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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCIESIASTICI , AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI
, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI CONCILII ,

AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CUE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. XLV.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLVII.
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DIZIONARIO
DI EKUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

n
MET MET
IVjETZ {Meten). Città con resi- d* agricoltura e industria, scuole gra-
denza vescovile e forte di Francia tuite di diverse cose, società medi-
nella Lorena, capoluogo del dipar- ca, d' arti e mestieri con conser-
tiraento della Mosella, di circonda- vatorio, cassa di risparmio e di
rio e di tre cantoni^ distante 3o prestiti^ ed altri stabilimenti. Giun-
leghe da Strasburgo, e 6i da Pa- gendo a Metz dal lato ovest, la Mo-
rigi, in un bacino magnifìco, al sella due rami che co-
è divisa in
confluente della Mosella e della municano insieme mediante due ca-
Scilla. Capoluogo della terza divi- nali che formano l' isola Sauley, e
sione militare, e della XXJI conser- scorrendo separatamente attraverso
vazione forestale, è sede d' una cor- il nord vi formano l' isola Cham-
te reale dalla quale dipendono i bière. Il ramo occidentale è il più
dipartimenti della Mosella e delle considerabile, quello dell' est si di-
Ardenne; di prima i-
tribunali di vide in due correnti, che formano
stanza e di commercio. Avvi una la piccola isola ov' è il palazzo della
chiesa concistoriale riformala, ed prefettura e il teatro. La gelile che
una sinagoga concistoriale, le dire- viene dal sud è appena pervenuta
zioni dei demani e delle contribu- alle fortificazioni che si divide in
zioni dirette ed indirette, una con- due rami, uno de' quali circonda la
servazione delle ipoteche; camera, piazza all'est, e l'altro percorre
borsa, direzione del genio; scuole l' interno di Metz, onde riunirsi
reggiraentarie e d'artiglieria, di pi- tosto al primo ; verso i trinciera-
rotecnica militare; accademia, col- menti di Guisa innalzati nel i552
legio reale ; società delle lettere dal duca di tal nome, la Seille si
scienze ed arti, d' incoraggimento congiuDge al braccio orientale della
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Mosella. Le diverse correnti di que- gran spesa sotto Luigi XVI, e do-
ste due riviere sono attraversate da ve risiedono i tribunali; il palazzo
venti ponti. Metz è una piazza di pubblico, quello della prefettura,
guerra di prima classe assai impor- il collegio reale, l* ospedale milita-
tante, sia per la difensiva che per re, gli arsenali e le caserme di di-
l'offensiva; alle sue antiche forti- verse armi, il mercato coperto e
ficazioni furono sostituite opere im- nuovamente fabbricalo le chiese ,

mense, sotto gli ordini de' mare- della Madonna, di s. Vincenzo e di


scialli Vauban e Belle-Ile. Si cita- s. Simeone, il tempio riformato, la
no fra le sue opere principali, il casa di carità e di lavoro, la bi-
forte della Double-Couronne e quel- blioteca della città, ed il teatro la
lo di Belle-Croix: Carlo V voleva cui facciata è adorna di portici di
da principio tentare la presa di ordine toscano. Vi sono altie quat-
Metz. L'antica cittadella, situala tro biblioteche ; quella della città
sulla riva destra della Mosella al- contiene piìi di 3-2,000 volumi, le
l' ovest, era vastissima ed assai for- altre sono quelle del vescovato, del-
te; fu in parte smantellata nella ri- l' artiglieria e genio, e dell' ordine
voluzione, e le sue fosse si conver- degli avvocati. Metz ha pure gabi-
tirono in un bel giardino pubbli- netto di storia naturale e giardino
co ed in estese piantagioni. Al sud botanico, e ne' dintorni il vivaio
della città evvi il Paté, fortificazio- dipartimentale. Questa piazza rin-
ne avanzata che occupa il sito del- chiude grandi stabilimenti militari;
la naumachia che romani aveano i la polveriera è una delle piii belle
stabilito a Metz. Si entra nella cit- del regno; il grande arsenale di co-
tà per nove porte, fornite di ponti struzione, la fonderia reale di can-
levatoi, Metz è eretta in parte so- noni, la fucina di artiglieria, ec.
pra un poggio, che va a termina- Neil' isola di Chambière si trovano
re all' estremità dell' angolo che il bel poligono dell' artiglieria, il

formano i corsi della Mosella e del- campo di manovra della guarnigio-


la Seille, di cui la piazza di s. Cro- ne, una nitriera artifiziale e il por-
ce segna la sommità. L'interno è to della città. Vi fioriscono molte
generalmente bello e di un vivo manifatture, ed il commercio è im-
aspetto; le strade sono larghe, di- portante. Questa città è patria di
ritte e bene lastricate; la piazza molti uomini illustri, fra gli altri
Quartier Coislin è bellissima, e la del maresciallo Fabert, di David,
spianata della cittadella offre uu Carlo e Giuseppe Ancillon, Carlo
passeggio amenissimo altre piazzo ; Fieux, cav. di Mouhy, Beauregard
sono adorne di arcale, che danno predicatoj'e, Ferry ministro prote-
un'idea dell'antica Metz. Un gran stante, Buchoz medico e naturali-
numero di edifìzi pubblici sono sta, Giacomo le Ouchat scrittore,
degni di osservazione ; tali sono la Pilaslre Desrosiers lo sfortunato
cattedrale, monumento gotico in- primo areonauta Sebastiano Le- ,

cominciato nel 1064, di cui si am- dere ingegnere, geografo e incisore,


mira l' arditezza e la sorprendente i generali Gustine e Lasalle, Lacra-
leggerezza, e eh' è sormontato da telle il vecchio ec. Gli ebrei so-
una torre traforata alta SyS piedi; novi numerosi. Presso il villaggio
U palazzo del governo cretto con di Jouy-aux-Arclies vi si vedono
MET MET 7
ancora 17 archi d'acquedotto ro- do l'autorità col proprio vescovo,
mano, che conduceva Je acque del ma sotto la protezione dell'impero,
villaggio di Gorze, distante da Metz e fu allora che divenne assai flo-
tre leghe, ad una naumachia esi- rida pel commercio coli' Ale-
suo
stente verso la estremità sud di magna. Nel i444 i' l'e Carlo VII
questa piazza. Nel territorio si tro- l'assediò, per Renato duca di Lo-
vano sorgenti salse. rena, ma conservò la sua prima
Questa antichissima città che pri- libertà sino al i552, in cui fu
ma della rivoluzione era capo-
il presa dal contestabile di Montmo-
luogo del paese Messio nella Lore- rency generale di Enrico II, il qua-
na, fu fondata dai gaulesi in un'e- le vi fece erigere una cittadella e
poca Nel IV secolo in-
assai rimota. fu riconosciuto come il ristaurato-
cominciò a prendere il nome del po- re e il difensore della germanica
polo de Medioniairicì, assai possen- libertà. Nell'ottobre dell' istesso an-
te nella Gallia Belgica, divenendo no fu Metz assediata con 100,000
la sua capitale, nome che fu adot- uomini da Carlo V, che dopo 65
talo sino agli scrittori del IX seco- giorni d' inutili sforzi fu costretto
lo. Ciò non pertanto dal principio alla duca di Guisa che
ritirata dal
del V
il nome del popolo de Mc' n' era governatore. Però i vescovi
diomalrici e quello della città si di Metz continuarono ad ammet
cangiarono nell'altro di Meltis o tere la sovranità degl* imperatori
Metae, la cui origine è sconosciuta. ricevevano da loro le investiture
Allorché se ne impadronirono ro- i rendendo loro fede ed omaggio
mani era già importantissima, dan- ciò sussistette sino al i633, in cu
dole Tacito il titolo di Socio-civi- Luigi XIII dichiarossi signore so
tas; essi vi scopersero hei monu- vrano de' tre vescovati di Metz,
menti. Fu chiamata pure Divodu- Toul e VerduHj^ lo che fu anche
rum Mediomairìconim, Civitas Me- confermato pel trattato di W^estfa-
diomatricoriim. Fu una delle pri- lia 1648, e precisamente per
nel
me città della Gallia, che depo- l'articolo 44' Dall'epoca della oc-
nendo la sua antica barbarie, si sia cupazione fatta da Enrico li , Metz
incivilita sul gusto de' romani, di- perdette i diritti di città libera, e
stinguendosi per varie opere vera- diminuirono suo commercio e
il

mente magnifiche. Fu interamente la popolazione ; quel re vi eresse


rovinata nel ^5i dagli unni, allor- un parlamento pei vescovati di Metz,
ché sotto il comando d'Attila en- Toul e Verdun, godendo il vesco-
trarono nelle Gallie, Divenne po- vo di Metz il titolo di principe
scia la capitale
del regno fianco dell'impero. Metz fu ancora l'an-
di Ostrasiao Aulrasia, spesso anco tica sede de' re di Lorena.
chiamato regno di Metz, e che pre- La sede vescovile fu eretta nel
se verso l'anno 855 il nome di Lo- HI secolo nella provincia di Tre-
rena [Fedi). Nel 928 Enrico l'Uc- veri, della cui metropoli fu falla
cellatore, imperatore d'Alemagna, sufFraganea, ma poscia lo divenne
se ne impadronì, e rimase ai suc- di Besangon e lo è tuttora. Dice
cessori di questo monarca sino al Commanville, che il vescovo di Metz
secolo XI, in cui pervenne a go- prelese al titolo di arcivescovo o
vernarsi colle proprie leggi, dividcn- di prototrono. Il primo vescovo di
8 MET MET
Metz fu s. Clemente romano disce- ziando nel 62q per ritirarsi nel rao»
polo di s. Pietro, secondo la tra- nastero di Remiremond, morì nel vi
dizione della chiesa, speditovi da 641, donde le sue reliquie furono
Roma, e l' anno gS.
morì verso portate a Metz nell' abbazia del suo
Giuseppe Cajot nelle Antichità di nome, dal successore s. Quirico o
Metz, prova che s. Clemente non Goerico, il quale costruì la basilica
ha potuto essere mandato da Roma di s. Pietro. A questi il Chenu dà
da s. Pietro, e che si recò nelle per successole Dodo, poi Glodulfo,
Gallie verso la metà del III secolo. o sia s. Clodoaldo figlio di s. Ar-
I ss. Celestio o Celestino e Felice nolfo, che il Butler dice eletto ad
che ve l'aveano seguito da Roma, onta di sua ripugnanza vescovo di
occuparono successivamente la sede. Metz, ove morì nel 696, e parte di
II quarto vescovo s. Paziente gre- sue reliquie furono poste nella chie-
co fondò fuori le mura della città sa del suo nome : il suo fratello
la chiesa di s. Giovanni Evangeli- Ansegisio sposò Regga figlia di Pi-
sta ; nel iigS si scoprirono le sue pino da Landen, da cui nacque Pi-
reliquie nella chiesa di s. Arnolfo. pino padre di Carlo Martello cep-
Gli successe s. Vittore, che fece o- po de' Ciu-Iovingi di Francia. Nel
norevolissima comparsa nel concilio 742 divenne vescovo s. Crodegan-
di Colonia del 346 ; indi fiori s. go nipote di Pipino che lo spedì
Simeone onorato nell'abbazia di Se- ambasciatore al P&pa Stefano III
pones, ove furono portate le sue invitandolo in Francia, e poi ad
veliquie nel 770; e poi Sambacio Astolfo re de' longobardi : nel 755
che fu come il predecessore sepol- cangiò il capitolo della cattedrale in
to nella chiesa di s. Clemente, ove una comunità regolare, e morì nel
pure venne deposto il successore s. 766. Drogone figlio naturale deU
Rufo, cioè nelle catacombe di Metz. l'imperatore Carlo Magno, fu prii
Dopo di lui e nei primi del V se- ma monaco a Luxeuil, diventò po-
colo divenne vescovo s. Adelfo, indi scia arcicappellano, ed ottenne il pa-
s. Firmino greco, Legonzio, s. Au- lio col titolo di arcivescovo, nella
tore che fu testimonio nel 45i del- qual qualità presiedette a molti
la presa della città fatta dagli unni. concilii : il Papa Sergia li lo stabi-
Degli altri Metz notere-
vescovi di lì vicario apostolico in tutte le Pro-
mo Aigulfo, nato da una figlia del vincie di là dalle Alpi; fu abbate
re Clodoveo, che ampliò le rendite commendatario di Saint-Tron pres-
della mensa cui il Chenu, Ardi.
, so Liegi, e morì uelT 855. S. Ben-
et episc. Galliae, dà per successo- none primo canonico di Strasbur-
ci un s. Arnolfo o Arnoaldo ni- go, poi eremita sul monte d' Ercel
pote del re Dagoberto, e Papulo presso Zurigo, ottenne il vescovato
che eresse presso le mura la chie- dall'imperatore Enrico, ma nel 928
sa di s. Siniòriaiio; quindi regi^tra alcuni malevoli lo sorpresero a
8. Arnolfo o Arnoldo discendente Metz, gli cavarono gli occhi ed aU
de' primi re di Francia, che sposò tre parti, e lo misero fuori di sta-»

Doda.da cui ebbe s. Clodolfo o Clo- to di esercitare le sue funzioni. U


doaldo, che fu esso pure vescovo di concilio di Duinsburg punì gli au-
Metz; eletto dal popolo nel 6i4> la tori del delitto, e Rennone rinunt
QiogU^ si fece monaca, mei liaun» ztato il vescoviito otlenne in com«
MET MET 9
penso un'abbazia per vivere. Teo- pe Jauffiet della diocesi d' Aix.
dorico consobrino dell' imperatore 1823 Giacomo Francesco de Bos-
Ottone I, nel 984 dall' Italia tra- sen o Bessgn della diocesi di Beily.
sferì nella chiesa di s. Vincenzo Per sua morte Gregorio XVI nel
martire molli corpi di santi, e fon- concistoro de' 27 gennaio i843 di-
dò la chiesa cattedrale sotto l' in- chiarò l'odierno vescovo monsignor
vocazione di s. Stefano. S. Teogero Paolo Giorgio Maria Dupont Des-
figlio del conte di Metz, nel 1100 loges di Rennes, canonico della cat-
si fece cluuiacense. Il cardinal Ste- tedrale di sua patria, vicario gene-
fano del II 20 era nipote di Calli- rale d' Orleans.
sto II. Giacomo figlio del duca di La cattedrale, una delle più bel-
Lorena, discendente di s. Arnolfo, le chiese della Francia, è sacra a
sontuosamente edificò V abbazia e il Dio sotto r invocazione di s. Stefa-
monastero, accrebbe le rendite della no protomartire. Il capitolo si com-
mensa, e 1260. Per mor-
morì nel pone di nove canonici, compreso il
te del vescovo Reginaldo de' duchi teologo, il penitenziere e il mae-
di Bar, il capitolo elesse due, onde stro del canto, di altrettanti cano-
Giovanni XXII sostituì in vece En- nici onorari, oltre i pueri de cfioro;
rico. Il vescovo Ademario dichiaiò intervenendo nelle solennità gli
esente dalla giurisdizione vescovile alunni del grande e del piccolo se-
l'abbazia di s. Arnolfo posta fuori minario. Anticamente il capitolo a-
le mura, ciò che confermò il car- vea dodici dignità e ventililo ca-
ilinal Guglielmo legalo. Nei i384 nonici. Nella cattedrale vi è pure
fu nominato vescovo Pietro di Lii- la parròcchia, alcpianto distante dal-
xembttrgo [P^edi) che l' antipapa la quale evvi l'episcojiio, amplissi-
Clemente VII creò anticardinale, mo e decente edifizio. Inoltre nella
beatificato nel 1527. Corrado Bayer città vi sono sei chiese parrocchiali
del i4i(ì eresse i conventi de' do- col battislerio, due conventi di re-
menicani e carmelitani. Il cardinal ligiosi, e cinque monasteri di reli-
Giovanni Lorena del i53o; il
di giose, diverse confraternite. Ire ospe-
cardinal Roberto di Lenoncourt, dali, grande e piccolo seminario, ed
morto nel i533; il cardinal Carlo il monte di pietà. La diocesi è va-
di Lorena, morto nel i574; il car- sta, comprendendo tutta la provin-

dinal Carlo di Lorena, morto nel cia di Mosella. JVella città eianvi
1607; il cardinal Anna d' Escart Ire chiese collegiale, di cui la prin-
de Ginry, morto nel 161 2, cui suc- cipale era quella del ss. Salvo lore.
cesse Enrico o Gastone Foix, figlio I benedettini della congregazione
naturale di Enrico IV. Quanto ai di s. Vannes vi avevano quattro
cardinali, si possono vedere le loro abbazie, cioè s. Arnoldo, s. Vin-
biografie. Gli ultimi vescovi furono cenzo, s. Sinforìano, ec. Allorché s.

preconizzati ne' seguenti anni , se- Leone IX fu a Metz consacrò la


condo le Notizie di Roma. i'j33 chiesa di s. Arnoldo. Nel 970 Teo-
Claudio de Saint-Simon di Parigi, dorico vescovo di Metz, ottenne dal
traslato da Noyon. 1761 cardinal Papa Giovanni XIII, di poter l'ab-
Lodovico Giuseppe de Lavai Mont- bate di s. Vincenzo usare della dal-
morency, traslato da Condom. 1806 matica e de' sandali. Anche le mo-
Gaspare Giovanni Andrea Giusep- nache benedettine avevano tre an-
IO MET MEU
tiche abbazie, s. Pietro, s. Maria sette orazioni sull'imperatore Lo-
e s. Glossinola. Eravi un'ottava ab- dovico I, cui era stato interdetto
bazia, quella di Ponlifroy, trasferi- r ingresso in chiesa, indi gli misero
ta in città nel iSya, la quale era la corona in capo, ed Ebbone di

dell'ordine de'cisterciensi, e regola- Reims che aveva contribuito alla


re. Tra
le comunità religiose di deposizione del principe, sulla tri-

Metz, domenicani insegnavano la


i buna ad alta voce pubblicò che
teologia. Nella diocesi, che prima r imperatore era stato ingiustamen»
era più ampia, si contavano altre te deposto. Arduino t. II.

dodici abbazie, con moltissimi sta- Il sesto concilio nell' SSg a' 28
bilimenti religiosi. Clemente IX con- maggio, per riconciliare Carlo il
cesse a Luigi XIV re di Fran- Calvo e Lotario suo nipote, eoa
cia e suoi successori, di poter no- Luigi il Germanico, il quale fu as-
minare le chiese, monasteri ed al- solto dalla scomunica con divei'se
tri benefizi della diocesi di Metz. condizioni non accettate. Labbé
Avanti la rivoluzione il vescovo go- t. Vili.
deva 1 20,000 lire annue di rendita, Il settimo nell' 863 o concilia-

e pagava 6000 fiorini per le bolle. bolo e perciò non riconosciuto, a-


Al presente i fi-ulti della mensa vendo approvato il matrimonio di
sono tassati ne' libri della camera Lotario con Valdrude sua concubi-
apostolica in fiorini 870. na, perchè i legati non eseguirono
la volontà del Papa. Ivi.

Concini di Metz. L' ottavo neirSGg, in cui fu de-


ferita la corona di Francia a Carlo

Il primo fix tenuto nel 55o, e il Calvo, a pregiudizio di Luigi II


fuvvi consacrato Cantino vescovo fratello di Lotario. Regia t. XXII ;

di Alvernia. Regia t. XI ; Labbé Labbé t. Vili.


t. V; Arduino t. II. Il nono neir888, tenuto da Rat-

secondo nel Sgo in ottobre


Il bodo arcivescovo di Treveri nella
contro Egidio arcivescovo di Reims, chiesa di s. Arnoldo, per ristabilir

convinto di lesa maestà e deposto: la pietà e la disciplina, e fu proi-


Crodielda e Basina monache ribel- bito ai signori di prender parte al-
late contro r abbadessa, vi furono le decime delle chiese di giuspa-
ricevute alla comunione. Ivi; Ar- trouato. Regia t. XXIV; Labbé
duino t. III. t. IX; Arduino t. VI.
Il 7^3 contro gì' ince-
terzo nel Il decimo nel 1240, contro l'im-

stuosi, efurono statuiti i regola- peratore Federico II. Lenglet.


menti pei pedaggi de' ponti. Regia Il decimoprimo nel 1 252, presie-

t. XVU; Labbé t. Vi; Arduino duto da Giovanni cardinal legato.


t. III. Mansi, Sappi, t. 11, p. 479-
quarto neir834> in cui fu as-
Il MEVN, Magcfunwn. Città di Fran-
tolto Lodovico I il Pio, scomuni- cia, dipartimento di Loiret, capo-
cato da Ebbone arcivescovo di luogo di cantone, in situazione a-
Reims. Regia t. XXI ; Labbé t. VII. mena sulla riva destra della Loira.
11 quinto neir 835. I vescovi a- Assai ben fabbricata, rimarcabile pei
vendo celebrato la messa in s. Ste- suoi prodotti, seguì sempre la sor-

fano, sette arcivescovi recitarono te di Orleans, fu molte volle pre-


MEZ MEZ II

sa e ripresa tlagl' inglesi e dagli spettore delle scuole , che in pari


ugonotti : il suo castello fu ristau- tempo dichiarò sufiraganeo di War-
rato sotto Luigi il Grosso. Nel- mia nella Prussia orientale.
1*89 1 vi fu tenuto un concilio, nel MEZZA LUNA, o Luna crescen-
quale venne determinato che l'ab- lE. Ordine equestre. Si dice isti-
bate di s. Pietro di Sens sarebbe tuito nel 1269 da s. Luigi IX re
eletto dai sufiVagi liberi de'raonaci. di Francia, anco col titolo del Na-
Labbé t. IX; Arduino t. VI. viglio, o della Doppia mezza luna,

MEVENNO (s.), abbate. La sua di cui diede il collare ai suoi tre


leggenda gli dà comunemente il figli, fratello e nipote, ed a molti si-

nome di Conardo- MeK'enno. Usci gnori francesi, per animarli ad accom-


da nobile e ricca famiglia della pagnarlo nel suo secondo viaggio per
provincia di Gwent nel Soult-Wa- liberare cristiani, e vuoisi che ter-
i

les, e passò a predicare il vangelo minasse colla morte dell' istitutore,


nell'Armorico con grande edificazio- ma i critici lo credono chimerico.
ne e buon successo Fondò un . Quelli che pretendono che abbia
monastero sulle sponde del Meu, esistito, dicono che il collare era in-

di cui fu fatto abbate verso il treccialo di conchigliemarine d'ar-


55o, e stabilì in esso una mirabile gento, e di doppie mezze lune di
osservanza. Altro monastero fondò oro, con un naviglio pendente bian-
presso Angers , che popolò de'suoi co in campo rosso, e colla punta
discepoli, e che visitava sovente screziata di bianco e verde. Piut-
per mantenervi il fervore. Morì tosto sembra questo essere stato
verso r anno 617, e non pochi r ordine degli Argonauti ( Fedi ),
miracoli resero celebre la sua tom- istituito da Carlo IH Durazzo re
ba. La sua festa è notata come di Napoli, che il p. Boiianni a p.
solenne nei calendari della maggior 71 del suo Catalogo attribuì a
parte delle diocesi di Bretagna, Carlo I d'Angiò re di Sicilia, e lo
sotto il giorno 2 1 giugno. dice estinto sotto Pio II; parlando
MEZO, Amyzon. Sede vescovile di quello della Nave o Naviglio di
della provincia di Caria, esarcato s. Nicola vescovo di Mira, eh' è
d'Asia, sotto la metropoli di Slau- appunto quello degli Argonauti, a
ropoli, eretta nel V secolo, nell'A- p. 86, e scrivendo ch'ebbe termine
sia minore, tra Magnesia ed Ala- dopo morte di quel principe,
la
banda, distante trenta miglia da ovvero nel i448> perchè lo sop-
Mileto, presso il mare Egeo. Al presse Renato d'Angiò cacciato dal
presente Mezo , Ainyzoneìi , è un Irono di Napoli da Alfonso V d'A-
titolo vescovile in parlìbus sotto ragona. In tale anno bensì Renato
l'arcivescovopure in parlibus di 11 in Angers istituì o ripristinò
Stauropoli,che conferisce il Papa. l'ordine dei cavalieri della Mezza
Per morte di Michele a Santander, luna, sotto la protezione di s. Mau-
Gregorio XVI nel concistoro dei rizio martire, consistendo la deco-
i3 giugno 1844 i^e insignì monsi- razione in una mezza luna d'oixi
gnor Francesco Grossmann di Rob- coir epigrafe Loz (lode) nel cre-
wen, diocesi di Warmia, canonico scere, in lettere di color celeste,
capitolare di questa cattedrale, e per significare che si acquista lode
vicario generale, già parroco e i- nel crescere in virtù e in gloria.
la MEZ MEZ
Da questa mezza luna, che per rota Scarampo ovvero dell'Arena,
tre catenelle pendeva da collana o padovano di basso e oscuro lignag-
catena d'oro a tre giri, si conosce- gio, secondo alcuni, che altri dico-
va il valore e la generosità dei no di Treviso; pel suo valore ed
cavalieri, perocché vi si attacca- egregie doti e gloriose azioni si re-
vano tante verghette d'oro trava- se chiarissimo mondo, ed assai
al

gliate a maniera di cilindro, oppure utile alla Chiesa. Studiò in Padova


tanti puntali da stringa d'oro, quan- la medicina e le scienze naturali,
te volte si erano trovati in batta- né trascurò le buone lettere, le qua-
glia e in assedi di città, dal nu- li poscia nella sua vita formarono
mero de' quali si giudicava del il suo amore, sebbene quasi sem-
valore e gloriose azioni da essi pre distratto da aflFari gravissimi
fatte. I cavalieri portavano il man- ed occupato. Portatosi in Roma,
tello di velluto cremisi rosso, e il dove a'quei tempi soprattutto era-
maresciallo di velluto bianco con no in pregio le armi e gli uomini
fodera e la sottana dello stesso di valore, a motivo degli usurpato-

drappo, una
e sul braccio destro vi e piccoli tiranni, che di frequen-

mezza luna d'oro pendente da una te infestavano lo stato ecclesiastico,


catena pur d' oro, come si- vede tutto si diede alla professione della
nella figura prodotta dal p. Bo- milizia, quantunque l'Ammirato Io
nanni. Si compose l'ordine di cin- voglia medico di Eugenio IV e
quanta compreso il capo
cavalieri, suo cameriere segreto. Dopo molte
col titolo di senatore o presidente. illustri imprese, sotto il comando
]I re Renato mai assunse tal tito- del cardinal Vitelleschi, in cui die-
lo, ma solo quello di mantenitore. de prove di marziale fortezza e
Slabin pure che niuno fosse am- di coraggio superiore a quelle di
messo nell'ordine se non era prin- altri capitani, venne sostituito in
cipCj duca, marchese, conte, viscon- di lui luogo nel governo delle trup-
te, o almeno non fosse nobile per pe pontificie. La prima impresa,
quattro generazioni, e ch'essi fosse- che come capo dell' esercito gli ac-
ro esenti da eccezioni vili. L'assem- quistò eccellente reputazione e no-
blea dell'ordine, che appellavasi an- me assai celebre, fu quella di ac-
co V Ordine di Anjou , si teneva correre in aiuto de' fiorentini con-
nella chiesa di s. Maurizio di An- federati col Pontefice, e dare
di
gers. Gli statuti prescrivevano diverse una sconfitta totale al famoso Ni-
pratiche religiose e regolamenti. La colò Piccinino capitano della Lom-
seconda persona dell'ordine era il bardia, per cui vendicò dalla tiran-
cappellano o limosiniere, che dove- nide di Francesco Sforza la Marca
va essere arcivescovo o vescovo, es- d'Ancona, e ricuperò altre parti del-
sendone primari ufficiali il cancel-
i lo slato dellaChiesa da molti usur-
liere, il maestro delle suppliche, patori e nemici oppresso. Grato il
il tesoriere, il registratore, ed il Pontefice a Lodovico, che già dal
re d'armi, alcuni de' quali porta- vescovato di Tran avea trasferito
vano differenti mantelli , come di- all' arcivescovato di Firenze, col pa-
stinto era qiidlo del senatore. triarcato di Aquileia nel 14^9, cui
MEZZA ROTA SC ARAMPO Lo- il Sigonio aggiunge il vescovato di
dovico, Cardinale. Lodovico Mezza- Bologna, sebbene quel comune non
MEZ MEZ i3

volle mai riconoscerlo e riceverlo del suo titolo, e con gran spesa ne
per vescovo, a' 22 giugno o nel costruì de'nuovi. Ebbe alcune gravi
primo luglio 144^* '^ *^''^^ cardina- differenze col caidinal Barbo, poi
le prete di s. Lorenzo in Dam;iso Paolo li, nipote di Eugenio IV,
e camerlengo, sebbene altri dicono perchè vedeva
con gelosia la so-
vicecancelliere. II medesimo Euge- verchia potenza che esercitava sotto
nio IV Io incaricò della legazione lo zio e a di lui preferenza. Giun-
a Filippo Maria duca di Milano, al to a notizia Lodovico che il
di

doge di Venezia, ed alla repubbli- cardinal Barbo bramava il vescova-


ca fiorentina. Dopo la memorala to di Padova, egli con pretesto di
vittoria Eugenio IV non fece cosa condursi ai bagni, volò in quella
di momento senza consultarlo pri- città e quindi a Venezia per attra-
ma, e per la singolare destrezza e versarne indarno l' edètto, mentre
prudenza ond' era fornito, gli affi- r emulo presso lo zio Io poneva
dò la direzione di lutti gli affari s'i in discredito. Il Papa Nicolò V lo
ecclesiastici che politici del suo pon- trasferì al vescovato Albano, e di
tificato, per cui sembrava eh' egli gii diede la pingue abbazia di Chia-
solo lo amministrasse sotto il nome ravalle. Non potè il caidinale sfug-
del Papa. JNicolò V nel i^5^ gli gir la taccia degli storici contempo-
conferì l'abbazia di Monte Cassino, ranei, per avere pel primo tra i
di cui fu ilprimo comuiendatario, porporati mantenuto in copia cani
e che poi unì alla mensa de' mo- e cavalli, numerosa famiglia e pre-
naci, ciò che approvò con sua bol- ziose suppellettili, imbandita men-
la Calisto III. Questi lo spedì colle sa lauta e sontuosa, come altresì
truppe della Chiesa contro i turchi, di essere stato dedito a'conviti ed al
e capo della piccola flotta che per- giuoco, in cui è fama che in una
ciò pose mare. Riportò quindi
in sola notte perdesse con Alfonso re
diverse vittorie, poiché con piccolo di Napoli ottomila ducati, perdita
corpo di soldatesca diede agi' infe- che niun pregiudizio gli dovette re-
deli solenne sconfitta presso Bel- care come il più ricco di quante
grado, ove ne lasciò morti seimi- persone e famiglie private fossero
la sul campo, colla perdita di ses- per tutta 1' Italia. Intervenne a
santa pezzi di cannone, bagaglio e quattro conclavi, e per quello di
stendardo militare. Lo stesso fece Paolo II concepì tal rammarico per
presso Rodi, dove con poche navi la sua esaltazione, che passati po-
fugò e disperse una numerosa flot- chi mesi morì di affanno nel ì^65,
ta de' turchi, e tolse loro dalle ma- d'anni 64. Fu sepolto nella chie-
ni tre isole dell'Arcipelago. Resti- sa titolare di s. Lorenzo, dove il

tuitosi a Roma, fu accolto dai ro- canonico della medesima Antonio


mani con gioia e plauso universa- Tocco ne ruppe la tomba, spoglian-
le, e con sommo onore dal Papa dolo per avidità delle sacre vesti
e dal sacro collegio. Avendo consi- e dell' anello cardinalizio, per cui
derato che la piazza di Campo dei il sepolcro restò negletto per qua-
fiori stavasi negletta, e ridotta pa- ranta anni, finché la liberalità di
scolo e ricettacolo di cavalli, la fe- Enrico Ilunis arcivescovo di Taran-
ce lastricare di pietre. Adornò di- to, segretario del sagro collegio e
versi edilìzi contigui alla basìlica tesoriere, per dare al defunto un
i4 MEZ MEZ
contrassegno di stima ed affetto, a tori di rota, e dal medesimo fu
proprie spese gli fece costruire un promosso nel iSyS a vescovo di
magnifico avello, lavorato sul gu- Rieti. Sebbene assente, nell' istesso
sto antico, che poi fu trasferito nel- anno a' 18 o 28 settembre Urba-
la sagrestia de' canonici, con ele- no VI lo creò cardinale prete del
gante iscrizione. Il cardinale lasciò titolo di s. Marcello, e per singola-
tulli i suoi beni mobili, che monta- re distinzione gli trasmise a Bolo-
vano a enorme somma, a Nicolò e gna il cappello cardinalizio, il qua-
Luigi Scarampi suoi famigliari o le fu da lui ricevuto con gran pom-
nipoti come li chiama il Novaes, i pa e solennità nella chiesa di s.
quali presero la fuga. Ma Paolo Domenico, da Giovanni di Lignano
li che gli avea accordato la facoltà insigne giureconsulto. Dotato essen-
di fare testamento, tuttavolla li le- do di coraggio superiore all'ordi-
ce arrestare a Castelnuovo, cari- nario, di sommo spirito e singolare
chi d'oro e di argento. Li fece ri- destrezza nel maneggio degli affari,
tenere sotto onesta custodia finche fu inviato a Napoli dal Pontefice
non furono tutti insieme raccolti e insieme coi cardinali di s. Ciriaco
adunati i beni del cardinale, e da- e di Venezia, al re Carlo III Du-
ti ad essi circa scudi duemila, ed razzo, che coli' aiuto di Urbano VI
alla famiglia settemila, oltre il sa- occupato avea regno di Napoli,
il

lario di due mesi, il Papa fece il acciocché presso quel principe si


rimanente distribuire ai poveri, alle maneggiassero tutti d'accordo con
chiese, e parte l'impiegò nella guer- calore ed efficacia perchè si ese-
ra d' Ungheria.
Gaspare Veronese guisse quel tanto che il re aveva
storico contemporaneo narra, che il promesso in corrispondenza dell'aiu-
cardinale quando fece testamento to prestatogli, cioè di cedere ildu-
non avea più 1' uso libero della ra- cato di Capua e di Amalfi a Fran-
gione, e che il Pontefice giudicò cesco Butilli nipote di Urbano VI.
non convenevole che tante
essere Giunti i cardinali a Napoli, si avvi-
ricchezze, che derivavano dalla Chie- dero subito che il re faceva il sor-
sa, dovessero passare in mano di do alle istanze de' rappresentanti,
persone che non vi aveano alcun non essendo disposto a compiacere il
diritto. Ne' beni immobili poi, e Papa. Ciò non pertanto il cardina-
nelle terre e possessioni che si va- le di s. Ciriaco appoggiò con forza
lutarono cinquemila rubbi di ter- le richieste del Papa, il veneto si

reno, istituì eredi un un


fratello e regolò con ambiguità, bilanciando
nipote, i quali in brevissimo tempo le ragioni delle parti, il solo cardi-
dissiparono il ricco e pingue patri- nal Reatino, così detto dal suo ve-
monio, fino a ridursi alla men- scovato, trovando indebite le preten-
dicità. sioni di Urbano VI, non seppe ri-

MEZZAVACCA Bartolomeo, Car- solversi a cooperare che acquistas-


dinale. Bartolomeo Mezzavacca, di se nominate signorie un giovi-
le
illustre famiglia bolognese, compiti nastro perduto nella mollezza e
ì suoi studi nella scienza legale. nel lusso, che contribuiva non po-
Tenne in essa laureato nel 1 369. co al discredilo del pontificato, on«
Passato indi a Roma, ottenne da de piuttosto sostenne le ragioni del
Gregorio XI un posto tra gli udì- re. Ritornati i cardinali a Roma
MEZ MIC iS
senza aver nulla conchiuso, Urbano Viterbo. Narra il Gonlelorio che
VI ne fremè di sdegno, e preso in alcuni cardinali adunati nel castel-
grave sospetto il cardinale di Rieti, lo di Luzzara, alla morte di Urbano
montò in ira col re Carlo III, con- VI, in disprezzo del suo carattere
tro del quale determinò di portarsi violento, trattarono di eleggere in
armata mano per indurlo colla forza successore il cardinale benché de-
a mantenergli le promesse, e inti- posto. Mori dopo tante vicende tran-
mò ai cardinali di doverlo seguire. quillamente in Romanci iSgG, ed
Negando però questi unanime
di ebbe sepoltura nella basilica di s.
consenso di obbedire, intentò un ri- Maria Maggiore, dove in antica
goroso processo, per cui sarebbero tomba insieme col suo nome si
stali in seguilo riguardati come ri- vedono scolpite le insegne di sua
belli e contumaci se dentro un da- famiglia.
to termine non si univano con lui, MEZZODÌ', o/"f/i/ie equestre. Que-
minacciandoli inoltre di privarli st'ordine cavalleresco della croce del
della porpora cardinalizia. Siccome mezzodì nel Brasile, venne istituito
però il cardinal di Rieti era più di nel dicembre 1 826 da Pietro I
ogni altro sospetto al Papa come imperatore del Brasile, per premia-
fautore del contegno di Carlo III, re que' sudditi che lo avevano eoa
e fomentatore della disobbedienza zelo e valore assistito nel sottomet-
degli altri cardinali, lo privò con tere le Provincie ribelli del Brasile,
tutte le formalità della dignità car- dopo le turbolenze scoppiate a Fer-
dinalizia, ed ai cardinali di s. Ci- nambuco, e gli avevano appianato
riaco e di Venezia assegnò il ter- la via al trono, venendo proclama-
mine di quattro giorni a produrre to imperatore del Brasile nel 1822.
le loro difese; se non che interposti La decorazione consiste in una cro-
parecchi ragguardevoli personaggi in ce d' oro che si appende nella par-
questa causa, furono ambedue ri- te sinistra del petto.
messi in grazia del Papa. Solo del MIC ARA Lodovico, Cardinale.
cardinal Mezza vacca non volle sen- Lodovico Micara nacque in Fra-
tire ragione alcuna di difesa. Spa- scati a' 12 ottobre 1775, dotato di
ventato esso dalla severità del Pon- pronto e felice ingegno, ben pre-
tefice, prima d'incappargli nelle ma- sto volle professare vita religiosa
ni, si involò con segreta fuga, e reca- tra i cappuccini, in cui meritò per
tosi in Avignone dall' antipapa Cle- diversi gradi essere eletto ministro
mente VII aderì allo scisma, e tramò generale del suo ordine, quando già
congiura contro Urbano VI, alla Pio VII per la sua dottrina ed e-
quale presero parte cinque cardina- loquenza avealo promosso a predi-
li che furono puniti coli' estremo catore apostolico. Divenuto Ponte-
giudizio in Genova. Bonifacio IX, fice suo amico Leone XII
l'antico
successore di Urbano VI, nel primo [Vedi), gli affidò varie incumben-
anno del suo pontificato lo restituì ze, indi a'20 dicembre 1824 '^
insieme con altri alla primiera di- creò e riservò in petto cardinale
gnità col titolo di s. Martino ai prete, pubblicandolo a'i3 marzo
Monti, perchè il suo antico tito- 1826 con quell'onorevole elogio che
lo eia stato conferito altri, e de- ad riportammo nel voi. XXVII, pag.
coroUo delle legazioni di Genova e i5o e i5i del Dizionario, parlan-
i6 MIC MIC
do ancora di sua famiglia, confe- cini, in cui celebrò la solenne mes-
rendogli per titolo la chiesa de' ss. sa il cardinal Vannicelli, ed ivi fu
Quattro. Lo abilitò per un tempo sepolto secondo la sua disposizione.
ad esercitare il supremo magistero Nei Diari di Roma n. 46 e 47? ^
del suo ordine, ed a continuare l'uf- nelle Notizie del giorno num. 28,
fizio di predicatore apostolico. In- si leggono gli onori funebri che gli

di Io annoverò alle congregazioni resero la città di Velletri, la città


dell'indice, delia disciplina regola- e seminario di Frascati, con ora-
re, dell'esame de' vescovi in sacra zioni necrologiche celebranti le sue
teologia, degli affari ecclesiastici, e qualità, scienza e meriti. Amorevo-
poi lo fu pure a quella de' vescovi le colla famiglia in gran parte la
e regolari, dichiarandolo presidente beneficò con pensioni vitalizie, de-
della deputazione permanente dei stinando la principal porzione di

Conservatori di Roma [Vedi). Gre- sua cospicua eredità in favore del


gorio XVI nel 1837 lo nominò conservatorio di Frascati e di altri
vescovo di sua patria, alla quale pii istituti, ciò che meglio descri-
facendo l'ordinaria dimora, con ze- veranno i suoi biografi, quando gli

lo pastorale esercitò quelle benefi- eredi fiduciari ne avranno pubbli-


cenze che accennammo nel citato cate le disposizioni. Di aspetto gra-
voi. XXVn, p. 218. Divenuto nel ve, con bella barba, egli vestì al

1843 sotto- decano del sacro colle- modo detto nel voi. XXVI, p. iS^.
gio, preferì restare nella chiesa di MICHELE (s.), ordine equestre
Frascati, in vece di passare a quel- di Portogallo. V. Aia di s. Miche-
le di Porto, s. Ruffina e Civitavec- le, che si estinse sotto il re Sancio
chia, ed il medesimo Papa gli con- I figlio del fondatore, e ne tratta
ferì la prefettura de' sacri riti. pure il p. Bonanni nel Catalogo
Quando nel i844 successe al de- degli ordini p. 80, riportandone la

canato del sacro collegio, Gregorio figura.


XVI lo trasferì ai vescovati d'O- MICHELE (s.), ordine equestre
stia e Velletri e alla legazione di di Napoli. Fedi Armellino, ordi-
Velletri, colle prerogative e protet- ne non più esistente, di cui parla!
torie inerenti alla sua ragguarde- ancora il p. Bonanni nel Catalogo
volissima qualifica ; essendo stato degli ordini p. 84, riproducendo-
protettore anco di Frascati, del con- ne la figura.
servatorio pio e della confraternita MICHELE (s.), ordine equestre
di s. Andrea de'pescivendoli. Inter- di Francia. Pretendono alcuni scrit-
venne ai conclavi in cui furono tori che Carlo VII re di Francia

eletti Pio Vili, Gregorio XVI e avendo abolito l'ordine della Stella
Pio IX. Visse parcamente o nel [Fedi) istituito da Giovanni li, per
seminario di Frascati o nel conven- disprezzo impose il collare di tal
to de' cappuccini di Roma, solo ordine al Bargello^ ed ordinando
breve tenjpo passò in Velletri. Fi- che suoi Birri portassero delle
i

nalmente dopo lunga e penosa in- stelle sulle casacche, avesse intenzio-
fermità, morì in Roma a*24 "^ag- ne d'istituire un altro oidine sotto
gio 1847, nell'almo 72 di sua età. r invocazione di s. Michele arcan-
1 funerali si celebrarono nella chie- gelo, antico protettore del regno di-
sa della 6S. Concezione de' cappuc> Francia, lo che a cagione di sua
MIC MIC 17
morte non potè mandare ad effet- cavalieri non
potevano guerreggia-
to, e che Lodovico XI suo figlio re senza farne consapevole il con-

per effettuare le sue brame istituis- siglio, ed i francesi non potevano

se l'ordine in memoria dell'insi- servire principi stranieri e far lun-


gne vittoria riportata dai francesi ghi viaggi permesso del re.
senza
contro gl'inglesi sul ponte d'Or- Per eresia, tradimento o viltà ca- i

leans ove è tradizione che s. Mi- valieri venivano privati dell'ordine,


chele si fece vedere in aria a favo- e quando a questo erano ammessi
re de' francesi. Certo è che Lodo- doveano che aveano,
lasciar quelli

vico XI Io fondò nel primo d'ago- tranne ricevuti dai Papi, impera-
i

sto i4^9 ^^^ castello d' Amboise, tori, re e duchi. Nell'ammissione


composto di soli Ireiitasei cavalieri pagavano al tesoro dell'ordine ^o
gentiluomini, e che il re ne sarebbe scudi d'oro, o l'equivalente per ,

il capo; ne creò subito quindici, e gli ornamenti della chiesa del Mon-
gli altri si riserbò nominarli nel pri- te s. Michele in Normandia, desti-

mo capitolo, ma il numero mai nata da Lodovico XI per celebrar-


Io completò. Diede ai cavalieri per vi i divini uffizi e ricevervi i be-
decorazione un com-collare d' oro nefizi e le fondazioni in favore
posto di conchiglie intrecciate da dell'ordine ; ma poi dichiarò che
doppio legame, poste sopra una le cerimonie e le feste dell' ordi-

catena d' oro da cui pendeva vma ne si celebrassero nella cappella di


medaglia rappresentante il santo ar- s. Michele situata nella corte del
cangelo in atto di cacciare il de- palazzo in Parigi ; tuttavolta non
monio, o atterrare un dragone. Que- pare che le assemblee e le fe-

sto collaie cavalierii dovevano ste si facessero in tali luoghi. Alla


portarlo dovunque ogni giorno, tran- morte d' un cavaliere ognuno do-
ne quando erano coU'esercito, por- veva fargli celebrare venti messe.
tando allora la semplice medaglia Nella vigilia della festa di s. Mi-
pendente da una catena d' oro, o chele i cavalieri doveano col ve
da un cordone di seta nera, e que- portarsi alla chiesa vestiti con man-
sta mai potevano lasciare; la divi- to di damasco bianco lungo, bor-
sa o motto poi era: Immensi (re- dato d'oro, ornato di conchiglie e
mor Oceani, secondo la pia creden- nodi d' amore fatti di ricamo, e fo-
za, che il santo arcangelo con tem- derato di ermellino, e colla testa
peste disperdesse i nemici della coperta di cappuccio cremisi. Nel
Francia tutte le volte che si ap[iros- di seguente alla messa presentava-
simavano nell' Oceano al monte di no i cavalieri all'offertorio una mo-
s. ove fu fondata un' ab-
Michele, neta d' oro, indi pranzavano col re.
bazia in suo onore, e per la sua Assistevano al vespero in mantelli
apparizione ivi accaduta ad Aut- neri con cappucci simili, violetto
berto o Otberto vescovo d' Avran- essendo quello del Intervenivano re.

ches verso l' anno 706, per cui in ancora al mattutino de' defunti per
Francia se ne celebra la festa ai l'anniversario, e nel giorno seguente
16 ottobre. 11 gran collare dovea alla messa offrivano un cero d'una
pesare duecento scudi d'oro, ma libbra col proprio stemma. Nel dì
senza gioie, dovendosi in morte re- appresso assistevano alla messa can-
stituire al tesoriere dell'ordine. I tata in onore della Beata Vergine.
i8 MIC MIC
Nel 1496 Alessandro VI, ad istan- di Michele di molto decaduto e
s.

za di Callo Vili, figlio di Lodovico comune, a cagione delie persone


XI, confermò questo ordine. ch'erano decorate, non essendovi
In principio ufìfìzialt dell'ordine che pochissimi nobili , onde in
erano il cancelliere, il registratore, Francia si diceva per proverbio:
il tesoriere e 1* araldo, che porta- le collier de s. Michel à toutes bé-

vano vesti lunghe di ciambellotto tes, o l'ordre des bctes de sommej

bianco foderate di panno celeste ordinò dunque Enrico IH, che


con cappucci di scarlatto, ed il chiunque venisse decorato della
cancelliere era semplice ecclesiasti- croce dello Spirito Santo, dovesse
co ; ma Francesco I variò il col- ancora prendere quella di s. Mi-
lare, sostituendo ai doppi nodi un chele nel d'i precedente al conferi-
cordoncino in memoria di sua ma- mento della prima, laonde le armi
dre Anna di Bretagna, istilulri- degl' insigniti venivano ornate dei
ce dell'ordine della Cordeliera [Ve- due collari, ed essi chiamati cava-
di). Enrico II nel j548 ordinò nel lieri degli ordini del re. Tutlavol-
capitolo di Lione che i cavalieri ta introdotti nell'ordine nuovi abu-
portassero mantello di tela d' ar- si,ed avvilito dai particolari che
gento ricamato di tre mezze lune lo avevano ricevuto senza dar pro-
intrecciate di trofei, seminati di vedi nobiltà e de' servigi prestati,
lingue e fiamme di fuoco, col cap. queste esigette nel 1661 Luigi
puccio di veluto cremisi pure ri- XIV quando operò la riforma com-
camato; che il cancelliere portasse pleta dell'ordine; quindi nel i665
mantello di velluto bianco e cap- fece un nuovo
regolamento, pre-
puccio di velluto cremisi ; che il scrisse r osservanza degli statuti

preposto ed il maestro di cerimo- compresi in sessantacinque capitoli,


nie, il tesoriere, il registratore e e ridusse a cento il numero dei
r araldo avessero un mantello di cavalieri da lui scelli, oltre quelli
raso bianco ed il cappuccio di ra- dello Spirito Sauto, e che tra essi
so cremisi , e che portassero una fossero compresi sei ecclesiastici co-
catena d'oro con conchiglia simile stituiti in dignità, e sei uffiziali del-
pendente ; e che lutti i cavalieri le compagnie reali, e ninno potesse
presenti assistessero col re per la essere decorato dell' ordine di s.

solennità dell'ordine nella cattedrale Michele se non fosse cattolico, ben


di Lione ai primi vesperi della fe- costumalo nobile per due genera-
,

sta di s. Michele, e nel seguente zioni, con altri requisiti ; che ogni

giorno alla gran messa e secondi anno tutti i cavalieri si riuniranno


vesperi ; altri dicono che Enrico capitolarmente nella sala de' fran-
II volle che i divini uffizi si cele- cescani di Parigi, per- esaminare i
brassero nella santa cappella di regolamenti necessari al manteni-
Vincenues, Avendo Francesco II mento dell'ordine, presiedendo l'as-
e Carlo IX per diverse circostanze semblea un cavaliere deputato dal
aumentato grandemente il numero re e che la cnjce dell'aulica forma
;

de'cavalieri, nel iSyS il re Enri- e figura fosse |)ei' u)età più piccola
co III fondò l'ordine dello Spirilo di quella dello Spiiilo Santo, u ri-

Santo [Fedi)y principalmente per serva della culuiiibu che sta nel
ridurre a nuovo splendore questo mezzo di questo, iuvece dovendovi
MIC MIC '9
essere r immagìue in ismaUo di >. e senza ammettere petizione, uomi-
Michele, pendente da nastro nero; ni di un merito distinto, non fa-
tutti poi doveano portar la spada, cendo differenza di nascita, di con-
tranne i mentovati sei ecclesiastici dizione o di religione e nessun ,

ed uHkiali, e le scarpe l)ianclie, co- membro può essere eletto senza il be-
me si può vedere a p. 8i del p. neplacito del re. Gli statuti prescris-
Bonanni, che ne riporta la figura sero che vi debbono esseie dieciot^
nel Catalogo degli ordini equestri. to gran croci, otto ufliziali, trenta-
Le regole dell' ordine le registrò sei cavalieri, e dodici cavalieri o-
ancora il Sansovinn, e l'ultima edi- norari, tanto ecclesiastici quanto
rione degli slalnti fu stampata a Pa- laici. Pio VII col breve, Quoniani
riginel 1725. Luigi XVIII desti- iuler niilitares cquestres ordines, dei
nò quest'ordine per decorare i pri- 5 febbraio 1802, Bull, Boni. Conti-
mari scienziati ed artisti, e quelli nualio t. XI, p. 284, dichiarò ad
che si fossero distinti con nuove onore di questo ordu>e, che quegli
invenzioni ed intraprese utili allo ecclesiastici che ne fossero insigniti
slato, avendolo ristabilito con ordi- godessero 1' abito prelatizio e lutti
iiiM«a de' 16 novembre i8i6j ma i privilegi de' prelati domestici. Il

dopo la rivoluzione del i83o non regnante Luigi Carlo Angusto, con
fu più conferito. foglio governativo de' i4 settembre
MICHELE (s.), ordine equestre 1846, pubblicò il regio decreto col
di Baviera. L'istituì a'29 settembre quale stabilì, che quest'ordine del
1693 Giuseppe Clemente elettore merito di s. Michele si compones-
di come duca di Baviera,
Colonia, se di membri dell' ordine naziona-
nella sua residenza di Monaco; in- le, di trentasei gran croci, di ses-
di venne solennemente confermato santa commendatori e di trecento-
dal re di Baviera Massimiliano Giu- venti cavalieri. La dignità di gran
seppe, nella revisione degli oi'dini maestro, coli' approvazione del re,
reali, agli 11 settembre 1808. II viene conferita ad un principe del
suo primiero scopo è il sostenere sangue, ed ultimainenle lo era il

la religione cattolica, e difendere duca Guglielmo di Baviera duca di


l'onore divino, cui si aggiunse il due Ponti Bii^kenfeld. Sullo scudo
dovere di soccorrere i difensori di s. Michele, nella faccia della de-
della patria, ton decreto de'6 ago- corazione vi è l'epigrafe: Quis ut
sto 18 IO nella nuova conferma e ri- Deus? Sulle quattro parti della cro-
forma degli statuti dell'ordine, chia- ce vi sono le iniziali P. F. F. P.
mandolo Ordine del merito di s. che significano /7/e/rtJ, fidelitaSy far-
Michele. In principio l'ordine si iitudo, perseverantia. Nel rovescio
compose di tre classi, cioè di gran vi è la leggenda ; Dominus potens
croci che formano il capitolo, de- in praelio.
gli uftlziali e de' cavalieri , a cui MICHELE e GIORGIO (ss.)
più tardi fu aggiunta la quarta DELLE ISOLE JoNiE, Ordine equestre.
classe de' cavalieri onorari : per es- Pel trattato de' 2 3 maggio i8i4
sere ammesso ad una delle lie pri- fu ceduta l' isola di Malta e sue
me classi bisogna daie prove di dipendenze all' Inghilterra , e per
nobiltà. Il gran maestro nomina ca- quello del 5 novembre 181 5 po-
valieri onorari di suo proprio moto ste le isole Jouie sotto la protezio-

I
20 MIC MIC
ne del sovrano della gran Breta- MICHELE ARCAiTGEto (s.). La
gna, il re Giorgio III eresse l'or- Chiesa onora s. Michele come ar-
dine di san Michele e di san cangelo, od il primo e principale
Giorgio a'27 aprile 1818, pubbli- degli angeli, come il capo dell'ar-
candosi gli statuti a' 12 agosto, indi mata il suo
celeste nome significa:
;

riformati da Giorgio IV li5 aprile chi è simile a Dio ? Qitis ut Deus ?


1826, e poscia dal i"e Guglielmo Daniele parla di s. Michele nei ca-
IV il 17 ottobre i832. 11 re del- pitoli X e XII egli seppe nelle sue
:

la gran Bretagna è sovrano del- visioni, che 1' angelo custode della
l'ordine; un principe del sangue Persia erasi fortemente adoperato
reale n'è il gran maestro, ed at- in favore di questo paese, e che
tualmente è il duca di Cambridge Michele, al quale era affidata la
Adolfo Federico; in caso di assen- guardia degli ebrei, avea rimosso
za viene rappresentato dal lord pri- tutti gli ostacoli che si franietteva-
mo commissario dello stalo libe- no al loro ritorno dalla cattività.

ro e indipendente della repubblica Gabriele disse a Daniele, ch'egli


delle isole Ionie. L' ordine si com- avea fatto per ciò grandi sforzi in
pone di tre classi, cioè di gran Persia veotnn giorni, e che
per
croci, di commendatori e di cava- Michele essendo venuto in suo soc-
lieri. Il numero de' gran croci è corso, tutte le dillicoltà erano state
stabilito di non compre-
quindici, superate. Parlando Daniele della
so il gran maestro, quello de'com- crudele persecuzione di Antioco, si

inendatori di venti, quello de' ca- esprime cosi: « Allora si leverà


valieri di venticinque. Ciascuna di Michele, questo gran principe, ch'è
queste tre classi piglia posto subilo il protettore dei (igli del tuo popo-
dietro nome medesimo
quella del lo " ; il che significa che questo
dell'ordine del Bagno [Vedi); da ciò arcangelo verrebbe in soccorso dei
e dal limitato numero de'cavalieri di Maccabei e degli altri difensori de-
ogni classe, deriva che l'ordine di gli israeliti. che sia stalo
Credesi
s. Michele e di s. Giorgio sia di- Michele quell'angelo che condusse
stintissimo. La placca della gran gli ebrei nel loro viaggio nel de-
croce che forma l'.insegna de'cava- serto, e di cui dicesi nel cap. XIII
lieri, è composta di sette raggi di dell' Esodo : « Manderò il mio an-
argento, separati da piccole liste di gelo, il quale vada innanzi a te ".

oro, e per di sopra vede impressa


si L' apostolo s. Giuda riferisce la con-
in rosso la croce di s. Giorgio lo : tesa che Michele ebbe col demo-
scudo posto su tal croce ha 1' effi- nio per la sepoltura del corpo di
gie dell'arcangelo s. Michele, colla Mosè, e raccomanda la pietà, l'u-
epigrafe : /ìiispiciuni mclioris nevi. miltà e la modestia coli' esempio di
I commendatori oltre la decorazio- questo arcangelo, che lasciando i
ne portano una placca d'argento, rimproveri e le maledizioni , con-
e nella decorazione evvi l'immagine tentossi di dire suo avversario
al :

di s. Giorgio sullo scudo, colla leg- »» Il Signore ti soggioghi ". S. Gio-


genda suddetta. La festa solenne del- vanni nell'Apocalisse, cap. XII, ci

l' ordine suole celebrarsi con ma* fa la descrizione di un altro com-


gnifjca pompa il 2 3 aprile, giorno battimento tra Michele ed il de-
ia cui cade la festività di s. Giorgio. monio, a motivo della Chiesa figu-
MIC MIC 2r
rata dalla donna ch'era fuggita chiese di oriente. La seconda è
nel Dio le aveva pre-
deserto, dove quella sul Monte Gargano, di cui
parato un ritiro. Fu da questo pas- parlammo all'articolo Apparizioive
so che venne conchiuso, che l' ar- DI SAN Michele
arcangelo La .

cangelo s. Michele era il tutelare terza è quella che il santo ar-


ed il difensore della Chiesa cristia- cangelo fece ad Autberto od Ot-
na. La festa di s. Michele si cele- berto vescovo d'Avranches, su di
bra ai 29 di settembre dal quinto uno scoglio chiamato la tomba od
secolo in poi. Essa era certamente il periglio del mare, nel golfo tra
stabilita nella Puglia nel ^()3, e se la Normandia e la Bretagna, dove

ne riporta l' istituzione nell'occiden- tiovasi l'abbazia di s. Michele: que-


te alla dedicazione della celebre sta apparizione accadde verso l'an-
chiesa di s. Michele Monte sul no 706, e la festa fu sempre di
(largano, oggi Monte sant'Angelo poi celebrata in Francia ai 16 di
nel regno di Napoli ; per ciò è ottobre, f^. MANpnEDOMA.
detta la. Dedicazione di s. Mi- MICHELE DE'SANTI (beato).
chele nei martirologi di s. Giro- Nacque in Catalogna, nella città di
lamo, di Beda, ec. Benché s. Mi- \ich, a' 29 seltembie i^gr, di
chele sia non)inalo solo nel titolo Enrico Augemit e di Margherita
di questa festa, apparisce però dal- di Monserrada, ambedue ragguar-
le orazioni della Chiesa esserne og- devoli per casato e per probità.
getto tutti i santi angeli. Celebra- Essi si presero grandissima cura
vasi nello stesso gioino in occiden- dell'educazione del loro figliuolo,
te la dedicazione di molte altre il quale fino dai più verdi anni
chiese intitolate del santo arcange- mostrò molta inclinazione alla pie-
lo, principalmente di quella ch'era tà. Perduti i genitori, uno de'suoi

sulla mole Adriana. Il culto di s. zii incaricossi della tutela di lui, e


Michele e degli angeli non fu me- lo allogò presso un mercante. Il

no celebre in oriente posciachè Co- suo primitivo spirito di fervore e


stantino ebbe abbracciato il cristia- di mortificazione non venne meno
nesimo. Sappiamo da Sozomeno che fra le* occupazioni del commercio,

questo imperatore fece fabbricare alle quali accudendo eziandio con


in onore del santo arcangelo una somma esattezza, si meritò l'ammi-
chiesa che si chiamò Michaelion razione del suo padrone e di quan-
e nella quale Dio operò dei miraco- ti il conobbero. Sentendosi chiama-
li : era questa forse quattro miglia to ad un genere di vita più per-
lungi da Costantino[ioli. Nella stes- fetto, partecipò al padrone la sua
sa città eranvi f|ualtro chiese dedi- risoluzione di entrare nello stato
cate a s. Michele, e crebbe il nu- religioso ; si recò a Barcellona, e
mero di esse (Ino a quindici, tutte andò a presentarsi al superiore di
di fondazione imperiale. un convento di trinitari, nel quale
La Chiesa cristiana celebra inol- fu ricevuto. Dopo tre anni di pro-
tre tre apparizioni di s. Michele. ve, fece professione a Saragozza, il

La prima è quella di Colossi nella 3o settembre 1607, in un'altra


Frigia, della quale non si sa di- casa dell'ordine. Nel 16 19 passò
stintamente tempo, la cui festa è
il ad Alcalà, e vi pronunziò di. nuo-
fissata a' 6 di settembre in tutte le vo i suoi voti. I superiori Io man-
il MIC MIC
darono a cominciare gli (tudi al- motto della partenza del nostro
l' università di Baez a Salamanca : cardinale dalla corte dell'impera-
terminò il corso di teologia, e fu tore in occasione del nuovo Papa.
ordinato sacerdote. Da quel momen- D' ordine Gregorio II, il car-
di 8.

to egli si occupò interamente in dinal legata depose Giovanni pseu-


tutte quelle opere che potevano do patriarca costantinopolitano, e
procurare la gloria di Dio e la di universale sentimento del clero
salute delle anime. 11 suo merito e popolo collocò sopra quella sede
e le sue virtìi indussero i suoi fra- Germano santissimo arcivescovo di
telli ad eleggerlo due volte supe- Cizico, soggetto insignemente zelan-
riore del convento di Valladolid, te della purità della cattolica fede.
casa a cui egli rese assai grandi Restituitosi a Roma dopo tante e
servigi. Iddio lo innalzò ad un al- sì egregie azioni, vide il termine
to grado di contemplazione, gli de' suoi giorni verso l'anno 720.
diede lo spirito ed il
di profezia MICHELI Giovanni, Cardinale.
potere di far dei miracoli. In capo Giovanni Micheli nobile veneziano,
ad alcuni anni di fatiche a van- uomo di gran talento e pari dot-
taggio della religione, terminò la trina, nipote per canto materno di
sua santa carriera nel iGaS, tren- Paolo II, fu da questi a* 2 novem- i

tesimo quarto di sua vita. Il Papa bre 1468 creato cardinale diacono
Pio VI lo beatificò nel
1779. di s. Lucia in Scplisolio, quindi nel
MICHELE, Michele
Cardinale. 1471 fatto vescovo di Verona, a
cardinale prete fu incaricato da Co- cui nel i485 Innocenzo Vili ag-
stantino Papa del 708 di trasferir- giunse la chiesa di Padova, dove
si in Costantinopoli, col carattere di mostrossi padre de' poveri e mece-
apocrisario all'imperatore Anastasio, nate de' letterali. Tuttavolta scrive
per congratularsi nel pontificio no- il Marcelli contemporaneo canonico
me di sua assunzione al trono im- di Padova, che il cardinale rinun-
periale, come ancora per confermar- ziò subito alla chiesa di Padova, e
lo nella fede ortodossa, e per ri- mai ne prese il possesso, quantun-
conciliare colla Chiesa molti vescovi que r Ughelli ed il Ciacconio affer-
penitenti,ch'erano miseramente ca- mino averla tenuta tre anni. Men-
duti. Fu di tal facondia ed erudi- tre governava quella di Verona,
zione fornito, che colla forza degli Sisto IV restituì alla cattedrale la
argomenti e colia perspicacia e vi- che godu-
dignità dell'arcidiacono,
vacità dell'ingegno convinceva co- to avea fino tempi i più re- dai
loro che avevano opinioni contrarie moti, e l'imperatore Federico HI,
ed opposte alla caltolicn fede. Gre- essendo di ritorno da Germania,
gorio Il immediato successore di passando per Verona prese alloggio
Costantino lo confermò nella antica nell'episcopio. Innocenzo Vili lo
carica, quantunque il Baronio sia decorò del titolo di patriarca di
d'opinione che un altro cardinale Costantinopoli, quindi Io incaricò
dello stesso nome,- rliverso dal no- della legazione dell' esercito ponti-
stro, fosse da quel Pontefice spedi- ficio contro Ferdinando re di Na-
lo a Costantinopoli. Si crede però polij ed egli con ammirabile pru-
che sia Io stesso, tanto più che gli denza e destrezza si maneggiò co-

aatichì scrittori non fanno alcun sì bene, che stabilì uell' Italia la

J
MIC MIC »3
pace tanto desiderala. Siccome però tasei anni, a'ig giugno i356. La
era assai ricco e dovizioso, pei ma- santa Sede approvò il suo culto nel

neggi di Cesare Borgia che accu- 1737, e ne fissò la festa al di del-

sollo ad Alessandro VI di falsi de- lasua morte.


litti, fu posto in Castel s. Angelo, MlCONE(Mconen). Città vesco-
e vi perde miseramente la vita a vile, capoluogo dell'isola del suo no-
mezzo di nn potente veleno, ap- me nell'Arcipelago, nel dipartimen-
prestatogli da un domestico, che to greco delle Cicladi settentriona-
ne pagò la pena sotto Giulio II. li, sulla costa occidentale, a 60 le-

Morì il cardinale nel i5o3, in età di ghe da Tripolitza, con porlo buo-
5'/ anni, e 35 di cardinalato, essendo nissimo, e più di 4000 abitanti.
vescovo di Porto, chiesa che avea L'isola di Micone o Miconi, My-
ottenuta da Alessandro VI nell'ago- conos, è forma triangolare, che
di
sto 1492. Rimase sepolto in Ro- al nord ha l'altro porto di Panor-

ma nella chiesa di s. Marcello, mo ; gli abitanti cogli idrioti sono


presso al lato destro della porta, in riputali i pili abili marini dell'Ar-
un magnifico e antico sepolcro, sul- cipelago. Il prelato di Tine [Fedi)
r urna del quale vedesi la statua si anche vescovo di Mico-
qualifica
del cardinale vestito in abiti ponti- ne, ove all'occorrenza manda un sa-
e nella sua base si legge o-
ficali, cerdote, e vi rimane una chiesa
norevole iscrizione. Lasciò per te- con pochissimi cattolici, almeno in-
stamento la somma di quattordici- digeni.
mila scudi per la fabbrica della MICROLOGO. Operetta assai
cattedrale di Verona, a cui inoltre stimata sui riti e sulle cerimonie
donò tutta la sua ricca suppelletti- della Chiesa, che si attribuisce a
le da dividersi colla chiesa di Pa- Giovanni scrittoi'e francese, o piut-
dova. Tutti convengono nell'elogio tosto italiano, del secolo XII, inti-

di personaggio di gran dottrina, tolata: De ecclesiaslicis ohservalìo-


protettore uomini eruditi e
degli nibus, che il Berlendi, Delle oblazio-
letterati, epadre dei poveri. ni all' altare, edizione seconda, chia-
MICHELINA (beata). Nata a ma libro ripieno di santa e vera eru-
Pesaro d' illustre famiglia, fu ma- dizione, e che merita in materia di
ritata in età di dodici anni ad un riti di essere ad ogni altro piepo.sto;
signore della casa dei Malatesta. A ma dice non potersi certamente as-
vent'anni perdette lo sposo, e po- serire chi ne sia stato l'autore: ne
co dopo l'unico figlio. Questa dop- tratta a p. io3 e seg. riportando pu-
pia perdita, che vivamente la com- re le diverse opinioni, e parlando del
mosse, la distaccò affatto dal mon- Micrologo, libro di musica compo-
do, e la decise ad entrare nel terzo sto da Guido d'Arezzo monaco pom-
ordine di s. Francesco. La sua pie- posiano (su di che F. Musica), e
tà parve follia a' suoi genitori, i del Micrologo della vita di Carlo
quali la fecero rinchiudere in una Magno, Enrico Warthon, nel suo
torre; ma rimasta in libertà, se ne supplemento all'Usserio sulle scrit-
giovò per darsi alla pratica delle ture, a pag. 35g cita un libro mss.
opere di misericordia, e per fare col nome d'ivone di Chartres, in-
un viaggio alla Terrasanta. IMori titolato : Degli uffizi ecclesiàstici,
nella sua patria, in età di ciuquau- e dice, che questo libro è lo stesso
24 MIC MID
che il stampato tante
Micrologo Micrologo ad Anversa nel i565,
volte, e di cui finora veiamenle ed annientò la sua edizione di /\.o
non se ne conosce bene l'autore; capitoli. Indi nel i56B Melchiorre
ma mentre negli stampati è desso Hittorp inserì il Micrologo nella
composto di soli 62 capitoli; nel sua Raccolta degli scrini liturgici .

rass. di Warthon in vece se ne Venne altresì pubblicato posteriore


contano 71. Gli otto primi, che mente nella Biblioteca de padri, e
mancano nelle nostre edizioni, trat- trovasi nel t. XVIII di nuella di
tano del mattutino e delle laudi, Lione. Si possono due
<listinguere
delle ore di prima, terza, sesta, no- parti del Micrologo: prima ri- la

na, del vespero e della compieta, guarda la celebrazione della messa


11 nono capitolo è sull'introito del- secondo il rito romano; la seconda
la messa: è con questo capitolo che tratta delle diverse altre pratiche
comincia il Micrologo stampato ; in della Chiesa sotto il pontificato di
testa dell'opera del mss. di War- s. Gregorio VII. Vi sono riferite

thon leggesi il nome d'Ivone ve- dettagliatamente le parti dell'udizio


scovo di Chartres, locchè esclude delle quattro tempora e delle quat-
qualunque equivoco. Sì può ag- tro seguenti Trovansi
domeniche.
giungere sull'asserzione di Warthon pure diverse osservazioni sulla dis-
che la scrittura del mss. corrispon- posizione degli ufìizi dell' avvento ,
de al tempo nel quale viveva Ivo- sulla notte di Natale, sull' ulhzio
ne, cioè alla fine del secolo XI od della festa di s. Stefano e degli
al principio del Xll. L'autore qual- Innocenti, sull'uffizio della domeni-
sìasi del Micrologo, si occupa della ca e dell'ottava della Natività, sul-
spiegazione delle cerimonie della la festa dell'Epifania, e sulle do-
chiesa romana, e si dà ad onore meniche che seguono.
di averne imparate molte dalla hoc- MIDA (s.). f^. Ita (s.).

ca stessa del dotto Papa Grego-s. MIDAIUM, Medaeuin, Medaiuin.


rio VII, eletto nel 1078, morto nel Sede vescovile della Frigia Saluta-
io85. La prima edizione del Mi- re, nell'esarcato d'Asia, sotto la

crologo è dovuta a Giacomo Le metropoli di Sinnada, eretta nel V


Fevre d'Etaples che lo fece stam- secolo. Ne furono vescovi Epifanio
pare a Parigi nel i5io, col nome che fu al concilio di Calcedonia;
di Bernone abbate di Richenou o Giovanni che intervenne a quello
Augiense. Ivi nel 1527 fu ristam- di Costantinopoli sotto Menna; Co-
pato insieme al trattato Eckio
d' stantino che fu al V concilio ge-
sul sagrifizio delia messa. Giovanni nerale; Teodoro sottoscrisse ai ca-
Cochlee ne fece una terza edizione noni in IVulloj Giorgio fu al VII
a Magonza nel suo Specchio del- concilio generale; e Metodio a qiiel-
l'antica divozione verso la. messaj lo di Fozio, nel pontificato di Gio-
raa pubblicò i soli primi' 22 capito- vanni Vili. Oriens chrìst. tom. I,

li del Micrologo che riguardano p. 84 1.


particolarmente la celebrazione del- MIDDELBURGO , Middclbitr-
la messa ; su quella di Cochlee fu- gnni o Mediohurguni. Città vesco-
rono fatte l'edizioni di Venezia nel vile de' Paesi Bassi, capoluogo del-
iSay e diRoma nel 1590. Pame- la provincia di Zelanda, di circon-
lio fece nuovamente stampare il dario e di cantone, a 28 leghe da
,

MID MIE 25
Aiusterdam, in mezzo all'isola di nelmezzo di Walcheren. In ori-
Waiclicien, che si trova alle boc- gine era un piccolo villaggio, che
che dello Schelda sopra un largo i signori di iJorsselle ingrandirono
canale, e comunica col mare del poscia, e fecero cingere di mura
nord; canale scavato nel r8i6 e nel iiSa. Dopo un assedio di 22
1817 in sostituzione dell'antico por- mesi la città fu presa agli spagnuuii
to delia città interamente colmo. nel i574, da Gugliehno i princi-
E residenza del governatore della j>e d'Orange, capo de' confederati,
provincia e di altre autorità. Que- e riunita alle Provincie-Unite, di
sta forma quasi semicirco-
città, di cui fece parte sino al 16 inaggio
liuc,grande e bella ; le sue for-
è 1795, in cui ceduta alla Francia
tificazioni fiuono in parte distrutte, fu incorporata nel territorio fhm-
n)a conservò de'ripari con bastioni, cese a' 2 ottobre. Compresa pri»
cinti da una fossa larga e pro- jiia nel dipartimento della Schel-
fonda. Il palazzo pubblico situato da, divenne poscia il capoluogo del
nella gran piazza è osservabile per dipartimento delle Bocche delia
la sua gotica architettura, e sopra Schelda. GÌ' inglesi la presero nel
vi sta un'alta torre; la facciata è 1809 nella loro spedizione contro
adorna di venticinque statue degli r isola di Walcheren, ma furono
antichi conti e contesse di Zelanda. costretti evacuarla nel medesimo
La piazza Rotonda è circondata di anno.
viali d'alberi, e di bei fabbricati La sede vescovile, ad istanza di
detti dell'abbazia, e cos\ pure del- Filippo li re di Spagna, fu istitui-
l'edilizio deiramiiiiragliato; sì os- ta da Paolo IV a' 12 maggio loSg
serva inoltre la chiesa di s. Pietro, culla bolla Super universa, dichia-
antica cattedrale, che contiene mol- randola suliraganea della metropoli
li bei mausolei, gii edilizi della d' Utrecht. Stabilì la diocesi nel ter-
compagnia delle Indie e del com- ritorio di 56 niii^lia di lunghezza
mercio, gli arsenali, i fabbricati del e 33 di larghezza, ed al vescovo
pubblico peso, il Molen-
quartiere gli assegnò tremila
d'oro ducati
Water ed i pubblici passeggi. Vi annui dalle decime, e millecinque-
sono diversi stabilimenti scientifici cento ducati da detto re , cui die
come la società zelandese per tutti il nominare a questa
diritto di
i rami di letteratura, arti e scienze, chiesa. Ne
primo vescovo Nico-
fu
che ha biblioteca, museo di storia la Castro o de Castel, ma i suoi
naturale, collezione di medaglie e di successori non risiedettero mai a
oggetti rari. Un tempo il suo com- Middelburg, perchè la città e tut-
mercio era assai considerabile; no- ta la Zelanda avea abbracciato le
mina otto membri agli stati di Ze- nuove fatali opinioni religiose della
landa, e tra gli altri fu patria del pretesa riforma, onde il vescovato
{)octaAdriano Beverland, e del teo- durò soli tredici anni. Al presente
logo Melchiorre Leydeker. I din- Middelburg è un decanato della
torni sono paludosi e pregiudizievo- missione d'Olanda, con otto stazio'
li, e l'uragano del iS-ìj cagionò ni, altrettanti pastori e più di 2000
terribili guasti alla città. cattolici con una chiesa.
Middelburg (piazza di mezzo) MIESGIllERTO. Sede vescovile
prese il nome dalla sua situazione armena sotto il cattolico di Sis, di
26 MIO MIQ
cui furono Tescovi Precursoi-e che alle «acre funzioni che vi celebrò,
fu al concilio di Sis, e Wierse cui e l'accompagnò in diversi luoghi
scrisse il Papa Innocenzo XI. Oriens che Pio VI onorò di sua presen-
christ. t. I, p. i436. za, incedendo nella carrozza ponti-

MIOAZZl Cristoforo, Cardina- ficia ; e nella messa pontificale che

le. Ciislofoio de Migazzi de Valle a celebrò nella metropolitana nel gior-


Sullelturin, nacque da nobile fami- no di Pasqua, il cardinale fece da
glia in Trento a' 20 ollobrc 17 i4' vescovo assistente al trono ed all'al-
Educato nelle scienze, secondo la tare. Nella partenza di Pio VI si

sua distinta condizione, ben presto trovò nell'abbazia di Molk, ove gli
mostrò desiderio di abbracciare lo celebrò la messa ed augurò pro-
stato ecclesiastico, e ne effettuò po- spero viaggio. Per l'elezione di Pio
scia la vocazione. Benedetto XIV VII non potè il cardinal recarsi al
lo dichiarò arcivescovo di Cartagi- conclave di Venezia, e finalmente
ne in parllbus, quindi colla riten- giunto alla età grave d'anni ottan-
zione del titolo arcivescovile, nel totto e mezzo circa, mori in Vienna
concistoro de' 20 settembre lySG a'i4 aprile i8o3, venendo esposto
lo traslatò al vescovato di Vacci» nella sua metropolitana decorosa-
in Ungheria, e nell'anno seguente mente, ed ivi restò sepolto, avendo
ali ma""io lo trasferì alla chiesa goduto quarantadue anni la dignità
arcivescovile di Vienna d'Austria. cardinalizia. Fu compianta la sua
Clemente XI lì nel concistoro de'2 3 perdita per le virtù ed eccellenti
iioven)bre 1761 lo creò cardinale doti che lo fregiavano , pel zelo
dell'ordine de' preti, rimettendogli pastorale , e pei benefizi da lui

la monsi-
berretta cardinalizia per fatti all' arcidiocesi.
gnor Mantica di Udine, cameriere MIGLIORATI Cosimo, Cardi-
segreto e segretario d' ambasciata nale. V. Innocenzo Vili Papa.
dello stesso Papa, poi cardinale. MIGLIORATI Giovanni, Cardi-
Jntervenne successivamente ai con- nale, Giovanni Migliorati di Sul-
clavi di Clemente XIV e Pio VI, mona, eccellente dottore nel dirit-
ed ebbe per titolo la chiesa de' ss. to canonico, Bonifacio IX lo sur-
Quattro Coronati, divenendo poscia rogò al di lui zio cardinal Cosimo
primo cardinale dell'ordine de'preti. nell'arcivescovato di Ravenna l'an-
Venne annoverato alle congrega- no i4oo, ove introdusse carme-
i

7/ioni de'vescovi e regolari, di pro- litani, a'quali concesse tempio di


il

paganda fide, de' riti , delle indul- s. Giovanni Battista. L'Agnello non
genze e sacre reliquie, non clie Solo diminuisce la sua dottrina, ma
fatto protettore dell'ordine de' mo- aggiunge che giammai risiedè nella
naci di s. Paolo primo eremita. sua chiesa, e non fu gran fatto
Allorché Pio VI nel 1781 si recò economo de' beni ecclesiastici. Di-
n Vienna dall'imperatore Giuseppe venuto lo zio Papa Innocenzo VII,
11, il cardinale si recò ud ineon- a' 12 giugno i4o5 lo creò cardi-
Irarlo e ad ossequiarlo nel castel- nale prete di s. Croce in Gerusa-
lo di Sluppach, e nella sua per- lemme, coir amministrazione per-
inanen/.a in Vienna ricevcile testi- petua della sua chiesa. Intervenne
monianze di particolare slima e be- ol concilio di Pisa ed ai conclavi
nevolenza dai Poulelìce. Assislclle eh' ebbero luogo ai suo tempo, ino-
MIG MIL 27
rendo in Bologna nel i4'o> o fu venne trascelto governo della al

sepolto nella chiesa di s. Petronio Marca,, e nei i5/\.i da Paolo HI


con semplice iscrizione. alla vicelegazione di Bologna, dove

MIGLIORATI Cosimo, Cardina- essendo legato il cardinal Bonifacio


le.Cosimo Migliorati romano, deno- Ferreri, ricevè tal Pontefice che
minato Orsini a cagione della ma- ritornava da Lucca dopo il collo-
dre ch'era di questa illustre fami- quio avuto in quella città con Car-
glia,o come pretendono altri na- lo V, che nel i54o 1* avea nomi-
poletano c|ual discendente d' Inno- nato al vescovato di Lucerà. Con
cenzo VII. Professò nell'ordine di tal carattere intervenne al concilio
s. Benedetto, e fu abbate di Farfa, di Trento, e fu uno de' vescovi che
quindi da Sisto IV fu nel i479 si distinse per la sua dottrina, in
promosso ad arcivescovo di Trani, premio della quale e degli altri
ed a 5 maggio i48o a cardinale suoi meriti Giulio HI a' 20 dicem-
prete del titolo di s. Sisto. Ma do- bre i55i lo creò cardinale prete
^po venti mesi di cardinalato colpi- del titolo di s. Silvestro in Capite.
to da fulminante apoplesia, termi- Indi lo fece prefetto della segnatu-
nò il corso de' suoi giorni in Brac- ra di giustizia, e con felice successo
ciano nel i48i j e trasportalo al delegato a Siena per quietare i tu-
monastero di Farfa fu ivi sepolto multi destatisi in quella città, che
in un mausoleo di marmo. trovavasi in gran pericolo per aver
MIGNANELLI Fabio, Cardinale. cacciato il presidio spagnuolo di
Fabio Mignanelli patrizio sanese, sog- Carlo V. Due anni dopo la sua pro-
getto assai inoltrato nelle buone let- mozione allaporpora fu dal vesco-
tere e nelle scienze, laureato nell'una vato di Lucerà trasferito da Giu-
e l'altra legge nell' università della lio III a quello di Grosseto. Ven-
patria, nella quale lesse pubblica- ne oltre a ciò deputalo, ma senza
mente per alcuni anni, avendo successo, insieme col cardinale de
fatto molti progressi in quella fa- la Baume, a comporre una molesta
colla. Trasferitosi a Roma, sposò e spinosa controversia sui confini, e
Antonina sorella del cardinal Ca- su certi castelli occupati e molli
podiferro, che ad esimia bellezza e danni fatti nella Campagna romana
pari pudicizia univa la cognizione dalle truppe di Pietro di Toledo
delle lingue greca e latina, quale viceré di Napoli sotto Paolo IV .

dopo averlo fatto lieto di un figlio, Mori in Roma nel iSSy in ripu-
per mezzo di cui propagossi poi tazione di gran cardinale, d'anni 61,
in Roma la prosapia Mignanelli ,
dopo aver col suo suffragio contri-
essendo rapita morte gli die-
dalla buito alle elezioni di Marcello H
de agio d'applicare l'animo alle e Paolo IV, e fu sepolto nella chie-
cose di chiesa. Ottenuto un luogo sa di s. Maria della Pace senza al-
tra gli avvocati concistoriali, colla cuna funebre memoria. Scrisse un
mediazione del cardinal Capodi fer- libro sul peccato originale e la giu-
ro fu destinato nunzio al senato stificazione, che dedicò ai padri con-
veneto, e poi alla corte diVienna gregati nel concilio di Trento.
a Carlo V, dove condusse ad ot- M LAWO GiANiODovico, Cardina-
1

timo fine le incumbenze delle qua- le. Gianlodovico Milano da Valen-


li era stato incaricato. In appresso za nella Spagna, quantunque gio-
,

•28 MIL MIL


vane di eia, ma di gran senno for- di Pavia, questa città comunica
nito e d'ultima indole, lo zio Ca- col Po, e quindi col mare Adriatico.
listo IH lo fece vescovo di Segovia, E residenza del viceré, d'uu coman-
ed a' 20 febbraio 14^6 lo creò do militare e di un governatore;
cardinale prete, pubblicandolo a' j8 di nn magistrato camerale, di una
settembre, e conferendogli per tito- corte d'appello, di un tribunale ci-
lo la chiesa de' ss. Quattro. Dipoi vilcj di uno criminale ed uno di

lo nominò vescovo di Lerida, lega- commercio, di una congregazione


to di Bologna e coramissiirio apo- centrale, e di un istituto imperia-
stolico per sedare le controversie le e reale di scienze, lettere ed ar-
ch'eransi eccitale nel principato di ti, di un' accademia di belle ar-
Catalogna e nella contea di Bar- ti, ec. Questa celebratissima città

cellona, tra il comune di quelle ha la forma di un poligono irre-

Provincie e Giovanni re d'Arago- golare. E cinta di mura con ba-


na. Dopo essere intervenuto ai con- stioni, tranne lo spazio dai Por-
clavi di Paolo II, es-
Pio II e tello alla porta Tenaglia , dpve
sendo slato assente da quelli di Si- non avvi che un semplice muro
sto IV, Innocenzo Vili ed Ales- di ciiconvallazione ;
queste fortifi-

sandro VI, morì nella Sj)agna in cazioni sono però deboli troppo per
età decrepita nel i5o8, dopo 52 servire di difesa. Un tale circuito
anni di cardinalato, e fu sepolto in che rinchiude gli anticlii sobborghi
Lerida nella chiesa di s. Anna dei ha dodici porte, cioè sei principali
domenicani^ a norma di sua testa- e sei minori. Fra le prime si di-
mentaria disposizione. stinguono r Argentea della ora O-
MìLk^O {Mecliolanen). Città con rientale e Renza per corruzione
residenza arcivescovile, antichissima che dicesi anticamente dedicata al
d' Italia, nobilissima e magnifica ca- sole; incominciata nel 1784 e co-
])itale del regno Lombardo- Feiieto strutta in due spartili edilizi sui
(f^edi), capoluogo del governo del disegni dei Piermarini_, non ebbe
suo nome, di provincia e di quat- alloia compimento: demulilisi que-
tro distretti che rinchiudono no- sti due fabbricali, venueio eretti
vanlotto comuni ; a 5o leghe da sul sito slesso due grandiosi corpi

Venezia, altra capitale di detto re- ad uso di barriera, secondo il di-


gno i4o da Vienna, i io da Ro-
, segno dei Vantini; la Romana co-
ma , e 160 du Parigi. Longitudine strutta nei 1098 per condecorare
est 6', 5ì', 16"; latitudine nord il ricevimento di Margherita d'Au-
45", 8', -ì" È posta in una pianura
.
stria, destinata sposa a l'ilippo HI
fertile e ridente, circondata a qual- monarca di Spagna e duca di Mi-
che distanza da amene, ubertose e lano, tutta in pietra e con Ijei la-
deliziose collinette, e dolcemente in- vori; la Ticinese, detta anche di
clinata dal nord ai sud, sulla riva Marengo, di recente costruzione, e
sinistra dell' Olona. Mediante tre d'architettura del marciiese Cagno-
canali navigabili, il Naviglio grande, la, decorata da un muestoso arco
che viene dal Ticino, il canale Mar- isolato di magnifica costruzione. Le
tesana, che deriva dall' Adda e che altre porte maggiori sono la Ver-
circonda la maggior parte della cit- cellina, disegno del Canonica, dei
tà propriamente delta, e quello i8o5; la Couiasiua, iabbricula in
MIL MIL 29
pietra arenaria, e compita nel 1826 bellissime e tneritano il pome di
a spese de' negozianti ; e la Nuòva, palazzi, essendo fra questi osservabi-
eretta nel 1812, sui disegni del le quello vastissimo e di giandiosa

professore Zanoia, tutta ptuedi pie- architettura della famiglia Serbello-


tra arenaria, e di elegante ordine ni, la cui facciata è imponente, ma-
corintio. Sono
minori quelle
le sei gnifico l'atrio interno, ed elegante
della Tosa o Tonsa, Vigentina, Lo- il cortile adorno di portici, distin-
dovica, Poilello del castello, 1' Arco guendosi nel mezzo della facciata un
della piazza d'armi, Tenaglia. Dal bellissimo pezzo architettonico con co-
secolo XI sino al fine del passato lonne isolate, che forma una mae-
la città dividevasi in sei porte, stosa loggia, decorata d' un grande
oltre le minori dette Pusterle, con bassorilievo di stucco rappresentan-
stemma proprio, quali vedonsi an- te alcuni avvenimenti storici di Mi-
cora nello stendardo di s, Ambro- lano del teuìpo di Federico I. Fra
gio. Alle dette porte si possono ag- gli altri pubblici edifìzi, monumen-
giungere due altii accessi per le ti principali, rami diversi di am-
barche del canale Caviglio, le cui ministrazione, e stabilimenti civili ,

acque , derivale dall' Adda e dal militari e giudiziari sparisi per la

lago di Como, entrano in città pres- città, si distingue il palazzo della


so la porta JVuova, il qual canale corte rifabbricato nel passato se-
coli' altro Naviglio delle acque pro- colo, sugli avanzi dell'antico palazzo
venienti dal Ticino e dal Lago Mag- ducale, con facciata di ordine joni-
giore, oltre il beneficio dell' irriga- co moderno, disegno di Piermari-
zione neir adiacente pianura, e quel- ni, con vasto cortile, magnifico sca-
lo della navigazione felicemente con- lone, adorno ne* suoi ricchi e co-
tinuata fino all' Adriatico, da dove modi appartamenti di belle pittu-
giungono le merci fino alla riva, re, distinguendosi soprattutto il gran

formano particolarmente il comodo scalone di ordine corintio, detto


e la ricchezza della città per la fa- delle cariatidi. Il palazzo arcive-
cilissima comunicazione colla stessa scovile, dono dei duchi Visconti,
de' paesi e luoghi vicini ai canali alla bramantesca, ed or- ristorato
medesimi, massime pel trasporto dei nato dall'arcivescovo Guido Anto-
prodotti e materiali d'ogni genere, nio Arcimboldi, sul finire del XV
come di massi di marmo e grani- secolo nel i494> diviso in due se-
to, di cui tante belle colonne e nu- parati cortili, il più magnifico dei
merosissime adornano questa città. quali d'ordine di s. Carlo venne
Essa è fabbricala in generale con costrutto dal Pellegrini, di cui è
poca regolarità ; le strade sono be- pure la facciata del palazzo, del
ne lastricate, alcune larghe, tutte quale per altro non fu eseguita che
con canali coperti e sotterranei che la sola porta maestosa, ed il suo
ricevono le pioggie, senza l' incon- compimento lo ebbe dal ricordato
veniente de' stillicidii, e s'immet- Piermarini : la bella galleria fu do-
tono ne' canali sotterranei maggio- nata dall'arcivescovo Monti, con a-
ri destinati allo spurgo della città bitazione de' canonici maggiori, i
e comodo degli abitanti. Le case, beneficiati minori abitando nell' o-

generalmente ben fabbricate, hanno spizio parallelo all' arcivescovato


da tre a cinque piani; molte sono stesso, il quale sta annesso al duo-
3o MIL MIL
tao. 11 palazzo del governo, il cui numento dell' antichità, sia per la
interno consiste in un ampio qua- purezza dello stile, sia per la in»-
drato arcato con colonne, e due ponente grandiosità che vi domi-
belle ed ornate scale, che mettono na ; vi si entra per due cortili cir-
a vari comodissimi appartamenti, i condati da portici con colonnati di
quali servono di residenza al gover- granito roseo, che vengono riuniti
natore, e a diversi uffizi apparte- da uno de'suoi tre grandi vestiboli,
nenti al governo, con gran facciata servendo gli altri, uno d'ingresso,
adorna di una loggia grandiosa. ed il terzo di comunicazione ed ac-
11 palazzo della contabilità, edifi- cesso ad una gran sala : le ampie
zio di Fabio Magnone, altra volta abitazioni tanto del piano terreno,
collegio Elvetico, e di cui s. Carlo fu quanto del superiore servono ora
il primo a concepire V idea per la per gli uffizi della direzione gene-
educazione de' seminaristi svizzeri, rale della contabilità, ivi collocata :

e per opporsi alla propagazione del- la repubblica Cisalpina vi aveva po-


l' eresia sotto la direzione degli u- sto il corpo legislativo de'giuniori,
miliati. Ne fu benemerito Gregorio e il regno d'Italia il ministero del-
XIII, che gli die nuova vita e lo la guerra,' poi il senato. Gli elve-
affidò per la istruzione scientifica tici nel giugno 1797 cessarono di
ai gesuiti in Brera nel iSyg, quin- godere posti nel collegio, e i beni
i

di dopo averlo sovvenuto col suo furono dati all' ospedale maggiore
asse privato, nel i584 gli assegnò in compenso de' soldati infermi che
i frutti della commenda della Ma- avea mantenuti. Pei reclami degli
donna del Prusseno : oltre s, Carlo svizzeri, l'imperatore d' Austria ri-

che gli assegnò benefizi, il suo cu- slcibili ^4 posti per alcuni elvetici
gino cardinal Altemps vi um la sua nel i84t coir annuo assegno di
commenda di Mirasele, acciocché 1000 lire, onde studiare in Milano
vi avessero posto 24 chierici della per sei anni la fisolofia e teologia.
diocesi di Costanza. Gli alunni ve- La direzione generale delle pub-
stivano di saia rossa. Vi erano am- bliche costruzioni, acque e strade
messi i giovani grigioni , svizzeri, è in piazza s. Marta, colla stampe-
vallesi, e specialmente di Friburgo ria reale : prima era nel palazzo
e Soletta, i cui cantoni nominava- detto la canonica. La stamperia
no quattro posti; sei posti vi avea reale, già ducale, onorifico ed assai
il vescovo di Coirà. Vi si studiava vantaggioso stabilimento, con nu-
teologia dommatica e scolastica, sa- mero considerabile di torchi, cioè
cra scrittura, santi padri, non che trentasei, ove sonovi impiegali più
le controversie per acquistare ca- di cento trenta operai, oltre alle
pacità di confutare gii errori di persone addette agli uffizi di am-
Lutero, Zuiniglio e Calvino. Soppres- ministrazione, con fonderia di scelti
so il da Giusc'[)pe 11, fu
collegio caratteri, litografia, calcografia, car-
destinato ad uso di residenza del tiera, ec. L'introduzione della tipo-
governo di allora: 1' edifizio fu fat- grafia in Milano è generalmente
to dal magnifico cardinal Federico assegnata ul1469, su di che dà
Borromeo. La sua architettura è importante documento il Marini,
bellissima, e non teme questa fab- Archiatri t. II, p. 209 e seg., ret-
brica il confronto di qualunque mo* tifìcaudo il Sassi che dottameute
MIL MIL 3*
Sdisse dell'origine e de* progressi tute in Milano; che parimenti in
dell'arie d'imprimere i libri in tempi de' re goti continuasse ivi
Milano, in cui ora sonovi più di la prerogativa sembra
della zecca,
4o lipogiafìe. La zecca è un gran- molto Veramente Federi-
credibile.
dioso monetario
slabilitnenlo e- , co I distrutta Milano non soppres-
se la zecca, ma da s. Mattia alla
^
relto 1778, considerato come
nel
uno de' migliori esistenti, tanto per Moneta dove stava, la stabilì in '•

la quantità delle macchine che un vicino villaggio, dove si coniò


servono alla fabbricazione delle mo- moneta imperiale, imitata per tut-
nete, quanto per l'ottimo sistema ta Italia, e che fra milanesi ebbei

inlrodollo, e per la scelta degli ar- corso nominale fino al 1778. L'i-
tefici ed operatori di ogni genere, stituto geografico-militare, grandio-
ammirandosi in esso tutti i conge- so ed utilissimo stabilimento eretto
gni necessari alla fusione e parti- e dalla sovrana munificenza protet-
zione dei metalli : il suo gabinetto to, in cui vedesi una ricca colle-
numismatico fu trasferito a Brera zione di mappe, carte geografiche,
nel 1817. La zecca di Milano ri- stromenti relativi, e scelta bibliote-
sale ai tempi dei romani, essendo ca. 11 monte del regno Lombardo-
conosciute le due monete d' oro di Veneto, edifizio d'ordine jonico,
Luitprando e Desiderio re de' lon- disegno di Piermarini, eretto sui
gobardi, ivi battute. Stabilita l'im- caseggiati dell' antica famiglia Mar-
munilà, Lotario diede privilegio di liani, ed aperto il 5 settembre i753,
batter moneta all' arcivescovo, come col nome di Monte s. Teresa, indi
conte della città, e con l'impronta riaperto nel i8o4 sotto quello del-
dell' imperatore ; costituitasi la cit- l'amministrazione de' fondi del de-
tà a repubblica, rivendicò tal diritto bito pubblico, nel luglio i8o5 de-
regio, battendosi monete colla cro- nominato Monte Napoleone, dal
ce patria e l'eflìgie di s. Ambro- 18 «4 al 1821 provvisoriamente
gio: Azone Visconti pelprimo ne chiamato Monte dello stato, e che
impresse in pi-oprio nome. Osserva nel gennaio 1821 assunse la deno-
il Muratori, diss. XXVII, che fino minazione presente di Monte del
da antichissimi tempi cominciò que- regno Lombardo- Veneto stanno in :

sta nobilissima città a goder il pre- questo locale riiuiiti vari uflìci ,

gio della zecca e del batter mone- ([uelli cioè della prefettura dei mon-
ta, a fronte della vicinanza di Pa- te, e della commissione liquidatri-
via poiché tanta sempre fu la di-
; ce del debito Di questo
pubblico.
gnità e lo splendore di questa me- monte, chiamato volgarmente Mon-
tropoli dell' Iiisubria, che non me- te di Milano, meglio ne parlammo

no i re longobardi, che gì' impera- ai voi. XVII, p. 45 e seg., e XL,


tori franchi e tedeschi, a riserva di p. i59 e 162 del Dizionario.
Federico I, vollero sempre in essa La direzione generale del censo
conservato qucH' onore, perchè ivi risiede in una porzione dell' antico
sovente i re ed imperatori posero edificio del collegio de' gesuiti, a-
la loro sede, e vi piesero talvolta datta perciò ai vari suoi ullici, per

la Corona ferrea (
l'ali) ; anzi an- cui vennero disposte nel piano su-
che sotto gl'imperatori cristiani nel periore vastissime gallerie, con co-
secolo IV, si trovano monete bat- lonne isolate, e con grandi sale per
32 M I L MIL
la formazione e riunione delle map- pongono fornirono tutte le comodi-
pe, per gì' ingegneri geogiafì, ed tà necessarie agli uffici di tutti
altre ad uso di archivio. Sul cele- questi tribunali. Il casino della no-
bre censimento milanese, tanto en- bile società, nella contrada di s.

comiato ed ammirato, diremo che Giuseppe, occupa un vasto fabhri-


sotto Carlo V nel r543 fu ordi- cato, che le serve di adunanza sino
nato un estimo generale e reale dal dicembre 18 15, e il cui dise-
di tutto lo stato milanese, compito gno è in origine del Bramante, ma
nel i584, e posto in esecuzione nel che il cav. Cagnola abbellìnell' in-
1599. Carlo VI nel 17 18 istituì terno con elegante e ricca decora-
una giunta al censimento nuovo, zione. Numerose sono le sale, ma
per compilare un nuovo e diligen- la più grandiosa è quella che serve
te estimo generale e il valore di alle grandi accademie ed alla dan-
<;iascun fondo; quindi Maria Tere- za, tutte però adorne di buone mo-
sa 1749 ne ordinò la
nel revisione derne pitture. Fondata questa so-
e compimento, operazione eh' ebbe cietà nel 1799, fu ripristinata nel
fine nel 175^7 ed esecuzione nel 181 5: in questo luogo sorgeva il

1760. Aggregato al IMilanese il du- palazzo de' Torriani. Il magnifico


cato di Mantova, ne fu ordinato palazzo innalzato da Leonardo Spi-
il censimento. Venute allo stato, nola nel 1591, e che poscia passò
dopo la rivoluzione, le provincia alia famiglia Cusani, fu di recente
di Beigamo, Brescia, Crema e la acquistalo dalla società detta del
Valtellina, indi altre formanti il Giaidino. Il suo cortile è decoroso,
regno italico, poi il Lombardo-Ve- e le parti che compongono questo
neto, fu voluto estendere a tutte edificiosono ricche, bene intese e
il censimento, che con lode si sta grandiose; migliori artisti ebbero
i

ora perfezionando. L' uffizio del da- parte agli ornati delle sale, di recen-
zio grande, e quelli delie finanze e te accomodate, vedendosi unito al
tesoreria occupano il uìaesloso impo- fabbricato un giardino ridotto an-
nente palazzo altre volte di Tomma- ch' esso a vaga forma, con passeggi,
so Marini, con facciata composta grotte, cascated'acqua ec. Il casi-
di tre ordini d'architettura, ed il no e società del Giardino origi-
cui interno, formato da portici con nato nel 1793, nel 1818 acquistò
colonne, fa risaltare una perfetta il palazzo di architettura Palladia-
armonia coli' esteriore, per la ric- na. Vi sono altri casini, come del-
chezza e profusione degli ornali. l' Unione, del Commercio, ec.
Diverse e grandiose sale nel piano Passando dalla strada detta Isara
terreno ornate di buone pittiu-e, e Marina, che da porta Orientale
servono per la cassa del tesoro e mette a porta Nuova, presentasi
delle finanze; il superiore essendo uno de' più ricchi e magnifici pa-
destinato, come lo fu, per alloggio lazzi architettonici moderni, in tut-
de' principi. Il palazzo altre volte te le sue parli decorosamente ador-
Clerici è la residenza de' tribunali no, innalzato nel 1790 dal conte
civilidi prima istanza, di appello, Lodovico di Belgioioso. L' interno
di commercio, e della pretura ur- e l'esterno annunziano la grandio-
bana o tribunale di conciliazione. sità di chi lo fece costruire, non
I vari appartamenti che lo coni- meno che il buon gusto del suo
MIL MIL 33
al'chitelto Leopoldo Polack vienne- piazza cosi nominata, ed il gran
se. Esso è adorno di statue, basso- corpo di guardia nella piazza dei
rilievi e pitture a fresco. Merita Mercanti. Le piazze in generale so-
pure particolare osservazione il bel- no piuttosto piccole, tranne però
lissimo giardino annesso sul dise- la vasta piazza d'armi, chiusa da
gno dello stesso architetto, il quale un muro di cinta, che separa la
dacché fu dato in proprietà al prin- città dalle campagne, e ,che serve
cipe viceré , fu considerabilmente di passeggio amenissimo. Sul lato
ingrandito colla unione dell' orlo sud-est di questa piazza ed al con-
die apparteneva alla cosi detta Ca- fine delle antiche mura, Galeazzo II

nonica. Dei quattordici archivi sono signore di Milano fece erigere nel
i più importanti quelli notarile, del- i358 un castello che prese la de-
lo stato, diplomatico, di giustizia, nominazione di Giove, dall'antica
della guerra, capitolare di s, Am- porta Giovia soppressa ed incorpo-
brogio : quello della curia arcive- rata nella fortilicazione del castel-
scovile pati poco
grave incendio lo medesimo, il quale dopo la sua
prima di s, Carlo. Fra le caserme morte fu demolito dai cittadini nel
merita particolare menzione quella 1378. Il suo successore e figlio Gio-
magiiinca di s. Francesco, sulla vanni Galeazzo Io fece ricostruire
piazza dì s. Ambrogio, eretta nel nello stesso luogo, più forte^
assai

luogo del convento de' francescani, con alte muraglie e di profonde


anticamente basilica Naboriana, ed fosse munito, e questo durò sino_
una delle più grandiose e bene in- alla morte di Filippo Maria ultimo
tese che in questo genere di edifizi de' Visconti, cioè sino al i447' Am-
veder si possa; ne fu architetto mutinatasi la città col pensiero di
r ingegnere militare Rossi, del cui reggersi in repubblica, fu di nuovo
disegno è pure 1' altra caserma del dal popolo rovinato e demolito;
Castello nella piazza del Foro, e che IVel 1430 impadronitosi della città

fa parte del fabbricato interno, stato Francesco Sforza marito di Bianca


riservato dall'antica fortezza prima Visconti, fu da esso col consenso
della sua demolizione nel 1801 ; ha de' cittadini per la terza volta ri-
una porla maestosa, d'ordine dorico, fabbricato con maggiore ampiezza
costruita in granito rosso. La caser- e solidità, avendo sostenuto in va-
ma di cavalleria di s. Simpliciano ri tempi lunghi assedi. Finalmente

occupa il monastero
soppresso di nel 1801, come si disse, vennero
tal nome, e presenta una ricca e atterrate tutte le esteriori fortifica-
regolare facciata, grandiosi e co- zioni, e nel loro luogo formosti
modi ed ampie scuderie. Al-
cortili una vastissima piazza detta del Ca-
tre grandiose e comode caserme si stello o del ForOj e vi si sostitui-

sono stabilite, e trovansi distribuite rono al luogo delle antiche mura,


nella città dopo la soppressione dei de' ben ordinati viali pei pubblici
monasteri, e sono la caserma di passeggi, ombreggiali da piante «-
cavalleria e fanteria in s. Vittore sotiche.
grande, quella dell' Incoronala nel All' estremità della piazza d'Armi
borgo di porta Comasina, l'altra nel i838 terminò l'arco di trion-
si

di s. Angelo nella piazza di tal fo ordinato nel i8o4) ma ioco-


nome, quella di s. Euslorgio nella minciato nel 1807 a capo della
voi. XLV. 3
34 MIL ]\1IL
strada del Sempione, di cui dovea machia, avendovi il comodo di riem*
portare il nome, tutto noanno di pirlo coir acqua che scorre all'in-
Crevola, ed elevato dalle fondamen- torno. Nel giorno 17 giugno 1807
ta sul grandioso e ben immagina- vi si diede primo spettacolo di
il

to disegno del cav. march. Cagno- corse, e nel


successivo dicembre
Ja, in occasione delle nozze del prin- una regata, presente Napoleone j

cipe Eugenio viceré: dovea fregiar- indi si fecero ascensioni areosta-


lo una statua della Vittoria, in ri- liche, fuochi d'artifizio, ed altri
cordo della battaglia di Jena, e i spettacoli. Ad
un'estremità del mag-
fasti Napoleonici. Le vicende politi- gior diametro stanno le carceri,
che fecero rimaner sospesi lavori, i compite nel i 827, fiancheggiate da
ma ricominciati per munificenza di torri; all'altra parte una porta
Francesco I, ordinò che condotta trionfale dorica di granilo, bellis-
fosse a compimento un'opera sì sima. Nell'asse minore la porta Li-
bella, accettandone la dedica, col- bitinaria fa fronte al Pulvinare, sul
r inauguramento di Arco della Pa- quale sorge uno de' più insigni por-
ce. Dodici grandiosi bassorilievi fi- liei moderni con otto colonne co-
gurano le imprese che la pace tor- rintie di granito rosso pulito. Sen-
narono, oltre sei busti. Il grande za parlare di altre piazze, ci limi-
sopraornato di bronzo figura la teremo a citar quella de' Mercanti,
in cocchio da sei ca-
Pace, tratta posta nel centro della città, fian-
mentre quattro fame da cia-
valli, cheggiata da alcuni fabbricati di
scuno degli angoli ne annunziano antica origine, ed altri di bella ar-
l'arrivo. 1 quattro colossi sdraiati chitettura, ch'ebbe prima il nome
in alto rappresentano il Po, il Ti- di piazza di Tribunali, a cagione dei

cino, il Tagliamento e l'Adige. Al tribunali che ivi esistevano, ora


nord dell' atterrato castello si co- trasportali al palazzo Clerici, e po-
strusse sotto il governo italiano scia quello di piazza de'Mercanti, per-

il così detto anfiteatro od arena, chè quivi questi si adunano, quasi


disegno lodatissimo del Canonica, ad una specie di borsa, essendo sta-
lino de' più insigni cdifizi, fatto per la per tale oggetto formata una sala

accrescere il decoro e lo splendore nel fabbricato con portici. In questa


della città di Milano, che mancava piazza hanno le loro residenze vari
ancora d' un monumento di questo pubblici dicasteri ed uffici , cioè
genere. Questo ampio e sontuoso r archivio pubblico notarile, e la
recinto nel genere antico, ad imita- commissione centrale di beneficen-
zione del circolo di Caracalla, è di za, la cassa di risparmio., la con-
forma elittica lungo braccia 4<^o>
,
gregazione centrale, 1' ufficio delle
e largo 200, e vedcsi cinto da un ipoteche, la camera di commercio,
muro altissimo in pietra, e circon- la scuola elementare maggiore nor-
dato sino ad una certa elevazione male, la direzione generale de' gin-
da comode gradinate al disopra nasi, e r ispettorato delle scuole e-
delle quali evvi una piattaforma di Icmentari normali, la delegazione
sufficiente larghezza, che offre un del primo circondario di polizia,
passeggio ombreggiato ; può conte- ed il gran corpo di guardia mi-
nere quasi 4^,000 spettatori, e ser- litare.

iredì circo, d' ippodromo e di nau« Per l'esercizio del culto caltoli-
MIL MIL 35
co numerosissime in Milano sono le gotico Tra i primi
oltramontano.
chiese. Fra più celebri e rinoma-
i che diressero la fabbrica, si trova-
ti edifìzi dell'Italia, vanta Milano no Simone da Oisenigo, Guarniero
la sua cattedrale metropolitana o da Sirtori, Marco Bonino, Matteo
duomo, dopo quella di Roma, il da Campione. Incominciando da ta-
costante oggetto di uni versai me- le epoca, si vuole avervi operato
raviglia per la mole gigantesca e i83 architetti. La forma interna è
singolarità del disegno di gotica co- quella di una croce latina diretta
struzione ardila e bizzarra , sor- dall' est air ovest, e divisa in cin-
prendente per magnificenza e ric- que navate, delle quali quella di
chezza, osservabile per la leggerez- mezzo è al doppio più larga delle
za delle masse piramidali, per la altre; S2 grossi piloni di marmo
moltitudine delle statue, sculture e quasi ottagoni, dell' altezza di brac-
bassirilievi , che in ogni parte l'a- cia 4'> dividono queste navate e sos-
dornano entro che fuori, per cui
s'i tengono le volte gotiche, e quattro
non dubitarono alcuni di chiamar- altri più grossi sostengono la cupo-

la r ottava meraviglia del mondo. la del centro della chiesa per la :

Questo tempio tutto coslrutto in cupola Galeazzo Maria Sforza chia-


marmo bianco, estratto dal monte mò tre architetti di Strasburgo, ma
Gandolia, dicesi occupi il luogo di solo verso il i49o 'a fece voltare
un famoso tempio di Minerva esso ; Lodovico il Moro . La maggio-
ebbe principio l'anno i386 il i5 re lunghezza del duomo è metri
di marzo, ma non piacendo a Gian 148,109: sul pavimento di s. Pie-
Galeazzo Visconti questa sua pri- tro di Roma è. fatta di palmi 6o5,
ma costruzione, non parendogli il cioè metri i35, 16; s. Pietro è 187;
tempio corrispondente alla magni- s. Maria del Fiore di Firenze è
ficenza di quella che destinava ca- 1 55,72. Larghezza, compreso lo
pitale d'Italia, fece disegnarne uno sfondo delle braccia, metri 87,80;
che non avesse il pari nello stile larghezza totale delle cinque navi,
d' allora, desse una
ed ordinò gli si metri 57,67. Altezza della maggio-
nuova e forma nel
piìi grandiosa re nave, dal pavimento al colmo del-
iSSy. Fu il tempio compito nel- la volla,metri 46,80; della cupola
la facciata per ordine di Napo- fino all'impostatura della lanterna,
leone, che vi si fece coronare re metri 64,25 ; da questa imposta-
d' Italia : a tal fine si vendè il tura al belvedere, metri 27,37;
patrimonio della fabbrica, che pro- della cuspide piena, metri i2,5o;
dusse un milione e mezzo ; e dei statua e piedistallo, metri ^,i6.
promessi cinque milioni dal fon- Dal pavimento, compreso la grande
do di religione, Napoleone ne diede guglia di siile moresco, e la statua
due soli. Vuoisi che Gian Galeaz- in rame dorato della Beata Vergi-
zo ordinasse V erezione del tempio ne Assunta, la elevazione totale di
in conseguenza di un volo fatto al- questo superbo cdifìzio, ascende a
la Beata Vergine, perchè gli inter- metri 108,28. Alla sinistra entran-
cedesse figli maschi. S' ignora chi do vedesi il bel battistero a foggia
ne fu il primo architetto, si nomi- di tabernacolo isolato, formato da
na un Gamodia tedesco, ma non una grande urna di porfido, prò-
è certo, sebbene lo siile ricordi il veuiente, senza dubbio, da qualche
36 MIL MIL
antico bagno ronfiano, che servì di guari, conservasi il santo Chiodo,
deposito alle sacre spoglie di s. postovi il i46r. bell'architrave di
Dionigi vescovo di Milano, con altri legno nell'arcone del coro, vi è il

santi martiri, e che da s. Carlo fu Crocefisso di s. Corbella, secondo


destinato a conservar l'acqua bat- l'uso particolare del rito ambrosiano,
tesimale per immergervi la testa avendone riportata la ragione nel voi.
dei bambini, secondo il rito am- XVIll, p. 272 del Dizionario,
brosiano quivi professato ; le colonne mentre nel voi. XI li, p. 98 e 99
che lo circondano sono di marmo parlammo della mentovata reliquia.
antico detto macchia-vecchia, ed i Questa metropolitana, come capo-
capitelli di bronzo mirabilmente la- rito, serve di esempio alle altre chie-
vorali. Gli altari, le cappelle sono se dell' arcidiocesi, e la forma del-
in marmo a colori diversi, e ve- l' altare, del tabernacolo, degli os-
desi il tutto adorno di bassirilievi tensori!, degl'incensieri, de' busti,
in ogni genere, pitture pregiale e la- sono il tipo di quei che il rito ri-

Vi si dislin-
vori finissimi e ricercati. chiede. È degna soprattutto di mi-
gue la statua in marmo bianco di nuta osservazione la sotterranea
Martino V, il quale consacrò l'alta- cappella, ove riposa il corpo di s.

re maggiore ; quella pregiatissima Carlo Borromeo, di forma ottango-


di s- Bartolomeo, opera di Mar- lare, con la volta coperta di bassi-
co Agrati, che rappresentò il san- rilievi , trofei ed ornamenti assai

to scorticato, e portante la sua rilevali di lastra d'argento, i quali


pelle sul dorso; il magnifico mo- ricordano gli avvenimenti più ri-

numento sepolcrale di Gio. Giaco- marcabili della vita del santo, ed


mo de Medici, zio di s. Carlo e otto cariatidi negli angoli, pure di
fratello di Pio IV; quello
mar- in grossa lastra d' argento, ra|)presen-
mo nero del cardinal Marino Ca- tanti le sue virtù: i lavori d'ar-
racciolo governatore di Milano; il gento sono doni dell' arcivescovo
deposito di Ottone Visconti detto Lilla, del duca Borromeo, e del
il Magno, e di Giovanni, zio e ni- cardinal Quirini. Nel 1817 si can-
pote, arcivescovi e signori di Mila- giò e rinnovossi 1' aspetto di questo
no, cui sovrasta la statua sedente luogo con nuovo disegno dell'ar-
di Pio IV; il mausoleo con tre chitetto Peslagalli, che lo rese più

busti rappresentanti gli arcivescovi elegante e magnifico. Sull' altare

Giovanni, Guido e Gio. Francesco posa il sarcofago che contiene le

Arcimboldi, oltre tanti altri monu- spoglie mortali del santo arcivesco-
menti sepolcrali, lapidi, ec. Il coro vo in abito pontificale, arricchito

fu disegnato dal Pellegrini, e gli di gioie. Il sarcofago è composto di


stalli di noce furono bellissimamen- una cassa pesante 4o^o oncie di
te intagliati su disegni de' migliori argento, con rarissimi cristalli di
maggiore
cinquecentisti. Nell'altare monte legati in argento, dono di

sotto un tempietto di bronzo sta Filippo IV re di Spagna, i cui


un magnifico tabeinacolo pur di slemmi vi si vedono apposti in oro

bronzo doralo, coi dodici apostoli massiccio. Una grande finestra oriz-
attorno, e il Salvatore in alto, e zontale, praticala nel pavimento della
molli rilievi, dono di Pio IV. Nel- chiesa, illumina il sotterraneo, e dà
i' abside, ridipinta e dorata non ha luogo ai fedeli di poter assistere ai
MIL MIL 37
divini uffici ch'entro vi si celebrano. slronomi dell'osservatorio di Brera
Tutte le pitture che adornano que- nel 1786, ed ha il gnomone all'al-
sto tempio sono de'priini maestri di tezza di 73 piedi.

Italia. 1 vetri dipinti rappresentan- Alle pomposissirae funzioni pon-


ti diversi fatti storici, aggiungono tificali servono moltissimi sacri ar-
maggior lustro alla sua maestà, ma redi e paramenti che si conserva-
lo rendono un poco oscuro; il Bren- no Due tesori pos-
nella sagrestia.

ta, e più il Bertini, benemerito sedeva questo duomo di Milano :

dell' arte, rinnovarono le finestre quello della metropolitana e quel-


cadute per una salva di cannoni lo de' doni falli a s. Carlo, che
all'epoca repubblicana. 11 suo pa- nel dì della sua festa esponevan-
vimento di marmo a colori diversi, si parte nel sotterraneo, parte sul
fatto a compartimenti con disegno balaustro superiore. Gran parte an-
^B arlifizìoso, fu compito nel i835. dò alla zecca al tempo della re-
^^ La straordinaria quantità di statue pubblica ; il rimanente è unito nel-
interne ed esterne che adornano la sagrestia meridionale. Fra le

questo sacro edifizio, si fanno a- ricchezze di questo tesoro, capo di


scendere a più di 2800, e dicesi arte del cesello è una Pace d' 010
giungeranno a 34oo circa quando donata da Pio IV, con due colon-
d'ogni grandezza saranno collocate ne di lapislazzuli, croce a tredici
per compimento degli ornali e del- diamanti, e vari cammei, probabil-
la chiesa. Neil' esterno la profusio- mente lavoro del Caradosso. In
ne delle colonne, delle statue, de- mezzo rilievo si rappresenta Cristo
gl' intagli, delle medaglie, de' bassi- deposto in grembo alia Madre con
rilievi, dei lavori pregiati d' ogni quattro altre figure, e di sotto la
sorla, gareggiano colla magnificen- balena che rigetta Giona, in alto il

za, polendosi dire francamente, che Padre Eterno e angeli. Un evangeli-


quanto la scultura e 1' architettura slario antico su pergamena, ricchis-
ha di più bello, tutto fu posto in simo d'oro e gemme, con Crocefisso
opera all' adornamento della faccia- d' oro da un lato, e altre figure, do-
ta di questo tempio, che ha cinque nato dall' arcivescovo Ariberlo da
porle, delle quali è singolarmente Canlù. Due statue aigenlo dei
d'
pregevole la maggiore Le statue
. ss. Ambrogio e Carlo dono la ,

in marmo bianco, poste sopra tutto prima della città, seconda degli
la
l'edifìzio e che sembrano staccate orefici. Croce d' oro per le proces-
come tante punte, formano il più sioni capitolari, pesante oncie 370,
imponente colpo d' occhio. Le gu- con veutuna gemma. Il magnifico
glie terminate ed abbellite di sta- paliolto pesante 5ooo oncie d' ar-
tue e gotici arabeschi , superano gento, regalo di monsignor Taver-
finora il numero di 80, oltre alle na canonico, fatto nel i835, per
24 minori, dovendo essere in tulle non rammentare altro. Una degna
i35 ad opera compita. Verso la piazza anteriore manca al duomo,
faccialaè degna di osservazione dietro al quale era anticamente un
una grandiosa meridiana, che ai- campo santo. Molti descrissero que-
traversa per intero il tempio: fu sta insigne cattedrale, che si posso-
con diligenza e somma accuratezza no leggere nella bibliografia mila-
eseguita sotto la direzione degli a< nese t. I , p. 386 , Milana e il
38 MIL MIL
suo territorio, fra' quali Gaetano di antichi dipinti. L'interno è co-
Franchetti che ne pubblicò la Sto- strutto in tre navale di gotica ar-
ria e descrizione nel 182 r. lu chitettura , con magnifiche cappel-
detta bibliografia sono pure gli au- le e pitture pregiate. Anticamente
tori che fecero la storia e illustra- nel coro della basilica di s. Am-
rono la maggior parie delle chiese brogio si tenevano i concilii provin-
di questa città. ciali. La chiesa di s. Maria della
Fra le altre numerose chiese Passione, innalzata nel i58o in for-
di Milano meritano particolar men- ma di croce latina, con torreggian-
zione quella di s. Maria presso te cupola, tanto nell'interno, quan-
s. Celso, una delle più ragguar- to neir esterno riccamente abbelli-
devoli per la sua architettura, e ta. E divisa in tre navi, con al-
delle più ricche pei capi d' opera trettante porte, e contiene otto cap-
dell'arte che l'adornano, la quale pelle per parte; è forse più di ogni
ebbe principio nel i49'> P^^' o^'" altra adorna di pitture. La chiesa
dine di Gian Galeazzo Maria Sfor- di s. Stefano maggiore, altre volte
za, nipote di Lodovico il Moro, sul collegiata ed ora parrocchiale , la

disegno del Bramante ; quella di s. cui fondazione viene altribuita a s.

Lorenzo, che dev' essere antichissi- Marliniano vescovo, e prima chia-


ma. Distrutta dal fuoco nel 1071 mata s. Zaccaria. Nel secolo X [
l'antica chiesa. Tenne rifabbricala devastata dalle fiamme, fu quindi
in più piccola forma, e questa pu- rifatta, non però colla maestà del-

re rovinala dal tempo, s. Carlo la precedente, e venne denominata

ordinò si rifabbricasse quella ora s. Stefano al Broglio ed alla Ruo-


esistente, col disegno di Martino ta, La chiesa attuale fu coslrulla
Bassi ; è d' ordine dorico, ricca di al tempo dell'arcivescovo Visconti,
sculture, di dipinti pregiati, e di successore di s. Carlo, e perfeziona-
monumenti sepolcrali , fra i quali ta nel 1596; r interno è diviso in
si distingue quello antico di Galla tre navi, con sei arcate per parie,
Placidia, figlia di Teodosio il gran- con cappelle corrispondenti, ed un
de, e del di lei marito Ataulfo : è coro maestoso, il tutto adorno di
pure osservabile 1' antichissiaio mo- pitture e di statue. La chiesa di
saico,che dicesi mostri Cristo di- s. Paolo, superstite del vasto mo-
sputante coi dottori. La chiesa di nastero delle agostiniane dette an-
s. Ambrogio, una delle più auliche geliche, con bella facciata ricca di
e rispettabili basiliche della cillà, ornamenti ; è di una sola nave di
edificala nel 887 da s. Ambrogio, ordine corintio, saviamente architet-
che vi celebrò i divini udlzi e vol- tata e di bei dipinti adorna. La
le in essa essere sepolto vicino ai chiesa di s. Nazzaro grande, basilica
corpi de' gloriosi martiri Gervasio edificata nel 882 circa ad onore dei
e Proiasio, in onore de'quali l'avea ss. Apostoli, e quindi della Nazza-
fabbricala. Era in origine divisa in riana pel capo di s. Nazzaro in es-
due chiese, un mino
separale da sa trasportato da s. Ambrogio. F'or-
con tre porte, ma vennero riunite ma vestibolo a questa chiesa il

nel i5o7 , e si formò una chiesa grandioso sepolcrale edifizio con


sola, decorala da un atrio o cor- cappella deilicala alla Beata V'eigi-

tile rettangolo, con portici udorui ne Assunta, costrutto nel i. il 8 al-


MIL MIL 39
la bramantesca dal maresciallo Gio. le più antiche di Milano, è risguar-
Giacomo Trivulzio, dello il Magno, data come uno de' primi cristiani

che vivo volle prepararsi il soggior- edifizi, di cui viene da alcuni re-
no della morte. La facciala di putato fondatore lo stesso s. Eu-
questo vestibolo è di figura qua- slorgio nel IV secolo, assumendone
drata, ma non ridotta al termine, il nome dopo di essere slata dedi-
ornata di pilastri , con tre porle cata ai ss. Re Magi. Ne'primi tem-
che danno accesso all' interno, di pi era ben lontana dalla città, ma
figura oltagona, semplice, e conve- soggetta quindi edalle incursioni
niente al carattere dell' edifizio, sla- al devastamento de' barbari, fu m
to piti volte ristaurato e rimoder- varie epoche riedificata; nel secolo
nato, con statue e pitture. La chie- XIII rimodernata ed ingrandita, e
sa di s. Alessandro in Zebedia, co- finalmente ridotta con maggiore re-
strutta come attualmente si trova golarità e decoro, come si trova al
nel 1602, con la forma d'una cro- presente, con tre porte corrispon-
ce greca, con magnifica cupola, spa- denti alle tre navate dell'interno,
zioso coro, e comodo presbiterio ;
adorno di belle cappelle, statue,
menzionata questa chiesa sino dal monumenti e pitture. La chiesa di
secolo XI f, col titolo di parrocchia- s. Maurizio delta il monastero mag-
le, fu data nel XVI ai barnabiti, i giore, posta secondo alcuni ov'era
quali soppressi nel fine del secolo il tempio di Giove; l'interno è di
passato, vennero di nuovo ristabili- una sola nave con buoni freschi:
ti nel 1825 nel possesso di essa dedicala prima alla Beala Vergine,
coli' una parte dell' au-
assegno di nel secolo XII lo fu a s. Maurizio.
lico collegio. È
adorna di buone Il monastero serve al presento di
pitture, ed il suo altare maggiore ricovero a varie religiose di diver-
vedesi ornato di pietre duie stima- si soppressi monasteri. La chiesa di
bilissime. La chiesa di s. Maria s. Vittore al Corpo, basilica di an-
presso s. Satiro^ innalzata sugli a- tica fondazione, che dal nome di
vanzi di un profano tempio, dal Porzio, figlio di Filippo Oldani suo
duca Lodovico Sforza il Moro, sul fondatore nel 1
1 4, prese la deno-
disegno del Bramante, formata di minazione di Porziana, ma essendo-
tre navi, adorna di bronzi dorati, vi stalo trasportato nel 3o3 il cor-
sculture, dipinti a fresco, statue, ec: po del martire s. Vittore, fu da
è composta di due chiese unite, quel tempo chiamata col nome pre-
cioè di s. Maria falla dal Moro, e sente. Da essa s. Ambrogio ricu-
eli s. Satiro eretta dall' arcivescovo sò l' ingresso all' imperatore Teo-
Ansperto nell' 869. La chiesa di s. dosio I reduce dalla strage di Tes-
Sebastiano eretta per voto della salonica. UtKziavano da antico un
città in occasione della peste del capitolo e i monaci cisfercicnsi, il

1570, con disegno del Pellegrini, primo dura tuttora cogli onori del-
che riuscì una delle più belle di la nobiltà imperiale. Dicesi che nel
Milano, con tre porle ihe danno monastero de' cislerciensi fosse se-
ingresso all'interno, il quale corri- polto Bernardo re d'Italia figlio di
spondo alla bellezza esterna per la Pipino. Divenula 1' antica chiesa
sua semplicità ed elegatiza. La chie- cadente dal tempo, venne riparata
sa di s. Euslorgio, annoverata tra nel 990 dall'arcivescovo Arnolfo,
io MIL MIL
ed in essa furono stabiliti i bene* struzione, ed una
delle quattro che
dettini, che \i «tetterò alcuni seco- anticamente esistevano fuori della
Ji, indi passò in abbazia, e final- città, e che si vuole fondala da s.

roente nel iSoj fu data agli oli- Ambrogio sotto il titolo della Bea-
Tetani, i quali eressero l'odierna ta Vergine. Seppellito essendovi nel
bellissima chiesa nel iS^i sul di- 4oo s. Simpliciano, prese il nome
segno di Galeazzo Alessi perugino: di questo santo :
1' interno della
l'interno è fatto a croce latina, in chiesa è costrutto in tre navi in
tre navi separate da piloni, con forma di croce latina con cupola,
archi , con belle cappelle e con e va adorno buone pitture. La
di
pitture di merito. La chiesa di s. chiesa di s. Maria Incoronata è
Maria delle Grazie, di gotica archi- formata da due chiese unite fra
tettura, fabbricata nel luogo ove loro, con eguale e semplice fac-
esistevano i quartieri delle milizie ciata, essendo di eguale forma il lo-
del duca Francesco I Sforza, che ro interno con due presbiterii, da
donò nel i463 il fondo ai dome- poco tempo restaurato ed abbellito.
xiicani per fabbricarvi la chiesa ed J-.a prima fu eretta ad onore della

il convento, unendovi somme gran- Beata Vergine Incoronata nel i^5i


diose. Lodovico il Moro nel i49^ dal duca Francesco Sforza Visconti,
prese ad ingrandire questa chiesa e la seconda nove anni dopo, da
in forma di croce latina sui disegni Bianca Maria di lui moglie, che
del Bramante, ma per le di lui dedicolla a s. Nicola di Tolentino:
vicende restò l' opera imperfetta, essa va adorna di depositi e di
però ripiena di fini lavori di cotto, monumenti. La chiesa di s. Angelo
stemmi, medaglie ed emblemi. La che serviva altre volte coli' annesso
facciata è semplice di gotica archi- grandioso convento ai minori os-
tettura, come lo è l'interno, fatto servanti, è di costruzione imponen-
a tre navi con grandiosa cupola, te,con facciata di due ordini e l'in-
ampio coro e cappelle semicircola- terno di una sola nave che si al-
ri ne' lati, disegno del Bramante, larga nel presbiterio: benché sog-
come la magnifica sagrestia
ed il getta a diverse vicende, pure si
contiguo chiostro. Degne sono di conservarono molti freschi preziosi
ammirazione le belle opere a (ver e varie pitture degne di ammira-
SCO e le pitture- pregiate che a- ?ione. La chiesa di s. Fedele è
dornnno la chiesa e le cappelle, bellissima architettura del Pellegri-
esistendo ancora 1' avanzo
della di- ni, non avendo però la facciata
pintura del famoso Cenacolo di compita : i gesuiti n'entrarono al
Leonardo da Vinci nel refettorio possesso nel iSGq, ma soppressi
del vasto convento, che contiene di- nel 1773 vi subentrarono i cano-
verbi grandiosi cortili, ed ora ad uso nici della cappella ducale di s. Ma-
del militare: (|uivi s. Pio V vista- ria della Scala, cessati i quali, con-
bili la inquisizione. Il palazzo pontifì- tinuò ad essere nel numero delle
cio di Roma possiede due arazzi rap- parrocchie, conservando il titolo di
presentanti il detto Cenacolo, e ne cappella ducale. Di questo insigne
facemmo parola nel voi. IX, p. 5o edìfizio due sono gli ordini archi-
del Dizionario. La chiesa di s. tettonici della sua bella facciata, ed
Simpliciano, basìlica di gotica co- elegaotissiniQ ^ sorpvendeale l'ini
MIL MIL 41
terno, composto del solo ordine co- principi diedero per opera pia tal

rintio, con colonne pregiate e con un loro palazzo ed alcune case e


magnifica cupola, spirandovi tutto giardini vicini, ed essendosi a que-
grandiosità e bellezza. sta aggregati i vari ospedali sparsi
Fra i numerosi stabilimenti di per la città e diocesi, e riunite
beneficenza, ospedali , orfanotrofi ed eziandio le rendite dei medesimi,
altri luoghi pii , vanta Milano l'o- fu perciò detto maggiore. La sua
spedale maggiore, quello militare, fondazione segna l'epoca 12 aprile
la Senaura od ospedale pei pazzi, i45'6. Antonio Filarete, detto l'A-
r ospedale dei benfratelli per gli verulino, fu l' architetto di questa
uominij e quello delle sorelle della fabbrica di gotica architettura , la
carità per le donne, l'orfanotrofio quale forma un perfetto quadrato
civile maschile, e quello delle don- con portici inferiori e superiori.
ne, il luogo pio degli esposti e Possiede nove cortili, uno de'qua-^
delle puerpere, luogo pio Trivul-
il li, il più vasto, trovasi perfeltainen-
i\, il pio istituto delle monache, il te nel mezzo. La distribuzione del-
collegio delle nobili vedove; due le crociere presenta la fi'gura d'u-
pie case d'industria, sia per gli uo- na croce greca : nel 1 797 fu dato
mini che per le donne privi di compimento alla fabbrica coll'ere-
giornaliero lavoro : numero che
il zione di un fianco mancante. Di
vi si accoglie è di circa 2800 al fronte al magnifico ingresso della
giorno ; il monte di pietà, la cas- porta maggiore sta la chiesa di buo-
sa di risparmio, la compagnia d'as- na forma. Non avvi parte relativa
sicurazione contro i danni, ed il ai bisogni dello stabilimento, che
lazzaretto. Aggiungasi l'ammini- non sia disposta con ordine e ra-
strazione centrale di beneficenza, ra intelligenza. A questo grandioso
chiamata congregazione di carità, ospedale sono uniti i seguenti sla-
nella quale vennero concentrali tren- bilimenti luogo pio di s. Corona,
: il

ta e più luoghi pii elemosinieri, e che somministra il comodo de'me-


che annualmente distribuisce la som- dici, chirurghi e medicinali a tulli

ma di circa 800,000 lire milanesi. i poveri infermi della cillà; quello


Il eh. a p. CIX delle
Cattaneo detto la Senaura, posto fuori di por-
sue Notizie, dice che l'ospedale di ta Tosa, ed a poca distanza, vasto
Milano ricetta nel corso d'un anno fabbricato destinato al ricovero ed
24,000 infermi . Meritando però alla cura de'pazzarelli. Questo loca-
alcuni degli accennali stabilimenti le, altra volta de' gesuiti, è capace
una qualche breve indicazione, a- per un numero di 4^0 posli, fra
vrà il primo luogo l'ospedale mag- i quali ve ne
sono de'gratuiti ed
giore nella contrada del suo nome, altri a carico delle famiglie o dei

maestosa ed imponente fabbrica comuni. Provvidi e filosofici rego-


posta fra le due basiliche di s. Ste- lamenti dirigono questo istituto, e
fano e di s. Nazzaro grande. De- nulla viene trascurato onde addol-
vesi questo edifizio alla generosità cire, per quanto è possibile, la sor-
di Francesco Sforza duca di Milano, te di quegli sgraziati.
non che della di lui moglie Bianca Altri stabilimenti sanitari con pen-
Maria, ed alla contribuzione volon- sione trovansi eretti in questa città
tavia del popolo milanese. ( dellj sotto provvide discipline, da abilj
,

4i MIL MIL
professori assistili. Il benefico islitiUo Maria Gaetana Agnesi, la quale
degli esposti puerpere sta
e delle dopo aver brillato fra i matemati-
nel soppresso monastero di s. Cate- ci, venne a nascondere volontaria
rina della P».ota, ed in esso sono an- in questo luogo la sua letteraria
nualmente mantenuti più di 4<300 rinomanza, prestandosi all' assisten-
individui de'duesessi. Neirospedale za ed al soccorso delle persone in
erasi da prima destinato nn luogo esso ricovrate. La benemerita isti-
per la tumulazione de' cadaveri tuzione sotto ii titolo di s. Gio-
ma ritrovatosi col tempo troppo vanni di Dio ebbe luogo fino dal
angusto ed incomodo, si pensò a i588, ed è opera veramente de-
farne uno più vasto e più lontano gna e caritatevole. Con V acquisto
dall'abitato , e scelto il luogo op- di una porzione del luogo, da pri-
portuno, si eresse nel 1698 una ma abitato dagli umiliati, si eres-
chiesa a chiamata s.
croce greca , se r ottimo stabilimento col titolo

Michele de' nuovi sepolcri, la qua- di ospedale de' religiosi benefratelli,


le oggi non forma che il corpo di a sollievo de' poveri ed onesti cit-

mezzo della fabbrica attuale. In se- tadini infermi, i quali dà questi pie-
gtiito ingrandita, formossi un ma- tosi religiosi laureati in medicina,
gnifico portico all'intorno della chie- chirurgia e farmacia, vengono assi-
sa, nel quale si pose un continua- sliti e provveduti colla maggior
to numero di sepolcri, più alti da cura in lutto ciò che può ad essi
terra, affine di preservarli dall'ac- abbisognare sino alla loro perfetta
qua sorgente, e fu chiamato Fop- guarigione. Col mezzo di ricche
pone il porticato fu perfezionato
: dotazioni, e disegno di Pietro Gi-
nel lySi ; ma ora il luogo diven- nel iSaS s'ingrandì con
lardoni,
terà magazzino della strada ferra- nuova e grandiosa fabbrica que-
ta, ed invece i morti si seppellisco- st' ospedale, il di cui esterno prese
no ne' cimiteri di s. Gregorio, al una foima più regolare ed ele-
Genlilino, di porla Romana, ec. gante. In origine lu fondato pei
ed il comunale nel i838
consiglio convalescenti dell'ospedale u)aggiO'
decretò un ampio camposanto. L'ot- re, secondo l' intendimento di s.

timo stabilimento di beneficenza Carlo; ma nel 1 842 il sacerdote


ch'ebbe principio nel 177 1, e di Luigi Sormanni fece costruire a
cui fu fondatore il principe Antonio proprie spese una sala per comodo
Tolomeo Trivulzi, che destinò il de' convalescenti dell' ospedale dei
proprio palazzo a ricevere le per- benefratelli. La chiesa eretta nel
sone d' ambo i sessi superiori all'e- iSgS è dedicata a s. Maria Ara-
tà di 60 anni, incapaci a gua- celi. 11 pio ha acquistato il
luogo
dagnarsi il villo, pia opera a cui locale Maria di Loreto per
di s.

con benefica liberale oiano con- erigervi un nuovo ospedale, col ca-
corse anche 1' imperatrice Maria pitale perciò lasciato dalla marche-
Teiesa, fu chiamato luogo pio Tri- sa Luigia Visconti Castelli, e coi
vulzi, il quale ampliato poscia da sopravanzi sempre crescenti dell'os-
altre pie largizioni, è ora capa- pedale dei benefratelli stesso, do-
ce per 5oo persone, che vi tro- vendo servire per gli ecclesiastici
vano ogni sorta di soccorso. Qui- regolari e secolari infermi, per le

vi muri nell'anno 1799 la celebre persone civili decadute, e forse per


MIL 43
allre ancora. Nel i836 la contessa prendente edifizio eretto nel 1488
Lama Visconti Ciceri a proprie da Lodovico il Moro, in occasione
spese fece alzare dalle fondamenta della pestilenza del 146 f> avendo
r ospedale delle fate-bene-sorelle , contribuito alla generosa impresa il

con disegno di Giulio Aiiiisetti ; ii cardinal Ascanio Sforza suo fratel-


vasto ed ordinato edifizio fu aperto lo. Questa fabbrica allora non com-
nel 1840, ed aliìdato alle suore dei- pita, fu ridotta nel i5o6 allo sta-
la carità. Sulla piazza di s. Ambro- lo presente, al tempo di Luigi XI [
gio, nel soppresso vasto monastero re di Francia, in quell' epoca signo-
de'cisterciensi, fu stabilito l'ospeda- re di Milano, ma coi fondi lasciati
le militare. La fabbrica è del Bra- dal conte Galeotto Bevilacqua al-

mante, la quale consiste in due l'ospedale grande, di cui è tuttora


grandiosi cortili, con portici che li proprietà. L'edifizio pressoché qua-
circondano, divisi da un lungo cor- drato, ha il portico arcuato e con-
ridoio. Non avvi niente di più ma- tinuo, sostenuto da colonne, termi-
gnifico di questi cortili, dorico l'uno, nato da sole tre parti, gira all'in-
jonico l'altro, con colonne. L' inter- torno, e dava accesso a 296 ca-
no dell' antico refettorio presenta mere, giudiziosamente provvedute
grandiosità e magnificenza. Nel vasto de' necessari comodi e ventilazione;
monastero soppresso de' benedettini, il profondo canale di acqua viva
fu trasportato l'antico orfanotrofio che scorre all'intorno, serviva al-
civico maschile, luogo assegnatogli la nettezza ed impediva qualunque
da Giuseppe II a benefizio dello comunicazione coli' interno. Questo
stabilimento, colle rendite de'mo- lazzaretto fu di grande soccorso nel-
naci, i quali concentrò nel mona- le quattro epoche memorabili in
stero di s. Simpliciano, aggiun- cui la peste fece stragi in Milano,
gendovi anche 1' entrate della sop- e 1629: oggi é ri-
soprattutto nel
pressa inquisizione e quelle dell'al- dotto ad abitazioni private. Milano
bergo de' pellegrini. I due grandiosi ha la gloria che nel 1828 fondò
cortili di questo vasto edifizio si la cassa di risparmio, il primo be-
credono opere del Bramante. Fin nefico stabilimerito di questo gene-
dal secolo XVI pensandosi a sop- re che si fondasse in Italia.
primere la mendicità, s. Carlo sta- Le scienze e le arti, coltivate
biPi nel iSyS un ospedale de'men- splendidamente con zelo in questa
dicanti. Fatto arcivescovo di Mila- città, contano molti stabilimenti ,
no cardinal Federico Borromeo,
il accademie, biblioteche, licei, ginna-
fece costruire la solida e semplice si, collegi, scuole, ec, annoveran-
fabbrica per applicarla al ricovero dovisi il palazzo delle scienze ed arti
degli orfani di ambo i sessi , la in Brera, l'istituto di scienze, let-
quale venne poscia destinata a be- tere ed arti, r accademia delle bel-
nefìcio delle sole femmine. Accre- le arti, la pinacoteca, la biblioteca,
sciuto il numero di queste, ne fu il gabinetto numismatico, l'osserva-
collocata porzione nell'antico mo- torio, la scuola d' incisione ed al-
nastero delle cappuccine, indi riu- tre scuole di belle arti, la biblio-
nite allorché fu ingrandito 1' orfa- teca Ambrosiana, il gabinetto dei
notrofio. Appena fuori di porta bronzi dorati, il conservatorio di
Oriente è situalo il lazzaretto, sor- musica, il seminario, il collegio
44 MIL MIL
Longone, il collegio Calchi-Taeggi, limenti, si è la unione delle nume-
il collegio militare, l' istituto dei rose sale che compongono la pina-
sordi e muti, il collegio della Gua- coteca, nel qual prezioso deposito
stalla, il collegio di s, Filippo, il si riunirono tutti i quadri più in-
collesio della Visitazione detto di signi delle diverse chiese e mona-
s. Sofia, il liceo e ginnasio di s. steri soppressi, e vi si aggiunsero
Alessandro, il ginnasio comunale anche molti quadri di gran valore,
di s. Marta, la scuola elementare comprati dalla munificenza del go-
maggiore normale, la scuola ele- verno italiano, sotto cui ebbe vita
mentare femminile, la scuola vete- questo raro deposito, adorno delle
rinaria, ec. ec. Non riuscirà discaro opere di Raffaello, Guido Reni, Al-
almeno un qualche cenno di alcu- bano, Domenichiuo, Palma, Gior-
ni di questi scientifici stabilimenti. gione, Gentile Bellini, Mantegna,
11 più rimarcabile, tanto sotto il Francia, Cima, Tiziano, Paolo Ve-
rapporto dell'architettura, che sot- ronese, Carpaccio, ec. Oltre a' qua-
to quello della sua destinazione, è dri si trovano qui pure riuniti
senza dubbio il palazzo delle scien- bassirilievi, modelli di busti e sta-
Ee ed arti in Brera, uno de' più tue, disegni d' invenzione, e lavo-
grandiosi e imponenti di Milano, ri premiati d' incisione, gessi tol-

con bella facciala, e con interno ti dai migliori originali, busti, vasi,
magnifico, sede sempre delle pub- candelabri, ec. La biblioteca rico-
bliche scuole, e sotto il governo nosce suo principio dalla muni-
il

dell' imperatrice Maria Teresa e ficenza di Maria Teresa. Nel lySS


de' (li lei successori arricchito di la congregazione dello sfato fatto
diversirami di scienze, essendo pre- avea l'acquisto della celebre libre-
sentemente il complesso ed il cen- ria l^ertusati, che unita alle altre
tro ed elevati isti-
de' più celebri due di Brera e di s. Fedele, ven-
tuti di pubblica istruzione. Vi s'in- ne collocata in questo palazzo delle
segna grammatica, rettorica, logica, scienze ed arti, in ampie e mae-
matematica, fisica, diritto, istoria, stose sale nel 1770. La benefica
botanica, chimica, anatomia, econo- sovrana fece l' acquisto di gran
mia politica, diplomazia, architet- porzione della preziosa libreria del
tura, scultura, disegno, pittura ed famoso Alberto Haller, quindi i di
incisione. Sono stabiliti in questo lei successori gareggiarono nell' ar-
palazzo l'istituto di scienze, l' ac" ricchirla di novelli tesori con iscel-
cademia di belle arti, la pinacote- te opere della biblioteca di Fir-
ca, la biblioteca ricca di rare edi- mian ed altre ancora. La soppres-
zioni e mss., il gabinetto numisma» sione de' corpi religiosi aggiunse
tico, r osservatorio astronomico, la pure nuova e numerosa suppellet-
scuola d' incisione, e quelle di di- tile d'ogni specie di libri, oltre ai

seguo, pittura, architettura, scultur doni ed ai legati numerosi; che


ra, ornato, prospettiva, anatomia, se questa biblioteca non abbonda
gessi, ed altri oggetti di belle arti. di mss. e codici, come altre d' Ita-
Avvi piu'e un ginnasio imperiale lia, primeggia però nelle opere del-
con tutte le sue scuole, ed unito le scienze esatte, e per tutte quelle
vi si trova un orto botanico. Uno più dispendiose e classiche, relative
de' più grandiosi e pregevoli slabi- ai viaggi ed alia storia naturale. \[
MIL MIL 45
prezioso stabilimento del gabinetto Fra i liberali istituti di cui può
numismatico ebbe principio nel Tantarsi Milano, evvi la biblioteca
i8o3 nella zecca, colla raccolta dei Ambrosiana, nel luogo delle antiche
conii e coi pezzi sottratti alla fu- scuole pubbliche, ftibbricafa e do-
sione e meritevoli di conservazio- tata di fondi dal cardinal Federico
ne. Fu costituito il gabinetto reale Borromeo cugino di s. Carlo, ed
delle medaglie con decielo 6 mag- aperta ad uso pubblico nel 1609;
gio 1808, ed arriccbito da quel pe- vi raccolse dall' occidente e dal-
riodo con molti altri musei. Com- l' oriente tal copia di libri, tale
prende questa collezione la classe rarità e numero che su- di mss.,
antica e la moderna colle rispet- bito in maraviglioso modo se ne
tive loro diramazioni, ed è corre- sparse la fama nelle più rimote
data di ricca e scelta analoga bi- contrade. Al cullo delle scienze e
blioteca. Questo gabinetto fu tra- delle lettere il cardinale aggiunse
sferito per sovrano decreto 7,3 gen- lo studio delle lingue persica, ebrai-
naio 1817 nel palazzo delle scien- ca, caldea, arabica, siriaca, armena,
ze ed arti, ed aperto al comodo e costituì un collegio di dottori ,

del pubblico. L'osservatorio astro- cui altro aggiunse che appellò tri-

nomico fu innalzato dai gesuiti nel lingue, per l' italiano, latino e gre-
1 766, sul disegno del
celebre p. co; ed un terzo degli alunni, onde
Boscovich. Questo stabilimento vi- ne' linguaggi esotici fossero eruditi
desi da quel tempo , e molto gl'ingegni più eletti de' seminari;
più in seguito, arricchito dei più ora è superstite il collegio de* dot-
preziosi esteri islromenti. In vici- tori. In questo grandioso edifizio,
nanza trovasi la scuola d' incisione, architettato da Fabio Mangone, poi
istituita dalla munificenza austria- ingrandito coli* area della chiesa
ca sotto Leopoldo II, e formata della Rosa, con facciata di ordine
d'una lunga sala bene illuminata dorico, in molte stanze vedesi di-
ed ottimaoiente disposta, adorna sposto un magnifico deposito gene*
d' un numero considerabile di stam- rale delle produzioni delle arti e
pe di classici autori. Brera ebbe scienze d' ogni paese, vari oggetti
origine dagli umiliati, ordine reli- di storia naturale, pezzi di antichi-
gioso del milanese, il quale ivi fab- tà e di scultura, pitture, modelli,
bricò il convento nel luogo rega- gessi, busti, lavori
statue, mecca-
lato da Algiso del Guercio, chia- nici, ec.Contiene più di i4o,ooo
mato praedium e volgarmente bre- volumi, e più di i5,ooo mss. pre-
da o brera, onde conservò l' anti- ziosi, contandovisi le Antichità giu-
co nome. Abolito l'ordine, s. Car- daiche di Giuseppe Ebreo, tradot-
lo destinò il locale e gran par- te in latino da Ruffino, sopra un
te de' beni ai gesuiti, i quali nel papiro egiziano del V secolo ; un
1572 vi aprirono collegio pubbli- Virgilio del Petrarca, con note
co, e coi denari del sauto, di Tom- scritte di sua mano, e con minia-
maso Crivelli e del municipio, fe- ture; il prezioso volume di Leo-
cero un maestoso edificio, eh' è nardo da Vinci, detto il codice At-
quello di cui .si è parlato, venendo lantico, restituito nel 1816 dalla
nel 18 IO disfatta la chiesa antica Francia dei tredici volumi che di
per dare spazio all' accademia. sua mano nel 1796 *i presero tra
L

46 M 1 MIL
le altre cose gii agenti della sua sotto opporlunissime discipline e
accademia nazionale, onde gli altri r insegnamento di celebri maestri e
dodici sono restati nella biblioteca professori, s' istruiscono nell' arte del
dell' istituto di Francia ; la cronaca canto, del suono ed
anche della
dei Papi, di Martino Polono; un composizione musicale: vi sono 1^
Dante su pergametìa del seco- XV piazze gratuite, 16 j)er i maschi
lo; il Decamerone stanipato nel e 8 per le donne, oltre ai posti di
1471 da Valdarfer ; il Virgilio pensione. Molti allievi si sono già
membranaceo stampalo a Venezia distinti sui pubblici teatri per sin-
nel 1470; una considerevole serie golare ed intelligente Or
capacità
della corrispondenza epistolare di secuzione della musica vocale ed
s. Carlo e del cardinal Federico; istrumentale. Il seminario maggio-
alcune cose di Galileo, ed altre ra- re o teologico, secondo il disposto
rità. E noto che dai paliinsesli di dal concilio di Trento, s. Carlo si
questa biblioteca si trassero le let- affrettò di aprirlo nel i564, che
tere di Frontone, e vari frammen- poi collocò nelle case presso il pon-
ti di Cicerone, che furono stampa- te di porta Renza, e lo dotò con
li dal dotto cardinal Mai, come alcune possessioni degli umiliali, e
anche l'Omero miniato, la versione con decime sui beni ecclesiastici ;

gotica della Bibbia di Ulfila, inter- Io diressero i gesuiti, poi gli oblati.
pretala e illustrata dal conte Ot- Per bene alloggiare gli alunni, s.
tavio Castiglioni, ed altre novità. Carlo nel iSyo cominciò la magni-
IVeir ultima sala della biblioteca si fica fabbrica, sul disegno di Giu-
ammirano varie produzioni assai seppe Meda, ampio quadrato eoa
pregevoli del pennello e della ma- portico a colonne binate di granito,
tita, distinguendosi il cartone raris- e riuscì uno de' pezzi più insigni
simo originale della scuola di Ale- dell' archilellura moderna in Mila-
ne dipinta nel Vaticano da Raffael- no. Da
questo seminario arcivesco-
lo, alcuni quadri di primi autori, vile dipendevano quel della cano-
e vari disegni a penna di celebri nica, quello sopra Arona fondalo
artisti e maestri. Il reggimento dal cardinal Federico, quel di Ce-
amministrativo della biblioteca Am- lana posto sul territorio veneto ,

brosiana è affidato ad una congre- quel di Monza e quel di Poleggio.


gazione di conservatori, tra i quali Non bastando il seminario mag-
senza elezione e in vita è un ec- giore al crescente numero de' chie-
clesiastico della famiglia Borromeo, rici, il governo restituì a tal uso
e mancando questo, il setolare an- la canonica. Questa fu istituita nel
ziano della medesima. Vedasi l' o- loSy fuori di porta Nuova al tem-
puscolo : La biblioteca ydmbrosia- po de' concubinari, acciocché ì pre-
na, epistola, del ci», ab. Luigi Po- ti migliori vivessero in comune,
lidori, Milano i83i. secondo i canoni. Vi si posero poi
La grandiosa canonica de' cano- gli umiliati, aboliti i quali, s. Car-
nici regolari lateranensi, unita alla lo ne fece un altro seminario di
chiesa della Passione, fu dal gover- 60 chierici sotto gli oblati ; il go-
no italico nel 1808 convertita in verno del 1798 r avea dichiarala
un conservatorio di musica, dove proprietà dello slato. Dopo la sop-
giovani dell'uno e dell'altro sesso, pressione del monastero e chiesa
MIL M1L 47
de' cislerciensi dedicata a s. Luca, la moglie di Barnabò, con belle

ì venne questo locale convertito in


un bellissimo ed utile stabilimento
per gli orfani militari, e fu aperto
decorazioni
te il

Urbano VI
marito nel
; indi dopo

l'erigesse in
la

i384 ottenne che


sua mor-

collegiata
nel 1802 sotto il nome di colle- con padronato, ma avverte il Ma-
gio militare di s. Luca. Il gene- rini, Archiatri, t. I, p. io4j che
rale Theuliè, in allora ministro tali grazie Regina aveva oUenute
della guerra, concepì il disegno di nel 1 383 dall' antipapa Clemente
questo benefico
stabilimento, e ne Vlf, con di più una ricca indul-
divenne più attivo e zelante pro-
il genza a chi visitava la chiesa. Il
tettore sino alla fine della sua vita. teatro della Canobbiana, così chia-
In esso stanno riuniti 3oo allievi, la mato dall'antica scuola di dialetti-
maggior parte figli de' bravi morti ca e morale filosofia, chequi vicino
sul campo onore o che furono
dell' esisteva, fondata da Paolo Canobio, fu
altrimenti benemeriti della patria. eseguito sul disegno del medesimo
La utilissima istituzione de' sordo- Piermarini, ma in più piccola forma :

muti, dalla munificenza governativa la facciata è bella e regolare, e l'in-


sostenuta, fu ultimamente traspor- terno comodo e ben decorato, poi-
tata da porta
Tosa ne! borgo di ché questo e quello della Scala
s. Calocero, e stabilita pel mante- hanno il vanto di aver veduto re-
nimento di trenta maschi ed al- staurarsi la pittura decorativa. Per
trettante femmine, nell' antico pa- mezzo di due archi comunica col-
lazzo Sforza-Pallavicino, espressa- r imperiale reale corte, e fu aperto
mente a tale uso riaccomodato. 1779. Sulla già soppressa
nell'estate
JN'el collegio di s. Filippo si dà alle chiesa di Salvatore fu eretto il
s.

fanciulle una compiuta, religiosa e piccolo ma elegante teatro Re, che


nobile educazione, potendo gareggia- prese il nome da Carlo Re suo posses-
re coi più distinti e rinomati delle sore, che lo fece costruire ultimamen-
principali città: fu istituito nel i8i i te con disegno del cav. Canonica, e
a spese dello stato. Per non dire di ridipinto nel i836. Ivi il buon ar-
altri collegi di femmine, nominere- ciprete Datco aveva nel 787 fon-
mo quello della Guastalla, di cui dato la chiesa di s. Salvatore, e il .

parlammo all'articolo Guastalline. primo spedale di trovatelli o bam-


Milano possiede sette teatri, li bini abbandonati che al mondo si
grande, detto della Scala, perchè conosca. Per essere nel centro della
eretto sull'area dell'antica chiesa città è assai frequentato il teatro
di s. Maria della Scala, è uno dei Carcano, così detto dal suo pro-
più grandi e magnifici dell'Euro- prietario Giuseppe, fu eretto nel
pa, con architettura del Piermari- 1 8o5 con disegno del cav. Cano-
ni, aperto ai pubblici spettacoli nel nica, ove anticamente esisteva la
1779, e recenleme?ite rimodernato chiesa e monastero di s. Lazzaro.
e dipinto, con due ampie sale e E assai elegante ed armonico, ma
molli comodi luoghi; riesce de' più poco frequentato per la sua lonta-
sonori, mercè la curva della volta, nanza dal centro della città, il teatro
liscia e poca centinatura. La
di di Lentasio, di semplicissima forma,
chiesa di s. Maria della Scala era così detto per essere slato costruito
stata edificala da Regina della Sca- nel i8o5 nel silo della soppressa
48 IVÌIL MIL
chiesa monastero del Lentasio
e della lana e quella delia seta fu*
eretti da un arcidiacono di quel ronvj introdotte nel ii48 dagli
cognome. Ove esistevano la chie- umiliali, quali alimentavano ses-
sa ed il monastero de' ss. Co- santamila operai pel lanifìcio, e
sma e Damiano sorge un elegan- quarantamila per le seterie. Rag-
tissimo teatro di' declamazione, e- guardevoli sono le fabbriche di
relto da una società che assunse il stoffe di seta in ogni generCj e con
nome di Filo-Drammatici. Per l'ad- oro ed argento; lavori in tali ed
dietro due erano i teatri delle ma- altri metalli ; istromenti di mate*
rionette, ma ora rimane quello solo malica, fisica, chirurgia, armi, ec. ;

detto del Fiando , dal nome del concie ed altre fabbriche; slampe-
proprietario, comunemente chiama- rie, librerie, litografìe; manifattu-
to Girolamo dal protagonista mon- re di fiori e frutta finti : alcune
ferrino. Da poco in qua se ne delle tante fabbriche sono premia*
pose uno corrispondente al ponte te e privilegiate. Oltre le chiese, i

de' Fabbri. palazzi ed i pubblici stabilimenti,


Fra le altre cose degne d'esse- si trovano in Milano anche presso

re vedute in Milano, si osservano le i privali cittadini non poche galle-


sedici colonne in marmo bianco rie, biblioteche e musei contenenti

d'ordine corintio, composte di quat- molti oggetti d' arte meritevoli di


tro che stanno lungo il cor-
pezzi, osservazione. Come la copiosa rac-
so di porta Ticinese, e che forma- colta di quadri della casa Castel-
no il monumento più grandioso barco, cominciata con quella de'con-
delle antichità Cre-di questa città. ti Simonetta, poi cresciuta conti-
desi una parte preziosaterme delle nuamente dagli attuali sontuosi
Erculee, fabbricate da Massimiliano possessori, ove in 22 locali sono di-
Erculeo. Le opere che trattano del- stribuitipiù di mille dipinti d' o-
le antichità di Milano sono nota- gni scuola, incominciando dall' età
te nella citata bibliografìa milane- di Cimabue sino ai viventi. La gal-
se. Il corso di porta Orientale ,
leria Borromeo ha oltre 4oo qua-
fiancheggiato di vari palazzi , il dri delle migliori scuole; le altre
pili gradito e frequentato tralte- più rimarchevoli sono le gallerie
uimento della popolazione. I pub- Lillo, Melzi, Archinto, Scotti-Galle*
blici giardini deliziosissimi , con rati , ec. Celebre è la biblioteca e
luoghi per .spettacoli popolari. 11 museo Trivulzio; fra le biblioteche
principio della strada del Sempio- private la Lilla è la più copiosa,
rie, opera delle più dispendiose e contando 3o,ooo volumi; le rac-
didicili che siasi intrapresa sotto il colte Verrij Taverna, Mulazzani,
cessato governo italiano. Le strade Beccaria l' armeria
;
Uboldo, com-
Monza, e quella Lombar-
ferrate di posta di mille e più pezzi d',armi
do-Veneta che conduce a Venezia. di difesa e da oflesa di epoche di-
Milano contiene in genere di fab- verse, riunita e messa in bell'or-
briche e manifatture lutto ciò che dine dal cav. Ambrogio Uboldo j

serve al bisogno, al comodo e al assai importante è la serie degli scu-

piacere della vita. Le arti mecca- di e degli elmi, la cui erudita de-
niche sono quivi lodevolmente col- scrizione fu nel 1839 e 1841 pub-
tivale al paro delle liberali ; 1' arie blicala dallo slesso colto possessore.
MIL MIL 49
11 museo del cav. Pelagio Pelagi, conti > la città ne fece acquisto
consistente in raonumenli antichi di nel iSrg. La congregazione muni-
nazioni e di epoche diverse; il cipale è composta d' un podestà, e
gabinetto mineralogico fondato in sei assessori, oltre il consiglio com-
sua casa dal conte Vitaliano Borro- posto di sessanta nobili, e principa-
meo, ec. ec. li negozianti. A spese della città è
Nel 12 15 per cura del podestà mantenuto un coipo di zappatori
Brunasio Porca novarese furono pompieri, istituito nel 181 1. llcarat-
compilati gli statuti di Milano, testi- teie morale de' milanesi li mostra
monianza di mero e misto impe- inclinati alla beneficenza, alla tran-

ro; magistrato supremo era allora quillità d'animo, ai comodi della


il podestà, risiedendo la sovranità vita, ai divertimenti, senza pregiu-
nel consiglio generale. Questi sta- dizio dell' industria, delle arti e
tuti civili perderono ogni vigore manifatture, e de' buoni studi, che
coir unità imposta dal codice Napo- distintamente vi si coltivano. La
leone, che aboPi ogni legislazione dovizia e bontà de' cittadini, e l<i

spontanea. Franchigia nazionale fu ricchezza degli stabilimenti pubblici


il senato, istituito da Luigi XII. provvedono generalmente alla classe
La congregazione di stato antica indigente. Il dialetto milanese di
terminò col 1796. Ab antico la fondo, grammatica e costruzione i-

città per stemma porta in bianco taliano, ritiene alcuni modi, paro-
la croce rossa, con ornalo di pal- le e pronunzie de' suoi diversi do-
me e ulivi, simbolo di pace e di minatori, e moltissimo dei trova-
guerra. L* arma viscontea, che fu dori o poeti provenziali che canta-
quella dello stato^ ed ora è dive- rono le armi, gli amori, le cortesie.
nuta propria del regno, è la biscia L' attuale popolazione della cit-

d'azzurro in campo d'argento, con tà di Milano e de' Corpi santi


fanciullo rosso nascente dalle sue ( villaggi presso diverse porte ) è di
fauci : di sua origine parlammo nel circa 200,000 anime; anticamente
Tol.XXIX, p. 59 del Dizionario. però era assai maggiore, e nel se-
Lo stemma ecclesiastico della città colo XV
contava quasi 3oo,ooo
e diocesi di Milano si compone abitanti ; ma le guerre e le pesti-
delle immagini di s. Ambrogio in lenze ad un tempo ne diminuiro-
mezzo ai ss. Gervasio e Protasio, no non solo la grandezza e l'opu-
coir epigrafe Tales ambio dejen-
: lenza, ma anche la popolazione.
sores. Il palazzo della città, nomi- Nello spazio infatti di 666 anni,
nato Broletto, stava in piazza dei cioè dal 964 al i63o, la città ven-
Mercanti, ove ancora sorge la tur- ne afflìtta da contagiose pestilenze
re della campana del comune, che per quattordici volte, fra le quali
ogni sera suona la rintoccata ; ia la più crudele fu ne' tre anni che
prima fu dov' è la corte. La torre precedettero al i363, che secondo
fu eretta nel 1272 da
Napoleone riferisce Pietro Azario vi perirono
della Toire, e fu abbellita dal pode- 75,000 persone; fatale fu quella
stà Bossi. Quello dove ora siede la ancora del 1461 che die origine
municipalità, vastissimo corpo aper- al lazzaretto; quella del 1576 in cui
to in due ampi cortili a portico, rifulse il prodigioso zelo di s. Carlo
fabbricato da Filippo Maria Vis- Borromeo; e nell'ultima del i63o
voi. xi\. 4
, 1

5o MIL MIL
morirono 20,000 persone. Circa Poeti, DoUino, Bellincioni, Biffi, Vis-
25o sono gl'israeliti ed altrettanti conti, Raineri, Maggi, Alessandro
gli acattolici. Tn Milano l' aria vi è Verri, Parini, Monti. Medici, Piro-
salubre, né frizzante, né rilasciata, vano, Varese, Sacco, Rasori. Mili-
massime dopo che furono tolte le tari, i Torriani, i Visconti, i Tri-
risaie dalle sue vicinanze. A p. 877 vulzi, Serbelloni, Medici. Scienziati
della bibliografia milanese, dell' o- e scrittori diversi,, Maino, Piatti,
pera citata, sono riportale le storie Paciolo, Maioragio, Alciato, Carda-
di persone illustri o nobili fami- no, Benzoni, Busca, Cicerano, Ot-
glie milanesi. Molli santi e sante tavio Ferrano, Gregorio Leti scrit-
milanesi accrebbero i fasti della tore maligno. Cavalieri, Ceva, Bec-
Chiesa, su di che si possono vedere caria, Frisi, Lecchi, Pini, Regi, O-
Bosca, Martyrologinm ecclesiae Me- riani, Sacchi, Carpani, Marchesi,
diolanensisy i6g5. Sormani, La Carli, Gioia,Romagnosi, Custodi ;
gloria de sand milanesi, 1 761, Fio- e tra le donne la celebre Agnesi
rirono altresì gran numero di mi- che ottenne vma cattedra di ma-
lanesi nelle armi e per valorose tematica nell'università
di Bolo-

imprese, nella lelleralura e nelle gna, e la famosa Manzoni che s'il-


belle arti, di cui discorrono le o- lustrò nella poesia. Nelle arti e nel-

pere bibliografiche notate a p. 384 le scienze tuttora fiorisce un eletto

e 385. Tra gli altri nomineremo^ numero di chiari ingegni. Milano


il poeta Ialino Cecilio Stazio, lo diede alla Chiesa universale, oltre

storico Valerio Massimo, Salvio Giu- uu grandissimo numero di vescovi,


liano compilatore dell' Editto perpetuo cinque sommi Pontefici, cioè Ales-

e prefetto di Roma, gl'imperatori ro- sandro Il Baggio o Badagio, Ur-


mani Elvio Pertinace e Giuliano Di- bano III Crivelli, Celestino IV Ca-
dio, ed oltre nominati di sopra ed
i
stiglioni. Pio IV Medici, e Grego-

altri che ricorderemo, fra gì' innu- rio XIV Sfrondati oriundo di Cre-
merabili illustri milanesi registre- mona; ed al sacro collegio i se-

remo i seguenti. Nella storia, Co- guenti cardinalij ad ognuno de'qua-


rio, Calco, Ripamonti, Giulini, Oslo, li premetteremo l'epoca dell' esalta-

Puricelli, Verri, Allegranza, Fuma- zione, e tulli còme i Papi hanno


galli, Bianconi. Nell'architettura, le loro biografie.
Giambattista e Sanlo Corbelli, So- 1061
s. Anselmo Buggio o Ba-
lerò, Agrippa, Giacomo della Por- dagio. 1088 Conte. II 38 Tom-
ta, Tibaldo, Bassi. Nella pittura maso. II 44 s- Guarino Foscari.
parecchi usciti dalla scuola del Vin- 1 55 A rdizzone Rivoltella. ii65 s.
ci, Lomazzo, Crespi, Campi, Pro- Caldino Valvassi-Sala. 1 lyS Uber-
caccini, Bossi, Appiani. Nella scul- to Crivelli, poi Urbano III. 1182
tura, Marco Agrato, Girolamo e Albino. 198 Uberto Tcrzago, U-
I

Guglielmo della Porta, Buonvicino, berto Pirovano. 1227 Goffredo Ca-


stiglioni, poi Celestino IV. 1^44
Rusconi, Albertolli. Altri artisti,
Caradosso, Saracchi, Cristiano Sanlo Goffredo Castiglioni. 1281 Glusa-
Agostino, Guzzi, Domenico dc'Cam- nio Casati, 1288 Pietro Pcregrossi.
mei, Giovanni delle Corniole, Ja- 1375 Simone Brussani. i4i Bran- «

copo da Trezzo, Birago, Rossi, Del- da Castiglioni. 14^9 Gerardo Lan-


finoue, Paladini, Pigino, PcUizoue. driani de' Capitani. i456 Giovanni
MIL MIL 5i
Casliglioni. 1473 Giovanni Arcim- Antonio Eugenio Visconti. 1776
boldi. i483 Gianiacopo Scalfenali. Giovanni Archinlo, Angelo Maria
1484 Ascanio Maria Sforza. i493 Burini. 1789 Ignazio Busca. 1794
Giannantonio Sangiorgi. 5oo Anto-
1 Antonio Bugnani. 1801 Gian Fi-
nio Trivulzio. i5i7 Scaramuccia lippo Gallerati Scolti, Lorenzo Lil-
Trivulzio, Agostino Trivulzio. i535 la. 1802 Carlo Crivelli. 1804
Jacopo Simonetta. 154^ Giovan- Carlo Opizzoni.
ni Moroni. i544 Francesco Sfon- Fuori delle mura di Milano
drati . 1^49 Giannangelo Medi- crescono i boi-ghi e nominatamen-
ci, poi Pio IV. 1557 Antonio Tri- te quello degli Ortolani e quello
vulzio. i56o Giannantonio Ser- di s. Goliardo. Importantissimi so-
belloni, s. Carlo Borromeo. i56i no i contorni del contado di Mi-
Lodovico Simonella. i565 Carlo lano, ma solo accenneremo alcuni
"Visconti, Francesco Abondio Casti- de' principali. Un miglio circa da
glioni, Alessandro Crivelli, France- Milano \i è la strada che riesce
sco Alciato, Francesco Crasso. ìS'jS due miglia all' abbazia di Chiara'
Renato Birago. i583 Nicolò Sfon- valle [J^edi). II monastero andò in
drati, poi Gregorio XIV. i587 Fe- parte distrutto, avendovi cessato i

derico Borromeo. i588 Agostino cisterciensi nel 1797; la chiesa è


Cusani. 1^90 Pietro Emilio Sfon- delle più notabili della diocesi. Fu
drato. iSiQi Flaminio Piatti o Pla- edificala sulle rovine d' una più.

to. iSgS Alfonso Visconti. i6o4 vecchia verso il fine del secolo XllI,
Ferdinando Taverna. 1621 Giulio ed è di quello stile che dicesi go-
Roma. 1629 Teodoro Trivulzio. tico, divisa in tre navi, attraversata
i633 Cesare Monti. i652 Luigi in cima da un lungo braccio che
Alessandro Omodei. 1 654 Giberto gli dà figura di croce La na- .

Borromeo, i657 Camillo Melzi. ve maggiore è tutta dipinta dai


i6(36 Alfonso Lilla. 1667 Vitalia- fiamminghi, e finisce nel coro con
no Visconti. 1670 Federico Bor- sedili di noce diligentemente inta-
romeo. 1681 Federico Visconti. gliali. L' altare maggiore ha pre-
i6go Ferdinando d' Adda, Luigi gevole dipinto, de' quali nelle cap-
Omodei. iGgS Jacopo Antonio Mo- pelle ed altrove ve ne sono altri.
rigia, Federico Caccia, Celestino Vi è la cupola con campanile con
Sfondrali. 1699 Giuseppe Archinlo. bei lavori: quivi ebbero sepolcri i

1712 Agostino Cusani. 1713 Be- Torriani, gli Archinli ed altri. Nella
nedetto Erba Odescalchi. 1715 strada Pavese, un miglio lunge il

Bernardino Scotti. 1717 Giberto famoso castello di Binasco, sorge la


Borromeo. i73g Gaetano Stampa, Certosa ( Fedi ) della di Pavia,
Marcellino Corio. 1 743 Gioacchino uno de' più sontuosi edifizi d' Eu-
Besozzi, Giuseppe Pozzobonelli. 1 747 ropa. Bice il Marini, Archiatri t.

Gio. Battista Mesmer. 1753 Fabri- I, p. io5, che Gian Galeazzo Vis-
zio Serbelloni,*Gio. Francesco Stop- conti , disgustato di Urbano VI
pani, Carlo Francesco Burini. 1756 perchè non potè avere il titolo di
Alberico Archinlo. 17^9 Ignazio re, seguì le parti dell' antipapa
Crivelli, Antonio Maria Erba Ode- Clemente VII, quando con affetta-
scalchi, Giuseppe Maria Castelli. la ed apparente religiosità gli fece
1766 Vitaliano Borromeo. 1771 cader nel pensiero di Tuler edifica-
Si MIL MIL
re la magnifica Certosa di Pavia, no due cappelle sontuosamente or-
con un tempio di quaranta altari nate in angolo vedesi il mausoleo
:

per ofFerirvisi giornalmente altret- del fondatore, ricchissimo di scol-


tanti e più sacrifizi, la qual cosa ture. Il magnifico monumento dì
fu subito dall'antipapa approvata Gian Galeazzo , isolato , è uno
con bolla degli i r luglio i 394, die de' più grandiosi per la mole e
riporta nel t. II, p. 53, avvertendo per merito d' arte. A molte finestre
che r ignorò lo stesso p. Tromby. sono bellissimi vetri colorati ; ed
Però la prima pietra vuoisi gettata agli altari laterali dei bracci della
da Gian Galeazzo agli 8 settembre croce,sono quattro stupendi can-
1396. Il Visconti verso il 1399 vi delabri di bronzo. La cupola è tut-
chiamò i certosini che compirono ta dipinta a buon fresco. Ricca ba*
splendidamente V edilìzio vi stet- , laustrata sta innanzi all'altare mag-
tero fino al 1782, e vi furono re- giore, il quale è tutto commesso a
integrati nel 1843. Del tempio al- gemme, e fregiato di vaghissime
cuni reputano architetto Enrico scolture. Sono degni pur di consi-
Gamodia, altri Marco da Campio- derazione la vecchia e nuova sacre-
ne lo stile non gotico tedesco, ma
: stia, il lavatoio e il refettorio de'mo*
piuttosto di quello che allora do- naci gran chiostro coi ventiquat-
; il

minava, ha queir eleganza che sul tro con orticelli per


casini isolati,
principio del secolo XV appariva le abitazioni de'religiosi, ispira vene-

in tutte le arti del disegno. Ha tre razione e raccoglimento. La Certosa


navi e forma di croce latina; la forma come il Vaticano una piccola
facciata di stile bramantesco fu co- città.Benché soggiacque a molte
minciata nel 147^ ^^^ disegni di dilapidazioni, questo monumento è
Ambrogio da Possano, adorna di ancor grande. Prima di questa ce-
gran numero di scolture ed orna- lebre Certosa, nella strada del Sem-
ti più squisiti del secolo XV. La
i pione altra n'era stata fondata nel
porta che mette al tempio è ope- i349 da Giovanni Visconti arcive-
ra d' Agostino Busti, ricca di su- scovo e signore di Milano , finita

perbi fregi e storie a bassorilievo, nel i353, quando il Petrarca di-


fra le quali primeggiano la fonda- morava presso il Visconti ; più vol-
tione fatta dal Visconti, e il tras- te si restaurarono la chiesa e il

porto delle di lui spoglie mortali monastero questa chiamasi la Cer-


:

nel tempio, la cui interna veduta tosa di Garegnano.


è veramente maestosa. La volta è Il Lago maggiore o Verha'
dipinta ad oro ed oltremare con no, sulle sue riviere , sui mon-
stelle d'oro; i piloni rivestiti di ti e nelle valli circostanti offre
marmo, fregiali di statue; le quat- i più svariati prospetti , e vi si

tordici cappelle nelle navi ornate di vedono i begli orrori selvaggi del-
preziosi marmi, di tavole, di affre- le Alpi, e le bellezze pittoresche
schi, di bassorilievi, di paliotti di dell'Italia: sponda orientale ap-
la
squisito lavoro. Un cancello magni» partiene al regno Lombardo-Ve-
fico introduce alla crociera del co- neto, da Sesto a Pino; l'occiden-
vo, che precede il santuario gli ;
tale agli stati sardi sino a Bris-
stalli ne sono intagliati con artifi- sago; e fra Brissago e Pino ambe-
cio finissimo. Nella crociera spicca- due le sponde al cantone svizzero
MIL MIL 53
del Ticino. Questo lago, nno ilei a cui conduce un'agevole via sparsa
più ampi d'Italia, è nutrito spe- di alcune cappelle. Fu innalzato
cialoienfe dalla Toce e dal Ticino; nel 1697 a spese degli abitanti
ha acque trasparenti che contengo- de' contorni e della famiglia Bor-
no varie specie di pesci e delle romeo. La statua ha 28 metri d'al-
alcune delle quali grandissime,
tratte, tezza, e 20 il piedestallo di granito:
In ampio seno si presentano sulla testa, piedi e mani sono di bron-

riva orientale Aligera, Arona sul- zo fuso, il resto di grosse lastre di


r occidentale, che si fanno una
l' rame, mentre le barre che queste
all'altra prospetto, gloriose ambe- sostengono fanno scala per salir si-
due del nome de' Borromei e ver- ; no al capo. 11 disegno è del Cera-
so la metà delia riva occidentale no, l'opera di Siro Zanella pavese
evvi la baia delia Toce, ove si tro- e di Bernardo Falconi higanese;
vano le famose /.yo/e Borromee. Art- mirabili le proporzioni. Valicata a
gtra ha favolosa origine, chiamossi sinistra del Lago maggiore la pun-
anticamente Stazzona, vi fu stazio- ta di Belgirate, si è in quel seno
ne militare, poi emporio di fiorentis- del lago in cui sorgono le dccan-
simo commercio. I conti di Ange- tate Borromee, che
isole vedonsi
ra o Angleria ebbero origine, se- emergere come un mazzo di fiori,
condo la tradizione, dai re longo- Prima presentasi alla vista l'isola di
bardi, ed a loro si attribuisce la s. Giovanni, segue l'isola Madre che
costruzione della rocca. L' arcive- sorge in mezzo del seno, poi l' iso-
scovo Ottone Visconti, toltala ai la Bella, già Isabella dal nome di
Torriani, la fece rifabbricare ed or- una d' Adda moglie di un Borro-
nare di pitture allegoriche alla bat- meo, che in parte nasconde la Su'
taglia da lui vinta a Desio. Dopo penare. L' isola di s. Giovanni del-
Ottone, i Visconti e gli Sforza pre- ta Isolino, e la Superiore che di-
serò il titolo di conti d'Angera, an- cesi anco de Pescatori, fanno bei
zi usarono conferirlo ai propri pri- contrasto colla sfoggiata magnifi-
mogenili. Filippo Maria Visconti nel cenza delle isole Bella e Aladre, e
1439 die in feudo questa signoria questa resa più vaga dalla natura
ai Borromei, che tennero molla cu- fa bel contrasto con quella, in cui-
ra della rocca, ed il cardinal Fe- r arte raccolse tutti i suoi ornamen-
derico, rivendicatala dal fìsco, la in- ti, ingegni e graziose bizzarrie. Fu
grandì e vi aggiunse nuovi edifizi. il conte Vitaliano Borromeo che
11 giardino contiguo ha romane e- nel 1637 trasformò tale scoglio in
pigrafi. Feudo de' Borromei fu pu- un luogo di ricercate delizie, con
re Arona, nella cui rocca atterrata dieci giardini posti a scalinata, con
nel 1800, nacque s. Carlo; accre- ridente selva d'aranci, di folto bo-
sciuta a' dì nostri dal trafilco, eb- sco d'allori, di torri, d'archi, di
be titolo di città. La maggior sua statue, e d' un grandioso palazzo
chiesa è di corretto stile. Il nuovo ove sono profuse tutte le squisitez-
teatro, le pubbliche scuole, le bel- ze, i cui formano un
sotterranei
le case e le pulite vie, la rendono appartamento a musaico da stupo-
pregevole. Lustro maggiore le viene re. Inoltre nell' isola Bella è una
dal famigerato colos>o di s. Carlo, galleria con pregiate tavole; ed in
che sorge sopra un prossimo colle, quella Madre sonovi cinque giav-
54 MIL MIL
dini, ed ampio bosco d' allori, d'a- da, ». Maurizio, s. Gerardo. Gran-
beti e cipressi. dioso è il seminario, con due por-
Faremo per ultimo parola di tici di 88 colonne di granito ; ele-
Monza , oltre quelle dette altro- gante il teatro, bello il ponte sul
ve, come all'articolo Corona fer- Lambro, ampio il collegio de' bar-
rea, ove dicemmo di essa e del nabiti, ragguardevole il palazzo mu-
tesoro della basilica di san Gio- nicipale, importante l' archivio. I

vanni Battista, edificata dalla regi- dintorni offrono una serie di ame-
na Teodolinda, la quale in essa ri- ne ville, oltre la villa reale, delizia
pose i doni di s. Gregorio I, ac- degna di principi e rinomata in
cennati air articolo Longobardi. tutta Europa; il parco reale è uno
Monza romani fu chiamata
sotto i comprendendo
de' più vasti d'Italia,
Moguntia, perchè Augusto ne fece ri,ooo pertiche di terreno. 11 pa-
un luogo di ritiro pei soldati che lazzo venne eretto nel 1777 dal-
aveano combattuto aMagonza; poi l'arciduca Ferdinando con disegno
fu detta Modoelia, e Teodorico re di Piermarini, ove l' Appiani di-
de' goti vi eresse un palazzo. Sotto pinse la favola di Psiche.
I longobardi divenne la favorita re- Milano, Mediolanwn, già capita-
sidenza d'alcuni loro re; e Federi- le di tutta la Gallia Cisalpina
co I v'ebbe un palazzo. Soggiacque a [f^edl), e più. volte residenza degli
varie vicende, secondo che fu con- imperatori occidentali e de' re di
traria o favorevole da a' milanesi : Italia, non che capitale dell' Insu-
Carlo V
venne data in feudo ad bria, nome antico di quella porzio-
Antonio di Leyva governatore di ne della Lombardia [T^edi) fra l'Ad-
Milano, indi fu da Antonio venduta da e il Ticino, i cui popoli chia-
per 3o,ooo ducati ai conti Durini, maronsi insubri, i quali secondo
ed ora ha titolo di città ; e per Tito Livio erano celti o gauli è ;

industria, popolazione, e vanto di vero però che sotto il nome d' in-
antiche e recenti memorie primeg- subri si comprendevano pure mol-
gia fra tutte le terre del contado ti popoli, i primi de' quali erano
milanese. La basilica fu ingrandita venuti dal nord ; sembra che il lo-

nel secolo XIV coi disegni di Mat- ro nome primitivo fossero ombri,
teo da Campione. La facciata di significante nella loro lingua valo-
stile gotico, di marmi bianchi e l'osi.Vaghe ed incerte sono le o-
neri, con bassorilievi, statue e a- pinioni del nome Milano, come sul-
rabeschi, ha sulla porta maggiore la origine de' primi abitatori del
la statua in rame dorato del Pre- suolo milanese. Risalgono alcuni al-
cursore. L'alto campanile è gran- le origini etrnsche, e supponendo
diosa fabbrica del Pellegrini, che Olenio 0(1 Olano Galeno, lucurao-
disegnò pure 1' elegante batlisterio. ne etrusco, venuto nell' Insnbria,
Il tempio ha tre navi, ed è adorno altro capo introducono di quella
.di assai pregevoli dipinti: l'altare nazione detto Medo, e da que'due
maggiore disegnato dall' Appiani, è nomi riimiti, deducono quello di
ricco di paliollo d' argento dorato, Milano o Mediolano, come accenna
con bassiriliovi ,
gemme e snaalti. r Alciali. Altri la credono così det-
Delle altre chiese di Monza, le più ta quasi in medio aniniiim, perchè

ipler^ssanti sono s. Maria in Islra- posta tra i c|M6 fi unii Ticino ed


MIL MIL SS
Adda; ricorrono altri ad origini gali che istituite do-
dagli etruschi,
verrebbe quel-
celtiche, dalle quali dici città chiamarono Etruria nuo-

la denominazione ad indicare una va, abbiano questi ultimi ad essere


città posta in mezzo alle terre ed considerati come i principali abi-
alle pianure, ecome ora direbbesi latori del milanese, sembra essere

mediterranea. Sembra priva di fon- quasi una certezza che Milano, si-
damento la supposizione del ritro- tuata nell' Insubria, sia stata fooda-

vamento di una troia col tergo la- ta od almeno ingrandita nell'anno


nulo solo per metà, all' epoca in Sgo piima di Gesù Cristo, da Bel-
cui Beiloveso determinossi alla fab- loveso capitano dei gallo-insubri
bricazione o piuttosto alla riediQ- nell' Italia (redi) superiore, e ni-
cazione di Milano ; si abbracciò tut- potè di Ambigato principe de' cel-
lavia quella tradizione, confermata ti. Beiloveso con una banda di bi-
dai versi di Ciaudiano e di Sido- turigi, edui, arverni, gessati e am-
nio Apollinare perchè riguardan-
,
barri,dopo aver cacciato dal pae-
dosi Milano a qualche epoca come se gli etruschi, colla pacecom|M le
una seconda Roma, vi si trovò u- opere di essi. Ogni borgata ebbe
na certa conformità con Roma me- un capo gallo; con rozza e robusta
desima, ponendosi la troia quasi al religione veneravano le forze della
confronto colla lupa allattatrice di natura, imponendo i druidi leggi
Romolo e Remo. Se però è vero e superstizioni ai Quanto
popoli.
che i galli giunti in Italia, cogli in- fossero fieri lo provò Roma, che
subri si collegarono più facilmente, salvata dai valorosi difensori della
perchè trovarono il nome unadi patria, costituì un tesoro apposta
città corrispondente a quella di un da non toccare se non quando i

loro boigo o villaggio, sotto il no« galli minacciassero,


me di Milain, presso Autun, con- Da prima Milano non fu che un
viene supporre il nome di Milano borgo, ma ben presto divenne il
più antico della venuta de' galli, luogo principale de' galliinsubri-ci-
Alla tedesca lingua di quei popoli, salpini ; il perchè conoscendo Ro-
May-lnnd, o paese di maggio, e ma non potersi tenere sicura fin-
propriamente in gallico 3Ied-lan, che non dominasse la Gallia Cisal-
fertile paese, e Mcl-lan, in mezzo pina, com'essa intitolò 1' Insubria,
alle pianure, onde altri Medioln- perciò Lucio Furio e Caio Flami-
niim si riscontrano in Francia. Om- nio consoli romani varcarono il Ho
mettendo le opinioni che alcuni coli' esercito ; ma sconfitti si rifu-
storici e filologi ci lasciarono sui giarono tra' cenomani, dalla Gai-
primi abitatori del suolo milanese, lia venuti sul bresciano e sul ve-
e non disputando se tal preminenza ronese, i quali disertando la cau-
si debba accordare, secondo Stra- sa nazionale, s' allearono ai ro-
bone, ai primi discendenti di Noè, mani, che senza tregua molestava-
o agli orobii, secondo altri, oppu- no 1' Insubria. Allora i galli ten-
re agl'insubri, la cui principale re- tando l'estremo caso, nel 123 fu-
sidenza dicesi essere stata nel luo- rono vinti da Marco Claudio Mar-
go chiamato Hnudii Campi o Ca- cello e Gneo Cornelio, e Virido-
stel Seprio, e passando stil diilibio maro ultimo re de' galli-cisalpini
se quei due popoli vinti e soggio- restò ucciso sul campo, indi Mila-
.^6 MIL MIL
no soccombette ai vincitori, e Mar- essere tutto mirabile, abbondanza
co vi entrò trionfante. Dopo che d' ogni cosa, belle case, doppio mu-
Mario a Vercelli sbaragliò una nuo- ro, circo, teatro, templi, palazzo,
va irruzione di cimbri, dal conso- zecca, terme, marmorei portici, fe-
le Publio Cornelio Scipione Nasica, condi ingegni, costumi all' antica,
l'anno 191, seguita la ritirata di per cui quasi non avea di che in-
Annibale (il quale da Milano ave- vidiare Roma. Frattanto non solo
va ricevuto opportuni soccorsi), la l'evangelo erasi propagato in Mi-'
Hallia Cisalpina fu ridotta a pro- lano e nella regione, ma fioriva
vincia, e Milano fu onorata del ti- nel sangue de' suoi martiri, e Co-
tolo di primaria città dell' Insubriaj stantino imperatore nel 3i3, dopo
soggetta però a leggi e magistrati aver dato in Milano sua sorella in
romani; e sotto il consolato di isposa a Licinio imperatore, vi pub-
Pompeo fu onorala del nome di blicò la legge ove tollerava qua-
seconda Roma, come la più ricca lunque religione, primo passo a
e maestosa delle altre città della render dominante la vera, legitti-
provincia. Tra gli altri l'ebbe in mando l'esercizio del culto cristia-
governo Cicerone, e poi Bruto cui no. Inoltre dividendo Costantino
i milanesi eressero una statua. Giu- l'Italia in due parti, stabilì Milano
lio Cesare già nell' anno 4^ avan- capitale della settentrionale, e la
ti la nostra era, avea concessa la residenza di un vicario distinto cbe
cittadinanza romana alla Gallia governava sette provincie: la Ligu-
Cisalpina, e ftlilano venne ascritta ria nella quale era compreso il mi-
alla tribù Onfentina, perciò teneva lanese, l'Emilia, la Flaminia, ii
comizi propri, e raccolti i voti li Piceno annonario, la Venezia col-
mandava suggellati a Roma, per r Istria, le Alpi Cozie, e le due
valere come fossero dati di presen- Rczie.Continuando Milano ad au-
za. impero
Neil' la Gallia restò
, mentare in ricchezza e magnificen-
sottor immediata tutela del senato za, giunse al suo più alto grado
romano, e solo a' tempi di Adria- di splendore, a segno che gli stes-
no vi fu spedito un prefetto, pro- si imperatori vi fissarono la loro
teggendo il popolo i difensori della ordinaria residenza nel secolo IV e
città, specie di tribuni. Ad abbat- e nel principio del V.
tere dominio di Roma,
il germa- i Parteggiando l'imperatore Co-
ni minacciarono le sue provinole e stanzo per gli ariani nemici di s.

J' Italia, onde sembrò agl'impera- Atanasio, e trovandosi in Milano,


tori necessario risiedere più vicino ivi nel 355 fece con violenza con-
alle Alpi. Prima vi stavano a tem- durre il Papa s. Liberio, ma non
po, poi quando la difesa rese ne- gli riuscì abbandonar la di-
fargli
cessario dividere l'impero, Massi- fesa di s. Atan.'tsio, onde 1' esiliò in
miano Erculeo vi si fermò sta- Tracia. Nel 365 gì' imperatori Va-
bilmente, cìnse di mura la città, e lentiniano I e Valente, essendosi
l'abbellì nell'anno 2^5 della no- tra loro diviso l'impero, il primo
stra era, poscia abdicò all'impe- si tenne la parte occidentale, e non
ro nel•
3o5. Il poeta e console in Roma ma in Milano fermò la

Ausonio quindi celebrò in versi le sua sede. L' itnperatore Valenti-


sontuosità di Milano, dicendo ivi niano II incaricò s. Ambrogio di
MIL MIL 57
tlissuadere 1' imperatore Massimo sotto dominio di essi, che incomin-
il

dall' invadere 1' Italia, e di doman- ciarono quel regno che lasciò il no-
dargli il cadavere .dell'ucciso im- me al paese, scegliendo per sede Pa-
peratore Graziano; e morendo gli via. Il re Alboino impose a Mila-

lasciò raccomandati i suoi figliuoli. no per duca uno de'capi dell' eser-
Il santo in più incontri con sacer- cito, che sparli fra' suoi fidi le

dotale franchezza parlò all'impera- terre, e gli abitanti ridusse a con*


tore Teodosio I mentre era in Mi- dizione di servi : il duca pose sua
lano, e gli vietò la comunione e corte a Cordusio, curia diicis, epo-
r ingresso alla basilica Porziana do- ca fatale e terribile, in cui restò
po l'eccidio di Tessalonica. Avendo Milano oppressa e negletta. Il Pa-
Teodosio I spartito in due tutto pa Adriano I, avendo invocato il
r impero, Costantinopoli fu metro- soccoi-so di Carlo Magno, questi
poli dell' orientale , dell' occiden- coir imprigionamento del re Desi-
tale Milano , da cui dipendeva- derio, nel 773 o poco dopo die
no l'Italia, l'Africa, la Gallia ,
termine al regno longobardico, e
Spagna, la Bretagna, il Norico,
la principio a quello nuovo d' Italia.
la Pannonia, la Dalmazia e mezza I longobardi aveano tenuto il cle-

Illiria. Ma venendo presa e sac- ro in assoluta soggezione, e Carlo


cheggiata Milano nel 4^2 da Atti- Magno per consolidare il suo pò-!

Io re degli unni, cessò di essere tere lo léce intervenire alle assem-


residenza degl' imperatori, come blee, considerandolo come gli altri
cessò allora di essere metropoli del- possidenti. In tal modo crebbe l'au-
l' Insubria. JVel 4?^ cadde in po- torilà episcopale, e l'arcivescovo
tere deglicomandati da O-
eruli di Milano divenne il personaggio
doacre, che si proclamò re d'Ita- più ragguardevole di Lombardia, e
lia, dando termine all'impero d'oc- contrappeso all'armata potenza dei
cidente. Nel 493 Teodorico re dei conti, ciò che il popolo vide vo-
goti se ne fece padrone, ma la lentieri.

maggior depressione della città ed In processo di tempo, sotto i de-


il più grande suo avvilimento fu boli successori di Carlo Magno,
nel 539, quando soggiogata da U- l'arcivescovo di Milano cogli altri
raia nipote e generale di Vitige, vescovi più volle elessero il re in
trovossi spogliata de' suoi abitanti, Lombardia. Il magnanimo arcive-
i quali, escluse le donne date ai scovo Ansperlo da Biassono, ricinse
borgognoni, furono tutti crudel- la città di forti mura, verso 18 79,
mente Tanto fece Uraia
trucidati. la ristorò dalle passale rovine, l'ab-
considerando Milano ribelle e par- bellì con edifizi, e singolarmente
teggiare per gl'imperatori greci che coH'atrio di s. Ambrogio. I vesco-
pretendevano l'Italia. In fatti, -ve- vi fatti potenti, conferirono la coro-
nuti Belisario e Narsete generali na d' Italia non più a stranieri^
di Giustiniano I, la città divenne ma ad italiani, nelI'SSS per cui
suddita degl'imperatori d'oriente, e Berengario duca del Friuli fu co-
inoh'i de' fuggili ripalriarono. Men- ronato dall'arcivescovo Anselmo.
tre Narsete cominciava a ricingerla Gli disputarono quella dignità i re
di mura, venuto in Italia nel 568 di Geimania; poi Lamberto duca
Alboino coi longobardi, Milano passò di Spoleto, eletto da una fazione
58 MIL MIL
contraria all'nrci vescovo di Milano, di s. Ambrogio. Ottone I per repri-
assediò anche e prese Milano nel- mere i suddetti signori feudatari irre-
r8g6. Qui cominciarono le gare quieti, per farsi amici i comuni rico-

fra vari re, duranli le quali l'ar- nobbe i privilegi che già eransi pro-

civescovo e il popolo crebbero di cacciati. Quando Landolfo arcivesco-


importanza perchè gli emuli cer-
,
vo ottenne l' intera giurisdizione di
carono amicarseli con doni e pri- conte di Milano, e nominava i

vilegi. Intanto sopraggiunsero gli magistrati, i nobili si opposero, ma


unni a devastare le campagne, e falliti nell'impresa accettarono feu-
Milano si accrebbe colla distruzio- di da esso. Divenuto arcivescovo
ne di Pavia ordinala nel 924 da Eriberto da Cantù, pretese ch'essi
Berengario condottiere degli unga- fossero suoi vassalli, e vintili nel
li o unni nel 945 vi si tenne la
: io36 invitò Corrado II re di Ger-
prima dieta per l'elezione del re mania a venire per la corona di

d' Italia, Passata nel 962 la coro- ferro, e Io trattò splendidamente e


na imperiale ai tedeschi, fu l'Italia lo fornì di truppe per soggiogare
unita alle sorti di Germania (P'c i pavesi Ingelosito l' imperatore
.

di), non perchè gl'imperatori pro- della potenza clericale, imprigionò


priamente la padroneggiassero, ma ne Eriberto che fuggito rientrò \a Mi-
aveano l'alto dominio, governando- lano per difendersi, e per mante-
si i principati, le repubbliche e si- nere l'ordinanza militare inventò il

gnorie a proprio piacere, solo ob- carroccio, sul quale pose lo sten-
bligati all'omaggio di sovranità e dardo Ambrogio, come si
di s.

al servigio militare. Gli elettori del- disse Carrozze ed al-


all'articolo
l'impero sceglievano il re di Ger- trove. L'arcivescovo nel loSy trion-
mania, che ad Aquisgrana prende- fò dell'imperatore e de'noljili, che
va la corona d'argento; poi sceso dovettero sottomettersi, talché tro-
in Italia, i signori e vescovi lo ri- vandosi sotto la giurisdizione mede-
conoscevano, indi consecrato re d'I- sima i liberi cittadini e i vassalli, re-
talia a Milano o a Monza colla stò costituito il libero comune. Osser-
corona di ferro dall'arcivescovo di va il Muratori che i milanesi furono
Milano, passando a Roma vi rice- de'primi a mettersi in libertà, cac-
vea dal Papa la corona d'oro e il ciando i ministri cesarei ed eleggen-
titolo d'imperatore: i lombardi gli done de'propri, prendendo qualche
pagavano il viaggio, e l'imperatore forma di repubblica. Le guerre in-
«e n' andava e spesso non ricom- testine prodotte dai simoniaci e
pariva più , e i signori tornavano a nicolaiti diei'ono 1' ultima mano
fare ogni loro voglia come indi- all'emancipazione della plebe mila-
pendenti ; cose tutte trattate a'ioro nese; già avea cacciato di città col
articoli, conje Coronazione, Impero, loro capo Lanzone, Eriberto nel
ed altri relativi. Francesco Vedasi io4'2. Verso questo tempo si ripor-
Antolini: Dei re d'Italia inaugU' ta la primaria origine de' famosi
rati o no con la corona ferrea , avvenuta quando
Uniilinli (P^edi),
Milano i838. l'imperatore Enrico III occupata
Valperto de Medici ai'ci vescovo di Milano mandò in Germania pres-
Milano, invilo Ottone I a venire in soché tutti i cavalieri che vi tro-
Jtqlia, eie incoronò re nella basilica vò, i quali vestironsi di bianco, ed
MIL MIL 59
ollcnnero ripalriare , onde liunili tore, ed Innocenzo II mandò loro
dal ven. Meda furono apjMovati per legalo s. Bernardo, il quale ri-
dalla santa Sède nel Il Pa- ri 17. cevuto con sorami onori li riconci-
pa Alessandro II pertossi a Milano e liò colla Chiesa, essendo stali sedot-

nel 1067 vi canonizzò s. Arialdo dia- tida Anselmo vescovo intruso. Vo-
cono, martirizzato nel precedente lendo Federico I Barbarossa rimet-
anno a' 28 giugno dai nicolaiti e tere l'impero in vigoria, dopo che
simoniaci concubinari ; questi nel i predecessori aveano domato feu- i

1076 martirizzarono pure s. Er- datari coll'alzar i comuni, a questi


lembaldo nobile milanese, che Ur- volle por freno colle armi. Prese
bano li reduce da Francia cano- le parti mol-
de'Iodigiani, e devastò
nizzò in Milano nel 1096, Nel logS te terre massime Tor-
de'milanesi,
Milano si sottrasse interamente nel tona togliendo a Milano
, dazi i

politico da ogni dipendenza dall'im- e la giurisdizione, dopo essersi im-


pero, regnando Enrico IV, che es- padronito della città con lungo
sendo in guerra col Papa non po- blocco nel 11 58. I miTanesi alla
tè usar della forza. Alla crociata sua partenza cacciarono nell' anno
promulgata da Urbano II si asso- seguente il presidio, indi ripresi i

ciarono molti milanesi, t. "«'quali i loro diritti, portarono la guerra


Selvatici, Ro, i Roci, e Ottone
i contro quanti avevano secondato
Visconti che conquistò in oriente l'imperatore, e riedificarono Torto-
lo scudo della serpe, che divenne na. Tornato Federico I con più
la gloriosa insegna dello stalo. Pre- robuste armi, con centomila uomi-
cedette crociati T arcivescovo An-
i ni, cui associaronsi le milizie di più di
selmo da Boisio con un braccio di trenta città italiane, spaventate dal
s. Ambrogio, e vi morì di ferite. crescente potere di Milano, la cit-

Quelli che tornarono con Angil- tà come ben forte si pose in dife-
berto Pusterla e Senatore Settata sa, ma la fame e le malattie la
fondarono il pio luogo delle quat- costrinsero a cercar patti. Federico
tro Marie, ed altri la chiesa di s. 1 in Roncaglia li accettò, esigendo
Sepolcro. d' imporre i magistrati, ciò che i
Governandosi i milanesi coi loro milanesi ricusando, l' imperatore li
consoli, la prosperità infuse smania pose al bando dell' impero fece ,

di dominar sui vicini, e comin- mutilare chi poteva prendere, e po-


ciarono guerre fraterne. Tutte le se l'assedio a Milano nel 1162,
città vicine Tremavano alla sola Inesorabile non volle accordar con-
minaccia de' milanesi di fare uscire dizioni, la prese nel marzo, ordinò
dalle porte il terribile carroccio ; agli abitanti che tulli uscissero e-
quindi Milano al70ssi punto
al di siìli nelle vicine terre, abbandonan-
essere considerata la prima città di dola al furore degli altri italiani,
Italia.Lodi venne ridotta in cene- che vi sfogarono la loro invidiosa
re nel II 11; Como nel 1127 di- rabbia. Federico I guastò, ma non
roccato dopo dieci anni d'attacchi ;
distrusse le mura coronate di fre-
indi Pavia e Cremona furono mi- quenti torri , e non vi sparse il

nacciale coU'esercilo. Intanto i mi- sale come dice la leggenda: i mi-


lanesi seguirono le parti di Cor- lanesi soffrirono cinque anni di du-
Vado HI contro liOtario II imperf^- vo esilio prima di ripalriave.
L

fio M 1 M I L
Non andò guari che considerali da Italia. Nel 186
creò in Milano
1 si

Federico I gl'itiìiiani come gente con- im magistrato col nojne di podestà,


qiiistata, giurarono essi difendersi venendo a ciò eletto Uberto Vis-
e riedificar Milano, che nell'aprile contipiacentino; questa magistra-
I 167 vide i suoi emuli concorrere tura però andò soggetta a varie
al suo risorgimento e fortificazioni, vicende secondo le dominanti fa-
ciò che non potè impedire l'impe- zioni. Risorta più bella e vigorosa
ratore. Papa Alessandro III benedì di prima, Milano si vide poscia
questa concordia di italiane volontà, involta nelle civili discordie, per le
e vari principi contribuirono con- famose e deplorabili fazioni dei
denaro ; allie città si uni-
forti e Guelfi e Ghibellini [f^edi).
rono alla famosa lega lombarda Eccoci prossimi a parlare de'pri»
che formossi contro Federico I sino nii dominatori di Milano, i Torre o
al numero di ventitre ; cioè Milano, Torriani, ed i Visconti. La farai-
Creoìona, Lodi, Bergamo, Ferrara, glia Torriani o della Torre credesi

JJrescia, Mantova, Verona, Vicenza, francese d'origine, e la stessa che


Padova, Treviso, Venezia, Bolo- quella della Torre di Auvergne.
gua, Ravenna, Bobbio, Rimini, Mo- Due di questi signori, venuti io
dona, Reggio, Parma, Piacenza, Tor- Italia nel secolo XII, fermatisi in
tona, Vercelli, Novara. L'imperato- Como per le nozze di due signorQ
re sbuffante pose i lombardi al eredi di Valsassina, ottennero que-
b'jndo dell'impero, ed i milanesi sfo dominio, per cui i discendenti
ed altri italiani per interrompere le si dissero conti di Valsassina, passa-
coinunicazioni fra Pavia e il Mon- l'ono a Milano, e fattisi protettori
ferrato, di parte imperiale, fabbri- del popolo contro la nobiltà, vi
carono la città d'Alessandria della acquistarono onoj'i, poteri e ric-

J'aglia (Fe^j). Indi nel 1


1
76 pres- chezze. La famiglia Visconti viene
*o Legnano a'29 maggio riporta- dagli antichi signori d' Anghiera.
rono gloriosa vittoria su
Federico Alcuni però la fanno derivare da
J, che si salvò confondendosi coi Berengario II re d' Italia , altri

cadaveri, venendo sconfìtto lutto il dalla famiglia imperiale Angela


suo esercito: la coorte milanese di Flavia. Furono chiamati Visconti
soli900 uomini, delta della morte, per essere .«tati lungo tempo luo-
faceiido prodigi di valore , decise gotenenti nel governo politico del-
A mediazione di Ales-
dclla vittoria. l'arcivescovo di Milano, il quale
Sandro Hi nel 1177 si combinò hiogotenenle dicevasi Vicecoines .

dall'imperatore una tregua colle Questa famiglia si fece capo della


città lombarde, e preferendo di aver- nobiltà di Milano contro Tor- i

ie amiche, \n Costanza {l^edi)^\m'h riani con cui ebbe lunghe risse,


la pace ai rappresentanti della lega finché rimastane vittoriosa ottenne
liMnbarda, assicurando loro il dirit- la signoria della patria. Nel 1199
to di eleggere i propri magistrati, tra la repubblica di Milano ed
e darsi leggi e governi municipali, il popolo di Lodi si sottoscrisse
.M)tto una determinata protezione pace onorevole e lega, crescendo
dell' iuq)ero germanico. Allora Fe- Milano in edifizi , manifatture e
derico 1 divenne alleato de'milane- per studi, ne'quali divennero celebri
per sostenere i suoi diritti in Qberlo dell'Orto legista, e Giovuiv
MIL MIL 6t
ni medico. Milano ebbe per lo più Federico II dalla guerra contro i

I nemiche Pavia e Cremona amiche


Piacenza, Crema, Novara, Vercelli,
; milanesi.
1240 o
Pagano della Torre nel
1242 era slato nominato
Verona, Bologna, Faenza e Tre- per gratitudine dal popolo suo
viso mulabili Como, Lodi e Ber-
; prolettore contro la nobiltà , do-
gamo. Non avendo milanesi buon i po il quale venne il nipote pro-
sangue cogl'imperiHli , da cui era clamato anziano della credenza ,

stala dislrulta la città , nelle lolle carica equivalente alla dignità tri-

di Enrico Vie Federico II, figlio e bunizia de' romani Pagano per :

nipote del loro antico nemico, se- l'amore conciliatosi del popolo mi-
guirono i loro avversari e parteggia- lanese, e per la sua moderazione
rono per Ottone IV che incoronaro- e rare doti fondò la grandezza di
no re d'Italia, ond' essere soccorsi sua famiglia. L'arcivescovo cedendo
nella conquista delle città lombar- i diritti di conte, si riserbò di bat-
de. Sostenendo Innocenzo III Fede- tere moneta, riscuotere un pedag-
derico II, scomunicò i milanesi se- gio alle porte ed altro, raggua
guaci di Ottone IV, perchè dive- gliandosi la loro entrata ad ottanta-
nuto ribelle alla Chiesa, al modo mila fìorini d'oro.
detto alla biografìa di quel Papa. Tre intanto impedivano
consigli
In seguito i milanesi furono -vinti solidità ordinamenti civili, cioè
di
dai cremonesi, prendendo parte per quello della credenza di s. Ambro-
Enrico contro l'imperatore suo pa- gio, quello della credenza de'consoli,
dre. Federico II tolse loro diverse e quello chiamalo la motta: i di-
città, che poi ricuperarono, e Gre- ritti della sovranità stavano nel con-

gorio IX spedì legati a Milano per siglio generale, la nobiltà favoriva


con quelT imperatore
riconciliarla per lo più i ghibellini aderenti al-
nel 1236, favoiendo milanesi. i l'imperatore, che per segno aveano
Tuttavolta volendolo affrontare re- il colore rosso, mentre bianco era il

starono i milanesi sconfìtti a Cor- contrario de'guelfì segnaci del Papa, a-


tenova nel 1287, proteggendo e vendo per loro la plebe, che al suono
scortando la loro ritirata Pagano della martinella del duomo combat-
della Torre o Torriani signore tendo sotto lo stendardo di s. Ambro-
della Valsassina : il carroccio tolto gio prevaleva. Altri interni guai per
loro da Federico II, da questi
fu Milano furono l'eresie de' catari e
mandato a Roma nel Campidoglio. patarini che aveano più denomina-
Impazienti di ricuperare la gloria zioni: s. Pietro da Verona pel suo
militare, i milanesi ripresero ardire, zelo restò da loro martirizzato. Re-
poterono costringerlo alla ritirata duce da Lione, ove avea deposto
nel i23g, combattendolo compiuta- Federico li, nel i25i Innocenzo
mente: nella battaglia si distinse la IV giunse a Milano ricevuto per-
coorte detta degV in coronatij però nel ciò con grande onore, e vi dimorò
1 241 soffi irono altra rotta da Federi- due mesi, portandosi poscia a Brescia.
co dopo aver rinnovata contro di
li, Avendo i milanesi nominato il sud-
lui la lega lombarda a Mosio sul detto Pagano protettore del popolo
mantovano. Inutilmente il cardinal ambrosiano, specie di sovranità de-
Conti, poi Alessandro IV, erasi por- mocratica dispiacendo ai nobili
,

talo in Lombardia per rimuovere questo re popolare, e mal riuscendo


62 MIL MIL
coU'opporvi i chiamò a
Visconti, Nel voi. XXXII,
triarca di Aquileia.
signore il tiranno Ezzelino III da p. 272 275 del Dizionario nar-
e
Romano, che però il popolo capi- rammo come Gregorio X Visconti
tanato da Martino della Torre ni- di Piacenza nel 1273 si recò in
pote di Pagano, prendendo la cro- Milano agli 8 ottobre nel mona-
ce bandita contro di lui da Ales- stero di s. Ambrogio, e lasciò la
sandro IV, l'incontrò ed uccise. città ai 12 di detto mese nell'in-
Nel 1253 insorte essendo altre terdetto perchè era ostinata in ri-
dissensioni fra il popolo ed i no- fiutare Ottone; non che quanto vi
bili, Manfredi Lancia marchese d'In- fece nel ritorno, sottoponendo alla
cisa fu creato signore di Milano scomunica la fazione de' Torriani,
per tre anni, essendo dopo nomina- che avevano tentata l'uccisione di
to per anni cinque il marchese O- Ottone ed occupate le sue rendite
berto Pallavicino che prese il titolo ecclesiastiche. Dipoi l'esule Ottone
di capitano generale. Nel 1257 raccolte forze, coi vassalli della se-
Martino della Torre anziano del de episcopale, coi nobili e coi ghi-
popolo scacciò dalla città i nobili bellini sorpresea Desio i Torriani
coir arcivescovo Leone e Perego a'2 1 o 27 gennaio 1277, li scon-
loro capo, divenendo primo signo- fisse, e mandò a morir di fame e

re de'milanesi; ma nel seguente an- di rabbia nel castel Baradello Na-


no si conchiuse la pace della di s. poleone che i comaschi avevano
Ambrogio, tra i nobili ed il popolo, chiuso in una gabbia di ferro ;

nella quale si bilanciarono i dirit- terminando di vivere in prigione


ti de'primi con quelli del secondo. anche altri suoi parenti. Entrato
Morto Martino della Torre gli suc- Ottone trionfante in città, fu gri-
cesse nel 1263 Filippo suo fratel- dato arcivescovo e signore tempo-
lo col nome di podestà e signore rale, incominciando da lui la for-
perpetuo, ma dominanti dis-
attesi i tuna di sua casa ; poscia nominò
ordini, venne per cinque anni no- signore Guglielmo Lungaspada mar-
minato signore di Milano Carlo di chese di Monferrato , colla lusin-
Angiò. Napo o Napoleone della ga di sedare colla autorità sua
Torre, figlio del famoso Pagano, i partiti dominanti in città. Nel
più tardi alla morte di Filippo 1282 poi marchese, e
scacciò il

l'anno 1 265 gli successe nel titolo vi governò solo, facendo nominare
e nel potere ; e Rodolfo I re dei nel 1287 capo del popolo Matteo
romani lo nominò suo vicario im- Visconti suo nipote, e l'anno dopo
periale, per cui fece rivivere i di- podestà di Milano con ampi pole-
ritti già spenli degl'imperatori. Do- v'ì, essendo stato nominato anche
vendosi eleggere 1' arcivescovo di vicario imperiale dall' imperatore
Milano, come meglio diremo par- Rodolfo, avendo 1' investitura
ed
lando degli arcivescovi, popolari i della città da Adolfo nel
e stato
portarono Raimondo zio di Marti- 1294, confermatagli da Alberto I.
no suddetto de'Torrianij e nobili i Morto Ottone nel 1295, impau-
Ottone Visconti : il Papa Urbano rite le città lombarde del crescente
IV favorendo questo, sotlopose la dominio di Matteo I dello Magno
città air inlerdelto che non lo vo- che gli era successo nella signoiia,
leva: Raimondo divenne poi pa- stabiluono in Pavia una lega contro
M LI M I L Gì
di esso, ma egli scoperta una con- Nel iSiS Azzone suo figlio fu
giura ordita a suo danno la distrus- proclamato signore e nominato vi-
se; tuttavolta nel i3o2 fu costretto cario imperiale; ristorò la grandez-
alla fuga per opera de' Torriani za di sua famiglia, fece cingere
ricondotti in città dalla loro fazione. la città di nuove mura, la miglio-
Guido Torre nipote di Na-
della rò, nobilitò con pitture di Giotto
poleone divenne perciò signore del- e di altri il palazzo di corte, alzò
la patria, mediante gli aiuti dei la torre di s. Gottar<lo col primo
guelfi, del patriarca d'Aquileia Rai- orologio che suonasse in Milano, e
mondo suo zio, e di Alberto Scot- fu primo de' Visconti che si di-
il

to signore di Piacenza, che con ne- chiarò apertamente sovrano, e che


ra gratitudine indi gli tolse. Lo fece porre sulle monete il suo no-
Scotto però la ricuperò. Divenuto me ed effìgie. Gli turbò la qinete
Cassone o Gastone suo parente a mano armata Lcdrisio suo cu-
arcivescovo di Milano, per gelosia gino. Alla di lui morte nel iBSg
Guido nel iSog lo rinchiuse coi il concilio generale gli die succes-
tre fratelli nella torre d' Anghieri, sore lo zio Luchino, che dilatò il

rompendo così l'unione di sua fa- dominio, introdusse l'ordine in Mi-


miglia, e facendosi nemici i suoi lano e la pubblica sicurezza, culla
partigiani. Venuto in Italia l'impe- monarchia assoluta nel i34i) do-
ratore Enrico Yll per prender la po essere stalo nominato col fia-
corona in Milano e sistemarvi la tello arcivescovo Giovanni 11, vica-

pace, nel i3io vi ricondusse Mat- rio di Milano e delle città sogget-
teo I, lo riconciliò coi milanesi, te da Benedetto XII, coli' annuo
ritornandolo in possesso del sovra- tributa di diecimila fiorini d' oro.
no potere col titolo di vicario del- Avvelenato Luchino da sua moglie
l'impero. I Torriani vennero con Isabella del Fiesco, nel i349 prese
Guido all'improvviso assaliti, e per le redini del governo l' arcivescovo
sempre cacciali dalle truppe tede- Giovanni 11 suo fratello, che comprò
sche coU'opera e maneggio de'Vis- Bologna e Genova, proteggendo le
conti: Guido si ricovrò in Cremona, arti e le scienze, e colmando di o-
dove morì nel i3i2, e la sua fami- nori e doni i cultori di esse e il

glia non potè più ricuperare la signo- Petrarca da lui chiamato a Milano;
ria di Milano. Un ramo de'Torriani avendo ricusata l' ollerta signoria
ritiratisi nel Friuli vi fiorirono col ti- che gli fece di Roma una fazione,
tolo di conti di Valsassina. Matteo I disgustata dal vedere i Papi slabi-
assoggettò Alessandria, Tortona, Pia- liti in Avignone dal i3o5. Per la

cenza, Pavia,Bergamo, Lodi, Como, invasione di Bologna, Clemente VI


Cremona, Vercelli, Novara; ma sco- nel i35o lo scomunicò, e interdisse
municato per eretico, si ritirò a mo- Milano, per non essere Giovanni li

rire tra 1 canonici di Crescenzago. comparso in giudizio; indi il Papa gli

Nel 1822 gli successe nella signoria spedì un legato ordinando restituir
Galeazzo I suo figlio, che fu per Bologna, e che deponesse o l'arcive-
perdere ogni cosa per le sue im- scovato o il dominio temporale; ma
prudenze e lascivie ; si alleò con Giovanni 11 vestito pontilìcalmente,
Lodovico il Bavaro, sconfisse i cro- nel duomo alla presenza del popo-
ciati, e spiegò tirannico dominio. lo, moslrossi col pastorale in una

64 M 1 L MIL
mano e la spada nell'altra, dicendo della Chiesa e degli ecclesiastici.

al legalo: P uno coW al-


diftudero Venne finalmente abbattuto dall'»;

tra. Ciò saputosi dal Papa, citò sercito che gli mosse contro, co
il Visconti a recarsi in Avignone, mandato da Amedeo VI conte d'
e l'arcivescovo promise di compa- Savoia. A Galeazzo II successe il

rire. Narra il Corio, seguito da al- figlio Gian Galeazzo nel iSyB, it

tri e da altri ligettato , che vi quale cacciò lo zio Bernabò nel


mandò innanzi il suo segretario ad castello di Trezzo a morir di cre-
apparecchiar le cose necessarie per pacuore o di veleno nel i385: fu
dodicimila cavalli e seimila pedoni; padre di trenta figli legittimi o
ciò che saputosi da Clemente VI, naturali che sparsero in Italia, in
chiamò il segretario, e rimandollo a Germania e in oriente la stirpe
Milano con dire al suo signore che de' Visconti; e maritando
sue fi- le,

sospendesse il viaggio. JN'el iSSa glie coi duchi d'Austria, di Bavie-


l'arcivescovo fu assolto, e data Bo- ra, di Wurtemberg, coi principi d'In-
logna in vicariato per dodici anni ghilterra, di Cipro e di Gonzaga, le

coll'annuo censo di dodicimila fio- loro doti gli costarono più di due
rini, e subito centomila, come rife- milioni di fiorini d'oro. 1 milanesi
risce Fantoni nella Storia d'A-
il se ne rallegrarono di veder estinto
vignone; aggiungendo il Novaes che Bernabò e giurarono obbedire al
,

il Papa rinnovò in lui l'investitura nuovo signore, che tenendo ventu-


di Milano. na città soggette, allestì il diadema
Morto nel i354 Giovanni II, per coronarsi re d'Italia, i cui signo-
Matteo II, Bernabò e Galeazzo li ri però mandarono fallito il disegno.
suoi nipoti spartirono lo stato, serban- Gian Galeazzo spedì in Boemia suo
do Milano eGenova indivise, parteg- ambasciatore Pietro. Filargo, poi car-
giando per gl'imperatori. Matteo li dinale e Papa Alessandro V, per
morì nel i356, ed i fratelli si distin- ottenere dall' imperatore Venceslao
sero per crudeltà, e Urbano V nel le insegne e titolo di duca di Mi-
I 363 condannò Bernabò usurpatore lano, e lo conseguì nel i SgS anco
di diverse terre della Chiesa, quale pei successori, dicesi collo sborso
eretico ed empio , comprendendo di centomila scudi, dominando altre
nella sentenza i di lui discendenti: trentacinque città. Gian- Maria che
più inlimò la crociata con indul- gli successe nel i4o2, non profittò
genze a chiunque contro di lui della paterna grandezza, che per
pigliasse l'armi. Ritornato nel i 364 mostrarsi tiranno, feroce e insen-
Bernabò al suo dovere, non andò sato : si abbandonò ai capitani di
guari a malmenar di nuovo lo ventura condottieri di truppe mer-
slato della Chiesa, il perchè Urba- cenarie e senza sentimenti di ono-
no V ricorse all'inqjeiatore Carlo re, onde occuparono alla Chiesa an-
IV, acciò si recasse in Italia a raf- che Bologna. J\on paghi del sac-
frenarlo, concedendo indulgenza a cheggio, allettavano anche dominio,
chi l'avesse seguito. Divenuto Papa e Facino Cane uno di essi erasi
Gregorio XI dichiarò guerra a , impadronito di molte città lom-
Bernabò, e gli formò altro proces- barde, anzi del governo di Milano
.so ; lo citò a presentarsi alla san- stesso, tanto che, allorquando Gian
ta 5ede, dichiarandolo persecutore Maria nel i^\i fu trucidato ia
MIL MIL 65
%. Goliardo, al fratello Filippo Ma- Filippo Maria Visconti, ultimo
lia non reslava che Pavia. Ma Fi- di sua stirpe, morì d' apoplessia ai
lippo, accorto e sposando spietato, i5 luglio 144? > senza prole legit-
Beatrice da Tenda, rimasta vedova tima, e lasciando erede de'suoi sta-
di Facino, n' ebbe in dote i vtisti ti Alfonso V re d' Aragona e di
possedimenti di questo, poi la lece Napoli suo strettissimo amico. Ma
accusare per adultera e morire. i milanesi che avevano elevato i
C-inoscendo che la forza era lutto, Visconti al comando, si credettero
e la forza stava in mano de'men- tornati liberi , o«de costituirono
tovati duci , s' appoggiò al conte Vaiirca repubblica ambrosiana. Pe-
Carniiignola prode condottiero, e a rò pretendevano pure a questo paese
Francesco Sforza più foilunato di l'imperatore Federico IH come feu-
lui, figlio del celebre Muzio Alten- do, e Carlo duca d'Orleans come
dolo di Colignola, della qual (àrai- discendente per linea materna dai
gliaparlammo nel voi. XXII, p. Visconti , per Valentina sorella de-
299 e 3oo del Dizionario ed al- gli ultimi due duchi; aspirando al-
trove. IS'el concilio di Costanza eb- tresì al dominio del ducato Luigi
be fine il lungo scisma, e l'eletto duca di Savoia nipote di Filippo,
Martino V recandosi nel i4i8 in la repubblica di Venezia, e princi-
Italia, da Pavia si diresse a Milano, palmente si pretese da Fiancesco
dove giunse a' 12 ottobre, splendida- Sforza come marito di Bianca, e
mente trattalo dal duca Filippo ; siccome adottato per figlio dal de-
a'16 ottobre inaugurò l'ara massi- funto, e sostenne le sue ragioni con
ma del duomo, ed ai 17 parti per forte esercito. Per la pace d'Ita-
Brescia. 11 successore Eugenio IV lia s'interpose coi pretendenti Ni-
fu grandemente tribolato dal duca colò V, e nell'anno i448 nominò
di Milano con insidie e lunghe legalo il Giovanni Mori-
cardinal
guerre che a' loro luoghi descri- nense. Francesco alfumò
Intanto
vemmo : inoltre Filippo parteggiò Milano, e ridotti all'estremo i mi-
pel conciliabolo di Basilea, ed ago- lanesi, mandarono a Vimercato a
gnò il dominio di Roma : il conci- fare a lui la dedizione , ed ecco
liabolo elesse antipapa col nome la dinastia Sforza sottentrata alla
di V, Amedeo YlII duca
Felice signoria di Milano. Egli era fi-

di Savoia, vedovo di Maria figlia glio del celebre Muzio Altendolo


del duca Filippo. Pel duca guerreg- di Colignola in Romagna ,
prode
giarono nello slato pontificio Ni- guerriero che prese il cognome
colò Piccinino e Francesco Sforza, Sforza per la violenza onde tutto
impadronendosi della Marca ed al- voleva a suo modo. Avendo servito
tri luoghi. Solo ne! 144^ Eugenio sotto gli stendardi della Chiesa, Gio-
IV si pacificò con Filippo, il quale vanni XXIII lo nominò conte di Co-
diede la sua figlia naturale Bianca tignola e gonfaloniere della romana
in isposa allo Sforza. La corle fe- Chiesa. Il duca Francesco generoso
ce sfarzi di lusso , s' imparentò coi risparmiò i danni e l'onta della
reali di Francia e di Germania, sconfitta, frenò la licenza militare,
fiorirono le manifatture, si miglio- abbellì con edifizi Milano, e favorì
rò l'agricoltura, la ricchezza e l'o j letterali che corrisposero col ma-
pulenza si accrebbe in Milano. gnificarlo. Federico 111 portandosi
VOL. XLV. S
66 M I L MIL
R Roiiia nel ì^52 a coronarsi im- da Costantinopoli, in Milano furon«
peratore, -vi prese pure da Nicolò d'eccitamento agli studi. Il duca Lo-
V ìò corona longobardica, invece di dovico il Moro con 600,000 zec-
jiceverla a Milano, per non essere chini di rendita polca dirsi felice,

coslrello a riconoscere duca lo Sforza, se la giustizia non gli a- di Dio


3Vel i4^4 Nicolò V
ottenne pace vesse preparato il castigo. Divenuto
all'Italia, con trattato conchiusò in nel 1498 re di Francia Lodovico
Lodi, tra i fiorentini, il duca di XII, come nipote di Valentina Vis-
Milano,- i veneziani , e poi vi fece conti, preteseil ducato di Milano,
accedere Alfonso V. Le quindici si collegò coi veneziani e con A-
città alla iiìorle di Francesco, nel lessandro VI, e nel i499 costrinse
1466 passarono al degenere figlio alla fuga il Moro, il quale avea
Galeazzo Maria , clie rifiutando i tentato di muovere contro
Ba- il re
materni consigli, disgustò i signo- jazello imperatore de'turchi. Egli
II

ri, che nel i47^ '' assassinarono avea pur deposto l'allro nipote Fran-
nella chiesa di s. Stefano (la sua cesco Sforza nato nel 1490, che
figlia naturale Caterina , maritata poi morì nel i5i2. Lodovico XII
a Piiario, e di cui parlammo ad compensò il Papa con dar a suo
Imola e Forlì sue signorie., fu figlio Cesare Borgia il ducato di
nva di Cosimo I granduca di To- Valenlinois. Entrali i francesi a'6
scana). In quel frangente Bianca ollobre i499 '" Milano, Gian Gia-
seppe conservare il dominio al fan- como Trivulzio posto dal le a go-
ciullo Gian Galeazzo Sforza, e nel- vernatore di Milano, scontentò i
l'anno seguente Sisto IV spedi in ciltadini, i quali richiamarono il

Milano legalo il cardinale de' ss. ]Moro, riporlalovi da gcnli tedesche


Nereo ed Achilleo, acciò non ac- nel 1 5oo, Poco dopo abbandonato
cadessero innovazioni. La vedova diigli svi/zeri da lui iissoldati, a' o 1

del defunto, Bona di Savoia, prese aprile i francesi per tradimento lo


il governo dello sialo ,
pel figlio fecero piigioniero sotto Novara, e
minorenne del figlio. Bianca fu al- lo condussero in Francia, ove morì
lontanata, e Lodovico Sforza dello iniseramenle a Loches nel i5o8.
il Moro per aver introdolli
(forse Quanto, al cardinal Ascanio Maria
nel suo giardino di Vigevano, e poi Sforza, fratello del duca , inimica-
a Milano, i gelsi) zio del fanciullo tosi con Alessandro VI, fu contem-
Tisurpò la reggenza , quindi eccitò poraneamente fallo prigione in Ri-
Carlo Vili re di Francia alla con- valta dai veneti, preso a tradimen-
quista del regno dì Napoli, a scen- to da Corrado Laudi e venuto ,

dere in Italia. Allora accelerò la nelle mani del re di Francia, per


morte del giovane duca nel i494. tre anni lo tenne chiuso nella tor-
Lodovico gli succedette e nel ì^c)5 re di Bonrges, solo rilasciato nel
assunse il ducato di Milano, inve- i5o3 pel conclave di Pio III ;
quin-
stitone con diploma da Massimilia- di Giulio li vietò il suo ritorno,
no I re de'romani. Adornò Milano come avea promesso. I francesi ri-

con edifizi , favori Bramante da preso Milano, il re ne ottenne l'in-


Urbino, e il gran Leonardo da vestitura nel i5o5 da Massimiliano
Vinci dalla cui scuola uscirono ini- I con diploma.
tuortali pittori, Molti greci fuggili Qual padre connine, Giulio II si
MIL M I L 67
riliiò dalla lega di Cambray. I esso stampati in Parigi, Nell'ar-
francesi ne restarono tanto rammari- chivio Valicano è la rarissima
cati mossero guerra,
che non solo gli edizione, che fu fatta in quel tem-
ma sedussero alcuni cardinali na- po in pergamena, a spese dell'ab-
zionali e spagnuoli. Questi osarono bate Subasiense Zaccaria Ferre-
convocare un conciliabolo a Pisa rio, protonotario di questo sedi-
per deporre il Papa, indi passaro- cente concilio ,
poi vescovo di Se-
no a tenere il detestabile congres- baste e dì Guardia, uomo dot-
so in Milano, ove il clero stiman- tissimo e di gran credito nella cor-
do contaminala la città chiuse loro te romana.
le porle de'templi, per cui trasfe- in Lombardia il do-
Stabilitosi
rii'onsi '
a Lione. 11 Rinaldi dice minio francese, durò fino al i5i2,
all'anno i5ii, n. 4'> ^^^^ ta'^ ri- in cui dalle armi della quadrupli-
soluzione gli scismatici la presero ce lega, promossa da Giulio 11, fu
a' 1 2 novembre, e giunsero in Mi- rimesso nel ducato di Milano Mas-
lano a'7 dicembre; ed al n. 5o similiano Sforza figlio del defunto
racconta che Giulio li scomunicò Moro, ricevendone l'investitura da
i senatori di Milano ed i mae- Massimiliano I ed francesi colla
; i

strati delle città di Lombardia per giornata di Novara furono rincal-


secondare i voleri del re di Fran- zati olire le Alpi. Tuttavia il duca
cia nel riscuotere inique imposte, Massimiliano Sforza non potendo
comprendendo in tal sentenza Tri- reggere al peso delle enormi som-
•vulzio. 11 Ripamonti nella Storia me, che gli conveniva pagare ai
della chiesa di Milano lib. 4, , 1 collegati che lo sostenevano in tro-
scrive, che il cardinal Carvajal, ca- no, e più alle possenti armate con-
po de' cardinali sediziosi, fu quivi dotte nel i5j5 dal nuovo re di
eletto antipapa col nome di Mar- Francia Francesco I, fu obbligato
tino; ma o vi è equivoco ndla io tale anno a cedergli dominio,
il

notizia, o tale elezione restò af- e mori poi nell'anno i53o. Na-
fatto occulta fra loro senza pa- te alcune gelosie di stato tra il

lesarsi al pubblico, non essendovi re e Leone X,


mossero questi a
alcuno scrittore contemporaneo che collegarsi contro di lui coU'impera-
ne parli, né facendosi menzione al- tore Carlo V, il quale cominciò ad
cuna di ciò nella palinodia di affacciare pretensioni sul milanese,
detto cardinale in tempo di Leo- accresciute poi pel suo matrimonio
ne X
nel concilio Lateranense V con Renata di Francia. Le truppa
{Vedi) da Giulio 11 opposto a di Francesco I furono sconfitte in
questo conciliabolo. Gli altri car- Lombardia dall' esercito papale e
dinali furono Brissonet Borgia, , cesareo comandato dal cardinal le*
Brie, Sanseverino, con altri riferiti gato Giulio de Medici, poi Clemen-
dall' annalista Spendano con altre te VII, il quale entrò trionfante iix

notizie all'anno i5ii, n. 11 e 16, Milano a' 19 novembre i52i, cac-


anno i5i3, n. io. 11 Marini, Ar- ciandone i francesi. In mezzo alle
chialri t, I, p. 24^ > "^tò che la turbolenze di que' tempi vide Mi-
piima sessione del conciliabolo fu lano, ma per poco tempo ancora,
tenuta in Milano a' 4 gennaio un principe della famiglia Sforza
i5i2, come si legge negli atti di reggerne il ducato : fu questi Fraa-
68 MIL M IL
Cesco IF fratello di Massimiliano, non di miglior fortuna, con suo testa-
meno di lui infelice ed agitato ora mento chiamò alla successione del
dagli amici svizzeri ed altri, ora ducato di Milano Carlo V, preve-
dai nemici, ora rimesso, ora scac- dendo che diversamente sarebbe
ciato dalla sua dominazione, di buon stato sempre la preda del più po-
cuore e perspicace ingegno, ma tente che lo avesse invaso^ e for-
senza forza di rimediare all'agonia se per tal motivo non lasciollo ad

del paese. Nel i522 Francesco II alcuno di sua famiglia, come scrive
si trovò in Genova allorché vi giun- il Ratti, Della famiglia Sforza. Lo
se Adriano VI, il quale si mostrò scudo de' duchi Sforza era azzurro
assai inquieto pel sacco dato alla con una pantera avente un fiore
città. Dopo la battaglia della Bi- d'oro nelle branche. Da Muzio At-
cocca i francesi si ritirarono dal- lendolo detto Grande, e
Sforza il

l'Italia, ma
passate di nuovo le da Antonia Saliinbeni, nacque Bosio
Alpi, nel iSaS tornarono ad asse- Sforza sli[)ile de'conti di s. Fiora, che
diare Milano; costretti ad abban- tuttora fiorisce nel duca d. Loren-
donarlo, furono battuti dai colle- zo, erede delle fortune e preroga-
gati ad Abbiategrasso. Nell'anno tive de' Conti, Perelti, Savelli ec.
•i52 4> '" cui la peste fece stragi in (/^e/5?;) signore di Gemano ec. [Vedi).
Milano, Francesco Francia I re di Carlo V, come erede del defunto
ritornato in Italia con un'armata, duca e delle ragioni di Alfonso V,
riconquistò Milano, ma perduta la divenne duca di iNIilaiio nel i535,
battaglia di Pavia, nel parco della nei cui sterminati possessi, come
Certosa venne fatto prigioniero e goccia d'acqua nell'oceano, questo
trasportalo a Madrid, e Francesco ducato perdette ogni importanza.
II ricuperò Milano nel iSzS. Cadu- Vi pose per governatore d. Anto-
to questi in sospetto degli spagnuo- nio di Leyva, principe d'Ascoli spa-
li, e bloccato nel castello di Mila- gnuolo, che restandovi poco tempo,
no, ne cede loro il possesso nel fu succeduto dal cardinal Marino
seguente anno. Carlo V, mediante Caracciolo napoletano, e da quella
grossa contribuzione, investi Fran- serie di governatori che si legge
cesco II ducato di
ne' diritti del nel t. I, pag.87 di Milano e suo
Milano, avendone ceduta ogni ra- territorio. Girolamo Morone illustre
gione su di esso il re Francesco I milanese e conte di Lecco, scaltro
a Carlo V pel trattato diCambray politico, cercò scampare dalla rovi-
nel 1529. Colla morte di France- na gli Sforza e la patria, poi con-
sco II, ultimo duca nazionale, senza giungere l'Italia in una lega che
figli, né della prima moglie figlia ne salvasse l'indipendenza, ma essa
di Cristiano II re di Danimarca, era perita. Carlo V con bolla d'oro
né della seconda sorella di Carlo V, del i'ì'49> stabilì l'ordine di suc-
fìn'i il dominio di sua famiglia nel cessione di questo ducato nei di-
declinar di ottobre i535, la quale scendenti di suo figlio Filippo II
avea dato a Milano i summento- re di Spagna, al quale come feu-
vati duchi, l'imperatrice Bianca Ma- do dell'impero l'uvea infeudalo il
ria alla Germania, Ippolita regina 5 luglio 1546, onde restò lo stato
di Napoli, e Dona regina di Polo- unito alla Spagna, con malconten-
nia. Francesco II, principe degno to de'railanesi^ che chiamano de*
MIL MIL 6g
pioréibìle la sua dominazione, per- la lunga e fatale guerra di successio-
chè il goveinatoi'e civile e militare ne. In essa la Francia pel duca d'Aii-
ili sempre in lotta col senato della giò Filippo V, e gli austriaci tede-
città, e noti sono gli arbitrii, j ca- schi per l'arciduca Carlo disputa-
pricci, le prepotenze ed avidità di ronsi il paese. Primieramente i fran-
molti. 1 Papi investendo re di i cesi pel testamento di Carlo II nel
iSpagna delle due Sicilie, v'inseri- 1700 occuparono Milano, ma nel
vano il permesso di ritenere anche 1706 il principe Eugenio di Sa-
la signoria del milanese. JNel 1
559 voia avendo battuto colle armate
i milanesi si rallegrarono nel vede- imperiali i francesi sotto Torino,
re sulla cattedra di s. Pietro il conquistò imperatore Giuseppe
all'

concittadino Pio iV, che si mostrò I il ducato di Milano, che unito a


benefico colla patria, cui conces- quello di Mantova formò il pos-
se il privilegio che il collegio dei sesso conosciuto sotto il nome di
giurec o dottori nobili fornirebbe a Lombardia austriaca, di cui dichia-
Home un uditore di rota ed un rossi Milano la capitale. Dopo mol-
avvocato concistoriale, presentan- te guerre e lunga desolazione, col-
do una terna al Papa, il quale la pace d'Utrecht fu riconosciuta
uno ne sceglieva, come riportano l'Austria signora del milanese, es-

il Bernini, Del tribunale della ro- sendo, duca di Milano


il primo
ta pag. 53, ed il Cartari, Sylla- l'imperatore Giuseppe I, indi Carlo
bum Cons. p. i54 e iSj;
adv. s. VI suo fratello, venendo tal pos-
e l'arcivescovo a Milano. Giuseppe sesso confermalo dal trattato di
Jl volle proscrivere quest'ultimo Rastadt de' 6 marzo 1714» la^'^"
privilegio eleggendo fuori l'arcive- cato a' 7 settembre da quello di
scovo nella persona di Filippo Vis- Baden Poscia per la successio-
.

conti, lo che avendo penetrato il ne di Polonia, per nuove guerre,


collegio già lo avea ascritto tra i agli II dicembre 1783 entrarono
dottori. Per lo stesso principio, du- in Milano i gallo-sardi, e Luigi
rante fu nominato
la repubblica XV re di Francia ne divenne du-
arcivescovo Caprara di Bologna,
il ca. Conchiusa dopo tre anni la
mentre a Bologna si mandò l'Opiz- pace, fu il ducato restituito a Car-
zoni di Milano. La carità splendi- lo VI, che lo ricuperò nel 1736
da e operosa del santo arcivescovo colla pace di Vienna, tranne l'alto
e cardinale Carlo Borromeo, e quel- milanese cioè il Monferrato, l'Ales-
la del magnifico suo cugino succes- sandrino, la Lomellina, la Valsesia,
sore e imitatore cardinal Federico Novara e Tortona che aumentaro-
Borromeo, furono i soli conforti no i domini! del re di Sardegna,
che nella dominazione ebbero i stesi poi nel i743 sino al Ticino.
milanesi nel tristo loro stato, che Morto 1741 Carlo VI, gli era
nel
Je stragi delle pestilenze resero an- succeduta la figlia Maria Teresa, la
cor più terribile. quale accedè all' ultima cessione per
Successivamente furono duchi di conservare il resto. Per altra guer-
Milano i re di Spagna austriaci, Fi- ra gallo-ispani occuparono Mila-
i

lippo IH nel 1598, Filippo IV nel no nel 1745 a' 16 dicembre, ma


162 1, e Carlo II nel i665, per la mentre l'infante di Spagna d. Fi'
morte del quale nel 1700 ebbe luogo lippo ivi pensava a feste, gli so-
6

fò MIL MIL
praggiunsero nel 1746 le truppe gitto è creatoprima console, alla te-
onde a stento fuggì; fi-
austriache, sta della sua armata vinse aMaren-
nalmente trattato d' Aquisgrana
il go, ricuperò la Lombardia, a'i giu-
nel 1748 consolidò questo dominio gno rientrò in Milano, che venne
alla casa d'Austria, e apri lungo proclamata di nuovo capitale della
periodo di pace. Maria Teresa mo- risorta repubblica Cisalpina, la qua-
derò la potenza de'governatori, die le nel congresso di Lione del 1802,
nuovo sistema alle magistrature, e allapresenza di Bonaparle divenu-
nel 1780 gli successe il figlio Giù- to primo console, prese il nome di
seppe II già correggente. Questi af- repubblica italiana, di che parlasi
frettò le riforme, limitò il potere a Italia, insieme al concordato fat-
clericale, abolì seminari e molti to con essa da Pio VII, ed all'e-
corpi religiosi, e nel 1784 a' i4 rezione dell' Italia in regno con Mi-
febbraio conchiuse un
concordato lano per capitale e capoluogo del
con Pio VI, perchè ai duchi di dipartimento d'Olona. In più luo-
Milano appartenesse la nomina dei ghi dicemmo come Bonaparte di-
Tescovi e benefizi nella Lombardia venuto imperatore de' francesi, nel
austriaca: questo principe filosofo i8o5 s'incoronò nel duomo re di
soppresse pure il senato di Milano, Italia a' 26 mnggio, scegliendo a
rappresentanza nazionale, e riformò viceré Eugenio Beauharnuis suo fi-
li sistema giudiziario, istituendo li glio adottivo, il quale vi stabilì la
polizia, 11 fratello Leopoldo II che sua residenza. Il regno d' Italia si
gli successe nel 1790 cassò molte aumentò nel 1808, e formossi di
innovazioni, e restituì alla città i ventiquattro dipartimenti. Proce-
privilegi, per lo che gli eresse un dendo nel i8i4 l'impero francese
busto e coniò una medaglia. Nel e la fortuna di Napoleone al suo
1792 montò sul trono imperiale termine, questo costretto ad abdi-
Francesco II, che poi dopo la ri- care le corone di Francia ed Ita-
nunzia d'imperatore romano prese lia, cede al principe Eugenio la
il nome di Francesco I. sua rappresentanza, che invece par-
Per la rivoluzione di Francia, i ti per Monaco (benché il senato
francesi condotti da Bonaparte, vin- del regno italico voleva doinandar-
ta la battaglia di Lodi, entrarono lo alle potenze per re), mentre una
in Milano proclamando la libertà rivoluzione trucidò Piina ministro
a' 2 1 inaggio 1 796. Da Milano co- delle finanze. A' 28 aprile gli au-
me da centro democra-si diffuse la striaci entrarono in Milano, che
zia, e nell'anno stesso si proclamò nel 181 5, all'erezione del regno
ia repubblica Cisalpina, di che si Lombardo- Veneto, per decreto del-
disse a Italia, dichiarandosene Mi- l'imperatore d'Austria Francesco I,
lano capitale. Però nel 1799 dopo divenne la sede d'uno de' due go-
la battaglia di Verona, francesi i verni in cui trovasi diviso il regno,
furono costretti a ritirarsi, e con ed a' 3 1 dicembre l'imperatore vi
essi le truppe cisalpine, entrando fece il suo solenne ingresso, nomi-
in Milano a' 26 aprile gli austriaci nando per viceré nel 1818 il fra-

tinitainente ai russi: quest'epoca fu tello arciduca Banieri. Nel i835


chiamata restaurazione austriaca, gli successe il figlio regnante impo-
fitì 1800 Bonaparte reduce dall' E- latore Ferdinando I, il quale a'
,

MIL MIL 71
settembre i838 venne coronato re Vindiciae de adv. s. Barnabae,
nel duomo di Milano, con quella doversi da questo cominciare la se-
«plendida pompa che descrivemmo rie de' vescovi di Milano. Gli suc-
iir articolo Coronazione de' re ; se- cessero nel 6 1 s. Caio romano
guila dal magnifico banchetto nar- nel 97 s. i38 s.
Castriziano, nel
rato air articolo Convito. In occa- Calimero , nel 193 s. Mona, nel
•ione che gli scienziati italiani ten- 282 s. Materno, nel 3o3 s. Miro-
nero in Milano nel i844 '^ 'oro cle o Mirocleto, al cui tempo fu data
sesta riunione, la città di Milano la pace alla Chiesa e fu nominato
offri loro r opera intitolata Mi- : primo arcivescovo di JMilano. Ven-
lano e il suo ttrritoriof in due ma- nero in seguilo nel 3i5 s. Eu-
gnifici tomi ricchi di belle incisio- storgio I greco, la cui elezione de-
ni. Ne furono collaboratori dotti i scrisse didiisamenle il Puccinelli nel
e chiarissimi Bartolomeo Catena, Zodiaco della chiesa milanese, ese-
Giuseppe Sacchi, Giovanni Stram- guita in Milano mentre appunto
bio, Giacomo Ambrosoli, Giuseppe n' era governatore, e conje in se-
Balsamo Crivelli, Ambrogio Cam- guilo venisse approvata dall' impe-
piglio , Albino Parca , Pompeo ratore. Nel33 s. Prolaso Algisi,1

Litta-Biumi, Carlo Zardelti, Gio- nel 35 s. Dionigi Marliani


1 il ,

vanni Labus, Luigi Tatti, Achille quale dopo aver governata la chie-
Mauri, e Cesare Coutil, cui inoltre sa milanese circa quattro anni, fu
fu incaricato della redazione gene- mandato in esilio dalla fazione a-
rale dell' opera che riuscì impor- riana, dove terminò i suoi giorni
tantissima. Nel toni. I, pag. 49 forse nel365. In questo frattempo
si parla degli storici di Milano, ed accadde l'intrusione di Ausenzio,
a pag. 369 e seg. si riporta la vescovo ariano, il quale fallo ve-
bibliografia milanese. Nel medesimo scovo da Gregorio, falso vescovo
anno fu pubblicato in Milano No^ : di Alessandria, fu chiamato espres-
tizie naluraii e civili sulla Lom- samente dall'imperatore Costanzo
bardia , opera pregevolissima dei da Cappadocia in Milano, dove non
dott. Carlo Cattaneo e di altri va- era conosciuto, e venne introdotto
lenti collaboratori. in questa chiesa a mano armata.
vangelo fu predicato ai mila-
11 Ad Ausenzio od a meglio dire a
nesi, secondo la divulgatissima tra- s. Dionigi, nel 374 succedette s.
dizione, dall'apostolo s. Barnaba, Ambrogio prefetto della Liguria,
perciò venerato per fondatore nel- per la cui santità, dottrina e apo-
l'anno 52 della chiesa di Milano, e stoliche fatiche, talmente fu illustra-
primo suo vescovo, luttavolta l'im- ta la chiesa di Milano, che da es-
pugnarono critici di chiara fama. La- so prese il nome di Ambrosiana ;

;Sciando nel grado di probabilità l'opi- onde i fedeli non meno che i ve-
nione che s. Barnaba sia stato in scovi fin d' allora così la chiama-
Milano e vi abbia lasciato nell'unno rono. F. s. Ambrogio ad JVemus,
53 per primo vescovo s. Anatalone ordine religioso, e Ambrogio, mo-
greco, o il santo qui lo mandasse da nache.
altrove, o qui personalmente lo co- Di questo gran santo parlam-
stituisse vescovo, sembra dopo le mo alla sua biografia e in molti
•prove addotte dal Sossi nelle sue luoghi, e biografie hanuo que' san-
7? MIL MIL
ti vescovi riportali dal Butler. Qui rato dalle innovazioni clandestina-
solo noteremo, che questo santo mente introdotte. Allorché s. Carlo
dottore della chiesa latina intro- pubblicò il rituale, e il cardinal
dusse nella sua chiesa il canto nel- Federico Borromeo il messale nel
1' unfjziatura, 'secondo V uso della 1609, ed altri dipoi, dichiararono
chiesa orientale, ordinò le vigilie, sempre di voler mantenere e con-
compose inni, prefiizi, preci, forme servare incorrotto il rito ambrosia-
liturgiche alquanto conformi alle no e sue liturgie. Oltreché parlia-
greche, mentre è noto che le di- mo delle cose principali del rito
verse costumanze nella Chiesa non ambrosiano ai rispettivi articoli, si

offendono in verun modo la di ilei può vedere Ambrosiano bito, Li-


unità, quando la fede è la mede- TURGiA, massime al § della litur-
sima. 11 rito ambrosiano ornalo, gia ambrosiana, e IIito, Scrissero
abbellito ed accresciuto splendida- di esso Andreucci, Hier. Eccl. De
:

mente con utili addizioni da s. ritti ambrosiano. Casola, Rationala


Ambrogio, per cui ne prese il no- caeremoniarum , i499' Manuale
me, non fu istituito da lui, ma de- ambrosinnuni, 1490. Muratori, An-
riva dai primordi della sua chiesa tiq. meda aevi. diss. LVll. Mabil-
e della nascente cristianità, la qua- lon, Mas. ital. t. I , observ. de ri-
le avea forme religiose semplicissi- tu ambrosiano. Piusca, Rito am-
me, poi aumentate e rese più. mae- brosiano, grandezze della chiesa
stose dai molti vescovi, massime milanese, 1641. Perego, La regola
greci, per santità e zelo cospicui del canto fermo ambrosiano^ 1622.
che precedettero s. Ambrogio. Que- Sellala, Misteri e sensi mistici del-
sti pertanto gli diede maggior de- la messa, Tortona 1672. Sorma-
coro ed incremento. Il rito della ni. De religionis ac litnrgiae
erta
chiesa ambrosiana fu praticato an- medìolanensis. Missale ambrosia-
cora fuori della diocesi di Milano, num, 1548. Breviariuni ambrosia-
e in chiese anche lontane. Il Du- num, 1549. Psalterium ambrosia-
rando e il Pagi afl'ermano, che ai num, i556, Sacramentarium ani-
tempi di Carlo Magno 1' uffizio brosianum. Rituale sacramcnloriint
ambrosiano più che il gregoriano ad usuni mediolanensis ecclcsine a
p romano si osservava. Ancora nel s. Carolo institutum. Caeremoniale
secolo XVI la chiesa di Capua u- anibrosianum , '619. Offtciatura
sava il medesimo uffizio e gli stes- della settimana santa illustrata da
si riti della chiesa di Milano; l'u- cenni istorico-lilurgici, 1821. Par-
sò pure quella di Bologna. Fino lando il Bernini, Istor. delle eresie^
ab antico il rito ambrosiano si è del decreto universale fatto da s.
conservato nella sua integrità, tran- Leone IX sopra la continenza dei
ne l'aumento di fcsle, ed alcune chierici, aggiunge che lo rinnovò
accidentali modificazioni, portale dal- nel sinodo di Pavia, giacché molti
l'indole de' tempi e dai nuovi ac- ecclesiastici della Lombardia erano
crescimenti : tali introdotte modifi- allora simoniaci ed incontinenti, e
cazioni richiesero allrettanle parti- millantavano, non ambro- debere
colari riforme. Così pure talora si sianam romanis legibus
ecclesiani
ripristinò la pratica di qualche rito subjacere. E ciò ebbe principio dal-
abbandonato^ ovvero venne depu- l'antica divisione dell'Italia in dua
MIL MIL 73
diocesi, Urbicaria soggetta al Papa, vere l'ordinazione in Koma, re-
ed Italica al vescovo di Milano stando il diritto all'arcivescovo di
{Fedi lì voi. XXXV, p. 176, .77, Milano di chiamare ai suoi sino-
178 e 179 del Dizionario), e per di il vescovo di Pavia, incomin-
l'istessa ragione molti sinodi si dis- ciando da ciò la loro immuni-
sero di RotDa, altri d' Italia, dai tà, dopo la metà del secolo IX.
quali piovennero diversi riti, che A s. Onorato successero, nel 578
tuttavia la chiesa di Milano ritiene Lorenzo nel SgS Costanzo de
II,

differenti dalla romana, alla di cui Cittadiniper la cui consecrazione


sede s. Ambrogio medesimo si mo- s. Gregorio I diede il consenso, non

strò obbedientissimo, ma altrettanto potendosi ciò fare senza l'annuen-


tenacissimo in conservarli ; e per- za del Papa, come a tale anno
ciò egli si oppose a chi voleva in- scrive il 35 e 36. Nel
Rinaldi, n."
trodurre nella sua chiesa le ceri- 601 Diodato, nel 63o Asterio se-
monie romane circa il battesimo. polto, in Genova come tre suoi i

Successori di s. Ambrogio furo- jiredecessori, nel 64 Forte, nel r

no, nel 397 s. Simpliciano Soresini, 649 s. Giovanni Bono che ritornò
nel 400 Venerio Oldrati, nel
s. alla antica sede Milano verso il

4o8 s. Marolo, nel 4^3 s. Marli- 6ìo, dove moi'ì nel 655 o 6tìo.
niano Osio, nel 4^^ s. Glicerio Fioriiono quindi, nel 660 s. Antoni-
Landriani, nel 438 s. Lazzaro Bec- no Fontana, nel 661 s. Mauricillo,
cardi, nel ^- Eusebio Pagani,
449 nel 667 s. Anipelio, nel 6'j'2 s. Man-
nel 462 Gerunzio Bescapè nel
s. , suèto Savelli, nel 681 s. Benedetto
465 s. Benigno Bossi, nel 4?^ s. Crespi, nel 725 Teodoro lì, nel
Senatore Seltala, nel 4?^ *• "Teo- 74o s.Natale, nel 74' Arifiedo, nel
doro de Medici, nel 490 s. Loren- 742 Slabile, nel 745 Leto Mar-
zo Litla, nel 5i2 s. Eustorgio II cellino, nel 759 Tommaso Grassi,
greco, nel 5i8 s. Magno de Trin- che dicono il primo che
alcuni
cheri, nel 53o s. Dazio Agliati, il pi'opriamente trovasi intitolalo ar-
quale con alcuni privali si recò da civescovo. Nel 784 Pietro Olilrado
Belisario generale greco, per con- o Oldrati di Milano, segretario del
certarsi sul modo d' agevolar la Papa Adriano I; andò in Francia
cacciata de' goti e altri
barbari, on- con s. Leone III ed ottenne dal-
de Uraia sterminò Milano. Indi fu- l'imperatore Carlo Magno, nel qua-
rono vescovi, nel 552. Vitale de le tal Papa avea rinnovato 1' im-
Cittadini, nel 556 Frontone scis. pero d'occidente, molli privilegi per
matico, nel 566 s. Ausano Crivel- la chiesa milanese combattè l'aria- :

li, nel 568 s. Onorato Casliglioni. nesimo con tanto zelo che l'impera-
All'epoca dell'imminente venula dei tore soleva chiamarlo il martello ile-
longobardi in Milano, s. Onorato gli ariani, e morì neir8oi o neir8o3.

che n' era arcivescovo rìlirossi a Gli successero Odelperto, nell'SiS


Genova colla maggior parte del s. Anselmo i)eir8i8 s. Buo-
Biglia,
clero, dove dimoiarono fino a s. no Casliglioni, neir 822 Angilberto
Giovanni Bono, nel quale interval- I, neir834 Angilberto II Puslerla
lo di tempo si dice che i vescovi che ottenne dall' imperatore Lodo-
di Pavia si tolsero alla podestà del vico I Pio la conferma di tutti i
pielropolitano milanese, con vice- privilegi accordati alla chiesa di
1

74 MIL MIL
Milano da Carlo Magno, e mori della chiesa loro, i ijuali, come pu-
neirSGo. Fu allora eletto Todone, re il patriarca d' Aquileia, preten-
neir868 Ansperto Gonfalonieri, nel- devano ne' sinodi il luogo più ono-
1*882 Anselmo II Capra, nell'SgS revole. Perciò Clemente II, al mo-
Landolfo Grassi, nell' 899 Andrea do dello nel volume XV, pag.
da Carcano, nel 906 Aicone 01- 1 70 del Dizionario , ordinò che
drati, nel 918 Gariberto di Be- 1' arcivescovo di Ravenna ne' conci-
6ana, nel 92 r Lamperlo, nel 98 lii abbia il lato dritto del Papa, e
liduino francese, nel 986 Arderico se quello l' occuperà l'imperatore, il

Colla. Morto questo arcivescovo nel- sinistro, come si legge ancora nel
l'ollobre 948, gli fu per consenso di Rinaldi. Sotto l' arcivescovo Guido-
Berengario marchese d' Ivrea, già ne ebbero principio le opposizioni
fallo arbitro dell'Italia, sostituito Ma- de' ss. Arialdo ed Erembaldo che
nasse, prima arcivescovo di Arles, poi fecero alla simonia ed alla incon-
di Verona e di Mantova, gran fauto- tinenza che avevano preso piede
re di tal principe; alcuni del clero nella chiesa milanese, perchè ab
e del popolo aderenti alla corte lo antico i preti pigliavano moglie,
accettarono, ma la maggior parte pretendendo esserne abilitati da una
del clero e del popolo di JMilano, concessione di s. Ambrogio; ma al-
die voleva giusta l'antico costume la disciplina ecclesiastica allora tro-
un prelato milanese, elesse il prete va vasi conveniente l' esigere il Ce-
Adelmano Menelozio, quindi nac- libato [Fedi), massime per evitare
que scisma nella chiesa milanese, che divenissero ereditari benefizi i

che durò cinque terminòanni, e e le cure, e che gradi ecclesiastici i

coir elezione di Valperto de Medi- non si dassero per nascita, com'e-


ci nel 9'ji3, avendo due competi- i ra avvenuto de' civili e militari,
tori o di buona voglia o per for- ma solo per merito. Accusalo Gui-
za ceduto r arcivescovato. Valperto done che avesse parte a siifatli dis-

assistette al concilio di Ravenna ordini, principalmente della simo-


nel 967 e mori nel 969. Nel 970 nia, dopo varie vicende, a preve-
ArnoKb, nel 974 Golofredo, nel nire il pericolo di essere deposto,
979 Landolfo da Carcano, nel 998 prese il partito di rinunziare spon-
«Arnolfo da Arsago. taneamente all' arcivescovato, ri-
Eletto nel ioi5 o nel 1018 E- mandando r anello e il bastone
l'ibertoda Canili, assistette nel me- pastorale all'imperatore Enrico III,
desimo anno al concilio di Roma il quale secondo l'abuso delle In-
sollo Benedetto Vili, e mori nel vestiture ecclesiastiche [Fedi) sul
io4'>, venendo sotto di lui istituito fatto gli sostituì Golofredo da Ca-
4' ordine degli umiliali. Suo succes- stiglione, ordinario suddiacono della
sore fu s. Guidone o Vidone da chiesa milanese e segretario dello
Velale, a lempo del quale il Papa stesso Guidone; ma il popolo non
Clemente li celebrando nel 1047 volle riceverlo, ed Erembiddo cbe
un concilio contro i simoniaci i sostenuto dal Pontefice romano già
quali agitavano la Chiesa, insorse si occupava a procurare una ca-
grave controversia fra gli arcive- nonica elezione di arcivescovo, vi
scovi di Milano e di Ravenna ri- si oppose di modo e armata ma-
guardo alla dignità e premincn/>a no, che per molli anni lo costriu-
MIL MIL 7S
te andare errando ne' luoghi forti e che escludere volevasi onnina-
dell'arcivescovato, senza lasciargli mente ; ma il partito contrario che
mai requie. Secondo i cataloghi seguace di cesare stava per l* inve-
de* vescovi milanesi dammo il tito- stitura, e voleva ricevere l'arcive-

lo di santo a Guidone; ma il Ber- scovo dal principe, mosse tal sedi-


nini citalo lo chiama Guido, lo zione, che il cardinal legato e lo
dipinge con cattivi colori, lo dice stesso Attone, a stento salvarono la
sostenitore de' nicolaiti e siuìoniaci, vita ; e quesl' ulticno prese 1' espe-
tanto infesti alla diocesi che pochis- diente di ascendere il pulpito nella
simi erano quelli ordinuti senza vicina chiesa maggiore, e rinunzia-
prezzo. Pretese con altri vescovi re nello stesso giorno all' arcivesco-
che il Papa dovesse essere lomhar- vato; e così per alcun tempo si

do acciò compassionasse la loro vuole che A Itone e Gotofredo re-


fragilità, e henchè fosse eletto tale stassero quali privati nelle case lo-
il milanese Alessandro II, l'arcive- ro. Poco però dimorarono tran-
vi

scovo continuò a perseguitare chi quilli ; Gotofredo protetto da En-


si opponeva alla simonia ed alla rico IV ottenne di essere consa-
incontinenza. Àltrellanlo narra il crato dai suliruganei presso Nova-
Rinaldi all'anno 1066, n. 16 e ra in principio del 1073, e conti-
seg., e 1067, n. i, dice che
nel nuò a tentar tutto per uiettersi in
Alessandro II per rimediare a tan- possesso della sua sede ; ed Attone
ti dislurhi, sped\ inutilmente a Mi- sostenuto da
Gregorio VII, si
s.

lano per legali i cardinali Mainar- portò a Roma, ove il Papa radu-
do vescovo, e Giovanni prete. Inol- nato un concilio nel gennaio 1074,
tre Alessandro li confermò heni i condannò Golofrcdo col suo clero,
e le giurisdizioni dell' arcivescovo di e dichiarò nulla la rinunzia di At-
Milano, e furono tanti che ne mo- tone, come estorta per violenza.
strano la possanza, dipendendo da Con tutto ciò Attone né fu rice-
lui moltissime chiese, monasteri, vuto in Milano, né consacrato in
pievi in commenda poste in altre arcivescovo, anzi avendo s. Grego-
diocesi , ed alcune con giiuisdizio- rio VII in un secondo sinodo te-
ne e giuspatronato , fra le quali nuto in Roma verso la fine del
Monza e il suo distretto, il castel- febbraio 1075, fra le altre cose
lo d'Angera, quel di Brescia ec. ec. dichiarato, che non fosse più lecito
Morì intanto Guidone nell' agosto ai sovrani il dare le investiture dei

107 1, ed allora KremhaUlo cun vescovati e delle abbazie, né ai no-


maggior premura trattò dell'elezio- bili daie simiglianli investiture agli
ne di un nuovo arcivescovo. Col- ecclesiastici scelti ad ufllziare le

l'intervento in fatti, ed alla pre- chiese di loro giuspalronalo, si riac-


senza del cardinal Bernardo legato cese di modo la civile discordia in
di Alessandro II, radunati gli ec- Milano, che venuti alle mani aper-
clesiastici e i laici, gli abbati e i tamente quei che stavano a favore
monaci, ed anche non pochi del delle investiture col partito contrario,
clero forense e del popolo, nel Erembaldo stesso vi fu ucciso colle
1072 fu eletto Attone, non cu- ermi alla mano. Dopo un tal fatto
randosi dell'abusiva investitura che i milanesi, senza tener alcun conto
dava r imperatore al nuovo eletto, De di Gotofredo, uè di Attone, ri*
1

76 M I L MIL
volsero il pensiero all' eiezione di flotta di Genova per Costantinopo-
un nuovo arcivescovo . Nominati li,dove morì nel settembre iioi.
pertanlo quattro soggetti, spedirono Grossolano già vicario generale ,
ad Enrico IV un'ambasceria per lascialo dall'arcivescovo Anselmo IV
chiedergli un vescovo, a nome del quando partì , fu nominato suc-
clero e del popolo ; giacché non cessore nel principio di settem-
ostante i decreti e le scomuniche bre 1102; ma poco dopo provò
pontificie, ricevere volevano il nuo- le opposizioni del prete Liprando
vo arcivescovo dall' imperatore, il di s. Paolo, che lo accusò di simo-
quale nominò Tedaldo. Ciò non nia, e sostenne la sua accusa col
approvò Gregorio VII, e nel con-
s. giudizio del fuoco, secondo il costu-
cilio romano del 1079 lo scomuui' me di que'tempi. Ritiratosi a Ro-
co e depose, anco per non essersi ma, nel concilio del iio5 fu di-
portato a Roma. Riconciliatisi poi chiarato innocente e restituito alla
i milanesi col Papa, il partito di sede. Ma tal non tenen-
sentenza
Tedaldo fu abbandonato, ed egli dosi per buona in Milano, il par-
obbligato ritirarsi ne' forti dell'ar- tito di Liprando impedì a Grosso-
civescovato, onde morì in quello di lano il possesso della chiesa e dei
Arona nel io85. Alessandromensa, benché tentasse
li, s. beni della
Pier Damiani, e s. Gregorio VII 'riuscirvi colla forza. Nell'anno i i 1
ridussero la metropoli milanese in partì per Gerusalemme, ed allo-
maggior soggezione al Papa, aboli- ra in Milano riveduta la sua cau-
rono le tasse simoniache che gli sa fu giudicato non doversi tene-
arcivescovi esigevano per le ordina- re per arcivescovo. Indi nel gen-
zioni, e li costrinsero a giurare som- naio Il 12 gli fu sostituito Gior-
missione alla santa Sede. Inoltre dano da Clivio, ciò che approvò
s. Gregorio VII ridusse il clero Pasquale II. Gli successe nel 120 i

milanese al celibato, ed il voto po- Olrico o Oldrico, giù vicedomino


polare venerò sugli altari quelli della chiesa milanese, e per sua
eh' eransi opposti alla simonia ed morte nel 1126 fu nominato An-
al concubinato. selmo V Pusterla, che fu scomuni-
Nel 1086 fu arcivescovo An- cato e deposto da Onorio II per
selmo III da Ro, il quale tenne aver coronato in Monza Corrado
l'arcivescovato fino a'4 dicembre HI. Insorto nel i 3o l'antipapa 1

logS: due giorni dopo vi fu sosti- Anacleto II contro Innocenzo II


tuito Arnolfo III di porla Orientale. successore di Onorio II, Ansel-
Ambedue questi arcivescovi ebbero mo tenacemente aderì allo scis-
l'investitura dal principe; ed Ar- ma, né vi si distaccò neppure
nolfo III fu l'ultimo degli arcive- quando per opera di s. Bernardo
scovi di Milano che vi si sottopo- i milanesi abbandonato l'antipapa
se. Nel 1097 succedette Anselmo obbedirono a Innocenzo II. Pertan-
IV da Bovisio, prevosto dalla chie- to nel concilio provinciale del 1 1 33
sa di Lorenzo: andò nella Siria
s. Anselmo fu deposto e scaccialo
con un'armata di crociati per la dal popolo e dal clero , ciò che
conquista di Terra Santa ; ritornò approvò il Papa nel concilio di
alla sua chiesa sul finire del 1098, Pisa, Ricusò Bernardo d'esseres.

• parli di nuovo nel 11 pò colla arcivescovo, ed in vece Robaldo vo-


MIL MIL 77
«covo d'Alba restato dopo il conci- cenzo III nel novembre 1 2 3 eles- 1

lio a Milano ad esercitar le funzio- se arcivescovo Enrico Settala, no-


ni episcopali, fu eletto nel ii35 bile e virtuoso cittadino dì Mila-
e governò sino al termine del i ì^5. no, che governò con grandissimo
Nel 1146 divenne arcivescovo O- zelo anche in mezzo alle civili tur-
Lerto da Pirovano, che per {scan- bolenze insorte a quel tempo. A-
sare le persecuzioni di Federico I, vea creduto assicurar la pace a
sì rifugiò presso Alessandro ili con Milano colla elezione di quattro
j s. GalJino Valvassi Sala arcidiacono podestà a ninno de'partiti conten-
di sua patria Milano ; questi nel denti sospetti, presso i quali fosse
1.166 fu creato cardinale e arci- il comando del governo dì Milano,
vescovo, non che legato di Lom- tornato poco tempo prima ad es-
bardia. Noteremo , che tutti gli sere repubblicano, in conseguenza
arcivescovi cardinali, hanno bio- della pace dì Costanza. Ma la cosa
grafìa nel Dizionario. Contribuì alla andò ben altrimenti, giacche deli-
edificazione d* Alessandria , e pieno beratosi l'arcivescovo a partire per
di mentre predicava nella sua
zelo la crociata di Gerusalemlne, Ar-
chiesa contro i manichei o catari, dinghetto Marcellino mosse il po-
mor'i nel 1176. Gli successe Algiso polo a tal sedizione contro i nobdi,
da Pirovano, e dopo di lui Uber- che cacciò fuori della città cogli
li

to Crivelli cardinale nel 11 85, che agenti dello stesso arcivescovo , il


a' 25 novembre fu eletto Papa col quale non tardò recarsi a Milano;
nome di Urbano IH [Fedi). Se- ma il ripararvi non fu cosi faci-
guitò a ritenere la sua chiesa, e le, perchè la discordia durò civile
morì a' 19 ottobre 11 87. Allora fino al 12 25, né venne composta
•venne sostituito Milano da Carda- che coir interposizione dì Grego-
no, ebbe per successori
eh' nel ,
rio IX.
1195 Oberto U da Terzago car- Mori Enrico nel 1280, e gli fu
dinale; nel II 96 Filippo da Lam- sostituito Guglielmo di Rizolio, che
pugnano (al quale Innocenzo 111 nel governò sino al 1241. Ma fatto
1198 concesse di promovere agli arcivescovo Leone da Perego, si
ordini sacri quelli che avessero ri- riaccese più che mai la discordia
cevuto qualche ordine dal Papa : civile, e si ripigliarono le armi si

tutti li ha ricevuti dal regnante dalla parte del popolo, che da


Pio IX nel dicembre 84tì il suo 1 quella de'nobili. Fu in questa oc-
cameriere segreto partecipante e casione che Pagano
Torre o della
segretario d' ambasciata, come lo Toniani, già dalla Valsassina ve-
fu di Gregorio XVI, monsignor nuto ad abitare in Milano, sì di-
Edoardo Borromeo nobile milanese, chiarò difensore del primo. Fra i
con quelle singolari e distìnte par- nobili figuravano i Visconti, già
ticolarità che celebrò nel nume- molto distinti; nel 252 però le 1

ro 8 del Diario di Roma del 847, 1 dissensioni tra popolo ed


il nobili ì

con bellissimo articolo, il nobilissi- giunsero al punto, che questi ulti-


mo e degno concittadino conte Ce- mi coH'arcivescovo e cogli ordina-
sare dì Castelbarco); nel 1206 il ri della metropolitana furono cac-
cardinal Uberto Pirovano; nel 121 i ciati dalla città ed occupali loro i

il cardinal Gherardo Sessio. Inno- benefizi. Parve in seguito che le


.7« M L
1 MIL
cose pigliassero accomodarnenlo, ma gosto 1 295, dopo
aver governalo
nel 17.57 tornò ad infierire la la cittàgran prudenza e mi-
con
Leo-
civile discordia, e l'arcivescovo rabile saggezza. Gli successe a' 21
ne co'suoi aderenli dovette ritirarsi ottobre Ruffino da Frisselo, il qua-
a Legnano: ivi trattossi ancora del- le non visse che pochi mesi, cioè
la pace, e si arrivò a segnare un fino al 1296 ; onde
21 luglio
compromesso di tutte le differenze Bonifacio Vili nominò arcivescovo
nel Papa Alessandro IV, di cui Francesco da Parma, che morto
l'arcivescovo non vide il risultalo, nel I 3 I 8, il capitolo elesse Cassone
perchè nell'ottobre dello slesso an- o Gastone Torriani canonico ordi-
no morì. Kel ii5S l'esito del nario della metropolitana e decano
comproniesso fu la suddetta pace della chiesa d'Aquileia. Di lui in-
di Ambrogio, abbracciala dalle
s. gelositosi Guido della Torre signo-
due Le nuove discordie e
fazioni. re di IMdano, suo parente, l'impri-
turbolenze furono tali che non si gionò incorrendo nella scomunica.
potè tentare prima del 19.60: i Uscito dal carcere, nel i 3 coronò i i

voti andarono divisi in modo, che Enrico VII qual re di Lombardia.


alcuni volevano arcivescovo Rai- Avendo poi Giovanni XXII tra-
mondo Torre nipote di Mar-
della sferito Cassone nel i3i7 al pa-
lino e arciprete di Monza, ed altri triarcato d'Aquileia, il capitolo pro-
Francesco Sellala, ordinario della cedette all'elezione di Giovanni II
metropolitana. Erano già scorsi qua- Visconti, terzogenito di Matteo I
si cinque anni senza che concorde- signore della città, continuando in
mente fosse stala vdliniala la prov- questo modo nel ricuperato diritto
vista al vacante arcivescovato, quan- eli elezione; di che non facendo
do il Pontefice Urbano IV per alcun caso Giovanni XXII, e sicco-
mezzo del cardinal Ottaviano U- me avea a sé riservata l'elezione
baldini suo legato , a finire i con- dell'arcivescovo di Milano, nel tras-
trasti nominò arcivescovo Ottone latare il Cassone avea nominato
Visconti già suo nobile famigliare, a succederlo fr. Aicardo da Inti-
a'22 luglio 1262. JVegarono i mi- mìano minore conventuale. Questa
lanesi di accettarlo per arcivescovo, elezione incontrò l' opposizione di
e tante furono le opposizioni dei dello Matteo I, che se non sosten-
partiti,che né lo stesso Urbano ne la nomina del capitolo, non la-

IV, né Clen)ente IV, né Gregorio sciò che Aicaido si recasse a Mila-


X riuscirono a superarle anche col no. Quindi la di.scordia tra il Pa-
mezzo delle censure, venendo fatto pa e il Visconti diventò assai ris-
Baimondo patriarca d' Aquileia . sentita, durante la quale Giovanni
Allora Ottone, già unito al partito XXII emanò nell'agosto 1822 il

de' nobili , deliberò ottenere colla breve di generale riserva di tutte


forza e colle armi ; ciò che non le chiese patriarcali, arcivescovili e
avea potuto conseguire con mezzi vescovili, del patriarcato d'Aquileia
più blandi: vincitore infatti dei e delle provincie di Milano , di
Torriani con celebre battaglia, en- Ravenna, ec. Matteo I era morto
trò in Milano nel seguente giorno, nel giugno mentre tratlavasi la

e n' ebbe il dominio spirituale riconciliazione, che solo ebbe luo-


e temporale. Morì Ottone li 8 a- go nel 1329 sotto la signoria di
m Azzotie.
MIL
Allora Giovanni li abban- pa, non ottenne
MIL
di sua
rocaisi alla
79

donato il partito dell'antipapa Ni- chiesa che li 8 ottobre 1376. Mor-


colò V, che era stato eletto da Lodo- to nel settembre i4o'> ^ dopo
vico ilEavaro, fu da Giovanni XXII quasi un anno Bonifacio IX trasla-
fatto vescovo di iNovara, e siccome tò da Novara fr. Pietro Filargio
fr. Aicardo non avea mai ottenu- che nel i4o5 Innocenzo VII citò
to di recarsi a Milano, gli die l'am- cardinale, e ritenendo l'arcivesco-
ministrazione i332
della sede nel vato nel concilio di Pisa a' 26 giu-
con l'annua pensione di i5oo fio- gno 1409 venne eletto Papa Ales-
rini. Poscia Benedetto XII riconci- sandro V, il quale nel 14^9 stesso
liati interamente colla Chiesa i Vis- nominò arcivescovo fr. Francesco
conti, fu concesso a fr. Aicardo re- da Creppa minore osservante, già
carsi a IMilano, ove fece il suo in- suo vicario generale. Però Grego-
gresso a'4 luglio i33c), e niori ai rio XII allora vivente, tenendo per
12 agosto. Allora il capitolo metro- illegittimo il concilio di Pisa, men-
politano per la seconda volta eles- tre l'antipapa Benedetto Xlll prose-
se Giovanni li Visconti, ma Be- guiva nello scisma, non fece alcun
nedetto XII non ne fece alcun ca- caso della nomina di Francesco, e
so, né si ridusse mai a confermarne nominò alla vacante chiesa nel
la nomina, e Giovanni 11 seguitò a 1409 Giovanni 111 Visconti figlio
diportarsi come non fosse stalo di Vercellino. Intanto Francesco o
nominato , e la cosa durò fino al fosse che cessasse di vivere o per
1342 in cui Clemente VI, senza al- la potenza del competitore Giovan-
cuna considerazione alla precedente ni 111, rinunziò a'23 febbraio /\.i 1, ì

nomina, di sua autorità a'6 agosto ed ebbe in Bartolomeo


successore
lo dichiarò arcivescovo di IMilano. Capra, già vescovo di Cremona-
Con questa elezione fatta dal Pa- Questi morì in Basilea a' 3o set-
pa si cominciò senza inlen'uzione tembre 1433, mentre colà interve-
la serie degli arcivescovi nominati niva al concilio, e dopo quasi due
dal Ponlefice, fino a quella di Fi- anni di sede vacante, fu da Euge-
lippo Visconti del 1784 esclusiva- nio IV nominato arcivescovo Fran-
mente, come accennan>mo di sopra. cesco Picoolpasso de'Latnbertini di
Nel 354 mori Giovanni 11, e
1 Bologna, già vescovo di Pavia , e
gli successero Roberto Visconti, nel morì nel giugno i443j onde Eu-
i36i Guglielmo il Pusterla, nel genio IV a' 24 agosto gli sostituì
ì'i'jì a' 18 luglio Simone Brussani Enrico Rampini lortonese, che nel
o Borsa no, fatto da Gregorio XI 1446 creò cardinale. Per sua mor-
che lo di!<pensò dall' obbligo della te nel i45o gli successe Giovanni
residenza, e vennero nominati due III Visconti, il quale avea depo-
vicari generali, indi nel i'ij5 lo sto nel concilio di Costanza la di-
creò cardinale; nella quale occasio- gnità avuta da Gregorio XII, con-
ne avendo rinunziata la sede, gli ducendo così vita privala, nomina-
venne sostituito a'26 maggio 1376 to da Nicolò V per interposizione
Antonio de' marchesi di Saluzzo, di Francesco Sforza, già divenuto
già vescovo di Savona, il quale per signore di Milano. Morto nel i453,
le differenze che Bernabò Viscon- Nicolò V gli surrogò Nicola Ami-
ti signore di Milano avea col Fa- dano cremonese, già vescovo di Pia-
8o M L I MIL
cenza, che cessò di vivere pochi delle sue preclare virtù; Io Tole*
mesi dopo, avendo rinuiiziuto
ed va consecrare il cardinal de Medi-
Timoteo Maffei, gU succedelte i'v, ci che fu poi Leone XI, ma Cle-
Gabriele Sforza fiatelio del duca mente Vili volle far lui là fun-
Francesco, dotto agostiniano, prelato zione nella chiesa di s. Maria de-
distinto per virtù, e governò santa- gli Angeli, titolare del cardmale:
mente sino i4^7- I"d' fu arci-
al questo pio, zelante e dotto pasto-
vescovo Carlo Nardini da Forlì; re moiì settembre i63i. Gli
nel
nel 1461 Stefano Nardini forlivese successero, nel i632 Cesare IMonli,
di lui nipote e nel i473 cardi- creato Ciudinale nel i633; nel
nale; nel i4^4 '1 cardinale Gio- i652 Alfonso Litta , fatto cardina-
vanni Arcimboldi,e per sua rinunzia le nel 1666; nel 1681 Federico
nel 14B8 Guido Antonio Arcim- Il Visconti, cinque mesi dopo, il
boldi; nel i497 Ottaviano Arcim- primo selteml)re, creato cardinale;
boldi. Nello stesso anno Alessandro nel i6()3 Federico IH Caccia, e-
VI fece arcivescovo il ferrarese levato al cardinalato nel 1695 ;

cardinal Ippolito 1 d'Este in otto- nel 1699 Giuseppe Archinto, e


bre, che con indulto di Leone X passati sei mesi, a' i4 novem-
Io rinunziò al nipote Ippolito II bre fu insignito della dignità cardi-
d'Este ferrarese, creato cardinale nalizia.
nel i538, il quale pure con patto Clemente XI nel 17 12 nominò
di ne fece rinunzia nel
regresso arcivescovo di Milano Benedetto
i55o a Gio. Angelo Arcimboldo, luba Odescalchi, e nel 1718 car-
cui succedette nel i555 Filippo dinale; per sua rinunzia Clemente
Archinto, già governatore di lio- XII 1737 gli surrogò Gaetano
nel
tna e vescovo di Borgo s. Sepol- Sliimpa, nel 1739 crealo cardinale;
cro, morto nel i558. Quindi Pio Benedetto XIV nel 743 eles- 1

IV, creato cardinale il nipote s. se a' i5 luglio arcivescovo Giu-


Carlo Borromeo a'3 i gennaio i56o, seppe Pozzobonelli, lo consacrò nel-
nel febbraio Io fece arcivescovo la chiesa de'ss. Ambrogio e Cario, ed
della comune patria, e fu uno a'9 settembre lo creò cardinale: egli
de' pili illustri, più benemeriti e governò sino alla morte avvenuta
più grandi prelati della Chiesa, il nel 1783. Questo fu l'ultimo ar-
perchè oltre sua biografìa, in
alla civescovo nominalo dai sommi Pon-
molti celebriamo la sua
articoli tefici, poiché r imperatore Giusep-

santità, incomparabile zelo e magna- pe II con editto de' 9 maggio 1782


nime azioni. Non solo abbiamo di ordinò che non si ammettessero
lui medaglie divozionali e monu- per r avvenire nella Lombardia
mentali; ma lo Scilla, Delle mo- austriaca le provviste e le colla-
nete pontificie ^, 371, riporta quel- zioni di qualsivoglia benefizio ec*
le da s. Carlo come le-
coniate clesiastico, fino a quel tempo fatte
galo. Nell'anno i584 a' 27 no- dalla santa Sede in vigore delle
vembre gli successe Gaspare Vis- riserve di cancelleria, di qualunque
conti, e morì nel iSgS; laonde sorla fossero ; e che le chiese cat-
Clemente Vili gli sostituì il car- tedrali, come Milano, Mantova, ed
dinal Federico I Borromeo, degno i quattro vescovati dello stato di
cugino di s. Cario, ed imitutoie Milano, dipendevano d' allora ia
MIL MIL 81
poi dalla regia nomina e presen- la prudenza e con esemplare telo,
tazione sovrana, ciò che fu poi re- quando invitalo ad intervenire alla
golalo col concordato con Pio VI. generale dieta in Lione, composta
Quindi vacala la sede, la nomina dai rappresentanti i singoli corpi
del nuovo arcivescovo fu differita de' cisalpini, per una riforma della
ad alcuni mesi, nel corso de' quali repubblica, portossi a dove
tal città,

portatosi Giuseppe II a Roma, col colpito di apoplessia improv-


cessò
Papa conciliò la provvista della visamente di vivere a' 3o dicembre
chiesa di Milano; e recatosi in se- i8or. Il capitolo nominò vicario
guito in Roma anche il nomina- capitolare quello del defunto, e
to Filippo Visconti di Massino dio- Bonaparte qual presidente della
cesi di Novara, fu questi a' i5 giu- nuova repubblica italiana, nominò
gno 1784 preconizzato in conci- all'arcivescovato il cardinal Giam-
storo arcivescovo di Milano da Pio battista Caprara bolognese, legato
VI, previo il consueto esame co- a Intere di Pio VII a Parigi, che
rani Pontifice. Nel 27 dello stesso il Papa preconizzò nel concistoro
mese fu consacrato nella chiesa dei de' 24 maggio 1802. Perla coro-
ss. Ambrogio e Carlo, condecoralo nazione seguita in Milano di Na-
indi col pallio. Governando il Vis- poleone a' 26 maggio i8o5, il car-
conti la chiesa milanese, i francesi dinale sì recò alla sua sede; indi
a nome della repubblica s'impa- ritornò a Parigi, onde il regime
dronirono della Lombardia, indi dell' arcidiocesi fu dato a monsi-
proclamarono la repubblica Cisal- gnor Bianchi in qualità di vicario^
pina. Fra le innumerabili leggi e mori il cardinale a' 2 giugno
pubblicate a regolamento del nuo- 18 IO in Parigi: di lui oltre alla
vo stato, vi fu quella de' i5 set- biografia, a cagione di sua rappre-
tembre 1798, che disponeva in ge- sentanza, ne trattammo in più luo-
nerale de' vescovati, indipendente- ghi. vacante fu nominato
In sede
mente del tutto dalla podestà e dai vicario monsignor Carlo Sozzi. Bal-
canoni della Chiesa. Lungo sarebbe zato finalmente Napoleone dal tro-
qui ridire gli oltraggi die la reli- no, l'imperatore Francesco I prov-
gione ricevette in un ai suoi mini- vide alla vedovanza di questa chie-
stri dai repubblicani; si giunse a sa, nominando monsignor Carlo
trattare la soppressione d'ogni cor- Gaetano conte di Gaisruk) nato ai
porazione di ecclesiastici anco se- 7 agosto 1769, in Clangenfurt dio-
colari, come capitoli, ec. ,
poiché Gurck, già da Pio VII fatto
cesi di

r intera abolizione d' ogni ordine a'20 luglio 1801 vescovo in parti-
regolare già tenevasi per eseguita : bus di Dervas, e sufTraganeo e vica-
s' impedirono le processioni, si scio- rio generale del vescovo di Passavia.
glievano i voti religiosi e si pro- 11 Papa lo preconizzò arcivescovo
teggevano gli apostati; si permise nel concistoro de' iG marzo 1818,
che il Papa scherno della ple-
fosse ed a'26 luglio si recò à Milano ac-
be, così i cardinali, in un pubblico colto con giubilo universale. Leone
ballo datosi sul teatro; si esigette XII a' 27 settembre 1824 'o creò
il giuramento, dichiarato illecito cardinale prete, e per la sua mor-
dalla santa Sede. Governava intan- l' eletto Pia
te portatosi al conclave,
to 1' arcivescovo Visconti con tutta Vili nel concistoro de' 18 maj^giof
VOI,. XIV.
4 ,

8a M IL MIL
iSag gì' impose il cappello cardi- descritta nella serie cronologica di
nalizio, e in quello de' 2 1 detto tutti gli arcivescovi, cominciando
gli conferì per titolo la chiesa di da s. Barnaba fino a Filippo Vis-
s. Marco, annoverandolo alle con- conti, i83o. Ivi si ricorda il pri-
gregazioni della concistoriale, ve- vilegio che ha 1' arcivescovo di Mi-
scovi e regolari, residenza de' ve- lano d'incoronare i re d'Italia,
scovi e immunità. Ritornò in Ro- quale soltanto cede al Papa. Pala-
ma per r elezione di Gregoi'io XVI dini, Della elezione degli arcivesco-

e di Pio IX, ma il secondo lo tro- vi di Milano, 1834. Ripamonti,


vò già eletto. Restituitosi in Mila- Historiarwn ecclesiae mediolanen-
no morì d'anni 77 a' 19 novem- sis, 161 7.

bre 1846; personaggio di rare L' arcivescovo di Milano ebbe


qualità, zelante pastore^ lasciò di molti vescovi suffragane!, tre dei
sé onorata memoria e perenne de- quali divennero essi slessi metro-
siderio. Fu eletto vicario generale politani, cioè Genova , Torino e
capitolare l'arcidiacono della me- Vercelli, altri si separarono, altri
tropolitana monsignor Giuseppe tornarono ad incorporarsi. Al pre-
Rusca, che annunziò la perdita del- sente sono otto i vescovi sulfra-
l'arcivescovo con quell'elogio che ganei di Milano Pavia, Brescia :

si legge nel numero 97 del Diario Mantova, Bergamo, Cremona, Co-


di Roma, mentre nel numero 102 mo, Lodi e Crema, la quale ulti-
è riportata la descrizione de' solen- ma appartenente già alla metropoli
ni funerali, in cui pronunziò digni- di Bologna, ed a questa milanese la
toso elogio monsignor Rignarai ca- sottopose Gregorio XVI nel i835.
nonico della metropolitana, indi Fedi Eustachio da s. Uboldo, Dis-
il cardinale fu sepolto innanzi la sertatio de metropoli mediolanensi,
cappella di s. Agata quasi in mez- 1 699. Giambattista Castiglioni, Del
zo augusto tempio metropolita-
all' jns metropolitico della chiesa di
no. Della pubblicata sua necrolo- Milano. Gio. Rinaldo Carli, Del di-
gia fa cenno il voi. IV, pag. 285 ritto ecclesiastico metropolitico d' 1-
degli Annali delle scienze religiose, talia e particolarmente di Milano
serie seconda. Nel concistoro de' 1
e d' Aquileia, 1786. Muratori, Z>t;
giugno 1847 l'*'o ^^ trasferì a que- antiquo jure metropolitae medio-
sta sede monsignor Bartolomeo dei lanens'is in episcopuni ticinensem.
conti Romilli di Bergamo, fatto n^l Negli Ànecdot. t. I, p. 221. La
1846 da Gregorio XVI vescovo di cattedrale è dedicata a Dio ed alla

Cremona. Per gli arcivescovi di Mila- Natività di Maria Vergine. Il capi-

no si possono consultare. Ughelli, tolo fu sommamente distinto con o-


Italia sacra t. IV, p. i e seg. Sor- nori, titoli e privilegi prelatizi; Cle-
mani, V
origine apostolica della mente XI gli concesse l' uso della
chiesa milanese e del rito della mitra di cui va ornato il
,
capo
stessa t 17^4- Basilicapetri , Suc' anche nell' annua processione del
cessores s. Barnahae apostoli in ec- Corpus Domini fuori del tempio,
clesia mediolanensi y 1628. Sassi, solo tenendosi discoperti quelli che
Archiepiscoponini mediolanensium : adempiono i sacri uHici sotto il

series hislorica-cronologica, i'j55. baldacchino, a dilTerenza dell' arci-


Villa, Fasti dellfi cJUeta milanese vescovo che fuori del tempio pi'occ*
L

MIL M 1 83
de mitrato. Anlicamenfe ebbe i suoi oltre al celebrante le ostie ed il

cardinali ( titolo di cui andarono vino; ma anche la rimembranza


insigniti i canonici delle più cospi- della limosina pecuniaria sostituita
cue città d'Italia, ed il Minatori ne alla primitiva obblazione si conser-
riporta un documento del io3cx), vò in qualche modo nella chiesa
divisi in preti., diaconi e suddia- metropolitana, poiché ancora nelle
coni, venendo anche appellali or- domeniche e solennità del Signore
dinarii sanctae mediolanaisis cecie- si pratica dal clero un'oOferta in
siae, e costituivano il collegio dei denaro. Il tempo delle sospese fun-
primari canonici. Il capitolo metro- zioni del capitolodurò sino al i5
politano, ritiene tuttora le distin- agosto i8o5, epoca in cui il car-
zioni de'tre ordini presbiterale, dia- duial Caprara ottenne la restituzio-
conale e suddiaccnale. Il clero che ne de' due capitoli, quale ora sta,
risiedeva quotidianamente nella me- cioè: selle dignità (quattro dice
tropolitana, prima dell'abolizione l'ultima proposizione concistoriale),
del 179B, era composto come se- l'arciprete, l'arcidiacono, il primice-
gue: cinque dignità, cioè l'arci- l'io, il prevo.sto, il teologo, il pe-
prete, r arcidiacono, il primicerio, nitenziere ed il dottore prebenda-
il prevosto di nomina Visconti, ed to ; otto canonici ordinari sacer-
il decano ; tre personali, cioè il teo- doti , otto canonici ordinari dia-
logo, il penitenziere rnaggiore ed il coni, tre canonici ordinari suddia-
dottore prebendato; dieci canonici coni, un maestro delle cerimonie,
ordinari sacerdoti; dieci canonici un maestro del coro, quattro no-
ordinari di prebenda suddiaconale, tari , otto lettori, sei mazzeconi-
altri dicono dieci diaconi e cinque ci compresi due cappellani del- i

suddiaconi ; questo chiamavasi capi- la famigHa Vimercati. Nel 1810 vi


tolo maggiore, il seguente noraina- fu aggiunto il vice-maestro delle
vasi il capitolo minoreun maestro
: cerimonie, e nel 1821 altro cano-
delle sacre cerimonie; due sotto- nicato sacerdotale ordinario sotto il

maestri; un maestro del coro; quat- titolo di s. Tommaso, eretto da d.


tro notari detti ordinarioli ; cin- Costanzo Gallarati Scolti, mentre
que lettori maggiori, e dieci letto- nell'anno i836 se ne aggiunse altro
ri minori ; dicci mazzeconici o ma- diaconale della famiglia Vittadini.
ceconici, magistri scholanmi , com- Il parroco è monsignor arciprete,
presi i due cappellani di nomina prima dignità del capitolo, cinque
Vimercati; quattro penitenzieri, oltre coadiutori, sei penitenzieri compre-
il già nominalo canonico ordinario; so il maggiore, due sacristi , un vi-

un sacrista della sacrestia maggiore, ce-sacrista, un sacrista dello scuro-


un altro della minore ; un sotto- Io, o sotterranea cappella di s.

sacrista minore ; ventiqiialtro can- Carlo, selle ostiari, nove chierici


tori per la musica, dodici ostiari, per le messe, dieci cantori com-
nove chierici per le messe; final- preso il maestro di cappella, due
mente dieci vecchioni e dieci vec- organisti, dieci vecchioni, dieci vec-
chione, formanti la così detta scuo- chione, e due portieri.
la di s. Ambrogio, e due portieri. Milano era abbondantissima di co-
La scuola di s. Ambrogio nelle munità religiose, e ancora al tempo
messe solenni della metropolitana della rivoluzione ne contava 82 di
84 MIL MIL
religiosi e 12 di reIigio«e. Al presente Concila di Milano.
in Milano di religiosi vi sono bc- i

nefratelli ed i barnabiti; in Mon- Il primo fu


344 '" tenuto nel
za i barnabiti; nel cantone Ticino favore della dignità del Verbo pei
i cappuccini. Religiose in Milano, cattolici gli eusebiani però non vi
:

sono le salesiane, agostiniane, le vollero condannare 1' empia opinio-


fatcbene-sorelle, e le figlie della ne di Ario. Reg. e Labbé t. II.
carità; al sacro Varese Monte di Il secondo concilio nel 346: l'im-
le agostiniane; a Claro nel cantone peratore Costanzo essendo in Mila-
Ticino le benedettine. La diocesi è no vi fece venire s. Atanasio. I ve-
ripartita in sei regioni; le parroc- scovi cattolici ricusarono sottoscri-
chie in Milano e nei corpi santi vere il nuovo formolario mandato
sono 36, comprese le sette stazio- dagli orientali, e dichiararono che
nali, la cattedrale cioè, s. Stefano bastava quello di Nicea. Gli ultimi
maggiore, s. Nazaro grande, s. Lo- non poterono otteneie la condaima
renzo, Ambrogio, s. Vittore al
s. degli ariani. Sozomeno lib. III.
corpo e s. Simpliciano. Fu Grego- 11 terzo nel 347> numeroso per-
rio XIII che ad istanza di s. Carlo chè radunato da questa provincia
concesse alle prime sette chiese di e da quella d' Italia, contro Ur-
Milano le indulgenze e prerogative sacio e Valente vescovi ariani, i

delle sette principali chiese di Ro- quali si ritrattarono e riconciliaro-


ma. Il Villa scrisse; Le sette chie- no, almeno in apparenza, colla Chie-

se di Milano ossia basiliche sta- sa, abbracciando la fede Nicena, che


zionali, 1627. Le parrocchie della dopo tre anni ritrattarono. Fozio
diocesi sono 725, di cui 678 in di Sirmio vi fu deposto, lieg. t. MI;
Lombardia, e 52 negli stati esteri, Labbé t. II; Arduino t. I.

che colle suddette 36 formano 761 11 quarto nel 355, chiamato la-

parrocchie in tutto, o 766 come trocinio e falso conciliabolo . Vi


si legge nella citala proposizione. Agli intervennero moltissimi vescovi tan-
articoli Abciconfraternita di s. Am- to d'oriente che d'occidente, e ven-
brogio e di s. Cablo de' milanesi, e nero esiliati quelli che per non tra-
Chiesa de'ss. Ambrogio e Carlo del- dir la fede e abbracciar l' eresia
ia NAZIONE LOMBARDA AL CoRSO SÌ ,
ariana non vollero sottoscrivere la
potrà vedere quanto riguarda quel condanna di s. Atanasio. Alla do-
sodalizio e il sonluoso tempio uno ,
manda de' legati del Papa s. Li-
de' più belli di Roma. J3ella cap- berio, che si condannasse Ario, Co-
pella papale per la festa di s. Car- stanzo imperatore sostenne che la
lo, in cui il Pontefice si reca col dottrina d' Ario era cattolica, con
treno nobile, e prima in cavalcata, queir assolutismo proprio del suo
e. della importante sua origine, se carattere, a fronte della commozio-
ne tratta nel voi. IX, p. 92 del ne del popolo. Temendosi che si
Dizionario. Ogni arcivescovo è tas- sollevasse, la terza sezione fu cele-
sato in fiorini325o, ascendendo le brata in palazzo, ove Costanzo e-

rendite a circa i4)000 scudi. Am- siliò que' vescovi che non fecero la

pia è i'arcidiocesi. sua volontà, cioè condannare s.


di
Atanasio e comunicare cogli euse-
biani, fra'quuli s. Dionigi vescovo
MIL MIL 85
di Milano; gli altri vescovi per L' undecimo nell' 879 o 880
sorpresa e violenza sottoscrissero, per scomunicarvi Aliene per le sue
e molli se ne pentirono e furono invasioni sacrileghe, che disprez-
puniti . Labbé t. JI. zando la censura il concilio l'ac-
Il quinto nel 38o in favore di cusò al sommo Pontefice. Ivi.

una vergine calunniala, chiamala Il duodecimo nel 1009, presie-


Indica. Baluzio; Arduino t. I. duto da Arnoldo arcivescovo di
11 sesto nel 3go, fu tenuto se- Milano, che vi depose Olderico,
condo la più comune opinione a che Enrico V avea posto nella se-
motivo d' Itacio e di alcuni altri de d' Asti cacciandone il vesco-
vescovi che aveano procuralo pres- vo. Ivi.
so l'imperatore Massimo la morte Il decimoterzo nel 1098 per la
de' prisciilanisti, la qual cosa aveali riforma del clero, di alcuni vescovi
resi odiosissimi. Giovinìano monaco intrusi, e de' monaci. Ivi.

milanese, nuovo eresiarca, vi fu Il decimoquarlo nel 11 17. Pagi


condannato co' suoi fautori , che a tale anno.
sostenevano errori contro la vergi- Il decimoquinlo ove nel 11 35,
nità della Madonna, riprovati già fu collocalo sulla Milano sede di
da s. Siricio Papa. Reg. t. Ili ; Robaldo, che con s. Bernardo a-
Labbé t. II. veva restituito all' obbedienza d' In-
H settimo nel ^5i, convocalo da nocenzo II milanesi. Mansi t. II.
i

s. Eusebio vescovo della città, ad 11 decimosesto nel 1287, tenuto


istanza di s. Leone I, di cui sotto- a' 12 settembre dall' arcivescovo
scrisse la con altri venti ve-
lettera della città Ottone, assistito da mol-
scovi, diretta a Flaviano di Costan- ti vescovi e dai deputali di tutti
tinopoli, sull'incarnazione del Ver- i capitoli della provincia. Vi si or-
bo. I pontificii legati narrarono il dinò l'osservanza delle costituzioni
brigandaggio d' Efeso, e quanto si pontificie e delle leggi di Federico
gemeva in oriente, e portarono al II contro gli eretici ; e si aggiun-
Papa una lettera del concilio piena sero sei articoli di disciplina eccle-
di slima e riverenza. Reg. t. VII ;
siastica, vietandosi agli ecclesiastici

Labbé t. Ili; Arduino t. I. di entrare ne' monasteri di donzelle,


L'ottavo nel 679 o 680 contro ed ai religiosi e religiose di assi-
i monotelili, e vi si riconobbero stere al sotterramento de' defunti.
le due volontà e le due operazio- Reg. t. XXVllI; Labbé t. XI ;

ni in Gesù Cristo Reg. t. XVI ; . Arduino t. VII. Nel i3ii sotto


Labbé t. VI; Arduino t. III. r arcivescovo Cassone fu tenuto un
Il nono neir 842. Ramperto ve- concilio sulla disciplina ecclesiastica,
scovo di Brescia vi fece approvare ma forse in Bergamo.
l'immunità del monastero da lui Ildecimosettimo nel novembre
fondalo de' ss. Faustino e Giovila. 1291^ dall'arcivescovo Ottone e
Mansi, Sitppl. t. T. suoi suffraganei, per la liberazione
Il decimo 860 per volerenell' della Palestina, perduta interamen-
di Papa s. Nicolò I, presieduto da te colla battaglia d' Acri de' i8
Tadone arcivescovo di Milano, e maggio ; vi si fecero venlinove ca-
"tenne scomunicata V adultera En- noni relativi alle crociate. Ivi.
gpltrude moglie di Bosone. Ivi. Il decituottavo è il primo con-
86 MIL MIL
cilio provinciale di quelli celebri ec. VI si trovarono undici vescovi,
che tenne l'arcivescovo s, Carlo e l'arcivescovo coli' autorità di vi-
Borromeo, che per l'importanza sitatore generale apostolico. Ivi.
de' suoi canoni, in piìi luoghi ri- ventesimosecondo, provinciale
Il

portiamo. Lo tenne coi suffragane! V, fu tenuto nel 1579 ^^ *• Carlo,


in settembre i565, e \i fu rice- che ne fece l'apertura, con tutti
vuto il concilio di Trento, e ven- gli stati della provincia come nei
"'
nero fatte molle costituzioni divise precedenti. Vi si fecero regolamcn-
in tre parti; la prima riguarda la ti appartenenti alla fede, all' am-
fede cattolica, la seconda i sacra- ministrazione de' sacramenti; alla
menti tanto in generale quanto in carità, alla cura, rimedi e precau-
particolare, la terza l' amministra- zioni in tempo di peite; al sacra-
zione de' luoghi pii, spedali, mona- mento dell'ordine, ec. Ivi.
steri di ec. Fra i
monaci, ebrei, Il ventesimoterzo , provinciale
vescovi vi fu Guido Fer-
il cardinal VI, fu tenuto da s. Carlo nel i583
rcri. S. Carlo quantunque assai gio- con nove vescovi, facendone l' a-
vane, vi presiedette, e si fece am- pertura con discorso in cui esortò
mirare pel suo zelo ed eloquenza. i colleghi a menar vita apostolica.
Ne diresse tutti i decreti, ed inco- '

Si fecero 3i capitoli sulla discipli-


raggi i vescovi più vecchi ad os- na ecclesiastica. Ivi.
servarli. Reg. t. XXXV ; . Lahbé 11 ventesiraoquarto ,
provinciale
t. XV ; Arduino t. X Ada; cede- VII, fu tenuto nel 1612 dal car-
siae Mediolanensìs, i5gg. dinal Federico Borromeo arcive-
decimonono, provinciale II, nel-
Il scovo. Synodus VII prov.
l' aprile iSGg, tenuto da s. Carlo MILASA. FediMtzKS'io.
coi vescovi di sua provincia. Con- MILBURGA (s.). Ebbe per pa-
tiene tre parti riguardanti la ^ede dre Merwaldo, secondo figliuolo di
cattolica, r amminisli'azione de'sa- Penda re de' meroiani. Entrò nella
gramenti, e le altre obl)ligazioni religione monastica, e fu eletta ba-
pastorali; il sacrificio della messa, dessa di Wenlocli nella contea di
1' uffizio divino, il culto della chie- Shrop. Il suo esempio e le sue sol-
sa e gli ecclesiastici beni ed i ; i lecitudini resero questo luogo un
diritti della ed i luoghi
chiesa, santuario di tutte le virtù. Ella
pii, ec. L'arcivescovo l'apri con nou era distinta dalle altre sorelle
un discorso degno di lui. ivi. che per un sommo dispregio di sé
Il ventesimo concilio, provinciale medesima ; ma quanto essa cercava
III, fu tenuto da s. Carlo nel i5'jZ di umiliarsi, altrellanto Iddio la
in aprile, pel ristabilimento della glorificava agli occhi altrui. Passò
disciplina ecclesiastica, la santifica- della presente vita in sulla fine del
zione delle feste, lo stabilimento settimo secolo. Nel iioi si scopri-
delle scuole della dottrina cristia- rono le sue reliquie sotto le rovi-
na, ec. Ivi. ne dell'antica abbazia di Wenloch,
ventesimoprimo , provinciale
Il venendo ivi edificato un monastero
IV, fu tenuto da s. Carlo nel mag- dicluniacensi. ti'iG maggiodello stes-
gio 1576, sulla fede e altri pun- so anno se ne fece il trahlato, e
ti dì dottrina, sui sacramenti, sui furono operati molli n)iraeoli, giu-
vescovi e altri uiinistri della chiesa, sta Guglielmo di Malincsbury e

1
MIL MIL 87
Hai'psfield. Questa santa è onorala che la B;de siavi stata predicata da
il giorno 23 di febbraio, che si s. Paolo apostolo; fu prima chia-
crede essere slato quello delia sua mata Lelegeisy Piiyasa, Anactorìa,
morte. ed ora Palatsha. Ne furono vesco-
MILDREDA (s.). Sorella di s. vi s. Cesario che soffrì il martirio

Milburga, del sangue reale di Mer- con s. Tirso e co' suoi compagni
cia, fu educata nell' abl)azia di sotto l'imperatore Decio nel III se-
Chelles in Francia, ove volò a Dio colo ; Eusebio, Ambracio, Giacinto,
la sua virginità. Tornata in Inghil- Giorgio, Epifanio, ec. Oriens chrisl.
terra, venne eletta badessa del mo- t. I, p. 917.
nastero di Minstrey, nella piccola MILETO {Mìlilen). Città con
isola Thanet. Settanta vergini
di residenza vescovile nel regno delle
si recarono tosto a lei per essere due Sicilie, nella provincia della
governate. Ella riguardavasi come Calabria Ulteriore seconda, capo-
l'ultima di tutte, e le guidava col luogo di cantone, distante una lega
proprio esempio alla perfezione del e mezza da Monteleone, antica cit-
loro stato. Annoverò Ira le sue re- tà de'bruzi, Milelum. È. bene fab-
ligiose s. Ermengida , sua zia, il bricata su alto monte, e tra i suoi
culto della quale era celebre un migliori edifizi si noverano l' epi-
tempo in Inghilterra. Morì sul fi- scopio e la cattedrale. Ruggiero I
nire del settimo secolo, e le sue i-e di Sicilia vi nacque nel 1097 ,
reliquie furono trasportate nelio33 e suo padre il conte Ruggiero nor-
al monastero di s. Agostino a Can- manno, che 1' avea conquistata, vi
torbery. Guglielmo di Malmesbury fu sepolto nel i loi. Fu molto dan-
riferisce che erano custodite eoa neggiata a' 5 febbraio 1783 dallo
molta venerazione, e che si fecero stessoterremoto che cagionò tanti
assai miracoli per la loro virtù. La danni a Messina e alla Calabria.
sua festa è segnata a* 20 febbraio. Dopo che Dario rovinò la celebre
MILETO. Sede vescovile della città di Mileto [Vedi] d' Asia, i mi-
provincia di Caria, nella diocesi leti si recarono fondare questa
d' Asia, una delle più antiche citta città, presso il porto dell'antica
dell' Asia minore, e capitale della città di Meda ma ciica otto miglia
Jonia, eretta nel V secolo sotto la distante. conte Ruggiero nor-
Il

metropoli di Stauropoli, poi arci- manno fondò il cospicuo mona-


vi
vescovato nel IX. Fu patria di Ta- stero della ss. Trinità e s. Michele
lele uno de' sette sapienti della Gre- arcangelo di monaci greci basilia-
cia, e della famosa Aspasia moglie ni, ed «resse il superbo edificio del-
di Pericle. Fu ornata di superbi la cattedrale della Beata Vergine
edilìzi e di templi, celebre pel suo e di s. Nicola, che dicesi consa-
commercio, per le arti e le scien- crata da Calisto II, cui unì le due
ze che vi fiorirono : il gran nume- cattedrali di Tauriana e di Bivona
ro delle colonie inviate altrove da o Vibona quasi dai saraceni alter-
questa città molto contribuì a ren- rate. In ambedue i templi Ruggie-
derla illustre. Assai soffri per par- •
ro vi trasportò le colonne di quel-
te de' re di Lidia, ed i greci la lo di Proserpina. Allorché Grego-
conquistarono al loro arrivo in A- rio XIII fondò in Roma il colle-
sia. Dagli atli apostolici sembra gio greco, vi UDÌ nel 1 58 1 la detta
88 MIL MIL
«elebre abbazìa della ss. Trinità e postolica, ed onorando di sua pre-
di Michele
s. arcangelo, che Ur- senza la città consacrò la chiesa
bano II avea posto sotto la pro- della ss. Trinità coli' assistenza del
tezione della chiesa romana. In pro- vescovo. Rinaldo gli successe e ri?
gresso di tempo le fastidiose liti portò nel [i39 da Innocenzo II
che turbavano la tranquillità del la conferma de' privilegi della sua
vescovo e del collegio intorno alla chiesa. Quindi nomineremo i ve-
giurisdizione che ambedue preten- scovi più distinti , o meritevoli
devano di esercitare sopra l' abba- di menzione. Anselmo ottenne da
zia, indusse Clemente XI ad unirla Alessandro III conferma alle im-
pila meqsa vescovile, col peso di munità godute dalla sua chiesa, e
dovergli corrispondere l'annua pen- intervenne al concilio di Laterano
sione di scudi 2400, con bolla del III. Pietro del 1200 famigliare di
primo agosto 17 17: di questa abba- Innocenzo III. Per morte di Do-
zia Natale Maria Cimaglia ne pub- menico una parte del capitolo e-
blicò l'erudita istoria in Napoli nel lesse Arnoldo monaco, l'altra fra
1762. La detta pensione costituì la Deodato di Capua domenicano, il
yera dqta del collegio greco fino al quale nel 1282 fu confermato da
1766. Allora per le controversie Martino IV. Saba eletto nel 1286
paté fra la santa Sede e la corte dal capitolo, venne approvalo da
di Napoli, il vescovo cessò di pa- Onorio IV. Nel 1298 Andrea ab-
garla, e supplì a tal mancanza bate cistcrciense di s. Stefano di
Clemente XIII assegnando al col-
,
Bosco, dotto e insigne per virtù,
legio scudi i5oo annui sulla da- prescelto da Bonifacio VIII a pre-
taria apostolica, ed un tal sussidio ferenza di Manfredo Cifono di Mi-
gli fu conferm£(tq da Pip VI nel leto, ambedue eletti dai canonici.
?776. Tuttavolta alla di morte
Andrea,
La sede vescovile fu eretta da Clemente V nel i3ii
gli sostituì

«. Gregorio VII nel 1073; vi unì Manfredo suddetto canonico decano.


quelle di Taiiriana e Fibona {P^e- In questa dignità e nella sede gli
^i)t 1086, suffraganee di
verso il successe il concittadino Goffredo
Jleggio, come lo divenne Mileto, F'azaro, eletto da Giovanni XXII
poi dichiarata immediatamente sog- pel 1328; zelante della disciplina,
getta alla primo ve-
santa Sede. Il fece alla cattedrale elegante porla
scovo fu Arnolfo consecvato da s. e la campana maggiore. Nel 1396
Ciregovio VII nel 1073, ed ottenne l'antipapa Benedetto XllI conferì
dal suddetto Ruggiero conte di Si- la sede ad Enrico, ma Bonifacio
filia molti beni e diversi privilegi, JX nel 1398 nominò Andrea d'A-
fnorepdo 1077. Gli successe
nel lagni napoletano, indi nel i4o2
Hiosforo, indi Gaufrido del i094> Corrado Caracciolo, creato cardinale
pel 099 Eberardo che da Pasqua-
1 da Innocenzo VII. Per aver segui-
le II fu confermato in vescovo di to Alessandro V, Gregorio XII lo
Mileto, Tauriana e Vibona, e nei depose. Giovanni XXIII nel i4m
privilegi concessi da Ruggiero. Gau- elesse Astorgiq Agnensi,e lo era al

frido del II 19 fu da Calisto II concilio di Costanza in cui fu crea-


dichiarato colla sede di Mileto ìm> to Martino V ; poi fu fallo cardinale

piediatamente soggetto alla Sede a- ^a Nicolò V. Antonio Sorbilli di

I
.

MIL M I L 89
Mileto o Monteleone, Eugenio IV renne surrogato fr. Maurizio Cen-
nel 1435 lo elesse, che istituì il tini di Ascoli nipote del cardinale,
seminario nel i44o- Cesare Cae- traslato da Massa Lubrense, versa-
tani abbate cistcrciense del i464; tissimo nelle lettere; interamente
cui successe Narciso catalano dot- perfezionò il seminario, ornò 1'
al-

tissimo. Sisto IV nel i48o nominò tare maggiore della cattedrale, e-


il nipote Giacomo della Rovere, che resse di nuovo in altro luogo quel-
eresse nella cattedrale il nuovo sa- lo di s. Nicola, visitò la diocesi e
crario. Nel i5o4 traslato a Sarno, celebrò il sinodo. Nel 1640 fu suc-
divenne vescovo Francesco Alidosio, cessoda Gregorio Ponziani nobile
che creato cardinale abdicò nel romano, dotto filippino, che Ur-
i5o5. Giulio II gli sostituì il pro- bano Vili avea spedito in Inghil-
prio nipote Francesco della Rovere terra per affari ecclesiastici, ove
di Savona, che trasferito a Came- per le sue virtù e prudenza si re-
rino nel i5o8, nominò Andrea se celebre. L' Ughelli e suoi conti-
Valle creato cardinale da Leone nuatori terminano la serie de' ve-
X. Fece l'organo nella cattedrale, scovi di Mileto,sacra t. I,
Italia
incominciò il palazzo vescovile, e si p. 942, con Diego Maurelli di Co-
dimise con regresso nel iSaS. Gli senza del 1662, Ottavio Paravi-
successe Quinzio de Rustici roma- vicini milanese del 168 r, e Dome-
no, che compì 1' episcopio e collo- nico Antonio de Bernardinis nobile
cò nella cattedrale la statua mar- di Lecce, Iraslato nel 1696 da Ca-
morea dì s. Nicola; indi nel i566 stellanela. Le annuali Notizie di
fu fatto amministratore il cardinal Roma registrano i seguenti. lyaS
Innico iSyS il suo
Avalos, e nel Ercole d' Aragona de' duchi d'A-
sicario Maria de Alessandri
Gio. lessano, arcivescovo di Pirgi. 1734
d' Urbino. Nel i585 gli successe Marcello Filomarino napoletano
M. Antonio Tufo napoletano, che 1756 Giuseppe Maria Caraffa tea-
più altari edificò nella cattedrale, tino di Nola, traslato da Trivento.
ove fece trono e donò suppel-
il Dopo lunga sede vacante nel 1792
lettili, celebrò il sinodo e perfezio- Enrico Capece Minutolo filippino
nò il seminario. Nel 1608 Gio. napoletano. Leone XII nel 1824
Battista Leni, poi cardinale; gli suc- preconizzò vescovo fr. Vincenzo
pesse fr. Felice Centini indi cardi- Maria Armentano domenicano, di
nale: visitò la diocesi, riformò il Normanno diocesi di Cassano. Per
clero, celebrò il sinodo, e regalò sua morte il regnante Pio IX nel
preziosi ornamenti alla cattedrale. concistoro de' 12 aprile 1847 gli

Di lui e degli altri cardinali ve- die in successore 1' odierno vescovo
scovi possono vedere le biogra-
si monsignor Filippo Mincione di Ca-
fie. suo vicario gli fu sostituito
Il pua, e canonico di quella metro-
nel 161 3, cioè Virgilio Capponi politana.
nobile ascolano con immensa fa-: La cattedrale è dedicata a Dio
tica governò, fu acerrimo difen- sotto r invocazione di s. Nico-
sore dell'immunità e delie calun- la di Bari, vescovo; moderno e
nie appostegli, onde furono puniti bellissimo edificio con fonte bat-
gl'impostori, e restò onorevole me- tesimale, avendo il terremoto ro-
poo^ia di sue virtù. Nel i63i gli vinata l'antica; tra le reliquie che v^
,

9Ò M I L MIL
si .venerano, nomineremo il corpo secolo IV
tempi di PetiHano dì
a'

tji s. Fortunato martire. Il capitolo Cirta donatista- Severo scrisse a s.


si compone di cinque dignità, la pri- Agostino nel 4o9- Olialo II del
ma delle quali è V arcidincono, la 420. Benenalo esiliato dal re Un-
quinta eh' è l'arciprete ha la cura nerico nel 4^4- l^eslitulo interven-
delle anime; di tredici canonici, ne nel 553 al concilio di Costan-
comprese le prebende del teologo tinopoli. Dopo il quale non si co-
e del penitenziere, di mansionari o noscono altri vescovi, sino a Gio-
otto beneficiati cappellani corali, e vanni del i4oo; Gerlato del i^iZ;
di altri preti e chierici. L' episco- Emrnanuele del 1672 ; Giacinto de
pio, mediocre edifizio, è alquanto Faldanna del 1675; Gio. Ignazio
distante dalla cattedrale, oltre la Blauhouschius del 1679; e Caio
quale in città vi è altra chiesa par- Aslerio Toppio del 1728. Morcelli,
rocchiale. Vi è pure una confrater- Africa christ. t. I, p. 228. Al pre-
ìiita, diversi luoghi pii, l'ospedale sente Milevi, Milevitan, è un titolo
ed il seminario. La diocesi è am- vescovile in partihus- che conferisce
pia e contenente i3o luoghi. Ogni il Papa, sotto r arcivescovato in
nuovo vescovo è tassato ne' libri partibus di Cartagine. Pio VII nel
della camera apostolica in fiorini 1801 lo die ad Angelo Cesarini
393, in proporzione delle rendite consecralo a' 3 ottobre nella cat-
della mensa, che ascendono a circa tedrale di Frascati dal suo gran
5ooo ducati. protettore il cardinale duca di
MiLETOPOLI. Fedi Melito- York: di questo prelato parlammo
roLi. nel voi. XXVn, p. i55 del Di-
MILEVO,Milevum, Milevis. Se- zionario ed altrove. Gregorio XVI
de vescovile d'Africa nella Numidia, a' i4 febbraio 1840 fece vescovo
sotto la metropoli di Cirta, la cui di Milevi monsignor Guglielmo Ber-
città fu celebre pei due concilii che nardo Collier della congregazione
vi si tennero , ed è situata nel- anglo-benedettina, e vicario aposto-
la parte orientale della Mauri lia- lico dell' isola Maurizio in Africa.
na Cesariense, presso la foce del
fiume Ampsaga Oggidì chiama- . Concila di Milevi.
si Mela o Meelah. Ne furono ve-
scovi Polliano che intervenne al Il primo fu celebrato nel 4o^>
concilio di Cartagine nel a55; Ol- sotto il Papa s. Innocenzo I e gli
iato I, santo che scrisse verso il imperatori Arcadio ed Onorio. Fu
870 i suoi libri sullo scisma dei questo un concilio generale di tut-
Donatisti [Fedi) contro Parmenia- te le Provincie d'Africa. Vi pre-
no, uno de' più celebri vescovi di siedette Aurelio di Cartagine, e ven-
tal setta. S. Agostino chiamò s. nero confermati i concilii d'Ippona
Oliato, vescovo di venerabile me- e di Cartagine, e fatti cinque ca-
moria e dice di lui come di
, noni di disciplina, ordinandosi che
fi.Ambrogio, che potrebbe essere i nuovi vescovi cederebbero agli
una prova della verità della Chiesa anziani, secondo le regole antiche.
cattolica, quando essa venisse ap- Reg. t. IV; Labbé t. II ; Ardui-
poggiala sulla virili de' suoi mini- no t. I.

stri. Onorio viveva nel dechnar del 11 secondo venne tenuto nel 4 16,
MIL MIL 91
sotlo il Papa e imperatori suddetti, nobilitava persone e cose ; non ba-
coir intervento di sessantuno vesco- stava però seguir la milizia per
vi della provincia di Nuinidia, i meritarsi il titolo di milite, ma
quali «crisseio a s. Innocenzo I per per conseguirlo occorrevano guer-
cbiedergli la condanna di Pelagio, reschi fatti ed eroico valore pro-
di Celestio e loro partigiani, per vato in battaglia. Perciò il fiore
r eresia che toglieva di mezzo la della nobile gioventù correva al
necessità delT orazione pegli adulti combattere, e di virtù gareggiava
e del battesimo pei fanciulli. Fu- e di coraggio nelle comuni impre-
rono fatti otto canoni contro i pe* se, fìdanzosa e anelante di averne
Ingiani, e ventisette sulla disciplina, in premio la cavalleria. Era l' uni-
quali trovansi sotto il nome di Mi- nica e apprezzata ricompensa ai
levo nelle collezioni ordinarie. Ma marziali travagli, e finché non sa-
tranne il XXllI, che non leggesi livano al grado di cavalieri, i gio-
altrove, tutti sono o del
gli altri vani chiamavansi nell'esercito ar-
primo concilio di Milevi, o di quel- migeri, scutiferi e scutarii portanti
lo di Cartagine del 4i8> o di qual- lo scudo de' cavalieri nelle giostre
che altro concilio. 1 più celebri e tornei. Mentre sfavasi aspettando
vescovi che vi assisterono, sono : alcuna battaglia o perigliosa mi-
Silvano di Zomma primate della schia, o dopo riportatane vittoria, si
provincia, s. Alipio, s. Agostino, conferiva- a' nobili scudieri la ca-
Severo di Milevi, e Fortunato di valleria. I militi o cavalieri furono
Cirta, che furono lodati nello zelo creati anche in occasione di ma-
e vigilanza pastorale dalla risposta gnifica Corte [Vedi) bandita, o al-
di Innocenzo I, il quale condan-
s. l'arrivo di sovrani o principi rag-
nò nominati eretici, in data 27
i guardevoli, o in altro solenne av-
gennaio 4'7> dopo aver consulta- venimento del sovrano o del pò*
to suir argomento il concilio ro- polo. L' istituzione de' militi, chia-
mano. Reg. t. XIV; Labbé t. II ; mati poi cavalieri, ascende ai secoli
Arduino t, I. barbari, quando le orde de* goti,
MILFOUD. Città e porto della longobardi, franchi, germani, occu-
parte sud del paese di Galles, con- pata 1' Italia, introdussero quest'or-
tea d'Inghilterra, fondaVj nel 1790, dine. Anticamente gl'italiani disse-
che riceve le acque del Clelby e del ro militi que' soldati che guerreg-
Douledge. È così ben difesa che giavano a cavallo, mentre i fanti
potrebbe contenere con sicurezza si dicevano pedites e da taluno mi-
r intera marina inglese. O in que- liies. Ma il nome di milite prese
sto luogo o in Milfort d'Irlanda, poi a indicare que' nobili eh' erano
nel II 52 fu tenuto un concilio, con ispeciali cerimonie decorati del
e ne paria il Pagi a tale anno. cingolo militare, di cui facemmo
MILITE, Milcs. Titolo antica- parola a Fascia, essendo primario
mente assai onorato, benché si di- ornamento de' militi il cingolo e la
cesse anche milite il soldato o mi- spada, dicendosi propriamente cin-
litare ch'esercita l'arte della Mi- golo militare la spada cinta ai
lizia [J^tdi). Valeva prima ([uanlo fianchi de' ricevuti all'onore delia
gentiluomo e Cavaliere [P^edi), pev- mdi^ia, diverso però di quello dei
chè allora la milizia più che altro romani , che V usavano del puri
92 MIL MIL
cavalieri e pedoni. Anche gli adul- La parola milizia, miliiia, signi-
ti e gli stessi principi furono bra- fica propriamente l'arte della guer-
mosissimi dell' onore della cavalle* ra; militare , militaris, o soldato,
ria; l'ebbero i podestà o altri miles, quegli ch^esercita l'arte della
ministri ed i giurisperiti , e si milizia, che vi appartiene o fa pro-
crearono militi talvolta avanti la fessione d'arme, da soldare, assol-
porta dell' episcopio : vi furono in- dato, condotto al soldo, mercede
olti'e milites lUeraii ed i milìles conduclus. Truppa, per turma e
clerici. Questo onore
concedeva si squadra di soldati, agrnen, acieSy
con molte solennità e apparato di turma. Milizia dicesi anche per eser-
armi, cavalli, mense, ec. II principe cito di gente armata, e per ordine
o cavaliere conferente 1' onore per- di grado cavalleresco, come dicia-
cuoteva il collo o la spalla dell'in- mo discorrendo degli ordini mili-
ginocchiato novello, colla spada tari ed equestri. Milite [F^edi) si
presa dalle sue mani, pronuncian- disse anticamente il soldato. L'arte
do le parole Esto probiis niiles.
: della guerra è il complesso delle
Alcuni hanno creduto che in Mi- cognizioni necessarie per condurre
lano vi fosse un ordine militare una moltitudine di uomini armati,
sotto l'invocazione di s. Ambrogio, organizzarla, muoverla, farla com-
o de' militi di s. Ambrogio, o mi- battere, invigilando alla sua con-
liti dell' arcivescovo e arcivescovato servazione. Il genio della guerra
di Milano, come furono Amizone consiste nel talento di adattare
ed Erembaldo, distinti personaggi. opportunamente gli eserciti, e di
Ai rispettivi articoli si parla degli antivedere le migliori combinazioni
ordini militari cavallereschi. 3Iiles con sangue freddo e prontezza, fra
s. Petri fu grado dato dai Papi a mezzo ai pericoli e alle crisi. Le ar-
quei che innalzavano alla digni- ti militari consistono nella cognizio-
tà regia, come leggesi nell' ordine ne de'melodi scieutifìci e meccani-
romano XIV presso Mabillon, Mu' ci, che dirigono i particolari ^del-
sei ital. p. 4o8. Nel 1080 s. l' azione e l'uso dei mezzi: così la
Gregorio VII nell' investire Guiscar- strategia, la lattica, l'artiglieria, la
do lo assunse iti specialem b. Petri fortificazione, l'organizzazione, l'am-
militem. Cosi fu praticato da Cle- minislrazione delle armate, sono ar-
mente V quando unse e coronò in ti militari, che devono essere fami-
Avignone Roberto re di Sicilia. gliari a un generale, ma in tutto
MILIZIA. Ordini equestri sotto vi deve concorrere l'esperienza. In
il titolo di Concezione della mili- fine, il mestiere delle armi, è la
zia cristiana [Fecli);A\ Gesìi Cri- vita consacrata ai travagli militari;
sto milizia {Fedi); di Gesti Cristo, e questa espressione si applica par-
s. Domenico e s. Pietro martire ticolarmente a coloro che vi si e-
milizia (Fedi); di Gesti in Alenia- sercitano.
gna (^Fedi) che volevasi istituire Allorché si divisero i dominìi
sotto Paolo V. Dicesi milizia per del mondo e nacquero i governi
grado cavalleresco, laonde gli ordini legittimi, fu necessaria la mili-
militari ed equestri hanno articoli. zia per arrestare l' invasione, e sta-
f^edi Cavalieue, Milite. bilire una difesa per tranquillità
MILIZIA O TrU^Ì-A PONIIFICIA. del popolo. Vei'so l' anno aoooj
MIL MIL 93
cioè quando il mondo cominciava la iscrizione ne' i-egistri ; la seconda
a riprodursi dopo il diluvio, Abra- facevasi all' età stabilita per com-
mo alla testa di 3i8 soldati radu- battere. Pene severissime erano mi-
nati in fletta, accorse in difesa dei nacciate a coloro, che artificiosa-
suoi ricchi armenti e delle sue ter- mente si sottraessero alla iscrizione,
re, e disfece l'armata combinata di e punito si sarebbe colla morte
Codorlaomor e de"* tre re suoi al- chiunque avesse rifiutato obbedire
leati, che avevano fiatto una lega alla seconda requisizione. Non po-
per usurpare le proprietà di A bra- tevano esimere alcuno dal servizio
mo. In tutte le guerre giuste, i so- personale se non che la sordità, le
vrani hanno lo stesso diritto di malattie incurabili, e i gravi difet-
Abramo, ed i soldati hanno lo ti di conformazione. Nella repub-
stesso merito de' prodi difensori di blica d'Atene i giovani all'età di
Abramo. La milizia dunque nel 18 anni erano già esercitati nel-
l'apporto strettamente sociale e non r armeggiare ; all' età di 20 anni
personale, è una professione utile essi facevansi inscrivere sui registri
alla ed originata dal dirit-
società, della partenza ; e rimanevano sot-
to della natura, anziché dal diritto to le insegne fino all' età di 4^
delle genti, poiché sostiene la le- anni. Più lardi e nel VII secolo
gittima dilèsa, come provano i piìj Callìnico d'Eliopoli insegnò a' gre-
accreditati giuspubbiicisti : Grozio, ci la preparazione di sostanze in-
De jure belli etpacis, lib. I, cap. Ij cendiarie, che bruciavano ancora
Domat, Da droit public 1. I; Ar- ncir acqua ; questa composizione
niseo, De jure majest. I. I. È un prese il nome di fuoco greco, e
punto non più controverso, che la r uso che ne fecero i greci assicu-
necessità della milizia nasce dal di- rò loro immense vittorie in mare.
ritto di natura non già dal diritto J^edi Montiflori, De pugna na^ui-
delle genti. Gli antichi popoli era- li cominent., Genuae j582; Schef-
no tutti guerrieri, pure si dice che feri, De mililia navali velerum, Ub-
la prima nazione che facesse la saliae i G54- E. Sue, Storia della
guerra fu l'egizia contro gli afri- marina militare antica di tutti i
cani, con)battendo in quel conflitto popoli, Livorno i843. Gli spartani
con fruste, che poi furono dette solo gloria vansi della professione di
falanghe, secondo Plinio. Presso gli soldato, per cui non erano né agri-
ebrei i maschi giunti all'età di 21 coltori, né artieri, giacché era bandi-
anni, riguardavansi come disponibi- la fra di essi qualunque arte, che so-
li per la guerra: non accorda vasi lo facevansi in esse esercitare il ses-
esenzione che ai malati e ai de- so debole e gli schiavi. Gli africa-
boli ; si narra che prima di Salo- ni, eccettuati i soli cartaginesi, qua-
mone non vi era il costume nelle si tutti gli asiatici, gli sciti noma-
guerre di servirsi della cavalleria. di o sia erranti dell'Europa, si- i

JNella Persia parimenti alcuno non cambri e teutoni, lutti erano sol-
i

era esente dal servizio personale. I dati, e combattevano in massa.


greci tutti erano soldati, e sottopo- Presso romani, durante la re-
i

sti a due requisizioni; la prinia fa- pubblica, e al cominciare della mo-


ccvasi allorché giunti erano all'età narchia, non esistevano se non che
di i4 anni, e questa serviva per due classi del popolo, » guerrieri
94 MIL MIL
ed i colliTatori delle terre. Dopo lis hìstorìarum, Moguntiae 1 5^7,9.
r assedio fatto a Terracina dal con- Ammiano Marcellino indicò la ma-
sole Servio Hala in poi, fu inlro- niera con cui gli antichi lanciavano i

dotto pagare i soldati,


r uso di fuochi da guerra, però ad e- facili

giacché prima era la paga il bol- stinguersi pel troppo rapido moto,
lino o preda che a ciascuno riu- nell'opera Delle guerre de romani
:

sciva di fare. Servio Tullio stabiPi tradotte da Alessandro Braccio, Ve-


due diverse età per la milizia. JVel- nezia i584- Presso i brutleri ed altri
Ja prima compresi erano tutti i cit- popoli della Geruìania l'esercizio del
tadini dai 17 fino ai 47 anni- cavalcare e dell'armeggiare a caval-
Dalia prima età traevansi i soldati lo era il passatempo e la ricreazio-
che adoperavano nelle guerre ;
si ne de' fanciulli. pure i catti
Così
gì' individui delia seconda tenuti fino dall' età più tenera erano i-
erano di riserva per la guardia struiti ed addestrati negli esercizi
della città. L'esercizio però di qua- della fanteria, e presso gli svevi ìt

lunque funzione non dispensava servizio della guerra si faceva al-


dall' obbligo di portare le armi, e ternativamente durante un anno da
da questo alcuno non andava esen- un certo numero di famiglie, al
te se non giunto all'età di 55 an- quale altro ne sottentrava. I posse-
ni. La coscrizione costituiva il pri« dimenti degli assenti impiegati nel-
mo privilegio, primo diritto del cit-
il la milizia, erano amministrati o la-
tadino. I liberti non erano ammessi vorati da coloro che rimanevano
nelle legioni se non in caso di grave nelle loro case. Presso i franchi, e
pericolo imminente; non si ricevevano .sotto i re della prima dinastia, la
generalmente nelle legioni se non nazione intera costituiva la milizia.
coloro che dicevansi cittadini a buon Sotto Carlo Magno e i suoi succes-
diritto, oplimojure cìves. La milizia sori alcuna classe d' uomini non
romana era divisa in tre classi la ; era esente dal militare servigio. Fi-
prima nominata sacramentum, com- no a Clotario I galli non erano i

prendeva tutti i cittadini indistin- ammessi nelle armate francesi, non


tamente ; la seconda chiamata con- ricevendosi in queste se non che
juralio, componevasi di coloro che franchi, borgognoni ed alemanni.
risposto avevano al grido di guer- Filippo I Augusto creò il primo in
ra del generale incaricato di co- Francia una milizia stabile, e da
mandare 1' esercito, dopo che il esso assoldata; e Carlo VII istituì
senato avea dichiaralo la guerra ; le milizie dette franchi arcieri ; cia-
la terza dicevasi evocaiio, e non scun distretto era obbligato .som-
formavasi se non che nel caso di ministrare uno di que' militi, e a
imminente Vedi La mi-
pericolo. mantenerlo in caso di guerra. La
lizia romana di Polibio, di Ti' prima leva regolare dicesi fatta sot-
io Livio f e di Dionif^i d Alicar- to Luigi XIV : soppressa nel 179 e

nasso dichiarala da Francesco Pa- la milizia, successe l'arruolamento


trizi, Ferrara i583. Lipsie, Z>e mi- volontario, e fu istituita la guardia
litia romana , Anluerpiae i^gS. nazionale, ma la legge del '793
Savilio, De militia romana, Hei- mise in requisizione tutti i giovani
delbergae 160 1. Appiano Alessan- dai 18 sino ai 4^ ^nni che fosse-
drino, De civilibus romano rum bel- ro celibi o vedovi ; la cosciìzionc
,

MIL M I L 9.5

finalinenle fu istituita nel 1798, pi recenti s'introdusse il metodo


con sottoporvi tutti i francesi dai delle coscrizioni. Il Miu-atori tratta
20 a' 2.5 anni, la quale legge in nella disserl. XXVI
Della milizia :

un all'altra delle milizie comunali, dei secoli rozzi in Italia, parlando


fu adottata da varie potenzestraniere. ancora delle fortificazioni delle città
I In Italia variai'ono straordina- e castella di que'iempi, in cui si

riamente le disposizioni riguardo al- ebbe ed


l'uso di cingerle di buone
le milizie, massime col variare dei alte mura, formate di marmo o
tempi e de' governi. La maggior di mattoni cotti. Dice egli, che
parte de'sovrani che sursero dopo quando barbari vennero a sotto-
i

la caduta dell' impero romano, a- mettere le contrade italiane nel


evano milizie assoldate : queste secolo V, portarono seco costumi i

formavansi d' ordinario col mezzo della propria milizia, ed ivi la di-
di volontari arruolamenti. Gli e- latarono. Cacciali i goti sotto Giu-
serciti che scesero in di-
stranieri stiniano I, tornò per alcuni anni
Terse epoche nell'Italia , variarono a rimettersi la eccellente discipli-
pure le forme e i regolamenti del- na militare romana in Italia; ma
le milizie; da questi pigliossi l'i- essendo succeduti in questo domi-
dea dai principi italiani di assol- nio i longobardi, franchi e tedeschi,
dare stranieri, e quindi comparve- l'arte militare prese le lezioni dal-
ro le diverse compagnie sotto la l'uso di quelle nazioni. Era non
guida de' così detti condottieri, i poco scaduto in Italia il buon re-
quali perun dato tempo, e con un golamento della milizia sotto gli
dato numero di soldati si obbliga- ultimi imperatori romani; con tut-
vano al servigio di questo o di quel tociò i barbari ci trovarono tanti
principe, e sovente passavano dal- vestigi delle vecchie ordinanze, tan-
l'uno all'altro. Il eh. Ercole Ricot- to de'romani che de'greci dominan-
ti nel 1844 pubblicò in Torino: ti ncir esarcato Ravenna, che di
Storia delle compagnie di ventura poterono imparare molto nella pro-
in Italia. Le città italiane tuttavia fessione militare. Però anch' essi
nelle loro lotte ebbero milizie dette ebbero spade, sciable, fìonde, dardi,
civiche o urbane, e in quel disa- mazze, lancie, archi e saette^ scu-
stroso periodo tutti i cittadini era- di, elmi, corazze, stivali, e il resto
no soldati, come avveniva tra i dell'armatura che anticamente si
galli e tra i germani. Ristabilita usò. Adoperavano ancora tende e
la pace tra le città, e terminate padiglioni, e quasi tutti gl'istru-
quelle aspre contese, ancora si vi- menti da espugnare città e fortez-
dero in molti stati corpi di milizie ze, già adoperali dai greci e ro-
urbane, che in Francia dette sa- mani. Conservarono le nazioni set-
rebbonsi nazionali, e di queste mi- tentrionali dominanti in Italia le
lizie della città approfittarono so- loro antiche ordinanze nella mili-
vente gli stranieri che vennero a zia. ]\on si udivano già ne' loro e-
guerreggiare in Italia, i tedeschi, i sercili i nomi di legioni, turme
francesi, gli spagnuoli, ec. Finalmen- manipoli, coorli e simili; pure non
te ciascuno de'molti sovrani in cui mancava ordine nelle truppe , e
l'Italia andò divisa, ebbe un eser- v'erano uffiziali primari e subal-
cito assoldato, e solamente iu tem- terni : anch'essi avevano un gene-
96 M I L MIL
rale comandante, e sotto di lui di Carlo, e sotto i di lui nipoti; e
vari duci con subordinazione dei nel secolo X continuavano ad esse-
minori a' maggiori, o col vessillo re forzati a militare vescovi e chie-
stendardo, poi bandiera, da bando, rici in Di questo abbomine-
Italia.
insegna ; ed una volta bande si vole costume se ne trovano esem-
cliiamarono le brigate de' soldati. pi anche dopo il mille. Finalmen-
Nei primi del secolo XI i mila- te, quanto alla milizia de' secoli
nesi inventaronofamoso carroc- il rozzi in Italia^ se taluno mancato
cio pel mantenimento dell'ordinan- avesse di portarsi all'armata, ad u-
za militare, e ne parlammo agli na grave pena pecuniaria veniva
articoli Carrozze , Campana , Mi- condannato, e Lodovico II caricò
lano, ed altrove. Essendo anche pili forti le penali. Ogni persona
nei bassi tempi la milizia mestie- doveva alimentarsi del suo, e po-
re d'onore, erano esclusi i ser-
n' teva mandare un sostituto alla
vi, e solo ammesse le persone li- guerra.
bere. Erano ancora esenti dalla Il sommo Pontefice, qual sovra-
milizia secolare coloro che entra- no temporale degli stati della chie-
ti nella milizia ecclesiastica per ser- sa romana, non altrimenti che qua-
vire Dio , non era di dovere lunque altro a
principe, è tenuto
che si mischiassero nel sanguinoso conservarlo , a ed a
difenderlo ,

mestiere delle guerre : dice il Sar- premunirlo dalle violenze che mi-
nelli,che il primo esempio di ve- nacciassero insulto od invasione .

scovi armati nelle guerre si vide , Ed è perciò ch'egli mantiene mi-


nel 570 nella guerra de'Iongobardi lizie, arruola soldati, e munisce di

contro i borgognoni Tultavolta . guardie que' luoghi che ne han-


pel genio de' principi ambiziosi e no bisogno. Molti Papi che ve-
conquistatori, che vorrebbero ognu- neriamo sugli altari, ed altri per
no fosse soldato e che tutti cor- prudenza, equità e virtù insigni,
ressero ad esporre per essi le loro non dubitarono di prendere corag-
vite, perciò ne' vecchi secoli s'intro- giosamente le armi a tutela, o per
dusse e durava ai tempi di Carlo ricuperare i loro stati ; mossero
Magno V abuso di obbligare anche guerra giustamente a'nemici , si di-
i chierici e fino i vescovi a com- fesero valorosamente, e seppero col
parire colle armi in occasione di mezzo delle armi sostenere i diritti
guerra ,
pretendendo ciò, perchè del loro dominio temporale , il
godevano beni regali, ed erano più antico che esista j come pure
sottoposti al peso de'vassalli, nep- lécero alleanze, s' ibterposero per
pur godendo esenzione gli abbati, le paci, e restarono neutrali fra
donde poi vennero istituiti i loro principi guerreggianti. I rapporti di
Difensori (Fedi). Carlo Magno e- alleanza, di neutralità, di guerra o
sentò lutti i preti dall'obbligo di di pace, sono nati col mondo, poi-
concorrere alle armate j immensi ché sono riferiti nel principio della
essendo gli scandali ed i mali che Genesi. All'articolo Famiglia Pon-
risultavano al clero da questa trop- tificia,parlando dell'origine di essa,
po indecente usanza. Tuttavia ad dicemmo che dopo la pace data da
onta della mentovata disposizione Costantino alla Chiesa, cominciando
durava sotto Lodovico I Pio figlio a risplendere la maestà pontificia,
MIL MIL 97
queirimperalore ne diede luminose dati e uffiziali che accompagnavano
dimoslrazioni ai santi Pontefici Mel- il Papa nelle funzioni pubbliche, per
clùade e Silvestro I, ed a questi rimuovere la calca del popolo ; prae-
assegnò una squadra di venticinque fedi navales, di cui si disse a Ma-
nomini armati per di lui custodia, rina ed in altri luoghi ; e i duchi
servien/cs arinorum, poi detti Maz- de' militi, ed i magislri viililiun.
zieri del Papa [ledi), ancora esi- Per la ricupera e difesa degli stati
stenti. Volendo l'imperatore Giusti- della Chiesa contro i longobardi e i
niano li incarcerare s. Sergio I, i ro- greci, Papi s. Gregorio III, s. Zac-
i

niani cacciarono da Roma le guar- caria, Stefano HI ed Adriano I pru-


die per ciò spedite, e questa fu la dentemente si collegarono coi re
prima volta che gl'italiani presero franchi. Sotto Adriano I del 772
le armi in difesa de' Papi. Altret- incominciarono propriamente i Pon-
tanto fecero in favore del succes- tefici in Roma il pieno esercizio
.sore Giovanni VI del 701, contro dell' amministrazione e sovranità nel-
r esarca, esponendosi piuttosto a le cose civili. Fedi Sovranità' dei

soffrire i maggiori pericoli per la Pontefici.


salvezza de' Pontefìcij che lasciarli Osserva il Galletti nel Prìniicero
indifesi nelle mani de'greci. Da que- p. 18, che tempi già
in questi
sto tempo pertanto cominciò a nella chiesa romana eranvi prima- i

mancare la ed
forza degli esarchi, li laici, com' erano duchi e con- i

a crescere quella de'romani Ponte- soli, i quali avevano i titoli di e-


fici, pei quali la truppa si dichia- minentissimi, i maestri de' militi, e
rava, senza che perciò Papi si i sopra lutti il superista, eh' era il

abusassero di questo favore milita- primo tra' magnati secolari. Il li-

rèj che anzi si opposero alla ven- bro pontificale di s. Leone IV fa


detta de' soldati. Verso il 780 Ro- menzione di Graziano erainentissi-
ma e il suo ducato sottoponen- mo maestro de' militi, e del roma-
dosi volontariamente a s. Gregorio no palagio egregio superista e con-
II, sotto di lui ebbe origine il do- sigliere, e poco più sotto lo chia-
niinio temporale delia santa Sede; ma Gratianus Romanae Urbis su-
e volendolo occupare Lui|prando peristae. Dal ceto di questi primati
re de'iongobardi, il Papa l'incontrò, si assumevano governatori delle i

ammansi e rese ossequioso. Aven- città, i duchi de' militi, ed erano


do certo Tiberio sollevati alcuni anch'essi non meno del Primicero e
nel ducato romano, s. Gregorio li degli altri chierici uffiziali adoperati
spedi milizie contro i ribelli. Sic- ne' più scabrosi affari e nelle più
come delle cose mi-
riguardanti le difficili legazioni. Aggiunge il Gal-
lizie pontificie e questo argomento, che dopo ancora che il Papa
letti,

se ne tratta in vari luoghi del per spontanea dedizione de' romani


Dizionario, così senza tutti citarli, divenne signore temporale di Ro-
linoteremo col carattere corsivo, po- ma e suo ducato, siccome non può
tendosi ad essi vedere un maggior negarsi clie il suo dominio fosse
dettaglio, limitandoci in questo ad pei primi tempi aristocratico, di
accennar solo gli avvenimenti. Ne- maniera che restava ne' magnati
gli antichi ordini romani si par- una parte dell' amministrazione del
ia dei Dragonari, Maggiorenti, sol- governo, cos'i i suddetti primari mi-
VOL. XLV. 7
98 MIL MIL
nislri, uffiziali, chierici e laici si cacciare dallo slato della Chiosa i

mantennero nulorevoli, ed in gra- superstiti longobardi ed i greci .

do di molla potenza, come nei pri- Gref;orio IV fortificò Ostia per di-
mi secoli intervennero eziandio nel- fenderla dai saraceni. Questi furo-
r Elezione de Pontefici; Io ohe spe- no poi combattuti ilai napoletani
cialmente si conosce quando si po- in mare per s. Leone IV, il quale
ne mente all' interregno dell'impe- partendo egli stesso per Ostia con
ro, dai 924 ili cui mori Berenga- un esercito, vinse i saraceni, e si
rio, fino al 962 allorché Ottone I servi de' prigionieri alla fabbrica
fu coronato dal Pontefice Giovanni della Città Leonina in difesa della
XI r, poiché nello spazio di quei basilica vaticana. Qui noteremo che
38 anni, per la resistenza de' sud- nella chiesa greca, come nella lati-
dettimagnati romani, non potero- na, vi furono anticamente de'mini-
no mai Papi innalzare all' impe-
i slri incaricati a mantenere 1' ordi-
ro alcuno de' re d' Italia, quali cer- ne e la sicurezza nelle assemblee
tamente in quel frattempo non cristiane, ed il rispetto dovuto ai
mancarono mai e si successero T uno sacri templi ed ai misteri che vi
all'altro. Nell'VIlI secolo i suddet- si celebrano, e ne Iralliamo a' luo-

ti pontificii ministri, erano anche ghi loro. Non era in allora per-
detti servilia, come li chiamò A- messo ai militari di presentarsi ar-
driano I, parlando de' più cospicui mati per assistere ai divini ufGzi
personaggi intervenuti al sinodo da o per qualsiasi altro titolo. Questa
luì tenuto in s. Pietro, cioè il bi- costumanza tollerala in oggi nella
bliotecario, il sacellario, il notaro, chiesa venne introdotta do-
latina,
il Duca, ed altri. Nel ritorno che po il IX secolo. Air articolo Cap-
fece s. Leone ITI in Roma, dalla pelle Pontificie ed altrove si dice
•visita fatta a Carlo Magno, fu ri- che chi riceve la comunione dal
cevuto come in trionfo, e venne in Papa non deve cingere la spati, i,
certo modo adombrata la pompa così se gli somministra l'acqua al-
usata poi dai Papi nel Possesso, ove la Lavanda delle mani; in diversi
intervengono come nelle altre fun- luoghi si parlò delle armi che in
zioni le milizie pontificie; tra quel- segno di duolo si tengono a rove-
li che incontrarono s. Leone III si scio, come nel triduo della settima-
nomina multaque milida. Neil' 800 na santa, e ne' funerali novendiali
s. Leone IH
rinnovò l' Impero di de* Pa|)i, P'eggasi, Barlhius ad Sta-
occidente in Carlo Magno, con far- lium, 1. IH, p. 428, De signis oh-
ne la Coronazione m s. Pietro alla versis, et conversis ad huniwn cu-
presenza dei magnati e delle mi- spidibus. Beuwitz, Arnia et insi-
lizie. Carlo Magno lascialo il titolo gnii vertendi iisus. De Blasi, Co-
di Patrizio romano, pel quale era stume di deporre le armi prima di
tenuto difendere la Chiesa , Roma entrare in chiesa. Quanto ai no-
e dominii pontificii, prese quello
i vendiali, riporta il conlempornneo
d'imperatore cogli slessi e maggiori diarista che in quelli di
Cecconi,
obblighi, della quale avvocazia de- Innocenzo XIII, intorno al tuinuK)
^V Imperatori oiiclie a quelP artico- assistevano in piedi i cavalleggicri,
lo «e ne parla. Inoltre s. Leone vestili di casacche rosse con forra-
III si collegò colla Francia per is* iuolo nero, e con candele in ui;i-
MIL MIL 99
ho accese di cera gialla, ed i maz- della Chiesa. I tedeschi comandali
zieri slavano colle mazze calate. da Werner o Guarnieri svevo, pe-
Nel 916 Giovanni X co\ soccor- rirono a fìl di spada per affrontare
iso de' principi sconfisse interamente il nemico più numeroso, quando le

i saraceni, annidati da ^o anni niilizie erano in rotta: essi


pontificie
liei castello di Garigliano, alla fron- erano stati condotti da Germania
te dell'armala, e vi si portò egual- in Roma dal Papa, il quale avea
tnente sì da Papa che da generale, fama di valente guerriero; gli altri
come affermano Lenglel, Priiicìpxi comandanti dell' esercito pontificio
della storia t. VII, par. I, e Bor- furono Rodolfo principe di Bene-
gia, Storia del dominio della s. Sede vento, e il duca Argiro. Fu s. Leo-
nelle Sicilie , p. 64, n. XXXV. ne IX biasimato per aver poco
Giovanni XII prese al suo soldo prima stabilito nel concilio di Reims:
)e truppe ausiliari del duca di Spo- ne qiiis ctericonini arma militaria
leto, e Unitele alle sue, armato di pestarci aul mundanae mìlitiae de-
lorica e di elmo, guidolle in per- servirei. 11 Pontefice però avea di-
sona contro il principe di Capua, chiarato santa la guerra contro i

il quale lo disfece complelatnenle. normanni, perchè non si potesse


Giovanni XF detto XVI era peri tacciare di mundanae militiae. Di-
to delle cose militari e di guerra, fende s. Leone IX il Borgia, Me-
e vi cotnpose Benedetto
de' libri. morie stor. t. Il, p. i5, citando il

VlIIy nel 1016


radunato copioso Bellarmino , cap. II, De potest.
esercito riportò completa vittoria sui sutn. Pontif. in reh. temporalib. ad-
saraceni; e devastando i greci la versus Barclajum ; ed il libro di
Puglia obbligolli a ritirarsi a mezzo Giovanni di Cartagena, Propugna-
di Rodolfo principe di Normandia. cnlum calholicuni de j lire hello ro-
Autore propriamente della milizia mani Ponlifìcis adversus ecclesiae
papale, si fa Gregorio VI del io44) fura violantes, Romae 1609. Egli
secondo il p. Cristiano Lupo, Con- dice, che non disconviene ai Papi,
dì, t. Ili, p. 365j altri aggiungendo come principi temporali, il maneg-
che pel primo organizzò la truppa gio delie armi materiali, al pari
pontificia nel Suo slato, dandole ch'è permesso ai principi secolari,
ordine e divisa, perchè l' Italia e nello slesso modo che con lode
era piena di ladri, e i laici inva- l'adoperarono in difesa della patria
devano le possessioni di s. Pie- i fortissimi Maccabei , ch'erano in-
tro, non potendo soccorrerlo l'im- sieme sommi sacerdoti e principi,
peratore. Occupando i norman- e Mosè pure sapientissimo pontefice
lii i patrimoni della Chiesa, s. Leo- e principe, contro gli amorrei per-
ne IX nel I o53 armò milizie turbatori del Suo popolo; né fu già
proprie, e condusse egli stesso con- s. Leone IX, come alcuni scrissero,
tro loro l'esercito , e benché vinto il primo ad usare le armi, facendo
e prigioniero, diede la legge ai vin- il Borgia il novero di que'Papi, che

citori ,
quando con Unfredo loro prima e dopo di lui l' imbrandiro-
capo corsero a baciargli i piedi, e no. In proposilo riporta il seguen-
chiedergli perdono e assoluzione del- te scritto di s. Bernardo a Euge-
le colpe : tutto concesse il Papa nio IH, De considerai, cap. 3, lib.

in un al paese occupato in feudo 4. •' Quid tu deauo usurpare già-


1 oo Mi L MIL
diuai tentas, queni semel jussus mìsmo. Ma
l'abbondanza di pelle-
es ponere in vaginam ? quem ta- grini armati, che senza disciplina
men, qui tuuuj non salis
negai, e senza comando ingrossava una
iiiihi videtur attendere verbum banda immensa di truppe, ritaidò
Domini dicentes sic: Converte gla- i più grandi successi che potevano
dium tuum in vaginam. Tuus er- attendersi, perchè molte violenze
go, et ipse tuo forsitan nutu, etsi inaspirono i paesi di transito, e di-
non tua raanu evaginandus. Alio- menticandosi il dignitoso scopo di
quin si nullo modo ad te perline- tali spedizioni, da alcuni storici non
ret, et id dicenlibus aposlolis: Ec- si dettagliarono che le colpe dei
ce gladii duo Ilio, non respondisset paiticolari.Ciò non ostante si è
Dominus, salis est, sed nimis est. convenuto, che tali imprese molto
Uterque ergo ecclesiae, et spiritua- giovarono, e per arrestare il tor-
lis scilicet gladius, et materialis: rente de' mussulmani, e per lo sles-
sed is quidem prò ecclesia; ille ve- so progresso delle lettere e civiliz-
ro et ab ecclesia exercendus est, zazione, oltre i vantaggi che recò
eie. ". Veggasi inoltre il Gretsero, neir arte della guerra. Ai citati ar-
Exaniìn. mysler. Pless. cap. QQ ; ticoli vedrà di quanto zelo
si fu-

ed il Viltorelli nelle aggiunte al rono infiammati Papi, per la i li-

Ciacconio, Fit. Pouf. t. HI, col. berazione de' luoghi santificali dal
821, 822, ove lungamente accenna Redentore, e chi voleva porsi alla
un gran numero di rinomali Pon- testa delle Crociate. Calisto II nel
tefici, che o fecero o persuadettero 1121 condusse l'esercito de' nor-
ad altri di far la guerra in difesa manni all' assedio di Sutri ove eia-
de'loro stali. Veggasi pure Enrico si 1' Antipapa
rifugiato Gregorio
Luigi Chastaigner de la Rochepi- Vili. L'assedio fu comandato dal
zay nella Apologie cantre ceux qui valoroso cardinale Giovanni di Cre-
diseìit, qu'il nest pas perinis aux ma, con un valido corpo di trup-
ecclésiasliqiies d'avoir recours aux pe romane: arrestato 1' antipapa fu
armes en cas de nécessité, 6 1 5.
1 presentato a Calisto II sopra uu
Nella biografia di s. Gregorio cammello colla faccia rivolta indietro.
VII ampiamente si dice come qual Nelle Antichità longobardiche mila-
collegalo della gran contessa Matil- nesi , la dissert. XIX tratta sopra

de, fu da questa difeso dalle armi alcune indecenti e ridicole manie-


di Enrico IV e di altri; e chi al- re usale una volta coi vincitori dai

tro adoperò eserciti allo stesso fine. vinti, i cui esempi in molti Itìoghi
Urbano II nel logS promulgò nel producemmo. Onorio //essendo in

concilio di Clermont la prima Cro- Benevento i\e\ 1127, Ruggiero nor-


ciala contro mussulmani e sara-
i manno conte di Sicilia circondò la
ceni, con diversi premi spirituali città di soldatesche; ma il Ponte-
ed esenzioni ai Croccsignati, per fice lo scomunicò in un a chi lo

fare la sacra guerra a qua' barba- aiutasse, domandò nel i 28i soccor-
ri, e liberare da loro i luoghi san- so neir assemblea di Capua, e l'eb-
ti di Palestina nel discorso il Pa-
: be copioso. Per accalorare la spe- I
pa fece conoscere lo stalo lagrime- dizione, Onorio II concesse indul-
vole deli' Europa, vicina ad essere genza plenaria delle pene canoni-
tutta inondata dalle orde dell' isla* che ( cosa in qua' tempi assai rara,
j

M L I MIL IDI
perchè erano ancora in vigore i airinlerdetto, e Arnaldo fti brucia-
canoni penitenziali) a chiunque pen- to dal prefetto. Adriano IV inoltre
tito, confessalo e comunicato mo- scomunicò Guglielmo I re di Sici-
guerra, e la metà di
risse in quella lia, per le ostilità commesse nel
dette pene condonò a chi confessa- regno di Napoli, indi gli dichiarò
lo e pentito non vi fosse rimasto la guerra per quella mossa agli sta-

morto. Presto si mosse l'armala de- ti romani dal re; e siccome questi
gli alleali, e con prospero successo r incominciò con devastare con- i

Jienevenlo fu liberata dalle gravi torni di Benevento, a difesa di es-


nn'naoce de* potenti normanni. Que- sa il Papa si recò con naolte sol-
sti travagliando i popoli di Puglia, datesche, e vi fu riconosciuto supre-
Onorio li si recò a Troia, ove mol- mo signore dai baroni della mede-
ti bamni si colltgarono con lui. Al- sima. Il re bloccò la città, e Adria-
lora Ruggiero si sjccampò in vista no IV per impedire i funesti succes-
dell' esercito pontifìcio, il quale di- si della guerra, si pacificò, e gli
minuito dalla diserzione de' soldati concesse l' investitura delle due Si-
per la penuria de' viveri e di pa- cilie.

ghe, mosse il Papa a concedere al Alessandro III ebbe un ponti-


conte l'investitura della Puglia. In- ficalo pieno di travagli, perchè Fe-
nocenzo II nel 1 32 si unì con Lo- I derico I sostenne colle armi gli an-
tiirio II, per scacciar col diluì eserci- tipapi che insorsero contro di lui,
to da Roma l'antipapa Anacleto II che però fu difeso da diversi popoli.
condannò nel concilio Laleranense Sotto Celestino III i romani di-
II Arnaldo da Brescia, che sostene- strussero il Tusculo: abbiamo nar-
va non potersi salvare i chierici che ralo le guerre che precederono tal
possedessero fendi o benefizi slabili, catastrofe all' articolo Frascati. Il

i qualiappartenevano a' laici.


solo «uccessore Innocenzo IH rivendi-
Essendosi impadronito della Puglia cando alla Chiesa molti suoi domi-
Ruggiero duca di Sicilia, il Papa nii, e per sua difesa, sostenne quel-
si armò e gli mosse guerra, ma
. le guerre, che con diftusione ripor-
con insidie fu imprigionalo coi car- tammo alla sua biografia. Grego-
dinali, da Guglielmo suo figlio. rio IX fu in gravi dissensioni con
Trattalo onorevolmente dal duca, Federico II, il quale movendogli
lo riconobbe per re, e Io investì contro il duca di Spoleto, il Papa
delle due Sicilie col Gonjalone. Ri- a un esercito co-
reprimerlo spedì
bellatisi i romani arnaldisti a Lu- n)andalo dal caidinal Giovanni Co-
cio II, questicon un esercito mar- lonna, e Giovanni di Brienne re di
ciò sul Campidoglio per reprimerli, Gerusalemme colla qualifica di ca-
ma ferito da un sasso morì. Euge- pitano generale delle milizie papali,
nio nel IH
i49, aiutato dalle I i quali ricuperarono le occupate ter-
tiuppe del re Ruggiero, trionfò de- re. La guerra
terminò nel 1280
gli arnaldisti ron)anij sempre rivo- col conchiuso con
trattato di pace
luzionari per ristabilire il Senato e Federico II in s. Germano. Milone
il Prefelto di Roma, non contenti vescovo di Beauvaìs con buon corpo
più del patrizio. Sollevati nuova- di truppe si portò a soccorrere il

mente romani da Arnaldo, nel


i Pontefice; indi pullularono le guer-
1 1
54 Adriano IV sottopose Roma . re Ira i romani e Viterbo, ed i
103 MIL MIL
beneventani a difesa di Gregorio ciare il tiranno Manfredi dalle due
IX 6Ì armarono contro l' imperato- Sicilie, feudi della Chiesa, e poi di
re invasore delle terre ecclesiasticlie, essi l'investì. Gregorio X emanando
ma a cagione de Ghibellini soccom- leggi pel Conclave, ne dichiarò custo-
bettero.Continuarono le vertenze de il Maresciallo, ai quali articoli si

di Federico II con Innocenzo IV^ parla quando armaronsi truppe pev


pel quale il cardinal Capocci voma,- difesa del conclave, ciò che dioesi
no combattè in Sicilia vestilo pon- ancora a Goverpiatore, parlandosi
tificalmente, e cinto di spada e di quello del conclave, e quali sol-
corazza, con che ispirando corag- dati in sede vacante comandava il

gio alle milizie pontificie disfece le niaresciallo, e quali ora dipendono


cesaree. Innocenzo IV bandi
Indi da Ini. Martino IV sostenne pa-
la crociata V imperatore.
contro recchie guerre per ricuperare e di-
Quando Manfredi, bastardo di Fe- fendere i dominii della Chiesa con
derico II, volle occupare il regno truppe ausiliarie francesi, come si
di Napoli, in questa città si portò disse a Forlì ed altrove. Quanto
Innocenzo IV con un esercito, ca- a Bonifacio Vili, si può yedere il
pitanato due cardinali Fiesclii
dai suo articolo e quelli relativi.
suoi Guglielmo ed Alberto
nipoti, Nel secolo XIV si celebra l'inven-
conte di Lavagna e Generale, di zione della polvere da cannone in
s. Chiesa. Morto il Papa in Napo- Europa. Pare che da remotissimi
li, i cardinali intimoriti per la vit- tempi già la conoscessero cinesi. i

toria riportata da Manfredi sulle Altri la attribuiscono al reSalomonCj


truppe pontificie, elessero pronta- e dopo
il IX secolo ne parlò Marco

mente Jlessandro IV ^ che colle greco nell'opera intitolata: Liber


anni de^ crociati rintuzzò quelle di ignium^ insieme ai Fuochi d' artifi-
Ezzelino III, e pacificò i veneti cui zio. Altri al medico arabo Mesue,
genovesi, secondo il pietoso e pa- fiorilo in piincipio di detto secolo.
terno costume de' Papi, pel quale Molto si è scritto sull'invenzione
spedirono apocrisari, legati e nunzi della polveie e sulla sua anlichilù.
in tutte le parti, interponendosi efll- Quanto all'Europa se ne fa inven-
cacemenfe con tutti i principi e le tore il tedesco francescano lìcttol
nazioni, come ai loro luoghi notia- do Schwartz, altrimenti nominato
mo con che impedirono guerre,
; Costantino Angliksen, che la ritro-
spargimenti di sangue e infiniti mali. vò in Colonia, occupandosi in o-
Nel 1261 Urbano IV coli' armata perazioni chimiche nel i3?.o ovvero
de' crociati disfece le truppe tedesche nel r36i. Osservano alcuni, che nel
di Manfredi : di queste crociate con- secolo precedente eravi stata qualche
tro i perturbatori della pace e liber- ricerca che poteva condmue a tale sco-

tà ecclesiastica, gli eretici, scismatici, perta, descritta dall' inglese monaco


e nemici della santa Sede, ne ri- Ruggiero Bacone in un libro pul)-
portiamo le notizie al voi. XVHf, blicato a Oxford nel 1216, De nul-
p. 3oi e .seg. del Dizionario. Ur- lilate magiao. Pare che l'uso della

bano IV fabbricò la rocca di Mon- polvere in Europa avesse principio


lefiasconey che altri Papi fortificarono verso il I 338, non per uccidere gli uo-
^d abbellirono. Clemente /^chiamò mini, ma per attaccare le fortezze.
^a Francia Carlo I d' Angiò per cac- Non si deve tacere che nel i3i^
MIL MIL io3
li Giauata, assediando Caza,
re di uumenti t. V, p. XXII, e ti fab-
diede fuoco ad una macchina che bricavano in Santarcangelo; furono
produsse terribile esplosione ; e nel suoi generali Ridolfo Varani ed il
1342, all'assedio di Algesiras, Al- nipote Gomez Albornoz, pei* non
fonso XI adoperò armi da fuoeo dire di altri), laonde delle sue guer-
e micidiali. Qualunque sia 1' autore resche gesta se ne parla in molti
di questa grande scoperta, certo è luoghi. Eresse o riedificò diversi
eh' essa portò uu notevole cangia- forti nello stato ecclesiastico, come
mento e una intera rivoluzione Del- in ForPi e Spoleto ; e delle terre
l' arte militare; invenzione che for- ricuperate ne presentò le chiavi in
ma epoca negli annali del mondo. più carri a Urbano V. A questi suc-
Ora si vorrebbe sostituire alla polve- cesse Gregorio A/, che dichiarò la
re, il cotone esplosivo fulminante, guerra a Bernabò Visconti signore
o colon-polvere, ma ad onta di di Milano, perchè molestava le
molti fautori non pare che prevale- terre della Chiesa, inviando a com-
re, perchè sinora nella preparazio- batterlo un esercito sotto il coman-
ne e nelle sue conseguenze è sog- do del duca di Savoia, dicendolo
getto a troppi inconvenienti e pe- alcuni il primo Papa avignonese
ricoli, ed è necessaria uu'aulorizza- che propriamente da quella città
zione speciale, per cui molli gover- armò milizie pontificie, e le spedì
ni ne proibirono preparazione e
la con Galeotto Malatesla ge-
in Italia,
lo smercio. Sull'origine dell'arti- nerale della Chiesa, e per legato il
glieria, il Cancellieri nelle Dìsseri. cardinal Pietro d'Estain, il quale
epist. p. 252 e seg. ripoj-la una bi- prese a soldo Giovanni Aucuto in-
blioteca di scrittoriche ne trattar glese capo d'una compagnia. Anche
rono, come di altre anni da fuo- il predecessore Urbano V con Car-
co, e della polvere da alcuni chia- lo IV avevano preso ai loro sti-
mata diabolica, da ^\\.y\ creduta u- pendi Luigi Gonzaga signore di
tile. Mantova, contro i Visconti slessi.
Stabilita nel i3o5 da Clemente Inoltre Gregorio XI scomunicò i

V la residenza pontificia in Fran- fiorentini, e mandò a combatterli


cia e in Avignone^ molti prepoten- il cardinal di Ginevra, poi an-
ti proliltarono dell'assenza de'Pon- tipapa Clemente FU, e nel l'ò'j'j
teflci da Roma, per usurpare le restituì in Roma la residenza pa-
terre della Chiesa e promuovere ri- pale, ricevuto dai romani e loro
bellioni, come si può vedere a' luo- Banderesi colle insegne, e tripu-
ghi loro, ed a Giovanni XXil, Be- dianti. Il cardinal di Ginevra, di
nedetto XII, Clemente VI, ed In- carattere crudele, con seimila bre-
nocenzo VI. Questi nel i353 spe- toni e guasconi a cavallo, e quat-
dì in Italia il celebre cardinal tromila pedoni o fanti, ricuperò
Egidio Albornoz per legato e ca- vari luoghi, come Cesena, ma inau-
po supremo dell' esercito pontifi- dite furono le barbarie della sol-
cio collettizio che armò, e col qua- datesca. Poscia il Papa fece Rodol-
le ricuperò tutto il tolto alla Chie- fo Varano capitano della Chiesa,
sa (a suo tempo e nel i358 l'e- e morendo nel 1378 lasciò l'Italia
sercito pontificio faceva uso delle in aspra guerra.
bombarde, secondo il Fautuzzi, Mo- Urbano FI che gli successe vide
io4 MIL MIL
insorgere il funesto e lungo seismo, clesiastiche, deposto quindi nel con-
che soslenulo dall' antipapa Cle- cilio di Coitanza. Nel voi. XXIV,
mente VII e successori, fu cagione p. gS del Dizionario si narrò co-
<li mollissime guerre e d' indescri- me formalmente Giovanni XXIII
vibili mali. Nel iSyg l'antipapa in Bologna fece capitano generale
spedì contro Urbano VI un e- Uguccione Contrario, già genera-
sercito, che jierò fu sconfitto pres- le maresciallo della Chiesa: fu pu-
so Marino dalle milizie pontificie, re suo generale Gio. Francesco
ed allora fu che il Castel s. An- Gonzaga. Coli' elezione di Marti-
gelo occupato dai francesi, questi no V riebbe pace la Chiesa e 1' I-

lo consegnarono ai romani questa : talia, terminando le funestissime


vittoria il Pontefice la celebrò con guerre. D' ordine di Martino V
processione a piedi scalzi. Più tar- furono fatte in Roma diverse bom-
Aì, e nel iSSy, vedendosi Urbano barde, delle quali fino all'invasione
VI senza esercito e denaro, invilo francese se ne conservavano in Ca-
tutti i vescovi ad esorlare popo- i stel s. Angelo e nelle altre fortez-
li premio delle
col indulgenze a ze dello stato. Laonde sino dai
prendere le armi per la bandita priraordii del secolo XV esisteva
crociata, somministrare denari
e un principio del corpo degli arti-
per far guerra ai scismatici nemi- glieri pontificii e addetti al maneg-
ci della Chiesa, intanto che i sol- gio delle bombarde, le quali ser-
dati pontificii fecero a pezzi Angelo vivano per le batterie della mura.
prefetto di Roma, come fautore del- Questa potente arma, già nel seco-
l' antipapa . Bonifacio IK che gli lo piecedente la dicemmo esercita-
successe fortificò il palazzo aposto- ta primi dalle milizie papali, e
pei
lico, il Campidoglio e il Castel s. più anni avanti del i38o, in cui
Angelo, e si fece rispettare più dei per la prima volta, scrissero alcuni,
predecessori. Aiutò Ladislao re di eransi vedutebombarde nella guer-
Napoli con quattromila cavalli e ra di Chioggia Ira i genovesi ed
seimila fanti ditruppa papale, con i veneti che ne fecero uso, conser-
che prese Capua ed Aversa. Sotto vandosi in Genova un loro canno-
Bonifacio IX fu capitano delle armi ne di cuoio preso in tale occasione.
pontificie il conte di Carrara. Dipoi A Bartolomeo Coleoni bergama-
Uonifacio IX pubblicò la crociata sco si dà il vanto di avere pel pri-
contro Onoralo Cactani conte di mo fatto uso dell' artiglieria di
Fondi, scismatico, che tentava arre- campagna, nella sanguinosa batta-
stare il Papa, se le guardie di Cam- glia data nel bolognese alla Moli-
pidoglio non l'avessero respinto nella li 25 luglio 1467, in favore
coi Colonna. Quindi Innocenzo FU de' veneti, contro i fiorentini co-
dovette reprimere diverse sommos- mandati da Federico II Monte-
di
se de' ghibellini contro i Guelfi, e feltro. Qui noteremo che le armi
le sue guardie rintuzzarono i ribel- da (ùoco portatili furono inventate
li a Ponleinollc. Lo scisma incru- circa la metà del secolo XV, ed
delì, quando contro Gregorio XII erano assai differenti dalle attuali,
i'u eletto Alessandro V, al quale cliiaroandosi in principio cannoni
successe Giovanni XXIII, adatto da mano, e consistevano semplice-
più alle cose militai], che alle ec- mente in un tubo di ferro foralo
MIL MIL to5
«la un focone senza cassa e balle- le, alla cui doven partire da
testa

ria. Acciocché non rinculassero vi Aiìconay facendo perciò lega con


si aggiunse un uncino d'appoggiar- diversi sovrani. Inoltre Pio li sos-
si sopra un' asta di legno o di tenne le guerre contra Malate- i

metallo, onde presero nome d' ar- sta ed i Manfredi, signori di Hi-
chibugi, e divennero comuni ai sol- minì e di Faenza. Tra i cardina-
dati a piedi, pivi leggieii essendo li che creò vi fu Francesco Gon-
quelli de' cavalieri. Poi s'introdus- zaga, sempre occupalo nelle armi
sero gli archibugi a miccia, e di- ed esercizi militari. Paolo II del
minuiti nel peso chiamaronsi mo- i46/f fu benemerito della pace di
schetti, indi s'inventarono quelli Italia, che solennemente pubblicò
(letti a ruota. I granatieri presero nella Chiesa di s. Marcoj spedi
tal nome perchè destijiali a trar le le milizie pontificie contro i Mala-
granate nel secolo XYl in cui s'in- testa, e fabbricò varie Fortezze dan-
ventarono, prima essendo chiamati in done il comando a prelati e a
Francia figli perduti, perchè servendo degni ecclesiastici. Ad istanza del
all' antiguardo e alla sicurezza dei re di Fiancia fu costretto creare
fianchi delle colonne, come ove più cardinale Balve, il quale dedito a-
grave era il pericolo, erano i piìi gli allari della guerra, fu veduto
esposti : considerati il nerbo del- in rocchetto e mozzetla porsi alla
l' esercito, ciano meglio pagati, ve- testa delle truppe. Allorché Paolo
stili ed. armali degli altri soldati. li creò cavaliere di s. Pietro, Ber-
JN'el secolo XVI ebbe luogo l'in- so duca di Ferrara, gli calzò i
venzione delle pistole in Pistoia, sproni Napoleone Orsini generale
onde ne presero il nome, come vo- di s. Chiesa.
gliono molti. Sotto Luigi XIV si Sisto IV sostenne la guerra con-
introdussero i fucili armati di baio- tro il re di Napoli e il duca di
nette : V invenzione si atlribuisce a Ferrava, e presso Velletri le sue
Scarmelte, ma esse fecero in guer- milizie riportarono celebre vittoria,
ra perdere l'uso della spada. Ora in memoria della quale edificò la
può dirsi che la guerra si fac- Chiesa di s. Maria della Pace. In-
cia più colla geometria, che colla di si collegò contro i veneziani, no-
polvere, perchè la testa vale assai minando vicario dell' esercito pon-
più delle braccia. tificio Alfonso figlio di detto re.
Eugenio I F sostennediverse guer- Sotto Sisto IV fu generale delle
re contro i suoi nemici ed usurpatori milizie papali Virginio Orsini. 11
de'dominii della Chiesa, ed ebbe a bisogno di denaro per fare questa
celebri generali i cardinali l^itelkschi ed altre guerre, lo costrinsero ad
e Mezzarota. Eugenio IV aiutò, il alcune azioni che produssero censu-
re di Ungheria contro turchi, invian- i re; e fu al dire del Bonanni il pri-
do per legato il cardinal Giuliano Ce- mo che prese gli Svizzeri per guar-
salini che restò morto sul campo. dia del Papa. Nel i484 gh successe
Calisto III ha la gloria di aver Innocenzo FUI: terminò la guer-
pel primo nel i455 formalo la ra coi veneti, coi quali si alleò in
ponlilìcia Marina, per reprimere le un ai genovesi, per resistere a quel-
conquiste de' turchi, contro i quali la mossagli dal re di Napoli e da-
Pio II promulgò la crociata nava- gli Orsini, dichiarando generale del-
io6 MIL MIL
la Chiesa Roberto Sanseverino. T>nn- trattò perfettamente le sue nume-
jdì la crociala contro i twrchi in rose truppe, e pose i successori in
favore de'polacclii, ed altra ne pro- isfato di figurare nel mondo come
inulgò a difesa del cristianesimo. possenti sovrani ; e dicesi che pre-
Sotto lnno<:enzo Vili, o avanti di se il nome d' Alessandro per l'am-
lui, principiò ad avere origine la mirazione sua verso il conquistatore
guardia del corpo Cavalleggieri . macedone. Alla sua morte. Cesare
Elevato al pontificalo Alessandro colle sue numerose truppe voleva
f"^ I, già prodegenerale dell'eserci- comandar nel Conclave j ma il po-
to ecclesiastico, egli si uni in al- polo difese i cardinali, i quali fìe-

leanza cojitro Carlo Vili re di cero armare quattromila soldati ;

Francia, e marchese di il/<i«-


col l'eletto Pio III dovette salvare in
/oi'rt dichiaralo «apo dell'esercito: Castel s. Angelo Cesare, che poco
il Papa pubblicò la lega in s. Mar- prima era stato lo spavento d' Ita-
co dopo la messa al snono delle lia. Come lo zio, Pio III avea in-

campane di Campidoglio e delle tendimento di riunir poderose for-


phiese di l\oma. Dipoi Alessandro ze, e marciare contro il formidabile
Vi, vedendosi in Boma Carlo Vili nemico del nome cristiano.
con forte esercito, si col legò col re Il di lui successore nel i5o3 fu
di Francia per la conquista del Giulio II, che assunse tal nome for-
milanese, e fra i cardinali che creo se per intlicar la grandezza de'suoi
vi fu Ippolito cVEstf.
che nel mestie- pensieri e la virtù militare,, con cui
re delle armi pareggiò migliori i procurò d' imitare Giulio Cesare.
capitani di (juel tempo. Pandi la iNel fermo intendimento di ricupe-
crociala contro turclji, alleando.si
i rare alla Chiesa le (.erre occupate
a tale edetto con molti principi, e dagli stranieri o dai tiranni, riprese
promettendo recarvisi in persona. quelle che riteneva Borgia, che dal-
Dichiarò il famoso Cesare Borgia le galere pontificie fece condm-re
suo figlio, f'essiilifero e generale in Ispagiia, e nel i5o6 partì da
della Chiesa; e comandante dell' e- Kouia coir esercito, impossessandosi
jiiMcito cristiano contro j turchi il di IJologna e Perugia, e facendo
caidinal d' Aubusson gran maoslro gonfaloniere e capitano generale il

dell' ordine Gerosolitnitano . Indi marchese Mantova. Renitente la


di
Cesare fece la guerra ai Colonnesi, repubblica veneta a restituire Faen-
ai Sin'dli ed agli Orsini; ed in più za, Rimini ed altri luoghi, con-
incontri il Papa adempì con mi- chiuse il famigerato trattato d' al-
rabile destrezza l' uffizio di capita- leanza di Cainhray. conilo di essa;
|io generale, meptre Cesare colle la quale per le gravi perdile fatte nel-
milizie pontificie s' impadronì dello la guerra implorò e ottenne perdono
principali città e luoghi dello stq- dal Papa. Allora gli mossero guer-
to, imprigionandone o sagrificando- ra i anco per scjstenere il
francesi,
rie i signori, come si dice in mol- iduca Ferrara, p Giulio li per.
di
li articoli. 11 Papa fece edificare il meglio allcudervi passò a Bologna,
forte di Civita Castellana, sulle ivi unendo le proprie milizie alle
rovine della rocca anticy, poi com- spnguuole, dipoi si portò in Raven-
pilo da Giulio II e Leone X. War- na, e la sua armata fu rotta dal ne-
ffifjo gì' istorici che Alessandro VI mico, mentre col soccorso degli spa-
1

MTL MIL 107


gnuoli evilò cader prigioniero due gravi imparziali scrittori. Nell'anno
volle: dolente ancora per la caduta in cui fu eletto Giulio II, ebbe
«di Bologna si lasciò crescere la bar- luogo quel celebre Duello tra fran-
ba. Tultavolta lungi dall' abbatter- cesi ed italiani, i quali vinsero con

si, e dimenticando i pericoli corsi, decoro e gloria ancora delle mili-


alla testa delle proprie milizie as- zie pontifìcie, 9ui alcuno di essi ap-
sediò la Mirandola della famiglia parteneva.
Pico, nel più rigido inverno, fissan- Leone X nella seconda guerra
flo il quartiere vicino alle batterie. del suo predecessore era stalo spe-
Difendevano la piazza Galeotto li dilo legalo e governatore di Roma-
figlio di Luigi e della vedova di gna, onde trovossi alla lesta dell' e-
questi figlia del maresciallo Tri- che comandava, sba-
sercilo pontificio
vulzio, il quale Luigi l' avea tolta memorala battaglia di
raglialo nella
al fratello Gio. Francesco III pro- Ravenna. Appena creato Papa per-
letto dal Papa. L'artiglieria ponti- donò ribelli Colonnesi, ma veden-
i

ficia si coprì di gloria, ed il Papa do che francesi tentavano invadere


i

da generale vincitore entrò per la di nuovo il ducato di Milano, deli-

breccia pella piazza a' 20 o 12 berò impedirlo, e si valse perciò del


gennaio i5ii, mettendo in posses- soccorso degli svizzeri : i francesi
so della Mirandola Gio. Francesco perduta la battaglia di Novara, nel
III. Proseguendo la guerra, strinse giugno i5i3 ripatriarono. I veneti
lega coir imperatore , coi re di rimisero le loro conlese all'arbitrio
Spagna e d' Inghilterra, e con del Papa, ed i fiancesi si pacificarono
quegli altri principi descritti alla e furono assolti dalle scomuniche di
sua biografia, patto che si chiamò Giulio li. Ad impedir la divisione d'I-

sacra unione. Stando Giulio II in talia fra la Francia e casa d'Austria,


Ravenna, nel marzo 1 5 1 creò car-
1 Leone X si adoprò energicamente;
dinale lo svizzero Matteo Schiner però volendo ingrandire la sua fa-

p Lango per aver procuralo al njiglia , convenne che Luigi XH


Papa un soccorso di truppe svizze- facesse un nuovo tentativo sul mi-
re, avea spedi- «lanese; ma per morte del re, ben-
pel quale Giulio II
to nunzio nella Svizzera de Grassi, ché il Papa inclinasse alla pace, si
il quale in Berna conchiuse la ìevi\ trovò obbligato collegarsi col duca
^i tremila fanti. Sebbene agli i i di Milano, gli svizzeri, l'impero e
aprile i5i2 perdette la memorabi- la Spagna. Francesco I vinse, ed
le battaglia Ravenna, ove l'ar-
di allora Leone X ritirandosi dalla le-
tiglieria pontificia die prove di cre- ga, alleossi con lui; Più tardi te-
scente perfezione, e il qardinal le- inendo il suo ingrandimento gli
gato Medici indi Leone X corse pe- mosse contro l'imperatore, e ordi-
ricolo di restar prigioniero, pure nò a Marc' Antonio Colonna di u-
Giulio II riempì 1' Italia e tutta nir le milizie papali alle imperiali ;

Europa del terrore del suo nome, indi col impa-


proprio esercito s'

vedendo a' suoi piedi i più potenti dronì del ducato d' Urbino che die
nemici. Questi fu un Papa dato da al nipote, don guerra che es^iurì il
Dio secondo i bisogni de' tempi, il tesoro pontificio. Nel i52o Leone X
perchè le sue 'azioni furono lodale riprese Fermo e Perugia, e rivolse
^al copcilip di Latcrano ip' e da le sue armi contro il duca di Fer<
. o8 m L I M I L
«ara, indi si uni a Carlo V per i523 nella chiesa di s. Maria Mag-
cacciare i francesi da Milano, e giore, e tra le solennità della mes-
procurare nuovi stati a' suoi paren- sa fu promulgata la confederazione,
ti Medici, dicljiarando capitano ge- dicendo 1' Oriiz famigliare di Adria-
nerale della Chiesa, Federico II no VI e autore della Descrizione
marchese di Mantova. Le galere del viaggio, che siffatta lega per re-
pontifìcie unironsi alla flotta impe- primere chi osasse invadere l'Italia
riale, e le milizie del Papa e di si potè fare dal Papa a tutta ra-
Carlo V espulsero i francesi da Mi- gione di diritto, mentre quando il
lano, ove entrò il cugino cardinal Pontefice vede che a nulla giova-
de Medici, poi Clemente VII, vit- no le armi spirituali, può senza
torioso e qiial legato dell' esercito dubbio muovere le armi temporali
col cardinal Lango, ricuperandosi an- per difendere sé stesso e gli altri

cora Parma e
Piacenza. Avendo Pio cristiani, come rilevasi dal capo
II attiibuite alla guerra contro il DilcctOy de sent. excom. in sexto.
turco le rendite dell' allume di De Lagna, annotatore delTOrtiz, là
Tolfa, Leone X ne affidò l'ammi- in proposito queste osservazioni. » Il

nistrazione all' ordine de'cavalieri o Burmanno, giustissimo difensore del-


soldati di s. Pietro da lui istituito. le cose di Adriano VI, quando
Servì a Leone X il suo parente Gio- giunge a questo passo, si sforza di
vanni de Medici, detto delle ban- mettere in campo molta erudizione
de nere, da quelle compagnie di ecclesiastica, colla quale mostra che
ventura che a lui obbedivano, a ai chierici si proibisce 1' uso delle
vantaggio della Chiesa e per espel- armi temporali. Ma tutta quella
lere d'Italia gli stranieri. erudizione non viene a conto. Se
Eletto Adriano FI
successore il Papa è legittimamente i-e tempo-
mentre era nella Spagna, ne partì rale, dunque aver deve la sua mi-
con ima numerosa armata navale e lizia disciplinata, e le sue fortifi-
quattromila soldati giunto a Ge- ; cazioni ben guarnite, e conscguen-
nova, pel sacco sofferto da questa temente far uso a tempi discreti ed
città,rimproverò Prospero Colonna •
opportuni di queste difese delio
e Federico II marchese di Manto- stalo. negare poi al Papa la ca-
Il

va capitani dell' esercito pontifìcio pacità di avere legiio tem[)i)rale, è


ed iuqjeriale nella conquista di Mi- lo che voler gettare a terra
stesso
lano. Colla truppa spagnuola che tutti i di natura e di le-
principii
r avea seguito, cacciò da Rimini gislazione, che rendono legittimi e
Malatesta. Vedendo minacciala l'I- slabili lutti i rei-ni
u della terra. Ma
talia dai francesi, si unì in lega coloro i quali cercano di abbattere
con Carlo V e i principati di tut- il dominio temporale del Papa,
ta Italia, in un ai feudatari dello prendono il coltello per la punta".
stalo ecclesiastico, tutti prometten- All'articolo Costaxtinopoli, nel ri-
do un contingente di cavalli e fanti portare tutti i soccorsi dati in de-
secondo le proprie forze. Perchè la nari, truppe e altri modi dai Papi
lega riuscisse vantaggiosa alla re- per impedir l'ingrandimento della
pubblica cristiana, Adriano VI ac- potenza ottomana, laccmujo menzione
compagnato dai cardinali, prelati e; come Adriano VI promise soccorso
altri nobili, si portò a' 5 agosto al re di Ungheria contro i turchi.
MIL MIL 109
Questo non potendo effettuare per- altri vi compresero Enrico Vili re
cliè le precedenti guerre aveaiio e- d'Inghilterra, col titolo di protetto-
sausto il tesoro pontificio, e l' am- re; ma egli solo strinse particolare
basciatore ungherese Ralbo credendo alleanza con
Francesco l, eh' era
QÌò provenir da lentezza, non con- uno della lega. Ciò offese Carlo V,
tento che fosse slato spedito il cardi- che subito pubblicò la guerra al
nal de Vio con (niarautan)ila ducati, Pontefice. I Colonnesi uniti al ne-
ebbe l'audacia di dire al Pontefice: mico presero parte ai disastri, fecero
Beatissimo Padre, Fabio Massimo scorrerie nellaCampagna, ed occupa-
con indugi salvo un tempo la re- rono Ceprano e Banco allora Cle- :

pubblica romana quasi perduta; vo- mente VII a' 24 gennaio ì5i& pub-
stra Santità all' opposto, con indu- blicò una bolla, esortando baroni i

gi le dà l'ultimo tracollo. Già ai e feudatari del regno di Napoli a


tempi Adriano VI esisteva l' ar-
di prendere le armi e difendere gli
ma chiamata Birri, che ai
politica stati della Chiesa che assolvette d.il
nostri giorni Pio VII soppresse nel Giuramento di fedeltà, contro i (Co-
i8i6. lonna, e fu stampata subito da F.
Clemente VII ebiie un pontifi- Minitio Calvo tipografo apostolico,
cato iiifciicissirao e burrascoso, per ed nflissa ne'soliti luoghi. La bolla l'u

Je catastrofi lacrimevoli che lo se- vuota di clletto, e poco dopo ven-


gnalarono. Primieramente nel iSaS ne da Moncada generale di Cailo
nella chiesa di s. Giovanni in La- V, e dai Colonnesi sorpresa la Cu-
terano pubblicò la lega fatta con- tà Leonina, saccheggialo il Vatica-
tro il turco, e verso il iSaG isti- no, onde Clemente VII salvò la
tuì Luoghi de' monti, per suppli-
i vita in Castel s. Angelo al modo
re all'armamento ausiliare delle ivi narrato. Dopo breve tregua
milizie da lui destinate al soccorso patteggiata con Launoy generale su-
di Carlo V contro i turchi (poscia premo degli imperiali, Carlo di Bor-
i Papi se ne servirono
successori bone coli' esercito imperiale compo-
per generosamente le na-
aiutare sto di cattivi spagnuuli e di fanati-
zioni cattoliche, con gravissimo dan- ci tedeschi Luterani, non che di
no del tesoro pontificio, che perciò venturieri, ladroni, sicari, e del su-
enormemente s'indebitò). Indi ve- cidume delle plebi italiane, e di
dendo accrescersi smisuratamente la circa quattromila ebrei, non volle
potenza di Carlo V in Italia do- aver riguardo alla tregua. Ad onta
po la disfatta de' francesi, per di- delle pioggie e delle nevi, traver>()
fèndere la regione, agli i i giugno i monti di Arezzo, e giunto nelie
iSaG fece lega in Cognac con di- vicinanze della capitale del mondo
Tersi principi, e per esservi il Pa- fìnse di chiedere per
il passaggio
pa alla testa fu chiamata Santa andare a ed essendogli ne-
JNapoli,
lega, e per le funeste conseguenze gato, infervorò le sue truppe colla
si disse poi Lega funesta a sua promessa di ricco bollino, ed ai 5
Santità, poiché tranne gli svizzeri maggio i527, profittando d' una
ed i fiorentini, gli altri mancarono densa nebbia, assediò Roma. La cit-

agli accordi, e danno gravitò su


il tà fu presa il giorno seguente, do-
Roma, la Can)pagna e la Toscana. po aver fatto qualche resistenza i

In questa lega il Guicciardini con capitani pontifìcii Orazio Baglioni,


L ..

no M 1 MIL
Valerio Orsini, Giampaolo da Ce- nella peste, Moncada poco soprav-
l'e figlio di Renzo, Giaujbatlista Sa- visse, e r Orauges fu ucciso all'as-
velli, e Ranuccio Farnese. Il nemi- sedio di Firenze. Quindi i terraz-
co enliò per porla s. Pancrazio e zani de' feudi e tenimenli di casa
per porla Settimiana ad ore 22. -Di- Colonna si recarono a Roma, rapi-
feseper quanto potè la Cillà Leo- narono quanto era avanzato al la-
nina Camillo Orsini, ma essendo droneccio militare, cioè immensa!
Ucciso il BorbonCj gli successe nel quantità di utensili, e di ferrameu-
comando il principe d'Oranges. L'e- li, altro non più essendovi. Immen-
sercito nel dì seguente guadagnò se poifurono le taglie d' ingenti
il rione Monti, e corse Roma quan- somme, che i soldati posero senza
to si estende dal monte Giaiiicolo distinzione alle cose ed alle perso-
al Laterauo ; la prima strage fu di ne, che tassavano di grosse contri-
700 soldati, e la guaidia svizzera buzioni a titolo di riscatto, operan-
fu n)essa in pezzi , seguendo per do in da masnadieri. Di tali
tutto
due mesi il più crudele saccheggio taglie diversi ineditidocumenti pub-
con commettersi le più inaudite blicò il Saggiatore, giornale romanoj
barbarie, nulla rispettandosi, nep- n. 1 I, anno primo.
pure le chiese, le reliquie de' santi, 1 confederati intanto non si presero

molti religiosi uccisi, altri vilipesi pensiel'O di Clemente VII, solo ve- i

enormemente^ contaminali i sepol- neti ordinarono al duca di Urbino di


cri degli slessi Pontefici per trame le lutto arrischiare per liberarlo ; ed il

cose preziose, e violandosi le fem- i'e di Francia troppo laidi spedì aRo-
mine e persino le sacre vergini ma Lautrec con un esercito. All'arti-
Scampò alla generale carrìiflcina colo Germania sonovi relative noli-
Clemente \llcon chiudersi in Castel zie, così negli altri analoghi luoghi
s. AngdOy ove ne'sette mesi che vi si riportiamo le altre, come della parten-
tenne assediatOj potè resistere alle za del barbaro esercito imperiale, av-
immense forze nemiche ed ai repli- venuta il 17 febbraio i528, men-
cati attacchi, mediante la bravura tre Clemente VII Stava rifugiato in
dell artiglieria pontificia. La più Orvieto, accompagnatovi da Luigi
tremenda pane e carne,
carestia di Gonzaga detto Rodomonte, cugino
e la più fiera pestilenza aumenta- del marchese di Mantova, poi ge-
rono le calamilù dall'alma città, che nerale delle truppe pontificie. Però
vide alemanni e spaglinoli conten- nello slesso giorno. Amico d' Ar-
dersi con micidiali discordie e uc- soli con alcuni patrizi ed alquan-
cisioni, rubamenti e le prede.
i ti cor.'si ch'erano agli stipendi del
"Venne osservato che tra soldati i popolo romano, infrenabili e sempre
periti di peste, maggiore fu il nu- avidi di bollino, entrarono in Ro-
mero di quelli che ne'più fieri mo- ma, guastando la ripa del Tevere,
di avevano derubalo monasteri i uccidendo spagnuoli e tedeschi
Nota il Ferlone, Dc'viaggi clt l'api d'ambo i sessi, negli spedali e nelle
p. 2{)4) ehe due anni dopo niuno chiese, e predando i loro beni, ben-
de'soldali che saccheggiarono Room ché fossero artisti pacifici stabiliti

era più vivo, e le rapile ricchezze in Roma, derubando anche qual-


e
passarono in altre mani. E indubi- che monastero. In egual tempo i

tato che Lauuoy o Laniioy morì Colonna malmenavano la Canipu-


L

M 1 r>ì ! L 1,1
gna romana, uiassìine le terre dei i5j3 Giulio III pel passaggio de-
signori (li voti al Papa, come gli gl' imperiali che recavansi a Siena,
Altieri ed i Leni, per cui Cleuieu- guarnì i confini del proprio stalo
te VII scomunicò i pi edatori e con 8000 uomini di milizie ponti-
gli obbligò alia restituzione. Clemen- ficie. Il successore Marcello II, di
te VII e i cardinali che stettero rigide virtù, voleva licenziare la
rinchiusi con lui in Castel s. An- guardia svizzera, persuaso che il

gelo, per duolo eransi lasciali cre- vicario di Cristo non ha bisogno
scere la barba: che Carlo V prese per sua difesa delle armi di qual-
il lutto, e die dimostrazioni di do- sivoglia milizia, solendo diie che
lore per la prigionia delPapa e parecchi principi cristiani più col
sventure di Rouìa, lo dicemmo al- segno della croce che con gli eser-
trove. E ^ero che ciò quasi da tut- citi furono in molti incontri dilesi
ti gli scrittori fu preso per lina i- contro i più polenti nemici ; e sli-

pocrisia, ma se piace quanto riflet- mar meglio che il Papa restasse


te il Verri, Storia di Milano t. Il, ucciso dagli empi, che dare esem-
cap. XXV, p. 25 1, sembra che non pio di vergognosa paura, odi maestà
Iòsse in suo potere liberare il Pa- poco neceasariu. Al principio del
pa, essendo l'armata composta di pontificalo di Paolo //^ si deve
gregari stranieri, i quali non rico- l'origine della nobile guardia delle
noscevano che i generali dai quali Lanate spezzale. Sotto di lui ebbe
erano pagali, essendo l' araìatij col- luogo la làmo.<>a guerra contro Fi-
lettizia, e radunala jjer tempo ed lippo li, di cui ji.iriossi in molti
oggetto determinato. Finalmente in articoli,come Fecsinone, Caraffa,
Bologna nel i53o segui la pace Geutazzano, e Cave ove si fece la
tia il Papa e I imperatore, ove fe- pace : il re di Francia spedì dieci-
ce la di lui solenne Coronazione. mila uomini in soccorso del Pon-
Tra i cardinali creati da Clemente tefice, che prese al soldo gli sviz-
VII, nomineremo Ippolito de Ale- zeri j e l'artiglieria pontificia tan-
dici, che lungi dal vestire da car- to nell'invasibne che fece della Cam-
dinale, tranne le indispensabili cir- pagna il, duca d'Alba, che nella op-
costanze, compariva con divisa da pugnazione d'Ostia del i556, ed al-
generale, armato di spada ; o Odet- tre fazioni che occorsero, mostrò
to de Coligny, che preferendo l'ap- vieppiù la sua importanza e perizia.
plicazione delle armi e la milizia, Gli successe nel 155^ Pio If^, il

alla dignità ecclesiastica, fu poi de* quale era slato spedito da Paolo
posto dalla porpora. III commissario dell'esercito pon-
Paolo IH, per impedir la guer- tificio neir Ungheria e Polonia
ra tra Carlo V e Francesco i, si contro il turco e luterani, essen- i

•portò a JVizza; indi a Lucca ac- do generali delle milizie Alessandro


compagnalo da i5o soldati a ca- Vitelli e Giambattista Savelli; indi
•vallo, e da 200 a piedi di sue mi- essendo cardiiiale, Giulio HI lo

lizie, e poi a Brusseto nella dioce- mandò soprintendente delle mili-


si di Donnino. Paolo HI
Borgo s. zie della Chiesa inviate contro Ot-
fece guerraColonna, ed istituì
ai tavio Farnese duca di Parma. Pio
i cavalieri o soldati di s. Paolo j IV soccorse Fdippo 11 e Massimi-
in Perugia fabbricò la fortezza. Nel liano 11 contro il turco, e Carlo
112 ]\I 1 L MIL
IX contro gli ugonotti, per cui la rina papale Marc' Antonio Colon-
camera apostolica contrasse debiti na, al quale s. Pio V decretò gli
per un milione di scudi. Fu gene- onori del trionfo, al modo che de-
rale della cavalleria pontificia, Do- scrivemmo a Ingressi solemviin Ro-
menico Massimo giuniore, ch'erasi ma, ove facemmo cenno delle pom-
segnalalo nell'assedio d'Ostia e nel- pe trionfali degli antichi romani,
la battagliadi Palianoj mori da e di que' solenni ingressi in cui in-
prode nel combattimento navale di tervennero le milizie della Chiesa,
Lepanto, comandando una galera incominciando dal tempo di Adria-
Avendo sposato il suo
pontifìcia. no I. Quanto alla soldatesca della
nipote Annibale Altemps prefet- cittàche accompagnò in ordinanza
to delle armi pontificie, con Or- con abiti pomposi il Colonna, essa
tensia Borromeo, a' 5 marzo del- era divisa in tre squadroni, il pri-
l'anno 1.565 nel cortile di Belve- mo d'archibugieri in i36 file, e
dere ebbe luogo uno splendido e dieci per fila; il secondo era di
magnifico torneo, cui furono pre- picche di i5o file, il terzo d'archi-
senti alle finestre il cardinal s. Car- bugi o moschetti di 3 file que- i i :

lo Borromeo con aliri ventidue car- stisquadroni erano fraraezzati da


dinali, e seimila cavalieri, come si alcune file di alabarde, ed altre di
legge nella Narrazione del inaraK'i- spadoni a due mani, ed altre di
glioso torneo rappresentato dall' ec- paggi con spada e rotelle per or-
cellcnliss. sig. conte Annibale Al- namento degli squadroni. Avanti di
temps generale governatore di s. questi andavano come per capi due
Chiesa, nel nuovo teatro di Belve- sergenti maggiori a cavallo, Dome-
dere, lì orna i565. nico Jacovacci e Cencio di Toffia,
Nel i566s. Pio amando \o Stoc- con bastoni in mano, armali di cor-
co e Berrettone benedetti, insegne soli- saletto con calze di velluto, berret-
te donarsi ai capitani benemeriti del- tino ed una banda rossa e gialla,
la religione, al duca d'Alba per la con tre alabardieri a piedi colle
"vittoria riportata nelle Fiandre con- bande de' medesimi coloii. Seguiva-
tro gli eretici ribelli di Filjppo li. no poi per ordine le squadre degli
Per sicurezza Avignone e contado
ò.' archibugieri precedute da due tam-
Venaissino il Papa somministrò gros- burini vestiti di rosso, con calzoni
se somme, milizie pontificie e mu- di velluto nero, ornati da passa-
nizioni da gueria. Per sostenere poi mano d'oro, con stivaletti incerati,
in Francia la cattolica religione con colletti e maniche di maglia,
dalle guerre degli ugonotti, mandò berrette con piume bellissime. L'al-
a Cario \\ centocinquantamila trametà di queste squadre aveva
scudi, e 4^oo cavalli con 5ooo un sergente maggiore, cioè Fran-
fanti, di cui fece generale Sforza cesco Spannocchi, vestito come gli

conte di s. Fiora, le quali milizie altri, con file di alabardieri vestiti

contribuirono alla segnalata vittoria di velluto variamente, con paggi,


di Moncontorno. D' immensa glo- cinque per schiera, con celate, pen-
ria riuscì a s. Pio V la triplice doni e scudi, e sopra morioni i

alleanza concniusa contro Selim II, ayevano i soldati le banderuole


per la battaglia navale vinta a Le- torchine. Eravi dopo questa la
panto, esscudo gcneiale della Ma- squadra delle picche, avanti di cui
MIL MIL ii3
procedeva il sergente magj+iore ultimo Gennari nel 1847
Natale
Gian Pietro Muti con 54 P'^gg" in pubblicò in Roma Della santa tri-
:

più file, e vestili a livrea


sparsi plice alleanza del santo Pontefice
ornatissima, con morioni, scudo e Pio V
contro Selim 11^ battaglia
pennacchio. Dopo questi erano 12 di Lepanto e trionfo di Marc An-
vestiti alla turcliesca. Aveva questa tonio Colonna, racconto storico con
squadra ventisette insegne tramez- note, giunta e brevi cenni sull' in-

7.ate nelle sue compagnie tutte di civilimento ottomano.


seta di vari colori. Vi erano quat- Wel pontificato di Gregorio XIII
tro capitani con calzoni di velluto urbana del ma-
l'antichissima milizia
ed archibuselti, superbamente ve- gistrato romano, ed anche la guar-
stiti, seguiti da sette file di spa- dia pontificia detta Capotori, suc-
doni a due mani, e cinque file ceduta alle sette coorti urbane isti-

di alabardieri, dopo i quali ince- tuite da Cesare per l' interna tran*
deva il corpo della squadra di qiiillità della città, venne meglio rior-

picche, tutti ben vestiti con corsa- ganizzata. Questo Papa fornì grandi
letlo, berrette di velluto con piume, aiuti a Enrico III re di Francia
calze bianche di tela d' argento contro gli ugonotti ; si collegò con
con trine d'oro; altri in luogo di Filippo II per liberare Maria Stuar-
berrette avevano capo morioni in da; e colle sue milizie represse i

con pennacchi, e calzoni d'ormesino fuorusciti dello stato pontificio, ciò


cangiante; altri avevano in capo cap- che con miglior successo fece poi
pelli all' ungaresca, calzoni di raso Sisto V^ il quale istituì una con-
paonazzo con trine d'argento. Succe- gregazione cardinalizia sopra gli

deva la squadra de* moschetti, in- armamenti della marina e 'a mi-
nanzi alla quale andavano venti lizia papale. Veggasi il Cohellio,
file di alabarde con paggio e ca- Notìtia, Congregatio XVIII. De
pitano vestiti superbamente; poi classe paranda, et servanda ad
seguivano le file de'moschetti. De- status ecclesiastici defensionem. Con-
\esi rimarcare, che tanto nella guer- gregatio XXI. De confinibus status
ra delle Fiandre, che per mare ecclesiastici conservandis. Ed ancora
sulle galere pontificie, le artiglierie in cap. de Militibus s. Petrij s. Pau-
di s. Pio V si fecero molto onore, li;Piis; Lauretanis; et de Lilio, quali
i

e molti uflìziali e soldati delle altre tutti hanno articoli. Gregorio Xlf^
milizie dierono riprove di sommo spedì in Francia seimila svizzeri,
valore e perizia militare, come in duemila fanti e mille cavalli di
altri incontri. Il Papa ricevette il milizie pontificie comandate da Er-
Colonna alla presenza di molti car- cole suo nipote in aiuto della lega,
dinali e gran personaggi, e l'omag- con molte somme di denaro, de-
gio degli schiavi legati, i quali il Pa- viente Vili per impossessarsi del
pa fece condurre parte al luogo ducato di Ferrara ricaduto alla
preparato, e parte in Castel s. An- santa Sede, pose in piedi numeroso
gelo. Oltre le medaglie coniate in esercito; indi fece dividere le arti-
onore di s. Pio V, Clemente X glierie con Cesare d' Esle duca di
nel celebrarne la beatificazione fe- Modena, da Mario Farnese generale
ce battere la piastra ove si vede delle artiglierie pontificie. Questo
espressa la vittoria di Lepanto. Da Pontefice geloso dell' onore delle
voi. XLV.

itìerv&wwant 4ov^6^,

9>iprS/P/mnXJiisb. rte^ i
ii4 MIL MIL
armi della Chiesaj ravvisando come ce delle milizie, delle fortcz7o, e
le milizie nazionali sole, e le buone principalmente di quei che miineg-
istituzioni sono quelle che manten- giano le artiglierie e de' bombar-
gono gli sfati indipendenti, e ve- dieri.

dendo il grave danno che ne ve- Saverio Marini , Memorie di s.

niva di dovere talvolta assoldare Barbara, Fuligno 1788, parlan-


al di fuori istrutti artiglieri, volle do dell'origine della particolare di-
subito provvedere con saggio con- vozione de' militari verso la santa,
siglio ad una scuola speciale per osserva che deve ripetersi verso la
i medesimi formando , così per o- metà del secolo XIV, o dall' inven-
gni piazza dello stato de' bombar- zione della polvere da fuoco, o dac-
dieri leali, i quali si componevano ché questa cominciò ad essere in
dei capi delle arti e mestieri, come uso fra le milizie, acciò per sua
di armaiuoli, di polveristi, di car- mediazione stasse lontano qualun-
radori e di ferrari. qui notere- E que fulmine dal sito dove la pol-
mo, che nel i55o in Roma era vere custodivasi, anzi tutte le pol-
slata eretta la confraternita de' Ter- veriere presero il nome di s. Bar-
rari, spadari, archibugieri e lancia- bara ; e ciò per quel fulmine, col
ri in s. Eligio presso l'ospedale del- quale nel punto del di lei martirio
la Consolazione. Questa scuola con fu incenerito Dioscoro empio suo pa-
forma nobile e nuova si apri in dre ed uccisore, avendo confessalo la

Roma in Castel s. Angelo nel i5^^ santa intrepidamente la fede cristia-


( come narrammo a quel!' articolo na. Aggiunge, che potrebbe forse
insieme ai privilegi concessi dai il principio di tal protezione alle
successori inclusivamente a Grego- milizie derivare ancora dal secolo
rio XVI, annua benedizione
e dell' XI, cioè quando le città d' Italia
che i Papi davano al presidio mi- e le famiglie priticipali ebbero bi-

litare col treno de' cannoni e mor- sogno di alzare Torri unite alle
tari), cioè'j5 anni prima che la proprie case, o di ridurle a foggia
Francia ne avesse una simile^ poi- di torri. Avendo la santa abitato
ché non vi fu aperta che nel 1679, in una torre, rinchiusavi dal crudel
prima a Douai, quindi trasferita a padre, e rappresenlandosi in tutte
Metz, e poscia a Strasburgo. Non le sue immagini
con questo sim-
si deve tacere che di tali scuole bolo, nel vedersi obbligate le fami-
di bombardieri già altre ne esiste- glie più cospicue ad abitare nelle

Tano tra i toscani ed i veneziani, torri ed ivi guardarsi dalle aggres-


ma è pregio principale ed esclusi- sioni de' nemici, può ben crederai
vo dello stato ecclesiastico lo aver che fin d'allora e queste e mi- i

costituito il corpo di artiglieria in litari cominciassero ad


implorare
corpo di arte. Provvide inoltre Cle- il patrocinio di s. Barbara.
menle Vili che ne fosse riunita La esecuzione poi delle provvisioni
l' ufl^icialilà in una confraternita, e ordini di Clemente Vili sull'arti-
con regole, statuti e privilegi par- glieria della romana Chiesa, si deve
ticolari, ed altare nella vicina Chie- al capo de' bombardieri Castellano
sa di s. Maria in Tiaxponlina, solfo e prelislto eziandio di Castel 9. An-
l'invocazione d(dla gloriosa s. Bar- gelo, Aldohrandini (altre
Pietro
bara vergine e n»nrtire, protettri- notizie riporUuniuo altrove di que-
MIL I\ITL ii5
sto personaggio, come nel voi. Vili. Forse la guardia delle Co-
XXVII, p. ì^'j de! Dizionario), razze a cavallo, ebbe origine sotto
e al consiglio ed aiuto di Amerigo Paolo V, o almeno sotto Innocen-
Capponi. Con tanto zelo e impe- zo X: estinte nel 1798, non si ri-

gno si prestò r Aldobrandini, che pristinarono. 11Papa aiutò con mi-


divenuto cardinale si fece dichiara- lizie e forti somme, T imperatore
re protettore del corpo degli arti- Ferdinando II contro il Palatino
glieri e della loro confraternita, che voleva togliergli la Boemia, e
che il Piazza descrisse ancora nel per la vittoria riportata, Paolo V
cap. XXVI, tralt. IX <\e\V Eusevo- ordinò ringraziamenti al Dio degli
logio romano. Ivi dice che la com- eserciti. Tra i cardinali creati da
pagnia di castello si compose diun questo Papa, vi furono Lodovico
capitano e di altri uffiziali, oltre i di Lorena, che poco usava 1' abito
bombardieri; che tra le grazie con- cardinalizio, preferendo la divisa
cesse al sodalizio fuvvi quella del- militare, colla quale accompagnò
la liberazione di due prigioni nelle nella guerra del Poitou Luigi XIII,
due feste de' loro protettori s. Mi- e si battè più volte al duello ; Lui-
chele arcangelo e s. Barbara, ce- gi Nogaret de la Vallette, fatto dal
lebrando la maggior
seconda con re Francia luogotenente delle
di
solennità ; che nobilmente ornò e armate, biasimato qual soldato li-
dotò la cappella in s. Maria in cenzioso e prelato guerriero; e Gui-
Traspontina, la prima a mano de- do Benlìvoglio, che descrisse le guer*
stra, col quadro della santa dipin- re di Fiandra. Gregorio man- XV
to dal cav. d' Arpino, mentre le dò truppe e denaro a Ferdinando
pitture della volta e le storie del II contro il ribelle Palatino; soc-
suo martirio sono di Cesare Ros- corse il re di Polonia nella guer-
setti, eseguite sui cartoni di detto ra contro i turchi; prese in depo-
artista;che vi faceva celebrare quo- sito la contrastata Valtellina per
tidianamente la messa, suffragi ai mezzo del fratello d. Orazio Ludo-
defunti, dotando le zitelle figlie di visi, che comandava 5oo cavalli e
militari, ed esercitava altre opere i5oo fanti di milizie pontificie.
pie. Quindi nel 1602 si pubblicò: Urbano Vili fece generale del-
Compendio delle istruzioni de' bom- la Chiesa, prima il suo fratello Car-
bardieri, di Manilio Orlandi. Per lo Barberini, poi il nipote Taddeo:
queir incidente che indicammo a morto il primo nel i63o, in Ara-
BiRni, nel i6o3 Clemente Vili celi gli furono celebrati solenni fu-
prese al suo soldo seicento soldati nerali, quali leggonsi nel p. Casi-
corsi di nazione, e duecento archi- miro, Memorie della chiesa d' A-
bugieri a cavallo, incaricandoli ve- raceli p. 4^7 o 4o8. V'interven-
gliare alla custodia del palazzo a- nero cardinali e cantò
ì la messa
postolico e di altri luoghi di Roma. il vescovo di Ferentino, coli' assi-

Paolo V imped"ì ai veneziani di stenza del magistrato romano. Sul


arrolare soldati nello stato pontifì- letto funebre fu posta una corona
cio, nella guerra coll'arciduca d'Au- d'oro: Giulio Cenci pronunziò l'o-
striaper l'insolenze degli ussocchi ; razione funebre. De' funerali de'Ge-
ed a lui si deve la fortezza di Fer- nerali di s. Chiesa, parlammo a
rara, incominciala da Clemente quell'articolo. Urbano Vili sostenne
ii6 MIL MIL
molle guerre coi Farnese, ed allri io dai duca di Mode-
veneti, dal
principi collegati: airarticolo GErrERA- na e dalla Toscana, solo nel 1644
LE DI s. Chiesa parlammo de'suoi ge- si conchiuse la pace dai cardinali
nerali, come di quelli di altri Papi, Bonghi e Bichi, dopo che lo stato

colle notizie di tal cospicua digni- s'indebitò, i sudditi vennero gra-


tà, ed altre riguardanti le milizie vati con tributi per sostener le

pontificie. Conchiuse la pace nel guerre, onde il Papa ed Barbe- i

1627 per le controversie della Val- rini suoi nipoti patirono amare cri-
tellina, che sottrattasi ai grigioni, la tiche. Gli avvenimenti bellicosi che
Spagna voleva unire al milanese; ebbero luogo per l'occupazione del
ed al comandante le truppe del ducato di Castro, la guerra soste-
Papa furono consegnate le fortezze nuta nel 1643 contro Francesco I
della provincia per demolirsi. Però duca di Modena, ch'ebbe luogo al
insorse la guerra per la successio- tempo stesso ai confini del sanese
ne al ducato di Mantova, onde la e del perugino con Ferdinando II
quiete d' Italia fu nuovamente tur- granduca di Toscana, aggiunsero
bata. Nel 1687 per le scissure tra nuove glorie alle milizie della Chie-
il cardinal Medici e il contestabi- sa, massime all'artiglieria pontifi-
le Colonna, Urbano Vili assoldò cia, che al pari dell'arte militare
3oo soldati corsi, perchè di notte prendendo ogni di forma migliore,
spalleggiassero le ronde de' birri. cominciava a fir sentire la sua
A mediazione del Papa nel 1639 terribile influenza sulla sorte delle
si ottenne una sospensione di armi battaglie. Di qui che Urbano
fu
nella guerra insorta per morte del Vili determinossi ad ingrandirne
duca di Savoia. Nel i64i marcia- il corpo, a dargli nuove attribu-
rono contro il Farnese 6000 fanti zioni, a propagarne l' istruzione. In
e 5oo cavalli con buona artiglieria, fatti divenuto Taddeo Barberini
essendone comandante il marchese nipote del Papa e generale del-
Luigi Mattei che s' impadronì della la Chiesa, capo de' bombardieri, li

rocca di Monta Ito e di Castro j di 9 novembre i636 fu aperta una


pili Urbano Vili aumentò il suo nuova scuola nella fortezza di Fer-
esercito e fortificò i confini del fer- rara, dal marchese di Bagno, on-
rarese e del bolognese : nelle di- de aver gì' istruttori alle compa-
Terse fortificazioni fatte da questo gnie de^ bombardieri eh' erano stan-
Papa, si distinse il domenicano ziate in Romagna. Dopo il com-
Vincenzo Macularli, che poi creò battimento di Nonantola, in cui fu-
cardinale, peritissimo nell' architet- rono da lodarsi, benché perdenti,
tura militare. In questa si rese sommo le milizie pontificie, per la virtù
il bolognese Francesco Marchi, cui il di pochi oppostisi contro le nume-
eh. Rambelli dà preferenza sopra rose degli Estensi guidate da quel
Vauban. Alla splendidezza del duca fulmine di guerra Montecuccoli, non
Melzi d'EriI si deve la magnifica brillò certamente più l' arliglieria
edizione di Francesco Marchi Ar- : per fazioni di terra che ne manca-
chitettura militare illustrata da Lui- rono ; ma nel seguente pontificato
gi Marini, Roma pel de Romania s' illustrò in quelle di mare, aven-
18 IO. Prolungandosi più viva (a do Urbano Vili fatto (òndere ot-
guerra, essendo il Farnese soslenu- tanta pezzi dì formidabile arliglie-
MIL MIL 117
ria bronzo della
col chiesa di s. le eravi il bisognevole per armare
Minia ad Marlyres. In Roma fece 18,000 soldati, come afferma il

costruire diverse forti ficazioiii, per Venuti, che la chiama una delle
lo stato rinnovò diverse fortezze, e più fornite d' Italia. Poco dopo lo
tra Modena Bologna nel 1628
e Chattard nella Nuova descrizione
rifabbricò Forte Urbano, per cui fu del Vaticano t. II, p. 382, t. Ili,
coniata una medaglia colla sua pian- p. 364, '® descrisse, onde ne dare-
ta e s. Urbano vescovo. Nel seco- mo un cenno. L' armeria vaticana
lo Xni l'avevano elevalo mode- i ha prima corsia lunga 666 pal-
la

nesi, chiamandolo Castel-Leone, ma mi, la seconda a due navi è lunga


dislrutlo dai bolognesi ne fabbri- 261, la selleria è 108, non oltre-
carono un altro poco dopo, il qua- passando le altre due i 60 palmi.
le venne appunto ridotto con più Nell'armeria evvi una lapide di mar-
mo ed iscrizione di Urbano Vili,
I architettura militare, per mezzo di
Gio. BattistaMola da
Urbano Vili, onde ne
Como, da
prese il no-
e sono
glioni, il
dipinti
furore,
in
il
quattro
flagello di
meda-
Dio,
me. Pio VI lo fece risarcire, onde la guerra, e la desolazione; ed ia
nel 1779 ^" coniata una medaglia altrettanti vani le quatti'O prin/^i-
per memoria; ma ora è ridotto a pali fortezze dello stato pontifìcio,
ergastolo militare, per deposito dei cioè Castel s. Angelo, Civitavec-
veterani e per quartiere de' soldati. chia, Ferrara, e Forte Urbano. A
Per le notizie di questo forte si destra della porta d' ingresso vi è
può vedere Gaetano Gior-
il eh. r effigie della fortezza. Nella prima
dani nell'importante opuscolo: Gui- corsia vi sono due armature d' uo-
da per V accademia di belle arti mo di ferro dritte in piedi, delle
in Bologna p. 73. quali quella a destra dicesi aver
JNarra il Martinelli, Roma ricer- servito a Cailo di Borbone ucciso
cala, p. 72, che presso la Chiesa presso s. Spirito nell' atto di sca-
de' ss. Bonifazioed Alessio eravi lar le mura di Roma nel 1527,
r Armilusiio dove si riponevano e mediante il colpo d' una palla di
conservavano le ai mi de' romani; fucile che si vede inipresso in uu
ma Sisto V incominciò nel palazzo cosciale (lo che sembra corrispondere
vaticano presso la biblioteca l'ar- a quanto dicemmo col Torrigio ed
meria poulificiti, quale proseguita Xlll, p. 255 del Dizio-
altri nel voi.

da Paolo V, nel iGaS venne com- nario, ed incontrò compatimento nel


pita da Urbano Vili, fornendola eh. Gaetano Giordani, per quanto
di gran copia d'armi e di milita- rilevò nella nota 4^3 del suo prezioso
ri strumenti, per armare più di ed eruditissimo libro, Della venuta
quattromila M)idati, con gran nu- ili Bologna di Clemente VII e Car-
mero di supeibe artiglierie, e per lo V); e l'altra evvi tradizione
memoria fu coniata medaglia, ove che fosse quella che usava Giulio
si vede il prospetto dell' armeria II. Vi sono anche altre armature
Dontificia al ^ alicano, e nel rove- simmetricamente disposte, come el-
scio 1' immagine di Urbano YIII. mi, armature con partigiane e lancie
Quest' armeria fu yurnentata da al- a guisa di trofei. £ quindi sciable,
tri Papi, massime da Clemente XI archibugi ,
pistole, carabine, squa-
e Benedetto XIV, a leu)po del qua- droni, ed altre armi per fanteria
ii8 MIL MIL
e cavalleria, sono con ordine tll- nel di seguente \erso due ore di
sjjoste nelle lastelliere delle scanzie. notte, il senatore, i conservatori
E quindi allri elmi, corazze, schie- ed i caporioni di Roma, con moltis-
ne, bracciali, cosciali, spingardi, ba- simi giovani nobili romani, falla
jonelte, bandiere, ed allre armi ed una iucamisciata {^incamiciata, si-

insegno militari. Clemente XI e Be- gnifica scelta di soldati per sorpren-


nedetto XIV avendo concoiso al- dere o uscire addosso al nemico
l' incremento dell' armeria, vi fuiO' di notte all' improvviso, con cami-

no posti i loro slemmi. Il secondo ciache si mettevano sopra l'arme


fece lavorare armi in paesi stranie- per riconoscersi fra di loro ), anda»
ri ed in Roma, venendo la selle- rono al palazzo pontificio con bel-
ria formata di staffe, stivali, selle, lissimo ordine a cavallo, con lor-
briglie, palroncine, ed altro occor- de accese in mano, e nella piazza
rente alla cavalleria. Vi è il luogo Vaticana fecero come una giostra,
ove quotidianamente lavorano gli ar- con diversi intrecciamenti, aggiran-
maroli, e pel custode dell'armeria, do in mano quelle fiaccole : altret-
come per conservare gli scarti del- tanto eseguirono nel corlile del pa»
le arnu' rotte, e quelle che debbonsi lazzo vaticano con molta soddisfa-
risarcire. Al presente l'armeria trova- zione del Papa, che dalla camera
si alquanto diversa dallo stato del se- diede loro la benedizione.
colo passato, ma ottimo n' è lo sla- Nel principio del pontificato di
to, e fornitissima di armi : Grego- Innocenzo X fu ristampata la Re-
rio XVI l'onorò di sua presenza. lazione della Corte di Roma di
Il nipote di Urbano VIII, cardinal Lunadoro, coli' autorità del quale
Antonio Barberini ,
generalissimo dicemmo dello stato delle milizie
delle milizie pontificie (sotto il quale pontificie d' allora all' articolo Ge-
militò da generale Achille òìEslani- nerale DI s. Chiesa, dei diversi ge-
pes, già generalissimo di Francia nel- nerali e dello stato maggiore, uf-
la guerra d'Italia, quindi creato car- fiziali e soldati eh' erano 80,000,
dinale), nel 1624 in piazza Navona con 3,5oo cavalli, senza paga, ma
fece celebrare uno splendido Toriieoj solo con privilegi ed esenzioni, ol-
dei quali spettacoli se ne parlò anco tre i corsi al soldo del Papa. Il
a Giuocui, come si ha dal Novaes, medesimo autore a p. 2 1 e 26 ri-
Di altra magnifica festa data in tal porta quanto segue. « Vi è ancora
piazza dal cardinale nel 1642 a in palazzo il generale delle guar-
Cristina regina di Svezia, con car- da sua Santità per
die, dichiarato
ro trionfale, carosello (o garosello, breve con duecento scudi al mese
sorta di festeggiamento a cavallo, di provvisione, il quale tiene uà
ludus trojanus ) e combattimento luogotenente, che tra denari e par-
notturno. Il carosello fatto nello te di palazzo ha scudi ottanta il
piazze di Campidoglio, ed in quella mese pagati dalla camera aposloli-
di s. Pietro, ove lo vide Giulio III ca, ed ancor esso è nominalo con
per la sua esaltazione, lo descrissi breve pontificio. Nella detta guar-
nel voi. X, p. 92 del Dizionario. dia sono d'ordinario due compa-
Un altro quasi simile spettacolo a- gnie di cavalleggeri, di cinquanta
\eva avuto luogo per festeggiar l'e- per compagnia; nominando pure
lezione di Alcssaodro VI. Poiché il Papa capitani e gli alfieri per
i
MIL MIL 119
breve. Una compagnia di trecento mini nello stalo -ecclesiastico, per
svizzeri, con capitano e uffiziali del- essere più fedelmente servilo. Co-
)ii stessa nazione. Dodici lancie spez- stretto ad intraprender la guerra
zate, che sono tutti ca[)ilani rifor- contro il Farnese, per l'uccisione
mati, con scudi quindici mensili. del vescovo di Castro, fece dalle
Tutti i capitani, alfieri e ulliziali milizie assaltare e demolir quella
de' cavalleggieri e de' soldati, tanto città. Furono commissari dell' eser-
a piedi che a cavallo, sono pagali cito i due camera Luigi
chierici di
all'usanza di guerra, oltre le man- Alessandro Oniodei, e Giangirolamo
eie e regalie che di continuo han- Lotnelli'no, poi cardinali il primo :

no dal palazzo ove sta


apostolico, fu anche provveditore generale del-
di guardia continua cinquanta sviz- le fortezze dello stalo, e generale
zeri ripartiti in due guardie, dodi- delle truppe. Da antichissimo tem-
ci cavalleggieri e quattro lancie po presiedono alle milizie pontifi-
spezzale. Clemente Vili per opera cieun prelato Chierico di camera,
di Mario Farnese generale delle ar- ed uno di essi sostiene lo stocco
mi di Ferrara, fece in quella for- e berrettone benedetti nella notte
tezza un' ai-meria, ripiena d' ogni e giorno di Natale, Alessandro FU
sorted'armi da guerra per arma- incontrò una grave vertenza con
re 2o,ooo fanti ed un' armeria
, Luigi XIV, per l'affronto fallo in
in Bologna per armarne 10,000. Roma all' ambasciatore Crequi dai
^'cl pontificato di Paolo V lo stes- soldati corsi, i quali perciò per
so Mario introdusse in Tivoli mae- l'avvenire furono dichiarali inabili
stranza perfettissima per fare ogni ad appartenere alle milizie pontifi-
Sorta d'arme da guerra, e di quel- cie : tutto si narrò a Francia, Avi-
le armi ne formò un' armeria in gnone, ed altri relativi articoli. Cle-
Castel s. Angelo |)er armare 12,000 mente IX diede molli soccorsi alla
fanti, ed un' altra armeria per ar- repubblica di Venezia, per la conti-
marne 5,000 nel palazzo valicano; nuazione della guerra di Candia,
e due ainieiie simili in Ancona e servendo egregiamente 1' artiglieria
in liavcMina; più fece fare 80 pezzi delle galere; e per la sua media-
d' artiglieria. Da questo si può ve- zione si pacificò la Spagna colla
dere, come il Pa[)a sia gagliardo Francia : del funerale che fece ce-
di forze, che ha armi per armare lebrare al generale delle milizie
centomila uomini, e anco lutti vas- pontificie, facemmo parola nel voi.
salli bellicosi, che in guerra fanno XXVIU, p. 57 del Dizionario. Cle-
riuscita mirabile ". mente X tolse la metà della tassa
Innocenzo X
nel i645i aiutò ve- i imposta alle milizie per detta guer-
neziani contro i turchi nella guerra ra, riformò le corazze, facendone
di Candia, e l'artiglieria delle galere capitani marchesi Santacroce e
i

pontificie si mostrò peritissima; ma Cavalieri, quindi diminuì il nume-


ordinò il disarmamento delle truppe ro delle soldatesche, le cui spese
assoldate dal predecessore Urbano ascendevano a centomila scudi. In-
Vili, Nel 1646 soccorse il viceré di nocenzo XI concorse alla liberazio-
Napoli per la rivoluzione di Massa- ne di Vienna, assediata dai turchi,
niello, con trenlamila doppie d'oro e per memoria isliuù X Arciconfra-
e con permettergli far leva d' uo- ternila del ss. Nome di Maria e
120 MIL MIL
la festa di esso. Nel 1689 gli suc- chine, tenendo in mano un lungo
cesseAlessandro Vili, il quale archibugio attaccatoad una cinta
premuroso del decoro di Roma ,
di pelle, che pendeva dalla spal-
gli

quando il governatore gli domandò la sinistra, avendo attraversata al


se a sgravio del tesoro doveansi di- petto altra cinta parimenti di pel-
minuir le milizie, rispose. « Le com- le, dalla quale pendeva la scarsella
pagnie de' soldati ( ed erano allora di munizione, ed una baionetta a
piti di 4000) servono d'onore al cortella d' un palmo e mezzo con
principe e di difesa alla città , al- lungo manico di legno da porre in
la quale non sono di peso . Sa- cima degli archibugi, avendo al-
rebbe meglio di scemare il nume- r arcione le lerzetle, e le spade al
ro de'birri di cui Roma è piena, e fianco. Tutti avevano cappelli uni-
in tal guisa questa tornerebbe in formi, ornati con galloncini d' ar-
sé stessa ". Alessandro Vili quindi gento, e alla banda destra nell' al-
emanò varie provvidenze sugli sti- tura della falda un fiocco nero ,

))endi e privilegi delle milizie, con- corvatta e borsa della parrucca di


cedendone anche a quelle urbane. tela sangalla nera. Si portarono a
.Innocenzo XII tra i provvedi- scortar la strada sino alla piazza
menti che prese sulle milizie, sop- della fontana prima di salire il

presse i generali della Chiesa e del- Campidoglio. Al passaggio di Cle-


la marina, e concesse privilegi agli mente XI i piffari e gli altri stro-
alabardieri di monsignor Governa- menti fecero un armonioso concer-
tore di Roma, ed ai patentati di to, e dipoi seguitarono la compa-
Castel s. Angelo. Il corpo de' dra- gnia delle Laterano ".
corazze al
goni pontifìcii sembra che a que- Per la ujorte di Carlo li ebbe
sto tempo già esistesse, poiché nel principio la lunga guerra della suc-
possesso preso nel 1701 da Cle- cessione di Spagna, che in tanti
mente XI, si legge nella descrizio- articoli descrissi, e Clemente XI
ne del Valesio. »» A ore 18 e mez- qual padre comune protestò al-
za partirono le due compagnie di l' impero ed alla Francia di essere
dragoni, nuovamente fatte, per la neutrale. Tuttavia gli imperiali oc-
piazza di s. Pietro. La prima co- cuparono Coniacchio, ed altri luo-
mandata dal marchese Spada, e ghi di Ferrara, con pretesti, ed
l'altra dal marchese della Penna. inutili furono le lettere pontificie
Precedevano a ciascuna di queste i piene di robuste ragioni e pater-
«ervilori del capitano a cavallo con ni avvertimenti, dirette a Leopoldo
cavalli a mano, e il paggio di va- I, quasi sempre chiudendo le orec-
ligia. Seguiva il capitano con spada chie la forza alla ragione, dicendo
in mano e terzetta all'arcione, e Clemente XI tra le altre.» Che i

poi una fila di dragoni, dopo i qua* Pontefici romani non debbono mai
li erano tre a cavallo con piffari e pigliare le armi, ne entrare in lega
e due lan)burini con tam-
ciufoli, contro i principi cattolici, per qua-
buro sull'arcione della sella. Segui- lunque loro comodo o vantaggioso
Ta il resto de' dragoni con il loro interesse; ma solamente quando vi
tenente, cosi la seconda compagnia. siano astretti da una precisa e in-
Erano i dragoni con giubbe di pan- dispensabile necessità, o titolo di di-
no di color rossÌDo e mostre tor> fendere il dominio temporale, e
MIL MIL 121
sopra tutto la religione se stasse in lizie a cinquemila tra cavalli e
pericolo". Nel 1702 fu pubblicala fanti, com'erano prima della guer-
sulla neulralilà arojata, l'opera in- ra. Di ciò se ne offese la Spagna,
teressante: Doveri dei principi neu- perchè Clemente XI colla cautela
Irali verso i guerreggiand e di quel- usata già da Clemente V, avea ri-
li verso li sudditi. Per la stessa conosciuto in Carlo VI il titolo di
neutralità, fino dal principio del re di Spagna, senza approvarne la
pontificalo.Clemente XI con rigo- dignità e pregiudicare chi l'esercita-
re vielò di far leve d' uomini per va,anco ad esempio della Francia
soldati nel suo stato, promettendo che a un tempo riconosceva Giaco-
cinquanta scudi di premio e la li- mo III cattolico pretendente, e Gu-
berazione d'un esiliato a chiunque glielmo HI eretico, e regnante in
denunciasse un reo d' ingaggiainen- Inghilterra. Intanto nel 1716 Cie-
li. Vedendosi quindi necessitalo a mente XI Bologna una
istituì in
mantenere sovrani diritti della
i scuola d' arte militare, usando del
santa Sede in lui depositati, Cle- genio del general Marsigli che ge-
mente XI divisò respingere colle nerosamente e con traspoito sin-
armi gl'imperiali; e per non ag- golare la provvide d'ogni specie di
gravare sudditi levò da Castel s.
i modelli d' opere forlilizie e di ar-
Angelo mezzo milione di scudi dei mature che raccolse in un gabì-
cinque che vi avea riposti Sisto V, netto militare, di cui facemmo pa-
ussegnando per reintegrazione le rola all' articolo Accademie. Nel ce-
retidile dell'abbazia di Chiaravalle lebre istituto dell' accademia di bel-
d'Ancona Quindi si arrolarono
. le arti di lìologna, cui mi van-
20,000 soldati, e n' ebbe il coman- to appartenere, pregiatissima è l'o-
do il conte Luigi Ferdinando Mar- ploleca, o raccolta d' arme antiche
fcilio Marsigli bolognese, che spedì da ofiesa e difesa, con altri arne-
contro le truppe dell'imperatore, si attinenti all'architettura militare,
di cui era stato generale; ma le fondata dal lodato Marsili nel 1709
azioni in principio si fecero con in sua casa, e poi donata all' illu-

poco vigore; a Ficarolo l'altro gè- stre istituto, decoro dello stato pon-
nerale pontifìcio Paolucci fu costret- tificio, poscia aumentata col museo
to unirsi ai francesi, poiché vole- Cospiano, ed eruditamente descritta
vasi piuttosto intimorire il Papa dal eh. Giordani nelT encomiato
per guadagnarlo. Dipoi gì' imperia- opuscolo, Guida. Inoltre in Bolo-
li agirono al modo detto a Ferra- gna il conte Ulisse Gozzadini, che
BA, e fu allora che il Papa man- illustròegregiamente la vita del
dò colà per generale il piemontese famoso capitano Kamazzotto de' Ra-
Anlon Domenico Balbiani, e pensò mazzotti, possiede raccolta di rag-
ritirarsi in Castel Angelo, o re-
s. guardevole armeria. In Italia sono
carsi per sicurezza in Avignone, tra le altre celebri le armerie di
Ma r imperatore vedendo l' ener- Milano e di Torino, e delle prin-
giche parti che ne presero diversi cipalianche di altre nazioni, ne
sovrani, venne alla pace al mo- facciamo cenno ai loro articoli. Cle-
do detto a Germania; fra le con- mente XI nel 1716 soccorrendo!
dizioni fnvvi quella che Clemente veneti che guerreggiavano coi turchi
XI avrebbe ridotto tulle le sue uii- por 1' assedio di Coifù, con galere
L ,

Ì12 M 1 MIL
e artiglieria pontificia, per facili- serva, col suo aiutante maggiore.
targli le rechile, con editto de' 12 Per morte di Benedetto XIII, tro-
ottobre dicliiarò che banditi dei
: i vandosi commissario generale delle
dominii della santa Sede che non armi Giacomo Sardini di Lucca
fossero rei di lesa maestà, parrici- chierico di camera, il sacro collegio
dio o Grassazione, i quali si arro- nel confermare i ministri lo rimos-
Jassero in questa guerra dando il se dalla carica, ed in vece vi so-
Joro nome al nunzio di Venezia, stituì r altro chierico di camera
terminata la campagna, restassero Francesco Ricci romano, che l'elet-
interamente liberi di ripatriare. Ri- to Clemente XII confermò, poi nel
porta il diarista Cecconi, che Cle- 1741 fatto governatore di Roma.
mente XI a' 29 settembre 1720 Nel 1780 pel possesso di Clemente
diede la solita benedizione alla mi- XII, la fanteria seguì la cavalcata
lizia e bon)bardieri di Castel s. come sotto Benedetto XIII, mentre
Angelo, nel coitile del palazzo Qui- talvolta v'interveniva una sola com-
rinale.11 p. Rfenochio nelle Stuore pagnia . Nel 1736, senza notizia
l. Il, cent. Vi, cap. ^5, tratta: Del di Clemente XII, alcuni spagnuoli
costume della Chiesa di benedire le segretamente ingaggiavano per la
arali de' soldati e le bandiere. Ve- guerra di Napoli il basso popolo
di Bandiera, ove parlasi anco della anche con inganno. I trasteverini,
benedizione de' soldati, che antica- i borghigiani ed i monticiani si

mente chiamavasi consecrazione. 1^. ribellarono contro gli arrolatori


Pontifìc. Romanum, de henedictio- liberarono gì' ingaggiati, e minac-
ne noi'i mililisj armoriimj ensis ; et ciarono gravemente il palazzo del-
traditio ne vexilli bellici. l' ambasciatore di Spagna, che il
Innocenzo XIII pose a disposi- Papa fece difendere da i5o fucilieri
zione di Giacomo IH una cospicua e da quattro pezzi di cannone, non
somma per ricuperare il regno. essendo riuscito di frenare il tu-
Nel possesso di Benedetto XIII, do- multo alle corazze, agli svizzeri ed
po le corazze, chiudevano la caval- ai birri. Anche nel possesso di Be-
cata otto compagnie di fanteria coi nedetto XIF otto compagnie di
loro capitani, insegne ed officiali, fanteria col concerto di vari stru-
che poi si squadronarono nella piaz- menti da fiato, seguirono la caval-
za laterauense per la solenne bene- cata, compagnie essendo squa-
quali
dizione, suonando trombe, timpani dronate per ove passava, andavano a
e tamburi, e sparando moitalelti poco a poco riunendosi. Subito Be-
e cannoni. Dell'intervento delle mi- nedetto XIV riformò il soldo degli
lizie pontificie alle funzioni che si uffizi militari, e soppresse 5oo sol-

i;elebrano dal Papa, dal sacro col- dati, Muratori negli An'
dicendo il

legio e da altri, se ne parla a nali, che lo stipendio delle truppe


Cappelle Pontificie ed altri articoli, del Papa era allora sì ^pingue, dio
ove notammo che all'elevazione, le il semplice soldato potea dirsi pa-
sole guardie nobile e svizzera si gato quasi a proporzione degli ufìi-
levano il cappello; nelle solenni ziali negli eserciti di Francia e di
funzioni precedono Papa il tenen-
il Germania.
te generale, comandante in capo le I cambiamenti il Papa li operò
truppe di iiuea ed ausiliari di ri- nelle milizie eoa molo-proprio dei
MIL MIL ia3
28 dicembre 1740. con cui fctabi- dell'interno. Tutti i nominali corpi
lì la forza militare dello stalo: vari non erano organizzati con molta re-
corpi la compo-
componevano, e la golarità, enon avevano le medesi-
sero sino al 1792- Dipendevano me discipline. Il soldo stes.so e le
questi da diversi comandi rappre- competenze di vestiario erano assai

sentali dai prelati Maggiordomo, diverse, e fuori quasi d'una giusta


commissario delle armi, Tesoriere proporzione. I corpi dipendenti da
generale, e segietario della Congre- monsignor commissario delle armi
gazione di consulta. Il primo co- godevano in fatti un soldo mag-
mandava i corpi di truppa addetti giore degli allrij e questi formava-
al servigio particolare della sacra no la massima forza della truppa,
persona del Papa e de' palazzi a- allorché fu stabilito un presidio in
postoiici, cioè cavalleggieri e sviz- Bologna, a spese però di quella
zeri. secondo avea il comando
Il provincia. Sotto la dipendenza di
del così detto reggimento delle detto prelato un officiale generale
guardie, che formava parte delle presiedeva alla disciplina della trup-
guarnigioni di Roma, de' presidi! pa in Homa, e nelle provincie altri

delle piazze forti, cioè Civitavecchia, ofilciali superiori col titolo di go-
Ancona (per cui recandovisi i Papi vernatori delle armi esercitavano lo
si trovarono a riceverli, come notam- stesso incarico. Il comando delle
mo ai loro articoli ), Ferrara, For- fortezze e delle truppe che le
te Urbano, Comacchio, Perugia, guarnivano, era affidalo ai vice-ca-
Ascoli, s. Leo, Anzo, ed altre; del- stellani, i quali corrispondevano con
le compagnie di cavalleggieri che monsignor tesoriere, il battaglione
facevano servigio presso i cardinali de' corsi riconosceva per suo supe-
legati, de' corazzieri a cavallo e dei riore un colonnello dipendente dai
vistosissimo numero delle milizie segretario di consulta, il numero
provinciali e civiche sparse sino nei degli enunciati corpi di truppa fu
più piccoli luoghi dello stato. 11 dui memorato moto-proprio di Be-
terzo presiedeva alle guarnigioni nedetto XIV stabilito in 8273 uo-
delle fortezze di Castel s. Angelo, mini, non compresa però la guar«
Civitavecchia, Ancona (onde trova- dia svizzera e le compagnie de'ca-
ronsi a ricevere que' Pouleflci che valleggieri in Roma e nelle lega-
vi si porlaiono) ed allre di minore zioni. La spesa mensile ammontava
entità, composte di fanteria e bom- a i5,77i, corrispondenti ad
scudi
bardieri per servigio delle artiglie- annui 189,262^ non però
scudi
rie, non che della truppa destinata compresi i soldi e foraggi de'cavaU
al servigio della la quale
finanza, li dei corazzieri. Lo stesso Cene-
olla sislemazione delle Dogane pon- detto XIV, costituzioni 44»
colle
tificieebbe a cambiarsi nel 1786 Quantum, 27 febbraio 1742; e
de'
coll'atluale corpo delle guardie di 1 i5, Romanae Curiae praestan-
finanza. Il quarto infine, ossia mon- iiam, XII kal. jan. i744> ^"o Bull.
signor segretario di consulta, coman- t. i, p. 53 e 209, stabiPi che non

dava il così detto batt.iglione dei tulle le cause de' soldati, come per
corsi, diramato parte nella domi- 1' innanzi, ma quelle riguardanti le
nante, parte in alcuni posti e città sole militari incombenze venissero
di conliai, e parte in taluni luoghi decìse soltanto dal commissario,
,

124 MIL MIL


cìie le coiitioversie spettanti ad al- battaglione, con colonnello, capitani
tri triijunali si deoidessero dai coiu- e subalterni iifiìziali, sotto la giuris-
petenti Riguardo poi alle
giudici. dizione, come i posti che custodiva-
cause capitali, quantunque il preia- no, del segretario di consulla, come si

to commissario aveva diritto di è detto. Inoltre Benedetto XIV, a


condannare ancora a morte i sol- pievenire i pericoli che potevano
dati rei di gravi delitti, usava de- nascere da un incendio della poi-
gradarli dall'ordine militare, indi veriera pontificia, ch'esisteva nel
rimetterli al giudizio del tribunale foro romano presso la chiesa di s.

del governo. 11 Villetti nella Pra- Bonaventura, ordinò al tesoriere


lica dtlla curia romana, t. II, cap. Banchieri, come presidente delle ri-

27, notò, che il commissario delle pe, marina e Castel s. Angelo, che
armi non ebbe giurisdizione con- presso la porta di s. Paolo e la
tenziosa nel civile, perchè toltagli piramide di Caio Cestio, erigesse
da Benedetto XIV ; in criminale, un apposito edifizio per custodire
per mezzo dell' uditore criminale, la polvere e per lavorarla, e veu-
fu abilitato ad esercitarla sopra i ne compito nel 1732, come rileva-
soldati di fanteria e cavalleria tan- si dall' isciizione postavi, polveriera
lodi Roma che dello stato. A nor- eh' è custodita dagli artiglieri.

ma della riforma di Benedetto CUintnle Xlll prendendo pos-


XIV, si legge nel Lunadoro ri- sesso nel 1758, do[)0 le corazze
stampato nel 1774» *• "> ^^^ seguiva tutta la fanteria; indi nel
commissario delle armi, che Roma 17^9 proibì che in sede vacante in
venne guardala da un reggimento ninna città si fìicessero armamenti
diviso in nove compagnie di solda- di milizie. Dichiarò conuuissario ge-
li detti rossi, tra le quali compa- nerale delle armi il nipote chierico
gnie una era di granatieri; con- di camera Gio. Ballista Rezzonico
servando al principale uffiziale il «1 quale fu premuroso di raccoglie-
titolo di tenente generale, con co- le e formare l'aichivio n)ililare che
lonnello, maggiore, capitani, tenenti mancava, e lo collocò nel quartiere
ed alfieri. La soprintendenza delle sulla piazza del monte di pietà. Al
truppe fu affidala al chierico di presente l'archivio è presso la pre-
camera commissario delle armi, con sidenza delle armi, e l' abitazione
ampia giurisdizione sui quartieri e di monsignor presidente, ov'è pure
fortezze; da lui nominandosi alle il quartiere de' dragoni, sulla piaz-
cariche secondo la volontà del Pa- ?» della Pilolla, forse cosi della
pa, ed emanandosi gli ordini pel per quanto notai nel voi. XXXI,
regolamento delle truppe. Allora p. i85 del Dizionario. JNcI 1762
eravi il prelato chierico di camera Clemente XIII a' 26 maggio pub-
prefello di Castel s. Angelo, che blicò un moto-proprio, riguardan-
presiedeva alla guarnigione di essa, le il privilegio del foro, pel presi-
colla slessa autorità che il com- dio di Castel s. Angelo, cl>e il Vil-
missario esercitava sulle milizie a letti riporta a p. 84, 'oco citalo; e
lui soggette. Le porte della città ne parlammo all'articolo Marina,
finalmente, e di altri luoghi piìi perchè il tesoriere generale non era
circospetti, venivano custo(lili dai allora commissario del mare, e lo

ioldali cor»i, formanti numeroso divenne iollo i'iu VI. Tale carica

I
i
era
mera,
affidata
col
MIL
nd un chierico di
tilolo di commissario
ca-
ge-
i
MIL
loro conti di soldo in ogni mese,
e rimetterli agli incaricati camerali
125

nerale del mare e colla soprinlen- che ne facevano liquidazione. I pre-


denza di Castel s. Angelo, per cui lati che comandavano diversi cor- i

a lui erano soggetti i bombardieri pi servivansi per il disimpegno de-


e soldati di Castello, ed avea giu- gli afiari degli individui del loro
risdizione sulle torri e fortezze ma- proprio oflicio, e soltanto monsi-
rittime, come sulle galere e navi gnor commissario generale delle ar-
ponlificie.Essendo morto nel 1764 mi aveva una segreteria espressa-
il conte Lodovico Manfioni Fichi mente istituita per disbrigare le in-
tenente generale delle truppe pon- combenze correlative. Nelle cavalca-
tificie, il suo cadavere fu vestito te pei possessi di Clemente XIV e
nobilmente colla Spada impugna- Pio VI, e per quelle delle quattro
ta, e il Bastone da un lato. Nella cappelle annuali, le chiudevano tut-
pompa funebre seguì il feretro due ta la fanteria del battaglione dei
pezzi di cannone, sino alla chiesa di soldati rossi. Quanto alla nominala
s. Maria del Popolo, sulla cui piaz- truppa di finanza è , da sapersi
za furono fatte salve di moschelte- che allorché monsignor Ruffo teso-
ria e cannoni, come si legge nel riere generale, con suo editto 3o
numero 7257 del Diario di Roma. aprile 1786 impose la gabella alle
INell'anno precedente allorché Cle- Dogane de'confini dello stato pon-
mente Xlll si portò a Castel Gan- tifìcio, stabilì contemporaneamente
dolfo, la bandiera del quartiere presso le dogane stesse dei picchet-
reale fu secondo il solito portata ti di forza armata sotto la deno-
all'abitazione del Manfroni, per cu- minazione di guardie doganali, col-
stodirla sino al ritorno del Ponte- r incarico di sorvegliare il confine,
fice, ed accompagnala dal battaglio- afllnchè le merci che s'introducevano
ne de' fanti alemanni. Tanto Cle- o si esportavano fossero recate alle
mente XIII, che Clemente XIV, o- dogane ed assoggettale a dazio. 11

ra con ordini del cardinal segreta- numero di tale forza nel primo suo
rio di stato, ora con particolari impianto ascese a circa 3oo teste.
moto- propri, fecero delle variazioni Aumentate però le dogane ed e-
nella forza militare, variazioni che slese le gabelle, si aumentarono pu-
portarono sempre auniento nel nu- re le guardie, in modo che all'epo-
mero che andò gradatamente cre- ca dell' invasione francese erano
scendo sino al 1790, in cui la giunte al numero di 600, compreso
spesa ammontò a scudi 4^3, 802, il maggiore, il capitano, il tenente,
oltre altri scudi 2430*30 erogati nel il sotto- tenente, e l'aiutante resi-
mantenimento della truppa addetta denti in Roma sotto la esclusiva
al servigio della finanza. L'ammi- dipendenza del tesoriere.
nistrazione della truppa nell'epoca Il numero 1954 del Diario di
di cui si parla, era presso la com- Roma 1793, descrive il funere del
putisteria camerale, dalla quale sor- conte Enea Caprara bolognese, co-
tivano i mandati pel pagamento dei mandante generale delle truppe
soldi in corrispondenza del bisogno, ponlificie, in s. Lorenzo e Dama-
e i corpi non aveano allora altra so ; ed essendo cavaliere di s. Ste-
incombenza che quella di stabilire fano, dopo le consuete assoluzioni
.

i:i6 MIL MIL


i cavalieri dell' ordine gli celebra- Floll con Basville, come più fana-
rono funerali particolari. Nell'anno tici,ne restarono vittime, ed il se-
precedente temendo Pio VI un'ag- condo fu ucciso. Laonde Pio VI,
gressione ostile dalla Francia rivo- perchè vacato il commissariato del-
luzionata, specialmente dalla parte le armi per la promozione alla por-

del Mediterraneo, si pensò a garan- pora di de Pretis, lo conferì al


tire le spiagge e ad accrescere con- detto conte Gaddi, acciò in tempi
siderabilmente la forza militare del- cosi calamitosi restasse affidato a
lo stato con 6000 uomini di trup- un capo di professione militare;
pa regolata , e circa 65,ooo di quindi vedendo che si mirava a
volontari. Tutti i feudatari dierono detronizzarlo, Pio VI dovette porsi
un contingente truppe con arti- di in grado di difendersi, aumentò le
glierie che avevano ne'loro castelli; truppe e ne die il comando al ge-
molti cardinali,- prelati e altri man- neral Colli, a questo fine mandato-
darono alla zecca le loro argente- gli dalla corte di Vienna. Ne' pri-
rie, e convertite in cospicua mone- mi del 796 furono dai francesi
1

ta r offrirono al Papa. Questi chia- invase le provincie di Bologna e


mò al comando della milizia il lo- Ferrara, ed il Papa fu obbligalo a
dato generale, che organizzò i cor- gravi sacrifizi. Intanto in Roma si

pi in reggimenti e battaglioni, e- organizzò la guardia nazionale o


guagliandone i soldi e dando loro Civica, che tuttora fiorisce, e si fe-

una militare attitudine. Tutti i pre- cero reclute, contribuendo il conte-


sidii delle piazze e delle fortezze stabile un reggimento di
Colonna
furono pertanto posti sopra un pie- fanteria vestito ed armato, diviso in
de regolare, e furono assegnati a quattro compagnie, due delle qua-
cadaun corpo gli officiali superiori, li composte di granatieri, con do-
che doveano comandarli. Estese il dici cannoni il marchese poi duca ;

generale le sue cure al regolamen- Giovanni Torlonia imo squadrone


to amministrativo, e sebbene non o compagnia di cavalleria compo-
ne compilasse in isciitto il metodo, sto di 80 teste, offiendo ancora di
pure comunicando ai corpi le for- preslai'si gratuitamente col suo ban-
mole, colie quali dovevano dare i co ; il marchese Camillo Massimo
rispettivi conti, stabiliun sistema una compagnia di 5Q uomini ar-
uniforme e semplice che fu esegui- mati e tre cannoni ; il principe
to in appresso perchè riconosciuto Giustiniani ed il principe Barberi-
utile. Il successore tenente genera- ni, ognuno 37 uomini con armi e
le Gaddi die compimento all'intro- cavallo; il principe Chigi 26 uomi-
dotta sistemazione. Cessati alquanto ni armati coi cavalli, de' quali 56
i timori, furono allora riformati ne fornì duca Sforza- Cesarini il
il ;

vari corpi eretti per la custodia conte Carradori 20 cacciatori a pie- i

delle spiaggie, e fu coi medesimi di armati; il banchiere Acquaroni


guarnita di truppa la legazione di somministrò vesti e armi per trenta
Romagna, che ne mancava, per fanti; conti Giraud armi, cavalli e
i

mezzo del comandante Gaiidini 3o uomini, per non dire di altri, oltre
Crescendo in Roma gli emissari dei quelli che si tassarono in mensili
repubblicani francesi per sconvol- contribuzioni, come i fratelli l'ischi

gere la pubblica tranquillità, La che olfrirono scudi 3o mensili du-


MTL MTL 157
l'ante l' avmainenlo, le loro perso- ce che con umilianti condizioni si

ne come volontari a cavallo, ed al- fece a Tolentino il 23 febbraio


tri sei volontari parimenti a cavallo. 1797 con Bonaparte, onde il confi-
I romani invitati dal cardinal ne dello stato si testrinse a Pesato.
Busca segretario di stato, corrispo- Tra gli alili sacrifizi, Pio VI fu
sero generosamente ad una illimita- obbligato rinunziare a qualunque
ta contribuzione pel nuovo arma- coalizione contro la Francia, a ne-

mento che produsse 323,000 scudi e gare l'ingresso ne' suoi Porli a' va-
1 3 1,000
annui. Pio Vi formò una scelli nemici de' francesi, a ricevere
congregazione militare, composta del guarnigione in Ancona, licenziar le

segretario di stato come presidente, truppe, contribuire 1600 cavalli,

del celebre monsignor Consalvi per ec. Allora Pio VI col metallo dei
assessore, benché non chierico di cannoni fece coniar moneta, di cui
camera, del general Gaddi, del con- penuriavasi, ed a risparmio di spe-
testabile Colonna, del colonnello Col- se riformò la milizia, congedando
li, e de' marchesi Massimo, Patrizi, i volontari di cavalleria e gli uf-

ed Ercolani poi cardinale, con as- fìziali stranieri, riducendo a quattro


soluta plenipotenza. Risoluto il Pa- soli reggimenti la truppa regolare.
pa di respinger la forza colla forza, Inoltre diminuì il numero degli uf<

ordinò ai sudditi il suono della fjziali e la paga, licenziando quasi


campana a martello, levarsi in mas- tutta la civica, operazioni eh' ese-
sa, e colle armi combattere il ne- guì il general Colli. Questi il pri-

mico a difesa della religione e del- mo maggio pubblicò i nuovi rego-


la patria. Quindi a' 22 gennaio lamenti, in vigore de' quali il co-

1797 conferì il comando generale mando di tutte le truppe di li-

di tutte le sue truppe al baron nea, delle milizie urbane e della


Colli tenente maresciallo al servigio marina fu affidato alla congregazio-
dell'imperatore. Avanzandosi sopra ne militare. La forra totale venne
Faenza i francesi , a' 2 febbraio stabilita a 994? uomini, de' quali
1797 ebbe luogo l'infelice balta- sei individui per lo sialo maggiore

glia del Senio, in cui fiu'ono sba- generale, 8935 cioè di fanteria,
ragliate le milizie papali. Molti sol- 520 di cavalleria, 482 d'artiglieria
dati dierono prove di valore, mas- e 4 <^''^' genio, e ne fu calcolato
sime la batteria destinata alla dife- l'importo in annui scudi 636,332,
sa del ponte, comandata dal prode compreso il soldo degl' impiegati
capitano Carlo Lopez, che poi fu nei tre dipartimenti economici, cioè
colonnello del corpo d'artiglieria, il segreteria, commissariato e udito-
quale trovavasi ben riordinalo in rato, continuandosi 1' amministra-
compagnie. comandante in capo
Il zione de' fondi dalla computisteria
generale non potè impedire
Colli camerale, finché la nuova invasione

che il potente nemico continuasse nemica consumandosi nei primi del


ie conquiste sino a ^lacerata, come i7g8,cagiovò il discioglimento di tut-
non potè impedir la profanazione ta la truppa pontifìcia. Per la morie

di Lordo. Fermatosi a Foligno fe- dell'imprudente generale Diq)hau|t,


ce sapere a Pio VI che trovavasi perito nel conflilto coi dragoni pon-
in una posizione vantaggiosa colla tificii e coi rossi, la Francia oc-
truppa; ma il Papa preferì la pa- cupò il resto dello stato, Roma,
128 MIL MIL
e Castel s. Angelo, perchè Pio VI funzione del solenne possesso, pom-
ad evitare inutile spargimento di pa che fu preceduta e seguita dai
sangue, avea ordinato alle milizie dragoni a cavallo vestiti al modo
di non opporre resistenza. Procla- detto nel voi. XVII, p. ii3 del
mata la repubblica romana, P