite erano possedu- si recò a Roma per farli confer-
te da un di lui zio, e governolla mare dal Papa, dal quale propo-
per qualche tempo con edificante nevasi ancora di ottenere il pallio
regolarità. Appena toccati i trenta per la sede d' Armagh e per mi'al-
anni fu eletto vescovo di Connor. tra sede metropolitana. Trovandosi
Questa dignità, che accettò per in Francia, visitò 1' abbazia di
obbedienza, gli costò immensi tra- Chiaravalle, ove fece conoscenza
vagli, giacché i popoli affidati alla con s. Bernardo, che gli pose gian-
sua cura erano insozzati nei vizi dissimo affetto e venerazione. Ar-
più vergognosi, ne erano cristia- rivato a Roma fu ben accolto dal
ni che di nome; ma col suo Papa Innocenzo II, che confermò

zelo , e colla cooperazione di al- tutto quello ch'egli aveva fallo in


cuni fervorosi pastori che chiamò Irlanda, lo fece suo legalo in quel-
a parte di sue fatiche, sbandì la l'isola, e gli promise il pallio ; ma
superstizione e* l'ignoranza, e vi gli negò assolutamente la permis-
fece rifiorire la pietà. Alcun tem- sione ch'egli chiedeva di consacrar-
po dopo essendo stata presa e si agli esercizi della penitenza nel-
saccheggiata Connor, Ma-
la citlà di l'abbazia di Chiaravalle. Ritornan-
lachia, accompagnato da centoven- do d'Italia ripassò per quest'abba-
ti de' suoi discepoli, si ritirò a zia, e vi lasciò quattro de' suoi
Munster, e vi fabbricò il mona- compagni, che dopo aver ivi fatto
stero d'Ibrac. Mentre egli gover- professione tornarono in Irlanda
nava in pace la sua comunità, e vi fondarono il monastero di
Celso arcivescovo di Armagh ven- Mellifont. Sì arrese alle preghiere
ne a morire, disegnando Malachia che gli fece il re Davide di pas-
per suo successore. Esso però non sare in Iscozia, per rendere la sa-
restò pacifico possessore di quella lute al suo figlio Enrico pericolo-
sede che nel ii33, in cui fu ri- samente ammalato
, e lo guarì
conosciuto solo legittimo metropo- spruzzandolo con l'acqua benedetta.
htano d'hlanda. Tosto ch'egli eb- Reduce in Irlanda , adempì con
be sottratto la sua chiesa dall'op- zelo e molto frutto le commissioni
pressione, e ristabilito il buon or- di cui il Papa avealo incaricato,
dine e la disciplina, rinunziò nelle e tennevi molti sinodi, nei quali
mani di Gelasio l'arcivescovato, che fece vari regolamenti a correggere
non avea accettato che a questa gli abusi. Accrebbe la magnificen-
condizione, per tornare alla sua za del culto esteriore, fece ftibbri-
prima sede. Egli divise in due par- care a Bangor una chiesa di pie-
ti questa diocesi; lasciò Connor al tra, e ri sta uro la cattedrale di
vescovo da lui stabilito, e ritenne Down. Sempre animato dal de-
per se la diocesi di Down, ch'era siderio di rimettere nel suo primo
più piccola e più povera. Vi sta- splendore la chiesa d'Irlanda, deli-
bilì una comunità di canonici re- bem di ripassare in Francia per
golari, ai quali egli si univa per vedervi Eugenio III ch'era venuto
attendere all'orazione e alla medi- in quel regno. Ma essendo Papa il

tazione, per quanto glielo permet- tornato a Roma prima dell' arrivo
tevano i suoi doveri. Fece ezian- di Malachia in Francia, esso si re-
MAL MAL 37
C(> Ghiaia valle nell'ottobre
a del ne felice ed amena, gode di un
1148: ivi cadde ammalato, e mo clima dolce e sano, e di un cie-
lì santamente il 1 novembre sus- lo sereno ; ha al sud il mare, al-
seguente, in età di cinquantaquat- l'ovest una pianura deliziosa di sei
tro anni. S. Bernardo recitò il suo leghe d'estensione, celebre per la
panegirico e ne scrisse la vita, in sua fecondità straordinaria, ed al
cui riferisce molti miracoli coi qua- nord ed all' est alte montagne, le

li Iddio rese piìi splendida la sua cui sommità talora sono coperte
apostolica missione ; ma la sua vi- di neve. Malaga è di forma circo-
ta, dice il santo padre, fu il mag- lare, cinta da un doppio muro,
giore de'suoi miracoli. S. Malachia da torri maestose con
fortificato
(u canonizzalo con una bolla di nove porte, e circondata da tre
Clen)ente III o Clemente iV, nel sobborghi. La piazza Mayor è or-
terzo anno del suo pontificato, la nata di una fontana di marmo di
quale è indirizzata al capitolo ge- bellissima esecuzione, dedicata dalla
nerale de' cistcrciensi. La sua festa repubblica di Genova a Carlo I,

si celebra a'3 novembre, ed ai 18 ossia Carlo V imperatore. Le case


maggio quella della sua traslazione sono quasi tutte altissime, e vi so-
ad Avignone, Falsamente gli si at- no alcuni edifìzi degni d' osserva-
tribuiscono le famose Profezie dei zione. La cattedrale è magnifica,
Pontefici [Fedì). poiché ha la facciala adorna di
MALAGA [Malacìlan). Città con colonne di marmo a colori diversi;
residenza vescovile della Spagna, r interno è diviso in tre grandi
capoluogo di provincia, nella Gra- navale, sostenute da pilastri ac-
nata, dalla quale è distante ven- coppiati a colonne corintie; vi si

tidue leghe e trent'otto da Cadice, distingue la cappella detta dell'In-


posta sul Mediterraneo in fondo carnazione, ricca di marmi di co-
della profonda baia del suo nome, lori variati e di ben eseguite scol-
all'imboccatuia del Guadalmedina. due superbi mausolei,
ture, oltre di
E pure residenza di un governato- l'uno di mar-
alabastro, l'altro di
re civile e militare^ di un inten- mo; rinchiude uno le spoglie di
dente di polizia, di un comandante Giuseppe di Molina, uno de' ve-
del genio, di un luogotenente del scovi benefattori di questa città ;

re e di un aiutante maggiore, di la torre della chiesa è alta più di


un capitano del porto e di un i5o piedi. L'episcopio è di otti-
amministratore principale delle fi- mo gusto; la dogana è spaziosa
nanze, dogane, poste e lotterie. e di un disegno nobile. Si osserva
Evvi un alcade maggiore per l'am- pure il teatro, e la bella pubblica
ministrazione della giustizia, delle passeggiata di Alameda, posta pres-
giunte di sanila e di fortificazioni so il porto, e adorna di eleganti
e difese, e di una guarnigione che edifìzi, non che decorala di statue
somministra i distaccamenti ai tre e di fontane. Vi sono cinque ospe-
presidii africani di Melilla , Penon dali, de' quali due uno militare,
de Velez ed AIhucemas. Vi è pu- orfanotrofi, una scuo-
un collegio,
re un deposilo di uomini condan- la di medicina e chirurgia, una di
nali ad essere deportati nei pre- pilotaggio una società economi-
,

:>idii. Questa città, in una situazio- ca ed altri slabih menti. 11 com-


38 MAL INI A L
mercio , r^uanlunque adesso privo la sua architettura, galleria di qui»
delle sue relazioni coli' America ine- dri, e vasti e bei giardini con get-
ridionnlc, è ancora considerabile, ti d'acqua. All'ovest della olila si

principalmente coli' Ingliillerra, O- vede un magnifico ponte acquedot-


landa, Amburgo ed Italia ; è di to, chiamato Mo-
oltre l'acfjuedotto
poco conto colla Francia. Consiste lina dalbenemerito costruttore (che
principalmente nel vino rinomato provvede la città di acque abbon-
di Malaga e di Ximenez : nella danti), che servirà a passare il

provincia vi si raccolgono più di Guadaijorce, ed a condurre a Ma-


trenta specie d'uva, con cui si fan- laga le acque della Sierra di Mijis
no quasi tre milioni di arrobe di col mezzo dell'acquedotto di Chur-
vino. Il porto offre un sicuro asi- riana.
lo contro i forti venti dell'est, che Si crede che i fenicii sieno stali
dominano all'ingresso dello stretto i fondatori di questa città, lun^o
di Gibilterra; grande e co-
esso è tempo prima della nascita di Ge-
modo, e dopo che si pervenne a sù Ciisto. Strabene, Plinio ed al-
sbarazzare l'ingresso dal banco sab- tri autori ne fanno di ciò menzio-
bioso che avrebbe finito a chiuder- ne, aggiungendo anzi il primo cho
lo del tutto, può ricevere anche le venne il nome dalla parola fé-,
una ventina di vascelli di linea di nicia malacliy che vuol dire sala-
alto bordo , e quattrocento legni re, perchè quivi facevasi un graa
mercantili; ma
o sia che il suolo trattico di pesce e carne salala.
si sollevi, o sia che il mare si ri- Deve essere stala molto ragguarde-
tiri, Malaga teme di rimanere un vole sotto romani, giudicando-
i

giorno senza porto. Vi si costrusse- si dagli avanzi dei superstiti n»a.


ro due piccoli moli , fra il gran numenti. Sopra un* altura all'est

molo in cui evvi un bel faro, e ove sta il castello moresco in ro-
la riviera Guadalmedina, distante vina, chiamato Gibrnlfaro, si tro-
l'uno dall'altro circa tremila tese: varono i rimasugli di capitelli e
un castello fortificato costruito da- intere colonne di marmo , che si

gli arabi sulla punta di una rupe, credono avere appartenuto ad uu


e molte batterie lo difendono. Il tempio fabbricato dai romani ; sca-
(anale del porto è a lumi mobili vando nel 17B9 fondamenti del- i

per guida de'naviganti durante la la dogana si scuoprì un gran nu-

notte. Tra i suoi uomini illustri mero di avanzi dì monumenti e


nomineremo d. Luigi Giuseppe di scolture, e specialmente una
Velasquez de Velasco, poeta ed bella statua di marmo bianco che
istorico. Gli abitanti ascendono a si prese per impe-
quella di una
circa 60,000, e sono attivi, indu- ratrice. La
occupa presso a
città
striosi, e di costumi dolci ; le don- poco lo stesso luogo dove sorgeva
ne passano per le più avvenenti l'antica Malaca. Questa città fu
della Spagna. I dintorni di Mala- tolta e ripresa ai mori dal re
ga sono coperti di belle case di Ferdinando V nel i4'^7* dopo una
campagna, di ameni giardini e di lunga ostinata resistenza ; e la ca-
luoghi di delizia. La casa dei con- duta di Malaga in potere de'cri-
ti di Villaleazar, chiamata El Re- stiani fu foriera della presa di
tiro, merita di essere osservata per Granata e suo regno, colla quale
MAL MAL 39
rimase nelle Spagne dislriilfa l'a- vacante. La cattedrale, splendido
raba possanza, ch'era durata circa e solido edifizio, è sotto il titolo
700 anni. I francesi se ne impa- dell'Annunziazione di Maria Vergi-
dionirono nel 18 io, e non l'ab- ne. Il capitolo si compone di otto
bandonarono che alla fine del 18 12. dignità, la prima delle quali è il

JNegii anni i8o3 e i8o4 questa decano, di dodici canonici colle pre-
città molto sofferse dalla febbre bende teologale e penitenziaria ,

gialla, flagello che quivi ricompar- di altrettanti beneficiati chiamati


ve anche nel 181 3 e 1821 ; ma porzionari, e di altri preti e chie-
una maggior vigilanza e cure più rici addetti al divino servizio. Nel-
attive lo rendettero allora meno la cattedrale vi è il fonte battesi-
funesto. male, essendo affidata la cura del-
La sede vescovile fu eretta nel le anime all'arciprete. Il magnifico
IV secolo, e dichiarata sotto la palazzo vescovile è prossimo alla
metropoli di Granata, quando que- cattedrale. Oltre di questa nella cit-
sta nel 1493 fu a tal grado ele- tà sonovi altre tre primarie chiese
vata da Alessandro VI, che nello parrocchiali, tutte suffraganee della
stesso tempo ripristinò il vescovato cattedrale, munite ognuna del bat-
di Malaga. Dipoi fu fatta suffVaga- tisterio. Vi sono ancora diveisi
nea dell'arcivescovo di Siviglia, co- monasteri e conventi di religiosi
me lo è ancora. Tra i suoi vesco- e di monache, alcune confraternite,
vi vi fu il celebre cardinal Albe- il seminario con circa sessanta a-
roni, consecrato da Benedetto XIII ;
lunni. La diocesi è ampia e con-
ma rinunziò nel dì seguente colla tenente molti luoghi. Ogni nuovo
pensione di duemila doppie. Gli ul- vescovo è tassato ne' libri della
timi vescovi di Malaga sono seguen- i cancelleria apostolica in fioiini 2 5oo,
ti.Emmanuele Ferrer-y-Figueredo in proporzione alla rendita della
di Granata, traslatato nel 785 da 1 mensa, ch'è di 60,000 reali chiamali
Zamora dal Papa Pio VI. Vincenzo di Vellon, gravata però di pensioni.
de la Madrid di Potes diocesi di MALAMOCCO, Mcthamaucum
Leon, fatto vescovo da Pio VII o Medoacus portus. Città vescovile
nel 1800 . Idelfonso Canedo et un tempo, ed ora borgo del re-
VigiI di Grullos diocesi d'Oviedo, gno lombardo-veneto, provincia e
da detto Papa preconizzalo nel distretto di Venezia, in un'isola al
1814. Emmanuele Martinez del- sud, più di due leghe distante da
l'ordine de' mercedari di Caldas Venezia, alla metà di una lunga
diocesi di da
Compostella, eletto e stretta lingua di terra rinchiusa
Leone XII nel i82 5. Questo Pon- fra l'Adriatico e le lagune, e tut-
tefice nel 1828 vi traslatò da Pa- ta coperta di fertili ortaglie, che
lencia Gio. Francesco Martinez Ca- danno eccellenti erbaggi e fra gli
stillon di Saragozza. 11 Pontefice altri prodotti squisiti meloni. Vi
Gregorio XVI nel concistoro de'29 erano tre chiese, una delle quali è
luglio i833 preconizzò in vescovo la parrocchia sussistente, e le sue
Giuseppe Gomez-y-Navar del ter- auliche e belle abitazioni ora più
l'ordine di s. Francesco, nato in non esistono. Alla estremità meri-
Antequera, definitore generale del dionale dell'isola stessa v'è il por-
suo ordine. Al presente la sede è to che prende il nome di por-
4o MAL MAL,
to di Malamocco uiìo de'cinque
, tà dello scorso secolo, sul progetto
porti che danno ingresso nelle la- del celebre Bernardino Zeiidrirri, co-
gune di Venezia, il migliore e il munemente dcnomiiiali Murazzi, e
solo praticabile dai legni di gros- che principiano oltre il porto di
sa essendo difeso da due
portala, Malamocco presso la chiesa di Pe-
torti. 11 canale per cui comuni- lestrina, seguitando (ino all'altro
ca con Venezia era stato chiuso porto di Cbioggiii ed olire quello.
nell'anno 1877 da grossi navi- Queste potenti barriere riparano
gli ripieni di pietre, che i vene- Venezia dai ribocchi e dalle onde
ziani vi avevano sommersi onde del mare. Elètto nel [800 Pio VII
arrestare i genovesi, nella famosa in Venezia, volendo poi recarsi per
guerra di Chioggia, eh' ebbe quel mare a Pesaro, a' 5 giugno s'im-
felice successo, che descrivemmo barcò sull'imperiale fregata la Bel-
nel voi. XXVIII, pag. 3o5 del Di- lona ; ma non essendo favorevoli i

zionario . V odierno Malamocco venti, dovè trattenersi alcuni giorni


incominciossi ad abitare nel XII al canale così detto Spignon. Andò
secolo, quando fu inghiottito dal su piccolo legno per suo diporto ad
mare il vecchio Malamocco, già osservare i sorprendenti murazzi di
residenza nel 74^ dei dogi del Pelestrina , ed ai g s' imbarcò nel-
principato veneto, e di un vescovo. la lancia della fregata col suo seguilo,
Ma quanto all'antico Malamocco, e si portò a Malamocco, ove fu rice-

cominciò ad essere abitato verso vuto alla riva dal nob. Zuanne Minio
la metà del V secolo dell* era giudice, dai deputali della comuni-
nostra, quando le popolazioni di tà ed altri pubblici impiegati, e
Aitino, di Padova e di Este fug- dall'arciprete e clero di quella chie-
girono le stragi de' barbari, ed i sa arcipretale. Fra le acclamazioni
furori dì Attila; quindi venne in- degli abitanti, il suono delle cam-
grandito nel Vii secolo. Malamoc- pane e il rimbombo de' cannoni,
co fu poscia rovinato dai franchi passò a visitar detta chiesa, quia-
neir 809, distrutto dal fuoco nel di il monastero delie monache a-
iio5, ed intieramente inghiottito gostiniane, che allora esisteva. Di
dal mare, in conseguenza d'un ter- là partito si trasferì alla canonica
remoto nel I I r, od anche prima.
I dell'arciprete, ove ammise tutti i no-
Fu allora, al dire dello storico Via- minati ed altri al bacio del piede.
nolli, che si rifabbricò colà presso in S'incamminò poscia alla chiesa del-
sito più eminente l' odierno Mala- la Beata Vergine di Marina, si-
mocco o Meta ma UGO, erigendo visi tuata in poca distanza, poscia si
la chiesa parrocchiale sotto il titolo imbarcò per restituirsi a bordo
di s. Maria Assunta. Questo luo- della fregata. Tre giorni il Ponte-
go è rimarcabile anco per i suoi fice si trattenne nel porto di Ma-
lidiche r arte seppe difende- lamocco, prima di riprender ma-
re dalla violenza del mare me- re. Tanto narra il Cancellieri nella'
diante grossi argini di terra, rive- Storia de' possessi, p. /[(jS.
stiti di pietra. Questa barriera ar- Allorché il regnante imperatore
tifiziale è diversa dai gran muri Ferdinando I, e l'imperatrice Ma-
di Pelestrina a guisa di argini, dal riaAnna onorarono Venezia nel
senato veneto edilicati circa la me- i838 di loro augusta presenza, al
MAL MAL 4i
i3 ollobre si recarono al porlo di te Francesco V
duca di Modena.
Miilamocco, seguiti dagli aiciduchi, Seguì la decorosa ceremonia, tra
dalle arciduchesse , e dalla corte mille voci di letizia e di gratitu-
imperiale. Avendo Timperatore or- dine, e tra lo strepilo delle arti-
dinato la bramata costruzione d'una glierie. Il tutto si racconta con
grande marmorea diga lunga metri diffusione dal benemerito patrio
2 I 22, colla spesa di oltre tre milioni ìstorico il eh. cav. Fabio Muli-
di lire austriache, a vantaggio del por- nelli, negli Annali delle provincie
to, per ridurlo a maggiore profon- venete^ a p. 4'^9 ^ seg.
dità e per togliere gli ostacoli che La sede vescovile di Malsmocco
lo facevano difficile ai legni mercan- ebbe origine nel 638. Aveva Ro-
tili carichi, e mantenerne il passag- tari re de'longobardi ordinato che
gio costantemente agevole e sicuro in ciascuna città vescovile vi fossero
ad utilità marina e del com-
della due vescovi, uno per i cattolici, l'al-
mercio, cangiando così il porto di tro per gli ariani. Berguardo, che
Venezia in uno de'più sicuri e mi- altri chiamano Tricidio, vescovo di
gliori del Mediterraneo, con immen- Padova, per non comunicare con uq
si vantaggi altresì dell'insigne città, vescovo ariano, abbandonò la sua
della quale opera se ne ottennero chiesa e ritirossi a Malamocco, ove
ormai felicissimi risultamenli, vol- stabilì nel 638 la sede vescovile,
le in detto giorno degnarsi por- coll'approvazione del sommo Pon-
re la prima pietra a tal grandiosa tefice. Questo nuovo vescovato fu
mole. 11 vescovo di Chioggia Anto- dichiarato suffraganeo del patriar-
nio Savorin assistito da due canoni- cato di ma dopo l'incen-
Gradoj
ci e dall' arcidiacono arciprete di dio iio5 venne la sede di
del
Malamocco, solennemente benedì la Malamocco trasferita a Chioggia.
prima pietra della diga, nel cui in- Il primo vescovo di Malamocco fu

cavo furono indi dall'imperatore col- il nominato Berguardo. Non si co-


locate la medaglia monumentale noscono i nomi de'suoi successori
coniata per memoria dell' avveni- per più di due secoli, cioè fino a
mento, sette monete d'oro e d'ar- Felice, il quale colla bolla, Quani
gento del regno lombardo-veneto ingrati et inhiirnani, data kal. de-
coniate in quell' anno, e la copia cembris 876, fu interdetto da Gio-
contenente il rogito di questa cere- vanni VITI per aver mancalo di
monia, sottoscritta da lui stesso, dal- rispello al patriarca di Grado suo
l'imperatrice, dagli arciduchi, e dai metropolitano. Leone successe a
ministri di stato. Quindi Ferdinan- Felice neir877, e ad esso Giovan-
do I pose la prima pietra nella ni Vili scrisse la lettera Ifniver-
radice della diga con tre colpi di sale tandenij sul concilio di Ba-
martello, colpi che furono ripetuti venna. Indi furono vescovi, Dome-
dall' imperatrice, due ne diede l'ar- nico arcidiacono della cattedrale
ciduca Francesco Carlo, ed uno di Malamocco, eletto nel 916, che
gli altri nove arciduchi, fra' ^uali dal doge Orso Particiaco o Parlecipa-
il vicciè del regno lombardo ve- * zio 11 fu spedito a Simone re de'bul-
neto Giuseppe Ranieri, il defunto gari per liberare il proprio figlio dal-

duca di Modena Francesco IV di la prigionia; Pietro che fiorì nel 960


gloriosa riaicmbrauza, ed d reguau. ed inlervenue al concilio di Kaveu-
4^1 MAL MAL
DB nel 967; Leone che sedeva in glolo, ma Enrico è il suo vero no-
questa calledia verso l'anno ioo5; me, e Ilio; il secondo fu Fe-
del
Doinciiico prete ddla chiesa olivo- lice, il terzo Domenico, il quarto
Jense, fu acclamalo vescovo dal Giovanni Faletro che viveva nel
clero e dal popolo nel 1046. En- 1162, il quinto Marino Ruibolo,
rico Giancarolo del 1060 definiti- che nel i 1
79 intervenne al conci-
vamente cedette alla chiesa parroc- lio gene4ale lateranense 111 aduna-
chiale di s. Maria Formosa di Vene- to da Alessandro HI Nel 11 83
zia una terra ed un orlo posti nel sito era vescovo Araldo: a questi il
dtttlo Celesti ina, nel dogado di Do- Papa Innocenzo 111 commise la

menico Contarini. Pei narrali disa- cognizione d' una causa dei canonici
stri dell'incendio e terremoto, o con- della cattedrale di Ferrara. L* XI
cussione di terra che produsse la vescovo fu Uberto abbate de'cisler-
inondazione di Malamocco, Enrico ciensi di Brondolo, consecralo dal
con permesso del principe e sena- patriarca di Grado nel 1284, in
lo veneto trasportò in Chioggia luogo di quelli che avea eletto il

(^edi) le reliquie cioè il corpo di capitolo, diviso in partiti. In sua


6. Pedice martire ed il .capo di s. morte invase la cattedra Leonardo
Fortunato ed altre, non che la &q- Faletro, ma Onorio IV nel 1287
de vescovile circa Tanno 1107, do- vi sostituì Stefano Besoni plebano
))o avere eretto in chiesa arcipre- di s. Samuele di Venezia. Nel i3i4
IhIc la chiesa di s. Maria del nuovo divenne vescovo il dottissimo do-
Malamocco, con arciprete per la cu- menicano fr. Ottonello, a cui nel
ra d'anime, e per memoria dell'an- i322 diede Giovanni XXll per suc-
tica sede_, conservandogli il titolo e cessore Andrea della nobile fami-
i diritti di arcidiacono del capitolo glia de' Dottori di Padova, che nel

di Chioggia. Slellmo Badoario Tu 1337 fu elevato a patriarca di


eletto nel 1107, e prestò il giura- Grado. Nel i375 fu fatto vescovo
mento di fedeltà nelle mani di Nicola Foscarini nobile veneto, cui
Giovanni Gradenigo patriarca di successe nel 1394 Silvestro, sotto
Grado, approvando i romani Pon- del quale s' incominciò la fabbrica
tefici la traslazione della sede ve- di una chiesa dedicata ai ss. Mat-
scovile a Chioggia, che pare pro- teo apostolo, Martino vescovo ed
priamente stabilita nel 11 io. Que- Antonio abbate. Benedetto Manfre-
sta è la serie de' vescovi di Mala- di canonico di Chioggia e cittadino
mocco che riportano i continuatori di essa, venne eletto nel \^i^', in-
dell' Ughelli, Italia sacra, tom. X, di succeduto dal concittadino Pa-
p. 1 3 [ e seg. Nel tom. V poi del- squalino Centoferri nel 1^11^ go-
la stessa opera a p. r343 e seg. vernando trentasei anni. Bernardo
egliprodusse la serie de' vescovi di Veneriodi P/rano vescovo nel 1487,
Chioggia successori, ed in supple- al cui tempo cominciò a risplende-

mento a quell'articolo ne indiche- re per miracoli un'immagine della


remo qui alcuni, ed altri merite- Beata Vergine situata nel littorale
"voli di menzione. presso la città, onde colle limosino
primo vescovo di Chioggia fu
Ji de' fedeli nel i5iv5 fu edificata la

Domenico, o Enrico come altri lo chiesa in cui si venera. 11 successore


cbiamauo, Grancarolo o Granca- Giovanni Tagliacozzi di Piraao, nel
, 5

MAL MAL 43
1 53.^ celebrò il sinodo per vantaggio capitolare e decano della cattedra-
<lt;l clero, ciò die pnr fece Alberto le ; compì gli abbellimenti di que-
Pasquali che nel r54i occupò il sta, e lasciò pii legati e memoria
suo luogo. Fr. Giacomo Naclanti onorata. Nel i66g fu fatto vesco-
fiorentino domenicano intervenne al vo Antonio Baldo veneto de'soma-
concilio di Trento^ lodato per mol- sebi, esimio teologo, che consagrò
te ragioni. Altro domenicano fu fr. la cattedrale e fece il magnifico
Marco Medici patrizio veronese pulpito. Stefano Rosata diocesano
faJto da Gregorio XI li
vescovo di Peleslrina, vescovo nel 1684, no-
nel iSyS, che qual teologo del ve- bilitò il coro de'canonici con bei
scovo di Ceneda si era recato al sedili e marmoreo pavimento^ eres-
concilio di Trento. Dopo di lui lo se due sarcofaghi, e fece l'orologio
stesso Papa nel i584 nominò a de- alla torre campanaria. Nel i6g6
gno successore Gabiiele Fiamma gli successe Antonio Grassi di Chiog-
vèneto, generale de' canonici rego- gia, degno pronipote de* lodati ve-
lari lateranensi, eloquentissimo ora- scovi e decano della cattedrale; or-
tore. Divotissimo della Beata Ver- nato delle più belle qualità_, aman*
gine, nel suo vescovato, ne
breve te de'poveri, lasciò beneficenze al
compì e magnificamente omo il tem- seminario. Clemente XI nel 171
pio, situato al lido del mare, che vi trasferì dalla chiesa di Tine
poi consacrò; egli è autore di quel- Giovanni Soffietti nobile di SciOj
le opere che registra 1' CJghelli. Nel chierico regolare minore, col quale
i585 Sisto V dichiarò vescovo fr. termina il catalogo dell' Ughelli
Massimiliano Beniamo di Godogno proseguito dalle annuali Notizie di
minor conventuale, dotto in ogni Roma. Gli ultimi vescovi di Chiog-
scienza, anch'egii stato con riputa- gia furono: nel 1795 Domenico
zione al concilio Tridentino. Il ve- Sceri man domenicano veneto, iras-
scovo Lorenzo Prezzato del i6or, lato da Caorle; nel 807 Giusep- 1

zelante propugnatore dell'immunità pe Maria Peruzzi canonico rego-


ecclesiastica^ eresse nella cattedrale lare veneto , traslato da Caor-
la dignità di arciprete, ed in essa le ; nel 1819 Giuseppe Manfrin
a sue spese edificò la cantoria. Bre- Provvedi veneto; nel i83o An-
vissimo fu il vescovato di fr. An- tonio Savorin di Torriglia dio»
f;elo Baroni domenicano veneto, in- cesi di Padova. Il Papa Grego-
signe dottore in teologia, succeden^ rio XVI nel concistoro de'34 gen-
dogli nel 1602 Bartolomeo Carto- naio 842, dichiarò vescovo l'at-
1

lari nobile veronese, lodato per le tuale monsignor Giacomo de' conti
sue virtù. Altro eccellente vescovo Foretti di Padova, di cui era ca-
fu Pietro Paolo Milotti vicentino, nonico decano della cattedrale.
generale de' canonici di s. Giorgio MALCO Dormiente (s.). F. Don-
in Alga, che nel 1619 fu sostitui- MiENTf (i sette ss.).

to da Pasquale Grassi di Chioggia, MALCO(s.), V. Prisco (s.).


raart.
che rifabbricò la cattedrale e fu MALCONCI NI
Grisogono, Car-
zelante della disciplina ecclesiastica, dinale. Grisogono o Costantino Mal-
11 di lui fratello Francesco nel condini da Pasquale 11 del 1099
,

1640 occupò la cattedra, essendo tu creato cardinale diacono di san


Stato suo vicario generale e poi Nicolò ÌQ Carcere, trovossi presen-
44 MAL MAL
le ai comizi di Gelasio II e Cali- gesuiti di Roma e di Rouen. La
sto II, il primo tìe'quali lo decorò principale delle sue opere stampa-
il«;lle cariche di cancelliere e biblio- te è il Commentario sui quattro
tecario della sunta romana Chiesa, evangeli, eccellente lavoro. Com-
che esercitò ancora nel pontifica- mentario sui profeti di Geremia,
to del successore , sotto il quale Baruch^ Ezechiele e Daniele, colla
sembra che morisse, per cui il Car- spiegazione del salmo 109. Trat-
della non conviene col Torrigio che tato della fede. Commentari sui
lo dice intervenuto ai comizi di principali libri dell'antico Testa-
Celestino IL mento. Degli "angeli e dei demoni.
MALDONATO o MALDONA- Trattati sui sagramenti; ma i ge-
DO Giovanni. Nacque a Las Casas suiti nel catalogo degli scrittori della
de la Reina, piccolo villaggio di società non convengono pienamente
Spagna. In Salamanca fece i suoi che siano del p. Maldonato. Lette-
sludi sotto il domenicano Solo ed re e discorsi ed altri trattati . Il

il gesuita Solet, e quindi egli v'in- Liher hebraicaruni lectionum, le

segnò la lingua greca, la filosofia dispule sul mistero della Trinità,


e la teologia, e recatosi in Roma un libro sulle cerimonie in gene-
entrò nella compagnia di Gesù nel rale e su quelle della messa in
i562. Nell'anno seguente passò a particolare, e molle altre opere, so-
Parigi e v'insegnò filosofia con una no mss. che lasciò. Maldonato fu
i

riputazione straordinaria e grandis- molto versato nella letteratura pro-


simo concorso di scolari. Gli stessi fana, de* padri e de' teologi ; cono-
protestanti per meraviglia si por- sceva bene il greco, l'ebraico, il
tavano ad udirlo, ed egli ebbe la latino, I protestanti ancora, sebbe-
sorte di convertirne molti, così a ne uno de' loro più potenti oppo-
Poitiers, a Bourges, Lorena ed in sitori, resero giustizia al me-
suo
altrove. Ritornato a Pangi vi con- rito, e Casaubono lo chiamò ho-
tinuò le sue lezioni di teologia, ed miiitni docLum, et siiie controver-
ebbe a soflrire opposizioni per par- sia acerrimi ingenii. Abbiamo in-

te dell' università e della facoltà Martino Codognat


oltre di ; Suni-
teologica, che l'accusarono di eresia mula Joannis Maldonati, cuilibet
perchè sosteneva non essere di fe- sacerdoti confessiones poenitentiam
de che la Beata Vergine fosse sta- audienti scita perulilis. Ma la con-
ta concepita senza peccalo : Vedi gregazione dell'indice con decreto
Concezione Immacolata. Pietro di de' 16 dicembre i6o5 dichiarò:
Gondy vescovo di Parigi pronun- Quae tante n falso Joanni Maldo'
ciò una sentenza d' assoluzione in nato tribuitnr.
suo favore il 17 gennaio iSyS. MALEBRANCHE Nicola. Nac-
Maldonato ritirossi a Bourges, da que in i638, ed ivi en-
Parigi nel
dove recossi a Roma, chiamatovi trò nella congregazione dell' orato-
da Gregorio XIll, per ivi attende- rio nel 1660. Applicossi prima al-
re all'edizione della Bibbia greca lo studio delle lingue e della sto-
dei settanta. Ivi morì nel i583 ria, poscia a quello della filosofìa,
lasciando molte opere, delle quali e pubblicò nel 1678 il primo vo-
alcune furono stampate in seguito, lume dell'opera intitolata : La ri-

e le altre mss. limasero presso i cerca della vcrilài Quest'opera fece


,

MAL MAL /p
conoscere la forza del suo genio, e MALEDIZIONE, Tmpeecaìione ,

gli acquistò fama di uno de* più MaledictiOj ImprecaiiOj Execratio.


gran filosofi del suo secolo. Nel Augurio, desiderio che si fa contro
1617 pubblicò le sue conversazioni alcuno perchè gli succeda qualche
cristiane, e un dialogo dove tratta male, o contro se medesimo, ed an-
in modo facile e intelligibile delle che pregare il male a danno di
sublimi verità della religione. Egli chicchessia. La parola maledizione
si dedicò poscia alle questioni sulla ha tre sensi mandare il male
:

grazia, pretendendo di mettere in prenunziare il male, pregare o sia


accordo le discrepanze dei teologi augurare il male. Dio pronunciò
sopra tale argomento. Arnaud at- sino dal principio del mondo la sua
taccò vivamente il sistema del p. maledizione contro il serpente che
Malebranche, e questi scrisse varie sedusse Eva, e contro la terra. Noè
difese. Di lui abbiamo ancora un maledisse Canaan suo nipote. Mosè
trattato di morale, ed un altro ordinò agl'israeliti di pronunziare
sull'amor di Dio; alcuni tratteni- maledizioni contro i violatori della
menti sulla metafisica e sulla re- legge. Dio promise ad Àbramo che
ligione, ed altri sulla morale ; me- quelli che lo avessero benedetto,
ditazioni cristiane e metafìsiche ;
sarebbero stati benedetti ; e male-
meditazioni per disporsi all'umilia detti quelli che avessero ardito di
ed alla penitenza, con alcune con- maledirlo. In alcuni luoghi della
siderazioni di pietà per tutti i gior- Scrittura sacra, e in particolare nel
ni della settimana ; dialogo tra un Deuteronomio, si leggono terribili

cristiano ed un filosofo cinese sulla maledizioni e minaccie, ordinate ad


natura di Dio, ed altre opeie. atterrire il popolo, perchè non tias-
Morì ai i3 ottobre 1715. La gredisse la divina legge, e non in-

profonda ed altre belle


dottrina corresse nel gravissimo peccato del-
qualità sono le lodi che gli danno l' idolatria. Nel libro de' Numeri si
j suoi biografi. Però lìeWIndex libr. accumulano maledizioni sopra l'ac-
prohib. sono registrate le seguenti qua della gelosia, le quali poi ve-
sue opere. Traile de la nature et nivano a cadere sulla donna che
de la grace. Idem derniere édit'wii : avesse commesso adulterio. Giosuè
aiigmentée de plusieurs éclaircisse- maledisse colui che rifabbricherà
mens. Lettres touchant celles de Gerico. Gesù Cristo maledì la pian-
M.r Arnauld. Défense de Vaucteur ta di fico, perchè cercandone i frutti
de la Recherche de la virile coni re non trovò che foglie, e subito si

Vaccusation, de M.r de la P'ille. seccò.Sapeva egli bene che era


Lettres à un de ses amisj dans Ics la stagione in cui invece del
quelles il répoud aux Eéflexious frutto non poteva trovare che fron-
philosophiques et iJiéologiques de de; ma con tale azione volle ac-
M.r Arnauld sur le Traile de la cennare misteriosamente la ripro-
nature et de la grace. De in qui- vazione della sinagoga e del popolo
renda ventate libri seXj in quibus ebreo, che non avea i frutti che
mentis humanae natura disquiri- doveva possedere, di fede sincera ed
tur. Entretiens sur la metaphysi- incorrotta, e di opere buone. La
que et sur la religion. Traile de maledizione dipende soltanto da Dio,
morale^ première panie. ucl senso di mandare il male, e se
,

46 MAL MAL
in tal senso la pronunziò Geremia sone che meritano una particolare
quando disse: Malediclus homo (fui venerazione , come superiori , o i

confidit in hominem la pronunziò co- (piando esse producono scandalo


inè sacerdote e ministro immedia- come quelle dei padri e delle ma-
lo di Dio, e si protestò innanzi dri che le insegnano ai figli col lo-
haec dìcil Domiiius. Elia maledl ro esen)pio, O allorché esse sono
quelli ch'erano andati per catturar- accompagnate da notabili escande-
lo, ed Eliseo i fanciulli che lo de- scenze. Fuori di queste circostanze
ridevano, ed ebbe il suo efletto e ed altre simili, la maledizione non
fu giusta, perchè derivò ex fusto è che peccato veniale, e spesso è
perchè l'ingiuria fat-
religioni^ zelo, aftalto innocente. Dagli antichi scrit-
ta ai due profeti redundabat iti tori si raccoglie, che vi avevano
Deuin. La maledizione non è dun- maledizioni che potevano in alcun
que sempre illecita, né un peccato caso le leggi gittare o applicare
per se medesima, ma diventa tale alle persone. In appresso la male-
in ragione dell' oggetto, del fine o dizione pigliossi ancora in Italia
delle altre circostanze che l'accom- per mala influenza, e talora per
pagnano. Pronunciare delle male- esorcismo contro il demonio. Gli
dizioni contro Dio, o contro le crea- anatemi e le maledizioni lanciate
ture, qualunque esse sieno, in quan- per legge contro quelli che osava-
to che sono l'opera di Dio, è un no violare i pattio gli articoli di
peccato mortale e una bestemmia. cui si era convenuto ne' pubblici
Pronunciarne di considerabili con- trattati, trovausi sino nella più re-
tro sé stesso, o contro il prossimo, mota F. Esorcismo, A-
antichità.
coll'intenzione che avvenga il ma- N ATEMA, Bestemmia, Magia. Il Me-
le notabile che auguriamo a noi nochio nel t. II, p. Syy delle Stao'
medesimi o aglipure unaltri, è re dichiara : quanto si debba te-
peccato mortale. Ma se il male che mere la maledizione del padre e
si desidera non è considerabile o , della madre
provandolo con un
,

se essendolo, non si ha intenzione notabile esempio riferito da s. Ago-


che avvenga, ovvero se si proferi- stino.
sce la maledizione per ischerzo sol- I pagani stessi avevano ricorso
tanto, o con precipitazione, e senza alle maledizioni per impedire la

una sufficiente deliberazione, il pec- violazione delle tombe, o anche


cato allora non è che veniale. Lo l'infrazione de' palli o de* trattali.
stesso avviene quando si maledi- I romani solevano scagliare delle
cono delle creature irragionevoli, maledizioni contro i cadaveri dei
senza che queste maledizioni pos- scellerati , allorché li giudicavano
sano essere di pregiudizio al pros- per le loro nefande azioni in odio
simo; ma se esse gli apportano un agli Dei; dichiaravano infame e fu-
pregiudizio considerabile, come quan- nesta per sempre la loro memoria,
do si augura la morte di un ca* ed auguravano alle anime loro l'e-
vallo o l'incendio di una casa, al- terno bando dagli elisi, le perpe^
lora divengono mortali. Così dicasi tue pene, e le interminabili tortu-
quando le maledizioni, benché sol- re dell'Erebo. Perciò pregavano i

tanto verbali, e senza intenzione giudici infernali che li condannassero


che si verifichino, cadono sopra per- ad sedes iuipias, cioè ad abitare nel-
MAL MAL 47
J' inferno tra i malvagi. La tbrmola anatemi degeneravano in semplici
di questa solenne inaprecazione era formole , che si dicevano di stile
la seguente : Terìam matrem vosqiie della curia. Quel carattere credesi
Deos inferos precamiiì\ ut N. N. ad ancor più fortemente impresso nel-
sedes impìas damnetis. Gli ebrei le scomuniche dall' YIII al IX se-

maledicendo, spargevano all'aria o colo ; e si riconosce sensibilmente


scuotevano la polvere. Delle male- che le cagioni degli anatemi anda-
dizioni gli antichi cristiani ne fe- vano ravvicinandosi maggiormen-
cero grandissimo uso, e per la mag- te alle forme invariabili che poi
gior parte ne presero le formole furono stabilite ne' secoli XI e
ne' libri santi. Quelle maledizioni XII. Le maledizioni veggonsi nel
o imprecazioni erano ordinariamen- modo più terribile accumulate le

te terminate colla parola fìat o con une su le altre sino a s. Gre-


queJla di amen più volte ripetuta. gorio VII ( Vedi), che in grim
Col tempo però degenerarono quel- parte le soppresse. Delle benedizio-
le maledizioni , o si canibiarono ni date dai Pontefici contro le cose
nelle Scomwnche ( Vedi) che non nocive, ne parlammo nel voi. V, p.
solamente a cagione delle circostan- 77 del Dizionario.
ze de' tempi scagliarono in qual- Riporteremo qualche formola di
che secolo alcun Papa e i vescovi, maledizione, estratta dal Mabillon,
ma ancora alcuni monaci, e persi- De re diplomatica, cap. Vili, n.
no alcuni laici credevansi in diritto 12 e 17; cap. IX, n. 9; dal Ba-
di lanciarle contro coloro che at- ronio, Annal. eccl. t. XII ; e dal
taccavano i loro possedimenti o i Rinaldi, Annal. eccl. t. II; delle
documenti loro. Siffatte maledizio- quali servironsi promiscuamente i

ni, imprecazioni e minaccie si rin- Papi, i vescovi, gli abbati ed prin- i

vengono nelle bolle de' Papi a di- cipi , sebbene con quell' iscambio
fesa de* privilegi e delle proprietà di espressioni eh' esigeano la quali-
de* monasteri, de' conventi e delle tà del delitto e delle persone, e le
chiese , non che a sostegno ed a circostanze più o meno aggravanti.
tutela dei diritti pontificii. Il Ri- Si possono consultare anche in pro-
naldi all'anno 5 14, num. 24, parla posito le formole di Marcolfo lil>.
delle maledizioni e benedizioni di II, riportate dal Baluzio nel t. Il,

s. Remigio verso i re di Francia Capitidaria regum Francorum; e


buoni e cattivi. I greci non fecero il Diurno de' Pontefici romani.- I
meno uso delle maledizioni che i Regesti delle bolle di Urbano VI
latini, e se ne trovano frequenti gli del 1378, e dell'antipapa Clemen-
esempi ne' loro atti pubblici e pri- te VII insorto contro di lui, pre-
vati. Nei primi secoli Papi nelle i sentano tali maledizioni dell'uno con-
loro bolle, nei privilegi che accor- tro l'altro scambievolmente scaglia-
davano, o nelle grazie che conce- te che n'ebbe ad altamente gri-
,

devano, fecero uso d' imprecazioni dare il Muratori, riprovando quel-


contro coloro che vi si opporreb- l'uso comune a que' tempi del la-
bero, e di benedizioni per coloro grimevole e grande scisma d'occi-
che avrebbero favoreggiati i loro dente, e agii antecedenti, e così po-
disegni. Si vede però nel VI seco- co conforme alla carità e ai senti-
lo, o almeno nel YJI, che quegli menti di mansuetudine, che ci sono
-,.

4B MAL MAL
inculcati dal nostro Redentore. Che postolorum auctoritate decernimus,
che ne sia, a terrore degl' invasori nulli quoquo modo licere au-
delle proprietà ecclesiastiche, e dei ferre, ncque quo(juo modo aliena-
falsari e corrompitori de* diplomi re usurpare, ac fraudare. Si
e delle bolle, e contro i conculca- quis aulem, etc sciat se Do-
tori delle leggi civili ed ecclesiasti- mini nostri Jesu Christi atque b.
che, Fulminavano anatemi, s'im-
si Petri principis apostolorum aucto-
precavano maledizioni, si minaccia- ritate, insolubili anathematis vin-
va il giudizio di Dio subito da Da- colo innodatum esse,et a regno
tan, Core ed Abiron ingoiati vivi Dei alienatum contrarios sibi sen-
:

dalla terra; e ad incutere maggior tiens omnes eosdem sanctos mar-


spavento, aggiungevasi dovessero a- tyres, et confessores , et virgines
ver essi parte nell'eterna dannazio- Christi, et cum ipsis ante tribunal
ne, cum Satana ejusque pompisj et Dei omnipotentis in tremenda exa-
proditote Juda. Papa s. Grego-
Il minis die judicii debeat cum eisdem
rio 1 Magno del Sgo, nella costi- sanctis facere rationes. Ipsum enim
tuzione o privilegio conceduto al- judicare peto, qui est retri butor o-
l'ospedale di Aulun, scriveva : « Si mnium, prò cujus laude haec nos
quis vero regum, sacerdotum, ju- constituisse dignoscimus, ut iram
dicum, personarumque saecularium suae polentiae omnibus hujus no-
liane constitutionis paginam agno- stri apostolici consti luti transgres
scens, contra eam venire tenta ve- sionibus inferat, et insanabili ultio-
rit, potestatis honorisque sui di- nis vulnere percutiat cunctos, qui
gnitate careat, reumque se divino praedictum nostrum monasterium
judicio existere de perpetrata ini- laedere, vel quidquam ex omni-
quitate cognoscat .... Et nisi di- bus ei pertinentibus abstollere prae-
gna poenitentia illicite acta defle- sumpserint; ut sit vita eorum la-
"verit,a sacratissimo corpore et san- boriosa, et pessima, nimisque lu-
guine Dei et Domini nostri Re- gubris ; atque languentes deficiant,
demptoris Jesu Christi alienus fiat, et suorum minime consequantur
atque in aeterno examine districtae nisi veniam delictorum,
resipuerint
ultioni subjaceat". Il Pontefice s. sententiam sumentes Ananiae et
Paolo I del 757 nella costituzione Saphyrae, qui mendacii noxae, in-
o privilegio a favore del monaste- septi ante pedes apostolorum ex-
ro de' ss. Pontefici Stefano I mar- piraverunt. Gontingatque eis sicut
tire, e Silvestro I confessore, pro- Dalhan et Abiron, quosaperiens ter-
nunciò minacce e inQisse terribili ra OS suum, vivos deglutì vi t. Et
anatemi. Questo documento è ri- cum diabolo ejusque atrocissimis et
portato dalBaronio, loco citato, p. teterrimis pompis, atque cum Juda
659. *> Unde et sub terrìbilis et traditore Domini nostri Jesu Chri-
tremenda futura cavemus die ad- sti, et omnibus impiis deputati in
ventus magni Domini nostri Jesu tartareo igne, et inextinguibili in-
Christi, in qua judicaturus vivos et cendio, et in voragine chaos de-
mortuos, et saeculum per ignem, mersi cremenlur in aeternum
,
'

etiam et maximis sub anathemalis Gregorio IX del 1227, nell' epist.


interdictionibus, Domini nostri Je- 46 riportata dal Rinaldi, t. Il, p.
su Christi, et b. Petri principis a- II, pronunziò scomunica ed anate-
MAL MAL 49
ma contro vari eretici e Federico so. Gli ebrei caricavano di impre-
Il imperatore >* ex parte Dei omni- cazioni il becco Azazel avanti di
polentis Palris, et Filii, et Spiritus mandarlo nel deserto, ove doveva
Sanati, auctorilate quoque beatorum essere precipitato Questo becco .

apostolorum Petri et Pauli et no- chiamato pure capro-emissario met-


stra ". . . . Altri esenapì si possono tevasi in libertà nel giorno della
leggere in molti articoli di questo solenne Espiazione ( Vedi) presso
Dizionario^ nelle biografìe de' Pa- gli ebrei. Alcuni interpreti pensaro-

pi, come di s. Gregorio VII, In- no che Azazel o Azael fosse il no-
nocenzo IH, Innocenzo IV, ec. E me del demonio, e che rilasciato
sono poi Soliti Pontefici di prov- i il capro nel modo detto al citato
vedere alla conservazione delle loro articolo, riputavasi dato in potere
bolle, e alla esecuzione delle gra- del nemico di nostra eterna salute.
zie e privilegi accordati colla se- Secondo il comandamento di Mosè,
guente formola, che dà termine alle una donna accusata dal marito d'in-
stesse bolle. *» Nulli ergo omnino fedeltà, beveva dell'acqua detta di
hominuni liceat hanc paginam no- gelosia, sulla quale il sacerdote avea
strae ( concessionis, confìrmationis) da prima pronunziato alcune im-
infringere, vel ausu temerario con-
ei precazioni. I greci vendica vansi so-
traire. Si quis autem hoc attem- vente per mezzo d'imprecazioni dei
ptare praesumpserit, indignationem loro tiranni o dei nemici dello stato.
omnipotenlis Dei, et bb. Petri et Alcibiade subì quella pena per aver
Pauli apostolorum ejus se noverit mutilato le statue di Mercurio e
incursurum ". profanati i misteri di Cerere. 11 se-
Imprecazione, dalla parola latina nato di Atene decretò imprecazioni
imprecor^ si prende qualche volta contro Pisistrato, sotto
il cui giogo
in buon senso nella Scrittura, pei la repubblicaavea dovuto gemere
buoni augui*ii ed i voti favorevoli, per qualche tempo. Cosi gli Anfi-
raa pili di sovente pei cattivi. Le zioni per mezzo di una violenta
imprecazioni sparse ne'iibri sacri de- imprecazione contro medesimi, essi

^ -vono intendersi in uno de' quattro che equivalere poteva ad un giu-


significati che seguono, aftinché non ramento, obbligaronsi d' impedire
* -siano contrarie all'amore del pros- la coltivazione delle terre dei circi
simo. 11 primo significato è di con- e degli acragallidi, i quali spogliato
siderarle tome predizioni di ciò che avevano il tempio di Delfo. Nelle
deve accadere. Il secondo è di pren- imprecazioni, le furie e le altre di-
derle come augurii della conveKj-io- vinità che presiedevano alla vendet-
ne dei cattivi, per mezzo de'castighi ta, erano con preferenza invocale,
e delle che loro
afflizioni salutari ed i colpevoli che ad esse erano
si desiderano, locchè è permesso. Nel stati addetti con voto, sbanditi era-
terzo significato esprimono lo zelo no dalla società. Essi non parteci-
per la divina giustizia contro i pec- pavano più alle aspersioni, ne più
catori indurili ; e nel quarto non potevano fare ne' templi alcuna li-

già l'odio, ma l'orrore pei loro bazione. Espulsi dalla loro patria,
peccati. L'origine deMe imprecazio- proscritto era il loro nome anco
ni tempi più rimoli, e la
risale ai dopo la morte, a meno che otte-
credulità de^popoli ne autorizzò Tu- nuta non avessero una riabililaziot
VOI,. XLH.
5n MAI. ^\ AL
ne, la 4u;We consisteva nel sacri- orrende, con fanatismo lurono ùxl"
fizio di alcune vittime in ono- te anco da alfic ri.izif.ni.

re degli che invocati si c-


dei, MALEFl/JO. Ulnlcflcìum, fasci,
rario nelle imprecazioni, implo- num^ fnscmntio. 1) malefizio è una
rando il loro soccoi'so; ma da que- superslizìone ed una sporie di Ma-
sta grazia erano totalmente esclusi gia (
Fedi), per n»e7Zo delia quale si
i parricidi, gli omicidi e gli assas- procura del mnle al prossimo nella
sini. Dalla Grecia passò r8:so delle sua persona o nelle sue sostanze,
imprecazioni pubbliche anche a'ro- impiegando il soi^oorso «lei Demo-
mani; furono introdotte a Ro-
esse nio Fedi); Vi .sono due sorta di
(

ma sino dal piincipio della repub- nmlefiy.i; V uno serve ad infondere


blica, e vi si mantennero in uso si- l'amor profano, l'altro a nuocere al
no alla fine. A^ulerio Pubblicola con- prossimo procurandogli la inorfe, la
sacrò agli dei infernali la vita e i Oìalattia, o altri spiacevoli avveni-

beni di chiunque aspirasse alla so- menti. Entrambi questi malefizi so-
vranità. Crasso avendo fatto aggra- no peccati mortali di loro natura,
dire a Pompeo il disegno che con- giacche sono contrari alla giustizia
cepito avea d'invadere la regione ed alla religione a motivo del pat-
dei parli, malgrado la resistenza demonio. Ne segue perciò, che
to col

opposta dai pontefici, il tribuno non si possono mai as.solvere quelli


Ateio collocò nel suo passaggio che se ne servono, a meno ch'essi
un braciere con carboni ardenti, abbiano troncato ogni commercio
sul quale gettò alcimi profumi, pro- col demonio, e abbruciati i titoli

nunziando al tempo istesso una e gl'istromenli della loro colpevole


spaventevole imprecazione. Le im- arte. È permesso per dissipare un
precazioni degne
tuttavia, che piti malefizio d'impiegare rimedi na- i

furono di osservazione, e che mag- turali, come i semplici e cose simi-


f^iormente alimentarono la credu- li, ed i rimedi soprannaturali, co-
il là dei popoli, furono quelle dei me la confessione, comunione, l'ac-

padri contro i loro figliuoli. Quel- qua benedetta , le reliquie, i segni


la di Edipo riuscì troppo fune- della croce,ec; ma non è permes-
sta a Eteocle e Polinice per poter so domandare ad un fattucchiere
essere scordata; e noto è che quel- Mago o Stréga ( Fedi) la distru- ^

la diTeseo costò la vita ad Ippolito zione di un malefizio, giacche que*


ed a Teseo stesso. Le imprecazioni sto sarebbe un Cvooperare ad una
furono adoperate anche fra i galli; azione intrinsecamente cattiva; cioè
ma il pronunziarle non appartene- a 11 'it» vocazione espressa o tacrta del
-va se non clve ai druidi , e la dis- demonio per distruggeie il malefi-
obbedienza alle loro decisioni era, zio. Si può soltanto cliiedergli che

al dire di Cesare, il caso piìi fre- distrugga il malefizio con un mezzo


quente in cui le imprecazioni si a- lecito. Si possono anche abbrucia-
doperavano. Vi furono ancora ese- re i segni del malefizio, come cor-
crazioni contro i violatoli de' se- doncini, immagini, capelli, ec; an-
polcri, usate negli epilalli sì genti- zi si è in obbligo di farlo, perchè
leschi che cristiani, e ne parla il ciò è necessario onde rompere ogni
Fabretti, Inscr. XI li, cap. 2. Otu- patto col demonio, e per impedir-
ranicnU {Fedi) ed imprecazioni gli di nuocere, mcutre questa distra-
UAL MAL 5c
rione de' segni del malefi/io nun cune antipatiche, puerilmente si
porta seco alcun commercio col de- credono portare pregiudizio e nuo-
monio, f . Esorcismo. Il deliUo cere ; così gì' invidiosi , i maldi-
del malefÌ7Ìo pigliossi sovente per centi, e sififatta genie si erede pro-
malia onde si disse maiofìcialo un
,
vocatrice di disgrazie e di feno-
ammalialo, e malefico colui che cre- meni: danno certamente lo recano
devasi poter nuocere altrui con ar- se le loro calunnie trovano cre-
ti diaboliche. Malia, sono propria- denza . Da alcuno si chiamano
mente l^^arole magiche, cui si at- jellalori, e jellatura gì' ignoti a-
tribuisce la virtù di produne ef- genli de' loro malefici influssi. A
fetti meravigliosi e soprannaturali : questi si vuole attribuire il po-
però la malia è distinta dall'incan- tere di altra versare le cose di
tesimo, perchè rpiesto si faceva col chi prendono a jattare, producen-
canto e coli' aiuto del demonio, do sconcerti e pregiudizievoli con-
benché spesso si è confuso l'una col- seguenze. Quelli che credono al-
l'altro. Dicesi fascinazione il male la danno
superstiziosa jellatura le
de' piccoli fanciulli, che proviene una gran potenza, la chiamano fa-
dal vedere oggetti a loro spavente- tale ed orrenda, e ne stabiliscono
voli, che altjiu)enti si dice male moki distintivi per evitarla e pre-
d' occhio , e pigliasi anclie per ogni servarsene. Diversi autori ne scris-
sorte di malia, a che assai ere- sero a favore, come Nicola Vallet-
devatio un tempo e meno oggi- ta alla sua Cicalata sul fascino
dì le donnicciuole. Nel Diziona- detto volgarmente jcttatiira, il qua-
710 ntilologìco, air articolo y^Jfa- le divise la jellatura in patente
scinatnento si legge , che le don- ed occulta, morale e fìsica. In Na-
ne more che abitano nel deserto poli stampò si tale libro, ed ivi
di Zara in Africa, s'immaginano pure nel 1788 si stampò di Fio-
che sienvi delle persone il di cui renio Salaminio, Capricci sulla
semplice sguardo nuoca ai loro jcttatiira. Questi ed altri insegna-
fanciulli, cagioniloro la morte o no i tanti preservativi contro la jet-
qualche pericolosa malattia. Questa latura, chiamano parajettatu-
e li

idea superstiziosa, famigliare agli re, quasi altrettanti parafulmini. Ta-


antichi romani, trovasi ancora in li pretesi preservativi .sono princi-
Europa presso i moderni. 11 dotto palmente l'erbe artemisia, la mille
cav. Michele Ardili stampò in Na- foglie, l'ortica, là ruta; i ri tagfi del-
poli nel 182 5: Il fascino e Va- le unghie incorporate colla cera ;

mulelo dfgli antichi. i nocciuoli del dattilo; il diamante


Gli scrillori moderni si sforzano legato sulla carne al braccio sini-
togliere qualunque credito ai ma- stro ; il mostrare i denti; il canto;
lefizi o agli incantesimi, e dichiara- e forse più di tutti il corno, per
^^ no falsissimo che l'occhio, ed il cui questo espone nelle case, nel-
si

^i male occhio o cattivo occhio, ed le botteghe, si porla in dosso negli


occhio malefico sia stalo antica- ornamenti, quindi si fanno le cor-
menle riguardato da tutti come na colle dita indice e piccolo, ov-
l'organo del malefizio. Sotto l'em- vero si pone il pollice ritto ^otto
blema dell'occhio s'intendono cer- l'indice. I savi e gli ecclesiastici
te persone che rilenendosi da al- non mancarono colla voce e co-
52 MAL MAL
gli scrini di riprovare il potere della chezze. I demonografi contano mol-
jettatura^ e quello dei supposti pre- te altre specie di fascinazione, come
dicendo essere veramente
servativi, i filtri, le legature; gl'incantesimi
umiliante per un cristiano, e de- che si danno
una bevanda o in
in
gradante per qualunque persona una vivanda, quelli che si fanno
civilizzata, e molto più in questo per mezzo del fiiUo o della insuf-
decantato secolo di lumi, il conti- flazione ossia trasmissione del pro-
nuare a credervi e seguire tante prio fiato in altrui, ec; delle qua-
follie. li però si dice che la maggior par-
Tra le diverse specie di malefl- te debbono riferirsi ai veleni, cioè
lì avvi anco la legatura o l'incan- all' azione naturale di alcune so-
tesimo dei maritati; è questo un stanze velenose. 11 filtro propria-
inalefìzio con cui si pretende che mente d'una malia o fattura
dicesi
s'impedisca altrui la consumazione fatta per via di beveraggio, o altra
del matrimonio. Anche il p. Le droga, che si supponeva ne'tempi
Brun , nella sua Storia crìtica del- d'ignoranza avere virtù d' indurre
ie pratiche superstiziose , dice che ad amare.
\i fossero dei fascinatori de 'matri- MALESECo MALOSICCO Gui-
moni. La Chiesa l'ha sempre ripro- DO, Cardinale. Guido de Mal esce
vato, dal che ne deriva che tutti o Malosicco o Malassiete, feudo
ì prescrivono preghiere e
rituali della nobilissima sua casa, nella
benedizioni contro questa sorte di diocesi di Toul, o come altri di-
malefìzi, e fulminano anatema con- cono de' signori o Ca-
di Chaliis
tro quelli che li fanno. I soli mezzi stroluce, consanguineo del Papa Gre-
permessi per distruggere la legatura gorio XI, dottore in gius canonico,
o l'incantamento dei maritati, sono uomo per virtù e dottrina chiaris-
l'uso dei sacramenti della penitenza simo , fu arcidiacono di Corbara
e dell'Eucaristia, le preghiere, i di- nella chiesa di JVarbona, accolito
giuni, gli esorcismi, e simili. La e cappellano pontificio, nel 187 (

Chiesa inoltre vietò 1'


uso degli A- fatto vescovo di Lode ve, donde
miileti (J^edi) che gli antichi re- nell'anno seguente fu successiva-
putavano preservativo contro le ma- mente trasferito alle chiese di Bé-
lattie e i malefìzi ; come pure proi- ziers e di Poitiers coll'amministra-
bì le Filalterie { Fedi). Si sparse- zione ciré ne ottenne. Inoltre il

ro nel Levante ed anche sulle co- medesimo Papa a' 2 dicembre 1

ste dell'Adriatico alcune femmine 1875 lo creò cardinale prete del


greche, reputate dagl'ignoranti ma- titolo di s. Croce in Gerusalemme.
liarde, le qualicon erbe secche, e Nello scisma dell'antipapa Clemen-
con una specie di filatterii o stri- te VII ne seguì le parti abbando*
sele di pergamene scritte con ca- nando Urbano VI. 11 pseudo Pon-
ratteri greci, vantavansi di operare tefice lo spedì in Inghilterra al re
cose straordinarie, e specialmente Riccardo II, a fine di guadagnarlo
di eccitare e mantenere passioni al suo partito, ma indarno, e poi
amorose, cosiccbè l'amante non po- nelle Fiandre e nel Biabante, fa-
tesse abbandonare la donna amata, cendolo nel i383 vescovo di Pa«
finche trova vasi nella sfera d* azione lestrina. Neil' autipontificato di Be-
di quelle fattucchierie e simili scioc- nedetto XIII, ravvedutosi dell'erro-
MAL MAL 53
re, si concìiisse nel 14^9 al con- ed un vasto edifizio chiamalo il

cilio di Pisa , cui presiedè come Beguinage, il quale serve di asilo a


il cardinale più antico, essendo quasi 5oo vedove o vecchie fem-
stalo riconosciuto nelle dignità, ciò mine. Malines possiede un collegio,
che pur fece Alessandro V ivi e- un'accademia di disegno e pittura,
letto, all'elezione del quale concor- una società di belle arti, ed altri
se. JVel medesimo anno fu fatto scientifici stabilimenti. A' 4 novem-
vescovo di Agde, e Giovanni XXIII bre 1834 si fece l'apertura solenne
lo spedi legato nelle Gailie, ciò che della nuova università cattolica di
nega il Mori vecchissimo
Baluzio. Malines, con celebrazione di messa
in Parigi nel i4ii o i4'2, e ri- nella cattedrale ^ in cui dopo l'e-
mase sepolto nella chiesa de'dome- vangelo il rettore dell' università
nicani, con una magnifica e lun- De Rara pronunziò in latino ana-
ga iscrizione, la quale fìssa l'epo- logo discorso; dipoi nel i835 l'u-
oa della morte al i/^ii, al dir del niversità fu trasferita a Lovanio,
Ciacconio, che poi la stabilì nel della quale terremo parola all'ar-
i4'2. ticolo Università'. Vi sono nella
MALINES (niecJdinen). Cìtih con città molte fabbriche, massime di
residenza arcivescovile del regno del merletti rinomatissimi graa e di
Delgio, nella provincia di Anversa, prezzo, di trine, stoffe di lana, da-
dalla quale è distante cinque leghe maschi, tappeti, tele dipinte ec. Coi
e dalla capitale Brusselles quattro, mezzo della Dyle, ove la marea si
capoluogo di circondario e di can- fa sentire sino ad una lega al di
tone, in una pianura fertile, sulla sopra di Malines, questa città ri-
Dyle o Tyle, che la divide in d^je ceve navigli assai grandi , e fa un
parti, e sul canale di Lovanio. E commercio attivissimo. È patria di
sede di un tribunale di prima istan- molti uomini illustri, come di Gio-
za, e residenza di un comandante vanni Boi e Michele Coxie pittori;
di piazza di terza classe. Assai be- di Roberto Dodoens botanico e me-
ne fabbricata, in generale però vi dico degli imperatori Massimiliano
si osserva un gusto antico. Le stra- Il e Rodolfo II; del giureconsulto
de sono larghe e ben lastricate, e Wan-der-Zype, meglio conosciuto,
r uso di dipingere le case dà loro col nome latino di Zypaeus j e
un'aria di freschezza e di politez- dell' elegante scrittore Cristoforo
t:a. La piazza d'armi e quella del Longueil. Questa città nomina cin-
mercato sono spaziose e regolar- que membri agli stati della pro-
mente fài)!MÌcate. Sì osserva tra i vincia, e conta più di 20,000 abi-
pubblici edilizi la cattedrale, la cui tanti.
torre ha 348 piedi di altezza e rin- JVon si conosce in un modo pre-
chiude un campanile con uno stu- ciso l'epoca della fondazione di Ma-
pendo concerto campane; la chie-
di lines,che fu chiamata nelle antiche'
s<ì della Madonna di Hanswyck; cronache Malinae, Maglinia e Me-
tjuella del così detto Beguinage ; la chlinia, ed in fiammingo Meche-
fu chiesa de' gesuiti; il palazzo ve- len. Sembra essere stata nel VI
scovile e quello della città; l'arse- secolo capoluogo di una signoria
il

nale in cui evvi una fonderia di can- che Pipino re di Francia diede nel
noni; il convento de' francescani, 754 al conte Adone suo parente ;

\
,

^4 MAL MAL
che i vescovi di Liegi la possecles \nmonle dai francesi
nel 1792, la
seio in seguilo , e che fosse loro perdettero nel 1793, e vi rientra-
confermalo un tal possesso nel 910 rono nel 1794- H governo frafjce-
da Cario ìli il Seni plica. Ebhe so- se fece distri»ggcre le forliiicnzioni
vrani particolari sino al 1 336 in nel 1804 e divenne sotto l'impe-
cui si mise in libertà, e dopo aver ro il capoluogo di ini circondario
appartenuto a diversi altri principi, r\A dipartimento disile Due^ethes.
passò nella casa Borgogna nel
di ]N'(*l iSi4 fece p.ute del ,iegno dei
1462 pel matrimonio di Marghe- Paesi-Bassi, e Hnahnente nel i83[
rita di Brabanle con Filippo l'Ar- fu compresa nel nuovo regno del
dilo ; ma Filippo il Buono la di- Belgio.
vise dai suoi altri dominii, per far- Il vangelo fu predicalo a Mali-
lìe una delle XVII provincia dei nes da s. Ronioldo, che associossi
Paesi-Bassi. Malines non era nel alle fatiche apostoliche s. AYillibror-
secolo IX che una riunione di ca- do, e fu consagrato vescovo regio-
panne e di casolari, presso cui esi- nario, cioè senza sede stabile. Egli
steva un monastero ove s. Romol- era anglo sassone, non scozzese, ed
do o Romboldo solhì il martirio, ni più allevato iti qualche mona-
e che fu dotato in seguito da Not- stero Ira gli scozzesi d' Irlanda, per
ger vescovo di Liegi. Dopo essere cui alcuni lo credettero vescovo di
stata distrutta dai '
normanni nel- Dublino. Fondò in Malines un mo-
V 884, questa città fu rifabbricata nastero , che divenne in seguito
neir 897 e cinta di bastioni nel una collegiata sotto la sua invoca-
930. Soffrì molli incendi , il più zione, perchè vi fu deposto il suo
terribile de* quali occasionato dalla corpo dopo il martirio dal conte
folgore che cadde sopra un ma- Adone onde Malines lo
, ritiene
gazzino di polvere, fu quello del come patrono ed apostolo. Tale
1546, per cui provò perdite gra- chiesa restò dipendente all'arcive-
vissime, e rimasero morte o ferite scovato di C>ambray sino al 15^9,
più di 800 persone. Fu anche, dan- benché Malines appartenesse alla
neggiata per gli straripamenti della diocesi di Liegi. Ad istanza di Fi-
Dyle, e molto più per la peste ad lippo li re di Spagna, sovrano delle
epoche diversa e principalmente ne- F'iaiidre, il Pontefice Paolo IV colla
gli anni 1182, i3i5, i4oo, i438, bolla Super Ec-
Universas orìns
1578, 1598. Gli spagnuoli la sac- clesins, de' 10maggio 1659, Bull.
cheggiarono nel 1572, onde punir- Rom. t. IV, par. I, p. 359, eresse
la del suo attaccamento al princi- la chiesa di Malines in metropoli-
pe d' Grange, e lo fu anche nel tana, e per diocesi assegnò diecisetto
1578 dalle truppe dello stesso prin- terre, con un territorio lungo ses-
cipe, e nel i58o dai colonnelli in- santatre miglia, e trenta largo, e
glesi Norris Tympel.
ed Oliviero per mensa annui ducati d'oro cin-
Dopo essere «tata abbandonata dai quemila dalle decime, e tremila da
francesi, si arrese a Marlborough somministrarsi dai re di Spagna
n^l 1706; i francesi la ripresero ai quali concesse la nomina del-
nel 1746, e la resero all' Austria l'arcivescovo. Per suffraganei sta-
nei 1748,
conseguenza del trat-
in bilì i vescovati di Ruremonda, Bois-
tato di Aquisgrana. Ripresa nuo- le-Duc, Anversa, Bruges, Gand, ed
MAL 5S
Ypres, divenendo poi primate dei ministero, prendendo ad esempio
Paesi- Bassi. primo arcivescovo
11 lo zelo de' primi apostoli della fe-
di Malines celebre Antonio
fu il morì nel 1689. All'arcive-
de, e
Pei'ienot Granvela, nominato nel scovo Lamberto Guglielmo scrisse
i56o, che nel i56i creò cardina- Clemente XI nel lyoS, lodandolo
le Pio IV, chiesa the abdicò nel per lo zelo che mostrava contro il
i582. Suo successore fu Giovanni giansenismo; quindi nel 1707 or-
Hauchin, le cui dolci ed affabili «ua- dinò air arcivescovo ed ai suffra-
niere lo resero caro a tutta l'arci- gane, che sotto gravi pene ordi-
diocesi ; soffrì pazientemente ogni nassero ai superiori ecclesiastici se-
violenza usala contro di lui dai ne- colari e regolari di non riceven*
mici della religione cattolica, dopo ne' luoghi sacri ed immuni per lo
che i Paesi Eassi si ribellarono a spazio di un anno soldati
i diser-
Filippo né trascurò inai
li, dò- i tori ed i rei di qualunque delitto;
veli diun buon pastore, morendo ingiuiizione che prorogò poi ad un
nel 1589. Gli successe il cardinal altro anno, ciò che rinnovò ancora.
Guglielmo Alano o Alain, uomo Al medesimo arcivescovo Clemente
di raro merito e di ardentissimo XI nel 1708 diresse le sue lodi, e
zelo per la religione, che Sisto V con apostolica fermezza lo difese
tenne presso di se lioma per
in contro il consiglio del Brabante, il

giovarsi de' suoi consigli, e moiì quale avea con pubblico editto pre-
nel i594- Era slato designato per so a proteggere il sacerdote Wand-
terzo arcivescovo di Malines Levino Nesse giansenista refrattario, che dal
Torrentius Van der Beken di Gand prelato era slato scomunicalo, e dal
arcidiacono del Brabaiile, vicario Papa dichiaralo incorso nelle cen-
generule del vescovo principe di sure ecclesiastiche, annullaìido quan-
Liegi, secondo vescovo di Anversa, to erasi operato dal consiglio con-
nella cui cattedrale è sepolto , es- tro r autorità dell'arcivescovo.
sendo morto a Brusselles a' 25 a- Clemente XI nel 17 16 fece ar-
prile iSga. Egli fondò il collegio civescovo di Malines Tommaso Fi-
de'gesuiti presso Lovanio, e sosten- lippo d'Alsazia, de' conti di Bous-
ne l'uflizio ambasciatore pel ve-
di su principi di Chiaiay, che nel i 7 19
scovo di Liegi, siccome chiaro pei creò cardinale; governò l' arcidio-
suoi meriti. Tra i di lui successori cesi con vero zelo ed esemplare pie-
nomineremo, Mattia Van den Hove, tà, e morì nel i'j5(). Maria Tere-
consagrato nel iSqG, prelato di- sa imperatrice regina nominò suc-
stinto pei suoi lunji, per la sua li- cessore Giovanni Enrico Franckem-
beralità e per aver ristabilitala berg, e Clemente XIII lo preconiz-
disciplina ecclesiastica e regolare, zò nel concistoro de' 28 maggio
terminando di vivere nel màggio 1759: governò con gran pruden-
1620. Giacomo Boonen, encomiato za, affabilità e disinteresse, onde si
per le sue virtù e per la carità cattivò l'ammirazione de' suoi dio-
verso ipoveri, che morì nel i655. cesani, per cui Pio VI nel 1778
Alfonso di Berghes, dell' illustre fa- lo creò cardinale. Nel Ball, de
miglia de' duchi di Brabante, con- Prop. fiele, t.IV, pag. 267, si ri-

sagralo nel 1671, nulla trascurò porta la risposta che Pio VI ai


per adempiere ai doveri del suo i3 lugho 1782 diresse al cardi-
9 , ,

tè MAL MAL
naie sui matrimoni misti, che ri- sua morte Gregorio XVI nel con-
prova, come avea fatto col suo pre- cistoro de' 24 liibbraio i83i pie
decessore Benedetto XIV; tultavol- cgnizzò V attuale arcivescovo En-
ta prescrive i modi come potranno gelberto Sterckx di Ophem diocesi
permettersi. Alla biografia del car- di Malines, professore di teologia
dinale narrammo le rimostranze da nel seminario, canonico della me-
lui fatte a Giuseppe II sulle rifor- tropolitana e parroco, non che vi-
me religiose introdotte ne' Paesi- cario generale del predecessore. Di-
Bassi, per cui scoppiò quella rivo- poi in quello de* i3 settembre i838
luzione di cui facemmo parola an- il Papa lo creò cardinale dell'ordi-
che all'articolo Germania. Il cair- ne de' preti, conferendogli per ti-

dinale si ritirò nel territorio olan- tolo la chiesa di s. Bartolomeo al-


dese per ben due volte, e dai fran- l'Isola, essendosi perciò portato in
cesi fu deportato ad Emmerick Roma. Nell'allocuzione, Cuni in ho-
rtientre l'arcidiocesi molto solhì. Ri- noribus Inbuendis , dal Pontefice
nunziò l'arcivescovato nel 1801, e pronunziata nel crearlo cardinale
morì nel 1804. Pel concordato da encomiò gì' insigni suoi meriti e le
Pio VII conchiuso colla Francia benemerenze verso la chiesa belgi-
nel 180 1, ebbe luogo una nuova ca, sia per Io zelo pei sani studi,
circoscrizione di diocesi mediante , sia per la salute delle anime, non
la bolla Qui Christi Domìni, de* che pel fiorentissimp suo seminario
2
novembre 1801, Bull. Rom. Con- e pei luoghi d' istruzione de* poveri
tinuatio XI, p. 24^-
t. Confermò d'arabo i sessi, per aver cooperato
la dignità metropolitana di Maii- alla ripristinazione dell'università di
nes, e dichiarò suffraganei i vesco- Lovanio, per la sua pietà, dottri-
"vati di TournayGand, Namur,
, na, prudenza, mansuetudine, e fi-

Liegi, Aquisgrana, Treveri e Ma- nalmente per godere l'estimazione


gonza, i due ultimi già sedi arci- del clero, del popolo e del re del
vescovili ed elettori del sacro ro- Belgio.
mano impero. Essendo prima state Al presente l'arcivescovato di Ma-
soppresse con tutte le prerogative lines ha per suffraganei i vescovi
di dignità, le sedi vescovili, arci- di Tournay, Gand, Namur, Liegi
vescovili e primaziali, Pio VII non e Bruges. La metropolitana è de-
fece parola nella della bolla del ti- dicata a Dio sotto l'invocazione tli

tolo di primate del Belgio all'arci- s. Romoldo vescovo e martire, il

vescovo di Malines. NuUadimeno dal cui corpo ivi si venera con altre
i8or gli arcivescovi hanno conti- reliquie. Questa cattedrale di goti-
nuato a portarlo, quindi la santa ca ed ottima struttura ha il ca-
Sede lo permise all'odierno arcive- pitolo senza alcuna dignità, e si com-
scovo. Dipoi Pio VII nel concisto- pone di dodici canonici, comprese
ro de*. 1 4 aprile 1802 preconizzò le due prebende teologale e peni-
arcivescovo Giovanni Armando Ro- tenziaria, di alcuni canonici ono-
quelaure, nato in Roquelaure, ed rari e di molli preti e chierici in-
in quello de' 28 luglio del 18 17 servienti ai divini ufllzi. 11 parro-
dichiarò arcivescovo Francesco An- co della cattedrale lo nomina l'ar-

tonio de* principi di Mean, trasla- civescovo, ed in essa evvi il batti-

tondolo dalla chiesa di Liegi. Per sterio. Presso la cattedrale vi è Te-


MAL MAL 5j
piscopio. VI sono inoltre nella cit- e divozione alla santa Sede, e alla
tà altre sei chiese panoccliiali,. in madre di tutte le chiese, e forme-
ognuna delle quali vi è il fonte ranno un nuovo legame fra il Bel-
Jjattesimale , cinque monasteri di gio e l'alma Roma centro delle
monache, un conservatorio, alcune scienze ecclesiastiche. 11 lodevole pro-
confraternite, l'ospedale, il monte getto di questo collegio fu propo-.
di pietà, ed un amplissimo semi- sto ai vescovi del Belgio dall' otti-
nario. L'arcidiocesi di Malines si mo ecclesiastico monsignor Pietro
estende su venti leghe in larghez- Giuseppe Aerts cameiiere d'onore
za, e quindiciin lunghezza com- ,
del Papa Gregorio XVI e di quel-
prendendo le Provincie d'Anversa lo regnante, canonico onoiarioe
e del Brabante meridionale, e con- della metropolitana di Malines, che
tenente diverse illustri città e luo- da parecchi anni abitava in Ro-
ghi, con più di seicento parrocchie. ma. Nell'adunanza che fecero que-
1 frutti della mensa sono tassati sti prelati a Malines li 3o lu-
ne' libri della cancelleria apostolica glio 1844 approvarono il progetto
in fiorini 1666, e le rendile annue caldamente appoggiato dal cardi-
le somministra l'erario pnbbliro, nale Sterckx presidente dell'assem-
cioè 10,000 fiorini. Ora passeremo blea. I prelati pertanto deliberaro-
a parlare del Collegio ecclesiastico no d'istituire il collegio a spese lo-
Belgico istituito in Roma nel i844) ro comuni, pregarono il medesimo
e di cui fu il principal fondatore il cardinale arcivescovo di domandar-
lodato cardinal Slerckx. ne r opportuna autorizzazione del
Questo colle;.MO è destinato ai Pontefice , ed incaricarono mon-
giovani preti delle diverse diocesi signor Aerts dell' organizzazione di
del Belgio, che hanno terminato col detto stabilimento, del quale egli
più gran successo i loro studi teo- fu primo superiore col titolo di
il

logici nei seminari diocesani e nel- presidente. Il santo Padre Gregorio


l'università dì Lqvanio, e che han- XVI approvò colle parole più lusin-
no ottenuta una distinzione e gradi ghiere il progetto, ed autorizzò l'isti-

nella teologia o nel diritto canoni- tuzione colla sua lettera o breve,
co. Essi sono mandati a Roma e Summa quideni animi nostri laeti-
mantenuti nel collegio a spese dei tiaj de' 7 dicembre i844 j ludi-
rispettabili vescovi del Belgio per rizzata al cardinal arcivescovo di
perfezionarvisi vieppiù nelle scienze Malines. Il collegio ecclesiastico bel-
ecclesiastiche.Frequentano in Ro- gico fuquintli piovvisoriamente col-
ma accademie teologiche, lo stu-
le locato nel locale contiguo alla re-
dio della Congregazione del conci- gia chiesa di s. Giuliano dei belgi,
lio {f^edr), quello della Congrega- di cui parlammo all'articolo Fian-
zione da' vescovi e regolari (l^e- dra (Vedi). Fu il collegio dipoi
di) , ec. . Vi studiano nella fonte formalmente approvalo per decreto
stessa i sani principii, i costumi, la della sacra congregazione degli sludi,
pratica della curia romana. Queste ilprimo aprile i845, e ai 4 di tal
cognizioni nel loro ritorno in pa- mese il detto Papa nominò in pro-
tria, diffondendosi per essi fra l'ec- tettore cardinal Giuseppe JVIez-
il

cellente clero bijlgico, lo conli^nine- zofanti, che prese formale possesso


ranno ancor più nell' attuccamenlo li 19 giugno dell' istesso anno, nel
,

58 MAL MAL
detto locale o\*eia stalo eretto 11 tare maggiore rappresentava la sa-
trono. Nel 184^ in Malines coi tipi cra Famiglia. Pietro Nelli dipinse le
eli Ilanicq si pubblicò l'opuscolo lunette sopra gli altari laterali , e
ili tir ola lo Notive sur le collega
: la Madonna del Carmine nella cor-
i'cclésiasiìque Bcl^e inslìuié à Ro- nice della cupoletta è di Odoardo
vie par NN. SS. les évcques da Vicinelli, come abbiamo da Filip-
Belgique^ avec C ctpprohalion de No- po Ti li. Descrizione delle piUure ec.
tre Saint Pere le Pape Gregoire in Roma p. 3o[. Egli, ed il Ve-
XP'I. ìli esso sono riportate pure nuti, Roma moderna p. i5q, dico-
le lettere del cardinale al Papa no , che prima eravi
un quadro
de' 10 ottobre i844> i' citato breve del Barocci che il Re- vi efìigiò

pontifìcio, e il discorso pronunziato dentore che appare alla Maddale-


dal nominato monsignor presidente, na : il quadro passò in potere del
cui rispose il cardinale con breve cardinal Neri Corsini. Il collegio
allocuzione. Nell'anno poi 1846 il belgico nel 1846 ha restaurato la
collegio fu trasferito nel locale dei chiesa e il monastero riducendolo
ss. Gioacchino ed Anna al Quiri- a collegio. Sulla porta del collegio
nale, chei vescovi del Belgio ave- si legge questa iscrizione : Collegiuni
\ano acquistato a tale effetto dai ecclesiasticuni Belgicum. In occa-
religiosi contigui trinitari riformati sione del conclave per l'elezione di
del riscatto, i quali lo aveano acqui- PioIX, essendosi il cardinal Sterckx
stalo dalle monache Adoratrici perpe- portalo in Roma, ha potuto ammi-
tue del divin Sagramenlo (Fedi). rare i progressi del collegio, che
Questo piccolo monastero e chiesa ac- onorò di sua presenza.
quistati dai belgi sonò situati presso
le quattro foutune ed il quadrivio Concila di Malines.
della strada; vennero edificati nel
1608 dai religiosi carmelilani scalzi 11 primo fu tenuto in giugno
di Spagna, al dite del Martinelli, 1^70, ed è provinciale. Venne pre-
Roma ex ethnica sacra pag. 60, sieduto da Martino Rylhou vesco-
per un ospizio dell'ordine in Ro- vo d' Ypres, in nome del cardinal
ma; e dipoi i religiosi trinitari ri- Perrenot di Granvela arcivescovo
formati del riscatto spagnuoli nel di Malines. Vi furono condannate
1640 vi fabbricarono contiguo il le eresie, e si accettarono i decreti
convento e chiesa di s. Carlo. Pio del concilio di Trento. Fu prescrit-
y\\ assegnò la piccola ma grazio- to a' vescovi di non ammettere nes-

sa chiesa de' ss. Gioacchino ed An- suna professione di fede, che non
na, di forma ettagona, coll'annesso fosse interamente conforme a quel-
monastero od ospizio alle noQìina- la assegnata dal concilio. Si decre-
te monache adoratrici, che ave;Mio tò che i vescovi visiterebbero le
acquistato i due edifizi nel 1807 chiese delle loro diocesi anche e-
dalla procura dei leresiani, e che vi senti. Si trattò eziandio del batte-
rimasero sino al i838, epoca in simo, della promozione agli ordini,
cui passarono all'altro vicino mo- della celebrazione delle feste, del
nastero di Maria Maddalena del-
s. dovere dei vescovi, della residenza,
le domenicane, concesso loro dal della vita e dei costumi de' chic-
Papa Gregorio XYI. Il quadro dell'al- liei , dei seminari , dei catechismi
,

MAL MAL 59
dei leligiosi e delle religiose, e fu metropoli di Tarso, eretta nel V
promessa obbedienza alla santa Se- ^»eculo, presso il fiume Piramo, ce-
de. Tutte queste materie furono lebrala da diversi geografi. Ne fu-
divise in nove capitoli. Labbé t. rono vescovi, Bemazio che assisletr
XV ; Arduino t. X ; Diz. de con- te al concilio di Antiochia, sotta
cilìì. Melezio nel 377. Valentino trovossi
Il secondo fu tenuto a Lovanio al concilio generale d'Efeso, dove

sopra la disciplina, nel 1 574- Mar- unitamente ad altri vescovi procu-


lene in Tìwsaiir. t. IV. rò d' impedire che Cirillo di Ales-
Il terzo nel 1607, cui presie- sandria facesse l'apertura del me-
dette l'arcivescovo Mattia, e vi assi- desimo concilio prima dell'arrivo
stettero sei vescovi suffraganei. Ven- di Giovanni Antiocheno, ed appro-

titré furono i capitoli stabiliti re- vò tutto quello che gli orientali
lativamente alla fede ed al mudo fecero a favore di Neslorio, tiia di-
di' conservarla ; ai sagramenli in chiarossi in seguito n^l concilio di
generale ed a ciascuno di essi in Tarso per 1' unione della chiesa o-
particolare; alle indulgenze, agli rientale con quella d'Alessandria;
ordinandi, ai matrimoni, alle feste Crisippo assistette e sottoscrisse al
ed ai digiuni ; alle reliquie ed alle concilio di Calcedonia; Attalo sot-
immagini ; agli esorcisti, ai vescovi toscrisse al decreto sinodico di Gen-
ed ai loro doveri ; ai parrocchi nadio palrlarca di Costantinopoli
agli ecclesiastici in generale ed ai contro sin)oniaci;
i Cosma che
e
benefìzi ; alle scuole pubblicbe, ai sottoscrisse il quinto concilio gene-
seminari, ai monaci ed alle mona- rale. Oriens christ. t, II, p. 884.
che; alle immunità ecclesiastiche Al presente Mallo, Mallcn, è uà
ed ai sinodi provinciali. Regia t. titolo vescovile in partibus che con-
XXXVI; Labbé t. XV; Arduino ferisce la simta Sede, sotto l'arcive-
t. X. scovato pure in pai tibus A\Tòy9,o. Il

MALLO, Mallus. Sede vescovile Pontefice Gregorio XVI a' 3 giu-


della provincia di Pisidia, nell'esar- gno i836 lo diede a monsignor
cato d'Asia, sotto la metropoli di Gio. Battista Pallegoix, come dicem-
Antiochia, eretta nel V secolo: fu mo nel voi. XXXIV, p. 25o dei
chiamata pure Mallena e Malle- Dizionario.
nopolis. ]Ne furono vescovi, Attalo MALO' (s. ) o Saint- Malo,
che sottoscrisse la lettera dei ve- Macloviuni . Città vescovile di
scovi di Pisidia all'imperatore Leo- Francia, nel dipartimento d'IUe-et-
ne, relativa all'assassinamento di s. Vilaine , capoluogo di circondario
Protero di Alessandria, ed al de- e di cantone nella Bretagna mino-
creto di Gennadio di Costantino- re, distante ottantanove leghe da
poli contro i simoniaci; Cosimo che Parigi, situata sopra una roccia,
trovossi al quinto concilio generale; in mezzo alla penisola Aaron, cir-
e Sisinnio che sottoscrisse i canoni condata dal mare Britannico, ed
fr in Trullo. Oriens christ. l. I, pag. unita al continente pel Sillon, ar-
io56. gine o lingua di terra strettissima,
MALLO, Mallus o Mallos. Se- e presso la riva destra della Ran-
de vescovile della prima Cilicia, nel ce. Il porto, situato fra Sillan, la
patriarcato di Antiochia, sotto la città ed il continente, è vasto, co-

I
Po MAL MAL
modo, sìcnro ed assai imporlanle, sca del merluzzo e delle balene;
ma di diilìcile approdo perchè l'in- ed il grande e piccolo cabottaggio
gresso n' è ristretto e sparso di sco- sono quivi molto animati. E patria
gli e di bassi fondi; i vascelli vi di molti uomini illustri, e fra gli
restano a secco a bassa marea, ma altri di celebri navigatori e gran-

nelle grandi V acqua s' innalza a di uomini di mare: quivi nac-


45 piedi. La rada che sta all'ovest quero Maupertuis, de Lamethrie,
di s. Malo, e nella quale sbocca labbate Trublet, il rinomato ma-
la Rance, è altresì seminata di rino Dugnay-Trouin , e Giacomo
numerose roccie che si estendono Cartier scuopritore del Canada nel
assai lunge ; essa è difesa da cin- i534j de-la-Bourdonnaye, ec. Gli
que forti, de' quali più impor- i abitanti sono considerali come i
tanti sono quello della Conchée, migliori armatori di Francia ed
costrutto da Vauban, e l'altro del- eccellenti marinari; essi nel 1622
l'isola Harbour. S. Malo è cinta da armarono a loro spese ventidue ba-
raura con bastioni, e difesa al nord stimenti e portarono dei soccorsi al
da un castello fortificato, eretto duca di Guisa^ contro la Rochelle.
per ordine della duchessa Anna; Nel 17 11 il corpo dei commercian-
la parte della città che riguarda ti diede a Luigi XIV trenta mi-
questo castello è costrutta rego- lioni di franchi per sostenere la
larmente, come pure tutta quella guerra.
che sta in faccia della porta di Gli abitanti di Aletum, città che
Dinan; ma il restante è poco os- rimpiazza s. Servan presso e al sud
servabile. I principali pubblici edi- di s. Malo, forse per essere spesso
fizi sono la cattedrale, il palazzo esposti agli attacchi dei pirati, si
comunale, l'antico palazzo vescovile ritirarono sulla roccia di Aaron, e
ed il teatro. Vi sono due chiese, vi fondarono neh' Vili secolo una
un ospedale, un ospìzio per gli e- città a cui diedero il nome di s.
sposti, un collegio comunale, una Malo o Maclovio loro vescovo, per
scuola gratuita di navigazione, una cui fu chiamata 71f<2c/o/7o//5 e il/<2c/o-
di disegno, una borsa, e dei bel- viopolis. Essendo stata distrutta A-
lissimi Vi so-
passeggi sui bastioni. leth, Anna di Bretagna fortificò
no i prima istanza e
tribunali di l'isola di s. Malo. Gli inglesi la
di commercio, una conservazione bombardarono negli anni 1693 e
delle ipoteche, una direzione delle 1695, ma furono costretti di riti-
dogane e di artiglieria, una came- rarsi; nel 17 58 essi discesero nel-
la consultiva di commercio ed un la baia di Caneale e si portarono
tesoriere della marina Vi sono . sopra s. Malo, ma tutti i loro sfor-
canlieri di costruzione pei navigli, si non produssero che l'incendio di
ed una reale fabbrica di tabacco, molte navi e di magazzini mer-
Quantunque questa città non abbia cantili. Questa città fu la culla
alcuna comunicazione coli' interno della compagnia dell' Indie. E co-
per mezzo di riviere navigabili ,
gnita la singolare pattuglia che fa-
però l'attività é l'industria de' suoi ceva un tempo attorno di s. Malo
abitanti mantengono un attivo
\i un certo numero di grossi cani fe-
commcrclo. Vi si fanno grandi i roci, che si ponevano in libertà al
armamenti per l'Indie, per la pe- principio della notte.
MAL MAL 6t
La fede fu predicala in Alelh Dinano Monfort, che valoroso si
di
presso questo luogo nel V secolo da difese contro gì' inglesi, e Marti-
s. IMaclovio o Maculo signore bre- no V lo creò cardinale. XLIV ve-
tone, dopo essere stalo ritirato nel- scovo fu il b. Lodovico cardinale
l'isoletta in cui menava sua vita un Alamand arcivescovo d'Arles. Pie-
santo romito per nome Aaron o tro de Lavai fu trasferito all'ar-
Aronne, ove poi fu fabbricato un civescovato di Reims. Nel 1490
monastero e la eli là di s. Malo. divenne vescovo Guglielmo B risso-
Divenuto s. Maclovio nel VI seco- net, che Alessandro VI creò car-
lo vescovo di Alelh, ch'era distan- dinale, e lo successe il figlio Dio-
te una lega da Aaron, quaranta an- nisio ch'egli avea avuto prima di
ni governò la sua chiesa. Fabbricò essere ecclesiastico. Nel l6io lo
molte chiese, e dopo la morte di divenne Guglielmo le Gouverneur,
Aaron prese il governo del mona- cir ebbe a successori i registrati

stero, ch'era divenulo assai nume- nella Gallia christ. t. I, par. I ,

roso. Morì nel 565 ed è. consi- ,


680. Ne furono ultimi vescovi,
p.

deralo il primo vescovo di s. Ma- Gio. Giuseppe de Fogasses de En-


lo, designando s. Gudw^alo o Gur- trecaux de la Bastie avignonese,
"vallo per successore. Da Saintes le fallo nel 740 Antonio Giuseppe
i ;

sue ceneri furono nel IX secolo tras- de Laurents avignonese, nominato


portate a s. Malo, indi nel seco- nel 1767; e Gabriele Cortois de
lo dopo per timore normanni
de' Pressigny di Dijon, dichiarato ve-
vennero trasferite a Parigi, da do- scovo li 19 dicembre 1785, che
ve alcune reliquie si diedero a s. terminò di esserlo quando fu sop-
Maio. Gli successelo s. Gurvallo, s. pressa la diocesi di s. Malo, nel
Colafìno, s. Armugilo, s. Enogallo, i8or, pel concordato di Pio VII,
s. Mal mone, s. Goffredo o Gottofredo, il quale poi il primo ottobre 18 17
s. Oedmalo. Fu sollo il vescovo Billio preconizzò Gabriele in arcivescovo
che le ceneri di s. Maclovio furono di Besancon. La cattedrale è sotto
quivi portate, ed egli ne scrisse la r invocazione di s. Vincenzo, ed
vita. 11 monastero dell'isola Aaron avea il capitolo composto di quat-
fu cangiato in cattedrale, la quale tro dignità, di venti canonici, e di
era nlliziata dai canonici regolari, quattio semi- prebendati. La dioce-
quando il b. Giovanni de la Grille si conteneva molte comunità reli-

XXVI vescovo d'Alelh, vi trasferì giose, fra le quali quella di s. Be-


la sede episcopale nel i i4i> essen- nedetto della congregazione di s.
do suffraganea della metropoli di Mauro. Il vescovo era signore del-
Tours. Il vescovo Grille edificò il la città. La diocesi avea un ter-

coro della cattedrale, e tra i suc- ritorio lungo i5 leghe, e 12 lar-

cessorinomineremo Simone de Clis- go, con 200


parrocchie, 77 chiese
son teologo domenicano, morto nel sussidiarie, divise in due arcidia-
I7.85. Sotto il vescovo Alano, il conati, cioè quelli di Dinan e di

Papa Giovanni XXII nel i320 se- Porhouet, con otto decanati dipen-
colarizzò il capitolo: trasferito nel denti dagli arcidiaconati. 11 vesco-

i336 a Cornovailles, gli successe il vo aveva 3 5, 000 lire di rendila,


vescovo di Treguier Ivo Beubosel. e pagava 1000 fiorini per le sue
Mei 14^4 ^0 divenne Guglielmo bolle.

k
Si ^] A T. MA L
MALPIGHI o MALPILTA An- Malta fu sempre decantata, come
DBEA, Cardinale. F. Gini Malpi- le sue rose, il miele, i cagnolini,
GHi, Cardinale. le fruita, gli aranci, i cedri, i li-

MALRUBIO (s.), martire. Me- moni e le abbondanti e limpide


nava vita eremitica in Isco/ia, iini- stie acque. L* isola del Gozo fu
camcnte occupato nelle pratiche chiamata dai greci Gaulos^ per
dell:» penitenza e nell'eserci/io della derivazione fenicia, e presso gl'in-
contemplazione, allorché le incur- digeni Gaudisch con saraceno vo-
sioni de'norvegi, ancora idolah'i, lo cabolo, dai romani Gauhini^ e nel-
fecero uscire dal deserto, collo sco- la bassa latinità Gandisiuni. Il

po di confortare i suoi compatriot- Gaulurii de'romani in latino suona


ti nella loro disgrazia , e di miti- Pociduniy cioè coppa, così della
gare, seibsse stato possibile, il fu- per essere formata dalla tjatura in
rore dei barbari. Mosso da zelo figura di coppa, la qual voce ve-
di leligione, si mise a predicMir ramente fu dagli arabi corrotta con
loro il vangelo; ma la morte fu quella di Gaude.sc: da Malta l'i-

la ricompensa della sua carità. Es sola è distante cinque miglia. E se-

so fu trucidalo dai norvegi nella parata da Malta per un canale,


provincia di Mernis , circa l'anno profondo abbastanza per dai- pas-
io4o, sotto il re Duncano , ed è saggio ai vascelli di fila; ha un
onorato a' 27 d'agosto. Non si de- circuito di ben trenta miglia, do-
ve confonderlo con altro santo dici delle qtiali si distende in lun-
dello stesso nome, il quale si ono- ghezza, mentre la maggior larghez-
ra a'2 r d'aprile. za è di sei miglia. Il suo terreno
MALTA (Meliten). Città con re- è fertile, abbonda di grano, biade,
sidetìza vescovile, nell'isola di Mal fruita, e di acque, ed in certo
ta o lfali;i inglese, nel mare Me- modo rivaleggia con Malta per le
diterraneo, situata fra la Sicilia e produzioni del suolo. Trovasi nel
r Africa : parleremo prima dell' i- centro l'antica città di Gaulos fab-
sola. In quel tratto di mare che bricata dai fenicii, ch'ebbe un tem-
separa la Sicilia dall'Africa, e pre- po il suo signore particolare, e so-
cisamente fra l'angolo o
sud-est no degni di osservazione suoi ru- i

Capo Pa fusero ed il promontorio deri, parlandone in un all'isola ed


di Tripoli, si trovano le tre isole alle sue antiche iscrizioni il p. Lu-
di Malta, A/e// ?tf, Gozo e Comino; pi nel t. II, p. 117 e 1^3 delle
la prima di esse, ch'è la maggiore Dissertazioni. La Cittadella, luogo
in estensione, dà il nome a tutto principale dell'isola, è l'antichissimo
il gruppo. Egli è verosimile, come gran Castello, il cui Boigo che con
furono d'avviso alcuni, essere state vocabolo maltese si chiama lìaba-
negli antichissimi tempi le dette to, o meglio Rabat (che equivale
isole unite insieme formando una a sobborgo, borgo, borghetto, ed è
sola isola, quindi che il terremoto quindi che tanto il borgo della No-
o altra terribile causa le divides.se, tabile che del Gozo ritengono la
e sostengono pure, che le tre isole stessa denominazione è sono ambe-
già furono unite alla Sicilia. Nell'i- due molto popolati): nel centro
sola si abbonda di tutte le cose dell'isola ;
piccola città guarnita di
necessarie alla vita; la fertilità di bastioni suU' alto , e ne dipendono
MAL MAL f>^

i sei villaggi tritìi mediterranei di pe»(> sogginerjue al dominio turco,


Nadur, Sciaaret ov'è il più famo- solo dovè seguire i destini di Mal-
iso moniiinenlo ciclopico detto la ta e le sue vicende, alia quale è
forre dei g'igantiy Zebbiig, Caibo ,
tmita sì nello spirituale che nel
Sannat a Sccukia. La torre de*gi- temporale. I cavalieri di Malta a-
gaiìti, mommietito di opera barba- vendola di nuovo fortificata , fu
ra, a metà distrutto, in pieli a cal- vivamente attaccata nel 161 3 dai
carea, forse già per uso religioso e corsari d'Africa, nel 1709 dai tur-
retto dai fenicii, in pai-te parte- chi, e presa dai francesi nel 1 798
cipa dei templi druidi d'Inghilterra venne in potere dell' Inghilterra

e di Bretagna, il forte Chambrav nel r8oo, che !a governa come


sulla riva meridionale, difende il Malta. Al presente si noverano piìi

passaggio fra Gozo e Cornino, Al di 1 5,000 abitanti. In ogni età


njìrdovest è lo scoglio dell'Hagirn- vanta celebrità, e come Malta go-
tal-general, ove raccogliesi spotita- de egtìale cittadinanza, magistrati,
iieo il funi2^o maltese cui Linneo nomini e famiglie illustri. E forni-
attribuì e(iJcacin medicinale. Ebbe ta di chiese, di stabilimenti religio-
sempre con Malta comuni le po- si e di pie fondazioni sino da epo-
litiche vicende, le saracene e le che remote. Il canonico Giampietro

turche inclusioni ; e secondo il Nar- Agius nativo del Gozo, illustrò la


di, De^ titoli del re delle due Sicilie sua patria con varie opere sacre
p. sembra che fosse marche-
12*2, e di letteratura, tra le quali note-
sato de'mcdesimi, e ne portavano l'emo // Gozo illustrato^ ec. con
il titolo: che l'isola
è certo poi figure.
eblìe il titolo di marchesato, come L'isola di Cornino, Àephestia^i
altresì l'ebbe Malta ne' tempi an- o Lampa. "i, è mezzo al
posta in
dati, come afferma il Campana nel- canale fia Gozo, e rice-
Malta e
la vita di Filippo IL Altri preten- vette il nome dall'unica ed abbon-
dono che anticamente l'isola si dante sua produzione, perchè del
chiamasse Ogygin. Nel 1090 la resto è quasi sterile. All'ovest una
conquistò Rugijiero 1 normanno. paite distaccata forma altra isoiet-
Passata in potere de' francesi , a ta dipoco conto, che dicesi Co-
questi la tolse Pietro III re d'A- ìiiiuotto, ove gl'inglesi vi hanno
ragona verso il 1282, quando s'im- edificato e ben munito un forte,
padronì della Sicilia. Negli antichi dappoiché essa è sotto il loro do-
tempi spesso fu soggetta alle pre- n)inio con Gozo e Malta. In Co-
de dei corsari. L' isola nel 1 53o rnino non solo il gran maestro Wi-
fu donala da Carlo V all'ordine gnacourt edificò una forte difesa
gerosolimitano, onde mae- il gran del canale, ma ridusse a coltura
stro s'intitolava principe di Gozo. r Nel mare Mediterraneo e
isola.

1 turchi se ne impadronirono nel venticinque leghe all'ovest di Mal-


i55i, e T'abbandonarono dopo ta evvi r isola Lampedusa, Lppa-
averla quasi del lutto rovinata con dnsa o Lipadiisa, che le due Si-
farvi seimila prigionieri , laonde cilie considerano come una delle
per impedire altre simili calamità loro dipendenze, mentre al dire di
vennero poscia costruite forti (Ica- alcuni Malta pretende al suo pos-
zioni per tutto il litorale; mai sesso, ond' è abitata da molti in-
64 MAL MAL
glesi, per la feracità delle sue na- assai forte, sul porto principale di
turali produzioni. Ha pure il van- Malta ed eretto nel 973, giace piìi
taggio di un buon porlo, ma of- avanti sopraun alto scoglio, ed è
fre ancoraggio a pochi bastimenti: imito al Borgo col mezzo di un
\\n forte e qualche batteria Io di- ponte. Fra suoi edilìzi sono de-
i

fendono. I pirati barbareschi con gni di osservazione il fu palazzo


infestarne le spiaggie Taveano resa dell'inquisizione, già residenza del
deserta di abitanti; e nelle sue ac- prelato in(juisitore e visitatore a-
qtie fece naufragio Tarmata nava- postolico di Malta. Fu Gregorio
le di Carlo V nel i55i. Vera- XI 11 che verso il i574 avendo in-
mente non si sa come Malta ab- teso dispiacere all'ordine essere sta-
bia preteso appartenerle il posses- to faco Iti zzato il vescovo Roxas
so tli Lampedusa, sarà nata tale d' inquisire anco contro i cavalieri,

opinione forse dall'essere coltivata istituìil tribunale dell'inquisizione


dai maltesi come atìittuari. di Malta, che durò sino al 179S,
Malta o isola principale è lunga assegnando Gregorio XIII all' in-
sette leghe e larga quattro, avendone quisitore quattrocento ducati di
venticinque di perimetro; i suoi abi- camera mensa vescovile come
sulla
tanti sono circa 160,000. Essa con- pensione, che uniti ad altri pro-
ta sette città, di cui le principali venti, il prelato inquisitore venne
sono Melila o Medina o
l'antica a conseguire annui scudi duemila.
Città Vecchia, antica capitale del- Nel voi. XXIX, p. 249 e seg. del
l' isola, e lao Città Nuo- Pialletta Dizionario, riportammo la serie ed
va, odierna capitale. Evvi ancora alcune notizie de' prelati inquisitori
la Città Vittoriosa, così detta dal- e visitatori apostolici di Malta, in
l'assedio che sostenne contro Soli- numero di settantadue, molti dei
mano II nel i565 per quattro quali furono esaltati al cardinalato
mesi, chiamata pure il Borgo di e due al pontificato, cioè Alessandro
Castello a mare, poi nominato VII ed Innocenzo XII. Altre loro
s. Angelo : i cavalieri uOlziavano notizie descrivemmo all'articolo Ge-
nella chiesa pari'occhiale dedicata rosolimitano Ordine, ossia sacro
a s. Lorenzo martire, ed il parro- militare ordine di Malta. Quivi è
co esercitava la sua cura nella chie- l'armeria, ed in altri tempi vi fe-
sa de' domenicani, durante la resi- cero residenza i gran maestri di
denza de' cavalieri nella Vittoriosa. tale nobdissimo e potente ordine
Essa però è una delle cinque par- sovrano. Evvi il bagno o luogo
ti in cui si divide la Valletta. Que- ove stavano rinchiusigli schiavi, e
sta è una cittadella fortificata del- conta più di tremila abitanti: poi
l'isola di Malta, in una stretta lin- ne parleremo meglio. Solo qui ag-
gua di terra accanto al porto, che giungeremo che il Castello di s.
sta a sinistra della Valletta, donde Angelo anticamente fu posseduto
d'arpbedue lati s'inoltra i un lar- dalla nobile famiglia maltese Na- •

go canale formato dalla natura, va, per diritto ereditario, essendole


che rinchiude la città e forma al- stato ceduto dal re di Spagna per
cuni mollo comodi porti minori, la lei gran fedeltà, la quale fa(ni-
di
uno de' quali è chiamato Porto glia ne fece poi cessione all'ordine
delle galere. Il castello s. Angelo gerosolimitano a'2 r giugno i53o.
MAL MAL 65
L' isola dì Malta può chia- dicalo alla Beata Vergine. Quella
marsi un immenso scoglio calca- parte dell' isola è quasi deserta, e
reo, ricoperto nella superficie da tutta la spiaggia orientale è diru-
uno strato di terra in qualche par- pata e quasi inaccessibile, non es-
te poco profondo. Questa isola è sendovi rade. All'incontro rigurgi-
'quasi ovunque sparsa di roccie, ta la popolazione ne' lati sud e sud-
delle quali la più elevata è quella est, ed oltre al bacino della capi-
dei centro, distinguendosi pure il tale s'incontrano molti seni lungo
monte Benjemma nella parte oc- la spiaggia orientale, che hanno
cidentale, la sola pianura un po- nome di porto, incominciando da
co estesa. In sostanza i terreni quello ben ampio di s. Paolo, e
dell'isola sono di qualità dififeren- procedendo al sud per quelli delle
ti, alcuni sassosi, altri piani e pro- Saline nuove, di s. Marco, della
fondi, ed altri situati nelle vaili. Maddalena, di s. Giorgio, di s.
Il suo clima alquanto caldo e nel- Giuliano, tutti al di sopra della
l'estate infocato da un sole arden- Valletta, e al di sotto di essa per
tissimo, nel resto però è dolcissi- gli altri di Marsa Scala, di s. Tom-
mo, la natura vi dispensa larga- maso, e per il meridionale più im-
mente i suoi doni, gli alberi of- portante di Marsa Sirocco, il qua-
frono spesso il loro frutto due vol- le è protetto dal forte s. Luciano.
te nel corso delf'anno, il frumento Quest' isola è inoltre un gran de-
dà per l'ordinario il i8, e ne' tem- posito di merci inglesi, che poi si

pi fertili dal 38 fino al 64 per spargono in tutti i porti del Le-


uno, poiché da tre secoli la fera- vante e del Mediterraneo.
cità è aumentata per la diligente L'isola di Malta in ogni tempo
coltivazione, la quale
anco si fa fu feconda di uomini illustri in
sulle roccie j quindi in proporzione santità, in dignità, in dottrina, co-
è il punto quasi più popolato del sì nelle lettere come nelle armi.=
globo. Malta ha delle sorgenti nu- Il commendatore fr. Gio. France-
merose, ma poco abbondanti, non sco Abela ed il conte Giò. Anto-
servendosi, quasi da per tutto, che nio Ciantar nobili ed eruditi mal-
dell'acqua di cisterna ; è osserva- tesi, si resero sommamente bene-
bile l'acquedotto di Wignacourt, co- meriti della patria per averla illu-
sì chiamato dal nome del gran strata, il primo cioè coli' opera
maestro che nel i6i6 lo fece edi- stampata in Roma nel 1647, •"'^•"

ficare, onde condurre alla Vallet- tolata: Descrizione di Malta con


ta le acque di molti ruscelli della le sue antichità ed altre notizie.
parte sud-ovest. 11 suo lato borea- L'altro coir opera data alla luce
le termina in una penisola, oltre in Malta nel 1772, che porta per
la quale vedesi l'isola di Gozo. titolo: Malta illustrata. In queste
L'istmo forma una piccola baia opere con ogni diligenza si trova-
all'ovest, che dicesi Ralaatal-Bah- no registrate le biografie de' loro
ria, ove si addita la grotta di concittadini illustri. Da tali scrit-

Calipso, ed altro golfo che assai tori risulta, che vi sia stata sem-
più si addentra all'est, nella cui pre in Malta nobile cittadinanza,
riva meridionale è il porto della dando essi inoltre nelle loro opere
Melleha, con un tempio vicino de- notizia di alcuna delle antiche rag-
VOL. XLI. 5
66 MAL MAL
guardevoU famiglie. Filadelfio Mu- se la Roma mhterranea.
celebre
gnas nel suo Teatro delle fami- Alberto de Naiis domenicano, ve-
glie antiche e ìiobìli di Sicilia^ ri- scovo di Nicopoli, nel 1527 vicario
porta parecchie delle maltesi che generalo di Palermo, che ri patrio
contrassero parentela con que' no- nel f528 a richiesta del magistra-
bili casati; ed i loro discendenti to. Domenico Magri proloiiotario
ebbero alcuni l'abito de* cavalieri apostolico, molto versato nella sa-
di giustizia dell'ordine gerosolimi» cra e nella profana erudizione, co-
tano, essendo state ammesse loro me si scorge dalle opere da lui
le prove di nobiltà de'quarti mal- date alla luce, e quella de' i^oca-
tesi. Per brevità e solo a causa boli ecclesiastici più volte fu ri-
di onore faremo qui soltanto men- stampata. Fu dalla santa Sede ìa«
zione di que' maltesi, che conse- viato ai maroniti con buon suc-
guirono nella metropoli del cristia- cesso, indi divenne canonico di Vi-
nesimo qualche distinzione. P. Biagio terbo, ed in Roma esercitò il ca-
de Opertis chierico regolare, uno dei rico di rettore de' catecumeni e di
primi compagni di s. Camillo de Lel- consultore dell' indice e del s. odi-
lis fondatore del suo ordine, di que- zio; ricusò la dignità vescovile, e
sto divenne generale nel 1608. Fr. per l'elezione di Clemente IX en-
Mauro de Cali minore conventua- trò in conclave per teologo del
le, molto versato nelle leggi cano- cardinal Francesco Brancacci. Car-
niche e civili, Martino V dal ve- lo Magri fratello del precedente e
scovato di Malta lo promosse a di lui non meno erudito, diede al-
quello di Catania. Fr. Ambrogio la luce molte opere, accrebbe quel-
Butigas domenicano, Giulio HI lo la àe vocaboli ecclesiastici pubbli-
fece vescovo Ariense e nunzio apo- candola in due tomi col titolo di
stolico ad alcune provincie orien- Hierolexicoriy e fu prefetto della bi-
tali, con amplissime facoltà, parti- blioteca Alessandrina. Ippolito Pau-
colarmente per visitatore e rifor- lilla, verso il i65o fu fatto arci-
matore della nazione caldea e , vescovo di Zara. Francesco Pisco-
mori nell'Indie. Fr. Antonio Za- po domenicano, da Clemente X
hara domenicano, compagno del destinato legato in Persia per affa-
precedente visitatore de' caldei di ri gravissimi, ove il tutto posto in
Cuccia, Malava ed Angamala nel- buon ordine, ritornò in Roma nel

r Indie di s. Tommaso: tornato a 1677, ricevuto dal Papa Innocen-


Roma e fatta relazione di sua mis- zo XI con giubilo e stima; ma
sione a Pio V, fu fatto vescovo
s. volendolo onorare di pubblico con-
di Vico. Leonardo Abela, eletto cistoro, per leggervi le lettere del

vescovo di Sidonia nel i582 da re persiano e del patriarca di Ar-


Gregorio XIII, destinato nunzio in menia, Dio se lo riprese prima. Do-
Levante^ dopo la qual missione Si- menico Sceberras arcidiacono del-
sto V Io fece vicegerente di Ro- la chiesa maltese, Benedetto XIII
ma. P. Girolamo Manduca gesuita lo fecevescovo di Epifania. Stefa-
di grande erudizione e di eminen- no Hagius minore osservante Be- ,

te letteratura, autore di varie ope- nedetto XIII lo dichiarò coadiuto-


re. Antonio Bosio nel 1600 pub- re al vescovo di Comacchio. Lo-
blicò diverse opere, e quindi scris- dovico Costanzo guardaroba di Be-
,

MAL MAL 67
nedello XIV, prelato domestico e fossero gli abitanti Malta innan- di
giudice della fabbrica di s. Pietro. zi ai fcnicii di Tiro, che vi de-

Pier Tommaso Testa ferrata refe- dussero la prima colonia, quattor-


rendario delle due segnature, go- dici secoli prima dell'era nostra.
vernatore di Città di Castello, vi- Non si conosce il modo come ve-
celegato di R.aveana e segretario nisse denominata, perchè si ritiene
dell'esame de* vescovi, che per vec- favolosa l' Ogigia di Calipso, che
chiezza ripatriò. Cartalessio Pisani taluni vorrebbero riconoscervi, e
fatto da Benedétto XIV avvocato molto meno l'Ipperia o Iperia dei
concistoriale per la città di Roma, feaci, probabilmente situata nella
indi da Clemente XIII promotore spiaggia siciliana di Camarina. Vi
della fede, consultore de' riti, esami- stabilirono fenicii un piccolo re-
i

natore e prelato domestico; profondo gno verso l'anno 1271 avanti Gesù
g^iuieconsulto, morì quando Cle- CristOj con autorità temperata dal
mente XIV stava per promoverlo. voto de'magnati e del popolo; quindi
Del prelato Onorato Bras, e di Ovidio fa menzione del re Batto, che
quei che conseguirono il vescovato con ospitale magnificenza accolse
della patria, ne parleremo in segui- Anna sorella di Bidone, fuggiente
to. Fabrizio Sceberras-Testaferrata la tirannide di Jarba re dei numi-

creato cardinale da Pio VII, mo- di Era Malta l'emporio e il ri-


i.

rì vescovo di Senigallia.
Giuseppe fugio ove fenicii navigando da
i

Bartolomeo Xerri arcidiacono^ da Tiro e Sidone, a Cadice approda-


Pio VII fatto arcivescovo di Tia- vano. Questi edificarono in fondo
iia. Publio Maria dei conti Sant alla baia di Marsa Sirocco, sopra la
canonico, nominato da Pio VII ve- collina un grandioso tempio ad Er-
scovo di Larada. Onorano grande- cole. Molti monumenti vi si trova-
mente la patria due rispettabili no di architettura e scoltura di
viventi prelati. 11 primo è monsi- stile fenicio, e parecchie torri, mu-
gnor Lorenzo Grec-Delicata, fatto ragli e e ruderi di grosse pietre com-
da Gregorio XVI protonotario a- messe senza cemento, la quale strut-
postolico, delegato di Civitavecchia, tura suol chiamarsi impropriamen-
uditore del camerlengato, e chieri- te ciclopea. Vi
disotterrarono mol-
si

co di camera, presidente delle zec- ti ed alcuni antichi se-


idoli egiziani,
che e degli uffìzi de'bolli d'oro e polcreti ricordano quell'industre e
di argento. Il secondo è monsignor ricca nazione. Altre prove del do-
Annetto Casolani canonico, fatto minio fenicio sono le medaglie; e
da Gregorio XVI vescovo di Mau- persino l'odierno linguaggio, che si
ricastro, vicario apostolico dell'A- qualifica comunemente per arabo
frica centrale. corrotto, venne riconosciuto pieno
Melila fu.il nome greco dell'i- di fenicii vocaboli ; ma generalmen-
sola, cangiato in Malta dagli ara- te parlasi l' italiano nella città. Vi
bi. Gli indagatori delle antichità furono alcuni che reputa-
autori,
maltesi crédono che ne'remoti tem- rono essere l'odierno vernacolo mal-
pi r isole di Melita, Gozo e Comi- tese soltanto un corrotto arabo
110 fossero insieme congiunte, e da negando che conservisi in esso ve-
im terrestre scuotimento squarcia- runa traccia dell'antico fenicio ; ma
te poscia e divise. S' ignora quali altri sostennero eh' esistono nella
,

68 MAL MAL
presente fivella maltese non pochi fabbricar Nasso e le altre città gre-
ava uri della fenicia. Sembra più che di Sicilia. I nuovi abitatori si

verosimile il sentimento de' secon- stabilirono nelle parti mediterranee,


di, a parere di classici autori che rimanendo gli antichi lungo il li-r

hanno esaminato la questione. Si toralcj sebbene poi insieme si con-


può quindi asserire con certezza fondessero. Ebbe allora Malta, co-
che il presente linguaggio maltese stituita in repubblica, un indipen-
sia un avanzo deiranlico fenicio, dente senato, i propri magistrati
mischiato bensì per le vicende dei ed popolari comizi, come si rile-
i

tempi con voci barbare^ e che mol- va dalla Tessera ospitale accordata
te voci maltesi rassomigliano alle a Demetrio figliuolo di Diodato
fenicie, alle caldee , all'ebree , alle siracusano. La legislazione di Ca-
siriache ed alle puniche, tutti dia- ronda vi fu in vigore; ma sotto il
letti della stessa madre lingua. Ma primo Gelone tiranno di Siracusa,
tuttavia non si può negare che vi Malta cangiò reggimento e diven-
sieno neir odierno linguaggio mal- ne colonia dorica, ed a quella po-
tese molte voci arabe , e perciò il tente città fu assoggettata. Di gre-
eh. ab. Vassallo maltese sostiene, ca costruzione si trovano in Malta
che la presente Ungua maltese sa parecchi campani vol-
edifizi, vasi
di arabismo , e non però si può garmente detti etruschi, ed ampie
conchiudere che sia perfettamente catacombe sotterraneamente costrui-
araba, e che non conservi un a- te in foggia di laberinto ad uso dei
vanzo ragguardevole della lingua sepolcri. 1 punici cartaginesi con-
fenicia, come fu riconosciuto da pa- quistatori invasero verso l'anno 620
recchi autori; quindi per questo ri- Malta colle loro armi, e la sotto-
flesso la lingua maltese si rende un posero al loro duro servaggio, to-
monumento prezioso di veneranda gliendole ogni idea di libero go-
antichità. Per apprendersi la lin- verno. Attilio Regolo console ro-
gua maltese^ bisogna adoperare la mano nella prima guerra punica,
grammatica e il dizionario maltese saccheggiò quest'isola circa l'anno
del lodato Vassallo, stampati in Ro- 264. Quindi all' apparire del con-
ma Fino dal tempo
dal Fulgoni. sole romano Tito Sempronio pro-
della conquista de'normanni, nelle veniente da Lilibeo , i maltesi si
corti e nei tribunali non si scri- dichiararono in favore di Roma
ve e non si parla che l'italiano ed durante la seconda guerra, e con-
il latino, ed è ormai, il ripeliamo, segnarono prigione il comandante
reso familiare l'italiano nella città. cartaginese Amilcare figlio di Gi-
Verso l'anno 822 avanti la no- scone, con duemila soldati di pre-
stra era, i greci tolsero quest'isole sidio, i quali furono venduti all'in-

ai fenicii, e formarono di esse due canto nel ritorno in Sicilia. Vi ap-


repubbliche sul sistema dei gover- prodò poi la flotta di Massinissa re
ni della Grecia. Verso quest'epoca di Numidia che la fece saccheg-
,

il re Batto accolse in Malta la re- giare. Nell'anno 24 f avanti Gesù


gina Didone, e poscia la sua sorella Cristo, i cartaginesi cederono le iso-
Anna. I calcidesi d'Eubea guidati le alla repubblica romana , negli
da Teocle, dedussero in Malta una articoli di pace stabiliti col console
colonia jonia innanzi di passare a Luttazio. Tuttavolta jieli'anao 218
MAL MA L 69
i cartaginesi invasero nnovamenle da invasione e stabilimento de' sa-
Malta e Gozo, quindi fiiiono to- raceni nelle isole fu nel 904 , dal
talmente espulsi dal console Tito quale dominio, tranne breve tem- il

Sempronio, e poscia le isole ven- po che dominarla i


tornarono a
nero erette in municipio romano. greci, non venne liberata che nel
Fu in seguito esposta a qualche 1090, mercè il valoroso conte Rug-
incursione de' tirreni pirati , senza gero eroe de' normanni, rendendo
che vi sia bastevole fondamento da tributari saraceni, e terminando
i

creder vera la temporanea occupa- cosi un propugnacolo all'araba pi-


zione de' volalerrani dall'archeolo- rateria; dappoiché conoscendo i sa-
go Inghirami posta in campo nel raceni l'importanza di questa po-
secolo XVII, coH'appoggio di alcu- sizione, ne avevano fatto il depo-
no de' disotterrati monumenti. sito generale delle loro munizioni
I maltesi datisi ai romani di- e delle loro forze. Il re Ruggero
vennero soci della repubblica, ma figlio del detto conte, nel1120
fecero poi parte della provincia di discacciò totalmente i saraceni da
Sicilia, governandoli il pretore di queste isole , e le unì alla corona
quell'isola. L'imperatore Claudio di Sicilia. Adunque Malta venne
concesse a Malta il titolo di mu- allora unita alla Sicilia, e non eb-
nicipio, e tornarono gli abitanti a be da quell'epoca una speciale
pili
governarsi colle proprie leggi, e con politica esistenza; onde colla sici-
diritto a' suffragi ed ai romani im- liana si confonde la storia maltese
pieghi, venendo compresi nella tri- dal secolo XIII al secolo XVI. Pe-
bù Quirina. La popolazione si di- rò dal 1224 Malta fu un feudo
vise ne' tre ordini di patroni, de- dell' impero di Germania, mentre
curioni e plebe. Il governatore di Federico II vi fece trasportare il
Malta spedito dagl' imperatori ave- popolo della città di Celano.
va il titolo di procuratore , e fu Carlo I d'Angiò divenuto re di Si-
Crestione liberto d'Augusto il pri- cilia nel 1266 se ne impadronì, l'una
mo che ottenesse questa carica. Il e l'altra perdendo nel 1283, allorché
principale cittadino poi ebbe l'ono- Pietro III re d'Aragona le occupò,
revole qualifica di flamine augu- ed il re Lodovico nel i35o stabifi
stale, e presiedeva al collegio de' se- a Malia un governamento eguale
viri.De' notabili edilìzi romani si a quello delle altre città di Sicilia,
veggono presso l'antica metropoli come si legge nel suo diploma dei
gli avanzi.Caduto 1' impero d' oc- 7 ottobre, con cui incorporò le iso-
cidente, Malta fu dominata dai van- le al regio demanio. Nel 1371 die-
dali e dai goti, ma l'incorporò Giu- rono il guasto alle isole dieci ga-
stiniano I all'impero d'oriente in lere genovesi, perché la repubblica
tempo della sua trattatila con A- era nemica del re Federico. Que-
malasunta, col mezzo delle armi del sto principe si recò nell' anno se-
prode Belisario che scacciò bar- i guente in Malta per riparare i dan-
bari nel537 di nostra era. Wel- ni recati da tale aggressione, e ri-
l'anno 870 o 874 per la prima munerò que' maltesi che si distin-
volta cadde sotto il giogo de' sara- sero nella difesa della patria, colla
ceni, non è però vero che fòsse riu- concessione di vari feudi ed altre
nita al regno di Tunisi. La secon- grazie. Annoiati i maltesi delle fre-
jù MAL MAL
quenti illutazioni de'go vernali li feu- pcralòre Carlo V, perciò sovra-
datai'i, e de' loro tiraiincggiamciìli, no dell'isole di Malta, Gozo e
nel i397 ottennero dal re Marti- Cornino, r ordine religioso de' ca-
no con diploma de* 27 novembre, valieri ospedalieri di s. Giovanni
la perpetua unione delle due isole di Gerusalemme perdette isola 1'

di Malta e Gozo al regio demanio, di Rodi, dopo avere sostenuto con-


colla legge di non poter essere più tro Solimano II un glorioso asse-
infeudate. Nel 14^7 la città No- dio; quindi i cavalieri di Rodi cer-
tabile fu assediata da dieciottomila cando un luogo libero ove stabi-
mori, dai quali fu anche saccKeg- lirsi, con porto per ricovrare la lo-

giata la campagna Malta e quel-


di ro flotta, Carlo
ne fu ricercato V
la dell'isola del Gozo. Malta ed il dal loro gran maestro fr. Filippo
Gozo dopo essersi redente col pro- Villiers risle-Adam, che perciò por-
prio denaro nel 14^8, furono di tossi a Madrid. La lusinga di di-

nuovo erette in città regie e dema- venire quasi iled il


restauratore
niali, al pari di Palermo e Messi- secondo fondatore d'un ordine il-
na, con diploma del re Alfonso e lustre che da più secoli erasi con-
con amplissime prerogative per ga- sagrato alla difesa de' cristiani, e
ranzia di tale grazia e privilegio. forse più la speranza di porre al
Il re ritornando dalia conquista coperto dalle incursioni degli infe-
delle Gerije, cui aveano contribuito deli le isole di Sicilia e di Sarde-
i con navigli armati, nel
maltesi gna, regno di Napoli e le coste
il

1432 si fermò nell'isola. Dipoi l'u- d'Italia, determinarono Carlo V a


niversità di Malta nel 14^0 otten- donare ai cavalieri di Rodi V isole
ne dal re Alfonso con diploma dei di Malta, Gozo e Cornino, col pat-

9 giugno la facoltà di estrarre dalla to di fare una guerra continua ai

Sicilia tutte le vettovaglie necessa- turchi ed ai corsari , incaricandoli


rie alla popolazione , senza pagare nel tempo stesso della difesa di
diritto di estrazione. Nel i4^7 un- Tripoli di Barberia, di cui allora
dici galere turche saccheggiarono l'imperatore era in possesso. Così
il gran Castello, oggi Città Vitto- il gran maestro e l'ordine geroso-
riosa, colla prigionia di molte per- limitano, abbandonarono l'idea di
sone. Nel 1490 '' viceré, di Sicilia riconquistare Rodi, ovvero occupa-
d. Fernando d' Acugna si recò in re Modone nella Morea , od otte-
Malta per provvedere al suo buon nere dalla repubblica di Venezia
governo. Mentre regnava Ferdinan- qualche isola del mare Jonio. Al-
do V i maltesi concorsero alla con- l'articolo Gerosolimitano ordine (/^e-
quista di Tripoli. Correndo l'anno di), nel voi. XXIX del Dizionario,
i52i il casale Gargur fu saccheg- massime alle pag. 241 e seg., si

gialo dai turchi, in uno sbarco; e dissecon (jualche diffusione, come


nel i526 soffrì egiial destino il Carlo V concesse in perpetuo a
casale Musta, colla schiavitù della detto ordine ad istanza del Papa
sua popolazione, tutlavolla giam- Clemente VII nel i53o le nomi-
mai Malta soggiacque alla domi- nate isole in feiulo nobile e libero,
nazione dei turchi. con mero e misto impero, con fa-
Mentre era re d' Aragona os- coltà di battere moneta, e coll'an-
sia' di Spagna e di Sicilia V im- nuo tributo di un falcone o spar-
MAL MAL 71
•viero, e come il tulio approvò con sesso, conducendo con essi i com-
bolla il Pontefice. In tal modo missari regi destinati a dar loro il

Malta accolse i benemeriti difen- possesso della città e dell' isola, di


sori della cristianità e divenne con cui era capitano in quell'anno Leo-
nuovi ed alti destini la residenza nardo Calava nobile maltese. Li i5
dell'ordine nobilissimo, che dal luo- giugno gli spettabili giurati di Mal-
go prese il nome d'ordine e reli- ta cioè i membri componenti il
,

gione di Malta, ed i cavalieri egual- senato e il magistrato municipale,


mente si dissero cavalieri di Malta, col consenso di tutto il consiglio
come per antonomasia sono ancora della città, cedettero a favore del-
chiamati. l' erario della religione gerosolimi-
Quanto poi all'acquisto dell'isola tana trentamila fiorini, che dall'u-
e possesso che ne presero i cavalieri niversità di Malta si fossero potuti
gerosolimitani, permetteremo que-
ci pretendere, per essere stati da essa
ste altre L'isola di Malta
notizie. pagati per ricuperare l' isola dal
e quella di Gozo furono cedute da pignoramento fattone dal re Alfon-
Carlo V e da Giovanna sua madre so, ed a nome di essa ricevettero
regina di Sicilia alla religione ge- i detli commissari, i quali imme-
rosolimitana in perpetuo feudo, no- diatamente confermarono i privile-
bile,libero e franco, con mero e gi, capitoli ed usi, e l'esenzioni fa-
misto impero, e con molte condi- vorevoli al popolo di Malta , indi
zioni e clausule che si leggono nel prestarono il giuramento solenne
diploma dato in Castel Franco H per la loro osservanza. Ai 20 di
23 o 24 marzo i53o, essendo le detto mese Alvaro de Nava effet-
più rilevanti l'annuo tributo da tuò la cessione dell'isola; dipoi ai
presentarsi al viceré di Sicilia e la 22 gli stessi commissari si portaro-
nomina del vescovo di Malta re- , no neir isola del Gozo a prender-
stando così salvo l'alto dominio nei ne possesso. Indi le università delle
futuri re di Sicilia, Questa conces- isole spedirono Paolo de JXasis e
sione seguita in tal guisa per in- Giovanni Calava per la città ed
tercessioneprima di Adriano VI e isole di Malta, e Francesco Piata-
poi di Clemente VII, fu accettata mone con Pietro Mannara per quel-
col dovuto rendimento di grazie al- la del Gozo ambasciatori al gran
la divina provvidenza per un fa- maestro ed alla religione dimoranti
vore cotanto segnalato, nel capitolo allora in Siracusa , a render loro
generale celebiato in Siracusa li 25 pronta obbedienza, ed a congratu»
aprile di detto anno dal gran mae- larsi con esso loro dell' acquistato
stro e suoi cavalieri, e li 29 mag- nuovo dominio, a' quali ambascia-
gio gli ambasciatori dell'ordine pre- tori furono confermati i privilegi
starono solennemente il giuramento delle due isole, e la ratificazione
di fedeltà a nome della religione del giuramento, che a nome di tut-
gerosolimitana in mano del viceré to l'ordine aveano fatto commis- i

di Sicilia d. Ettore Pignatlelli con- sari. A' 25 ottobre partì da Sira-


te di Mataleone, pel feudo di Mal- cusa il gran maestro Villiers col
ta, Gozo e Tripoli. Indi da Mes- suo sacro convento, e nella matti-
sina se ne passarono colle galere na seguente approdò in quest'isola,
in quefcl' isola a prenderne il pos- quindi a' i3 novembre, come nuo-
72 MAL MAL
vo principe, accompagnato da tulli si procacciarono l'ammirazione e la

i signori della gian croce e dalla gratil:idine della cristianità. In se-


jiiaggior parte degli altri cavalieri, guito Malta fu sempre inutilmente
fu con applauso ricevuto nella città Vcigheggiata da' turchi, a'quali sa-
JVotabile dagli ecclesiastici, dal ma- rebbe riuscita grandemente utile se
gistrato, dai nobili e da tutto il po- l'avessero potuta espugnare, men-
polo, avendo alla porta della città tre la conservazione sua in mani
reiterato giuramento d'osservare
il della religione ed ordine di Malta
i suoi privilegi, e quando colle due divenne immensamente utile ed im-
chiavi d'argento che gli si presen- portante. Quanto a Tripoli, dipoi
tarono fu aperta la porta , venne i cavalieri fecero conoscere a Carlo
salutalo da più salve di artiglieria. V non potersi sostenere senza va-
Condotto alla chiesa cattedrale, vi ed infatti ricad-
lide foitiflcazioni,

ascoltò la messa ; indi passò in casa de presto in potere dei turchi. Nel
di Michele Falzon nobile maltese 1542 il corsaro Dragut fece uno
vice-ammiraglio delle isole, ove fu sbarco, e nel i546 saccheggiò le
trattato con lauto banchetto. Indi campagne del Gozo. Sinan bascià
portatosi ad abitare nel Castel s. nel i55i assediò la città Notabile,
Angelo, destinò la chiesa parroc- e passando a Gozo ne saccheggiò
chiale di s. Lorenzo per la conven- r isola, ed imprigionò tutti gli abi-
tuale dell'ordine suo. Inoltre il gran tanti. Nel i552 furono edificati il
maestro volle subito conoscere tutti castello s. Elmo all' ingresso del
i nobili e principali dell'isola, ed Porto, e Michele
il forte s. nella
essere informato dai vecchi i più penisola Senglea. Nel i56o i tur-

ragguardevoli , e con piacere ne chi fecero altri prigioni nel Gozo.


trovò molti di loro eruditi e ver- Temendo Solimano II loro impera-
sati nelle belle lettere. tore la vicinanza e bravura dei pro-
Malta coi loro gran
I cavalieri di di cavalieri gerosolimitani, nel i565
maestri dopo il loro stabilimento
, fece assediare l'isola Malta con di

nell'isola che non offriva alcun mez- formidabili forze, alle quali con as-
zo di difesa, la fortificarono da ogni sai inferiori non solamente resistet-

Jato, che inoltre difesa dalla natu- te il gran maestro fr. Giovanni de

ra divenne ben tosto inaccessibile. la Vallette Paiisot, ma con prodi-

Quindi l'abbellirono, resero consi- gi di valore dopo quattro mesi co-

derabilmente vantaggiosa la posi- strinse i turchi a levare V assedio


zione del paese, che aumentarono dalla Vittoriosa ove risiedevano i

di abitanti, succedendovi quegli av- cavalieri , ed abbandonare l'im-


venimenti che registrammo al men- presa. In detto assedio il popolo
tovato articolo. Ascrivendosi all'or- maltese diede prove luminose di
dine i più illustri e distinti per- valore e fedeltà, per testimonianza
sonaggi di Europa, le loro ricchez- dello stesso Bosio cronista dell'or-

ze in gran parte furono spese in dine gerosolimitano. Nel citato luo-


Malta, dopo il cui acquisto i ca- go a pag. 1^5 e seg. narrammo
valieri con immenso ardore ripre- quanto fu benemerito di tal ditesa
sero le loro crociate e caravane a il Papa Pio IV, e quanto il suc-
danno degl' infedeli, e con un se- cessore s. Pio V generosamente con-
guito di gloriose azioni sempre piU corse air edificazione della nuova
, 5

MAL MAL 73
città che prese nome La Vallet- città della Valletta il palazzo del
ta, da quello del gran maestro: magistrato : quelli del principe e del
terminato il recinto della nuova cit- magistrato della città Notabile si

tà gran maestro del


il Monte col rinnovarono nel 1732, nel quale
suo ordine e col popolo fece il sO' anno Gozo si fondò l'ospedale
in
leniie ingresso per abitarla , e nel per femmine.
le
iSyi i tribunali ed il magistrato Questo forte baluardo della cri-
delta città Vittoriosa si tiasferiro- stianità contro turchi e barba-
i

no nuova Valletta.
nella reschi, cadde in potere de' fran-
Dipoi nel 1 58 1 cadde in Malta tal cesi nell'anno 1798 a' 12 giugno,
diluvio di acqua, che durando venti dopo averne tenuto i cavalieri d
ore con furioso vento, fu dai maltesi glorioso dominio per 268 anni, es-
tenuto per cosa prodigiosa, e chia- sendo allora gran maestro fr. Fer-
malo l'anno del diluvio. La squa- dinando di Hompesch. Tuttociò che
dra del corsaro Diserta nel i583 precedette, accompagnò e seguì la
saccheggiò il R.abato dell' isola del perdita fatta dall'ordine gerosolimi-
Gozo. JNel 1598 venne fondato il tano delle isole di Malta , Gozo e
monte di pietà, arricchito succes- Cornino, lo descrivemmo dalla p.
sivamente dalle contribuzioni di va- 263 alla p. 275 con le principali
rie persone; nel 1607 poi Cateri- sue circostanze, ed il modo come
na Vitali fondò il monte di reden- l'aveano governate i cavalieri. Fu
zione, e gli assegnò la sua ricca la spedizione francese destinata per
eredità. Nel 161 4 i turchi fecero r Egitto sotto il comando del ge-
uno sbarco nell'isola di Malta, per neralissimo Bonaparte, che s'impa-
saccheggiarla e devastarla ; fecero dronì di Malta e sue dipendenze.
poco danno, e vennero respinti dai Gl'inglesi d' intelligenza coi maltesi
cavalieii, che attribuirono la par- che vollero scuotere il giogo fiau-
tenza del nemico a miracolo della cese, non tardarono a bloccarvi le
Madonna di Melecha, immagine in truppe francesi quivi lasciate di
somma venerazione oell' isola che , guarnigione, che avendo resistito ai
la pia tradizione vuole dipinta da replicati attacchi , furono costrette
s. Luca. Terminatosi nel i6i5 il dalla fame ad arrendersi loro a'

celebre acquedotto della Valletta settembre 1800. Furono i maltesi


si videro le sue acque scorrere sul- che provocati dagli inglesi di Sici-
la piazza della città. Al medesimo lia chiamarono questi ad occupar
articolo Gerosolimitano raccontam- r isola, e liberarli dai francesi, on-
mo le cose principali riguardanti de il dominio dell' Inghilterra su
Malta ne' tempi successivi, e come Malta veramente viene riguardato
Urbatio Vili cooperò alle sue for- piuttosto un'occupazione militar»;
tificazioni, sempre più divenendo i in fatto poi si ritiene Malta come
cavalieri il terrore de' turchi nel una colonia dell'Inghilterra, non
Mediterraneo. Nel i654 Nicolò Saura però direttamente unita alla mo-
fondò l'ospedale pei cronici nel bor- narchia, ma quale una appartenen-
go della città Notabile, e nel 17 19 za della linea di Sofia Stuart ma-
d. Gio. Maria Camilleri eresse nel- dre di Giorgio I re d' Inghilterra
r isola di Gozo lo spedale pei ma- della casa d'Annover, e perciò di
schi, ludi nel 172 i si riediQò nella Giorgio IH che regnava all'epoca
,

fi MAL MAL
dell'occupazione, e della regnante oltre il terremoto del i65g che
regina Vittoria e sua discendenza. recò molti danni, massime nella
JVel 1802 il re d'Inghilterra di- Valletta. Per la cessazione della
cliiarò porto franco l' isola di Mal- peste del i5gi per voto dell'uni-
ta. Pel trattalo di Amiens fir sti- versità di Malta fu eretta la chiesa
pulato nel 1802 a* 25 marzo, che di s. Kocco, con confraternita ad
Malta saiel)be restituita a' cavalieri, onore del santo, e per la sua fe-
ciò che mai vollero effettuare gli sta venne istituita la corsa dei pa-
inglesi a fronte delle rimostranze e lii. Nel più volte citato artieolo
proteste dell'orcline , locchè diede riportammo i diversi abbellimenti
motivo alla continuazione della guer- e fortificazioni Malta dai fatte a
ra tra la Francia e l'Inghilterra. gran maestri, da lorogli edifizi
Sul trattato d'Amiens va letto l'o- eretti, e molti degli autori che de-
puscolo intitolato Ossen'azìoni so- : scrissero l'isola, massime alle pag.
pra la nuova riforma fatta nel go- 287, 247, 268, 821 e 822. Il
verno dell'ordine gerosolimitano in maltese prelato e commendatore
favore dèi maltesi e loro commer- dell'ordine gerosolimitano Onorato
cio nel trattato definitivo, 1802. Bres delegato apostolico del Lazio
In fine il trattato di Parigi del e delle provincie di Marittima e
181 4 assicurò agl'inglesi il posses- Campagna nel 1816 stampò in
so di questa isola, acquisto per essi Roma sua opera intitolata: Mal-
la

sommamente importante , sotto i ta illustrata. Lodata per critica e


l'apporti politici e commerciali. Il grande erudizione con cui descrisse
governo inglese vi tiene un rappre- l'origine di Malta, le sue relazioni
sentante col titolo di governatore cogli antichi popoli, il suo com-
pel civile e militare, ed una con- mercio, navigazione, industria, arti,
siderabile guarnigione; ma è falso, monumenti , forma di governo e
come scrissero alcuni, che i maltesi quanto riguarda la religione. Vi
conservalo abbiano quasi tutti i loro aggiunse le incisioni della topogra-
antichi diritti ed usi, e fra gli altri fia di Malta, Gozo e Cornino; del-
quello di eleggere i propri magi- l' iscrizione fenicio-greca colle ver-
strati. II governo politico della cit- sioni di Barthelemy , Swintho ,

tà Notabile, il consiglio popolare ed Bayer e Fabricy ; della Tessera ospi-


i magistrati municipali, i quali fino tale greca del regio museo di Na-
al declinare dello scorso secolo ed poli, e le sue diecinove medaglie
ai primordi del corrente conserva- antiche. La popolazione di Malta
rono una larva dell'antica esisten- secondo il Bosio ammontò a 60,000
za politica della nazione maltese, nell'epoca cioè della cessione del-
per non esistono piii.
atti legislativi l'isola all'ordine gerosolimitano,
GÌ' inglesi vi hanno talmente mol- benché non fosse nel suo florido
tiplicate le opere di difesa, che può stato per le turbolenze de' tempi ;

dirsi Malta una delle fortezze più ma ora è di molto aumentata, e


formidabili, tenendovi spesso anco- si deve ritenere che tal pregio an-
rate le proprie flotte. Più volte ticamenle godesse nella stessa gui-
Malta fu afflilfa dalla peste, come sa, dappoiché quando fu colonia dei
negh anni iSip, 1092, i5gS fenicii e de' greci era perfettamen-
1623, i655, 1675, come nel i8i3, te indipendente, e perciò libera;
MAL MAL 75
e quando era municfpio romano numero 56 del Diario di Roma
godeva molti privilegi; il vasto 1845 si riporta la morte seguita
commercio poi ciie faceva la ren- a*IO luglio del balio fr. Carlo
deva doviziosa, ed in qualunque Candida luogotenente del magiste-
sua parte era abitata, laonde la di ro, d'anni 82; che il di lui cada-
lei popolazione negli antichi tempi vere fu con pompa funebre (cioè
almeno non dovette essere inferiore con quella che si usa con gli am-
alla presente. basciatori) trasportato nella sera
Al presente la residenza del ma- seguente nella chiesa di s. France-
gistero del sacro militare ordine sco d' Asisi (ove fu ricevuto da
gcrosolimilano è in Roma, e progres- tutto il corpo dell'ordine) presso
sivo n'è l'incremento. Qui registre- r ospizio gerosolimitano a Ponte
remo le avvenute
principali cose Sisto, già disposta . con lugubre
Dell'ordine, dopo la slampa dell'ar- apparato, ed ivi esposto sopra ma-
ticolo Gerosolimitano ordine, seb- gnifico letto (eguale a quello dei
bene sembri estraneo all' odierna cardinali,con la testa rivolta alTal-
condizione di Malta; ma siccome tare in segno del diritto che gode
a quell'articolo citammo questo, co- l'ordine sulla chiesa ), e che nella
sì potrà servire di addizione alle mattina del 12 vennero celebrale
notizie dell'ordine che signoreggiò le solenni esequie coll'assistenza dei
quest'isola. Avendo esposto il balio dignitari, commendatori e cavalie-
Candida che per le gravi infeimi- ri dell'ordine, che gli tributarono
tà ond'era travagliato non poteva lagrime di riconoscenza e contras-
più solo dedicarsi ai molteplici af- segni del più vivo dolore, ivi facen-
fari dell'ordine gerosolimitano, dì dosi il più giusto elogio a quelle sin-
cui quale luogotenente siedeva a golari benemerenze del defunto ver-
capo, il XVI con
Papa Gregorio so l'ordine, che enumerammo al-
breve del 20 dicembre i844 no- l'articolo Gerosolimitano , per le
minò un consiglio composto dal belle doti di cui era fornito, per
balio fr. Alessandro Borgia, com- le fatiche che sopportò pel rista-
ujcndatore fr. Tommaso d'Aquino, bilimento , vantaggi e splendore
commendatore fr. Angelo Ghislieri, dell'ordine, per aver sostenuto la
e commendatore fr. Filippo Filip- luogotenenza col massimo zelo per
pi (dal Papa regnante fatto suo lo spazio di undici anni, nel de-
cavallerizzo maggiore ) , affinchè corso de'quali mercè l'alta protezione
d'aiuto gli servissero, e con voto del Papa Gregorio XVI, dell'impera-
deliberativo e consultivo provve- tore d'Austria e di vari sovrani d'Ita-
dessero agli affari dell'ordine. Es- lia ristabilì l'ordine nel regjio lom-
sendo in seguito chiaramente os- bardo-veneto qua e di là dai
, di
servato essere necessario d'aumen- Faro, Piemonte, Parma, Piacenza,
tare il numero degli individui com» Modena e Lucca, e quasi nell'in-
ponenti il detto consiglio, con re- tiera penisola. Fu tumulato nella
scritto pontificio del 20 maggio detta chiesa dalla parte del vange-
1845 vennero chiamati a far par- lo, ove si è eretto un marmoreo
tedi quello il commendatore fr. monumento scolpito dal cav. La-
Lodovico Ciccolini ed il conimen- boreur, ove si vede il ritratto del
datore fr. Giuseppe Ferretti. iVel defunto in medaglia , di mezzo
76 MAL MAL
basso- rilievo, con onorevole iscrìzio* lia dell'ordine, cioè il bah fr. Cri-
De. Inoltre agli i i luglio il Pontefice stoforo Ferretti. Da un però lato
Gregorio XVI, con biglietto del si conosceva la iiremovibile sua
cardinal segretario di stato, nominò determinazione nel non voler ac-
luogotenente interino il bali fr. cettare la luogotenenza del magi-
Alessandro Borgia di Velletri, come stero, e dair altro subentrava la
il più anziano tra i cavalieri pro- considerazione che nella sua po-
fessi. Per 1 elezione poi del nuovo sizione attuale di plenipotenziario
luogotenente dell'ordine, non po- dell'ordine stesso e residente a Mi-
lendosi mutate circostanze
per le lano, potea egli continuare a ren-
attenersi a quanto viene scrupolo- der de'servigi non meno utili che
samente prescritto dagli statuti gero- importanti, avendo prestato la sua
solimitani, r ordine procurò di ap- opera presso molti sovrani onde
prossimarsi per quanto più potè meglio far rivivere l'ordine. Ecco
a ciò che in quelli viene ordinato. poi la nota dei personaggi compo-
Ond' è che ciascun priorato inviò nenti il consiglio compito che e-
due deputali elettori presi dal nu- lessero il luogotenente. Bali fr. A-
mero de' cavalieri professi; furono lessandro Borgia; bah fr. Gio. An-
quindi chiamati a far parte di tonio Cappellari dellaColomba gran
detto consiglio compito come elet- priore lombardo- vene-
del regno
tori , i bah capitolari, i bah di to ; bah fr. Giovanni Borgia gran
grazia, non che il balio di s. Seba- priore del regno delle due Sicilie;
stiano di Roma principe di Pale- bali capitolare di s. Giuseppe di
strina d. Francesco Barberini , a Doschitz fr. Francesco Klevenhiil-
ciò abilitato da bolla di Urbano ler; bah capitolare di s. Sebastiano
numero
Vili. Nel 75 del Diario principe Francesco Maria Barbe-
di Roma 184^ si legge, che nel rini bah di grazia
; fr. Edmondo
palazzo magistrale dell'ordine, per Poudeuhove; bah di grazia fr, Cri-
disposizione del Papa, in forma di stoforo Ferretti; ed i commenda-
consiglio compito, sotto la presi- tori fr. Filippo di Colloredo, Tom-
denza del luogotenente interino ba- maso di Aquino,
Angelo Ghislie-
fi fr. Alessandro Borgia si de venne ri 3 Filippo Filippi , Lodovico Prao-

alla nomina del successore al de- lini Giuseppe Ferretti


, Onofrio ,

funto luogotenente, che ai i5


e Garofalo Luigi de Pergen, Gu-
,

settembre la scelta cadde sopra il stavo Weipperg, e Giulio Barat-


commendatore fr. Filippo Collore- tieri. Eletto che fu il luogotenen-
do, per essere di antichissima fa- te del magistero da questo rispet-
miglia, e di intemerati e rigidi tabile consiglio compilo^ dopo l'ap-
costumi , di somma pietà e di provazione del Pontefice Gregorio
senno che saviamente discerne e XVI, si portò il corpo dell'ordine
al meglio s' appiglia, soggetto ri- nella chiesa di s. Francesco a Pon-
spettabilissimo. Si dice ancora che te Sisto, ove dopo messa solenne,
il nobile consesso stava però qua- coir intervento del cardinal Giaco-
si direbbesi perplesso nella scelta. mo P^ilippo Fransoni protettore
Dappoiché v'era in esso pur anco dell'inclito ordine e gran croce del
un dignitario gran croce dell'ordi- medesimo, il vice-cancelliere lesse
ne, che tutta riscuoteva la simpa- la bolla pontificia coufermatoria
y

MAL MAL 77
dell' elezione fatta dal consìglio com- emanò graziose disposizioni in fa-
pito del nuovo luogotenente fr. vore della lingua italiana, ed a van-
Filippo di Colloredo. Allora que- taggio de' suoi sudditi, assegnando
sti prestò nelle mani del cardina- dal regio erario delle trentaqualtro»
le il solenne giuramento prescritto mila lire de'beni già appartenenti
dagli statuti ; indi cantatosi il solen- all'oi dine , lire annue;
dodicimila
ne Te Deum^ si venne a ricevere disposizioni che incominciarono ad
dal luogotenente l'accollata o ab- aver effetto col i845. Colle mede-

braccio de' confratelli, ed il bacio sime stabilite rendite istituì due


delle mani da tutti gl'impiegati commende da lire tremila, e tre
dell'ordine. Neil' istesso giorno il commende da lire duemila annue
nuovo luogotenente del magistero per ciascuna. Tali commende la
unito ai membri del consiglio com- prima volta le conferì il re a'ca-
pito si portò a fare i suoi ossequi valieri di giustizia, poi le conferi-
a sua Santità ; ed alle tre ore po- rà r ordine ai cavalieri piii an-
meridiane ebbe luogo il convito, ziani designati dal re. Vietò al-
in cui presero luogo gì' individui l' ordine crear cavalieri di giusti-
del consiglio compito, e tutti i ca- zia ne' suoi accettare o eri-
stati,

Talieri dell'ordine, bevendosi con gere commende


o di giuspatro-
affettuosi brindisi alla salute del natOj senza la sovrana autorizza-
Pontefice e di tutti i sovrani che zione, quale ancora impose per le
beneficano e riconoscono l'ordine. croci di divozione. Le regie lette-
Nel medesimo anno i845 a'2 giu- re furono registrate dai senati se-
gno r arciduca Federico d'Austria denti in Torino , Nizza , Genova
feld-maresciallo luogotenente, vice- e Casale, e dalla camera de'con-
ammiraglio e comandante in capo ti. Orapasseremo a parlare della
della marina imperiale, dopo esse- città La W
alletta o Città Nuova
re stato ricevuto qual cavaliere di della Città Notabile o Città Vecchia^
giustizia nell'ordine gerosolimitano, e della sua sede vescovile.
emise la sua solenne professione La Vallette o La Valletta^ cit-

nella chiesa di s. Giovanni in tà e piazza fortissima sulla costa


Vienna, alla presenza dell' impera- settentrionale dell'isola di Malta,
trice madre, della regina di Sas- di cui è capoluogo, riceve le acque
sonia, dell'arciduchessa Sofia e di dal grandioso e lungo acquedotto
tutti gli altri arciduchi; la qual Wignacourt, ecomponesi di cinque
funzione fu celebrala con tutto parti : cioè la Valletta propriamen-
l'apparato degno di sì eccelsa per- te detta, la Floriana, la Senglea o
sona, il quale figlio d'uno de'più s. Michele, la Burmola , ed il

illustri guerrieri del secolo nostro, Vittorioso o la Città Vittoriosa,


non si mostrò degenere dal valor di cui già parlammo di sopra. La
paterno nell'assalto dato alla città Valletta fu fabbricata dal gran
di s. Giovanni d'Acri, che a lui maestro di tal nome nel i ^^C)^ sul
meritò il premio de' valorosi, cioè promontorio ovvero sulla parte del-
la croce di Maria Teresa. Nell'an- la collina la piti eminente chiama-

no poi precedente i844 »' regnan- ta Sceb e Ras, cioè luogo eleva-
te Carlo Alberto re di Sardegna, to. La Valletta occupa il nord est
con lettere patenti del 3 ottobre, di una peuisolelta o montagna di
78 MAL MAL
Scebeiras, che divide il porto di rioso. All'est si trovano i ruderi
questa città in due parti, una cliia- del tempio fenicio di Astarte, con-
mata il Gran-Poito, e l'altra Mar- vertito poi in tempio
di Giunone,
sa-Musceit; si è la porzione della e tutto lo spazio che intercede si-
città più popolata, cinta di mura, no alla Città Vecchia è folto di
guarnita died in oltre
bastioni, villaggi, orti e giardini. La Sen-
difesa dal forte sant'Elmo, dove si glea contiene anch' essa tre chiese:
è stabilito un faro. Contiene tre all'ovest ove termina il porto gran-
ospedali, caserme, prigioni, un pa- de , sono i villaggi di Gorradino
lazzo ove siedono le corti supreme e Cortino , fra' quali si vedono
giudiziarie, una biblioteca pubblica, molti avanzi notabili di antichi
tre cbiese, ed un teatro nella sua : eclifizi. Il suo nome lo prese dal
laguna o bacino fanno la qua- gran maestro Claudio de la Sen-
rantena legni cbe
i muovono dal gle, che la fece fortilìcare edifican-
Levante, nel suo lazzaretto. La done le abitazioni, con perpetuo
Floriana occupa il resto della sud- censo in favore della segreteria
delta penisolelta: fortissima è questa magl<»trale agli abitanli , di cui
parte della città, oltre alle mura vennero assolti nel i6oi. La Bur-
che la circondano, essendo a sua mola tocca verso il nord due i

difesa revellini e opere a corno; quartieri predetti, ed è attorniata


vi si trovano il palazzo e giardini da doppia cinta bastionata, l'una
Floriani, il giardino pubblico, l'or- cinta separata dall'altra per consi-
to botanico. Le altre tre parti della derabile spazio, chiamato la Coto-
città giacciono al sudest di quelle nerà: contiene tre chiese, un arse-
delle quali abbiamo parlato, e sono nale, ed un cantiere di costruzione.
separate dal Gran-Porto. La Sen- Fu gran maestro Nicola Coto-
il

glea ed il Vittorioso ,
parte più ner che nel 1670 edificò il borgo
antica della città, incominciata dai Cotonerà, nel quale si eleva il for-
saraceni nell' 838 , cuoprono due te di s. Margherita.
lingue di terra parallele cbe spor- Il porto della Valletta trovasi, co-
gono nel porto : questi quartieri me si è detto, diviso in due parti
sono ambedue circondati di mura, dalla penisola sulla quale è situata la
tranne dalla parte dello, stretto parte principale della città : il Gran-
braccio di mare che li disgiunge; Poi to, il cui ingresso, difeso dai
il Vittorioso è inoltre difeso dal forti Ricasoli e sant'Elmo, non è lar-

forte s. Angelo, da più cavalieri e go più di 4^0 metri , acquista poi


da opere a corno; racchiude co- migliore estensione e dividesi in
me dicemmo V antico palazzo del più rami, uno de' quali prolungasi
gran, maestro dell'ordine di Mal- tra il Vittorioso e la Senglea, e
ta, quello già del grande inquisi- penetra sino alla Burmola , accq-
tore, quello del capitolo generale gliendo verso la sua estremità
de'cavalieri, la casa municipale, l'e- nord-ovest un ruscello d' acqua
piscopio un ospedale navale, tre
, paludosa. L'entrata del bacino, lar-
chiese ed un oratorio di rito greco; ga appena un quarto di miglio, è
ivi era il borgo che sostenne il difesa da formidabili batterie a
memorando assedio di Solimano fuoco inciociato , che lo rendono
li, onde prese il nome di Vitto- inaccessibile a qualunque vascello
MAL MAL 79
nemico. La Marsa-Musceit, il cui spedale di s. Giovanni, che forma
ingresso largo quasi al pari di un centrale deposito medicinale pei
quello del Gran-Porto, viene pro- presidii inglesi del Mediterraneo.
tetto dai forti s. Elmo e Tigne, In quest'ospedale dai cavalieri si

allargasi anch' essa di mano in ricevevano i pellegrini infermi di


mano che s' inoltra fra le terre : tutte le nazioni, ch'erano assistili

contiene un'isoletta dov' è stabilito dai giovani cavalieri , e nei vener-


il lazzaretto, e su cui fu costruito dì dal gran maestro, e dai gran-
il forte Manuel. La situazione di croci, secondo l'istituto dell'ordine.
la Vallette è fra le più belle del Eravi anco pei mao-
l'infermeria
mondo. U aspetto della città, ve- mettani, trattati con ispirilo di ca-
duta dal mare, è superbo, ne l'in- rità cristiana. Essendo l'ordine di-
terno smentisce tanta appariscenza» viso in sette lingue o nazioni, vi
Le vie sono regolari e ben lastri- erano altrettanti alberghi o palazzi,
cate di lava; le riviere e le piaz- ove si accoglievano giatuitamente
ze adorne di fabbricati vasti ed i cavalieri delle rispettive lingue :

eleganti. Non vi sono meno di venti ne parlammo all' articolo Geroso-


chiese, oltre la cattedrale di s. Gio- limitano. Ogni lingua avea una
vanni Battista, cosi detta perchè cappella nella chiesa conventuale
v'uffìzia il vescovo, mentre la vera di san Giovanni, ch'ebbe princi-
cattedrale è V antica di Medina. pio nell'anno i5'jZ. La Valletta
Questa gran chiesa di s. Giovanni per bontà del suo porto è una
la
già conventuale dei cavalieri gero- stazione navale,ed una piazza di
sofimitani, è la più bella dell'isola : commercio di grande importanza,
fregiata di scolture e pitture, ed in formando un prezioso emporio del
queste ultime il Preti superò se stes- commercio inglese colle coste di
so ne'freschi della volta. L'antico Barbarla, le isole Jonie, ed il Le-
collegio de' gesuiti serve oggi di vante; e per mezzo di questo sta-
università degli studi eretta già bilimento geograficamente italiano,
nel 1769 colle rendite dello stesso si può riaprire nel Mediterraneo
Scrivono alcuni che vi so-
collegio. il commercio delle Indie che pra-
no due biblioteche pubbliche, una tica vasi un tempo per Suez, senza
delle quali è quella de' cavalieri, attraversare l'Atlantico, ciocché era
che contiene 4o50f>o volumi aduna- lo scopo di Napoleone nel tentati-
tivi dai gran maestri, ora comunale. vo di stabilire la colonia gallo-egi-
Vi è invece soltanto una biblioteca ziana. Il possederla è pel governo
ricca di copioso numero di opere britannico la sorgente d'immensi
scientifiche ed istruttive , fondata vantaggi. L' importanza politica del
nel 1766 dal bali Guerin Tencin, possesso di Malta non si manifestò
alla quale il commendatore Bruno mai ne più, quanto colle transa-
maltesQ a titolo di legato donò zioni diplomatiche, uffizi e note
scudi diecimila, e nella quale fu ministeriali precedenti e susseguen-
trasportato il museo del commen- ti al trattato di Amiens de* 25
datore Abela maltese già prima marzo 1802, pubblicato a Londra
lasciato ai gesuiti. Contansi quattro nel i8o3. E nel principio del
ospedali, tra cui il più celebre è l'an- presente secolo si reputò opera
tico magnifico priorato e ricco o- sommameule interessante l'acquisto
,

^b MAL MAL
e {>òssesso (Xi Malto, nella stcs«;fi Paolo, ed un bassorilievo in bron-
guisa che si considerava nei vetusti zo rappresentante il suo marti-
tempi essere della mcdesiuia im- rio: ivi è pure la statua di mar-
portanza il dominio di quest'isola. mo di Ruggero normanno che
La Ciltà Notabile o Cilià Fecchin^ scacciò i saraceni da Malta nel
Melila o Medina. Capitale antica declinare del secolo XL In tale
di Malta, trovasi in mezzo e sopra grotta si pretende che sia stato
un' altura alla pianura occidentale l'apostolo per tre mesi dopo il ,

dell'isola, e quasi sul limite che suo naufragio, ritirato co'suoi com-
divide la parte abitala dalla parte pagni a fare divoti esercizi e per
deserta, quasi nel centro dell'isola, umiltà . Il medesimo Paolo V
ed è ornata di magnifiche fabbri- smembrò la sacra grotta dalla
che. Dopo l'edificazione della Val- chiesa parrocchiale di s. Paolo,
letta non ha importanza che
altra e ne affidò la cura perpetua ai
quella derivatale dalla remota an- gran maestri, approvando poi nel
tichità sua, qualificandosi di origine 1619 la collegiata istituitavi dal
fenicia, o fondata dai primi abi- gran maestro Wignacourt. Anche
tatori di Malta dopo l'universale gli altri cimiteri di s. Agata, di
diluvio, avanti i4o4> Cristo anni s. Veneranda detta volgarmente
in piima chiamata Mclita. 11 suo s. Vennera, e di s. Cataldo han-
sito era anticamente molto più no le chiese rispettive sovrapposte,
ampio e disteso che non è in e sono i più prossimi a Melita :

oggi. Vi si vedono ruderi di un i sono lontani oltre il sobborgo i

tempio di Proserpina, e di un cimiteri di s. Maria della Virtù,


tempio o teatro di Apollo, come di Maria della Grotta dato in
s.

pure le vestigia di terme e di cura ai domenicani , ed il più


altre cospicue moli: soprattutto so- vasto e celebre denominato del-
no da ammirarsi le ampie cata- l'Abbadia, che può quasi chiamarsi
combe, che indicano un'antichissi- una città sotterranea. Ridonda que-
ma e numerosa popolazione. Nel sto di belle ed antiche pitture, che
Borgo o Rabato e presso le mura si credono fatte non già nella pri-
è il principal cimiterio, che vuoisi ma età del cristianesimo, ma nel-
santificato dal soggiorno che vi fe- r epoca delle saracene irruzioni. I
ce l'apostolo delle genti, e vi sorge nominati cimiteri o catacombe so-
un bel santuario assai venerato no tagliati nella roccia , offren-
perciò arricchito di spirituali pri- do alcuni di essi vaste stanze, es-
vilegi da Paolo V, ed ornato di sendovi l'ingresso di varii altri
bei dipinti del Preti, detto il ca- otturato. Melita fu ben fortificata
valiere calabrese. Questa però non dai cavalieri di Malta, e nel i55i
è la cattedrale, grande e decoro- sostenne valorosamente un assedio
sa, dall'alto della quale la vista si e- turco, ed allontanò l'inimico dalle
stende su tutta l'isola : il vescovo sue mura; cessò d'essere capitale del-
risiede ancora in questa città. La cat- l'isola, dopo che fu fabbricata la Val-

tedrale di cui parleremo in fine for- letta. Nel 1599 il gran maestra
ma il maggior decoro di questa Garges per ripopolare la città le
città. Nella sacra grotta evvi un'al- concesse molte franchigie, cioè di
tare colla statua marmorea di san non essere molestati i debitori per
,

MAL Mal 8f
sei anni ; cìie nelle cause civili e a nuoto, gli altri .sugli avanzi del
criminali dovessero giudicarsi gli vascello.11 luogo dell' approdo fu
abitanti dai tribunali della città. la Cala chiamata allora Ditalasso,
In questa città poi, come metro- ed oggi portante il nome del santo
poli dell'isola, ogni novello gran Apostolo, ove l'antico tempio a lui

maestro , qual sovrano dell'isola consacrato, essendo cadente, fu rie-


prendeva il possesso del suo prin- dificato nel 1610; ed una limpida
cipato in gran formalità con e vicina fonte per memoria si chia-
molta pompa. Alla porta maggio- ma Aayntal-Ilazzul, cioè fontana del-
re della città, prima di ricevere l'Apostolo. Ivi si venerano alcune
dal magistrato le chiavi della me- immagini che la tradizione dice
,

desima ,
giurava di osservare e dipinte da s. Luca. Il naufragio di
fare osservare tutti i privilegi ,
s. Paolo in questa isola avvenne
franchigie ed usanze della città nel secondo consolato di Nerone e
Notabile o Melila e dell' isola di di L. Calfurnio Pisone, e nel se-
Malta. E
da notarsi che nella cit- condo anno dell'impero del primo,
tà Notabile mai vi fu la residen- cioè l'anno 58 di nostra era. Ve*
za de' cavalieri di Malta, essendo desi ancora lo scoglio Salmon ove
essa nella Vittoriosa e poi nella si ruppe la nave. Gli abitanti di
Valletta. Al nord Bengemma, e quella spiaggia, ch'erano li^nicii, ac-
Dingli al sud, sono gli estremi e colsero ospitalmente l'equipaggio, e
più notevoli suoi villaggi. Conta fecero accendere un gran fuoco per
attualmente circa cinquemila abi- Avendovi s. Paolo messo
riscaldarli.
tanti. un fascio di cespugli, ne uscì una
L'evangelio fu predicato in Mal- vipera, che sì attortigliò olla sua
ta dall'apostolo s. Paolo, patrono mano e la morsicò ; ma egli scosse
dell' isola. Predicando questi la fe- prontamente l'animale nel fuoco, e
de nella Giudea fu imprigionato in non gli provenne alcun male. Gli
Cesarea, sede del governatore della abitanti credettero dapprima che
Giudea; ma avendo egli come cit- fosse per enfiare e morire, e si di-
tadino romano appellato all' impe- cevano l'uno all'altro, ch'egli do-
ratore, il governatore Porcio-B'esto veva essere qualche omicida per-
lo consegnò a Giulio centurione, seguitato dal cielo; ma vedendo poi
acciò lo conducesse in Roma. L'a* che nulla soffrì, cambiando linguag-
postolo avea seco s. Luca, Aristar- gio gridarono Paolo per un Dio. E
co ed alcuni altri cristiani, con s. fama costante della proprietà e
Trofimo* discepolo di Gesù Cristo; virtù che Dio per i meriti di s.

e s'imbarcarono tutti ad Adrumeto Paolo ha conceduto all' isola di


porto di Misia. Travagliati da una Malta, che niun animale velenoso,
fiera burrasca, s. Paolo predisse anco da altri luoghi nell'isola por-
che si sarebbe perduto il solo va- tato, abbia forza di avvelenare o
scello, ma che tutti avrebbero sal- portare nocumento alcuno; anzi in
vato la vita, ed approderebbero in Malta si cava una certa terra si-
un isola. In fatti il vascello si ar- mile al gesso, che comunemente si

renò e fece naufragio nell'isola di chiama grazia di s. Paolo, la quale


Malta, allora soggetta ai romani ; si adopera utilmente contro ve- i

tutti approdarono al lido, gli uni leni. Lo sbarco di s. Paolo in que-


VOL. XLII. 6
:

9% MAL MAL
sta isola, e che vi fosse morsicato s. Publio a* 21 gennaio, nel 1691
da una vipera, viene contraddetto la messa particolare, e nel 1693
da qualche autore, mentre altri lo la festa con ufficio e messa propria
afFermano. Dicono primi che ciò i per tutta la diocesi, del naufragio
sìa avvenuto in un'altra isola del di s. Paolo, che si celebra a' 20
mare Adriatico, chiamata Meleda, febbraio. In questo giorno sontuo-
poco distante da Ragusi, nella qua- samente si celebra pure tal festa
le vi sono molte vipere; ma de- neir insigne collegiata e parrocchia-
boli ne sono gli argomenti. L'apo- le di s. Paolo della Valletta. Il
stolo e quelli della sua coQìiliva detto naufragio venne contraddetto
passarono tre giorni in casa di Pu- per prima volta nel decorso se-
la

blio, il pili ragguardevole degli a- colo da certo abbate benedettino


bitanti dell' isola, e forse anche il Giorgi raguseo, ed il maggior suo
governatore od altro primario ma- confutatore fu il conte Giovanni
gistrato pei romani. La sua ospi- Ciantar maltese, il quale intera-
talità fu ricompensata ,
perchè s. mente confutò r opera del Giorgi
Paolo coli* imporre le mani sul ca- stampata nel lySo, con due libri
po del suo padre, lo guari da una dati alla luce nel 1758 e nel 1763.
febbre di dissenteria. Come fu spar- L'apostolo s. Paolo dopo essere sta-
sa la voce del miracolo, gli abitanti lo tre mesi nel borgo di Medina
portarono i loro infermi all'aposto- o Città Notabile dell' isola di Mal-
lo, ed ebbero la consolazione di ta, co' suoi compagni provveduti
vederliperfettamente guarire, som- dagli abitanti del bisognevole, s'im-
ministrando agli ospiti tuttociò ch'e- barcarono alla volta di Roma , in
ra loro necessario. Malta ebbe per s. un altro vascello di Alessandria. La
Paolo il dono della i^eàe, che ven- sede vescovile di Malta non è vero
ne diffusa sugli abitanti del villag- che prima fosse suffiaganea della
gio di Nasciar tuttora esistente , e metropoli di Cartagine in Africa, ne
si propagò poi per tutta l' isola. poi di quella di Siracusa : soltanto
Tuttociò conferma il Pànaldi al- sino alla metà del secolo XI la
l'anno 58, num. 171, secondo il rac- chiesa di Malta riconobbe per suo
conto di s. Luca. Non solo s. Pao- metropolitano il romano Pontefice,
lo ammaestrò gl'isolani nelle verità e dal I i58 in poi per bolla di A-
evangeliche, ma dopo averlo bat- driano IV l'arcivescovo di Paler-
tezzato ordinò laro vescovo lo stes- mo. Per le premure del governo
so Publio, che dalla sede episco- inglese il Papa Gregorio XVI sot-
pale di Malta fu poi trasferito a trasse Malta dalla soggezione di Pa-
quella di Atene, ove riportò glo- lermo , e la dichiarò immediata-
rioso martirio. Nel 1609 fu edifi- mente soggetta alla santa Sede. Di
cata una cappella in onore di s. questa sede e della serie de' suoi
Publio , sopra la grotta di s. Pao- vescovi,ne tratta Rocco Pirro nella
lo, ed il vescovo Gaigallo nel si- Sicilia sacra t. II, p. io38e seg.
nodo del 16 IO ne ordinò la festa Melitensis ecclesiae episcopalis. Non
con rito doppio, e che fosse vene- solo la chiesa di Malta è apostoli-
rato qual protettore dell' isola sua ca a cagione del suo fondatore, ma
patria. La congregazione de' riti nel presentemente gode il pregio di es-

1666 autorizzò l'uffizio proprio di sere la soia superstite, tranne la


MAL MAL 83
suprema cliiesa romann, Ira quelle possedeva il casale della Fan ara ed
di fondazione apostolica, dappoiché altri feudi della diocesi Meliveta-
tutte le altre giacciono sollo il do- na ; nel i33o Alduino; nel i334
minio degl'infedeli, prive de' loro fr. Enrico di Cefalìi francescano ;

legittinmi pastori latini, qualcuna a- nel 1342 fr. Nicola li Roneti fran-
Tendone ma orientali; e ia chiesa cescano, legato apostolico di Bene-
di Aquileia, anch'essa apostolica, fu detto Xll ai tartari; nel i36i fri

soppressa da Benedetto XIV. Ilario Corrado; nel i373 fi-. An


11 secondo vescovo di Malta fu tonio Vulpano catanese e benedet-
Acacio, quale assistette al con-
il tino consacrato a Roma; nel 1392
cilio di Calcedonia nel 4^* ^^ ^' 5 fr. Nicola III de Papalla di Paler-
fossero sfati altri vescovi prima di mo conventuale francescano, eletto
lui, il Pirro l'ignora. Costantino fu "dal capitolo e confermato dal Papa;
al concilio romano di Papa s. Sim- nel 1394 fr. Giovanni 111 de Pino
maco nel 5oì ; gli successero nel francescano conventuale; nel 1397
592 Lucilio, nel 5g9 Traiano mo- fr. Mauro de Celi maltese de' mi-

naco benedettino di s. Luca di Si- nori, dotto ed ornato di preclare


racusa , neir 868 Manasse, che in- doti; nel iSgS fr. Andrea de Pace
tervenne al concilio Vili di Co* siciliano de' minori , dotto ed irt

stantinopoli, sotto del quale verso ambe le leggi peritissimo ; nel i4o<S
1*874 i saraceni invasero l'isola, il cardinal Corrado Caracciolo no-
cessando la successione de' vescovi, bile napoletano, cui successe fr. Mi-
che solo si rinnovò nel 10890 1090, chele de Lelras francescano, d' in-
quando il normanno Ruggero cacciò tegra vita e perito nelle lettere;
dall' isola i saraceni. TLH questa se- nel i4io fr.Giovanni IV Xime-
conda serie (della quale solo ri- nes francescano di Catalogna; nel
porteremo più li noma ti i ) fu pri- i4fo d. Antonio II de Piatamene
mo vescovo Gualtiero , consecrato di Catania, monaco benedettino e-
da Urbano II, sotto il quale Rug- lelto dal capitolo, approvato dalla
gero donò con regia munificenza santa Sede, e dalla regina Bianca
alla cattedrale di s. Paolo molti vicaria del regno di Sicilia dichia-
beni j il secondo Biraldo del 1095 rato amministratore di questa chie-
che trovasi sottoscritto in un pri- sa. Nel 1434 de Mello
Senatore
vilegio del conte Ruggero ; il ter- maltese; nel i44^Bernardino ^'
zo Giovanni del ii23, dopo il de Paternione cassinese di Cata-
quale furono vescovi: nel i 122 Ri- nia, eletto dai canonici ; d. Giaco-
naldo che in una bolla di Calisto mo de Paternione nobile di Cata-
11 si sottoscrisse Episcopus Meli- nia, abbate agyrense gli successe.
tensis; nel i4o Stefano ; nel i 168
1 Nel 1446 d. Antonio III de Alago-
Giovanni nel i253 Ruggero di
II; na monaco benedettino, nobile de
Casali; nel 1259 Giacomo di Mi- Catania, ornato di virtù; nel i47^
leto domenicano, da Alessandro IV d. Giovanni V
de Paternione abbate
indi trasferito altrove; N. N. sotto benedettino, nobile di Catania, ver-
ilquale prima Carlo d'Angiò, poi sato nelle lettere ecclesiastiche. Nel
Pietro III re di Aragona s'impa- 1489 o 1490 il cardinal Pietro
dronirono di Malta; nel i320 Ni- Fuxo o Foix, figlio terzogenito di
cola che stanziava in Lentini ove Gaetano conte di Foix fratello di
,

8? MAL MAL
Lodovico Xì re di Francia nel ; li» congratulazioni del capitolo, de-
1491 Paolo de Cavallaria pisano, filiecclesiastici e de* religiosi , dei
velato in ogni scienza nel i^o'* ; magistrali dell'isola e d'ogni ceto
Giacomo II Valguarnera siciliano, di persone, tripudianti nuovo pel
noooinato dal re Ferdinando li os- principe. Nel voi, XXIX,242 p.
sia Ferdinando V re di Spagna e 243 del Dizionario abbiamo det-
il quale lo presentò ad Alessandro to clie Carlo V riservò a se e suc-
VJ ; nel i497 il cardinal Giovan- cessori re di Sicilia il giuspatro-
ni Borgia giiiniore, nipote di detto nato alla nomina del vescovo di
Papa, del quale come degli altri Malta, che dovea però scegliere tra
cardinali vescovi di Malta ne par- i tre che da
individui dell'ordine
liamo alle loro biografie. Nel i5o3 questo venivano presentati, tra i
gli

Antonio IV Corsetti siciliano , no- quali doveva esservi un suddito del


bile di Noto, celebre per dottrina re di Sicilia; e che l'eletto riceve-
e virtù, e per le opere pubblicate; va la croce, titolo, voto e premi-
nel i5o9 Bernardino Bolognese; nenza di bali, ed era perciò uno
nel i5i4 Giovanni VII Sapulveda de' capitolari. Ivi dicemmo ancora,
spagnuolo, traslato da Leone X dal che il maestro avendo pre-
gran
vescovato di Tuy; nel i5i6 il car- sentato a Carlo V
la terna, ed esso
dinal Raffaele Sansoni Riario vescovo non procedendo alla scelta nel tem-
d'Ostia e camerlengo di s. Chiesa; po assegnato dalle canoniche leggi.
avendo rinunziato gli fu nello stesso Clemente VII dichiarò vescovo Glii-
anno sostituito Bernardo Catagnani nucci (Fedi)^ il quale non potè en-
o Cataniani canonico pisano per ,
trare in possesso del vescovato, e
opera del quale fu edificato il con- Paolo III lo creò cardinale. Aven-
vento de' domenicani ; avendo poi do poi rinunziato nel i536, Carlo
il Papa nominato il cardinale An- V gli destinò una pensione di no-
drea della Valle, per non pregiu- vemila lire sulla mensa di Malta ,
dicare il giuspatronato del re di e divenne vescovo fr. Tommaso Bo-
Sicilia, il cardinale rinunziò, ed eb- sio di Asti vice-cancelliere dell'or-
be invece l'archimandritato di Mes^ dine, uno dal gran
de' presentati
Sina; e nel i5io Bonifacio Cata- maestro all'imperatore nel i53r,
gnani consanguineo di Bernardo. che perciò fu il primo vescovo do-
Nel i524 Carlo Urries spagnuolo, po lo stabilimento de' cavalieri in
nato in Sicilia, morto nel i528. Malta, essendo stalo consagrato in
Nella sede vacante Carlo V con- R.oma. Narra il suo nipote Giaco-
cesse Malta ai cavalieri
l'isola di mo, autore della bella Storia della
di Rodi nel marzo i53o, ed a'i3 sacra religione, che il vescovo fi-;
luglio nominò vescovo Baldassare Tommaso dopo un saggio ed amo-
Wallkirk alemanno, il quale morì revole governo di sei mesi, mori
nell'islesso anno senza aver veduto nella Città Notabile o Vecchia a'i5
la sua chiesa. A* i3 novembre il agosto 1539, non senza sospetto di
gran maestro dell'ordine Villiers, veleno, posto in certe paste dalle
per prendere possesso dell'isola, col monache, che temevano d'essere ri-
suo convento vi fece il solenne in- formate e ristrette: però i medici
gresso, tra il plauso e universale attribuirono lamorte all'a-
di lui

allegrezza degli abitanti, ricevendo ria pestifera che in detto mese suol
,, ,

MAL MAL 85
regnare nella Cillà Notabile. Fu se- poderi e giurisdizioni. Poco dopo
polto ivi nella cattedrale di s. Pao- il Gargallo ed il gran maestro fu-
lo, e quindi il gran maestro e con- rono riconciliati dal Papa a mezzo
siglio nominarono Ire personaggi di detto arcivescovo Torres qual de-
dell'ordine, scegliendo l'imperatore legato apostolico; quindi a sue spese
in vescovo fr. Domenico Cnbelles si recò il vescovo ad assistere per la
priore della chiesa conventuale di religione al solenne battesimo del
Saragozza, che fu consagrato nel primogenito Carlo Emmanuele I
1542, e riuscì ottimo pastore. Fu duca di Savoia. Sotto questo ve-
suo successore nell'anno i568 fr. scovo Gregorio XIII con breve dei
Martino Roxas di Porturubeo o 28 aprile i584 proibì ai cavalieri
Porlalravio, già ambasciatore al con- militi o fratelli, conferirsi il vesco-
cilio di Trento e cancelliere della vato di Malta o il priorato della
religione gerosolimitana, chiaro per chiesa conventuale , dignità solite

prudenza e dottrina: sotto di lui conferirsi ai soli preti cappellani


a' 18 maggio iS'ji il convento del- dell'ordine. Il vescovo Gargallo nel
l'ordine fu trasportato nella nuova luogo dello s. Margherita presso la
città della Valletta. Della chiesa Città Notabile eresse una casa pei
di s. Giovanni e priore conventua- vescovi con amenissimo giardino
le della medesima, sua giurisdizio- fu benefico colla cattedrale, limo-
ne e privilegi come superiore spi- siniere co' poveri, ed ai gesuiti fab-
rituale di tutto Tordine, non che bricò il collegio ; e morendo nel
de' cappellani conventuali e loro i6i4 nella sua casa sul colledi s.

prerogative, ne tenemmo proposito Margherita, fuori della Città Vit-


all'articolo Gerosolimitano, in un toriosa , fu tumulato nella cap-
a diverse cose riguardanti i vesco- pella di s. Francesco Saverio della
vi £U Malta. La chiesa de' dome- chiesa di Gesti. In questa chiesa
nicani di s. Maria Portosalvo
di nel i635 fu consagrato vescovo di
s. Pio V la dichiarò matrice e par- Nardo Fabio Chigi inquisitore di
rocchiale di tutta la Valletta , che Malta, che l'Ughelli dice fatto ve-
poi fu divisa con altra parrocchia. scovo agli 8 gennaio 1 634- Lo con-
Portatosi in Roma il de Roxas vi sagrò il vescovo di Malta, forse Ba-
morì iSyy. A'20 gennaio iSyS,
nel laguer Camarasa, coli' assistenza di
coll'autorità di Gregorio XIII, l'ar- due ecclesiastici costituiti in digni-
civescovo di Monreale Lodovico de tà, per difetto di altri vescovi, non
Torres, con solenne rito consagrò essendovi memoria che quivi si fos-
nella Valletta la chiesa magnifica se veduta altra simile funzione e ,

di s. Giovanni Battista patrono del- riuscì tanto più memorabile perchè


1 ordine. dopo vent'anni divenne il Chigi ve-
Nell'anno iSyg divenne vesco- scovo della chiesa universale , col
vo fr. Tommaso Gargallo catala- nome di Alessandro VII. Benché il
no, vicecancelliere della religione Gargallo fosse quasi sempre in lite
ch'entrò in contesa per giurisdizio- colla religione e coi gran maestri,
ne col gran maestro La Cassière, partendo per Roma nel i6o5 e
onde il vescovo si ritirò tempora- 161 1 lasciò protettore e difensore
neamente a Lentini in Sicilia, ove del vescovato e di tuttala diocesi,
la mensa vescovile possedeva molti con facoltà di conferire benefizi e
96 MAL MAL
canouicaii, il giaii inaeslru Wigiia- li bianche armellino, secondo i
di
cuuii. Nel i6i5 al Gargallo suc- tempi e le stagioni. Con questo il
cesse BaWassaie 11 Cogiiaies di Mal- Pirro termina la serie de' vescovi
(a, di gran zelo, massime contro il di Malta: quelli poi che riporta il

UKil costume, in difesa dell' immu- Pozzo con analoghe notizie nell' ///-
nità ecclesiastica e giurisdizione ve- storia della sacra religione ec, stam-
scovile, per cui sostenne gravi que- pata nel 1715, sono i seguenti. Mentre
stioni colla religione e col gran mae- era vescovo il Dalaguer e nel i643
stro; molte opere di pietà fece pei l'ordine acquistò l' isolotto di Mar-
poveri, costruì nella cattedrale la samuscetto, ch'era di ragione della
sagrestia, ed a comodo de' vescovi cattedrale di s. Paolo, per fabbri-
fabbricò nella Valletta un sontuoso carvi il lazzaretto per lo spurgo
palazzo vescovile, morendo nel i633 delle merci : la religione diede in.

a' 4 agosto presso il monte Ca- compenso ai canonici altrettanti ter-


gliares. Mentre fabbricava tale epi- reni del magistero detti del Fideni.
scopio, incontrò gravi impedimenti Questo vescovo oidinando chierici
per parte dell' ordine , che vedeva con eccesso fu corretto; e l'inqui-
con pena che in un luogo che cre- sitore di Multa considerandosi come
deva esente da qualunque giurisdi- metropolitano, stante la distanza
zione, vi si portasse a risiedere il ve- della metropoli, fu abilitato a co-
scovo colla curia. Cagliares vi spese noscere le appellazioni delle senten-
dodicimila scudi, e per testamento ze delhiitive del vescovo. Nel i655
lo lasciò a' successori, ed ai vicari il vescovo Balaguer pretese sedere
in sede vacante, con obbligo di ce- in consiglio sopra il luogotenente
derne la metà ai canonici in caso del magistero, che prendeva luogo
d'assedio, per abitarvi ed officiar- alla destra del gran maestro, ma
vi. Noteremo che sotto il vesco- inutilmente al dire del lìosio; ma
Vcilo del Cagliares e nel 1628 Ur- ciò pare assurdo, sì perchè il luo-
bano Vili introdusse in Malta il gotenente si nomina solo nella va-
tribunale della fabbrica di s. Pie- canza del gran maestro, sì per es-
Ilo sopra i legati pii, materia che sere stato il vescovo di Malta il

essendo prima totalmente dipen- primo gran croce dell'ordine, e go-


dente dal vescovo, fu in parte at- dere il primo luogo nel consiglio
ti'ibuita alla cognizione di questo ed ovunque. Per sua morte nel
tribunale, ovesi tratti o di legati i663 fu fatto vescovo fr. Luca
incerti o di legati non adempiti
, Bueno priore della chiesa conven-
nel termine d'un anno dalla mor- tuale, zelante ecclesiastico, dotto e
te del testatore. virtuoso. A cagione delle gravose
Nel jG35 fu consagrato vescovo pensioni che pretesero imporgli i

in Roma fr. Michele Giovanni Bala- regi ministri sulla mensa, stette

guer Camarasa aragonese, che prese quattr'anni renitente nell'accettare;


possesso a'25 marzo, indi ottenne da prima fu esaminato come arcive-
L'rbano Vili pei canonici della cat- scovo di Rossano, indi fu fatto ar-
Itjdrale, le insegne del rocchetto, della civescovo di Tessalonica, e poi ve-
mozzetla di colore paonazzo fodera- scovo di Malta nel 1668; nia morì
ta diormesino rosso, e della cappa dopo quattro mesi, appassionato, a
luagua di colore paonazzo con pel- cagione di sua austerità, per le ri-
MAL MAL 87
forme, «peclalmenle nel sinodo te- conciliatrici provvidenze, dipoi me-
nuto in maggio. Dispose d'esser se- diante un motu-proprio, nel 1778
polto,non in s. Paolo, ma in s. fece ritornare il vescovo in Malta,
Giovanni. Gli successe nel 1668 pacificandosi col gran maestro de
fr. Lorenzo Asti ria cappellano del- Rohan : tutto e meglio narrammo
la caslellania d'Etnposta, e morì nel luogo citato, p.
262, 263. Nel
nei primi del 1674. A lui fu sosti- concistoro de'19 giugno 1780 Pia
tuito Girolamo Molina cappel-
fr. VI dichiarò vescovo fr. Vincenzo
lano, anch' egli della nominata ca- Labini cappellano gerosolimitano,
sfeliauia, quindi nel 1681 fu tras- nato in Bitonto. Lo stesso Papa
ferito alla sede di Lerida. Promo- a'3 marzo 1797 emanò la bolla
zione che il gran maestro Caraffa Memores nos quantum decoris ,

provocò per beneficare il suo fa- presso il Bull. Rem. Continuatìa


vorito cappellano fr. David Cocco t. X, p. 70, colla quale unì la
Palmeri suo elenìosiniere, ch'eletto chiesa arcivescovile di R.odi in par^
vescovo restò tre anni ripugnante tihus a quella di Malta, ed al ve-
pel peso delle eccessive pensioni im- scovo di questa concesse anche il

postegli. JXoteiemo che al Palmeri titolo di arcivescovo di Rodi, con


successe fr. Giacomo Canna ves del- l'uso del pallio, ed il potersi far
l' isola di Maiolica, confermato da precedere dalla croce, onde accre-
Clemente XI nel 7 1 3 e conse- 1
scere le onorificenze de'vescovi di
crato in B.oma nello stesso anno. Malta, pei singolari pregi dell'ori-
Ora passeremo a riportare quei gine di questa chiesa, e degl'illustri
vescovi di Malta che sono registra- suoi vescovi, confermando però la
li nelle annuali Notizie di Roma. sede in suffraganea di Palermo, alla
Fr. Gaspare Gori Mancini sane- quale era soggetta sino da Adriano
se di Riomagno diocesi di Arezzo, li : fu dunque il primo a portare
fatto vescovo il primo giugno 1722. i titoli di arcivescovo di Rodi e ve-
Fr. Paolo Alfaran de Bussan d'Aix, scovo di Malta, con l'uso del pal-
nominato agli 8 marzo 1728 in lio e della croce astata fr. Vincen-
concistoro Fr. Bartolomeo Bull
. zo Labini. A questi inoltre Pio Vi
dell' ordine gerosolimitano, di Pa- Cuin alias nos nu-
diresse la lettera
lenza diocesi di Majorica, preconiz- per archiepiscopa lem de' 24 luglio y

zato vescovo a' 19 dicembre 1757 1797, loco citato p. 106, in cui di-
da Benedetto X4V questo Papa : chiarò il modo come i vescovi di Mal-
già con breve del i3 agosto 1746 ta arcivescovi di Rodi doveano rice-
avea stabilito la norma dell'ammi- vere ed usare il pallio, trasmet*
nistrazione e del regolamento delle tendogli la formola del giuramen-
cose appartenenti al vescovo ed al to che dovevano prestare. Sotto il

Carmine Gio. Pellera-


capitolo. Fr. vescovo Labini cessò il dominio del-
no maltese nato in Mazara cap- , l' isola di Malta nell' ordine gero-
pellano della sacra religione, diven- solimitano, per r invasione di Be'*
ne vescovo a' 28 maggio 1770. na parte, il quale obbligò il vesco-
Questo vescovo s' inimicò col gran vo e canonici a cantare il Te
i

maestro Ximenes de Texada, e Cu Deum nella chiesa di s. Giovanni.


costretto recarsi in lloma onde , Questo vescovo descrisse all' esule
Pio VI avendo preso nel 1777 Pio VI i mali cui era soggiaciuta
, ,

66 MAL MAL
la chiesa di Malta pel governo dei in pregiudizio della chiesa stabilita
francesi, e gli mandò i decreti che o vogliam dire anglicana. Finche
a Regnault de Saint-Jean-d'Angely, restiamo entro i limili dell'Inghil-
commissario di Francia in Malta, terra, il giuramento, sebbene porti
avea lasciati Bonaparte, acciocché in se stesso il suggello dell'aulico
li facesse osservare. Fra questi de- ed implacabile despotismo religioso,
creti, quello de' i8 giugno 1798, può avere un perchè
significato ,

proibiva a tutti gli ecclesiastici ed ivi sono e vescovi e prebendati e


abitanti di Malta, di ricorrere al canonici ben pagati e pasciuti. Ma
Papa o al metropolitano ,
per ciò all'uscire della gran Bretagna cessa
che spetta all'amministrazione della ogni traccia di quella chiesa, chia-
religione. Inoltre il vescovo Labi- mata, per derisione senza dubbio
ni fu spettatore che Malta passo ed universale, e giungen-
cattolica
nel dominio degl* inglesi, e mori do in Malta vi troviamo non la
Del 1806. Pio VII nel concistoro nuova e falsa, ma l'antica e vera
de* 18 settembre 1807 traslatò Chiesa cattolica di Gesù Cristo. Or
dalla chiesa vescovile pardbus
in perchè mai obbligare i cattolici
di Pafo a questa fr. Ferdinando maltesi a giurare di non offendere
Mattei, nato in Sanglea diocesi di la chiesa quale, la
anglicana,
la

Malta cappellano gerosolimitano ,


, Dio mercè veramente invulne-
, è
che morì nel 1829. rabile in quest' isola, perchè appun-
Il Pontefice Gregorio XVI nel to non esiste? Il libero ed illimi-
concistoro de' 28 febbraio dell'an- tato esercizio del culto cattolico, e
no i83i fece arcivescovo di Ro- gli antichi privilegi della chiesa non
di e vescovo di Malta l* attuale furono forse guarentiti da un pub-
monsignor Francesco Saverio Ca- bhco trattato, allorquando gl'inglesi
ruana, nato nell'isola di Malta, ca- s'impossessarono dell'isola? Sia non
nonico arcidiacono della cattedrale. pertanto lode al benemerito vesco-
Nel voi, IX, p. 117 degli Annali vo di Malta, il quale alla propo-
delle scienze religiose, viene ripor- sta del giuramento che gli fu fatta,
tato il giuramento che il governo ricusò di prenderlo, e si rivolse
inglese voleva imporre ai cattolici, chiedendo consiglio, come ben do-
cioè a tutti i maltesi ,
prima di vea, al supremo capo di tutti i pa-
entrare nell'esercizio di qualsivo- stori. Roma rispose, cioè la santa
glia carica civile o ecclesiastica Sede, non potersi approvare in Malta
giuramento che fu prescritto nel un tal giuramento. I giornali di Mal-
1829 dal parlamento della gran ta bau già pubblicato la risposta
Bretagna a' cattolici dei tre regni inviata al vescovo, in data 19 di-
uniti; essendovi di particolare per cembre 1835, dal cardinal Bernet-
Malta, dover giurare i maltesi di ti segretario di stato, ed ivi si tro-
riconoscere per sovrani i discendenti vano esposte le ragioni del rifiuto,
di Sofia d'Annover, e in conseguen- con la consueta moderazione e fer-
za quelli della regina Vittoria, esclu- mezza. Nel voi. XI de' medesimi
si quelli di altra linea. Ivi dunque Annali &\ parla dell'istituto catto-
inoltre
giuramento uno
si osserva,
si
che con
obbliga
questo
a non
lico fondato in Malta nel 1840,
ausiliario di quello della gran Bre-
^
^^
far cosa alcuna che possa tornare lagna, di cui parlammo nel voi,
^ ,

MAL MAL 89
XXXV, pog. i55 del Dizionario antico tempio essendosi nel 1693
stabilito sotto il patrocinio dell'ar- da un gran terremoto rovinato, ne
civescovo e vescovo diocesano , di- fu intrapresa la riedificazione più
cendosi essere giunti i soci a 290. grandiosa e magnifica per delibe-
Finalmente nel vol.XlV,p. 4^ e seg. razione del vescovo e del capitolo,
de' lodati annali sonovi altre no- secondo il disegno dell' architetto
tizie recenti riguardanti Malta. Dal- maltese Lorenzo Gaza l'opera fu :

la tipografia anglo-maltese di Mal- compita nello spazio di olio anni.


ta, nel 1845 fu pubblicato l'inte- 11 vescovo oflìzia a suo piacere ed

ressantissimo opuscolo che porta per a seconda delle circostanze o nella


titolo : Traduzione dei documenti chiesa cattedrale o in quella di s.

letti dall'onorabile e dotto membro Giovanni Battista nella Valletta


di parlamento John O' Connel^ in già detta chiesa maggiore conven-
Conciliation Hall, Dublino, relativi tuale dell'ordine gerosolimitano, al-
ài gravami sofferti dalla chiesa lorché i cavalieri risiedevano in
cattolica di Malta sotto il gover- Malta : la quale chiesa in oggi è
no inglese, riportati dal Tablet del sotto la giurisdizione e cura del
26 luglio e del 9 agosto i845>. vescovo e del capitolo della catte-
Quanto alla storia di Malta è di drale; e mantenuta e governata col-
molta importanza l'opuscolo inti- le rendite della stessa cattedrale, la
tolato Squarci di storia e ragio-
: quale impiega annualmente una
namenti sull' isola di Malta in con- somma vistosa pel decoro e lustro
futazione di una gran parte di ciò della religione cattolica, ed in vista
che alla stessa si riferisce nel pri- di questo santo oggetto Pio VI e
mo volume dell'opera inglese inti- Pio VII approvarono ed autoriz-
tolata Turkey Greece and Malta, ec. zarono con decreti concistoriali e-
scritti da un maltese. Malta 1889 manati nel 1798, 1816 e 1822,
tipografia di Luigi Tonna. tale cura ed uflìziatura, che ese-
La cattedrale esiste in Medina o guisce il capitolo con una sezione
Città Notabile, ed è buon edifìzio, di esso, in tutte le feste dell'anno
sacra a Dio ed alla Beata Vergine e in diversi allri tempi. La catte-
Maria, non che sotto l'invocazione drale fu inoltre doviziosamente do-
di s. Paolo apostolo protettore di tata dal piissimo conte Ruggiero
tutta r isola. Questa chiesa catte- normanno; è riccamente provvedu-
drale è madre di tulle le altre ta di paramenti, vasi sa-
preziosi
chiese della diocesi, istituita e fon- cri d' oro e d'argento , adorna di
data come dicemmo dall'apostolo belle pitture e di marmi finissinn'.

s. Paolo nell'anno 58 di nostra era. Oltre alla festa del suo titolo, che
Questo tempio fu già l'avventura- è Conversione di s. Paolo, vi si
la

to palazzo di Publio primate o celebra pure con molta solennità


principe di Malta. La prima sua quella de' ss. Pietro e Paolo. Il

fabbrica, o per dir meglio restau- capitolo si compone di cinque di-


razione, dopo l'espulsione de' sara- gnità, la prima è l'arcidiacono, le
ceni, per l'architettura della porla altre sono il decano, il cantore, il

principale rivolta verso ponente, e tesoriere e l'arciprete; di diecisette


per quella del suo allo campaiiile, canonici, comprese le prebende teo-
sembra opera gotica. Mu questo logale e penitenziaria, di sei be-
^ e
MAL
preti e chierici glea
MAL
neficiati, (ii altri , della di Maria
Concezione
addelti al diviii culto. La dignità Vergine della Cospicua, dell'Assun-
del decano era di giuspatronato zione di Maria nel gran castello
dei re di Sicilia, poi devoluto ai del Gozo, e della Visitazione della
gran maestri. Oltre alle memorate Beata Vergine del Garbo nel Go-
insegne, le dignità ed i canonici zo. Le confraternite e pie congre-
godono l' uso della mitra e della gazioni sono molte per tutta la
croce d'oro pettorale, per conces- diocesi, e le chiese della stessa sono
sione di Benedetto XIV , loro ac- circa 32 0, ma in tempo della vi-
cordala con bolla del marzo 1749- sita di monsignor Dusina visitatore
Già sino dal 1728, con decreto del apostolico nel 1575 erano 5i5,
20 marzo, la congregazione de' riti delle quali alcune furono soppres-
avea approvato 1' uso del capitolo se da ed altre dai vescovi. Al
lui

di farsi precedere nelle processioni numero delle chiese proporzionato è


ed altre funzioni dalla mazza d'ar- il numero degli ecclesiastici.
gento, per maggior decoro. Urba- Alcuni autori sostengono, che in
no Vili con breve de' 3 agosto Malta sino dal tempo di s. Gregorio
1624, neir annoverare questa an- o forse prima esistesse un mona-
tichissima chiesa ìnter praeclaras stero dell'ordine di s. Benedetto. In
et insigties alias Italiae cal/iedra- oggi vi sono sette orditii regolari
les ecclesias, dispose che dovesse introdotti nell' isola dalla pietà e
aver luogo l' indulto dell'ozione fra religione degli antichi maltesi , e
i canonici nel modo lodevolissimo sono. Minori conventuali con tre
prescritto nel suo breve , colla es- conventi. Minori osservanti con due
pressione sfcundutn usiim et for- conventi. Carmelitani con due con-
mani tcclcsiae Messanensis. Il clero venti. Agostiniani con tre conventi.
di Malta, con bolla di Leone X, Domenicani con tre conventi. Cap-
ottenne nel i5i7 il privilegio che puccini con tre conventi. Carmeli-
non possano essere conferiti i be- tani scalzi un convento. I gesuiti
nefìzi di cpiesta diocesi, non se ai introdotti nel 1592 furono com-
soli nativi della medesima ed in es- presi nella soppressione , ed altri
sa residenti, il quale privilegio ven- conventi di religiosi diversi furo-
ne confermato da Clemente Vili, no estinti da Innocenzo X. Quan-
in occasione d'una lite insorta sulla to ai monasteri di monache, le be-
provvista d'un benefìzio. La cura nedettine hanno due monasteri, il

delle anime della cattedrale è affi- primo fondato nel i4t>8 sotto il

data all'arciprete, cui assiste un titolo di s. Pietro, l'altro sotto»

prete vice-parroco ; ivi è il fonte quello di s. Scolastica nel i49^'


battesimale. L'episcopio è contiguo Gli altri sono sotto il titolo di s.

alla cattedrale, e d'appresso avvi Caterina, di s. Orsola, delle Con-


il seminario. Le parrocchie della vertite e di s. Margherita. La dio-
diocesi sono trentanove; le chiese cesi comprende tutta l'isola di Mal-
collegiate sette, cioè di s. Elena ta, Gozo e Cornino. I parrochi so-
di Birkarkara, di s. Paolo naufra- no trenlanove, oltre qualche eccle-
go della Valletta, di s. Lorenzo siastico che assiste i soldati catto-
martire della Vittoriosa, della Bea- lici della guarnigione che vi tiene
ta Vergine d^lla Vittoria della San^ ringhilteira. Nella giurisdizione eti-

i
MAL MAL 97
cksiaslica, sebbene i dominatori sie* quella Pozzo , Historia della
del
no acattolici, non appartiene alla sacra religione^ parleremo di alcu-
congregazione di propaganda fide^ ne chiese parrocchiali, dei conven-
per essere gli abitanti cattolici; ti ti e monasteri, come esistevano ai
spetta però in parte per esservisl loro tempi. Giovanni Calamia no-
stabiliti i protestanti inglesi, e per- bile rodiotto diede principio alla
cbè in Gozo e precisamente nella chiesa della Madonna de' Dama-
via denominata Tel-Escof, che gli schini o de'Miracoli nella Valletta^
dà ilnome, esiste una pia lascila per riporvi due divote immagini,
o beneficio ecclesiastico appropria- una detta Elemoniatra o della
to da Urbano YIII a detta con- Canta, l'altra de' Damaschini per-
gregazione nel 1643 ad oggetto , chè credesi dipinta da s. Luca in
di mantenere un ecclesiastico per Damasco, le quali vi si collocarono
istruire nella lingua araba perso- solennemente nel iSSy. Tale chic
ne da valersene nella conversione sa fu poi unita alla chiesa di s.

degl'infedeli. La nomina a detto Nicolò de'greci, i quali passando a


benefìcio spelta per pontificia con- risiedervi nel i63g, diedero la
cessione alla medesima congrega- loro chiesa di s. JNicolò alla con-
zione di propaganda: i capitali con- fraternita delie anime del purga-
sistono in beni rustici, che dati in torio.Anche il Rodotà ne parla,
enfiteusi temporaneo rendevano 820 DeWorigine del rito greco in Italia
scudi maltesi, equivalenti a scudi t. Ili, p. 234, cap. XV, delle chiese
cento romani. Per essersi poi eret- di s. Maria de' Damasceni e di
ta nell'università la cattedra di lin- s. Nicolò di Malia. Egli dice, che
gua araba i^stò molto trascurata i greci stabiliti in Malta partirono
la scuola in discorso annessa a que- nel i52 2 da Rodi coi cavalieri
sto benefìzio. Nel 18 19 però in- gerosolimitani, quindi si stabiliiono
formata la congregazione di questa in questa isola ove fondarono due
omissione, ordinò che non si de- parrocchie, una sotto il titolo della
viasse dalla mente del testatore, Madonna de'Damaschini nella Vit-
e che perciò si ripristinasse la scuo- toriosa, l'altra di Maria de'Da-
s.

la.1 maltesi che si portano a com- masceni nella Valletta o s. Nicolò,


meiciare nelle città dell'Africa so- con due parrochi greci soggetti al-
no di edifìcazione per la loro buo- la giurisdizione ordinaria del ve-
na condotta, ed essi ed copti del- i scovo ; e che nelle loro chiese so-
l' Egitto sono migliori cristiani
i novi altari per celebrarvisimesse le

dell'Africa, qualora si voglia con- dai latini, coi ebbero


quali senipre
siderale r isola di Malta più ap- lodevole unione. Nel i6og fu edi"
partenente air Africa che all'Italia. ficata nella Valletta la chiesa par-
Ogni nuovo vescovo è tassato nei rocchiale di s. Paolo, incominciata
libri della camera apostolica in fio- principalmente colle contribuzioni
rini i5o, corrispondenti a circa sei- dalle rendite della cattedrale, di
mila scudi romani, che sono le ren- particolari divoti cittadini, massime
dite della mensa. colle limosine dell'università civica*
Nella Sicilia sacra del Pirro, di Valletta stessa, come chiesa del
si legge a p. 1070 lo stato della suo santo protettore, ove ancora
diocesi : colla sua autorità e con eresse la sedia giuratile, cioè il
91 MAL MAL
luogo o sedile pei componenti il dell'ordine di s. Chiara; della Pre-
magistrato municipale cliiaiuati giu- sentazione e di 8. Caterina. Il Piaz-
rati che eziauiiio nella calleclrale
, za poi neir Eitsevologìo romano
godevano posto stalnle per assistere stampalo in Roma nel 1698, trai.
alle principali funzioni. La cupola Vili, cap. XIV, parla della con-
poi (li fabbricata nel iGBo a spese fraternita nazionale esistente in que-
del gran maestro Cara Ila. Si tert ni- sta città della Madonna di Costan-
no nel 1679 di fabbricare la cap- tinopoli de' siciliani e maltesi.
pella del coro, quindi il gran mae- MALVASIA Alessandro, Car-
stro Caraila vi eresse la cupola dinale. Alessandro Malvasia nobi-
maggiore. Nel i656 per legalo di le bolognese de' conti di tal no-
Caterina Valenti vi fu fondala la me, nacque in Bologna a'26 apri-
collegiata , con arciprete ed otto le I74^> tl^^ antica Simiglia in cui
sacerdoti. Nella Valletta fu edili- fiorirono diversi uomini illustri, tra
calo un decoroso altare nel 1617, i quali Antonio Galeazzo, nel seco-
nella chiesa di s. Maria della Vit- lo XV^l, giureconsulto d'alto inten-
toria dichiarata parrocchiale, pei dimento ,
governatore d' Imola , i

donati, conhati, famigliari e servi cui consigli e risposte sopra legali


dei gran maestro ; e vi trasferiro- materie furono in due volumi di-
no le immagini di s. Antonio ab- vulgati stampe. Dopo aver
colle
bate e di s. Antonio confessore fatto egregiamente suoi studi, al- i

trasportale da Rodi, non che la l'età di veni' anni essendo in Ro-


divota ed antica immagine di s. ma cominciò a dar saggio di se,
Maria di Costantinopoli. Parecchi sia in chiarezza d' ingegno, sia per
conventi in diversi tempi vennero dottrina di leggi civili e di sacri
stabiliti in Malta: quello de' con- canoni, che per letteratura, genti-
ventuali, cioè il nuovo, fu edificalo lezza di costumi, ed eccellente di-
nel 1 600, quello de' minori osser- sposizione alle cose onorate. Que-
vanti nel i57« ,
quello degli ago- ste qualità venute a cognizione di
stiniani nel 157*2, quello de'carme- Pio VI, e reputandolo atto a ben
litani nel i6o4; i carmelitani del- servire la santa Sede, per disporlo
la Vittoriosa ebbero principio nel al pubblico bene, non solo lo am-
1620 , i cappuccini fuori della mise nella romana prelatura, ma
Valletta nel i588. In Burraola lo annoverò tra i ponenti del buon
nel 1626 vi furono introdotti i governo, acciò ivi studiasse i buo-
carmelitani scalzi . In Gozo la ni reggimenti dello stalo, ed im-
collegiata è dedicata all'Assunzione parasse il modo di governare, quin-
di Maria Vergine , ed ivi furono di lo fece ponente di consulta. Cor-
stabiliti i francescani e gli agosti- rispondendo colla sua saviezza e
niani. Non solo all'articolo Geroso- studio all'opinione ch'erasi conce-
limitano parlammo delle monache pita di lui, lo stesso Papa a'2 marzo
dell' ordine, ma di quelle ancora J
784 lo fece uditore del sacro tri-

di Malta e loro monasteri, come bunale della rota per la città di Bo-
di quelle di s. Pietro e s. Scola- logna di lui patria, essendo già ma-
stica benedettine; di s. Orsola ge- turo per sapere e per senno al gra-
rosolimitane; delle repenlite di s. ve e rilevante uflizio; onde i suoi
Maria Maddalena , o convertite pareri ebbero poi forza di autorità,
MAL M AL 93
e ne' dubbiosi giudizi riuscirono consultori della congregazione detri-
per lume. Per 1' intemerata ginsli- ti, ed avea deliberato elevarlo al

zia mai ebbe umano riguardo, non cardinalato, quando le vicende po-
paura dell' ira de' grandi, e ne ilie- litiche della seconda invasione fran-
de solenne prova nella famosa cau - cese glielo impedirono. Per gli oc-
sa tra il Pontefice Pio VI e le no- corsi cambiamenti di governo e de-
bili famiglie Lepri e Curii, per l'e- portazione del Papa nel 1809, il

redità conseguila dal primo di d. prelato dovelte partirsi da Roma ,

Amanzio Lepri, di cbe facciamo pa- e si condusse a vivere in alcune


rola all'articolo B raschi [Vedi). delle principali città d'Italia, ove
Pareva a Pio YI su questa causa si fece stimare per dottrina e gen-
avervi buone ragioni,tutta volta volle tilezza. Fedele alla santa Sede ri-

che la rota ne giudicasse, trattandosi cusò ogni altezza di grado, e ritor-


di lite die portava per conseguenza nato nel i8i4 Pio VII gloriosa-
ricchissimo patrimonio ; volle quiu- mente inRoma, monsignor Malva-
di venire in giudizio come privato, sia fu prontamente a' suoi piedi. Il
perchè il tribunale non avesse a Pontefice lo reintegrò nelle sue ca-
lui altri rispetli che quelli delia riche, e poscia nel concistoro degli
giustizia. Doveva tuttavia occoi re- 8 marzo 18 16 lo creò cardinale
re al pensiero de' giudici, che for- dell'ordine de' preti. Per titolo gli

se il perdere potesse naturalmente conferì la chiesa di Croce in Ge- s.

essere acerbo al sovrano, non solo rusalemme, annoverandolo alle con-


pel dispiacere che tutti sentono in gregazioni de' vescovi e regolari^ del
riportare il torto nelle contese, ma concilio, dei riti e delle acque; quin-
eziandio pel clamore che avrebbe di nel settembre del medesimo an-
prodotto siffatto giudizio, e dal te- no lo prescelse a legato apostolico
merne quindi inombrata la ponti- di Ravenna. Già in questa illustre
ficia e sovrana dignità. Pel Mal- città lo avea precorso la fama delle
vasia poi si aggiunsero i riflessi sue preclare doti, per cui splendi-
eh' egli ripeteva il grado di prela- do ne fu il ricevimento. Appena
to e la dignità di giudice da Pio arrivato si pose opera di con-
all'

VI, il contrasto della riconoscenza fermare la provincia nella suddi-


verso il benefattore, col timore di tanza pontifìcia con pacifici modi,
dispiacere decadere dal favore;
e essendo primo legalo che Raven-
il

ma egli ponderate le ragioni delle na rivedeva dopo la straniera oc-


parli, per equità vide soccombere cupazione Colla prudenza seppe
.

quelle del principe, e formò il suo accorrere ai bisogni, e trovava op-


giudizio, che per rettitudine ed in- portunamente i consigli adatti alle
genuità interpellato non ascose. Fu circostanze de' tempi ; coli' autorità
perciò da tulli altamente lodalo accompagnava la benevolenza , e
per aver santamente fatto giustizia, contenendo se medesimo nei giusti
e lo stesso Pio VI, sebbene soccom- termini del potere, insegnava agli
bentCj ebbe a compiacersi della scel- altri a contenersi in quelli dell'ob-
ta di sì integro magistrato. Pio VII bedire: diede inoltre belli esempi
nel 1800 lo promosse ad assessore di pietà e fu limosiniero. Per l'u-
del s. ofllzio, geloso incarico che tile pubblico prefeiì al proprio l'id-

"Vigilante esercitò; lo ammise tra i trui opinaoiento; a niuno era chiù-


,-

«4 MAL MAL
fio per giungere a Ini, tulli
l'adito la quale fu pubblicala nel i8?.>.
riceveva, ne udiva i bisogni, le la- in IJologna colle stampe, nel t. Il,
gioni, per tutti fermo nella giustizia p. 29 de' Discorsi del medesimo
era pronto nel soccorso. Sì fece autore, quale era stalo incarica-
il

stimare e rispettare, e con dignità, to magistrato della città di


dal
amore e magnificenza d'animxi in- fare tale elogio funebre.
coraggi la virtù, la dottrina e le MALVASIA. F. Monemdasia.
buone aiti. Fu benenierito della MALVEZZI Vincenzo, Cardina-
strada che conduce a Faenza, de- le. Vincenzo Malvezzi bolognese
cretata da Pio Vllj ed eseguita de' conti di S va, nacque iu Bo-
con lode dal cav. Luigi Brandoli- logna a' 22 fcubraio 1715, e poscia
ni, che ne superò le difTicollà col ebbe la sorte d'incontrare la buo-
suo ingegno. Meditava l'opera di na grazia del cardinal Lambertini
un porlo migliore e più vicino a suo concittadino, che divenuto Be-
Ravenna, che sperava mandare ad nedetto XIV, lo riguardò con oc-
eiretto se veniva confermato nel chio di parziale predilezione. Men-
secondo triennio della legazione, ciò tre era Lambertini arcivescovo
il

che ardentemente bramavano i ra- di Bologna, ordinato Vincenzo sa-


vegnani, per quel!' amore che il cerdote, gli conferì un canonicato
cardinale avea per essi, ed il Pa- nella sua metropolitana. Appena
pa andava ad esaudirli, quando il nel 1740 fu assunto al pontificalo,
legalo fu sorpreso dal male che lo lo chiamò a Roma, lo ammise alla
condusse alla tomba. Con univer- più ed intima confidenza, ei
stretta
s;de dolore mori in Ravenna a' 12 fattolo canonico nella basilica Li-
settembre iSrg d'anni 7 i, due ore beriana, nel 1743 lo promosse a
dopo mezzodì , ed il rammarico suo maestro di camera, ed a' 26
dell' intera provincia si legge nel novembre 1733 Io creò cardinale
numero 9 3 del Diario di Roma. dell'ordine dei preti, col titolo del-
1 solenni funerali furono celebra- la chiesa dei ss. Marcellino e Pietro,
ti nella chiesa de' minori ; quindi conferendogli le congregazioni del
i ravegnani mossi dall' amore e s. oftìzio, del concilio, de' vescovi e
dalla gratitudine verso il benefico regolari, della visita apostolica e
legato, ne vollero rinnovare l' ese- di propaganda fide. Nel concisto-
quie a' i3 novembre a spese del ro de* 1
4 gennaio 1754 lo dichia-
pubblico erario, nella chiesa di s. rò arcivescovo di Bologna, chiesa
Apollinare di Classe ove il cada- , che il Pontefice avea ritenuto sino a
vere era stato tumulalo, ed appa- quel tempo, intitolandosi nell'arci
rala a lutto. V
intervennero mon- diocesi arcivescovo di Bologna. Il
signor prò -legato Giovanni Serafi- cardinale nell* episcopale ministero
ni ora cardinale, che sotto il de- si mostrò amantissimo degli eccle-
funto era vice-legato, le autorità siastici, delle sacre vergini e de-
civili,amministrative e militari, coi gli uomini dotti e pii, de' quali
deputati del capitolo. Dopo la mes- studiossi di riempire le parrocchie
sa il dotto sacerdote Pellegrino Fa- della sua diocesi. Dopo venti anni
rini di Russi rettore di quel col- di arcivescovato. Clemente XIV lo

legio recitò una soda ed eloquen- chiamò in Roma per affidargli la

te orazione in lode del cardinale, carica di pro-datario. Morto dopo


MAM MAM 95
poclii mesi quel Papa, cioè a 11 migliori autori antichi greci e la-
sellembre 1774» cessò il cardinale tini, sui quali egli formò il suo
dal suo impiego, in cui avea mo- stile apprezzato dai dotti, e si or-
strato un lodevole interesse. Inter- dinò prete nel 1736. Poco dopo
venne ai conclavi di Clemente XII 1, terminato avendo Io studio teo-
Clemente XIV, e Pio VI, do- logico, pubblicò due dissertazioni :

po il quale restituitosi alla sua De oraculìs elhnicoruni adversuft


chiesa, morì in Cento a' 3 dicem- Van Dalen. De Cruce Constantini
bre 1775, in età di settantun anni visa adversus Jo. Alhertum Fa^
non compiti, dopo aver manifestata bricium, Florentiae 1738. Divenu-
la sua avversione all' esistenza dei to il p. Orsi, suo benevolo, segre-
benemeriti gesuiti, come scrive il tario della congregazione dell' in-

IVovaes. Ebbe sepoltura nella me- dice, lo chiamò in Pioma ove gli

tropolitana di Bologna con un ma- cedette la cattedra di fisica che


gnifico epitaffio da Giulia
postovi avea nell'università della Sapienza,
Malvezzi sua nipote. nobile ed La Nel 1740 scrisse alcune osserva-
antica famiglia Malvezzi vuoisi che zioni sul decreto di unione fatto
discenda di quel Manfiedi da cui al concilio di Firenze, che il p.
ebbero origine le famiglie Pico del- Orsi inserì nel tom. Ili della sua
la Mirandola, e Pio da Carpi. I opera Romani Pontìficis in syno-
:

Malvezzi si divisero in quattro prin- dos aecumenicas etc. potestatej al-

cipali rami, ma tutti sono di un la quale opera il p. Mamachi fe-

medesimo stipite e discendenza. In ce l'epistola dedicatoria e la pre-


Bologna furono stampati due libri fazione, ed una parte del compen-
su questa famiglia, in cui sonovi dio dello stesso trattato, non che
pure notizie del cai dinaie. Il pri- alcune altre dediche della Storia
mo 1770: Memorie di al-
nel ecclesiastica del p. Orsi. 11 p. Ma-
cuni uomini illustri della famìglia machi, siccome versato nella let-

Malvezzi secondo nel i^'ji:


. Il tura de'padri della Chiesa e degli
Memorie di alcune nobilissime don- storici ecclesiastici, acconsentì che
ne maritate nella famiglia Mal- si formasse in sua casa una specie
i>ezzi. di accademia, in cui si discutevano
MAMACHI Tommaso Maria. Dot- i principali punti de' dogmi depo^
to domenicano, nacque a Scio isola sti negli annali della Chiesa. Que*
dell'Arcipelago a'3 dicembre 171 3, sia accademia fu frequentata dai
da nobile famiglia anticamente ori- più dotti ed illustri personaggi che
ginaria di Francia, ricevendo nel erano allora in Roma tre volte la
battesimo il nome di Francesco settimana. Queste conferenze cui
Saverio. All'età di quindici anni assistevano anco alcuni domenicani,
entrò nell'ordine de' predicatori in durarono fino al 1757, e vi si

Scio, da dove passò convento


al trattarono diverse materie con suc-
di s. Marco in Firenze. Sotto il cesso. Nel 1741 recitò nella Sa-
priorato del p. Orsi poi cardinale, pienza : De Leone X Pont. Max.
spiegò un ingegno vivace, memoria oratio j pubblicata colle stampe e
quasi prodigiosa, gran desiderio di con note. All' istessa epoca com-
istruirsi che gli fece assai di buo- parve alla luce: Sancii Antonini
n'ora intraprendere la lettura dei archiep. Fiorentini ord. praed.
96 MAM MA M
opera omnia ad autographorum jì- ma, e n'ebbe plauso e vittoria.
dcm nunc prìnuim exacta: vita Nel 1749 die alla luce il primo
illitis variis clissertationihux et ad- volinne della grand'opera Origi- :

notationibiLs aucta cura et studio nuni et antifpiUatum Christiana ^


ff,
Thomae Mariae Mamachi^ et rum, Romae: dal 1750 al I755
Dyonìni Remedcllì ord. e/afid. tlieo- sortirono quattro volumi.
gli altri

lo»orurn. Nel 174^ Benedetto XIV, Nel 1753 pubblicò in Roma: Dei
per (issarlo meglio in Roma, lo costumi de'primitivi cristiani, tom.
dichiarò figlio ilei convento della III. Verso quel tempo, oltre diver-
Minerva, e poi professore di filo- si pel citato Giornale, die
articoli

sofia nel collegio Urbano, nel qua- alla luce la storia di alcuni mar-

le all'apertura della scuola recitò: tiri missionari domenicani. Il p.


Oratio de ratione tradendae plii- Mamachi formò in seguito una
losophiae designa tis orihodoxae re- nuova accademia composta soltan-
ligionis propagatoribus , hahita in to di giovani religiosi del suo or-
collegio Urbano de propaganda dine. Ebbe principal parte nell'o-

fide hai. decembr. 1743, Romae pera intitolata : Annalium ord.


1744* Nel 174^ compose Vindi- praedicatoruni, Romae 1756. In
cationes Jnnocentii XI P. 31, Per difesa de' suoi domenicani missio-
ordine di Benedetto XIV raccolse nari nel Tonckino stampò in Ro-
le lettere d'Innocenzo con os- III, ma : Ragioni de' padri domenicani
servazioni giudiziose, e consegnò il della provincia delle Filippine so-
materiale al Garampi. Nel 1746 pra i distretti di Kean detto al-
divenne bibliotecario e poi teologo trimenti Phutay, di
Luctuy, di
della Casanatense, e nel 1747 pub- Kesat e di Keban nel Tonckino,
blicò: De diplomatibus ad ode- con un'appendice intitolata Me- :

nìiei mensibusj ma per conformar- moria concernente alcuni riti pra-


si allo stile comunemente usato ticati nel Tonckino, Roma 1757.
nella curia romana, egli lo intito- Nel 1758 compose la dissertazione:
lò: S. D. N. Papae Benedicti XIT De epìsc. encyclica Benedicti XIP^
Spirensis praetensae exeniptionis ad epist. Galliarum. Nel seguente
prò promotore fiscali curiae epi- anno pubblicò De episcopatus :

scopalis Spirae. Un celebre avvo- Hortani antiquitate ad Hortanos


cato essendosi opposto a questa cives liber singularis. Vendicò poi
dissertazione, l'autore In rispose : l'angelico dottore coU'opera: Fero
vindicias diplomatimi odenhei men- sentimento di s. Tommaso quinto
siuni exercitatio. L'anno seguen- dottore della Chiesa, contro il ti-

te stampò: De diplomatibus po- rannicidio, riguardante il trattato :

puletanis prò monachis sancto- De regimine principum. D' ordine


cruciensibus, Romae 174^' Egual di Clemente XIII scrisse la vita
talento mostrò nella disputa lette- del b. Barbarigo cardinale. Molte
raria insorta tra lui e il dotto p. altre opere sortirono dalla penna
Gio. Domenico Mansi per T opera di questo infaticabile e fecondissi-
De epochis condì. Sardicensis et mo scrittore, tra le quali nomine-
Sirniicnsium, onde pubblicarono
si remo De animabus justorum in
:

diversi articoli nel Giornale dei sinu Abrahae ante Chrisli morteni
letterati che si pubblicava in Ro- experlibus beatae visionis Dei,
MAM MAM 97
Romae 1766. Del diritto lìbero no riportati nel nuovo breviario di
della Chiesa di acquistare e di Langres. La sua festa è segnata
possedere beni temporali, Roma a' 17 d'agosto.
1769. La pretesa filosofia dei MAMERTO (s. ), vescovo di
moderni increduli esaminata e di- Vienna nel Delfi nato. Successe a
scussa ne' suoi caratteri , Roma Simplicio, e fu uno dei più gran-
1770. Alethini Philaretae episto- di luminari della Chiesa gallicana
larunì de Palafoxli ortìiodoxia \ nel quinto accoppiando a
secolo,
Romae 1772. Epistolae ad Justi- profonda dottrina eminente santità
nuni Febronium de ratione regen- e il dono de' miracoli. Devesi alla
dae christianae reipublicae, deque sua pietà l'istituzione delle preghie-
legitimaromani Pontificis auclori- re pubbliche conosciute sotto il no-
tatCj Romae 1776. 41 p. Mamachi me dì Rogazioni, per placare l'ira
nel 1779 divenne segretario della divina, ed ottenere la cessazione
sacra congregazione dell' indice, e delle calamità che affliggevano la
nel 1791 Pio VI lo nominò al- sua diocesi, come abbiamo detto
la cospicua carica di maestro del all'articolo Litanie minori delle
sacro palazzo apostolico^ e giovos- Rogazioni. Questo santo vescovo
si spesso de'suoi consigli e della ottenne colle sue orazioni la pro-
sua penna. Egli diresse il Gior- digiosa estinzione di due terribili
naie ecclesiastico che incominciò a incendi. Morì nel 477> e il suo
pubblicarsi in Roma nel 1785 (ed nome si trova nel martirologio
in tomi X prosegui al 1795 in- romano sotto il giorno 11 di
elusive). Nel 1792 essendosi reca- maggio.
to a Corneto, mori ne'primi di MAMILLARI. Eretici d'Olanda
giugno. Fu encomiato meritamen- che formano una setta particolare
te dai dotli di tutti i paesi e co- dei memnoniti o anabatisti, for-
munioni, per la sua vasta e prò- mata nella città di Harlem. Deve
fonda dottrina ed erudizione, e per la sua origine alla libertà che si
la singolare facilità di scrivere. prese un giovane di toccare colla
MAMANTE (s.), martire. Fi- mano il seno d'una giovinetta che
gliuolo di un
povero pastore di dovea sposare fra poco tempo.
Cesarea nella Cappadocia, fino dal- Questo atto essendo riferito al con-
ia sua fanciullezza cercò il regno cistoro, alcuni sostennero doversi
di Dio con tutto il suo cuore, e scomunicare il giovane, e quelli che
si rese ragguardevole pel suo fer- si opposero, non stimando la col-
vore, come riferiscono s. Rasilio pa meritare tanto castigo, furono
e Gregorio Nazianzeno. In tem-
s. detti dai piti severi in derisione
pò della persecuzione di Aureliano Mamìllari o Mammillari^ il che
fu preso circa l'anno 274 o 275, e produsse uno scisma tra loro. Que-
soiferte con santa gioia le piìi cru- ste dispute rinnovaronsi nel passa-
deli torture riportò la gloriosa pai- to secolo in Italia con stampe di
ma martirio, essendo anco-
del dissertazioni; e siccome i toccamen-

ra assai giovane. Il suo capo fu ti del seno o mammelle delle fem-


trasporlalo da Costantinopoli a mine, volontari e senza necessità,
Nantes, al principio del secolo XITI; alcuni sostennero non essere che
e gli atti di questa traslazione so- peccati veniali, vennero essi con-
VOL. XLII, 7
98 MAM MAM
fatali dal p. Concina , e condan- dato, e schiavo nel linguaggio ara-
nati da BiMiedetlo XIV. bo, altri dicono schiavi di mano, o
MAMISTRA o MALMISTRA. schiavi domestici, e fu dato ne»
Sede arcivescovile delia seconda tempi posteriori alla milizia del
Cilicio, nell'Asia minore, che alcu- soldano d'Egitto, per cui quel
ni pretendono sia Mopsuestin, al- principe fu chiamato talvolta sol-
tri Castahala, ed altri Merash . dano de'mammalncchi, e mam-
li patriarca d'Antiochia l'eresse al malucchi vennero talvolta denomi-
tempo delle crociate, ed greci i nati gli egiziani. Si dicono usciti dal
-viaveano un arcivescovo del loro Caucaso, o raccolti in Circassia o
rito. 11 primo arcivescovo di Ma- sulle coste settentrionali del Mar
niistra fu Bartolomeo, consagralo Nero. Venduti ai turchi furono
nel iioo da Daiberlo patriarca arrotati nella «lilizia del gran Cai-
di Gerusalemme, ed intervenne al ro, ove s' istruirono nel mestiere
concilio ch'esso colà adunò. Ra- delle armi in cui riuscirono valo-
dolfo nel 1 1 34 fu trasferito ad rosi, e formarono la giinrrlia dei
Antiochia. Nel ii62eravi l'arcive- corpo dei dominatori dell'Egitto;
scovo, ma il nome, che
se ne ignora venendo arricchiti con possessioni,
portò a Luigi VII re di Francia e premiati con onoiificen/e e cari-
una lettera di Amalrico di Geru- che. Alcuno disse in parte somi-
salemme. Innocenzo III parla di gliarsi ai famosi giannizzeri, dei
un arcivescovo di Tarso trasferito quali tenemmo proposito airarli-
a Mamistra. Gli armeni avendo colo Costantinopoli. All' articolo
scaccialo gli arcivescovi di Tarso Egitto i mammalucchi si dissero
e di Mamistra, nel 1224 Onorio mamlouk o mamelucchi, cioè sot-

JII ordinò ai suffiaganei del pa- tomessi j ivi pure dicemmo che
triarca di Gerusalemme di fare furono istituiti da Nedim nel i23o,
ogni sforzo pel ristabilimento dei ed in numero di 12,000 formarono
due prelati. Gregorio IX ingiunse la miglior cavalleria leggiera, e la
agli arcivescovi di Apamea e di forza principale militare di quella
Mamistra nel i238, di far rien- regione; che imprigionarono s. Lui-
trare nel loro dovere il cattolico gi iX, ma insieme ne impedirono
di Armenia, ch'erasi sottratto dal- r che per nefande pro-
uccisione;
l'obbedienza del patriarca d'Antio- stituzionipervenivano alle prime
chia. Clemente V fa menzione di cariche dello stato; che dispotica-
Costantino arcivescovo di Mami- mente governarono l'Egitto per più
stra nel i3o6, in una lettera a di 260 anni, e l'ultimo sovrano
Gregorio patriarca ed a Leone re di loro schiatta fu detronizzato da
d'Armenia. Oricns christ. t. Ili, Selim imperatore de' turchi nel
I

p. 1198. i5r7, che sterminp mammaluc- i

MAMMALUCCHI o MAME- chi; non però interamente, od alme-


LUCCHI. Schiavi cristiani o nati no ne restò il nome alla cavalleria
di cristiani presso gli egizr, ovve- egizia, perchè essi soli nell'Egitto
ro dalle serve de'principi sarace- aveano il privilegio di servirsi di
ni ; nel numero di que'schiavi un cavalli, lasciando agli abitanti per
tempo eleggevasi il soldano. Que- loro uso i muli e gli asini. Tut-
sto nome in siriaco significa sol- tavolta è noto che i mammaluc-
MAN 99
clii governavano l'Egitto al mo- ginaldo , il quale come narra il
mento dell'arrivo dell'armata fran- Binaldi a tale anno, num. 44> ^*2ce
cese in questa contrada nel 1798. le ed il suo regno tributario
isole
Battuti in ogni scontro, e princi- della Sede apostolica, onde procac-
palmente vinti da Bonaparle in due ciarsi con tale opera pia il divino

battaglie, ed in una dal generale favore. Nella lettera che perciò il


Desaix, si concentrarono in pic- re scrisse al Papa Onorio 111, s'in-
colo numero nella provincia di titola re delle isvle^ ed incomincia

Faium, ceduta all'attuale viceré di con raccomandarsi baciando pie- i

Egitto Mehemet-Alì, che li annien- di : la lettera è data in Lortdra


tò nel 181 I, per assicurare la a 21 settembre nella casa de'Tem-
tranquillità del paese. In Francia pieri. Dice il re nella lettera, che
si vide per qualche tempo un cor- per esser fatto partecipe de' beni
po di milizia a cavallo armato al- che fanno nella Chiesa romana,
si

la leggiera sotto il nome di mam- per l'esortazione di Pandolfo e-


malucchi; tale milizia era compo- letto vescovo di Norwick, camer-
sta di asiatici o di africani, che lengo e legato pontificio, avere of-
sì erano condotti in Francia dopo ferto alla Chiesa romana, e ad Ono-
le guerre di Egitto, e formava rio III e successori l'isola del ma-
parte della casa militare dell' im- re a lui appartenente per succes-
peratore de' francesi Napoleone. sione ereditaria, e indipendente da
MAN o MANN.
Sede vescovile qualunque principe ; e voler tenere
una volta ed isola dipendente
, in perpetuo egli e successori l'iso-

^a\V Inghilterra (Fedi) nel mare di la in come ricevuta


feudo dalla
Irlanda. antichi chiamarono
Gli santa Sede, con omaggio di fedel-
quest'isolaMenavia, Menapia^ Mo- tà e dominio, per
ricognizione di
ìwbia, Moneilha e Mona. L'isola cui annualmente sarebbe pagato al-
di Man ha trenta miglia di lun- la romana Chiesa, a titolo di censo

gliezza, e quindici nella, sua mag- dodici marche di sterlinghi d'Inghil-


gior larghezza : contiene cinque terra nell'abbazia di Forni dell' or-
grossi tra città e borghi, di cui dine cistcrciense, nella festa della
i due principali sono Douglas e Purificazione di Maria Vergine. Fu
Buschin città ; il territorio è ferti- quest'isola ancora dipoi tributaria
le, ed il mare vi abbonda di pe- dei re di Scozia sino alla sommis-
sci. Liverpool è il luogo di deposilo sione sotto Edoardo I ; da quell'e-
di quasi tutto il commercio del- poca i re d'Inghilterra vi esercita-
l'isola. Questa già formò un piccolo rono il sovrano potere. Si trova
regno. Durante le scorrerie de're- però di nuovo posseduta dalla po-
malori scandinavi, questo era il sterità dei principi danesi sotto il

loro luogo di riunione; quivi pure regnò di Edoardo III, che spogliò
si radunavano le forze che porta- l'ultima regina dell'isola per darla
vano le stragi nelle Ebridi, nella al suo favorito Montagne conte di
gran Bretagna e nell'Irlanda. La Salisbury. I beni di questa fami-
storia parla spesso dei re di Man, glia essendo stali confiscati, Enrico
che senza dubbio erano i padroni IV diede Man alla famiglia di
di questi mari, dalla metà del se- Norlhumberland. I conti di Derby
colo XIII. N'era re nel 1219 ^^^' la possedettero per lungo tempo, e
loo MAN MAN
passò poscia per alleanza alla famì- Fiore all'inferiore, o nelle allegrez-
glia del duca di Athol. Come ser- ze, o nelle solennità per una certa
viva essa di ritiro ad una folla amorevolezza. Ne parlammo in più
di conlrabbandieri che portavano luoghi, e principalmente nel voi.
un gran danno al commercio in- XXIII, p. i54 e seg, del Diziona-
glese, cosi il governo ne acquistò rio , ove pur citammo i principali
la sovranità nel 1765. Gii abitan- articoli in cui se ne tenne propo-
ti conservarono le loro antiche leg- sito. Si può anco consultare l'arti-
gi, e si governano in qualche modo colo Lettere epistolari, parlando-
co'Ioro propri magistrati; però il si delie lettere di buone feste.

governatore è inglese. Per l'ammi- MANCINFORTE SPERELLI


nistrazione delia giustizia quest'i- Giovanni Ottavio, Cardinale. Gio-
sola è divisa in due distretti, l'uno vanni Ottavio Mancinforte Sperelli
settentrionale e l' altro meridio- nacque in Asisi a'22 febbraio i73o,
nale. L' ultimo appello delle corti nobile anconitano, primeggiando la
di giustizia dipende dal governo sua famiglia in Ancona per nobil-
e dal consiglio del re ; la giurisdi- tà ed onori. Mostrò fino da gio-
zione ecclesiastica sta sotto la di- vanetto particolare inclinazione alio
rezione di un vescovo anglicano, stato ecclesiastico, che poi venuto
il solo barone dell* che
isola, e in Roma abbracciò. Benedetto XIV
prende il titolo di vescovo di So- quand' era cardinale vescovo d'An-
dor e di Man. Quanto alla sede cona, avendo concepita particoiar
vescovile cattolica venne eretta sot- benevolenza verso la famiglia Man-
to la metropoli di Yorls. nel V cinforte, conferì a Giovanni un
secolo; nel VI soppressa, fu rista- canonicato di s. Pietro, ed assu-
bihta nel secolo XII, enei ii5i mendo poco dopo l'abito prelati-
le venne unita quella di Sodor zio, lo ammise tra i ponenti del
(Vedi)\ ma Sisto IV le separò, buon governo. Nel 1766 Clemente
sottomettendo Sodor a Glascow nel XIII l'inviò inquisitore e visita-

1471. Il vescovo lo nominava il tore apostolico in Malta, e Cle-


conte di Derby, non essendo no- mente XIV nel concistoro de' 17
mina regia come gli altri vescovi giugno 1771 lo dichiarò arcivesco-

del regno; perciò non ebbe mai vo di Teodosia in partibus, promo-


posto al parlamento nella camera vendolo a nunzio di Firenze. Qui-
alta ;
presentato all' arcivescovo di vi si trattenne parecchi anni, dove
York, veniva da esso consagrato. la sua soda pietà, e tutte le altre
La residenza del vescovo cattolico ecclesiastiche virtù proprie d'un
era a Russin o Kuschin, antica ca- apostolico ministro, gli conciliaro-
pitale dell'isola, essendo ora Douglas no la comune affezione e rispetto.
come più popolata. Conoscendone Pio VI la probità,
MANASCHIERT , neil' Arme- Io nominò chierico di camera e
nia. Vi fu tenuto un concilio da- presidente delle ripe ed acque, e
gli acefali neil' anno 687 ; eretici dopo breve spazio di tempo nel
condannali dal concilio di Co- maggio 1776 gli conferì la carica
stantinopoli del 536. Galanus. di suo maggiordomo, prefetto dei
MANCIA , Sportala , Stretta ,
sacri palazzi apostolici. In questo
Strenua, Quel che si dà dal supe- nobilissimo uilìzio usò non ordina-
.,,

MAN MAN lOI


ria munificenza propria della carica, per Io spazio di tre anni, ad istan-
e die saggio di singoiar divozione za di Luigi XIV re di Francia
verso suo insigne benefattore,
il il medesimo Papa a'5 aprile 1660
da cui a*2 3 giugno 1777 fu crealo Io creò cardinale diacono , confe-
cardinale deirordine de'preli, e po- rendogli per diaconia la chiesa dei
scia pubblicato nel concistoro degli ss.Vito e Modesto ; quindi fu
II dicembre 1780. Gli die in annoverato alle congregazioni del-
titolo la chiesa di s. Maria in la consulta, del buon governo, ed

Trastevere, lo annoverò alle con- altre. Il re prese questo impegno


gregazioni de' vescovi e regolari e lo arricchì delle abbazie di s.

del concilio, della rev. fabbrica di Martino nella diocesi di Laon, di


s. Pietro, d' Avignone e Loreto, Casa di Dio nella diocesi di Cler-
e lo fece protettore della chiesa di mont, di s. Luciano di Beauvais,
s, Lorenzo in Miranda, e del col- e di s. Pietro del Monte nella
legio degli speziali di Roma. Erano diocesi di Chalons, a contemplazio-
scorsi pochi mesi dalla sua pro- ne e per le premure del celebre
mozione, allorché sorpreso per due cardinal Mazzarini suo primo mi-
volte da violentissima malattia nistro. Dappoiché la sorella minore
finalmente peri in età ancor flori- di avea sposato, colla dote di
lui
da e vigorosa, morendo in Roma venti milioni di lire, Michele Lo-
d*anni cinquantuno a'5 giugno 1 78 1 renzo Mancini fratello del cardina-
11 tristo caso eccitò il comune dis- le. Dopo essere intervenuto ai con-

piacimento della città per la bon- claviper Clemente IX e per Cle-


tà del suo animo. I funerali furo- mente X, morì nel 1672 d'anni ses-
no celebrati nella sua chiesa tito- santasei in Marino, feudo della casa
lare, ove fu sepolto , secondo la Colonna, in cui era maritata una
sua disposizione, ponendosi sulla di sorella del cardinale Mazzarini. Fu
lui tomba una marmorea iscrizio- sepolto nella chiesa parrocchiale
ne : cantò la solenne messa il car- di s. Barnaba senza alcuna memo-
dinale Borghese, in luogo del car- ria, quale venne supplita nella
dinale Giraud, cui spettava come chiesa di Araceli, nella cappella di
camerlengo del sacro collegio. s. Giacomo apostolo, già da lui ab-
MaNGIJNI Francesco Maria, bellita con ecclesiastica magnificen-
Cardinale. Francesco Maria Man- za. Ivi dal lato dell'epistola si ve-
cini pattizio romano, avendo assun- de il suo monumento ornato con
te in età di ventisett' anni le ve- gran vaghezza ed eleganza, e con-
sti prelatizie, promosso da Ur-
fu sistente in una piccola guglia, nel
bano Vili nel 1 633 al governo centro della quale in un ovato si
successivamente delle città di Ter- contiene il busto del cardinale,
ni, Sabina, Norcia e Todi, dipor- sotto di cui leggesi il nome. Nella
tandosi con tal saviezza ed integrità, di lui casa in via del Corso, presso
che si meritò gli applausi de'po- s. Maria in Via Lata, tenevano le
poli da lui governati. Fu quindi loro adunanze gli accademici umo-
ammesso tra i votanti di segnatu- risti, che fioi'irono per uomini dot-

ra, e poi nelfatto da Ales- 1657 ti e letterati.


sandro VII segretario del buon MANGIO Pietro, Cardinale, Vis-
governo, dove avendo perseverato ivo Mancio cardinale diacono è
,

101 MAN MAN -^


sotloscrilto in un privilegio conces- rota o cappellano pontificio. Cle-
so al capitolo di Firenze, da Bene- mente V nel 1 3 1 o lo fece vesco-
detto IX del io33. vo d' Avignone ove avea slabilila
MANCO (s.), monaco irlandese la residenza pontificia. Anche sulla
di straordinario fervore, il quale dignità vescovile sono di vario pa-
passato nella provincia di Corno- rere gli storici. Chi lo fa arcivesco-
Taglia, vi menò una vita somma- vo d' Ambrun nel 129^; ibi lo
mente austera, un luogo ove fu in vuole rettore del contado Venais-
poscia fabbricala una cappella de- sino e arcivescovo d'Aix nel i3o5,
dicata al suo nome, e nel quale e non già vescovo di Avignone,
si è formato un borgo parlamen- conte dicemmo
col Fantoni a quel-
tario, che porta pure il di lui r nò di Acqui; e chi lo
articolo,
Mome. Vi si vedeva una volta nel dice nel 3 6 vescovo di Lodeve,
1 1

cimiterio la sua cattedra di pietra, donde fu trasferito ad Ambrun.


e poco lungi il pozzo che serviva Certo è che Clemente V a* 22 o
al suo uso. Egli è dipinto ordina- 24 dicembre 1 3 1 2 o 1 3 3 lo creò 1

riamente cogli abiti e co' distintivi cardinale e vescovo di Palestrina


di un maestro di scuola ; ma la indi per suo mezzo si stipulò la
tradizione tiene che fosse stato ve- pace tra Carlo II re di Sicilia, e
scovo in Bretagna. Tanto riporta Giacomo II re d'Aragona. Scrisse
il Butler sotto il giorno 2 di set- questo dottissimo cardinale un' o-
tembre. pera suH' elezione de' prelati : De
MANDAGOT, MONDAGOT o electione pratlatorum, che dedicò
MACDEOT Guglielmo, Cardinale. al cardinal Fredol; ed il Torrigio
Guglielmo Mandagot, Mondagot o aggiunge Opuscula in ledimi di-
:

Macdeot nacque in Lodeve, nobile scìplinaj Expositione in ejusdcm


francese, de' signori di Montepietro- libri. Molto faticò per ordine di
so, dottore egregio nell'uno e nel- Bonifacio Vili con Petroni e Fre-
Taltro diritto, canonico regolare, o dol poi cardinali, nella compilazio-
come altri dicono religioso di s. ne del sesto libro delle decretali.
Agostino. Il Baluzio con altri lo Intervenne ai comizi di Giovanni
dicono prevosto della chiesa di To- XXII, ne' quali per la sua emi-
losa dell'ordine di s. Agostino, e ar- nente probità e dottrina i cardi-
cidiacono di Uzes ; i Sammartani nali volevano innalzarlo al
italiani
lo vogliono canonico e poi arcidia- pontificato , se guasconi non si i

cono della chiesa di Nimes dell'or- fossero opposti. Pieno di lode, con
dine di s. Agostino, dal che sem- cui l'aveano ricolmo i nominati
bra non può venirne di necessaria Pontefici,mori in Avignone nell'an-
conseguenza aver Guglielmo per no i32i, quantunque altri scrivo-
questo professato tra i romitani, co- no nel i323 o i324, e nella chie-
me pretende il Gandolfi agostinia- sa di s. Caterina da lui edificsta
no, e forse Io sarà. Resosi celebre ebbe onorevole sepoltura. Il Car-
nell'università di Bologna, dove nel della corregge ancora quanto su
1275 ottenne le insegne di dotto- questo cardinale scrissero d'erroneo
re e v'interpretò le leggi, servi Claudio Roberto nella serie degli
Nicolò IV in qualità di notaro, e arcivescovi d' Ambrun circa l'epoca
Bonifacio Vili come uditore di della sua promozione, ed il Ciac-
MAN MAN io3
conio sulle camere e non case da- cerdozio e lo autorizzò ad assolve-
tegli da Giovanni XXII. re gli scomunicati a cagione dello
MANDAITI. Cristiani di s. Gio- scisma, per cui molli della nobiltà
vanni , specie di setta di pagani d'Alsazia, per lui abbandonato En-
antichissima, dominata dagli astro- rico IV si 1094 a
sottomisero nel
logi, professanti alcuni errori dei Urbano II. Questo Papa nel 1096
manichei. F, il voi. XVllI, p. 2o5 approvò r erezione dell' abbazia di
del Dizionario. Marbach Manegoldo ne fu il
, e
MANDAMEINTO, EdicUim,Man- primo abbate. Ecco il novero delle
datum. Ordine, comandamento. Man- sue opere. Commentario sul Sal-
damenti sono in particolare quelli terio assai stimalo. Note e glose
che pubblicano i vescovi per indi- su Isaia, s. Matteo e s. Paolo, non
care i sinodi, ordinare delle pre- che sui salmi. Nell'abbazia di s.

ghiere e dei dig inni, aprire dei giu- AUire di Clermont in Alvergna si
bilei. I vescovi francesi intitolano conservava mss. Glossario di Ma- :

jMatidtìuent le loro lettere pasto- negoldo dottore degli alemanni.


rali ed i loro ordini nelle diocesi. Scrisse due apologie pel gran s.
iVel concilio di Trento fu fatto un Gregorio VII, cui die il titolo di
regolamento, con cui viene proibi- santo, molto efficaci ed encomiate,
to ai religiosi ed agli altri esenti, poiché i canonici di Reichsperg con-
sotto pretesto di esenzione, di ri- sideravano i di lui scritti come al-
cusare di pubblicare i mandamenti trettanti oracoli del cielo.
de' vescovi, e di trascurare o dis- MANETTI GiANozzo. Nacque in
prezzare le censure ecclesiastiche o Firenze nel 1396, divenne senato-
le scomuniche mandate in una dio- re e fu celebre per la sua dottri-
La ragione di questo regola-
cesi. na, scritti, disgrazie, costanza, e per
mento è la necessità di conservare le ventitre ambascerie da lui sos-
l'unitù della disciplina. /^. Pasto- tenute. Si applicò in particolar mo-
RALE e Vescovo. do alla teologia, chiamando questa
MANDATARIO o MANDATA- scienza porto dell'anima onde ri-
HO. V. Bidello, Arciconfrater- fugiarsi nelle tempeste della vita.
MTE, Confraternite. Il p. Mabil- Inoltre unì ad un'estesissima cogni-
lon, Mus. ilal. t. II, p. 195, par- zione delle matematiche, quella del-
la De mandalarii PcipaCy i quali le lingue greca ed ebraica. Si ac-
nella distribuzione de'presbilerii a- quistò la slima generale, ebbe luo-
\eano dieci soldi di moneta provesina. go nelle piìi onorevoli cariche , e
MANEGOLDO. Professò pub- colla sua eloquenza e letteratura
blicamente le lettere divine ed u- procurò far fiorire le lettere in Fi-
mane, fu prevosto di Marbach cit- renze equo , disinteressato pieno
: ,

tà del regno di Wurtemberg, e si di moderazione, amante della pace,


rese illustre per la sua dottrina e affabile, si guadagnò i cuori di tutti.
pei suoi scritti nel secolo XI: le Non potendo impedire ai cittadini
sue figlie tennero nelle scienze pub- ambiziosi di tiranneggiare la patria,

bliche scuole. Dall'Alsazia passò in andò in volontario esilio , e passò


Francia, rinunziò quindi al mondo il resto de' suoi giorni a Roma ed
e si fece canonico regolare a Lu- a Napoli ove mori nel i4% d'an-
tenbach. Urbano 11 lo elevò al sa- m 63. Da tutti compianto pel com*
, ,

io4 MAN MAN


plesso delle rare sue doti e vasta favore di Gregorio abbate del mo-
dottrina , ebbe magnifici funerali nastero di s. Bartolomeo della dio-
e fu cbiamato ornamento dei suo cesi di Fiesole. Dopo un anno mo-
secolo. Le opere di questo illustre rì, né altro si sa di lui.
autore per la maggior parte assai MANFREDO, Cardinale. Man-
stimate sono: De liberis tducandis. fredo da Celestino II nel giorno
Laudutio januensium. Dìalogus de delle ceneri 11 44 f" creato cardi-
morte. Filii. De illustribus longaevis. nale dell'ordine de' preti, e per ti-

Cantra judaeos. Laudalio Jgnttis tolo gli conferì la chiesa di s. Sa-


Numantinae. Apologia Nunlii Hi- bina. Sottoscrisse le bolle di Cele-
spani, Historia januensium. De di- stino II, Lucio Eugenio 111, A-
II,

gnitate et excellentia hominis ad nastasio IV ed Adriano IV, sotto


j4lphonsum regem Neapolitanum : il quale morì, dopo essere stato ai
è all' indice de' libri proibiti, col comizi degli ultimi quattro Papi.
decreto Donec emendelur. De ter- MANFREDONIA ( Syponiin ).

rae motu. De recla interprelatione Città con residenza arcivescovile


ad eumdem. Historia pistoriensium. del regno delle due Sicilie nella
Symposium. Le vite di Socrate, Se- i^uglia, provincia di Capitanata
neca, Dante, Petrarca, Boccaccio, sulla costa del mare Adriatico , in
del re Alfonso e di Papa Nicolò fondo alla baia che s'interna nella
V. Oratio de saecularibus et pon- rupe meridionale del monte Gar-
tificalibus pompis ad Caroluni. O- gano, sul golfo del suo nome, ca-
ratio in funere Leonardi A retinij poluogo di cantone. È piazza forte
ad regem Alpkonsum in nuptiis fi- di quarta classe, e di molto com-
lii sui j ad senensem dum Alphon- mercio e di transito delle merci
sum Piombi num obsideret; ad Al- che dai porti dell'Adriatico vi ap-
pkonsum regem de pace servandaj prodano dirette per Napoli. Ha un
ad Nicolaum V Pontificem sum- ben munito castello che non fu
munì de creatione sua; ad Ca- potuto espugnare da Lautrec, seb-
lixtum III de eligendo imperatore bene avesse occupato tutte le cir-
contra turcos; ad Fredericum III costanti contrade. Desso protegge
imperatorem de creatione sua; in il porto, ov'è costruito un he\ molo

funere Jannotii Pandolphini equìlis; a riparo delle navi. Il medesimo


e molte Epistolae. Tradusse dal esisteva prima della città e chia-
siriaco il salterio della verità ebrai> ma vasi Porlo di Capitanala, e da
ca, e dal greco i quattro evangeli, questo nel 1177 s'imbarcò, segui-
le epistole di s. Paolo, le epistole to da tredici galere che gli avea
canoniche e V Apocalisse, oltre le mandato Guglielmo II re di Sici-
opere di Aristotile. Diverse di tali lia, il Papa Alessandro IH per re-
ti-aduzioni gli furono ordinate da carsi a Venezia onde pacificarsi eoa
Nicolò V. Federico I. Dopo la concordia, nel-
MANFREDO, Cardinale. Man- r ottobre si rimise in mare sulle

fredo fu creato cardinale prete del navi venete, approdò nel porto di
titolo di s. Sabina da Innocenzo Siponto, ed a*i4 dicembre giunse
11, forse dicembre ii4o> « si
nel in Anagni. Nelle vicinanze vi so-
trova sottoscritto in una di lui bol- no ricche saline. A mille passi di
la spedita a' 22 settembre ii4^ ^ distanza sorgeva sopra una delle
,

MAN MAN io5


rocce la grandiosa citta di Sipon- chi la presero nel
1620, e l'ab-
to, Siponliun o Sipus^ antica città bandonarono dopo averla incendia-
della Puglia o nell' antica Daunia, ta. Poco tempo dopo fu restaura-
quasi sulla sponda del mare Adria- ta e fortificata. Nell'arcidiocesi vi
tico, fondo ad un piccolo gol-
in è il celebre Monte Gargano, Gai'"
fo. Dovea la sua fondazione ai gieci, ganus Mons, gruppo di montagne,
e portava in loro lingua il nome nel distretto di s. Severo e di Fog-
di Sepious. Divenne colonia roma- gia, che forma un vasto promon-
na, che dopo d'essersi indebolita torio, e determina lo sperone dello
considerabilmente fu ristabilita di
, stivale col quale viene figurata la
nuovo. Ma distrutta parte dai sa- penisola italiana. Rinchiude valli
raceni e parte da un terremoto spaziose e fertili, e le sue sommila
divenne vuota di abitanti. In oggi sono coperte di foreste, crescendo-
tion si vedono che pochi avanzi vi molte pitinle rare e preziose per

d'ediflzi, i quali però fanno con- la medicina. Sull'alta rupe del Mon-
getturare che fosse anticamente gran- te Gargano, che sovrasta il golfo
de e Manfredonia ne rim-
bella. di Manfredonia, esiste la città di
piazzò l'esistenza, e ne ereditò la Monte s. Angelo. La sua elevatez-
cattedra arcivescovile, che serba tut- za e le vie scoscese per ascendervi
tora. JNel io5o fu tenuto un con- resero il luogo assai munito, allor-
cilio a Siponto, contro due arcive- ché i saraceni discacciati da per
scovi simoniaci. Labbé t. IX; Ar- tutto lo elessero per sicura ritira-
duino t. II. ta, e vi rimasero lungo tempo, per
Manfredi figlio naturale dell'im- cui incavate nel vivo sasso tuttora
peratore Federico 11, dopo la morte si vedono le loro tombe. Chiamasi
di questi, e mentre occupava il re- Monte Saraceno l'estrema parte del
gno di Sicilia, fabbricò nel i256 gran promontorio ^ ch'estende le
Manfredonia che chiamò col suo
, scabrose sue coste da Manfredonia
nome, colle rovine di Siponto città in semicerchio fino alla foce dei
distrutta nell'anno precedente, e Fortore. Nell'angusto seno poi, sot-
nelle sue vicinanze. La regina di toposto alla città di Monte s. An-
Napoli Giovanna donò a Muzio
li gelo, trovasi il villaggio di Matina-
Attendoli o sia Sforza il Grande, ta con accessibile rada.
r intera Manfredonia , a
città di Nella città di Monte s. Angelo,
raccomandazione ed istanza di Mar- celebratissimo e di antica venerazione
tino V, che volle in tal guisa ri- é il santuario di s. Michele Arcangelo,
compensare lo Sforza d'aver libera- ove si discende per una serie di gra-
to Roma dalle armi di Braccio da dini praticati nella roccia a forza di
Montone, e restituita al Pontefice. scalpello, ed da artifi-
illuminati
Questa città ebbe l' elogio di fe- ciali trafori.giunge ad una spe-
Si
delissima dall'imperatore Carlo V cie di cimiterio con molti depo-
re delle due Sicilie, per aver re- siti e cappelle; quindi si ha l'ac-
sistito con onorala difesa, allorché cesso al di voto sacro Speco forma-
venne tentata da Odetto di Foix to naturalmente entro il masso, ed

signore di Lautrec, per Francesco ivi é l'altare dedicato al principe


I re di Francia. Nel iSGy vi si delle celesti milizie, presso il quale
tenue un concilio pioviuciale. 1 tur- sgorga una pura sorgente di acqua
io6 MAN MAN
salutare. 11 saulo Arcangelo, come parizlouc di s. Michele arcangelo
speciale prolellore ti ci la chiesa, fu (f^edi)f narrammo come avvenne,
sempre invocato di soccorso dai fe- e che la chiesa ne celebra la festa
deli , e la sua divozione si accreb- agli 8 di maggio. All'articolo s.
be per le sue diiì'erenli apparizioni, Micheèe Arcangelo parleremo della
di cui faccnuno menzione agli ar- festa che celebra la Chiesa a' 29
ticoli Coro degli Angeli e Castel settembre, istituita per la dedica-
s. Angelo. Una delle apparizioni zione della sua chiesa sul Monte
più celebri è quella che si narra Gargano nel 493. Sulle diverse ap-
avvenuta al vescovo di Siponto s. parizioni del santo Arcangelo, ab-
Lorenzo nel suddetto luogo sul biamo: Carlo Steijgelio monaco di
JMonle Gargano e precisamente sul Germania, Sancii Michatlis pria-
Monte s. Angelo, cosi chiamato do- cipalHSy appariliones, tempia^ cui-
po il prodigio. Questa apparizione tusj et miracula, ex sacris litte-

viene riferita nella cronaca di Sì- ris ss. PP. et ìiisloriis ecclesiasti'
geberto, e confermata dalla tradi- cis eruta, stampato nel 1629. Se»
zione di tutte le chiese del paese. leda quaedani de sando Micliae-
]1 p. Mabillon che visitò questi luo- le archangelo, e/us apparitionibus,

ghi, ed esaminò i documenti, cre- feslis et cultu, in primis in monte


dette non potersi dubitare della lo- Gargano, illucque fadis peregri-
ie certezza, in Ada ss. ord. Be- nalionihiisa domino Francisco Do-
lied, saec. Ili, par. I, p. 85, not. minico Haeherlin, academiae Juliae
4- In seguito a questa apparizione Carolinae vice rectore , Helmstadii
avvenuta nel V secolo, nel pontifi- 1759.
cato di s. Gelasio I, il detto ve- La sede episcopale di Siponto
scovo, come diremo , fabbricò nel fu istituita nel primo secolo della
luogo una chiesa in onore di s. Chiesa, nel quale ricevette pure il
Michele, che divenne presto famo- salutifero lume della fede da s. Pie-
sa pel concorso de' fedeli, e questa tro. Il primo vescovo di Siponto
sede vescovde portò ancora il no- fu s. Giustino nobile sipontino, or-
me di Monte s. Angelo. Nel 1002 dinato dal medesimo principe degli
l'imperatore Ottone 111 vi andò in apostoli s. Pietro nell'anno 44> ^^'

pellegrinaggio a piedi scalzi ,


per sondo settimo duce nell' impero di
espiare il delitto di cui sì era reso Tiberio; morì l'anno iii, e fu se-
colpevole di mettere a morte il ro- polto nella sua chiesa. Gli succes-
mano senatore Crescenzio, al quale sero tre altri santi vescovi, de'quali
aveva promesso solennemente di s'ignora il nome. Il nobile sipon-
salvare la vita , avendogli s. Ro- tino s. Eusanio fu proclamato quin-
mualdo ingiunto questa penitenza. to vescovo dal clero e dal popolo,
Verso il io49 visitò pure questo ma non fu ordinato: viene però
santuario per divozione il Papa noverato tra* vescovi di questa chie-
s. Leone IX, passando poi a Mon- sa, perchè vi è in grandissima ve-
te Cassino a celebrarvi la dome- nerazione, e non ne fu nominato
nica delle palme. In processo di altro finché visse; passò a miglior
tempo altri Papi, sovrani, ed ogni vita a'9 luglio del 3oo. S'ignora chi
celo di persone, si sono ivi recati gli successe, il quale da Furconio
a fare altrettanto. All'articolo Jp- volendo a* 2 5 giugno 3oi traspor-
MAN MAN 107
lare il corpo di s. Eusanio in Si- rie de' vescovi ed arcivescovi si-

ponto, il apparve in so-


santo gli pontini , a pag. 816 riprodusse la
gno e lo ammonì a lasciarlo in leggenda di s. Michele principe de-
Furconio, ove prodigiosamente conà- gli angeli e sua apparizione. Igno-
parve dalla terra una piccola cap- ra nsi i nomi de' successori di s.
pella, ed ivi indicò doversi collo- Lorenzo sino al 546, nel quale ne
care le sue ceneri, cioè presso Fur- occupava la sede Felice II, che
conio nel luogo detto poi s. Sano. morì santamente nel 594. Indi fu-
Quindi pei gran miracoli che s. rono vescovi Felice III, Vitaliano
Eusanio operò per virtù divina, i e Ruffino che intervenne nei 649
corpi del di lui discepolo Domizia- al concilio Laleranense di s. Mar-
no, di Teodosia sua sorella di lat- tino I. Fu all'epoca di Ruffino o
te, e di A già vergine, avendo pa- forse dopo la di lui morte, che es-
tito il martirio, furono sepolti pres- sendo la città di Siponto slata de-
so di lui ed i si ponti ni nella cit-
; vastala dagli slavi, saraceni e longo-
tà a s. Eusanio eressero un tem- bardi, il clero ed il popolo dispersi
pio. Il VII vescovo N. nel 333 in o massacrati, la sede vescovile ven-
onore di s. Oronzio vescovo costruì ne allora unita a quella di Bene-
uu oratorio, e pieno di meriti mo- vento dal Papa s. Vitaliano, che
i'k nel 38o. Nel 385 fu fatto ve- ne affidò la cura a s. Barbato ve-
scovo N. clie ordinò prete e arci- scovo di Benevento, i cui dieciotto
diacono della cattedrale s. Felice successori lùi'ono vescovi di Bene-
figlio del duce di Si ponto Felice. vento e di Siponto. Avendo il Pon-
Alla sua morte divenne vescovo s. tefice Giovanni XI II nel 969 ele-
Felice arcidiacono, che assistette al vato Benevento a metropoli fu pri-
concilio romano del /{65 di s. Ila- mo arcivescovo di Benevento e di
rio Papa, e morì santamente nel Siponto Landolfo, cui successero A-
466. Dopo di lui la cattedra si- lon nel 984, Alfano I nel 998,
pontina fu vacante fino al 49^> ^ Alix nel 1000, sotto di cui Ottone
i;agione dell' irruzione de' baibari 111 visitò il santuario, Mundo nel
ostrogoti ed ariani eretici. In det- 1009, ed Alfonso li nel 101 1 o
to anno governando questa chiesa 1011. Nell'arcivescovato di questo
6. Lorenzo parente dell'imperatore ultimo, per divozione verso s. Mi-
Zenone e chiaro per virtù e san- chele arcangelo, piacque al Ponte-
tità, successe la mirabile appari- ficeBenedetto Vili di separare Si-
zione dell'arcangelo s. Michele , e ponto da Benevento, di erigere Si-
nel medesimo 7 idus februarii con ponto in metropolitana, e di sot-
altri vescovi consagrò sul Monte toporgli per suffiaganee le chiese
Gargano la chiesa di s. Michele, e vescovili di Melfi, Troia, Monopo-
ne fece contemporaneamente fab- li,RapoUa, e V lesti dipoi aggiun-
bricare un'altra a Siponto in ono- tavi da Pasquale II, anzi fu l'u-
re di s. Pietro, che vi avea pre- nica Sede che restò suffìaganea a
dicato il vangelo: ignorasi l'epoca questa metropoli. Il p. Mirco che
della morte del santo prelato, la stampò la sua Notìlia episc. nel
cui festa si celebra a'7 febbraio. 161 3, registra per suff*raganee di
L'Ughelli che nel t. VII, p. 809 e Manfredonia, Melfi e Rapolla uni-
seg. daW Italia sacra riporta la se- te, e Viesti; e Commanville nomi-
8

io8 MAN MAN


na invece Troia, Viesli ed Arpl. ztonnno. Nel 11 16 successe Gre-
Settimo arcivescovo di Benevento gorio monaco cassinese ; nel 1 1 1

ed insieme di Siponto fu Orso del Leone o Lorenzo che intervenne in


ioi5, che ricevette nel santuario Gaeta alla consagrazione di Gela-
di Monte Gargano s. Enrico I im- sio con altri vescovi di Puglia;
II,

peratore nel 1022; ed ottavo ed nel i3o Sergio Freccia; nel i i4o
I

ultimo fu Guarraondo del io32. Guglielmo normanno ordinato da


Il Pontefice Benedetto IX no- Innocenzo li , a cui Eugenio III
minò per primo arcivescovo di Si- confermò i privilegi della chiesa si-
ponto nel io34 Leone, il quale pontina, dichiarò essergli sottoposta
stabilì la sua sede nella chiesa del quella di Monte Gargano, e spet-
Monte Gargano, vi fondò quattro tare all'arcivescovo di Siponto la
dignità, ed assunse il titolo di ar- consagrazione del vescovo di Viesti.
civescovo di Siponto e di Monte Nel pontificato di Alessandro III
Gargano dopo la sua morte, sue*
: era arcivescovo GifFredo o SifFredo,
ceduta verso 1' anno o5o dopo i , che morendo nel ii 66, il Papa
avere ricevuto nel santuario s. Leo- trasferì da Gerardo II
Spalatro
ne IX, questa sede restò vacante veronese il successore Gerardo IH
:

per qualche tempo a motivo delle intervenne al concilio generale La-


differenze insorte tra i canonici di teranense III del 11 79; quindi di-
Siponto e quelli del Monte Gar- vennero arcivescovi nel i 184 Gio-
gano , pretendendo i secondi che vanni, enei 11 95 Ugo cittadino e
per la residenza fattavi da Leone, canonico di Troia fatto da Cele-
gli fosse devoluto il diritto metro- stino III di cui era familiarissimo,
politano. Durante tali questioni la il qual Pontefice ad istanza di U-

chiesa fu governata dall'arcivescovo go concesse all'arcidiacono, all'ar-


di Trani Giovanni , e poscia da ciprete ed ai due primiceri di Si-
quello di Benevento Uldarico nel ponto il privilegio della mitra, del
io53, che prese il titolo di arci- bacolo A tempo di
e dell'anello.
vescovo di Benevento e di Siponto Ugo 1200 Innocenzo III or-
e nel
fino al 1066. Dappoiché fu s. Leo- dinò che la chiesa del Monte Gar-
ne IX che riunì Siponto a Bene- gano sarebbe definitivamente sog-
vento , ciò che confermò Stefano getta a quella di Siponto; e s.

IX detto X; e benché vivesse an- Francesco d'Asìsi visitò il santua-


cora Uldarico, nel 1066 Alessan- rio e nelle pareti del sacro speco
dro II disgiunse le due chiese, fa- vi fecesegno di croce in forma
il

cendo arcivescovo di Siponto Ge- di tau. Onorio III nel 12 19 con-


rardo I tedesco, dottissimo monaco sagrò Alberto in arcivescovo di Si-
cassinese, che Gregorio VII spe-
s. ponto : sotto di lui l'imperatore Fe-
dì legato in Dalmazia. Vittore HI derico II confermò i privilegi e le
gli diede in successore Bonomo nor- immunità al monastero benedetti-
manno, che intervenne a diversi no di s. Maria di Pulsano di que-
concilii. Dopo di lui fu arcivescovo sta arcidiocesi. Nei pontificati di
il cardinal Alberto, sotto del quale Gregorio IX, Innocenzo IV ed A-
Pasquale II assoggettò Viesti a que- lessandro IV, fu arcivescovo Rug-
sta chiesa : i cardinali arcivescovi giero o Rogero delle nobilissime fa-
hanno la biografia in questo Di- miglie Angloua e Borelli. Nel suo
MAN MAN T09
tempo Manfredi re di Sicilia nTab- tro minorità francese, dichiarando
bricò Siponto distrutta dal terre- nulla r elezione che avea fatta il

molo: nuova città incominciata


la capitolo di Leone arcidiacono di s.

nel 1256 e terminata nel i258 Angelo del Monte Gargano. Nel
venne come dicemmo chiamata Man- 1375 lo divenne Pietro francese,
fredonia, e r arcivescovo Ruggiero che nel 1378 aderendo allo scisma
"vi fece nelKanno medesimo il suo dell'antipapa Clemente VII, fu da
ingresso solenne col suo clero, tras- Urbano VI spogliato degli onori
portandovi il corpo di Lorenzo
s. e messo in carcere a Roma, ove
\escovo : questo prelato piamente miseramente finì i suoi giorni; gli

morì nel I265. sostituì nel i382 Giovanni , ma


Nello stesso anno divenne arcive- venuto in sospetto di lui, lo pri-
scovo Giovanni, il quale avendo sof- vò dell'amministrazione della chie-
. ferto grave infermità, ed essendosi sa commiserato poi da Bonifacio
;

sparsa la voce di sua morte, Nicolò IX 1390 lo trasferì ad Otran-


nel
IJI nel 1278 fece arcivescovo di to facendo arcivescovo di Siponto
,

Manfredonia il nipote b. cardinale o Manfredonia Nicola de Sacchi


Latino Frangipane Malabranca Or- genovese. Sotto di questi essendo
sini; ma venendosi poi in cognizio- slato falsamente rappresentato a
ne che Giovanni viveva con sin- ,
Bonifacio IX, che Manfredonia era
goiar esempio il Papa dichiarò il diruta e priva di abitatori, confon-
cardinale protettore della chiesa Si- dendola coll'antica e distrutta Si-
pontina. Nomineremo i successori ponto, mentre in vece fioriva, nel
di Giovanni, degni di special men- i4oi eresse la terra del Monte
zione. Gregorio di Montelongo ce- s. Angelo in città , la chiesa di s.

lebre dottore_, fatto arcivescovo da Michele in cattedrale e metropoli-


Bonifacio Vili nel iSor, il quale tana, unì la chiesa Sipontina alla
abrogò l'elezione che avea fatto il Gargana, e volle che l'arcivescovo
capitolo di Rao vescovo di Aria- portasse ì titoli di Sipontino e
no. Per sua morte i3o2 tra- nel Gargano. Conosciuto poi l' inganno,
sferì da Orvieto Leonardo Manci- Bonifacio IX con bolla del i4o3
ni nobile di quella città, che ze- dichiarò irrita e nulla la concessio-
lante della disciplina ecclesiastica ne, e rìvocò la seguita unione;
ottenne da Clenicute V l'unione revocarono ancora la prima bolla
del monastero di s. Giovanni di di Bonifacio IX, Giovanni XXIII
Lami a quello de' cistcrciensi di con altra bolla, e Martino V. Nel
Casanova nella diocesi di Penne. 1401 era successo a Nicola altro
Gli successe nel 1327 a'22 aprile Nicola d' Imola, che da Bonifacio
Matteo Orsini domenicano, che gli IX mandalo nunzio in Germa-
fu
scrittori di quell* ordine chiamano nia, nel 1409 intervenne al
e
col titolo di beato, per volere di concilio di Pisa. A cagione dello
Giovanni XXII, il quale a' 18 di- scisma sostenuto ancora dallanli-
cembre del medesimo anno lo creò papa Benedetto XIII, nel 1407
cardinale. Sasso cittadino e canòni- Gregorio XII fece consagrare ar-
co sipontino divenne arcivescovo civescovo di Siponto o Manfredonia
nel i33o e morì nel i343, per Lorenzo romano , il quale dovette
cui Clemente VI nominò fr. Pie- sosteneie gravi contestazioni con
no MAN MAN
Kicola (l'Imola, che recossi al det- Nicola Peroni di Sassoferrato, ver-
to concilio pisano ove fu deposto sato in ogni genere di dotliina, di
Gregorio XII ed eletto Alessandro recondita erudizione e di singo-
V, cui successe Giovanni XXIII : lare facondia: governò le provin-
Nicola morì nel i4i5, e Giovan- cie del Patrimonio e di Perugia,
ni XXI li vi surrogò Paolo vesco- fu consigliere dell'imperatore Fe-
"vo Scginense, traslato da Martino derico 111 che gli donò una coro-
Y a Gerace. Dipoi fu reintegrato na poetica d' alloro in l'ologna, e
Lorenzo, alle cui preghiere Martino morì nel 1480. Alessandro Vi nel
Y nel i4'9 commise al cardinal i5oo pose a pastore di questa
Binaldo Brancacci esame delle
1* chiesa Agapito Giraldini di Ame-r
dissensioni tra Siponlo o Manfre- lia, arcidiacono della patria , se-
donia, e Monte Gargano o Mon- gretaiio del Papa, ed intimo fa-
te Angelo; quindi il Papa le
s. migliare del di lui figlio Cesare
terminò in favore di Manfredonia, Borgia, cui seguì nella prospera
confeimando il decretato di Alessan- come nell'avversa fortuna, e mori
dro 111 ed Innocenzo 111, che l'ar- nel i5o(). Giulio II alloia dichia-
civescovo dovesse chiamarsi soltan- rò arcivescovo Antonio Maria del
to di Siponto, e che il crisma si Monte, che poi eieò cardinale e ,

dovesse consagrare nella cattedrale per sua dimissione i5i2 gli


nel
di Manfredonia. Lorenzo beneme- successe il nipote Giovanni Maria
rito di sua chiesa morì nel i436: a' novembre
12 creato cardinale
,

noteremo che nel i656 vertendo nel i536 da Paolo III: nel i544
iincora causa tra due capitoli
i rinunziò l'arcivescovato e nel i55o
della metropolitana e della chiesa divenne Papa col nome di Giulio
di s. Michele, la congregazione dei III. Memore della sua chiesa che
vescovi e regolari decretò , non avea governala trentadue anni ,

constare de cathcdralitate ecclesiae l'ornò di grazie e privilegi. Nel


s. Michaelìsj e perciò non doveie i544 a'25 giugno Paolo III elesse
il suo capitolo eleggere il vicario arcivescovo Giovanni Ricci , che
generale in sede vacante. Giulio lllj di cui era stato fami-
Eugenio IV nel i436 nominò ar- gliare, nel i55i creò cardinale.
civescovo Mattia Foschi romano, Avendo il Ricci per soli otto mesi
chierico camera, insigne per
di retto la chiesa , il cardinal del
scienza e prudenza ; e Iraslérendolo Monte r implorò ed ottenne pel
nel 1438 a Rieti, gli sostituì An- suo Andrea Mer-
segretario Gio.
gelo Capranica romano, poi cardi- curio, ed anch'egli dopo otto mesi
nale. Nicolò V nel i447 "^ affidò fu trasferito altrove, il primo a
l'amministrazione al celebre e dot- Chiusi, il secondo a Messina, ed
to cardinal Bessarione , che si di- ancor questi nel i55i creato car-
mise nel i449' Giovanni Burgio dinale da Giulio HI. Questi nel
di Cajazzo, principe de'medici del ì55o fece arcivescovo Sebastiano
suo tempo, non archiatro pontificio Pighini e nel i552 cardinale: tras-
come osserva il Marini, in tale latandolo Giulio III nel 553 ad 1

anno Nicolò Y lo trasferì da Ma- Adria nel veneziano, nel i554 g'»
zara, poi traslatato a Palermo. Pio die a successore fr. Dionisio de
li nel 1458 dichiarò successore Roberti de'scivi di Maria di Bor-
MAN MAN III
go s. Sepolcro, suo irttimo. Nel la cattedrale le sacre suppellettili,
1^54 lo pnssò a Ferentino, e Pio la restaurò ed abbellì , e vi fece
IV i56o fece amminislraloie
nel la campana maggiore. Gli successe
il cardinal Bartolomeo de la Cue- a'28 gennaio 1675 il cardinale fr.
\a , alla cui biografia dicemmo Vincenzo Maria Orsini, che fu ze-
dei lestnuri fatti alla cattedrale ed lantissimo ed edificante arcivescovo:
all'episcopio. Per sua morte nel a'22 gennaio 1680 fu traslatato a
562 Pio IV dichiarò arcivescovo
1 Cesena, enei 1724 divenne Bene-
Tolomeo Galliche nel i565 creò detto XIII, ritenendo 1' arcivesco-
cardinale: nel 1567 celebrò un vato di Benevento di cui era pa-
sinodo provinciale, ed eresse due store. Giovanni de Lerma di Tri-
palazzi pegli arcivescovi uno in
, carico uditore del cardinal Sacri-
Manfredonia, l' altro in Monte s. panti pro-dafario, fatto arcivescovo
/ Angelo, Sisto V nel i586 fece nel 1708, è r ultimo registrato
arcivescovo Domenico Ginnasi, al dall' Ugheili o suoi continuatori.
cui articolo dicemmo le tante be- Gli altri arcivescovi sono riportati
nemerenze verso questa sede, fra nelle annuali Notizie di Roma e
le quali la celebrazione di due si- sono i seguenti. 172^ Marc'Anto-
fìodi, l'erezione del monte di pietà, nio de Marco d'Otranto, da Bene-
del seminario, d* un monasteio di detto XIII traslato da Viesti; 1742
monache, la restaurazione della cat- Francesco Rivera dell' Aquila, tras-
tedrale e della chiesa di s. Miche- lato da Civita Ducale; «777 Tom-
le, Tabbellimento e ingrandimento maso Maria Francone tentino della
de'palazzi arcivescovili : nel i6o3 diocesi di Larino, traslato da Um-
fu creato cardinale, 1607 e nel briatico ; i8o4 Gio. Gaetano de
rinunziò al nipote Annibale Serughi Moscio delle scuole pie, di Foggia,
de Ginnasi la sede. Nel di lui go- Iraslato da s. Severo; 1818 a'6 a-
verno turchi posero a soqquadro
i prileEustachio Dentice teatino, di
tutta la città, incendiarono e de- Pollena diocesi di Napoli: sotto
rubarono la raltedrale, ne distrus- di lui Pio VII colle lettere apo-
sero i monumenti e bruciarono stoliche, De 27 giugno
utilioriy de'
l'archivio : in tanta calamità An- 18 1 8, conservando a Fiesti (Fedi)
nibale lece quanto potè , succe- la cattedralità e l'essere sulTraganea
dendogli nel 162-?. Giovanni Gio- a Manfredonia, i cui arcivescovi
vannini di Matelica , traslato da dichiarò amministratori perpetui
Camerino. Antonio Marulli sicilia- della chiesa vescovile di Viesti,
no dotto e pio, Urbano Vili nel cedette alle istanze del re Ferdi-
1643 lo preconizzò, e tornò a dar- nando I. Alla morte del nominato
gli il pallio per essergli stato col pastore, il Papa Gregorio XVI
bagaglio derubato in recarsi a Man- preconizzò nel concistoro de' 2 lu-
fredonia. Alessandro VII nel 1659 glio i832 r odierno arcivescovo
elesse Benedetto Cappelletti patrizio monsignor Vitangelo Salvemini di
di Rieti-, amatore de' poveri, pei Molfetta , della quale era vicario
quali nel Monte Gargano fondò il generale e canonico teologo della
monte frumentario; accorse ai dan- cattedrale.
ni recati da un' epidemia, celebrò La chiesa metropolitana di Man-
il sinodo nel 16G6, aumentò nel- fredonia è dedicata a Dio sotto
112 MAN MAN
l'invocazione di s. Lorenzo vescovo cinque perdette la madre e di
della cillà ,moderno edifizio. Il diccisette il genitore. Poco dopo
capitolo si compone di quattro di- passò in Roma col fratello per at-
gnità, la prima delle quali è l'ar- tendere agli studi maggiori, avendo
cidiacono, di dodici canonici com- già appreso in patria minori, sot- i

prese prebende teologale e peni-


le to la direzione de' gesuiti. Dimorò
tenziaria, alcuni mansionari preti ,
così vari anni nell' alma città, in-
e chierici addetti all' ufTìzialura dossando abito ecclesiastico, siccome
della chiesa. Nella cattedrale "vi è allora costumavano i gentiluomini
il battisterio , si venerano diverse studenti, abitando in pensione nel
snere reliquie, tra le quali il brac- monastero di s. Stefano del Cacco.
cio di Lorenzo vescovo si ponti-
s. Compiuto il corso degli studi in
no, e la cura delle anime è affi- un a quelli della giurisprudenza,
dala dal capitolo ad un canonico ripatriò dando saggi di lodevole
deputato. 11 palazzo arcivescovile condotta. Trovandosi solo padrone
è prossimo alla cattedrale. In Man- di discreta fortuna ,
per istruzione
fredonia un convento di reli-
vi è e diletto si recò a soggiornare in
giosi ed un monastero, non che un altre cospicue città d'Italia, ed in
ronservatorio di donzelle. Vi sono Venezia si trattenne più anni. Am-
«liverse confraternite, l'ospedale, il mirando le doti che fregiavano
monte di pietà ed il seminario. la contessa Elisabetta Valmarana
L'arcidiocesi per circa si estende patrizia veneta, la sposò nel i8o4
trenta miglia, e comprende dodi- e con essa poi si stabili in patria.
ci luoghi. Ogni nuovo arcivescovo Da matrimonio ebbe otto figli,
tale
amministratore di Viesti è tassato quattro de'quali morirono in età
tie'libri della cancelleria apostolica infantile, uno chiamato Giuseppe
in fiorini i33, corrispondenti al di non comuni speranze, morì in
"valore di cinquemila ducati circa, Roma nel declinare del i83i nel-
che sono le rendite della mensa, la florida età di ventidue anni, e
moìiftae regni publicis adductis tre sono tuttora viventi ; cioè Fran-
onerìbus. cesco cameriere segreto soprannu-
MANGELLI ORSI Paolo, Car- merario di spada e cappa di Gre-
dinale. Paolo Orsi Ma ugelli patri- gorio XVI e del regnante Pio
zio forlivese, di antichissima ed il- IX, Antonio consigliere della dire-
lustre famìglia assai chiara nelle zione generale del debito pubblico
patrie e nelle italiane istorie, nac- e consiglio di liquidazione, e Chia-
que a' 3o ottobre 1762 dal conte ra. Il conte Paolo nel suo ritorno
Francesco e dalla contessa Antonia in Folli fu creduto abile dal go-
Severoli dì Faenza, cugina del ve- verno francese alle supreme magi-
nerando cardinal Gabriele Severoli strature, onde lo fece presidente
che nel conclave del 1823 fu vi- dell'amministrazione dipartimentale
cino ad essere esaitato al pontifi- del Rubicone per la repubblica
cato. Ebbe un fiatello di nome italiana: in tal carica dovette assi-
Vincenzo, che fu cavaliere di gra- stere in Milano all' incoronazione
zia dell'ordine gerosolimitano, e tre in re d'Italia di Napoleone impe-
sorelle le quali vestirono l'abito re- ratore de' francesi. Successivamente
ligioso di s. Francesco. Di anni fu membro del consiglio di pie-
-,

MAN MAN ii3


fòUura nello stesso dipartlmcnlo, dì siflhlfa penlita, ed alcuni inte-
nella quale per le sue cognizioni ressi di fe miglia, lo consigliarono a
e rettitudine, più volto in assenza lasciar per qualche tempo la pa-
tlel prefetto ne funse le veci, e du- tria e trasferirsi in Roma nel 1820,
rò in tale impiego sino al termine dopo di aver provveduto all' edu-
del regno di l'Japoleone. Tuttavol- cazione de' figli.
ta nel 1814, quando le truppe Essendo in Roma, per incorag-
delle potenze alleate s' impadroni gimento del celebre cardinal Con-
i-ono della Romagna, eziandio il salvi segretario di slato , decise di
conte a '3 gennaio presiedette alia porsi in prelatura e servire la

reggenza austro-britanna ossia ita- santa Seóe nella gerarchia ecclesia-


liana indipendente, stanziata in Ra- stica. Nel dicembre 1820 Pio VU
venna, finche sciolta una tale rap- lo dichiarò suo cameriere d'onore
piesentanza in forza di convenzio- in abito paonazzo, ed a'4 del se-
ne militare stabilitasi fra i gover- guente gennaio prelato domestico,
ni austriaco e napoletano, tornò indi referendario delle due segna-
a*20 febbraio in Forlì a disimpe- ture. Nel marzo 182 1 il Papa lo
gnavvi sotto il secondo di delti spedi a Benevento per delegato,
governi le funzioni di consigliere con amplissime facoltà per ristabi-

di prefettura. Si prudente era sta- lire in quella provincia l* ordine


ta sempre la sua condotta, che sconvolto per la rivoluzione acca-
nel 29 luglio deiriste&so anno 18 i4, dutavi, e prima di recarvisi rice-
dal governo provvisorio austriaco vette dal cardinal della Somaglia
fu nominato membro della com- la prima tonsura. Nel 1822 tro-
missione governativa presieduta dal vandosi in Benevento, essendo va-
generale Stefanini e residente in cato per morte di monsignor Zi-
Bologna ,
per le tre provincie di nanni l'uditorato di rota per la

Bologna, Ferrara e Romagna, nel provincia di Romagna, gli venne


qual ufìizio durò fino ai 19 luglio offerto competendogli per .diritto;
18 15, quando rimasta sciolta la ma preferendo la carriera go-
egli
commissione, e subentrata la do- vernativa ed amministrativa, in cui
minazione pontifìcia provvisoria avea lunga esperienza, e nella qua-
cominciò con lieto animo a consa- le credeva poter meglio prestar
crare al suo principe naturale i r opera sua , rinunziò l'onorifico
suoi servigi, come membro della posto con singoiar disinteresse, ciò
congregazione governativa di Ro- che gli procacciò non poca lode.
magna , sotto la presidenza del Da Benevento nel luglio 1823 ven-
prelato Tiberio Pacca; ed in que- ne trasferito air altra delegazione
sta qualifica proseguì a tutto il apostolica di Civitavecchia, indi od
settembre 18 16, nel qual giorno un anno da Leone XII a quella
venne abolita per la cessazione del di Ancona, ambedue luoghi impor-
governo pontificio provvisorio ed tanti pei loro porti di mare; e dal-
istallazione dello stabile^ in virtù la seconda nell'ottobre 1826 fu
del notissimo motu-proprio di Pio destinato alla delegazione di Peru-
VII de' 6
luglio detto anno. A'3i gia, sebbene non ebbe effetto. Dap-
ottobre 8 1 7 restò vedovo della
1 poiché dovendo trattenersi in An-
nobile consorte; quindi il dolore cona per attendervi il successo^'ej
voi. itii. 8
-

1.4 MAN MAN


e questo tarlando, a* 5 aprile sacerdozio, da monsignor PiatH vicc-
18^7 il medesimo Papa in vece gerente a' 2 dicembre i838 rice-
lo nominò chierico dì camera e vette i quattro ordini minori ,

presidente della grascia, alla qiia!e nel i.° marzo 1840 fu ordinato
venendo riunita a* i4 dicembre suddiijcono, a'i5 diacono, a'29 sa-
1828 la presidenza dell'annona, cerdote, e finalmente nel primo mar-
il prelato fu autorizzato a ritener- zo celebrò la prima messa nell'al-
le ambedue, onde fu il primo tare della Beata Vergine nella
presidente dell'annona e grascia. Nel cappella Borghesiana della basilica
seguente anno per disposizione di Liberiana. Inoltre Gregorio XV( ai
Leone XI 1, a'5 gennaio lasciò le 24 gennaio 1842 lo promosse alla
due presidenze, e fu fatto membro cospicua carica di uditore genera-
del nuovo dicastero, tratto dal col- le della camera apostolica, del-
rev.
legio de* chierici di camera, della la quale prese possesso a'7 marzo,

congregnzione di revisione. Nella dopo aver prestato il giuramento


sede vacante per morte di Pio Vili nel tribunale della piena camera
il sacro collegio a* 1*2 dicembre al Vaticano, conferendogli insieme
i83o lo destinò al governo della le abbazie de' ss. Clemente e Pan-
provincia di Ferrara in qualità di crazio, che ritenne sino alla pro-
pro-legato, sino all'elezione del nuo- mozione al cardinalato. In ])reniio
vo Pontefice. Mentre il prelato di- pertanto di aver egregiamente sos-
morava in Ferrara, a'7 febbraio tenuto tanti importanti uffizi con
i83i scoppiò ivi ancora la rivo- zelo e integntà Papa
, lo stesso
luzione. In sì ardua circostanza col- uel concistoro de'27 gennaio 1843
la consueta circospezione potè evi- lo creò cardinale dell'ordine de'dia-
lare qualunque sfregio alla sua coui, ed a' 3o di dello mese gli

rappresentanza e persona, e finché conferì per diaconia la chiesa di


restò in Ferrara non furono ca- s. Maria della Scala, annoverando-
lati i pontificii stemmi. Restituitosi lo quindi alle congregazioni della
in Roma a venerare Teletlo Gre- Lauretana, del buon governo, delle
gorio XVI, riprese il suo impie- acque e del censo; e dipoi 3*22
go nella congregazione di revisio- febbraio i844 ammise 1* ozione
ne, donde il Papa ai 6 aprile con cui passò alla diaconia di $.

i835 lo promosse a presidente Maria in Cosmedin. Durante 1'


e-
della Comarca di Roma, ed a prò- sercizio delle diverse sue cariche
presidente della cardinalizia congre- non tralasciò più volte visitare la
gazione del censo, ritenendo nel patria, al cui bene fu sempre in-
tempo istesso il posto e rango fra tento, e volle rivederla per l'ultima
i chierici di camera. A' 12 feb- volta nel i843 , ricevendo dai
braio i838 richiamatosi dal Pon- suoi concittadini le piìi onorevoli
tefice a nuova vita e lustro l'an- dimostrazioni. Già il magistrato ci-

lichissimo collegio de' protonolari vico, allorché fu creato cardinale,


apostolici partecipanti, il prelato in segno di pubblica esultanza fe-
vehne da lui pel primo nominalo ce in Forlì stampare coi tipi di

e qual decano de'sette membri di Luigi Bordandini belli componi i

cui si compose il collegio. Bramo- menti in prosa e in versi fatti in


so il pio prelato di ascendere al di lui onore in quella cu'co>tanzci,
MAN MAN ii5:

in un opuscolo intitolato: Per la Into con una santa morte quelVe*


fausta promozione alla sacra ro- setnpio di virtù , che in sé slesso
Piana porpora dì monsignor Pao» avea loro già presentato con una
lo conte Orsi Mangclli patrizio vita integerrinna. I suoi funerali
forlivese. In questo opuscolo sono si feceio nella chiesa parrocchiale
lodate ed eiujmerate le cariche di s. Carlo, e vi cantò la messa

disimpegnate dall'illustre concittadi- il cardinale Brignole. Quindi il


no, e le sue molte virtù, special- cadavere fu tumulato nella sepol-
iiiente la probità, giustizia, corte- tura gentilizia di sua fnmigiia, po-
sia, affabilità, saggezza e sapere; sta in chiesa di s. Maria della
giacche, ad onta che non si eser- Vittoria, sotto la cappella di s. An-
ntasse neile lettere, dalle quali lo drea, ove il suo erede gli ha €ret-
distolsero le cure di famiglia e i io un monumento.
pubblici affììri, amò i letterati, e MAJNI, Manes , e talvolta Dii
s« (regio dei diplomi di diverse ac- Manes, erano nella pneumatologia
cademie. Quindi il di lui degno degli etruschi e' dei romani le a-
iìglio conte Prancesco colle stampe nime de' morti. Una toccante ri-
pubblicò in Roma un Capitolo niembranza assegnava loro alcun
con note intitolato: Ringraziamento che di divino, e li schierava tra
alla patria per le pubbliche dinio- gli spiriti cui bisognava adorare.
strazioni di giubilo e benevolenza Gli autori non sono d'accordo sul-
date dalla città di Forti al f emin. l'etimologia di questo nome, giac-
sìg. Cardinale Paolo de comi che alcuni lo fanno derivare dal
Orsi Mangelli patrizio forlivese in verbo latino manare^ che significa
occasione del suo innalzamento al- escire o scorrere, e gli altri dal-
la sacra porpora. Di animo tran- l'antica parola mtìtwMc, che significa
qnillo, di mente serena, di cuore buono; altri finalmente dalla ra-
IxMievolo e mansueto, godette in dice orientale monn^ che significa
quasi tutto il corso della sua vita figura, immagine, fantasma, ec. Uno
«li buona e ferma salute, e percor- scrittore tedesco fa derivare il no-
se pressoché intera la vecchiezza me di questi dei dal vocabolo ,

scevra dagl'incomodi che sogliono mann^ che significa uomo. Gli an-
accompagnare l' inoltrata età . Fi- tichi davano il nome di Manes o
lìalmente nel dicembre i845» in- Dei mani alle anime de* morti che
fermatosi di malattia umorale, che supponevano errare qua e là a gui-
.si disse idrope di petto, si rese .sa d'ombre leggiere, e alle quali
modello di cristiana sofferenza e in alcune circostanze rendevano u-
invidiabile rassegnazione a tutti quel- iia specie di culto religioso. Alcu-
li che lo avvicinarono per lo spa- ni prelesero di stabilire, che se-
zio di circa quattro mesi che lo oondo l'opinione degli antichi, l'om-
slraziò il crudel morbo. Munito bra era una cosa differente dall'a-
in fine di tutti i conforti dei ss. nima , in quanto che riteneva la
Sagramenti spirò V anima nel Si- figura e l'apparenza del corpo. Es-
gnore la notte del 3 al f\. marzo sa n'era lo spettro, il simulacro,
1846, dopo aver benedetto i suoi il fantasma, e secondo altri l'im-
fjgli che mai non si scostarono raagine; e benché formata essa fos-

dal suo letto, ed aver loro suggel- se di una materia abbastanza te-
,

U6 MAN MAN
nue per isfuggìre al tatto, era essa nibiiSj ed air articolo EriTirrio di
tuttavia risibile, e conservava lo tali dedicazioni ne riportainmo al-
idee, le maniere, i gusti e le affe« cuni esempi. Servivano questa ore
zioni che il defunto avea tenuto per mantenere ne* posteri la me-
o provate nella sua vita. I nomi moria di esse, ed alle ossa e corpi
adunque d'onabra, di speltro, di si- loro fabbricavano sontuosi scpolai
mulacro e di fantasma, significano e mausolei, ma non già templi.
tutti immagine e rappresentazione Di pih sorte furono gli Dei mani,
dell'uomo. F. Immagine. Il voca- e si divisero in buoni e cattivi. Tra
bolo di Dei mani degli antichi si- il numero de' buoni si aggregava-
gnificava avanzi o residui, e indi- no quelle anime o spiriti eh' erano
ava o esprimeva ciò che soprav- piacevoli, i quali essendo ne' corpi
viveva all'uomo e ciò che rima-
, loro vissuti bene e con modera-
neva dopo la di lui morte. Tutte zione, dopo essere passati da que-
queste espressioni producono me-
la comparivano a' viventi pia-
sta vita,
desima idea; sono gli Dei mani o cevolmente nel sonno, e con sem-
l'ombre de' morti che s'incontrano biante piacevole e gentile, secondo
nell* inferno da coloro che vi si dì- la superstiziosa credenza de' gentili,
cono scesi ; alcuni credettero anco- i quali stoltamente ritenevano che
ra di vedere errare le ombre in- tali anime o spinti dei buoni e-
torno a' sepolcri. Devesi tuttavia rano destinale alla cura quieta e
osservare, che tuU'allra cosa era il pacifica delle loro abitazioni,e no-
genio del defunto; esso secondo minavansi Lemuri o Lari famiglia'
alcuni antichi scrittori custodiva il ri, Laresfamìliares. Quelle poi ch'e-

sepolcro, e mostra vasi talvolta sotto rano vissute malamente ne' loix)
la forma di qualche animale, sim- corpi, erano condannate e punite
bolo d'ordinario della qualità do- ad andare inquiete senza sede fissa
minante del defunto. Enea facendo vagabonde, e coll'apparire a' viventi
libazioni al defunto padre, vide u- o nel sonno o in altra maniera
scire dai mausoleo un serpente pa- recar loro disturbo e spavento, e
cifico, emblema dell'alta sapi£nza queste appellarono Larve^ Larvac.
del morto eroe Avvenne talvolta, De* Lari o Dei Penati ne parlnra-
secondo la credenza degli antichi, rao all'articolo Idolatria ed altro-
che un uomo vide il suo genio a- ve, così delle Larve o Lemuri, ed
vanti di morire, caso rarissimo, e all'articolo Giuochi dicemmo delle
visione che toccò a Dione , a So* feste che i pagani celebravano sì
crate ed a Bruto. Gli Dei mani ai primi che ai secondi. Le anime
presso i gentili non furono pro- poi di coloro, de' quali cosa incer-
priamente deità adorate da essi, e ta ella fosse che uno de' due men-
venerate con sagrifizi, solamen- ma zionati stati avessero conseguito, le
te le anime de' defunti, da loro chiamarono col titolo Manes, pre-
per altro riguardate con venera- stando loro sommo rispetto e ve-
zione distinta e pietà naturale, al nerazione; non letenevano però in
qual fine ergevano alle medesime conto di deità, né alcun sagrifizio
are sepolcrali colla dedicazione D. prestavano come a Dei, ma sola-
M, S, cioè Diis
Manibus Sacrum^ mente per onorarle vi aggiunsero
o semplicemente D.M,^ Diis Ma- il titolo di Dei Mani, Di luttociò
MAN WAN 117
ne abbiomo la testimonianza eia tarano il defunto come conseguito
Apuleio scritloi'e gentile, nel libiH): avesse queironorifico titolo di Diis
Ve Dto Socralìs, riferito da Giu- Manihus. Quindi tutte le ceremo-
seppe Tomassino nel trattato De nie e dimostrazioni religiose che i

Donariis vetenim, l. XII, cap. XVI, gentili facevano ai sepolcri de' loro
delle antichità romane del Grevio. maggiori, le quali erano le lavande
JNon molto diversa è Ja definizio- o lustrazioni, l'infonder vino o lat-
ne cbe ne dà Plotino presso s. A- te, l'apporvi lagrimatori con lagri-
goslino, Dti ch'ìlate Dei^ lib. IX, me chiuse, l'accendervi lucerne, il

cap. XI, con queste parole. Anìmas destinarvi custodi, lo spargervi so-
liorninum daemones esse, et ex ho- pra rose e fiori diversi, il celebrar-
minibus fieri Lares, si meriti boni vi le cene e vari giuochi d'intor-
sinl; Leniures, seu larvas^ si mali,* no, erano tutte cereraonie civili
Manes aiilern, cum incertum est e protestazioni di affetto, e non già
honorum eos , seu malorum esse sagriflzi che ai soli Dei si offriva-
meritorum. Laonde apparisce, che no. F. Lucerna, Fiori, Funerali.
per Dei mani gentili non inlesero
i Tuttavolta se i gentili, massime
ahro che le auime de' defunti le , romani, non resero gli onori divini
quali non sapevano se appartenes- a'ioro morti, i secondi accordarono
sero allo stalo dei lari o a quello gli onori dell' apoteosi agli irapei-a-
di larve, non tenendole per deità tori,e ad essi soltanto innalzax'ono
adorabili, come gli Dei celesti, ter- templi e resero pubblico culto: cia-
restri ed infernali. Un tale titolo scuno poi in particolare avea diritto
meramente onorario diede alle a- di onorare in sua casa tutti quei
nime de' suoi defunti la morale defunti che gli erano stati cari. Ci-
de' gentili giudicando eh' elle fos-
, cerone nel suo libro De consolatiO"
sero una perchè spiri-
cosa sacra, ne, narra di aver fatto innalzare
tuali e spogliate dal corpo loro ter- una cappella ai Mani di sua figlia
reno, e perciò tulle le cerimonie Tullia. Sei vestibolo di tutte le ca-
che prestavano alle loro ceneri o se de' romani ragguardevoli vi e«
ossa rimaste ne' sepolcri, alle me- la un altare consacrato agli Dei la-
desime anime riferivano, con ono- ri, che credevano essere gli avi di
re dovulo alla loro memoria, e famiglia. Per scusare questa con-
tutte sacre le dichiararono ; onde dotta, alcuni de' nostri filosofi dis-
i romani decretarono , che come sero, che pagani dando alle ani-
i

Dei si trattassero, lo che abbiamo me de' morti la denominazione di


espresso nella legge duodecima delle Dei^ intendevano soltanto che esse
XII tavole con quesla formola. erano in uno stato di beatitudine;
Deorutìi Manium jura sanata sun- che colla ìnorte del corpo esse a«
to, rios laelo datos Divos hahento. veano acquistato un potere e co-
Sopra la qual legge il Morestellio gnizioni superiori a quelle dei mor-
nel suo libro De pompa ferali, lib. tali;che esse potevano per conse-
\1II, cap. IV, presso il Grevio t. guenza istruirle ed aiutarle; perciò
XII, riferisce, che abbruciati ch'e- rendevano» loro una specie di cul-
rano i corpi de' defunti e scelte to e le invocavano presso a poco
che avcvaiK) dalle ceneri le ossa come noi facciamo a riguardo dei
limaste, si cong^'a tuia vano e salu- santi. Talvolta i pagani scolpirò-
ii8 MAN MAN
DO sulle tombe de' cattivi trapas* altro potere che
quello d'interce-
sali Manibusy noen-
l'iscrizione Diis dere per noi presso di lui. Presso
tie piuttosto meritavano che ne fosse gli ebrei era severamente vietato
disonorata la memoria. Si suppo- di evocare e d'interrogare i mor-
neva dai gentili, che le buone a- ti, o di far loro delle offerte; e
uime degli antenati abitassero col- colui che avesse toccato un morto
la loro famiglia, e la proteggessero; era tenuto impuro. Nel t. VI delle
che quelle dei cattivi, chiamate lar- Dissertazioni dell' accad. di CortO'
ve o fantasmi, inquietassero i i?i- na, sono riportate le disserl;«zioni del
venti. Questa opinione doveva da- cortonese Orazio Maccari, sopra i
re un'idea ben cattiva della giusti- geni degli antichi, diiferenti dai La-
zia divina. Le ceremonie notturne ri; dei vari impieghi che loro ven-
che usavano per placarle, le mi-
si nero assegnati, delle loro figure e
naccie che facevano alcune persone culto prestatogli dai gentili. Furono
trasportate dall'ira, di venire dopo pertanto detti Manes \ geni o spi-
morte a tormentare i loro nemici, riti d'eroi, ai quali erano dedicati
dovevano essere pei pagani una boschi, e dal Giraldi, llisl. Deorar/i
continua sorgente di timori e di Synlag. 17, furono appellati Lares.
perturbazione, trovandosi sempre in MANICHEI. Eretici del terzo
quello stato di agitazione che pro- che presero questo nome da
secolo,
vano presentemente i superstiziosi Manes o Manicheo o Manete, nato
e gli spiriti deboli e paurosi. Da verso l'anno 240, persiano di na-
ciò risultache la credenza dell'ira- zione e schiavo della ricca vedova
mortalità avea ben poca influenza di Cetesifrate, che lo adottò per
sui costumi dei pagani, e gli tur- figlio, e lo fece istruire nelle scien-
bava la tranquillità. Era quindi ze che s'ingegnavano in Persia. Egli
troppo necessario che Dio ci illu- chiamavasi dapprima Curbico, ma
minasse intorno a questo punto tan- siccome questo nome sembrava rim-
to importante; quello che ne inse- proverargli la bassezza della sua
goaoo i sacri libri è per ogni ri- primiera condizione, egli cambiollo
guardo più ragionevole, più conso- con quello di Manes, che in lingua
lante, più atto a renderci virtuosi persiana o babilonese significa va-
di tuttociò che ne hanno detto i so, emulando s. Paolo, cioè quando
filosofi, non ne sapevano
i quali divenne l'erede universale della sua
più del popolo, quanto allo stato signora altri
: dicono che prese il
delle anime dopo la morte. 11 cul- nome di Manete quasi ottimo di-
to reso ai santi nel cristianesimo sputatore. Studiò i libri che la sua
Don è soggetto ad alcuno degl' in- benefattrice avea ereditato dall'ere-
convenienti che si rimproverano al siarca Terebinto, e principalmen-
culto dei Mani : la Chiesa non col- te le opere di un arabo chiamato
loca nella schiera de'beati che per- Sciziano, maestro di Terebinto ,
sonaggi i quali hanno edificato il seguace delle dottrine di Aristotile
mondo con virtù eroiche, e la di e Pitagora, ch'era vissuto ne'tem-
cui santità venne compfi'ovata da pi apostolici; ed essendo dotato di
miracoli: noi pierò non rendiamo naturale eloquenza acquistossi ben
loro il culto che si rende a Dio, presto lama di dotto e sottile filosofo.
giau:hè uon ulLribuiumo ad essi Maaete si aaauaziò come un nuovo
MAN MAN 119
aposto lo o inviato da Gesù Cristo netrarono anche in Germania, in
per riforaiare la religione e purgar Inghilterra ed altrove. 11 Papa s.
la terra da tutti gli errori, quindi Siricio del 385 condannò i mani-
insegnare verità sino a quell'epoca chei, e proibì che si comunicasse-
sconosciute. Vantavasi del dono dei ro manichei penitenti, tianne
i il

miracoli, ma avendo promesso di punto estremo della vita, perchè la


guarire col mezzo della sola sua loro penitenza soleva essere fìnta ;

preghiera il figlio ammalato di Sa- condannò pure i priscillanisti che


por 1 re di Persia, ed essendo il ne seguitavano gli errori ; altrettan-
fanciullo morto nelle sue braccia, to fece s. Leone I del 44^, che li
il re sdegnato fece porre in car- costrinse a condannare i loro erro-
cere e poscia scorticar vivo l'impo- ri, bruciandone molti libri, e ce-
store, elle in vano avea potuto fug- lebrando un concilio contro di es-
gire didla sua prigione, circa Tan- si, per cui in Roma molti si con-

no 277, o verso la fine del IH secolo vertirono, e gli altri furono man-
al dire di altri, i tre principali suoi dati in esilio. San Gelasio I del
discepoli furono Tommaso, Budda 4q2 per riconoscere in Roma i ma-
ed Erma che andarono a predicar nichei che abborrivano il vino, or-
la dottrina dell'eresiarca per le cit- dinò che tutti i fedeli si comuni-
tà e terre della provincia nella qua- cassero sotto ambedue le specie; li

le un tempo erasi ritirato Manete bandi da Roma e fece ardere i lo-


dopo aver abbandonato la capitale; ro libri, ciò che pur fece Papa s.
ma poi formando più vasti disegni Simmaco, il quale li cacciò da Ro-
mandò Tommaso e Budda in Egit- ma. Di poi il Pontefice s. Ormisda
to e nell'indie, e ritenne presso di lì fece flagellare, e gettare al fuo-
se Erma; andarono pure in Siria co i Alessandro Ili nel
loro libri.
ed in altre parti di oriente.^ Ma- 1 179 condannò gli albigesi che se-

nele tradusse il libro di Sciziano, guivano l'eresia dei manichei; e


vi fece qualche mutazione e lo e- sotto di lui fiori il cardinal s. Gal-
spose come cosa sua. Legando in- dino che mor\ mentre predicando
sieme la dottrina dei Magi [Vtdi)^ inveiva contro i manichei denomi-
col cristianesimo, dispiacque egual- nati catari, che infestavano molte
mente ai persiani, ai cristiani ed Provincie Anche i
dell' occidente.
ai romani, onde tutte le società re- sovrani severamente punirono i ma-
ligiose si sollevarono contro di lui. nichei. Diocleziano li punì, Grazia-
1 suoi discepoli tuttavia lincerò qual- no li represse, Teodosio I li fece
che proselito; furono cercati e ti ai- scacciare da ogni luogo, Onorio li

tali con tulio il rigore, non ostan- condannò con editto, Unnerico re
te si moltiplicarono, e sei secoli do- de' vandali grandemente li persegui-
po Manele, tempi di tenebre e
in tò, e l'imperatore Valentiniano HI
d'ignoranza, i manichei portentosa- confermò con rigoroso editto tut-
mente si propagarono, e fondarono ti gli altri emanati dai suoi prede-
uno stalo che lece tremare l'impero cessori, contro sì infami eretici, e
di Coslantiuopoli. Si diffusero poi ne purgò l'Italia dove eransi intro-
per l'Italia e molto per la Lom- dotti venendo dall'Africa. Li perse-
bardia, e con gran progressi nella guitò ancora Giustino I imperatore;
Linguadocu e ncUu Provenza; pe- G^bade ra di Persia fece uccidere
I20 MAN MAN
tutti t tnanicliei del 6(io reaiDO ovo cssemk) la carne cattivo (>cr stm
erano nuuicrosissimi, ed in Arme- uutma^ Gesù Cristo non avca preso
nia li fece ardere vivi Giustino II. che un corpo fantastico, e clie non
Leone Tlsaurico li costrinse a bat- se ne dovevano onorare le imma-
tezzarsi, ciò che fecero esteriormente. gini. 4- ^^ssi sostenevano che le a*
Michele I imperatore, Teodora im- lume degli uomini, delle bestie o
peratrice, e Basilio li dannarono a delle piante erano coctcrne a Dio.
morte e perseguitarono per estir- 5. Che il battesimo d' acqua ei'a
parli, mentre l'imperatore Enrico li inutile. 6. Che l'uomo non era li-
ii fece impiccareper le tante ini- bero. 7. Che tutte le religioni era-
ijuitàed uccisioni che sempre com- no indifferenti. 8. Che le anime
mettevano. Il re di Francia Rober- sole risusciterebbero, ed insegnava-
to 11 li condannò al fuoco, ed essi no la trasmigrazione di Pitagora.
con fanatismo si precipitarono con 9. Che Gesii Cristo era il sole ma-
somma allegrezza nelle fiamme, vei'- teriale che illuminava il mondo,
so l'anno 1022. Moltissimi furono dal che proviene ch'essi adoravano
1 concilii adunati contro questi lai- il sole. IO. Che l'uso del matri-
dissimi e crudelissimi eretici, come monio , la carne degli animali e
moltissimi sono gli scrittori che li tuttociò che ne sorte , ed il vino
confutarono.11 dottore s. Agostino, erano impuri e vietati come de-
ilquale era stato della loro setta, rivanti dal cattivo principio : chia-
dopo la sua conversione, tra tutti i mavano il vino, fiele del principe
padri gl'impugnò con maggior forza delle tenebre e del demonio crea-
d'ogni altro: Haeres. 4^. 1 manichei to, per cui non partecipavano mai
furono pur chiamati catharislae^ in chiesa alla Eucaristìa sotto la
macariì, mundalores, beali ed elecù: specie del vino che aveano in or-
per Acua discepolo di Manete, fu- rore. II. Essi dicevano altresì che
rono denominati acuaniUj ed io la concupiscenza non proveniva dal
Italia denominaronsi anche palari, peccalo del primo uomo, ma dalla
. 11 primo errore de'manichei, e due nature, e si
contrarietà delle
la sorgente di tutti gli altri, era abbandonavano ad ogni sorte d'im-
quello di ammettere due principii pudicizie le pili abbominevoli. 12,
cioè due Dei, l' uno autore del Non ammettevano l'obbedienza ai
bene chiamato lume, l'altro autore principi come pericolosa. i3. Che
del male chiamato tenebre. Questo tutti i profeti ei-ano dannati; olire
principio del bene era autore della altri manichei erano di-
errori. I

natura spirituale e della legge no- visi in due ordini composti di au-

vella. II principio del male avea ditori e di eletti, per imitare la


prodotto tutti gli esseri corporei e Chiesa divisa in ecclesiastici ed in
Ja legge mosaica. 2. Essi ammet- laici. Di questi eletti dodici chia-
tevano due anime in ciascun uo- mavansi maestri, ad imitazione del
mo, Tuna intellettuale e ragione- numero de* dodici aposloU: ei-avi

vole che proveniva dal buon prin- un tredicesimo eh* era come il loro
cipio, Taltia cattiva che proveniva Papa. Questi creavano i loro ve-
dal cattivo principio, che dava la scovi, ch'erano sessanladue, ed i
yWù. al corpo, ed era causa di tutti vescovi eleggevano dei preti, ed a-
i peccali. 3. I;ssi inseguavang phe veaao piue de' diaconi. Non era
,

MAN MAN 131


|)cnii€S80 agii elettk ài e«ercilnre pine (Fedi), capitale dell'isola di
fagricolluni e nep[)ure d\ cogliere Lussuu e di tutti ì possedimenti
un frutto. Ciò
cru permesso agli «pagnuoU nelle Filippine, provincia
altri, ed asserivano che gli oinici- di Tondo, e sede del governo e del
óìì ch*essi commellovano in queU'e- viceré o capitano generale. È in
sercizio, "venivano loro perdonati per una pianura deliziosa, sulla costa
intercessione delle particelle della occidentale dell'isola, nel fondo della
sostanza divina che si slaccavano vasta e bella baia di Manila, al-
<iai frulli, ne' quali esse erano rin- l'imboccatura del Passig e della
chiuse, quando gli eletli li man- riviera dello stesso nome, che ha
giavano, i ujanichei servivansi di circa tre leghe di corso, e per la
inauditi prestigi per sedurre, e di quale si scarica il lago di Bay. La
profondi arlifjcii per nascondersi. sua situazione è una delle più belle
Vt^ggasi Schelslrale : Jnlìq. illusi. e felici. La riviera del Passig di-
jmr. 1, p. 463. Isacco di lieauso- vide la città in due parti , di cui
Lre francese riformalo rifugialo a luna è chiamata città di guerra^
lierlino: Hislohe eviti quc de Ma^ ed è la minore, 1' altra città mcr'
nicìiée et da manicheisme, Amster- cantile^ ed è la maggiore; quivi ri-

dam 1734. Vi si trova tultocic) siede governatore o capitano ge-


il

che i greci, i latini e gli orientali nerale; nella città di guerra gli
hanno detto di Monete o Manes, edilìzi sono più vasti e più solidi.
ed intorno alla sua vita e morte ; La di guerra propriamente
città
come pure vi sono esposti i dom- delta, di forma iiregolare, ha circa
nù di questa sella : ella è piutto- una lega di circuito ed è bene ,

sto un'apologia de' manichei ,


per foilifìcala e difesa da fosse e contro
cui la congregazione dell'indice con fosse piene d' acqua ; nella parte
decreto de' 28 luglio 1742, pose occidentale in faccia alla baia, ev-
l'opera nell'indice de' lihri proibiti. vi il forte di s. Giacomo, che di-
11 p. Cacciari con somma erudizio- fende l'ingresso della riviera, e pro-
ne raccolse quanto appartiene aila tegge due scogliere di 4^^ tese.
storia di questa eresia nel primo , Dodici sobborghi cingono questa
tomo delle opere di s. Leone I , città, e molti fra loro comunicano
Exercitatìones in universa^ elc^ Del- con essa mediante un bel ponte
le sciocchezze de' manichei ne [ìarla munito di un fortino ristaurato nel
il Sarnelli nel t. Jll, p. 99 delie i8i4> ma in gran parte rovesciato
Leu. eccl. dal terremoto nel 1824. Si entra
MANIFESTARTI. Eretici anabat- in Manila per cinque porle. Le sue
tisti della Prussia , che credevano strade sono dritte, larghe, lastrica-
essere delitto di negare i propri te con granito tolto nella Cina, fian-
quand' erano interrogali , per
falli, cheggiate di marciapiedi, e ben il*

il che vennero detti manifestarii luminate la notte. Le case non


perchè mani festa vansi da se slessi, hanno che un solo appartamento
e non dissimulavano la loro erro- sopra un pian terreno, di cui non
nea dottrina. si fa uso a cagione dell'umidità, e
MANILA {De Manila), Città la cui costruzione in pietra ed u
c-on ix'sidenza arcivescovile deli' O- volto è pesante; Tappartamenlo su-
ONinia occidculalo nelle isole Filip- [>erioie è di legno ricoperto di loto
122 WAN MAN
con paglia e (ìeiio, e circondato da eie di tela trii^)arente, di cui i na-
balconi ili o da gallerie este-
fuori, turali si fanno delie camicie; si fab-
riori, le cui fìnestre hanno, invece bricano pure delle catene d'oro, il

di vetri, delle madreperle, o altre cui lavoro assai delicato, è, dicesi,


lamine di cunchigliacei iraspareuti, l'opera delle donne. Il commercio
cbe rendono T interno delie stan- è quivi attivissimo, dacché questo
za un puco oscuro ma guarenti- , porto fu aperto agli stranieri, deter-
scono assai meglio dal calore. Non minazione che rianimò le principali
vi si vede cbe una sola pubblica coltivazioni, ed ha comunicazione
piazza, spaziosa, regolare ed abbel- anco colla Cina ,
perchè Manila è
lita da viali di alberi. I principali situata nella parte orientale dell'O-
edìfizi sono le chiese ed conventi; i ceano. Manila fa inoltre un ca-
il palazzo del governo è vasto, ma bottaggio assai importante: gran- i

di i>einplice aichilettura : la catte- di bastimenti si scaricano in gene-


drale grandissima è solidamente co- rale nel porto di Cavile, perchè
strutta, le altre chiese ed i conven- r ingresso della riviera è impedito
ti, che occupano almeno il terzo da un banco assai pericoloso; pic- i

della città, sono in generale di buo- coli rimontano la riviera, e sbar-


na e bene a-
solida architettura, e cano loro carichi nella città. I
i

domi ammirandovisi
neir interno, viveri sono in abbondanza a buon
alcuni quadri di buoni maestri e , mercato; vi si beve l'acqua di ci-
statue in legno, opere degli india- sterna, e la temperatura è calda
ni, che non sono prive di merito. ed umida, non incomoda. La po-
La pubblica istruzione è nelle ma- polazione di Manila e sobborghi
ni del clero, la università di s. Tom- supera 60,000 abitanti, altri di-
i

maso e il collegio di s. Giovanni cono 100,000, quali si compon- i

sono allldati ai douienicani. Fu In- gono di spagnuoli ed altri europei,


nocenzo X che a' 20 novembre di americani , di cinesi , e princi-
1645 eresse l'università, colla bolla palmente di tagais tribù di malesi,
In supercmincnti, presso il Bull. ed altri indiani vuoisi che Manila :

Rom. t. VI, par. Ili, p. 54; quin- sia la città più popolata dell'Ocea-
di Innocenzo XI le concesse piti nia. I cinesi abitano il sobborgo di
eslesi e particolari privilegi, me- Parian, ove commerciano, ed eser-
iliante la bolla Insci inabili de' 7 citano de* mesi ieri; prolessano in
agosto i68r, loco citato t. Vili, apparenza il cristianesimo , e poi
p. 227. Il convento della Miseri- l'abbandonano ripalriaudo. 1 no-
cordia è destinato ad allevare gli minati popoli sono trattati da uo-
orfani tanto spagnuoli che meticci; mini liberi, e governati da capi che
vi sono pure altre scuole pei due vengono scelti da loro stessi ma ,

sessi. Tutti i conventi hanno deile che il governo spagnuolo governa


biblioteche, ma niente trovasi in e vigila. I dintorni di Manila sono
esse sulla lingua e letteratura de- fertili e ben coltivati ; il sobborgo

gl'indigeni. Possiede altresì una cor- s. Sebustiauo rinchiude un passeg-


te di appello, un teatro e la so- gio delizioso, ombreggiato da begli
cietà patriottica inaugurala nel 1781. alberi. Rimontundo la riviera si

Le maniiàttute più considerabili trovano delle belle case di campa-


bono quelle de' cigari, e di unu spe- gna con bagut ; a due terzi di ic^u
,

MAN MAN 12.3

evvi il giardino della compagnia pa e Camboia. Merita rammentarsi


delle Filippine, e l'ospedale reale; pure la provincia dei domenicani,
presso la baia poi vi è un piccolo che ha cura della religione in qual-
forte. A qualche distanza della cit- che provincia della Citia, nel Ton-
tà sono acque termali.
vi ckino e nelle Filippine medesime.
Manila, Manilla o Maniglia^ fu Questa provincia detta del ss. Ro-
ediiicata nel i47* dallo spagnuolo i;ario nell'aie vescovato di Manila,
Lopez Legar pi, e fu poi vittima ha la sede in Vinan.
di molti terremoti: quello del i6^5 La sede vescovile fu istituita da
la distrusse ingran parte, e fece Gregorio XIII nel i570, ad istan
perire più di 3,ooo persone; quello za di Filippo II re di Spagna, a cui
del 1796 fu altresì de'piii spaven- onore l' isole del mare dell'India
tosi. 11 16 ottobre 1824 ^^^'Sa ne provò furono appellate Filippine. Paolo
un allro quasi altrettanto terribi- V neiranno i6o5 l'elevò al gradc*
le; molte chiese, il ponte di pietra di metropolitana, assegnandole per
che dà comunicazione alle due cit- sulii aganei i vescovi di Caceres
tà, Je belle caserme, ed un gran Segovia, e Nome
di Gesù , e lo
numero di case particolari furono sono tuttora. Clemente XI ebbe
rovesciate. Il primo novembre del- l'avviso da Diego arcivescovo di
l'anno istesso, un uragano levò il Manila, che nell'arrivo di certi fo-
tetto delle case rimaste in piedi, e rastieri alle isole Filippine, aveano
COSI pure le tende nelle quali si essi scopertonuove terre, nella
erano rifuggili gli abitanti, e le quali un ampio campo si apriva
case degli indiani costrutte in bam- alla propagazione della fede ; quin-
bù. Gli olandesi attaccarono inu- di il Papa con lettera de'24 mar-
tilmente questa città l'anno i64o. zo 1708 caldamente esortò il pre-
Dipoi nel 1762 gl'inglesi, sotto il lato ad esercitarvi l'episcopale suo
comando del general Draper e del- zelo, ed attendere alla salute spiri-
l'ammiraglio Cornish, presero Ma- tuale di quelle anime, per l'aiuto
nila d'assalto, e posero una con- delle quali egli destinò una mis-
tribuzione di venticinque milioni sione vivamente raccomandò
che
di franchi per abbandonarla. L' i- a Filippo V re di Spagna, ed a
sola di Lusson, ch'è la più grande Luigi XIV re di Francia. La
delle isole Filippine, porta anche lettera si riporta a p. i5c^ dell'/s'-
il nonie di Manila ; e più antica- pist. et B l'evia seltct. A p. 43^
mente fu chiamala Nuova Casti- si legge altra lettera che Clemea-
glia. Incerta è la popolazione delle te XI scrisse nel 1707 all'arcive-
Filippine, e vi è chi crede ascen- scovo che chiama eletta
Diego,
dere a due milioni. Meritano spe- di Guadalaxara, lodandolo del zelo
cial menzione , Sanhu- Mindanao che avea per la ditlusione del van-
gan, Mindoro, Samar, Zebù, Pa- gelo. A p. 1870 si riporta la
nay e moltissime altre di eguale o lettera che il Papa scrisse al me-
minor dimensione. La religione cat- desimo arcivescovo nel 17 i3, enco-
tolica vi è dilFusa. Vi è una pro- miandolo pei funerali celebrati nel-
vincia di minori osservanti , dalla la metropolitana al cardinal de
quale escono missionari che vanno Tournon legato apostolico nelle lu-
ad evuugelizzure la Cocincina, Ciam- che orieotali, morto m Macao, Eo-
ii4 MAN MAN
co lo serie degli a i-cl vescovi di altri pi-eli e chieiici inservienti ab
Manila , come riportasi dalle an- rudiziatura. Vi è il fonte battesi-
nuali Notizie di Roma, Fr. Gio. male, essendo la cura delle anime
Angelo Uodriguez de'trinitari, nato aflìdata a due parrochi. Il palazzo
ili Medina del Campo, fatto arci- arcivescovile è poco distante dalla
\escovo da Clemente XII a' 17 metropolitana, ed è ottimo fabbri-
dicembre lySi. Dopo lunga sede cato. Oltre la cattedrale nella cit-
vacante Benedetto XIV nel 17^7 tà non vi sono altre chiese par-
treò arcivescovo Emmanuele Anto- rocchiali j vi sono bensì cin(iue
nio Roxo
di Fula diocesi del Mes- conventi di religiosi, un monastero
sico. Clemente Xlll nel 17G6 gli di monache , alcune confraternite,
tliede in successore Basilio Sancho seminario con alunni e l'ospedale.
ilelle scuole pie, nato in Villanue- L'arcidiocesi è ampia e contiene
ba diocesiSaragozza, che go-
di molti luoghi. I fruiti della mensa
vernò lungamente. Pio VI nel 1788 ad ogni nuovo arcivescovo sono
jneconizzò arcivescovo fr. Gio. An- tassati ne'libri della camera aposto-
tonio de Or])i"o
o minore osservante lica in fiorini cento, e le rendite
bCidzo, nato in Orbìgo diocesi di ascendono a quattromila scudi mo-
Leon di Spagna, traslalandolo da neta spagnuola, non gravati di pen-
Caceres. Dopo di lui nel 180 4 sioni.

rio VII fece arcivescovo fr. Gio- MANIPOLO, Manipulns, Vesti-


vanni Zulaybar domenicano * di mento sacro fatto a foggia di pic-
^ienaur diocesi di Calahorra. Leo- cola stola, e proprio del suddiaco-
ne XII nel 1826 nominò a questa no j V usano ancora il diacono, il

sede fr. llarìone Diez degli eremi- sacerdote, il vescovo ed il Papa,


tani di s. Agostino, di Valladolid. e mediante due fettuccie si lega al
Pio Vili nel concistoro de'5 luglio braccio sinistro , ma non deve
i83o vi trasferì Giuseppe Maria passare il gomito, cioè si deve
Segui di Manila vescovo di Gero- mettere suH'anlibraccio. Il manipo-
cesarea in parLihus. Visse poco, e lo si fa o altro drappo del
di seta
tiopo lunga sede vacante il Papa colore de'paramenti ecclesiastici, di
Gregorio XVI, nel concistoro de' 19 tela o lama d' oro e di argento,
gennaio 1846, preconizzò l'odierno sempre però della slessa materia
arcivescovo monsignor fr. Giuseppe delia stola e pianeta. Non ripiegalo
Aranguren spagnuolo provinciale ordinariamente è lungo circa cin-
degli agostiniani scalzi, missionaiio que palmi largo mezzo, ma nelle
,

delle Indie orientali, nominato dal- due estremità termina in larghez-


la regina di Spagna Isabella li. za quasi del doppio. Nelle due e-
La cattedrale è sotto il tìtolo stremità e nel mezzo vi è la croce.
della Concezione di Maria Vergine Vicino alla legatura è cucilo nei
i^à è un buon edifìzio. Il capitolo due lembi d'un lato, con flocchelto
si compone dì cinque dignità la , d' oro, argento, seta od altro. Si
prima delle quali è il decano, di suole ornare con trine, frangie e
iie canonici prebenda, più
senza ricami d'oro, d* argento, di seta e
di due canonici coU'iutiera preben- di altro i così le tre croci sono
do, ed altri due colla mela della o di trine o di ricami, dovendosi
prebenda , detti porziunaii, oltre baciare quella di mezzo da chi
,

MAN MAN 1:^5


1* usa, sin nel prenderlo che nel tergendum, zona aWgatutn mdcu
deporlo; ed oneo tali ornamenti riunì portabant. Ed Alcuino, lib.

sono come quelli della stola e del- de divinis de vestim.


offic. eccl.
la pianeta. La henedizione del ma- scrisse : ad sudorem , et narium^
nipolo è nella par. II del Ponlìfi- atque oculoruni pituitam tergendum*
caie romano^ Specìalis henedictio Anche Sicardo citato dal Garampi,
Anticamente il
cujuslibet indumenti. Sigillo della Garfag. p. 78, ritiene
manipolo era un fazzoletto, o pan- che fosse un fazzoletto ad sudorern.
nolino, o tovagliolo attaccato pu- et pituitam oculorum , narium et
re al braccio sinistro per rasciuga- salivarum abstergendam. Per cui
re il sudore e le lagrime. Il sud- s. Tommaso in suppl. quaest. io,
diacono lo portava ancora per art. 7 si espresse: Manipulus est
nettare e pulire i sagri vasi, se- quasi sudarium ad astergenduni vuU
condo il suo uffìzio; laonde al di- tum. Sicché il manipolo fu già un
re del Macri, Notizia de^ocab. eccl.f pannolino del quale il suddiacono
\cnne il manipolo chiamalo dagli si serviva per pulire i "vasi sacri,
antichi scrittori: Manipiilus, Map- il diacono e il sacerdote per ascia-
pa la, Cingiiluni brachi a le y Favon, gare il sudore e le lagrime, come
Marnile, Mappa , Linlenm, Ciucti- spiega l'orazione che si dice a que-
culum sacerdotale, Aer, Siidariiim^ sto paramento Merear^ Domine,
:

Manica, dai quali vocaboli si rac- portare manipulum Jlelus et dolo-


coglie chiaramente essere stato in ris : ut cwn exultalione recipiam
origineun fazzoletto. Fu pur detto mercedem laboris
con che si ri- ',

Epimanicion ed Orarìum: Oralia corda loro che debbono travagliare


o orale era una specie di fazzo- e sofliire per meritare la ricom-
letto o tovagliolo the s'involgeva pensa. La mutazione del manipolo
intorno al collo del Pontefice, af- in paramento sacro avvenne nei
finchè il sudore del capo non in- primi del secolo IV, dicendoci il
sucidasse la pianeta e sì vuole, p. Bonanni, Gerarch. eccl. cap. L,
che poi si trasformasse nelT orna- del manipolo , che si legge nel-
mento Fanone (Fedi). Il Krillo le costituzioni di san Silvestro I :

dando l'etimologia di questo in- ut diaconus in Ecclesia celebrandi


dumento dice, Manipulum est or- causa dalmatica induaUir, et pal-
namentimi rnanuum. Altri dicono la linosfina laeva e/us tegatur, e.
derivare la parola manipolo da che ciò apparisce in molle figure
mappula diminutivo di mappa ,
antiche di musaici esposte dal Ciam-
quindi manipula e manipulus. TI pini. Anche il Novaes dice che s.

Sarnelli nel t. VII delle Lett. eccl.^ Silvestro I concesse ai diaconi il

lett. IV : Perche al vescovo si met' manipolo o fazzoletto che i sacer-


fa il manipolo dopo la confessio- doti tenevano attaccato al braccio
ne generale all' altare, ancor lui sinistroin tempo che celebra vaiìo
riconosce questo ornamento sa- la messa, anche per asciugare lo
cro essere stalo prima un fazzolet- lagrime che versavano per la gran
to, come lo disse il Bilesense, ser. divozione nelT atto di sagrifìcare.
V. 1.Sudarium namque quod et L'Anastasio è di parere che fu pro-
manipulus dicitur, gestas laeva ; scritto da Papa s. Zosimo del
rptondam messoics ad sudonm de- 417, dicendo: Fecit conslitulufH
Ì7.6 MAN M\N
w; ctiaconi Inevas tectas ìuihcrent rwlum) altri fscjnìcinethim^ tra'quali

de palliis linoslinis. Tutta volta il il Ferrari, De re vestiarìa cap. r,

Melali par. I, p. Sai, n. 25, preten- che afferma rappresentasse un mez-


de che neirVIII secolo il manipolo zo zinale della forma usata dalle
sia stato sostituito al fazzoletto ; ed donne e si chiama Grembiale^ di
il cardinal Bona, Rerum lititrg. lib. cui si servivano in tavola i convi-
I, cap. 44> "• ^> vuole che ciò tati. Nel cap. 19 degli Atti apost.
accadesse nel secolo X, perchè Al- si legge che Paolo faceva mira-
s.

enino e Amalario fioriti nel seco- coli quando deferehantitr a corpore


lo IX riferiscono solo l'uso delle ejus sudariay et 'semicìnctia super
niappnie o sudari nel codice di : languido s ^ in modo che recedebant
Ratoldo abbate del 980, presso il ab cis languores. Nel testamenltj
Menardo, se ne fa menzione. Le di Riculfo vescovo Elenense del
Brnn t. I, p. 47 « 4*^> ® ^^ Vert, 95) si rileva che già si usava di

t. II, p. 3ii, riferiscono al secolo materia preziosa, e avea per orna-


XII r introduzione del manipolo. mento campanelli della slessa ma-
Nel Miirtirolo^io di Beda, i4 ^^^' teria egli lasciò per legato nniui-
:

aug., che s. Arsenio propter


si dicii : pnlos sex cuin auro, unum ex iis
vopiarn laclirimarnm quas perpetuo cuni iinlinnabulis.
tffundebat manipuliim , seii suda- Il manipolo non è senza misteri,
riunì semper in sinu^ vel marni e sette ne riporta il Ga vanto, giac-
ìiahuìt^qno fletum ahilergeret. Forse che da tstrumento di pura neces-
le opinioni di tali liturgici saranno sità divenne un sacro smjbolo il :

riguaido al manipolo propriamente, portarsi nella sinistra significa la

poiché quanto al fazzoletto è certo vita laboriosa; il ripudio de' pen-


che si usava nei detti secoli III e sieri mondani, perchè con esso si

IV, e siccome pretesero i chierici nettava la pituita; la penitenza col


della chiesa romana di dover essi pianto per astergere le macchie del-
soli servirsi di questo fazzoletto, ed l'anima; la vigilanza contro l'acci-
essendo nata per questo controver- dia, perchè con esso si pulivano
sia fra essi ed i chierici della gli ;
qual clava o ma/za con-
occhi
chiesa di Ravenna , s. Gregorio l tro i nemici ; la discrezione di vo-
Papa del 590, per non disgustare ta, e la retribuzione futura delle
Giovanni arcivescovo di tal città, opere Allude ancora alla
buone.
concesse come special pi'erogativa fune colla quale furono legate le
ai di lui primi diaconi, quando e- braccia di Gesù alla colonna nella
gli celebrava, il poter ritenere nel sua passione, e moralmente signifi-
braccio sinistro il fazzoletto, che ca principalmente il pianto e la
chiama Mappula^ come si rileva penitenza. Osserva poi il Saussai
dalla sua
54, nel lib. II. I
lett. che la ragione vera per cui il ma-
differenti sentimenti sull'epoca del- nipolo si porta nel braccio sinistro,
l'introduzione del manipolo, posso- è perchè riuscirebbe d'impedimento
no spiegarsi dall'uso introdotto nei nel ministrare se si portasse nel de-
diversi luoghi in tempi differenti. stro. Curioso di saperne il mistico
iQuanto alla forma antica gli auto- significato il conte Hirmini, gli ri-
ri sono di parere diverso: chi lo sj)ose il vescovo s. Isidoro nella lett.
dice in quella di fazzoletto, suda- i36; revocari m memoriani hunii-
MAN MAN ì-y-j

Utntem Christì dhripitlontm pedc.'; ! vescovi, perchè essendo antic.i-


lai'antis, et detergenlis. 11 vescovo mente la Pianeta [Fedi) una ve-
neir imporre al suddiacono il ma- ste che non era aperta dalla parte
nipolo nell'ordinazione, dice : j^c- de' bracci, ma che dal collo conti-
cipe manipuliim per quem desi- ,
nuava intera sino a' piedi , e non
gnatur frucliis honorum operum. Il ripiegandosi sotto le braccia che
sacerdote prende prima il manipo- dopo il Confiteor^ in questa occa-
lo, poi la Stola [Vedi), indi la pia- sione metlevasi il manipolo al brac-
neta, perchè per le opere buone cio sinistro, che per l'alzata e pel
ascende alla perfezione, come spie- ripiegamento della pianeta sopra le
ga il Sarnelli. Questi inoltre osser- braccia restava libero. Dipoi sa- i

va che il vescovo essendo nello sta- cerdoti presero in sagrestia cogli


to della perfezione, dopo la pianeta altri indumenti sacri il taanipolo, e
prende dal suddiacono il manipolo, recitano l'orazione Merear, ripor-
cioè dopo recitato il Confiteor o tata di sopra. Mettendoselo il ve-
confessione de' peccali, e nel dire scovo quando ha già incominciato
precisamente V Amen ùeW Indulgen- la messa, per non interromperne il
tiam. Durando lib. 4? cap. 7, sul corso non dice veruna orazione.
rito di mettere il manipolo al ve- Come i vescovi, prendono il mani-
scovo adduce quattro significati, i.** polo all'altare, oltre i cardinali, tutti
II vescovo dopo la confessione a- che hanno l'uso de^ pontifi-
quelli
vanti (a messa riceve il manipolo, cali nelle messe solenni bacian- ,

ornamento dell'ordine inferiore, dal dolo prima il suddiacono, che lo dà


ministro inferiore cioè il suddia- a baciare nella croce a chi lo pren-
cono, di cui propria veste è il ma- de, il cui anello si bacia dal sud-
nipolo, acciò che si umilii innanzi diacono neir imporglielo. Anche il
a Dio. 1." Perchè avendo il ve- Papa come i vescovi prende il ma-
scovo confessato di aver peccato, sia nipolo in detto tempo e dal sud-
ristorato nella mente col frutto del- diacono ministrante, e nelle messe
le opere buone. Perchè signi- 3." basse dp. uno degli assistenti. Nei
ficandosi pel manipolo anche be- i pontificali il Papa dopo aver letto
ni temporali, sembra che li riceva l'ultimo vangelo, il diacono mini-
per mano altrui, e colla cognizio- strante leva il manipolo e il
gli

ne di sé stesso in umiltà, onde per pallio, depone sull'altare so-


e li

i beni temporali non si levi in su- pra un piatto d'argento dorato;


perbia. 4° Per denotare, che al- ma quando il Pontefice deve dare
lora avremo il premio delle nostre dalla loggia la solenne benedi'/ ione,
fatiche, quando giungeremo oli' al- il pallio non lo depone. Inoltre il

tare di Dio, cioè al tribunale del- Papa ne* pontificali usa il Siicciri'
l'eteino giudice. Nelle messe pei torio [Vedi), specie di manìpolo
defunti, il vescovo si mette il ma- che porta al fianco sinistro, indu-
nipolo prima della stola, perchè in mento che non adoperano né i ve-
tal funzione si estraggono quelle scovi né i preti latini; ne parlam-
cose che appartengono a solennità, mo già ai voi. V, p. 75, e IX, p.
come dice Alenino, De exequìift mor- 18 del Dizionario eò altrove. No-
tuoriim. Una volta i preti pren- teremo, che nella cappella pontifi-
devano il manipolo all'altare come cia , il cardinale o vescovo cele-
-

MAN
l)i*anto cìio dreo rintioilo (lolla mc«- 3, cap. 7, quod in tali ohsc/jfitro
•d col Papa, dopo avere risposto non dcbo.nt frucUim qiiacrcre tcrn-
Amen aW Indulgcnlìam , si lilii-a poralcm. Il cau. Ferrigni Pisene
da uà luto, ove il suddiacono si nella Dissert, sui sensi della sacra
leva dal braccio il di lui inaiii[>o- lìlurg. ripugna alla spiegazione da-
lo, restandogli il proprio , e glielo ta dal Rubeo sulve- veslhe del
mette. Il celebrante continua T in- scovo che fanno diacono o sud- il

troito col diacono e suddiacono, ed diacono, dicendo rappresentare gli


il Papa coi due cardinali diaconi angeli che servono Cristo. Nel ce-
assistenti. manipolo si depone
Il remoniale del Davantria si legge
dal sacerdote dopo la stola, dai ve- che il diacono prima prendeva il
scovi e da chi ha l'uso de' ponti manipolo quando dovea cantare il
iìcali prima della pianeta; però vangelo. All'articolo Certosine (^Fe-
nelle cappelle pontificie e cardina- di), abbiamo detto che secondo l'an-
lizie, il celebrante ancorché cardi- tica consacrazione, il vescovo dà
nale, spogliandosi in sagrestia , ivi loro la manipolo nel
stola, e il

pel primo sacro iodumeato si leva braccio destro, e cantano l'epistola


il manipolo. e il vangelo, venendo sepolte coi
manipolo non si usa mni col
Il due sagri ornamenti. V. Diacones-
piviale, e non lo assumono i sacri sa. 1 canonici di Reims solevano
ministri, quando non V usa il ce- portare il ditale o fazzoletto di tela
lebrante, purché non debbano can- al dito mignolo della mano sini-
tar l'epistola ed il vangelo come stra, allorquando celebravano all'ai*
nella benedizione delle palme, e per tare maggiore , per adoperarlo a
cantar l'evangelo per la lavanda. ciò che anticamente serviva il ma-
Il manipolo mai si porla nelle pro- nipolo ; ed i monaci di Chesal-Be-
cessioni o vesperi contravvengono : noit portavano pure per la stessa
alle rubriche quelli die lo portano ragione un fazzoletto sul braccio
nella processione del Corpus Domi" sinistro, manipolo , come
oltre il

ni, osservando il Macri che fuori riporta de Vert, Cérém. de VEgli-


del sagrifizio dell'altare, anticamen- se, t. IT, p. 320. Il manipolo dei
te le lagrime si asciugavano col faz- latini corrisponde all' Epìmanicion
zoletto ordinario.Tuttavolta sem- de'greci, del quale tratta il Goar
bra che per pnvilegio i chierici nelle note alla liturgia di s. Gio-
romani usassero il manipolo nelle vanni Crisostomo, n. 12, e tanto
processioni, alle quali interveniva i greci, quanto i maroniti portano
il Pontefice, come narra il Gallet- due manipoli, uno per braccio. Il
ti, Del primìcera p. 3o. Anzi il Lambertini Della santa messa,
,

diacono e suddiacono nella messa tratta del manipolo, sez. I, cap.


pontificale^ mentre aiutano a vestire IV; ed il Barbosa, Tractatus, cap.
il non devono portare il
vescovo, XV li, de manipulo.
manipolo, ma pigliarlo dopo che MANO, Maniis, Parte del cor-
sarà parato il vescovo medesimo, po umano che termina ciascuna
come prescrive il Caereni. episcop. delle due estremità superiori. Le
lib. I, cap, 9; e ciò per essere piti mani sono i principali organi del
spediti nel servirlo, pel morale si- tatto; G secondo il lato si chia-
gnificato, secondo il Durando lib. mano mano destra o drittoj^e ma-
MAN MAN 129
no o manca. Le dita sono
sinistra stra è più degna della sinistra, pu-
i cinque membretti che coslituisco- re nella Chiesa il lato sinistro fu
Tìo l'estrema parte della mano , e riputato più degno, come dalla po-
si chiamano pollice, indice, medio, situra delle immagini de' ss, Pietro
anulare ed auricolare o mignolo. e Paolo.
Le mani sono due dei più nobili, Mano si prende nella Scrittura
utili e bei membri del corpo, che in molti sensi, per il potere o per
esercitano importantissime ed essen- l'impressione dello Spirito Santo,
ziali funzioni, e sono ministre ed che si fa ad un profeta ;
sentire
esecutrici dell' ingegno e del valo- per la vendetta che Dio esercita
re, nelle opere letterarie, artistiche sopra alcuno ; per le persone delle
e guerresche, non che dell'eserci- quali Dio si serve per inviare i

zio del potere, sacro e civile. O- suoi ordini, ec. L'imposizione delle
gnuno conosce le innumerabili a- mani poi è una cereraonia molto
zioni chefanno colle mani, ed
si usata presso gli ebrei, e presso i

incalcolabili ne sono i pregi, essen- cristiani in varie occasioni. Gli e-


do destinate alle cose più sublimi, brei imponevano le mani a coloro
come pure fatalmente sono capaci pei quali essi pregavano; ai giudi-
delle cose più atroci e nefande. Lun- ci ed ai magistrati quando li sta-
gi dal noverare tuttociò che riguar- bilivano in carica; ai sacerdoti ed
da le mani e loro ornamenti, al- ai ministri sacri ordinandoli ed of-
la qual cosa si supplisce in questo ferendoli al Signore. Imponevano
Dizionario ai rispettivi luoghi ed altresì le mani sulle ostie vitti-
articoli , qui solo riuniremo al- me che presentavano al taberna-
cune generiche erudizioni ; cioè colo per il peccato. Giacobbe adot-
in quali sensi le mani si prendono tò i due figli di Giuseppe, met-
nella sacra Scrittura ; le principali tendo l# sue mani sulla loro testa.
ceremonie dell'imposizione delle ma- I testimoni imponevano le roani
ni ; della mano morta, umiliante sulla testa della persona accusata,
diritto del feudalismo, e delle ma- protestando con tale atto, che sca-
ni morte con che alcuni pretesero ricavansi su di essa del suo san-
significare i beni posseduti da tutti gue. Gesù Cristo imponeva le mani
i luoghi pii, e principalmente dai ai fanciulli che venivano condotti
regolari; della mano di giustizia, a lui, e li benediva. Egli non so-
specie di scettro, come della mano lamente toccava colle sue mani gli
di ferro ; delle diverse azioni delle infermi che voleva guarire, ma dis-
mani nelle sacre ceremonie, e del se che coloro i quali crederanno
bacio della mano ; dei diiferenti in lui, guariranno egualmente gli
atteggiamenti delle mani sui mo- ammalati imponendo loro le mani.
numenti antichi, sepolcrali e di al- Gli apostoli si servirono altresì del-
tre specie, come delle cifre che scris- l' imposizione delle mani per dare
se la mano misteriosa e spiegate lo Spirito Santo ai battezzati, op-
da Daniele al ré Baldassare; del pure per amministrare ai fedeli il
dito medio e dell'anulare che si sacramento della confermazione. U^
tagliava dai romani ai loro cada- sarono della medesima ceremonia
veri; delle mani tagliate, e delle per ordinare i ministri della Chie-
belle mani ; sebbene la mano de- sa ed associarli alle loro funzioni,
VOL. XLII.
9
,

i3o MAN MAN


L'antica Chiesa imponeva le mani ne da s. Ambrogio. Da questo m*
su quelli che si maritavano, ed il lenzio, osserva il p. Fumagalli, in-
sacerdote ne oongiungeva le mani ferire si potrebbe che altre volte
Vi fu altresì l'uso d'impor
destre. nella chiesa milanese, come nell^
lemani a coloro che entravano nel maggior parte delle chiese orientali,
numero de* catecumeni, per dimo- non si praticasse 1* imposizione del-
slia«e così che la Chiesa li consi- le mani necessaria nel conferirsi la

derava da quel momento come suoi cresima. Molti però fra i teologi
figli
; a coloro che si presentavano hanno proposto il mezzo, col qnal«

per subire la penitenza pubblica, conciliare il silenzio degli scritturi e.

e dopo per dar loro l'assoluzione; de' rituali antichi intorno a tale
agli eretici per riconciliarli colla imposizione, coli' imposizione me-,
Chiesa ; agli ossessi per esorcizzar- desima in questo sacramento non
li ; finalmente i vescovi usarono ommessa. Veggasi in Bergier, Dìz.
questo gesto per dare la benedi- enciclopedico ^ dcW Imposizione delle
zione al popolo, ciò che si fa an- mani.
cora, ed in oggi si osservano an- Mano morta, vale a dire po-
cora le imposizioni delle mani in tenza morta, chiamavnsi ne' tempi
molte cose, come per gli ordinati. della feudalità colui ch'eia di con-
Chiamossi quindi imposizione delle dizione servile, homus servus : que-
mani non solamente conferma- la sta parola deriva da ciò che co-
zione e r ordinazione, ma anche la stumavasi un tempo, cioè venendo
penitenza ed il battesimo, e chia- a morire un capo di famiglia e
mossi così per custodire il secreto vassallo sottoposto ad un tale dirit-
de' misteri, e perchè la medesima to, il signore recavasi in sua casa
ceremonia ebbe luogo in diversi onde appropriarsi il piti bell'arre-
sagramenti. Il Sarnelli tftltta del- do che ivi trova vasi, e nel caso
l'imposizione delie mani, nel IX, t. non ve ne fosse alcuno, gli si of-
leti. XXXVllI, n. 4, e dice che la friva la mano destra del morto, per
glosa del can. manus imposilio, indicare ch'egli piìi non lo servi-
I, qu. ne riporta
I, le diverse spe- rebbe, e per segno di poteie del
cie: Consecratoriam , Confirmato- faudatario sul vassallo. In Francia
rianij Ordina torianif Morboriwi cu- quel costume umiliante per l'uma-
ratorianij che spiega con Marco ni là si chiamava rnains mortablea^
li emense. De variis capitib. Eccle- e forlunamente fu abolito da Lui-
sìaCj cap. i8. Nella chiesa ambro- gi XVI nel 1779, riconoscendo i

•siana non si costuma, come non si diritti dell' uomo ne' suoi dominii,
è costumalo mai, l'imporsi dal sa- e liberandolo da tali avanzi di ri-
cerdote le mani sul battezzando provevole schiaviti! ignominiosa. Ul-
lo che due volle si eseguisce se- piano 1. 4» ff- ^^ jiistitia et jure,
condo il rituale romano. Fu però insegna che le spose conveniebant
usata nel dare l'assoluzione dei pec- in marni mariti, e i servi ridotti
cati e nella estrema unzione. INella