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e 3 7'3^

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

Pll

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, Al VARII GRADI DELLA GERARCHIA

DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE Pili SOLENNI, AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VCL. XLII.

IN VENEZIA DALLA TIFOGIIAFIA EMILIANA


MDCCCXLVII.

DIZIONARIO
DI

ERCDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

n
MAG
JVLAGOJSZA (Moguntin). Citt con residenza vescovile del granducato di Assia-Darmstadt, gi capitale
dell' elettorato

MAG
nette, e nella
forti

parte

sud-ovest

sei

ed un ridotto trincierato ; la maggior parte di queste opere ha


delle casematte. Dalla parte del

di

Magonza
e
di

nord

ora capoluogo della

provincia

del

e al di l degli spalti, vari trincie-

Reno o
cantone.

dell'Assia

Kenana

un

situata questa

considein

fine del secolo


te di

ramenti furono innalzati verso la XVIII. Un bel ponbattelli lunghissimo, difeso

rabile citt di

Germania
sulla
al

posisini-

da
il
,

zione incantevole,
stra del

riva

una

testa

di

ponte, attraversa
della citt

Reno, un poco

di sotto

Reno

in

prospetto

del confluente del


alla
sel.

Meno,

in faccia

sua foce ed alla citt di Cas-

Questa

citt fortificata

che apger-

mette capo a Cassel, capitale dell'Assia elettorale ; alquanto sopra evvi un'isola assai fortificata. Sul

partiene

alla

confederazione
dirsi
la

Meno, ad un quarto
al

di

lega al di

manica, pu
bricata

fortezza

pi
fab-

sopra del suo confluente,


villaggio
di

e presso
evvi

formidabile dell'Alemagna.
quasi
in

E
di

Costheim,

un
di-

forma
collina
:

semi-

altro ponte di battelli,


feso
te.

altres

circolo, parte in

pianura e parte sul

pendio

di

una

ha

dieci

porte, cinque dal lato di terra e cinque dal lato del Reno ; da questa ultima parte le fortificazioni so-

no semplici,

ma

dal lato

di

terra

sono eslese e complicate. All'estremila sud evvi una cittadella ; a


quella del

nord

vi

sono

due

lu-

da una fortissima testa di ponTutte queste opere sono troppo eslese, mentre esigono una guarnigione di pi che trentamila uomini per loro difesa. Magonza ha r interno aspetto non molto bello ; molte case sono vaste e grandi ma poche hanno una bella architra le sue molte piazze tettura
:

MAG
sai

MAG
Magonza, formano
importanti del suo
attivo, essendo
gli

s^

primeggiano quella di GuHpml>ei'g e la Verde. I principali edifizi sono Tnitico palazzo elettorale, convertito in ospedale militare nel
1

oggetti

piii

commercio

as-

793,

ed ora

assai

danneggiato;

l'edifizio

de*cavalieri dell'ordine teutonico, e


l'arsenale, tutti situati dal lato del

anche quello di transito e di navigazione del fiume che procura molti benefzi alla citt, anche per godere la franchigia il suo porto. Conta circa trentamila abitanti, fra
i

Reno, e che godono


fiche vedute
j i

delle

magnifami-

quali
di

si

contaI

palazzi delle

no parecchie
tivati;
si

migliaia

ebrei.

glie Stadion, Ostein,

Bassenheim ed

dintorni sono bellissimi e bene col-

Etz;

il

palazzo vescovile detto


la

Mar-

vede ad Eichelstein, a po-

tinshurgj
tato

cattedrale

eretta nel

ca distanza da Magonza,

un mo-

secolo XII, vasto edifzio,

sormonla chie-

numento che

si

crede eretto in o-

da un'altissima cupola;
s.

sa di

Ignazio, di cui

si

ammira

l'architettura e le pitture della volta


;

nore di Druso, che vi mor di febbre violenta o da una caduta di cavallo , e non lunge presso Zahl-

la chiesa di
s.

s.

Pietro, e l'anti-

bach vedesi
no,

un acquedotto romarovina.
di Magonza fu un Germania nel cir-

ca chiesa di
torre offre

Stefano, la cui bella

ma

in

resca.

una veduta assai pittoVi sono qua e l belle fontane, che adornano la citt. In generale, la maggior bellezza di Ma-

L'elettorato
antico stato di

olo de^ Basso Reno, posseduto


sovranit
di

in

dall'arcivescovo

elettore

gonza consiste nelle magnifiche vedute ch'essa presenta, quantunque un poco limitate dal lato del sud
e
dell* ovest.

clesiastici

Magonza, uno de' tre elettori ec&\X Impero (Vedi). Avecirca

va

Evvi

sulle

rive del*

estensione,
sitij

Reno

un

bel

passeggio
le

ed
merci;

una
la

leghe quadrate di somministrando vini squiottimi pascoli per nudrire mol4<'^6

strada ove sbarcano

to bestiame, saline, miniere di ferro, ec.


Il

veduta di cui si gode dalla estremit del ponte in vero sorprendente.

sulle

due
parli,

suo territorio estende vasi rive del Reno, fra il Pasi

Aveva Magonza una

celeal-

stinato e Treveri, e

divideva in

bre universit fondata, o secondo


tri ristabilita

due
te

cio

il

Rhingaw

ed

il

dall'arcivescovo Thier1 477, 1790.

Bergstrasse:

dominava su gran pardella

ry o Teodorico d'Isenburg nel


e che venne soppressa
nel

de'lerritorii

Veler via

della Franconia,

non che

sui paesi

In oggi
dicina,

vi

in vece

un

ginnasio,
di

d'Eichsfeld e d'Erfurt. Questo paese


si

un seminario, una
una
di

scuola

veterinaria,

meuna bi-

trova oggi ripartito fra


il

l'

As-

sia-Darmstadt,
del

circolo
la

bavarese
l'As-

blioteca di circa centomila volumi,


gabinetti di medaglie, di storia naturale, di

Reno

inferiore,

parte meri-

dionale del
sia

ducato di Nassau,

meccanica, un museo di antichit, ed una gallefsica

elettorale, e la

provincia prus-

siana di Sassonia.

Non
po'

bisogna condi

ria di

quadri. Possiede

delle

fab-

fonderlo
derabile.

coli'

arcivescovato

Maconsi-

briche di tessutij ed un'elegante tipografia neir ospedale di s. Rocco


:

gonza, ch'era un

meno

L'arcivescovo di Magonza,
la
li-

vini cos

di

Francia
i

e del

Reno-,
detti

elevato a questa dignit per

pure

prosciutti

di

bera elezione del grande

suo

ca-

MAG
pitolo,

6 per meglio dire

eletlo dai

questa

citt,

ventiquattro primi canonici, era arcicancelliere dell'impero,

cipi elettori,

siccome sede de* priuavea le vie ingombre


,

decano perelettori

di gente

le arti

le

scienze

e le

petuo aveva

del
la

collegio

degli

industrie

fiorivano

nel

suo

seno,

direzione esclusiva di tutte

tutte le nazioni

aveano vincoli comgli

le deliberazioni degli slati, era

guar-

merciali con essa.

daarchivi e matricole dell'impero, aveva il diritto di convocare il collegio elettorale, e dirigere le assemblee generali e particolari, e presso
di esso tutti
i

Di

Magonza

antichi

autori

fanno spesso menzione, e particolarmente Tolomeo, Tacito, s. Giy rolamo, Ammiano Marcellino, Eginardo, ec. Alcuni prendono la elir mologia del suo nome da Magog, figlio di Japeto, da Maganzio troiano, e da certi Magi che con tri r

deputati

alla

dieta

dovevano far legittimare i loro poteri prima di essere ammessi alle


-assemblee;
il

perch

pi

volte

Pontefici loro diressero lettere e ri-

buirono,
Serrarlo,

dicesi, alla

sua fondazione.
di

mostranze, avendone fatto menzio-

uno

degli storici

Maprova

ne delle principali
lettori

all'

articolo "

gonza, pensa forse pi

ragionevollo

romano impero parlammo di altro riguardante l'elettore di Magonza ^ come delle sue prerogative e precedenza ; di che tenemmo pur prodel

sacro

mente

degli altri, e

come

(Fedi), dove

posito all'articolo

coronava quando
l'

la

Imperatore che coronazione si


,

faceva fuori della metropolitana delelettore

arcivescovo
si

di

Colonia
al-

che sia stala fondata, o almeno considerabilmente ingrandita dieci anni prima di Ges Cristo, da Nerone Claudio Druso Germanico, genero dell'imperatore Augusto e fratello di Tiberio. Altri dicono che Marco A grippa, uno dei luogotenenti di Augusto, avea
storia,

Floro nella sua

(Fedi), ciocche poi


spettava

pratic
.

posto

un campo munito dove ora


citt,

si

ternativamente con esso


all'

Una

volta

arcivescovo di
il

Magonal-

per difendersi dai germani che scendevano dal monte


il detto Druso Germanico fabbric nel luogo medesimo la fortezza Magonziaca Druso Germanico padre dell'altro celebre Germanico, mori presso Magonza, ove Augusto gli fece innalzare un monumento il canale che Druso fece scavare per unire il Beno airissel, port lungo tempo il nome di Fossa Drusana. II Giuseppe Fuchs narra p. d.
.

innalza la

za coronare
to che pass

re di Boemia, dirit-

Jannus; e che poi

nel

XIV

secolo

l'arcivescovo di Praga, capitale della


gli

Boemia. S. Leone
arcivescovi
di

IX

dichiar

apostolici
le

della Chiesa
della

parti

Magonza legati romana nelGermania. Urbano


ai

Vili nel

i63o diede
Maguntino,
il

cardinali

ed

ai

tre elettori ecclesiastici,


il

preso

titolo di

comEdel-

mnenza (Vedi). Come principe

l'impero prendeva dall'imperatore r investitura del temporale governo. Questo arcivescovato sovrano ebbe fine nel 1802, pei motivi e
al

Vi^ Istoria antica

di

Magonza, che

essendo Druso meritamente adorato dall'armata e dai popoli, nel tras-

porto del cadavere da

Magonza a
colonie gli

modo

che dicemmo

all'

articolo
dell'e-

Roma

tutte

le

citt

Germania

(Fedi). Capitale

celebrarono solenni esequie,


persona incontr a

ed
il

in

lettorato era

Magonza,

ed

allora

Pavia

con-

8
voglio

MAG
funebre
lo stesso

MAG
Augtisto
si

confuta

il

falso

che Tavea dichiarato suo successore, il quale ordin ch'entrasse in

asserisce ottenuto

privilegio che si da questa chiesa


Si

da Carlo Magno.
ser
facile
la

dice
all'

non

es-

Roma
fali,
il

cogli onori consolari e trion-

chi

accordi

autore

perch

eragli

stato

decretato
i

che

fondazione
sia

della

chiesa di

trionfo.

certo

che

romani

Magonza
e molto
re,

stata fatta nel

primo

ne fecero una piazza di guerra iraportante, onde contenere i popoli della Germania, ed impedire che venissero ad invadere una porzione della Gallia. Verso l'anno 70 dell'era

secolo dai discepoli degli

apostoli

cristiana la

XXII

legione

ro-

mana, reduce dalla presa di Gerusalemme, pose stanza a Magonza,


e nel

meno gli si deve accordache fra i patti o sia trattati della nazione germanica colla santa Sede, vi sia quello che il papa Adriano I, cio verso l'anno 773, concesse all'imperatore Carlo Magno il gius eligendi Pontificem, et ordinandi Sedem apoatoUcam^ col
privilegio di dare l'investitura agli

tempo

stesso vi

giunse

il

ve-

scovo Crescenzio. Questa citt chia-

mata Moguntiacuriiy Magontia, Mogiintia, Maguntia o Magotia dagli


scrittori
cesi,

arcivescovi
Provincie.

vescovi

di

tutte

le

latini,

May enee

dai

frantede-

Mainz o Maynz

dai

schi,

stava nel paese dei vangioni.

Imperciocch a quell'epoca Carlo Magno non solamente non era imperatre , ma da poco tempo succeduto al padre nel re-

Divenne la metropoli della Germania superiore ossia della provincia romana della prima Germania,

gno de* franchi, non era mai venuto in Italia; n presso la santa Sede avea quei meriti personali che
acquistossi posteriormente,
i

ma

le

guerre

continuate

dei

ro-

quali

mani
mi
se

e dei germani

molto nocqueulti-

tuttavia
stare

non

gli

fecero

ro alla sua prosperit; questi


e la

un

privilegio,

mai acquiche col tempo


fu-

ne impadronirono nel ^o6y conservarono sino al 49^> ^'


in

avrebbe
di fatti
cesi
si

portato
trova fra

conseguenze
gli scrittori

nestissime per tutta la Chiesa.

N
fran-

poca

cui pass

in

potere

dei

franchi, in

uno

stato di decadenza,

antichi e

moderni

chi

abbia

dopo

essere

stata

spesso

rovinata

preteso ci, ancorch

sommamente

dai batavi al

tempo

di Vespasiano,

dai barbari sotto l'impero di Giuliano, e dai

quisii

impegnati nel magnificare gli ace le glorie di Carlo Magno.

vandali, alani

e svevi

questi

si

attribuisce l'erezione in

verso l'anno f^\Z. Si dice che Ci-

Magonza
scuola.

d'

un

convento e di una
il

doveo dopo
Dagoberto

il

suo battesimo

l'ab-

bia arricchita di diverse chiese, che


la

Fu
dei

questa citt sotto

dominio
sino al

ripar considerabil-

re d'Austrasia dall'

843

mente, e che Carlo Magno la restaur di nuovo, facendovi erigere una chiesa metropolitana ed un ponte sul Reno. Nel supplemento al Giornale ccdesastico di Roma
del

1025. Neil' 872 un terremoto, la danneggi moltissimo , ed un incendio ne consum una parte nel
1080. Nel
in

iio5

fecesi

nel Natale
di

Magonza una

dieta

tutto

il

1793,

nelle osservazioni di G.

H. contro

gli Elementi di diruto canonico del p Filippo Hedderich,

regno tedesco, tanto numerosa che da molti e molli anni non si era
veduta una simile
,

intervenendovi

MAG
cincjLiaiitaduc baroni, solo

MAG
mancancolo fece immortalare
il

9
suo

nome

pedito per
cio

dovi Mof^no duca di Sassonia, imgrave sua et. Ivi la


i

sopraggiunti
li,
il

legali

di

Pasquale

vescovo d'Albano col Co-

stanziense,

niche

gi

da

tanti

confermarono le scomuassai volte promulgate Papi contro Enrico IV.


egli

Giovanni Gaensefleisch da Sorgensotto il nome di Gattemberg, nativo di Magonza, per r invenzione utilissima dell'arie della stampa. Quantunque Strasburgo ed Harlem disputino questo vanto, per certo che i
loch, conosciuto meglio

Volendo perci
gonza,
i

passare in
i

Matu-

primi
bi li

libri

stampati a caratteri -nio-

principi per evitare

uscirono colla data di


il

Magonza

multi
contro

dei

volgo

che

lo

favoriva

il figlio Enrico V, andarono ad incontrarlo ad Ingelheim, e

lo indussero a confessare la propria

colpa, ed a promettere soddisfazio-

ne, consegnando le
riali

al

figliuolo
il

insegne impeEnrico V, rinunGli


al in

ziandogli

regno.

arcivescovi
1 1

i440j o secondo altri i45o. Guttemberg fu cos chiamato dai magonzesi, dal nome del palazzo eh' egli possedeva nella citt. vero che a Strasburgo nel i438 fece i primi saggi della grande scoperta col mezzo dei caratteri mobili ; ma fu a Magonza che l'arte portentocirca
sa

dal secolo

XI

sino

35

pos-

perfezion.

Egli

trov
usati

che

in

sedettero

Magonza
di

sovranit as-

vece de' caratteri


di
lui
,

fissi

prima
i

soluta, sotto la dipendenza degl'impei atori

valea
lui

meglio adoperare
detti
tpi^

Germania

onde dopo
e flori-

mobili, da
fece di

e che egli

quel tempo divenne libeia


da. Nel
rico
I

1160
per

l'imperatore
la
,

vendicar

Fedemorte di
il

ni

Arnoldo arcivescovo successore Corrado e


re
le

perseguit

legno. Dopo di lui GiovanFaust e Pietro Schaeffer di Gernsheim, piccola citt posta a quattro leghe da Magonza , fecero dei
tipi

fece abbatte-

di

metallo.

mura

della cittcastella

Nel

secolo

coperta dal mistero sul nascere,

Questa invenzione non

XIII molte
il

sorsero

lungo

Reno sopra

balze inaccessibili, e

citt

di

l una turba di malfattori scendeva a recar la strage nelle cam-

di

pagne de' dintorni. Allora alla voce un borghese di Magonza, Arnoldo Saalman pi di cento citt si strinsero in lega ad esterminio di que' banditi, ed unirono le forze
,

poi a spandersi nelle altre alemanne, e si vide nel i 453 per opera di Pfster di Bamberga venire in luce l' esemplare d' una Bibbia. Al padre della stampa al

tard

benefattore

del

mondo

incivilito

da ultimo
scolpita

la citt di

Magonza

nella

sua vasta piazza eresse una statua


dal

celebre

per spianare

g' infesti

loro

nidi

L'inaugurazione fu
gosto

falla

Thoiwaldsen. a' f4 adi

quindi prospero fu lo slato di

Ma-

1837

alla

presenza

circa

gonza

in

quel

secolo

prosegu

sino al cominciar del secolo

XIV.

cinquantamila persone tripudianli, accorsevi da tulli i luoghi di Germania.


torchio

Fu

a que' tempi che i canti dei minnesanger , trovatori alemanni


allegrarono
le

sue

rive

amcnissi-

con cui

pie della statua era un moderno e l' apparecchio Guttemberg avea fatto i

me. Nello
di

scisma

del

concdiabolo
le

suoi primi

saggi

prezioso

avanzo
citsi-

Basilea, segu

Magonza

parli
se-

custodito nella biblioteca della


t
.

della Chiesa

romana. In questo

Coi caratteri

fusi

a pie del

IO

MAG
si

MAG
versi

nmJacro
fecero
fizio
i

stamparono

anauf-

comune
sia

la

fede di

loghi, ed air inaui];urazione che ne

stata

predicata in
il

Gesh Cristo non Magonia se


vi

magistrali precedette

l*

non dopo
per degli

terzo secolo,
i

sono

che

celebr

il

vescovo nella

autori

quaU

preten-

cattedrale.

Nel 1462 Magonza perdette la sua libert, per essersene impadronito Adolfo conte di Nassau, in modo che da citt imperiale divenne
citt di
scia

dono che gli mandato alcuni


vati

apostoli vi

loro discepoli
i

abbiano , e che
vesco-

questi abbiano fondato


di

tre

Magonza,

di

Treveri

e di

Colonia, che poi divennero


scovi ed elettori.
rici

arcive-

provincia.
il

sotto

Per ritorn podominio de* suoi arci-

vescovi elettori. Gli svedesi

comanpresero
nel
I

di

Secondo taU stonomi de' primi vescovi Magonza, che Commanville diecco
i

Gustavo Adolfo nel i63i ; ma avendola


dati da

la

ce soltanto incominciati nel


la

35o e
S.

abbando-

sede originata nel


discepolo Paolo, fu

111

secolo.

nata, gl'imperiali la riprsero

Crescenzio,
s.

dell'apostolo
nelle

i635, restituendola

all'elettore.

mandato
i

Gallie
credesi

1644 e nel 1688, ma il duca di Lorena Carlo IV la riprese dop un ostinato assedio nel giorno 7 luglio 1689. Di
francesi l'occuparono nel

verso l'anno 58, dove,

come

poi

il

11 agosto
il

179*2,

francesi

da alcuni, fond vescovati di Magonza e di Vienna nel Delfinato soffr il martirio verso l'anno 82, regnando l'imperatore Traiano; la
:

80II0

generale Gustine, se ne imfortificazioni.

sua

festa si

celebra

il

27

giugno.

padronirono, e ne aumentarono con8iderabilmente


le

Fu
22

ad

essi

tolta dai

prussiani

nel

luglio
fesa.
cesi

1793, dopo un'ostinata di3i dicembre 1797 i ManIl

Suoi successori furono s. Martino, s. Celso martire, s. Luca, s. Gottardo, s. Sofronio, ec. I primordi della chiesa di Magonza furono pure illustrati da s. Ferruzio martire.

la ripresero, e fu ad essi ceduta col trattalo di Luneville, e divenne sotto l'impero il capoluogo del dipartimento del Mont-Tonuere. Nel 1801 l'arcivescovato fu

Egli fior nel

IV o

secolo

milit
l'

dapprima nelle truppe delimpero, che avevano il loro quard'inverno a

tiere

Magonza

ma

la-

sci poscia quel servizio, per


secrarsi

con-

soppresso col concordato; nel 1802,

pi particolarmente a

come meglio diremo


do; indi
si

in ultimo, l'-

Cristo.

Quegli

che

Ges comandava in

leltoralo fu formato in diverso

mo-

Magonza,
lo

irritato

da questa azione,
di
l

form nel

vore dell'elettore di

1806 a faMagonza il gran-

fece

rinchiudere, carico di cate-

ne, in

un
si

castello situato al

ducato di Francfort, abolito poscia nel i8i5, nello slesso tempo che

del
lo

Reno
che
vi

e che

si

crede essere quel-

Magonza

pass sotto

['

Assia- Darm-

santo

chiama oggid Casscl. Il mor in capo ad alcuni


erano
fatti

stadt [redi). Nel

1825 questa piazza

mesi, a cagione dei mali trattamenti

divenne fortezza della confederazione germanica, ed una delle quattro


della

che

gli

si

soffrire,

e fu

sepolto nel castello in cui era morto, dil

guarnigione
austriache
,

medesima , essendo composta di

la

sua

prete Eugenio,

il
l'

quale

scris-

truppe
pi

se sulla sua

tomba

istoria

prussiane ed assiane.

pendiata del suo ujurlirio.

comLe sue

Bench secondo l'opinione

reliquie furono trasferite poscia nel

MAG
monastero
eretto
di

MAG
,

II
s.

Bleindenstat

lunge

conferm arcivescovo
soggettando altres
tutti

Bonifaarcive-

una lega da Magonza, in cui fu un capitolo di canonici. Pei miracoli che diconsi da Dio opea sua intercessione, ebbero gran-

cio,

ali*
i

scovo di Magonza
di
to,

vescovati
di dieciotl

Germania,
tanto di
il

rati

in numero qua che di

dal Re-

dissima divozione
vescovi di
culfo, Aistulfo e

s.
s.

Ferruzio

no. Narra
8.

Rinaldi, che nel

75

Magonza

Lullone, RiIl

Rabano.

santo

la

Zaccaria dichiar suffragane! delmetropolitana di Magonza i ve-

nominato nel martirologio romano a' 28 ottobre. Il vescovo di Ma-

scovati di Tongres, Colonia,

Worms,

Spira e Troyes, e tutte

le genti di

gonza

Geroldo

fu

ucciso

in

una

Germania, che

il

santo vescovo a-

battaglia che Carlo Martello


a' sassoni

diede

vea convertite al cristianesimo colla


sua predicazione.
11

idolatri.

Succedette a Ge-

p.

Mirco, in

roldo
e di

il

di lui figlio Gervilio o


di

Ger-

Notitia episcop. registra a p.

2o3

vilione eletto vescovo

Worms

dal

Magonza medesimo Carlo.


la

seguenti vescovi suffraganei.

Worms,

Gervilio per vendicare

morte

di

Ei bipoli o Wirtzburg, Spira , EichStrasburgo, Verden, Coir, stett,


Hildesheim, Paderbona,
Halberstadt, Augusta e

suo padre
pali

invit

uno
,

de' princi-

Costanza,

capi de' sassoni

col

prelesto
partico-

Bamberga,
ar-

di

tenere

una conferenza

avvertendo che
civescovi di

la

stona degli

lare,

e lo uccise di propria

mano.

S. Bonifacio legalo della santa Se-

Magonza, Rerum Moguntiacarum^ la scrisse il p. Nicol


Serario gesuita,
cap.
il

de
nel
i

co' vescovi

suoi colleghi celebr

quale nel
i

lib. I,

74^ u

concilio

per
e da

riparare

XXIII not

molli

vescovi
-.

gravi disordini di Germania, aiu-

suffraganei di questa metropoli

tale

tato

da Carlomanno

Pipino

principi cristianissimi. In esso fu de-

posto Gervilio vescovo di Magonza,


d'ordine del

opera fu pubblicala con annotazioni da Giorgio Cristiano Giovanni, a Francfort sul Meno nel 1722.

Papa

s.

Zaccaria

irri-

Commanville non
scovati suffraganei,

solo riporta

ve-

tato dal suo tradimento


sinio,

ed

assas-

ma

le

sedi che

e quindi venne

rinchiuso in

a questi in
unirono.

processo
vi

di

tempo

si

un

monastero.

In

suo

luogo dai
nel
Bonifacio,

Altri

aggiungono per

nominali principi fu
vescovato di
il

sostituito
s.

suffraganea Utrecht,
alla

come dicemmo
Bonifacio.

Magonza

biografia

di

s.

Di

quale fino allora avea tenuto generalmente l'apostolato in Germania, senza per determinata sede.

queste sedi suffraganee ne trattam-

mo
alile

pure

all'articolo

Germania, con

notizie analoghe.

Ed

acciocch la sua
i

dignit

fosse

pi eminente,
di

detti principi
la

giu-

Avendo s. Bonifacio commessa la cura di predicare agli idolatri a s.


Lullone o Lullo suo parente, dopo
averlo ordinato prete
nel
'jSi

dicarono essere bene che

chiesa

Magonza,

la

quale era ad un'alfosse

lo
s.

tra soggetta, cio a Treveri,

mand a Roma

per

consultare

metropoli; onde senza indugio

manZac-

Zaccaria sopra parecchie


importanti. Ritornato in
lo

questioni

darono un'ambasceria
itupelrando
tal

al

Pontefice,
s.

Alemagna
e

onore, che

nomin suo

successore,

con

caria cfjncesse nel

o pi tardi, e pel

74? o primo

nel

748

a}>provazione del re Pipino lo con-

dichiar

sacr arcivescovo di Magonza, con

12
l'autorit del

MAG
,

MAG
e da
lui

in

nel
alla

Papa Stefano li eletto 753 o 753 ; rinunziando


sede per occuparsi
alla

fabbricala. In seguilo l'ar-

civescovo di

Magonza
tal

aspir

alla

egli

intie-

primfizia su Treveri,
nel
1 1

ma

Callisto

H
in-

ramente
fedeli,

conversione
e scismatici,

degl'in-

9 annull
II

pretensione.

eretici

per

cui

Nell'elezione di Alessandro III


sorse nel

riport la palma del

martirio

nel

59

l'antipapa

Vittore

755. Nello spazio di trentaqualtro s. Lullone govern l'arcidiocesi, si mostr degno della scelanni che
ta fattane dal

V, che r imperatore Federico I sostenne colle armi. Nel conciliabolo tenuto contro Alessandro IH, tra i
vescovi di
scrissero la

predecessore,
pel suo sapere
di

e
:

sti-

Germania che ne

sotto-

mato eziandio d le abbazie


y'

fone di

Bleindestat

Harsfeld, ritiratosi nella seconda

condanna, vi fu Arnoldo arcivescovo di Magonza, uno dei capi scismatici, di cui narra Corra-

mori

al

primo novembre 787',


ai
s.

sebbene la sua festa si celebri 16 ottobre. Fra i successori di


Lullo noteremo
il

do vescovo nell'antica cronaca di Magonza Chronicon rerum Mo,

guniinarian, ch'essendo
volte

stato

pi
ri-

maguntino Rareligioso be-

inutilmente

ammonito e
gli

bano Magnensio Mauro

preso delle sue fellonie, e special-

nedettino ed abbate di Fulda, uno


de' pi illustri scrittori del suo
se-

mente da
disse la

s.

Ildegarda che

prefatti

vicina sua
di
s.

morte;

in

colo
dall'

occup
figlio

la

sede
Gli

di

Magonza
succedette

nella
1

vigilia

Gio. Battista del

846

air 856.
di

160, portatosi Arnoldo da un suo


di

Carlo
nia,

Pipino re d'Atpiitaassai

castello

monaco
,

dell'abbazia di Gorbia

mura

ad un monastero presso le Magonza, tutto il popolo


lui,

in Francia

personaggio

di-

cospir contro di

incendi
i

il

stinto per la sua piet e dottrina, e

monastero, e
naci,
tra loro

fattine uscire
erasi

mo-

mor nell' 863. Alcuni scrittori pretendono che l'arcivescovo di Magonza venisse innalzato alla dignit
di elettore del sacro

mentre Arnoldo
,

fu riconosciuto

confuso ed ucci-

so
ni

il

suo cadavere rimase tre giorbersaglio


S' intruse nella sede Ri-

romano im-

nelle fosse della citt,

pelo nel 974i na questa opinione erronea dai critici , che si ritiene
vogliono essere stata accordata
fatta dignit
p.
sifIl

agi' insulti.

dolfo, e

mentre recavasi
giorni.

Roma
istrada
il

per ottenerla, termin per


i

dopo

il

X
il

secolo.

rei

suoi

Allora

clero

Serario scrive che

primo

aril

cre canonicamente arcivescovo Cor-

civescovo di
b.

Magonza
il

elettore fu

Willegiso, da altri detto Willel-

mo

o Willikino,
mor,

quale

nell'an-

no 1012

dopo aver gover-

rado Witeilespack de' del Reno, parente tore, il quale Corrado riguardo a Federico I
ni

conti

palati-

dell'impera-

non avendo
ed
all'anti-

nato circa Irentasei anni questa celebre chiesa, e di averla illustrata

papa,

si

mantenne
IIJ,

fedele
cui

ad Ales-

sandro

per
nel

grandi mali
in

grandemente

colle esemplari rarissi-

dovette sostenere. In premio di che


Alessandro
lo
III

me

sue virt, e coU'eccelsa dignit

ii63
egli

Tours
primo
elevato

elettorale,

che

ottenne

per

se

e
di

cre cardinale, dicendosi alla sua

pei suoi successori in perpetuo,

biografia,

come

fu

il

che
silica

si

conserva memoria nella badi


b.

vescovo senza controversia


ai

Stefano ove fu sepolto,

cardinalato, e forse

il

primo che

MAG
ritenne pi vescovati, mretido nel
riale,
la

MAG
ruota
vuoisi

i3
simbolo
at-

1200
cenzo
colo
si

sotto

il

pontificato

d'

Inno-

tribuito e conferniato dall'imperato-

IH

(Vedi).

A
la

questo artiparte che eb-

re Enrico II
della

il

Santo, in memoria

pu vedere

^
!

bero gli arcivescovi di Magonza ne' grandi avvenimenti che segna larono quel memorabile pontificaio.

grande umilt dell'arcivescovo Villegiso. \i fece imprimere anco il leone rampante, parie del suo stemma, e distintivo della sua casa di Nassau. Lodovico fu inde-

L'arcivescovo Gerlaco di Nassau


nel
stria

gno

arcivescovo,

dicendoci
arso

il

Ciac-

1292 us gran arte ed induperch fosse eletto imperatoNassau suo congiunquale insieme con sua moglie

conio che

mor

e consunto
dall'alto,

da un

fuoco

scagliatosi

re Adolfo di
to,
il

neir atto

eh' era occupato al ballo.

Imagina di Linpurg fu poi in Aquisgrana coronato. Il Papa Clemente VI depose l'arcivescovo Enrico di

Bucelino poi negli Annali di Germania^ racconta con maggior probabilit, che mentre Lodovico trattene vasi
destatosi
tra
le

allegrie di

sontuo-

Frinburg,

perch sostenescismatico Lodogli

so banchetto

e
in

di sala

va

le

parti dello
il

nella

amena danza, un incendio,


precipit

Gerlaco figlio del conte di Nassau di anni venti, ma maturo per scienza
vico

Bavaro, e

sostitu

l'arcivescovo

fuggire

e costumi. Questi nell'anno appres-

per una scala, e pochi giorni dopo mor. Gli fu dato in successore Adolfo di Nassau, che seguendo
l'antipapa Clemente VII,
il

so

si

trov presente alla coronazio-

legitti-

ne

di Carlo

IV

eletto
la

imperatore
di

mo
nel

de* romani, per

deposizione

Urbano VI per guadagnarlo 1 385 lo cre cardinale di,

Lodovico , come dimostrano gli Annali della chiesa di Magonza^ pubblicati da fr. Pietro Merseo
Cratepolio minorit in Colonia nel

gnit che ricus, cessando di vive-

re nel

i3go. Continuando

il

fatale
la
il

scisma a lacerare sino dal iSyS Chiesa, fu adunato nel i4i4

1642. Gerlaco visse poco, e mori nel giorno di s. Scolastica ad Ascaffemburgo nel iSyi, e fu sepolto nel monastero di Erbach

celebre concilio di Costanza, inter-

venendovi
to di

l'arcivescovo di

MagonCoH'ele-

za Corrado,

collo splendido seguicavalieri.

seicento

Avendo gli Magonza il

arcivescovi

elettori

di

zione fatta di Martino

nel

14^7
scisma.

diritto di battere
il

mo-

ebbe
di

termine

il

funesto

neta, Gerlaco contraffece


d' oro de' fiorentini, e per

fiorino
la

Nella descrizione fatta dal maestro

K "

gran divozione che avea a s. Giovanni Battista vi fece imprimere la sua figura: gi ad onore del Precursore avea cambiato il titolo della
,

cerimonie
solenne

Giovanni
possesso

Burcardo,
preso
nel

del

1484 da Innocenzo VIII, dopo il gonfaloniere del popolo romano


cavalcava.

chiesa di

s.

Michele,
fece

collocandovi

un

collegio di canonici. Negli stessi

fiorini

Gerlaco
e

ruota

l'aquila

imprimere la con una testa,

gonza

antiche insegne della citt di Mar aquila come citt impe;

lune custos, et caMogunt., qui in Urbe erat pr coufermatione reverendissimi D. mei D. Bertoldi de Hennembeig Maguntielecti nensis, qui nunc decanus ejusdem
,

Breindebach
eccl.

Dom. Bernardus de

nonicus

i4
ecclesiae,

MAG
loco
praeceptoris
,

MAG
si

ve

lotfore invitandolo

ad emanare unn
falsa

procuratoris B.

M. thoutonicorum,

dichiarazione che dichiarasse


tale

in arniis, ut alter, mantellinam ha-

bens^
ce

de taffetano albo
ante
et

cum

cin-

nigra

retro,
simili

eqiium
taffet

che prontamente esegu l'arcivescovo. Allorch Benedetto XIV nel 1752 eresse
ci

imputazione,

similem equilans de cuni magno pennone


dinis praedicti, ec ".

l'abbazia di

Fulda

in

vescovato, lo

armorum

or-

assoggett nei diritti


elettore nel

metropolitani

all'arcivescovo di Magonza.

Questo
citt

Tra gli arcivescovi elettori di Magonza merita particolare memoria


il

1754 fond

un' acca-

demia

di

scienze in Erfurt,

cardinale

Alberto

di

BranCiac-

de'suoi stati elettorali; e nel


sa

1756

deburgo, cli'essendo pure arcivesco-

fu fatto amministratore della chiedi

vo

Magdeburgo rilev conio essere il primo tra i ch'ebbe due arcivescovati,


di

il

Worms.

tedeschi

re Giovanni,

e sicco-

me
4i

per

promulgare

le

indulgenze

dicembre Accepimus
so
p.
il

Al medesimo elettoClemente XIII a' 18 1762, diresse il breve


fralernitatis iuae, presII,

Leone X si servi de'domenicani, Martino Lutero prese motivo per


apostatare e divenire infestissimo ere-

Bull.

Rom. Continuatio
si

l.

322, e

lagn

che

le

cause
le

ecclesiastiche e de'chierici

sottopopre-

Francesco di Schouborn fatto arcivescovo ed elettore, contribu scudi 2400 per le pitture de'dodici profeti, che Clemente
siarca. Lotario

neva

al foro laicale,

contro
canoni.

scrizioni

de' sacri

Questo

Papa nel concistoro de* 22 agosto 1763 preconizz l'elettore EmeGiuseppe de Breidbach in Burresheim in arcivescovo di Magonza, quindi a* i4 gennaio 1764 praegli sped il breve, Cutn oh dar, loco citato p. 436, col quale san il difetto che nell'elezione vi adi Giuseppe II re de'romani veano concorso alcuni elettori cattolici, come pure di non essersi coronato Francesco I di lui padre. Al medesimo arcivescovo Emerico,
rico

XI
di

fece ritrarre colla spesa

di

scu-

5700
il

nella basilica lateranense,

onde
gli

Papa
t.

ai

1^ ghigno 17 18
breve, eh' ripor-

scrisse

quel
II,

tato nel
et

p.

665 deW

Epist.

Brev.

Clem. XI, ringraziandolo

della sua pia generosit. Nel

1750

Benedetto XIV venuto in cognizione che r arcivescovo elettore Gio. Federico Carlo d* Ostein nato in
legio

Amorbach, gi convittore nel coldementino di Roma e da lui


preconizzato
nel

Clemente XIII
invi
il

ai

concistoro de*29
i

breve

Prodiit

i4 marzo 1764 haucl ita

luglio

1743, invitava

negozianti

di professione protestante, per darsi a stabilire nella sua

an-

capitale

prometprivilegi ed esenzioni che godevano gli originari del paese, ma ancora il libero esercizio della religione pi esteso che negli altri luoghi dell'impero , ne' quali permesso pel
fiere,
i ,

ove avea fissate due tendo loro non solo

pridem veneficiis liber, loco citato p. 4^'> riprovando il libro di Giustino Febbronio ossia Giovanni Nicola ' Honlcim (Vedi), De stata Ecclesiae j et de legitima romani Pontificis potestale, l'ammon acci non si propagasse per la sua arcidiocesi.

trattato di Westfalia

scrisse all'e-

Pio VI nel concistoro dei i3 marzo 1775 preconizz in arcivescovo di Magonza ed amministratore di Worms l'elettore F-

MAG
derico Carlo Giuseppe d'Erthal di

MAG
chiaro pure
pel

i5
ingegno ed

suo

Magonza
col

ed ai 24 agosto 1781 Postqiiam Deo^ citato Continiiatio t. VI, p. Bull. Rom.


;

breve

opere dotte, legato in amicizia coi principali scienziati d'Europa. Con questa coadiutorla egli ebbe antici-

35a, a di lui istanza soppresse due monasteri di monache cisler* ciens ed un monastero di monaci
dell'istesso

patamente
la

la

futura investitura del:

sovranit elettorale
fu

nello stesso

anno
scovo

fatto coadiutore

del

ve-

ordine

esistenti in
le

Maal-

principe
il

di

Costanza,

cui

gonza, applicandone
l'universit degli

rendite

era congiunto
di Svevia,

titolo di principe

studi della citt.


inslituita
la

non

che ebbe

il

vesco-

Avendo Pio VI

nun-

vato
la

di

Erbipoli. Nella guerra che


francese mosse Dalberg consigli
all'
si

ziatura di Baviera per le preghie-

repubblica
il

alla
af-

re di quel duca elettore, fra quel-

Germania,
fidarne
la

contestarono vi fu monsignor d'Erthal, il quale seguendo


li

che

la

dittatura

arciduca
esegu
di

Carlo, e
tare

siccome
Austria

non
i

gli

errori de' colleghi

cre

un

tri-

Topinamenlo, Bonaparte
all'

fece accet-

bunale per decidere le appellazioni che prima si giudicavano dal nunzio di

preliminari

Colonia,

indi

entr

nella

lega

stravagante contro

l'autorit
il

Leoben e le impose il trattato di Campo Formio, riconoscendosi la riva sinistra del Reno come limite
della repubblica.

pontificia,
doIo d'

che produsse
(Fedi).

concilia-

Mediante

la

pace

Ems

Non

manc

di Luneville, conchiusa a'9 febbraio

Pio VI di far sentire la sua indignazione e voce apostolica all'elettore di Magonza, per cui questi pentito de' suoi trascorsi implor perdono, domand le solite dispense, rinnov il commercio col nunzio
di

1801

tra

la

Francia, l'imperai

tore Francesco li e
gi ceduta alla

principi del-

l'impero, la riva sinistra del Reno,

Francia, fu
I

dalla
eletto-

Germania
ri

acquistata.

due

ecclesiastici di

Colonia e di Treogni sorta di


so-

Colonia, e chiedendo per coadiutore il suo parente Carlo Teo-

veri

perdettero
;

vranit
di
sulla

doro

Antonio

Maria

Kamer

di

Magonza, cui molte provincie erano poste


l'elettore di

ma

Worms barone di Dalberg, Herrnsheim, ma le Notzie


li

nato in

riva destra, conserv la sua,

annua-

di

Roma

dicono

in

Mannheim,

bench con grandi sacrifizi ed alcune indennizzazioni. Bisogn pri-

promise di lasciar tutto nello stato

ma
e

cedere

Magonza

alla Francia,

come prima
gresso d'Ems.

del malaugui-ato con-

poscia disputare un incerto


11

com-

penso.

vecchio elettore d'Erthal

Pio

VI
il

a'

IO

marzo 1788

fece

sopravvisse poco a quello

pertanto
paitibus
cario

arcivescovo di

Tarso in

Dalberg canonico e vidi Magonza, non che coadiutore con futura succesgenerale
sione all'arcivescovato di

mento 1802

doloroso,
il

ed

il

smembra25 luglio
gli

suo coadiutore Dalberg

Magonza
V^orms,

ed all'amminislratorato

di

siccome personaggio nobilissimo ed ammirato da Giuseppe li, da Caterina li e

da

tutta la

Germania,

Per le Notizie annuali di Roma 1801, registrano il Dalberg quale arcivescovo di Magonza, Valentino Heimes e suffraganei di Hattenheim , fatto vescovo di Audona in parlihus nel 1783 ; e di Erfurt e Turingia, Giovanni
successe.
:

t6
Massimiliano
gonza,
fallo

MAG
de
nel

MAG
di

Haunold
d*

Ma-

dissimo,

arcivescovo elettore, arci-

vescovo

Emmaus

cancelliere dell'impero, metropolita-

1792. Noteremo che in conseguenza del concordato stipulato ai i5 luglio 1801 tra la santa Sede e la Francia, Pio VII
in partihiis
a' 29 novembre no pubblic la

no

primate

di

Germania.

Va-

lentino Antonio de Schneid di

Main

gonza, fatto vescovo di


partibus nel

Corico

1779, essendo

sulTra-

del
bolla
il

medesimo anQui Chris ti


Bull.

Domini

presso
t.

Roni.
la

ganeo dell'amministratore vescovo di Ratisbona de Schrofenberg, che era pure vescovo di Frisinga, rest

ContinuatiOy

XI,

p.

i^5y con
le

sulfraganeo

dell'arcivescovo di

quale soppresse tutte


civescovili

chiese ar-

e vescovili

de' dominii tra le

della

repubblica

francese,

quali
dieci

Magonza, ed

invece

eresse

Ratisbona Dalberg. La giurisdizione vescovile di questi dovea estendersi sopra tutte le parti delle antiche diocesi soppresse di Magonza, Trevesi

metroj)olilane e cinquanta ve-

Colonia,
dritta del

situate

sopra
,

la

scovati.

Tra

le

metropolitane

vi

sponda
re

Reno

fu Malines cui assegn per suffraganee Magonza e Treveri dichiarate sedi vescovili. Quindi Pio VII ai

sulla diocesi di

come puSalisburgo. La
fondata

sua dignit

elettorale era

nel principato di

Aschaffemburgo,

7 agosto

1802

preconizz in con-

sulle citt d'Erfurt e di Eichsfeld,


territorii

Magonza Giuseppe Lodovico Colmar di Argencistoro vescovo di


tina,
al
r,

conservati dall'antico eletquali


si

torato, ai
citt

aggiungevano
Ratisbona

le

che

govern
la

la chiesa

sino

imperiali

di

e di
prin-

18 19, verso restando la

sede

quale epoca movacante sino

Wetzlar, l'una
cipato,
l'altra

col titolo di

con quello

di contea,

1829. Dunque tanto 1' Erthal il Dalberg cessarono d' essere arcivescovo il primo, coadiutore
al

che

il

secondoj

di

Magonza,
il

a'

29 no-

vembre 1801.
Divenuto
Dalberg
sovrano,
il

Compostela a Franc600,000 fiorini d'entrata, che doveano essere portati ad un miUone mediante il dazio del Reno. Bench le pere la casa di
fort,
il

tutto valutato a

dite dell' elettorato

fossero grandi,

volle far decidere cosa fosse


elettorato, e quali territorii

suo

sarebbero
rabili,

state

anco pi

conside-

l'avreb-

anzi la sua

sovranit ecclese-

bero indennizzato

per Magonza e per la riva sinistra del Reno, che la connivenza dell'imperatore avea
forzato
il

siastica

avrebbe probabilmente
l'alta

guita la sorte di quelle di Treveri

e di Colonia, senza razione che tutte Nelle circostanze


le

conside-

suo
dell*

predecessore d'Ert-

potenze ave-

hal a cedere alla Francia.

La

de-

vano personalmente
trovava
teiessi
la

per
in

Dalberg.
in cui
si

impero riunita a Batisbona, ch'ebbe compimento ai 2 5 febbraio i8o3, ristabil l'eletputazione


torato.

diffciU

Germania,

particolari

mezzo insostituiti ovunque


si

La

sede

arcivescovile

di

all'interesse generale,

amava

di

Magonza con

autorit di Pio VII

vedere come

presidente
i

del corpo

venne trasferita a Ralisbona, e nominato il Dalberg nel concistoro del primo febbraio i8o5, e coi
titoli

di

eminentissimo

e rcvereu-

di cui lumi germanico un uomo ed il disinteresse erano conosciuti partiti, e ed apprezzati da tutti proclamato pure dalle potenze stcsi

MAG
se,
la

MAG
nello
si

17

Prussia e r/\uslria. Dalberg


era

cipato d'Aschaffemburgo, della contea di V\^etzlar,


dei

nel

stesso

i8o4 recossi a Parigi, tempo che Pio VII vi

principati di

Fulda, di
abitanti.

Hanau

e di

mlte
del

si-

recato, per la

coronazione in'itndi
fael

gnorie contenenti in tutto 3oo,ooo

peratore di Napoleone, da cui eb-

sovranit

grandichiafatta

be

dimostrazioni
si

stima.

Nel
la

i8o5
la

form

settembre

di Francfort ducato rata temporale, e la

fu

scelta
nfel

terza coalizione continentale contro

dal

principe primate,

1806,

Francia, e Dalberg indirizz

un

del cardinal
leone,

Fesch
siio
il

zio di

Napo-

fervido proclama

tutti

gli

stati

per

Successore, fu an-

dell'impero, per impedire

lo

scio-

nullata, ed

principe

Eugenio

glimento dell' antico impero germanico che vedeva prossimo, ci "che Verifica lono la vittoria di Napoleone ad Austerlitz, e la pace di Presburgo, non che la confederazione Renana. Continu Dalberg ad essere principe primate e principe sovrano di Rdtisbona, Aschaf-

Beauharnais,
riale del

dichiarato successore

del granducato
I

marzo

per decreto impe8 1 o per non


1
:

ssendo riuscito a Dalberg


tribuire
il

di atil

diritto di
all'

eleggere

successore

antico capitolo me-

tropolitano, perch estinguevasi suc-

cessivamente, ottenne che

gran-

femburgo, Francfort e Wetzlar, a


presiedere
l'atlo
il
i

duchi di Francfort
gato
ai

avrebbero paRatisbonsl
fiorini.

due

collegi

creati

col-

metropolitani di

federale,

e particolarmente

annui sessantamila
vato da

Come

il

primo

collegio detto dei re, co-

solo de'sovrani ecclesiastici conser-

me avea presieduto la dieta di Ratisbona in qualit di arcicancelliere dell' impero. Sparito l'impero, Dalberg a vantaggio della Germagrande nia, e per conservare la
unit tedesca, voleva con
cipi
altri prin-

Napoleone , a questi fu Dalberg rconoscentissimo. Al temdella triplice alleanza contro l


,

po

Francia
lasci la

tre
di

settimane
Lipsia,
di

della battaglia

prima Dalberg
Aschaf-

sua

residenza

tedeschi
il

che Napoleone prend'imperatore d'occisagacia


di secondo

desse

titolo

dente,
si

ma

la

content
;

dell'imperatorato frans

cese

onde Dalberg
i

diede a ben

femburgo per non trovarsi in mezzo al tumulto, ad onta che gli veniva promessa la conservazione degli stati se non partiva, o almeno un equivalente sulla riva destra
del Reno. Fedele all'amico che di-

governare
Fi-ancfort
spirito
ti.

&\\o

sudditi,

ma non
lo

volle stabilire la
,

sua residenza in

veniva infelice,
ottobre

egli

abdic

a'

3o

temendo offehdere

d'indipendenza degli abitancoalizione continenla

181 3 al re di Baviera il granducato di Francfort, a favore


del successore principe

Una quinta
venne
a

Eugenio gedichiaran-

tale

turbare

sua pace,

nero di quel monarca,

Ratisbona fu presa e ripresa, e per la battaglia di Wagram e pace di Vienna fu ceduta alla Baviera. Il principe primate fu indennizzato col granducato di Francfort, che oltre questa citt e il suo territorio, si trov composto del prinVOL.
XLII,

do contentarsi

delle rendite del

suo
si

arcivescovato di Ratisbona, e vi

rec a'5 gennaio


dervi possesso. Ivi

18 14 per

prenai

rest alle cure

religiose e scientifiche,

morendo
lui

IO febbraio

1817. Con

ter-

min

l'arcivescovato di Ratisbona,

iS

MAG
conferita a'6 aprile

MAG
tesimale, e la
sercita

che ritorn ad essere sede vescovile,

ciua

d'anime

-si

e-

i8i8
in

Wolf
tbiis.

vescovo di
la

Dorila

de par-

dai

orni nati

parroco e sa-

cellano.

L' episcopio

un

convefuo-

niente edifizio, poco distante dalla

Dopo

morie
degli

del vescovo di
nel rior-

cattedrale
ri

il

cimiterio
,

resta

Magonza Colmar, Pio VII


dinamento
atfari

della

citt.

01l|-e la

cattedrale
(|u;ittro

religiosi

di

in

Magonza

sonovMji|tre

Germania

istituendo

nel

1821,

chiese parrocchiali, munite del bat^^isterio,

l'arcivescovato di Friburgo, ne dichiar suffraganea Magonza, e lo tuttora. Dopo lunga sede vacante.

non che
diocesi

il

seminario con
il

alunni, l'ospedale, ed
piet.

monte di
ne|

La

circoscritta
,

Pio Vili

nel

concistoro de' 2
alla chie-

granducato

settembre
sa

Giuseppe Vito Burg d'Ofifemburg diocesi di Costanza, vescovo di Rodiopoli in partibus. Essendo questi morto nel i833, il Papa Gregorio XVI nel concistoro de' 20 gennaio i834 precovescovile di

1829 traslat Magonza

contenendo diverse citt, terre e castelli, cou centoquarantollo parrocchie, e pi di 26,000 cattolici. Ogni nuovo ved' Assia

scovo tassalo ne'

libri

della

caes-

mera
sendo

apostolica in
i

fiorini

348,

frutti

8000

fiorini

mensa circa renani, non gravati


delia

nizz

in

successore

Giacomo Hucapitolare
chiesd,

da pensioni.
Concini d Magonza.
Il primo fu tenuto l'anno 8i3 9 giugno d'ordine di Carlo Ma-

inann d'Argentina, canonico decano


di

Magonza

vicario

per dodici anni di

questa

siccome eletto dal capitolo e canonici della cattedrale. Questi poco medesimi elettori provisse, onde
i

a'

gno, che
tali.

vi

mand

quattro
di

depue
presie-

cedettero
"vescovo

air elezione dell' odierno

L'arcivescovo

Colonia
vi

monsignor Pietro

Leopol-

arcicappellano lldebaldo

do Kaiser di Mulkeim diocesi di Magonza, che il medesimo Papa


Gregorio
tedrale

dette con trenta vescovi e venticin

que abbati. Vi
i

si

lesse

il

vangelo,
de'padri,
s,

XVI
6

preconizz nel con-

canoni e diverse opere


le

cistoro de'

aprile

i835. La

cat-

fra

altre
I,

il

pastorale di
i

Greri-

fondata dall'arcivescovo b.

gorio

per trovare

mezzi di

Willigisio, quasi bruciata nell'assedio

stabilire la

disciplina della
i

Chiesti.

del

1793, e restaurata dai vescovi

Gli abbati ed
lettere di
s.

monaci
I

lessero le

e capitolo,
di solida

un

edifizio
,

ampio

Benedetto.
altri
laici

conti

struttura
s.

sotto l'invoca-

giudici
le

ed
si

esaminarono
a quelli
si

Eone di
fessore.
la

Martino vescovo e concapitolo


del
si

leggi, e resero giustizia


vi

Il

compone
sei
il

delcateo-

che
ro

presentarono. Vi

fecesi
i

dignit

decano, di

nonici

capitolari,
il

compresi

cinquantacinque canoni: vi dichiar che si osserverebbero


decreti di
s.

logo ed

penitenziere, di

quattro

prebendali, de'quali due sono preti, e due uno parroco, l'altro saudiano o tesoriere dodici oltre
,

Leone I, di non battezzare che a Pasqua ed alla Pentecoste,

ed

altri

canoni sulla
VII;

fede

e disciplina. Diz. de' concila ; Regia


l.

sacerdoti addetti al divino servigio.

XXj Labb
IV.

t.

Arduino

Kella cattedrale

vi

il

fonte bat-

t.

MAG
sepondo fa hell'S^S o 829 per ordine di Lodovico I il Pio. GaU, christ. l. IH, p. GSy.
Il

MAG
ossia concilio

(9
di
di

nazionale
corressero

gna, tenuto
nel quale
ordini,
si

ad Aribon

Alcma Magonza,
dis-

molti

neH'847 riunito in seltembre per volere di Lodotoo II re di Germana^, e presidto da Rabano Mauro ai^jivescovo di Magonza, co4i dodici vescovi
II

Icrzo cncilio

ma
,

non pot separare Otda


il

tone conte di liarmestein

Ir-

mengarda

quantunque

conte

parecchi

abbati,
alle

priacipalmente
usurpazioni dei
si

per rimediare

avesse promesso di lasciarla. Diz. de coic.j Regia t. XXV; Labb t. IX; Arduino t. VI. Il decimo nel 1028, ovvero in

Jjeni ecclesiastici.

Vi

fecero Iren-

t'uno canoni relativi a diversi punii

un luogo vicino a Magonza, chiamato Gcizletense. Un uomo accusato dell'assassinio

di

fde, ai

diritti

ed

alla disci-

del
colla

conte Sige-

plina del clero. Ibidem p. 638.


li

fredo

fu provato

prova

del

quarto
il

uell'

848

in

ottobre,

ferro caldo.
Il

Ibidem.

contro
sti

monaco Godescalco. Queriprendendo Rabadi rinserrare

vi

piesent uno scritto sulle due

to dal

decimoprimo nel 1049, tenuPapa s. Leone IX alla pre-

predestinazioni,

senza dell'imperatore Enrico ranta


vescovi.
il

IH

il

no, e
cjuel

fu

condannato. Rabano racDiz. deconcilij Arla

Nero, coir intervento di circa qua-

comand ad Incmaro
religioso.
l.

monia ed
postolici
za.

duino
li

V.
dit.
t.

Vi si proib la simatrimonio de' preti; dichiarando s. Leone IX legati agli

quinto neirS^tx sopra

arcivescovi di

Magon*

sdpiina. Regia

XXI; Labb

Ibidem.

Vili; Arduino t. V. Il sesto neirSSy pei diritti della Chiesa. Regia t. XXII; Labbc
t.

Il decimosecondo nel io55 da Ildebrando poi s. Gregorio VII, che vi design Pontefice Vittore II

VII.
11

gi
t.

vescovo

di

Eichstett.

Arduino
nel

settimo neir 858. Gali, christ.


p.

VI.
Il

t.

HI,

638.

decimoterzo

si

adun
s.

1069

L'ottavo neir 888,


Ire Provincie, e dei
"vi

composto
tre

di

dal cardinal legato


ni,

Pier Damia-

arcivesco-

che in
II

nome

del

di

Magonza, Colonia e Treveri.


prefazione
di

dro
rico

proib
di

all'imperatore
sposata.

Papa AlessanEnDiz.

IVella
lio,
i

questo

conci-

IV

ripudiare Berta, ch'era

vescovi attribuiscono le
loix) peccati,

pubpardei

due anni
de* conc.j
Il

che avea
t.

bliche calamit ai

ticolarmente alla
concilii, e

interruzione
la

Arduino decimoquarto
di
,

VI.

nel

1071

a'i5
tenudi

fanno

descrizione dello
della Chiesa.
tratti

agosto festa dell'Assunta.


to in proposito
di

Fu

stato
si

lagrimevole

Vi
la

Carlo canonico
che
di
il

fecero

ventisei canoni,
concilii

Magdebmgo

clero

maggior parte dai


ti,

preceden-

Costanza ricusava
scovOj
di

avere per ve-

diritti della Chiepunti di liturgia e di diritto canonico. Diz. de cono.; Rei

sostenendovisi
vari

sa,

sacrilegio.

come accusato di simonia e Dopo molti contrasti,

gia

t.
t.

XXIV; Labb
VI.

t.

IX; Ardui-

no

Carlo rimise l'anello e il pastorale tra le mani di Enrico IV, dicendo che secondo il decreto del Papa
s.

il

uono

fu adunato nel

i023,

Celestino

I,

egli

non voleva

es-

20
levano.

MAG
l'arcivescovato

MAG
di Magonza, perch avea sempre seguite le sue parti contro quelle della Chiesa romana, e quale pertinacissimo difenso-

sere vescovo di quelli clic noi vo-

Regia t. XXV; Labbc t. IX; Arduino t. VI. Il decimoquinto nel 1075 per
colie. ;

Diz.

de

pubblicarvi

Boma
contro

da
i

s.

il concilio tenuto in Gregorio VII nel 1074

re

dello scisma. Mori due anni dopo nel suo peccato, chiamandosi
i

preti concubinari.

Fu

te-

dai cattolici

seguaci dello

scisma

nuto da Sigefredo arcivescovo Magonza, assistito dal vescovo

di di

per ignominia
del loro

Vecelini, a cagione

fanatico

capo
al

Vecilione

Coir legato della santa Sede, per far eseguire l'ordine del Papa, che ingiungeva all'arcivescovo, sotto pe-

Questi
di
quelli

presiedette

conciliabolo

na
ti
i

di deposizione, di obbligar

tut-

preti della provincia a rinun-

ziar subito alle al ministero

loro mogli, ovvero


I

dell'altare.

chierici

Magonza, osando scomunicare della comunione di s. Gregorio VII, e privando delle sedi i vescovi cattolici. Diz. de' conc.j Regia t. XXVI; Labb t. X; Arduino t. VI.
Il

uscirono
di lui, essere

in tale
si

trasporto

contro

decimottavo

nel

1106,

adu-

che

vide

in procinto di

nato dopo la morte di Enrico IV,


dai vescovi e principi di

ucciso, e fu obbligato

ad ablasciare

Germania,
li

bandonar questo aliare, e a s. Gregorio VII la cura


guirlo.

a preghiera

de' quali

Pasquale

di eset.

dalla Francia ov' erasi ritirato pass


in Italia.

Diz. de conc.j Reg.


t.

XXV;
non

Novaes, Stona de^ Ponte'

Labb
Il

X; Arduino
nel

t.

VI.

fici,

decimosesto

1076^

perch tenuto contro Gregorio VII. Ibidem. Il decimosetlimo nel 1080 o io85, egualmente non riconosciuto perch tenuto dagli scismatici, tre settimane dopo di quello di Quedlimburgo che li aveva condannati,
riconosciuto
s.

p. 299. decimonono nel ii3i, contro Brunone vescovo di Strasburgo,


t.

II,

Il

che accusato di
questa sedcj
gnit tra
to del
le

essersi

intruso in
la

vi

rimise
di

sua

di-

mani

Matteo legaII.

Papa Innocenzo

Pagi, e

Diz. de cane.
Il

ventesimo nel iii5 in dicem-

in presenza ed a favore

di

Enrico

bre.

Vi
la p.

si

fecero quattordici

canochierit.

IV, e dei pseudo-legati dell'antipapa Clemente III, il quale fu riconosciuto per legittimo, e
vi
si

ni contro
ci

r incontinenza de'
simonia.

Gallia christ.
nel

condi
s.

HI,
Il

ferm

la

pretesa

deposizione

690. venlesimoprimo

i233 conmanichei da Stadottor 11 che avea

Gregorio VII. Sembra piuttosto celebrato nel io85, perch in quest'anno


si

tro certi eretici, specie di

o albigesi, detti stadinghi

celebr
e

il

concilio di

chiaramente lo dice il Rinaldi a tale anno, narrando che Vecilione dopo la morte di Sigefredo nel 1084 avea oc* cupato la sede d Magonza; poich Vecilioue essendo chierico e
Quintilineburgo,
fuggiasco dal

suo

vescovo
lo

d'Halcol-

den citt di Germania. Corrado di Mar purgo, dato due croci a quelli che vollero prendere le armi contro gli eretici, fu da questi ucciso reduce dal pree la sua morte ne sente concilio diede occasione ad un altro che si celebr lo stesso anno o nel 12^4
;

berstadt, Enrico

IV

premi

u Magouza, e che (u

il

ventesimo-

MAG
gecondo, dove quelli
spetti di eresia

MAG
eh' erano
so-

l
di
tre
altri

Treveri

furono

assoluti, e gli
al

vescovi di

Magonza, Alemagna,

degli

ambaII,

omicidi di Corrado

mandarono

sciatori dell'imperatore

Alberto

Papa per ottenerne l'assoluzione. Diz. deconc.j Regia t. XXVIII; Labb t. XI; Arduino t. VII. Il ventesimoterzo nel 1261 , tenuto dall'arcivescovo di Magonza per oddisflue all'ordine del Pontefice

dell'arcivescovo di

Tours e

del ve-

scovo di Troyes, degli ambasciatodel vescovo ri del re di Francia,


di

Cuenca, degli

ambasciatori
di

del

re di Castiglia, del duca

Mila-

e disporsi a resistere ai tarterribili

tari

che facevano
si

scorrerie.

no e di diversi principi della Germania; alcuni de* quali non aveano mandato veruno al concilio generale di

Vi

fecero ancora
utili

molti

regola-

Ferrara

o Firenze.
di

dedi-

menti
gli

sull'aumento

del divin
tra

putati del concilio

Basilea,

servigio e la riforma del clero:


altri
il

venne disposto, che un quale tenesse in casa una concubina, sarebbe sospeso di pieprete
diritto; e s'egli celebrasse in quello stato, sarebbe cacciato dalla diocesi. Diz. de cono.
Il

venuto conciliabolo, non vollero mai convenire di soprassedere dal processo contro Eugenio IV , ne della mutazione sul luogo nel concilio.

no

L'assemblea
i

di

Magonza
de'
t.

rifat-

cevette
ti

decreti, toltone quelli


il

contro
t.

Papa. Diz.
IX.

conc;
XIII;

ventesiraoquarto nel
1

i3io
si

a-

Regia
11

XXXII; Labb,
t.

gli

maggio, adunalo da Pietro


fece

Arduino
tro gli

arcivescovo di Magonza. Vi

un compendio
lii,

de' precedenti conci-

ventesimottavo nel i538 conLaurentius Surius eretici.

vi si

tratt d'ordine del

Pastesso

in

Comment.
Il

pa Clemente
ri

V
Si

l'affare de' cavalie-

templari.

tennero
concilii

lo

anno molti

altri

assem-

blee sopra lo stesso argomento, on-

ventesimonono nel i549, ^^ Magonza, ed trentesimoquinto secondo quelli il sopra la che tanti ne noverano
fu

l'ultimo concilio di

de furono bruciati molti templari a Parigi ed a Senlis, niuno dei


quali confess
i

fede,

costumi

la

disciplina

Sebastiano Hansenstein, arcivescovo

delitti

di

cui

li

ed elettore di Magonza, coi


tati

depu-

voleva
cia.

rei

Filippo

IV
,

re di Franli

dei

vescovi

di

sua

provincia

Tutlavolta altri chiararono innocenti

concilii

di-

principali del suo clero, lo ceIl

e vuoisi an-

lebr.

prelato dice nel


del

suo

de-

cora

da questo

di
t.

de conc.j Labb
VII.
11

Magonza. Diz. XI; Arduino t.


nel

creto di convocazione

concilio,

che

in

que' tempi ne' quali

trionfa

l'empiet,

non vuole

essere

accu-

ventesimoquinto
la

14^0

sato di negligenza,

che

anzi

vuol

sopra

disciplina.

Serario, Hist.

Maguntina.
Il

t.

ventesimosesto nel 142 3. LabXII.

raddoppiare la sua sollecitudine pastorale per difendere il suo popolo contro le stragi dell'eresia, e per formare i suoi costumi. In questo
concilio
si

11

ventesimosetlimo ovvero piut-

fecero dei decreti intor-

tosto assemblea nel


se di

1489

nel

me-

no

alla

fede

alla

riforma

marzo, composta di un car-

primi contengono quarantaselte articoli.

dinale, degli arcivescovi di Colonia,

Dopo

la

esposizione della fc

j2

MAG
giuni

MAG
e con
altre

de della Chiesa inlotno il lulslero delia ss. Triiiit) e secondo tre


i

buone

opei'e

che

traggono

simboli, degli apostoli, di Nicea


di
s.

e-

loro eftivacia

ne pi n meno la dal merito delia pasCriiSto.

Atanasio,

vi

si

dice che l'uo-

sione di

Ges

Quanto
si

alle

mo

stalo creato colla giustizia e

ceremonie
sai^ a Dio,

.nuole cIk;
i

ritengano
a pende' sagraaltari,

colia grazia,

ma

colia
il

libert colia:
il

quelle eh' eccitano

popoli

quale poteva fare


le.

bene ed
della

nna-,

come

quelle
,

Vi
si

si

parla
di

poi

cadutiti

menti,
delle
ec.

delt

chiese

degli
abiti

dciruomo e
l

sua giusti Hcazioue;'

immagini,
nelle

degli

sacri,

dice che questa giustiOcazione'

questo proposito proibisce di


chiese

viene dalla grazia di Dio, ch' da-

espor
spirino

immagini

che

qualunque merit) che questa giustificazione si fa quando l'uomo riceve dallo Spirito Santo con la fede la carit e la speranza, doni ch'essendo in hi permanenti non solamente Io fanno reputare e chiamar giusto ma lo rendono efifettivamente tale; che la carit che giustifica dev'essere accompagnata dalle opere buone, delta

prima

di

piuttosto la
pei'

vanit che la

piet; e

prevenire ogni super-

concoiresse

che se popolo a qualche immagine, ovvero statua di santo, a vedranno che si attribuisca cui qualche cosa di divino, facciano subito levare l'immagine o statua, e
stizione, ingiunge ai curati,
il

se ne n)etta invece
sa,

un'altra

diver-

dopo aver consultato


teologi, affinch
i

per vafacciano

le
il

quali la grazia
principio
;

la

sorgente e

lenti

il

popolo non

che con questa grazia Dio diventano i comandamenti di possibili, non secondo l'infermit della natura, che abbiamo comune cogli altri uomini, ma secondo la grazia di Ges Cristo, che i giustificati

creda che Dio, ne

santi

quello ch' loro raccomandato

per quell'immagine, che altrimenti non farebbero. Parla poi

mezzo
il

di

concilio de' pellegrinaggi di divodell'oleg-

zione, e del culto de' santi,

hanno

ricevuto.

Il

concilio

razione

pei

defunti,
.

della

stabilisce la dottrina de' sacramenti,

ge

pel digiuno

secondi

decreti

e decide contro gli eretici, che non ono semplici ceremonie, ma segni efficaci della grazia che conferiscono per divina virt a chi li riceTe con buone disposizioni. Il consacramento cilio tratta poi d'ogni
in particolare. Intorno alla penitenza dice, che per soddisfazione
si

la riforma dei contengono cinquantaselte capitoh, che sono gli stessi di

hanno per oggetto


e

costumi,

quelli

del concilio

di

Colonia

del

non
can-

deve intendere quella


la
il

che

Quel che ci di pi rimarchevole si i. Che si vuole che monaci apostati, che rientreranno nel loro dovere e ritorneranno ai loro monasteri, sieno trati536.
:

cella

colpa del peccato, e libera

tati

con dolcezza e umanit. 2. Si


dal

dall'eterna penaj

che succede per

proibisce alle religiose di uscir

la soia propiziazione di

Ges Crisia-

sto;

ma

quella alla qvale noi


ci

monastero senza grave necessit, e con permissione espressa del vescovo.


3.

mo
hd
$i

sottomessi, e che

rimette la

Si proibisce

la

predica

dena temporale, che rimane


remissione della colpa,

dopo

r amministrazione
va
il

de'

sagramenti
Si rinno-

e quale

nelle cappelle de' castelli.

adeippie colle elemosino, coi di-

decreto

di

Basilea

intorno

MAG
agli

MAG
dertunztali.
t.

23
a

scomunicati

non

Nel

1060

fu

Dz.

de'conc.j Regia
t.

XXXVj
t.

ne, e nel

Maguelo12 i5 Innocenzo IH dorestituita

Labb

XIV; Arduino
Domenico.

IX.

MAGRI

Malta, fu prete dell* nonico della cattedrale di Viterbo, e consultore della sacra congregazione dell'indice,

Nacque in ora lo ri a, ca-

n al vescovo la contea di Maguelone e di Substantion, confiscata

al

stK>

signore
il

come

eretico al-

morendo

nel 1672.

primo vescovo di Maguelone, di cui si hanno notizie certe: sottoscrisse egli, per mezbigese.

Boezio

autore:

i.

del Herolejcicon
liturgico

o
in

zo di Genesio e nello slesso

suo

arcidiacono

il

Dizionario

sacro
in

che fu

terzo concilio di

tampato
zioni
,

Roma
la

nel

1667

Toledo nel 589, anno quello di Nartennero la


fino a

foglio, e se

ne fecero diverse
sesta quella

edi-

bona.

di

lui successori

essendo

di

loro sede a

Maguelone
,

Gu-

Bologna 1765 in due tomi. 1 Dt

un

trattato delle contraddizioni apil

parenti della sacra Scrittura, sotto


titolo
:

Contradicliones

apparentes
la

sacrae Scriptiirae, di cui


edizione
quella
di

migliore
del

Parigi

che nel i529 trasfer la sede del vescovato a Montpellier (Vedi)^ ci che approv in seguito Paolo IH con bolla de' 27 marzo i536, colla quale furono secolarizzati i canonici reglielmo VlIIPellicier
golari di
le
s.

i685, aumentata della met da Giacomo le Fevre arcidiacono di


Lisieux.
3."

Maguelone, e

la cattedrail

di

Montpellier prese

Notizia

de

vocaboli

Pietro, titolare di quella di

nome di Mai352

ecclesiastici j

eoo
,

la

dichiarazione

guelone. Innocenzo

VI

nel

delle cerimonie
sacri,
la'

voci

ed origini de' riti barbare e frasi usate


,

cre cardinale

santi

padri

concilii

e scrittori

Bologna 1682. Le sue pere liturgiche sono stimate per


ecclesiastici,

suo nipote Aldoiuo d'Albert o Albret, e vescovo di Maguelone, col qual nome il cardinale fond un collegio in Tolosa, e Martiil

no V
al b.

nel

i4iB

confer questa chiesa

la

copia dell'erudizione.

Lodovico Alamand,

che cre

MAGUELONE
vile di

MAGUELONcitt vesco-

NE, Magalona. Antica

dopo averlo promosso all'arcivescovato d'Arles. Pietro Gapoi cardinale


riel

Francia nella Bassa Linguadoca, ora piccolo villaggio dello


stesso

scrisse la

Serie

de' vescovi di

nome,

nelle

vicinanze

della

Maguelone. 11 motivo che indusse Guglielmo Vili alla traslazione della sede,

laguna o stagno Maguelonne formato dal Mediterraneo^ nel dipartimento dell'Herault, citt che fu
distrutta
tello,

fu perch

vescovi di

Mae

guelone non erano sicuri dalle continue incursioni de' pirati

mori

nel

735 da Carlo Mar-

saraceni, che vi facevano frequenti


discese. Al presente Maguelone ha poche case di pescatori, essendo colmo il suo porto, ed in rovina il

fine di
visi

visitala da Urbano II sul giugno 1096, trattenendocinque giorni. La sede vesco-

poi

vile al dire di

Commanville
sotto
la

fu

isti-

tuita

r anno

44^
,

metrola

poli di iVai'bona.

Allorch
la

citt

suo castello. Furono tenuti in Maguelone due concilii il primo nel 909, nel quale Arnoldo arcivescovo
:

venne rovinata
fu
trasferita a

sede

vescovile
,

di

Narbona,
l'

dieci

altri

vescovi

Substantion

borgo

accordarono

assoluzione

e la

bealla

distante

una lega da

Montpellier.

nedizione al conte Sinuario ed

24
sua Famiglia
nicali.
eli'

MI
erano
slati

MAI
scoQiua[>r

e chiuse d'ordine del

Papa

la

Questo concilio lo slesso clic alcuni sciiltori dicono di Jonquires, eh' un piccolo luogo del territorio di Maguelone. Labbd t. IX, e Baluzio. Il secondo concilio fu tenuto nel 1220. Gallia christ.
t.

porla saula della basilica


na.

Liberia-

Fece con beneplacito apostolico 1667 dono ai domenicani irlandesi della chiesa di s. Clemente di cui era abbate commendatario, onde ivi gli fu eretta marmorea
nel
iscrizione di gratitudine, che grande fu ne' religiosi, mentre abitando prima nel convento di s. Sisto, a cagione dell'aria malsana, erano costretti nell'estate ritirarsi in Anagui. Una simile donazione fece della chiesa di s. Pancrazio ai carmelitani scalzi, afBqch vi mante-

VI,

p.

763.
Citt ve,

MAHUSA D'ARJUNA.
scovile del paese de'
cesi

garmei
per

dio-

de* caldei. cui


si

Ebbe

vescovi,

Simeone

attribuisce

una
il

train
j

duzione della cronaca d'Eusebio


lingua siriaca, e fior vevso

600

e Schaduna che abiur il nestorianismo e fece professione di fede


ortodossa
,

nessero
ligiosi,

un

convitto di

giovani re-

sotto

il

cattolico
t-

Mar- A ma. l32Q,

Oriens christ.

SubH, p.

che istruiti per le missioni potessero propagare e mantenere la


fede ne' paesi degl' infedeli.

Quanper
lo

MAIDALGHINI oMALDACCHINI Francesco, Cardinale. Francesco Maidalchini o Maldacchini nobile di Viterbo, nato nel i63o , nipote della famosa d. Olimpia Maidalehini cognata d'Innocenzo X (Ve(?/), il

tunque

fosse

tutti

noto

scarso suo talento e poca capacit,


tuttavia la sua mirabile affabilit e

dolcezza, l'amore che avea perla


verit,

odiando

la

menzogna, ed
amici
,

il

costante afietto

pegli

con-

quale avendo dichiaralo prins.

trabbilanciarono la sua insufficienza.

cipato

Martino feudo di d. Olimpia , ed abbazia la chiesa , ne fece abbate Francesco, quindi canonico di s. Pietro, ed in et di
diciassette anni, a'7 ottobre

Essendosi portato due volte in Francia,

fu

sempre bene

accolto, e

con

sommo onore

trattato da Luigi

XIV.

Volle passare nell'ordine de'preli, on-

1647,
il-

con stupore generale per essere


letterato, lo cre

cardinale

diaco-

no, conferendogli
chiesa di
s.

per diaconia la Adriano^ che permut con quella di s. Maria in Via La-

de consegu successivamente il titolo di s. Lorenzo in Lucina, non senza difficolt oppostagli da Innocenzo XI ch'era slato da lui coronato; perch ricercandosi in lui per tal
titolo
il

carattere sacerdotale,

egli

quando divenne primo diacono. Nel medesimo anno Innocenzo X, non contento di aver conferito due anni prima il priorato di Capqa al
ta,

lo

aveva ricevuto da un
esercitante
di
s.
i

vescovo,

come

pontificali nel-

l'abbazia

Martino ove avea

giurisdizione quasi episcopale; e pe-

cardinal Pamphilj suo nipote, della


religione di Malta, diede
la
.

r avea stimato che ci che potea

com-

permettere
essere
in

ai

sudditi

dell'abbazia,

menda
chini
,

Parma a Sforza Maidalbambino appena nato, ed


di
d.

potesse abilitarsi da s stesso

altro nipote di

Olimpia. In

as-

onde promosso al sacerdozio. Ma Ptoma non fu approvato l'opedel cardinale,

senza del cardinal Antonio Barberini,

rato

considerandosi

nell'anno del giubileo

i65q,

che come immediatamente soggetto

, ,

MAI
al

MA
fosse

i5

Pontefice,

bench
la

abbate
agli

Ppitou
di essi,

ordinario, senza
t

pontificia facol-

aveano un castello; uno Guglielmo IV, vi fond in


vi

non poteva
si

farsi

promuovere

onore

di

s.

Pietro

un' abbazia di

ordini sacri, pel requisito essenziale

benedettini, insieme ad

Adomalda

che

richiede

della

capacit,

della testimoniale o dimissoriale del

proprio superiore

quindi non potestimonianza


di
il

tendo ninno dar


s

o Emma duchessa d'Aquitania sua oo3 , fondazione che moglie nel nel 1007 o 1009 conferm il Papa Sergio IV. Questa abbazia fu
i

medesimo, non
fsse

bastava
e
,

che

eretta

in vescovato nel

dal

cardinale

ordinario

quasi

Papa Giovanni XXII, che conserv


regolare
le,
il

vescovo nella sua abbazia


soggettava al vescovo
sede. Contuttoci,

perch
lo

capitolo della

cattedra-

altro carattere pi sublime


della

as-

prima
egli
la

sottoponendola qual sufFraganea all'arcivescovo di Tolosa, al dire del

godendo

Novaes,
Poitiers.

ma
Il

in vero di

Bordeaux,
diocesi

protezione del re di Francia, a di


lui

togliendola
fu Goffredo

per

dalla

di

interposizione venne sanala


siffatta

ogni difetto

da ordinazione. Do-

primo

de' suoi

vescovi

Ponvrelle

ultimo

ab-

po
in

essere intervenuto a sei conclavi,

bate di

s.

Pietro di Maillezay, con-

voti,

ventidue quanto narra Gregorio Leti, trasferitosi a Nettuno per respirare l'aria marittima e
de' quali ottenne
se vero

uno

nel

salubre, vi lasci la vita nel


cardinalato.

1700
di

d'anni settanta, e cinquantatre

Trasportato il cadavere in Viterbo, ebbe sepoltura in s.


nella

medesimo anno, morto i333. Per secondo Cheny Archiep. et episc. Galliae, i primi Rovescovi furono Benedetto e berto, terzo Goffredo. Gregorio XI fece vescovo Pietro di Turejo o Thurey, che seguendo poi le parti dell'antipapa Clemente VII, fu da
secralo nel
questi creato nel
uae, dipoi
1

Maria de'Gradi,

tomba

dei suoi

385

anticardi-

antenati, con breve epitafijo. Della


semplicit esagerata di questo cardinale di

riconosciuto per

cardi-

nale da Alessandro

nel

1409.
fece ve-

cui

si

raccontano tanti aneddoti,


dell'averne d.

Nel

14B5 Innocenzo Vili

di

altre sue notizie,

scovo

Federico Sanseverino
a Giulio II fu

napo-

Olimpia promosso l'esaltazione allorch il figlio rinunzi la porpora,

letano, che cre cardinale nel 14^95


ribellatosi

deposto

e dell'averselo

ritirato in

casa

indi
sto

per dominarlo, e ricevere


gi

della curia e corte


il

tratta
to a
p.

Cancellieri nel

gli omagromana ne suo Merca,

Leone X. QuePapa nel i5i7 nomin vescoreintegrato da


il

vo

cardinale Pietro Accolti d'A-

rezzo,

che mori nel i532. Vi


tre

fio-

^.

107 e

108; e ne Possessi

rirono
d'

vescovi

della

famiglia

291.

IMAILLEZAY

o MAILLEZAIZ, Malliacuvi Pictonum. Citt vescovile di Francia, dipartimento della Vandea, capoluogo di cantone, in un'isola formata da paludi e dall'Antisc, sulla riva sinistra di questa
riviera, e

Escoubleau. Urbano Vili nel i63i secolarizz il capitolo, ed Innocenzo X trasfer nel 1648 la
sede vescovile alla Roclwlle (P'edi)^
lasciando solamente nell'antica cattedrale alcuni
ecclesiastici

con
di

un
llo-

parroco. L'ultimo vescovo di Maillezay, ed


il

perci in aria
i

non sana.
conti
di

primo vescovo

In questa piccola citt

chelle fu

Giacomo Raoul o Rodolfo

aG
di

MA
XVI

MAI
minore, nominato nel
lessandro
ii!^5 da Apretesi
ri-

Nantes. Questa citt fu per qualsecolo.

che lenjpo in potere de'


formati nel

IV

niano, che nel


chrMf.

Giacomo agosti1274 assistette al


II.

Francesco, Cardinale. Francesco tle' marchesi Mailly francese, di

MAILLY

generale concilio di Lione


t.

Orienx

Ili, p,

903.

una
della

antichissinwt

famiglia

MAINARDO
nacque
la

MAGINARDO,
nela-

della IMcardi;),
"versit

oKenule nella uniSorbona le insegne di


elemosiniere

Cardinale. Mainardo o Maginardo


di nobilissima prosapia

dottore, fu dichiarato

provincia

di

Campagna, ed

del re di Francia Luigi

XIV,
i\el

e nel

169S provveduto
fu

delle abbazie

Ma-

vendo professato la regola di s. Benedetto in Montecassino, divenne


eccellente nelle

scianense e di Flavigny.

1697

umane
i

e divine let-

[)romosso da Innocenzo Xli ad


dal quale per
nel

tere; per lo che non solo

ottenne

istanza del re airarcivescovato d'Ar-

nel suo ordine


di,

pi cospicui gra-

nomina regia fu 1710 da Clemente XI a quello di Ueims. Nel medesimo anno presied ad un'assemles,

ma

dalla santa Sede

con

altri

trasferito

personaggi fu adoperato in importanti e gelosi

impieghi.
s.

In riguardel

blea straordinaria del clero gallicano, raccolta in Parigi.

do ai 1049
fano

suoi meriti
^
*^*'^^

Leone IX
e

prete cardinale; Stevi-

Per

rimumostra-

lo

fece bibliotecario
s.

nerarlo dello zelo fet-vido

cecancelliere di

Chiesa, ed Ales-

to per la dilatazione della cattolica


fede, e per la disciplina ecclesiastica,

sandro

Il

vescovo di Selva Candida.

Clemente XI
Il

a'

19 novembre
dell'ordine

17 19

Io cre cardinale

de' preti.

re

di

Francia Luigi
e
colle

XV
sue

n'ebbe gran piacere,

Quest'ultimo nel 1067, in un al cardinal Minuto, gli affid la lega^ zione di Milano, per sradicarvi la simonia e l'eresia de'nicolaiti, e per comporvi le gravi discordie e turbolenze ch'erano tra
il

impose la cardinalizia, nominandolo


g'

mani

berretta
in tal cir-

clero

il

popolo assai

rilassato

ne' costumi.
la

costanza

alla

ricca

abbazia

di

s.

Tutto
za
savi

si

ottenne merc

prudendallo

.Stefano di

Gaen. Per passati

ap-

destrezza usata, pubblicando


e prudenti statuti,

pena due anni, mori in Pieims nel 1721 d'anni sessantatre, ed ebbe
^j)oltura in quella metropolitana.

che

storico

Arnolfo

furono

riprodotti

MAINA,
le
di

Hippola. Sede vescoviGrecia, nel Peloponneso, prodi

vincia

Laconia,

nel

paese dei

con questo titolo: Constitationes quas legats sadis apostolicae medio' lanensibus observandas praescripserunt. Inoltre Stefano X od Alessandro
Il

niainoli in Morea, sotto la metropoli


di

lo

deput

alla legazione di

Corinto, o

come

jiianvlle sufFraganea di
sia

GomMonemba
dice
eretta nel

Costantinopoli, insieme con Desiderio e Stefano

cardinali

affine

di

o Napoli di Malvasia,
secolo
di
,

IX

al

presente
Si

Brazzo
ctrutiiy

Maina.

succeduto all'antica

chiamata abbia LeucUa o Leucrede


la

procurare l'unione della chiesa greca colla latina, la quale per non

ebbe

effetto.

Ricolmo
pii

di

buone e

sante operazioni mori nel 1072, e

famosa per

sconfitta

dei

fu lodato da
dinaie.

scrittori.

lacedemoni, falla da Epaminonda. !Ne furono vescovi riainerio fate

MAlNARDOoGHERARDO, CWMaiuardo a Gherardo


frau-

MAt
abbate cistcrciense di Pontigny, uomo grande ed erudito in
cjese,

MAI
dipoi che ad occuparsi degli
cizi

27
eserdella

della

contemplazione

tutte le scienze, e assai

destro nel

penitenza. Tuttavia fu obbligato,


rstat^za
cia,

ad
alla

trattare e condurre
gii affari
si

buon

esito

di

Ugo Capeto

re di Fran-

in

vantaggio delia Cliesa,

d'

imprendere un viaggio

rese talmente grato e accetto al

bre

Papa Clemente Ilf, die nei settemio cre cartlinaie e veI 188
cliiesa

badia di s. Dionigi presso a Parigi, per mettervi una riforma ; ma

cammin facendo cadde malato

scovo di Paiestrina,

da

lui

occupata prima del pontificato. Mostesso, a' 19 maggio, r nell'anno

come

scrive

il

Petrini nelle

Meni.

mor agli 1 1 di maggio del gg4 nel monastero di Souvign, venendo seppellito nella chiesa di s. Pietro. Il re Ugo Capeto ne onor i
funerali della sua presenza, e fece

Preiiesline.

MAIOLO
JVato in
glia

(s.),

abbate di
di

Cium.
famii

Avignone
l'anno
si

nobile

verso

go6,
a

perduti

suoi genitori

trasfer

Macon

doni al suo sepolcro, sul quavenne innalzato un altare. S. Maiolo nominato a dello giorno nel martirologio romano.
ricchi
le

ove

vescovo Bernone gli die la tonsura e lo fece canonico della


il

MAIORICO
frica,

(s.),

martire
secolo.

in

A-

sotto
la

Unnerico re de' vandali,

cattedrale.

Si rec poscia
filosofia,

Lione

verso

fine del

Dopo
ma-

per istudiarvi
a
i*e

e ritornalo
fu con-

essere slato testimonio della crudele


flagellazione di
s.

Macon
alla
la

diedesi con

grande ardogli

Dionisia sua

teologia, quindi

ferita

dignit d'arcidiacono. Ri-

masto vacante l'arcivescovato di Bcsanzone, Maiolo fu eletto ad occuparlo


lo,
;

e con costanza le piti inumane torture, dando la vita per la lede. Esso onoesortazioni

dre, fortificato dalie

dall'esempio di

lei.

sofferse

ma

egli

ricus d'accettar-

ralo nel martirologio

si

ritir

a
il

Cluni, ove

fece

dicembre, insieme con

romano a' 6 sua madre

professione circa
belle qualit

g4^- P^^'

'^

^"^
lo

l'abbate

Aimardo

ed altri invitti confessori di Cristo che furono compagni del loro martirio

nomin
cessore.

bibliotecario

ed apocrisa-

in quella persecuzione.

rio, e nel

g48

lo

design suo suc-

MAIRONI
do,

MARIONI
di

Gheraral-

Fino al g65, in cui mori l'abbate Aimardo, govern Maiolo


l'abbazia

Cardinale. Gherardo Maironi o

Marioni nobile
tri

Gubbio, che
III

come
le

coadiutore,

acqui-

dissero della famiglia Crescenzi,

standosi per
cit
i

sue
il

virti

e
di

capatutti

nel

ii5o

fu da

Eugenio

creadi
s.

la

stima e

rispetto

to cardinale prete del titolo

principi del suo tempo.


il

L'impe-

ratore Ottone

Grande metteva
generale

in lui tutta la confidenza, e gli die-

de
tutti

una
i

ispezione

sopra
;

Monte Celio, indi legato in Germania per la causa di Guitniaro arcivescovo di Magdeburgo, donde per senza nulla conStefano al

monasteri de* suoi

stati

ne

cludere

fu

costretto

ritornare

in

minor credito godette presso


tone
fra
II,

l'im-

Roma,
II 57,
elezioni

ma
dopo
di
s.

nel

viaggio

mor nel
di

peratrice Adelaide e suo figlio Ot-

essere intervenuto alle

loro.

diutore

che riusc di riconciliare Nel ggi si scelse a coas. Odilone, e non pens

Anastasio

IV e

A-

driano IV.

MAIROSIO

Raimondo, Cardinal

28
l(f.

MA

MAJ
di

Raimondo Mairosio

Avilha-

osservabili

sono quelle

di

Pollenza

o Amilhano, diocesi di Rodez eccellente dottore in in Francia , jus, merit di essere promosso nel
110
j

Alcudia, e quella di Palma, Quest'isola attraversata dal norde di


est al

sud-ovest da una catena assai

4^4
s.

di

Martino V al vescovato Papoul, da cui nell'anno aptla

alta di

montagne: non ha
di

corso d'acqua considerabile,

ma

nessun ab-

presso fu trasferito a quello di Cliar-

bonda
vario

sorgenti, che vi
il

formano

medesimo Papa maggio o giugno 14^6 creato


lics
,

dal

nel
car-

linale

prete del titolo di

s.

sede, dignit che pot godere

Prasap-

clima generalmente per dolce e sano. Trovansi molti raaimi di co,

un'infinit di ruscelli;

pena un anno, morendo


nel

in

Roma
titola-

i4^7' La detta
in

chiesa

lori diversi, e le montagne rinchiudono oro ed argento. Quasi tutto il commercio si fa a Palma che

re ne accolse le spoglie, che furono


riposte

n'

il

capoluogo, Si crede

una

tomba,

sopra cui

quest' isola cominciasse


fosse

che in o praticata
fabe
di altre

leggesi breve epitaffio,

do
sto.

erasi

che vivenda s medesimo compo(s.

per qualche
di

tempo quella

bricazione

stoviglie

opere figuline verniciate,


),

che ab-

MAIXENT

Maxenlum o

bracciata
nei secoli

coltivata

dagl' italiani

Sanctus Maxeiilius. Citt di Frandipartimento delle due Sevre, capoluogo di due cantoni, sul pendio di una collina, presso la riva destra della Sevre
cia del Poitou, nel
JViortese,

XV

XVI,

fu poi cono-

sciuta specialmente in
di)y

Faenza (Ve-

seppure
di

rigine, e nei dintorni, sotto

me

veramente ebbe o-? il nomaiolica o anche di terra


ivi

circondata di ameni
diocesi di Poitiers.
s.

pas-

invetriata, tratto essendosi secondo


il primo nome da quest'isola medesima, donde forse se n'era portato il gusto e il metodo di composizione in Italia. Si dice che in Faenza s incominci a fabbricare la maiolica nel 1299, e dal suo nome fu chiamata Fayence. Maiorca contiene due citt principali e trentadue villaggi. Evvi una universit reale, un tempo chiamata

seggi, nella

Deve

alcuni

la sua origine a

senzio, cbe al

Maixent o Mastempo del re Clo-

1 abitava un romitaggio nel luogo che occupa presentemente. Vi si form un'abbazia di benedettini nel 5o7, che popolossi rapidamente; ma nel 1082 molto

doveo

soffr

da
di

un
vi

incendio

guerre
JVel

religione e della
fu

durante le Vandea.
concilio

1075

tenuto

un

Luliana,d^\ celebre Raimondo Lullo


cbe quivi nacque. Clemente
costituzione
aprile

contro Berengario, nel pontilcalo di s. Gregorio VII e regnando Filippo


.

colla
1

Exponi

nobis,

de'

1.

Labb
cui

t.

X; Arduino

t.

VJ.

MAJORCA
il

(31(t/oricai).

\ escoo Insula
delle

vato
7in

vescovo risiede a Pal-

i^Vedi).

Majorca
la
pii

Majorica
^

Mallorca,

Balearis

major

major,
isole
l'est

come

grande
cui

Raleari, nel Mediterraneo, al-

della

Spagna da

dipende,
baie

1673, presso il Bull. Roni, VII, p. 127, commise al vescot. vo di Majorca la facolt di erigere un'altra imiversit con diversi privilegi. Vi pure una societ economica con scuola di matematica, molle biblioteche e diverse stamperie. Le chiese, i monasteri ed i
conventi, rinchiudono molti quadri

piovincia di Palma.

Le

pi

MAJ
dei grandi maestri delle scuole italiana, francese,

zioni arabe.

29 Giacomo o Jayme I
all'assalto della ca,

MA J

gnuola.
nerale

maiorchini

una tinta olivastra, assai allegri, buoni marinai, buoni soldati, umani ed
piccoli,
di
ospitalieri.
Il

fiamminga sono ben fatti,

e
in

spa-

fn

il

primo che
dell' isola

ge-

pitale

montando

sulle

linguaggio

piti

usato

muraglie s* impadron della piazza. re Giacomo II secondogenito del fratello del re Pietro o Jayme I HI, cio Giacomo I, nel 1276 alla
,

il

catalano,

mescolato con l'arala

bo, o a meglio dire

lingua pro-

morte del padre, ed i suoi discendenti furono dichiarali sovrani e re di


Majorica e delle isole Baleari, ma feudatari della corona d'Aragona quando il re di Francia entr in
:

venzale; imitando nelle vestimenla


i

costumi greci.
alla
,

cartaginesi

per
vi

conquistare

le isole

Baleari, mossero
fenicia
di

guerra
"

colonia

che

Catalogna per
glione,

la

parte
1

del

Rossi,

stanziava
gliere
ivi

e
le

divisarono

racco-

Giacomo

re di Majorca
si
il

loro forze per gittarsi

fratello di Pietro ITI,

vide

im-

nella penisola ispanica.


II

potente a contrastargli
Cecilio

passaggio,

console

Quinto

Memancolo-

per cui
e
gli

si

un poscia
in cui
il

ai francesi nel
111,

tello

di

Palma

fond in questa isola e di PoUenza, e

le citt

1285, anno

mor Pietro
Alfonso

vi

successe

figlio

111.

d cinquemila romani come


rateria

nia; coi pretesto di spegnere la pi,

mo

cerc

di

guarentire

con

Questi disgustato dello zio GiacoI re di Majorca per la sua defezione, lo spogli del regno; quindi pass da Majorca ad Iviza e se ne impossess mor poi nel 1291, e la corona d'Aragona pass al suo fratello Giacomo o Jayme II che
:

dominio della Spagna, e le aggreg alla provincia Tarragonese. Quindi le flotte e gli eserciti romani mossero sovente da
quelle
il

quelle stazioni a

danno

degl' iberi

era re
stanza

di

Sicilia

e
re

figlio

di

non meno che

de' gaulesi, traendo

figlia
I

del

Manfredi

Coa

proftto dalla vantaggiosa posizione.

Giacomo

re di Majorca
il

successe

La

vandalica invasione cagion alle


il

Sancio, ed a questi

nipote Giafiglio
li

Baleari

primo mutamento
il

poli-

como
del

II.

Intanto

tico verso

secolo, nella decai

re di Majorca

Giacomo Giacomo

denza furono

dell'

impero,

quali barbari
alle

suo primogenito profess nell'ordi-

costretti

cedere
al

armi
il

de' saraceni, ond'ebbe origine

re-

ne di s. Francesco verso il 1299: Sancia moglie del re di Napoli Roberto era sua sorella.
di

gno moro po il giro


ni

di

Majorca,

quale do-

Altro figlio
entr
istituire

di pi secoli,
i

menarono
i

Giacomo
terzo

II,

cio Filippo,

ripetuti colpi

pisani ed

cristia-

nel

ordine;

voleva

gonesi
sotto
il

monarchi ed i

di

Spagna.
I

Gli
nel

ara-

castigliani

1229
III
le

Giacomo

re d'Aragona, ed

ma non gli fu perQuanto a Giacomo visse e mor santamente nel i3o4} onde
una riforma,
messo.
gli

nipote di questi

Alfonso
in

scrittori dell'ordine gli

tolsero per

sempre

un

alle ailre

titolo di

beato.

Mor

il

re

danno il d'Arail

isole Baleari ai saraceni , restando quindi in poi in potere degli spa-

gona nel 1827 ed occup


Alfonso

trono
pri-

IV

di lui figlio;

morendo
il

gnuoli, trovandosi ancora molte antichit

questi nel

romane,

ed

alcune

iscri-

1 336, gli successe mogenito Pietro IV.

3o
Nell'anno
1

MAJ
3^4 Oiaconio
o
legf^i

MAJ
II

or-

il

Rossiglione

la

din
cie

in
eli

lingua provenzale una specodice


palatine
,

seguito in Rossiglione,
in

Cerdagna. Innon essendo


T infelice
cogtiato a
al

grado

di

difendersi,
si

per
li

i'

interna

polizia

del suo pa-

Giacomo IV
discrezione,
di

rese

lazzo; con
voile

questo
regolare
tutti

codice

Giacomo minutamente
individui

onde venne spogliato


dipoi fece
intitilrnente
il

tutto,

doveri di
detti
al

gli

ad-

de' tentativi

per
storici

ricuperare
poi

re-

suo servigio. Gli


III
,

succes-

gno.

Altri

racc<Mitano

se

Giacomo
figlia in

il

quale
Pietro

diede

sua

moglie a

IV,

questi la sorella al di lui figlio Giacomo IV detto da alciini V: tutta volta Pietro IV volle impadronirsi delle Baleari e del regno di
JNJajorca.
I

che quando Pietro IV fece prigione Giacomo IV, lo lece rindiiudere in una gabbia di feriH3 dove
pass tredici anni
deli
lo
;

quindi

suoi

fe-

servi

avendo
nel

uccise le guardie

liberarono
si

i362.

Giacomo
le
ci>iiiee

Il

Papa Clemente VI
i

nel

IV
va

rec io Francia dove speia-

342

si

affatic per pacificare


s|>ed

due

di

ricuperare alnieno

16, a* quali

legato

il

cardinal

della

Cerdagna e
I

del

Bossi^lioue;
la

Andrea di Firenze; ma essendo morto in Perpignano, il Pontefice


lumin legato il cardinal Bertrando d'Alby, che ottenne una tregua.

n)a invece gli fu olferto


di

mano
iVapoli
,

Giovanna
restata

regina

di

famosa per
lezza,

le

sue avventure e bel-

vedova
marito.

in quell'anno

and guari che riusc nei 1343 a Pietro IV non solo di spogliar del regno Giacomo III, ma
I*er
noji

del secondo
la

Giacomo IV
titolo di

spos contentandosi del


di Calabria, e
si

duca
re.

di

farlo,

secondo alcuni, pure


Questi
ricorse
,

suo
pa-

Ma

senti

non di quello di ben presto umiliail

prigioniero.
trocinio di

al
il

to,

e conobbe ch'era
il

suddito, e

Clemente VI

quale

sovente
rie

testimonio delle galantemesi.

pose in opera ogni promessa, massime nel i3^5 perch fusse liberato e reintegrato, ma per allora
senza
pili
effetto.

di sua moglie, che dicesi lo tesei

nesse carcerato per

Pass

Giacomo IV
che invece
tezza

in

Castiglia a chiedeil

Avendo Giacomo
di

III

re soccorso al re Pietro
lo rinchiuse

Crudele,
for-

volte tentato invano


i

ricu-

nella

perare

suoi dominii, fu

ucciso ai

di Burgos, e pel suo riscatto

tre faceva

23 ottobre i349 '"^ battaglia, men* uno sbarco in Majorca, e suo figlio Giacomo IV che combatteva
a'

ricevette
fiorini.

da Giovanna I settantamila Raddoppiando le sventure


il

in

Giacomo IV

coraggio, ricon-

suoi

fianchi
fatto

fu

grave-

quist nel

mente

ferito

prigioniero

narrano che Pietro IV "volendo spogliare d cognato de' suoi stati, cio di Majorca e del Rossiglione, per pretesto di guerra gli fece rapire la moglie, e poi se ne impadron quasi seaza combattere ; gli prese Majorca, e siccome feudatario lo dichiar piivo del regno e di tutte le sue possessioni, compreso
Altri storici

iSyi la Cerdagna e il Rossiglione, e mentre procurava far dei tentativi sull'Aragona, mori in
Soria nel gennaio
in

i375.

D'allora

riguardarono le Baleari come una dipendenza della corona aragonese, n pi vennero complessivamente sottratte al dominio
poi
si

spagnuolo, salvo qualche particolare aggressione a taluna di esse nelle

guerresche vicende. JNella nuova

MAJ
ammiuislraliva divisione della Spagna, dalla metropoli ha desunto
l'intero Arcipelago l'intitolazioue di

MAJ
VI.

3r

Questo Papa nel 1496 promosse al vescovato Antonio di Rocas, cancelliere del re Ferdinando

provincia di Palma.

V
fu

e della regina Isabella nel

I.

Giulio

La

religione cristiana

predila

cata in Majorca ed in tutta

Spanella
la

gna contemporaneamente. Quando

i5io fece vescovo Lorenzo Campeggi bolognese, che Leone X nel i5i7 cre cardinale. Nel 558
Il
1

Giacomo
citt di

nel

1229 entr
vi fece

Palma,

celebrare

santa messa in una moschea, ch'


in oggi
la chiesa

parrocchiale di

s.

Arnedo, cappellano del re Filippo U, e visitatore generale del regno di Spagna. Simone Bansa domenicano era
provinciale di Terrasanta,
fu
eletto

divenne vescovo Diego di

Michele.

La

sede vescovile di

Ma-

quando

jorca ebbe origine nel


fatta suiTraganea della

VI

secolo, e

metropoli di
tuttora.
il

Valenza, come

lo

Nel
ve-

i23o Gregorio IX
in
si

ristabil

scovato colla residenza del vescovo

Palma. La chiesa
oppose,
il

di Barcellona

ma

fu fatto

un accordo
la priil

1607. Nei 1642 lo fu Tommaso de Roca Mora generale de' domenicani. Nel l'jSo Benedetto XIV preconizz vescovo Lorenzo Despuig di Palma, cappellano d'onore di d. Filippo di Borbone. Pio VI a* 3o aprile 1782
nel eresse in sede vescovile
Iviza

vescovo

che

ma

d'Aragona avrebbe nomina del vescovo, ed


re

ca-

apparteneva
ca, e
la

alla

diocesi di

pitolo di

Barcellona
di

le

seguenti.

bolla

IntffahUis

che MajorDei beBull,

primo vescovo

mondo
nel

Majorca fu BaiTorcila domenicano, eletto


:

nigaitas, viene riportata

nel
p.

1240

incominci
di

la

fabbrica
,

Rom. Continuatio Lo stesso Papa a'


istitu

t.

VI,

49'-

2 3 luglio

1795

della cattedrale

Palma

fond

la

sede vescovile di xMinori-

diversi benefizi, e

mori nel giugno

ca,
la

del
si

1266. Fra i di lui successori contano molti prelati distinti per


per zelo e per dottrina, colo

dismembrandola da Majorca colbolla Ineffabilis Dei benignitas

piet,

super universam terram, presso il IX, p. 542 dello stesso Bull. t.

me
di

furono nel

3o4 Guglielmo

Gi Pio VI
Nadal
ca, cui

Villanova , nel i3i8 Guido Tremen o Terrena generale dei


,

nel 1794 avea nominato vescovo di Majorca Bernardo


di

Soller diocesi di

Major-

carmelitani

e Pietro de

Cima
col

fran-

successero,

nel 18 19 Pietro

cescano nel

iByy. Egidio Sanchez


nel

de
di

Mugnoz

i425 fu

nome
XII
1

Clemente Vili dato


alTantipapa
il

in

succes;

sore

Benedetto

rinunzi

6 luglio 1429, onde in premio Martino V lo fece vescovo di Majorpseudo- pontifica lo


a' 2

ca.

Nel 144? divenne vescovo Giovanni Garcia domenicano. Innocenzo Vili nel 1490 dichiar amministratore di Majorca il cardinal Roderico Borgia, che nel 1492 lo successe col nome di Alessandro

Gonzalez Valleso di Soto diocesi di Calahorra, preconizzato da Pio VII; ed Antonio Perez de Trias della villa di Valdeobbas diocesi di Cuenca, per dimissione del predecessore, dichiaralo vescovo da Leone XII nel concistoro de' 27 giugno 1825.

La

cattedrale esistente in
edifzio di

Palma

un

magnifica struttu-

ra, e sacra

all'Assunzione di Maria
si

Vergine

in cielo. 11 capitolo

com-

pone di

sci dignit^ la

maggiore delie

32
quali

MAJ
l'arci diacono,

MAJ
di

venlidiie

tri

avversari al concilio

Calce-

canonici colle prebende

del

teolo-

donia.

Majuma porto d'Ascalona


e

era
II,

go e

del

penitenziere,
,

di cento
altri

da
p.

questa poco distante

quasi
t.

qnnrantasei beneficiati

oltre

un'altra citt.

Orms

christ,

preti e chierici addetti all'iiftziatura.


JNella

602.

cattedrale vi

il

batti,

MAJUMA
scovile della
il

steri

e molte sacre
la

reliquie

es-

DI GAZA. Sede veprima Palestina, sotto

sendo aflldata
cari.

cura d'anime della


visi

parrocchia a quattro sacerdoti

Prima

il

capitolo

compone-

di Gerusalemme e metropoli di Cesarea, eretta nel secolo V, dopo che la religione cri-

patriarcato

la

va di cinque dignit, quattro preposti,

stiana vi
l'

ventiquattro canonici, e trealtri

cento

benefizi

ecclesiastici.

Il

palazzo

vescovile

poco distante
la

fu stabilita a' tempi delimperatore Costantino, che l'eresse in citt e le diede il nome di Constantia, da Costanzo suo figlio.

dalla cattedrale.
le

Oltre

cattedra-

Sotto
fu
la

il

medesimo arcivescovato
eretta nel
il

vi

nella citt vi sono altre sei chiecol

sede di Salton Constantiani'

se parrocchiali
le,

fonte battesima-

ces,

ma

XII

secolo.

Mave-

tra

le

quali

quella di

le,

antica

moschea, di

Micheleggera ed
s.

juma
scovi,

era

porto di Gaza, da essa


stadi.

lunge venti

Ne furono

ardila architettura; tredici conventi


di religiosi, undici monasteri di

nache, e diverse
diocesi

confraternite.

moLa

Zenone di cui il martirologio romano fa menzione a' 18 settembre ed a'26 dicembre; fior nel IV ed
al principio del

rocchie.

ampia, ed ha sessanta parOgni nuovo vescovo tasfiorini

V
di

secolo, e

visse

quasi cent'anni; Paoliano assistette


al

salo ne' libri della cancelleria apostolica in


i

primo

concilio d'Efeso nel

^3i;

1200, ascendendo
circa

Paolo partigiano

frutti

della

mensa a
la

22,000
va-

scudi romani, gravati di alcune pensioni.

Attualmente

sede

Dioscoro sottoscrisse alla deposizione di s. Flaviano nel 449 ^^ brigandaggio d Efeso; Procopio sottoscrisse la lettera sinodale di Giovanni
patriardi

cante.

MAJORITI
retici
jor,

o MAJORISTI. Ecos nominati da Giorgio Ma-^


de' discepoli di

ca

Gerusalemme, a Giovanni
Costantinopoli

patriarca di

contro

uno
i

Lutero,

quali erroneamente sostenevano che

Severo Monofisita nel 5 18; e Cosimo, al quale s. Giovanni Damasceno dedic


dialettica,
il

anco
salvi

fanciulli

non potevano

essere

suo

trattato

della

senza buone opere.

MAJUMA D'ASCALONA.
vescovile della

Sede prima Palestina, sot-

sedeva alla met dell'ottavo secolo. Oriens christ. t. II, p.

622.

to

il

patriarcato di

Gerusalemme
,

M AKLESFEILD o MARSFELD
Guglielmo,
Maklesfeild

e la metropoli di
nel

Cesarea
lo

eretta

secolo,

forse

stesso

che

Cardinale. Guglielmo o Marsfeld nacque di

Anledona o Daron (Vedi). Stefano suo vescovo nel 5 8 sottoscrisse


1

nobilissimo lignaggio inglese inCantorbery o Conventry, nella contea


di

la

lettera

sinodale di Giovanni pa-

Warwick. Fece
Oxford,

suoi studi a

Pa-

triarca di
ni
la

Gerusalemme,

Giovan,

rigi,

e fu addottorato nell'universi-

patriarca di Costantinopoli

per
al-

t di

dove fu

professore

condanna di Severo e degli

per molto tempo con

successo,

MAL
col
tosi

MAL
Je
,

33

nome

di

dottore inclito. Vesti-

romano, a'2r mnr70 11 88 meessere creato cardinale dia-

distinse

de' domenicani si non meno per la prudenza e santit di vita, ehe nelle fatleir alito

rit di

cono

da

Clemente
gli

111,
la

che

per
di
s.

diaconia

confer

chiesa nel
111
,

colt leologiclie e filosolche, essen-

Teodoro. Intervenne
comizi di
toscritto

do

stalo

tmo
s.

de' pi abili e zelanti

Celestino

1191 ai e mori

discepoli di

Tommaso

d'Aquino,

nel suo pontificato,

Enrico di Gand Guglielmo de la Mare. Benedetto XI a' 8 dicembre i3o3


ch'egli difese contro

dopo aver sotalcune sue bolle, come di


III.

e contro

Clemente
Latino,
pani.

MALABRANCA FRANGIPANI
Cardinale.

lo cre cardinale prete, e gli confer


il

V.

FrangiCitt

titolo

di

s.

Sabina, rima-

nendo incerto se morisse prima o poco dopo ricevuta la notizia di


sua

MALACCA
con
la

(Malacen).

residenza

vescovile dell' Indie


del-

promozione,

in

Lovanio, ov-

orientali, sulla costa sud-ovest

vero in Londra ov'ebbe sepoltura. Altri dicono in Lovanio e tumulato nella chiesa de'
dine.
frati del
:

penisola del suo

se di Malacca, a

nome, nel pae3oo leghe sud da


di

suo or-

Siam
l'

sullo stretto

Malacca,

al-

Abbiamo di lui Postillae in sacram Bibliam. In evangeliiwi de


virginibus.

imboccatura d'una piccola riviera che in parte la cinge. Essa appartiene


agi'
inglesi.

Quaesliones

de angelis.

Ha due
da un

sobforte

Quaesliones ordinariae contra Henandavo in quibus imriciim de

borghi, ed

difesa

pugnai
uni tate
tone

s.

Thomani
s.

de

Acjuinoj

contra corruploreni

fonnarum.
staluum.

De

Thomae. De compara-

Orationes
o

ad

de-

ove risiede il governatore; le strade sono la maggior parte larghe e belle, e molte case vedonsi fabbri una buona cate in pietra. Vi rada pei grossi navigli, ed il piccolo porto che offre la riviera

rum. Varia probleniata.

non
Al
atti-

MALABARI
Cristiani

MALABARICI
s.

accessibile
il

che

ai

battelli.

malabari o cristiani di
tratta,

presente
navigli

commercio meno
europei preferiscono

Tommaso. Se ne
Malabar,
all'

in

un

al

vo che un tempo, dappoich molti l'i-

articolo

Indie
del

OrienDizio-

tali, nel voi.

XXXIV
alle
p.

sola del

principe

di

Galles,

ove
arti-

nario ^ massime

i85, 192,

trovano
coli

maggior
e

variet di
Il

200, e principalmente a p. 201, 202, 2o3, 204, 2o5, pi 208.


Sulla disputa de'riti malabarici,
si

di

asportazione.

clima a-

meno

salubre;
cinesi,
i

conta
malesi,
e gli

pi

di
gli

dodicimila abitanti,
europei,
i
i
i

compresi
i

possono vedere

le p. 2 1 o e seg. 212, 21 3, 23o_, 236. Del paese del Malabar, suo vicariato apostolico chiamato pure di Verapoli, possono leggere le p. 240, 241, si 242, 243 e 260.
,

mori,

persiani,

bengalesi

armelibera-

ni,

quali tutti
il

professano
I

mente
sono
cura.

loro culto.

dintorni,

interrotti

da

colline

fertili,

ma

coltivati

da valli, con poca

MALABARICI RITL
LABARI.

F.

Ma-

La

penisola

di Malacca, se-

condo
Giovanni, CarMalabranca nobiro

alcuni, la Chersoneso d'o-

MALA BRANCA
dinale. Giovanni

degli

antichi

e fu per lungo
al

tempo interamente soggetta


3

re-

VOL. XLII.

34
di

MAL
co
i

MAL
fedeli.
i

Siam, al qiinle pit non gno limane die la provincia tli Ligor. La citt di Malacca i fondata nel

Tullavolla ebbe questa


vesi;ovi sino
ai

<hiesa
giorni.

suoi

nostri

Nelle
si

annuali
vescovo

Notizie di

1252 da un principe malese,


fu

clic

Roma
nel

legge che Benedetto


^ece

XIV

scacciato

dai

suoi stati
I
s'

da un

174^

di

Malacca

to

sovrano di Java. Aibuqueique,


nel

porlogliesi sot-

impadronirono
ed essa
dista-

della citt

i5ii,

de Bnlhoens domenifr. Michele cano, nato in Aveiro diocesi di Coimbra; per sua morte, lo slesso

>enne uno
mercio nei
die.

de' loro

principali

bilimenti, e la chiave del loro

com-

Papa nel 1748 preconizz vescovo fr. Gerardo da s. Giuseppe domenicano, di Cacilchos diocesi di Lisbona. Pio VI nell'anno 1782

mari
gli

al

di

dell'In-

Nel

i6o5

olandesi col soc-

corso del sovrano d'ihor, assediarono Malacca, ma furono allora costretti di rinunziare alla impresa ; per nel 1641 se ne resero padroni,

nomin vescovo
la

fr.

Alessandro del*

Sacra Famiglia minore osservan-

riformato, di Fyal diocesi di Angra, che poscia traslat alla chiete

dopo un assedio
Gli inglesi
la

di

pi di

sa

di

Angola.

Dopo

lunga

sede

cinque mesi, e dopo una resistenza


ostinata.

vacante Pio VII nel


r vescovo

i8o4

dichia-

tolsero lo-

ro

nel

1795,
la

ma

la

colonia del-

l'isola del

principe di Galles ne di-

fr. Francesco da s. Damaso Guimaracs, minore osservante di Guimaraes diocesi di Braga:

minu molto
la
ai

sua importanza; al-

forse
stalo

pace

del

181 4
i

la

restituirono

Paesi-Bassi,

quali la cedettero

all'Inghilterra nel

1823.
orientale alla
s.

mor nel 1818, non essendo pi nominato, ed ancora la sede vacante. La cattedrale dedicata all'Aimunziazione della Bea*
ta Vergine.

Convertita

l'India

cattolica fede dal gesuita

Francesco

Nella

proposizione

concistoriale

Saverio, e propagata dai suoi

comil

dell'ultimo vescovo,
lo di
t
Ile

ecco

lo

stacit,

pagni

successoli

correligiosi,

questo vescovato.
vi

Nella

Pontefice

Paolo

IV ad

istanza di

non
vi

era

pi
il

cattedrale

Giovanni HI re di Portogallo eresse Malacca in sede vescovile, dichiarandola suffraganea della metropoli di
tora,
lenti j
cesi

risiedeva pi

vescovo, che

in

vece risiedeva
al

neh' isola

Timor

appartenente
trenta
giorni.

Portogallo e di-

Goa,

della
la

quale tut-

stante dalla citt di

Malacca circa

mediante
fu

bolla

Pro excelpenisola

Neil' isola eravi


il

una
e coi

de'4 lebbraio
costituita

iSSy. La diodalla
alla

chiesa
i

dove

vescovo celebrava
co' suoi

divini

uffizi

preti

del suo

nome

fino

Cina, per

missionari, con

un
eravi

solo

panoco. In
sola chie-

coadiuvare l'ordinario di Goa. Eb-

Malacca
sa

poi

una

be il suo capitolo, ed religiosi domenicani e gesuiti erano coai

parrocchiale

con fonte battesi-

male, fuori

cio della citt, essen-

diutori nell'esercizio dello spirituale

ministero,

fiorendovi

la

religio-

ne.

Ma

occupala dagli olandesi nel

done parroco un domenicano. Amplissima era la diocesi, comprendendo parte del regno di Peg, e pi
isole, fra
le

1641, distrutto e disperso il clero, morto il vescovo ne intesero iin gravissimo inevitabile danno an,

quali

quelle di Solor

e Timor.
libri

Ogni nuovo vescovo nei delia camera apostolica era

MAL
tassato di
crociati

MAL
,

35
arcivescovo di

333
si

fiorini

con 2,000
rendita pel

MALACHIA
Armagli.
citt,
si
,

(s.),

portoghesi

di

Nacque

nella

medesima
disciplina

pagavano dal regio erario, e corrispondenti a mille scudi romani. Noteremo che Timor una grande isola nella parvescovo, che
te

da

genitori illustri e virtuo-

e fu

posto sotto
Egli

la

di

maestri commendevoli per la lo-

ro piet.

era dolce,
la

umile,
la

orientale

dell'Arcipelago

della

modesto; ammiravasi
peranza,
il

sua

Sondci, tra l'oceano

Indiano
e vi
la
si

ed

il

suo amore per


il

temmor-

mare

delle Molucche,

racIl

tificazione,

coglie in

abbondanza
diviso

cera.

da
che

tuttoci

suo allontanamento che suol essere di

dominio
e
i

tra gli
i

olandesi

trastullo

nell'infanzia, per
tutti
i

modo

portoghesi,

avendo
ed

primi
a

la

superava

condiscepoli

sede del governo nel porto di Concordia


i

pei progressi suoi, e per virtii anda'va innanzi


stri.

di

Cupang
Il

Dielly

anche

agli

stessi

maeintiesi

paganesimo la religione di Timor, sebbene la maggior parte e principi pretendono


secondi.
i

Risoluto

di consacrarsi

ramente

al servigio del
la

Signore,

pose sotto

condotta d' Imario,


vita

di essere cristiani.

che menava

da rinchiuso ia

La nomina
ritto

del vescovo, per di-

di

fondazione, fu concessa da

una celletta vicina alla chiesa di Armagh, e ch'era in gran concetto


di
santit.

Paolo
iiim.

IV

a Sebastiano re di Por-

In

et di

venticinque

togallo e successori,

ma
la
il

infra an-

Siccome per
e questo

vastit della

anni fu ordinato sacerdote, e Tarcivescovo Celso lo elesse suo vicario a


al

diocesi fu fondato

vescovato di

predicare la parola di

Dio
abusi

Coccino

non

bastando,

suo popolo, e

lo incaric di agli

neppur quello di Meliapor, Innocenzo XII nomin de' vicari apostoliei,

doperarsi
invecchiati
la

ad estirpare che aveano


della

sfigurato

ad onta
gli

delle pretensioni del


il

faccia

chiesa

d'Irlanda,

vescovo di Malacca, per cui

Pafece
Il

pa

dilesse

un breve, come
di

all'arcivescovo

Goa

(Fedi).
col

Malachia esegui la commissione imbuon successo pari postagli con al suo zelo; fece vari regolamenti
per l'osservanza della disciplina ecclesiastica;
ristabil in tutte le chiel'offizio

Papa
per
la

Gregorio

XVI

breve
i838,
vica-

Multapraeclain de 1^
diani
riati

Siglile

salute spirituale de'popoli in-

se della diocesi

canonicale;

avendo
apostolici

eretto
,

alcuni

inculc la fiequenza de'sacrament,

provvisoriamente

e pose anche ordine perch


tri

ma-

trasse

dalla

giurisdizione di

Goa

moni

fossero

celebrati

secondo

la diocesi di Malacca, e provvisoriamente l'affid al vicario apo-

le

regole

della
di

Chiesa.

Temendo
versato

nullaraeno

non

essere

monsignor Paolo Courvezy, vescovo di Bidua m partibus. Delstolico


la

abbastanza nella cognizione de'sacri canoni, onde eseguire il disegno


della

penisola di

Malacca, e del
di

vi-

riforma che gi

avea conce-

cariato

Siam, o sia di Malacca, ne parlammo ad Inapostolico

pilo riguardo alla disciplina, atten-

ne

il

permesso

di

passare qualche
di Li-

DIE ORIENTALI, nel voi.

XXXIV
alle

del
p.

anno presso Malchi vescovo


smore, che era
di santit in

Dizionaro, principalmente 25o, 25 1 e 257.

gran

concetto

e dottrina. Ritornato ia

36
patria, ristabil

MAL
l'abbazia di

MAL
Bandio
si

altri

regolamenti

assai uJili,
farli

gor, le cui rendite erano possedute

rec a

Roma

per

confer-

da un di

lui

zio,

e governolla

mare
nevasi

dal Papa,

per qualche tempo


regolarit.

con edificante
toccati
i

Appena

trenta

per
in

la

dal quale propoancora di ottenere il pallio sede d' Armagh e per mi'al-

anni fu eletto

vescovo di Connor.

tra sede metropolitana.

Trovandosi
abbazia
di

Questa

dignit,
gli
i

che

accett

per

Francia,

visit

1'

obbedienza,

cost immensi tra-

Chiaravalle,

vagli, giacch

popoli affidati alla


insozzati nei
vizi

con

s.

ove fece conoscenza Bernardo, che gli pose gianaffetto e

sua cura erano

dissimo
rivato a

venerazione.

Ar-

pi vergognosi,
ni

ne

erano

cristia-

Roma

fu

che
,

di

nome;

ma

col
di

suo
al-

Papa Innocenzo

ben accolto dal II, che conferm

zelo

e colla cooperazione
pastori che

tutto quello ch'egli aveva fallo in

cuni fervorosi

chiam
la

Irlanda, lo fece suo legalo in quell'isola,


gli

a parte di sue
superstizione

fatiche, sband

e gli

promise

il

pallio
la

ma

e* l'ignoranza,

e vi

neg
agli

assolutamente

permis-

fece rifiorire la piet.

Alcun tempresa

sione ch'egli chiedeva di consacrarsi

po

dopo

essendo

stata

esercizi

della penitenza nel-

Connor, Malachia, accompagnato da centovensaccheggiata


de' suoi
la citl di
ti

l'abbazia di Chiaravalle.

Ritornande' suoi
ivi

do
zia,

d'Italia ripass

per quest'abba-

discepoli,
vi

si

ritir
il

e vi

lasci

quattro

Munster, e

fabbric

monagover-

compagni, che dopo aver


professione

fatto

stero d'Ibrac.

Mentre
la

egli

nava

in

pace

sua

comunit,

e vi

tornarono in Irlanda fondarono il monastero di


S arrese
il

Celso arcivescovo di

Armagh ven-

Mellifont.

alle

preghiere

ne a morire, disegnando Malachia per suo successore. Esso per non


rest pacifico

che

gli

fece

re Davide di pas-

sare in Iscozia, per rendere la salute al suo


figlio

possessore

di quella

Enrico pericolo-

sede che nel

ii33, in

cui fu ri-

conosciuto solo legittimo metropo-

htano d'hlanda. Tosto ch'egli ebbe sottratto la sua chiesa dall'oppressione, e ristabilito
il

e lo guar , spruzzandolo con l'acqua benedetta. Reduce in Irlanda , ademp con


zelo e molto frutto le commissioni
di cui
il

samente

ammalato

buon

or-

Papa avealo
molti
sinodi,

incaricato,
nei

dine e

la

disciplina,

rinunzi nelle

e tennevi
fece
gli

quali

mani di Gelasio l'arcivescovato, che non avea accettato che a questa


per tornare alla sua prima sede. Egli divise in due parcondizione,
ti

vari

regolamenti a correggere

abusi.

Accrebbe

la

magnificendi

za del culto esteriore, fece ftibbri-

care a Bangor
tra, e
ri sta uro

una chiesa
la

pie-

questa diocesi; lasci


lui

Connor

al

cattedrale

di

vescovo da

stabilito,

e ritenne

Down. Sempre animato


siderio di

dal

de-

per se
bil

la

diocesi di

Down,
povera.
di

ch'era

rimettere nel suo primo


la

pi piccola e pi

Vi

sta-

splendore

chiesa d'Irlanda, deliin

una comunit
quali

canonici resi

bem

di

ripassare

Francia per

golari, ai

egli

univa per

vedervi Eugenio III ch'era venuto


in quel regno.

attendere all'orazione
tazione, per

e alla medi-

quanto

glielo

permet-

tornato a
di

Papa Ma essendo Roma prima dell' arrivo


il

tevano

suoi doveri.

Fece ezian-

Malachia

in

Francia, esso

si

re-

MAL
C(>

MAL
del

37

Ghiaia valle nell'ottobre 1148: ivi cadde ammalato, e


a

mo
sus-

santamente
S.

il

novembre
recit
il

seguente, in et di cinquantaquattro anni.

ne felice ed amena, gode di un clima dolce e sano, e di un cielo sereno ; ha al sud il mare, all'ovest una pianura deliziosa di sei
leghe
sua
cui

Bernardo

suo

d'estensione,

celebre per la

panegirico

e ne scrisse la vita, in

fecondit

straordinaria, ed al
alte

cui riferisce molti miracoli coi quali

nord ed

all' est

montagne,

le

Iddio rese
dice

pii

splendida
;

la

sua
vi-

apostolica missione
ta,
il

ma

la
il

sua

santo padre, fu

mag-

sommit talora sono coperte di neve. Malaga di forma circoun doppio muro, lare, cinta da
fortificato

giore de'suoi miracoli. S. Malachia

con una bolla di Clen)ente III o Clemente iV, nel terzo anno del suo pontificato, la quale indirizzata al capitolo generale de' cistcrciensi. La sua festa
(u

canonizzalo

da torri maestose con nove porte, e circondata da tre

sobborghi.

La

piazza

Mayor

or-

nata di una fontana di marmo di bellissima esecuzione, dedicata dalla


repubblica di
ossia

Genova

Carlo

I,

si

celebra a'3 novembre, ed ai 18


della sua traslazione

Carlo

imperatore.

Le
vi

case
so-

maggio quella

sono quasi tutte altissime, e

ad Avignone, Falsamente gli si attribuiscono le famose Profezie dei


Pontefici [Fed).

no alcuni
zione.

edifzi

degni

d' osserva-

La
ha
di

cattedrale
la

magnifica,

poich

facciala

adorna
tre

di

MALAGA
residenza

[Malaclan). Citt con


della

colonne
navale,

marmo

a colori diversi;

vescovile
di

Spagna,
ven-

r interno
coppiati a

diviso in

grandi
acsi

capoluogo
nata,

provincia, nella Gra-

sostenute

da

pilastri

dalla quale

distante

colonne

corintie; vi

tidue leghe e trent'otto da Cadice,

distingue la cappella detta dell'In-

posta
della

sul Mediterraneo in fondo profonda baia del suo nome,

carnazione, ricca di
lori

marmi

di

coscol-

variati e di

ben eseguite

all'imboccatuia

del

Guadalmedina.

pure residenza di un governatoe militare^ di

re civile

un inten-

dente di polizia, di un comandante


del

due superbi mausolei, marmo; rinchiude uno le spoglie di Giuseppe di Molina, uno de' veture, oltre di

l'uno di

alabastro, l'altro di

genio, di un luogotenente del

scovi
la

benefattori di questa

citt

re

di

un aiutante maggiore,
del

di

torre della chiesa alta pi di


piedi.

un capitano
nanze,

porto
poste
e

di

un
fi-

i5o

L'episcopio
la

di

otti-

amministratore
dogane,

principale delle

mo
e di

gusto;

dogana

spaziosa

lotterie.

un disegno
il

nobile. Si

osserva

Evvi un alcade maggiore per l'amministrazione


della
giustizia,

pure
so
il

teatro, e la bella

pubblica
eleganti

delle

passeggiata di Alameda, posta presporto,


e

giunte di sanila e di fortificazioni


e difese, e di una guarnigione che

adorna

di

edifzi,

non che decorala


de' quali

di statue

somministra
presidii

distaccamenti
di

ai
,

tre

e di fontane. Vi sono cinque ospe-

africani

Melilla

Penon

de Velez ed AIhucemas. Vi pure un deposilo di uomini condannali ad essere deportati nei pre:>idii. Questa citt, in una situazio-

due una scuochirurgia, una di la di medicina e pilotaggio una societ economica ed altri slabih menti. 11 comdali,

uno

militare,

orfanotrofi,

un

collegio,

38
mercio
,

MAL
r^uanlunque
ancora
adesso privo
considerabile,
la

INI

L
giardini con getdella olila
si

sua architettura, galleria di qui


e
vasti

delle sue relazioni coli' America ineridionnlc,

dri,
ti

e bei

d'acqua.

All'ovest

principalmente
landa,

coli' Ingliillerra,

O-

vede un magnifico ponte acquedot-

Amburgo ed
nel
di

Italia

di

poco conto
di

colla Francia.

Consiste

principalmente

Malaga

e
si

vino rinomato Ximenez : nella

chiamato Mobenemerito costruttore (che provvede la citt di acque abbonto,

oltre l'acfjuedotto

lina dal

danti),

che

servir a

passare

il

provincia vi

raccolgono
di

pi di
si

Guadaijorce, ed a condurre a
laga
col
le

MaMijis

trenta specie d'uva, con cui

fan-

acque della Sierra

di

no quasi
vino.
lo
Il

tre milioni

arrobe di
sicuro asi-

mezzo dell'acquedotto
Si

di

Chur-

porto offre
i

un

riana.

contro

forti

venti dell'est, che


i

crede che

fenicii

sieno stali

dominano
di

all'ingresso dello stretto

fondatori di

questa
della

citt,

lun^o

grande e comodo, e dopo che si pervenne a sbarazzare l'ingresso dal banco sabbioso che avrebbe finito a chiuderricevere anche lo del tutto, pu
Gibilterra;

esso

tempo prima
s Ciisto.
tri

nascita di

Ge-

Strabene, Plinio ed al-

autori ne fanno di ci menzio-

ne,
le

una ventina alto bordo


,

di

vascelli

di

linea di

e quattrocento

legni

o sia che il suolo si sollevi, o sia che il mare si ritiri, Malaga teme di rimanere un giorno senza porto. Vi si costrussero due piccoli moli , fra il gran molo in cui evvi un bel faro, e la riviera Guadalmedina, distante
mercantili;

ma

aggiungendo anzi il primo cho venne il nome dalla parola f-, nicia malacliy che vuol dire salare, perch quivi facevasi un graa salala. trattico di pesce e carne Deve essere stala molto ragguardevole sotto romani, giudicandoi

si

dagli

avanzi dei

superstiti

na.

numenti. Sopra un* altura ove sta il castello moresco vina, chiamato Gibrnlfaro,

all'est

in
si

ro-

tro-

l'uno dall'altro circa tremila tese:

varono
intere

rimasugli
di

di

capitelli
,

e
si

un
gli

castello fortificato costruito da-

colonne

marmo

che

arabi sulla punta di una rupe,


batterie
lo

e molte

difendono.

Il

(anale del porto a lumi mobili per guida de'naviganti durante la illustri notte. Tra i suoi uomini nomineremo d. Luigi Giuseppe Velasquez de Velasco, poeta ed Gli abitanti ascendono a istorico. circa 60,000, e sono attivi, industriosi, e di costumi dolci ; le donne passano per le pi avvenenti della Spagna. I dintorni di Malaga sono coperti di belle case di campagna, di ameni giardini e di

credono avere appartenuto ad uu tempio fabbricato dai romani ; scavando nel 17B9 fondamenti della dogana si scuopr un gran nui

mero
di

di

avanzi d
e

scolture,

specialmente

monumenti e una
bianco che

bella statua di
si

marmo

impeoccupa presso a poco lo stesso luogo dove sorgeva l'antica Malaca. Questa citt fu tolta e ripresa ai mori dal re Ferdinando V nel i4'^7* dopo una
prese per
quella di
ratrice.

una

La

citt

luoghi di delizia.
ti

La

casa dei con-

lunga ostinata resistenza ; e la caduta di Malaga in potere de'cristiani

di Villaleazar,

chiamata El Re-

fu

foriera

della

presa

di

tiro,

merita di essere osservata per

Granata e suo regno,

colla

quale

MAL
rimase nelle Spagne dislriilfa l'araba possanza, ch'era durata circa
vacante.
e solido

MAL
La
cattedrale,
edifizio,

39
splendido
il

sotto

titolo

700

anni.

francesi

se

ne impa-

dell'Annunziazione di Maria Vergine.


Il

18 io, e non l'abbandonarono che alla fine del 18 12. JNegii anni i8o3 e i8o4 questa

dionirono nel

capitolo
la

si

compone

di

otto
il

dignit,

prima delle
e

quali

decano, di dodici canonici colle pre-

citt
gialla,

molto

sofferse

dalla

febbre

bende
di

teologale

penitenziaria

flagello

che quivi ricompar181 3 e

altrettanti

beneficiati

chiamati

ve anche nel
attive
lo

1821
e

ma

porzionari, e di altri preti e chierici

una maggior vigilanza


rendettero
funesto.

cure pi

addetti al

divino servizio. Nelvi

allora

meno

la

cattedrale

il

fonte battesila
Il

male, essendo affidata


vescovile fu eretta nel
sotto
la le

cura delmagnifico
alla

La sede

anime

all'arciprete.

IV
sta

secolo,

dichiarata

palazzo

vescovile

prossimo
primarie

metropoli di Granata, quando quenel

cattedrale. Oltre di questa nella citt sonovi


altre
tre

1493

fu a

tal

grado

ele-

chiese

vata da Alessandro
stesso
di

VI, che nello


il

parrocchiali, tutte suffraganee della


cattedrale,
tisterio.

tempo

ripristin

vescovato

Malaga. Dipoi fu fatta suffVaganea dell'arcivescovo di Siviglia, colo


vi

munite ognuna Vi sono ancora


conventi
di

del batdiveisi
religiosi

monasteri e
e di
il

me
vi

ancora.
fu
il

Tra

suoi

vesco-

celebre cardinal

Albe;

monache, alcune confraternite, seminario con circa sessanta a-

roni, consecrato da Benedetto XIII

lunni.

La

diocesi

ma

rinunzi nel d seguente colla

tenente molti

luoghi.

ampia e conOgni nuovo


della

pensione di duemila doppie. Gli ultimi vescovi di Malaga sono segueni

vescovo
in

tassato

ne' libri

cancelleria apostolica in fioiini 2 5oo,

Emmanuele Ferrer-y-Figueredo Granata, traslatato nel 785 da Zamora dal Papa Pio VI. Vincenzo
ti.

di

proporzione alla rendita della mensa, ch' di 60,000 reali chiamali di Vellon, gravata per di pensioni.

de la Madrid di Potes diocesi di Leon, fatto vescovo da Pio VII


nel

MALAMOCCO, Mcthamaucum
o Medoacus portus. Citt vescovile un tempo, ed ora borgo del regno lombardo-veneto, provincia e
distretto di

1800

Idelfonso

Canedo

et

VigiI di

Grullos diocesi d'Oviedo,


nel
del-

da detto Papa preconizzalo 1814. Emmanuele Martinez


l'ordine
diocesi

Venezia, in un'isola al

sud, pi di due leghe distante da

de' mercedari
di

di

Caldas

Venezia,

alla

met
le

di

una lunga
e tut-

da Leone XII nel i82 5. Questo Pontefice nel 1828 vi traslat da Palencia Gio. Francesco Martinez CaCompostella,
eletto
stillon

e stretta lingua di
fra l'Adriatico e

terra rinchiusa

lagune,

ta coperta

di

fertili

ortaglie,

che

danno
altri

eccellenti

erbaggi

e fra gli

di

Saragozza.

11

Pontefice

prodotti

squisiti

meloni.

Vi
sue

Gregorio
luglio

XVI

nel concistoro de'29

erano
la

tre chiese,

una

delle quali
le

i833 preconizz in vescovo Giuseppe Gomez-y-Navar del ters. Francesco, nato in Antequera, definitore generale del suo ordine. Al presente la sede

parrocchia sussistente, e
e
belle
esistono.

auliche

abitazioni ora pi

l'ordine di

non
to

Alla estremit

meriil

dionale dell'isola stessa v'

porpor-

che prende

il

nome

di

4o
to di
porti

MAL
Malamocco uio de'cinque che danno ingresso nelle la,

MAL,
t dello scorso

secolo, sul progetto

del celebre Bernardino Zeiidrirri, co-

gune
sa

di

Venezia,

il

migliore

il

munemente

dcnomiiiali Murazzi, e
oltre
la
il

solo praticabile
portala,

dai legni di gros-

che principiano
lestrina,

porto

di

essendo difeso da due torti. 11 canale per cui comunica con Venezia era stato chiuso nell'anno 1877 da grossi navigli

Malamocco presso

chiesa di Peall'altro

seguitando (ino

porto di Cbioggiii ed olire quello.

ripieni
vi

di

pietre,

che

vene-

ziani

avevano sommersi
i

onde

Queste potenti barriere riparano Venezia dai ribocchi e dalle onde del mare. Eltto nel [800 Pio VII
in Venezia,

arrestare

genovesi, nella famosa


Chioggia, eh' ebbe quel

volendo poi recarsi per

guerra di
felice

successo,

che
pag.

descrivemmo

a' 5 giugno s'imbarc sull'imperiale fregata la Bel-

mare a Pesaro,
lona
;

nel

voi.

XXVIII,
.

zionario
secolo,

odierno

3o5 del DiMalamocco

ma non
dov

essendo favorevoli

venti,

trattenersi

alcuni giorni

incominciossi

mare

ad abitare nel XII quando fu inghiottito dal il vecchio Malamocco, gi


nel

al canale

cos detto Spignon.

And

su piccolo legno per suo diporto ad


osservare
Pelestrina
la
i

sorprendenti murazzi di

residenza

74^

dei

dogi

del

ed

ai

s'

imbarc

nel-

principato veneto, e di

Ma quanto all'antico cominci ad essere abitato


la

un vescovo. Malamocco,
verso
era
dell*

lancia della fregata col suo seguilo,

si port a Malamocco, ove fu ricevuto alla riva dal nob. Zuanne Minio

met

del

secolo

giudice, dai deputali


t

della

comunie

nostra,
Aitino,

quando le popolazioni di di Padova e di Este fugle

ed

altri

pubblici

impiegati,

dall'arciprete e clero di quella chiesa arcipretale.

girono

stragi
Attila;

de' barbari,

ed

furori d

quindi venne in-

degli abitanti,

Fra le acclamazioni il suono delle camde' cannoni,

grandito nel Vii secolo. Malamocco fu


poscia rovinato dai franchi
distrutto

pane
di
il

il

rimbombo

pass a visitar detta chiesa, quiagostiniane, che


l

neir 809,

dal

fuoco nel

iio5, ed intieramente inghiottito dal mare, in conseguenza d'un terremoto nel I I r, od anche prima.
I

monastero delie monache aallora esisteva. Di


si

partito

trasfer

alla

canonica
tutti
i

dell'arciprete,

ove ammise
al

no-

Fu
sito

allora, al dire dello storico Via-

minati ed

altri

bacio del piede.

nolli,

che

si

rifabbric col presso in


l'

pi

eminente

odierno Malasotto
titolo

mocco o Meta ma UGO, erigendo visi


la chiesa

parrocchiale

il

di

s.

Maria Assunta.

Questo luo-

S'incammin poscia alla chiesa della Beata Vergine di Marina, situata in poca distanza, poscia si imbarc per restituirsi a bordo della fregata. Tre giorni il Pontefice
si

lidi

go rimarcabile che r arte


violenza

anco per i suoi seppe difendedel

trattenne nel porto di

lamocco, prima di riprender


re.

Mama-

re dalla

mare me-

Tanto narra
Allorch
il

il

Cancellieri nella'
p. /[(jS.

diante grossi argini di terra, rivestiti

Storia de' possessi,

di pietra.

tifiziale

Questa barriera ar diversa dai gran muri

regnante imperatore

di Pelestrina a guisa di argini, dal

ria

Ferdinando I, e l'imperatrice MaAnna onorarono Venezia nel

senato veneto edilicati circa la

me-

i838

di loro

augusta presenza, al

MAL
i3 ollobre si recarono al porlo di Miilamocco, seguiti dagli aiciduchi,
dalle
te

MAL
V
e
dalla

4i

Francesco duca di Modena. Segu la decorosa ceremonia, tra


mille voci di
dine, e tra
glierie.
Il

arciduchesse

corte

letizia

e di

gratitu-

imperiale.

Avendo Timperatore ordinato la bramata costruzione d'una grande marmorea diga lunga metri
2
I

lo

strepilo
si

delle arti-

tutto

racconta

con
Muli-

diffusione
storico
nelli,
il

dal

22, colla spesa di oltre tre milioni

benemerito eh. cav. Fabio

patrio

di lire austriache, a vantaggio del porto,

negli

Annali

delle
seg.

provincie

dit e per togliere

per ridurlo a maggiore profongli ostacoli che

venete^

a p.

4'^9 ^

La
tari

sede vescovile di Malsmocco

lo facevano difficile ai legni


tili

mercanpassag-

ebbe origine nel


re

638. Aveva

Ro-

carichi,

mantenerne

il

de'longobardi ordinato che

gio costantemente agevole e sicuro

in ciascuna citt vescovile vi fossero

marina e del commercio, cangiando cos il porto di Venezia in uno de'pi sicuri e migliori del Mediterraneo, con immen-

ad

utilit

della

due
altri

vescovi,

uno per

cattolici, l'al-

tro per gli ariani.

Berguardo, che

chiamano

Tricidio, vescovo di

si

vantaggi altres dell'insigne citt,


se

della quale opera

ne ottennero
por-

Padova, per non comunicare con uq vescovo ariano, abbandon la sua chiesa e ritirossi a Malamocco, ove
stabil

ormai
le

felicissimi

risultamenli, vol-

nel

638

la

sede

vescovile,

in detto giorno
la

degnarsi
tal

coll'approvazione del
tefice.

sommo Ponvescovato
fu

re

prima pietra a
11

grandiosa

Questo nuovo

mole.
ci

vescovo di Chioggia Antoarciprete


di

dichiarato suffraganeo del


cato di

patriar-

nio Savorin assistito da due canonie dall' arcidiacono

Malamocco, solennemente bened la prima pietra della diga, nel cui incavo furono indi dall'imperatore collocate
la

ma dopo l'inceniio5 venne la sede di Malamocco trasferita a Chioggia. Il primo vescovo di Malamocco fu
Gradoj
dio
del
il

coniata

medaglia monumentale per memoria dell' avveni-

mento,
gento
coniate

sette

del
in

monete d'oro e d'arregno lombardo-veneto quell' anno, e la copia


rogito di questa cere-

nominato Berguardo. Non si conoscono i nomi de'suoi successori per pi di due secoli, cio fino a Felice, il quale colla bolla, Quani
ingrati et inhiirnani, data
kal.

de-

contenente

il

monia,

sottoscritta

da

lui stesso, dal-

l'imperatrice, dagli arciduchi, e dai


ministri di stato.

do

pose

la

Quindi Ferdinanprima pietra nella

cembris 876, fu interdetto da Giovanni VITI per aver mancalo di rispello al patriarca di Grado suo metropolitano. Leone successe a Felice neir877, e ad esso Giovanni

Vili scrisse

la

lettera

Ifniverdi

con tre colpi di martello, colpi che furono ripetuti dall' imperatrice, due ne diede l'arciduca Francesco Carlo, ed uno gli altri nove arciduchi, fra' ^uali il vicci del regno lombardo veneto Giuseppe Ranieri, il defunto duca di Modena Francesco IV di
radice della diga
*

sale tandenij

sul

concilio

Ba-

venna. Indi furono vescovi,


nico
di

Dome-

arcidiacono

della

cattedrale

Malamocco, eletto nel 916, che dal doge Orso Particiaco o Parlecipazio 11 fu spedito a Simone re de'bulgari per liberare
la
il

proprio

figlio dal-

prigionia; Pietro che fior nel


al concilio

960

gloriosa riaicmbrauza,

ed d reguau.

ed inlervenue

di

Kaveu-

4^1

MAL
nel

MAL
in

DB

967; Leone che sedeva

glolo,

ma
del

Enrico

il

suo vero no-

questa calledia verso l'anno ioo5;


Doinciiico prete ddla chiesa olivoJense,
fu

clero e dal

acclamalo vescovo dal popolo nel 1046. En-

Ilio; il secondo fu Felice, il terzo Domenico, il quarto Giovanni Faletro che viveva nel
1162, il che nel
lio

me, e

quinto
i
1

rico Giancarolo del

1060

definiti-

Marino 79 intervenne

Ruibolo,
al

conci-

vamente
chiale di
zia

cedette alla chiesa parroc-

s. Maria Formosa di Veneuna terra ed un orlo posti nel sito dtttlo Celesti ina, nel dogado di Do-

gene4ale lateranense 111 adunato da Alessandro HI Nel 11 83 era vescovo Araldo: a questi il

Papa
della

Innocenzo

111

commise

la

menico Contarini. Pei narrali


stri

disa-

cognizione d' una causa dei canonici


cattedrale di Ferrara. L* XI vescovo fu Uberto abbate de'cislerciensi

dell'incendio e terremoto, o conterra che

cussione di

produsse

la

inondazione di Malamocco, Enrico con permesso del principe e senalo veneto trasport in Chioggia (^edi) le reliquie cio il corpo di ed il .capo di s. 6. Pedice martire Fortunato ed altre, non che la &qde vescovile circa Tanno 1107, do))o avere eretto in chiesa arcipreIhIc la chiesa di
s.

di

Brondolo,
di

consecralo
nel

dal

patriarca

Grado
in

1284, in
eletto
il

luogo di quelli
capitolo,

che avea
partiti.

diviso
la

In sua

morte invase
Faletro,
vi

cattedra Leonardo
nel

ma Onorio IV
di

1287

sostitu
s.

Stefano Besoni

plebano

di

Samuele

Venezia. Nel
il

i3i4
do-

Maria del nuovo

divenne vescovo

dottissimo

Malamocco, con arciprete per la cura d'anime, e per memoria dell'antica


i

sede_,

conservandogli

il

titolo

diritti

di

arcidiacono del capitolo

di

Chioggia.

eletto nel

Slellmo Badoario Tu 1107, e prest il giura-

menicano fr. Ottonello, a cui nel i322 diede Giovanni XXll per successore Andrea della nobile famiglia de' Dottori di Padova, che nel 1337 fu elevato a patriarca di Grado. Nel i375 fu fatto vescovo
Nicola Foscarini nobile veneto, cui
successe nel
del quale
di
s'

mento di fedelt nelle mani di Giovanni Gradenigo patriarca di Grado, approvando i romani Pontefici

1394

Silvestro,
la

sotto

incominci

fabbrica

la

traslazione della

scovile a

Chioggia,
stabilita

che

sede vepare pro-

priamente

nel 11 io.
di

QueMala-

una chiesa dedicata ai ss. MatMartino vescovo ed Antonio abbate. Benedetto Manfreteo apostolo,

sta la serie de' vescovi

di
di

canonico di Chioggia e cittadino


essa,

mocco che riportano


dell' Ughelli,

continuatori

venne

eletto nel

\^i^', in-

Italia sacra, tom.

X,
seg.

di

succeduto dal concittadino


nel

p.

e seg. Nel tom.

poi del-

squalino Centoferri

la stessa
egli

opera a

p.

r343 e

produsse la serie de' vescovi di Chioggia successori, ed in supple-

mento a quell'articolo ne indicheremo qui alcuni, ed altri merite"voli


Ji

di

menzione.

vernando trentasei Veneriodi P/rano vescovo nel 1487, al cui tempo cominci a risplendere per miracoli un'immagine della Beata Vergine situata nel littorale presso la citt, onde colle limosino
de' fedeli

Pa1^11^ goanni. Bernardo

primo vescovo di Chioggia fu Domenico, o Enrico come altri lo cbiamauo, Grancarolo o Granca-

nel

i5iv5 fu edificata
si

la

chiesa in cui

venera.

11

successore

Giovanni Tagliacozzi di Piraao, nel

MAL
1

MAL
capitolare e decano della
le
;

43
cattedra-

53.^ celebr
clero, ci

il

sinodo per vantaggio

<lt;l

Pasquali che

die pnr fece Alberto nel r54i occup il

comp

gli

abbellimenti di quelegati

sta,

e lasci pii

memoria
vesco-

suo

luogo.

fiorentino

Giacomo Naclanti domenicano intervenne al


Fr.

onorata. Nel

i66g

fu fatto

concilio di Trento^ lodato


te

per molfr.

vo Antonio Baldo veneto de'somasebi, esimio teologo, che consagr


la

ragioni.

Altro domenicano fu
patrizio

cattedrale e

fece

il

magnifico
diocesano

Marco
faJto

Medici
vescovo

veronese

pulpito.

Stefano
coro

Rosata

nel

da Gregorio XI li iSyS, che qual teologo del ve-

di Peleslrina,

vescovo nel 1684, node'canonici

bilit
sedili

il

con

bei
eres-

scovo di
stesso

Ceneda
Trento.
nel

si

era

recato al
di
lui lo

marmoreo pavimento^
campanaria.

concilio di

Dopo

se

due sarcofaghi, e
torre

fece l'orologio

Papa

i584 nomin
Gabiiele

a de-

alla
gli

Nel

i6g6

gno
lari

successore

Fiamma
rego-

successe Antonio Grassi di Chiog-

vneto, generale de' canonici

gia,

lateranensi, eloquentissimo ora-

scovi

degno pronipote de* lodati vee decano della cattedrale; orqualit_,

tore.

Divotissimo della Beata Vernel

nato delle pi belle


te

aman*
al

gine,

suo vescovato, ne comp e magnificamente omo il tembreve


situato al lido

de'poveri,

lasci

beneficenze

seminario. Clemente
vi

XI

nel
di
di

171

pio,

del

mare, che
CJghelli.

trasfer

dalla

chiesa

Tine
SciOj

poi consacr; egli autore di quelle

Giovanni
termina

Soffietti

nobile

opere che registra


Sisto

1'

Nel
fr.

chierico regolare minore, col quale


il

i585

dichiar vescovo

catalogo

dell'

Ughelli

Massimiliano Beniamo di Godogno minor conventuale, dotto in ogni


scienza, anch'egii stato

proseguito dalle annuali Notizie di

Roma.
gia

Gli ultimi vescovi di Chiognel 1795 Domenico domenicano veneto, iras1

con

riputaIl

furono:

zione al concilio Tridentino.

ve-

Sceri man
lato

scovo Lorenzo Prezzato del


ecclesiastica^ eresse
la

i6or,

zelante propugnatore dell'immunit


nella

cattedrale
in

da Caorle; nel 807 Giuseppe Maria Peruzzi canonico regoveneto , traslato da Caorlare
nel 1819 Giuseppe Manfrin ; Provvedi veneto; nel i83o Antonio Savorin di Torriglia dio cesi di Padova. Il Papa Gregorio XVI nel concistoro de'34 gennaio 842, dichiar vescovo l'attuale monsignor Giacomo de' conti Foretti di Padova, di cui era canonico decano della cattedrale. MALCO Dormiente (s.). F. Donle
1

dignit di arciprete, ed

essa

sue spese edific


il

la

cantoria. Brefr.

vissimo fu
f;elo

vescovato di

Anin-

Baroni domenicano veneto,


nel

signe dottore in teologia,


dogli
lari

succeden^

1602 Bartolomeo Cartoper


le

nobile veronese, lodato

sue virt. Altro eccellente vescovo


fu

Pietro Paolo

Milotti

vicentino,

generale de' canonici di s. Giorgio in Alga, che nel 1619 fu sostituito da Pasquale Grassi di Chioggia,

MiENTf (i sette

ss.).

che rifabbric
11

la

cattedrale

fu

zelante della disciplina ecclesiastica,


di
lui

fratello
la

Francesco nel
essendo
e
poi

1640 occup
Stato

cattedra,

V. Prisco (s.). Grisogono, Cardinale. Grisogono o Costantino Malcondini da Pasquale 11 del 1099 tu creato cardinale diacono di san

MALCO(s.),

raart.

MALCONCI NI
,

suo

vicario

generale

Nicol Q Carcere, trovossi presen-

44
sto
II,
il

MAL
II

MAL
e
Caligesuiti di

le ai comizi di Gelasio

Roma

di

primo

te'quali

lo

decor

principale delle sue opere


te

Rouen. La stampaquattro

il;lle

cariche di cancelliere e biblio-

il

Commentario
eccellente
sui

sui

tecario della sunta

romana Chiesa,
nel pontifica,

evangeli,

lavoro.
di

Com-

che

esercit

ancora

mentario

profeti

Geremia,

to del

successore

sotto

il

quale

sembra che morisse, per cui il Cardella non conviene col Torrigio che
lo

spiegazione del
tato
della

Baruch^ Ezechiele e Daniele, colla salmo 109. Tratfede.


libri

Commentari
dell'antico

sui

dice

intervenuto

ai

comizi

di

principali

Testage-

Celestino IL

mento. Degli
suiti

"angeli e

dei demoni.

MALDONATO o MALDONADO Giovanni. Nacque a Las Casas


de la Reina, piccolo villaggio di Spagna. In Salamanca fece i suoi sludi sotto il domenicano Solo ed
il

Trattati sui sagramenti;


nel catalogo

ma

degli scrittori della

societ

non convengono pienamente


p.

che siano del


re e discorsi

Maldonato. Lette.

gesuita Solet, e quindi egli v'inla in


filosofia

Liher

ed altri trattati hebraicaruni lectionum,


della

Il

le

segn la lingua greca,


e la teologia, e recatosi

dispule sul mistero

Trinit,
in

Roma

un
rale

libro sulle cerimonie

genein so-

entr nella compagnia di Ges nel i562. Nell'anno seguente pass a


Parigi e v'insegn filosofia con una riputazione straordinaria e grandis-

su quelle

della

messa

particolare, e molle altre opere,


i

simo concorso di

scolari. Gli stessi


si

protestanti per meraviglia

porla

mss. che lasci. Maldonato fu no molto versato nella letteratura profana, de* padri e de' teologi ; conosceva bene il greco, l'ebraico, il
latino,
I

tavano ad udirlo, ed
sorte di convertirne
Poitiers, a Bourges,

egli

ebbe

protestanti ancora, sebbe-

molti,
in

cos a

ne uno de' loro pi


sitori,

potenti
al

oppo-

altrove.

tinu

le

Lorena ed Ritornato a Pangi vi consue lezioni di teologia, ed


per parfacolt

resero giustizia

rito, e

Casaubono

lo

mechiam hosuo
controverin-

miiitni docLum, et

siiie

ebbe a
te

soflrire opposizioni

sia

acerrimi ingenii.

Abbiamo
;

dell' universit

della

teologica, che l'accusarono di eresia perch sosteneva non essere di fede che la Beata Vergine fosse stata

Martino Codognat mula Joannis Maldonati,


oltre di

Suni-

cuilibet

sacerdoti confessiones

poenitentiam

audienti scita perulilis.

Ma
con

la

con-

concepita

senza

peccalo

Vedi

gregazione dell'indice
de'

decreto

Concezione Immacolata. Pietro di Gondy vescovo di Parigi pronunci

16

dicembre
tante n falso

Quae

i6o5 dichiar: Joanni Maldo'

una sentenza
favore
il

d' assoluzione

in

nato tribuitnr.
Nicola. Naci638, ed ivi entr nella congregazione dell' oratorio nel 1660. Applicossi prima al-

suo

Maldonato dove recossi a Roma, chiamatovi da Gregorio XIll, per ivi attendere all'edizione
dei
settanta.

17 gennaio iSyS. ritirossi a Bourges, da

MALEBRANCHE
in

que

Parigi nel

della
Ivi

Bibbia
nel

greca

lo

studio delle lingue

e della sto-

mor

i583
quali

ria,

poscia a quello della filosofa,

lasciando molte opere, delle

e pubblic nel

1678

il

primo vo:

alcune furono stampate in seguito,


e
le

lume

dell'opera

intitolata

La

ri-

altre

mss.

limasero

presso

cerca della vcrili Quest'opera fece

MAL
conoscere la forza del suo genio, e
gli

MAL
MALEDIZIONE,
uno
de* pi
secolo.

/p
,

acquist fama
filosofi

di

gran

del

suo

Nel

1617 pubblic le sue conversazioni cristiane, e un dialogo dove tratta


in

Tmpeecaione MaledictiOj ImprecaiiOj Execratio. Augurio, desiderio che si fa contro alcuno perch gli succeda qualche

modo

facile e

intelligibile delle

sublimi verit della religione. Egli


si

dedic poscia alle questioni sulla

grazia,

pretendendo di
le

mettere in
dei teologi

accordo

discrepanze

male, o contro se medesimo, ed anche pregare il male a danno di chicchessia. La parola maledizione mandare il male ha tre sensi prenunziare il male, pregare o sia augurare il male. Dio pronunci
:

sopra tale argomento.


tacc vivamente
il

Arnaud
del

atp.

sino dal principio del

mondo

la

sua

sistema

maledizione contro

il

serpente che
la terra.

difese.

Malebranche, e questi scrisse varie Di lui abbiamo ancora un trattato di morale, ed un altro sull'amor di Dio; alcuni trattenimenti sulla metafisica e sulla religione, ed altri sulla morale ; mecristiane

sedusse Eva, e contro

No

maledisse Canaan suo nipote. Mos

ordin
legge.
quelli

agl'israeliti

di
i

pronunziare
violatori della

maledizioni contro

Dio promise ad bramo che


che
lo
stati

avessero
benedetti

benedetto,
;

ditazioni

metafsiche

sarebbero
detti

maledella

meditazioni per disporsi all'umilia

quelli che avessero

ardito di

ed
ni

alla

penitenza, con alcune coni

maledirlo. In

alcuni

luoghi

siderazioni di piet per tutti


della settimana
;

gior-

Scrittura sacra, e in particolare nel

dialogo tra un
cinese sulla
altre

Deuteronomio,
atterrire
il

si

leggono

terribili

cristiano ed

un
Dio,

filosofo

maledizioni e minaccie, ordinate ad


popolo, perch non tiasgredisse la divina legge, e

natura

di
ai

ed

opeie.

Mor

i3

ottobre

1715.

La

non

in-

ed altre belle qualit sono le lodi che gli danno suoi biografi. Per leWIndex libr. prohib. sono registrate le seguenti sue opere. Traile de la nature et de la grace. Idem derniere dit'wii aiigmente de plusieurs claircissemens. Lettres touchant celles de M.r Arnauld. Dfense de Vaucteur de la Recherche de la virile coni re Vaccusation, de M.r de la P'ille. Lettres un de ses amisj dans Ics quelles il rpoud aux Eflexious
dottrina
j
:

profonda

corresse nel gravissimo peccato del-

Nel libro de' Numeri si l' idolatria. accumulano maledizioni sopra l'acqua della gelosia, le quali poi venivano a cadere sulla donna che avesse commesso adulterio. Giosu
maledisse
ta di fico,

colui

che

rifabbricher
la
i

Gerico. Ges Cristo maled

pianfrutti
si

perch cercandone
foglie,
egli

secc.
la

non trov che Sapeva


stagione

subito

bene

che

era
del
fron-

in

cui

invece

frutto
de;

non poteva trovare che


con
tale

philosophiques

et

iJiologiques
le

de

ma

azione

volle acla

M.r Arnauld sur


nature mentis
tur.
et

Traile de la

cennare

misteriosamente

ripro-

de la

grace.

De

in qui-

vazione della sinagoga e del popolo


ebreo, che non avea i frutti che doveva possedere, di fede sincera ed incorrotta, e di opere buone. La maledizione dipende soltanto da Dio,
ucl senso di

renda ventate

libri

seXj in quibus
disquiri-

humanae natura

Entretiens sur la

metaphysi-

que et sur la religion. Traile de morale^ premire panie.

mandare

il

male, e se

46
in
tal

MAL
senso la pronunzi Geremia
disse:

MAL
(fui

quando

Malediclus homo

sone che meritano una particolare venerazione , come superiori , o


i

confidit in hominem la pronunzi co-

(piando

esse

producono scandalo

in sacerdote e ministro
lo
di

immediainnanzi

come
dri

quelle dei padri e delle


le

masono

Dio,
dcil

si

protest

che

insegnano

ai figli col lo-

haec
lo,

Domiiius.

Elia

maledl
lo

ro esen)pio,

O allorch
notabili

esse

quelli ch'erano andati per catturar-

accompagnate da
scenze.

escande-

ed Eliseo

fanciulli
il

che

de-

Fuori di queste circostanze

ridevano, ed ebbe
religioni^ zelo,

suo

efletto e

fu giusta, perch deriv

ex

fusto

ed altre simili, la maledizione non che peccato veniale, e spesso


aftalto innocente. Dagli antichi scrittori
si

perch l'ingiuria fatta ai due profeti redundabat iti Deuin. La maledizione non dunque sempre illecita, n un peccato per se medesima, ma diventa tale
in ragione dell' oggetto, del fine o
delle altre circostanze che l'accom-

raccoglie,

che

vi

avevano
applicare
la

maledizioni che potevano in alcun


caso
alle
le

leggi

gittare

persone. In appresso
pigliossi

maleItalia

dizione

ancora
e

in

per

mala

influenza,

talora per

pagnano.
ture,

Pronunciare delle

male-

dizioni contro Dio, o contro le crea-

esorcismo contro il demonio. Gli anatemi e le maledizioni lanciate


per legge contro quelli che
osava-

qualunque esse

sieno, in quan-

to che sono l'opera di Dio,

un
con-

no
cui

violare
si

peccato mortale e una bestemmia.

era

o gli articoli di convenuto ne' pubblici


patti

Pronunciarne

di considerabili
il

trattati,

trovausi sino nella pi re-

tro s stesso, o contro


le notabile

prossimo,
il

coll'intenzione che avvenga

manoi

F. Esorcismo, AN ATEMA, Bestemmia, Magia. Il Me-

mota

antichit.

che
agli

auguriamo
altri,

nochio nel
re dichiara

t.
:

II, p.

Syy
si

delle Stao'

pure un peccato mortale. Ma se il male che si desidera non considerabile o

medesimi o

quanto

debba
padre

te-

mere
della

la

maledizione
,

del

se essendolo,

non

si

ha intenzione

provandolo con un notabile esempio riferito da s. Agostino.


I

madre

che avvenga, ovvero se si proferisce la maledizione per ischerzo soltanto, o con precipitazione, e senza

pagani

stessi

avevano
per

ricorso
la

alle

maledizioni
delle

impedire

una

sufficiente deliberazione,

il

pec-

violazione

tombe,

o anche

cato allora
stesso

avviene
delle

non che quando


creature

veniale.
si

Lo

l'infrazione de' palli o de* trattali.


I

maledipos-

romani solevano
i ,

scagliare delle

cono

irragionevoli,

maledizioni contro
scellerati

cadaveri
li

dei

senza che queste

maledizioni

allorch

giudicavano
odio

sano essere di pregiudizio al prossimo; ma se esse gli apportano un


pregiudizio considerabile, come quan-

per
agli

le

loro nefande azioni in

Dei; dichiaravano infame e fula

nesta per sempre

do

si

augura

la

morte

di

un

ca*

ed auguravano

alle

loro memoria, anime loro l'e-

vallo o l'incendio di

una

casa, al-

lora divengono mortali. Cos dicasi

terno bando dagli elisi, le perpe^ tue pene, e le interminabili torture

quando
tanto

le

maledizioni, bench sole

dell'Erebo.

Perci pregavano
li

verbali,

senza

intenzione

giudici infernali che

condannassero

che

si

verifichino,

cadono sopra per-

ad

sedes iuipias, cio ad abitare nel-

MAL
J'

MAL
La tbrmola
vosqiie

47

inferno tra

malvagi.

di questa
la

solenne inaprecazione era


:

seguente

Teram matrem

Deos

inferos precamii\ ut

N. N. ad

sedes impas damnetis. Gli ebrei maledicendo, spargevano all'aria o scuotevano la polvere. Delle maledizioni gli antichi cristiani ne fecero grandissimo uso, e per la maggior parte ne presero le formole
ne' libri
santi.

anatemi degeneravano in semplici formole , che si dicevano di stile della curia. Quel carattere credesi ancor pi fortemente impresso nelle scomuniche dall' YIII al IX secolo
;

si

riconosce

sensibilmente

che
te

le

cagioni degli anatemi anda-

vano
alle

ravvicinandosi

maggiormenche
poi

forme

invariabili

furono
XII.

stabilite

ne' secoli

XI

e
le

Quelle

maledizioni

Le
pi
le

maledizioni
terribile

veggonsi nel
a

o imprecazioni erano ordinariamente terminate colla parola fat o con


queJla di

modo
gorio
parte
ni

accumulate
s.

une su
le

altre sino
(

Gregrim
cose

amen
,

pi volte ripetuta.

VII

Vedi),

che

in

Col tempo per degenerarono quelle

soppresse. Delle benediziole

maledizioni

o
(

si

canibiarono

date dai Pontefici contro

nelle

Scomwnche

Vedi) che non

nocive, ne

parlammo

nel voi. V, p.

solamente a cagione delle circostanze de' tempi scagliarono in qual-

77 del Dizionario. Riporteremo qualche formola di


maledizione, estratta dal Mabillon,

che secolo alcun Papa e i vescovi, ma ancora alcuni monaci, e persi-

De

re diplomatica,

cap.

Vili,
dal
;

n.

no
di

alcuni

laici

credevansi in diritto

12 e 17; cap. IX, n.


ronio, Annal. eccl.
t.

9;
XII
t.

Badal
delle
i

lanciarle contro coloro


i

taccavano

che atloro possedimenti o i


Siffatte

Rinaldi, Annal. eccl.


quali
servironsi
i

II;

documenti
ni,

loro.

malediziosi

promiscuamente
i

imprecazioni e minaccie
nelle bolle de'

rin-

Papi,
cipi di
,

vescovi, gli abbati

vengono

Papi a die delle

sebbene
delitto e

con

ed prinquell' iscambio

fesa de* privilegi

delle propriet

espressioni eh' esigeano la qualidelle persone, e le

de* monasteri, de' conventi


chiese
,

t del

non che a sostegno ed a


pontificii.
Il

circostanze pi o

meno

aggravanti.

tutela dei diritti

Riparla

Si possono consultare

naldi all'anno

5 14, delle maledizioni e


s.

num. 24,

posito le formole di
II,

anche in proMarcolfo lil>.


t.

benedizioni di
re di Francia

riportate dal Baluzio nel

Il,

Remigio verso

Capitidaria regum
il

Francorum;

buoni e cattivi. I greci non fecero meno uso delle maledizioni che i latini, e se ne trovano frequenti gli esempi ne' loro atti pubblici e pri-

Diurno

de' Pontefici

romani.- I

Regesti delle bolle di


del
te

Urbano VI
Clemenlui,

1378, e dell'antipapa VII insorto contro di


tali

pre-

Papi nelle loro bolle, nei privilegi che accordavano, o nelle grazie che concedevano, fecero uso d' imprecazioni
vati.
i

Nei primi secoli

sentano
te

maledizioni dell'uno con-

tro l'altro scambievolmente scaglia-

dare

contro coloro che vi si opporrebbero, e di benedizioni per coloro che avrebbero favoreggiati i loro
disegni.
lo,

che n'ebbe ad altamente griMuratori, riprovando quelil l'uso comune a que' tempi del la,

grimevole e grande

scisma

d'occi-

dente, e agii antecedenti, e cos po-

Si vede per nel VI secoo almeno nel YJI, che quegli

co conforme alla carit e ai sentimenti di mansuetudine, che ci sono

, .

4B
che ne
falsari
sia,

MAL
Che
a terrore degl' invasori
ferre,

MAL
postolorum auctoritate decernimus, nulli quoquo modo licere au-

inculcati dal nostro Redentore.

delle propriet ecclesiastiche, e dei

ncque quo(juo modo alienausurpare,

e corrompitori

de*
i

diplomi
conculca-

re

ac fraudare.
sciat

Si

e delle bolle, e contro


tori delle leggi
si

quis aulem, etc


Petri
ritate,

se

Dob.

che,

civili ed ecclesiastiFulminavano anatemi, s'imprecavano maledizioni, si minacciava il giudizio di Dio subito da Datan, Core ed Abiron ingoiati vivi dalla terra; e ad incutere maggior

mini nostri Jesu Christi


insolubili

atque

principis apostolorum

aucto-

colo innodatum
:

esse,

anathematis vinet a regno

Dei alienatum contrarios sibi sentiens omnes eosdem sanctos martyres,


et

spavento, aggiungevasi dovessero a-

confessores

et

virgines

ver
ne,

essi

parte nell'eterna dannazio-

Christi, et

cum

ipsis

ante tribunal

cum Satana
1

ejusque pompisj
Il

et

proditote Juda.
rio

Papa s. GregoMagno del Sgo, nella costial:

Dei omnipotentis in tremenda examinis die judicii debeat cum eisdem


sanctis facere rationes.

Ipsum enim
haec nos

tuzione o privilegio conceduto


l'ospedale di Aulun, scriveva

judicare peto, qui est retri butor o-

Si
ju-

mnium, pr
constituisse

cujus laude

quis vero regum, sacerdotum,

dignoscimus, ut
consti luti

iram
no-

dicum, personarumque saecularium liane constitutionis paginam agnoscens, contra


rit,

suae polentiae omnibus hujus


stri

apostolici

transgres

eam

venire

tenta vesui

sionibus inferat, et insanabili ultionis vulnere percutiat cunctos,

potestatis

honorisque

di-

qui

gnitate careat,

reumque

se

divino
ini-

praedictum
laedere, vel

nostrum

judicio existere de

perpetrata
nisi

monasterium quidquam ex omni-

quitate cognoscat

.... Et
acta

di-

gna poenitentia
"verit,

illicite

defle-

a sacratissimo corpore et sanguine Dei et Domini nostri Redemptoris Jesu Christi alienus fiat, atque in aeterno examine districtae ultioni subjaceat". Il Pontefice s.

bus ei pertinentibus abstollere praesumpserint; ut sit vita eorum laboriosa, et pessima, nimisque lugubris
et
;

suorum

atque languentes deficiant, minime consequantur

sententiam

Paolo I del 757 nella costituzione o privilegio a favore del monastero de'
tire,
ss.

veniam delictorum, sumentes Ananiae et Saphyrae, qui mendacii noxae, insepti ante pedes apostolorum exnisi

resipuerint

Pontefici Stefano
I

marpro-

piraverunt.

Gontingatque

eis

sicut

e Silvestro

confessore,

Dalhan
ra OS

et

Abiron, quosaperiens terdeglut vi t.

nunci minacce e inQisse terribili anatemi. Questo documento riportato dalBaronio, loco citato, p. 659. *> Unde et sub terrbilis et

suum, vivos

Et

cum

diabolo ejusque atrocissimis et

teterrimis pompis, atque

traditore
sti,

tremenda futura cavemus die adventus magni Domini nostri Jesu Christi, in qua judicaturus vivos et mortuos, et saeculum per ignem, etiam et maximis sub anathemalis
interdictionibus,

et

cum Juda Domini nostri Jesu Chriomnibus impiis deputati in


in-

tartareo igne, et inextinguibili


cendio, et in

voragine

chaos

de'

cremenlur in aeternum Gregorio IX del 1227, nell' epist.


mersi
,

Domini

nostri Je-

46
II,

riportata dal Rinaldi,

t.

Il,

p.

su Christi, et b. Petri principis a-

pronunzi scomunica ed anate-

MAL
ma
Il

MAL
so.

49
avanti
di

contro vari eretici e Federico imperatore >* ex parte Dei omni-

Gli ebrei
il

caricavano di impreAzazel
deserto, ove
.

cazioni

becco

polentis Palris, et Filii, et Spiritus

mandarlo nel
essere

doveva

Sanati, auctorilate

quoque beatorum
et

apostolorum Petri
stra ".
.
.

Pauli et nosi

precipitato Questo becco chiamato pure capro-emissario mettevasi

Altri

esenap

possono
di

in

libert

nel

giorno

della

leggere in molti articoli

questo

Dizionario^ nelle biografe de' PaInpi, come di s. Gregorio VII,

nocenzo IH, Innocenzo IV,


i

ec.

Pontefici di provsono poi Soliti vedere alla conservazione delle loro


bolle,

Espiazione ( Vedi) presso gli ebrei. Alcuni interpreti pensarono che Azazel o Azael fosse il nome del demonio, e che rilasciato il capro nel modo detto al citato
solenne
articolo,

riputavasi

dato in potere

e alla esecuzione delle gra-

del nemico di nostra eterna salute.

zie e privilegi

accordati

colla

se-

guente formola, che d termine alle stesse bolle. * Nulli ergo omnino hominuni liceat hanc paginam nostrae
(

concessionis,
ei

confrmationis)

Secondo il comandamento di Mos, una donna accusata dal marito d'infedelt, beveva dell'acqua detta di gelosia, sulla quale il sacerdote avea da prima pronunziato alcune imprecazioni.
I

ausu temerario contraire. Si quis autem hoc attemptare praesumpserit, indignationem omnipotenlis Dei, et bb. Petri et Pauli apostolorum ejus se noverit
infringere, vel

greci

vendica vansi so-

vente per mezzo d'imprecazioni dei


loro tiranni

dei nemici dello stato.

Alcibiade sub quella pena per aver

mutilato
profanati

le
i

statue

di

Mercurio

incursurum ". Imprecazione, dalla parola latina imprecor^ si prende qualche volta
in

misteri di Cerere. 11 se-

nato

di

Atene decret imprecazioni

contro Pisistrato, sotto


la repubblica

buon senso
augui*ii

nella Scrittura,

pei

buoni

ed

voti

favorevoli,
cattivi.

il cui giogo avea dovuto gemere per qualche tempo. Cosi gli Anfi-

raa pili di

sovente pei

Le

zioni

per

mezzo

di

una
essi

violenta

imprecazioni sparse ne'iibri sacri de^

imprecazione contro

-vono intendersi in
significati

uno

de' quattro

che seguono, aftinch non


pros-

medesimi, che equivalere poteva ad un giuramento, obbligaronsi d' impedire


la

-siano contrarie all'amore del

coltivazione delle terre


i

dei circi

simo.

11

primo

significato di con-

e degli acragallidi,

quali spogliato
di

siderarle

tome

predizioni di ci che
Il

avevano

il

tempio
le

Delfo. Nelle

deve accadere.
derle

secondo

di

pren-

imprecazioni,

furie e le altre di-

come

augurii della conveKj-io-

vinit che presiedevano alla vendetta,

ne dei
e
delle

cattivi,

per mezzo de'castighi


salutari

erano con
i

preferenza invocale,

che loro si desiderano, locch permesso. Nel terzo significato esprimono lo zelo per la divina giustizia contro i pecafflizioni

ed

colpevoli che

stati addetti

ad esse erano con voto, sbanditi era-

no dalla societ. Essi non partecipavano pi alle aspersioni, ne pi


potevano fare ne' templi alcuna
bazione.
proscritto
li-

catori indurili

nel quarto pei

non
loro

gi l'odio,

ma

l'orrore

Espulsi dalla
era
il

loro

patria,

peccati. L'origine
ni
risale ai

deMe imprecaziotempi pi rimoli, e la credulit de^popoli ne autorizz TuVOI,.

loro

dopo

la

morte, a

nome anco meno che otte-

nuta non avessero una riabililaziot

XLH.

5n
ne,
fizio

MAI.
la

^\
nel
in

AL

4u;We
dei,

consisteva

sacri-

di

alcune

vittime

ono-

orrende, con fanatismo lurono xl" te anco da alfic ri.izif.ni.

che invocati si cimprecazioni, implorario nelle rando il loro soccoi'so; ma da questa grazia erano totalmente esclusi
re
degli
i

MALEFl/JO.
num^ fnscmntio.
superslizone ed

Ulnlcflcum, fasci,
1)

malefizio
di

una

una sporie

Ma-

gia

parricidi, gli omicidi

gli

assas-

sini.

Dalla Grecia pass r8:so delle


esse

Fedi), per ne7Zo delia quale si ( procura del mnle al prossimo nella sua persona o nelle sue sostanze,

imprecazioni pubbliche anche a'ro-

impiegando
nio
(

il

soi^oorso

lei

Demo-

ma

furono introdotte a Rosino dal piincipio della repubblica, e vi si mantennero in uso sino alla fine. A^ulerio Pubblicola con-

mani;

Fedi); Vi .sono due sorta di nmlefiy.i; V uno serve ad infondere l'amor profano, l'altro a nuocere al

sacr agli dei infernali la vita

prossimo procurandogli la inorfe, la Oalattia, o altri spiacevoli avvenimenti. Entrambi questi malefizi so-

beni di chiunque aspirasse


dire a

alla

so-

vranit. Crasso avendo fatto aggra-

no
ed

peccati

mortali

di

loro natura,
alla

Pompeo
avea
dai

il

disegno che conla

giacche sono contrari


alla

giustizia

cepito
dei

d'invadere

regione

religione a motivo

del pat-

parli,

malgrado
pontefici,

la
il

resistenza

opposta
Ateio

tribuno
passaggio
ardenti,

colloc

nel

suo
carboni

un

braciere con

sul quale gett alcimi profumi, pro-

demonio. Ne segue perci, che non si possono mai as.solvere quelli che se ne servono, a meno ch'essi abbiano troncato ogni commercio col demonio, e abbruciati i titoli
to col

nunziando
precazioni

al

tempo
che

istesso

una

e gl'istromenli della loro colpevole


arte.

spaventevole imprecazione.
tuttavia,

Le im-

degne furono di osservazione, e che magf^iormente alimentarono la credudei popoli, furono quelle dei il l
piti

malefizio d'impiegare
turali,
li,

permesso per dissipare un rimedi nai

come
i

semplici e cose simi-

ed
la

rimedi

soprannaturali, co-

me

confessione,
,

comunione,
reliquie,
i

l'ac-

padri contro
la
di

loro figliuoli.
riusc

Quelfune-

qua benedetta
della croce,

le

segni

Edipo

troppo

sta a Eteocle

Polinice per poter

essere scordata; e noto che quel-

Teseo cost la vita ad Ippolito ed a Teseo stesso. Le imprecazioni furono adoperate anche fra i galli;
la di

ec; ma non permesdomandare ad un fattucchiere Mago o Strga ( Fedi) la distruzione di un malefizio, giacche que* sto sarebbe un Cvooperare ad una
so
^

azione intrinsecamente cattiva; cio


a 11 'it vocazione espressa o tacrta del

ma
-va

il

pronunziarle non appartene-

se

non
di

clve ai
alle

druidi

la

dis-

obbedienza
al dire

loro
il

decisioni

era,
fre-

Cesare,

caso

pii

demonio per distruggeie il malefizio. Si pu soltanto cliiedergli che distrugga il malefizio con un mezzo
lecito.

quente in cui le imprecazioni si adoperavano. Vi furono ancora esecrazioni contro


i

Si

possono anche

abbrucia-

re

segni del malefizio,

come

cor-

violatoli
s

de' segentiil

doncini, immagini, capelli, ec; anzi


si

polcri, usate negli epilalli

in obbligo di farlo, perch

leschi che cristiani,

e ne

parla

ci necessario

onde rompere ogni

Fabretti, Inscr.

XI li,

cap. 2.

Otu-

patto col demonio, e per impedirgli di

ranicnU

{Fedi)

ed imprecazioni

nuocere, mcutre questa distra-

UAL
rione
de'

MAL
malefi/io

5c

segni

del

nun

porta

seco alcun

commercio
Il

col de-

cune antipatiche, puerilmente si credono portare pregiudizio e nuocere


;

monio,
del

Esorcismo.
pigliossi

deliUo

cos

g' invidiosi

maldifeno-

malef7o
,

sovente per

centi,

sififatta

genie

si

erede proe
di

malia onde si disse maiofcialo un ammalialo, e malefico colui che credevasi poter nuocere altrui con arMalia, sono propriati diaboliche.

vocatrice

di

disgrazie

meni: danno certamente lo recano


se
le
.

loro calunnie

trovano
si

cre-

denza
genli

Da

alcuno

chiamano
ignoti

mente l^^arole magiche, cui si virt di produne tribuisce la


fetti

atef:

jellalori,

e jellatura

g'

a-

de' loro
si

malefici

influssi.
il

A
podi

meravigliosi
la

e soprannaturali

questi
tere chi

vuole attribuire
altra versare
le

per
canto

malia distinta dall'incansi

di

cose

tesimo, perch rpiesto


e
coli'

faceva

col

prendono a
sconcerti e

jattare,

producenal-

aiuto
si

del

demonio,
il

do
la

pregiudizievoli con-

bench spesso
l'altro.

confuso l'una col-

seguenze.

Quelli che

credono

Dicesi

fascinazione

male

de'

piccoli

fanciulli,

che

proviene

dal
voli,

vedere oggetti a loro spavente-

che
,

altjiu)enti

si

dice

male
ere-

danno una gran potenza, la chiamano fatale ed orrenda, e ne stabiliscono moki distintivi per evitarla e presuperstiziosa jellatura le

d'

occhio

pigliasi anclie

per ogni
oggi-

servarsene.

Diversi autori ne scris-

sorte di

malia,

che
e

assai

sero
ta

a
alla

favore,

come Nicola
jcttatiira,

Vallet-

devatio
d
710
le

un tempo
donnicciuole.

meno

sua

Cicalata
jellatura

sul fascino
il

Nel

Dizionay^Jfale

detto
le

volgarmente
la

qua-

ntilologco,
si

air articolo

divise

in

patente
In Nadi

scinatnento

legge

che

don-

ed occulta, morale e

fsica.

ne more che abitano nel deserto di Zara in Africa, s'immaginano


che sienvi delle persone il di cui nuoca ai loro semplice sguardo
fanciulli, cagioni

stamp pure nel 1788


poli
si

tale
si

libro,

stamp
altri

ed ivi Fiosulla

renio

Salaminio,

Capricci
contro

jcttatiira.

Questi ed

insegnala jet-

loro la morte o qualche pericolosa malattia. Questa


superstiziosa,

no

tanti preservativi

latura,

idea

famigliare

agli

chiamano parajettature, quasi altrettanti parafulmini. Tae


li li

antichi

romani,
presso
i

trovasi

Europa
poli

ancora in moderni. 11 dotto

pretesi

preservativi

.sono princila

palmente l'erbe artemisia,


foglie, l'ortica, l
le
i

mille

cav. Michele

Ardili

stamp

in

nel

182 5:

Il fascino e

NaVa-

ruta;

ri

tagfi del-

unghie
sulla
il

incorporate colla
il

cera

mulelo
togliere
lefizi

dfgli antichi.
si

nocciuoli del dattilo;

diamante
siniil

Gli scrillori moderni

sforzano
ai

legato
stro
;

carne
i

al

braccio

qualunque credito

ma-

mostrare
pi di
si

denti;
il

canto;

o agli incantesimi, e dichiara-

e forse

tutti

corno, per

^^ ^i

no falsissimo che l'occhio, ed il male occhio o cattivo occhio, ed


occhio
malefico
sia

cui questo

stalo
tutti

antica-

espone nelle case, nelle botteghe, si porla in dosso negli ornamenti, quindi si fanno le cor-

menle

riguardato

da

come

na

colle dita indice


si

e piccolo, ovritto ^otto

l'organo del malefizio. Sotto l'em-

vero

pone
I

il

pollice

blema dell'occhio s'intendono certe persone che rilenendosi da al-

l'indice.

savi

gli

ecclesiastici

non mancarono

colla

voce

co-

52
gli scrini di

MAL
riprovare
il

MAL
potere della
chezze. I demonografi contano molte altre specie di fascinazione, come
i

jettatura^ e quello dei supposti pre-

dicendo essere veramente umiliante per un cristiano, e degradante per qualunque persona
servativi,
civilizzata,

filtri,
si

le

legature;
in

gl'incantesimi

che

molto pi
lumi,
e

in questo
il

una bevanda o in una vivanda, quelli che si fanno per mezzo del fiiUo o della insufprio fiato in altrui, ec; delle quaper si dice che la maggior parte

danno

decantato secolo di

conti-

flazione ossia trasmissione del pro-

nuare a credervi
follie.

seguire

tante

li

Tra
l

le

diverse specie di maleflla

debbono
azione

riferirsi

ai

veleni,

cio

avvi anco

legatura o l'incan-

all'

naturale
11

di alcune sofiltro

tesimo

dei maritati; questo

un

stanze

velenose.
dicesi

propria-

inalefzio

con cui

si

pretende che

s'impedisca altrui

la

consumazione
il

del

matrimonio.
,

Anche
,

p.

Le

Brun
ie

nella sua Storia crtica del-

pratiche superstiziose
fascinatori

\i fossero dei

dice che de 'matri-

d'una malia o fattura fatta per via di beveraggio, o altra droga, che si supponeva ne'tempi d'ignoranza avere virt d' indurre ad amare.

mente

MALESECo MALOSICCO
DO,

Gui-

moni. La Chiesa l'ha sempre riprovato, dal che ne deriva che tutti

Cardinale.

Guido de Mal esce

Malosicco

prescrivono preghiere e benedizioni contro questa sorte di


rituali

della

nobilissima

o Malassiete, feudo sua casa, nella

diocesi di

Toul, o
di

come
Chaliis

altri

di-

malefzi, e fulminano

anatema con-

cono

tro quelli che li fanno. I soli mezzi permessi per distruggere la legatura o l'incantamento dei maritati, sono
l'uso dei sacramenti della penitenza

o Castroluce, consanguineo del Papa Gregorio XI, dottore in gius canonico,


de' signori

uomo
simo
,

per virt e dottrina chiarisfu arcidiacono di Corbara


di

e dell'Eucaristia,
giuni,
gli

le

preghiere,
e
1'

di-

nella chiesa

JVarbona,
di

accolito

esorcismi,

simili.

Chiesa inoltre viet miileti (J^edi) che

uso degli

La A-

e cappellano
fatto

pontificio,

nel

187

vescovo
trasferito

Lode ve,
fu

donde
di

gli

antichi re-

nell'anno

seguente

successiva-

putavano preservativo contro le malattie e i malefzi ; come pure proib le Filalterie


{

mente

alle chiese

B-

ziers e di

Poitiers coll'amministra-

Fedi).

Si

sparse-

zione cir

ne

ottenne.
1

Inoltre

il

ro nel Levante ed anche


ste

sulle co-

dell'Adriatico

alcune femmine

greche, reputate dagl'ignoranti


liarde, le quali

ma-

dicembre medesimo Papa a' 2 1875 lo cre cardinale prete del titolo di s. Croce in Gerusalemme.
Nello scisma dell'antipapa Clemente

con erbe secche, e con una specie di filatterii o strisele di pergamene scritte con caratteri greci,

VII ne segu
lo sped in

le

parti
11

nando Urbano VI.


tefice

abbando* pseudo Pon-

vantavansi di operare

Inghilterra al re

cose
di

straordinarie, e

specialmente
passioni

eccitare

mantenere

amorose, cosiccb l'amante non potesse abbandonare la donna amata,


finche trova vasi nella sfera d* azione
di quelle fattucchierie e simili scioc-

Riccardo II, a fine di guadagnarlo partito, ma indarno, e poi al suo nelle Fiandre e nel Biabante, facendolo nel i383 vescovo di Pa lestrina. Neil' autipontificato di Benedetto XIII, ravvedutosi dell'erro-

MAL
re,
cilio
il

MAL
14^9
al

53
chiamalo
asilo
il

si

conciisse nel

con-

ed

un

vasto
il

edifizio

di

Pisa

cui

presied
antico,

come

Beguinage,
quasi

quale serve di
vecchie

cardinale

pi

essendo

5oo vedove o

a fem-

stalo riconosciuto nelle dignit, ci

mine. Malines possiede un collegio,

che pur
letto,
se.
JVel

fece

Alessandro

V
fu

ivi

e-

all'elezione del quale concor-

un'accademia di disegno e pittura, una societ di belle arti, ed altri


scientifici

medesimo

anno

fatto

stabilimenti. A'

4 novem-

vescovo di Agde, e Giovanni XXIII


lo spedi legato

bre
della

nelle Gailie, ci

che

1834 si nuova

fece l'apertura solenne

universit

cattolica di
di

Mori vecchissimo in Parigi nel i4ii o i4'2, e rimase sepolto nella chiesa de'domenicani, con una magnifica e lunil

nega

Baluzio.

Malines, con celebrazione


nella cattedrale
^

messa
l'e-

in

cui
dell'

dopo

vangelo

il

rettore

universit

De Rara

pronunzi

in

latino

anal'u-

ga

iscrizione,

la

quale
poi la

fssa

l'epo-

logo discorso; dipoi nel


niversit fu trasferita
della quale
ticolo

i835

oa della morte al i/^ii, al dir del


Ciacconio, che
stabil

Lovanio,

nel

i4'2.

Universit'.

terremo parola all'arVi sono nella


fabbriche, massime
di

MALINES
Delgio, nella

(niecJdinen). Ctih con

citt

molte

residenza arcivescovile del regno del

provincia di Anversa,

dalla quale distante cinque leghe


e dalla capitale Brusselles quattro,
di

capoluogo
tone, in

circondario e di canfertile,

graa prezzo, di trine, stoffe di lana, damaschi, tappeti, tele dipinte ec. Coi mezzo della Dyle, ove la marea si fa sentire sino ad una lega al di
e
di

merletti

rinomatissimi

una pianura
la

sulla

Dyle o Tyle, che

divide in d^je

sopra di Malines, questa ceve navigli assai grandi

citt
,

ri-

e fa

un

parti, e sul canale di

Lovanio.

sede di un tribunale di prima istanza, e residenza


di piazza di di

commercio attivissimo. patria di molti uomini illustri, come di Giovanni Boi e Michele Coxie pittori;
di

un comandante
Assai be-

terza classe.

Roberto Dodoens botanico


e Rodolfo II;
del

me-

ne fabbricata, in generale per vi si osserva un gusto antico. Le strade sono larghe e ben lastricate, e

dico degli imperatori Massimiliano


Il

giureconsulto

r uso
t:a.

di

dipingere

le

case

d loro
politez-

Wan-der-Zype, meglio conosciuto, col nome latino di Zypaeus j e


dell' elegante scrittore Cristoforo Longueil. Questa citt nomina cin-

un'aria di freschezza

di

La

piazza d'armi

e quella del e
regolartra
la
i

mercato

sono

spaziose
S

que membri
tanti.

agli

stati

della

proabi-

mente

fi)!Mcate.

osserva

vincia, e conta pi di

20,000

pubblici edilizi
torre ha

la cattedrale,

cui

348

piedi di altezza e rin-

JVon

si

conosce in un

modo

pre-

chiude un campanile con uno stu-

ciso l'epoca della fondazione di


lines,

Ma-

pendo concerto
s<

della

campane; la chieMadonna di Hanswyck;


di

tjuella

del cos detto

Beguinage
il

la

che fu chiamata nelle antiche' cronache Malinae, Maglinia e Mechlinia, ed in fiammingo Mechelen.

fu

chiesa de' gesuiti;

palazzo vel'arse-

Sembra
il

essere

stata

nel

VI

scovile e quello della citt;

secolo

nale in cui evvi una fonderia di cannoni; il convento de' francescani,

capoluogo di una signoria che Pipino re di Francia diede nel 754 al conte Adone suo parente ;

^4
che
i

MAL
vescovi di Liegi
,

MAL
la possecles

\nmonle dai
rono
se nel

seio in seguilo

che fosse loro

perdettero nel

confermalo un tal possesso nel 910 da Cario li il Seni plica. Ebhe sovrani particolari sino al
cui
si
1

nel 1792, la 1793, e vi rientra1794- H governo frafjcele

francesi

fece distriggcre

forliiicnzioni

336

in

nel

1804
il

e divenne sotto
di
ini

l'impe-

mise

in

libert, e

dopo aver
principi,

ro

capoluogo

circondario

appartenuto a diversi
pass nella casa
di

altri

r\A dipartimento
]N'(*l

disile

Due^ethes.

1462
rita

pel

Borgogna nel matrimonio di Margheil

iSi4

fece p.ute del ,iegno dei

Paesi-Bassi, e
fu

di
;

Brabanle con Filippo l'Ar-

compresa
Il

nel

Hnahnente nel i83[ nuovo regno del


a Maliassociossi

dilo

ma

Filippo

Buono

la

di-

Belgio.

vise dai
le

suoi altri dominii, per far-

vangelo fu predicalo
s.

una delle XVII


Malines

provincia

dei

nes da

Ronioldo,

che
s.

Paesi-Bassi.

non

era

nel

alle fatiche apostoliche

AYillibror-

secolo

IX che una

riunione di ca-

do, e fu consagrato

vescovo regio-

panne e di casolari, presso cui esisteva un monastero ove s. Romoldo o Romboldo solh il martirio,
e che fu dotato in seguito da Not-

nario, cio senza sede stabile. Egli

era anglo sassone, non scozzese, ed


ni

pi allevato

iti

qualche

mona-

stero Ira gli scozzesi d' Irlanda, per


cui

ger
stata

vescovo di Liegi.
distrutta

Dopo

essere
nel-

alcuni

lo

credettero vescovo di
in Malines un modivenne in seguito
la

dai
citt

'

normanni
fu

Dublino. Fond
nastero
,

V 884, questa
neir 897
e

rifabbricata
bastioni
,

che

cinta

di

nel

una

collegiata sotto

sua invocail

930.

Soffr

molli

incendi

il

pi

zione, perch vi

fu deposto

suo

terribile de* quali

occasionato dalla

corpo dopo
,

il

martirio

dal

conte
ritiene

folgore che cadde

sopra
fu

un

ma-

gazzino di polvere,

quello del

Adone onde Malines lo come patrono ed apostolo.


chiesa rest dipendente

Tale
15^9,
alla

1546, per cui prov perdite gravissime, e rimasero morte o ferite pi di 800 persone. Fu anche, danneggiata per gli straripamenti della Dyle, e molto pi per la peste ad epoche diversa e principalmente negli anni 1182, i3i5, i4oo, i438, 1578, 1598. Gli spagnuoli la saccheggiarono nel 1572, onde punirla del suo attaccamento al principe d' Grange, e lo fu anche nel

all'arcive-

scovato di C>ambray sino al

bench
diocesi

Malines
di

appartenesse

Liegi.

Ad

istanza di Fi-

lippo

li

re di Spagna, sovrano delle


il

F'iaiidre,

Pontefice Paolo

IV

colla

bolla

Super
t.

clesins,

de' 10

Rom.
la

Ecmaggio 1659, Bull. IV, par. I, p. 359, eresse


Universas
orns

chiesa di

Malines in metropolises-

tana, e per diocesi assegn diecisetto


terre,

1578
glesi

dalle truppe dello stesso prin-

con un territorio lungo


trenta

cipe, e nel

i58o
ed

dai colonnelli in-

santatre miglia, e

largo,

Tympel. Dopo essere tata abbandonata dai francesi, si arrese a Marlborough n^l 1706; i francesi la ripresero
Norris
Oliviero
nel

per mensa annui ducati d'oro cin-

quemila dalle decime, e tremila da


somministrarsi dai re
ai

quali concesse

la

di Spagna nomina delsta-

1746, e

la

resero

all'

Austria

l'arcivescovo.
bil
i

Per

suffraganei

nei

conseguenza del trattato di Aquisgrana. Ripresa nuoin

1748,

vescovati di

Ruremonda,

Bois-

le-Duc, Anversa, Bruges, Gand, ed

MAL
Ypres, divenendo
Paesi- Bassi.
11

5S
ad

poi

primate

dei

ministero,
lo zelo

prendendo

esempio

primo arcivescovo celebre Antonio Pei'ienot Granvela, nominato nel i56o, che nel i56i cre cardinale Pio IV, chiesa the abdic nel i582. Suo successore fu Giovanni Hauchin, le cui dolci ed affabili uadi

de' primi apostoli della fe-

Malines

fu

il

mor nel 1689. All'arcivescovo Lamberto Guglielmo scrisse Clemente XI nel lyoS, lodandolo per lo zelo che mostrava contro il
de, e

giansenismo; quindi nel din air arcivescovo ed

1707 orai

suffra-

niere lo resero caro a tutta


diocesi
;

l'arci-

gane, che
colari

sotto

gravi

pene

ordi-

soffr

pazientemente

ogni

nassero ai superiori ecclesiastici see

violenza usala contro di lui dai nemici della religione cattolica, dopo che i Paesi Eassi si ribellarono a

regolari

di

non riceven*
lo

ne' luoghi sacri ed

immuni per
i

spazio di
tori

n trascur inai dun buon pastore, morendo nel 1589. Gli successe il cardinal Guglielmo Alano o Alain, uomo
li,
i

Filippo
veli di

ed

soldati un anno rei di qualunque

diserdelitto;

ingiuiizione che prorog poi ad

un

altro anno, ci che rinnov ancora.

di

raro

merito

e di

ardentissimo

XI

Al medesimo arcivescovo Clemente nel 1708 diresse le sue lodi, e


apostolica
il

zelo per la religione, che Sisto

con

fermezza

lo

difese
il

tenne presso di
giovarsi de' suoi

se

lioma per consigli, e moi


in

contro

consiglio del

Brabante,

quale avea con pubblico editto preso a proteggere il sacerdote WandNesse giansenista refrattario, che dal prelato era slato scomunicalo, e dal

nel

i594- Era slato designato per

terzo arcivescovo di Malines Levino

Torrentius
arcidiacono

Van
del

der Beken
Brabaiile,

di

Gand
di

vicario

generule del

vescovo

principe

Liegi, secondo vescovo di

Anversa,
,

Papa dichiaralo incorso nelle censure ecclesiastiche, annullaido quanto erasi operato dal consiglio contro r autorit dell'arcivescovo.

nella cui cattedrale sepolto

es-

sendo morto a Brusselles prile iSga. Egli fond il


de'gesuiti

a'

25

a-

Clemente XI

nel

collegio

civescovo di Malines

17 16 fece arTommaso Fi-

presso Lovanio, e sosten-

ne

l'uflizio

scovo di

ambasciatore pel veLiegi, siccome chiaro pei


di

lippo d'Alsazia, de' conti di Boussu principi di Chiaiay, che nel i 7 19

cre cardinale;
cesi

suoi meriti.

Tra

di

lui

successori

nomineremo, Mattia Van den Hove, consagrato nel iSqG, prelato distinto

t,

govern l' arcidiocon vero zelo ed esemplare piee mor nel i'j5(). Maria Tere-

sa

imperatrice regina

pei suoi

lunji,

per
e

la

sua

li-

cessore Giovanni Enrico

nomin sucFranckem-

beralit
disciplina

per

aver

ristabilitala

berg, e Clemente XIII lo preconizz

ecclesiastica

regolare,

terminando di vivere nel mggio 1620. Giacomo Boonen, encomiato per le sue virt e per la carit
verso ipoveri, che mor nel i655. Alfonso di Berghes, dell' illustre famiglia de' duchi di Brabante, consagralo nel 1671, nulla trascur

maggio nel concistoro de' 28 1759: govern con gran pruden-

affabilit e disinteresse, onde si cattiv l'ammirazione de' suoi dio-

za,

cesani,

per cui Pio


cardinale.
t.

VI
Nel

nel

1778
de
ri-

lo

cre

Ball,

Prop.
porta

fiele,

la

IV, pag. 267, si Pio VI risposta che


diresse
al

ai

per

adempiere

ai

doveri

del suo

i3 lugho 1782

cardi-

9
,

t
prova,

MAL
che
ri-

MAL
sua morte Gregorio
cistoro de'

naie sui matrimoni misti,

XVI

nel con-

come avea
i

fatto col suo pre-

24

liibbraio

i83i pie

decessore Benedetto
ta prescrive

XIV;

tultavol-

cgnizz

V attuale

arcivescovo

En-

modi come potranno


le

gelberto Sterckx di
di

Ophem
di

diocesi

permettersi. Alla biografia del car-

Malines,

professore

teologia

dinale

narrammo

rimostranze da
II

nel seminario, canonico

della

mevi-

lui fatte

a Giuseppe

sulle rifor-

tropolitana e parroco,

non che

me

religiose

introdotte

ne' Paesi-

cario generale del predecessore. Di-

Bassi, per cui scoppi quella rivo-

poi in quello de* i3 settembre


il

i838
ti-

luzione di cui

facemmo

parola anIl

Papa

lo

cre cardinale dell'ordiper


di

che

all'articolo
si

Germania.

cair-

ne de'
l'Isola,

preti, conferendogli
s.

dinale
cesi

ritir

nel territorio olan-

tolo la chiesa

Bartolomeo
portato

al-

dese per ben due volte, e dai franfu

essendosi perci

in

deportato ad

Emmerick

Roma.
noribus

Nell'allocuzione, Cuni

in ho-

rtientre l'arcidiocesi molto solh. Rinunzi l'arcivescovato nel 1801, e mor nel 1804. Pel concordato da Pio VII conchiuso colla Francia nel 180 1, ebbe luogo una nuova circoscrizione di diocesi mediante la bolla Qui Christi Domni, de* 2 novembre 1801, Bull. Rom. Con,

Inbuendis

dal

Pontefice

pronunziata nel crearlo

cardinale

encomi g' insigni suoi meriti e le benemerenze verso la chiesa belgica,


sia
sia

per Io zelo pei sani


la

studi,

per

salute delle anime,

non

che pel fiorentissimp suo seminario


e pei luoghi d' istruzione de* poveri

tinuatio

XI, p. 24^la dignit metropolitana


t.

Conferm
di
i

d'arabo

sessi,

per aver cooperato

Maiivesco-

alla ripristinazione dell'universit di

nes, e dichiar suffraganei


"vati

Lovanio, per

la

sua piet,

dottri-

di

Liegi,

Gand, Namur, Aquisgrana, Treveri e MaTournay


,

na, prudenza, mansuetudine,

fi-

gonza,

due ultimi

gi sedi

arci-

nalmente per godere l'estimazione del clero, del popolo e del re del
Belgio.

vescovili

mano
di

ed elettori del sacro roimpero. Essendo prima state


le

Al presente l'arcivescovato
lines

di

Ma-

soppresse con tutte


dignit, le sedi
vescovili

prerogative
arci-

vescovili,

di

ha per suffraganei i vescovi Tournay, Gand, Namur, Liegi

e primaziali, Pio VII

non
ti-

e Bruges.
dicata a
s.

La metropolitana
Dio
sotto

detli

fece parola nella della bolla del

l'invocazione

tolo di primate del Belgio all'arci-

Romoldo

vescovo e
si

martire,

il

vescovo di Malines. NuUadimeno dal

cui corpo ivi


reliquie.

venera

con

altre
goti-

i8or gli arcivescovi hanno continuato a portarlo, quindi la santa Sede lo permise all'odierno arcivescovo. Dipoi Pio VII nel concisto-

ca ed ottima struttura

Questa cattedrale di ha il
si

ca-

pitolo senza alcuna dignit, e

com-

ro

de*.

aprile

1802

preconizz

pone di dodici canonici, comprese e penile due prebende teologale


tenziaria, di
rari

arcivescovo Giovanni

Armando Ro-

alcuni

canonici

ono-

Roquelaure, ed 18 17 in quello de' 28 luglio del dichiar arcivescovo Francesco Anquelaure, nato in
tonio de* principi di

e di molli preti e chierici inservienti ai divini ufllzi. 11 parro-

co della cattedrale
civescovo,
sterio.

lo

nomina
il

l'ar-

Mean,
di

trasla-

ed

in
la

essa evvi

batti-

tondolo dalla chiesa

Liegi.

Per

Presso

cattedrale vi Te-

MAL
piscopio.

MAL
cit-

5j

VI sono inoltre nella


panoccliiali,.
vi

e divozione alla santa Sede, e alla

t altre sei chiese

in

madre
gio e

di

tutte le chiese, e formefra


il

ognuna

delle
,

quali

il

fonte
di

ranno un nuovo legame


l'alma

Bel-

Jjattesimale

cinque

monasteri

Roma
11

centro delle
lodevole profu

monache, un conservatorio, alcune confraternite, l'ospedale, il monte di piet, ed un amplissimo seminario.

scienze ecclesiastiche.

getto di questo collegio


sto ai

propo-.

vescovi del Belgio

dall' otti-

L'arcidiocesi

di

Malines

si

mo
del

ecclesiastico

monsignor

Pietro

estende su venti leghe in


za, e quindici

larghez,

Giuseppe

Aerts cameiiere

d'onore

comin lunghezza prendendo le Provincie d'Anversa e del Brabante meridionale, e contenente diverse
della
illustri

Papa Gregorio
e

XVI

e di quel-

lo regnante,

canonico onoiario della metropolitana di Malines, che

citt

e luo-

ghi, con pi di seicento parrocchie.


1
frutti

mensa sono

tassati

ne' libri della cancelleria apostolica


in
le

fiorini 1666, e le rendile annue somministra l'erario pnbbliro,

da parecchi anni abitava in Roma. Nell'adunanza che fecero questi prelati a Malines li 3o luglio 1844 approvarono il progetto caldamente appoggiato dal cardinale Sterckx presidente
blea.
I

dell'assem-

cio

10,000

fiorini.

Ora passeremo

prelati

pertanto deliberaroil

a parlare del Collegio ecclesiastico Belgico istituito in Roma nel i844)

no

d'istituire

collegio a spese loil

ro comuni, pregarono

e di cui fu

il

principal fondatore

il

cardinale arcivescovo di

medesimo domandar-

lodato cardinal Slerckx.

ne
ai

r opportuna
,

autorizzazione del

Questo
del Belgio,

colle;.MO

destinato

Pontefice
signor
detto
fu
il

ed

incaricarono
del quale

monegli

giovani preti

delle

diverse

diocesi
col

Aerts

dell'

organizzazione di

che hanno terminato

stabilimento,

pi gran successo i loro studi teologici nei seminari diocesani e nell'universit d Lqvanio, e che

han-

primo superiore col titolo di presidente. Il santo Padre Gregorio XVI approv colle parole pi lusinghiere
il

no ottenuta una

distinzione e gradi

progetto, ed autorizz
colla sua
lettera

l'isti-

nella teologia o nel diritto canonico. Essi sono mandati a Roma e mantenuti nel collegio a spese dei
rispettabili

tuzione

breve,

Summa
tiaj

quideni animi nostri laeti-

de' 7
al
Il

dicembre

i844

ludi-

vescovi

del

Belgio

per

rizzata

cardinal arcivescovo

di

perfezionarvisi
ecclesiastiche.

vieppi nelle scienze

Malines.

collegio ecclesiastico bel-

Frequentano in Roaccademie teologiche, lo studio della Congregazione del concilio {f^edr), quello della Congrega-

gico fuquintli piovvisoriamente collocato


nel

ma

le

locale contiguo
s.

alla

re-

gia chiesa di
di

Giuliano dei belgi,

zione
di)
,

da' vescovi
ec.
i
.

regolari
nella
i

(l^e-

Vi

studiano

fonte
la

cui parlammo all'articolo Fiandra (Vedi). Fu il collegio dipoi formalmente approvalo per decreto

stessa

sani principii,

costumi,

della sacra congregazione degli sludi,


il

pratica della curia romana.

Queste
in

cognizioni nel loro ritorno


tria,

pa-

primo aprile i845, e ai 4 di tal mese il detto Papa nomin in procardinal Giuseppe JVIezche prese formale possesso 19 giugno dell' istesso anno, nel
il

diffondendosi per

essi fra l'ec-

tettore

cellente clero bijlgico, lo conli^nine-

zofanti,
li

ranno ancor pi

nell'

attuccamenlo

58
detto locale

MAL
lunette sopra
la

MAL
tare maggiore rappresentava la sacra Famiglia. Pietro Nelli dipinse le
gli

o\*eia stalo eretto 11 trono. Nel 184^ in Malines coi tipi si pubblic l'opuscolo eli Ilanicq Notive sur le collega ili tir ola lo i'cclsiasique Bcl^e inslui Rovie par NN. SS. les vcques da Belgique^ avec C ctpprohalion de No:

altari

laterali

Madonna

del

Carmine

nella cor-

nice della cupoletta


Vicinelli,

di Odoardo come abbiamo da Filipdelle

po Ti li. Descrizione
in

piUure

ec.

tre

Saint
li

XP'I.
le

Pere le Pape Gregoire esso sono riportate pure


del

Roma p. 3o[. Egli, nuti, Roma moderna p.


,

ed il Vei5q, dico-

lettere

cardinale
i'

al

Papa
breve

de' 10

ottobre i844>
il

citato

pontifcio, e

discorso pronunziato

dal nominato monsignor presidente,


cui rispose
il

un quadro il Redentore che appare alla Maddalena : il quadro pass in potere del
del Barocci che
vi
efigi

no

che

prima eravi

cardinale

con

breve
il

cardinal

Neri

Corsini.

Il

collegio

allocuzione. Nell'anno poi

1846

belgico nel
chiesa e
il

1846 ha
monastero

restaurato la

collegio fu trasferito nel locale dei


ss.

riducendolo
Collegiuni

Gioacchino ed Anna
vescovi del

al

Quiridai

a collegio. Sulla porta del collegio


si

nale, chei

Belgio aveeffetto

legge questa iscrizione

\ano
del

acquistato a tale

ecclesiasticuni

Belgicum.

In

occa-

religiosi

contigui trinitari riformati


i

sione del conclave per l'elezione di

riscatto,

quali lo

aveano acqui-

PioIX, essendosi
portalo in rare
i

il

cardinal Sterckx

stalo dalle

tue del
quistati
le

monache Adoratrici perpedivin Sagramenlo (Fedi).


e chiesa ac-

Roma, ha potuto ammidel


collegio,

progressi
di sua

che

Questo piccolo monastero


quattro foutune

onor

presenza.

dai belgi son situati presso

della strada;

ed vennero
dite del

il

quadrivio
nel

Concila di Malines.
11 primo fu tenuto in giugno 1^70, ed provinciale. Venne presieduto da Martino Rylhou vescovo d' Ypres, in nome del cardinal Perrenot di Granvela arcivescovo

edificati

1608
di

dai religiosi carmelilani scalzi


al

Spagna,

Martinelli,

Roma ex
ma;
e dipoi

ethnica sacra

pag. 60,
in

per un ospizio dell'ordine


i

Rori-

religiosi

trinitari

formati del riscatto

spagnuoli

nel
il

di
le

Malines.
eresie,

Vi furono condannate
si

1640

vi

fabbricarono
di
s.

contiguo
Carlo.

accettarono

decreti

convento e chiesa

Pio

del concilio di Trento.

Fu

prescrit-

y\\ assegn
sa chiesa

la
ss.

piccola

ma

grazio-

de'

Gioacchino ed An-

na, di forma ettagona, coll'annesso monastero od ospizio alle noQinate monache adoratrici, che ave;Mio
acquistato
i

to a' vescovi di non ammettere nessuna professione di fede, che non fosse interamente conforme a quella

assegnata dal concilio. Si decre-

che
Si

vescovi

visiterebbero le
diocesi

due
al

edifizi

nel

1807
in

chiese delle loro


senti.

anche

e-

dalla procura dei leresiani, e che vi

tratt eziandio del batte-

rimasero sino
nastero di

i838,

epoca

simo, della promozione agli ordini,


della celebrazione delle
feste,

cui passarono all'altro


s.

vicino

mo-

del

Maria Maddalena delle domenicane, concesso loro dal Papa Gregorio XYI. Il quadro dell'al-

dovere dei vescovi, della residenza, della vita e dei costumi de' chicliei
,

dei seminari

dei catechismi

MAL
dei
leligiosi

MAL
fu

59
eretta

e delle religiose, e

metropoli di Tarso,
^eculo,

nel

V
fu-

promessa obbedienza alla santa Sede. Tutte queste materie furono divise in nove capitoli. Labb t. XV ; Arduino t. X ; Diz. de concil.

presso

il

fiume Piramo, ce-

lebrala da diversi geografi.

Ne

rono vescovi, Bemazio che


te al concilio di

assisletr

Il

secondo fu tenuto a Lovanio


la

sopra

disciplina, nel

574- Marcui presievi assi-

Antiochia, sotta Melezio nel 377. Valentino trovossi al concilio generale d'Efeso, dove unitamente ad altri vescovi procur d' impedire che Cirillo
di

lene in
Il

Twsaiir.
nel

t.

IV.

Ales-

terzo

1607,

sandria facesse l'apertura del me-

dette l'arcivescovo Mattia, e

stettero sei vescovi suffraganei.


titr

Venre-

furono

capitoli

stabiliti

desimo concilio prima dell'arrivo di Giovanni Antiocheno, ed approv tutto quello che gli orientali
fecero a favore di Neslorio,
chiarossi
in
1'

lativamente alla fede ed


di'

al

mudo
in
in agli
essi

tiia

di-

conservarla

ai

sagramenli
di

seguito n^l concilio di

generale ed a ciascuno
particolare;
alle

Tarso per

indulgenze,

rientale con quella

unione della chiesa od'Alessandria;


al

ordinandi,

ai
;

matrimoni,
alle
esorcisti,
;

alle feste

Crisippo assistette e sottoscrisse


concilio di

ed
ed
agli

ai

digiuni
;

reliquie ed alle
ai

immagini
ai

agli

vescovi

Calcedonia; Attalo sottoscrisse al decreto sinodico di GenCostantinopoli


e

loro

doveri
in

ai

parrocchi

ecclesiastici
;

generale

ed

ai

nadio palrlarca di sin)oniaci; contro


i

benefzi

alle
ai

scuole pubblicbe, ai

sottoscrisse
rale.

il

Cosma che quinto concilio genet,

seminari,

monaci ed

alle

mona-

Oriens

christ.

II,

p.

884.

che; alle immunit ecclesiastiche ed ai sinodi provinciali. Regia t.

Al presente Mallo, Mallcn, u titolo vescovile in partibus che conferisce


la

XXXVI;
t.

Labb

t.

XV;

Arduino

simta Sede, sotto l'arciveIl

X.

scovato pure in pai tibus A\Ty9,o.

MALLO,

Mallus. Sede vescovile


di Pisidia, nell'esarla

Pontefice Gregorio

XVI

a'

3 giu-

della provincia

gno

i836
nel
voi.

lo

diede

a monsignor

cato d'Asia, sotto

metropoli

di

Gio. Battista Pallegoix,

Antiochia, eretta nel


nopolis.

secolo:
e

fu

mo

XXXIV,
(s.
.

come dicemp. 25o dei

chiamata pure Mallena


]Ne

MalleAttalo
dei

Dizionario.

furono vescovi,
la

MALO'
Macloviuni
Vilaine

Saint- Malo,
vescovile

che sottoscrisse

lettera

ve-

Citt

di

scovi di Pisidia all'imperatore

Leos.

Francia, nel dipartimento d'IUe-et,

ne, relativa all'assassinamento di

capoluogo

di

circondario

Protero di Alessandria, ed
creto di

al

de-

e di cantone nella Bretagna minore,

Gennadio
i

di

Costantino-

distante

ottantanove leghe
sopra

da

poli contro

simoniaci; Cosimo che

Parigi,
in

situata
alla

una

roccia,

fr

trovossi al quinto concilio generale; e Sisinnio che sottoscrisse i canoni


in

mezzo

penisola Aaron, cir-

condata

dal

mare

Britannico, ed
pel Sillon, ar-

Trullo.

Oriens

christ.

l.

I,

pag.

unita al continente

io56.

gine o lingua di

terra strettissima,

MALLO,
de vescovile

Mallus o Mallos. Sedella prima Cilicia, nel


sotto
la

e presso
ce.
Il

la

riva destra della

Ran-

porto,

situato fra Sillan, la

patriarcato di Antiochia,

citt

ed

il

continente, vasto, co-

Po
modo,
scnro
diilcile

MAL
ed assai imporlanle,
sca
del
il

MAL
l'in-

ma
gli

di

approdo perch
fondi;
i

ed

merluzzo e delle balene; grande e piccolo cabottaggio

gresso n'

ristretto e sparso di scovascelli


vi

e di

bassi

restano a secco a bassa marea,


nelle

ma
a

sono quivi molto animati. E patria di molti uomini illustri, e fra gli altri di celebri navigatori e grandi uomini di mare: quivi nacquero Maupertuis, de Lamethrie, labbate Trublet, il rinomato ma-

grandi

V acqua
e
nella

s'

innalza

45
di
la

piedi.
s.

La rada che

sta

all'ovest

Malo,

quale

sbocca

Rance, altres seminata di numerose roccie che si estendono assai lunge ; essa difesa da cinpi imporque forti, de' quali tanti sono quello della Conche, costrutto da Vauban, e l'altro dell'isola Harbour. S. Malo cinta da raura con bastioni, e difesa al nord da un castello fortificato, eretto
i

rino

Dugnay-Trouin

Cartier scuopritore del

e Giacomo Canada nel


ec.

i534j de-la-Bourdonnaye,
abitanti

Gli

migliori
eccellenti

sono considerali come i armatori di Francia ed


marinari;
essi

nel

armarono a

loro spese ventidue

1622 ba-

stimenti e portarono dei soccorsi al

per

ordine della
della
castello

duchessa

costrutta
tutta

Anna;
regoquella
di

la parte

citt

che riguarda

duca di Guisa^ contro la Rochelle. Nel 17 11 il corpo dei commercianti diede a Luigi XIV trenta milioni

questo

di

franchi

per

sostenere

la

larmente,

come pure
in

guerra.
Gli abitanti di Aletum, citt che

che sta Dinan;

faccia
il

della porta

ma
I

restante

poco os-

rimpiazza
di
s.

servabile.

principali pubblici edi-

s. Servan presso e al sud Malo, forse per essere spesso

fizi sono la cattedrale, il palazzo comunale, l'antico palazzo vescovile ed il teatro. Vi sono due chiese,

esposti agli

attacchi

dei

pirati, si

ritirarono sulla roccia di Aaron, e

un

ospedale,

un

ospzio

per

gli

e-

sposti,

un

collegio

comunale, una
e dei bel-

scuola gratuita di navigazione, una


di

disegno,

una borsa,
di

Vi soprima istanza e di commercio, una conservazione delle ipoteche, una direzione delle dogane e di artiglieria, una camela consultiva di commercio ed un tesoriere della marina Vi sono
lissimi
i

passeggi sui bastioni.

no

tribunali

fondarono neh' Vili secolo una a cui diedero il nome di s. Malo o Maclovio loro vescovo, per cui fu chiamata 71f<2c/o/7o//5 e il/<2c/oviopolis. Essendo stata distrutta Aleth, Anna di Bretagna fortific l'isola la di s. Malo. Gli inglesi bombardarono negli anni 1693 e 1695, ma furono costretti di ritivi

citt

rarsi; nel
la

17 58 essi discesero nelbaia di Caneale e si portarono


s.

sopra
si

Malo,
navi

ma

tutti

loro sfor-

canlieri

di

costruzione

pei

navigli,

non produssero che


e di

l'incendio di

ed una reale
alcuna

fabbrica di
citt

tabacco,

molte
cantili.

magazzini
fu
la

merculla

Quantunque questa
per

non abbia
interno
,

comunicazione mezzo di riviere


l'attivit
\i

coli'

della

Questa compagnia

citt

dell' Indie.

co-

navigabili

gnita la singolare pattuglia che fa-

per

l'industria de' suoi

ceva un tempo attorno di

s.

Malo

mantengono un attivo commcrclo. Vi si fanno grandi armamenti per l'Indie, per la peabitanti
i

un

certo

numero
si

di

grossi

cani fe-

roci,

che

ponevano

in libert al

principio della notte.

MAL
La
s.

MAL
in

6t

fede fu

predicala

Alelh

presso questo luogo nel

secolo da

Monfort, che valoroso si difese contro g' inglesi, e Martidi

Dinano

IMaclovio o

Maculo signore bre-

no

lo

cre cardinale.
il

XLIV

ve-

tone,

dopo

essere stalo ritirato nel-

scovo fu
tro

b.

Lodovico cardinale
d'Arles.

l'isoletta in cui

menava sua

vita

un

Alamand arcivescovo
de Lavai
fu

Pie-

romito per nome Aaron o Aronne, ove poi fu fabbricato un monastero e la eli l di s. Malo.
santo

trasferito

all'ar-

Divenuto
lo

s.

Maclovio nel VI seco-

vescovo di Alelh, ch'era distan-

una lega da Aaron, quaranta angovern la sua chiesa. Fabbric molte chiese, e dopo la morte di Aaron prese il governo del monate

di Reims. Nel 1490 divenne vescovo Guglielmo B rissonet, che Alessandro VI cre cardinale, e lo successe il figlio Dionisio ch'egli avea avuto prima di

civescovato

ni

essere

ecclesiastico.

Nel
le

divenne Guglielmo
cir

l6io lo Gouverneur,
i

ebbe

successori
christ.
t.

registrati
I,

stero,

ch'era divenulo
,

assai

nume-

nella
p.

Gallia

par.

ed . consiMor nel 565 deralo il primo vescovo di s. Malo, designando s. Gudw^alo o Gurroso.
"vallo

per successore.

Da
IX

Saintes

le

sue ceneri furono nel


portate a
lo
s.

secolo trasseco-

Malo, indi nel


de'

680. Ne furono ultimi vescovi, Gio. Giuseppe de Fogasses de Entrecaux de la Bastie avignonese, fallo nel 740 Antonio Giuseppe de Laurents avignonese, nominato nel 1767; e Gabriele Cortois de
i ;

dopo per timore

vennero trasferite ve alcune reliquie si diedero a s. Maio. Gli successelo s. Gurvallo, s. Colafno, s. Armugilo, s. Enogallo, s. Mal mone, s. Goffredo o Gottofredo, s. Oedmalo. Fu sollo il vescovo Billio che le ceneri di s. Maclovio furono quivi portate, ed egli ne scrisse la vita. 11 monastero dell'isola Aaron fu cangiato in cattedrale, la quale
era nlliziata dai
canonici regolari,

normanni a Parigi, da do-

Pressigny di Dijon, dichiarato

ve-

scovo

li

19

dicembre
di

termin di esserlo
pressa la diocesi

1785, che quando fu sops.

Malo, nel
Pio
VII,

i8or, pel concordato


il

di

quale poi

il

primo ottobre 18 17
arcivescovo
cattedrale sotto

preconizz Gabriele in
di

Besancon.

La

r invocazione di s. Vincenzo, ed avea il capitolo composto di quattro dignit, di


venti

canonici, e di

quattio semi- prebendati. La diocesi

quando

il b. Giovanni de la Grille vescovo d'Alelh, vi trasfer la sede episcopale nel i i4i> essendo suffraganea della metropoli di Tours. Il vescovo Grille edific il coro della cattedrale, e tra i suc-

conteneva molte comunit


fra le quali

relis.

XXVI

giose,

quella di

Be-

nedetto della congregazione di s. Mauro. Il vescovo era signore della


citt.

ritorio

La diocesi avea un lungo i5 leghe, e 12


200

ter-

lar-

nomineremo Simone de Clisson teologo domenicano, morto nel


cessori

go, con

parrocchie, 77 chiese sussidiarie, divise in due arcidia-

I7.85.

Sotto

il

vescovo Alano,
nel

il

conati, cio quelli di

Dinan e
11

di

Papa Giovanni XXII


colarizz
il

i320

se-

Porhouet, con otto decanati dipendenti dagli arcidiaconati.


vesco-

capitolo:

trasferito
gli

nel
il

i336
Mei

a Cornovailles,

successe

vo aveva 3 5, 000
e

lire

di

rendila,
le

vescovo di Treguier Ivo Beubosel.

pagava 1000

fiorini

per

sue

14^4

^0

divenne

Guglielmo

bolle.

Si

^] A

T.

MA
Malta fu sempre
le le

L
decantata,
i

MALPIGHI
DBEA,
GHi,

MALPILTA AnF. Gini


(s.),

come
i

Cardinale.

Malpi-

sue rose,
fruita,
le
gli

il

miele,
aranci,
i

cagnolini,
cedri,
li-

Cardinale.
martire.

MALRUBIO

Me-

moni e
stie

abbondanti
L* isola

limpide

nava vita eremitica in Isco/ia, iinicamcnte occupato nelle pratiche


dell:

acque.

del

Gozo

fu

chiamata
digeni

dai

greci

Gaulos^

per

penitenza e nell'eserci/io della


allorch
le

derivazione

fenicia,

e presso gl'in-

contemplazione,
sioni

incur-

de'norvegi, ancora idolah'i, lo


suoi compatriot,

Gaudisch con saraceno vocabolo, dai romani Gauhini^ e nella

fecero uscire dal deserto, collo sco-

bassa

latinit

Gandisiuni.

Il

po
ti

di confortare

Gaulurii de'romani in latino suona

nella loro disgrazia

e di

mitiil

Pociduniy
figura
di

cio

coppa,

cos

della

gare, seibsse stato

possibile,

fu-

per essere formata dalla tjatura in


coppa,
la

rore dei
di

barbari.
si

Mosso da
mise
a

zelo

qual

voce ve-

leligione,

predicMir

ramente
quella di
sola

fu dagli arabi

corrotta con
l'i-

loro
la

il vangelo; ma la morte fu ricompensa della sua carit. Es

Gaude.sc:

da Malta

distante cinque miglia.

se-

so fu

trucidalo

dai
,

norvegi
circa

nella

parata
saggio

da
ai

provincia di Mernis

l'anno
,

profondo
circuito di
dici

io4o, sotto il re Duncano onorato a' 27 d'agosto. Non ve confonderlo con altro
dello stesso nome,
il

ed si desanto

Malta per un canale, abbastanza per dai- pasha un vascelli di fila; ben trenta miglia, dosi

delle qtiali

distende in lun-

quale

si

ono-

ghezza, mentre
za di

fertile,
sei

la

maggior larghezIl

ra a'2
sidetza

d'aprile.

miglia.
di

suo terreno
ed in certo per le

MALTA
ta o
lfali;i

(Meliten). Citt con re-

abbonda
di

grano, biade,

vescovile, nell'isola di
inglese,

nel
la

Mal mare MeSicilia


dell'

fruita,

acque,
suolo.

modo

rivaleggia con Malta

diterraneo, situata fra

e
i-

produzioni

del

Trovasi nel

Africa

parleremo prima
di
Sicilia
fra

sola.

In quel tratto
la

mare che
sud-est

centro l'antica citt di Gaulos fabbricata dai fenicii, ch'ebbe un tem-

separa

dall'Africa, e pre-

cisamente
di Tripoli,
la

l'angolo
il

Capo Pa fusero ed
si

o promontorio
le

trovano
ch'
il

tre

isole

di Malta, A/e// ?tf,

Gozo

Comino;
maggiore
a
tutto

prima

di

esse,

la

po il suo signore particolare, e sosuoi runo degni di osservazione deri, parlandone in un all'isola ed alle sue antiche iscrizioni il p. Lu117 e 1^3 delle pi nel t. II, p. Dissertazioni. La Cittadella, luogo
i

in estensione, d
il

nome

principale dell'isola, l'antichissimo

gruppo. Egli verosimile, come


antichissimi

furono d'avviso alcuni, essere state


negli

tempi
il

le

dette

isole unite

insieme

formando una
terremoto
divides.se,
le

sola

isola,

quindi che

gran Castello, il cui Boigo che con vocabolo maltese si chiama labao meglio Rabat (che equivale to, a sobborgo, borgo, borghetto, ed quindi che tanto il borgo della Notabile
stessa

o altra terribile causa e sostengono pure, che


gi furono unite alla
sola
si

le

tre

isole
Nell'i-

Sicilia.

due

che del Gozo ritengono la denominazione sono ambemolto popolati): nel centro
;

abbonda

di

tutte
la

le

cose
di

dell'isola

piccola citt guarnita di


,

necessarie alla

vita;

fertilit

bastioni suU' alto

e ne

dipendono

MAL
i

MAL
pe(>
il

f>^

sei

villaggi

triti

mediterranei di

sogginerjue al dominio turco,


i

Nadur, Sciaaret ov'


iso

pi famodetto
la
,

solo dov seguire


ta

destini di
alia

Mal

moniiinenlo ciclopico

le
s

sue vicende,
nello
I

quale

forre dei g'igantiy Zebbiig,

Caibo

tmita

spirituale

Sannat a Sccukia. La torre de*gigaiti, mommietito di opera barbara,

temporale.

cavalieri di

che nel Malta a,

vendola
corsari
chi,

di

nuovo

fortificata

fu

met
dai

distrutto, in

pieli a cal-

vivamente attaccata
d'Africa, nel

nel

161 3 dai
dai
1

carea, forse gi per uso religioso e

1709

tur-

retto

fenicii,

in

pai-te

parte-

e presa dai francesi


in

nel

798

cipa dei templi druidi d'Inghilterra

venne
nel

potere

dell' Inghilterra

e di Bretagna,
sulla

il

forte

Chambrav
difende
il

r8oo,

che

!a
si

governa
In

come
pii

riva

meridionale,

Malta. Al presente
di
1

noverano
ogni

passaggio fra Gozo

e Cornino,

Al

5,000

abitanti.

et

njrdovest lo scoglio dell'Hagirntal-general, ove raccogliesi


iieo
il

vanta celebrit, e

come Malta go-

spotita-

funi2^o

maltese

cui

Linneo

de egtale cittadinanza, magistrati, nomini e famiglie illustri. E fornita


si

attribu e(iJcacin

medicinale.

Ebbe
le

di chiese,

di stabilimenti religio-

sempre con Malta


litiche

comuni
saracene
e secondo

poe
le

e di pie fondazioni sino da epo-

vicende,

le
;

turche inclusioni
di,
p.

il

Nar-

De^ titoli del re delle due Sicilie sembra che fosse marchesato de'mcdesimi, e ne portavano
12*2,

Il canonico Giampietro Agius nativo del Gozo, illustr la sua patria con varie opere sacre

che remote.

e di letteratura, tra
l'emo //
figure.

le

quali noteec.

Gozo

illustrato^

con

che l'isola eble il titolo di marchesato, come altres l'ebbe Malta ne' tempi anil

titolo:

certo

poi

L'isola di

Cornino,
posta
e
in

ephestia^i

o Lampa.
canale
vette
il

dati,
la

come afferma
di

il

Campana

nel-

fia

vita

Filippo IL

Altri pretensi

mezzo al Gozo, e ricenome dall'unica ed abbon"i,

Malta

che anticamente l'isola chiamasse Ogygin. Nel 1090


conquist
Rugijiero
in
1

dono

dante sua produzione,


resto quasi
sterile.

perch
All'ovest

del

la

una

normanno.
,

paite distaccata forma altra isoiet-

Passata

potere

de' francesi
III

questi la tolse Pietro

re

d'Aantichi

ragona verso
padron della tempi spesso

il

1282, quando s'imNegli

Sicilia.

fu

soggetta

alle

pre1

de dei corsari. L' isola fu donala da Carlo V


gerosolimitano, onde
il

nel

53o

poco conto, che dicesi Coove gl'inglesi vi hanno edificato e ben munito un forte, dappoich essa sotto il loro don)inio con Gozo e Malta. In Cornino non solo il gran maestro Wita

di

iiiuotto,

all'ordine

gnacourt

edific

una
ridusse

forte difesa

maestro s'intitolava principe di Gozo. turchi se ne impadronirono nel 1 i55i, e T'abbandonarono dopo
gran
averla quasi del lutto rovinata con
farvi

del canale,

ma

coltura

Nel mare Mediterraneo e venticinque leghe all'ovest di Mal-

isola.

seimila

prigionieri

laonde
calamit
forti (Ica-

per impedire altre simili vennero poscia costruite


zioni

ta evvi r isola Lampedusa, Lppadnsa o Lipadiisa, che le due Sicome una delle cilie considerano loro dipendenze, mentre al dire di

alcuni Malta pretende al


sesso,

suo posmolti in-

per

tutto

il

litorale;

mai

ond'

abitata da

64
glesi,

MAL
per
la

MAL
assai
forte,

feracit delle sue na-

sul

porto principale di

turali

produzioni.

Ha pure

il

vanof-

taggio di un
\\n

buon porlo, ma

fre ancoraggio a forte e


I

pochi bastimenti:
Io di-

qualche batteria
pirati

nel 973, giace pii un alto scoglio, ed imito al Borgo col mezzo di un suoi edilzi sono deponte. Fra

Malta ed eretto

avanti sopra

fendono.

barbareschi

con
resa

gni di

osservazione

il

fu

palazzo
del
a-

infestarne le spiaggie

Taveano

dell'inquisizione,

gi residenza
visitatore

deserta di abitanti; e nelle sue acqtie


le di

prelato in(juisitore e
postolico di

fece naufragio

Carlo
si

V
sa

mente non
so
tli

Tarmata navanel i55i. Veracome Malta abil

Malta.
il

XI 11 che verso
to

Gregorio i574 avendo invescovo


i

Fu

teso dispiacere all'ordine essere sta-

bia preteso appartenerle

posses-

faco Iti zzato

il

Roxas

Lampedusa, sar

nata tale
coltivata

d' inquisire
istitu

anco contro

cavalieri,

opinione forse dall'essere


dai

maltesi

come
isola

atittuari.

Malta o

principale lunga

il tribunale dell'inquisizione Malta, che dur sino al 179S, assegnando Gregorio XIII all' in-

di

sette leghe e larga quattro,

avendone
i

quisitore

quattrocento

ducati

di

venticinque di perimetro;
tanti
ta

suoi abi-

camera
venti,

sono circa 160,000. Essa concui


le

mensa vescovile come pensione, che uniti ad altri prosulla


il

sette citt, di
l'antica

principali

prelato inquisitore

venne

sono

Melila o Medina o Citt Vecchia, antica capitale del-

a conseguire annui scudi

duemila.

l'

o Citt Nuova, odierna capitale. Evvi ancora


isola,

e la

Pialletta

Nel voi. XXIX, p. 249 e seg. del Dizionario, riportammo la serie ed


alcune notizie de' prelati inquisitori e visitatori apostolici di Malta, in

la

Citt Vittoriosa, cos detta dal-

l'assedio

mano

II

che sostenne contro Solii565 per quattro nel

numero

di

settantadue,

molti dei

quali furono esaltati al cardinalato

mesi, chiamata

Castello
s.

a
:

pure il mare, poi


cavalieri
pari'occhiale

Borgo di nominato
uOlziavano
dedicata

e due al pontificato, cio Alessandro VII ed Innocenzo XII. Altre loro


notizie

Angelo

descrivemmo

all'articolo

Ge-

nella

chiesa

martire, ed il parros. Lorenzo co esercitava la sua cura nella chiesa de' domenicani, durante la resi-

rosolimitano Ordine, ossia sacro militare ordine di Malta. Quivi l'armeria, ed in altri tempi vi fecero residenza
tale
i

gran

maestri

di

denza de' cavalieri nella Vittoriosa. Essa per una delle cinque parti

nobdissimo e

potente

ordine

sovrano.

in cui

si

divide

la

Valletta.
fortificata

Quedel-

Evvi il bagno o luogo ove stavano rinchiusigli schiavi, e

sta

una
di

cittadella
in

l'isola

di Malta,

una

stretta lin-

conta pi di tremila abitanti: poi ne parleremo meglio. Solo qui ag-

gua

terra accanto al porto, che


della Valletta,

sta a sinistra
i

d'arpbedue lati s'inoltra go canale formato dalla natura, che rinchiude la citt e forma alcuni mollo

donde un lar-

giungeremo che il Castello di s. Angelo anticamente fu posseduto dalla nobile famiglia maltese Na

per diritto ereditario, essendole stato ceduto dal re di Spagna per


va,
glia
lei gran fedelt, la quale fa(nine fece poi cessione all'ordine gerosolimitano a'2 r giugno i53o.

uno
delle

de' quali

comodi porti minori, chiamato Porto galere. Il castello s. Angelo

la

di

MAL
L' marsi
reo,
isola

MAL
pu
chiacalca-

65
Quella
deserta, e

Malta

dicalo alla Beata

Vergine.

un immenso
ricoperto nella

scoglio

parte

dell' isola

quasi

superficie

da

tutta la spiaggia orientale diru-

uno
te

strato di terra in qualche parpoco profondo. Questa isola

pata e quasi inaccessibile,


sendovi rade. All'incontro
ta la

non

es-

rigurgi-

'quasi

ovunque

sparsa

di

roccie,

delle quali la pi elevata quella

dei centro, distinguendosi

pure

il

monte Benjemma
cidentale,
la

nella

parte

oc-

popolazione ne' lati sud e suded oltre al bacino della capitale s'incontrano molti seni lungo la spiaggia orientale, che hanno
est,

sola

pianura un
i

po-

nome

di

porto,

incominciando da
di
s.

co

estesa.

In

sostanza
di

terreni

quello ben

ampio

Paolo, e

dell'isola
ti,

sono

qualit dififeren-

alcuni sassosi, altri piani e prosituati

fondi, ed altri
Il

nelle

vaili.

procedendo al sud per quelli delle Saline nuove, di s. Marco, della Maddalena, di s. Giorgio, di s.
Giuliano, tutti
al

suo clima alquanto caldo e nell'estate infocato da un sole ardentissimo, nel resto per dolcissi-

di

sopra

della

Valletta, e al di sotto di essa per


gli altri

di

Marsa
il

Scala, di

s.

Tomil

mo, la mente

natura
i

vi

dispensa
gli

largaof-

maso, e per
le

meridionale pi im-

suoi
il

doni,

alberi

portante di Marsa Sirocco,


protetto dal forte
s.

qua-

frono spesso

loro frutto
il

te nel corso delf'anno,

due volfrumento

Luciano.

Quest' isola inoltre un

gran desi

d per

l'ordinario

il

i8, e ne' temal

posito di merci inglesi, che poi

pi fertili

dal

38

fino

64 per
la

spargono in
vante e del
fu

tutti

porti

del Le-

uno, poich da tre


cit

secoli

fera-

Mediterraneo.

aumentata
la

per

la
si

diligente
fa

L'isola di Malta in ogni

tempo
in

coltivazione,

anco sulle roccie j quindi in proporzione il punto quasi pi popolato del globo. Malta ha delle sorgenti numerose, ma poco abbondanti, non servendosi, quasi da per tutto, che
dell'acqua di cisterna
bile l'acquedotto di
s
;

quale

feconda
nelle

di

uomini

illustri

santit, in
s

dignit, in dottrina, co-

Il

nelle armi.= lettere come commendatore fr. Gio. Franceil

sco Abela ed

conte Gi.

Anto-

nio Ciantar nobili ed eruditi maltesi,


si

osserva-

resero

sommamente benecio
nel
coli'

chiamato dal maestro che nel i6i6 lo fece edificare, onde condurre alla Valletta le acque di molti ruscelli della parte sud-ovest. 11 suo lato boreale termina in una penisola, oltre la quale vedesi l'isola di Gozo. L'istmo forma una piccola baia all'ovest, che dicesi Ralaatal-Bahria, ove si addita la grotta di Calipso, ed altro golfo che assai pi si addentra all'est, nella cui
riva

Wignacourt, conome del gran

meriti della patria per averla illustrata,


il

primo
in

opera
"'^"

stampata
tolata:
le

Roma

1647,

Descrizione

di

Malta con
notizie.

sue antichit

ed

altre

data alla luce in Malta nel 1772, che porta per titolo: Malta illustrata. In queste
L'altro coir opera

opere con ogni diligenza

si

trovade' loro
scrit-

no
tori

registrate le

biografie

concittadini
risulta,

illustri.

Da
sia

tali

che

vi

stata

sem-

pre in

Malta nobile
essi

cittadinanza,
loro opere

meridionale il porto della Melleha, con un tempio vicino deVOL. XLI.

dando

inoltre

nelle

notizia di alcuna delle antiche rag-

66

MAL
se la

MAL
ri-

guardevoU famiglie. Filadelfio Mugnas nel suo Teatro delle famiglie antiche e iobli di Sicilia^

Roma mhterranea. Alberto de Naiis domenicano, vescovo di Nicopoli, nel 1527 vicario
celebre

porta parecchie
bili

delle

maltesi

contrassero parentela con


casati;

che que' no-

generalo di Palermo, che ri patrio nel f528 a richiesta del magistrato.

ed

loro

discendenti
de* cavalieri

Domenico

ebbero
tano,
le

alcuni

l'abito

apostolico,

Magri proloiiotario molto versato nella sacolui

di giustizia

dell'ordine
state

gerosolimi
loro

cra e nella profana erudizione,

essendo

ammesse

me
boli

si

scorge

dalle opere

da

prove di nobilt de'quarti maltesi. Per brevit e solo a causa di onore faremo qui soltanto menzione di que' maltesi, che conseguirono nella metropoli del cristianesimo qualche distinzione. P. Biagio de Opertis chierico regolare, uno dei primi compagni di s. Camillo de Lellis fondatore del suo ordine, di questo divenne generale nel 1608. Fr. Mauro de Cali minore conventuale, molto versato nelle leggi canoniche e civili, Martino V dal vescovato di Malta lo promosse a
quello
di

date alla luce,


ecclesiastici

e quella

de' i^ocari-

pi

volte fu

stampata.
viato ai
cesso,

Fu

dalla santa

Sede a
suc-

maroniti

con

buon
il

indi divenne canonico di Vi-

terbo, ed in

Roma

esercit

ca-

rico di rettore de' catecumeni e di

consultore dell' indice e del


zio;

s.

odi-

ricus la dignit

vescovile,

e
del

per l'elezione di Clemente


tr

IX en-

in

conclave
fratello

per

teologo

cardinal Francesco Brancacci. Carlo

Magri

del precedente e

di lui
la luce

non meno

erudito, diede al-

Catania.

Fr.

Ambrogio
lo

molte opere, accrebbe quelpubblititolo

Butigas domenicano, Giulio HI


stolico

fece vescovo Ariense e nunzio apo-

e vocaboli ecclesiastici candola in due tomi col


la

di

ad alcune provincie orientali, con amplissime facolt, particolarmente per visitatore e rifore matore della nazione caldea mori nell'Indie. Fr. Antonio Zahara domenicano, compagno del
,

Hierolexicoriy e fu prefetto della biblioteca Alessandrina. Ippolito


lilla,

Pauarci-

verso

il

i65o
da
il

fu

fatto

vescovo di Zara. Francesco Pisco-

po domenicano,
ri

Clemente

X
nel

destinato legato in Persia per affagravissimi, ove

precedente

visitatore

de' caldei

di
nel-

tutto posto in

Cuccia, Malava ed

Angamala

buon

ordine, ritorn in

Roma

Indie di

s.

Tommaso:

tornato a

Roma

e fatta relazione di sua miss.

Pio V, fu fatto vescovo Leonardo Abela, eletto vescovo di Sidonia nel i582 da
sione a
di Vico.

Gregorio XIII, destinato nunzio in Levante^ dopo la qual missione Sisto

1677, ricevuto dal Papa Innocenzo XI con giubilo e stima; ma volendolo onorare di pubblico concistoro, per leggervi le lettere del re persiano e del patriarca di Armenia, Dio se lo riprese prima. Do-

menico
la

Sceberras arcidiacono del-

Io

fece

vicegerente di

Ro-

chiesa maltese, Benedetto

XIII

ma. P. Girolamo Manduca gesuita


di grande erudizione e di

eminen-

vescovo di Epifania. Stefano Hagius minore osservante Belo fece


,

te letteratura, autore di varie opere.

nedetto XIII lo dichiar coadiutore al vescovo


di

Antonio Bosio nel

1600 pub-

Comacchio.

Lo-

blic diverse opere, e quindi scris-

dovico Costanzo guardaroba di Be-

MAL
nedello

MAL
domestico e
s.

67

XIV,

prelato

giudice della fabbrica di

Pietro.
refe-

Pier

Tommaso

Testa ferrata

rendario delle
celegato
di

due segnature, govi-

Malta innanzi ai fcnicii di Tiro, che vi dedussero la prima colonia, quattordici secoli prima dell'era nostra.
fossero gli abitanti
di

vernatore di Citt di Castello,

Non
nisse

si

conosce

il

modo come

ve-

R.aveana

segretario

dell'esame de* vescovi, che per vecchiezza ripatri. Cartalessio


fatto

Pisani

da Benedtto XIV avvocato concistoriale per la citt di Roma, indi da Clemente XIII promotore
della fede, consultore de'
riti,

denominata, perch si ritiene favolosa l' Ogigia di Calipso, che vorrebbero riconoscervi, e taluni molto meno l'Ipperia o Iperia dei feaci, probabilmente situata nella spiaggia siciliana di Camarina. Vi
fenicii un piccolo regno verso l'anno 1271 avanti Ges CristOj con autorit temperata dal

esami-

stabilirono

natore e prelato domestico; profondo


g^iuieconsulto,

mor

quando CleBras,
il

mente
Del

XIV

stava per promoverlo.

voto de'magnati e del popolo; quindi

prelato

Onorato

e di

quei che conseguirono


della patria,
to.

vescovato
in segui-

ne parleremo

Fabrizio Sceberras-Testaferrata

creato cardinale da Pio VII,


r

mo-

Giuseppe Bartolomeo Xerri arcidiacono^ da Pio VII fatto arcivescovo di Tiaiia. Publio Maria dei conti Sant canonico, nominato da Pio VII vescovo di Larada. Onorano grande-

vescovo di Senigallia.

Ovidio fa menzione del re Batto, che con ospitale magnificenza accolse Anna sorella di Bidone, fuggiente la tirannide di Jarba re dei numidi Era Malta l'emporio e il rifugio ove fenicii navigando da Tiro e Sidone, a Cadice approdavano. Questi edificarono in fondo alla baia di Marsa Sirocco, sopra la collina un grandioso tempio ad Eri.
i

cole.

Molti
di

monumenti
e

vi

si

trovadi

mente

la

patria
11

viventi prelati.

due rispettabili primo monsi-

no
stile

architettura

scoltura

fenicio, e

parecchie torri,

mucom-

gnor Lorenzo Grec-Delicata, fatto da Gregorio XVI protonotario apostolico, delegato di Civitavecchia,

ragli e e ruderi di grosse pietre

messe senza cemento, la quale struttura suol chiamarsi impropriamendisotterrarono moled alcuni antichi sepolcreti ricordano quell'industre e ricca nazione. Altre prove del dominio fenicio sono le medaglie; e persino l'odierno linguaggio, che si qualifica comunemente per arabo corrotto, venne riconosciuto pieno di fenicii vocaboli ; ma generalmente ciclopea.
ti
si

uditore del camerlengato, e chieri-

Vi

co di camera, presidente delle zecche e degli uffzi de'bolli d'oro e di argento. Il secondo monsignor

idoli egiziani,

Annetto Casolani canonico, fatto da Gregorio XVI vescovo di Mauricastro,


frica

vicario

apostolico dell'A-

centrale.
fu.il

Melila
sola,
bi.

nome

greco

dell'i-

cangiato in Malta dagli


Gli
indagatori delle

ara-

te

parlasi

l'

italiano nella citt.

Vi

antichit

furono alcuni

pi

maltesi crdono che ne'remoti temr isole di Melita, Gozo e Comi110

fossero insieme congiunte, e

da

che reputarono essere l'odierno vernacolo maltese soltanto un corrotto arabo negando che conservisi in esso veautori,

im

terrestre scuotimento squarcia-

runa traccia dell'antico


altri

fenicio

ma

te poscia

e divise.

S' ignora

quali

sostennero

eh' esistono

nella

68
ava uri
di,

MAL
della
il

MAL
fabbricar Nasso e le altre citt gre-

presente fivella maltese non pochi


fenicia.

Sembra pi
de' secon-

che

di

Sicilia.

nuovi abitatori

si

verosimile

sentimento
classici

stabilirono nelle parti mediterranee,

a parere di

autori

che

rimanendo
toralcj

hanno esaminato la questione. Si pu quindi asserire con certezza


che
sia
il

gli antichi lungo il li-r sebbene poi insieme si con-

fondessero.
stituita

Ebbe
i

allora Malta,

co-

presente linguaggio

maltese
fenicio,

in

repubblica,

un indipenmagistrati

un avanzo deiranlico
le

dente
i

senato,

propri

mischiato bens per


te voci
fenicie,

vicende dei
alle
,

tempi con voci barbare^ e che molmaltesi


alle

rassomigliano
,

caldee

all'ebree

alle

siriache ed alle puniche, tutti


letti

dia-

della stessa

tuttavia

non

si

madre lingua. Ma pu negare che vi


linguaggio mal,

sieno neir odierno


tese

popolari comizi, come si rileed va dalla Tessera ospitale accordata a Demetrio figliuolo di Diodato siracusano. La legislazione di Caronda vi fu in vigore; ma sotto il primo Gelone tiranno di Siracusa, Malta cangi reggimento e divenne colonia dorica, ed a quella potente citt fu assoggettata. Di greca costruzione
si

molte voci arabe


Vassallo
la

e perci

il

eh. ab.

maltese

sostiene,

trovano in Malta
vasi

che
di

presente

arabismo , e conchiudere che sia perfettamente araba, e che non conservi un avanzo ragguardevole della lingua fenicia, come fu riconosciuto da parecchi autori; quindi per questo riflesso la lingua

Ungua maltese sa non per si pu

campani volgarmente detti etruschi, ed ampie catacombe sotterraneamente costruite in foggia di laberinto ad uso dei
parecchi
edifizi,

sepolcri.

punici

cartaginesi

con-

quistatori invasero verso l'anno

620

Malta

colle loro armi, e la

sotto-

maltese

si

rende un

posero al loro duro servaggio, todi libero goRegolo console romano nella prima guerra punica, saccheggi quest'isola circa l'anno 264. Quindi all' apparire del console romano Tito Sempronio proveniente da Lilibeo , i maltesi si

monumento
antichit.

prezioso di veneranda

gliendole ogni idea

Per apprendersi la lingua maltese^ bisogna adoperare la grammatica e il dizionario maltese


del lodato Vassallo, stampati in

verno. Attilio

Ro-

ma

Fino dal tempo della conquista de'normanni, nelle


dal Fulgoni.
corti

nei tribunali
si

non
il

si

scri-

dichiararono

in

favore

di

Roma

ve e non
il

parla che l'italiano ed

durante

la

seconda guerra, e conil

latino,

ed ormai,

ripeliamo,

segnarono prigione

comandante
di di

reso familiare l'italiano nella citt.

cartaginese Amilcare figlio


scone, con duemila soldati
sidio,
i

Gipre-

Verso l'anno 822 avanti


stra era,
ai
fenicii,
i

la

no-

greci tolsero

quest'isole

quali furono venduti


Sicilia.

all'in-

e formarono di esse due

canto nel ritorno in


di

Vi ap-

repubbliche sul sistema dei governi della Grecia.

Verso quest'epoca il re Batto accolse in Malta la regina Didone, e poscia la sua sorella Anna. I calcidesi d'Eubea guidati

prod poi la flotta di Massinissa re che la fece sacchegNumidia


,

giare.

Nell'anno
i

24

avanti

Ges
negli

Cristo,
le

cartaginesi cederono le iso-

alla

repubblica
di

romana

da Teocle, dedussero

in

Malta una
passare a

articoli

pace

stabiliti col

console

colonia jonia innanzi di

Luttazio. Tuttavolta jieli'anao

218

MAL
i

MA
nnovamenle
fiiiono
to-

L
904
,

69
sa-

cartaginesi

invasero
dal

da invasione e stabilimento de'


raceni nelle isole fu nel

Malta e Gozo, quindi


talmente espulsi

dal

console

Tito

Sempronio, e poscia le isole vennero erette in municipio romano.

Fu in seguito esposta a qualche incursione de' tirreni pirati , senza


che
vi sia bastevole fondamento da creder vera la temporanea occupa-

zione de' volalerrani dall'archeolo-

breve temdominarla i greci, non venne liberata che nel 1090, merc il valoroso conte Ruggero eroe de' normanni, rendendo saraceni, e terminando tributari cosi un propugnacolo all'araba pirateria; dappoich conoscendo i sail

quale dominio, tranne

po

che

tornarono a

go Inghirami posta in campo nel secolo XVII, coH'appoggio di alcuno de' disotterrati monumenti. I maltesi datisi ai romani divennero soci della repubblica, ma
fecero poi parte della
Sicilia,

raceni l'importanza di questa


sizione,
sito

ne avevano

fatto

generale
del

delle loro
Il

podepomunizioni
il

e delle loro forze.


figlio

re

detto

conte,
i

provincia di
il

discacci totalmente

Ruggero 1120 saraceni da


nel

governandoli

pretore di

queste isole
di
Sicilia.

e le un alla corona

quell'isola.

L'imperatore
il

Claudio
di

Adunque Malta

concesse a Malta
nicipio, e

titolo
gli

mu-

allora unita alla Sicilia, e

venne non eb-

tornarono

abitanti a

governarsi colle proprie leggi, e con


diritto a' suffragi

pieghi,

ed ai romani imvenendo compresi nella trisi

b Quirina. La popolazione
vise ne' tre ordini
di

di-

patroni, de-

curioni e plebe.

Il

governatore di

Malta spedito dagl' imperatori aveva il titolo di procuratore , e fu


Crestione liberto d'Augusto il primo che ottenesse questa carica. Il
principale cittadino poi ebbe l'onorevole qualifica di flamine augustale,
viri.

e presiedeva al collegio de' se-

da quell'epoca una speciale esistenza; onde colla siciliana si confonde la storia maltese dal secolo XIII al secolo XVI. Per dal 1224 Malta fu un feudo Germania, mentre dell' impero di Federico II vi fece trasportare il popolo della citt di Celano. Carlo I d'Angi divenuto re di Sicilia nel 1266 se ne impadron, l'una e l'altra perdendo nel 1283, allorch Pietro III re d'Aragona le occup, ed il re Lodovico nel i35o stabifi a Malia un governamento eguale be
pili

politica

De' notabili edilzi romani si veggono presso l'antica metropoli


gli

a quello delle altre citt di Sicilia,

come

si

legge nel suo diploma dei

avanzi.

cidente,

Caduto 1' impero d' ocMalta fu dominata dai van-

dali e dai goti,

ma

l'incorpor Giu-

7 ottobre, con cui incorpor le isole al regio demanio. Nel 1371 dierono il guasto alle isole dieci galere genovesi,

stiniano

all'impero

d'oriente in

perch
rec

la

repubblica

tempo

della sua

trattatila

con A-

era nemica del re Federico.


sto principe
si

malasunta, col mezzo delle armi del prode Belisario che scacci bari

nell'

Queanno se-

bari nel

537 di nostra l'anno 870 o 874 per


il

era.
la

Wel-

prima

guente in Malta per riparare i danni recati da tale aggressione, e rimuner que' maltesi che si distinsero nella difesa della patria, colla

volta cadde sotto


ceni,

giogo de' sara-

non

per vero che fsse riudi

concessione di vari feudi


grazie.

ed

altre

nita al

regno

Tunisi.

La

secon-

Annoiati

maltesi delle fre-

MAL
pcralre

MAL
Carlo
di

quenti illutazioni de'go vernali li feudatai'i, e de' loro tiraiincggiamcili,

V,

perci

sovra-

no

dell'isole

Malta,
religioso
di
s.

Gozo

i397 ottennero dal re Martino con diploma de* 27 novembre, la perpetua unione delle due isole di Malta e Gozo al regio demanio, colla legge di non poter essere pi infeudate. Nel 14^7 la citt Notabile fu assediata da dieciottomila
nel

Cornino, r ordine
valieri

de' ca-

ospedalieri

Giovanni
1'

di
di

Gerusalemme perdette isola Rodi, dopo avere sostenuto conSolimano


i

tro

II

dio; quindi

cavalieri di

un glorioso asseRodi cerstabila lo-

cando un luogo libero ove


lirsi,

mori, dai quali fu anche saccKeggiata la


la

con porto per ricovrare


Carlo

campagna
essersi

dell'isola

Malta e queldel Gozo. Malta ed il


di

ro

Gozo dopo
prio denaro

redente col pro-

ne fu ricercato dal loro gran maestro fr. Filippo Villiers risle-Adam, che perci porflotta,

nel

14^8,

furono di

tossi

a Madrid.
il

La

lusinga

di

di-

nuovo
niali,

erette in citt regie e


al pari di

dema-

Palermo e MessiAlfonso e
privilegio.

na, con diploma del re ranzia di tale grazia


Il

ed il secondo fondatore d'un ordine illustre che da pi secoli erasi convenire quasi
restauratore

con amplissime prerogative per gae


re

sagrato alla difesa


forse

de' cristiani,
di

e
al

pi la speranza

porre

ritornando

dalia

conquista

coperto dalle incursioni degli infedeli


le
il

delle Gerije, cui


i

aveano contribuito

isole

di

Sicilia

e di Sarde-

con navigli armati, nel 1432 si ferm nell'isola. Dipoi l'universit di Malta nel 14^0 ottenne dal re Alfonso con diploma dei 9 giugno la facolt di estrarre dalla
maltesi
Sicilia

gna,

regno di Napoli e le coste d'Italia, determinarono Carlo V a donare ai cavalieri di Rodi V isole
di

Malta,

Gozo

e Cornino, col patai

to di fare

una guerra continua


,

tutte

le

vettovaglie necessa,

turchi ed ai corsari
nel

incaricandoli
difesa
cui

rie

alla

popolazione

senza

pagare

tempo

stesso

della
di

di

diritto di estrazione.
dici
il

Nel i4^7 un-

Tripoli di Barberia,

allora

galere

turche saccheggiarono

l'imperatore era
il

in

possesso.

Cos

gran Castello, oggi Citt Vittoriosa, colla prigionia di molte per-

gran maestro e l'ordine

geroso-

limitano, abbandonarono l'idea di


riconquistare Rodi, ovvero occupa-

1490 '' vicer, di Sicilia d. Fernando d' Acugna si rec in Malta per provvedere al suo buon governo. Mentre regnava Ferdinando V i maltesi concorsero alla conquista di Tripoli. Correndo l'anno i52i il casale Gargur fu saccheggialo dai turchi, in uno sbarco; e nel i526 soffr egiial destino il
casale

sone. Nel

re

Modone
dalla

nella

Morea
mare

od

otte-

nere

repubblica
del

di

Venezia
Al-

qualche
l'articolo
di),

isola

Jonio.

Gerosolimitano ordine (/^enel voi. XXIX del Dizionario,

disse

massime alle pag. con (jualche

241
in

seg.,

si

diffusione,

come
Papa
nomi-

Carlo

concesse

perpetuo a
del
le

Musta,

colla schiavit

della

detto ordine ad istanza

sua popolazione,

tutlavolla
alla

mai Malta soggiacque nazione dei turchi.


sia'

giamdomios-

Clemente VII

nel

i53o

nate isole in feiulo nobile e libero,

Mentre era re Spagna e di

d'
di

Aragona
Sicilia

con mero e misto impero, con facolt di battere moneta, e coll'an-

V im-

nuo tributo

di

un falcone o spar-

MAL
viero,

MAL
approv con
tal

71
essi
i

e
il

come

il

tulio

sesso,

conducendo con

comil

bolla

Pontefice.
i

In

modo
difen-

missari regi destinati a dar loro


cui era capitano in quell'anno

Malta accolse
sori

benemeriti
la

possesso della citt e dell' isola, di

della cristianit e divenne


alti

con

nuovi ed

destini

residenza

dell'ordine nobilissimo, che dal luo-

go prese

il

nome

d'ordine e
i

reli-

Leonardo Calava nobile maltese. Li i5 giugno gli spettabili giurati di Malta cio i membri componenti il
,

gione di Malta, ed

cavalieri egual-

senato e
col

il

magistrato
di

municipale,
il

mente

si

dissero cavalieri di Malta,

consenso

tutto

consiglio
del-

come per antonomasia sono ancora


chiamati.

della citt, cedettero a favore


l'

erario della religione


fiorini,
si

gerosolimi-

Quanto

poi all'acquisto dell'isola


i

tana trentamila

che dall'u-

e possesso che ne presero


gerosolimitani,
ste altre
ci

cavalieri

niversit di Malta

fossero potuti
stati
l'

permetteremo queL'isola di Malta e quella di Gozo furono cedute da Carlo V e da Giovanna sua madre
notizie.

pretendere, per essere


pagati

da essa
dal

per

ricuperare
essa
i

isola

pignoramento fattone dal re Alfonso,


i

ed a

nome

di

ricevettero

regina di Sicilia alla


bile,

religione ge-

detli

commissari,

quali

imme-

rosolimitana in perpetuo feudo, nolibero e franco, con mero e misto impero, e con molte condizioni e clausule

che

si

leggono nel

diploma dato in Castel Franco H 23 o 24 marzo i53o, essendo le pi rilevanti l'annuo tributo da
presentarsi al vicer di Sicilia
e la
,

diatamente confermarono i privilegi, capitoli ed usi, e l'esenzioni favorevoli al popolo di Malta , indi prestarono il giuramento solenne per la loro osservanza. Ai 20 di detto mese Alvaro de Nava effettu
la

cessione dell'isola; dipoi ai

nomina

del vescovo di Malta restando cos salvo l'alto dominio nei


futuri re di Sicilia,

22 gli stessi commissari si portarono neir isola del Gozo a prenderne possesso. Indi le universit delle isole spedirono Paolo de JXasis e Giovanni Calava per la citt ed isole di Malta, e Francesco Piatamone con Pietro Mannara per quella del Gozo ambasciatori al gran maestro ed alla religione dimoranti
allora in Siracusa , a render loro pronta obbedienza, ed a congratu
larsi

Questa concesper
in-

sione seguita in tal guisa


tercessione

prima di Adriano VI e poi di Clemente VII, fu accettata col dovuto rendimento di grazie alla divina provvidenza per un favore cotanto segnalato, nel capitolo
generale celebiato in Siracusa
aprile di detto
stro e suoi
cavalieri, e
li

25

anno dal gran maeli 29 mag-

con esso loro


a'

dell'

acquistato

nuovo dominio,
tori

quali ambasciai

gio gli ambasciatori dell'ordine prestarono solennemente il giuramento


di fedelt a nome della religione gerosolimitana in mano del vicer
di
Sicilia d.

furono

confermati
e
la

privilegi

delle

due

isole,

ratificazione

del giuramento, che a

nome
i

di tut-

Ettore Pignatlelli con-

te di Mataleone, pel feudo di Malta,

commissari. A' 25 ottobre part da Siracusa il gran maestro Villiers col


to l'ordine aveano fatto

Gozo

e Tripoli. Indi

da Mesgalere
il

sina se ne

passarono

colle

in quefcl' isola a

prenderne

pos-

suo sacro convento, e nella mattina seguente approd in quest'isola, quindi a' i3 novembre, come nuo-

72

MAL
si

MAL
procacciarono l'ammirazione e
la

vo principe, accompagnato da tulli signori della gian croce e dalla i


jiiaggior parte degli altri cavalieri,

gratil:idine della cristianit.

In se-

fu con applauso ricevuto nella citt


JVotabile dagli ecclesiastici, dal
gistrato, dai nobili e

guito Malta fu sempre inutilmente Vcigheggiata da' turchi, a'quali sa-

mapo-

da tutto

il

rebbe riuscita grandemente utile se l'avessero potuta espugnare, mentre la

polo, avendo alla porta della citt

conservazione sua

in

mani
Malta ed imdipoi

giuramento d'osservare i suoi privilegi, e quando colle due chiavi d'argento che gli si presentarono fu aperta la porta , venne
reiterato
il

della religione ed ordine di

divenne immensamente
portante.
i

utile

Quanto

a Tripoli,

cavalieri

fecero conoscere a Carlo

salutalo da pi salve di artiglieria.

non potersi sostenere senza va-

Condotto
di

alla chiesa
;

cattedrale,

vi

ascolt la messa

indi pass in casa

ed infatti ricadde presto in potere dei turchi. Nel


lide foitiflcazioni,

Michele Falzon nobile maltese vice-ammiraglio delle isole, ove fu trattato con lauto banchetto. Indi
portatosi

1542

il

corsaro Dragut
e

sbarco,

nel
del

fece uno i546 saccheggi le

ad abitare nel

Castel

s.

campagne nel i55i


e passando

Gozo. Sinan

basci

assedi la citt Notabile,

Angelo, destin la chiesa parrocchiale di s. Lorenzo per la conventuale dell'ordine suo. Inoltre il gran

isola,

tanti.

a Gozo ne saccheggi ed imprigion tutti gli abiNel i552 furono edificati il


s.
il

maestro
i

volle subito conoscere tutti

castello

Elmo
forte

all'
s.

ingresso

del
nella

nobili e principali dell'isola,


i

ed
pi

essere informato dai vecchi

Michele penisola Senglea. Nel i56o


Porto, e
chi fecero altri prigioni

tur-

ragguardevoli
sati

con

piacere

ne

nel Gozo.

trov molti di loro eruditi


nelle
belle lettere.
I cavalieri di
,

e ver-

Temendo Solimano

II

loro impera-

tore la vicinanza e bravura dei prodi cavalieri gerosolimitani, nel

Malta coi loro gran dopo il loro stabilimento nell'isola che non offriva alcun mezzo di difesa, la fortificarono da ogni
maestri
Jato,

i565

che inoltre difesa dalla natuinaccessibile.

ra divenne ben tosto

Quindi l'abbellirono, resero considerabilmente vantaggiosa la posizione del paese, che

Malta con formidabili forze, alle quali con assai inferiori non solamente resistette il gran maestro fr. Giovanni de la Vallette Paiisot, ma con prodigi di valore dopo quattro mesi costrinse i turchi a levare V assedio
fece assediare l'isola
di

aumentarono
al

dalla

Vittoriosa
,

ove

risiedevano
l'

di abitanti, succedendovi quegli av-

cavalieri

ed
detto

abbandonare
assedio
il

venimenti che registrammo


dine pi
illustri

menper-

presa.

In

impopolo
di

tovato articolo. Ascrivendosi all'ori

maltese

diede

prove luminose

distinti

valore e fedelt, per testimonianza


dello stesso Bosio cronista
dell'or-

sonaggi di Europa, le loro ricchezze in gran parte furono spese in


Malta, dopo
valieri
il

dine gerosolimitano. Nel citato luo-

cui

acquisto

ca-

sero le

con immenso ardore ripreloro crociate e caravane a


degl' infedeli, e

danno

con un

se-

go a pag. 1^5 e seg. narrammo quanto fu benemerito di tal ditesa Pio IV, e quanto il sucil Papa cessore s. Pio V generosamente concorse air edificazione
della

guito di gloriose azioni sempre piU

nuova

MAL
citt
ta,

MAL
La
Valletcitt

73
il

che prese

nome
del

della Valletta
:

palazzo

del

da quello
il

gran

maestro:

magistrato

quelli del principe e del


citt

terminato
t
il

recinto della

gran maestro del suo ordine e col popolo


leniie

nuova Monte
fece
,

cit-

col

magistrato della rinnovarono nel

Notabile
nel

si

1732,

quale

il

sO'

anno
per

ingresso per abitarla


i

e nel

iSyi

tribunali ed

il

magistrato
tiasferiro-

delta citt Vittoriosa

si

nuova Valletta. Dipoi nel 1 58 1 cadde in Malta tal diluvio di acqua, che durando venti

no

nella

Gozo si fond l'ospedale femmine. Questo forte baluardo della cristianit contro turchi e barbareschi, cadde in potere de' franin
le
i

ore con furioso vento, fu dai maltesi

nell'anno 1798 a' 12 giugno, dopo averne tenuto i cavalieri d glorioso dominio per 268 anni, escesi

tenuto per cosa prodigiosa, e chia-

malo l'anno
saccheggi
il

del diluvio.

dra del corsaro Diserta

La squai583 nel
fondato
il

sendo allora gran maestro fr. Ferdinando di Hompesch. Tuttoci che


precedette,

accompagn e segu

la

R.abato dell' isola del

perdita fatta dall'ordine gerosolimi-

Gozo.

JNel

1598
piet,

venne

monte
rie

di

arricchito

succes-

tano delle isole di Malta , Gozo e Cornino, lo descrivemmo dalla p.

sivamente dalle contribuzioni di vapersone; nel 1607 poi Caterina Vitali fond il monte di redenzione, e gli assegn la sua ricca
eredit. Nel

263

alla

p.

275 con
il
i

le

principali

sue circostanze, ed
l'aveano governate
la

modo come
cavalieri.

Fu

spedizione francese destinata per


sotto
il

161 4

turchi
di

fecero

r Egitto
dron di

comando

del ge-

uno sbarco

nell'isola

Malta, per
;

neralissimo Bonaparte, che

s'impa-

saccheggiarla e

devastarla

fecero

Malta e sue dipendenze.


il

poco danno, e vennero respinti dai cavalieii, che attribuirono la partenza del nemico a miracolo della Madonna di Melecha, immagine in somma venerazione oell' isola che la pia tradizione vuole dipinta da s. Luca. Terminatosi nel i6i5 il celebre acquedotto della Valletta si videro le sue acque scorrere sulla piazza della citt. Al medesimo articolo Gerosolimitano raccontam,

Gl'inglesi d' intelligenza coi maltesi

che vollero scuotere


cese,

giogo fiaule

non tardarono a bloccarvi


francesi

truppe

quivi

lasciate

di

guarnigione, che avendo resistito ai


replicati attacchi
,

furono

costrette
a'

dalla

fame ad arrendersi loro


1800. Furono
i

settembre
lia

maltesi
Sici-

che provocati dagli

inglesi di

chiamarono questi

ad occupar

mo

le

cose principali

riguardanti

Malta ne' tempi successivi, e come Urbatio Vili cooper alle sue fortificazioni, sempre pi divenendo i
cavalieri
il

r isola, e liberarli dai francesi, onde il dominio dell' Inghilterra su Malta veramente viene riguardato piuttosto un'occupazione militar; in fatto poi si ritiene Malta come

terrore

de' turchi

nel

una

colonia

dell'Inghilterra,

non

Mediterraneo. Nel i654 Nicol Saura fond l'ospedale pei cronici nel bor-

per direttamente unita alla monarchia, ma quale una appartenenza della linea di Sofia Stuart

go della
d.

citt Notabile, e nel 17 19 Gio. Maria Camilleri eresse nel-

madi

dre di Giorgio
della casa

re

d' Inghilterra

isola

di

Gozo

lo
i

spedale pei masi

d'Annover, e perci

schi,

ludi nel 172

riediQ nella

Giorgio IH che regnava

all'epoca

fi

MAL
e della regnante
discendenza.
di-

MAL
oltre
il

dell'occupazione,
JVel

terremoto
danni,

del

i65g che
nella

regina Vittoria e sua

rec

molti

massime

1802

il

re

d'Inghilterra
l'

cliiar porto franco


ta.

isola di

Malsti-

Per la cessazione della peste del i5gi per voto dell'uniValletta.


versit di Malta fu eretta la chiesa
di Kocco, con confraternita ad s. onore del santo, e per la sua festa venne istituita la corsa dei palii.

Pel trattalo di Amiens

fir

pulato nel

1802

a*

25 marzo, che

Malta saiel)be restituita a' cavalieri, ci che mai vollero effettuare gli
inglesi

a fronte delle rimostranze e


,

Nel

pi
i

volte

citato

artieolo

proteste dell'orcline

locch

diede

riportammo

diversi
fatte

abbellimenti
a

motivo
ra tra

alla
la

continuazione della guere


l'Inghilterra.

Francia

Sul trattato d'Amiens va letto l'opuscolo intitolato Ossen'azoni so:

pra

la

nuova riforma fatta nel go-

Malta dai da loro eretti, e molti degli autori che descrissero l'isola, massime alle pag. 287, 247, 268, 821 e 822. Il
e fortificazioni

gran maestri,

gli

edifizi

verno dell'ordine gerosolimitano in

maltese

prelato

favore di maltesi e loro commercio

dell'ordine gerosolimitano

commendatore Onorato

nel
fine

trattato
il

definitivo,
di

1802.
posses-

In

trattato

Parigi del
il

Bres delegato apostolico del Lazio e delle provincie di Marittima e

181 4 assicur agl'inglesi

Campagna

nel

1816

stamp

in

so di questa isola, acquisto per essi

Roma

sommamente importante
l'apporti
politici

sotto

commerciali.
di

Il

sua opera intitolata: Malta illustrata. Lodata per critica e grande erudizione con cui descrisse
la

governo inglese

vi tiene

un rappreuna con falso,


i

l'origine di
cogli

Malta,

le

sue relazioni
il

sentante col titolo

governatore

antichi

popoli,

suo

comarti,

pel civile e militare, ed


siderabile guarnigione;

mercio, navigazione, industria,

ma
che

monumenti
quanto
aggiunse
fia
l'

forma
la

di

governo e

come

scrissero alcuni,

maltesi
i

riguarda

religione.

Vi

conservalo abbiano quasi


quello di eleggere
strati.
II

tutti

loro

le incisioni

della

topograver,

antichi diritti ed usi, e fra gli altri


i

di Malta,

Gozo

e Cornino; del-

propri

magicit-

iscrizione
di

fenicio-greca colle

governo politico della


il

sioni

Barthelemy
;

Swintho

t Notabile,
i

consiglio popolare
i

ed

Bayer e Fabricy
tale greca del
poli,

della Tessera ospi-

magistrati municipali,

quali fino
secolo ed

regio

museo

al declinare dello scorso


ai

e le

sue

diecinove

primordi del corrente conservadell'antica


esisten-

antiche.

La
il

popolazione

di Namedaglie di Malta

rono una larva


za politica della

secondo
l'isola

Bosio

ammont
della

a 60,000
del-

nazione

maltese,

nell'epoca cio

cessione

non esistono piii. G' inglesi vi hanno talmente moltiplicate le opere di difesa, che pu dirsi Malta una delle fortezze pi
per
atti legislativi

all'ordine
fosse

gerosolimitano,
nel suo
florido
;

bench non
stato

per

le

turbolenze

de' tempi

ma
si

formidabili, tenendovi spesso ancorate


le

molto aumentata, e deve ritenere che tal pregio anora di

proprie

flotte.

Pi

volte

ticamenle godesse nella stessa guisa,

Malta fu afflilfa dalla peste, come negh anni iSip, 1092, i5gS 1623, i655, 1675, come nel i8i3,

fenicii

dappoich quando fu colonia dei e de' greci era perfettamene


perci
libera;

te indipendente,

MAL
e

quando era
molti

municfpio romano
privilegi;
ciie
il

godeva

vasto
ren-

MAL 75 numero 56 del Diario di Roma 1845 si riporta la morte seguita


IO luglio del balio fr. Carlo Candida luogotenente del magistero, d'anni 82; che il di lui cadavere fu con pompa funebre (cio con quella che si usa con gli ama*

commercio poi

faceva

la

deva doviziosa, ed in qualunque sua parte era abitata, laonde la di lei popolazione negli antichi tempi

almeno non dovette


alla presente.

essere inferiore

basciatori)
la

trasportato

nella
s.

sera

Al presente
gistero

residenza del
militare

ma-

seguente nella chiesa di


sco
tutto
d'
il

France-

del

sacro

ordine
registre-

Asisi

(ove

fu

ricevuto

da

gcrosolimilano in

Roma,
cose

e progres-

corpo
gi

dell'ordine) presso

sivo n' l'incremento.

Qui

r ospizio
Sisto,

gerosolimitano
disposta
ivi
.

Ponte
lugubre

avvenute Dell'ordine, dopo la slampa dell'articolo Gerosolimitano ordine, sebbene sembri estraneo all' odierna condizione di Malta; ma siccome
le

remo

principali

con

apparato, ed
gnifico letto
cardinali,

esposto sopra
a quello

madei

(eguale

con la testa rivolta alTaltare in segno del diritto che gode


l'ordine sulla

a quell'articolo citammo questo, coservire di addizione s potr alle


notizie dell'ordine
quest'isola.

chiesa

mattina
le

del

12

che nella ), e vennero celebrale


e cavalie-

che signoreggi
il

solenni esequie coll'assistenza dei

Avendo esposto
le

balio

dignitari,
ri

commendatori
che
gli

Candida che per


t ond'era

gravi infeimi-

dell'ordine,
di

tributarono

travagliato
ai

non poteva

lagrime
dosi

riconoscenza e contras-

pi solo dedicarsi
fari

molteplici af-

segni del pi vivo dolore, ivi facenil

dell'ordine

gerosolimitano, d
siedeva

pi giusto elogio a quelle sin-

cui

quale
il

luogotenente

capo,

XVI con dicembre i844 nomin un consiglio composto dal balio fr. Alessandro Borgia, comujcndatore fr. Tommaso d'Aquino, commendatore fr. Angelo Ghislieri,
Papa Gregorio
breve del 20
e commendatore
pi
fr.

benemerenze del defunto verso l'ordine, che enumerammo all'articolo Gerosolimitano , per le
golari
belle doti di cui
le

era

fornito, per
rista-

fatiche
,

che

sopport pel
e

bilimento

vantaggi

splendore

dell'ordine, per

aver

sostenuto la

Filippo Filipfatto
,

(dal

Papa regnante
maggiore
e
)

suo
voto

luogotenenza col massimo zelo per anni, nel delo spazio di undici
corso de'quali merc
del
l'alta

cavallerizzo

affinch

protezione

d'aiuto

gli

servissero, e

con

Papa Gregorio XVI, dell'imperal'ordine nel regjio


,

deliberativo

consultivo

provveos-

tore d'Austria e di vari sovrani d'Italia ristabil

dessero agli affari

dell'ordine. Es-

lom-

sendo
tare

in

seguito

chiaramente
individui

servato essere
il

necessario
degli

numero
il

d'aumencom
re-

qua e di l dai Faro, Piemonte, Parma, Piacenza,


bardo-veneto
di

Modena
tiera

e Lucca,

quasi nell'innella

ponenti
scritto

detto

consiglio, con

penisola.

Fu tumulato
eretto

pontificio del

20

maggio

detta chiesa dalla parte del vangelo,

te

1845 vennero chiamati a far pardi quello il commendatore fr.

ove

si

un marmoreo
dal
il

monumento
boreur, ove

scolpito
si

cav.

La-

Lodovico Ciccolini ed il conimendatore fr. Giuseppe Ferretti. iVel

vede

ritratto del

defunto

in

medaglia

di

mezzo

76
De. Inoltre agli
i

MAL
lia
i

MAL
dell'ordine, cio
Ferretti.
la
il

basso- rilievo, con onorevole iscrzio*


luglio
il

bah

fr.

Cri-

Pontefice
del

stoforo
si

Da un

Gregorio

XVI,

con

biglietto

conosceva

per iiremovibile sua


lato

cardinal segretario di stato,

nomin

determinazione nel
cettare la
stero,

non voler

ac-

luogotenente interino il bali fr. Alessandro Borgia di Velletri, come il pi anziano tra i cavalieri professi.

luogotenenza del magidair altro subentrava la

considerazione
sizione

che nella
di

sua po-

Per

elezione

poi del

luogotenente
lendosi

dell'ordine,

nuovo non po-

attuale

plenipotenziario

dell'ordine stesso e residente a

Miche

mutate circostanze attenersi a quanto viene scrupolosamente prescritto dagli statuti geroper le
solimitani, r ordine procur
di

lano, potea egli

continuare a renutili

der

de'servigi

non meno
molti

importanti, avendo prestato la sua

prossimarsi

per

quanto pi

appot

opera presso

sovrani

onde

a ci che in quelli viene ordinato. Ond' che ciascun priorato invi

meglio far rivivere l'ordine. Ecco poi la nota dei personaggi componenti
lessero
il
il

consiglio

compito che efr.

due deputali

elettori

presi

dal nu-

luogotenente. Bali

A-

mero
quindi
tori

de' cavalieri

professi; furono

lessandro Borgia;
priore
del regno

bah

fr.

Gio. An-

chiamati

far

parte

di

tonio Cappellari della

detto consiglio compito


,

come

elet-

grazia,

bah capitolari, i bah di non che il balio di s. Seba-

stiano di
strina
d.

Roma

principe di

Pale,

Francesco

Barberini
di

Colomba gran lombardo- veneto ; bah fr. Giovanni Borgia gran priore del regno delle due Sicilie; bali capitolare di s. Giuseppe di Doschitz fr. Francesco Klevenhiiller;

ci abilitato

da bolla

Urbano
che nel

bah capitolare
Francesco
;

di

s.

Sebastiano

numero di Roma 184^ si


Vili. Nel

75

del Diario

principe
rini

Maria Barbefr.

legge,

palazzo magistrale dell'ordine, per


disposizione del Papa, in forma di
consiglio compito, sotto la presidenza del luogotenente interino bafi fr. Alessandro Borgia si de venne
alla

bah di grazia Poudeuhove; bah di


stoforo Ferretti;
tori
fr.

Edmondo
fr,

grazia
i

Cri-

ed

commenda-

Filippo di Colloredo,

Tom-

nomina
la

del

successore
e

al de-

funto

luogotenente,

settembre
do, per
miglia, e

che ai i5 scelta cadde sopra il


fr.

commendatore
essere
di
di

Filippo Collore-

di

antichissima fae
rigidi

intemerati

costumi

somma
saviamente
appiglia,

piet

di

senno che al meglio


il

discerne

e
ri-

s'

soggetto

spettabilissimo.

Si dice

nobile consesso stava


direbbesi perplesso
in

ancora che per quascelta.

Angelo Ghislieri 3 Filippo Filippi , Lodovico Praolini Giuseppe Ferretti Onofrio Garofalo Luigi de Pergen, Gustavo Weipperg, e Giulio Barattieri. Eletto che fu il luogotenente del magistero da questo rispettabile consiglio compilo^ dopo l'approvazione del Pontefice Gregorio XVI, si port il corpo dell'ordine nella chiesa di s. Francesco a Ponte Sisto, ove dopo messa solenne,
di
, , ,

maso

Aquino,

coir intervento del cardinal

Giaco-

si

nella

mo

P^ilippo

Dappoich v'era

esso

pur anco

dell'inclito

Fransoni protettore ordine e gran croce del


il

un

dignitario gran croce dell'ordi-

medesimo,
la

vice-cancelliere

lesse

ne, che tutta riscuoteva la simpa-

bolla

pontificia

coufermatoria

MAL
dell' elezione fatta dal consglio

MAL
comfr.

77

eman

graziose

disposizioni in fa-

pito

del

nuovo

luogotenente

vore della lingua italiana, ed a vantaggio de' suoi


dal
sudditi,

Filippo di
sti

Colloredo. Allora

que-

assegnando

prest nelle mani


il

del cardina-

regio erario delle trentaqualtro


lire

le

solenne giuramento prescritto


;

mila
all'oi

de'beni
,

gi appartenenti

dagli statuti

indi cantatosi
si

il

solen-

dine

lire

ne Te Deum^

venne a
ed

ricevere

disposizioni

che

dal luogotenente

l'accollata o
il

ab-

aver

effetto

annue; incominciarono ad col i845. Colle mededodicimila


rendite
lire
lire
istitu

braccio de' confratelli,


delle

bacio

sime

stabilite

due
e
tre

mani da

tutti

gl'impiegati

dell'ordine.

Neil' istesso

giorno

il

commende da commende da
per
ciascuna.
le

tremila,

duemila annue

nuovo luogotenente
unito
pito
ai
si

del

magistero

Tali

commende
il

la

membri

del consiglio
i

com-

prima volta
valieri

confer

re a'caconferipiii

port a fare

suoi ossequi

di

giustizia, poi
ai

le

a sua Santit ; ed alle tre ore pomeridiane ebbe luogo il convito, in cui presero luogo g' individui del consiglio compito, e tutti i caTalieri dell'ordine, bevendosi con
affettuosi

r
ziani
l'

r ordine
ordine

cavalieri

anal-

designati

dal re.
cavalieri

Viet

crear

di giusti-

brindisi

alla
i

salute

del

Pontefice e di tutti

sovrani

che

accettare o erio di giuspatronatOj senza la sovrana autorizzazione, quale ancora impose per le
zia

ne' suoi

stati,

gere

commende

beneficano e

riconoscono l'ordine. Nel medesimo anno i845 a'2 giugno r arciduca Federico d'Austria
luogotenente, vice-

croci di divozione.
re

Le
Nizza

regie lettesenati
,

furono registrate dai


in

se-

denti

Torino
e

Genova

feld-maresciallo

e Casale,
ti.

dalla

camera de'con-

ammiraglio e comandante in capo della marina imperiale, dopo essere stato ricevuto qual cavaliere di
giustizia nell'ordine gerosolimitano,

passeremo a parlare della alletta o Citt Nuova citt La della Citt Notabile o Citt Vecchia^

Ora

e della sua sede

vescovile.

emise
nella

la

sua solenne
di
s.

professione
in

La
t e

Vallette o

La

Valletta^

cit-

chiesa

Giovanni

piazza

fortissima sulla costa


di
le

Vienna, alla presenza dell' imperatrice madre, della regina di Sassonia,


tutti

settentrionale dell'isola
di cui

Malta,

capoluogo, riceve

acque

dell'arciduchessa
altri

Sofia e di
la

dal

grandioso e lungo
e cio la Valletta
la

acquedotto

gli

arciduchi;
celebrala
s

qual
tutto

Wignacourt,
parti
:

funzione
sona,
illustri

fu

con

l'apparato degno di
il

eccelsa per-

te detta,
s.

componesi di cinque propriamenFloriana, la Senglea o


la
la

quale

figlio

d'uno

de'pi

Michele,

Burmola
Citt

ed

il

guerrieri del

secolo nostro,

Vittorioso
di cui

o
fu

Vittoriosa,
di sopra.

non

si mostr degenere dal valor paterno nell'assalto dato alla citt di s. Giovanni d'Acri, che a lui merit il premio de' valorosi, cio

gi

parlammo

La

Valletta

fabbricata

dal

gran

la

croce di Maria Teresa. Nell'anpoi precedente

no
con

i844
re di

'

te Carlo Alberto
lettere

regnanSardegna,

maestro di tal nome nel i ^^C)^ sul promontorio ovvero sulla parte della collina la piti eminente chiamata Sceb e Ras, cio luogo elevato.

patenti del 3 ottobre,

di

La Valletta occupa il nord una peuisolelta o montagna

est

di

78
Scebeiras,

MAL
che divide
il

MAL
porto di
cliia-

rioso.

All'est

si

trovano

ruderi

questa citt in due parti, una

del

tempio

fenicio di

Astarte, con-

mata
citt

il

Gran-Poito, e
si

l'altra

Mar-

vertito poi in

sa-Musceit;
guarnita
di

la

porzione della

e tutto lo spazio

pi popolata, cinta di mura,


bastioni,

no

alla

ed in oltre difesa dal forte sant'Elmo, dove si stabilito un faro. Contiene tre
ospedali, caserme, prigioni,

villaggi,

di Giunone, che intercede siCitt Vecchia folto di orti e giardini. La Sen-

tempio

glea contiene anch' essa tre chiese:


all'ovest

un pa-

de
e

lazzo ove

siedono

giudiziarie,

tre cbiese,

le corti supreme una biblioteca pubblica, nella sua ed un teatro


:

ove termina il porto gransono i villaggi di Gorradino Cortino , fra' quali si vedono
avanzi
Il

molti
eclifizi.

notabili

di

antichi

suo

nome

lo

prese dal

laguna o bacino fanno la quamuovono dal legni cbe rantena Levante, nel suo lazzaretto. La Floriana occupa il resto della sudi

gran maestro Claudio de la Senche la fece fortilcare edificandone le abitazioni, con perpetuo censo in favore della segreteria
gle,

delta penisolelta: fortissima questa

magl<trale

agli

abitanli
nel i6oi.
il

di

cui

parte della citt,

oltre

alle

mura

vennero

assolti

che
vi
si

la

circondano,
revellini

essendo a sua

mola

tocca

verso

La Burdue nord
i

difesa

e
il

opere

a corno;

quartieri predetti,

ed attorniata
bastionata, l'una

trovano
il

palazzo e giardini
parti della

da doppia cinta
cinta separata

Floriani,

giardino pubblico, l'or-

dall'altra

per consila

to botanico.
citt

Le

altre tre

derabile spazio,

chiamato

Coto-

giacciono al sudest di quelle

ner: contiene tre chiese, un arse-

delle quali

abbiamo

separate dal
glea

parlato, e sono Gran-Porto. La Sen,

ed

il

Vittorioso
citt,

parte pi

antica della
saraceni

incominciata dai
,

nell'

838
:

cuoprono due
quartieri

ed un cantiere di costruzione. gran maestro Nicola Cotoner che nel 1670 edific il borgo Cotoner, nel quale si eleva il forte di s. Margherita.
nale,

Fu

il

lingue di

terra parallele cbe spor-

Il

porto della Valletta trovasi, cosi

gono

nel

porto

questi

me

detto, diviso in

due
:

parti

sono ambedue circondati di mura, tranne dalla parte dello, stretto braccio di mare che li disgiunge;
il

dalla penisola sulla quale situata la

parte principale della citt

il

Grandai
lar-

Poi

to,

il

cui

ingresso,
metri

difeso

Vittorioso

inoltre

difeso dal

forti Ricasoli e

sant'Elmo, non
,

forte s. Angelo, da pi cavalieri e da opere a corno; racchiude come dicemmo V antico palazzo del

go pi

di

4^0

acquista
dividesi

poi
in

migliore
tra

estensione

pi rami, uno
il

de' quali prolungasi

gran, maestro
ta,

dell'ordine

di

Mal-

Vittorioso

la

Senglea, e
,

quello

gi del grande inquisi-

penetra sino alla

Burmola
sua
d'

accq-

tore, quello del

capitolo

generale
l'e-

gliendo

verso

la

estremit

de'cavalieri, la casa municipale,

nord-ovest

un

ruscello

acqua

un ospedale navale, tre chiese ed un oratorio di rito greco; ivi era il borgo che sostenne il memorando assedio di Solimano li, onde prese il nome di Vittopiscopio
,

paludosa. L'entrata del bacino, lar-

ga appena un quarto
difesa

di

miglio,

da

formidabili
,

batterie
lo

fuoco

inciociato

che

a rendono
vascello

inaccessibile a

qualunque

MAL
nemico.
ingresso

MAL
il

79
pei

La Marsa-Musceit,
largo
del

cui
di

spedale di
presidii

s.

Giovanni, che forma


del

quasi

al

pari

un centrale deposito medicinale


inglesi

quello

tetto dai

Gran-Porto, viene proforti s. Elmo e Tigne,


di

Mediterraneo.

allargasi

anch' essa
s'

mano

in
:

In quest'ospedale dai cavalieri si ricevevano i pellegrini infermi di


tutte
le

mano che
il
il

inoltra

fra le

terre

nazioni,

ch'erano
,

assistili

contiene un'isoletta dov' stabilito


lazzaretto, e su cui
forte

dai

giovani cavalieri

e nei vener-

fu costruito
situazione di

d dal gran
croci,

maestro, e dai granl'istituto

Manuel.

La

secondo

dell'ordine.

la Vallette

fra le

pi belle del
vel'in-

Eravi

mondo.

aspetto della citt,

duta dal mare, superbo, ne

terno smentisce tanta appariscenza

Le
cate
ze

vie sono
di lava;

regolari
le

ben

lastri-

riviere e le piazvasti

anco pei maomettani, trattati con ispirilo di carit cristiana. Essendo l'ordine diviso in sette lingue o nazioni, vi erano altrettanti alberghi o palazzi, ove si accoglievano giatuitamente
l'infermeria
i

adorne

di
vi

fabbricati

ed

cavalieri

delle rispettive
all'

lingue

eleganti.

Non

sono
cosi

meno
detta

di venti
s.

ne parlammo
limitano.
cappella
di

articolo

Geroso-

chiese, oltre la cattedrale di

Giovera

Ogni
nella

lingua
chiesa

avea

una

vanni

Battista,
il

perch
la

conventuale
princi-

v'uffzia

vescovo, mentre

san
la

Giovanni,

ch'ebbe

cattedrale

V antica
di

di
s.

Questa gran chiesa


gi

Medina. Giovanni

pio

nell'anno

i5'jZ.

La

Valletta

conventuale
la

dei cavalieri gero-

stazione navale,

sofimitani,

pi bella dell'isola

fregiata di scolture e pitture,

ed in

bont del suo porto una ed una piazza di commercio di grande importanza, formando un prezioso emporio del
per
inglese
le

queste ultime
so ne'freschi
collegio

il

Preti super se stesvolta.

commercio
Barbarla,
vante; e

colle

coste
il

di

della

L'antico

isole

Jonie, ed

Le-

de' gesuiti

serve

oggi

di

per mezzo di questo sta-

universit
nel

degli

studi

eretta

gi

bilimento
si

geograficamente italiano,

1769

colle rendite dello stesso

Scrivono alcuni che vi sono due biblioteche pubbliche, una


collegio.

pu riaprire nel Mediterraneo delle Indie che prail commercio tica vasi un tempo per Suez, senza
attraversare l'Atlantico, ciocch era
lo scopo
di

delle

quali

quella

de' cavalieri,

che contiene 4o50f>o volumi adunativi dai gran maestri, ora comunale.

Napoleone nel
la

tentati-

vo di stabilire
ziana.
Il

colonia gallo-egi-

Vi invece soltanto una biblioteca


ricca
di

possederla pel governo

copioso

numero
istruttive
,

di

scientifiche

ed
il

opere fondata

britannico la
vantaggi.

sorgente

d'immensi
si

L' importanza politica del


di

nel
alla

1766 dal

bali

Guerin Tencin,

possesso

quale maltesQ a
trasportato

commendatore Bruno titolo di legato don


e nella

mai ne
zioni

pi,

Malta non quanto

manifest
transa-

colle

diplomatiche,

uffizi

note

scudi diecimila,
il

quale fu

ministeriali precedenti
ti

e susseguen-

museo

del

commenprima

datore

Abela

maltese

gi

de* 25 di Amiens trattato al marzo 1802, pubblicato a Londra

lasciato ai gesuiti.

ospedali, tra cui


tico

il

Contansi quattro pi celebre l'ane ricco o-

nel

i8o3.

nel
si

principio

del

presente

secolo

reput

opera

magnifico priorato

sommameule

interessante l'acquisto

^b
e
{>ssesso
si
(Xi

MAL
Malto, nella
stcs;fi

MAL
Paolo, ed
zo
rio:

un

bassorilievo in bronil

guisa che

considerava nei vetusti

rappresentante
ivi

suo

marti-

tempi essere della mcdesiuia importanza il dominio di quest'isola.

pure

la

statua di

mar-

mo

di
i

Ruggero
saraceni
del

normanno
da

La
di

Cilt Notabile o Cili Fecchin^

scacci

che Malta nel


In
sia

Melila o Medina.
un' altura
dell'isola,

Capitale antica

declinare

secolo

XL
che
,

tale

Malta, trovasi in mezzo e sopra


alla

grotta

si

pretende

stato

pianura occidentale
sul

quasi

limite

che
parte

l'apostolo per tre mesi dopo il suo naufragio, ritirato co'suoi com-

divide

la

parte abitala dalla

pagni

a fare
.

divoti esercizi e per

deserta, quasi nel centro dell'isola,

umilt
chiesa
e

Il

medesimo
sacra
di

Paolo
s.

ed ornata
che.
letta

di

magnifiche fabbri-

smembr
ne

la

grotta

dalla

Dopo

l'edificazione della Valaltra

parrocchiale
affid
la

Paolo,
poi nel

importanza che quella derivatale dalla remota antichit sua, qualificandosi


fenicia,
di origine

non ha

cura

perpetua ai
dal

gran maestri,

approvando
Wignacourt.
di
s.

1619
gli
s.

la

collegiata

istituitavi

fondata dai

primi abil'universale

gran maestro
altri

Anche
di

tatori

di

Malta

dopo
Cristo

cimiteri

Agata,

i4o4> in piima chiamata Mclita. 11 suo sito era anticamente molto pi ampio e disteso che non in ruderi di un oggi. Vi si vedono tempio di Proserpina, e di un
diluvio, avanti

anni

Veneranda
Vennera, e
le

detta
di
s.

s.

volgarmente Cataldo han:

no

chiese

rispettive sovrapposte,

e sono

i pi prossimi a Melita sono lontani oltre il sobborgo

tempio o teatro pure le vestigia


altre cospicue

di

Apollo,

come
e
di

di

terme

moli: soprattutto so-

no da ammirarsi

le ampie catacombe, che indicano un'antichissima e numerosa popolazione. Nel Borgo o Rabato e presso le mura

di s. Maria della Virt, Maria della Grotta dato in cura ai domenicani , ed il pi vasto e celebre denominato dell'Abbadia, che pu quasi chiamarsi una citt sotterranea. Ridonda questo di belle ed antiche pitture, che si credono fatte non gi nella pri-

cimiteri
di
s.

il

principal cimiterio,

santificato dal soggiorno

che vuoisi che vi fevenerato


pri-

ma

et

del cristianesimo,

ma

nel-

ce l'apostolo delle genti, e vi sorge

r epoca delle saracene irruzioni. I nominati cimiteri o catacombe so-

un

bel

santuario

assai
di

perci arricchito
vilegi

spirituali

no tagliati do alcuni di
sendovi
otturato.

nella
essi

roccia

offrenesaltri

vaste
di

stanze,
varii

da

Paolo
del

V, ed ornato
Preti,

di

l'ingresso

bei

dipinti

detto

il

ca-

Melita

fu

ben

fortificata

valiere

calabrese.

la

cattedrale,

Questa per non grande e decoroquale


la vista si e:

dai cavalieri di Malta, e nel i55i

sostenne
turco, ed

valorosamente un assedio

sa, dall'alto della

stende su tutta
risiede

l'isola

il

vescovo

ancora

in

questa

citt.

La

cat-

allontan l'inimico dalle sue mura; cess d'essere capitale dell'isola, dopo che fu fabbricata la Valletta.

tedrale di cui parleremo in fine for-

Nel

1599

il

gran

maestra

ma

il

maggior
statua

decoro

di

questa
di san

citt.

Nella sacra grotta evvi un'al-

tare colla

marmorea

Garges per ripopolare la citt le concesse molte franchigie, cio di non essere molestati i debitori per

MAL
sei

Mal
civili

8f
avanzi
del

anni

cie

nelle

cause

e
gli

nuoto,

gli

altri

.sugli

criminali
abitanti

dovessero
dai

giudicarsi
della

tribunali
poi,

citt.

In questa citt
poli
dell'isola,

come metronovello gran


dell'isola

11 luogo dell' approdo fu Cala chiamata allora Ditalasso, ed oggi portante il nome del santo

vascello.

la

ogni

Apostolo, ove l'antico tempio a


dificato nel

lui

maestro , prendeva
cipato in

qual
il

sovrano

consacrato, essendo cadente, fu rievicina fonte per

possesso del

suo prine

gran
citt,

formalit

molta pompa. Alla


re della

con porta maggiodi

1610; ed una limpida memoria si chiacio fontana delsi

ma Aayntal-Ilazzul,
l'Apostolo. Ivi

prima
di

ricevere

venerano

alcune

dal magistrato le chiavi della

mee
,

desima
fare

giurava

osservare
i

osservare

tutti

privilegi

franchigie

ed

usanze

della

citt
di

che la tradizione dice dipinte da s. Luca. Il naufragio di s. Paolo in questa isola avvenne nel secondo consolato di Nerone e
,

immagini

Notabile o

Melila e

dell' isola

di L.

Calfurnio Pisone,

nel

se-

Malta.

da notarsi che nella citt Notabile mai vi fu la residenza de' cavalieri di Malta, essendo
essa nella

Vittoriosa

e poi

nella e

condo anno dell'impero del primo, cio l'anno 58 di nostra era. Ve* desi ancora lo scoglio Salmon ove si ruppe la nave. Gli abitanti di
quella spiaggia, ch'erano
li^nicii,

Valletta. Al

nord
sono
suoi
circa

Bengemma,
gli

ac-

Dingli

al

sud,

estremi

colsero ospitalmente l'equipaggio, e

pi notevoli
attualmente
tanti.

villaggi. Conta cinquemila abi-

L'evangelio fu predicato in Malta

un gran fuoco per Avendovi s. Paolo messo un fascio di cespugli, ne usc una vipera, che s attortigli olla sua
fecero accendere
riscaldarli.

dall'apostolo

dell' isola.

s. Paolo, patrono Predicando questi la fe-

mano

e la morsic

ma

egli scosse

de nella Giudea fu imprigionato in Cesarea, sede del governatore della Giudea; ma avendo egli come cittadino romano appellato all' impeil governatore Porcio-B'esto consegn a Giulio centurione, acci lo conducesse in Roma. L'a* postolo avea seco s. Luca, Aristarco ed alcuni altri cristiani, con s. Trofimo* discepolo di Ges Cristo; e s'imbarcarono tutti ad Adrumeto

prontamente l'animale nel fuoco, e non gli provenne alcun male. Gli abitanti credettero dapprima che
fosse per enfiare e morire, e si dicevano l'uno all'altro, ch'egli doveva essere qualche omicida perseguitato dal cielo; ma vedendo poi che nulla soffr, cambiando linguaggio gridarono Paolo per un Dio. E

ratore,
lo

fama
virt

costante

della
i

propriet
meriti di
all' isola

e
s.

che

Dio per
conceduto

Paolo ha

di

porto di Misia. Travagliati da


fiera

una

burrasca,
si

s.

Paolo predisse
il

che
vato

sarebbe perduto

solo vasal-

Malta, che niun animale velenoso, anco da altri luoghi nell'isola portato, abbia forza di avvelenare o

scello,
la

ma

che

tutti

avrebbero
vascello
si

vita,

ed approderebbero in
fatti
il

Malta
mile

portare nocumento alcuno; anzi in certa terra sisi cava una


al

un

isola.

In

ar-

gesso, che

comunemente
i

si

ren e fece naufragio nell'isola di Malta, allora soggetta ai romani ;


tutti

approdarono
VOL.
XLII.

al lido, gli

uni

chiama grazia di s. Paolo, la quale vesi adopera utilmente contro leni. Lo sbarco di s. Paolo in que-

9%
sta isola, e

MAL
che
vi

MAL
morsicato
s.

fosse

da una vipera, viene contraddetto da qualche autore, mentre altri lo afFermano. Dicono primi che ci
i

Publio a* 21 gennaio, nel 1691 la messa particolare, e nel 1693 la festa con ufficio e messa propria per tutta la diocesi, del naufragio
s.

sa

avvenuto in un'altra isola del mare Adriatico, chiamata Meleda, poco distante da Ragusi, nella quale vi sono molte vipere; ma deboli ne sono gli argomenti. L'apostolo e quelli della sua coQiliva passarono tre giorni in casa di Publio, il pili ragguardevole degli abitanti dell' isola, e forse

di

Paolo,

che

si

celebra a'

20

febbraio. In questo giorno sontuo-

samente

si

celebra

pure

tal

festa

neir insigne collegiata e parrocchiale di s. Paolo della Valletta. Il


detto naufragio venne contraddetto

anche

il

governatore od altro primario magistrato pei romani. La sua ospitalit

prima volta nel decorso seda certo abbate benedettino Giorgi raguseo, ed il maggior suo confutatore fu il conte Giovanni
per
la

colo

Ciantar maltese,

il

quale
del

intera-

fu

ricompensata

perch

s.

mente confut

r opera

Giorgi
libri

Paolo

coli*

imporre

le

mani

sul ca-

stampata nel lySo, con due


dati alla luce nel

po del suo padre,


sa
la

lo

guari da una
fu spargli

febbre di dissenteria.

Come

L'apostolo
lo

s.

1758 e Paolo dopo


borgo

nel 1763.
essere stadi

voce del miracolo,


i

abitanti

tre mesi

nel

Medina

portarono
lo,

loro infermi all'apostola

ed

ebbero

consolazione di

o Citt Notabile dell' isola di Malta, co' suoi compagni provveduti


dagli abitanti del bisognevole, s'im-

vederli

perfettamente guarire, somministrando agli ospiti tuttoci ch'e-

barcarono

alla volta di

Roma

in

ra loro necessario. Malta

Paolo il ne diffusa sugli abitanti del


si

ebbe per s. dono della i^ee, che venvillag,

un

altro vascello di Alessandria.

La

sede vescovile

gio di Nasciar tuttora esistente

di Malta non vero che prima fosse suffiaganea della metropoli di Cartagine in Africa, ne

propag poi per tutta l' isola. Tuttoci conferma il Pnaldi all'anno 58,

poi di quella di Siracusa


sino
alla

soltanto

met
il

del

secolo

XI

la

num. 171, secondo


s.

il

rac-

chiesa di Malta riconobbe per suo

conto di
lo

Luca.

Non

solo

s.

Paobat-

metropolitano
e dal
I

romano

Pontefice,

ammaestr

gl'isolani nelle verit

i58

in

poi per bolla di Adi

evangeliche,

ma dopo
che dalla
poi

averlo

driano
inglese
trasse

IV
le
il

l'arcivescovo

Paler-

tezzato ordin laro vescovo lo stes-

mo. Per

so Publio,
quella di

sede

episco-

premure del Papa Gregorio

governo

XVI

sot-

pale di Malta fu
Atene,
cappella
rioso martirio. Nel

trasferito

ove
in

riport

gloedifi-

1609 fu

Malta dalla soggezione di Palermo , e la dichiar immediatamente soggetta alla santa Sede. Di
questa
vescovi,

cata una

Publio lo, ed
con

sopra

la

grotta di

onore di s. s. Paonel
la
si-

sede

della serie

de' suoi

il

vescovo Gaigallo

ne tratta Rocco Pirro nella Sicilia sacra t. II, p. io38e seg.


Melitensis ecclesiae episcopalis.

nodo del 16 IO ne ordin


rito

festa

Non

doppio, e che fosse venedell' isola

solo la chiesa di Malta apostoli-

rato qual protettore


patria.

sua
nel

La congregazione
autorizz
l'uffizio

de'

riti

ca a cagione del suo fondatore, presentemente gode il pregio di


sere
la

ma
es-

1666

proprio di

soia

superstite,

tranne la

MAL
suprema
tutte
le

MAL
Ira quelle

83
Fan ara ed
Melivetanel

cliiesa

romann,

possedeva
altri

il

casale della
diocesi

di fondazione apostolica,

dappoich
il

feudi della
nel

altre giacciono sollo

do-

na
fr.

i33o Alduino;
di
fr.

i334
;

minio

degl'infedeli, prive

de' loro

Enrico

Cefali

francescano

legittinmi

pastori latini, qualcuna a-

nel

1342

Nicola

li

Roneti fran-

Tendone
di

ma

orientali;

e ia chiesa

cescano, legato apostolico di Bene-

Aquileia, anch'essa apostolica, fu

detto Xll ai tartari; nel


Ilario

i36i
fi-.

fri

soppressa da Benedetto
11

XIV.
Malta
fu

Corrado;

nel

i373

An

secondo vescovo di
il

tonio

Acacio,
cilio

quale assistette al condi Calcedonia nel 4^* ^^ ^'


5

tino consacrato a
fr.

Vulpano catanese e benedetRoma; nel 1392

Nicola III de Papalla di Paler-

fossero sfati altri


lui,
il

vescovi

prima

di

mo
nel

conventuale francescano, eletto

Pirro l'ignora. Costantino fu "dal capitolo e confermato dal Papa;

al concilio romano di Papa s. Simmaco nel 5o ; gli successero nel 592 Lucilio, nel 5g9 Traiano mo-

1394

fr.

Giovanni

111

de Pino

francescano conventuale; nel 1397 fr. Mauro de Celi maltese de' minori, dotto

naco benedettino
racusa
,

di

s.

Luca
di

di Siin-

ed

ornato di
fr.

preclare

neir
al

868 Manasse, che


concilio

doti; nel
siciliano

iSgS

Andrea de Pace
,

tervenne

Vili

Co*
verso

de' minori

dotto
;

ed

irt

stantinopoli, sotto del quale

ambe
il

le

leggi peritissimo

nel i4o<S

1*874
che solo

saraceni
la

invasero

l'isola,

cardinal Corrado Caracciolo


fr.

no-

cessando
si
il

successione de' vescovi,

bile napoletano, cui successe

Mi-

rinnov nel

10890 1090,
cacci

chele de Lelras francescano,


tegra
nel
vita

d' in-

quando

normanno Ruggero
i

e
fr.

perito nelle

lettere;

dall' isola

saraceni. TLH

questa sesolo ri)

i4io
d.

conda serie (della quale porteremo pi li noma ti


i

nes francescano di

fu pri-

i4fo
di lelto

Giovanni IV XimeCatalogna; nel Antonio II de Piatamene

mo

vescovo

Gualtiero
II,

consecrato

Catania,

monaco benedettino
dalla regina

e-

da Urbano
gero don
alla

sotto

il

con

regia
di
s.

quale Rugmunificenza

dal capitolo, approvato

dalla

santa Sede, e

Bianca
dichia-

cattedrale
j

Paolo molti

vicaria del regno di Sicilia

beni

il

secondo Biraldo del 1095


in un priRuggero ; il terii23, dopo il
i

rato amministratore di questa chiesa.

che trovasi sottoscritto


vilegio del conte

Nel 1434

maltese; nel

zo

Giovanni
in

del

de
nia,

quale furono vescovi: nel

122 RiCalisto

de Mello Bernardino Paternione cassinese di Cataeletto dai canonici ; d. GiacoSenatore


^'

i44^

naldo che
11
si

una

bolla di

mo

sottoscrisse
1

Episcopus

Meli-

nia,

tensis; nel

i4o Stefano ; nel i 168 nel i253 Ruggero di Casali; nel 1259 Giacomo di Mileto domenicano, da Alessandro IV
Giovanni
II;

de Paternione nobile di Cataabbate agyrense gli successe. Nel 1446 d. Antonio III de Alagona monaco benedettino, nobile de
Catania, ornato di virt; nel i47^ de Paternione abbate d. Giovanni

indi
il

trasferito altrove;

N. N. sotto

benedettino, nobile di Catania, versato nelle lettere ecclesiastiche. Nel

Pietro

quale prima Carlo d'Angi, poi III re di Aragona s'impadronirono di Malta; nel i320 NiLentini

1489 o 1490

il

cardinal

Pietro

Fuxo

o Foix,

figlio

terzogenito di
fratello di

cola che stanziava in

ove

Gaetano conte

di

Foix

8?

MAL
;

MAL
li

Lodovico X re di Francia nel 1491 Paolo de Cavallaria pisano, velato in ogni scienza nel i^o'* Giacomo II Valguarnera siciliano, noooinato dal re Ferdinando li ossia Ferdinando V re di Spagna il quale lo present ad Alessandro VJ ; nel i497 il cardinal Giovanni Borgia giiiniore, nipote di detto
;

congratulazioni del capitolo, de,

fili

ecclesiastici e de* religiosi magistrali dell'isola e d'ogni

dei

ceto

di

persone,

principe. Nel voi,

243

del

nuovo 242 Dizionario abbiamo dettripudianti


pel

XXIX,

p.

to clie Carlo
cessori

riserv a se
il

e suc-

re

di

Sicilia

giuspatro-

nato alla
tre

nomina

del

vescovo

di

Papa,

del

quale come

degli altri

Malta, che dovea per scegliere tra

cardinali vescovi di Malta ne parliamo alle loro biografie. Nel i5o3 Antonio IV Corsetti siciliano , nobile di Noto, celebre

per

dottrina

e virt, e per
nel
nel

le

opere pubblicate;

che da venivano presentati, tra i quali doveva esservi un suddito del re di Sicilia; e che l'eletto riceveva la croce, titolo, voto e premii

individui dell'ordine
gli

questo

i5o9 Bernardino Bolognese; i5i4 Giovanni VII Sapulveda

nenza
che

di

bali,

ed era
Ivi

perci

uno

de' capitolari.
il

dicemmo

ancora,

spagnuolo, traslato da Leone


vescovato di Tuy; nel

X
il

dal
car-

i5i6
s.

dinal Raffaele Sansoni Riario vescovo

d'Ostia e camerlengo di

Chiesa;

avendo rinunziato gli fu nello stesso anno sostituito Bernardo Catagnani o Cataniani canonico pisano per
,

maestro avendo prela terna, ed esso non procedendo alla scelta nel tempo assegnato dalle canoniche leggi. Clemente VII dichiar vescovo Gliinucci (Fedi)^ il quale non pot engran
sentato a Carlo

trare in possesso del vescovato,

opera del quale fu edificato il convento de' domenicani ; avendo poi


il

Paolo

III

lo cre cardinale.

Aven-

Papa nominato
il
il

il

cardinale

An-

drea della Valle, per


dicare
Sicilia,

non pregiure di

giuspatronato del
di

do poi rinunziato nel i536, Carlo V gli destin una pensione di novemila lire sulla mensa di Malta , e divenne vescovo fr. Tommaso Bosio di

cardinale rinunzi, ed eb-

Asti

vice-cancelliere dell'or-

be invece l'archimandritato
Sina; e nel

Mes^
Cata-

i5io

Bonifacio
di

gnani
Nel

consanguineo
Sicilia,

Bernardo.

dal gran maestro all'imperatore nel i53r, che perci fu il primo vescovo dodine,
de' presentati

uno

i524 Carlo

Urries spagnuolo,

po

lo stabilimento de' cavalieri

in

nato in
cesse

morto nel i528.

Nella sede vacante Carlo


l'isola

con-

Malta, essendo stalo consagrato in R.oma. Narra il suo nipote Giaco-

Malta ai cavalieri di Rodi nel marzo i53o, ed a'i3


di

luglio

nomin

vescovo Baldassare

Wallkirk alemanno, il quale mor nell'islesso anno senza aver veduto la sua chiesa. A* i3 novembre il
gran maestro dell'ordine Villiers, per prendere possesso dell'isola, col suo convento vi fece il solenne ingresso, tra
il

mo, autore della bella Storia della sacra religione, che il vescovo fi-; Tommaso dopo un saggio ed amorevole governo di sei mesi, mori nella Citt Notabile o Vecchia a'i5
agosto 1539,

non senza

sospetto di

veleno, posto in certe

paste

dalle

monache, che temevano


formate e
ria
ristrette:
la

d'essere rii

per
lui

medici

plauso

universale

attribuirono

allegrezza degli abitanti,

ricevendo

morte all'apestifera che in detto mese suol


di

, ,

MAL
regnare nella Cill Notabile.
polto
lo,

MAL
Fu
s.

85
Poco

se-

poderi e giurisdizioni.
il

dopo

ivi

nella cattedrale di
il

Pao-

e quindi

gran maestro e conIre

siglio

nominarono
fr.

personaggi
Cnbelles
di

Gargallo ed il gran maestro furono riconciliati dal Papa a mezzo di detto arcivescovo Torres qual delegato apostolico; quindi a sue spese
si

dell'ordine, scegliendo l'imperatore


in

vescovo

Domenico
fu

rec

il

vescovo ad assistere per la


battesimo
del

priore della chiesa conventuale

religione al solenne

Saragozza,

che

consagrato nel

1542, e riusc ottimo pastore.


suo successore
nell'anno
di

Fu
fr.

i568

Carlo Emmanuele I duca di Savoia. Sotto questo vescovo Gregorio XIII con breve dei

primogenito

Martino Roxas
cilio

Porturubeo

28

aprile

i584
fratelli,

proib ai cavalieri
conferirsi
il
,

Porlalravio, gi ambasciatore al condi

militi

il

vescodella
solite

Trento e cancelliere

della

vato di Malta o
chiesa
conferirsi
ai
Il
s.

priorato
dignit

religione gerosolimitana, chiaro per

conventuale
soli

a'

prudenza e dottrina: sotto di lui 18 maggio iS'ji il convento del-

preti

cappellani

dell'ordine.

vescovo Gargallo nel

l'ordine fu trasportato nella


citt

nuova
chiesa

luogo dello
vescovi

Margherita presso

la

della

Valletta.

Della

Citt Notabile eresse

una casa

pei

di
le

s.

della

Giovanni e priore conventuamedesima, sua giurisdizioprivilegi

con amenissimo giardino


cattedrale,

fu benefico colla
siniere co' poveri,

limonel
s.

ne e
de'

come

superiore
e

spi-

ed
e

ai gesuiti fab-

rituale di

tutto Tordine,

non che
loro

bric

il

collegio

morendo

cappellani

conventuali

i6i4

nella sua casa sul colledi

prerogative, ne
all'articolo

tenemmo

proposito

Gerosolimitano, in
i

un

a diverse cose riguardanti


vi

vesco-

Margherita, fuori della Citt Vittoriosa , fu tumulato nella cappella di s. Francesco Saverio della
chiesa di
nel
Gesti.

U Malta.
s.

La

chiesa
di

de'

dome-

In

questa

chiesa
di
di

nicani di
s.

Maria

Pio

la

Portosalvo dichiar matrice e partutta la Valletta


,

i635 fu consagrato vescovo Nardo Fabio Chigi inquisitore

rocchiale di

che

poi fu divisa con altra parrocchia.

Roma il de Roxas vi iSyy. A'20 gennaio iSyS, coll'autorit di Gregorio XIII, l'arcivescovo di Monreale Lodovico de Torres, con solenne rito consagr nella Valletta la chiesa magnifica di s. Giovanni Battista patrono delPortatosi in
nel

Malta, che l'Ughelli dice fatto vescovo agli 8 gennaio 1 634- Lo consagr il vescovo di Malta, forse Balaguer Camarasa,
coli' assistenza

mor

di

due
t,

ecclesiastici

costituiti
altri

in digni-

per difetto di

vescovi,

non
fos,

essendovi
se

memoria che

quivi

si

ordine.

Nell'anno iSyg

divenne vescoGargallo
catala-

vo

fr.

Tommaso

no, vicecancelliere della religione ch'entr in contesa per giurisdizio-

e veduta altra simile funzione riusc tanto pi memorabile perch dopo vent'anni divenne il Chigi vescovo della chiesa universale , col nome di Alessandro VII. Bench il Gargallo fosse quasi sempre in lite colla religione e coi gran maestri,

ne col gran maestro La Cassire, onde il vescovo si ritir temporaneamente a Lentini in Sicilia, ove la mensa vescovile possedeva molti

partendo per Roma nel i6o5 e 161 1 lasci protettore e difensore del vescovato e di tuttala diocesi,
con facolt di conferire
benefizi

96
canouicaii,
cuuii. Nel
cesse
(a,
il

MAL
giaii inaeslru
al

MAL
Wigiiasucli

i6i5

Gargallo

di

UKil

BaWassaie 11 Cogiiaies di Malgran zelo, massime contro il costume, in difesa dell' immuper cui sostenne gravi que-

nit ecclesiastica e giurisdizione vescovile,

armellino, secondo i tempi e le stagioni. Con questo il Pirro termina la serie de' vescovi di Malta: quelli poi che riporta il Pozzo con analoghe notizie nell' ///storia della sacra religione ec, stamdi

bianche

pata nel 1715, sono

seguenti.

stioni colla religione e col

gran mae-

era vescovo

il

Dalaguer e nel
l'

Mentre i643

stro;

molte opere
costru

di

piet fece pei

l'ordine acquist

isolotto di

Mar-

poveri,

nella

cattedrale la
de' vescovi

samuscetto, ch'era di ragione della


cattedrale di
carvi
delle
il

sagrestia, ed a

comodo

s.

Paolo,

per fabbrilo

fabbric nella Valletta un sontuoso

lazzaretto
:

per

spurgo
in.

palazzo vescovile,
a'

agosto

morendo nel i633 presso il monte Catale epi-

merci
ai

la

religione

diede

compenso
reni

canonici altrettanti ter-

gliares.

Mentre fabbricava

del magistero detti del Fideni.

scopio, incontr gravi impedimenti

per parte dell' ordine , che vedeva con pena che in un luogo che credeva esente da qualunque giurisdizione, vi
si

Questo vescovo oidinando chierici con eccesso fu corretto; e l'inquisitore di Multa considerandosi come metropolitano, stante la distanza
della

portasse a risiedere
vi

il

ve-

metropoli, fu abilitato
le

a co-

scovo colla curia. Cagliares


lo

spese

noscere

appellazioni delle senten-

dodicimila scudi, e per testamento


lasci a' successori,

ze delhiitive del vescovo. Nel


il

i655

ed

ai

vicari

in sede vacante, con obbligo di ce-

derne
vi.

la

met

ai

canonici

in

caso

vescovo Balaguer pretese sedere in consiglio sopra il luogotenente del magistero, che prendeva luogo
destra del gran maestro, inutilmente al dire del losio;
alla

d'assedio, per abitarvi

ed
il

officiar-

Noteremo che

sotto

vesco-

ma ma
luo-

Vcilo

del Cagliares e nel

1628 UrMalta
s.
il

ci

pare assurdo,
si

perch
s

il

bano Vili
Ilo sopra
i

introdusse

in

gotenente
sere
stato

nomina
il

solo nella va-

tribunale della fabbrica di


legati
pii,

Pie-

canza del gran maestro, vescovo


di

per es-

materia che
dipenat-

Malta

il

essendo
ti'ibuita

prima
alla

totalmente
in

dente dal vescovo, fu


tribunale, ove
,

parte
di

cognizione

questo

si tratti o di legati o di legati non adempiti nel termine d'un anno dalla mor-

primo gran croce dell'ordine, e godere il primo luogo nel consiglio ed ovunque. Per sua morte nel i663 fu fatto vescovo fr. Luca

incerti

Bueno

priore della chiesa

convendotto e

tuale, zelante ecclesiastico,

te del

testatore.

virtuoso.

cagione
sulla

delle

gravose
i

Nel jG35 fu consagrato vescovo in Roma fr. Michele Giovanni Balaguer Camarasa aragonese, che prese possesso a'25 marzo, indi ottenne da L'rbano Vili pei canonici della catItjdrale, le

pensioni che
regi

pretesero

imporgli

ministri

mensa,

stette

prima fu esaminato come

quattr'anni renitente nell'accettare; arcive-

insegne del rocchetto, della

scovo di Rossano, indi fu fatto arcivescovo di Tessalonica, e poi vescovo


di

mozzetla di colore paonazzo fodera-

Malta nel 1668; nia mor


le
ri-

ormesino rosso, e della cappa luagua di colore paonazzo con pelta di

dopo quattro mesi, appassionato, a


cagione di sua austerit, per

MAL
forme, peclalmenle nel sinodo
polto,
te-

MAL
conciliatrici

provvidenze, dipoi

nuto in maggio. Dispose d'esser senon in s. Paolo, ma in s.


Giovanni.
Gli
successe
nel

diante un motu-proprio, nel


fece ritornare
il

87 me1778

vescovo in Malta,

1668
mor

pacificandosi col gran

maestro de

fr.

Lorenzo

Asti ria

cappellano dele
fu sosti-

Rohan

tutto e meglio

narrammo

la

caslellania

d'Etnposta,

nei primi del tuito


fr.

1674. A

lui

Girolamo Molina cappellano, anch' egli della nominata casfeliauia, quindi nel 1681 fu trasferito alla sede di Lerida. Promozione che
il

262, 263. Nel concistoro de'19 giugno 1780 Pia VI dichiar vescovo fr. Vincenzo Labini cappellano gerosolimitano, nato in Bitonto. Lo stesso Papa
a'3

nel luogo citato, p.

marzo
il

gran maestro
il

Caraffa

Memores
presso
t.

nos
70,

1797 eman la bolla quantum decoris


,

provoc per beneficare


vorito cappellano

suo

fa-

Bull.

Rem.
colla

Continuata
un
la

Cocco fr. David Palmeri suo elenosiniere, ch'eletto


vescovo rest tre anni
postegli.

X,

p.

quale

chiesa arcivescovile di R.odi in par^


tihus a quella di

ripugnante
al

Malta, ed al ve-

pel peso delle eccessive pensioni

JXoteiemo che
fr.

imPalmeri
del-

scovo di
titolo

questa concesse
arcivescovo di
pallio,

anche

il

di

Rodi, con
potersi
far

successe
l'

Giacomo Canna ves


1

l'uso del

ed

il

isola di

Maiolica, confermato da

precedere dalla
scere le

croce,

onde accrede'vescovi di

Clemente XI nel 7 1 3 e consecrato in B.oma nello stesso anno. Ora passeremo a riportare quei
vescovi di Malta che sono
li

onorificenze

Malta, pei singolari pregi dell'origine di questa chiesa, e degl'illustri


suoi
vescovi,

registra-

confermando per

la

nelle annuali

Notizie di

Roma.

Fr. Gaspare Gori Mancini sanese di


fatto

sede in suffraganea di Palermo, alla quale era soggetta sino da Adriano


li
i
:

Riomagno
vescovo
il

diocesi di Arezzo,

fu

dunque
di

il

primo a

portare

primo giugno 1722.

titoli

arcivescovo di Rodi e ve-

Fr. Paolo Alfaran de Bussan d'Aix, nominato agli 8 marzo 1728 in concistoro Fr. Bartolomeo Bull
.

lio

scovo di Malta, con l'uso del pale della croce astata fr. Vincenzo Labini.

questi inoltre Pio

Vi

dell'

ordine

gerosolimitano, di

Pa-

lenza diocesi di Majorica, preconizzato vescovo a' 19 dicembre


:

Cuin alias nos nuper archiepiscopa lem de' 24 luglio


diresse la lettera
y

1757

1797, loco citato


chiar
il

p.
i

106,

in cui di-

da Benedetto X4V questo Papa gi con breve del i3 agosto 1746 avea stabilito la norma dell'amministrazione e del regolamento delle cose appartenenti al vescovo ed al

modo come
usare
il

vescovi di

Malrice-

ta arcivescovi di

Rodi doveano
pallio,

vere ed
to che

trasmet*

tendogli la formola del

giuramenSotto
il

dovevano
Malta

prestare.
il

Carmine Gio. Pellerano maltese nato in Mazara capcapitolo. Fr.


,

vescovo Labini cess


l'

dominio

del-

isola di

nell'

ordine geroBe'*

pellano della sacra religione, divenne vescovo a' 28 maggio 1770.

solimitano, per r invasione di

Questo vescovo s' inimic col gran maestro Ximenes de Texada, e Cu costretto recarsi in lloma onde Pio VI avendo preso nel 1777
,

na parte, il quale obblig il vescocanonici a cantare il Te vo e Deum nella chiesa di s. Giovanni. Questo vescovo descrisse all' esule
i

Pio VI

mali cui era

soggiaciuta

66
francesi, e gli

MAL
mand
i

MAL
in pregiudizio della chiesa stabilita

la chiesa di Malta pel governo dei

decreti che

o vogliam dire
restiamo entro
terra,
il
i

anglicana.
limili

Finche

a Regnault de Saint-Jean-d'Angely,

dell'Inghil-

commissario avea lasciati


li

di

Francia in

Malta,

giuramento, sebbene porti


il

Bonaparte,

acciocch
questi de-

in se stesso

suggello

dell'aulico
religioso,
,

facesse osservare.

Fra

ed implacabile despotismo

creti,

quello de' i8
tutti
gli

proibiva a

1798, ecclesiastici ed
di

giugno

abitanti di Malta,

ricorrere
,

al

perch sono e vescovi e prebendati e canonici ben pagati e pasciuti. Ma


significato
ivi

pu avere un

Papa o

al

metropolitano

per ci
Labipasso

all'uscire della

gran Bretagna cessa

che spetta all'amministrazione della


religione.

ogni traccia di quella chiesa, chia-

Inoltre

il

vescovo

ni fu spettatore

che

Malta

nel dominio degl* inglesi


Del
de*

, e mori 1806. Pio VII nel concistoro 18 settembre 1807 traslat

mata, per derisione senza dubbio ed universale, e giungendo in Malta vi troviamo non la
cattolica

nuova e
perch
la

falsa,

ma
di

l'antica

e vera

Chiesa cattolica

Ges

Cristo.
i

Or

dalla
di

chiesa

vescovile

Pafo a

questa

fr.

pardbus Ferdinando
in

mai

obbligare

cattolici

maltesi a giurare di
chiesa

non offendere

Mattei, nato in Sanglea diocesi di

Malta cappellano gerosolimitano , che mor nel 1829. Il Pontefice Gregorio XVI nel
,

Dio merc

quale, la la veramente invulnerabile in quest' isola, perch appunto non esiste? Il libero ed illimianglicana,
,

concistoro de'

28 febbraio
arcivescovo
di

dell'andi

tato esercizio
gli

del culto cattolico, e

no i83i
di

fece

RoCa-

antichi privilegi della chiesa

non

vescovo

Malta

l*

attuale

monsignor Francesco

Saverio

furono forse guarentiti da un pubbhco trattato, allorquando gl'inglesi


s'impossessarono dell'isola? Sia non

ruana, nato nell'isola di Malta, canonico arcidiacono della cattedrale.

Nel
tato

voi,

IX,

p.

117

degli

Annali
governo
cattolici,

delle scienze religiose, viene riporil

inglese voleva
cio

giuramento che imporre


tutti
i

il

ai
,

pertanto lode al benemerito vescovo di Malta, il quale alla proposta del giuramento che gli fu fatta, ricus di prenderlo, e si rivolse chiedendo consiglio, come ben dovea, al
stori.

maltesi

prima

di

supremo capo

di tutti
la

pa-

entrare

nell'esercizio

di

qualsivo-

Roma

rispose, cio

santa

glia carica civile o ecclesiastica giuramento che fu prescritto nel 1829 dal parlamento della gran Bretagna a' cattolici dei tre regni

Sede, non potersi approvare in Malta

un
ta

tal

giuramento.
gi

giornali di
la

Mal-

bau

pubblicato

risposta

inviata al

vescovo, in data
dal cardinal

19 diBernet-

uniti;

essendovi

di

particolare per
i
i

cembre 1835,
ti

Malta, dover giurare


riconoscere per sovrani

maltesi di

discendenti

di Sofia d'Annover, e in conseguen-

za quelli della regina Vittoria, esclusi

quelli
si

di

altra

linea. Ivi

dunque
questo
a

inoltre

osserva,
si

che con
obbliga
possa

segretario di stato, ed ivi si trovano esposte le ragioni del rifiuto, con la consueta moderazione e fermezza. Nel voi. XI de' medesimi Annali &\ parla dell'istituto cattonel lico fondato in Malta 1840,
ausiliario di quello della gran Bre-

giuramento uno
far cosa alcuna

non

^ ^^

che

tornare

lagna,

di cui

parlammo

nel

voi,

MAL
XXXV,
pog.

MAL
Dizionario
di-

89
nel

i55
il

del

antico tempio

essendosi

1693
pi

stabilito sotto

patrocinio dell'ar,

da un gran terremoto rovinato, ne


fu intrapresa la
riedificazione

civescovo e vescovo diocesano

cendosi essere giunti

soci

a 290.

Finalmente nel vol.XlV,p. 4^ e seg. de' lodati annali sonovi altre notizie

grandiosa e magnifica per deliberazione del vescovo e del capitolo,

recenti riguardanti Malta. Dal-

la
ta,

tipografia anglo-maltese di

Mal-

nel

1845

fu pubblicato l'inte-

ressantissimo opuscolo che porta per


titolo
letti
:

secondo il disegno dell' architetto maltese Lorenzo Gaza l'opera fu compita nello spazio di olio anni. 11 vescovo oflzia a suo piacere ed a seconda delle circostanze o nella
:

Traduzione dei documenti

chiesa cattedrale o in quella

di

s.

dall'onorabile e dotto

membro
in

Giovanni

Battista

nella

Valletta

di parlamento i

John O' Connel^


dalla
il

gi detta chiesa

maggiore

convenin

Conciliation Hall, Dublino, relativi

tuale dell'ordine gerosolimitano, al-

gravami
inglese,

sofferti

chiesa

lorch

i
:

cavalieri

risiedevano
in

cattolica di

Malta
riportati

sotto

goveri845>.

Malta

la

quale chiesa
giurisdizione

oggi
del

no

dal Tablet del

di

sotto la

cura

26 luglio e del 9 agosto Quanto alla storia di Malta


:

vescovo e del capitolo della cattedrale; e mantenuta e governata colle

molta importanza l'opuscolo intiSquarci di storia e ragiotolato namenti sull' isola di Malta in confutazione di una gran parte di ci
che alla stessa
si

rendite della stessa cattedrale, la

quale

impiega

annualmente
cattolica,

una

somma

vistosa pel decoro e lustro

della religione
di questo santo

ed

in vista

riferisce

nel pri-

oggetto Pio

VI e

volume dell'opera inglese intitolata Turkey Greece and Malta, ec. scritti da un maltese. Malta 1889 tipografia di Luigi Tonna. La cattedrale esiste in Medina o Citt Notabile, ed buon edifzio, sacra a Dio ed alla Beata Vergine Maria, non che sotto l'invocazione di s. Paolo apostolo protettore di tutta r isola. Questa chiesa cattedrale

mo

Pio VII approvarono ed autorizzarono con decreti concistoriali emanati nel 1798, 1816 e 1822, tale cura ed uflziatura, che eseguisce il capitolo con una sezione
di
esso,

in

tutte le feste dell'anno

e in diversi allri tempi.

La

catte-

drale fu
tata dal

inoltre doviziosamente do-

piissimo

conte

Ruggiero

normanno;
ta di
cri

riccamente provvedu-

madre

di

tulle

le

altre

preziosi

chiese della diocesi, istituita e fon-

d'

paramenti, vasi saoro e d'argento , adorna di

data
s.

come dicemmo

dall'apostolo

belle pitture e di

marmi
suo

finissinn'.

Paolo nell'anno 58 di nostra era. Questo tempio fu gi l'avventurato

Oltre alla

la

festa del

titolo,

che

palazzo

di

Publio

primate o
restau-

Conversione di s. Paolo, vi si celebra pure con molta solennit


quella
capitolo
gnit, la
de'
si

principe di Malta.
razione,
ceni,

La prima sua

ss.

Pietro

Paolo.

Il

fabbrica, o per dir meglio

compone
il

di cinque

dile
il

dopo

l'espulsione de' sara-

prima l'arcidiacono,
decano,
le
il

per l'architettura della

porla

altre sono

cantore,

principale rivolta verso ponente, e

tesoriere e l'arciprete; di diecisette

per quella del suo allo campaiiile,

canonici,

comprese

prebende
di
sei

teo-

sembra

opera gotica.

Mu

questo

logale e penitenziaria,

be-

^
neficiati,

MAL
e
(ii

MAL
La
dignit

altri

preti e chierici

addelti al diviii culto.


del

decano era
di
Sicilia,

di

giuspatronato

dei re

poi

devoluto ai

gran maestri. Oltre


insegne,
le
l'

alle

memorate
i

di Maria Vergine della Cospicua, dell'Assunzione di Maria nel gran castello del Gozo, e della Visitazione della Beata Vergine del Garbo nel Go,

glea

della

Concezione

dignit
della

ed

canonici

zo.

Le

confraternite e pie

congretutta
la

godono

uso

mitra e della
per
,

gazioni

sono

molte

per

croce d'oro pettorale,


sione di Benedetto

concesloro ac-

diocesi, e le chiese della stessa

sono
vi-

XIV

circa
sita

cordala con bolla del marzo 1749Gi sino dal 1728, con decreto del 20 marzo, la congregazione de' riti

di

32 0, ma in tempo monsignor Dusina


nel

della

visitatore

apostolico
delle quali
se

1575 erano 5i5,


soppres-

alcune furono

avea approvato
di
farsi

1'

uso
dalla

del capitolo

precedere nelle processioni

ed altre dai vescovi. Al numero delle chiese proporzionato


lui
il

da

ed

altre funzioni

gento, per maggior decoro.

mazza d'arUrba-

numero

degli ecclesiastici.

Alcuni autori sostengono, che in

Vili con breve de' 3 agosto 1624, neir annoverare questa antichissima chiesa nter praeclaras
et insigties

no

Malta sino dal tempo di s. Gregorio o forse prima esistesse un monastero

dell'ordine di
vi

s.

Benedetto. In
regolari
dalla

alias Italiae cal/iedra-

oggi

sono sette
nell' isola

orditii

les

ecclesias,
l'

dispose

che dovesse
lodevolissimo
,

introdotti
religione

piet e
,

aver luogo
i

indulto dell'ozione fra

degli

antichi

maltesi

canonici nel

modo

prescritto nel suo breve

colla eset forIl

pressione

sfcundutn

usiim

mani
di

tcclcsiae Messanensis.

clero

Malta, con bolla di

Leone X,
i

ottenne nel

i5i7

il

privilegio che

Minori conventuali con tre conventi. Minori osservanti con due conventi. Carmelitani con due conventi. Agostiniani con tre conventi. Domenicani con tre conventi. Cappuccini con tre conventi. Carmelisono.
tani
scalzi

non possano
nefzi
soli

essere conferiti
se

beai

di

cpiesta diocesi,

nativi della
il

non medesima ed in

introdotti nel
presi

un convento. I gesuiti 1592 furono comsoppressione


religiosi
,

es-

nella
di

ed

altri

sa residenti,

quale privilegio ven-

conventi

diversi

furo-

ne confermato da
in occasione d'una

Clemente Vili,
lite

no

estinti

da Innocenzo X. Quanle

insorta sulla

to ai

monasteri di monache,
nel

beil
il

provvista d'un benefzio.


delle

La

cura
affi-

nedettine

hanno due monasteri,


i4t>8
sotto
s.
s.

anime

della cattedrale

primo fondato
titolo

data

all'arciprete,
;

cui
ivi

assiste

un

di

Pietro,
Scolastica
il

l'altro

sotto

prete vice-parroco
alla cattedrale,
il

il

fonte

quello di

nel
titolo

i49^'
di
s.

battesimale. L'episcopio contiguo


e d'appresso avvi

Gli altri sono sotto

Caterina, di
vertite
cesi
ta,

s.
s.

Orsola, delle

Condio-

seminario.

Le

parrocchie
le

della

e di

Margherita.
I

La

diocesi

sono trentanove;
sette,

chiese

collegiate
di

cio
s.

Birkarkara, di
della

go
ta

Valletta,

Elena di s. Paolo naufradi s. Lorenzo


della San^

comprende tutta Gozo e Cornino.


che assiste
i

l'isola di

Maleccle-

parrochi so-

no trenlanove, oltre qualche


siastico
lici

soldati catto-

martire della Vittoriosa, della Bea-

della guarnigione

che

vi

tiene
eti-

Vergine d^lla Vittoria

ringhilteira.

Nella giurisdizione

MAL
cksiaslica,

MAL
quella
del
fide^
ti

97

sebbene

no

acattolici,

non

dominatori sie* appartiene alla

congregazione di

propaganda
per

Pozzo , Historia della sacra religione^ parleremo di alcune chiese parrocchiali, dei conventi

per essere
spetta
stabiliti

gli

abitanti cattolici;

monasteri,
rodiotto
della

come

esistevano ai

per in
i

parte

esservisl

loro tempi. Giovanni Calamia nobile

protestanti inglesi, e per-

diede principio

alla

cb
via

in

Gozo e precisamente

nella

chiesa

Madonna

de'

Dama-

il

denominata Tel-Escof, che gli nome, esiste una pia lascila

schini o de'Miracoli

nella

Valletta^

o beneficio ecclesiastico appropriato da Urbano YIII a detta congregazione nel 1643 ad oggetto di mantenere un ecclesiastico per istruire nella lingua araba persone da valersene nella conversione
,

due divote immagini, una detta Elemoniatra o della Canta, l'altra de' Damaschini perch credesi dipinta da s. Luca in Damasco, le quali vi si collocarono solennemente nel iSSy. Tale chic
per riporvi
sa

fu poi unita alla


i

chiesa

di

s.

degl'infedeli.

La nomina

a detto

Nicol de'greci,
risiedervi

quali passando

a
la

benefcio
cessione

spelta per pontificia conalla

nel
di

i63g,
s.

diedero
alla

medesima congregai

loro chiesa
fraternita
torio.

JNicol

con-

zione di propaganda:
sistono in beni
enfiteusi

capitali con-

delie

rustici, che dati in temporaneo rendevano 820

Anche il DeWorigine del


t.

anime del purgaRodot ne parla,


rito

greco in Italia
delle chiese

scudi maltesi,

equivalenti a

scudi

Ili, p.
s.

234, cap.
de'

XV,

cento romani. Per essersi poi eretta nell'universit la cattedra di lin-

di
s.
i

Maria

Damasceni

e di

Nicol di Malia. Egli dice, che


greci stabiliti

gua araba i^st


la

molto

trascurata

scuola in discorso annessa a que-

nel

i52 2

da

in Malta partirono Rodi coi cavalieri


si

sto benefzio.

formata
viasse

la

Nel 18 19 per incongregazione di questa

gerosolimitani, quindi
in

stabiliiono

questa isola ove fondarono due

omissione, ordin che


dalla

non

si

de-

parrocchie,

una

sotto

il

titolo della

mente
si

del

testatore,

Madonna de'Damaschini
toriosa, l'altra di
s.

nella Vit-

e che perci
la.

ripristinasse la scuo-

1 maltesi che si portano a commeiciare nelle citt dell'Africa so-

masceni nella
la

Maria de'DaValletta o s. Nicol,


al-

con due parrochi greci soggetti


giurisdizione
;

no

di

edifcazione per la loro buoi

ordinaria

del ve-

na condotta, ed essi ed copti dell' Egitto migliori cristiani sono dell'Africa, qualora si voglia considerale r isola di Malta pi appartenente air Africa che all'Italia. Ogni nuovo vescovo tassato nei libri della camera apostolica in fioi

scovo
dai

e che nelle

loro chiese sole

novi altari per celebrarvisi


latini, coi

messe ebbero lodevole unione. Nel i6og fu edi"


quali senipre
ficata

nella

Valletta la chiesa pars.

rocchiale di

Paolo,
colle

incominciata
contribuzioni
cattedrale, di

principalmente
dalle

rini

i5o, corrispondenti a circa seimila scudi romani, che sono le rendite della

rendite

della

particolari divoti cittadini,


colle

massime

mensa.

limosine

dell'universit civica*

Nella
si

Sicilia
p.

sacra
lo

del Pirro,
stato della

di

Valletta stessa,

come

chiesa del

legge a
:

1070

suo

santo protettore,
la

ove

ancora
cio
il

diocesi

colla

sua autorit e

con

eresse

sedia

giuratile,

91

MAL
dell'ordine di
za poi

MAL
s. 8.

luogo o sedile pei componenti il magistrato municipale cliiaiuati giuche eziauiiio nella calleclrale rati godevano posto stalnle per assistere alle principali funzioni. La cupola
,

Chiara; della PreCaterina.


Il

sentazione e di

Piaz-

neir Eitsevologo

romano

stampalo in
Vili, cap.

Roma

nel 1698, trai.


della con-

XIV, parla

poi

(li

fabbricata nel

iGBo a spese
la

fraternita nazionale esistente in questa


citt

del gran maestro Cara Ila. Si tert ni-

della

Madonna

di

CostanCarnobi-

no
stro

nel

1679

di fabbricare
il

cap-

tinopoli de' siciliani e maltesi.

pella del coro, quindi

gran maela

MALVASIA
dinale.
le

Alessandro,

Caraila vi

eresse

cupola
la

Alessandro

Malvasia
di
tal

maggiore. Nel
collegiata
sacerdoti.

i656 per
vi

legalo di

bolognese

de' conti

no-

Caterina Valenti
,

fu fondala

me, nacque in Bologna a'26 aprile

con arciprete
Nella
Valletta

ed
fu

otto
edili-

I74^>

tl^^

antica Simiglia in cui

fiorirono diversi uomini illustri, tra


i

calo un decoroso altare nel


nella chiesa toria
di
s.

1617,
pei

quali Antonio Galeazzo,

nel seco-

Maria

della Vit-

lo

XV^l, giureconsulto d'alto inten,

dichiarata

parrocchiale,
famigliari

dimento

governatore

d'

Imola

donati, conhati,
dei

e servi

cui consigli

e risposte sopra legali

gran maestro ; e vi trasferiroimmagini di s. Antonio abbate e di s. Antonio confessore trasportale da Rodi, non che la divota ed antica immagine di s. Maria di Costantinopoli. Parecchi conventi in diversi tempi vennero stabiliti in Malta: quello de' con-

materie furono in due


vulgati
colle

volumi

di-

no

le

stampe. Dopo aver fatto egregiamente suoi studi, ali

l'et

di

veni' anni

essendo
saggio

in
di

Rose,

ma

cominci a dar
di
leggi

sia in

chiarezza d' ingegno, sia per


civili

dottrina

di

sacri

canoni, che per letteratura,


lezza di costumi,

genti-

ventuali, cio

il

nuovo, fu edificalo
osser-

ed

eccellente di-

nel

600,
nel nel

quello de' minori

sposizione alle cose


ste

onorate.

Quea

vanti

i57

quello degli ago-

qualit venute a

cognizione di

stiniani
litani

157*2, quello
i

de'carme-

Pio VI, e reputandolo atto


al

ben

nel

i6o4;

carmelitani delprincipio nel


fuori
della

servire la santa Sede, per disporlo

la

Vittoriosa
,
i

ebbero

1620
nel

cappuccini
nel
vi

pubblico bene, non solo lo mise nella romana prelatura,


lo

am-

ma

Valletta

1626

i588. In Burraola furono introdotti i


scalzi
.

annover

tra

ponenti del buon


studiasse
stalo,
i

governo, acci
ni

ivi

buo-

carmelitani

In

Gozo
ivi
gli

la

reggimenti dello
il

ed im-

collegiata dedicata all'Assunzione


di

parasse
di lo

modo

di

governare, quindi

Maria
i

Vergine

ed
e

furono
agosti-

fece

ponente
colla

consulta.

Core

stabiliti

francescani

rispondendo
studio

sua

saviezza

Non solo all'articolo Gerosolimitano parlammo delle monache


niani.
dell' ordine,

all'opinione ch'erasi

conce-

pita di lui, lo stesso


J

Papa

a'2

marzo
tri-

ma
s.

di

quelle

ancora

784

lo

fece

uditore del sacro

di

Malta

e
di

loro monasteri,

come
Scola-

di quelle

Pietro e
s.

s.

stica benedettine; di

Orsola ges.

bunale della rota per la citt di Bologna di lui patria, essendo gi maturo per sapere e per senno al grave e rilevante uflizio; onde
i

rosolimitane;

delle
,

repenlite di

suoi

Maria

Maddalena

convertite

pareri ebbero poi forza di autorit,

MAL
e
ne' dubbiosi
1'

M AL
riuscirono
ginsliti,

93
elevarlo
al

giudizi

consultori della congregazione detri-

per lume. Per


zia

intemerata

ed avea deliberato

mai ebbe umano riguardo, non paura dell' ira de' grandi, e ne iliede solenne prova nella famosa cau sa tra
bili
il

cardinalato,
litiche della

quando

le

vicende po-

seconda invasione frandi

cese glielo impedirono.


corsi

Pontefice Pio

VI

e le nol'e-

cambiamenti

Per gli ocgoverno e denel

famiglie Lepri

e Curii, per

portazione del
e

Papa
a

1809,
in

il
,

redit

conseguila dal

primo

di

d.

prelato dovelte partirsi da


si

Roma

Amanzio
rola

Lepri, di cbe facciamo pa-

condusse
principali

vivere
citt

alcune

all'articolo B raschi [Vedi). Pareva a Pio YI su questa causa

delle
si

d'Italia,

ove
ri-

fece

stimare per dottrina e gen-

avervi

buone ragioni,tutta volta


die portava

volle

tilezza.

Fedele

alla

santa Sede

che

la

rota ne giudicasse, trattandosi

di lite

per conseguenza
;

cus ogni altezza di grado, e ritornato nel i8i4 Pio VII gloriosa-

ricchissimo patrimonio
di

volle quiu-

mente
sia

in

venire in giudizio
il

come
non

privato,
avesse

fu

Roma, monsignor Malvaprontamente a' suoi piedi. Il

perch
lui

tribunale
rispetli

Pontefice lo reintegr nelle sue cariche, e poscia nel concistoro degli

altri

che

quelli delia

giustizia.

Doveva

tuttavia occoi re-

8 marzo 18 16

lo

cre

cardinale
gli

re al
se
il

pensiero de' giudici, che for-

dell'ordine de' preti. Per titolo


confer la chiesa di
s.

perdere potesse naturalmente

essere acerbo al sovrano,

non

solo

Croce in Gerusalemme, annoverandolo alle congregazioni de' vescovi e regolari^ del


concilio, dei riti e delle acque; quindi

pel dispiacere che tutti sentono in

riportare

il

torto nelle contese,

ma
te-

eziandio pel clamore

che

avrebbe
la

nel settembre del


lo

medesimo anquesta illustre


la

prodotto
ficia

siffatto

giudizio, e dal

no
di

prescelse a legato apostolico


in

merne quindi inombrata


e sovrana poi
si

ponti-

Ravenna. Gi
lo

dignit.

Pel
i

Malriflessi

citt

avea precorso
fu
si

fama

delle

vasia

aggiunsero
il

sue preclare doti, per cui splendi-

eh' egli ripeteva

grado

di

prela-

do ne
arrivato

il

ricevimento.
all'

Appena

to

e
il

la

dignit

di

giudice da Pio
col

pose

VI,

contrasto della riconoscenza


il

fermare
essendo

la

opera di conprovincia nella suddipacifici

verso

benefattore,
e

timore di

tanza pontifcia con


il

modi,

dispiacere

ma

egli

decadere dal favore; ponderate le ragioni delle


vide

parli,

per equit

quelle del principe, e


giudizio, che

soccombere form il suo

primo legalo che Ravenna rivedeva dopo la straniera ocColla prudenza seppe cupazione
.

accorrere

ai

bisogni, e trovava opi

per rettitudine ed in-

portunamente

consigli
;

adatti alle

genuit interpellato non ascose. Fu perci da tulli altamente lodalo

circostanze de' tempi

coli'

autorit
,

accompagnava
contenendo
termini
altri

la

benevolenza

per aver santamente fatto giustizia, e lo stesso Pio VI, sebbene soccombentCj ebbe a compiacersi della scelta
di
s

se

medesimo

nei giusti
agli

del potere, insegnava

a contenersi in quelli dell'ob-

integro magistrato. Pio VII


lo

bedire:
di
tile

diede inoltre
al

belli

esempi

nel del

1800
s.

promosse ad assessore
geloso
incarico

piet e fu

limosiniero.

Per

l'ul'id-

ofllzio,

che
tra
i

pubblico prefei

proprio

"Vigilante

esercit; lo

ammise

trui opinaoiento; a

niuno era chi-

, -

4
fio

MAL
l'adito
la

MAL
quale fu pubblicala nel in IJologna colle stampe, nel
p.
i8?.>.
t.

per giungere a Ini, tulli riceveva, ne udiva i bisogni, le lagioni, per tutti fermo nella giustizia era pronto nel soccorso. S fece
stimare e rispettare, e con dignit,

Il,

29
dal

de' Discorsi
il

del

medesimo

amore e magnificenza d'animxi


coraggi
la
aiti.

inle

quale era stalo incaricamagistrato della citt di fare tale elogio funebre.
autore,
to

virt, la

dottrina

MALVASIA.

F. Monemdasia.

buone
cretata

Fu
Pio

benenierito

della
le.

MALVEZZI
de' conti

strada che conduce a Faenza, de-

Vincenzo, CardinaVincenzo Malvezzi bolognese


a'

da

Vllj

ed eseguita

con lode dal cav. Luigi Brandolini, che ne super le difTicoll col suo ingegno. Meditava l'opera di

logna

di S va, nacque iu Bo22 fcubraio 1715, e poscia

un porlo

migliore e pi

vicino

Ravenna, che sperava mandare ad


eiretto se veniva confermato nel secondo triennio della legazione, ci che ardentemente bramavano i ravegnani, per quel!' amore che il cardinale avea per essi, ed il Papa andava ad esaudirli, quando il legalo fu sorpreso dal male che lo condusse alla tomba. Con univers;de dolore mori in Ravenna a' 12 settembre iSrg d'anni 7 i, due ore dopo mezzod , ed il rammarico
dell' intera

ebbe la sorte d'incontrare la buona grazia del cardinal Lambertini suo concittadino, che divenuto Benedetto XIV, lo riguard con occhio di parziale predilezione.
tre era
il

Men-

di

Lambertini arcivescovo Bologna, ordinato Vincenzo sagli

cerdote,
nella

confer

sua

metropolitana.
al

un canonicato Appena
pontificalo,

nel
lo

1740 fu assunto chiam a Roma,


stretta

lo

ammise

alla

ed intima confidenza, ei fattolo canonico nella basilica Liberiana, nel 1743 lo promosse a
pi suo

maestro

di

camera, ed
Io

a'

26

provincia

si

legge

nel

novembre

1733

cre cardinale

numero 9 3
1
ti
i

del Diario

di

Roma.
celebra-

dell'ordine dei preti, col titolo della chiesa dei ss.

solenni funerali furono


nella chiesa

Marcellino e Pietro,
congregazioni
del

de' minori

quindi
e

conferendogli
s.

le

ravegnani

mossi

dall'

amore

oftzio,

del concilio, de' vescovi e

dalla gratitudine verso


legato,

il

benefico

regolari,

della

visita

apostolica e

quie

a'

ne vollero rinnovare l' esei3 novembre a spese del


di
s.
,

di

propaganda
1

fide.

Nel concistolo dichia-

ro de*

4 gennaio 1754

pubblico erario, nella chiesa


Apollinare di Classe

r arcivescovo di

Bologna,

chiesa

ove il cadavere era stato tumulalo, ed apparala a lutto. intervennero mon-

che

il

Pontefice avea ritenuto sino a

quel tempo, intitolandosi nell'arci diocesi arcivescovo di Bologna. Il


cardinale
si

signor pr -legato Giovanni Serafini ora cardinale, che sotto


il

nell*

episcopale

ministero

de-

mostr amantissimo degli eccledelle

funto era
civili,

vice-legato,

le

autorit

siastici,

sacre
dotti

vergini

de-

amministrative e militari, coi deputati del capitolo. Dopo la messa


il

gli

uomini
di

pii,

de' quali

studiossi

riempire

le

parrocchie
venti anni

dotto sacerdote Pellegrino Fadi

della sua diocesi.


di

Dopo
per

rini

Russi rettore di
lode
del

quel

col-

arcivescovato. Clemente
in

XIV

lo
la

legio recit

una soda ed eloquencardinale,

chiam

Roma

affidargli

te orazione in

carica di

pro-datario.

Morto dopo

MAM
poclii

MAM
migliori autori antichi
tini,
stile

95
greci
il

mesi

quel

Papa, cio a 11
il

e la-

sellembre 1774 cess


dal suo impiego,
strato
in

cardinale

sui

quali

egli

form

suo
orteo:

cui

avea moInter-

apprezzato dai dotti, e

si

un lodevole

interesse.

din prete nel

1736.

Poco dopo
studio
dissertazioni

venne ai conclavi di Clemente XII 1, Clemente XIV, e Pio VI, dopo il quale restituitosi alla sua chiesa, mor in Cento a' 3 dicembre 1775,
la

terminato

logico, pubblic

avendo Io due

De oraculs elhnicoruni adversuft Van Dalen. De Cruce Constantini


visa adversus

in et

di settantun

anni

Jo.

non compiti, dopo aver manifestata


sua avversione
gesuiti,
all'

bricium, Florentiae
to
il

Alhertum Fa^ 1738. Divenudell' in-

esistenza dei
scrive
nella
il

p. Orsi,

suo benevolo, segrein

benemeriti
IVovaes.

come

tario

della

congregazione
cattedra
di

Ebbe

sepoltura
postovi

me-

dice, lo

chiam
la

Pioma ove
fisica

gli

tropolitana di Bologna con


gnifico
epitaffio

un ma-

cedette

che

Malvezzi sua nipote.

da Giulia nobile ed antica famiglia Malvezzi vuoisi che discenda di quel Manfiedi da cui ebbero origine le famiglie Pico della Mirandola, e Pio da Carpi. I Malvezzi si divisero in quattro principali rami, ma tutti sono di un medesimo stipite e discendenza. In Bologna furono stampati due libri

La

avea nell'universit della Sapienza, Nel 1740 scrisse alcune osservazioni sul decreto di unione fatto al concilio di Firenze, che il p. Orsi inser nel tom. Ili della sua opera Romani Pontficis in syno:

dos aecumenicas la quale opera il


fazione, ed

etc. potestatej al-

p.

Mamachi
la

fe-

ce l'epistola dedicatoria e

pre-

una parte
dediche

del

su

questa
nel

famiglia,

in

cui

sonovi
Il

dio dello stesso trattato,

compennon che
Storia
p.
11

pure notizie del

cai dinaie.

pri-

alcune altre

della

1770: Memorie di alcuni uomini illustri della famglia


Malvezzi
secondo nel i^'ji: Memorie di alcune nobilissime donne maritate nella famiglia Mal.

mo

ecclesiastica del p. Orsi.

Malet-

machi,
storici
si

siccome

versato

nella

Il

tura de'padri della Chiesa


ecclesiastici,

e degli

acconsent

che

formasse in sua casa una specie

i>ezzi.

di
i

accademia, in cui
principali punti de'
negli

si

discutevano

MAMACHI Tommaso Maria. Dotto

domenicano, nacque a Scio

isola

sti

annali della

dogmi depo^ Chiesa. Que*

171 3, da nobile famiglia anticamente originaria di Francia,

dell'Arcipelago a'3 dicembre

ricevendo
di

nel

battesimo
Saverio.

il

nome
di

Francesco
anni

All'et

quindici

accademia fu frequentata dai pi dotti ed illustri personaggi che erano allora in Roma tre volte la settimana. Queste conferenze cui assistevano anco alcuni domenicani,
sia

entr nell'ordine
Scio,
di
s.

de' predicatori in

durarono fino
cesso.

al

1757,
recit

vi

si

da

dove
in

pass

Marco

convento Firenze. Sotto il


al

trattarono diverse materie con

suc-

Nel
:

1741

nella

Sa-

priorato del p. Orsi poi cardinale, spieg un ingegno vivace, memoria

pienza
oratio

De Leone

Pont.

Max.

pubblicata colle stampe e

quasi prodigiosa, gran desiderio di


istruirsi

che

gli

fece assai

di

buo-

n'ora intraprendere la

lettura dei

con note. All' istessa epoca comparve alla luce: Sancii Antonini praed. ord. archiep. Fiorentini

96

MAM
ma, e
Nel nuni

MA M
n'ebbe
die

opera omnia ad autographorum jdcm nunc prnuim exacta: vita illitis variis clissertationihux et adnotationibiLs aucta cura et studio
ff,

plauso
alla

e
il
:

vittoria.

1749
et

luce

primo

volinne della

Origigrand'opera antifpiUatum Christiana ^


dal
altri

Thomae Mariae Mamachi^

et

rum, Romae:
sortirono
gli

1750

al

I755

Dyonni Remedcll ord. e/afid. tlieoloorurn. Nel 174^ Benedetto XIV, per (issarlo meglio in Roma, lo
dichiar figlio ilei convento della Minerva, e poi professore di filosofia nel collegio Urbano, nel quale

quattro volumi. Nel 1753 pubblic in Roma: Dei costumi de'primitivi cristiani, tom.

all'apertura della scuola recit:

Oratio de ratione
ligionis

tradendae

plii-

losophiae designa tis orihodoxae re-

propagatoribus

hahita

in

Verso quel tempo, oltre diverpel citato Giornale, die alla luce la storia di alcuni martiri missionari domenicani. Il p. Mamachi form in seguito una nuova accademia composta soltanto di giovani religiosi del suo orIII.
si

articoli

collegio

Urbano

de

propaganda

dine.

Ebbe

principal parte
:

nell'o-

fide hai. decembr. 1743, 1744* Nel 174^ compose


cationes Jnnocentii

Romae
Vindi-

pera
difesa

intitolata

Annalium

ord.

praedicatoruni,
de' suoi

XI

P. 31,

Per

1756. In domenicani missio-

Romae

ordine di Benedetto
le

XIV
III,

raccolse

nari nel

con osservazioni giudiziose, e consegn il


lettere

d'Innocenzo
al

ma
pra

Tonckino stamp in RoRagioni de' padri domenicani


distretti

della provincia delle Filippine soi

materiale

Garampi.

Nel

1746

di

Kean

detto

al-

divenne bibliotecario e poi teologo


della Casanatense, e nel

1747 pub-

blic:
niei
si

De

diplomatibus

ad

odeusato

mensibusj
stile

ma

per conformaregli

Luctuy, di Kesat e di Keban nel Tonckino, Mecon un'appendice intitolata moria concernente alcuni riti pratrimenti
:

Phutay, di

allo

comunemente
lo

ticati

nel

Tonckino,

Roma

1757.

nella curia
l:

romana,

intito-

S. D. N.

Papae Benedicti

XIT
epi-

Nel 1758 compose la dissertazione: De epsc. encyclica Benedicti XIP^

Spirensis
scopalis

praetensae
Spirae.

exeniptionis

ad

epist.

Galliarum. Nel seguente


:

pr promotore fiscali curiae

Un

celebre

avvoquesta
:

De episcopatus anno pubblic Hortani antiquitate ad Hortanos


cives liber singularis.

cato

essendosi

opposto

Vendic poi

In vindicias diplomatimi odenhei mensiuni exercitatio. L'anno seguente stamp: De diplomatibus populetanis pr monachis sanctocruciensibus, Romae 174^' Egual talento mostr nella disputa lettedissertazione, l'autore

rispose

l'angelico dottore coU'opera:

Fero
quinto
il

sentimento di

s.

Tommaso
contro
il

dottore della Chiesa,

ti:

rannicidio, riguardante

trattato

De
di

regimine principum.

D' ordine
la

Clemente

XIII

scrisse

vita

del b. Barbarigo cardinale.


altre opere sortirono

raria insorta tra lui e

il

dotto

p.

dalla

Molte penna

Gio.

Domenico Mansi per T opera


epochis

di questo infaticabile e

fecondissi-

De

cond. Sardicensis
si

et

mo
sinu

scrittore, tra
:

le

quali nomine-

Sirniicnsium, onde
diversi
letterati
articoli

che

si

pubblicarono Giornale dei pubblicava in Ronel

remo

De animabus justorum in Abrahae ante Chrisli morteni experlibus beatae visionis Dei,

MAM
Romae
della

MAM
no
a'

97
di

1766. Del diritto lbero Chiesa di acquistare e di

riportati nel

nuovo breviario
festa

Langres.
17

La sua

segnata
di

possedere

beni temporali, Roma 1769. La pretesa filosofia dei moderni increduli esaminata e di-

d'agosto.
(s. ),

MAMERTO
Vienna
nel

vescovo
Successe

Delfi nato.

scussa

ne' suoi

caratteri

Roma
episto\

Simplicio, e fu
nel quinto

uno

dei

pi grangallicana

1770.

Alethini

Philaretae

di luminari della Chiesa


secolo,

larun de

Palafoxli ortiodoxia

1772. Epistolae ad Justinuni Febronium de ratione regen-

Romae

accoppiando a profonda dottrina eminente santit e il dono de' miracoli. Devesi alla
sua piet l'istituzione delle preghiere pubbliche conosciute sotto
il

legitima
tatCj

dae christianae romani

reipublicae,

deque

Pontificis auclori-

nol'ira

Romae 1776.
1779 divenne
1791
Pio
congregazione

41

p.

Mamachi
della

me

Rogazioni, per placare

nel

segretario

divina,

ed

ottenere

la

cessazione
la

sacra
nel
la

dell' indice,

delle calamit che

affliggevano

VI

lo
di

nomin

al-

sua

diocesi,

come abbiamo
Litanie
minori
santo

detto

cospicua carica
spesso
de'suoi

maestro del
e
il

all'articolo

delle
vescovo
la

sacro palazzo apostolico^ e giovossi

Rogazioni.

Questo
di

consigli

della

ottenne colle sue orazioni


digiosa estinzione
incendi.

pro-

sua penna. Egli

diresse

Gior-

due

terribili
il

naie ecclesiastico che incominci a pubblicarsi in Roma nel 1785 (ed


in

Mor nel 477> e


si

suo
di

nome
romano
maggio.

trova
sotto
il

nel

martirologio
11

tomi
a

prosegui

al

1795

in-

giorno

elusive). Nel

1792

essendosi reca-

to

Corneto,
dotli
di

mori
tutti
i

ne'primi
paesi e

di

giugno.
te dai

Fu encomiato meritamenco-

munioni, per la sua vasta e prfonda dottrina ed erudizione, e per


la

singolare facilit di scrivere.

MAMANTE
gliuolo di

(s.),

martire.

Fi-

povero pastore di Cesarea nella Cappadocia, fino dalia sua fanciullezza cerc il regno di Dio con tutto il suo cuore, e si rese ragguardevole pel suo fervore,

un

MAMILLARI. Eretici d'Olanda che formano una setta particolare dei memnoniti o anabatisti, formata nella citt di Harlem. Deve la sua origine alla libert che si prese un giovane di toccare colla mano il seno d'una giovinetta che dovea sposare fra poco tempo. Questo atto essendo riferito al concistoro,

alcuni
il

sostennero

doversi

scomunicare
si

giovane, e quelli che

opposero, non stimando la coltanto castigo,


severi
in

come

riferiscono

s.

Rasilio

pa meritare
detti

furono

Gregorio Nazianzeno. In temp della persecuzione di Aureliano fu preso circa l'anno 274 o 275, e soiferte con santa gioia le pii crus.

dai

piti

derisione

Mamllari o Mammillari^ il che produsse uno scisma tra loro. Queste dispute

rinnovaronsi nel passa-

deli

torture riport la gloriosa paidel

to secolo in Italia

ma

martirio, essendo ancora assai giovane. Il suo capo fu

dissertazioni; e siccome
ti

con stampe di i toccamendel seno o mammelle delle feme senza


necessit,

trasporlalo

da

Costantinopoli

mine, volontari
alcuni
peccati veniali,

Nantes, al principio del secolo XITI; e gli atti di questa traslazione soVOL.
XLII,

sostennero

non
7

essere
essi

che
con-

vennero

98
fatali

MAM
dal p. Concina
,

MAM
e

condan-

dato, e schiavo

nati da BiMiedetlo

XIV.

bo,

altri

nel linguaggio aradicono schiavi di mano, o

MAMISTRA
Sede
ni
tri
li

MALMISTRA.
delia

schiavi domestici,

e
alla

fu

dato
milizia

ne del

arcivescovile

seconda
al.

tempi
soldano

posteriori

Cilicio, nell'Asia

minore, che alcuMopsuestin,


altri

d'Egitto,

per

cui

quel
sol-

pretendono
Castahala,

sia

principe fu chiamato talvolta

ed

Merash
i

patriarca d'Antiochia l'eresse al

de'mammalncchi, e mammalucchi vennero talvolta denominati gli egiziani. Si dicono usciti dal

dano

greci delle crociate, ed aveano un arcivescovo del loro rito. 11 primo arcivescovo di Maniistra fu Bartolomeo, consagralo nel iioo da Daiberlo patriarca di Gerusalemme, ed intervenne al concilio ch'esso col adun. Radolfo nel 1 1 34 fu trasferito ad

tempo
-vi

Caucaso, o raccolti in
sulle coste settentrionali

Circassia
del

Mar

Nero.
ro,

Venduti

ai

turchi

furono

arrotati

nella lilizia

del gran Cai-

Antiochia. Nel ii62eravi l'arciveil nome, che VII re di Francia una lettera di Amalrico di Gerusalemme. Innocenzo III parla di un arcivescovo di Tarso trasferito a Mamistra. Gli armeni avendo scaccialo gli arcivescovi di Tarso e di Mamistra, nel 1224 Onorio

ove s' istruirono nel mestiere armi in cui riuscirono valorosi, e formarono la giinrrlia dei corpo dei dominatori dell'Egitto;
delle

scovo,

ma

se

ne ignora

venendo

arricchiti

con possessioni,
in

port a Luigi

e premiati con onoiificen/e e cariche. Alcuno


gliarsi
ai

disse

parte somi-

famosi

giannizzeri, dei

quali
colo

tenemmo proposito airarliCostantinopoli. All' articolo


i

Egitto
tomessi j

mammalucchi
o mamelucchi,
ivi

si

dissero
sot-

mamlouk

cio

JII ordin ai

suffiaganei

del
di

pafare

triarca

di

Gerusalemme
Gregorio
di

ogni sforzo pel

ristabilimento

dei

furono istituiti ed in numero di 12,000 formarono


la

pure dicemmo che da Nedim nel i23o,

due
agli

prelati.

arcivescovi

IX ingiunse Apamea e di
di
il

miglior cavalleria leggiera, e la


quella
s.

forza principale militare di

Mamistra nel i238,


trare nel loro
di

far

rien-

regione; che imprigionarono


gi

Lui-

dovere

cattolico

iX,

ma

insieme ne impedirono

Armenia,

ch'erasi sottratto dal-

l'obbedienza del patriarca d'Antiochia.

stituzioni

Clemente

fa

menzione
di

di

Costantino

arcivescovo

Mami-

che per nefande propervenivano alle prime cariche dello stato; che dispoticamente governarono l'Egitto per pi
uccisione;

stra nel i3o6, in una lettera a Gregorio patriarca ed a Leone re d'Armenia. Oricns christ. t. Ili,
p.

di
di

260
I

anni,

e l'ultimo

sovrano

loro schiatta fu detronizzato

da

1198.

MAMMALUCCHI
LUCCHI.
di
cristiani

MAMEo nati ovvesarace-

imperatore de' turchi nel mammaluci5r7, che sterminp chi; non per interamente, od alme-

Selim

Schiavi cristiani
presso
gli

no ne
egizia,

rest

il

nome
essi

alla cavalleria

egizr,

perch
il

soli

nell'Egitto
servirsi

ro dalle serve
ni
;

de'principi

aveano
cavalli,

privilegio

di

di

nel

numero
eleggevasi

di que'schiavi
il

tempo
sto

soldano.

un Que-

lasciando agli abitanti per


i

loro uso

muli e

gli
i

asini.

Tut-

nome

in siriaco

significa sol-

tavolta noto

che

mammaluc-

MAN
clii

governavano

l'Egitto

al

mo1798.

ginaldo
le

il

quale

mento

dell'arrivo dell'armata fran-

Binaldi a tale
isole

99 come narra il anno, num. 44> ^*2ce

cese in questa

contrada nel
e

Battuti in ogni scontro,

princi-

palmente
Desaix,
colo

vinti

battaglie, ed
si

da Bonaparle in due una dal generale concentrarono in picin

numero

nella

provincia

di

Faium, ceduta all'attuale Egitto Mehemet-Al, che


t
nel

vicer di
li

ed il suo regno tributario Sede apostolica, onde procacciarsi con tale opera pia il divino favore. Nella lettera che perci il re scrisse al Papa Onorio 111, s'intitola re delle isvle^ ed incomincia con raccomandarsi baciando piedella
i

annienla

di

la

lettera

data

in

Lortdra

181

I,

per

assicurare

tranquillit del
si

paese.

In Francia

pieri.

21 settembre nella casa de'TemDice il re nella lettera, che


fatto

vide per qualche


di

po
la

milizia a

cavallo
il

tempo un corarmato aldi

per esser

partecipe de' beni

leggiera sotto
tale

nome

mam-

che per

malucchi;
sta di
s

milizia era

compo-

le

di africani, che asiatici o erano condotti in Francia dopo guerre di Egitto, e formava
dell'

fanno nella Chiesa romana, l'esortazione di Pandolfo eletto vescovo di Norwick, camerlengo e legato pontificio, avere ofsi

ferto alla Chiesa


rio
III

romana,

ad Onodel

e successori

l'isola

mada

parte della casa militare

im-

re a lui

appartenente per succese voler tenere


l'iso-

peratore de' francesi Napoleone.

sione ereditaria, e indipendente

Sede vescovile ed isola dipendente una volta ^a\V Inghilterra (Fedi) nel mare di
o
,

MAN

MANN.

qualunque principe
in
la

Irlanda.

quest'isola

antichi chiamarono Menavia, Menapia^ Mowbia, Moneilha e Mona. L'isola trenta miglia di lundi Man ha gliezza, e quindici nella, sua magGli

come ricevuta santa Sede, con omaggio di


in

perpetuo feudo

egli

e successori

dalla
fedel-

dominio, per cui annualmente sarebbe pagato alla romana Chiesa, a titolo di censo
t e

ricognizione

di

dodici

marche

di sterlinghi d'Inghil-

gior

larghezza
citt

contiene
e borghi,

cinque
di

terra nell'abbazia di Forni dell' or-

grossi tra
i

cui

dine cistcrciense,
quest'isola

nella

festa

della

due

principali
il

sono

Douglas e
ferti-

Purificazione di Maria Vergine.

Fu

Buschin citt ; le, ed il mare


sci.

territorio

ancora

dipoi

tributaria

vi
il

abbonda

di

pe-

dei

re di

Scozia sino alla sommis-

Liverpool
quasi tutto

luogo di deposilo

sione sotto

Edoardo

da quell'etrova

di

il

l'isola.

Questa gi
le

commercio delform un piccolo


scorrerie de're-

poca rono per

re d'Inghilterra vi esercita-

il

sovrano
dei

potere. Si

regno. Durante

di

nuovo posseduta
III,

dalla poil

malori scandinavi, questo era il loro luogo di riunione; quivi pure


si

sterit

principi danesi sotto

regn di Edoardo
l'ultima
al

che spogli

radunavano vano le stragi

le

forze che porta-

regina dell'isola per darla

nelle

Ebridi, nella

gran Bretagna e

nell'Irlanda.
re di

La

storia parla spesso dei

Man,

suo favorito Montagne conte di beni di questa famiI Salisbury. glia essendo stali confiscati, Enrico

che senza dubbio erano i padroni di questi mari, dalla met del secolo XIII. N'era re nel

IV
la

diede

Man

alla
I

famiglia

di

Norlhumberland.

conti di

Derby

1219

^^^'

possedettero per lungo tempo, e

loo
glia del

MAN
duca
di

MAN
Fiore all'inferiore,
ze,

pass poscia per alleanza alla famAthol.

nelle allegrez-

Come

serfolla

nelle solennit per

una certa
in

viva
di

essa

di ritiro

ad una

amorevolezza.
luoghi,

Ne parlammo
seg,

pi

conlrabbandieri

che portavano

e
p.

principalmente

nel voi.

un

glese, cosi

gran danno al commercio inil governo ne acquist 1765. Gii abitanle

XXIII,
rio
,

i54 e

del Dizionai

ove pur citammo


in cui se
Si

principali

la sovranit nel
ti

articoli
sito.

ne tenne propo-

conservarono
e
si

loro antiche legin

gi,

governano

qualche

modo

colo
si

pu anco consultare l'artiLettere epistolari, parlandodi

magistrati; per il governatore inglese. Per l'ammico'Ioro propri

delie lettere

buone

feste.

MANCINFORTE SPERELLI
Giovanni Ottavio, Cardinale. Giovanni Ottavio Mancinforte Sperelli nacque in Asisi a'22 febbraio i73o,
nobile anconitano, primeggiando la sua famiglia in Ancona per nobilt ed onori.

nistrazione delia
sola divisa in

giustizia

quest'i-

due
l'

distretti,

l'uno

settentrionale

altro

meridiodelle corti

nale. L' ultimo appello

di giustizia

dipende
sta

dal
;

governo
giurisdi-

e dal consiglio del re


zione
ecclesiastica

la

sotto la

di-

Mostr fino da giovanetto particolare inclinazione alio


stato ecclesiastico,
in

rezione di
il

un vescovo
dell*

anglicano,
isola,

che poi venuto

solo

barone

prende il titolo di dor e di Man. Quanto vescovile cattolica venne


to la metropoli
di

che vescovo di Soe


alla

Roma

abbracci. Benedetto

XIV

sede
nel

eretta sot-

quand' era cardinale vescovo d'Ancona, avendo concepita particoiar benevolenza verso la famiglia Mancinforte,

Yorls.

confer
di
s.

secolo; nel

VI

soppressa,

fu rista-

canonicato
zio,

Pietro,

Giovanni un ed assuprelatii

bihta nel
le

secolo XII,

venne unita

quella

enei ii5i di Sodor


le

mendo poco dopo


lo

l'abito

ammise

tra

ponenti del
e
visita-

(Vedi)\

ma

Sisto

IV

separ,

buon governo. Nel 1766 Clemente


XIII l'invi
tore
inquisitore
in

sottomettendo Sodor a Glascow nel 1471. Il vescovo lo nominava il conte di Derby, non essendo no-

apostolico

Malta, e

Cle-

mente

XIV

nel

mina
del

regia

come

gli

altri

vescovi

regno; perci non ebbe mai posto al parlamento nella camera


alta
;

giugno 1771 vo di Teodosia in partibus, promovendolo a nunzio di Firenze. Quivi la


si

concistoro de' 17 lo dichiar arcivesco-

presentato

all'

arcivescovo di
consagrato.

trattenne parecchi anni, dove


le

York, veniva da

esso

sua soda piet, e tutte


virt
gli

altre

La

residenza

del vescovo cattolico

ecclesiastiche

proprie

d'un

era a Russin o Kuschin, antica capitale dell'isola, essendo ora

apostolico ministro,

conciliaro-

Douglas

come pi
nia.
gli

popolata.
,

MANASCHIERT
Vi
fu tenuto
neil'

neil'

Armedaeretici

un

concilio

acefali

anno

687

condannali

dal

concilio

di

Co-

stantinopoli del 536. Galanus.

no la comune affezione e rispetto. Conoscendone Pio VI la probit, Io nomin chierico di camera e presidente delle ripe ed acque, e dopo breve spazio di tempo nel maggio 1776 gli confer la carica di suo maggiordomo, prefetto dei
sacri

MANCIA

Sportala
si

Stretta

palazzi

apostolici.

In questo

Strenua, Quel che

d dal supe-

nobilissimo uilzio us non ordina-

., ,

MAN
ria

MAN
per
za
il

lOI
anni, ad istanre di Francia
aprile
,

e die saggio di singoiar

munificenza propria della carica, divozione


il

Io spazio di tre di

Luigi

XIV

suo insigne benefattore, da cui a*2 3 giugno 1777 fu crealo cardinale deirordine de'preli, e poscia pubblicato nel concistoro degli II dicembre 1780. Gli die in
verso
titolo
la

medesimo Papa a'5


cardinale

1660
confe-

Io cre

diacono

rendogli per diaconia la chiesa dei

chiesa

di

s.

Maria
alle

in

Vito e Modesto ; quindi fu annoverato alle congregazioni della consulta, del buon governo, ed
ss.

Trastevere, lo annover
gregazioni de' vescovi
del
s.

con-

altre.

Il

re

prese questo

impegno
di
s.

regolari

e lo arricch

delle abbazie

concilio, della rev.

fabbrica di

Pietro, d' Avignone e

Loreto,
col-

e lo fece protettore della chiesa di


s,

Martino nella diocesi di Laon, di Casa di Dio nella diocesi di Clermont, di s. Luciano di Beauvais,
e di
s.

Lorenzo

in

Miranda, e del
di

Pietro
le

del

Monte

nella

legio degli speziali


scorsi

Roma. Erano

diocesi di Chalons, a contemplazio-

pochi mesi dalla sua promozione, allorch sorpreso per due malattia violentissima volte da finalmente peri in et ancor florida e vigorosa, morendo in Roma d*anni cinquantuno a'5 giugno 1 78 1
11

ne e per
cardinal
nistro.

premure
la

del celebre

Mazzarini suo primo misorella

Dappoich

minore

tristo

caso eccit

il

comune
la

dis-

avea sposato, colla dote di venti milioni di lire, Michele Lorenzo Mancini fratello del cardinale. Dopo essere intervenuto ai condi
lui

piacimento della
t del suo

citt per
I

bontito-

clavi

animo.
fu

funerali furo-

per Clemente IX e per Clemente X, mor nel 1672 d'anni sesColonna, in cui era maritata

no

celebrati nella

sua
,

chiesa

santasei in Marino, feudo della casa

lare,

ove

sepolto

secondo

la

una

sua disposizione, ponendosi sulla di


lui

sorella del cardinale Mazzarini.

Fu

tomba una marmorea


:

iscrizioil

sepolto
di
ria,
s.

nella

chiesa

parrocchiale

ne

cant

la

solenne messa

car-

dinale Borghese, in luogo del cardinale Giraud, cui spettava come camerlengo del sacro collegio. MaNGIJNI Francesco Maria, Cardinale. Francesco Maria Mancini pattizio romano, avendo assunte in
sti

quale

Barnaba senza alcuna memovenne supplita nella


apostolo, gi da lui abecclesiastica

chiesa di Araceli, nella cappella di


s.

Giacomo
con
Ivi

bellita
za.

magnificensi

dal lato dell'epistola

ve-

et

di

ventisett' anni

le

ve-

de il suo monumento ornato con gran vaghezza ed eleganza, e consistente in

prelatizie,

bano Vili
ni,

promosso da Urnel 1 633 al governo


fu

una
il

piccola guglia, nel

centro della contiene


di
s.

successivamente delle citt di TerSabina, Norcia


tal

quale in un ovato si busto del cardinale,


il

Todi, diporde'po-

sotto di cui leggesi


lui

nome. Nella

tandosi con

saviezza ed integrit,
gli

casa in via del Corso, presso

che
poli

si

merit
lui

applausi

da

governati.
i

Fu

quindi

ammesso
ra,

tra

votanti di segnatu-

Maria in Via Lata, tenevano le adunanze gli accademici umoristi, che fioi'irono per uomini dotloro
ti

fatto da Alessandro VII segretario del buon governo, dove avendo perseverato

e poi nel

1657

e letterati.

MANGIO
ivo

Pietro, Cardinale, Viscardinale

Mancio

diacono

101
sotloscrilto in

MAN
un
privilegio conces-

MAN
rota o

-^
pontificio.

cappellano

Clevesco-

so al capitolo di Firenze,

da Beneirlandese
il

mente
vo
la d'

nel

lo

fece

detto
di

IX

del

io33.

Avignone ove

avea

slabilila

MANCO
Taglia,
vi

(s.),

monaco

residenza pontificia.

Anche

sulla

straordinario fervore,

quale

dignit vescovile sono di vario pa-

passato nella

provincia

di

Corno-

rere

gli storici.

Chi
nel

lo fa

arcivescoibi
lo

men una
in

vita

somma-

vo

d'

Ambrun

129^;

mente austera,

un luogo ove fu poscia fabbricala una cappella dedicata al suo nome, e nel quale parlamensi formato un borgo
tario,

vuole rettore del

contado Venaissino e arcivescovo d'Aix nel i3o5, e non gi vescovo di Avignone,


conte
col Fantoni a queln di Acqui; e chi lo dice nel 3 6 vescovo di Lodeve, donde fu trasferito ad Ambrun. Certo che Clemente V a* 22 o 24 dicembre 1 3 1 2 o 1 3 3 lo cre

dicemmo
1
1

che
si

porta

Mome. Vi
e

pure il di lui vedeva una volta nel


il

articolo,

cimiterio la sua cattedra di pietra,

poco lungi
uso.

pozzo che serviva


dipinto ordinae co' distintivi

al suo

Egli

riamente cogli di un maestro


scovo
il

abiti

cardinale e vescovo di
indi

Palestrina
si

di

scuola

ma

la

per

suo
II

mezzo
II

stipul la
Sicilia,

tradizione tiene che fosse stato vein

pace tra Carlo

re di

Bretagna.
il

Tanto riporta

Giacomo
pera

re

d'Aragona.

Scrisse

Butler sotto

giorno 2 di set-

questo dottissimo cardinale


suH' elezione
de' prelati

un' o:

tembre.

De

MANDAGOT, MONDAGOT o MACDEOT Guglielmo, Cardinale.


Guglielmo Mandagot, Mondagot o Macdeot nacque in Lodeve, nobile
francese, de' signori di Montepietroso,

electione pratlatorum,

che dedic al cardinal Fredol; ed il Torrigio Opuscula in ledimi diaggiunge scplinaj Expositione in ejusdcm
:

libri.

Molto

fatic

per

ordine

di

dottore egregio nell'uno e nelaltri


Il

Bonifacio Vili con Petroni e Fredol poi cardinali, nella compilazio-

Taltro diritto, canonico regolare, o

come

dicono

religioso

di

s.

Agostino.
losa

Baluzio

con

altri

lo

ne del sesto libro delle Intervenne ai comizi di

decretali.

dicono prevosto della chiesa di Todell'ordine di s. Agostino, e arcidiacono


di

XXII,
nali

ne' quali per la nente probit e dottrina


italiani

Giovanni sua emii

cardi-

Uzes

Sammartani

lo vogliono canonico e poi arcidia-

cono della chiesa di Nimes dell'ordine di s. Agostino, dal che sembra non pu venirne di necessaria conseguenza aver Guglielmo per
questo professato tra
i

volevano innalzarlo al guasconi non si pontificato , se fossero opposti. Pieno di lode, con
i

cui

l'aveano

ricolmo

nominati

romitani, coResosi celebre

me

pretende

il

Gandolfi agostinia-

no, e forse Io sar.

nell'universit di Bologna,

dove nel
servi

mori in Avignone nell'anno i32i, quantunque altri scrivono nel i323 o i324, e nella chiesa di s. Caterina da lui edificsta ebbe onorevole sepoltura. Il Cardella corregge ancora quanto su
Pontefici,

1275 ottenne
re
e

le

insegne di dottole

questo cardinale scrissero d'erroneo

v'interpret

leggi,
di

Claudio Roberto

nella

serie

degli

Nicol

IV

in

qualit

notaro, e
uditore
di

arcivescovi d' Ambrun circa l'epoca


della sua promozione, ed
il

Bonifacio

Vili

come

Ciac-

MAN
conio sulle camere e non case dategli

MAN
re gli scomunicati a cagione
s.

io3
dello

cerdozio e lo autorizz ad assolvescisma, per cui molli della nobilt


d'Alsazia, per lui
rico

da Giovanni XXII.
Cristiani di
di

MANDAITI.
vanni
logi,
,

Gio-

specie

setta

di

pagani
dei

antichissima, dominata dagli astroprofessanti


il

IV

si

sottomisero nel

alcuni
voi.

errori
p.

Urbano
Marbach

II.

abbandonato En1094 a Questo Papa nel 1096


dell'

manichei. F,

XVllI,

2o5

approv r erezione
,

abbazia di

del Dizionario.

MANDAMEINTO, EdicUim,Mandatum. Ordine, comandamento. Mandamenti sono in particolare quelli che pubblicano i vescovi per indicare
i

Manegoldo ne fu il primo abbate. Ecco il novero delle sue opere. Commentario sul Sale
terio assai

stimalo.

Note
s.

glose

su Isaia,

s.

Matteo e

Paolo,

non
di
s.

sinodi,

ordinare
francesi

delle

pre-

che

sui

salmi.

Nell'abbazia

ghiere e dei dig inni, aprire dei giubilei.


I

vescovi

intitolano

jMatidtuent le
rali
iVel

loro lettere

pasto-

ed

loro

ordini nelle diocesi.

AUire di Clermont in Alvergna si Glossario di Maconservava mss. negoldo dottore degli alemanni. Scrisse due apologie pel gran s.
:

concilio di

Trento fu

fatto

un

Gregorio VII, cui die


poich

il

titolo

di

regolamento, con cui viene proibito ai religiosi ed agli altri esenti,


sotto pretesto di esenzione, di
ri-

santo, molto efficaci ed encomiate,


i

canonici di Reichsperg coni

sideravano
trettanti

di

lui

scritti

come

al-

cusare di pubblicare

mandamenti

oracoli del cielo.

de' vescovi, e di trascurare

prezzare
le
cesi.

le

o discensure ecclesiastiche o

MANETTI
na,
le

GiANozzo. Nacque in

scomuniche mandate in una dio-

Firenze nel 1396, divenne senatore e fu celebre per la sua dottriscritti, disgrazie,

La ragione di questo regolamento la necessit di conservare


l'unit della
disciplina.
/^.

costanza, e per

ventitre ambascerie

da

lui

sos-

Pasto-

tenute.

Si applic in particolar
teologia,

mo-

RALE e Vescovo.

do
o

alla

MANDATARIO

MANDATA-

scienza porto dell'anima


fugiarsi nelle tempeste

chiamando questa onde ridella


vita.

HO. V. Bidello, ArciconfraterMTE, Confraternite. Il p. Mabillon, Mus. ilal. t. II, p. 195, parla De mandalarii PcipaCy i quali
nella distribuzione de'presbilerii a-

Inoltre un

ad un'estesissima cogniSi ac-

zione delle matematiche, quella delle lingue

greca ed ebraica.

quist la slima generale, ebbe luo-

\eano

dieci soldi di

MANEGOLDO.
blicamente
le

moneta provesina. Profess publettere divine ed u-

mane,

fu prevosto di

t del regno di

Marbach Wurtemberg,
secolo

cit-

si

go nelle pii onorevoli cariche , e colla sua eloquenza e letteratura procur far fiorire le lettere in Firenze equo , disinteressato pieno di moderazione, amante della pace,
:

rese illustre per la sua

dottrina e

affabile,

si

guadagn

cuori di tutti.
ai cittadini
la patria,

pei suoi

scritti

nel

XI:

le

Non potendo impedire


and
il

sue

figlie

tennero nelle scienze pub-

ambiziosi di tiranneggiare
in volontario esilio
,

bliche scuole. Dall'Alsazia pass in Francia, rinunzi quindi al mondo

e pass

resto de' suoi giorni a

Roma ed

si

fece canonico regolare

Lu-

tenbach.

Urbano

11 lo elev al sa-

a Napoli ove mori nel i4% d'an63. Da tutti compianto pel com*

io4
dottrina

MAN
e vasta
funerali
,

MAN
favore di Gregorio abbate del monastero di s. Bartolomeo della diocesi
r,

plesso delle rare sue doti

ebbe magnifici

e fu cbiamato ornamento dei suo secolo. Le opere di questo illustre

di

Fiesole.
si

Dopo un anno mosa di lui.

n altro

autore per

la

maggior parte

assai

MANFREDO,
fredo

Cardinale.
II

Man-

stimate sono:
morte. Filii.

De

liberis tducandis.

da

Celestino
11

nel giorno

Laudutio januensium. Dalogus de

delle ceneri

44

f" creato carditi-

De

illustribus longaevis.

nale dell'ordine de' preti, e per


tolo gli confer la chiesa di
s.

Cantra judaeos. Laudalio Jgnttis Numantinae. Apologia Nunlii Hispani, Historia januensium. De dignitate et excellentia hominis ad j4lphonsum regem Neapolitanum :

all'

Sa-

bina. Sottoscrisse le bolle di


stino II, Lucio
II,

Cele-

Eugenio 111, Anastasio IV ed Adriano IV, sotto il quale mor, dopo essere stato ai

indice

de' libri

proibiti,

col
ter-

comizi degli ultimi quattro Papi.

decreto

Donec emendelur.

De

MANFREDONIA
Citt
del

Syponiin

).

rae motu.

De

recla interprelatione

ad eumdem. Historia pistoriensium. Symposium. Le vite di Socrate, Seneca, Dante,


Petrarca,
di

con residenza regno delle due


provincia
baia che
di

arcivescovile
Sicilie nella

i^uglia,

Capitanata
,

Boccaccio,

sulla

costa del
alla

mare Adriatico

in

del re Alfonso e

Papa Nicol

fondo

s'interna nella

V. Oratio de saecularibus et pontificalibus pompis ad Caroluni. Oratio in funere Leonardi A retinij ad regem Alpkonsum in nuptiis filii sui j ad senensem dum Alphonsum Piombi num obsideret; ad Al-

rupe meridionale del

monte Gar-

gano, sul golfo del suo nome, ca-

pkonsum regem de pace servandaj ad Nicolaum V Pontificem summun de creatione sua; ad Calixtum III de eligendo imperatore contra turcos; ad Fredericum III
imperatorem de creatione sua; in funere Jannotii Pandolphini equlis; e molte Epistolae. Tradusse dal
siriaco
il

poluogo di cantone. piazza forte quarta classe, e di molto commercio e di transito delle merci che dai porti dell'Adriatico vi approdano dirette per Napoli. Ha un ben munito castello che non fu potuto espugnare da Lautrec, sebbene avesse occupato tutte le circostanti contrade. Desso protegge il porto, ov' costruito un he\ molo
di

a riparo delle
esisteva

navi.

Il

medesimo

salterio della verit ebrai>

ma vasi
to

prima della citt e chiaPorlo di Capitanala, e da

ca, e dal

greco
s.

quattro evangeli,
le

questo nel

1177 s'imbarc, seguigalere

le epistole di

Paolo,

epistole

da

tredici

che

gli

avea

canoniche e V Apocalisse, oltre le opere di Aristotile. Diverse di tali ti-aduzioni gli furono ordinate da Nicol V. MANFREDO, Cardinale. Manfredo fu creato cardinale prete del Sabina da Innocenzo s. titolo di

mandato Guglielmo II re di SiciIH per relia, il Papa Alessandro


carsi

a Venezia onde pacificarsi eoa


I.

Federico

Dopo

la

concordia, nel-

r ottobre

si

rimise in

mare

sulle

navi venete, approd nel porto di

Siponto, ed a*i4 dicembre


in

giunse
vi

dicembre ii4o> si trova sottoscritto in una di lui bolla spedita a' 22 settembre ii4^ ^
11,

forse

nel

Anagni. Nelle
saline.

vicinanze

so-

no ricche
distanza

mille passi

di

sorgeva

sopra

una

delle

MAN
rocce la grandiosa citta
to,

MAN
di

io5

Sipon-

chi

Siponliun o Sipus^ antica citt

della Puglia o nell' antica Daunia,

1620, e l'abbandonarono dopo averla incendiata. Poco tempo dopo fu restaurala

presero nel

quasi sulla sponda del


tico,

mare Adria-

ta e

fortificata.

Nell'arcidiocesi

vi

fondo ad un piccolo golfo. Dovea la sua fondazione ai gieci, e portava in loro lingua il nome
in

il

celebre

Monte Gargano,
s.

Gai'"

ganus Mons, gruppo


nel distretto di
gia,

di montagne, Severo e di Fog-

di

Sepious. Divenne colonia romana, che dopo d'essersi indebolita considerabilmente fu ristabilita di nuovo. Ma distrutta parte dai saraceni e parte da un terremoto divenne vuota di abitanti. In oggi
,

torio, e

che forma un vasto promondetermina lo sperone dello


quale viene figurata
la

stivale col

penisola

italiana.
fertili,

Rinchiude
e le sue

valli

spaziose e

sommila

tion

si

vedono
i

che

pochi

avanzi

sono coperte di foreste, crescendovi molte pitinle rare e preziose per


la

d'ediflzi,

quali per

fanno con-

medicina. Sull'alta rupe del

Mongolfo
di

getturare che fosse anticamente gran-

te
di

de e

Manfredonia ne rimpiazz l'esistenza, e ne eredit la


bella.

Gargano, che Manfredonia,


s.

sovrasta
esiste
la

il

citt

Monte
za e
le

Angelo. La sua elevatez-

cattedra arcivescovile, che serba tuttora.


cilio
JNel

vie scoscese per ascendervi


il

io5o

fu

tenuto un con-

resero

luogo assai munito, allordiscacciati

a Siponto, contro due arcive-

ch
ta,

saraceni

da per
ritira-

scovi simoniaci.

Labb

t.

IX; Ar-

tutto lo elessero per sicura

duino t. II. Manfredi


di

vi

rimasero lungo tempo, per


le

figlio

naturale dell'im11,

cui incavate nel vivo sasso tuttora


si

peratore Federico
questi, e

dopo

la

morte
il

vedono

loro tombe. Chiamasi


l'estrema parte del
^

mentre occupava

re-

Monte Saraceno
gran
in

gno di Sicilia, fabbric nel i256 Manfredonia che chiam col suo nome, colle rovine di Siponto citt
,

promontorio

ch'estende
alla

le

scabrose sue coste da Manfredonia

semicerchio

fino

foce

dei

distrutta
nelle

nell'anno
vicinanze.
li

precedente,

Fortore. Nell'angusto seno poi, sottoposto alla citt di


gelo, trovasi
ta
il

sue

Napoli Giovanna
Attendoli o
sia

La regina di don a Muzio Sforza il Grande,

Monte

s.

An-

villaggio di Matina-

con accessibile rada.


Nella citt
di

Manfredonia , a raccomandazione ed istanza di Martino V, che volle in tal guisa ricompensare lo Sforza d'aver liberato Roma dalle armi di Braccio da Montone, e restituita al Pontefice. Questa citt ebbe l' elogio di fer intera
citt

di

Monte

s.

Angelo,

celebratissimo e di antica venerazione

il

santuario di
si

s.

Michele Arcangelo,

ove
dini

discende per una serie di gra-

praticati nella roccia a forza di

scalpello,
ciali

delissima dall'imperatore
re delle
sistito

Carlo
aver
di

V
re-

cie
siti

due

Sicilie,

per

da artifigiunge ad una spedi cimiterio con molti depoe cappelle; quindi si ha l'aced
illuminati
trafori.

Si

con onorala difesa,

allorch

cesso al di voto sacro

venne tentata da Odetto


signore di Lautrec,
I

Foix
vi
1
si

to naturalmente entro
ivi

Speco formail masso, ed


il

per Francesco

l'altare

dedicato al principe

re di Francia.

Nel

iSGy

delle celesti

milizie, presso

quale

tenue un concilio pioviuciale.

tur-

sgorga una pura sorgente di acqua

io6
salutare.
speciale
11

MAN
saulo Arcangelo,
ti

MAN
come
fu
fe-

parizlouc di
(f^edi)f

s.

Michele arcangelo

prolellore
di

ci la

chiesa,

narrammo come avvenne,

sempre invocato
deli
,

soccorso dai
si

e che la chiesa ne celebra la festa


agli 8 di maggio. All'articolo s. Michee Arcangelo parleremo della festa che celebra la Chiesa a' 29

la
le

sua divozione sue


dii'erenli

accrebagli

be per
ticoli
s.

apparizioni,
ar-

di cui faccnuno

menzione

Coro degli Angeli e Castel Angelo. Una delle apparizioni


che
si

settembre,
zione
della

istituita

per la

dedica-

sua

chiesa sul

Monte
ab-

pi celebri quella

narra

Gargano

nel

493. Sulle diverse ap-

avvenuta al vescovo di Siponto s. Lorenzo nel suddetto luogo sul


JMonle Gargano e precisamente sul Monte s. Angelo, cosi chiamato dopo il prodigio. Questa apparizione
viene riferita nella cronaca
di
S-

parizioni del santo Arcangelo,

biamo: Carlo Steijgelio monaco di Germania, Sancii Michatlis priacipalHSy appariliones, tempia^
tusj et
ris ss.

cuilitte-

miracula,

ex

sacris

PP.

et

iisloriis

ecclesiasti'

geberto, e confermata dalla tradi-

zione di tutte
]1

le

chiese del

paese.

p.

Mabillon che

visit questi

luo-

esamin i documenti, credette non potersi dubitare della loghi, ed

stampato nel 1629. Se leda quaedani de sando Micliaele archangelo, e/us apparitionibus, feslis et cultu, in primis in monte
cis eruta,

ie certezza, in
lied, saec.

Ada

ss.
I,

ord.
p.

Be-

Ili, par.

85, not.

illucque fadis peregria domino Francisco Dominico Haeherlin, academiae Juliae


nalionihiis

Gargano,

4-

In seguito a questa apparizione


nel

Carolinae vice rectore

Helmstadii
di

avvenuta
cato di
scovo,
s.

secolo,
I,
,

nel pontifiil

1759.

Gelasio

detto venel
s.

La

sede episcopale

Siponto

come diremo

fabbric

luogo una chiesa

in

onore

di

Michele, che divenne presto famosa pel concorso de' fedeli, e questa

primo secolo della Chiesa, nel quale ricevette pure il salutifero lume della fede da s. Pietro. Il primo vescovo di Siponto
fu istituita nel

sede vescovde port ancora

il

noin

fu

s.

Giustino nobile sipontino, or-

me

di

Monte

s.

Angelo. Nel 1002


111
vi

dinato dal medesimo principe degli


apostoli
s. Pietro nell'anno 44> ^^' sondo settimo duce nell' impero di Tiberio; mor l'anno iii, e fu sepolto nella sua chiesa. Gli succes-

l'imperatore Ottone
pellegrinaggio a
espiare
il

and
,

piedi

scalzi
s

per
ro-

delitto di cui

era reso
il

colpevole di mettere a morte

mano
aveva

senatore Crescenzio, al quale

sero tre altri santi vescovi, de'quali

promesso
la

salvare

vita

solennemente di avendogli s. Ro-

s'ignora
tino
to
s.

siponil nome. Il nobile Eusanio fu proclamato quin-

mualdo ingiunto questa penitenza. Verso il io49 visit pure questo santuario per divozione il Papa s. Leone IX, passando poi a Monte Cassino a celebrarvi la domenica delle

vescovo dal clero e dal popolo,


fu
tra*

ma non
noverato
sa,

ordinato:

viene

per

vescovi di questa chie-

nerazione, e

perch vi in grandissima venon ne fu nominato

palme.

In

processo

di

altro finch visse; pass a miglior


vita a'9 luglio del
gli

tempo
a

altri

Papi, sovrani, ed ogni


si

3oo. S'ignora chi

celo di persone,

sono

ivi

recati

successe,
a*

il

quale da Furconio

fare altrettanto. All'articolo

Jp-

volendo

2 5 giugno 3oi traspor-

MAN
lare
il

MAN
in Sirie

107
arcivescovi
si-

corpo di
il

s.

Eusanio

de' vescovi
,

ed

apparve in sogno e lo ammon a lasciarlo in Furconio, ove prodigiosamente conponto,


santo
gli

pontini

a pag.
di
s.

816

riprodusse la

leggenda
gli

Michele principe deIgnodi s.

angeli e sua apparizione.


i

parve dalla terra una piccola cappella, ed ivi indic doversi collocare
le sue ceneri, cio presso Furconio nel luogo detto poi s. Sano.

ra nsi

nomi

de' successori

Quindi pei gran miracoli che s. Eusanio oper per virt divina, i corpi del di lui discepolo Domiziano, di Teodosia sua sorella di
te,

Lorenzo sino al 546, nel quale ne occupava la sede Felice II, che mor santamente nel 594. Indi furono vescovi Felice III, Vitaliano
e Ruffino che intervenne
al

nei
s.

649

concilio Laleranense di
I.

lat-

tino
forse

Fu
la

all'epoca
la

di

MarRuffino o

e di
il

A gi
;

vergine,

avendo pa-

dopo

di

lui

morte, che es-

tito

martirio, furono sepolti pres-

sendo
bardi,

citt

di

Siponto slata de-

ed i si ponti ni nella citt a s. Eusanio eressero un tempio. Il VII vescovo N. nel 333 in onore di s. Oronzio vescovo costru
so di lui

vastala dagli slavi, saraceni e longoil

clero ed

il

popolo dispersi

uu
i'k

oratorio, e pieno di meriti

movearci-

nel 38o. Nel


clie

385

fu

fatto

scovo N.

ordin prete e

diacono della cattedrale s. Felice figlio del duce di Si ponto Felice. Alla sua morte divenne vescovo s.
Felice arcidiacono, che assistette al
concilio
rio

romano
di

del /{65 di

s.

Ila-

o massacrati, la sede vescovile venne allora unita a quella di Benevento dal Papa s. Vitaliano, che ne affid la cura a s. Barbato vescovo di Benevento, i cui dieciotto successori li'ono vescovi di Benevento e di Siponto. Avendo il Pontefice Giovanni XI II nel 969 elevato Benevento a metropoli fu primo arcivescovo di Benevento e di
Siponto Landolfo, cui successero Alon nel 984, Alfano I nel 998,
Alix nel 1000, sotto di cui Ottone
111
visit
il

Papa, e mor
lui

santamente
la

nel
si-

466. Dopo
i;agione

cattedra
al

pontina fu vacante fino


dell'

49^> ^
det-

irruzione

de' baibari

santuario,

Mundo

nel

ostrogoti ed ariani eretici. In

to
6.

anno governando questa chiesa Lorenzo parente dell'imperatore


e chiaro per virt
la

1009, ed Alfonso li nel 101 1 o 1011. Nell'arcivescovato di questo


ultimo, per divozione verso
chele arcangelo, piacque al
fice
s. MiPonte-

Zenone
tit,

e san-

successe

mirabile
s.

appari,

zione dell'arcangelo
nel
altri

Michele
sul
s.

medesimo
vescovi
la

7 idus februarii con

Benedetto Vili di separare Siponto da Benevento, di erigere Siponto in metropolitana, e di sottoporgli


vescovili
li,

consagr
chiesa di

Monte

per
di

suffiaganee
Melfi, Troia,

le

chiese

Gargano
ne
fece

Michele, e

Monopo-

contemporaneamente fabPietro, che vi

bricare un'altra a Siponto in ono-

re di
dicato
della

s.
il

avea

pre-

vangelo: ignorasi l'epoca


prelato,
la

morte del santo


si

RapoUa, e V lesti dipoi aggiunda Pasquale II, anzi fu l'unica Sede che rest suffaganea a questa metropoli. Il p. Mirco che stamp la sua Notlia episc. nel
tavi

cui festa

celebra
t.

L'Ughelli che nel


seg.

7 febbraio. VII, p. 809 e


a'

161 3, registra per suff*raganee di Manfredonia, Melfi e Rapolla unite,

daW Italia

sacra riporta

la se-

e Viesti; e Commanville nomi-

io8

MAN
ztonnno. Nel
gorio

MAN
11 16

na invece Troia, Viesli ed Arpl. Settimo arcivescovo di Benevento ed insieme di Siponto fu Orso del ioi5, che ricevette nel santuario di Monte Gargano s. Enrico I imperatore nel 1022; ed ottavo ed ultimo fu Guarraondo del io32. Il Pontefice Benedetto IX nomin per primo arcivescovo di Siponto nel io34 Leone, il quale
stabil
la

successe
;

Gre1 1
1

monaco

cassinese

nel

Leone o Lorenzo che intervenne in Gaeta alla consagrazione di Gelacon altri vescovi di Puglia; i3o Sergio Freccia; nel i i4o Guglielmo normanno ordinato da Innocenzo li , a cui Eugenio III conferm i privilegi della chiesa sisio
II,
I

nel

pontina, dichiar essergli sottoposta


quella di

sua sede nella chiesa del

Monte Gargano, e
di

spet-

Monte Gargano, vi fond quattro dignit, ed assunse il titolo di arcivescovo di Siponto e di Monte Gargano dopo la sua morte, sue* o5o dopo ceduta verso 1' anno
:

tare all'arcivescovo

Siponto la

consagrazione del vescovo di Viesti. Nel pontificato di Alessandro III


era arcivescovo GifFredo o SifFredo,

che morendo
trasfer

nel

ii 66,

il

Papa

avere ricevuto nel santuario

s.

Leo-

ne IX, questa sede rest vacante per qualche tempo a motivo delle
differenze insorte tra
i

Gerardo II veronese il successore Gerardo IH intervenne al concilio generale LaSpalatro


:

da

canonici di

teranense
vanni,

III

del

11 79; quindi dii

Siponto e quelli del Monte Gargano , pretendendo i secondi che per la residenza fattavi da Leone, gli fosse devoluto il diritto metropolitano.

vennero arcivescovi nel

184 Gioda Cele-

enei

11

95 Ugo

cittadino e

canonico di Troia fatto

stino III di cui era familiarissimo,


il qual Pontefice ad istanza di Ugo concesse all'arcidiacono, all'arciprete ed ai due primiceri di Siponto il privilegio della mitra, del

Durante

tali

questioni

la

chiesa fu governata dall'arcivescovo


di

Trani

quello di

Giovanni , e poscia da Benevento Uldarico nel

io53, che prese il titolo di arcivescovo di Benevento e di Siponto


fino al 1066. Dappoich fu s. Leone IX che riun Siponto a Benevento , ci che conferm Stefano IX detto X; e bench vivesse ancora Uldarico, nel 1066 Alessandro II disgiunse le due chiese, facendo arcivescovo di Siponto Ge-

A tempo di 1200 Innocenzo III ordin che la chiesa del Monte Gargano sarebbe definitivamente sogbacolo
e dell'anello.

Ugo

e nel

a quella di Francesco d'Assi


getta
vi

Siponto;
visit
il

s.

santua-

rardo

tedesco, dottissimo
s.

monaco

sacro speco segno di croce in forma di tau. Onorio III nel 12 19 consagr Alberto in arcivescovo di Sirio e nelle pareti del

fece

il

cassinese, che

Gregorio VII sped legato in Dalmazia. Vittore HI

ponto

sotto di lui l'imperatore


i

Fe-

derico II conferm

privilegi e le

diede in successore Bonomo normanno, che intervenne a diversi concilii. Dopo di lui fu arcivescovo
gli
il

immunit al monastero benedettino di s. Maria di Pulsano di queNei pontificati di sta arcidiocesi. Gregorio IX, Innocenzo IV ed Alessandro IV, fu arcivescovo Ruggiero o

cardinal Alberto, sotto del quale


II
:

Pasquale
sta chiesa

assoggett Viesti a quei

cardinali
in

arcivescovi

Rogero delle nobilissime

fa-

hanno

la

biografia

questo

Di-

miglie Angloua e Borelli.

Nel suo

MAN
tempo Manfredi re
molo:
la

MAN
tro

T09
avea

di Sicilia nTab-

minorit

francese, dichiarando
fatta
il

bric Siponto distrutta

dal

terre-

nulla r elezione che


capitolo di

nuova citt incominciata 1256 e terminata nel i258 nel venne come dicemmo chiamata Manfredonia, e r arcivescovo Ruggiero "vi fece nelKanno medesimo il suo
ingresso solenne col suo clero, tras-

Angelo

del

Leone arcidiacono Monte Gargano.

di

s.

Nel

1375

lo

divenne

Pietro francese,

che nel 1378 aderendo allo scisma dell'antipapa Clemente VII, fu da

Urbano VI
e messo in

spogliato

degli

onori

portandovi

il

corpo

\escovo

questo

Lorenzo prelato piamente


di
s.

carcere a
fin
i

Roma, ove
gli
,

miseramente
sostitu

suoi giorni;

mor

nel

I265.
il

nel

i382

Giovanni
lui,

ma
pri-

Nello stesso anno divenne arcive-

scovo Giovanni,
.

quale avendo sof-

venuto in sospetto di v dell'amministrazione


sa
;

lo

della chie-

ferto grave

infermit,

ed essendosi
di

sparsa
IJI

la

voce di sua morte, Nicol

nel

1278

fece

arcivescovo

Manfredonia il nipote b. cardinale Latino Frangipane Malabranca Orsini;

commiserato poi da Bonifacio 1390 lo trasfer ad Otranto facendo arcivescovo di Siponto o Manfredonia Nicola de Sacchi

IX

nel

genovese. Sotto
slato

di

questi essendo

ma

venendosi poi in cognizio,

falsamente

rappresentato

ne che Giovanni viveva con singoiar esempio il Papa dichiar il


cardinale protettore della chiesa Sipontina.
di

Bonifacio IX, che Manfredonia era


diruta e priva di abitatori, confon-

dendola coll'antica e

distrutta Si-

Nomineremo

successori

ponto, mentre in vece fioriva,

nel

Giovanni, degni di special menzione. Gregorio di Montelongo celebre dottore_, fatto

i4oi

eresse

la

terra

del

Monte

arcivescovo da

Bonifacio Vili

nel

abrog

l'elezione

iSor, il quale che avea fatto il


di

s. Angelo in citt , la chiesa di s. Michele in cattedrale e metropolitana, un la chiesa Sipontina alla Gargana, e volle che l'arcivescovo

capitolo di

Rao vescovo
nel

Aria-

portasse

titoli

di

Sipontino

i3o2 trasfer da Orvieto Leonardo Mancini nobile di quella citt, che zelante
della
disciplina
ecclesiastica

no. Per sua morte

Gargano. Conosciuto poi l' inganno, Bonifacio IX con bolla del i4o3
dichiar irrita e nulla la concessio-

ottenne

da

Clenicute
di
s.

l'unione
di
di

del monastero

Giovanni

Lami

quello

de' cistcrciensi

ne, e rvoc la seguita unione; revocarono ancora la prima bolla di Bonifacio IX, Giovanni XXIII con altra bolla, e Martino V. Nel

Casanova nella
Gli successe nel

diocesi di

Penne.
aprile

1401 era successo a Nicola


Nicola d' Imola, che da

altro

1327 a'22

Bonifacio

Matteo Orsini domenicano, che gli scrittori di quell* ordine chiamano


col titolo di beato,

per volere di
quale
a'

mandalo nunzio in Germanel 1409 intervenne al concilio di Pisa. A cagione dello

IX

fu

nia,

Giovanni XXII,

il

18 di-

scisma

sostenuto ancora

dallanli-

cembre
co
nel
cui

del

medesimo anno
divenne

lo

cre

cardinale. Sasso cittadino e canni-

sipontino

arcivescovo

papa Benedetto XIII, nel 1407 Gregorio XII fece consagrare arcivescovo di Siponto o Manfredonia

i33o e mor nel i343, per Clemente VI nomin fr. Pie-

Lorenzo romano
sosteneie

il

quale dovette

gravi

contestazioni

con

no
to concilio

MAN
sato in

MAN
Nicola Peroni di Sassoferrato, ver-

Kicola (l'Imola, che recossi al det-

pisano ove fu deposto Gregorio XII ed eletto Alessandro V, cui successe Giovanni XXIII Nicola mor nel i4i5, e Giovanni XXI li vi surrog Paolo vesco"vo Scginense, traslato da Martino a Gerace. Dipoi fu reintegrato Lorenzo, alle cui preghiere Martino
:

ogni genere di dotliina, di

recondita

erudizione

di
le

singo-

lare facondia:
cie

govern del Patrimonio e


gli

provin-

di

Perugia,

fu consigliere

dell'imperatore Fe-

derico 111 che

don una coroin

Y
Y

na poetica

d' alloro

l'ologna, e

nel

i4'9 commise
Brancacci
tra
1*

al

cardinal

mor nel 1480. Alessandro Vi nel i5oo pose a pastore di questa


chiesa
lia,

Binaldo
donia, e
te
s.

dissensioni

esame delle Siponlo o Manfre-

Agapito Giraldini di
patria
del Papa,
del
di

Ame-r
,

arcidiacono della

se-

Monte

Gargano

Mon-

gretaiio

ed

intimo

fa-

Angelo; quindi il Papa le termin in favore di Manfredonia,

migliare

lui

figlio

Cesare
prospera

Borgia, cui

segu

nella

confeimando il decretato di Alessandro 111 ed Innocenzo 111, che l'arcivescovo dovesse chiamarsi soltanto di

come
nel

nell'avversa

fortuna, e
II

mori

i5o().

Giulio

alloia dichia-

r arcivescovo Antonio

Siponto, e

che

il

crisma

si

Monte, che
per sua
successe
a'
il

poi

eie cardinale
nel

Maria del e
,

dovesse
di
rito di

consagrare nella cattedrale


sua chiesa mor nel

dimissione
nipote
,

Manfredonia.

noteremo che
iincora
della
di
s.

causa
Michele,
e

Lorenzo benemei436: nel i656 vertendo due capitoli tra


i

i5i2 gli Giovanni Maria

metropolitana
la

e della chiesa

creato cardinale novembre nel i536 da Paolo III: nel i544 rinunzi l'arcivescovato e nel i55o divenne Papa col nome di Giulio

12

congregazione dei
decret
,

III.

Memore

della sua

chiesa

che
,

vescovi

regolari

non

avea

governala
grazie

trentadue
III

anni

constare de cathcdralitate ecclesiae perci non doveie s. Michaelsj e


il

l'orn di
arcivescovo

e privilegi.
Ricci

Nel
elesse

i544 a'25 giugno Paolo


Giovanni
di

suo capitolo

eleggere

il

vicario

che

generale in sede vacante.

Giulio
gliare,

lllj

cui

era stato fami-

Eugenio IV
civescovo
chierico
di

nel

Mattia

i436 nomin arFoschi romano,

nel
il

i55i

cre

cardinale.

Avendo
retto
la

Ricci per soli

otto mesi

camera, insigne per scienza e prudenza ; e Iraslrendolo


nel

chiesa

il

cardinal

del
pel

Monte r implor ed
suo
segretario Gio.
curio, ed anch'egli

ottenne

1438

a Rieti,

gli

sostitu

Anaffid

gelo Capranica
nale.

Nicol

romano, poi nel i447 "^


al
,

cardi-

l'amministrazione
to cardinal

celebre e dot-

Bessarione

che

si

di-

Andrea Merdopo otto mesi primo a altrove, il fu trasferito Chiusi, il secondo a Messina, ed ancor questi nel i55i creato carHI. Questi nel

mise nel
di

i449'

Giovanni

Burgio
del

dinale da Giulio

Cajazzo, principe

de'medici

55o

fece

arcivescovo

Sebastiano

suo tempo, non archiatro pontificio

come osserva il Marini, in tale anno Nicol Y lo trasfer da Mazara, poi traslatato a Palermo. Pio
li

i552 cardinale: tras553 ad latandolo Giulio III nel Adria nel veneziano, nel i554 g'
Pighini e nel
1

die a

successore

fr.

Dionisio
di

nel

1458

dichiar

successore

Roberti de'scivi di Maria

de Bor-

MAN
go
s.

MAN
irttimo.

III

Sepolcro,
lo pnss

suo

Nel

la la
la

cattedrale

le

sacre suppellettili,
abbell
,

1^54

a Ferentino, e Pio

restaur

ed

e vi fece

IV
il

i56o fece amminislraloie cardinal Bartolomeo de la Cuenel


,

campana maggiore.

Gli successe

\a
dei

alla

cui

biografia

dicemmo
morte
nel

a'28 gennaio 1675 il cardinale fr. Vincenzo Maria Orsini, che fu zelantissimo ed edificante arcivescovo: a'22 gennaio 1680 fu traslatato a Cesena, enei 1724 divenne Bene-

lestnuri

fatti alla

cattedrale ed

all'episcopio.
1

Per sua

562 Pio IV dichiar arcivescovo Tolomeo Galliche nel i565 cre


cardinale: nel

detto XIII,

ritenendo

1'

arcivesco-

1567

celebr

sinodo

provinciale,

ed eresse
,

un due

vato di
store.

Benevento di cui era paGiovanni de Lerma di Triuditore


del

palazzi pegli

arcivescovi

Manfredonia, l' altro Angelo, Sisto V nel


arcivescovo
cui articolo

uno in in Monte s. i586 fece

carico

cardinal Sacri-

panti pro-dafario, fatto arcivescovo


nel

1708,
altri

r ultimo
o
suoi

registrato

Domenico Ginnasi, al dicemmo le tante beverso

dall' Ugheili

continuatori.

Gli

arcivescovi sono riportati

nemerenze
le quali
fodi,
la

questa

sede, fra
si-

nelle annuali

Notizie

di

Roma

celebrazione di due

sono

seguenti.

172^ Marc'Anto-

l'erezione del

del seminario, d*

monte di piet, un monasteio di


di
s.

nio de

Marco d'Otranto, da Bene-

monache,
le,

la

restaurazione della cat-

detto XIII traslato da Viesti; 1742 Francesco Rivera dell' Aquila, traslato

tedrale e della chiesa

Miche-

da Civita Ducale;

777 Tomtentino della

Tabbellimento e ingrandimento
arcivescovili
:

maso Maria Francone


diocesi di

de'palazzi

nel

i6o3

Larino, traslato da

Umde
a-

fu creato

cardinale,

rinunzi al

1607 nipote Annibale Serughi


e nel

briatico

i8o4 Gio. Gaetano


da
s.

Moscio
Iraslato
prile

delle scuole pie, di Foggia,

de Ginnasi la sede. Nel di lui governo turchi posero a soqquadro


i

Severo;

1818 a'6

tutta la citt,

incendiarono e dee

Eustachio Dentice teatino, di Pollena diocesi di Napoli: sotto


lui

rubarono
sero
i

la

raltedrale,

monumenti
:

ne distrusbruciarono

di

Pio VII

colle

lettere apo-

stoliche,

l'archivio

in

tanta calamit

An-

18

8,

27 giugno conservando a Fiesti (Fedi)


utilioriy

De

de'

nibale

lece

quanto
162-?.

dendogli nel
vannini
di

pot , succeGiovanni Gio,

la cattedralit

e l'essere sulTraganea
i

a Manfredonia,

cui

arcivescovi

Matelica

traslato

da

dichiar
della

amministratori
vescovile
di

perpetui
Viesti,

Camerino. Antonio

Marulli

sicilia-

chiesa

no dotto e pio, Urbano Vili nel 1643 lo preconizz, e torn a dargli


il

cedette alle istanze

del re

Ferdi-

nando

I.

Alla morte del nominato


il

pallio per

essergli

stato col

pastore,

Papa

Gregorio

XVI

bagaglio derubato in recarsi a


fredonia. Alessandro VII nel
elesse

Man1659
pei
il

preconizz nel concistoro de' 2 luglio

Benedetto Cappelletti patrizio

i832 r odierno arcivescovo monsignor Vitangelo Salvemini di


,

di Rieti-,

amatore

de' poveri,

Molfetta

della

quale

era

vicario

quali nel

Monte Gargano fond


ai

generale e canonico
cattedrale.

teologo della

monte frumentario; accorse


ni recati da
il

dan-

un' epidemia, celebr

La

chiesa metropolitana di

Mansotto

sinodo nel

16G6, aument nel-

fredonia

dedicata

a Dio

112
l'invocazione di
della
cill
si
,

MAN
s.

MAN
cinque
pass in
perdette
il

Lorenzo vescovo
Il

la

madre
Poco

di

capitolo
gnit, la

moderno edifizio. compone di quattro


dodici

diccisette

genitore.

dopo

di-

prima delle quali


canonici

l'ar-

cidiacono, di

com-

Roma col fratello per attendere agli studi maggiori, avendo gi appreso in patria minori, soti

prese

prebende teologale e penipreti tenziaria, alcuni mansionari


le
,

to
cos

la

direzione de' gesuiti.


vari anni
nell'

Dimor
citt,

alma
i

in-

chierici

addetti

all'

ufTzialura
"vi

dossando abito
allora

ecclesiastico,

siccome

della chiesa. Nella cattedrale


il

costumavano
in di
s.

gentiluomini

battisterio

si

venerano
le

diverse
il

studenti, abitando

pensione nel

snere reliquie, tra


cio di
s.

quali

brac-

monastero

Stefano del Cacco.

Lorenzo vescovo si pontino, e la cura delle anime affidala dal capitolo ad un canonico
deputato. prossimo
fredonia
vi
11

Compiuto il corso degli studi in un a quelli della giurisprudenza, lodevole di ripatri dando saggi
condotta. Trovandosi solo padrone
di

palazzo

arcivescovile

alla cattedrale.

In

Man-

discreta
si

fortuna
rec

per istruzione
soggiornare in
d'Italia,

un convento di religiosi ed un monastero, non che un ronservatorio di donzelle. Vi sono

liverse confraternite,

e diletto

altre cospicue citt

ed in

Venezia

si

trattenne pi anni.
le

Am-

l'ospedale,
il

il

mirando
la

doti

che

fregiavano

monte

di

piet
si

ed

seminario.

contessa

Elisabetta

L'arcidiocesi

per circa trenta miglia, e comprende dodiestende


luoghi.

patrizia

veneta, la spos nel


si

Valmarana i8o4
in patria.

e con essa poi

stabili

ci

Ogni nuovo arcivescovo


di

Da

amministratore
tie'libri

Viesti

tassato

della cancelleria apostolica

in fiorini
"valore di

i33,
le

corrispondenti al
ducati circa,

cinquemila
regni

matrimonio ebbe otto figli, quattro de'quali morirono in et Giuseppe infantile, uno chiamato di non comuni speranze, mor in Roma nel declinare del i83i neltale
la

che

sono

rendite della
publicis

mensa,

florida

et di ventidue anni, e
;

moiftae
onerbus.

adductis

tre

sono tuttora viventi


di

cio Fran-

cesco cameriere segreto

MANGELLI ORSI Paolo, Cardinale. Paolo Orsi Ma ugelli patrizio forlivese, di antichissima
lustre

merario
gorio

XVI

soprannuspada e cappa di Gree del regnante Pio

ed

il-

famglia

assai

chiara
istorie,

nelle

IX, Antonio consigliere della direzione generale del debito pubblico


e consiglio di liquidazione, e Chiara.
Il

patrie e nelle italiane

nac-

que

a'

3o ottobre 1762

dal conte

Francesco e dalla contessa Antonia Severoli d Faenza, cugina del ve-

in

Folli fu creduto
alle
lo

conte Paolo nel suo ritorno abile dal go-

verno francese
strature,

supreme magifece

nerando cardinal Gabriele Severoli che nel conclave del 1823 fu vicino ad essere esaitato al pontificato. Ebbe un di nome fiatello Vincenzo, che fu cavaliere di grazia

onde

presidente

dell'amministrazione dipartimentale
del

Rubicone
in
tal

per

la

repubblica

italiana:

carica dovette assiall'

stere
in

in

Milano
di

incoronazione

dell'ordine gerosolimitano, e tre

re

d'Italia

sorelle le quali vestirono l'abito religioso

ratore de' francesi.


fu

Napoleone impeSuccessivamente
consiglio
di

di

s.

Francesco.

Di

anni

membro

del

pie-

-,

MAN
fUura nello stesso dipartlmcnlo, per le sue cognizioni nella quale

MAN
d siflhlfa penlita,
ressi di fe miglia, lo

ii3
ed alcuni inteconsigliarono a
nel 1820,
all'

e rettitudine, pi volto in assenza tlel prefetto ne funse le veci, e dur in tale impiego sino al termine del regno di l'Japoleone. Tuttavoltruppe le ta nel 1814, quando
delle

lasciar

per

qualche tempo la pa-

tria e trasferirsi in

Roma

dopo

di aver

provveduto

edu-

cazione de' figli.

potenze alleate

s'

impadroni
eziandio
il

Essendo in Roma, per incoraggimento del celebre cardinal Consalvi segretario di

i-ono della

Romagna,

slato

decise di
la

conte a '3 gennaio presiedette alia reggenza austro-britanna ossia italiana indipendente, stanziata in

porsi

in

prelatura

servire

santa See nella gerarchia ecclesiastica.

Ra-

venna, finche sciolta una tale rappiesentanza in forza di convenzione militare stabilitasi fra i governi austriaco e napoletano, torn a*20 febbraio in Forl a disimpegnavvi sotto
il

lo dichiar

Nel dicembre 1820 Pio suo cameriere d'onore

VU

secondo
di

di

delti

paonazzo, ed a'4 del segennaio prelato domestico, indi referendario delle due segnature. Nel marzo 182 1 il Papa lo spedi a Benevento per delegato,
in abito

guente

governi
ta

le

funzioni

consigliere

con amplissime facolt per


lire in

ristabil*

di prefettura. Si prudente era sta-

quella

provincia

ordine

sempre

la

sua

condotta,

che
i4,

sconvolto per la
vette dal
la

rivoluzione accarecarvisi rice-

nel

29

luglio deiriste&so

anno 18
della

dutavi, e prima di

dal
fu

governo

provvisorio

austriaco

cardinal

della

Somaglia

nominato membro
Stefanini
,

com-

prima tonsura.

Nel

1822

tro-

missione governativa presieduta dal


generale
e

vandosi in Benevento, essendo vacato per morte di monsignor

residente in
di

Zila

Bologna
qual

per

le

tre provincie

nanni l'uditorato
provincia di
offerto

di rota
gli

per

Bologna, Ferrara

Romagna,

nel

Romagna,

venne

ufizio dur fino ai 19 luglio 18 15, quando rimasta sciolta la commissione, e subentrata la dominazione pontifcia provvisoria cominci con lieto animo a consacrare al suo principe naturale i

ma

competendogli per .diritto; preferendo la carriera governativa ed amministrativa, in cui avea lunga esperienza, e nella quacredeva poter meglio prestar le
egli

r opera
che
gli

sua

rinunzi l'onorifico
lode.

suoi

servigi,

come membro
governativa
la di

della

posto con

singoiar disinteresse, ci

congregazione

Rodel

procacci non poca


nel luglio

magna
sta

sotto

presidenza
a tutto

Da Benevento
ne
trasferito

1823 ven-

prelato Tiberio Pacca; ed in quequalifica

air altra delegazione

prosegu

il

apostolica di Civitavecchia, indi

od

settembre 18 16, nel qual giorno venne abolita per la cessazione del governo pontificio provvisorio ed
istallazione

un anno da Leone XII a quella di Ancona, ambedue luoghi importanti


la

pei loro porti di

mare; e dal-

dello

stabile^ in

virt

seconda

nell'ottobre

1826

fu

del

notissimo motu-proprio di Pio


de'

destinato alla delegazione di Perugia,

ottobre

luglio detto anno. A'3i 8 1 7 rest vedovo della nobile consorte; quindi il dolore
1

VII

sebbene non ebbe

effetto.

Dap-

poich dovendo trattenersi in An-

cona

per

attendervi

il

successo^'ej

voi. itii.

1.4
e

MAN
tarlando,
a*

MAN
5
aprile

questo

sacerdozio, da monsignor PiatH vicc-

18^7 il medesimo Papa in vece lo nomin chierico d camera e


presidente della grascia, alla qiia!e

gerente
vette
nel
i

a'

dicembre i838
ordini

rice,

quattro

minori

i.

marzo

1840

fu ordinato

venendo 1828 la
il

riunita

a*

presidenza

i4 dicembre dell'annona,
fu
il

suddiijcono, a'i5 diacono, a'29 sacerdote, e finalmente nel

prelato fu autorizzato a ritener-

zo celebr
tare
della

la

le

ambedue, onde

primo
di

primo marprima messa nell'alBeata Vergine nella

presidente dell'annona e grascia. Nel

cappella

Borghesiana della basilica

seguente anno per

disposizione

Liberiana. Inoltre Gregorio

XV(

ai

Leone XI 1, a'5 gennaio lasci le due presidenze, e fu fatto membro del nuovo dicastero, tratto dal collegio de* chierici di camera, della
congregnzione
sacro
lo

24 gennaio 1842
cospicua carica di
le

lo

promosse

alla

uditore genera-

di

revisione.

Nella

sede vacante per morte di Pio Vili


il

camera apostolica, della quale prese possesso a'7 marzo, dopo aver prestato il giuramento nel tribunale della piena camera
della
rev.

collegio

a*
al

i83o

destin

1*2 dicembre governo della

provincia di

Ferrara in qualit di

Vaticano, conferendogli insieme abbazie de' ss. Clemente e Pancrazio, che ritenne sino alla proal
le

pro-legato, sino all'elezione del nuo-

vo Pontefice. Mentre il prelato dimorava in Ferrara, a'7 febbraio i83i scoppi ivi ancora la rivoluzione. In s ardua circostanza colla

mozione al cardinalato. In ])reniio pertanto di aver egregiamente sostenuto


zelo
uel
lo

tanti

importanti
,

uffizi

con

Papa concistoro de'27 gennaio 1843


e integnt
lo

stesso

consueta circospezione pot evi-

cre cardinale dell'ordine de'dia-

lare

qualunque

sfregio

alla

sua

coui, ed a'

3o

di

dello
la

mese
chiesa

gli

rappresentanza e persona, e finch rest in Ferrara non furono calati


i

confer per
s.

diaconia
Scala,

di

Maria

della

annoverando-

pontificii

in

Roma

stemmi. Restituitosi venerare Teletlo Greriprese


il

gorio

XVI,

suo impie-

lo quindi alle congregazioni della Lauretana, del buon governo, delle acque e del censo; e dipoi 3*22

go nella congregazione di revisione, donde il Papa ai 6 aprile i835 lo promosse a presidente della Comarca di Roma, ed a prpresidente della cardinalizia congre-

febbraio

i844 ammise
alla

1*

ozione
di
1'

con cui pass

diaconia

$.

Maria
sercizio

in

Cosmedin. Durante
delle

e-

diverse

sue

cariche

non

tralasci

gazione del

censo, ritenendo
il

nel

patria, al

pi volte visitare la cui bene fu sempre in-

tempo
i

istesso di

posto e rango fra


feb-

tento, e volle rivederla per l'ultima


volta

chierici

camera. A' 12

nel

i843

ricevendo
le
il

dai
ci-

braio
tefice

i838 richiamatosi dal Pona nuova vita e lustro l'ancollegio


de' protonolari
il

suoi

concittadini

pii

onorevoli

dimostrazioni. Gi
vico,
in

magistrato

lichissimo
apostolici

allorch fu

creato cardinale,

partecipanti,

prelato

segno di pubblica esultanza feForl stampare coi tipi di Bordandini belli componi
i

vehne da lui pel primo nominalo e qual decano de'sette membri di cui si compose il collegio. Bramoso
il

ce in

Luigi

menti
di
lui

in

prosa

e in versi

fatti

in

pio prelato

di

ascendere

al

onore in quella

cu'co>tanzci,

MAN
un opuscolo intitolato: Per la fausta promozione alla sacra roPiana porpora d monsignor Pao
in

MAN
Into con

ii5:

una santa morte quelVe*


virt
,

setnpio di

avea
vita
si

loro gi presentato
integerrinna.
nella
I

che in s slesso con una


suoi

lo

conte

Orsi

Mangclli

patrizio

funerali

forlivese.

In questo

opuscolo sono

feceio
s.

chiesa parrocchiale
la messa Quindi il

lodate ed eiujmerate le cariche disimpegnate dall'illustre concittadi-

di
il

Carlo,

e vi cant

cardinale

Brignole.

no, e
iiiente
sia,

le
la

sue

molte

virt,

special-

cadavere fu tumulato nella sepoltura gentilizia di sua fnmigiia, posta


in

probit,

giustizia, corte-

affabilit,

saggezza

sapere;
si

chiesa

di

s.

Maria
gli

della
s.

giacche, ad onta

che non
di
i

eser-

Vittoria, sotto la cappella di

Anret-

ntasse neile
distolsero le

lettere,

dalle quali lo

drea, ove
io

il

suo erede

ha

cure

famiglia e
letterati,

pubblici
s

affri,

am
il

(regio dei

diplomi di diverse acdi


lui

un monumento. MAJNI, Manes , e talvolta Dii Manes, erano nella pneumatologia


degli etruschi e' dei

cademie.
iglio

Quindi
in

degno

romani

le

a-

conte Prancesco colle stampe

pubblic

Roma

un

Capitolo

nime de' morti. Una toccante riniembranza assegnava loro alcun


che di divino,
gli

con note

intitolato:

Ringraziamento
e

li

schierava tra

alla patria per le pubbliche diniostrazioni di giubilo

spiriti

cui

bisognava

adorare.

benevolenza

Gli autori

date dalla
sg.

citt

di

Forti al f emin.

non sono d'accordo sull'etimologia di questo nome, giac-

Cardinale Paolo de comi Orsi Mangelli patrizio forlivese in occasione del suo innalzamento alla sacra porpora. Di animo tranqnillo, di mente serena, di cuore IxMievolo e mansueto, godette in
quasi tutto
li
il

corso della sua vita


intera
vecchiezza

buona

ferma salute, e percorla

se

pressoch

scevra

dagl'incomodi
l'

che sogliono
et
.

accompagnare
lalmente
disse

inoltrata

Fi-

nel

dicembre
malattia
di petto,

i845

in-

fermatosi di
.si

umorale, che
si

idrope
di

rese

modello
li

cristiana sofferenza

che alcuni lo fanno derivare dal verbo latino manare^ che significa escire o scorrere, e gli altri dall'antica parola mttwMc, che significa buono; altri finalmente dalla radice orientale monn^ che significa figura, immagine, fantasma, ec. Uno scrittore tedesco fa derivare il nome di questi dei dal vocabolo mann^ che significa uomo. Gli antichi davano il nome di Manes o Dei mani alle anime de* morti che supponevano errare qua e l a guie alle quali .sa d'ombre leggiere, in alcune circostanze rendevano u,

invidiabile rassegnazione a tutti quel-

iia

specie di culto religioso.

Alcu-

che

lo

avvicinarono per
quattro mesi
crudel
tutti
i

lo

spa-

ni

prelesero

di

stabilire,

che

se-

zio di

circa
il

che lo

oondo l'opinione degli

antichi,

l'om-

slrazi
in

morbo.

Munito
ss.

fine

di

conforti dei

nima

bra era una cosa differente dall'ain quanto che riteneva la ,


lo

Sagramenti spir V anima nel Signore la notte del 3 al f\. marzo


1846, dopo aver benedetto i suoi fjgli che mai non si scostarono dal suo letto, ed aver loro suggel-

figura e l'apparenza del corpo. Essa n'era


il

spettro,

il

simulacro,
altri

fantasma, e secondo

l'imfos-

raagine; e
se di

bench formata essa una materia abbastanza

te-

U6
nue per
tuttavia

MAN
isfuggre al tatto, era essa
risibile,
i

MAN
nibiiSj

conservava lo
gusti e le affe

idee, le maniere, zioni

che

il

defunto avea

tenuto

o provate nella sua vita. I nomi adunque d'onabra, di speltro, di simulacro e di fantasma, significano tutti immagine e rappresentazione dell'uomo. F. Immagine. Il vocabolo di Dei mani degli antichi significava avanzi o residui,

ed air articolo EriTirrio di tali dedicazioni ne riportainmo alcuni esempi. Servivano questa ore per mantenere ne* posteri la memoria di esse, ed alle ossa e corpi loro fabbricavano sontuosi scpolai
e mausolei,

ma

non

gi templi.

e indi-

Di pih sorte furono gli Dei mani, e si divisero in buoni e cattivi. Tra il numero de' buoni si aggregavano quelle anime o spiriti eh' erano
piacevoli,
i

o esprimeva ci che sopravviveva all'uomo e ci che rimaneva dopo la di lui morte. Tutte
,

ava

quali

essendo ne' corpi


e

loro vissuti
zione,

bene

con

moderaque-

dopo

essere passati da

queste espressioni producono

desima idea; sono gli l'ombre de' morti che s'incontrano nell* inferno da coloro che vi si dcono scesi ; alcuni credettero ancora di vedere errare le ombre intorno a' sepolcri. Devesi tuttavia
osservare, che tuU'allra cosa era
il

meDei mani o
la

comparivano a' viventi piacevolmente nel sonno, e con sembiante piacevole e gentile, secondo
sta vita,
la
i

superstiziosa credenza de' gentili,

quali stoltamente ritenevano

che
e-

tali

anime o

spinti
alla

dei buoni

rano destinale

cura

quieta e

pacifica delle loro abitazioni,

genio del

defunto;

esso

secondo
il

alcuni antichi scrittori custodiva


la

e nominavansi Lemuri o Lari famiglia' ri, Laresfamliares. Quelle poi ch'e-

sepolcro, e mostra vasi talvolta sotto

rano

vissute

forma di qualche animale, simbolo d'ordinario della qualit dominante del defunto. Enea facendo
libazioni al defunto padre,
scire dai
cifico,

corpi, erano

malamente ne' loix) condannate e punite

vide u-

ad andare inquiete senza sede fissa vagabonde, e coll'apparire a' viventi o nel sonno o in altra maniera
recar loro

mausoleo un serpente padell'alta

disturbo

spavento, e

emblema
la

sapinza
talvolta,

queste appellarono Larve^ Larvac.

del morto eroe

Avvenne
il

secondo

credenza degli
vide

antichi,

che un

uomo

suo genio ararissimo, e


, a So* Dei mani

vanti di morire, caso


visione che tocc a

Dione

De* Lari o Dei Penati ne parlnrarao all'articolo Idolatria ed altrove, cos delle Larve o Lemuri, ed all'articolo Giuochi dicemmo delle celebravano s feste che i pagani
ai

crate

ed
i

Bruto. Gli

primi che
ella

ai

secondi.

Le anime

presso

gentili

priamente deit venerate con sagrifizi,

non furono proadorate da essi, e

poi di coloro, de' quali cosa incerta

fosse

che uno de' due mencol


titolo

solamente le anime de' defunti, da loro per altro riguardate con venerazione distinta

ma

zionati stati avessero conseguito, le

chiamarono
stando loro

Manes,

pre-

sommo
le

rispetto e

ve-

e piet naturale, al

nerazione; non

qual fine ergevano alle medesime are sepolcrali colla dedicazione D.

conto di deit,

tenevano per in n alcun sagrifizio

prestavano

M,

Manibus Sacrum^ o semplicemente D.M,^ Diis Ma-

S, cio Diis

come a Dei, ma solamente per onorarle vi aggiunsero il titolo di Dei Mani, Di luttoci

MAN
ne abbiomo la testimonianza eia Apuleio scritloi'e gentile, nel libiH):
tarano
il

WAN
defunto

117
conseguito

come

avesse queironorifico titolo di Diis

Ve Dto

Socrals, riferito

da Giu-

Manihus. Quindi tutte

le

ceremoi

seppe Tomassino nel trattato De Donariis vetenim, l. XII, cap. XVI,


delle antichit

nie e dimostrazioni religiose che

gentili facevano ai sepolcri de' loro

romane

del Grevio.
definizios.

maggiori,

le

quali erano le lavande

JNon molto diversa Ja


goslino, Dti ch'late

lustrazioni, l'infonder vino o lat-

ne cbe ne d Plotino presso


Dei^
lib.

AIX,

te,

l'apporvi lagrimatori con lagrichiuse, l'accendervi

me

lucerne,

il

cap. XI, con queste parole.

liorninum daemones esse,

Anmas et ex ho-

destinarvi custodi, lo spargervi so-

minibus fieri Lares,


sinl; Leniures,

si

meriti boni

seu larvas^ si mali,*

Manes

aiilern,

cum

incertum

est

honorum eos , seu malorum esse meritorum. Laonde apparisce, che per Dei mani gentili non inlesero ahro che le auime de' defunti le quali non sapevano se appartenesi

pra rose e fiori diversi, il celebrarvi le cene e vari giuochi d'intorno, erano tutte cereraonie civili e protestazioni di affetto, e non gi sagriflzi che ai soli Dei si offrivano. F. Lucerna, Fiori, Funerali.
Tuttavolta se i gentili, massime romani, non resero gli onori divini a'ioro morti, i secondi accordarono
gli

sero allo stalo dei lari o a quello


di

onori

dell'

apoteosi agli irapei-a-

larve,

non tenendole per deit

tori,

adorabili,
restri

come

gli

Dei

celesti,

tertitolo

ed

infernali.

Un

tale

e ad essi soltanto innalzax'ono templi e resero pubblico culto: ciascuno poi in particolare avea diritto
di

meramente onorario diede alle anime de' suoi defunti la morale


de' gentili

defunti che

onorare in sua casa tutti quei gli erano stati cari. Ci-

sero
tuali

una

giudicando eh' elle fosperch spirie spogliate dal corpo loro ter,

cosa sacra,

cerone nel suo libro De consolatiO" ne, narra di aver fatto innalzare

una cappella
se

ai

Mani

di sua figlia

reno, e perci

tulle
alle

le

cerimonie
ceneri
alle

Tullia. Sei vestibolo di tutte le cade'

che prestavano

loro

romani ragguardevoli
gli

vi e

ossa rimaste ne' sepolcri,

me-

la
ri,

un

altare consacrato agli Dei la-

re

desime anime riferivano, con onodovulo alla loro memoria, e


tutte sacre le
i

che credevano essere

avi di

famiglia.
sero, che

Per scusare questa confilosofi disi

dichiararono ; onde romani decretarono , che come Dei si trattassero, lo che abbiamo espresso nella legge duodecima delle XII tavole con quesla formola. Deoruti Manium jura sanata sunto, rios laelo datos Divos hahento.

dotta, alcuni de' nostri

pagani dando alle anime de' morti la denominazione di Dei^ intendevano soltanto che esse

erano in uno stato di beatitudine; che colla norte del corpo esse a veano acquistato un potere e cognizioni superiori a quelle dei
tali;

Sopra la qual legge il Morestellio nel suo libro De pompa ferali, lib.
\1II, cap. IV, presso il Grevio t. XII, riferisce, che abbruciati ch'e-

mor-

rano i corpi de' defunti che avcvaiK) dalle ceneri


limaste,
si

e
le

scelte

ossa

che esse potevano per conseguenza istruirle ed aiutarle; perci rendevano loro una specie di culto e le invocavano presso a poco come noi facciamo a riguardo dei
santi.

cong^'a tuia vano

e salu-

Talvolta

pagani scolpir-

ii8

MAN
sulle

MAN
trapas*
altro

DO
sali

tombe

de' cattivi

Manibusy noentie piuttosto meritavano che ne fosse disonorata la memoria. Si supponeva dai gentili, che le buone al'iscrizione Diis

quello d'intercedere per noi presso di lui. Presso gli ebrei era severamente vietato
di evocare e
ti,

potere che

d'interrogare

mor-

uime
la

degli antenati abitassero col-

loro famiglia, e la proteggessero;


lari?i-

o di far loro delle offerte; e colui che avesse toccato un morto era tenuto impuro. Nel t. VI delle
Dissertazioni dell' accad. di CortO'

che quelle dei cattivi, chiamate ve o fantasmi, inquietassero i


venti.

Questa opinione doveva da-

na, sono riportate le disserl;zioni del cortonese Orazio Maccari, sopra i


geni degli antichi, diiferenti dai Lari; dei

re un'idea ben cattiva della giustizia divina.

Le ceremonie notturne

vari impieghi

che loro venloro figure e

che

usavano per placarle, le minaccie che facevano alcune persone


si

nero assegnati, delle


pertanto detti
riti

culto prestatogli dai gentili.

Furono
dedicati

trasportate dall'ira, di

venire

dopo

Manes

geni o spi-

morte a tormentare i loro nemici, dovevano essere pei pagani una


continua
sorgente
di timori

d'eroi, ai

quali erano

boschi, e dal Giraldi, llisl. Deorar/i

di

Synlag. 17, furono appellati Lares.

perturbazione, trovandosi sempre in


quello stato di agitazione che pro-

MANICHEI.
secolo,

Eretici

del

terzo

vano presentemente
e
gli

superstiziosi

spiriti

deboli e paurosi.

Da

che presero questo nome da Manes o Manicheo o Manete, nato verso l'anno 240, persiano di nazione e
di

che la credenza dell'iramortalit avea ben poca influenza sui costumi dei pagani, e gli turbava la tranquillit. Era quindi troppo necessario che Dio ci illuminasse intorno a questo punto tanto importante; quello che ne inseci risulta

schiavo

della ricca
lo

vedova
per

Cetesifrate, che

adott

figlio,

e lo fece istruire nelle scien-

ze che s'ingegnavano in Persia. Egli chiamavasi dapprima Curbico, ma siccome questo nome sembrava rim-

proverargli

la

bassezza
egli

della

sua

goaoo i sacri libri per ogni riguardo pi ragionevole, pi consolante,

primiera condizione,

cambiollo

pi atto a
quali

renderci virtuosi

con quello di Manes, che in lingua persiana o babilonese significa vaso,

di tuttoci che
filosofi,
i

ne hanno detto i non ne sapevano pi del popolo, quanto allo stato delle anime dopo la morte. 11 culto

emulando
:

s.

Paolo, cio quando

divenne l'erede universale della sua altri dicono che prese il signora

nome

di

Manete quasi ottimo


Studi
i

di-

reso ai

santi

nel

cristianesimo

sputatore.

libri

che

la

sua

Don

soggetto ad alcuno degl' insi


:

benefattrice avea ereditato dall'eresiarca


te le

convenienti che
culto dei

rimproverano

al

Mani
quali

la

Chiesa non coledificato

loca nella schiera de'beati che per-

Terebinto, e principalmenopere di un arabo chiamato Sciziano, maestro di Terebinto ,

sonaggi
cui

hanno

il

mondo con
santit

virt eroiche, e la

di

seguace delle dottrine di Aristotile e Pitagora, ch'era vissuto ne'tempi


apostolici;

venne
pier

compfi'ovata

miracoli:
loro
il

noi

da non rendiamo
rende a
Dio,
essi

naturale eloquenza

ed essendo dotato di acquistossi ben

culto che

si

presto lama di dotto e sottile filosofo.

giau:h

uon ulLribuiumo

ad

Maaete

si

aaauazi come un nuovo

MAN
aposto
lo

MAN
netrarono
quindi

119

o inviato da Ges Cristo


la

per riforaiare
la

religione e purgar
gli errori,

terra

da

tutti

insegnare verit sino a quell'epoca


sconosciute. Vantavasi del
miracoli,

anche in Germania, in Inghilterra ed altrove. 11 Papa s. Siricio del 385 condann i manichei, e proib che si comunicassemanichei penitenti, tianne ro punto estremo della vita, perch
i

ma
col
il

guarire

dono dei avendo promesso di mezzo della sola sua

il

la
;

loro penitenza soleva

essere fnta

preghiera

figlio

ammalato
ed
sue

di Sail

condann
to fece
s.

pure

priscillanisti

che

por
il

re di Persia,

essendo

ne seguitavano
costrinse
ri,

gli

errori

altrettan-

fanciullo
re

morto

nelle
fece

braccia,

sdegnato

porre in carfug-

Leone I del 44^, che li a condannare i loro erro-

cere e poscia scorticar vivo l'impostore, elle in

vano avea potuto

gire didla sua prigione, circa Tan-

no 277, o
al

verso la fine del


altri,
i

IH

secolo

bruciandone molti libri, e celebrando un concilio contro di essi, per cui in Roma molti si convertirono, e gli altri furono mandati
in esilio.

dire di

tre principali suoi

San Gelasio

I
i

del

discepoli furono

Tommaso, Budda

4q2 per
nichei

riconoscere in

Roma
il

ma-

che andarono a predicar dell'eresiarca per le citt e terre della provincia nella quaed
la dottrina

Erma

che abborrivano
tutti
i

vino, or-

din che

fedeli

si

comunispecie;
i

cassero sotto

ambedue

le

li

un tempo erasi ritirato Manete dopo aver abbandonato la capitale; ma poi formando pi vasti disegni
le

bandi da
ro

Roma

e fece ardere

lo-

mand Tommaso
se

Budda

in

Egit-

libri, ci che pur fece Papa s. Simmaco, il quale li cacci da Roma. Di poi il Pontefice s. Ormisda

to e nell'indie, e ritenne

presso di
in Siria

fece flagellare,
i

e gettare al fuo-

Erma; andarono pure

co

ed in altre parti di oriente.^ Manele tradusse il libro di Sciziano,


vi
fece

Alessandro Ili nel 1 179 condann gli albigesi che seguivano l'eresia dei manichei; e
loro libri.
il

qualche
cosa
la

mutazione e
sua.

lo

e-

sotto di lui fiori

cardinal

s.

Gal-

spose

come

Legando

in-

dino che mor\


nati catari,

sieme

dottrina dei

Magi

[Vtdi)^

mentre predicando inveiva contro i manichei denomiche


infestavano

col cristianesimo, dispiacque egual-

molte

mente
ai

ai

persiani,

ai

cristiani
le

ed
lui.

romani, onde tutte


si

societ re-

Anche i sovrani severamente punirono i maProvincie


dell' occidente.

ligiose
1

sollevarono contro di

nichei. Diocleziano

li

pun, GraziaI
li

suoi discepoli tuttavia lincer qual-

no

li

represse,

Teodosio

fece
li

che proselito; furono cercati e ti aitali con tulio il rigore, non ostante
si

scacciare

da ogni luogo, Onorio

moltiplicarono, e
in

sei secoli

do-

condann con editto, Unnerico re de' vandali grandemente li perseguit,

tempi di tenebre e d'ignoranza, i manichei portentosamente si propagarono, e fondarono uno stalo che lece tremare l'impero
di

po Manele,

e l'imperatore Valentiniano
editto

HI
tut-

conferm con rigoroso


ti

gli

altri

emanati dai suoi predes

cessori,

contro

infami

eretici,

Coslantiuopoli.
l'Italia

Si

diffusero poi

per

e molto

per

la

Lomnella

bardia, e con gran

progressi

ne purg l'Italia dove eransi introdotti venendo dall'Africa. Li perseguit ancora Giustino I imperatore;

Linguadocu

ncUu Provenza; pe-

G^bade ra

di Persia

fece

uccidere

I20
tutti
t

MAN
tnanicliei del 6(io reaiDO

MAN
ovo
cssemk)
la

carne

cattivo

(>cr

stm

erano nuuicrosissimi, ed in Armenia li fece ardere vivi Giustino II. Leone Tlsaurico li costrinse a battezzarsi, ci che fecero esteriormente. Michele I imperatore, Teodora imperatrice, e Basilio li dannarono a morte e perseguitarono per estirparli, mentre l'imperatore Enrico li
per le tante inied uccisioni che sempre commettevano. Il re di Francia Roberto 11 li condann al fuoco, ed essi
ii

uutma^ Ges Cristo non avca preso che un corpo fantastico, e clie non se ne dovevano onorare le immagini.

4- ^^ssi sostenevano che le a*


degli

lume
5.

delle piante

uomini, delle bestie o erano coctcrne a Dio.


d'

Che

il

battesimo

acqua

ei'a

fece impiccare

ijuit

Che l'uomo non era libero. 7. Che tutte le religioni erano indifferenti. 8. Che le anime
inutile. 6.

sole risusciterebbero,

ed insegnavadi
il

no
9.

la

trasmigrazione

Pitagora.
sole

con fanatismo

si

precipitarono con

Che

Gesii Cristo era

ma-

somma
1

allegrezza nelle

fiamme,

vei'-

so l'anno
concilii

1022. Moltissimi furono adunati contro questi lai-

dissimi e crudelissimi eretici,

come

moltissimi sono gli

scrittori

11 dottore s. quale era stato della loro setta, dopo la sua conversione, tra tutti i

confutarono.
il

che li Agostino,

che illuminava il mondo, dal che proviene ch'essi adoravano IO. Che l'uso del matriil sole. monio , la carne degli animali e tuttoci che ne sorte , ed il vino erano impuri e vietati come deteriale

rivanti dal

cattivo principio

chia-

mavano
to,

il

vino, fiele

del

principe

padri gl'impugn con maggior forza


d'ogni altro: Haeres. 4^. 1 manichei furono pur chiamati catharislae^

delle tenebre e del

demonio creasotto
la

per cui non partecipavano mai


Eucarista

in chiesa alla

macari, mundalores, beali ed elec:

per Acua discepolo di Manete, furono denominati acuaniUj ed io Italia denominaronsi anche palari, 11 primo errore de'manichei, e
.

aveano in orrore. II. Essi dicevano altres che


specie del vino che
la

concupiscenza non proveniva dal

peccalo del primo uomo,


contrariet delle

ma

dalla

la

sorgente

di tutti

gli

altri,

era

due nature, e si abbandonavano ad ogni sorte d'impudicizie le


pili

ammettere due principii cio due Dei, l' uno autore del bene chiamato lume, l'altro autore del male chiamato tenebre. Questo principio del bene era autore della
quello di

abbominevoli. 12,

Non ammettevano l'obbedienza ai i3. Che principi come pericolosa.


tutti
altri
i

profeti
I

ei-ano dannati; olire

natura spirituale e della legge novella. II principio del male avea


prodotto tutti
gli

esseri corporei e

manichei erano divisi in due ordini composti di auditori e di eletti, per imitare la Chiesa divisa in ecclesiastici ed in
errori.
laici.

Ja legge mosaica.

2. Essi

ammet-

Di

questi eletti

dodici

chia-

tevano due anime in ciascun uomo, Tuna intellettuale e ragionevole che proveniva dal
cipio, Taltia cattiva

mavansi maestri, ad imitazione del

buon

prin-

numero de* dodici aposloU: un tredicesimo eh* era come

ei-avi
il

loro

che proveniva dal cattivo principio, che dava la yW. al corpo, ed era causa di tutti
i

Papa. Questi creavano i loro vescovi, ch'erano sessanladue, ed i vescovi eleggevano dei preti, ed a-

peccali.

3.

I;ssi

inseguavang

phe

veaao

piue

de' diaconi.

Non

era

MAN
|)cniiS80
agii

MAN
eercilnre

131
dell'isola di

elettk i

pine (Fedi),

capitale

fagricolluni e nep[)ure d\ cogliere

un

frutto.

altri,

cru permesso agli ed asserivano che gli oinici-

Ci

ch*essi

commellovano

in queU'e-

sercizio, "venivano loro

perdonati per
della

Lussuu e di tutti possedimenti pagnuoU nelle Filippine, provincia di Tondo, e sede del governo e del vicer o capitano generale. in una pianura deliziosa, sulla costa
occidentale dell'isola, nel fondo della
vasta e
bella

intercessione delle

particelle
si

sostanza divina
<iai

che
gli

slaccavano

baia
del

di

Manila, ale
della

frulli,

ne' quali esse erano rineletli


li

l'imboccatura
circa

Passig

chiuse,

quando
i

mandi

riviera dello stesso

nome, che ha
e per la

giavano,

ujanichei

servivansi

tre leghe di corso,


si

inauditi prestigi per sedurre, e di

quale
e

scarica

il

lago di Bay.
del Passig
,

La
di-

profondi
jmr.

arlifjcii

per nascondersi.
:

sua situazione una delle pi belle


felici.

Vt^ggasi Schelslrale
1,

Jnlq.
di

illusi.

La

riviera

p.

463. Isacco

lieauso-

vide la citt in due parti

di cui

Lre francese riformalo rifugialo a Hislohe eviti quc de Ma^ nicie et da manicheisme, Amsterdam 1734. Vi si trova tultocic) che i greci, i latini e gli orientali
lierlino:

luna chiamata
ed la minore,
siede

citt
1'

di guerra^
ri-

altra citt mcr'

cantile^ ed la maggiore; quivi


il

hanno

detto di
alla

Monete
sua vita

o Manes,
e morte
i

governatore o capitano generale; nella citt di guerra gli edilzi sono pi vasti e pi solidi.
di guerra propriamente forma iiregolare, ha circa una lega di circuito ed bene foilifcala e difesa da fosse e contro fosse piene d' acqua ; nella parte
citt

ed intorno

La

come pure vi sono n di questa sella


sto un'apologia

esposti
:

dom,

delta, di

ella

piutto-

de' manichei

per

cui la congregazione dell'indice con

decreto

de'

28

luglio

1742, pose
erudizio-

occidentale in faccia alla baia, evvi


il

l'opera nell'indice de' lihri proibiti.


11

forte di

s.

Giacomo, che

di-

p.

Cacciari con

somma
,

storia di questa eresia

ne raccolse quanto appartiene aila nel primo


delle opere
di
s.

fende l'ingresso della riviera, e protegge due scogliere di 4^^ tese.

Dodici
citt, e

sobborghi

cingono

questa

tomo
le
il

Leone
elc^

I ,

molti fra loro comunicano

Exercitatones in universa^
Sarnelli nel

Deldelie

con

sciocchezze de' manichei ne [arla


t.

Jll,

p.

99

essa mediante un bel ponte munito di un fortino ristaurato nel i8i4> ma in gran parte rovesciato

Leu. eccl.

dal terremoto nel

MANIFESTARTI. Eretici
tisti

anabatpropri

della Prussia
delitto di

che
negare

credevano
i

1824. Si entra Manila per cinque porle. Le sue strade sono dritte, larghe, lastricain
te

essere
falli,

con granito tolto nella Cina, fianil*

quand' erano interrogali , per il che vennero detti manifestarii perch mani festa vansi da se slessi,
e non dissimulavano nea dottrina.
la

cheggiate di marciapiedi, e ben

luminate la notte. Le case non hanno che un solo appartamento


sopra un pian terreno, di cui non cagione dell'umidit, e si fa uso a
la

loro erro-

MANILA {De
c-on ix'sidenza

Manila),

Citt

cui

costruzione

arcivescovile deli'

O-

volto pesante;
[>erioie

in pietra ed u Tappartamenlo su-

ONinia occidculalo nelle isole Filip-

di legno ricoperto di loto

122
con paglia e
balconi
riori,
le
ili

WAN
(eiio,

MAN
eie

e circondato da

di tela
si

trii^)arente, di cui

nafabil

di

vetri,

o da gallerie estecui fnestre hanno, invece delle madreperle, o altre


fuori,

turali

fanno delie camicie;

si

bricano pure delle catene d'oro,


cui

lavoro assai delicato,


Il

dicesi,

lamine di cunchigliacei iraspareuti, cbe rendono T interno delie stanma guarentiza un puco oscuro scono assai meglio dal calore. Non sola pubblica vi si vede cbe una piazza, spaziosa, regolare ed abbellita da viali di alberi. I principali conventi; edfizi sono le chiese ed ma il palazzo del governo vasto,
,
i

l'opera delle donne.

commercio
questo

quivi attivissimo,

dacch

porto fu aperto agli stranieri, determinazione che rianim le principali coltivazioni, ed ha comunicazione

anco

colla

Cina

perch

Manila

situata nella parte orientale dell'O-

di i>einplice aichilettura

la

catte-

ceano. Manila fa inoltre un cagranbottaggio assai importante: di bastimenti si scaricano in genei

drale grandissima solidamente costrutta, le altre chiese


ti,

rale nel

porto

di

Cavile, perch

ed

convenil

che occupano

almeno

terzo

della citt, sono in generale di buo-

bene aammirandovisi alcuni quadri di buoni maestri e statue in legno, opere degli indiani, che non sono prive di merito.
solida architettura, e

na e

domi

neir interno,

La

pubblica istruzione nelle


s.

ma-

r ingresso della riviera impedito da un banco assai pericoloso; piccoli rimontano la riviera, e sbarloro carichi nella citt. I cano viveri sono in abbondanza a buon mercato; vi si beve l'acqua di cisterna, e la temperatura calda ed umida, non incomoda. La popolazione di Manila e sobborghi
i i

ni del clero, la universit di

Tom-

maso

il

collegio di

s.

Giovanni

sono allldati ai douienicani. Fu Innocenzo X che a' 20 novembre

supera 60,000 abitanti, altri diquali si componcono 100,000, gono di spagnuoli ed altri europei,
i
i

di americani

di cinesi

e princi-

1645 eresse l'universit, colla bolla In supercmincnti, presso il Bull. Rom. t. VI, par. Ili, p. 54; quinle concesse di Innocenzo XI piti
eslesi

palmente di tagais trib di malesi, ed altri indiani vuoisi che Manila


:

sia

la
I

citt

nia.

pi popolata dell'Oceacinesi abitano il sobborgo di

particolari

privilegi,

mede' 7

iliante la bolla

Insci inabili

Parian, ove commerciano, ed esercitano de* mesi ieri; prolessano in

agosto

i68r, loco citato t. Vili, p. 227. Il convento della Misericordia destinato ad allevare gli orfani tanto spagnuoli che meticci; vi sono pure altre scuole pei due
Tutti
i

sessi.

conventi hanno deile


niente
trovasi
in

biblioteche,
esse sulla

ma

lingua e letteratura

de-

apparenza il cristianesimo , e poi l'abbandonano ripalriaudo. 1 nominati popoli sono trattati da uomini liberi, e governati da capi che vengono scelti da loro stessi ma che il governo spagnuolo governa e vigila. I dintorni di Manila sono fertili e ben coltivati ; il sobborgo
,

gl'indigeni. Possiede altres

una core
la

s.

Sebustiauo rinchiude un

passeg-

te di appello,

un

teatro

so-

gio delizioso, ombreggiato da begli


alberi.

ciet patriottica inaugurala nel 1781.

Rimontundo
;

la

riviera
di

si

Le maniittute
bono quelle de'

pi

considerabili

trovano delle belle case

campa-

cigari, e di

unu

spe-

gna con bagut

a due terzi di ic^u

MAN
evvi
il

MAN
compagnia
reale;

12.3

giardino

della

delle Filippine, e l'ospedale

presso la baia poi


forte.
vi

vi

un piccolo

A qualche distanza della citsono acque termali. Manila, Manilla o Maniglia^ fu ediiicata nel i47* dallo spagnuolo
t

Lopez Legar pi,


la

fu

poi

vittima

di molti terremoti: quello del

i6^5

gran parte, e fece perire pi di 3,ooo persone; quello del 1796 fu altres de'piii spaventosi. 11 16 ottobre 1824 ^^^'Sa ne prov
distrusse in

pa e Camboia. Merita rammentarsi pure la provincia dei domenicani, che ha cura della religione in qualche provincia della Citia, nel Tonckino e nelle Filippine medesime. Questa provincia detta del ss. RoManila, i;ario nell'aie vescovato di ha la sede in Vinan. La sede vescovile fu istituita da Gregorio XIII nel i570, ad istan za di Filippo II re di Spagna, a cui
onore l' isole del mare dell'India furono appellate Filippine. Paolo neiranno i6o5 l'elev al gradc*

un

allro quasi altrettanto terribiil

V
di

le; molte chiese,

ponte di pietra
alle

metropolitana, assegnandole

per

che d comunicazione
t,

Je belle

caserme,

ed

due citun gran


furono
delil

sulii

aganei
e

vescovi

di

Caceres

Segovia,
l'avviso

numero

di

case particolari
Il

sono tuttora.

rovesciate.

primo novembre

di Ges , e lo Clemente XI ebbe da Diego arcivescovo di


certi

Nome

l'anno istesso, un uragano


tetto

lev

Manila, che nell'arrivo di


rastieri
essi

fo-

delle case

rimaste in piedi, e
si

alle isole Filippine,

aveano

COSI

pure le tende nelle quali erano rifuggili gli abitanti, e


case degli indiani costrutte in
olandesi

scoperto

le

quali
alla
di
il

nuove terre, nella un ampio campo si apriva

baminu-

b. Gli

attaccarono
gl'inglesi,

propagazione della fede ; quinPapa con lettera de'24 mar-

tilmente questa citt l'anno

i64o.
sotto
il

zo
lato

Dipoi nel

1762

1708 caldamente esort il pread esercitarvi l'episcopale suo


ed attendere alla salute
quelle
egli

comando
nila

del general

Draper e del-

zelo,

spiri-

l'ammiraglio Cornish, presero


d'assalto, e
di

Ma-

tuale di

posero

una conmilioni
L'
i-

delle quali

anime, per l'aiuto misdestin una

tribuzione

venticinque

di franchi per abbandonarla.


sola di

vivamente raccomand a Filippo V re di Spagna, ed a


sione

che

Lusson, ch' la pi grande


Filippine,

Luigi
lettera
pist.
si

XIV
si

re

di

Francia.

La 43^

delle isole
il

porta

anche
Casti-

riporta a p.

i5c^ dell'/s'-

nonie
fu

di

mente
glia.

Manila chiamala
vi

e pi antica-

et

B l'evia
nel

seltct.

p.

Nuova

legge altra

lettera

che Clemeaall'arcive-

Incerta

la popolazione delle

te

XI

scrisse

1707

Filippine, e

chi crede

ascen-

scovo

dere a due milioni. Meritano spe-

Sanhu, Samar, Zeb, Panay e moltissime altre di eguale o minor dimensione. La religione cattolica vi dilFusa. Vi una procial

menzione

Mindanao

che chiama eletta di Guadalaxara, lodandolo del zelo che avea per la ditlusione del vanDiego,
gelo.
lettera

gan, Mindoro,

p.

che

il

1870 Papa

si

riporta
al

la

scrisse

me-

vincia di

minori

osservanti

dalla

desimo arcivescovo nel 17 i3, encomiandolo pei funerali celebrati nelmetropolitana al cardinal de la

quale escono missionari che vanno

Tournon

legato apostolico nelle lu-

ad evuugelizzure

la

Cocincina, Ciam-

che orieotali,

morto

Macao, Eo-

ii4
co
lo
,

MAN
serie

MAN
di
altri
pi-eli

degli

a i-cl vescovi

e chieiici inservienti

ab

Manila

come

riportasi dalle an-

rudiziatura.
afldata a

Vi
la

il

fonte battesi-

nuali Notizie

di

Roma,

Fr. Gio.

male, essendo

cura delle anime


Il

Angelo Uodriguez de'trinitari, nato ili Medina del Campo, fatto arci\escovo da Clemente XII a' 17 dicembre lySi. Dopo lunga sede
vacante Benedetto
tre arcivescovo
nio

due parrochi.

palazzo

arcivescovile poco

distante dalla

metropolitana, ed ottimo fabbricato. Oltre la cattedrale nella citt

XIV

nel

17^7

non

vi
j

Emmanuele Anto-

rocchiali

vi

sono altre chiese parsono bens cin(iue


religiosi,
,

sico.

di Fula diocesi del MesClemente Xlll nel 17G6 gli tliede in successore Basilio Sancho
ilelle

Roxo

conventi di
di

un monastero

monache

alcune confraternite,

seminario con alunni e l'ospedale.


L'arcidiocesi

scuole pie, nato in Villanuedi

ampia
fruiti

contiene

ba

Saragozza, che govern lungamente. Pio VI nel 1788


diocesi
fr.

molti luoghi.

della

mensa
sono

ad
lica

ogni
in

nuovo

arcivescovo

jneconizz arcivescovo

Gio. An-

tassati ne'libri

della

camera apostole

tonio de Or])i"o minore osservante o


bCidzo,

fiorini

cento, e

rendite

nato
di

in

Orbgo
di
lui

diocesi

di

ascendono a quattromila scudi moneta spagnuola, non gravati di pensioni.

Leon

Spagna, traslalandolo da

Caceres.

Dopo

nel

rio VII fece arcivescovo fr. vanni Zulaybar domenicano * di ^ienaur diocesi di Calahorra. Leone XII nel 1826 nomin a questa sede fr. llarone Diez degli eremitani di
s.

180 4 Gio-

MANIPOLO,
mento
no
e
j

Manipulns, Vesti-

sacro fatto a foggia di pic-

cola stola, e proprio del suddiaco-

V usano ancora
il

il

diacono,

il

sacerdote,

vescovo

ed

il

Papa,
lega al

Agostino,
nel

di

Valladolid.

mediante due
sinistro
il

fettuccie
,

si

Pio Vili

concistoro de'5 luglio

braccio
passare

ma non
cio
Il
si

i83o
Segui

vi

trasfer

Giuseppe
di

di

Manila vescovo
sede vacante

Maria Geroe

gomito,

deve deve

mettere suH'anlibraccio.
lo
si

manipo-

cesarea in parLihus. Visse poco,

tiopo lunga

il

Papa

Gregorio XVI, nel concistoro de' 19 gennaio 1846, preconizz l'odierno arcivescovo monsignor fr. Giuseppe Aranguren spagnuolo provinciale
degli agostiniani
delle Indie
la
scalzi,

o altro drappo del colore de'paramenti ecclesiastici, di tela o lama d' oro e di argento,
fa

di seta

sempre per
delia

della

slessa

materia
ripiegalo

stola e pianeta.

Non

missionaiio

orientali,

nominato dalIsabella li.

regina di

Spagna

di

La
della
i^
si

cattedrale

sotto

il

ttolo

Concezione

Maria Vergine

un buon edifzio. Il capitolo compone d cinque dignit la


,

ordinariamente lungo circa cinque palmi largo mezzo, ma nelle due estremit termina in larghezza quasi del doppio. Nelle due estremit e nel mezzo vi la croce. Vicino alla legatura cucilo nei due lembi d'un lato, con flocchelto seta od altro. Si d' oro, argento,
,

prima
iie

delle

quali

il

decano, di

suole

ornare

con

trine,

frangie e

prebenda, pi di due canonici coU'iutiera prebendo, ed altri due colla mela della
canonici
senza

ricami d'oro, d* argento, di seta e di altro i cos le croci sono tre

o di

trine o di

ricami, dovendosi

prebenda

detti

porziunaii,

oltre

baciare

quella di

mezzo

da

chi

MAN
1*

MAN
che
nel

1:^5

usa,

sin

nel

prenderlo

tergendum,

zona aWgatutn mdcu

deporlo;

ed

oneo

tali

ornamenti
stola

riun portabant.

Ed

Alcuino,

lib.

sono come quelli della


la pianeta.

e del-

La henedizione
II del

del

ma-

nipolo nella par.


caie
cujuslibet indumenti.

Ponlfi-

romano^ Specalis

henedictio

Anticamente il manipolo era un fazzoletto, o pannolino, o tovagliolo attaccato pure al braccio sinistro per rasciugare
il sudore e le lagrime. Il suddiacono lo portava ancora per

de vestim. scrisse : ad sudorem , et narium^ atque oculoruni pituitam tergendum* Anche Sicardo citato dal Garampi, Sigillo della Garfag. p. 78, ritiene che fosse un fazzoletto ad sudorern. et pituitam oculorum , narium et salivarum abstergendam. Per cui
divinis
offic.

de

eccl.

s.

Tommaso

in suppl. quaest.

io,

nettare

e
il

pulire

sagri

vasi,
al

se-

7 si espresse: Manipulus est quasi sudarium ad astergenduni vuU


art.

condo
\cnne

suo

uffzio;

laonde

di-

re del Macri, Notizia de^ocab.


il

eccl.f

tum. Sicch il manipolo fu gi un pannolino del quale il suddiacono


serviva per pulire i "vasi sacri, diacono e il sacerdote per asciagare il sudore e le lagrime, come
si
il

manipolo chiamalo dagli

antichi scrittori: Manipiilus,

Map-

pa la,

Cingiiluni brachi a le y

Favon,

Marnile,

Mappa

Linlenm, Ciucti-

spiega l'orazione che


sto
:

si

dice a que-

culum sacerdotale, Aer, Siidariiim^ Manica, dai quali vocaboli si raccoglie chiaramente

paramento Merear^ Domine, portare manipulum Jlelus et doloris


:

essere stato in

ut

cwn

exultalione recipiam
',

un fazzoletto. Fu pur detto Epimanicion ed Orarum: Oralia o orale era una specie di fazzoorigine
letto

mercedem

tovagliolo the
al
il

s'involgeva
af-

con che si ricorda loro che debbono travagliare e sofliire per meritare la ricompensa. La mutazione del manipolo
in paramento sacro avvenne nei primi del secolo IV, dicendoci il p. Bonanni, Gerarch. eccl. cap. L, del manipolo , che si legge nelle

laboris

intorno
finch
sucidasse

collo del

Pontefice,

sudore del capo non inla pianeta vuole e s


,

che poi

si

trasformasse

nelT orna-

mento Fanone (Fedi). Il Krillo dando l'etimologia di questo indumento dice, Manipulum est ornamentimi
derivare
la

costituzioni di

san Silvestro

ut diaconus in Ecclesia celebrandi

causa dalmatica induaUir,


la linosfina

et

pal-

rnanuum.
parola

Altri

dicono

laeva

e/us

tegatur, e.

manipolo da
di

che ci apparisce in molle


pini.

figure

mappula diminutivo
quindi manipula
Sarnelli nel
lett.
t.

mappa

antiche di musaici esposte dal Ciam-

e manipulus.

TI

Anche
I

il

Novaes dice che


ai

s.
il

VII

delle Lett. eccl.^


si

Silvestro

concesse

diaconi
i

IV

Perche al vescovo
all' altare,

met'
lui

manipolo o
doti
sinistro

fazzoletto che

sacer-

fa

il

manipolo dopo
questo

la confessio-

ne generale
riconosce

ancor

ornamento

sa-

cro essere stalo prima un fazzoletto,


V.

tenevano attaccato al braccio in tempo che celebra vaio anche per asciugare lo la messa, lagrime che versavano per la gran
divozione
scritto

1.

come lo disse il Bilesense, ser. Sudarium namque quod et

nelT atto di

sagrifcare.

L'Anastasio di parere che fu pro-

manipulus dicitur, gestas laeva ; rptondam messoics ad sudonm de-

da

Papa

s.

Zosimo

del

417,

dicendo:

Fecit

conslitulufH

7.6

MAN
Inevas
tectas

M\N
uihcrent
il

w; ctiaconi

rwlum)
il

altri fscjncinethim^ tra'quali

de

palliis

linoslinis.
I,

Tutta volta

Ferrari,

De

re vestiara cap.

r,

Melali par.

p.

Sai,

n. 25, pretenil

de che neirVIII
il

secolo

sia stato sostituito al

fazzoletto

manipolo ed ;
lib.

che afferma rappresentasse un mezzo zinale della forma usata dalle

donne
cui
tati.
si
si

si

chiama Grembiale^
i

di

cardinal Bona,

Rerum

lititrg.

servivano in tavola

convi-

I, cap. 44> " ^> vuole che ci accadesse nel secolo X, perch Al-

legge che

enino e
lo

Amalario

fioriti

nel secodelle

coli

19 degli Atti apost. Paolo faceva miraquando deferehantitr a corpore


s.

Nel cap.

IX

riferiscono solo
:

l'uso

ejus sudariay

et

'semicnctia super

codice di niappnie o sudari nel Ratoldo abbate del 980, presso il Menardo, se ne fa menzione. Le Brnn t. I, p. 47 4*^> ^^ Vert,
t.

languido s ^ in

modo che
Nel

recedebant
testamenltj

ab
di

cis

languores.

Riculfo
si

vescovo

95)

rileva che gi

Elenense del si usava di

II,

p.

3ii,

riferiscono al secolo
del

XII r introduzione
Nel Miirtirolo^io
si

manipolo.

materia preziosa, e avea per ornamento campanelli della slessa maegli lasci per legato nniuipnlos sex cuin auro, unum ex iis

di Beda, i4 ^^^' che s. Arsenio propter vopiarn laclirimarnm quas perpetuo tffundebat manipuliim , seii sudariun semper in sinu^ vel marni iahut^qno fletum ahilergeret. Forse le opinioni di tali liturgici saranno riguaido al manipolo propriamente, poich quanto al fazzoletto certo che si usava nei detti secoli III e

teria

aug.,

dicii

cuni iinlinnabulis.
Il

manipolo non senza misteri,

e sette ne riporta il Ga vanto, giacche da tstrumento di pura necesil sit divenne un sacro smjbolo
:

portarsi
vita
sieri

nella

sinistra
il

significa

la

laboriosa;

ripudio

de' pensi

mondani, perch
la
le

con esso

IV, e siccome
della
soli

pretesero
di

chierici
essi

nettava la pituita;

penitenza col

chiesa
servirsi

romana
di

dover

pianto per astergere


l'anima;
dia,
gli

macchie del-

questo fazzoletto, ed

la

vigilanza contro l'acci-

essendo nata per questo controversia

fra

essi

ed

chierici
,

della
l

chiesa di

Ravenna

s.

Gregorio
tal

perch con esso si pulivano qual clava o ma/za con; tro i nemici ; la discrezione di voocchi
ta,

Papa

del 590, per

non disgustare
citt,

la

retribuzione

futura

delle

Giovanni
concesse
ai
gli

arcivescovo di

come
il

special

pi'erogativa

di

lui

primi diaconi, quando epoter ritenere nel


il

Allude ancora alla fune colla quale furono legate le braccia di Ges alla colonna nella
opere

buone.

celebrava,

braccio

sinistro

fazzoletto,

che
rileva

ca

sua passione, e moralmente signifiprincipalmente il pianto e la


penitenza.

chiama Mappula^
dalla

come

si

Osserva

poi

il

Saussai
il

54, nel lib. II. I differenti sentimenti sull'epoca dellett.

sua

che

la

ragione vera per cui


si

ma-

nipolo

porta nel braccio sinistro,


portasse nel de-

l'introduzione del manipolo,

possonei

perch riuscirebbe d'impedimento


nel
stro.

no

spiegarsi dall'uso introdotto

ministrare se

si

diversi

luoghi in
alla

tempi

differenti.
gli

iQuanto ri sono

forma antica
parere

autolo

di

diverso: chi
fazzoletto,

Curioso di saperne il mistico significato il conte Hirmini, gli risj)ose il vescovo s. Isidoro nella lett.

dice in quella di

suda-

i36; revocari

memoriani hunii-

MAN
Utntem Christ dhripitlontm
lai'antis, et
pedc.';
!

MAN
vescovi,

-y-j

perch

essendo

antic.i-

detergenlis.
al

11

vescovo
il
:

mente
ste

neir imporre

suddiacono
dice

maj^c-

nipolo nell'ordinazione,
cipe manipuliim
,

la Pianeta [Fedi) una veche non era aperta dalla parte de' bracci, ma che dal collo conti-

per quem designatur frucliis honorum operum. Il sacerdote prende prima il manipolo,

nuava intera
ripiegandosi

sino a' piedi

non
che
occa-

sotto

le

braccia

dopo

il

Confiteor^ in
il

questa
al

poi la Stola [Vedi), indi la pia-

sione metlevasi

manipolo

brace pel

neta, perch

per

le

opere

buone

cio sinistro, che per l'alzata

ascende alla perfezione, come spiega


il

Sarnelli. Questi inoltre osseril

ripiegamento della pianeta sopra le sabraccia restava libero. Dipoi


i

va che

vescovo essendo nello sta-

cerdoti
altri

presero

in
sacri

sagrestia
il

cogli

to della perfezione,

dopo

la

pianeta

indumenti

taanipolo, e
riporil

prende dal suddiacono il manipolo, cio dopo recitato il Confiteor o


confessione de' peccali, e
nel

recitano l'orazione

Merear,

tata di sopra. Mettendoselo

ve-

dire

precisamente V Amen
tiam.

eW Indulgen4? cap.

scovo quando ha gi incominciato la messa, per non interromperne il


corso

Durando
mettere

lib.
il

7,
al

sul

non
i

dice

rito di

manipolo
la

vei.**

Come
quelli

vescovi,

veruna orazione. prendono il manii

scovo adduce quattro


II

significati,

polo all'altare, oltre

cardinali, tutti

vescovo dopo
(a

confessione
il

a-

vanti

messa riceve
inferiore

manipolo,
suddiail

ornamento
ministro

dell'ordine inferiore, dal


cio
il

che hanno l'uso de^ pontifibaciannelle messe solenni cali dolo prima il suddiacono, che lo d
,

a baciare nella croce a chi

lo

pren-

cono, di cui propria veste


nipolo, acci che
si

mave-

de,

il

cui

anello

si

bacia dal sud-

umilii

innanzi
il

a Dio.

1."

Perch

avendo

scovo confessato di aver peccato, sia


ristorato nella
le

diacono neir imporglielo. Anche il Papa come i vescovi prende il manipolo in detto tempo e dal suddiacono ministrante, e nelle
basse
dp.

mente
3."

col frutto del-

Perch significandosi pel manipolo anche beni temporali, sembra che li riceva per mano altrui, e colla cognizione di s stesso in umilt, onde per beni temporali non si levi in superbia. 4 Per denotare, che allora avremo il premio delle nostre fatiche, quando giungeremo oli' ali

opere buone.

uno
il

degli

assistenti.

messe Nei
letto

pontificali

Papa dopo aver


il

l'ultimo vangelo,

diacono

mini-

leva il manipolo e il depone sull'altare sopra un piatto d'argento dorato; ma quando il Pontefice deve dare

strante
pallio,

gli

li

dalla
il

loggia

la

solenne benedi'/ ione,

pallio

non

lo

depone.
specie
di

Inoltre
il

il

tare di Dio, cio al tribunale dell'eteino

Papa
torio

ne* pontificali usa

Siicciri'

giudice.
il

Nelle
si

messe
il

pei

[Vedi),
al

manpolo
indui

defunti,

vescovo

mette

ma-

che porta
scovi

fianco sinistro,

nipolo prima della stola, perch in tal funzione si estraggono quelle

mento che non adoperano n


n
i

ve-

preti

latini;

come

cose che appartengono a solennit, dice Alenino, De exequift mortuoriim.

mo

gi ai voi.

V,

p.

ne parlam75, e IX, p.
pontifi-

18 del Dizionario e altrove. No-

Una
il

volta

preti

pren-

teremo, che nella cappella


cia
,

devano

manipolo all'altare come

il

cardinale

vescovo cele-

MAN
l)i*anto cio

dreo rintioilo (lolla mc-

3, cap.

d col Papa,

dopo avere risposto


,

non

7, dcbo.nt

quod
cau.

in

tali

ohsc/jfitro

frucUim qiiacrcre
Ferrigni

tcrn-

Amen aW Indulgcnlam
da u
lo,

si

lilii-a

poralcm.
llurg.

Il

Pisene

luto,

ove
il

il

suddiacono
di lui
,

si

nella Dissert, sui sensi della sacra

leva dal braccio


restandogli
Il
il

inaiii[>o-

ripugna

alla spiegazione

da-

proprio

e glielo

mette.
il

celebrante continua T in-

troito col diacono e suddiacono, ed

vediacono o suddiacono, dicendo rappresentare gli


del

ta dal

Rubeo

sul

veslhe

scovo che fanno

il

Papa

coi
Il

due

cardinali

diaconi

manipolo si depone dal sacerdote dopo la stola, dai vescovi e da chi ha l'uso de' ponti icali prima della pianeta; per
assistenti.

angeli che servono Cristo. Nel ceremoniale del Davantria si legge che il diacono prima prendeva il manipolo quando dovea cantare il

vangelo. All'articolo Certosine (^Fedi),

nelle cappelle pontificie


lizie,
il

e cardinaivi

abbiamo detto che secondo


consacrazione,
la
stola,
il il

l'an-

celebrante ancorch cardi,

tica

vescovo

nale, spogliandosi in sagrestia

pel
il

primo sacro iodumeato

si

leva

manipolo.
Il

manipolo non si usa mni col non lo assumono i sacri ministri, quando non V usa il celebrante, purch non debbano cantar l'epistola ed il vangelo come
piviale, e

nella benedizione delle palme, e per

cantar l'evangelo
Il

per
si
:

la

lavanda.

manipolo mai

porla nelle pro-

contravvengono die lo portano nella processione del Corpus Domi" ni, osservando il Macri che fuori del sagrifizio dell'altare, anticamente le lagrime si asciugavano col fazcessioni o vesperi
alle rubriche quelli

manipolo nel braccio destro, e cantano l'epistola e il vangelo, venendo sepolte coi due sagri ornamenti. V. Diaconessa. 1 canonici di Reims solevano portare il ditale o fazzoletto di tela al dito mignolo della mano sinistra, allorquando celebravano all'ai* tare maggiore , per adoperarlo a ci che anticamente serviva il manipolo ; ed i monaci di Chesal-Benoit portavano pure per la stessa
loro
e

ragione
sinistro,

un

fazzoletto
il

sul

braccio

manipolo , come riporta de Vert, Crm. de VEglise, t. IT, p. 320. Il manipolo dei latini corrisponde all' Epmanicion
oltre

zoletto ordinario.

Tuttavolta sembra che per pnvilegio i chierici romani usassero il manipolo nelle
alle

de'greci, del quale tratta

il

Goar
Gio-

nelle note alla liturgia

di

s.

processioni,
il

quali

interveniva
il

vanni Crisostomo, n. 12, e tanto i greci, quanto i maroniti portano

Pontefice,

come narra
p.

Gallet-

ti,

Del primcera

diacono e suddiacono pontificale^ mentre aiutano a vestire


il

Anzi il nella messa


3o.

due manipoli, uno per braccio. Il Della santa messa, Lambertini tratta del manipolo, sez. I, cap.
,

IV; ed

il

Barbosa, Tractatus, cap.

non devono portare il manipolo, ma pigliarlo dopo che sar parato il vescovo medesimo,
vescovo,

XV li,
po
delle

de manipulo.
Maniis, Parte
estremit
del
cor-

MANO,
due

umano che termina

ciascuna

come
lib.
I,

prescrive
cap,

il

Caereni. episcop.

superiori.

Le

9; e ci per essere piti

spediti nel servirlo, pel


gnificato,

morale

si-

sono i principali organi del tatto; G secondo il lato si chia-

mani

secondo

il

Durando

lib.

mano mano

destra o drittoj^e

ma-

MAN
o manca. Le dita sono no cinque membretti che coslituiscoi
sinistra
To
si

MAN
stra pi

degna
il

della sinistra,
lato

129 pu-

re nella Chiesa

sinistro fu

l'estrema parte della

mano

riputato pi degno,
situra delle

come
de'

dalla poss,

chiamano

pollice,

indice, medio,

immagini

Pietro

o mignolo. Le mani sono due dei pi nobili, utili e bei membri del corpo, che esercitano importantissime ed essenanulare ed auricolare
ziali

e Paolo.

Mano
in

si

prende nella
il

Scrittura

molti sensi, per


fa

potere o per

l'impressione dello

Spirito

Santo,

funzioni, e

esecutrici dell'
re, nelle

sono ministre ed ingegno e del valoletterarie, artistiche

che

si

per la
quali

ad un profeta ; vendetta che Dio esercita


sentire
;

opere

sopra alcuno

per

le

persone delle
per
inviare
i

e guerresche, non
zio del potere,

che dell'esercie
civile.

Dio

si

serve

sacro
le

O-

suoi ordini, ec. L'imposizione delle

gnuno conosce
zioni

innumerabili a-

mani poi

una cereraonia
gli

molto
i

fanno colle mani, ed incalcolabili ne sono i pregi, essenche


si

usata presso
brei

ebrei,

presso
Gli

cristiani in varie occasioni.

e-

do destinate

alle

cose pi

sublimi,

imponevano
ai

le

mani a coloro
ai giudili

come pure fatalmente sono


gi dal

capaci

pei quali essi pregavano;


ci

delle cose pi atroci e nefande.

Lunal-

ed

magistrati

quando

sta-

noverare tuttoci che riguar-

bilivano in carica; ai
ai

sacerdoti

ed

da
la

le

mani

loro

ornamenti,

ministri
al

sacri ordinandoli

ed ofvitti-

qual cosa si supplisce in questo Dizionario ai rispettivi luoghi ed qui solo riuniremo alarticoli ,

ferendoli
altres
le

Signore.

Imponevano

mani

sulle ostie

cune

generiche
le

erudizioni

cio

in quali sensi

mani
;

si

prendono
principali

nella sacra Scrittura

le

che presentavano al tabernacolo per il peccato. Giacobbe adott i due figli di Giuseppe, mettendo l# sue mani sulla loro testa.
I

me

ceremonie dell'imposizione delle mani ; della mano morta, umiliante


diritto del feudalismo, e delle

testimoni

imponevano

le

roani

sulla testa della persona

accusata,

ma-

morte con che alcuni pretesero significare i beni posseduti da tutti


ni
i

protestando con tale atto, che scaricavansi su di essa del suo sangue. Ges Cristo imponeva le
ai

mani
so-

luoghi

pii,

e principalmente

dai

fanciulli
lui,

che venivano
benediva.
Egli

condotti

regolari; della

mano

di

giustizia,

li

non

specie di scettro,
di ferro
;

come

della

mano
e del

delle

diverse azioni delle

mani
bacio

nelle sacre ceremonie,

della

mano

dei

diiferenti

atteggiamenti delle mani

sui

mo-

lamente toccava colle sue mani gli infermi che voleva guarire, ma disse che coloro i quali crederanno in lui, guariranno egualmente gli ammalati imponendo loro le mani.
Gli apostoli
l'

numenti
se
la

antichi, sepolcrali e di al-

si

servirono altres del-

tre specie,

come

delle cifre che scris-

imposizione delle mani per


Spirito Santo ai battezzati,

dare
op-

mano

misteriosa

spiegate

lo

da Daniele al r Baldassare; del dito medio e dell'anulare che si tagliava dai romani ai loro cadaveri; delle mani tagliate, e delle
belle

pure per amministrare ai fedeli il sacramento della confermazione. U^ sarono della medesima ceremonia
per ordinare
i

ministri della Chie-

mani

sebbene

la

mano

de-

sa ed associarli alle

loro

funzioni,

VOL. XLII.

i3o

MAN
le

MAN
mani
ne da
lenzio,
ferire
s.

L'antica Chiesa imponeva

Ambrogio.
il

Da

questo m*
in-

su quelli che si maritavano, ed il sacerdote ne oongiungeva le mani


le

osserva
si

p.

Fumagalli,

potrebbe

che

altre

volte

Vi fu altres l'uso d'impor mani a coloro che entravano nel numero de* catecumeni, per dimodestre.
li

nella chiesa

milanese,

come

nell^

maggior parte

delle chiese orientali,

sliae cos che la Chiesa

consi-

non si praticasse 1* imposizione delle mani necessaria nel conferirsi la


cresima. Molti

derava da quel momento come suoi a coloro che si presentavano ; per subire la penitenza pubblica, e dopo per dar loro l'assoluzione;
figli

hanno proposto
conciliare
de' rituali
il

per fra i teologi il mezzo, col qnal


e.

silenzio degli scritturi

antichi
coli'

intorno

tale

agli

eretici
;

per

riconciliarli

colla

imposizione,

imposizione
in

me-,

Chiesa
li ;

agli ossessi
i

per esorcizzar-

desima in

questo

sacramento non
Bergier, Dz.
delle

finalmente

vescovi

usarono

ommessa. Veggasi
enciclopedico ^

questo gesto per dare la benedizione al popolo, ci che si fa ancora, ed in oggi


si

dcW Imposizione
vale a

mani.

osservano

anin

Mano

morta,

dire pone' tempi

cora

le

imposizioni delle

mani

tenza morta, chiamavnsi


dizione servile,
sta

molte cose, come per gli ordinati. Chiamossi quindi imposizione delle
confermazione e r ordinazione, ma anche la penitenza ed il battesimo, e chiamossi cos per custodire il secreto de' misteri, e perch la medesima ceremonia ebbe luogo in diversi sagramenti. Il Sarnelli tftltta della

della feudalit colui ch'eia di con-

homus servus

queco-

mani non solamente

parola deriva da ci

che

stumavasi un tempo, cio venendo a morire un capo di famiglia e


vassallo sottoposto ad
to,
il

un

tale

dirit-

signore recavasi in sua

casa

l'imposizione delie mani, nel


leti.

XXXVllI,
del
I,

n.

IX, 4, e dice che la


t.

onde appropriarsi il piti do che ivi trova vasi, e non ve ne fosse alcuno,
friva la

bell'arre-

nel
gli
si

caso
of-

mano
per

destra del morto, per


pii

glosa
I,

can.

manus
le
,

imposilio,
diverse spe-

indicare ch'egli

non
di

lo

servi-

qu.

cie:

ne riporta Consecratoriam
che

rebbe, e

segno

poteie del

Confirmato-

rianij

Ordina torianif Morboriwi cuspiega

faudatario sul vassallo. In Francia quel costume umiliante per l'umani l


si

ratorianij
li emense.

con

Marco
ambrosi

chiamava rnains mortablea^


nel

De
si

variis capitib. Eccle-

e forlunamente fu abolito da Luigi

saCj cap.
siana

i8. Nella chiesa

XVI

1779, riconoscendo

non
le

costuma, come non

diritti

dell'

uomo

ne' suoi dominii,

costumalo mai, l'imporsi dal sa-

cerdote
lo

mani
volle

sul battezzando
si

e liberandolo da tali avanzi di riprovevole schiaviti! ignominiosa. Ul-

che
il

due

eseguisce se-

condo
cati

rituale

romano.

Fu

per

usata nel dare l'assoluzione dei pece nella estrema unzione. INella cresima poi, conferita anticamente ai novelli battezzati, l' imposizione

piano 1. 4 ff- ^^ jiistitia et jure, insegna che le spose conveniebant in marni mariti, e i servi ridotti in libert chiamavansi maniimissi, cio liberati de marni et potestate
herili. Le manomissioni de' servi durarono sino al XIV secolo, su di che merita di essere letto il Li-

mani non citata, n da Beroldo, Orda et caerem. eccl. Amh.^


delle

MAN
i-Uli

l^r

nella dissertazione

De
IV,
p.

sci\>is

meda
litter.,

nevi

in

Joro
752,
ali*

Juli,
t.

symbol,
i5i.
.

Spagna, dopo di che non tardarono altri stati, anco in Italia, a seguirne l'esempio, specialmente
troi regolari.
coit-

Romae

Ne parleremo
che
le

articolo

Servi

Una prammatica
pubblicata

d'aha-

L' imperatore Costantino

comand

mortizzazione fu
dio in
talia

ezian-

manomissioni

si

facessero in

Germania

e negli stati d'I-

chiesa alla presenza de' vescovi. Chia-

mavasi pure gente di mano morta, caducariac Icgis percmptoriicleiiteSj tutti i corpi e le comunit che

sa nel

non muoiono
nazione

giacche

la

suhordisucceil

degl' individui

che

imperatrice Maria Tere1766. padre abbate Biagi comIl mentatore del Bergier, airarlicolo Beni de* regolari, dice: nel secolo nostro illuminato, in cui si sono
dall'

dono
porpo

gli

uni agli altri rendono

rovesciate

le

significazioni di molti

comunit immortale. Essi rimangono sempre gli stessi conventi, corpi, come per esempio
della
i

vocaboli, per

coprire

il

male
di

coil

modo con un nome


bene incomodo
si

di

bene, ed

col

nome

male,
il

gli

spedali,

collegi,

capitoli,

le

adottato e

promulgato

ti-

confraternite e simili societ e co-

tolo di

mani morte, per


e

significai

mati

munit^ Gli gente

ecclesiastici

furono chiaper-

re ghi

beni
pii,

posseduti da tutti

luo-

di

mano morta,

principalmente da' rego-

ch'essi

non potevano disporre con testamento delle loro sostanze, del


pari che dei loro
il

servi,

sui

quali

signore

avea

diritto

di

mano

morta. Nella legislazione del secofu applicato meglio il lo passato

mentre queste a dimostraziosono non solamente mani pi vive nel porre in le commercio loro beni temporali ma nel porli massimamente ne' luolari;

ne

intelligibile,

ghi,
in

nelle

citt

nelle

provincie
colla

nome

di

mano morta

a quelle cor-

cui

dimorano, e non solo

porazioni o a que' corpi

morali o

direzione di giustizia,
rit, di cui

ma
luogo

colla ca-

anche civili, ai quali fu interdetto qualunque acquisto. Questa misura politico-economica fomentata dai nemici della religione e del clero^
credette
si

profittando ancora molti


ne' se-

di

quei

che hanno

colari magistrati, invece di conser-

vare loro gratitudine di vera


nit,

umanel

opportuna per impedire r incremento delle ricchezze di alcune ecclesiastiche corporazioni, nel supposto timore, che a poco a poco avrehbero assorbiti tutti i beni
slabili

non
,

di quella rovesciata

XVIII (ch'era quello in cui hanno anzi presa occascriveva )


secolo

sione

di
i

scagliarsi

con

insolenza

contro
preteso

loro
il

benefattori.

Hanno
sia

delle

diverse
fatali

provincie;
leggi
,

che
,

pubblico
i

bene

che furono dette di ammortizzazione j e si diede il nome di mani morte a que* corpi che furono privati delfecero quindi
la facolt di acquistare beni , ed ancora di riceverli per eredit o per legato, o per donazione qualunque. La prima a segnalarsi in

rovinato
gli

lasciando

monasteri e

altri

luoghi

pii

in possesso dei

non sono n sepolti, ne morti, n infermi, generalmenloro beni, che


te le

parlando.

Da

questo errore della

mani morte incominci


la

guer-

ra terribile contro

religione in

queste politiche

disposizioni

fu

la

mezzo allo stesso cattolicismo, prendendo incominciameuto da una co-

i32

MAN
Si

MAN
chiam mano
specie di scettro

sa in apparenza temporale, l pseu-

di

giustizia
si

do
za,

filosofi

confusero
coli*

il

possesso di
ricchez*

una
nella

che
re
:

pone

molti beni
la

idea della

mano

destra del

rivestito

quale

di colui solo che

possed assai di pi de' suoi bisogni ordinari e straordinari. Perci


;spacciando la sognata ricchezza dei
regolari, e facendola comparire
la

de' suoi ornamenti reali questo bastone lungo un braccio circa, termina colla figura d' una mano

lavorato sovente

d' avorio.
i

Questo

ornamento del quale


cia
si

re di Fran-

poli

causa della povert sofferta dai p* fu cosa agevole il persua,


la

servirono principalmente neldella loro coronazione e con-

l'atto

dere

plebe

ed

insinuare negli

sagrazione,

sembra

essere stato sco-

janimi di essa

dell'odiosit

contro

nosciuto durante
nastie.

le

due prime
giustizia

di-

regolari, e colla confusione d'idee

La mano
la

di

trosigillo

contro i loro istituti. La Chiesa ro^ inana non manc Subito condan^ nare que' libercoli insultanti col titolo di mani morte, in bene dei
regolari e di tutti
di grado in grado
i

vasi

per

prima volta nel

di

Ugo Capeto; ma dopo

quell'e*

poca non ricomparve pi sino ai tempi di Luigi X, il quale in un ai


suoi successori fino a Carlo

luoghi
altri

pi

Vi por-

gli

in

al-

tarono quel bastone nella


nistra
reale.
lo
,

mano

si-

che nacquero dal pri no errorg, e si appigli ancora a que' provvedimenti, che stim nelle circostanze i pi opportuni. Non
tre materie
,

nella

destra

il

bastone
intro-

Si crede da alcuni che Carsia stato


il

VI

primo ad
portar

durre
colla

r uso

di

lo scettro

mancarono belanti
tesa delle pretese

scrittori

in

di*

mano

di

giustizia.

mani morte,
celebre p.
:

fra

re d'Inghilterra che intitolavasi

Enrico V pu*
di

i quali citeremo

il

TomDel

re re di Francia,
tare
sui

fece

rappresenin que-

maso Mamachi domenicano


diritto libero della
{jjuistnre

suoi

sigilli

due mani

Chiesa
contro

di ocg*

giustizia,

a fine d'indicare
la

e possedere beni temporali


stabili^

sto

modo

sua autorit sull'uno


que' due
regni.

9i

mobili che

im-

e sull'altro di

Si

pugnatori dello stesso diritto, e specialmente contro l'autore del Ra^gionamento intorno ai beni tempofall posseduti dalle chiese,
fiato in
ec. stani-

osserva

che

la

mano
e

di

giustizia
altre

non

esiste sui

sigilli

sulle

rappresentazioni degl* imperatori di

Venezia nel 1766,

Roma

J769. Dell'opera del p. Anfossi domenicano^ e come il precedente maestro del sacro palazzo apostolico, ne facemmo menzione all'articolo Beni ecclesiastici. Di recente l'odierno vescovo di Bagnorea monsignor fr. Giovanni Ferrini minore
osservante pubblic
:

Germania, ma per trovasi sui monumenti dell* impero francese, forse perch si volle mantenere ci ch'era proprio degli antichi re di Francia. Il sigillo di Guaimaro, principe
di Salerno del secolo

XI

lo rap-

presenta
destra

in

atto

di

tenere
di

nella

uno

scettro che termina

in

un

fiore di giglio,

sollevare

Calcolo
del

ra"
clero

a grande altezza la sua


nistra;

mano
sigillo

si-

fonalo

sulle

ricchezze

ma un

contro

di

1842. Di questo argomento ne parliamo in diversi


cattolico. Orvieto
di'ticoh.

mano probabilmente una mano di


quel principe porta una
stizia,

sola,

giu-

della quale curvato vedesi e

MAN
ripiegato
dio.
la
ali*

MAN
il

i33
un
dovere
I

indentro

dito

me-

in que* tempi, divenne

All'articolo

Guanto,

veste del-

essenziale

sotto

g'

imperatori.

mano, parlammo del guanto guardell'antica ar-

nito di ferro, parte

matura ed emblema d sovranit, chiamato pure mano di ferro e manopola.


Nella descrizione delle sacre funrioni e de'rili
si

maggiorenti o grandi della corte baciavano la mano all' imperatore^ e i cortigiani di un ordine inferiore piegavano il ginocchio, toccava-

no semplicemente e portavano subito la

mano
il

alla
si

loro

bocca.

In

tratta delle diverse

appresso ognuno
lutare

content di saalla bocca, co-

mani e loro misteriosi avendo il suo articolo la Lavanda delle mani, come il Bacio di mano nelle sacre ceremonie; ed il Carmeli tratt dell'uazioni delle
significati
,

monarca da lungi, por-

tando

la sua

mano

usava quando si adoravano gli dei. In molte corti europee si bacia pur ancora la mano a' sosi

me

so di baciare la
di

mano
t.

per segno
II,

vrani, specialmente ne' gionai


ci detti di
di
al

per-

riverenza, nella Storia de costusacri e profani^


quelli
p.

mi

21

5.

nascita,

baciamano, anniversaii di nome o di assunzione


;

per che hanno l'uso di Anelli [Vedi) ecclesiastici e benedetti, come Papa, cardinali, vescovi,

trono, ec.

gli

africani

conser-

abbati mitrati, protonotari apo-

stolici

ec, in vece della mano, masgli si

vano questo uso. I messicani salutarono Ferdinando Cortes toccando la terra colle loro mani e recandole poscia alla bocca loro. y. Gio.
Battista
sive

sime nelle sacre funzioni,


cia l'anello.
Il

ba-

Pacichelli

ChvliUtrgia

baciamano
Il

consi-

de varia ac multipUci manus


Picinelli

derato nella Scrittura sacra

come
baciare

administratione^

un segno
della

di adorazione.

nae 1678.
facio,

Coloniae Agrippi, Mondo sinu

mano

propria

d'altrui

bolico, nella voce

Mano.
e.

Gio. Boni-

un segno di riverenza. Questo segno di rispetto, quasi universalmente

L'arte de' cenni ^


p.

27, delle
p.

mani,
Il

272.
t.

sparso per tutta


assai

la

terra, di

Zaccaria nel
leti,

Ili,

5io

origine
ne' pi

remota.

Si

salutava

della Storia
delle
te,

Italia discorro

antichi
stelle,

luna,

le

tempi il sole, la baciando la mano.


resero
s I

mani
p.

alzate ne'sepolcri scolpi-

cosa dimostrino. Egli narra aveil

Gli ebrei

idolatri
di

fatto

re

Paciaudi in una Diatriba

onore
fra
i

all'idolo

Baal.
gli

poveri
dei con

illustrato

un monumento greco
si

se-

romani adoravano
baciar la

polcrale eretto a Demetrio, del


le

qua-

semplici
vile,

baciamani. Nella

vita

ci-

tre cose

considerano, cio lo
teste

mano

un
vuol

muto
testi-

due palme
soprastano
gure,
si

delle
alle

segno di riconoscenza, di riconciliazione, di iispetto che


ficare ai propri
si

mani aperte che due fidi

superiori.
di

baci
egli

la

mano
figlio.
i

Priamo Achille, quando


il

volle ottenere
I

corpo

di

Et-

tore suo

tribuni

romani,

le figure stesse che stringonmani, e la gi-eca iscrizione. E quanto alle mani, sospettava dapprima il p. Paciaudi, essersi quelle nel bassorilievo scolpite, o le

consoli,

dittatori
;

offrivano la
e quello che
di
civilt

mano

loro al bacio
se

perdo i viandanti alla veduta di esse pace a Demetrio pregassero, o


perch
sapessero

non era

non un uso

che

1'

erede.

i3i
da) quale era

MAN
dedicata V urna segli

MAN
zate furono
agli
li

simbolo

di

preghiera
iu

polcrale, pregava

dei d continuo

dei.

Fu

eziandio uso de'gentivita,

che Tossa

riposassero.

Dio

colle

Demetrio soavemente Questo uso di pregar palme delle mani aperte,


di

nel

segno
ai

punto estremo della d'amore stringere la parenti ed amici, e lo

destra
si

vede

Ira' cristiani

fu

anticamente usato,
la-

in

monumenti

greci

romani.

e questo
re volte
colle
te.
B.

si

vuole indicare nelle


nelle quali

pidi cristiane,
si

rappresenta

non rail morto

Varie erudizieni riporta sulle mani Buonarroti nelle Osse.vaz. sui il


vasi antichi
i

di vetro

descrivendo

mani al cielo alzate ed aperIl p. Lupi nel suo Epitaffio a

monumenti.
s.

In quello del

pro-

tomartire

Stefano alla
egli

presenza

pli

Severo ne riporta alcuni esema p. 32, ii8 e 129 ; due ne


raccolta d'iscri-

del Redentore,

colle

mani

congiunte, colle dita incastrate insieme, gesto di


attenzione e di di-

reca l'autore della


Koni che nel

romitorio de' camal-

vozione

La
rito

congiunzione

della

dolesi di Frascati

radun
costume

il

cardi-

mani

del matrimonio,

ed

nal Passionei.
i

Ma

che pure presso


fosse, si

antichissimo, facendosene menzione


nell'istoria di Tobia, e Tertulliano lo dissento degli ebrei sino ai tempi

gentili

questo
p.

prova dal
colle

Paciaudi a
tra le

p.

7, e

testimonianze

dello scrittore

di

Piebecca; presso

greci

il

sacerle

del libro

de mando

opere di

dote quello che congiunge


stre
agli

de-

Aristotile, di

Omero, d'Euripide, e con due greche medaglie di Macrino.

sposi.

Le mani
in

velate

negli

ambasciatori fu

Credeva ancora poter quelle due mani essere della maritai concordia e fedelt di Demetrio colla roglie simbolo e figura. Certamente avvegnach a tal cosa significare pi
volentieri

verenza.
gesto che

La mano
si

segno di ricapo un

fa

al

sopraggiungere
di

nuova
slesa

cattiva,

o cosa

grave dis-

gusto e dolorosa.

con

tre dita

La mano tenuta distesi, quando


che
si

prendessero

gli

antichi

air uso

della

benedizione

per simbolo due mani tra se unite, come da alcune medaglie e tessere ospitali, pur tuttavia alcuna volta
uso delle mani separate ed alzate; il che confermasi con due medaglie di Germanico
serviixDnsi

dice alla greca,

quando

della benedi-

zione che

si

dice alla latina, era gesta


oratoli al
volta si-

comune

di saluto e degli

per

lai

principio.

La mano qualche
e

gnific Dio,

qual

suo

simbolo,

e di Augusto.

L* autore

si

detervoles-

min che con


se

[tali mani si adombrare un lamento

perch essendo egli invisibile, le opere solamente della sua mano onnipotente si vedono, onde sovente
nella sacra Scrittura le
operaziotii

di

De-

metrio contro gli dei, i quali aveanlo con immatura morte tolto
dal

mondo. Dappoich costumarono


lanciar contro
gli

gentili

dei

la-

chiamano mano, mano forte, robusta ed eccelsa; ed il Padre Eterno si rappresent con una mano tra le nuvole, mentre
del

medesimo

si

menti e imprecazioni pei tristi accidenti, che alla loro crudelt attiibuivano, e queste querele con
alzare

la

ss.

Trinit

si

figur

mediante

una mano
zate

colle tre
altre

le

prima dite aldue ripiegate


tre

due

aperte

mani

solevano

perch

come
cosi

sono
ti"e

dita

in

figurare. Talvolta per le

mani

al-

uua mauO)

persone in una

MAN
sola deit.
Il

MAN
p.

iS5
,

CancelHeri a
ejistolari
,

328
maLie-

piede

posto in
gli

alto

fu

il

gesta

delle

Disseri.

riporta

che

antichi

artisti

diedero

varie opere che trattano della

quelli

che ascollavano con attenzio-

no, destra e dito di Dio.


Jietantz scrisse
:

M.

ne a sentir parlare o vedere operar


altri.

De

pvdigiosae

ma-

La mano
in

alzata e volta-

nus scriptiirae in epulo Balthassar regis, VViltembergae i65i -1666. K nolo come Baldassare re di Babilonia nel sontuoso convito che diede a mille de'suoi grandi, avendo per disprezzo ordinalo che si
bevesse ne' vasi d'oro
e d'argento
tolti

ta verso la spalla coll'indice abbassato,

fu usata

segno di acconalle

sentire,

di

condiscendenza

suppliche altrui.
ni

Gh
far

antichi

roma-

figurarono

il

voti agli dei,

colla destra alzata e distesa.

signor Antonio Bonclerici nel

Moni836

che l'avo Nabucodnosor avea


dal tempio di Gerusalemme^

pubblic in

Roma
mano

Dissertazione

compareti

sopra una
nel
siifatte
il

votiva

rinvenuta

parve una
scrisse le
ivSj

uumo che cifre Mane^


:

sulle

territorio

Cagliese.

Dice

chi

Thecel^ Plia-

che niuno pot spiegare. Solo


profeta Daniele, e
les-

dito
gli

mani in cui sono contratti minimo e 1' anulare, menaltri

ci riusc al
se:

tre

sono

distesi,

gentili
col gei

Dio ha contalo i d del tuo regno e gli ha posto un termine.

costumavano accompagnare
sto
lieti
i

saluli

vicendevoli
di
il

ed
si

pi
volle

Tu

sei

sialo

pesato

sulla

stadera

augurii

felicit, e

sei

slato trovalo scarso.


il

slato

rappresentare

voto in

tal

forma^

diviio

luo regno ed stato daai persiani.

to ai

medi ed
falli

Baldas-

sare iu
il

venne ucciso, e Dario


succedette.
,

addimostrandosi per tal modo, come dalla dea Cibele, a cui dichia*> ra essersi fatto a favore di un fanciullo,

medo
Il

gli

desideravasi

che
si
;

si

rendes-

medesimo Buonarroti
i

nelle

se propizia a somiglianza di quelli

Osservaz. sopra
sulle

rnedagl.

antichi^

che
i

con

tal

segno

cambiavano
cos

mani rappresentate in monumenti d le seguenti


zioni.

diversi

voti di prosperit
gli

adoperaprincipio

spiega-

vano pure
lora

oratori nel

La mano
,

alzata con la

mapdar

e nel fine delle

loro orazioni, alil

pa per mostrarla o
chi de'romani
la
joi

gettarla ne'giuo'

quando salutavano

popolo.
diversi

era

seguo

di

siccome questa

mano ha
i

mossa
fu

alle corse; la destra


i

mano

simboli, dice appartenere alla specie delle

alzata avanti
il

simulacri degli

mani pantee,
la

segni delle

dei,

gesto

de' supplichevoli.
alzala dagl'impein

quali devono

loro

origine alla

La

destra

mano

superstizione di coloro che avefndo


presi per protettori delle loro case

latori

negl'ingressi

Roma,
reprimere

fu

talvolta segno di

vittoria; e se di-

stesa,

era

atto

per

pi numi, gli riunivano in un simulacro per maggior comodo, or-

moti de'nemici, e minacciarh. Il prender la mano destra fu talvolta dimostrazione di congratulazione.

nandolo de' diversi


tivi,

simboli rispet-

e nella detta

mano

sono per-

ci
il

diversi attributi

di Cibele,
della

ed

La mano

sotto

la

guancia
la

fu se-

serpente
alla
1
1

simbolo
si

salute,

gnale di dolore; e

mano

chiusa

che
ne.

dea

richiese

ed appoggiarsi su quella il viso, e posare il gomito sul ginocchio dei

Bosio nella

Roma

ed ottensubterranea

a pag.

638

parla

delle

immagini

36
che
alto
si

MAN
trovano te*cimiten
aperte
e

MAN
con
le

ni

per

la

corrispondenza

braccia

mani

elevate in

col cuore,

secondo

gli egizi,

che ha medianl'anello

applicate al

volto di che

te

un nervetto, portandosi
stimabile
uell'

facemmo parola all'articolo Immagine. 11 Garampi tratt egregiamente del geroglifco della mano
nella sua opera
:

pi

anulare
si

della

mano meno

manca, perch
delle altre dita e
Il

adopera
custodinelle sue

si

De nummo
si

ar*

sce meglio.

Garampi

genico Benedcti Illip. i38 e seg.,

Memorie

p.

55

e 52/\. parla della

ove

illustra la

mano che
che

vede
e-

mano
scritta

tagliata ai falsari,

nel suo

rovescio, allegando gli

dagli statuti di Rimini


falsi

pena prean,

sempi

della

mano

osservasi

che

ai

testimoni

dal

nella volta della chiesa di Hersfeld,


desci'itta

comune
feritori,

di Perugia

inflitta

a due

dal
3,

Browero
e.
1

in Antiqii.

Fuld.

mani

7 , e le quattro di bronzo nel pavimento del'


1.

to

uno de' quaU fu assolEugenio IV. Nel pontificato suo fu fatto in Roma un
da
gran furto di gioie e
sacre teste
de'
ss.

la chiesa

del monastero di Fulda,


sigillo
si

di

perle alle
e
le

oltre l'antico

dell'ordine g*

Pietro

Paolo,

rosolimitano, ove

vede una masignificati

ed
ge

ai

rei

furono mozzate
arsi.

no
il

in atto di benedire ec. Inoltre

dritte, poi

Veggasi

il

mani Ducan-

delle
tichi
Il

Garampi spiega vari mani che veggonsi


monumenti.

in

dexterae

abscissionc^ el hi
scrissero Jo.

negli an-

dexleram perdere. Ne

Guasco, Detriti funebri di Ropagana, discorre del dito medio chiamato medicinale dai greci e tenuto per impuro dai romani,

ma

Christopharo Lynckeri, Dssertatio de amputatione menibroruni in his qui delinquunty Jenae i68i. Christopharo Lud. Crell, De jure manuuni, et poenis in judcio crimi-

e che
re

ai

cadaveri

solevano tagliale

un

dito per

servirsene nei sadita consa-

grifizi,

essendo tutte

imprimis amputatione, Lipsiac 1704. Ebbero bellissime mani Lucrezia Borgia, Costanza de Cupis
nali,

crate
della

Minerva,

probabilmente
della
i

ed Elisabetta regina d'Inghilterra.


Costanza duchi di
gesso
le

mano
essa
si

destra, perch nella de*


religione,

era della casa


Poli,
si

Conti dei

stra sta

una parte
segnano con essa

fece
;

formare di

con

trattati

ed

sue

mani
la

ma
vita,

ad

una

contratti,

si

autorizzano
gli

essendole venuto male, bisogn troncarla per salvar

gli atti giuratorii, si

congiungono

che per

sposi,

si

d pegno
in essa

di amicizia e di

pace, ed
i

perci credettero

gentili
il

che

risiedesse la fede, on-

de

sacerdote,

quando

alla

Fede
destra

Elisabetta poi perde pel taglio. ambiva talmente sulle sue belle mani, che si cavava spesso i guanti per farle vedere , e don una catena
d'oro, al doppio pi grossa di quella solita donarsi agli ambasciatori,

sagiificava, copriva la

mano

che forse avranno tagliato il dito anulare, perch siccome i doni che si facevano agli dei doveano essere sinceri e partir dal cuore pi che dalla mano, cos dovea sembrar px conforme alle loro superstiziodi velo bianco. Osserva inoltre

ad uno del loro seguito, per aver


detto essere bellissima specialmente
nelle mani.

Abbiamo

Giusto

de

Conti,

La

bella

mano^Y evona

ij5'.

Dan. Guil. Mollerus, De Cliaracicromantia^ Altorf 1693. Gotti. Frid.

MAN
Jeniclien,

MAN
Lateranense, dovesse restare
sto
il

13/
bule

Genesimantia^ Lipsiae 1699. Jo, Dictericus, Z?d Chirofnantia, in Jntiquit. Bblic. p. 3og. Juvenalis , Fronteinque, manwnqiie
Vali. Erycius
16.

De

di

s. s.

Paolo

alla destra di

queJ-

lo di

Pietro,

contenenti

loro sacre teste,

ma

furono

lasciati

pvaeiehil

Piiteanus,

nella positura Jn cui gli avea collo-

Cent. a, epist.

Sebbene la mano destra sia pi degna della sinistra, esserva


ni
l'annalista Rinaldi, agli an21 3, nuni. 6, e 325, nura. 57 e 58, che la parte destra era tra' romani meno degna della sinistra nelle cose sacre, cio nell'apoteosi

degl'imperatori
vestito

in cui

il

se-

iato
il

di
,

bruno
e

prendeva
destra

luogo
le

sinistro

dalla

erano
sottili

senza
di

matrone con vesti bianche ornamenti d'oro, per


mestizia;
la

segno
cilii

ma
i

nel resto

era pi degna
stolici

destra.

Nei con-

aposederono alla sinistra mano, come luogo pi slimato, pi santo e pi degno, solendosi perci dipingere le immagini di Cristo, con
legati

generali antichi,

Narra il CancelMeni. st. delle sacre teste, ch'essendo stati consultati su questo punto dal Papa, Marcantonio Giorgio, e Francesco Mucanzio suo maestro di cerimonie, ambedue scrissero e dedicarono a lui queste dissertazioni. Statua de Paulo a dexteris d. Petri non removenda nec eoruni ss. Capita conimutanda, Romae i573. Questa del primo, del secondo la seguente, De ss. Petri et Pauli ima* ginibus, Romae 1573. Sulla celebre ed antica questione circa il maggiore o minore onore che sia il collocare a destra o a sinistra le immagini de'santi, s. Pier Damiani che fior alla met del secolo Xf,
cali
lieri,

Urbano V.
nelle

scrisse

un opuscolo
la sinistra

eh'

il s.

XXV,
Pietro

quella di Maria Vergine dalla


sinistra

mano

sopra

che ha
,

quella

di

s.

Giovanni

nelle bolle pontifcie

e la destra

dalla destra.

Nelle chiese di

Roma

che ha
p.

s.

Paolo.
sui

11

Buonarroti nelFetri cemeteriali

anticamenle nella destra stavano le donne, e nella sinistra gli uomini,

l'opera citata

donde
i'

al dire del

Rinaldi dedi

antichi

77, osserva che dove ne' vetri Pietro tiene la mano s.


tiene

rivo

uso

antichissimo

porsi
di

dritta, negli antichi mosaici la


s.

ne' Sigilli pontificii le


s.

immagini
e
s.

Paolo dal
sinistro.

lato destro

Pietro

che da questi n' dop passato l'uso nel sigillo e piomPaolo, e


delle bolle de'Papi.

dal

Chiesa

Aggiunge, che nella orientale ed occidentale si


precedenza
la

bo
gli

p.

160
presso

poi dichiara

che
era
vi

la destra
il

mut

la

delia

mano,

antichi

secondo data da

benedizione patriarcale

quando accanto
grado
ne
go,

fosse

secondo luogo, persona di

Giacobbe ad Efraim e Manasse, nella quale incrociando le braccia venne a cambiare in destra
la
sinistra,

distinto, onde quando si vedono ne'monumeuti antichi le donalla

destra de' mariti,

si

deve

ad
suo

onta delle
figlio

stranze

del
di

rimoGiuseppe,
Efiaiui.

ritenere che sono nel secondo luo-

ed altrettanto delle spose degli

padre
insorse

Manasse
di
,

di

ebrei che avevano la destra.


il

Anche
antiq.
(juesto

Nel pontificato
disputa
dell' aitare

Gregorio XllI
se

p.

nel

ciborio

christ.

Mamachi Orig. et t. V, p. 4^7> li'att


,

maggiore

della basilica

punto; quae

oausae

major&s no^

r3^

MAN
ad
Uicvani
lalionr.y sivt

MAN
maginibusy

lros impulerinl, ni Pctri

atra

scili

Pauli vero iniaghuiii ad dexlerani sculpij pingwc intf.rdum facerent. Anche Severauo, Bosio, Aniuglii,
lioJdetli
la

cet iiiter

eas

coUocandas pracfc*
Thet. sacr.
aiiliq.
t.

renda
I,

sii? in

p.

8i. Gio.
t.

Stelano Menochio,

e Bollali, dottissimi nel-

Sluore

1,

p.

3o
si

Per anal causs.

sacra archeologia, dimostrarono


di vetro,

sa

le

imniagini de*

apostoli Pie"

che ne'di versi monumenti


di bronzo,
di

Ir e

Paolo
s.

sogliono

talmente

di

marmo,
di
s.

di

pitture,

disporre che
stra e
niele

s.

Paolo

sta alla de?

mosaico,

avorio, in alcuni

Pietro alla sinistra

Da-

Paolo ed in altri 5. Pietro, fuorch ne'piombi pontifcii, forse per inavvertenza degli
sta alla destra
intagliatori,
i

Papebrochio in Paraliponi. ad Conatuni in Catal. Ponti/, in Propylaeo niaii diss. III: De singus. Pelri pr universali Eccle supra apostolos alios , ipsunique Pauluni etiam in Urbe romana coapostoluni et coepiscopmn simm^ p. 3o. Th. Mariae Mamachi, Origin. chrisl. t. V, p, 5o4 :

quali

come
,

congettu-

lari

ra
s.

il

citato

Buonarroti
dritta e
s.

incidendo

sia

Pietro alla

Paolo

al-

Ja sinistra,

non badarono che


la

nelsi-

l'impronto venivano a cambiar


to,

secondo

natura
figure

de'

sigilli,

che stampano
rovescio.

le

incise

ai

Paidum ad
si
il

Queniadmoduni introducta ftiert, Petruni dexteram in


musivo opere
perfectis^ scul-

Dal

Cancellieri finalmente

osri-

pictis^
ptisy

serva, che lungo poi sarebbe


ferire le

inipriniisque in bullis

plumbeis
Pauli

molle altre ragioni che si adducono di questa diversa situasrione, da tutti quelli che hanno trattato del primato di
uolti
altri.
s.

expriniendi consuetudo?
Paciaudi
,

M.

Antiquitates

christianae

de cultu

s.

Joh. Baptistae p. i^5.

Pietro, e

da

Joh. Christ. Einigh,

De manu deX'
p. p.
,

potranno osservarsi da chi bramasse di restar-

Laonde

tera honoralorie, Lipsiae 1707. Joh.

Mabillon,
et in
lib.

De

re diplom.
I,

i3o,

ne

istruito,

presso

gli

scrittori

che

VII Coroll.

623.
die

liporteremo in
stesso

fine,
,

raccolli

dallo

Pompeo
trovasi

Alessandro Berti

Dissero

Cancellieri

che

ne

hanno
ne

tazione sopra la
nelle

mano

dritta

trattato, piti di
t}e

proposito, e presso

antiche

pitture

data

quali sono citali quelli che

a
la

s.

iianno

parlato

per

incidenza.

O-

ital.
,

Paolo, t. IV,

nel Mazzuchelli, ScritL


p.

gnuno per deve

tenere per fermo

Monete
Paolo

pontificiCy
situati

io4. Saverio SciU de' ss. Piealla

e indubitato, che questa situazione


nulla pregiudica alla

tio e

destra

suprema
gli

po-

alla sinistra nelle

monete
notizie

pontificie,

dest

che Ges Cristo

concesse al
altri a-

prima alcune

ci

ap-

solo Pietro, sopra tutti


posloli
,

molto prima che Sauio chiamato dal cielo divenisse vaso


di elezione, dottore
delle genti,

partenenti, p. 353. Vincenzo Aless. Costanzi , De antiquissimis quibus-

dam
in

ss.

Pelri et Pauli iniaginibusj

Append. monum, ad Cortesiuni

collega

del principe degli


nella

apostoli

nella predicazione,

passione,

nel
della
ss.

martirio,
Chiesa.
apost.

nella

fondazione

Angelus Fiocca,
et

De

de rom. d. Pelri itinere , p. 390. Gio. Agostino Gradenigo vescova di Ceneda Dissertazione sopra i piombi diplomatici pontificii, nel t.
,

Pelri

Pauli .prae-

XXVlii

deJla

nuova Raccolta d'o-

MAN
pUscoli.
Ivi

MAN
34 dimostra,
la

1.39

alla

p.

dalla parte del cuore, in confronto


del destro, perci inclinare

che

greci

tenevano certamente per

muove-

pi onoiata e pi nobile
sinistra,

mano

re piuttosto questo che quello, lisci

e clie di l sia passato in

to poi

alla

luce,

quando niente
minor
sensafa-

Italia

questo costume.

esempi
neziane

adduce varie
le

Tra questi monete vesigilli

di straordinario lo determini in contrario, continua

con

pi antiche e

plumil
:

zione incomoda adoperare pi

bei dei dogi di Venezia, nelle quali


s.

cilmente

Marco

sia

fdla

sinistra,

do-

De ge alla destra. Joh. Molanus hst. ss. imaginiim tt picturarum,


Lovanii
e.

ponatiir

quod Paiilus recle a dextris d. Petri, lib. II, 4^> P- 7^5 Ptndus quihus de
1692:

Eguali moleste sensazioni congettura aver provato i primi uomini, adoperando molto il braccio sinistro per ia pi vicina corrispondenza al cuore,
il

destro

braccio.

ci che loro
di

non accadeva agendo

causss saepe

dtxtris Petri pia-

^atur?
lo

lib.

stesso

libro, e.
i

riportati

24, p. i35. JN'el25, p. 1 36, sono seguenti versi.


Ili, e.

preferenza che naturalmente divenne abitudine, lu quale pi forte e comune la rese


le

pi col destro;

azioni

del

braccio destro e della

Bissenos inter

Proceres

duo

LuOr-

che ne dipeiide, e quindi delle destre parli del corpo j in conseguenza di che la destra mano
divent
la

mano

mina, per quos

pi

riputata

e la pi

Roma
bis

polens

magni

sustinet

onorala,
rino, nelle

tranne

pochi

esempi
il

iu

onuSy
sedent,

contrario, checche ne dica

Mo72.

Seit

dexira, laevaque
gloria lUriquCy
et

par

Meni, 1723,

de t Acad. des
t.

inscriptions,

Ili,

p.

Par honor,

laus estj stilile'


loco.

MANO
corazione

SETTE DITA.
pei suoi

De-

ne quisque

istituita

militari
e!

dal valoroso e celebre

Abd
il

Ra-

Diremo per
fessore di

ultimo, che

il

eh.

pro-

der emiro degli


fa

arabi,
se,

che ioce e
cui

Giovanni Mapubblic in Padova, e dedic al burone Andrea Giuseppe de Stifft archialro dell'impero e protomedico degli stali austriaci, il Discorso sidl'uso dtlla mano destra a preferenza della sinistra, pubblicalo nella faustissima occasione che la M. I. R. Apostolica di Francesco 1 visita per la prima volta il suo nuovo regno lombardo-veneto. Conchiude l'erudito e dotto discorso^ che a credersi che sino dai primordi dell'uomo nel seno materno, debba per le tante da lui esposte ragioni, sentire qualche incomodo movendo
medicina
nel
ria Zecchiiielli

tanto parlare di
servitore

nome

181 5

significa

dtlC onnipotente,
di paragoGiugurla re teneri anni

non dubitando
di
si

alcuni
e
nei

narlo a Massinissa

Numidia. Egli
erud nella sua
,

religione
,

maoe

mettana
nella negli

nelle leggi
,

nel calcolo

geografa
esercizi

nell' astronojiia

cavallereschi.

Figlio

secondogenito di Mahhi Eddin marabuto veneratissimo in alcune trib africane di arabi ( nolo che
i

marabuti dai maomettani d'Afri-

ca sono considerati

cenobiti per elezione, e

come dervisci, come moi

naci fra

turchi

il

braccio

sinistro

siccome

posto

dopo che i i83o Algeri,

ed i cristiani), francesi occuparono nel


il

di

lui

padre volle

i4o
veiido gi
lazioni

MAN
lui

MAN
venivano
principalmente
dulia

spianargli In strada alla gloiLi, afatto credere alle

popo-

francese legione straniera, e ad essi


egli

arabe, che

un giorno sareb-

be sultano, e che il regno de' turdii dovea cessare nel suo regno. j\on appena i francesi ebbero in Diano la citt di Orano MahhiEddin predic una guerra santa contro cristiani, e Abd-el-Kader si pose alla testa di quelli che ob, i

deve l'organizzazione di tale armata, a mezzo della quale combatte


le

fino dal 1839. Innanzi che venissero

ricominciate

ostilit

co' francesi,

Abd-el-Kader nel novembre di tale anno istitu per le sue truppe una decorazione militare, chiamata della Mano a sette dita. Portasi

bedienti

alla voce del inarabuto, venivano ad assalire i cristiani di


citt,
li
i

questa

attaccata

al

turbante

quella

quali

nel

18^2

costrinsero

a
le

ritirarsi

maggio con

gravi perdite.

Tutte

trib afriin

cane, state fino allora

disordidi

ne , videro la necessit mandarsi per un attacco


contro
i

racco-

coda di cammello, e consiste in una mano d' argento da cinque dita pel primo grado, da sei dita pel secondo, e da sette pel grado pi elevato. A questa decorazione onorifica non v'ha
alla

regolare

annessa alcuna pecuniaria


zione;

retribu-

cristiani,
il

e vennero perci

ma

quelli

che

V ottengono
fra'

a consultare
le ciascuno

marabuto ad Erse-

hanno
quello

diversi

privilegi,
la

quali

bia, nel piano di Eghres, nel qua-

di sospendere

mannaia
il

voleva proclamarlo sulil

della giustizia,

allorquando
per
il

de-

che a'28 settembre con mille voci di applautano ovvero

suo

figlio,

corato

intercede

colpevole
tali

che vuole aggraziare. Di


razioni insino

deco-

so fu eletto sultano.

Da

quel gior-

no

sua vita fu una continua sempre sul punto di cader nelle mani dei francesi e sempre salvo, confermando cos l'opinione
la

lotta,

arabica di sua invulnerabilit

pode-

ad ora non ne venne distribuito che piccolo numero. Altra decorazione venne pur da lui istituita nella tregua ch'ebbe luogo in detto anno 1839. Questa consiste in una piccola sciabla d'argento leggermente curva, della lunghezza di circa dieci centimetri.

tenza errante per


serti,

le selve e pei

come

gli

antichi numidii, ter-

ribile nell'assalto

e pi nella fuga.

La

maomettana, da cui profondamente animato, domina


religione

nella sua fsonomia

come
ai

nelle sue

Al manico della sciabola impresso in forma di suggello il nome di Mahhi-Eddin, padre di AbdelKader. Sulla lama vi sono rozza-

azioni; ha quasi sempre nelle


ni

ma-

mente

incise alcune
il

parole, delle
:

un

rosario, ed

suoi

soldati

quali eccone

senso

J"

invaine'
in,

esempio di coraggio e di sobriet nel cibo e nel


gei'e

rabile Colui che

ha

confidenza

lusso.

Per

diri-

Dio.

contro

la

Francia delle trup-

pe sempre
se

disponibili, e perch fosefficace di

mezzo
gli

so

arabi^

tato di

dominio presAbd-el-Kader ha tenorganizzare un'armata aservito dei disertri

raba, alla foggia dell'europee. Perci


si

che a

MANRIQUEZ Pietro Enneco ManricoFeunandez, Cardinale. Pietro Enneco Manrico Fernandez Manriquez de'marchesi d'Anguillar, nobile spagnuolo, vescovo di Cordova, ad istanza dell'imperatore Carlo V, il Pap Paolo IH a' 20

MAN
dicembre i538
ne
tolo
gli

MAN
cardinale
del Baronio, colla
critica

i4i
del

lo

cre

pa-

dell'ordine de'preti, e per distinzio-

dre

Pagi

e colle sue note, in

35

mand
chiesa

in

Ispagna
ss.

il

cap-

ebbe per tiGiovanni e Paolo. Venuto in Roma vi mor di peste nel i53g, dopo dieci mesi di cardinalato, ed il cadavere fu trasferito nella Spagna, dopo essere
pello cardinalizio, ed
la

de'

volumi, il cui primo fu stampato a Lucca nell'anno 1788. 2." Ristampa della Disciplina del Tomassino, colle dissertazioni dello
stesso

autore sui concihi, e con sue osservazioni, Lucca. 3. De epochis conciliorum Sardicensis et Sirmien
siiim,

stato

nella

chiesa

di

Araceli

in
leget

caeterorumque in causa

ap.

temporaneo
ge
nel

sepolcro,

come
ss.

si

rianoruntj
stasii

qua occasione
si

s.

AnaIl

Rondinini,
p.

De

Jo.

chronologia

restituitur.

Paulo
^

199.

Mamachi
.

oppose

sulle

epoche,

MANS. F. Le Mans. MANSI Giovanni Domenico


in

ed il p. Mansi replic con una Apologia^ contro la quale rispose


^'^- conciliorum decretorum collecli nova, seu collectionis conciliorum a pp. Lab* beo et G. Cossarlio S. J. prinium

Nacque

Lucca nel 1692 da

fa-

avversario. 4-^

miglia patrizia, e bench primogenito della famiglia entr nella con* gregazione de'chierici regolari della Madre di Dio, e ne divenne uno
de' principali ornamenti.

et

vulgatacy dein emendatioris et


plioris

am-

Fu

a Na*

poli professore di teologia, indi visit


cia,

r Italia, la Germania e la Franonde approfittare de' lumi dei


e trarre
dalle biblioteche e

dotti,

dagli archivi materiali necessari ai

pera Nic. Coleti recusae supplementum, in quo addilametitay variante s lectiones, emendaliones ad concilia veneta Lahbeana, itidem concilia ac decreta permulta exhibenles; omnia exgraecis
et

suoi disegni. Ritornato a


tu nella casa di

Lucca

isti-

latinis editis et manuscript.


,

cod.

sua

congregazio*
in

undique quaesitis
sit,

collegt,

diges-

ne un'accademia per applicarsi


siastica

additisque praefatonibus, notis,

essa specialmente alla storia eccle*

ed

alla

liturgia,

ne

ar

ricchi considerabil mente la biblio-

teca di cui
la direzione.
statasi

gli

era

stata

affidata

La

reputazione acqui"

colle sue virt e colle dot-

illustravit praedi^ Mansiy Firenze e Venezia l'jSy. Tale immensa compilazione fu continuata dopo la sua morte, e si termin nel 1779 di pubblicare il voi. XXXL 5." Supplemen^

dissertationibus

clus

ed utili sue opere, gli me* r arcivescovato della propria patria, a cui lo elev Clemente Xlll nell'anno 1760, dispensantissime
rito

tum ad collectionem conciliorum^ Lucca 1724- 17^2, in sei volumi.


6.

Stephani Baluzii Tutelensis mi"


digesta,
et

scellanea, novo ordine

dolo dall'esame. Mor a Lucca ai 27 settembre 1769 d' anni 77. Antonio Zatta nel 1772 ne pubblic in Venezia
sto titolo:
et scriptis

con queComtnenlarius de vita


la

vita

monumentisi op." portunisque animadversionibus au' Lucetc, et, opera ac studio 7. volumi quattro ca 1761 Tractatus de casibus et excom-

non paucis

ineditis

J.

D, Mansi
pregiale

ec.

Ecco

l'elenco delle
i,."

sue opere.

muuicationibus episcopis reservads, Lucca 1724. E per non dire delle

Nuova

edizione degli

Annali

altre

opere,

pubblic

pure

, ^

>4^

MAN
nuova
edizione
della
ni*

MAN
era ne* secoli passali.
Il

Lucca unn
Storia

Martodissero
,

ecclesiastica del padre

Na-

relli

chiama

mansionaii custodi
si

tale Alessandro,

con

osservazioni

dello chiese, che in greco

e giunte.

MANSIONARIO,

Mansionarus.
cos

Custode della chiesa,


$a,

detto

tnansioue, facendo residenza in esesercitante la carica


il

Paramonar'ti o Pro.vuonarii cio permanentes: si chiiimarono in Iatino Custodex inartynim^ Excubito res^ Mansionarii^ Custode^. Non

di

sagre-

pu
le

dubitarsi, che

njoUiplicaudosi

stano, secondo
re/!,

Macri, Not. de/vo-

chiese sotto Costantino

imperai

erri.

In alcuni

luoghi

un
ufalla

tore,

ciascuna

non avesse
solo
e

suoi

cappellano, uno di quelli


iizia

che

custodi,

non
vi

per

aver

cura
do-

la

chiesa,

che
uflzi

assiste

delle suppellettili

de' preziosi

chiesa, che l'ha in custodia, e ch'esercita


(articolari
i

nativi

che

si

conservavano,

ma

secondo
diedero
teiievano
Il

per guardarle ancora, specialmente


ne'primi tempi, dagl'insulti de' geutili

luoghi:
ia

sacri

canoni
le

il

carico di suonar

campane, per
si

e degli

eretici.

La

basilica

va-

riverenza

in

cui

ticana
di

dovette

certamente
altra

prima
i

nll'ostiario

o al mansionario.

Nar-

qualunque
,

avere

suoi

da Mansio viene ManxionariuSj ed il soldato romano di stazione, ossia presidio o guarnigioncj chiamavasi miles mansionariiis aggiunge che nelle chiese quegU ecclesiastici che stavano notdi dice che
,*

custodi

perch

pi

d' ogn' altia

arricchita

di pregevoli doni , e perch siccome allora situata fuori


citt,
le

della

potea
eretici.

pi
Nel

facilmente
e gl'in-

solFrire
sulti

rapine de' ladri

degli

pontificato

te e giorno nella casa del Signore,


la

di

s.

Liberio del 35^ gi la basivaticana avea


,
i

custodivano, ne accendevano

le

lica

custodi chia-

lampade, stabilmente dimoravano e dormivano in luogo congiunto alla chiesa, furono a somiglianza ehiamati mansionari, e forse sono
e^li

mati

Pelri

apostoli

marlyrinm
aver

sgridati

dal

Papa per

rice-

ostiari,

un corpo
,

de'quali ave-

vano
ti

varie

quella di
cosa

chiese segnatamente Ravenna, per cui custos


stessa

vuto alcuni doni da Costanzo fautore degli ariani qual sagrificio macchiato da eretica empiet. Sozomeno accenna pur V esistenza di
,

tali

custodi al principio del


s.

V
I

se-

mansionnriiiSj significa la
;

colo; ed allorch

Ler^ne
degli

ordi-

ed Heribaldo vescovo d'Ur-

n che

il

sepolcro

apostoli
di-

gel in
la

un

concilio

di

vescovi del-

fosse custodito

da custodi, qui
agli

Narbohese del io38, docanonici delp aver mentovato


Gallia
i

cnntur cubicularii ex clero romano


furono
forse aggiunti
laici

antichi

la
rici

sua cattedrale,
soggetti ai

nomina

chicsuis

mansionari
chierici per

altri

mansionari

medesimi,
al

cum
dire

clericis siti
(

snbjectis^

qui statores
del

tuario.
triarcali
p.

ecco
)

mansionari
sunt.

maggior decoro del sanDe' mansionari delle padi Roma fa menzione il


Il

Nardi
i

Egli

conchiude, che
chiese

custodi e

sagrestani delle

w>no gli antichi mansionari, ed i mansionari moderni sono il clero catldrale di secondo ordine, co-

Ilal. t. H, pag. mansionario fu ancora chiamalo Martirario , martfrarius perch qual custode della chiesa ve-

Mabilion, Mus.

XXVII.

niva

principalmente

incaricalo

di

Man
conservare
rnrio,
leu.
I
t.

MAN
de* martiri.

1.43

le

reliquie

Della celebrit dell'uffizio di marti-

gU altari di quel vasto tentpio, o una volta il giorno, o altare


sto

ne discorre
I,

il

Zaccaria, Storia

p.

i44-

meno una volta IV trasfer

la

settimana.
uHizio

Si-?

questo

in

greci

chiamavano mansionache
nei viaggi

un canonico
lica,

della

medesima

basi-

rio

quello

appa-

recchiava r alloggiamento, oggi detto foriere


;

le
sa.

come dicemmo al suo artico* Altarista, ed a quello di ChieDI


s.

ed era chiamato

Man^
giurisi

Pietro

in

Vaticano.
di

Il

sionaticum
dizione
principi
:

offizio

e
e

la

Borgia,

De Vaticana
quanto
di cui

Confissio, p.

di

albergare
il

ricevere

53,

ecco

dice

questo
in

cos

citato
,

Macri.
la

Os-

uffizio,

tratta eruditamente.

serva
\

il

Nardi
in
il

che
di

parola
signifi-

Mimus custodum martyrum


deinde
seu
transiit

Mnnsio
c pure
in

antica

origine

latina ecclesia

ad

viaggio

un giorno;
stazio-

mnnsionarios,
siae,

custodes ecclea

questo
ossia

caso
il

significava

qui

Assisii

vocantur

Gre?

ne,
to
i*

viaggio era
delle

misura:

gorio

IX

in epistola
latini

ad patriarcham
ritus, quasi as-

dal

numero

mansioni

Antiochenum
sidui,

ospizio dato per legge da coloro


vi

seu poti US

ab

assisa,
,

quae
aut

che

erano tenuti, ai re ed ai militari nel medio evo fu chiamato

vox
assisii

medio
ad

aevo

tributum

vectigal

explicabat, quasi

nimirum

mansioaliciim.

Da un diploma

di

Lodovico

il

Tedesco

Germania dell' 85*2, mansionaticum fu eziandio chiamato l'ospizio dagli ecclesiastici dovuto
oggi
al

primo re di rileva che si

tributum Deo in sacris constituepersolvendum rentur; et in ecclesia graeca idem munus pertinuit ad Paramonarios^
aedibus
seu
tinis

praefectos habitationi,

qui lajurc

vescovo in

visita,

il

tri-

mansionariis

comparari
".

buto che a quest'oggetto pagavasi,


Q\\'\avc\i\s\

meritoque possunt

procurazioni.

man-

sionari

ed

il

furono anche detti nedilui, Macri rileva che il mansio-

A pag. poi ^' e 59 aggiunge: Posteriori aevo confessionis custodes frequentius mansionarii

noepi-

nario (u pure dello assisus,

come

mine denotari coepisse animadvertimus. Paulus


stola,
I

legge nella glosa sopra

l'episto-

Ponlifex

in

la di
e.

Gregorio IX, lib. 3, tit. i4, i6, de clcric. non residentih. :


Pontif X
,

quam anno

766

inscripsit

Assisus

vocnt,

qui

non

snnt canonici

(jni

servire

dehens
diciin-

Ecclesiae^ nec vocantur


tur
tis

ad omnes
In multales^

tractalus cuni canonicis, et


assisi
ecclesis

donino excellcntissimo filio, et nocompatri Pipinum stro spirituali francorum regi, et patricio rmanorum, nuntios memorat, quos ad ipsum ablegaverat regem, atque
inter iilos mansionari um
nis b.
confessio"^

quasi assidui.
sunt

plures

qui
il

Petri

recenset

Igitur

re-

mansionarii
Bernini
p.
,

dicuntur.

Osserva

gressis nostris missis,

quos ad vePetro
scilicet

Dd
che

tribunale della
il

rota

strae regalis clementiae vestigia destinatos

108,

canonico

altarisla

habulmus

della basilica

vaticana

era

prima
s.

notarlo regionario sanctae


Ecclesiae, et
confessionis
stri.

nostrae
ve*

un mansionario, che anticamente


dicevasi ssisio della basilica di
Pietro^ a cui

Johanne
basilicae

mansionario
fautofiis

apparteneva

il

visi-

B. Petri eie. Torrigius

(nel*

i44
le

MAN
che parlando
specialmente
basilica

MAN
zione anche Pietro Mallio.
il

Sacre grotte vaticane p. 5^7 ) sciiplum reliqul se in veteribus


saeculi

Noleremo

Martorelli delle due

XI

chartis observasse,

quod
.

diverse classi de' mansionari, in cui


si

hi custodes inansionarli oratorii


Pelli, et mansionarii
fessionis
s.

distinguevano nella
egli
li

scholae consolebant,
collegii

Pelri

vocari
in

Mansionari

ex quo
speci

patet

eosdem
hi

jam

lune fuisse
ararn

redactos.

chiama Mansionari dell'olio, come rilevasi da un monumento scritto nel i35o, ed


vaticana,
de^ canonici e
nell'archivio della basilica.
il

Quam
stolicae

diligenter

custodes

seu

esistente

mansionarii
servarent, ex
tesl,

majorem
facile
colligi

apopoe-

Dice ancora
sionari,

Torrigio che

man-

confessioni
iis

superinductam
b.

formando scuola e
s.

collegio

della confessione di

Pietro, era-

quae supra de

Gerardo

no persone
ti

ecclesiastiche, beneficia-

piscopo Tullcnsi retulimus.

Verum

della basilica,

non

canonici.

Ta-

haec nomina cubicuiarius, vel mansionari us tempori decursu bsoleverunt, et


tarista
licae
in

le

carico davasi dai Pontefici a chi

pi loro piaceva,

laonde
cardinal

s.

Leone

eorum locum
tantum

al-

IX

lo diede al

Ildebran-

ex anonicis
post

basi*

Sixlum
successisse

IV

perpetuo
,

deligendus
BiilL

videtur

in
est,

do poi s. Gregorio VII; Bonifacio Vili a Pietro suo cappellano; Giovanni XXII ad Angelo vescovo di
Viterbo e poi a
di
s.

Vat. cujus

munus nunc

Filippo canonico

ut

apostolicam

confessionem ejus-

que claves cusldiat ". Scrive dunque il Torri gio, che due sorti di
mansionari erano nella basilica vaticana: mansionarii de oleo, i quali aveano cura delle lampade della
chiesa, e
tale
s.

dopo questi a Giovanni Vinzola; Benedetto XII al


Pietro, e

rettore

della

chiesa

di

Perinaco

Clemente VI
zo

a Giovanni da Todi canonico di s. Pietro ; Innocen-

VI a Bartolomeo Ruano,
Paolo
Scrofa no
;

e poi

fu

s.

Teodoro

cui

a Giovanni Castellano, a cui successe

apparve
i

Pietro lodandolo di di-

Alessandro
Nicol
Sisto

ligenza; e mansionarii

de capitalo

V
e

Giacomo de
di
s.

Tedellinis vicario

quali portavano la croce in alcune processioni, pigliavano le pal-

canonico

Pietro

V
di
di

a Giambattista Mellino canonico


s.

me, facevano

altri simili uffizi, e custodivano la chiesa, che per fu-

Pietro poi

cardinale

IV ad Antonio da
camera
,

Forl chierico

rono anco delti custodi, e tale fu s. Abondio, che per ordine di s.


Pietro risan
tica,
il

il

essere pii

degno

qual Papa stimando dare tal carico

una

fanciulla

paraH-

cui antico
il

altare

ove

si

ad alcun canonico della basilica. Io concesse, come dicemmo, ad un canonico col titolo di sona ragguardevole
Nelle
altarista,

venerava

suo corpo,
di
trasferiti

servi

per

per-

luogo

ai

sepolcri

Leone

per

virt

Pio IV, poi

altrove.

stesso Torrigio assicura,

che in

Lo un

dottrina, e che fosse dignit.

Memorie sacre

del Seve-

istroraento fatto a

detto

IX

del

tempo di Beneio33 si legge: Manoratrio


fa

rano
rici

22, si fa menzione de'chiemansionari della cappella del


p.

sionarius sanetae Crucis^ cio, co-

me pare, di un antichissimo
COSI

Sudario, o della Beata Vergine in Beronica, nella basilica vaticana,


custode o cappellano di quell'orato-

chiamalo, del quale

raen-

MAi\
da Giovanni VII; ed a pag. 729 narra, come noi dicemmo a Fuoco ed altrove (ed il Mario eretto

MAN
stodia de' sacri
vasi
;

145
sicch

senza

alcuna distinzione di vasi maggiori


e di vasi minori, pi o
ziosi,

meno

pre-

billon citato a p.

i40'

^^^^

il

Papa
la

nel giorno di INatale entrando nella


basilica Liberiana

per celebrare

terza messa, al presbiterio

sionario

gli

un manpresentava una canna


in

con candela accesa


cendiar
la

cima, per inin

h ricevesse in cura il primo mansionario, onde T autore dell' Ordine scrisse, che il primo mansionario era custode del dominico vestiario. De' mansionari lateranensi, il Mabillon ne tratta a p.
tutti

stoppa
11

eh' era

capo
vesta-

578
letti,

e loro

uffizi.

Il

medesimo Galp.

alle colonne.

Galletti,

D(4

Del primicero,
Benedetto

rario della

regge
sua

il

rom. chiesa p. 6, corGiorgi che credette nella


s.

do

di

io3, parlanmansionario ma-

rito di

Rosa

liturgia
il

che
tre
li

romani Pontefici, vestarario ed il primo mande'

per mansionari nuale servizio,


ta

del 967, dichiara che si debbono nel cadi

so intendere chierici
i

puro mavol-

sionario fossero la slessa cosa,

meni

quali alcuna

erano due
Il

offici

distinti,

quacol-

non sono n anche


e perci
ordine.

dei grado
servitori

r uno non
altro.

avea

che

fare

chericale,

veri

r
le

veslarario

avea

cura
e del-

del pi infimo
coli

Ma

ne' se-

delle vesti, delle suppellettili

cose pi preziose del patriarchio


,

lateranense

non

esclusa
di
la

ancora
11

una

certa

somma

denaro.

mansionai'io avea
cui

custodia della
delle contigue

chiesa lateranense e
abitazioni,
la

incombenza era quella d' invigilare che fosse tenuta ben nionda, e di somprincipal

erano un* altra cosa , ed occupavano posto ragguardevolissimo. Nel libro pontificale Benedetto del 684, dimisit omni clero, monasleriis, diaconiis seu diaconiacy et mansionarii auri libras XXX { il Nardi dice solids duo millia, cenluni sexaa noi

remoti

ginta), ed

una consimile
Gregorio
II.

disposi-

ministrare

gli

ornamenti,
di
,

vasi

e
in
in

zione

si

legge presso lo stesso aver

le suppellettili,

giorno

che bisognavano
tra' vasi

giorno

fatta san

Erano asi

essendovi

dunque

certi sacri

luoghi, che

que' tempi

maggiori
pii

che
solengli

servivano nelle funzioni


ni,

dicevano mansionarie, ne'quali dimoravano soggetti applicati ad uu


qualche servigio della chiesa e dei poveri, che si denominavano mansionari, come anche quei che maiiehant
di

anche

de' vasi

minori

per

usi

quotidiani della chiesa. Ripor-

ta

buone
111

ragioni

per provare que-

sto punto, e

mano
uno
coliti

sebbene l'Ordine roapertamente affermi in


uffiziali

presso

le

principali chiese

Roma

con

uffizio,

che deve es-

favore del primo mansionario, ch'era


degli
del

sere stato onorifico e rispettabile, oc-

patriarchio

h chiesa

lateranense, da cui gli aci

ricevevano

vasi sacri,

crede
le

ch'esso sia stato scritto

quando non
in-

pi esisteva

il

vestarario,

cupalo anche da persone di abilit destrezza. Quindi rammenta come s. Paolo T sped a Pipino per suoi nunzi Pietro notaio e Giovanni mansionario del sepolcro di s.
e di

gerenze del quale forse furono unite alla carica del

Pietro in Vaticano.

Da

ci

si

com-

primo mansio-

nario,

almeno
VOL.

nella parte della cu-

lUl.

prende che il mansionarato era una dignit, quale si sa essere slata 10

1-4^

MAN
in

MA N
palarzo reale^
rio

pure

Francw

nel

figliuolo

di

Francone mansionel

rome

attesta

Incmaro,

De

ord. et

nario intervenne
altro nello

io3o

in

un
e

cOtc. palata j e

come

si

conosce dal

contratto
stesso

Farfense,

siccome

diploma con cui Lodovico I imperatore neir8i7 conferm le regalie di s. Pietro, ove si era sottoscritto pure un mansionario. Anche in Stefano V detto VI deir885, il libro pontificale fa menzione de* man^^ionari, dicendo, che il santo Padre nel vedere le campagne devastate da un concorso grande di locuste,
ricorse all'orazione, e benedetta

anno Ermengarda
s.

Bonizza
vanni,
ri

badesse di

Ciriaco con-

cessero a livello a

Benone e Giomansiona*
Pietro,
di
il

ambedue
basilica

fratelli e
s.

della

un

prato

posto
nel

fuori

ponte

Mam-

molo,

luogo

detto

Pratolon-

go

Dflla
la

basilica

Costantiniana

(sar

una

sionario

Lateranense) evvi un manper nome Benedetto del-

quantit d'acqua, ordin


possessori delle

ai

mansio-

nari suddetti, che la distribuissero ai

l'anno 978, il quale ricevette da Benedetto abbate di Subiaco e di 9.

sparsa nel
pi

nome

medesime, acciocch del Signore pe'cam-

Erasmo
II

nel

Monte
in

Celio,

una

vi-

gna posta
presso
s,

Roma

nella

regione

rimanessero

estinte,

come imman

Unente prodigiosamente avvenne. Anche fuori di Roma e nel XII


spcolo
il

nianze del Galletti

Erasmo. Dalle testimosempre pi di

mansionaratico

era

uffi-

mostrasi, che quelli divano ed assistevano

.quali

custo-

alla confessio-

cio decoroso,
la

poich Falcone

nel-

cronaca beneventana dice sul fine dell'anno 1127, che essendo morto Giovanni abbate di s. Sofia
agli

ne o sepolcro di s. Pietro, formavano un collegio, un corpo, che quello che volea dire scuola nei
bassi
Il

tempi.
dotto d. Luigi Marlorelli, pribeneficiato
poi

8 novembre, gli successore Francone


era mansionario.
zione de'mansionari di

fu
,

eletto

in

che
s.

allora

ma

canonico

della

Fa quindi menPietro,

basilica vaticana, nel

1792

e ristam-

non

pata colle Opere

nel

1827, come

tutti addetti alla confessione

o Z/mzz-

dicemmo
del

altrove, ci diede la Storia

( Vedi)^ dicendo che Stefania diaconessa vendette nel f)79 a Pasquale mansionario delia basilica di s. Pietro della scuola di Maria detta Mejana^ un. terres. no posto in Roma; dubita per che fosse anche mansionario di detta

na Apostolorum

clero valicano,

dedicata a Pio

VI,
le

trattando nel capit.

de'mandi sopra

sionari vaticani. Riporteremo quelerudizioni


in
altri

non prodotte

luoghi relativi.

Lo

spe-

ciale officio dei lo di tener

mansionari era quelle chiese, di

monde

chiu-

Siuola quel Teofilatto accolito e prio-

re

della
s.

scuola
la

della confessione
cui
figliuola

derne e custodirne le Porle (Fedi), di custodirne le lampade, e di far


tutte le altre cose

di
a

Pietro^
di

Rosa

necessarie all'ordelle

moglie

Sergio vendette nel


di

g53

namento
il

e alla decenza

me-

Subiaco un filo di salina poslo in Bordonario in Capo di bove. Guerro mansionario

Leone abbate

desime. Costanzo mansionaiio (che

della scuola della confessione


toscrisse in

si

sot-

tante al

una carta del io?.2 spetmonastero di Farfa. Cesa-

Nardi chiama santo) della chiesa s. Stefano d'Ancona ne custodiva i Lumi ( Fedi), per testimonianza di s. Gregorio 1. Era simihnendi
te
officio

de'mansiuuari

il

custodi-

MAN
re
i

MAN
era stato
lib.

^iJ

sacri arredi,

come

vaticani erano persone ecclesiaslicht*,


talora vi

ordinato dal concilio Toletano,


1,

s'introdussero de'laici, codi


s.

epst.

decret.
custt.

2,

de

qffic.

sum. Ponlif. tit. e. 2. Un mansio-

me
del

tempo

Gregorio
narra
il

VII
cardi-

1073. [n
t.

falti
il

nario della basilica vaticana nella notte della terza domenica dell'av-

nal Rosselli presso


italicar.

Muratori, Rer.
I,

HI, par.

p.

3,

che

vento preparava
ribolo.

al

vescovo
gli

il

tu-

quel Papa col suo gran zelo liber


la
s. Pietro da una illecioccupazione di sessanta mansionari, quali diversi oratorii ossia mi-

Nel
delle

citato

monumento
uffizi

del
par-

chiesa di

i35o sono
ticolari

indicati

ta

due

classi

de'mansiodi
s.

nari ch'erano nella

basilica

nisteri della stessa

chiesa, oltre l'al-

Pietro, e

loro stipendi.

Nella doi

tare maggiore, ritenevano, e con violenza


le

.rionali

manmenica delle palme aveano due soldi prode canonici venienti dai rami d'olivo, e prepa-

appropriavano

ai loro usi tutte

oblazioni de'fedeli.

Erano
)

cittadini

romani ammogliati,
(
(

colla

barba rasa
e
mitrati

rando sull'altare di s. Pietro quelche portavano gli accoliti del Papa, ne ricevevano rami. I medesimi mansionari per T Assunzione di Maria ricevevano due soldi, ed
li
i

come

gli

ecclesiastici

forse berrette

o altre coperture del


alla

capo).
bardi

Davano ad intendere
essere
le

rozza moltitudine, massime ai lom,

preti

cardinali

e
-

una
ni di

libbra d'incenso per la procesIn quei gior-

ricevendone

offerte,

con

impu

sione delle immagini.

Ife

quaresima che andavano colalle sta^iolli, mansionari aveano due soldi; quatlro quando recavansi ad Palliai chia^ ed uno in ogni sabhato pel carbone del turibode oblatonibus Crucifixi. Nello l'esposizione del ss. Sudario o P^olto santOy dalle oblazioni aveano tre
la

croce

denza e temerit, davano loro le indulgenze per la remissione dei peccati. Se per avventura di notte si alzavano per custodire la chiesa,

commeUevano
punemente
ni ed

ne'suoi

dintorni im-

ornicidii, rapine, latroci-

anco stupri.
li

Ma
e

s.

Gregorio
dalla
difficolt,

VII
e

allontan

scacci

basilica,

non senza molta


la

soldi
lo,
i

per aver preparato


candelieri

il

turibo-

ne affid

custodia

ad

onesti

ed i piviali, I mansionari poi detti de oleo ricevevano tre soldi per preparare la scala e in altro luogo si legge: Ca;

sacerdoti. Di

Gregorio VI del io44 racconta Guglielmo di Malmesbury,

De

geslis anglor. lib. 2,

e.

i3: Pr/-

mum
linxit,

basilicani

b.

Pelri praeoccu'
vel
cjf-

nonici instiluuntj docent,

et

corrigunt

pans raptores oblationuni


vel fugavil.

mansionario s^ qui dicuntur de oleo,


qualifer
et

ecclesiae

servire

debeant,
la el

Nel
tini
i

1825

in

Pesaro fu stampata

eos furare facilini

reliquarunt,

Lellera sopra lo specchio e pel


degli antichi cristiani, e sopra

aliarimi rerum

cuslodiam,
secolo

a-

m ninni
ci

quae ad ecclesiam spedare


Nel

mansionari,

dei

dotto canonico

i'identur.

XV

canoni-

Luigi Nardi di Rimino, dalla quale trarremmo quelle erudizioni qui non riportate. Loro uffizio era il

un

furono chiamati ad assistere ad contratto di vendita per Petruni

Anlonii

Mai lini de
el

Tibure clericwa
niansionariitm.
i

custodire la chiesa, e preparare le


cose occorrenti a\ culto di Dio, inclusive alle ampolle degli
olii

diclae basilicue^

Sebbene aplicameute

mansionari

da

i4B
cunsacrai'si
il

MAN
gioved
santo,

MAN
come
di
s.

Maria Maggiore;
secolo in cui
si

di

altra

dello

\edesi in

due

pontificali,
vSens.

uno

stesso

parla de'maii;

Ileims, l'altro di

Confuta chi

sonari di Civita Castellana


tra

un'al-

credette che

gli

antichi mansionari

della
i

medesima epoca, che nopreti

fossero gli odierni canonici, citando

mina
in te

mansionari
di
s.

della
INicula

Maiio Lupi, De parochiis ante an-

diaconia cardinalizia
Carcere, che
del
il

num

Christi niilU'sinmm; ed

il

Cec:

Muratori credetsecolo;
altre

copero o Scarfantonio che scrisse

VI o VII

due,

Alansionarii sunt servilores capiuili.

nella

Sembra che ogni


il

chiesa abbia avuto

prima delle quali si mentova un mansionario della basilica Os.

questo per lo pi solo, quindi non formante cor-

mansionario,

ma

stiense di

Paolo, e nella seconda


do'
ss.

po,
la

come
vita di

apparisce nel VII concilio


II del

generale, Niceno
s.

787; e neldel
,

un mansionario Paolo al Monte si vuole del IV

Giovanni e

Celio; ed altra che


secolo.

Quanto
,

ai

Trudone
nel
,

VI
si

se:

colo,

ma

scritta

IX

dice

Persona

offlcinlis

qiicm

mansoconti-

nel simansionari delle cattedrali nodo provinciale di Reggio in Lombardia del ii4i i^uno nomuiati i

naruni appelldnly
lettera di
"vo

ecclesiae

mansionari di
quali pare
tralto

quella

cattedrale,

guani hahens habitationeni. In una


Pasquale
II

non potessero
beni
della
.

fare con-

alfarcivesco,

dei

loro
i

massa
i

Vienna nel Delfinato scritta circa il iii5, vi si nomina il \ino e la prebenda mansionari ecdi

comune, come facevano


sionari
detti
al

canonici.

In molte citt e collegiate

manad-

sono
coro
il

ora
nel

ecclesiastici

clesiae

f^esontionentiuni.

In

un

di-

secondo online
canonici
le

ploma
ti

del

IDI 6 vi sono sottoscrit-

(ci che
la

Nardi ben dichiara nelcio sotto


i

l'arcidiacono, l'arciprete,

Joannes

nota

IX),
i

presbyler, et sacrista ^ et niansionaiusy

(ove sono

mansionari, se
le

proli

poi

gli

altri

preti

e diaconi

posizioni concistoriali e

storie

o sieuo canonici

della cattedrale di

nominano, non manchiamo mentovarli


),

Fermo

ma come
Istitut.

avvert
t.

il

Ful'or-

tra'quali
fiorito

mausionari
piet

molti
e
nelle

magalli,

diploniat.

I,

hanno
scienze.

nella

dine delle sottoscrizioni non fa sempre regola di maggioranza , essen-

Rimino pu vantare

lo scrit-

tore Silvio Grandi; Bologna

Giaas-

do

spesso

anticamente

fatte

dagli
veni-

como
sai

di Castello detto

Zaccheo,

assenti, a

mano

mano che

celebre nel secolo

XI II
leggi,

per la
e ca-

vano loro presentate le carte pergamene da firmare. Dei mansionari


luteranensi
si

profonda scienza nelle

rissimo a Bonifacio Vili.

Couchiui

parla nell'antico

mur-

ino, forse del secolo XI, posto die-

tro al battisterio di quella basilica;


cos nell'Ordine

romano
si

scritto alla

fine del secolo Vili,

trova scritec.

to deinceps
11

ma nsionarii junior es,

de con citare gli scrittori e monumenti che ne fanno menzione, ed osservare che i mansionari avevano cura di tutte le cose della chiesa, lumi, campane, reliquie, chiavi, mentre la salmodia e sacre fan*
zioni

io al Papiro XCl, fa meniiione d'una lapide del secolo IX, in cui si parla de'manMarini, nella nota
siouari della basilica

erano riservate

ai

maestri del

Liberiana di

1' adunanza de* preti e diaconi cattedrali, capo de* preti era l'arcipiclu, capo

presbiterio; cio gli spiega

MAN
de' diaconi

MAN
il

149

l'arcidiacono,

primi-

l'ostensione delle

medesime, accomi

cerio o primi clerio,


ro, era
il

primo del clecapo de'suddiaconi e chierici inferiori. Nel Bull. Rom. contn. l. XI, p. 33?,, vi il breve di
Pio VII,

pagnar con
soli

torcia

canonici, ai quali

pern:>esso ascendere alla logloro


i

gia; pure
stodia di

incarico

la

cu-

tutti

parati che

servo-

Quantum,

de*

omaggio

1802,

col quale ai

quattro

B
P K
P

sionari
ta,
la
il

delia cattedrale di

manMacera-

no per apparare la basilica, e devono presiedere a tulle le apparalure della medesima, massime di
quelle per
le
,

luogo dell'almuzia, concesse cappa, e nel t. XII, pag. 54,


in

beatificazioni

cadelle

nonizzazioni

nelle

seconde

breve Exponi^ con cui


abilit
i

lo stesso

quali con ordine del prelato deputato

Papa
nari

canonici e
di

mansioWicotera.

presidente alla funzione


si

della
tulle
la

della

cattedrale

canonizzazione,
le

portano in
a

a recilare in coro una


I

parte del-

chiese

di

Roma

prender

oflizio

del di seguente, ec.


vi

In

Roma
come
s.

sono tuttora

manba-

consegna de' loro parati, ed in simile circostanza, come per la festa


di
in
s.

sionari,

nelle

patriarcali

Pietro, ne vestono
pontificali, e
la

la

statua
alla

siliche di
di
s.

(Giovanni in Laterano,
in

abiti

restano
I

Vaticano e di s. Maria Maggiore o Liberiana vestono quelli della prima di sottana nera e cotta , quelli della seconda di sottana di saia o scotto
:

Pietro

custodia durante

funzione.
i

man-

sionari assistono a tulli

funerali,

accendono le torcie intorno al tumulo in tutte r esequie che si


e

celebrano nella

basilica,

partico-

paonazzo, con mostre di seta, cio paonazza i vaticani, rossa i liberiani,

e Ja colla.

cani sono

due,

mansionari vatied hanno pi inprerogative

larmente pei funerali novendiali del Papa, ne' quali assistono all'uffiziatura e custodia nelle due notti che
il

combenze
della

degli altri mansionari ro-

tro,

mani, a cagione delle


loro
il

parroco e vice-parroco di s. Piecol cappellano della cappella del ss. Sagiamento, fanno guardia al
pontificio cadavere,
il

basilica.

Essi

adunque
ulllziatu-

quale

si

trova

assistono

capitolojpjielle
filiali
Il
il

re alle chiese
le

SSn che
titolo

in tulle

esposto sopra un letto nella detta cappella, guardato da due guardie


nobili e

processioni.

primo poi
di

mansionari ha

due campadei

da due
i

svizzeri.
i

Nel terzo

naro
le
pili

pontificio^

con assegno mensi,

dal

palazzo apostolico

per cui

mansionari capitoli e parrochiamano tulli chi di Roma, a seconda della nota


giorno delle roga/ioni

volle ne facemmo menzione a Famiglia pontificia, ne'ruolii il secondo deputato ad assistere come

consegnata loro dalla segreteria del cardinal vicario, per la elezione del

cerenioniere
niel
te
si

il

capitolo, allorch

per

camerlengo del clero. mansionari preparare


dei canonici in
lutti
i

Incombe
la

ai

cappella
dei

reca

ad

ufficiare nelle det-

possessi

chiese.

E
si

particolarissimo uffizio
di

dei

mansionari

ascendere
le

alla
reli-

nuovi capitolari, consegnando la tabella del giuramento al ceremoniere nell'atto che si presta, particolarmente poi assistono al possesso del cardinal arciprete. I mansionari

loggia ove

custodiscono

quie maggiori del Follo santo, della ss. Croce, e della sacra Lancia,

preparare la medesima loggia

per

quando

il

Papa

abita nel palaz-

i5o
zo

MAN
vaticano e che

MAN
assistere
basilica

vuute
della

a qualche funziune
si

de,

recano

in

anoameru segreta per

Costantino il Granquale faceva sua residenza a Treveri, e proteggeva singolarmenfiglio di


il

Costante

avverlire nionsignur maestro di ca-

te

mera
il

che principia la funzione, quindi passano a prevenire


dell'ora

i missionari che predicavano il vangelo in questa parte dell'impe-

ro.

Leggesi nel breviaiio


era scozzese
di

di

Toul
Il

capitolo pel ricevimento del Pa-

eh' egli

nascita.

pa, avviso clie lo

danno anco
;

nei

giorni de' pontificali

come ancora
pi
il

avvertono
penitenziere
jucitia

quattro

anziani

canonici per incontrare

cardinal
setti-

suo corpo fu riposto in un'antica abbazia di benedettini che prese il suo nome, e lo diede pure al sobborgo nel (juale era situata. La sua
festa

maggiore

nella

segnata
:

il

giorno 3 di
nel
di

set-

santa

e nel giorno

del suo
la

tembre
rologio
doiie.

menzionato

marti-

possesso; pralicandosi ancora

me-

romano

e in quello

A-

desima cerimonia
festa

la

mattina
recasi

delia

de' ss.

Pietro e Paolo, quan-

MaNSUR (Castello di).


scovile giacobita
tiochia, situata
al

do
tre

il

senato

romano

far

nella diocesi

Sede ved'An*

l'oblazione del calice e torcie,

uno

de* canonici sagrestani

menmag-

giori per riceverla trovasi in piviale

rosso allo sportello della


ne.
I

concessioin

vicino a Samosala, mezzod dell'Eufrate. Ne furono vescovi Stefano del 1208; Gregorio del 1253 che assistette all'ele-

mansionari tengono
le

con-

zione del patriarca Dionigi VII, ed


a quella del

segna

palme che
e
gli

si

distribuisco-

patriarca

Ignazio

11 (

che distribuiscousi dai beneficiati camerlenghi al capitolo nella lavanda delal

no

capitolo,

aspeigilli

l'altare.

Tocca

ai

mansionari

inti-

mare
si

le

congregazioni

mensili che

1264, e mor nell'anno seguente vescovo di Meiitina o Malatia ; ed Ignazio suo successore, gi vescovo di Melitina, che viveva nel 1274. Oritns christ. t. II, p. i5i2.
nel

tengono dai canonici

camerlenfun-

MANTALAo MONTALA.
go della diocesi
finato.
Ivi

LuoDelnel

ghi,
zioni
pitoli
i

come
il

nelle straordinarie
i

di

Vienna
nell'

nel

capitolo, 5

canonici ne'caIn
abito
talare

si^<Jenne

879 un

straordinari.

concilio,

Colilif.

Moiitalensc ,
re

mansionari accompagnano i due canonici camerlenghi alla presentazione del cereo benedetto al Paai cardinali segretario di sta-

quale fu dato

Rosone duca di
di
d' Aries
al-

Provenza
l'articolo
t.

il

titolo

e di Provenza,

come dicemmo
(f edi).
t.

pa ed

Francia

to ed arciprete. Finalmente

in-

XXIV; Labb
Vili.

IX;

Regia Arduino

combenza
pagnare
altre

de' mansionari di

accom-

t.

ceremoniere allorch si il porta negli anni santi, giubilei ed


processioni,

MARTELLATE,
Servite.

monache.

F,

ad avvisare
il

cae

MANTELLETTA,
usano
lati,
i

Mantellettae.

nonici delle

basiliche

patriarcali

Antichissima veste ecclesiastica, che


cardinali,
i

minori
"valicano

di
si

Roma, che
recher a

capitolo

vescovi,

pre-

visitarle.

gli

abbati

regolari,

quelli

(s.), primo vescovo Toui in Lorena. Fioriva, per ^UciUlu sembra, sullo il regno di

MANSUETO

che

la

godono per
Il

pontificia

con-

di

cessione.

Dizionario della lingua

iluhaua definisce la mautelleita, c/a-

MAN
mySf
reale,

MAN
o ornamento
o di
soggiunge, ecco
cio
scovi,
il

i5i
prelatizio
de' ve-

sorta d'insegna

l'abilo

o di prelati
petto

ecclesiastici,

mantelletto

all'uso
i

altra

dignit, che cuopre le spalle

ed

il

inesatta.

ma come vedremo Aggiunge che mantelletto


:

che ancora usano Prelati che non sono vescovi. Parlando il


Ijernini,
p.

Del tribunale della rota^

diminutivo di

Mantello

(^Fedi),

pallolumj cosi mantellina o mantellino.

25, dell'origine della manlelletta, dice che l'antico colobio la


niantelletta,

La

manlelletta

una vedi

riservala

poi

al

solo

sta

interamente aperta nella parte


si

decoro degli

ecclesiastici

maggiori,

anteriore, e

fa

di

seta,

pan-

o altro simile drapp, del colore proprio di chi la porta, senza maniche, con due larglie aperture laterali per introdurdi saia,
vi
le

no o

anche col titolo di Palloluniy o vogliam dire corto e piccolo ferraiolo. Nariu che Venanzio Fortunato vescovo di Poitiers del VI secolo,

racconta
s.

che

a
del
l),

suo
re

tempo
Lotario
usci

braccia, e con colletto

basso

portandosi
Parigi
alla

Germano
visita

vescovo di
questi

che cinge il collo, fermandosi ivi con aucinello. Quanto alla forma piuttosto ampia, ed in lunghezza
arriva
alle

(deve dire Clotario


ad- incontrarlo,
lui
,

ed

avvicinandosi a

ginocchia.
,

cardinali
,

saiicti viri allanibit


i

palliolum.
accorvaria-

l'usano di tre colori

rossa

pao-

Dipoi
ciarono

chierici
il

non

solo

nazza e rosacea, ed a' loro luoghi dicesi quando variano tali colori. Quella de' prelati foderala di

pallioluniy

ma

lo

rono nel colore, e da bianco che era in paonazzo, colore gi usato


dai sacerdoti ebrei nelle vesti, e talvolta

mostre di seta di colore cremisi , e le due aperture laterali sono


guarnite di trina stretta di seta del
iitedesimo colore

anche
s.

vestito dagli apostoli, e


il
,

pi modesto. JVonnio, sopra


sto di

te-

cremisi

essendo
seta
si-

Giovanni

cap.

dice

cucita e punteggiata
mile.
Jl

con
nella

che
del

la

veste di Cristo fu di colore

p.

boi tanni
nel capo

Gerare dice

vino, cio rosso scuro che par-

chia
la

tccl.

XLI

parla del-

tecipa del

violaceo.
la

manlelletta

de' vescovi,

Molte notizie che riguardano


mantelletta,
si

esseie l'anlico Colobio [f^tdi)^ seb-

riportano agli articoli

bene pi
Jl

corto.

Il

Sarnelli,
lett.

nel

t.

Manteli.one, Mozzetta, Rocchetto


e Sottana, perch l'abito di
lelletta

delle

Leu.

tccl,

XXVII

manprela-

della MozztLla [Fedi), osserva che


la
vi

dicesi

volgarmente

il

niautelletta fu propria de' vescolatini

tizio della
5uol dirsi:

romana
Tizio

prelatura, per cui

ed

orientali
s.

gi ai tempi di

ed usavasi Cipriano del 261 ;


,

letta,

ha avuto la niantel' Canell'esservi anntfverato;


la
la

ancora esso allrma che


quale
Ve/jisi.
s.

il

colobio

jo

ha rinunziato
dimesso
tale

mantelletta,
prelatura
;

era l'antica veste de' vescovi^ della

ueir aver

Pio

eletto nel i58, nelscrisse


:

ad

Juslutn, cos

componendosi na con coda,


mantijjletla
,

abito di sotta-

fascia,
il

rocchetto e

Tu

vero

apud

stnaloriani
loco

uritni

quale

rocchetto

Fieuttensern,
conslituLus^
vestilus,

ejus

fratribiis

et colobio

episcoponun

vide, ut iniuisteruun ,

quod

usano subito (juelli che sono addetti ad un collegio prelaed agli altri non subito si tizio,
per
couiXdti.
1

accepisU

in

Domino

intpUas,

cardinali e

patriarchi^

1^2
sulla
zetla, cos

MAN
tnantelletta
i

MAN
In

prendono

mozroc-

in

alfie circostanze,

si

tiene

pro-r

vescovi regolari, quelli


l'uso del

posilo ai relativi articoli,

come

di

cio che

non hanno
:

chetto, in

luogo del quale assumotulli


i

no

la

moz/elta

vescovi poi
la niozzet-

quando s'incede con essa. Il Sestini. Del maestro di camera^ cap. 3o del fare le visite, dice che nel
riceverle
i

nelle loro diocesi

usano

cardinali

in abito,

per
an-

la senza la manlellelta,

non

in pre-

onorare
ch'esso
pria casa

il

visitando, ed acci

senza del Papa, perch allora deb-

come
vi

loro che sono in pro-

bono
di

portare

la

manlellelta

entri

col

rocchetto

vescovi orientali
tale

non

hanno V uso
ed adoperano
i

scoperto, fanno levare dal maestro


di

forma

d'abito,

vela
voi.

camera

al loro servizio

la

maa-

scovi

francesi

non

telletta del

cardinale visitante, dan-

noanlellella, al

modo
la

detto

al

XXVI,
in

p.

35

del Dizionario^ ed

vece usano
si

mozzella,

ma

al-

dogli puie in ogni cosa la precedenza; e che nel partire tocca al maestro di camera del visitante

lorch
ria

portano in Roma, in cu-

rimeltergli la mantelletta. Ci noi

romana devono incedere senza

dicemmo
179
del
,

nel

volume
.

IX,
I

pag.

mozzella e colla manlellelta. 1 vescovi di Spagna usano la manlellelta in un alla mozzella, la quale
mantellelta ha di
particolare,

Dizionario
tranne
ai

vescovi

regolari

que' regolari
cio

che

notammo
saia del

luoghi loro, usano la


lana,

che

mantelletta di

panno o
dell'ordii

da un

lato vi

una bottoniera con


le asole,

colore dell'abito
i

molli bottoni, e dall'altro


te anteriore

ne; e siccome
melitani ed
i

domenicani,
per
si

car-

e ci in tutta l'apertura della par;

cistcrciensi,
il

per in curia roma-

dire di altri,

loro abito

non compo-

to,
gli

na anch'essi depongono la mozzetportando la sola mantelletta coaltri

ne di due
nali.
altri

colori,

si

costuma quane cardi-

to segue dai loro


1

vescovi

abiti.

vescovi tedeschi e

religiosi
al
l

domenicani

gli

svizzeri,

in

Germania
in

e nella Svizil

vestono

modo

detto ai loi

zera usano la mozzella oltre

roc-

ro articoli,

vescovi e

cardinali
scotto

chetto
ch'essi

ma

curia
la

romana anindos-

domenicani
saia,

veslono

di

deposta
in

mozzetta

cio

moietta
bianca
e

e
,

mantelletta

sano

la

mantelletta.

Quando per
di

nera, sottana
le

venne

Roma

l'arcivescovo

cui

mostre

pelli

cappa per
e

nera

sono

Colonia Clemente Augusto libero barone di Droste, si rec dal Papa Gregorio XVI in mozzetta e rocchetto, forse perch gli elettori arcivescovi di Colonia vestivano l'abi-

bianche, fascia di seta bianca e calze bianche.


I

vescovi

cardinali

carmelitani vestono di scotto o saia,


cio mozzetta e mantelletta bianca,

sottana di color tan, cappa bianr


ca,
le

to cardinalizio rosso.

cui

mostre
di

di

seta di co
le pelli

La mantelletta
i

ne gode l'uso, pa ed paramenti


nali

depone da chi per assumere la capsi

lore

violetto oscuro, e
la
I

bian-

che;
ciensi

fascia

seta di violetto

sacri:

cardi-

oscuro.

vescovi e cardinali cistcr-

non l'usano

ne' luoghi di giu-

vestono di scotto o saia, cio


mantellelta

risdizione, ne in sede vacante, procedendo col rocchetto scoperto, di ^he e del deporre la mantelletta

mozzetta e

nera,
le

sot-

tana bianca, cappa

bianca, le

cui

mostre

gli

oUraaioalani

adopq-

MAN
reno paonazze o
dall'arcivescovo d'
rosse, e
g* italiala

MAN
no
i

i53
il

la

mantelletta e

resto dell'abi-

ni del colore della

cappa,

quale
ulti-

to paonazzo.

In sede vacante tutti


i

Evora che

vescovi e tutti

prelati

incedono
tutto
al

mamente mor
nera
,

in

Roma
fascia

si

usava
bianca
seta

in

mantelletta

nera,

come

sebbene
essere.

dicesse

che

l'abito e le

Calze (Fedi),

quale
i

dovea

La

di

articolo

parlammo de'tempi che


I

nera. Gli abbati cisterciensi

vesto-

vescovi e prelati avrebbero da vestire di nero.


ci

no sottana
telletta

bianca, mozzelta,
I

mane

protonotari sempli-

e fascia nera.

vescovi

cardinali regolari sono generalmente

onore hanno 1' uso della mantelletta ed abito prelatizio nee di


;

tenuti ad usare l'abito del drapp e colore del loro ordine, meno

ro

alcune dignit di capitoli, cano-

nici,

ed
il

altri

superiori ecclesiastici,
della

quelle
loro
nella

distinzioni
,

che

diciamo

ai

per concessione

santa

Sede
a

articoli

uniformandosi
canonici

solo

hanno
di

medesimo

abito, ed altri

forma

di

quello de' vescovi e


1

colore

paonazzo.

Talvolta
la

cardinali
lari

secolari.

rego-

quelli
fu

che
fece

godevano
concessa
la a'

mozzetla,

per

fanno

uso

dell'abito di
de'sa-

in vece

mantelletta,

color paonazzo,

come quello

come
1801
di

Pio VII
diocesi

28 dicenibre
Narni^ che
gli

cerdoti secolari, giusta la costituzio-

coU'arciprete della collegiata


di

ne Duditm,
t.

di

Leone X,

Bull. loni.

Otricoli,

Ili,
il

par. 3, p.

47'- Si vegga an-

in

luogo della mozzetta,


l'uso
il

accor-

cora
lib.

I,

scritto

Caerem. episcop. cap. Ili, n. 4> il quale dopo aver dequal debba essere l' abito
regolari, dice cos
:

d
pra

della

mantelletta nera so-

rocchetto,

mediante
t.

il
il

breve
Bull.

Ex
E

romani

Pontificis, presso

de' vescovi
cipiiutur

ExreI,

ab hac rigida clerici gulares, et lUi diclum est, cap.


lib.
1,

276. noto che nelle basiliche e chiese di Roma che hanno il vicaiio
p.

Roni.

Continuatio

XI,

canonici regulares, qi rocSpirito

prelato,
in

questo

interviene in coio
i

chetto utunlur, et colore violaceo.


11

mantelletta, e cos fanno canonici


,

ve-

commendatore
dalle

di

s.

scovi

ed

vescovi

non

riceve
la

mani

del

Pontefice
pre-

canonici che vogliono assistere alla

mantelletta colla croce dell'ordisinistro


-per
lato.
I

divina uflziatura negli


nicali. telletta
I
,

stalli

cano-

ne cucita nel
lati

vescovi che

usano

la

manla

novelli, fatti

processo, tin-

su

questa portano

ca-

che
siasi

sati

abbiano un qualunque offizio, o non ne sieno dispendal Papa, vestono di mantel-

non

tena o
di seta
scovile,

collana

da

d'oro, o cordone cui pende la croce vea Collana


il

come dicemmo
:

letta

di

saia

nera,

come

tutto

e Croce pettorale

cos

prelato

debbono osservare quelli che hanno la pielatura di famiglia, perch essa non riguarda che le rendite, se pure non sono ammessi ancora alla prelatura
l'abito; altreltaulo

commendatore

di

s.

Spirito, sulla

mantelletta sovrappone ancora il cordone da cui pende la croce d'oro smaltata. AH' articolo MantelLONE diciamo che nelle cavalcate
l'usava
la

di grazia, nel qual caso vestono di paonazzo; poich coloro che sono alla

prelatura,
la

tranne pochi
mantelletta,
e

che indossavano
quali
;
i

prelatura promossi per grazia, appe-

e che ne'viaggi
prelati

e villeggia-

ua suuu ammessi

ia prelatura vesto

ture

di uiuuteltetta

iudos

i54

MAN
il

MAN
quai

sano un mantellone corto, chiamasi viatorio, le abito cani inali.

gli

italiani

ci

che

francesi ap-

oos

MANTELLO
lurn,

MANTO,

Pai-

una sorta ornamento o d' abito che le donne portano sulle spalle. Nel
di

pellarono mantelety cio

Mdiilelliun.
lo piti

Specie di vesti-

secolo

passato

in

Francia a detfu

mento, per
za
altri

iiiaiiiilit',

con bavero, e senche si porta sopra gli


1

to antichissimo
stituito
lille:
le

ornamento

so-

quello consimile di

mari'
cO"

panni.

nostri

antichi scrit-

donne

di condizione

tori

parlano d
lo

un

mantello

che
cui

minciarono a portarlo
senza

alla mattina,

scendeva per
nviluppavasi

pi sino al collo del

piede; di un gran

mantello

in

gere
tello

un principe; del volun poco indietro il manad uso di gueira ; del Mandi

ed allora quella specie di veste era Cappuccio [Fedi) e divenne comune, il Muratori nelle Dissert.

sulle

atilich. ital.y diss.

XXV,
rozzi,

parlando delle
disse che nel

vesti

de'secoli

to

Papale,
e
di

manti verdi,
altri

cilfslri,

secolo

XI

la

crosina

persi,

colori.

vestimento

risale

alla
i

pi
di

Questo remola

o crosna
per
lo

fu

un mantello formato
di

antichit, poich

figli

No

ri-

costo.

cuoprirono

un
vol

mantello.
dalla
il

sciandole
arrest

di lui nudit con Giuseppe ebreo s'inmoglie di Putitar lasuo mantello ; e Saule
la

Samuele
li

pigliandolo

pel

mantello,

mantello fu molto u-

sato dai greci,

nemente conosciuto
vanti
tello
gli

fu comuromani aAntonini. Sebbene il mandai


fosse
l'

ma non

pelli e di molta Tutte le vesti poi si chiamarono anticamente raubae e robae, tanto in Italia che in Francia, anzi fu essa voce trasportata a tutte le suppellettili, e gli spagnuone servirono per ogni sorta li se di vesti. Nel secolo XIII si usava la veste balandrana, donde venne un gabil palandrano significante banOf cio il mantello colle mani-

pi

divenuto
i

insensibilmente
de' filosofi,

che. Palliuni, dice lo slesso


tori
,

Mura-

presso
antichi

greci

abito
sui

trovansi

tuttavia
vari

monumenti

ed eroi rappresentati col mantello o col manto. Gli eruditi non sono d' accordo
dei

chiamato dagli antichi romani quello ch'era mantello senza maniche, e ritiene tuttavia il
era

nome di mantello e di F. Manto Pontificale.


Il

tabarro.

sull'origine

del

nome

di

manto,
o
niaii-

mantello
io

in

ed alcuni
cabolo
teluuiy

lo

fanno derivare dal voniantel,


italiani

latino maiiLelluni

venne usato in una parte

tempi tutti i Europa, ed anche


fu per pi
tra
i

dell'Asia,

ovvero da
celtica. Gli
il

antica

comune
francesi.

tra gli
Il

spagnuoli e

parola

da manto

mantello
pelli

foderalo di
preziose era

trassero

vocabolo di MaiUelletla
delle

vaio

o di altre
si

(Fedi)^ o maaielletlo o manlellina,

propi io
elevato
:

a'personaggi del grado pi


alfbbiava
cui
sulla

parlandosi
rate
di

manteUiue
delle

lode-

spalla

vaio

mantelline

destra, per

da
la
il

quel lato era

alla cavalleresca,

vestimenio riser-

sempre aperto, e
interamente libero
e
il

persona aveva
braccio destro;

bato

alle

pejxone distinte, e conver-

tito in Cappa [Fedi) dai bcuoni. Mantellone (Fedi) si disseto grani

manto

si

rivoltava su la spalla

sinistra

affine di lasciare

pi libero

di

mantelli. Mantiglia

chiamarono

l'uso delia

spada. In

Fraacia co-

MAN
me
altiove
il

MAN
avea una
di

i55
volte que'

Qianlello

vano
telli

il

pi delle
colore
a

man-

specie di stiascino sul

dietro e
Italia
si-

di

un

bellissimo scarlatto ver-

cadeva sino a terra, e in

miglio,
si

che

maggiormente
dell'abito
nel suo

no al vano
gradi

collo
i

del piede. Si

dislinguej

avvicinava
Il

quello

diversi

ordini o

diveisi
r

rtale.

Du

Gange
alla

Glos-

de' signori

o feudatari, pt

sario fa
t'ir/iy

vedere

parola
delle

Manpi
tra-

J'aiiipiezza

dell' orlo

nitura, e pi
lit

ancora
vaio,

o della guerper la quadi

che

r investitura
si

grandi dignit

faceva colla

della

pelliccia,

d' ordinario

dizione del mantello, e questo sem-

araiellino
di

o di

che

serviva

(oder e slendevasi
al

tutto intor-

no

mantello

medesimo,

per

la

tempo sostituito alarmi e alla maglia. Si adoperarono mantelli ampli e robra


essersi col
la

cotta d'

larghezza del
J'inf'uori,

collare

ripiegato al-

tondi, di colore scarlatto, ch'era

il

e per la lunghezza dello


coda.
Si

pi distinto, di grigio, di azzurro,


ornati di ricami, di galloni, di fibbie,

strascico o della

in Fiancia mantello

d' onore,

chiam un
fode-

di

strisele

di

ganzo
se

d'

oro

lungo mantello
rato di

di

scarlatto

di

seta.

Dei

mantelli
di quelli

ne parla

armelliuo,
pi

che

permesso

agli

articoli

era di

portare soltanto a'cavalieri,


il

se qualit e

che in diverforme ne hanno l'uso.

come

nobile

distintivo

che

Dei
tari,

manti

imperiali, reali, princi-

avere potessero, allorch non erano coperti colle loro armi. Figura di
quell'antico mantello dicesi

peschi e cavallereschi, e dei digni-

egualmente
relativi
,

se

ne

tratta agli

rappre-

articoli

come ImferatorEj

sentare que pezzi di velluto ed altre stofie


strati o
ai

che

si

danno

ai

magidiritto

dottori delle diverse fa-

colt;
ch'essi

come

pure l'antico avevano di portare

Coronazione, Re, ordini equestri. Del MandiaSy vestimento de' vescovi greci ossia mantello antico, vse ne parl nel \ol. XXXI I, p. i4S
,

il

manpiiii-

del
dei

Dizionario,
mantelli
luoghi.

ed

altrove;
ecclesiastici

cosi
ai
si

to di armelliuo,

viene tuttora figu-

degli

rato negli
cipi

stemmi de'duchi e
,

loro

diversi

articoli

di

alto
in

lo era

rango ed altre volte Francia in quelli de'pri-

parla di

quegli

imperatori,

re

principi, che col

manto

e la coro-

mi

presidenti, ornati di

un

berret-

to cilindrico, che

perci
1
i

dicevansi

na baciarono addestrarono
valcato, oltre

piedi al

Papa, e

il

cavallo da esso ca^

presidenti
i

a morticr.
baroni e

duchi per,
cavalieri
in-

altri

omaggi.

conti,

MaNTLLLONE, Magnus mau^


tellusy accrescitivo di
di)y

dossavano un mauto di panno scarlatto. 11 manto o il mantello divent e riguardossi per lungo tem-

Mantello (A^edi

mantello grande. Dicesi talvolsoi)rana,


11

ta

specie

sopravveste

po come
francesi
si

il

simbolo

distintivo

anche i re accostumarono a donare mantelli ai nuovi cavalieri, a quali accordarono l' onore dell'abbraccio
della cavalleria, cosicch
nelle feste solenni e ne'giorni delle
corti
vistosi

manleilone una sopravveste talare senza maniche, aper-*


lunga.
ta

mLerauicnte
per

nella

parte antela-

riore,
terali

con due larghe aperture


introdurvi
le

biaccia,

plenarie.

Per

renderli

pi

con colletto basso che cinge il collo fermandosi ivi nei davanti con
anciuciio.

o pi

onorevoli,

disUibui-

lungo

sino

ai

piedi,

:;6

MAN
<Uie altre aperture laterali per
ci

MAN
ed
il

con

sotto -chierico

della

cap-

introdurre le

mani
dalle

nel sott' abito

pella

pontificia coi

loro soprannu-

sottana

aperture
la

delle

meri,

e l'udciale extra onines cu-

braccia pendono in tutta

lunghez-

stode del

concistoro.

Agli

articoli

za del

mantellone due strette e finte maniclie senza apertura, e so


alle alle

degl' individui

no attaccate
corrispondenti
tellone
di

parti
spalle.

posteriori
Il

man,

sunnominati, come dicemmo, sono riportatele analoghe particolarit, e qualche differenza, come per esempio i chierici e sottochierici

colore paonazzo

di

della

cappella

e loro

so-

panno,
stre
lore,

di seta di

e di saia, con
seta di

mo-

o fodere

egual co-

con cuciture e punteggiature simili. L'abito di mantellone consiste nel mantellone, fascia^ sottana senza coda con bottoni paopaonazzo , calze nazzi, e collare
nere e scarpe con fbbie: questo abito proprio dei Cubiculari [Ve^
di) o Famigliari del

prannumeri, neirinverno indossano Tutti i suddela soltana di saia. quasi tutti ne hanno scriui, che l'uso, neir assumere la cotta o la soltana o veste rossa con cappa simile
,

depongono

il

mantellone.
usato
del cardinal

L'abito di

mantellone viene
cappellani

anche dai

patriarca di Lisbona.

Papa
panno
di

[Fedi).

Quelli che

hanno

l'uso del

manprima-

Il mantellone di saia paonazza egualmente propizio de' Cursori pontificii ( Fedi)

tellone e sottana di

nell'in-

e con essi incedellero


cate,

nelle caval-

verno e
sano
seta.
il

in

gran parte
la

cuni

sopranis

violaceis sub
,

vera, nel restante dell'anno indos-

geuu.
finte

mantellone e

sottana di

Quelli

che

in

tutto

l'anno
seta,

hanno
portano
saia.

l'uso della

sottana di
il

Il mantellone traime le maniche, una Mantelletta (Fedi) lunga. Il cav. Artaud nella Storia di Leone XII, rimarca che

sempre
lutti

mantellone di

quando
to di

questi era cameriere segre-

A
.

poi

comune
degli

la

Pio

VI,

distinguendosi

coi

fascia di
simili

seta

paonazza con fiocchi


uni

molti spiritosi,

mentre

un

giorno
//

Le
altri

particolarit

indossava

il il

mantellone forse trop-

e degli

sono riportale ai loro articoli: tullavolta qui nomine-

po

lungo,

Papa

gli

disse:

vostro

mantellone e troppo
il

lungo.

remo

le principali.

L'abito di
e di seta

manl'usa-

Rispose
vostra

prelato:

Oh! poco

male^

tellone di

panno
i

Santit

pu raccorciarlo a
storico crede che

uo, oltre

maestri delle cerimonie,

nio piacere.
il

Lo

camerieri segreti partecipanti, quelsegreti

prelato

con

quelle

parole

vo-

soprannumerari, quelli di onore, e quelli extra urbeni; i cappellani segreti, di onore, ed extra
fi

lesse alludere all'abito


ta,

di mantellet-

ch'ebbe dipoi,
di

Quegl' individui

che coll'abito

mantellone godo-

'ni

urbemj chierici segreti, cappellacomuni e loro soprannumeri,


i

gli

aiutanti

di

camera,

il

maestro
con

no d titolo di Monsignore [Fedi)^ sono per antonomasia chiamati /?relali di mantellone, o monsignori
di mantellone, e
gentilizi

di casa

de'sacri

palazzi apostolici.
di saia
i

L'abito di mantellone sottHoa di


i

.seta

l'usano

bussolanti,

maestri

ostia ri

virga

rubea
i

i:hier|ci

dei sacro ;Collegio,

chieii->

nei loro stemmi sovrappongono il cappello prelatizio con due fiocchi. Sulla (rma del iiianleiioue e sue lunghe fiale d maniche pendenti dalie

MAN
spalle,
il

MAN
giordomo,
telletta
il

i5j
di

p.

Bonanni nella Gerar-

maestro

camera,

chia eccl. p. 474j osserva che vi furono aggiunte pei* qualche pru-

l'eleuiosiniere o altri prelati di

del seguito
il

j)ontincio,

mannon

dente
ciasse

motivo.
l'uso

Quando ne comin-

usano

rocchetto, perch indossaviatorio, cio


la

l'ignora,

ma

citando

il

no

l'abito

sottana

Bernini,

Del tribunale della


ne'

vola,

senza coda ed
finte

un

maulelloiie con

soggiunge che
cio
nei
tre

tempi

antichi,

primi

secoli

della

uomini furono usate \esti talari senza maniche, a difdonnesche e ferenza delle vesti
Chiesa, dagli
,

che dette
le

vesti dicevansi pallii, dal-

maniche, ambedue corti un poco pi dei precedenti il sagrista essendo religioso, veste un ferraioIone nero con sottana simile con coda, e fascia di seta nera con fiocchi. Oltre quanto diremo aH' ar:

quali

falde che

pendevano alcune lunghe da amho le spalle gi


in

ticolo

iresti

cardinalizie

(Fedi)^

qui noteremo
i

che

1'

abito viatoi io

scendevano sino ai piedi, appunto che si la guisa


nei mantelloni
usali

quel-

cardinali

solevano usarlo
e
visite

comufuori
si

vedono
chiesa

nemente
e per le
di

ne' viaggi

vilieggialure
chiese

nella

delle

romana.
nel
lib.
,

riferisce

Onorio Augustodunense I, cap. 282, Geni, anim., che hujusmod veslibiis

Boma;

ora da pochissimi

ai

dopera,
defunti

e l'usarono tra gli altri


cardinali
,

Giuseppe Sala e
questi

eliam senatores usi sufit, ex quihus in ecclesasticum usum Iransieruntj e

Giorgio Doria

morto

nel

perci

mantelloni

li

dice pi. antichi delle

mantellette,

1839. L'ultimo prelato che io abbia veduto incedere coll'abito viatorio fu monsign.

1837,

l'altro

nel

come
3Vel

leggo nel
pallio

medesimo
si

Bernini.

JNicolai

uditore

generale della

ca-

suo libro inoltre


il

apprende,
di

mera,
lato

che

era

bianco,
clero e

lino

morto nel i833_, oltre il vivente monsignor De Ligne predomestico


de' prelati

e di lana,

poi

nero,
il

quindi
i

paoe

preftto

delle

nazzo,

quando
il
il

monaci
vesti,

cerimonie
rio

pontifcie.

L'abito viatodi
di

adottarono
restando
famigliari

nero nelle paonazzo ai /^. del Papa.

ha mostre
punteggialo

seta

primari

cremisi, ed

seta

Colori

simile

essendo
i

pure

di

colore
all'abito

ECCLESIASTICI.
1

cremisi

bottoni.

Quanto
ecco

cubiculari

o intimi famigliari

viatorio de' cardinali,

quanto
p.

pontifcii

che

hanno
il

l'

abito

di

dice

il

citato p.

Bonanni

444-

mantellone, seguendo
\iaggi

Papa
tanto

nei
il

questo di lana e ancora di secolore violaceo


os>sia

villeggiature
la

ta di

o rosso, con

mantellone che
essere

sottana

devono

mantello

tabarro della mede-

pi corti, ed arrivare a mezze gambe per maggior comodit, potendo usare le calze pao-

nazze quelli
di monsignore
all'articolo

che
,

hanno

il

titolo

sima lunghezza e colore, e maniche lunghe pendenti, e mozzelta; le calzette per ed il cappello si porne in tale tano di colore rosso
,

che parlammo Camerieri del pArA, e


di
le

azione opera
tale abito

il

caudatario (siccome

arriva

ne indicammo
bito

persone

tale

a-

e
la

perci non

a mezze gambe ha coda o strascico,


sostenere
il

chiamasi

viatorio.

jVei
il

mede-

quale suole
nel

cau
si

simi viaggi e vilieggialure

mag-

datario)i

tempo

pasquale

TB
*'.

MAN
Egli ne riporta
uditoti di
la
fi-

MA
da come
fiocchi.
i

N
di

usa rosso

prelati

mantellettn,

gura. Neil* esequie novendiali

del

oltre la fascia

di seta

paonazza con

Papa defunto,
e
gli

gli

rota
nelle

L'avvocato de'poveri e l'avfisco,

avvocati
risano

concistoriali

vocato del

siccome anpartendegli

cappeile

un
di

maiitellone con
di saia

gono
esso,

al

collegio

avvocati

cappa o cappuccio
za,

paonaz-

concistoriali, allorch

incedono con
niantellettone,
Di

con sottana

saia nera,
liscio

ed

non portano
l'abito

il

primi con

rocchetto

senza
in-

ma

loro proprio.

questi

merletti: siffatto mantellone lo

dossano
iiei

nelle

circostanze indicate

quattro prelati di uiantellettone si parla ancora agli articoli Commissario^ Fisco e Poveri.
telione nero,
rosso,
Il

voi.

Vili, p.
del

91

XVI,
ove

p.
si

man
a-

32 e

35

Dizionario,

paonazzo, tnrdagli

descrivono meglio.
All'articolo
si

chino,

ec.

si

usa

ancora
detto

Luogotenente [Vedi)^
luogotenenti
to-

lunni de'rispettivi

Collegi e Stniiai

detto che ai
della
il

nari [Fedi)
articoli,

al

modo

loro

gali

curia

romana,
il

fu

cou-

ed a notarsi, che a totpassato


gli

cesso

manlellone

nero simile a
fiscale

to

il

secolo

alunni del

quello che indossavano


sero decorati
del

collegio

l'avvocato de'poveri priuia che fos-

Nazareno di Roma, nel mantellone paonazzo avevano nelle


parti
esteriori

ad

esso

furono

poi

paonazzo, e che aggiunte le

del davanti, in

tutta

lunghezza, mostre di seta rossa, mentre

raezze maniche
delle
vesti

della forma circa o soprane rosse dei cubiculari pontificii I monsignori avvocato de'poveri, avvocato gene.

in

tutti

gli

altri

mantelloni
di
la

le

mostre sono cucite al Nelle Cavalcate (Fedi),


tura

dentro,
prela-

cavalcava

con
o

mantelloni
e

rale del fisco, procuratore generale

mantellette

con

cappucci,

con

del fisco,
della.
ti

e commissario generale camera, sono chiamati preladi mantellone (i quali possono


tali
offici

cappello pontificale

semipontifile

cale o usuale, secondo

loro pre^

rogative.
pi

Riporteremo alcuni eseindalle relazioni


in
si

avere

sebbene
in

abbiano

estratti

in

ita-

moglie,

ma non
gi sono

possono prenderne
possesso dei

liano,

che

latino,

delle

caval-

quando

cate pei possessi dei

Pontefici;

ma
dei

medesimi offici) per quel vestiario che descrivemmo parlando di loro a Camera apostolica, e che usano con ampio mautelletloue, magnus iiianfdloy di panno o di seta paonazza secondo
i

siccome non sono


vedere
gli

esatti,

meglio

articoli

di

ognuno

nominati.
I

patriarchi, gli arcivescovi ed


assistenti
al

vescovi
cio^

soglio

pontifi-

tempi, pi gran-

nel possesso di Gregoiio

XIV

dioso dei mantellone, e senza

ma-

del

iSgo, cavalcarono
viulaceis,

in

mantel-

niche finte, nel resto eguale,


le

meno

Ione e cappelli pontificali, nianteUis


latis

aperture

laterali

per
di

le

braccia,

ed

protonotari in
i

che sono guarnite


le

trina stretta

mantelletla e rocchetto;
nieri,

ceremoIn
({nello
gli

di seta cremisi, essendo le

mostre,
e
le

niantellis volaceis.

punteggiature,
della

bottoni
dello

di

Clemente

Vili
in

del

092
;

mostre
colore.

sottana

stesso

uditori di rota

manielloni neri

Assumono questo mauteleoa co^

e cappelli

neri

pontificali

ed in
in

lettone colla sultana simile

quello di

Leone XI

del

i6o5

MAN
manlellelli
pontificali.

MAN
neri
pontificali,

1D9
di

neri

cappelli

con ornamenti neii alle


possesso

In quello di Gregoi io 1621 i vescovi e protonotari con aianlelloni e cappucci sulle spalle, con cappelli pontificali, magns mantellis et caputiis circa humerqs; gli abbreviatori, mantel-

mule.

Nel

Clemente
sLs

XV

del

del 1670, Succedehant

prae-

lati

coppellae

papalis

videlcet

abbreviatores de parco majori^ et votantes signaturae acolyihi amicti


mantellettis

supra roccheltoSy

el

ca-

lettis

et

capitliis

circa

gli

uditori di
nigris;

rota,
gli

humeros ; magns manprelati

puliis supra hunieros inversis ^ et pileis

semipontificalibus

supra
nigris^

bireta,

tellis

altri

cum
g^*

Eorum^ quibus

insidebant^ equi oret

rocchettis el mantellettis. Nel posses-

nati erant stragulis

haClc'

so d'Innocenzo

nel

1644}
^\'\

benis, ut dicitur d mantelletto.


rici

abbreviatori

cum

mantellis et cauditori

camerae

apostol.

et auditores

putiis violaceis inversis j


inversis nigris

rotae, subdiaconi

apostolici induti

di rota mantellis ampliSy et caputiis


;

il

governatore
i

cum

tantes

magnis mantellis, et caputiis^ equimulas phaleris, et habenis


violaceis pontifica li ter adornatas^ et

rocchetto el

mantelletta ;

maestri

di cerimonie,

mantello

et

capulio

deferentes
tijfcales

in

capite
bireta
,

galeros

suddiacono uditore di rota colla croce, manlellone violaceo et caputio inverso j i vescovi
violaceo
\

il

supra

ponAccede'

bant patriarchae

archiepiscopi et

episcopi assistentes,

assistenti^

mantellonibus
\

et

caputiis
assistenti,

violactij

vescovi

non
:

rocchettis et mantellettis
igilur

equitabant
nonnulli

ac protonotarii de numero participantum^ induti magnis mantellis^ ec caputiis vio^ laceis, et pileis ponliflcalibus supra
bireta in
capite^ equitantes
et

post protonotarios

mulas

rejerendarii sine rocchettis^ manicilettis

phaleratas stragulis^

habcnis de

tamen induti

et

pileis semi-

lana violacea
scopi
et

,
,

quibus succedebant
videlicet archiepi-

pontificalibus.

Ed

in

quello

del

plures praelati

1667

di

Clemente IX, in mantelcappuccio


testa,

episcopi

non

assistentes.

Ioni, rocchetti,

al

collo

ac referendarii
chettis
leris

mantellettis^ et roc-

e cappellone

in

sopra mule

amicti, equitantes
nigrOy

cum phain.

con valdrappe pontificali; gli altri prelati con mantelletti, rocchetti e cappelloni, compresi gli uditori di rota, che da Alessandro VII avevano ripreso il colore paonazzo nelle vesti. In altra relazione di Gregorio XV, non essendo come avvertimmo tutte esatte, si dice che
diversi
prelati

de panno
In

habentes

capite bireta, et pileos semipontificales.

quello
i

d'

Innocenzo
assistenti
,

XI

del

1676,
collo,
i

vescovi
rocchetti
cappelli

mantelloui,
al

con cappucci
in

pontificali

testa;

prelati

referendari con roce cappelloni, su con valdrappa alla

chetli,

mantellette

cavalcarono
i

in

roc-

mule guarnite
pontificale.

Ghetto e
vi

mantellella, che
incetlerono in

vesco-

assistenti

mantel-

di

Ioni,

rocchetti

cappucci,

con

cappelli

pontificali
,

con

valdrapvescovi

Nel possesso del 1724 Benedetto Xlll andarono in mautelione con cappuccio e rocchierici di camera i gli chetto
:

pe paonazze non assistenti


chetti,

e
al

gli

altri

uditori

di

rota,

maestri

di

ceii-

soglio, con roc-

n)onie, Tuditoie
ce,
i

di rotta colla cro-

maulelloni, e cappelli semi-

palriaichi,

aicivescovi

ve-

i6o
scovi,

MAN
maggionlomo, prolonotarl. In
volanti di segnatura,
i

MAN
tellone

cavalc

il

solo

crocifero,

niantoilctta e rocchetlogli abbreviatoli,


i

il

maestro
del

procedendo gli altri cubiculari in cappa ; in iuaiitelletla e rocchetto


il

di

camera,
i

vescovi

non
i

assistenti

ed
1

referendari.

Nel
XIII,

possesso

governatore e il maestro di camera, in cappello usuale; in mane rocchetto


i

758 di Clemente
con gran

vescovi assi

telletta

referendari,

il

slenti

mantelli, cappucci

resto della prelatura in cappa. Nelle

e cappelli pontificali, su mule bardate di color paonazzo, e finimenti


dorati;
i
i

cavalcate poi per


le

le

quattro cappel-

annue,

cavalcavano

come

nei

vescovi

non

assistenti

possessi, gli

abbre viatori
le

di parco

referendari
e

con rocchetto, mansemipontificale,

maggiore, in rocchetto, mantelletta


e cappuccio sopra
ti

telletta

cappello
di

spalle,

coper-

su mule bardate

nere

il

prelato

di

cappello semiponlificale, sopra


di

maestro
e

camera
e
di

con rocchetto
usuale,

mule bardate
poi
rici
i

color paonazzo;
i

mantelletta
in

cappello

votanti di segnatura,
di

chie-

e cos

quelli

Clemente
di

XiV
que-

camera

gli

uditori

di

e Pio VI.

Nel

possesso

rota

in

gran mantelli e cappucci,

st'ultimo nel

rota cavalcarono
leili,
li,

1773, gli uditori di con ampli mandi

con cappelli pontificali e mule bardate di paonazzo ; i maestri di


cerimonie con mantelloni, cappucci
e cappelli semipontificali
;

cappuccio e cappelli pontifica-

su

mule bardate
gli

paonazzo, e

il

mae-

quello portante la croce

con roc-

stro di
telletta

camera
e
di

in

rocchetto,

mani

chetto;
pucci

altri

prelati,

quello di Clecnente
e
cappelli

come in XIV, con cap,

cappello in testa, sopra

mula bardata
triarchi
stenti
,

paonazzo
di

pa-

semipontificali
gli

arcivescovi e
prelati

vescovi assifiocchetti

su mule bardate di nero;


vescovi e prelati
raantelli, cappucci
,

arciin

coi

di

fiocchetti,

pongualdrappe paonazze e guarnizioni dorate; i vescovi non assistenti ed referendari di segnatura, con rocchetto,
e cappelli
tificali

su

mule

con

protono tari con gran mantelli, cappucci e cappelli pontificali, sopra mule bardate di paonazzo con finimenti dorati ; e gli arcivescovi
e vescovi

non

assistenti,
,

referendi

dari di segnatura
chetto,

vestiti

roc-

mantelletta e cappelli semipontificali,

mantelletta

cappello se-

su

mule bardate

di nero;

mae-

miponlificale, su

mule

bardate di

stri delle

cerimonie in mautelloni e
semipontificali,

paonazzo.

cappelli

su cavalli

con finimenti
pel possesso di

paonazzi. Nel

i8or

ANTICA Francesco, Cardinale, Francesco Mantica, nato onorevolmente


in

Pio VII, cavalcai

Pordenone

nel

Friuli,
essersi

rono

in

mantello ne
segreti

camerieri di

ma

oriondo di Udine, dopo


nelle

onore,

partecipanti,
dice

ma
al-

profondato nello studio del diritto


civile di

la relazione
tri

non

come
di

gli

universit di

Padova

prelati.

Ne' possessi
in

Leone
di

XII

e Pio Vili
i

mantellone casegreti

valcarono
onorie,
telletta

camerieri
il

Bologna, ottenuta nella prima la laurea in entrambe le leggi nel 1 558, divenne in essa pubblico
professore
re
nel
1 ,

non che
il

crocifero, in

man-

e vi
:

governatore. Nel posses-

56o

tra
i

cominci a leggegli altri ebbe a

so del regnante Pio

IX

in

man-

suoi discepoli

nipoti di

Clemente

MAN
Vili, ed insegn per lo spaiio di con indefessa cura ventisei anni,
ed attenzione. In questo lerapo si diede a comporre un'opera insigne
assai
la

MAN
sua
la

i6t

diaconia, ollente per titochiesa di e Paolo


s.

lo
lo.

Maria
e

del

Intervenne

alle elezioni di

PopoLeo-

ne

XI

Vj

riputata,

intitolata

De

con-

ina nel

principio del

mor in Roi6r4j in et
dove
assai
alle

jecturis
stinta

ultmarum voluntalum, diXII libri, che per la pricna volta fu stampata in Venezia
in

d'anni ottanta non compiti, e rimase sepolto

in detta chiesa,

sue ceneri

fu eretto
nitido

un

ele-

nel

1579. Avendo poscia veneto proposto a Sisto


soggetti

il

senato
alcuni
rota

gante

avello,

posto nel

lato interiore del

pilastro esistente

per

1'

uditorato di
essi

avanti la
gi
,

sontuosa
si

cappella

Chi-

veneziano, e tra
nulla di ci
tizz
il

Francesco, che
il

dove

vede

il

busto del car-

seppe,

Papa

facol-

tribunale della rota a sce-

gliere chi

pi

gli

piacesse,

laonde
sua
ave-

a pieni voti
la

egli

rest eletto, per

fama

ch'erasi procacciata di

scienza legale,

per l'integrit e

modestia de'suo costumi.

Dopo

scolpito al vivo in fino marmo, e fregiato d'illustre elogio. Germanico suo nipote arcivescovo di Famagosta nel 161 8 diede in luce a Pxoma le sue Decisiones rotae romanae. Questo porporato ebbe dagli storici molte lodi e fu
di naie
,

re per dieci anni esercitato tale uffizio

detto principe de'giureconsulti.

con somma rettitudine, riputazione e decoro d'illibato tenore di vita, ClementeVIII a'5 giugno iSgG lo cre
cardinale
dell'

MANTICA
le.

Francesco

Francesco, CardinaMantica nacque in


fatti
i

Roma

da nobile famiglia romana


suoi
allo stato ce-

ordine

de' diaconi,

a'i4 settembre 1727;


studi volle dedicarsi
clesiastico

conferendogli per diaconia la chicsa di


assai
s.

Adriano.

Come
gli

per era
fu assevati-

e porsi al servigio della

scarso di rendite,

santa Sede, quindi per le sue belle

gnata l'abitazione nel palazzo cano, dove


casta,

doti fu

ammesso
fece

tra

camerieri
civile

men una

vita

frugale,

d'onore da Clemente XIII, che nel

sobria ed applicata indefessaallo studio,

1766
della
re.

lo

uditore
e

del

mente
gio
di

che gli diede apubblicare in Roma nel


altri

camerlengato,

divenne canonico

16 IO due
con questo

volumi

di materie

legali, divise in

ventisette libri, e

titolo:

Vaticanae lu'
et

cubrationes de
conventionibus
',

tacitis

opera
della

amhiguis che quansullodata.

Maggios. Maria Clemente XIV lo fece prelato domestico, poscia Pio VI nel 1776 lo promosse a chiecamera con la presidenza rico di
basilica di

Nel

1769

delle
gli

acquee

ripe, poscia nel

1785

tunque non
ininore di

manchi
quello

di merito,

confer la presidenza delle stra-

de.

Nei dieciotto anni del suo cardinalato pot adunare considerabile

Divenuto decano de'chierici di camera, Pio VII nel concistoro dei 23 febbraio 1801 lo cre cardi-

somma
divise

di denaro, che in morte generosamente tra i suoi famigliari ed i poveri. Essendosi ini-

naie dell'ordine de' preti, e poi nel concistoro de' io luglio gli confer

per
sul
lo

titolo

la

chiesa

di

s.

Prisca

ziato al

sacerdozio,

ne fu ordinato

Monte Aventino, annoverandoalle

dal cardinal Valerio. Allora passato all'ordine presbiterale e dimessa VOL. XLII.

congregazioni del concilio,


indulgenze
e sagre reliquie,

delle

II

iG2
Inuretana.
tia

MAN
s.

MAN
tranne
za,

della fabbrica di

Pietro, e della

Dopo unn breve


perniciosa con

malat-

ornamenti e simile. Dal collo


gli
i

la
si

grandezdistende

di febbre

male

oltre

piedi, senza

maniche, aperfermate
di
le

interno, mor in

Roma

a*i3 aprile

to interamente nella parte anteriore.

1802, in et

di circa settantasei anni,

Sul petto vengono


parti

dopo quasi quattordici mesi di cardinalato. Essendo morto nel mar4ed


santo, rest in casa
sino alia sera
festa

due
perti

da due
,i

ancinelli

ar-

gento dorato,
dal
liturgici

quali

vengono coAlcuni

Formale (Fedi).
dicono che
la

Paquale per venne incassato nel giorno di Pasqua. Accompagnato dal parroco di s. Lorenzo in Lucina, fu trasdel
di

marted seconda squa il cadavere, il

portato
religioso

nella

chiesa

di

s.

Maria

d'Araceli, per cui v'intervenne

un
si

minore
i

osservante. Ivi

celebrarono

funerali

con

l'inter-

vento di Pio VII e del sacro collegio, pontificando la messa il cardinale Firrao. Terminati i quali il corpo fu sepolto nella cappella
gentilizia

cappa o piviale significa 1* eminente dignit del sacerdozio; e la coda o strascico vogliono che dimostri, che la dignit sacerdotale durer sino al giorno del giudizio. Al medesimo era aggiunto anticamente dietro le spalle il cappuccio, ed in suo luogo pende dietro le spalle un indizio di esso, mediante un pezzo del medesimo drappo di forma semicircolare, e cucito nella sola parte

superiore.

di

sua

famiglia, dedicata

Il manto pontificio di colore bianco, rosaceo, rosso e ver-

alla

Madonna
il

di Loreto.

Di que-

de, secondo

sta parla

p.

Casimiro da

Roma
nel

a p.

182 delle
chiesa,

Memorie

istoriche

di detta
1

dicendo che

i tempi, il cui fondo sempre di drappo di seta, con magnifici ricami d* oro nei lembi estremi detti la pedana, di fiori

598 Carlo Manlca con testamento ordin l'erezione di una capmedesima, in onore di Maria di Loreto. In vece Muzio suo figlio nel 1620 acquist da
pella nella
s.

sparsi per tutto


tri

il

fondo, e di al-

ricami,

massime nelle larghe

mostre anteriori , che circondano pure il collo, e nell'indizio dell'anil quale inoltre decorato di frangio a granoni d'oro. Talvolta le dette mostre furo-

tico cappuccio,

Mario
s.

Piccolomini la cappella

di

Sebastiano, e dopo averla orna-

ta

con

quadro
la

della

Madonna

di

no

fregiate colle
si

immagini

de'santi,

Loreto, pitture, dorature e colonne,

ed altrettanto
tovato

pratic nel

men-

ad essa
la

dedic, per cui divenne

pezzo
.

di

drappo attaccato
degli odierni

cappella gentilizia con


famiglia Mantica. Al
fu

sepolcro
cardisepolcro
sepolcralui
e-

alle spalle

Alcuni

della

nale

posta
loda

nel

suo

una marmorea
le

iscrizione
uffzi

manti pontificali, nell'estremit delle mostre si vedono decorati degli stemmi pontificii dei Papi che li

che

gli

da

sercitati.

MANTO
ficals.

Pontificale o Papale.
Pluviale^

manto pontificale, il Papa adopera ancora il piviale della forma di quelli comuni , se
fecero. Oltre
il^

Mantum swe
con
strascico,

Cappa

poti'

recasi a dare la benedizione col

ss.

Veste sacra ed amplissima


il

Sagramento
viale

in

qualche chiesa, ed
funzione.
II

quale

non ha

il

in qualche altra
pontificio,

pi-

Piviale

(Fedi),

che

nella

forma,

tranne

la

minore

MAN
ampizza e lunghezza del manto, nel resto simile a questo, essendo ordinariamente il suo fondo di seta, con nobilissimi ricami d'oro. Dicemmo altrove quanto riguarda
i

MAN
morti; e nel cap.
nali

i63
dell'annide' cardi-

e in celebrare la solenne messa dei

XVI,
e

versario de' Pontefici


,

celebrato dal Papa co* para-

colori ecclesiastici

degli

abiti sa-

cri

del Pontefice,
il

il

quale ora non

usa mai n
stola,
il

paonazzo, tranne la

menti neri, e data l'assoluzione dopo la messa col piviale nero. Di tutto andiamo a darne un breve cenno.
Il

ne

il

nero, ed in suo luogo

Giorgi chiama

moderno

costu-

Papi adoperavano il colore nero lo abbiamo dal Rituale del cardinal Gaetani cap. 82: Notandum ejfuod temporihus romanoriim Pontiflcum Joannis XXII, Benedicti XIl^ Clemencolore rosso.
i

Che prima

ts

Gregorii XI,

FI, Innocenlii VI, Urbani V^ et Urbani VI fiat

observatum qiiod Papa reversus ad cathedram, in ea stando resunipsit planetam nigrani. Cosi anche si dice nel Ceremoniale di Gregorio X, num, 19, a septuagesima vero, usque ad prmam dem quadragesitnae

che ne' divini uffizi e sacri misteri, quando la Chiesa romana usa il Papa adoil piviale paonazzo, peri quello di colore rosso, ad imitazione della greca che lo usa in segno di mestizia, non avendo mai la romana Chiesa imitato la greca negli abiti sacri. Innocenzo III narra che fu questione se nella festa
de'
ss.

me

Innocenti

si

debba usare

il

colore rosso o nero, mentre la Chiesa

romana usava
giorno. Nella

il

denotare
tal

l'afflizione

paonazzo , per che provossi in domenica Laeta-

Papa

utitur colore nigro, et


s.

facit processonern de

Anastasia

e nella domenica Gaudete il Papa usava gl'indumenti paonazzi,


re,

usque
pa,
et

ad

s.

Sabinam,

aia

discalceati.

Giorgi,
tefice

Gli abiti del

vadit PaDomenico sommo Ponet

paonazzi e neri, opera stampata in Pioma nel 1734 ^ dedicata a Benedetto XIII, che gli avea
ordinato
investigare
sacri, dice
il

d'Innocenzo III e del Ceremoniale di Gregorio X. Il Pontificale romano dice che il Papa vestiva paramenti e piviale paonazzo
al dire

nel riconciliare penitenti,

quando

gli

ammetteva

alla

partecipazione

dei

colore

dei

paramenti

che la Chiesa romana sempre li us , e Io prova con testimonianze. Nel cap.

sacramenti dopo compita la penitenza ; e nel pi imo giorno di qua-

IV

tratta del manto o piviale paonazzo e nero usato dai Papi; nel cap. XI, del pontificale romano os-

resima quando scacciava dalla chiesa i condannati alla penitenza pubblica: facendo osservare il Giorgi

servato in principal luogo dal Pontefice nel

piviale e negli altri abiti

sacri paonazzi e neri; nel cap. XII,

che il Pontificale romano principalmente fu fatto per uso de' Papi. Nel Ceremoniale del Patrizi, in cui furono omessi alcuni riti anticamente usati dalla Chiesa , come
superflui o andati in disuso,
nella

del piviale paonazzo,


pontificale

in

virt del

romano, usato dal Pa-

pa nel gioved santo, e nello scomunicare e nell'assolvere; nel cap.

lavanda de* piedi del gioved santo piviale del Pontefice paonazil
zo,

sebbene
rosso.

in quello pontificio pre-

XV,

del piviale

e paramenti

neri

scrivasi

la stola

paonazza e

il

pi-

usati dal Pontefice nelle

rogazioni

viale

Nel

medesimo,

circa

1^4
nica,
si

MAN
scomubianco.
rito
Il

MAN
Giorgi

all'assoluzione solenne della

ripugnn
per
Je

all'

asse-

vuole

il

Pontefice in istola
cosi

pure nel scomunica. Le leggi liturgiche ed i rituali di Gregorio X definiscono che il Papa usi il nero dalla settuagesima al primo giorno di quaresima, nel quale anche i paramenti raissal sono prescritti neri , colore da usarsi nelle rogazioni , per cui
e piviale paonazzo,

fulminar

solennemente

la

memorie lasciateci ili Alessandro IV e Giovanni XXII, presso il cardinal Gaeai

dall'Amelio,

tani.

Intorno messa per


tificale

vesperi,
i

mattutini
il

tutti

defunti,

Ponil

del Patrizi dice che

Pa-

pa v'interviene vestito di cappa o manto, e chi celebra la messa con


paramenti
viale
pontificali

il

Durando

nercy

chiam processioni mentre la Chiesa usa il paole

nel fine della

nero.
stesso

neri^ e che messa assume il piNel Ceremoniale poi

nazzo corrispondente
solenni

al nero. Nelle
il

dello

Patrizi

ragionandosi
il

annue esequie che

Papa
e

dell'abito col quale

Pontefice inal

celebra all'immediato predecessore,

terviene ai vesperi e
dei

mattutino
viola-

e nell'anniversario
cardinali, le

de' Pontefici

morti,

si

dispone, che induitur

prime nel primo giorle

amictUy alba^ cingalo, stola


cea, et cappa de rosato
tra; vel, si placet, loco
cepit

no

di

gennaio,

seconde a'5 setdell'

sine

mi-

tembre, a tenore

Ordine romano XIV, dipoi Giovanni XXII


dichiar che se in
tali

cappae acmantuni de rosato et capainversatur


ita^
sint,

giorni

ca-

tiummagnum, quod
et

deva l'anniversario della consagrazione o coronazione del Papa , si


trasferissero nel

qiiod pelles in capite ab extra

supra faciem liabeat quasi duo

seguente,

per-

cornua. Al capo

XXVI
si

si

vuole,

ch altrimenti in vece del colore bianco doveasi usare il paonazzo o nero, dando il Papa V assoluzione dopo la messa in piviale nero. Nei funerali de' re il Pontefice non celebrava, ma assisteva con cappa di scarlatto e mitra semplice, secondo da ci deil detto Ordine XIV ; maestri delle riv che il Patrizi e ceremonie inventarono nuovi riti anche per aver osservato che 1* Araelio nel suo Ceremoniale lasci scritto, che il Papa nel giorno di
i

che

il

Papa

assistendo alla

messa
amicLu,
et

nel d de' morti

vesta

alba , cngalo

stola

violacea,

cappa rubea, cujus cuculluni

su-

per scapulis duobiis spaletis aptatur, ne deorsum cadere possit, et


mitra simplici:
cet,

vel, si

Pontifici pla-

cappae habeat pluviale rubeum simplex, et mi tram simpli'


loco

che se il Papa messa volesse faie l'assoluzione, apud sedem deponi


ceni.

S aggiunge,
finita

dopo

la

cappam,

et accipit

pluviale rubeuni

tutti

santi interveniva al vespe-

ro

de* defunti

in

piviale rosso

mitra concistoriale, dopo il quale data la benedizione, deposto l'uno

assumeva la cappa di scarde samito, cio di pi colori, berretto rosso o camauro, e mitra bianca semplice de vernello, guaruello o garnello, sorta di panno
e l'altra,
latto

simplex, si placet. 11 Giorgi dice, che con questo si placet si viene a deludere l'intenzione e disciplina della Chiesa romana, la quale in s gravi e sante funzioni sempre
si

valse di piviali

paonazzi,
manifesta,

come
Patrizi

dal Ceremoniale stesso del


in

pi luoghi

si

notan-

dosi che se in presenza del

Papa

le

, ,

MAN
finizioni

MAN
non ebbero a sdegno
le

i65
impiegare e sudori per
d'
1,
s.

dei

vespei% della messa e


si

dell'assoluzione

facessero

da
ai

un
veil

preziose loro vigilie

cardinale, questi dovrebbe


speri

illustrarle,

come
I,

s.

Gelasio

all'

assoluzione
il

portare

Gregorio
rio

cingolo,

la

stola e

piviale

nero,
i

HI

Innocenzo III e OnoFu veramente troppo il


anti-

e cel(;l)iare la messa con tutti

pacoi ce-

passare a far novit nel rito


co,

ramenti
sandali

di

tal

colore, fuorch
il

e gi stabilito

nella

pontificia

e coi guanti, de'quali

lebrante
de' morti.

non
a

servesi
di

nella

messa
col

L'uso

fare interveni-

re

il

Papa

queste

funzioni

piviale rosso viene certamente dalla

d'invigilare che i Papi intervenissero ai divini uffizi conveneco' paramenti propri e voli al tempo, cio non solamente colla stola, ma anche col piviale

persona, in vece

scuola di Pietro Amelio,


fu
il

il

quale

paonazzo, equivalente
i

al

nero.

Ma
un

primo
nelle

non

solo

a stabilire

ministri delle sacre ceremonie in


di pas-

questi regolamenti del piviale rosso

tempi non molto accurati e


saggi della corte pontifcia

anche

funzioni

funebri,

ma
che

da

nel suo Rituale pass

dire,

luogo
libri

all'altro,

essendo sforniti dei


oggi

romani Pontefici non celebravai no pontificalmente pei defunti. Nel


Rituale di Gregorio
riprovi
la

necessari, che in

mo
rono
Alle

in copia, facilmente in

abbiainciamparituali.

chiesa

di

pare che si Francia per


delle
la

queste

discipline

accennate
si

regole
nel

corrisponde
ro-

usare nella
il

domenica
paonazzo.

palme

quanto per
teri

le visite

de* sacri cimi-

colore rosso, mentre


il
>

romana
il

ordina

Pontificale

usava
Giorgi.

Conchiude
quelli

mano: Pontifex ,

deposita

cappa,
sini'

Le accennate
fantasia di
le

novit, ao

induitur amictu, stola, pluviali violacei, vel nigri coloris, et


plci.
Siffatti

cadute per
vollero

che

mitra

abbandonare
,

consuetudini

equivoci, presi

dagli

antiche
di

fmono cagione che non


i

scrittori ceremoniali de' secoli

XIV

rado

pontificie,
istruiti

ceremonie come incostanti e poco


maestri
delle

nella

scienza

rituale,

per

non impegnar
passarono
de'
a

nell'errore s

stessi,

rimettere
il

all'arbitrio
servirsi

sommi

Pontefici

di

nacquero dal supporre con troppa facilit, che il piviale fosse medesimo che la cappa o sia il manto papale ". V. Cappa del Papa e Mattutini: altre notizie su di essa le riportammo nel voi. VIII p.
e
,

XV,

questo o di quell'altro abito sacro, specialmente neli'assistere alle cappelle


gli

284,

voi.

IX,

p.

89

e seg.,

108

e seg. del Dizionario, ed all'artcolo

pontificie

dove
,

si

celebrano

Falda.
Il

uflzi

de' morti

quasi

che

si

p-

trattasse di
renti,

cose alterabili e indiffelitur-

eccl.

cap.

Bonanni, nella Gerarchia LXII, del piviale, par-

e che simili discipline

giche della Chiesa dai nostri


giori
la

mag-

lando dell'antico cappuccio del piche ne pende viale, e dell'indizio


dagli

non
e

fossero

tutte fondate nel-

odierni

in

forma

semicirco-

ragione,
tale

di

mentre le riputarono tanta importanza , che


pi
gli

non
per

solo

cospicui cardinali
stessi

e prelati,

ma

Pontefici

che anticamente lo era di forma acuta come il cappuccio. Aggiunge che diversa forma di esso antico ^ che s vede in un piviale
lare, dice

dottrina

santit venerabili

con venerazione

si

conserva

nella

i66
zioso

MAN
tur eie
^.

MAN
Chiayl Nel secolo precedente abbiamo dall'Ordine XII scritto da Cencio Camerario nel
pontificato di Celestino
la
11

basilica lateranense, abbellito di pre-

ricamo di seta e perle, che per antica tradizione si slinaa adoperato da s. Silvestro I Papa. In
questo apparisce un piccolo indizio del cappuccio, poich dietro le spal-

del
del

i43,

descrizione

seguente
il

modo

cui eleggevasi

Papa, quando ci

pende una piccola forma d'esso, non pi grande di mezzo palmo segno che gi in quel tempo usanle

seguiva al Laterano. Pn'or diacoiorum ipsuni pluviali rubeo ani-

maniatf
ponit

et eideni

electo

nomen

ini-

dosi

il

piviale

era

dismesso

l'uso
voglia-

del cappuccio; se pure

non

mo

dire che tal piviale essendo de-

deinde duo de , majoribus cardinalibus addestrant usque ad altare , ubi prostratus

ipsumque

putato per l'uso del


tefice,

sommo Pon-

adorai. Nell'elezione
III
a'

di Alessandro

e in funzioni celebrate nella

non y' era bisogno di tale ornamento. questa veste, dice il p. Bonanni, simile al manto reale usato anticamente dagl'imperatori,
chiesa,

7 settembre iiSg, alcuni cardinali malcontenti, uniti al cle-

ro ed

al

popolo

guadagnato con
Vittore

denaro, elessero l'antipapa

V, cardinal Ottaviano Conti. Quetrovandosi alla canonica eleziogli strapp ne di Alessandro HI


sti
,

alto a significare l'eminente


rit sacerdotale,

auto-

che perci con rasolenni


de* ve-

gione stato destinato dalla Chiesa per le funzioni


scovi, anzi

di

dosso

il

manto

pontificale

ma

toltogli

questo da

un

senatore, se

del

sommo
si

Pontefice, a
fu cosi

cui subito che

eletto,
darlo. Cos

stume antico
ge in molti
nell'Ordine
to

di

leg-

rituali,

particolarmente

romano XI il pubblicada Gregorio X, e liferito dal p. Mabillon, Mitseum Ual. t. II, n. 3, in cui parlandosi del Papa eletto,
Poslqiiam redierit ad cameraniy deponit pluvialem et mitram, et assumit riihrum mantellum, per la qual parola mantellum si significa la Mazzetta {Fedi), che
si

ne fece tosto portare un altro preparato da un suo cappellano, e frettolosamente se ne copr, ma al rovescio, mettendo al collo ci che dovea andare ai piedi, e davanti
ci

Tutto

che doveva restare di dietro. narra Alessandro III, nel


t.

Bull. Roni.

Il,

p.

369:

cos

il

dice

Rinaldi all'anno ri%, num. 29, racconta che Alessandro III fu eletto con grande concordia, assentendo il clero e popolo ro-

Novaes.

Il

mano, e

sic(;ome ripugnante,

car-

porta

il

Papa

fuori delle

funzioni
nel
p.

dinali lo vestirono tuttavia del

mandella

ecclesiastiche.
gillo della

11 Garampi Garfagnana ^

Si-

to papale, per

mano

de' primi diarito

107,

coni,

secondo

l'antico

narra che Sicardo vescovo di Cremona, che vivea sul principio del secolo XIII, nel suo Mitrale mss.
presso
il

Chiesa. Indi narra


glielo lev

come Ottaviano
da dosso,

arditamente

p.

Papa

nella

Trombelli, nota che al sua assunzione claves


coeloruniy

senatore glielo tolse, e come sfacciatamente prese dal cappella-

come

il

no e da un
rasi

chierico quello

eh' e-

traduntiir,

qua Petr Christus traut se

didit claves regni

fanitorem coeli cognosceret: ruheiis nianlus tribuitiir etc, nomen mula'

che per di* vina disposizione, se lo mise a rovescio con gran risa degli astanti ;
fatto portare.

onde

pei-

correggere l'errore e non

MAN
potendo trovare
il

MAN
s'acII
si

167
i/t-

cappuccio,

legge,

clamyde coccinea
et

conci al collo reslremit. I romani fedeli ad Alessandro IH male-

dititr
ejiis

a patrihus,

tiara capiti

dirono l'intruso, altrettanto fecero le donne, chiamandolo smanta compagno ^ esclamazione che conferma Avignone il p. Fanloni, Istoria

imposiiay ec. Anastasio rammenta questo rito di vestire il nuovo Papa di una clamide purpurea

anche nelle vite di Calisto II e di Onorio II. Anzi prima ancora ne


parla
s.

t.

II,

p.

68.

Quando

s.

Celestino

Pier Damiani in \\h,epist,

3 dicembre 1294 formalmente in concistoro rinunzi il pontificato, si spogli del manto papale
a*

22
hes

ad Cadaloum

antipapam.

Ha

e di tutte
si

le

insegne

pontificie,

modestamente ai piedi de' cardinali. Per le vertenze tra Giovanni XXII residente in Avignone, e Lodovico il Bavaro, quepose a sedere
sti

nunc forsitan ntraniy habes juxta vorem romani Pontificis ru* brani cappam. Che sia preso queslQ manto dalla clamide reale, Tafferm
il

Ferrari,

De

re vestiaria cap.

IV,

lib. 3,

par. 2, ove dice che la clamila

de e paludamento era
sa,

cosa stes-

portatosi

in

Roma,

vestito

al-

l'imperiale ai 12

maggio 1828, nei

gradini della basilica vaticana, fece

Nonnio : Paludanientuni est vestis quae nunc clamis dicitur, poich il paludamento era
citando
la la

antipapa
col

fr.

Pietro Rainalducci da
il

veste propria degl' imperatori, e

CorlDara, gli diede

nome
il

di

Ni-

clamide
dai

si

diceva

V,

gli

mise addosso

manto

usata

soldati,

quando era come insegn


Se?
di
miti'

pontificio, lo pose a sedere al suo


lato,
sa, di

Xifilino cap.

7 5,

parlando di

e lo condusse dentro la chies.

vero, e nel cap.

77

della vita
vestis

Pietro.

Aggiungiamo con

Caracalla clamis tunc


taris erat.

tipapi,

Agnello Anastasio, Istoria degli anII, p. t. 127, che Albertidi

della

Queste due vesti erano medesima forma, e le loro


si

no vescovo

Vinegia,

dopo

se-

estremit
la

guila l'elezione del falso Papa, do-

spalla destra

congiungevano sopra con una fibbia, la

mand
no
(

tre volte al

cio ai

fautori

popolo romadi Lodovico


)

quale alcune volte era d'oro,


si

come
:

deduce da

Livio

lib.

3o

Sc'

ghibellini e scismatici

se accetta-

va per Papa

fr.

Pietro, risponden-

romanus Massinissae regi niunere mittit sagula purpurea duo


natus
cani fibulis aureis fingula, e prese la parola saguni per paludamento, mentre l'un.a e l'altra veste ave-

do
di

tutti

di

s,

fu

fatto

il

decreto

elezione; quindi l'imperatore gli


il

impose
rio e
alla

nome
cappa
il
,

e l'anello pescato-

la

facendolo

sedere

vano

la

medesima forma. Lo
lib.

stes-

sua destra.

so Livio osserva nel

che
era

Afferma
piviale
cia,

Bonann, che il fu chiamato cappa pontifip.

nelle statue antiche tale veste

citando

Ga vanto, De

tit.

miss.

cap. II; sino al


et

secolo

pluviale

soprapposta alle altre vesti e aperta, e solamente unita sopra la spalla con fibbia, e cosi apparisce in

cappa sunt idem, parimnte nel Ordine XIII, num. 6, il piviale si chiama Manto, dicendosi Mantiun sive pluviale post collimi
citato

molte antiche medaglie, e particolarmente nella statua di un imperatore dal Ferrari prodotta nel
3, par.
arilichi
lib.

2,

p.

iio.

Che

sacerdoti
sir

resumit.

Nell'elezione

di

Pasquale

parimenti usassero veste

i66

MAN
lib.

MAN
16,
veste

mile, Io scrisse Plinio nel

boschi

con
sono

stemmi
I

gentilizi

ed

de Visco: Sacerdos candida


citUus
tietit
,

emblemi
mali poi

allusivi.

razionali o for-

arhorem ascendit falce decandido


id
excpit
sago.

colla

immagini del

Padre eterno,
de'ss.
Il

del Salvatore, dello

Che
in

poi avesse la fibbia, apparisce

Spirito Santo, della Beata Vergine,

Vairone presso Nonnio: Quum ncque optani niollis hunieris flbiilani sagiis ferrei.

Pietro e Paolo, ed

altri santi.

Da

tiittoci

pro-

manto il Papa l'indossa nella Camera de* paramenti (Fedi), preparandosi


(f^edi).

babilmente

si

pu concludere, che
tal

sul

Letto

de'

paramenti
rota,

procedesse da

sorte di

veste

il

Lo pongono

sulle spalle del

piviale, e bench questo sia unito

Pontefice
il

non sopra

la

spalla

ma

nel

petto,
si

i due uditori di primo cardinale diacono

ed
sui

lo allac-

acciocch con maggior comodit


e

cia

sul

petto
il

cogli

ancinelli,

adoperi nelle funzioni ecclesiastiche,

quali colloca

formale, indi gfim-

non

apparisca

solamente
s.

l'

uso
I,

antico profano.

Abbiamo

detto al-

trove che

il

Papa

Giovanni

nel 525, in Costantinopoli, ricevette dall'imperatore

Giustino I l'uso per s e successori, delle vest augustali.

Inoltre

il

piviale

nel

Ri-

pone la mitra o il triregno secondo le funzioni. Allorch il Papa si reca a celebrare solennemente nella camera de' paramenti, dopo avere ricevuto sul capo il triregno, il cardinal primo prete gli presenta la navicella con l'incenso, ed il Papa
lo

tuale di Benedetto canonico e Gui-

mette

nell' incensiere

che viene

do cardinale
del del
dice Prefetto

che
di

fu

Celestino

li

sostenuto dal decano de* votanti di


segnatura.

1143, al num.
indutus

21

parlandosi
(Fedi),
pretioso j
si

Talvolta
ci

il

Roma

r incenso nel
preso
tare
la

turibolo

manto

stola, e
la

Papa pose dopo aver per far muoprendono


ponti-

parlandosi nello stesso Rituale di Cencio cardinale Savelli, num. 4>


si

vere prima

processione, ed evi-

r
i

aspettito.

Subito

che dovendo il prefetto accompagnare il Papa nel giorno della coronazione, deve essere indulegge
tus
fetto

l'estreme fimbrie del


fcio

manto

manto
di

pretioso.

Soleva

il

pre-

Roma

a tempo d'Innocenil

zo III ricevere

manto

di sua di-

due primi cardinali diaconi assistenti al trono, ai quali sempre incombe sostenerle in tutte le azioni che fa il Papa al trono, per cui debbono poi accomodarle acci
ricopri tutta la persona,

gnit dall' imperatore,

ma

quel Pa-

ed

ezian-

pa volle conferirlo lui. Scrive il p. Bonanni che usandosi nella Chiesa piviali ornati di ricamo e di gioie, i
di
essi

dio
piedi

sorreggerle

trove.

principalmente

ne

furono

su di

quando incede a o funziona all'altare od alAl genullessorio accomodano esso le fimbrie del manto
i

decorati quelli de* romani Pontefici,

due primi maestri


i

delle ceremonie,

non per vanit o


conviene
al

fasto,

ma

per-

quali subentrano a sostenerle ali

ch

alla

di

lui

sublime
religione

lorch

detti

due

cardinali

primi
per

dignit e

culto
delle

della
vesti

diaconi discendono

dal

trono

cristiana l'uso

preziose

ascendervi a ricevere dal Papa la


pace.

ed ornate. Nelle medaglie si vedono i Papi talvolta rappresentati


col

La coda o
ampia

strascico del

man che
il

to cadeiido su quella della

Falda,

manto ricamato

di florj di ara-

veste

di seta

bianca

MAN
Papa cinge
naggi
cio
il

MAN
moed
gli

169
il

ai

lombi, in certo
cjuei
la
li

ossequio

accompagn
s.

Papa

do ne sono soslenitori eli sorreggono Falda^ al cui articolo


i

perso-

Nicol
il

in

Pietro, sostenendo-

coda della

notammo,
al soglio,

prncipi assistenti

lembo delle vesti posteriori, che coda comunemente si chiama, come registr il suo maestro delle
ceremonie Pietro Burgense. Questi aggiunge che il re assist alla messa in mezzo a due cardinali ; ci avvenne nella mattina di Pasqua, ed il Papa nel dar la solenne be-

senatore di

Roma,

conservatori

e priori de' caporioni, ed


gli
i

una volta
tutti

ambasciatori. Ivi
si

dicemmo

deve sostenere e da chi, ed in quali subentrano a fare questo onorevole uffizio due cametempi in cui
rieri

nedizione concesse

a chi

era

pre-

segreti partecipanti,
il

cio

dal

sente tutte le indulgenze delle chiese di

punto che
nuflessorio,
al

Papa

si

alza dal gevi

Roma, come

se ciascuno per-

al

punto che

ritorna

termine

della

funzione nuova-

mente ad orare, laonde in tutto il tempo delle funzioni essi camerieri sostenitori. segreti ne sono Per
i

sonalmente le avesse visitate. I cardinali rendono V Ubbidienza (Vedi) al Pontefice, con baciargli la mano destra sotto il fregio o ricamo, detto

auriphrygiunty
,

auri frigio
il

del

ossequio

al

venerabile
sovrani

capo della
vestiti
,

medesimo manto

quale

perci

Chiesa

molti

col
reali

effettivamente baciano, restando la

manto ed insegne
strascico del

imperiali

mano
perta.
nelle pelle

e principesche vollero

sostenere lo

manto

pontificale, di
luo-

da esso coassume il manto funzioni che assiste nelle capcorrispondente


11

Papa

che
ghi.

si

tiene proposito ai loro


far

pontificie

e chiese di

Roma
sua

Tuttavolla a volerne
di

qui

le

prime

volle

che

indossa
la

il

menzione

alcuni, nel

tandosi l'imperatore

Carlo
il

Avignone a no V, nella

visitare
di
lui

i365 porIV in Papa Urba-

manto
lezione
,

pontificale

dopo

e-

nella

cappella

Sistina

e nella basilica vaticana,

messa solenne gli sostenne i lembi del manto. Nel i5>i5 segui in Bologna l'abboccamento di Leone col re di Francia Francesco I, il quale ad onta della ripugnanza del Papa volle tenere lo strascico del manto pontificio neir andare al trono. Nel

vere
zione

la

seconda

terza

per riceadorasulla

dai

cardinali,

sedente
il

mensa
inoltre

dell'altare.
il

Assume
pontificio
nelle

Papa
ne' ve-

manto

speri, nelle messe,


ni; nella

processioin

funzione del possesso,


santa

quelle dell'apertura e chi'jsura della

porta
dell'

per

intuonare
se

il

1627 recandosi

in

Roma

il

gran-

canto
la

ora

di
la

terza

celebra

duca di Toscana Ferdinando il, celebrando messa Urbano Vili nella basilica vaticana, nella prima domenica di quaresima , gli sostenne la coda del manto papale. Tanto
si

solennemente

messa;

per

dare

solenne benedizione nel

gioved

santo, e per le feste dell'Ascensione

legge nelle File dei

rigio

poi

nelle
p.

sue
,

vaticane
1

577
in

Papi.W TorSagre grotte narra che nel


Ladislao

ed Assunta, non che per altre funzioni. Se nella festa di Pasqua assiste soltanto la messa, col manto

comparte

la

solenne benedizione. Si
il

veste eziandio

Papa

del

manto
,

452 venuto

Roma

nel primo concistoro

segreto

che

re d'Uughera, con

grande

umilt

celebra dopo la sua

assunzione al

170

MAN
di

MAN
essa
il

pontificato, per ringraziar


il

ro

gli

altri

paramenti

co* cpiali

sacro collegio

prende

altres

Papi recavansi in cavalcata al Laterano, cio


la
il fanone, la tonicella, dalmatica, la pianeta, il manipolo ed il pallio, dicendo ch'erano

manto
li

nei concistori

pubblici e se-

mipubblici.

Garampi
citata,
i

riportando
a. pag.

nell*
i

oriti

pera

loi,

abiti

propri

della

messa,

non

ri-

co* quali

Papi nel secolo


ai

XIV
dice

in-

flettendo che
particolare.

questa

fimzione
nel

era

tervenivano
v'
storiale,

concistori,

che

Leone
sacri,

X
il

i5i3 fu
cappara-

intervenivano colla mitra

conci-

l'ultimo a prendere

possesso coi

ed erano
:

to o sia piviale

vestiti del manDominus Papae


,

paramenti
pella di
s.

e solo nella
i

Silvestro depose
alla stola,

viddicet e uni more consistoriali manto sive pluviali ruheo et mitra aurifrigiaia cuni perlis^ et omnes

menti sino

piviale e la

mitra

di

ed assunse il damasco, e
il

cos vestito distribu

presbiterio.

cardinales

et

praelati cuni comniu-

nibus vestibusj vidclicet cuni cappis


laneis conveniunt.
de' mobili
di

nell'inventario

mai53o in Bologna da Clemente VII e da Carlo


Nella cavalcata solennissima e
fatta

gnifica

nel

Bonifacio
si

Vili che

V
le

per la coronazione di questo fat-

mori nel i3o3,

nominano duo

ta dal

cofini cubiculariorum rubecuni pi-

Papa, Clemente VII incedeva ammantato di ricchissimo piviacoperto d'oro e di gioie, col
testa*
Il

pr cou" parlando dei so77 lenni conviti del Papa, scrive che
valibus, mtris et niantis
sstorio.

tri-

p.

regno prezioso in

piviale

era altres ricco del famoso botto-

in essi

il

Papa era

vestito pontifi:

ne

fatto dal celebre Cellini,

e del

incalmente con piviale e mitra dutus omnibus paranwntis missalibus,

quale parlammo
te a

all'articolo

For-

male, col diamante gi appartenen-

exceplis casula, pallio et chiet tenebit

rotliecisj

mantuni ad scain capite cuni

pulasj

et

fanonem

mitra desuperj ovvero come altrove desci'ivesi: Papa stabit dum comedit paratus usque ad dalmati'
cani inclusive, habens mantuni
ru-

Lodovico Sforza detto il MoCarlo il Temerario duca di Borgogna, ed acquistato dal Pontefice Giulio IL Noteremo per ultimo che delle funzioni in cui il Papa assume il manto o piviale pontificio, e del suo
ro duca di Milano, ed a
-colore,

heuni

ad

scapulas,

fanonem

in ca-

non che

delle

funzioni

in

mitram aurifrigiatam supra Janonem, et anuluni pretiosuni non


pite, et

cui lo cambia,

come
il

nella

funzio-

ne delle candele benedette (nell'avvento per esporre


ss.

ponlificalem in digito, et

sandalia
della

Sacramen-

in pedibus. Nella descrizione

to nella cappella Paolina, e nel ve-

funzione del possesso che nel i5o3


prese della basilica iateranense Giulio li,
t>i

nerd santo levandolo da essa,

non

si

legge che per la cavalcata

vest dei sandali, dell'amitto, del

camice, de'guanti, della croce pettorale, della stola

depone il manto rosso, ma su di esso prende l'umerale bianco), se ne parla all'articolo Cappelle Pontificie ed agli altri analoghi. Senza
il

viale prezioso

bianca e del pibianco d' Innocenzo


del

manto
fa la

mice
stoli

poi, ed in istola e calavanda de'piedi agli apo-

VHI, non che


il

triregno; prese
volle assxime

nel gioved santo, e nel d se-

piviale perch

non

guente adora la Croce. ^. Umerale.

MAN
MANTOVA
(

MAN
)
.

171
di

Mantuan

Citta

consolare, di Trigezio forse prefetto

con residenza vescovile e forte del regno lombardo-veneto, antica capitale del ducato del suo nome,
ora capoluogo di provincia e di distretto;

del pretorio, e

s.

Leone

Magno,

nella cui santit ed eloquen-

za V imperatore assaissimo confidava. Partiti

da

Roma
ad
il

nel

^5i, giunsi

distante

90

miglia

da

se

l'ambasceria

Attila eh' erasi

Milano, ed
tudine

84 da Venezia;
27',

longi-

attendato dove
tovano.
di

IMincio

scarica

28

latitudine 4^" ^
del ducato

nel Po, cio a Governolo sul


Il

Man-

Daremo prima un cenno


di questa

re barbaro
vista

fi

compreso

e della provincia, quindi parleremo

rispetto alla

maestosa del
dalla

nobilissima

citt. Il

Man

Pontefice, e addolcito
bile

mira-

tovano

ducato
col
al

di

Mantova
all'est

sua

eloquenza,

arrendendosi

un
al

antico paese d'Italia confinante

alle di lui
al

persuasive, e ritirandosi

nord

Veronese,

col

di

l del

Danubio, con promespace. Tuttavolta altri

Ferrarese,

sud coi ducali di

Mo-

sa

di

far

la

dena, Mirandola e
l'ovest
col

Reggio, ed al-

barbari non mancarono d'inondare


il

sciano.

Cremonese e col BreComponevasi dei ducati di Mantova, Guastalla e Sabionetta,


dei

Mantovano, e no sino al tempo


Sotto
i

lo signoreggiaro-

di Carlo

Magno.
dato in

di lui discendenti fu

principati di Castiglione, Solfedei

feudo alla casa de'conti di Canossa,


ultima della
cui stirpe

rino e Bozzolo,

marchesati

di

fu la gran
altri

Gazzolo
di

e di Rolo, e della contea

contessa Matilde^ che con


sti

vaalla

Novellara,
di

formando

una lun-

suoi dominii ne fece

dono
s.

ghezza
in

oltre a

60

miglia, e

larghezza, avente
I

35 Mantova per
principali e-

santa Sede nel pontificato di

Gredi

gorio VII, e ratific

in quello

capitale.

suoi fiumi
il

rano

il

Po,
il

Mincio che forma un


l'Oglio,
11
il
il

Pasquale II; pi luoghi.


se
coli;

di
Il

parlammo iu Mantovano si resche


quasi due sestragi
civili

lago intorno a Mantova,


Chiese,

a repubblica per

Secchia e
fertile

Crostolo.

ter-

ma

stanco delle

ritorio
valli
,

assai,

tranne poche

pass in

dominio
lo

ai

Bonaccolsi o

paludose. Questo paese abitaetruschi e

Bonacorsi che

tiranneggiarono per

to dagli
li,

poscia dai gal-

pi di mezzo secolo. Poich furo-

pass in potere de'romani, e doai

po questi soggiacque
trato
il

barbari.
la

En-

no costoro sterminati, ne prese il comando Luigi Gonzaga, che Io govern col


rale e
sterit,

in

Italia

per

Pannonia
le
cit-

titolo

di

capitano gene-

formidabile Attila re degli unni,


Aqnileia
,

vicario imperiale.

distrutta
t
in
dell'

rovinate

La sua pocome meglio diremo poi,

Emilia

meditava
alla

portarsi

conservossi la signoria, e Giovanni

Roma, ma l'esempio d'Alarico


presa della

poco sopravvissuto

chese

Francesco nel i433 fu creato mardall'imperatore Sigismondo.


quasi

citt lo tenne alquanto sospeso. L'imperatore Valentiniano III, ed Ezio gi stavano per abbandonare
l'Italia,
le

Dur

un

secolo

nella condi-

zione di marchesato, finch nel

i53o

l'imperatore Carlo

lo eresse in

ma

vollero

prima tentare

proposizioni di pace.
si

tale

ef-

verno

ducato, sotto la qual foiina di goobbed a dieci duchi della


principesca
i

fetto
sceria

composta

deput una solenne ambadi Avieno uomo

famiglia

dei

Gonzaga,

compresi

tre

che per matrimonio

172

MAN
si edifzi,

MAN
e li(npide acque, che passa per Manjr tova, a guisa di rivo anima (lv.;r-

erano divenuti in Francia duchi di Nevers e di Rhetel. Ma perch nelie guerre della successione alla moiiarcliia di Spagna, il duca Ferdinando o Carlo UI alleossi alla Francia, comperato dall'oro e dalmigliorare la sua le promesse di
condizione, fu posto al
l'impero, e nel

ma un
dagli

ed alla sua estremit forporto pei navigli che dal Po,


fiumi, e

altri

dall'Adriatico

vengono a
le

recare
11

merci.
citt,

bando

del-

la

ma

ad esportare canale a mezzod cinge costantemente tenuo


il

1707

spogliato del
di

to asciutto,

ed

suo

letto,

di terre-

ducato^
to

la

sovranit

esso pass

Governa* un tempo come ducato, fu poscia unito alla Lombardia austriaca, e nel 1785 alla provincia del Miin propriet dell'impero.

no sano e pieno di piantagioni, forma una prateria rigogliosa, tranne


alla sua estremit, verso l'oriente, ove trovasi tuttavia paludoso. Il canale da settentrione a levante, pi

lanese, e vi rest fino al

1797,

in

largo degli

altri,

cinge
laghi

la citt di

cui divenuto conquista


fece

de'francesi
Cisal-

forma
ed

cos

delti

mezzo
s.
il

parte delle repubbliche


cui

inferiore^ divisi

dal

ponte di
sta

pina ed Italiana, quindi del regno


4'Italia,

Giorgio.

settentrione

cos

di

form

il

diparti-

detto lago di sopra^ formato dalki


dilatazione del Mincio,

Mincio sino al 181 4 nel quale fu compreso nel regno lombardo-veneto, formandone una provincia Questa provincia pertandel
.

mento

merc

so-

stegni opposti al suo corso fino dal

1188. Il pi bello fra questi il ponte de' Mulini, il quale a un

to coraponesi di quasi tutto l'antico

ducato di Mantova e di alcuni feudi,, del principato di Gazzoldo e di Castellaro con parte del territorio
bresciano e del veronese.

tempo sostegno ponte e portico. Esso infrena il Mincio, e per molte bocche aperte lascia cader l'acqua
,

del lago Superiore^


to a dodici
fici.

dando movimenprolungavasi fino

Ha

per ca-

mulini, e ad altri opi-

poluogo

la citt del

suo nome, ed apalla

Un tempo
dei

partiene al governo di Milano, ove

alla cittadella di

Porto;
coi

ma
di

manda

due deputati

congre-

guerra
i

Visconti

in una Gonzaga,

gazione centrale. Dividesi in diciassette distretti,

primi avendo tentato

deviare

che comprendono 74

comuni, e circa 2 5o,ooo abitanti. Mantova, Mantua^ ha il singoiar vanto di essere la prima fortezza d'Italia, sede d^una regia delegazione, d'una congregazione provinciale
,

superiormente il Mincio, le acque ruppero le dighe, ed in tal massa e con impeto tale urtarono il ponte che cadde in parte, e non essendosi

d' un' intendenza

di

fi-

nanze, d'una congregazione municipale


,

pi rifatto, si supph con un argine chiamato la Rotta. Nello stesso tempo fu pure eretto il ponte s. Giorgio, che univa la citt al bor-

d'

un
Il
si

tribunale

di

pri-

go

di

questo nome,
e di conventi,
si

gi florido di

ma
altri

istanza e di
uffizi.

commercio, e di
dal

edifizi

ed ove Tra-

Mincio, ch'esce

iano

fece

edificare

un

palazzo

lago Garda,
li,

divide in tre cana-

ma

la

ragione di guerra, nel cade-

formanti due isolette sulle quas'innalza quest' antica e


citt.
Il

re del passato secolo, demol inte-

li

rinoma-

ramente

questo

ameno sobborgo,
luna, on-

ta

canale di mezzo, di vive

sostituendovi

una mezza

MAN
de difendere
il

MAN
Le opere
vastissime,
di

173
sono

ponte, eh' lungo

fortificazione

800
altri
tati

metri. Oltre questi


sei

due ponti,
essi

di

maltoni, anche
il

git-

cinto bastionato,
cittadella,

mentre oltre il forte reha una bellissima


si

sopra

rio

che divide in due


del

che

pu

dire inespu-

parti quasi eguali la citt, riuniscono


\e

gnabile,
ne,
il

opere a corno, mezze ludi Pietole,


il

due

isolelle

Mincio,

sulle
la

forte

molto avanitaliano,
;

quali essa poggia.

La pianura che
il

zalo sotto

governo

ed

circonda a 33 metri sopra


lo dell'Adriatico,
citt

livel-

un

vasto

campo
fosse,

trincierato
di

tutte

ma

il

piano della
in
li-

queste opere

munite

larghe e

va di

continuo alzandosi
inondazioni, cui
escrescenze
,

profonde

vari punti pel doppio scopo di

berarla

dalle

pel

dano con rendono la

che all'uopo s'inonvari giuochi d' acqua, citt capace di lunga


giustificano
la

rigurgito nelle

del

Po

resistenza, e le

fa-

andava soggetta e le contrade ad uno

di

uniformare
livello.

ma
tre

di fortezza importantissima.
le

Ol-

stesso

acque e
difese di

la

palude,

le

prin-

Furono

perci
dal

impiegate

enormi

cipali

Mantova consistono
s.

somme
t

comune,

e tutta la cit-

nella cittadella, nel forte di


gio,

Gior-

vedesi ora lastricata di marcia-

nei bastioni di porta Pradella

piedi in pietra, con sotterranei scoli


alle

e di porta Ceresa, ed in altri pro-

piovane, e becchetti che rice-

pugnacoli

che

da

luogo a luogo
nelle

vono tutte le fogne che sono nelr interno delle case. Un argine circonda la cos detta Anconetta^ sfagno che esisteva allo sbocco del rio
presso
il

soigono
to
delle

tutti

all'intorno nel recin-

mura, e finalmente

trincee del

T
in
l'

del

Migliaretto.

Mantova
ficata,

generale
antica
le

bene

edi-

porto, e parte di esso sca-

attesa
;

sua splendistrade e ten-

vato forma oggi una darsena,


tre parie
s'

interr per formarvi


si

menun

dezza

ha spaziose

denti al centro,

larghe piazze, fra


quella delle Erbe,
Virgiliana,

passeggio

come
Per

fece della

piazza

cui figurano
di
s.

principalmente quella
e piazza

Virgiliana.

le

quali cose e pel

Pietro
la

risanamento e coltivazione delle valli

non che
e di

ove

poste a

mezzod
1'

della citt e verso

era l'argine, sito pieno di macerie


stagni,

occidente^
insalubre,
ta,

aria ch'era pesante ed moltissimo migliora-

ora

convertito in a-

si

meno
viali

passeggio,
e circondato

adornato di

bei

te
il

contribuendo a ci in gran parle numerose piantagioni lungo recinto del corpo della piazza

da
era

belle case e

giardini.

In essa

stato

innal-

zato nel

1797 dal
la

general Miollis
a cui
le

e fra le esterne opere di fortificazione.

un

monumento

a Virgilio,
piazza
il
;

Una
:

rigorosa vigilanza tiene


e
i

fu dedicala

ma
in

soIl

pulitissime le contrade
delle case
di lunga
esso,
il

cortili

pravvenute guerre

distrussero.

circondario israelitico
fu migliorato
le

monumento ora
re

esistente

ono-

mano

come pure

anche caserme militari

del gran poeta consiste in

una
In

colonna
di

sormontata

dalla

statua

Mantova

sono tenute con miglior ordine. In la temperatura piuttosto


incoslante,

quel principe de'poeti


costruito nel

latini.

vece di quello del generale france^


se, fu

ma

il

cielo

in

gene-

luogo l'anfiteaa

rale limpido; l'indole degli abitanti

tro

elegante

edifzio

due or-

gioviale ed allegra.

dinij

l'uno dorico e l'altro rustico,

174
se

MAN
Fra
le chieil

MAN
sotterraneo
Fu

tulio in pielra tenera.

architettato
si

dal

merita

osservazione

la

catte-

Van.

drale antica e
vate,
di

\asla a cinque na-

sostenute

da

quattro ordini

belle

colonne di

marmo, ed
nel

il

vedono bei dipinti a fresco di Giulio Romano, di Andrea Manlegna padovano e di altri valenti artisti, e vi
In questa basilica

frontespizio

rinnovato
di

i5>44

sepolto

dal cardinal vescovo Ercole Gonza-

Pomponazzo ed
di essa
si

ga de'duclii
delTedifzio,

Mantova, non
di

si

Manlegna, il In un angolo conserva la famosa camlo

stesso

altri.

allontanato dall'architettonico

stile

opera
vi
si

Giulio Pippi

pana di finissimo metallo del diametro di sei piedi, ornata di diverse figure, lettere longobardiche,

detto
patria
pelle,
s.

il
:

Romano,
egli
ivi

da

Roma

sua

eresse pure le cap-

e con otto
seguire da
sta

aperture
,

all'intorno a

ed

Anselmo

venera il corpo di vescovo di Lucca e


ivi

foggia di finestre

lavoro fatto e:

principale patrono della citt:

Guido Gonzaga quecampana una rifusione di


dalla
fu

pure la tomba di alcuni duchi di Mantova, massime nella cappella


gentilizia di
s.

quella fatta
ce nel

contessa Beatriposta ove


si

1000, e
si

ve-

Pietro.

cattedrale verso
ci interamente

La primitiva Tanno 894 si brucon


la

de quando
di
s.

ruppe. Meritano pu-

re particolare

menzione
in

la

chiesa

sagrestia,
le scrit-

Barbara

corte,

adorna di

sacre suppellettili, reliquie e

bella torre, disegno del

mantovano
;

ture degli antichi


risdizioni della

privilegi

e giu-

architetto Gi. Ballista Bertani


chiesa di
s.

la

chiesa mantovana.

Barnaba, ove fu

se-

Recatosi nell'anno seguente in

Mane
del-

polto nel

1546 Giulio Romano,

tova
re
la

Berengario
d'Italia,

imperatore
molti

pel risarcimento

dove Lorenzo Costa dipinse in ampia tela il miracolo della moltiplicazione

cattedrale concesse

beni

de'pani

de' pesci

e rendile.
corse
al

Ottone II conproseguimento della sua


si

Dipoi

Giulio Cignani le nozze di Cana ; quella di s. Sebastiano disegnala

riedificazione, allorquando

port

da Leon
di
s.

Battista

Alberti; quella

in

Mantova dopo
la

devole pure
drea,

982. Ragguarbasilica di s. Anil

ove oltre le spoglie di s. Longino, in maestoso sotterraneo


serbasi l'insigne reliquia del sangue

preziosissimo
tenticata

Gesh Cristo, audal Papa s. Leone 111, e


di

ove riposano le ceneri di Bernardo Tasso^ padre del gran Torquato, ed al servigio del duca di Mantova altri templi vi sorgono di particolar vaghezza decorati di pitture e di mausolei
Egidio,
:

d'illustri
Il

mantovani.

riconosciuta

dal Pontefice Pio

II,

palazzo degli antichi duchi

che nel concilio o assemblea tenutavi nel

i45'9 ne prescrisse l'ado-

ture

magnifico nelTinterno e conta pit congiunto al cacelebri


:

razione. L'antica chiesa fu nel

1046
della

stello

innalzata da Beatrice

madre
i

gran contessa Matilde, ma zaghi la rinnovarono sotto

Gondise-

ove esistono molti freschi del Manlegna, ed il copioso archivio pure la casa munisegreto. Evvi
cipale,

il

soda e
il

massiccia mole del


teatro di corte, di,

gno

del celebre

Leon

Battista Al-

secolo XIII;

berti nel

1472.

La

magnifica cu-

segno
nel

del

Piermarini

inaugurato

pola invenaione

del

Juvara, ed

1733

sotto l'imperatore Carlo

MAiX
VI
;

MAN
quali

175

un ampio
disegnato

vestibolo

tico

dal

con porBertani, ove si


fiera;

pi di

torni di

2000 ebrei. 1 dinMantova sono fertilissimi,


case belle d
altre
le

teneva
oltre

un tempo la rinomala a ci si ammirano dei


in

osservandovisi molte
delizia
.

belli

Merita fra
che

menzio-

fabbricati, tale quello dell* Acca-

ne

la

Favorita, presso
cittadella,
il

demia,
gli

cui
di
il

evvi

il

bel

teatro

della

ed al nord duca Ferdicostruire nel

scientifico

Bibbiena

quello de-

nando Gonzaga
1602,

fece

studi

palazzo delle finanze


famiglie

e della dogana; l'antico palazzo di


giustizia,

e tanti altri

di

mollo soffr ne'di*versi assedi di Mantova, e specialmente in quello del 16 gennaio


che

ma

private, e la bizzarra abitazione che

1797.
delizia

Anche

un.'

antica

casa

di

con proprio diseguo edifcossi Giulio Romano, e che orn di pitture, di stucchi e di antichit, in gran parte provenienti da Roma. In questi ultimi tempi molto si promosse la vaghezza di edificare, e moltissime quindi sono le case nuove di architettura elegante, e innumerabili
le restaurate,

de'signori di

Mantova

chia-

la Virgiliana^ ove si pretende che il sommo epico abbia dettato gran parte de' suoi versi di-

masi

vini.

Ma
malo

il

piii
il

bello edifizio di

Mandei

tova

palazzo del T, cos chiadelizia


illustri

dalla sua forma,

Non
il

si

de-

ve lasciare senza menzione

pub-

duchi, ed uno de'pii numenti del genio di

mo-

Giulio Ro-

blico macello e la pescheria, eretti


sull'acqua, che sotto vi scorre per

mano
il

pittore ed architetto, e forse

migliore dei discepoli di Raffaeld'

certa singolarit della loro costruzione,


polizia.

lo

Urbino.

Il

Donesmondi
perch
tale

nel

che

produce
spedale

freschezza

rendere ragione
si

luogo

uno spedale due orfanotrofi, un'armeria, un arsenale, un anfiteatro, un ginnasio, ed un


civico,

Ha Mantova

uno

militare,

liceo con gabinetti di fisica, chimica e storia naturale, ed orto

botanico
il

un seminario con
di piet eretto

alunni,
istan-

chiama T, lo vuole provenuto da Teia re de'goti ; narra pertanto che quel re si accamp intorno a Mantova dalla parte della PusterPredella, onde quei campi la e dipoi si chiamarono col suo nome, in memoria che Teia s' impadron
della citt,
stasse in

monte

ad

sebbene

per

za del b. Bernardino
cui fu
assai

da
il

Feltre, di

potere
edifizio,

de' goti.

poco reQuesto

benefico

cardinal

magnifico
la

Ercole Gonzaga; tre teatri, il pi moderno e pi bello de' quali


quello detto
sul

porta Pusterla,

posto fuori delal sud a poche


citt,

tese distante dalla

fu fabbri-

della
del

societ

eretto

cato nel secolo


del

XV

per ordine del

cremonese archiadorno di una bella medaglia dipinta da Hayez. Le varie elevate torri, molte delle
tetto Canonica, ed

disegno

cardinal Francesco Gonzaga tutore

marchese Federico I, per meno grande e magnifico cui fu reso dappoi. Un ampio terreno all'intorno
e scomparti di che rendono un passeggio amenissimo , ed evvi una grande cavallerizza. In questi ultimi tempi ricevette diversi boniin
viali

quali

sono
il

demolite,

dierono

diviso

Mantova
sta
citt

Quepossiede da lungo tempo


di
turrita.
stoffa

nome

piante

esotiche,

fabbriche di

di

seta

e lana;
i

conta circa

3o,ooo

abitanti, fra

176
fidi.

MAN
valli

MAN
e
dei
di

Nel secolo XVI esposta la citt a frequenti inondazioni del Mincio, e di grave nocumento, il marchese poi duca Federico II "volendo rendere il suo soggiorno

cani

da
;

caccia

del

marchese

Mantova

idea biz-

zarra, ma che gli convenne secondare per conservarsi la [grazia dei suo protettore. In un' altra sala

uno de'pi
mise
al

magnifici d'Italia,

com-

rappresent
in

le

avventure
tra* quali

di
si

Psiche

conte Baldassare Castiglo-

pi quadri,
cui

ammi-

ni (di cui

parlammo

alT articolo

ra soprattutto quello della sofltta,


di

Castigi.ioni Famiglia.)
sciatore in

suo

ambail

sono argomento
e di
si

le

nozze di
il

Roma, d'indurre

valui

lentissimo Giulio

Romano
in

di

amico a
dirigervi
fer

recarsi
i

lavori

eseguire

Mantova, onde che divisava di per 1* abbellimento


conse-

della

sua

capitale, e pot

quadro vede il carro del sole eh* esce dal mare. Dipinse poscia ad olio la caduta del temerario Icaro nel mare Egeo, per aver il sole liquefatto la cera colla quale erasi
in

Amore
cui

Psiche, ed

da sdegno di Clemente VII, cagionato da venti disegni licenziosi da lui fatti, ed a sua insaputa incisi da Marc'Antonio. Giunto a Mantova divenne Giulio fondatore d'una celebre scuola, che
si

guirlo allorch

Giulio
lo

ritir

attaccato le
pinti

ali.

Ma

di tutti

diil

Roma

per

evitar

condotti in questo palazzo,


della caduta de'Titani

quadro
il

ful-

minati da Giove,

quello in cui

valoroso artista super se slesso. Si


in

vede Giove assiso


la folgore
la

trono scagliar
Tutti

sui
al

giganti

form un da
al

poi
II

la

gloria

della*

citt;

scalata

cielo.

che danno gli Dei

Federico

Io

colm

di

favori in

stanno mirando con ispavento l'audacia

suo allievo Benedetto Pagni Pescia, lo condusse subito al


del

ed

il

castigo de'loro nemici;

questi precipitati
schiacciati

dall'alto
i

cadono

palazzo

T, e

1'

incaric delle
:

sotto
;

monti
e

che aveTarchitet-

riparazioni che voleva farvi

la-

vano ammassati
dell'ingegno

per un tratto
rupi

vori con mirabile bravura e sollecitudine vennero


il

dell' artista,

effettuati,

per cui

tura della

sala

rappresenta

marchese si decise rifare tutto r edifizio con disegno pi esteso, quindi da semplice casa di delizia divent un sontuoso palazzo. Architettura, ornamenti, pitture, tutto
fu

che scrollano. In fondo ad una caverna oscura si scorge l'enorme


Briareo

oppresso

sotto

immense

commesso
pochi
fu

Giulio
il

Romano,
nobilissimo

mentre per un' apertura praticata con artifizio si vedono da lontano parecchi Titani, che si
ruine
,

ed in
edifizio

anni

compiuto. Lasciando in esso libero il volo della sua immaginazione cre una moltitudine di quadri, ne'quali non si sa che pi ammirare, se la fecondit del suo ingegno o la facilit dell* esecuzione. Nella prima sala fece
dipingere

salvano percossi o incalzati dal fulmine. In tutte le figure, di gigantesche dimensioni, notano gl'intendenti,

unita ad
1*

una

fierezza

di

dise-

gno, che

artista

apprese dalle o-

pere di Michelangelo, una profondit d'espressione, ed

ca

esecuzione che

sorprende.
del

una energiDi
Prima-

sopra

disegni

suoi

dal

questo palazzo, delle sue pitture e


dei

Pagni

e da

Rinaldo
i

da Mantova
dei ca-

vaghissimi stucchi

altro suo allievo,

ritratti

ticcio,

abbiamo

molte

descrizioni;

MAN
no citeremo

MAN
lo va
il

due: Jo. Petrl Belloni, SigsTinind Augusti Mantuam adeuntis profectio ne triumphus,

eh,
:

conte

Carlo

^77 d'Arco

pubblic
le

Storia della vita e del-

opere di Giulio Pippi

romano

Roma
di

apuc de Rubeis, ossia fregi

colla

quale eruditamente illustr

il

Giulio

Romnno

ni
,

palazzo

del

palazzo del T.

T; Giovanni Bottani
storica
delle

Descrizione
del palazzo
di

pitture

DJolti

Questa nobile citt patria d uomini illustri che fiorirono


santit,

del

T fuori
detta

della porta

Manalcune
pel

in

dignit

ecclesiastiche

tova

Pusterla, con
di

nelle lettere, nelle

scienze e

Belle

^ P

tavole in rame,

Mantova 1783
Virgilio.

armi. Ci limiteremo
i

Braglia

all'insegna

Di

ad accennare seguenti. Beato Alberto da Mande'canonici


di
s.

quest'opera ne parlano V Effemeridi letterarie di Roma di tale anno a


p.v

tova riformatore

Marco;
che
altri

b.

Alberto
;

254,
il

dalle

quali

si

apprende
pit-

scovo d'Ivrea
nale del

s.

Gonzaga veAnselmo Baggio

essere

Bottani

un rinomato

vogliono milanese, cardi-

tore romano,
liei

incaricato di

magni-

restauri al

ca!

palazzo,

grandioso regio due si loda il suo ope-

rato e descrizione. A pag. poi 332 che il Bottani fu editore si dice


soltanto
della

descrizione

della

quale veramente autore Leopolmantovano , di <lo Camillo Volta


eui riparleremo.
utile

1070; b. Antonio Gonzaga frate di s. Ambrogio al bosco ; beato Bartolomeo de' Fanti carmeChiara ; b. Elisabetta litano ; b. Picenardi ; b. Chiara o Chiaramonda ; s. Giovanni Buono; b. Giuliana de'conti di Riva ; b. Giovanni

del

terzo

ordine
b.

de'servi

b.
s.

Non

riuscir

in-

Osanna Andreasi;
Battista
;

Serafino;

mano
in
la

l'aggiungere che Giulio Roin parte il palazzo rifece

Speciosa vergine; b. Lodovico; b.


b.

ducale di

Mantova

e vi dipinse
la la

una

galleria tutta
:

storia del-

Gonzaga; b. Agenore; s.
ga
;

Giovanna b. Paola Girolamo; b. Elia; b. Antonio Gonza;

guerra di Troia
degli apostoli
,

Vocazios,
,

ed

altri

santi,

beati

ve-

ne

s.

Pietro e

An-

nerabili

servi

di

Dio,

come san

drea

quadro

della cappella

lo di-

Luigi
rone,

pinse

Fermo Guisoni sopra un suo


Costrusse nei
il

Gonzaga, ed il b. Matteo domenicano. Publio Virgilio Mail

cartone.

dintorni

di

pi

eccellente
nel

tra'

poeti

Mantova
lo,

castello

di

Marmirno-

latini,

nato
di

piccolo

vicino

ove dispieg lo stesso talento che nel palazzo del T; dipinse la Nativit di Ges Cristo, o adorazione

villaggio

Andes o
di

Pietole.

Sor-

delio dei

Visconti

Coito, troe guerriero.


di mePompo-

vatore

rinomatissimo

una cappella di s. Andrea alz una diga per difendere Mantova dal corso del Mincio, onde gli venne affidala la direzio* ne di tutte le costruzioni s pubdei pastori, per
;

Matteo Salvatico professore


dicina a

Salerno. Pietro

nazzo

filosofo.

Baldassare CastiglioTeofilo
secolo
stile

ne

insigne

scrittore.

Fo-

lengo

religioso

del
di

XVI,
macche-

Lliche che private;


disegni
lazzi
si

e sopra

suoi

poeta

burlesco

eressero chiese, case, pa-

ronico, autore
clieronica.

della Storia

mac*

giardini,

per

cui

cambi

Lelio Capilupi. Francepittore


eccellente. DFalengo monaco he*

l'aspetto di

la

salubrit. Nel

Mantova, e ne miglioi83S in Maa-

sco Borgani

G io.

Ballista

VOL.

XLU.

178
riedettiiio

MAN
e gran teologo. Lodovico

MAN
Equicola,
I

Chronica
di

Arrivabene sciiltore. P. Antonio Possevino gesuita, nunzio di Gregorio XIII in Russia ed altre provincia
del nord. Andrea Mozzarelli. Andrea da Coito. Gio. Battista Bertano Ghisi detto il Mantovano^
pittore, scultore, architetto

Sa

Istoria

1610. Fr. minore osservante, Delt istoria eC' clesastica di Mantova, in due tomi, Mantova 1612. Combeville, Mmoire du dite, de Nevers. Zazzera, Della nobilt d! Italia, che tratta della famiglia Gonzaga , e dei suoi rami de' principi di Molfetta,

di Mantova Mantova , ivi Ippolito Donesmondi

ed intalui
fi-

gliatore a bulino; ed
glio Giorgio
il

il

di

Ghisi pure
j

nominato
e
la

Mantovano

pittore, disegnatore

e intagliatore

a bulino;

Diana

de'duchi di Sabionelta Novellara, de'marchesi


ne, de'signori di
s.

de'conti di

di Castigliode'si-

Ghisi sua sorella chiamata

Mana

Martino,

tovana, disegnatrice ed
bulino. Battista

incisora

gnori di Bozzolo.

Spagnuoli celebre
il

poeta latino, denominato


tovano.

Mandi

Fu

gran

numero

ecclesiastici,

un anche dell'abbate Manni, del


altres

patria

di

scrittori

annoverate alla merenze, parla della Cauzia mantovana e della Bevilacqua ferrarese. Saverio Bettinelli mantovano, Delle lettere e delle arti mantovane.

Tra le famiglie Gonzaga per bene-

Bettinelli, e di altri chiari

ingegni;

Cesare

Campana, Alberi
ivi

delle

mentre leremo

de' principi

Gonzaga pardell'articolo,

famiglie
in
il

che

hanno signoreggiato
i5go.

nel

decorso

Mantova,

Da

ultimo
l'in-

cio de'principali personaggi.

Man-

conte Carlo d'Arco pubblic


:

tova diede alla Chiesa copioso nu-

mero
sacro

di

vescovi e di superiori ge-

nerali degli ordini


collegio
i

regola ri-; ed al

Dell'economia plitica del municipio di Mantova attempi in cui si reggeva a repubteressante libro
blica,

seguenti

tredici

premessa

una relazione dei

hanno biografia in questo Dizionario. La data che poniamo innanzi a ciascuno, l'anno
cardinali, che
in cui furono creati cardinali.

1461

fino alVestinzio' ne di quello de* Gonzaga, corredata di documenti autentici per gran parte inediti, Mantova 1842. Eziandio
di

diversi governanti

Francesco Gonzaga; i5o5 Sigismondo Gonzaga; 15^27 Ercole Gonzaga; iSij Pirro Gonzaga; i56i Francesco Gonzaga; i563 Federico Gonzaga; 1578 Gianvincenzo Gonzaga;

recente

il

eh.

Poujpeo Litla nella sua Famiglie celebri italiane,


la
te

conte opera :

ci

diede

storia della

nobilissima e potenIII
il

587 Scipione Gonzaga; 1607 Ferdinando Gonzaga; i6r5 Vincenzo Gonzaga. 1788 Silvio Valenti Gonzaga; 1775 Luigi Valenti Gonzaga; 1819 Cesare Guerrieri Gonzaga. Fra gl'islorici della famiglia Gon* zaga nomineremo mantovano il
1

famiglia Gonzaga. L* imperatore Ottone


concesse a
zecca

nel

997

Mantova
,

privi-

legio della

in

favore della
di

chiesa di

Mantova
citt,

Giovanni
si

vescovo della

in cui

legge:

Monetam publicam
civitatis nostro

ipsius

imperiali

Mantuae dono ibi


nelle

Antonio

Possevino

miliae Gonzaga Mantuae 1628. E tra g' istorici di Mantova ricorderemo Mario

Hisloria faciini genealogia,


:

perpetualiter habendani concedimus


et

stabilimus.

Il

Muratori

Dissertaz. sulle antichit

ital. dissert.

^XVII; parla

di alcune

monete

di

MAN
Mantova, ove
si

MAN
impresse
Firgilius;
;

179

vedono
tese

r aquila
gine di

colle

ali

De Mantua;
s.

Enricus rex; rimraa-

Pietro apostolo e di

un

vescovo; l'arme della casa Gonzaga , con LodovicHs vicarius de

menti e congetture per pretendere che l'antichissima citt di Mantova sua patria fosse tra le prime a ricuperare questo diritto, e che battesse monete sino dai tempi degU
imperatori
Lotario
II
I

dell'

817

e
sic-

MantuCy
l'

creato tale nel

365

dal-

Lodovico

deir855,

quah,

di

imperatore Carlo IV, col busto Lodovico; Franciscus vicarius de Mantua 1882; Franciscus marchio

come
ro

consta dalle date di molti lo-

diplomi^
del

ebbero

in

Mantova
il

palazzo e residenza. Riporta

do-

i444) e nel rovescio attornialo da fiamme il croci uolo con tre lamine d'oro e di argento, ed il motto del salmo i38: Domine probasti me, et cognovisti me,
Alantue, del
allusivo alle disgrazie patite; l'altra

cumento
di

Ottone
si

997 o IH il
,

sia

concessione
originale
vescovile,
alla citt

cui

conservasi

nell'

archivio

ed in cui
i

confermano
Volle
il

suoi privilegi.
nell'

conte Car-

li

moneta di ha il busto
nel ix)vescio

cui

di

Muratori detto marchese, e


parla
il

l' istituzione

opera Delle monete e deldelle zecche d* Italia,


tal

porre in dubbio l'autenticit di

un

ostensorio coU'iscri-

zione

Sanguinis

XPI lESUy

che

diploma, perch fu concessa la facolt di batter moneta al vescovo


Giovanni, e non al marchese Bonifacio padre della gran contessa Matilde,

da pi secoli si venera in Mantova. Nel 1782 fu pubblicata dalla stamDell'oriperia Volpe in Bologna
:

gine
delle

della

zecca

di

Mantova

prime monete di

essa, disser-

tazione di Leopoldo

Camillo Fol-

che dice padrone di Mantova in que' tempi. Il Volta per risponde, che Bonifacio non poteva Mantova in essere marchese di
quell'epoca,
lui

ta prefetto della biblioteca pubbli-

ma

bens

Tedaldo di
secolo

ca j segretario della delegazione per la regia camera de' conti, e socio della reale accademia di
scienze e di belle lettere della stessa
citt.

padre,
il

il

quale non mor che


del

dopo

principio

XI

Ne daremo un

cenno.

che incerto se Tedaldo sia mai stato marchese di Mantova, incontrandosi il di lui nome in alcune

Fu
zione

gi dimostratoche

dopo

l'estin-

pergamene
titolo

fregialo
;

del e

semplice

dell'impero romano, alcune di quelle poche citt che per lo innanzi aveano ottenuto il privilegio della zecca, non lo riebbero dipoi se non passati molti anni. Il regno
de' goti e dei vandali

di

marchese

che per lo

contrario certissimo,

come dimo-

str in un' altra sua dissertazione,

che il vescovo po del comune


praintendeva
ai

in allora era a cadi

Mantova

sose-

parve sban-

pubblici

affari,

dire dall'Italia le zecche particolari, e appena ne

dendo
gli

in consiglio,

e avvalorando

riscontriamo qualche
il

alti

pubblici del proprio

nome;

dubbioso
sibile

vestigio sotto

dominio
pos-

de'longobardi.
di

Non
risalire

dunque
con

e che conseguentemente non vi ha veruna ripugnanza nel credere che gl'imperatori potessero accordare a

far

certezza

l'epoca

di

una
in

qualche qualche
su del

quel primario rappresentante della


citt

zecca

municipale

pi

un

diritto
altri

di

cui

godettero

secolo Vili. L'autore riporta argo-

allora

tanti

vescovi dell'Italia

i8o
e della

MAN
estese oltre
il

MAN
conquista di tutte le Gallie, venne in possesso dei romani, ed allora si
suddetto canale, for-

Germania per confessione del medesimo conte Carli. Ma la conferma di questo mal combattate documento nasce da un altro

pi antico diploma di Lotario re d'Italia, dato in Mantova l'anno 945, il quale conservasi nel mede-

appunto occupa attualmente. Col favore della


legge Giulia divenne
citt florida,

mando

l'estensione che

municipio

ma non

vanta, quan-

simo archivio

vescovile, e dal
il

Voiai

tunque

ta pubblicato. In esso
fra gli altri privilegi

re Lotario

monumento

non mai rovinata, alena di quell'et. Augusto


a* soldati, le

conferma
quello
parole:

vi distribu terre

ed a
sue,

vescovi

di

Mantova
seguenti

della

Virgilio vennero restituite


fatto

zecca colle

Con-

che etern

egli

nella

prima
bar-

Jirmamusj

concedimus,
cvitatis

restaura.

delle sue egloghe. Nel decadere del-

mus sancLae Mantuanae ecclesiae


publicani psius

l'impero soiferse

le irruzioni de'
i

monetatn

bari, saccheggiandola

goti nel

412

praedecessorihus nostris
ec.

jam

di-

ctae sedis concessae,


stati di

Gli atte-

questi

due diplomi vengocorroborati


rogiti

no viemmaggiormente da alcuni antichissimi


contratti, ne' quali
si

ed in memoria venne edificato il di Goito; ma fu invano minacciata da Attila avendola liberata da si potente Memico nel
castello
,

di

fa

ed altre Mantova, e da alcune parimenti antichissime monete, delle quali in riportano le impronte in fine si rame, e che fra le altre cose confermano sempre pi il privilegio
di soldi, lire
della

menzione monete di

4^^ il Papa s. Leone I Magno quando si port a Mantova che


,

poi fu esente pure dal guasto che


gli

ungari dierono nel

4^^

al ter-

ritorio.

Obbed

ai

franchi e ad A-

mingo
goti

loro capitano,

ad Odoacre
re

re degli eruli, a Teodorico

dei

zecca

accordato

ai

vescovi

colf epigrafe Episcopus o EpSy che


in alcune di esse
si

quindi all'esarca di Ravenna per l'imperatore greco d' oriente , dopo che
Narsete scacci i goti. L'esarca Lougino la difese dai longobardi, finche il loro re Agilulfo la prese nel

ed

a' suoi successori, e

legge.

Ignota l'origine vera di Mantova ; alcuni la vogliono edificata

da Manto

divinatrice, figliuola del

602, laonde rest aggregata

al re-

tebano Tiresia, altri da Oeno etruSCO figlio del Tevere e di Manto, al dire di Virgilio; Eusebio affer-

gno
Carlo

de' longobardi

sino

al

773.
se

Magno

col

distruggerlo

ma ma

che fu edificata J\^o anni


di

pri-

ne impossess, e la don alla santa Sede con molti luoghi gi soggetti


ai longobardi, la citt,

Roma, ma

la

pi probabile

e sotto di essa fior

opinione che sorgesse nel tempo della guerra troiana. certo che
gli

che poco dopo e neir8o4


s.

fu visitata da

etruschi
le

per
all'

tennero, e
cola citt,

molto tempo la diedero forma di picinvasione dei galli

meglio
Carlo

diremo
d'

venne sede

Leone III, come Nell'SiS diun conte dato da


poi.
il

ma

Magno, ma estendendosi

divenne propriet dei galli cenomani, che la estesero fino al canate del Rio da settentrione a mezzod.
Nelle guerre che termiuarouo colla

dominio divenne feudo imperiale cio dopo che Lodovico I ratificando nell'BiS a s. Pasquale I le doaazioui del padre^, nella permu-

MAN
ta

MAN
luoghi colla
dalla

i8f
bar-

che

fece

di

vari
vi

tirannide
del

feudale nelle
;

Chiesa romana,

comprese Mannell'SsS.

barie
la

IX

secolo

tova

che

se

riserbo

fine feudo

imperiale

divenne aldi Ottone

IVell'BGy

circa pertossi in
II,

Mantova
sotto
il

l'imperatore Lodovico

I nel 962, prima sotto Gualtieri Gonzaga principale gentiluomo del-

vescovo Giovanni
volle

ed

essendo

di-

la

citt,

e poscia sotto la casa dei

votissimo del sangue del Redentore

conti di
II

Canossa,

quando Ottone
impe-

pi

volte

visitarlo.

Reduce

nel

980

dichiar vicario

Papa Giovanni Vili, neirSyS passando per Mantova vi


dalla Francia

riale

e diede

Mantova a Tedaldo
Azzo che ediCanossa, da cui Sigiberto che fu
di
,

o Tebaldo
fic
il

figlio

fu

con vener
di

solenne
il

pompa
,

ricevuto

castello di

ss.

Sangue

ed
la

arricch

particolari
s.
il

indulgenze
in
i

chiesa

usc pure marchese

quel
d' Este

donde
si

secondo
casa

di

Andrea. L'imperatore
Calvo, calato
Italia
ribelli

Carlo
verso
del-

l'opinione di alcuni
ta
la

dice deriva-

H
l'

nobilissima

possente

rSyy

per reprimere

d'Este.

impero, fermatosi in Mantova si ed il suo meSedechia iniquamente dico ebreo

ammal gravemente,

lo avvelen, assistendolo
il

in

morte

vescovo
i

Giovanni,
il

fece

funerali, ed

che poi gli corpo fu tras-

di Polirone e lo dot molte rendite. Ronifazio suo primogenito eredit dominii del padre, cio Lucca, Parma, Reggio e
,

vano il Renedetto

Tedaldo edific sul Mantomaggior monastero di s.

di

Mantova,

a' quali
il

aggiunse
titolo di

portalo in Vercelli. Neil'

883

l'im-

na, Cremona, ed

peratore Carlo III

il

nendo
soliti

in Italia

pass

Grosso vea Mantova,


Eginulfo
di
il

chese di Toscana
riale in
Italia.

e vicario

Veromarimpesua

Dalla
figlia

seconda

ricevuto dal

vescovo
e

coi

moglie Reatrice
tore Corrado II
nifazio

dell'impera-

onori

pieno
le

religioso

desiderio volle venerare


sissimo

prezioreliquie,

Sangue e
alla

altre

concedendo

chiesa di

Mantova
nel
gli

molti privilegi. Divenuto


re dMtalia Ugo,

926
di-

il Salico, ebbe Roche mor poco dopo la sua morte, avvenuta nel io54, e Matilde che rest erede e fu chiamata la gran contessa. Essa fu cele-

Mantova

bre per
e

la

sua possanza, ricchezza


difese
i

venne soggetta, e siccome


trattare alcuni affari col

doveva
la

somma

piet;

Pontefici

Pontefice
pa-

dalle
eresse

persecuzioni
chiese,
alla

degl' imperatori,

Giovanni X,
ce d' Italia.

ivi
Il

l'

invit per
vi

Papa

giunse con

don
s.

fond monasteri, e Chiesa romana il suo pa-

gran comitiva di prelati, baroni romani ed altri signori, e cos Ugo con nobile corteggio, ricevuti e
trattati

trimonio, cio dal

fiume Pescia u
di

Quirico
di
:

su quel

Siena

fino

a Ceprano, dall'A pennino al


e

mare,

splendidamente. Stabilirono
il

pi Ferrara
cos alla santa

al

dire del Pla-

perpetua lega, e

modo

di

repri-

tina
i

mere gl'invasori saraceni, dendo il re molti privilegi


scovo.

conceal

dominii della

Sede passarono illustre casa di Ca-

ve-

nossa, ultima della qual stirpe fu la

benemerita
si

gran Contessa Matilde

Mantova
irruzioni
dei

sostenne

contro ungari

le

(Tedi), di cui
articoli,

parlammo
s.

in

molti

degli
,

unni

o
fu

saraceni

ma

desolata

Gregorio VII, Garfagnana, Lucca, Ferrara ec. a


tra* quali
;

i8i

MAN
della

MAN
l'aS*

tempo
.

quale inutilmente

sedi Enrico

IV

nel

pontificato di

Ferrara a' 4 ottobre. Successivamente Mantova fu lacerala dalse in


le

Gregorio VII,

ma

nel

1092

se

fazioni

dei nobili e del


terribili

pdpolo,

ne impadrom, ricuperandola tilde nel I Alessandro II


I I I
.

Manel

quindi

dalle

de' guelfi

e
in-

ghibellini. Ritrovandosi

1067 tenne
cilio

in

Mantova quel confine.

Mantova 1274 non poco travagliata da


quattro Casalodi, elesse due
ai

nel

che descriveremo in
tumultu,

Nella

testine discordie,
di

tiopo la tirannia
cit-

l'ultima malattia della


citt

contessa

ma
i
i

poi

torn

al-

tadini per consoli con


torit, acci riparassero

suprema aupericoli

l'obbedienza. Matilde
settantasei nel

mor

d'anni

i5 a'24 lug'io, e fu sepolta nella chiesa di s. Benedetto di Polirone, donde


lica
le

della patria, cio


corsi

Pinamonte Bonao Bonacossi, ed Ottonello Zan-

sue cebasi-

nicalli.

Non

tard

mollo

che

Pi-

neri furono trasportate nella

namonte Bonacossi con


collega,

tanta dissi-

vaticana d'ordine

Vili, ove nel

i635

gli

superbo monumento di pena l'imperatore Enrico V intese la morte della contessa cal colle armi in Italia ad occupare il suo amplissimo patrimonio, di cui era-

Urbano un marmo. Apdi

eresse

no

eredi

sommi

Pontefici

la

Sede apostolica. Colla prepotenza delle armi occup Parma , Mantova ed altri luoghi , restando le
altre citt in lunga contesa coi Pa-

mulazione seppe disfarsi del suo che i popolani lo confermarono prefetto o capitano generale, nella mira eh' egli meglio d' ogni altro valesse a vendicare l'assassinio. Dopo aver Pinamonte per tre anni temporeggiato, si tolse la maschera ed apparve tiranno. Nella pubblica piazza sostennero i Casalodi, capi

del

popolo,

la

spirante

libert,

ma

prevalsero le

pi legittimi signori.
la

Francia in
II

Ritornando dalPioma Innocenzo II,

ci

Pinamonte, che pun i con morti, esilii e confische. Al-

armi di suoi nemi-

leato co* veronesi ghibellini e cogli


Estensi, sebbene
fosse

nel

32

visit

Mantova,
di

riceven-

do testimonianze
gli

divozione
in

da-

stato
i

abitanti,

cui

concesse

diverse

successo

prima guelfo egli combatt quindi con padovani, i bresciani,


,
i

grazie. Eretta

Mantova

repubparti di
all'edi-

vicentini, e fece

dimenticare
violenta

colle

blica, sostenne la

guerra delle due


prese le

sue
anni.

prodezze
Il

la

origine

leghe lombarde;

del dominio che tenne per quindici

Alessandro
se
gli

III,

concorrendo
di

suo
lui

figlio

Bardellone

non

ficazione d'Alessandria; indi respinassalti

meno

Ezzelino

111

da

Romano, mediante
delio Visconti

l'aiuto di Sor-

avaro e crudele, sebbene inabile al governo , non volle attendere la paterna morte per disdi

che poi riconobbe , per signore, dopo il quale governandosi colle proprie leggi , ebbe temporanei podest e prefetti. Reduce il Papa Innocenzo IV da Lione, nel

fogare

la

brama

di

signoreggiare,

per cui
tello,

fattosi sostenitore della

parfra-

te guelfa, imprigion

padre e

ii5i da Brescia si trasfer a Mantova, visitando il celebre moBenedetto di Polirone, donde navigando pel fiume Po giuas.

richiam i proscritti, e si fece acclamare signore; ma Bottesella Bonacossi suo cugino, stretto
in amicizia
cogli Scaligeri

veronesi
in-

nastero di

gran fautori del ghibellinismo,


trodotte nella

piazza

truppe

stra-

MAN
uiere, per sorpresa

MAN
Bardel Iodopoi
cipio della

18S
della

fug

sovranit

nobile

ne, ed associ Passerino e Bettiro-

famiglia Gonzaga, antica e feconda

ne suoi

fratelli

nella usurpala

minazione, e Bardellone mori

miseramente
per meglio
di

in

Padova. Bottesella
nella

stabilirsi

signoria
si

Mantova, con

liberalit

acqui-

st l'animo del popolo, e l'affezio-

tempo di grandi uomini, e che fiori tra le pi potenti famiglie sovrane d'Italia. Fu Luigi il fondatore della possanza e ricchezza di questa casa che regn in Mantova dopo la caduta di quella di
in ogni

ne dei signori

vicini.

ingrandirsi disegn

na
ste:

e Reggio al

Volendo poi Modemarchese Azzo d'Etogliere

Bonacossi. Gli antenati di Luigi

fi-

guravano

tra

nobili pi ricchi e

pi considerabili di Mantova. Fino


dal principio del
secolo

non

gli riusc

per sebbene favofratel-

XII pos-

rito dai bresciani e parmigiani. Allo*

ra procur favorire Francesco

lo d' A zzo nella macchinazione ordita

contro Ferrara

ma

in

vece per-

dette Serra valle, ove avea adunato

molto bottino, e ne mori di pena


nel
1

sedevano feudi dipendenti dal patrimonio della contessa Matilde. Appartenevano come i Bonacorsi o Bonacossi al partito ghibellino, ed i Gonzaga rimasero costanti in tale parlilo. Francesco Zazzera , Della
nobilt
dell' Italia
y

309. Cos procedettero

le

cose

della famiglia

fino alla discesa in Italia

deli'

im-

peratore Enrico VII.


Passerino, uomo ardito e di gran mente, aiut Alberto Scotto ad insignorirsi di Piacenza , e favori i signori di Padova contro i bolognesi. Fluttu Passerino, rimasto unico superstite fra i due dominanti partiti,
tato titolo di
farsi

Gonzaga, ci d le seguenti notizie. Di sua origine parlarono diversamente gli storici, dicendo che un Lodovico tedesco di regio sangue,
piant verso
principio
il

1000 questa fami-

glia in Italia; altri

che trae il suo da Agilmundo re de' londell'antica


altri

gobardi, figlio d'Agione

ma

giunse coll'accatimperiale

prosapia de'Gongingi;
principe di

da un
cacciato

vicario

Germania che

signore di

Mantova e Mode-

per quest'ultima citt con Francesco Pico della Mirandola, questi ebbe la sciagura di cadere con due figliuoli nei lacci
na.

Ne' conflitti

da Carlo Magno pass le Alpi ; altri da Segifrido signore di Lucca,

un discendente
facio

del quale fu Boni-

conte di

Parma
la

che

spos

Beatrice sorella d'Enrico III imperatore


re da
;

di Passerino, e furono tutti


gittati

e tre a perir di fame nella torre

ed

altri

fanno discendefamiglie

una

di quelle nobili

di

Casteller.

Per

le

sue iniquit e

frodi, per tiranneggiare la patria per sturbare la quiete d'Italia, e qual ribelle di s. Chiesa, fino dal

padovane, che per timore d'Attila seguirono Ginusio o Ginio princi-

pe loro,

ritiratosi

in

Rivoalto

nel

4-56, volendosi

pure

farla derivare

i3i8 circa pubblicamente lo scomunic Giovanni XXII in Avignone.

Ma

le

dissolutezze

di

France-

sco Bonacossi figliuolo di Passerino e di Elisa d'Este, diedero luogo, non

Noteremo Donesmondi, come accennammo, nel narrare che Mantova era tiranneggiata da Berengario II re
dal sassone Wilichindo.

che

il

d'Italia,

scrive

che a consiglio
la

del
di

senza nuove atrocit, al mutamento della dinastia. Ed eccoci al pria-

vescovo,

sotto

condotta

Gualtiero Gonzaga principale

gen-

tH

man
ro
annui.

MAN
marchoee Azzo

tluomo (k'Ila citt, e valoroso capitano, avendo somministrato alTimperatoie Ottone I un gagliardo
aiuto di mantovani
disfatto
il
,

X 800 fiorini d'* Abbiamo dai geografi


capoluogo di diede
,

quando ebbe
per gra-

che Gonzaga borgo del regno Ioni bardo- veneto, distante circa cinque
leghe da

re, l'imperatore

Mantova

titudine dichiar marchese di

Man-

un
il

distretto di tre

comuni

tova
le,

Gonzaga e vicario imperiachiamandolo suo stretto parente


il

nome

alla celebre famiglia

Gon-

zaga, che nel solo


di

ramo

de' duchi

nel diploma dato in Viterbo. Pare dunque, secondo il Donesmondi, che


Gualtieri fosse della illustre casa di
cui parliamo.
11

Mantova cont due

imperatrici
di

in

Germania, una regina

Polo

nia,

Zazzera aggiunge:

l'Equicola

scrive

che

la

famiglia

Gonzaga vanta origine italiana, che Boterio notato in un privilegio


della contessa Matilde fatto ai
vis-

due arciduchesse d'Austria, s. Luigi Gonzaga ed un gran numero di cardinali. Questo feudo dei Gonzaga serba ancora il castello
de* suoi antichi signori. Fratello del

mentovato
bio
il

Giberto fu senza

dubser-

domini

di

Mantova,

in

virt

del

suddetto Luigi, che V Equi-

quale essa ricuper

la citt dall'im-

cola disse figlio di

Guido

al

pero. Riccardo figlio di Corbello, e

vigio militare di Manfredi re di Sicilia.

Corrado sono
derazione
ponti di
pali nel
s.

descritti nella

confecoi

del

marchese
di

A zzo

Essendo
dena,
il

Luigi

podest

di

Mo-

Bonifacio allora princi-

governo
di

Mantova. Pie

tro
nella

figlio

Alberto

ricordato

Francesco Bonacossi figlio del suo cognato Passerino, minacci di attentare al ta


debosciato

cronaca di s. Prospero di Reggio. Guglielmo ricevette in feuil

lamo
tri,
i

di

Filippino
e

Gonzaga

figlio

di Luigi,

non

nipote, secondo al-

do

castello di
s.

Gonzaga

dall'ab-

sotto gli stessi di lui occhi. Presi

bate di

Benedetto di Polirone tolto poi da Alberto padre di Mattia conte di Casalodi, da cui fu nondimeno ricuperato con l' aiuto de' reggiani, parmigiani e cremonesi per assedio; dato quindi a Fedc'
rico II imperatore, ritorn

Gonzaga da alto risentimento. Luigi da Modena si rec in Mantova, radun i malcontenti, e con l'assistenza di Cosimo della Scala,
ch'era geloso di

Passerino

perch
nel par-

occupava
tito

il

primo grado
1

sotto

ghibellino,

con armati

entr

Casalodi, che per forza

lo cedero-

nella citt a'

agosto i37.8. Tur-

naccolsi,

Do a Pinamonle Bonacossi o Buoil quale lo don al vescovo


di Reggio,

bato Passerino dai gridi di morte che udiva per le strade, accorse a
cavallo per calmar la sedizione,

che

poi

con

altre

ma

terre lo

permut con Azzo

marri-

fu rovesciato dal conte Alberto Sayiola,

chese d'sle.
tiene
ta
il

Da

questo castello
il

che
sul

l'uccise

con un colpo di
del

Zazzera

famiglia

cognome Gonzaga, poich dopo


Mantova
di

delia
tren-

spada

limitare
figlio

palazzo.

Suo

suo stesso Francesco fu


di

anni Giberto di Corrado da Gone di

tiascinato nella torre di Casteller,


(love avea fatto
(Jella

zaga, nobile di
gio,

Reg-

morir

fame Pico

per esso

castello

Gonzaga,

.come de* suoi primi progeni Ipri, e^ per Luzara e Reggio promise al

Mirandola, e fu col scannalo dal figlio di questo gentiluomo chia-

mato

Nicoli,

con

tulli

gli

altri

MAN
(Iella

MAN
sudditi

i85

famiglia.

Molti [Xirtigian dei

mor

nel

iS^y.

Guido

Bonacossi
dalij ai

vennero eziandio U'ucifuggiti furono confiscati i


si

beni, e Luigi (Gonzaga

fece accla-

due figli, si divisero il governo il primo amministr lo stato di Mantova, ed il secondo


Feltrino, altri
;

mare, eoi
rale,

titolo

di capitano

gene-

quello di Reggio.

Ambedue aveala

signore di

Mantova
l'

e di

Mo-

no gi
l'et
gli

figli

in

tutta

forza

del-

dena. Frattanto
tra' ghibellini,

invasione di Gio-

e nel vigore delle passioni, e


essi

vanni re di Boemia mise discordia

ammettevano anch'
Ugolino
il

al

go-

ed

il

Gonzaga
l'

per

verno.

primogenito di

consolidarsi nella signoria, nel

i33o

domand ed
di

ottenne

investitura

Guido comand nel iS^y una lega formata in Lombardia per resistere alla casa

Mantova dall'imperatore Lodoil

Visconti.

Traditi

dai

vico
sti

Bavaro.

siccome era quenel


di
,

tenuto nemico della santa Sede,


e.ssa
i

Luigi io favore di
prese
le

i332
lei

che si erano serviti i Gonzaga, volevano comperar la pace colla cessione di Reggio ai Vismercenari
di

armi contro
altri
il

ne-

conti;

ma

Feltrino, terzo

figlio

di

mici con

principi

essendone
Filippi-

Luigi, che riguardava

quella citt
fi-

capitano generale

figlio

come proprio
gli,

retaggio e de'sui

no. Dipoi Luigi acquist nel


la

i335
a

citt

di

Reggio, ch'era apparte-

nuta a quel monarca,

ma ebbe

sostenere in seguito una guerra eoa Mastino della Scala signore di Verona, per mantenere l'indipeiKlenza

ne impadron per sorpresa parnel i358, e ne cacci tutti tigiani di suo fratello e de* suoi nipoti. Dal canto suo Ugolino cacse
i

ci di di

Mantova
in
si

tutti

partigiani
la
il

suo zio,

guisa

che

casa

nuova signoria. Nel i336 Benedetto XII Papa residente in Adella

Gonzaga

trov

vivente

suo

vignone, fece Luigi vicario di Mantova e di Reggio nella vacanza dell' impero con annuo censo, perch

capo divisa in due sovrani. Feltrino perde Reggio che acquist Bei nab Visconti, al quale vend la
cittadella,

riservandosi

castelli

di

Lodovico
cato,

il

Bavaro come scomunidai soli

Novellara e di Bagnolo

che
a'

tras-

non veniva che


Mastino
gli

suoi

mise con
Carlo

titolo

di

contea
vicario

suoi

partigiani riconosciuto per


tore.

impera-

discendenti. Nel

i365 l'imperatore
impeLuigi, che di nonel

volendosi

vendicare

IV

dichiar

di

Luigi,

suscit contro Luchidi

riale di

Mantova
anni

no Visconti signore
velandogli
le

Milano,
passate

ri-

vanlatre

mor

i36o

tresche

tra

i36i.
Gli successe nella signoria

sua moglie Isabella e Luigi. Unito


alle

Guido
adprial

truppe

de' signori

e di

Ferrara,

entr

Verona Luchino nel


di

in et di settant'anni, per cui

doss
era

le

cure del
gi

governo
figli

Mantovano, e dopo che n'ebbe deuna parte, fu disfatto da Filippino figlio di Luigi e poco dopo nel i349 venne avvelenato da Isabella. Giunto Luigi alla vecvasLito
,

mogenito de' suoi


si

Ugolino, che

mostrato

degno
nel

della

sua confidenza, e che

settem-

bre
conti

toria sull'esercito di
.

i36i riport una grande vitBernab Vis-

chiezza, cede ai

figli

le

cure

del

Ma

di

lui

pi

giovani

governo,

ma

il

primogenito

Filip-

fratelli

Luigi e Francesco concepi-

pino saggio, valoroso ed amalo dai

rono gelosia dell'autorit che eser-

i86
.

MAN
si

MAN
Spos

citava, e

ritirarono a Caslgllone
evitar la

una

principessa

di

casa

Del

i36a per

peste che

d'Este, un

suo

figlio

in

matri-

desolava

l'Italia.

Ritornati a

Man-

monio
conti
la
,

colla figlia di

Bernab Vis-

tova a*i3 ottobre, raentie Luigi cenava in casa d* Ugolino, Francesco entr all' improvviso circon-

che assodarono sua dominazione. Ridolfo altro


figlio

parentele

suo
si

fece la linea

de'marcheStiviere.
il

dato

d'assassini,

colp

Ugolino
lo

di

Castiglione

delle

colla spada

nel

petto, e Luigi

Luigi nato da

Ridolfo fu

pri-

termin di uccidere a colpi di pudue fratelli furono assolti gnale: dal fratricidio, e Luigi venne stipendiato da Urbano V e dall' imi

signore di Castiglione, di Solferino e di Castel Giufredo. II di


lui

mo

primogenito
dall'

Ferdinando
il

rice-

vette

imperatore

titolo

di

peratore a

danno
cui

dei Visconti.

marchese
tolo di

di

Castiglione e di printi-

due

fratelli,

l'ambizione

avea

cipe dell'impero, e govern con

spinti a tale delitto,

non potevano

viceduca

il

pi aver fiducia l'uno dell'altro. fatti nel iSby Cane della Scala signore di Verona, avverti Luigi Gonzaga che suo fratello gli avea chiesto di secondarlo in una congiura, ma Francesco ne incol-

suo primogenito

s.

Monferrato. 11 Luigi Gonza-

Di

ga [Fedi)j disprezzando le grandezze umane, si fece gesuita, e lo


veneriamo sugli altari protettore degli scolane della giovent: Ridolfo secondogenito fu perci secondo marchese di Castiglione. Ritornando a Luigi II, egli mor nel i382.

p invece lo Scaligero. Intanto due fratelli furono assaliti dai signori


di

Milano e

di

Verona, e

Quarto signore
cessore
del
II

di

Mantova
fu
il

e sucfiglio

per difendersi

ricorsero alla prote-

defunto,

zione di Cario IV

e de' fiorentini.

Francesco
sco

che

s'intitol

secon-

]n questo mezzo Guido

mor
altri
II

nel
fi-

do, quantunque
1

suo

zio

Francefu di-

1869,

afflitto

per

la

perdita del
gli

non avesse regnato, e


imperiale.

glio e in

veder

divisi

da
fi-

chiarato vicario

Impie-

un

odio violento.

Luigi

suo

le

ricchezze paterne in protegil

glio e successore governava lo

sta-

gere

to di

Mantova

sotto

il

nome

di

commercio, e con amministrazione si cattiv

buona
l'affetto

suo padre dal 1862, ed appena morto Guido, Luigi II fece trucidare il fratello Francesco, sospettando che avesse cospirato contro
di
lui.

de'suoi popoli.

Somministr truppe
codella

a Giovanni Galeazzo Visconti

gnato di sua moglie, per


dei loro
stati
le

spogliar

due
con

case

Poco

dopo

scoperta

una

Scala e Carrara, e
alle tre fascie

ingratitu-

congiura tramata da alcuni parenti,

fece perire dell'ultimo supplizio

dine ne fu corrisposto. Tuttavolta nere nello scudo d'oro,


la

due Gonzaga, cinque gentiluomini


e parecchi cittadini. Malgrado lauti

armede'Gonzaga, inquart
o
e

vipera
tolse

colubro de'Visconti, poi


vi

la

delitti,

siccome

Luigi

II

gover-

sostitu

il

leone

bianco ram-

nava i mantovani con dolcezza, e perch mantenne la pace durante il suo regno, mentre i paesi limitrofi
si

pante in campo rosso, stemma del regno di Boemia avuto dall'imperatore Venceslao, o meglio da Carlo

erano devastati dalla guerra,


de' suoi sudditi.

IV come afferma

il

Donesmonleoni biaa-

cattiv l'aiTetto

di> che anzi dice,

due

MAN
chi in

MAN
signore d'Italia,
si

campo

rosso inquartali colla


il

rec in

187 Mantova

le sbarre.

Giovanni temendo

co-

per assumere

la

tutela del nipote.

gnata per avergli avvelenalo

pa-

Tre anni dopo

Giati Francesco spoall'e-

dre e spogliato della signoria di Milano il fratello, fece comparirla infedele a Francesco II, che ne ordin la decapitazione nel iSpi, quando gi gli avea dato quattro figli. Discopertosi
il

s Paola Malatesta, e giunto

t in cui sovente la guerra diviene

passione,

Giovanni

XXI II

lo

fece

generale della Chiesa, indi nel 1412 difese Bologna dalle armi di Ladislao re di Napoli.

tradimento,

il

Gonzaga

Dopo
tiranni

aver comdi

tormentato dai rimorsi, volle vendicarsi: si alle con Firenze e Bologna, mentre Visconti tent deviare il Mincio che alimenta il la-

battuto

piccoli
il

rano

divisi

ducato

che si eMilano,

risolvette cercare occasione per di-

stinguersi nell'armi senza

compropo-

go

di

Mantova, e

tramutarlo

in

mettere
poli, e

il

ben essere

de'suoi

per un'improvvisa escrescenza del fiume port via le dighe e consol i desolali mantovani. La guerra fu in
pestilenziale palude;

nel

i4'6

fu

condottiere

dell'esercito dello zio. Eletto

Mar-

tino

nel

concilio

di

Costanza,

seguito intrapresa dalla


fa
;

lega guelfu disfatto

ziato

in

essa

il

Gonzaga

i4 luglio ^397, e riport vittoria a' 28 agosto; poscia nel iSgg torn dopo varie vicende ad allearsi con Giovanni, e god alcua*

ove Carlo Malatesta avea rinunil pontificato per Gregorio XII, nel i4iB pass a Ginevra ed a Cebenes, donde arriv a* i5 ottobre in Mantova. Ivi secondo il
Monstrelet,
voi.
I,

e.

192, Sigisvestito di
la stafil

mondo
manto
fa

re

de' romani,

ni anni

in

pace.

Bonifacio

IX
si

lo

reale, tenne al

Papa
la

dichiar conte della terra di


zaga,

Gonrec

gli

condusse per
Certo

briglia

quando Francesco

cavallo.

Boma

per divozione e per ossenell*

Giovanni e
zaga, con
tero

che il vescovo Gian Fiancesco Gonla

quiarlo e trattare delle cose d'Italia:


celebrate

tutta

citt lo

ricevet-

alma
I

citt

le

feste

con

somma

venerazione

di Natale, fece ritorno in

Manto-

allegrezza,

venendo regalato

ed non

va. Francesco

soleva ricevere in

solo
li

Mantova

lombardi ; ed essendo giunto il suo principato ad un alto grado di prosperit, mor nel marzo 14^7, lasciando di Margherita Malatesta sua seconda mo* glie un figlio chiamato Gian Francesco, che di dodici anni gli successe. Nel suo testamento ordin
gli esuli

il Papa, ma ancora i cardinaed i signori di sua compagnia. Martino V vener il ss. Sangue,

e visit la

chiesa

della

Madonna
indul-

delle Grazie,

concedendole

genza perpetua, dichiarandosi contentissimo di tanta cortese


lit.

ospita-

Quanto

tova
essa

venuta in Mandell'imperatore Sigismondo,


alla
la

l'edificazione della Certosa,

avendo
il

ebbe luogo
i4'4)
ii^

prima
che

volta
vi a'
si

fabbricato fuori della citt

mo-

nel

occasione

nastero di
nella citt

s.
il

Maria delle Grazie, e


castello.
II,
il

era portalo Giovanni

XXIII

16

gennaio con

tredici cardinali

e la

Allorch mor Francesco

suo

curia

cognato Carlo Malatesta signore di Eiminij il pi magnanimo e gentile

romana, accompagnato nel viaggio da Gian Francesco eh* eragli carissimo, accoltovi

con ogni

i88
onorificenza:
il

MAN
Papa
il

MAN
e

T imperadi

sio

figlio

agli stipendi
egli

del duca di

tore visitarono

ss.

Sangue, e venin

Mil.'uio,

ed

stesso poi col

Pic-

nero regalati dal signore tova. Martino V stando


tova
II
si

ManMani4'9
fu
il

cinino
za.

combatt Francesco SforGian Francesco fece parecchie


,

spetPi

un legato
Napoli, e

Giovanna
nel

conquiste sui veneti, perdendo per


vari castelli
fra'

regina di

quali

Peschiera;
nel
re-

rec a Firenze in cui


cui
di
di

entr ai

ma

il

Visconti
il

pacificandosi

febbraio, altri dicono che

i44i costrinse
stituire le

marchese a
senza
il

giorno in

part da

L'ambizione conti duca


signore
di

Mantova. Filippo Maria Visil

conquiste
il

fargli

ricuperare chese nel

perduto. Mor

mar-

Milano, indusse
a

settembre
la

i444 dopo

Mantova

prendere

aver costrutto

Certosa fuori di

parte alle sue guerre, unendosi contro di lui ai veneti e al

marchese
:

d'Este in difesa de' fiorentini col piemontese Carmagnola prese Brescia, e per una serie di vittorie
forz
il

quattro figli che avea fatto istruire da Vittorino da Feltre nelle lettere greche
,

Mantova

lasciando

Visconti
questi
pei

alla
la

pace.

Ptiac-

e latine, e che parteciparono del gusto dominante allora tra' principi per la letteratura e l'erudizione.

cesa con

guerra,

Gian
il

Tutti e quattro
zione
dell' eredit

Francesco

veneziani

prese

ebbero una porpaterna ed il


,

comando del loro esercito^ e Io lasci quando seppe che aveano decapitato Carmagnola Intanto
.

primogenito Luigi III detto il Turco perch incominci a portare


di
i

mostacci contro

il

costume

l'imperatore

da

Roma

si

Sigismondo, reduce port in Mantova.

quel

tempo

fu

riconosciuto

per

sesto signore

e secondo

mar-

Riconoscente dei meriti del Gonzaga verso di lui, durante la sua


spedizione in Italia, eresse
so lo
slato
di

chese di Mantova. Cecilia Gonzaga

per esin

sua ed

Mantova
settembre
la

mare

primeggi tra i dotti del suo secolo tuttavolta destinata dal padre sposa,
sorella
i

poeti

chesato,
legittim

a' 2 2

i433,

bram
strale,
di
di
lui
s.

piuttosto

menar

vita clau-

in tal guisa

sovrani-

desiderio

t della casa Gonzaga^ la quale npeteva tutti suoi diritti da una usurpazione: in tal modo la citt e il suo territurio torn feudo imperiale, ed il nuovo marchese pag 12,000 fiorini d'oro a Sigisi

morte,
Ghiaia,
di

che efTettn alla con vestir l' abito nel monastero del
fondato da Paola

Corpo
i

Cristo

sua madre, ove

ambedue termina-

rono santamente, e loro giorni meritarono d'essere registrate nel


martirologio
francescano.
Il

mondo, il quale gli concesse per lo stemma quattro aquile imperiali

terzo-

genito di Gian Vincenzo, da questi

negli angoli

della croce rossa in

ebbe in appannaggio
Sabionetta,
lo
il

il

ducato di
poi
al

campo
In
pari

bianco,

arme
l'

della

citt.

principato di Bozzoriuniti

tempo

imperatore spos

s.

Martino,

Luigi primogenito del nuovo mar-

ducato

di

Guastalla da un altro ra:

chese a Barbara
se di
diffidenza

figlia del
Il

marchein-

Brandeburgo.
del
il

rigore e la

senato
.

veneto

dussero

marchese

a far

passare

questo \5 agosto del che quello 1746. Altri dicono ch'ebfje tali signorie fu Gian Fran-

mo

de'Goiizaga posseduto
si

ramo

estinse a'

MAN
Cesco terzogDito
quali

MAN
III,

189
Appenia Pio
alla

di Luigi

le

nil contro
II

turchi.

signorie divise

ed
lui

unite di
discen-

fu nel

14^8
,

elevato

cat-

nuovo, passarono

ai di

tedra

apostolica

applic

tutte le

denti fino all'aprile 1 708, in cui per morte di Gian Francesco II furono riunite al ducato di Guastalla [Pedi) posseduto da un altro ramo della famiglia Gonzaga. Cer-

sue cure per continuare la guerra incominciata dal suo predecessore


contro
cipi
i

turchi

e perch

prinall'im-

cristiani

concorressero

presa

to che

ducali
,

di
il

Guastalla
nel

stabil un pubblico parlamento o assemblea in Mantova,

di Sabionetta

principato di

coir intervento
de' principi

degli

ambasciatori

Bozzolo, furono
airinfante di
di

ceduti

174^

de'sovrani d' Italia.

Spagna Filippo duca Parma. Appena Luigi III incominci a regnare, abbandon il servigio del
di

Perci scrisse lettere al re di Fran-^


peratore,

Carlo VII, a Federico III ima Mattia re d'Ungheria, a Casimiro IV re di Polonia, e


eia
altri,

duca
si

Milano per
nel

assicurarsi del-

ad
re

perch
i

volessero
turchi, e

adunare

l'alleanza

de' veneziani, ed

a loro
per
la

eserciti
i

contro

un

i44^j quando

loro

ambasciatori
di

mandaManto-

morte dell'ultimo Visconti tentarono occupare il Milanese. In pari tempo suo fratello Carlo, distinto per valore e maniere cavalleresche, si un a Francesco Sforza. I due fratelli gelosi uno dell'altro cercarono combattersi sotto nomi stranieri ambedue mutarono pi volle
;

va. Prima Papa ai 5

partire

gennaio

da Roma, il i4^9 decret


al

che

se

fosse

morto
il

di

di

Firenze, riposto

tedrale della citt


to,

corpo nella catove fosse spiravicina,


i

o a quella pi
rimasti a

cardi-

nali

Roma

aspettassero

quelli

che

lo

accompagnavano nel
procedere all'eiezione
trenta

partito; alleati alternativamente del

viaggio
del
la

per

neziani,

nuovo duca di Milano, o non erano fedeli

dei

veal

successore

giorni

dopo
fosse

che

sua morte

ma
qua
i

se questa di

loro vicendevole odio. Carlo diven-

avvenuta al
essa,

di

Firenze o ia
giorni
si

ne signore di Tortona, e mor nel 1457, dopo essere salito a gran

allora soli

quindici

attendessero, fatti
rali.

consueti fune-

fama
Luigi

pei
III

suoi

talenti

militari

Ad

onta del freddo della sta-

che dal canto suo era annoverato tra primi generali d'Itai

gione, e la

nuo l'incomodava
da

podagra che di contiad onta delie ,


augurii part

lia,

per cui

costrinse

bolognesi

opposizioni e sinistri

ad obbedire a Nicol V, si rese distinto pi ancora pel suo gusto ed eleganza, per la propensione alle arti, e pel favore che accord ai dotti ed la poeti, di cui ai sua corte era ornata. Un' epoca brillante surse sotto di lui per Mantova pel famoso congresso dei
principi cristiani
t nel

Roma

a'22 gennaio. Nel cam-

mino preg
chese
di

con

lettere

1'

imperaaltri

tore Federico IH, e

Alberto mar,

Brandeburgo
di

ed

principi tedeschi, percli


al

si

recassero

parlamento

Mantova. Dopo
a'

essere stato

vari luoghi, giunse

adunali nella

cit-

i4%
per
la

1460

dal

Papa

Pio

li,

difesa della cristia-

27 maggio, con solenne pompa, in mezzo ad un gran concorso di popolo per ricevei'e la sua
Pio
l

Mantova

accoltovi da Luigi

ili

igo
benedizione.
nlla

MAN
Dalla
di
s.

MAN
di

porta Pradella
tutta la

tulio

il

mondo
il

cristiano,

aven-

chiesa

Pietro,

do

registrato

Gobelino

gli

am-

strada era

coperta di
sulle
altii

panni, ve-

bascialori che v'intervennero, e tul-

nendo portato
ri,

spalle de'dotto-

cavalieri

ed

gentiluomini,

Fu
i

alloggiato in corte vecchia splen-

toci che vi fu trattato: altri dicono che ci avvenne a'20 settembre nella cattedrale, dopo la messa,
II

didamentc, avendo un seguito oltre


cardinali di

Donesmondi

scrive a' 18 giugno,

molti principi, baro-

nella sala grande di corte vecchia,

ri e signori.

Nel primo giorno di


si

giugno
dai

il

Papa

rec nella cat-

dove Francesco Filelfo eloquente oratore recit uua gravissima orazione


dalle
,

tedrale accompagnato dai cardinali,


vescovi, e

dicendo
dei

in

sostanza

che
ri-

da

tutto

il

clero

mani
ed
la

^urchi

doveasi
,

secolare e

regolare.

Cantatasi so-

cuperare

Costantinopoli
altri

Gerusala

Icnnemente la messa, il vescovo Coronese predic sopra la determirazione presa da Pioli, la cagione
del solenne parlamento, e la necessita di

lemme
tando

luoghi, rapprescn-

facilit dell'

impresa,

necessit,

l'immenso
al

onore che

ne

sai

ebbe derivato
I

nome

cri-

doversi abbattere
il

la

tiran-

stiano.

primi

che

intervennero
gli

nia turchesca. Indi

Papa pr-

all'assemblea
di
sia,

furono

orientali

nunzio un discorso patetico, in cui si querel perch i re non vi avevano mandati che pochi ambasciatori, mostrando in effetto non badare alla difesa del nome cristiano, protestando

Cipro, di

Rodi, di Lesbo, d'A-

d'Albania, di Bosnia, di Schia-

vonia, e tutti
so contro
li
i

domandarono
,

soccor-

turchi

resi

formidabifatte

per

le

continue conquiste
altres contro
d' Egitto.

incomodi

di

ad onta de'suoi restare in Mantova,


conosciuto
l'intendi-

in oriente,

ed busaco soldano

A-

Gli

amsi

fjuch avesse

bascialori de'principi

occidentali

mento
re con
blica

dei
essi

principi,
al
:

per provvede-

posero a contrastare insieme sopra


l'ordine di
sedere,

bene della
tutti

repubConcesse
che
i

cristiana
il

applaudir-

questioni
agli
affari

non
e

riuscissero
al

no

suo

fervido
tutti

zelo.

perch tali dannose pubblico bene, ii


e

indulgenza a
cipi

quelli

si

Pontefice formalmente dichiar che


l'onore

fossero confessati, ed avvis


cristiani del
,

prin-

suo arrivo a Man-

tova
tori.

portarvisi

rinnovando loro l'invito di o mandare gli ambasciatale


effetto

ninno resterebbe pregiudicato nele preminenze, circa 1' ordine di sedere. Prima che arrivassero
francesi, alla gli ambasciatori presenza del duca di Milano Fran-

mand
ed
il

all'im-

peratore lo stocco

berretto-

cesco Sforza (la


fece al

cui

figlia

Ippolita
nel connel lib.
II),

ne

benedetti,

essendo

tenuto

pi

Papa un'orazione

degli altri

sovrani a difendere la Chiesa dalle oppressioni de'nemici

gresso, molto
II

de'

commendata Commentari di Pio

del cristianesimo. Scrisse pure per


li

degli ambasciatori imperiali,


letani_,
ci,

e napodei

medesimo
fiorentini e

fine

ai

duchi di Sa
ai

aragonesi, ungheresi, bosniaprincipi, de' veneti,

voia e di
ai

Baviera,

veneziani,

di altri

ad

altri.
si

genovesi, de'fiorentini

ed

orientali,

A'9 settembre i4^9


in

cominci

Mantova

il

generale parlamento

Pio per

II

declam
spazio di

sulla sacra guerra


tre ore

lo

buone, e

MAN
non doversi aspettare a somiglianza de'pagani il premio
disse a
tutti
si

MAN
glo d'un principe francese,

191

mentre

continuava

sostenere Tingiu-

delle ricchezze,

ma

1'

acquisto del

regno
1

celeste, se

vincitori

vinti,

consigli

del

Pontefice
gli

furono
lagna-

approvati
tori,

da
gli

tutti

ambasciasi

indi

ungheresi

prammatica sanzione. Intanto giunsero in Mantova gli ambascia tori del re di Polonia, Sigismondo duca d'Austria, e Alberto marchese di Brandeburgo. Questi due
riosa

rono dell'imperatore, che mentre erano minacciati dai turchi, avea riempita 1' Ungheria di tumulti,

principi furono

accolti

con dstinII

zione dai cardinali, e Pio

diede

ad Alberto

Non

solo

il

Pontefice

fece la sua
la-

perorazione con abbondanza di

ed eloquente energia, ma dal canto suo concorse all'impresa

grime

spada ed il cappelIo benedetti nella messa dell'Epifania, e assolse i primi dalla scomunica, poich ebbero colla santa
la

Sede soddisfatto
mate, siccome
chi
ne' loro

ai

loro doveri. I

in tutti
i

modi

perci

restarono
.

veneziani promisero molte navi ar-

presenti

infervorati

e commossi

minacciati dai turdominii, ed


esercito,
il

Nel d seguente fu tenuto un altro parlamento d' italiani solamente, sopra il numero della gente d'arme che si dovea adunare , ed il
Pontefice espose
il

re di

Ungheria un buon
vicino
il

avendo
il

nemico. Dichiar

Papa
testa

che
della

si

sarebbe

posto
di

alla

suo parere

cir-

ca
tre

le

spese pel

mantenimento
la

del-

l'esercito,

cio che s'imponesse


al

per
ai

anni
la

clero

decima,

andare almeno sino in Albania a coronare a Croia in re il valoroso Scanderberg. Pio II domand quinspedizione, e
di agli
gli

laici

trentesima,
tutti

agli

ebrei la

ambasciatori imperiali,
di

de-

ventesima, e

gl'italiani

con-

elettori

dell'impero, de'principi

fermarono
tranne
i
i

l'opinamento
veneti

pontificio,
fiorentini,

e citt libere

Germania, quali

ed

soccorsi potessero dare, e tutti pro-

Bichiesti

quattro

ambasciatori
il

francesi di aiuto contro

comune

nemico, solo risposero doversi per

mezzo prima vendo

di

un

legato

apostolico

misero quel numero di soldati gi convenuto con Nicol V in Franee trentamila pedoni fori , cio diecimila cavalieri, ed ordinarono
perci due parlamenti da tenersi a Norimberga, ed in Austria presfosse so Federico HI , e che vi mandato un pontificio legato. Tale
destin Pio
rione, e capo
l
il

riconciliarli
i

cogl* inglesi.
il

A-

francesi

avuto

coraggio

fatta del

da lui regno di Sicilia a Ferdinando, e che invece la dasse a Benato d' Angi, Pio II essendo incomodato prese tempo a rispondi querelarsi dell'investitura

cardinal

Bessa-

dell'esercito

nomin

dere. Alcuni

giorni dopo,
sal
il

cagionevole,

soglio

bench in una

sua

o altro principe per impotenza, scrivendo a molti principi per l'eifettuazione del conl'imperatore

gran

preg d' essere udito senza interrompimento, e con un grave discorso che dur tre ore
sala
,

venuto.

Su
le
il

di

che

pubblic una

bolla a' i5 gennaio

1460,
del

nolifi-

cando

risoluzioni

congresso

giustific la

sua
si

condotta

pel re-

a tutto

mondo
dai

ed ordin pubsacerdoti
nelle

gno
la

di Sicilia,

dolse assai

come

bliche preghiere
le

da porgersi a Dio

Francia ci desiderasse a vantag-

domeniche

igi
messe, perch
slere colla della

MAN
si

MAN
di
assi-

tegnasse

scienze ne'suoi

stali,
1'

per cui
universit
la
felicit

s'iii<li

sua

grazia

difensori

dusse

a fondare

fede, e

concesse

indulgenza

Tubinga, e

formo

dei

e pei^on di
chi avesse

colpa
le

e di

pena a
contro

suoi popoli. Luigi 111 ebbe in

pro-

preso
II

armi

nipote Giulia Gonzaga, di rara beiiczza,

Maometto
eenziasse
il

imperatore de'lurchi,
li-

e somministrati aiuti. Prima che

spasiano Colonna
e conte di
articolo

che fu sposata al vecchio Veduca di Tiaietto

parlamento, Pio

II

ie-

ce

a'

i8 gennaio un'altra

costitu-

Fondi [Fedi)^ al quale ne parlammo, e fu esemavendo

zione contro coloro che appellava-

pio di tenerezza coniugale,

no

dal

di eresia e li c di lesa maest: la costituzione Execrahils si legge presso Labb, Concil. t. XIII, p. 1801. Il Papa

Papa al concilio condann come rei

generale,

voluto restare vedova a fronte che la desideravano i piti grandi signori d'Italia.

Luigi
I

III

mori nel i47^>

venne
t

cardinali, e

accompagnato da diecisetle mentre era in Mantova quando a quando ne arrivarono


tutti

suo primogenito gii nel marchesato, e come successe imparalo il megli avi suoi avea
e Federico
sliere delle
cipi

armi

al

soldo di prin-

stranieri; subito

per
cui

venne

tredici altri,
spitali
la
ci

cortesemente osnobilissimo
e coil

afflitto

dalla

peste che fece strage


in

dalle

primarie famiglie delil

nel

Mantovano
anno
si

perirono

U, cos

circa dieciottomila abitanti. Nel

me-

pioso corteggio.
gresso
,

Terminato

con-

desimo
di
Irice di

pose

al

servigio

Pio II verso il fine del gennaio 1460 parli da Mantova, dopo aver creato cardinale Francesco
tglio

del marchese, e

si

por-

to in Siena

ove

lo

sopra ggi^:msero

alcuni ambasciatori che non lo trovarono in Mantova, soddisfattis-

simo del marchese e de'mantovani. Tutto il viaggio di Mantova,


e
la

di Savoia madre e tuGian Galeazzo Sforza duca di Milano: tosto imped l'ingresso in Italia agli svizzeri chiamali da Sisto IV e dal re di Napoli, e nel seguente anno fu chiamato in Toscana da Lorenzo de Medici per combattere Alfonso duca di Indi nel 1482 difese la Calabria.

Buona

sua

cagione,

narra
di

il

car-

casa d'Este che colla propria era-

dinal
e.pist.

Ammannali

Pavia nella
Stnenseni.
del-

5 ad Malgrado le
l'otlimo Papa,

cardinal.
zelanti
i

premure

soccorsi

promessi

nel congresso per

allora

non ebbe-

ro
si

effetto,

per le guerre deTrance-

ed inglesi, del re Ferdinando con Renato d'Angi, e per quelle che facevano nello stato ecclesiastico
i

soccombere a Mor Federico I nel luglio i4^4> lasciando da Margherita di Baviera sua moglie tre figli e tre figlie, una delle quali fu Elisabetta che spos Guidobaldo duca d' Urbino, assai

no

in

pericolo e ai

di

Sisto

IV

veneziani.

lodata

per

singolare

amore conmarit

iugale, per virt e coltura:

signori

di

Bimini
"Tiarit

di

sua nipote Eleonora

Gonzaga con

Faenza.
Luigi III nel

Francesco Maria della Rovere du-

i474
ad

Baril

ea d'Urbino, illustre anch'essa per


le

bara
ispir

sua

figlia

Eberardo

belle

qualit che la fregiarono.


I

Barbuto duca
il

di

Wurlemberg,

cui
le

Al defunto Federico

successe
II

il

desiderio di far fiorire

primogenito Gio.

Francesco

in

MAN
et di diecioU* anni. Nel
Isabella

MAN
1490 spos
iSo3
fu
al

193
di

soldo

Luigi XII
II conricuperando

duca

di

d* Este figlia di icole 1 Ferrara, e cognata di Lo-

re di Francia, e poscia prese parte nelle tro


i

guerre

di

Giulio

dovico Sforza duca di Milano. Versato nella scienza militare, in


sa del suo stalo
sercito
difes-

suoi

feudatari,
lo

Bologna, per cui


niere di
s.

fece gonfaloge-^

mantenne un

e-

Chiesa
contro
;

e capitano
i

che conduceva

al soldo dei

nerale, indi

veneti

nella
lasci
a'

principi pi potenti
lo Slesso

di lu, e nelle

lega

di

Cambray
essi

ma
nel

si

tempo
e

coltiv

lettere

sorprendere da
agosto
nezia, e

1^09

con ardore,
in poesia,

compose anch' egli formando l'ornamento di


i

nell'isola

della Scala.

Fu

tenuto un anno prigioniero in Ve-

pi rinomati poeti del suo secolo. La sua consorte pure per un fino gusto per distinse si le arti antiche ; il suo gabinetto di medaglie statue, di cammei e di
sua corte

quando

per

le

premure
libert

di

Giulio II

ricuper

la

parve disgustalo della guerra. Nei i5i2 venne dal marchese accolto
e splendidamente trattato in

Man-

non ebbe lungo tempo


Italia.

l'eguale in

tova

il

cardinal Giovanni

de Me-

Quando
i

Alessandro
il

VI,
e

veneti,

senesi,
il

duca
di

di Ferrara,

l'imperatore,

re
si

Spagna
scelsero

il

dici, che nel seguente anno divenne Leone X, dopo essere stato disfatto il suo esercito a Ravenna dai

duca
tro

di

Milano

collegarono conil

francesi.

cacciar questi d'Italia

si

Carlo

Vili, tutti

tenne in Mantova un congresso cogli


ambasciatori de'priucipi,col cardinal

marchese di
lo alla guida

Mantova per metterdell'esercito.

Secondo
Alesnella
tale

rinfessura, a'i5 aprile

149^
messa

sandro

VI
s.

dopo

la

chiesa di

Marco pubblic

lega co' mantovani, per cui furono

suonate

le

e delle chiese

campane di Campidoglio di Roma. Altri di-

Matteo Schiner detto Lango, e della lega generale che fu conchiusa ne., fu fatto capitano Gian Francesco II. Durante il pontificato di Leone X il marchese fece le parti di pacificatore tra i duchi di Ferrara e d'Urbino Francesco Maria, e questo

cono conchiusa la lega a'3i marnella i495', e che a' 6 luglio battaglia di Val di Taro, se i soldati dopo aver disperso i frannon si fossero abbandonali cesi avrebbe impedito al saccheggio loro r avanzarsi. Rodolfo Gonzaga suo zio e maestro nell' arte milizo
,

ultimo prese
il

asilo in

Mantova
e
vi

presso

marchese suocero,

ritorn alla perdila de'suoi stati nel

iSiy:
ria,

vi

trasport la sua artigliegalleria di

la

sua

antichit e

la

sua

biblioteca.

Gian Francesco
,

tare,
ciso.

fu

fatto

prigione, e poi ucil

ed febbraio i5i9 li mor a' 20 ebbe in successore Federico II suo primogenito i d. Ferdinando, altro
suo figlio, fu uno de' pi guardevoli capitani, e fond
cati

Neil'

chese
risalire

anno seguente coir armata veneta


sul

mar-

ragi

aiut a

du-

trono

il

re di Napoli.
i

di Molfetta

e di

Guastalla.

Nel 149^ difese Pisa contro fiorentini, ricevendo in Mantova Guido

Ubaldo duca d'Urbino parente dei Gonzaga, il cui stato avea occupato Cesare Borgia. Per poco nel
VOL. XLH.

Federico II nono signore e quinto marcbese di Mantova, trovandosi obbligalo di scegliere una alleanza tra 1' imperatore Curio

Francesco

re

di

Francia, che

i3

194
disputandosi
1*

MAN
Italia
,
i

MAN
piccoli

soti-

bre
tra

trattato concili

le

differenze

vrani di essa erano sempre nel

Clemente
lo

VII

e Carlo

V,

il

more
al

di

perdere

gli stali,

rimand

quale

re il cordone di s. Michele che avea accettato, e si un ali* imperatore nel i52i. Leone alleato di

suo capitano generale. Avendo Carlo ed il Papa convenuto ad un congresso in Bologna nel i529, a'20 novembre
fece

esso, cre

Federico II capitano generale delle truppe della Chiesa :


distinzio-

d'allora in poi serv con

ne sotto gli ordini del marchese di Pescara e di Prospero Colonna.

Fu
la

incaricato successivamente deldifesa di

Fededa molli gentiluomini. L'imperatore gli us molle distinzioni, e Clemente VII lo fece incontrare con cavalcata dalla sua famiglia e da quella dei
vi

fece

onorevole

ingresso

rico II,

accompagnalo

Piacenza,
:

di Pavia e
di

cardinali;

prese

alloggio nel
1'

pub-

di

Cremona
dal

la

difesa

Pavia
accrebnel

blico palazzo

presso

imperatore.

assaltata

francese

Lautrec fu
gli

Alla funzione della

tenuta mirabile, per cui

be

la

fama
si

di

esperto
detti

e valoroso

capitano.

Con

capitani

i522
sacco

present

in

Genova ad

Adriano VI, per


di

essere assolti dal

ma non lo 5i5 si un alla lega Clemente VII contro il fatta da turco, e nel 1527 Mantova fu dequella citt,

furono. Nel

solata per

r inondazione
s
i

e per la
:

peste preceduta
pestilenza fu

dalla carestia

la

crudele che vi
terzi

mo-

rirono oltre
stesso

due

delle per-

sone che ne furono colpite. Nell'i-

anno

Roma
in

fu presa e sacil

coronazione di colla Carlo corona di ferro qual re de'lombardij non intervensignori di Milano^ di Fernero rara e di Mantova per ragione di preminenza e di stato. Nella cavalcata poi che ai 24 febbraio i53o fecero Clemente VII e Carlo per Bologna, dopo aver il primo coronato il secondo imperatore, cavalcarono Alessandro Gonzaga de* conti di Novellara colonnello imperiale; Ferrante Gonzaga principe di Molfetta, che tra gl'italiani si domestic pi di tutti con Carlo V, avendone descritte

cheggiata da g* imperiali, ed

Pa-

le

gesta

Ulloa, Gosellini

ed

altri,

pa assediato
il

Castel
si

s.

Angelo,
pacificato

e siccome fu signore di Guastalla,


nella

quale bench

fosse

piazza

gli

fu eretta

temendo de'suoi nemici, agli 8 dicembre fugg ad Orvieto travestito e sotto la scorta di Luigi Gonzaga dello Rodomonte^ cugino di
Federico
tastrofe, e
li.

tua

Gianfrancesco
guerriero;

una staGonzaga detto


li

CfigninOy nipote di Federico

Questi per tanta


la

ca-

Gonzaga signore di Rivarolo, duca di Traielto e conte di Dondi de'duchi di


prode
Luigi

per

prigionia di Fran-

Sabionetla, d'impareggiabile robustezza e bravura, che lo fece chia-

cesco

(in

un

a Federico
al
il si

Gonzaga

signore

di

Bozzolo
dell' Italia

servigio di

mai:e Rodomonte, non che


lettere
:

uomo

di

Francia), prevedendo

servaggio

prossimo slacc da
nella pa-

essendo

in

Roma

colonnello

Carlo V, e solo
ce di Carabray.

rientr nella sua

alleanza a'5 agosto


Si

i529

rec a Barceldel cele-

d'un raggimento d'italiani nel i527, divenne l' amico e il difensore di Clemente VII, alla cui fuga contribu; d'allora in poi milit sempre
sotto
le

lona, ed alla conclusione

bandiere

pontificie

MA
in

iV

MAN
Cavalc
di

195

qualit

di

generale.

pure
stiere

Luigi

Gonzaga
si

signore

pubblicamente coron il ferrarese Lodovico Ariosto, prin^pe


tore

Borgoforte, che
delle
fece

esercil nel

me-

de'poeti

lirici

dell'et sua, parten-

armi, e
erigere

nella sua si-

do dalla

citt

nella

terza festa di

gnoria

un
storia

superbo
di

palazzo^ con

una

galleria
la

pittudi

re rappresentanti

casa

Pasqua. Nel i532 il nuovo duca alberg ancora una volta Carlo V, e nel seguente anno spos Margherita Paleologo
figlia

Gonzaga, ed era cos belio e magnifico che sino dai Papi ed imperatori
di

del

mar-

chese

di

Monferrato, slato che poi

passaggio
,

per Mantova
in esso

veniva

visitato

ed

Luigi

attendeva

a* suoi geniali

studi, alla

reclam per eredit di sua moglie, e siccome avevano affacciato pretensioni il duca di Savoia ed il marchese di
Saluzzo, l'imperatore a'3
decise la questione

poesia ed alla coltura del suo


jiobilissimo e virtuosissimo.
Il

animo mar-

novembre i536
in suo favore,

chese Federico

II

rest in casa per

non comparire
redo
e

al

pubblico col cor-

ga acquist
superiore
in

onde la casa Gonzauna nuova sovranit,


ricchezza
Il
1'

splendore delle vestimenta ed onorate divise, con cui riservavasi

potenza

a quella di Mantova.
lo III

Papa Paoeresie

Mantova Carlo V , e anche per non contendere del luogo e dignit col marchese di Monferrato. Federico II per ricevere magnificamente e splendidamente r imperatore incaric delle
ricevere in
forse
,

per
alla

estirpare

che

affliggevano la Chiesa, convenne coi


principi

celebrazione
e

di

un

decorazioni per

le

feste

Giulio

Ro-

mano
gli

quale eresse parecchi bellissimi archi, dipinse gli ornati per


,

il

spettacoli,

diresse le giostre, le
si

feste

ed
il

tornei che

fecero du-

con bolla dei 2 giugno i536 destin adunarlo nel seguente anno a' 27 maggio, e per luogo la citt di Mantova, la quale per alcuni motivi venendo dal duca negala, nel i537 stabil adunarlo a Vicenza, e poi in Trento ov'ebbe luogo, e riusc il
concilio generale,

rante

soggiorno di Carlo V, Partito l'imperatore da Bologna,

pi venerabile

per

e pi sacrosanto, avere abbracciato tante manel

per commissione del Papa l'accom-

terie,

domma,

nel

pagnarono a Mantova i cardinali Cibo e de Medici, oltre il cardinal Ercole Gonzaga in qualit di
legato apostolico. Federico II rice-

nella disciplina

ecclesiastica.

costume e Fede-

rico II fu lodato per

animo grande,
ed
arti,

per virt

politiche e militari, per


lettere

regiamente e con ogni dimostrazione d' onore l'imperatore, il quale per gratituvette
in

Mantova

amore alle miandone


te,

pre-

cultori

generosamenil

ed in ispecial

modo ammir

meraviglioso Tiziano cui


diverse
al

commise

dine, e in
tigli

premio de'fedeh prestaIo insign con solennissima cerimonia del titolo e grado
servigi
di

pitture, e Giulio

Romano
titolo
la

modo
gli

gi detto.

Il

di

duca
la

accrebbe l'orgoglio,

ere-

duca, erigendo lo slato di

Man-

dit del

tova in ducato a'25 marzo i53o, in favore della casa Gonzaga: i

potenza

Monferrato ne aument per cui form una


,

corte hissureggiante quasi

come

le

mantovani gareggiarono

col

loro

prime
vare
i

d'Europa, e

costretto gra-

signore in magnificenze, e l'impera-

sudditi di gabelle, essi de-

196
plorarono
zione.
la

MAN
sua

Man
conde nozze
quattordici,
il

smodata ambi-

re di Polonia. (jH*

glielmo fratello del defunto, d'anni


II

Federico
lasciando

mor nel giugno i54o


(gli,

gU successe

sotto la tu-

quattro

di

cui
gli

il

tela dello zio cardinal Ercole, e spo-

primogenito Francesco
cesse;

III

suc-

Eleonora d'Austria

figlia dell'im1.

Guglielmo regn poi, Luigi


il

peratore Ferdinando

Avendo

il

form

ramo

de' duchi di Nevers,

gusto della magnificenza e de' piaceri,

e Federico fu creato cardinale

da
mi-

Pio IV. Francesco nore rest sotto la


cardinal

III essendo

tutela dello zio

Ercole
:

e
il

di

Margherita

primo duca che cavalcasse per Mantova con abito ducale, mandatogli da Ercole II duca di Ferrara. Sotto di lui d. Cesare Gonzaga de* duchi di Guafu
stalla eresse nel

sua madre

di altro non si occup nel lungo suo regno, che di feste, tornei^ pompe e ceremonie. Nel iSSg fu eletto Pio IV per opera principalmente di detto cardinale, ben-

ch

molti
al

colleghi

esaltarlo

pontificato,

Papa era parente


perch
rella la

propendevano nuovo il dei Gonzaga ,


Camilla
so-

sua
s.

nipote

proprio palazzo
la

l'ac-

di

Carlo

Borromeo avea
primogenito
di

cademia degli Invaghiti^

coi migliori

sposato d. Cesare

del

ingegni della citt, per cui

loro

duca
alla

di

Guastalla. Intervenne
concilio
dell'

Gued

fama

si

sparse molto.

Il

Papa per
i

glielmo al
dieta
sta

Trento
in

favorirla dichiar

cavalieri

suoi

impero

Auguil

accademici con facolt di poter creare notari, di poter addottorare, con


altre

taU viaggi costosi sue


finanze,

ed
e

lusso

eccessivo della sua

corte,

sconcer-

prerogative.

Dipoi

l'accadesplen-

tarono

le

siccome

mia essendo decaduta dal suo


dore, la ristabil nel

Vincenzo

I,

volle

16 io il duca che risiedesse

presso di se nel castello, assegnan-

aggrav i sudditi d'imposte, si sunel Monferrato; scit una rivolta ma il duca coli' aiuto del governatore di Milano vinse i ribelli, e costrinse la citt di Casale a chiede-

dole pubblico

Fedele

ed ordinario lettore. Francesco III all' alleanza dell'Austria, spos Caterina figlia di

re grazia

e per
il

la

lega di

s.

Pio

contro

turco
il

mand

validi

Ferdinando

re de'

romani e

ni-

soccorsi.

Inoltre
santi

duca per venee reliquie di

pote di Carlo V. In pari suo fratello Luigi pass in


cia,

tempo
Franso-

rare

luoghi

Roma,

dove essendosi segnalato spos

nel
rella

i565 Enrichetta

di Cleves

col nuovo Papa Gregorio XIII, vi si rec nel 1572 con bellissima comitiva, e fu

congratularsi

ed erede di Francesco II ultimo duca di Nevers e di Rethel: suo figlio Carlo, come diremo, nel
secolo seguente
di

trattato e ricevuto regiamente.

Nel

1574 Guglielmo ricevette onorevolmente in Mantova Enrico III re


di Francia, ed ottenne dall'imperatore Massimiliano II che lo stesso

eredit

il

ducato
proib

Mantova. Francesco

III
il

l'usura ai giudei, eresse


di piet, e traversando
il

monte
battello

Monferrato

fosse eretto

in

ducato
la

in

in suo favore.

Nel

i5'j5

citt

lago di

Mantova

a'

21 febbraio

fu molestata da

una

pestilenza.

i55o, cadde in acqua e si anneg miseramente: sua moglie, di cui non avea avuto figli, spos in se-

zia

In Mantova mor nel 1576 LucreGonzaga figlia di Pirro signore

di Gazzolo, donuii illustre e lettera-

MAN
ta, modello di Effetto e fedelt maritale, perch dopo la morte di Gio.

MAN
stolica
al

197

magnificamente, ed in concistoro lo fece sedere sopra l' ulticardinale diacono, concedendomolte grazie, indulgenze e reliquie, venendo pure assai onorato
gli

Paolo Manfroni generale


e menai' vita ritirata e
te edificante.
Il

servi-

mo

gio de' veneti, volle restare vedova

sommamendai
la
sigila*

duca ricuper Gazfortez-

dai baroni romani.

Ad

Innocenzo

lolo e Dosolo occupati


ri

di

s.

Martino; abbell
di

za di porto, e fin la chiesa e

cam-

Nel 1579 Gregorio XIII si adoper per accomodare i gagliardi contrasti che
s.

panile

Barbara.

eransi

risvegliati

non senza

scan-

Clemente VIII che rest afflitto nell'udire la morte di Alfonso Gonzaga signore di Castelgiufredo ucciso dai banPapa sped a Castiditi, onde il glione delle Stiviere il vescovo d'Aessano per ottenere dal marchese
nel

IX

1592

successe

duca Guglielmo e il fratello duca di Nevers, a motivo delle antiche differenze sopra una parte del Monferrato. Guglielmo nel i58o spos l'unico suo figlio d. Vincenzo con Margherita Farnese figlia del duca di Parma, matrimonio infelice che die luOgo a
tra
il

dalo

Ridolfo Gonzaga fratello di


la libert della figlia e della

s.

Luigi,

consor-

te

dell'infelice

Alfonso, le quali fual

rono consegnate
tova.

duca

di

Manfu in

Nello stesso

tempo Ridolfo
fatto

accusato di aver
Castiglione
Io

coniare

moneta
al

pontificia,

per

che citato
fu

tribunale apostoli-

processo ridicolo e scandaloso, pei motivi di sterilit : il cardinal Bor-

co

altre
a'

scomunicato e punito con censure; e divenuto odioso


i^^' l'uccisero

romeo indusse Margherita a ritirarsi in un chiostro, e le nozze


furono
disciolte nel

suoi sudditi, nel

in Castelgiufredo per

morte

di
si

Al-

no seguente

d.

i583. Nell'anVincenzo, dopo un

fonso ereditato. Nel


in

1598

rec

Mantova Margherita
I

d' Austria
il

riprovevole esperimento, spos Eleo-

che andava in
re,

spagna a sposare
fece

nora de Medici figlia del granduca di Toscana, matrimonio che fu celebrato con molta magnificenza. Guglielmo mori a Bozzolo nell'agosto
1,

il

duca

gli

magnifiche

1587;
lui

gli

successe

Vincenzo
ai

In questo tempo fior CurGonzaga celebre scrittore e poeta, e verso il 1600 fabbric in Borgoforte una bellissima chiesa in ofeste.

zio

come

troppo

trasportato

piaceri,

non per senza genio


1

alle
i

nore dell'Annunziazione della Madre di Dio. Appena eletto nel i6o5

armi, per cui nel


servigi

598

oii

suoi
II

Paolo V,

il

duca

Vincenzo
la

lo

all'imperatore
i

Rodolfo

supplic a sollecitare

beatifica-

contro

turchi con infelice riuscita,

perch

si

ammal gravemente

nel

1595, fu fatto prigioniero a Giavarino nel 1597, e fu battuto con l'arciduca Ferdinando nel 1601. Nel 1 59 I erasi con nobile corteggio in

zione di Luigi Gonzaga gesuita, morto in Roma a' 21 giugno 1^91, maggio; ed il Papa l'esaud a' 2 per lo che si fecero grandi feste in Mantova, e il duca con tutta la
1

novembre portato

in

Boma,

corte dalla cattedrale processione alla chiesa

si

port in

della

comnel
al-

ove Innocenzo IX antico suo amico lo accolse con distinzione, lo


tratt a

pagnia

di
gli

Gesi.

Il

vescovo
bellissimo

1606
tare

eresse

un

spese

della

camera apo-

nella

cattedrale,

ed

il

duca

r98
fece

MAN
le

MAN
difese di
egli

ben dipingere l' immagine del beato suo parente, e la colloc in s. Barbara nella cappella di s. Adriano. Nel 1608 avendo Francesco figlio del duca sposato Margherita di Savoia, Vincenzo I istitu l'ordine de' cavalieri del ss. Sangue di Ges Cristo (Fedi), in Mantova, chiamato pure del Redentore. Inoltre il duca nel 16 io fabbric un luogo particolare per gli ebrei. Paolo V siccome amava il cardinale Ferdinando Gonzaga secondogenito del duca, gli concesse
diverse grazie, fra le quali l'indul-

done
ta

Ferdinando, non essencapace, e nella pace lat-

nel

rimesse
la

16 17 le pretensioni furono all' imperatore Mattia per

decisione,
la

Ferdinando

avendo

sposato

sua favorita Camilla Er-

d^ziani Casa losca, quando non senpi amore per lei, fece scioglieil

re nel 16 16
lo

matrimonio da PaoCaterina

V,

e prese in moglie

de Medici sorella del granduca di Toscana: spos la sorella Eleonora coir imperatore Ferdinando II nel 1622; ottenne da Urbano Vili nel

1624 l'approvazione
litare

genza in perpetuo delle stazioni di Roma in quaresima, per le chiese di Mantova; ed il vescovo stabil quelle che doveausi visitare, riportandone il novero il Donesmondi. Intanto Vincenzo I, di spirito vivace ed ameno, sempre senza denaro per la sua condotta sregolata, mori in febbraio 161 2, lasciando tre figli che successivamente regnarono tuttavolta fu lodato per mol:

dell'ordine mied equestre della Concezione

milizia cristiana

(Vedi), istituito

i6ig da Carlo Gonzaga duca di Nevers, di Rethel e di Majenne, che fu poi Carlo 1; nel 162J fu eretta l'universit di Mantova; e nell'ottobre 1626 mor senza sucnel
cessione, per cui ascese
il

trono Vin-

cenzo

Il

suo

fralello.

Egli era sta-

to creato cardinale

da

Paolo

ma

invaghitosi d'Isabella principes-

te belle qualit,

ed

funerali fu-

sa di

rono regi e sontuosi.


Gli successe Francesco

Martino e vedova di Fers. dinando Gonzaga signore di Bozzolo


,

IV suo figlio

r avea sposata segretamente.


lo seppe il Papa e il duMantova ne mostrarono malgli

primogenito, che mor alla fine dello


stesso

Quando
ca di

anno 16 12, dopo il suo figlio Luigi, lasciando Maria sua figlia che
avea
diritti alla

contento e
cardinalato.

fecero

rinunziare

il

successione di
di

Monfeu-

Non avendo avuto

pro-

ferrato e

non a quella

Mantova,

poich questo ultimo era

un

do mascolino. Mont sul trono di Mantova e di Monferrato il fratello di Francesco

divenne duca ottenne le, allorch da Urbano Vili lo scioglimento del suo matrimonio. Voleva allora spcjal line di sare Maria sua nipote
,

IV

cardinal

Fer-

consolidare
ferrato
,

suoi diritti sul

Mon-

dinando, dopo aver rinunziato alla porpora, nel 1 6 1 5 secondo Novaes e Cardella, e subito il duca di Savoia richiam
glia,
la

ma una

conseguenza delle
Io

grave malattia sue dissolutezze.


a tale progetto
;

fece rinunziare

vedova sua
la

fi-

invece

chiam a

Mantova

Carlo

riguardando
lo
stato.

nipote Ma-

ria

come duchessa
le

di

ne occup
tendo

Monferrato Non permetl'ingrandi-

potenze vicine

meuto

del

duca

di

Savoia, presero

duca di Rethel figlio del duca di Nevers e Majenne, suo pi stretto parente, e con dispensa di Urbano Vili gli lece sposare Maria a' 26 dicembre 1627, morendo egli nel

MAN
seguenle giorno. Trovandosi Carlo
in

MAN
colte preziose della
ftirono distrultei la

casa

1 99 Gonzaga

Mantova ed erede

del defunto,

popolazione di

prese pacificamente possesso dei

due

Mantova
era a
si

si

ducati e delle loro fortezze.

dre Carlo

arriv in
e fu
sudditi.

Suo paMantova un
soil

soli

ristabil

da 5 5, 000 che i3,ooo abitanti, n mai l'antica. L* imperatrice


ridusse

mese dopo, vrano dai

riconosciuto

Invi

tosto

vescovo di Mantova a Vienna a domandare a Ferdinando li l'investitura dei

Eleonora come riseppe la desolazione di sua patria, procur riparare i mali cagionati dal marito. L' invasione della Germania per

due ducati

ma

l'im-

Gustavo Adolfo re
a un tratto
I.

di Svezia,

mut

peratore vedendo di mal occhio che

la

condizione di Carlo
si

un

principe francese acquistasse stati

L' imperatore

fece sollecito di

nel centro della

Lombardia,

e fa-

cendo valere le pretensioni di d. Ferdinando duca di Guastalla, quantunque fosse d'un grado pi lontano
,

i63i Mantova e del Monferrato, staccando una


trattare

con

lui

a'

aprile
di

gli

accordi d'investitura
quest' ultimo

parte di

ducato

per

richiese

il

sequestro

nelle

darla al duca di

sue mani dei

due ducati,
sui

fino a
diritti

che avesse
rispettivi.

pronunziato

Dal governatore
lo

di

Midi

Carlo I rientr in possesso della sua capitale a' 20 settembre i63i, ma sei giorni prima Carlo di Rethel suo
Savoia,

occupare il trarrne Casale, perch soccorsi Luigi XIII re


lano fece
nel

Monferrato

mun

di Francia 1629. Allora l'imperatore con venticinquemila uomini fece invadere da Collallo lo stato di Mantova, e il Monferrato da Antonio

Spinola

tedeschi

trattarono

fe-

primogenito era morto a Gaeta, lasciando un figlio in fascie che fu poi Carlo II. Ferdinando duca di Majenne, altro figlio del duca, mor un mese dopo a Casale, ed alla casa Gonzaga non rest che un fanciullo per appoggio. Nou and guari che Maria vedova del duca
di

rocemente il paese, e vi apportarono con essi la peste, la quale si sparse per T Italia con lagrimevole
strage, riuscendo inutili le

Rethel, a persuasione della


protest

maalla

dre

quasi

aspirasse

successione di
ferrato,

Mantova e

del

Monl'atto.

premula

ma

in breve rivoc

re di

Urbano Vili
i

per

pace.

Non potendo

francesi

arrivare a
i

Per bisogno di denaro, non potendo Carlo I pagare i soldati pei


presidii delle fortezze, fu obbligato
affidar la custodia di quella di

Mantova, somministrando
Gallas sorpresero
glio

veneti

tardi e tenui soccorsi, Aldringer e

ManCa:

Mantova

a'

18

lu-

tova
sale

ai ai

veneziani, e quella
francesi.

di
si

i63o. Il duca ottenne per capitolazione il permesso di ritirarsi nel Ferrarese con suo figlio e sua nuora,

Di

lui

disse

che in Francia dov'era suddito si era sempre condotto da sovrano magnifico, e che in Italia dov' era sovrano procedeva da suddito; ma la rovina del suo tesoro e de' suoi popoli g' imponeva la pi severa

ma fu spogliato di tutto e costretto a vivere d' imprestiti, ed intanto Mantova fu abbandonata ad un orribile saccheggio
ni.

che dur tre giorricchezze della citt


i

Le immense

economia. Nel i632 Carlo I si rec in Roma con gran seguito e fu

furono dissipale;

quadri,

le

rac-

bene accolto da Urbano Vili, che

^6o
gV impose
di
il

MAN
il

MAN
Francia, sotto
il

manto

e la croce del-

Anna

d'
;

Austria ed
fu

l'ordine militare da lui i$tituito,comc

cardinal

Mazzarini

celebre

sopra

narrammo, avendo per


alta

pel suo spirito, destrezza diplomatica,

Papa veduto con


la
:

disapprolui

e capace di condurre
la

uno
tra

stato,
la

vazione

condotta tenuta con

terminando

sua vita

pe-

Carlo I mor nel settembre .1637. Carlo II avea sette anni quando divenne duca di Mandi Nevers e tova, di Monferrato di Rethel, succedendo all'avo: sua
dall'imperatore
,

nitenza e le buone opere.

Fino dal 1642


prese dai francesi
le,

il

duca Carlo
i

II ri-

la fortezza di

Casa-

e dieci anni

dopo

veneziani gli

madre Maria come reggente


str pi
alla

si

moche che

aderente
assassinare

all'

Austria
francesi

Francia, ed essendo
far
i

incolpata

Mantova. U regno non fu contraddistinto che da una guerra di breve durata col duca di Modena nel iGSy:
restituirono quella
di

suo

di

mor nel settembre


successore
figlio

i665

vittima

occupavano Casale e Monferrato, s'impadronirono del Monferssi rato uccidendo diversi uffiziali ducali. Carlo II appena uscito d* infanzia s abbandon alla dissolutezspos nel 1649 Isabella Chiad Austria arciduchessa d' Innspruck, ma Margherita della Rovere era la sua bella dichiarata, oU
za,

della sua intemperanza, lasciando in

ra

Carlo Ferdinando suo chiamato Carlo HI, nell'et di tredici anni, che fu il decimo ed ultimo duca di Mantova e Monferrato, Rest sotto la tutela di sua madre Isabella, che gli die esempi
di dissolutezza di cui era stata vit-

tima

la

casa

Gonzaga, ed

in

lui

tre altre

disonorevoli

tresche.

La

contribu di buon'ora a distruggere la sua salute, ed a pervertire suoi principii.


i

condotta della moglie, ed i suoi amori pubblici furono lo scandalo L' imperatrice Eleonora dell'Italia. fece sposare a suo figlio Ferdinando Ili, Eleonora Gonzaga sorella di Carlo II, mentre un'altra principessa Gonzaga era regina di Polonia
ti
;

Nel 1670 spos Anna Isabella primogenita di Ferdinando duca di Guastalla, e quando questi mor nel 1679 prese possesso di quel ducato come a lui devoluto per dopo lunghe con:

ma

per dare doti conveniens

testazioni

fu

a matrinioni

cospicui,
i

il

duca

Vincenzo Gonzaga cugino


funto.

obbligato restituirlo a del defu

fu obbligato vendere tutti feudi che gli restavano in Francia, ereditati dai
suoi

Intanto siccome

rappreI

sentato air imperatore

Leopoldo

maggiori.

La

regina

di

Po-

Gonzaga lonia fu Maria Luigia moglie al re Uladislao VII, ma dopo quattro anni rimasta vedova nel 1648 spos il cognato il re fu encomiata Giovanni Casimiro
:

che la condotta d' Isabella disonorava la casa d'Austria, per cui fece qualche passo la duchessa inopi,

natamente nel 1679 si chiuse nel monastero di s. Orsola mentre il conte Bulgarini suo amante, vesti
,

per bellezza, spirito vivace


terio
finissimo.

e crisorella

l'abito

religioso nel

Una

terza

Domenico. La condotta
III

convento di s. di Carlo
il

fu Anna Gonzaga die si marit con Edoardo eonte palatino del Reno, ed ebbe gran parte negli

era sregolata, tutto

suo tem-

po era speso
i

ne' piaceri pi rei,

ed

tesori de' popoli dissipava nel lus;

avvenimenti

politici

della

corte di

so e nell'intemperanza

per lar

MAN
denari vendeva
se e conte, e
zioni
i

MAN
di

20?
premurose
let-

titoli

marche-

ternamente

scrisse

commetteva altre aindegna, spendendo molto ne!


giuoco.

tere agli elettori

di

Magonza,
l'infelice

di

Treveri, e palatino del Reno, per-

carnovale in Venezia, alla crapula

ch

riconciliassero

duca

qualche prova militare nella guerra di Leopoldo I contro turchi , e vergognosamente nel 1681 vend la forai

Volle

fire

coll'imperatore,

ma

senza successo.

tezza di Casale a Luigi


la

guerra della

XIV. NelSuccessione alla moil

narchia spagnuola tenne di Francia, e ricevendo


francese in

parlilo

presidio

Mantova

nell'aprile
alla
i

lyor
sua

attir
"

la

guerra

intorno

Trovandosi a Vienna alla morte duca il marchese d. Scipione Santacroce nobile romano per la savia condotta che ivi tenne, entr in grazia di Giuseppe I che con diploma gli offr il ducato di Mantova; ma la morte dell'imperatore ne imped l'effettuazione, e Clemente XI lo dichiar principe rodel
, ,

Non seppe servire suoi alleiti in modo di meritare la loro altzione, e come fu fatta la pace venne da essi abbandonato. Il Moncapitale.

in un a' suoi discendenti. Mantova invano assediata nel 1735 dai francesi, sotto il comando del duca di Montemar lo fu
,

mano

ferrato fu conquistato

da

Vittorio

Amadeo
Savoia
cesi
;

II,
il

e ceduto alla casa di ducato di Mantova fu


agi' imperiali

consegnato
,

dai

fran-

convenzione de' i3 marzo 1707. Il duca si era ritirato a Venezia, oppresso da dolore e da inquietudini ; in breve una sentenza imperiale di Giuseppe
in

virt

della

con miglior successo dagli stessi nel 1797, comandati daBonaparte; epoca in cui fu presa per capitolazione il giorno 2 febbraio, malgrado la lunga e vigorosa resistenza
del maresciallo
citore rese
gio,
il

Wurmser,

cui

il

vin-

pi splendido

omag-

lo dichiar
i

colpevole

di

fellonia

avendo in tale incontro l'armata francese ritrovato 538 bocche da fuoco, oltre una immensa
quantit di provvigioni di ogni ge-

e confisc
uniti
alla

suoi feudi, che furono


austriaca.

Lombardia
i

Le

sue sregolatezze ed
sassinii

frequenti as-

che erano slati commessi per ordine suo, l'aveano reso talmente
odioso al popolo, che
si
i

mantovani

famoso assedio 1* avevano le truppe repubblicane francesi a' 4 g'ug"^ ^ 79^- ^^^" lo stesso anno 1797 Bonaparte incorpor Mantova alla repubblica
nere.
Il

incominciato

rallegrarono di
il

un evento che
cill

Cisalpina.
austriaci

Assediata e
nel

presa dagli
questi

toglieva loro
li

proprio sovrano, e

1799, furono
la
ai

riduceva

al

grado di

di

obbligati

dopo

battaglia di
francesi

Manel

provincia. Carlo III

ebbe figli, neppure dalla seconda moglie Susanna Enrichelta di Lorena; mor
a

non

rengo a

restituirla

1801,
alpina,

quali dalla repubblica Cisindi la

Padova

a'

5 luglio
si

1708, d'anni
il

56y ed in

lui

estinse

ramo

dei

Gonzaga sovrani di Mantova. Clemente XI di proprio pugno seriamente l'avea ammonito di essere di buon esempio a' suoi sudditi; e quando era per essere deposto, pa-

compresero nell'Ied in fine nel regno d'Italia, ove divenne il capoluogo dei dipartimento del Mincio, sino ai 18 14 i cui l'Austria riprese postaliana,
sesso di

Mantova

e del

e la incorpor nel

Mantovano, nuovo regno lom-

bardo-veneto.

101

MAN
tiJe fu predicata in

MAN
Manto
inutilmente
al

La

perch
i

egli

converti
,

va appena nata tu Cliiesa, e ne fu aposlulo s. Longino^ che il Donesinondi .\i\V htoria ecclesiastica di

cristianesimo
le

mantovani
sua

di

cui furono

primizie d'
la

Italia, fa-

vorendo

Dio

predicazione
,

Mantova
d'Italia,

cliiama

proto- martire

con manifesti

miracoli

finch

il

avendogli donalo pnrle del

preltto lo fece decapitare a*2

di-

preziosissimo >angue
re,

del Uedeutoche usc dal suo costato quanfer

cembre dell'anno Sy,


di

venendo a
si

lui inlercessione risanato,

con-

do
s.

lo

colla

Lancia

(f^eili)^

e
di

vert alla
tire

fede,

ed

il

glorioso marnell'orto dello


I

venerasi

nel

magnifico

tempio

venne tumulato

Andrea. In quel tempo era Mantova governata pei rouani dal prefetto Ottavio, ed immersa nel culto de'
falsi

spedale gi da

lui abitato.

manavea

tovani furono confermati nella fe-

de da

s.

Pietro, che in
la

Roma

dei,

massime

di

Diana
cit-

stabilito

cattedra

apostolica, e

con famoso tempio e contiguo ospedale pei pellegrini fuori della


t,

destinato vescovo per diverse par^


ti

d'Italia

s.

Romolo,
rec
a

questi

nel-

ov' ora

la

chiesa di